Seduta n.382 del 01/02/2008 

CCCLXXXII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Venerdì 1° febbraio 2008

Presidenza del Vicepresidente BIANCU

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 29.

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del mercoledì 24 gennaio 2008 (375), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Davoli, Vincenzo Floris, Lanzi, Petrini, Francesco Sanna e Serra hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di venerdì 1° febbraio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intende accordati.

Sospendo l'Aula per dieci minuti, i lavori riprendono alle 10 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 30, viene ripresa alle ore 11 e 01.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e

pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)"(301/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301.

Metto in votazione l'emendamento numero 351. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Abbiamo votato a pagina 3, il 351. Siamo a pagina quattro, l'emendamento 352.

Onorevole La Spisa, qui non c'è niente, l'avevo guardato prima il monitor. Come? Adesso c'è, prima non c'era!

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sì, il problema è che qua se non si estrae la scheda… quindi ho premuto il pulsante, ma non è risultata la richiesta.

Chiedo, sulle modalità di voto, il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 352.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cachia ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Cappai - Cherchi Oscar - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Murgioni - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Espa - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Manca - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Spissu - Uggias.

Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Lai Renato - Maninchedda - Marracini - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 41

astenuti 5

maggioranza 21

favorevoli 15

contrari 26

(Il Consiglio non approva).

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 353, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 354.

ARTIZZU (A.N.). Presidente, elettronico.

PRESIDENTE. Avevamo già votato, va beh.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, Presidente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 354.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cappai, Contu, La Spisa e Sanjust hanno votato a favore e che i consiglieri Cachia e Uras hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cappai - Contu - Farigu - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Pisano - Sanjust.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Espa - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Manca - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.

Si sono astenuti i consiglieri: Lai Renato - Maninchedda - Marracini - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 41

astenuti 5

maggioranza 21

favorevoli 13

contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione gli emendamenti numero 68 e 184. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto ora in votazione gli emendamenti numero 355 e 820.

Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Per le stesse considerazioni che sono state fatte nella discussione dell'articolo, io sostengo questo emendamento e porto all'attenzione dei colleghi il fatto che le sanzioni sono rilevanti e contrastano, in un certo senso, con lo spirito di quella modifica della terminologia, di cui ho colto l'aspetto positivo e che, nella mia interpretazione, lascia intendere la volontà di un approccio di condivisione, di legittimazione e di conoscenza di queste tasse. Potrebbe esserci anche un'altra interpretazione che è quella relativa a un'attinenza a quelle raccomandazioni e a quelle osservazioni che l'Avvocatura dello Stato ha fatto. Entrambe, le cose possono essere comunque presenti e rispettate, ritengo comunque che a non pagare questa tassa, non siano solo i ricconi, proprietari delle ville della costa Smeralda, ma ci possano essere anche emigrati che magari non hanno ancora definito la loro situazione patrimoniale, che hanno avuto difficoltà nell'approccio non con l'Agenzia delle entrate, che hanno avuto informazioni, che si sono avvalsi di consulenze che hanno dato magari indicazioni ad attendere quel pronunciamento, atteso e opportuno, di carattere giuridico e dottrinario, che darà naturalmente una maggiore e definitiva legittimazione a questi provvedimenti. Per queste ragioni io riterrei e ritengo che sia opportuno soprassedere in questo momento alle sanzioni attendere questi chiarimenti e questo è lo spirito con cui abbiano formulato questo che è il primo degli emendamenti e quelli di tipo abrogativo che sono i successivi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, Presidente. Per esprimere una serie di perplessità relativamente al comma in esame dell'articolo 2, e in relazione anche all'emendamento presentato, l'emendamento numero 820 primo firmatario l'onorevole Pittalis. Allora, perplessità notevoli sul merito e sulla portata…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Salis e onorevole Marrocu, per gentilezza.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Dicevo, sul merito e sulla portata del comma. Intanto, per le osservazioni che venivano fatte adesso dal collega che mi ha preceduto e poi Presidente con una serie di altre motivazioni anche aggiuntive.

Allora, Presidente, nel merito delle osservazioni aggiuntive al punto 1 del comma 17 si dice che sono punite con la sanzione amministrativa da euro mille a euro duemila. Non prevede un'attenuazione delle sanzioni a seconda della portata della trasgressione, ma gli euro mille o gli euro duemila parrebbero affidati alla discrezionalità dell'Ufficio, poi viene l'omissione di comunicazioni sanzionata allo stesso modo dell'invio di comunicazioni incomplete e questa viene equiparata alle comunicazioni non veritiere. Così, come tutto viene equiparato con la restituzione di risposte incomplete o non veritiere. Cioè, parrebbe essere assolutamente analogo in termini sanzionatori l'omessa comunicazione, l'omessa dichiarazione con omissioni notevolmente più lievi, quali per esempio la restituzione in maniera incompleta di eventuale documentazione richiesta, per cui chiedo che si faccia una riflessione sulla portata dalle norme sanzionatorie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Balia. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. L'emendamento soppressivo numero 355 ha una giustificazione che per noi, oltre che ritenere, e aver sempre ritenuto, le tassazioni imposte dalla Regione... sanno di un senso di iniquità come principio, e questo è stato affermato dal primo momento e dalla prima proposta che è stata fatta nel 2006 e successivamente tutte le altre proposte, credo che questa sia la settima volta che si interviene, complessivamente, tra proposte, rettifiche, modifiche, aggiornamenti e così via dicendo, sul tema delle norme tributarie regionali. Credo che sia mancata tanta lucidità e tanta lucidità credo che continui a mancare.

Ma quando mai si è visto applicare delle sanzioni amministrative che decuplicando la tassa? Ma quando mai e a quale livello di tassazioni diverse si esigono, o si pensa di esigere, decuplicando la tassa, con more che decuplicato la tassa, per "mancata restituzione di questionari inviati al contribuente o a terzi nell'esercizio dei poteri di cui alla precedente lettera a)", oppure " risposte incomplete o non complete...". Ma noi stiamo scherzando davvero che noi possiamo intervenire con legge finanziaria a fare prescrizioni di una iniquità che non trova riscontri nel resto della nazione e forse dell'Europa? Io credo che, molto probabilmente, sia necessario, colleghi, che si rifletta un attimino su quello che si intende approvare con il comma 17; credo che siamo arrivati proprio al top, ma siamo arrivati proprio al top significa che stiamo cadendo talmente in basso che noi pensiamo davvero di risolvere i problemi finanziari della Regione adottando principi di questo genere.

Credo che il voto sarà a favore dell'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei dichiarare il voto favorevole a questo emendamento e motivarlo effettivamente, ad una lettura attenta del testo di questa finanziaria che in ogni angolo presenza spunti per una discussione e per un approfondimento e per una valutazioni politica. Questo comma e, direi, l'ennesima dimostrazione che il sistema di nuova tassazione, che la Regione ha avviato e sperimentato in questa legislatura, sta mostrando progressivamente tutti i difetti, tutti i suoi limiti, le crepe. E' evidente e questo comma 17, lunghissimo, tipico di una norma propria di una legge di settore, in materia tributaria, è evidentemente indirizzato a correggere, migliorare e rendere più efficiente il sistema di nuova tassazione inaugurato in questa legislatura, ma proprio in questo mostra evidentemente i suoi limiti, con un, neanche tanto velato, tentativo di inasprire i provvedimenti, i meccanismi amministrativi, per chi non ottempera all'obbligo di contribuire così com'è stato stabilito dalle norme che hanno istituito questi nuovi tributi.

Noi siamo certi che la Sardegna non ha bisogno di una polizia tributaria né di un sistema tributario che sia indirizzato a colpire il più possibile i cittadini, considerandoli quasi pregiudizialmente come degli evasori. Ma d'altra parte ci rendiamo anche conto che un sistema di tassazione necessita anche di sanzioni, la verità è che è sbagliato l'approccio alla questione tributaria, alla questione finanziaria, manifestato in queste norme, e si è costretti a ricorrere a queste disposizioni così tassative.

Votiamo contro, quindi. A favore dell'emendamento e quindi contro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Nel medioevo, ma per la verità anche nell'età imperiale, quando la base monetaria consisteva di monete in metallo prezioso, chiunque disponesse di metallo prezioso poteva portarlo presso la zecca di Stato dove veniva trasformato in monete con l'effigie del sovrano; i diritti spettanti alla zecca e al sovrano erano esatti trattenendo una parte di quel metallo prezioso. Ecco, questo balzello veniva propriamente chiamato signoraggio, cioè un'imposta sulla coniazione noto anche come diritto di zecca. In altri termini erano i signori feudali titolari del diritto di battere moneta e i beneficiari del guadagno che ne derivava. Mutatis mutandis, siamo in presenza di una evoluzione - ma sarebbe meglio dire di una involuzione - del signoraggio, considerato che viene assunta come base imponibile non tanto il metallo prezioso ma un altro bene, altrettanto prezioso, come l'industria del turismo o, forse più propriamente, tutti i servizi che sono correlati all'industria del turismo, che, come sappiamo, impropriamente e anche populisticamente, è stata chiamata tassa sul lusso mentre in realtà è una vera e propria tassa sulle attività economiche, che non sono solo quella portuale o aeroportuale ma che investe anche l'industria alberghiera, l'industria della ristorazione, tutte le piccole e medie attività artigianali e commerciali che sono connesse. Quindi, si crea una situazione nella quale vi è un rediremàn del signore feudale che in più si sostituisce allo Stato centrale, come se non bastassero le imposizioni e i balzelli che già esistono e che già tartassano le tasche dei contribuenti, sardi e non, che vivono in questa regione.

Ed è veramente ripugnante, credetemi, sapere ancora che i sacrifici - come ha ricordato il collega Renato Lai - di tanti emigrati sardi, reinvestiti qui in Sardegna, siano sottoposti ad ulteriore nuovo balzello: io di questo mi vergogno!

Se c'è un senso della giustizia e se pagare le tasse è un dovere quando queste sono giuste, non può che portare con sé i germi della rivolta sociale quando queste imposizioni sono davvero ingiuste. Non sottovalutiamo questo rischio e mi pare che l'occasione per l'Assemblea, un'Assemblea libera, sia quella di cassare questo sistema di imposizione.

PRESIDENTE. Il suo voto?

PITTALIS (Gruppo Misto). E' favorevole, sono il primo firmatario.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, per dichiarare il voto a favore degli emendamenti 355 e 820, e ne approfitto, signor Presidente, per chiederle il voto elettronico palese. Perché su questa situazione non è mai sufficiente sottolineare come, da una parte ci sia questo zelo analitico, chirurgico, nel comminare sanzioni, e dall'altra la stessa materia, come ho detto anche ieri sera, ha subìto per la terza volta visitazioni altalenanti, contraddittorie e quindi c'è veramente la schizofrenia nell'affrontare un problema così delicato. Perché siamo di fronte all'ennesima ossessione del gabelliere. Dico, ma è mai possibile pensare che lo sviluppo e il lavoro possano crearsi attraverso le tasse? In nessuna parte del mondo adottano queste misure rancorose, anche perché l'industria turistica, soprattutto oggi, va incontro ad una concorrenza spietata e al turista fanno tappeti rossi, li accolgono a braccia aperte col sorriso; e poi il frutto di tanti sacrifici di questi immigrati subisce le attenzioni, che hanno portato al nostro erario pochissimi in euro. E anche questa la dice lunga sulla prospettiva e sulla sensibilità politica di una Giunta che da una parte, come dicevo ieri sera, attua politiche neoliberiste e dell'altra rancoroso statalismo che tende a punire chi con sacrificio ha realizzato una casetta. Un'altra sciatteria, provocata da questa frattolosa legislatura, è quella di avere tassato anche la plusvalenza, quando lo stesso ordine dei notai e lo stesso direttore dell'agenzia generale delle entrate di nomina del Presidente ha avvertito dal rischio derivante da questa impopolare e infruttuosa tassa sulla plusvalenza. Ne trarranno benefici grossi immobiliaristi russi o greci o di qualsiasi nazionalità a discapito di chi ha invece il domicilio fiscale fuori dalla Sardegna, perché per il DPR numero 700 del '73, chi mantiene il domicilio legale qui non paga questa tassa eppure una categoria come quella dei notai ha allarmato invitando a rimuovere questa serie di gabelle che non hanno nessun senso e non portano nessun vantaggio all'erario della Sardegna. Rende solo impopolare e rancorosa questa terra, che storicamente, invece, è conosciuta come una terra di accoglienza, di pace e di sorrisi. E'veramente una serie…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Atzeri.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, nel ricordarle che ho chiesto il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Atzeri, che ha chiesto il voto elettronico palese.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì grazie Presidente, intanto per sottolineare quanto diceva l'onorevole Balia in merito all'esosità della norma e poi per richiamare l'attenzione, Presidente, sul fatto che l'agenzia regionale delle entrate non offre una dettagliata e adeguata informazione, e che quindi questo disagio non può poi riversarsi sui cittadini. Io ho fatto delle prove, Presidente, mi spiace dirlo qui, però il numero telefonico che dovrebbe fornire le informazioni, e vi invito veramente a provare per verificarlo, il più delle volte, se non sempre, non risponde. Le lettere che ci sono arrivate e le segnalazioni che ci sono arrivate manifestano disagio perché dicono, che non viene risposta neanche alle lettere in cui si manifestano queste difficoltà. Quindi si rende indispensabile un'attenta indagine su tutti questi passaggi; e non è possibile che si parta dal presupposto di un'incompleta o tardiva comunicazione degli atti, quando non è garantita un'informazione capillare. Lo dicevamo anche ieri con particolare riguardo; poi, Presidente, io voglio anche segnalare un fatto che le condizioni in cui sta lavorando l'Aula essendo ancora irrisolto il nodo all'interno della maggioranza non consente di lavorare veramente in modo sereno e adeguato all'importanza di questo documento. E, quindi, mi sembra che si debba procedere in modo diverso. Allora se non ci sono le condizioni per cui si riveda questa tassa, per cui si riveda questa norma, beh io voterò a favore dell'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). La ringrazio Presidente. Io devo manifestare la mie perplessità relativamente al contenuto di quest'articolo. Perché, e quindi diciamo che sono favorevolmente impressionato dallo spirito dell'emendamento, che, però, non mi convince nel momento in cui sopprime alcune parti dell'articolo, come ad esempio, l'esenzione dall'imposta per i soggetti che acquisiscono l'immobile per effetto di successione ereditaria. Però devo manifestare soprattutto le mie perplessità relativamente al fatto che nel complesso l'articolo manifesta un intento eccezionalmente persecutorio da parte dell'amministrazione regionale nel momento della riscossione. In particolare mi riferisco al sistema punitivo delle sanzioni amministrative per le irregolarità. Se noi pensiamo che per un giorno di ritardo, per la restituzione di un questionario o la mancata restituzione, un soggetto si trova a dover subire una sanzione da 1000 a 2000 euro senza nessun rapporto all'entità del tributo dovuto, manifestando, quindi, anche un'eccessiva penalizzazione, che si può anche rivelare maggiore del tributo stesso, diamo l'idea di una Regione che perseguita i cittadini, che perseguita i contribuenti e questo noi non possiamo permetterlo. Per questa ragione dichiaro il mio voto di astensione sull'articolo soppressivo, però chiedendo che ci possa essere delle modifiche quanto meno una votazione per parti dell'articolo nella fase finale, in maniera tale che si possa ragionare distinguo all'interno dei diversi commi.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias. E' corretta la sua osservazione, perché è evidente che dal punto 4, pagina 22 del testo della finanziaria il punto 4, il punto 5, punto 6, punto 7 per un refuso nella trascrizione del testo dalla Commissione all'aula dovevano essere il comma 18, rispettivamente il comma 18, 19, 20 e 21 e pertanto sarebbe opportuno che i primi firmatari dell'emendamento numero 355 ed emendamento numero 820, onorevole Contu e onorevole Pittalis, precisassero se intendevano sopprimere tutto il testo, compreso anche ai punti 4, 5, 6 e 7 o invece e si riferivano soltanto fino al punto 3, compreso. Perché sembrerebbe verosimile che fosse l'intenzione dei presentatori limitarsi fino alla: "della Repubblica numero 602 del 1973 del punto 3".

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Ma è evidente che l'emendamento non intendeva colpire le esenzioni, anche se il sistema non ci piace assolutamente. Quindi noi ci batteremo per annullarlo completamente, però l'emendamento mira logicamente a sopprimere quella parte dell'articolo, come lei ha correttamente riassunto. Cioè quella prima parte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Credo che nella dichiarazione abbia precisato che complessivamente si intendeva sopprimere complessivamente il comma per le motivazioni già addotte. Soprattutto per l'iniquità che sottende questa tassazione, che è stata imposta ai sardi residenti e non. Grazie

PRESIDENTE. Per cui a questo punto dopo questa precisazione dell'onorevole Contu, prima firmatario dell'emendamento numero 355 li voteremo separatamente per cui l'emendamento numero 355 intenderà…

CAPELLI (U.D.C.). No!

PRESIDENTE. Si è confuso, onorevole Contu?

CONTU (F.I.). Guardi, io non mi sono confuso, devo completare escludendo il concetto delle esenzioni che sono in alcune parti del comma. Quindi dovremmo rielaborare, ed eventualmente stralciare, i commi 4, 5 e a seguire.

PRESIDENTE. Quindi, si ferma al punto 3?

CONTU (F.I.). Sì, si ferma al punto 3.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. Quindi, verranno messi in votazione contemporaneamente il "355" e l'"820", e si riferisce la proposta di soppressione fino al punto 3 del comma 17.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Sì, Presidente. Raccogliendo le osservazioni che da più parti sono venute sulla rigidità dell'applicazione delle sanzioni, noi ritenevamo non ci fosse bisogno, perché ovviamente si fa salva la progressione dell'applicazione, facendo riferimento alla legislazione fiscale nazionale, ma se questo non è sufficiente nel testo, e crea preoccupazioni, io chiederei cortesemente, Presidente, che il Consiglio accettasse un'integrazione al punto 1 del comma 17 per inserire, dopo le parole: "Sono punite con la sanzione amministrativa da euro mille a euro 2 mila le seguenti violazioni", magari si coordina il testo, "fatta salva l'applicazione di quanto disposto dall'articolo 7 del decreto legislativo numero 472 del 1997, e dall'articolo 13 dello stesso decreto", che parla di progressione dell'applicazione di sanzioni ridotte e, evidentemente, di rispetto di quell'equilibrio che molti colleghi hanno richiamato e che non sembrava essere chiaro nel testo da noi approvato. Però non era chiaro perché si applicano comunque norme di carattere generale, ma se c'è bisogno di specificarlo proporrei di specificarlo in questa maniera.

PRESIDENTE. Grazie, assessore Secci. Io direi che si può dare per essere trascritto ed essere distribuito. Nel frattempo proseguiamo con le dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). La ringrazio, Presidente. Anche se nelle ultime interlocuzioni alcuni aspetti hanno avuto un sufficiente chiarimento, io volevo richiamare, sempre sul comma 1 dell'articolo 17, ancora l'attenzione della Giunta, se non altro per la formulazione del medesimo, a prescindere dal fatto che ritengo che, di fatto, l'articolo 2 rappresenta una vera e propria norma tributaria, e bene sarebbe stato sottoporlo come norma a parte al Consiglio, perché giustamente il Consiglio avrebbe potuto dare maggiormente un suo contributo esaustivo per la completezza e l'equilibrio della norma stessa.

Vede, Assessore, il fatto che si dica "fatta salva l'applicazione di quanto disposto dall'articolo, eccetera eccetera", io lo intendo in questa maniera, che cioè si commina la sanzione di 2 mila euro a chi manda in ritardo o non precisa esattamente quello che deve comunicare; "fatta salva", quindi, è un'aggiunta. Sarebbe bene - ed è giusto quello che il collega Uggias ha precisato - imporre una percentuale in più del dovuto nel caso di mancato pagamento o di omissione o di ritardato pagamento del tributo, e cioè, giustamente, uno magari deve pagare 150 euro di tributi, e si vede comminata una multa di 2 mila euro, perché magari si è completamente dimenticato per quindici giorni di pagare entro la scadenza, o magari per mille euro perché ha ritardato il pagamento. Ed è assurdo. Bene sarebbe, invece, proporre una percentuale del tributo, perché, se si dice "fatta salva", l'interpretazione che molte volte danno specialmente gli uffici finanziari a queste cose sono interpretazioni restrittive, cioè puntano a far pagare sempre qualcosa, se non dico di più, comunque sia, c'è poca elasticità mentale. Per cui sarebbe bene, proprio in quel comma, precisare determinate percentuali, in caso di ritardo, in caso di incompletezza e in caso di omissione, poiché, sinceramente, la cura mi sembra molto ma molto grave, bastano sinceramente i balzelli e le tasse che la gente di Sardegna, quelli residenti, quelli che sono fuori attualmente pagano, e non riescono purtroppo a pagare. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Quando si discuteva dell'inserimento di queste tassazioni, mi pare che uno dei rilievi che avevo svolto è che, a fronte di un costo alto, altissimo per la gestione del servizio, come Agenzia, non corrispondesse un altrettanto forte ingresso di tasse. Ciò al di là del fatto che fossero delle tasse inique, che colpivano indiscriminatamente tutti i cittadini sardi, ma in particolare gli emigrati. Ora, ancora una volta ci ritroviamo a parlare intorno alle tasse di un fattore aggravante. Non ci basta ancorché, con l'utilizzo del miele da parte della Giunta, posto in questi termini, e neanche molto comprensibili, in questi ultimi istanti, cercare di non far capire che, comunque sia, si introduce un fattore sanzionatorio nei confronti di chi queste tasse non dovesse pagarle, sapendo anche che queste tasse sono un fattore iniquo. Ora, io dico che il pagare le tasse è un fatto di civiltà, ma quando la tassazione è giusta. Ma ancora una volta si arriva a fare l'equazione "tasse e imposte, uguale sinistra". Non può essere questo, in una condizione di sviluppo civile e sociale. Le tasse devono essere pagate da tutti, ma devono essere seriamente poste in capo da chi deve pagare per un servizio che deve essere reso, oppure non si devono mettere né imposizioni né tasse, se queste sono gabelle fatte per frustare in qualunque modo le opportunità anche di sviluppo, come è avvenuto nella nostra Isola nei confronti di quello che è stato il turismo marcatamente per le tasse sull'imbarcazione. Ma ancora di più, e peggio, stiamo colpendo e colpiamo in modo maledetto chi è andato a cercare lavoro fuori dalla Sardegna, che ha fatto vivere momenti difficili in Sardegna con le proprie rimesse dall'estero, e ancora una volta gli emigrati - l'avvocato Uggias mi perdonerà -, e credo che ci sia anche qui una differenziazione: se l'eredità viene da un emigrato, anche il figlio dell'emigrato ha diritto, forse perché ha patito una situazione di difficoltà sociale, oggettivamente. Mi consenta, Presidente, di concludere.

PRESIDENTE. Scusi, concluda, onorevole Dedoni.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie. Quindi, credo che, in termini obiettivi, questo deve essere accolto non solo con il voto positivo, perlomeno mio, ma anche da parte della maggioranza, se riconoscesse quelli che sono i problemi reali di uno sviluppo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie, Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento soppressivo del comma 17, per quella parte che la Giunta ha chiarito essere il vero comma 17, perché si tratta esattamente di un'ingiustizia palese quella contenuta nell'emendamento numero 17, che è richiamata dalla definizione in senso generale di giustizia tributaria. Quando noi andiamo a parlare di giustizia tributaria, la definizione è quella dell'equo rapporto tra la tassazione, quindi il tributo, e il sistema sanzionatorio che dovrebbe vigilare attorno all'evasione di questo tributo. Qui, effettivamente, ma lo hanno detto anche alcuni colleghi che mi hanno preceduto, non c'è più proporzione, anzi c'è una totale sproporzione che lo fa diventare un'ingiustizia palese, perché il rapporto è un rapporto iniquo, né può essere modulato da quell'aggiunta che, adesso, la Giunta stessa ha presentato, perché, anche quell'applicazione relativa naturalmente al sistema riduttivo, è comunque rapportata alla sanzione massima e alla sanzione minima che è stabilita, perché il tutto il tutto va a rapportarsi a quello, quand'anche io dovessi applicare un terzo di quella che è la così detta sanzione minima, è evidente che comunque è sproporzionato e quindi non esiste giustizia. Farebbe bene, quindi, la Giunta a ritirare l'emendamento o a chiedere che si voti a favore dell'emendamento soppressivo del comma 17 e riscrivere per intero il sistema sanzionatorio. Ormai dentro l'articolo 2 ci si muove in questo modo, in maniera improvvisata e in maniera quasi dilettantistica. Noi abbiamo assistito ieri all'approvazione relativa ad alcuni emendamenti, ovviamente in senso contrario, che restituiscono un IRAP ingiusta, totalmente ingiusto, perché l'applicazione della riduzione dell'aliquota dell'un per cento sull'IRAP è una favola alla quale nessuno crede e né tanto meno ci crede la Giunta, perché è dimostrato dal fatto che nel bilancio, nella parte "entrata" voi avete scritto esattamente per il 2009, per il 2010 per il 2011 un aumento addirittura delle entrate IRAP; è veramente una barzelletta, questa cosa va raccontata ai sardi perché nessuno può credere a questo sistema, voi non intendete applicare alcuna riduzione né intendete assolutamente favorire l'occupazione al sistema delle imprese attraverso questa farsa che voi state scrivendo dentro l'articolo 2.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Assessore, volevo segnalare un fatto; intanto faccio miei gli argomenti che ha svolto il collega Uggias poc'anzi sulla necessità di una differente configurazione di questo sistema sanzionatorio, e poi, Assessore, questo emendamento orale che c'è stato distribuito comunque non risolve il problema dato che, sebbene sia apprezzabile il fatto che lei ha detto che nelle intenzioni della Giunta queste sanzioni debbono essere progressive, con questa dicitura comunque il limite minimo della sanzione rimane a 1000 euro e la progressività starebbe fra i mille e i 2 mila euro. Ecco, è comunque una sanzione eccessiva e quindi il suggerimento che mi sento di dare è che questa norma, se possibile, venga sospesa e venga formulato un diverso sistema sanzionatorio articolato con questa progressività di cui la stessa Giunta ha detto esservi bisogno.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, soppressione del comma 17 dell'articolo 2, cioè il sistema sanzionatorio, di fatto, sull'evasione fiscale. L'Assessore del bilancio sa perfettamente da che cosa sono costituite le entrate della Regione, sa anche che il lavoro dipendente concorre con il 91 per cento dell'insieme del gettito, sa benissimo quindi che deve iniziare un riequilibrio sul piano fiscale, e l'onorevole Dedoni, l'onorevole Pisano, i colleghi del centrodestra sanno benissimo che si incomincia ad introdurre una filosofia poco poco più equa nella gestione della partecipazione alle entrate pubbliche. Ma voi pensate che sia così iniqua una tassa che obbliga a 1250 euro di pagamento per le navi di lunghezza superiore ai 30 metri, cioè i famosi, giganteschi panfili, Yacht di tutti gli sceicchi del mondo che arrivano a fare le vacanze in Sardegna? Gli sceicchi nostrani e gli sceicchi delle altre parti del mondo. Io penso che ci si debba preoccupare di come si fa la provvista finanziaria, e ci si debba preoccupare di come e di quale qualità di partecipazione garantisce il lavoro dipendente, quindi il mondo dei lavoratori, quelli che devono faticare per arrivare alla fine del mese, e ci si debba preoccupare di riequilibrare, questo per le entrate e questo per le spese, qua stiamo consentendo alle imprese una minore entrata, gli stiamo riducendo le tasse, non gliele stiamo aumentando onorevole Pisano. Per cui il ragionamento da fare è come si rende equa questa società e anche questa gestione amministrativa.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Onorevole Uggias, lei aveva già fatto dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Sì Presidente, ho fatto la dichiarazione di voto sull'emendamento così come era prospettato, adesso abbiamo preso atto di questa modifica e volevo anche dare due indicazioni sulla modifica stessa, e cioè, così come diceva il collega Scarpa, l'aggiustamento non modifica assolutamente lo spirito dell'obiezione né la forza dell'obiezione, ciò è comprensibile se si considera il fatto che una sanzione di 1000 euro sarebbe dovuta comunque anche per un tributo di 5 euro, di 10 euro o di 20 euro. Quindi occorre eliminare "la sanzione minima", mettere "fino a", e poi vorrei far osservare che il riferimento all'articolo 13 del decreto legislativo numero 472 del 97 incrementa le sanzioni, non le riduce, e che la riduzione della sanzione è prevista solo nell'ipotesi di eccezionali circostanze, cioè quando le circostanze siano eccezionali; qua stiamo prevedendo la norma.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue UGGIAS.) Io suggerirei di fare una proposta organica, di sospendere il punto e, nello stesso tempo, di inserire, Presidente, anche la disciplina del ravvedimento operoso, cioè stabilire che per coloro che affacciano o una integrazione dichiarativa, correttiva di quello che è stato un errore del quale si rendono conto, o che presentino la dichiarazione il giorno dopo o pochi giorni dopo la scadenza del termine, venga prevista una riduzione delle imposte e delle sanzioni previste, perché altrimenti anche in questo caso ci troveremo delle iniquità enormi.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Alla luce delle considerazioni svolte dall'Aula, ma soprattutto anche a seguito dell'ultimo intervento fatto dall'onorevole Uggias, io credo che in questa fase, in aula, non ci siano davvero le condizioni per esprimere un voto sereno e consapevole sul comma 17. Le perplessità che residuano sono notevoli, per cui, Presidente, io chiedo che venga al momento sospeso il voto e si faccia un'analisi un attimino più approfondita sulla portata delle sanzioni. Badate, ha nulla vale assumere impegni di altra natura con risvolti politici sul temperamento delle sanzioni, perché vi sono vincoli tali all'interno dell'articolo per cui il funzionario non ha neanche la possibilità, anche qualora volesse, di esercitare queste azioni di temperamento. E ne approfitto per dire, Presidente, che non ci rassicurerebbero neanche, allo stato attuale delle cose, altri impegni di natura politica, perché rischieremo che poi non fossero onorati, se è vero come è vero che questa finanziaria, colleghi, né approfitto per fare una denuncia forte in questo senso, non riserva nel FNOL, fondo nuovi oneri legislativi, neanche un euro per l'approvazione di nuove leggi che necessitano di copertura finanziaria nel corso dell'anno 2008. Per cui mi chiedo: la tanto decantata legge sui Consorzi industriali laddove dovremo prendere impegni solenni trascritti in finanziaria per approvarla entro tre mesi, è a costo zero, posto che non c'è una lira nel FNOL? La legge sulla cultura e formazione professionale, che è in carico alla mia Commissione, è a costo zero? Penso proprio di no. Io credo che la Giunta aveva disposto, a dire la verità, una dotazione finanziaria per il FNOL, la Commissione in uno storno vagabondo di cifre l'ha eliminata, oggi l'Aula si trova a non poter esercitare la propria funzione legislativa. Ecco, visto che ci sono rischi di questa portata io chiedo a maggior ragione che il voto sul comma 17 venga rinviato a dopo una riflessione ulteriore. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Balia.

Va bene, colleghi, facciamo cinque minuti di sospensione. No, l'Assessore mi dice che vorrebbe partecipare lui alla discussione, quindi sospendiamo e del resto se sospendessimo solo questi emendamenti potremmo andare poco avanti perché poi ci sono dei sostitutivi al comma 17.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io intanto condivido l'esigenza della sospensione, visto il dibattito in Aula. Volevo suggerire, visto che c'è la sospensione, perché non si fa una breve riunione così definiamo anche l'organizzazione dei lavori per oggi; invece di sospendere per cinque minuti sospendiamo un quarto d'ora e definiamo anche l'organizzazione dei lavori.

PRESIDENTE. Va bene. Dieci minuti di sospensione e convochiamo una riunione dei Capigruppo nella saletta attigua. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 56, viene ripresa alle ore 12 e 40.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di riprendere posto, continuiamo a lavorare.

Intanto comunico che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di proseguire i lavori per tutta la mattinata fino alla conclusione dell'articolo 2. Questa sera alle 16 e 30 si riunisce la terza Commissione per proseguire l'esame degli emendamenti e il Consiglio è riconvocato per martedì alle ore 10. Lavoreremo martedì, mercoledì, giovedì e venerdì al mattino dalle 10 alle 14, al pomeriggio dalle 16 fino alle 22, quindi prego i colleghi di organizzare le proprie attività in conseguenza di questo calendario.

Siamo sugli emendamenti soppressivi parziali numero 355 e 820.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, per dare conto delle proposte che sono state in qualche maniera concordate, almeno con la maggioranza, sulle correzioni da apportare al comma 17 relativamente alle osservazioni poste. Intanto volevo richiamare, rispetto alla precisazione fatta precedentemente e con quell'emendamento orale che è stato anche distribuito, che forse è normale che siamo in questa condizione, però se andiamo a vedere l'articolo 4 sexies della legge numero 2 del 2007 diceva questo: "le sanzioni sono irrogate dall'ARASE o dagli enti convenzionati ai sensi dell'articolo 4 quater, comma 4, in conformità ai criteri di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, numero 472", che è quello che stabilisce la progressività della sanzione e che stabilisce anche il riferimento, citato dall'onorevole Uras, sul caso del ravvedimento. Però se si volesse mantenere, per maggiore chiarezza, un'ulteriore precisazione la proposta che la Giunta fa di emendamento orale al comma 17 è questa: "Al comma 17, punto 1, dopo la lettera c) sono inserite le seguenti:". Quindi rimane tutto invariato il testo come è e si inserisce una lettera aggiuntiva che dice questo: "d) qualora le violazioni di cui alle precedenti lettere a), b) e c) siano commesse dai soggetti passivi delle tasse si applica la sanzione da euro 100 a euro 500;". Quindi da euro 1000 a euro 2000 rimane per quei soggetti obbligati, notai, autorità di porto e quanti altri che hanno l'obbligo di fare le comunicazioni che devono. Poi aggiungeremo, se è riconfermata la richiesta cui facevo riferimento prima, una lettera e) che dice: "resta salva l'applicazione dei principi generali sulle sanzioni tributarie previsti dal Dlgs n. 472/97", che dice, appunto, le cose che dicevo.

Spero che questo contributo emendativo sia utile a superare le difficoltà e problemi che il comma 17 aveva. Ovviamente questo emendamento orale supera quello che era stato precedentemente distribuito.

PRESIDENTE. Va bene. I colleghi hanno modo di visualizzare il testo che è stato illustrato dall'assessore Secci; se le osservazioni e le preoccupazioni emerse nella discussione sono superate votiamo gli emendamenti numero 355 e 820 al comma 17. E' stata richiesta la votazione elettronica.

MARROCU (D.S.). Quali stiamo votando, Presidente?

PRESIDENTE. Stiamo votando gli emendamenti soppressivi numero 355 e 820. E' stata chiesta la votazione elettronica palese dall'onorevole Atzeri.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 355 e 820.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cugini ha votato contro e il consigliere La Spisa ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Contu - Dedoni - Diana - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Marracini - Murgioni - Pisano - Pittalis - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias.

Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Giorico - Maninchedda - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 53

astenuti 5

maggioranza 27

favorevoli 16

contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 356. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 357.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico dall'onorevole Vargiu.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 357.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cassano - Contu - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Murgioni - Pisano - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Giorico - Lai Renato - Maninchedda - Marracini - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 49

astenuti 8

maggioranza 25

favorevoli 11

contrari 38

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti sostitutivi parziali.

Metto in votazione l'emendamento numero 185. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Adesso votiamo l'emendamento orale che è stato distribuito ieri. E' un emendamento che deriva dalla modifica comunicata dall'Unione Europea. E' in votazione...

PITTALIS (Gruppo Misto). Scusi, Presidente, cosa stiamo approvando?

MARROCU (D.S.). Quello che ha distribuito ieri.

PITTALIS (Gruppo Misto). Che emendamento è?

PRESIDENTE. Colleghi, ieri c'è stata una lunga comunicazione dell'Assessore...

DEDONI (Riformatori Sardi). Doveva dare anche copia della lettera, l'Assessore!

PRESIDENTE. E' stata data comunicazione di tutti i documenti in possesso della Regione, quelli che hanno determinato poi questa modifica. I colleghi hanno capito di che cosa stiamo parlando?

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Un chiarimento. Cioè, sostanzialmente, con l'emendamento viene soppressa l'agevolazione dell'abbattimento dell'IRAP, così è Assessore? Se ci può dare questa delucidazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Pittalis, onorevoli consiglieri, non viene soppresso nulla, viene modificato nel senso che la specificazione alle agevolazioni all'interno del de minimis anziché essere al comma 6 viene portato al comma 3. Poi ci sono delle soppressioni di alcune parti che contrastano con le norme europee di aiuto alle imprese e quindi sono quelle parti in neretto dove è indicato, non si modifica nulla, si modifica solo la fattispecie delle... le imprese, del fatto che le imprese che beneficiano della riduzione dell'IRAP debbano stabilire il domicilio fiscale in Sardegna perché questa è considerata concorrenza sleale e quindi noi favoriamo le nostre imprese e non quelle che dovessero venire per avere questo vantaggio. Favoriamo le imprese che sono insediate in Sardegna. Le altre cose sono la soppressione di quello che abbiamo spostato, appunto, al "3" e siccome non è più necessario, perché se ci si tiene sotto i de minimis non deve essere notificata la norma all'Unione Europea, viene cassato il comma 15 che diceva che prima dell'applicazione occorreva notificare la norma stessa all'Unione Europea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, ieri quando abbiamo sostanzialmente accolto la possibilità che venisse presentato un emendamento verbale in Aula, cioè un emendamento che richiede l'unanimità dell'Aula per poter essere accolto, credo anche rifacendoci a quello che si è detto in Commissione e in Conferenza dei Capigruppo, che questa sia un'ulteriore dimostrazione del fair play con cui la minoranza sta partecipando ai lavori dell'Aula, avevamo anche chiesto all'assessore Secci di poter avere, giusto per comprendere meglio le motivazioni che avevano generato l'emendamento, la comunicazione scritta che era arrivata dall'Unione Europea che indicava quelle parti della norma che si suggeriva venissero sottoposte alla rivisitazione che poi, attraverso l'emendamento, è stata fatta. Non abbiamo ricevuto questa documentazione, vorremmo capire quali sono i motivi per cui questa documentazione non c'è stata fatta pervenire.

PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, ieri è stata, a più riprese, data informazione del fatto che non esiste una comunicazione formale, non è una lettera notificata, c'è stata un'interlocuzione tra i direttori generali nella quale si è rappresentato il problema che questa norma avrebbe sollevato. Quindi, sulla base di questo si procede a questa proposta.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io non faccio questioni, nel senso che ho ulteriore testimonianza di fair play, non faccio questioni, semplicemente suggerisco all'assessore Secci per il futuro l'interlocuzione di attivarla prima della presentazione della finanziaria, perché è un po' atipico che venga presentata una finanziaria, come lei tante volte Presidente del Consiglio ha sostenuto, è due mesi in discussione e che il giorno che arriva in discussione in Aula si attiva l'interlocuzione con l'Unione Europea. Mi sembra un modo di lavorare un po' estemporaneo e un po' anomalo per un Governo regionale che voglia rappresentare con dignità la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Erano sostanzialmente le stesse cose, con la preghiera però di essere più puntuali e precisi...

PRESIDENTE. Introduciamo il costume del parlare seduti?

DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo scusa, ma pensavo di non intervenire!

PRESIDENTE. Sì, sì, ho capito. C'era il microfono acceso!

DEDONI (Riformatori Sardi). Quando si usano le terminologie nel dire che si è avuta comunicazione uno capisce che c'è una comunicazione specifica!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Solo per un chiarimento, Presidente. Quindi, in pratica, la riduzione dell'imposta in questo caso non contempla il fatto che le aziende che si costituiscono dal primo gennaio 2008 non devono più avere il domicilio fiscale in Sardegna? E' così o capisco male io?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, capisco che il problema l'ho creato io e me ne scuso con il Consiglio, perché capisco anch'io che non è condizione normale di lavoro che si arrivi in Aula con proposte modificative di questo genere. Chiedo scusa, però ho ritenuto, e l'ho fatto avviando la discussione, di dover introdurre questa novità perché il rischio era, come abbiamo in tante altre circostanze verificato, che dovessimo poi tornare subito dopo per correggere le norme. Chiedo scusa ancora una volta di questo, però non stiamo stravolgendo nulla e io pensavo di aver chiarito in maniera efficace, dal mio punto di vista, evidentemente non sono stato molto bravo, che l'interlocuzione con l'Unione Europea non è nata l'altro giorno, perché non può essere nata l'altro giorno, che nello strutturare la norma ci siamo fatti aiutare da esperti della materia che sono un po' disponibili da noi, grazie a Dio, ma un po' abbiamo cercato anche il conforto di tecnici fuori dalla Sardegna e che la prenotifica all'Unione Europea per chiedergli se stavamo andando nella direzione giusta l'abbiamo fatta da subito e solo l'altro giorno i funzionari sono stati convocati a Bruxelles, forse a Bruxelles avevano qualche altro piccolo problema da seguire, e solo l'altro giorno abbiamo saputo della cosa. Onorevole Caligaris, noi non stiamo invitando le aziende che devono ricevere le agevolazioni IRAP a stabilire il domicilio fiscale fuori dalla Sardegna, era un'altra la fattispecie che era prevista e cioè che una delle fattispecie aggiuntive oltre alle nostre imprese era quello che davamo questo beneficio alle imprese che sono fuori dalla Sardegna che si domiciliavano in Sardegna. Questo dalla Commissione europea è considerato un ostacolo alla leale concorrenza e quindi non è applicabile. Quindi, quella fattispecie viene eliminata, non altri fattori che non ci sono.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento orale con queste spiegazioni e con le scuse che riceviamo da parte dell'Assessore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 186. La Commissione sull'emendamento numero 186 si è rimessa all'Aula e la Giunta, invece, ha espresso parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, la ringrazio. Io vorrei suggerire all'Assessore ma anche agli esperti della materia che lui ha invocato poc'anzi che forse siamo ancora in tempo, attraverso questo emendamento anche il "186" per il quale noi voteremo naturalmente a favore, siamo ancora in tempo a non creare un mostro con questo articolo 2 che fra un po' andremo ad approvare. Si tratta proprio di un mostro e sono andato a rivedermi esattamente le indicazioni che l'Assessore ha fatto in Aula ieri dichiarando che si trattava di una manovra di 40 milioni di euro che avrebbero determinato un'agevolazione a favore delle imprese, è naturalmente niente di più falso. Niente di più falso perché i 40 milioni di euro risulterebbero essere a fronte di 71 milioni di euro che risultano essere le entrate IRAP della Sardegna, una cosa talmente sproporzionata che non ha significato di niente. Se tutte le imprese della Sardegna oggi beneficiassero della riduzione dell'aliquota dell'1 per cento dell'IRAP e quindi dal 4,25 scenderebbe al 3,25, quei 71 milioni di euro di entrata resterebbero paradossalmente non solo uguali, ma aumenterebbero proprio perché l'imponibile IRAP andrebbe ad aumentare per effetto dei requisiti che avete chiesto per l'applicazione di questo beneficio. Quindi se tutte le imprese beneficiassero di una riduzione senza condizioni, sarebbero 14 milioni di euro che noi andremo naturalmente ad avere come minori entrate, ma sono ampiamente compensate naturalmente, sarebbero compensate dall'aumento dell'imponibile IRAP. Quindi come vedete non ci sarebbe nessun vantaggio. Ma davvero a poter beneficiare di questa riduzione dell'aliquota IRAP nel momento in cui voi avete scritto che per poterne beneficiare bisogna avere un incremento occupazionale del 5 per cento in rapporto naturalmente agli occupati nel periodo 1º novembre 2006 - 31 ottobre 2007 e quindi a beneficiarne saranno coloro che dichiareranno l'IRAP al 30 giugno del 2009, noi vedremo le entrate nel 2010 e in ogni caso non avremmo alcun beneficio perché questo naturalmente è scritto nei numeri. Chi è esperto in materia di IRAP dovrebbe avere naturalmente il coraggio di alzarsi e di dire che stiamo creando una grossa burla a danno dei sardi. Quindi non commettiamo questo errore perché davvero chi certifica qui che avremmo delle riduzioni nelle entrate sta certificando il falso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI SILVIO (D.S.). Ma stiamo parlando dell'emendamento numero 186?

PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento numero 186.

CHERCHI SILVIO (D.S.). Io invito i proponenti a ritirarlo per alcuni motivi: intanto su alcune parti per quanto possa apparire scritta non benissimo, ma mi dicono che la formulazione necessaria è già utilizzata anche dal Governo proprio per ottenere il placet dalla Comunità Europea. "I lavoratori assunti risultano disoccupati da almeno sei mesi" è già previsto. La lettera c) con su scritto "i lavoratori assunti risultino disoccupati da almeno sei mesi", e questo è previsto nella norma perché c'è scritto, "o che non abbiano mai lavorato o che abbiano perso il posto di lavoro".

Quindi già la norma che è prevista nella finanziaria è più favorevole di quella presente nell'emendamento così come già previsto per i portatori di handicap mentre gli altri due secondo me sono anche sbagliati perché quando si parla di mobilità o cassa integrazione che sempre meno ci sono vantaggi delle leggi nazionali che sono più positivi di quelli che proponiamo noi, proprio perché ci sono consistenti sgravi fiscali a favore di chi assume lavoratori in mobilità. Quindi insomma per questi due motivi, uno perché sono già contenute altre che sarebbero dannose, invito i proponenti a ritirare questo emendamento. Se non dovesse essere ritirato credo che sarebbe bene bocciarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Non concordo con il collega Cherchi anche perché come voi avrete letto nei commi e lettere successive, l'agevolazione è cumulabile perciò essendo cumulabile non incorriamo negli handicap eventualmente riportati nell'intervento del collega Cherchi. Ma soffermandomi sulla lettera c) quando si dice che i lavoratori assunti non abbiano mai svolto attività di lavoro dipendente e a conclusione dello stesso paragrafo si dice: "abbiano perso o siano in procinto di perdere l'impiego precedente", mi sembra una netta contraddizione. Tra l'altro i lavoratori in cassa integrazione o in mobilità non sono in procinto di perdere l'occupazione ma sono temporaneamente sospesi per cui non rientrerebbero tra i lavoratori che potrebbero essere assunti e l'impresa di conseguenza godere dell'agevolazione proposta. Direi che la dicitura "assunti i disoccupati da almeno sei mesi" è per correggere il fatto che non abbiano mai svolto attività di lavoro dipendente, insomma. Io credo che questo risponda a definire un quadro che sia un quadro di giustizia, un quadro di correttezza e che inquadri il mondo dei non lavoratori in maniera molto più ampia e che dia pari opportunità a un più vasto mondo di attuali disoccupati.

PRESIDENTE. Va bene colleghi. Mettiamo in votazione l'emendamento numero 186. E' stato chiesto il voto elettronico. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 186.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cuccu Franco Ignazio ha votato a favore e il consigliere Silvio Cherchi ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Farigu - Gallus - Giorico - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Milia - Murgioni - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 62

votanti 60

astenuti 2

maggioranza 31

favorevoli 23

contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 217. Lo metto in votazione, è stata chiesta la controprova. E' ritirato?

Va bene il numero 217 è ritirato. Emendamento numero 219.

Chiedo scusa colleghi, io ho difficoltà a seguire, è ritirato o resta?

LICHERI (Sinistra Autonomista). Il "219" non è ritirato e chiedo il voto elettronico.

PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Questo emendamento chiaramente preannuncio che noi voteremo contro, ma proprio perché ancora una volta emerge questa ossessione di voler concedere i benefici relativi alla riduzione dell'aliquota dell'IRAP a meno imprese possibili. Cioè, il fatto che si introduca e si dica che addirittura queste imprese per quattro anni consecutivi debbano esattamente avere un costante numero di dipendenti pari a quell'incremento che loro avevano avuto nel 2008, diventa veramente paradossale. Ma qual è l'azienda al mondo che davvero può garantire per quattro anni consecutivi la continuità del rapporto di lavoro nel numero dei dipendenti! Ma facciamo ridere! Diciamolo francamente che voi tutti volete, il centrosinistra vuole una norma che non conceda niente a nessuno perché infatti l'avete detto anche nel bilancio e avete scritto che le entrate del 2009 per conto IRAP sono di 71.000 euro, nel 2010 di 72.000 euro, nel 2011 di 73.000 euro. Voi state pensando di incrementare le entrate IRAP, altro che diminuirle.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Semplicemente per spiegare la natura di questo emendamento, che è un po' collegata a tutto il sistema delle incentivazioni in conto occupazione. Capita spesso che le imprese che ricevono un'incentivazione in conto occupazione la ottengano in ragione del contratto che fanno. Poi cosa succede, come è successo per i finalizzati aziendali, di cui c'è traccia anche negli atti delle diverse Procure della Repubblica? Succede che uno fa il contratto, assume il dipendente, non lo paga, poi lo licenzia, e comunque beneficia dell'acconto. Allora, qua si propone una conservazione e una verifica delle condizioni per due anni, la proposta nostra, che poi è ripetuta anche nell'emendamento numero 350, è invece di mantenerla per quattro anni, o in alternativa per tre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Ma, io devo dichiarare il mio voto contrario all'emendamento. E devo essere sincero, anche a me ogni tanto viene il dubbio, che quello che si vuole fare verso l'impresa, attraverso l'agevolazione dell'IRAP, alla fine risulti molto meno di quello che noi volevamo effettivamente concedere al mondo delle imprese, come agevolazione; perché tutta una serie di limitazioni all'accesso finiscono per rendere questo beneficio non usufruibile. E io penso anche che un'impresa, un'azienda, se decide di tenersi dei lavoratori oppure no, non lo faccia, onestamente, perché rischia di perdere l'agevolazione dell'1 percento che ha avuto dell'IRAP, oppure no. Cioè, fa ragionamenti e, penso, anche analisi di diversa natura, anche perché, insomma, credo che sia nell'interesse dell'azienda tenersi quel lavoratore, se quel lavoratore è utile alla sua attività produttiva, dopo che ha acquisito esperienza, formato, e così via. Due anni mi sembrano sufficienti, quindi anch'io, sinceramente, non vedo perché dover fare questa battaglia di allungare i tempi, mi sembra vessatoria. E aggiungo una cosa, che siccome questo obiettivo dell'IRAP, per noi significava trasferire al mondo delle imprese, si diceva, intorno ai 40 milioni di euro, come obiettivo, tant'è che abbiamo pensato di avere entrate minori di quel importo, che se fosse vero quello che i colleghi sostengono, che poi le entrate non diminuiscono dei 40 milioni di euro, e che avremmo 40 milioni di euro in più, rispetto a quello che abbiamo previsto, perché le imprese non usufruiranno di questo vantaggio, io penso che ci debba essere un impegno di quest'Aula, per quanto mi riguarda un impegno del Gruppo dei Democratici, che queste risorse vadano comunque al mondo delle imprese. Cioè, se è vero che le imprese non usufruiranno di questa riduzione, 40 milioni di entrate in più avremo, 40 milioni di entrate in più dovremo trasferire al mondo delle imprese, attraverso leggi di settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Per annunciare il mio voto contrario all'emendamento e per sostenere, invece, il testo così come formulato dalla Giunta regionale. Mi pare un criterio di saggezza, perché è inutile che da un lato noi prevediamo una serie di incentivi a favore delle imprese, ci deve essere un condizionamento, e nella norma il condizionamento è previsto nel periodo di due anni, spostare questo condizionamento, allargarlo, introdurre il criterio dei quattro anni, potrebbe rappresentare un appesantimento tale per cui il risultato sarebbe che la norma, di fatto, potrebbe non produrre i frutti originariamente sperati. Per questo motivo voto contro l'emendamento e confermo, invece, che il periodo dei due anni sembra sufficientemente congruo per garantire un risultato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 219.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Alberto Sanna ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Fadda - Licheri - Pisu - Uras - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Espa - Farigu - Floris Mario - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias.

Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Giorico - Maninchedda - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 60

astenuti 5

maggioranza 31

favorevoli 5

contrari 55

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 350. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 187, che era stato inizialmente dichiarato senza copertura finanziaria, è stato integrato con la copertura finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Io credo che il "187" possa essere accorpato con il "188", che hanno la stessa copertura finanziaria infatti - se ritiene eh, se non si fanno due votazioni! -, perché lo scopo è il medesimo.

E chiederei la votazione per scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Capelli. Intanto li votiamo separatamente, perché il "188" contiene soppressioni anche degli articoli 2 e 4, non solo del 3 e 5, come il "187". Onorevole Capelli, prego.

CAPELLI (U.D.C.). Mi spiego meglio, Presidente. Le soppressioni sono riferite anche a due leggi diverse, perciò non è solo la distinzione fra gli articoli. Ma siccome sono leggi in sequenza, modificative dell'applicazione delle leggi, per farla breve, sulle tasse sul lusso, una è conseguente all'altra, lo dicevo per quello, se poi si ritiene invece che le votazioni siano due, va bene lo stesso.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Capelli, va meglio, anche perché poi ci sono degli ulteriori emendamenti, prima di arrivare al "188", che potrebbero modificare… E' stata richiesta la votazione segreta. Va bene.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si esaurisce il fondo per i comuni.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, l'assessore Secci influenza l'aula.

MARRACINI (Gruppo Misto). E' in campagna elettorale.

PRESIDENTE. Non so l'assessore Secci, onorevole Capelli, noi stiamo verificando le poste della copertura. Quindi, il problema è essenzialmente di natura formale e la forma è anche sostanza perché stiamo verificando se si toccano dei capitoli che abbiamo già approvato con l'articolo 1, e quali sono i fondi che vengono toccati dalla copertura delle spese in sostituzione delle mancate entrate. Quindi, insomma colleghi se c'è un momento di comprensione, stiamo facendo un lavoro importante.

Siccome la copertura ce l'abbiamo scritta a penna la stiamo semplicemente verificando nel tempo che ci è dato a noi e anche alla Giunta naturalmente.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, grazie Presidente chiedevo soltanto di avere formalmente davanti a me la copertura proposta però spero di non dire idiozie, se ho capito bene le cose che mi sono state dette. Intanto se pure può essere formalmente corretta la copertura finanziaria non penso che sia ipotizzabile ridurre a zero i fondi della programmazione negoziata.

(Interruzioni)

CAPELLI (U.D.C.). Non può fare dichiarazioni di voto, c'è il voto segreto.

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si ma non si possono fare… chiedo scusa.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Capelli, io non ho difficoltà, l'Assessore non esprime una dichiarazione di voto, anche perché è stato chiesto il voto segreto quindi resta la richiesta del voto segreto. Sulla questione delle coperture e degli effetti che produce questo emendamento è bene che siamo tutti informati. Soltanto questo. Se non fa l'Assessore lo farei io, informerei degli effetti che vengono prodotti, Assessore lo posso dire io…

CAPELLI (U.D.C.). Chiederò, d'ora in poi, che vengano spiegati tutti gli emendamenti all'aula.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, lei che è persona attenta e che ha steso questa cosa, sa bene di quale dimensione stiamo…

CAPELLI (U.D.C.). Anche io.

PRESIDENTE. In genere anche io sto attento, qualche volta mi distraggo. Anche quando sto zitto.

Va bene, in ogni caso siccome si riducono con questo emendamento, qualora venisse accolto, le entrate, le minori entrate vengono coperte azzerando praticamente i fondi previsti per la contrattazione, per la programmazione negoziata e quelli del fondo per i nuovi oneri legislativi per intero. Questo naturalmente, come non ho bisogno di spiegare, produce degli effetti.

LIORI (A.N.). Sta influenzando l'aula.

PRESIDENTE. Lasci perdere onorevole Liori, andiamo avanti con la votazione.

Quest'emendamento, la copertura è arrivata adesso, la leggiamo adesso, va espresso come si fa normalmente, quindi non c'è una procedura straordinaria, come si fa normalmente c'è il parere della Commissione e c'è il parere della Giunta, altrimenti l'emendamento fino a poco fa era inammissibile. Allora, se si fa questo iter così come previsto, mi pare che sia assolutamente corretto e non dobbiamo sollevare questioni che ci fanno perdere tempo e che sono inesistenti. Allora, io chiedo alla Commissione, dopo aver edificato con l'Ufficio di quali poste si trattava, chiedo alla Commissione di dare il suo parere, se i colleghi hanno davanti agli occhi l'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Per chiedere copia dell'emendamento con la copertura finanziaria, Presidente.

PRESIDENTE. Va bene, due minuti per dare ai colleghi la copia dell'emendamento, o la copia della parte relativa alla copertura finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Solo per chiarire quanto da lei detto, che la copertura finanziaria è stata consegnata ieri sera e, in secondo luogo, che si fondi della programmazione negoziata rimangono 240 milioni di euro di residui non utilizzati. Per una corretta informazione.

PRESIDENTE. Va bene, distribuiamo ora l'emendamento.

(Copia dell'emendamento numero 187, integrato nella parte relativa alla copertura finanziaria, viene distribuita a tutti i consiglieri)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, il parere è il seguente: mi parrebbe che ancora l'emendamento sia privo della copertura finanziaria, in quanto fa riferimento sostanzialmente alla voce S01.03.010 che è la prima UPB indicata nella tabella E.

Di fatto, l'articolo 1, comma 1 della finanziaria fa riferimento allo stanziamento e il citato stanziamento è "correlato alle spese di investimento nel settore pubblico elencate nella tabella E", quindi, sostanzialmente, essendo stato l'articolo 1 già approvato, non sono utilizzabili quelle somme che sono state indicate come copertura finanziaria nell'emendamento che è stato distribuito adesso all'Aula.

Quindi, l'emendamento, a parere della Commissione, è inammissibile.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI. Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, il parere della Giunta è in sintonia con il parere del Presidente della Commissione, con una aggiunta, che, nella disponibilità della voce S01.03.010 non ci sono 75 ma 63 milioni di euro, quindi non c'è manco la copertura da questo punto di vista. Inoltre, i 63 milioni previsti in questa voce sono - come correttamente evidenziato dal Presidente della Commissione - già impegnati con l'approvazione dell'articolo 1, e più precisamente del comma 1 nella parte finale.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, c'è un ulteriore problema che mi viene segnalato: nella voce S01.03.010 c'è stata una modifica in Commissione per cui non sono più 75 milioni ma 63milioni, come ha detto l'Assessore.

Insomma, non è un buon modo di procedere questo di fare le coperture in Aula, gli emendamenti o sono ammissibili o non sono ammissibili, colleghi.

CAPELLI (U.D.C.). E' stata data in Commissione.

PRESIDENTE. Sì, ma non stiamo parlando di 500 mila euro.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, la copertura...

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, non è aperta la discussione, abbiamo esaurito...

Prego? Vuol dichiarare il voto di astensione?

CAPELLI (U.D.C.). Vorrei chiarire la copertura.

PRESIDENTE. Insomma, onorevole Capelli, mi sembra abbastanza chiara, no? Non c'è una discussione sulla copertura.

LA SPISA (F.I.). Presidente, la sta mettendo in votazione?

PRESIDENTE. Noi abbiamo serissime perplessità sulle coperture individuate, serissime, una l'ho detta io, rilevata dagli Uffici, quindi non è né della Giunta né del relatore.

LA SPISA (F.I.). Se ci sono dei dubbi, così come ha parlato la Giunta possiamo parlare anche noi.

PRESIDENTE. Ma non è un interlocutorio, questo, per cui facciamo una grande discussione. Ci sono dei seri problemi, onorevole Capelli, lei, rispetto alle cose che abbiamo detto, e che hanno detto di Uffici, qual è il problema che eventualmente vuole evidenziare?

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, finché noi non decidiamo che qualcuno ha il Verbo in tasca c'è la possibilità di controbattere a quanto sollevato dal Presidente della Commissione e dall'Assessore. Nel caso in cui ci siano delle perplessità sulla copertura finanziaria, per la parte mancante io indico la tabella B della legge finanziaria. Siccome ci siamo ridetti in Commissione - e, ripeto, questa copertura è stata data in Commissione ieri e non in Aula adesso - ci ripetiamo quanto è stato detto in Commissione dove c'è sempre l'opportunità di indicare le coperture finanziarie (così ci siamo detti ieri Commissione), sto dicendo che se ci fossero delle difficoltà di copertura faccio riferimento, oltre che alla S01.03.010, alla tabella B della legge finanziaria, e abbiamo capienza per poter integrare la copertura finanziaria.

LA SPISA (F.I.). Da sempre le coperture si sono potute indicare all'ultimo momento. Il nodo e politico: si vuole votare o uno?

PRESIDENTE. Colleghi, io ho bisogno di qualche minuto, che verificarmi anche le ultime cose che ha detto l'onorevole Capelli.

Sospendiamo per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 38, viene ripresa alle ore 13 e 51.)

PRESIDENTE. Colleghi, possiamo prendere posto. Colleghi, onorevole Capelli, abbiamo fatto una nuova verifica sulla tabella e sulla voce S 01.03.010, confermo che c'è uno stanziamento di 63 milioni, lei ne indica 75 milioni, quindi mancano 12 milioni; perché sommando 63 a 23 e 500 a un milione e mezzo, arriviamo a 88 milioni e non a 100 milioni come è, invece, la cifra corrispondente alla riduzione delle entrate per il 2008. Chiaro quello che abbiamo detto, il problema?

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Infatti, nel mio precedente intervento ho indicato l'eventuale copertura finanziaria della tabella B della legge finanziaria stessa. Per la parte mancante che sarebbero di 14 o 13 milioni e mezzo. Tabella B della legge finanziaria, che ha l'opportuna capienza.

PRESIDENTE. Sono finanziamenti POR, colleghi, io metto in votazione quest'emendamento, l'avvertimento è che gli emendamenti che giudichiamo inammissibili devono avere una copertura finanziaria che ci arriva per tempo e per tempo verifichiamo l'ammissibilità e se vengono dichiarati inammissibili, sono inammissibili. Perché altrimenti è un continuo fare e trovare coperture finanziarie così come stiamo facendo adesso. Non è, insomma, questo vale, ovviamente, per emendamenti dell'opposizione, vale anche per aggiustamenti tabellari della maggioranza e della Giunta stessa. Perché non è un buon modo di lavorare questo. E' stata chiesta la votazione con scrutinio elettronico segreto. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 187 così come integrato.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 71

maggioranza 36

favorevoli 31

contrari 40

contrari 40

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.)

Gli emendamenti numero 208 e numero 296 sono inammissibili.

L'emendamento numero 188 dell'onorevole Capelli.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente la copertura finanziaria è la medesima del precedente votato. Chiedo anche su questo il voto segreto, e chiedo che ogni collega stia al suo posto, perché poc'anzi c'è stato un reciproco controllo del voto da parte della maggioranza.

PRESIDENTE. Va bene colleghi stiamo al posto, vale per tutti, vale per tutti naturalmente, colleghi, state a posto dai, dai, su, colleghi, stiamo andando avanti con il lavoro. Colleghi stiamo votando. E' stato chiesto il voto segreto, onorevole Marrocu. Onorevole Uras, ci mettiamo a posto, è stata chiesta la votazione segreta, se smettete di vociare, va bene? Possiamo e potete soprattutto capire che cosa succede. Stiamo votando l'emendamento numero 188 dell'onorevole Capelli, che era inammissibile, perché privo di copertura finanziaria, ha dato a questo emendamento la copertura finanziaria di quello che è stato bocciato un minuto fa. E' stata richiesta, chiudiamo il sistema elettronico, per piacere, chiudiamo il sistema elettronico, è aperto il sistema elettronico, dottor… come no… abbiamo la lucetta della votazione precedente sì, sì… un attimo che abbiamo un problema, adesso azzerato, possiamo procedere? Va bene colleghi stiamo al posto stiamo votando l'emendamento…

LA SPISA (F.I.). Che colore aveva la luce?

PRESIDENTE. Verde! Verde, onorevole La Spisa, la mia verde, poi la sua non lo so… mi sono sbagliato?

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 188.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 71

Votanti 69

Astenuti 2

Maggioranza 35

Favorevoli 32

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Meloni - Rassu.)

Il "69" è inammissibile, il "25" è inammissibile.

Metto in votazione l'emendamento numero 28.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, questo emendamento si ricollega, in qualche modo, ai precedenti, solo con una variante, che è quella di incidere sulle modalità di riscossione prevista con il comma 17. Questo sistema continua a mantenere una sorta di illegittimità e incostituzionalità dovute alla regressività dell'imposta. Quindi, non c'è una proporzionalità tra imposta e periodo di sosta. In particolare, stiamo parlando delle imbarcazioni, chi deve sostare una settimana, rimarrebbe comunque nei porti e pagherebbe. Ma chi, invece, dovrebbe sostare per transito per uno o due giorni, sicuramente, non è disponibile a pagare per un'intera settimana. Quindi, questo emendamento consentirebbe sicuramente una minore penalizzazione agli utenti e sicuramente un maggior gettito, e questo avverrebbe soprattutto nei porti meno frequentati e forse meno appetibili della Sardegna, perché, vedete, i danni maggiori saranno subiti non da porti rinomati come Porto Cervo, ma da porti meno importanti. Quindi, sicuramente è un grave danno economico per tutta l'economia della nautica, soprattutto nel circuito turistico della Sardegna. Mi ricollego anche al comma 16, dove viene trasformata la tassa in tassa regionale per la sostenibilità ambientale. E' strano che più si rimane, e quindi più si inquina, e meno si paga. Quindi, questo principio di regressività è assolutamente sbagliato. Quindi, questo emendamento si propone di inserire un'imposta giornaliera, e quindi di far pagare proporzionalmente al numero reale di giorni in cui si effettua la sosta. Questo, sicuramente, può comportare un maggior gettito.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Intervengo su questo emendamento. E' il "69", se non sbaglio?

PRESIDENTE. Il "28", onorevole Diana. Il "69" era inammissibile.

DIANA (A.N.). Sì, ma il "28", comunque, tratta un argomento che mi interessa particolarmente, che avrebbe dovuto interessare anche la Giunta regionale, oltre che l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica, ma credo anche l'Assessore del bilancio, perché qui si tratta di modificare una norma che noi abbiamo sempre definito una norma assurda, sulla quale si è pronunciato il collega Pileri, anche. Io mi chiedo, avendo presentato un'interrogazione sui canoni demaniali, e tra i canoni demaniali sono da considerarsi tutti i porticcioli turistici della Sardegna, porti e porticciolo turistici della Sardegna, bene, in una prima interrogazione, l'Assessore rispose che non c'era nessun incremento delle tasse demaniali, poi, successivamente, reiterando l'interrogazione, arriva finalmente a una risposta che, ovviamente, non è a firma dell'Assessore, ma è per il direttore generale, tale Gabriella Massidda, che risponde, la quale non risponde, di fatto, perchè i canoni demaniali sono triplicati con l'ultima finanziaria dello Stato, cioè c'è stato un aumento del 300 per cento. Quindi, tutti i porticcioli turistici dovranno adeguare i canoni ai diportisti che utilizzano questi porti. Ma dice di più la dottoressa solerte Massidda, dice: "La Regione Sardegna, infatti, non si è avvalsa della facoltà di accertamento dei requisiti di alta e normale valenza turistica, e pertanto non può beneficiare del trasferimento statale pari al 10 per cento delle maggiori entrate. Mi chiedo, state parlando di maggiori entrate, e non vi preoccupate invece di adeguare la normativa regionale ad una norma dello Stato. Nessuno ha protestato contro l'incremento del 300 per cento dei canoni demaniali, e nessuno, e la Giunta lo avrebbe dovuto fare, e quindi proporre, l'adeguamento, e quindi utilizzare il 10 per cento che è destinato alle regioni. Ecco, mi chiedo se è questo il modo utile e produttivo per creare nuove risorse alla Sardegna, o se invece questo è un tentativo maldestro di mascherarsi per evitare che le sovrattasse demaniali proposte dall'ex Governo Prodi passino inosservate. Non passeranno sicuramente inosservate perché, come ho detto, l'aumento del 300 per cento dei canoni demaniali si trasferirà automaticamente…

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'emendamento numero 28.

E' stata richiesta la votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Murgioni ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Lai Renato - Moro - Murgioni - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Espa - Fadda - Frau - Giagu - Ibba - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 13

contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SECCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. Oltre alle precisazioni dell'emendamento orale sulle sanzioni, è stato segnalato, da interventi di colleghi, la non corrispondenza del testo rispetto agli obiettivi che ci poniamo e più precisamente l'onorevole Uras ha segnalato al comma primo lettera b): "favorire la stabilizzazione del lavoro precario" sembra un'interpretazione che è contraria a quello che vogliamo fare, quindi proponiamo di sostituire le parole "lavoro precario" con "lavoratori precari". Invece, nel comma 4 alla lettera c), dove si fa riferimento ai lavoratori assunti, si parla nella fattispecie di "siano portatori di handicap" c'è un suggerimento che mi sembra corretto che dice invece che si debba più propriamente parlare di "siano persone con disabilità", le altre modifiche sono quelle già indicate nelle precedenti osservazioni.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Sì, per annunciare il voto di astensione anche sull'articolo 2 non essendo mutate nel frattempo le condizioni interne alla coalizione, non avendo ancora risolto il nodo delle questioni poste dai socialisti sul lavoro, sulle leggi di settore e sulle nuove leggi, come ha ricordato anche in mattinata l'onorevole Balia, e per sottolineare che sarebbe stato un segnale importante guardare anche i lavoratori ultracinquantenni che hanno perso il lavoro in un'età davvero difficile; quell'emendamento è stato dichiarato inammissibile per problemi legati alla copertura finanziaria, comprendo anche le preoccupazioni di carattere finanziario, ma considerate anche le valutazioni emerse nel dibattito a proposito dell'IRAP e svolte in Aula dall'onorevole Siro Marrocu a proposito del senso del significato e del peso della norma, magari avrebbe avuto un significato politico, un'attenzione da parte della Giunta e della Commissione a manifestare disponibilità a considerare questa fascia particolarmente debole in una Regione come la nostra in cui la precarietà del lavoro dei figli grava pesantemente sui nuclei familiari. Mi auguro, infine, che anche per il peso che ha avuto il dibattito sulla tassa regionale per la tutela e la sostenibilità ambientale, ci siano le condizioni perché si prenda in seria considerazione la proposta di indagine puntuale sul patrimonio edilizio per stabilire il valore degli immobili, per dare indicazioni più precise e informazioni adeguate agli emigrati sardi che non accettano, comunque, di essere considerati estranei alla loro terra e chiedono a tutti noi una maggiore considerazione. Per tutte queste ragioni, Presidente, mi asterrò. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì Presidente, per annunciare il voto contrario all'articolo 2 e per ribadire, qualora ancora fosse possibile, che quest'Aula si ravveda per tempo e non approvi un obbrobrio, un mostro così grosso, quantomeno il risultato sarà almeno quello di far accrescere i dubbi dell'onorevole Marrocu. In ogni caso, ribadiamo ancora una volta che questo beneficio della riduzione dell'aliquota IRAP dell'1 per cento se fosse applicato a tutte le imprese, alle 85.000 imprese oggi esistenti in Sardegna, non produrrebbe nessun effetto, poiché a beneficiarne, in ogni caso, saranno soltanto probabilmente l'un per cento, lo 0,01 per cento, ecco, io dico che ancora una volta stiamo dimostrando l'impossibile. Voi avete iscritto in bilancio una entrata crescente come entrate IRAP che dimostrano che anche voi non ci credete, l'Assessore dichiara addirittura: "ma se non incassiamo niente potremo metterlo per altro", bene, ma questo lo vedremo solo nel 2010 perché ovviamente l'IRAP 2009, con l'accertamento 2009, verrà attribuito naturalmente alla Regione Sardegna soltanto nel 2010; insomma, stiamo facendo uno sconquasso contro i sardi, contro la Sardegna. Quest'ultima integrazione, poi, relativa a chi ha delle disabilità è veramente paradossale, perché naturalmente implica che tutti coloro che hanno una disabilità e non percentualizzata in funzione della legge numero 68, e quindi chi è iscritto a beneficiare di questa occupazione possano beneficiarne, quindi occorre naturalmente non il richiamo ai sensi della legge numero 104, ma ai sensi della legge numero 68, quindi chi è iscritto con almeno il 45 per cento della disabilità.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, molto brevemente per esprimere il voto favorevole a questo articolo che nel dibattito di oggi sicuramente ha migliorato molto. Voglio dire anche che sono state accolte le nostre indicazioni relativamente al comma 17 dove la diversificazione delle penalizzazioni secondo me era opportuna e necessaria, quindi a significare che non è detto che quello che viene portato dalla Commissione debba essere per forza valutato come "tutto definito", il Consiglio sicuramente ha la possibilità di migliorarlo come è avvenuto in questo caso.

PRESIDENTE. Va bene. E' in votazione l'articolo 2 con le integrazioni che sono state proposte e che vi abbiamo fornito in copia.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento numero 347.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 281 è inammissibile, sull'emendamento numero 218 è stato espresso parere favorevole dalla Commissione e dalla Giunta. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 240 è una norma intrusa… siamo a pagina 29. L'emendamento numero 817 è inammissibile, il numero 818 è inammissibile, il numero 819 è inammissibile. Votiamo l'emendamento numero 254 a pagina 33. E' stato espresso parere favorevole dalla Commissione.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Soltanto per precisare, Presidente, che nell'emendamento si fa riferimento all'imposta, invece proporrei che in tutte le parti dove si fa riferimento all'imposta la parola sia sostituita da "tassa".

PRESIDENTE. Va bene, con questa sostituzione mettiamo in votazione l'emendamento numero 254. E' stata chiesta la votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 254.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cachia e Espa hanno votato a favore e che il consigliere Vargiu ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Contu - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Pisano - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Marracini - Pittalis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 45

votanti 42

astenuti 3

maggioranza 22

favorevoli 37

contrari 5

(Il Consiglio approva).

Emendamento numero 282. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi dispiace, Presidente, richiamare nuovamente l'attenzione dell'Aula su questo emendamento, ma io veramente non comprendo perché, trattandosi di un emendamento che non comporta alcuna spesa ma che al contrario opera, propone che la Presidenza della Regione attraverso l'Agenzia delle entrate faccia una dinamica vera, faccia una fotografia della realtà con particolare riferimento alle case degli emigrati facendo una vera e propria indagine sul patrimonio edilizio che esiste entro la fascia dei tre chilometri e poi, insomma, visto che stiamo facendo un'analisi e vogliamo creare delle norme che siano condivisibili, io credo che fare chiarezza su questo sarebbe porsi in una condizione di totale trasparenza. Lo so, Assessore Secci, che magari crea, può creare qualche disagio, però io credo che per dare un'opportunità in più di conoscere veramente quali sono le condizioni di certe abitazioni, anche per evitare che si facciano delle generalizzazioni e addirittura si utilizzi quest'arma contro le norme che stiamo approvando. Si tratterebbe soltanto di fare un'indagine. E' una questione che è stata posta all'attenzione della Commissione diritti civili, che si è espressa positivamente ed è stata una delle questioni che si stanno rimandando di anno in anno. Io chiedo veramente che si diano informazioni, soprattutto visto e considerato che si tratta di un'indagine sulla realtà e non, invece, ipotesi che spesso fingono situazioni non reali. Grazie Presidente.

Ovviamente voterò a favore.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico.

PRESIDENTE. Va bene. E' stato chiesto il voto elettronico.

Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Io condivido lo spirito dell'emendamento che ha presentato la collega Caligaris, lo ha detto in altre circostanze quali erano le ragioni, io credo giuste…

(Brusio in aula)

C'è un'altra discussione da quella parte, Presidente.

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa, colleghi. Onorevole Caligaris, onorevole… possiamo fare intervenire l'onorevole Cuccu? Grazie.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Grazie Presidente. Dicevo, io condivido lo spirito che ha ispirato l'emendamento, però lo ritengo assolutamente irreale per una ragione molto pratica: l'Assessore Sanna ci comunicò in aula che la parte di edifici interessati dall'imposta sulle seconde case era di circa 200 mila abitazioni, il che significa che un'indagine di questo tipo, che investirebbe anche quelli che non sono interessati, si muoverebbe su una grandezza più grande. Però, facendo finta che siano solo 200 mila, se l'Agenzia delle entrate avesse cento ispettori, che facessero due abitazioni al giorno, ci vorrebbero mille giorni, compresi i sabati, le domeniche, Natale, Capodanno, Ferragosto e la Befana. Cioè è una cosa che non sta né in cielo, né in terra. Se un'indagine di questo tipo deve essere fatta, deve essere fatta e programmata in maniera possibile, perché si tratta di ricerche complesse che, nel momento in cui si deve individuare l'anno di costruzione, la superficie, lo stato e l'attuazione, implicano anche ricerche documentali, che non vanno fatte soltanto sul posto, ma vanno fatte presso l'Ufficio del territorio e presso gli uffici comunali. Quindi è assolutamente irreale. Io ne condivido lo spirito, ma non lo posso votare perché so che è una favola alla quale non si può credere.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Intanto per esprimere la soddisfazione per il voto favorevole sull'emendamento numero 254, Balia-Masia, che ripartisce in due rate l'ICI, e poi per annunciare il voto favorevole sull'emendamento numero 282 della collega Caligaris.

Vede, onorevole Cuccu, può essere che ci sia anche qualche incongruenza all'interno dell'emendamento proposto, ma quando lo si è voluto accogliere si è trovato il modo di eliminare, anche discutendone in Aula, i termimi dell'incongruenza. Io intanto annuncio che se questo emendamento dovesse essere bocciato noi presenteremo un ordine del giorno allegato alla finanziaria perché ci terremmo, a parte il fatto che le metodiche di ricerca, onorevole Cuccu, oggi in tempi di meccanizzazione sono notevolmente più facili di quanto non fossero in passato, quindi non sono né così onerose, né così ridondanti in termini di tempo, però noi vogliamo finalmente avere questi elementi di conoscenza che nell'emendamento della Caligaris vengono richiesti e annuncio l'ordine del giorno per estenderlo ulteriormente nell'ipotesi di bocciatura, perché vorremmo una volta per tutte, al di là di ciò che appare nelle entrate della Regione, conoscere voce per voce quanto davvero deriva come introito a favore della Regione dal pagamento delle tasse sulle seconde case dei cittadini non residenti. Cioè vorremmo mettere a confronto gli oneri e le spese che sosteniamo, i sacrifici che chiediamo, i malumori che abbiamo generato e vedere se davvero da ciò ne deriva un fatto di utilità. Mi rendo conto che questo non è sufficiente, quanto contenuto nell'emendamento lo sto annunciando come ordine del giorno e sto dicendo che, volendo, però l'emendamento poteva essere ulteriormente emendato e con questo spirito noi lo sosteniamo.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Per esprimere anche da parte mia un voto favorevole a quest'emendamento che ritengo intanto sollevi un problema che è davanti a tutti e sul quale forse credo che bisogna riflettere. In particolare sul problema delle seconde case che sono di proprietà di coloro che sono dovuti andare via dalla Sardegna, coloro che in qualche modo si trovano nella situazione che sono stati penalizzati una volta e sono ancora una volta penalizzati da noi sardi che, mi pare, dovremmo avere forse nei loro confronti maggiore attenzione, in particolare perché le rimesse che spesso questi emigrati hanno dato alla Sardegna sono state le risorse che hanno potuto consentire alla Sardegna stessa di superare situazioni di grande difficoltà, come anche quella di oggi.

Allora, io dico che questo sarebbe un primo passo per verificare intanto qual è l'entità del gettito che arriva alla Sardegna in funzione di queste case che sono di proprietà degli emigrati e per vedere se davvero ne vale la pena di penalizzarli in funzione di quella che è la quantità del gettito che queste case, in particolare, determina alla Sardegna stessa e non sia il caso forse di verificare che sarebbe meglio lasciare e, allo stesso tempo, perché io ritengo che sta emergendo, e sta emergendo con forza anche all'interno di questo Consiglio, la volontà di eliminare questa tassa, in particolare proprio per quelle case; case che spesso, come si evidenzia in questo emendamento, sono fatiscenti, sono vecchie e che forse non vale la pena di tassare, magari di invitare questi emigrati con le loro rimesse di rimetterle a posto perché darebbero più dignità ad alcuni paesi che, pur essendo all'interno della fascia dei due chilometri, hanno bisogno di interventi sui quali noi, forse, con le nostre risorse non abbiamo la capacità di intervenire.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (D.S.). Grazie, signor Presidente. In coerenza con quella che è stata la nostra posizione espressa finora, dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento cogliendone lo spirito e condividendone tutte le valutazioni e sentita l'esigenza di un'attività coordinata perché sono in atto già da parte di alcune agenzie, alcune sedi periferiche dei comuni, iniziative in questo senso per avere chiarezza e per poter dare quell'informazione completa, che naturalmente nel mondo degli emigrati è un'esigenza che deve essere particolarmente sentita da parte nostra, perché se ne deve cogliere il disagio. Noi l'abbiamo colto e siamo disposti a sostenere qualunque iniziativa verso il mondo degli emigrati sardi, da qualunque parte provenga. Ritengo, quindi, che quest'emendamento abbia fondamento per essere condiviso il più ampiamente possibile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, molto brevemente, io credo che sia interesse di tutti, di questo Consiglio, dei commissari della Commissione bilancio, di quelli della Commissione emigrazione avere maggiore evidenza dei dati. Peraltro credo che un'analisi, un primo livello di ricognizione sia anche stata fatta e quindi credo che magari prima forse di mettere in legge, mi permetto di suggerire ai colleghi, una richiesta di migliore informativa che potrebbe essere anche assolta, per esempio, con una riunione congiunta delle Commissioni competenti, anche per cominciare a capire il direttore dell'Agenzia sulle entrate di quali dati fossero stati disponibili, forse potremo, visto che è un tema comune, evitare di mettere in legge una richiesta che può essere formulata semplicemente con una audizione e poi valutare, sulla base del risultato dell'audizione, se sia il caso di formulare un ordine del giorno o un'indicazione per articolare meglio i dati. Segnaliamo anche che poi, comunque, su questo tema siamo intervenuti e abbiamo discusso più volte e infatti anche in questa legge finanziaria per, come dire, delimitare molto il problema degli emigrati che pagano la tassa c'è anche una norma che, di fatto, ne prevede l'esenzione per chi l'abbia ricevuta in eredità. Se lo sommiamo con l'anno scorso dove di fatto col domicilio fiscale abbiamo escluso anche i residenti all'estero, credo che dai dati che ci avevano fornito in Commissione stiamo parlando veramente di pochissime migliaia di casi. Quindi, credo che forse, considerato che il tema è condiviso, potremo chiedere un impegno ai Presidenti delle Commissioni competenti di convocare il direttore dell'Agenzia delle entrate, sulla base dei dati che ci fornisce valutare le azioni successive per eventuali approfondimenti che credo non ci vedano in alcun modo divisi. Quindi, se ci fosse questo impegno dei Presidenti delle Commissioni io credo che si potrebbe chiedere il ritiro ai colleghi, in caso contrario il mio voto sarebbe contrario perché non credo che sia utile che in finanziaria ci sia un qualcosa che può essere espletato con una semplice richiesta all'interessato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Grazie, Presidente. Io credo che il problema sia politico, nel senso che sarebbe molto più semplice e molto più facile eliminare l'imposta perché diversamente con questo emendamento, io condivido pienamente lo spirito e le battaglie che la collega Caligaris sta conducendo su questo tema, però io le vorrei eliminare queste imposte, soprattutto per gli emigrati, perché diversamente si rischia di penalizzarli, si rischia di attivare un controllo di tipo urbanistico che deve essere svolto comunque dagli organi preposti senza che ci sia l'indirizzo del Consiglio. L'onorevole Balia ha detto che vorrebbe conoscere i dati relativi agli introiti, ma questi sono noti perché abbiamo saputo che dalle plusvalenze sono state incassate 1 milione 400 mila euro, 1 milione e 870 per la tassa sul lusso e circa 13 milioni per le tasse sulle case. Cifre, dico io, che sono assolutamente irrisorie per quelle che sono invece le spese per mantenere in piedi un controllo e un'Agenzia come quella che ha attivato la Regione e che creano un danno economico molto superiore. Quindi, se davvero si vuole fare politica bisognerebbe avere il coraggio e la forza, dico politica, anche questo invito vale al centrosinistra, di eliminarle queste tasse perché le tasse per gli emigrati sono la conseguenza di voler applicare le tasse sulle ville e sui ricchi, sono la conseguenza! Siccome voi volete applicare una tassa simbolica che non porta gettito andate a penalizzare anche gli emigrati e questo è un fatto molto, ma molto grave!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sarò rapidissimo! A quest'ora non dovrei intervenire, ma siccome non vorrei dare l'idea alla collega Caligaris che ogni volta che c'è un emendamento che arriva firmato da lei ci sia una indisponibilità nostra a valutarlo e a coglierlo e neppure l'idea che ogni volta che c'è un emendamento che riguarda i compagni dello SDI non ci sia attenzione. Io invito a ritirare l'emendamento, raccoglierei le indicazioni del collega Balia, valutare un ordine del giorno che impegni la Giunta a fare quello che, secondo me, la Giunta già fa e dovrebbe fare. Perché è evidente che se noi abbiamo introdotto una tassa su queste seconde case e abbiamo stabilito delle differenziazioni tra l'altro sulla tipologia della casa, almeno nelle dimensioni, e su chi è residente oppure no, è evidente che sono dati che deve acquisire, altrimenti quelle sanzioni di cui abbiamo parlato prima quando scattano se non sappiamo a chi appartiene la casa, se è un emigrato oppure no? Quindi, mi sembrano cose ovviamente doverose, ma che debba fare la Presidenza, per esempio, io non lo so se sia compito della Presidenza oppure l'Assessore competente per materia, che debba farlo solo l'Ufficio delle entrate non lo so, se poi noi dobbiamo rivolgerci al catasto. Stabiliamo soltanto che il principio viene accolto, ma non va in legge finanziaria con una norma precisa, definita, con i tempi, con chi deve fare l'indagine, stabiliamo solo che abbiamo bisogno di questi dati. Quindi, l'invito è a ritirare l'emendamento e a risolverlo o come proponeva il collega Porcu in audizione in Commissione od eventualmente un ordine del giorno che impegni la Giunta a fare questo in modo da non distinguerci nel voto anche su queste cose che non ha proprio senso.

PRESIDENTE. Grazie. C'è un invito al ritiro, onorevole Caligaris, intende mantenerlo o ritirarlo?

CALIGARIS (Gruppo Misto). Lo mantengo.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 282. Non è stata chiesta la votazione elettronica!

MANCA (La Margherita-D.L.). Sì, La Spisa.

PRESIDENTE. Va bene, votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 282.

(Segue la votazione)

Prendo atto che la consigliera Cerina ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Caligaris - Contu - Cugini - Fadda - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Licheri - Masia - Pisu - Pittalis - Uras - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Espa - Frau - Gessa - Giagu - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Uggias.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Diana - Sanna Matteo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 45

votanti 42

astenuti 3

maggioranza 22

favorevoli 14

contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 871 della Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 872 è stato ritirato.

Abbiamo concluso l'articolo 2, colleghi. Come comunicato la Commissione si riunisce alle 16 e 30. Onorevole Capelli, se siete d'accordo iniziamo l'articolo 3, io sono qui! Va bene, il Consiglio è convocato per martedì alle ore 10. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 37.