Seduta n.456 del 16/03/2004
CDLVI Seduta
Martedì 16 Marzo 2004
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 17 e 12.
MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 19 Febbraio 2004 (450), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Capelli, Claudia Lombardo, Mariella Pilo e Nicola Rassu hanno chiesto congedo per la seduta del 16 marzo 2004. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio '77, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta Regionale nelle sedute delle 30 dicembre 2003, 13, 23 e 28 gennaio 2004.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
GIAGU sulla necessità di richiesta dello stato di crisi per lo scalo marittimo di Porto Torres a seguito del gravissimo incendio sviluppatosi nella nave gasiera Panam Serena. (733)
(Risposta scritta in data 5 marzo 2004.)
SANNA Salvatore - FALCONI - PIRISI sul riconoscimento e la valorizzazione della laurea in scienze ambientali. (738)
(Risposta scritta in data 11 marzo 2004.)
FRAU sui corsi formativi di riqualificazione per ausiliari presso la ASL n. 1 di Sassari. (751)
(Risposta scritta in data 11 marzo 2004.)
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
Continuità territoriale per le merci. (531)
(Pervenuto il 4 marzo 2004 ed assegnato alla quarta Commissione.)
Sistema regionale integrato di servizi sociali e sociosanitari. (534)
(Pervenuto il 10 marzo 2004 ed assegnato alla settima Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
dai consiglieri Pinna - Spissu - Morittu - Pirisi - Demuru - Orru' - Pacifico - Pusceddu - Sanna Salvatore:
"Disposizioni per la tutela, il recupero e la valorizzazione del patrimonio architettonico realizzato con manufatti e tecniche costruttive in terra cruda e per la promozione di nuove produzioni edilizie bioecologiche. (530)
(Pervenuta il 4 marzo 2004 ed assegnata alla quarta Commissione.)
dai consiglieri SELIS - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI:
"Interventi regionali per il cinema". (532)
(Pervenuta il 5 marzo 2004 ed assegnata alla ottava Commissione.)
dai consiglieri FLORIS - PIRASTU - DEIANA - TUNIS - BUSINCO:
"Norme in materia di continuità assistenziale". (533)
(Pervenuta l'8 marzo 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)
PRESIDENTE. Comunico che in data 8 marzo 2004 è pervenuta a questa Presidenza una petizione presentata da Maria Cristina Angius e più contro la costruzione della diga del Monte Perdosu a Villasalto (8/XII).
Ricordo che a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la Quarta Commissione.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
MASIA, Segretario:
Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sull'emergenza randagismo e sui canili abusivi nel Comune di Sassari. (764)
Interrogazione MARROCU - CALLEDDA - SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sul mancato insediamento del consiglio dei delegati del Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis. (765)
Interrogazione BIANCU - SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di garantire l'assegnazione dell'edificio di proprietà della Regione sarda sito in Oristano, in via Carducci, per il funzionamento dell'Istituto Alberghiero per il Turismo. (766)
Interrogazione MORITTU - DEMURU - SANNA Alberto - CUGINI - LAI - SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sui programmi di utilizzazione dell'azienda agricola regionale "Surigheddu e Mamuntanas" sita in agro di Alghero. (767)
Interrogazione PINNA, con richiesta di risposta scritta, sulla esclusione delle PMI industriali della Sardegna dall'accesso all'utilizzo di energia interrompibile di importazione a tariffe agevolate. (768)
Interrogazione OPPI, con richiesta di risposta scritta, sul rinnovo delle nomine in seno al Consiglio di Amministrazione dell'INSAR e sulla reale partecipazione della Regione nella composizione degli organi decisionali della società. (769)
Interrogazione MURGIA - USAI sulla necessità di trasferire ai Comuni la competenza al rilascio delle autorizzazioni per l'esercizio del commercio su aree pubbliche. (770)
Interrogazione MASIA - BALIA - IBBA, con richiesta di risposta scritta, sulla continua e reiterata discriminazione perpetrata ai danni del comparto della pesca del nord Sardegna dalle disposizioni contenute nel decreto 2/VI del 2004 che regolamenta il fermo biologico della pesca in Sardegna. (771)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
MASIA, Segretario:
Interpellanza BALIA - IBBA - MASIA sulla situazione di drammatico ritardo nella spesa dei fondi POR Sardegna 2000-2006. (433)
Interpellanza PINNA - SPISSU - CUGINI sulla perdurante esclusione dal lavoro degli insegnanti precari della Sardegna e sul possibile impiego degli stessi insegnanti negli enti di formazione professionale accreditati dalla Regione e nelle scuole paritarie finanziate dalla Regione sarda. (434)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
MASIA, Segretario:
Mozione MANCA - SANNA Giacomo - SCARPA sulla sospensione immediata della campagna vaccinale contro la blue tongue in Sardegna. (136)
Mozione SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SCANO - SANNA Giacomo - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - VASSALLO sulla improcrastinabile necessità che il Consiglio regionale dibatta e approvi la manovra finanziaria per il 2004. (137)
Mozione LAI - CUGINI - PINNA - CALLEDDA - DEMURU - FALCONI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SPISSU sulle gravi negative conseguenze che si determinerebbero nelle Università di Cagliari e Sassari dalla applicazione della "riforma Moratti". (138)
Mozione COGODI - SANNA Salvatore - SANNA Giacomo - DORE - BALIA - SCANO - CALLEDDA - DETTORI - ORTU - PACIFICO - PIRISI - VASSALLO sul ritiro del contingente militare italiano dall'Iraq, sull'eliminazione dei dispositivi e dei preparativi di guerra, sull'adesione alla "Carovana della pace" ed alla manifestazione del 20 marzo a Roma. (139)
PRESIDENTE. Colleghi, ho ricevuto da parte dell'onorevole Pili una lettera che devo leggere. La lettera dice così: "Carissimo Presidente, le invio questa mia comunicazione per rassegnare le mie dimissioni irrevocabili dal Consiglio regionale. Lo faccio per due sentiti motivi: il primo politico, il secondo personale. Quello politico è legato ad un sentimento diffuso che ho colto in ogni angolo di Sardegna affinchè si metta fine alla logica di una eterna conflittualità dentro il Palazzo, fondata il più delle volte su logiche di appartenenza piuttosto che di sostanza. Con toni più o meno severi, alcuni colleghi ed esponenti politici hanno duramente criticato la mia iniziativa di percorrere la Sardegna ed ascoltare le sue voci più lontane. So che in politica ci sta tutto o quasi, con questa consapevolezza ho lasciato cadere anche le accuse più risentite che mi sono state rivolte"… Onorevole Calledda, le dispiace? Finisco di dare lettura della lettera e poi dopo... non c'è nessuna solennità, c'è una comunicazione che faccio all'Aula.
Ma sono certo che la mia presenza in Consiglio regionale, seppur legittima, potrebbe essere motivo di reiterati scontri ed attacchi proprio in momenti in cui la Sardegna ci chiede di abbassare i toni del confronto politico. Non voglio essere in alcun modo motivo o pretesto di ulteriori contrasti, la Sardegna ha bisogno di ben altro. Spero vogliate comprendere e, per quanto possibile, rispettare la mia decisione, senza polemiche e per evitare polemiche. Lascio, caro Presidente, anche per un motivo personale, in questo mio viaggio fuori dal Palazzo ho capito che bisogna rimettersi in discussione, saper ascoltare e confrontarsi anche con chi ti contesta, senza la protezione di un ruolo o di un apparato. Voglio proseguire questo mio viaggio con serenità e senza barriere, vorrei in questa mia scelta non essere d'intralcio al regolare svolgimento dei lavori del Consiglio regionale. A lei Presidente e ai colleghi dell'intera Assemblea rivolgo il mio sentito grazie per un'esperienza che, tra soddisfazioni ed amarezze, mi ha comunque dato tanto nel bene e nel male. Spero l'Assemblea vorrà accogliere queste mie dimissioni senza indugi, per rispettare la mia scelta, ripeto, irrevocabile.
Un sentito e cordiale saluto a lei, Presidente, e a tutti i colleghi rappresentanti non di partiti ma di un popolo che chiede unità, con i miei sentimenti di stima. Mauro Pili". La data è quella odierna, 16 marzo 2004.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, lei chiede di intervenire su che cosa?
SPISSU (D.S.). Sull'ordine del giorno, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sull'ordine del giorno, lei comprenderà, che siamo duramente e profondamente colpiti da questa lettera di dimissioni che ci ha letto, inaspettata, e quindi ha bisogno del tempo necessario perché noi assorbiamo questo urto così violento verso l'istituzione regionale.
Quindi io, Presidente, le propongo, nonostante siamo stati attenti alla lettura puntuale che lei ha voluto fare della lettera di dimissioni in Aula, che abbiamo copia della lettera che l'onorevole Pili ha mandato, riservandoci naturalmente nella prima riunione del Consiglio regionale che lei convocherà di discuterla con un inserimento all'ordine del giorno di questo argomento così come da Regolamento. Dopo di che se quindi lei sospende per cinque minuti e ci consente di avere copia di questa lettera torniamo, se l'onorevole Pili ce lo consente, al nostro banalissimo ordine del giorno, di cui ai sardi non importa molto, quello cioè della manovra finanziaria che la Giunta che lui ha votato avrebbe dovuto portare in Aula per tempo. Ma di questo l'onorevole Pili si occupa poco, attento come è a portare nei comuni che attraversa i doni di finanziamenti che non sono suoi, ma non si capisce a che titolo porti doni ai vari comuni. Però ne parleremo con calma quando discuteremo delle sue dimissioni. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, le do subito la parola onorevole Cogodi, un momento, io ho fatto semplicemente una comunicazione all'Aula come era mio dovere fare, poi naturalmente l'Aula si regolerà come crede, naturalmente come sempre useremo e rispetteremo il Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). La ringrazio; io intendo per davvero intervenire sull'ordine del giorno per rappresentare all'attenzione e alla sensibilità del Consiglio regionale la opportunità, e anche sul piano tecnico l'esigenza, che una mozione che è l'ultima, adesso non ho afferrato il numero, che è l'ultima che è stata data nell'elenco delle mozioni presentate prima, nella lettura degli annunci al Consiglio, che ha per tema il sostegno del Consiglio regionale alla marcia per la pace del 20 marzo prossimo, quindi di sabato che è imminente, e anche del sostegno alla carovana della pace che in questi giorni sta attraversando già da una settimana e si concluderà proprio il 20 a Roma, ogni angolo della Sardegna, perché il Consiglio regionale possa discutere quella mozione, ed è auspicabile che possa essere approvata perché non avrebbe più senso e quindi verrebbe meno la ragione stessa della presentazione della mozione se venisse discussa la settimana prossima quando la data è già decorsa.
Si tratta in realtà di una vera marcia quella che stanno conducendo i giovani, i pacifisti in Sardegna, una marcia di gente semplice che con sacrificio stanno realizzando, non è una marcia fasulla, non è la passeggiata di Pili da Armungia ad Arcore, è una cosa seria. E la notizia che, come dire, può essere interessante non è tanto quella che Pili dichiari che non verrà più in Consiglio regionale in questi giorni, la vera notizia sarebbe stata se Pili avesse mandato una lettera per dire che finalmente verrà in Consiglio, non ci è mai venuto; voleva essere all'attenzione dell'opinione pubblica anche nei prossimi giorni, penso che questo onestamente possa essere riconosciuto, non è fuggendo che può raccontare di aver meglio servito le istituzioni autonomistiche e la Sardegna, se no verrebbe meno la ragione stessa per cui il Consiglio regionale esiste, cioè noi che siamo qui e non passeggiamo da Armungia ad Arcore, assistiti proprio da tanto apparato e rivestiti da tanto ruolo, passando da ex Presidente a candidato Presidente insomma, cerchiamo di essere persone serie, ripeto, solo quello avrebbe avuto senso, il resto ognuno lo valuterà. Però io concludo e rappresento formalmente all'attenzione del Consiglio questa proposta, che voglia inserire o ritenere inserita nella seduta odierna, dopo ovviamente l'esame della mozione che è già in discussione, la mozione relativa al sostegno da parte dell'Assemblea rappresentativa del popolo sardo, della carovana della pace che sta percorrendo in questi giorni la Sardegna e della manifestazione nazionale per la pace indetta per il 20 marzo a Roma, ricordando che la manifestazione internazionale per la pace del 20 marzo non è indetta da un comitato italiano, ma è proprio indetta dall'insieme di centinaia e centinaia di associazioni pacifiste americane, cioè è la risposta che l'Europa sta dando, l'Europa democratica e l'Europa pacifica, agli americani. Questo per dire, a quanti pensano che le manifestazioni per la pace contro la guerra siano cose antiamericane, che invece è proprio una risposta in amicizia con il popolo americano che ha lanciato questo messaggio di distensione e di amicizia all'Europa.
PRESIDENTE. Intanto chiedo la cortesia di fare fotocopie di questa lettera, così come richiesto, e di distribuirla. Colleghi, vi prego un po' di attenzione. L'onorevole Cogodi ha fatto una richiesta, ma almeno per come l'ha formulata evidentemente lui stesso si rende conto del fatto che siamo in una seduta straordinaria e pertanto, per Regolamento, non è possibile discutere che di quell'argomento. Tuttavia, poiché io credo che non impiegheremo, non lo so, questo poi vedrà l'Aula, tutta la sera o comunque ci sarà uno spazio dopo la discussione sulla mozione, io credo che questo spazio possa essere messo a frutto nel modo come chiede l'onorevole Cogodi, naturalmente dopo la discussione, applicando il Regolamento daremo la possibilità su questo di parlare, adesso vedo il Regolamento, mi pare che sono un oratore per Gruppo, oppure uno a favore e uno contro, adesso non ricordo, vedrò il Regolamento, e dopo di che, se ci sarà l'accordo, procederemo alla discussione di quegli argomenti.
Intanto, e poi passiamo subito alla mozione, voglio ricordare, onorevole Spissu, che la discussione sull'argomento delle dimissioni non è per Regolamento dovuta, se però c'è una richiesta si fa anche la discussione, io non pongo nessun ostacolo, se la richiesta c'è facciamo la discussione, se il Consiglio ritiene utile che si debba fare la discussione si faccia la discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Signor Presidente, solo un minuto per parlare sull'ordine del giorno in appoggio alla questione che ha proposto il collega Cogodi, perché è una questione urgente, che ove non la discutessimo oggi non avrebbe più senso perché verrebbe superata dagli eventi, ma anche per esprimere il mio appoggio alla proposta fatta dal collega Spissu, perché non possiamo far finta di nulla. Un consigliere si dimette dal Consiglio, scrive una lettera di dimissione dal Consiglio, la Conferenza dei Capi Gruppo, dato il momento particolare in cui questa lettera viene a cadere deve, secondo me, ragionare per vedere come trattarla. Io, signor Presidente, senza fare ora ragionamenti né politici e né istituzionali, avendo una certa esperienza in fatto di dimissioni dal Consiglio, perché mi sono dimesso non per burla, a metà di una legislatura, ho qualche titolo a fare un ragionamento serio su questo punto, lo farò nel momento. Anticipo che il collega Pili ha avuto ragioni e tempo per dimettersi dal Consiglio, e forse avrebbe fatto bene a farlo, ma presentare una lettera di dimissioni un mese prima che il Consiglio cessi le sue funzioni è, scusatemi, un atto di sfrontata propaganda. Io non sono abituato ad usare, i colleghi me ne daranno atto, quelli di centro sinistra e anche quelli di centro destra, non sono abituato ad alzare i toni, ma in questo caso ci troviamo di fronte ad una pagliacciata e chi fa le pagliacciate è un pagliaccio.
PRESIDENTE. Non l'ho voluta interrompere però le avevo chiesto, onorevole Scano, di parlare sull'ordine del giorno, lei non ha parlato dell'ordine del giorno, glielo faccio solo osservare.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, anche perché mi pare che le cadute di stile siano una costante, solo che mi sorprende che provengano anche da chi abitualmente abbiamo sempre rispettato come un collega che, sul piano anche dei giudizi personali, rivolgere del pagliaccio a qualcuno che è assento, peraltro, beh, mi pare che... lasciamo alla sua coscienza la riflessione anche alle eventuali scuse pubbliche che ritengo siano doverose, questo come minimo. Qui non c'entra la politica, è una questione di buona creanza, buona educazione, se mi consentite, e non riflette assolutamente i rapporti politici. Voglio ricordare che le dimissioni sono atto personale del consigliere e il Consiglio non può che prenderne atto, il Consiglio può accettarle o respingerle, ma volerne, come fa sempre il centro sinistra, o alcuni settori del centro sinistra sollevare un casus belli rispetto ad un atto che va rispettato, verso il quale noi esprimiamo apprezzamento e solidarietà, mi pare che un minimo, almeno un minimo di rispetto sia dovuto da parte dell'intera Assemblea.
È vero che il Consiglio regionale, ormai la legislatura volge al termine, noi diciamo anche per fortuna, onorevole Piersandro Scano, diciamo per fortuna, e l'onorevole Pili ha avuto l'intuizione, ha avuto anche il buon gusto di rassegnare le dimissioni in anticipo per poter dire ai sardi quello che non è stato potuto dire nel chiuso di quest'Aula, e questo grazie alla responsabilità, anche grazie alla responsabilità da parte vostra. Quindi, signor Presidente, non è questa l'occasione per portare il dibattito, per portare alcune riflessioni su un atto che merita rispetto, e dunque l'invito è su questo aspetto ad una riflessione comune che non travalichi almeno il senso della educazione che mi pare veramente sia, da qualche collega, stato dimenticato.
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi le do la parola, mi consenta un momentino solo, io vorrei ricordare che questa materia è regolata dalla Legge numero 7 del 6 marzo '79 che dice: "è riservata al Consiglio regionale la facoltà di ricevere e accettare le dimissioni dei propri membri ove non vi siano osservazioni, si intende che l'Assemblea prende atto delle dimissioni". Poiché vi sono delle osservazioni io credo che non ci siano le condizioni per una presa d'atto immediata, la richiesta alla quale bisogna accedere è quella fatta dall'onorevole Spissu. Quindi, o alla conclusione del dibattito dopo le cose che ha chiesto anche l'onorevole Cogodi, o si convoca il Consiglio per discutere di questo argomento se il Consiglio vuole discutere ne discutiamo.
Per quanto riguarda stasera io vorrei pregare tutti i colleghi, perché vedete poi è difficile presiedere in questa situazione, se uno dà la parola per intervenire sull'ordine del giorno e poi fa altro, o si costringe il Presidente ad interrompere, oppure gli altri rispondono ma non c'è dubbio, si apre un dibattito. Io vi prego, colleghi, se no poi restiamo tutta la sera qua a parlare di una cosa sulla quale stasera non è proprio il caso che parliamo, non approdiamo a nulla, facciamo polemiche inutili, io credo. Allora, chi vuole intervenire sull'ordine del giorno in relazione ai lavori che dobbiamo svolgere lo può fare, per Regolamento; chi deve trattare altra materia, prenda nota dei sentimenti, delle cose che ha pensato e lo faccia quando arriverà il momento perché su questo, se il Consiglio vuole e c'è una richiesta in tal senso, faremo una riunione nella quale discuteremo e ognuno avrà la possibilità di dire quello che pensa ad abundantiam. Quindi vi prego colleghi. Detto questo, onorevole Pirisi, se lei vuole intervenire sull'ordine del giorno io le dò la parola, se no…
PIRISI (D.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Lei è molto gentile e la ringrazio. Quindi se non ci sono altri interventi sull'ordine del giorno, colleghi, possiamo passare all'esame della mozione.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 137. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
MOZIONE SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SCANO - SANNA Giacomo - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRÚ - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - VASSALLO sulla improcrastinabile necessità che il Consiglio regionale dibatta e approvi la manovra finanziaria per il 2004.
IL CONSIGLIO REGIONALEPREMESSO che le "Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione", contenute nelle leggi vigenti, prescrivono che il disegno di legge finanziaria, il disegno di legge del bilancio annuale e pluriennale, nonché le note di programma "sono trasmessi al Consiglio regionale per l'approvazione entro il 30 settembre dell'anno precedente all'esercizio finanziario cui gli stessi si riferiscono";
VISTO che la Giunta regionale non ha ancora approvato la manovra finanziaria 2004;
CONSIDERATO che non risulta ad oggi pervenuta al Consiglio regionale alcuna proposta in merito e che la palese violazione della norma certifica la totale incapacità della Giunta regionale a governare la Regione;
VISTO che l'esercizio provvisorio, approvato nel mese di dicembre 2003, scade il 31 marzo prossimo venturo;
CONSIDERATO che l'esercizio provvisorio, in un momento di crisi quale quello che la Sardegna sta attraversando, non rappresenta certamente la migliore e la più adeguata risposta alle pressanti e preoccupanti richieste che provengono da tutte le categorie produttive, sociali ed economiche della nostra isola;
EVIDENZIATO che non può essere più accettato e permesso che di fronte al dramma di una disoccupazione sempre più dilagante, alla palese difficoltà degli enti locali, alla crisi che investe tutti i comparti produttivi, la Regione sarda sia colpevolmente assente per l'incapacità del governo di centrodestra, non spenda le risorse assegnate e blocchi i finanziamenti previsti sia dalle leggi settoriali di spesa, sia dai programmi organici di opere pubbliche comprese quelle da realizzare con il concorso dell'Unione Europea;
CONSIDERATO che la XII legislatura è in scadenza,
impegna la Giunta regionale
a trasmettere urgentemente al Consiglio regionale i provvedimenti legislativi relativi alla manovra finanziaria per il 2004. (137)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
SPISSU (D.S.). Presidente e Presidente Masala in modo particolare, il mio Gruppo e il centro sinistra, nel mese di settembre, agli inizi del mese di settembre, riteneva, contrariamente all'onorevole Pili che consentì con l'astensione la nascita di una Giunta minoritaria, il mio Gruppo e il centro sinistra riteneva che questa legislatura fosse conclusa e che si dovesse andare allora allo scioglimento del Consiglio regionale, anticipato per la prima volta nella storia dell'autonomia, sulla base della semplice considerazione che questa legislatura era di fatto terminata per quanto concerne soprattutto la sua capacità di produrre atti e fatti positivi per l'interesse della comunità sarda che in questa Assemblea rappresentiamo.
I fatti sono andati diversamente, e sono andati diversamente sia perché alcuni colleghi hanno ritenuto che quell'esperimento dovesse nascere e perché altri colleghi hanno ritenuto pilatescamente di lavarsene le mani astenendosi, consentendo appunto che quella Giunta nascesse. Allora l'atto di coraggio andava fatto, se di atto di coraggio si vuol parlare, e se si vuole il rispetto politico. Gli atti di coraggio fatti tardivamente, fatti a campagna elettorale iniziata e con le scarpe da tennis ai piedi penso che non solo suonino come suonano quelle campane stonate, ma che suonino come una questione strumentale, offensiva per l'intero Consiglio regionale, per questo Consiglio regionale che oggi porta in Aula, su iniziativa delle opposizioni, una mozione, anche qui prima volta nella storia della nostra autonomia, per costringere l'Esecutivo a portare in Aula e in discussione ciò che per legge deve essere portato entro il mese di settembre; al 16 di marzo eravamo senza manovra finanziaria, oggi pare che finalmente la Giunta regionale, lo stesso giorno che arriva in Aula la nostra mozione, abbia finalmente dato la luce a questa manovra finanziaria tanto attesa. E pensare che uno dei motivi invocati dal Presidente Masala quando chiese a quest'Aula il voto di fiducia per consentire alla propria Giunta di nascere, è stato proprio quello di non lasciare la Sardegna, di non lasciare i sardi, di non lasciare le imprese, di non lasciare il sistema economico senza un punto di riferimento chiaro come quello del bilancio. Si prefiguravano disastri per la nostra economia, si prefiguravano disastri per gli enti locali senza finanza e senza bilancio. Si può dire che siamo stati profeti facili e che quelle erano soltanto argomentazioni strumentali utilizzate per consentire il varo di questo mostriciattolo che ha finalmente preso corpo. Il problema non è quello di addossare al povero Assessore al Bilancio, che è stato nominato qualche settimana fa, la responsabilità; la responsabilità è politica ed è tutta del Presidente della Giunta Regionale, dell'onorevole Masala che porta il 16 di marzo una finanziaria all'attenzione del Consiglio, sapendo che questa finanziaria verrà varata alla fine del mese di aprile, battendo anche qui un record unico nella storia della nostra autonomia. Ma questa Giunta dell'onorevole Masala è una Giunta che sta battendo tutti i primati, e questo è un altro primato ascrivibile a merito di questa Giunta. Un bilancio quindi inefficace dal punto di vista delle finalità che venivano invocate perché i Comuni non potranno fare i bilanci o hanno grosse difficoltà a fare i bilanci perché non hanno nessun riferimento certo nel bilancio della Regione, inefficace perché nessuna delle misure contenute in questa finanziaria, una finanziaria peraltro già aspramente criticata da tutte le parti sociali, tranne una convocate nella tardiva concertazione, una finanziaria inefficace da tutti i punti di vista, una finanziaria che non consentirà alla Giunta di mettere in campo nessun programma che sia degno di questo nome, una finanziaria che nasce sotto il fortissimo sospetto di essere una finanziaria elettorale e non soltanto perché quest'Aula è attraversata da pulsioni che rispondono oramai a criteri che non sono più quelli politici e di interesse collettivo, ma quelli di parte, di Gruppo, viziati naturalmente dalla ricerca anche poco lecita del consenso di settori della pubblica opinione e di amministratori.
Non si spiega diversamente, altrimenti, come la finanziaria sia stata riempita di una serie di articoli e di commi che sono commi ad personam, utilizzando un argomento, che comunque è meglio inserire nella finanziaria tutto, che è meglio dare risposte a tutti perché poi se l'Aula e qualcuno più responsabile dentro l'Aula si incaricherà di bocciare misure intollerabili e inaccettabili dal punto di vista dell'etica e dell'equilibrio di un bilancio di un'amministrazione come quella regionale poco importa, l'importante è che possiamo dire a questo o a quello che noi l'abbiamo inserita in finanziaria purtroppo insomma magari la sinistra ce l'ha bocciata.
Questo non è un modo serio di fare politica, questa è la conclusione di una dissennata politica del centrodestra durata cinque anni, una politica che ci ha costretto a manovre finanziarie mai approvate prima del mese di marzo, approvate sempre tra marzo e aprile, una politica che ha prodotto insieme ad una situazione quasi da dissesto economico e finanziario, ha prodotto anche la terrificante distorsione di una massa ingentissima di residui che non sono spesi e non possono essere spesi perché è impossibile spendere quando le finanziarie si fanno ad aprile e i programmi si fanno ad agosto-settembre. Quindi una condizione intollerabile e inaccettabile che noi denunciamo ai sardi, così come denunciamo l'assoluta e totale sordità di questo centrodestra che è più preoccupato oramai di fare bottega che di fare l'interesse collettivo.
L'onorevole Pili che con un atto di, non so, come è stato definito dall'onorevole Pittalis, di umiltà politica fa finta di girare la Sardegna, ripeto fa finta di girare la Sardegna, non abbiamo paura di essere smentiti da questo punto di vista perché sappiamo che l'onorevole Pili non gira la Sardegna, scende dalla macchina, si fa riprendere, fa finta di camminare per un po', poi si riaccomoda in macchina e si presenta nelle amministrazioni consegnando delibere di finanziamenti concessi dalla Giunta regionale di cui, non si sa perché, si fa portatore e postino il presidente Pili, che non avendo troppi risultati da ascrivere a suo merito durante il suo periodo di presidenza della Regione propone adesso, in articulo mortis, risultati stupefacenti con gli effetti speciali. Io penso che i sardi puniranno questo modo di fare, penso che questa situazione non possa essere emendata né riportata in pace con l'opinione pubblica da gesti propagandistici e pubblicitari, quale io ritengo che sia la dimissione dell'onorevole Pili. L'onorevole Pili ha avuto un sacco di occasioni durante questa legislatura per dimettersi e se si fosse dimesso penso che avrebbe fatto un grande servizio alla comunità sarda più di quanto non lo possa fare adesso, perché adesso l'unica cosa che ottiene è di far finta di presentarsi immacolato all'opinione pubblica e di consentire che il primo dei non eletti della sua lista possa venire a fare una passeggiata in Consiglio regionale per questi due mesi. Un atto politicamente inqualificabile ed è per questo che noi vorremmo discutere delle dimissioni dell'onorevole Pili, perché le dimissioni dell'onorevole Pili non sono un fatto personale che deriva da una valutazione che lui ha fatto; le dimissioni dell'onorevole Pili sono un atto politico che spaccia anche come senso di responsabilità verso la comunità sarda che non ha mai rappresentato in questi anni, essendo al centro, essendo sempre al centro di tutte le manovre di palazzo, di quel palazzo che lui dice essere oggi troppo litigioso e dal quale bisogna prendere le distanze.
Penso che lui abbia grande responsabilità insieme a qualche altro protagonista della difficoltà attraversata da questa istituzione regionale; penso che abbia introdotto, in questo Consiglio regionale, un costume decadente e di disprezzo dell'Assemblea consiliare che non aveva avuto precedenti fino alla sua era e alla sua breve transizione. Non credo che verrà ricordato per l'attività di consigliere regionale, non l'abbiamo mai visto fare il consigliere regionale né prima che fosse Presidente, né dopo. Risultano poche tracce del suo lavoro da consigliere regionale, quel lavoro oscuro, faticoso che si fa nelle Commissioni, Commissioni alle quali lui poco è venuto.
Ma di questo parleremo più diffusamente quando ci sarà dato modo di affrontare questa questione delle dimissioni che sono, lo ripeto, per noi una questione politica. Oggi ci interessa parlare di bilancio e del fatto che questo bilancio che arriva con così grave ritardo e con una sollecitazione così forte delle opposizioni a un centrodestra inattivo e inerte, penso che questo bilancio abbia già provocato molti guai, ma la cosa stupefacente è che mentre si attendono settimane, mesi e si fa finta di lavorare intorno a una manovra finanziaria si continua a utilizzare una politica di inutili annunci. L'assessore Frongia, che anche lui sarà impegnato a camminare, è uno espertissimo oramai in annunci: annuncia riaperture di leggi e di finanziamenti sulla legge 51 inesistenti, tiene bloccata la legge numero 9, affida portali la cui utilità è assai dubbia, fa a ex direttori generali del suo Assessorato convenzioni plurimilionarie, mettendo in campo tutto quanto può essere messo in campo, mentre l'assessore Masala si distrae e non ottempera, presidente Serrenti, agli ordini del giorno approvati dalla maggioranza di questo Consiglio regionale, che lo ha invitato a non fare nomine negli enti regionali e nelle società partecipate dalla Regione prima dello svolgimento delle elezioni. L'assessore Masala fa finta di non aver capito e continua a nominare presidenti di enti, magari del suo partito.
Tutto questo porta a concludere che questo Consiglio regionale andava sciolto; andava sciolto nel mese di settembre perché in questo modo avremmo evitato - sì, in questo modo soltanto, non con il varo della Giunta - molti danni e molti guai alla comunità sarda a cui toccherà porre riparo un attimo dopo che le elezioni verranno perse dal centrodestra, perché l'opinione pubblica, sebbene abbia una memoria a volte non troppo profonda, tuttavia queste questioni le ricorda e le ricorderà certamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Voglio ricordare che entro il tempo che l'onorevole Cogodi userà per fare il suo intervento, quindi venti minuti, si devono iscrivere gli altri a parlare. Prego, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ritengo di essere facile profeta se mi rappresento che in questo dibattito attorno a questa mozione si svolgerà una nobile gara tra i colleghi a chi riuscirà a motivare le ragioni migliori per cui questo Consiglio regionale avrebbe dovuto essere sciolto prima, a settembre dell'anno scorso, a marzo-aprile dell'anno scorso, quando ancora non si riusciva ad approvare il bilancio, prima ancora, ma, così, partecipo anch'io alla gara e dico che questo Consiglio regionale meritava per davvero di essere sciolto pochi mesi dopo la sua elezione quando, falsando il dato elettorale, una parte degli eletti da una parte dello schieramento politico sono passati dall'altra parte e hanno gettato le basi di un disastro che è durato, sul piano politico ed istituzionale, anni ed è un disastro che avrà e riverbererà i suoi effetti anche in diversi anni a venire.
Di quel passaggio di campo e di quella falsificazione del dato elettorale e della fisiologia della politica e delle istituzioni il consigliere regionale Pili, candidato alla Presidenza, è stato, non so se il primo artefice, di sicuro grandemente partecipe. Fuggire adesso, gli ultimi giorni, dopo aver bombardato la sua nave che sta affondando non è neppure una grande prova di coraggio; dovrebbe almeno restare in Aula i pochi giorni che restano, almeno a consolare l'equipaggio che sta per affondare, che ha contribuito non poco a far affondare e almeno a lenire qualche dolore. Troppo facile abbandonare l'equipaggio dopo che hai bombardato la tua nave e fai affondare tutti gli altri!
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA
(Segue COGODI.) A meno che non si mettano d'accordo tutti, quelli della aggregazione, chiamiamola così, di centrodestra e fuggano tutti, se ne vanno tutti e vanno tutti in massa, come pare succeda ad una specie animale, che di fronte alla difficoltà insuperabile ricorre anche al suicidio di massa. Però far finta di distinguersi dagli altri non è neppure degna la cosa di molta menzione, non è coraggioso, immaginiamo se può essere accompagnata questa fuga dopo la scampagnata, se può essere accompagnata dalla fanfara della Brigata Sassari, se può richiamare gesti di eroismo o determinazione nella volontà di battersi! Ma forse conviene lasciar perdere, dev'essere che siccome dovevamo oggi discutere di una mozione presentata dall'opposizione che dice, o meglio chiede a Masala, ma anche a Pili, che era presente prima di Masala, perché a metà marzo non è ancora neppure pervenuta al Consiglio regionale la proposta di bilancio del 2004? Perché? Dovendo rispondere ha preferito fuggire. E invece deve rispondere, deve rispondere Pili, deve rispondere Masala, deve rispondere tutta la Giunta e tutta la maggioranza. Perché a metà marzo ancora non avete neppure trasmesso al Consiglio la proposta di bilancio preventivo del 2004? Perché avete volutamente inferto alla Sardegna, alla società sarda, ai fruitori del bilancio regionale, che sono i cittadini e soprattutto ai fruitori che hanno maggiore bisogno di quello che attraverso le risorse pubbliche può pervenire alle utilità sociali, perché avete ritenuto di infliggere questo colpo ingiusto alle persone, soprattutto a quelle più esposte, alle categorie produttive? Cosa pensavate di realizzare in questo modo? Pensavate di fuggire o di sfuggire alle vostre responsabilità, di confondere queste responsabilità, di rappresentare che attraverso un bilancio che definirete tecnico, proprio perché definirete tecnico non sia politico, cioè frutto di un fallimento politico?
Il bilancio lo presenterà la Giunta, questa Giunta malandata, e lo presenterà al Consiglio e dovrebbe approvarglielo questa maggioranza pur essa malandata e sarà in danno di una Regione e di una società che meritava ben altro. Certo io mi rendo conto, come ci rendiamo conto tutti, che il collega Pili, passeggiando per la Sardegna con buona compagnia di confortevoli mezzi, ogni tanto scendendo dalle autovetture più che confortevoli e lasciando la carovana di queste autovetture più che confortevoli e facendo qualche passo a piedi quando le telecamere lì convenute dovevano fare la ripresa di una passeggiata, si comprende, avrà pure incontrato un pastore che gli avrà detto: "Ma cosa ci fai nel Consiglio regionale, tu sei così giovane, sembri anche possedere buone energie, perché non stai qui e mi aiuti a governare il gregge? Perché non stai qui e mi aiuti a rincorrere le capre?" E quel pastore gli ha chiesto di rimanere e lui può essere che abbia detto: "Sì, più che nel Consiglio regionale a fare il Presidente, dove ho già fallito, e a fare il consigliere dove non ci sono mai stato, forse aiuto questo pastore a governare il gregge". Avrà incontrato un contadino, affranto dalla fatica, mentre zappava il campo, e gli avrà detto: "Ma, tu che passeggi e passi di qui non è che mi dai una mano a zappare la terra? Vedi, prima c'era la siccità e io non riuscivo, perché non c'era l'acqua, a ricavare nulla dalla terra, adesso da qualche tempo piove pure molto, gli invasi sono pieni, ci sono le dighe, cosa ci fai lì in Regione, a sprecare il tempo, che non riesci manco a far distribuire l'acqua che pure c'è, perché metti il Flumendosa a bisticciare con il Consorzio di Bonifica e anche quando c'è l'acqua vedi che io zappo dalla mattina alla sera e non ce la faccio?" E lui si è lasciato commuovere, ha preso la zappa e ha detto: "Sto qui a zappare per un po' di tempo".
Avrà incontrato, diciamo, anche un anziano o più anziani seduti nel muretto della piazza del paese, quelli delle pensioni da 320 euro al mese, i quali avranno detto: "Vedi che noi qui dobbiamo vivere una vita dopo che abbiamo lavorato sempre, commentando chi passa, leggendo a turno un giornale che compriamo a turno e a turno lo leggiamo. E così, più che vivere l'ultima fase della vita, il meritato riposo, siamo qui a vivere l'immeritata scalogna di non avere neppure di che campare". Avrà incontrato anche i disoccupati per le vie della Sardegna, i quali gli avranno detto: "Ma che fai il Presidente della Regione o vuoi fare il consigliere? Ma stai con noi, così puoi sperare anche tu prima o poi di avere un lavoro, perché noi sono anni che speriamo di avere un lavoro, abbiamo studiato nelle scuole medie superiori e siamo diplomati, siamo andati all'università, eravamo poveri e le nostre famiglie si sono dissanguate perché noi potessimo essere dottori in legge, dottori commercialisti o comunque muniti di un titolo di studio di livello alto, e sono anni che aspettiamo di poter avere un lavoro degno, non lo troviamo però viviamo nella speranza prima o poi di averlo. Vieni con noi, tu che hai perso la fiducia, così puoi sperare insieme a noi, che magari concorriamo anche a un posto di sei commessi del Consiglio regionale, e verremo chiamati a questo concorso dove siamo in buona compagnia, perché siamo all'incirca 30 mila, per sei posti di commesso nel Consiglio regionale, e per tutti i prossimi mesi della campagna elettorale tu non ti devi preoccupare, perché verremo chiamati a turno dalla lettera A alla lettera P" - e Pili ci rientra nella lettera P - "per essere selezionati nel preconcorso, in modo che a 20-30 mila si possa promettere di essere assunti commessi e dopo le elezioni 6 saranno commessi e 30.994 - se sbaglio il conto comunque il concetto è chiaro - verranno estromessi da commesso. Però nel frattempo si sarà distribuita questa grande quantità di illusione e il Presidente Pili, già Presidente aspirante Presidente, però avrà vissuto una bella esperienza. Può essere anche che sia andata così e che egli adesso si stia occupando di tenere il conto di quanto costa quel concorso fasullo, bandito dal Consiglio regionale che lui, o dalla Presidenza o di chi ha il potere, io non ho bandito niente, ho letto solo i giornali, vedo ogni tanto pagine di pubblicità che danno i calendari ai candidati a queste pochissime occasioni di impiego pubblico, so di commissioni di concorso e quindi so di spese che necessariamente debbono essere considerevoli, tante spese per fare un concorsino che non è un concorso, che con quei danari non 6 commessi al Consiglio, ma 60 occupati stabili sicuramente attorno al Consiglio si sarebbero potuti realizzare.
Deve essere che tutta questa cosa e altro ancora che deve essere accaduto in questi giorni abbiano indotto il già Presidente della Regione a tentare di dimenticare perché mai non ha lavorato a predisporre il bilancio, perché Pili era Presidente fino al mese di agosto scorso, e se la legge dice che il bilancio di previsione va presentato entro settembre, è chiaro ed evidente che per presentarlo entro settembre si imposta il lavoro e chi presiede la Giunta organizza la Regione perché il bilancio entro settembre possa essere presentato. Avrebbe dovuto rispondere e dovrà rispondere ai sardi, anche a quel pastore, anche a quel contadino, anche a quell'anziano e anche a quel giovane dovrà rispondere perché mai li ha voluti invece punire più di quanto quelli non fossero già puniti, impedendo che questa Regione potesse spendere e spendere bene a tempo e utilmente quello di cui dispone e recuperare quanto ha diritto di recuperare per poter rispondere meglio ai bisogni sociali. Ecco perché la mozione che abbiamo presentato non è superata. Qualcuno diceva fuori dall'Aula prima di entrare: "Cosa andiamo in Aula a fare". Infatti ci sono tante assenze di gente che ancora non si è dimessa eppure sono assenti, come sempre è accaduto al collega Pili quando non enunciava ancora le dimissioni, e dicevano: "Cosa andiamo a fare in Aula se è cessata la materia del contendere?". E no, cari e carissimi componenti della Giunta e della maggioranza, non è cessata la materia del contendere, perché ad oggi il Consiglio regionale di proposta di bilancio non ne ha ancora ricevuto. Dicono le cronache che la Giunta l'avrebbe approvato finalmente dopo sette - otto mesi di ritardo, però non ne conosciamo il contenuto, ma soprattutto ancora la proposta di bilancio non è neppure pervenuta al Consiglio regionale. E per quanto se ne sa, è chiaro ed evidente che con il poco tempo, ma soprattutto con i pochi mezzi di cui questa Regione oggi deve fare i conti, con cui deve fare i conti, è chiaro che non sarà un bilancio che risolverà molti problemi, non risponderà a molti bisogni, soprattutto non riparerà i danni ulteriori che anche questo ritardo ha prodotto.
Mi hanno annunciato che il bilancio sarà un bilancio secco, asciutto, asciutto nel senso che non c'è niente, un secchio vuoto. Dentro quel secchio molto asciutto di sicuro però nel fondo ci saranno tutta la trama degli interessi clientelari di questa Regione, che in questi anni sono stati alimentati, che in questi anni sono stati moltiplicati. Ci saranno tanti staff che non si sa che cosa dovessero studiare, elaborare e sostenere visto che ogni atto della Regione è in ritardo, visto che ogni legge, poche a dire il vero quelle approvate in questa legislatura, ma tante leggi approvate nelle precedenti legislature e mai abrogate, quindi in vigore, dovevano essere rese comunque funzionanti, e in fondo a quel secchio, per quanto asciutto, ci sarà pure la congerie, l'insieme di quelle iniziative convegnistiche, propagandistiche, di cui questa Giunta non dico che è maestra, non trovo la parola, perché ogni parola, come dire, sarebbe insufficiente a rappresentare la povertà politica e morale con cui ci si affanna ogni giorno ad indire convegni, ogni Assessore indice convegni, riceviamo montagne di inviti a convegni. Ci sono un sacco di Assessori assenti, sapete dove sono? Sono tutti ad organizzare convegni; stanno contattando gruppi di progettazione, di grafici, di organizzatori per convegni. Mi spiace è colpa sua che il collega Amadu è presente, se fosse stato anche lui assente ad organizzare anche lui il suo convegno non si beccava questa, anche l'assessore Amadu sta organizzando un grande convegno sapete su che cosa? Sull'idea che ha di fare una proposta in Giunta! Sull'idea che ha di fare una proposta in Giunta in materia di gestione di miglioramento di non so quale trasporto. Ho ricevuto l'invito, anzi la lettera, la ringrazio pure per la sua cortesia, è stato così cortese che ci ha invitato e ci ha invitato con una lettera…
AMADU (U.D.C.), Assessore dei trasporti. Non l'ha letto, è già adottata quella!
COGODI (R.C.). Già adottata? Va bene, nel frattempo la delibera è stata adottata. Ma le pare che un Assessore dei trasporti organizzi un convegno su una delibera che avete adottato questi giorni? Che cosa è una delibera? È una proposta di organizzare qualcosa, ma aspettiamo di vedere che cosa è che di nuovo si organizza. E così la delibera diventa la base formalmente che legittima convegni ed altri convegni che sono la vostra spudorata campagna elettorale con i danari pubblici della Regione, quelli che non si trovano per fare il bilancio, perché dice che nel bilancio non ci sono soldi per farlo perché il Governo vi ha tagliato i fondi. Ma chi è il Governo che vi ha tagliato? È il Governo Berlusconi, è il Governo amico, e oltre che tagliare i fondi alla Regione quel Governo amico vostro meno male, così tutti gli amici ve li auguro se vi volessi male, no non ve li auguro tutti amici così, vi auguro di avere anche qualche amico vero, se quello è il Governo amico che vi taglia le gambe, che vi impedisce anche di governare, immaginiamoci i governi nemici.
Ma quel Governo è nemico anche degli enti locali, è nemico delle popolazioni perché taglia i fondi anche i comuni e i comuni della Sardegna non hanno più neppure la possibilità di garantire i livelli già insufficienti dei servizi, quindi devono tassare ancora di più i cittadini e quindi debbono anche ricorrere ad altri mezzi, qualche volta odiosi, nei confronti delle comunità per recuperare o il taglio indispensabile di alcuni servizi o il funzionamento comunque delle attività locali. Ed anche lì, qualche volta, non è che non si spreca e quant'altro. Ecco dove è la difficoltà per cui da una parte non si può avere ancora il bilancio, perché da una parte si spreca, da una parte non si introita quello che dovrebbe ricevere questa Regione....
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso. Del Piano di rinascita affidato due anni fa al professor Savona, quello della pentola bucata non si ha più notizia, la pentola era bucata e il Piano di rinascita c'è uscito dal buco, e tutta la prosopopea che è stata fatta, la carta patinata, la convegnistica del Presidente Pili che oggi dice: "Io fuggo" per non rendere conto neppure minimamente del perché di questo ulteriore ritardo. Altro che battute infelici o scherzose o di scherno, siamo di fronte veramente a una condizione insostenibile sul piano politico, della quale condizione deve rispondere interamente oggi in questo Consiglio regionale, ma di fronte al popolo sardo, tutta la coalizione di governo che ha portato la Regione a questo autentico disastro.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, devo parlare a destra della mia postazione?
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia! I colleghi che sono dentro l'Aula sono pregati di prendere posto presso i banchi. Per cortesia, colleghi! L'invito è a prendere posto per consentire all'onorevole Calledda di poter svolgere il suo intervento. Prego.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, quando il centrosinistra ha deciso di presentare questa mozione del perchè del ritardo della presentazione dei documenti relativi alla finanziaria e al bilancio tra me e me mi sono chiesto dell'esperienza vissuta in questi cinque anni da consigliere regionale. La sensazione è che nella prima finanziaria, forse perché il documento di programmazione economica, gli stessi documenti della finanziaria e del bilancio erano frutto del lavoro svolto dalle precedenti Giunte della passata legislatura. Lo stesso assessore Pittalis ebbe modo di dire in quest'Aula che non c'erano stati i tempi e quindi si partiva da ciò che aveva lasciato la precedente Amministrazione, e devo dire il vero che ci fu lo sforzo importante per dare continuità a quel tipo di impostazione data dai precedenti governi. Ovviamente mi attendevo dopo la finanziaria del 2000 che anche il centrodestra avesse avuto idee, capacità di porre alla discussione di quest'Aula, e quindi anche nell'affrontare i problemi di quest'Isola, novità, perché ci dicevano che noi avevamo posizioni politiche molto distanti rispetto a come la Sardegna doveva in qualche misura avere un suo sviluppo, come in qualche maniera rilanciare iniziative diverse rispetto a quelle del passato. Ricordo anche, signor Presidente, che in quella finanziaria c'erano diciotto collegati ad essa. Di questi diciotto collegati, se non ricordo male, quest'Aula riuscì solo ad esitarne due, uno era legato alla legge 29 sui centri storici, se non ricordo male, cosa importante perchè riuscimmo in qualche misura a mettere in moto la spesa per intervenire nei centri storici. L'altro è un qualcosa, se non ricordo sempre male, legata ai problemi dell'agricoltura. Comunque diciotto collegati non hanno in nessun modo dato la possibilità di risolvere i problemi che erano posti nelle dichiarazioni programmatiche di quel Presidente e soprattutto nella capacità di concertazione con le associazioni, con le organizzazioni sociali. Quindi io credo che siamo arrivati a conclusione della legislatura, un Dpef che non è un Dpef perchè è stato in qualche misura tagliato in tutte le sue parti, è rimasto poco e nulla, una finanziaria che arriva in Aula, se mai arrivasse, se non a causa di questa mozione che abbiamo presentato, senza un minimo di razionalità.
Vorrei entrare nel merito di alcune questioni, signor Presidente. Insomma, c'è stato un confronto durissimo in questi anni su alcuni aspetti e su alcuni problemi, il primo fra tutti voglio ricordare il piano straordinario per il lavoro. Cito questo perchè talvolta si ha la presunzione che questo Consiglio regionale, che questo Governo che amministra la nostra Regione non sia un'azione di governo quotidiana, ma sia una sorta di consiglio di amministrazione che dice: "Questo lo tagliamo perchè il piano straordinario del lavoro produce solo in qualche circostanza, in qualche realtà qualche opera pubblica" meno male che c'è questo piano, diversamente neanche opere pubbliche avremmo fatto in Sardegna, così come ritengo che alcune cose vadano valorizzate. Quando io faccio la considerazione del Piano straordinario per il lavoro, signor Presidente, mi riferisco in modo particolare ad alcune cose che in questa legislatura sono scadute, a quelle azioni: spiagge, bosco, terre pubbliche, che non potevano più essere messe in atto perchè si era concluso l'aspetto, diciamo così, definito nella legge 37. Ebbene, noi attraverso una battaglia parlamentare siamo riusciti in qualche maniera a riattivare tutti questi aspetti, e cioè abbiamo dato la possibilità a decine e decine di famiglie in Sardegna di avere un minimo di salario garantito, perchè anche di questo si tratta. Molti dicono: "Ma lavorano solo sei mesi ed è lavoro assistito." Ma come può essere che noi facciamo un ragionamento di salvaguardia del nostro patrimonio boschivo, montano, idrogeologico eccetera eccetera, quando poi lasciamo il nostro territorio abbandonato fine a se stesso. Io credo che questi, oltre aver avuto la possibilità di avere un salario, hanno avuto anche un'altra possibilità di avere una speranza e questa Regione, se non dà una speranza almeno a coloro i quali vivono in questa condizione, io credo davvero che siamo in una situazione davvero alla deriva.
Cosa intendo dire, signor Presidente? Intendo dire, per esempio, visto che la Giunta in questi giorni ha avuto la concertazione con le forze sociali, visto che la Giunta finalmente sta determinando bilancio e finanziaria, mi chiedo: su queste cose ci sono risposte? C'è la possibilità di dare ulteriormente l'opportunità a questi cittadini, a questi piccoli imprenditori, a queste cooperative, a questi soggetti sociali di continuare a lavorare oppure diciamo che è assistenza? Ma badate, se facciamo un ragionamento sull'assistenza davvero io credo che questa Regione dovrebbe essere rivoltata, come si dice in gergo, come un calzino, perchè credo che gran parte delle risorse che vengono distribuite a destra e a manca nella finanziaria nei fondi previsti, credo che assistenza inutile ce ne sia davvero tanta. Allora quando noi facciamo un ragionamento relativo alla salvaguardia del nostro patrimonio, credo che non dovremmo in nessun modo avere timidezza, ma avere coraggio sia dal punto di vista del centrodestra e sia dal punto di vista del centrosinistra.
Altra questione importante: sull'industria cosa vogliamo fare? Si parla di decadenza del sistema industriale sardo. Portovesme, seguiamo le questioni quotidianamente. Villacidro, crisi generalizzata. Portotorres, si risolvono le questioni di volta in volta o si aggravano di volta in volta. Ottana non ne parliamo. Ma una politica industriale questa maggioranza, questa Giunta ce l'ha? Io credo che allo stato dell'arte, della situazione che si è determinata, non c'è una politica industriale. Ma non dico una politica industriale per salvaguardare l'industria di base, una politica industriale degna di questo nome. Non siamo riusciti, o non siete riusciti in questi anni a fare una politica industriale di seconde e terze lavorazioni, non siete riusciti a fare in modo che l'industria agroalimentare avesse una funzione e un ruolo in Sardegna, non c'è assolutamente nulla. A conclusione di questa legislatura gli elettori capiranno, capiranno che tutte le promesse che voi avete fatto, che tutte le questioni che avete posto non siete riusciti a risolvere uno dei problemi che avete posto, né dal punto di vista programmatico né dal punto di vista politico.
Credo, signor Presidente, e mi avvio a concludere, che dovrebbe essere necessario ed utile fare una riflessione seria in quest'Aula e in questo Consiglio, che per le emergenze che sono presenti oggi in Sardegna ci vuole un governo diverso dal vostro, ci vuole un governo che sia capace di affrontare le questioni. E' riemerso in tutta la sua drammaticità in questi giorni, in queste ore, in queste settimane un altro problema che va affrontato dove nessuno di noi si può in qualche misura nascondere, mi riferisco al problema casa, una Regione che non investe, ho visto anche un'intervista del vice sindaco di Cagliari, il collega Usai, dove nelle aree urbane, nelle città si è fatta una scelta di costruire grandi centri che non possono risolvere nessuno dei problemi della povera gente. E io credo che questo sia un aspetto fondamentale, un aspetto al quale molti cittadini che sono in cassa integrazione, che sono in mobilità, che non possono pagare il canone, devono avere risposte serie e mi piacerebbe tanto vedere nella finanziaria che state portato in Commissione che ci siano delle risorse e dei fondi anche per affrontare questo problema. Perchè badate, il problema della povertà in Sardegna non è legato solo a coloro i quali sono in cassa integrazione o sono addirittura in mobilità o hanno perso il posto di lavoro, qui c'è un problema di emergenza alla quale noi dobbiamo dare risposte serie; e questa Regione ha possibilità di fare qualcosa in più perchè se noi non affrontiamo questi problemi quali problemi dobbiamo affrontare? I problemi magari dello status dei consiglieri regionali? Ma badate, questo è un altro di quegli elementi che dal nostro punto di vista, dal punto di vista del centrosinistra, creerà ulteriormente danni, allontanerà ancora di più i cittadini dalle istituzioni, allontanerà ancora di più i cittadini dalla politica.
Credo che il ragionamento che abbiamo fatto in queste settimane e in questi mesi sia quello di arrivare immediatamente a discutere questo bilancio. Ho visto i dati, se corrispondono al vero quelli pubblicati sulla stampa, che è una finanziaria di lacrime e sangue. Però credo anche che questa maggioranza, se fosse tale, dovrebbe avere almeno un sussulto di dignità per cambiare alcune cose immediatamente, perché se le organizzazioni sociali hanno dato già una risposta negativa rispetto ai contenuti della stessa, evidentemente vuol dire che anche questa volta, nonostante la volontà posta in essere dal Presiddente Masala, non ci siamo, non ci siamo perché i problemi della Sardegna restano come erano e addirittura si aggravano ulteriormente. Quindi, signor Presidente, credo che nei prossimi giorni dovremmo avere la possibilità non solo di avere i documenti necessari che si possano consentire di fare un ragionamento compiuto, ma dovremmo soprattutto fare in modo di fare ciò che i cittadini della Sardegna si aspettano da questo Consiglio regionale. Noi ci siamo e faremo la nostra battaglia dall'opposizione sapendo che è difficile, però la faremo sino alla fine.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Quando abbiamo preparato questa mozione ci siamo posti anche alcune domande, se fosse il caso di presentare una mozione simile, e parto dal dispositivo. A molti sembra strano, ed anche a me, che una Giunta debba essere sollecitata, quasi implorata, a fare il suo dovere minimo, a rispettare una legge fondamentale di un governo regionale; eppure siamo arrivati a questo assurdo ormai. In questi cinque anni di legislatura che alcuni hanno definito travagliata, e forse anche questo è un eufemismo, noi abbiamo avuto molte accuse dai banchi della maggioranza per le precedenti finanziarie. Io ricordo che le leggi di bilancio, la legge finanziaria qualsiasi Giunta l'abbia presentata in questi cinque anni, l'ha presentata puntualmente con un ritardo cronometrico si può dire; dopodiché, una volta che si arrivava in Aula a discutere delle leggi di bilancio all'opposizione, che cercava di fare il suo mestiere, il suo dovere direi cercando di modificare anche le leggi finanziarie di bilancio secondo una sua visione, veniva ripetutamente lanciata l'accusa di ostruzionismo. Ma anche quella fa parte della polemica politica, fa parte della dialettica politica, chiamiamola così, però c'erano delle invettive notevoli: "State ritardando lo sviluppo della Sardegna" queste erano le parole che ci dicevate allora. Io mi rivolgo ai pochi della maggioranza che hanno il coraggio di rimanere anche oggi, e quindi mi sembra un esercizio quasi inutile, però oggi vi manca anche questo argomento, perchè l'opposizione non ha fatto ostruzionismo sulla presentazione di una legge in Giunta e un'approvazione in Giunta. Allora penso che anche quelle accuse di allora erano pretestuose.
Siamo arrivati alla conclusione di una legislatura che era iniziata con proclami sia della prima Giunta Floris, ma soprattutto della successiva Giunta Pili e dell'attuale Giunta Masala. Il ritornello era: "Noi cambieremo tutto. Noi renderemo efficiente questa macchina burocratica della Regione". Questo ve lo voglio ricordare ma senza polemiche. Oggi quelle cose dette allora, quelle parole che avete ripetuto tante volte chi in modo soft, chi in modo arrabbiato, ma che senso avevano e che significato assumono oggi alla luce del fatto che in Consiglio regionale le opposizioni sono costrette quasi ad implorare che la Giunta regionale faccia quello che è il suo atto legislativo più importante, almeno prima che scada la legislatura, presentare un bilancio ed una finanziaria.
Signori della maggioranza, oggi in concomitanza abbiamo ricevuto anche le dimissioni dell'onorevole Pili. Io ho sempre avuto simpatia anche per alcune manifestazioni folcloristiche dell'onorevole Pili, però oggi apprendo con sorpresa di queste dimissioni. Avrebbe potuto lui probabilmente dare un buon contributo anche alla Giunta attuale, stante che ne fa parte come maggioranza, stante la sua esperienza precedente di Giunta, avrebbe potuto dare il suo contributo e alla maggioranza per aiutare a far quadrare probabilmente un bilancio che non si riesce a far quadrare, e invece cosa succede? Si dimette, non si sa per quale motivazione e sinceramente rimango perplesso.
Ma torniamo alla mozione. I problemi della Sardegna, molti - e tante volte qui si è detto che sono drammatici - derivano da una situazione nazionale che chiaramente è il frutto di un non Governo, o meglio di scelte che poco hanno a che fare col benessere generale della nazione, e quindi conseguentemente anche della Sardegna, e molto hanno a che fare con una visione un po' non dico personalistica del premier, ma sicuramente rivolta a tutelare interessi più di parte che interessi generali. Quindi anche la Sardegna si è trovata coinvolta in questo disastro della politica nazionale, ci siamo trovati in una situazione di crisi economica non governabile, i Governi regionali ci hanno messo molto del proprio impegno a cercare in tutti i modi di ostacolare anche quel minimo sviluppo che poteva essere auspicabile e fattibile, stante che, io vi ricordo, questa maggioranza e questi governi del centrodestra hanno avuto una fortuna, non piccola, ma grossa fortuna ereditata in termini finanziari da quello che è stato il lavoro della precedente Giunta del centrosinistra. Ricordo che la disponibilità finanziaria data dal POR che era stata la conquista finale dei governi di centrosinistra, alla fine voi non solo non l'avete utilizzata, ma avete reso la situazione in modo tale che ci sia stato cinque anni di spreco anche di questa grande risorsa. Questo è il risultato finale di questa maggioranza e di queste Giunte, cioè non siete riusciti neanche a programmare delle enormi risorse finanziarie che potevano mettere nelle condizioni la Sardegna, a prescindere dalla crisi nazionale ed europea e dell'11 settembre, a prescindere da questo, avevamo una potenzialità finanziaria che poteva determinare un vero sviluppo della Sardegna, avete sprecato anche questa occasione. E ci troviamo oggi a non avere neanche la possibilità di discutere una finanziaria e un bilancio della Regione, non per risolvere ormai i problemi della Sardegna, non ci siete riusciti, non ci riuscirete e cercheremo in tutti i modi di invertire noi, nella prossima legislatura, perchè ormai è evidente che la Sardegna e il popolo sardo ha capito chi siete, che siete inefficienti, inefficaci, e non riuscite neanche a programmare risorse importanti che la Sardegna aveva a disposizione.
Io, nel concludere, devo ribadire quella che è la mia idea, sinceramente questa mozione avevo delle perplessità che noi la dovessimo presentare, noi stiamo implorando la Giunta regionale a rispettare la legge. E' quasi vergognoso dirlo che il Consiglio regionale debba impegnare la Giunta a fare il suo dovere minimo, che questo è il minimo dovere di una Giunta, di presentare una finanziaria. Qualcuno in battuta forse sosteneva: forse è meglio che non la presentino perchè il rischio è che ci indebitiamo ulteriormente, e il risultato finale dei cinque anni di governo di centrodestra è stato che noi siamo sull'orlo del fallimento.
Questa è la verità e su questa verità bisognerà che la Sardegna, il popolo sardo, costruisca il suo futuro ricacciandovi all'opposizione, ed è l'unica soluzione che la Sardegna potrà avere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita - D.L.). Il mio sarà un brevissimo intervento per confermare la piena adesione al contenuto della mozione e così, intanto, far notare che, per quanto superfluo, purtroppo in questo Consiglio regionale si è andati avanti per cinque anni con tutta una serie di irregolarità, di inadempienze, di ritardi che poi hanno determinato delle situazioni devastanti ai danni della collettività. Ancora una volta purtroppo si è dovuto constatare che chi avrebbe dovuto fare il proprio dovere ed assumere le sue responsabilità, ha fatto finta che queste responsabilità non esistessero,. Per cui anche questa iniziativa, che poi segue a quella assunta recentemente da parte dell'opposizione di non partecipare ai lavori dell'Aula, la maggioranza non partecipa regolarmente se non quando c'è qualche interesse specifico da tutelare, di non partecipare ai lavori dell'Aula fino a che non si fosse sbloccata questa situazione, beh, insomma, anche in questo caso c'è quasi da dire che se non si fosse messa in essere una iniziativa di carattere quasi ultimativo, la Giunta non avrebbe assolutamente dato risposte.
Quindi, ancora una volta c'è stata la necessità, ripeto, di una presa di posizione molto forte come quella che poi ha portato alla presentazione di questa mozione; e finalmente qualcuno si è mosso, si è mosso male, si è mosso in modo scomposto, in modo approssimativo, abbiamo visto nei giorni scorsi gli esiti degli incontri di queste tardive consultazioni, eccetera, e tuttora, nonostante a quanto pare quest'oggi, stamani, ci sia stato in extremis, sia stato assunto un provvedimento da parte della Giunta, tuttavia possiamo ben immaginare che cosa ne sia saltato fuori. Detto questo, volevo semplicemente aggiungere che, purtroppo, tenuto conto di tutto quello che è successo e di tutto quello che sta continuando a succedere che non è da meno di quello che è successo in precedenza, salvo la prima fase sulla quale ormai da tempo abbiamo steso un velo pietoso, ma anche tutto quello che è successo in questi anni, è stata una successione continua, una escalation continua di atti illegittimi, di violazioni di legge, addirittura di violazioni del dettato costituzionale.
Alcuni di noi più volte sono stati costretti a richiamare la Giunta, ma a richiamare anche chi guidava, o chi guida il Consiglio, a rispettare le leggi, a rispettare il Regolamento, a rispettare soprattutto il dettato costituzionale. E' stata sempre fatica vana. L'episodio più emblematico, più grave di questa situazione credo sia ciò che è accaduto in occasione della votazione della fiducia alla Giunta Masala, a una Giunta dimezzata con un Presidente che pretendeva di tenere quattro interim, e cose di questo genere, al ritardo con cui si è cercato di far fronte al cosiddetto completamento della Giunta quando a quel punto non si poteva completare proprio più nulla, eccetera.
Bene, io personalmente più volte ho dichiarato che c'erano i presupposti per lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale. Naturalmente tutti coloro che avevano la responsabilità hanno scrollato le spalle, hanno fatto orecchie da mercante, quasi come se venissero dette fesserie. Bene, recentemente ho ritenuto di presentare un'istanza per lo scioglimento anticipato. Certamente non otterrà risultati, però io credo che ognuno si debba assumere le sue responsabilità e che anche questo sia un modo come un altro, soprattutto in quanto questo comportamento segue a tutta una serie di comportamenti precedenti su questa linea con i quali non si chiedeva altro che il rispetto della legge, che il rispetto della Costituzione, che il rispetto del Regolamento, dico, ognuno si debba prendere le sue responsabilità anche in relazione al futuro e di conseguenza è stato un segnale in questa direzione. Mi rendo conto che non servirà a nulla, però a un certo punto, qualche volta, credo che anche le questioni di principio abbiano, anzi non qualche volta, le questioni di principio hanno sempre un valore e qualche volta anche quando sono solo questioni di principio, il valore lo mantengono.
PRESIDENTE. I consiglieri Falconi, Marrocu, Morittu rinunciano. I consiglieri Lai e Giagu in quanto non presenti in Aula non possono intervenire. E` iscritto a parlare il Consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Signor Presidente, io anche se mi limiterò solo a alcune battute, non voglio rinunciare, perchè ritengo che tutto sommato, al di là adesso del merito della mozione, sia un'occasione per riproporre alcune esigenze che pure ci sono, di cui si sarebbe dovuta fare carico la Giunta e non solo, non sarebbe stato nemmeno un male se la Giunta, senza nulla togliere agli Assessori presenti, visto tra l'altro che ha presentato il bilancio nella giornata, stamattina è presente sulla stampa, ieri l'ha presentato alle forze sociali, magari era l'occasione per dire: "Badate, abbiamo preso atto della vostra mozione, ci accingiamo a discutere, andremo in Commissione, ammettiamo i ritardi - una cosa inaudita - però siamo qui disponibili a un'interlocuzione seria per tentare di fare quello che è possibile fare, salvare il salvabile tenendo presente che tutti abbiamo consapevolezza della situazione in cui ci troviamo". Tutti abbiamo consapevolezza che siamo a fine legislatura, che questo Consiglio lavorerà ancora per due, tre settimane, che se riusciremo a coagulare e a catturare un po' di attenzione, non dell'opinione pubblica che è abbastanza preoccupata di quello che sta accadendo in quest'Aula e nell'amministrazione regionale, ma dico, se riusciremo a catturare un minimo di attenzione da parte almeno della maggioranza del Consiglio, riusciremo a portare a compimento l'ultimo adempimento in modo dignitoso. Ecco, questo purtroppo non è, perchè la presenza in Aula, sia della Giunta sia della maggioranza, è significativa. Senza nulla togliere, anche qui, alle esigenze di ognuno di noi che io capisco, per lo meno di quelli che pensano di marciare, di correre, di proporsi in un modo o in un altro, che pure sono comprensibili ma non sono accettabili perchè il primo modo di proporsi, a parer mio, dovrebbe continuare a essere quello di stare qui a chiudere in modo dignitoso una legislatura e ad adottare gli atti che non solo sono doverosi, ma sono necessari per questa benedetta Isola.
Sarebbe fin troppo - tra l'altro - facile riprendere le cose che abbiamo sottolineato in mille modi, i ritardi, le inadempienze, l'incapacità di questa Giunta, ma io voglio solo fare alcune sottolineature che ritengo utili. Io mi auguro che questa Giunta e questa maggioranza abbiano ancora un sussulto di dignità e non solo con il bilancio, ma anche con le scelte oltre che con tutti gli atti che sarà chiamata a compiere anche nel corso delle prossime settimane, affronti almeno le questioni drammatiche ed urgenti che abbiamo presenti nella nostra Isola. E io voglio richiamarne solo due, voglio richiamare quanto sta accadendo, ed anche questo lo voglio dire con estrema serenità, non lo faccio né per autopromozione, tanto meno lo faccio per promuovere il mio territorio, tanto meno lo faccio con un tentativo di cavarne qualsiasi utile, anche dal punto di vista elettorale, anche perchè per quanto mi riguarda io non sarò e non intendo candidarmi alle prossime elezioni regionali. Il problema che voglio porre - e mi auguro che almeno l'attenzione dei due assessori che sono presenti in Aula, visto che non c'è l'assessore competente che sarebbe l'assessore all'industria, lo sottolineo anche per Amadu ed anche per il collega Lai se vuole, così mi fanno una cortesia entrambi - il problema, sì, lo so che gli assessori sono molto abili, sanno contemporaneamente ascoltare più cose, sanno decidere più cose, salvo il fatto che non decidono quello che debbono decidere, per esempio non decidere di approvare e presentare il bilancio, però sanno fare tante cose.
Io volevo richiamare l'attenzione su una situazione che diventa di giorno in giorno sempre più drammatica, su quanto sta accadendo nell'area industriale di Villacidro, in un territorio che nel corso di questi anni ha subito un processo di deindustrializzazione spaventoso che ha cancellato una realtà significativa dell'economia della nostra Isola oltre che del comparto industriale, e che vede in questi giorni compiersi un altro misfatto che, contestualmente all'abbandono della Scaini di Villacidro da parte dell'ENI, con la chiusura di fatto ormai dello stabilimento nonostante la proroga di ulteriori 11 mesi della Cassa integrazione di quei lavoratori, contestualmente stiamo anche assistendo alla cancellazione, e di fatto ormai alla chiusura, dell'unica altra realtà produttiva degna di questo mondo che era presente e che è presente tuttora nell'ambito di quell'area industriale, cioè la Keller Meccanica. Ecco, qualcuno mi dirà: "Ma che cosa c'entrano queste situazioni particolari, la situazione in queste due aziende con quello che in realtà viene richiamato dalla mozione?" C'entra eccome! Nel momento in cui noi abbiamo una economia dell'Isola nella condizione drammatica, come non i dati che in qualche modo avrebbe potuto presentare, considerandoli di parte qualcuno Rifondazione, ma secondo i dati o vostri o di soggetti terzi rispetto all'opposizione, alla maggioranza, rispetto all'amministrazione regionale che dicono che siamo in una situazione drammatica anche per quanto riguarda il comparto industriale, io mi chiedo e vi dico: "Ma cosa ci state lì a fare se non siete in grado, rispetto alle situazioni drammatiche, preoccupanti o rispetto anche ai problemi di ordinaria amministrazione, se non siete in grado di prendere alcuna decisione?" Così come sta accadendo con il bilancio della Regione. Questa vostra incapacità di decidere qualsiasi cosa, viene pagata così amaramente dai sardi. Perché, badate, non c'è solo la questione del bilancio che non viene presentato con tutte le conseguenze che ne derivano, c'è il fatto che gran parte dei bilanci precedenti non siete neanche riusciti ad utilizzarli e non siete tuttora in grado di utilizzarli, se è vero com'è vero che i dati, sempre indicati da voi, danno il cinquanta per cento delle somme stanziate negli anni precedenti tuttora non spese.
Io finisco, anche perchè tutto sommato non ne vale nemmeno le pena di discutere senza alcuna possibilità di avere un'interlocuzione, ed allora, io chiudo dicendo semplicemente una cosa: noi non vi chiediamo di affrontare e io non vi chiedo di affrontare i problemi che non siete riusciti in qualche modo a gestire nel corso di questi anni, vi chiedo almeno un sussulto di dignità e tentare comunque di intervenire per affrontare e risolvere, cosa che non sarete mai in grado di fare, visto che l'Assessore alla programmazione è tutto attento a discutere di un'altra cosa, e visto che l'Assessore ai trasporti trasporta via etere altre questioni. Io ho finito, sto aspettando che qualcuno rappresenti la Giunta.
CAPPAI (U.D.C.). C'è l'onorevole Amadu che le rappresenta anche bene.
ORTU (R.C.). E chi è?
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, non interloquisca con i colleghi. Onorevole Cappai, per cortesia.
ORTU (R.C.). Non ho capito cosa mi sta dicendo.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, lei non deve capire quello che dice l'onorevole Cappai, si rivolga al Presidente e svolga il suo intervento.
ORTU (R.C.). Presidente, io la ringrazio, se l'onorevole Cappai mi fa una domanda e io non riesco a coglierla...
PRESIDENTE. No, l'onorevole Cappai non può rivolgerle alcuna domanda, lei svolga il suo intervento. Prego.
ORTU (R.C.). Ho finito Presidente, anche perché, ripeto, qui non è poi così nemmeno utile stare a discutere; avremo modo comunque di riprendere le discussioni in sede di bilancio. Io mi chiedo, a questo punto, se la Giunta non avesse potuto cogliere con un sussulto di dignità anche quest'occasione magari per discutere di alcune situazioni, compreso, non solo il bilancio, ma le conseguenze della mancata presentazione del bilancio sull'economia della Sardegna per dire: "Badate, comunque mancano alcune settimane, mancano alcuni mesi, comunque noi anche con le poche risolse di cui disponiamo, viste le responsabilità del Governo nazionale, però vi garantiamo che alcune urgenze che pure ci sono in questa benedetta Isola ci impegniamo ad affrontarle". Però la presenza, l'attenzione degli Assessori e della Giunta di questa sera dimostra il contrario, ecco perchè ho detto: "Chi è l'Assessore e chi sono gli Assessori?", quelli che vengono in Aula e poi si mettono a telefonare o magari si mettono a parlare dell'oroscopo come qualcuno può darsi che stesse facendo poc'anzi nonostante magari abbia il compito o avesse avuto il compito di presentare il bilancio in quest'Aula, non da oggi ma da alcuni mesi. Ecco, questi sono gli interlocutori. Io mi auguro che questi interlocutori facciano la fine che stasera questa Giunta ha fatto in Aula.
PRESIDENTE. Poiché tutti gli altri iscritti a parlare hanno rinunciato rimane un unico intervento. E` iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente.
(Interruzione)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, se qualcuno di voi vuole venire qui in Presidenza a presiedere può farlo tranquillamente, basta che avanzi la richiesta. Io ho dato la parola all'onorevole Balletto, invito i colleghi ad osservare il massimo silenzio perchè l'onorevole Balletto possa svolgere il suo intervento.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente. Io ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi dell'opposizione, molti di essi si sono lamentati del fatto che la maggioranza non fosse presente in Aula e non seguisse il dibattito. Intanto va detto che questa è una mozione dell'opposizione e le ragioni che nella mozione sono contenute possono essere condivise o non condivise e quindi ciascuno è libero di essere presente o non essere presente, ma è anche vero che nelle file dell'opposizione (adesso ne vedo qualcuno di più) ma anche la stessa Presidenza nel chiamarli, taluni hanno rinunciato, molti altri non erano presenti e quindi il discorso relativo alla presenza in Aula, a seconda il punto di vista da cui si osserva, può tornare cosa comoda ma in maniera speculare si ritorce contro nel momento in cui si contano le teste, si contano le presenze e si contano anche quanti chiamati non erano presenti in Aula. Detto questo, mi sembra che dagli interventi del dibattito si sia fatta più che altro una discussione generale su un'ipotesi di manovra finanziaria che ancora non c'è, perchè il testo della mozione va ed è rivolto solo e esclusivamente nei ritardi della presentazione degli atti che riguardano il bilancio. Negare che si sia in ritardo sarebbe negare l'evidenza, però dispiace che nei momenti contingenti gli stessi fenomeni, gli stessi episodi vengono letti in maniera completamente diversa. Allora io mi chiedo: 1995, data di presentazione in Consiglio della manovra, sempre con riferimento a quel famoso 30 settembre che oggi sembra una data invalicabile e lo è a termini di Regolamento, però nel 1995 la manovra venne presentata il 16 dicembre 1994 ed approvata il 10...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Ortu, abbia pazienza!
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Io non abbocco alle provocazioni perchè non si può non sapere che la manovra nel '95 viene presentata nel '94, così come nel 2004 viene presentata la manovra...
CUGINI (D.S.). E la Giunta quando è stata fatta?
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente, se i colleghi dell'opposizione non mi vogliono far parlare, come è loro costume, io posso benissimo rinunciare.
PRESIDENTE. Prego onorevole Balletto.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Posso benissimo rinunciare, non ho difficoltà a rinunciare, però devo sottolineare che questa è la costante, quando il centrodestra non parla ci si lamenta che non vi è dibattito, quando parlano si interrompe, quando va bene, perchè il più delle volte si insulta anche. Nel 1996 la manovra venne presentata al Consiglio il 14.11.1995 e venne approvata il 12 febbraio 1996. Quella per il 1997 venne presentata il 13 novembre 1996 e venne approvata il 1 febbraio 1997; quella del 1998 venne presentata il 15 dicembre 1997 ed approvata il 18 marzo 1998. Per la verità nel 1999 la manovra finanziaria venne sempre presentata in ritardo, il 19 ottobre 1998 ed approvata entro il mese di dicembre 1998. Quindi, fatto che rappresenta una consuetudine, non perchè sia una cosa giusta, è sicuramente una cosa sbagliata, ma non è un fatto che può far gridare allo scandalo chi nel quinquennio precedente, quantomeno con riferimento alle date di presentazione, ha fatto altrettanto e solo in un anno, solo nell'ultimo anno venne; questi dati mi sono stati forniti dagli uffici della Presidenza del Consiglio e quindi non credo che mi abbiano dato dati sbagliati e comunque io nella scorsa legislatura ero presente e quindi so benissimo e perfettamente come il centrosinistra si è comportato perchè anche il centrosinistra aveva voglia di cambiare il mondo, cioè di cambiare la Sardegna, e non ci riuscì per incapacità. E devo anche dire che l'attività dell'opposizione fu molto più responsabile perchè in Aula, per l'approvazione delle manovre finanziarie, non ci si trattenne più di 10 - 12 - 13 - 14 giorni contro invece permanenze in Aula di mesi e mesi per parlare del sesso degli angeli e non anche di proposte serie. E quando proposte ci sono state sono state demagogiche, quelle che portavano a moltiplicare gli stanziamenti per i vari settori come se le risorse non fossero state limitate, come se del fatto che si è dovuto stanziare più di quanto non fosse nelle disponibilità non sia un danno denunciato anche da noi che si ritorcerà nei confronti della classe politica che nel 2004 - 2009 dovrà governare la Sardegna. Quindi, responsabilità a valanghe da parte del centrosinistra nel passato, responsabilità del centrosinistra oggi che ci ha impedito nella nostra volontà di cambiamento con un presidio dell'Aula, con un'attività ostruzionistica fine a se stessa, che non ha consentito di portare avanti quello che si sarebbe voluto fare e soprattutto non si vuole intendere che i ritardi, questa volta più di altre volte, sono stati giustificati dalla estrema esigenza di reperire risorse finanziarie che altrimenti la finanziaria nazionale non avrebbe messo a disposizione del Consiglio regionale.
Ma quale responsabilità del Governo nazionale? Il Governo nazionale sta proseguendo in quell'opera di risanamento che è stata avviata dai Governi del centrosinistra per entrare in Europa, tant'è vero che il debito pubblico, che oggi si dice che quando è stato ereditato era a 108 miliardi di euro, oggi si è ridotto a 106 miliardi di euro. Si è ridotto a 106 miliardi di euro e quindi nell'ambito...
(Interruzioni)
Presidente, lo vede come funziona? L'intolleranza è la dominante, l'intolleranza è la qualifica dominante di questa opposizione che non ha...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Balletto, i presentatori della mozione sanno benissimo di poter svolgere l'intervento in replica e quindi invito i colleghi davvero ad astenersi dai commenti durante l'intervento dei colleghi.
PIRISI (D.S.). E' come Berlusconi, non accetta contraddittorio.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). E' come il vostro Vannino Chinniti, così si chiama (?) ordine di fare, e dai! Altro che proconsoli romani, qua vengono addirittura le squadre a dare ordini!
PRESIDENTE. Prego, onorevole Balletto, per cortesia, colleghi.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). La verità è che non c'è… Uno dei limiti di questo Consiglio, Presidente, è quello che i toni non sono mai stati pacati e bisogna vedere dove sono le responsabilità. Lo stile, il bon ton, il fair play che dovrebbe esistere in un'Aula parlamentare ha latitato e soprattutto è mancato molto buon senso, che era quello, così come dice il presidente Pili nella sua lettera di dimissioni, che non è quello che noi rappresentiamo ai partiti; noi rappresentiamo un popolo e quindi dovremmo lavorare tutti, quando le cose e i progetti vanno nella finalità e nella rispondenza di quegli interessi, dovremmo lavorare per costruire e non per demolire.
Quindi, Presidente, detto questo, io non condivido il contenuto della mozione perché nella mozione, nella parte motiva, sono dette cose che non sono vere e che non corrispondono alla realtà. Non si può non condividere per il senso di responsabilità che non ci deve mai abbandonare, anche perché noi rappresentiamo interessi ben più alti di quelli dei partiti e di ciascuno di noi, non si può non condividere la parte impegnativa, perché è evidente che c'è un ritardo, ci sono motivazioni che giustificano i ritardi, perché sono sicuro che l'Assessore della programmazione nella sua replica indicherà quali sono stati i risultati che si sono raggiunti nel confronto Stato-Regioni per il reperimento delle risorse, e questo fatto dovrebbe solamente essere accolto col massimo consenso e non soddisfazione da parte del centrodestra, ma da parte di tutti quanti, perché quelle risorse consentiranno di poter avere un volume di spesa e di intervento in misura pari a quella dello scorso anno. E non è poco. Anziché ringraziare l'attività dell'Assessore, qua invece si cerca sempre di demolire.
Detto questo, io la mozione nella parte impegnativa non potrò che votarla favorevolmente, perché i ritardi ci sono; oggi la manovra è stata approvata in Giunta, tra breve la porteremo in Aula. Qui si vedrà, quando arriveremo in Commissione e in Aula, dove sta il senso di responsabilità e dove sta l'interesse da parte di ciascuno di noi nella tutela di ciò che rappresentano. Quanto alla proposta del collega Dore, se lui si fa carico di raccogliere le firme per le dimissioni volontarie da parte dei colleghi della parte politica che rappresenta, io faccio altrettanto perché anch'io mi impegno a raccogliere le firme nel centrodestra. La verità è che quando si doveva sciogliere il Consiglio probabilmente, potrei anche fare i nomi, ma per bon ton non lo faccio, da parte del centrosinistra venivano molti colleghi a dirmi: "Votate, votate, perché a casa non possiamo andare"
E comunque, detto questo, si è anche visto, nel momento in cui c'era la forza da parte dell'opposizione di votare per lo scioglimento che tanto volevano, in nome di chissà quale principio superiore da salvare, ognuno ha pensato a salvare la propria testa, la propria poltrona e non gli interessi rappresentati.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. L'intervento dell'onorevole Balletto era l'ultimo intervento. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. L'abbiamo sentito più volte questa sera nell'Aula, la manovra finanziaria viene presentata con grave ritardo, con un ritardo mai visto. Ma questo nessuno lo vuol negare, anzi se mi è consentito lo vorrei sottolineare con una valenza positiva, perché è grazie a questo ritardo che possiamo portare una manovra finanziaria che ha un quadro di risorse che è differente da quello che sarebbe stato se la stessa manovra fosse stata presentata mesi fa, e che è quel quadro di risorse che contiene di mantenere i livelli di spesa e di previsione del bilancio in linea sostanzialmente con quelli dell'anno scorso. E allora, io lo vorrei sottolineare in modo forte e determinato: c'è stato un ritardo, a questo ritardo è risultata un'attività che ha visto la Sardegna impegnata in prima fila sul tavolo della trattativa col Governo, sul tavolo della trattativa in sede di Conferenza Stato-Regioni, ha visto la Sardegna portare delle istanze, una in particolare, che è quella relativa alla proroga dell'entrata in vigore della norma della finanziaria, sulla quale istanza, ripeto, portata dalla Sardegna, il Governo ha dato assicurazione politica dell'accoglimento. Grazie a questa assicurazione, grazie a questo risultato portiamo oggi un bilancio che ha un quadro di risorse che certamente non è un quadro di risorse ricco come tutti quanti noi vorremmo, ma è un quadro di risorse che per quanto inadeguate sono in linea con i quadri di risorse degli anni precedenti.
FADDA (La Margherita-D.L.). Grazie, Assessore!
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Prego. Questo con riferimento al ritardo. Non sto a raccontare e descrivere, evidentemente, nei particolari quelle che sono state tutte le fasi che hanno visto la Sardegna impegnata su quel tavolo, voglio però ancora, con riferimento a quell'aspetto, sottolineare che per quanto la proroga per noi costituisca un risultato importante, siamo e saremo ancora a quel tavolo per discutere la sostanza, quindi nel merito della modifica normativa; modifica che in termini di principio è certamente condivisibile, perché mirata al risanamento dei conti della finanza pubblica, ma che a nostro avviso non può intervenire, intanto così, dall'oggi al domani, evidentemente perché le finanze locali non sono in grado di sopportarne l'impatto, ma in particolare non può intervenire andando a penalizzare delle voci che per noi sono di investimento, che sono centrali e determinanti per lo sviluppo della nostra terra. Mi voglio riferire agli incentivi alle famiglie, mi voglio riferire agli incentivi alle imprese, mi voglio riferire al cofinanziamento dei programmi comunitari.
E allora, comunque sia, per quanto un risultato importante sia stato aggiunto, noi a quel tavolo continuiamo con determinazione a rivendicare l'estensione delle fattispecie per le quali sia possibile considerare quel tipo di spesa di investimento e, a questo proposito, e anche questo credo che sia un risultato importante, la Sardegna è entrata nel tavolo ristretto in rappresentanza delle altre Regioni a statuto speciale che tratterà col Ministro, col Governo, la rivisitazione di quel quadro.
Ciò posto, e quindi, voglio dire, mi pare con risultati certamente soddisfacenti. Certamente, per quanto ci riguarda come Giunta, siamo soddisfatti di come il tutto sta andando. A questo punto non mi resta altro da dire se non che la Giunta, che aveva all'esame sin dagli scorsi mesi le linee guida della finanziaria, sulle quali ha lavorato, sulle quali si è confrontata nel suo interno, in questi mesi, nel divenire delle norme, la Giunta ha scontato gli ultimi passaggi, nel senso che ha presentato il documento ai sindacati, ha presentato il documento alle organizzazioni di categoria, ai rappresentanti degli imprenditori e infine, questa mattina, ha esitato il documento. Ergo, il documento stesso in settimana, ritengo, i tempi tecnici per le copie, verrà depositato al Consiglio, alla Commissione competenze per iniziare il suo iter. E allora, quello che io auspico, quello che la Giunta auspica è che, a fronte di un ritardo che c'è stato e che è stato un ritardo tecnico inevitabile, rispetto al quale, non sto ripetermi, certamente non si è rimasti inattivi, ma anzi si è sortito un risultato, di fronte al ritardo che c'è le Commissioni e il Consiglio, con senso di responsabilità, vogliano e tentino di fare il possibile nel bene e nell'interesse del sistema, nel bene e nell'interesse della Sardegna, per recuperare in quella sede i tempi di ritardo. E quindi mi auguro che questa finanziaria possa andare avanti velocemente, il più rapidamente possibile, per arrivare a dare al sistema quello strumento, quei presupposti di base, quelle precondizioni minime che in quest'Aula vengono richieste, che sono l'oggetto della mozione che viene presentata e che è in discussione e che sono passaggio fondamentale, credo, sul quale tutti quanti noi non possiamo che concordare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il consigliere Spissu, come primo firmatario della mozione.
SPISSU (D.S.). Noi dobbiamo un pochino stare ai fatti, perché altrimenti con le chiacchiere ha sempre ragione Balletto, però non è che possiamo ogni volta mischiare le carte e pensare, parlando per ultimi, di avere messo tutti nel sacco.
Io non so com'è stato nel quinquennio precedente, o lo so perché ho anch'io quei numeri che lei ha letto, so che questa maggioranza che si era presentata all'insegna della discontinuità, della rottura col passato, anche su queste questioni, quando è andata bene ha approvato la finanziaria nel mese di marzo, quest'anno, e tutti gli altri anni precedenti, l'approverà nel mese di aprile. Stiamo parlando di una finanziaria che certo avrà incontrato tutte le difficoltà che l'Assessore - incolpevole secondo me - ci ha raccontato, ma l'unico fatto certo a oggi è che in Consiglio è stata depositata la richiesta del quarto mese di esercizio provvisorio e quindi, al netto di tutte le barzellette che si raccontano, i sardi domani devono sapere che ci sarà un quarto mese di esercizio provvisorio e che se anche noi saremo clementi, indulgenti e veloci come ci ha chiesto l'Assessore, e se bruciassimo i tempi, questa finanziaria vedrà la luce alla fine del mese di aprile.
Noi manteniamo i toni pacati e pacatissimi, ma senza per questo nascondere quelli che sono i dati di fatto. Il dato di fatto è che la finanziaria non l'abbiamo vista, speriamo che sia piena di tutte quelle buone intenzioni che ci sono state raccontate, ma lo verificheremo a breve quando inizieremo l'iter. Certo è, Assessore, che abbiamo difficoltà a discutere di una finanziaria nella quale, cito le sue testuali parole, "abbiamo avuto assicurazione politica di accoglimento dal Governo". Io non so se noi, Consiglio regionale della Sardegna, possiamo accontentarci di una assicurazione politica di accoglimento e del fatto che siamo in un comitato ristretto nel quale strapperemo condizioni di miglior favore. Siamo in campagna elettorale, Assessore, anche lei sarà impegnato, sarà chiamato, anche se è un tecnico, a impegnarsi in campagna elettorale e quindi penso che avrà poco tempo per occuparsi di tavoli tecnici; penso che Ministro sia impegnato su altri tavoli tecnici, per esempio su come far quadrare tutte le misure una tantum di cui ha riempito la finanziaria dello Stato e che stanno saltando tutte per aria, a cominciare dal condono edilizio.
Va bene la polemica politica, Balletto, va bene tutto, va bene far finta che qua non si voglia far parlare, ma, insomma, non è che possiamo raccontarla molto che una maggioranza ampia qui dentro è stata nelle mani di una minoranza rissosa e di una minoranza che avrebbe impedito alla maggioranza di lavorare. La verità è che la maggioranza non è mai esistita, la maggioranza è stata una finzione tutta la legislatura, e i risultati politici del centrodestra sono quelli che dimostriamo, il centrodestra diretto prima di Floris, per due quinti da Pili e adesso dulcis in fundo, chiuso in bellezza da A.N.. Tutti i partiti della maggioranza più importanti si sono impegnati e i risultati sono di fronte agli occhi di tutti.
La mozione non dice niente di rivoluzionario, dice che il documento deve essere portato in Aula e il risultato forse è stato ottenuto se oggi viene portato in Aula, perché se non avessimo presentato la mozione probabilmente questa trattativa e questo negoziato e queste rassicurazioni politiche del Governo amico forse sarebbero arrivate a campagna elettorale iniziata, perché così avremmo potuto darne pubblico annunciato. Noi siamo totalmente insoddisfatti, Balletto, al di là delle polemiche, siamo totalmente insoddisfatti del modo col quale la maggioranza affronta queste questioni. Vedremo nel merito come sarà la finanziaria, vedremo se diamo risposta a tutti. Noi siamo del parere che la finanziaria deve essere una finanziaria asciutta, ridotta all'osso, una finanziaria che non può essere utilizzata in campagna elettorale, una finanziaria che non può essere fatta di annunci, una finanziaria che per passare deve vedere una maggioranza in aula a difendersi quella manovra finanziaria. Per il resto noi siamo consapevoli che il bilancio della Regione è sull'orlo del dissesto e chiunque la governerà nel prossimo quinquennio dovrà affrontare una fase di lacrime e sangue per risanare questo periodo che non può essere ricordato dalla Sardegna come un buon periodo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spissu. Passiamo alla fase della votazione della mozione.
Se i colleghi sono pronti mettiamo in votazione. Per cortesia due Segretari, uno della maggioranza ed uno dell'opposizione.
SPISSU (D.S.). Voto elettronico.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico quindi intanto invito sette colleghi ad appoggiare la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri SELIS, Gian Valerio SANNA, PIRISI, LAI, CUGINI, CALLEDDA, MORITTU.)
Grazie. Onorevole Pittalis, su che cosa vuole intervenire?
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Per dichiarazione di voto, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, le chiedo scusa, consentiamo ai colleghi di ritirare la tessera per votare. Colleghi, se c'è qualche collega che intende intervenire sulle modalità di votazione, compresa la votazione per parti, è pregato di chiederlo subito, per evitare le questioni che sono sorte in altre occasioni. Se i colleghi hanno concluso col ritiro della tessera magnetica!
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Rinuncio al mio intervento, Presidente.
PRESIDENTE. L'onorevole Pittalis rinuncia al proprio intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Per chiedere la votazione per parti, votando a parte nella parte introduttiva "Considerando che non risulta pervenuta ad oggi al Consiglio regionale alcuna proposta in merito e che la palese violazione della norma certifica la totale incapacità della Giunta a governare la Regione", questo chiediamo che venga votato a parte. Chiediamo che venga votato a parte anche il successivo considerato: "Considerato che l'esercizio provvisorio, in un momento di crisi", e la parte relativa dove è indicato "Evidenziato..."
PRESIDENTE. Colleghi a me pare più semplice a questo punto procedere con una votazione comma per comma, così almeno non c'è confusione e li votiamo nell'ordine naturalmente contenuto nella mozione stessa.
PRESIDENTE. Indico la votazione della prima parte da "Il Consiglio regionale" sino a "Visto che la Giunta regionale non ha ancora approvato la manovra finanziaria 2004" compreso.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI -CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FRAU - GIOVANNELLI - LADU - LICANDRO - LIORI - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PISANO - PITTALIS - SATTA - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: CORDA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 37
contrari 21
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione della parte: "Considerato che non risulta ad oggi pervenuta…", tutto il capoverso.
Chiedo ai consiglieri Spissu e Amadu di dichiarare il proprio voto.
SPISSU (D.S.). Favorevole.
AMADU (U.D.C.). Contrario.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA -IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIGGIO - BUSINCO - CONTU - CORONA - DIANA - FRAU - GIOVANNELLI - LICANDRO - LIORI - MURGIA - PETRINI - PIRASTU - PISANO - SATTA - TUNIS - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: CORDA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 26
favorevoli 34
contrari 18
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione della parte:"Visto che l'esercizio provvisorio, approvato nel mese di dicembre 2003, scade il 31 marzo prossimo venturo".
Chiedo al consigliere Pinna di dichiarare il proprio voto.
PINNA (D.S.). Favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MILIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - CONTU.
Si è astenuto il consigliere: CORDA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 40
astenuti 1
maggioranza 21
favorevoli 38
contrari 2
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione del capoverso: "Considerato che l'esercizio provvisorio…", e si conclude con "della nostra Isola".
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - CAPPAI - CONTU - PIANA - RANDAZZO - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: CORDA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 44
votanti 43
astenuti 1
maggioranza 22
favorevoli 37
contrari 6
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione del capoverso: "Evidenziato che non può essere…" sino a "da realizzare con il concorso dell'Unione europea".
Chiedo ai consiglieri Cassano, Deiana e Pisano di dichiarare il proprio voto.
CASSANO (Rif.Sardi). Contrario.
PISANO (Rif.Sardi). Contrario.
DEIANA (U.D.S.-Centro). Favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CAPPAI - COGODI - CONTU - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: CASSANO - PISANO - RANDAZZO - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: BUSINCO - CORDA - PIRASTU - TUNIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 45
votanti 41
astenuti 4
maggioranza 21
favorevoli 37
contrari 4
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione di tutto il resto, da: "Considerato che la XII legislatura" sino a: "impegna la Giunta regionale a trasmettere urgentemente al Consiglio…" eccetera.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LAI - LICANDRO - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: CASSANO - PISANO - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: CORDA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 47
votanti 46
astenuti 1
maggioranza 24
favorevoli 43
contrari 3
(Il Consiglio approva)
Colleghi, è stata avanzata dall'onorevole Cogodi una richiesta relativa alla possibilità di discutere stasera la mozione relativa al ritiro del contingente militare italiano dall'Iraq e sull'eliminazione dei dispositivi...
(Interruzioni)
Colleghi, per cortesia, c'è in tutti i casi da applicare il Regolamento, quindi c'è stata una richiesta, possono esserci due interventi a favore e due contro, però prima occorre acquisire la disponibilità della Giunta a presenziare alla discussione della mozione ed acquisita la disponibilità della Giunta, se la richiesta viene mantenuta, ci saranno due interventi a favore, due contrari e poi l'Aula deciderà. Quindi, intanto chiediamo alla Giunta se è disponibile.
La Giunta dichiara di non essere disponibile alla discussione immediata della mozione, quindi onorevole Cogodi la sua richiesta naturalmente non può essere accolta. Non ci sono...
(Interruzioni)
Colleghi, per cortesia. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). La ringrazio, Presidente, vorrei anche precisare la richiesta. In apertura di seduta, a nome anche degli altri proponenti la mozione, abbiamo richiamato un fatto che è un fatto oggettivo, se non interamente, una parte della mozione alla quale ci riferiamo, se non interamente, una parte o viene discussa, presa in considerazione dal Consiglio prima di sabato prossimo o non vi è possibilità di prenderla in considerazione ed è la parte relativa al sostegno della Carovana della Pace, che attraversa tutte le Regioni d'Italia compresa la Sardegna e dell'adesione, nei termini che si vorrà, delle istituzioni autonomistiche alla manifestazione mondiale promossa dalle associazioni pacifiste, ambientaliste americane del 20 marzo, che è sabato prossimo. Almeno per questa parte sarebbe opportuno che il Consiglio regionale decida come ritiene, adotti un ordine del giorno - come dire - il più largamente condiviso dopo averlo concordato, però non può dire "non sono d'accordo per dire una parola su questo tema". Non può dirlo perchè sarebbe una cosa non buona, si può in materia di pace, di contrarietà alla guerra dire le cose in modi anche diversi, certamente non si può dire: me ne lavo le mani. Anche perchè la Carovana della Pace in questi giorni in Sardegna sta percorrendo tutte le strade, le province della Sardegna, sta ricevendo corali manifestazioni di solidarietà delle popolazioni e anche delle istituzioni locali. Ieri a Macomer, all'assemblea che si è tenuta in una grande sala di quel grande comune della Sardegna, erano presenti tutte le istituzioni locali e tutte le parti politiche, pressoché tutte. E non è che si accoglie la Carovana della Pace che propone questo documento, questi valori, questi impegni nei territori e poi il Consiglio regionale perchè la Giunta dice "non sono d'accordo". L'assessore Cappellacci dovrebbe essere d'accordo presentare il bilancio innanzitutto, non è che in questa materia si deve dire una parola, si dica nei modi che si vuole, con le accentuazioni che a ognuno pare, però è un po' troppo burocratico e anche poco raccomandabile in via generale che si possa impedire che si discuta un argomento così importante solo perchè l'Assessore tecnico del bilancio, che non presenta il bilancio, dice: la Giunta è contraria, cioè lui è contrario. Almeno tecnicamente dica, l'Assessore tecnico, che si rimette all'Aula, che si rimette al Consiglio, almeno si pronunci il Consiglio, non si metta un sasso nei binari perchè il Consiglio possa esprimersi in materia così delicata che tocca la politica, ma tocca la morale, tocca la coscienza, dica: sono contrario. Io penso che l'Assessore tecnico non abbia compreso di che cosa si tratta, perchè se vorrà invece - come dire - poco, poco esaminare la questione non ho dubbi che egli stesso riterrà che non debba opporre nessun impedimento tecnico, salvo il merito rispetto al quale ognuno si esprimerà come meglio ritiene.
PRESIDENTE. Anche a seguito della precisazione dell'onorevole Cogodi, naturalmente questa Presidenza non può far altro che applicare alla lettera le previsioni dell'articolo 114 del Regolamento, che è abbastanza chiaro al riguardo; e quindi, sostanzialmente, richiama la Giunta ad esprimere il proprio parere e il proprio essere favorevoli a che la discussione si svolga immediatamente.
Ora, se l'assessore Cappellacci vuole precisare meglio la contrarietà della Giunta, può farlo, in caso contrario io ho registrato la posizione negativa della Giunta, per quanto possa sembrare burocratica io prendo atto della contrarietà della Giunta e quindi la richiesta dell'onorevole Cogodi non può essere accolta.
Siccome questa era una seduta straordinaria per la discussione della mozione, non vi sono altre questioni all'ordine del giorno e quindi la seduta è tolta e l'Aula verrà riconvocata a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 19 e 49.
Allegati seduta
CDLVI Seduta
Martedì 16 Marzo 2004
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 17 e 12.
MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 19 Febbraio 2004 (450), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Capelli, Claudia Lombardo, Mariella Pilo e Nicola Rassu hanno chiesto congedo per la seduta del 16 marzo 2004. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio '77, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta Regionale nelle sedute delle 30 dicembre 2003, 13, 23 e 28 gennaio 2004.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
GIAGU sulla necessità di richiesta dello stato di crisi per lo scalo marittimo di Porto Torres a seguito del gravissimo incendio sviluppatosi nella nave gasiera Panam Serena. (733)
(Risposta scritta in data 5 marzo 2004.)
SANNA Salvatore - FALCONI - PIRISI sul riconoscimento e la valorizzazione della laurea in scienze ambientali. (738)
(Risposta scritta in data 11 marzo 2004.)
FRAU sui corsi formativi di riqualificazione per ausiliari presso la ASL n. 1 di Sassari. (751)
(Risposta scritta in data 11 marzo 2004.)
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
Continuità territoriale per le merci. (531)
(Pervenuto il 4 marzo 2004 ed assegnato alla quarta Commissione.)
Sistema regionale integrato di servizi sociali e sociosanitari. (534)
(Pervenuto il 10 marzo 2004 ed assegnato alla settima Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
dai consiglieri Pinna - Spissu - Morittu - Pirisi - Demuru - Orru' - Pacifico - Pusceddu - Sanna Salvatore:
"Disposizioni per la tutela, il recupero e la valorizzazione del patrimonio architettonico realizzato con manufatti e tecniche costruttive in terra cruda e per la promozione di nuove produzioni edilizie bioecologiche. (530)
(Pervenuta il 4 marzo 2004 ed assegnata alla quarta Commissione.)
dai consiglieri SELIS - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI:
"Interventi regionali per il cinema". (532)
(Pervenuta il 5 marzo 2004 ed assegnata alla ottava Commissione.)
dai consiglieri FLORIS - PIRASTU - DEIANA - TUNIS - BUSINCO:
"Norme in materia di continuità assistenziale". (533)
(Pervenuta l'8 marzo 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)
PRESIDENTE. Comunico che in data 8 marzo 2004 è pervenuta a questa Presidenza una petizione presentata da Maria Cristina Angius e più contro la costruzione della diga del Monte Perdosu a Villasalto (8/XII).
Ricordo che a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la Quarta Commissione.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
MASIA, Segretario:
Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sull'emergenza randagismo e sui canili abusivi nel Comune di Sassari. (764)
Interrogazione MARROCU - CALLEDDA - SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sul mancato insediamento del consiglio dei delegati del Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis. (765)
Interrogazione BIANCU - SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di garantire l'assegnazione dell'edificio di proprietà della Regione sarda sito in Oristano, in via Carducci, per il funzionamento dell'Istituto Alberghiero per il Turismo. (766)
Interrogazione MORITTU - DEMURU - SANNA Alberto - CUGINI - LAI - SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sui programmi di utilizzazione dell'azienda agricola regionale "Surigheddu e Mamuntanas" sita in agro di Alghero. (767)
Interrogazione PINNA, con richiesta di risposta scritta, sulla esclusione delle PMI industriali della Sardegna dall'accesso all'utilizzo di energia interrompibile di importazione a tariffe agevolate. (768)
Interrogazione OPPI, con richiesta di risposta scritta, sul rinnovo delle nomine in seno al Consiglio di Amministrazione dell'INSAR e sulla reale partecipazione della Regione nella composizione degli organi decisionali della società. (769)
Interrogazione MURGIA - USAI sulla necessità di trasferire ai Comuni la competenza al rilascio delle autorizzazioni per l'esercizio del commercio su aree pubbliche. (770)
Interrogazione MASIA - BALIA - IBBA, con richiesta di risposta scritta, sulla continua e reiterata discriminazione perpetrata ai danni del comparto della pesca del nord Sardegna dalle disposizioni contenute nel decreto 2/VI del 2004 che regolamenta il fermo biologico della pesca in Sardegna. (771)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
MASIA, Segretario:
Interpellanza BALIA - IBBA - MASIA sulla situazione di drammatico ritardo nella spesa dei fondi POR Sardegna 2000-2006. (433)
Interpellanza PINNA - SPISSU - CUGINI sulla perdurante esclusione dal lavoro degli insegnanti precari della Sardegna e sul possibile impiego degli stessi insegnanti negli enti di formazione professionale accreditati dalla Regione e nelle scuole paritarie finanziate dalla Regione sarda. (434)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
MASIA, Segretario:
Mozione MANCA - SANNA Giacomo - SCARPA sulla sospensione immediata della campagna vaccinale contro la blue tongue in Sardegna. (136)
Mozione SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SCANO - SANNA Giacomo - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - VASSALLO sulla improcrastinabile necessità che il Consiglio regionale dibatta e approvi la manovra finanziaria per il 2004. (137)
Mozione LAI - CUGINI - PINNA - CALLEDDA - DEMURU - FALCONI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SPISSU sulle gravi negative conseguenze che si determinerebbero nelle Università di Cagliari e Sassari dalla applicazione della "riforma Moratti". (138)
Mozione COGODI - SANNA Salvatore - SANNA Giacomo - DORE - BALIA - SCANO - CALLEDDA - DETTORI - ORTU - PACIFICO - PIRISI - VASSALLO sul ritiro del contingente militare italiano dall'Iraq, sull'eliminazione dei dispositivi e dei preparativi di guerra, sull'adesione alla "Carovana della pace" ed alla manifestazione del 20 marzo a Roma. (139)
PRESIDENTE. Colleghi, ho ricevuto da parte dell'onorevole Pili una lettera che devo leggere. La lettera dice così: "Carissimo Presidente, le invio questa mia comunicazione per rassegnare le mie dimissioni irrevocabili dal Consiglio regionale. Lo faccio per due sentiti motivi: il primo politico, il secondo personale. Quello politico è legato ad un sentimento diffuso che ho colto in ogni angolo di Sardegna affinchè si metta fine alla logica di una eterna conflittualità dentro il Palazzo, fondata il più delle volte su logiche di appartenenza piuttosto che di sostanza. Con toni più o meno severi, alcuni colleghi ed esponenti politici hanno duramente criticato la mia iniziativa di percorrere la Sardegna ed ascoltare le sue voci più lontane. So che in politica ci sta tutto o quasi, con questa consapevolezza ho lasciato cadere anche le accuse più risentite che mi sono state rivolte"… Onorevole Calledda, le dispiace? Finisco di dare lettura della lettera e poi dopo... non c'è nessuna solennità, c'è una comunicazione che faccio all'Aula.
Ma sono certo che la mia presenza in Consiglio regionale, seppur legittima, potrebbe essere motivo di reiterati scontri ed attacchi proprio in momenti in cui la Sardegna ci chiede di abbassare i toni del confronto politico. Non voglio essere in alcun modo motivo o pretesto di ulteriori contrasti, la Sardegna ha bisogno di ben altro. Spero vogliate comprendere e, per quanto possibile, rispettare la mia decisione, senza polemiche e per evitare polemiche. Lascio, caro Presidente, anche per un motivo personale, in questo mio viaggio fuori dal Palazzo ho capito che bisogna rimettersi in discussione, saper ascoltare e confrontarsi anche con chi ti contesta, senza la protezione di un ruolo o di un apparato. Voglio proseguire questo mio viaggio con serenità e senza barriere, vorrei in questa mia scelta non essere d'intralcio al regolare svolgimento dei lavori del Consiglio regionale. A lei Presidente e ai colleghi dell'intera Assemblea rivolgo il mio sentito grazie per un'esperienza che, tra soddisfazioni ed amarezze, mi ha comunque dato tanto nel bene e nel male. Spero l'Assemblea vorrà accogliere queste mie dimissioni senza indugi, per rispettare la mia scelta, ripeto, irrevocabile.
Un sentito e cordiale saluto a lei, Presidente, e a tutti i colleghi rappresentanti non di partiti ma di un popolo che chiede unità, con i miei sentimenti di stima. Mauro Pili". La data è quella odierna, 16 marzo 2004.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, lei chiede di intervenire su che cosa?
SPISSU (D.S.). Sull'ordine del giorno, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sull'ordine del giorno, lei comprenderà, che siamo duramente e profondamente colpiti da questa lettera di dimissioni che ci ha letto, inaspettata, e quindi ha bisogno del tempo necessario perché noi assorbiamo questo urto così violento verso l'istituzione regionale.
Quindi io, Presidente, le propongo, nonostante siamo stati attenti alla lettura puntuale che lei ha voluto fare della lettera di dimissioni in Aula, che abbiamo copia della lettera che l'onorevole Pili ha mandato, riservandoci naturalmente nella prima riunione del Consiglio regionale che lei convocherà di discuterla con un inserimento all'ordine del giorno di questo argomento così come da Regolamento. Dopo di che se quindi lei sospende per cinque minuti e ci consente di avere copia di questa lettera torniamo, se l'onorevole Pili ce lo consente, al nostro banalissimo ordine del giorno, di cui ai sardi non importa molto, quello cioè della manovra finanziaria che la Giunta che lui ha votato avrebbe dovuto portare in Aula per tempo. Ma di questo l'onorevole Pili si occupa poco, attento come è a portare nei comuni che attraversa i doni di finanziamenti che non sono suoi, ma non si capisce a che titolo porti doni ai vari comuni. Però ne parleremo con calma quando discuteremo delle sue dimissioni. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, le do subito la parola onorevole Cogodi, un momento, io ho fatto semplicemente una comunicazione all'Aula come era mio dovere fare, poi naturalmente l'Aula si regolerà come crede, naturalmente come sempre useremo e rispetteremo il Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). La ringrazio; io intendo per davvero intervenire sull'ordine del giorno per rappresentare all'attenzione e alla sensibilità del Consiglio regionale la opportunità, e anche sul piano tecnico l'esigenza, che una mozione che è l'ultima, adesso non ho afferrato il numero, che è l'ultima che è stata data nell'elenco delle mozioni presentate prima, nella lettura degli annunci al Consiglio, che ha per tema il sostegno del Consiglio regionale alla marcia per la pace del 20 marzo prossimo, quindi di sabato che è imminente, e anche del sostegno alla carovana della pace che in questi giorni sta attraversando già da una settimana e si concluderà proprio il 20 a Roma, ogni angolo della Sardegna, perché il Consiglio regionale possa discutere quella mozione, ed è auspicabile che possa essere approvata perché non avrebbe più senso e quindi verrebbe meno la ragione stessa della presentazione della mozione se venisse discussa la settimana prossima quando la data è già decorsa.
Si tratta in realtà di una vera marcia quella che stanno conducendo i giovani, i pacifisti in Sardegna, una marcia di gente semplice che con sacrificio stanno realizzando, non è una marcia fasulla, non è la passeggiata di Pili da Armungia ad Arcore, è una cosa seria. E la notizia che, come dire, può essere interessante non è tanto quella che Pili dichiari che non verrà più in Consiglio regionale in questi giorni, la vera notizia sarebbe stata se Pili avesse mandato una lettera per dire che finalmente verrà in Consiglio, non ci è mai venuto; voleva essere all'attenzione dell'opinione pubblica anche nei prossimi giorni, penso che questo onestamente possa essere riconosciuto, non è fuggendo che può raccontare di aver meglio servito le istituzioni autonomistiche e la Sardegna, se no verrebbe meno la ragione stessa per cui il Consiglio regionale esiste, cioè noi che siamo qui e non passeggiamo da Armungia ad Arcore, assistiti proprio da tanto apparato e rivestiti da tanto ruolo, passando da ex Presidente a candidato Presidente insomma, cerchiamo di essere persone serie, ripeto, solo quello avrebbe avuto senso, il resto ognuno lo valuterà. Però io concludo e rappresento formalmente all'attenzione del Consiglio questa proposta, che voglia inserire o ritenere inserita nella seduta odierna, dopo ovviamente l'esame della mozione che è già in discussione, la mozione relativa al sostegno da parte dell'Assemblea rappresentativa del popolo sardo, della carovana della pace che sta percorrendo in questi giorni la Sardegna e della manifestazione nazionale per la pace indetta per il 20 marzo a Roma, ricordando che la manifestazione internazionale per la pace del 20 marzo non è indetta da un comitato italiano, ma è proprio indetta dall'insieme di centinaia e centinaia di associazioni pacifiste americane, cioè è la risposta che l'Europa sta dando, l'Europa democratica e l'Europa pacifica, agli americani. Questo per dire, a quanti pensano che le manifestazioni per la pace contro la guerra siano cose antiamericane, che invece è proprio una risposta in amicizia con il popolo americano che ha lanciato questo messaggio di distensione e di amicizia all'Europa.
PRESIDENTE. Intanto chiedo la cortesia di fare fotocopie di questa lettera, così come richiesto, e di distribuirla. Colleghi, vi prego un po' di attenzione. L'onorevole Cogodi ha fatto una richiesta, ma almeno per come l'ha formulata evidentemente lui stesso si rende conto del fatto che siamo in una seduta straordinaria e pertanto, per Regolamento, non è possibile discutere che di quell'argomento. Tuttavia, poiché io credo che non impiegheremo, non lo so, questo poi vedrà l'Aula, tutta la sera o comunque ci sarà uno spazio dopo la discussione sulla mozione, io credo che questo spazio possa essere messo a frutto nel modo come chiede l'onorevole Cogodi, naturalmente dopo la discussione, applicando il Regolamento daremo la possibilità su questo di parlare, adesso vedo il Regolamento, mi pare che sono un oratore per Gruppo, oppure uno a favore e uno contro, adesso non ricordo, vedrò il Regolamento, e dopo di che, se ci sarà l'accordo, procederemo alla discussione di quegli argomenti.
Intanto, e poi passiamo subito alla mozione, voglio ricordare, onorevole Spissu, che la discussione sull'argomento delle dimissioni non è per Regolamento dovuta, se però c'è una richiesta si fa anche la discussione, io non pongo nessun ostacolo, se la richiesta c'è facciamo la discussione, se il Consiglio ritiene utile che si debba fare la discussione si faccia la discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Signor Presidente, solo un minuto per parlare sull'ordine del giorno in appoggio alla questione che ha proposto il collega Cogodi, perché è una questione urgente, che ove non la discutessimo oggi non avrebbe più senso perché verrebbe superata dagli eventi, ma anche per esprimere il mio appoggio alla proposta fatta dal collega Spissu, perché non possiamo far finta di nulla. Un consigliere si dimette dal Consiglio, scrive una lettera di dimissione dal Consiglio, la Conferenza dei Capi Gruppo, dato il momento particolare in cui questa lettera viene a cadere deve, secondo me, ragionare per vedere come trattarla. Io, signor Presidente, senza fare ora ragionamenti né politici e né istituzionali, avendo una certa esperienza in fatto di dimissioni dal Consiglio, perché mi sono dimesso non per burla, a metà di una legislatura, ho qualche titolo a fare un ragionamento serio su questo punto, lo farò nel momento. Anticipo che il collega Pili ha avuto ragioni e tempo per dimettersi dal Consiglio, e forse avrebbe fatto bene a farlo, ma presentare una lettera di dimissioni un mese prima che il Consiglio cessi le sue funzioni è, scusatemi, un atto di sfrontata propaganda. Io non sono abituato ad usare, i colleghi me ne daranno atto, quelli di centro sinistra e anche quelli di centro destra, non sono abituato ad alzare i toni, ma in questo caso ci troviamo di fronte ad una pagliacciata e chi fa le pagliacciate è un pagliaccio.
PRESIDENTE. Non l'ho voluta interrompere però le avevo chiesto, onorevole Scano, di parlare sull'ordine del giorno, lei non ha parlato dell'ordine del giorno, glielo faccio solo osservare.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, anche perché mi pare che le cadute di stile siano una costante, solo che mi sorprende che provengano anche da chi abitualmente abbiamo sempre rispettato come un collega che, sul piano anche dei giudizi personali, rivolgere del pagliaccio a qualcuno che è assento, peraltro, beh, mi pare che... lasciamo alla sua coscienza la riflessione anche alle eventuali scuse pubbliche che ritengo siano doverose, questo come minimo. Qui non c'entra la politica, è una questione di buona creanza, buona educazione, se mi consentite, e non riflette assolutamente i rapporti politici. Voglio ricordare che le dimissioni sono atto personale del consigliere e il Consiglio non può che prenderne atto, il Consiglio può accettarle o respingerle, ma volerne, come fa sempre il centro sinistra, o alcuni settori del centro sinistra sollevare un casus belli rispetto ad un atto che va rispettato, verso il quale noi esprimiamo apprezzamento e solidarietà, mi pare che un minimo, almeno un minimo di rispetto sia dovuto da parte dell'intera Assemblea.
È vero che il Consiglio regionale, ormai la legislatura volge al termine, noi diciamo anche per fortuna, onorevole Piersandro Scano, diciamo per fortuna, e l'onorevole Pili ha avuto l'intuizione, ha avuto anche il buon gusto di rassegnare le dimissioni in anticipo per poter dire ai sardi quello che non è stato potuto dire nel chiuso di quest'Aula, e questo grazie alla responsabilità, anche grazie alla responsabilità da parte vostra. Quindi, signor Presidente, non è questa l'occasione per portare il dibattito, per portare alcune riflessioni su un atto che merita rispetto, e dunque l'invito è su questo aspetto ad una riflessione comune che non travalichi almeno il senso della educazione che mi pare veramente sia, da qualche collega, stato dimenticato.
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi le do la parola, mi consenta un momentino solo, io vorrei ricordare che questa materia è regolata dalla Legge numero 7 del 6 marzo '79 che dice: "è riservata al Consiglio regionale la facoltà di ricevere e accettare le dimissioni dei propri membri ove non vi siano osservazioni, si intende che l'Assemblea prende atto delle dimissioni". Poiché vi sono delle osservazioni io credo che non ci siano le condizioni per una presa d'atto immediata, la richiesta alla quale bisogna accedere è quella fatta dall'onorevole Spissu. Quindi, o alla conclusione del dibattito dopo le cose che ha chiesto anche l'onorevole Cogodi, o si convoca il Consiglio per discutere di questo argomento se il Consiglio vuole discutere ne discutiamo.
Per quanto riguarda stasera io vorrei pregare tutti i colleghi, perché vedete poi è difficile presiedere in questa situazione, se uno dà la parola per intervenire sull'ordine del giorno e poi fa altro, o si costringe il Presidente ad interrompere, oppure gli altri rispondono ma non c'è dubbio, si apre un dibattito. Io vi prego, colleghi, se no poi restiamo tutta la sera qua a parlare di una cosa sulla quale stasera non è proprio il caso che parliamo, non approdiamo a nulla, facciamo polemiche inutili, io credo. Allora, chi vuole intervenire sull'ordine del giorno in relazione ai lavori che dobbiamo svolgere lo può fare, per Regolamento; chi deve trattare altra materia, prenda nota dei sentimenti, delle cose che ha pensato e lo faccia quando arriverà il momento perché su questo, se il Consiglio vuole e c'è una richiesta in tal senso, faremo una riunione nella quale discuteremo e ognuno avrà la possibilità di dire quello che pensa ad abundantiam. Quindi vi prego colleghi. Detto questo, onorevole Pirisi, se lei vuole intervenire sull'ordine del giorno io le dò la parola, se no…
PIRISI (D.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Lei è molto gentile e la ringrazio. Quindi se non ci sono altri interventi sull'ordine del giorno, colleghi, possiamo passare all'esame della mozione.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 137. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
MOZIONE SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SCANO - SANNA Giacomo - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRÚ - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - VASSALLO sulla improcrastinabile necessità che il Consiglio regionale dibatta e approvi la manovra finanziaria per il 2004.
IL CONSIGLIO REGIONALEPREMESSO che le "Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione", contenute nelle leggi vigenti, prescrivono che il disegno di legge finanziaria, il disegno di legge del bilancio annuale e pluriennale, nonché le note di programma "sono trasmessi al Consiglio regionale per l'approvazione entro il 30 settembre dell'anno precedente all'esercizio finanziario cui gli stessi si riferiscono";
VISTO che la Giunta regionale non ha ancora approvato la manovra finanziaria 2004;
CONSIDERATO che non risulta ad oggi pervenuta al Consiglio regionale alcuna proposta in merito e che la palese violazione della norma certifica la totale incapacità della Giunta regionale a governare la Regione;
VISTO che l'esercizio provvisorio, approvato nel mese di dicembre 2003, scade il 31 marzo prossimo venturo;
CONSIDERATO che l'esercizio provvisorio, in un momento di crisi quale quello che la Sardegna sta attraversando, non rappresenta certamente la migliore e la più adeguata risposta alle pressanti e preoccupanti richieste che provengono da tutte le categorie produttive, sociali ed economiche della nostra isola;
EVIDENZIATO che non può essere più accettato e permesso che di fronte al dramma di una disoccupazione sempre più dilagante, alla palese difficoltà degli enti locali, alla crisi che investe tutti i comparti produttivi, la Regione sarda sia colpevolmente assente per l'incapacità del governo di centrodestra, non spenda le risorse assegnate e blocchi i finanziamenti previsti sia dalle leggi settoriali di spesa, sia dai programmi organici di opere pubbliche comprese quelle da realizzare con il concorso dell'Unione Europea;
CONSIDERATO che la XII legislatura è in scadenza,
impegna la Giunta regionale
a trasmettere urgentemente al Consiglio regionale i provvedimenti legislativi relativi alla manovra finanziaria per il 2004. (137)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
SPISSU (D.S.). Presidente e Presidente Masala in modo particolare, il mio Gruppo e il centro sinistra, nel mese di settembre, agli inizi del mese di settembre, riteneva, contrariamente all'onorevole Pili che consentì con l'astensione la nascita di una Giunta minoritaria, il mio Gruppo e il centro sinistra riteneva che questa legislatura fosse conclusa e che si dovesse andare allora allo scioglimento del Consiglio regionale, anticipato per la prima volta nella storia dell'autonomia, sulla base della semplice considerazione che questa legislatura era di fatto terminata per quanto concerne soprattutto la sua capacità di produrre atti e fatti positivi per l'interesse della comunità sarda che in questa Assemblea rappresentiamo.
I fatti sono andati diversamente, e sono andati diversamente sia perché alcuni colleghi hanno ritenuto che quell'esperimento dovesse nascere e perché altri colleghi hanno ritenuto pilatescamente di lavarsene le mani astenendosi, consentendo appunto che quella Giunta nascesse. Allora l'atto di coraggio andava fatto, se di atto di coraggio si vuol parlare, e se si vuole il rispetto politico. Gli atti di coraggio fatti tardivamente, fatti a campagna elettorale iniziata e con le scarpe da tennis ai piedi penso che non solo suonino come suonano quelle campane stonate, ma che suonino come una questione strumentale, offensiva per l'intero Consiglio regionale, per questo Consiglio regionale che oggi porta in Aula, su iniziativa delle opposizioni, una mozione, anche qui prima volta nella storia della nostra autonomia, per costringere l'Esecutivo a portare in Aula e in discussione ciò che per legge deve essere portato entro il mese di settembre; al 16 di marzo eravamo senza manovra finanziaria, oggi pare che finalmente la Giunta regionale, lo stesso giorno che arriva in Aula la nostra mozione, abbia finalmente dato la luce a questa manovra finanziaria tanto attesa. E pensare che uno dei motivi invocati dal Presidente Masala quando chiese a quest'Aula il voto di fiducia per consentire alla propria Giunta di nascere, è stato proprio quello di non lasciare la Sardegna, di non lasciare i sardi, di non lasciare le imprese, di non lasciare il sistema economico senza un punto di riferimento chiaro come quello del bilancio. Si prefiguravano disastri per la nostra economia, si prefiguravano disastri per gli enti locali senza finanza e senza bilancio. Si può dire che siamo stati profeti facili e che quelle erano soltanto argomentazioni strumentali utilizzate per consentire il varo di questo mostriciattolo che ha finalmente preso corpo. Il problema non è quello di addossare al povero Assessore al Bilancio, che è stato nominato qualche settimana fa, la responsabilità; la responsabilità è politica ed è tutta del Presidente della Giunta Regionale, dell'onorevole Masala che porta il 16 di marzo una finanziaria all'attenzione del Consiglio, sapendo che questa finanziaria verrà varata alla fine del mese di aprile, battendo anche qui un record unico nella storia della nostra autonomia. Ma questa Giunta dell'onorevole Masala è una Giunta che sta battendo tutti i primati, e questo è un altro primato ascrivibile a merito di questa Giunta. Un bilancio quindi inefficace dal punto di vista delle finalità che venivano invocate perché i Comuni non potranno fare i bilanci o hanno grosse difficoltà a fare i bilanci perché non hanno nessun riferimento certo nel bilancio della Regione, inefficace perché nessuna delle misure contenute in questa finanziaria, una finanziaria peraltro già aspramente criticata da tutte le parti sociali, tranne una convocate nella tardiva concertazione, una finanziaria inefficace da tutti i punti di vista, una finanziaria che non consentirà alla Giunta di mettere in campo nessun programma che sia degno di questo nome, una finanziaria che nasce sotto il fortissimo sospetto di essere una finanziaria elettorale e non soltanto perché quest'Aula è attraversata da pulsioni che rispondono oramai a criteri che non sono più quelli politici e di interesse collettivo, ma quelli di parte, di Gruppo, viziati naturalmente dalla ricerca anche poco lecita del consenso di settori della pubblica opinione e di amministratori.
Non si spiega diversamente, altrimenti, come la finanziaria sia stata riempita di una serie di articoli e di commi che sono commi ad personam, utilizzando un argomento, che comunque è meglio inserire nella finanziaria tutto, che è meglio dare risposte a tutti perché poi se l'Aula e qualcuno più responsabile dentro l'Aula si incaricherà di bocciare misure intollerabili e inaccettabili dal punto di vista dell'etica e dell'equilibrio di un bilancio di un'amministrazione come quella regionale poco importa, l'importante è che possiamo dire a questo o a quello che noi l'abbiamo inserita in finanziaria purtroppo insomma magari la sinistra ce l'ha bocciata.
Questo non è un modo serio di fare politica, questa è la conclusione di una dissennata politica del centrodestra durata cinque anni, una politica che ci ha costretto a manovre finanziarie mai approvate prima del mese di marzo, approvate sempre tra marzo e aprile, una politica che ha prodotto insieme ad una situazione quasi da dissesto economico e finanziario, ha prodotto anche la terrificante distorsione di una massa ingentissima di residui che non sono spesi e non possono essere spesi perché è impossibile spendere quando le finanziarie si fanno ad aprile e i programmi si fanno ad agosto-settembre. Quindi una condizione intollerabile e inaccettabile che noi denunciamo ai sardi, così come denunciamo l'assoluta e totale sordità di questo centrodestra che è più preoccupato oramai di fare bottega che di fare l'interesse collettivo.
L'onorevole Pili che con un atto di, non so, come è stato definito dall'onorevole Pittalis, di umiltà politica fa finta di girare la Sardegna, ripeto fa finta di girare la Sardegna, non abbiamo paura di essere smentiti da questo punto di vista perché sappiamo che l'onorevole Pili non gira la Sardegna, scende dalla macchina, si fa riprendere, fa finta di camminare per un po', poi si riaccomoda in macchina e si presenta nelle amministrazioni consegnando delibere di finanziamenti concessi dalla Giunta regionale di cui, non si sa perché, si fa portatore e postino il presidente Pili, che non avendo troppi risultati da ascrivere a suo merito durante il suo periodo di presidenza della Regione propone adesso, in articulo mortis, risultati stupefacenti con gli effetti speciali. Io penso che i sardi puniranno questo modo di fare, penso che questa situazione non possa essere emendata né riportata in pace con l'opinione pubblica da gesti propagandistici e pubblicitari, quale io ritengo che sia la dimissione dell'onorevole Pili. L'onorevole Pili ha avuto un sacco di occasioni durante questa legislatura per dimettersi e se si fosse dimesso penso che avrebbe fatto un grande servizio alla comunità sarda più di quanto non lo possa fare adesso, perché adesso l'unica cosa che ottiene è di far finta di presentarsi immacolato all'opinione pubblica e di consentire che il primo dei non eletti della sua lista possa venire a fare una passeggiata in Consiglio regionale per questi due mesi. Un atto politicamente inqualificabile ed è per questo che noi vorremmo discutere delle dimissioni dell'onorevole Pili, perché le dimissioni dell'onorevole Pili non sono un fatto personale che deriva da una valutazione che lui ha fatto; le dimissioni dell'onorevole Pili sono un atto politico che spaccia anche come senso di responsabilità verso la comunità sarda che non ha mai rappresentato in questi anni, essendo al centro, essendo sempre al centro di tutte le manovre di palazzo, di quel palazzo che lui dice essere oggi troppo litigioso e dal quale bisogna prendere le distanze.
Penso che lui abbia grande responsabilità insieme a qualche altro protagonista della difficoltà attraversata da questa istituzione regionale; penso che abbia introdotto, in questo Consiglio regionale, un costume decadente e di disprezzo dell'Assemblea consiliare che non aveva avuto precedenti fino alla sua era e alla sua breve transizione. Non credo che verrà ricordato per l'attività di consigliere regionale, non l'abbiamo mai visto fare il consigliere regionale né prima che fosse Presidente, né dopo. Risultano poche tracce del suo lavoro da consigliere regionale, quel lavoro oscuro, faticoso che si fa nelle Commissioni, Commissioni alle quali lui poco è venuto.
Ma di questo parleremo più diffusamente quando ci sarà dato modo di affrontare questa questione delle dimissioni che sono, lo ripeto, per noi una questione politica. Oggi ci interessa parlare di bilancio e del fatto che questo bilancio che arriva con così grave ritardo e con una sollecitazione così forte delle opposizioni a un centrodestra inattivo e inerte, penso che questo bilancio abbia già provocato molti guai, ma la cosa stupefacente è che mentre si attendono settimane, mesi e si fa finta di lavorare intorno a una manovra finanziaria si continua a utilizzare una politica di inutili annunci. L'assessore Frongia, che anche lui sarà impegnato a camminare, è uno espertissimo oramai in annunci: annuncia riaperture di leggi e di finanziamenti sulla legge 51 inesistenti, tiene bloccata la legge numero 9, affida portali la cui utilità è assai dubbia, fa a ex direttori generali del suo Assessorato convenzioni plurimilionarie, mettendo in campo tutto quanto può essere messo in campo, mentre l'assessore Masala si distrae e non ottempera, presidente Serrenti, agli ordini del giorno approvati dalla maggioranza di questo Consiglio regionale, che lo ha invitato a non fare nomine negli enti regionali e nelle società partecipate dalla Regione prima dello svolgimento delle elezioni. L'assessore Masala fa finta di non aver capito e continua a nominare presidenti di enti, magari del suo partito.
Tutto questo porta a concludere che questo Consiglio regionale andava sciolto; andava sciolto nel mese di settembre perché in questo modo avremmo evitato - sì, in questo modo soltanto, non con il varo della Giunta - molti danni e molti guai alla comunità sarda a cui toccherà porre riparo un attimo dopo che le elezioni verranno perse dal centrodestra, perché l'opinione pubblica, sebbene abbia una memoria a volte non troppo profonda, tuttavia queste questioni le ricorda e le ricorderà certamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Voglio ricordare che entro il tempo che l'onorevole Cogodi userà per fare il suo intervento, quindi venti minuti, si devono iscrivere gli altri a parlare. Prego, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ritengo di essere facile profeta se mi rappresento che in questo dibattito attorno a questa mozione si svolgerà una nobile gara tra i colleghi a chi riuscirà a motivare le ragioni migliori per cui questo Consiglio regionale avrebbe dovuto essere sciolto prima, a settembre dell'anno scorso, a marzo-aprile dell'anno scorso, quando ancora non si riusciva ad approvare il bilancio, prima ancora, ma, così, partecipo anch'io alla gara e dico che questo Consiglio regionale meritava per davvero di essere sciolto pochi mesi dopo la sua elezione quando, falsando il dato elettorale, una parte degli eletti da una parte dello schieramento politico sono passati dall'altra parte e hanno gettato le basi di un disastro che è durato, sul piano politico ed istituzionale, anni ed è un disastro che avrà e riverbererà i suoi effetti anche in diversi anni a venire.
Di quel passaggio di campo e di quella falsificazione del dato elettorale e della fisiologia della politica e delle istituzioni il consigliere regionale Pili, candidato alla Presidenza, è stato, non so se il primo artefice, di sicuro grandemente partecipe. Fuggire adesso, gli ultimi giorni, dopo aver bombardato la sua nave che sta affondando non è neppure una grande prova di coraggio; dovrebbe almeno restare in Aula i pochi giorni che restano, almeno a consolare l'equipaggio che sta per affondare, che ha contribuito non poco a far affondare e almeno a lenire qualche dolore. Troppo facile abbandonare l'equipaggio dopo che hai bombardato la tua nave e fai affondare tutti gli altri!
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA
(Segue COGODI.) A meno che non si mettano d'accordo tutti, quelli della aggregazione, chiamiamola così, di centrodestra e fuggano tutti, se ne vanno tutti e vanno tutti in massa, come pare succeda ad una specie animale, che di fronte alla difficoltà insuperabile ricorre anche al suicidio di massa. Però far finta di distinguersi dagli altri non è neppure degna la cosa di molta menzione, non è coraggioso, immaginiamo se può essere accompagnata questa fuga dopo la scampagnata, se può essere accompagnata dalla fanfara della Brigata Sassari, se può richiamare gesti di eroismo o determinazione nella volontà di battersi! Ma forse conviene lasciar perdere, dev'essere che siccome dovevamo oggi discutere di una mozione presentata dall'opposizione che dice, o meglio chiede a Masala, ma anche a Pili, che era presente prima di Masala, perché a metà marzo non è ancora neppure pervenuta al Consiglio regionale la proposta di bilancio del 2004? Perché? Dovendo rispondere ha preferito fuggire. E invece deve rispondere, deve rispondere Pili, deve rispondere Masala, deve rispondere tutta la Giunta e tutta la maggioranza. Perché a metà marzo ancora non avete neppure trasmesso al Consiglio la proposta di bilancio preventivo del 2004? Perché avete volutamente inferto alla Sardegna, alla società sarda, ai fruitori del bilancio regionale, che sono i cittadini e soprattutto ai fruitori che hanno maggiore bisogno di quello che attraverso le risorse pubbliche può pervenire alle utilità sociali, perché avete ritenuto di infliggere questo colpo ingiusto alle persone, soprattutto a quelle più esposte, alle categorie produttive? Cosa pensavate di realizzare in questo modo? Pensavate di fuggire o di sfuggire alle vostre responsabilità, di confondere queste responsabilità, di rappresentare che attraverso un bilancio che definirete tecnico, proprio perché definirete tecnico non sia politico, cioè frutto di un fallimento politico?
Il bilancio lo presenterà la Giunta, questa Giunta malandata, e lo presenterà al Consiglio e dovrebbe approvarglielo questa maggioranza pur essa malandata e sarà in danno di una Regione e di una società che meritava ben altro. Certo io mi rendo conto, come ci rendiamo conto tutti, che il collega Pili, passeggiando per la Sardegna con buona compagnia di confortevoli mezzi, ogni tanto scendendo dalle autovetture più che confortevoli e lasciando la carovana di queste autovetture più che confortevoli e facendo qualche passo a piedi quando le telecamere lì convenute dovevano fare la ripresa di una passeggiata, si comprende, avrà pure incontrato un pastore che gli avrà detto: "Ma cosa ci fai nel Consiglio regionale, tu sei così giovane, sembri anche possedere buone energie, perché non stai qui e mi aiuti a governare il gregge? Perché non stai qui e mi aiuti a rincorrere le capre?" E quel pastore gli ha chiesto di rimanere e lui può essere che abbia detto: "Sì, più che nel Consiglio regionale a fare il Presidente, dove ho già fallito, e a fare il consigliere dove non ci sono mai stato, forse aiuto questo pastore a governare il gregge". Avrà incontrato un contadino, affranto dalla fatica, mentre zappava il campo, e gli avrà detto: "Ma, tu che passeggi e passi di qui non è che mi dai una mano a zappare la terra? Vedi, prima c'era la siccità e io non riuscivo, perché non c'era l'acqua, a ricavare nulla dalla terra, adesso da qualche tempo piove pure molto, gli invasi sono pieni, ci sono le dighe, cosa ci fai lì in Regione, a sprecare il tempo, che non riesci manco a far distribuire l'acqua che pure c'è, perché metti il Flumendosa a bisticciare con il Consorzio di Bonifica e anche quando c'è l'acqua vedi che io zappo dalla mattina alla sera e non ce la faccio?" E lui si è lasciato commuovere, ha preso la zappa e ha detto: "Sto qui a zappare per un po' di tempo".
Avrà incontrato, diciamo, anche un anziano o più anziani seduti nel muretto della piazza del paese, quelli delle pensioni da 320 euro al mese, i quali avranno detto: "Vedi che noi qui dobbiamo vivere una vita dopo che abbiamo lavorato sempre, commentando chi passa, leggendo a turno un giornale che compriamo a turno e a turno lo leggiamo. E così, più che vivere l'ultima fase della vita, il meritato riposo, siamo qui a vivere l'immeritata scalogna di non avere neppure di che campare". Avrà incontrato anche i disoccupati per le vie della Sardegna, i quali gli avranno detto: "Ma che fai il Presidente della Regione o vuoi fare il consigliere? Ma stai con noi, così puoi sperare anche tu prima o poi di avere un lavoro, perché noi sono anni che speriamo di avere un lavoro, abbiamo studiato nelle scuole medie superiori e siamo diplomati, siamo andati all'università, eravamo poveri e le nostre famiglie si sono dissanguate perché noi potessimo essere dottori in legge, dottori commercialisti o comunque muniti di un titolo di studio di livello alto, e sono anni che aspettiamo di poter avere un lavoro degno, non lo troviamo però viviamo nella speranza prima o poi di averlo. Vieni con noi, tu che hai perso la fiducia, così puoi sperare insieme a noi, che magari concorriamo anche a un posto di sei commessi del Consiglio regionale, e verremo chiamati a questo concorso dove siamo in buona compagnia, perché siamo all'incirca 30 mila, per sei posti di commesso nel Consiglio regionale, e per tutti i prossimi mesi della campagna elettorale tu non ti devi preoccupare, perché verremo chiamati a turno dalla lettera A alla lettera P" - e Pili ci rientra nella lettera P - "per essere selezionati nel preconcorso, in modo che a 20-30 mila si possa promettere di essere assunti commessi e dopo le elezioni 6 saranno commessi e 30.994 - se sbaglio il conto comunque il concetto è chiaro - verranno estromessi da commesso. Però nel frattempo si sarà distribuita questa grande quantità di illusione e il Presidente Pili, già Presidente aspirante Presidente, però avrà vissuto una bella esperienza. Può essere anche che sia andata così e che egli adesso si stia occupando di tenere il conto di quanto costa quel concorso fasullo, bandito dal Consiglio regionale che lui, o dalla Presidenza o di chi ha il potere, io non ho bandito niente, ho letto solo i giornali, vedo ogni tanto pagine di pubblicità che danno i calendari ai candidati a queste pochissime occasioni di impiego pubblico, so di commissioni di concorso e quindi so di spese che necessariamente debbono essere considerevoli, tante spese per fare un concorsino che non è un concorso, che con quei danari non 6 commessi al Consiglio, ma 60 occupati stabili sicuramente attorno al Consiglio si sarebbero potuti realizzare.
Deve essere che tutta questa cosa e altro ancora che deve essere accaduto in questi giorni abbiano indotto il già Presidente della Regione a tentare di dimenticare perché mai non ha lavorato a predisporre il bilancio, perché Pili era Presidente fino al mese di agosto scorso, e se la legge dice che il bilancio di previsione va presentato entro settembre, è chiaro ed evidente che per presentarlo entro settembre si imposta il lavoro e chi presiede la Giunta organizza la Regione perché il bilancio entro settembre possa essere presentato. Avrebbe dovuto rispondere e dovrà rispondere ai sardi, anche a quel pastore, anche a quel contadino, anche a quell'anziano e anche a quel giovane dovrà rispondere perché mai li ha voluti invece punire più di quanto quelli non fossero già puniti, impedendo che questa Regione potesse spendere e spendere bene a tempo e utilmente quello di cui dispone e recuperare quanto ha diritto di recuperare per poter rispondere meglio ai bisogni sociali. Ecco perché la mozione che abbiamo presentato non è superata. Qualcuno diceva fuori dall'Aula prima di entrare: "Cosa andiamo in Aula a fare". Infatti ci sono tante assenze di gente che ancora non si è dimessa eppure sono assenti, come sempre è accaduto al collega Pili quando non enunciava ancora le dimissioni, e dicevano: "Cosa andiamo a fare in Aula se è cessata la materia del contendere?". E no, cari e carissimi componenti della Giunta e della maggioranza, non è cessata la materia del contendere, perché ad oggi il Consiglio regionale di proposta di bilancio non ne ha ancora ricevuto. Dicono le cronache che la Giunta l'avrebbe approvato finalmente dopo sette - otto mesi di ritardo, però non ne conosciamo il contenuto, ma soprattutto ancora la proposta di bilancio non è neppure pervenuta al Consiglio regionale. E per quanto se ne sa, è chiaro ed evidente che con il poco tempo, ma soprattutto con i pochi mezzi di cui questa Regione oggi deve fare i conti, con cui deve fare i conti, è chiaro che non sarà un bilancio che risolverà molti problemi, non risponderà a molti bisogni, soprattutto non riparerà i danni ulteriori che anche questo ritardo ha prodotto.
Mi hanno annunciato che il bilancio sarà un bilancio secco, asciutto, asciutto nel senso che non c'è niente, un secchio vuoto. Dentro quel secchio molto asciutto di sicuro però nel fondo ci saranno tutta la trama degli interessi clientelari di questa Regione, che in questi anni sono stati alimentati, che in questi anni sono stati moltiplicati. Ci saranno tanti staff che non si sa che cosa dovessero studiare, elaborare e sostenere visto che ogni atto della Regione è in ritardo, visto che ogni legge, poche a dire il vero quelle approvate in questa legislatura, ma tante leggi approvate nelle precedenti legislature e mai abrogate, quindi in vigore, dovevano essere rese comunque funzionanti, e in fondo a quel secchio, per quanto asciutto, ci sarà pure la congerie, l'insieme di quelle iniziative convegnistiche, propagandistiche, di cui questa Giunta non dico che è maestra, non trovo la parola, perché ogni parola, come dire, sarebbe insufficiente a rappresentare la povertà politica e morale con cui ci si affanna ogni giorno ad indire convegni, ogni Assessore indice convegni, riceviamo montagne di inviti a convegni. Ci sono un sacco di Assessori assenti, sapete dove sono? Sono tutti ad organizzare convegni; stanno contattando gruppi di progettazione, di grafici, di organizzatori per convegni. Mi spiace è colpa sua che il collega Amadu è presente, se fosse stato anche lui assente ad organizzare anche lui il suo convegno non si beccava questa, anche l'assessore Amadu sta organizzando un grande convegno sapete su che cosa? Sull'idea che ha di fare una proposta in Giunta! Sull'idea che ha di fare una proposta in Giunta in materia di gestione di miglioramento di non so quale trasporto. Ho ricevuto l'invito, anzi la lettera, la ringrazio pure per la sua cortesia, è stato così cortese che ci ha invitato e ci ha invitato con una lettera…
AMADU (U.D.C.), Assessore dei trasporti. Non l'ha letto, è già adottata quella!
COGODI (R.C.). Già adottata? Va bene, nel frattempo la delibera è stata adottata. Ma le pare che un Assessore dei trasporti organizzi un convegno su una delibera che avete adottato questi giorni? Che cosa è una delibera? È una proposta di organizzare qualcosa, ma aspettiamo di vedere che cosa è che di nuovo si organizza. E così la delibera diventa la base formalmente che legittima convegni ed altri convegni che sono la vostra spudorata campagna elettorale con i danari pubblici della Regione, quelli che non si trovano per fare il bilancio, perché dice che nel bilancio non ci sono soldi per farlo perché il Governo vi ha tagliato i fondi. Ma chi è il Governo che vi ha tagliato? È il Governo Berlusconi, è il Governo amico, e oltre che tagliare i fondi alla Regione quel Governo amico vostro meno male, così tutti gli amici ve li auguro se vi volessi male, no non ve li auguro tutti amici così, vi auguro di avere anche qualche amico vero, se quello è il Governo amico che vi taglia le gambe, che vi impedisce anche di governare, immaginiamoci i governi nemici.
Ma quel Governo è nemico anche degli enti locali, è nemico delle popolazioni perché taglia i fondi anche i comuni e i comuni della Sardegna non hanno più neppure la possibilità di garantire i livelli già insufficienti dei servizi, quindi devono tassare ancora di più i cittadini e quindi debbono anche ricorrere ad altri mezzi, qualche volta odiosi, nei confronti delle comunità per recuperare o il taglio indispensabile di alcuni servizi o il funzionamento comunque delle attività locali. Ed anche lì, qualche volta, non è che non si spreca e quant'altro. Ecco dove è la difficoltà per cui da una parte non si può avere ancora il bilancio, perché da una parte si spreca, da una parte non si introita quello che dovrebbe ricevere questa Regione....
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso. Del Piano di rinascita affidato due anni fa al professor Savona, quello della pentola bucata non si ha più notizia, la pentola era bucata e il Piano di rinascita c'è uscito dal buco, e tutta la prosopopea che è stata fatta, la carta patinata, la convegnistica del Presidente Pili che oggi dice: "Io fuggo" per non rendere conto neppure minimamente del perché di questo ulteriore ritardo. Altro che battute infelici o scherzose o di scherno, siamo di fronte veramente a una condizione insostenibile sul piano politico, della quale condizione deve rispondere interamente oggi in questo Consiglio regionale, ma di fronte al popolo sardo, tutta la coalizione di governo che ha portato la Regione a questo autentico disastro.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, devo parlare a destra della mia postazione?
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia! I colleghi che sono dentro l'Aula sono pregati di prendere posto presso i banchi. Per cortesia, colleghi! L'invito è a prendere posto per consentire all'onorevole Calledda di poter svolgere il suo intervento. Prego.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, quando il centrosinistra ha deciso di presentare questa mozione del perchè del ritardo della presentazione dei documenti relativi alla finanziaria e al bilancio tra me e me mi sono chiesto dell'esperienza vissuta in questi cinque anni da consigliere regionale. La sensazione è che nella prima finanziaria, forse perché il documento di programmazione economica, gli stessi documenti della finanziaria e del bilancio erano frutto del lavoro svolto dalle precedenti Giunte della passata legislatura. Lo stesso assessore Pittalis ebbe modo di dire in quest'Aula che non c'erano stati i tempi e quindi si partiva da ciò che aveva lasciato la precedente Amministrazione, e devo dire il vero che ci fu lo sforzo importante per dare continuità a quel tipo di impostazione data dai precedenti governi. Ovviamente mi attendevo dopo la finanziaria del 2000 che anche il centrodestra avesse avuto idee, capacità di porre alla discussione di quest'Aula, e quindi anche nell'affrontare i problemi di quest'Isola, novità, perché ci dicevano che noi avevamo posizioni politiche molto distanti rispetto a come la Sardegna doveva in qualche misura avere un suo sviluppo, come in qualche maniera rilanciare iniziative diverse rispetto a quelle del passato. Ricordo anche, signor Presidente, che in quella finanziaria c'erano diciotto collegati ad essa. Di questi diciotto collegati, se non ricordo male, quest'Aula riuscì solo ad esitarne due, uno era legato alla legge 29 sui centri storici, se non ricordo male, cosa importante perchè riuscimmo in qualche misura a mettere in moto la spesa per intervenire nei centri storici. L'altro è un qualcosa, se non ricordo sempre male, legata ai problemi dell'agricoltura. Comunque diciotto collegati non hanno in nessun modo dato la possibilità di risolvere i problemi che erano posti nelle dichiarazioni programmatiche di quel Presidente e soprattutto nella capacità di concertazione con le associazioni, con le organizzazioni sociali. Quindi io credo che siamo arrivati a conclusione della legislatura, un Dpef che non è un Dpef perchè è stato in qualche misura tagliato in tutte le sue parti, è rimasto poco e nulla, una finanziaria che arriva in Aula, se mai arrivasse, se non a causa di questa mozione che abbiamo presentato, senza un minimo di razionalità.
Vorrei entrare nel merito di alcune questioni, signor Presidente. Insomma, c'è stato un confronto durissimo in questi anni su alcuni aspetti e su alcuni problemi, il primo fra tutti voglio ricordare il piano straordinario per il lavoro. Cito questo perchè talvolta si ha la presunzione che questo Consiglio regionale, che questo Governo che amministra la nostra Regione non sia un'azione di governo quotidiana, ma sia una sorta di consiglio di amministrazione che dice: "Questo lo tagliamo perchè il piano straordinario del lavoro produce solo in qualche circostanza, in qualche realtà qualche opera pubblica" meno male che c'è questo piano, diversamente neanche opere pubbliche avremmo fatto in Sardegna, così come ritengo che alcune cose vadano valorizzate. Quando io faccio la considerazione del Piano straordinario per il lavoro, signor Presidente, mi riferisco in modo particolare ad alcune cose che in questa legislatura sono scadute, a quelle azioni: spiagge, bosco, terre pubbliche, che non potevano più essere messe in atto perchè si era concluso l'aspetto, diciamo così, definito nella legge 37. Ebbene, noi attraverso una battaglia parlamentare siamo riusciti in qualche maniera a riattivare tutti questi aspetti, e cioè abbiamo dato la possibilità a decine e decine di famiglie in Sardegna di avere un minimo di salario garantito, perchè anche di questo si tratta. Molti dicono: "Ma lavorano solo sei mesi ed è lavoro assistito." Ma come può essere che noi facciamo un ragionamento di salvaguardia del nostro patrimonio boschivo, montano, idrogeologico eccetera eccetera, quando poi lasciamo il nostro territorio abbandonato fine a se stesso. Io credo che questi, oltre aver avuto la possibilità di avere un salario, hanno avuto anche un'altra possibilità di avere una speranza e questa Regione, se non dà una speranza almeno a coloro i quali vivono in questa condizione, io credo davvero che siamo in una situazione davvero alla deriva.
Cosa intendo dire, signor Presidente? Intendo dire, per esempio, visto che la Giunta in questi giorni ha avuto la concertazione con le forze sociali, visto che la Giunta finalmente sta determinando bilancio e finanziaria, mi chiedo: su queste cose ci sono risposte? C'è la possibilità di dare ulteriormente l'opportunità a questi cittadini, a questi piccoli imprenditori, a queste cooperative, a questi soggetti sociali di continuare a lavorare oppure diciamo che è assistenza? Ma badate, se facciamo un ragionamento sull'assistenza davvero io credo che questa Regione dovrebbe essere rivoltata, come si dice in gergo, come un calzino, perchè credo che gran parte delle risorse che vengono distribuite a destra e a manca nella finanziaria nei fondi previsti, credo che assistenza inutile ce ne sia davvero tanta. Allora quando noi facciamo un ragionamento relativo alla salvaguardia del nostro patrimonio, credo che non dovremmo in nessun modo avere timidezza, ma avere coraggio sia dal punto di vista del centrodestra e sia dal punto di vista del centrosinistra.
Altra questione importante: sull'industria cosa vogliamo fare? Si parla di decadenza del sistema industriale sardo. Portovesme, seguiamo le questioni quotidianamente. Villacidro, crisi generalizzata. Portotorres, si risolvono le questioni di volta in volta o si aggravano di volta in volta. Ottana non ne parliamo. Ma una politica industriale questa maggioranza, questa Giunta ce l'ha? Io credo che allo stato dell'arte, della situazione che si è determinata, non c'è una politica industriale. Ma non dico una politica industriale per salvaguardare l'industria di base, una politica industriale degna di questo nome. Non siamo riusciti, o non siete riusciti in questi anni a fare una politica industriale di seconde e terze lavorazioni, non siete riusciti a fare in modo che l'industria agroalimentare avesse una funzione e un ruolo in Sardegna, non c'è assolutamente nulla. A conclusione di questa legislatura gli elettori capiranno, capiranno che tutte le promesse che voi avete fatto, che tutte le questioni che avete posto non siete riusciti a risolvere uno dei problemi che avete posto, né dal punto di vista programmatico né dal punto di vista politico.
Credo, signor Presidente, e mi avvio a concludere, che dovrebbe essere necessario ed utile fare una riflessione seria in quest'Aula e in questo Consiglio, che per le emergenze che sono presenti oggi in Sardegna ci vuole un governo diverso dal vostro, ci vuole un governo che sia capace di affrontare le questioni. E' riemerso in tutta la sua drammaticità in questi giorni, in queste ore, in queste settimane un altro problema che va affrontato dove nessuno di noi si può in qualche misura nascondere, mi riferisco al problema casa, una Regione che non investe, ho visto anche un'intervista del vice sindaco di Cagliari, il collega Usai, dove nelle aree urbane, nelle città si è fatta una scelta di costruire grandi centri che non possono risolvere nessuno dei problemi della povera gente. E io credo che questo sia un aspetto fondamentale, un aspetto al quale molti cittadini che sono in cassa integrazione, che sono in mobilità, che non possono pagare il canone, devono avere risposte serie e mi piacerebbe tanto vedere nella finanziaria che state portato in Commissione che ci siano delle risorse e dei fondi anche per affrontare questo problema. Perchè badate, il problema della povertà in Sardegna non è legato solo a coloro i quali sono in cassa integrazione o sono addirittura in mobilità o hanno perso il posto di lavoro, qui c'è un problema di emergenza alla quale noi dobbiamo dare risposte serie; e questa Regione ha possibilità di fare qualcosa in più perchè se noi non affrontiamo questi problemi quali problemi dobbiamo affrontare? I problemi magari dello status dei consiglieri regionali? Ma badate, questo è un altro di quegli elementi che dal nostro punto di vista, dal punto di vista del centrosinistra, creerà ulteriormente danni, allontanerà ancora di più i cittadini dalle istituzioni, allontanerà ancora di più i cittadini dalla politica.
Credo che il ragionamento che abbiamo fatto in queste settimane e in questi mesi sia quello di arrivare immediatamente a discutere questo bilancio. Ho visto i dati, se corrispondono al vero quelli pubblicati sulla stampa, che è una finanziaria di lacrime e sangue. Però credo anche che questa maggioranza, se fosse tale, dovrebbe avere almeno un sussulto di dignità per cambiare alcune cose immediatamente, perché se le organizzazioni sociali hanno dato già una risposta negativa rispetto ai contenuti della stessa, evidentemente vuol dire che anche questa volta, nonostante la volontà posta in essere dal Presiddente Masala, non ci siamo, non ci siamo perché i problemi della Sardegna restano come erano e addirittura si aggravano ulteriormente. Quindi, signor Presidente, credo che nei prossimi giorni dovremmo avere la possibilità non solo di avere i documenti necessari che si possano consentire di fare un ragionamento compiuto, ma dovremmo soprattutto fare in modo di fare ciò che i cittadini della Sardegna si aspettano da questo Consiglio regionale. Noi ci siamo e faremo la nostra battaglia dall'opposizione sapendo che è difficile, però la faremo sino alla fine.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Quando abbiamo preparato questa mozione ci siamo posti anche alcune domande, se fosse il caso di presentare una mozione simile, e parto dal dispositivo. A molti sembra strano, ed anche a me, che una Giunta debba essere sollecitata, quasi implorata, a fare il suo dovere minimo, a rispettare una legge fondamentale di un governo regionale; eppure siamo arrivati a questo assurdo ormai. In questi cinque anni di legislatura che alcuni hanno definito travagliata, e forse anche questo è un eufemismo, noi abbiamo avuto molte accuse dai banchi della maggioranza per le precedenti finanziarie. Io ricordo che le leggi di bilancio, la legge finanziaria qualsiasi Giunta l'abbia presentata in questi cinque anni, l'ha presentata puntualmente con un ritardo cronometrico si può dire; dopodiché, una volta che si arrivava in Aula a discutere delle leggi di bilancio all'opposizione, che cercava di fare il suo mestiere, il suo dovere direi cercando di modificare anche le leggi finanziarie di bilancio secondo una sua visione, veniva ripetutamente lanciata l'accusa di ostruzionismo. Ma anche quella fa parte della polemica politica, fa parte della dialettica politica, chiamiamola così, però c'erano delle invettive notevoli: "State ritardando lo sviluppo della Sardegna" queste erano le parole che ci dicevate allora. Io mi rivolgo ai pochi della maggioranza che hanno il coraggio di rimanere anche oggi, e quindi mi sembra un esercizio quasi inutile, però oggi vi manca anche questo argomento, perchè l'opposizione non ha fatto ostruzionismo sulla presentazione di una legge in Giunta e un'approvazione in Giunta. Allora penso che anche quelle accuse di allora erano pretestuose.
Siamo arrivati alla conclusione di una legislatura che era iniziata con proclami sia della prima Giunta Floris, ma soprattutto della successiva Giunta Pili e dell'attuale Giunta Masala. Il ritornello era: "Noi cambieremo tutto. Noi renderemo efficiente questa macchina burocratica della Regione". Questo ve lo voglio ricordare ma senza polemiche. Oggi quelle cose dette allora, quelle parole che avete ripetuto tante volte chi in modo soft, chi in modo arrabbiato, ma che senso avevano e che significato assumono oggi alla luce del fatto che in Consiglio regionale le opposizioni sono costrette quasi ad implorare che la Giunta regionale faccia quello che è il suo atto legislativo più importante, almeno prima che scada la legislatura, presentare un bilancio ed una finanziaria.
Signori della maggioranza, oggi in concomitanza abbiamo ricevuto anche le dimissioni dell'onorevole Pili. Io ho sempre avuto simpatia anche per alcune manifestazioni folcloristiche dell'onorevole Pili, però oggi apprendo con sorpresa di queste dimissioni. Avrebbe potuto lui probabilmente dare un buon contributo anche alla Giunta attuale, stante che ne fa parte come maggioranza, stante la sua esperienza precedente di Giunta, avrebbe potuto dare il suo contributo e alla maggioranza per aiutare a far quadrare probabilmente un bilancio che non si riesce a far quadrare, e invece cosa succede? Si dimette, non si sa per quale motivazione e sinceramente rimango perplesso.
Ma torniamo alla mozione. I problemi della Sardegna, molti - e tante volte qui si è detto che sono drammatici - derivano da una situazione nazionale che chiaramente è il frutto di un non Governo, o meglio di scelte che poco hanno a che fare col benessere generale della nazione, e quindi conseguentemente anche della Sardegna, e molto hanno a che fare con una visione un po' non dico personalistica del premier, ma sicuramente rivolta a tutelare interessi più di parte che interessi generali. Quindi anche la Sardegna si è trovata coinvolta in questo disastro della politica nazionale, ci siamo trovati in una situazione di crisi economica non governabile, i Governi regionali ci hanno messo molto del proprio impegno a cercare in tutti i modi di ostacolare anche quel minimo sviluppo che poteva essere auspicabile e fattibile, stante che, io vi ricordo, questa maggioranza e questi governi del centrodestra hanno avuto una fortuna, non piccola, ma grossa fortuna ereditata in termini finanziari da quello che è stato il lavoro della precedente Giunta del centrosinistra. Ricordo che la disponibilità finanziaria data dal POR che era stata la conquista finale dei governi di centrosinistra, alla fine voi non solo non l'avete utilizzata, ma avete reso la situazione in modo tale che ci sia stato cinque anni di spreco anche di questa grande risorsa. Questo è il risultato finale di questa maggioranza e di queste Giunte, cioè non siete riusciti neanche a programmare delle enormi risorse finanziarie che potevano mettere nelle condizioni la Sardegna, a prescindere dalla crisi nazionale ed europea e dell'11 settembre, a prescindere da questo, avevamo una potenzialità finanziaria che poteva determinare un vero sviluppo della Sardegna, avete sprecato anche questa occasione. E ci troviamo oggi a non avere neanche la possibilità di discutere una finanziaria e un bilancio della Regione, non per risolvere ormai i problemi della Sardegna, non ci siete riusciti, non ci riuscirete e cercheremo in tutti i modi di invertire noi, nella prossima legislatura, perchè ormai è evidente che la Sardegna e il popolo sardo ha capito chi siete, che siete inefficienti, inefficaci, e non riuscite neanche a programmare risorse importanti che la Sardegna aveva a disposizione.
Io, nel concludere, devo ribadire quella che è la mia idea, sinceramente questa mozione avevo delle perplessità che noi la dovessimo presentare, noi stiamo implorando la Giunta regionale a rispettare la legge. E' quasi vergognoso dirlo che il Consiglio regionale debba impegnare la Giunta a fare il suo dovere minimo, che questo è il minimo dovere di una Giunta, di presentare una finanziaria. Qualcuno in battuta forse sosteneva: forse è meglio che non la presentino perchè il rischio è che ci indebitiamo ulteriormente, e il risultato finale dei cinque anni di governo di centrodestra è stato che noi siamo sull'orlo del fallimento.
Questa è la verità e su questa verità bisognerà che la Sardegna, il popolo sardo, costruisca il suo futuro ricacciandovi all'opposizione, ed è l'unica soluzione che la Sardegna potrà avere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita - D.L.). Il mio sarà un brevissimo intervento per confermare la piena adesione al contenuto della mozione e così, intanto, far notare che, per quanto superfluo, purtroppo in questo Consiglio regionale si è andati avanti per cinque anni con tutta una serie di irregolarità, di inadempienze, di ritardi che poi hanno determinato delle situazioni devastanti ai danni della collettività. Ancora una volta purtroppo si è dovuto constatare che chi avrebbe dovuto fare il proprio dovere ed assumere le sue responsabilità, ha fatto finta che queste responsabilità non esistessero,. Per cui anche questa iniziativa, che poi segue a quella assunta recentemente da parte dell'opposizione di non partecipare ai lavori dell'Aula, la maggioranza non partecipa regolarmente se non quando c'è qualche interesse specifico da tutelare, di non partecipare ai lavori dell'Aula fino a che non si fosse sbloccata questa situazione, beh, insomma, anche in questo caso c'è quasi da dire che se non si fosse messa in essere una iniziativa di carattere quasi ultimativo, la Giunta non avrebbe assolutamente dato risposte.
Quindi, ancora una volta c'è stata la necessità, ripeto, di una presa di posizione molto forte come quella che poi ha portato alla presentazione di questa mozione; e finalmente qualcuno si è mosso, si è mosso male, si è mosso in modo scomposto, in modo approssimativo, abbiamo visto nei giorni scorsi gli esiti degli incontri di queste tardive consultazioni, eccetera, e tuttora, nonostante a quanto pare quest'oggi, stamani, ci sia stato in extremis, sia stato assunto un provvedimento da parte della Giunta, tuttavia possiamo ben immaginare che cosa ne sia saltato fuori. Detto questo, volevo semplicemente aggiungere che, purtroppo, tenuto conto di tutto quello che è successo e di tutto quello che sta continuando a succedere che non è da meno di quello che è successo in precedenza, salvo la prima fase sulla quale ormai da tempo abbiamo steso un velo pietoso, ma anche tutto quello che è successo in questi anni, è stata una successione continua, una escalation continua di atti illegittimi, di violazioni di legge, addirittura di violazioni del dettato costituzionale.
Alcuni di noi più volte sono stati costretti a richiamare la Giunta, ma a richiamare anche chi guidava, o chi guida il Consiglio, a rispettare le leggi, a rispettare il Regolamento, a rispettare soprattutto il dettato costituzionale. E' stata sempre fatica vana. L'episodio più emblematico, più grave di questa situazione credo sia ciò che è accaduto in occasione della votazione della fiducia alla Giunta Masala, a una Giunta dimezzata con un Presidente che pretendeva di tenere quattro interim, e cose di questo genere, al ritardo con cui si è cercato di far fronte al cosiddetto completamento della Giunta quando a quel punto non si poteva completare proprio più nulla, eccetera.
Bene, io personalmente più volte ho dichiarato che c'erano i presupposti per lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale. Naturalmente tutti coloro che avevano la responsabilità hanno scrollato le spalle, hanno fatto orecchie da mercante, quasi come se venissero dette fesserie. Bene, recentemente ho ritenuto di presentare un'istanza per lo scioglimento anticipato. Certamente non otterrà risultati, però io credo che ognuno si debba assumere le sue responsabilità e che anche questo sia un modo come un altro, soprattutto in quanto questo comportamento segue a tutta una serie di comportamenti precedenti su questa linea con i quali non si chiedeva altro che il rispetto della legge, che il rispetto della Costituzione, che il rispetto del Regolamento, dico, ognuno si debba prendere le sue responsabilità anche in relazione al futuro e di conseguenza è stato un segnale in questa direzione. Mi rendo conto che non servirà a nulla, però a un certo punto, qualche volta, credo che anche le questioni di principio abbiano, anzi non qualche volta, le questioni di principio hanno sempre un valore e qualche volta anche quando sono solo questioni di principio, il valore lo mantengono.
PRESIDENTE. I consiglieri Falconi, Marrocu, Morittu rinunciano. I consiglieri Lai e Giagu in quanto non presenti in Aula non possono intervenire. E` iscritto a parlare il Consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Signor Presidente, io anche se mi limiterò solo a alcune battute, non voglio rinunciare, perchè ritengo che tutto sommato, al di là adesso del merito della mozione, sia un'occasione per riproporre alcune esigenze che pure ci sono, di cui si sarebbe dovuta fare carico la Giunta e non solo, non sarebbe stato nemmeno un male se la Giunta, senza nulla togliere agli Assessori presenti, visto tra l'altro che ha presentato il bilancio nella giornata, stamattina è presente sulla stampa, ieri l'ha presentato alle forze sociali, magari era l'occasione per dire: "Badate, abbiamo preso atto della vostra mozione, ci accingiamo a discutere, andremo in Commissione, ammettiamo i ritardi - una cosa inaudita - però siamo qui disponibili a un'interlocuzione seria per tentare di fare quello che è possibile fare, salvare il salvabile tenendo presente che tutti abbiamo consapevolezza della situazione in cui ci troviamo". Tutti abbiamo consapevolezza che siamo a fine legislatura, che questo Consiglio lavorerà ancora per due, tre settimane, che se riusciremo a coagulare e a catturare un po' di attenzione, non dell'opinione pubblica che è abbastanza preoccupata di quello che sta accadendo in quest'Aula e nell'amministrazione regionale, ma dico, se riusciremo a catturare un minimo di attenzione da parte almeno della maggioranza del Consiglio, riusciremo a portare a compimento l'ultimo adempimento in modo dignitoso. Ecco, questo purtroppo non è, perchè la presenza in Aula, sia della Giunta sia della maggioranza, è significativa. Senza nulla togliere, anche qui, alle esigenze di ognuno di noi che io capisco, per lo meno di quelli che pensano di marciare, di correre, di proporsi in un modo o in un altro, che pure sono comprensibili ma non sono accettabili perchè il primo modo di proporsi, a parer mio, dovrebbe continuare a essere quello di stare qui a chiudere in modo dignitoso una legislatura e ad adottare gli atti che non solo sono doverosi, ma sono necessari per questa benedetta Isola.
Sarebbe fin troppo - tra l'altro - facile riprendere le cose che abbiamo sottolineato in mille modi, i ritardi, le inadempienze, l'incapacità di questa Giunta, ma io voglio solo fare alcune sottolineature che ritengo utili. Io mi auguro che questa Giunta e questa maggioranza abbiano ancora un sussulto di dignità e non solo con il bilancio, ma anche con le scelte oltre che con tutti gli atti che sarà chiamata a compiere anche nel corso delle prossime settimane, affronti almeno le questioni drammatiche ed urgenti che abbiamo presenti nella nostra Isola. E io voglio richiamarne solo due, voglio richiamare quanto sta accadendo, ed anche questo lo voglio dire con estrema serenità, non lo faccio né per autopromozione, tanto meno lo faccio per promuovere il mio territorio, tanto meno lo faccio con un tentativo di cavarne qualsiasi utile, anche dal punto di vista elettorale, anche perchè per quanto mi riguarda io non sarò e non intendo candidarmi alle prossime elezioni regionali. Il problema che voglio porre - e mi auguro che almeno l'attenzione dei due assessori che sono presenti in Aula, visto che non c'è l'assessore competente che sarebbe l'assessore all'industria, lo sottolineo anche per Amadu ed anche per il collega Lai se vuole, così mi fanno una cortesia entrambi - il problema, sì, lo so che gli assessori sono molto abili, sanno contemporaneamente ascoltare più cose, sanno decidere più cose, salvo il fatto che non decidono quello che debbono decidere, per esempio non decidere di approvare e presentare il bilancio, però sanno fare tante cose.
Io volevo richiamare l'attenzione su una situazione che diventa di giorno in giorno sempre più drammatica, su quanto sta accadendo nell'area industriale di Villacidro, in un territorio che nel corso di questi anni ha subito un processo di deindustrializzazione spaventoso che ha cancellato una realtà significativa dell'economia della nostra Isola oltre che del comparto industriale, e che vede in questi giorni compiersi un altro misfatto che, contestualmente all'abbandono della Scaini di Villacidro da parte dell'ENI, con la chiusura di fatto ormai dello stabilimento nonostante la proroga di ulteriori 11 mesi della Cassa integrazione di quei lavoratori, contestualmente stiamo anche assistendo alla cancellazione, e di fatto ormai alla chiusura, dell'unica altra realtà produttiva degna di questo mondo che era presente e che è presente tuttora nell'ambito di quell'area industriale, cioè la Keller Meccanica. Ecco, qualcuno mi dirà: "Ma che cosa c'entrano queste situazioni particolari, la situazione in queste due aziende con quello che in realtà viene richiamato dalla mozione?" C'entra eccome! Nel momento in cui noi abbiamo una economia dell'Isola nella condizione drammatica, come non i dati che in qualche modo avrebbe potuto presentare, considerandoli di parte qualcuno Rifondazione, ma secondo i dati o vostri o di soggetti terzi rispetto all'opposizione, alla maggioranza, rispetto all'amministrazione regionale che dicono che siamo in una situazione drammatica anche per quanto riguarda il comparto industriale, io mi chiedo e vi dico: "Ma cosa ci state lì a fare se non siete in grado, rispetto alle situazioni drammatiche, preoccupanti o rispetto anche ai problemi di ordinaria amministrazione, se non siete in grado di prendere alcuna decisione?" Così come sta accadendo con il bilancio della Regione. Questa vostra incapacità di decidere qualsiasi cosa, viene pagata così amaramente dai sardi. Perché, badate, non c'è solo la questione del bilancio che non viene presentato con tutte le conseguenze che ne derivano, c'è il fatto che gran parte dei bilanci precedenti non siete neanche riusciti ad utilizzarli e non siete tuttora in grado di utilizzarli, se è vero com'è vero che i dati, sempre indicati da voi, danno il cinquanta per cento delle somme stanziate negli anni precedenti tuttora non spese.
Io finisco, anche perchè tutto sommato non ne vale nemmeno le pena di discutere senza alcuna possibilità di avere un'interlocuzione, ed allora, io chiudo dicendo semplicemente una cosa: noi non vi chiediamo di affrontare e io non vi chiedo di affrontare i problemi che non siete riusciti in qualche modo a gestire nel corso di questi anni, vi chiedo almeno un sussulto di dignità e tentare comunque di intervenire per affrontare e risolvere, cosa che non sarete mai in grado di fare, visto che l'Assessore alla programmazione è tutto attento a discutere di un'altra cosa, e visto che l'Assessore ai trasporti trasporta via etere altre questioni. Io ho finito, sto aspettando che qualcuno rappresenti la Giunta.
CAPPAI (U.D.C.). C'è l'onorevole Amadu che le rappresenta anche bene.
ORTU (R.C.). E chi è?
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, non interloquisca con i colleghi. Onorevole Cappai, per cortesia.
ORTU (R.C.). Non ho capito cosa mi sta dicendo.
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, lei non deve capire quello che dice l'onorevole Cappai, si rivolga al Presidente e svolga il suo intervento.
ORTU (R.C.). Presidente, io la ringrazio, se l'onorevole Cappai mi fa una domanda e io non riesco a coglierla...
PRESIDENTE. No, l'onorevole Cappai non può rivolgerle alcuna domanda, lei svolga il suo intervento. Prego.
ORTU (R.C.). Ho finito Presidente, anche perché, ripeto, qui non è poi così nemmeno utile stare a discutere; avremo modo comunque di riprendere le discussioni in sede di bilancio. Io mi chiedo, a questo punto, se la Giunta non avesse potuto cogliere con un sussulto di dignità anche quest'occasione magari per discutere di alcune situazioni, compreso, non solo il bilancio, ma le conseguenze della mancata presentazione del bilancio sull'economia della Sardegna per dire: "Badate, comunque mancano alcune settimane, mancano alcuni mesi, comunque noi anche con le poche risolse di cui disponiamo, viste le responsabilità del Governo nazionale, però vi garantiamo che alcune urgenze che pure ci sono in questa benedetta Isola ci impegniamo ad affrontarle". Però la presenza, l'attenzione degli Assessori e della Giunta di questa sera dimostra il contrario, ecco perchè ho detto: "Chi è l'Assessore e chi sono gli Assessori?", quelli che vengono in Aula e poi si mettono a telefonare o magari si mettono a parlare dell'oroscopo come qualcuno può darsi che stesse facendo poc'anzi nonostante magari abbia il compito o avesse avuto il compito di presentare il bilancio in quest'Aula, non da oggi ma da alcuni mesi. Ecco, questi sono gli interlocutori. Io mi auguro che questi interlocutori facciano la fine che stasera questa Giunta ha fatto in Aula.
PRESIDENTE. Poiché tutti gli altri iscritti a parlare hanno rinunciato rimane un unico intervento. E` iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente.
(Interruzione)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, se qualcuno di voi vuole venire qui in Presidenza a presiedere può farlo tranquillamente, basta che avanzi la richiesta. Io ho dato la parola all'onorevole Balletto, invito i colleghi ad osservare il massimo silenzio perchè l'onorevole Balletto possa svolgere il suo intervento.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente. Io ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi dell'opposizione, molti di essi si sono lamentati del fatto che la maggioranza non fosse presente in Aula e non seguisse il dibattito. Intanto va detto che questa è una mozione dell'opposizione e le ragioni che nella mozione sono contenute possono essere condivise o non condivise e quindi ciascuno è libero di essere presente o non essere presente, ma è anche vero che nelle file dell'opposizione (adesso ne vedo qualcuno di più) ma anche la stessa Presidenza nel chiamarli, taluni hanno rinunciato, molti altri non erano presenti e quindi il discorso relativo alla presenza in Aula, a seconda il punto di vista da cui si osserva, può tornare cosa comoda ma in maniera speculare si ritorce contro nel momento in cui si contano le teste, si contano le presenze e si contano anche quanti chiamati non erano presenti in Aula. Detto questo, mi sembra che dagli interventi del dibattito si sia fatta più che altro una discussione generale su un'ipotesi di manovra finanziaria che ancora non c'è, perchè il testo della mozione va ed è rivolto solo e esclusivamente nei ritardi della presentazione degli atti che riguardano il bilancio. Negare che si sia in ritardo sarebbe negare l'evidenza, però dispiace che nei momenti contingenti gli stessi fenomeni, gli stessi episodi vengono letti in maniera completamente diversa. Allora io mi chiedo: 1995, data di presentazione in Consiglio della manovra, sempre con riferimento a quel famoso 30 settembre che oggi sembra una data invalicabile e lo è a termini di Regolamento, però nel 1995 la manovra venne presentata il 16 dicembre 1994 ed approvata il 10...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Ortu, abbia pazienza!
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Io non abbocco alle provocazioni perchè non si può non sapere che la manovra nel '95 viene presentata nel '94, così come nel 2004 viene presentata la manovra...
CUGINI (D.S.). E la Giunta quando è stata fatta?
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente, se i colleghi dell'opposizione non mi vogliono far parlare, come è loro costume, io posso benissimo rinunciare.
PRESIDENTE. Prego onorevole Balletto.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Posso benissimo rinunciare, non ho difficoltà a rinunciare, però devo sottolineare che questa è la costante, quando il centrodestra non parla ci si lamenta che non vi è dibattito, quando parlano si interrompe, quando va bene, perchè il più delle volte si insulta anche. Nel 1996 la manovra venne presentata al Consiglio il 14.11.1995 e venne approvata il 12 febbraio 1996. Quella per il 1997 venne presentata il 13 novembre 1996 e venne approvata il 1 febbraio 1997; quella del 1998 venne presentata il 15 dicembre 1997 ed approvata il 18 marzo 1998. Per la verità nel 1999 la manovra finanziaria venne sempre presentata in ritardo, il 19 ottobre 1998 ed approvata entro il mese di dicembre 1998. Quindi, fatto che rappresenta una consuetudine, non perchè sia una cosa giusta, è sicuramente una cosa sbagliata, ma non è un fatto che può far gridare allo scandalo chi nel quinquennio precedente, quantomeno con riferimento alle date di presentazione, ha fatto altrettanto e solo in un anno, solo nell'ultimo anno venne; questi dati mi sono stati forniti dagli uffici della Presidenza del Consiglio e quindi non credo che mi abbiano dato dati sbagliati e comunque io nella scorsa legislatura ero presente e quindi so benissimo e perfettamente come il centrosinistra si è comportato perchè anche il centrosinistra aveva voglia di cambiare il mondo, cioè di cambiare la Sardegna, e non ci riuscì per incapacità. E devo anche dire che l'attività dell'opposizione fu molto più responsabile perchè in Aula, per l'approvazione delle manovre finanziarie, non ci si trattenne più di 10 - 12 - 13 - 14 giorni contro invece permanenze in Aula di mesi e mesi per parlare del sesso degli angeli e non anche di proposte serie. E quando proposte ci sono state sono state demagogiche, quelle che portavano a moltiplicare gli stanziamenti per i vari settori come se le risorse non fossero state limitate, come se del fatto che si è dovuto stanziare più di quanto non fosse nelle disponibilità non sia un danno denunciato anche da noi che si ritorcerà nei confronti della classe politica che nel 2004 - 2009 dovrà governare la Sardegna. Quindi, responsabilità a valanghe da parte del centrosinistra nel passato, responsabilità del centrosinistra oggi che ci ha impedito nella nostra volontà di cambiamento con un presidio dell'Aula, con un'attività ostruzionistica fine a se stessa, che non ha consentito di portare avanti quello che si sarebbe voluto fare e soprattutto non si vuole intendere che i ritardi, questa volta più di altre volte, sono stati giustificati dalla estrema esigenza di reperire risorse finanziarie che altrimenti la finanziaria nazionale non avrebbe messo a disposizione del Consiglio regionale.
Ma quale responsabilità del Governo nazionale? Il Governo nazionale sta proseguendo in quell'opera di risanamento che è stata avviata dai Governi del centrosinistra per entrare in Europa, tant'è vero che il debito pubblico, che oggi si dice che quando è stato ereditato era a 108 miliardi di euro, oggi si è ridotto a 106 miliardi di euro. Si è ridotto a 106 miliardi di euro e quindi nell'ambito...
(Interruzioni)
Presidente, lo vede come funziona? L'intolleranza è la dominante, l'intolleranza è la qualifica dominante di questa opposizione che non ha...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Balletto, i presentatori della mozione sanno benissimo di poter svolgere l'intervento in replica e quindi invito i colleghi davvero ad astenersi dai commenti durante l'intervento dei colleghi.
PIRISI (D.S.). E' come Berlusconi, non accetta contraddittorio.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). E' come il vostro Vannino Chinniti, così si chiama (?) ordine di fare, e dai! Altro che proconsoli romani, qua vengono addirittura le squadre a dare ordini!
PRESIDENTE. Prego, onorevole Balletto, per cortesia, colleghi.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). La verità è che non c'è… Uno dei limiti di questo Consiglio, Presidente, è quello che i toni non sono mai stati pacati e bisogna vedere dove sono le responsabilità. Lo stile, il bon ton, il fair play che dovrebbe esistere in un'Aula parlamentare ha latitato e soprattutto è mancato molto buon senso, che era quello, così come dice il presidente Pili nella sua lettera di dimissioni, che non è quello che noi rappresentiamo ai partiti; noi rappresentiamo un popolo e quindi dovremmo lavorare tutti, quando le cose e i progetti vanno nella finalità e nella rispondenza di quegli interessi, dovremmo lavorare per costruire e non per demolire.
Quindi, Presidente, detto questo, io non condivido il contenuto della mozione perché nella mozione, nella parte motiva, sono dette cose che non sono vere e che non corrispondono alla realtà. Non si può non condividere per il senso di responsabilità che non ci deve mai abbandonare, anche perché noi rappresentiamo interessi ben più alti di quelli dei partiti e di ciascuno di noi, non si può non condividere la parte impegnativa, perché è evidente che c'è un ritardo, ci sono motivazioni che giustificano i ritardi, perché sono sicuro che l'Assessore della programmazione nella sua replica indicherà quali sono stati i risultati che si sono raggiunti nel confronto Stato-Regioni per il reperimento delle risorse, e questo fatto dovrebbe solamente essere accolto col massimo consenso e non soddisfazione da parte del centrodestra, ma da parte di tutti quanti, perché quelle risorse consentiranno di poter avere un volume di spesa e di intervento in misura pari a quella dello scorso anno. E non è poco. Anziché ringraziare l'attività dell'Assessore, qua invece si cerca sempre di demolire.
Detto questo, io la mozione nella parte impegnativa non potrò che votarla favorevolmente, perché i ritardi ci sono; oggi la manovra è stata approvata in Giunta, tra breve la porteremo in Aula. Qui si vedrà, quando arriveremo in Commissione e in Aula, dove sta il senso di responsabilità e dove sta l'interesse da parte di ciascuno di noi nella tutela di ciò che rappresentano. Quanto alla proposta del collega Dore, se lui si fa carico di raccogliere le firme per le dimissioni volontarie da parte dei colleghi della parte politica che rappresenta, io faccio altrettanto perché anch'io mi impegno a raccogliere le firme nel centrodestra. La verità è che quando si doveva sciogliere il Consiglio probabilmente, potrei anche fare i nomi, ma per bon ton non lo faccio, da parte del centrosinistra venivano molti colleghi a dirmi: "Votate, votate, perché a casa non possiamo andare"
E comunque, detto questo, si è anche visto, nel momento in cui c'era la forza da parte dell'opposizione di votare per lo scioglimento che tanto volevano, in nome di chissà quale principio superiore da salvare, ognuno ha pensato a salvare la propria testa, la propria poltrona e non gli interessi rappresentati.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. L'intervento dell'onorevole Balletto era l'ultimo intervento. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. L'abbiamo sentito più volte questa sera nell'Aula, la manovra finanziaria viene presentata con grave ritardo, con un ritardo mai visto. Ma questo nessuno lo vuol negare, anzi se mi è consentito lo vorrei sottolineare con una valenza positiva, perché è grazie a questo ritardo che possiamo portare una manovra finanziaria che ha un quadro di risorse che è differente da quello che sarebbe stato se la stessa manovra fosse stata presentata mesi fa, e che è quel quadro di risorse che contiene di mantenere i livelli di spesa e di previsione del bilancio in linea sostanzialmente con quelli dell'anno scorso. E allora, io lo vorrei sottolineare in modo forte e determinato: c'è stato un ritardo, a questo ritardo è risultata un'attività che ha visto la Sardegna impegnata in prima fila sul tavolo della trattativa col Governo, sul tavolo della trattativa in sede di Conferenza Stato-Regioni, ha visto la Sardegna portare delle istanze, una in particolare, che è quella relativa alla proroga dell'entrata in vigore della norma della finanziaria, sulla quale istanza, ripeto, portata dalla Sardegna, il Governo ha dato assicurazione politica dell'accoglimento. Grazie a questa assicurazione, grazie a questo risultato portiamo oggi un bilancio che ha un quadro di risorse che certamente non è un quadro di risorse ricco come tutti quanti noi vorremmo, ma è un quadro di risorse che per quanto inadeguate sono in linea con i quadri di risorse degli anni precedenti.
FADDA (La Margherita-D.L.). Grazie, Assessore!
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Prego. Questo con riferimento al ritardo. Non sto a raccontare e descrivere, evidentemente, nei particolari quelle che sono state tutte le fasi che hanno visto la Sardegna impegnata su quel tavolo, voglio però ancora, con riferimento a quell'aspetto, sottolineare che per quanto la proroga per noi costituisca un risultato importante, siamo e saremo ancora a quel tavolo per discutere la sostanza, quindi nel merito della modifica normativa; modifica che in termini di principio è certamente condivisibile, perché mirata al risanamento dei conti della finanza pubblica, ma che a nostro avviso non può intervenire, intanto così, dall'oggi al domani, evidentemente perché le finanze locali non sono in grado di sopportarne l'impatto, ma in particolare non può intervenire andando a penalizzare delle voci che per noi sono di investimento, che sono centrali e determinanti per lo sviluppo della nostra terra. Mi voglio riferire agli incentivi alle famiglie, mi voglio riferire agli incentivi alle imprese, mi voglio riferire al cofinanziamento dei programmi comunitari.
E allora, comunque sia, per quanto un risultato importante sia stato aggiunto, noi a quel tavolo continuiamo con determinazione a rivendicare l'estensione delle fattispecie per le quali sia possibile considerare quel tipo di spesa di investimento e, a questo proposito, e anche questo credo che sia un risultato importante, la Sardegna è entrata nel tavolo ristretto in rappresentanza delle altre Regioni a statuto speciale che tratterà col Ministro, col Governo, la rivisitazione di quel quadro.
Ciò posto, e quindi, voglio dire, mi pare con risultati certamente soddisfacenti. Certamente, per quanto ci riguarda come Giunta, siamo soddisfatti di come il tutto sta andando. A questo punto non mi resta altro da dire se non che la Giunta, che aveva all'esame sin dagli scorsi mesi le linee guida della finanziaria, sulle quali ha lavorato, sulle quali si è confrontata nel suo interno, in questi mesi, nel divenire delle norme, la Giunta ha scontato gli ultimi passaggi, nel senso che ha presentato il documento ai sindacati, ha presentato il documento alle organizzazioni di categoria, ai rappresentanti degli imprenditori e infine, questa mattina, ha esitato il documento. Ergo, il documento stesso in settimana, ritengo, i tempi tecnici per le copie, verrà depositato al Consiglio, alla Commissione competenze per iniziare il suo iter. E allora, quello che io auspico, quello che la Giunta auspica è che, a fronte di un ritardo che c'è stato e che è stato un ritardo tecnico inevitabile, rispetto al quale, non sto ripetermi, certamente non si è rimasti inattivi, ma anzi si è sortito un risultato, di fronte al ritardo che c'è le Commissioni e il Consiglio, con senso di responsabilità, vogliano e tentino di fare il possibile nel bene e nell'interesse del sistema, nel bene e nell'interesse della Sardegna, per recuperare in quella sede i tempi di ritardo. E quindi mi auguro che questa finanziaria possa andare avanti velocemente, il più rapidamente possibile, per arrivare a dare al sistema quello strumento, quei presupposti di base, quelle precondizioni minime che in quest'Aula vengono richieste, che sono l'oggetto della mozione che viene presentata e che è in discussione e che sono passaggio fondamentale, credo, sul quale tutti quanti noi non possiamo che concordare. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il consigliere Spissu, come primo firmatario della mozione.
SPISSU (D.S.). Noi dobbiamo un pochino stare ai fatti, perché altrimenti con le chiacchiere ha sempre ragione Balletto, però non è che possiamo ogni volta mischiare le carte e pensare, parlando per ultimi, di avere messo tutti nel sacco.
Io non so com'è stato nel quinquennio precedente, o lo so perché ho anch'io quei numeri che lei ha letto, so che questa maggioranza che si era presentata all'insegna della discontinuità, della rottura col passato, anche su queste questioni, quando è andata bene ha approvato la finanziaria nel mese di marzo, quest'anno, e tutti gli altri anni precedenti, l'approverà nel mese di aprile. Stiamo parlando di una finanziaria che certo avrà incontrato tutte le difficoltà che l'Assessore - incolpevole secondo me - ci ha raccontato, ma l'unico fatto certo a oggi è che in Consiglio è stata depositata la richiesta del quarto mese di esercizio provvisorio e quindi, al netto di tutte le barzellette che si raccontano, i sardi domani devono sapere che ci sarà un quarto mese di esercizio provvisorio e che se anche noi saremo clementi, indulgenti e veloci come ci ha chiesto l'Assessore, e se bruciassimo i tempi, questa finanziaria vedrà la luce alla fine del mese di aprile.
Noi manteniamo i toni pacati e pacatissimi, ma senza per questo nascondere quelli che sono i dati di fatto. Il dato di fatto è che la finanziaria non l'abbiamo vista, speriamo che sia piena di tutte quelle buone intenzioni che ci sono state raccontate, ma lo verificheremo a breve quando inizieremo l'iter. Certo è, Assessore, che abbiamo difficoltà a discutere di una finanziaria nella quale, cito le sue testuali parole, "abbiamo avuto assicurazione politica di accoglimento dal Governo". Io non so se noi, Consiglio regionale della Sardegna, possiamo accontentarci di una assicurazione politica di accoglimento e del fatto che siamo in un comitato ristretto nel quale strapperemo condizioni di miglior favore. Siamo in campagna elettorale, Assessore, anche lei sarà impegnato, sarà chiamato, anche se è un tecnico, a impegnarsi in campagna elettorale e quindi penso che avrà poco tempo per occuparsi di tavoli tecnici; penso che Ministro sia impegnato su altri tavoli tecnici, per esempio su come far quadrare tutte le misure una tantum di cui ha riempito la finanziaria dello Stato e che stanno saltando tutte per aria, a cominciare dal condono edilizio.
Va bene la polemica politica, Balletto, va bene tutto, va bene far finta che qua non si voglia far parlare, ma, insomma, non è che possiamo raccontarla molto che una maggioranza ampia qui dentro è stata nelle mani di una minoranza rissosa e di una minoranza che avrebbe impedito alla maggioranza di lavorare. La verità è che la maggioranza non è mai esistita, la maggioranza è stata una finzione tutta la legislatura, e i risultati politici del centrodestra sono quelli che dimostriamo, il centrodestra diretto prima di Floris, per due quinti da Pili e adesso dulcis in fundo, chiuso in bellezza da A.N.. Tutti i partiti della maggioranza più importanti si sono impegnati e i risultati sono di fronte agli occhi di tutti.
La mozione non dice niente di rivoluzionario, dice che il documento deve essere portato in Aula e il risultato forse è stato ottenuto se oggi viene portato in Aula, perché se non avessimo presentato la mozione probabilmente questa trattativa e questo negoziato e queste rassicurazioni politiche del Governo amico forse sarebbero arrivate a campagna elettorale iniziata, perché così avremmo potuto darne pubblico annunciato. Noi siamo totalmente insoddisfatti, Balletto, al di là delle polemiche, siamo totalmente insoddisfatti del modo col quale la maggioranza affronta queste questioni. Vedremo nel merito come sarà la finanziaria, vedremo se diamo risposta a tutti. Noi siamo del parere che la finanziaria deve essere una finanziaria asciutta, ridotta all'osso, una finanziaria che non può essere utilizzata in campagna elettorale, una finanziaria che non può essere fatta di annunci, una finanziaria che per passare deve vedere una maggioranza in aula a difendersi quella manovra finanziaria. Per il resto noi siamo consapevoli che il bilancio della Regione è sull'orlo del dissesto e chiunque la governerà nel prossimo quinquennio dovrà affrontare una fase di lacrime e sangue per risanare questo periodo che non può essere ricordato dalla Sardegna come un buon periodo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Spissu. Passiamo alla fase della votazione della mozione.
Se i colleghi sono pronti mettiamo in votazione. Per cortesia due Segretari, uno della maggioranza ed uno dell'opposizione.
SPISSU (D.S.). Voto elettronico.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico quindi intanto invito sette colleghi ad appoggiare la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri SELIS, Gian Valerio SANNA, PIRISI, LAI, CUGINI, CALLEDDA, MORITTU.)
Grazie. Onorevole Pittalis, su che cosa vuole intervenire?
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Per dichiarazione di voto, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, le chiedo scusa, consentiamo ai colleghi di ritirare la tessera per votare. Colleghi, se c'è qualche collega che intende intervenire sulle modalità di votazione, compresa la votazione per parti, è pregato di chiederlo subito, per evitare le questioni che sono sorte in altre occasioni. Se i colleghi hanno concluso col ritiro della tessera magnetica!
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Rinuncio al mio intervento, Presidente.
PRESIDENTE. L'onorevole Pittalis rinuncia al proprio intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Per chiedere la votazione per parti, votando a parte nella parte introduttiva "Considerando che non risulta pervenuta ad oggi al Consiglio regionale alcuna proposta in merito e che la palese violazione della norma certifica la totale incapacità della Giunta a governare la Regione", questo chiediamo che venga votato a parte. Chiediamo che venga votato a parte anche il successivo considerato: "Considerato che l'esercizio provvisorio, in un momento di crisi", e la parte relativa dove è indicato "Evidenziato..."
PRESIDENTE. Colleghi a me pare più semplice a questo punto procedere con una votazione comma per comma, così almeno non c'è confusione e li votiamo nell'ordine naturalmente contenuto nella mozione stessa.
PRESIDENTE. Indico la votazione della prima parte da "Il Consiglio regionale" sino a "Visto che la Giunta regionale non ha ancora approvato la manovra finanziaria 2004" compreso.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI -CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FRAU - GIOVANNELLI - LADU - LICANDRO - LIORI - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PISANO - PITTALIS - SATTA - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: CORDA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 37
contrari 21
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione della parte: "Considerato che non risulta ad oggi pervenuta…", tutto il capoverso.
Chiedo ai consiglieri Spissu e Amadu di dichiarare il proprio voto.
SPISSU (D.S.). Favorevole.
AMADU (U.D.C.). Contrario.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA -IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIGGIO - BUSINCO - CONTU - CORONA - DIANA - FRAU - GIOVANNELLI - LICANDRO - LIORI - MURGIA - PETRINI - PIRASTU - PISANO - SATTA - TUNIS - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: CORDA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 26
favorevoli 34
contrari 18
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione della parte:"Visto che l'esercizio provvisorio, approvato nel mese di dicembre 2003, scade il 31 marzo prossimo venturo".
Chiedo al consigliere Pinna di dichiarare il proprio voto.
PINNA (D.S.). Favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MILIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - CONTU.
Si è astenuto il consigliere: CORDA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 40
astenuti 1
maggioranza 21
favorevoli 38
contrari 2
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione del capoverso: "Considerato che l'esercizio provvisorio…", e si conclude con "della nostra Isola".
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - CAPPAI - CONTU - PIANA - RANDAZZO - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: CORDA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 44
votanti 43
astenuti 1
maggioranza 22
favorevoli 37
contrari 6
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione del capoverso: "Evidenziato che non può essere…" sino a "da realizzare con il concorso dell'Unione europea".
Chiedo ai consiglieri Cassano, Deiana e Pisano di dichiarare il proprio voto.
CASSANO (Rif.Sardi). Contrario.
PISANO (Rif.Sardi). Contrario.
DEIANA (U.D.S.-Centro). Favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CAPPAI - COGODI - CONTU - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: CASSANO - PISANO - RANDAZZO - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: BUSINCO - CORDA - PIRASTU - TUNIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 45
votanti 41
astenuti 4
maggioranza 21
favorevoli 37
contrari 4
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione di tutto il resto, da: "Considerato che la XII legislatura" sino a: "impegna la Giunta regionale a trasmettere urgentemente al Consiglio…" eccetera.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LAI - LICANDRO - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: CASSANO - PISANO - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: CORDA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 47
votanti 46
astenuti 1
maggioranza 24
favorevoli 43
contrari 3
(Il Consiglio approva)
Colleghi, è stata avanzata dall'onorevole Cogodi una richiesta relativa alla possibilità di discutere stasera la mozione relativa al ritiro del contingente militare italiano dall'Iraq e sull'eliminazione dei dispositivi...
(Interruzioni)
Colleghi, per cortesia, c'è in tutti i casi da applicare il Regolamento, quindi c'è stata una richiesta, possono esserci due interventi a favore e due contro, però prima occorre acquisire la disponibilità della Giunta a presenziare alla discussione della mozione ed acquisita la disponibilità della Giunta, se la richiesta viene mantenuta, ci saranno due interventi a favore, due contrari e poi l'Aula deciderà. Quindi, intanto chiediamo alla Giunta se è disponibile.
La Giunta dichiara di non essere disponibile alla discussione immediata della mozione, quindi onorevole Cogodi la sua richiesta naturalmente non può essere accolta. Non ci sono...
(Interruzioni)
Colleghi, per cortesia. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). La ringrazio, Presidente, vorrei anche precisare la richiesta. In apertura di seduta, a nome anche degli altri proponenti la mozione, abbiamo richiamato un fatto che è un fatto oggettivo, se non interamente, una parte della mozione alla quale ci riferiamo, se non interamente, una parte o viene discussa, presa in considerazione dal Consiglio prima di sabato prossimo o non vi è possibilità di prenderla in considerazione ed è la parte relativa al sostegno della Carovana della Pace, che attraversa tutte le Regioni d'Italia compresa la Sardegna e dell'adesione, nei termini che si vorrà, delle istituzioni autonomistiche alla manifestazione mondiale promossa dalle associazioni pacifiste, ambientaliste americane del 20 marzo, che è sabato prossimo. Almeno per questa parte sarebbe opportuno che il Consiglio regionale decida come ritiene, adotti un ordine del giorno - come dire - il più largamente condiviso dopo averlo concordato, però non può dire "non sono d'accordo per dire una parola su questo tema". Non può dirlo perchè sarebbe una cosa non buona, si può in materia di pace, di contrarietà alla guerra dire le cose in modi anche diversi, certamente non si può dire: me ne lavo le mani. Anche perchè la Carovana della Pace in questi giorni in Sardegna sta percorrendo tutte le strade, le province della Sardegna, sta ricevendo corali manifestazioni di solidarietà delle popolazioni e anche delle istituzioni locali. Ieri a Macomer, all'assemblea che si è tenuta in una grande sala di quel grande comune della Sardegna, erano presenti tutte le istituzioni locali e tutte le parti politiche, pressoché tutte. E non è che si accoglie la Carovana della Pace che propone questo documento, questi valori, questi impegni nei territori e poi il Consiglio regionale perchè la Giunta dice "non sono d'accordo". L'assessore Cappellacci dovrebbe essere d'accordo presentare il bilancio innanzitutto, non è che in questa materia si deve dire una parola, si dica nei modi che si vuole, con le accentuazioni che a ognuno pare, però è un po' troppo burocratico e anche poco raccomandabile in via generale che si possa impedire che si discuta un argomento così importante solo perchè l'Assessore tecnico del bilancio, che non presenta il bilancio, dice: la Giunta è contraria, cioè lui è contrario. Almeno tecnicamente dica, l'Assessore tecnico, che si rimette all'Aula, che si rimette al Consiglio, almeno si pronunci il Consiglio, non si metta un sasso nei binari perchè il Consiglio possa esprimersi in materia così delicata che tocca la politica, ma tocca la morale, tocca la coscienza, dica: sono contrario. Io penso che l'Assessore tecnico non abbia compreso di che cosa si tratta, perchè se vorrà invece - come dire - poco, poco esaminare la questione non ho dubbi che egli stesso riterrà che non debba opporre nessun impedimento tecnico, salvo il merito rispetto al quale ognuno si esprimerà come meglio ritiene.
PRESIDENTE. Anche a seguito della precisazione dell'onorevole Cogodi, naturalmente questa Presidenza non può far altro che applicare alla lettera le previsioni dell'articolo 114 del Regolamento, che è abbastanza chiaro al riguardo; e quindi, sostanzialmente, richiama la Giunta ad esprimere il proprio parere e il proprio essere favorevoli a che la discussione si svolga immediatamente.
Ora, se l'assessore Cappellacci vuole precisare meglio la contrarietà della Giunta, può farlo, in caso contrario io ho registrato la posizione negativa della Giunta, per quanto possa sembrare burocratica io prendo atto della contrarietà della Giunta e quindi la richiesta dell'onorevole Cogodi non può essere accolta.
Siccome questa era una seduta straordinaria per la discussione della mozione, non vi sono altre questioni all'ordine del giorno e quindi la seduta è tolta e l'Aula verrà riconvocata a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 19 e 49.
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