Seduta n.207 del 23/07/1997 

CCVII SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì 23 Luglio 1997

Presidenza del Presidente SELIS

indi

del Vicepresidente ZUCCA

La seduta è aperta alle ore 16 e 42.

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del 5 giugno 1997, che è approvato.

Discussione del disegno di legge: "Istituzione

della tassa regionale per il diritto allo studio universitario" (270)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 270. Dichiaro aperta la discussione generale. Poiché la relatrice Petrini ha chiesto per motivi familiari un giorno di congedo, ci si rimette alla relazione scritta.

E' iscritto a parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.

ZUCCA (Progr. Fed.). Ho chiesto di parlare perché ero il relatore nella precedente presentazione della legge. Per dire che c'è l'unanimità in Commissione sulla legge e che è un fatto importante che essa venga approvata tempestivamente per dare una risposta ai giovani che aspettano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, mi spiace dover contraddire il presidente Zucca, ma per quanto riguarda l'istituzione della tassa regionale per il diritto allo studio universitario la posizione all'interno della Commissione non era univoca. Come i colleghi ricorderanno, nel momento in cui si è discusso, perché c'è già stata una discussione generale su questo disegno di legge, ricordiamo, disegno di legge che è ritornato in Commissione per vedere l'articolo 5, perché non c'era chiarezza nei riguardi di coloro i quali avrebbero dovuto avere l'esonero, ad eccezione degli studenti dichiarati vincitori di borsa di studio, e degli studenti che hanno conseguito l'idoneità nelle graduatorie. Per questo è tornato in Commissione. Dicevo c'è già stata una discussione, io non voglio ripetere quello che ho detto in quel momento, però in Commissione, il sottoscritto, ma credo anche qualche altro consigliere regionale, commissario della Commissione Ottava, si è astenuto, facendo presente, in questo modo, che questa nuova tassa che il Governo Dini ci aveva regalato era un'altra gabella che si metteva in testa a tutti gli studenti universitari e alle loro famiglie.

Durante la discussione ho detto che il Consiglio regionale della Sardegna, ai sensi dell'articolo 51 dello Statuto, e principalmente la Giunta regionale, avrebbero potuto chiedere che questa ulteriore tassa non venisse applicata in Sardegna, tant'è che l'articolo 51 dello Statuto dice: "La Giunta regionale sarda, quando constati che l'applicazione di una legge o di un provvedimento dello Stato in materia economica e finanziaria risulti manifestamente dannosa all'Isola, può chiedere la sospensione al Governo della Repubblica.". Questo non è stato fatto, quindi anche i sardi, i quali non sono tutti poveri e meritevoli, buona parte di questi studenti sardi pagherà questa ulteriore tassa. Io credo che sia tempo di smetterla di far pagare al cittadino quello che deve pagare lo Stato.

Quindi proprio per questo motivo io non ero d'accordo in Commissione, così come non sono d'accordo in Aula. Volevo solamente ricordare questo.

PRESIDENTE. Ricordo all'Assemblea che se non ci sono contrarietà si vota come al solito col procedimento elettronico. Se non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del titolo.

CONCAS, Segretaria:

TITOLO

Disciplina della tassa regionale per il diritto allo studio universitario.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CONCAS, Segretaria:

Art. 1

Istituzione della tassa

1. Ai sensi dell'articolo 3, commi 20, 21, 22 e 23 della Legge 28 dicembre 1995, n. 549 (Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), è istituita, a decorrere dall'Anno accademico 1996-1997, la tassa regionale per il diritto allo studio universitario, quale tributo proprio della Regione Autonoma della Sardegna finalizzato ad incrementare le disponibilità finanziarie per l'erogazione di borse di studio e di prestiti d'onore agli studenti universitari capaci e meritevoli privi di mezzi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CONCAS, Segretaria:

Art. 2

Importo della tassa

1. L'importo della tassa regionale per il diritto allo studio universitario è determinato in lire 120.000 (centoventimila).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CONCAS, Segretaria:

Art. 3

Oggetto della tassa

1. Per l'iscrizione ai corsi di studio delle Università statali e legalmente riconosciute, degli istituti universitari e degli istituti superiori di grado universitario che rilasciano titoli di studio aventi valore legale, con sede legale in Sardegna, gli studenti sono tenuti al pagamento della tassa regionale per il diritto allo studio universitario.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

CONCAS, Segretaria:

Art. 4

Versamento della tassa

Al fine di semplificare le procedure amministrative di riscossione, la tassa regionale per il diritto allo studio universitario è versata in un'unica soluzione direttamente all'Ente Regionale per il diritto allo studio universitario (E.R.S.U.) di riferimento.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

CONCAS, Segretaria:

Art. 5

Esoneri

1. Sono esonerati dal pagamento della tassa regionale per il diritto allo studio universitario :

a) gli studenti dichiarati vincitori di borsa di studio o di prestito d'onore di cui alla Legge 2 dicembre 1991, n. 390;

b) gli studenti che hanno conseguito l'idoneità nelle graduatorie per l'attribuzione dei benefici di cui alla precedente lettera a);

c) altre categorie di studenti esonerati dalla tasse dalle rispettive Università ai sensi dell'articolo 6, comma 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 aprile 1994.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:



PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.

ZUCCA (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per il parere del relatore, poiché il relatore è presentatore credo che sia favorevole.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

BALLERO (Progr. S.F.D.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

CONCAS, Segretaria:

Art. 6

Convenzione

Con apposita convenzione, da stipularsi fra gli E.R.S.U. e le Università e gli istituti di cui all'articolo 3, sono stabilite le modalità di collaborazione per la riscossione della tassa regionale per il diritto allo studio universitario, nonché le procedure di comunicazione dell'elenco degli studenti che hanno provveduto al versamento della stessa.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

CONCAS, Segretaria:

Art. 7

Rimborsi

1. Le modalità di rimborso della tassa regionale per il diritto allo studio universitario agli studenti aventi diritto all'esonero ai sensi dell'articolo 5 sono stabilite dagli E.R.S.U. in sede di approvazione del piano annuale degli interventi per la concessione di provvidenze in favore degli studenti universitari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, a dire la verità chiedevo di parlare all'articolo 5 e all'articolo 6, anche perché lei non mi vedeva. Ma probabilmente in sede di coordinamento si può verificare la cosa che sto dicendo. Mi facevano presente che nell'articolo 5 c'è il punto c) dove dice che...

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, il punto c) è già stato sostituito, abbiamo votato un emendamento sostitutivo totale, il numero 1, che ha sostituito l'intero articolo 5.

VASSALLO (R.C.-Progr.). L'importante, io non ho visto l'articolo. O.K.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 260.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Molto brevemente, onorevole Presidente, per quanto riguarda questo disegno di legge, una dichiarazione di voto, perché vista così questa tassa sembra ad un primo esame come un contributo dei più ricchi nei riguardi dei meno abbienti. In verità, come è stato detto da qualche Presidente di ERSU tipo quello di Sassari, questa è una gabella denominata da alcuni federalista, che colpirà sicuramente le fasce più deboli, con il rischio che queste fasce di popolazione si trovino nelle condizioni di non poter frequentare i corsi universitari. Poiché sappiamo anche che tutte le altre tasse di iscrizione e contributi vari tendono anno dopo anno a lievitare, e non sto qui a fare tutti quanti i calcoli, però anche quest'anno sono aumentate le tasse di iscrizione enormemente. Non dimentichiamo poi che per quanto riguarda l'Università le tasse sono sempre più elevate, le aule sono sempre più affollate, le biblioteche si chiudono o aprono pochissimo, i professori che sono assenteisti, gli esami che sono insostenibili, le borse di studio che sono inesistenti, è vero che noi dovremmo dare tanti di questi soldi per le borse di studio, però non è assolutamente pensabile che sia il cittadino a sostituirsi allo Stato. Basterebbe eliminare, eventualmente, tutte quelle che sono state e che sono le spese superflue e l'effimero. Il Ministro poi, con tentazioni centralistiche, che cerca di minare l'autonomia degli Atenei. Questa è pertanto, onorevole Presidente, l'Università che non ci piace, questa è pertanto una tassa che non ci piace, una tassa che è stata, ricordiamolo, imposta dal Governo Dini, immaginiamo se per un attimo questa tassa l'avesse imposta il Governo Berlusconi sarebbe successa la rivoluzione. Invece non è successo niente e accettiamo così passivamente il tutto.

Ecco, come dicevo prima, credo che la Giunta regionale proprio facendosi forte dell'articolo 51 dello Statuto poteva chiedere che in Sardegna, proprio a causa della situazione sociale, economica, occupazionale, poteva chiedere che questa tassa non venisse applicata, ripeto, questo non è stato fatto. Per tutti questi motivi il Gruppo di Alleanza Nazionale, così come abbiamo dichiarato in Commissione, si asterrà dalla votazione di questo disegno di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LADU - LA ROSA - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MONTIS - NIZZI - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - ZUCCA.

Si sono astenuti: il Presidente SELIS e i consiglieri: BIGGIO - CADONI - CARLONI - FRAU - LIORI - LOCCI - MARRACINI - MASALA - SANNA NIVOLI - USAI Edoardo.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 46

Astenuti 11

Maggioranza 24

Favorevoli 46

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Vorrei comunicare all'Aula un increscioso fatto che si è verificato questo pomeriggio. Al termine della Conferenza dei Capigruppo, che si è tenuta questa mattina, gli uffici hanno diramato un avviso di convocazione urgente per la sesta Commissione. All'ordine del giorno si doveva discutere del disegno di legge attraverso il quale si finanziava l'EMSA per venticinque miliardi. Va detto che nei giorni scorsi una rappresentanza sindacale dei lavoratori dell'EMSA ha fatto il giro del palazzo interpellando i diversi Gruppi, chiedendo che il problema dell'EMSA fosse portato in Aula in relazione anche al fatto che molti di essi non erano nella condizione di poter beneficiare delle retribuzioni del mese di luglio, come è giusto e come è loro dovuto. Sta di fatto che la seduta è andata deserta. In quella circostanza, in assenza del Presidente, Tunis Gianfranco, e dell'Assessore Mario Pinna, che mi risulta, fra l'altro, che abbia fatto garbate pressioni perché il disegno di legge fosse portato in Aula, non erano entrambi presenti. Ho naturalmente sentito le lamentele della maggior parte dei commissari, i quali non erano stati avvisati come era loro diritto. Allora mi chiedo che senso abbia che venga convocata una seduta della sesta Commissione, dopo che vi sono state evidentemente pressioni e accordi nel senso che la seduta si facesse perché il disegno fosse esaminato nella prospettiva di portarlo in Aula, che l'Assessore Pinna, che evidentemente si è fatto parte interessata e parte attiva perché questa seduta della Commissione venisse convocata, invece l'ha disdegnata non essendo presente. Io penso che sia una mancanza di riguardo nei confronti dei componenti della sesta Commissione, intanto la forma della convocazione e quindi poi il fatto che la seduta sia stata snobbata senza che sia intervenuta, come era doveroso, alcuna comunicazione di sconvocazione della Commissione. Penso che sia un ennesimo atto che manifesta quale sia la confusione che esiste in questo momento. Volevo solo significare questo fatto e chiedere alla Presidenza se è normale che queste cose avvengano e se i consiglieri debbano evidentemente sottostare a questo tipo di arroganza.

PRESIDENTE. Ho colto il senso dell'intervento, farò una verifica e cercherò di capire che cosa sia successo.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Gianfranco. Tunis Ne ha facoltà.

TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Signor Presidente, colleghi, per riprendere l'intervento dell'onorevole Balletto, voglio riferire che anche io non trovandomi in Aula al momento in cui la Conferenza dei Capigruppo ha deciso per l'autorizzazione a convocare la Commissione Industria, sono stato avvertito alle ore 14 e 25 che alle ore 16 la Commissione era da intendersi convocata. Ho parlato con il funzionario addetto e mi ha spiegato che c'erano delle difficoltà tecniche per convocare i colleghi della Commissione. Pertanto, nella ipotesi che si fosse riusciti ad avvertire i componenti della Commissione, la stessa appunto si sarebbe convocata per le ore 16. Ho fatto altresì presente che se fossi stato presente alla Conferenza dei Capigruppo, o perlomeno fossi stato informato dell'orario di convocazione della Commissione, ho avvertito che io in quell'ora mi sarei trovato in ospedale perché sto facendo degli accertamenti sanitari, come posso dimostrare. Sono arrivato con due minuti di ritardo, alle ore 16 e 32 minuti, la Commissione era già chiusa per mancanza del numero legale. Io logicamente avevo già fatto presente che mi trovavo in questa situazione e avrei gradito magari che un po' più di calma mi avesse consentito di raggiungere in tempo la Commissione. Questo purtroppo non è avvenuto e mi dispiace. Per quanto riguarda le altre assenze ho notizia che non sono stati informati della riunione. Quindi io prego il Presidente di voler eventualmente autorizzare per questa sera una nuova convocazione della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, io non voglio portare via tempo all'Aula. Credo che su questo argomento occorra confrontarsi e approfondire, perché credo anche che la Conferenza dei Capigruppo debba porsi anche dei limiti nei confronti di queste vicende che si stanno verificando abbastanza spesso. Spesso ho parlato della necessità del rispetto delle istituzioni e della struttura, e della organizzazione e del complesso funzionale della attività del Consiglio. Evidentemente non sono stato e non vengo ascoltato. Forse mi porgo male, ma è tempo di approfondire anche questi aspetti. Io penso che dovremmo riservare altre occasioni a questo argomento perché va certamente approfondito. Non mi dilungo oltre perché è stato già detto da parte di qualcuno quello che è avvenuto e che certamente non è confortante. Sono fatti che non debbono e non possono ripetersi.

PRESIDENTE. Per informare l'Assemblea e chiudere questo aspetto nel senso che con gli ulteriori accertamenti verremo a sapere, questa mattina è stata richiesta da parte del Presidente la convocazione straordinaria. Voi sapete che anche alla luce del Regolamento mae del momento particolare, la convocazione straordinaria in deroga si fa se sono d'accordo i Capigruppo e viene autorizzata dal Presidente. Questo è anche un momento particolare tra l'altro per cui questi provvedimenti possono, questo l'abbiamo sempre concordato, essere portati in Aula quanto meno se c'è un grande consenso e possibilmente l'unanimità delle volontà politiche. C'erano state all'inizio della mattinata delle perplessità se procedere all'esame e alla riconvocazione di questa Commissione e se consentire quindi la riunione in deroga; alla fine della mattinata, verso le due meno venti, la Conferenza dei Capigruppo ha sciolto la riserva e ha dato la disponibilità. A quel punto, tenendo presente l'urgenza che veniva sottolineata, io ho autorizzato la convocazione. Siccome si doveva tentare di portare l'argomento in Consiglio, ed essendo il Consiglio convocato per le 16 e 30, ci sembrava che il modo migliore per proporre alla Commissione di lavorare era questo delle ore 16. Ci sono state le vicende che abbiamo sentito e sulle quali non ritorno, non c'è stata nessuna violazione di diritti, c'è stata solamente una accelerazione della procedura che non ha portato a buon fine. Credo che nessuno di noi abbia voluto oltrepassare o violare i diritti di alcuno; prendiamo atto che questo tentativo di accelerazione dell'incontro non è andato a buon fine per i motivi che sono stati qua richiamati. Mi dispiace di questo disguido e chiedo alle forze politiche e al Presidente della Commissione di verificare se c'è la volontà di andare comunque avanti, al di là dell'incidente; me lo fate sapere nel corso della seduta e io ne approfitterei alla fine per convocare una ulteriore Conferenza dei Presidenti di Gruppo e per verificare se si può rimettere in discussione questo argomento. Per ora andrei avanti.

L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 250, sulla disciplina dell'attività di cava. Su questo argomento era stato però preannunciato un emendamento da concordare tra le diverse forze politiche per i motivi che dicevo prima. O c'è l'accordo o se no gli argomenti non possono essere discussi. Mi dicono che gli emendamenti sono stati presentati. Ora, per non perdere tempo, nel momento in cui gli emendamenti vengono introdotti, io propongo all'Assemblea di passare al successivo punto all'ordine del giorno.

Discussione della proposta di legge Fois Paolo - Pirastu - Marteddu - Oppia - Boero - Cadoni - Cherchi - Fantola - Floris - Ghirra - Piras - Bonesu - Demontis: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 15 febbraio 1996, n. 12, concernente: 'Istituzione di un ufficio speciale di informazione e di collegamento con sede a Bruxelles'" (320)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 320, relatore il consigliere Paolo Fois.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Fois, relatore.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.), relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poche parole per illustrare il contenuto e le finalità di questa legge, di questo provvedimento che modifica la legge numero 12 e che ha fatto registrare, in Commissione, un consenso unanime quanto a contenuti e quanto alle finalità. Comincio col ricordare quelle che sono le modifiche che apportiamo alla legge numero 12. Da un lato, d'accordo con la Giunta, si determina il contingente organico, o meglio il limite massimo del contingente organico dell'ufficio di Bruxelles, che è stato stabilito, si tratta di un massimo, ovviamente, non significa che questi posti sarebbero coperti, di cinque unità con la possibilità, poi, di tre contratti per esterni. Si stabilisce che - e questo è il punto importante - il personale in servizio godrà di una indennità mensile speciale a titolo di rimborso forfetario delle spese di soggiorno. La ragion d'essere di questa modifica sta proprio in questa previsione. Cioè è emerso subito, come dirò tra un attimo, che il personale addetto a questo ufficio non poteva sostenere le spese di soggiorno nella città dove il livello di vita è piuttosto elevato come a Bruxelles con soltanto lo stipendio, gli emolumenti che gli vengono dalla sua attività di dipendente dell'Amministrazione regionale. D'altra parte, la previsione di una indennità di missione non consentiva la continuità della permanenza, a parte le difficoltà che, a torto o a ragione, la Corte dei conti ha formulato nei riguardi di missioni prolungate. In terzo luogo, per completare le modifiche che sono introdotte con questa proposta che la Commissione ha votato nell'aprile di quest'anno, si autorizza l'erogazione delle somme necessarie per il personale regionale collocato fuori ruolo e inviato presso la rappresentanza permanente. Si tratta qui di una situazione diversa di un personale che non ha le funzioni dell'ufficio di Bruxelles che sono al servizio e in funzione degli interessi della Regione, ma si tratta di una norma nazionale che, prima che ci fossero gli uffici di Bruxelles, prima che venisse consentita l'apertura degli uffici, sarebbe stato a servizio, per così dire, alle dipendenze del rappresentante permanente per stabilire una sorta di raccordo tra l'amministrazione dello stato e le amministrazioni regionali. Noi avevamo subito detto che questa non era una risposta adeguata alle esigenze delle regioni, ma ha comunque una funzione importante perché, appunto, consente di assicurare quel collegamento tra il livello regionale e il livello statale, che rientra nella nostra filosofia dell'Europa delle regioni, quindi appunto di una Europa rappresentata a tre livelli: quella comunitaria, quella statale, e quella regionale. Questa norma del personale collocato fuori ruolo e inviato presso la rappresentanza permanente è ora disciplinato dalla legge nazionale 6 febbraio 96 numero 52, articolo 58. Detto questo, io vorrei soffermarmi sulla parte centrale della proposta, che è proprio la previsione di questa indennità integrativa speciale mensile a favore del personale dell'ufficio. L'ufficio ha cominciato a funzionare e ci sono stati vari momenti in cui un responsabile dell'Ufficio, la dottoressa Casula, si è recata a Bruxelles, ed è restata per un certo periodo di tempo, svolgendo delle funzioni già di grande interesse, quale il collegamento con le altre regioni europee, la raccolta di informazioni di primissima mano (è proprio di due giorni fa la comunicazione di una decisione del Consiglio dei Ministri che ha modificato, in senso per noi rilevante, le norme in tema di aiuti di stato) in un contatto continuo con gli uffici della comunità a Bruxelles. Questo però non assicura la continuità e anche la visibilità dell'ufficio, tant'è (è un particolare curioso ma lo volevo sottolineare in questa sede) nell'aprile di quest'anno il Presidente della Regione Veneto ha inaugurato l'ufficio di Bruxelles e ha detto testualmente che la Regione Veneto era la prima Regione ad avere istituito un ufficio con legge propria presso le autorità comunitarie. Noi siamo arrivati un anno e due mesi prima. Non so se sia dovuto al fatto che quello che fanno le regioni meridionali, per definizione, non può essere migliore di quello che fanno le regioni del nord, o perché, appunto, non c'era questa continuità nel funzionamento dell'Ufficio, fatto sta che il Presidente della Regione Veneto, ignorando questo fatto, ha potuto fregiarsi di questo titolo, che invece appunto non gli spettava, perché ad arrivare primi, dopo avere ingaggiato una battaglia anche con il Governo centrale all'epoca, siamo stati noi. Si può dire perché noi non avevamo previsto questa indennità speciale a favore del personale destinato all'ufficio. Non lo si è fatto per due ragioni che sono collegate, perché appunto la legge numero 421 del 22 ottobre del 92, l'articolo 2, stabiliva il principio secondo cui i rapporti di lavoro e di impiego nella pubblica amministrazione sarebbero stati regolati mediante contratto. E allora, in previsione di questa norma, inserire una disposizione in una legge che poteva apparire in contrasto con la legge nazionale, avrebbe rappresentato (questo era il dubbio che avevamo) un motivo in più per le autorità governative che non vedevano di buon occhio questo provvedimento, per rinviare il provvedimento stesso. Ecco perché, a quell'epoca, non avevamo inserito questa norma. Ora la difficoltà maggiore, quella cioè di riconoscere il di diritto delle regioni di essere rappresentate a Bruxelles è stato superato, a seguito dell'inserimento della norma della legge comunitaria dello scorso anno, prevedendo che questa indennità verrà prevista soltanto a titolo provvisorio, temporaneo, finché non si giungerà al contratto che regola appunto questo aspetto, riteniamo che difficoltà non dovrebbero essercene e, in questo modo in questo momento è l'unico, assicuriamo la continuità all'Ufficio. Ribadisco che l'Ufficio, nonostante le difficoltà, sta iniziando a funzionare; le settimane scorse all'interno dell'Ufficio CEE, dell'Ufficio rapporti con la comunità abbiamo avuto due incontri con gli eurosportelli esistenti in Sardegna e in quella sede si è stabilito un rapporto stretto tra gli eurosportelli che operano nel territorio e l'ufficio di Bruxelles che, invece, rappresenta la nostra antenna unica presso le istituzioni comunitarie fissando, appunto, alcuni principi che potrebbero favorire un buon funzionamento dell'intero sistema e favorire la diffusione delle informazioni nell'intero territorio. Credo che, ovviamente, questa parte del trattamento del personale dovrà essere preso in considerazione in sede di attuazione della 421, però ritengo che questa norma oggi, della previsione appunto di un'indennità mensile speciale, sia quella che consente finalmente all'Ufficio di funzionare con continuità e di avere anche quella visibilità che è una delle finalità che noi abbiamo previsto a suo tempo con la votazione di questa legge. Ribadendo che su questi principi, su queste norme, vi è stata l'unanimità all'interno della Commissione credo che si possa ritenere chiusa la presentazione della legge.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.). Signor Presidente, mi rifaccio alle ultime parole del Presidente della Commissione per quanto concerne l'unanimità che su questa legge si è riscontrata in Commissione. Volevo però cogliere l'occasione per fare due brevissime considerazioni non tanto su questa legge, ma sulla legge originaria che ha istituito questo Ufficio speciale di informazione e collegamento con sede a Bruxelles, che è una legge che risale al 15 febbraio 1996, varata in Consiglio senza problemi, sulla cui importanza tutte le forze politiche si sono soffermate, però questo rappresenta anche il simbolo dell'inefficienza, dell'incapacità e del provincialismo della Giunta regionale che, a distanza di oltre un anno e quattro mesi, non è riuscita a fare altro, fermo restando che ci sono stati sicuramente dei validi funzionari, come accennava il presidente Fois, che si sono recati a Bruxelles per iniziare un certo tipo di lavoro, ma con stile Cenerentola, perché il presidente Palomba è riuscito ad inaugurare non una sede, ma una targa, presso gli uffici della Sfirs a Bruxelles. Siamo riusciti a stanziare 700 milioni, che sicuramente dovevano essere spesi, ma ovviamente non sono stati spesi, se non forse qualche milione per il rinfresco fatto in occasione dell'inaugurazione della targa, e questo è l'esempio di come una iniziativa importante varata dal Consiglio sia stata sprecata e non utilizzata dalla Giunta regionale. Questa legge integrativa era ovviamente indispensabile e importante, ma questo non giustifica né i tempi né l'impreparazione di questa Giunta regionale davanti a una legge che doveva essere la possibilità di creare un'ambasciata, chiamiamola così, sarda a Bruxelles.

Oggi casualmente c'è un'altra legge, un altro provvedimento di nomina su cui parleremo dopo, che dimostra lo stesso l'inefficienza della Giunta regionale e degli uffici della Giunta. Mi riferisco alla istituzione del Consorzio regionale degli Istituti Autonomi Case Popolari, varati nell'ottobre del '95 dal Consiglio regionale, tempestivamente comunicati i nominativi dalla Presidenza del Consiglio alla Giunta regionale, sono passati quasi due anni e ovviamente oggi stiamo integrando una nomina però il Consorzio non è stato ancora, o per malattie dei funzionari della Giunta, o per altri motivi, non meglio chiari, attuato. Questa è la dimostrazione che anche quando si fa qualcosa di positivo questa Giunta regionale ha dimostrato e continua a dimostrare una forma di immobilismo e, con riferimento all'ufficio di Bruxelles, veramente l'impossibilità di presentarci in maniera dignitosa in Europa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cadoni. Ne ha facoltà.

CADONI (A.N.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io penso che l'ufficio a Bruxelles fosse nato per scopi diversi e non credo che la qualità del servizio di questo ufficio sia legata all'indennità speciale che si menziona nella legge, perché sembrerebbe, quasi quasi, che si vada a Bruxelles per lavorare in funzione dei problemi della Sardegna in rapporto a quello che uno prende a Bruxelles, perché si mette in evidenza l'indennità speciale.

L'ufficio di Bruxelles era nato per dare la possibilità alla Sardegna di accedere alle agevolazioni e alle leggi europee in tempi reali, perché la Sardegna oggi è l'ultima stazione, e vediamo anche che nelle varie agevolazioni siamo fermi al 18, al 28, al 36, e dobbiamo rincorrere quei parametri che vengono richiesti puntualmente dalla Comunità Europea. Allora, l'ufficio di Bruxelles serviva perché la Regione sarda fosse in condizioni di preparare le leggi o adeguare il funzionamento regionale a quelle che sarebbero state le normative europee. Oggi, che si vada a fare pressioni per equiparare uno stipendio o una qualità di servizio in base all'indennità mi sembra assurdo, anche perché non è detto che debbano per forza essere distaccati i dipendenti regionali sardi, visto che abbiamo anche una comunità sarda che lavora in Belgio, lavora in Germania, e negli altri Paesi europei, si potrebbe eventualmente far fronte a queste esigenze con figli di emigrati o con emigrati sardi, che hanno tutta la preparazione e tutta l'integrazione nel Bureau europeo e possono agevolarci in quelle che sono le normative europee della Regione sarda. Però, tradurlo in termini di indennità, o di qualità è assurdo, cioè oggi la Regione sarda si è dotata di un ufficio a Bruxelles per essere in tempi reali adeguatamente informata sulle leggi europee. Cioè noi dobbiamo sapere quali sono le iniziative (?) delle leggi che sta affrontando il Parlamento europeo in modo che la Regione sarda si adegui e adegui la legislazione regionale alle normative europee. Non se ne deve fare solo una questione di soldi, perché sembrerebbe quasi che sia un premio di volta in volta ai funzionari regionali per andare a Bruxelles, stare uno o due mesi, farsi le vacanze, senza poi tradurre in qualcosa di positivo per la Regione sarda. Cioè, questo mese mandiamo quel funzionario, l'altro mese mandiamo quell'altro funzionario. Se vogliamo fare veramente una cosa seria si fa uno sportello sardo a Bruxelles che ci tenga informati su quelle che sono tutte le operazioni che si fanno a Strasburgo o a Bruxelles. Mandare degli operatori fissi, che lavorino per la Sardegna, che ci tengano informati, questo dovrebbero farlo anche gli uffici dei parlamentari europei; visto che noi parlamentari europei sardi non ne abbiamo, dovrebbero farlo gli altri parlamentari che sono equiparati alla Sardegna. Mandare del personale che ci tenga informati di quello che si sta facendo là, in modo che noi siamo pronti ad adeguare gli strumenti regionali e poter attingere a quelle che sono le leggi europee, perché oggi noi, purtroppo, quando andiamo ad aggiornare la nostra legislazione, arriviamo in ritardo perché i tempi sono così stretti che non possiamo fare niente in quanto ci dicono: entro due mesi dovete adeguare l'ordinamento regionale. Ma in due mesi, noi siamo in grado di poterlo fare? Quando, invece, avendo un ufficio là a Bruxelles potremmo in tempi reali adeguare le nostre normative. Ecco perché siamo sempre in ritardo, ecco perché siamo sempre in ritardo, ecco perché dobbiamo sempre inseguire quei famosi parametri che non riusciamo mai a raggiungere. Allora dobbiamo fare quei famosi giochi di prestigio che ci permettono di spostare da una parte e mettere dall'altra, per raggiungere una volta il 20, una volta il 28, adesso il 38, il 40 e via dicendo, parametro richiesto dalla Comunità Europea. Dunque l'Ufficio dovrebbe avere una cosa molto più seria di quella che deve essere la qualità o l'indennità speciale, la qualità del servizio, noi vogliamo che ci sia un ufficio che funzioni veramente, che ci tenga collegati realmente con quelli che sono i problemi e le leggi comunitarie in modo che la Regione sarda si adegui; solo questo, poi chi ci vuole andare ci vada, non è detto che ci debba essere uno spostamento di funzionari che vanno dalla Sardegna a Bruxelles un mese o due mesi, dobbiamo avere funzionari fissi che si addentrino in quei corridoi, in quei sistemi e che solo stando lì possono darci la possibilità di addentrarci e di accedere ai contributi europei.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà. AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi e colleghe, devo in premessa esprimere apprezzamento per l'impegno dei colleghi che hanno firmato la proposta di legge ora all'esame del Consiglio, perché evidentemente sono latori e interpreti di un bisogno reale della Sardegna. Quando il Consiglio regionale questo pomeriggio, se così si verificherà, approverà questa legge la gente sarà contenta di aver aperto l'ennesimo sportello a Bruxelles, perché già da tre anni si parla di apertura fatta di questo sportello a Bruxelles. C'è stata un'inaugurazione, qualcuno è andato dalla Sardegna per inaugurarlo, però di risultati, di cose aperte non se ne vedono. Qualcuno pensa che siamo al ventesimo sportello aperto, quindi si ritiene che ci sia un palazzo della Regione aperto a Bruxelles. Questa è una delle conseguenze che potremmo avere domani sul giornale, ben venduta ai disoccupati, agli imprenditori della Sardegna che chiedono alla Giunta regionale e al Consiglio ben altre cose, chiedono non che si apra un ufficio dove qualche esperto super milionario possa andare a spese dei sardi, ma chiedono un rapporto più serio con l'Unione Europea. E allora il mio richiamo qual è? Che non è possibile continuare su questa linea, su questa impostazione, non è possibile, perché quando io vedo e leggo all'articolo 1, comma secondo, che c'è nella proposta dei consiglieri, dei colleghi, che diventa terzo comma dell'articolo 1 del testo della Commissione, dove si parla di esperti, io inizio a preoccuparmi, perché se alla fine di questo mandato consiliare la produzione della Regione a Bruxelles sarà che abbiamo speso tot soldi in consulenze e in indennità, noi, voi, colleghe e colleghi, ritenete che sarà sufficiente dire che abbiamo speso 3 miliardi, 4 miliardi per tenere questo ufficio a Bruxelles, quando nessuna categoria produttiva è stata coinvolta, quando nessuna ricaduta economica giungerà alla Sardegna.

Io credo che occorre meditare su questo e che occorra evitare che si creino premesse di questo tipo. Io comprendo lo sforzo dei colleghi che hanno proposto questa legge, però stiamo attenti, stiamo attenti ad ingannare ancora una volta con l'ipocrisia politica chi vuole altri risultati, chi vuole ben altre cose. Io avrei visto invece una proposta di un ufficio a Bruxelles della Regione dove le categorie produttive, tre o quattro categorie produttive, che rappresentano le categorie primarie dell'economia sarda, esprimessero proprie rappresentanze, proprie espressioni per consentire alla Sardegna di godere davvero dei benefici. Non ci servono le consulenze legislative perché qui in Consiglio regionale c'è il fior fiore della consulenza legislativa. La verità è che spesso il Consiglio, noi, rifiutiamo la consulenza legislativa di funzionari che qui sono in attesa di fare i consulenti legislativi non solo in Consiglio regionale ma anche in sede nazionale e in sede di Bruxelles.

Allora dobbiamo essere più seri nell'evitare che dopo tre anni si parli di qualcosa che è una chimera, a meno che non si voglia aprire un oblò perché la Sardegna sta annegando, non apriamo uno sportello, apriamo un oblò, allora stiamo attenti che se vogliamo aprire un oblò chi si vuole imbarcare si imbarchi, io francamente a questo tipo di impostazione credo di dire no da subito.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del Titolo.

CONCAS, Segretaria:

TITOLO

Modifiche ed integrazioni alla L.R. 15 febbraio 1996, n. 12 (Istituzione di un Ufficio speciale di informazione e di collegamento, con sede in Bruxelles) e norme per il personale regionale in servizio presso la Rappresentanza permanente presso l'Unione Europea

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CONCAS, Segretaria:

Art. 1

1. L'articolo 4 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 12, è sostituito dal seguente:

"1. Il contingente organico dell'Ufficio di cui all'articolo 1 è determinato, nei limiti della complessiva dotazione organica del personale dell'Amministrazione regionale, con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta del suo Presidente, sentito l'Assessore competente in materia di personale. Detto contingente non potrà superare le cinque unità lavorative, di cui almeno una appartenente a qualifica funzionale non inferiore all'ottava.

2. Fino a specifica disposizione dell'accordo contrattuale per il personale regionale, ai dipendenti regionali assegnati a prestare servizio presso l'Ufficio di cui all'articolo 1, è corrisposta un'indennità mensile speciale a titolo di rimborso forfetario delle spese relative alla permanenza nella sede di servizio all'estero. Detta indennità, da determinarsi con deliberazione della Giunta regionale, è ragguagliata nel massimo a quella spettante per analoga qualifica professionale al personale statale del Ministero degli Affari Esteri, in servizio presso le sedi consolari.

3. L'Amministrazione regionale può avvalersi, per le finalità previste dalla presente legge, mediante apposite convenzioni dell'ausilio di un massimo di tre esperti in materie attinenti l'attività dell'Unione Europea."

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà. AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghe e colleghi, in riferimento alle cose che poc'anzi sostenevo chiedo, in riferimento al comma terzo, con votazione separata, chiedo che il comma terzo venga votato con voto segreto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

Prima di dare la parola al collega Bonesu ricordo, anche al collega Amadu, ma lui mi pare che fosse in Conferenza dei Capigruppo, che l'impegno che si era posto era di non chiedere voto segreto.

AMADU (Gruppo Misto). Questa proposta di legge non c'era in Conferenza dei Capigruppo, è stata inserita dopo.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Bonesu.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, questa è una sessione un po' speciale del Consiglio regionale che si fonda su un accordo tra i Gruppi per portare certi argomenti e con certe modalità, per cui chiedo, se l'onorevole Amadu insiste nella richiesta del voto segreto, di sospendere la seduta e riconvocare il Consiglio a domicilio, con l'ordine del giorno nuovamente da concordare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr. Fed.). Mi associo, Presidente, al ragionamento e alla proposta fatta dal collega Bonesu, con la motivazione molto semplice che pacta sunt servanda, per chi ha difficoltà col latino, significa che i patti vanno rispettati. Naturalmente deve essere chiaro che siccome c'è questo e qualche altro punto sul quale è in corso una verifica, se dovessimo essere costretti a rinunciare a quest'opportunità, anche anomala, che l'accordo della Conferenza dei Capigruppo e dei Gruppi ha consentito, la responsabilità è di chi non mantiene i patti.

PRESIDENTE. Onorevole Amadu, lei conferma la sua richiesta?

AMADU (Gruppo Misto). Presidente, una cosa è certa che all'ordine del giorno della Conferenza dei Capigruppo si è parlato come prima cosa di cave, su cui nessuno aveva niente da dire; poi ci si è aggiornati sull'opportunità o meno di parlare di altri problemi, compresa la questione dei giochi della gioventù, di verificare se c'era il consenso o meno. Mentre sulle cave il consenso c'era su tutto, sugli altri dovevamo rivederci, come Conferenza dei Capigruppo, e questo non c'era tra gli argomenti sui quali c'era un patto già.

PRESIDENTE. Onorevole Amadu, per chiarire, non solo all'onorevole Amadu, ma a tutti noi, così faccio il punto della situazione, i tre progetti di legge, uno lo abbiamo già approvato e gli altri due sono in corso di discussione e di perfezionamento, erano già stati concordati e inseriti all'ordine del giorno e verificati ancora nella Conferenza prima della seduta e alla fine della seduta di stamattina. Su questi argomenti si è detto che c'era un accordo su tutti e tre, sui giochi della gioventù l'accordo si doveva verificare e cercare, sul problema delle cave si deve verificare la convergenza su un emendamento specifico i cui contenuti erano concordati, e l'emendamento credo sia stato predisposto. L'impegno, siccome voi sapete che lo Statuto prevede che una volta che si è dimessa la Giunta il primo obiettivo dell'Assemblea è la ricostituzione della Giunta, si può derogare solamente con un consenso unanime e in questo senso stamattina si è detto che si sarebbero votati questi argomenti, solamente se c'era il consenso e se ci impegnavamo a non richiedere il voto a scrutinio segreto, il che è per implicita definizione una ricerca di contrapposizione. Quindi se l'onorevole Amadu insiste sulla richiesta di voto segreto, io debbo convocare la Conferenza dei Capigruppo e valutare anche le proposte. Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta sospesa alle ore 17 e 40, viene ripresa alle ore 18 e 18).

PRESIDENTE. Comunico alla Assemblea che sull'ordine dei lavori è stata decisa questa procedura. Continueremo ora con la discussione della proposta di legge numero 320, così come concordato; passeremo poi al progetto di legge numero 250 sulle cave per il quale è stato predisposto un emendamento sul quale c'è stato un confronto ed è stata raggiunta un'intesa. Infine si procederà alla nomina del consorzio sugli IACP. Eravamo in sede di votazione dell'articolo 1. Chiedo all'onorevole Amadu se mantiene o ritira la sua richiesta di votazione a scrutinio segreto.

AMADU (Gruppo Misto). Ritiro la richiesta di votazione a scrutinio segreto, ma rimane il mio giudizio negativo e preannuncio il voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.), relatore. Signor Presidente, l'esame e la votazione sull'articolo 1 mi offrono l'occasione per puntualizzare alcune questioni che hanno formato oggetto, in particolare, degli interventi dell'onorevole Amadu e parzialmente dell'onorevole Cadoni. Le critiche rivolte dall'onorevole Amadu alla legge sono in realtà, se fondate, ma ci ritornerò tra un attimo, delle critiche non alla legge di modifica ma alla legge originaria. Se non ricordo male nel febbraio del 1996, l'onorevole Amadu esattamente su queste disposizioni si è dichiarato pienamente d'accordo e ha votato a favore. Siccome non è cambiato niente nel frattempo mi chiedo che cosa sia successo, non nella legge, ma nell'onorevole Amadu che l'abbia portato a modificare la sua posizione nei confronti di una legge che aveva appoggiato con piena convinzione. Detto questo voglio dire che queste critiche sono infondate oggi meno che ieri; per esempio quando l'onorevole Amadu dice che lui concepisce un ufficio affidato, diciamo così, in qualche modo alle categorie produttive non tiene conto del fatto che la sia pur breve esperienza, la limitata applicazione di questa legge, come ho sia pure fugacemente accennato, ci ha permesso di constatare che proprie le categorie produttive vedono con interesse il funzionamento dell'ufficio così come l'abbiamo concepito. In occasione dell'incontro tra eurosportelli e ufficio rapporti comunitari, con la partecipazione anche del sottoscritto, rappresentanti delle Camere di Commercio della Sardegna, della Federazione degli industriali della Sardegna, l'Associazione degli industriali di Cagliari, hanno detto che l'ufficio così come organizzato costituisce una utilissima integrazione della attività che essi svolgono nel territorio. Poiché appunto in questo momento, soprattutto per determinate informazioni o per attività cosiddette lobbistiche, gli uffici della Comunità vedono con favore o per lo meno accettano un rapporto con gli organismi ufficiali delle Regioni, che sono diffusamente rappresentati a Bruxelles, che non con i rappresentanti delle categorie produttive. Quindi più noi ancoriamo, per così dire, questo ufficio che deve essere un ufficio pubblico, un ufficio della Regione alle categorie produttive più le esponiamo alla debolezza nel rapporto con gli uffici della Comunità. Quindi una conferma della impostazione data. Certo bisogna che questo ufficio sia strumento della Regione sarda. Io non mi stanco mai di dire che questo Uufficio funzionerà soltanto se ci sarà qui al vertice sia il Consiglio che la Giunta, come organismo che siano in grado di dare delle direttive precise; altrimenti lasciato a se stesso questo ufficio non permetterebbe assolutamente di raggiungere le sue finalità. E non dimentichiamo poi che il rapporto va fatto con uffici che sono omogenei rispetto al nostro, perché se noi lo imbottissimo di rappresentanti delle categorie produttive, il rapporto con le altre decine di uffici di rappresentanza delle Regioni che già operano a Bruxelles sarebbe reso difficile, intanto in quanto chiedono rapporti con le nostre rappresentanze, ce n'è stato uno la settimana scorsa, in quanto appunto riconoscono che questo ufficio è in certo senso portavoce della volontà della Regione. Altrimenti il nostro ufficio appunto risulterebbe declassato, perché non si tratta di un ufficio che deve servire soltanto per dare delle informazioni sui programmi comunitari, è un ufficio che ha delle finalità politiche, che deve seguire lo sviluppo delle politiche, deve dare delle informazioni sul tipo di politiche che si sta delineando, deve consentire a noi con queste informazioni di cercare di correggere le linee che ispireranno i vari regolamenti comunitari, le varie norme comunitarie che poi rischiano di penalizzarci. Per quanto riguarda poi le due osservazioni dell'onorevole Cadoni, circa l'opportunità di far riferimento ai parlamentari europei e l'utilizzazione di rappresentanti delle comunità sarde a Bruxelles, io posso dirvi che, per quanto riguarda l'utilizzazione di rappresentanti di emigrati sardi a Bruxelles, niente esclude che, per determinate funzioni all'interno di uno di quei contratti che sono stati previsti, queste persone, e ce ne sono tante di valore, possano essere contattate e utilizzate per funzioni che verranno però via via decise, appunto a seconda delle esigenze, ovviamente dal responsabile dell'ufficio che deve essere un dipendente dell'amministrazione regionale per consentire questo rapporto diretto. Per quanto riguarda i parlamentari europei, i parlamentari europei sono utilissimi e appunto noi dobbiamo puntare per avere rappresentanti europei eletti in Sardegna. Però, appunto, i rappresentanti europei faranno le scelte che riterranno opportune. Ovviamente sarà opportuno che si coordinino, che si raccordino con la Regione, ma appunto noi vogliamo che la Regione, attraverso i suoi organi istituzionali, esprima la sua volontà sulle varie questioni di rilevanza internazionale e nei rapporti con l'Unione Europea, e che dia delle direttive a chi le può dare, cioè al proprio personale e non ai rappresentanti presso il Parlamento europeo che ovviamente potranno tener conto di queste indicazioni ma non sono assolutamente legati. Ecco, io volevo insistere su questi punti perché, come ho detto all'inizio, la legge vuole, con queste modifiche limitate, soltanto consentire all'Ufficio di funzionare e di raggiungere quelli che sono gli obiettivi indicati chiaramente nell'articolo 1 della legge originaria, attraverso una presenza effettiva e non una presenza saltuaria che impedisce a noi, veramente, di tradurre in concreto quegli obiettivi che sono alla base della legge del febbraio 1996.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il primo e il secondo comma dell'articolo 1. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Metto in votazione il terzo comma dell'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1 bis.

CONCAS, Segretaria:

Art. 1 bis

1. In attuazione del comma 3 dell'articolo 58 della Legge 6 febbraio 1996, n. 52, l'Amministrazione regionale è autorizzata a sostenere le spese del personale collocato fuori ruolo ed inviato in servizio presso la Rappresentanza permanente presso l'Unione Europea.

2. Al predetto personale, oltre al trattamento economico proprio della qualifica di appartenenza, sono corrisposte le indennità di servizio all'estero e le altre competenze come determinate dal Ministero degli Affari Esteri.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1 ter.

CONCAS, Segretaria:

Art. 1 ter

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 20 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 sono rivalutati in lire 1.750.000.000 per l'anno 1997 ed in lire 1.550.000.000 per gli anni successivi (cap. 03059).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CONCAS, Segretaria:

Art. 2

Norma finanziaria

1. Le spese per l'attuazione della presente legge sono valutate in lire 250.000.000 per il 1997 ed in lire 450.000.000 per gli anni successivi.

2. Nel bilancio della Regione per l'anno 1997 e per il triennio 1997-1999 sono introdotte le seguenti variazioni:

IN DIMINUZIONE

03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE, BILANCIO CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO

Cap. 03059-00 - Concorso della Regione nell'attuazione di programmi di iniziativa della CEE (art. 34, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 20, della legge finanziaria)

1997 lire 250.000.000

1998 lire 450.000.000

1999 lire 450.000.000

IN AUMENTO

Cap. 02054-01 (N.I.) (1.1.1.2.1.1.01.01) (01.02)

Indennità speciale al personale dell'amministrazione regionale in servizio presso l'Ufficio di collegamento con sede a Bruxelles (art. 2 bis, comma 4, della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 12 integrato dall'articolo 1 della presente legge) e spese per il personale collocato fuori ruolo ed inviato ai sensi del terzo comma dell'articolo 58 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, in servizio alla rappresentanza permanente presso l'Unione Europea (art. 1 bis della presente legge)

1997 lire 200.000.000

1998 lire 350.000.000

1999 lire 350.000.000

Cap. 02105-01 (N.I.) (2.1.1.4.2.1.01.01) (01.03)

Compensi ad estranei all'Amministrazione regionale per incarichi di consulenza in materia di politiche comunitarie (art. 1 bis della presente legge)

1997 lire 50.000.000

1998 lire 100.000.000

1999 lire 100.000.000

3. Alle spese previste per gli anni successivi al 1999 si provvede con la legge di bilancio

4. Le spese per l'attuazione della presente legge gravano sui citati capitoli del bilancio della Regione per gli anni 1997-1999 e sui corrispondenti capitoli dei bilanci per gli anni successivi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con sistema elettronico della proposta di legge numero 320.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - LADU - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANUNZA - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.

Risponde no il consigliere: AMADU.

Si sono astenuti: il Presidente SELIS e i consiglieri: BIGGIO - CADONI - CARLONI - CONCAS - FRAU - LA ROSA - LIORI - LOCCI - MASALA - MONTIS - SANNA NIVOLI - USAI Edoardo - VASSALLO.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 47

Astenuti 14

Maggioranza 24

Favorevoli 46

Contrari 1

(Il Consiglio approva).

Discussione della proposta di legge FOIS Pietro - BALLETTO - BERTOLOTTI - FALCONI - GIAGU - LA ROSA - LOCCI - OBINO - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo: "Modifiche alla legge regionale 7 giugno 1989, n. 30, concernente: 'Disciplina delle attività di cava' e al Regolamento recante: 'Disciplina del fondo di ripristino ambientale previsto dal Titolo VI della legge regionale 7 giugno 1989, n. 30'" (250)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 250, relatore il consigliere Pietro Fois.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Pietro Fois, relatore.

FOIS PIETRO (Progr. Fed.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del titolo.

CONCAS, Segretaria:

Titolo

Modifiche alla legge regionale 7 giugno 1989, n. 30 concernente: "Disciplina delle attività di cava"

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CONCAS, Segretaria:

Art. 1

1. L'articolo 32 della legge regionale 7 giugno 1989, n. 30, è sostituito dal seguente:

"Art. 32 (Fondo di ripristino ambientale)

1. La Regione promuove il ripristino ambientale, ai sensi del precedente articolo 30, delle aree di cave cessate.

2. A tale scopo presso l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente è istituito un "Fondo di ripristino ambientale", finanziato dall'Amministrazione regionale e finalizzato alla realizzazione dei seguenti interventi:

a) eliminazione sistematica delle discariche di cava, ove non siano organicamente integrate nell'ambiente, non siano intrinsecamente sicure e non consentano un riutilizzo economicamente valido ed ecologicamente accettabile del territorio, anche se di formazione antecedente alla entrata in vigore della presente legge;

b) esecuzione di opere di risanamento dei suoli e delle cave cessate e di quelli liberati dalle discariche;

c) finanziamento di opere di miglioramento ambientale in aree, disponibili all'uso pubblico, ricadenti nei Comuni interessati dalle attività estrattive.".

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:



PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). L'emendamento, che poi se venissero accolti i relativi emendamenti, costituirebbe l'intero testo della legge, ha una finalità: cioè in questo Consiglio sono emerse opinioni diverse in ordine al contributo di privati a questo fondo di ripristino, opinioni che, data anche la particolare situazione politica, non è possibile dirimere in questo momento, come non è stato possibile dirimere circa un anno fa, quando il problema arrivò in Consiglio. L'emendamento ha quindi il fine di adottare un provvedimento chiaramente d'urgenza, consistente nella proroga dell'obbligo contributivo, cioè l'obbligo contributivo partirebbe adottando questo emendamento dal 1° gennaio 1998 e non, come attualmente sarebbe la legislazione, dal 1° gennaio del 1995. Pertanto il primo pagamento dovrebbe avvenire il 30 giugno 1999, e questo consentirebbe al Consiglio una pausa di riflessione, la possibilità appunto di adottare provvedimenti definitivi in materia. Legata a questo è la sanatoria di quanto sarebbe dovuto per le normative in vigore, cioè dal 1° gennaio 1995 al 31 dicembre 1997, sollevando da ogni incarico contributivo i titolari delle cave e conseguentemente anche la pubblica amministrazione, Regione, dalla necessità di dover adottare sanzioni, quindi regolarizzando amministrativamente tutta la questione. E' ovvio che se qualcuno avesse pagato le somme vanno restituite, ma non è possibile in questo momento farlo perché dovremmo adottare un provvedimento finanziario, a parte le lungaggini procedurali, ma non sapremmo dove attingere perché la voce di entrata è "per memoria", per cui in sede di assestamento di bilancio probabilmente occorre constatare gli effettivi versamenti, modificare il "per memoria" con le effettive entrate e prevedere un capitolo di uscita per i rimborsi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.

PINNA, Assessore dell'industria. Brevemente, per dire che come è stato giustamente detto dal presentatore, l'emendamento non affronta la materia, ma si limita ad acquisire un certo margine di tempo perché il Consiglio possa affrontarlo in modo più approfondito. E raggiunge indubbiamente un obiettivo, che è quello di rimuovere una condizione di illegalità che riguarda pressoché la generalità degli esercenti attività di cava in Sardegna. Nel senso che la gran parte di questi operatori, in qualche modo indotti a non versare la contribuzione prevista dall'articolo 33 della legge 30, di fatto si trova in una condizione di irregolarità già da due anni, con sanzioni previste dalla legge che sono anche pesanti, e cioè il raddoppio del contributo, da una parte, per ciascuno degli anni e persino la possibilità della revoca della concessione o della autorizzazione all'attività estrattiva. Io mi limito semplicemente a dire questo: indubbiamente rispetto a questa disposizione esiste una resistenza; non una resistenza ordinaria di qualunque cittadino che è chiamato comunque a contribuire, che indubbiamente difficilmente lo fa con grande slancio o con grande piacere, ma per una ragione ulteriore, cioè che la stessa legge numero 30 prevede per chi esercisce attività di cava la presentazione di un progetto di ripristino ambientale per la propria cava, versa una fideiussione per quanto riguarda l'impegno relativo al ripristino della propria cava, una volta che la cava va avanti, via via che si sviluppa, o comunque al termine dell'attività.

E' chiaro che viene visto come un ulteriore indebito balzello il fatto che sia chiamato anche ad alimentare, sia pure congiuntamente con l'amministrazione regionale, questo ulteriore fondo per ripristinare cave dismesse non si sa bene da chi. Certamente il ripristino delle cave abbandonate deve essere fatto nella nostra Regione, ma vi è una difficoltà da parte degli operatori, che io stesso ho avuto modo ripetutamente di riscontrare, ad accettare anche questo ulteriore impegno finanziario, considerato che sull'attività loro di cava, per le cave che loro eserciscono, sono tenuti a presentare un progetto molto accurato, che viene esaminato dall'Assessorato, approvato, e così via, e a prestare le necessarie coperture in termini di fideiussione.

Altro aspetto, che va probabilmente rivisto nel momento in cui il Consiglio affronterà organicamente questa materia, riguarda il fatto che mentre tutto ciò che attiene al ripristino ambientale nelle cave, nelle attività minerarie, e così via, fa capo all'Assessorato dell'industria, forse erroneamente la legge 30 prevede che per le cave dismesse la competenza cada invece in capo all'Assessorato dell'ambiente. Ora, è normale ovviamente che vi sia un'intesa, diciamo, fra diversi Assessorati in materia come questa, non soltanto dell'Assessorato dell'ambiente e di quello dell'industria, ma tuttavia mi pare poco organico il fatto che per le cave in corso, che sono il grosso, la competenza sia dell'Assessorato dell'industria, la competenza anche in termini di professionalità negli uffici, mentre per le cave abbandonate e su cui dovrebbe intervenire questo fondi di cui all'articolo 33, la competenza sia dell'ambiente. Mi rendo conto che oggi non ci sono le condizioni e che questa è materia che il Consiglio dovrà affrontare organicamente in seguito. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CONCAS, Segretaria:

Art. 2

1. L'articolo 33 della legge regionale n. 30 del 1989, è abrogato.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:



PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CONCAS, Segretaria:

Art. 3

1. Conseguentemente alle modifiche apportate con la presente legge, il riferimento all'articolo 33 contenuto nell'articolo 45 (cap. 35007 e cap. 35008) della legge regionale n. 30 del 1989, è abrogato.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:



PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 4 è soppresso.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Per una osservazione sul testo approvato sugli articoli, il titolo della legge non sembra più corrispondente al contenuto, per cui chiedo che in sede di coordinamento si provveda a un titolo più adeguato.

PRESIDENTE. Mi pare una saggia proposta, che la Presidenza accoglie e in sede di coordinamento il titolo sarà adeguato al nuovo testo che andiamo a votare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione con procedimento elettronico della proposta di legge numero 250.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LADU - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANUNZA - MARRACINI - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Risponde no il consigliere: DIANA.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 58

Maggioranza 30

Favorevoli 57

Contrari 1

(Il Consiglio approva).

Elezione di un componente del Consiglio di amministrazione del Consorzio obbligatorio tra gli I.A.C.P. della Sardegna

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di un componente del Consorzio obbligatorio per l'Istituto Autonomo Case Popolari in sostituzione di Alessandro De Martis, dimissionario. Ogni consigliere potrà scrivere nella scheda un solo nome, risulterà eletto chi avrà ottenuto il maggior numero di voti, a parità di voti verrà eletto il più anziano.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 58

Schede bianche 10

Schede nulle 3

Hanno ottenuto voti: Garau Pierfrancesco, 45.

Viene proclamato eletto: Garau Pierfrancesco.

Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 19 e 03.