Seduta n.418 del 28/05/2008
CDXVIII Seduta
(POMERIDIANA)
Mercoledì 28 maggio 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 48.
DAVOLI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 13 maggio 2008 (409), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Atzeri, Pisu e Francesco Sanna hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 28 maggio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Colleghi, facciamo cinque minuti di sospensione, poi diamo la parola all'onorevole Gallus per il primo intervento.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 50, viene ripresa alle ore 17 e 13.)
problemi dei disabili" (281/A)
PRESIDENTE. Bene, colleghi. Ricordo ai colleghi che chi si volesse iscrivere a parlare può farlo durante il primo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Grazie Presidente, Assessori, colleghe e colleghi. Attraverso il presente testo di legge la Regione Sardegna, avvalendosi della potestà attuativa in materia, dettata dalla legge quadro numero 104, colma un vuoto legislativo che tocca una delle materie più delicate e coinvolgenti dell'intero sistema sociale. Le problematiche legate ai diversamente abili sono state sino ad oggi una materia molto controversa, dove ad una giustificata e spontanea solidarietà non corrispondevano effetti legislativi legati ad un miglior inserimento nel tessuto della società attiva di queste persone, che presentavano un differente livello di abilità. La creazione di una rete di servizi reali adeguati alle differenti esigenze delle persone diversamente abili ci porta a colmare questo ritardo. Tuttavia, non dobbiamo con ciò pensare che il nostro compito sia esaurito, infatti sono ancora molte le cose che si possono e debbono fare per portare a compimento quel percorso virtuoso che, una volta ultimato, farà sì che nella nostra città, negli edifici sia pubblici che privati, nei centri di aggregazione sociale esistano pari condizioni di vivibilità per la popolazione. Quest'ultima intesa come nucleo formato da abili e diversamente abili senza più nessuna distinzione o barriera che ne demarchi condizioni diverse di vivibilità e utilizzazione di servizi a tutti i livelli. E' questo il compito di una società moderna e democratica e davvero solidale, fare in modo cioè che non esista più alcuna forma evidente o strisciante di emarginazione per alcune frange di popolazione meno fortunate di altre. L'istituzione della Consulta regionale quindi deve rispondere a queste imprescindibili esigenze coinvolgendo nella scelta e nel modus operandi sia gli operatori specializzati, ma anche e soprattutto i diversamente abili e chi con loro divide costantemente questo status, i familiari quindi e i congiunti. In questa direzione la Consulta deve divenire certamente un organo tecnico di consultazione, proposizione e stimolo per l'Esecutivo regionale e per lo stesso Consiglio regionale ma non basta; la Consulta deve anche essere messa in grado di monitorare lo stato dell'arte del livello di qualità dei servizi dell'assistenza, per segnalare tempestivamente eventuali situazioni di arretratezza o inadeguatezza nell'applicazione delle norme. Solo così potremo avere un organismo davvero funzionale e funzionante che operi nel pieno dell'efficacia e dell'efficienza, costituendo una punta avanzata del sistema sanitario in materia di iniziative regionali, volte al superamento definitivo di tutte le possibili o probabili condizioni determinate a costituire una negatività per i diversamente abili. Infine, non per spirito polemico ma per una più puntuale e immediata aderenza alla realtà operativa, avrei visto meglio la Consulta presieduta dal responsabile della dall'Assessorato competente alla sanità e non in capo alla Presidenza della Giunta che comunque può delegare. Si tratta infatti di un settore dove l'immediatezza della risposta non può essere filtrata da altri organismi, se non da chi è propriamente preposto alla materia in termini scientifici, giuridici e di iniziativa politica primaria. Ma credo che a questo si porrà rimedio in quanto l'articolato, nel prevedere l'opzione per la presidenza tra il Governatore e l'Assessore alla sanità e servizi sociali, lascerà la volontà politica la scelta in favore di quest'ultimo, ma questo credo che sia otterrà anche grazie al buon senso e alla disponibilità del Presidente stesso. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gallus.
E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, grazie Presidente. Solo pochi minuti per esprimere la mia piena soddisfazione per l'approvazione di questo testo. Appare chiaro che lo scopo principale di questa Consulta è quello di rimuovere ogni ostacolo che limiti il diritto di cittadinanza attiva alle persone disabili. Deve diventare l'organo di riferimento, sia delle persone disabili che delle loro famiglie, la garanzia di una rete di servizi stabili volti al superamento di condizioni di emarginazione che possono assicurare la piena partecipazione alla vita sociale e familiare, la promozione del tempo libero, la vita associativa, il sostegno a situazioni di particolare bisogno. Non so quanti di voi ricordino, circa un anno fa, la notizia che era apparsa sui quotidiani sardi di un avvocato cagliaritano costretto appunto sulla sedia a rotelle incapace di provvedere al proprio lavoro, a causa delle tante barriere architettoniche che limitavano e limitano tutt'ora il suo accesso a Palazzo di giustizia. In suo favore ricordo che si era mobilitata la comunità dagli avvocati cagliaritani che aveva appunto denunciato l'inaccessibilità del Palazzo di giustizia di Cagliari e forse, se il Ministero di Grazia e Giustizia dovesse stanziare delle somme adeguate per questi interventi di manutenzione straordinaria, tra qualche anno quest'avvocato potrà anche riprendere il suo lavoro e andare di persona in udienza. Ma per una storia come questa, che emerge nell'opinione pubblica, ce ne sono tante altre, migliaia che restano sotto traccia e sotto silenzio; un po' per mancanza di strumenti di denuncia, un po' perché la nostra società, effettivamente, è profondamente ingiusta e limita, comprime e a volte nega i diritti fondamentali di chi è diversamente abile per effetto di malattie, di vicende o di cause che non sono imputabili certamente alla volontà delle persone. Io credo che ci sia il tanto da riflettere, dunque, ma soprattutto da agire, in tutti i settori: l'urbanistica come la scuola, i servizi per la persona come i trasporti, per la difesa e per la promozione di quelle persone, appunto, diversamente abili, perché le limitazioni non avendo un ragionevole fondamento sono limitazioni odiose in spregio ai principi costituzionali, e penso naturalmente agli articoli 2 e 3 su tutti: i diritti della persona e il principio di uguaglianza.
Certo qualcosa è stato fatto in questi decenni: il Parlamento e il Governo hanno, seppure a piccoli passi, camminato sulla strada che porta all'affermazione dell'uguaglianza sostanziale delle persone con disabilità, spesso motorie, ma anche il Consiglio regionale può dare il suo contributo fattivo e concreto approvando questo provvedimento, che è un dettato normativo di principio ma soprattutto un atto di civiltà e giustizia sociale verso persone, e dunque verso famiglie, che hanno bisogno di attenzione costante e di sensibilità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licandro.
E' iscritto a parlare il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
BRUNO (P.D.). Grazie, Presidente. Signor Presidente e signori Assessori, colleghi consiglieri, intervengo brevemente per sottolineare l'importanza del testo di legge che stiamo discutendo e che conferma l'attenzione di questo Consiglio nei confronti della qualità della vita e del benessere sociale per tutti.
Il progetto di legge si inserisce in una rete di provvedimenti posti in essere dal Governo regionale a favore delle persone con disabilità. Innanzitutto è da apprezzare una questione terminologica: nella legge si utilizza il termine "persona con disabilità", a differenza di altra terminologia già usata e presente nella legislazione precedente, anche a livello nazionale, e conferma la volontà, già manifestata nella legge 23 da questo Consiglio regionale, di porre al centro la persona con la propria dignità, il suo diritto a rimanere nella propria comunità a contatto con la propria famiglia e con le proprie reti sociali. La persona al centro significa - ed è anche questo a mio avviso il senso della Consulta - che la si è riconosciuta come risorsa, come soggetto che collabora, che partecipa, che sceglie, e non solo come oggetto di politiche settoriali.
Questo Consiglio regionale, che nella settima Commissione ha unificato il testo che oggi discutiamo, decide quindi di proseguire nel processo di inclusione sociale, con l'impegno diretto delle persone con disabilità o di chi le rappresenta, lo fa garantendo pari opportunità e forme innovative di inclusione; un processo che in questa legislatura ha fatto passi avanti importanti: non più politiche assistenzialistiche ma di promozione, di personalizzazione dei servizi e delle prestazioni. Ciò significa garantire alla persona con disabilità la realizzazione di un progetto globale di vita, attraverso un insieme di attenzioni, di condizioni e di interventi concreti volti a favorire la partecipazione alla vita sociale, economica e culturale delle persone stesse. La partecipazione e il coinvolgimento sono indispensabili per attuare quell'insieme di norme già previste nel Piano sanitario, nella legge 23, nei Plus, previste dagli strumenti e dalle politiche regionali a favore delle persone con disabilità per una migliore qualità della vita. E queste non sono parole: basta entrare nell'apposito spazio del sito tematico della Regione, sardegnasociale.it, per rendersi conto dei passi avanti compiuti nell'attuazione dei provvedimenti legislativi. Ma occorre andare avanti ulteriormente, creando luoghi di proposta, di stimolo, di verifica, di studio, di controllo dell'offerta dei servizi e delle prestazioni. La Consulta regionale ha questi compiti, deve realizzare questi obiettivi, è uno strumento di garanzia per le persone con disabilità ma anche per le stesse istituzioni, chiamate a confrontarsi e ad agire sulla base dei bisogni reali; è uno strumento di partecipazione, e di partecipazione politica e sociale si è detto e si è scritto molto anche in questi anni, rimanendo spesso nella pura teoria, ora abbiamo con questa legge una nuova occasione per dimostrare che ci può essere reciprocità tra gli autori delle norme, noi legislatori, e i destinatari delle stesse, i cittadini. Non solo ma, attraverso la Consulta, si possono garantire spazi di influenza sui processi di azione politica, sugli esiti che riguardano in questo caso le stesse persone con disabilità. Facciamo in modo, insomma, che attraverso la Consulta si apra un vero processo di partecipazione e non una mera azione consultiva; partecipazione che significa prendere parte ma anche essere parte, ed in questo prendere parte ad essere parte ci si aiuta a costruire il bene di tutta la comunità.
Sono partito nel mio intervento da una precisazione terminologica per affermare, conclusivamente, che nell'istituzione di questa Consulta vi è una interpretazione della politica che, mettendo al centro la persona, valorizza la ricca articolazione di valori e di relazioni di cui la politica stessa è in qualche modo destinataria per la ricerca dell'interesse generale, ed è per questo che siamo di fronte non ad una leggina ma ad un atto importante e qualificante di questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie. Presidente, signori Assessori, colleghi e colleghi, l'approvazione all'unanimità in Commissione sanità della legge istitutiva della Consulta regionale riferita al mondo della disabilità è sicuramente un atto estremamente positivo, al di là del contenuto del provvedimento che in Aula ritengo potrà essere ulteriormente migliorato, come del resto ha anticipato brillantemente la relatrice, onorevole Paola Lanzi. E' un fatto positivo perché è uno dei pochi atti del Consiglio a favore delle categorie più deboli, come quella dei diversamente abili, ed è indispensabile per garantire la loro piena partecipazione e il reale coinvolgimento, unitamente a quello dei familiari e delle associazioni che li rappresentano; un atto da non sottovalutare in una legislatura che passerà alla storia dell'autonomia anche per alcuni tagli del bilancio finalizzati al risparmio perfino nel delicato settore dell'assistenza e per il clima nuovo di accentuato decisionismo del Presidente della Regione e della Giunta.
Senza polemiche debbo però ricordare la rinuncia da parte del Consiglio ad approvare, per mancanza di volontà politica, provvedimenti e atti qualificanti per i diritti dei cittadini, e mi riferisco nello specifico alla nomina del Difensore civico, alla legge sul garante dei detenuti, sul registro delle unioni civili e sulla parità uomo- donna nei consigli di amministrazione di enti ed agenzie regionali, nonché sull'istituzione dell'autorità regionale delle comunicazioni. Una mancanza di volontà politica favorita da un non giustificato atteggiamento della Giunta che spesso mostra, come dire, una sorta di insofferenza per nuovi soggetti di controllo e proprio di partecipazione. La grave situazione dei disabili nella vita quotidiana, dall'assistenza all'accesso al lavoro, dalla mobilità all'istruzione, dai trasporti all'integrazione sociale, dal sostegno sociale alla famiglia, ai servizi riabilitativi, è oggetto, purtroppo, quotidianamente di proteste spesso con espressioni drammatiche. Vi si aggiungono servizi giornalistici e clamorose denunce di disservizi ed inadempienze e quindi più che è opportuna la consulta per i compiti specifici che la vengono assegnati in modo che i provvedimenti di legge, gli atti programmatici e amministrativi siano supportati da proposte e suggerimenti da parte di un organismo di sintesi delle posizioni delle diverse associazioni, quindi in modo tale che questi suggerimenti possano migliorare l'attuale situazione spesso per molti insopportabile.
Mi sia consentito a questo proposito di affrontare tre aspetti ai quali sono stata interessata da persone diversamente abili e dai familiari di ammalati in grave stato di disabilità. La prima riguarda l'accesso al lavoro dove le leggi in vigore per i portatori di handicap vengono spesso disattese e addirittura sono del tutto ignorate, quando si verificano situazioni di esuberi. In questo caso si preferisce conservare il posto di lavoro alle persone abili e inserire nelle liste di cassa integrazione e di mobilità i disabili, e credo che su questo sia necessario veramente fare in modo che ci sia un controllo maggiore e anche stimolare una cultura diversa.
Il secondo viene evidenziato dagli ammalati oncologici che hanno necessità di sottoporsi al trattamento di radioterapia il servizio viene svolto all'ospedale Businco, purtroppo con ripetute e continue interruzioni che talvolta oscillano per alcuni giorni, ma si arriva anche a superare la settimana; e questo accade, ed è caduto per problemi di manutenzione delle apparecchiature, ciò mentre il nuovo servizio di radioterapia presentato di recente, e che avrebbe dovuto iniziare a svolgere l'attività a giorni, è invece ancora inattuato, non può essere utilizzato, sono stati rimandati i tempi di utilizzo. Così, e bisogna dire anche questo, chi ha la possibilità finanziaria continua a fare ricorso alle strutture specializzate della Penisola mentre i meno abbienti sono costretti ad un trattamento altalenante che provoca notevoli disagi soprattutto a chi non risiede in città.
Il terzo aspetto, dal mio punto di vista il più delicato, riguarda la questione dell'assistenza domiciliare agli ammalati di sclerosi laterale amiotrofica. E la dotazione a questi pazienti di sintetizzatori vocali e sussidi tecnico-sanitari. Ho presentato alcune interrogazioni in merito, purtroppo non ho ancora avuto risposte, mentre la situazione in alcuni casi si è addirittura aggravata in modo drammatico. Cito per tutti il caso della signora Vincenza Tiddia, domiciliata a Carbonia, che non riesce più a comunicare con i familiari e con il personale medico e infermieristico, che chiede risposte, ma che non riesce ad ottenerle e la famiglia, particolarmente, si trova gravata da una situazione veramente delicata. Inoltre le aziende sanitarie locali non mantengono un atteggiamento uniforme nel garantire l'assistenza a questi pazienti. L'Assessorato alla sanità ha avviato da diversi mesi una ricognizione dell'attuale stato di assistenza dei malati di SLA, ha costituito un gruppo tecnico per fissare i criteri clinici da adottare per selezionare i pazienti affetti da SLA che necessitano di comunicatori vocali e le caratteristiche tecniche e strumentali appropriate alle specifiche condizioni cliniche invalidanti. I criteri, secondo, appunto, la disposizione dell'Assessorato, sono trasmessi alle unità di valutazione territoriale della ASL per essere utilizzati nella definizione dei piani assistenziali individuali e personalizzati, ma fino ad oggi, nonostante questo impegno dell'Assessorato alla sanità, i familiari degli ammalati, come nel caso della signora Tiddia, non riescono ad avere risposte. E quindi sono in uno stato di disperazione. Mi soffermo su questo aspetto indicativo di un caso evidentemente non per parlare di un caso singolo, ma per presentare una realtà problematica.
Per entrare più dettagliatamente nel merito della proposta di legge, ho presentato alcuni emendamenti che recano due firme solo ed esclusivamente di carattere tecnico, e ci tengo molto a precisarlo, anche evidenziando, però, che bisogna prevedere che in caso di assenza di Capogruppo o di Vicecapogruppo, il singolo consigliere, in particolari condizioni, possa comunque presentare emendamenti, perché con questo restringimento delle possibilità di espressione si finisce talvolta di mettere veramente a repentaglio la democrazia. Bene questi emendamenti che ho presentato fiduciosa nell'attenzione dei colleghi sono soltanto un tentativo di contribuire proprio a chiarimento e a integrazione del testo.
Il primo all'articolo 1 tende a conseguire la conoscenza della disabilità e premetto che per un refuso manca all'emendamento numero 11, dopo la parola "conoscere" l'espressione "i bisogni", quindi va integrato, eventualmente proporrò poi oralmente l'emendamento se sarà accolto, quindi conoscere i bisogni che precede, appunto, nell'articolo 1. Quindi è finalizzato alla conoscenza della disabilità che è indispensabile per favorire la piena integrazione sociale delle persone con handicap.
Il secondo all'articolo 2 sostituisce il primo comma semplicemente con un testo maggiormente esplicativo del ruolo che intende, appunto, svolgere la consulta e per conseguire la conoscenza adeguata delle disabilità nelle loro specificità ed evoluzione e per favorire la partecipazione e lo scambio di informazioni tra le istituzioni e i cittadini. Gli altri riguardano la nomina del presidente a maggioranza tra i componenti la consulta, l'obiettivo non è, come potrebbe apparire, quello di estromettere la Giunta e il Presidente della Regione dall'organismo, dove peraltro è correttamente previsto quale componente un rappresentante dell'Assessore regionale della sanità, ma per offrire agli eletti della consulta nello spirito della norma la possibilità di crescere proprio nel senso della responsabilità del ruolo e per sottolineare l'aspetto consultivo dell'organismo, trattandosi di una consulta, appunto, il cui compito è fondamentalmente quello di fornire alla Giunta e al Consiglio suggerimenti, proposte, iniziative, mi sembra più opportuno lasciare la presidenza ad un esponente della realtà del mondo della disabilità. Ritengo che l'attenzione comunque rivolta a questa parte importante della nostra società vada di pari passo con il riconoscimento dei diritti civili delle persone. Ed è anche in quest'ottica in quanto componente della Commissione diritti civili che ho proposto le mie considerazioni e ho avanzato i miei modesti contributi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Espa. Ne ha facoltà.
ESPA (P.D.). Grazie Presidente. Io innanzitutto ringrazio il Presidente della Commissione e tutti i colleghi della Commissione settima che hanno prodotto questo testo; io sono arrivato in ritardo perché, come sapete, sono entrato da poco in questo Consiglio e come membro ho avuto solamente modo di partecipare ad una seduta che poi ha dato il via a questo disegno di legge che spero oggi, con gli adeguati emendamenti, possa essere approvato.
Stamattina c'è stata una battuta, è stata chiesta la presenza dell'Assessore della sanità, presente qui per quanto riguarda i lavori di questo disegno di legge. Ecco, io credo che la Consulta delle persone con disabilità riguarda in modo particolare - lo dico e sono convinto che anche l'Assessore la pensa come me - i diritti civili delle persone in generale e che quindi probabilmente per lo spirito della legge questa era proprio un'occasione in cui dovevano essere presenti tutti gli Assessori, e lo dico appunto per sottolineare che il ruolo della Consulta non è un ruolo di carattere sanitario o che riguarda esclusivamente le politiche sociali, ma il disegno di legge invece fa capire come la dignità, il riconoscimento politico alle organizzazioni delle persone con disabilità e dei loro familiari, e alle stesse persone con disabilità, avrà come back office tutti i settori della vita umana, non solamente quelli che riguardano gli aspetti sanitari, che sono una componente della vita delle persone con disabilità, ma come sono di tutti noi. Quindi in questo senso ci tengo a sottolineare che la Consulta è molto importante anche per questo motivo, perché finalmente si esce fuori dall'aspetto più medicalizzante, più, come dire, che anche culturalmente ci appartiene da un punto di vista popolare, cioè del fatto che quando si parla di persone con disabilità in primo luogo si pensa alla malattia o a situazioni che riguardano la sanità. Ecco, questo luogo comune io credo che il disegno di legge sulla Consulta aiuterà a toglierlo e io spero soprattutto l'attività stessa della Consulta.
Non parlerò adesso… l'onorevole Bruno mi ha anticipato, ha detto diverse cose delle politiche del Governo regionale, che io apprezzo e sostengo. In questo momento il mio pensiero è che in Sardegna, grazie appunto al movimento unitario delle persone con disabilità, soprattutto a partire dalla fine degli anni novanta, ha provocato una svolta nelle politiche regionali in favore delle persone con disabilità e quindi sto citando la fine degli anni novanta, parlo anche del 2000, parlo anche di quando qui al governo c'erano altre giunte di un altro orientamento. Dico questo perché la questione, secondo me, viene vista proprio oggi, anche questo disegno di legge deve essere visto come la promozione di una Consulta perché l'approccio che ci deve essere è quello che riguarda i diritti umani e che questa questione è accettata ormai credo a livello internazionale. Alle persone con disabilità vengono riconosciuti i diritti politici e civili, come a tutti gli altri, e anche la necessità di adottare tutte le misure necessarie a vivere pienamente la loro vita. Quindi viene riconosciuto il diritto alla sicurezza economica e sociale, al lavoro, a vivere nella propria famiglia, a partecipare alla vita sociale e culturale, a essere protetti contro ogni forma di sfruttamento, abuso o condizione degradante. Su questo io ricordo, perchè ci riguarderà e poi dirò anche perché, che il 3 maggio è entrata in vigore la prima convenzione delle Nazioni Unite del millennio, cioè la convenzione ONU sui diritti umani delle persone con disabilità è entrata in vigore il 3 maggio, è stata sottoscritta dall'ex Ministro della solidarietà sociale proprio a New York, ma non è stata ancora ratificata perché, appunto, ci sono state le elezioni, ma ormai è entrata in vigore e l'approccio della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che riguarda 650 milioni di persone nel mondo, è quello dei diritti umani. Quindi questo io credo che è ormai il nuovo approccio. Anche la relatrice, l'onorevole Lanzi, ha ricordato come l'ICF, quindi il sistema di classificazione dell'Organizzazione mondiale della sanità ha cambiato approccio a partire da 2001, e questi cambiamenti, secondo me, avvengono per due principi: uno per il principio di inclusione e trasformazione, dove inclusione vuol dire garantire a tutti pari opportunità e trasformazione vuol dire rileggere il sapere stabilito, rivoluzionando l'ordine delle cose, cioè vuol dire ripensare i sistemi rappresentativi di abilità e disabilità, genere e sessualità, diversità e normalità. Significa, ad esempio per le donne, scardinare lo stereotipo di inferiorità che da sempre caratterizza la loro condizione sociale, per le persone con disabilità scardinare l'ideologica visione negativa della disabilità che pervade le pratiche culturali, politiche, la strutturazione delle istituzioni, il pensiero, la prassi, la storia e l'esperienza umana. Ecco, io credo che in questo senso si è capito che la condizione, e tutti hanno lavorato per dimostrare che la condizione naturale delle persone non è una scelta e che si può costruire una cultura capace di racchiudere e accogliere ciò che è diverso percependolo come arricchente e non solo come una cosa diversa alla quale bisogna far fronte attraverso dei provvedimenti assistenziali. Quindi in questo senso credo di poter dire che questa attenzione dipende molto dai problemi che sono stati tirati fuori, ma problemi non di carattere personale, pietistico o di questa natura, ma di carattere relativo ai diritti delle persone. Allora, questa attenzione c'è, lo diciamo pure, diciamo che è un'attenzione fortemente culturale che non riguarda solo la politica, ma riguarda tutti i fronti che io spero la Consulta affronterà: il lavoro, la scuola, i trasporti, tutti i settori della vita. Allora io voglio ricordare solamente come questi processi si trascinano da tempo e quindi la questione dei diritti umani per le persone con disabilità rimane in evidenza. Perché? Perché se noi pensiamo, ad esempio, ad alcune discriminazioni importanti. Io penso, per esempio, sul lavoro, sappiamo quanto il lavoro è importante per tutti, quanto sia un problema per tutti, ecco, ricordiamoci che se in Italia siamo intorno al 6-7 per cento come media del tasso di disoccupazione, per le persone con disabilità questo tasso è del 76 per cento: E allora la domanda: è un processo di discriminazione? Ed io sono convinto che la Consulta lavorerà per ridurre questo gap.
Io penso poi ad altre questioni, e penso alla libertà di movimento, quindi parlo ai trasporti come all'accessibilità. Anche se sempre meno, io ricordo, forse anche questo stesso Consiglio si era occupato di quando a una bambina sarda con disabilità era stato impedito di volare con un volo aereo per Milano, scelto da lei e dalla sua mamma, semplicemente perché la compagnia aerea aveva deciso in maniera fortemente discriminatoria, ma assolutamente e pacificamente accettata dall'industria, dalle autorità, l'aveva discriminata, esclusa perché per quel volo era previsto che non potessero volare animali, pacchi e persone con disabilità. Allora questo è un altro processo di discriminazione che grazie a Dio era stato superato, ma io ritengo che sicuramente la Consulta sarà fortissima in questo senso perché potrà far sentire il pensiero diretto delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni, un pensiero che spero sia poi anche recepito da tutti noi e da tutte le organizzazioni che si occupano di questa questione.
Voglio fare una battuta, non se ne parla mai, però voglio fare una battuta sul discorso della discriminazione in modo particolare nel campo della disabilità per esempio delle donne. Io cito in maniera leggera due cose. Io ricordo che a livello nazionale e internazionale, e anche lo stesso movimento femminista, bisogna dirlo, ci sono stati tanti errori da questo punto di vista perché le persone disabili vengono a volte considerate così, un tutt'uno, come se non ci siano differenze neanche di genere, ci sono i disabili. Ecco, io ricordo come bisogna fare molto di più, e la Consulta se ne occuperà, per esempio per permettere alle donne con disabilità il diritto alla maternità e alla sessualità consapevole. Io credo che da questo punto di vista questi argomenti, che riguardano la pelle delle persone, saranno un luogo di discussione e ricordo anche da questo punto di vista che, se ritorniamo al discorso della discriminazione sul lavoro, le donne con disabilità, è stato visto da uno studio del Consiglio d'Europa, guadagnano normalmente il 60 per cento di un maschio. Questo giusto per dire un'altra questione che viene tirata fuori.
Ecco, dello stigma della medicalizzazione ne abbiamo già parlato, io poi brevemente cerco di dire due cose, uno che riguarda l'istruzione, di cui la Consulta se ne occuperà sicuramente. Abbiamo fatto dei passi da gigante, ricordiamo ad esempio che, io dico questo dato, mi sembra che sia giusto, ma noi abbiamo alle scuole superiori in Sardegna... mi sembra che abbiamo un migliaio di studenti nelle scuole superiori e questo percorso è un percorso che solo da immaginare una trentina di anni fa era un percorso inimmaginabile, cioè che le persone con disabilità, i bambini con disabilità, i ragazzi con disabilità, addirittura prendessero il titolo di studio, la licenza di terza media, passassero alle superiori. Adesso abbiamo persone con disabilità che si stanno per laureare, ma ci sono già state in passato, ma anche persone con disabilità grave, che hanno difficoltà a rappresentarsi da sole. Ecco, anche questo processo è un processo che vedrà, io spero proprio, la nostra Consulta in piena attività.
Vado avanti con una questione, io chiedo scusa se faccio questo discorso, sarà un discorso anche forse già condiviso, già conosciuto a tutti, però mi piace ribadirlo, l'ho ribadito già diverse volte, il senso della Consulta è anche perché c'è un messaggio politico dietro molto importante, io lo voglio dire con profondo rispetto per tutti coloro che qui vivono una disabilità nella loro pelle, una situazione di deficit o persone che giorno e notte accudiscono i loro cari, il loro figli disabili gravi e quindi hanno una vita particolarmente difficile e dura, o per chi è amico di persone con disabilità, chi le sostiene. Però, voglio dire con chiarezza che la disabilità, e quindi questa Consulta che uscirà fuori e quindi le persone con disabilità, tutto il discorso che riguarda la disabilità, non appartengono a un consigliere, a un gruppo di consiglieri, devono appartenere a tutti, anzi non appartengono a nessuno, perché le persone con disabilità si rappresentano da sole, però questo segnale politico è che tutti ci dobbiamo occupare, dal Presidente della Regione fino a tutti gli Assessori, dal Presidente del Consiglio a tutti i consiglieri. Questo è l'approccio sul quale io credo dobbiamo essere molto convinti di questa questione. Quindi, non esiste un'appartenenza, nessuno di noi può dire: "Rappresento questo mondo", perché tutto il Consiglio deve rappresentare le persone con disabilità, non un consigliere o un altro, e questo lo dico con molta serenità perché mi sembra che la Consulta riconosce questo valore, questo valore politico a dare un senso di rappresentanza all'interno di qualcosa che viene riconosciuto come un diritto, quindi come un processo che esce fuori dalle logiche normali che possono essere comprensibili dove gli esperti o le persone direttamente interessate da sole possono essere considerate protagoniste di percorsi di questo genere. Io credo che invece questo segnale della Consulta, l'attuazione della Consulta, darà modo proprio di creare una situazione nel quale tutti possiamo dire, e soprattutto i diretti interessati, potranno dire di dialogare con le Istituzioni con riconoscimento politico, quindi senza assistenzialismo, senza pietismo, guardando i diritti civili delle persone e raffrontandosi con tutte le situazioni di cui ho già parlato prima. Questo era per voler dare un primo contributo, sugli emendamenti sicuramente parleremo dopo, io condivido molti degli emendamenti che sono stati presentati e che riguardano e riflettono questa questione, riflettono il fatto che sul principio "niente per noi persone con disabilità e le nostre famiglie senza di noi", alcuni emendamenti porteranno una dignità di diritto alle persone con disabilità e alle loro organizzazioni che faranno parte sicuramente di questa Consulta. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Molto brevemente. In questi mesi, forse non da solo, mi è capitato di fare il tifo per quell'atleta australiano Pistorius che, come voi sapete, ha guadagnato il diritto a partecipare alle Olimpiadi di Pechino alla pari dei normodotati. Il suo handicap, in questo caso, è stato totalmente azzerato ed è una lezione, ritengo, verso chi ritiene che esistano, a causa delle disabilità, cittadini con minori diritti.
La proposta di legge che io stesso avevo firmato quando facevo parte della Commissione sanità, assieme al disegno di legge, determina oggi un testo unificato che è in discussione, una legge che dovremo approvare, che si presenta snella, di solo 8 articoli, e che come già detto, ma mi pare che sia il caso di ribadirlo, colma un vuoto che è fortemente sentito. Una legge che vuole essere, così come sono state approvate altre leggi in questa legislatura, rivolta principalmente a recuperare ritardi e restituire equilibrio e pari dignità ai cittadini della nostra regione. Uno strumento di garanzia per l'avviamento di una rete di servizi stabili rivolti principalmente a superare le condizioni di emarginazione dei disabili, di qualunque naturalmente livello e grado essi siano. Perché noi riteniamo, credo che tutto il Consiglio lo ritenga, che non può essere che ogni volta nei confronti di queste categoria bisogna aspettare quelle che sono le iniziative che se sono lasciate esclusivamente a quei settori sensibili, che pure sono presenti nella nostra società, ma che io ritengo che spesso non sono puntuali, spesso sono insufficienti e spesso sono anche poco attenti verso queste categorie. Quindi, è giusto che esista una legge così come noi la stiamo portando avanti e in particolare è giusto che si istituisca una Consulta regionale per i disabili, proprio perché questa tende a garantire la partecipazione dei cittadini che rappresenta questa categoria, perché sarà fatta, appunto, da questa categoria, cittadini che sono meno fortunati - come abbiamo già detto di tanti altri - e che attraverso questa Consulta, io ritengo, si propone di abbattere tutte quelle che sono le barriere che impediscono ai disabili, cioè alle persone che hanno, appunto, delle disabilità, di vivere una vita dignitosa, com'è giusto che sia.
Come negare che è davanti a tutti e che è ancora evidente che esistono una serie di disattenzioni verso queste categorie di cittadini che sono deboli, come negare che nelle nostre città e nei paesi della nostra regione sono ancora pochi gli interventi che vengono proposti, anche perché hanno un proprio costo, per rendere ai diversamente abili una vita che sia alla pari e con gli stessi diritti di tutti i cittadini. E non si tratta, come spesso ci capita di pensare, soltanto di andare a realizzare delle rampe o dei marciapiedi che possano essere superati, o ascensori per poter salire nelle case, si tratta di costruire principalmente un'educazione e una cultura che segua costantemente e curi quelle che sono le esigenze di ogni tipo di disabilità. Da poco noi, d'altronde, anche nell'ultima finanziaria, abbiamo approvato un articolo che prevede che si possa incrementare una certa quantità di metri cubi nelle residenze per poter rendere più vivibili quelle abitazioni che hanno la presenza di disabili, disabili naturalmente dal punto di vista della deambulazione. E' una cosa giusta, è una cosa che certamente noi abbiamo fatto perché doveva essere fatta, ma come negare che anche quella è arrivata fortemente in ritardo e doveva essere sicuramente prevista all'interno di una legge urbanistica. Ecco, io credo che noi nel discutere oggi della Consulta per le disabilità dobbiamo essere coscienti del fatto che ogni singola legge che si approva all'interno di questo Consiglio regionale debba subire una valutazione precisa per verificare se ci sono le giuste attenzioni verso coloro che sono diversamente abili rispetto ai normali cittadini. Credo che un governo costante di questi aspetti sia una delle principali funzioni che debba scaturire, appunto, da quelle che sono le proposizioni della legge che noi stiamo affrontando, ed in particolare l'esigenza di continuità e di attenzione verso questi problemi, problemi che non devono essere più lasciati alle iniziative, come dicevo, dei singoli. Quante volte ci è capitato di leggere proprio nella stampa, è capitato anche qualche giorno fa per un trasferimento di una famiglia, di disabili che sono sequestrati nelle proprie abitazioni. E le disabilità, lo voglio ancora ricordare, non riguardano solo aspetti sulla possibilità di muoversi, sono tante, tante le disabilità che sono presenti. Quanta fatica per approvare qui in Aula interventi rivolti a promuovere lo sport-terapia, una pratica che con costi ridotti dà sollievo e sostituisce costi estremamente più onerosi verso coloro che sono invece obbligati a fare una fisioterapia continua. È questo un passo importante, e questa legge dovrà essere sicuramente migliorata, però io ritengo che sarà proprio la Consulta delle disabilità ad affrontare questo aspetto, a promuovere quelle che sono le integrazioni, che io ritengo sono necessarie, e gli adeguamenti che sono necessari per questa legge, anche col principio che ho appena citato, ogni legge deve avere tutte le giuste attenzioni verso i diversamente abili, si tratti di trasporti, si tratti di urbanistica, si tratti di sport, si tratti di cultura e di quanto in questo Consiglio costantemente si propone e si approva. Per concludere, e non è solo per evidenziare che ancora dev'essere fatta molta strada, ma a me lascia perplesso che proprio la Consulta dei disabili adotti il principio della cancellazione del gettone di presenza, è una cosa giusta, ma proprio dalla Consulta dei disabili bisognava iniziare? Spero non resti un'iniziativa isolata, riferita esclusivamente solo a questo organismo. Come condivido anche l'istituzione della conferenza regionale, che entri in merito ad ogni proposta ed essa stessa proponga valutazioni sui provvedimenti e sulle politiche sociali che questo Consiglio proporrà di portare avanti. Ma ritengo che non sia sufficiente che la Conferenza si convochi soltanto ogni tre anni, e non si capisce da questa legge quanto debba durare in carica. Ritengo che anche il rinnovamento di questi organismi è un fatto importante, che questa legge dovrebbe prevedere e che invece non prevede, e per cui, concludendo e ringraziando anche per l'opportunità, sicuramente c'è da tenere presente che alla Consulta che stiamo andando a istituire, diciamo, gli stiamo dando anche il compito di entrare proprio in merito a questa legge che la istituisce, ma che sicuramente deve essere migliorata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. Finalmente, a distanza di due anni, entra in Aula la legge della Consulta, una cosa eccezionale, dà una nuova dignità ai nostri disabili. Questo è molto importante, cari colleghi, dignità, che, credetemi, l'hanno persa in tutti questi anni, l'hanno persa anche in questa Regione. Oggi diceva una collega: "Ma come mai non ce l'Assessore alla sanità?". L'Assessore alla sanità c'è, ma non basta, Assessore, i disabili sardi non vogliono solo lei, non stanno andando tutti i giorni in ospedale a curarsi, vogliono l'Assessore al lavoro, l'Assessore ai trasporti e così via, allo sport. Questa è la dignità dei disabili, non l'unico Assessore alla sanità, come dire i disabili sono tutti ammalati, tutti quanti devono andare tutti i giorni in ospedale. No, cari colleghi non è così! Allora, mi dispiace che sono mancato ai vostri interventi, perché proprio oggi sono andato a medicarmi. Io stesso sono diventato disabile per tre mesi, una banale caduta, una sedia, pazzesco! Ho fatto speleologia, ho fatto di tutto nella mia vita e non sono mai caduto. E so cosa vuol dire stare seduti in carrozzina, lo sapevo già, ma adesso l'ho provato a mie spese. Basta un piccolo scalino, che è una montagna per loro. Allora questa… io vorrei ringraziare veramente la Commissione che ha lavorato veramente bene, ha dato un parere unitario, mi auguro che da quest'Aula esca fuori qualche cosa di buono. Vi faccio un esempio, cari colleghi. Il lavoro, il lavoro è la dignità delle persone, la dignità dei disabili, il lavoro. Voi pensate, qui, nella regione Sardegna mancano esattamente, per legge, esattamente, 440 posti di lavoro. Ci dovrebbero essere 440 disabili occupati nella regione Sardegna e non ci sono, non ci sono. Questa una cosa scandalosa e vergognosa! E noi cosa stiamo facendo? Facciamo la Consulta dei disabili! Qualcuno, ho sentito che ha detto: "la dignità dei disabili… adesso i disabili con la Consulta fanno questo, fanno l'altro, faranno l'altro…". Questa consulta, cari colleghi, se non la facciamo funzionare noi, consiglieri, ha poco da fare, ha poco veramente da fare! Il diritto allo studio per i disabili lo stesso, ci ha pensato l'Università, cosa che non ha fatto la Regione Sardegna. Pensate un po', l'Università di Cagliari ha… - scusatemi, che non vedo un cavolo! -, ha costituito un servizio di pulmini per andare a prendere i disabili fino a 35 chilometri. L'università di Cagliari, vanno a prendere i disabili fino a 35 chilometri, a casa loro, li portano all'università, dopo lo studio li riportano. E da quando è stato costituito questo servizio già sette disabili si sono laureati a pieni titoli. A pieni titoli, cari colleghi! Qualcuno parlava della dignità dei disabili, questa è la dignità dei disabili. La Regione Sardegna sta iniziando, oggi, a fare qualcosa. Lo sport per i disabili, Assessore. Siamo due anni con questa piccola leggina, con questa prova, dovevamo fare un'iniziativa, invece di fisioterapia, sport-terapia, Assessore, ancora non è partito niente, è sempre fermo. Ma è possibile che non riusciamo mai a muoverci? Che cosa è che ci impedisce a fare verso queste persone? Cosa è che impedisce? Chi è che frena questa voglia di fare, questi ragazzi hanno voglia di fare, ma perché non li facciamo fare? Sono persone che come hanno detto molti, rispetto la stessa frase, l'hanno detto molti qua dentro, persone come noi, persone che si possono recuperare, recuperando, caro Assessore, non spendiamo un sacco di soldi, che invece spendiamo, perché loro hanno una dignità e vogliono fare le stesse cose che facciamo noi, e le possono fare. Io dico questo perché l'ho provato, è stato un attimo, una sedia, mi ha mezzo rovinato il ginocchio, frattura alla rotula. Ecco, queste sono le cose, è un attimo nella vita! È un attimo diventare disabili! Allora perché queste persone non possono avere la dignità nostra, uguale a noi, tutto quello che facciamo noi lo possono fare loro. Ecco perché vi ripeto, lo sport-terapia è una cosa bellissima, Assessore. Perché non si mette in moto a farla partire veramente? I trasporti, io non ricordo adesso, forse la Caligaris, mi ricordo, aveva fatto il caso di una bambina, se non sbaglio, i trasporti… Ogni volta che mando una lettera all'Assessore dei trasporti quasi mi parla male. E davanti a lei, Assessore, mi ha parlato male, esattamente, l'Assessore dei trasporti. Scusami, mi ha trattato male allora, correggo il tiro. Perché gli stavo dicendo nuovamente per il trasporto dei disabili: "Più di tre non possono salire in un vettore, perché è pericoloso per la loro vita". Figuriamoci, come sono, se cade il vettore cosa succede? Moriamo tutti, e loro con noi. Ecco cos'è il punto, non c'è interessamento. Sembra che la gente si interessi, come questa consulta, se noi ci interessiamo, però se non la facciamo funzionare, cari colleghi, non passerà… Noi abbiamo fatto una Consulta snella, con dieci persone, e per la prima volta in una Regione, io ho visto tutte le altre consulte, mi sono documentato, per la prima volta abbiamo… o l'Assessore perché è meglio, visto che il Presidente sta parlando lo lasciamo parlare, dunque, Assessore, per la prima volta, Presidente, per la prima volta questa Consulta della Regione sarda ha messo 10 disabili nella Consulta, significa che non hanno bisogno di interlocutori, questo è molto importante grazie alla Commissione, queste sono cose giuste e abbiamo fatto una cosa giusta veramente, io mi auguro che questa Consulta riesca veramente a fare qualcosa, snella, veloce, solo così può camminare, solo così dopo 2 mesi può entrare in funzione, ma io so che ci sono diversi emendamenti, non so adesso quali siano, ma se noi dobbiamo imbastirla o ingessarla questa Consulta Presidente si ferma, non partirà prima di 10 anni, di 3 anni, 4 anni, non serve a niente tutto il lavoro che si è fatto!
Il lavoro, mi dispiace che non ci sia l'Assessore al lavoro, va bene, bisogna mettere rimedio a queste cose. Un sacco di disabili sono andati via, in pensione, non gli hanno mai sostituiti e qui i dirigenti lo sanno molto bene che è così, anche qui nel Consiglio regionale c'erano una decina di disabili che sono andati in pensione e non li hanno sostituiti. Non li hanno sostituiti! Questa una legge nazionale, non sono parole di Petrini Onorio, è una legge nazionale, e proprio la Regione che deve far rispettare queste leggi non rispetta i propri in casa? Questo è ridicolo cari colleghi, questo è il ridicolo, secondo me è questo, perché per me queste persone possono svolgere qualunque lavoro anche pensiamo noi, anche in carrozzina, qualunque lavoro, io conto uno, non conto niente, sono anche di minoranza, figuriamoci, ma la maggioranza, voi, voi che oggi dite: "dignità, dignità, dignità!" Ma lo sapete cosa vuol dire la dignità? O lo sappiamo perché forse non lo so neanche io. Dignità è anche questo, rispettarli, il lavoro.
L'istruzione di questi ragazzi, lei lo sa Assessore, caro Assessore alla sanità, lei lo sa che non ci sono abbastanza personale del potere far andare questi ragazzi a scuola, anche questo, molti ragazzi non vanno, non frequentano la prima, la seconda, sto parlando delle classi inferiori, perché non ci sono finanziamenti, caro Presidente queste sono le condizioni! Non ci sono… non c'è né destra né sinistra, non ci sono colori, questa è la realtà nostra, la realtà locale, regionale, io non so, nelle altre regioni fanno velocemente a far tutto, qui ci inciuppiamo sempre.
Forse io sono capitato… forse sono stato abituato ad essere sempre di maggioranza, dove tutto andavo, qui mi è capitato di essere di minoranza e quello che ho cercato di fare me l'avete fatto fare così… facendo dei sacrifici. Per esempio, i campionati italiani assoluti di sport che iniziano in 6 del prossimo mese, verranno i migliori atleti, fanno dei grandi sacrifici queste ragazzi per poter essere ad un certo livello e gente da ammirare, io gli ammiro questi ragazzi, perché fanno delle maratone, rimangano 6-7 ore e sulla carrozzina a pedalare a spingere… molte volte dicono: ma come cavolo fanno? La forza di volontà che hanno, la propria dignità, vogliono essere come noi, e noi Regione Sardegna glielo abbiamo impedito, sempre, oggi abbiamo… forse passerà questa legge, grazie a voi, speriamo, grazie a voi maggioranza non a noi, perché spetta a voi, grazie voi passerà. Ma, io ho visto gli emendamenti o so che ci sono degli emendamenti, non imbastiamola, perché se no non funzionerà mai questa, cari colleghi, abbiamo fatto una legge snella e non è una leggina Presidente vorrei far capire questo ai miei colleghi, non è una leggina, è una legge importante, è una legge che aspettava tutta la Sardegna, tutti i giovani della Sardegna ma non solo i disabili Presidente, l'aspettavano anche i genitori dei disabili! Vorrei dire tante cose ma forse vi annoio. Però mi piace annoiarvi! E' chiaro ? Mi piace annoiarvi! Così ve lo ricordate, ecco cosa mi piace! Io ho lavorato un po', insieme alla mia collega, per questa legge e vi posso dire che ho ritenuto veramente interessante, l'ho approvata, ci abbiamo studiato, abbiamo perso anche un sacco di tempo, è una legge che se viene approvata Presidente non siamo gli ultimi, finalmente la Regione Sardegna non è l'ultima e ce ne possiamo vantare, non siamo gli ultimi, però rispetto alle altre leggi che hanno già fatto noi l'abbiamo migliorata. Abbiamo cercato di fare una legge snella, veloce e funzionale, perchè questo si aspettano queste persone qui, una legge funzionale. Io devo dire la verità Assessore, ho avuto poche risposte, ma non per me, a me non interessa niente, grazie a Dio sono state invalido tre mesi e sto per uscirne fuori, finalmente… però ho provato cosa vuol dire! Già sono valido perché non ci vedo, più mi è capitata anche quest'altra storia del ginocchio, figuriamoci! So cosa vuoi restare in carrozzina, perché sono stato in carrozzina tre mesi, io inviterei i consiglieri, due giorni, ad una maratona in via Roma a farsi un giro in carrozzina, cosa vuol dire un piccolo scalino. Allora iniziamo a capire cosa vuol dire essere come queste persone. Assessore, parlo dell'unità spinale, parlo dell'unità spinale che stiamo aspettando questi cinque letti che ancora non arrivano, mandiamo ancora la gente fuori, Assessore, queste sono cose serie Assessore, lei lo sa che ho piena fiducia in lei, l'ho sempre avuta, l'ho sempre difesa, ma una volta cerchi di difendere me lei, o difenda i diritti di queste persone, tutti noi rappresentiamo! Non ho fatto niente ancora, tutti i progetti fermi accatastati. Visto che ce lei parlo con lei, non c'è altra gente! Tutti i progetti accatastati Assessore, sembra che non possono partire, hanno trovato i soldi per far partire la famosa leggina sullo sport dei disabili sì, sì: è tutto bloccato! Sono andato un sacco di volte: "sì sì… inizia inizia", ci crede Assessore, mi sono stancato di andarci! Mi sono stancato! Perché sembra quasi che ho disturbo. Io mi auguro…chiedo ai colleghi che non modifichino più di tanto questa legge perché veramente va benissimo, d'altronde non l'ho fatta io, l'avete fatta voi di maggioranza, perché quasi sempre eravamo in tre, voi eravate in 10, l'avete fatta voi! Più voi che noi, e l'avete fatta… non dico bene ma discretamente: può funzionare veramente! Ma se si snatura questo che abbiamo scritto qui, con gli emendamenti, non serve più a niente tutto lavoro che abbiamo fatto grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Petrini.
E' iscritto a parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (U.D.C.). Grazie Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghe e colleghi, ci sono percorsi legislativi di rilevante significato etico che nascono da presupposti di assoluta oggettività condivisi e condivisibili, e desta quasi stupore e rammarico la constatazione del ritardo con cui un atto di questa portata giunge a compimento, colmando sicuramente vuoti ingiustificati e ponendo rimedio alle disattenzioni, o alle cose date per scontate che uno pensa che esistano e siano operative, tanta ovvia è l'esigenza che lo siano ma che in realtà non ci sono. Tutto l'apprezzamento quindi per questo testo unificato istitutivo della Consulta regionale della disabilità, che trova fondamenti normativi ed ha finalità determinanti, perché una società possa attribuirsi un connotato di civiltà. Ci si raccorda quindi e in un certo senso si supera quanto fatto da altre Regioni italiane, si realizza quel ponte importante di comunicazione tra il mondo delle persone con disabilità, nelle sue varie sfaccettature, dall'individuo, dalle associazioni, al volontariato e le istituzioni; sia quelle rappresentative, che quelle amministrative, nel nostro caso rispettivamente Consiglio regionale e Giunta. Tra le finalità importanti da perseguire nell'immediato, c'è il raggiungimento di una condizione non più rinviabile per il mondo delle persone con disabilità, ovvero la piena cittadinanza. I punti cardine attorno ai quali si dovrà muovere la nuova Consulta sono l'inserimento nel contesto relazionale del lavoro collocando il lavoratore con disabilità nel pieno rispetto delle sue attitudini e della sua personalità, la formazione scolastica, l'assistenza sanitaria, il contesto ambientale e, è stato detto, urbanistico. E' apprezzabile il coinvolgimento tangibile dei disabili e del loro mondo all'interno della Consulta, quest'ultimo aspetto offre la garanzia della volontà di integrazione di questa realtà da parte delle istituzioni, il ruolo di cui rappresentanti delle persone con disabilità nella Consulta sono investiti, conferisce a quest'ultima una rilevanza qualificante per raggiungere l'obiettivo fondamentale della rappresentanza di queste persone nella società, non si può né si deve prescindere mai dal supporto delle persone con disabilità, perché è quello più competente per la soluzione di tutti i complessi problemi che ne limitano la piena integrazione e cittadinanza. Saranno pregnanti tutte le iniziative della Consulta laddove riusciranno a raggiungere i principali obiettivi tra cui il collocamento nel mondo del lavoro, che si raggiunge solo attraverso un pieno inserimento scolastico, che sappia eliminare tutti i problemi e le carenze che hanno sempre limitato l'operatività del disabile. E' del tutto evidente che le strategie volte ad annullare e ad alleviare le problematiche, affrontate quotidianamente, esigono il pieno coinvolgimento dell'intera società civile, non ottenibile altrimenti se non con efficaci campagne di informazione e di comunicazione. Questo rappresenta uno snodo importantissimo per l'integrazione che deve essere prima di tutto umana, in fondo anche chi disabile non è ha il dovere di percepire i problemi e le difficoltà di questo mondo come se fossero sue. In tale direzione, ogni cittadino può sentirsi chiamato ad offrire il proprio contributo per migliorare la vita di chi, ogni giorno, combatte contro vari problemi, di cui non può certamente essere ritenuto responsabile. La Consulta è quindi uno strumento d'aiuto, ma deve essere anche una sede d'esame degli obiettivi e delle strategie per superare le disparità, quante ce ne sono, che ancora colpiscono chi vive la disabilità rispetto a tutti gli altri cittadini. Le forme di integrazione, che ci si prefigge di raggiungere, devono essere strutturate ed efficaci e dovranno coinvolgere tutti i soggetti istituzionali possibili, al fine di agevolare percorsi normativi o legislativi e dare quindi risposte immediate alle richieste che vengono avanzate di volta in volta in questa nuova sede istituzionale. Visto che la Consulta si riunirà almeno tre volte l'anno per risolvere e accogliere le istanze di primaria importanza, nel settore sanitario e in quello scolastico e nel mondo del lavoro, è significativa la presenza di un rappresentante designato dal Consiglio delle autonomie locali, lo è certamente quanto le altre presenze. Ma siamo certi che gli incontri della Consulta saranno efficaci se ogni istituzione darà il suo massimo, la sussidiarietà si misura anche e soprattutto in queste circostanze, dove viene messa alla prova la sensibilità umana degli amministratori e dei rappresentanti di tutti i cittadini sardi, ancor più se questi ultimi sapranno veramente farsi carico di tutti coloro che, fino ad oggi, ancora non hanno visto soddisfatte tante delle loro istanze. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lai.
E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Grazie Presidente, spero di non dover invocare l'eliminazione della barriera del tempo, per cercare di sintetizzare al meglio tutto ciò che ruota in termini di diritti e in termini filosofici, tutta la problematica legata al mondo della disabilità. Molta strada è stata davvero compiuta nel secolo scorso, in particolare nell'acquisizione e nel riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità. Io inviterei i colleghi, mi pare che la Commissione l'ha già adottato, eliminerei l'espressione di "diversamente abili" che non rappresenta niente, perché le persone con disabilità hanno alla pari di tutti il diritto di essere più o meno intelligenti, più o meno onesti, più o meno bravi, più o meno non bravi. Perché è in questo modo che si elimina o si cerca di eliminare la diversità: la pari dignità. Tanto cammino si è fatto, dicevo, nella storia dei diritti delle persone con disabilità, dalle opere pie, della fine dell'ottocento, si è passati dove il concetto di assistenzialità, un gran passo in avanti certamente verso l'esclusione totale delle persone colpite da gravi e permanenti invalidità fisiche e sensoriali e mentali. Si è compiuta tanta strada e l'Italia, per onestà, dobbiamo riconoscere che sul piano legislativo è uno dei paesi più avanzati d'Europa e del mondo in fatto di emanazione di norme relative al riconoscimento dei diritti dei disabili. Con un po' di orgoglio, ma di nessuna importanza, debbo dire che la grande battaglia sul cammino del riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità fa capo, in Italia ma anche in Europa, a dei non vedenti che dotati di una capacità dialettica rispetto ad altri avevano, come dire, impostato la prima battaglia, e mi va di ricordare qui Aurelio Nicolodi, un non vedente totale, tale divenuto nella prima guerra mondiale che avvalendosi strumentalmente, dico e sottolineo la parola, dell'alone di eroismo che gli derivava dall'aver perduto la vista in occasione di un fatto bellico, utilizzò questo favore per ottenere grandiosi riconoscimenti dei diritti nel campo del lavoro, nel campo dell'istruzione e nel campo anche dell'assistenza. Fu seguito subito dopo da Magarotto, fondatore dell'ente nazionale dei sordi, altro grande personaggio della storia del mondo dell'associazionismo della disabilita. Più tardi Alvido Lambrilli, ultimo nel processo costitutivo delle grandi associazioni rappresentative, ha costituito l'associazione nazionale degli invalidi. Pensate un po' che fu tale l'impegno di questi che queste associazioni private, nate come tutte le associazioni con personalità giuridica privata, ebbero persino il riconoscimento di enti di diritto pubblico. Certo fu un grande riconoscimento da parte dei Governi e del Parlamento, era anche però un atto di furbizia del Governo e del Parlamento che, delegando a queste associazioni diventate enti di diritto pubblico senza però dar loro i mezzi finanziari per poter raggiungere i propri fini, si erano per così dire lavata la coscienza politica, senza concretamente però dare gli strumenti per risolvere i problemi.
La Consulta io la saluto con grande favore e devo dare atto alla Commissione di aver rapidamente licenziato questo provvedimento e devo dare atto al Presidente di questo Consiglio e alla Conferenza dei Capigruppo di averlo portato...Ma il problema fondamentale che avrà la Consulta sarà di verificare l'applicabilità delle leggi esistenti, perché qui è il deficit fondamentale; perché purtroppo, badate, accanto al glorioso cammino delle conquiste dei diritti, accanto al crescente avanzamento del diritto di cittadinanza sociale delle persone con disabilità, badate che questo fenomeno è storicamente e sistematicamente accompagnato da gravissimi e deplorevoli fenomeni di speculazione, soprattutto nei confronti delle disabilità che hanno un maggiore impatto emozionale: i ciechi e i disabili motori. Ma quanti nella lunga storia hanno speculato sui ciechi e hanno speculato sui disabili motori? Proprio su questi due aspetti della invalidità che comportano, appunto, un forte impatto emozionale, e proprio perché comportano un forte impatto emozionale si prestano alla speculazione, e non mi stancherò mai di ripetere che purtroppo vi sono troppi, ma davvero troppi, che vivono dai disabili, e questa è una questione che non dobbiamo stancarci mai di denunciare, di denunciare il fenomeno deplorevole. E badate bene che il fenomeno della speculazione sulla disabilità non è necessariamente ed esclusivamente legato al cosiddetto normodotato che specula sui disabili, la cosa ancora più spregevole e quando altri disabili speculano sulla disabilità, ed ha un livello e un grado di maggiore deplorevolezza.
Abbiamo detto che tanto cammino si è fatto, però tanto cammino rimane ancora da fare per realizzare davvero la piena cittadinanza sociale ed economica. Io accompagnerei sempre, sistematicamente, alla dizione "integrazione sociale" anche "l'integrazione economica" perché è il fattore economico che comporta al cittadino con disabilità la possibilità di essere davvero uomo fra gli uomini, cittadino fra i cittadini, lavoratore fra i lavoratori, perché questo è l'obiettivo, essere uomini tra gli uomini, cittadini tra i cittadini e lavoratori tra i lavoratori. E la componente economica, soprattutto la componente economica, è legata all'attività lavorativa; ecco perché si individuano subito le grandi aree di intervento: istruzione, formazione professionale, lavoro. L'assistenza di per se stessa va, come dire, garantita a tutte le persone in assoluto, senza il richiamo specifico alla disabilità: chi è in uno stato di bisogno e necessita degli interventi pubblici deve essere garantito, per il rispetto della persona umana, per un atto di solidarietà che è alla base del nostro Stato democratico di diritto. E la solidarietà va intesa in questo senso, e badate bene che non sempre nel mondo del volontariato è presente in maniera decisa ed inequivova la vera ed autentica solidarietà: spesso anche lì si annidano forme di speculazione che dobbiamo, con molta attenzione ma sempre con molto coraggio e determinazione, denunciare. E si è fatto bene quando si è tolta l'indennità di gettone ai partecipanti alla Consulta: perfettamente d'accordo perché, da quando è stato introdotto nel mondo dell'associazionismo delle disabilità un quid economico si è scatenata una lotta vera e propria e si sono create delle vere oligarchie in queste associazioni, io ho il coraggio di denunciarlo non solo qui ma lo denuncio ovunque! Sono 56 anni che io ho un impegno attivo nel mondo dell'associazionismo, per l'emancipazione, per il riscatto e per la realizzazione dell'autonomia e dell'integrazione del mondo della disabilita e spero di poter dedicare le mie residue risorse a questo obiettivo che ha tanta strada ancora, ripeto, da compiere.
Per quanto riguarda il testo di legge io non la chiamerei Consulta della disabilita: cosa vuol dire disabilità? E' un concetto astratto che rappresenta uno status, noi dobbiamo fare la consulta di persone fisiche o di persone giuridiche, che sono soggetti che possono essere legittimati a far parte in termini sostanziali e formali di una consulta.
Non sono d'accordo che il presidente della Consulta sia il Presidente della Regione o il suo delegato, e non solo perché io sono contrario ai poteri, come dire, un po' onnivori come è il presidenzialismo e com'è diventato, non solo in Sardegna ma un po' dappertutto nelle Regioni d'Italia, l'Assessore della sanità. Io sono anche molto preoccupato - faccio un inciso sulla questione della sanità -, io staccherei l'assistenza dalla sanità perché il potere forte della sanità tende a sanitarizzare tutto e i problemi sociali sono cosa diversa, cosa diversa e distinta: è stato un gran male quello di unire l'assistenza sociale alla sanità, e io francamente sarei perché questo venga diviso. Quindi non condivido che la Consulta venga presieduta dal Presidente della Regione o da un suo delegato nella persona dell'Assessore della sanità, perché sono due espressioni forti della nostra istituzione che hanno una sorta di potere un po' onnivoro, e io in politica sono contro i poteri onnivori. Sono piuttosto perché la Consulta sia riconosciuta e debba essere organizzata e diretta dalle persone con disabilità: la Conferenza regionale, che è il momento più alto e più ampio di partecipazione, dovrebbe essere quella la sede in cui si esprime la Consulta, deve essere la Conferenza regionale ad esprimere, ad eleggere e a nominare la Consulta, ma deve essere di disabili. Attenzione, certi passaggi qui, sull'organismo costitutivo, non mi convincono affatto! Perché, mentre si parla di dare dignità, di dare piena cittadinanza, pieno ruolo, piena capacità alle persone con disabilità, poi si inseriscono altri elementi: il Consiglio che deve eleggere quattro persone segnalate da..., e si scatena quella campagna di speculazione cui ho fatto cenno prima, e nessuno di noi può accettare che si inseriscano su un nobile atto legislativo come questo delle cose che di nobile hanno qualcosa di meno, e voglio essere riduttivo. Allora la Consulta dei disabili deve essere davvero l'espressione diretta e qualificata dei disabili, devono essere loro i protagonisti del proprio destino altrimenti facciamo soltanto della retorica. Io colgo l'occasione per invitare, per fare un appello all'Assessore all'igiene e sanità e alla assistenza così come oggi configurato perché al più presto nella delega data all'INPS si dia una delega piena all'INPS per l'accertamento sanitario, per l'istruttoria economica e per gli atti erogativi che sono già delegati all'INPS. Eliminiamo la presenza delle Commissioni delle AA.SS.LL. dove un'enorme speculazione, perché altrimenti abbiamo voglia noi di denunciare i falsi disabili, i falsi invalidi, i falsi invalidi vengono fabbricati nelle Commissioni, perché sono rappresentate persino certe associazioni, invalidi civili, i ciechi, i sordomuti sono presenti in quelle Commissioni e io non condivido perché si rendano corresponsabile di un fenomeno di degrado sociale e morale. Pertanto lasciamo che sia INPS totale, unico responsabile di questo servizio.
Come dico attenzione al Presidente della Giunta, dico attenzione di stabilire rispetto al diritto allo studio di verificare quanta speculazione c'è nell'integrazione scolastica, altro che fenomeno. Ho sentito qui persone dire con quanto entusiasmo i laureati disabili, ma sapete quanti falsi laureati ci sono? E il disabile o è preparato per davvero o altrimenti di lauree, di diplomi, di licenze regalate non se ne fa nulla perché nella società poi sarà un fallimento, ed io ho esperienza diretta di troppi alunni cacciati via dalla scuola liberandosene e dandogli facilmente il diploma o di licenza media o di licenza media superiore. E anche all'università c'è una generosità che non è generosità, è cattiveria, perché il laureati devono essere davvero nelle condizioni di svolgere appieno quello che il loro titolo conferito gli comporta di fare. E nella scuola sapete quanti insegnanti di sostegno sono inventati, il problema dell'integrazione scolastica è diventato il processo di occupazione di insegnanti disoccupati e trovano il posto perché hanno individuato o si sono inventati un invalido integrato nella scuola. Sono fenomeni da denunciare prima di tutto perché costituiscono un'enorme offesa ai veri disabili, secondo perché comportano un'erosione di denaro pubblico che la collettività paga. Dobbiamo stare attenti su questi fenomeni, dobbiamo chiedere, la Regione deve chiedere al Ministero della pubblica istruzione e non so come oggi si chiami, comunque esso sia, perché vengano rifatti i corsi per gli insegnanti di sostegno specializzati. Voi lo capite che il disabile non è un'espressione generica, i ciechi hanno il loro problemi, il sordi hanno i loro problemi che sono diversi dai problemi del disabile motorio, che sono diversi dal disabile mentale. Queste sono le grandi aree.
Non possiamo noi avere una consulta, per esempio, che non garantisca la presenza dei ciechi, la presenza del disabile non vedente, del disabile non udente, perché sono espressioni queste molto qualificate e molto importante che qualunque provvedimento si debba prendere nei confronti del mondo della disabilità perché sono aspetti specifici, aspetti che richiedono alta qualificazione, alta specializzazione, con gli insegnanti polivalenti si è ucciso il diritto allo studio, il diritto allo studio davvero delle persone con disabilità. Bisogna tornare all'insegnante di sostegno specializzato, nel passato per avere il titolo di insegnante di sostegno per non vedente occorrevano corsi statali che erano biennali, corsi biennali per i sordi, oggi il corso di polivalenza che dura otto mesi e poi mi parlate di diritto allo studio, questa è un'offesa al diritto allo studio. Questa è la fabbrica degli esclusi non fabbricano diplomi, ma non vi fabbricano cittadini in grado davvero di essere protagonisti del proprio destino. Quindi le grandi aree della minorazione visiva, della minorazione uditiva, della minorazione della disabilità motoria e della disabilità mentale devono trovare adeguata rappresentanza nella consulta, perché rappresentano aree precise e importanti del mondo della disabilità. E cerchiamo davvero di cercare di approdare presto alla riforma delle leggi regionali per integrare quelli nazionali, perché la potestà integrativa delle Regioni esiste, per esempio sul campo del diritto allo studio. Oggi il diritto allo studio rispetto ai ciechi e ai sordi è ancora formalmente in capo alle province, ma le province da molto tempo si sono sostanzialmente disimpegnate perché vanno a lamentare che la Regione non conferisce risorse adeguate per poter garantire questo loro dovere.
Allora istruzione, formazione professionale, non solo per inserirli sul mondo del lavoro e nella società, attenzione, istruzione e formazione servono anche per fare crescere i disabili nella cultura della responsabilità perché troppi sono i disabili che si sono creati nella cultura del tutto dovuto, frutto del vecchio assistenzialismo, lo spartiacque segnato dalla nostra Costituzione ha introdotto un nuovo concetto: la parità di diritti e di doveri. Ebbene questa regola deve essere una regola chiesta e pretesa anche alle persone con disabilità, bisogna strapparli dalla cultura del tutto dovuto, dalla cultura dell'assistenzialismo del passato per creare dei cittadini protagonisti. Si è parlato oggi molto di barriere...
PRESIDENTE. Concluda prego, onorevole Farigu.
FARIGU (Gruppo Misto). Ho finito, Presidente. Volevo dire soltanto un'ultima battuta; si parla, quando si parla di barriere si parla sempre di scale, di accessi, di ascensori e roba di questo genere perché è quello di immediata comprensione. Ci sono barriere culturali che vanno superate come si possono superare? Garantendo alle persone con disabilità un alto livello di istruzione, un alto livello di professionalità. Questo è l'obiettivo primario, oggi si spendono miliardi e miliardi, vedete voi alla stazione termini di Roma, in tutte le stazioni ferroviarie, in tutti gli aeroporti percorsi indicativi sui pavimenti dei disabili. Io non ho mai visto un disabile da solo girare negli aeroporti, hanno bisogno dell'assistenza, io ho girato chissà quante decine di aeroporti, ma me ne guardo bene da poter avventurarmi da solo in queste... è una speculazione vergognosa perché i comuni invece non pensano ad educare le signore e le signore maschio che portano in giro i cani e che lasciano gli sterchi sui marciapiedi dando la felice occasione a quei pochi non vedenti che da solo si avventurano sulle strade di imbattersi in queste porcherie che sono una cosa indecente e offensive anche per il comune cittadino. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Farigu, anche per la passione. Va bene, colleghi, quello dell'onorevole Farigu era l'ultimo intervento. Votiamo il passaggio all'esame degli articoli.
Assessore, chiedo scusa, assessore Dirindin, vuole intervenire?
Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta apprezza il lavoro che è stato fatto in Commissione e che sta facendo il Consiglio per istituire, in adempimento della legge numero 104, la consulta per le persone con disabilità. Abbiamo collaborato con la Commissione sanità nel definire alcuni aspetti, penso che sia un risultato importante che potrà contribuire sia alla Giunta che al Consiglio in futuro nel migliorare la propria capacità di intervento nel settore della disabilità. Concordo con quanto è stato detto che le persone con disabilità non hanno bisogno non solo di interventi e di iniziative in campo sociale e sanitario, ma l'intera società deve essere disegnata e la cultura delle persone deve essere ammodernata in modo da essere rispettosa dei problemi delle persone con disabilità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dirindin.
PRESIDENTE. Onorevole Farigu, lei chiede di intervenire sull'ordine dei lavori, ma stiamo votando.
FARIGU (Gruppo Misto). Non posso farlo più?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, io non so se sono nel rispetto delle regole e dei regolamenti, però francamente, considerata l'alta disponibilità di tutti, dei Gruppi, dell'intero Consiglio e della Giunta per poter migliorare davvero questo testo seriamente, non credo che si possa farlo attraverso l'istituto dell'emendamento, ma si potrebbe fare, data questa disponibilità universalmente riconosciuta, in una sua rilettura in sede di Commissione. Questo volevo proporre.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Farigu. Ovviamente per rimandare il testo che stiamo votando in Commissione, onorevole Farigu, ci vuole un consenso ampio e vasto che al momento non mi sembra ci sia. Ci sono numerosi emendamenti migliorativi del testo che viene proposto, vediamo nel prosieguo della discussione.
problemi dei disabili" (281/A)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Vincenzo Floris ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Farigu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 69
astenuti 2
maggioranza 35
favorevoli 69
(Il Consiglio approva).
Facciamo cinque minuti di sospensione in aula per ordinare gli ultimi emendamenti che sono arrivati, per riprodurli e poi proseguiamo nel testo dell'articolato. Cinque minuti sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 53, viene ripresa alle ore 19 e 06.)
PRESIDENTE. Bene, abbiamo riordinato gli emendamenti, li abbiamo anche distribuiti, quindi siamo in condizione di riprendere il lavoro e di proseguire agevolmente.
Passiamo all'esame del titolo.
(Si riporta di seguito il testo del titolo:
"Istituzione della Consulta regionale della disabilità".)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 11.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e del relativo emendamento:
Art. 1
Finalità
1. La Regione autonoma della Sardegna, ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), predispone interventi volti a:
a) sviluppare e favorire la piena integrazione sociale delle persone con disabilità;
b) predisporre atti per assicurare il diritto all'accesso e facilitare la piena fruizione della cultura e dell'informazione;
c) perseguire l'obiettivo della massima mobilità, della libera circolazione e fruizione del territorio;
d) sviluppare le politiche attive per l'inserimento scolastico, professionale e lavorativo;
e) garantire la piena partecipazione e il reale coinvolgimento delle persone con disabilità, dei loro familiari e delle loro associazioni.
Emendamento aggiuntivo Caligaris - Cocco - Uras.
Articolo 1
Al comma 1 dopo la lettera a) aggiungere la parola "conoscere," . (11).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Lanzi, relatrice.
LANZI (Sinistra Autonomista), relatrice. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnicodell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.
LANZI (Sinistra Autonomista), relatrice. Con un'integrazione orale, Presidente: aggiungere alla parola "conoscere" "i bisogni".
(E' approvato)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati numerosi emendamenti: i soppressivi parziali numero 9 e 4, i sostitutivi parziali numero 10, 3, 1, 6 e 13, gli aggiuntivi numero 12, 5, 8 e 7.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:
Art. 2
Consulta regionale della disabilità
1. Al fine di garantire la partecipazione e la consultazione permanente delle istituzioni e delle organizzazioni interessate, è istituita, presso la Presidenza della Regione, la Consulta regionale della disabilità.
2. La Consulta, istituita con decreto del Presidente della Regione, è composta da:
a) il Presidente della Regione o l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, suo delegato, che svolge le funzioni di presidente della Consulta;
b) quattro rappresentanti, eletti dal Consiglio regionale, scelti tra persone con disabilità proposte dalle Associazioni di volontariato iscritte nel registro regionale di cui all'articolo 5 della legge regionale 13 settembre 1993, n. 39 (Disciplina dell'attività di volontariato e modifiche alla L.R. 25 gennaio 1988, n. 4, e alla L.R. 17 gennaio 1989, n. 3) e dalle associazioni di promozione sociale di cui all'articolo 12 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona), operanti nel settore della assistenza e tutela della disabilità che abbiano i requisiti di cui alle lettere a) e b) del comma 3 dell'articolo 6;
c) un rappresentante designato dalla Federazione italiana per il superamento dell'handicap (FISH);
d) un rappresentante designato dalla Federazione delle associazioni nazionali dei disabili (FAND);
e) un rappresentante delle associazioni di cui al comma 3 dell'articolo 6, designato dal Consiglio delle autonomie locali;
f) un rappresentante designato dalla Sovrintendenza scolastica della Sardegna;
g) un rappresentante designato dall'Agenzia regionale per il lavoro;
h) un rappresentante delle aziende sanitarie locali, designato dall'Assessore regionale competente per materia e individuato tra i direttori generali o tra i direttori dei servizi sociosanitari delle stesse.
3. Il Consiglio regionale procede all'elezione dei quattro rappresentanti di cui alla lettera b) del comma 2 entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge; le designazioni di cui alle lettere c), d), e), f), g) e h) del comma 2, sono comunicate entro gli stessi termini al Presidente della Regione che nomina i componenti della Consulta.
4. I componenti della Consulta di cui alle lettere b), c) e d) possono essere rieletti o riconfermati nell'incarico una sola volta.
5. I componenti della Consulta decadono qualora non intervengano, senza giustificato motivo, a tre sedute consecutive della Consulta; il presidente della Consulta, entro dieci giorni, attiva le procedure per la sostituzione.
Emendamento soppressivo parziale Caligaris - Cocco - Uras.
Articolo 2
Nel comma 2 è soppressa la lettera a). (9)
Emendamento soppressivo parziale Lanzi - Pacifico - Cocco - Barracciu - Espa - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Pisu - Uggias.
Articolo 2
Il comma 3 dell'articolo 2 è abrogato. (4)
Emendamento sostitutivo parziale Caligaris - Cocco - Uras.
Articolo 2
1. Al fine di conseguire una conoscenza adeguata delle disabilità nella loro specificità ed evoluzione; per favorire la partecipazione e lo scambio di informazioni tra le istituzioni e i cittadini attraverso le organizzazioni rappresentative dei disabili, è istituita, presso la Presidenza della Regione, la Consulta regionale delle disabilità. (10)
Emendamento soppressivo parziale Lanzi - Pacifico - Cocco - Barracciu - Espa - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Pisu - Uggias.
Articolo 2
All'articolo 2, comma 2 la lettera b) è così sostituita:
b) tre rappresentanti delle associazioni regionali presenti ed operanti in almeno tre province della Sardegna, eletti dalla Conferenza regionale di cui al successivo articolo 6, scelti tra persone con disabilità o loro familiari;
b-bis) tre rappresentanti delle organizzazioni di disabili espressi dalle altre e diverse associazioni operanti a livello territoriale subregionale, eletti dalla conferenza regionale di cui al successivo articolo 6, scelti tra persone con disabilità o loro familiari. All'elezione non possono partecipare le associazioni o loro articolazioni territoriali di cui alla lettera b);
b-ter) un rappresentante designato dalla cooperazione sociale di cui alla lettera b) dell'articolo 2 della legge regionale 22 aprile 1997, n. 16. (3)
Emendamento sostitutivo parziale lanzi - Pacifico - Cocco - Barracciu - Espa - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Pisu - Uggias.
Articolo 2
Al comma 2 dell'articolo 2, la lettera f) è così sostituita: "un rappresentante designato dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna". (1)
Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Pacifico - Cocco - Barracciu - Espa - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Pisu - Uggias.
Articolo 2
All'art. 2, comma 2 la lettera g) è così sostituita:
g) Un rappresentante designato dall'Assessore Regionale del Lavoro, Formazione Professionale e sicurezza sociale individuato tra i funzionari competenti in materia di occupazione e/o formazione professionale dei disabili. (6)
Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Pacifico - Cocco - Barracciu - Espa - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Pisu - Uggias.
Articolo 2
Il comma 3 dell'articolo 2 è così sostituito:
3. La Conferenza regionale di cui all'articolo 6 procede, nella prima riunione, all'elezione dei rappresentanti di cui alle lettere b) e b-bis) del comma 2.
3 bis. Le designazioni di cui alle lettere b-ter), c), d), e), f), g) e h) del comma 2 sono comunicate, entro 10 giorni dalla data di convocazione della conferenza al Presidente della Regione che nomina i componenti della Consulta e la insedia. (13)
Emendamento aggiuntivo Cherchi Oscar - La Spisa.
Articolo 2
Al comma 2 dopo la lettera h è aggiunto:
"un rappresentante della cooperazione sociale di cui alla L.R. 16/97". (12)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Pacifico - Cocco - Barracciu - Espa - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Pisu - Uggias.
Articolo 2
All'art. 2 comma 2 è inserito il seguente comma 2 bis:
2 bis. Alle riunioni della consulta possono partecipare i consiglieri componenti la Commissione sanità e sicurezza sociale del Consiglio regionale ed eventualmente, su richiesta del Presidente, esperti nelle materia oggetto della convocazione. (5)
Emendamento aggiuntivo Caligaris - Cocco - Uras.
Articolo 2
Al comma 2 è aggiunto il comma:
"2 bis. La Consulta, al momento del suo insediamento, elegge il Presidente a maggioranza dei componenti.". (8)
Emendamento aggiuntivo Caligaris - Cocco - Uras.
Articolo 2
Al comma 3 dopo la parole "Consulta" sono aggiunte le parole:
"e la insedia". (7).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Alcune parole per dare il mio modesto contributo a questa modernissima legge, dico modernissima perché pone una volta tanto i cittadini portatori di handicap e disabili, o almeno dà uno strumento in mano a questi cittadini, che sono cittadini tra i cittadini, non dimentichiamolo, come giustamente ha detto il collega Farigu, affinché possano a tutti gli effetti con questo strumento partecipare a scelte e decisioni che riguardano direttamente non solo il loro status, ma anche direttamente lo stato sociale in cui vivono.
Io credo che sia indispensabile e necessario una volta per tutte fugare una diffusa abitudine ed un diffuso modo di vedere, molte volte, questi nostri parenti, amici, come persone diverse da noi. Molti debbono il loro stato alla nascita, moltissimi lo debbono a dei traumi o a degli incidenti, partendo da questi, ancor prima che ciò avvenisse erano, sono tuttora cittadini normali, ma erano cittadini da un punto di vista fisico e dell'abilità identici agli altri. Ebbene, è indispensabile, dicevo questo, considerare che pur essendo cambiato il loro stato fisico, restano pur cittadini identici all'interno della società e non possono e non debbono essere considerati dalla società come tuttora vengono considerati, non diversi perché li escludono, ma diversi nel modo in cui la società vede il loro apporto alla società stessa. Bene, con questa norma io credo venga fatto un ottimo passo per integrare nella cittadinanza sociale - come l'ha chiamata il collega Farigu, mi scuso se lo cito ancora - questi nostri simili, questi nostri fratelli, parenti, amici, che concorrono allo sviluppo della società quanto e molte volte più di noi. L'esempio che ha fatto il collega Masia di quell'atleta che non volevano accettare alle Olimpiadi perché, dice, era avvantaggiato poiché i supporti che aveva al posto delle gambe gli davano una possibilità in più per gareggiare, io sinceramente sono stato esterrefatto quando ho sentito questo, da due cose, primo l'ammirazione che ho provato per quest'uomo, ed è un esempio classico dell'identità all'interno della società, di quest'uomo che pur senza gambe ha partecipato e partecipa a una così grande e importante gara agonistica a livello mondiale, sentendosi identico in tutto e per tutto, se non superiore, a coloro i quali sono convinti di essere, non dico superiori, ma di avere un qualcosa in più di un altro nostro simile che, appunto, è affetto da qualche handicap.
Bene, quindi mi complimento con la Commissione e sinceramente credo che il Consiglio regionale non abbia, se non con emendamenti migliorativi, certamente niente da poter escludere da questa legge, in quanto questa Consulta - come dice giustamente la legge - è uno strumento di garanzia per rispettare proprio questi principi cui ho appena accennato. Risponde chiaramente al compito di dare voce a questi nostri simili cittadini, alle loro famiglie, di supportare le istanze di questi cittadini stessi all'interno della società, tra i cittadini identici, e questo è senz'altro un passo avanti verso il riconoscimento, tra virgolette, dello status proprio del disabile che disabile non è all'interno della società, ma che è abile all'interno della società stessa e il suo status, non stato, il suo status lo colloca proprio alla pari dignitosamente nella società ne più e ne meno come qualsiasi altro cittadino. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (P.D.). Grazie, Presidente. Solo per preannunciare il voto favorevole all'emendamento numero 3 che trovo particolarmente opportuno perché riporta alle associazioni il ruolo nella individuazione dei loro rappresentanti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Lanzi, relatrice.
LANZI (Sinistra Autonomista), relatrice. Il parere è negativo sull'emendamento numero 9. L'emendamento numero 4 è ritirato e sostituito con l'emendamento numero 13. Per l'emendamento numero 10 il parere è negativo. Il parere è positivo per gli emendamenti numero 3, 1, 6 e 13. Per l'emendamento numero 12 è stato già accolto il principio espresso dall'emendamento, quindi si chiede il ritiro. L'emendamento numero 5 è ritirato. Per l'emendamento numero 8 il parere è negativo. L'emendamento numero 7 è stato già accolto nella formulazione di un altro emendamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme a quello del relatore.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 4 è stato ritirato.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento aggiuntivo numero 12 è decaduto. L'emendamento numero 5 è stato ritirato. L'emendamento numero 8 è ritirato. Per l'emendamento numero 7 c'è l'invito al ritiro, ed è decaduto.
Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo parziale numero 15 e l'aggiuntivo numero 16.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:
Art. 3
Compiti della Consulta
1. La Consulta svolge i seguenti compiti:
a) formula osservazioni e proposte alla Giunta e al Consiglio regionale sui progetti di legge, sugli atti di programmazione regionale dei servizi sociali e sanitari, su modifiche o adeguamenti della normativa e su altri provvedimenti che interessano le attività e gli interventi a favore delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni;
b) esprime pareri e dà indicazioni circa la determinazione dei capitoli inerenti la propria materia inseriti o da inserire nel bilancio della Regione;
c) promuove iniziative di informazione sulle attività della Regione e delle associazioni in materia di integrazione sociale, assistenza sanitaria, integrazione scolastica e inserimento lavorativo delle persone con disabilità;
d) promuove indagini conoscitive sui problemi che ostacolano la piena integrazione sociale delle persone con disabilità.
2. La Consulta inoltre:
a) favorisce, a livello regionale, la politica delle associazioni relativa a:
1) ricerca delle cause e prevenzione delle forme di handicap psico-fisico-sensoriali;
2) diagnosi precoce e servizi riabilitativi;
3) istruzione scolastica e formazione professionale;
4) inserimento nel mondo del lavoro ed integrazione sociale;
5) servizi sociosanitari territoriali;
6) servizio domiciliare, trasporti, assistenza e sostegno sociale alla famiglia, con particolare riguardo ai casi gravi;
b) promuove la piena realizzazione della persona con disabilità con la conoscenza e la tutela dei suoi diritti;
c) promuove, con una campagna di informazione volta alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica, i temi della disabilità e dell'integrazione sociale e lavorativa;
d) favorisce, nel campo dell'edilizia pubblica e privata e dei pubblici trasporti, la rimozione delle barriere architettoniche;
e) promuove una politica assistenziale e previdenziale volta a tutelare il diritto della persona con disabilità ad ottenere una completa autonomia economico-finanziaria.
Emendamento soppressivo parziale Lanzi - Pacifico - Cocco - Barracciu -
Espa - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Pisu - Uggias.
Articolo 3
La lettera b) del comma 1 è soppressa. (15)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Pacifico - Cocco - Barracciu - Espa - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Pisu - Uggias.
Articolo 3
Al comma 1, la lettera a), dopo la frase: "delle loro organizzazioni", è aggiunta la frase: "nonché del relativo fabbisogno finanziario". (16).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Lanzi, relatrice.
LANZI (Sinistra Autonomista), relatrice. Sugli emendamenti numero 15 e 16 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
Art. 4
Funzionamento e regolamento interno
1. La Consulta ha sede presso la Presidenza della Regione ed è assistita, per l'espletamento delle funzioni di cui all'articolo 3 e per i compiti di segreteria, da apposito ufficio.
2. Per la sua organizzazione interna la Consulta, entro trenta giorni dalla nomina dei componenti, si dota di un regolamento che, dopo l'approvazione a maggioranza assoluta, deve essere depositato presso la Presidenza della Regione.
3. La Consulta elegge, nel suo seno a maggioranza assoluta dei componenti, due vice presidenti. Ogni componente della Consulta esprime il voto limitatamente ad un solo nominativo; sono eletti i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.
4. La Consulta è integrata su richiesta del presidente, dagli Assessori regionali competenti per le materie oggetto della convocazione ed eventualmente, su richiesta del presidente, da esperti nelle materie oggetto della convocazione.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
Art. 5
Attività della Consulta
1. La Consulta si riunisce, su convocazione del presidente o del vice presidente, almeno tre volte l'anno, nonché quando lo richieda la metà più uno dei suoi componenti.
2. Alla conclusione del suo mandato la Consulta invia alla Commissione consiliare competente una relazione sulla attività svolta.
3. La Consulta dura in carica tre anni ed esercita le proprie funzioni sino all'insediamento della Consulta successiva.
4. Ai componenti della Consulta che, per ragioni attinenti al loro mandato, si recano in località diversa da quella di residenza, compete il rimborso delle spese di viaggio previsto dalla vigente normativa regionale per i dipendenti regionali di più elevato livello funzionale.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo parziale numero 14 e l'aggiuntivo numero 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Art. 6
Conferenza regionale delle organizzazioni delle persone con disabilità
1. È istituita la Conferenza regionale delle organizzazioni delle persone con disabilità, cui hanno diritto di partecipare tutti i rappresentanti legali o loro delegati, delle organizzazioni operanti nel territorio regionale della Sardegna.
2. La Conferenza regionale si riunisce ogni tre anni su convocazione del Presidente della Regione al fine di presentare proposte e valutazioni sui provvedimenti legislativi, atti amministrativi o di programmazione e sugli indirizzi generali delle politiche sociali regionali.
3. Partecipano alla Conferenza regionale le organizzazioni delle persone con disabilità iscritte nel Registro regionale generale di cui alla legge regionale n. 39 del 1993, le associazioni di promozione sociale di cui all'articolo 12 della legge regionale n. 23 del 2005, gli enti morali o le associazioni di categoria legalmente riconosciute e operanti in Sardegna:
a) che organizzano e rappresentano persone con disabilità o loro familiari;
b) che svolgono attività da almeno tre anni e abbiano i caratteri della democraticità e della elettività degli organi e dell'assenza di finalità lucrative.
Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Pacifico - Cocco - Barracciu - Espa - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Pisu - Uggias.
Articolo 6
Al comma 2 le parole: "ogni tre anni" sono sostituite dalla frase: "almeno una volta all'anno". (14)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Pacifico - Cocco - Barracciu - Espa - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Pisu - Uggias.
Articolo 6
All'art. 6 dopo il comma 3 è aggiunto il seguente testo:
3 bis. La Conferenza regionale, una volta insediata, elegge al suo interno il presidente, che permane in carica per la durata dei lavori della Conferenza medesima e opera attraverso un regolamento di funzionamento approvato dalla Giunta Regionale, sentito il parere della competente commissione consiliare che lo esprime entro 30 gg. dal ricevimento. Il regolamento assicura le modalità di elezione al fine di garantire il rispetto dei criteri di composizione della consulta regionale di cui all'art. 2.
3 ter. La prima Conferenza è convocata dal Presidente della Regione entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. (2).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Lanzi, relatrice.
LANZI (Sinistra Autonomista), relatrice. Sull'emendamento numero 14 il parere è favorevole. Sull'emendamento numero 2 il parere è favorevole, se posso con un emendamento orale, aggiungere una frase dove si dice: "Sentito il parere della competente Commissione consiliare che lo esprime entro trenta giorni, trascorso inutilmente il quale il parere si intende acquisito".
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:
Art. 7
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge sono valutati in euro 200.000 annui.
2. Nel bilancio di previsione per gli anni 2008-2011 sono apportate le seguenti variazioni:
in diminuzione
UPB S 08.01.002
FNOL - Parte corrente
2008 euro 200.000
2009 euro 200.000
2010 euro 200.000
2011 euro 200.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008);
in aumento
UPB S 01.03.003
Funzionamento organismi di interesse regionale
2008 euro 200.000
2009 euro 200.000
2010 euro 200.000
2011 euro 200.000
3. Alle spese previste per l'attuazione della presente legge si fa fronte con la suddetta UPB del bilancio della Regione per gli anni 2008-2011 e alle rispettive UPB dei bilanci per gli anni successivi.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:
Art. 8
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.)
(E' approvato)
Passiamo alla votazione finale della legge. Prego i colleghi di prendere posto per la votazione col sistema elettronico palese.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 224-281/A.
(Segue la votazione)
Ripetiamo la votazione perché c'è stato un problema tecnico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 224-281/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Farigu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 52
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 52
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Bene colleghi. Onorevole Pirisi, che cosa? Come?
PIRISI (P.D.). No, per dirle che l'onorevole se ne sta andando!
PRESIDENTE. E siamo contenti, ci fa piacere, buona sera onorevole! Onorevole Pirisi! Grazie per la collaborazione!
familiari delle vittime degli incidenti sul lavoro in Sardegna" (321/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato numero 316-321/A, interventi urgenti a favore dei familiari delle vittime negli incidenti sul lavoro in Sardegna e per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Colleghi abbiamo deciso di andare avanti fino all'esaurimento del lavoro questa sera, per evitare di tornare domani mattina. Perché domani mattina presumibilmente non faremo Consiglio, se concludiamo questi provvedimenti piuttosto veloci, e anche unanimi dal punto di vista del loro esito in Commissione. Del resto sono le 19 e 23, quindi insomma siamo in orario assolutamente democratico.
(Interruzione)
Onorevole Uras… io direi che possiamo iniziare, intanto che arriva l'assessore Congera che ci sta raggiungendo, possiamo andare avanti con l'assessore Dadea, presente per la Giunta, e con la sua relazione.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il consigliere Uras, relatore di maggioranza.
URAS (R.C.), relatore di maggioranza. Sì, molto… essendo… queste è una legge che avrebbe meritato, lo dico per il contenuto che ha, per l'attenzione, la solidarietà istituzionale che la Regione dimostra, un'attenzione piena, non solo da parte della Giunta regionale, da parte del Consiglio, dei colleghi tutti, ma anche da parte dell'opinione pubblica. Perché credo che sia la prima volta che una Regione si pone, con questi contenuti, davanti a questo problema, che è uno dei problemi più rilevanti, più dibattuti in questa specifica, in questa particolare fase della storia del nostro paese. C'è un'attenzione diffusa sugli infortuni sul lavoro, per la dimensione che hanno, la qualità che hanno, e c'è un'attenzione particolare verso quelli infortuni e le vittime di quegli infortuni che causano invalidità gravi, che causano la morte dei lavoratori, e che gettano spesso le famiglie in una condizione di gravissima difficoltà. In Italia, nell'ultimo anno, sono questi i dati che ci sono forniti, sono stati registrati 1260 morti, però negli ultimi otto anni ne sono stati registrati più di 8 mila. Nell' ultimo anno 1130 nel settore industriale dei servizi, uno dei settori più colpiti è quello delle costruzioni. E questa scia di sofferenza ha disperso risorse finanziarie valutate in 45 miliardi di euro, una cosa pari a quasi sei finanziarie della Regione sarda. Nell'ultimo anno si registrano 3,5 incidenti mortali al giorno, nei diversi ambiti professionali, e l'anno scorso gli infortuni complessivamente, che si sono registrati in Italia, sono circa 900 mila, in Sardegna oltre 18 mila, però questo è un dato costante di diversi anni. Nell'ultimo anno i casi mortali in Sardegna sono stati 35, 34 nel 2006, 30 quelli del 2005, quindi in ascesa, a oggi sono 9 i morti sul lavoro, ultimo dei quali quello che ha colpito l'appartenente all'Arma dei Carabinieri, l'appuntato Francesco Deias, mentre operava un soccorso lungo la statale 131. Alla sua famiglia e a tutte le famiglie dei caduti sul lavoro va il nostro pensiero, con una particolare attenzione. La proposta di legge ha una duplice… è una proposta molto snella, molto asciutta, ha una duplice finalità. Quella del potenziamento dell'attività di coordinamento tra poteri pubblici a diverso titolo coinvolti nella prevenzione, in esse ricomprendendo le necessarie funzioni di controllo ispettive, articolate nell'ambito delle competenze dello Stato e della Regione, e contemporaneamente la promozione della conoscenza tecnica e di una buona cultura del lavoro, per migliorare le competenze degli operatori pubblici e privati addetti alla sicurezza nei luoghi di lavoro, e quelle più generali dei lavoratori degli imprenditori, soprattutto in ragione della nuova normativa recentemente intervenuta, attraverso la definizione di un programma specifico di formazione, da prevedere nell'ambito del Piano regionale dei servizi e delle politiche del lavoro e per l'occupazione, previsto dalla legge regionale 20 del 2005, e riconfermato dall'articolo 6 dell'ultima legge finanziaria. Io devo ringraziare le due Commissioni, a cominciare dai Presidenti in Commissione sanità e Commissione lavoro, cioè l'onorevole Pacifico e l'onorevole Giagu, per la sensibilità che hanno dimostrato, attivandosi subito perché venisse immediatamente avviato il lavoro di esame di questo provvedimento e del provvedimento presentato dai colleghi Pisano, Cassano, Dedoni e Vargiu, e da Lanzi, Serra, Cugini, Davoli, Fadda, Licheri, Pisu, Pacifico, Giagu, Uggias, Espa e Lai, che ha dato vita a questo testo che è un testo unificato dai lavori delle commissioni riunite in seduta congiunta. Devo ringraziare anche la Conferenza dei capigruppo, i Presidenti di gruppo, il Presidente del Consiglio, lei Signor Presidente, per la disponibilità manifestata proprio per un celere esame, e per una celere approvazione di questo provvedimento. Colgo l'occasione solo per citare due aspetti che secondo me sono rilevanti: uno, l'intendimento che c'è in questa legge di cogliere la condizione di difficoltà veramente rilevante che vivono le famiglie dei caduti sul lavoro; L'altro, l'orientamento che questo provvedimento ha di intervenire su situazioni che riguardano il lavoro dipendente e il lavoro autonomo comunque classificato. In molti casi la situazione più disperata ce l'abbiamo proprio in relazione all'attività di lavoro autonomo, di piccoli artigiani, che spesso rischiano la loro vita per risparmiare nelle misure di sicurezza proprio perché sono titolari di una piccola impresa. Questa legge interviene con la stessa sensibilità nei confronti dei lavoratori dipendenti e nei confronti dei lavoratori autonomi, però interviene anche nei confronti di tutti i lavoratori sardi, ovunque si trovino, e questo per ricordarci che i lavoratori sardi spesso lavorano in realtà che non sono quelle della propria Regione, che sono immigrati, per bisogno, quindi quelli emigrati veri, quelli che forse non partono con la valigia di cartone, come si faceva un tempo, ma partono per cercare un reddito da guadagnare onestamente attraverso la loro fatica. E questo provvedimento riguarda anche tutti i lavoratori, comunitari ed extracomunitari, che lavorano presso aziende operanti nell'Isola, quindi estende, è un provvedimento che ha un'anima solidaristica molto forte che in questi giorni, io lo devo dire, perché credo che sia condiviso da tutti in quest'Aula, in questi giorni è bene affermare che ci sono alcuni princìpi di rispetto nei confronti delle persone, delle comunità, qualunque esse siano, a qualunque cultura esse appartengano, che in questi giorni, nei giorni in cui ci sono i Raid, i pestaggi nei quartieri cittadini abitati da immigrati, in cui si fanno i roghi nei campi nomadi, in cui affiorano gli atti di violenza, anche nelle università, presso le scuole, in questi giorni, un provvedimento di questo genere, che riguarda tutti indistintamente, senza fare differenze, con grande solidarietà è un intervento che ha un valore aggiunto che non speravamo di non dover sottolineare.
Io credo che questo sia un provvedimento che sia facilmente accoglibile da tutte le parti, passa attraverso un esame e una votazione unanime della Commissione, una condivisione piena, parte da due progetti di legge, uno presentato da un gruppo di minoranza, l'altro presentato dalla maggioranza, quindi, Signor Presidente, io concludo qua la mia relazione con la speranza che venga approvato celermente l'articolato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras, è aperta la discussione sul provvedimento in questione.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
Ricordo ai colleghi che avessero intenzione di iscriversi che possono e devono farlo durante l'intervento dell'onorevole Vargiu. Prego
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, è doveroso da parte mia passare qualche minuto ad esaminare le considerazioni che possono essere svolte sul Testo unificato delle proposte di legge numero 320 e 321.
Devo dire che avrei preferito che lo facesse in quest'Aula direttamente il mio collega di Gruppo, l'onorevole Sergio Pisano, che si è occupato attivamente della materia, e che è stato il primo firmatario della proposta di legge che è stata presentata dal Gruppo dei riformatori e che è unificata nel testo finale della Commissione. Purtroppo il collega Pisano in questi giorni è indisposto per cui in maniera senz'altro meno brillante, e meno competente rispetto a quanto avrebbe potuto fare lui in quest'Aula, spendo volentieri io alcune considerazioni in merito alla proposta. Intanto, alcune considerazioni che ricalcano quello che il collega Uras ha appena detto e cioè che ci sono, io credo, il Gruppo dei Riformatori crede che siano tanti, alla fine, ci sono problemi sui quali i provvedimenti non sono di destra o di sinistra ma sono di buon senso e di sensibilità sociale. Il provvedimento fondamentale che la legge che noi andremo a votare va prendere è un provvedimento che lenisce una carenza che sino questo momento l'ordinamento aveva. Ed è un provvedimento che consente alle istituzioni di essere realmente dalla parte delle famiglie che sono state private di un affetto fondamentale, per effetto di un infortunio sul lavoro, o che sono state private, oltre che dell'affetto, anche della capacità di produzione di reddito che molto spesso questo affetto garantiva. Normalmente noi sappiamo che quando c'è una morte sul lavoro la morte sul lavoro comporta fiumi di parole, di cordoglio, anche da parte delle istituzioni. Comporta spesso condanne che vengono reiterate dalle condizioni di carenza delle attività di controllo che vengono svolte anche dalle istituzioni, spesso, anche quando terminano le parole di cordoglio le famiglie si trovano sole, talora si trovano sole con problemi economici, con problemi finanziari, con problemi di figli piccoli, con problemi di sussistenza nel quotidiano che non sempre vengono risolti in un modo tale da poter essere considerati soddisfacenti. Ora, una società che non si occupa delle parti più deboli, una società che trova soltanto le parole per esprimere il proprio cordoglio in situazioni e frangenti di questo genere è una società il cui grado di civiltà non è particolarmente evoluto. Quindi, bene fa la Regione Sardegna a dotarsi della legge che è in discussione stasera, bene fa la Regione Sardegna a trasformare la solidarietà qualche volta operosa delle situazioni nei confronti di chi soffre e di chi soffre per la perdita di un proprio caro per infortuni che sono legati al mondo del lavoro, a trasformare questa solidarietà, dalla solidarietà verbale gradita ma assolutamente non tale da portare l'alleviamento delle condizioni di sofferenza o di bisogno in cui le famiglie si trovano ad una solidarietà concreta.
Devo dire che come Riformatori, nel vedere l'approvazione di questa legge abbiamo un rammarico: il rammarico che non si sia voluto fare un passo ulteriore rispetto a quello che è l'articolato della legge ed è il passo relativo ad un'attività di prevenzione più attenta che vedesse la Regione protagonista della prevenzione stessa, quindi della educazione al rispetto della normativa che in tema di sicurezza del lavoro è complessa e articolata e anche un'azione della Regione di controllo, oltre che di prevenzione, su tale rispetto. Noi proponevamo alla nostra proposta di legge l'istituzione di una vera e propria Autority regionale che si occupasse del coordinamento delle forme di controllo dell'attività dei presidi di insicurezza del lavoro e cioè un'azione fondamentalmente rivolta alla verifica di tutti i soggetti preposti al controllo delle norme di sicurezza avessero potuto svolgere in maniera integrata, coordinata, comprendiate e completa quella azione di verifica di controllo, che è anche un deterrente rispetto alla trasgressione ed è comunque un'azione che consente di monitorare, nel concreto, l'attività che viene svolta dai presidi di sicurezza nel territorio regionale. Devo dire che abbiamo avuto anche qualche motivo concreto di avanzare una proposta di tal genere e in tal senso mi limito a citare un esempio, direttamente capitato al sottoscritto e quindi non riferito per terza persona, che è relativo a un articolo pubblicato su "L'unione sarda" nel mese di gennaio del 2008, quando per effetto di alcune demolizioni, decretate dall'autorità giudiziaria, in una località marittima della Sardegna, le demolizioni erano, come qualche volta succede, osteggiate da una parte della popolazione e "L'unione sarda" riprendeva in prima pagina una figura a tutto campo di queste demolizioni. E la cosa che colpiva anche un osservatore distratto, quale potevo essere io sicuramente non competente in materia specifica, era quella di vedere degli operai che lavoravano, pure in un'atmosfera di controllo sociale fortissima, quale quella relativa a un'azione di smantellamento di un immobile abusivo nel contrasto della popolazione locale, riprendevano operai che lavoravano in cima a un tetto senza nessun tipo di sistema di sicurezza che ne proteggesse tutelasse l'attività. Senza cinghie, senza nessun tipo di parapetto o di struttura che fosse rivolta alla protezione dell'incolumità fisica dei lavoratori. Ovviamente avere sulla prima pagina di un quotidiano regionale, che stava commentando l'attuazione di un ordine della magistratura di demolizione di un manufatto, e che sottolineava come la popolazione locale avesse delle resistenze a questa demolizione, l'idea che una demolizione ordinata dalla magistratura, quindi dall'autorità giudiziaria, per la quale addirittura era stata fatta venire, in Sardegna dal continente, un'azienda, una ditta che potesse occuparsi della cosa, perché non sarà trovata una Sardegna disponibile ad affrontare l'impopolarità di una simile attività. Beh, colpiva davvero che l'attività che finiva in prima pagina sui giornali sardi e creava l'attenzione mediatica dei cittadini sardi, e della comunità sarda, venisse svolta da operai i quali non avevano rispettato e non rispettavano in alcun modo, in modo palese, nessuna norma di sicurezza. Beh, io scrissi in quella circostanza un'interrogazione che pensai di indirizzare, perché mi sembrava l'indirizzo più competente, all'Assessorato del lavoro. La risposta è stata disarmante perché è arrivata, una volta tanto, con una celerità che stupisce rispetto alla celerità delle risposte che normalmente arrivano o non arrivano in quest'aula alle interrogazioni, però quello che colpiva era che la risposta era di una riga e mezzo ed era: la Regione Sardegna non è competente in materia di tutela e di sicurezza dei lavoratori. Insomma è vero, nel senso che se ciascuno di noi fa poi mente locale ricorda che la tutela è affidata in parte alle AA.SS.LL., in parte ad altre strutture che si correlano ed effettivamente non c'è una competenza diretta da parte della Regione. Però, sentire una risposta da parte della Giunta regionale rispetto ad una palese violazione delle norme di sicurezza, che era finita, lo ripeto, su tutte le televisioni e su tutti i giornali della Sardegna, beh la Regione "non sa, non fa e ignora" è una cosa che davvero colpisce chi poi sta all'interno di quest'aula. Per cui, forse l'istituzione di una authority regionale che avesse come compito e come obiettivo quello del coordinamento di tutti coloro che sono impegnati, o che dovrebbero essere impegnati, attivamente nella garanzia e nella tutela delle misure di sicurezza sul lavoro, forse avrebbe potuto impedire che per una volta successiva i media della Sardegna nel pubblicare fotografie, o nel trasmettere immagini relative a demolizioni che avvenivano in quota, in altezza cioè su tetti delle case, non ci fornissero delle immagini che erano palesemente in violazione delle normative che tutti ben conosciamo della sicurezza del lavoro. Perché, colleghi, che poi avete contribuito all'elaborazione finale del testo, se ci pensate è un po' una sorta di autogiustificazione della coscienza quella di dire: bene, la Regione sarda interviene a pagare un tot per risarcire, per ristorare il danno subito dalle famiglie che hanno avuto una vittima del lavoro al loro interno; però, in realtà la Regione Sardegna niente sa del rispetto delle norme, perché il rispetto delle norme è comunque affidato agli altri, la Regione Sardegna non ha competenza diretta sul rispetto delle norme, la Regione Sardegna si lava le mani del rispetto delle norme. Sostanzialmente se noi volessimo invece che mantenere all'interno di quest'aula un clima che è secondo me quello più logico, quello più giusto e quello più positivo, e cioè un clima che è rivolto all'approvazione del testo di legge che abbiamo in discussione, apprezzando la parte positiva che in questo il testo di legge c'è e che non va trascurata, e che è sicuramente un passo in avanti rispetto alla situazione attuale. Beh, se questo non volessimo farlo sino in fondo, potremmo dire che la Regione ha fatto un po' come Ponzio Pilato e si è lavata le mani della possibilità di avere una azione di sovrintendenza, di controllo e di verifica. Si è lavata le mani dell'attività che funge verso la prevenzione degli incidenti sul lavoro, si è lavata le mani di verificare i controllori, e cioè di verificare se coloro ai quali è deputata l'azione di controllo nella Regione Sardegna stanno effettivamente svolgendo quella azione dalla mancata osservanza delle cui norme possono derivare gli incidenti del lavoro e si è semplicemente concentrata sul momento del ristoro del danno, una volta che il danno si è verificato. Ecco, io credo, il Gruppo dei Riformatori crede che non sarebbe stata un segnale privo d'importanza se da quest'aula, come nella proposta che noi abbiamo presentato, fosse arrivato anche un segnale forte che la Regione non solo è impegnata nel ristoro del danno di coloro i quali danno hanno subito, ma anche impegnata in un'attività di prevenzione del danno. Quindi, è impegnata in un'azione che va al di là delle sue competenze ma che è di coordinamento rispetto a competenze altrui, in un'azione che è rivolta materialmente a tentare di evitare che il danno si verifichi coordinando, potenziando, verificando, stimolando tutte le attività di coloro che hanno competenza sul tema della sicurezza del lavoro e sul tema della verifica della normativa relativa alla sicurezza lavoro. Io credo che non si possa tacere il fatto che un'occasione sia, in questo senso, stata sprecata. Lo spreco della occasione, ovviamente, non comporta che da parte nostra ci sia una valutazione meno positiva dalla parte che è stata fatta, diciamo che risulta non facilmente comprensibile capire come mai la Regione abbia rinunciato a fare per intero il percorso e abbia deciso di farne una metà, che pur estremamente positiva è soltanto una metà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Due parole Presidente anche se questo un argomento che avrebbe, e poteva, senz'altro impegnare il Consiglio regionale molto più profondamente. Io credo che nel comma 2 dell'articolo 1 e nel comma 1 dell'articolo 3 sia raccolta proprio l'essenza tutta della legge. E' encomiabile che questa legge abbia visto così in fretta l'arrivo in Aula ed è encomiabile che il Consiglio regionale della Sardegna faccia un primo passo, come giustamente ha detto il collega Vargiu, in questa direzione. E' inutile andare ad elencare, perché ormai si tratta di un bollettino di guerra, tutti gli episodi e infortuni sul lavoro che giornalmente caratterizzano i cantieri a livello nazionale e, purtroppo ultimamente, anche a livello regionale, a parte gli incidenti causati anche da cause esterne. Voglio solo soffermarmi su questo e dire, per dare il mio apporto, io credo che solo chi prova una tragedia del genere in famiglia possa capire quanto, una tragedia così specifica, così speciale che colpisce una famiglia di lavoratori possa condizionare tutta la vita della famiglia stessa. Chi perde il proprio padre, il proprio fratello, il proprio coniuge nel lavoro credetemi, non si risolleva più da quello schok, da quel trauma.
Io voglio dire solo questo: spero che la Regione possa sinceramente, veramente e concretamente realizzare quelle misure che possono coordinare tutti i soggetti interessati affinché si faccia veramente una politica concreta e reale di prevenzione degli infortuni sul lavoro, perché sta qui il nodo della discussione. Quindi i controlli, in prima battuta, ma ci possono essere tante soluzioni: io ho fatto l'amministratore comunale e ho fatto anche il libero professionista quindi ho diretto dei cantieri, io penso, ad esempio, che una norma rigidissima sull'affidamento degli appalti relativamente ad opere finanziate con fondi regionali possa condizionare non poco questa prevenzione. Quindi responsabilizzando, non direttamente ma dal punto di vista informativo, le Amministrazioni comunali e non solo le imprese che non potrebbero iniziare i lavori se non documentassero effettivamente - ed è possibile farlo anche con molta facilità - prima dell'inizio dei lavori e prima dell'erogazione addirittura degli stati di avanzamento, che sono state rispettate tutte le normative di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Badate, non è che ci voglia chissà che cosa, ci vuole un controllo diretto, e quell'authority di cui parlava il collega Vargiu, o quel comitato o quel gruppo di persone che sono atte, non al controllo diretto e specifico sul quale responsabilizzerei i tecnici presenti nei Comuni - se non direttamente almeno come informativa -, è una cosa indispensabile. Noi attraversiamo la Carlo Felice due o tre volte la settimana, guardate, mi è venuta la voglia di fermarmi in determinati cantieri e dire loro "ma vi sembra questa la modalità di condurre un lavoro in una superstrada dove passano centinaia e migliaia di macchine, anche ad alta velocità?" Io ieri sono arrivato quasi sul lavoro, c'era una segnaletica posta a distanza irrilevante e uno che gridava a un tipo di sbandierare per far vedere che... Ma stiamo scherzando! Allora, ancor prima di iniziare il lavoro è indispensabile che l'impresa segnali con tutte le possibili misure visive, luminose e quant'altro affinché appunto non succeda quello che succede purtroppo tante volte anche nelle nostre strade. Quindi, questa è una grande legge, faccio solo un appunto perché ritengo molto effimera la cifra che è stata indicata, perché, guardate, ci sono casi e casi: c'è il caso che sono marito e moglie ma c'è il caso in cui muore un padre di famiglia con tre o quattro minori a carico, beh, la cifra non è che sia questo granché, io avrei preferito ipotizzare una cifra di almeno 50 mila euro in quei casi in cui la vittima dell'infortunio sul lavoro è un padre di famiglia che lascia minori; perché molte volte, noi lo sappiamo, sono e non sono assicurati. Come avrei previsto qualcosa per coloro i quali a causa dell'incidente sul lavoro subiscono una invalidità totale al 100 per cento; perché, guardate, un uomo abile, un uomo fisicamente idoneo, fisicamente forte, che di punto in bianco.. un padre di famiglia che perde la sua possibilità di muoversi, di lavorare, di vedere molte volte, o di camminare, e resta inchiodato in una sedia, invalido al 100 per cento, guardate, quello è un uomo che vive sì ma dentro di sé è morto: è un danno quello che subisce lui e la famiglia, credetemi, pari, se non superiore, alla scomparsa stessa del lavoratore, di quel padre di famiglia.
Quindi io senz'altro voterò favorevolmente a questa legge e agli articoli che la compongono però con l'appunto che avrei preferito, a mio parere, che le indennità che vengono corrisposte alle famiglie nei casi che ho specificato fossero state delle indennità più consistenti, perché 30 mila euro oggi, guardate, sono meno che niente per una famiglia che perde il padre di famiglia, per un uomo che perde la vita o per un uomo che perde completamente l'abilità al lavoro e resta a carico della famiglia per tutta la vita, quella famiglia che poi deve vedersela con 700-800 euro al mese di pensione: cose assolutamente vere, cose assolutamente concrete. Sinceramente mi augurerei che, se non oggi in un prossimo futuro, questa cifra possa essere aumentata. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Grazie, Presidente. Io ho il dispiacere di parlare durante una legge che condivido nello spirito, nella necessità che venisse varata - anche perché questo Consiglio deve dare un'attenzione particolare ai problemi del lavoro, non solo a quelli di chi non ha lavoro, motivo importante di dibattito e anche di malessere sociale nella nostra Isola - perchè spiace che qui non ci sia l'assessore Dirindin. C'è l'Assessore del lavoro al quale intendo rivolgermi, perché la Regione sarda deve iniziare essa stessa a tutelare la sicurezza negli ambienti di lavoro. Sembra che in questa Regione non esiste conoscenza delle leggi elementari della buona educazione nei confronti dei lavoratori; vige un clima negli Assessorati e negli enti regionali di intimidazione e di terrorismo, quasi che non si conoscano le leggi che riguardano per esempio il mobbing, e sono certo che da questi comportamenti che si vivono in questi mesi e in questi anni nella Regione sarda nasceranno nei nostri confronti - perché c'è tanto tempo anche per iniziare, in base alle leggi, questi procedimenti - tante iniziative di rivalsa nei confronti della Regione che sono certo noi pagheremo a caro prezzo. Ma in questo clima di intimidazione e di terrorismo che si vive degli enti regionali è scoppiato proprio oggi un caso importante che intendo portare all'attenzione dell'Aula e che vorrei stigmatizzare, e mi dispiace che non ci sia l'Assessore della sanità. Oggi il direttore generale di una ASL della Sardegna ha denunciato un altro medico, un sindacalista, un lavoratore, una persona che si batte per un'idea, per un principio scientifico con degli argomenti che in gran parte io condivido e sono certo che li condivide gran parte dell'Aula. Questo comportamento di denuncia, di intimidazione e di terrorismo nei confronti di questo medico non è degno della Regione Sardegna, non è degno delle persone che amministrano in nome e per conto di questo Consiglio regionale un'importante Azienda sanitaria della Sardegna, e quindi vorrei che i colleghi si informassero, che prendessero posizione oggi, domani, in tutte le sedi possibili, per riportare un clima di serenità, di rispetto dei lavoratori perché il rispetto dei lavoratori inizia anche da questi comportamenti e non necessariamente deve soltanto riguardare la sicurezza e la vita dei lavoratori - certamente un bene prezioso - ma la salute dei lavoratori, il rispetto di chi opera anche nelle cose più normali della vita quotidiana va comunque preservato ogni giorno e la Regione dovrebbe dare l'esempio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. E' iscritto a parlare, per l'ultimo intervento, il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (U.D.C.). Grazie, signor Presidente. Desidero prima di tutto esprimere tutto l'apprezzamento per le iniziative che hanno sostenuto la presentazione delle due proposte di legge confluite in questo testo unificato, e la condivisione di questa sensibilità che è anche personale da parte mia.
Le Commissioni del Consiglio regionale hanno manifestato e raggiunto una comune azione, che si esprime in questo testo unificato, di rappresentare un punto di riferimento specifico al quale il mondo del lavoro in Sardegna deve uniformarsi. Sicuramente l'intento di predisporre interventi urgenti a favore dei familiari non disgiunto da quella che è l'apprezzabile esigenza di approfondire quella che è l'azione per prevenire gli infortuni sul lavoro, nasce da alcune considerazioni che sono davanti agli occhi di tutti, e di cui tutti abbiamo consapevolezza. La piaga degli incidenti sul lavoro in Italia ha causato più morti della seconda guerra del Golfo. Questo è un taglio giornalistico che comunque dà significatività a quella che è stata l'esigenza, appunto, di esprimere tutta l'attenzione a questo gravissimo problema. In Italia questa problematica ha raggiunto proporzioni tali e tuttora persiste questo livello di emergenza da destare grande preoccupazione nei vari interventi anche da parte del Capo dello Stato, e la Sardegna purtroppo non ha fatto eccezione distinguendosi in questi ultimi mesi per una sequela di incidenti fatali per l'operai in parti varie mansioni, purtroppo anche in appalti pubblici. La qual cosa ha reso sicuramente pressante un intervento della massima Assemblea sarda della quale facciamo parte al fine di analizzare a fondo cause del fenomeno ed esercitare ogni possibile azione affinché venissero poste in atto tutte le misure possibili per evitare che tali fatalità abbiano a ripetersi.
Il testo ha dato certamente significato a quanto emerso attraverso il percorso breve ma intenso delle audizioni, si è avuto modo di avere dati statistici sugli incidenti occorsi in Sardegna, sulla loro cause, si sono individuati elementi per monitorare la situazione per adeguarsi alle leggi sulla sicurezza, leggi che ci sono, e che non possono certamente essere eluse, affinché si riducano il più possibile queste situazioni negative per tutti i lavoratori e per le loro famiglie. Rimane certamente l'esigenza però di approfondire, magari anche attraverso questo strumento legislativo alcuni aspetti. La scarsa preparazione ad affrontare l'emergenza, questo è un aspetto prettamente sanitario, il rapporto proprio tra il mondo del lavoro e quella della salute anche attraverso azioni simulate a causa, appunto, di un mancato addestramento di cui non si sente la causa. Tante vite potrebbero essere salvate in questa maniera, il dato di cui si è avuto, bene e con un certo sconcerto che si evidenzia che la metà degli incidenti sul lavoro avvengono su strada, in itinere, quindi la necessità di raccordarsi a politiche dei trasporti che oggi più che mai sono attuali considerata una sorta di stasi di tipo infrastrutturale di organizzazione del mondo dei trasporti in particolare con disattenzioni, che non sono assolutamente condivisibili, per quanto riguarda l'aspetto relativo alle ferrovie e collegamenti dei paesi alle stazioni ferroviarie.
La necessità di superare gli attriti e le sovrapposizioni di competenze che esistono sono stati messi in evidenza, ai quali occorre anche attraverso questa legge porre rimedio, e che possono essere un facile strumento per eludere le norme stesse, per eludere quella sorveglianza che sugli incidenti ci deve essere. L'assuefazione psicologica a rischio, comportamenti, lo dico questo senza attribuire sicuramente il ruolo di causa, ma quello di concausa comportamenti sbagliati, disattenzioni, lo dico per manifestare l'esigenza assoluta di un miglioramento di un'implementazione di tutte le azioni di prevenzione e di formazione e di informazione dei lavoratori stessi e dei datori di lavoro. Ritengo comunque che sia stato davvero importante predisporre, portare all'attenzione del Consiglio questo strumento perché dà significato a quello che è il ruolo del Consiglio stesso e in rapporto a quelli che sono gli accadimenti e le emergenze della nostra Regione, e questa lo è. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lai. L'Assessore vuole intervenire?
Ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
CONGERA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.Grazie. Sicuramente il problema della sicurezza suo lavoro oggi è un problema attuale. Stiamo avendo dei dati in Italia, ma in particolare anche in Sardegna, che hanno direi quasi dell'incredibile se si pensa che si sta, ci si sta avviando, come diceva l'onorevole Lai prima sul posto di lavoro oppure si sta effettivamente lavorando e avvengono dei fenomeni, delle situazioni che portano alla morte o comunque in alcuni casi alla mutilazione dei lavoratori. E' un problema che dovrebbe essere affrontato e sicuramente dei grossi risultati si possono ottenere con una giusta formazione. Non a caso, infatti, sia con i finanziamenti precedenti, sia nella predisposizione delle azioni sul fondo sociale europeo c'è tutta una serie di interventi, una serie di misure che prevedono interventi formativi sulla sicurezza sul lavoro, che devono essere rivolti ovviamente sia ai lavoratori ma anche, soprattutto, agli imprenditori, facendo sì che ci sia una sensibilizzazione forte per tutti su quelli che possono essere i rischi che si possono correre in particolare situazioni lavorative. Oltre tutto è importante anche questo fenomeno che ritengo sia un fenomeno sociale di quello che vivono, cioè le famiglie che trovano, o non trovano più in questo caso specifico, un familiare che precedentemente aveva l'onere e l'onore, diciamo così, la fortuna in alcuni casi, visto la situazione di precarietà attuale di lavorare, e di non dover essere più colui che porta diciamo così a casa lo stipendio. Quindi può essere senza ipocrisie e senza cinismi nel caso specifico uno strumento come questo utile a sanare situazioni di emergenza, di contingenza economica che le famiglie possono vivere. Quindi credo che gli interventi che hanno incentrato sulla sensibilizzazione, sulla formazione l'importanza, appunto, delle azioni da compiere sia quello su cui la Regione debba cercare di incidere maggiormente affinché questi incidenti, illusoriamente penserei, direi non si debbano più verificare però più realisticamente penso che per lo meno si debbano ridurre. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Passiamo alla votazione per l'esame degli articoli, votazione elettronica. Prego i colleghi di stare a posto. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Porcu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 49
astenuti 1
maggioranza 25
favorevoli 49
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame del titolo.
(Si riporta di seguito il testo del titolo:
Interventi urgenti a favore dei familiari delle vittime degli incidenti sul lavoro in Sardegna e per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.)
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 1
Finalità
1. In attuazione dei principi stabiliti dalla Costituzione in materia di diritto al lavoro e in armonia con le disposizioni statali e con le normative comunitarie aventi analoghe finalità la Regione, nell'ambito del programma degli interventi per la sicurezza del lavoro, il miglioramento della qualità lavorativa e di contrasto del lavoro nero e irregolare di cui alla legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008), stabilisce criteri e modalità per l'erogazione, con carattere di urgenza, di un contributo straordinario a favore dei familiari delle vittime degli incidenti sul lavoro in Sardegna.
2. La Regione promuove, inoltre, specifiche e urgenti misure per realizzare un effettivo coordinamento fra tutti i soggetti pubblici e privati ai quali sono affidati, dalla normativa in vigore, compiti in materia di prevenzione degli infortuni e sicurezza dei luoghi di lavoro.
3. Nell'ambito del Piano regionale per i servizi, le politiche del lavoro e l'occupazione di cui all'articolo 13 della legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20 (Norme in materia di promozione dell'occupazione, sicurezza e qualità del lavoro. Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro. Abrogazione della legge regionale 14 luglio 2003, n. 9, in materia di lavoro e servizi all'impiego), l'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale provvede, anche tramite i soggetti di cui all'articolo 5 della predetta legge, alla predisposizione e realizzazione di uno specifico programma pluriennale di formazione per la sicurezza, articolato e aggiornato annualmente, rivolto prioritariamente agli operatori pubblici e privati preposti alle attività di prevenzione, controllo e repressione degli incidenti sul lavoro, alle imprese e ai lavoratori.
4. Il programma di cui al comma 3 è approvato nell'ambito del Piano regionale per i servizi, le politiche del lavoro e l'occupazione sentite le Commissioni consiliari competenti in materia di sanità e lavoro, previo parere dei soggetti istituzionali e sociali acquisito ai sensi dell'articolo 6, comma 7, della legge regionale n. 3 del 2008. )
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 2
Programma di formazione
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 3
Contributi a favore della famiglie
1. Le prestazioni a sostegno delle condizioni economiche familiari di cui alla presente legge, consistono in un contributo una tantum a favore dei familiari superstiti della lavoratrice o del lavoratore deceduti a causa di infortunio sul lavoro. L'importo è stabilito, con decreto dell'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, entro la misura massima di euro 30.000, tenendo debito conto delle condizioni sociali ed economiche degli aventi diritto di cui al comma 3.
2. Il contributo di cui al comma 1 è concesso qualsiasi siano la natura e la tipologia di lavoro autonomo o subordinato svolto dalla vittima dell'infortunio e prioritariamente nel caso in cui la stessa risulti priva della copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali), e successive modificazioni ed integrazioni.
3. Il contributo è assegnato, dietro richiesta, ai sensi del comma 4, al coniuge superstite o, in mancanza, ai figli o, in mancanza di questi, agli ascendenti o, in mancanza di questi, ai fratelli e alle sorelle, ai conviventi, anche senza prole, dei lavoratori sardi deceduti a causa di incidente sul lavoro. I medesimi benefici sono estesi anche ai familiari dei lavoratori comunitari ed extra-comunitari che lavorano presso aziende operanti nell'Isola.
4. Il beneficio è erogato con carattere di massima urgenza e, comunque, entro venti giorni dalla presentazione dell'istanza da parte degli aventi diritto di cui al comma 3 o, in alternativa, su richiesta del responsabile dei servizi sociali del comune di residenza, previi gli accertamenti di legge. .)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 4
Adeguamento del contributo
1. La Regione provvede all'erogazione del contributo entro le misure, da aggiornarsi annualmente in relazione all'andamento dell'inflazione rilevato dall'ISTAT, stabilite dalla presente legge. A tal fine la dotazione finanziaria del Fondo regionale per l'occupazione di cui all'articolo 6, comma 1, della legge regionale n. 3 del 2008 è incrementato, per l'anno 2008, di euro 2.500.000, per gli anni 2009, 2010, 2011, di euro 1.000.000 annui secondo quanto stabilito all'articolo 6. .)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 5
Norma transitoria
1. Nel primo anno di attuazione della presente legge la dotazione finanziaria è destinata a interventi relativi agli infortuni accaduti negli anni 2007 e 2008. .)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 6
Norma finanziaria
1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono valutate in euro 2.500.000 per l'anno 2008 e in euro 1.000.000 per gli anni successivi.
2. Nel bilancio di previsione della Regione per il corrente anno 2008 e per il triennio 2009-2011 sono apportate le seguenti modifiche:
in aumento
UPB S02.03.001
Politiche attive del lavoro - spese correnti
2008 euro 2.500.000
2009 euro 1.000.000
2010 euro 1.000.000
2011 euro 1.000.000
in diminuzione
UPB S08.01.002
FNOL - spese correnti
2008 euro 2.500.000
2009 euro 1.000.000
2010 euro 1.000.000
2011 euro 1.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge regionale n. 3 del 2008.
3. Le spese previste per l'attuazione della presente legge fanno carico alle suddette UPB del bilancio della Regione per gli anni 2008-2011 e a quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi. .)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 7
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione finale della legge. Prego i colleghi…
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Intanto per esprimere il voto favorevole, facendo rilevare che appare particolarmente significativa l'estensione del contributo ai conviventi anche senza prole e ai familiari dei lavoratori extracomunitari operanti nell'Isola. Sono convinta, anche dopo le positive e analoghe iniziative assunte dal Presidente della Regione nei confronti delle coppie di fatto, che siano ormai maturi i tempi per la legge regionale istitutiva del registro delle unioni civili. Auspico, quindi, anche con l'aiuto dei Capigruppo e dei Presidenti di Commissione e della Giunta, che si individui una corsia preferenziale per la legge all'ordine del giorno della Commissione diritti civili. Esprimo quindi particolare soddisfazione come socialista per il provvedimento e per l'impegno profuso dalle Commissioni lavoro e sanità.
Spero che gli incidenti sul lavoro possano nel tempo ridursi, ma credo che proprio in questa prospettiva sia di grande valore il programma di formazione previsto all'articolo 1 e, pur condividendo le riserve sull'entità del fondo che ha espresso l'onorevole Rassu, voglio ricordare che la migliore prevenzione è quella di non accettare bandi al massimo ribasso, almeno non nelle istituzioni pubbliche perché è veramente una questione che conosciamo bene tutti e che ha creato gravissimi disagi e crea condizioni di lavoro non sicure. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, io volevo sottolineare che la celerità dell'approvazione di questa legge è dovuta all'ampia condivisione; è una condivisione che va oltre le posizioni politiche, tema a cui tutti dobbiamo essere sensibili, qualsiasi sia il ruolo che si ricopre in quest'Aula. Vorrei però sottolineare una cosa, e la voglio dire in un minuto, sperando che su questo tema si apra un dibattito molto più profondo e approfondito in Aula. Io credo, e lo voglio dire in quest'Aula, che al di là delle azioni che si propongono nella legge, che sono condivisibili, credo che non si risolverà il problema della sicurezza sul lavoro e che non lo si potrà risolvere, come si evince anche dalla relazione presentata, con particolare riguardo al settore edile, se non si interviene sul sistema del subappalto. E' la vera piaga della sicurezza sul lavoro. Il subappalto determina un abbassamento dei costi di gestione dell'impresa che vanno sempre a ricadere sulla sicurezza dei lavoratori e sulle garanzie da dare ai lavoratori in termini di retribuzione, di assistenza, di contributi previdenziali, di guadagno sulla pelle dei lavoratori, finché non si interviene in maniera decisa e in termini legislativi sull'abrogazione del sistema del subappalto, che non deve essere legittimato dalle azioni della pubblica amministrazione. Un esempio veloce, ripeto, perché spero di poter ripetere in quest'Aula questo intervento e approfondirlo. I project financing: tutti o molti sono innamorati di questo sistema. Uno tra gli ultimi che partirà è quello che due giorni fa, una settimana fa, è partito presso la ASL di Nuoro. Bene, quel progetto di finanza prevede un sistema di subappalti di cui mi auguro non ci si debba ritrovare a parlarne in quest'Aula nei prossimi anni. E' un sistema che andrà a determinare il guadagno di una finanziaria, non di una impresa, ma di una finanziaria, cioè di chi ha capitale, che andrà a gestire il lavoro e a fare utile sulla pelle dei lavoratori e sui servizi sanitari che dovranno essere offerti ai cittadini. Un serio intervento sulla sicurezza del lavoro non può non passare nella rivisitazione di questi strumenti che sono a totale carico negativo dei lavoratori e soprattutto degli ultimi della catena.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Grazie Presidente. Io voterò a favore di questa legge non perché è una legge che risolverà i problemi sulla grave situazione determinata dagli infortuni sul lavoro, ma perché comunque rappresenta un segnale importante in questa direzione. Credo che il contributo alle famiglie che hanno vittime sul lavoro, il coordinamento tra privati ed enti pubblici, la formazione professionale sulla sicurezza possano rappresentare motivo per superare, però a valle, alcuni problemi. Io credo che probabilmente questo può essere un punto di partenza per lavorare a monte del problema e quindi è un inizio. Qualcosa stato fatto anche con la nuova legge regionale sui lavori pubblici, ma ancora non basta perché quello che bisogna fare è cercare di creare delle strutture operative che possano consentire un capillare controllo nei lavori e soprattutto nelle opere pubbliche.
Il controllo degli appalti, qualcuno l'ha detto prima, ad esempio l'onorevole Capelli ha parlato di subappalti sempre più frequenti, a prezzi stracciati, dove spesso si inserisce il lavoro nero, dove manca spesso un'alta sorveglianza da parte degli enti pubblici e dove spesso, appunto, si consumano la maggior parte degli incidenti. Io credo, quindi, che sia necessario che la Regione si doti soprattutto di strumenti operativi di controllo severi, che possano far rispettare le leggi vigenti in materia, che sono la "626" per quanto riguarda le imprese, ma soprattutto la "494" per la direttiva cantieri, e spesso purtroppo bisogna dire che gli incidenti non succedono prevalentemente nei lavori privati, ma spesso si consumano anche nei lavori pubblici. Quindi credo che questa legge, come ho detto prima, rappresenti un buon inizio, ma non è la fine e ci vuole un impegno forte e politico affinché chi deve fare il proprio dovere lo faccia fino in fondo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pileri. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. L'altro giorno mi è capitato di vedere in televisione un servizio su una serie di irregolarità in termini di sicurezza che sono state riscontrate nella costruzione di un palazzo della CIGL, cioè di una confederazione sindacale che da sempre si batte e lotta perché il fenomeno degli incidenti e delle morti sul lavoro possa essere attenuato fino alla sua scomparsa. Questo per dire che questa legge è importante, e io voterò a favore di questa legge, che si pone l'obiettivo di civiltà, di solidarietà importante di sostenere le famiglie che abbiano avuto propri familiari vittime, purtroppo, di incidenti sul lavoro.
Il problema che noi dovremmo porci però complessivamente, e qui concordo con tutti gli interventi che sono stati svolti su questo tema, compreso quello dell'Assessore, è cercare in tutti i modi di diminuire il numero dei familiari superstiti di lavoratrici e lavoratori deceduti per causa d'infortunio sul lavoro, e in questo si pone un problema fondamentale di controllo. Di controllo! Soprattutto nel settore dell'edilizia, soprattutto nel settore dei lavori pericolosi dove anche il ricatto che viene operato sui lavoratori, il rischio di perdere il posto di lavoro se si protesta o si chiede il rispetto delle norme di sicurezza, è elevatissimo. Questo è uno dei problemi fondamentali che noi ci troviamo di fronte: il numero dei morti per lavoro, un'enormità, indice di inciviltà per un Paese come l'Italia, è un problema comune delle Istituzioni, dei sindacati, dei datori di lavoro. Io penso che su questi temi si debba essere inflessibili, a questa legge vanno accompagnati, senza confusione con la normativa nazionale, ma a mio avviso si deve accompagnare una ricerca anche di momenti organizzativi, anche di repressione dei fenomeni...
PRESIDENTE. Prego, onorevole.
SALIS (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Di elusione delle normative sulla sicurezza che possa vedere la Regione Sardegna presente con una sua legislazione in una battaglia contro le morti bianche che tutti noi auspichiamo possa vedere diminuire fino ad annullare il numero dei nostri concittadini che purtroppo muoiono per causa di lavoro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (P.D.). Grazie. Per esprimere il voto favorevole per una legge importante, una legge che è stata approvata con grande responsabilità anche in tempi veloci e solleciti. Una legge che colma senz'altro una mancanza molto significativa, una legge che va a incidere rispetto ad una emergenza - l'ha ricordato prima l'onorevole Pileri -, noi l'anno scorso, approvando la legge numero 7, lo scorso luglio, abbiamo destinato e dedicato un'attenzione molto particolare al tema della sicurezza nel lavoro, con particolare riferimento anche alla materia del subappalto. Approvando la legge lo scorso luglio ci siamo preoccupati non solamente della qualità o del ciclo unico della progettazione, della qualità anche degli interventi di tipo architettonico, ma abbiamo affrontato anche il tema della qualità sociale del lavoro, con particolare riferimento alla condizione di quanti svolgono i diversi servizi. Per cui, anzi, credo che da questo punto di vista ci saranno a breve dei testi, delle proposte che tenderanno ad integrare ulteriormente questa importante legge, proprio perché la qualità sociale dell'appalto è un elemento che dice il valore della civiltà anche di una comunità. Credo però questo, che sia molto importante, l'ha sottolineato l'onorevole Salis, porre grande attenzione al sistema del controllo. Però è anche altrettanto vero che la cultura della legalità non passa attraverso un'azione, non dico esterna, quasi una cogenza esterna, che è importante, bisogna che la cultura della legalità diventi una prassi, uno stile, una qualità intrinseca del sistema imprenditoriale, ma anche non solamente ai grandi livelli, anche ai piccoli livelli. Abbiamo approvato una legge importante, giusta, un'espressione di solidarietà, però la solidarietà che si esprime attraverso un sistema normativo adeguato credo che sia la risposta più duratura per evitare di dover piangere di volta in volta le diverse vittime. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Signor Presidente e colleghi, io voterò naturalmente a favore di questa legge, però vorrei che anche la terminologia che si usa... intanto abrogare il termine "morti bianche", iniziamo a dire che sono veri omicidi. Chi come me viene da quell'esperienza, so per certo che talvolta le cose non avvengono a caso. Mi è capitato in questi due anni di assistere a due momenti abbastanza infausti per la vita del lavoro in fabbrica, una morte all'Euroallumina e, in campagna elettorale, una morte alla Sicmi di Portovesme. Badate, è inutile che ogni qualvolta avvengano fatti di questa natura e di questo genere ci sia la grande solidarietà. Il problema vero che noi oggi dobbiamo porre, e mi pare che nella legge siano presenti i termini sui quali intervenire, è il controllo, andare a fondo, comprendere ciò che avviene nei luoghi di lavoro. Quando si danno appalti, soprattutto nelle zone industriali, a prezzi stracciati, è evidente che si sta rinunciando a fare una politica della sicurezza vera, è evidente che fenomeni e fatti di questo genere possono accadere quotidianamente, così come è vero, è stato detto da alcuni colleghi, che c'è terrore ormai nei luoghi di lavoro, c'è terrore! Quando un ragazzo, tipo il caso che è accaduto all'Euroallumina, viene assunto e si sente, come dire, coccolato per un verso dal dirigente perché gli chiede: "Se tu ti impegni, se tu dimostri di essere all'altezza della situazione, forse domani potrai essere assunto definitivamente". Ecco che allora per dimostrare che è serio, che vuole lavorare, avviene il fattaccio perché magari si trattiene cinque minuti in più rispetto ai colleghi e resta solo nell'impianto. Ecco, tutte queste cose, noi che operiamo in quest'Aula, dovremo non solo fare una legge che è dovuta, ma dovremo soprattutto avere la capacità, avere l'interesse di essere vicini e solidali a questi lavoratori e soprattutto alle famiglie perché ritengo che ormai, anche per quanto riguarda la sicurezza, molti incidenti, tantissimi incidenti non vengono più neanche denunciati perché c'è la paura, c'è in qualche misura l'elemento che porta ad andare oltre, cioè il ricatto, senza nessuna possibilità di intervento serio. Io credo che questo è un piccolo segnale, però dobbiamo iniziare anche noi a dire le cose come stanno, senza infingimenti e con molta serietà. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Il mio intervento vuole cercare di sfuggire un pochino alla discussione generale sul tema, ma vuole ritornare come dichiarazione positiva, e quindi favorevole sulla legge, su un'affermazione che ho fatto in Commissione, in occasione della trattazione dei lavori di preparazione, ed è questa: abbiamo quasi appositamente fatto una legge che possiamo definire a larghe maglie, l'abbiamo fatta per dare agli Uffici gli strumenti per applicarla con una certa elasticità. Questo significa però applicarla con buon senso, senza rigidità, ma con molto buon senso, perché è nelle mani della pubblica amministrazione la discrezionalità ma anche il buon senso che in questo momento il Consiglio regionale, con l'approvazione di questa legge, mette nelle mani dell'Assessore e nelle mani della struttura.
PRESIDENTE. Abbiamo concluso le dichiarazioni di voto. Votiamo il testo della legge.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato 316-321/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 48
votanti 47
astenuti 1
maggioranza 24
favorevoli 47
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Colleghi, credo che abbiamo fatto un buon lavoro stasera approvando due leggi di elevato livello civile, che denotano la sensibilità di questo Consiglio regionale. La sesta e la settima Commissione hanno anche esaminato e propongono al Consiglio regionale una risoluzione che riguarda proprio il tema che è stato affrontato in molti interventi, quello cioè sulle problematiche inerenti la sicurezza del lavoro. Quindi c'è una risoluzione congiunta delle due Commissioni, che illustra rapidamente l'onorevole Cherchi. Prego.
CHERCHI SILVIO (P.D.). Chiedo scusa, ma credo che comunque la serietà e la gravità del problema imponga di aggiungere qualche parola al testo scritto. Chiedo scusa per l'orario naturalmente. Numeri che abbiamo sentito, se a questi naturalmente aggiungiamo anche i numeri degli incidenti non mortali, ma spesso anche altrettanto gravi, rendono drammaticamente chiara la gravità e l'ampiezza del problema. E nei lavori di audizione delle due Commissioni le forze sociali, gli operatori della prevenzione, con abbondanza, ci hanno illustrato questo problema, che ha una sua specificità e una sua particolare gravità in Sardegna. Sono numeri che non possono rimandare a concetti quali "fatalità", quando da indagini svolte si evince che nelle ispezioni fatte il 70, l'80 percento delle aziende sottoposte ad ispezione presentano tratti più o meno gravi di irregolarità. Le cause sono tante, ve ne sono due, indubbiamente, in particolare, che sono state anche sottolineate da alcuni colleghi, di una diffusa mancanza di cultura di legalità nel posto di lavoro, ma vi è anche l'altra che chiamiamo semplicemente col termine di frammentazione, o dimensioni di impresa, ma che sarebbe più giusto definire arretratezza complessiva del nostro sistema produttivo, che spesso all'innovazione tecnologica, alla sicurezza, alla formazione preferisce raggiungere i propri obiettivi solamente con l'utilizzo della forza lavoro, in qualsiasi e, spesso, anche nelle peggiori condizioni. Credo che questo, insomma, il senso della risoluzione va in questa direzione, non possa portarci sicuramente ad arrenderci, perché il problema e così grave e così vasto e così diffuso. Credo che oltre l'atto dovuto della legge che abbiamo appena approvato, sia necessario anche individuare alcuni filoni di intervento e anche ribadire un impegno, sia del Consiglio regionale, sia della Giunta regionale per lavorare e tentare di far sì che quella legge che abbiamo appena approvato non sia applicata, che si riesca ad eliminare alla radice le cause che portano poi a quelle disgrazie, quelle più gravi e ancora quelle meno gravi. Credo che, insomma, due elementi fondamentalmente noi di abbiamo individuato. Uno è quello, anche alla luce di alcuni interventi che ci sono stati, di irrobustire un corpus legislativo, che sia quello nazionale, nazionale in particolare, e quello nostro regionale, che io credo per molti aspetti anche serio, insomma fatto bene, non sempre applicato, non sempre fatto rispettare, ma serio e fatto bene. Credo che di fronte ad un fenomeno come questo la riflessione che dobbiamo fare è dell'esigenza di andare ad una rivisitazione proprio di quel corpus legislativo che abbiamo, ed in particolare per quanto riguarda quelle che sono le nostre più dirette competenze, e quindi gli appalti della Regione Sardegna, ad intervenire anche utilizzando leggi che non abbiamo applicato ancora, penso alla responsabilità sociale della legge 20 del 2005, ad intervenire, così come qualche collega ha detto prima, ad una rivisitazione delle parti che forse sono state non adeguatamente sviluppate in quella legge; quelle parti che riguardano la sicurezza, e a partire non dal controllo in cantiere, ma a partire dalla stessa rimodulazione del tipo di appalto, del tipo di progettazione, andando ad individuare delle soluzioni che consentano poi non solo il rispetto, ma anche una verifica più puntuale che gli impegni assunti in caso di gara d'appalto, poi, vengano rispettati. Penso, per esempio, che noi dobbiamo introdurre, e non esiste nella nostra legislazione, che nelle gare d'appalto debba avere una vita a sé stante nell'offerta che si fa insieme al ridimensionamento, se non all'eliminazione del massimo ribasso, quella dell'introduzione della chiarezza nell'offerta di quelli che sono i costi per la sicurezza. Naturalmente, siccome è vero quello che è stato detto, che gran parte degli incidenti avvengono in caso di subappalto, è evidente che lo stesso subappalto e la normativa che riguarda il subappalto debba essere irrobustita in maniera tale da avere la possibilità di individuare un responsabile nell'azienda madre di tutto ciò che avviene, e che quindi, così come è avvenuto, penso alla sentenza di questi giorni del tribunale di Sassari sui lavoratori della COSMIN, che l'azienda madre sia chiamata a rispondere pienamente di tutte le azioni, di tutti i costi e di tutti i comportamenti giusti e, naturalmente, soprattutto di quelli sbagliati dell'azienda che ha preso il subappalto. Credo che su quello dobbiamo intervenire, come dire, tentando di andare proprio a stabilire in legge una sorta di rintracciabilità sociale della sicurezza, a partire dall'appalto e a partire dalla progettazione. L'altro, naturalmente, non "invitano", come è scritto nella risoluzione, ma "impegnano" il Consiglio regionale, "impegnano" la Giunta regionale, propongo questa modifica al testo che è stato distribuito, è quello di andare ad intervenire su quello che è il sistema di prevenzione. Io sono uno di quelli che ha ritenuto che la proposta dell'authority non rispondesse al problema, credo che sia bene dopo anni, ed è stato ribadito anche nel decreto legislativo 9 aprile del 2008, n. 81, che sia insediato il Comitato di coordinamento, che consenta ai numerosissimi attori della prevenzione, dalle AA.SS.LL., al Ministero del Lavoro, all'Inail, ai Vigili del Fuoco, e così via, di poter coordinare la loro attività, di avere una conoscenza dell'attività che svolgono, di potersi scambiare i mezzi, gli strumenti e le informazioni, e quindi attraverso il coordinamento fornire a tutti gli attori gli strumenti necessari per poter essere massicciamente presenti nel territorio a controllare e a prevenire. Naturalmente su questo noi dobbiamo guardare, in particolare, a quello che è il nostro più importante strumento di prevenzione, che è il ruolo delle AA.SS.LL., e francamente, dalle cose che abbiamo sentito anche in audizione, non è una sensazione, ma è una certezza, che le AA.SS.LL. questo, come dire, filone di lavoro non l'abbiano, usiamo un eufemismo, non l'abbiano del tutto sviluppato. Dai dati che ci sono stati forniti noi non siamo stati in grado di capire, tutte le AA.SS.LL., o quasi tutte le AA.SS.LL. a dire la verità, che tipo di informazione viene presa, che tipo di repressione viene effettuata, che tipo di realtà le AA.SS.LL. incontrano e che tipo, naturalmente, di rimedi. Noi non abbiamo un dato su una multa, non abbiamo un dato su un intervento delle AS AA.SS.LL. repressivo nei confronti delle aziende. Credo che, probabilmente, al di là di una facile critica che si può fare, credo che così come abbiamo iniziato anche con la finanziaria sia necessario un confronto, tra l'Assessore alla sanità e le commissioni competenti, per conoscere, capire e prendere gli adeguati provvedimenti sul funzionamento delle A AA.SS.LL. in questo settore. Anche perché da anni, a partire dalla precedente legislatura, questi compiti sono delle A AA.SS.LL. e non sempre, e non è un caso soltanto sardo naturalmente, non sempre le AA.SS.LL., per vari motivi, compreso che per anni si sono occupati sulla formazione… voglio dire, sono motivi oggettivi, credo che la gravità del problema però imponga naturalmente di intervenire subito perché le AA.SS.LL. diventino, insieme agli altri operatori, quel centro che ci consente almeno di attenuare il fenomeno. Il terzo punto è quello che riguarda la cultura della legalità, e abbiamo previsto… perché chiunque di noi, insomma c'era il collega, attuale ed ex collega, Antonio Calledda, sappiamo anche quanto spesso gli stessi lavoratori guardino con una certa sufficienza, e qualche volta anche con una certa ostilità ai sistemi di sicurezza. E quindi io credo che vada svolto un Piano di formazione, sia degli imprenditori, sia degli operatori, sia dei lavoratori, e forse anche qualche iniziativa che vada a riguardare le scuole, per diffondere sempre di più una conoscenza della legalità ed una cultura della legalità. Credo che i dati che abbiamo non possano più consentirci di guardare a questo fenomeno, qualcuno lo ricordava, sono cifre da guerra, con la stessa sufficienza con la quale l'abbiamo guardato nel passato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cherchi, la risoluzione, come ricordavo, è stata approvata dalle due Commissioni in seduta congiunta e ha raccolto il consenso unanime dei commissari. Viene proposta in Consiglio regionale e in parte completa la discussione che abbiamo fatto sugli interventi urgenti a favore dei familiari delle vittime degli infortuni sul lavoro. La porrei in votazione con una modifica che lo stesso relatore mi pare proponesse: nell'ultimo "considerato che a seguito della discussione le commissioni hanno ritenuto di individuare soluzioni mediate ed azioni positive che impegnino il Consiglio e la Giunta regionale a rafforzare l'impianto normativo" quindi cancellando l'invito al Consiglio regionale rivolto dalle commissioni, perché le commissioni sono il Consiglio regionale.
Conclusivamente, "la Giunta regionale si impegna", non "si invita": "Si impegna la Giunta regionale ad insediare il Comitato regionale di coordinamento…" e così via discorrendo.
DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta si impegna …
PRESIDENTE. No, sono le Commissioni che impegnano la Giunta.
Va bene, insomma… poi lo scriviamo in maniera tale che si capisca che il Consiglio è impegnato ad apportare tutte le modifiche normative e la Giunta regionale è impegnata ad attuare e ad insediare i coordinamenti previsti dalle norme in vigore.
Metto in votazione la risoluzione numero 9/33. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Annunzio di presentazione di disegno di legge
"Bonifica e messa in sicurezza della miniera di Genna Tres Montis nei comuni di Silius e San Basilio" (322)
(Pervenuto il 28 maggio 2008 e assegnato alla sesta Commissione.)
PRESIDENTE. Abbiamo un ultimo adempimento colleghi, prima di andar via, relativo all'ingresso in Aula, e quindi all'inserimento dell'ordine del giorno odierno, di un disegno di legge, composto da uniico articolo, della Giunta regionale che riguarda la bonifica e messa in sicurezza della miniera di Genna Tres Montis nel Comune di Silius e San Basilio.
Si rende necessario uno stanziamento ulteriore che non era stato previsto, a seguito dell'annullamento della gara d'appalto con il quale si sarebbero dovuti affidare i lavori di bonifica, sulla base di alcuni rilievi mossi dalla Commissione Europea, si è annullata quella gara e si sta procedendo a fare una nuova gara, in attesa che questa avvenga si deve garantire proprio la vigilanza e la messa in sicurezza della miniera fino a quando un nuovo soggetto non divenga affidatario della gara stessa.
Questa materia, come sapete era stata già affrontata e faceva parte, attraverso un emendamento dell'articolato su consorzi di unifica e poi abbiamo insieme deciso fosse non opportuno portare in quella sede, viene portata attraverso questa proposta di legge di un articolo unico.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
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Art. 1
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad integrare la commessa per la realizzazione delle opere di bonifica e messa in sicurezza del sito minerario di Genna Tres Montis nei Comuni di Silius e San Basilio e della Laveria nel Comune di Assemini di cui all'articolo 7, comma 28, della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008), al fine di consentire, nelle more dell'espletamento delle procedure di gara per l'assegnazione della concessione mineraria, la prosecuzione dei lavori di bonifica e messa in sicurezza d'urgenza. 2. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, valutati in euro 2.000.000, si fa fronte con le risorse sussistenti in conto residui e in conto competenza del capitolo SC06.0690 (UPB S06.03.024). 3. Alle conseguenti variazioni di bilancio provvede, con proprio decreto, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.) |
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PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà
LIORI (A.N.). Grazie Presidente, io non faccio parte della Commissione, quindi chiedo scusa se non ho potuto seguire l'iter di questa legge, perché se avessi saputo che c'era in programma una legge di questo genere io avrei senz'altro proposto di estendere questo provvedimento a tutte le miniere che hanno bisogno di essere messe in sicurezza. In particolare mi è capitato di recente si seguire una trasmissione televisiva, non ricordo quale canale, nella quale si denunciava, in un comune della provincia del Medio-Campidano, la pericolosità di pozzi di miniera che, aperti nel territorio, dove c'è un'alta incidenza di attività agricole, nella vicinanza tra l'altro del paese, come può ben testimoniare un collega consigliere regionale di Sardara, presente in aula, che avrebbe bisogno, per motivi anche di sicurezza pubblica, di una messa in sicurezza. Quindi io chiederei un attimo di ripensamento per estendere questo provvedimento a tutti quei territori e nell'ambito della Regione Sardegna abbiano bisogno di uguali misure. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Liori. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Molto brevemente Presidente, per sottolineare e anche per assicurare il collega Liori che la finalità dell'attività di messa in sicurezza e di ripristino ambientale che riguarda la miniera di Silius è anche connessa, anzi soprattutto connessa, ad una possibile ripresa produttiva e parliamo di una estrazione mineraria particolarmente rara, soprattutto nell'ambito europeo, credo che siano presenti due o tre giacimenti di questa natura. Fra l'altro quello sardo oggi è uno dei più pregiati, e anche con una buona possibilità produttiva, con un prezzo del prodotto che va ad incrementarsi che agevola la ricostruzione proprio dell'attività produttiva quindi è finalizzata… poi ha ragione l'onorevole Liori, bisogna pensare al ripristino ambientale, ad intervenire, noi siamo una Regione prevalentemente mineraria, mi pare che il parco geominerario abbia una estensione un po' forse esagerata, comunque, ricadano circa 101 o 102 comuni della Sardegna.
Quindi c'è la necessità di intervenire, io dico, non solo con fondi regionali anzi prevalentemente senza fondi regionali, perché la gran parte di quelle miniere appartenevano, per lo sfruttamento che è stato esercitato negli anni, ad enti dello Stato, ed in altre Regioni gli enti dello Stato, e lo Stato, stanno ancora intervenendo nella bonifica ambientale e nel ripristino delle aree compromesse dalle attività minerarie. Stanno ancora intervenendo con risorse finanziarie anche garantendo occupazione, sotto questo profilo. Purtroppo lo Stato è sempre stato con noi, scusatemi il gioco di parole, abbastanza "patrigno" per cui qua ci ha dato quattro lire per la cassa integrazione di alcuni mesi e poi se ne sono andati via lasciando danni che sono a dir poco incalcolabili. Però questa è una responsabilità della nostra classe politica e quindi anche nostra, anche se non eravamo presenti in quella fase e dell'attività istituzionale, c'è una responsabilità anche nostra perché avremmo dovuto reggere di più il confronto con lo Stato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. E' iscritto a parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie Presidente, visto che si sta parlando di sicurezza dei pozzi minerari, noi abbiamo un sacco di pozzi naturali in Sardegna dove ogni tanto cade un escursionista, alla Regione Sardegna costa un sacco di soldi curarlo e andarlo a prendere, allora io mi dico, visto che stiamo parlando di pozzi, di miniere, perché non estendiamo un contributo ai comuni che non hanno possibilità di chiudere questi pozzi? Visto che stiamo facendo questa leggina aggiungiamo una cosa in più e diamo una possibilità ai comuni per mettere in sicurezza questi pozzi naturali nel proprio territorio, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Petrini. E' iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Presidente, io concordo con le considerazioni che lei poc'anzi ha fatto, nel senso che il testo di questa legge era contenuto nell'emendamento quando si stava trattando di consorzi di bonifica, io stesso sollevai alcune obiezioni, se era il caso o meno che una questione così, completamente diversa, e fuori da qualsiasi logica legata ai consorzi di bonifica se non era il caso di portare un provvedimento come articolo unico così com'è stato, in aula. Io credo che non si possa fare un ragionamento così generalizzato se parliamo di miniere talvolta scontiamo anche il caso in diversi siti ci sono, da parte Comunità economica europea, gli interventi, faccio un esempio tanto per comprenderci, Su Zurfuru a Fluminimaggiore, e queste risorse magari non si possono spendere perché i comuni non hanno le risorse per fare le caratterizzazioni, perché devono avere una mappatura precisa di quanto si deve intervenire per la bonifica, ma qui si tratta di un caso completamente diverso. Si tratta di un caso cioè dove la Regione ha bandito una gara, la quale è stata in qualche misura bloccata dalla Commissione europea, e noi dobbiamo avere l'interesse che questa gara venga ripristinata in maniera tale che salvaguardi anche i livelli occupativi di quella miniera. Questo è il problema vero. Quindi, io credo che non ci sia da collegare altra questione, pozzi o non pozzi, senza togliere nulla alle considerazioni che faceva il collega Petrini. Però, io penso che questo sia una cosa a sé e lo dico in virtù del fatto che se andiamo a fare una discussione sulle miniere diventa, come dire, forse il bilancio della Regione non basta per risanare tutte le questioni che abbiamo aperte in Sardegna. Grazie. Quindi voto a favore.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, in quale fase siamo?
PRESIDENTE. Dunque, mi chiedono in quale fase siamo. Siamo, colleghi, in una fase nella quale evidentemente c'è la necessità di un maggiore approfondimento, noi in realtà stiamo dando copertura a un provvedimento legislativo, che abbiamo già assunto, e che avrebbe dovuto concludere il suo effetto appunto affidando questa miniera a un gestore e a chi avrebbe lavorato per estrarre, come è stato detto, il fluoro. Purtroppo, per rilievi che sono stati mossi dalla Commissione europea quella gara è stata revocata e quindi si deve fare una nuova gara, solo questo. Stiamo semplicemente consentendo che si vada avanti fino alla gara, quindi l'assessore Dadea ha chiesto di parlare, se intende ancora parlare, l'onorevole Liori e poi…
Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Giusto per puntualizzare che ho capito perfettamente il senso dell'intervento, ho capito la necessità di quel territorio disagiato di salvaguardare non solo la sicurezza, ma anche altri problemi, ne prendo atto e comunque sottolineo la necessità all'Assessore, che non vedo presente, ma che so sensibile ai problemi, di ricordare anche quello che io ho sottolineato qui poc'anzi. Grazie. Voterò a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente, solo per raccogliere l'indicazione venuta dall'onorevole Liori e quindi mi farò tramite nei confronti dell'Assessore all'industria perché le osservazioni fatte a proposito della necessità di assicurare il mantenimento della miniera, e la messa in sicurezza delle altre miniere, venga appunto estesa, questa esigenza, anche alle altre miniere.
~CAPPAI (U.D.C.). E anche ai pozzi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 322 è un articolo unico, si vota la legge e l'articolo insieme.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 47
votanti 46
astenuti 1
maggioranza 24
favorevoli 46
(Il Consiglio approva).
Naturalmente l'urgenza con la quale abbiamo discusso questa legge, per la quale ringrazio per la sensibilità i Presidenti dei Gruppi, presuppone anche altrettanta urgenza nella sua entrata in vigore, e quindi in sede di coordinamento aggiungeremo che entra in vigore con le caratteristiche dell'urgenza.
Il Consiglio è finito, la seduta è tolta e il Consiglio verrà riconvocato a domicilio; la settimana prossima i Presidenti delle Commissioni possono convocare le Commissioni e quindi lavorare alle Commissioni.
La seduta è tolta alle ore 20 e 55.
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