Seduta n.174 del 19/04/2006 

CLXXIV SEDUTA

(Pomeridiana)

Mercoledì 19 aprile 2006

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 56.

Cassano, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 16 febbraio 2006 (168), che è approvato.

Continuazione della discussione del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo"(216/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del disegno di legge numero 216/A. Proseguiamo con gli interventi dei Capigruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, vorrei chiedere la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto.

(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu)

Prima verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che il consigliere Orrù è presente pur non essendo riuscito a votare.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 42 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BIANCU - BRUNO - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI - LICHERI - LIORI - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PORCU - RASSU - SABATINI - SANJUST - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SERRA - SPISSU - UGGIAS.)

Constato la presenza del numero legale, per cui procediamo nella discussione.

E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

Siamo in condizioni di accertare il numero legale, colleghi. Se diciamo che il numero legale c'è, evidentemente il numero dei consiglieri presenti è corrispondente al numero necessario. Insomma, abbiate pazienza! Siamo in numero legale, quindi possiamo procedere.

Prego, onorevole Biancu.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, signori della Giunta, questo maxi collegato va nella direzione di completare la manovra finanziaria ancorché il collega Vargiu stamattina dicesse che nessun collegato arriva nei termini; io credo che bisognerebbe ricordare che, come questo,anche alcuni altri collegati alla legge finanziaria non sono arrivati nei termini, il che è dovuto anche al fatto che gli stessi colleghi della minoranza hanno chiesto, io credo giustamente, di poter utilizzare tutto il tempo necessario per la presentazione delle liste alle politiche e anche per la campagna elettorale.

Un maxi collegato che, di fatto, completa la manovra finanziaria in ossequio al Regolamento di funzionamento del Consiglio, per cui io credo che l'attuale formulazione della legge numero 11, in particolare dell'articolo 13, abbia bisogno di una profonda modificazione affinché non abbiamo a dover ripetere quanto è successo in questo esercizio finanziario con l'approvazione della manovra in due tempi. Vorrei ricordare, dicevo, che è una manovra che continua nella direzione della riduzione del disavanzo, disavanzo che, per il corrente esercizio, è pari soltanto al 2,8 per cento, contro il 22 per cento del 2004; inoltre è una manovra che destina risorse importanti, in coerenza con il DPEF, alla competitività, alla coesione e alla occupazione.

Qualcuno sollevava il problema di un maxi collegato (questo) che non sarebbe stato confrontato con le organizzazioni di categoria e con le forze sociali; bene, io credo che sia una considerazione non corretta e ingiusta, perchè il maxi collegato, facendo parte in un primo momento dell'intera manovra finanziaria, è stato ampiamente confrontato con le forze sociali e, come giustamente ricordava stamattina il collega Licheri, non solo è stato confrontato, ma nella sua interezza ha avuto ampi apprezzamenti da parte delle forze sociali medesime.

Il collega Floris stamattina diceva che è una legge onnicomprensiva. Io credo che questo effettivamente sia corretto, ma debbo dire che non solo è una legge onnicomprensiva ma è anche uno strumento utile per dare risposte importanti a molti settori. Questa legge, nella sua complessità e interezza, dà risposte importanti a molti settori, faccio l'esempio dell'Agenzia per le entrate. Stamattina anche il collega Ladu (vedo che stasera non è presente) ha avuto la capacità di definire l'Agenzia per le entrate come una cosa seria. Poi però ha continuato a cimentarsi (probabilmente non rendendosi conto che ancora al Governo c'è il Presidente Berlusconi con il Ministro Tremonti) dicendoci di aver già cambiato la nostra posizione con l'interruzione della vertenza sulle entrate. Il collega Ladu non c'è, ma qualcuno dei suoi gli riferirà che noi non abbiamo cambiato assolutamente la nostra posizione, continueremo la vertenza e la battaglia che abbiamo intrapreso durante il Governo Berlusconi con la stessa intensità anche durante il Governo Prodi.

Ladu diceva ancora che era una battaglia iniziata da molto lontano, da tanti anni fa, non ce ne siamo accorti, soprattutto non se ne sono accorti i sardi, perchè se questa vertenza fosse stata avviata molti anni fa, certamente oggi non ci saremmo trovati nella situazione in cui ci troviamo, cioè a dover rivendicare i crediti nei confronti dello Stato. Per cui l'Agenzia per le entrate è uno strumento estremamente importante, che ci consentirà sia di governare quelle che saranno le entrate proprie, sia anche di poter verificare puntualmente quanto dovutoci dallo Stato nei singoli esercizi.

L'Agenzia regionale di promozione economica "Sardegna promozione" è un altro strumento fondamentale per potenziare la capacità di esportazione dei prodotti regionali nei mercati nazionali ed esteri; infatti l'Agenzia, oltre a promuovere una immagine unitaria delle produzioni della nostra isola, fornirà assistenza nei processi di internazionalizzazione delle aziende e coordinerà i programmi di marketing tutelando e salvaguardando la qualità dei prodotti da immettere sui mercati, anche creando quella opportuna azione di facilitazione per quanto riguarda gli insediamenti nella nostra isola.

Altri interventi contenuti in questa manovra sono quelli relativi all'organizzazione dell'Amministrazione regionale e dei suoi enti strumentali, alla soluzione del precariato nei diversi settori, con la copertura dei posti disponibili nella dotazione organica della categoria A con coloro che sono risultati idonei nella graduatoria di una pubblica selezione già indetta, fino ad esaurimento della graduatoria medesima, con l'inquadramento dei dipendenti dell'Agenzia del lavoro con rapporto di lavoro a tempo determinato, soluzione che spero possa riguardare anche i lavoratori precari assunti dallo Zooprofilattico fin dal 1992 e quelli del CRAS. L'intervento più significativo ha certamente riguardato i circa 940 lavoratori dell'antincendio.

L'onorevole Maninchedda ieri diceva che hanno avuto soddisfazione quelli che fanno riferimento ai gruppi forti. Io credo che, scorrendo questa lista di coloro ai quali abbiamo cercato di trovare una soluzione, doverosa da parte nostra, nessuno di loro faccia riferimento a gruppi forti, anzi ritengo che sia un atto di giustizia soprattutto per le categorie più deboli, tutti quei lavoratori (peraltro assunti dall'ufficio di collocamento) che hanno superato una pubblica selezione. Anche per quanto riguarda il personale iscritto all'albo di cui alla legge regionale numero 42, credo che l'articolo 15, contenuto nel maxi collegato, faccia un ulteriore passo avanti relativamente agli incentivi all'esodo. Ciò nonostante io credo che non sia la soluzione definitiva al problema, anzi ritengo che anche per questo personale ci sentiamo impegnati a non far perdere neanche un posto di lavoro.

Molto si è discusso in quest'Aula delle nuove tasse per i non residenti, che hanno l'obiettivo di sopperire alle mancate entrate negateci dallo Stato, che danno, allo stesso tempo, un'importante risposta per lo sviluppo e la coesione territoriale. Io credo che la destinazione del 75 per cento di queste entrate, verso lo sviluppo e la coesione territoriale, sia un'importante e concreta risposta per i problemi delle zone interne. Tante volte abbiamo parlato, anche in questa Aula, dei problemi delle zone interne, ma quasi mai o mai abbiamo dato una risposta concreta. Attraverso queste nuove tasse per i non residenti, io credo che si possa finalmente dare una risposta concreta a questi territori.

Nel maxi collegato sono contenuti anche altri interventi importanti nella direzione della competitività, della coesione e dell'occupazione, per esempio credo che sia importante ricordare "Sardegna fatti bella". I 30 milioni di euro destinati a questo importante esperimento vanno nella direzione di rendere la Sardegna sempre più competitiva dal punto di vista della sua originalità e della sua bellezza. Non credo che sia da trascurare il fatto che si interviene, tra l'altro occupando lavoratori dei singoli comuni nella realizzazione di questo importante progetto sperimentale, per rendere il territorio della Sardegna più pulito e più bello.

Per "Sardegna speaks English" sono previsti 20 milioni di euro, certo sarà importante vedere come verrà definita l'utilizzazione di queste risorse e chi realizzerà questi corsi. Credo che, oltre l'importante obiettivo dal punto di vista culturale, o credo che non sia da meno quello che va nella direzione di aumentare la competitività della nostra isola. La "Fabbrica della creatività", 1500 nuovi posti letto a Cagliari per gli studenti universitari, mai fino a questo momento si erano realizzati in un solo intervento tanti posti letto per gli studenti universitari della nostra isola.

Per quanto riguarda i progetti pilota per i comuni costieri, sì, è vero, la dotazione finanziaria può essere considerata modesta, si tratta di 5 milioni di euro, ma è un'importante innovazione, è un esperimento molto importante, anziché continuare a costruire le seconde case nelle coste, si va verso il recupero delle unità abitative nei centri storici, cioè i posti letto non li possiamo, non li dobbiamo realizzare soltanto lungo le coste, ma anche nei centri storici riqualificati delle nostre comunità.

Altra importante risposta è quella relativa alle preoccupazioni dei dipendenti delle comunità montane, anche se in questo caso, vista la previsione di soli 2 milioni di euro per quanto riguarda gli incentivi e la mobilità volontaria verso comuni singoli e associati e alle province, credo che andrebbe portata avanti una ulteriore riflessione, sia per quanto riguarda la possibile elevazione della percentuale di incentivo prevista nel testo in esame, cioè dal 50 per cento al 100 per cento, sia per quanto riguarda alcune figure, presenti nelle comunità montane come gli agronomi e i periti agrari, che spesso possono non trovare collocazione nei comuni o nelle province in quanto non previste nelle loro piante organiche queste figure professionali. Pongo questa questione soprattutto all'attenzione della Giunta, io credo che sarebbe opportuno che anche per questi lavoratori (in modo che non continuino ad avere questa preoccupazione) si trovasse una collocazione possibilmente negli enti strumentali della stessa Regione.

Tutti questi interventi, onorevoli colleghi, vanno nella direzione del perseguimento del programma di governo per il quale è impegnato non solo il presidente Soru, ma ritengo tutta la maggioranza. Onorevole Maninchedda, sulla realizzazione del programma ci sentiamo tutti impegnati, si sente impegnata tutta la maggioranza e certamente si sente impegnato il gruppo de La Margherita, verso il popolo sardo. Il risultato elettorale e il consenso che i sardi hanno riservato al centrosinistra ci sprona ad andare avanti e ad accelerare il programma di riforme già avviato e che vorremmo realizzare con il massimo dell'intesa e della partecipazione, attraverso un costante coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria, degli enti locali.

Pur ritenendo la maggioranza di centrosinistra sufficiente a realizzare il programma di governo, riteniamo che una partecipazione diretta del Partito Sardo d'Azione, con lo specifico apporto dei colleghi del Partito Sardo presenti in quest'Aula, alla maggioranza di governo in questa importante stagione di riforme sarebbe un ulteriore arricchimento. Ci auguriamo che questo appello non rimanga inascoltato, pensando unicamente agli interessi generali del popolo sardo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, il collega Capelli stamane diceva: "Ho visto un film…". Anche a me, devo essere sincero, mi sembra di partecipare ad un film, con un copione già scritto, con posizioni precostituite, con un dibattito non vero. Posso capire un atteggiamento di questo tipo ante 9 aprile, c'era la campagna elettorale! Ognuno aveva bisogno di portare acqua al proprio mulino, sperando in un risultato elettorale positivo per la propria parte, per il proprio partito, per il proprio schieramento. Ma adesso stiamo parlando di argomenti che sono in discussione da oltre quattro mesi. L'anomalia, collega Floris, non è di un maxi collegato che è stato affidato alla terza Commissione e che contiene parti che avrebbero dovuto essere istruite da singole Commissioni di merito, l'anomalia vera è che questo maxi collegato è lo specchio dei nostri limiti, del nostro fare non sempre in sintonia con quelle che sarebbero le esigenze di questa società; l'anomalia è che, con il maxi collegato, noi stiamo approvando la finanziaria 2006. L'anomalia è che noi ci siamo dati norme che ci hanno impedito di affrontare e approvare la finanziaria, come abbiamo fatto, il 17 febbraio, eravamo già in ritardo. Ancora: l'anomalia sono le norme che noi stessi ci siamo dati e che io auspico vengano rapidamente cambiate. Tutto questo ci ha impedito di approvare la finanziaria nei termini dovuti e fa della vera finanziaria un collegato alla finanziaria.

Ecco perchè condivido la decisione della Giunta di proporre un disegno di legge di modifica della "11" che consenta che questa sia l'ultima finanziaria approvata in questo modo. Il giudizio, su quello che stiamo approvando, deve essere un giudizio oggettivo; l'unico vero elemento negativo è che stiamo approvando questo provvedimento dopo quattro mesi che è arrivato in Consiglio regionale, e che il Consiglio regionale ha avuto bisogno di quattro mesi per far sì che un disegno di legge arrivasse alla sua approvazione definitiva. Questo è l'elemento più negativo da segnalare, è un'autocritica per tutti noi, maggioranza e opposizione, è un'autocritica su come un provvedimento, giunto in Consiglio regionale quattro mesi fa, abbia interessato discussioni che hanno coinvolto tutti, tutta la società sarda, per arrivare a conclusione solo dopo tanto tempo

Il mio giudizio sul maxi collegato è un giudizio estremamente positivo. Noi lo approveremo, convinti di approvare una legge ottima, rispetto alle condizioni nelle quali si trova in questo momento la Sardegna. Vedete, io penso che nessuno possa negare che ci sia l'esigenza in Sardegna di una Agenzia per le entrate. Oggi tutti noi riscontriamo che, in cinque anni, lo Stato ha sottratto alla Sardegna 4 o 5 miliardi di euro, secondo calcoli più oggettivi molti di più, senza che siano stati trasferiti alla Regione sulla base di norme serie, addirittura, costituzionali. Un motivo ci sarà se, solo con il presidente Soru e con la professionalità, la serietà e il lavoro dell'assessore Pigliaru, la vertenza delle entrate nel 2005 ha assunto tale dimensione e altra ne assumerà nel 2006! Vuol dire che questa Regione non era in grado di verificare i propri conti, di stabilire se le risorse che le erano dovute arrivavano oppure no.

Nel frattempo, voi non ve ne siete preoccupati, perché comunque si continuava a spendere risorse che non arrivavano, che non c'erano, aumentando l'indebitamento e il disavanzo. E una Sardegna che si indebitava, una Sardegna con un disavanzo che ha raggiunto simili livelli, che non provvedeva neppure a verificare se, quanto le era dovuto, in base a norme costituzionali come lo Statuto, arrivava oppure no, aveva necessità di dotarsi di un supporto tecnico giuridico come quello che stiamo istituendo con l'Agenzia per le entrate.

Credo che sia una esigenza di tutti noi e non solo di questa maggioranza che governa, da un anno e mezzo e qualcosa in più, questa Regione. Che la vertenza con lo Stato sia una vertenza ancora aperta, guardate, io non ho dubbi, così come non li ho riguardo all'atteggiamento che dovranno assumere la Giunta regionale e il Consiglio nei confronti del prossimo Governo, atteggiamento che deve essere uguale a quello assunto nei confronti del Governo precedente. Cioè fino a minacciare (come ha fatto più volte il presidente Soru) che, se non c'è un riconoscimento formale di questo credito che la Sardegna ha e un accordo con lo Stato, attraverso la possibilità che quest'ultimo si carichi del nostro debito attraverso un mutuo e trasferisca da adesso in poi le risorse spettanti, la Sardegna, anche nei confronti di un Governo che, ci auguriamo però, si comporti in modo diverso nell'affrontare i nostri problemi, vada avanti nella vertenza, nella lotta, nella mobilitazione proseguendo quella del dicembre 2005, anche con il ricorso a tutte le vie, comprese quelle legali, come più volte annunciato dal presidente Soru.

Noi ribadiamo ancora una volta che c'era bisogno di inasprire la vertenza con lo Stato e di trovare delle soluzioni, che poi sono state studiate, intanto per fare capire ai sardi in quale situazione finanziaria oggi è la Sardegna, tanto che, per recuperare quelle risorse che lo Stato non ci ha trasferito, dobbiamo pensare a proprie tasse regionali, che comunque salvaguardino i sardi e i figli dei sardi che non stanno in Sardegna, portando a partecipare ai costi, che la Sardegna sostiene, chi usufruisce del territorio e dei servizi che la Sardegna offre. Abbiamo detto più volte che, se la vertenza con lo Stato si chiude positivamente, siamo pronti a rivedere l'impostazione data con questo collegato per quanto riguarda l'attestazione regionale. E' un modo intanto per trasmettere ancora di più, non solo ai sardi, le difficoltà in cui ci si trova ma anche per renderne partecipe la comunità nazionale; io non mi vergogno di queste tassazioni.

Che una società che usufruisce del nostro territorio (determinando magari qualche impatto ambientale e dato anche il fatto che, in quel territorio, quella comunità locale paga costi e servizi che eroga) sia chiamata a contribuire all'economia della Sardegna, mentre ora, avendo sede legale fuori dalla Sardegna, paga le tasse a favore di altra Regione, e non della Sardegna, penso che non scandalizzi nessun sardo! Che una società, di milanesi o di svizzeri o di chiunque sia, che paga le tasse nella propria Regione mentre utilizza il nostro territorio e i servizi che la Sardegna paga, sia chiamata anche a contribuire per i sardi, non scandalizza nessuno!

E' positiva inoltre la norma che prevede che queste risorse siano anche utilizzate per compensare altri territori e altre comunità per favorire uno sviluppo della nostra Regione. Perché continuare a discutere? C'è una vertenza in corso con lo Stato, che noi proseguiamo, per poter rispondere ad un obiettivo di risanamento del bilancio di cui la Sardegna ha bisogno, le risorse sono insufficienti, così come sono oggi, sono a malapena in grado di garantire la spesa corrente; c'è l'esigenza di far ripartire lo sviluppo in Sardegna con quelle risorse che lo Stato ci ha negato e che lo Stato ci deve dare, oltre che con le risorse provenienti da tassazioni che non vanno verso i sardi, né verso i figli dei sardi, ma da chi utilizza il nostro territorio e i nostri servizi.

Questo è il maxi collegato. Positivo è il lavoro che è stato fatto in Commissione, durante le discussioni, anche all'interno della maggioranza. Nonostante si abbia un bilancio che risente di quei tagli, nonostante si abbia un bilancio che prosegue nella direzione del risanamento finanziario, mantenendo fede all'obiettivo posto nel DPEF, di non superare quella percentuale di indebitamento, c'è un segnale diverso di questa finanziaria, anche rispetto al 2005, verso i comuni, non c'è un euro di taglio rispetto all'anno precedente, anzi si torna alle dimensioni del 2004, con un aumento - rispetto al 2004 - dei trasferimenti ai comuni, in controtendenza con l'azione dello Stato, che ha risanato le proprie situazioni finanziarie, risanate si fa per dire, tagliando verso i comuni e verso gli enti locali.

Cito "Sardegna fatti bella" a mo' di esempio, qualcuno dice che sono i soldi dei cantieri comunali per arredare un po' i comuni. A parte che non mi scandalizzo che sia anche quello, devo dire che queste risorse somiglieranno a quelle avute dai comuni sulla base della legge 11, si riuniranno a quella percentuale rimasta della legge 37, ma con un buon risultato! Io penso che trasferire risorse ai comuni (che così possono fare una operazione di arredo urbano, di pulizia delle strade, di realizzazione di spazi verdi) sia un fatto positivo perché consente loro di avere un aspetto un po' più dignitoso e nello stesso tempo creare occasione di lavoro per i propri disoccupati; non mi pare che sia nulla di cui dobbiamo vergognarci, è un'operazione positiva.

Così come non si può negare che, in questo collegato, ci sia una risposta verso il precariato. Vedete, in questi anni, nell'amministrazione regionale, si è creato molto precariato perché, attraverso le modalità di assunzione a termine o di altre forme, si aveva molta più facoltà di scegliere chi dovesse essere assunto. Noi, in questo momento, con questo collegato, con questo provvedimento di legge, stiamo andando a stabilizzare i ragazzi assunti in questi anni nei vari enti e nell'amministrazione regionale. Ritengo che anche questa sia una operazione positiva. Il collega Maninchedda menzionava l'antincendio, io ho detto un'altra volta che, per quanto riguarda l'antincendio, si è semplicemente concluso un iter apertosi nel 2003, cioè si è data la possibilità a questi lavoratori, che erano già dipendenti dell'Ente Foreste per sei mesi, di rientrare nell'organico dell'Ente Foreste, consentendo loro così di avere una maggiore stabilità potendo essere utilizzati anche all'interno dei cantieri per altre mansioni qualora non fossero ritenuti idonei per l'antincendio.

Io ho visto ieri una trasmissione, "Ballarò", nella quale si è parlato molto dell'inglese e della polemica tra Bersani e la Moratti; allora, scegliere di investire una cifra così consistente per favorire i ragazzi sardi nell'apprendimento dell'inglese e quindi aprirli ad una possibilità di interloquire nel mondo, è una scelta positiva, in totale sintonia con il DPEF e con il programma che ci siamo dati. Scegliere di mettere ordine rispetto a tutta la strumentazione pubblica in relazione alla promozione è una scelta che anche voi, più volte, avete detto essere necessaria senza poi mai fare nulla.

E' innegabile che la Sardegna si presentava (denunce fatte in tutte le occasioni), per la promozione dei nostri prodotti all'esterno, con le strutture pubbliche spesso in concorrenza una con l'altra; ogni comunità montana aveva il suo stand, ogni territorio il suo marchio, ogni ente regionale aveva la sua proposta, bisognava scegliere di unificare, di avere una proposta unitaria per rappresentare e promuovere i prodotti sardi fuori dalla Sardegna. Non si può disconoscere che sia una scelta giusta, operata in questo collegato dalla Giunta e da questa maggioranza.

Ma l'Agenzia di promozione non ha solo la funzione di promuovere fuori dalla Sardegna i prodotti, ha anche quella di promuovere il territorio: chi ha fatto il marketing territoriale fino ad oggi in Sardegna? Ogni consorzio industriale tentava di fare il proprio marketing territoriale, ogni ente tentava di fare il proprio marketing industriale, non c'è mai stato un progetto unitario; oggi, con la proposta che approveremo a conclusione di questo dibattito si andrà in quella direzione. Quindi non solo lo condivido, ma io non ho dubbi sulla validità di questo provvedimento.

Qualche collega ha posto alcune questioni politiche. Vedete, lo dico alla Giunta e anche alla maggioranza, io vorrei tenere in considerazione alcune delle preoccupazioni espresse. Anche a me pare che noi dobbiamo sempre di più stare attenti ad eliminare il più possibile, dalle azioni di governo, l'elemento della discrezionalità, della deroga e fissare sempre di più invece regole certe per tutti, applicabili indipendentemente da chi presiede la Regione (sia Tizio o Caio), da chi sia il sindaco (sia Tizio o Caio) o il proponente (sia Tizio o Caio).

Per cui manifesto preoccupazione per alcuni segnali, sui quali sarebbe giusto un maggiore approfondimento da parte della Giunta, qui avanzati dal collega Maninchedda. Ogni azione di governo, anche quella più giusta e più corretta, anche quella più positiva, non può naufragare in errori che diano l'idea della discrezionalità e della mancanza di certezza di diritto. Questo deve valere per tutti, dalla questione della tutela del paesaggio, alla questione dell'energia e dei rifiuti. Alcuni colleghi hanno sviluppato molta polemica sul problema dei rifiuti, ma possiamo negare che in Sardegna siamo in piena emergenza per i rifiuti? Qualcuno dovrà pure assumersi la responsabilità del fatto che, in questi anni, siamo arrivati ad una situazione di emergenza, non dico come quella della Campania, non siamo a quel livello, , però che in Sardegna ci sia una emergenza rifiuti non si può negare! Riguarda l'area vasta di Cagliari, che sta scaricando su altri territori le sue contraddizioni, per non avere mai affrontato e risolto i problemi intorno al Tecnocasic; riguarda l'area nuorese, dove ormai la tariffa della nettezza urbana sta diventando veramente insopportabile per le famiglie.

Era necessario mettere mano al problema, la Giunta l'ha fatto affidando lo studio a due validissimi professionisti per la progettazione di un piano di gestione dei rifiuti a livello regionale; si tratta di un'ipotesi di lavoro che credo arriverà come disegno di legge e avrà il suo corso nelle Commissioni di merito e nel Consiglio. E' il modo comunque positivo di affrontare il problema, anche aprendo discussioni e polemiche al nostro interno, senza nascondersi e di far sì che le cose si evolvano per conto proprio.

Così come credo che dovrà essere (vedo il segnale luminoso che sta lampeggiando ed è meglio concludere) aperta una discussione al nostro interno per quanto riguarda l'energia; credo che il confronto sia utile, ancorché aspro, ma dialettico, però poi la sintesi, da tutti rispettata, è salutare per qualsiasi amministrazione, per qualsiasi governo sia esso regionale, provinciale e comunale.

Quindi ben venga la discussione, se è necessario anche lo scontro su posizioni differenti, l'importante è che poi ci sia un momento di sintesi alla cui costruzione tutti abbiano partecipato, perché se tutti hanno partecipato a costruire quella sintesi, quella sintesi sarà difesa e servirà per mantenere la coesione della maggioranza; se la sintesi invece è frutto soltanto di una parte sugli altri, è una sintesi che non si difende e che apre gli stessi problemi presenti nella legislatura precedente all'interno del centrodestra…

PRESIDENTE. Chiuda, onorevole Marrocu. Ha parlato per venti minuti.

MARROCU (D.S.). …dove sembrava che i problemi mai emergessero nel dibattito, ma nel segreto dell'urna…

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, questo disegno di legge, collegato alla manovra finanziaria, capita in un momento molto importante e credo che ci permetta di fare quanto meno il punto della situazione di una legislatura che ormai si avvia verso la metà del suo percorso; due punti di verifica sono in questo momento molto importanti, forse in questi giorni post-elettorali non sono particolarmente evidenti anche in un clima non particolarmente vivace che ha contraddistinto, almeno fino ad ora, il confronto in quest'Aula, ma credo che non rimarrà tale.

Si tratta di un momento di verifica perché, obiettivamente, le elezioni politiche, che tradizionalmente, da qualche anno ormai, nell'ultimo decennio capitano a metà della legislatura regionale per la Sardegna, costituiscono oggettivamente e sicuramente un test molto importante sulla consistenza delle diverse forze politiche e certamente sull'azione di governo; è un punto di verifica che può dare molti più dati di quanto non possano fare i numerosi test elettorali delle elezioni amministrative che ogni anno caratterizzano il nostro paese e quindi anche i nostri comuni e le nostre province. Ma è un punto di verifica anche perché, dopo questo passaggio, ci si attende di capire qual è la consistenza politica e programmatica, la capacità di governo di una maggioranza regionale che, da qualche anno, ormai sta governando in Sardegna.

Molto brevemente interverrò sullo specifico del collegato. Questa è la vera finanziaria! Questa è la vera finanziaria perché, certamente, in questo disegno di legge si esprimono, senza freni e senza inibizioni, l'azione e il metodo di governo di questa maggioranza regionale. Rispetto al passato, in questo collegato, sono confluite tutte le norme che correttamente sono state dichiarate intruse nella legge finanziaria in senso stretto; norme che costituiscono effettivamente lo specchio del metodo di questa maggioranza, un metodo di governo caratterizzato fondamentalmente dall'enunciazione di grandi obiettivi programmatici, soprattutto di grandi riforme, di grandi iniziative politiche nei confronti dello Stato, accompagnato invece da una gestione di governo, amministrativa, in cui gli enunciati vengono messi da parte e conta la praticaccia degli esperti. La praticaccia dei vostri consulenti, la praticaccia dei quadri dell'amministrazione particolarmente fedeli a voi, di chi sa fare la politica in un certo modo. In questo collegato, senza freni e senza inibizioni, si manifesta questo.

Questa è la vostra vera manovra finanziaria. Avete già detto, per bocca del Capogruppo dei D.S., che cambierete la legge di contabilità per evitare finalmente quanto meno questa ipocrisia e si arriverà sicuramente (con i voti di cui disponete) a quello che sempre si è visto, leggi finanziarie omnibus con le quali, ovviamente, con un sistema maggioritario che vi dà il premio in Consiglio e con un Regolamento che necessariamente tiene conto dell'esigenza per tutti e per sempre di poter avere una legge di bilancio e una legge finanziaria in tempi ragionevoli, senza più freni, riuscirete a fare quello che vorrete.

Forse! Forse, perché già adesso state dimostrando che, con tutte le capacità e le potenzialità numeriche che avete in quest'Aula, state soltanto riproducendo l'esistente; avete annunciato tante riforme in questo disegno di legge collegato, si vedono alcuni scampoli di riforme che non riuscite neanche a chiudere, state cercando di compensare, di trovare delle scappatoie, di aggiustare. Questo è un disegno di legge collegato che, in gran parte, è la correzione di altre norme, state di fatto tenendo la Regione così come era prima, senza avere però almeno la stabilità di prima del sistema amministrativo. Tutte riforme incompiute che non stanno dando alcun risultato concreto.

Ancora: in questa manovra finanziaria, ovvero in questo disegno di legge collegato, voi avete inserito la novità della fiscalità regionale; non soltanto noi, ma esperti, oltre che esponenti politici della sinistra, dicono che questo primo esperimento di fiscalità regionale è a dir poco insoddisfacente. Lo vedremo poi meglio nell'articolato, da queste norme sulle nuove tasse non emerge quale sarà il livello di nuove entrate, non emerge il metodo, non emerge in quale quadro di finanza regionale voi metterete questo sistema che volete inaugurare, non si capisce assolutamente dove si andrà a parare, si sa soltanto che queste norme sulla fiscalità sono in realtà, lo dite voi esplicitamente, collegate alla vertenza con lo Stato, servono per far leva sullo Stato in modo da ottenere il risarcimento di un debito che altri Governi non hanno mai ottemperato, che il Governo della appena conclusa legislatura nazionale, quanto meno, ha avviato verso una possibile soluzione.

In realtà, anche in questo tipo di fiscalità, voi state individuando solo nemici da combattere e non amici, non il popolo amico da difendere; state solo individuando nemici, tra l'altro esterni, che potrebbero invece essere utili alla Regione. State dando un'immagine della Sardegna che certamente non verrà premiata con un sistema turistico che veda in questa terra un livello di accoglienza accettabile che ci possa permettere prospettive di sviluppo. Avete messo in queste leggi alcune foto pubblicitarie, utili per depliants pubblicitari che, evidentemente, non daranno alcun risultato, "Sardegna fatti bella", "Sardegna speaks English", norme che sono talmente poco e male abbozzate che non si sa quale sarà la loro vera utilità. In questo momento, voi avete certamente la possibilità e i numeri per approvare questo disegno di legge collegato; avreste la possibilità di approvarlo anche rapidamente, ma siete voi e soltanto voi che state ritardando, anche in questi giorni, anche in queste ore.

Potreste, come avete detto, approvare rapidamente questa legge, non lo fate, non lo sapete fare, non lo volete fare perché esiste un problema di fondo che sta proprio nella questione politica che state vivendo successivamente a questa tornata elettorale delle politiche. Lo scenario che noi abbiamo di fronte, per il presente e per il futuro, è denso di molti interrogativi. Stiamo respirando, io credo, una strana aria in quest'Aula, un'aria di chi da parte della maggioranza è convinto di aver vinto, Soru avrebbe vinto, la maggioranza di centrosinistra avrebbe vinto. Per cui semplicemente ci si appresterebbe ad avviarsi alla seconda parte della legislatura gestendo o tentando di gestire, all'interno della stessa maggioranza, le forti contraddizioni che si sono manifestate fin dall'origine, ma che oggi emergono e credo da ora in poi emergeranno ancora più fortemente.

In realtà, in Sardegna si è rafforzata la sinistra! Questo è il primo e più probabile scenario che si apre immediatamente per il proseguo di questa legislatura. Lo ha ricordato anche ieri Luciano Uras, su cinque senatori quattro sono della sinistra, il centrosinistra ha messo ben poco e non è solo un problema di numero di senatori, è un problema reale, non solo un problema di consistenza numerica, ma anche di consistenza politica. Voi vi apprestate ad avviarvi alla seconda parte della legislatura avendo un Presidente della Regione che più presidenzialista di così non si può, che si sente rafforzato e con una sinistra che si sente altrettanto rafforzata e che, per questo, io credo tenderà il più possibile a condizionare la Presidenza. Tutto il resto dello schieramento ha, davanti a sé, solo la possibilità della omologazione. Il centro, nel centrosinistra, avrà la possibilità di omologarsi a questo sistema di governo; già oggi, alcune cose sono state dette anche da alcuni esponenti della maggioranza, in questo sistema di governo, i soggetti che governano hanno semplicemente la grande preoccupazione e la grande prospettiva di gestire utilmente il blocco di potere che si è formato con le elezioni regionali, che voi pensate si sia consolidato con queste elezioni politiche e che pensate di poter gestire.

La prospettiva è che la sinistra si rafforzi sia sulle politiche economiche e finanziarie, sia sulle politiche sociali, nel senso che si rafforzerà quella parte della sinistra che gestisce il dissenso e l'emarginazione, senza dare risposte. Tant'è vero che la sinistra della sinistra protesta! Tant'è vero che Rifondazione Comunista non si riconosce nelle scelte di governo, ma si riconosce nella gestione di questo governo, chiede più spazi, ma non ottiene più politiche sociali, la politica del lavoro è stata derubricata dall'agenda di governo. Non siamo noi a dirlo, lo dite voi, lo dicono i sindacati, lo dicono le forze sociali!

Questa è la prospettiva: il rafforzamento di una sinistra di governo, cioè della sinistra di gestione. Che ne è del centro del centrosinistra? Io credo che ci sia il rischio di una totale omologazione per godere di rendite di posizione. Questo è il secondo scenario, questa è la seconda parte dello schieramento politico di quest'Aula che si appresta ad affrontare i mesi a venire con questa distrazione, ma con questa lucida rassegnazione.

Che ne è del resto di quest'Aula? Questa è la domanda che dobbiamo porci. Che ne è del resto di quest'Aula che fuori da quest'Aula non rappresenta però soltanto i tre quarti o soltanto i due terzi che risultano dalle elezioni regionali del 2004? Che ne è di quella parte politica, di quello schieramento politico che, anche nelle ultime elezioni politiche, ha dimostrato di saper tenere attorno a sé, in qualche modo, con più voci, metà del corpo elettorale italiano e sostanzialmente metà di quello sardo? Che ne è di noi? Vogliamo lasciare che la sinistra si appresti a gestire questi tre anni così come sta dimostrando anche in questo collegato? Così come dimostra nei provvedimenti di legge sull'urbanistica, sul piano paesaggistico, sulla sanità, sulle altre riforme accennate e che si vuole concludere?

Questa sinistra, che tende ad accentrare i poteri, così come è stato detto, chiudendo gli spazi della democrazia, della sussidiarietà, centrando tutto su quanto il potere politico e il potere amministrativo possono concedere e non su quello che la società da sola può fare, non chiedendo permesso a nessuno, ma potendolo fare perché la legge glielo consente dal principio e non per una gentile concessione di chi gestisce contemporaneamente il potere. Questo è il vero problema! Questo è il vero problema almeno per chi vuole ascoltare qui e soprattutto spero fuori di qui, per radunare, per coalizzare forze politiche che oggi, in qualche modo, si riconoscono nel centrodestra e in quelle forze politiche che non hanno forse la lucidità o la maturità, che non vedono spazi per una coalizione diversa, per un'analisi e per un'azione diversa, ma che potrebbero trovarlo se insieme, tutti insieme, cominciassimo a ragionare in modo diverso.

Questo è ciò che riguarda noi, dico noi dell'opposizione, cioè una prospettiva, uno scenario verso cui dobbiamo orientarci con delle forze di centro che devono fare le forze di centro, quindi forze che devono fare dell'alternativa alla sinistra la loro forza e per le quali solo la sinistra è una vera alternativa, non altre forze del centrodestra; non si cresce a scapito degli alleati, si cresce a scapito di un avversario che vuole rimanere tale a discapito di tutti. Si tratta di volere forze di centro che davvero guardino a questo, forze di destra capaci di costruire ponti verso tutti, forze di destra che non si concepiscano più soltanto di destra, forze che capiscano che l'alternativa è questo statalismo, questo relativismo di valori che è il vero partito egemone del nostro Paese, della nostra Regione.

Questo significa, allora, cercare di scoprire quali sono le nostre radici, le nostre ragioni autonomiste, di un'autonomia che sappia però guardare alla realtà, non innanzitutto alle proprie analisi e alle proprie ideologie di partenza. Un autonomismo che sappia guardare all'autonomia della Regione nei confronti dello Stato, degli enti locali nei confronti della Regione, cioè di quella sussidiarietà verticale che è fondamentale nel nostro ordinamento, ma anche un autonomismo che sappia guardare la sussidiarietà orizzontale, che permetta cioè di dare alla società la possibilità di liberare le proprie energie. Anche in queste elezioni, così come in altri appuntamenti, questa società si è dimostrata una società incapace di organizzarsi molto, che non sa organizzarsi, non sa forse neanche farsi rappresentare adeguatamente, ma è una realtà sociale che esiste, che è forte, che vuole vivere, che vuole essere libera.

Contro questa egemonia, bisogna costruire l'alternativa con coraggio. Io credo che noi dovremo stare molto attenti in quest'Aula, faremo di tutto per esserlo, perché non passino cose simili a quelle di cui si è parlato ieri in alcuni interventi, di cui parla la stampa, per evitare che il centralismo sia sempre più centralismo presidenzialista ed egemone, statalista nella sua sostanza al di là del gioco di parole. Cercheremo di stare attenti che, in quest'Aula, non si facciano norme che provochino discriminazioni tra lavoratori e lavoratori, tra imprenditori ed imprenditori, cercheremo di fare di tutto ma, colleghi della maggioranza, non ci vedrete indugiare molto e troppo in quest'Aula.

Io ritengo che occorra anche e soprattutto cominciare a lavorare fuori, perché l'alternativa che si è creata, e che si è manifestata anche in queste ultime scadenze elettorali, credo che sia viva, chiede soltanto di essere letta, interpretata, rappresentata adeguatamente. Rappresentata qui cercando di vigilare, ma rappresentata soprattutto fuori per leggere quali sono le domande, le richieste, qual è il lavoro politico da organizzare e da tratteggiare come capacità progettuale, tenendo presente che è importante il progetto, ma altrettanto importante è che si costituisca un soggetto; il vero sviluppo nasce soltanto se c'è qualcuno che, avendo un progetto, o anche mutuandolo da altri, ne sia consapevole.

Manca la consapevolezza di una progettualità politica che voglia essere alternativa a chi non ha altro da progettare se non la propria egemonia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Chiedo la verifica del numero legale, Presidente.

PORCU (Progetto Sardegna). Di nuovo!

(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 61 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PILI - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SANCIU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - SPISSU - URAS.)

Constatata la presenza del numero legale,proseguiamo la discussione con l'intervento della Giunta regionale.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Assessore, le ricordo che ha venti minuti di tempo a disposizione.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, siamo nella fase della discussione generale del disegno di legge, credo che quindi sarà l'occasione, per me e per la Giunta, di dire, anzi di ricordare più che di dire qual è il senso generale di ciò che stiamo proponendo in questo disegno di legge, ci sarà poi l'occasione di tornare sui punti specifici man mano che discuteremo i singoli articoli.

Ancora una volta è il momento di affrontare esplicitamente il problema del modello di sviluppo. Nessuno può pensare di vedere un modello di sviluppo in un disegno di legge, per quanto complesso, come quello che stiamo qua discutendo, ma credo che sia giusto e sia una buona occasione tornare su questi punti, sul senso generale dei singoli interventi che abbiamo portato come proposta all'attenzione di quest'Aula.

Primo: le risorse. Qualunque modello di sviluppo deve fare i conti innanzitutto con le risorse che deve avere a disposizione. In questo senso, la proposta dell'Agenzia delle entrate credo che sia ampiamente condivisa così come sia ampiamente condivisa la necessità di avere un'Agenzia che si occupi, con assai più attenzione di quanto è stato fatto nel passato, del problema delle risorse che noi possiamo investire per ottenere competitività e coesione. L'Agenzia delle entrate da noi proposta è uno strumento, quindi, essenziale, prima di tutto per fare i conti con quello che lo Stato ci deve e, in secondo luogo, per cominciare ad attrezzarci con attenzione e serietà al federalismo fiscale verso il quale inevitabilmente ci muoviamo. Quindi abbiamo certamente bisogno di un'Agenzia che inizi a ragionare seriamente e approfonditamente su aspetti fiscali e tributari di grande importanza.

Secondo: azioni a favore dello sviluppo. Vorrei citare il fatto che, nella manovra finanziaria che stiamo portando (lo dico per chi ancora oggi sembra far fatica nel rintracciare una coerenza dei nostri interventi), nel suo complesso, con tutta evidenza, abbiamo proposto concretamente e operativamente una saldatura tra gli investimenti in ricerca e gli investimenti in istruzione e in capitale umano. Questa è una saldatura fondamentale; per la verità assolutamente dimenticata, nel recente passato, non solo dalla Sardegna, ma dall'intera nazione, dall'intera Italia.

Mentre si sono fatti alcuni investimenti in ricerca, in centri di eccellenza, l'Italia si è drammaticamente, è la parola giusta, dimenticata del problema dell'accumulazione del fattore fondamentale della crescita, che è il capitale umano. Noi abbiamo messo insieme questi due fondamentali elementi, mentre abbiamo aumentato gli investimenti nei centri di eccellenza, abbiamo iniziato una stagione straordinaria di investimenti in alta formazione, attraverso il programma "Master and Back", senza il quale gli investimenti in ricerca, pubblici e privati, non troverebbero un contesto nel quale produrre competitività e ricchezza futura. La saldatura di questi due elementi è oggi riconosciuta dall'intera strategia di Lisbona e da una bozza del quadro strategico nazionale appena pubblicata dal Ministero dell'Economia, naturalmente a guida del Governo di centrodestra, che solo in queste ultime settimane ha riconosciuto l'importanza strategica di mettere insieme ricerca e investimenti in capitale umano. Da questo punto di vista, la Sardegna è assolutamente all'avanguardia, in Italia, nell'intraprendere una prospettiva così fondamentale.

Voglio anche ricordare che investimenti in capitale umano, oltre ad aumentare la produttività degli stessi investimenti in ricerca, e dunque dare un contributo fondamentale per aumentare le prospettive competitive di questa Regione, funzionano da attrattore per le imprese e quindi funzionano anche da essenziale promozione per questo territorio, in modo che in questo territorio arrivino soprattutto imprese di alta tecnologia, fondamentali per poter guardare con qualche ottimismo al futuro.

La Giunta, credo si possa dire, ha sperimentato in questi mesi l'importanza dell'avere un programma, come quello dell'investimento in alta formazione di capitale umano, come strumento per rendere interessante la Sardegna a precise e concrete imprese che, in queste settimane, stanno decidendo di localizzare nella nostra Regione importanti investimenti.

Coerentemente con questa prospettiva, mentre ci dotiamo degli strumenti per rendere concreta la promozione del nostro territorio all'esterno, ci forniamo anche di uno strumento indispensabile, che è quello di avere un'Agenzia unica che sia capace di promuovere la Sardegna, il proprio territorio, i propri prodotti, i propri servizi. L'Agenzia "Sardegna Promozione" è un altro passo importante che viene fatto nel nostro modello di sviluppo e che trova attuazione e concretezza nel disegno di legge di cui stiamo discutendo. E' quindi un tassello essenziale per andare in questa direzione.

Quale idea di sviluppo, dunque? Naturalmente, non possiamo fare a meno di parlare di turismo e della nostra idea del turismo, perché questo collegato se ne occupa in modo molto chiaro. Tutto si può dire ma non che questa maggioranza e questo Governo non abbiano un'idea precisa dello sviluppo turistico, sanno che al centro della competitività nel mondo c'è la qualità ambientale. La qualità ambientale nel senso della natura, nel senso delle attività tradizionali e dell'identità. Lo abbiamo detto il primo giorno che ci siamo proposti agli elettori, continuiamo a dirlo e ci muoviamo con piena coerenza in questa direzione. Abbiamo ereditato, a proposito di questa equazione, competitività uguale qualità ambientale, una situazione non particolarmente favorevole, se così vogliamo dire. Abbiamo ereditato un grande disordine e in questo grande disordine stiamo innanzitutto cercando di mettere ordine in due direzioni, di questo il collegato si occupa.

Prima di tutto, mettere mano al disordine delle seconde case; mettiamo mano al disastro di uno sviluppo di seconde case poco controllato, assolutamente eccessivo, caratteristica assolutamente negativa dello sviluppo turistico della Sardegna e in gran parte del Mediterraneo, almeno dei recenti sviluppi turistici nel Mediterraneo. In secondo luogo, garantire sostenibilità al sistema regionale, per sostenibilità intendiamo un sistema regionale nel quale le zone interne, le attività tradizionali, hanno un ruolo essenziale da svolgere, nel rendere e nel mantenere competitiva l'offerta turistica di questa Regione. Le imposte che proponiamo nel collegato hanno questo significato, soprattutto cercano di mettere a disposizione di tutti, di questa idea di sostenibilità ambientale e di sviluppo turistico, una parte delle risorse associate alle seconde case.

. Onorevole Artizzu, ma quale danno patrimoniale? Lei si è riferito alle imposte sulle seconde case come a qualcosa che avrebbe distrutto il settore turistico, che avrebbe creato un grave danno patrimoniale; per la verità, le seconde case in questo momento hanno avuto incrementi patrimoniali dalle politiche, inevitabilmente, di rigoroso controllo della qualità ambientale della Sardegna. Le tasse, le imposte hanno come scopo esclusivamente quello di prendere una parte, per la verità una piccola parte, di questo incremento patrimoniale e metterla a disposizione dell'intera collettività della Sardegna, attraverso un fondo di coesione che sarà dedicato soprattutto ad investimenti per garantire, per promuovere, per sostenere sviluppo locale nelle zone interne, soprattutto di quelle attività tradizionali che sono elemento fondamentale, ripeto, per la competitività dell'intero settore turistico, inclusa la competitività di chi offre turismo nelle zone costiere e che, dall'avere alle spalle territori ricchi di attività tradizionali e di identità culturale, non possono che trarre grande vantaggio.

Questi sono naturalmente tasselli di un modello di sviluppo che non può essere interamente letto in un collegato, per quanto ampio e articolato. Il modello di sviluppo si completa ovviamente altrove, per esempio, attraverso il processo della progettazione integrata, che mette 700 milioni a sostegno di progetti di sviluppo locale e regionale, progetti basati su un attento studio delle potenzialità condivise da migliaia di operatori sardi del settore pubblico e del settore privato. Questi sono elementi della nostra idea di sviluppo, provocheranno sviluppo o disastri? Sembra evidente che, nell'opinione della minoranza, il nostro approccio provochi disastri; potrei passare qualche minuto a dire la mia opinione, preferisco citare due fatti.

Primo: non si intravedono all'orizzonte grandi disastri nel settore turistico. Le previsioni per la stagione estiva, previsioni che avete letto su tutta la stampa regionale, sembrano piuttosto positive; ma potremo parlare di questo alla fine della stagione estiva, faremo una verifica e ci chiederemo come sono andate le cose, se mettete in memoria questo punto ne parleremo, magari, ad agosto o a settembre.

Secondo: più in generale, ricordo previsioni catastrofiche, già nel 2004 e durante l'inizio del 2005, su ciò che sarebbe successo in questa Regione in termini di sviluppo e di capacità di ridurre la disoccupazione. I dati di ieri dell'ISTAT ci dicono una cosa che spero non sia sfuggita a nessuno, che spero non sfugga a nessun consigliere e a nessun giornalista: il tasso di disoccupazione di questa Regione, tra il 2004 e il 2005, è diminuito di un punto percentuale. Una diminuzione che, con l'esclusione del Molise, è la più alta che si sia registrata in Italia; una diminuzione della disoccupazione, quella del 2005, che si è registrata in Sardegna, che è avvenuta in presenza di un incremento dell'occupazione, la Sardegna è l'unica Regione, insieme ad altre tre. Sono solo quattro quindi in tutta Italia le Regioni che hanno registrato una diminuzione del tasso di disoccupazione in presenza di un aumento dell'occupazione. Questo è un fatto, non è un'opinione. Questo è un fatto preciso! Siamo la Regione in cui la disoccupazione è diminuita percentualmente più che altrove, con l'esclusione del Molise, e siamo una delle quattro Regioni in cui questa diminuzione si è accompagnata con l'aumento dell'occupazione. Le previsioni sentite in quest'Aula, dai banchi dell'opposizione, legittime, si sono rivelate false.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Volevo proporre una Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori e magari aggiornarci a domani.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). La mia proposta è di fare oggi le dichiarazioni di voto e votare domani.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, io credo che dovremmo continuare! Penso che sia intendimento di tutti quanti approvare in tempi brevissimi questo disegno di legge. Siamo stati colpiti favorevolmente, l'esposizione dell'Assessore ci ha talmente convinto che non possiamo ulteriormente perdere tempo. Dobbiamo assolutamente approvare immediatamente questo disegno di legge, per cui io credo che dobbiamo andare avanti e possibilmente completare entro stasera l'approvazione del disegno di legge.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 10, viene ripresa alle ore 18 e 44 )

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto, comunico le determinazioni della Conferenza dei Presidenti di Gruppo: i lavori proseguiranno questa sera per le dichiarazioni di voto, mentre la votazione sul passaggio all'esame degli articoli invece avverrà domani mattina in apertura di seduta.

Continuazione della discussione del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo"(216/A)

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Ricordo che il tempo a disposizione per le dichiarazioni di voto è di tre minuti.

CAPELLI (U.D.C.). Il mio voto è contrario, credo di aver manifestato la mia opinione nei precedenti interventi, ma mi vorrei soffermare un attimino sulla replica dell'Assessore, il quale ha usato questi termini: "queste azioni sono dei tasselli di un modello di sviluppo", o meglio "fanno parte di un quadro di sviluppo". La mia domanda, Assessore, rimane sempre la stessa, chiedo di definire una volta per tutte il modello di sviluppo comunque; tasselli di quale quadro, di quale mosaico, qual è il fine, qual è l'obiettivo, qual è il percorso? Poi i tasselli di questo meccanismo si possono anche concordare di volta in volta. E ancora, quali sono le priorità? Volevo anche sottolinearle il perché io non posso condividere questa azione; ha parlato di turismo, della previsione estiva e dei dati ISTAT, è semplice fare adesso il raffronto sul 2005, ma non l'ha fatto sul 2004 quando il tasso di occupazione e di disoccupazione è sceso e soprattutto alla fine di una campagna elettorale nella quale la sua parte politica ha battuto molto sul fatto del continuo calo della disoccupazione, a seguito delle azioni di Governo, e conseguentemente anche del tasso di occupazione.

Si dimentica, in quei dati ISTAT, che c'è un altro parametro molto importante, l'aumento dell'emigrazione dalla Sardegna e questo è un dato che deve far riflettere moltissimo, perché è conseguenza anche del dato dell'occupazione e della disoccupazione; molti scelgono di andare altrove e anche questo fa parte dei reciproci programmi di governo che tendono a tenere i giovani in Sardegna, a dare loro una prospettiva in Sardegna. Per esempio, bisognerebbe riportare anche i dati sull'edilizia, che è calata notevolmente, sui quali bisognerebbe discutere.

Per quanto riguarda il modello turistico, Assessore, io credo che, per la sua onestà intellettuale, non possa dire che oggi esiste un modello di sviluppo turistico. Mentre si inaugurano le fiere a Cagliari e in Gallura per la nautica, noi tassiamo la nautica, è una contraddizione alta ed evidente, difficilmente spiegabile o quanto meno difficilmente comprensibile. Fa parte di un modello di sviluppo o è un modello di sviluppo turistico che non vogliamo? La rete dei porti in Sardegna, fa parte del modello di sviluppo turistico, è un nostro obiettivo o non lo è? Non sta a me dare queste risposte!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Prima di fare la dichiarazione di voto, Presidente, le chiederei la verifica del numero legale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu)

Terza verifica del numero legale

PRESIDENTE. Indico la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 57 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orru' - Pacifico - Petrini - Pili - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.)

Constatata la presenza del numero legale, proseguiamo con gli interventi..

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anche la mia dichiarazione di voto sarà estremamente breve e riprenderà il concetto che è stato espresso dall'assessore Pigliaru nel corso del suo intervento. Intanto una considerazione preliminare cioè se questa legge, che noi stiamo licenziando, fa parte della manovra finanziaria, gli atti conseguenti alla messa in essere delle dichiarazioni di principio presenti nel DPEF, nelle dichiarazioni programmatiche che sono state espresse dalla Giunta all'atto del suo insediamento, dovrebbero essere presenti all'interno di questo disegno di legge.

Laa considerazione che io faccio esclusivamente riprende quanto già detto sinora, cioè che è difficile trovare in questi articoli, che si occupano di materia così ampia e diversificata, una coerenza di progetto che possa consentire di avere la convinzione che si va verso una strategia di sviluppo lineare, univoca, ben chiara alla Giunta e al Consiglio regionale. E' stato ricordato da molti, è sperabile e auspicabile che sia l'ultima volta che andiamo ad approvare una manovra finanziaria spezzata in due porzioni, di cui una è la parte finanziaria e l'altra contiene norme che più o meno pudicamente vengono dette disposizioni varie.

Questo disegno di legge, purtroppo, non ci sembra che abbia una coerenza di progetto. Speriamo di poter discutere in futuro le norme che traducono in azione di legge le dichiarazioni programmatiche della Giunta e che esse siano norme coerenti, omogenee, facilmente comprensibili, che non si sovrappongano e si intreccino rispetto al resto della legislazione vigente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, per annunciare il mio voto contrario ovviamente, non per avere la presunzione di replicare all'assessore Pigliaru, ci sarà tempo e modo per farlo quando esamineremo i singoli articoli. Non è chiaro il modello di sviluppo né poteva essere tale, perché la confusione mi pare che regni sovrana in questo disegno di legge.

Mi interessava invece replicare alle statistiche dell'ISTAT che l'Assessore ha voluto portare in quest'Aula. Assessore, i dati dell'ISTAT sono relativi ad un trend che scende progressivamente dal 2001 in Sardegna. Le cito l'esempio della Provincia di Oristano, che è quella che ha avuto la migliore performance in questo senso, dove la disoccupazione maschile è al 5,4 per cento; le ricordo però che, nel 2002, la disoccupazione era del 17,8 per cento in Provincia di Oristano, mentre oggi è al 10,2. Ora non posso pensare che questo sia frutto della politica del Governo Soru, è ovvio che è frutto di tutta una serie di iniziative che si sono verificate sia a livello locale sia a livello regionale ed ancora di più a livello nazionale. Penso che non sia assolutamente da credere che questo sia l'effetto Soru. Dico ancora di più: relativamente ai dati che lei ha citato, se fosse vera la sua affermazione che c'è un progressivo miglioramento dell'occupazione e quindi cala il limite di disoccupazione nell'arco dei prossimi tre anni, mi verrebbe da pensare che, con questo trend di 7 punti e mezzo nella Provincia di Oristano, probabilmente il metanodotto e la visita del presidente Soru in Algeria non serve tanto per il metano, quanto per trovare un modo per importare occupazione. Saremo tutti sovraoccupati se continua questo trend.

Lei sa benissimo che non è così, lei sa benissimo che questo collegato alla finanziaria non ci darà quelle risposte o perlomeno non ci darà tutte quelle risposte, ce ne darà alcune. Io continuo a dire che una delle risposte che voi immaginate sia quella più importante, quella dei 3 mila laureati per i quali spendiamo un patrimonio, sia la soluzione e la panacea di tutti i mali. Lei ha annunciato in quest'Aula che stanno arrivando delle grosse aziende che intendono investire in Sardegna proprio a seguito del fatto che noi facciamo altissima formazione. Mi viene difficile pensare che voi conosciate…

PRESIDENTE. Onorevole Diana, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo per dichiarare il voto favorevole e al contempo annunciare che Rifondazione Comunista ha presentato una serie di emendamenti che ritiene migliorativi del testo, in linea con le impressioni raccolte in questi mesi e in questi anni di attività della maggioranza e del Consiglio e della Giunta.

Non sono così ottimista, peraltro ho fatto una campagna elettorale in cui sottolineavo le gravi difficoltà in cui versa la società sarda a causa del governo delle destre a livello nazionale, quindi mi pare assolutamente rilevante, una volta che ci dotiamo di strumenti operativi, introdurre in essi una direzione più robusta, più consistente verso il contrasto alla precarietà del lavoro, alla precarizzazione delle condizioni di vita dei lavoratori, verso il contrasto alla disoccupazione, verso l'incremento delle misure di coesione sociale e di armonizzazione della nostra società.

Penso dovremmo stare meglio. Prima si diceva di dati ISTAT, non voglio citare dati, mi piacerebbe citare il sistema di rilevamento che ha utilizzato l'ISTAT, dove basta avere un'ora di lavoro retribuito per essere contati come occupati, dove basta essere figli o mogli di un proprietario di piccola azienda familiare, anche senza percepire retribuzioni, per essere contati; basta essere un lavoratore atipico per essere contati. Io penso ad una Sardegna diversa, più sviluppata e più giusta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Prima di tutto annunciamo il voto contrario a questo passaggio e, in secondo luogo, in risposta a quanto affermato dall'Assessore con molta nonchalance, io mi volevo riferire solo e esclusivamente al fenomeno del reddito sommerso legato alle seconde case, affermando che poteva essere affrontato con risultati sicuramente diversi e migliori attraverso un accordo tra Regione, comuni ed altre istituzioni volto a potenziare gli accertamenti sull'evasione garantendo agli stessi comuni in via diretta una quota di gettito. Le risorse sarebbero senz'altro arrivate grazie a controlli dal basso compiuti sui territori e la coesione sarebbe stata vera, con i comuni messi in condizioni di decidere da soli come impiegare, a favore delle comunità di riferimento, i fondi ottenuti. Inoltre si sarebbe evitato di colpire in maniera indiscriminata senza intaccare affatto le aree di evasione e di reddito sommerso. Assessore, questa poteva essere semmai la prima missione della nuova Agenzia delle entrate.

Naturalmente una scelta del genere sarebbe stata molto più complessa e avrebbe richiesto ben altri approfondimenti, anche una significativa concertazione - nel senso migliore del termine - con il sistema delle autonomie; è stato invece assai molto più facile, per il Governo regionale, anche per le abitudini che sta perseguendo, tirare un po' di tabelle e, per la Commissione, cancellare qua e ritoccare là. Proprio un atteggiamento tipico del partito delle tasse, quello che abbiamo citato nel nostro intervento prima, che non si pone minimamente il problema del buon governo, della cosa pubblica e nemmeno quello di una Regione che ha tante difficoltà e che rischia di essere messa in ginocchio nelle sue migliori potenzialità di sviluppo legate a quel turismo che lei dice di non aver penalizzato; vedremo le conseguenze dopo questa terribile stangata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, il voto di Alleanza Nazionale ovviamente è contrario anche alla luce della replica dell'Assessore, che fornisce francamente dei dati sull'occupazione in Sardegna non molto credibili e che, tra l'altro, vanno in contrasto, mi pare, con quelli che ha pubblicato recentemente l'ISTAT. E' stato un noto organismo di destra che è la CISL a fornire dei dati allarmanti sull'occupazione in Sardegna, recentemente, qualche mese fa; evidenziando la perdita di oltre 10 mila posti di lavoro. Io non capisco ancora precisamente a quale periodo o a quale settore lei faccia riferimento, Assessore, la pregherei in un'eventuale prossima occasione di essere un pochino più preciso perché mi pare che quello che lei ha detto contrasti non tanto con quella che può essere una mia o una nostra opinione, quanto con i dati ufficiali che fotografano la situazione del lavoro in Sardegna. Tra l'altro una situazione di disoccupazione che è andata, nel periodo in cui c'è stata l'amministrazione del presidente Soru e della Giunta Soru, in controtendenza rispetto a quelle nazionali che invece vedevano un calo della disoccupazione ai minimi dal 1992 ad oggi.

Quindi in Sardegna voi siete stati talmente bravi da non riuscire ad invertire una tendenza nazionale, altro che dati confortanti! Tutto questo verrà aggravato dal fatto che ci sono ferme, non finanziate, le principali leggi di finanziamento e di sostegno all'imprenditoria, le quali continuano a essere abbandonate, private dei necessari finanziamenti. Comunque, a prescindere da questo, è l'intero impianto di questo maxi collegato che è non solo discutibile ma anche allarmante; nessun chiarimento è giunto da parte sua, Assessore, sui criteri seguiti per la fissazione di queste vostre nuove tasse, nemmeno sulle previsioni di introito che avete preparato, se le avete preparate.

Il messaggio che viene da questa amministrazione regionale è un messaggio allarmante che ormai ha varcato i confini della Sardegna, se è vero come è vero che, per esempio, sto parlando soltanto delle tasse sulla nautica e quindi delle tasse sulle vacanze, un comunicato ufficiale dell'associazione degli industriali e degli importatori e dei venditori delle imbarcazioni da diporto a livello nazionale ha dedicato la prima pagina del proprio giornale proprio all'allarme Sardegna, essendo la Sardegna una delle mete più ambite dal diporto di alto livello, beh, l'argomento principale col quale è stata occupata la prima pagina del loro bollettino è stato proprio l'allarme che viene dalle vostre scelte di tassare il turismo e la nautica in particolare.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, come d'accordo, i lavori si concludono a questo punto, il Consiglio è riconvocato domani mattina, giovedì 20 aprile, alle ore 9 e 30; comunico che, alle ore 10, si procederà alla votazione sul passaggio all'esame degli articoli.

La seduta è tolta alle ore 19 e 04.