Seduta n.177 del 08/11/2001 

CLXXVII SEDUTA

Giovedì, 8 Novembre 2001

Presidenza del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 11 e 13.

masia, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 9 ottobre 2001, che è approvato.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione LIORI sul contenzioso tra la BILAB e la Provincia di Nuoro". (96)

(Risposta scritta in data 29 ottobre 2001.)

"Interrogazione AMADU sullo stato degli interventi nella camionabile Sassari-Porto Torres e della progettazione del completamento della S.S. Sassari-Alghero". (378)

(Risposta scritta in data 29 ottobre 2001.)

"Interrogazione FRAU sulla autorizzazione alla coltivazione di una nuova cava in agro di Ossi". (382)

(Risposta scritta in data 29 ottobre 2001.)

"Interrogazione CALLEDDA - FALCONI - ORRU' sulla chiusura dell'Acentro Ceramica di Carbonia". (383)

(Risposta scritta in data 29 ottobre 2001.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Annunzio che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge:

dal consigliere BIANCAREDDU:

"Modifiche alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione)". (270)

(Pervenuta il 29 ottobre 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 18 e 25 settembre 2001.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

Masia, Segretario:

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura del distaccamento dei vigili del fuoco di Alghero". (394)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla sottostazione per rifiuti solidi urbani in agro di Siligo (Sassari)". (395)

Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla pericolosità della strada provinciale Sassari-Alghero in prossimità dell'incrocio "strada dei Due Mari". (396)

"Interrogazione LAI - CUGINI - SPISSU - MORITTU, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile chiusura del collegamento Alghero-Londra della compagnia aerea Ryanair". (397)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sugli accertamenti diagnostici delle spore di antrace". (398)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla Motorizzazione Civile di Sassari". (399)

"Interrogazione LAI - MORITTU - SPISSU - CUGINI, con richiesta di risposta scritta, sul programma di elettrificazione rurale in Goceano". (400)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

Masia, Segretario:

"Interpellanza DETTORI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - MARROCU - DEMURU - PACIFICO sulla recrudescenza dell'epidemia di "lingua blu" negli allevamenti ovini della Sardegna". (184)

"Interpellanza MORITTU - CUGINI - SPISSU - LAI sulla delibera della Giunta regionale del 4 ottobre 2001 relativa alla metropolitana di superficie di Sassari". (185)

"Interpellanza VASSALLO - COGODI - ORTU sulla grave situazione dei lavoratori degli appalti di servizi nell'indotto ferroviario". (186)

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. La prego di attenersi alle questioni che riguardano il Regolamento, poi, se vorrà, avrà la possibilità di intervenire nel dibattito.

Cogodi (R.C.). Quando avrà finito di pregare io interverrò! Ha finito di pregare?

PRESIDENTE. Ho finito di pregare e rinnovando la preghiera le do la parola.

Cogodi (R.C.). Lei non deve rinnovare nulla. Ho chiesto la parola a termini di Regolamento, per cui mi deve dare la parola senza preghiere.

In relazione all'ordine del giorno che è stato regolarmente inviato ai consiglieri regionali e che porta le dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione, avendo appreso, da notizie pubblicamente diffuse, che non si procederebbe al rispetto di questo ordine del giorno per cui il Consiglio è stato convocato, e avendo ugualmente appreso, così come tutti gli altri consiglieri regionali, che vi sarebbe in campo una procedura in base alla quale verrebbero rese delle dichiarazioni su cui ogni Gruppo politico potrebbe intervenire per cinque minuti, vorrei sapere in base a quale norma del Regolamento si prevede o si ipotizza questo percorso.

Per quanto io conosco il Regolamento di questo Consiglio, la norma dei cinque minuti per Gruppo la ritrovo nell'articolo 86, il quale riguarda la questione pregiudiziale e quella sospensiva su un determinato argomento. Può darsi che un consigliere, sostenuto da altri consiglieri, ponga la questione pregiudiziale o sospensiva della discussione, ma non dell'argomento. Qualora invece, così come parrebbe, si debba sospendere l'argomento, il Consiglio si trova, ci troviamo tutti di fronte a un fatto nuovo, rispetto al quale ritengo possa essere dato corso a un dibattito, nei modi e nei termini che si vorranno regolare sulla base di accordi che potranno intervenire.

Se però i cinque minuti che si sono previsti sono quelli richiamati all'articolo 86 del Regolamento, dico fin d'ora, in relazione all'ordine del giorno che è stato diramato, che quell'articolo non è pertinente.

PRESIDENTE. Il Presidente della Giunta deve prendere la parola, sapremo dopo che avrà parlato cosa intende dirci, però, onorevole Cogodi, diciamo anche le cose come stanno: ieri c'è stata una Conferenza dei Capigruppo, nella quale si sono organizzati i lavori odierni. Erano presenti tutti i Presidenti dei Gruppi consiliari, i quali hanno concordato sull'applicazione dell'articolo 86. Io sono arrivato in Aula per rispettare questo accordo che abbiamo stabilito tutti insieme in sede di Conferenza dei Capigruppo.

COGODI (R.C.). Il nostro Gruppo non era presente.

PRESIDENTE. Esiste il verbale della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, poi lei può anche dire che ieri era d'accordo e che oggi non lo è più, ma non ho intenzione di aprire una polemica con lei, onorevole Cogodi. Sentiamo cosa deve dirci il Presidente della Giunta.

Cogodi (R.C.). Lei su questo punto non ha avuto e non ha il nostro assenso.

Dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le dichiarazioni del Presidente della Giunta. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

Pili (F.I.-Sardegna), Presidente della Giunta. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, oggi avrei dovuto presentare a voi le dichiarazioni programmatiche, adempiendo al mandato che nemmeno quattordici giorni fa mi avete affidato. Così non sarà e sono inutili, falsi gli infingimenti. Sono qui per dirvi che vi sono delle legittime e comprensibili difficoltà.

Vedete colleghi, ognuno di noi deve avere il coraggio di ammettere i propri limiti e in qualche modo tentare di porvi rimedio. Io ho ecceduto, e ho ecceduto in ottimismo, come spesso ancora mi capita. Con la maggioranza che mi ha eletto ho valutato che occorre mettere a punto qualche ulteriore riflessione, e del resto sarebbe stato un primato riuscire a portare a soluzione in nemmeno due settime una crisi difficile che ha radici lontane.

Oggi, colleghi, mi sorregge l'ottimismo della volontà, anche se comprendo che gli ostacoli davanti a me sono non facili da superare. So che da alcuni settori di quest' Assemblea mi arriveranno dure critiche per un ritardo di qualche giorno, spero che siano critiche costruttive e non offensive. Spero che la dialettica possa prevalere e mettere in conto una legittima richiesta, della maggioranza e mia, di concedere tre giorni effettivi di slittamento per la presentazione in Aula delle dichiarazioni programmatiche e della nuova Giunta. Altri Presidenti della Regione, anche nel recente passato, hanno scelto di affidare a una lettera la pur legittima richiesta di slittamento; io ho preferito seguire un Consiglio, quello delle opposizioni.

Infatti, ieri, qualche collega Capogruppo d'opposizione mi ha consigliato - per il mio bene, s'intende - di venire in Aula. Tra me e me ho pensato: "Ma quanto è buono lei a suggerirmi questa strada!" Nonostante questa esortazione potesse celare il presagio di qualche duro attacco, ho preferito comunque essere qui, per non sfuggire alle mie responsabilità e agli onori e oneri di questo mandato. Vedete, colleghi, io credo che un'opposizione che si rispetti avrà modi e tempi per approfondire la critica, non già su tre effettivi giorni di ritardo, ma su programmi e su azioni. Ecco, se posso chiedere una simpatica restituzione di cortesia istituzionale, vi chiedo di criticarmi sul concreto delle azioni e non su qualche ora in più nel cronometro della politica. Ma se così non sarà, pazienza, colleghi, del resto ognuno sceglie la strada che più gli si addice.

Oggi la Sardegna si aspetta da noi tutti segnali chiari e abbiamo l'esigenza di verificare fino in fondo la possibilità di darli. Del resto, una crisi chiusa alla chetichella potrebbe solo generare ulteriori limiti nell'azione di governo. Tutti noi siamo consapevoli che ogni giorno in più è un giorno sottratto al governo. Vogliamo fare in fretta, ma non così in fretta da fare del male alla Sardegna. Se, come credo, il Consiglio concederà un limitato e concordato slittamento dei tempi, sarà mio compito utilizzare il tempo anche per promuovere, con le più rappresentative forze sociali, un preliminare confronto sui temi del dialogo e della concertazione. Non potrà che essere una consultazione propedeutica a quella che affronterei con la giusta attenzione dopo l'eventuale fiducia dell'Aula.

A lei, onorevole Presidente, e a voi colleghi del Consiglio, rimetto la determinazione finale su questa richiesta, che rivolgo personalmente, di rinvio a martedì della presentazione delle dichiarazioni programmatiche e della Giunta. Sono certo che comprenderete la comune volontà di fare in fretta e nella consapevolezza di questa stringente esigenza lavorerò nelle prossime ore.

PRESIDENTE. Il presidente Pili pone proprio la questione sospensiva, cioè che la discussione di un dato argomento debba rinviarsi ad altra data, prevista dall'articolo 86 del Regolamento. In questo caso possono parlare il proponente e un consigliere per Gruppo, e ciascun intervento non può superare i cinque minuti.

Per altro, voglio ricordare che era stato stabilito ieri, in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo, che così avremmo proceduto, quindi in applicazione dell'articolo 86 parlerà un consigliere per Gruppo. Poiché qualche Gruppo può decidere di non intervenire nella discussione, si era anche detto che eventualmente, quel Gruppo avrebbe potuto cedere il proprio tempo a un consigliere della stessa coalizione. Quindi è opportuno che chi intende intervenire si iscriva a parlare.

Ha domandato di parlare per una precisazione il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

Cogodi (R.C.). Preliminarmente, fuori dalla decorrenza dei secondi, se ferma un attimo la clessidra, vorrei chiedere in base a quale articolo di quale regolamento sia prevista la cessione dei tempi. Qui si cede tutto, adesso si cedono anche i tempi! Se un Gruppo ha diritto, ha facoltà, quel che si vuole, di parlare parla, se no voglio sapere qual è la procedura, dov'è il borsino, perché vorrei acquistare tre minuti, per esempio!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non so perché lei voglia polemizzare a tutti i costi.

Cogodi (R.C.). Io non voglio polemizzare a tutti i costi, voglio capire qual è il modo serio con il quale si procede. Non posso pensare che lei...

PRESIDENTE. Il Regolamento prevede che i tempi possano essere contingentati. Ieri si è tenuta una Conferenza dei Presidenti di Gruppo, lei è andato via prima che terminasse, ma si è stabilito anche questo sulla base del Regolamento. Lei può dire che non è d'accordo...

Cogodi (R.C.). Ammetto anche che il Regolamento prevede che i tempi vengano contingentati, e allora avete contingentato in mia assenza, peggio per me che ero assente, il mio Gruppo non c'era. Allora non è più l'articolo 86, siete ricorsi a un altro articolo del Regolamento. Quindi, per cortesia, sia chiaro e sincero.

Se siamo di fronte a un contingentamento dei tempi noi accettiamo, ovviamente, questa ipotesi, che però è prevista in un altro articolo, e in ogni caso il contingentamento non prevede la cessione del tempo da un Gruppo a un altro; può consentire che un Gruppo assommi in sé in un'unica dichiarazione l'intenzione politica di appartenenti a quel Gruppo, ma se qui c'è un borsino del tempo io voglio sapere dov'è, perché noi potremmo essere anche interessati a cedere minuti o ad acquisirne, giusto perché si sappia come si procede.

PRESIDENTE. Per il Gruppo Democratici di sinistra è iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

Cugini (D.S.). Mi sono iscritto a parlare chiaramente per utilizzare i cinque minuti che abbiamo previsto ieri nel corso della Conferenza dei Capigruppo.

Il presidente Pili, nella sua breve dichiarazione, ha trovato simpaticamente un momento per comunicare opinioni che gli sono state cortesemente riferite. Io, nel rispondere alla considerazione che ha fatto il presidente Pili, non farò delle considerazioni come rappresentante di una parte della opposizione, proprio per venirgli incontro, però devo dire che io e altri colleghi abbiamo ricevuto una lettera (non scritta da colleghi della opposizione) che dice: "Stiamo perdendo il treno dell'Europa, prolungare questa crisi sarebbe un suicidio". E aggiunge che se entro il 31 dicembre di quest'anno...

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, per cortesia, sono cinque minuti, ma vanno utilizzati con attenzione, chi non vuole sentire se ne vada fuori.

PRESIDENTE. Prego i colleghi intanto di stare rivolti verso la Presidenza, come prevede il Regolamento, e poi di prestare attenzione. Chi non volesse ascoltare può anche accomodarsi nella saletta a fianco.

Cugini (D.S.). Dicevo, per quelli che non mi hanno sentito prima, che io farò una considerazione che non è di una parte dell'opposizione ed è contenuta in un comunicato che ho ricevuto, in cui si dice che prolungare la crisi, presidente Pili, sarebbe un suicidio e che se entro il 31 dicembre di quest'anno noi non dovessimo spendere i soldi del POR 1994-99, rischiamo di perdere 1.200 miliardi. Si dice ancora che al 30 giugno di quest'anno le risorse che dovevano essere spese non sono state spese, quindi siamo in presenza di un rischio vero, e che per la parte riguardante il periodo 2000-2006 la situazione è ancora più grave di quella che viene descritta e rischiamo, anche qui, di perdere quasi tutte le risorse messe a disposizione della Sardegna. Si soggiunge che per quanto riguarda i trasporti aerei, la continuità territoriale che la Sardegna ha realizzato è un grande successo, ma è bastata l'assenza della Regione perché questo grande successo per la comunità sarda sia stato messo in discussione e quindi si rischia, anche qui, di subire dei ritardi. Solo una presenza attiva della Regione può impedire che questa vittoria sfumi.

Per quanto riguarda i trasporti marittimi si afferma che vi è un ritardo governativo e l'assenza di iniziativa della Regione sarda e che per l'energia si apre la possibilità di un progetto di metanizzazione in un'azione combinata con la Corsica, nel quadro europeo, ma anche in questo caso senza una forte iniziativa regionale nulla può essere fatto.

Siccome il collega Pili ha detto: "Ci sarà una parte del Consiglio che mi dirà un insieme di cose, mi farà delle accuse", voglio precisare che io non ho fatto nessuna accusa, ho solo riferito il pensiero di Mario Segni sulla vostra attività.

PRESIDENTE. Procedo a chiamare i Gruppi in ordine di grandezza. Per il Gruppo Rifondazione Comunista, onorevole Cogodi, vuole parlare?

COGODI (R.C.). Mi costringe?

PRESIDENTE. No, non la costringo, le chiedo se vuole intervenire, può anche rinunciare, è nel suo diritto. Prego, onorevole Cogodi, ha facoltà di parlare.***

Cogodi (R.C.). Io non credo di rinunciare, anche perché mi sento e ci sentiamo, come consiglieri regionali, già abbastanza "rinunciati" dalla decisione arbitraria che è stata prima assunta, legittimata, a me pare, da gran parte del Consiglio, però fa male chi usa i numeri per comprimere le norme e le garanzie regolamentari.

Io ero intervenuto sul Regolamento per sapere in base a quale articolo o istituto regolamentare si sarebbe svolta la discussione odierna; non si è data una risposta chiara, si è solo detto: l'articolo 86. Non era vero, era una bugia, ma qui le bugie si sprecano, perché poi si è detto: "No, abbiamo deciso in tua assenza di contingentare il tempo". Quindi si tratta di un altro articolo. Va bene, stiamo al gioco se gioco è.

Chiedo che decorrano da questo momento i cinque minuti (un minuto per ogni giorno di rinvio che il Presidente designato ha chiesto) per esprimere non l'opinione dell'onorevole Segni, che la esprimerà da sé, ma l'opinione politica del Gruppo della Rifondazione Comunista. Noi abbiamo ascoltato con attenzione e con rispetto le dichiarazioni politiche che ha reso poc'anzi il presidente Pili, il quale non ha solo chiesto un rinvio, ma ha posto di fronte al Consiglio regionale e all'opinione pubblica una questione politica di prima grandezza, cioè le difficoltà a risolvere la crisi. Difficoltà vere, difficoltà serie, "non facili da superare", come egli le ha definite. Allora è giusto che il Consiglio regionale rifletta e che l'opinione pubblica sappia quali sono davvero queste difficoltà. A noi non risulta che ci sia una discussione molto accesa attorno ai programmi tra le parti politiche che si accingono a formare una maggioranza; per quanto sappiamo noi consiglieri regionali e sa l'opinione pubblica vi è invece una lotta accanita, questa sì, attorno alla divisione degli strumenti del potere. E' legittimo anche questo, è accaduto altre volte, ma il fatto che sia accaduto altre volte non significa che si debba sempre proseguire in quel modo. Chi ha sbagliato nel passato ha anche pagato, oggi dovreste pagare voi!

Caro Presidente, lei è al Pili ter; in due anni ha avuto tre incarichi. Il presidente Palomba che ebbe cinque incarichi in cinque anni fu esposto al pubblico ludibrio perché era il campione dell'instabilità e della precarietà istituzionale. Lei, in media inglese, ha già superato Palomba: tre incarichi in due anni rispetto ai cinque in cinque anni. La realtà è che le ragioni che si adducono qua e là intendono nascondere la verità. Dicono i signori della maggioranza, inviando una lettera al Presidente del Consiglio: "E' utile, è necessaria una dilazione dei tempi perché il Presidente incaricato deve almeno sentire le parti sociali con una consultazione minima, almeno minima". Ma come, le parti sociali, in queste due settimane e più, non potevano essere sentite, almeno minimamente? E ancora: voi maggioranza, che eravate già maggioranza perché avete fatto solo un cambio di Presidente e non di formula politica, non le sentivate sempre le parti sociali? Non eravate in concertazione permanente? Non avevate concertato il DPEF, cioè la programmazione economica della Regione per tre anni, il bilancio triennale, i fondi comunitari, la riforma della Regione? Avevate concertato tutto con le parti sociali, che c'entra la consultazione minima? O avete detto una bugia prima o la state dicendo adesso, oppure l'avete detta prima e la dite anche adesso.

La verità è che la parte sociale di cui voi vi dovete occupare è dalle parti del Movimento Sociale; è da quelle parti che dovete trovare il superamento delle difficoltà, perché pure in questa contraddizione noi intravediamo un sussulto di dignità della politica; qui si è posto un problema di rappresentanza anche nelle formule di governo e voi avete adottato la formula. Presidente, cominciamo male, Comincioli qui non c'entra nulla, quello comincia sempre e non finisce mai, ma noi qui siamo e qui dobbiamo restare. Quando si dice…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le concedo ancora qualche secondo per arrivare alla conclusione. Sono già trascorsi cinque minuti, e sono cinque minuti netti, perché il tempo dei miei interventi non viene computato.

COGODI (R.C.). Quindi se sto zitto non decorrono più i cinque minuti.

PRESIDENTE. Le do qualche secondo per arrivare alla conclusione. Prego.

COGODI (R.C.). E' veramente ridicolo tutto questo! Grazie.

PRESIDENTE. Ridicolo? Ci siamo dati delle regole e vanno rispettate! E lei è tenuto al rispetto delle regole quanto me e quanto tutti gli altri.

COGODI (R.C.). La regola l'avete imposta! Tanto valeva mandarci una cartolina. Auguri!

PRESIDENTE. Per il Gruppo Federazione dei Socialisti e dei Democratici è iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Dalle brevi dichiarazioni dell'onorevole Pili mi pare di cogliere due aspetti: il primo è quello della consapevolezza, l'altro invece è una specie di richiesta di clemenza rivolta all'Aula, presumo fondamentalmente alle opposizioni: "Concludendo valutate ed esprimete un giudizio sulle cose che io farò e non su questa richiesta di breve rinvio che, per altro, in più occasioni, diversi Presidenti incaricati hanno avanzato".

E' vero, onorevole Pili, e io mi atterrò a valutare le cose. Intanto apprezzo la consapevolezza che mi pare da parte sua emerga per la prima volta qui in Aula in maniera certa; una consapevolezza dei limiti, che è un fatto sicuramente positivo. Peraltro, noi comprendiamo le difficoltà; abbiamo assistito in altre occasioni a richieste di rinvio, ciononostante il giudizio che lei chiede sia di clemenza non può essere tale, onorevole Pili, perché proprio valutandola sulle cose il giudizio è di colpevolezza, di forte colpevolezza. Perché? Io non comprendo perché una ricostituenda maggioranza, ma in modo particolare il Presidente che essa ha incaricato sprechi - così almeno ho appreso dai mass media - la prima settimana tutta intera, forse i primi dieci giorni tutti interi anziché nella consultazione di quelle parti sociali a cui ha fatto riferimento, anziché nella trattativa legittima, giusta, politica, tra forze che devono confrontarsi, andando a consultare gli oracoli. Poco importa poi che gli oracoli siano quelli di Delfi, oppure quelli romani o di Arcore. Noi abbiamo appreso dalla stampa, onorevole Pili, che per una settimana, dieci giorni, questa maggioranza non è stata chiamata a consulto, non ha avuto l'opportunità di confrontarsi, di sentire le posizioni politiche reciproche perché lei era impegnato in consultazioni romane. Allora questa sì che è una richiesta di valutazione, così come lei ha chiesto, ma la valutazione è sul merito ed è negativa, perché rinunciare a chiudere una crisi che è nata in Sardegna e che attiene alla massima istituzione regionale per consultarsi con organismi o con persone che in ogni caso a questa istituzione regionale sono totalmente estranei è un fatto gravissimo che viola l'autonomia della Sardegna o comunque la riduce. Ecco perché il giudizio sul merito, al di là del giudizio positivo sulla consapevolezza, era e resta fortemente negativo.

La violazione dell'autonomia non è un fatto puramente di forma e ogni giorno che passa rischia sempre di più di diventare fatto esclusivamente di sostanza. Auguri, onorevole Pili!

PRESIDENTE. Per il Gruppo C.C.D. è iscritto a parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (P.P.S.-C.D.U Sardi). Signor Presidente, io credo che in questo momento difficile, come diceva il Presidente incaricato, l'onorevole Pili, i ruoli della maggioranza e dell'opposizione siano diversi: quello dell'opposizione che è di critica, che incalza una maggioranza che - non lo nascondiamo - ha alcune difficoltà per quanto riguarda anche approvare...

COGODI (R.C.). Scusi, non appartiene a un altro Gruppo? Perché parla per il C.C.D.?

PRESIDENTE. Onorevole Piana, lei è iscritto a un altro Gruppo, quindi la prego.

PIANA (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Sì, al P.P.S.-C.D.U. Sardi.

CONTU (C.C.D.). Posso parlare io.

PIANA (P.P.S.-C.D.U Sardi). Non c'è problema. Signor Presidente, parlo per il Gruppo a cui appartengo.

PRESIDENTE. Allora le darò la parola quando chiamerò il Gruppo a cui lei è iscritto, perché adesso può parlare un rappresentante del Gruppo C.C.D..

(Interruzione del consigliere Cogodi)

PIANA (P.P.S.-C.D.U Sardi). In base alla consistenza del Gruppo, siamo cinque consiglieri.

PRESIDENTE. No, a me ne risultano tre, la prego, stia comodo. Abbia pazienza.

Per il Gruppo C.C.D. è iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Non c'è nessun problema. Non ho voluto prendere la parola perché, senza infingimenti, io sono un candidato Assessore.

SANNA EMANUELE (D.S.). Ora lo sappiamo ufficialmente.

CONTU (C.C.D.). E mi sembrava veramente strano che un candidato Assessore prendesse la parola a nome di un Gruppo. Per un minimo di correttezza ho ritenuto di non parlare, ma non ho nessunissima difficoltà a prendere la parola.

Cari amici, capisco benissimo il ruolo dell'opposizione.

(Interruzione del consigliere Cugini)

Sto parlando dell'opposizione. Come chiamarla? Posso chiamarla "comunista", tu sai benissimo che io stimo l'onorevole Cogodi perché è uno dei pochi comunisti che è rimasto tale, e lo stimo proprio perché non ha mai voluto abdicare alle sue idee. Quindi quando parlo di ruolo di opposizione, parlo anche dell'unico oppositore che ho sentito pochi minuti fa.

Accade una cosa stranissima in questo dibattito, che può essere persino irrituale, ma forse non lo è perché la prassi degli ultimi tempi ha modificato molte cose, e quindi io mi domando: ma veramente si può dire che ci sia stata una mancanza di rispetto verso l'Assemblea e verso gli stessi Presidenti dei Gruppi? I Capigruppo della maggioranza hanno presentato quella richiesta in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo perché il calendario dei lavori non era stato stabilito dall'Assemblea, ma appunto dalla stessa Conferenza. E dico di più: inusitatamente, per la prima volta nella storia della nostra autonomia, la Conferenza dei Presidenti di Gruppo si è arrogata il diritto di stabilire il calendario senza neanche sentire il Presidente incaricato. Tutte le altre volte la data di convocazione del Consiglio per la presentazione del programma di governo è sempre stata concordata col Presidente eletto; noi invece abbiamo stabilito dall'inizio il giorno dell'elezione del Presidente e contemporaneamente - per motivi forse validi, io li ritengo tali - la data esatta in cui egli si sarebbe dovuto presentare all'Aula. Però, onestamente, bisogna dire che è stato un fatto inusuale, perché la seconda data, cioè quella della presentazione del programma di governo, in tutte le passate crisi è stata sempre concordata ascoltando anche il parere del Presidente eletto. Ma, ripeto, ci troviamo in un momento eccezionale, mi rendo conto che è stato anche giusto per certi aspetti accelerare perché abbiamo questa mannaia rappresentata dalla scadenza del 12 dicembre, però ciò non significa che se sorgono alcune difficoltà e si chiede una breve proroga questa non possa essere concessa. Tra l'altro la richiesta l'abbiamo fatta noi maggioranza, non il Presidente, perché abbiamo ritenuto giusto che lo stesso organo che aveva deciso il calendario potesse anche modificarlo.

E' prevalsa la tesi che la richiesta fosse fatta dal Presidente della Giunta, che giustamente avrebbe potuto inoltrarla anche per iscritto. Io l'ammiro, presidente Pili, perché ha avuto - e ha fatto bene secondo me - non dico il coraggio, in quanto non ci vuole un grande coraggio, ma un certo sussulto di dignità nel decidere di presentare la richiesta di rinvio in Aula. E' una richiesta, secondo me, legittima che si è fatta anche altre volte, e nessuno si deve strappare le vesti per questo. L'Assemblea la può valutare, è ovvio, ed è anche ovvio che l'opposizione la valuterà da una visuale diversa rispetto alla maggioranza, però, ripeto, mi sembra una richiesta legittima ed è giusto che si dica che non saranno i tre o i quattro giorni di rinvio a produrre questo grande sconquasso a cui si vuole accennare.

CUGINI (D.S.). I danni sono già fatti, hai ragione!

PRESIDENTE. Per il Gruppo Patto Segni-Riformatori sardi è iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Patto Segni-Rif.sardi). Signor Presidente, come Riformatori abbiamo appreso in Aula ciò che già conoscevamo, e cioè le difficoltà che il presidente Pili ha rappresentato nella fase di soluzione della crisi, che richiedono un allungamento dei tempi, per altro contingentati in maniera abbastanza netta dallo stesso Presidente, il quale chiede tre giorni effettivi di lavoro per andare alla soluzione della crisi.

Credo che sia difficile pensare che al presidente Pili possano essere negati i tre giorni richiesti, anche perché, come è stato ricordato in quest'Aula e nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, noi oggi ci troviamo ad applicare in Sardegna dei tempi da regime presidenziale in un regime che invece è parlamentare. Non credo che il limite dei due mesi che è stato imposto alla Regione Sardegna da una legge di revisione costituzionale per risolvere i problemi della crisi sia un termine di cui dobbiamo avere paura, ma credo che questo abbia senz'altro cambiato i tempi della crisi parlamentare adeguandoli a quelli di una forma di governo di tipo presidenzialista. Questo credo che sia un elemento importante e anche uno dei motivi che hanno reso difficile per il presidente Pili fare quel lavoro che, invece, egli aveva svolto brillantemente durante il primo incarico che gli era stato affidato da questo Consiglio due anni fa, e cioè la convocazione e la consultazione più ampia possibile di tutte le parti sociali, il che è realizzabile se non sono previste scadenze precise, ma diventa difficile quando tutti i problemi si accalcano contemporaneamente sul tappeto. Credo che questi giorni in più che il presidente Pili giustamente ha richiesto debbano essere utilizzati anche per una prima interlocuzione con le parti sociali.

Ha ragione l'onorevole Pili quando dice che oggi i temi che la Sardegna ha in discussione sono di importanza tale per cui non sono tre giorni in più o in meno che possono creare dei problemi, e ha ancora ragione quando dice: "Giudicatemi sui fatti e non sui tre giorni di ritardo nella presentazione della Giunta". Infatti, la Giunta che deve uscire dalla maggioranza che oggi ha eletto il presidente Pili deve essere forte, deve essere coesa, deve essere capace di dare risoluzione ai problemi gravi della Sardegna; non può essere una "giuntarella", una "giunticchia", una piccola Giunta, e non può essere nemmeno una Giunta in cui tutte le forze che partecipano alla maggioranza non siano adeguatamente rappresentate e abbiano piena visibilità per poter mantenere il loro impegno a sostenere il Presidente della Giunta nella soluzione dei problemi della Sardegna. Per questo è necessario - ha ragione Pili - fare una riflessione e a tal fine occorre qualche giorno in più, anche ricordando quello che ha detto un europarlamentare - che a noi sta molto caro - impegnato nella risoluzione dei problemi della Sardegna, l'onorevole Mario Segni. L'onorevole Cugini, inaugurando oggi una prassi che si potrà consolidare nel tempo, nel suo intervento ha ricordato quello che Mario Segni ha detto e io mi auguro che anche negli interventi successivi egli condivida le sue tesi, che sono volte all'interesse complessivo della Sardegna e che noi Riformatori ovviamente sposiamo, convinti che i tempi e la gravità dei problemi richiamati richiedano sicuramente un impegno complessivo della futura Giunta e dell'intero Consiglio.

Se la Giunta e il Consiglio non saranno in grado di dare una risposta a quei problemi che l'onorevole Cugini ha richiamato, a quel punto io credo che non saranno i due mesi di tempo che abbiamo per formare un nuovo governo che ci manderanno a casa, ma sarà la nostra stessa sensazione di inadeguatezza.

CUGINI (D.S.). Segni vi chiama "irresponsabili". Condivido anche quelle parole!

PRESIDENTE. Per il Gruppo I Democratici è iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Presidente, anch'io, se cedessi ai sentimenti, sarei portato a esprimere apprezzamento per l'umiltà mostrata dal Presidente eletto, Mauro Pili, e anche per il rispetto che egli ha finalmente dimostrato di portare per il Consiglio regionale. Questo però non è un momento per dare sfogo ai sentimenti, bisogna valutare con un minimo di realismo la situazione e allora non possiamo dimenticare cosa ha preceduto questa dichiarazione di umiltà.

Dopo lo scandalo di questi due anni, iniziato con la compravendita dei voti e con i ribaltoni dell'autunno '99, e proseguito con le risse sulle nomine e con la totale incapacità di governare della Giunta Floris, purtroppo in questi giorni si sta scrivendo l'ennesima pagina nera nella storia del Consiglio regionale e della Sardegna. Mentre è ormai in vigore la norma che prevede l'elezione diretta del Presidente della Regione e la nomina da parte sua degli Assessori, i partiti del centrodestra - questo è il fatto inquietante - dopo aver eletto Mauro Pili alla carica di Presidente della Giunta, lo hanno doppiamente umiliato, con la rissa selvaggia per la spartizione degli Assessorati. E abbiamo assistito a uno spettacolo indegno in quello che dovrebbe essere il tempio dell'autonomia insieme a questo palazzo, cioè Villa Devoto: un via vai di automobili, di figure che sfuggivano nella notte, una cosa veramente indecente, vi assicuro, uno spettacolo inverecondo. Altra umiliazione subita da Mauro Pili è la richiesta di rinvio della seduta odierna, che non è stata fatta da lui, ma dai Capigruppo, con una lettera che ho qui davanti e che è veramente un altro esempio di spettacolo squallido. Questi partiti, con questo comportamento, oltre a mostrare una mancanza totale di rispetto verso le istituzioni, dimostrano anche di non aver capito quali sono i limiti che pone la Costituzione. Essi sono strumenti e non protagonisti, da soli non devono decidere assolutamente niente, non devono anteporsi alle istituzioni, non devono pretendere di umiliarle e cancellarle.

In seguito a ciò, Mauro Pili, delfino di Berlusconi, eletto con 152.000 voti di preferenza, è ormai, secondo me, è evidente, una canna battuta dal vento, una banderuola impazzita che gira su sé stessa senza più un minimo di dignità, in preda ai lupi famelici e insaziabili, che anziché pensare a governare la Sardegna, ancora una volta, dimostrano di non avere altro obiettivo se non quello di spartirsene le spoglie.

Allora io dico che nessuno può negare questo rinvio che è stato chiesto da chi lo doveva chiedere in modo corretto, però abbiano l'uno e gli altri almeno un sussulto di dignità, prendano atto, prima che sia troppo tardi, che non sono in grado di governare, chiedano scusa ai sardi e alla Sardegna e rinuncino a continuare questo gioco osceno, abbandonando il terreno che hanno ormai cosparso di macerie.

PRESIDENTE. Per il Gruppo del Partito del Popolo Sardo-c.d.u. Sardi è iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S-C.D.U. Sardi). Presidente, il mio sarà un brevissimo contributo, perché secondo me bisogna cercare di capire per quale ragione siamo riuniti in quest'aula.

Il presidente Pili ha cortesemente e umilmente fatto una rappresentazione di quelli che sono stati questi ultimi quattordici giorni circa; ha parlato della necessità di fare meglio e di utilizzare qualche altro giorno per dare un senso a questa maggioranza che nuova non è, perché non è stata ricercata da nessuno una nuova maggioranza. E' stato invece ricercato un nuovo patto all'interno di questo Consiglio che possa consentire di percorrere la restante parte di legislatura con un contributo di tipo politico e programmatico, che possa definitivamente portare la Sardegna fuori da un guado ereditato. Però è difficile cercare di capire che cosa leghi i nostri interventi in quest'aula agli interessi generali della Sardegna più volte richiamati - oggi, devo dire, poche volte richiamati -, magari dalla lettura di interventi esterni a quest'aula, e vedo che sempre più spesso, anche da altre parti, si fanno questi riferimenti.

Cosa lega perciò questa seduta del Consiglio al problema ormai drammatico della lingua blu nella nostra regione? Cosa lega gli interventi del Consiglio sulla manovra finanziaria, che, ahimè, regola l'economia della nostra Isola, all'economia stessa? Più volte si è detto, ho riferito ciò che penso, che se manca la manovra finanziaria in Sardegna si blocca l'economia, diversamente da quello che succede in altre parti d'Italia: che ne sarebbe delle risorse idriche, cosa succederebbe all'avviata continuità territoriale, cosa succederebbe per l'assenza della Sardegna nelle sedi nazionali di contrattazione che consentono di programmare il futuro? Credo che questo momento rappresenti un contributo che il presidente Pili, devo dire, con molta serietà, umiltà e senso di responsabilità, ha chiesto a questo Consiglio. Poteva essere un momento di ulteriore contribuzione da parte di questo Consiglio per amalgamare la politica della Sardegna e concorrere, ognuno secondo il suo ruolo, a costruire qualcosa nel concreto e non soltanto a parole.

Certo tra le righe si legge che è difficile comporre, in questo momento di crisi, quegli equilibri numerici che consentono di governare, quegli equilibri numerici che sempre di più si sta cercando anche di far diventare politici. Ci sono troppi riferimenti esterni per i tre giorni di rinvio richiesti; un rinvio necessario, obbligato, per certi versi, richiesto sì dai Capigruppo di questa maggioranza, ma come momento di ulteriore riflessione per il consolidamento degli equilibri interni. Questo è stato detto, ed è umano e normale perché una Giunta va governata anche con gli equilibri politici interni, legittimi da parte di tutti i partiti che rappresentano questa maggioranza, ma sono tre giorni che, nel mare delle giornate, ahimè, perse in questo Consiglio, potranno consentire una migliore programmazione del futuro.

Cosa fare? Credo che bisognerà riflettere, essere coscienti che bisogna fare in fretta, ma la fretta non deve condizionare le scelte che dovranno sostenere e programmare i prossimi due anni della Giunta che il presidente Pili si appresta a presentare.

PRESIDENTE. Per il Gruppo Misto è iscritto a parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non per fare polemica, ma il Gruppo dei Popolari è aumentato nel frattempo, il Gruppo Misto è aumentato abbondantemente e credo che aumenterà ancora, però, a meno che non ci sia stato il ritorno a casa di qualcuno… Nessuna polemica, parlare prima o dopo non mi crea nessun problema.

PRESIDENTE. Senza polemiche, sa i Gruppi a volte si allargano, a volte si restringono.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Dipende dalla dieta!

PRESIDENTE. Effettivamente tocca prima al Partito Popolare, però se non ci sono problemi do la parola...

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). No, continuo io, Presidente, era una battuta, oltre che un piacere.

PRESIDENTE. D'accordo, grazie.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Intanto non mi meraviglia, non mi scandalizza, anzi ritengo giusta e opportuna la richiesta fatta dal presidente Pili, secondo una prassi parlamentare. Non ci deve quindi trarre in inganno e portare a strumentalizzazione alcuna. Forse al posto suo non sarei neanche venuto in aula, presidente Pili, quindi quei consigli che le vengono dati ogni tanto, soprattutto da parte nostra, cioè dell'opposizione, ma anche da parte della maggioranza veda di valutarli attentamente.

Sono due le motivazioni della richiesta di rinvio: la prima è quella di sentire le parti sociali. Nel 1999 lei impiegò otto giorni per incontrare praticamente mezza Sardegna; due anni dopo chiede tre giorni per incontrare soltanto le parti sociali. Se questi sono i tempi, continuando di questo passo servirà l'intera legislatura per riascoltare di nuovo tutti e produrre un data base, perché questa era la dimensione di quelle trentanove pagine che lei scrisse nel '99. Quindi io scarto questa ipotesi, cioè non credo assolutamente che questa sia la motivazione.

La motivazione vera l'ha detta lei quando ha affermato che questa è una crisi difficile, che ha radici lontane. Ha ragione, perché la crisi è la stessa, è quella iniziale del '99, con tutte le motivazioni che conosciamo, con lo stesso aspetto numerico della maggioranza, con le stesse persone che vi partecipano, con due anni di anzianità e di incomprensioni. Facciamo una sommatoria e allora non meraviglia nessuno di noi che questa sia una crisi difficile e che abbia radici lontane.

Diventa perciò più facile, da parte mia, rivolgermi alla maggioranza. Si parla della Sardegna, del bene che tutti vogliamo a quest'Isola, delle rivendicazioni che finalmente debbono diventare, nella concretezza, realtà delle aspettative dei sardi, e allora faccio un primo appello all'ex presidente Floris: Presidente, io sinceramente farei un passo indietro per quanto riguarda la rappresentanza all'interno del futuro Esecutivo. Lei ha capacità, spessore politico, esperienza per consertirsi questo, quindi per facilitare, eventualmente, la nascita di una maggioranza e di una Giunta. Ma capisco anche che questo è difficile, capisco le sue difficoltà. Allora, lo stesso appello lo rivolgo all'onorevole Fois, con grande sensibilità, conoscendo il suo attaccamento all'Isola, alle sue tradizioni, alla sua cultura: c'è la necessità di fare un passo indietro per aiutare l'onorevole Pili a far decollare finalmente la nuova Giunta e questa maggioranza. Ma se neanche l'onorevole Fois riuscisse a condividere il mio messaggio, lo capirei. Allora, lo stesso invito lo rivolgo all'onorevole Amadu: onorevole Amadu, lei fino ad oggi non ha avuto nulla e il fatto che possa continuare a non avere nulla credo che non la scandalizzi, si è talmente abituato che potrebbe essere anche una cosa facile, ma se neanche lei dovesse accettare questo mio consiglio lo capirei.

Il problema vero è che quando metto tutto questo assieme, e parlo della maggioranza che ha eletto l'onorevole Pili, non riesco più a capire, non riesco più a trovare delle giustificazioni; le trovo per quanto riguarda i singoli casi, ma non nell'unità, nella coesione - se così la vogliamo chiamare - di una maggioranza, qualunque essa sia, di destra o di sinistra, perché i presupposti sono proprio questi.

Io sto ancora cercando di capire che cosa vi leghi tutti assieme: non è un progetto politico-programmatico, non sono linee di programmazione che stanno iniziando a trovare grosse difficoltà, anche nella impostazione, nella continuità del discorso. Allora, questa difficoltà innanzitutto ve la dovete spiegare voi al vostro interno, perché alla fin fine la si capisca anche noi.

Onorevole Capelli, prima di chiedere che cosa pensano fuori di qui, dobbiamo capire che cosa ne pensiamo noi, qua dentro. Grazie.

PRESIDENTE. Per il Gruppo Popolari-P.S. è iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io concordo con quanto hanno dichiarato altri colleghi, cioè che non è assolutamente scandaloso chiedere un rinvio di alcuni giorni. Accolgo anche l'invito del presidente Pili, e debbo confessare - lo faccio pubblicamente - che uno di quelli che gli ha suggerito di venire in Aula sono io, ma l'ho fatto perché quest'Assemblea venisse rispettata, al contrario di quanto volevano fare i suoi colleghi della maggioranza, i quali invece hanno cercato di indurlo a non presentarsi in Aula. Credo che l'opposizione si sia comportata come sempre con grande serietà e dignità.

Signor Presidente, io la invito a leggere quanto dichiarò il collega Pittalis in occasione del dibattito su una crisi di Giunta.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Quale crisi, di quale Giunta?

FADDA (Popolari-P.S.). Adesso siamo alla terza Giunta Pili, poi vedremo le altre, ma ce ne siamo già occupati di questo.

Dicevo, Presidente, che la invito a verificare quanto dichiarato dall'onorevole Pittalis in merito a un rinvio di quarantott'ore, ma anche dal collega Masala, che in quella occasione si oppose con forza perché le quarantott'ore fossero precise e non concesse all'allora presidente Palomba neanche mezz'ora di più. La invito a rileggere quanto da loro dichiarato, se vuole ho qui la documentazione. Questo per dire, presidente Pili, che noi non ci comporteremo come si sono comportati i suoi colleghi nella scorsa legislatura. La giudicheremo sui fatti, la giudicheremo sull'operato, però lei è Presidente da quindici giorni, quindi abbiamo il dovere di iniziare a dare un giudizio sui suoi primi quindici giorni.

E' grave, l'hanno già detto altri colleghi, che i Capigruppo della maggioranza l'abbiano delegittimato sostenendo che non era stato in grado in questi quindici giorni di sentire le parti sociali. E' grave che lei abbia cercato di convincere il popolo sardo che sono tre giorni e non cinque. Lei riesce, con il suo sorriso, col suo modo di fare, a convincere anche i sardi che il rinvio che sta chiedendo è di tre giorni e non di cinque. Credo che il metodo che voi avete utilizzato, presidente Pili...

OPPI (C.C.D.). Sabato e domenica è festa.

FADDA (Popolari-P.S.). E' festa, ma non per Comincioli, che di domenica occupa Villa Devoto. Non ne volevo parlare, però qualche collega mi porta ...

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia. Onorevole Oppi!

FADDA (Popolari-P.S.). Sarebbe stato molto più semplice che il presidente Pili, anziché telefonare al Presidente del Consiglio per chiedere di anticipare addirittura di un giorno la presentazione della Giunta, avesse fatto la stessa cosa per posticiparla. Si deve assumere, presidente Pili, tutte le responsabilità. Lei non è stato in grado non solo di anticipare, ma neanche di rispettare i tempi che il Consiglio all'unanimità aveva stabilito, perché lei oggi avrebbe dovuto presentare in Aula le dichiarazioni programmatiche.

Voglio dire due parole sui motivi del rinvio, tanto i sardi già sanno quali sono le ragioni: non è vero, colleghi della maggioranza, che il rinvio è stato chiesto per sentire le parti sociali, anche se debbo riconoscere che il presidente Floris ha condizionato il suo voto all'eventualità che ci fosse la concertazione, mentre il presidente Pili non aveva avuto neanche l'idea di sentire le parti sociali. E' vero invece che ci sono dei problemi all'interno della maggioranza e che Alleanza Nazionale, devo dire con un sussulto di orgoglio, sta cercando di far capire che la pari dignità non significa pari rappresentatività. Ma io sono convinto che in questi giorni il presidente Pili riuscirà a convincere i colleghi del P.P.S., che sono entrati nella vecchia maggioranza "per amore della Sardegna" e che essendo in tre pretendono due Assessorati, a rinunciare a questa pretesa. Se lei, presidente Pili, chiederà a qualcuno di rinunciare, così come ha fatto con molta dignità, il presidente Floris, che per il suo Gruppo composto da tre consiglieri le ha chiesto un Assessorato, credo che proprio per il bene della nostra Isola avremo un Governo immediato. Non ho parlato naturalmente dei danni che deriveranno dal DPEF alla finanziaria, ai fondi europei, perché credo che di questo avremo tempo di parlarne in occasione delle sue dichiarazioni programmatiche.

PRESIDENTE. Per il Gruppo di Alleanza Nazionale è iscritto a parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Innanzitutto vorrei sapere se arriva Grauso, se no non parlo!

Signor Presidente, colleghi, ci sono dei riti da rispettare, questo è uno di quelli. Aveva ragione il collega Giacomo Sanna, a mio modo di vedere, a nostro modo di vedere. E' ovvio e anche chiaro che esistono dei problemi e poiché si richiama sempre l'opinione pubblica della Sardegna, il popolo sardo, è giusto che i sardi sappiano che questa è una crisi complicata, la cui soluzione non è per niente facile, anche perché stiamo utilizzando nuove regole su uno scenario che, tutto sommato, è ancora vecchio, come vecchie sono le regole che lo disciplinano.

Noi siamo stati favorevolmente sorpresi dalle cose che ha detto il presidente Pili, sottolineiamo quindi il suo intervento onesto intellettualmente e di grande dignità politica. Questo non significa che il Gruppo che io rappresento non abbia dei problemi, come tutti voi avete detto, e sarebbe sciocco e forse anche inopportuno non tirarli fuori volgarmente; questo non significa nemmeno che noi non siamo impegnati in un'attenta riflessione sulle questioni che dovrebbero portare a formare questa nuova Giunta. Debbo anche dire che non è totalmente vero che le questioni riguardino solo la rappresentatività, perché si può essere rappresentativi in mille modi, anche solamente con la partecipazione e con il lavoro, ma mi è stato spiegato alle lezioni di educazione civica che la democrazia si trasforma in numeri.

Non sarà comunque quello il problema, perché qualunque sia la nostra posizione, di appoggio esterno o all'interno della Giunta, noi lavoreremo e verificheremo il programma, perché su questo abbiamo speso molto della nostra dignità. Per cui, sperando che siano sufficienti le ore che il presidente Pili chiede, non abbiamo assolutamente niente in contrario, anzi siamo favorevoli alla richiesta del rinvio, poiché su una questione complicata come questa, che non riguarda forse solamente il centrodestra, ma riguarda più in generale il sistema del bipolarismo sardo, abbiamo bisogno di più tempo per riflettere.

PRESIDENTE. Per il Gruppo Forza Italia-Sardegna è iscritto a parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto vorrei dire che sono convinto che la Sardegna non perderà neanche una lira dei fondi del Piano Operativo Plurifondo '94-'99. In due anni di governo di centrodestra abbiamo recuperato i ritardi degli anni precedenti. La Sardegna, d'altronde, è la prima Regione in fatto di impegni e di spesa per il POR 2000-2006.

Signor Presidente, le ragioni della crisi devono essere soprattutto ricercate nell'ormai superato sistema delle regole, che hanno giocato un ruolo decisivo nel ritardare l'attività della macchina regionale. Ciò che sta accadendo è l'effetto di una legge elettorale regionale che non ha contribuito a favorire la nascita e il consolidamento di un sistema bipolare. Sistema bipolare che a livello nazionale comincia, al contrario, ad assicurare quel meccanismo fondamentale dell'alternanza, tipico di una democrazia matura. Il risultato elettorale di due anni fa non ha consentito al centrodestra e ai suoi alleati di poter avere da subito il presidente che i sardi avevano scelto. Si impose uno sforzo forte di responsabilità che consentì alla Sardegna di avere l'unico governo possibile, guidato con grande impegno e serietà dall'onorevole Mario Floris. Era l'unico governo possibile e i fatti hanno dimostrato che fu una scelta giusta e corretta che ha consentito alla Sardegna il conseguimento di importanti traguardi e risultati.

E' evidente a tutti, comunque, che la Giunta Floris ha dovuto operare in un clima di tensioni e di incertezze che ne hanno condizionato l'azione; le tensioni e le incertezze sono progressivamente cresciute e infine è arrivata la crisi. Siamo ancora per poco in Sardegna in un sistema di governo parlamentare e non in un sistema presidenziale, e nei sistemi di governo parlamentare le crisi sono sempre state un fenomeno fisiologico. Dobbiamo perciò condurre questa fase delicatissima con il massimo della responsabilità.

Nonostante le difficoltà, i due anni del governo precedente hanno avuto importanti riflessi positivi sulle forze della coalizione di maggioranza. Sono convinto che l'esperienza di governo ha consentito di consolidare le ragioni dello stare insieme e di sperimentare direttamente la portata delle cose da fare. Gli aspetti di maggiore consapevolezza e di una più matura cultura di governo delle forze della coalizione rappresentano un importante punto di riferimento, dal quale dobbiamo ripartire per dare un nuovo governo alla Sardegna. Mauro Pili ha accettato di ripartire da qui; le soluzioni e i tempi necessari per dipanare una situazione così delicata non si improvvisano, né si può pensare di forzarla senza che esistano i presupposti politici. Voglio dire che noi siamo convinti, Mauro Pili è convinto, che questi presupposti esistano e che sia possibile dare un nuovo Governo alla Sardegna in tempi brevi. Abbiamo il compito di trasformare la maggioranza in coalizione politica, dobbiamo superare tutte le difficoltà, riteniamo perciò necessario qualche altro giorno per una più ragionata definizione delle intese e anche per raccogliere le indispensabili indicazioni delle parti sociali, della società civile e del mondo imprenditoriale.

Il nostro interesse principale è quello di far partire l'azione di governo in tempi comunque brevi e definiti, ma con il doveroso corredo di serenità e di certezza. Nell'intesa concordata a suo tempo dai Capigruppo, che indicarono la data di oggi per la presentazione delle dichiarazioni programmatiche, era insita la preoccupazione da parte di tutti per le sorti degli innumerevoli problemi da affrontare a favore della nostra Isola. Questa stessa preoccupazione ci porta oggi a ritenere che il lieve slittamento della scadenza indicata non comporti ulteriori danni, ma consenta invece una maggiore stabilità della compagine governativa. Siamo per questo favorevoli alla richiesta dell'onorevole Mauro Pili.

PRESIDENTE. Questo era l'ultimo intervento. Così come avevamo concordato, i lavori odierni terminano qui. Il Consiglio è riconvocato per le ore 12 e 30 del 13 novembre per la presentazione delle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta. Proseguiranno mercoledì 14 alle ore 10 con la discussione sulle dichiarazioni programmatiche.

La seduta è tolta alle ore 12 e 30.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Liori sul contenzioso tra la BILAB e la Provincia di Nuoro. (96)

Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si trasmettono gli elementi di risposta disponibili.

La regione Sardegna, in ossequio a quanto disposto dalla legge regionale n. 50/86, ha affidato all'Amministrazione provinciale di Nuoro, con la convenzione stipulata in data 16.3.1994, approvata con D.A. n. 1306 del 30.5.1994, registrato alla Corte dei Conti il 26.7.1994, la gestione e la manutenzione di un primo lotto della rete di rilevamento della qualità dell'aria composto da un centro operativo provinciale sito in Nuoro e da due postazioni di misura ubicate nell'area industriale di Ottana.

Con contratto rep. 4993 del 1.8.1997, l'Amministrazione provinciale di Nuoro ha affidato, attraverso apposita gara d'appalto, la gestione e la manutenzione della rete di cui sopra alla ditta BILAB, aggiudicataria della stessa. L'art. 4 del contratto prevedeva l'affidamento, attraverso la stipula del contratto aggiuntivo, delle restanti cinque centraline di pertinenza della Provincia di Nuoro, che, alla data della stipula del contratto non erano ancora state ad essa trasferite dalla Regione.

In data 11.8.1999, la ditta BILAB ha chiesto alla Provincia di Nuoro, tramite lo studio legale dell'avv. Sansonetti, la risoluzione del rapporto contrattuale per gravi adempimenti.

In data 21.9.1999, la Provincia di Nuoro, tramite lo studio legale dell'avv. Siotto, ha contestato la legittimità della pretesa risoluzione, contestando puntualmente quanto rappresentato dalla ditta BILAB.

La Provincia di Nuoro, al fine di garantire la continuità del servizio, ha provveduto ad affidare la gestione e la manutenzione della rete di monitoraggio attraverso pubblica gara alla Ditta Elettronica Professionale s.r.l. con sede in Sassari.

Nel mese di luglio 2001, la Provincia di Nuoro ha preso in carico le restanti cinque postazioni di misura, la cui manutenzione è stata affidata alla sopra citata Ditta Elettronica Professionale.

Nel frattempo, al fine di dirimere il contenzioso di cui sopra, è stato costituito un apposito collegio arbitrale, il quale ha ritenuto di convocare in data 10.9.2001 i funzionari del Servizio Antinquinamento Atmosferico e Acustico. Attualmente risulta in corso di svolgimento l'istruttoria del procedimento arbitrale.

Per quanto sopra esposto, l'Assessorato, in attesa della definizione del contenzioso in atto, non ha ritenuto di intervenire, riservandosi di attivare le opportune iniziative non appena risolto il contenzioso in atto.

Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Amadu sullo stato degli interventi nella camionale Sassari-Porto Torres e della progettazione del completamento della S.S. Sassari-Alghero. (378)

Con riferimento all'oggetto si trasmettono gli elementi di risposta forniti dal Direttore del Servizio Infrastrutture della Mobilità e Opere pubbliche di interesse locale.

Premesso che la titolarità delle arterie viarie in oggetto è da imputarsi all'Ente Nazionale per le strade, lo scrivente Servizio ha provveduto ad interpellare formalmente l'ANAS al fine di ottenere gli elementi necessari per una compiuta risposta all'interrogazione in epigrafe.

Il tratto di S.S. 131 "Camionale", ricompresso tra Sassari e Porto Torres, è diviso in cinque lotti:

  1. Lotto A 1° Stralcio - dalla attuale S.S. 131 alla S.S. 127 bis (Loc. Caniga) - l'ultimazione dei lavori è prevista per il mese di Dicembre 2001;

  1. Lotto A 2° Stralcio - dalla attuale S.S. 127 bis bis (Loc. Caniga) alla S.S. 291 (Loc. La Landrigga) - i lavori risultano ultimati;
  1. Lotto B - i lavori risultano sospesi a causa dell'intervenuto fallimento dell'Impresa appaltatrice; altresì, gli stessi sono inseriti nel Piano Triennale 2000/2003 e saranno riappaltati non appena il Piano sarà reso esecutivo per un importo di circa 22 miliardi;
  1. Lotto C 1° Stralcio - i lavori sono da tempo ultimati;
  1. Lotto C 2° Stralcio - i lavori sono da tempo ultimati.

Ancora, i Lotti C 1 e C2 sono stati quasi totalmente aperti al traffico nel mese di Dicembre 2000 al fine di eliminare gli inconvenienti creati dalla chiusura dell'epoca parziale, oggi totale del Ponte Colombo, (S.P. Porto Torres - Stintino).

Infine, corre obbligo evidenziare che, a rendere il tratto funzionale fino alla città di Porto Torres, occorrerebbe che il Consorzio A.S.I. portasse a compimento l'ultimo lotto, a suo tempo appaltato e solo parzialmente realizzato.

Per quanto riguarda la strada Sassari-Alghero, si comunica che è aperto al traffico il collegamento veloce tra Sassari, Alghero e l'aeroporto di Fertilia - S.S. 291 sin dal luglio 2000, come da nota A.N.A.S. n° 30852 del 28.09.00.

E' in corso la procedura di V.I.A., peraltro già pubblicata nel 1998, sulla parte già realizzata e sulla tratta bivio Olmedo-Alghero e bretella aeroporto di Fertilia, per la quale si è in fase di progettazione definitiva.

Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione Frau sulla autorizzazione alla coltivazione di una nuova cava in agro di Ossi. (382)

Con riferimento alla Vostra lettera in oggetto, Vi trasmettiamo il testo della risposta scritta all'interrogazione n. 382/A.

In merito all'interrogazione in oggetto l'Assessore dell'Industria On. Avv. Andrea Pirastu fa presente che la cava di che trattasi esiste da oltre quaranta anni, e rientra fra quelle fatte salve "in prosecuzione" ex L.R. 30/89, art. 42, con istanza del 20.06.1990.

La pratica ha avuto pareri e nulla osta dell'Ufficio del Paesaggio di Sassari (21.01.2000), dell'Assessorato Ambiente - Servizio Dipartimentale di Sassari (31.08.1999) e della Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro (19.12.2000).

La superficie complessiva della cava è di ha 103, ma quella dei cantieri interessati all'attività estrattiva è stata fino ad ora di ha 22 circa che si prevede di ampliare fino a 40 ha. Man mano che il banco viene coltivato, si procede, come ha riferito il Funzionario istruttore, al recupero ambientale tant'è che su una porzione di terreno è stato ricavato un campo di calcio con pista, spogliatoio e gradinate, che risulterebbe donato al Comune di Ossi.

Il Comitato Miniere ha dato parere favorevole nella seduta del 6 marzo 2001, quando ancora non era stata introdotta la regola di far partecipare alla seduta il Sindaco del Comune interessato (come previsto dalla delibera della G.R. n. 14/23 del 24.04.2001).

Comunque, sia pure in tempi non recenti, il Comune di Ossi ha avuto notizia della richiesta di autorizzazione (anno 1992) e agli atti degli uffici non risulta inoltrato, entro il termine previsto dall'art. 20 della L.R. 30/89, alcun parere.

Non è stata richiesta procedura di V.I.A. in quanto non si tratta di nuova attività.

Si sottolinea che se la cava non fosse andata ad autorizzazione, l'attività sarebbe proseguita senza vincoli (prescritti poi dall'Ufficio Tutela del Paesaggio) e senza garanzie per il ripristino.

Si fa presente che solo nella fase autorizzativa viene acquisita la fideiussione per il ripristino ambientale (nel caso specifico lire 370 milioni) operazione questa che, altrimenti, non risulta garantita così come non lo è per tutte quelle attività fatte salve dalla Legge e non ancora autorizzate con specifica determinazione.

Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione Calledda - Falconi - Orru' sulla chiusura della Acentro Ceramica di Carbonia. (383)

In merito all'interrogazione in oggetto l'Assessore dell'Industria On. Avv. Andrea Pirastu fa presente che in data 10 ottobre 2001 ha incontrato le Organizzazioni Sindacali ed i vertici aziendali della Società Acentro Ceramica di Carbonia.

Durante l'incontro i vertici aziendali hanno fatto presenti le difficoltà che incontrano per la prosecuzione dell'attività aziendale che con l'attuale livello della concorrenza non riesce a spuntare prezzi di vendita in grado di far fronte ai crescenti costi aziendali tant'è che negli ultimi anni la Società ha sopportato perdite per circa sei miliardi di lire. I costi aziendali, soprattutto per quel che riguarda quelli energetici e del lavoro, non possono essere più assorbiti dai ricavi di vendita.

I vertici aziendali hanno predisposto un piano di investimenti che dovrebbe consentire una riduzione di costi, ma tale piano - il cui costo si aggira intorno ai sei miliardi di lire - non può essere attuato in quanto l'attuale proprietà non è in grado di garantire l'apporto di mezzi propri per circa due miliardi, necessario per poter concorrere a dei contributi.

L'Assessore ha fatto presente che la finanziaria nazionale del 2001 ha stanziato dei fondi per far fronte ai maggiori costi energetici derivanti dalla mancata metanizzazione della Sardegna ma tale provvedimento è stato inviato alla Commissione Europea per la sua approvazione e quindi i fondi potranno essere messi a disposizione delle aziende non appena verrà autorizzato l'aiuto da parte della stessa Commissione.

Nel corso della riunione si è esaminata la possibilità di cercare altre aziende disponibili a partecipare all'iniziativa ed a tale scopo l'Assessore dell'Industria ha interessato la SFIRS perché esamini le possibili soluzioni.

In attesa di una soluzione definitiva, l'Assessore dell'Industria ha concordato con l'Azienda e con le Rappresentanze Sindacali la ripresa della produzione ed il proseguimento dell'attività per i prossimi tre mesi.

Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA DETTORI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - MARROCCU - DEMURU - PACIFICO sulla recrudescenza dell'epidemia di "lingua blu" negli allevamenti ovini della Sardegna.

I sottoscritti

PREMESSO CHE:

- il Consiglio regionale su proposta del centrosinistra ha approvato il 18 settembre scorso un ordine del giorno sulla preoccupante diffusione dell'epidemia di "lingua blu" che sta decimando, anche quest'anno, il patrimonio ovino della Sardegna, in modo particolare quello dei Comuni che si affacciano sulla Valle del Tirso e della città di Nuoro ;

- il piano per combattere la malattia approvato dalla Giunta regionale è a tutt'oggi largamente inattuato;

- a distanza di oltre un anno dal manifestarsi dei primi focolai dell'epidemia sono del tutto insufficienti gli interventi di disinfestazione, di informazione e di assistenza agli allevatori;

CONSIDERATA, inoltre, la necessità che la Giunta regionale definisca un orientamento preciso in merito alla vaccinazione degli animali soprattutto a seguito di una attenta valutazione del rapporto costi-benefici;

RITENUTO infine, inderogabile e urgente il reperimento delle risorse necessarie per indennizzare gli allevatori colpiti, come previsto dalla legge regionale n. 22/2000, sia per il valore degli animali morti o abbattuti nonché per il mancato reddito;

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e gli Assessori della sanità e dell'agricoltura per conoscere quali provvedimenti e iniziative concreti intendano mettere in atto perché:

1) la malattia in questione sia efficacemente combattuta per la salvaguardia del patrimonio zootecnico sardo che costituisce il comparto più rilevante dell'economia isolana;

2) siano reperite le risorse necessarie per provvedere rapidamente al pagamento degli indennizzi e del mancato reddito previsti dalla legge regionale n. 22 del 2000:

a) agli allevatori ovini interessati dalle morie del 2000 e a tutt'oggi non ancora risarciti;

b) agli allevatori ovini di tutta la Sardegna le cui greggi sono state colpite nel corso del 2001. (184)

INTERPELLANZA MORITTU - CUGINI - SPISSU - LAI sulla delibera della Giunta regionale del 4 ottobre 2001 relativa alla metropolitana di superficie di Sassari.

I sottoscritti,

VISTA la delibera della Giunta regionale del 4 ottobre 2001 avente per oggetto l'autorizzazione al Servizio SIVEA sull'espletamento delle procedure di verifica di compatibilità ambientale di cui al combinato disposto ex articolo 10 del D.P.R. 12 aprile 1996 e articolo 1, comma 2, della legge regionale n. 1 del 1999 del progetto di metropolitana di superficie di Sassari a suo tempo autorizzato dalla RAS ed oggi in fase di avanzata esecuzione;

CONSTATATO che nelle premesse della predetta deliberazione si elenca puntualmente il faticoso e lungo iter della pratica conclusosi con il decreto dell'attuale Presidente della Giunta regionale n. 21 del 27 marzo 2000;

RILEVATO che il pur tardivo provvedimento della Giunta nasce da una segnalazione del gruppo di intervento giuridico del 29 gennaio 2001 e da un successivo sollecito del servizio per la VIA del Ministero dell'ambiente n. 7530 del 6 luglio 2001;

ACCERTATO che la gestione governativa delle Ferrovie della Sardegna, in qualità di soggetto delegato all'attuazione dell'accordo di programma, ha richiesto in data 8 agosto 2001 all'Assessorato della difesa dell'ambiente la verifica di cui al combinato disposto dall'ex articolo 10 del D.P.R. 12 aprile 1996 e dall'articolo 31, comma 2, della legge regionale n. 1 del 1999 che è stata pubblicata in data 11 agosto 2001 in due giornali così come previsto dalla lettera b) del su richiamato comma 2;

ACCERTATO, altresì, che la Regione doveva pronunciarsi entro il trascorso 10 settembre e cioè entro trenta giorni dalla data dell'annuncio pubblicato nei giornali, così come previsto dalla lettera a) del comma 2 dell'articolo 31;

CONSIDERATO, infine, che l'anomala procedura avviata dalla Giunta regionale ha indotto il Comune di Sassari, nella persona del Sindaco, ad assumere con singolare tempestività un provvedimento di sospensione dei lavori che sta creando tensioni e dannose incertezze,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere:

1) i motivi che hanno determinato un così grave ritardo nell'adozione del provvedimento di merito da parte del competente ufficio dell'Assessorato che si ribadisce andava reso entro 30 giorni e che si ritiene non dovesse essere preceduto da un atto deliberativo di autorizzazione che appare pertanto non solo tardivo, ma anche inutile;

2) quali iniziative si intende mettere in atto per rimediare una situazione che è causa di tensioni e di disagi per la città di Sassari e che rischia di creare, se non interviene un tempestivo chiarimento, gravi danni alla Regione a causa della perdita dei 30 miliardi di finanziamenti europei che devono essere spesi e rendicontati entro il 31 dicembre prossimo; a ciò si aggiunga la probabile richiesta di danni da parte della impresa esecutrice per via della immotivata sospensione dei lavori;

3) per quali ragioni politiche l'attuale governo regionale continua a disattendere la legislazione nazionale e regionale in materia di VIA, nonostante le pressanti richieste e proteste dei sindaci e delle associazioni ambientaliste per le numerose autorizzazioni di attività di cava e di concessioni minerarie che sono state rilasciate, soprattutto nel territorio del sassarese, dal competente Assessorato dell'industria. (185)

INTERPELLANZA VASSALLO - COGODI - ORTU sulle grave situazione dei lavoratori degli appalti di servizi nell'indotto ferroviario.

I sottoscritti,

CONSTATATO che, nonostante le ripetute interpellanze e interrogazioni formulate dal gruppo consiliare della Rifondazione comunista sulle condizioni del sistema ferroviario isolano e sui servizi ad esso collegati, con particolare riferimento alla situazione delle società operanti nel settore degli appalti ferroviari, nessuna iniziativa concreta risulta essere stata posta in essere dagli Assessori competenti in materia di trasporti e di lavoro;

ACCERTATO che la logica prevalente nella gestione della dirigenza delle F.S., con l'avallo del precedente e dell'attuale Governo nazionale, risulta essere la progressiva contrazione dei costi fissi ed in particolare di quelli relativi ai servizi connessi al sistema ferroviario, in linea con la filosofia liberista delle privatizzazioni;

VERIFICATO in particolare che con i recenti bandi di gara per lo svolgimento dei servizi di pulizia di immobili e materiali rotabili non viene garantita la continuità occupazionale sancita dai contratti nazionali di lavoro e dal patto delle regole per il settore dei trasporti stipulato nel 1998 anche con la Confindustria, né vengono garantiti i livelli salariali acquisiti;

CONSIDERATO che ciò va determinando, come da tempo denunziato dal Partito della Rifondazione comunista in tutte le sedi istituzionali, una drastica riduzione delle garanzie e delle conquiste acquisite in anni di lotta dai lavoratori, direttamente o indirettamente occupati presso le F.S., unitamente ad una consistente riduzione dell'occupazione, che si rivela particolarmente deleteria per la già grave situazione occupativa della Sardegna;

ACCERTATO altresì che per fronteggiare tale ennesimo attacco posto in atto dalle F.S. nei confronti dei lavoratori dell'indotto ferroviario, che opera con molte migliaia di lavoratori in tutta Italia e diverse centinaia nella nostra isola, le organizzazioni sindacali dei lavoratori hanno necessariamente ritenuto di avviare un'ampia mobilitazione di tutti i lavoratori del comparto ferroviario, diretti o indiretti, per rilanciare il confronto con gli organi governativi sui temi fondamentali del trasporto pubblico in Italia ed in particolare nelle regioni che, come la Sardegna, hanno il maggiore livello di arretratezza del sistema;

RITENUTO che detta vertenza debba essere sostenuta in tutti i livelli istituzionali della nostra Regione, con iniziative sinergiche con quelle condotte dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori;

chiedono di interpellare l'Assessore regionale dei trasporti e l'Assessore regionale del lavoro per conoscere se non ritengano opportuno, per quanto di competenza:

- di esprimere attivamente il massimo sostegno alla vertenza dei lavoratori del settore degli appalti dei servizi F.S.;

- di convocare la dirigenza delle F.S. in sede regionale al fine di acquisire precise informazioni sui programmi aziendali e sulle effettive ricadute sullo stato dei servizi all'utenza ed all'occupazione nella Regione;

- di intervenire presso il Governo nazionale perché adotti tutte le necessarie iniziative presso le F.S. S.p.A., allo scopo di assicurare ai lavoratori del settore operanti nell'Isola la garanzia dei diritti acquisiti e la salvaguardia del posto di lavoro. (186)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura del distaccamento dei vigili del fuoco di Alghero.

Il sottoscritto, chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:

1) se sia a conoscenza che il Ministero dell'interno ha di fatto disposto la soppressione del distaccamento dei vigili del fuoco operante ad Alghero, con la richiesta di immediato rientro degli addetti - dopo due anni di attività in Sardegna e migliaia di interventi - alle sedi di appartenenza del continente italiano;

2) quali passi intenda intraprendere presso il Ministro dell'interno, affinché questa "strana" revoca dei trasferimenti dei vigili del fuoco sardi, che finalmente si erano potuti avvicinare alle loro famiglie, venga immediatamente revocata ed Alghero, con i suoi oltre 40.000 abitanti ed un vasto territorio intorno, possa avere in modo continuativo un servizio fisso di vigili del fuoco così come molte volte richiesto dalle istituzioni e dalla popolazione, altrimenti qualsiasi intervento in caso di incendio dovrebbe essere assicurato tramite il Comando provinciale di Sassari, sede che dista da Alghero 35 chilometri, con un tracciato a tutt'oggi tortuoso e pericoloso. (394)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla sottostazione per rifiuti solidi urbani in agro di Siligo (Sassari).

Il sottoscritto, premesso che:

a) nel 1996 è stata edificata nel territorio del comune di Siligo, per conto del Consorzio per la zona di sviluppo industriale "Chilivani - Ozieri", una sottostazione per l'assemblaggio dei rifiuti solidi urbani prodotti nei comuni di Siligo, Banari, Bessude, Torralba e altri, con una spesa di decine e decine di milioni, e che avrebbe dovuto assicurare alcuni posti di lavoro a persone della zona;

b) nonostante siano trascorsi ben cinque anni la struttura non è stata mai utilizzata e si trova in completo abbandono, con gravi danni strutturali, ed i rifiuti vengono portati direttamente presso la zona industriale, con aggravi dei costi di gestione,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere quali siano i reali motivi (politici o economici) che hanno portato prima alla costruzione e poi al non utilizzo e al conseguente abbandono di una struttura venuta a costare tanti soldi pubblici. (395)

INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla pericolosità della strada provinciale Sassari-Alghero in prossimità dell'incrocio "Strada dei Due Mari".

Il sottoscritto,

PREMESSO che nonostante gli impegni assunti dalla Regione e dalla Provincia in merito alla pericolosità dell'incrocio, non si intravede alcun provvedimento definitivo per dare soluzione al problema;

RICORDATO che gli incidenti sono quotidiani e, talvolta, con conseguenze mortali;

SOTTOLINEATO che il problema non sussiste solo nella stagione estiva, ma si presenta durante tutto l'arco dell'anno, e deve pertanto essere affrontato al più presto e non può essere eliminato con qualche segnale stradale in più o in meno;

DENUNCIATO che, nonostante le segnalazioni e le proteste, il problema continua a rimanere irrisolto;

RILEVATO che è necessario, indifferibile, urgente e non più rinviabile, intervenire per eliminare questo pericolo con la realizzazione di un apposito svincolo con rotatoria in sostituzione di quello a raso esistente;

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici ed il Presidente della Regione per sapere

- quali iniziative intendano assumere per evitare il ripetersi di continui e numerosi incidenti;

- se non ritengano di intervenire tempestivamente e con fermezza per risolvere una volta per tutte il problema in oggetto, disponendo le risorse necessarie alla realizzazione dell'opera. (396)

INTERROGAZIONE LAI - CUGINI - SPISSU - MORITTU, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile chiusura del collegamento Alghero-Londra della compagnia aerea Ryanair.

I sottoscritti,

PREMESSO che da oltre un anno la compagnia aerea irlandese Ryanair assicura collegamenti costanti e giornalieri tra Alghero e Londra a seguito degli accordi intervenuti con la società di gestione dell'aeroporto di Alghero, la Sogeaal, accordi che consistevano in un supporto economico per ogni passeggero in arrivo da Londra;

CONSIDERATO che di tale accordo si era fatto carico l'ESIT impegnandosi a rifondere alla Sogeaal tale importo in considerazione della ricaduta turistica che tale collegamento avrebbe avuto sullo scalo del nord Sardegna e sulla Sardegna intera;

ACCERTATO che di tale impegno si era avuta notizia anche attraverso i giornali sardi come risulta dalle dichiarazione dell'allora commissario dell'ESIT, intervenendo nella conferenza stampa di presentazione ufficiale del volo Alghero-Londra, esattamente l'8 giugno 2000, che aveva assicurato che l'Assessorato del turismo aveva già individuato una somma per sostenere l'importante collegamento;

VISTI i risultati ottenuti, circa 90.000 passeggeri arrivati ad Alghero con questo collegamento che ha portato alla Sardegna del nord un ritorno economico e di immagine importante, non si comprende l'atteggiamento dell'ESIT che non vuole mantenere gli impegni assunti a suo tempo e che attualmente vuole ritrattare con motivazioni pretestuose;

TENUTO CONTO che davanti a tale situazione esiste il rischio concreto che se l'aeroporto di Fertilia non sarà in grado di onorare gli impegni assunti con la Rayanair, questa sarà costretta a trasferire i suoi aerei in altri scali dove sarà accolta a braccia aperte,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore del turismo, artigianato e commercio per sapere:

1) quali iniziative intendano assumere per risolvere tempestivamente tale situazione e scongiurare l'eventualità che si interrompa il collegamento Alghero-Londra;

2) quali iniziative intendano intraprendere affinché l'ESIT mantenga gli impegni assunti a suo tempo. (397)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sugli accertamenti diagnostici delle spore di antrace.

Il sottoscritto, premesso che:

a) in questi ultimi giorni anche in Sardegna si sono verificati numerosi invii di lettere contenenti polveri sospette di contaminazione con spore di antrace;

b) queste lettere, una volta recuperate e dopo essere state autoclavate presso una Azienda sanitaria locale, vengono recapitate tramite i carabinieri del NAS all'Istituto zooprofilattico di Foggia, unica sede abilitata a queste diagnosi di urgenza;

c) l'Istituto zooprofilattico di Sassari, da oltre 70 anni, sottopone materiale di varia natura agli accertamenti diagnostici per il carbonchio ematico ed è pertanto abilitato anche alle attuali diagnosi di urgenza, peraltro di banale esecuzione;

d) l'Istituto zooprofilattico di Sassari, oltre che nella diagnosi diretta, è attualmente impegnato con i suoi ricercatori in progetti di ricerca sul carbonchio ed intrattiene una collaborazione con lo Zimbawe, finalizzato all'allestimento di un vaccino contro le spore di antrace da utilizzarsi in quella nazione,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:

1) per quali motivi il Ministero della sanità abbia scelto l'Istituto zooprofilattico di Foggia come unica sede per gli accertamenti diagnostici delle spore di antrace, nonostante tutti gli istituti zooprofilattici d'Italia, ed in primis quello di Sassari, abbiano strutture, mezzi e personale abilitati a simili accertamenti d'urgenza;

2) se non sia pertanto opportuno intervenire presso il Ministero della sanità al fine di inserire fra i centri abilitati alla diagnosi di antrace l'Istituto zooprofilattico di Sassari, per tutta la corrispondenza sospetta recuperata in Sardegna, abbreviando in questo modo i tempi degli accertamenti e principalmente facendo risparmiare denaro pubblico, poiché per recapitare ogni singola busta autoclavata viene inviato un carabiniere a Foggia. (398)

INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla Motorizzazione Civile di Sassari.

Il sottoscritto,

PREMESSO che tutte le pratiche relative al rilascio o al rinnovo delle patenti, alla revisione degli autoveicoli, privati e non, per la provincia sono state concentrate presso la sede della Motorizzazione di Sassari;

RILEVATO che spesso i tempi di attesa superano addirittura la durata del foglio rosa, costringendo gli utenti a rinnovare, con ulteriori aggravi anche economici, tale documentazione;

EVIDENZIATO che i dipendenti della Motorizzazione rifiutano di effettuare missioni nella provincia di Sassari, perché i rimborsi spese tardano troppo ad arrivare e dovrebbero pertanto anticipare loro le somme necessarie;

SOTTOLINEATO che non si possono addebitare i costi di una cattiva organizzazione e gestione dei compiti della Motorizzazione Civile agli utenti, creando notevoli disagi e malcontenti,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:

1) quali iniziative intendano assumere per evitare il ripetersi dei suindicati disagi;

2) se non ritengano di intervenire tempestivamente per trovare una soluzione alle carenze evidenziate nella gestione dei servizi della Motorizzazione Civile. (399)

N. 400/A

INTERROGAZIONE LAI - MORITTU - SPISSU - CUGINI, con richiesta di risposta scritta, sul programma di elettrificazione rurale in Goceano.

I sottoscritti,

VISTA la legge regionale n. 21 del 2000, che modifica sostanzialmente la normativa relativa alla elettrificazione rurale, affidando la delega ai Comuni per la realizzazione dei lavori;

PRESO ATTO che con la deliberazione della Giunta regionale n. 28/25 del 28 agosto 2001 si individua quale criterio di finanziamento quello dei Comuni nei cui ambiti territoriali siano state individuate unità aziendali valide non ancora elettrificate o escluse dai precedenti programmi per mancanza di fondi,

chiedono di interrogare l'Assessore dell'agricoltura per conoscere i motivi della esclusione, all'interno dell'area 2, del comune di Benetutti, che corrisponde a tali criteri e possiede ampi territori tuttora da elettrificare. (400)