Seduta n.367 del 04/06/2003
CCCLXVII SEDUTA
Mercoledì, 4 Giugno 2003
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente BIGGIO
indi
del Vicepresidente Salvatore SANNA
La seduta è aperta alle ore 10 e 04.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 16 aprile 2003, che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Informo l'Assemblea che i consiglieri regionali Sergio Milia e Pietro Pinna hanno chiesto congedo per la giornata del 4 giugno 2003. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Colleghi, constatata la "numerosa" affluenza in Aula e l'assenza della Giunta sospendo i lavori per quindici minuti. Ci vediamo alle 10 e 20.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Perché, Presidente?
PRESIDENTE. Non c'è la Giunta e non c'è il numero legale, i lavori sono sospesi fino alle ore 10 e 20. La seduta è tolta.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 05, viene ripresa alle ore 10 e 26.)
Comunicazioni del PresidentePRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione all'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 28 marzo 2003, 8 e 15 aprile 2003.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
Interrogazione RASSU sulla realizzazione della strada di collegamento SS 131 bis bivio Cossoine-Bosa svincoli SS 131 bis per Bonorva-Cossoine. (553)
(Risposta scritta in data 21 maggio 2003.)
Interrogazione CALLEDDA - MARROCU - FALCONI sulla chiusura e sul trasferimento degli uffici della BPS Riscossioni da Carbonia a Iglesias. (616)
(Risposta scritta in data 21 maggio 2003.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
Interrogazione PIRISI - FALCONI - DEMURU, con richiesta di risposta scritta, sulla ipotizzata chiusura della sede operativa di Macomer da parte della SIRTI. (631)
Interrogazione BALIA - IBBA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione derivante dalla chiusura delle sedi della Sirti di Macomer e Tortolì ed accentramento nella sede di Sestu. (632)
Annunzio di interpellanzePRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
Interpellanza SCANO - SECCI - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo sulla gestione della Misura 7.1 del POR. (367)
Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sul piano del Ministero dell'economia per la dismissione di oltre 500 strutture non utilizzate dall'esercito italiano. (368)
Interpellanza MORITTU - SPISSU - PIRISI - SANNA Alberto - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - FALCONI - LAI - MARROCU - ORRU' - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore sulla continuità territoriale aerea e sulla mancata attuazione della continuità per le merci. (369)
Interpellanza COGODI - ORTU - VASSALLO sulla indecorosa gazzarra inscenata nell'Aula consiliare del Comune di Cagliari da un gruppo di fascisti organizzato con la sigla "Azione Giovani". (370)
Interpellanza COGODI - ORTU - VASSALLO sulla minacciata dislocazione in Sardegna del deposito delle scorie nucleari esistenti in tutto il territorio dello Stato italiano. (371)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
Mozione SELIS - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo - SCANO - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - VASSALLO sul reale pericolo che alcuni territori della Sardegna possano essere individuati come siti idonei a conservare le scorie radioattive provenienti dagli impianti nucleari per la produzione di energia elettrica dislocati in più parti della nostra penisola e in procinto di essere smantellati. (110)
Dimissioni del consigliere Granara
PRESIDENTE. Colleghi, ricordo che l'onorevole Granara nella seduta del 22 maggio 2003 ha reiterato le sue dimissioni dalla carica di consigliere regionale con una lettera di cui è stata data lettura durante la medesima seduta. Comunico che è pervenuta altresì, il 22 maggio, da parte dell'onorevole Granara, la seguente ulteriore lettera: "Signor Presidente, come ho avuto modo di ricordare oggi in Aula, il giorno 19 ultimo scorso ho presentato le mie dimissioni dalla carica di consigliere, le quali, respinte, sono state ribadite, nonché ripresentate il giorno 21 successivo.
In ragione del fatto che le dimissioni sono state respinte non ho potuto esimermi dai doveri inerenti alla funzione di consigliere, ancorché dimissionario, tra i quali il diritto di voto da me oggi esercitato in Aula.
Nonostante ciò, è chiara e irrevocabile la mia volontà già più volte manifestata nel persistere nelle predette dimissioni che conseguono alla mia recente nomina alla Presidenza dell'Autorità portuale di Cagliari. Mi è gradito rinnovare i sentimenti della mia considerazione che vorrà cortesemente estendere all'intero Consiglio".
Ricordo, colleghi, che i sensi dell'articolo 85 della legge regionale 6 marzo 1979, numero 7, è riservata al Consiglio regionale la facoltà di ricevere e accettare le dimissioni di propri membri. Ove non vi siano opposizioni, si intende pertanto che l'Assemblea prende atto delle dimissioni del consigliere Granara. Se non ci sono problemi l'Assemblea ne prende atto.
Bene, non ci sono problemi. A questo punto, colleghi, sospendo per dieci minuti, immagino, non più, l'Assemblea per la convocazione della Giunta delle elezioni per esaminare immediatamente gli atti degli uffici circoscrizionali. Non va bene, onorevole Selis? Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che comunque bisogna procedere a una votazione.
PRESIDENTE. Se lo chiedete procediamo a una votazione. La mia era una proposta.
SELIS (La Margherita-D.L.). Lo chiediamo.
PRESIDENTE. Lo chiedete?
spissu (d.s.). Sì.
PRESIDENTE. Va bene, ricordo anche all'Assemblea che non si può coartare la volontà delle persone. Quindi procediamo alla votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della richiesta di dimissioni del consigliere Granara.
(Segue la votazione)
Onorevole Cogodi, vuole parlare? Io non la sento, vuole parlare o sta mugugnando, non lo so! Chiede la parola?
COGODI (R.C.). No, devo stare zitto e lei deve chiudere la votazione. Ha aperto la votazione mezzora fa!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei si faccia eleggere presidente o vicepresidente e stabilirà lei quando votare o no. "Per i poteri a me conferiti", come si usa dire, abbia pazienza, onorevole Cogodi, che cosa devo dire?
COGODI (R.C.). E' una manfrina, state manfrinando.
PRESIDENTE. Scusi, non stiamo "manfrinando" proprio niente, e usi diversi termini, onorevole Cogodi! La prego, usi termini diversi, guardi non ci appiccica niente! Stia calmo, i suoi colleghi hanno chiesto di poter prendere le tessere. Non giochi con queste cose, onorevole Cogodi, non è degno di lei! Lei si occupa di problemi ben più grandi che la votazione per un collega che vuol dimettersi! Onorevole Cogodi, la prego, inizia dal mattino presto a fare queste cose? Non è da lei, onorevole Cogodi.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 33
votanti 33
maggioranza 17
favorevoli 29
contrari 3
nulli 1
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - ONIDA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SATTA - USAI - VARGIU.)
Ci sono 33 presenti, non c'è il numero legale. La seduta è sospesa per mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 37, viene ripresa alle ore 11 e 19.)
Seconda votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto della richiesta di dimissioni dell'onorevole Granara.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 63
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 34
contrari 28
nulli 1
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU -GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MURGIA - ONIDA - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: SCANO.)
Colleghi, per completare le operazioni di sostituzione del collega Granara, di cui sono state accettate poc'anzi le dimissioni, vi prego di concedere cinque minuti di interruzione per la riunione della Giunta delle elezioni per dichiarare chi sarà il nuovo consigliere che dovrà sostituire l'onorevole Granara.
Pertanto la seduta è sospesa, pregandovi di stare in aula, per cinque minuti. E' convocata la Giunta delle elezioni nella sala delle riunioni attigua all'aula.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 23, viene ripresa alle ore 11 e 32.)
PRESIDENTE. Riprendono i lavori. Comunico la nota pervenuta dalla Giunta per le elezioni che si è riunita il 4 giugno 2003 per verificare quale sia il candidato alle elezioni regionali del 13 e 27 giugno 1999 che subentra al consigliere Antonio Granara dimissionario, dall'esame degli atti redatti dall'ufficio circoscrizionale di Cagliari risulta che l'onorevole Granara era stato eletto dalla lista numero 6 del Collegio di Cagliari avente il contrassegno Forza Italia. I candidati della stessa lista del medesimo Collegio, che seguono immediatamente l'ultimo eletto, sono nell'ordine: Petrini Onorio (con cifre elettorali 3458), Bertolotti Massimo, eccetera. Pertanto dichiaro avente titolo alla sostituzione dell'onorevole Granara, Petrini Onorio che d'ora in poi chiameremo onorevole Petrini Onorio. Lo proclamiamo eletto e al suo arrivo procederemo alla cerimonia di giuramento e, quindi, a farlo accomodare sui banchi dove eserciterà la sua funzione di consigliere regionale.
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Abbiamo all'ordine del giorno la mozione numero 103, Masia, Balia, Spissu, Fadda eccetera, e più, sui gravi ritardi di completamento dei lavori della strada statale numero 131. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
MOZIONE MASIA - BALIA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - COGODI - DETTORI - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - VASSALLO sui gravi ritardi nel completamento dei lavori della strada statale n. n. 131, sulla mancanza dei fondi per il suo ammodernamento, sui troppi cantieri aperti e bloccati dalla burocrazia, su quelli non ancora avviati, in particolare nel tratto Macomer - Sassari, e sulla pericolosità di un'arteria che ogni anno è causa di molti incidenti mortali.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che, secondo i dati dell'Automobil Club (forniti dalla sede ISTAT di Cagliari e pubblicati dalla stampa isolana), negli ultimi cinque anni (1996-2000) sulla strada statale n. 131, denominata anche Carlo Felice si sono registrati 894 incidenti, con 64 morti e 1425 feriti, e negli ultimi tre anni, cioè dal 2001 fino a oggi, si sono registrati 12 incidenti mortali con ben 14 vittime;
OSSERVATO che la maggior parte degli incidenti mortali degli ultimi due sono accaduti nella provincia di Oristano (11), l'ultimo dei quali, purtroppo, qualche giorno fa poco prima della frazione di Sant'Anna a Marrubiu, subito dopo il bivio per Arborea, nel tentativo di imboccare una deviazione che segna l'inizio dei tanti cantieri di sistemazione della strada statale n. 131;
RILEVATO che questa ultima tragedia ripropone ancora una volta la pericolosità di quel tratto di strada, e non è un caso che l'aumento degli incidenti mortali si sia registrato proprio negli anni in cui sono stati aperti i cantieri per l'allargamento della carreggiata e per l'eliminazione di alcuni incroci a raso, cantieri (pericolosissimi di notte e quando piove perché spesso le deviazioni sono mal segnalate) i cui lavori procedono a rilento o addirittura sono bloccati per intoppi di natura burocratica;
RAVVISATO che mentre nel tratto che va da Marrubiu a Macomer (circa 100 chilometri) si può assistere a una situazione complessa così riassumibile:
- apertura dei cantieri (alcuni lotti sono conclusi, altri in fase di consegna e altri ancora sono bloccati in seguito alla presentazione di ricorsi all'autorità giudiziaria);
- fase di progettazione e aggiudicazione dei lavori (nel tratto Marrubiu - Santa Giusta il cantiere è bloccato per un ricorso al TAR contro l'aggiudicazione, nel Fenosu - Simaxis l'appalto è ancora in corso, nel Simaxis - Oristano Nord il bando di gara è in pubblicazione, nell'Oristano Nord - Bauladu il progetto non è stato approvato e il finanziamento non è stato concesso e nel tratto Bauladu - Macomer i progetti sono definitivi ma manca la valutazione di impatto ambientale, mentre i finanziamenti non sono stati ancora individuati);
- nel tratto che va da Macomer a Sassari (dal km 146 al km 209), invece, ci sono solo progetti definitivi non è stata ancora avviata alcuna procedura per il loro avvio, compresa la valutazione di impatto ambientale, e al momento non è previsto alcun finanziamento;
RILEVATO che proprio il tratto di strada che va da Sassari a Macomer è quello più trascurato, perché il fondo stradale è disseminato da tortuosità e da buche che vengono riparate con interventi parziali e provvisori che non ne diminuiscono in alcun modo la sua reale pericolosità, in particolare di notte e in condizioni atmosferiche precarie (pioggia e ghiaccio);
VISTO che il problema riguarda in generale tutta la viabilità dell'Isola, con una particolare attenzione per la Sassari - Olbia, dove sono accaduti negli ultimi anni altri gravissimi incidenti, e per la Abbasanta - Nuoro - Olbia che necessita, nei punti più pericolosi, della predisposizione di uno spartitraffico tra le due carreggiate;
PRESO ATTO che tale situazione sembra essere destinata a perdurare negli anni perché è ormai chiaro che "per completare i lavori in cinque anni", come hanno dichiarato il Capo Compartimento dell'ANAS e l'Assessore regionale dei lavori pubblici, occorrerebbe subito una cifra compresa tra i 500 e i 1000 milioni di euro (finora ne sono stati spesi 121 e altri 160 sono stati stanziati per opere da appaltare entro il 2003), ma questi soldi, che sarebbero dovuti arrivare in Sardegna nel corso dei prossimi dieci anni, secondo la legge sui progetti obiettivo e sulle grandi opere pubbliche annunciata dal Presidente del Consiglio, non ci sono e, nella migliore della ipotesi, dovranno essere divisi con i finanziamenti di altre opere strategiche quali la dorsale sull'Appennino Tosco Emiliano, il ponte sullo Stretto di Messina, nuovi trafori alpini, il miglioramento della rete ferroviaria e tutta una serie di infrastrutture sparse per l'Italia;
SOTTOLINEATO che anche in Parlamento sono state depositate dai deputati e dai senatori sardi, di entrambi gli schieramenti, numerose interrogazioni ma fino a oggi non si conoscono né i tempi né le modalità di erogazione dei finanziamenti promessi dal Governo Berlusconi su una nuova viabilità in Sardegna;
CONSTATATO che tra gli obiettivi preannunciati dal governo nazionale c'è anche la creazione della cosiddetta Autostrada sarda da Cagliari e Sassari, che però, a fronte delle dichiarazioni propagandistiche di molti parlamentari sardi del centrodestra, non risulta essere inserita nel Piano decennale delle infrastrutture presentato dal Ministro Pietro Lunardi e, in ogni caso, come riconosciuto da altri esponenti politici della maggioranza di governo, attualmente non ci sono fondi per la creazione di un'opera così importante;
VERIFICATO che la Giunta regionale è su questo punto assente e incapace di far valere la questione dei trasporti interni nell'isola davanti al Governo nazionale che ha disatteso tutte le promesse fatte in campagna elettorale e ha dirottato le risorse previste per la Carlo Felice per finanziare altri progetti;
RILEVATO che nel documento politico "Progetto Sardegna -Autonomia, Sviluppo e Modernità" del 13 novembre 2001 il Presidente della Regione ha promesso che avrebbe impresso una maggiore efficienza ed efficacia al settore delle infrastrutture visto che "ci sono opere in Sardegna di rilevante importanza che da anni e anni sono in corso di realizzazione e non si concludono mai" e inoltre "che si può introdurre l'istituto della accelerazione di opere pubbliche in corso di opera" e ancora che "su quei cantieri, dove per ragioni diverse si riterrà necessario percorrere i tempi di realizzazione, bisognerà dunque, pattuire l'accelerazione dei lavori" e infine che "sarebbe davvero un segno di grande vitalità del sistema Sardegna vedere i cantieri che lavorano giorno e notte, per dare servizi e infrastrutture in tempi rapidi alla nostra economia";
SOTTOLINEATO che fino a oggi quelle dichiarazioni del Presidente Pili sopra citate appaiono quanto meno improvvide perché se, come ha dichiarato lo stesso capo dell'esecutivo della Regione, "non si punta più sulla cultura della norma e della procedura, ma su quella del risultato", allora si può affermare che, guardando lo stato in cui versa la strada statale n. 131, la sua pericolosità e i numerosi incidenti stradali mortali di questi anni, l'incapacità della Regione nel far valere davanti allo Stato la questione sarda sui trasporti e la viabilità interna, la mancanza dei finanziamenti promessi, il blocco dei cantieri (altro che apertura di giorno e di notte), il Presidente della Regione ha fallito perché si è dimostrato incapace di raggiungere gli obiettivi che si era prefisso all'atto del suo insediamento alla guida della Regione in materia di viabilità;
VISTO che altrettanto improvvide sono state le dichiarazioni dell'ANAS e del Ministero delle Infrastrutture che, rispondendo ad alcune interrogazioni parlamentari, dapprima avevano assicurato che i lavori sulla strada statale n. 131 si sarebbero conclusi nel febbraio del 2002 e, in un secondo momento, avevano fatto slittare questa data al mese di novembre del 2002;
VALUTATO che l'Accordo di Programma Quadro per la viabilità statale del 21 aprile 1999 (stipulato nel quadro dell'Intesa Stato-Regione) ha individuato le seguenti risorse finanziarie:
a) 368 milioni di euro ipotizzando per gli anni 2000/2005 (come somma di due consecutivi piani triennali) e assegnazioni equivalenti a quelle del precedente triennale 97/99 per gli interventi di interesse regionale;
b) 601,5 milioni di euro, proiezione riferita al cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali comunitari effettuata sulla base delle disponibilità di cui alla copertura del vigente periodo di programmazione (POP Sardegna 994 milioni di euro e QCS 182, 8 milioni di euro);
c) 524,4 milioni di euro, quale analoga proiezione riferita ai fondi comunitari;
CONSTATATO che, secondo quanto previsto dall'Accordo di Programma Quadro, alla Sardegna dovrebbe pervenire entro il 2005 un ammontare complessivo di 1493,9 milioni di euro;
PRESO ATTO che per il triennio 2001/2003 sono state assegnate risorse per 302 milioni di euro (66 milioni come finanziamenti ordinari ANAS per la viabilità in Sardegna, relativi a due interventi di completamento sulla strada statale n. 131 e per la messa in opera della barriera spartitraffico nella strada statale n. 130 nel tratto Decimomannu - Iglesias; 236 milioni - dei quali il 50% a carico dell'ANAS - per interventi previsti sulla base del Quadro comunitario di sostegno per tre interventi sulla strada statale n. 131) ben al di sotto della somma promessa con l'Accordo di cui sopra;
EVIDENZIATO che le risorse per continuare l'opera di ammodernamento della strada statale n. 131 e accelerare il lavoro nei cantieri già aperti, sono contenuti nei 1689 milioni di euro stanziati dall'intesa generale quadro delle infrastrutture per la Sardegna, firmata l'11 ottobre 2002 tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione, anche se fino a oggi nessuno è stato in grado di precisare l'entità della somma da destinarsi alla Carlo Felice, visto che 1165 milioni di euro sono destinati alle opere di grande viabilità ma anche per infrastrutture di allaccio e servizio delle aree portuali e interportuali,
esprime
- grave preoccupazione per i ritardi nel completamento dei lavori di adeguamento e di ammodernamento della strada statale n. 131, inseriti nel piano decennale delle infrastrutture previste dal Governo nazionale con uno stanziamento che fino a oggi sembrerebbe privo di copertura reale (per la concorrenza di altre opere strategiche nazionali), tanto che sono sempre più numerose le iniziative dei rappresentanti sardi in Parlamento, di tutti gli schieramenti politici, che chiedono al Ministro delle infrastrutture di conoscere la reale entità dei fondi a disposizione per la ristrutturazione della Carlo Felice;
- grave disagio per la confusione che regna, a tutti i livelli istituzionali, circa l'esistenza e la destinazione delle risorse stanziate (1689 milioni di euro) dall'Intesa generale quadro delle infrastrutture per la Sardegna, firmata l'11 ottobre 2002 tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione, che prevedeva, tra l'altro, una verifica dopo quattro mesi dei lavori (e quindi entro il mese di febbraio) in corso sulla strada statale n. 131;
- allarme per la pericolosità della Carlo Felice e per il numero crescente di incidenti stradali, molti dei quali mortali, accaduti negli ultimi anni nella principale arteria della Sardegna a causa soprattutto dei troppi cantieri di rifacimento e di sistemazione aperti (alcuni dei quali oggi bloccati da intoppi burocratici e altri non ancora avviati per mancanza di progettazione e di finanziamento) che costringono gli automobilisti a pericolose deviazioni, spesso mal segnalate, per percorrere scorciatoie, cavalcavia, curve, incroci e tratti che diventano ancora più insidiosi quando sono percorsi di notte e in condizioni atmosferiche precarie,
invita
- il Presidente della Regione a istituire in tempi rapidi un tavolo di lavoro permanente con il Governo nazionale, con i parlamentari sardi e con i rappresentanti delle Province e dei Comuni dell'Isola, e in genere degli enti locali interessati, sulla questione della viabilità interna in Sardegna e, in particolare, sul reperimento delle risorse da destinarsi al rifacimento delle rete stradale, primaria e secondaria, dell'Isola, visti gli impegni presi dalla Giunta regionale e dal Governo nazionale con l'Intesa generale quadro delle infrastrutture per la Sardegna, firmata l'11 ottobre 2002, e considerati altresì i contenuti del precedente Accordo di Programma Quadro per la viabilità Statale 2000/2005 stipulato il 21 aprile 1999 nell'ambito dell'intesa istituzionale di programma tra Stato e Regione;
- a riferire in Consiglio regionale sullo stato del tavolo di lavoro permanente con i soggetti sopra indicati sulla questione della viabilità interna in Sardegna, sul completamento dei lavori e sulla sua messa in sicurezza;
- il Presidente della Regione a nominare un Commissario regionale per la sicurezza stradale in Sardegna, individuato tra i funzionari attualmente in servizio presso l'Amministrazione regionale, delegato in via esclusiva all'individuazione, alla predisposizione e al coordinamento di tutte le azioni necessarie a ridurre in modo efficace la pericolosità della rete viaria sarda. Al Commissario straordinario può essere attribuito anche il compito di stabilire campagne locali di prevenzione e di informazione sulla sicurezza stradale, di concerto con gli Assessorati competenti. Il Commissario può, dove non è richiesta la presenza istituzionale del Presidente della Regione o dei componenti della Giunta, rappresentare la Regione autonoma della Sardegna nei rapporti con il Governo sulla materia della sicurezza stradale,
impegna la Giunta regionale
- a riferire in Consiglio regionale sulla situazione complessiva della viabilità in Sardegna e in particolare:
a) sui gravissimi ritardi nel completamento dei lavori nella strada statale n. 131, inserita dal Governo nel piano decennale delle infrastrutture, predisposto dal Ministro Lunardi, con uno stanziamento che finora risulta privo di copertura reale (anche perché è in concorrenza con altre grandi opere pubbliche nazionali), dato che dei 1500 milioni che sembrerebbero necessari a mettere in sicurezza tutta la Carlo Felice ne sono arrivati poco meno di 300;
b) sull'utilizzo delle risorse, pari a 302 milioni di euro, assegnate per la viabilità in Sardegna in base al piano triennale 2001/2003, destinate a cinque interventi di completamento della strada statale n. 131 e alla messa in opera della barriera spartitraffico nella strada statale n. 130 nel tratto Decimomannu - Iglesias, cantieri che fino a oggi non sembra siano stati ancora aperti;
c) sulla reale entità delle somme da destinarsi alla ristrutturazione della strada statale n. 131, nell'ambito dei fondi stanziati dall'Intesa generale quadro delle infrastrutture per la Sardegna, stipulata l'11 ottobre 2002 tra lo Stato e la Regione sarda, a favore anche delle opere di grande viabilità (non solo la Carlo Felice, ma anche la Sassari -Alghero e la Olbia - San Teodoro);
- a svolgere un'azione politica molto forte nei confronti del Governo nazionale dato che fino a oggi sono state disattese tutte le promesse fatte ai sardi in materia di viabilità e di infrastrutture nell'isola, a partire dall'Accordo di Programma Quadro 2000/2006 che avrebbe dovuto portare nell'Isola circa 1500 milioni di euro per il rifacimento e il miglioramento delle nostre strade;
- a svolgere un'azione istituzionale pressante nei confronti del Governo nazionale affinché siano mantenuti tutti gli impegni presi con la stipula dell'Intesa generale quadro delle infrastrutture per la Sardegna, che prevede per l'isola circa 1.700 milioni di euro, e in particolare nei confronti del Ministero delle infrastrutture che deve utilizzare tutti gli strumenti a propria disposizione per costringere l'ANAS ad accelerare gli interminabili lavori sulla strada statale n. 131;
- a garantire l'avvio dei lavori nei lotti già finanziati e consegnati alle imprese aggiudicatrici degli appalti, il completamento dei lavori in fase di esecuzione, l'accelerazione di tutte le procedure per la valutazione di impatto ambientale per i progetti definitivi, per i quali occorre anche reperire i finanziamenti necessari per lo svolgimento dei lavori, l'accelerazione altresì delle procedure per la pubblicazione e per lo svolgimento degli appalti e dei bandi di gara, un interessamento immediato teso a sbloccare tutti quegli intoppi di natura burocratica che hanno causato l'interruzione dei lavori in molti cantieri, divenuti oramai una trappola per gli automobilisti che percorrono ogni giorno la Carlo Felice;
- ad adottare tutte le misure urgenti e necessarie a mettere in sicurezza la strada statale, n. 131, visto che dal 1999 a oggi si sono registrati 24 incidenti mortali che hanno causato 29 vittime, la maggior parte concentrati proprio in prossimità dei cantieri;
- a mantenere gli impegni presi in sede di dichiarazioni programmatiche da parte del Presidente della Regione, quando egli garantì l'accelerazione delle opere pubbliche in corso di opera e promise cantieri aperti giorno e notte, per dare servizi e infrastrutture in tempi rapidi alla nostra economia. La situazione della Carlo Felice è sotto gli occhi tutti: non solo i cantieri non sono aperti di notte e, a volte, neppure di giorno, ma in tutto il tratto che va da Macomer a Sassari di cantieri non se ne vede neppure l'ombra;
- a porre il tema della sicurezza stradale al centro dell'agenda politica regionale e a promuovere tutte le più opportune iniziative per una migliore utilizzazione delle risorse finanziarie, tecniche e professionali finalizzate a diminuire la reale pericolosità della rete viaria della Sardegna e alla prevenzione degli incidenti stradali nella nostra regione;
- a istituire il Fondo regionale per la sicurezza della circolazione stradale, che servirà a pubblicizzare le tematiche relative a una circolazione dei veicoli sicura e compatibile con l'ambiente e a realizzare tutte le iniziative utili a diffondere tra i giovani sardi la cultura della sicurezza stradale,
delibera
- di istituire, ai sensi dell'articolo 125, comma 4, del Regolamento del Consiglio regionale della Sardegna una Commissione d'inchiesta avente ad oggetto l'accertamento dei fatti ed, eventualmente, delle responsabilità politiche che hanno impedito fino a oggi di portare a compimento molti dei lavori in corso sulla strada statale n. 131. In particolare si chiede di conoscere:
a) l'elenco delle imprese, aggiudicatrici di tutti gli appalti, impegnate nei i lavori di rifacimento e di miglioramento della Carlo Felice e, se si tratta di gara pubblica o di asta, la base di partenza e il prezzo di aggiudicazione degli stessi;
b) il numero dei lotti e dei cantieri aperti lungo la Cagliari-Sassari, con la verifica di quelli in fase di esecuzione, di completamento, di consegna e quelli già conclusi;
c) l'elenco di tutti i cantieri che sono stati bloccati in fase di esecuzione dei lavori e l'elenco dei cantieri consegnati alle imprese vincitrici dell'appalto, ma i cui lavori non hanno preso ancora inizio perché sono stati bloccati da intoppi di natura burocratica o da ricorsi presentati alla magistratura ordinaria o amministrativa, dall'ANAS o dalle imprese escluse dall'aggiudicazione di alcuni appalti;
d) il numero dei progetti in fase di elaborazione, l'indicazione degli studi professionali o dei singoli professionisti che li stanno realizzando, e il costo che la Regione (nel caso in cui non siano a carico dell'ANAS) dovrà pagare a ciascuno di essi per tale opera;
e) i progetti conclusi ma non ancora approvati (con l'indicazione dei soggetti che li hanno redatti e il relativo costo per la Regione autonoma della Sardegna, nel caso non siano anche questi a carico dell'ANAS), i finanziamenti previsti per l'esecuzione dei lavori e, nel caso, i motivi per i quali ancora non sono state concesse le somme previste per la realizzazione degli stessi (è il caso del tratto della strada statale n. 131 tra Oristano Nord e Bauladu - km 99,500 - 109, 500- il cui finanziamento di 47 milioni di euro non è stato mai concesso);
f) il motivo per cui non siano state ancora avviate le procedure di valutazione di impatto ambientale per i progetti che sono definitivi e, in relazione agli stessi, la fonte di finanziamento e l'entità della somma necessaria per il compimento dei lavori richiesti (è il caso del tratto Bauladu-Macomer - Sassari, Km 109,500 - Km 200);
g) il motivo per cui non siano stati ancora avviati i lavori in quei lotti che hanno già ottenuto il finanziamento;
h) quali cantieri siano stati aperti con le risorse, pari a 302 milioni di euro, assegnate per la viabilità in Sardegna in base al piano triennale 2001/2003 così suddivise:
- 66 milioni di euro come finanziamenti ordinari ANAS per la viabilità in Sardegna, relativi a due interventi di completamento sulla strada statale n. 131 e per la messa in opera della barriera spartitraffico nella strada statale 130 nel tratto Decimomannu - Iglesias;
- 236 milioni di euro - dei quali il 50% a carico dell'ANAS - per interventi previsti dal Quadro Comunitario di Sostegno per tre interventi sulla strada statale n. 131. (103)
PRESIDENTE. Chi la illustra? Ha facoltà di illustrarla il consigliere Masia.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Presidente ed onorevoli colleghi del Consiglio, è arrivato il momento di discutere sulla viabilità interna della nostra Regione e sulla "131" che costituisce l'asse portante dell'economia e dello sviluppo della nostra Isola. La mozione sui gravi ritardi nel completamento dei lavori della strada statale 131, sulla mancanza di fondi per il suo ammodernamento, sui troppi cantieri aperti e bloccati dalle procedure burocratiche, sui cantieri che non partono, sul tratto Macomer - Sassari che non si sa mai se mai inizierà e sui pericoli che questa strada possiede, nasce dai dati drammatici che ogni giorno la stampa ci riporta. Anche ieri ci sono state altre vittime, e nasce dal fatto che in nessun'altra Regione d'Italia esiste possibilità di fare raffronto a questa situazione.
E` un bollettino di guerra che se pure trova qualche giustificazione sulla velocità e sulla distrazione di chi guida, non può prescindere dalle cattive condizioni della strada, dalla sua inadeguatezza e dall'assoluta mancanza di sicurezza. Secondo i dati dell'Automobil Club di Cagliari, a partire dal 1996 si riscontra un numero di morti e di incidenti crescente; sarà un caso, ma le cifre più preoccupanti corrispondono proprio agli anni in cui si sono aperti i cantieri per allargare la carreggiata, per eliminare gli svicoli a raso, e maggiormente sono concentrati nella Provincia di Cagliari e di Oristano ove tali lavori hanno avuto da qualche tempo inizio.
Sono i percorsi trappola, sono fatali questi proprio di notte ed in particolare quando piove per la scorsa visibilità, oppure questi incidenti accadono in particolare dove sono improvvise le deviazioni per la viabilità alternativa, che seppure necessaria spesso non è all'altezza di ricevere quel flusso e quel tipo di traffico. La finanziaria e la mozione di sfiducia al Presidente Pili come sapete non ci hanno consentito di entrare in merito alla mozione prima di oggi, però qualunque ritardo è di sicuro un colpevole ritardo, visto che questa mozione è stata presentata dal 18 febbraio e sono trascorsi 4 mesi, visto che sulle strade della Sardegna - come abbiamo già detto - si continua a morire, e visto che non si vedono aprire nuovi cantieri e che quelli che sono aperti procedono a rilento, restando appunto perennemente aperti.
Questa mozione di cui si discute oggi è da tempo sul tavolo dei Gruppi e, quindi, sono certo che ogni consigliere ne conosce il contenuto, per questo motivo non la leggo e mi attengo piuttosto a spiegare i motivi che l'hanno provocata e se è possibile ad integrarla, ad arricchirla, lasciando alle battute conclusive della mia relazione la sintesi della mozione stessa. E` da circa vent'anni che la "131" risulta inadeguata, inadeguata per il flusso di traffico crescente, per i mezzi pesanti che assolvono a quello che è il disimpegno sempre maggiore delle Ferrovie dello Stato che non trasportano più né merci e né passeggeri; è inadeguata per l'usura costante e per l'inadeguatezza appunto di molti tratti stradali; è inadeguata per la presenza di incroci a raso, in particolare proprio in quei centri abitati che sono cresciuti a ridosso di questa strada, quasi a cavallo dell'arteria stessa, denunciando anche qui una cecità totale in quelle che sono le previsioni di sviluppo e le particolari programmazioni urbanistiche di questi paesi.
Gli esempi naturalmente sono superflui, perché purtroppo sono sempre rimarcati proprio questi esempi da gravissimi incidenti. Come non ricordare, m'è dovuto ricordarlo, vere e proprie stragi come quella di Li Punti sette anni fa, operai morti all'alba del 6 dicembre 1977, incidenti che ogni volta provocano manifestazioni, manifestazioni di protesta e qualche volta fanno pure nascere comitati, come il comitato per la "131" o associazioni come quella dei parenti delle vittime delle strade. Oppure provocano anche riunioni di sindaci; l'ultima è quella dei cinquanta sindaci che si sono incontrati nella ricorrenza del 28 aprile, Sa Die de sa Sardinia, parafrasando questo hanno commemorato Sa bia de sa birgunza dicevano, però hanno anche detto incontrandosi che con questa manifestazione si voleva provocare sempre di più il completamento della "131" e da quell'incontro è emersa forte una richiesta, una richiesta proprio al Presidente Serrenti, che promuovesse un incontro in Consiglio come quello di oggi promosso dalla mozione, perché non è più possibile lasciare fuori da quest'Aula ciò che sta avvenendo non solo sulla "131", ma in tutte le strade della Sardegna. E` una denuncia precisa sulla pericolosità che hanno tutte le principali vie di comunicazione interna della nostra Isola. La "554" è la strada più pericolosa d'Italia.
Io mi auguro che questo sia presente a tutti e che siamo coscienti. La 131 ha 0,73 incidenti per ogni chilometro della strada; la 130 dell'Iglesiente è quasi uguale, 0,72 incidenti per ogni chilometro di strada. Secondo i dati statistici, quelli che solitamente fornisce l'Aci che si interessa appunto della percorribilità e della viabilità presente in Sardegna, la 131 per Nuoro, la direttrice per Nuoro, la 196 di Villacidro, e qui vorrei fare tutto un elenco, la 128, la 126, la 291 la Nurra, quella di Ozieri, sono strade di cui si parla molto poco e nelle quali però sappiamo che nulla si fa; sono strade statali che dovrebbero essere classificate regionali, ma che sono ancora in carico all'Anas e che però non garantisce nemmeno l'ordinaria manutenzione.
Noi in Quarta Commissione incontrando l'ingegner Corazza che è il capo del dipartimento dell'Anas ne abbiamo parlato circa due anni fa di questo problema, però è rimasto lettera morta per trascuratezza di questa maggioranza, ma ancor di più per le non risposte del Governo nazionale che non può pensare di trasferire alla Regione, e quindi alle province, queste strade senza renderle prima sicure e di investire su esse consistenti risorse economiche per il loro ammodernamento.
Durante quella manifestazione di cui parlavo, a Bonorva, è emerso inoltre che oltre alla denuncia delle croci e dei lutti della 131, la sua inadeguatezza, questo è il forte ostacolo allo sviluppo che assieme alle restanti viabilità della Sardegna essa rappresentano. Una bassa velocità commerciale alla quale corrispondono i consumi più elevati in Europa. Nell'Unione Europea la velocità commerciale è di 42 chilometri all'ora, cioè per fare centomila chilometri un autotrasportatore impiega 1818 ore di lavoro, questi sono costi. Bene, in Sardegna per lo stesso percorso ne occorrono 2350, il 30 per cento in più; per fare centomila chilometri in Europa, sempre come media, occorrono 31 mila 250 litri di gasolio, in Sardegna ne occorrono 55 mila 550 cioè il 77 per cento in più, quasi il doppio. Alla nostra insularità che stiamo cercando di ovviare con la continuità territoriale per i passeggeri e per le merci, dobbiamo essere coscienti che si aggiunge questo peso gravoso di costi che non ci aiuta e che non aiuta chi vuole investire in Sardegna.
Ne ha preso atto alcuni giorni fa anche il Ministro Lunardi quando intervenendo all'inaugurazione della nuova aerostazione di Alghero ha dichiarato a noi, a noi che lo sapevamo già e che lo sapevamo da un pezzo, che fatto cento il valore medio nazionale delle infrastrutturazioni quello della Sardegna è pari a 59, cioè poco più della metà, e se la statistica a cui noi siamo abituati è come quella del pollo a testa ci dev'essere qualche Regione, alla faccia della solidarietà e del federalismo, che naviga su parametri vicino a 200. E` un primato negativo che è stato ammesso anche dal Ministro venuto qui naturalmente per fare più campagna elettorale, per cercare di recuperare per questa maggioranza tanto giù di morale dopo la finanziaria e la mozione di sfiducia per il suo Presidente, piuttosto che per impostare cose concrete; ha detto - parole sue - "è un primato negativo e creerà non pochi problemi alla Sardegna, crea problemi a chi la sceglierà per investire i propri capitali e a chi decide di trascorrere in Sardegna le proprie vacanze", sì le vacanze, quelle su cui noi puntiamo per il nostro sviluppo.
In quell'occasione naturalmente ci è capitato di sentire ancora una volta che entro il 2003 tutti i lavori necessari per la 131 saranno finanziati ed assieme a questi verranno finanziate tutte quelle opere che garantiranno a questa realtà territoriale di essere davvero la piazza logistica efficiente - parole sue - all'interno dell'intero bacino Mediterraneo, e ci ha elencato queste cifre, io le ribadisco perché è bene che restino perché riteniamo che conoscerle sta a significare che forse può produrre anche un impegno; 1100 milioni di euro per la 131, 433 milioni di euro per le altre opere viarie, comprese ferrovie ed aeroporti, 435 milioni di euro per l'acqua, 92 milioni di euro per il Porto di Porto Torres, 87 milioni di euro per il Porto di Olbia ed altri 76 milioni di euro per le opere viarie in genere. Sono le parole di un Ministro, dicevo, e dovremmo non dubitarne! Ma nella Gazzetta Ufficiale del 21 marzo 2002, questo è stato denunciato a Bonorva, per la piastra logistica Euro-Mediterranea della Sardegna nella quale sono compresi anche i fondi della 131, la disponibilità è di 0,0 e poi ancora 0. E il Ministro così preciso con i numeri e sulle date quando ha elencato le opere, queste opere integralmente inserite nell'intesa generale quadro, chissà perché non ricordava la data di quando si è approvato, ha detto "qualche tempo fa", io mi auguro che il Presidente Pili sia più preciso in questo.
Tornando un attimo alla 131, la Carlo Felice, credo che sia il caso di evidenziare ancora alcuni aspetti oltre all'effettiva disponibilità e quantità di risorse.
Dopo tanti anni noi non abbiamo l'intera progettazione, soltanto un terzo della strada ha il progetto esecutivo, una buona parte di essa è priva della valutazione di impatto ambientale.
Quando poi non capita anche di verificare, a giorni la Commissione Quarta approfondirà, che ci sono progetti definitivi che sono stati calati dall'alto e che non hanno alcun avallo da parte delle amministrazioni attraversate, ed è il caso dei tre chilometri di Codrongianus, dove con incidenze per chilometro, onorevole Selis, spero che a lei non sfugga, molto simile a quelle calabresi, Gioia Tauro e Silla, lei l'ha citato, e quelle siciliane tra Catania e Siracusa, si realizza - questa è l'ipotesi progettuale - tre chilometri di strada, quattro strade all'interno di un raggio di duecento metri e per di più in una splendida vallata dove già sono presenti grandi problemi per ciò che riguarda le fondazioni di un semplice impianto di depurazione, figuriamoci che cosa significa realizzare il viadotto che è previsto.
Da Macomer in poi la strada ha solo il progetto preliminare, o almeno così risulta per la maggior parte dei lotti, dice il Presidente Pili che entro l'anno si avrà tutta la progettazione esecutiva e che entro il 2006 la 131 sarà portata a compimento, però leggiamo da un'altra parte che l'Authority sui lavori pubblici entrando in merito al sistema degli appalti, in particolare quelli Anas, evidenzia le disfunzioni di questi appalti e il rilevante e conseguente aumento dei tempi che si ha solitamente quando si va ad eseguire i lavori.
Come faccia l'onorevole Pili a fare queste affermazioni, da dove ne trae certezze, aspettiamo che sia lui a dircelo! Noi invece possiamo dire, questo sì, del grande forzo che il Presidente Pili sta facendo per smorzare gli effetti di questa mozione che con la discussione qui in Consiglio evidenzierà ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, i ritardi della Giunta regionale, le non risposte del Governo nazionale, l'inadeguatezza dell'Assessore dei lavori pubblici salito sulle barricate con chi protesta anziché dare risposte, lo ha bene evidenziato l'onorevole Cugini, Ladu non è qui per manifestare contro se stesso, è qui per manifestare contro se stesso a Bonorva! Eppure io credo che le opere vadano fatte e non credo soltanto io, credo che lo pensiamo tutti e siamo tutti d'accordo, però più durano i lavori e maggiore è la possibilità di incidenti, più durano i lavori e minore è la sicurezza. Tempi e sicurezza - è stato detto - sono inversamente proporzionali, ed è per questo che occorre accelerare, accelerare le procedure e trovare soluzioni che da questo Consiglio non possono essere proposte e portate avanti.
Con questa mozione noi del centrosinistra, i Sardisti, invitiamo il Presidente della Giunta regionale ad istituire in tempi brevi un tavolo di lavoro permanente, un tavolo di lavoro permanente con il Governo nazionale, con i parlamentari sardi, quelli che naturalmente non si interessano di fare anche due Regioni, con i rappresentanti delle province e quelli dei comuni e di tutti gli enti interessati per discutere sulla viabilità interna della nostra Isola; fare, in definitiva, chiarezza inoltre sulle risorse necessarie e quelle che sono disponibili per fare questi lavori.
Invitiamo il Presidente Pili a nominare urgentemente una Commissione regionale per la sicurezza stradale, ce n'è sempre più bisogno di questo in Sardegna, al fine di individuare, predisporre e coordinare tutte le azioni necessarie a ridurre in modo efficace ed immediato la pericolosità della rete viaria sarda, e poi invitiamo questo Consiglio a deliberare oggi per una risposta ai tanti che da noi si aspettano fatti concreti e non passerelle ai sensi dell'articolo 25 del Regolamento del Consiglio regionale una Commissione d'inchiesta. Una Commissione d'inchiesta che svolga un'azione capillare di acquisizione di dati e di informazioni utili, utili ad accertare fatti e responsabilità che impediscano ai cantieriin atto di essere portati avanti, che impediscano ai cantieri nuovi di partire; in particolare, si chiede di conoscere attraverso questa Commissione d'inchiesta l'elenco delle imprese che si sono aggiudicate i lavori, il numero dei lotti dei cantieri che sono attualmente aperti, i cantieri bloccati che sono in fase di esecuzione e non si capisce perché non vadano avanti e, poi, in particolare, i progetti che sono in fase di elaborazione, i progetti che sono conclusi ma che non sono approvati e conoscere anche i progettisti e i costi per queste progettazioni, quelli che sono stati affrontati dall'Anas e quelli che sono stati affrontati da questa Regione, e i motivi per cui non si sono avviate le procedure di impatto ambientale per i progetti definitivi.
Conoscere i motivi per cui ancora non si sono iniziati i lotti che hanno già il finanziamento e quali sono i cantieri aperti con le risorse del piano triennale 2001/2003.
Nelle sue dichiarazioni, onorevole Pili, dichiarazioni programmatiche intendo, lei aveva assunto l'impegno di accelerare le opere pubbliche, aveva promesso cantieri aperti giorno e notte. Tutto questo non è avvenuto. E la nostra valutazione purtroppo è che questo non avverrà, la Sardegna, i sardi non possono permettersi questi ritardi, non possiamo vivere sulle ripetute promesse di Pili, del Ministro Lunardi e di Berlusconi che, sappiamo, sono più portati a curare l'immagine propria, del proprio partito in cui militano appunto, e le future campagne elettorali, erano per questo presenti in questi giorni.
I ritardi però significano altre vittime. I ritardi sono occasioni di sviluppo che sono rinviate, i ritardi probabilmente sono anche occasioni che questa Sardegna ha definitivamente perduto.
Richiesta di convocazione del ConsiglioPRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Su che cosa intende parlare?
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). All'atto dell'approvazione della legge finanziaria il 16 aprile di questo anno, con un apposito ordine del giorno sono stati individuati i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria; tra questi uno è stato assegnato alla Commissione bilancio che nella settimana scorsa lo ha definitivamente approvato.
E` stata depositata la relazione di maggioranza e quindi chiedo ai sensi dell'articolo 34, decimo comma, che venga convocata l'Assemblea per l'esame di questo provvedimento; ricordo che il decimo comma dice: "a partire dal termine di dieci giorni riservati ai relatori in Aula, l'Assemblea entro i successivi dieci giorni esamina i provvedimenti". Quindi, facendo riferimento a questo comma dell'articolo 34 chiedo che la Presidenza per quella data convochi l'Assemblea per l'esame di questo documento.
Chiedo altresì, Presidente, che essendo stato approvato anche il bilancio consuntivo dell'anno finanziario 2001 questo possa essere richiamato in Aula per l'esame unitamente al disegno di legge collegato cui ho fatto riferimento in precedenza.
PRESIDENTE. Onorevole Selis vuole iscriversi a parlare?
FADDA (La Margherita-D.L.). Parliamo su questo.
PRESIDENTE. No, su quello andava detto a fine interventi, comunque se voleva dire questo, abbiamo recepito già!
Vuole intervenire? Dobbiamo aprire un dibattito?
FADDA (La Margherita-D.L.). Se deve ripetere l'intervento a fine lavori stiamo zitti. Altrimenti parliamo.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto era un argomento che avremmo dovuto discutere a fine degli interventi, dovevamo proseguire con gli interventi, se questo volevate appurare lo certifichiamo.
Proclamazione e giuramento di consiglierePRESIDENTE. Detto questo, colleghi, avendo già dichiarato eletto il consigliere regionale Onorio Petrini, che è arrivato, lo invitiamo ad entrare in Aula e prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del D.P.R. del 19 maggio 1949 numero 250. Invito il collega a presentarsi al banco.
Do lettura della formula del giuramento, dopodiché il consigliere Onorio Petrini risponderà: "lo giuro".
"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".
PETRINI (F.I.-Sardegna). Lo giuro.
PRESIDENTE. Proseguiamo la discussione, invito i colleghi ad iscriversi per i loro interventi durante l'intervento dell'onorevole Biancu.
E` iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, onorevole colleghi, ancora una volta le forze politiche che in questo Consiglio regionale si oppongono alla maggioranza di centrodestra sono costrette a tentare, con gli strumenti che hanno a disposizione, di sopperire al lassismo e alla latitanza della Giunta e della stessa maggioranza richiamandola ad un impegno e ad una responsabilità politica finora disattesi.
Il problema sul quale oggi intendiamo richiamare la Giunta alle sue responsabilità è innanzitutto lo stato di grave ritardo in cui versano le opere relative alla principale strutture viaria della Sardegna, la strada statale numero 131, maturato attraverso una lunga serie di inaccettabili inadempienze e insufficienze imputabili a diversi soggetti e livelli istituzionali. La gravità del problema è evidente a tutti, così come la complessità e l'articolazione delle implicazioni che esso presenta. Si tratta di un nodo fondamentale per lo sviluppo economico della nostra regione e rappresenta una delle chiavi per la soluzione dei molti e gravi problemi di accessibilità a diversi territori dell'Isola.
Ma è un altro l'aspetto la cui drammatica urgenza e gravità va incrementando settimana dopo settimana e che deve essere posto davanti a qualunque altra considerazione. E` il problema della sicurezza e della protezione della vita delle persone che viaggiano sulla "131" e sulle altre strade della nostra regione. La mia provincia, quella di Oristano, ha dovuto registrare negli ultimi due anni la maggiore incidenza di incidenti automobilistici con esiti mortali dell'intera regione. Questo triste primato è purtroppo accompagnato da dati altrettanto gravi in tutta la Sardegna, se ricordiamo che in poco più di cinque anni più di sessanta persone hanno perso la vita soltanto sulla Carlo Felice. Ultimo in ordine di tempo il terrificante incidente con altri due morti è quello avvenuto nella giornata di ieri.
Qual è l'atteggiamento che dobbiamo assumere rispetto a questo dato? Vogliamo considerarlo come un evento calamitoso che sfugge a qualunque responsabilità e controllo? Intendiamo chiedere ai nostri concittadini di rassegnarsi allo stillicidio di incidenti mortali che funestano la 131 e le principali strade della Sardegna? Non è possibile e lo sanno bene gli amministratori locali ed i sindaci dei comuni innanzitutto dell'oristanese e del nuorese. L'esasperazione delle comunità locali è giunta ormai al limite a causa della frequenza dei lutti che devono sopportare a fronte dei quali è davvero scandalosa l'assenza delle istituzioni. I sindaci e gli amministratori locali hanno protestato. Hanno fatto le catene umane sulla "131", hanno chiesto interventi urgenti all'ANAS, alla Regione e al governo nazionale. Nessuno ha dato loro risposte concrete.
E` inevitabile che, di fronte a questo assurdo muro di gomma istituzionale, gli amministratori decidano di preparare iniziative clamorose, ma non sproporzionate rispetto alla drammatica gravità della situazione. Iniziative che questo Consiglio regionale deve sostenere con forza. E` evidente, colleghi, che oltre ai morti, oltre ai danni ai territori e alle comunità locali, questa vicenda sta determinando uno scollamento istituzionale tra amministrazioni locali ed istituzioni nazionali e regionali. Ma lo scollamento istituzionale è la conseguenza di uno strappo ancora più profondo e grave che ha lacerato il legame tra i cittadini di quei territori e le istituzioni che dovrebbero rappresentarli. Tra i cittadini del nuorese e dell'oristanese va ormai diffondendosi la certezza di essere cittadini di serie B, in territori marginalizzati e dimenticati dalle istituzioni. Non si sta tratta più soltanto di vivere in zone economicamente depresse, in via di spopolamento, spesso trascurate o penalizzate dalle politiche di sviluppo regionali e nazionali. Qui si tratta di non poter neanche andare a lavorare senza correre il rischio di trovare la morte su strade in condizioni inaccettabili per una qualunque regione europea, o comunque moderna e civile.
E se in quei territori gli amministratori locali arrivano a vedere nella chiusura di una strada statale l'unica via praticabile per scongiurare altri morti, abbiamo la certezza che lì stiano venendo meno le condizioni di un vivere collettivo appena a livello della soglia della normalità e della decenza.
Noi oggi vogliamo denunciare questo stato di cose, ma soprattutto vogliamo che siano esplicitate le responsabilità e che siano assunti impegni seri e concreti per intervenire sui problemi e risolverli. Non è accettabile che il ministro Lunardi si ricordi delle strade sarde solo nella compagna elettorale, promettendo interventi imponenti e finanziamenti generosi, più di mille milioni di euro, ma rimandando a data da destinarsi la concreta realizzazione delle opere. E questo mentre ancora attendiamo il rispetto di quanto previsto per la viabilità e per le infrastrutture della Sardegna sia con l'accordo di programma quadro 2000-2006, sia con l'intesa generale quadro sulle infrastrutture per la Sardegna. E` indecoroso che il Consiglio superiore dei lavori pubblici mantenga con la sua inerzia lo stallo sulla situazione della strada statale 130 e della Abbasanta-Nuoro nonostante le stragi che hanno funestato quelle strade.
Ancora una volta dobbiamo chiedere a questa Giunta e a questa maggioranza dove sono le speciali attenzioni, dove sono i canali privilegiati di cui avrebbe dovuto beneficiare la Sardegna in virtù del rapporto tra il Presidente Pili ed il cavalier Berlusconi.
Come mai non bastano nemmeno le morti di tanti cittadini sardi per suscitare risposte tempestive ed adeguate anche a problemi di natura esclusivamente tecnica? Abbiamo la sensazione che al governo di centrodestra interessino assai poco le strade della Sardegna, forse perché la nostra regione porta in dote pochi rappresentanti al Parlamento rispetto ad altre regioni, ben altra attenzione il governo centrale ha riservato alla Sicilia e al suo ponte sullo Stretto. E forse perché la classe dirigente del centrodestra sardo è talmente subordinata alle direttive romane e di Arcore da non essere capace di pretendere dal governo nazionale che esso faccia la parte che gli spetta su questo, come su altri gravi problemi della nostra regione.
A fronte di questo quadro disastroso il Presidente Pili e l'assessore Ladu non sono stati capaci di fare altro che un po' di propaganda a buon mercato, come è accaduto anche di recente quando sono andati sulla "131" a promettere che una pioggia di milioni stava per arrivare per risolvere i problemi della viabilità regionale. Certo, sono passerelle che garantiscono un po' di spazio sulla stampa e nei telegiornali, ma la loro estemporaneità e la loro superficialità viene colta in tempo reale da tutti gli osservatori avveduti, a cominciare proprio dai sindaci e dagli amministratori ai quali quelle promesse sono state fatte e che le hanno accolte giustamente con motivato scetticismo. Che l'assessore Ladu insista ancora in questi giorni nel dire che i soldi ci sono non ci rassicura, anche perché sappiamo che con la sua gestione l'Assessore dei lavori pubblici è diventato un autentico fenomeno dell'accumulo dei residui passivi. Tanto per citare un dato, per l'esercizio 2002 il suo assessorato si ritrovava, tra stanziamento ordinario e residui passivi, risorse equivalenti a quelle di circa 4 esercizi ordinari. Dunque quello dei lavori pubblici non è certo un problema legato all'avere le risorse, il problema è spendere le risorse, è aprire i cantieri, è realizzare le opere. Il problema è dunque chiaro e le responsabilità sono evidenti.
Vorremmo allora capire se questa Giunta e il suo Presidente siano in grado di assumere le iniziative che possano evitare che il prossimo futuro ci riservi altri lutti, altri disagi, altri ritardi.
Vogliamo capire se il Presidente intende attivare immediatamente un'iniziativa istituzionale che coinvolga tutti i livelli territoriali, da quelli locali a quello nazionale, per garantire il rispetto di tutti gli impegni presi in materia di viabilità dal Governo e dalla Regione. Vogliamo capire se il Presidente è in grado di assumere un'iniziativa immediata e seria per restituire alle strade sarde livelli di sicurezza adeguati agli standard di una regione moderna e civile. Vogliamo sapere se la Giunta intende, una volta per tutte, porre mano con decisione al completamento dei lavori nella "131" adottando tutte le misure necessarie a reperire le risorse e garantire l'avvio ed il celere svolgimento dei lavori già finanziati.
In generale vogliamo sapere se questo Presidente e questa Giunta sono in grado di andare oltre la retorica e le promesse delle dichiarazioni programmatiche del Presidente.
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, prego.
BIANCU (La Margherita-D.L.). E le promesse delle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione per presentare al Consiglio regionale ed ai sardi un programma serio, connotato da risorse adeguate e tempi certi, che sappia far uscire il sistema della viabilità regionale dalla disastrosa situazione in cui si trova attualmente. Se così non fosse, Presidente Pili, sarebbe il caso di astenersi dalle periodiche promesse sulle migliaia di milioni di euro in arrivo e sugli scenari di grande efficienza con cantieri aperti giorno e notte nelle strade della Sardegna, e sarebbe il caso di mostrare finalmente senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni e dei sardi rassegnando le dimissioni per lasciare il posto a chi sappia e voglia effettivamente affrontare e risolvere i gravi problemi della nostra regione e dei nostri concittadini.
Sull'ordine dei lavoriPRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Non voglio naturalmente intromettermi sulla Presidenza, però segnalo al Presidente e alla sua saggia valutazione, ma lo segnalo anche ai colleghi, se un problema così drammatico, che tutti i giorni ci angoscia con decine e decine di morti e migliaia di incidenti debba meritare questo squallido scenario con una maggioranza totalmente assente che abbiamo inutilmente cercato di far arrivare in Aula stamattina facendo anche mancare il numero legale nella sostituzione del collega Granara, ma vediamo totalmente distratta. Questo naturalmente non va a discapito dei colleghi che diligentemente sono in Aula e che ringraziamo ed apprezziamo, però mi sembra che non sia l'attenzione giusta per un problema così drammatico. Decida il Presidente la prosecuzione dei lavori, grazie.
PRESIDENTE. Come ella sa noi non possiamo costringere e tenere legati... Questa ed altre situazioni sono legate alla sensibilità, all'impegno e al senso della presenza e quant'altro di ogni singolo consigliere. Cose peraltro note, più volte anche denunciate dalla stampa, riconfermate oggi e probabilmente saranno riconfermate anche più avanti nel tempo. Noi non possiamo che procedere, anche in base ai desiderata di coloro i quali con molta apprensione, con molta preoccupazione, hanno presentato e richiesto la convocazione d'urgenza, la discussione d'urgenza di queste mozioni, il fermo degli altri lavori e prima di tutto discutere le mozioni. Per cui, evidentemente, qualcuno ritiene di essere impegnato in altro, è superfluo o quanto meno pleonastico partecipare alle discussioni sulla 131 i cui problemi, peraltro, sono ben noti e ben sentiti credo anche da tutti. Detto questo non credo di dover interrompere i lavori, c'è un numero sufficiente di auditori, anche delle forze della maggioranza, per quanto ridotte al minimo, per cui credo che i lavori debbano continuare.
Onorevole Ortu io la prego, non vorrei intavolare, aprire adesso la discussione sulla presenza, su quanti siamo in Aula o quanti non siamo in Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Non voglio porre il problema di quanti siamo presenti in Aula, invece voglio chiederle se possibile di informare l'Aula di chi è iscritto a parlare, perché anche questo è un dato che penso significativo per l'attenzione della maggioranza.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare Manca, Tunis, Sanna Gian Valerio, Ortu, Diana, Dore, Sanna Giacomo, Selis e l'onorevole Cassano; l'onorevole Morittu che si sta iscrivendo fuori norma, e quindi dovremmo rifiutarne l'iscrizione perché più volte ho raccomandato all'Aula di iscriversi durante l'intervento del primo oratore, noi siamo costretti a non accettare, mi dispiace onorevole Morittu ed onorevole Pirisi, l'iscrizione. Questo è quanto, poi se l'Aula è d'accordo noi li iscriviamo tutti, però non invocate il Regolamento quando fa comodo e poi non lo si invoca quando non fa comodo.
Cassano era qui da mezzora, è venuto ad assicurarsi di essere stato iscritto; premuroso come è Cassano è venuto ad assicurarsi di essere stato iscritto. Comunque accettiamo anche queste iscrizioni, quindi aggiungiamo l'onorevole Pirisi, l'onorevole Capelli e l'onorevole Morittu. Parla coi Capigruppo, Licandro parlerà a suo tempo come Capigruppo, quindi i Capigruppo vanno a seguire, a chiudere.
Allora riassumiamo: Manca, Tunis, Sanna Gian Valerio, Ortu, Dore, Diana, Sanna Giacomo, Selis, Morittu, Pirisi, Capelli, Cassano. I Capigruppo vanno tolti, i Capigruppo sono prenotati tutti; i Capigruppo sono iscritti d'ufficio sempre.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Presidente velocemente alcune considerazioni su questa mozione, ma mi pare chiaro che è estremamente preoccupante la scarsa partecipazione ad un dibattito così importante come questo che stiamo affrontando. La mozione 103, che è oggi in discussione e che verte sui ritardi dei lavori della 131, è purtroppo drammaticamente sempre più attuale, quasi ogni giorno la più importante arteria isolana, o in questa arteria sono segnalati incidenti con una mortalità sicuramente impressionante. Una sequela di morti, di stragi che non fanno che allungare le statistiche tanto da identificarla come probabilmente la strada più pericolosa d'Italia.
Quindi da arteria dello sviluppo la Carlo Felice è diventata, come diceva poc'anzi giustamente il collega, un percorso di guerra dove le croci sono superiori ad ogni altro fenomeno. Una strada con un percorso talmente pericoloso che anche per noi pendolari che settimanalmente la percorriamo diventa se non un incubo, ma sicuramente un tragitto estremamente pericoloso. Una strada dove è possibile vedere di tutto, vedere tutte le anomalie che in un'arteria stradale possono esserci. Nella 131 tutte queste anomalie sono abbondanti. Le pericolosità generale, ma in alcuni tratti ancor di più, ancora maggiori, sono alla base di tutti gli incidenti che troppo frequentemente si verificano. In questi giorni, ma questo per la verità anche da molto tempo, da quando queste manifestazioni avvengono, quasi tutti i sindaci e gli amministratori della comunità prospicienti la 131 stanno promuovendo una serie di iniziative, di azioni contro l'inerzia della classe politica regionale e nazionale.
Sono quindi troppi gli anni, sono troppi anni che assistiamo a balletti di cifre, ad annunci, a promesse sulla necessità di intervenire. Sono anni che si progetta ma che non si attua nulla, se non in forma saltuaria, in forma sporadica e sopratutto interventi strutturali quasi assenti per rendere l'arteria più sicura. Non vi è stato ministero o sottosegretario dei nostri Governi nazionali che non abbiano promesso interventi straordinari. Io mi chiedo: ma straordinari perché? Perché stanno morendo decine e decine di automobilisti, o straordinari perché ogni tanto si interviene con qualche rattoppo o qualche aggiustamento? Io credo che con la straordinarietà bisogna finirla, così come la si deve finire con le vane, con le mancate promesse di tutti, nessuno escluso, di tutti coloro che in questi ultimi venti - trent'anni si sono alternati alla gestione dei ministeri interessati. Questa arteria che, come dicevo poc'anzi, era sorta come strada dello sviluppo economico, per lo sviluppo economico della nostra Isola, sorta per dare prospettive è invece una strada dove si muore con troppa, con estrema facilità, quindi un'arteria che ha necessità di interventi globali lungo tutto il suo percorso. Non esistono percorsi facili.
L'annuncio dell'attuale ministro Lunardi fatto ad Alghero una decina di giorni fa e che prevede il finanziamento totale, addirittura, dei lavori di ammodernamento della 131 per circa 1.100 milioni di euro, quindi una somma ingente, non so se poi adeguata per intervenire in maniera totale, mi auguro che rimanga non il solito estemporaneo proclama. Qualcuno parlava di proclama elettorale perché eravamo a pochi giorni dalle elezioni amministrative.
E` chiaro che l'abitudine a non mantenere le promesse che, ripeto, i vari ministri che si sono succeduti hanno fatto, mi fa pensare a questo solito proclama. Io e noi in generale non siamo inclini a credere a tutto ciò che con troppa enfasi i soliti proconsoli, diciamo noi, vengono a promettere in Sardegna. A noi interessano i fatti, vogliamo concretamente che si avviino tutte le iniziative politiche, tecniche e finanziarie per risolvere definitivamente un dramma che quasi quotidianamente vede coinvolte le famiglie sarde; quindi, la messa in sicurezza di questa arteria è indispensabile.
I lutti che tutte le comunità sarde vivono per le conseguenze, per le condizioni di abbandono e di degrado di questa strada sono oramai insopportabili; chi deve garantire la sicurezza deve farsi carico degli oneri derivanti dalla sistemazione non provvisoria ma definitiva della Strada Statale 131, che invece di Carlo Felice dovrebbe chiamarsi …., inventiamogli un altro nome perché di Felice ha ben poco! In tutto il resto del continente italiano gli interventi sulle strade sono costanti e reali, da noi i ritardi invece sono sistematici, l'unica realtà sono i ritardi. Il degrado anche strutturale di questa strada è, per chi la percorre, evidentissimo. Da noi i ritardi sono colpevoli, i lavori sono perenni, lunghi, troppo lunghi per non intervenire in maniera forte e decisa. Ritardi dovuti a svariate cause, cause tecniche, cause burocratiche, amministrative, finanziarie e quindi politiche, societarie e quant'altro, lavori che non hanno tempi di consegna.
Il Presidente Pili aveva promesso che si sarebbe lavorato anche di notte, che avrebbe valutato tutto in base ai risultati, ma oltre - ripeto - le solite enunciazioni non si va; nessuna forte rivendicazione nei confronti dello Stato centrale, mi sembra che ci si accontenti - ripeto - delle periodiche ed inconcludenti promesse.
Noi crediamo che sia giusto o sia giunto il momento di prendere in mano la situazione, non ci sono rivalse politiche che possano tenere. Il suo e il nostro ruolo istituzionale si deve far valere, l'adeguamento e l'ammodernamento di questa fondamentale arteria è così urgente da dover essere affrontato con la giusta e doverosa determinazione, non può essere perso un solo giorno. Dalle nostre determinazioni, Assessore Ladu e Presidente Pili, possono dipendere molte cose; dalla nostra volontà nel combattere l'inerzia, le lungaggini, tutti e tutti gli altri ostacoli da cui possono dipendere tutti questi mancati interventi che sin'ora - come dicevo - sono stati affrontati in maniera non certamente decisa e determinante. E` una lotta che tutto il Consiglio regionale nella sua interezza deve affrontare senza distinzione di ruoli, senza distinzione di appartenenze, ma deve farlo unitariamente, deve perseguire il tutto unitariamente. La nostra unità e la nostra determinazione che unita a quella dei nostri conterranei e dei nostri amministratori non attenuerà chiaramente il dolore delle famiglie che sono state e che vengono così quotidianamente colpite nel loro intimo, ma consentirà in un futuro quanto più vicino - mi auguro - di vedere una strada degna di tale nome. Non vi sono chiaramente strade sicure, molto dipende anche da noi, ma è importante avere in ogni caso quanto meno possibili concause che questi incidenti provocano. Alcuni accorgimenti ed alcuni strumenti consentirebbero una migliore percorribilità di una strada che di giorno è pericolosa e di notte diventa un incubo! Una serie di interventi o di suggerimenti in questa mozione vengono dati. Penso che superando le sterili contrapposizioni si possa benissimo arrivare a determinare in maniera unitaria.
Ecco che è importante quindi il problema della sicurezza stradale, dell'educazione stradale che in questo momento è zero. Nei giovani soprattutto va insegnata e diffusa la cultura della sicurezza, vanno incentivati tutti questi strumenti, restare fermi alle enunciazioni non ce lo possiamo più permettere.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Tunis Marco Fabrizio. Ne ha facoltà.
TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Signor Presidente e colleghi consiglieri, il mio intervento vuole essere quello di un consigliere che appartiene al Consiglio regionale e quindi preferisco che si possa - appunto - non indicare uno spartiacque riguardando il tema maggioranza - opposizione ma, come componente di questo Consiglio, sento il dovere di portare un contributo al problema stesso e un'analisi obiettiva della situazione, e possibilmente anche da Presidente della Commissione ai Lavori Pubblici. Come tale, la Commissione che mi onoro di rappresentare e di presiedere, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza e con i componenti abbiamo da tempo, almeno una volta ogni anno, chiamato l'Assessore ai Lavori Pubblici, i funzionari di questo Assessorato, nonché i responsabili del compartimento ANAS, di portarci notizie e ragguagli sullo stato dell'arte della rete viaria in Sardegna, sia la Carlo Felice, sia l'Iglesiente, sia la Sulcitana, sia naturalmente la Orientale e di tutte quelle che vengono chiamate anche "Bis" eccetera. Abbiamo avuto modo anche di fare dei sopralluoghi per quell'importante arteria che collega Sassari ad Olbia, ed abbiamo ritrovato degli equilibri in Aula. Ora vorrei ricordare che da un'indagine fatta dalla Commissione si è appurato che la Regione, per quanto riguarda la parte di pertinenza, ha fatto la sua opera burocratica nei tempi consentiti, l'Assessore pure ha tenuto una relazione che andava apprezzata per l'impegno e la costanza nel seguire questi lavori; l'ANAS, per dire la verità, ci ha riferito lo stato dei lavori sia della 131 e sia anche quelli dell'Iglesiente e delle altre arterie, ed abbiamo avuto modo di notare che probabilmente, al di là del fatto che la struttura burocratica fa il suo dovere, così pure l'Assessore proposto, la stessa ANAS sta facendo per intero il proprio dovere nel seguire questi lavori, però si trova in grande difficoltà nel momento in cui per quei finanziamenti e per quei tratti di strada della 131 ci si trova di fronte a valutazioni di impatto ambientale non ancora perseguiti e naturalmente anche a mancanza di fondi; cioè la verità è che probabilmente si ha necessità, per un completamento rapido di questa arteria, di dati sicuri, di risorse certe e di impegni più precisi nel portare avanti quelle procedure per accelerare l'esecuzione delle opere, perché probabilmente non è nel disattendere il problema che si è giunti a questo punto, ma occorre una maggiore attenzione da parte degli organi governativi perché questa arteria, che è troppo importante per la Sardegna, che è vitale e che è la spina dorsale di tutta l'ossatura viaria della Sardegna, dev'essere concluso nei tempi più rapidi possibili, perché a tutti è noto che i trasporti, che la rete viaria genera lo sviluppo conseguente se ha una rete sufficiente idonea appunto a creare quell'economia che tutti noi vogliamo.
Probabilmente occorre che ci sia un confronto più puntuale, più preciso tra l'amministrazione regionale e il Governo nazionale perché ci possano dare quello che a noi compete, senza che questi fondi vadano in fondi indistinti in cui sono collegate delle grandi opere nazionali per le quali poi non è possibile sapere quando questa nostra rete viaria potrà essere realizzata e in quali tempi.
Bisogna per forza incidere maggiormente, avere dati più certi, incidere anche su chi è preposto a fornire queste valutazioni, perché al di là dei solleciti anche delle amministrazioni comunali che si affacciano a questa importante arteria e che sollecitano l'esecuzione, ci si trova di fronte a questo tipo di iniziative incomplete.
Quindi con questo mio intervento voglio dire che abbiamo in Commissione, ed io personalmente formulo un giudizio positivo per l'impegno che mette l'ANAS al riguardo e gli stessi organi della Regione, ma probabilmente occorre maggiore attenzione e creare un afflato di rapporti tra quello regionale e quello governativo. Quindi, tutto ciò premesso, il pensare di creare una piattaforma, un'iniziativa, come dice la mozione, conclude: "creare un tavolo permanente che segua questi lavori e che sappia riferire tempestivamente al Consiglio regionale lo stato dell'arte" è una cosa fondamentale, e che possa valutare se le risorse vengono fornite tempestivamente e se i lavori si eseguono nella giusta misura.
Tutto ciò premesso, quindi, debbo far rilevare che la Commissione si rende compartecipe di questo sollecito, lo ha già fatto, ha sentito, probabilmente non è soltanto la rete principale, la 131, quella che determina queste insufficienze, io ho voluto citare anche le altre arterie che sono molto importanti e anche qui si deve provvedere a recuperare tempestivamente quelle risorse necessarie e fare in modo che anche in quel tavolo si possano fare delle valutazioni sicure e certe di quelle reti che abbiamo detto: la Sulcitana, la Iglesiente, l'Orientale sarda, e quella che viene considerata la "131 bis", nonché la Sassari-Olbia. Se ho dimenticato qualche altra strada, qualche altra arteria me ne dispiace, però abbiamo notato che bisogna prima risolvere il nodo centrale e poi certamente quello delle strade che si collegano ad essa e che possono costituire una base di rilancio della nostra economia e del nostro sviluppo.
Cosa possiamo fare di più? Io inviterei il nostro Presidente della Regione, che è molto amico del Presidente del Consiglio dei Ministri, l'onorevole Berlusconi, il quale ha degli insediamenti nella nostra Sardegna, di doverlo invitare a che anziché fare il solito tragitto in aereo, che sbarchi a Olbia e poi che possa esserci un'autovettura che possa trasportarlo nella sua residenza estiva e che incontra una strada dorata, oppure che prende l'elicottero e vede le bellezze dall'alto senza accorgersi delle, cosa posso dire, arterie che non sono all'altezza della situazione, io consiglierei che l'onorevole Pili possa dirgli: "Perché non scendi a Cagliari e ti fai accompagnare in autovettura di modo che puoi renderti conto di come sono ridotte le nostre strade e possa così anche tu contribuire a risolvere il problema dei sardi"? Però, questo tipo di viaggio non dà un'idea della situazione. Naturalmente facendogli fare un viaggio da Cagliari verso Olbia, ma anche un altro, che per esempio possa visitare l'Asinara o vada a Porto Torres, in modo da accorgersi qual è la sorte di questa strada nel tratto da Oristano verso Sassari stesso.
Quindi il mio non è un intervento polemico, è un invito molto cordiale a che ognuno di noi si renda conto di com'è la situazione e possa contribuire ad un avvenire più sicuro per i nostri figli che prenderanno queste strade.
PRESIDENTE. Grazie, per la conclusione onorevole Tunis. In tempo esatto, perfetto, quasi un treno!
E' iscritto a parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Non c'è. E' iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, non a caso ho chiesto di sapere chi era iscritto a parlare, perché volevo capire se l'assenza della maggioranza in aula significa anche assenza o quindi mancanza di volontà rispetto all'esigenza di confrontarsi su un problema così delicato. Un problema tanto delicato che qualora qualcuno avesse corta memoria, così come hanno dimostrato i colleghi della maggioranza, tenuto conto che gli unici iscritti a parlare sono il collega Tunis e il collega Cassano, che ci dirà tra l'altro, soprattutto per ricordarlo al presidente Pili, che ogni tanto richiama l'album di famiglia, cosa fece a suo tempo per la viabilità in Sardegna l'allora assessore Paolo Fadda, espressione dei Riformatori, non l'attuale Paolo Fadda Capogruppo, quello che tutti dimenticano e che pure ha grandi responsabilità; oppure cosa hanno fatto, ci dirà Cassano e se lo chiederà anche Pili, i colleghi che poi siedono al suo fianco nei banchi della Giunta: l'assessore Fois, che fu anch'esso Assessore illustre, che portò lustro anche alla viabilità in Sardegna e poi successivamente l'assessore Ladu.
Ecco, dicevo che meraviglia l'attenzione della maggioranza, di fatto nessuno si è iscritto a parlare su una situazione che dicevo delicata, e qualora qualcuno non l'avesse colta, basta sfogliare le prime pagine dei giornali di oggi, dei quotidiani, di tutti i quotidiani sardi che aprono con titoli che sono significativi: "Camion fa strage sulla 131, cambiavano la ruota, falciati", La Nuova Sardegna. L'Unione Sarda: "131 strage senza fine". Sono i titoli di apertura dei quotidiani di oggi, se poi continuiamo con gli altri, con il Corsivo, con l'Obiettivo, con Sardigna.com, seguono grossomodo con la stessa impostazione. Quindi questa è la situazione.
La risposta che abbiamo in aula è quella che ho poc'anzi richiamato, anzi che ha richiamato il Presidente del Consiglio indicandoci quali sono i colleghi della maggioranza che giustamente si vogliono confrontare su un tema così delicato qual è quello che è stato sollevato con la mozione che noi abbiamo presentato. Ma se non bastasse mi sembra giusto anche richiamare che il 2 giugno si è tenuta un'importante manifestazione alla quale hanno partecipato tanti sindaci e anche tanti colleghi della maggioranza che non trovo qui puntuali a riproporre le argomentazioni che pure in quella occasione anche loro hanno utilizzato. Se non bastasse, il 2 giugno, anniversario della Repubblica, voglio anche ricordare che la precedente manifestazione si era svolta il 28 aprile, cioè il giorno delle celebrazioni di Sa die de sa Sardinia. Ecco, queste erano le tappe che hanno scandito le vicende che riguardano la viabilità o perlomeno la viabilità più rilevante della nostra Isola. Cosa aspettiamo? La prossima strage o la prossima data commemorativa che, guarda caso, segue una strage così come è accaduto per il 2 giugno e così come accadde per il 28 aprile, per riproporre fuori di quest'Aula una serie di argomentazioni o un tentativo in qualche modo di lavarsi la coscienza, che invece dovrebbe, così come dovrebbe portare i colleghi della maggioranza ad assumere qui in aula un impegno preciso in relazione alle dichiarazioni che pure in quelle occasioni anche loro hanno a più riprese esposto nelle manifestazioni o negli incontri con i cittadini.
Noi comunque proponiamo un problema che riguarda tutta la viabilità, riguarda la 131, riguarda la 131 bis, riguarda la 130, riguarda le altre strade, riguarda tutta la viabilità. Vi è un problema di sicurezza che riguarda tutta la viabilità in Sardegna. Quindi, al li là delle chiacchiere importanti che senz'altro sta sostenendo l'assessore Ladu con l'assessore La Spisa, con il quale magari sta discutendo della prossima mozione che riguarderà la chimica, io vorrei chiedere all'assessore Ladu se è consapevole, perché dalle dichiarazioni che appaiono sulla stampa, dove dice che è sempre pronto a risolvere i problemi, compreso quello per esempio della 131 bis, se è consapevole di quello che accade e se si rende conto che il problema della viabilità in Sardegna è un problema di sicurezza, quindi di interventi globali, quindi di una strategia che da questo punto di vista dev'essere elaborata e che manca all'Assessore, manca a questa Giunta, manca a questa maggioranza. Non è un problema di interventi tampone, oppure non è un problema di palliativi, caro Assessore Ladu, come purtroppo la strage di ieri dimostra. Cioè, il problema della 131, assessore Ladu, non è solo il problema dello spartitraffico; è il problema che abbiamo in tutta la viabilità della Sardegna, che abbiamo una viabilità inadeguata e che manca un progetto. Non a caso, caro assessore Ladu e cari colleghi della maggioranza e della Giunta, non a caso la Regione, nonostante il trasferimento delle competenze da parte dello Stato, non ha ad oggi un progetto di riordino della viabilità statale, tant'è che l'Assessore non sa in quali strade può intervenire direttamente e per quali altre strade, per quale altra parte della viabilità deve poi stringere in un confronto serrato il Governo nazionale. D'altronde, se ci fosse necessità di dimostrare quanto sto affermando, caro assessore Ladu e caro Presidente della Giunta, io se c'è necessità mi rifaccio alle parole utilizzate dal Presidente della Commissione, il quale, badate, ha detto: "Dopo un'accurata indagine abbiamo constatato" - parole testuali - "che la Regione ha fatto la sua opera burocratica". Ecco, "la Regione ha fatto la sua opera burocratica", e ha aggiunto: "Pure l'Assessore ha fatto la sua opera burocratica".
Ebbene, Assessore e Presidente, i titoli dei giornali che ho poc'anzi richiamato dicono che non basta l'opera burocratica, tant'è che a ogni occasione l'Assessore Ladu - come giustamente ripropone il Corsivo in un suo articolo - guarda caso si ricorda di una sollecitazione che deve inviare al ministro Lunardi o di un futuro incontro che deve realizzare con il ministro Lunardi per discutere e decidere come affrontare e risolvere i problemi della sicurezza per la viabilità nella nostra Isola, dimenticando, tra l'altro, e quindi non ponendo i problemi anche da questo punto di vista non in termini burocratici, come giustamente richiamava il collega Tunis, che c'è una norma che, per esempio, non consentirà all'assessore Ladu di avere la deroga per lo spartitraffico nella Strada Statale 131 bis.
Allora, non ci sono palliativi, Assessore, ci dica qual è il suo progetto. Qual è la visione che questa Giunta ha per dare sicurezza alla viabilità in Sardegna e per fare delle infrastrutture e della viabilità il supporto necessario per creare quella piattaforma logistica che ancora aspettiamo, che il Presidente della Giunta ha tanto enfatizzato e che ancora aspettiamo di sapere come poi la realizzerà con le strade di cui dispone e con le inadempienze che si sono ripetute nell'ambito della nostra Isola, con gli Assessori che prima e oggi fanno parte della sua Giunta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, nel discutere la mozione numero 103, indubbiamente, come facevano rimarcare, è un argomento molto importante che riguarda il problema dei trasporti in generale in Sardegna. Indubbiamente il problema dei trasporti non vede solamente la SS 131, di cui giustamente oggi stiamo discutendo, ma vede anche il problema dei nodi ferroviari, in modo particolare i collegamenti fra il nord e il sud dell'Isola e quindi la SS 131 in questo momento risulta l'unica percorribile e l'unica via di trasporto non solo delle persone ma anche delle merci.
Allora, quando si parla di 131 non si può prescindere dal problema legato soprattutto alla tratta ferroviaria che inspiegabilmente per anni è rimasta ferma, soprattutto quella Sassari-Cagliari, e non si comprende il perché, soprattutto quando a suo tempo, qualche anno fa, anzi diversi anni fa quando si era già iniziato con l'elettrificazione ad acquistare anche diversi locomotori che mi risultano essere fermi in un deposito qui a Cagliari e mai utilizzati. Quindi, veramente bisognerebbe capire come mai anche nel settore delle ferrovie questo problema non sia mai stato risolto e si sia arrivati ad oggi a dover accentrare esclusivamente tutto il nodo dei trasporti sul trasporto per gomma e quindi a interessare la 131.
Io credo che sulle problematiche, sulla pericolosità della 131 non ci sia nessuno che possa dissentire, però, è anche vero che, visto che questa è un'Assemblea legislativa, la massima istituzione della Regione, alcune verità debbano essere anche dette. Il problema cronico della 131 non è di questa legislatura, non è del presidente Pili o del presidente Floris o dell'assessore Ladu che ha iniziato con la delega ai Lavori Pubblici da questa legislatura; io credo che debba andare a trovarsi negli anni precedenti, ed allora se c'è questa alternanza fra chi oggi è in maggioranza e chi ieri era all'opposizione, indubbiamente responsabilità politiche ma anche amministrative sicuramente ce ne sono state nell'intero Consiglio regionale, ma in modo particolare su chi, come oggi è opposizione, vuol far ricadere su chi invece in questi due o tre anni, in questi ultimi quattro anni, sta governando la Regione. Allora se di fronte a delle carenze croniche, a delle assenze complete anche per quanto riguarda la 131 io oggi qualcosa vedo; cantieri sulla "131" se ne stanno aprendo, vedo oggi - cosa che mi fa enormemente piacere - pubblicata su alcuni quotidiani locali l'avvio della procedura di appalto e quindi anche quell'esproprio dei terreni per quanto riguarda il raddoppio della tratta ferroviaria Cagliari - Golfo Aranci. Allora non può rimanere così inosservato, ci sono alcune pagine sui giornali dell'avvio di quelle procedure, pubblicati oggi e quello è un fatto reale, non è un fatto che dovrà venire, quindi, sicuramente quello è un risultato che è anche grazie a questo Governo regionale.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE(Segue PIANA.) Il problema poi sui lavori della 131. Io credo che bisogna anche invertire una cosa che soprattutto al nord noi abbiamo sempre avuto modo di dire, io credo e questo è un appello che rivolgo al Presidente Pili ma in modo particolare all'Assessore Ladu e alla Giunta regionale, perché i lavori di ammodernamento della 131 non partano sempre da Cagliari per arrivare ad Oristano e poi fermarsi o rallentare da Oristano verso Sassari, ma ci sia un'invertenza e una modifica nell'avvio dei lavori che partano da Sassari verso Oristano, perché veramente la pericolosità che quel tratto di strada in questo momento ha, è superiore sicuramente anche ad alcuni dossi o alcuni livelli che nella parte del cagliaritano esistevano.
Allora, io dico che sicuramente qualche problema c'è sull'apertura dei cantieri e su qualche problema di alcune imprese. Ed allora quando nella mozione si dice: "Avviamo una Commissione d'inchiesta", io credo che su questo possiamo essere perfettamente d'accordo, anzi io dichiaro che voterò a favore della Commissione d'inchiesta ad una condizione però, che la Commissione d'inchiesta parta per gli ultimi 10 anni, 12 anni di governo di questa Regione, così faremo finalmente chiarezza su chi ha responsabilità, su chi non ha avuto o ha potuto richiedere finanziamenti al Governo nazionale, su quello che si sta realmente facendo e su quello che veramente invece questa Giunta regionale e questa maggioranza sta facendo. Quindi, veramente su tutte le cose tecniche io credo che sia condivisibile, credo che veramente la Commissione d'inchiesta possa essere accolta, ma accolta alla condizione che si faccia a ritroso di dieci anni e, poi, lancio proprio questo appello all'assessore Ladu e al Presidente Pili, che è anche qui in Aula, perché veramente i prossimi lavori vengano appaltati da Sassari verso Cagliari e non da Oristano verso Sassari.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Presidente, io ho ascoltato con attenzione l'illustrazione della mozione fatta dal relatore, la condivido, una mozione ricca di informazioni, di riferimenti puntuali, di dati, e questa puntualità e questa ricchezza mi esime da un approfondimento di merito e dall'argomentare per esempio su alcune questioni circa la disparità per esempio di interventi che ormai da lunghi anni differenzia il nord e il sud della Sardegna, non soltanto per quanto riguarda le questioni di viabilità stradale ma anche per esempio per quanto riguarda le questioni a cui si riferiva poc'anzi l'onorevole Piana e cioè della viabilità ferrata. A me non risulta davvero che vi sia la possibilità oggi concreta o vi sia un appalto in Sardegna che riguarda la tratta Cagliari - Golfo Aranci, è più modestamente il raddoppio della tratta Cagliari - Decimo prevista peraltro dall'intesa, da un finanziamento che proviene dall'intesa istituzionale del 1999 e messo in cantiere in questi anni: 1999, stiamo parlando di un'intesa istituzionale Palomba - D'Alema, da un finanziamento che proviene dall'allora Ministro dei trasporti nazionale e che con un certo ritardo si sta attuando oggi, ma non è questo il tema della mia riflessione. Invece vorrei cogliere questa occasione per avanzare - come dire - all'attenzione del Consiglio una riflessione di carattere politico più generale. Io penso che si stia affermando sempre di più, soprattutto nell'azione politica di questa maggioranza, sia regionale che nazionale, un nuovo modo di fare politica e un'idea che ciò che conta non è quello che si fa, ciò che conta non è quello che è, ma ciò che conta è quello che appare o meglio ciò che conta è ciò che si riesce a far apparire. La sfida, quindi, non diventa più tanto sul fare, sul realizzare concretamente le cose nell'interesse di tutti; la sfida è su ciò che si può far apparire meglio a mio vantaggio, e naturalmente - come dire - per far apparire meglio le cose che io immagino e voglio che gli altri immaginino, ciò che importa è in qualche modo influenzare i mezzi di comunicazione. Quindi, insomma, attraverso questo meccanismo stiamo assistendo, anche nel dibattito sulla politica regionale, ad una sorta di sovrapposizione tra ciò che realmente si fa e ciò che invece appare e vi è come dire un gioco di specchi che alla fine fa perdere anche a noi operatori, specialisti della politica regionale un po' una visione della realtà.
Insomma, questa realtà viene sostanzialmente sostituita dalle promesse, da una realtà che chiamiamo realtà virtuale. Il tema naturalmente non è nuovo, non è tema di oggi questo, è un tema del secolo scorso ma che oggi davvero sta diventando vitale per la stessa sopravvivenza della democrazia in Italia, la questione ultima de "Il Corriere della Sera" mi pare che sia solo l'ultimo e preoccupante episodio di ciò che io vi sto portando all'attenzione come riflessione. Allora, è chiaro che il promettere e il non mantenere non diventa più un fatto d'onore, ma diventa un sistema per acquisire e per conquistare consenso, almeno così sino ad oggi, da qualche tempo, si sta facendo con un atteggiamento quasi scientifico.
Io non voglio dire evidentemente che la responsabilità del non fatto in Sardegna, soprattutto per esempio per quanto riguarda le questioni della viabilità, siano addebitabili a questa o a quella maggioranza in maniera particolare, perché io credo che il deficit infrastrutturale sardo sia un deficit, prima che politico, storico, dovuto al suo storico isolamento che ha prodotto da un lato certo la conservazione, anche quella che oggi è diventata il bene fondamentale di quest'Isola, la conservazione ambientale è frutto dell'isolamento, non è certo frutto dell'operosità dei sardi, ma piuttosto il contrario. Però, evidentemente questo isolamento sta producendo ormai un gap infrastrutturale ed economico che sta diventando insopportabile.
Io credo che naturalmente il dato storico, il dato oggettivo non assolve, dalle responsabilità, la classe politica isolana. Se dovessimo misurare il consenso per esempio sulla "131" della classe politica isolana, attraverso un sondaggio ragionato con i cittadini, guardate davvero non si salverebbe nessuno. Né tanto meno io credo si salverebbe il Presidente-Commissario Pili perché, a differenza di altri predecessori, lui è andato in giro già dal momento della sua investitura a candidato Presidente della Regione, è andato in giro per la Sardegna mettendo il dito accusatorio proprio nei punti cruciali di maggior debolezza infrastrutturale in Sardegna, è andato sulla "131" a denunciare lo stato di grande insicurezza, di sfascio della "131", è andato sulla diga del Tirso, è andato sugli aeroporti, poi naturalmente c'è riandato fortunatamente per lui qualche anno dopo per esempio all'aeroporto di Fertilia ad inaugurare un aeroporto, un'opera sicuramente non frutto né dell'interessamento e né dell'operosità di questa maggioranza, è una fortuna che ha avuto, prima ci è andato col megafono e con due telecamere a denunciare lo stato di disagio di quell'aeroporto, poi non ha fatto niente e miracolosamente si è trovato a tagliare un nastro di un'opera che non era sua. Ma invece sulla 131 non può andare a tagliare nastri perché di opere se ne stanno facendo poche e sono quelle in trascinamento dovute a quegli anni, alla fine degli anni Novanta, soprattutto opere finanziate peraltro sull'onda della grande rivolta dei sindaci della fine degli anni Novanta, del cosiddetto Comitato dei sindaci della 131, che oggi si è rimesso in corsa perché si è reso conto che questa classe politica non è in grado di garantire un rapporto forte con un Governo che, sarà pure amico, ma mi pare che ad oggi davvero - come qualcuno ha più volte rimarcato - non ha ancora scucito neanche una lira. Neanche una lira delle opere che noi vediamo sulla 131 e non solo sulla 131, ma anche sui programmi che sono stati fatti ultimamente anche dallo stesso assessore Ladu, non una lira proviene da questo Governo, tutte le lire provengono dai fondi CIPE sulle aree depresse del 1999/2000 e 2001, l'unica cosa che è arrivata anche qua e mi ricollego quindi insomma alla riflessione che facevo all'inizio, l'unica cosa che è arrivata è - come dire - una grande "grandola" di promesse e di cifre messe lì sulla legge-obiettivo ma che ad oggi di queste cifre non ne abbiamo visto neanche una lira, ed anche le opere che si stanno - come dire - per mandare in appalto sulla 131, onorevole Piana, non sono farina del Governo del centrodestra, sono ancora risorse che provengono dalle precedenti programmazioni programmate da parte dell'ANAS e così via.
Allora, io credo davvero che invece il danno prodotto da questa impostazione politica che ha avuto un'accelerazione fortissima da parte del protagonismo del Presidente Pili abbia semplicemente fatto grandi danni, fondamentalmente, in Sardegna soprattutto abbia minato quella residua fiducia che i cittadini sardi nutrivano per la classe politica isolana. Guardate, io stamattina, venendo da Sassari ho trovato l'ennesimo incidente in località Abbasanta, sono rimasto scioccato da quell'incidente stamattina anche perché leggendo i giornali, sentendo le notizie di ieri sera, vi era stato un incidente drammatico e mortale sempre sulla 131, c'è come dire quasi un segnale ripetuto a questa classe politica a causa di questi drammatici episodi, ma mi pare che l'attenzione e la partecipazione soprattutto della maggioranza di centrodestra a questo dibattito sia ancora un'attenzione assolutamente flebile, sia ancora un ascolto praticamente sordo, sia cioè, insomma, un segnale che davvero i sardi e tutte le persone che drammaticamente ci hanno lasciato la vita davvero non meritano.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cassano, che non è in Aula. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Presidente, stiamo occupandoci di un problema drammatico, fondamentale, uno dei problemi più gravi, uno dei tanti ma uno dei problemi più gravi della Sardegna, quello della mobilità, dei trasporti, della rete stradale con particolare riferimento ovviamente alla 131 che è il nodo principale. Problema grave e merito a chi lo ha sollevato, non per così, per fare chiasso, non per effetti mediatici ma in base ed a seguito di uno studio approfondito, di una ricerca di dati, di elementi, di argomentazioni, cioè è un lavoro importante quello svolto dal collega Masia al quale va dato merito della serietà che ha mostrato anche in questa circostanza e qui purtroppo i paragoni sono inevitabili, da una parte c'è chi lavora seriamente in Commissione, chi studia, chi approfondisce, chi cerca di suggerire delle soluzioni e chi pone all'ordine del giorno i problemi, chi sta in Aula attentamente partecipa, segue i lavori, si fa coinvolgere e chi invece è in questo clima di totale assenza, totale assenteismo ed anche - devo dire - di grande, per usare una parola che non dovrebbe essere usata in quest'Aula, ma non se ne trova un'altra, di "grande menefreghismo", di incoscienza da un certo punto di vista. Ci sono stati dei momenti in cui in quei banchi c'erano quattro persone, questo è grave, è grave perché poi quasi tutti siamo coinvolti in questo problema che ci riguarda come consiglieri regionali della Sardegna ma che ci riguarda tutti anche come cittadini; ed allora io mi domando questa maggioranza che ancora una volta continua a mostrare scollamento, fibrillazioni, risse e tante altre cose, dove vuole andare? Dove vuole arrivare? Vuol trascinare la Sardegna in questo ultimo anno che rimane in questa inerzia, in questo abbandono, in questi comportamenti - devo dire - di incoscienza, perché di questo stiamo parlando. Il Presidente naturalmente se n'è andato perché probabilmente...
(Interruzioni)
No, va bene, allora però dovrebbe star seduto lì ad ascoltare perché addirittura dà l'impressione di non esserci. Va bene c'è e ne prendiamo atto, speriamo che qualche cosa l'abbia ascoltata, non quello che sto dicendo io, ma quello che hanno detto dei colleghi forse più preparati di me in questo specifico settore, perché purtroppo, Presidente Pili - non è per ripetere il solito ritornello - gli slogans, i proclami mediatici possono anche essere belle cose dal suo punto di vista, però non bastano. Qui c'è un'isola che si ribella! Qui c'è la violazione di diritti fondamentali. Io ricordo così, senza pretendere di scoprire l'acqua calda, che si viola il diritto di mobilità, è un diritto costituzionale! Questo naturalmente vale anche per tutti gli altri trasporti compresi quelli per la penisola ed abbiamo visto in questi giorni cos'è capitato con gli aerei, ma è meglio non parlarne; ma dico, il diritto alla mobilità è garantito dall'articolo 16 della Costituzione, ce ne vogliamo rendere conto che ogni cittadino ha il diritto di spostarsi da una parte all'altra del territorio nazionale, e quindi a maggior ragione del territorio regionale, senza limitazioni di sorta e in condizioni di sicurezza perché poi entra in gioco l'altro diritto fondamentale che è il diritto alla salute, l'articolo 32 della Costituzione. Li vogliamo tener presenti questi principi e questi diritti e il Governo, "il cosiddetto Governo amico", il grande Ministro Lunardi che pensa soprattutto ai fatti suoi e delle sue aziende, lo vogliamo mettere un pochino davanti alle sue responsabilità e non accontentarci di quei due o tre viaggi che ogni tanto fa qui in Sardegna, così tra una vacanza e l'altra, magari in una delle tante ville del Presidente, così per fare la passerella, eccetera. Lo vogliamo mettere alle strette sì o no, o vogliamo continuare con questo atteggiamento di soggezione, di inerzia e di vassallaggio? Credo che questa sia una parola vergognosa, ma una parola purtroppo realistica, questo è il punto! Altrimenti che cosa volete dire ai cittadini, che cosa volete dire a chi deve utilizzare questa rete soprattutto per ragioni di lavoro, ma anche nell'esercizio del diritto alla mobilità? Oppure vogliamo continuare in questa maniera? Questa purtroppo è la politica degli slogan, è la politica delle cicale; purtroppo non basta la politica delle formiche che molti esponenti dell'opposizione stanno seriamente facendo da quattro anni a questa parte, ma che a voi spesso e volentieri vi lascia del tutto indifferenti. Io pongo ancora una volta insieme ai colleghi questo problema e chiedo se si deve andare avanti così per un altro anno oppure se qualcuno da quella parte può sforzarsi per fare qualche cosa di buono.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, colleghi, io non so quali considerazioni farebbe il La Marmora se potesse attualizzare il suo "Voyage en Sardaigne" e ripercorresse la "Turris Libisonis Karalis". Ritengo che farebbe una verifica dell'adeguatezza infrastrutturale, così come l'accolse nel 1800, una inadeguatezza infrastrutturale della nostra Isola. Una inadeguatezza grande della nostra rete viaria.
Su sollecitazione del centrosinistra con la mozione numero 103 noi abbiamo richiamato l'attenzione dell'Aula su un problema che è di attualissima drammaticità: il problema della viabilità, della "131", ma non solo, anche del problema grave che noi abbiamo della sicurezza delle nostre strade.
Io credo che la "131" possa plasticamente rappresentare il fallimento dell'esperienza di centrodestra di questa Regione. E` una strada, purtroppo lo sappiamo, che è disseminata di croci e il collega Morittu ha richiamato un incidente che lui ha visto stamattina; io sono arrivato un po' prima di lui e rischiavo di trovarmi coinvolto nell'incidente di cui ha parlato, e fortunatamente oggi non dobbiamo registrare ulteriori vittime.
Ebbene, abbiamo assistito in tutto questo periodo agli annunci, come ricordava il collega Morittu, fatti dal Presidente che avrebbe aperto cantieri, che avrebbe fatto lavorare giorno e notte, che avrebbe portato a compimento quella che lui riteneva una grande vergogna per la nostra Isola. Io credo che la vergogna oggi sia diventata ancora maggiore rispetto a quella che ha trovato, perché non c'è stata nessuna capacità di rivendicare con forza da parte di questo Governo, di rivendicare con forza quelli che sono i diritti di questa terra.
L'azione di vassallaggio a cui vi siete sottoposti ci ha condotto veramente a far sì che fidandovi voi del "Presidente amico" e del "Governo amico" non abbiate avuto l'ardire di dire una parola per rivendicare ciò che sono i diritti dei sardi. Ebbene, vi è stato ricordato con dovizia di particolari, niente di nuovo da parte vostra è stato portato nelle casse della Regione, ma avete rallentato anche la spesa di ciò che sono state le riserve che erano state messe da parte dal governo precedente e dalle giunte che vi hanno preceduto.
Non abbiamo visto cantieri aperti di notte, le imprese spesse volte, quelle che prendono i lavori in subappalto, che sono imprese sarde, spesse volte non vengono pagate.
Io, assessore Ladu, anche se lei è dimissionario credo che sotto questo profilo qualche cosa possa farla, cioè farsi carico di sollecitare i pagamenti delle imprese sarde che patiscono anch'esse in virtù dei lavori che stanno facendo sulla "131", addirittura mi dicono che qualcuna sia fallita per i ritardi che sono stati accumulati nel pagamento di quelli che erano lavori fatti. E dobbiamo anche al senso di responsabilità di qualche impresa il fatto che non abbiamo bloccato i tratti completati in attesa che venisse dato loro il dovuto; però, anche questo mi pare che sia un qualche cosa sulla quale questo governo avrebbe potuto agire e non ha agito.
Io ritengo che debbano essere dette delle parole chiare da parte di questo governo e poi c'è il dispositivo di questa mozione che in maniera puntuale e precisa avanza certe proposte alle quali tra un momento mi ricollegherò.
Però, assessore Ladu, un giornale stamattina parlava della guerra dei Ladu! Cioè parlava del fatto che lei ha garantito che il Ministro Lunardi e il governo ci avrebbero dato la delega per l'inserimento dello spartitraffico sulla "131" di Cn e l'onorevole Ladu ieri ha fatto delle affermazioni che dicono che non possono essere concesse assolutamente deroghe. L'incidente disastroso che c'è stato...
(Interruzione)
PIRISI (D.S.). Va beh! Le sto riportando una notizia comparsa stamattina, onorevole Ladu.
In tutti i casi io ricordo che siamo stati assieme anche a manifestazioni precedenti su quel tratto di strada, dove anche lì ci sono tantissimi morti e lei - a nome del governo regionale - assunse l'impegno di sollecitare il governo nazionale e l'ANAS affinché in tempi rapidi dessero delle risposte. Allo stato attuale ci sono nuove croci su quella strada. Per carità di Dio non voglio assolutamente addossare responsabilità di questa natura all'Assessore in carica, però, ritengo che anche qui ci sia stata una gravissima inerzia, che anche sotto questo profilo veramente non è stata fatta nessuna azione eclatante per fare in modo che anche questo problema venisse sollevato nei modi e nelle forme giuste. Probabilmente, assessore Ladu, non lo dico a lei in modo particolare, sarebbe stata forse questa, diciamo così ogni volta che passa il momento contingente, che vengono seppelliti i morti e che i giornali non danno spazio alle notizie, non mi pare che poi ci sia questo accaloramento da parte vostra.
Quindi, io ritengo assolutamente che sia necessario, assessore Ladu, che su questo problema vengano dette delle parole chiare, cioè che ci si dica con chiarezza se lo spartitraffico può essere messo in opera oppure se la larghezza della carreggiata stradale sia un vincolo assolutamente insormontabile.
Non possiamo continuare con balletti di questa natura che stanno determinando ulteriori vittime.
Per quanto attiene l'arteria della quale abbiamo parlato, l'onorevole Piana è intervenuto dicendo: "Noi siamo d'accordo affinché venga istituita una Commissione d'inchiesta, però che si guardi agli ultimi dieci anni perché noi responsabilità non ne abbiamo".
Io voglio ricordare qui, sempre a voce molto bassa, che la titolarità dei lavori pubblici nella passata legislatura era in mano a degli amici dell'onorevole Fantola che oggi siede su questi banchi della maggioranza e che nessuna parola oggi è stata detta. L'onorevole Cassano doveva intervenire, non c'era, spero che ci dica qualche parola di chiarimento.
La responsabilità è stata in mano perché le forze politiche poi possono fare salti da una parte all'altra, però la titolarità era negli uomini che oggi siedono nei banchi di governo da quest'altra parte; prima c'era l'onorevole Fadda e poi c'era l'onorevole Pietrino Fois come Assessore dei lavori pubblici. Quindi, non abbiamo difficoltà a dire che la ricerca e l'indagine debba essere fatta per gli ultimi dieci anni, in tutti i casi le maggiori responsabilità stanno in capo comunque agli uomini che ieri ed oggi facevano parte del governo e che sono sempre lì, inamovibili, ad occupare le poltrone, a qualunque stagione noi andiamo incontro.
E sinceramente l'onorevole Piana che diceva: "Cerchiamo di partire da Sassari anziché da Oristano", il problema vero è che qui voi non state partendo da nessuna parte, perché siete sempre lì bloccati ed inamovibili e non state mandando avanti quello che dovrebbe essere invece un lavoro da portare avanti con grandissima sollecitudine.
Io spero e mi auguro che le responsabilità comunque che voi avete oggi vi portino in tempi rapidi a dare delle risposte chiare, altrimenti sotto questo profilo ci sarà da parte nostra una sollecitazione continua perché è intollerabile che le strade della nostra Isola possano essere ancora costellate di croci, così come sta accadendo in modo drammatico ogni giorno.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cassano, per l'ultimo intervento della mattinata. Ne ha facoltà.
CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Grazie Presidente, chiedo scusa, ero in Aula ma ero ad adempiere anche al dovere della mia carica di Questore, quindi chiedo scusa all'Aula per questo ritardo anche perché sono sempre puntualissimo e, quindi, non ometto mai di venir meno ai miei impegni istituzionali.
Signor Presidente e cari colleghi e colleghe, da decenni assistiamo senza peraltro dare compiuta soluzione a questo importante, ma estenuante pericolo rappresentato appunto dal tratto viario 131, meglio conosciuto come la Carlo Felice. Ebbene è un susseguirsi di croci, di giovani e meno giovani, di coloro che eventualmente attraversano quotidianamente questa arteria, va ricordato, qualcuno lo ricordava poc'anzi, quelle vittime di operai a Porto Torres. Non ultimo l'incidente appunto di ieri che ha coinvolto dei passeggeri che davano soccorso l'uno all'altro. Ebbene, quindi, il problema non nasce oggi, è un problema - come qualcuno diceva - che viene da lontano.
Quindi, responsabilità di questa Giunta io credo che alla fine tutto sommato molto probabilmente sono da attribuirsi alle giunte, ai governi, se è il caso di ricordare, che hanno preceduto l'attuale governo nazionale. Allora l'onorevole Ortu che non vedo in Aula, ecco che senso ha oggi accusare questo o quell'altro assessore, questa o quell'altra giunta regionale? Io non ho alcun interesse e quindi non sono qui per difendere nessuno, probabilmente anzi ricordavo, mi pare di ricordare che l'allora assessore pattista che nonostante il nostro leader andò all'opposizione, lui rimase in Giunta, quindi lo avete tenuto voi in maggioranza e credo che appartenga più a voi che al Gruppo dei Riformatori sardi oggi in Consiglio regionale.
Io chiedevo e chiederei, proporrei addirittura alla stessa opposizione che vada a leggersi gli atti della Giunta regionale che risalgono perfino al 1972, fatti propri successivamente nel 1988/1990, quando addirittura venne approvato il programma per l'esecuzione dei lavori di ammodernamento della SS 131. Eravamo nel 1990, sono passati dieci anni, forse undici, siamo nel 2003, ebbene, il governo Berlusconi è in carica da due anni, quindi non c'era quel governo, c'era il governo di centrosinistra e cosa ha fatto per evitare tutte queste vittime? Cosa ha fatto per ammodernare le nostre strade e quindi soprattutto la "131"? Quindi, credo che se una responsabilità va data, va data al governo di centrosinistra, va dato alle sinistre, va dato soprattutto a chi anziché governare e risolvere i problemi dell'Isola ha pensato a risolvere altri problemi che non erano di pertinenza della "131". Quindi, che dire al Presidente Pili e che dire all'Assessore...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia. Per cortesia lasciamo concludere. Prego onorevole Cassano.
CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Per dire quindi all'assessore Ladu, io lo dico pubblicamente, lo sottoscrivo e ne sono buon testimone, così come al Presidente Pili, che ringrazio pubblicamente per avere risolto e per essersi occupati realmente dei problemi della "1312, adesso vi spiego anche perché lo sto dicendo, anzi colgo l'occasione per sollecitare, e mi dispiace quando ho appreso dalla stampa che l'Assessore Ladu si era dimesso, ho detto se c'è una cosa che veramente mi dispiace è questa, di non aver potuto compiere, concretizzare eventualmente il nostro sogno che era quello di avvicinare realmente il territorio della mia zona alla città di Sassari, anziché allontanarlo di quattro chilometri come ha fatto e come stavano facendo i responsabili attuali del governo di centrosinistra.
Ringrazio pubblicamente per questa sua sensibilità e quindi do atto pubblicamente in quest'Aula di questo suo autorevole interessamento, anzi colgo l'occasione perché ancora è in carica, ed io le rinnovo la mia personale fiducia, che quanto prima dia corso - cosa che hanno già fatto - dal momento che il 25 di marzo del 2003 l'ANAS ha pubblicato questo intervento che riguarda tutto il nord Sardegna, cioè chilometro 146 e 800, chilometro 203 e 482 che riguarda proprio quel territorio per ottenere il parere del Via. Poiché i termini sono scaduti io chiedo e sollecito la Giunta regionale e il Presidente Pili perché si attivi, quindi quanto prima si possa eventualmente mandare in appalto questo intervento.
Ma trovo alquanto singolare, per non dire vergognoso, che taluni consiglieri regionali che siedono in quei banchi, che appartengono perfino alla Provincia di Sassari, mentre stamattina, oggi chiederanno e solleciteranno, accuseranno l'Assessore e il Presidente Pili di scarsa attenzione sulla "131", sia l'anno scorso - finanziaria 2002 - sia quest'anno - finanziaria 2003 - hanno presentato emendamenti soppressivi per dare le risorse necessarie a completare le progettazioni relative al nostro territorio.
Allora, com'è possibile chiedere oggi, accusare gli altri quando voi avete causato questi ritardi, siete causa di queste nostre - anzi - di queste vostre inadempienze! Ebbene, signor Presidente, le chiedo e le rinnovo questo invito, perché finalmente i lavori non si concludano a Sant'Anna vicino ad Oristano, ma possano continuare e possano portarci per collegarci in maniera diversa per l'aeroporto di Alghero, per lo stesso porto di Porto Torres, per la stessa città di Sassari e per completare - perché no - "il vincolo" di viale Italia.
PRESIDENTE. Con l'intervento dell'onorevole Cassano si concludono i lavori della mattinata. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30 con l'intervento dell'onorevole Sanna Gian Valerio e a seguire l'altro intervento, onorevole Cogodi. Il primo intervento della serie dei Capigruppo è l'intervento dell'onorevole Cogodi, a seguire a quello dell'onorevole Gian Valerio Sanna.
La seduta è tolta alle ore 13 e 31.
Allegati seduta
CCCLXVII SEDUTA
Mercoledì, 4 Giugno 2003
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente BIGGIO
indi
del Vicepresidente Salvatore SANNA
La seduta è aperta alle ore 10 e 04.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 16 aprile 2003, che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Informo l'Assemblea che i consiglieri regionali Sergio Milia e Pietro Pinna hanno chiesto congedo per la giornata del 4 giugno 2003. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Colleghi, constatata la "numerosa" affluenza in Aula e l'assenza della Giunta sospendo i lavori per quindici minuti. Ci vediamo alle 10 e 20.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Perché, Presidente?
PRESIDENTE. Non c'è la Giunta e non c'è il numero legale, i lavori sono sospesi fino alle ore 10 e 20. La seduta è tolta.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 05, viene ripresa alle ore 10 e 26.)
Comunicazioni del PresidentePRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione all'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 28 marzo 2003, 8 e 15 aprile 2003.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
Interrogazione RASSU sulla realizzazione della strada di collegamento SS 131 bis bivio Cossoine-Bosa svincoli SS 131 bis per Bonorva-Cossoine. (553)
(Risposta scritta in data 21 maggio 2003.)
Interrogazione CALLEDDA - MARROCU - FALCONI sulla chiusura e sul trasferimento degli uffici della BPS Riscossioni da Carbonia a Iglesias. (616)
(Risposta scritta in data 21 maggio 2003.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
Interrogazione PIRISI - FALCONI - DEMURU, con richiesta di risposta scritta, sulla ipotizzata chiusura della sede operativa di Macomer da parte della SIRTI. (631)
Interrogazione BALIA - IBBA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione derivante dalla chiusura delle sedi della Sirti di Macomer e Tortolì ed accentramento nella sede di Sestu. (632)
Annunzio di interpellanzePRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
Interpellanza SCANO - SECCI - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo sulla gestione della Misura 7.1 del POR. (367)
Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sul piano del Ministero dell'economia per la dismissione di oltre 500 strutture non utilizzate dall'esercito italiano. (368)
Interpellanza MORITTU - SPISSU - PIRISI - SANNA Alberto - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - FALCONI - LAI - MARROCU - ORRU' - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore sulla continuità territoriale aerea e sulla mancata attuazione della continuità per le merci. (369)
Interpellanza COGODI - ORTU - VASSALLO sulla indecorosa gazzarra inscenata nell'Aula consiliare del Comune di Cagliari da un gruppo di fascisti organizzato con la sigla "Azione Giovani". (370)
Interpellanza COGODI - ORTU - VASSALLO sulla minacciata dislocazione in Sardegna del deposito delle scorie nucleari esistenti in tutto il territorio dello Stato italiano. (371)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
Mozione SELIS - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SANNA Giacomo - SCANO - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - VASSALLO sul reale pericolo che alcuni territori della Sardegna possano essere individuati come siti idonei a conservare le scorie radioattive provenienti dagli impianti nucleari per la produzione di energia elettrica dislocati in più parti della nostra penisola e in procinto di essere smantellati. (110)
Dimissioni del consigliere Granara
PRESIDENTE. Colleghi, ricordo che l'onorevole Granara nella seduta del 22 maggio 2003 ha reiterato le sue dimissioni dalla carica di consigliere regionale con una lettera di cui è stata data lettura durante la medesima seduta. Comunico che è pervenuta altresì, il 22 maggio, da parte dell'onorevole Granara, la seguente ulteriore lettera: "Signor Presidente, come ho avuto modo di ricordare oggi in Aula, il giorno 19 ultimo scorso ho presentato le mie dimissioni dalla carica di consigliere, le quali, respinte, sono state ribadite, nonché ripresentate il giorno 21 successivo.
In ragione del fatto che le dimissioni sono state respinte non ho potuto esimermi dai doveri inerenti alla funzione di consigliere, ancorché dimissionario, tra i quali il diritto di voto da me oggi esercitato in Aula.
Nonostante ciò, è chiara e irrevocabile la mia volontà già più volte manifestata nel persistere nelle predette dimissioni che conseguono alla mia recente nomina alla Presidenza dell'Autorità portuale di Cagliari. Mi è gradito rinnovare i sentimenti della mia considerazione che vorrà cortesemente estendere all'intero Consiglio".
Ricordo, colleghi, che i sensi dell'articolo 85 della legge regionale 6 marzo 1979, numero 7, è riservata al Consiglio regionale la facoltà di ricevere e accettare le dimissioni di propri membri. Ove non vi siano opposizioni, si intende pertanto che l'Assemblea prende atto delle dimissioni del consigliere Granara. Se non ci sono problemi l'Assemblea ne prende atto.
Bene, non ci sono problemi. A questo punto, colleghi, sospendo per dieci minuti, immagino, non più, l'Assemblea per la convocazione della Giunta delle elezioni per esaminare immediatamente gli atti degli uffici circoscrizionali. Non va bene, onorevole Selis? Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che comunque bisogna procedere a una votazione.
PRESIDENTE. Se lo chiedete procediamo a una votazione. La mia era una proposta.
SELIS (La Margherita-D.L.). Lo chiediamo.
PRESIDENTE. Lo chiedete?
spissu (d.s.). Sì.
PRESIDENTE. Va bene, ricordo anche all'Assemblea che non si può coartare la volontà delle persone. Quindi procediamo alla votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della richiesta di dimissioni del consigliere Granara.
(Segue la votazione)
Onorevole Cogodi, vuole parlare? Io non la sento, vuole parlare o sta mugugnando, non lo so! Chiede la parola?
COGODI (R.C.). No, devo stare zitto e lei deve chiudere la votazione. Ha aperto la votazione mezzora fa!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei si faccia eleggere presidente o vicepresidente e stabilirà lei quando votare o no. "Per i poteri a me conferiti", come si usa dire, abbia pazienza, onorevole Cogodi, che cosa devo dire?
COGODI (R.C.). E' una manfrina, state manfrinando.
PRESIDENTE. Scusi, non stiamo "manfrinando" proprio niente, e usi diversi termini, onorevole Cogodi! La prego, usi termini diversi, guardi non ci appiccica niente! Stia calmo, i suoi colleghi hanno chiesto di poter prendere le tessere. Non giochi con queste cose, onorevole Cogodi, non è degno di lei! Lei si occupa di problemi ben più grandi che la votazione per un collega che vuol dimettersi! Onorevole Cogodi, la prego, inizia dal mattino presto a fare queste cose? Non è da lei, onorevole Cogodi.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 33
votanti 33
maggioranza 17
favorevoli 29
contrari 3
nulli 1
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - ONIDA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SATTA - USAI - VARGIU.)
Ci sono 33 presenti, non c'è il numero legale. La seduta è sospesa per mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 37, viene ripresa alle ore 11 e 19.)
Seconda votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto della richiesta di dimissioni dell'onorevole Granara.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 63
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 34
contrari 28
nulli 1
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU -GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MURGIA - ONIDA - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: SCANO.)
Colleghi, per completare le operazioni di sostituzione del collega Granara, di cui sono state accettate poc'anzi le dimissioni, vi prego di concedere cinque minuti di interruzione per la riunione della Giunta delle elezioni per dichiarare chi sarà il nuovo consigliere che dovrà sostituire l'onorevole Granara.
Pertanto la seduta è sospesa, pregandovi di stare in aula, per cinque minuti. E' convocata la Giunta delle elezioni nella sala delle riunioni attigua all'aula.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 23, viene ripresa alle ore 11 e 32.)
PRESIDENTE. Riprendono i lavori. Comunico la nota pervenuta dalla Giunta per le elezioni che si è riunita il 4 giugno 2003 per verificare quale sia il candidato alle elezioni regionali del 13 e 27 giugno 1999 che subentra al consigliere Antonio Granara dimissionario, dall'esame degli atti redatti dall'ufficio circoscrizionale di Cagliari risulta che l'onorevole Granara era stato eletto dalla lista numero 6 del Collegio di Cagliari avente il contrassegno Forza Italia. I candidati della stessa lista del medesimo Collegio, che seguono immediatamente l'ultimo eletto, sono nell'ordine: Petrini Onorio (con cifre elettorali 3458), Bertolotti Massimo, eccetera. Pertanto dichiaro avente titolo alla sostituzione dell'onorevole Granara, Petrini Onorio che d'ora in poi chiameremo onorevole Petrini Onorio. Lo proclamiamo eletto e al suo arrivo procederemo alla cerimonia di giuramento e, quindi, a farlo accomodare sui banchi dove eserciterà la sua funzione di consigliere regionale.
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Abbiamo all'ordine del giorno la mozione numero 103, Masia, Balia, Spissu, Fadda eccetera, e più, sui gravi ritardi di completamento dei lavori della strada statale numero 131. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
MOZIONE MASIA - BALIA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - COGODI - DETTORI - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - VASSALLO sui gravi ritardi nel completamento dei lavori della strada statale n. n. 131, sulla mancanza dei fondi per il suo ammodernamento, sui troppi cantieri aperti e bloccati dalla burocrazia, su quelli non ancora avviati, in particolare nel tratto Macomer - Sassari, e sulla pericolosità di un'arteria che ogni anno è causa di molti incidenti mortali.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che, secondo i dati dell'Automobil Club (forniti dalla sede ISTAT di Cagliari e pubblicati dalla stampa isolana), negli ultimi cinque anni (1996-2000) sulla strada statale n. 131, denominata anche Carlo Felice si sono registrati 894 incidenti, con 64 morti e 1425 feriti, e negli ultimi tre anni, cioè dal 2001 fino a oggi, si sono registrati 12 incidenti mortali con ben 14 vittime;
OSSERVATO che la maggior parte degli incidenti mortali degli ultimi due sono accaduti nella provincia di Oristano (11), l'ultimo dei quali, purtroppo, qualche giorno fa poco prima della frazione di Sant'Anna a Marrubiu, subito dopo il bivio per Arborea, nel tentativo di imboccare una deviazione che segna l'inizio dei tanti cantieri di sistemazione della strada statale n. 131;
RILEVATO che questa ultima tragedia ripropone ancora una volta la pericolosità di quel tratto di strada, e non è un caso che l'aumento degli incidenti mortali si sia registrato proprio negli anni in cui sono stati aperti i cantieri per l'allargamento della carreggiata e per l'eliminazione di alcuni incroci a raso, cantieri (pericolosissimi di notte e quando piove perché spesso le deviazioni sono mal segnalate) i cui lavori procedono a rilento o addirittura sono bloccati per intoppi di natura burocratica;
RAVVISATO che mentre nel tratto che va da Marrubiu a Macomer (circa 100 chilometri) si può assistere a una situazione complessa così riassumibile:
- apertura dei cantieri (alcuni lotti sono conclusi, altri in fase di consegna e altri ancora sono bloccati in seguito alla presentazione di ricorsi all'autorità giudiziaria);
- fase di progettazione e aggiudicazione dei lavori (nel tratto Marrubiu - Santa Giusta il cantiere è bloccato per un ricorso al TAR contro l'aggiudicazione, nel Fenosu - Simaxis l'appalto è ancora in corso, nel Simaxis - Oristano Nord il bando di gara è in pubblicazione, nell'Oristano Nord - Bauladu il progetto non è stato approvato e il finanziamento non è stato concesso e nel tratto Bauladu - Macomer i progetti sono definitivi ma manca la valutazione di impatto ambientale, mentre i finanziamenti non sono stati ancora individuati);
- nel tratto che va da Macomer a Sassari (dal km 146 al km 209), invece, ci sono solo progetti definitivi non è stata ancora avviata alcuna procedura per il loro avvio, compresa la valutazione di impatto ambientale, e al momento non è previsto alcun finanziamento;
RILEVATO che proprio il tratto di strada che va da Sassari a Macomer è quello più trascurato, perché il fondo stradale è disseminato da tortuosità e da buche che vengono riparate con interventi parziali e provvisori che non ne diminuiscono in alcun modo la sua reale pericolosità, in particolare di notte e in condizioni atmosferiche precarie (pioggia e ghiaccio);
VISTO che il problema riguarda in generale tutta la viabilità dell'Isola, con una particolare attenzione per la Sassari - Olbia, dove sono accaduti negli ultimi anni altri gravissimi incidenti, e per la Abbasanta - Nuoro - Olbia che necessita, nei punti più pericolosi, della predisposizione di uno spartitraffico tra le due carreggiate;
PRESO ATTO che tale situazione sembra essere destinata a perdurare negli anni perché è ormai chiaro che "per completare i lavori in cinque anni", come hanno dichiarato il Capo Compartimento dell'ANAS e l'Assessore regionale dei lavori pubblici, occorrerebbe subito una cifra compresa tra i 500 e i 1000 milioni di euro (finora ne sono stati spesi 121 e altri 160 sono stati stanziati per opere da appaltare entro il 2003), ma questi soldi, che sarebbero dovuti arrivare in Sardegna nel corso dei prossimi dieci anni, secondo la legge sui progetti obiettivo e sulle grandi opere pubbliche annunciata dal Presidente del Consiglio, non ci sono e, nella migliore della ipotesi, dovranno essere divisi con i finanziamenti di altre opere strategiche quali la dorsale sull'Appennino Tosco Emiliano, il ponte sullo Stretto di Messina, nuovi trafori alpini, il miglioramento della rete ferroviaria e tutta una serie di infrastrutture sparse per l'Italia;
SOTTOLINEATO che anche in Parlamento sono state depositate dai deputati e dai senatori sardi, di entrambi gli schieramenti, numerose interrogazioni ma fino a oggi non si conoscono né i tempi né le modalità di erogazione dei finanziamenti promessi dal Governo Berlusconi su una nuova viabilità in Sardegna;
CONSTATATO che tra gli obiettivi preannunciati dal governo nazionale c'è anche la creazione della cosiddetta Autostrada sarda da Cagliari e Sassari, che però, a fronte delle dichiarazioni propagandistiche di molti parlamentari sardi del centrodestra, non risulta essere inserita nel Piano decennale delle infrastrutture presentato dal Ministro Pietro Lunardi e, in ogni caso, come riconosciuto da altri esponenti politici della maggioranza di governo, attualmente non ci sono fondi per la creazione di un'opera così importante;
VERIFICATO che la Giunta regionale è su questo punto assente e incapace di far valere la questione dei trasporti interni nell'isola davanti al Governo nazionale che ha disatteso tutte le promesse fatte in campagna elettorale e ha dirottato le risorse previste per la Carlo Felice per finanziare altri progetti;
RILEVATO che nel documento politico "Progetto Sardegna -Autonomia, Sviluppo e Modernità" del 13 novembre 2001 il Presidente della Regione ha promesso che avrebbe impresso una maggiore efficienza ed efficacia al settore delle infrastrutture visto che "ci sono opere in Sardegna di rilevante importanza che da anni e anni sono in corso di realizzazione e non si concludono mai" e inoltre "che si può introdurre l'istituto della accelerazione di opere pubbliche in corso di opera" e ancora che "su quei cantieri, dove per ragioni diverse si riterrà necessario percorrere i tempi di realizzazione, bisognerà dunque, pattuire l'accelerazione dei lavori" e infine che "sarebbe davvero un segno di grande vitalità del sistema Sardegna vedere i cantieri che lavorano giorno e notte, per dare servizi e infrastrutture in tempi rapidi alla nostra economia";
SOTTOLINEATO che fino a oggi quelle dichiarazioni del Presidente Pili sopra citate appaiono quanto meno improvvide perché se, come ha dichiarato lo stesso capo dell'esecutivo della Regione, "non si punta più sulla cultura della norma e della procedura, ma su quella del risultato", allora si può affermare che, guardando lo stato in cui versa la strada statale n. 131, la sua pericolosità e i numerosi incidenti stradali mortali di questi anni, l'incapacità della Regione nel far valere davanti allo Stato la questione sarda sui trasporti e la viabilità interna, la mancanza dei finanziamenti promessi, il blocco dei cantieri (altro che apertura di giorno e di notte), il Presidente della Regione ha fallito perché si è dimostrato incapace di raggiungere gli obiettivi che si era prefisso all'atto del suo insediamento alla guida della Regione in materia di viabilità;
VISTO che altrettanto improvvide sono state le dichiarazioni dell'ANAS e del Ministero delle Infrastrutture che, rispondendo ad alcune interrogazioni parlamentari, dapprima avevano assicurato che i lavori sulla strada statale n. 131 si sarebbero conclusi nel febbraio del 2002 e, in un secondo momento, avevano fatto slittare questa data al mese di novembre del 2002;
VALUTATO che l'Accordo di Programma Quadro per la viabilità statale del 21 aprile 1999 (stipulato nel quadro dell'Intesa Stato-Regione) ha individuato le seguenti risorse finanziarie:
a) 368 milioni di euro ipotizzando per gli anni 2000/2005 (come somma di due consecutivi piani triennali) e assegnazioni equivalenti a quelle del precedente triennale 97/99 per gli interventi di interesse regionale;
b) 601,5 milioni di euro, proiezione riferita al cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali comunitari effettuata sulla base delle disponibilità di cui alla copertura del vigente periodo di programmazione (POP Sardegna 994 milioni di euro e QCS 182, 8 milioni di euro);
c) 524,4 milioni di euro, quale analoga proiezione riferita ai fondi comunitari;
CONSTATATO che, secondo quanto previsto dall'Accordo di Programma Quadro, alla Sardegna dovrebbe pervenire entro il 2005 un ammontare complessivo di 1493,9 milioni di euro;
PRESO ATTO che per il triennio 2001/2003 sono state assegnate risorse per 302 milioni di euro (66 milioni come finanziamenti ordinari ANAS per la viabilità in Sardegna, relativi a due interventi di completamento sulla strada statale n. 131 e per la messa in opera della barriera spartitraffico nella strada statale n. 130 nel tratto Decimomannu - Iglesias; 236 milioni - dei quali il 50% a carico dell'ANAS - per interventi previsti sulla base del Quadro comunitario di sostegno per tre interventi sulla strada statale n. 131) ben al di sotto della somma promessa con l'Accordo di cui sopra;
EVIDENZIATO che le risorse per continuare l'opera di ammodernamento della strada statale n. 131 e accelerare il lavoro nei cantieri già aperti, sono contenuti nei 1689 milioni di euro stanziati dall'intesa generale quadro delle infrastrutture per la Sardegna, firmata l'11 ottobre 2002 tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione, anche se fino a oggi nessuno è stato in grado di precisare l'entità della somma da destinarsi alla Carlo Felice, visto che 1165 milioni di euro sono destinati alle opere di grande viabilità ma anche per infrastrutture di allaccio e servizio delle aree portuali e interportuali,
esprime
- grave preoccupazione per i ritardi nel completamento dei lavori di adeguamento e di ammodernamento della strada statale n. 131, inseriti nel piano decennale delle infrastrutture previste dal Governo nazionale con uno stanziamento che fino a oggi sembrerebbe privo di copertura reale (per la concorrenza di altre opere strategiche nazionali), tanto che sono sempre più numerose le iniziative dei rappresentanti sardi in Parlamento, di tutti gli schieramenti politici, che chiedono al Ministro delle infrastrutture di conoscere la reale entità dei fondi a disposizione per la ristrutturazione della Carlo Felice;
- grave disagio per la confusione che regna, a tutti i livelli istituzionali, circa l'esistenza e la destinazione delle risorse stanziate (1689 milioni di euro) dall'Intesa generale quadro delle infrastrutture per la Sardegna, firmata l'11 ottobre 2002 tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione, che prevedeva, tra l'altro, una verifica dopo quattro mesi dei lavori (e quindi entro il mese di febbraio) in corso sulla strada statale n. 131;
- allarme per la pericolosità della Carlo Felice e per il numero crescente di incidenti stradali, molti dei quali mortali, accaduti negli ultimi anni nella principale arteria della Sardegna a causa soprattutto dei troppi cantieri di rifacimento e di sistemazione aperti (alcuni dei quali oggi bloccati da intoppi burocratici e altri non ancora avviati per mancanza di progettazione e di finanziamento) che costringono gli automobilisti a pericolose deviazioni, spesso mal segnalate, per percorrere scorciatoie, cavalcavia, curve, incroci e tratti che diventano ancora più insidiosi quando sono percorsi di notte e in condizioni atmosferiche precarie,
invita
- il Presidente della Regione a istituire in tempi rapidi un tavolo di lavoro permanente con il Governo nazionale, con i parlamentari sardi e con i rappresentanti delle Province e dei Comuni dell'Isola, e in genere degli enti locali interessati, sulla questione della viabilità interna in Sardegna e, in particolare, sul reperimento delle risorse da destinarsi al rifacimento delle rete stradale, primaria e secondaria, dell'Isola, visti gli impegni presi dalla Giunta regionale e dal Governo nazionale con l'Intesa generale quadro delle infrastrutture per la Sardegna, firmata l'11 ottobre 2002, e considerati altresì i contenuti del precedente Accordo di Programma Quadro per la viabilità Statale 2000/2005 stipulato il 21 aprile 1999 nell'ambito dell'intesa istituzionale di programma tra Stato e Regione;
- a riferire in Consiglio regionale sullo stato del tavolo di lavoro permanente con i soggetti sopra indicati sulla questione della viabilità interna in Sardegna, sul completamento dei lavori e sulla sua messa in sicurezza;
- il Presidente della Regione a nominare un Commissario regionale per la sicurezza stradale in Sardegna, individuato tra i funzionari attualmente in servizio presso l'Amministrazione regionale, delegato in via esclusiva all'individuazione, alla predisposizione e al coordinamento di tutte le azioni necessarie a ridurre in modo efficace la pericolosità della rete viaria sarda. Al Commissario straordinario può essere attribuito anche il compito di stabilire campagne locali di prevenzione e di informazione sulla sicurezza stradale, di concerto con gli Assessorati competenti. Il Commissario può, dove non è richiesta la presenza istituzionale del Presidente della Regione o dei componenti della Giunta, rappresentare la Regione autonoma della Sardegna nei rapporti con il Governo sulla materia della sicurezza stradale,
impegna la Giunta regionale
- a riferire in Consiglio regionale sulla situazione complessiva della viabilità in Sardegna e in particolare:
a) sui gravissimi ritardi nel completamento dei lavori nella strada statale n. 131, inserita dal Governo nel piano decennale delle infrastrutture, predisposto dal Ministro Lunardi, con uno stanziamento che finora risulta privo di copertura reale (anche perché è in concorrenza con altre grandi opere pubbliche nazionali), dato che dei 1500 milioni che sembrerebbero necessari a mettere in sicurezza tutta la Carlo Felice ne sono arrivati poco meno di 300;
b) sull'utilizzo delle risorse, pari a 302 milioni di euro, assegnate per la viabilità in Sardegna in base al piano triennale 2001/2003, destinate a cinque interventi di completamento della strada statale n. 131 e alla messa in opera della barriera spartitraffico nella strada statale n. 130 nel tratto Decimomannu - Iglesias, cantieri che fino a oggi non sembra siano stati ancora aperti;
c) sulla reale entità delle somme da destinarsi alla ristrutturazione della strada statale n. 131, nell'ambito dei fondi stanziati dall'Intesa generale quadro delle infrastrutture per la Sardegna, stipulata l'11 ottobre 2002 tra lo Stato e la Regione sarda, a favore anche delle opere di grande viabilità (non solo la Carlo Felice, ma anche la Sassari -Alghero e la Olbia - San Teodoro);
- a svolgere un'azione politica molto forte nei confronti del Governo nazionale dato che fino a oggi sono state disattese tutte le promesse fatte ai sardi in materia di viabilità e di infrastrutture nell'isola, a partire dall'Accordo di Programma Quadro 2000/2006 che avrebbe dovuto portare nell'Isola circa 1500 milioni di euro per il rifacimento e il miglioramento delle nostre strade;
- a svolgere un'azione istituzionale pressante nei confronti del Governo nazionale affinché siano mantenuti tutti gli impegni presi con la stipula dell'Intesa generale quadro delle infrastrutture per la Sardegna, che prevede per l'isola circa 1.700 milioni di euro, e in particolare nei confronti del Ministero delle infrastrutture che deve utilizzare tutti gli strumenti a propria disposizione per costringere l'ANAS ad accelerare gli interminabili lavori sulla strada statale n. 131;
- a garantire l'avvio dei lavori nei lotti già finanziati e consegnati alle imprese aggiudicatrici degli appalti, il completamento dei lavori in fase di esecuzione, l'accelerazione di tutte le procedure per la valutazione di impatto ambientale per i progetti definitivi, per i quali occorre anche reperire i finanziamenti necessari per lo svolgimento dei lavori, l'accelerazione altresì delle procedure per la pubblicazione e per lo svolgimento degli appalti e dei bandi di gara, un interessamento immediato teso a sbloccare tutti quegli intoppi di natura burocratica che hanno causato l'interruzione dei lavori in molti cantieri, divenuti oramai una trappola per gli automobilisti che percorrono ogni giorno la Carlo Felice;
- ad adottare tutte le misure urgenti e necessarie a mettere in sicurezza la strada statale, n. 131, visto che dal 1999 a oggi si sono registrati 24 incidenti mortali che hanno causato 29 vittime, la maggior parte concentrati proprio in prossimità dei cantieri;
- a mantenere gli impegni presi in sede di dichiarazioni programmatiche da parte del Presidente della Regione, quando egli garantì l'accelerazione delle opere pubbliche in corso di opera e promise cantieri aperti giorno e notte, per dare servizi e infrastrutture in tempi rapidi alla nostra economia. La situazione della Carlo Felice è sotto gli occhi tutti: non solo i cantieri non sono aperti di notte e, a volte, neppure di giorno, ma in tutto il tratto che va da Macomer a Sassari di cantieri non se ne vede neppure l'ombra;
- a porre il tema della sicurezza stradale al centro dell'agenda politica regionale e a promuovere tutte le più opportune iniziative per una migliore utilizzazione delle risorse finanziarie, tecniche e professionali finalizzate a diminuire la reale pericolosità della rete viaria della Sardegna e alla prevenzione degli incidenti stradali nella nostra regione;
- a istituire il Fondo regionale per la sicurezza della circolazione stradale, che servirà a pubblicizzare le tematiche relative a una circolazione dei veicoli sicura e compatibile con l'ambiente e a realizzare tutte le iniziative utili a diffondere tra i giovani sardi la cultura della sicurezza stradale,
delibera
- di istituire, ai sensi dell'articolo 125, comma 4, del Regolamento del Consiglio regionale della Sardegna una Commissione d'inchiesta avente ad oggetto l'accertamento dei fatti ed, eventualmente, delle responsabilità politiche che hanno impedito fino a oggi di portare a compimento molti dei lavori in corso sulla strada statale n. 131. In particolare si chiede di conoscere:
a) l'elenco delle imprese, aggiudicatrici di tutti gli appalti, impegnate nei i lavori di rifacimento e di miglioramento della Carlo Felice e, se si tratta di gara pubblica o di asta, la base di partenza e il prezzo di aggiudicazione degli stessi;
b) il numero dei lotti e dei cantieri aperti lungo la Cagliari-Sassari, con la verifica di quelli in fase di esecuzione, di completamento, di consegna e quelli già conclusi;
c) l'elenco di tutti i cantieri che sono stati bloccati in fase di esecuzione dei lavori e l'elenco dei cantieri consegnati alle imprese vincitrici dell'appalto, ma i cui lavori non hanno preso ancora inizio perché sono stati bloccati da intoppi di natura burocratica o da ricorsi presentati alla magistratura ordinaria o amministrativa, dall'ANAS o dalle imprese escluse dall'aggiudicazione di alcuni appalti;
d) il numero dei progetti in fase di elaborazione, l'indicazione degli studi professionali o dei singoli professionisti che li stanno realizzando, e il costo che la Regione (nel caso in cui non siano a carico dell'ANAS) dovrà pagare a ciascuno di essi per tale opera;
e) i progetti conclusi ma non ancora approvati (con l'indicazione dei soggetti che li hanno redatti e il relativo costo per la Regione autonoma della Sardegna, nel caso non siano anche questi a carico dell'ANAS), i finanziamenti previsti per l'esecuzione dei lavori e, nel caso, i motivi per i quali ancora non sono state concesse le somme previste per la realizzazione degli stessi (è il caso del tratto della strada statale n. 131 tra Oristano Nord e Bauladu - km 99,500 - 109, 500- il cui finanziamento di 47 milioni di euro non è stato mai concesso);
f) il motivo per cui non siano state ancora avviate le procedure di valutazione di impatto ambientale per i progetti che sono definitivi e, in relazione agli stessi, la fonte di finanziamento e l'entità della somma necessaria per il compimento dei lavori richiesti (è il caso del tratto Bauladu-Macomer - Sassari, Km 109,500 - Km 200);
g) il motivo per cui non siano stati ancora avviati i lavori in quei lotti che hanno già ottenuto il finanziamento;
h) quali cantieri siano stati aperti con le risorse, pari a 302 milioni di euro, assegnate per la viabilità in Sardegna in base al piano triennale 2001/2003 così suddivise:
- 66 milioni di euro come finanziamenti ordinari ANAS per la viabilità in Sardegna, relativi a due interventi di completamento sulla strada statale n. 131 e per la messa in opera della barriera spartitraffico nella strada statale 130 nel tratto Decimomannu - Iglesias;
- 236 milioni di euro - dei quali il 50% a carico dell'ANAS - per interventi previsti dal Quadro Comunitario di Sostegno per tre interventi sulla strada statale n. 131. (103)
PRESIDENTE. Chi la illustra? Ha facoltà di illustrarla il consigliere Masia.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Presidente ed onorevoli colleghi del Consiglio, è arrivato il momento di discutere sulla viabilità interna della nostra Regione e sulla "131" che costituisce l'asse portante dell'economia e dello sviluppo della nostra Isola. La mozione sui gravi ritardi nel completamento dei lavori della strada statale 131, sulla mancanza di fondi per il suo ammodernamento, sui troppi cantieri aperti e bloccati dalle procedure burocratiche, sui cantieri che non partono, sul tratto Macomer - Sassari che non si sa mai se mai inizierà e sui pericoli che questa strada possiede, nasce dai dati drammatici che ogni giorno la stampa ci riporta. Anche ieri ci sono state altre vittime, e nasce dal fatto che in nessun'altra Regione d'Italia esiste possibilità di fare raffronto a questa situazione.
E` un bollettino di guerra che se pure trova qualche giustificazione sulla velocità e sulla distrazione di chi guida, non può prescindere dalle cattive condizioni della strada, dalla sua inadeguatezza e dall'assoluta mancanza di sicurezza. Secondo i dati dell'Automobil Club di Cagliari, a partire dal 1996 si riscontra un numero di morti e di incidenti crescente; sarà un caso, ma le cifre più preoccupanti corrispondono proprio agli anni in cui si sono aperti i cantieri per allargare la carreggiata, per eliminare gli svicoli a raso, e maggiormente sono concentrati nella Provincia di Cagliari e di Oristano ove tali lavori hanno avuto da qualche tempo inizio.
Sono i percorsi trappola, sono fatali questi proprio di notte ed in particolare quando piove per la scorsa visibilità, oppure questi incidenti accadono in particolare dove sono improvvise le deviazioni per la viabilità alternativa, che seppure necessaria spesso non è all'altezza di ricevere quel flusso e quel tipo di traffico. La finanziaria e la mozione di sfiducia al Presidente Pili come sapete non ci hanno consentito di entrare in merito alla mozione prima di oggi, però qualunque ritardo è di sicuro un colpevole ritardo, visto che questa mozione è stata presentata dal 18 febbraio e sono trascorsi 4 mesi, visto che sulle strade della Sardegna - come abbiamo già detto - si continua a morire, e visto che non si vedono aprire nuovi cantieri e che quelli che sono aperti procedono a rilento, restando appunto perennemente aperti.
Questa mozione di cui si discute oggi è da tempo sul tavolo dei Gruppi e, quindi, sono certo che ogni consigliere ne conosce il contenuto, per questo motivo non la leggo e mi attengo piuttosto a spiegare i motivi che l'hanno provocata e se è possibile ad integrarla, ad arricchirla, lasciando alle battute conclusive della mia relazione la sintesi della mozione stessa. E` da circa vent'anni che la "131" risulta inadeguata, inadeguata per il flusso di traffico crescente, per i mezzi pesanti che assolvono a quello che è il disimpegno sempre maggiore delle Ferrovie dello Stato che non trasportano più né merci e né passeggeri; è inadeguata per l'usura costante e per l'inadeguatezza appunto di molti tratti stradali; è inadeguata per la presenza di incroci a raso, in particolare proprio in quei centri abitati che sono cresciuti a ridosso di questa strada, quasi a cavallo dell'arteria stessa, denunciando anche qui una cecità totale in quelle che sono le previsioni di sviluppo e le particolari programmazioni urbanistiche di questi paesi.
Gli esempi naturalmente sono superflui, perché purtroppo sono sempre rimarcati proprio questi esempi da gravissimi incidenti. Come non ricordare, m'è dovuto ricordarlo, vere e proprie stragi come quella di Li Punti sette anni fa, operai morti all'alba del 6 dicembre 1977, incidenti che ogni volta provocano manifestazioni, manifestazioni di protesta e qualche volta fanno pure nascere comitati, come il comitato per la "131" o associazioni come quella dei parenti delle vittime delle strade. Oppure provocano anche riunioni di sindaci; l'ultima è quella dei cinquanta sindaci che si sono incontrati nella ricorrenza del 28 aprile, Sa Die de sa Sardinia, parafrasando questo hanno commemorato Sa bia de sa birgunza dicevano, però hanno anche detto incontrandosi che con questa manifestazione si voleva provocare sempre di più il completamento della "131" e da quell'incontro è emersa forte una richiesta, una richiesta proprio al Presidente Serrenti, che promuovesse un incontro in Consiglio come quello di oggi promosso dalla mozione, perché non è più possibile lasciare fuori da quest'Aula ciò che sta avvenendo non solo sulla "131", ma in tutte le strade della Sardegna. E` una denuncia precisa sulla pericolosità che hanno tutte le principali vie di comunicazione interna della nostra Isola. La "554" è la strada più pericolosa d'Italia.
Io mi auguro che questo sia presente a tutti e che siamo coscienti. La 131 ha 0,73 incidenti per ogni chilometro della strada; la 130 dell'Iglesiente è quasi uguale, 0,72 incidenti per ogni chilometro di strada. Secondo i dati statistici, quelli che solitamente fornisce l'Aci che si interessa appunto della percorribilità e della viabilità presente in Sardegna, la 131 per Nuoro, la direttrice per Nuoro, la 196 di Villacidro, e qui vorrei fare tutto un elenco, la 128, la 126, la 291 la Nurra, quella di Ozieri, sono strade di cui si parla molto poco e nelle quali però sappiamo che nulla si fa; sono strade statali che dovrebbero essere classificate regionali, ma che sono ancora in carico all'Anas e che però non garantisce nemmeno l'ordinaria manutenzione.
Noi in Quarta Commissione incontrando l'ingegner Corazza che è il capo del dipartimento dell'Anas ne abbiamo parlato circa due anni fa di questo problema, però è rimasto lettera morta per trascuratezza di questa maggioranza, ma ancor di più per le non risposte del Governo nazionale che non può pensare di trasferire alla Regione, e quindi alle province, queste strade senza renderle prima sicure e di investire su esse consistenti risorse economiche per il loro ammodernamento.
Durante quella manifestazione di cui parlavo, a Bonorva, è emerso inoltre che oltre alla denuncia delle croci e dei lutti della 131, la sua inadeguatezza, questo è il forte ostacolo allo sviluppo che assieme alle restanti viabilità della Sardegna essa rappresentano. Una bassa velocità commerciale alla quale corrispondono i consumi più elevati in Europa. Nell'Unione Europea la velocità commerciale è di 42 chilometri all'ora, cioè per fare centomila chilometri un autotrasportatore impiega 1818 ore di lavoro, questi sono costi. Bene, in Sardegna per lo stesso percorso ne occorrono 2350, il 30 per cento in più; per fare centomila chilometri in Europa, sempre come media, occorrono 31 mila 250 litri di gasolio, in Sardegna ne occorrono 55 mila 550 cioè il 77 per cento in più, quasi il doppio. Alla nostra insularità che stiamo cercando di ovviare con la continuità territoriale per i passeggeri e per le merci, dobbiamo essere coscienti che si aggiunge questo peso gravoso di costi che non ci aiuta e che non aiuta chi vuole investire in Sardegna.
Ne ha preso atto alcuni giorni fa anche il Ministro Lunardi quando intervenendo all'inaugurazione della nuova aerostazione di Alghero ha dichiarato a noi, a noi che lo sapevamo già e che lo sapevamo da un pezzo, che fatto cento il valore medio nazionale delle infrastrutturazioni quello della Sardegna è pari a 59, cioè poco più della metà, e se la statistica a cui noi siamo abituati è come quella del pollo a testa ci dev'essere qualche Regione, alla faccia della solidarietà e del federalismo, che naviga su parametri vicino a 200. E` un primato negativo che è stato ammesso anche dal Ministro venuto qui naturalmente per fare più campagna elettorale, per cercare di recuperare per questa maggioranza tanto giù di morale dopo la finanziaria e la mozione di sfiducia per il suo Presidente, piuttosto che per impostare cose concrete; ha detto - parole sue - "è un primato negativo e creerà non pochi problemi alla Sardegna, crea problemi a chi la sceglierà per investire i propri capitali e a chi decide di trascorrere in Sardegna le proprie vacanze", sì le vacanze, quelle su cui noi puntiamo per il nostro sviluppo.
In quell'occasione naturalmente ci è capitato di sentire ancora una volta che entro il 2003 tutti i lavori necessari per la 131 saranno finanziati ed assieme a questi verranno finanziate tutte quelle opere che garantiranno a questa realtà territoriale di essere davvero la piazza logistica efficiente - parole sue - all'interno dell'intero bacino Mediterraneo, e ci ha elencato queste cifre, io le ribadisco perché è bene che restino perché riteniamo che conoscerle sta a significare che forse può produrre anche un impegno; 1100 milioni di euro per la 131, 433 milioni di euro per le altre opere viarie, comprese ferrovie ed aeroporti, 435 milioni di euro per l'acqua, 92 milioni di euro per il Porto di Porto Torres, 87 milioni di euro per il Porto di Olbia ed altri 76 milioni di euro per le opere viarie in genere. Sono le parole di un Ministro, dicevo, e dovremmo non dubitarne! Ma nella Gazzetta Ufficiale del 21 marzo 2002, questo è stato denunciato a Bonorva, per la piastra logistica Euro-Mediterranea della Sardegna nella quale sono compresi anche i fondi della 131, la disponibilità è di 0,0 e poi ancora 0. E il Ministro così preciso con i numeri e sulle date quando ha elencato le opere, queste opere integralmente inserite nell'intesa generale quadro, chissà perché non ricordava la data di quando si è approvato, ha detto "qualche tempo fa", io mi auguro che il Presidente Pili sia più preciso in questo.
Tornando un attimo alla 131, la Carlo Felice, credo che sia il caso di evidenziare ancora alcuni aspetti oltre all'effettiva disponibilità e quantità di risorse.
Dopo tanti anni noi non abbiamo l'intera progettazione, soltanto un terzo della strada ha il progetto esecutivo, una buona parte di essa è priva della valutazione di impatto ambientale.
Quando poi non capita anche di verificare, a giorni la Commissione Quarta approfondirà, che ci sono progetti definitivi che sono stati calati dall'alto e che non hanno alcun avallo da parte delle amministrazioni attraversate, ed è il caso dei tre chilometri di Codrongianus, dove con incidenze per chilometro, onorevole Selis, spero che a lei non sfugga, molto simile a quelle calabresi, Gioia Tauro e Silla, lei l'ha citato, e quelle siciliane tra Catania e Siracusa, si realizza - questa è l'ipotesi progettuale - tre chilometri di strada, quattro strade all'interno di un raggio di duecento metri e per di più in una splendida vallata dove già sono presenti grandi problemi per ciò che riguarda le fondazioni di un semplice impianto di depurazione, figuriamoci che cosa significa realizzare il viadotto che è previsto.
Da Macomer in poi la strada ha solo il progetto preliminare, o almeno così risulta per la maggior parte dei lotti, dice il Presidente Pili che entro l'anno si avrà tutta la progettazione esecutiva e che entro il 2006 la 131 sarà portata a compimento, però leggiamo da un'altra parte che l'Authority sui lavori pubblici entrando in merito al sistema degli appalti, in particolare quelli Anas, evidenzia le disfunzioni di questi appalti e il rilevante e conseguente aumento dei tempi che si ha solitamente quando si va ad eseguire i lavori.
Come faccia l'onorevole Pili a fare queste affermazioni, da dove ne trae certezze, aspettiamo che sia lui a dircelo! Noi invece possiamo dire, questo sì, del grande forzo che il Presidente Pili sta facendo per smorzare gli effetti di questa mozione che con la discussione qui in Consiglio evidenzierà ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, i ritardi della Giunta regionale, le non risposte del Governo nazionale, l'inadeguatezza dell'Assessore dei lavori pubblici salito sulle barricate con chi protesta anziché dare risposte, lo ha bene evidenziato l'onorevole Cugini, Ladu non è qui per manifestare contro se stesso, è qui per manifestare contro se stesso a Bonorva! Eppure io credo che le opere vadano fatte e non credo soltanto io, credo che lo pensiamo tutti e siamo tutti d'accordo, però più durano i lavori e maggiore è la possibilità di incidenti, più durano i lavori e minore è la sicurezza. Tempi e sicurezza - è stato detto - sono inversamente proporzionali, ed è per questo che occorre accelerare, accelerare le procedure e trovare soluzioni che da questo Consiglio non possono essere proposte e portate avanti.
Con questa mozione noi del centrosinistra, i Sardisti, invitiamo il Presidente della Giunta regionale ad istituire in tempi brevi un tavolo di lavoro permanente, un tavolo di lavoro permanente con il Governo nazionale, con i parlamentari sardi, quelli che naturalmente non si interessano di fare anche due Regioni, con i rappresentanti delle province e quelli dei comuni e di tutti gli enti interessati per discutere sulla viabilità interna della nostra Isola; fare, in definitiva, chiarezza inoltre sulle risorse necessarie e quelle che sono disponibili per fare questi lavori.
Invitiamo il Presidente Pili a nominare urgentemente una Commissione regionale per la sicurezza stradale, ce n'è sempre più bisogno di questo in Sardegna, al fine di individuare, predisporre e coordinare tutte le azioni necessarie a ridurre in modo efficace ed immediato la pericolosità della rete viaria sarda, e poi invitiamo questo Consiglio a deliberare oggi per una risposta ai tanti che da noi si aspettano fatti concreti e non passerelle ai sensi dell'articolo 25 del Regolamento del Consiglio regionale una Commissione d'inchiesta. Una Commissione d'inchiesta che svolga un'azione capillare di acquisizione di dati e di informazioni utili, utili ad accertare fatti e responsabilità che impediscano ai cantieriin atto di essere portati avanti, che impediscano ai cantieri nuovi di partire; in particolare, si chiede di conoscere attraverso questa Commissione d'inchiesta l'elenco delle imprese che si sono aggiudicate i lavori, il numero dei lotti dei cantieri che sono attualmente aperti, i cantieri bloccati che sono in fase di esecuzione e non si capisce perché non vadano avanti e, poi, in particolare, i progetti che sono in fase di elaborazione, i progetti che sono conclusi ma che non sono approvati e conoscere anche i progettisti e i costi per queste progettazioni, quelli che sono stati affrontati dall'Anas e quelli che sono stati affrontati da questa Regione, e i motivi per cui non si sono avviate le procedure di impatto ambientale per i progetti definitivi.
Conoscere i motivi per cui ancora non si sono iniziati i lotti che hanno già il finanziamento e quali sono i cantieri aperti con le risorse del piano triennale 2001/2003.
Nelle sue dichiarazioni, onorevole Pili, dichiarazioni programmatiche intendo, lei aveva assunto l'impegno di accelerare le opere pubbliche, aveva promesso cantieri aperti giorno e notte. Tutto questo non è avvenuto. E la nostra valutazione purtroppo è che questo non avverrà, la Sardegna, i sardi non possono permettersi questi ritardi, non possiamo vivere sulle ripetute promesse di Pili, del Ministro Lunardi e di Berlusconi che, sappiamo, sono più portati a curare l'immagine propria, del proprio partito in cui militano appunto, e le future campagne elettorali, erano per questo presenti in questi giorni.
I ritardi però significano altre vittime. I ritardi sono occasioni di sviluppo che sono rinviate, i ritardi probabilmente sono anche occasioni che questa Sardegna ha definitivamente perduto.
Richiesta di convocazione del ConsiglioPRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Su che cosa intende parlare?
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). All'atto dell'approvazione della legge finanziaria il 16 aprile di questo anno, con un apposito ordine del giorno sono stati individuati i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria; tra questi uno è stato assegnato alla Commissione bilancio che nella settimana scorsa lo ha definitivamente approvato.
E` stata depositata la relazione di maggioranza e quindi chiedo ai sensi dell'articolo 34, decimo comma, che venga convocata l'Assemblea per l'esame di questo provvedimento; ricordo che il decimo comma dice: "a partire dal termine di dieci giorni riservati ai relatori in Aula, l'Assemblea entro i successivi dieci giorni esamina i provvedimenti". Quindi, facendo riferimento a questo comma dell'articolo 34 chiedo che la Presidenza per quella data convochi l'Assemblea per l'esame di questo documento.
Chiedo altresì, Presidente, che essendo stato approvato anche il bilancio consuntivo dell'anno finanziario 2001 questo possa essere richiamato in Aula per l'esame unitamente al disegno di legge collegato cui ho fatto riferimento in precedenza.
PRESIDENTE. Onorevole Selis vuole iscriversi a parlare?
FADDA (La Margherita-D.L.). Parliamo su questo.
PRESIDENTE. No, su quello andava detto a fine interventi, comunque se voleva dire questo, abbiamo recepito già!
Vuole intervenire? Dobbiamo aprire un dibattito?
FADDA (La Margherita-D.L.). Se deve ripetere l'intervento a fine lavori stiamo zitti. Altrimenti parliamo.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto era un argomento che avremmo dovuto discutere a fine degli interventi, dovevamo proseguire con gli interventi, se questo volevate appurare lo certifichiamo.
Proclamazione e giuramento di consiglierePRESIDENTE. Detto questo, colleghi, avendo già dichiarato eletto il consigliere regionale Onorio Petrini, che è arrivato, lo invitiamo ad entrare in Aula e prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del D.P.R. del 19 maggio 1949 numero 250. Invito il collega a presentarsi al banco.
Do lettura della formula del giuramento, dopodiché il consigliere Onorio Petrini risponderà: "lo giuro".
"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".
PETRINI (F.I.-Sardegna). Lo giuro.
PRESIDENTE. Proseguiamo la discussione, invito i colleghi ad iscriversi per i loro interventi durante l'intervento dell'onorevole Biancu.
E` iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, onorevole colleghi, ancora una volta le forze politiche che in questo Consiglio regionale si oppongono alla maggioranza di centrodestra sono costrette a tentare, con gli strumenti che hanno a disposizione, di sopperire al lassismo e alla latitanza della Giunta e della stessa maggioranza richiamandola ad un impegno e ad una responsabilità politica finora disattesi.
Il problema sul quale oggi intendiamo richiamare la Giunta alle sue responsabilità è innanzitutto lo stato di grave ritardo in cui versano le opere relative alla principale strutture viaria della Sardegna, la strada statale numero 131, maturato attraverso una lunga serie di inaccettabili inadempienze e insufficienze imputabili a diversi soggetti e livelli istituzionali. La gravità del problema è evidente a tutti, così come la complessità e l'articolazione delle implicazioni che esso presenta. Si tratta di un nodo fondamentale per lo sviluppo economico della nostra regione e rappresenta una delle chiavi per la soluzione dei molti e gravi problemi di accessibilità a diversi territori dell'Isola.
Ma è un altro l'aspetto la cui drammatica urgenza e gravità va incrementando settimana dopo settimana e che deve essere posto davanti a qualunque altra considerazione. E` il problema della sicurezza e della protezione della vita delle persone che viaggiano sulla "131" e sulle altre strade della nostra regione. La mia provincia, quella di Oristano, ha dovuto registrare negli ultimi due anni la maggiore incidenza di incidenti automobilistici con esiti mortali dell'intera regione. Questo triste primato è purtroppo accompagnato da dati altrettanto gravi in tutta la Sardegna, se ricordiamo che in poco più di cinque anni più di sessanta persone hanno perso la vita soltanto sulla Carlo Felice. Ultimo in ordine di tempo il terrificante incidente con altri due morti è quello avvenuto nella giornata di ieri.
Qual è l'atteggiamento che dobbiamo assumere rispetto a questo dato? Vogliamo considerarlo come un evento calamitoso che sfugge a qualunque responsabilità e controllo? Intendiamo chiedere ai nostri concittadini di rassegnarsi allo stillicidio di incidenti mortali che funestano la 131 e le principali strade della Sardegna? Non è possibile e lo sanno bene gli amministratori locali ed i sindaci dei comuni innanzitutto dell'oristanese e del nuorese. L'esasperazione delle comunità locali è giunta ormai al limite a causa della frequenza dei lutti che devono sopportare a fronte dei quali è davvero scandalosa l'assenza delle istituzioni. I sindaci e gli amministratori locali hanno protestato. Hanno fatto le catene umane sulla "131", hanno chiesto interventi urgenti all'ANAS, alla Regione e al governo nazionale. Nessuno ha dato loro risposte concrete.
E` inevitabile che, di fronte a questo assurdo muro di gomma istituzionale, gli amministratori decidano di preparare iniziative clamorose, ma non sproporzionate rispetto alla drammatica gravità della situazione. Iniziative che questo Consiglio regionale deve sostenere con forza. E` evidente, colleghi, che oltre ai morti, oltre ai danni ai territori e alle comunità locali, questa vicenda sta determinando uno scollamento istituzionale tra amministrazioni locali ed istituzioni nazionali e regionali. Ma lo scollamento istituzionale è la conseguenza di uno strappo ancora più profondo e grave che ha lacerato il legame tra i cittadini di quei territori e le istituzioni che dovrebbero rappresentarli. Tra i cittadini del nuorese e dell'oristanese va ormai diffondendosi la certezza di essere cittadini di serie B, in territori marginalizzati e dimenticati dalle istituzioni. Non si sta tratta più soltanto di vivere in zone economicamente depresse, in via di spopolamento, spesso trascurate o penalizzate dalle politiche di sviluppo regionali e nazionali. Qui si tratta di non poter neanche andare a lavorare senza correre il rischio di trovare la morte su strade in condizioni inaccettabili per una qualunque regione europea, o comunque moderna e civile.
E se in quei territori gli amministratori locali arrivano a vedere nella chiusura di una strada statale l'unica via praticabile per scongiurare altri morti, abbiamo la certezza che lì stiano venendo meno le condizioni di un vivere collettivo appena a livello della soglia della normalità e della decenza.
Noi oggi vogliamo denunciare questo stato di cose, ma soprattutto vogliamo che siano esplicitate le responsabilità e che siano assunti impegni seri e concreti per intervenire sui problemi e risolverli. Non è accettabile che il ministro Lunardi si ricordi delle strade sarde solo nella compagna elettorale, promettendo interventi imponenti e finanziamenti generosi, più di mille milioni di euro, ma rimandando a data da destinarsi la concreta realizzazione delle opere. E questo mentre ancora attendiamo il rispetto di quanto previsto per la viabilità e per le infrastrutture della Sardegna sia con l'accordo di programma quadro 2000-2006, sia con l'intesa generale quadro sulle infrastrutture per la Sardegna. E` indecoroso che il Consiglio superiore dei lavori pubblici mantenga con la sua inerzia lo stallo sulla situazione della strada statale 130 e della Abbasanta-Nuoro nonostante le stragi che hanno funestato quelle strade.
Ancora una volta dobbiamo chiedere a questa Giunta e a questa maggioranza dove sono le speciali attenzioni, dove sono i canali privilegiati di cui avrebbe dovuto beneficiare la Sardegna in virtù del rapporto tra il Presidente Pili ed il cavalier Berlusconi.
Come mai non bastano nemmeno le morti di tanti cittadini sardi per suscitare risposte tempestive ed adeguate anche a problemi di natura esclusivamente tecnica? Abbiamo la sensazione che al governo di centrodestra interessino assai poco le strade della Sardegna, forse perché la nostra regione porta in dote pochi rappresentanti al Parlamento rispetto ad altre regioni, ben altra attenzione il governo centrale ha riservato alla Sicilia e al suo ponte sullo Stretto. E forse perché la classe dirigente del centrodestra sardo è talmente subordinata alle direttive romane e di Arcore da non essere capace di pretendere dal governo nazionale che esso faccia la parte che gli spetta su questo, come su altri gravi problemi della nostra regione.
A fronte di questo quadro disastroso il Presidente Pili e l'assessore Ladu non sono stati capaci di fare altro che un po' di propaganda a buon mercato, come è accaduto anche di recente quando sono andati sulla "131" a promettere che una pioggia di milioni stava per arrivare per risolvere i problemi della viabilità regionale. Certo, sono passerelle che garantiscono un po' di spazio sulla stampa e nei telegiornali, ma la loro estemporaneità e la loro superficialità viene colta in tempo reale da tutti gli osservatori avveduti, a cominciare proprio dai sindaci e dagli amministratori ai quali quelle promesse sono state fatte e che le hanno accolte giustamente con motivato scetticismo. Che l'assessore Ladu insista ancora in questi giorni nel dire che i soldi ci sono non ci rassicura, anche perché sappiamo che con la sua gestione l'Assessore dei lavori pubblici è diventato un autentico fenomeno dell'accumulo dei residui passivi. Tanto per citare un dato, per l'esercizio 2002 il suo assessorato si ritrovava, tra stanziamento ordinario e residui passivi, risorse equivalenti a quelle di circa 4 esercizi ordinari. Dunque quello dei lavori pubblici non è certo un problema legato all'avere le risorse, il problema è spendere le risorse, è aprire i cantieri, è realizzare le opere. Il problema è dunque chiaro e le responsabilità sono evidenti.
Vorremmo allora capire se questa Giunta e il suo Presidente siano in grado di assumere le iniziative che possano evitare che il prossimo futuro ci riservi altri lutti, altri disagi, altri ritardi.
Vogliamo capire se il Presidente intende attivare immediatamente un'iniziativa istituzionale che coinvolga tutti i livelli territoriali, da quelli locali a quello nazionale, per garantire il rispetto di tutti gli impegni presi in materia di viabilità dal Governo e dalla Regione. Vogliamo capire se il Presidente è in grado di assumere un'iniziativa immediata e seria per restituire alle strade sarde livelli di sicurezza adeguati agli standard di una regione moderna e civile. Vogliamo sapere se la Giunta intende, una volta per tutte, porre mano con decisione al completamento dei lavori nella "131" adottando tutte le misure necessarie a reperire le risorse e garantire l'avvio ed il celere svolgimento dei lavori già finanziati.
In generale vogliamo sapere se questo Presidente e questa Giunta sono in grado di andare oltre la retorica e le promesse delle dichiarazioni programmatiche del Presidente.
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, prego.
BIANCU (La Margherita-D.L.). E le promesse delle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione per presentare al Consiglio regionale ed ai sardi un programma serio, connotato da risorse adeguate e tempi certi, che sappia far uscire il sistema della viabilità regionale dalla disastrosa situazione in cui si trova attualmente. Se così non fosse, Presidente Pili, sarebbe il caso di astenersi dalle periodiche promesse sulle migliaia di milioni di euro in arrivo e sugli scenari di grande efficienza con cantieri aperti giorno e notte nelle strade della Sardegna, e sarebbe il caso di mostrare finalmente senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni e dei sardi rassegnando le dimissioni per lasciare il posto a chi sappia e voglia effettivamente affrontare e risolvere i gravi problemi della nostra regione e dei nostri concittadini.
Sull'ordine dei lavoriPRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Non voglio naturalmente intromettermi sulla Presidenza, però segnalo al Presidente e alla sua saggia valutazione, ma lo segnalo anche ai colleghi, se un problema così drammatico, che tutti i giorni ci angoscia con decine e decine di morti e migliaia di incidenti debba meritare questo squallido scenario con una maggioranza totalmente assente che abbiamo inutilmente cercato di far arrivare in Aula stamattina facendo anche mancare il numero legale nella sostituzione del collega Granara, ma vediamo totalmente distratta. Questo naturalmente non va a discapito dei colleghi che diligentemente sono in Aula e che ringraziamo ed apprezziamo, però mi sembra che non sia l'attenzione giusta per un problema così drammatico. Decida il Presidente la prosecuzione dei lavori, grazie.
PRESIDENTE. Come ella sa noi non possiamo costringere e tenere legati... Questa ed altre situazioni sono legate alla sensibilità, all'impegno e al senso della presenza e quant'altro di ogni singolo consigliere. Cose peraltro note, più volte anche denunciate dalla stampa, riconfermate oggi e probabilmente saranno riconfermate anche più avanti nel tempo. Noi non possiamo che procedere, anche in base ai desiderata di coloro i quali con molta apprensione, con molta preoccupazione, hanno presentato e richiesto la convocazione d'urgenza, la discussione d'urgenza di queste mozioni, il fermo degli altri lavori e prima di tutto discutere le mozioni. Per cui, evidentemente, qualcuno ritiene di essere impegnato in altro, è superfluo o quanto meno pleonastico partecipare alle discussioni sulla 131 i cui problemi, peraltro, sono ben noti e ben sentiti credo anche da tutti. Detto questo non credo di dover interrompere i lavori, c'è un numero sufficiente di auditori, anche delle forze della maggioranza, per quanto ridotte al minimo, per cui credo che i lavori debbano continuare.
Onorevole Ortu io la prego, non vorrei intavolare, aprire adesso la discussione sulla presenza, su quanti siamo in Aula o quanti non siamo in Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Non voglio porre il problema di quanti siamo presenti in Aula, invece voglio chiederle se possibile di informare l'Aula di chi è iscritto a parlare, perché anche questo è un dato che penso significativo per l'attenzione della maggioranza.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare Manca, Tunis, Sanna Gian Valerio, Ortu, Diana, Dore, Sanna Giacomo, Selis e l'onorevole Cassano; l'onorevole Morittu che si sta iscrivendo fuori norma, e quindi dovremmo rifiutarne l'iscrizione perché più volte ho raccomandato all'Aula di iscriversi durante l'intervento del primo oratore, noi siamo costretti a non accettare, mi dispiace onorevole Morittu ed onorevole Pirisi, l'iscrizione. Questo è quanto, poi se l'Aula è d'accordo noi li iscriviamo tutti, però non invocate il Regolamento quando fa comodo e poi non lo si invoca quando non fa comodo.
Cassano era qui da mezzora, è venuto ad assicurarsi di essere stato iscritto; premuroso come è Cassano è venuto ad assicurarsi di essere stato iscritto. Comunque accettiamo anche queste iscrizioni, quindi aggiungiamo l'onorevole Pirisi, l'onorevole Capelli e l'onorevole Morittu. Parla coi Capigruppo, Licandro parlerà a suo tempo come Capigruppo, quindi i Capigruppo vanno a seguire, a chiudere.
Allora riassumiamo: Manca, Tunis, Sanna Gian Valerio, Ortu, Dore, Diana, Sanna Giacomo, Selis, Morittu, Pirisi, Capelli, Cassano. I Capigruppo vanno tolti, i Capigruppo sono prenotati tutti; i Capigruppo sono iscritti d'ufficio sempre.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (Gruppo Misto). Presidente velocemente alcune considerazioni su questa mozione, ma mi pare chiaro che è estremamente preoccupante la scarsa partecipazione ad un dibattito così importante come questo che stiamo affrontando. La mozione 103, che è oggi in discussione e che verte sui ritardi dei lavori della 131, è purtroppo drammaticamente sempre più attuale, quasi ogni giorno la più importante arteria isolana, o in questa arteria sono segnalati incidenti con una mortalità sicuramente impressionante. Una sequela di morti, di stragi che non fanno che allungare le statistiche tanto da identificarla come probabilmente la strada più pericolosa d'Italia.
Quindi da arteria dello sviluppo la Carlo Felice è diventata, come diceva poc'anzi giustamente il collega, un percorso di guerra dove le croci sono superiori ad ogni altro fenomeno. Una strada con un percorso talmente pericoloso che anche per noi pendolari che settimanalmente la percorriamo diventa se non un incubo, ma sicuramente un tragitto estremamente pericoloso. Una strada dove è possibile vedere di tutto, vedere tutte le anomalie che in un'arteria stradale possono esserci. Nella 131 tutte queste anomalie sono abbondanti. Le pericolosità generale, ma in alcuni tratti ancor di più, ancora maggiori, sono alla base di tutti gli incidenti che troppo frequentemente si verificano. In questi giorni, ma questo per la verità anche da molto tempo, da quando queste manifestazioni avvengono, quasi tutti i sindaci e gli amministratori della comunità prospicienti la 131 stanno promuovendo una serie di iniziative, di azioni contro l'inerzia della classe politica regionale e nazionale.
Sono quindi troppi gli anni, sono troppi anni che assistiamo a balletti di cifre, ad annunci, a promesse sulla necessità di intervenire. Sono anni che si progetta ma che non si attua nulla, se non in forma saltuaria, in forma sporadica e sopratutto interventi strutturali quasi assenti per rendere l'arteria più sicura. Non vi è stato ministero o sottosegretario dei nostri Governi nazionali che non abbiano promesso interventi straordinari. Io mi chiedo: ma straordinari perché? Perché stanno morendo decine e decine di automobilisti, o straordinari perché ogni tanto si interviene con qualche rattoppo o qualche aggiustamento? Io credo che con la straordinarietà bisogna finirla, così come la si deve finire con le vane, con le mancate promesse di tutti, nessuno escluso, di tutti coloro che in questi ultimi venti - trent'anni si sono alternati alla gestione dei ministeri interessati. Questa arteria che, come dicevo poc'anzi, era sorta come strada dello sviluppo economico, per lo sviluppo economico della nostra Isola, sorta per dare prospettive è invece una strada dove si muore con troppa, con estrema facilità, quindi un'arteria che ha necessità di interventi globali lungo tutto il suo percorso. Non esistono percorsi facili.
L'annuncio dell'attuale ministro Lunardi fatto ad Alghero una decina di giorni fa e che prevede il finanziamento totale, addirittura, dei lavori di ammodernamento della 131 per circa 1.100 milioni di euro, quindi una somma ingente, non so se poi adeguata per intervenire in maniera totale, mi auguro che rimanga non il solito estemporaneo proclama. Qualcuno parlava di proclama elettorale perché eravamo a pochi giorni dalle elezioni amministrative.
E` chiaro che l'abitudine a non mantenere le promesse che, ripeto, i vari ministri che si sono succeduti hanno fatto, mi fa pensare a questo solito proclama. Io e noi in generale non siamo inclini a credere a tutto ciò che con troppa enfasi i soliti proconsoli, diciamo noi, vengono a promettere in Sardegna. A noi interessano i fatti, vogliamo concretamente che si avviino tutte le iniziative politiche, tecniche e finanziarie per risolvere definitivamente un dramma che quasi quotidianamente vede coinvolte le famiglie sarde; quindi, la messa in sicurezza di questa arteria è indispensabile.
I lutti che tutte le comunità sarde vivono per le conseguenze, per le condizioni di abbandono e di degrado di questa strada sono oramai insopportabili; chi deve garantire la sicurezza deve farsi carico degli oneri derivanti dalla sistemazione non provvisoria ma definitiva della Strada Statale 131, che invece di Carlo Felice dovrebbe chiamarsi …., inventiamogli un altro nome perché di Felice ha ben poco! In tutto il resto del continente italiano gli interventi sulle strade sono costanti e reali, da noi i ritardi invece sono sistematici, l'unica realtà sono i ritardi. Il degrado anche strutturale di questa strada è, per chi la percorre, evidentissimo. Da noi i ritardi sono colpevoli, i lavori sono perenni, lunghi, troppo lunghi per non intervenire in maniera forte e decisa. Ritardi dovuti a svariate cause, cause tecniche, cause burocratiche, amministrative, finanziarie e quindi politiche, societarie e quant'altro, lavori che non hanno tempi di consegna.
Il Presidente Pili aveva promesso che si sarebbe lavorato anche di notte, che avrebbe valutato tutto in base ai risultati, ma oltre - ripeto - le solite enunciazioni non si va; nessuna forte rivendicazione nei confronti dello Stato centrale, mi sembra che ci si accontenti - ripeto - delle periodiche ed inconcludenti promesse.
Noi crediamo che sia giusto o sia giunto il momento di prendere in mano la situazione, non ci sono rivalse politiche che possano tenere. Il suo e il nostro ruolo istituzionale si deve far valere, l'adeguamento e l'ammodernamento di questa fondamentale arteria è così urgente da dover essere affrontato con la giusta e doverosa determinazione, non può essere perso un solo giorno. Dalle nostre determinazioni, Assessore Ladu e Presidente Pili, possono dipendere molte cose; dalla nostra volontà nel combattere l'inerzia, le lungaggini, tutti e tutti gli altri ostacoli da cui possono dipendere tutti questi mancati interventi che sin'ora - come dicevo - sono stati affrontati in maniera non certamente decisa e determinante. E` una lotta che tutto il Consiglio regionale nella sua interezza deve affrontare senza distinzione di ruoli, senza distinzione di appartenenze, ma deve farlo unitariamente, deve perseguire il tutto unitariamente. La nostra unità e la nostra determinazione che unita a quella dei nostri conterranei e dei nostri amministratori non attenuerà chiaramente il dolore delle famiglie che sono state e che vengono così quotidianamente colpite nel loro intimo, ma consentirà in un futuro quanto più vicino - mi auguro - di vedere una strada degna di tale nome. Non vi sono chiaramente strade sicure, molto dipende anche da noi, ma è importante avere in ogni caso quanto meno possibili concause che questi incidenti provocano. Alcuni accorgimenti ed alcuni strumenti consentirebbero una migliore percorribilità di una strada che di giorno è pericolosa e di notte diventa un incubo! Una serie di interventi o di suggerimenti in questa mozione vengono dati. Penso che superando le sterili contrapposizioni si possa benissimo arrivare a determinare in maniera unitaria.
Ecco che è importante quindi il problema della sicurezza stradale, dell'educazione stradale che in questo momento è zero. Nei giovani soprattutto va insegnata e diffusa la cultura della sicurezza, vanno incentivati tutti questi strumenti, restare fermi alle enunciazioni non ce lo possiamo più permettere.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Tunis Marco Fabrizio. Ne ha facoltà.
TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Signor Presidente e colleghi consiglieri, il mio intervento vuole essere quello di un consigliere che appartiene al Consiglio regionale e quindi preferisco che si possa - appunto - non indicare uno spartiacque riguardando il tema maggioranza - opposizione ma, come componente di questo Consiglio, sento il dovere di portare un contributo al problema stesso e un'analisi obiettiva della situazione, e possibilmente anche da Presidente della Commissione ai Lavori Pubblici. Come tale, la Commissione che mi onoro di rappresentare e di presiedere, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza e con i componenti abbiamo da tempo, almeno una volta ogni anno, chiamato l'Assessore ai Lavori Pubblici, i funzionari di questo Assessorato, nonché i responsabili del compartimento ANAS, di portarci notizie e ragguagli sullo stato dell'arte della rete viaria in Sardegna, sia la Carlo Felice, sia l'Iglesiente, sia la Sulcitana, sia naturalmente la Orientale e di tutte quelle che vengono chiamate anche "Bis" eccetera. Abbiamo avuto modo anche di fare dei sopralluoghi per quell'importante arteria che collega Sassari ad Olbia, ed abbiamo ritrovato degli equilibri in Aula. Ora vorrei ricordare che da un'indagine fatta dalla Commissione si è appurato che la Regione, per quanto riguarda la parte di pertinenza, ha fatto la sua opera burocratica nei tempi consentiti, l'Assessore pure ha tenuto una relazione che andava apprezzata per l'impegno e la costanza nel seguire questi lavori; l'ANAS, per dire la verità, ci ha riferito lo stato dei lavori sia della 131 e sia anche quelli dell'Iglesiente e delle altre arterie, ed abbiamo avuto modo di notare che probabilmente, al di là del fatto che la struttura burocratica fa il suo dovere, così pure l'Assessore proposto, la stessa ANAS sta facendo per intero il proprio dovere nel seguire questi lavori, però si trova in grande difficoltà nel momento in cui per quei finanziamenti e per quei tratti di strada della 131 ci si trova di fronte a valutazioni di impatto ambientale non ancora perseguiti e naturalmente anche a mancanza di fondi; cioè la verità è che probabilmente si ha necessità, per un completamento rapido di questa arteria, di dati sicuri, di risorse certe e di impegni più precisi nel portare avanti quelle procedure per accelerare l'esecuzione delle opere, perché probabilmente non è nel disattendere il problema che si è giunti a questo punto, ma occorre una maggiore attenzione da parte degli organi governativi perché questa arteria, che è troppo importante per la Sardegna, che è vitale e che è la spina dorsale di tutta l'ossatura viaria della Sardegna, dev'essere concluso nei tempi più rapidi possibili, perché a tutti è noto che i trasporti, che la rete viaria genera lo sviluppo conseguente se ha una rete sufficiente idonea appunto a creare quell'economia che tutti noi vogliamo.
Probabilmente occorre che ci sia un confronto più puntuale, più preciso tra l'amministrazione regionale e il Governo nazionale perché ci possano dare quello che a noi compete, senza che questi fondi vadano in fondi indistinti in cui sono collegate delle grandi opere nazionali per le quali poi non è possibile sapere quando questa nostra rete viaria potrà essere realizzata e in quali tempi.
Bisogna per forza incidere maggiormente, avere dati più certi, incidere anche su chi è preposto a fornire queste valutazioni, perché al di là dei solleciti anche delle amministrazioni comunali che si affacciano a questa importante arteria e che sollecitano l'esecuzione, ci si trova di fronte a questo tipo di iniziative incomplete.
Quindi con questo mio intervento voglio dire che abbiamo in Commissione, ed io personalmente formulo un giudizio positivo per l'impegno che mette l'ANAS al riguardo e gli stessi organi della Regione, ma probabilmente occorre maggiore attenzione e creare un afflato di rapporti tra quello regionale e quello governativo. Quindi, tutto ciò premesso, il pensare di creare una piattaforma, un'iniziativa, come dice la mozione, conclude: "creare un tavolo permanente che segua questi lavori e che sappia riferire tempestivamente al Consiglio regionale lo stato dell'arte" è una cosa fondamentale, e che possa valutare se le risorse vengono fornite tempestivamente e se i lavori si eseguono nella giusta misura.
Tutto ciò premesso, quindi, debbo far rilevare che la Commissione si rende compartecipe di questo sollecito, lo ha già fatto, ha sentito, probabilmente non è soltanto la rete principale, la 131, quella che determina queste insufficienze, io ho voluto citare anche le altre arterie che sono molto importanti e anche qui si deve provvedere a recuperare tempestivamente quelle risorse necessarie e fare in modo che anche in quel tavolo si possano fare delle valutazioni sicure e certe di quelle reti che abbiamo detto: la Sulcitana, la Iglesiente, l'Orientale sarda, e quella che viene considerata la "131 bis", nonché la Sassari-Olbia. Se ho dimenticato qualche altra strada, qualche altra arteria me ne dispiace, però abbiamo notato che bisogna prima risolvere il nodo centrale e poi certamente quello delle strade che si collegano ad essa e che possono costituire una base di rilancio della nostra economia e del nostro sviluppo.
Cosa possiamo fare di più? Io inviterei il nostro Presidente della Regione, che è molto amico del Presidente del Consiglio dei Ministri, l'onorevole Berlusconi, il quale ha degli insediamenti nella nostra Sardegna, di doverlo invitare a che anziché fare il solito tragitto in aereo, che sbarchi a Olbia e poi che possa esserci un'autovettura che possa trasportarlo nella sua residenza estiva e che incontra una strada dorata, oppure che prende l'elicottero e vede le bellezze dall'alto senza accorgersi delle, cosa posso dire, arterie che non sono all'altezza della situazione, io consiglierei che l'onorevole Pili possa dirgli: "Perché non scendi a Cagliari e ti fai accompagnare in autovettura di modo che puoi renderti conto di come sono ridotte le nostre strade e possa così anche tu contribuire a risolvere il problema dei sardi"? Però, questo tipo di viaggio non dà un'idea della situazione. Naturalmente facendogli fare un viaggio da Cagliari verso Olbia, ma anche un altro, che per esempio possa visitare l'Asinara o vada a Porto Torres, in modo da accorgersi qual è la sorte di questa strada nel tratto da Oristano verso Sassari stesso.
Quindi il mio non è un intervento polemico, è un invito molto cordiale a che ognuno di noi si renda conto di com'è la situazione e possa contribuire ad un avvenire più sicuro per i nostri figli che prenderanno queste strade.
PRESIDENTE. Grazie, per la conclusione onorevole Tunis. In tempo esatto, perfetto, quasi un treno!
E' iscritto a parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Non c'è. E' iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, non a caso ho chiesto di sapere chi era iscritto a parlare, perché volevo capire se l'assenza della maggioranza in aula significa anche assenza o quindi mancanza di volontà rispetto all'esigenza di confrontarsi su un problema così delicato. Un problema tanto delicato che qualora qualcuno avesse corta memoria, così come hanno dimostrato i colleghi della maggioranza, tenuto conto che gli unici iscritti a parlare sono il collega Tunis e il collega Cassano, che ci dirà tra l'altro, soprattutto per ricordarlo al presidente Pili, che ogni tanto richiama l'album di famiglia, cosa fece a suo tempo per la viabilità in Sardegna l'allora assessore Paolo Fadda, espressione dei Riformatori, non l'attuale Paolo Fadda Capogruppo, quello che tutti dimenticano e che pure ha grandi responsabilità; oppure cosa hanno fatto, ci dirà Cassano e se lo chiederà anche Pili, i colleghi che poi siedono al suo fianco nei banchi della Giunta: l'assessore Fois, che fu anch'esso Assessore illustre, che portò lustro anche alla viabilità in Sardegna e poi successivamente l'assessore Ladu.
Ecco, dicevo che meraviglia l'attenzione della maggioranza, di fatto nessuno si è iscritto a parlare su una situazione che dicevo delicata, e qualora qualcuno non l'avesse colta, basta sfogliare le prime pagine dei giornali di oggi, dei quotidiani, di tutti i quotidiani sardi che aprono con titoli che sono significativi: "Camion fa strage sulla 131, cambiavano la ruota, falciati", La Nuova Sardegna. L'Unione Sarda: "131 strage senza fine". Sono i titoli di apertura dei quotidiani di oggi, se poi continuiamo con gli altri, con il Corsivo, con l'Obiettivo, con Sardigna.com, seguono grossomodo con la stessa impostazione. Quindi questa è la situazione.
La risposta che abbiamo in aula è quella che ho poc'anzi richiamato, anzi che ha richiamato il Presidente del Consiglio indicandoci quali sono i colleghi della maggioranza che giustamente si vogliono confrontare su un tema così delicato qual è quello che è stato sollevato con la mozione che noi abbiamo presentato. Ma se non bastasse mi sembra giusto anche richiamare che il 2 giugno si è tenuta un'importante manifestazione alla quale hanno partecipato tanti sindaci e anche tanti colleghi della maggioranza che non trovo qui puntuali a riproporre le argomentazioni che pure in quella occasione anche loro hanno utilizzato. Se non bastasse, il 2 giugno, anniversario della Repubblica, voglio anche ricordare che la precedente manifestazione si era svolta il 28 aprile, cioè il giorno delle celebrazioni di Sa die de sa Sardinia. Ecco, queste erano le tappe che hanno scandito le vicende che riguardano la viabilità o perlomeno la viabilità più rilevante della nostra Isola. Cosa aspettiamo? La prossima strage o la prossima data commemorativa che, guarda caso, segue una strage così come è accaduto per il 2 giugno e così come accadde per il 28 aprile, per riproporre fuori di quest'Aula una serie di argomentazioni o un tentativo in qualche modo di lavarsi la coscienza, che invece dovrebbe, così come dovrebbe portare i colleghi della maggioranza ad assumere qui in aula un impegno preciso in relazione alle dichiarazioni che pure in quelle occasioni anche loro hanno a più riprese esposto nelle manifestazioni o negli incontri con i cittadini.
Noi comunque proponiamo un problema che riguarda tutta la viabilità, riguarda la 131, riguarda la 131 bis, riguarda la 130, riguarda le altre strade, riguarda tutta la viabilità. Vi è un problema di sicurezza che riguarda tutta la viabilità in Sardegna. Quindi, al li là delle chiacchiere importanti che senz'altro sta sostenendo l'assessore Ladu con l'assessore La Spisa, con il quale magari sta discutendo della prossima mozione che riguarderà la chimica, io vorrei chiedere all'assessore Ladu se è consapevole, perché dalle dichiarazioni che appaiono sulla stampa, dove dice che è sempre pronto a risolvere i problemi, compreso quello per esempio della 131 bis, se è consapevole di quello che accade e se si rende conto che il problema della viabilità in Sardegna è un problema di sicurezza, quindi di interventi globali, quindi di una strategia che da questo punto di vista dev'essere elaborata e che manca all'Assessore, manca a questa Giunta, manca a questa maggioranza. Non è un problema di interventi tampone, oppure non è un problema di palliativi, caro Assessore Ladu, come purtroppo la strage di ieri dimostra. Cioè, il problema della 131, assessore Ladu, non è solo il problema dello spartitraffico; è il problema che abbiamo in tutta la viabilità della Sardegna, che abbiamo una viabilità inadeguata e che manca un progetto. Non a caso, caro assessore Ladu e cari colleghi della maggioranza e della Giunta, non a caso la Regione, nonostante il trasferimento delle competenze da parte dello Stato, non ha ad oggi un progetto di riordino della viabilità statale, tant'è che l'Assessore non sa in quali strade può intervenire direttamente e per quali altre strade, per quale altra parte della viabilità deve poi stringere in un confronto serrato il Governo nazionale. D'altronde, se ci fosse necessità di dimostrare quanto sto affermando, caro assessore Ladu e caro Presidente della Giunta, io se c'è necessità mi rifaccio alle parole utilizzate dal Presidente della Commissione, il quale, badate, ha detto: "Dopo un'accurata indagine abbiamo constatato" - parole testuali - "che la Regione ha fatto la sua opera burocratica". Ecco, "la Regione ha fatto la sua opera burocratica", e ha aggiunto: "Pure l'Assessore ha fatto la sua opera burocratica".
Ebbene, Assessore e Presidente, i titoli dei giornali che ho poc'anzi richiamato dicono che non basta l'opera burocratica, tant'è che a ogni occasione l'Assessore Ladu - come giustamente ripropone il Corsivo in un suo articolo - guarda caso si ricorda di una sollecitazione che deve inviare al ministro Lunardi o di un futuro incontro che deve realizzare con il ministro Lunardi per discutere e decidere come affrontare e risolvere i problemi della sicurezza per la viabilità nella nostra Isola, dimenticando, tra l'altro, e quindi non ponendo i problemi anche da questo punto di vista non in termini burocratici, come giustamente richiamava il collega Tunis, che c'è una norma che, per esempio, non consentirà all'assessore Ladu di avere la deroga per lo spartitraffico nella Strada Statale 131 bis.
Allora, non ci sono palliativi, Assessore, ci dica qual è il suo progetto. Qual è la visione che questa Giunta ha per dare sicurezza alla viabilità in Sardegna e per fare delle infrastrutture e della viabilità il supporto necessario per creare quella piattaforma logistica che ancora aspettiamo, che il Presidente della Giunta ha tanto enfatizzato e che ancora aspettiamo di sapere come poi la realizzerà con le strade di cui dispone e con le inadempienze che si sono ripetute nell'ambito della nostra Isola, con gli Assessori che prima e oggi fanno parte della sua Giunta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, nel discutere la mozione numero 103, indubbiamente, come facevano rimarcare, è un argomento molto importante che riguarda il problema dei trasporti in generale in Sardegna. Indubbiamente il problema dei trasporti non vede solamente la SS 131, di cui giustamente oggi stiamo discutendo, ma vede anche il problema dei nodi ferroviari, in modo particolare i collegamenti fra il nord e il sud dell'Isola e quindi la SS 131 in questo momento risulta l'unica percorribile e l'unica via di trasporto non solo delle persone ma anche delle merci.
Allora, quando si parla di 131 non si può prescindere dal problema legato soprattutto alla tratta ferroviaria che inspiegabilmente per anni è rimasta ferma, soprattutto quella Sassari-Cagliari, e non si comprende il perché, soprattutto quando a suo tempo, qualche anno fa, anzi diversi anni fa quando si era già iniziato con l'elettrificazione ad acquistare anche diversi locomotori che mi risultano essere fermi in un deposito qui a Cagliari e mai utilizzati. Quindi, veramente bisognerebbe capire come mai anche nel settore delle ferrovie questo problema non sia mai stato risolto e si sia arrivati ad oggi a dover accentrare esclusivamente tutto il nodo dei trasporti sul trasporto per gomma e quindi a interessare la 131.
Io credo che sulle problematiche, sulla pericolosità della 131 non ci sia nessuno che possa dissentire, però, è anche vero che, visto che questa è un'Assemblea legislativa, la massima istituzione della Regione, alcune verità debbano essere anche dette. Il problema cronico della 131 non è di questa legislatura, non è del presidente Pili o del presidente Floris o dell'assessore Ladu che ha iniziato con la delega ai Lavori Pubblici da questa legislatura; io credo che debba andare a trovarsi negli anni precedenti, ed allora se c'è questa alternanza fra chi oggi è in maggioranza e chi ieri era all'opposizione, indubbiamente responsabilità politiche ma anche amministrative sicuramente ce ne sono state nell'intero Consiglio regionale, ma in modo particolare su chi, come oggi è opposizione, vuol far ricadere su chi invece in questi due o tre anni, in questi ultimi quattro anni, sta governando la Regione. Allora se di fronte a delle carenze croniche, a delle assenze complete anche per quanto riguarda la 131 io oggi qualcosa vedo; cantieri sulla "131" se ne stanno aprendo, vedo oggi - cosa che mi fa enormemente piacere - pubblicata su alcuni quotidiani locali l'avvio della procedura di appalto e quindi anche quell'esproprio dei terreni per quanto riguarda il raddoppio della tratta ferroviaria Cagliari - Golfo Aranci. Allora non può rimanere così inosservato, ci sono alcune pagine sui giornali dell'avvio di quelle procedure, pubblicati oggi e quello è un fatto reale, non è un fatto che dovrà venire, quindi, sicuramente quello è un risultato che è anche grazie a questo Governo regionale.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE(Segue PIANA.) Il problema poi sui lavori della 131. Io credo che bisogna anche invertire una cosa che soprattutto al nord noi abbiamo sempre avuto modo di dire, io credo e questo è un appello che rivolgo al Presidente Pili ma in modo particolare all'Assessore Ladu e alla Giunta regionale, perché i lavori di ammodernamento della 131 non partano sempre da Cagliari per arrivare ad Oristano e poi fermarsi o rallentare da Oristano verso Sassari, ma ci sia un'invertenza e una modifica nell'avvio dei lavori che partano da Sassari verso Oristano, perché veramente la pericolosità che quel tratto di strada in questo momento ha, è superiore sicuramente anche ad alcuni dossi o alcuni livelli che nella parte del cagliaritano esistevano.
Allora, io dico che sicuramente qualche problema c'è sull'apertura dei cantieri e su qualche problema di alcune imprese. Ed allora quando nella mozione si dice: "Avviamo una Commissione d'inchiesta", io credo che su questo possiamo essere perfettamente d'accordo, anzi io dichiaro che voterò a favore della Commissione d'inchiesta ad una condizione però, che la Commissione d'inchiesta parta per gli ultimi 10 anni, 12 anni di governo di questa Regione, così faremo finalmente chiarezza su chi ha responsabilità, su chi non ha avuto o ha potuto richiedere finanziamenti al Governo nazionale, su quello che si sta realmente facendo e su quello che veramente invece questa Giunta regionale e questa maggioranza sta facendo. Quindi, veramente su tutte le cose tecniche io credo che sia condivisibile, credo che veramente la Commissione d'inchiesta possa essere accolta, ma accolta alla condizione che si faccia a ritroso di dieci anni e, poi, lancio proprio questo appello all'assessore Ladu e al Presidente Pili, che è anche qui in Aula, perché veramente i prossimi lavori vengano appaltati da Sassari verso Cagliari e non da Oristano verso Sassari.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Presidente, io ho ascoltato con attenzione l'illustrazione della mozione fatta dal relatore, la condivido, una mozione ricca di informazioni, di riferimenti puntuali, di dati, e questa puntualità e questa ricchezza mi esime da un approfondimento di merito e dall'argomentare per esempio su alcune questioni circa la disparità per esempio di interventi che ormai da lunghi anni differenzia il nord e il sud della Sardegna, non soltanto per quanto riguarda le questioni di viabilità stradale ma anche per esempio per quanto riguarda le questioni a cui si riferiva poc'anzi l'onorevole Piana e cioè della viabilità ferrata. A me non risulta davvero che vi sia la possibilità oggi concreta o vi sia un appalto in Sardegna che riguarda la tratta Cagliari - Golfo Aranci, è più modestamente il raddoppio della tratta Cagliari - Decimo prevista peraltro dall'intesa, da un finanziamento che proviene dall'intesa istituzionale del 1999 e messo in cantiere in questi anni: 1999, stiamo parlando di un'intesa istituzionale Palomba - D'Alema, da un finanziamento che proviene dall'allora Ministro dei trasporti nazionale e che con un certo ritardo si sta attuando oggi, ma non è questo il tema della mia riflessione. Invece vorrei cogliere questa occasione per avanzare - come dire - all'attenzione del Consiglio una riflessione di carattere politico più generale. Io penso che si stia affermando sempre di più, soprattutto nell'azione politica di questa maggioranza, sia regionale che nazionale, un nuovo modo di fare politica e un'idea che ciò che conta non è quello che si fa, ciò che conta non è quello che è, ma ciò che conta è quello che appare o meglio ciò che conta è ciò che si riesce a far apparire. La sfida, quindi, non diventa più tanto sul fare, sul realizzare concretamente le cose nell'interesse di tutti; la sfida è su ciò che si può far apparire meglio a mio vantaggio, e naturalmente - come dire - per far apparire meglio le cose che io immagino e voglio che gli altri immaginino, ciò che importa è in qualche modo influenzare i mezzi di comunicazione. Quindi, insomma, attraverso questo meccanismo stiamo assistendo, anche nel dibattito sulla politica regionale, ad una sorta di sovrapposizione tra ciò che realmente si fa e ciò che invece appare e vi è come dire un gioco di specchi che alla fine fa perdere anche a noi operatori, specialisti della politica regionale un po' una visione della realtà.
Insomma, questa realtà viene sostanzialmente sostituita dalle promesse, da una realtà che chiamiamo realtà virtuale. Il tema naturalmente non è nuovo, non è tema di oggi questo, è un tema del secolo scorso ma che oggi davvero sta diventando vitale per la stessa sopravvivenza della democrazia in Italia, la questione ultima de "Il Corriere della Sera" mi pare che sia solo l'ultimo e preoccupante episodio di ciò che io vi sto portando all'attenzione come riflessione. Allora, è chiaro che il promettere e il non mantenere non diventa più un fatto d'onore, ma diventa un sistema per acquisire e per conquistare consenso, almeno così sino ad oggi, da qualche tempo, si sta facendo con un atteggiamento quasi scientifico.
Io non voglio dire evidentemente che la responsabilità del non fatto in Sardegna, soprattutto per esempio per quanto riguarda le questioni della viabilità, siano addebitabili a questa o a quella maggioranza in maniera particolare, perché io credo che il deficit infrastrutturale sardo sia un deficit, prima che politico, storico, dovuto al suo storico isolamento che ha prodotto da un lato certo la conservazione, anche quella che oggi è diventata il bene fondamentale di quest'Isola, la conservazione ambientale è frutto dell'isolamento, non è certo frutto dell'operosità dei sardi, ma piuttosto il contrario. Però, evidentemente questo isolamento sta producendo ormai un gap infrastrutturale ed economico che sta diventando insopportabile.
Io credo che naturalmente il dato storico, il dato oggettivo non assolve, dalle responsabilità, la classe politica isolana. Se dovessimo misurare il consenso per esempio sulla "131" della classe politica isolana, attraverso un sondaggio ragionato con i cittadini, guardate davvero non si salverebbe nessuno. Né tanto meno io credo si salverebbe il Presidente-Commissario Pili perché, a differenza di altri predecessori, lui è andato in giro già dal momento della sua investitura a candidato Presidente della Regione, è andato in giro per la Sardegna mettendo il dito accusatorio proprio nei punti cruciali di maggior debolezza infrastrutturale in Sardegna, è andato sulla "131" a denunciare lo stato di grande insicurezza, di sfascio della "131", è andato sulla diga del Tirso, è andato sugli aeroporti, poi naturalmente c'è riandato fortunatamente per lui qualche anno dopo per esempio all'aeroporto di Fertilia ad inaugurare un aeroporto, un'opera sicuramente non frutto né dell'interessamento e né dell'operosità di questa maggioranza, è una fortuna che ha avuto, prima ci è andato col megafono e con due telecamere a denunciare lo stato di disagio di quell'aeroporto, poi non ha fatto niente e miracolosamente si è trovato a tagliare un nastro di un'opera che non era sua. Ma invece sulla 131 non può andare a tagliare nastri perché di opere se ne stanno facendo poche e sono quelle in trascinamento dovute a quegli anni, alla fine degli anni Novanta, soprattutto opere finanziate peraltro sull'onda della grande rivolta dei sindaci della fine degli anni Novanta, del cosiddetto Comitato dei sindaci della 131, che oggi si è rimesso in corsa perché si è reso conto che questa classe politica non è in grado di garantire un rapporto forte con un Governo che, sarà pure amico, ma mi pare che ad oggi davvero - come qualcuno ha più volte rimarcato - non ha ancora scucito neanche una lira. Neanche una lira delle opere che noi vediamo sulla 131 e non solo sulla 131, ma anche sui programmi che sono stati fatti ultimamente anche dallo stesso assessore Ladu, non una lira proviene da questo Governo, tutte le lire provengono dai fondi CIPE sulle aree depresse del 1999/2000 e 2001, l'unica cosa che è arrivata anche qua e mi ricollego quindi insomma alla riflessione che facevo all'inizio, l'unica cosa che è arrivata è - come dire - una grande "grandola" di promesse e di cifre messe lì sulla legge-obiettivo ma che ad oggi di queste cifre non ne abbiamo visto neanche una lira, ed anche le opere che si stanno - come dire - per mandare in appalto sulla 131, onorevole Piana, non sono farina del Governo del centrodestra, sono ancora risorse che provengono dalle precedenti programmazioni programmate da parte dell'ANAS e così via.
Allora, io credo davvero che invece il danno prodotto da questa impostazione politica che ha avuto un'accelerazione fortissima da parte del protagonismo del Presidente Pili abbia semplicemente fatto grandi danni, fondamentalmente, in Sardegna soprattutto abbia minato quella residua fiducia che i cittadini sardi nutrivano per la classe politica isolana. Guardate, io stamattina, venendo da Sassari ho trovato l'ennesimo incidente in località Abbasanta, sono rimasto scioccato da quell'incidente stamattina anche perché leggendo i giornali, sentendo le notizie di ieri sera, vi era stato un incidente drammatico e mortale sempre sulla 131, c'è come dire quasi un segnale ripetuto a questa classe politica a causa di questi drammatici episodi, ma mi pare che l'attenzione e la partecipazione soprattutto della maggioranza di centrodestra a questo dibattito sia ancora un'attenzione assolutamente flebile, sia ancora un ascolto praticamente sordo, sia cioè, insomma, un segnale che davvero i sardi e tutte le persone che drammaticamente ci hanno lasciato la vita davvero non meritano.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cassano, che non è in Aula. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Presidente, stiamo occupandoci di un problema drammatico, fondamentale, uno dei problemi più gravi, uno dei tanti ma uno dei problemi più gravi della Sardegna, quello della mobilità, dei trasporti, della rete stradale con particolare riferimento ovviamente alla 131 che è il nodo principale. Problema grave e merito a chi lo ha sollevato, non per così, per fare chiasso, non per effetti mediatici ma in base ed a seguito di uno studio approfondito, di una ricerca di dati, di elementi, di argomentazioni, cioè è un lavoro importante quello svolto dal collega Masia al quale va dato merito della serietà che ha mostrato anche in questa circostanza e qui purtroppo i paragoni sono inevitabili, da una parte c'è chi lavora seriamente in Commissione, chi studia, chi approfondisce, chi cerca di suggerire delle soluzioni e chi pone all'ordine del giorno i problemi, chi sta in Aula attentamente partecipa, segue i lavori, si fa coinvolgere e chi invece è in questo clima di totale assenza, totale assenteismo ed anche - devo dire - di grande, per usare una parola che non dovrebbe essere usata in quest'Aula, ma non se ne trova un'altra, di "grande menefreghismo", di incoscienza da un certo punto di vista. Ci sono stati dei momenti in cui in quei banchi c'erano quattro persone, questo è grave, è grave perché poi quasi tutti siamo coinvolti in questo problema che ci riguarda come consiglieri regionali della Sardegna ma che ci riguarda tutti anche come cittadini; ed allora io mi domando questa maggioranza che ancora una volta continua a mostrare scollamento, fibrillazioni, risse e tante altre cose, dove vuole andare? Dove vuole arrivare? Vuol trascinare la Sardegna in questo ultimo anno che rimane in questa inerzia, in questo abbandono, in questi comportamenti - devo dire - di incoscienza, perché di questo stiamo parlando. Il Presidente naturalmente se n'è andato perché probabilmente...
(Interruzioni)
No, va bene, allora però dovrebbe star seduto lì ad ascoltare perché addirittura dà l'impressione di non esserci. Va bene c'è e ne prendiamo atto, speriamo che qualche cosa l'abbia ascoltata, non quello che sto dicendo io, ma quello che hanno detto dei colleghi forse più preparati di me in questo specifico settore, perché purtroppo, Presidente Pili - non è per ripetere il solito ritornello - gli slogans, i proclami mediatici possono anche essere belle cose dal suo punto di vista, però non bastano. Qui c'è un'isola che si ribella! Qui c'è la violazione di diritti fondamentali. Io ricordo così, senza pretendere di scoprire l'acqua calda, che si viola il diritto di mobilità, è un diritto costituzionale! Questo naturalmente vale anche per tutti gli altri trasporti compresi quelli per la penisola ed abbiamo visto in questi giorni cos'è capitato con gli aerei, ma è meglio non parlarne; ma dico, il diritto alla mobilità è garantito dall'articolo 16 della Costituzione, ce ne vogliamo rendere conto che ogni cittadino ha il diritto di spostarsi da una parte all'altra del territorio nazionale, e quindi a maggior ragione del territorio regionale, senza limitazioni di sorta e in condizioni di sicurezza perché poi entra in gioco l'altro diritto fondamentale che è il diritto alla salute, l'articolo 32 della Costituzione. Li vogliamo tener presenti questi principi e questi diritti e il Governo, "il cosiddetto Governo amico", il grande Ministro Lunardi che pensa soprattutto ai fatti suoi e delle sue aziende, lo vogliamo mettere un pochino davanti alle sue responsabilità e non accontentarci di quei due o tre viaggi che ogni tanto fa qui in Sardegna, così tra una vacanza e l'altra, magari in una delle tante ville del Presidente, così per fare la passerella, eccetera. Lo vogliamo mettere alle strette sì o no, o vogliamo continuare con questo atteggiamento di soggezione, di inerzia e di vassallaggio? Credo che questa sia una parola vergognosa, ma una parola purtroppo realistica, questo è il punto! Altrimenti che cosa volete dire ai cittadini, che cosa volete dire a chi deve utilizzare questa rete soprattutto per ragioni di lavoro, ma anche nell'esercizio del diritto alla mobilità? Oppure vogliamo continuare in questa maniera? Questa purtroppo è la politica degli slogan, è la politica delle cicale; purtroppo non basta la politica delle formiche che molti esponenti dell'opposizione stanno seriamente facendo da quattro anni a questa parte, ma che a voi spesso e volentieri vi lascia del tutto indifferenti. Io pongo ancora una volta insieme ai colleghi questo problema e chiedo se si deve andare avanti così per un altro anno oppure se qualcuno da quella parte può sforzarsi per fare qualche cosa di buono.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, colleghi, io non so quali considerazioni farebbe il La Marmora se potesse attualizzare il suo "Voyage en Sardaigne" e ripercorresse la "Turris Libisonis Karalis". Ritengo che farebbe una verifica dell'adeguatezza infrastrutturale, così come l'accolse nel 1800, una inadeguatezza infrastrutturale della nostra Isola. Una inadeguatezza grande della nostra rete viaria.
Su sollecitazione del centrosinistra con la mozione numero 103 noi abbiamo richiamato l'attenzione dell'Aula su un problema che è di attualissima drammaticità: il problema della viabilità, della "131", ma non solo, anche del problema grave che noi abbiamo della sicurezza delle nostre strade.
Io credo che la "131" possa plasticamente rappresentare il fallimento dell'esperienza di centrodestra di questa Regione. E` una strada, purtroppo lo sappiamo, che è disseminata di croci e il collega Morittu ha richiamato un incidente che lui ha visto stamattina; io sono arrivato un po' prima di lui e rischiavo di trovarmi coinvolto nell'incidente di cui ha parlato, e fortunatamente oggi non dobbiamo registrare ulteriori vittime.
Ebbene, abbiamo assistito in tutto questo periodo agli annunci, come ricordava il collega Morittu, fatti dal Presidente che avrebbe aperto cantieri, che avrebbe fatto lavorare giorno e notte, che avrebbe portato a compimento quella che lui riteneva una grande vergogna per la nostra Isola. Io credo che la vergogna oggi sia diventata ancora maggiore rispetto a quella che ha trovato, perché non c'è stata nessuna capacità di rivendicare con forza da parte di questo Governo, di rivendicare con forza quelli che sono i diritti di questa terra.
L'azione di vassallaggio a cui vi siete sottoposti ci ha condotto veramente a far sì che fidandovi voi del "Presidente amico" e del "Governo amico" non abbiate avuto l'ardire di dire una parola per rivendicare ciò che sono i diritti dei sardi. Ebbene, vi è stato ricordato con dovizia di particolari, niente di nuovo da parte vostra è stato portato nelle casse della Regione, ma avete rallentato anche la spesa di ciò che sono state le riserve che erano state messe da parte dal governo precedente e dalle giunte che vi hanno preceduto.
Non abbiamo visto cantieri aperti di notte, le imprese spesse volte, quelle che prendono i lavori in subappalto, che sono imprese sarde, spesse volte non vengono pagate.
Io, assessore Ladu, anche se lei è dimissionario credo che sotto questo profilo qualche cosa possa farla, cioè farsi carico di sollecitare i pagamenti delle imprese sarde che patiscono anch'esse in virtù dei lavori che stanno facendo sulla "131", addirittura mi dicono che qualcuna sia fallita per i ritardi che sono stati accumulati nel pagamento di quelli che erano lavori fatti. E dobbiamo anche al senso di responsabilità di qualche impresa il fatto che non abbiamo bloccato i tratti completati in attesa che venisse dato loro il dovuto; però, anche questo mi pare che sia un qualche cosa sulla quale questo governo avrebbe potuto agire e non ha agito.
Io ritengo che debbano essere dette delle parole chiare da parte di questo governo e poi c'è il dispositivo di questa mozione che in maniera puntuale e precisa avanza certe proposte alle quali tra un momento mi ricollegherò.
Però, assessore Ladu, un giornale stamattina parlava della guerra dei Ladu! Cioè parlava del fatto che lei ha garantito che il Ministro Lunardi e il governo ci avrebbero dato la delega per l'inserimento dello spartitraffico sulla "131" di Cn e l'onorevole Ladu ieri ha fatto delle affermazioni che dicono che non possono essere concesse assolutamente deroghe. L'incidente disastroso che c'è stato...
(Interruzione)
PIRISI (D.S.). Va beh! Le sto riportando una notizia comparsa stamattina, onorevole Ladu.
In tutti i casi io ricordo che siamo stati assieme anche a manifestazioni precedenti su quel tratto di strada, dove anche lì ci sono tantissimi morti e lei - a nome del governo regionale - assunse l'impegno di sollecitare il governo nazionale e l'ANAS affinché in tempi rapidi dessero delle risposte. Allo stato attuale ci sono nuove croci su quella strada. Per carità di Dio non voglio assolutamente addossare responsabilità di questa natura all'Assessore in carica, però, ritengo che anche qui ci sia stata una gravissima inerzia, che anche sotto questo profilo veramente non è stata fatta nessuna azione eclatante per fare in modo che anche questo problema venisse sollevato nei modi e nelle forme giuste. Probabilmente, assessore Ladu, non lo dico a lei in modo particolare, sarebbe stata forse questa, diciamo così ogni volta che passa il momento contingente, che vengono seppelliti i morti e che i giornali non danno spazio alle notizie, non mi pare che poi ci sia questo accaloramento da parte vostra.
Quindi, io ritengo assolutamente che sia necessario, assessore Ladu, che su questo problema vengano dette delle parole chiare, cioè che ci si dica con chiarezza se lo spartitraffico può essere messo in opera oppure se la larghezza della carreggiata stradale sia un vincolo assolutamente insormontabile.
Non possiamo continuare con balletti di questa natura che stanno determinando ulteriori vittime.
Per quanto attiene l'arteria della quale abbiamo parlato, l'onorevole Piana è intervenuto dicendo: "Noi siamo d'accordo affinché venga istituita una Commissione d'inchiesta, però che si guardi agli ultimi dieci anni perché noi responsabilità non ne abbiamo".
Io voglio ricordare qui, sempre a voce molto bassa, che la titolarità dei lavori pubblici nella passata legislatura era in mano a degli amici dell'onorevole Fantola che oggi siede su questi banchi della maggioranza e che nessuna parola oggi è stata detta. L'onorevole Cassano doveva intervenire, non c'era, spero che ci dica qualche parola di chiarimento.
La responsabilità è stata in mano perché le forze politiche poi possono fare salti da una parte all'altra, però la titolarità era negli uomini che oggi siedono nei banchi di governo da quest'altra parte; prima c'era l'onorevole Fadda e poi c'era l'onorevole Pietrino Fois come Assessore dei lavori pubblici. Quindi, non abbiamo difficoltà a dire che la ricerca e l'indagine debba essere fatta per gli ultimi dieci anni, in tutti i casi le maggiori responsabilità stanno in capo comunque agli uomini che ieri ed oggi facevano parte del governo e che sono sempre lì, inamovibili, ad occupare le poltrone, a qualunque stagione noi andiamo incontro.
E sinceramente l'onorevole Piana che diceva: "Cerchiamo di partire da Sassari anziché da Oristano", il problema vero è che qui voi non state partendo da nessuna parte, perché siete sempre lì bloccati ed inamovibili e non state mandando avanti quello che dovrebbe essere invece un lavoro da portare avanti con grandissima sollecitudine.
Io spero e mi auguro che le responsabilità comunque che voi avete oggi vi portino in tempi rapidi a dare delle risposte chiare, altrimenti sotto questo profilo ci sarà da parte nostra una sollecitazione continua perché è intollerabile che le strade della nostra Isola possano essere ancora costellate di croci, così come sta accadendo in modo drammatico ogni giorno.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cassano, per l'ultimo intervento della mattinata. Ne ha facoltà.
CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Grazie Presidente, chiedo scusa, ero in Aula ma ero ad adempiere anche al dovere della mia carica di Questore, quindi chiedo scusa all'Aula per questo ritardo anche perché sono sempre puntualissimo e, quindi, non ometto mai di venir meno ai miei impegni istituzionali.
Signor Presidente e cari colleghi e colleghe, da decenni assistiamo senza peraltro dare compiuta soluzione a questo importante, ma estenuante pericolo rappresentato appunto dal tratto viario 131, meglio conosciuto come la Carlo Felice. Ebbene è un susseguirsi di croci, di giovani e meno giovani, di coloro che eventualmente attraversano quotidianamente questa arteria, va ricordato, qualcuno lo ricordava poc'anzi, quelle vittime di operai a Porto Torres. Non ultimo l'incidente appunto di ieri che ha coinvolto dei passeggeri che davano soccorso l'uno all'altro. Ebbene, quindi, il problema non nasce oggi, è un problema - come qualcuno diceva - che viene da lontano.
Quindi, responsabilità di questa Giunta io credo che alla fine tutto sommato molto probabilmente sono da attribuirsi alle giunte, ai governi, se è il caso di ricordare, che hanno preceduto l'attuale governo nazionale. Allora l'onorevole Ortu che non vedo in Aula, ecco che senso ha oggi accusare questo o quell'altro assessore, questa o quell'altra giunta regionale? Io non ho alcun interesse e quindi non sono qui per difendere nessuno, probabilmente anzi ricordavo, mi pare di ricordare che l'allora assessore pattista che nonostante il nostro leader andò all'opposizione, lui rimase in Giunta, quindi lo avete tenuto voi in maggioranza e credo che appartenga più a voi che al Gruppo dei Riformatori sardi oggi in Consiglio regionale.
Io chiedevo e chiederei, proporrei addirittura alla stessa opposizione che vada a leggersi gli atti della Giunta regionale che risalgono perfino al 1972, fatti propri successivamente nel 1988/1990, quando addirittura venne approvato il programma per l'esecuzione dei lavori di ammodernamento della SS 131. Eravamo nel 1990, sono passati dieci anni, forse undici, siamo nel 2003, ebbene, il governo Berlusconi è in carica da due anni, quindi non c'era quel governo, c'era il governo di centrosinistra e cosa ha fatto per evitare tutte queste vittime? Cosa ha fatto per ammodernare le nostre strade e quindi soprattutto la "131"? Quindi, credo che se una responsabilità va data, va data al governo di centrosinistra, va dato alle sinistre, va dato soprattutto a chi anziché governare e risolvere i problemi dell'Isola ha pensato a risolvere altri problemi che non erano di pertinenza della "131". Quindi, che dire al Presidente Pili e che dire all'Assessore...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia. Per cortesia lasciamo concludere. Prego onorevole Cassano.
CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Per dire quindi all'assessore Ladu, io lo dico pubblicamente, lo sottoscrivo e ne sono buon testimone, così come al Presidente Pili, che ringrazio pubblicamente per avere risolto e per essersi occupati realmente dei problemi della "1312, adesso vi spiego anche perché lo sto dicendo, anzi colgo l'occasione per sollecitare, e mi dispiace quando ho appreso dalla stampa che l'Assessore Ladu si era dimesso, ho detto se c'è una cosa che veramente mi dispiace è questa, di non aver potuto compiere, concretizzare eventualmente il nostro sogno che era quello di avvicinare realmente il territorio della mia zona alla città di Sassari, anziché allontanarlo di quattro chilometri come ha fatto e come stavano facendo i responsabili attuali del governo di centrosinistra.
Ringrazio pubblicamente per questa sua sensibilità e quindi do atto pubblicamente in quest'Aula di questo suo autorevole interessamento, anzi colgo l'occasione perché ancora è in carica, ed io le rinnovo la mia personale fiducia, che quanto prima dia corso - cosa che hanno già fatto - dal momento che il 25 di marzo del 2003 l'ANAS ha pubblicato questo intervento che riguarda tutto il nord Sardegna, cioè chilometro 146 e 800, chilometro 203 e 482 che riguarda proprio quel territorio per ottenere il parere del Via. Poiché i termini sono scaduti io chiedo e sollecito la Giunta regionale e il Presidente Pili perché si attivi, quindi quanto prima si possa eventualmente mandare in appalto questo intervento.
Ma trovo alquanto singolare, per non dire vergognoso, che taluni consiglieri regionali che siedono in quei banchi, che appartengono perfino alla Provincia di Sassari, mentre stamattina, oggi chiederanno e solleciteranno, accuseranno l'Assessore e il Presidente Pili di scarsa attenzione sulla "131", sia l'anno scorso - finanziaria 2002 - sia quest'anno - finanziaria 2003 - hanno presentato emendamenti soppressivi per dare le risorse necessarie a completare le progettazioni relative al nostro territorio.
Allora, com'è possibile chiedere oggi, accusare gli altri quando voi avete causato questi ritardi, siete causa di queste nostre - anzi - di queste vostre inadempienze! Ebbene, signor Presidente, le chiedo e le rinnovo questo invito, perché finalmente i lavori non si concludano a Sant'Anna vicino ad Oristano, ma possano continuare e possano portarci per collegarci in maniera diversa per l'aeroporto di Alghero, per lo stesso porto di Porto Torres, per la stessa città di Sassari e per completare - perché no - "il vincolo" di viale Italia.
PRESIDENTE. Con l'intervento dell'onorevole Cassano si concludono i lavori della mattinata. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30 con l'intervento dell'onorevole Sanna Gian Valerio e a seguire l'altro intervento, onorevole Cogodi. Il primo intervento della serie dei Capigruppo è l'intervento dell'onorevole Cogodi, a seguire a quello dell'onorevole Gian Valerio Sanna.
La seduta è tolta alle ore 13 e 31.
Versione per la stampa