Seduta n.243 del 25/05/1993 

CCXLIII SEDUTA

MARTEDI'25 MAGGIO 1993

Presidenza del Presidente FLORIS

indi

del Vicepresidente SERRENTI

INDICE

Comunicazioni del Presidente

Congedi …………

Disegni di legge (Annunzio di presentazione) ………

Disegno di legge: "Interventi in materia ambientale" (355). (Discussione):

MELONI, relatore di minoranza …………

COGODI .................................

SERRA PINTUS......................

CUCCU....................................

BAROSCHI.............................

FADDA FAUSTO ..................

SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente ………….

Fissazione dei termini per l'esame in Commissione:

BAROSCHI.............................

Interpellanze (Annunzio) ......

Interrogazioni (Annunzio) ....

Interrogazioni (Risposta scritta) ………..

Mozioni (Annunzio) ..............

Proposta di legge (Annunzio di presentazione)…………

Sull'ordine del giorno:

MANCHINU ..........................

DEIANA..................................

COGODI ................................

SERRA PINTUS ....................

ONNIS ....................................

La seduta è aperta alle ore 17 e 07.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 23 maggio 1993, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Dettori ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 25 maggio 1993. Il consigliere regionale Antonio Serra ha chiesto di poter usufruire di giorni due di congedo a far data dal 25 maggio 1993 e i consiglieri regionali Atzori e Desini hanno chiesto di poter usufruire di quattro giorni di congedo a far data dal 25 maggio 1993.

Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

"Interventi creditizi a favore dell'industria alberghiera". (396)

(Pervenuto l'11 maggio 1993 ed assegnato alla sesta Commissione.)

"Provvidenze a favore dell'artigianato sardo". (397)

(Pervenuto l'11 maggio 1993 ed assegnato alla sesta Commissione.)

"Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1993, al fine dell'applicazione della legge regionale 29 dicembre 1992, n. 23". (398)

(Pervenuto il 12 maggio 1993 ed assegnato alla terza Commissione.)

"Norme in materia di organizzazione regionale e di incarichi di coordinamento". (399)

(Pervenuto il 12 maggio 1993 ed assegnato alla prima Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge

dai consiglieri Baghino - Tidu - Cocco - Piras - Serra Pintus - Atzeni - Usai Sandro - Salis - Fadda Antonio - Mereu Salvatorangelo - Selis - Murgia - Fadda Paolo - Oppi - Ruggeri:

"Contributo straordinario per la realizzazione di un monumento sulla Sella del Diavolo di Cagliari a ricordo della ricostruzione di Cagliari e della Sardegna dopo le distruzioni causate dai bombardamenti aerei (1940-1943)". (400)

(Pervenuta il 13 magio 1993 ed assegnata all'ottava Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Serri - Sanna Emanuele - Dadea - Pes sul progetto della RAI di chiudere il Centro di produzione radiofonico e televisivo di Cagliari". (411)

(Risposta scritta in data 7 maggio 1993.)

"Ruggeri - Serri - Dadea - Cuccu sul funzionamento degli Uffici IVA nella provincia di Cagliari". (456)

(Risposta scritta in data 7 maggio 1993.)

"Carusillo su un finanziamento per l'allestimento di una sezione numismatica nel Museo civico di Ozieri". (508)

(Risposta scritta in data 7 maggio 1993.)

"Puligheddu - Ladu Giorgio - Melis - Meloni - Morittu - Murgia - Ortu - Planetta - Salis - Serrenti sul minacciato stoccaggio di caprolattame ad Assemini". (139)

(Risposta scritta in data 10 maggio 1993.)

"Meloni sulla vicenda del mancato trasferimento al Comune di Sassari dei locali del Cinema Astra". (172)

(Risposta scritta in data 10 maggio 1993.)

"Ortu - Puligheddu - Ladu Giorgio - Melis - Meloni - Morittu - Murgia - Planetta - Salis - Serrenti sulla esposizione della bandiera in occasione della Festa della Repubblica". (211)

(Risposta scritta in data 10 maggio 1993.)

"Amadu sulla opportunità di incrementare il fondo a favore delle compagnie barraccellari della Sardegna". (263)

(Risposta scritta in data 10 maggio 1993.)

"Manca - Barranu - Casu - Dadea - Urraci sullo stato della discarica dei rifiuti solidi urbani del bacino territoriale di Macomer". (365)

(Risposta scritta in data 10 maggio 1993.)

"Amadu sulla possibile soppressione del 'tempo pieno' presso la Scuola elementare di Luogosanto". (388)

(Risposta scritta in data 10 maggio 1993.)

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 10, 16 e 25 febbraio 1993, e del 2, 5, 11 e 17 marzo 1993.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:

"Serra Antonio - Giagu sui contributi alle associazioni dello spettacolo". (548)

"Serrenti - Ortu - Demontis - Ladu Giorgio - Meloni - Planetta - Puligheddu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione degli Istituti autonomi case popolari della Sardegna". (549)

"Cocco - Dadea - Casu - Satta Gabriele - Sardu - Zucca, con richiesta di risposta scritta, sullo strisciante processo di revoca alla Regione di competenze in materia di tutela paesistica". (550)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:

"Amadu - Fadda Fausto - Tamponi - Marteddu - Satta Gabriele sulla grave situazione dei lavoratori dei cantieri di Fiume Santo (Sassari) e sulla necessità di iniziative urgenti". (317)

"Giagu - Serra Antonio sul ricorso per conflitto di attribuzioni presentato dalla Regione per violazione della sfera di competenza in materia di trasporti fissata dallo Statuto speciale ed avverso il decreto del Ministero dei trasporti del 24 novembre 1992, n. 13". (318)

"Merella - Pau - Tarquini sulla situazione del comparto agricolo sardo". (319)

"Mannoni - Baroschi - Degortes - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Ferrari - Lombardo - Manchinu - Mereu Salvatorangelo - Mulas Maria Giovanna - Pili sulle comunicazioni da fornire al Consiglio regionale in ordine al problema delle convenzioni e progetti". (320)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:

"Tamponi - Mulas Franco Mariano - Marteddu - Sanna Adalberto - Amadu - Atzeni - Atzori - Baghino - Carusillo - Corda - Deiana - Dettori - Fadda Paolo - Giagu - Lorettu - Manunza - Onida - Oppi - Piras - Satta Antonio - Sechi - Selis - Serra Antonio - Serra Pintus - Soro - Tidu - Usai Sandro sulla soppressione dei Tribunali di Tempio e Lanusei". (127)

"Ortu - Demontis - Ladu Giorgio - Meloni - Planetta - Puligheddu - Serrenti sulla chiusura del Centro soccorso aereo di Elmas". (128)

"Satta Gabriele - Planetta - Marteddu - Zucca - Amadu - Baghino - Desini - Dettori - Ferrari - Manchinu - Sardu - Satta Antonio sulla elettrificazione della dorsale ferroviaria sarda". (129)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Manchinu. Ne ha facoltà.

MANCHINU (P.S.I.). Per chiedere l'inserimento all'ordine del giorno del disegno di legge numero 171, licenziato dalla Commissione trasporti il 2 maggio 1991, concernente il disavanzo di esercizio del Consorzio regionale sardo dei trasporti per gli anni 1982-1986.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la proposta è accolta.

Discussione del disegno di legge "Interventi in materia ambientale" (355)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 355, relatore di maggioranza l'onorevole Manunza, relatori di minoranza gli onorevoli Meloni e Urraci.

Poiché il relatore di maggioranza Manunza e il relatore di minoranza Urraci non sono presenti in aula, ha facoltà di parlare l'onorevole Meloni, relatore di minoranza.

MELONI (P.S.d'Az.), relatore di minoranza. Molto brevemente, signor Presidente, onorevoli colleghi, per illustrare le motivazioni ed il contenuto della relazione di minoranza a questo disegno di legge della Giunta, un disegno di legge che avrebbe dovuto pervenire in Aula unitamente alla proposta di bilancio e alla manovra finanziaria perché avrebbe dovuto assumere o dovrebbe assumere ancora - non si capisce bene - la caratteristica di una legge di accompagnamento al bilancio. Tutto questo, tra l'altro, ha portato a delle discussioni, sia nella Commissione competente che in Commissione bilancio, perché si tratta di disegni di legge che, a parere di chi parla, poco hanno delle caratteristiche di leggi di accompagnamento al bilancio, apparendo piuttosto come un coacervo di norme e di proposte che incidono su diversi settori, che incidono su leggi sostanziali e per altro verso, invece, introducono delle nuove previsioni di spesa che, per una politica portata avanti negli anni scorsi, si sono volute togliere dalla legge finanziaria per renderla snella, e per evitare che la stessa legge finanziaria contenesse questo insieme di norme che invece poi, nelle previsioni della Giunta, vengono ridistribuite in tutta una serie di proposte di legge così dette di accompagnamento. Chi parla è rimasto abbastanza sorpreso, in termini negativi e preoccupati, delle osservazioni che sono state fatte a questo disegno di legge dalla Commissione bilancio, che tutto sommato ha rilevato che esso introduce delle norme che sono in contrasto con la linea complessiva seguita dalla Giunta nella manovra finanziaria, che introduce la possibilità di derogare al principio di trasferimento dei fondi agli enti locali perché intervengano in materia di loro competenza, prevedendo appunto la possibilità che questi fondi siano utilizzati direttamente dall'Assessorato, e poi introduca, ad esempio, delle norme di carattere finanziario dove non sono determinati i maggiori oneri finanziari previsti dalla legge ed altre osservazioni di carattere anche tecnico che forse non erano di stretta competenza della Commissione bilancio, ma che comunque hanno formato oggetto, alla fine, di un parere che appare in realtà un parere negativo sul disegno di legge che andiamo a presentare. Conseguentemente sono stati presentati, da me e da altri colleghi, una serie di emendamenti, sui quali avrò modo di intervenire successivamente, che tengono a riportare il disegno di legge all'essenziale, cioè ad introdurre quelle poche norme essenziali per far sì che le proposte di intervento in materia ambientale siano ristrette a quella parti non inserite in bilancio e che non vadano oltre le indicazioni di massima della Giunta, nella sua presentazione del programma e della legge finanziaria, che sono quella del contenimento della spesa, e di evitare che la spesa sia diluita in una serie di rivoli per far sì che la stessa spesa venga contenuta in termini di efficienza e di produttività. Quindi la relazione di minoranza, in realtà, salvo per alcune norme sulle quali si può essere d'accordo, tende a chiedere che l'Aula valuti con attenzione questa legge, eventualmente seguendo i suggerimenti che noi, con molta modestia, ci siamo ripromessi di portare in Aula all'attenzione e alla riflessione dell'Assemblea e dei colleghi.

PRESIDENTE. Sospendo per trenta minuti i lavori del Consiglio per consentire a tutti i consiglieri di prendere visione dei numerosi emendamenti presentati. La seduta riprenderà alle ore 18.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 25, viene ripresa alle ore 19 e 20.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta si rimette alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 1 è soppresso. Si dia lettura dell'articolo 2.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:

Art. 2

Interventi di bonifica in aree interessate da smaltimento incontrollato di rifiuti

1. Per la realizzazione di interventi di bonifica in aree interessate da smaltimento incontrollato di rifiuti, secondo quanto previsto dal "Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti", è autorizzata la spesa complessiva di lire 5.000.000.000 (cap. 05015/16) così ripartita:

anno finanziario 1993 lire 1.500.000.000

anno finanziario 1994 lire 1.500.000.000

anno finanziario 1995 lire 2.000.000.000.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati quattro emendamenti. Se ne dia lettura

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 2

Dopo l'art. 2 del DDL concernente "Interventi in materia ambientale" è inserito il seguente:

Art. 2 bis

All'art 12 della legge regionale 15 maggio 1990, n. 13, dopo il quarto comma è aggiunto il seguente quarto comma bis:

4 bis. Sono inoltre ammesse al contributo le imprese industriali ed artigiane aventi sede ed impianti in Sardegna, che trattino carcasse di autoveicoli e rifiuti metallici ingombranti, operando trattamenti di frantumazione, separazione ed arricchimento delle frazioni metalliche ferrose e non ferrose allo scopo di favorirne la specifica valorizzazione. (22)

Emendamento soppressivo totale Meloni - Ladu Giorgio - Planetta

Art. 2

L'art. 2 è soppresso. (23)

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

Art. 2

L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare ai Comuni interessati interventi urgenti di bonifica in aree interessate da smaltimento incontrollato di rifiuti, secondo quanto previsto dalla proposta di "Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti". La spesa complessiva è prevista in lire 3 miliardi per l'anno finanziario 1993. (43)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta accoglie gli emendamenti numero 22 e 43, non accoglie il numero 23.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:

Art. 3

Fondo per opere di ripristino ambientale

1. Nelle more dell'adozione del regolamento del fondo per il ripristino ambientale, di cui agli articoli 32 e 33 della legge regionale 7 giugno 1989, n. 30, recante: "Disciplina delle attività di cava", l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente è autorizzato ad utilizzare le disponibilità a tal fine destinate dagli stanziamenti di bilancio per l'esercizio 1993 (cap. 05001) per il finanziamento degli interventi a' termini dell'articolo 35 della legge medesima.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura. MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:

Emendamento soppressivo totale Meloni - Urraci - Ladu Giorgio - Planetta

Art. 3

L'art. 3 è soppresso. (24)

Emendamento aggiuntivo Cuccu - Usai Sandro - Ruggeri - Fadda Antonio - Puligheddu - Pusceddu - Giagu

Art. 3 bis

All'articolo 29 della legge regionale 7 giugno 1989, n. 30, concernente: "Disciplina delle attività di cava", dopo il primo comma è aggiunto il seguente 1 bis:

"1 bis. Nei Comuni costieri ricadenti nelle aree dichiarate, con la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 30 novembre 1990, ad elevato rischio di crisi ambientale, è vietata l'attività di ricerca e coltivazione dei materiali compresi nella lettera c) dell'articolo 2 della presente legge. Le autorizzazioni e le concessioni in atto sono revocate". (30)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 24, ha facoltà di parlare l'onorevole Meloni.

MELONI (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono firmatario dell'emendamento che propone la soppressione dell'articolo 3, per un motivo molto semplice. La legge regionale 7 giugno 1989, numero 30, recante "Disciplina delle attività di cava", prevede all'articolo 32 che la Regione promuova il ripristino ambientale in un certo modo e costituisca a tal fine, presso l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, un fondo di ripristino ambientale finanziato con il concorso dell'amministrazione regionale. Al successivo articolo 33 è altresì previsto che per l'attivazione del fondo di ripristino ambientale e per predeterminare le modalità di accertamento e di incasso del contributo di cui al primo comma, la Giunta regionale predispone entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, apposito regolamento approvato dal Consiglio regionale. Si tratta di una legge che risale al 1989. Sono passati quindi oltre quattro anni dall'entrata in vigore di questa legge e a tutt'oggi non è stato istituito il fondo di ripristino ambientale e si continua ad andare avanti con delle norme transitorie come quella che oggi ci si ripropone, nelle quali si dice che nelle more dell'adozione del Regolamento del fondo per il ripristino ambientale, l'Assessorato è autorizzato a utilizzare le disponibilità esistenti. A noi sembra che non si possa procedere in questo modo facendo sì che le leggi che la stessa Regione approva non vengano poi attuate. Né è ammissibile che a distanza di circa quattro o cinque mesi dalla presentazione di questo disegno di legge non sia stato predisposto il regolamento che il legislatore regionale aveva previsto per tempi molto più brevi e che avrebbe dovuto già entrare in vigore. Quindi il motivo per il quale si chiede la soppressione di questo articolo è che ritenevamo opportuno che finalmente si dia attuazione alla legge regionale e si predisponga e si porti all'approvazione il Regolamento previsto dall'articolo 33, che è quello che deve stabilire le norme di utilizzazione e di attivazione del fondo per il ripristino ambientale.

Crediamo quindi che sia opportuno sopprimere questo articolo e impegnare la Giunta, e l'Assessore in particolare, perché in tempi molto brevi attui finalmente la legge e porti all'esame del Consiglio il regolamento. Tutto questo per evitare che si continui ad operare nel disordine, nella confusione, e che soprattutto si continui ad evitare il rispetto e l'osservanza delle leggi che, chiediamo agli altri di osservare e che noi per primi siamo poi incapaci di osservare. Questa è la motivazione per cui riteniamo molto più coerente, molto più seria, molto più rispettosa della norma di legge la soppressione dell'articolo e la predisposizione del regolamento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Io vorrei svolgere una considerazione sull'emendamento che è stato presentato e che porta il numero 30, al quale poc'anzi, nel corso della sospensione del Consiglio, non si riusciva a dare una configurazione precisa perché mancava il testo base della legge numero 30 del 1989. L'emendamento numero 30, letto alla luce del disposto dell'articolo 2 della legge 30 dell'89, reca una disposizione di cui è giusto che il Consiglio consideri bene la portata, perché è un emendamento che apparentemente proibisce e che in realtà consente; l'emendamento a firma Cuccu, Usai, Ruggeri, Fadda e altri dice in buona sostanza che nei comuni costieri classificati ad elevato rischio di crisi ambientale, in forza di una deliberazione del Consiglio dei Ministri del 30 novembre 1990, quindi di quasi tre anni fa, in questi comuni costieri classificati dal Governo, ad altro rischio ambientale, quasi tre anni fa, è proibita la coltivazione e quindi sono revocate le autorizzazioni e le concessioni per i materiali di cui alla lettera c) dell'articolo 2.

La lettera c) dell'articolo 2 della legge numero 30 parla di sabbia, ghiaia, granulati, pezzami, conci, blocchetti e quindi in pratica con questa norma si fanno salve sempre nelle zone nei comuni costieri ad elevato rischio di crisi ambientale, la ricerca e la coltivazione di tutto quello che è previsto nella lettera a) e nella lettera b) dell'articolo 2 della legge numero 30. Infatti la lettera a) dell'articolo 2 della legge numero 30 parla di blocchi, lastre e affini quali marmi, graniti, alabastri, ardesie, calcari, travertini, trachiti, basalti e porfidi; la lettera b) tratta di marmi, calcari, dolomie, farine fossili, sabbie silicee, terre coloranti, argille e torbe. Tutto quanto previsto nelle lettere a) e b), nei comuni costieri dichiarati quasi tre anni fa ad elevato rischio di crisi ambientale, è consentito perché l'emendamento proibisce solo quello che è nella lettera c). Ecco perché io dico che apparentemente qui si inibisce, ma in realtà si autorizza. A me parrebbe più opportuno redigere una norma su questa materia.

I comuni costieri, ancorché dichiarati ad alto rischio di crisi ambientale, essendo la conformazione dei territori comunali spesso differenziata, hanno ambiti territoriali più delicati sotto il profilo ambientale, ma anche ambiti non costieri, perché esser comune costiero non vuoldire che tutto il territorio comunale è sulla costa. Quindi andrebbe introdotta una distinzione in ragione di una gradualità d'uso dei beni che possono essere utilizzabili a fini economici nell'ambito dei comuni, perché si dice non nella costa, ma nell'ambito dei comuni costieri. Quindi questa norma per un verso è troppo estensiva, perché un Comune può essere costiero perché confina con il mare, ma avere trenta chilometri di penetrazione verso l'interno e può essere che anche quanto previsto nella lettera c) non debba essere automaticamente inibito. Una cava di sabbia a venticinque chilometri dal mare nell'ambito territoriale di un Comune costiero, pur essendo prevista nella lettera c) non per questo deve essere inibita ancorché il Comune sia stato dichiarato ad elevato rischio di crisi ambientale. Per converso non capisco perché tutta quella lunga elencazione di marmi, graniti, argille e quant'altro elencato alla lettera a) e b) non debba essere invece limitata o in qualche caso anche proibita. Per cui cosa dire a questo punto? Non si può modificare la norma, è stato presentato l'emendamento, ma non avevamo il testo neppure poc'anzi; io suggerirei quindi una diversa formulazione. Se si manterrà questa formulazione in relazione alla lettera c) io dico che così scritta la norma può essere per un verso limitativa rispetto alle categorie dei beni presi in considerazione, troppo estensiva rispetto al territorio, mentre non si capisce perché tutto quanto è previsto nelle lettera a) e b) debba essere in assoluto escluso. Queste sono le mie perplessità. Non so se tecnicamente è possibile che questa norma possa essere corretta e in ogni caso veda la Giunta. Io credo che poiché la legge numero 30 dell'89 prevede queste tre categorie a), b) e c) la Giunta potrebbe pensare a una regolamentazione delle possibilità d'uso di questi beni in modo diverso e organico e non invece in modo episodico e disorganico con norme che apparentemente, ripeto, pare che vogliano tutelare situazioni ambientali, ma in realtà possono creare e danni all'ambiente e danni all'economia, invece di rendere compatibili i due benefici, cioè mantenere integro l'ambiente senza penalizzare l'economia.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Serra Pintus. Ne ha facoltà.

SERRA PINTUS (D.C.). Per dire che il Gruppo della Democrazia Cristiana è favorevole all'articolo 3 come proposto dalla Commissione, pur condividendo appieno le perplessità del collega Meloni per quanto riguarda la necessità urgente dell'adozione del Regolamento del fondo per il ripristino ambientale. Ci affidiamo comunque alla diligenza dell'Assessore perché il regolamento venga presentato in tempi brevissimi e condividiamo comunque la necessità che ci viene proposta dall'Assessore che venga autorizzato l'utilizzo delle disponibilità esistenti perché, trattandosi di materia molto delicata quale il ripristino ambientale, è necessario intervenire anche in carenza di regolamento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU (P.D.S.). Qualche breve considerazione sui due emendamenti. Io credo che l'emendamento soppressivo dell'articolo 3 sia sbagliato, nel senso che è vero che ci sono seri ritardi nell'attuazione della legge sulle cave, relativamente a tutta una serie di problematiche che sono affrontate nel disegno di legge, e spero che qualche ritardo lo colmeremo in questi giorni portando all'approvazione del Consiglio il Piano regionale per le attività estrattive che è all'ordine del giorno e che ci consente di colmare un grosso vuoto dal quale credo che derivino una serie di altre carenze relativamente all'attuazione della legge. Peraltro mi sembrerebbe sbagliato non consentire comunque, in mancanza del regolamento di attuazione del fondo di ripristino ambientale, interventi mirati al ripristino ambientale relativamente a situazioni degradate dall'attività di cava. Per cui chiederei ai colleghi del Partito Sardo d'Azione di ritirare l'emendamento perché nessuno di noi è contrario all'attuazione rapida della legge in questione. Sull'emendamento numero 30 vorrei dire, invece, che in teoria il collega Cogodi potrebbe persino avere ragione; se però si ha un minimo di conoscenza dei problemi e delle tematiche del territorio a cui l'emendamento è mirato, ci si renderà conto che l'emendamento ha una sua efficacia molto precisa. In realtà qui si dice che nei comuni costieri è inibita una certa attività di cava, quella relativa all'asportazione di sabbie e di materiali da costruzione. Bisogna dire che i comuni costieri in realtà sono quattro e sono Portoscuso, Gonnesa, S. Antioco e S. Giovanni Suergiu, e in verità noi avremmo potuto scrivere un'altra cosa, non l'abbiamo voluta scrivere per non fare la fotografia solo del comune interessato; però in verità l'emendamento si riferisce alla situazione specifica di un Comune tra questi quattro che è quello più degradato da situazioni di inquinamento ambientale. Come è noto a Portovesme gli insediamenti industriali, le centrali termoelettriche, gli impianti metallurgici hanno determinato una situazione di assoluto degrado dal punto di vista ambientale in un territorio, tra l'altro, assolutamente limitato come estensione, e che in questi anni purtroppo è stato sottoposto ad una coltivazione anche di rapina di alcune cave di sabbia che insistono tra l'abitato e gli impianti industriali, determinando una situazione di assoluta invivibilità dal punto di vista territoriale. Si trattava, quindi, di inibire totalmente quest'attività; e perché solo per quanto riguarda la sabbia e questi materiali da costruzione? Perché da una ricognizione rapida ma attenta con gli amministratori e con quanti erano interessati, abbiamo verificato che è possibile asportare la sabbia dal Comune di Portoscuso e dal Comune di Gonnesa, però vi sono, per esempio a S. Antioco, cave di materiali argillosi, che sono assolutamente funzionali all'attività della Sardamag, per esempio che non potevamo certo inibire, altrimenti avremmo detto che bisognava chiudere la Sardamag, così come nel Comune di Gonnesa, che pure è comune costiero interessato a questa situazione, ci sono cave di barite, ci sono comunque produzioni di materiali lapidei che sono ben lungi dal mare, ma che costituiscono attività economica importante che non potevamo cancellare, perché cancellando quell'attività economica avremmo messo anche in difficoltà l'economia già striminzita di questi centri abitati. Quindi l'emendamento ha una sua ragione precisa, è ben mirato e credo che possa permetterci di raggiungere gli effetti auspicati da tutte le forze politiche, da tutti i Gruppi consiliari presenti in quei comuni che hanno fatto oltretutto una richiesta specifica. Credo che questa spiegazione dovrebbe essere sufficiente per far comprendere il senso e i contenuti dell'emendamento e credo che questo possa permetterci di raggiungere gli scopi di cui ho parlato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.). Un'osservazione intanto sul testo dell'articolo 3. Essendo stato io presentatore due anni fa in una legge finanziaria di una norma che consentisse la spendita dei soldi che nel frattempo si erano accumulati nel fondo per il ripristino ambientale, così come previsto dalla legge numero 30 del 7 giugno 1989, perché in carenza di un Regolamento quei fondi rimanevano inutilizzati, vorrei che la Giunta mi dicesse se i piani susseguenti a quell'articolo della legge finanziaria sono fatti salvi, perché altrimenti abbiamo liberalizzato una volta i fondi e adesso lo stiamo facendo una seconda volta, anche se richiamiamo la Giunta ad una più puntuale osservazione della legge numero 30 e quindi all'adozione di un Regolamento.

Sull'emendamento numero 30 vorrei un chiarimento dai firmatari. I comuni interessati nella deliberazione del Consiglio dei Ministri del 30 novembre del 1990 se non ricordo male sono sei: Portoscuso, Gonnesa, Carbonia, S. Antioco, S. Giovanni Suergiu e Carloforte. Questi sono i comuni la cui area è dichiarata dal Ministro dell'ambiente ad alto rischio ambientale. Tra tutti questi l'unico comune non costiero è Carbonia; allora cosa vuol dire questo emendamento? Che per la cava di sabbia nel Comune di Portoscuso le concessioni in atto sono revocate, mentre due metri più in là, però sempre in area a rischio ambientale questa attività può continuare. Ciò significa anche che colui che ha l'esercizio della cava a Carbonia, siccome la sabbia serve per l'attività edilizia, per effetto di questo emendamento vede moltiplicato il valore della propria cava anche se è a soli due metri di distanza dal confine. Se c'è una ragione perché non si continui un'opera nei comuni che noi riconosciamo ad alto rischio ambientale, non solo per effetto del decreto che tra l'altro abbiamo chiesto pure noi, dobbiamo riferirci a tutti i comuni e non solo a quelli costieri.

MERELLA (Gruppo Laico Federalista). Togliamo la parola "costieri" dall'emendamento.

BAROSCHI (P.S.I.). Non sono io il firmatario, è per quello che mi sto rivolgendo ai firmatari. Se invece non si è ancora esercitata un'attività di cava di sabbia nel Comune di Carbonia, meglio! Ma possono esistere altri materiali, non solo la sabbia. E che ragione c'è di togliere Carbonia da questo provvedimento? Qual è la ragione? C'è una medaglia che ha due facce.

A meno che Carbonia non l'abbiano inserita chissà per quale ragione nel decreto ministeriale, cosa che non è vera perché ha un territorio abbastanza disastrato. Allora dobbiamo riferirci a tutti i comuni, non soltanto a quelli costieri. Questa è la prima sollecitazione, cioè togliere la parola "costieri", proprio perché se non c'è in Carbonia, oggi, alcuna attività di cava…

PRESIDENTE. Onorevole Baroschi, si rivolga alla Presidenza, non all'onorevole Cuccu, la prego.

BAROSCHI (P.S.I.). Le chiedo scusa, lei non è firmatario per cui mi rivolgevo a loro, perorando la loro attenzione, ma lei ha ragione. Quindi io chiedo ai presentatori, se non vogliono anche in buona fede essere promotori di una valorizzazione di altri territori, che pure sono a rischio ambientale, di cassare la parola "costieri". Se così non è qualche ragione ci sarà.

La seconda osservazione discende da alcune considerazioni specifiche che ha fatto il collega Cuccu: sembra che ci si riferisca solo alla lettera c) perché quando invece si svolge attività di cava e si distrugge l'ambiente per dare alimentazione ad un impianto come quello della Sardamag ciò è consentito perché c'è una ragione economica superiore per posti di lavoro e quant'altro. Mentre, se tutto questo lo fa la ditta Locci, tanto per fare nomi e cognomi, e io sono d'accordo perché non vada più avanti quello scempio in territorio di Portoscuso, questo valore economico non esiste più. Io mi chiedo in base a quali criteri il valore economico viene riconosciuto legittimo e porta quindi all'esclusione dal provvedimento di alcune attività e quali sono invece i criteri in base ai quali il valore economico non viene considerato. Credo che sia necessario essere molto rigorosi in tutto questo. Se una zona è stata dichiarata ad alto rischio ambientale devono ricomprendersi anche gli altri materiali previsti se abbiamo a cuore la tutela dell'ambiente. Altrimenti, è meglio stare alla normativa che prescrive un piano dell'attività di cava, laddove sono anche previste le azioni per ristrutturare il territorio, e si è in questo modo più oggettivi, da veri legislatori che non possono andare oltre certi limiti se non vogliono compiere nella legislazione scempi più gravi di quelli che fanno i produttori sul territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Fausto Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA FAUSTO (P.S.I.). Presidente, io ritengo necessario mantenere gli articoli 3 e seguenti, come vedremo, ma l'articolo 3 in particolare perché garantisce un'utilizzazione rapida e immediata di risorse disponibili, e a parte l'esigenza di utilizzazione delle risorse, con queste si dà una risposta chiara ad un problema di carattere ambientale, si garantisce finalmente il lavoro di ripristino in quelle aree fortemente aggredite dall'attività di cava. Per quanto riguarda l'emendamento numero 30, del quale sono firmatario, devo confermare le cose che diceva poc'anzi il collega Cuccu. L'emendamento tiene conto in particolare delle legittime richieste dell'amministrazione comunale di Portoscuso. La Commissione consiliare competente ha incontrato il sindaco, gli Assessori e i rappresentanti di diverse forze politiche di quel comune, e ha raccolto l'allarme e la preoccupazione che il Comune di Portoscuso ha espresso relativa all'intervento in alcune aree particolarmente delicate sul piano ambientale e sul piano paesaggistico. L'emendamento che, appunto, indica l'esigenza di intervento nei comuni costieri faceva riferimento in particolare al problema di Portoscuso e teneva presente, però, la collocazione geografica di Portoscuso in un ambito ben preciso. Per evitare di fare probabilmente un "emendamento Portoscuso" i firmatari avevano pensato di estendere agli altri comuni componenti l'area di rischio le norme previste per le attività di cava e quindi questo ulteriore condizionamento per quanto riguarda l'attività di cava in quei luoghi. Credo che il problema posto dall'amministrazione comunale di Portoscuso debba essere recepito dal Consiglio regionale. Probabilmente stiamo esaminando in tempi rapidi una problematica che non riguarda solo il Comune di Portoscuso, ma che, come vedremo nel momento in cui discuteremo del piano delle cave, riguarda altri comuni che non sono comuni costieri, ma che sono comuni che stanno nelle zone interne. Io credo che nel momento in cui il Consiglio regionale recepisce una importante richiesta da parte delle amministrazioni comunali, contestualmente debba rivolgere alle amministrazioni comunali, quelle che tutelano gli interessi delle aree costiere o quelle che tutelano interessi di aree che stanno all'interno, un invito: l'invito è quello di porre i problemi all'interno di un piano di salvaguardia globale delle aree a rischio all'interno del territorio comunale, evitando quindi l'episodicità e la frammentarietà. Credo che con le procedure che sono previste per l'approvazione dei piani globali di salvaguardia e di tutela, si possano tenere presenti le problematiche complessive che riguardano quel territorio e, soprattutto, i rapporti di carattere sociale ed economico che riguardano il comune interessato e i comuni limitrofi. Credo che l'articolo 4, del quale ci occuperemo fra qualche minuto…

(Interruzioni)

Presidente, io in queste condizioni non intendo proseguire. I colleghi che hanno voglia di chiacchierare, di discutere, che debbono concordare emendamenti o procedure da portare avanti in quest'aula lo facciano fuori; poi discuteranno con noi, perché io mi rifiuto di ricevere, come calate dall'alto, paracadutate, delle decisioni che riguardano - e riaffermo un principio già espresso l'altro giorno - che riguardano tre o quattro colleghi all'interno del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha perfettamente ragione. Continui il suo intervento onorevole Fadda.

FADDA FAUSTO (P.S.I.). Credo che le argomentazioni che sto portando in questo momento debbano interessare l'intero Consiglio regionale.

Quindi, dicevo, Presidente, tra qualche minuto ci occuperemo dell'articolo 4. L'articolo 4 è importantissimo: per la prima volta si dà all'Assessore dell'ambiente una possibilità di intervento immediato per la salvaguardia e la tutela di alcune aree, quindi l'Assessore finalmente può, tenendo conto delle emergenze che dovessero crearsi nelle diverse parti dell'isola, intervenire con un proprio decreto; decreto che, come indica la procedura, deve essere frutto di una decisione della Giunta e poi del concorso della Commissione consiliare competente, la Commissione dell'ambiente. Comunque finalmente l'Assessore può intervenire per disciplinare l'attività per un biennio, può intervenire per disciplinare l'attività in aree a rilevante rischio ambientale e in aree delicate sul piano ambientale e sul piano paesaggistico. Io credo che l'articolo 4, che è successivo all'articolo 3, se il Consiglio dovesse decidere in questo senso, offrirebbe comunque all'Assessore questa possibilità. Io chiederò poi all'Assessore interventi per alcune aree in quei comuni nei quali l'amministrazione comunale con grande coraggio ha deciso di tutelare il proprio territorio soprattutto da alcune attività di cava. L'articolo 4 consente all'Assessore, d'intesa con la Giunta e con la Commissione competente, di esaminare le diverse problematiche che dovessero porsi a Portoscuso come in altre parti del territorio. Quindi da una parte c'è l'esigenza di recepire la richiesta del Comune di Portoscuso, dall'altra c'è la possibilità…

(Interruzioni)

Io non so se i colleghi possono dichiararsi d'accordo su questa alternativa, c'è la possibilità comunque, una volta approvata la legge, di consentire all'Assessore dell'ambiente di valutare con grande attenzione i problemi di Portoscuso e di eventuali aree limitrofe e di intervenire direttamente con un proprio provvedimento su delibera della Giunta e col concorso della Commissione consiliare competente. Quindi pongo questo problema all'attenzione dei colleghi. Io sono firmatario dell'emendamento, ho sentito gli amministratori del Comune di Portoscuso, ho raccolto le loro istanze, le loro preoccupazioni, però se ci fossero preoccupazioni da parte di larga parte del Consiglio rimane comunque l'azione di salvaguardia e di tutela successiva che è prevista con l'articolo 4 e che è affidata all'Assessore all'ambiente col concorso della Commissione consiliare.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il relatore onorevole Manunza. Poiché l'onorevole Manunza non è in aula, ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente per esprimere il parere della Giunta.

SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente. Sugli emendamenti io credo che abbia ragione l'onorevole Meloni quando denuncia i ritardi a questo punto gravissimi che si registrano nella predisposizione e nell'approvazione del regolamento attuativo della legge approvata nell'89 che deve disciplinare l'attività di cava in tutto il territorio della nostra regione, però la terapia che l'onorevole Meloni propone rischia di essere più dannosa del male, nel senso che ci condannerebbe purtroppo alla paralisi e alla impossibilità di utilizzare i fondi disponibili per il ripristino ambientale, per cui anche la Giunta spera che i presentatori di questo emendamento, raccogliendo la parte propositiva e lo stimolo critico della iniziativa consiliare, ritirino questo emendamento. Vorrei anche informare il Consiglio che il regolamento è stato finalmente approvato dalla Giunta regionale e attualmente è all'esame dell'ufficio legislativo della Giunta. Purtroppo i colleghi sanno a quale velocità viaggia la posta interna della nostra Regione, anche quella tra la Giunta regionale e il Consiglio, per cui io spero che quanto prima la Commissione consiliare competente possa esaminare e approvare il regolamento e si possa quindi uscire da questa situazione di precarietà. Per quanto riguarda l'altro emendamento, quello che ha suscitato una discussione abbastanza interessante e numerosi interventi da parte di onorevoli consiglieri, si tratta di un emendamento di iniziativa consiliare. La Giunta recepisce il senso fondamentale positivo di questo emendamento che è riferito, come i colleghi sanno, prevalentemente ad una situazione particolarmente delicata in un comune della Sardegna. Stiamo parlando - è inutile che usiamo anche artifici dialettici o infingimenti - del Comune di Portoscuso e del suo territorio e di quei cinque comuni che gravitano nella così detta area ad alto rischio ambientale, dichiarata tale dal Ministero dell'ambiente, su sollecitazione ripetuta della Giunta regionale, del Consiglio regionale e delle associazioni ambientaliste eccetera. Mi sembra di capire che l'onorevole Cogodi propone di rafforzare questo emendamento, di estendere il contenuto di questo emendamento. Essendo una proposta di iniziativa consiliare la Giunta è disponibile, però per questo eventuale aggiustamento occorrerebbe un po' di tempo. Se invece si propone, come mi è sembrato di capire, dal ragionamento che ha fatto adesso l'onorevole Fausto Fadda di accantonare questo emendamento, perché l'articolo che dobbiamo discutere e che dovremmo approvare successivamente dovrebbe dare comunque alla Regione, con una procedura molto garantista, con delibera della Giunta regionale, sentita la Commissione, acquisito il parere del Comitato regionale per le bellezze naturali, previsto dalla legge "31" istitutiva delle aree protette, uno strumento che consente di vincolare temporaneamente le parti più delicate e più pregiate del nostro territorio regionale. Anche questa è, come dire, una soluzione proponibile, però la Giunta preferirebbe che, sul problema specifico e sulla situazione ad alto rischio ambientale dove le condizioni di salubrità dell'ambiente di lavoro e di vita si stanno facendo ogni giorno più drammatiche (nel Comune di Portoscuso e attorno a Portoscuso si sta cavando la sabbia ormai sotto le case, si sta procedendo ad una devastazione e ad una erosione del territorio che sta procedendo anche ad un ritmo abbastanza sostenuto davvero preoccupante) ci fosse un pronunciamento oggi del Consiglio che blocca queste iniziative. Tutto sommato la Giunta preferirebbe questa soluzione. Per quanto riguarda le osservazioni dell'onorevole Baroschi, io confermo che il fondo per il ripristino ambientale in quelle aree in precedenza sottoposte all'attività di cava, viene erogato secondo criteri rigorosi e oggettivi, sulla base delle indicazioni che vennero date dal Consiglio regionale con un emendamento alla legge finanziaria, se non ricordo male, di due anni fa. Naturalmente mi riservo anche, dopo questa richiesta dell'onorevole Baroschi, di fare ulteriori approfondimenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI (P.S.d'Az.). Accogliendo l'invito rivolto in particolare adesso dall'Assessore a nome della Giunta, io che credo di essere il primo firmatario, dichiaro la disponibilità a ritirare l'emendamento soppressivo, avendo avuto anche conoscenza del fatto che il regolamento sarebbe già pronto, è all'esame o non so se della Giunta o dell'Ufficio legislativo, comunque è in dirittura d'arrivo. Non vorrei che, visto che questo termine usato in quest'articolo ricorre spesso, alla fine anche questa diventasse, la "Giunta delle more".

PRESIDENTE. L'emendamento numero 24 è ritirato.

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:

Art. 4

Tutela delle aree di elevato pregio ambientale e paesistico

1. Con decreto dell'Assessore regionale competente in materia di difesa dell'ambiente, su conforme parere della Giunta regionale, sentita la Commissione ambiente del Consiglio regionale, possono essere adottate misure straordinarie per un periodo non superiore a due anni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso, per la salvaguardia del patrimonio biologico, naturalistico ed ambientale, e delle singole specie animali e vegetali, presenti nel territorio della Sardegna e nel mare territoriale, per i quali siano riconosciuti problemi di conservazione a parere del Comitato tecnico consultivo per l'ambiente naturale, di cui all'articolo 8 della legge regionale 7 giugno 1989, n. 31 (Norme per l'istituzione e la gestione dei parchi).

2. Con il decreto di cui al precedente comma potranno essere stabilite le sanzioni amministrative per i trasgressori alle disposizioni del decreto medesimo.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

Art. 4

Il secondo comma dell'articolo 4 è sostituito dal seguente:

"Ai trasgressori delle disposizioni contenute nel decreto di cui al primo comma si applica una sanzione amministrativa da L. 100.000 a L. 1.000.000. (12)

Emendamento all'emendamento numero 12 sostitutivo parziale Giunta regionale

Sostituire "da £. 100.000 a £. 1.000.000" con l'espressione "da £. 300.000 a £. 3.000.000". (41)

Emendamento soppressivo totale Meloni - Ladu Giorgio - Planetta

Art. 4

L'art. 4 è soppresso. (25)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente. Per una precisazione sull'emendamento numero 41 della Giunta regionale a proposito delle sanzioni da un minimo di 300.000 a 3.000.000. Da una più attenta valutazione sembra più congruo proporre la misura minima di 100.000 lire. L'emendamento era stato proposto in questi termini poi è stato adeguato sulla base di una discussione che si è fatta prima di riprendere i lavori dell'Aula. Effettivamente l'infrazione potrebbe essere così modesta per cui ci sembra troppo penalizzante prevedere 300.000 lire anche per l'infrazione minima. Quindi si dovrebbe intendere da 100.000 a 3.000.000.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Concordo con la valutazione dell'Assessore. La proposta originaria era da lire 100.000 a lire 1.000.000. E' stato elevato il tetto massimo e quindi si è arrivati a questa dizione: da 300.000 a 3.000.000, ma essendo molto vasta la gamma delle possibili infrazioni in questa materia, partire da 300.000 lire anche per l'infrazione minima (che può essere un filo d'erba che non è possibile prendere, o una foglia di mirto) può diventare nel caso specifico qualche volta vessatorio, invece di essere giusto. E' giusto che ci sia una gamma ampia, che sia alto il massimale, però è anche giusto che sia adeguato il minimale, cioè che per infrazioni di poco conto la gente possa anche corrispondere, invece di essere sempre stroncata. Quindi era la stessa osservazione che ha fatto l'Assessore e che peraltro deriva da una originaria dizione che è stata poi adeguata.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 25 ha facoltà di parlare l'onorevole Meloni.

MELONI (P.S.d'Az.). Io non vorrei che apparisse una volontà, da parte dei presentatori e firmatari dell'emendamento soppressivo, contraria alla tutela dell'ambiente che l'articolo 4 si propone. Quello che ci preoccupa, ancora una volta, è il ritardo con il quale si dà attuazione a norme, anche di carattere generale, a tutela dell'ambiente, già approvate da questo Consiglio e diventate legge che tardano a entrare in funzione. Mi riferisco alla legge sui parchi, perché la legge sui parchi, che era una legge quadro, prevedeva che entro un anno dalla sua istituzione venissero istituiti i parchi con singole leggi, e che quindi fosse regolamentata la loro salvaguardia e la loro attività. Come al solito anche in questo campo, nonostante studi e ricerche commissionate ad autorevolissimi esperti, sono passati quattro anni, perché anche la legge sui parchi è stata approvata alla fine della scorsa legislatura, e non è stato istituito nessun parco, non è stata fatta nessuna legge attuativa dei parchi. Nella stessa Commissione ambiente non sono pervenuti tuttora, perlomeno a me che ne ho fatto richiesta specifica, neppure gli studi, le previsioni per l'istituzione di alcuni parchi dei quali si parla e si comincia a parlare. E' evidente che all'interno di questa legge devono essere trovate tutte quelle norme di salvaguardia al patrimonio biologico, naturalistico, ambientale, alla salvaguardia e alla protezione delle specie animali e vegetali e che abbiano anche problemi di conservazione per le quali, appunto, è stato poi istituito il Comitato tecnico consultivo per l'ambiente, che dovrebbe individuare di volta in volta queste fattispecie e dare pareri e proporre interventi perché appunto vengano salvaguardate le specie. Quindi la nostra preoccupazione è che ancora una volta si voglia intervenire in maniera disorganica, in una materia che invece richiederebbe idee più chiare e il rispetto di quelle che sono le norme di carattere generale entro le quali tutte le disposizioni di legge in materia di ambiente dovrebbero incanalarsi. Mi preoccupa anche il potere, in qualche modo molto discrezionale, che viene assegnato all'Assessore regionale dell'ambiente, di intervenire con propri decreti, perché mi pongo la preoccupazione di quale tipo di sollecitazioni e difficoltà di scelte e di intervento di volta in volta egli possa incontrare, chiunque sia l'Assessore nel corso di questi due anni. Perché ci saranno le sollecitazioni oggi di un'associazione, domani di un altro ente, domani di un altro movimento e la difficoltà di inquadrare la situazione e decidere interventi che siano veramente rispondenti alle finalità di quest'articolo e il pericolo invece di non poter intervenire in situazioni nelle quali occorrerebbe realmente intervenire. Io ritengo che la materia sia molto delicata e che dovrebbe essere regolamentata molto meglio con legge, all'interno della normativa sui parchi, che il fatto che il potere discrezionale in questo campo sia così ampio sia un errore e che esso debba invece essere in qualche modo contenuto entro norme di legge e previsto anche specificamente. Mi riferisco per esempio alla tutela dei funghi e di alcune specie vegetali, che possono e debbono essere, a nostro parere, in qualche modo regolamentate da norme di legge specifiche, piuttosto che con la possibilità di intervenire con atti amministrativi.

L'altra preoccupazione che noi abbiamo è quella della previsione di una sanzione su una norma inesistente. Questo è un problema di carattere giuridico che a mio parere può anche inficiare la validità di questa norma, cioè non è possibile prevedere che possa essere emesso un decreto di tutela e prevedere oggi, stabilendo un minimo o un massimo, che l'Assessore possa, con suo provvedimento, anche introdurre la sanzione amministrativa. Io credo che si dovrebbero prima individuare le fattispecie, dopo di che, anche graduandole, a secondo delle violazioni, introdurre le sanzioni. Questa delega a introdurre norme percettive e sanzionatorie, che viene prevista in capo all'Assessore, a mio parere, è una norma direi quasi in bianco, che difficilmente può essere accettata e potrebbe persino creare problemi di legittimità della legge nel suo complesso. Queste sono le osservazioni, indipendentemente dal fatto che il parere sia richiesto alla Commissione, sappiamo quante volte vengono richiesti i pareri alle Commissioni, sappiamo che non sempre arrivano puntualmente, non sempre sono sufficienti ad evitare che comunque i decreti o i provvedimenti degli atti amministrativi vadano egualmente in porto, contenendo anche errori che è poi difficile eliminare. Quindi il motivo per cui non abbiamo proposto questo emendamento soppressivo è che, consapevoli della necessità di trovare norme di salvaguardia, riteniamo che esse debbano essere più forti e avere natura legislativa e non di atto amministrativo e debbano essere, quindi, inquadrate in un progetto di tutela dell'ambiente, che sia attuativo anche di tutte le leggi, le decisioni e le misure adottate fino a questo momento dal Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 25 ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

SANNA EMANUELE, Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta non accoglie ovviamente l'emendamento numero 25, perché è un emendamento soppressivo e quindi vanificherebbe il senso dell'iniziativa. Vorrei però anche dire all'onorevole Meloni che questa preoccupazione che l'Assessore possa con un decreto, che si trasforma in una sorta di editto, vincolare anche transitoriamente parti del territorio regionale, non è solo mitigata, ma è scongiurata dal fatto che qui si prevede un itinerario istituzionalmente molto corretto e molto garantista, perché la valutazione nasce da un parere del Comitato tecnico consultivo per l'ambiente naturale. C'è una delibera della Giunta regionale e poi c'è il parere della Commissione consiliare permanente, quindi non mi sembra che ci sia questo rischio. Naturalmente molti di questi problemi potranno - in questo concordo con quello che diceva l'onorevole Meloni - essere risolti se si darà corretta attuazione ad alcune leggi e in particolare alla legge istitutiva delle aree protette in Sardegna, per la quale io credo si stiano facendo già dei passi da diversi mesi. Con l'invio ai comuni delle proposte dei piani per le aree protette e con le conferenze dei servizi che abbiamo recentemente deliberato - era un impegno programmatico di questa Giunta e di questa maggioranza - io penso che le aree protette previste dalla legge 31 dell'89 possano nascere in Sardegna con un sufficiente grado di legittimazione e di consenso sociale, e che possano nascere anche in tempi ragionevoli.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 41, che è sostitutivo parziale dell'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Fissazione dei termini per l'esame in Commissione

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.). Per chiedere, a norma dell'articolo 100 del Regolamento interno del Consiglio, che sia fissato in quindici giorni il termine per la Commissione competente per l'esame della proposta di legge numero 379: "Istituzione di una Commissione speciale per una indagine conoscitiva sulla consistenza e gestione del patrimonio minerario della Regione".

PRESIDENTE. C'è una richiesta di fissazione di termini da parte dell'onorevole Baroschi. Se non ci sono obiezioni la richiesta si intende accolta.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (D.C.). Per chiedere l'inserimento all'ordine del giorno del progetto di legge in materia di agricoltura biologica licenziato dalla Commissione all'unanimità un anno fa.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la richiesta si intende accolta.

Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Per dire che di cose urgenti che devono venire all'esame dell'Aula ce ne sono moltissime per cui questo modo di annunciare cose urgenti, peraltro tanto urgenti che sono esitate dalle Commissioni un anno o due anni fa, non mi pare un modo del tutto prudente. Per quanto riguarda la proposta del collega Baroschi di fissare un termine alla Commissione di quindici giorni, io sono d'accordo, ad una condizione, che siano quindici giorni di operatività della Commissione, perché non ritengo giusta questa idea che qualcuno di noi sembra avere che le proposte di legge non debbono più seguire il corso ordinario e che possano non essere più istruite dalle Commissioni. Le proposte di legge vengono presentate, le Commissioni hanno in carico molte proposte di legge da tempo, si diano un ordine, lavorino e possibilmente esaminino tutti i provvedimenti che hanno in carico e se ci sono provvedimenti presentati da ultimo, se hanno una particolare urgenza, lo valuti anche qualche volta la Commissione. Le Commissioni si facciano il loro programma di lavoro e lo rispettino e i quindici giorni siano giorni di lavoro della Commissione, perché se è riunito il Consiglio, dire quindici giorni vuol dire non istruire le leggi in Commissione e in questo modo si fanno leggi che arrivano in Aula non istruite, non confrontate e tutto ricomincia da capo, soprattutto quando sono leggi che hanno una qualche complessità e hanno delle implicanze considerevoli, come le ha la stessa legge che il collega Baroschi prima richiamava. Quindi io chiederei che di queste cose si faccia carico chi deve ordinare i lavori del Consiglio, cioè l'Ufficio di Presidenza per quanto di sua competenza, la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per quanto di sua competenza, la Conferenza dei Presidenti delle Commissioni per quanto di sua competenza, e che si abbia un ordine attraverso cui si può procedere all'istruttoria e poi all'esame delle leggi. Quindi sono contrario all'inserimento non soppesato di provvedimenti all'ordine del giorno, saltando i tempi di istruttoria necessari in Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, si terrà conto della sua richiesta, però il Consiglio si è già espresso favorevolmente. Io ho chiesto se c'erano obiezioni e nessuno ne ha sollevato.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Non è così.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Serra Pintus. Ne ha facoltà.

SERRA PINTUS (D.C.). Presidente, per chiedere l'iscrizione all'ordine del giorno del testo unificato in materia di funzionamento del Comitato radiotelevisivo.

PRESIDENTE. Onorevole Serra Pintus, la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha un senso. Se tutti chiediamo di inserire all'ordine del giorno dei provvedimenti sì stravolge tutto, non si può lavorare; in questo senso credo che l'onorevole Cogodi abbia perfettamente ragione. Si può fare una eccezione per un provvedimento urgente, però non possiamo fare l'ordine del giorno in Aula.

Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Chiedo l'inserimento all'ordine del giorno del Consiglio regionale di tutti i provvedimenti legislativi o di iniziativa della Giunta regionale o di iniziativa dei consiglieri secondo l'ordine col quale sono stati esitati dalle Commissioni. Chiedo altresì l'iscrizione all'ordine del giorno del Consiglio di tutte le mozioni secondo l'ordine di presentazione.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, tutte le proposte avanzate saranno portate all'attenzione della Conferenza dei Capigruppo.

Ha domandato di parlare l'onorevole Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (P.S.D.I.). Mi associo alla richiesta dell'onorevole Cogodi.

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno domani 26 maggio alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 23.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione Puligheddu - Ladu Giorgio - Melis - Meloni - Morittu - Murgia - Ortu - Planetta - Salis - Serrenti sul minacciato stoccaggio di caprolattame ad Assemini. (139)

Con riferimento alla nota di codesta Presidenza n. 06775 del 06.11.1990, e per quanto attiene l'argomento indicato in oggetto, si comunica che dagli atti di questo Assessorato non risulta alcun elemento utile di risposta.

In particolare, si precisa che nessun funzionario di questo Assessorato ha partecipato alla riunione presso la Presidenza del Consiglio, non rientrando la materia fra i compiti istituzionali dello stesso Assessorato, al quale competono esclusivamente compiti di controllo sugli atti degli Enti locali.

Risposta scritta dall'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione Meloni sulla vicenda del mancato trasferimento al Comune di Sassari dei locali del Cinema Astra. (172)

Con riferimento alla Sua nota in data 24.7.1991, Le significo che, come è noto, il fabbricato indicato in oggetto, facente parte del patrimonio del soppresso Ente Gioventù Italiana del Littorio, è pervenuta a questa Amministrazione regionale ex lege.

Esistono agli atti due distinte istanze, una da parte del Comune di Sassari e l'altra dell'Amministrazione provinciale, tendenti ad acquisire al proprio patrimonio non solo i locali in argomento, ma tutto il patrimonio in cui, fra l'altro, è compreso anche un edificio attualmente adibito ad Istituto Tecnico Femminile, un bar ed un altro locale destinato ad archivio-deposito del Comitato di controllo sugli atti degli enti locali di Sassari.

Pur avendo la Giunta regionale, con deliberazione n. 2347 dell'8.5.1986, di cui ad ogni buon fine Le allego copia fotostatica, deliberato in conformità, allo stato attuale non è possibile perfezionare il formale trasferimento di tali beni.

In via preliminare, infatti, occorre regolarizzare la situazione catastale, provvedendo ad introdurre le necessarie variazioni per effetto del frazionamento delle unità immobiliari e la modifica della destinazione d'uso ed acquisire, altresì, le necessarie autorizzazioni e/o concessioni edilizie da parte del Comune di Sassari, significandole, come potrà facilmente evincere, che, in difetto, non si potrà legittimamente procedere, pena la nullità, alla stipula dei relativi atti di trasferimento.

Le assicuro, comunque, che il problema sarà attentamente seguito, per arrivare quanto prima possibile alla sua soluzione definitiva.

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione Ortu - Puligheddu - Ladu Giorgio - Melis - Meloni - Morittu - Murgia - Planetta - Salis - Serrenti sulla esposizione della bandiera in occasione della Festa della Repubblica. (211)

In relazione all'interrogazione in oggetto inclusa nell'ultimo elenco delle interrogazioni che risultano ancora inevase, si trasmette copia della risposta inviata, a suo tempo, dall'Assessore degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica, mentre non è pervenuta risposta dal Sindaco del Comune di Siamaggiore direttamente interessato.

In riscontro alla nota n. 03361/GAB del 24.06.1991 riguardante l'oggetto si precisa che non può essere fornito alcun elemento utile di risposta in quanto la competenza attribuita a questo Assessorato in materia di enti locali territoriali è limitata al controllo degli atti.

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione Amadu sulla opportunità di incrementare il fondo a favore delle compagnie barracellari della Sardegna. (263)

Con riferimento alla nota 05938/GAB del 12.11.1991 di codesta Presidenza e relativa all'oggetto, si ritengono superate le richieste contenute nell'interrogazione consiliare, in quanto, con la legge sull'Assestamento del bilancio 1991, è stata stanziata nel Cap. 04011 per i contributi e premi annui a Compagnie barracellari - spese generali - L.R. 25/88 la somma di lire 1.350.000.000.

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione Manca - Barranu - Casu - Dadea - Urraci sullo stato della discarica dei rifiuti solidi urbani del bacino territoriale di Macomer. (365)

Con riferimento alla Presidenziale n. 2236/GAB del 19 giugno 1992 e per quanto attiene l'argomento indicato in oggetto si significa che non si può fornire alcun elemento di risposta non rientrando la materia fra i compiti istituzionali di questo Assessorato al quale competono esclusivamente compiti di controllo sugli atti degli Enti locali.

Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione Amadu sulla possibile soppressione del "tempo pieno" presso la Scuola elementare di Luogosanto. (388)

In ordine all'interrogazione presentata dall'onorevole Amadu sulla possibile soppressione del "tempo pieno" presso la scuola elementare di Luogosanto, si comunica quanto segue:

- in data 2.12.1992 è pervenuta in Assessorato una lettera a firma di un gruppo di genitori (98 firmatari) di alunni frequentanti la scuola elementare di Luogosanto, nella quale si lamentava tra l'altro la mancanza di un servizio di mensa scolastica nonché un servizio di trasporto inadeguato alle necessità;

- successivamente in data 21.12.1992 è pervenuta in Assessorato una formale richiesta da parte del Sindaco del Comune, tendente ad ottenere un contributo straordinario per l'acquisto di uno scuolabus da utilizzare per il trasporto degli alunni pendolari della scuola dell'obbligo, in sostituzione di uno dei tre automezzi in dotazione, dichiarato in pessime condizioni.

Per quanto è di competenza dell'Assessorato regionale della P.I. si precisa:

1) di aver aderito alla richiesta di contributo per il funzionamento del tempo pieno, pervenuta dal Comune di Luogosanto in data 15 maggio 1992, inserendo nel programma di spesa sulla L.R. 31/84 un contributo di lire 2.000.000 destinato a tale finalità.

2) è intenzione dell'Assessorato contribuire all'onere per l'acquisto dello scuolabus inserendo tale intervento nel programma relativo all'anno scolastico 1993/94 che verrà completato solo dopo il 31.3.1993, data entro la quale i vari comuni interessati dovranno presentare apposita istanza.

Non è stato possibile prevedere l'intervento relativo all'acquisto dello scuolabus, richiesto nel programma per l'anno scolastico 1992/93, in quanto la relativa domanda è stata prodotta dal Comune successivamente alla definizione del piano generale di spesa sul diritto allo studio.

Premesso quanto sopra, si comunica infine che l'Amministrazione comunale di Luogosanto, interpellata al riguardo dai competenti uffici dell'Assessorato, ha fornito assicurazioni circa il regolare funzionamento del "tempo pieno" nella locale scuola pur precisando di non essere in grado di organizzare il servizio di mensa a causa della mancanza di adeguati locali.

Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione Serri - Sanna Emanuele - Dadea - Pes sul progetto della RAI di chiudere il Centro di produzione radiofonico e televisivo di Cagliari. (411)

In merito alla interrogazione indicata in oggetto si formula la seguente risposta dell'Assessorato.

L'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport ha esaminato con l'attenzione richiesta dalla rilevanza della questione prospettata e con carattere di priorità rispetto ad altre problematiche pure importanti, la annunciata chiusura, da parte della RAI nazionale, del Centro di produzione radiofonico e televisivo di Cagliari.

L'Assessore, condividendo quanto sottolineato nella interrogazione sul ruolo di promozione e crescita culturale e civile, nonché di tutela e valorizzazione della cultura e dell'identità sarda svolto dal servizio radiotelevisivo nell'isola, ha ritenuto, in primo luogo, necessario rendersi conto della reale portata dei propositi di ridimensionamento della presenza RAI, promuovendo una serie di incontri con le parti interessate, cioè con i lavoratori rappresentanti della struttura che si intende chiudere, con il direttore della sede regionale e con rappresentanti della sede nazionale RAI.

L'argomento, data la sua rilevanza, è stato portato, con immediatezza, da parte dell'Assessore, all'esame della Giunta regionale, che ne ha fatto oggetto di attento esame nella seduta del 10 febbraio 1993. L'ipotesi emersa è - per l'immediato - quella di una convenzione RAI-Regione che assicuri il mantenimento della struttura produttiva a fronte anche di un impegno finanziario della Regione stessa, quantificabile nell'ordine di un miliardo a semestre, oltre l'imposta sul valore aggiunto. Per un secondo tempo si pensa alla costituzione di una società consortile tra RAI, Regione, Università sarde ed altri eventuali organismi. A conclusione dell'esame dell'argomento la Giunta ha dato mandato all'Assessore della pubblica istruzione perché predisponga una bozza di accordo con la RAI, da illustrare successivamente alla Giunta regionale. Sono in atto contatti con la RAI per la definizione della convenzione da portare all'attenzione della Giunta regionale.

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione Ruggeri - Serri - Dadea - Cuccu sul funzionamento degli Uffici IVA nella provincia di Cagliari. (456)

Con riferimento alla nota presidenziale a margine indicata, preme sottolineare che si condividono le affermazioni degli interroganti e quindi sarà cura di questo Assessorato sollecitare un intervento del Ministero competente in materia affinché provveda per una favorevole soluzione dei problemi rappresentati con l'interrogazione in questione.

Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, spettacolo e sport all'interrogazione Carusillo su un finanziamento per l'allestimento di una sezione numismatica nel museo civico di Ozieri. (508)

In ordine alla interrogazione in oggetto si formula la sotto indicata risposta.

Con deliberazione della Giunta regionale n. 28/4 in data 11.9.1992 era stata disposta la concessione, al Comune di Ozieri, di un contributo di L. 200.000.000 per l'allestimento di una sezione numismatica presso il museo civico.

Della concessione di tale contributo è stata data comunicazione al Comune con lettera n. 21247 del 22.9.1992, con invito a presentare la progettazione esecutiva e la correlativa documentazione amministrativa entro il 30.11.1992.

Tale documentazione risulta pervenuta all'Assessorato parte in data 15.12.1992 e parte in data 17.12.1992.

La progettazione presentata è stata ritenuta incompleta dagli Uffici competenti dell'Assessorato e, quindi, non idonea a consentire l'adozione del formale provvedimento di impegno del contributo concesso per le seguenti motivazioni: si tratta di un generico preventivo per la fornitura di bacheche, pannelli, fotografie e targhe segnaletiche e non di un progetto esecutivo di allestimento, come detto invece nella deliberazione di approvazione G.M. n. 1127 del 26.11.1992 e nella quale si fa riferimento anche alle spese di progettazione nonché ad atti tecnici (relazione, capitolato, programma, computo e stima, disegni) che non risultano trasmessi all'Assessorato.

Sulla base di tale risultanza istruttoria, si è ritenuto opportuno destinare il contributo di 200 milioni ad altro Comune, che aveva presentato una progettazione esecutiva dello stesso importo in relazione ad altro contributo precedentemente concesso e non utilizzato tempestivamente. Nella fattispecie, si tratta del Comune di Perfugas. Tale determinazione è stata adottata giusto per non mandare in economia la somma stanziata di 200 milioni, da impegnare necessariamente entro il 31.12.1992.

Il contributo di 200 milioni a favore del Comune di Ozieri, per la medesima suindicata causale, può essere ripristinato nel 1993, sempreché venga mantenuto lo stanziamento sul cap. 11107 del bilancio regionale 1993.

Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta

Interpellanza Amadu - Fadda Fausto - Tamponi - Marteddu - Satta Gabriele sulla grave situazione dei lavoratori dei cantieri di Fiume Santo (Sassari) e sulla necessità di iniziative urgenti.

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'industria per sapere quali iniziative urgenti la Giunta regionale intende assumere per fronteggiare la grave situazione dei lavoratori di Fiume Santo che tra breve si troveranno senza lavoro e privi del salario.

Le notizie di questi giorni sulla mancata conversione del decreto legge che prevedeva il passaggio dei lavoratori all'INSAR e sul paventato orientamento negativo del Governo nazionale hanno determinato la giustificata reazione dei lavoratori e dei sindacati: cresce la preoccupazione anche perché non sono state prospettate soluzioni occupative alternative.

I sottoscritti chiedono che la Giunta regionale si attivi immediatamente per chiedere al Governo nazionale di apportare le modifiche alla legge sulla cassa integrazione che consenta ai lavoratori di Fiume Santo l'accesso all'INSAR; chiedono, inoltre, che si mettano in essere progetti occupativi e di sviluppo da individuare nel brevissimo periodo.

I sottoscritti ritengono che la mancata individuazione di tempestive soluzioni potrebbe creare l'accentuazione di nuove tensioni sociali e aggraverebbe ulteriormente la disastrosa situazione occupativa della nostra Isola. (317)

Interpellanza Giagu - Serra Antonio sul ricorso per conflitto di attribuzioni presentato dalla Regione per violazione della sfera di competenza in materia di trasporti fissata dallo Statuto speciale ed avverso il decreto del Ministero dei trasporti del 24 novembre 1992, n. 13.

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dei trasporti in ordine alla presentazione presso la Cancelleria della Corte costituzionale di un ricorso per conflitto di attribuzioni per la mancata consultazione della Regione prima della definitiva approvazione delle tariffe aeree da e per la Sardegna da parte del Ministero dei trasporti.

Gli interpellanti ricordano che con una precedente interpellanza presentata alla Giunta regionale in data 14 dicembre 1989, avente per oggetto il "rinnovo delle concessioni ministeriali per l'esercizio dei servizi di linea aerea da e per la Sardegna" veniva segnalata l'urgenza e la necessità di esercitare con la tempestività necessaria, posto che andavano in scadenza le concessioni ministeriali, tutte le attribuzioni riservate alla Regione sarda dall'articolo 4, lettera f) dello Statuto speciale, esplicitate puntualmente con le norme di attuazione contenute nell'articolo 65 del decreto del Presidente della Repubblica 19 giugno 1978, n. 348.

Poiché la presentazione del ricorso appare una conclusione negativa di una insufficiente gestione dei poteri legittimi della Regione Sardegna, gli interpellanti chiedono se la Regione, a tempo debito, abbia esplicato tutti i poteri di impulso nei confronti del Governo e quali strategie di intervento abbia adottato nonché quali iniziative e proposte concrete siano state avanzate o predisposte dall'Assessorato regionale competente per impedire che venissero violate così clamorosamente le attribuzioni costituzionali assicurate alla Sardegna in forza del suo Statuto speciale.

Dalla situazione venutasi a creare appare chiaro che la Regione si è limitata ad esprimere un parere in una fase interlocutoria delle procedure finalizzate alla definizione delle nuove tariffe ed infine a prendere atto del gesto arbitrario finale attuato con il decreto del Ministero dei trasporti 24 novembre 1992, n. 13.

Gli interpellanti non possono non rimarcare l'assenza, nel momento precedente alle richieste del rinnovo delle tariffe da parte dell'Alitalia e dell'Ati e nel momento di proposta di modifica delle stesse, di un progetto operativo che investisse tutte le linee aeree in cui fossero contenute le proposte di modifica delle linee esistenti, la qualità della gestione delle stesse e una precisa politica tariffaria che non mutasse in peggio la condizione dei residenti.

La mancata adozione di tutte queste misure, purtroppo ha portato a conclusioni sconfortanti e dannose per la Sardegna, di subire le proposte della società di trasporto aereo la cui unica preoccupazione appare quella di proseguire ragionieristicamente obiettivi di riequilibrio di bilancio.

Per tutte le ragioni esposte gli interpellanti chiedono, a' termini di Regolamento, la discussione urgente della presente interpellanza. (318)

Interpellanza Merella - Pau - Tarquini sulla situazione del comparto agricolo sardo.

I sottoscritti,

PREMESSO che l'approvazione del referendum abrogativo del Ministero dell'agricoltura, colloca oggi ancora più che nel passato, il comparto agricolo sardo in una situazione di oggettiva difficoltà e ne evidenzia lo stato di crisi permanente;

PREMESSO, altresì, che tale soppressione impone alla Regione Sardegna l'urgente generale riconsiderazione della propria politica agricola, obbligandola oggi, in forma diretta e non più mediata, ad un continuo e non eludibile confronto con la legislazione e regolamentazione comunitaria, con la valutazione degli effetti che si ripercuoteranno su di essa dall'applicazione degli accordi GATT, parte dei quali già definiti ed in fase di attuazione, parte di prossima definizione;

PRESO ATTO che l'AIMA, braccio operativo dell'ormai defunto MAF, ha operato quasi sempre con nessuna tempestività e solerzia ed oggi prosegue con pari metodo e ritmo nell'avvio dei primi adempimenti discendenti dall'applicazione della nuova P.A.C. (graduale, deciso e definitivo smantellamento della politica degli incentivi per colture e produzioni per le quali la Sardegna non è niente affatto indifferente);

VENUTI a conoscenza che l'obbligo degli adempimenti conseguenti, cui debbono ottemperare gli operatori agricoli, trova tutto il sistema della burocrazia regionale - Assessorato, Ispettorati, enti strumentali - quasi assente, inerte e fornito di poche conoscenze, mentre le scadenze, in presenza di una modellistica da compilare molto complessa ed anche fuorviante, sono perentorie ed irrevocabili a tal punto da rendere vano il tentativo del ministro Diana di ottenere una proroga dal 15 al 31 maggio del corrente anno;

RILEVATO che le procedure da seguire obbligano gli operatori agricoli a ricreare e ricostruire a posteriori dati statistici "censimentali" su annate diverse (1991 per l'ottenimento del premio comunitario sulla consistenza del patrimonio ovino, 1992 per il patrimonio bovino, quadriennio 1988/91 per i cereali, quadriennio 1986/90 per le determinazioni delle quote ammissibili all'ammasso privato e all'esportazione del formaggio tipo pecorino romano) senza una logica di programmazione individuabile per queste diverse collocazioni temporali;

APPRESO che l'immediata applicazione degli accordi Dunkell-Delors del novembre 1992 sta già provocando effetti evidenti sulla nostra produzione più significativa per la bilancia delle esportazioni sarde: quella del formaggio tipo pecorino romano, sia con la forte contrazione dei quantitativi di tale prodotto assoggettabili alla utilizzazione dei benefici di ammasso (da 140.000 a 90.000 quintali) e con la progressiva riduzione del sostegno nel triennio fino ad una misura del 36 per cento del medesimo, sia con la rilevante diminuzione degli incentivi all'esportazione che si fa partire da un valore medio estrapolato dal quadriennio meno favorevole (1986/90) condizionato dalle persistenti annate siccitose;

EVIDENZIATA, peraltro, la nuova discrasia che si verrà a creare con l'abrogazione del regime forfettario IVA per le aziende che oltrepassano i 360 milioni di fatturato obbligando le medesime ad essere presenti sul mercato con una aliquota del 19 per cento che sicuramente le penalizzerà nei confronti delle consorelle a regime forfettario e ridotto, vanificando in tal modo l'attuazione di quel principio fondamentale di riforma che ha sempre incentivato i processi di aggregazione ed accorpamento finalizzati alla compatibilità della presenza delle aziende sul mercato;

SOTTOLINEATO che va ogni giorno di più diventando insostenibile la situazione degli operatori agricoli di fronte al mancato o carente funzionamento complessivo del sistema del credito agevolato che si connota:

a) con il blocco, per i motivi che non si conoscono, della fase bancaria dell'assestamento delle passività agricole;

b) con la mancata ripresa delle operazioni di credito agrario agevolato per la conduzione del l'azienda ai sensi della legge regionale n. 9 del 1956;

c) con le situazioni di sofferenza cui soggiacciono gli agricoltori che hanno avviato pratiche di leasing per macchine ed attrezzature agricole per la avvenuta abrogazione della legge n. 64 e la conseguente applicazione di un tasso di interesse "locazionale" ordinario e quindi assolutamente insostenibile per essi; tali situazioni si appalesano particolarmente gravi nelle provincie di Nuoro e di Oristano,

TUTTO QUANTO SOPRA DETTO ED EVIDENZIATO chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura sulle recenti e protratte iniziative poste in essere dall'Assessorato predetto per il rinnovo dell'accordo interprofessionale finalizzato alla fissazione del prezzo del latte ovino per il prossimo triennio, facendo osservare:

1) si evidenzia l'abbandono del metodo di formazione del prezzo, imperniato sui rendimenti economici dei diversi assortimenti mercantili così come realizzato nel precedente accordo interprofessionale che costò, purtroppo, inutilmente 39 miliardi alle casse regionali;

2) si individua un livello di prezzo irrispettoso delle condizioni generali di mercato;

3) si reitera a carico della finanza pubblica un intervento di sostegno mascherato, opinabile sul piano della trasparenza dei prezzi e volto ad alimentare una concorrenza surrettizia dei prodotti;

4) si ribalta, dimenticando competenze esclusive del Consiglio regionale, la quarantennale politica lattiero-casearia della Regione, ponendo a carico delle risorse dell'agricoltura, l'onere dei finanziamenti necessari per la ristrutturazione e l'adeguamento dei caseifici, non solo cooperativi ma anche privati, così come vuole la direttiva CEE 92/46.

I sottoscritti concludono tale interpellanza sollecitando una doverosa e necessaria riflessione sulla opportunità che si apra in Consiglio regionale una fase di confronto dove la Giunta regionale renda note linee ben definite e chiare di condotta sulla politica agricola isolana alla luce dei punti richiamati nel presente documento e che, fra l'altro, configuri una iniziativa forte per "quotizzare" le produzioni forti isolane, in primis tra esse il latte ovino di cui, non sappiamo ancora per quanto tempo, siamo i più forti produttori europei, lasciando da parte le incomprensibili scoperte assessoriali sull'eccedentarietà. (319)

Interpellanza Mannoni - Baroschi - Degortes - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Ferrari - Lombardo - Manchinu - Mereu Salvatorangelo - Mulas Maria Giovanna - Pili sulle comunicazioni da fornire al Consiglio regionale in ordine al problema delle convenzioni e progetti.

I sottoscritti,

PREMESSO che in adempimento di uno specifico progetto di legge alcuni Assessori hanno già reso noti al Consiglio regionale ed alla pubblica opinione elenchi di convenzioni stipulate negli ultimi anni con professionisti e/o organismi societari per la formulazione di progetti, studi, ricerche e per lo svolgimento di attività tecniche e prestazioni di servizi;

CONSIDERATO che tale parziale pubblicazione, per la genericità e la commistione dei dati, non consente di ricavare una informazione organica e tale da ispirare un giudizio motivato sul fenomeno;

ATTESO che l'esigenza di chiarezza e la trasparenza è particolarmente rilevante in questo ambito nel quale interessi pubblici ed interessi privati vengono a contatto e possono creare commistioni e cointeressenze;

RILEVATO che lo strumento della convenzione può essere utilizzato per corrispondere ad esigenze diverse, a volte di stretto interesse generale, altre di interessi parziali non sempre immediatamente riscontrabili;

RITENUTO ancora che gli elementi informativi che si richiedono debbono essere accompagnati da valutazioni sulle finalità, la funzione e l'utilità di ogni iniziativa;

SOTTOLINEATO che esiste un generale pubblico interesse a sottrarre la materia in questione a congetture ed illazioni e a consentire la formazione di fondate valutazioni sulla corretta utilizzazione delle risorse pubbliche e sulla rispondenza delle scelte a criteri di reale pubblica utilità,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per conoscere se la Giunta intenda operare per:

1) fornire un quadro complessivo e coordinato delle convenzioni per studi, ricerche e progetti attualmente in essere;

2) rendere pubblici tutti gli elementi necessari ad una valutazione sulla effettiva rispondenza di tali convenzioni all'interesse pubblico. (320)

Interrogazione Serra Antonio - Giagu sui contributi alle associazioni dello spettacolo.

I sottoscritti rivolgono la presente interrogazione al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per conoscere quali iniziative intendano intraprendere al fine di dare una concreta risposta alle attese degli operatori dello spettacolo sui seguenti punti:

a) una maggiore trasparenza dei criteri di ripartizione delle provvidenze;

b) una immediata approvazione del programma relativo ai contributi per l'anno in corso;

c) la liquidazione dei contributi arretrati;

d) un intervento che consenta di elevare almeno al 70 per cento la percentuale del contributo a carico della RAS sulla legge regionale 17/50;

e) portare a conoscenza degli operatori, con largo anticipo sulle relative scadenze i criteri di ripartizione dei contributi;

f) si segnala l'improcrastinabile esigenza per la RAS di dotarsi di un Osservatorio dello spettacolo e, nell'immediato, di un albo delle associazioni che beneficiano delle relative provvidenze.

E' nota, infatti, la situazione di disagio di moltissimi operatori dello spettacolo, esposti con le banche, a causa del mancato esame dei consuntivi riferiti agli anni precedenti che non consente di operare le relative liquidazioni.

Si segnala, infine, la necessità che i programmi di spesa vengano approvati nei primi mesi dell'anno al fine di evitare di concentrare l'attività negli ultimi mesi dell'anno. (548)

Interrogazione Serrenti - Ortu - Demontis - Ladu Giorgio - Meloni - Planetta - Puligheddu, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione degli Istituti autonomi case popolari della Sardegna.

I sottoscritti,

PREMESSO che l'attesa legge di riforma nazionale per il riordino degli IACP giace presso l'ottava Commissione ambiente e territorio della Camera dei deputati, assegnata al Comitato ristretto in sede legislativa da tempo immemorabile;

RILEVATO CHE:

- l'articolo 70, comma 2 del D.P.R. 348/79 assegna alla Regione autonoma della Sardegna il compito di stabilire soluzioni organizzative diverse per gli attuali IACP;

- norme legislative, sia regionali che nazionali, attribuiscono alla Regione ampia autonomia di intervento in materia di indirizzo, coordinamento, organizzazione amministrativa, controllo e nomine sugli IACP;

CONSIDERATA la grave situazione venutasi a creare in seno ad alcuni IACP della Sardegna per le note vicende giudiziarie e per l'autosospensione di un consigliere dello IACP di Cagliari;

APPRESO che anche per lo IACP di Oristano sussistono problemi di natura politica che, di fatto, bloccano le nomine del Consiglio di amministrazione dell'Istituto, il quale oramai da diversi anni opera in regime di "prorogatio";

VISTO il disegno di legge della Giunta regionale recante: "Norme di riordino, riforma ed indirizzo sugli enti regionali" nel quale rientrano anche gli IACP, per il quale il personale degli Istituti sardi ha già avuto modo di esprimere una nota di consenso, rispetto agli obiettivi contenuti nel disegno legislativo;

RITENUTO urgente e indifferibile provvedere a sospendere i Consigli di amministrazione dei 4 Istituti della Sardegna così come esercitato in analoghe situazioni per altri enti regionali,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere:

- quali iniziative urgenti intendano adottare in proposito;

- se ritengano o meno decretare il commissariamento degli enti in oggetto;

- quando intendano procedere al riordino organico/legislativo, inquadramento giuridico ed economico del personale ed edilizia residenziale pubblica in materia di IACP. (549)

Interrogazione Cocco - Dadea - Casu - Satta Gabriele - Sardu - Zucca, con richiesta di risposta scritta, sullo strisciante processo di revoca alla Regione di competenze in materia di tutela paesistica.

I sottoscritti,

PREMESSO:

- che negli ultimi tempi sono stati posti in essere da parte del Ministero dei beni culturali atti che indeboliscono o rendono marginale il ruolo della Regione sarda nell'esercizio delle funzioni delegate in materia di tutela delle bellezze naturali;

- che detti atti del Ministero dei beni culturali, pur motivati dall'esigenza di una più penetrante tutela paesistica, finiscono per mortificare sia l'impegno profuso dalla Regione nella lotta contro l'abusivismo edilizio, sia la produzione normativa che pone la Sardegna in una posizione avanzata nella legislazione concernente la tutela delle bellezze naturali;

- che è andata maturando nella coscienza dei sardi la consapevolezza del paesaggio come elemento che contribuisce a definire la propria identità di popolo e che, pertanto, la sottrazione di competenze in materia di tutela paesistica assume particolare gravità, tendendo a configurarsi come espropriazione di uno strumento di valorizzazione della propria identità;

- che al di là di qualsiasi valutazione sulla fondatezza giuridica dei poteri esercitati dal Ministero dei beni culturali, si pone la necessità che la Regione eserciti i propri compiti di tutela paesistica in modo da non giustificare interventi surrogatori e di controllo dell'Amministrazione centrale dello Stato,

TUTTO CIO' PREMESSO, chiedono di interrogare il Presidente della Giunta e l'Assessore regionale dei beni culturali per sapere quali iniziative la Giunta regionale intenda adottare al fine:

a) di impedire la sottrazione alla Regione di competenze in materia di tutela delle bellezze naturali;

b) di migliorare e potenziare l'esercizio delle predette competenze amministrative, determinanti per il complessivo governo del territorio dell'Isola. (550)

Mozione Tamponi - Mulas Franco Mariano - Marteddu - Sanna Adalberto - Amadu - Atzeni - Atzori - Baghino - Carusillo - Corda - Deiana - Dettori - Fadda Paolo - Giagu - Lorettu - Manunza - Onida - Oppi - Piras - Satta Antonio - Sechi - Selis - Serra Antonio - Serra Pintus - Soro - Tidu - Usai Sandro sulla soppressione dei Tribunali di Tempio e Lanusei.

IL CONSIGLIO REGIONALE

VISTE alcune indiscrezioni sulla stampa secondo le quali il Ministro della giustizia Conso, avrebbe in corso di predisposizione un piano per la revisione delle circoscrizioni degli uffici giudiziali, sulla scorta di una legge di delega approvata dal Parlamento;

ACCERTATO che sulla base di tale piano verrebbero soppressi i Tribunali di Tempio e Lanusei sulla base di un criterio che stabilisce un organico minimo di 8 magistrati e la valutazione dei carichi pendenti nell'ultimo quinquennio, al di sotto del quale l'ufficio giudiziario sarebbe antieconomico;

VISTA la risoluzione già adottata dopo le audizioni del Presidente della Corte d'Appello dei rappresentanti degli ordini forensi, dalla prima Commissione permanente sullo stesso argomento con la quale veniva auspicato che in sede di revisione delle circoscrizioni si tenesse conto delle particolari condizioni geografiche e orografiche della Sardegna, nonché della necessità di potenziare gli organici dei magistrati e del personale amministrativo, largamente deficitario proprio nei due Tribunali periferici di Tempio e Lanusei e per tali ragioni esprimeva parere contrario ad ogni ipotesi di soppressione;

RITENUTO che sia dovere degli organi preposti ad assicurare la giustizia che è costituzionalmente garantita, perché siano offerti tutti quei servizi (personale e strutture) per rendere possibile una risposta congrua alla domanda di una rapida giustizia, reclamata sempre con maggior forza dai cittadini;

VISTE le richieste pervenute da parte degli enti locali interessati e degli ordini professionali degli avvocati e procuratori i quali interpretando, unanimemente, le esigenze delle popolazioni e degli operatori professionali negli uffici giudiziari, hanno manifestato la loro ferma opposizione alla soppressione dei Tribunali di Tempio e Lanusei perché verrebbero ad aggravarsi le situazioni già difficili nell'amministrazione della giustizia in zone periferiche rispetto alle attuali strutture giudiziarie;

RITENUTO che il problema di una migliore giustizia sia un obiettivo nobile e doveroso da perseguire sia per mantenere l'ordine e la pace sociale, ma anche per costituire le condizioni per assicurare ogni forma di progresso civile ed economico,

impegna la Giunta regionale

1) ad intervenire presso il Governo nazionale ed in particolare presso il Ministro di grazia e giustizia per rappresentare le esigenze di giustizia delle popolazioni della Gallura e dell'Ogliastra che, nella deprecata ipotesi della soppressione dei rispettivi tribunali, verrebbero fortemente penalizzate nel loro diritto costituzionale ad avere una giustizia efficiente e rapida nel territorio, richiedendo un potenziamento delle strutture e l'assegnazione di personale;

2) a segnalare al Consiglio superiore della magistratura la necessità che vengano coperti i posti organici per magistrati, vacanti da svariati anni, presso i due Tribunali sardi di Tempio e Lanusei o nell'immediato o non appena saranno conclusi i concorsi per l'assunzione di magistrati;

3) ad offrire agli organi statali competenti ogni possibile collaborazione, che rientri nelle competenze regionali per dare risposta alla esigenza di do tare di strumenti ed attrezzature moderne gli uffici giudiziari situati nelle sedi minacciate di essere private del tribunale;

4) a mantenere uno stretto collegamento, con gli organi regionali che amministrano la giustizia affinché non manchi ogni supporto utile per appagare la richiesta forte di giustizia che viene espressa dai cittadini. (127)

Mozione Ortu - Demontis - Ladu Giorgio - Meloni - Planetta - Puligheddu - Serrenti sulla chiusura del Centro soccorso aereo di Elmas.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che lo Stato italiano realizzando la sua politica di tagli delle spese sta chiudendo ed ha previsto la chiusura di numerosi servizi essenziali in Sardegna, fra i quali la soppressione del Centro soccorso aereo ad Elmas e il disimpegno nella campagna antincendi per il 1993;

RILEVATO che fra i quatto centri di soccorso attivi attualmente nel territorio della Repubblica, è destinato a chiudere solo il centro della Sardegna, ritenuto - non a torto - strategicamente e geograficamente uno dei più importanti;

DENUNCIATO che questa grave decisione comporterà inevitabilmente un serio indebolimento della capacità e della tempestività delle attività di soccorso nel perimetro inerente la Sardegna e il suo mare;

DENUNCIATO che la decisone è stata adottata dal Comando della II Regione Aerea, su disposizione del Ministro della difesa, ancora una volta senza alcuna intesa ed avviso al Governo della Regione sarda e in dispregio di esso e della sua potestà;

EVIDENZIATO che in seguito alla chiusura del centro di Elmas sarà il Centro soccorso di Ciampino (già iper-oberato per far fronte alle richieste di un vastissimo territorio) a rispondere alle domande di soccorso provenienti dall'Isola, con notevoli disfunzioni a causa della lontananza e della scarsa conoscenza del territorio, oltre che alla difficoltà di coordinare da Roma interventi capillari e tempestivi fra le varie forze preposte al soccorso;

POSTO che l'insularità della Sardegna, la sua distanza dal continente, la vastità del suo territorio e l'alta frequenza degli interventi effettuati ogni anno, consigliano un tempestivo ripensamento della ingiustificata quanto assurda decisione di chiusura del Centro soccorso di Elmas,

impegna la Giunta regionale

a richiedere tempestivamente, e con la dovuta energia, l'immediata revoca del provvedimento al Governo romano, in quanto la chiusura di un Centro soccorso fondamentale per la sicurezza e la salute della popolazione sarda è improponibile ed inaccettabile anche se finalizzato al risanamento del bilancio statale,

impegna inoltre la Giunta regionale

ad effettuare uno studio e a presentare in tempi brevi in Consiglio regionale un piano per la realizzazione di un Centro soccorso, sotto il diretto controllo dell'Amministrazione regionale, con mezzi e uomini forniti dalla stessa. (128)

Mozione Satta Gabriele - Planetta - Marteddu - Zucca - Amadu - Baghino - Desini - Dettori - Ferrari - Manchinu - Sardu - Satta Antonio sulla elettrificazione della dorsale ferroviaria sarda.

IL CONSIGLIO REGIONALE

UDITE le dichiarazioni dell'Assessore regionale dei trasporti sulla cancellazione dei fondi già stanziati per il completamento dell'elettrificazione della dorsale ferroviaria sarda e sulla presa di posizione negativa dell'Amministratore delegato delle FF.SS. SpA, che ha manifestato la volontà di rescindere i rapporti contrattuali con il Consorzio TEAM, concessionario della realizzazione del progetto, omettendo offensivamente di rendere edotta delle proprie intenzioni preventivamente la Regione sarda;

RESPINGE con nettezza tali gravi atti, che contraddicono precisi impegni presi a suo tempo dal Governo e che privano la Sardegna di una infrastruttura di determinante rilevanza economica e sociale, che contribuirebbe tra l'altro a recuperare in parte gli storici ritardi dello Stato nei confronti dell'Isola;

RICHIAMATA la risoluzione unanime della Commissione trasporti del 5 febbraio 1993, nella quale si stigmatizzavano le prime decisioni negative del Governo e delle FF.SS. SpA;

RICHIAMATO inoltre il documento approvato dalla Commissione trasporti in occasione dell'incontro tenutosi in Consiglio regionale tra la Commissione trasporti del Consiglio e quella trasporti del Senato;

ESPRIME la propria piena, dura e intransigente protesta;

RIBADISCE che l'abbandono delle linee di intervento sin qui operate, nonché dei relativi lavori - alcuni dei quali in fase molto avanzata (galleria di Bonorva) - possa rappresentare un autentico spreco di denaro pubblico, tale da essere oggetto di precise responsabilità quanto meno sotto il profilo contabile e sia comunque tale da penalizzare gravemente la Sardegna;

CONDIVIDE le linee politiche di azione che l'Assessore regionale intendere portare avanti all'interno della Giunta regionale purché questa nella sua interezza, ponga con forza l'argomento come punto di confronto su uno specifico tavolo di trattativa Regione-Governo;

RITIENE che in quella sede debba essere fatto ogni sforzo per conseguire risultati positivi e definitivi. In questo quadro condivide la linea espressa dall'Assessore regionale dei trasporti in base alla quale il Ministero in primo luogo e di conseguenza le FF.SS. SpA debbano rivedere le loro posizioni, in modo che si giunga al finanziamento e all'esecuzione concreta dell'intero progetto di ristrutturazione complessiva del sistema ferroviario sardo, eventualmente anche con l'integrazione finanziaria di risorse CEE a disposizione della Regione;

RITIENE infine che la Giunta regionale debba porre in essere, con l'appoggio e la partecipazione del Consiglio regionale e in particolare delle sue articolazioni, tutti gli strumenti necessari (compresi eventualmente anche quelli di carattere giurisdizionale) per raggiungere gli obiettivi sopra esposti. (129)