Seduta n.383 del 24/03/1999
SEDUTA CCCLXXXIII
(Antimeridiana)
Mercoledì 24 Marzo 1999
Presidenza del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 10 e 13.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 10 marzo 1999 (378), che è approvato.
Continuazione della discussione della risoluzione della V Commissione Permanente: "Risoluzione sulla crisi del comparto agricolo e dell'allevamento ovino e caprino in Sardegna" (Doc. N. 59)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi pare che l'affluenza dell'Aula non consenta di andare avanti, ma non credo che possiamo procedere a interruzioni progressive; quindi propongo di aspettare qua qualche istante, senza interrompere la seduta. I colleghi ritardatari spero che si rendano conto del disagio che creano, non a noi a titolo personale, ma le difficoltà che creano alla prosecuzione dei lavori.
Il nostro programma dei lavori prevede la prosecuzione dell'esame del documento 59 A "Risoluzione della Commissione sulla crisi del comparto agricolo dell'allevamento ovino e caprino".
Ricordo ai colleghi che ieri abbiamo esaurito il dibattito generale, per oggi era previsto l'intervento in replica della Giunta. Ha facoltà di parlare l'Assessore Ferrari.
FERRARI (F.D.S. - Progr. Sard.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora pochi colleghi, a nome della Giunta debbo dare atto al Consiglio che il dibattito che si è sviluppato ieri è stato un dibattito vero, un dibattito franco e un dibattito, debbo sottolineare, corretto. Un dibattito vero perché sentito dai colleghi che sono intervenuti, colleghi che conoscono a fondo i problemi dell'agricoltura e le difficoltà che l'agricoltura sta attraversando. Un dibattito franco perché non ci sono state posizioni precostituite di Gruppi, non ci sono state posizioni preconcette.
Gli oratori che sono intervenuti hanno parlato liberamente e si sono riscontrate, all'interno di ogni Gruppo, posizioni differenziate. Un dibattito corretto perché non ha assunto i toni eccessivamente accesi, ritengo, della precedente riunione, ma si è incanalato in quel confronto di idee, responsabile e contenuto all'interno di un modo di intervenire che deve essere proprio, ed è stato proprio, dei consiglieri regionali, dei rappresentanti del popolo sardo che siedono in questa Assemblea.
Voglio rapidamente ripercorrere le questioni che sono trattate per dire qual è stata e qual è la posizione della Giunta; e rilevo che dal dibattito è emersa immediatamente una questione. Cioè è stato detto da più parti che a fine legislatura non si fanno risoluzioni ma atti concreti di governo; è stato detto da altre parti che invece questa risoluzione può essere la strada maestra per la soluzione dei problemi dell'agricoltura sarda.
In queste due posizioni si possono individuare due filosofie, anche se il discorso che sto facendo non può che essere schematico, però si intravedono due linee. Una linea che tende a impostare le problematiche dell'agricoltura su un binario di riforme di struttura, di riforme strutturali, di riforme che tendano definitivamente a costruire aziende produttive, imprese che guadagnino dall'agricoltura, dalla loro attività un reddito adeguato; dall'altra invece una più probabile soluzione tampone dei problemi, che però non sono la soluzione che ci vuole per l'agricoltura sarda.
Ritengo che per l'agricoltura sarda ci sia bisogno di sostegno e di assistenza, non di assistenzialismo, ci sia sempre ancora bisogno di sostegno e di assistenza, però bisogna intraprendere, una volta per tutte, la strada delle riforme strutturali; alcuni provvedimenti che questa Giunta e che questo Consiglio hanno assunto si muovono in questa direzione. Faccio un solo esempio, quello del riordino fondiario, che non è presupposto sufficiente, è comunque presupposto necessario.
Allora ripercorro le questioni trattate ieri e alcuni hanno sottolineato il problema del credito, quali sono stati gli impegni assunti dalla Giunta, quali sono stati gli impegni mantenuti. Su questa questione ho detto più volte che abbiamo ottenuto un risultato parziale, molto parziale, ed stato comunque un risultato nel momento in cui a livello nazionale si discute ancora di un disegno di legge, che speriamo venga approvato, per ottenere per tutti i mutui in essere in agricoltura una riduzione dei tassi di interesse.
Noi in Sardegna per i mutui di assestamento che riguardavano la legge regionale 44, abbiamo ottenuto questo piccolo risultato della riduzione dei tassi dal 14 al 6 per cento, ed è questo quanto abbiamo potuto. Certo, siamo intervenuti spesso per evitare gli atti esecutivi, per evitare la vendita all'asta delle aziende, siamo intervenuti tante volte e spesso siamo riusciti a bloccare questi provvedimenti. Non possiamo farlo all'infinito perché non decide la Regione da sola, sono le banche che hanno in mano la decisione e le sorti di queste aziende.
Sulla agalassia devo precisare una cosa, si possono rileggere i verbali della seduta nella quale abbiamo discusso dell'emendamento che riguardava l' agalassia; l'atteggiamento della Giunta è stato quello: per accelerare l'approvazione di un provvedimento che deve essere necessariamente diverso da quello del passato, per utilizzare quei fondi che abbiamo già in bilancio, pochi ma ci sono, proceda il Consiglio stesso, la Commissione stessa, si autoproponga un progetto di legge, se lo approvi e lo porti in aula.
Non so se sia avvenuta qualche cosa, ma per quanto riguarda la Giunta non è rimasta inerte, c'è un provvedimento pronto, io spero che questo provvedimento possa essere approvato da questo Consiglio, lo dico al Presidente del Consiglio, lo dico ai Capi Gruppo, lo dico ai consiglieri, è un provvedimento che va verso una soluzione compatibile con la normativa comunitaria.
Il prezzo del latte: noi sappiamo benissimo che il prezzo del latte deriva da una trattativa tra chi il latte lo acquista e tra chi latte lo vende, e sappiamo benissimo in quale difficoltà si trovano i produttori del latte e quale situazione sia quella degli acquirenti del latte. Ma la posizione del Giunta, la posizione del Consiglio regionale non può essere che questa, cioè nel momento in cui si confrontano due tipi di imprenditori, gli imprenditori delle cooperative, gli imprenditori cooperativi e gli imprenditori industriali privati, dico che il prezzo che pagano gli industriali privati ai produttori non può essere inferiore a quanto pagano le cooperative ai propri soci. Questo credo che debba essere la linea e su questa linea dobbiamo camminare, e poi ovviamente lavorare sugli altri aspetti del problema per migliorare le sorti dei nostri produttori.
Si è discusso molto di risorse idriche, di bacini, di dighe, e debbo dire che tutto considerato in questa legislatura non possiamo disporre noi della pioggia o della siccità, però in questa legislatura le capacità di invaso dei nostri serbatoi sono aumentate, e questo non è stato casuale, c'è stata un'azione della Giunta in questa direzione.
Però dico un'altra cosa, dico che dovremmo discutere, non siamo stati in grado in questa legislatura di risolvere il problema del governo complessivo delle acque, ed è cosa molto importante, ed è cosa sulla quale non si può pensare di avere un grande ente di gestione delle acque in tutta la Sardegna, che può essere molto più oneroso per gli utenti dell'acqua.
Penso che i consorzi di bonifica, una volta unificati, possano avere sempre una grande funzione a livello di gestione, unificati e modificati nella normativa che li governa, che li disciplina. Ci dovrà pur essere un ente di programmazione a carattere unitario, a carattere regionale, ma guai a noi a pensare a un ente unico di gestione.
Credo che in questa fase di siccità, nella quale anche quest'anno ci troviamo, i consorzi di bonifica abbiano una grande funzione nella gestione delle proprie risorse idriche e nell'utilizzazione di quelle risorse che a volte ci sono e non si utilizzano, come qui è stato ricordato ieri.
Sulla questione della refrigerazione del latte; badate questa cosa è stata posta come una cosa importante ed è una cosa importante, però ogni intervento che si fa, questo è un intervento di tipo strutturale, deve essere valutato in relazione dei costi e benefici.
Allora credo che debba essere fatto nella prossima legislatura un primo passo, ma che sia innanzitutto a livello di sperimentazione, perché la soluzione ottimale non è tanto questa, quanto quella di fare in modo che le greggi il latte lo producano durante tutto il corso dell'anno, e questo si può ottenere con l'inseminazione artificiale, si può ottenere con una diversa organizzazione dei prati-pascolo, si può ottenere organizzando la nascita degli agnelli, il periodo dei parti, più che con gli impianti di refrigerazione, che si sa quanto possano costare.
E` stato detto che non è stata recepita la legge numero 441, la legge sull'imprenditoria giovanile a livello nazionale; badate, noi abbiamo un provvedimento di 60 miliardi che è attuativo, è in corso di attuazione, la Giunta Regionale ha già approvato le direttive, verrà pubblicato il bando e, a tempi brevi, i premi di primo insediamento potranno essere attribuiti ai giovani agricoltori.
La legge nazionale è attuabile in Sardegna, non è mica una legge di un altro Stato, è immediatamente attuabile, il problema è che potremmo pensare nella prossima legislatura di prevedere fondi regionali per dare più corpo, più possibilità di attuazione concreta a questa legge nazionale, ma molte cose che sono all'interno di questa legge sono immediatamente attuabili.
Qui è stata fatta una proposta che non so se riguarderà questo Consiglio, questa Giunta, questa legislatura, che nel prossimo assestamento di bilancio gran parte dei fondi disponibili vengano assegnati all'agricoltura; l'assessore non può che essere d'accordo perché l'assessore è di questa opinione, che un modo per lenire le difficoltà che ci sono nel mondo agricolo è quello di, prima di qualsiasi altra cosa, di azzerare debiti che non si possono azzerare o di fare interventi che non possiamo fare, di fare interventi che siano orientati, indirizzati a pagare i crediti che hanno gli agricoltori. Ci sono ancora tanti progetti che aspettano di essere finanziati, ma credo che la prima cosa che si debba fare sia quella, senza perdere tempo, senza inventare altre cose, e basta reperire altre risorse, il che ovviamente deve essere compatibile con tutto il resto degli interventi finanziari, del bilancio e quindi non può essere una questione che può essere risolta dall'Assessore all'agricoltura o da chi preferibilmente vorrebbe i fondi per l'agricoltura; bisogna fare le cose in termini equilibrati e ponderati.
E` stata molto sottolineata la funzione dell'allevamento, della zootecnia nella nostra economia, nel nostro territorio e nel nostro tessuto sociale, ed è giusto questo, perché l'incidenza nella nostra produzione, nella nostra PLV della zootecnia è intorno al 55 - 60 per cento, e di questo 55 - 60 per cento il settore ovicaprino copre circa il 50 per cento.
Quindi è giusto prestare la massima attenzione a questo settore della zootecnia e a questo settore ovicaprino, però bisogna anche ricordare che nel programma operativo plurifondo per il settore ovicaprino sono stati previsti, e sono stati quasi interamente impegnati, si finirà di impegnarli in questo anno, 500 miliardi di investimenti, su 1270 miliardi di investimenti del POP per l'agricoltura.
Credo che la strada da percorrere sia quella delle produzioni di qualità, quella dell'abbattimento dei costi e quella degli interventi strutturali in tutte le nostre aziende. E` stato detto che non è stato fatto nulla per il problema del pecorino romano: non è così, la Giunta ha fatto la sua parte, le organizzazioni che siedono al tavolo verde hanno fatto la loro parte, e questo sarà uno dei temi che tratteremo oggi col ministro De Castro.
Siamo anche impegnati per risolvere il problema del Piano serricolo che abbiamo fatto in attuazione della legge regionale numero 4, che comunque l'Unione Europea, come più volte ho ribadito, ha approvato, e siamo impegnati anche a tentare di far approvare, a spingere per l'approvazione dell'articolo 14 della legge regionale numero 8, e di questo discuteremo sia del Piano serricolo che dell'articolo 14 questo pomeriggio col Ministro, col quale abbiamo avuto modo di discuterne in altre occasioni, al contrario di chi dice che ci vuole un assessore che vada a Bruxelles, ma che tratti col ministro e non con i funzionari.
Noi abbiamo trattato con i funzionari, l'Assessore è andato più volte, ha trattato con i funzionari responsabili di quei settori e ha trattato direttamente, anche a Bruxelles, col Ministro, in prima persona. Il fatto è che sono cose non semplici; fino ad oggi mi risulta che dei tanti piani di salvataggio presentati in base agli orientamenti comunitari che prevedono questo tipo di intervento nessuno sia stato ancora approvato, anzi, moltissimi bocciati di altri Paesi e uno solo approvato, che riguarda niente meno che l'allevamento delle renne, una cosa del tutto speciale, del tutto particolare. Però voglio dirvi una cosa: sull'articolo 14 la Regione sarda deve andare fino in fondo, credo che la spunteremo sull'articolo 14, ma se non la spuntassimo dovremo arrivare fino in fondo, dovremo arrivare fino alla Corte di Giustizia europea.
Anche sulle zone svantaggiate la Giunta ha fatto la sua parte, anche questo è argomento dell'incontro di oggi, e chiederemo - una cosa che questo Consiglio ha chiesto - che venga riconosciuta la peculiarità della Sardegna; non c'è altra regione d'Italia che si trovi nelle stesse condizioni della Sardegna. Anche altre regioni hanno protestato per la rimodulazione, la riorganizzazione, la riforma delle zone svantaggiate, però nessuna regione si trova nelle condizioni così svantaggiate complessivamente della Sardegna, e questo lo sottolineeremo questo pomeriggio al Ministro. Così come parleremo del problema dell'AIMA, la riforma e la regionalizzazione dell'AIMA, il cantiere a livello nazionale, solleciteremo questa questione e solleciteremo interventi anche particolari per quanto riguarda i comportamenti che si stanno manifestando in Sardegna da parte di questo organismo.
Sugli enti regionali credo che in questa legislatura noi abbiamo maturato delle convinzioni, delle conoscenze, delle scelte e probabilmente queste maturazioni che ci sono state in questa legislatura saranno utili all'inizio della prossima legislatura per arrivare una buona volta alla riforma di questi enti, che secondo me non deve essere una riforma drastica, una di quelle riforme che sul piano teorico sono tanto belle e poi di fatto si traducono in interventi dannosi. Bisogna razionalizzare, unificare per quanto è possibile, razionalizzare e rendere efficienti ed efficaci questi enti.
Noi abbiamo enti che ci invidiano nel mondo, come l'Istituto Zootecnico Caseario, dove si pratica la clonazione da tempo e dove si sono fermati perché il Ministro della Sanità ha detto "Alt". Non tutti i finanziamenti sono bloccati, molti sono bloccati perché è vero che si sono accatastate le pratiche di miglioramento fondiario, le richieste di contributi per le macchine agricole, quindi bisognava dire "Alt", però molti finanziamenti stanno andando avanti e vanno avanti soprattutto sulla strada del POP.
La legge 60 sulla piccola proprietà contadina adesso è sotto procedura di infrazione, però noi utilizziamo la legge nazionale e mandiamo avanti contemporaneamente il progetto di miglioramento fondiario che viene finanziato insieme al finanziamento, al mutuo per l'acquisto dei terreni, per fare un esempio; ma è nel prossimo Programma operativo plurifondo che dovremo prevedere gli interventi, come ho detto nella mia relazione giorni fa, è in quella circostanza che tutto il mondo agricolo sardo si dovrà cimentare e penso che il prossimo Consiglio alla fine di quest'anno dovrà misurarsi.
Anche la questione delle quote latte è in discussione oggi: 600 mila tonnellate non possono andare solo alle zone sovrapproduttrici che hanno splafonato, devono essere ripartite in proporzione alle produzioni attuali in tutta Italia.
Credo che se la risoluzione venisse approvata così com'è, lo dico con estrema onestà, la Giunta non sarebbe in grado di attuarla, per certi aspetti sarebbe incompatibile e comunque non avrebbe effetti. Credo che se il Consiglio vorrà potrà trovare una soluzione più consona alle possibilità concrete, a quegli atti di governo concreti che si possono compiere a due mesi dalla fine della legislatura.
Detto questo, credo che esaminando la risoluzione metto un punto interrogativo per quanto riguarda la premessa che riguarda l'attuazione della norma contenuta nell'articolo 18 della legge regionale numero 18 del '98, non ce lo metto non perché non sia d'accordo per attuare questa norma, siamo d'accordo e la vorremmo attuare, ma la legge 60 richiamata da questo articolo è sotto procedura di infrazione e noi non possiamo intervenire, quindi vorrei che questo fosse rilevato.
Per quanto riguarda il resto nulla da obiettare; per quanto riguarda il dispositivo, io dico per quanto riguarda il primo punto, "Predisporre e trasmettere nel più breve tempo possibile alla Commissione Europea un Piano di Risanamento del settore ovino-caprino", ma non siamo nelle condizioni di farlo, anche volendolo fare. Però attenzione: questo concetto del Piano di risanamento per il settore ovicaprino, che poi si traduce, si amplia con l'attuazione di analoghe iniziative anche per altri settori del comparto agricolo che versino in una situazione di crisi, sostanzialmente rappresenterebbe una scelta di questo Consiglio verso soluzioni di risanamento, di salvataggio. Io non credo che questa Assemblea oggi per il prossimo Consiglio, o per questa Giunta possa assumere una scelta così importante e così determinante. Credo che per quanto riguarda la Giunta e per quanto riguarda l'Assessore la strada da seguire sia quella del miglior piano possibile di ristrutturazione delle nostre aziende, facendolo nel programma operativo plurifondo per il prossimo settennio piuttosto che pensare a salvataggi che non so se potremo fare, anche perché noi stiamo combattendo per avere l'approvazione, però c'è la procedura di infrazione del piano serricolo, e dalla soluzione di questo piano vogliamo avere le indicazioni per eventuali altri interventi, ma anche diciamo la nota che gli uffici hanno fatto hanno sottolineato quali sono le difficoltà e quali sono gli aspetti, quali sono i criteri di fondo, le situazioni particolari a cui provvedimenti del genere si possono ispirare.
Quindi credo che non sia possibile per questa Giunta, né può essere impegnata questa Giunta per quanto riguarda questo piano e per quanto riguarda altri piani. Se il prossimo Consiglio la volesse fare, la potrà fare, certamente non troverà, se ci sarò, me favorevole. Per esempio intervenire per abbattere gli oneri che gravano sulle imprese per il trasporto del latte, noi abbiamo già un precedente: la Regione sarda è già intervenuta, e il provvedimento sulla base del quale la Regione sarda è intervenuta è stato cassato dall'Unione Europea. Noi abbiamo il precedente, non possiamo invocare la Liguria, che tra l'altro non l'ha attuato, oppure il Trentino che lo sta attuando e c'è una procedura di infrazione. Noi abbiamo già una sentenza contro, quindi non possiamo intervenire ulteriormente.
Altri provvedimenti, che non esamino uno per uno, sono possibili; alcune cose sono state già fatte, altre non le ritengo possibili, come quella di presentare un progetto di legge che, in analogia di quanto già attuato con l'articolo 3 della legge regionale 16 del 1993, permette la concessione di un contributo sulle spese di trasporto per l'approvvigionamento di granaglie e foraggio per le aziende agropastorali colpite da siccità. Non è che questo non si possa fare, perché quando si tratta di calamità naturali gli interventi di indennizzo sono consentiti, però bisogna prima di tutto delimitare le zone, avere i decreti ministeriali, fare i provvedimenti di legge eccetera. Tutto questo è in itinere, quindi penso che questo si potrà fare, penso, con l'inizio della prossima legislatura. La Giunta farà tutto quello che potrà fare.
Dette queste cose, assentendo sulle questioni che non ho trattato e che sono incluse in questa risoluzione, credo che la Giunta non possa fare altro che rimettersi alle decisioni dell'Aula, anche perché poi la posizione della Giunta è stata dichiarata; la posizione della Giunta è che questa risoluzione così com'è non è ammissibile, non è accettabile, non può impegnare nessuno. La posizione della Giunta è che se oggi viene approvato un ordine del giorno deve essere nella linea della riforma strutturale degli interventi in agricoltura, deve essere compatibile con la normativa comunitaria e deve essere compatibile con i tempi tecnici che noi abbiamo a disposizione, quindi è sulla linea dei fatti concreti, pochi, ma fatti, e non delle illusioni molte, ma inutili.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed). Nonostante le conclusioni dell'Assessore, invece voterò a favore della risoluzione; il dibattito ha confermato invece la validità della risoluzione. Il 22 gennaio l'assessore Ferrari interveniva con una lettera a tutti gli istituti di credito, nella quale scrive: "Da colloqui avuti negli ultimi giorni con rappresentanti del Governo a Bruxelles, è emerso che l'articolo 14 potrà essere approvato da parte dell'Unione Europea nel giro di pochi giorni o al massimo di qualche settimana e ciò costituirà un precedente utile per l'approvazione anche del piano serricolo, sebbene sottoposto a procedura, in quanto basato sulla legge regionale 19 gennaio 1998 numero 4, già approvato dall'Unione Europea. Si prevede che la definizione del piano possa avvenire all'incirca nell'arco di due-tre mesi, pertanto si prospetta l'utilità comune a istituti di credito, Regione e agricoltori di rinviare le procedure di cui sopra ancora per qualche mese". "Le procedure di cui sopra" si tratta di messe all'asta di 1200 aziende nel territorio regionale.
Se fosse vero che quanto scritto nella legge numero 4 è solo aria fritta, che non è possibile attuare nessun piano di risanamento, di ristrutturazione, che non è possibile intervenire per cercare di risolvere un problema che è di enormi dimensioni, cioè di una esposizione debitoria superiore a quello che è il prodotto lordo dell'agricoltura vendibile in Sardegna. Se fosse vero, cioè che noi, il Consiglio, non il Presidente della Commissione, il Consiglio, quando ha approvato la legge numero 4 all'unanimità, quando ha approvato il piano serricolo e quando ha approvato quei progetti di ristrutturazione, se fosse vero che oggi è aria fritta e che quindi quanto abbiamo scritto anche come Giunta agli istituti di credito di rinviare, non di sospendere o di bloccare, di rinviare i procedimenti di messa all'asta dell'azienda, io mi chiedo realmente che cosa succederà nel nostro territorio regionale quando le aste delle aziende agricole si metteranno in essere, quando oltre a pignorare l'azienda vengono pignorati e messi all'asta i beni personali e anche di qualche parente che ha dato garanzie fideiussorie per quei mutui.
Allora la risoluzione della Commissione non propone, e ripeto
ancora una volta, della Commissione in quanto non è del Presidente
ma è della Commissione, ed erano presenti i gruppi di maggioranza e
di minoranza, non propone nessun azzeramento di debiti, dice
semplicemente che c'è una legge che il Consiglio regionale ha
approvato, per la quale il Consiglio ha già stanziato delle
risorse, la legge numero 4, che prevede la possibilità di fare
piani anche di risanamento di settori in crisi, c'è un settore in
crisi che vive una crisi drammatica come quella del settore
ovicaprino, noi diciamo, c'è una legge, l'ha approvata il
Consiglio, l'ha approvata l'Unione Europea, prevede che si
predisponga il piano, si faccia il piano. Il piano non lo fa la
Commissione, la nota della dottoressa Lorenzoni dice "il piano deve
contenere...", e conterrà quello, ma fatelo! Tra l'altro c'è una
norma nazionale sull'attuativa della direttiva comunitaria, si
faccia il piano. Qual è l'alternativa? Io voglio dire qual è
l'alternativa che si dà alle aziende che sono pignorate, che sono
messe all'asta e le quali procedure sono qui bloccate o rinviate in
attesa che si approvi quella legge. Sinceramente alternative non ne
vedo, ecco perché voto a favore, perché la risoluzione non dice che
va fatto un piano che azzeri i debiti, che entri in contrasto con
la Comunità Europea, dice soltanto che si dia attuazione alla legge
numero 4 nel rispetto delle direttive comunitarie. Questo è
l'argomento che viene qui proposto. Degli altri aspetti non mi pare
che ci sia nulla; anche sull'articolo 18 e la legge numero 18 non
dice "Attuate l'articolo 18 e la legge numero 18 anche in assenza
di una approvazione europea", dice "...Ad attivare le necessarie
iniziative presso la Commissione Europea per ottenere il nulla osta
per l'attuazione dell'articolo 18". Quello che chiediamo è che a
distanza di un anno dall'approvazione della legge numero 18
l'Unione Europea dica se l'articolo 18 si può attuare oppure no.
Perché procedura di infrazione non se n'è aperta e non si poteva
aprire visto che non l'abbiamo attuato. Qual è l'infrazione? C'è
una procedura, c'è una discussione, un dibattito aperto tra
l'Unione Europea e la Sardegna; si decida. Se è no, si deve sapere
che è no, ma a distanza di un anno noi chiediamo che ci si attivi,
certo che non diciamo "ci si attivi" per farci dire di no, diciamo
"ci si attivi" per darci il nulla osta. Ma anche qui qual è il
reato? Qual è l'infrazione? Qual è la cosa non attuabile
(ES/05)di questa affermazione? E` inattuabile che ci si attivi per
chiedere il nulla osta di una norma che il Consiglio ha approvato
anche questa all'unanimità per dare una risposta alle aziende in
crisi! Non mi pare che sia nulla di straordinario. Quello che noi
chiediamo, noi né indichiamo come va fatto il piano, abbiamo solo
indicato alcune strade, né indichiamo come si deve fare, abbiamo
detto semplicemente "Abbiamo approvato queste norme, le ha
approvate il Consiglio all'unanimità. Si approvino!"
C'è solo un argomento dell'Assessore che io condivido, che siamo a due mesi dalle elezioni, e questo può portare sia da una parte che dall'altra a poter utilizzare questo argomento in termini strumentali. Ma il documento è frutto di un lavoro della Commissione, è frutto di un lavoro tecnico fatto con i funzionari, fatto in più giorni di lavoro, fatto da confronti, non ha nulla di così trascendentale, non apre nessuna situazione di difficoltà nel mondo agropastorale. C'è solo un aspetto, quello che ha condizionato questo dibattito, che questo documento è frutto di un lavoro della Commissione a seguito di una manifestazione di poche centinaia di pastori e che quindi questo può avere un risvolto politico nei confronti delle organizzazioni professionali che può creare qualche disturbo, ma il documento non propone altro alla Giunta di fare ciò che il Consiglio ha già fatto, deliberato e di metterlo in atto.
Per questo motivo io voterò a favore, se ci fossero stati emendamenti avremmo valutato gli emendamenti correttivi. Non chiediamo di andare contro le norme comunitarie, chiediamo soltanto di applicarle.
Un'ultima considerazione; ieri c'è stato un dibattito con il collega Pittalis sulla questione olivicoltura. Per correttezza e informazione all'Aula, ed anche nel rispetto del collega Dettori che mi ha proposto questo testo di legge, che poi la Commissione ha approvato all'unanimità, la legge non prevede finanziamenti per olivicoltura, prevede finanziamenti allocati all'Assessorato all'Ambiente per salvaguardare una certa presenza di piante secolari, come possono essere quelle intorno al sagrato di San Sisinnio a Villacidro, di Santa Maria Navarrese, del sassarese. Forse l'ultimo limite che abbiamo messo in quella legge, caro Pietro, è aver messo i cinquant'anni di anzianità, forse andava prevista un'anzianità superiore, duecento anni. L'obiettivo non è quello di incentivare l'olivicoltura ma è quello di salvaguardare una presenza di olivastri secolari che sono ormai un bene monumentale della Sardegna e che vanno salvaguardati! Per l'olivicoltura le norme sono previste nel piano FEOGA, nel POP, ed anche qui denuncio solo un aspetto: sull'olivicoltura noi, con l'argomento che comunque c'è la normativa comunitaria, la Spagna in cinque anni ha triplicato il suo prodotto olivicolo ed oggi minaccia nel settore dell'olivicoltura il monopolio e il dominio che l'Italia aveva nel mercato dell'olio extravergine, perché nel frattempo la Spagna è andata sotto inflazione però ha triplicato la sua distesa e la sua presenza nell'olivicoltura mentre l'Italia in questi anni l'ha diminuita! Eppure l'Italia e la Spagna fanno parte della stessa Unione Europea!
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Emilio Floris ha chiesto una giornata di congedo. Se non ci sono opposizioni, il congedo di intende accordato.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piras sull'ordine dei lavori.
PIRAS (Popolari). A nome del Gruppo Popolare chiedo che la discussione venga sospesa provvisoriamente, cioè, non venga portato immediatamente a votazione questo documento presentato dalla Commissione in forma rimaneggiata, c'erano poche persone e questo documento non è uscito fuori all'unanimità.
Non voglio entrare nei meriti perché è un documento che offende soprattutto il mondo agropastorale, perché non ci sono cose concrete, ci sono solo cose virtuali, e in questo momento il mondo agricolo ha bisogno di cose concrete, di cose che vengono date subito, a breve scadenza, come ha detto poc'anzi l'Assessore. Perciò c'è l'esigenza che questi documenti vengano portati di nuovo in Commissione, discussi insieme all'Assessore e cercare di portare in Aula un documento che dia concretezza al settore e dia delle prospettive a breve scadenza e non cose che poi non saranno mai messe in atto perché in realtà in questo documento che esce dalla Commissione ci sono cose che probabilmente non saranno attuate neanche tra dieci anni.
PRESIDENTE. La proposta del Gruppo è quella di sospendere l'argomento?
PIRAS (Popolari). Per un documento unitario, Presidente.
PRESIDENTE. Consigliere Piras, quanto tempo vuole di sospensione, una sospensione temporanea di dieci minuti, un quarto d'ora? Qual è la proposta?
PIRAS (Popolari). L'Aula potrebbe continuare a lavorare, se questo lo volete fare, però che si riuniscano la Commissione agricoltura insieme all'Assessore per fare un documento unitario, perché in questo momento percepisco che nell'Aula non tutti sono d'accordo ad approvare, pur essendo favorevoli a trovare una soluzione per il settore, trovare delle soluzioni concrete, ma non sono favorevoli ad approvare un documento che in poche parole non approva niente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà. MASALA (A.N.). Non ho ben capito la richiesta dell'onorevole Piras relativamente alla sua affermazione che pretende un documento unitario. Unitario con chi? Non ho ben capito. Cioè, unitario con la Giunta dal momento che la Giunta mi pare che si sia un po' dissociata da questo documento, o unitario tra i Gruppi del Consiglio, perché la risoluzione è del Consiglio, o sarebbe del Consiglio, e può essere anche non accettata oppure in contrasto con l'opinione della Giunta. Io non ho ben capito. Siccome qui le valutazioni sono state fatte all'interno della Commissione, la Commissione a maggioranza ha votato questa deliberazione sulla quale si può essere d'accordo o contrari, però occorrerebbe conoscere su quali argomenti chi eventualmente è contrario a questa risoluzione debba essere interessato, perché se è per ribadire quello che è stato detto nelle lunghe sedute della Commissione mi pare che sia inutile perdere tempo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, intervengo per fare delle osservazioni critiche al collega Piras, perché cerca di portare il Consiglio regionale fuori dalla discussione del documento in oggetto.
La verità, che abbiamo fatto notare, è che c'è già stato un errore grazie alla parte politica dell'onorevole Piras che l'altra volta aveva fatto impedire la discussione di questo documento e che ha fatto sì di montare una protesta che poi ha portato a queste forme di pressione. Ora, se voi state cercando ancora di poter aizzare la piazza e fare in modo che questi debbano....
PIRAS (Popolari). Li stai prendendo in giro a questi. Metti cose che non esistono. Stai offendendo l'intelligenza del settore agricolo perché siete in campagna elettorale. Stai vendendo fumo!
PRESIDENTE. Per cortesia, vogliamo smetterla! Onorevole Tunis, si rivolga alla Presidenza!
TUNIS MARCO (F.I.). Collega Piras, mi dispiace, era solo per dire che poi queste proteste vengono da quella parte che hanno tenuto in scacco il mondo agricolo per vent'anni e ci hanno mangiato, e hanno la giustificazione delle loro indennità! E' indegno che lei debba parlare in questo modo! Deve dire che noi abbiamo della gente che ha protestato, della gente che ha indicato una traccia da seguire, poi, ad un certo punto, è stato affidato dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, dal Presidente Selis, la proposta di esaminare tutti quei documenti che ci hanno proposto, di presentarci con una ipotesi in Aula e su quella aprire un dibattito. Ora, la verità, noi ce l'abbiamo, ma se grazie a questi personaggi noi facciamo in modo ancora di prendere tempo, allora la protesta da civile potrebbe diventare anche incivile.
Signor Piras, anche se lei la pensa diversamente, consenta anche agli altri di chiudere gli argomenti! Noi abbiamo lavorato sulla scorta degli inviti dei Capigruppo e del Presidente del Consiglio, ci consenta di arrivare in Aula e di perdere anche in Aula, ma non di fare in modo di distrarre gli argomenti, di portarne degli altri. L'onorevole Assessore, quando deve fare delle proposte, le farà dopo che questa risoluzione potrebbe essere approvata, dopo una settimana - dieci giorni verranno trattati questi argomenti in Giunta, ce li porterà in forma concreta, allora li vorremo trattare.
Noi siamo dell'avviso di rimanere sulla risoluzione, su quegli argomenti che hanno trovato un'ipotesi di percorso, che non sono esaustivi, che probabilmente non soddisferanno tutte le esigenze, ma quantomeno potranno calmare gli animi, potranno anche dare il là a queste riforme. Sono dall'avviso che occorre dare una speranza agli agricoltori e a credere nel loro futuro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Intervengo sempre sull'ordine dei lavori dicendo che la Giunta, che per altro, anche nella discussione dei documenti e delle risoluzioni proposte al Consiglio, non è una variabile indipendente, non è un corpo estraneo al Consiglio, e soprattutto non lo è per la maggioranza.
La Giunta attraverso l'Assessore ha espresso un parere approfondito e articolato sulla risoluzione, ha apportato elementi, a mio parere molto fondati, che modificano radicalmente alcune parti della risoluzione, che gli danno una prospettiva diversa e forse più stringente. Io chiedo, chiedevamo come Popolari, lo faceva l'onorevole Piras, che per tentare di mettere insieme, se è possibile, il parere e gli elementi così approfonditi che ha portato la Giunta, insieme al lavoro che certamente non va disperso, che va rispettato, seppur noi eravamo assenti, perché naturalmente non condividevamo il metodo e le procedure, ai lavori della Commissione, ma per mettere insieme gli elementi portati dalla Giunta e le riflessioni contenute nella risoluzione, se questo fosse possibile noi chiediamo la sospensione della votazione della risoluzione affinché questo lavoro si possa svolgere nelle forme e nei modi in cui il lavoro di ricomposizione politica si svolge. Naturalmente non chiediamo l'interruzione del lavori del Consiglio, chiediamo solo che la votazione della risoluzione possa avvenire in un momento successivo a questo, per consentire di unificare in qualche modo le proposte che ha fatto l'Assessore con le indicazione contenute nella risoluzione.
In sostanza vorrei evitare che ci sia o che si determini una frattura così clamorosa tra gli indirizzi di politica agricola del Governo regionale e una risoluzione che potrebbe risultare poi basata sulle sabbie mobili o comunque sull'acqua.
PRESIDENTE. La proposta di sospensione, siccome sono già indicati due pareri contrari, poi deve parlare uno per Gruppo...
MARTEDDU (Popolari). Posso precisare la proposta. Propongo che il voto sulla risoluzione possa essere dato anche stasera in tarda serata, quando siamo pronti, stasera, comunque, entro questa giornata, a seguito di un lavoro che si svilupperà tra i componenti della Commissione, tra tutti i Capigruppo e insieme all'Assessore per tentare di votare una risoluzione unitaria. Se questo non fosse possibile le procedure consentono di procedere sulla risoluzione che in campo, naturalmente, ciascuno poi voterà come ritiene di votare.
PRESIDENTE. Certo. Alla luce della precisazione, hanno chiesto di parlare i consiglieri Cugini, Pittalis e Montis.
Vi prego di esprimervi sulla proposta di sospensiva prima di procedere al voto, se è necessario procedere al voto. La proposta del collega Marteddu è di votare in giornata e di sospendere per cercare di trovare una sintesi. Se c'è l'accordo su questo, se non c'è l'accordo si vota per alzata di mano e si procede.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed). La proposta del collega Marteddu mi trova d'accordo. C'è un aspetto tecnico che è bene che valutiamo per decidere tutti assieme. Il collega Marteddu dice: "sospendiamo per votare in giornata e comporre un testo che raccolga le diverse sottolineature che sono emerse dal dibattito", e anche questo aspetto di natura politica mi trova d'accordo. C'è un problema di natura tecnica, che l'Assessore ha il tempo limitato, quindi potrebbe contribuire con la sua presenza a migliorare il testo se si parte da subito nella verifica. Se invece la spostiamo nel tempo l'Assessore non può essere presente e quindi quel contributo che è stato dato anche con l'intervento rischiamo di non poterlo utilizzare appieno perché l'Assessore è assente.
Sono d'accordo con la proposta di Marteddu, però, forse l'obiettivo può essere colto se sospendiamo per mezz'ora i lavori, diamo mandato alla Commissione e all'Assessore per operare una sintesi, e poi, a sintesi costruita, procedere alla votazione perché mi pare che questo stia dentro la logica che stiamo proponendo e possa determinare una convergenza ampia nel Consiglio stesso.
PRESIDENTE. Nel dare la parola al collega Pittalis, ricordo che l'Assessore aveva fatto presente, comunque mi accennava adesso di ricordarvi, che è previsto l'incontro col Ministro per i problemi tecnici, e alle 11 e 30 credo che lui debba partire.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, penso che non si possa liquidare una richiesta di sospensione dei lavori come un fatto meramente tecnico. Qui c'è un fatto politico e direi anche gravissimo, e cioè di uno scollamento, se non addirittura di una sfiducia che è stata dichiarata all'Assessore, alla Giunta, da parte di esponenti della maggioranza. E` emerso da questo dibattito che la maggioranza di centro sinistra, e quindi l'Assessore e per esso la Giunta regionale, ormai oggi questa è la prova del nove, non ha le idee chiare sulla politica nel comparto agricolo, vi è una assoluta frattura, discrepanza anche sulle più elementari questioni e decisioni da assumere in un momento delicato e di crisi quale quella che investe appunto il comparto agricolo.
A fronte di una risoluzione sostenuta dal Presidente della Commissione agricoltura come la soluzione ai mali di quel comparto, noi abbiamo sentito l'Assessore dire, con molta chiarezza, che questa risoluzione altro non è che aria fritta, che non è compatibile con le norme dell'Unione europea, che non esistono in ogni caso i tempi tecnici per l'attuazione di quelle disposizioni contenute nella risoluzione, quindi una risoluzione che non può impegnare nessuno.
Allora, in questo dibattito che si sta rivelando assolutamente improficuo ed ancora una volta inutile, noi di Forza Italia non vogliamo assolutamente essere corresponsabili di una situazione di immobilismo, non vogliamo assolutamente condividere responsabilità che sono di questo Governo regionale e del centro sinistra. E` un dibattito ed una frattura tutta interna alla maggioranza e quindi, signor Presidente, a noi non interessa accedere a ipotesi di sospensione, perché questa veramente sta diventando una autentica farsa. Non vogliamo essere corresponsabili di questa presa in giro che si sta ancora una volta perpetrando a danno del mondo agricolo.
Qui addirittura ci si rimpalla responsabilità tra esponenti della maggioranza e la Giunta per chi deve predisporre il piano. Sono passati cinque anni come se nulla fosse. Oggi stiamo cercando di scrivere un libro dei sogni sapendo che fra poco più di un mese questa legislatura oramai volge al termine.
Allora, noi di Forza Italia riteniamo di non dover avallare atti che riteniamo assolutamente irresponsabili, e dunque su questo noi chiediamo veramente e ci rivolgiamo alle forze del centrosinistra e al Governo regionale perché su questa materia gettino finalmente, un volta per tutte, la maschera della menzogna, la maschera dell'ipocrisia!
PRESIDENTE. Mi pare che comunque non ci sia l'unanimità, quindi si deve procedere alle votazione. Chiedo al Gruppo di A.N. se vuole aggiungere qualcosa.
Ha domandato di parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (Gruppo Misto). Presidente, intervengo solo per dichiarare che noi siamo per portare in votazione al Consiglio questo documento, con una motivazione molto semplice: la contestazione che ha fatto l'onorevole Piras è una contestazione globale del documento, non è un aggiustamento. Non vi è quindi la possibilità di fare un documento unitario all'interno della Commissione, dove tra l'altro sono rappresentate tutte le forze politiche. Sarebbe potuto avvenire in passato se ci fosse stata questa volontà unitaria, sarebbe potuto avvenire in passato se ci fosse stata anche la volontà unitaria di concorrervi della Giunta regionale e del suo Assessore. Questo non è possibile. E siccome noi siamo per questa posizione, siamo per continuare, per votare, voglio anche dire un'altra cosa brevemente: noi abbiamo il dovere di placare gli animi, le agitazioni che si sono manifestate nel corso dell'ultimo periodo. Non credo che possiamo esasperarle, non abbiamo diritto di fare questo! Credo che dobbiamo avere questo senso di responsabilità che spesso ci manca per ragioni diverse, non ultime per ragioni elettorali, ma certamente abbiamo questo dovere di placare gli animi, di procedere in modo coerente con le indicazioni che ella, indipendentemente dalle responsabilità che può avere in senso politico, ma come Presidente del Consiglio, promise a suo tempo a una foltissima delegazione dei rappresentanti delle categorie. Noi non possiamo fare altrimenti. Credo che non assolveremo a una responsabilità che ci compete e su questa strada dobbiamo andare.
Abbiamo anche detto un'altra cosa che mi sembra abbastanza importante: è un documento che ha tempi brevi, possibilità di soluzione, di affrontare problemi, che sono fattibili, che sono maturi, per i quali esistono risorse finanziarie e propositi in materia, e ci sono tempi più lunghi. Questo è il documento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.
LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, intervengo soltanto per dire che io comprendo le ragioni di chi sostiene che si deve concludere rapidamente la discussione, e ci si deve anche esprimere con un voto sulla risoluzione. Tuttavia, non mi sembra che la proposta dell'onorevole Cugini sia in contraddizione con questo obiettivo, con questa ipotesi. Per cui, se la proposta che noi dobbiamo votare è quella di sospendere mezz'ora e comunque di arrivare alla conclusione su questa risoluzione in mattinata, mi sembra che questa sospensione si possa fare nei termini temporali sopraddetti, e comunque che consenta di concludere i lavori della mattinata anche col voto finale. Per cui sulla mezz'ora, o comunque quel tempo che ci consenta di chiudere in mattinata, io sono d'accordo.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione per respingere o accettare la proposta dell'Assessore.
La situazione è questa: l'onorevole Marteddu ha proposto una sospensione nel corso della giornata, e ci sono state delle opposizioni dichiarate, per cui devo procedere a mettere in votazione questa proposta. C'è stata una ulteriore richiesta, formalizzata da ultimo dal collega La Rosa, di mezz'ora di sospensione. Senza riaprire il dibattito, chiedo se anche su questa c'è un voto contrario. C'è un voto contrario anche su questa.
Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Presidente, intervengo per dichiarare che ritiro la mia proposta e mi attesto sulla proposta della mezz'ora di sospensione.
PRESIDENTE. La proposta della sospensione lunga - chiamiamola così - è ritirata. In campo c'è solo la proposta di sospensione per mezz'ora, della quale avete conosciuto le opinioni.
Metto in votazione la proposta di sospensione per mezz'ora. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.
(E` approvata)
I lavori riprenderanno alle ore 11 e 50.
(La seduta sospesa alle ore 11 e 21, viene ripresa alle ore 12 e 15)
Continuazione della discussione della risoluzione della V Commissione Permanente: "Risoluzione sulla crisi del comparto agricolo e dell'allevamento ovino e caprino in Sardegna" (Doc. N. 59)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Ricordo all'Assemblea che era stata chiesta mezz'ora di sospensione, per altro superata, per tentare di pervenire ad un momento migliore di confronto che potesse dare forza e consenso alla risoluzione.
Abbiamo sviluppato il dibattito generale, l'intervento dell'Assessore, è stata chiesta un'interruzione con una serie di interventi sull'ordine dei lavori. Quindi io credo che possiamo riprendere.
L'onorevole Marrocu mi chiedeva poc'anzi, prima di iniziare la seduta, che avrebbe voluto fare una comunicazione in seguito all'interruzione. Allora io, siccome la comunicazione - come mi è stato preannunciato - riguarda la risoluzione, io prego tutti i colleghi, e soprattutto coloro che hanno lavorato alla redazione della risoluzione, quindi i componenti della Commissione, di tutte le parti politiche, di seguire questa proposta dell'onorevole Marrocu.
Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu.
MARROCU (Progr. Fed.). Signor Presidente, direi che forse si può anche eventualmente poi distribuire, perché io vorrei proporre due, anzi tre modifiche. Nella parte delle considerazioni, al primo punto, "considerato che l'attuale crisi" eccetera, dopo "dall'Unione Europea per l'esportazione del pecorino romano, nonché più in generale...", la parte aggiuntiva, quindi sono tutti emendamenti aggiuntivi, non sostitutivi e né soppressivi, quindi la risoluzione della Commissione viene mantenuta integralmente, non c'è nessuna parte che viene né modificata, né nessuna parte che viene soppressa, quindi la risoluzione della Commissione rimane nella sua interezza, ci sono invece emendamenti aggiuntivi. La prima parte è "considerato che", dopo "dall'Unione Europea per l'esportazione del pecorino romano" aggiungere "nonché più in generale agli orientamenti della politica agricola comunitaria". Prima di "invita alla Giunta", viene proposto, "sempre considerato che", "che alcune norme comunitarie relative alle concessioni di aiuti in agricoltura non risultano più compatibili con i principi del trattato in materia di coesione economico-sociale". Questa è una riflessione che, tra l'altro, è stata fatta in Commissione più volte. Non aggiunge, anzi, rafforza l'azione che la Commissione ha fatto in questi anni, rispetto proprio alla discussione su cosa è avvenuto rispetto alla normativa comunitaria. Sempre prima ancora di "invita", "compatibilmente con gli orientamenti comunitari", mi pare che era un obiettivo che ci eravamo posti di rispettare gli orientamenti comunitari, anche perché altrimenti si fa aria fritta, "con i vincoli di bilancio, e con i tempi di attuazione, anche in considerazione del fatto che la legislatura sta giungendo a conclusione". Cioè una precisazione, nelle considerazioni, che gli impegni che noi vogliamo proporre tengono conto anche del fatto che la legislatura sta giungendo a conclusione. Quindi anche questa mi pare una considerazione ovvia che va riportata. Quindi questi sono emendamenti aggiuntivi alle considerazioni, quindi alla parte che precede il dispositivo della risoluzione. La risoluzione viene poi tramutata da "invita la Giunta regionale" a "impegna la Giunta regionale", quindi un invito viene trasformato in un impegno per la Giunta regionale, quindi è l'unico emendamento sostitutivo, perché invece di "invita" si sostituisce con "impegna la Giunta regionale". E qui c'è un altro punto che rafforza ulteriormente, aggiuntivo sempre della risoluzione, "ad orientare il sottoprogramma FEOGA nel quadro comunitario di sostegno 2000-2006 verso l'obiettivo della riforma strutturale dell'agricoltura sarda". Quindi tutto l'altro che c'è nell'espressione "invita la Giunta" viene mantenuto, va però aggiunto, come emendamento aggiuntivo, "ad orientare il sottoprogramma FEOGA nel quadro comunitario di sostegno 2000-2006 verso l'obiettivo della riforma strutturale dell'agricoltura sarda. In modo da dare l'idea che la risoluzione non è finalizzata esclusivamente all'intervento dell'emergenza, ma anche ad intervenire attraverso i fondi FEOGA, orientandoli la Giunta nel programma 2000-2006 verso una riforma strutturale dell'agricoltura.
Io credo che queste modifiche siano rafforzative della risoluzione della Commissione, siano compatibili con gli orientamenti comunitari, che comunque nelle considerazioni contestiamo, e contemporaneamente vada nella risposta da dare ai problemi dell'emergenza che il settore agricolo e il settore ovicaprino sta vivendo.
Mi auguro che la Giunta, che nell'intervento dell'assessore Ferrari ha sollevato obiezioni sulla risoluzione, dopo queste modifiche possa modificare il proprio parere e possa magari accogliere la risoluzione, perché pur essendo a due mesi dal momento della conclusione, credo che sia giusto, se possibile, trovare, almeno su questi temi, una sintonia ed una larga maggioranza.
Io lo farei fotocopiare, poi ovviamente i colleghi valuteranno.
PRESIDENTE. In un paio di minuti facciamo fare le fotocopie del testo e le distribuiamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, io sollevo un problema di ammissibilità. Io voglio ricordare che siamo nella fase di dichiarazioni di voto. Ho ascoltato con attenzione il senso, la sostanza degli emendamenti. Mi sembra che addirittura rendano ancora più ridicola questa risoluzione, perché se c'è l'esigenza, che ormai a tutti è nota, di inserire nei "considerata", che ormai manca poco più di un mese alle elezioni, che è un fatto noto, e che quindi si sostituisce la parola "invita" alla parola "impegna la Giunta regionale", noi non comprendiamo quale impegno possa sostenere la Giunta regionale se proprio nei "considerata" si dà addirittura atto testualmente che manca poco più di un mese alle elezioni.
Allora io, a nome del Gruppo Forza Italia, mi oppongo decisamente, ribadendo che non vogliamo essere assolutamente corresponsabili di una risoluzione farsa, che nulla porta a beneficio del comparto agricolo.
PRESIDENTE. E` stata sollevata una eccezione formale. Naturalmente, io ho dimenticato di dirlo prima, ma credo che i colleghi, che ormai conoscono il Regolamento...Teniamo presente che è stata posta una eccezione formale, quindi gli emendamenti che sarebbero stati accolti da questa Presidenza, se ci dovesse essere, ma mi pare che non ci sia un consenso generalizzato, non potrebbero essere accolti senza questo consenso.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Presidente, mi pare che il collega Marrocu ha riassunto un lavoro che è stato fatto per operare sul testo; per operare e per adeguare anche il testo alle disponibilità della Giunta.
Che il collega Pittalis non concordi sulle indicazioni della Giunta è un fatto che deriva dalla sua collocazione all'opposizione, ma soprattutto dall'intervento che ha svolto ieri in Aula di attacco violento al lavoro che aveva svolto unitariamente la Commissione.
C'è effettivamente - lo dobbiamo dire - una contraddizione evidente tra il lavoro svolto dai commissari di Forza Italia e l'intervento che ha fatto il collega Pittalis, che ha anche confermato in questa occasione. Noi non possiamo farci carico, Presidente, del fatto che Pittalis comprenda o non comprenda. Se comprende ci fa piacere e se non comprende non è colpa nostra, è sempre una responsabilità del collega Pittalis.
Quindi noi votiamo l'ordine del giorno con le modifiche, sulla base delle sue decisioni chiaramente, che proporrà, perché vogliamo rispondere serenamente alla iniziativa che hanno assunto i pastori con le manifestazioni che hanno svolto, perché riteniamo che si debba rispondere serenamente e con equilibrio, così come è stato dimostrato nel corso del dibattito.
Accentuazioni di tono, ed anche inserimento di argomenti e di temi che non c'entrano nulla con l'iniziativa dei pastori, li lasciamo tutti al collega Pittalis. Gli consiglio anche di conservarsi gli appunti, perché li potrà utilizzare nei prossimi giorni per la campagna elettorale. Non mi sembrano appunti ed argomenti convincenti, ma lasciamo al risultato che ci sarà allora.
Io sono dell'idea che normalmente e tranquillamente si debba svolgere adesso questa parte finale della votazione, senza nessuna accentuazione.
L'unica cosa che devo dire che apprezzo è che, se il voto del collega Pittalis dovesse essere contrario, ancora di più noi voteremo a favore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto.
BALIA (F.D.S. - Progr. Sard.). Signor Presidente, io sono uno di quelli che in questo dibattito, relativamente a questo argomento ha, sino a questo momento, evitato di intervenire. Ed ho evitato di intervenire non perché non avessi nulla da dire, né a titolo personale, né come Gruppo in rappresentanza del Gruppo. Avevo, ed ho, ed abbiamo, cose da dire, e abbiamo, relativamente a questo settore importantissimo, proposte ed ipotesi. Però, signor Presidente, avevamo anche una consapevolezza di un dibattito che si svolgeva su un argomento fondamentale a fine legislatura, su pressioni sia pure legittime, e con i rischi che nell'Aula quel dibattito venisse sopraffatto da posizioni di natura più o meno demagogica.
Abbiamo, signor Presidente, piena consapevolezza che il settore agro - pastorale è uno dei settori trainanti del sistema economico sardo; così come abbiamo piena consapevolezza che è un settore fragile, che è un settore che opera in condizioni di difficoltà, e che è un settore, per altro, irrinunciabile per la sopravvivenza della comunità sarda in molte zone del nostro territorio. Io ho ascoltato stamane l'intervento dell'Assessore Ferrari, mi è parso un intervento serio, un intervento responsabile, e fondamentalmente un intervento di grande consapevolezza, senza promesse inutili, senza promesse che poi, si sa, anche per i tempi che si hanno a disposizione, sarebbe difficile mantenere. Ma un intervento ancorato alla realtà del momento, e quindi un intervento congruente con quelli che sono i tempi. Bisogna riconoscere, e non vi è dubbio, che spesso tutti noi, e questa ed altre giunte regionali, hanno dedicato probabilmente poco spazio, non dico poco impegno, ma poco spazio, anche compatibilmente con le risorse finanziarie che il bilancio della Regione e gli altri interventi messi assieme possono in ogni caso garantire.
Vi hanno dedicato poco spazio, pur riconoscendo che questo è un settore trainante per il sistema economico sardo, e questo significa che molto spesso abbiamo, maggioranza ed opposizione, comuni responsabilità, e che i comportamenti talora sono stati un attimino schizofrenici e poco congruenti.
Però, signor Presidente, è poco congruente dall'altra parte, che oggi vengano rilanciate da quest'Aula proposte che sono proposte di natura squisitamente demagogica, in considerazione di un voto, del voto che saremo chiamati, o che i cittadini sardi saranno chiamati ad esprimere di qui a qualche mese.
Nel settore agro - pastorale bisognerà prevedere interventi che possano essere immediatamente attuati, e quindi interventi di breve periodo, ma bisognerà soprattutto pensare ad interventi risolutivi e di natura strutturale nel breve e nel medio periodo. Assumere invece impegni per il brevissimo periodo, cioè per questo mese mancante di legislatura, io lo credo abbastanza difficile, e soprattutto lo considero poco serio.
Vi è, da parte di tutti, la consapevolezza di procedere al riordino fondiario; vi è la consapevolezza che il prezzo del latte ha raggiunto livelli bassissimi; vi è il problema della refrigerazione; vi è il problema di una diversa politica per quanto riguarda il convogliamento delle acque, e la consapevolezza della scarsità delle medesime, e quindi nuovi indirizzi che in questo settore dovranno essere studiati e portati a compimento. Ciò nonostante, signor Presidente, ritengo che l'ordine del giorno, così come è stato modificato dalla Commissione, con l'apporto e col contributo della Giunta regionale, sia oggi l'unico ordine del giorno sul quale possiamo, in maniera seria, esprimere un voto di favore; tutte le altre cose erano, restano e sono chiare strumentalizzazioni di natura elettorale.
Al massimo, signor Presidente, potrà essere prevista, aggiuntivamente, ed evidentemente la faccio come ipotesi possibile, quella della costituzione, nell'Assessorato dell'agricoltura, di un gruppo di lavoro che in tempi rapidissimi esamini la situazione anche alla luce dell'incontro, dell'attivazione del tavolo verde che vi è nella giornata di oggi.
PRESIDENTE. Facciamo il punto sulla situazione. C'è una risoluzione della Commissione, presentata, discussa ed arrivata allo stadio della votazione; è stata chiesta la sospensione, sono state presentate delle ipotesi di emendamento. Su queste ipotesi c'è l'eccezione regolamentare dei colleghi di Forza Italia, quindi di questo ne prendo atto.
Ho detto prima che se ci fosse stato l'accordo complessivo gli emendamenti potevano essere accolti. Questo accordo non c'è. Quindi questa è la situazione e di questo devo prendere atto, gli emendamenti in questa forma non possono essere accolti.
Quindi io riattivo la procedura delle dichiarazioni di voto, ha chiesto di parlare alla fine naturalmente la Giunta regionale per il parere finale. Aveva parlato il collega Marrocu, aveva chiesto di parlare l'onorevole Vassallo.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A. N.). Presidente, l'onorevole Balia non è intervenuto per dichiarazione di voto, è intervenuto sulla eccezione di inammissibilità dell'emendamento. Sulla stessa questione avevo chiesto di parlare anch'io, quindi prima delle dichiarazioni di voto. E' stato anche annunciato signor Presidente.
PRESIDENTE. Adesso chiudiamo con l'onorevole Masala i problemi regolamentari, poi riprendiamo le dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Io mi prenoto già da adesso anche per la dichiarazione di voto sul merito, però qui non è sul merito che si doveva parlare, a differenza di quanto ha fatto l'onorevole Balia perché, caro onorevole Balia, non fa demagogia chi chiede l'osservanza scrupolosa del Regolamento, ma chi, approfittando di una eccezione sul regolamento, parla di merito.
Questo andava chiarito, perché occorre rimettere esattamente i termini del problema che è stato sollevato dall'onorevole Pittalis. Non è vero che la sospensione è stata chiesta per rimandare la risoluzione in Commissione affinché la Commissione potesse rivedere la questione. E` stata chiesta la sospensione esclusivamente per una correzione all'interno della maggioranza, cioè per ristabilire, per eliminare lo strappo che si era enunciato in corso di dibattito tra la maggioranza e la Giunta, o tra una parte della maggioranza e la Giunta. La Commissione non è stata riunita per questo scopo, ma è stata avviata una discussione all'interno della maggioranza insieme alla Giunta. Quindi l'opposizione è stata messa al corrente di questa cosa a lavoro avvenuto.
Io non avrei sollevato una eccezione di questo genere se gli emendamenti, cosa che invece ha fatto l'onorevole Pittalis che ha fatto molto bene, e ha fatto molto bene perché? Perché una volta letti attentamente gli emendamenti aggiuntivi, si evince che questi emendamenti non andavano e non vanno nella direzione dell'agricoltura, ma era soltanto volta a creare una via di fuga alla Giunta o, se si preferisce, alla maggioranza, perché si è venuta a trovare in netto contrasto con la Giunta medesima. Questa è la realtà!
Quindi giustamente l'onorevole Pittalis, a nome del Gruppo di Forza Italia ha sollevato l'eccezione. Non può essere non accolta perché era finita la discussione generale, quindi si deve andare alla votazione della risoluzione, così come era stata licenziata dalla Commissione.
Mi pare che si debba stare a questo tema della discussione e poi, nel merito, lo faremo quando sarà il momento di farlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Intervengo brevemente anche perché in questa occasione il fiume di parole non è mancato. Mi limiterò quindi ad esprimere, e spero chiaramente, le ragioni del mio voto. Un voto convinto sulla risoluzione elaborata dalla quinta Commissione, in quanto nella premessa di questo documento viene ribadita con chiarezza la grave situazione in cui versa il settore agricolo e il settore ovicaprino in Sardegna.
Voterò il documento nella sua interezza, pur rilevando che nel dispositivo di invito alla Giunta, e in parte anche nella stessa premessa, manca un capitolo fondamentale rispetto all'insufficiente ruolo del Governo nazionale e del Ministro delle risorse agricole in sede europea, a difesa di tutti i nostri prodotti, così come per altro avviene anche per i prodotti agricoli italiani. Così come appare insufficiente l'indicazione politica alla Giunta della nostra regione, sul diverso ruolo che dovrebbe assumere, che dovrebbero assumere le regioni in sede comunitaria e nei rapporti con i propri governi. Per cui, un voto convinto rispetto agli obiettivi che si vogliono raggiungere, e un sostegno leale e convinto a tutti gli atti che vanno in questa direzione. Ma con altrettanta chiarezza e lealtà, e franchezza, dichiaro con convinzione che se a monte, per cui in sede di Unione europea e di Governo non verranno rimossi alcuni vincoli, ritengo che parte di questa risoluzione non potrà avere effetti né immediati, né concreti per gli operatori del settore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fois Paolo. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, la risoluzione che era stata approvata dalla Commissione agricoltura rispondeva - è stato sottolineato da moltissimi qui in Aula - all'esigenza di trovare una giusta risposta alle preoccupazioni e allo stato di crisi degli operatori del settore ovicaprino. Ma al tempo stesso questa risoluzione, per i problemi che affrontava, per la giusta rilevanza attribuita ad un settore, quello ovicaprino, che presenta una particolare importanza per l'economia della Sardegna, per i richiami alla situazione agricola in generale, per il momento in cui veniva, e verrà messa in discussione, cioè la fine della legislatura, finiva per rappresentare una sorta di sintesi, una sorta di testamento politico della linea che il Consiglio regionale adotta per quanto riguarda i rapporti tra la Sardegna e l'Unione europea su questo delicatissimo settore dell'agricoltura. Ed allora il testo iniziale, quello appunto votato dalla Commissione agricoltura, presentava, sotto questo profilo, luci ed ombre. Luci perché giustamente individuava in problemi che vanno al di là della questione della definizione del POP Agricoltura, una delle ragioni, uno dei condizionamenti della situazione di crisi in cui si trova l'agricoltura oggi. Ombre, lo dico molto in sintesi, perché nel momento in cui chiedeva e si limitava a chiedere alla Commissione Europea il nulla osta per le leggi e per i piani di settore in questo campo, non introduceva anche il concetto secondo cui la linea, la politica dell'Unione europea su questo punto, sia per quanto riguarda la politica agricola in generale, sia per quanto riguarda la delicata questione degli aiuti, non risponde ai principi fondamentali del trattato in materia di coesione, essendo e risultando centrata soltanto sulla logica e sul principio della concorrenza.
Se questi limiti, queste lacune della risoluzione nel testo iniziale, destavano in me serie perplessità per questo tipo di approccio che avrebbe potuto far pensare ad una politica del Consiglio, della Regione un po' timida, un po' appiattita sulle norme e sulla politica dell'Unione Europea in ultima analisi, con queste correzioni, sia pure con i limiti che un emendamento introdotto all'ultimo momento necessariamente comporta, credo che il principio secondo cui noi dobbiamo rispettare le norme comunitarie ma ci dobbiamo adoperare per modificarle in quanto non soltanto ingiuste ma contrarie ai principi del Trattato, risulta con sufficiente chiarezza enunciato.
Per questo motivo, con queste modifiche, con queste integrazioni, che non sono soltanto di facciata, che non sono di secondaria importanza, dichiaro di votare a favore del testo attuale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Sull'ordine dei lavori, stanno facendo dichiarazioni sul vecchio testo o sul testo attuale? Noi dobbiamo chiarire anche ai colleghi su che cosa ci stiamo pronunciando, dopodiché anche noi faremo le nostre dichiarazioni.
PRESIDENTE. Questo io l'ho chiarito, lo ribadisco e ringrazio l'onorevole Biggio perché mi dà occasione di richiarirlo; noi ci stiamo pronunciando sul vecchio testo, sulla risoluzione così come redatta dalla Commissione. E` stato distribuito, ma con un valore meramente documentale, perché avevo precisato due volte che non essendoci l'unanimità gli emendamenti non possono essere accolti, quindi questo ha un valore documentale perché sono stati enunciati a voce ed era giusto che i consiglieri, almeno per documentazione ne avessero conoscenza.
Le dichiarazioni di voto per ora sono tutte sul testo redatto dalla Commissione perché gli emendamenti non sono stati accolti.
Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (G.D.R.I. e Ind.). Signor Presidente, colleghi, questo problema del comparto agropastorale questi giorni ci ha impegnato moltissimo, direi che l'argomento è di importanza capitale. In Sardegna si producono circa 340-350 milioni di litri di latte che, dopo la prima lavorazione per la produzione del formaggio, da dove si estrapola e si produce, circa l'80 per cento è scarto. Quindi passiamo alle seconde lavorazioni del siero per la produzione della ricotta che poi produce la scotta.
Ma il problema della forte e veloce acidabilità di questo prodotto così facilmente deteriorabile non consente l'utilizzo completo delle semilavorazioni né per gli scarti che serviranno poi per il settore degli usi alimentari animali.
Questo processo di recupero dovrebbe creare ulteriori costi che gravano comunque sempre sul prezzo di conferimento del latte, mentre sistemi più avanzati producono dagli scarti, prima o dopo la lavorazione dei sottoprodotti, il lattosio, il lattulosio, che è utilizzabile sia per uso alimentare animale, sia per uso cosmetico. In questo caso questi ricavati interessanti diminuirebbero i costi dello smaltimento dei rifiuti, che consentirebbero quindi un maggior margine per remunerare il prodotto.
A onor del vero anche il sistema della cooperazione che doveva servire per affrancare il mondo pastorale dal sistema del cappio vincolante della sola produzione, non è stata e non è in grado di sopperire a questa necessità nella maniera richiesta e comunque con l'efficienza necessaria. In pratica che cosa vuole il pastore? Vuole sicurezza, puntualità nei pagamenti.
Da tutti questi ragionamenti a nostro avviso appare chiaro che il sistema pastorale potrà uscire da questa situazione solo se troverà la volontà e la possibilità di uscire da questa strozzatura ed affermarsi nel campo della trasformazione e commercializzazione, cioè diventare imprenditori, entrare nel sistema in proprio, e la Regione deve, e sottolineo deve essere di supporto e sostegno nella valutazione di programmi di produzione, trasformazione e commercializzazione.
Ieri mi ha colpito l'intervento del collega Berria, il quale diceva che diminuendo i capi diminuiamo anche le unità lavorative, quindi possiamo soltanto supportare questo puntando sulla qualità, che non è un lusso ed un costo, ma un fattore strategico per mantenere e aumentare le proprie posizioni di mercato, uno strumento di efficienza e produttività interna, specialmente se unito e integrato con una azione di valorizzazione e di proporzione delle risorse umane. Però per fare questo occorre uscire dall'attuale situazione finanziaria delle aziende agropastorali.
La situazione finanziaria di indebitamento ha raggiunto posizioni ormai insostenibili per le imprese del settore che mettono in forse, io direi ormai, non proprio in forse, l'intero sistema agricolo e pastorale.
Finanziamenti regionali dati per ristrutturare e riconformare le aziende alle normative CEE con contributi che sono arrivati anche al 75 per cento dell'investimento, oltre al contributo in conto interessi, non hanno consentito alle aziende di raggiungere comunque quell'obiettivo economico che gli consentisse di restituire i debiti e non mettere in forse il proprio futuro vedendo le proprie aziende consegnate alle banche. E qui anche gli istituti di credito che hanno per decenni acquisito il risparmio del mondo agropastorale a tassi di interesse prossimo allo zero dovrebbero ragionare molto attentamente sulle loro posizioni e sul loro modo di trattare i debiti di questo comparto. Quindi sarebbe opportuno valutare con attenzione come sono cresciuti dai 600 miliardi circa di capitare agli attuali, o agli attuali oltre 1100 miliardi, e come sono stati calcolati questi interessi di preammortamento ed interessi di mora e quant'altro a carico degli agricoltori e dei pastori.
E' vero che molti di questi mutui solo allocati presso aziende che per dimensioni produttive non consentivano in partenza un assorbimento economico produttivo dei finanziamenti, ed è vero che molto dovrà essere ancora fatto in questa direzione per far capire che è finalmente ora che il mondo agropastorale esca dalla atavica condizione che gli usi e le consuetudini, che si perdono ormai nella notte dei tempi, della nostra Sardegna non siano più in grado di assicurare una qualità della vita degna di questo nome in questo comparto.
Ma il problema del quotidiano, il problema di vedere le proprie aziende cadere nelle mani delle banche con la certezza che la terra così facendo ritornerà, attraverso il meccanismo dell'asta pubblica, in mano a chi di agricoltura non ne ha mai sentito parlare, in mano al capitale finanziario, in mano al latifondismo, cancellando cento anni di storia che ha voluto consegnare ai contadini la certezza del loro lavoro sulla terra, sulla loro terra, con implicazioni economico-sociali devastanti per la Sardegna.
Allora bisogna che noi torniamo alla filosofia che il primo piano di rinascita della Sardegna indicava e la centralità dell'uomo, dal quale dipende il proprio futuro.
Quindi la proposta, partendo dal presupposto che la Regione è per la maggior parte responsabile in solido con le fideiussioni rilasciate alle aziende a valere sui finanziamenti concessi, e che questo debito è in costante crescita, e forse vale la pena che la Regione faccia un ulteriore atto di coraggio acquisendo i crediti delle aziende attraverso finanziarie agricole o quant'altro, interrompendo questa escalation debitoria, ricontrattando con le aziende l'ammortamento dei tassi dei mutui, monitorando l'insieme delle aziende, valutando chi può dare garanzie economico-produttive quantitative e qualitative e chi per dimensione fisica e produttiva non può associarsi ristrutturarsi per creare unità produttive di quantità tali per essere reputate economicamente valide. Quindi rinegoziare i debiti, scongiurare le aste, valutare l'economicità ed eventualmente accorpare la conduzione, ovviamente mantenendo inalterata la proprietà.
Il raggiungimento di un tale obiettivo è certamente difficile, però altrettanto sicuramente possibile. L'umile consapevolezza dei propri limiti, degli errori commessi, delle occasioni perdute, delle esperienze vissute, così come delle conoscenze acquisite, delle potenzialità disponibili per realizzare un grande comune progetto, dove trovano collocazione necessità contingenti e speranze future, ci danno la necessaria forza ed entusiasmo per poter positivamente proseguire. Per cui il mio Gruppo è favorevole a questa risoluzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Grazie, signor Presidente. Durante il dibattito generale sui problemi dell'agricoltura, a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale avevo detto che non avremmo mai votato un ordine del giorno che impegnasse la Giunta a fare qualche cosa, perché la Giunta non avrebbe potuto fare qualcosa non solo per ragioni di tempo, ma soprattutto perché in tutti questi anni assieme alla sua maggioranza ha dimostrato di non avere una seria politica economica in agricoltura.
Sentendo però le parole dell'Assessore dell'agricoltura, l'onorevole Ferrari, al quale debbo riconoscere onestà intellettuale, non posso non mutare, sia pure per motivazioni che vado a dire, il mio atteggiamento in relazione a questa risoluzione.
L'assessore Ferrari ha detto che questa risoluzione non può impegnare questa Giunta, casomai potrà impegnare la Giunta che verrà espressa dal nuovo Consiglio regionale che verrà eletto fra due mesi. Nelle premesse questo documento nient'altro contiene che una certificazione del fallimento della politica agricola di questa maggioranza. Contiene un impegno sostanzialmente a futura memoria, perché non è chi non veda che quelle cose che sono scritte nient'altro possono essere intese che per il futuro, quindi sono un documento, un atto di impegno a futura memoria; è fumosa, insufficiente, non concreta, tuttavia deve essere oggi dato un messaggio di fiducia, deve essere dato un messaggio di fiducia al mondo dell'agricoltura.
Allora, se questo è un impegno che vale per le Giunte del futuro, cioè quelle che verranno espresse dal prossimo Consiglio, ritengo che, come Gruppo di Alleanza Nazionale, seriamente impegnato ad assumere responsabilità di governo nella prossima legislatura, credo che si possa fin d'ora assumere l'impegno di dare attuazione a queste invocazioni che vengono date dal mondo agricolo, quindi non ci possiamo sottrarre da questo impegno. E' in questo senso, e soltanto in questo senso, in quanto questo documento impegna la giunta del futuro, che noi votiamo a favore.
CUGINI (Progr. Fed.). Elettori permettendo!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, le modifiche che il Presidente della Commissione ha proposto all'Aula, formalmente o informalmente non lo so, comunque le ha proposte, colgono e raccolgono le indicazioni e gli indirizzi che l'Assessore e la Giunta hanno dato, e soprattutto l'intervento dell'Assessore, sia ieri che stamattina, ha dato e posto all'Aula nel merito delle questioni del sistema agropastorale in Sardegna e nel merito della risoluzione che siamo chiamati a votare.
Ora un formalismo esacerbato, portato alle estreme conseguenze, prevale qui rispetto alla sostanza, un formalismo posto naturalmente con l'obiettivo politico di impedire che quelle modifiche vengano approvate, prevale sulla sostanza, un formalismo che ci impedisce di migliorare il testo della risoluzione, di dargli una proiezione più seria, più collegata al momento che l'agricoltura e il sistema agropastorale sardo sta vivendo, ci impedisce appunto di migliorare il testo, di portarlo ad una condizione di approvazione unitaria e più convinta. Ma siccome non vorremmo fare la fine del Don Ferrante manzoniano che, discutendo tra forma e sostanza sulla peste, poi morì di peste, io cerco di essere chiaro sull'espressione di voto che farà il Partito Popolare.
Prendo atto del fatto che la Giunta sicuramente è convinta delle modifiche, degli indirizzi che l'assessore Ferrari ha portato in quest'Aula e che non sarà il formalismo sicuramente che impedirà alla Giunta di attestarsi sulle posizioni che l'Assessore ha portato, che significa a nostro parere intanto la chiara consapevolezza che i problemi dell'agricoltura e della pastorizia in Sardegna non sono imposti all'attenzione della politica e delle istituzioni dal modo di essere di alcuni gruppi fortemente minoritari nel mondo agropastorale, che hanno inteso rappresentare il gravissimo e drammatico problema delle campagne in maniera così distorcente rispetto al rapporto corretto con le istituzioni. E' quindi con la consapevolezza e la chiarezza che confermiamo che noi respingiamo e dichiariamo assolutamente inaccettabile il modo di porre i problemi da parte di gruppi minoritari e di quei gruppi minoritari, risultando chiaro e chiarissimo questo anche dall'intervento della Giunta.
Riteniamo che il richiamo alla rinegoziazione della politica agricola comunitaria, alla rinegoziazione a tutto tondo e a tutto campo delle politiche agricole comunitarie fatte nel documento e nelle modifiche al documento, il fatto che le politiche agricole devono diventare centrali nel nuovo quadro comunitario di sostegno, come viene indicato nell'emendamento aggiuntivo al documento, e cioè che il sistema agropastorale in Sardegna, che vuol dire non solo economia, non solo rapporti e modifiche strutturali nell'economia agropastorale, ma che per noi significa economia, cultura, significa una rete secolare, millenaria di rapporti civili, significa un tessuto connettivo di civiltà che non deve essere spazzato via, che non possiamo consentire che venga spazzato via. Significa, signor Presidente, che se la Sardegna è ancora dentro l'Obiettivo 1 gli indicatori economici sono quelli derivanti dalle zone più interne della Sardegna, guarda caso dalle zone a prevalente economia agropastorale, e quindi lì occorre tornare. E quindi il richiamo forte ad una centralità nel nuovo quadro comunitario di sostegno del sistema agropastorale è un richiamo rispetto al quale il Consiglio regionale non può sfuggire e nessun formalismo può consentirci di sfuggire a questo richiamo.
Riteniamo che l'ordine del giorno così come uscito dalla Commissione sia un ordine del giorno datato, molto deficitario su questo fronte, su questa frontiera, cioè sulla frontiera del rapporto con l'Europa e con la politica agricola comunitaria. Riteniamo che sia deficitario soprattutto sugli indirizzi da dare alle politiche comunitarie nel senso e nella direzione del mercato, nelle politiche di mercato, non solo delle politiche strutturali di miglioramento aziendale e di miglioramento nella produzione ed anche nei rapporti della incentivazione o nei rapporti col credito, ma il punto nodale, come tutti sappiamo, è il mercato e la capacità che il sistema agropastorale sardo si proietti nel mercato europeo e mondiale.
Questi punti deficitari rimangono nel documento; non vengono accolte le modifiche e gli emendamenti aggiuntivi, ma prendiamo atto che la Giunta li fa propri, li ha proposti e li fa propri, e questo ci consente di dire che sul documento così com'è il Gruppo dei Popolari si astiene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Brevemente, perché non mi sono preparato niente, ma solo per dire qualcosa di mio in questa vicenda, io vorrei ricordare, soprattutto per ricordare a me stesso, ma anche agli amici con cui in questi cinque anni si è lavorato assieme all'interno di questo Consiglio, dove erano quando per cinque anni, non solo io ma molti miei colleghi si sono battuti per risolvere i problemi dell'agricoltura. Oggi vedo che tutti, o perlomeno quelli che non erano nel passato molto attenti a questo settore, si sono improvvisati non solo difensori dell'agricoltura ma esperti nel settore agricolo.
Vorrei ricordare agli amici l'ordine del giorno fatto nel bilancio dello scorso anno, del 1998, dove unitariamente, maggioranza e opposizione, dopo tre giorni di discussione, dopo un emendamento presentato da Lorenzoni e il sottoscritto, che chiedevamo 350 miliardi di incremento nel bilancio per intervenire sul tutto il comparto agricolo che era in forte difficoltà (per ricordarvi, dall'assestamento dei debiti, al settore ovicaprino dove avevamo chiesto l'intervento di un contributo per quanto riguarda il trasporto del latte, e tante altre cose, potrei parlare per mezz'ora, ma non è il caso di ricordare queste cose); era uscito un documento unitario dove maggioranza ed opposizione avevano dichiarato che con l'assestamento del bilancio del '98 avremmo risolto tutti questi problemi che noi in quei tre giorni avevamo discusso.
Ebbene, all'assestamento del bilancio che io non ho votato anche quella volta in Commissione Agricoltura perché ritenevo non idoneo, non congruo alle aspettative del mondo agricolo, anche all'assestamento del bilancio nessuno si è ricordato che avevamo preso degli impegni per quel settore lì! Oggi, a tre mesi dalle elezioni regionali, tutti sono difensori del settore, tutti si sentono paladini del mondo agricolo, mentre per cinque anni, per quasi quattro anni e mezzo nessuno ha difeso questo settore!
E` vero che un ordine del giorno non si rifiuta a nessuno, ma un ordine del giorno come questo, dove ci sono proposte da parte dei pastori, ci sono delle grosse aspettative dal settore agricolo, però alle concrete proposte giuste fatte dal mondo agropastorale in questo ordine del giorno ci sono delle risposte fumose, non danno delle risposte immediate, danno delle risposte che se ne parlerà dopo le elezioni, chi c'è c'è, chi non c'è... chi ha fatto questa battaglia per questi ordini del giorno prenderà i voti del mondo agropastorale, chi invece dirà le cose come realmente stanno, che non prenderanno niente con questo ordine del giorno, che invece erano più giuste le proposte fatte dall'Assessore Scano che dice "guardiamo all'interno del bilancio", Assessore, lei lo sa che sono stato sempre contrario al fatto che lei non ha mai incrementato in modo robusto il bilancio del settore agricolo, però in questo momento l'unica soluzione era vedere quello che c'è all'interno del bilancio, vedere quello che si può fare e le cose che si possono fare in questi due mesi che noi come consiglieri dell'undicesima legislatura possiamo dare in risposta al settore agricolo.
Per questi motivi sono d'accordo con le dichiarazioni fatte dal Capogruppo; mi astengo da questa votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Montis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MONTIS (Gruppo Misto). Presidente, per dichiarare anche una certa sorpresa, lo faceva Piras adesso, chi si è occupato di questi problemi lo faceva egregiamente da questo punto di vista, non dall'altro. Chi si è occupato lungamente di questi problemi nel corso della legislatura, prima, e probabilmente se ne occuperà anche dopo, credo che debba avere una certa sorpresa anche delle modifiche. Il documento che è stato approvato, ha ragione Marteddu, è stato elaborato e proposto, proposto anche in forme probabilmente non molto democratiche, qualche volta anche non civili, da un territorio, anzi, da una porzione di territorio che riguarda una frazione molto modesta del settore dell'allevamento e della pastorizia, però ci sono delle realtà che coincidono con i bisogni e con le esigenze di gran parte dell'allevamento e dei pastori, questo è il problema.
Allora perché non riconoscerli, perché non riconoscere autocriticamente le grandi organizzazioni di categoria che potevano incidere in modo positivo aprendo un dialogo con loro senza chiedere la rappresentanza assoluta dell'allevamento e della pastorizia?! Questo è il problema, questo è lo scoglio. Noi non avremmo votato le modifiche che sono state proposte nel secondo documento, lo dico perché è stato precisato dal Presidente che si tratta solo per memoria, perché vanificava tutta questa elaborazione, tutti questi contatti, tutto il modo con il quale una parte di questo Consiglio regionale ha cercato di svelenire la situazione e di riportarla in termini di un confronto democratico e civile.
Il documento è deficitario; certo che lo è! Lo è perché nelle condizioni date non si tiene conto dell'appartenenza all'Unione Europea, del mercato, della evoluzione della società sarda e della pastorizia anche nelle zone interne interessate, però soprattutto perché manca un programma, è mancato un programma da parte della Giunta regionale e da parte della maggioranza, e questo non può essere imputato ad una parte del Consiglio regionale che compie una battaglia, che appoggia una battaglia che ha aspetti positivi, demagogici in alcuni, prevaricatori in altri, ma certamente una parte di questi sono positivi.
Questo abbiamo detto in sede di discussione generale "rendete le cose fattibili" non dicendo che si concludono con questa legislatura, perché quel documento di cui si è proposto in seconda ipotesi è solo questo: rinviare al futuro, ad un futuro che non sappiamo come sarà per le condizioni dell'Isola.
Per questi motivi noi voteremo quel documento. Lo votiamo perché è il frutto di una discussione anche sofferta non solo all'interno delle forze politiche ma soprattutto all'interno della Commissione e dei rapporti della Commissione con questi gruppi e con queste rappresentanze del mondo dell'allevamento e della pastorizia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Brevemente Presidente, anche perché il mio pensiero e la mia opinione l'ho espressa prima, solo per confermare che noi abbiamo apprezzato l'iniziativa dell'Assessore dell'Agricoltura, confermata poi dall'Assessore Scano nell'incontro fatto per apportare le modifiche che, per una questione di formalità, non vengono accolte dai colleghi dell'opposizione.
E` chiaro che noi intendiamo il testo - lo intendiamo così come diceva giustamente il collega Marteddu - come un testo che vedrà la Giunta impegnata su una serie di iniziative che lo rendano attuabile, non so se l'Assessore Scano vorrà intervenire, ma se dovesse intervenire io chiedo preventivamente che questo sforzo di miglioramento del testo venga confermato perché è una risposta positiva all'iniziativa della Commissione, soprattutto è un'attenzione che viene riconfermata nei confronti di una categoria molto impegnata nel settore produttivo, ma anche molto sofferente come altri colleghi hanno detto.
Mi dispiace che il perfezionamento del testo non abbia trovato il consenso dell'insieme dell'Aula, ma io non credo che i colleghi dell'opposizione vorranno impedire nell'attività di governo che la Giunta sia coerente con le indicazioni dell'Unione Europea, io non penso che ci sia una richiesta, un input a scelte di governo in questo comparto che si discostino dalle indicazioni e dai provvedimenti che l'Unione Europea ci propone.
Quindi, sono fiducioso che il contenuto dell'emendamento formalmente non accolto sia invece il riferimento guida delle iniziative della Giunta regionale.
Concludo dicendo e confermando che effettivamente tra gli interventi che hanno svolto i colleghi dell'opposizione, che hanno partecipato alla stesura del testo e l'intervento del Capogruppo Pittalis, c'è una sostanziale differenza.
Mi si potrà rispondere: è dialettica interna a Gruppo, sono sensibilità diverse, si potrà rispondere come si vuole. Però è certo che una parte dei colleghi di Forza Italia di fatto sono d'accordo con l'impostazione migliorativa che la Giunta ha proposto.
Noi voteremo a favore, apprezziamo tutte quelle indicazioni positive che nel corso del dibattito si sono manifestate, siamo anche convinti che è inutile appellarsi agli elettori in quest'aula, quelli che siamo qui, abbiamo sostanzialmente deciso come muoverci nei prossimi mesi, però effettivamente da parte di Forza Italia su questa materia c'è una originalità, anche un brevetto, che è possibile che oggi siano qui e domani possano stare da un'altra parte. In questa direzione li aspetteremo, verificheremo, e quindi il collega Pittalis che farà senz'altro un intervento violento, ormai con tutti gli aggettivi che sono conosciuti e che non impressionano nessuno e che si faranno anche adesso. Ma io sono fiducioso nel senso di responsabilità degli elettori, nella capacità di distinguere la demagogia dai fatti veri e con questa serenità di chi ha una responsabilità diretta su questi problemi, confermo che voteremo a favore. Voteremo a favore assessore, nonostante l'intervento di Pittalis.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, colgo notevole disagio nell'intervento dell'onorevole Cugini; lo colgo e lo ringrazio, perché quando si viene citati e addirittura anche già si prefigura qual è il senso e il contenuto dell'intervento, addirittura richiamando le aggettivazioni che userei, bene, mi fa molto piacere che il leader del maggior partito della maggioranza si ponga questi problemi. Ma che vogliano nascondere però, al di là delle questioni di forma e di dialettica, qual è lo scenario che oggi si presenta a conclusione di questa legislatura nel centro sinistra. L'onorevole Cugini ha molto disagio, l'onorevole Cugini dibattendo di un problema come quello dell'agricoltura io penso che oggi provi anche un po' di vergogna, e ha ragione. Fossi io dalla sua parte avrei provato tutto quel disagio e tutta quella vergogna che sicuramente egli prova; perché?
Ma, perché abbiamo oggi avuto la riprova che all'interno della maggioranza di centro sinistra non esiste omogeneità, non esiste una politica comune, ma fosse solo nel comparto agricolo, non è mai esistita su niente, perché i sardi non dimenticano facilmente le sei crisi di Giunta che si sono succedute in questa legislatura. Comprendo bene che l'onorevole Cugini, da buon sindacalista quale è stato, cerchi di guardare in casa d'altri alla ricerca di qualche contraddizione. Io assicuro l'onorevole Cugini che bene farebbe a preoccuparsi dei problemi tutti interni al suo partito e al suo Gruppo, perché non più tardi di ieri il mio compaesano, onorevole Francesco Berria, compaesano perché è nativo, originario come me di Orune, ha detto in maniera chiara, contrapponendosi un minuto dopo a quello che ha sostenuto l'onorevole Marrocu, Presidente della Commissione Agricoltura, dicendo che avrebbe votato contro quella risoluzione, quella risoluzione che ha come padre naturale il Presidente stesso della Commissione Agricoltura. Quindi, se contraddizioni, se contrasti vi sono, sono tutte interne a voi; ma non sono solo posizioni dei singoli consiglieri regionali del Gruppo P.D.S., ma sul piano politico vi è un grave contrasto, che è quello della maggioranza nella sua unità, semmai unità c'è stata, con il Governo regionale. Ieri l'Assessore all'agricoltura, riconoscendogli onestà intellettuale, ha detto a chiare lettere: "Signori, questa Giunta non è assolutamente in grado di assumere impegni, di assumere quegli impegni che sono stati trasfusi nella risoluzione". Ha detto chiaramente che quegli impegni non sono compatibili con le norme dell'Unione europea, e ha detto altrettanto chiaramente che non esistono i tempi, non esistono le modalità tecniche per l'attuazione, da parte della Giunta, di quanto indicato nella risoluzione.
Allora, il problema vero è questo: che non esiste una maggioranza, che non esiste assolutamente un'idea di quali siano i problemi del comparto agricolo, che non esiste un Governo regionale all'altezza, credibile, capace, efficiente di affrontare non le crisi straordinarie, ma neppure l'ordinaria gestione.
Dunque comprendo bene il disagio e la vergogna che oggi provano legittimamente i colleghi che siedono nei banchi del centro sinistra; non è un caso che il Partito popolare italiano oggi abbia assunto una posizione che è opposta a quella del Partito democratico della sinistra, perché hanno dichiarato di astenersi e con ciò accentuando, e chiedo scusa Presidente ma ritengo, avendolo fatto anche altri colleghi, di poter disporre anche di qualche minuto in più se lei me lo consente, soltanto per sottolineare come esiste un conflitto all'interno della maggioranza, una rottura anche tra il Partito popolare italiano e il Partito democratico della sinistra, sono i partiti che vogliono ripresentarsi assieme per proporre ai sardi la riedizione di un centro sinistra disunito, disomogeneo, che ha fallito su tutto.
Allora, il Gruppo di Forza Italia, che assicuro è unito e compatto più che mai e ha le idee chiare, lo abbiamo già detto ieri cosa noi avremmo fatto responsabilmente, perché noi vi abbiamo sfidato sulle cose concrete, noi vi abbiamo invitato a fare una sola cosa, ma concreta, che potesse avere attuazione domani per il settore agricolo. Ma voi sapete bene, e quelle modifiche che sono state proposte ne sono la riprova. Cosa proponete? Di inserire in quella risoluzione, che già di per sé, come ha detto l'Assessore e non l'ho detto io, è carta straccia, si è detto tutto quanto premesso e considerato, ma purché si tenga conto degli orientamenti comunitari e dei vincolo di bilancio della Regione, che cosa significa? Significa che non vi sono risorse per il comparto agricolo. Allora, bisogna trincerarsi dietro gli artifizi dialettici per esprimere chiaramente quella che è la realtà, quella che è la situazione reale, e con i tempi di attuazione si dice ancora nelle modifiche, e concludo, "anche in considerazione del fatto che la legislatura sta giungendo a conclusione". Il che significa che la Giunta non può fare assolutamente niente. Queste sono le modifiche, onorevole Marteddu, altro che formalismo! Altro che trincerarsi dietro il formalismo! Qui è non essere complici, non essere assolutamente corresponsabili di un atto assolutamente irresponsabile.
(Interruzione del consigliere Piras)
PRESIDENTE. Onorevole Piras, la prego di far concludere.
PITTALIS (F.I.). Concludo, veramente Presidente. Noi non abbiamo alcuna difficoltà a votare a favore di una risoluzione, ma che si sappia bene, una risoluzione che non può in alcun modo risolvere i problemi del comparto agricolo. Noi non ci prestiamo nella maniera più assoluta a riconoscerci come corresponsabili, la prendiamo semplicemente come una piattaforma per il governo futuro, che noi crediamo e ci auguriamo che i sardi, e anche i rappresentanti e coloro che sono nel mondo agricolo, aprano bene gli occhi e sappiano da chi possono farsi veramente governare e non soltanto imbonire con facili promesse mai mantenute.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Intervengo sull'ordine dei lavori perché sento il dovere di dire che la Giunta apprezza le integrazioni all'ordine del giorno che sono state proposte dal Presidente della Commissione competente del Consiglio, Siro Marrocu, ma comprende e condivide la decisione assunta dal Presidente del Consiglio di non ammettere gli emendamenti per le ragioni regolamentari che sono state espresse.
La Giunta, peraltro, ha già motivato, con l'intervento dell'assessore Ferrari, la propria posizione, Assessore dell'agricoltura che si scusa per non essere presente, ma è dovuto partire per partecipare all'incontro, come è stato detto, col ministro De Castro. Naturalmente - mi riferisco alle dichiarazioni fatte dall'assessore Ferrari - è del tutto evidente che, essendo il Consiglio regionale sovrano, la Giunta si atterrà agli indirizzi dell'Assemblea. Mi corre peraltro l'obbligo di aggiungere che le integrazioni all'ordine del giorno non ammesse non avrebbero fatto altro che esplicitare un punto che sta in re ipsa, sta nella cosa stessa, cioè che la Giunta in questa come in altre similari situazioni darà in esecuzione, e non potrebbe essere diversamente stando dentro i vincoli costituiti dalla normativa comunitaria, dai vincoli di bilancio e dai vincoli temporali, ma questo non andrebbe nemmeno precisato. In un certo senso che ci sia scritto o che non ci sia scritto nell'ordine del giorno poco cambia, perché credo che tutti noi siamo consapevoli che, sia nei banchi della maggioranza o nei banchi dell'opposizione, che il Consiglio regionale non potrebbe impegnare ovviamente la Giunta, qualsiasi Giunta, ad agire senza tener conto delle direttive comunitarie o dei vincoli di bilancio o dei tempi disponibili.
A proposito dei vincoli di bilancio solo una puntualizzazione, in risposta al collega Piras, per dire che la dotazione - questo è riscontrabile dai dati, basta sfogliare il bilancio - la dotazione finanziaria per il settore agricolo contenuta nel bilancio 1999 è la più alta che ci sia mai stata, può essere insufficiente, ma è la più alta e questo è un dato di fatto.
In conclusione ho voluto sottolineare quel punto perché rimanga agli atti, fermo rimanendo, va da sé, che la Giunta si ritiene ed è impegnata dagli atti votati dal Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione per appello nominale.
PRESIDENTE. Per un fatto di correttezza formale prego otto consiglieri di alzarsi in piedi.
(Si alzano otto consiglieri)
Nel frattempo comunico l'ordine dei lavori per il proseguimento della giornata: alla fine della votazione aggiorneremo la seduta alle ore 16; inizieremo con la legge sul Monte Arci e concluderemo alle ore 19 e 30 per consentire alla prima Commissione di riunirsi e concludere il quarto dei provvedimenti sul personale che potranno essere quindi messi in votazione domani. Se non vi sono osservazioni, mi dicono che c'è stata anche una consultazione tra i Capigruppo, il Presidente della Commissione mi comunicava questo, procederemo in questo ordine.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della risoluzione numero 59 della quinta Commissione.
Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 23, corrispondente al nome del consigliere Bruno Dettori.)
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Bruno Dettori
PIRAS, Segretario, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: Dettori Bruno - Dettori Ivana - Falconi - Fantola - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Marracini - Marrocu - Masala - Milia - Montis - Murgia - Obino - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Serrenti - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca - Aresu - Balia - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Cadoni - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Demontis.
Si sono astenuti: il Presidente Selis e i consiglieri Fadda - Giagu - Ladu - Manunza - Marteddu - Onida - Piras - Secci - Tunis Gianfranco - Amadu - Deiana.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 58
Astenuti 12
Maggioranza 30
Favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
Onorevoli colleghi, in apertura di seduta, presiedeva il collega Zucca, mi ero fatto momentaneamente sostituire per adempiere un altro impegno istituzionale, il collega Macciotta ha posto il problema dell'occupazione dei locali dell'aula. Io credo, ed è doveroso che dica in questa sede, non essendo presente in apertura, il parere peraltro ribadito in tutte le sedi, e in particolare in sede di Conferenza dei Capigruppo, che l'occupazione del Consiglio da parte di un gruppo di persone è stato un fatto grave e non legale, e come tale segnalato alle autorità competenti secondo il Regolamento. Abbiamo puntato a risolvere la vicenda con la forza della ragione, quindi con la ragione e non con la forza, ma questo nulla toglie alla gravità del fatto.
Questo fatto indurrà questa Presidenza, l'Ufficio di Presidenza e coloro che sono responsabili dell'ordine, a più rigorose misure di vigilanza, ma ci auguriamo che porti anche a un momento di riflessione e a una maggiore compattezza tra le forze politiche nel difendere e nel tutelare l'inviolabilità del Parlamento sardo.
La seduta è tolta, il Consiglio riprende alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 13 e 44.
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