Seduta n.182 del 05/12/2001
CLXXXII SEDUTA
Mercoledì 5 Dicembre 2001
Presidenza del Vicepresidente Carloni
indi
del Vicepresidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 56.
PIANA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta dell'8 novembre 2001 (177), che è approvato.
Assenza per motivi istituzionali
PRESIDENTE. Comunico al Consiglio, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che l'assessore Italo Masala è assente nella giornata odierna, 5 dicembre 2001, per motivi istituzionali fuori sede.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Floris ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 5 dicembre 2001. Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Comunico che, con sentenza numero 2598 del 15 novembre 2001, il Tribunale Civile di Cagliari ha dichiarato che l'onorevole Giovanni Paolo Nuvoli riveste tuttora la carica di consigliere regionale al posto di Giovanni Maria Enrico Giovannelli.
Ricordo ancora che, a seguito dell'entrata vigore della legge costituzionale 18 ottobre 2001, numero 3, concernente le modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione, è stato modificato l'articolo 127 che riguardava le modalità di controllo delle leggi regionali da parte del Governo. Viene meno, quindi, la disciplina di cui all'articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna e pertanto le leggi approvate da questo Consiglio regionale non saranno più trasmesse al Rappresentante del Governo, restando inteso che dal giorno della pubblicazione di ogni legge sul Bollettino Ufficiale decorreranno i termini per l'impugnazione della stessa ai sensi del nuovo articolo 127 della Costituzione.
Comunico di aver nominato, in data 29 novembre 2001, l'onorevole Alberto Randazzo componente della Giunta delle elezioni in sostituzione dell'onorevole Salvatore Amadu.
Comunico ancora che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 4, 10 e 16 ottobre 2001.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Disciplina delle strade del vino della Sardegna. (272)
(Pervenuto il 15 novembre 2001 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Nuove norme sulla situazione turistica in Sardegna". (276)
(Pervenuto il 21 novembre 2001 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Ulteriore sostegno a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata 'blue tongue'". (277)
(Pervenuto il 28 novembre 2001 ed assegnato alla quinta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
Dai consiglieri PIRASTU - GRANARA - LICANDRO - MILIA: "Trasformazione dell'Osservatorio industriale della Sardegna in Osservatorio economico regionale". (273)
(Pervenuta il 19 novembre 2001 e assegnata alla sesta Commissione.)
Dai consiglieri PIRASTU - GRANARA - LICANDRO - MILIA: "Riconoscimento di Progemisa come organismo tecnico operativo di supporto alla amministrazione regionale in materia di gestione del territorio e delle georisorse (con funzioni di servizio geologico regionale)". (274)
(Pervenuta il 19 novembre 2001 e assegnata alla sesta Commissione.)
Dai consiglieri MANCA - SANNA Giacomo: "Interventi a favore degli allevatori danneggiati dalla encefalopatia spongiforme ovicaprina (scrapie), dalla febbre catarrale degli ovini (blue tongue) e modifica della legge regionale 17.11.2000, n. 22". (275)
(Pervenuta il 20 novembre 2001 e assegnata alla quinta Commissione.)
Dai consiglieri PISANO - CASSANO - FANTOLA - VARGIU: "Istituzione del Consiglio delle Autonomie locali". (278)
(Pervenuta il 29 novembre 2001 e assegnata alla prima Commissione.)
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione CASSANO sulla legge regionale 64/86 'Interventi per lo sviluppo delle attività musicali popolari' (Bande musicali e cori)". (384)
(Risposta scritta in data 27 novembre 2001.)
"Interrogazione DORE - BIANCU - DEIANA - GRANELLA sulle disfunzioni ed i gravi ritardi che caratterizzano l'operato degli Assessorati competenti all'esame e all'istruzione delle pratiche di finanziamento alle aziende operanti nel settore dell'industria in genere ed in quello delle attività agricole in particolare; con specifico riferimento alla pratica di finanziamento riguardante la Società Barbagia Flores facente capo alla imprenditrice signora Rosanna Fiori barbaramente assassinata il 3 ottobre 2001". (385)
(Risposta scritta in data 27 novembre 2001.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
PIANA, Segretario:
"Interrogazione DORE - BIANCU - DEIANA - GRANELLA, con richiesta di risposta scritta, sul mancato rispetto della normativa in materia di demolizione delle opere edilizie abusive". (401)
"Interrogazione SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sulla presunta attuazione di procedure di appalto e di affido dei lavori di costruzione delle reti urbane di distribuzione del gas difformi ed arbitrarie rispetto alle norme ed ai requisiti prescritti". (402)
"Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla preoccupante situazione determinata dalla attuazione dei PIT nella provincia di Sassari". (403)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
PIANA, Segretario:
"Interpellanza BIANCU - SANNA Gian Valerio - SCANO - DEIANA - DORE - GRANELLA sulle modalità attuative del POR Sardegna 2000-2006 con particolare riferimento ai Progetti Integrati Territoriali (PIT)". (187)
"Interpellanza BIANCU - DEIANA - DORE - GRANELLA sull'installazione del dispositivo denominato 'Vigilante' nelle automotrici del compartimento di Cagliari". (188)
"Interpellanza SANNA Alberto - MARROCU - DEMURU - PACIFICO sullo stato di paralisi dell'attività istituzionale ed amministrativa in cui versa il Centro Regionale Agrario Sperimentale (CRAS)". (189)
"Interpellanza VASSALLO sulla grave situazione creatasi con l'annuncio del licenziamento dei lavoratori della CO.A.P.LA. - Cooperativa Allevatori Produttori di Latte - di Sassari". (190)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di un consigliere Questore del Consiglio e le dichiarazioni del Presidente della Regione sull'intesa Stato-Regione.
Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, colleghi, intendo intervenire sull'ordine dei lavori del nostro Consiglio regionale perché, entrando in Aula, così come regolarmente convocati dal Presidente, e così come regolarmente ognuno di noi che è presente ha ritenuto di adempiere il suo dovere politico e istituzionale, abbiamo tutti trovato sul nostro tavolo di lavoro una missiva di un Ministro dello Stato italiano indirizzata ai consiglieri regionali della Sardegna, nella quale si dà notizia e atto, cioè si comunica ai consiglieri regionali, quindi all'intero Consiglio della Regione autonoma, che il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, avrebbe ieri sera incaricato un Ministro della Repubblica (incarico che rientra nelle sue competenze) e il Presidente, anzi, il neo Presidente della Regione, Mauro Pili, perché se non fosse neo Presidente, ma solo Presidente della Regione non varrebbe, di procedere all'elaborazione di una nuova intesa Regione-Stato.
Io pertanto intervengo in questo momento della fase di organizzazione dei lavori del Consiglio. Vero è che si dice" Presidente della Regione Sardegna", ma la nostra è "Regione autonoma della Sardegna", così è scritto nel testo costituzionale, statutario, anche sul piano formale e solenne, mentre qui la parola "autonoma" è saltata; meno male che la Regione è solo Sardegna e non è autonoma, perché preliminarmente, mi scusi anche qualche elemento di irritualità della domanda, io, come consigliere regionale, e il Gruppo della Rifondazione Comunista chiediamo, al Presidente dell'Assemblea, e quindi all'Assemblea stessa, di conoscere quale valutazione possiamo dare di un simile gesto, gesto con il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri ha incaricato, lui, il Presidente della nostra Regione, il Presidente della Regione autonoma, di redigere il testo di un'intesa di programma, di un'intesa Regione-Stato.
Il Presidente della Regione autonoma riceve gli incarichi dall'Assemblea del popolo sardo, dal Consiglio regionale, non c'è Ministro della Repubblica che possa comunicare a questo Consiglio decisioni assunte di tale gravità politica e istituzionale. Io le chiedo, signor Presidente, una breve sospensione dei lavori del Consiglio, perché si possa avere la possibilità di una valutazione, seppure sommaria, di un tale gravissimo gesto, di una tale gravissima iniziativa politica che è lesiva fondamentalmente dei diritti e della dignità di questa Assemblea legislativa.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, a prescindere dal contenuto della sua dichiarazione, ritenevo già opportuno convocare una breve e preliminare Conferenza dei Capigruppo per organizzare l'ordine dei lavori, anche perché ci era pervenuta richiesta di iscrizione di determinati argomenti all'ordine del giorno che sarebbe opportuno concordare preventivamente. Quindi sospendo la seduta e convoco una breve Conferenza dei Capigruppo per determinare l'ordine del giorno, breve nel senso che la seduta è sospesa fino alle ore 17 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 08, viene ripresa alle ore 17 e 56.)
Elezione di un consigliere Questore
PRESIDENTE. Proseguiamo la seduta. Ricordo che il primo punto all'ordine del giorno, dopo le comunicazioni del Presidente, reca l'elezione di un consigliere Questore, carica rimasta vacante dopo la nomina ad Assessore dell'onorevole Andrea Biancareddu che la ricopriva.
Ricordo ai colleghi le disposizioni regolamentari che stabiliscono le modalità di votazione che si deve svolgere a scrutinio segreto. Per il combinato disposto dei commi 3 e 5 dell'articolo 5 del Regolamento, nelle elezioni suppletive, quando si deve coprire un solo posto, è eletto chi al primo scrutinio abbia raggiunto la metà più uno dei voti. Se nessun candidato ha riportato la metà più uno dei voti, si procede al ballottaggio fra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per l'elezione di un consigliere Questore in sostituzione dell'onorevole Andrea Biancareddu.
Presidente. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 71
Maggioranza 36
Schede bianche 5
Hanno ottenuto voti: Antonio GRANARA, 42; Raimondo IBBA, 22; Andrea BIANCAREDDU, 2.
E' proclamato eletto: Antonio GRANARA.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - NUVOLI - GRANARA - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di proseguire con la discussione del disegno di legge numero 277/A e di rimandare le dichiarazioni del Presidente della Giunta sull'Intesa e il conseguente dibattito a domani mattina. Quindi prego il relatore del disegno di legge numero 277/A, onorevole Frau, di presentare la sua relazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Nuvoli sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
Nuvoli (F.I.-Sardegna). Presidente e colleghi, ovviamente non posso che prendere atto dell'ordine del giorno della seduta odierna, però mi permetto sommessamente di ricordare alla Presidenza e al Segretario generale, come consigliere, e al Presidente della Giunta regionale, come consigliere di maggioranza, alcuni punti che, già calendarizzati a suo tempo per i lavori del Consiglio, sono inopinatamente scomparsi dall'attenzione dello stesso Consiglio.
PRESIDENTE. Onorevole Nuvoli, siamo in seduta straordinaria e può essere introdotto soltanto ciò che è preventivamente concordato all'unanimità.
Nuvoli (F.I.-Sardegna). Per carità, Presidente, le chiedo scusa. Soltanto un minuto per richiamare l'attenzione della Presidenza sul fatto che sarebbe assolutamente necessario, a mio avviso, porsi il problema della reintroduzione di alcuni punti, già calendarizzati per i lavori del Consiglio. Essi sono: l'istituzione della A.S.L. di Ozieri; la riforma delle comunità montane; e anche un ordine del giorno, a cui non è stato dato seguito, sulla parificazione dell'indennità di istituto ai dipendenti del Corpo forestale della Regione rispetto a quella dei loro colleghi dello Stato.
Mi permetto anche di richiamare l'attenzione del Consiglio sull'importanza del varo di una nuova legge elettorale, con particolare riferimento alla quota maggioritaria e cioè al listone regionale, per il quale - a mio avviso - bisogna considerare l'esigenza, per un fatto di democrazia, di introdurre il concetto della preferenza unica. Grazie.
PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo terrà debito conto di ciò che lei ha detto nel momento in cui sarà convocata per discutere l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 277/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
Frau (A.N.), relatore. Onorevole Presidente ed onorevoli colleghi, come ricorderete l'anno scorso abbiamo approvato il provvedimento di legge numero 22 riguardante gli interventi a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata febbre catarrale degli ovini o blue tongue. Purtroppo anche quest'anno l'epizoozia si è ripresentata apportando molti danni dal punto di vista economico a moltissimi allevamenti in buona parte della Sardegna. Prima sembrava che il problema fosse localizzato solo nella Baronia, poi invece questa epidemia si è diffusa purtroppo un po' in tutto il territorio regionale comportando grandi danni economici.
Ci sono state prese di posizione, grandi discussioni, ne abbiamo discusso anche in questo Consiglio regionale. Pertanto la Giunta regionale ha presentato un ulteriore disegno di legge, esattamente il numero 277, per un nuovo sostegno a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata blue tongue. La Quinta commissione permanente nella seduta del 4 dicembre 2001 l'ha approvato all'unanimità dei presenti, a questo riguardo voglio ringraziare tutti i commissari presenti, principalmente i commissari dell'opposizione, che hanno dato la possibilità a questo disegno di legge di poter essere approvato, dimostrando quindi un alto senso di responsabilità, così come avviene sempre, bisogna riconoscerlo, nella Commissione agricoltura ed ambiente dove, sino all'altro giorno, la maggioranza era minoranza. Solo in queste ultime ore siamo alla pari, sette commissari appartenenti alla maggioranza e sette commissari all'opposizione.
PIRISI (D.S.). Con Grauso?
Frau (A.N.). No, Grauso non c'è più, per fortuna. Quindi, se abbiamo potuto lavorare, e bene, licenziando delle leggi importantissime per il settore agricolo sardo, lo dobbiamo alla opposizione; questo lo dico con la massima tranquillità.
In tempi brevi pertanto abbiamo esaminato ed esitato anche questo disegno di legge, senza apportare sostanziali modifiche al testo presentato dalla Giunta regionale. L'approvazione di questo disegno di legge permetterà di destinare ulteriori 95 miliardi, rispetto a quelli previsti, come ho detto prima, dalla legge numero 22 del 2000, al pagamento degli interventi volti a fronteggiare la febbre catarrale degli ovini.
In particolare il provvedimento prevede, in tempi brevi, il rifinanziamento degli interventi per il risarcimento degli animali abbattuti per disposizione dell'autorità veterinaria, per il risarcimento dei capi morti a seguito della malattia, per la compensazione dei maggiori oneri sostenuti per l'alimentazione del bestiame in conseguenza del divieto di movimentazione del bestiame stesso e per l'attuazione degli altri interventi di carattere sanitario previsti dall'articolo 2 sempre della legge numero 22 del 2000, per esempio la distruzione e lo smaltimento degli animali infetti, la disinfestazione e l'utilizzo di veterinari per l'opera di prevenzione e controllo della malattia.
Dicevo che, essendo il provvedimento molto atteso dalle categorie produttive interessate ad un qualche risarcimento, perché molti allevamenti sono stati proprio falcidiati, la Commissione auspica che questo Consiglio regionale possa approvare questo disegno di legge così importante già nella seduta odierna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto volevo esprimere una certa soddisfazione di fronte alle dichiarazioni testé fatte dall'onorevole Frau, Presidente della Commissione agricoltura, il quale riconosce che le opposizioni hanno dato un contributo determinante per il varo di provvedimenti fondamentali per l'agricoltura della nostra Regione.
Anche l'ultimo provvedimento, arrivato in Aula in tempi rapidissimi, è stato approvato in Commissione agricoltura grazie al voto determinante dei consiglieri della opposizione. Voglio ricordare che nella prima votazione i consiglieri dell'opposizione erano presenti al completo in numero di sette, mentre la maggioranza era presente soltanto con due consiglieri. Non è la prima volta che questo accade. Noi, come in altre occasioni abbiamo sottolineato, ci opponiamo alla Giunta quando non mette in atto provvedimenti adeguati e rispondenti alle esigenze e ai drammi del mondo delle campagne; siamo favorevoli invece a risolvere i problemi, abbiamo fatto e faremo una opposizione costruttiva, finalizzata unicamente a quello scopo. Anche in questa circostanza siamo stati coerenti con questa impostazione.
Voglio ricordare che anche questo è un provvedimento di emergenza, perché purtroppo va sottolineato il fatto che la Giunta regionale, in questi due anni, non ha dato corso all'attuazione del piano per l'eradicazione della malattia, previsto dall'articolo 1 della legge numero 22, . Il piano prevedeva sostanzialmente due linee, due azioni forti: una finalizzata a combattere l'insetto vettore attraverso un'azione diffusa e capillare di disinfestazione, cosa che è stata fatta in modo approssimativo e inadeguato, e l'altra invece indirizzata verso la vaccinazione, vaccinazione già decisa sia dal Ministero della Sanità che dall'assessore Oppi con un recente provvedimento della fine del mese di novembre, vaccinazione che dovrebbe avere corso dal gennaio del 2002.
Su quest'ultima questione credo che ci sia bisogno di un approfondimento scientifico. Noi come centrosinistra non siamo né a favore, né contro la vaccinazione, crediamo prima di tutto che questo sia un problema che, in sede ministerialee assessoriale, debba essere valutato con gli esperti in materia, e poi che debba essere presa, come si sta prendendo, una decisione quanto più rapida e rispondente possibile al dramma che si sta attraversando.
Su questa questione si è innescata una discussione, dalla quale emergono posizioni piuttosto diverse sull'opportunità di usare questo vaccino, sui modi e sui tempi che si stanno programmando per attuare questo intervento. Io credo che ci siano ancora i tempi per un approfondimento e per una verifica attenta su questa questione.
Voglio però sottolineare un altro aspetto che riguarda sempre le inadempienze della Giunta regionale: niente è stato fatto perché siano realizzati i controlli sanitari indispensabili nei porti e negli aeroporti, cioè nei punti in cui il bestiame entra nella nostra Isola, per fare in modo che gli animali portatori di malattie possano essere individuati e messi in condizione di non nuocere.
Nel dichiarare, anche coerentemente con la nostra azione in Commissione, il nostro voto favorevole per questo provvedimento, diciamo anche di essere fortemente critici e severi nei confronti di una Giunta regionale che di fatto non ha messo in opera praticamente niente di quel piano previsto e approvato dalla legge numero 22.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, con questo provvedimento, io credo che il Consiglio regionale e la Giunta regionale stiano dando una prima risposta ad uno dei gravissimi problemi che, in questi ultimi tre anni, stanno affliggendo l'economia agropastorale della Sardegna.
Il problema blue tongue ormai si sta rivelando in tutta la sua gravità, anno dopo anno, interessando praticamente tutto il nostro patrimonio ovicaprino. Non ritengo che questo ulteriore stanziamento di 95 miliardi sia un intervento risolutivo, ma di fatto si aggiunge allo stanziamento già previsto con la legge numero 22 del novembre 2000, dando così respiro alle aziende agropastorali.
E` necessario però porre la massima attenzione ai tempi. Poiché le provvidenze non potranno arrivare nelle casse delle aziende interessate prima della primavera prossima (questo è dovuto ai tempi tecnici necessari per l'attuazione della legge che non possono essere ristretti), credo che la Giunta debba pensare aqualcosa che possa accelerare i tempi, per esempio se sia possibile erogare una anticipazione, attraverso una convenzione con le banche, per poter alleviare nel contingente proprio il mancato reddito delle aziende interessate dovuto alla morte dei capi, che crea un disavanzo negativo nelle aziende stesse.
Questo è un problema che bisogna affrontare, poiché quando noi diremo giustamente agli allevatori che è stato previsto, a disposizione del settore agropastorale, un ulteriore stanziamento di 95 miliardi per quanto riguarda il rimborso dei capi morti, del mancato reddito, della movimentazione del bestiame, eccetera, tutto ciò sarà di difficile comprensione e di dubbia credibilità in quanto non si riuscirà a mettere a disposizione queste somme in breve tempo, nonostante la disperazione nella quale attualmente si dibatte il mondo agropastorale. Quindi è necessario studiare una soluzione affinché almeno una parte di questi fondi possa essere erogata nel più breve tempo possibile.
Per quanto riguarda il futuro immediato, ritengo che si debba predisporre la creazione di una seria struttura che provveda alla disinfestazione dei luoghi in cui il vettore si annida e prolifica, oltre che dare agli allevatori tutte le notizie e le istruzioni necessarie affinché anche loro, nei loro ovili e per quanto riguarda il bestiame, possano personalmente provvedere ad effettuare qualche opera di disinfestazione, di salvaguardia e di prevenzione che, se non altro, possa limitare il futuro danno.
Per quanto riguarda il vaccino, io non me ne intendo, ma ho sentito dire, nei vari dibattiti che hanno caratterizzato questa materia dai quali sono emersi pareri contrastanti tra scienziati, operatori, veterinari e ricercatori universitari, che potrebbe essere un'arma a doppio taglio. Di conseguenza non so se sia opportuno o meno provvedere nell'immediato alla vaccinazione; dopo aver osservato l'andamento del fenomeno dall'anno scorso a quest'anno, si è potuto constatare che, nelle zone in cui la blue tongue si è manifestata l'anno scorso, quest'anno ha colpito in maniera molto molto marginale, ciò dimostra che i soggetti interessati si sono di fatto immunizzati alla malattia stessa.
Quindi è necessario prestare massima attenzione all'eventuale vaccino e soprattutto al tipo di vaccino che si vuole utilizzare. Mi risulta che sia allo studio un vaccino, preparato da uno scienziato indiano, che non ha controindicazioni e che potrebbe essere veramente il toccasana per questa ennesima calamità che sta colpendo il mondo agropastorale. E' necessario incentivare e affrettare la ricerca, dotare l'Istituto Zooprofilattico e l'Università dei mezzi necessari affinché questa ricerca possa essere completata nel più breve tempo possibile. Occorre riflettere un po' su questo aspetto.
Comunque sia, ritornando al provvedimento in discussione, ritengo che esso dia una prima risposta, come ho già detto, ma è necessario far capire al mondo agropastorale e ai suoi operatori che i tempi tecnici per l'erogazione dello stanziamento possono essere un po' lunghi; quindi, ripetendo ancora, riporto l'attenzione della Giunta su questo problema, e chiedo nuovamente, nel caso fosse necessario, di concordare - con le banche convenzionate con la Regione - una qualsiasi forma di anticipazione da concedere a quegli allevatori che, in base ai dati che i veterinari e le autorità competenti possono fornire, hanno subito danni, affinché quelle aziende possano avere un primo sollievo al mancato reddito dalla fornitura di latte, dalla macellazione degli agnelli, e da qualunque prodotto i singoli capi possano dare. Oltre questo, non dimentichiamo che moltissimi di questi allevatori hanno già preso delle caparre dagli industriali e ora si trovano in enormi difficoltà perché anche privi dei fondi necessari per restituirle.Quindi pregherei la Giunta, nel ringraziarla innanzitutto per la velocità e sensibilità dimostrata nel presentare questo disegno di legge esitato in breve tempo anche dalla Commissione agricoltura, di tenere presente questo aspetto non trascurabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ortu (R.C.). Anch'io faccio alcune brevi considerazioni sul merito del provvedimento, partendo dalla consapevolezza che la domanda più che giustificata, avanzata dagli allevatori, attende una risposta. Quindi il provvedimento non solo è necessario, ma occorre anche approvarlo in tempi rapidissimi.
Partendo da questa valutazione, ci siamo mossi noi, si è mossa la Commissione e si sta muovendo il Consiglio, però bisogna anche essere chiari per evitare di seminare illusioni, o creare aspettative che non potrebbero essere soddisfatte.
Vi sono ritardi, bisogna ammetterlo, che derivano da una responsabilità ben precisa, cioè dal fatto che il centrodestra ha aperto una crisi che ha paralizzato l'attività della Giunta e di questo Consiglio per mesi. Badate, l'esigenza di questo provvedimento non è nata l'altro ieri; una Giunta, con un barlume di consapevolezza circa gli eventi che accadono nella nostra Regione, avrebbe dovuto incominciare a predisporre, addirittura ad agosto, le eventuali soluzioni, perché già ad agosto avevamo i sintomi del riaffiorare e del ripresentarsi anche in modo drammatico di una moria abbastanza alta, derivante dal virus della lingua blu, come si dice.
Quindi vi è una responsabilità. Paghiamo noi, pagano gli allevatori, così come noi abbiamo denunciato in sede di dichiarazioni programmatiche, paga amaramente la Sardegna una crisi voluta dal centrodestra, le cui ragioni le abbiamo ampiamente discusse e non sono giustificabili, vista la soluzione tra l'altro che le è stata data, visti i problemi che sono tuttora aperti all'interno del centrodestra e visto anche il clima di provvisorietà che regna in quest'Aula.
La responsabilità dei ritardi esistenti è da addebitare al così detto cambiamento, e alla capacità di metterlo in essere, che questa Giunta ha ribadito, ma che il centrodestra aveva promesso all'indomani delle elezioni del 1999. Questa è la capacità di cambiamento, se ancora una volta ci fosse bisogno di dimostrarla: si approva un provvedimento in grave ritardo e un settore cruciale per l'economia della nostra Isola, un settore sul quale si sono scaricati nel corso degli anni tutti i mali possibili, ne paga pesantemente le conseguenze.
Per essere chiari, vorrei dire all'onorevole Rassu che non bisogna nemmeno seminare illusioni. Che cosa vuol dire: la Giunta regionale incontri le banche e stipuli una convenzione non so bene che cosa? Qualcuno di noi, compreso l'onorevole Rassu, credo che tutti siamo in grado di capire, può pensare che le banche stipulino una convenzione gratis? Le banche, qualora fossero disponibili, chiederebbero alla Giunta regionale un onere, e la Giunta regionale, per potervi fronteggiare, dovrebbe approvare un disegno di legge, da passare poi in Consiglio e da sottoporre in sede comunitaria. Quindi non seminiamo illusioni. Tanto meno è utile che qualcuno di noi qui si sbilanci per poter poi andare a dire nel proprio territorio: "Io avevo proposto la luna, ma poi la luna dentro al pozzo, il governo di turno non è riuscito a metterla".
Noi siamo seri, così come siamo stati seri in Commissione, diciamo che ci sono ritardi, diciamo che ci sono responsabilità, le quali hanno anche una spiegazione abbastanza precisa, così come abbiamo già sottolineato. Per quanto ci riguarda, questo provvedimento è stato portato all'esame della Commissione il 28 novembre, oggi 5 dicembre, grazie al lavoro e alla disponibilità - badate bene - delle opposizioni, lo si può approvare in Aula. In questo modo, noi abbiamo dato la dimostrazione concreta di come si può governare e di come non sa governare il centrodestra,; per essere ancora più chiari, l'istruttoria di questo provvedimento è stata compiuta in Commissione, come giustamente ha sottolineato l'onorevole Sanna, con la presenza di sette consiglieri di opposizione e solo due consiglieri di maggioranza. Al Presidente della Commissione (ci mancava che non fosse presente!) vanno riconosciute, così come ha fatto lui con noi, non solo l'attenzione, ma anche la puntualità e la rigorosità con le quali conduce i lavori della Commissione. Il fatto è che erano presenti - questa è l'attenzione sull'urgenza e la preoccupazione dimostrata dall'onorevole Rassu e dalla maggioranza - due consiglieri su sette. Se noi avessimo, come avremmo potuto fare e come sarebbe stato anche motivato, lasciato i lavori della Commissione dicendo: "Belli miei, voi siete la maggioranza, voi siete il governo, dimostrate di saperlo fare.", oggi non avremmo potuto esaminare questo provvedimento in Aula.
Queste cose vanno sottolineate per amore della verità, perché poi si dicono tante parole e si commettono pure tante ingiustizie, anche nei confronti dell'opposizione. Dopo tutti i predicozzi, sentiti in tutti questi mesi, dell'onorevole Corda, che non vedo tra l'altro, su chi doveva essere presente e assente in quest'Aula, sinceramente vorrei ricordare all'onorevole Corda che forse dovrebbe presentare una proposta di legge apposita, in questo Consiglio regionale, per costringere in forma coatta la maggioranza ad essere presente in Commissione e in Aula, dato che sulla base della volontà politica questo non può essere.
Ora vorrei esprimere due considerazioni riguardanti il merito del provvedimento. La prima, noi interveniamo ancora una volta per risarcire dei danni. Penso che l'onorevole Rassu sia incorso in un lapsus, questo non è il primo provvedimento, purtroppo è il secondo, che arriva a distanza di un anno circa rispetto all'approvazione dell'altro.
RASSU (F.I.-Sardegna). Novembre 2000.
ORTU (R.C.). Un anno fa, quindi il problema non si è presentato in modo improvviso, siamo convinti di essere costretti ancora una volta ad intervenire per risanare, quindi per risarcire i danni, proprio perché - come giustamente ha sottolineato l'onorevole Sanna - non è stata attuata la legge, una buona legge, che questo Consiglio aveva approvato. Dov'è la prevenzione? Questo è il punto! Dov'è la prevenzione, dove sono il risanamento e la bonifica del territorio, che pure tutti ci hanno spiegato (e anche qui abbiamo ribadito nel mese di settembre con un'ulteriore discussione) che erano indispensabili e necessari? Dove sono la bonifica e il risanamento? Dov'è la lotta al vettore che trasporta questo benedetto o maledetto virus che sta creando tanti danni? Quali sono le misure di prevenzione reale che sono state prese?
Anche per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, noi spesso assistiamo, come avviene oggi, in questi giorni, ad uno sperpero di denaro pubblico, ad uno sperpero di risorse regionali, perché a me risulta, e farebbero bene gli Assessori competenti ad accertarlo, che si sta procedendo in questi giorni alla disinfestazione nelle aziende, quando invece non serve a nulla, anzi si tratta di un periodo in cui si creano ulteriori danni e problemi alle aziende. La Provincia, con gli operatori delle sue strutture, si sta presentando in questi giorni chiedendo perfino cose assurde: per esempio si invita a spostare il bestiame per sette, otto, dieci giorni dagli ovili, dalle stalle, per portarlo non si sa bene dove, proprio nel periodo cruciale dell'attività di queste aziende che è rappresentato dalla nascita degli agnelli, cioè il momento del raggiungimento dell'obiettivo, il risultato del lavoro compiuto. Come si fa a chiedere cose di questo tipo, cose impossibili, così come sta accadendo? Sarebbe giusto anche eseguire degli accertamenti per quella sorta di disinfestazione finta prevista, non so chi la pagherà e come verrà pagata, ma soprattutto non so perché vengano sperperate queste risorse.
Questa è la realtà, questa è la lotta, questo il modo con cui si è attuata una legge giusta, una legge buona; questo è il metodo che si è adottato per concepire un intervento serio, organico, tra l'altro attraverso un piano che noi avevamo chiesto di redigere in modo tale da essere finalizzato a bloccare l'espandersi della malattia, quindi a confinarla, e a ridurre ai minimi termini il pericolo che pure in modo così drammatico si è presentato nella nostra isola nell'autunno dell'anno precedente a questo.
Noi ribadiamo ancora le stesse considerazioni in quest'Aula, non vogliamo parlare più di risarcimenti. Occorre intervenire per modificare le condizioni di arretratezza infrastrutturale delle nostre campagne perché è l'unico modo per fare una prevenzione seria, solo quando noi avremo stalle, ovili e aziende risanati e ben strutturati anche dal punto di vista igienico-sanitario, non subiremo le conseguenze delle latrine che sono distribuite dappertutto nelle nostre campagne; questa è oggi la situazione, il virus alberga, trova rifugio in quelle latrine che sono presenti ovunque, perché ancora - da questo punto di vista - non si è fatta nessuna opera seria di miglioramento delle nostre campagne.
Detto questo, io mi auguro che su questa strada si possa recuperare lo spirito della legge e davvero si predisponga un piano serio che consenta un intervento di risanamento e di bonifica del territorio, oltre che l'introduzione di misure, per quanto riguarda l'infrastrutturazione degli ovili, le quali, insieme alla lotta, che poi si condurrà e agli strumenti sanitari, possano in qualche modo davvero ridurre i danni di una condizione che purtroppo sarà presente ancora nella nostra isola per molti anni. In poche parole, cerchiamo di evitare di ritrovarci qui, fra un paio di mesi o fra un anno, costretti a stanziare altre centinaia di miliardi per esserci ritrovati punto e a capo, così come oggi siamo proprio nelle condizioni di un anno fa.
Un'ultima considerazione: io ho avuto modo di sollevare questo problema anche in Commissione, ma mi rendo conto che, di fronte ad una situazione ormai compromessa, trovandoci ormai al termine dell'anno amministrativo, quello che si è speso si è speso, e quello che non si è speso purtroppo, con grave danno dell'economia della nostra isola, deve essere accantonato con i rischi che sappiamo, cioè perdere la possibilità di spendere certe somme per la finalità a cui erano state destinate, cioè intervenire per risolvere i problemi della nostra isola in particolare delle nostre aziende operanti in questo settore.
Ci sono gravi ritardi e ben precise responsabilità, va denunciato il fatto che, per fronteggiare una situazione pur drammatica, per risolvere la quale, ripeto, noi abbiamo lavorato per consentire di approvare strumenti in tempi rapidi, non è accettabile che i soldi, o parte delle risorse necessarie, vengano tolti dai miglioramenti fondiari, cioè ancora una volta sottratti all'intervento di base, sul piano infrastrutturale, che pure è necessario nelle nostre campagne e senza il quale non si fa prevenzione.
Da questo punto di vista è chiaro che il nostro parere è positivo, noi siamo d'accordo ad approvare il provvedimento, ma con rammarico, ripresentiamo la stessa denuncia, troviamo assurdo che questi danni vengano ancora una volta pagati dall'altro versante, dal rovescio della medaglia che pure dovrebbe essere in qualche modo utilizzata per risolvere i problemi che poi sono alla radice stessa delle questioni che siamo anche qui chiamati a trattare.
Concludo ripetendo che noi con questo provvedimento abbiamo dimostrato di essere in condizioni, quando c'è la volontà politica e soprattutto quando la volontà politica viene portata avanti con grande determinazione come abbiamo fatto noi dell'opposizione, che si può governare in modo diverso, attenti ai problemi della Sardegna e che, nonostante noi siamo all'opposizione, siamo in grado di fare quello che la maggioranza non è stata capace di fare, cioè questa maggioranza non ha cambiato nulla e non sarà in grado di cambiare nulla nemmeno in futuro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
piana (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Oggi stiamo per approvare in questo Consiglio regionale una importantissima legge attesa dal mondo delle campagne, il quale ci guarda con molta attenzione.
Anch'io devo convenire che questa legge viene discussa, e mi auguro anche approvata da questo Consiglio regionale, grazie ad una deroga accordata da tutti i Capigruppo; devo anche riconoscere pubblicamente, così come hanno affermato il Presidente e alcuni colleghi che mi hanno preceduto nel dibattito, che il lavoro svolto in Commissione, con l'approvazione all'unanimità, ha visto veramente su questo argomento la massima unità, senza schieramenti di maggioranza o di opposizione. Dico questo perché ero uno di quei due componenti della maggioranza presenti al momento della discussione e del voto in Commissione, Commissione che veramente ha analizzato la questione insieme all'Assessore, il quale ha illustrato molto bene tutte le problematiche legate alla mancanza di finanziamenti; abbiamo veramente capito l'importanza di approvare una legge, attesa dal mondo della campagna, che stanziasse un finanziamento (si tratta di 95 miliardi) per gli operatori colpiti e in modo particolare relativamente al mancato reddito e al risarcimento per i capi morti.
Bisogna però specificare che non tutte le A.S.L. stanno adottando lo stesso sistema per l'abbattimento dei capi; con la legge che noi avevamo approvato era previsto che il risarcimento dei capi morti gravasse interamente su fondi regionali, , mentre per i capi abbattuti bisognava rifarsi su una legge nazionale, la Regione al massimo poteva anticipare dei fondi, dei denari, così come ha già fatto l'anno scorso e anche quest'anno.
Mi rivolgo all'Assessore della sanità, in modo particolare, ma anche all'Assessore dell'agricoltura e al Presidente della Giunta regionale, perché veramente si adotti una misura uniforme da parte di tutte le A.S.L. per quanto riguarda i capi abbattuti rispetto ai capi morti; per esempio i servizi veterinari della A.S.L. numero 1 di Sassari si comportano in modo diverso da quelli delle altre A.S.L., anzichè abbattere i capi li fanno morire, questo comporta il passaggio ai finanziamenti regionali,ecco il perché del rifinanziamento di questa legge, ma dobbiamo anche essere coscienti che essa dovrà ottenere l'approvazione della Commissione Europea, e, considerati i tempi necessari occorrenti alla Commissione Europea, tempi anche brevi, ma non meno di due o tre mesi, noi potremo risarcire gli allevatori, per quanto riguarda il mancato reddito e i capi morti, solamente nella tarda primavera.
Quindi, anche in questo caso, l'Assessore dell'agricoltura eventualmente deve prendere un impegno col Governo italiano, col Ministro delle politiche comunitarie e direttamente con Bruxelles perché questa legge, attraverso una corsia preferenziale, possa ottenere la prescritta autorizzazione in sede comunitaria, in tempi strettissimi, intendo al massimo un mese o anche meno. Questo è un problema sentitissimo e questa legge non comporta, come ho udito, uno spreco di danaro; si tratta di adottare un criterio equo per risarcire gli allevatori le cui greggi sono state colpite quest'anno dalla blue tongue, così come abbiamo fatto l'anno scorso nei confronti di coloro che hanno ricevuto indennizzi per capi morti e per mancato reddito con fondi regionali.
E` vero che il problema della blue tongue non deve essere risolto solamente con una legge che preveda un risarcimento dei danni subiti, perché esso provoca delle ferite nel settore della pastorizia, che devono essere sanate attraverso una strategia più ampia e interventi strutturali nel mondo dell'allevamento, soprattutto per compensare i mancati redditi degli anni a venire. E' vero che per l'anno in corso si prevede l'erogazione di somme per far fronte al mancato reddito degli allevatori colpiti, ma è pur vero che per gli anni successivi bisogna trovare una soluzione - direi anche legislativa - che permetta a quelle aziende di continuare a vivere, dopo che il loro patrimonio ovino è stato gravemente colpito e decimato dall'epidemia. Quindi ritengo questo provvedimento una risposta tempestiva, che è attesa, anzi attesissima, dal mondo delle campagne, e non uno sperpero di denaro.
Abbiamo già discusso poi del fatto che dai primi giorni di gennaio partiranno le vaccinazioni; sulla loro opportunità si è dibattuto tantissimo; il mondo scientifico oltre che gli esperti e i consulenti si sono adoperati attorno a questo problema dando il via libera alla procedura delle vaccinazioni, per cui attendiamo ora i loro effetti positivi.
Quindi continuando a dare il nostro massimo contributo, così come sino ad oggi abbiamo fatto, sia in Commissione agricoltura che in Consiglio, annuncio il voto favorevole del Gruppo del C.D.U e del P.P.S..
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
marrocu (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, intervengo solo per esporre tre considerazioni, anche perché mi pare che non ci siano molti consiglieri disposti da ascoltare. I colleghi Alberto Sanna, Ortu e altri hanno già spiegato le motivazioni per le quali la maggioranza della Quinta Commissione, che è di centrosinistra, ha consentito che questo provvedimento arrivasse in Aula in tempi rapidissimi, praticamente si tratta di sette giorni partendo dal 28 novembre.Io vorrei invece, perché penso sia giusto, sottolineare due aspetti negativi; il primo consiste nel fatto che vengono sottratti, per questa emergenza, dieci miliardi destinati ai miglioramenti fondiari in agricoltura e quindi alle politiche di sviluppo, in particolare questi dieci miliardi vengono sottratti alla legge numero 18, la legge sull'agriturismo. L'abbiamo segnalato all'Assessore anche in Commissione. Essendo noi legati alla legge sull'agriturismo, tra l'altro io personalmente ero relatore di quel provvedimento, chiediamo anche oggi, come già in Commissione, chela Giunta si impegni a ripristinare, nel 2002, le risorse che vengono sottratte all'agriturismo nel 2001.
La legge sull'agriturismo è importante perché fornisce una possibilità di integrazione e di reddito alle aziende agricole, consentendo opportunità di sviluppo alle zone interne e offrendo alternativa ai turisti che invadono il nostro territorio costiero durante l'estate, anzi direi che consente di allungare la stagione turistica. Ritengo che sia un fatto negativo sottrarre risorse all'agriturismo, seppur ve ne siano nei POR, anche perché giacciono ancora domande di finanziamento - relativamente all'agriturismo - che non si sono potute soddisfare in quanto le risorse stanziate negli anni precedenti erano inferiori alle richieste pervenute.
Nonostante questo aspetto negativo dei dieci miliardi sottratti ai miglioramenti fondiari e all'agriturismo in particolare, abbiamo accolto questa soluzione, perché non era possibile in quel momento individuarne altre chiedendo però alla Giunta di assumere l'impegno a ripristinare tali risorse nel 2002.
Il secondo aspetto negativo, evidenziato anche dal collega Piana, è rappresentato da un'azione disomogenea compiuta a livello regionale, che ha determinato un costo eccessivo a carico del bilancio regionale. Perché sono necessari 95 miliardi? Perché l'azione delle A.S.L. non è stata coordinata. Allora voglio dire che è negativo il fatto che noi non siamo stati neppure capaci di coordinare l'azione delle A.S.L. per quanto riguarda la mortalità e l'abbattimento del bestiame colpito da blue tongue. Mentre l'intervento regionale, previsto dall'articolo 2 della legge regionale numero 22 del 2000, era semplicemente un intervento di anticipazioni a valere su un Fondo di rotazione nel quale poi pervenivano le risorse statali dovute per l'abbattimento ai sensi della legge numero 218, e consisteva in erogazione di indennizzi per l'abbattimento dei capi infetti eccetera, oggi l'intervento previsto graverà totalmente sul bilancio regionale in quanto non si è proceduto all'azione relativa all'abbattimento dei capi, soprattutto in una parte del territorio regionale.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU
(Segue MARROCU.) Io non so se l'azione di quelle A.S.L. che non hanno provveduto all'abbattimento dei capi sia stata più corretta o meno, dal punto di vista dell'analisi degli sviluppi della blue tongue in Sardegna, rispetto all'azione compiuta dalle altre A.S.L. che hanno provveduto invece ad abbattere interi greggi perché c'erano due o tre capi infetti; io non so se l'azione della A.S.L. di Sassari fosse, da questo punto di vista, più corretta o meno di quella di Nuoro o di altre A.S.L..
Ciò che però evidenzio è che il tutto comporta il fatto che questi oneri andranno a gravare sul bilancio regionale anziché sul bilancio dello Stato. In tutto il territorio regionale andava compiuta un'azione omogenea, se era necessario non procedere all'abbattimento, consistente nel verificare l'evolversi della malattia negli animali, e quindi l'eventuale non abbattimento andava comunque sempre deciso in contatto con lo Stato e con Bruxelles; l'aver agito in mancanza di un piano organico di intervento per la blue tongue ha generato un'azione disomogenea a livello regionale, facendo sì che ogni A.S.L. si comportasse come ritenuto più opportuno, scaricando così, ripeto, questi costi sul bilancio regionale.
Allora bisogna decidere di compiere un'azione più concreta e più omogenea, se si dovesse scegliere per la strada non dell'abbattimento ma della mortalità, proprio per capire cosa avviene nell'evolversi della malattia, credo che questa scelta debba essere operata in tutto il territorio regionale e comunque prevista dentro un piano e soprattutto contrattata con lo Stato e con la Comunità europea.
Dopo aver evidenziato i due elementi ritenuti negativi, per l'altro mi pare che dovere di tutti fosse far sì che questo provvedimento arrivasse più rapidamente in Aula, proprio perché la risposta della Regione deve essere veloce, così come è stato veloce il dramma che, in questo caso, hanno subito gli allevatori.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Cari illustri colleghi, il disegno di legge, mi pare numero 277, presentato dalla Giunta regionale, prevede un ulteriore sostegno a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata "blue tongue", allo stesso modo di come previsto dalla legge regionale numero 22 approvata lo scorso anno. Ha fatto bene il Presidente Frau a richiamare un fatto politico, che non è avvenuto solo per quanto riguarda questo disegno di legge, ma che si è verificato per quasi tutti i provvedimenti che nella nostra Commissione vengono portati a discussione.
La recrudescenza della blue tongue, verificatasi quest'anno, era stata preventivata già con largo anticipo, come ho già avuto modo di rimarcare in altre occasioni, nel corso di precedenti interventi in Aula, e come al solito ha trovato la Giunta regionale impreparata o quanto meno poco attenta.
Il provvedimento odierno quindi è il giusto riconoscimento agli allevatori che in alcuni territori hanno subito perdite superiori a quelle verificatesi lo scorso anno. Credo inoltre che tutti i provvedimenti, fino ad oggi adottati per arginare questo terribile morbo, siano stati chiaramente ed abbondantemente insufficienti. Con questo provvedimento cosa intendiamo fare? La Giunta cerca di porre rimedio a sue manchevolezze, facendo sì che gli allevatori, come dicevo profondamente colpiti da questo morbo, abbiano in una certa qual maniera un ristoro adeguato.
L'unico neo che credo abbia questo provvedimento è che sicuramente le somme che noi, stasera, andiamo a stabilire, saranno erogate agli allevatori con una tempistica certamente poco breve. Io credo che questi emolumenti verranno dati ai nostri allevatori non prima di febbraio o marzo, lungaggine che non ci dovremo più permettere; per quanto riguarda l'anno scorso, credo che, a tutt'oggi, non siano stati rimborsati neanche i capi abbattuti, nel senso che le somme, così come previste di competenza dell'Assessorato della sanità, non sono state ancora erogate, se non in qualche raro caso, per cui abbiamo grossi problemi economici da parte di quegli allevatori che hanno subito perdite non indifferenti.
A questo riguardo, ho presentato un progetto di legge che è già all'esame della Commissione e che mi auguro abbia la giusta attenzione così come è accaduto per il provvedimento oggi in discussione; esso prevede praticamente che venga dato un ulteriore mancato reddito a tutte le aziende zootecniche che abbiano subito perdite superiori o non inferiori al 20 per cento, per quattro anni, in misura decrescente. Lo scopoè di incentivare tutti coloro che, io dico con grande audacia in questo momento, vogliono continuare a operare in questo settore. Solo interventi seri e concreti potranno consentire a questo settore di sopravvivere. Per quattro o cinque anni, queste aziende, decimate da questa malattia, avranno grossi problemi economici, solo un aiuto concreto può dare loro un certo respiro.
Siamo quindi, come dire, tutti consapevoli che questo provvedimento debba avere tutta l'attenzione che merita. Ripeto, ulteriori ritardi sono quanto meno poco opportuni. Il segnale odierno è un segnale molto importante e mi auguro che eventuali altre proposte pur provenendo da settori dell'opposizione, trovino, se indirizzate nella giusta direzione, il sincero accoglimento.
Ecco quindi i motivi per cui consapevolmente i Commissari di opposizione della Quinta commissione hanno reso possibile tutto l'iter di questo fondamentale provvedimento. Io dico che non c'è niente di cui vantarsi, ma vi è stato solo il giusto riconoscimento e tutta la nostra attenzione verso provvedimenti che tendono a risolvere i problemi appartenenti a qualunque settore. Credo che in questo momento sia il settore zootecnico ad avere la necessità di tutto il nostro appoggio, senza però fermarci alle solite e semplici opere quasi da pia assistenza, come giustamente richiamava prima il collega Ortu.
Mi auguro che d'ora in avanti ci siano interventi più specifici e mirati ad effettuare degli studi per strategie più organiche in modo da affrontare, dal punto di vista tecnico e scientifico, questo grave problema; fermarci solo ai risarcimenti non solo è troppo semplicistico, ma è oltretutto molto oneroso per le casse della nostra Regione, soprattutto perché non consente di intervenire alla radice del problema. E` nostro dovere accettare, da chi tecnicamente e scientificamente è in grado di darli, i giusti suggerimenti per affrontare una così complessa malattia.
Credo quindi che questo provvedimento vada nella giusta direzione - dopo aver ricevuto da parte di tutti i Commissari il giusto accoglimento - per risolvere un così grave problema.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi consiglieri, voglio associarmi alle parole dette dai colleghi che hanno espresso una valutazione positiva su questo provvedimento. Anch'io infatti lo ritengo meritorio e giusto nei confronti di una categoria che già ha sopportato oneri eccessivi e che deve far fronte a questa gravissima situazione.
Debbo prendere atto della collaborazione assicurata dai colleghi della Commissione agricoltura sia per quanto riguarda questo provvedimento che altri, però io non mi vanterei eccessivamente perché si tratta comunque di un provvedimento che sostanzialmente ne ricalca un altro già elaborato a fine anno 2000. Quest'ultimo è stato il frutto di uno sforzo notevole compiuto da parte di tutti i componenti del Consiglio regionale, e specialmente della Commissione, per trovare una risposta positiva al problema verificatosi, sia in termini di ristoro agli allevatori per i capi abbattuti e morti, sia in termini di risarcimento per i danni da loro subiti.
In effetti, come dicevo, questo provvedimento oggi in discussione ricalca il contenuto di quello approvato l'anno scorso, la cui elaborazione ha richiesto uno sforzo ben maggiore, per cui è inutile menare vanto del fatto che si è votato, si tratta soltanto di una presa di coscienza di quello che è successo in un mondo già tanto sfortunato.
Ieri, quando il provvedimento è stato approvato, eravamo tutti presenti, tutti noi abbiamo prodotto questo risultato, quindi nessuno può dire "noi siamo i primi della classe". Prendendo atto che gli allevatori appartengono ad una categoria sfortunata, noi cerchiamo di portare loro ristoro; auguriamoci di saper predisporre dei provvedimenti che possano porre fine a questa gravissima situazione. Dobbiamo riconoscere che questa Giunta regionale, sin dall'inizio, ha dovuto far fronte ad alcune emergenze, come alluvioni, siccità eccetera. Dal dicembre 1999 abbiamo fatto fronte alle alluvioni con 250 miliardi; al problema della siccità, con il supporto anche delle opposizioni, bisogna darne atto, con 250 miliardi; per la blue tongue, abbiamo prima stanziato 250 miliardi e poi altri 95 miliardi; signori miei, siamo arrivati quasi a mille miliardi, cioè in due anni abbiamo dovuto far fronte a queste emergenze spendendo un'enormità. Noi dobbiamo augurarci che questa "scarogna" che si è abbattuta su questa nostra Sardegna…
FADDA (Popolari-P.S.). Giunta!
TUNIS (Gruppo Misto). Sardegna. Non vorrei dire Giunta perché, comunque sia, l'Assessore è cambiato. Dobbiamo augurarci che certi eventi non abbiano più a verificarsi e che i mille miliardi che oggi abbiamo dovuto destinare alle emergenze, domani siano destinati agli investimenti per agevolare così le imprese e creare sviluppo. Con questo auspicio, tristi per questa situazione, ci dichiariamo favorevoli a far fronte a questa ennesima calamità.
A questo punto, però, vorrei richiamare ancora una volta la questione delle vaccinazioni; è un tema che ho già affrontato con interpellanze e interrogazioni portando avanti l'istanza del mondo agropastorale che le voleva fin dal gennaio di quest'anno. Purtroppo, non è stato possibile soddisfare questa richiesta, sia per una serie di situazioni avvenute obiettivamente anche in Commissione agricoltura, sia in seguito ai più disparati pareri espressi dai maggiori esperti in materia che sono stati consultati; cioè è stata impedita l'esecuzione delle vaccinazioni, da me sollecitata dietro richiesta degli agricoltori, in base alle opinioni formulate dagli scienziati provenienti dalle scuole agrarie della Sardegna. Purtroppo arriveremo alle vaccinazioni con forte ritardo, anche se io ho sempre chiesto di provvedervi nel più breve tempo possibile, così come è avvenuto in altri paesi nei quali c'è stata una mancata recrudescenza di questo fenomeno.
Auguriamoci, quindi, che si ponga fine a questa situazione dando seguito agli indirizzi peraltro espressi già dal Ministero della Sanità e dall'Unione Europea che ha i vaccini pronti a nostra disposizione, anche se alcuni colleghi lo negano. Bisogna sapere che, se non diamo seguito a questo provvedimento, le misure che l'Unione Europea deve fornire a favore di quella categoria verranno bloccate. E' inutile che cerchiamo di non renderci conto di questa situazione. In conclusione, noi chiediamo che, dal prossimo gennaio, la vaccinazione possa avvenire in ossequio ai deliberati ministeriali e dell'Unione Europea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo molto brevemente. Sono convinto che i provvedimenti che noi approviamo servano per risolvere i problemi, non per crearne degli altri e soprattutto che non si debba perdere tempo.
Noi avevamo già un provvedimento, giacente in Commissione bilancio, che copriva nuovamente le spese per una legge esistente in Consiglio regionale, che aveva oltre tutto anche l'autorizzazione di Bruxelles. AAllora, prima la Giunta regionale, essendo un po' confusa, presenta un disegno di legge di assestamento, col quale si fa carico dei fondi necessari per l'attuazione di questa legge; poi, diventato Assessore, l'onorevole Contu (il quale, molto probabilmente, vuole essere protagonista) presenta un altro provvedimento legislativo su questa materia.
Ora, siccome è chiaro, io ribadisco, non per spirito di polemica, che noi abbiamo già una legge approvata dall'Unione Europea, perché dobbiamo approvare una nuova legge con i rischi che si possono correre e visto l'emendamento che è stato presentato da tutta la Commissione? Il primo firmatario di questo emendamento è il Presidente Frau, in esso si dice: "Gli aiuti di Stato finanziati dalla presente legge sono attuati dall'Amministrazione regionale solo dopo la loro approvazione da parte della Commissione Europea o solo dopo decorso il termine per la loro approvazione da parte della stessa Commissione." Ora il provvedimento che abbiamo approvato c'è costato tempo e fatica e alla Giunta regionale vorrei dire anche che l'opposizione ha dimostrato una sensibilità incredibile, perché il provvedimento, arrivato alle ore 13 e 30, alle 13 e 45 era già approvato, e dopo aver avuto anche il parere finanziario, è stato riapprovato e inserito anche all'ordine del giorno, proprio per accelerare i tempi dato il disagio fortissimo, e non soltanto disagio, esistente nelle nostre campagne.
Allora io chiedo alla Giunta regionale, visto che il precedente provvedimento è già stato approvato dalla Commissione Europea, se sia possibile trovare strumenti più veloci, perché non è pensabile che i pastori debbano aspettare sessanta giorni per avere questi indennizzi. Non è pensabile!
Io dico che non era necessario riapprovare una legge già approvata, bisognava darle solo copertura finanziaria; però è stata seguita una linea diversa, è stata approvata una nuova legge e ora si rischia davvero di dover ottenere l'approvazione della Commissione Europea; a questo punto io sollecito l'attenzione del Consiglio sulla necessità di trovare qualche strumento che ci permetta l'utilizzo immediato di questi fondi. Tant'è vero che all'emendamento che è stato presentato dal collega Frau, credo con il parere di tutta la Commissione, ne è stato presentato un altro nel quale si dice che alcuni provvedimenti non sono soggetti all'approvazione della Commissione Europea. Noi non stiamo individuando nuove provvidenze a favore dei pastori, sono le stesse provvidenze per la stessa calamità, quindi non riesco a comprendere le ragioni che ci impediscono di approvare un provvedimento semplicemente con un rifinanziamento di una legge già esistente.
Per quanto concerne poi, questo lo dico con molta serenità, mi rivolgo anche all'onorevole Tunis che molto spesso parla e molto spesso non ascolta.
TUNIS (Gruppo Misto). Sono molto attento.
FADDA (Popolari-P.S.). Allora, guardate, il comportamento del centrosinistra in quanto opposizione, dimostrato non solo in questi casi, ma in tantissime altre occasioni, io mi rivolgo al Presidente Frau, dandogli atto, della sua sensibilità, però mi auguro che lo stesso spirito che l'ha animato nel riconoscere il ruolo avuto dall'opposizione in questo momento, lo abbia anche quando qualcun altro della maggioranza dichiara che noi vogliamo fare ostruzionismo o facciamo ostruzionismo.
Credo che la dimostrazione di come noi cerchiamo di affrontare i reali problemi della Sardegna sia dato dalla disponibilità, dall'approvazione e dai numeri che abbiamo dato in quest'occasione sia in Commissione ma non solo,
PRESIDENTE. Questo era l'ultimo intervento. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Grazie Presidente, grazie onorevoli colleghi, io sarò brevissimo, come lo è stato il collega Fadda, perché ho l'impressione che le problematiche legate a questo provvedimento di legge siano condivise dai colleghi consiglieri. Ho parlato di condivisione e mi pare giusto che io ringrazi i colleghi della maggioranza e dell'opposizione, ma con molta franchezza soprattutto i colleghi dell'opposizione; io riconosco che in Commissione agricoltura, dove la maggioranza dei componenti era composta dai colleghi dell'opposizione, questi ultimi, lasciando da parte la dialettica dell'opposizione seppure legittima, si sono voluti far carico dell'urgenza e della necessità di approvare un provvedimento di legge che indubbiamente risponde alle esigenze del nostro mondo agropastorale.
La ratio della legge è evidente; come voi sapete, in base alla legge che ha citato il collega Fadda, noi abbiamo l'obbligo di risarcire i capi morti (non entro nella polemica dei capi morti, perché potrei anche essere favorevole a quanto è stato detto in quest'Aula dai colleghi Marrocu e, mi pare, Manca), mentre i capi abbattuti dalle A.S.L. vengono pagati con indennizzi anticipati dalla Regione, poi rimborsati dallo Stato italiano. I capi morti sono esattamente 64.776 ed effettivamente oltre i 40 mila, circa 42.000, si trovano in provincia di Sassari, mentre gli altri 18 mila sono divisi nelle altre province; questo è un dato che indubbiamente fa meditare.
Comunque siano le cose, è incontrovertibile però il fatto che la Regione deve pagare il risarcimento ai nostri pastori anche per i capi che sono morti in maniera chiamiamola pure "naturale". Io riconosco che questo comporta un certo onere da parte dell'Assessorato dell'agricoltura che, per potervi sopperire naturalmente deve raschiare il fondo del barile tagliando anche qualche capitolo che forse anch'io avrei preferito non tagliare, come quello dell'agriturismo, a cui ha accennato il collega Marrocu. Io non ho agito così senza meditare, a volte siamo obbligati a compiere certe azioni, però le facciamo meditandole. Ci sono circa 260 domande di agriturismo, io posso garantire al collega Marrocu che ad esse per fortuna potrò rispondere positivamente, dietro istruttoria, con i fondi che sono previsti nel por, si tratta di circa 26 miliardi.
Se avessi potuto non toccare il fondo lo avrei evitato volentieri, esistono però esigenze che richiedono priorità e mi è sembrato che in questo momento spettasse a quella del mondo agropastorale, il quale, come voi sapete, attraversa un certo tipo di malessere. Tuttavia non ancora è sufficiente perché dobbiamo soddisfare anche tutti i pastori che, oltre a perdere i capi, perdono pure il loro reddito, chiaramente quando un pastore manca del suo gregge perde il suo reddito, che è ricavato proprio dalla sua attività; quando non ha più reddito è come l'operaio che non ha più il salario, è come un impiegato che non ha più lo stipendio, quindi è giusto che in qualche maniera venga risarcito e anche per quanto riguarda questo settore abbiamo stanziato delle somme piuttosto considerevoli.
Io ho preso buona osservazione dalla osservazione dell'onorevole Fadda, mi perdoni il bisticcio di parole; in effetti, onorevole Fadda, questo disegno di legge non è un disegno di legge normativo, è un disegno di legge che stanzia dei fondi. Giustamente lei ha fatto osservare che questo stanziamento era previsto dall'assestamento di bilancio; però questo assestamento di bilancio aveva per me due difetti. Non c'è nessuna ansia di protagonismo, mi creda, se avessi potuto avrei fatto firmare a lei il disegno di legge, l'importante è che si faccia qualche cosa in questo settore. Quindi non c'è stata ansia di protagonismo, prima di tutto io ho ritenuto che, le somme previste nella finanziaria, consistenti in 20 miliardi soltanto, fossero del tutto insufficienti a coprire il fabbisogno che, dai calcoli eseguiti, ammontava a circa 65 miliardi; lei potrà dirmi che bastava aumentare il capitolo in finanziaria, ma lei capisce, onorevole Fadda, che anche noi abbiamo cervello e sappiamo ragionare. L'altra opinione che mi sono fatto è che la finanziaria non è uno strumento agile da approvarsi come un disegno di legge ad hoc, pertanto io ho chiesto alla Giunta che mi si consentisse di stralciare dalla finanziaria i tre capitoli che abbiamo portato alla vostra attenzione. La mia preoccupazione era che la finanziaria non avesse i tempi rapidi che invece può avere un disegno di legge. So bene che nella finanziaria non c'è…
FADDA (Popolari-P.S.). Vuole dire assestamento.
CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Chiedo scusa, mi perdoni, a volte utilizziamo male le parole, la ringrazio per la precisazione, è ovvio che volevo dire assestamento.
La mia impressione è che attraverso l'assestamento ci sarebbe voluto più tempo in quanto ho visto che ha molte voci e di conseguenza non credo che potrà essere approvato in maniera così rapida; quindi, data l'urgenza, mi sono permesso, magari anche sbagliando, ma non credo, di portare all'attenzione dei colleghi un provvedimento celere ed urgente. Devo proprio alla cortesia dei colleghi, questo lo devo dire pubblicamente, il fatto che il disegno di legge, approvato dalla Giunta il giorno 27, è stato approvato dalla Commissione competente all'unanimità il giorno 28, dalla Commissione bilancio il 30 o il 4, non ricordo, e infine il Consiglio mi ha fatto un regalo migliore inserendolo all'ordine del giorno e discutendolo prima ancora di altri punti.
Di ciò ringrazio tutti i colleghi. Vorrei dire anche, lo dico a tutti perché è bene, che alla mia età ho scoperto che la migliore furbizia è dire sempre la verità.
Detto questo tuttavia, onorevole Fadda, c'è qualcosa della sua osservazione che non è totalmente esatta, le spiego qual è. Anch'io mi preoccupo dell'emendamento che è stato presentato, però dopo aver sentito gli Uffici mi è stato fatto notare che, per il Trattato di Roma e per il Trattato di Amsterdam, quando si supera del 20 per cento la somma precedente stanziata per la stessa direttiva, per la stessa norma, siamo obbligati ugualmente a notificarlo a Bruxelles. Siamo dell'opinione che si tratta di un fatto formale e che Bruxelles dovrebbe avere tempi più rapidi, anche se sulla rapidità di Bruxelles, soprattutto durante le vacanze natalizie, io che ho anche un po' di esperienza di Europa, ritengo di non essere onestamente così ottimista.
Devo aggiungere, onorevole Fadda, che c'è un punto della legge che è ancora sub iudice a Bruxelles sul quale non ci è stato dato ancora il via, si tratta della movimentazione del bestiame; è ancora in corso un carteggio tra noi e Bruxelles. Bruxelles non ne vuole sentire, io sarò a Bruxelles nei giorni di martedì e mercoledì sperando di riuscire a sbloccare la situazione; ci daremo da fare perché questo avvenga però, onorevole Fadda, io non ho il potere di impartire ordine ai signori funzionari di Bruxelles.
Onorevole Rassu, ho l'impressione invece che, per quanto da lei proposto, abbia ragione l'onorevole Ortu quando dice che è difficile per noi fare anticipazioni per quanto concerne i provvedimenti di legge; le spiego il motivo. Altre volte abbiamo commesso questi errori, cioè di erogare soldi prima che la CEE ci desse il via libera, come il caso delle cinquemila lettere da inviare per riaverli; io, per quanto sarò Assessore, certamente non farò errori di questo genere! Non sono d'accordo per dare anticipazioni, voglio essere sicuro che i soldi, una volta erogati, rimangano fermi nelle tasche dei nostri pastori.
Detto questo, io ringrazio nuovamente tutti coloro che sono intervenuti per le osservazioni che sono state fatte, molte non riguardano il mio Assessorato, penso che anche l'Assessore competente ne prenderà buona nota. Credo che molte osservazioni possano essere pertinenti, facciamo tesoro anche di quelle dell'opposizione, ma ci mancherebbe! Tutto quello che contribuisce a migliorare la situazione mi pare giusto che venga preso in considerazione. Io ringrazio per la collaborazione che c'è stata ed invito il Consiglio regionale sardo a votare all'unanimità questo provvedimento di legge.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
PIANA, Segretario:
Art. 1
1. Al fine di fronteggiare l'epizoozia denominata "febbre catarrale degli ovini" (blue tongue) è autorizzata, nell'anno 2001, la spesa complessiva di lire 95.000.000.000. Gli interventi finanziabili sono i seguenti, con la valutazione dell'onere accanto a ciascuno indicato:
a) concessione di un sostegno agli allevatori a compensazione dei maggiori oneri sostenuti per la tenuta e l'alimentazione del bestiame in conseguenza del divieto di movimentazione degli animali sensibili alla "blue tongue" di cui all'articolo 4 della legge regionale 17 novembre 2000, n. 22 (U.P.B. S06.026 - cap. 06141), lire 20.000.000.000;
b) concessione di indennizzi a favore degli allevatori per i capi morti e per i mancati redditi dei capi morti e dei capi abbattuti, a' termini dell'articolo 23 della legge regionale 11 marzo 1998, n. 8 (U.P.B. S06.026 - cap. 06141), lire 65.000.000.000;
c) interventi previsti dall'articolo 2 della legge regionale n. 22 del 2000 (U.P.B. S12.062 - cap. 12194/01), lire 10.000.000.000.
2. Il termine del 31 dicembre 2001 previsto dall'articolo 9 della legge regionale n. 22 del 2000 è prorogato al 31 dicembre 2003.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E 'approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
PIANA, Segretario:
Art. 2
1. Nelle tabelle A e B allegate alla legge regionale 26 aprile 2001, n. 6, sono soppresse per l'anno 2001, le riserve di cui alle seguenti voci:
- 7 (per un importo di lire 3.000.000.000), 8, 9, 12 e 15 della tabella A, per un importo complessivo di lire 9.000.000.000;
- 5, 8 e 9 (per un importo di lire 15.870.000.000) della tabella B, per un importo complessivo di lire 28.870.000.000.
2. Nella tabella A allegata alla legge regionale n. 6 del 2001, è istituita la seguente riserva con lo stanziamento accanto alla stessa indicato:
"8 bis. Interventi per fronteggiare la "blue tongue"
2001 lire 37.870.000.000"
3. Nel bilancio della Regione per l'anno 2001 sono introdotte le seguenti variazioni:
Entrata
In aumento
U.P.B. E06.015
Recupero dai fondi di rotazione
(cap. 36119)
Competenza lire 19.662.000.000
Spesa
In diminuzione
03 - BILANCIO
U.P.B. S03.006
Fondo per nuovi oneri legislativi
(cap. 03016)
Competenza lire 37.870.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 bis della tabella A, allegata alla legge regionale 24 aprile 2001, n. 6
U.P.B. S03.015
Riassegnazione di somme per le quali permane l'obbligo a pagare
(cap. 03009/01)
Competenza lire 30.338.000.000
06- AGRICOLTURA
U.P.B. S06.081
Potenziamento dell'impresa agricola - Opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella provincia di Cagliari
(cap. 06030)
Competenza lire 1.100.000.000
U.P.B. S06.086
Potenziamento dell'impresa agricola - Opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella provincia nell'Iglesiente
(cap. 06030/01)
Competenza lire 800.000.000
U.P.B. S06.091
Potenziamento dell'impresa agricola - Opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella provincia di Oristano
(cap. 06030/02)
Competenza lire 800.000.000
U.P.B. S06.097
Potenziamento dell'impresa agricola - Opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella provincia di Nuoro
(cap. 06030/03)
Competenza lire 800.000.000
U.P.B. S06.102
Potenziamento dell'impresa agricola - Opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella zona di Lanusei
(cap. 06030/04)
Competenza lire 1.090.000.000
U.P.B. S06.109
Potenziamento dell'impresa agricola - Opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella provincia di Sassari
(cap. 06030/05)
Competenza lire 1.420.000.000
U.P.B. S06.114
Potenziamento dell'impresa agricola - Opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella zona di Tempio
(cap. 06030/06)
Competenza lire 1.120.000.000
In aumento
06 - AGRICOLTURA
U.P.B. S06.026
Agevolazioni alle aziende agricole danneggiate da calamità naturali o da avversità atmosferiche
(cap. 06141)
Competenza lire 85.000.000.000
12- SANITA'
U.P.B. S12.062
Profilassi e lotta contro le malattie del bestiame
(cap. 12194/01)
Competenza lire 10.000.000.000
4. Alle somme stanziate dalla presente legge per l'attuazione degli interventi di cui all'U.P.B. S06.026 (cap. 06141), si applicano le disposizioni di conservazione permanente dei residui previsti dalla normativa in vigore; quelle di cui all'U.P.B. S12.062 (cap. 12194/01) permangono quali residui qualora non impegnate entro l'esercizio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ho chiesto di intervenire brevemente sull'articolo 2, che è l'articolo finanziario, perché in buona sostanza esso richiama alcuni degli elementi di valutazione che già sono stati svolti da diversi colleghi e principalmente dal collega e compagno Velio Ortu. Noi conclusivamente voteremo questo provvedimento legislativo, non per accogliere gli appelli unanimistici che anche da parte dell'Assessore sono da ultimo intervenuti, ma semplicemente perché ci rendiamo conto che si tratta un provvedimento necessario e necessitato per molti versi.
Questo è un provvedimento legislativo che ha - come dire - percorso il suo itinerario volando, è stato trasmesso dalla Giunta in Consiglio il 28 novembre l'altro ieri, qualche giorno fa, è passato al vaglio dalla Commissione di merito, poi alla Commissione bilancio, nella quale invero non c'è stata l'unanimità perché il voto del Gruppo della Rifondazione Comunista è stato di astensione cautelativa. Abbiamo voluto esplicitare in Aula la cautela che abbiamo adoperato, in ragione della copertura finanziaria in sede di Commissione bilancio, la quale non ci impedisce di votare a favore del provvedimento, ma ci obbliga a sottolineare ancora una volta che non basta, qua e là, ogni tanto ancora tamponare le falle.
Se alla necessità non si accompagna la previsione di interventi strutturali nel comparto dell'economia agricola e pastorale, nella nostra Regione, questa montagna di miliardi andrà dispersa. Qui si sono destinati ancora quasi cento miliardi, come lo erano un anno fa, se sommiamo alluvioni, siccità, pestilenze varie, provvedimenti antincendi e danni provocati dagli incendi, cioè altro disastro, se sommiamo le burocrazie agricole spesso inefficienti rispetto al fine, che sono un'altra disgrazia, un'altra calamità, il più delle volte noi arriviamo a una condizione per cui nel bilancio di questa nostra Regione figura un'enorme spesa regionale, ed anche statale, per quanto riguarda il comparto agricolo. Somme enormi che sono state calcolate essere superiori al prodotto agricolo. Cioè i danari pubblici che vanno sotto la dicitura di "interventi in agricoltura", in senso lato, sono di più di quanto valgono sul mercato tutti i prodotti dell'agricoltura. Parrebbe che ci sia una contraddizione enorme, parrebbe che ci sia un comparto produttivo ed economico estremamente assistito, così assistito che in partenza le risorse pubbliche pagano l'ammontare, anche di più, di tutto il prodotto. Invece non è così, perché la gran parte di questa spesa agricola non va a sostenere l'economica agricola, va a risarcire danni, come in questo caso, e quindi perdite, va a tamponare falle, va a sostenere burocrazie improduttive. Non si può e non si deve parlare mai più degli enti di assistenza tecnica che costano centinaia di miliardi ogni anno alla Regione, solo l'ERSAT ha più di mille addetti, che dovrebbero essere mille assistenti tecnici, divulgatori, orientatori, specialisti che dovrebbero aiutare i produttori agricoli; solo una minima parte di essi fa questo mestiere, una minima parte eppure quella figura è compresa nella quota "spesa agricola".
Allora, a conclusione di tutto questo, che non è ancora un ragionamento, ma cenno di ragionamento, bisogna che lei, caro Assessore dell'agricoltura, dall'alto della sua esperienza maturata nel tempo, addivenga anche ad un'altra conclusione, non solo a quella che - a suo dire - alla sua età ha imparato dopo settant'anni e qualche giorno, che la migliore furbizia è dire la verità, perché si può imparare a dire la verità anche prima che decorrano settant'anni e qualche giorno. Bisognerebbe imparare anche che, nel momento in cui si propone l'approvazione di una legge, bisogna avere anche gli strumenti, la forza e la maggioranza politica per sostenerla. E se tutti quelli che, in quest'Aula, hanno parlato di parte governativa, di maggioranza, ivi compreso l'Assessore, ringraziano soprattutto l'opposizione, per il fatto che questo provvedimento di legge senza il suo voto determinante, prevalente nei passaggi procedimentali attraverso le Commissioni di merito, non sarebbe arrivato in Aula e non si potrebbe approvare, che cosa se ne deriva?Che se l'opposizione è migliore di voi che siete la maggioranza, perché voi governate e l'opposizione no? Se è migliore di voi, ne date atto e la ringraziate e prevalentemente, come avete detto tutti, perché è vero, contribuisce ad approvare leggi quando sono importanti, bisogna trarne pure qualche conseguenza.
Un ultimo accenno, non è più possibile soffermarsi su questa riflessione, ma non basta farla en passant, deve essere in qualche modo sottolineata e da qualche parte certificata, bisogna porre mano a riorganizzare la legislazione del comparto agricolo, non è questione solo di testo unico, è questione di efficienza e funzionalità della spesa pubblica per le produzioni agricole, per il sostegno delle produzioni delle imprese e del lavoro agricolo, in modo serio, risparmiando denaro. E' chiaro che non ci sarà soluzione al problema se non si porrà mano seriamente ad una riqualificazione che passi anche attraverso il riordino legislativo e ad una riorganizzazione della spesa, con quelle migliaia di miliardi, dico migliaia di miliardi, che sicuramente nel bilancio triennale figureranno ancora, che solo nominalmente sono attribuite al settore agricolo, di fatto oggi sono destinate o a pagare i danni delle pestilenze, o a sostenere le burocrazie agricole o a intervenire o limitare in qualche modo i disagi delle calamità naturali,.
Se le pestilenze, come dire, nascono o passano nel senso che arrivano in Sardegna ed attecchiscono, è dovuto al fatto che l'ambiente intorno non è sano. La Regione spende miliardi per fare una campagna pubblicitaria che dice: "prodotti sardi buoni per natura". Se la natura è buona ed è sana, i prodotti sono buoni per natura; se la natura è inquinata, i prodotti non è vero che sono sani per natura, e quindi occorre un'azione di prevenzione, di cura dell'ambiente e anche della sanità animale.
A questo proposito è stato ricordato che non c'è controllo alcuno sul passaggio degli animali che arrivano in Sardegna, si può fare o non si può fare questo controllo agli ingressi, ai porti? Non lo fa lo Stato, ma la nostra autonomia può valere se c'è un interesse generale e grande a fare in modo che ciò accada se tutti quelli che sono esperti dicono che anche questa è una misura indispensabile.
Ultimo articolo: perché togliere all'agricoltura, e alla parte più qualificante del nuovo intervento agricolo, le risorse per sostenere questo intervento necessario? Si può fare di necessità virtù e diventa virtù la necessità quando non si compiono altri danni. Badate, gran parte delle risorse - sto parlando sull'ultimo articolo, non ho potuto parlare su tutti gli articoli proprio per dire questo e ho finito - vengono sottratte al potenziamento dell'impresa agricola, alle opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo. L'agriturismo, è già stato detto, era una delle componenti dell'ammodernamento del lavoro e della produzione agricola, ma il potenziamento dell'impresa agricola e le opere di miglioramento fondiario sono interventi strutturali. Non era ammissibile, non era pensabile, non lo è tuttora, togliergli le risorse, anche se si dice: "recupereremo nei POR"; ma i POR non erano risorse aggiuntive? Ma se si toglie quello che era già dato per dire che si recupera con un altro strumento, quella risorsa non sarà più aggiuntiva, ma sarà sostituiva. Quindi, voi state facendo un'operazione per tamponare una falla, che è pure necessario tamponare, o alleviare una perdita, indebolendo il sistema regionale già fragile dell'intervento strutturale nell'economica agricola.
Con tutte queste perplessità, tuttavia, il nostro voto sarà favorevole; però aspettiamo i prossimi atti conseguenti di riordino della normativa e dell'intervento in materia agricola.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2 bis.
PIANA, Segretario:
Art. 2 bis
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. All'articolo 2 bis sono stati presentati due emendamenti . Se ne dia lettura.
PIANA, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Frau - Sanna Alberto - Piana - Demuru - Rassu - Balletto - Manca - Granella - Giagu - Marrocu - Milia - Locci - Cappai - Ortu - Tunis
Art. 2 bis
Dopo l'articolo 2 bis è aggiunto il seguente:
Art. 2 ter
Attuazione degli aiuti
1. Gli aiuti di Stato finanziati dalla presente legge sono attuati dall'Amministrazione regionale solo dopo la loro approvazione da parte della Commissione europea o solo dopo decorso il termine per la loro approvazione da parte della stessa Commissione. (1)
Emendamento aggiuntivo all'emendamento numero 1 Frau - Sanna Alberto - Piana - Demuru - Rassu - Balletto - Manca - Granella - Giagu - Marrocu - Milia - Locci - Cappai - Ortu - Tunis
All'art. 2 ter, introdotto dall'emendamento n. 1, dopo le parole "di Stato" è aggiunta la seguente frase: "di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell'art. 1". (2)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau.
FRAU (A.N.). Li illustro insieme, signor Presidente, ma prima vorrei utilizzare, se me li concede, trenta secondi per rispondere a qualche collega. Io dico che è opportuno che in Commissione si sia presenti sempre, non solamente negli atti finali, perché gli atti finali sono conseguenti ad atti precedenti. Grazie.
Passando all'illustrazione degli emendamenti, per quanto concerne principalmente l'emendamento numero 1, si è molto discusso se era necessario o no notificare a Bruxelles questo nuovo disegno di legge. Le scuole di pensiero ed anche gli uffici avevano idee molto diverse, tant'è che noi in un primo momento non abbiamo introdotto questa previsione, che invece compariva nella legge numero 22 del 2000. Poi, si è pensato di doverla introdurre perché i fondi che noi abbiamo stanziato nei vari capitoli superano il 20 per cento di quelli stanziati nell'anno precedente, percentuale fissata da una disposizione dell'Unione Europea nella quale si dice infatti che tale notifica non è necessaria solo nella eventualità che l'incremento della dotazione di un capitolo non sia superiore al 20 per cento.
Ecco il perché dell'emendamento numero 2 per quanto concerne il punto c) dell'articolo 1,il quale dice: "interventi previsti dall'articolo 2 della legge regionale n.22 del 2000 …, lire 10 miliardi". Ricordiamo che, per quanto concerne l'articolo 2 della legge 22 del 2000 gli interventi previsti erano pari a 70 miliardi, quindi si tratta di una percentuale inferiore. La norma comunitaria dice chiaramente che in questi casi gli Stati Membri, quindi le autorità nazionali, non sono tenuti a notificare un incremento della dotazione annuale di un programma autorizzato se, detto aumento, espresso in euro, non supera il 20 per cento dell'importo annuo iniziale, eccetera, eccetera.
Al di là di questo, alla fin fine si è ritenuto opportuno, viste le norme su esposte, per non incorrere in infrazioni, così come è successo purtroppo in altre situazioni, notificare il tutto all'Unione Europea; conseguentemente prego, per quanto è possibile e come abbiamo già chiesto in Commissione, l'Assessore competente di attivarsi perché la Commissione europea dia il parere a questo disegno di legge nel più breve tempo possibile, facendo presente che si tratta in pratica di un disegno di legge di rifinanziamento di una legge precedente. Credo che ci sia la disponibilità della Commissione Europea in questo senso per cui questo disegno di legge speriamo possa entrare in vigore nel 2001, quindi entro quest'anno.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il parere della Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 2 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto ora in votazione il testo del disegno di legge. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione con la scheda elettronica.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Presidente, intervengo brevemente per dire che il cuore della legge numero 22 del 2000 sta nella frase: "La Giunta regionale predispone un piano organico di lotta, prevenzione ed eradicazione della malattia". La necessità di approvare una legge che nel suo titolo recita "Ulteriore sostegno a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata blue tongue", certifica che il piano di lotta ancora non ha prodotto gli effetti sperati. Questo impone una costante attenzione al problema, necessita di approfondita valutazione dei dati epidemiologici e dei risultati della ricerca per adottare i provvedimenti più idonei.
Ho votato a favore in Commissione ed esprimo voto favorevole oggi in Aula a questo disegno di legge, perché lo ritengo giusto e soprattutto necessario. Mi auguro che nei prossimi anni non ci sia più la necessità di ulteriore sostegno, anche se purtroppo realisticamente penso che ciò non si realizzi. Mi preme esprimere qui la preoccupazione che, così come si corre il rischio di avere una endemizzazione della malattia a seconda dei provvedimenti sanitari, altrettanto si potrà avere una endemizzazione dell'aiuto e dell'indennizzo se non si affronta organicamente il problema dell'allevamento e della sanità animale. Questo è ciò che volevo esprimere, ribadisco pertanto il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 277/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FOIS - FRAU - GIAGU - NUVOLI - GRANARA - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto il consigliere: SPISSU.
Abbiate pazienza, colleghi, la votazione è chiusa, chi non è riuscito a votare poi dichiarerà il proprio voto. Abbiamo atteso a lungo che lei votasse, onorevole Fantola.
FANTOLA (Patto Segni-Rif. Sardi). La ringrazio molto di avermi aspettato.
PRESIDENTE. E' un dovere, oltre che un piacere. Anche lei, onorevole Cogodi, dichiara? Prego, dichiari il suo voto.
COGODI (R.C.). Favorevole.
PRESIDENTE. L'onorevole Fantola?
FANTOLA (Patto Segni-Rif. Sardi). Favorevole.
PRESIDENTE. E' favorevole anche l'onorevole Fantola.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 65
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 65
(Il Consiglio approva).
La seduta di questo pomeriggio è conclusa. Il Consiglio riprenderà i suoi lavori domani mattina, giovedì 6 dicembre, alle ore 10 e 30.
La seduta è tolta alle ore 20 e 14.
Allegati seduta
Risposta scritta ad interrogazioni
Risposta scritta dell'Assesore della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport all'interrogazione Cassano sulla legge regionale n. 64 del 1986 "Interventi per lo sviluppo delle attività musicali popolari" (Bande musicali e cori). (384)
In risposta all'interrogazione in oggetto, si ricorda che la legge 64, all'atto della sua entrata in vigore, disponeva di una risorsa finanziaria pari a L. 1.400.000.000 (per il finanziamento delle attività previste dall'articolo 2) e di L. 500.000.000 (per il finanziamento di quelle previste dall'articolo 8), in lire del 1986, mentre per il corrente esercizio la somma complessivamente disponibile era pari a soli 800 milioni, confermando la riduzione in essere da alcuni anni.
Con la proposta di bilancio per il corrente esercizio 2001 (la prima formulata interamente da questa Giunta), avevo richiesto una decisa inversione di tendenza per ripristinare un adeguato stanziamento, in luogo delle somme molto contenute cui era stato ridotto.
Questa sollecitazione scaturiva anche dall'esperienza maturata nel 2000, anno in cui con cifre equivalenti erano stati concessi contributi assolutamente insoddisfacenti al fabbisogno. La mia ipotesi, regolarmente presentata fin dall'estate 2000, prevedeva la triplicazione delle due somme, ma non trovò accoglimento, a causa delle pressanti esigenze di riduzione del deficit regionale.
In considerazione dell'esperienza maturata, quest'anno ho valutato un diverso utilizzo delle somme disponibili. In primo luogo l'Assessorato, su conforme deliberazione di Giunta, approvata anche dalla competente Commissione consiliare, ha concesso un sostanzioso contributo, d'eguale misura, a ciascuna delle tre bande musicali sarde, invitate a partecipare al festival mondiale di Kerkrade (Olanda). Partecipazione coronata da un puntuale successo, che fa onore a tutto il mondo musicale isolano e conferma la validità della difficile scelta che ho dovuto compiere.
Le poche somme ancora disponibili non sono state distribuite senza alcun criterio, ma tutte trasferite sul capitolo che finanzia prevalentemente le attività di spettacolo organizzate dagli Enti locali, nella convinzione che proprio i gruppi con un forte e consolidato rapporto col territorio, come quelli musicali assistiti dalla legge 64, trovassero più immediata risposta alle loro esigenze.
Infine, ho già proposto nello scorso mese di luglio un forte incremento di risorse per l'anno 2002, se non si verificherà questa aspetattiva, nel caso di ulteriori prevedibili sacrifici imposti dal difficile momento, onorerò questo impegno attuando ogni sforzo possibile all'interno delle risorse assegnate per lo spettacolo.
Risposta scritta dell'Assessore dell'Industria all'interrogazione Dore - Biancu - Deiana - Granella sulle disfunzioni e i gravi ritardi che caratterizzano l'operato degli Assessorati competenti all'esame e all'istruzione delle pratiche di finanziamento alle aziende operanti nel settore dell'industria in genere ed in quello delle attività agricole in particolare, con specifico riferimento alla pratica di finanziamento riguardante la Società Barbagia Flores, facente capo alla imprenditrice signora Rosanna Fiori barbaramente assassinata il 3 ottobre 2001. (385)
In merito ai quesiti formulati dagli interroganti si osserva quanto segue.
Con riferimento alle leggi di incentivazione gestite dall'Assessorato dell'Industria unitamente agli Istituti di Credito istruttori non si registra nessun malessere da parte degli imprenditori in quanto none sistono né lentezze, né disfunzioni.
Solo un esempio. La legge 15/94 ha visto nell'ultimo triennio risorse per un ammontare complessivo di lire 423 miliardi, fatti salvi gli anni 1997-1998 in cui la legge ha operato a sportello. Con i bandi 1999 e 2000, una volta completate le istruttorie da parte degli Istituti Istruttori - effettuate nei tempi previsti dalle direttive di attuazione - le graduatorie da parte degli Uffici dell'Assessorato dell'Industria sono state predisposte a tempo di record in sole 48 ore (quella del bando 1999 nel gennaio 2000 e quella del bando 2000 nel febbraio 2001). In proposito si allegano copie degli articoli comparsi sulla stampa regionale e nazionale.
Per quanto riguarda le altre leggi d'incentivazione gestite dall'Assessorato dell'Industria ed in particolare la legge 17/93 si fa presente che la stessa è gestita "a sportello" per cui non vengono fissate delle scadenze per la presentazione delle domande e per l'istruttoria da parte delle Banche. Si garantisce comunque che l'Assessorato dell'Industria inoltra regolarmente agli Istituti convenzionati le domande che man mano pervengono ed i tempi di istruttoria da parte degli Istituti sono fondamentalmente legati alla tempestività con cui gli operatori inviano a detti Istituti le documentazioni integrative via via richieste. Si fa presente che sinora con detta L.R. sono state impegnate risorse per lire 296 miliardi.
Infine per quanto riguarda il cessato regime della L.R. 11/88, contributi sugli interessi in favore delle aziende che hanno utilizzato affidamenti bancari garantiti da un Consorzio di garanzia fidi, questo Assessorato ha dovuto gestire una mole di pratiche risalenti agli anni 1997-1998 e 1999 per le quali non erano ancora stati deliberati i contributi interessi per effetto dei fortissimi ritardi con cui i vari Istituti di Credito hanno tarsmesso all'Assessorato dell'Industria gli elenchi dei beneficiari e l'ammontare dei contributi spettanti. Alla data odierna tutte le domande sono state evase con l'emissione dei decreti di concessione dei contributi interessi che le banche stanno accreditando alle aziende beneficiarie.
L'Assessorato dell'Industria non ha mai ricevuto pratiche presentate dalla Barbagia Flores.
Testo delle interpellanze ed interrogazioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA BIANCU - SANNA Gian Valerio - SCANO - DEIANA - DORE - GRANELLA sulle modalità attuative del POR Sardegna 2000 - 2006 con particolare riferimento ai Progetti Integrati Territoriali (PIT).
I sottoscritti,
verificato che:
- per un numero significativo di misure del Complemento di Programmazione al POR Sardegna 2000-2006 ed in particolare per il 4° asse "Sistemi locali di sviluppo", parte degli interventi previsti non sono compresi nel campo di applicazione delle leggi regionali di settore di incentivazione delle imprese;
- la gran parte degli interventi programmati nelle misure del Complemento di programmazione, funzionali sia al raggiungimento degli obiettivi generali e specifici del POR Sardegna, sia ad un impatto significativo sulle variabili di rottura del Quadro Comunitario di sostegno, sono sprovvisti di una procedura di attuazione che permetta la spendita delle risorse comunitarie assegnate alla Sardegna;
- nelle procedure di attuazione delle misure finanziarie dal Fondo FSE pubblicate nel supplemento straordinario al BURAS n. 29 del 28 settembre 2001, è identificata una priorità per le azioni formative inerenti ai PIT, mentre per analoghe procedure di attuazione, già oggetto di pubblicazione, facenti riferimento ad importanti misure del Complemento di programmazione (misure 4.1C - 4.9 - 4.10 - 4.11 e 4.21) non si dà alcuna priorità agli interventi ricompresi nei PIT;
constatato che:
- la denominazione dell'asse IV "Sistemi locali di sviluppo" - asse del POR Sardegna che comprende le misure di sostegno ed incentivazione al tessuto imprenditoriale - richiamando alla dimensione locale dello sviluppo, evidenzia la necessità di portare in ambito locale gli strumenti di incentivazione per il settore produttivo (agricoltura, artigianato, turismo, industria);
- nell'ambito degli strumenti di sviluppo locale integrato PIT, pur essendo previste opportunità di finanziamento per i piani di investimento delle imprese, non sono ancora chiare le modalità di attuazione dei suddetti interventi;
verificato, altresì, che le risorse del QCS 2000-2006 rappresentano una componente significativa nel bilancio regionale per la realizzazione degli investimenti produttivi da parte delle imprese e del mondo del lavoro;
constatato, altresì, che i Progetti Integrati Territoriali rappresentano una delle modalità operative di attuazione del POR Sardegna 2000-2006;
appurato che il bando sui PIT per l'annualità 2001 ha visto partecipi i sistemi locali in un contesto di assoluta mancanza di informazione da parte dell'Amministrazione regionale e degli enti preposti;
constatato che:
- il contenuto del Complemento di programmazione al POR Sardegna è stato oggetto di sostanziale modifica con delibera della Giunta regionale n° 27/72 del 7 agosto 2001, nonostante il bando sui PIT fosse da tempo pubblicato sul BURAS e non ancora scaduto, creando ulteriori disagi e disorientamento tra i possibili beneficiari alla ricerca di una corretta collocazione degli interventi proposti nelle relative misure del Complemento di programmazione;
- nella fase di progettazione dei PIT è stata data notevole enfasi all'integrazione e complementarietà tra gli interventi presentati dai soggetti pubblici ed i piani di sviluppo delle imprese;
- alla luce delle condizioni di ammissibilità del PIT, la partecipazione dei soggetti privati rappresentava una condizione sine qua non per la presentazione del progetto integrato da parte di un sistema locale;
- l'assenza di qualunque tipo di vantaggio per i presentatari di manifestazione di interesse nell'ambito di un PIT ritenuto valido dalla fase di selezione, andrebbe a minare irreparabilmente il rapporto di fiducia e complementarietà tra i soggetti attori dello sviluppo locale privati imprenditori ed enti locali,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per conoscere:
a) se e come intendano intervenire nella definizione delle modalità di attuazione degli interventi previsti nei Piani Integrati Territoriali sprovvisti di una procedura di attuazione e di una norma di riferimento che permetta la spendita delle risorse comunitarie di riferimento;
b) come intendano intervenire rispetto alla eventuale priorità di finanziamento degli interventi dei privati (di cui all'asse IV del Complemento di Programmazione) già inseriti nei PIT e agevolati anche attraverso leggi di incentivazione al settore, per le quali è previsto un bando ordinario di spesa delle risorse;
c) se, come e quando intendano attivarsi per sopperire alla totale mancanza di informazione sull'attuazione dei PIT e rispetto alla soluzione di problemi tecnici alla spendita delle risorse;
d) quando e in che modo si intenda attivare la Misura 4.1 linea A per le attività di animazione economica ed informazione, alla luce del fatto che gli interventi di sostengo allo sviluppo, programmati nel Complemento di Programmazione sono già in parte avviati. (187)
INTERPELLANZA BIANCU - DEIANA - DORE - GRANELLA sull'installazione del dispositivo denominato "Vigilante" nelle automotrici del compartimento di Cagliari.
I sottoscritti,
premesso che l'Ente Ferrovie dello Stato sta provvedendo in questi giorni a completare, nelle automotrici del compartimento di Cagliari, l'installazione di un nuovo dispositivo denominato "Vigilante";
considerato che nei programmi della suddetta società è prevista, già dai primi mesi del 2002, l'attivazione di questo dispositivo, con l'obiettivo di variare la composizione dell'equipaggio per la conduzione di queste automotrici, passando dall'attuale composizione del doppio agente in cabina di guida, all'agente unico, coadiuvato dal "Vigilante";
rilevato che nella suddetta ipotesi il macchinista dovrebbe garantire le operazioni di guida tenendo costantemente premuto un pedale o un pulsante, rilasciandolo periodicamente con una frequenza tarata ai 30, oppure ai 55 secondi e che, qualora il macchinista mantenesse o rilasciasse la pressione per un periodo più lungo, interverrebbe un allarme sonoro che, se non prontamente disattivato, determinerebbe l'auto frenatura del treno e quindi il suo arresto;
considerato che il grado di efficienza e di sicurezza dell'"Uomo morto", così viene denominato il dispositivo in gergo ferroviario, poiché non collegato direttamente ai segnali di linea delle stazioni, come avviene nei sistemi di sicurezza delle più importanti linee italiane ed europee, non garantisce l'incolumità dei viaggiatori, in quanto, in presenza di un pericolo e di mancato intervento del macchinista, un treno lanciato alla velocità di 90 Km/h. nei 55 secondi d'intervallo percorre 1350 metri prima che il convoglio inizi l'azione di autofrenatura ed ulteriori centinaia di metri prima dell'arresto completo;
considerato che attualmente l'utilizzo dell'agente unico di guida è consentito esclusivamente per brevi tratti, con l'ausilio in cabina di guida di un altro agente abilitato alla conoscenza dei segnali e delle operazioni di frenatura e di arresto del treno;
considerato che un utilizzo più diffuso dell'agente unico di guida viene impiegato esclusivamente laddove la circolazione ferroviaria raggiunge indici di sicurezza ed efficienza adeguati che scaturiscono dall'impiego di tecnologie sofisticate applicate agli impianti di circolazione delle linee ed ai mezzi di trazione, che permettono la segnalazione del pericolo all'agente di guida in tempi che consentano, in caso di un suo mancato intervento , l'arresto automatico del convoglio in spazi sufficienti a scongiurare il pericolo segnalato;
rilevato, altresì, che nei mezzi circolanti sulla rete ferroviaria della Sardegna non esiste il collegamento diretto dell' "Uomo morto" ai segnali delle linee e delle stazioni;
considerato, altresì, che alcuni recenti studi sull'attività psicofisica dei macchinisti hanno confermato che le operazioni automatiche di costante ripetitività possono essere ugualmente esercitate meccanicamente anche in condizioni di una marcata diminuzione della vigilanza psicofisica o nel caso di guida notturna, in presenza di possibili colpi di sonno;
rilevato che il superamento dell'attuale equipaggio operante nei treni della Sardegna, composto da due agenti di guida, con l'introduzione del dispositivo "Vigilante" in sostituzione del secondo agente di guida, se da un lato risolve alcuni problemi di bilancio dell'Ente Ferrovie Italiane, passando peraltro attraverso un'ulteriore non condivisibile perdita di posti di lavoro nella nostra Isola, dall'altro determina una diminuzione delle condizioni di sicurezza nel trasporto ferroviario in Sardegna;
considerato che in altre Regioni quali la Sicilia, la medesima sperimentazione è stata prontamente bloccata sia per i problemi legati alla diminuzione degli addetti, sia soprattutto per la diminuzione delle condizioni di sicurezza;
rilevato che nei programmi delle Ferrovie Italiane è previsto l'avvio di questo nuovo assetto dell'equipaggio a partire dal 2002 e che la proposta è soggetta all'approvazione della Commissione di vigilanza sulle Ferrovie, che ne determinerà l'eventuale entrata in vigore;
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dei trasporti per conoscere quali iniziative hanno assunto o intendono assumere per impedire l'avvio della sperimentazione e la successiva definitiva installazione del nuovo dispositivo che elimina il secondo agente di guida nei treni della Sardegna e per garantire condizioni di reale sicurezza a tutti i viaggiatori che utilizzano i treni dell'Ente Ferrovie e del personale del medesimo Ente che vi opera. (188)
INTERPELLANZA SANNA Alberto - MARROCCU - DEMURU - PACIFICO, sullo stato di paralisi dell'attività istituzionale ed amministrativa in cui versa il Centro Regionale Agrario Sperimentale (CRAS).
I sottoscritti,
rilevato che il Centro Agrario Sperimentale (CRAS) si trova, da più di un anno, in uno stato di paralisi dell'attività istituzionale ed amministrativa con la conseguenza che, a tutt'oggi, ad annata agraria già iniziata e nonostante nel corso del 2001 siano stati stanziati 14 miliardi di fondi pubblici, la maggior parte dei programmi per l'attività del 2002 non risultano essere stati ancora approvati;
considerato che il CRAS, ente strumentale della Regione Sardegna, istituito con legge regionale 19 giugno 1956, n. 22, ha compiti di indirizzo e di sperimentazione agraria in Sardegna e che tali compiti appaiono maggiormente rilevanti nel momento in cui l'Unione Europea sottolinea la necessità e l'importanza dell'innovazione in un settore fondamentale nella economia della nostra Regione quale l'agricoltura;
considerato, inoltre, il clima di malessere generale che si è venuto a creare all'interno dell'ente in seguito all'incrinarsi dei rapporti tra il Presidente e la quasi totalità dei dipendenti che, in una lettera aperta del 22 ottobre 2001, sottolineano come "oramai vi sia un'insanabile incompatibilità ambientale all'interno dell'ente";
vista la nota dei Sindacati CGIL F.P. e CISL P.S in rappresentanza dei lavoratori del CRAS nella quale si denuncia la gravissima situazione venutasi a creare nell'ente;
sottolineato che non risulta sia stato ancora nominato il Direttore generale, che coordina e definisce i programmi di gestione amministrativa e tecnica dell'ente, e che non vengono valorizzate le qualificate competenze tecniche e professionali dei dipendenti dell'ente mentre vengono assunti, con criteri discutibili, un gran numero di "consulenti" esterni, con un inutile sperpero di risorse pubbliche,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale per conoscere quali provvedimenti urgenti intendano adottare per sbloccare la paralisi istituzionale ed amministrativa del CRAS. (189)
INTERPELLANZA VASSALLO sulla grave situazione creatasi con l'annuncio del licenziamento dei lavoratori della CO.A.P.LA. - Cooperativa Allevatori Produttori di Latte - di Sassari.
Il sottoscritto,
appreso che la Cooperativa Allevatori Produttori di Latte (CO.A.P.LA.) di Sassari ha provveduto a comunicare alle organizzazioni sindacali l'intendimento di cessare al 31 dicembre 2001 l'attività produttiva dello stabilimento di Sassari e di procedere conseguentemente al licenziamento collettivo dei lavoratori in esso operanti;
valutata tale decisione in termini fortemente negativi, in quanto l'annunciato licenziamento dei circa sessanta dipendenti diretti, e la messa in crisi in via indiretta del reddito di altre decine di lavoratori nell'indotto, oltre a determinare nuovi disoccupati in un territorio dove è già elevatissimo il livello di inoccupazione, contribuisce all'ulteriormente impoverimento del tessuto economico della provincia già colpita da una profonda crisi del settore industriale;
ritenuto che l'annunciato progetto strategico, consistente, per quanto conosciuto tramite gli organi di informazione, nel mero inglobamento dell'attività svolta dalla CO.A.P.LA. all'interno della 3A di Arborea, operando di fatto la cancellazione dal territorio sassarese di una realtà produttiva, maturata con decenni di attività e di acquisizioni tecniche e professionali, non possa determinare per il futuro la alcuna prospettiva di carattere positivo;
ritenendo inoltre che occorra evitare che venga vanificata l'utilità sociale a suo tempo perseguita con l'erogazione di contribuzioni pubbliche per l'ammodernamento degli impianti dello stabilimento sociale;
considerato che analoghe esperienze passate, ed in particolare anche quelle operate in altri territori della Sardegna (province di Nuoro e Oristano), che hanno già visto le proprie attività produttive condizionata dalle iniziative oprate sul mercato dall'azienda leader nella Regione, hanno dimostrato la debolezza complessiva di una strategia mirante a contrastare la concorrenza delle grandi aziende nazionali ed europee unicamente attraverso la contrazione dei costi fissi della trasformazione;
ritenuto al contrario che siano da ricercare altre modalità collaborative e sinergiche che, pur sviluppando e migliorando la concorrenzialità delle produzioni, salvaguardino tuttavia i livelli localmente acquisiti in ordine a produttività e professionalità;
ritenuto che occorra affrontare differentemente, con risorse tuttavia disponibili, come è documentabile anche dalla recente approvazione del Programma pluriennale di spesa dell'Assessorato dell'agricoltura 2001-2003, i problemi strutturali della produzione lattiera, e che sia necessario tra l'altro risolvere il problema posto dal differenziale tuttora elevatissimo causato dall'insularità nei costi di trasporto per mangimi e foraggio rispetto ai produttori continentali, ciò che dovrebbe trovare adeguata attenzione in sede di confronto col Governo nazionale nella vertenza sulla continuità territoriale delle merci;
chiedono di interpellare gli Assessori regionali dell'industria, dell'agricoltura e del lavoro per conoscere se non ritengano opportuno, per quanto di competenza:
- esprimere con ogni iniziativa il fattivo sostegno a lavoratori direttamente minacciati di licenziamento ovvero indirettamente danneggiati nella propria attività;
- convocare i soggetti imprenditoriali interessati, al fine di acquisire precise informazioni sui programmi aziendali per verificarne sia la compatibilità con le normative relative ai finanziamenti e incentivazioni delle attività produttive eventualmente utilizzati, sia l'incidenza sull'assetto produttivo nel settore lattiero caseario e sullo stato dell'occupazione nel territorio della Regione;
- promuovere l'accelerazione del confronto con il Governo nazionale sulla vertenza relativa alla continuità territoriale delle merci. (190)
INTERROGAZIONE DORE - BIANCU - DEIANA - GRANELLA, con richiesta di risposta scritta, sul mancato rispetto della normativa in materia di demolizione delle opere abusive edilizie.
I sottoscritti, premesso che:
- l'articolo 15 della legge regionale n. 45 del 1989, e successive modifiche ed integrazioni, prevede che l'Assessorato regionale competente in materia di urbanistica metta a disposizione dei comuni che ne facciano richiesta personale e mezzi meccanici per procedere all'esecuzione di ordinanze di demolizione di opere edilizie abusive;
- l'Assessorato, qualora non disponga di mezzi meccanici di proprietà della Regione e degli enti ed organi strumentali, è autorizzato alla stipula di apposite convenzioni annuali con imprese specializzate per l'effettuazione delle operazioni di demolizione degli abusi predetti;
- risultano presentate, a partire dal 1994, richieste in merito da parte di decine di comuni per l'esecuzione di centinaia di casi di demolizioni di abusi edilizi, realizzati in massima parte in aree tutelate con vincoli ambientali, come in più occasioni denunciato pubblicamente dalle associazioni ecologiste Amici della terra e Gruppo d'Intervento Giuridico e dal Centro Regionale Servizi Urbanistici (CRSU); richieste tuttora inevase dall'Assessorato regionale competente che, da un lato, pare non disponga dei mezzi meccanici necessari, dall'altro non ha stipulato da anni le apposite convenzioni con imprese specializzate;
- tale situazione di colpevole inerzia non fa che incentivare il già grave fenomeno dell'abusivismo edilizio, soprattutto lungo le coste dell'Isola e creare forti difficoltà ai numerosi comuni richiedenti,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere quali iniziative intendano assumere per rispettare gli obblighi previsti dalla legge in materia di demolizioni di opere edilizie abusive e , in particolare, se l'Assessore non ritenga di attivare senza indugio e in modo permanente la struttura tecnico-amministrativa preposta a svolgere, nel rispetto delle connesse esigenze di tempestività ed efficienza , i predetti compiti di demolizione di opere abusive, facendo presente che la prolungata inerzia in merito oltreché essere segno di cattiva amministrazione, potrebbe determinare un grave danno erariale e configurare altresì una o più ipotesi di reato (quali omissione di atti d'ufficio, etc.) con tutte le conseguenze del caso. (401)
INTERROGAZIONE SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sulla presunta attuazione di procedure di appalto e di affido dei lavori di costruzione delle reti urbane di distribuzione del gas difformi ed arbitrarie rispetto alle norme ed ai requisiti prescritti.
Il sottoscritto,
considerato che è in atto, in tutti i comuni della Regione, l'attività di progettazione e costruzione delle reti urbane di distribuzione del gas;
dato atto che su dette attività si applicano le norme di cui al decreto legislativo n. 158 del 1994 per quanto concerne la procedura tecnico-amministrativa per la realizzazione e la Legge n. 109 del 1994 (legge Merloni) per l'individuazione dei soggetti partecipanti e per la definizione dei requisiti necessari;
considerato altresì che in forza di tali disposizioni le imprese partecipanti devono possedere precisi requisiti in base alla normativa SOA e ISO 9001 ed iscrizioni OG6,
chiede di interpellare l'Assessore regionale dei lavori pubblici e quello degli enti locali al fine di conoscere:
- se siano a conoscenza che in diversi comuni della Sardegna e segnatamente alcuni della provincia di Oristano si stiano adottando procedure ed aggiudicazioni fiduciarie, difformi ed in contrasto rispetto alle norme citate e che alle stesse siano state ammesse imprese locali prive dei requisiti prescritti;
- se siano a conoscenza che in diversi comuni siano giunte e stiano pervenendo proposte di affido ed indicazioni in tal senso da parte di un autorevole deputato sardo al Parlamento nazionale, il quale attraverso le fattezze e le funzioni del così detto promotore, utilizzando la evidente posizione di influenza e la carta intestata dell'Istituzione che rappresenta, sollecita le amministrazioni locali all'affido fiduciario a favore di un'impresa del proprio comune di residenza ed evidentemente a questo legata da interessi aziendali e comunque privati;
se non ritengano opportuno affidare ad una Commissione assessoriale di verifica e di indagine il monitoraggio delle procedure in atto e la segnalazione delle eventuali e riscontrate violazioni ed omissioni rispetto alla legislazione vigente. (402) INTERROGAZIONE PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla preoccupante situazione determinata dalla attuazione dei PIT nella provincia di Sassari.
Il sottoscritto,
apprese le notizie apparse sul quotidiano "La Nuova Sardegna" in riferimento alla "variante automatica" degli strumenti di pianificazione territoriale per dare via libera ai progetti di sviluppo proposta dal Presidente della Regione;
considerato che il sottoscritto nell'ultima seduta del Consiglio regionale aveva sollevato il problema della distribuzione dei fondi comunitari PIT, in particolar modo per il territorio sassarese;
constatato che il 40 per cento dei POR è destinato ai PIT le cui procedure di attuazione particolarmente lente e farraginose hanno determinato a diffondere una situazione di generale disorientamento tra gli enti locali preposti;
preso atto che a tutt'oggi i PIT finanziati sembrano escludere quasi totalmente la provincia di Sassari quasi a voler far venir meno le indicazioni date dal Consiglio regionale a sostegno delle realtà territoriali più deboli;
sentite le forti preoccupazioni espresse dai Sindaci e dagli Amministratori in particolare della provincia di Sassari,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per conoscere:
1) se corrispondano al vero le notizie ufficiosamente sentite e apparse sul quotidiano "La Nuova Sardegna";
2) quali siano i criteri di ripartizione dei fondi POR per l'attuazione dei PIT nell'ambito del territorio regionale da parte della commissione giudicatrice;
3) l'ammontare delle quote destinato al territorio in provincia di Sassari rispetto alle altre province. (403)
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