Seduta n.406 del 30/10/2003 

CDVI Seduta

(Pomeridiana)

Giovedì 30 Ottobre 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 16 e 09.

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 22 ottobre 2003, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. I consiglieri regionali Mariella Pilo e Salvatore Amadu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 30 ottobre 2003. Poichè non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato del disegno di legge: "Norme sull'elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale e disciplina del referendum regionale" (245/Stat/A) e delle proposte di legge Floris - Tunis - Businco: "Nuove norme sul sistema di rappresentanza e sull'elezione degli organi di governo della Comunità autonoma di Sardegna" (350/Stat/A), Onida: "Elezione del Consiglio regionale, forma di governo, (ai sensi dell'articolo 15, comma 2, dello Statuto speciale) e partecipazione degli emigrati al voto" (362/Stat/A), Scano - Dettori - Pacifico - Pinna: "Norme per l'elezione del Presidente della Regione e modifica della legge regionale 6 marzo 1979, n. 7 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale) e successive modifiche e integrazioni" (379/Stat/A), Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis: "Disciplina della forma di governo della Regione ed elezione del Consiglio regionale della Sardegna" (380/Stat/A), Spissu - Calledda - Cugini - Demuru - Falconi - Lai - Marrocu - Morittu - Orru' - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Salvatore: "Elezione del Presidente della Regione sarda e del Consiglio regionale" (392/Stat/A), Capelli - Cappai - Piana - Randazzo: "Norme per l'elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale" (396/Stat/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articolati del testo unificato del disegno di legge numero 245 e delle proposte di legge numero 350, 362, 379, 380, 392 e 396. Ricordo ai colleghi che siamo in sede di discussione dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, fatta la legge elettorale regionale i tentativi di intervento per modificarla sono stati copiosi e quasi mai rivolti al miglioramento della legge stessa. Questo sarebbe avvenuto anche se all'esame ci fosse stata la legge nazionale piuttosto che la proposta licenziata dalla Commissione. Ci chiederemo tutti quanti? Ma allora qual è la differenza? Taluno potrebbe domandarselo. La differenza sta tutta nella diversa essenza delle due leggi: la prima, quella nazionale, è collaudata, anche se esiste qualche stortura; la seconda rappresenta un vero e proprio salto nel buio. Quindi una cosa è intervenire con emendamenti di modifica di una legge esistente, quella nazionale, che ha dimostrato di funzionare negli altri contesti territoriali dove è stata applicata, un'altra cosa invece è approntare una legge, che io definirei avventuristica, sottoposta, come risulta dall'esame dell'Aula, all'assalto alla baionetta e la cui validità è tutta da dimostrare. Quindi qui siamo in presenza di due impianti: la legge nazionale, che esiste, che ha dimostrato di funzionare in altri contesti, e questa legge che è stata proposta, che è un ibrido perchè recepisce gli enunciati principali, in osservanza all'obbligo chiaramente statutario, perchè se non ci fosse stato quell'obbligo probabilmente avremo fatto anche qualche cosa di diverso, che, come dicevo, appunto, è stata modificata dall'esame della Commissione, della quale non disconosco il merito e il tentativo di un lavoro e di un approfondimento che ha impegnato le parti politiche, che però ha partorito un topolino rispetto alla montagna rappresentata dagli enunciati e dai buoni propositi. Allora io mi chiedo: perchè non si è partiti dalla legge nazionale che, come dicevo altrove è stata sperimentata con successo, e modellarla, modificarla in quegli aspetti, molti dei quali sono condivisi da maggioranza ed opposizione e all'interno di questi due principali schieramenti anche da talune forze politiche che compongono questi due schieramenti. Abbiamo verificato che le posizioni sono nettamente diverse, e questo si è dimostrato col dibattito che c'è stato in Aula sia in sede di illustrazione degli emendamenti, che può considerarsi un vero e proprio dibattito, anche se non c'è stata interlocuzione, ma quantomeno per l'esposizione delle tesi. Allora io mi chiedo: se questa è la situazione ma per quale motivo quando per fatti che riguardavano la politica regionale di sicura minore importanza si è tergiversato, ma perchè non si è voluta e non si è rimandata questa proposta per quegli ulteriori passaggi in Commissione proprio per cercare quelle convergenze su quei punti che comunque sono sino adesso emersi che potrebbero essere condivisi da maggioranza ed opposizione. Ci siamo scordati, colleghi, un mese fa o poco più di un mese fa, quando si dibatteva in quest'Aula sulla fiducia e quindi sulla possibilità, col voto favorevole e l'impossibilità di permanere il Consiglio in carica nell'ipotesi in cui la fiducia non fosse stata data, qual era l'atteggiamento di tutta la classe politica nel concedere rinvii, nell'iniziare più tardi, nel rimandare al giorno dopo, questo per trovare una soluzione che scongiurasse il pericolo mortale per l'Aula di andare tutti quanti a casa. In quel momento i confronti, le interlocuzioni, il rinvio, il rimando era d'obbligo, nonostante le volontà apertamente dichiarate da una parte e dall'altra di non dare la fiducia e di andare tutti a casa, o di darla in contrapposizione.

In questa circostanza la legge elettorale che segna il destino futuro della politica, perchè la legge elettorale sino adesso applicata in Sardegna ha dato dimostrazione, come anche in Italia in precedenza, dell'assoluta ingovernabilità, perchè in Italia, in cinquant'anni di storia della Repubblica, ci sono stati più di 50 governi, mi sembra di ricordare che la media di vitalità, non di sopravvivenza, sia di 7 - 8 mesi. Nella scorsa Legislatura abbiamo assistito a 7 - 6 crisi della Giunta Palomba e non mai, colleghi, per divergenze politiche programmatiche, perchè tant'è vero che sempre le crisi si risolvevano con lo stesso assetto. Quindi è il sistema che non va bene, è il sistema che si è dimostrato fallimentare. Ebbene, noi stiamo discutendo degli assetti futuri della legge elettorale che regolamenterà per il futuro gli assetti, nessuno ha chiesto "fermiamoci un momento, riflettiamo, troviamo, se siamo capaci tutti di fare passi indietro nella mediazione necessaria che è tipica della politica, nessuno ha avuto l'iniziativa di fare questo passaggio.

Nel merito della legge, non vorrei rientrare negli argomenti che sono stati sviscerati da tutti gli interventi che ci sono stati, sia dalla maggioranza e dall'opposizione. Noi abbiamo tentato, nei limiti dei nostri modesti mezzi, di dimostrare la validità dell'impianto della legge nazionale; sino adesso non ci siamo evidentemente riusciti, se persone attente e perspicaci, come se ne annoverano nella contrapposta fazione politica in quest'Aula, vuol dire che non abbiamo avuto la capacità di dimostrare con la forza del ragionamento la validità delle nostre argomentazioni. Tuttavia, colleghi, non si può non riconoscere che al di là degli emendamenti soppressivi, che non hanno natura ostruzionistica ma che sono lì, perchè anche quando noi facciamo un emendamento soppressivo sul comma 1 dell'articolo 1, dove è contenuto un enunciato che non può assolutamente non essere condiviso, perchè quando si dice che nella legge elettorale si eleggono contemporaneamente il Presidente e il Consiglio regionale che deve essere eletto in circoscrizioni provinciali in un collegio regionale mi sembra che non ci sono posizioni di divergenza su queste enunciazioni, ma l'emendamento soppressivo trova la sua natura nel coordinamento con le disposizioni successive che fanno sì che ad un enunciato valido nel suo contenuto si arriva a formare un impianto strutturale e strutturato dell'intera legge che poi non viene condiviso nel momento in cui è a rischio la cosiddetta governabilità, è a rischio il principio della instabilità, è a rischio il principio della indipendenza dei poteri riservati al governatore e a quelli riservati all'assemblea legislativa. Noi, io personalmente sono fermamente convinto che uno dei mali sino adesso delle leggi elettorali e delle classi politiche, legislativa da una parte ed esecutiva dall'altra, dipende proprio da questa confusione di poteri, dal condizionamento che la Giunta ha avuto sempre dalla fiducia che viene data, in due parole dal sistema parlamentare, che si è dimostrato inefficace, se è vero come è vero - lo ricordo ancora una volta, prima a me stesso ma anche ai colleghi di maggioranza ed opposizione - che i governi medi in Italia hanno durato sette mesi e che le giunte in Sardegna si sono sempre di più dimostrate e qualificate proprio per la pochezza e la limitatezza delle loro durate.

Allora abbiamo predisposto anche emendamenti costruttivi, perchè gli emendamenti 142, 139 e 140, che sono sull'articolo 1, gli emendamenti che sono stati proposti con riferimento al regime delle incompatibilità, gli emendamenti che sono stati predisposti con riferimento alla istituzione della Commissione di verifica e di controllo sulle nomine che dovesse fare la Giunta elettorale, sono emendamenti costruttivi. Ma è mai possibile, guardate, ve lo dice uno che è certamente sicuro che l'esito elettorale non è definito. Mi fa piacere che il collega Sanna sia convinto che, per la sua parte evidentemente, l'esito elettorale prossimo futuro darà ragione alla vostra parte politica. Io mi auguro che così non sia, però non sono sicuro di questo. Noi abbiamo cercato di proporre una legge e di individuare degli emendamenti che diano la certezza della governabilità a chi viene, perchè se noi pensassimo a noi stessi come una classe immortale che sicuramente sarà al governo nella prossima legislatura e fossimo stati mossi da un intento e da un interesse soggettivo di tutela della nostra parte politica, questi emendamenti non li avremo mai predisposti! Noi siamo per il cambiamento, noi siamo per lo spool system, perchè non vogliamo e non possiamo pensare che chi siederà in quei banchi da governatore sia limitato nelle sue scelte per individuare i responsabili degli enti e quindi del sottogoverno, delle squadre, degli staff, che non sia e che non possa scegliere assolutamente persone di propria fiducia, sapendo che se dovesse sbagliare in queste scelte non è l'Aula che gli deve dire "non lo puoi fare, non lo devi fare e se non fai come ti diciamo noi te ne vai a casa" , ma è la democrazia dell'alternanza, perchè se avrà scelto sbagliando l'elettorato lo punirà nella successiva tornata elettorale. Voi direte "Ma non possiamo rischiare di stare cinque anni a subire le infamie, l'arbitrio di un governatore sbagliato, di un governatore che governa individualmente e che si attornia di persone incapaci!", ma bisogna fare delle scelte colleghi, noi siamo sicuri che le scelte debbano andare nella eliminazione della commissione, e in questa legislatura ne abbiamo una prova; oggi la Giunta Masala è insediata senza maggioranza, ricordiamoci che ha avuto la fiducia di 41 persone, tre delle quali sono certamente all'opposizione, i fuoriusciti di A.N., perchè sono all'opposizione ed una forza significativa che ha concorso si è dimostrata instabile, il presidente Floris, perchè è stato vittima dei franchi tiratori e quindi di quel potere legislativo che si vuole invece sostenere e potenziare, lo è stato Pili dopo, lo è oggi, in misura estremamente instabile e precaria, lo stesso presidente Masala. Ma noi vogliamo consentire, con il riequilibrio dei poteri, che nella prossima legislatura avvenga altrettanto. Io penso proprio che se noi volessimo fare questo non stiamo pensando al bene della Sardegna; noi stiamo pensando alla tutela della classe politica, dei partiti e talvolta anche delle persone fisiche. Ecco perché questa legge noi non la condividiamo, ecco perché noi diciamo: partiamo da una legge nazionale che ha funzionato, che ha dimostrato di poter funzionare perché ha basi solide e valide; interveniamo dove ci sono punti di convergenza per modificare quegli aspetti che non tutti condividono e, in una certa misura, possono anche non essere condivisi da noi. L'autonomia sta in questo, nel trovare le cose migliori, non nel fare le cose che devono essere fatte, come è già stato sottolineato, ad ogni costo solamente perché si devono fare nel nome di un'autonomia che è stata sempre invocata, ma molto spesso con i nostri comportamenti offesa e vilipesa!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà. Scusi, onorevole Petrini, voglio informare i colleghi, almeno quelli che non avessero preso atto di questo, che già da ieri, vista la complessità degli argomenti contenuti nell'articolo 1, visti anche i 72 emendamenti presentati e visto il fatto che stiamo discutendo dell'articolo e degli emendamenti, i Presidenti di turno di questa Assemblea stanno applicando il comma 2 dell'articolo 78, che sostanzialmente riconosce al Presidente di turno la facoltà, in casi particolarmente complessi, di concedere qualche minuto in più all'oratore che sta parlando. Questo l'abbiamo fatto con quasi tutti quelli che in qualche modo hanno superato i dieci minuti, comunque intendiamo continuare a regolarci così per tutta la durata di questa discussione. Naturalmente rimane sempre l'invito ai colleghi di contenere possibilmente entro i dieci minuti i loro interventi. Prego, onorevole Petrini.

PETRINI (F.I.-Sardegna). Finalmente una legge per rispettare i sardi. Perché dico questo? Perché secondo me i sardi non sono mai stati rispettati, perché dalla Giunta Palomba alle Giunte Floris e Pili che si sono succedute in questi anni si è perso tanto di quel tempo, crisi e crisette. Abbiamo avuto un sacco di tempo perso in quest'Aula, molto tempo perso, e i sardi sono quelli che ci rimettono sempre.

Io ho seguito tutti i vostri discorsi, cari colleghi, ottimi, bravissimi, discorsi politici che io non so fare. Non so fare perché vengo dalla frontiera, da un comune in cui mi hanno insegnato sempre a parlare diretto, sempre diretto. Sostanza è quello che ci vuole qua dentro, e ce n'è poca, secondo me, per la mia esperienza. Allora io mi sono detto, ho firmato un sacco di emendamenti, quelli che ho firmato li ritengo quasi tutti giusti, per esempio quello delle donne, per esempio quelli degli emigrati. Io volevo mettere un altro emendamento, visto che abbiamo messo… quello dei disabili, il diritto di stare in quest'Aula anche per i disabili. Ma me l'hanno sconsigliato perché era una buffonata! Allora non l'ho fatto. Io parlo un po' del mio comune di Cagliari e mi ricordo che a Cagliari, prima di entrare il governo Delogu c'erano sempre crisi e controcrisi, presidenzialismo. E' come un grande sindaco il nostro governatore - se ci sarà un governatore qui alla Regione -, è come un grande sindaco. Noi abbiamo visto che il sindaco di Cagliari, la prima città, una delle più grosse in Italia ha governato benissimo, abbiamo governato veramente bene per quattro anni, i primi quattro anni e poi per altri tre anni; con la Giunta Delogu c'erano il centro, la destra e la sinistra, hanno avuto tutti il loro spazio e non abbiamo mai più avuto una crisi, non è mai caduto nessuno, siamo andati avanti, abbiamo lavorato per i cittadini cagliaritani. E perché qui non si può lavorare per i cittadini sardi?

Ecco perché io dico che la legge nazionale per me va molto bene, perché finalmente non ci sono più quei giochetti e quei tre o quattro a cui non va bene una cosa e mettono in crisi la Giunta! E' questo che ci manca, cari colleghi, cioè bisogna smetterla di far cadere sempre la Giunta, bisogna smetterla di andare sempre in crisi come Regione. Mi ricordo che la Giunta Palomba è andata cinque o sei volte; questa Giunta quante volte è andata? Non lo so neanche, perché non seguivo i lavori regionali.

Allora io penso che con questa legge nazionale, con qualche modifica, perché no, si smette veramente di giocare, di far cadere la Giunta spesso e si lavora veramente per i sardi, ma veramente per i sardi, finalmente si fanno delle leggi giuste per i sardi. Mi ricordo di una cosa, stavamo parlando prima degli emigrati, ma voi lo sapete, e voi lo sapete più di me, quanti ragazzi stanno andando fuori a lavorare, perché qui in Sardegna non hanno lavoro? Lo sapete questo? Allora, insomma, a questo punto io sono l'ultimo arrivato qui, forse dovrei parlare meno di tutti, però dico cose che sento dal cuore, non faccio un discorso politico perché è meglio non farlo. Allora quello che sento dal cuore dico: cari colleghi, lavoriamo un po' di più per questi nostri concittadini sardi, lavoriamo un po' di più per questa categoria di gente che aspetta un sacco di cose da noi, che aspetta tanto! Io mi rivolgo soprattutto alla sinistra che ha sempre fatto sociale, sempre sociale, molto sociale. Ma bisogna farlo veramente il sociale, bisogna farlo in tutti i sensi!

Avevo un grande amico al Comune di Cagliari, era di sinistra, che mi ha insegnato tante di quelle cose che lo ricorderò sempre, era Bruno Terlizzo. Qui ho un sacco di amici che mi hanno anche loro insegnato tante cose, però in questi quattro mesi che sono qui, credetemi, io ero convinto di fare qualcosa per i sardi. Mi sono accorto che non ho fatto niente. Niente! Si parla tanto, si parla di legge elettorale, la legge elettorale, ma per chi è? Per i partiti, per i Gruppi, per noi stessi o per i sardi? Non l'ho ancora capito! Allora io mi sto chiedendo: è giusto quello che noi come Gruppo di Forza Italia stiamo proponendo la legge nazionale, perché così non ci saranno più ribaltoni, non ci sarà più niente, e veramente spero, se si riesce a farla passare, si lavorerà tutti sereni, a prescindere destra e sinistra, ma si lavorerà per il popolo sardo. Questo mi sembra che sia importante per tutti noi, perché sono loro che ci hanno votato e sono loro che hanno un grande rispetto, ma molte volte ci dimentichiamo! Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, teniamo conto del fatto che questo è uno dei suoi primi interventi in Aula, io non ho proceduto a richiamarla perché lei aveva l'obbligo di attenersi al tema in discussione, che era l'articolo 1 della legge elettorale. La discussione generale l'abbiamo esaurita ieri. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Io voglio rassicurare il mio amico e collega Eliseo Secci che io credo a queste poche cose che dirò, stanne tranquillo. Insomma, questo dibattito che ormai dura da qualche giorno, quasi due settimane, mi sembra, mi ricorda molto il giugno del 1993, quando si modificò la legge elettorale della Regione.

SANNA EMANUELE (D.S.). Era il 1992.

USAI (A.N.). Giugno 1993. Ho un appunto degli uffici che mi dicono questo.

SANNA EMANUELE (D.S.). 1992, anche gli uffici sbagliano!

USAI (A.N.). Allora faremo una censura agli uffici.

Dicevo, anche allora si parlò di grande tensione autonomistica, si parlò di grande impegno, di grande senso di orgoglio di noi sardi che volevamo fare una legge elettorale nuova, diversa, ribadire le nostre radici, la nostra storia, la continuità col passato e lo sguardo verso il futuro. C'era allora, '92 o '93, questo non cambia, un grande desiderio di nuovo, era il nuovismo che avanzava, una grande rivoluzione! Dal ricordo che io ho, perché, ahimè, nonostante gli emendamenti che vengono presentati perché venga limitata la presenza politica dei consiglieri regionali all'interno di questo Consiglio, io ero presente anche nel 1992 e nel 1993, e devo dire la verità, quella montagna, quel grande fervore autonomistico, quel grande impegno, quella montagna ha partorito un topolino!

SANNA EMANUELE (D.S.). Ti ha fatto rieleggere due volte!

USAI (A.N.). Ha fatto rieleggere anche te, quindi almeno sotto questo profilo siamo pari e uguali!

Dicevo, ha partorito un topolino, quel ballottaggio a tre, che è una cosa assolutamente ridicola e che è stata, grazie a Dio, modificata nel corso degli anni. Però è stata modificata con un ballottaggio a due, con un falso, falsissimo presidenzialismo che non ha consentito, diciamolo chiaramente, a chi era stato eletto dal popolo sardo, di poter governare. Un falso presidenzialismo! Allora, con le sofferenze che ci sono state in questa legislatura, con le sofferenze maggiori, ulteriori che ci sono state nella legislatura dal 1994 al 1999, tutto questo fervore autonomistico, anche se con toni un po' più bassi, anche se con toni un pochino più realistici, lo risentiamo adesso, nell'ottobre-novembre del 2003.

Io devo dare atto (perché quando la gente lavora mi fa piacere riconoscere il lavoro di chi ha lavorato) alla Commissione e anche al Presidente, per carità, di aver svolto un lavoro egregio, ma un lavoro egregio che può essere condiviso o non condiviso. Devo dire la verità, esprimo la mia opinione personale, il lavoro che è stato fatto e che io rispetto non lo condivido, e mi sforzerò di dire in poche parole le ragioni per le quali non condivido il lavoro che è stato fatto.

Ho sentito in aula tanti orfani del parlamentarismo, tantissimi orfani del parlamentarismo che speciosamente in maniera surrettizia dicono che la legge nazionale non va bene, non funziona, attraversa un momento di crisi e quant'altre cose. Insomma, ci vuole obiettivamente molta fantasia a dire questo, perché da quanto so io in Lombardia Formigoni governa, nel Veneto Galan governa, Bassolino governa in Campania, tutta questa crisi spaventosa…

SANNA EMANUELE (D.S.). E anche Storace.

USAI (A.N.). E anche Storace, mi dimenticavo, ma appartiene a un'altra corrente, quindi non volevo citarlo. Dicevo e Storace governa nel Lazio. Tutta questa crisi, tutte queste difficoltà, tutti questi problemi che gli orfani del parlamentarismo denunciano in quest'Aula, obiettivamente non ci sono.

Allora perché, come diceva il collega Balletto e anche altri colleghi, non verificare se all'interno della legge nazionale che ha dato buona prova di se stessa non esistono quegli accorgimenti, quelle soluzioni, quelle possibilità che diano alla Sardegna e ai sardi e al Parlamento dei sardi di esprimere senza esagerare quelle che sono le peculiarità, anche "intellettuali", della classe politica sarda? Perché? Partendo però da quello schema nazionale che ha dato buona prova di sé.

Sul presidenzialismo - ne hanno parlato altri, ne ha parlato Tonino Frau, ne hanno parlato i colleghi che mi hanno preceduto, gli amici di Forza Italia e altri - dicevo prima che la legge varata nel '94, con la quale abbiamo votato nel '94 e anche nel '99 era una legge falsamente presidenzialista, perché si dava ai sardi la speranza, la convinzione, l'illusione di eleggere un presidente, in realtà quel presidente (lo sappiamo tutti, abbiamo vissuta questa vicenda nel '94 e nel '99), per ragioni interne a quest'Aula, non ha avuto la possibilità di governare. Lo stesso onorevole Palomba, voi ricordate, lo citava forse Giorgio Balletto, portato in trionfo perché il più votato alle elezioni regionali, ha affrontato sei o sette crisi, difficoltà notevoli, frutto, io continuo a sostenere, di una legge elettorale sbagliata.

Allora, se di presidenzialismo si deve parlare si deve parlare di presidenzialismo in senso proprio, con l'elezione diretta del Presidente che sarà, con un neologismo, o qualcuno lo definisce un brutto neologismo, governatore, ma si può anche non usare il neologismo e lo si può chiamare presidente, non vedo che cosa cambi, eletto ovviamente a suffragio universale, che abbia la possibilità nell'arco del mandato dei cinque anni di governare; di governare perché ha una maggioranza certa, di governare perché deve sentirsi slegato da quelle che sono le pressioni talvolta legittime, sicuramente sempre forti da parte dell'Aula. Quindi un presidente eletto, che risponde agli elettori, che rimane in carica per il tempo stabilito dalla legge e che risponde agli elettori suoi, che risponde alla Sardegna, nel caso abbia fallito ritornano a casa lui e la maggioranza che lo ha eletto.

Così come un altro elemento importante, uno degli architravi è il premio di maggioranza, che deve essere un premio di maggioranza consistente perchè, ricordiamoci, la Giunta presieduta dall'onorevole Palomba aveva una grossa maggioranza ed ha avuto problemi. La Giunta presieduta dall'onorevole Floris aveva una maggioranza consistente ed ha avuto dei problemi; quella presieduta da Pili, Dio ce ne scampi e liberi; la maggioranza presieduta dall'onorevole Masala vede ancora una forza importantissima della Casa delle Libertà che sta valutando, ci auguriamo con la dovuta attenzione, la possibilità o meno di far parte di questa Giunta. Stiamo parlando di Forza Italia che è una delle forze più importanti, una delle forze fondanti della Casa delle Libertà.

Quindi il premio di maggioranza ci deve essere perchè deve consentire a colui il quale è stato eletto di poter governare con la dialettica della politica, ma di poter governare per cinque anni. Quindi premio di maggioranza che consente la governabilità.

Turno unico, il turno unico serve a stabilire da subito chi vince e chi perde. Serve, caro amico mio Renato Cugini, ad evitare i giri di valzer di coloro i quali si presentano al primo turno in maniera sparsa e poi, al secondo turno, vengono a trattare, a vedere, a valutare, a contrattare, e mi fermo qua, a negoziare…

CUGINI (D.S.). A vendersi…

USAI (A.N.). Non consentendo a chi ha vinto di poter governare con l'adeguata tranquillità. Allora, se tutto questo fosse vero, e forse in parte lo è anche, ma perchè incaponirsi su questa legge che ad occhio e ad orecchio non è che sia una legge che piace a tutta l'Aula, perchè non pensare di rivedere, di rivalutare, di rimeditare, di trovare gli aggiustamenti nel caso ci siano da trovare aggiustamenti su questa, e perchè no, ricominciando e riaggiustando quella che è la legge nazionale, dando atto del grande lavoro che è stato fatto dalla Commissione e (non c'è nessuna ironia, ciascuno la pensi come vuole, non c'è nessuna ironia) riaggiustando la legge nazionale, se è il caso, contemperando quelle che sono le esigenze che si sono manifestate e che ritengo alcune di queste sono maggioritarie dentro l'Aula, per esempio sul presidenzialismo, per esempio sul premio di maggioranza, per esempio sul turno unico c'è qualche problemino. Però anche su questo io credo che siccome siamo tutte quante persone (credo sia d'accordo con me anche il collega Petrini) intelligenti e di buonsenso, abbiamo la possibilità con un po' di tranquillità e di calma di vedere quello che accade e fare una buona legge. Che questa volta non sia la montagna che partorisce il topolino, ma sia una collinetta che partorisce qualche cosa di più importante e di più vivibile per tutti!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Certo è che l'evolversi di questo dibattito a chi come me per la prima volta è in Aula e per chi come me e come altri è motivo di cultura politica e di esperienza. Io ero tentato di non intervenire perchè intanto credo che sia stato detto tutto e di tutto più che a sufficienza sulla legge elettorale. Credo che questa legge avrebbe dovuto essere discussa dall'Aula non in questo frangente, in questi momenti anche particolari di governo regionale ma bensì con serenità mesi e mesi fa ed aprire un dibattito sereno, un dibattito compiuto senza aver paura di approvare la legge molto tempo prima della scadenza elettorale, quindi senza aver paura di un eventuale, allora, scioglimento del Consiglio regionale e probabilmente con la serenità dovuta probabilmente la legge elettorale regionale poteva essere senz'altro esitata con molta più obiettività e con molta più compiutezza.

Oggi, a pochi mesi dalla scadenza elettorale, in pieno periodo in cui l'Aula avrebbe dovuto già aver discusso o almeno essere in discussione sulla finanziaria per dare un bilancio alla Regione, sta discutendo la legge elettorale, una legge fondante per la nostra autonomia, una legge fondante per la nostra democrazia autonomistica, una legge fondante per i futuri governi regionali.

Io non mi soffermo a ripetere quanto è stato sviscerato dai colleghi sugli articoli e sui commi che sono stati elaborati dalla Commissione presieduta dall'onorevole Sanna e dal lavoro fatto dall'onorevole Sanna, presentato in Aula, lavoro che io ammiro e rispetto, ma mi soffermo appena sulle motivazioni che mi hanno spinto ad intervenire per dare il mio modesto contributo alla discussione, credetemi, e non per perdere o per guadagnare tempo, perchè a questo punto penso ci sia poco da perdere o da guadagnare tempo, ma bensì per tentare di dare un contributo concreto alla discussione.

Ed allora, se è vero come è vero da una parte e dall'altra che, obiettivamente e in coscienza si vuole dare una legge alla Regione autonoma della Sardegna che consenta, o per meglio dire, che non consenta e non permetta per il futuro di umiliare il voto dei cittadini sardi è indispensabile e necessario che in quest'Aula venga discussa una legge che venga veramente incontro a quelle che sono le esigenze ormai inderogabili di governabilità e di stabilità che il Governo regionale deve avere affinché una volta per tutte, dopo quindici anni quasi di instabilità politica possa dare qualche risposta quest'Aula concreta e compiuta ai problemi socio-economici che attanagliano la nostra economia, perché alla base di molte incompiute, alla base di tutte le inadempienze, alla base dei nostri ritardi, alla base delle nostre omissioni è necessario dire che c'è una legge elettorale che ha consentito sino ad oggi, sempre, la instabilità dei governi regionali, siano essi stati di centrosinistra o siano essi stati, come in questo momento, di centrodestra, si sente dire da una parte e dall'altra, ma la legge regionale così come la legge nazionale dà questa garanzia. Questa garanzia può essere data solo con tre cose essenziali e basilari; dare al Presidente - lo dicono tutti - l'autorevolezza necessaria affinché sia veramente a capo di un governo e non possa in alcun modo o almeno, non dico in alcun modo, che non possa essere condizionato ad un punto tale farne un Presidente di paglia; dall'altra parte è indispensabile, è necessario che i cittadini sappiano che votando quella compagine elettorale al primo turno o votando l'altra compagine elettorale, chi vince dà la garanzia del governo.

Appena poc'anzi il collega Usai, ma qualche battuta è stata ripresa anche dal centro, ha spiegato quello che tutti noi sappiamo e cioè che cosa significa il ballottaggio. Il ballottaggio che gli italiani, se andiamo a vedere, mi sembra l'abbia detto un collega ieri o stamattina, hanno sempre accettato mal volentieri, tant'è vero che una larga percentuale che in determinate occasioni è arrivata ad oltre il trenta per cento non ha mai espresso il proprio voto al ballottaggio. E c'è un altro aspetto gravissimo che i cittadini - e questo lo sappiamo tutti - di volta in volta hanno sempre meno voglia di andare a votare perché di volta in volta hanno sempre meno fiducia nella classe politica che esprimono.

Ed ecco che questa legge, tra le altre cose, a mio parere, deve far sì che i cittadini possano riprendere coscienza politica in senso che possano credere e capire che coloro i quali mandano a governare vanno a governare e non vanno, così come è successo, io parlo solo di questa legislatura, a delegare i suoi rappresentanti di volta in volta ad esercitarsi in balletti da una parte o dall'altra che tutto fanno fuorché consentire un governo. È vero, la legge nazionale così pura e semplice com'è garantisce tutto questo.

Io credo che la legge nazionale possa essere perfettibile, quindi riveduta, a fianco della legge regionale traendo da una e dall'altra i punti di incontro che possono essere da esse tratti, pur sempre e pur senza comunque prescindere dai tre - quattro punti essenziali: presidenzialismo, maggioritario, turno unico.

Questa è la vera sostanza che può dare, sono i primi cardini che possono dare assolutamente governabilità alla Regione.

Tutto quello che si dice al di là di questo si sa perfettamente che serve giustamente a garantire rappresentanze o rappresentatività che nulla hanno comunque a che fare con la stabilità del governo.

E qui bisogna fare la scelta politica che deve essere una scelta coraggiosa da una parte e dall'altra, scegliere da una parte se si vuole dare alla Regione autonoma della Sardegna una legge che dia stabilità di governo e dignità di governo e dignità politica una volta per tutte a quest'Aula; dall'altra parte se invece si vuole fare un qualcosa così come è stato fatto, giustamente in coscienza e buonafede che comunque pur prefiggendosi l'obiettivo di dare stabilità e governabilità così come è stata formulata, non può, ha dei vizi alla sua base, nella sua struttura che non consentiranno mai, se dovesse essere adottata, una stabilità e governabilità degni di questo nome tanto meno potrebbe dare l'autorevolezza necessaria al Presidente affinché sia il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna. Io ho notato dai vari interventi che verosimilmente...

PRESIDENTE. Prego, onorevole Rassu.

RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Io credo, dagli interventi che sono stati con passione presentati dai colleghi, qualcuno del centrosinistra e del centrodestra, possono essere trovati questi punti di incontro seri, se veramente si vuol dare una legge elettorale degna di questo nome. Si può senz'altro partire dalla legge nazionale ma affianco perché non è possibile, e credo non sia neanche giusto, umiliare il lavoro della Commissione consiliare che ha lavorato con coscienza, che ha lavorato duro, ma andare a correggere in tutte quelle parti che debbono essere corrette, sia la legge regionale e integrare la legge nazionale delle esigenze obiettive e peculiari che la nostra specificità politica e socioeconomica in Sardegna richiedono.

Qui è necessario un atto di buona volontà, può essere fatto ora, mi spiego, dal momento che il primo articolo è l'articolo fondante della legge elettorale; non ho voluto parlare di commi, non sono voluto scendere nel particolare stesso della normativa ma col mio modesto intervento richiamare appunto l'attenzione dell'Aula se veramente si vuole dare e si vuole mandare avanti questa legge, una legge elettorale degna di questo nome, affinché la riflessione porti ad un punto di incontro che, pur rispettando i punti cardine che ho detto sul presidenzialismo, sul maggioritario, sul turno unico, possa trovarsi dei punti di incontro per dare alla nostra Isola, dopo cinquant'anni, una legge elettorale che consenta in futuro di governare la nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà. L'onorevole Diana parlerà dopo per via dell'alternanza.

CUGINI (D.S.). La ringrazio Presidente. Debbo riconoscere che l'intervento del collega Usai, però ho visto che è preceduto e seguito anche da considerazioni di altri colleghi del centrodestra, richiama alla nostra attenzione diversi argomenti della legge che io personalmente, forse sbagliando, davo in qualche modo per argomenti chiariti. Poi i colleghi mi hanno spiegato che c'è una componente dialettica nelle considerazioni che vengono esposte che la nostra parte, quelli che hanno un altro pensiero, dovrebbero sforzarsi per considerare e siccome siamo in presenza di un confronto che va oltre gli schieramenti, così è stato sino adesso, quelli tradizionali, allora considero giusto, almeno mi convince, il fatto che questa attenzione debba essere confermata e dimostrata, avendo chiaro che dimostrare attenzione è per tutta l'Aula un fatto che deve essere considerato positivamente ma non per prendere tempo o per cercare di non portare a conclusione gli orientamenti che sono presenti nei due schieramenti al di là della maggioranza e dell'opposizione.

Voglio dire che se c'è, come io penso, perché insomma sennò non sarebbe stata sostenuta con tanti interventi e tanta forza, se c'è la volontà come io penso che a questo punto ci sia, di produrre una legge che modifichi il testo nazionale, e che lo modifichi al punto tale da renderlo un testo del Consiglio regionale, non di una parte o dell'altra; un testo che riassuma le volontà presenti nell'Aula che mi sembra che possano essere al momento, potrei sbagliare ma penso di aver capito bene, mi sembra che si possa dire sull'elezione diretta non c'è nessuno in quest'Aula che abbia posizione diversa, elezione diretta del Presidente. Collega Usai, posso dire che la pensiamo allo stesso modo? Mi pare di sì, non perdiamo di forza ideologica se lo confermiamo.

Possiamo dire che per quanto riguarda il premio per la governabilità siamo d'accordo? Anche qui nessuno rinuncia a nulla, siamo d'accordo; in Aula c'è accordo su questi due punti. Possiamo dire che è giusto che il Presidente eletto nell'attività di governo risponda al programma che viene sottoposto al giudizio e alla valutazione degli elettori? Mi pare di sì. Abbiamo verificato che quando nel tempo ci siamo discostati da quell'impostazione sottoposta alla verifica degli elettori abbiamo sbagliato, chiunque l'abbia fatto, e sono tre punti. Su questi tre punti, io penso che si possa dire, se siamo sinceri come penso che si possa dire che siamo sinceri, su questi tre punti c'è convergenza.

Questa mattina a conclusione della discussione, il collega Carloni ci ha richiamato alla questione della presenza dei sessi nelle liste spiegandoci la sentenza, ma confermando, e io sono d'accordo, che su questo punto l'Aula deve produrre uno sforzo ed una convergenza perché si risponda positivamente; perché noi non possiamo rispondere positivamente su questo punto? Poi troviamo il punto di convergenza e mi pare che neanche le colleghe, seppure giustamente richiamano il massimo, siano così chiuse da non contribuire a collaborare, fermo restando anche un'opinione diversa sul punto, ed allora io penso che si possa anche su questo che si può lavorare.

Abbiamo detto quindi elezione diretta, premio di maggioranza, voto congiunto, rapporto con i territori...

BALLETTO (F.I.-Sardegna). "Voto congiunto" non l'abbiamo detto.

(Interruzione del consigliere Usai)

CUGINI (D.S.). Io rimango dell'idea che il collega Usai, essendo un decano non tra i primi del Consiglio regionale, ha chiaro quello che stiamo ragionando. Quindi, penso di poter dire che io e lui convergiamo sulla posizione, poi lavoreremo "per". Qual è il punto che noi non possiamo dire che non è presente? I territori, le province nuove? Ma chi è di voi, di noi, io, chiunque che può dire che una parte della Sardegna non deve poter esprimere rappresentanti in quest'Aula? Chi lo dice? Chi lo dice deve andare a dirlo lì, non qui, qui è facile; ed anche su quello dobbiamo lavorare per trovare la convergenza.

Allora che cosa rimane a parte questa interruzione recuperabile? Che cosa rimane? La questione riferita al turno unico. Insomma, siamo tutte persone che comprendono di che cosa stiamo parlando; c'è un principio sul quale mi pare che siamo d'accordo, dobbiamo evitare che ci sia una parte di noi che svolge una funzione politica che fa saltare il bipolarismo, questo è e siamo d'accordo. E siamo d'accordo. Non vogliamo essere sottoposti ad un ragionamento che mette in discussione un fatto che nazionalmente abbiamo messo a fuoco in tante occasioni. Diciamo le alleanze non per le forze politiche ma per gli elettori che devono giudicare devono essere chiare da subito. Adesso io vi perdono, questa volta vi perdono.

(Interruzione del consigliere Onida)

Rinunciano al brevetto e avendo rinunciato loro al brevetto, insomma a questo punto mi pare che è su questo che dobbiamo misurare meglio le posizioni. In un momento di lavoro della Commissione è stato detto: "Approfondiamolo", è vero, siamo tutti d'accordo perché siamo persone responsabili, che non è corretto sul piano politico ed anche democratico dire che attribuiamo ad una lista che prende il 33 per cento una consistenza, un premio che risponde ad un'altra logica, siamo d'accordo, è così nelle cose, perché siamo figli di una cultura proporzionalista pur ragionando adesso in termini di bipolarismo. È vero abbiamo fatto i referendum, c'è chi ha votato e c'è chi non ha votato, c'è chi ha votato anche e molti di voi hanno votato contro questa impostazione, o no Pasquale! Ecco! Allora, la questione è il turno unico. Ragioniamo su questo, se una lista ottiene il quaranta per cento si può vedere di recuperare, collega Usai, quel ragionamento; ma stiamo parlando di una verifica da fare sulle percentuali del consenso, oddio, va beh, ma insomma è così difficile che entriamo nel merito sul piano politico ed anche sul piano tecnico per trovare un punto d'incontro? Io dico il quaranta, Usai dirà il trentanove, Onida dirà il quarantacinque, ma troviamo il punto d'incontro, ossia riduciamo le diversità a impegno di lavoro. Ma se facciamo questo sforzo e lo facciamo assieme per produrre (lo dico per Nicola Rassu che non ci sente) una convergenza, io penso che esaltiamo la funzione legislativa del Consiglio eliminando dalla discussione tutte le parti che richiamavo in premessa, appena ho preso la parola. C'è disponibilità? Se c'è disponibilità le competenze entrano in campo, e siccome sono competenze produrranno risultati positivi.

PRESIDENTE. Ha concluso onorevole Cugini?

CUGINI (D.S.). Per adesso sì, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà. Non ho altri iscritti a parlare dopo l'onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, tanto tuonò che piovve!

CUGINI (D.S.). Dopo tanta siccità!

DIANA (A.N.). Perché le discussioni ovviamente sono utili, sono necessarie, sono importanti, non bastano le discussioni in Commissione dove pure si è lavorato molto, magari eravamo di meno e quindi non avevamo una visione completa di tutto ciò che era necessario.

Credo che siamo arrivati al dunque e l'onorevole Cugini, ma prima dell'onorevole Cugini, l'onorevole Usai ed altri, l'onorevole Rassu, hanno - credo - fatto capire all'Aula quali possibilità ci siano perché quest'Aula possa approvare una legge elettorale che sia in qualche maniera espressione di quella famosa autonomia di cui tanto ci riempiamo la bocca, ma che poi alla fine non sappiamo neanche esercitare, perché se l'avessimo saputa esercitare la nostra autonomia era già scritta, nel senso che la legge elettorale del 1999 da cui poi hanno copiato tutti quanti era già, di fatto, una legge innovativa, non dava garanzie su chi doveva vincere le elezioni perché non dava questa garanzia, però il principio era quello. Era il principio dell'elezione diretta, era il principio di una maggioranza solida e consolidata, aveva qualche piccolo ritocco da fare, ed io lo dissi anche in Commissione che probabilmente senza arrovellarci il cervello e senza andare a cercare proposte di legge che venivano dalla Giunta, dai banchi del Consiglio, si poteva ripartire dalla nostra legge questa volta e non dalla legge nazionale per trovare la soluzione del problema di una Regione che certamente ha peculiarità e caratteristiche diverse dalle altre regioni d'Italia, però anche su questo non esistiamo solo noi autonomi, non esistiamo solo noi specifici, non esistiamo solo noi diversi, tra virgolette.

Ci sono state delle Regioni a statuto ordinario o meglio a statuto speciale che hanno provato a mettere ordine su questa materia, poi si sono scontrati con l'elettorato, si sono scontrati con i referendum, il Friuli è l'esempio per tutti, ha esitato una legge dove si è rimesso in campo il proporzionalismo e di fatto poi il referendum ha bocciato in maniera energica questa proposta di legge scaturita quasi all'unanimità dal Consiglio regionale del Friuli; dico questo perché? Per far capire che la gente ha ormai, in qualche maniera, metabolizzato l'idea che il premier deve essere eletto direttamente, parlo di premier, qualcuno lo chiama sindaco, qualcuno lo chiama governatore, io continuo a chiamarlo Presidente, perché la Presidenza mi piace, anche a chi non piace!

CUGINI (D.S.). Sì!

USAI (A.N.). Ti si confà!

DIANA (A.N.). Sì, è una terminologia che mi piace, "mi si confà!", dice l'onorevole Usai, e pertanto me ne avvalgo e continuo a pensare che il Presidente della Regione Sarda sia il Presidente della Regione Sarda, poi lo si intenda come lo si vuole, però certo è che la gente, come dicevo, ha metabolizzato il meccanismo sia nell'elezione del Sindaco, sia nell'elezione del Presidente delle Province, certo è vero, qualcuno l'ha detto, esistono dei meccanismi che distorcono in qualche maniera l'elezione del Sindaco oltre i quindici mila abitanti e nelle province, certo, ci sono gli accordi, gli accordi trasversali, ma ci sono anche casi, guarda caso, neanche molto lontani, dove il Sindaco non ha vinto al primo turno, si è presentato senza apparentamenti e senza niente e ha vinto le elezioni comunque senza fare pateracchi, senza fare accordi trasversali, quindi è possibile, però il meccanismo comunque sia è suscettibile di miglioramenti, non so con quale meccanismo, però bisogna pensarci.

Io credo che uno dei meccanismi più semplici sia quello comunque di limitare la proliferazione delle liste e la proliferazione delle coalizioni. Bisogna invogliare, non è che bisogna proibirle, però certamente bisogna creare un meccanismo che in qualche maniera scoraggi la proliferazione di liste e la proliferazione di coalizioni soprattutto, non tanto delle liste, perché se si tiene buona la soglia del tre per cento, chiunque è legittimato a presentare una lista e a misurarsi con l'elettorato almeno nella quota proporzionale. Però, certamente per quanto riguarda colui che dovrà rappresentare la Regione, in questo caso il Presidente della Regione Sarda, io credo che abbia bisogno di un conforto forte che nella legge nazionale è stabilito nel sessanta per cento, perché è un margine di salvaguardia notevolissimo, e qui si dice: "ma 45 o 48 cosa cambia?" No, 45 e 48 cambia molto, perché da ottanta a metà è quaranta, 40, 45, 48, stiamo parlando del sessanta per cento piuttosto che del cinquanta più dieci o 55 come viene inteso qua, però sempre quello è! Io ritengo che un margine di salvaguardia debba essere il sessanta per cento, perché poi ci arrovelliamo tanto il cervello a pensare: "Ma se il Presidente dovesse venire a mancare", ma guarda caso si pensa sempre al Presidente che dovrebbe venire a mancare, che ha un vuoto di memoria, che decide di sciogliere il Consiglio, ma mai si pensa che a quattro consiglieri o a cinque consiglieri possa venire la stessa venà(?) che può venire anche al Presidente, insomma cinque su ottanta può essere anche possibile, otto su dieci mi pare un po' difficile! Comunque su questo non è che dobbiamo fare le battaglie dell'altro mondo, non è su questo che ci dobbiamo sparare! A parte il fatto che la sinistra spesso e volentieri spara anche quando non deve sparare, perché spara con le parole certamente. Spesso neanche di questo Consiglio, ma di altri consigli, però vieppiù siamo abituati a questo, certo è dicevo che non si possono fare delle battaglie da 48 consiglieri in maggioranza piuttosto che a 47, 46 o 45. Così come si può arrivare anche a non fare battaglie per avere un premio di maggioranza o non avere il doppio turno per il quale comunque Alleanza Nazionale continua ad essere contraria; e dico "continua ad essere contraria" fino a quando qualcuno non dimostrerà che ci sono le condizioni perché questa contrarietà venga a mancare, noi siamo per l'elezione diretta del premier, l'abbiamo detto e lo ribadiamo, però noi lavoriamo per la Sardegna, lavoriamo per i sardi. E siccome io credo di dover dire all'onorevole Marrocu che non occupiamo impropriamente quella sedia, così come ella, onorevole Marrocu, ha detto ieri, noi non la occupiamo impropriamente, la occupiamo a pieno diritto così come l'avrebbe potuta occupare chiunque dei consiglieri regionali che siedono in questo Consiglio. E dico, quindi, questo e mi rendo benissimo conto della necessità che c'è che il Consiglio lavori, si sforzi, non a caso ieri ho chiesto in Conferenza di Capigruppo una sosta; ho chiesto una sosta perché, secondo me, le bocce ferme devono essere ferme sempre, non possono essere le biglie ferme una volta sì e una volta no, onorevole Oppi!

Bisogna fermarle le biglie! Se sono sempre in movimento, e beh, il problema comincia a diventare difficile e quindi io dico che arrivato a questo punto se sul turno unico non ci sono problemi, se sul premio di maggioranza dobbiamo ragionare e sul voto del listino, che mi pare sia diventata la panacea di tutti i mali, e credo che qualcuno dovrebbe meditare su questo fatto, perché guardate la gente sull'elezione diretta problemi non ne pone, la gente dico gli elettori, sono tutti d'accordo, ma possono essere d'accordo anche sul doppio turno, ma è sul meccanismo che sono d'accordo, sul premio di maggioranza pure, se dovessimo fare un'indagine all'esterno parlare di sessanta o parlare di cinquantacinque credo che non cambierebbe molto, la gente ci capirebbe. Se andassimo a spiegare per quale motivo vogliamo mettere la preferenza nel listino e soprattutto perché vogliamo dividere nove a sette il listino, su questo forse qualcuno comincia a non capirci più, però noi siamo qui per rappresentare gli elettori, abbiamo l'autorevolezza credo, abbiamo la potestà, abbiamo la capacità, credo che siamo tutti quanti mediamente intelligenti, nessuno escluso, credo che saremo in grado di trovare un meccanismo che chiude il cerchio su questi tre argomenti: elezione diretta, premio di maggioranza, voto nel listino.

Siamo d'accordo su queste cose; siamo d'accordo nel senso che diciamo di essere d'accordo poi bisogna far quadrare il tutto, perché altrimenti potremmo anche non essere d'accordo. Siamo d'accordo anche, onorevole Cugini, sul fatto che il premier che si presenta o il Presidente che si presenta si debba presentare agli elettori con un programma di governo, su quello sì che questo Consiglio deve incidere successivamente nel rispetto di quel programma di governo. È obbligatorio, è indispensabile, è necessario, dobbiamo dire tutti quanti, tutti i Presidenti candidati, ciò che vogliamo per la Sardegna, ma lo dobbiamo dire prima, non lo dobbiamo dire in corso d'opera.

Sulle questioni che riguardano la presenza delle donne, ho terminato Presidente, io rimetto all'Aula tutte le considerazioni dell'onorevole Carloni che condivido interamente, perché hanno un fondamento, hanno un presupposto, hanno un raziocinio, hanno il riconoscimento, hanno il rispetto dell'altro sesso, hanno grande rispetto e quindi le condivido tutte.

Per quanto riguarda gli emigrati, non vorrei che qua si stesse strumentalizzando il problema, probabilmente a qualcuno sfugge che un'eventuale aggiunta del voto elettorale degli emigrati potrebbe creare situazioni di quoziente appena, appena diverse, vorrei che ognuno di voi valutasse questo, perché potrebbero essere aggiunti cinque o seicento mila voti al milione e duecento mila voti, o al milione e trecento mila voti che saranno, lascio immaginare a voi che cosa può succedere per soddisfare, badate bene, le esigenze di uno, di due, di tre? Ebbene, venerdì, sabato e domenica sono stato in visita in Olanda ai circoli dei sardi, c'erano pochi sardi, ottocento, e vi assicuro che ci sono rimasto anche male, quasi, quasi mi ha anche offeso il loro atteggiamento perché mi hanno fatto capire che non gliene frega assolutamente niente del Consiglio regionale, perché loro non sono andati via perché li abbiamo mandati via, sono andati via perché hanno fatto una libera scelta negli anni Cinquanta e Sessanta e sono andati a lavorare in miniera, sono andati a lavorare a Bruxelles.

(Interruzioni)

Chiedo scusa, non vorrei essere frainteso!

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia.

DIANA (A.N.). Sto dicendo questo per farvi capire che chi è partito da qui nel 1957 - 1958 - 1959 e 1960 e che oggi ha una sua vita in Olanda, in Germania e in Belgio e ha allevato dei figli che si sono sposati ed integrati in quel territorio, non è che ci vede molto bene, proprio non ci vede affatto bene! Ma non mi hanno rimarcato la necessità e l'impegno loro a voler partecipare, perché ho fatto questa domanda, non mi sono sembrati entusiasti di questo, perché ritengono che un rappresentante, due rappresentanti o tre rappresentanti in ogni caso non avrebbero saputo rappresentare al meglio le loro esigenze e le loro istanze, questo mi hanno detto. Ora, prendiamolo ognuno per la parte che gli compete; io ho visto i nostri emigrati in Belgio, Olanda e Germania, proprio nel triangolo, dove ci si incontra a Sitard, altri li avranno visti in Svizzera, ne ho visto uno di Svizzero e mi pare che stia facendo gli interessi certamente suoi e non certamente degli emigrati sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Signor Presidente, ho ascoltato con molta attenzione l'intervento del collega Diana, per la verità pacato, ragionato, ma anche importante politicamente, e francamente egli ha detto delle cose che sono state anticipate in buona misura dal collega Cugini, per cui fatto salvo che personalmente l'intero Gruppo non condivide molto l'impianto di questa legge, e comunque apprezza il lavoro della Commissione, io mi sarei aspettato in questo caso, da parte di qualcuno di quei 54 che hanno votato il passaggio agli articoli, mi sarei aspettato un intervento che seguisse alle parole importanti che l'onorevole Diana ha appena pronunciato dentro quest'Aula. Egli ha detto che, pur nella chiarezza e nelle differenze importanti rispetto alla filosofia della legge elettorale e alle visioni politiche, ci si poteva almeno parlare o si poteva aprire un'interlocuzione che potrebbe essere anche non quella decisiva, potrebbe non portare da nessuna parte, però questo era il senso delle sue parole, questa era la sua indicazione. Io provo ad esplicitarla ancor più concretamente, più crudamente forse. Noi abbiamo sempre detto che eravamo favorevoli alla legge nazionale perché, pur avendo dei problemi, questa comunque aveva garantito governo e stabilità, e che non si può essere buoni autonomisti solo perché si rifiuta la legge nazionale. Avevamo anche proposto, in dibattiti pubblici, io ne ho fatto uno col collega Emanuele Sanna, che eravamo disponibili a metter mano alla legge nazionale. Ora, io forse non ho capito bene, però voi non siete disponibili, nessuno di questo largo schieramento è disponibile a trovare un'interlocuzione su questi temi. Mi è parso di aver capito questo.

Nessuno di voi chiede una sospensione per cercare di approfondire questi temi, non la chiede ufficialmente, collega Cugini ascolti perché io lo ho ascoltata e forse anche a lei queste parole potrebbero tornare utili. È inutile che lei dica: ci possiamo trovare d'accordo su A, B e C se però non spiega nemmeno quale dovrebbe essere il percorso, perché altrimenti noi siamo qui, parleremo per ogni emendamento, useremo i sistemi che il Regolamento ci mette a disposizione, però non troviamo la soluzione. Quindi, se alla fine di questo mio intervento non ci sarà nessuna novità, è ovvio che inizieremo le votazioni, però noi avremo capito che voi non siete particolarmente disponibili a cominciare un'interlocuzione che, voglio precisare, potrebbe anche non portarci da nessuna parte, io personalmente dico questo: bisognerebbe sospendere i lavori, ritornare in Commissione, io so benissimo che la mia idea, per esempio, di rimettere mano alla legge elettorale nazionale non trova la vostra attenzione, però certamente questo testo deve essere profondamente modificato, occorrerà un lavoro importante in Commissione, questa potrebbe essere una base, dico una piccolissima base di riflessione.

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi che in qualche modo raccolgano la proposta dell'onorevole Murgia, mi pare che non rimanga altro che passare al...

(Interruzioni)

No, onorevole Murgia, c'è un'errata interpretazione da parte sua, la Seduta è iniziata da più di dieci minuti, quindi...

MURGIA (A.N.). Mi affido ad una sua larga interpretazione del Regolamento.

PRESIDENTE. In questo caso dovrebbe essere talmente larga, che lei capisce… Se lei mi chiede cinque minuti di sospensione in Aula, questa Presidenza non ha difficoltà ad accoglierla. Siamo in votazione, non è che riapriamo la discussione.

MURGIA (A.N.). Presidente, chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Aspetti! Onorevole Murgia non abbiamo deciso, io non ho annunciato l'oggetto della votazione e quindi se lei...

(Interruzioni)

Onorevole Murgia, per cortesia! Lei ha chiesto una sospensione di cinque minuti, mantiene la sua richiesta?

MURGIA (A.N.). Sì.

PRESIDENTE. I lavori sono sospesi per cinque minuti in Aula. Quindi, riprendiamo - ricordo che siamo in sede di votazione - alle ore 17 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 34 , viene ripresa alle ore 17 e 43 )

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ricordo che siamo in votazione.

L'ordine della votazione è il seguente: Votiamo assieme i tre emendamenti soppressivi totali che sono uguali, il 18, il 58 e il 228 con l'avvertenza che se venisse approvata la soppressione decadono oltre all'articolo 1 anche tutti gli emendamenti collegati, compresi quelli aggiuntivi, quindi viene spazzato via tutto. Come?

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Lo ho voluto ricordare, vi chiedo scusa! No, no, io non sto drammatizzando niente, lo ho solo voluto ricordare all'Aula con molta tranquillità, questa è solo una questione di chiarezza.

Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Per chiedere il voto segreto, Presidente.

PRESIDENTE. Su questa votazione, ripeto emendamenti 18, 58 e 228, è stato chiesto il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti 18, 58 e 228:

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 69

Maggioranza 35

Favorevoli 22

Contrari 47

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FALCONI - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, dopo che abbiamo rimosso con il voto del Consiglio gli emendamenti soppressivi dell'articolo 1, penso che per una questione non solo di garbo istituzionale ma anche per una convinzione politica certamente del mio Gruppo, penso che se le affermazioni che sono state fatte per ultimo dall'onorevole Murgia a nome del Gruppo di A.N., e non solo del Gruppo di A.N., sono affermazioni che intendono contribuire a ricercare ed anche a trovare punti di convergenza che diano a questa legge il consenso più ampio possibile in quest'Aula, penso che sia giusto che andiamo a vedere concretamente di che cosa stiamo parlando, penso che sia giusto che ci diciamo che naturalmente se questa è una manovra dilatoria tendente a recuperare trenta minuti, sessanta minuti, naturalmente questo è assolutamente inutile. Se invece s'intende con questo verificare, in un livello politico di interlocuzione, perché la Commissione ha terminato il proprio lavoro e non è più una sede di interlocuzione politica, la sede è l'Aula e le rappresentanze dei Gruppi, se s'intende in questa sede trovare i punti di convergenza o registrare una divergenza insanabile, noi siamo disponibili a sospenderee le votazioni per trenta minuti, sessanta minuti, il tempo necessario per fare questa verifica; altrimenti continuiamo a lavorare e a votare facendo ognuno quello che ritiene di fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, molto brevemente: io credevo di essere stato chiaro onorevole Spissu, mi dispiace di non essere stato compreso, per colpa mia ovviamente, ma io ho parlato di "bocce ferme", le bocce si sono messe in movimento e pertanto io credo che non ci sia altra soluzione se non quella di andare avanti!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, molto brevemente sul Regolamento per ricordare che in quest'Aula è previsto che si possa chiedere il voto segreto, ma io volevo ricordare, sommessamente, che è stata presentata una proposta di abolizione del voto segreto ed è stata firmata dal Gruppo di Alleanza Nazionale. Sono veramente sconcertato del fatto che Alleanza Nazionale oggi si rimangi questa proposta e chieda il voto segreto!

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Corda, prendiamo atto di questa sua precisazione.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Mi pare che i lavori quindi debbano proseguire con l'ordine delle votazioni previsto. Quindi passiamo all'emendamento soppressivo parziale numero 163, Corona, Balletto e più.

Vi prego, colleghi, siccome gli emendamenti sono molti, di seguire possibilmente col fascicolo che abbiamo distribuito, l'ordine di votazione comunque sarà quello.

Metto in votazione l'emendamento numero 163. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 59. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Sull'emendamento 59, che propone l'abrogazione del collegio regionale, io chiedo, come Gruppo Misto, il voto segreto, con le motivazioni che ieri a proposito del voto segreto ho svolto, anche in relazione al regolamento della Camera e del Senato.

PRESIDENTE. Onorevole Scano, le faccio presente che naturalmente la richiesta deve essere ribadita dal Capogruppo, quindi chiederei all'onorevole Giacomo Sanna. Prego.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, voglio ricordare che il Gruppo Misto non è un gruppo politico, di conseguenza le componenti che fanno capo al Gruppo Misto liberamente, con l'appoggio tecnico del loro Presidente di Gruppo, di volta in volta potranno chiedere liberamente il voto segreto, il voto elettronico e quant'altro il Regolamento prevede.

PRESIDENTE. Ne prendiamo atto, onorevole Sanna, solo perché c'è una previsione regolamentare che lei conosce molto bene, si tratterà di appoggio tecnico, ma è opportuno che lo esprima il Capogruppo. Grazie.

Sull'emendamento numero 59 è stato chiesto il voto segreto, se i colleghi sono al loro posto dichiaro aperta la votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 59.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 69

Maggioranza 35

Favorevoli 39

Contrari 30

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FALCONI - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Vista la rilevanza del contenuto di questo emendamento, questa Presidenza ha la necessità di sospendere i lavori per qualche minuto perché anche gli Uffici devono regolare il tutto. Quindi sospendo i lavori che riprenderanno alle ore 18 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 56, viene ripresa alle ore 18 e 41.)

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto, possiamo riprendere i lavori. Colleghi, per cortesia, vogliamo riprendere posto per proseguire.

D'intesa con il presidente Serrenti, che ho informato dell'accaduto, abbiamo ritenuto opportuno convocare una Conferenza dei Capigruppo, che si è appena conclusa. In sede di Conferenza si è ritenuto opportuno rinviare questo procedimento in Commissione e la Conferenza ha ritenuto di dover chiedere al Presidente della Commissione, cosa che ho appena fatto, di valutare la possibilità di convocare la Commissione per domani mattina alle ore 9 e 30, perché la Commissione proceda ad una valutazione a tutto campo del problema, nella sua interezza e complessità, di sospendere i lavori intorno alle 13 e di chiedere al Presidente della Commissione di partecipare ad una riunione che alle ore 13 vi sarà della Conferenza dei Capigruppo, per riferire in sede di Conferenza le determinazioni, se determinazioni vi saranno, della Commissione. E' del tutto evidente che vi è un invito rivolto alle forze politiche che non sono rappresentate in prima Commissione, perché quindi per i lavori di domani mandino osservatori in Commissione che possano in qualche modo interloquire. Quindi questa è la determinazione della Conferenza dei Capigruppo, se questa proposta verrà accolta - penso di sì, perché è stata fatta all'unanimità in Conferenza dei Capigruppo - dall'Aula, si dovrebbe procedere in questo modo. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io non entro nel merito delle decisioni della Conferenza, volevo sapere il Consiglio come si organizza?

PRESIDENTE. E' del tutto evidente che intanto i lavori della serata, è chiaro, si interrompono qui, domani mattina il Consiglio non lavora, alle ore 13 vi sarà la Conferenza dei Capigruppo che deciderà sull'organizzazione dei lavori della prossima settimana. Quindi è chiaro che il Consiglio sicuramente potrà riprendere i lavori, salvo diverse determinazioni della Conferenza di domani delle ore 13, la settimana entrante.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per riprendere l'osservazione che mi pare puntuale sul piano procedimentale del collega Cugini. Il Consiglio formalmente deve ritenersi per le 13-13.30 convocato per ricevere la comunicazione, se no deve essere riconvocato a domicilio.

(Interruzioni)

COGODI (R.C.). Abbiate pazienza non è questione di buffonate!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, chiariamo un punto perché attiene anche al Regolamento. Siccome questa questione attiene al Regolamento, consideriamo la tornata aperta e il Consiglio sarà riconvocato a domicilio, d'accordo? Quindi, voglio dire, se la tornata è aperta, è chiaro che sarà nel più breve tempo possibile. Sarà la Conferenza dei Capigruppo che deciderà la convocazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, noi domani mattina ci dobbiamo vedere per valutare come procedere sulla legge elettorale sulla base anche delle valutazioni che verranno svolte domani mattina in prima Commissione. Alla fine della mattinata i Capigruppo si vedono per decidere relativamente a questo aspetto, perché la tornata consiliare era convocata anche per martedì della prossima settimana. Noi avevamo previsto di proseguire i nostri lavori domani fino alle ore 14 e di riprendere martedì alle ore 10, è evidente che questo calendario resta. Domani mattina, a fine mattinata, dovremo soltanto decidere se martedì proseguiamo con l'esame della legge elettorale o se ci sono decisioni diverse in merito a questo punto all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Certamente, mi pare di aver detto le stesse cose. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Solo per dire che mi sembra utile, data la rilevanza in termini di effetti, sul piano anche tecnico, del voto del Consiglio, che ci sia un passaggio in Commissione, ma mi preme dire che il Consiglio non ha deciso il rinvio alla Commissione. Non credo che possa deciderlo la Conferenza. Quindi noi stiamo facendo un passaggio utile, opportuno in Commissione, ma la legge è all'ordine del giorno del Consiglio; è stato approvato un emendamento, come sempre succede, ha effetti di una certa rilevanza, ma la legge è in carico all'Aula e l'Aula deve continuarne l'esame. Vorrei che fossimo d'accordo su questo, cioè non è che qualcuno domani ci dice: "No, non si va più avanti." No, no, queste decisioni le assume l'Aula, eh! Per essere chiari!

PRESIDENTE. Onorevole Scano, io ho avanzato anche a nome del presidente Serrenti, la proposta alla Conferenza dei Capigruppo, e la Conferenza unanimemente, senza eccezione alcuna, ha ritenuto opportuno questo passaggio in Commissione. Quindi io ho preso atto dell'unanimità della Conferenza e ho avanzato all'Aula questa proposta. Penso che la Commissione, domani mattina, quindi, potrà valutare anche questo aspetto che lei ha sollevato perché ha una precisa configurazione regolamentare e quindi la Commissione domani discuterà anche di questo aspetto. Ha domandato di parlare l'assessore Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, a seguito di quanto è avvenuto oggi in Aula, io mi permetterei di rilevare che ovviamente ci sarà anche una lettura politica di questo voto e non vorrei che tutto questo mettesse a repentaglio l'esame del provvedimento 476/A, che, ricordo, è l'autorizzazione alla contrazione di mutuo per il piano di disavanzi delle aziende sanitarie locali relativo all'anno 2002. Attualmente il disegno di legge è al punto 19 dell'ordine del giorno, per cui chiederei all'Aula, visti i tempi ristretti, vista la situazione pressoché quasi drammatica per quanto riguarda il pagamento dei crediti nei confronti dei fornitori da parte delle aziende sanitarie locali e visto anche l'impegno che questa Giunta ha con la cassa depositi e prestiti per produrre entro il giorno 9 novembre il disegno di legge per la possibile contrazione del mutuo in tempi certi e brevi, chiedo che lo stesso venga votato per l'inversione dell'ordine del giorno ai sensi dell'articolo 55 comma 3 e posto al primo punto dell'ordine del giorno successivo ovviamente all'attuale discussione della legge elettorale che abbiamo in discussione in quest'Aula. Chiedo anche all'Aula, se fosse possibile, di discutere in tempi brevissimi, proporrei fin da stasera se questo fosse accettato dalle parti politiche, vista la semplicità del disegno di legge composto da soli due articoli e vista l'urgenza e la necessità ed essendo questo un problema puramente tecnico che poi potrà avere anche i chiarimenti politici.

PRESIDENTE. Assessore Capelli, la Conferenza, che si è appena conclusa, ha avuto già modo di valutare questa richiesta che è stata avanzata dall'onorevole Corona ed è arrivata alla determinazione che questo aspetto e questo punto verrà approfondito e discusso nella Conferenza di domani delle ore 13.00. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Molto brevemente, Presidente, io ritengo che la questione sottoposta dall'assessore Capelli all'attenzione dell'Aula meriti, proprio per le ragioni di urgenza e di straordinarietà, una corsia - per così dire - preferenziale, per cui per quanto riguarda il nostro Gruppo siamo pronti, anche perché si tratterebbe di un fatto definibile nell'arco forse di cinque minuti o anche meno, pronti a votare in Aula il provvedimento e quindi sosteniamo questa proposta, almeno a nome del nostro Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io avevo capito, quando lei ha preso la parola prima, e poi ho capito ancora meglio con l'intervento del collega Scano, che stiamo dicendo che il Consiglio è riconvocato per la prossima settimana, mi pare per martedì, per proseguire l'esame della legge elettorale. Rimango a questa considerazione che mi pare essere anche la valutazione unanime dei Capigruppo. Altre considerazioni che sono legittime che vengono fatte io le lascerei al momento della convocazione dell'Assemblea perché possono essere prioritarie le indicazioni di lavoro del collega Capelli, ma ce ne possono essere anche altre considerazioni politiche che possono diventare più urgenti delle priorità. Quindi, io rimango, Presidente, alla sua lettura precedente della decisione che avete assunto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale anch'io per perorare la richiesta dell'assessore Capelli, in particolare per la gravità dei problemi che essa sottende, per la sensibilità che dobbiamo dimostrare a questa situazione di grave disagio della sanità che può essere risolta in poco tempo e con facilità dall'Aula. Certo, i problemi sono tanti, ma non tutti sono di così facile ed immediata soluzione, basta avere la volontà.

PRESIDENTE. Sì, comprendo tutte le sollecitazioni che sono pervenute e che, ripeto, erano presenti all'attenzione della Conferenza anche un quarto d'ora fa perché l'onorevole Corona è da almeno dieci giorni che in ogni Conferenza dei Capigruppo sollecita l'esame di questo punto. La Conferenza, pur comprendendo e facendo propria la preoccupazione, le difficoltà e la necessità di dare una risposta urgente, ha ritenuto di esaminare questo aspetto nella riunione di domani e quindi io vi pregherei di prendere atto di questo, domani la Conferenza alle 13.00 si riunirà. Alla riunione parteciperà anche il Presidente della Prima Commissione che riferirà…, no, non intendo aprire una discussione su questa questione perché sennò non ha più senso che si facciamo Conferenze di Capigruppo. Non ha più senso niente, chiedo scusa. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). L'onorevole Corona ha sollecitato la discussione immediata di questo provvedimento; io ho chiesto se la cosa si poteva fare, nella peggiore delle ipotesi, questo praticamente essendo noi in una fase di discussione, ma un articolo specifico ci consente questo. È chiaro che c'è una scadenza, la scadenza è il 9 e quindi se il provvedimento può essere esitato stasera perché è brevissimo, ha un significato, nella peggiore delle ipotesi, dopo la riunione di domani non può che se essere, l'avevo chiesto - Presidente - durante la riunione, il primo punto all'ordine del giorno lo facciamo di martedì, oltre questo limite non si può andare, se può essere discusso però è un provvedimento tale che garantisce la copertura per due mensilità a duemila lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Presidente, solo per dire che sono le sette; siccome il provvedimento è già all'ordine del giorno dell'Aula, se c'è la volontà di farlo, se è una cosa - a quanto mi dicono - abbastanza semplice, non vedo la ragione per la quale non si potrebbe esitarlo questa sera.

PRESIDENTE. Io ho spiegato i motivi per i quali non si poteva esitare, se permane una richiesta formale da parte dell'assessore Capelli, io non posso far altro che prendere atto di una proposta formale ed applicare alla lettera il Regolamento che prevede una votazione con l'inversione dei punti all'ordine del giorno che deve essere approvata con una maggioranza di due terzi. Ecco, se è questo che mi si sta chiedendo, io non posso far altro che applicare alla lettera il Regolamento.

Quindi, l'assessore Capelli mantiene formalmente questa proposta di inversione immediata dei punti all'ordine del giorno?

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì.

PRESIDENTE. La mantiene e quindi dobbiamo procedere alle votazioni. Votiamo con voto elettronico palese. Allora riepiloghiamo, stiamo votando su una richiesta dell'assessore Capelli, cioè stiamo votando sull'inversione dell'ordine del giorno, vi chiedo scusa se sono così pedante ma è meglio che sia tutto chiaro, succederà che arriverà al primo punto la questione posta dall'onorevole Capelli con la richiesta conseguente di discussione immediata, cioè adesso.

Votazione nominale palese

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale palese, con procedimento elettronico. Il consigliere Cogodi dichiara il suo voto contrario, ugualmente il consigliere Dore dichiara il suo voto contrario.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 60

Votanti 56

Astenuti 4

Maggioranza 38

Favorevoli 31

Contrari 23

Voti nulli 2

(Il Consiglio non approva).

Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio. Per la convocazione della Commissione, domani alle ore 9 e 30. Probabilmente per la convocazione vi arriverà o no il telegramma a casa, allora martedì il Consiglio riprende i lavori alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 19 e 03.



Allegati seduta

CDVI Seduta

(Pomeridiana)

Giovedì 30 Ottobre 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 16 e 09.

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 22 ottobre 2003, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. I consiglieri regionali Mariella Pilo e Salvatore Amadu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 30 ottobre 2003. Poichè non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato del disegno di legge: "Norme sull'elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale e disciplina del referendum regionale" (245/Stat/A) e delle proposte di legge Floris - Tunis - Businco: "Nuove norme sul sistema di rappresentanza e sull'elezione degli organi di governo della Comunità autonoma di Sardegna" (350/Stat/A), Onida: "Elezione del Consiglio regionale, forma di governo, (ai sensi dell'articolo 15, comma 2, dello Statuto speciale) e partecipazione degli emigrati al voto" (362/Stat/A), Scano - Dettori - Pacifico - Pinna: "Norme per l'elezione del Presidente della Regione e modifica della legge regionale 6 marzo 1979, n. 7 (Norme per l'elezione del Consiglio regionale) e successive modifiche e integrazioni" (379/Stat/A), Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis: "Disciplina della forma di governo della Regione ed elezione del Consiglio regionale della Sardegna" (380/Stat/A), Spissu - Calledda - Cugini - Demuru - Falconi - Lai - Marrocu - Morittu - Orru' - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Salvatore: "Elezione del Presidente della Regione sarda e del Consiglio regionale" (392/Stat/A), Capelli - Cappai - Piana - Randazzo: "Norme per l'elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale" (396/Stat/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articolati del testo unificato del disegno di legge numero 245 e delle proposte di legge numero 350, 362, 379, 380, 392 e 396. Ricordo ai colleghi che siamo in sede di discussione dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, fatta la legge elettorale regionale i tentativi di intervento per modificarla sono stati copiosi e quasi mai rivolti al miglioramento della legge stessa. Questo sarebbe avvenuto anche se all'esame ci fosse stata la legge nazionale piuttosto che la proposta licenziata dalla Commissione. Ci chiederemo tutti quanti? Ma allora qual è la differenza? Taluno potrebbe domandarselo. La differenza sta tutta nella diversa essenza delle due leggi: la prima, quella nazionale, è collaudata, anche se esiste qualche stortura; la seconda rappresenta un vero e proprio salto nel buio. Quindi una cosa è intervenire con emendamenti di modifica di una legge esistente, quella nazionale, che ha dimostrato di funzionare negli altri contesti territoriali dove è stata applicata, un'altra cosa invece è approntare una legge, che io definirei avventuristica, sottoposta, come risulta dall'esame dell'Aula, all'assalto alla baionetta e la cui validità è tutta da dimostrare. Quindi qui siamo in presenza di due impianti: la legge nazionale, che esiste, che ha dimostrato di funzionare in altri contesti, e questa legge che è stata proposta, che è un ibrido perchè recepisce gli enunciati principali, in osservanza all'obbligo chiaramente statutario, perchè se non ci fosse stato quell'obbligo probabilmente avremo fatto anche qualche cosa di diverso, che, come dicevo, appunto, è stata modificata dall'esame della Commissione, della quale non disconosco il merito e il tentativo di un lavoro e di un approfondimento che ha impegnato le parti politiche, che però ha partorito un topolino rispetto alla montagna rappresentata dagli enunciati e dai buoni propositi. Allora io mi chiedo: perchè non si è partiti dalla legge nazionale che, come dicevo altrove è stata sperimentata con successo, e modellarla, modificarla in quegli aspetti, molti dei quali sono condivisi da maggioranza ed opposizione e all'interno di questi due principali schieramenti anche da talune forze politiche che compongono questi due schieramenti. Abbiamo verificato che le posizioni sono nettamente diverse, e questo si è dimostrato col dibattito che c'è stato in Aula sia in sede di illustrazione degli emendamenti, che può considerarsi un vero e proprio dibattito, anche se non c'è stata interlocuzione, ma quantomeno per l'esposizione delle tesi. Allora io mi chiedo: se questa è la situazione ma per quale motivo quando per fatti che riguardavano la politica regionale di sicura minore importanza si è tergiversato, ma perchè non si è voluta e non si è rimandata questa proposta per quegli ulteriori passaggi in Commissione proprio per cercare quelle convergenze su quei punti che comunque sono sino adesso emersi che potrebbero essere condivisi da maggioranza ed opposizione. Ci siamo scordati, colleghi, un mese fa o poco più di un mese fa, quando si dibatteva in quest'Aula sulla fiducia e quindi sulla possibilità, col voto favorevole e l'impossibilità di permanere il Consiglio in carica nell'ipotesi in cui la fiducia non fosse stata data, qual era l'atteggiamento di tutta la classe politica nel concedere rinvii, nell'iniziare più tardi, nel rimandare al giorno dopo, questo per trovare una soluzione che scongiurasse il pericolo mortale per l'Aula di andare tutti quanti a casa. In quel momento i confronti, le interlocuzioni, il rinvio, il rimando era d'obbligo, nonostante le volontà apertamente dichiarate da una parte e dall'altra di non dare la fiducia e di andare tutti a casa, o di darla in contrapposizione.

In questa circostanza la legge elettorale che segna il destino futuro della politica, perchè la legge elettorale sino adesso applicata in Sardegna ha dato dimostrazione, come anche in Italia in precedenza, dell'assoluta ingovernabilità, perchè in Italia, in cinquant'anni di storia della Repubblica, ci sono stati più di 50 governi, mi sembra di ricordare che la media di vitalità, non di sopravvivenza, sia di 7 - 8 mesi. Nella scorsa Legislatura abbiamo assistito a 7 - 6 crisi della Giunta Palomba e non mai, colleghi, per divergenze politiche programmatiche, perchè tant'è vero che sempre le crisi si risolvevano con lo stesso assetto. Quindi è il sistema che non va bene, è il sistema che si è dimostrato fallimentare. Ebbene, noi stiamo discutendo degli assetti futuri della legge elettorale che regolamenterà per il futuro gli assetti, nessuno ha chiesto "fermiamoci un momento, riflettiamo, troviamo, se siamo capaci tutti di fare passi indietro nella mediazione necessaria che è tipica della politica, nessuno ha avuto l'iniziativa di fare questo passaggio.

Nel merito della legge, non vorrei rientrare negli argomenti che sono stati sviscerati da tutti gli interventi che ci sono stati, sia dalla maggioranza e dall'opposizione. Noi abbiamo tentato, nei limiti dei nostri modesti mezzi, di dimostrare la validità dell'impianto della legge nazionale; sino adesso non ci siamo evidentemente riusciti, se persone attente e perspicaci, come se ne annoverano nella contrapposta fazione politica in quest'Aula, vuol dire che non abbiamo avuto la capacità di dimostrare con la forza del ragionamento la validità delle nostre argomentazioni. Tuttavia, colleghi, non si può non riconoscere che al di là degli emendamenti soppressivi, che non hanno natura ostruzionistica ma che sono lì, perchè anche quando noi facciamo un emendamento soppressivo sul comma 1 dell'articolo 1, dove è contenuto un enunciato che non può assolutamente non essere condiviso, perchè quando si dice che nella legge elettorale si eleggono contemporaneamente il Presidente e il Consiglio regionale che deve essere eletto in circoscrizioni provinciali in un collegio regionale mi sembra che non ci sono posizioni di divergenza su queste enunciazioni, ma l'emendamento soppressivo trova la sua natura nel coordinamento con le disposizioni successive che fanno sì che ad un enunciato valido nel suo contenuto si arriva a formare un impianto strutturale e strutturato dell'intera legge che poi non viene condiviso nel momento in cui è a rischio la cosiddetta governabilità, è a rischio il principio della instabilità, è a rischio il principio della indipendenza dei poteri riservati al governatore e a quelli riservati all'assemblea legislativa. Noi, io personalmente sono fermamente convinto che uno dei mali sino adesso delle leggi elettorali e delle classi politiche, legislativa da una parte ed esecutiva dall'altra, dipende proprio da questa confusione di poteri, dal condizionamento che la Giunta ha avuto sempre dalla fiducia che viene data, in due parole dal sistema parlamentare, che si è dimostrato inefficace, se è vero come è vero - lo ricordo ancora una volta, prima a me stesso ma anche ai colleghi di maggioranza ed opposizione - che i governi medi in Italia hanno durato sette mesi e che le giunte in Sardegna si sono sempre di più dimostrate e qualificate proprio per la pochezza e la limitatezza delle loro durate.

Allora abbiamo predisposto anche emendamenti costruttivi, perchè gli emendamenti 142, 139 e 140, che sono sull'articolo 1, gli emendamenti che sono stati proposti con riferimento al regime delle incompatibilità, gli emendamenti che sono stati predisposti con riferimento alla istituzione della Commissione di verifica e di controllo sulle nomine che dovesse fare la Giunta elettorale, sono emendamenti costruttivi. Ma è mai possibile, guardate, ve lo dice uno che è certamente sicuro che l'esito elettorale non è definito. Mi fa piacere che il collega Sanna sia convinto che, per la sua parte evidentemente, l'esito elettorale prossimo futuro darà ragione alla vostra parte politica. Io mi auguro che così non sia, però non sono sicuro di questo. Noi abbiamo cercato di proporre una legge e di individuare degli emendamenti che diano la certezza della governabilità a chi viene, perchè se noi pensassimo a noi stessi come una classe immortale che sicuramente sarà al governo nella prossima legislatura e fossimo stati mossi da un intento e da un interesse soggettivo di tutela della nostra parte politica, questi emendamenti non li avremo mai predisposti! Noi siamo per il cambiamento, noi siamo per lo spool system, perchè non vogliamo e non possiamo pensare che chi siederà in quei banchi da governatore sia limitato nelle sue scelte per individuare i responsabili degli enti e quindi del sottogoverno, delle squadre, degli staff, che non sia e che non possa scegliere assolutamente persone di propria fiducia, sapendo che se dovesse sbagliare in queste scelte non è l'Aula che gli deve dire "non lo puoi fare, non lo devi fare e se non fai come ti diciamo noi te ne vai a casa" , ma è la democrazia dell'alternanza, perchè se avrà scelto sbagliando l'elettorato lo punirà nella successiva tornata elettorale. Voi direte "Ma non possiamo rischiare di stare cinque anni a subire le infamie, l'arbitrio di un governatore sbagliato, di un governatore che governa individualmente e che si attornia di persone incapaci!", ma bisogna fare delle scelte colleghi, noi siamo sicuri che le scelte debbano andare nella eliminazione della commissione, e in questa legislatura ne abbiamo una prova; oggi la Giunta Masala è insediata senza maggioranza, ricordiamoci che ha avuto la fiducia di 41 persone, tre delle quali sono certamente all'opposizione, i fuoriusciti di A.N., perchè sono all'opposizione ed una forza significativa che ha concorso si è dimostrata instabile, il presidente Floris, perchè è stato vittima dei franchi tiratori e quindi di quel potere legislativo che si vuole invece sostenere e potenziare, lo è stato Pili dopo, lo è oggi, in misura estremamente instabile e precaria, lo stesso presidente Masala. Ma noi vogliamo consentire, con il riequilibrio dei poteri, che nella prossima legislatura avvenga altrettanto. Io penso proprio che se noi volessimo fare questo non stiamo pensando al bene della Sardegna; noi stiamo pensando alla tutela della classe politica, dei partiti e talvolta anche delle persone fisiche. Ecco perché questa legge noi non la condividiamo, ecco perché noi diciamo: partiamo da una legge nazionale che ha funzionato, che ha dimostrato di poter funzionare perché ha basi solide e valide; interveniamo dove ci sono punti di convergenza per modificare quegli aspetti che non tutti condividono e, in una certa misura, possono anche non essere condivisi da noi. L'autonomia sta in questo, nel trovare le cose migliori, non nel fare le cose che devono essere fatte, come è già stato sottolineato, ad ogni costo solamente perché si devono fare nel nome di un'autonomia che è stata sempre invocata, ma molto spesso con i nostri comportamenti offesa e vilipesa!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà. Scusi, onorevole Petrini, voglio informare i colleghi, almeno quelli che non avessero preso atto di questo, che già da ieri, vista la complessità degli argomenti contenuti nell'articolo 1, visti anche i 72 emendamenti presentati e visto il fatto che stiamo discutendo dell'articolo e degli emendamenti, i Presidenti di turno di questa Assemblea stanno applicando il comma 2 dell'articolo 78, che sostanzialmente riconosce al Presidente di turno la facoltà, in casi particolarmente complessi, di concedere qualche minuto in più all'oratore che sta parlando. Questo l'abbiamo fatto con quasi tutti quelli che in qualche modo hanno superato i dieci minuti, comunque intendiamo continuare a regolarci così per tutta la durata di questa discussione. Naturalmente rimane sempre l'invito ai colleghi di contenere possibilmente entro i dieci minuti i loro interventi. Prego, onorevole Petrini.

PETRINI (F.I.-Sardegna). Finalmente una legge per rispettare i sardi. Perché dico questo? Perché secondo me i sardi non sono mai stati rispettati, perché dalla Giunta Palomba alle Giunte Floris e Pili che si sono succedute in questi anni si è perso tanto di quel tempo, crisi e crisette. Abbiamo avuto un sacco di tempo perso in quest'Aula, molto tempo perso, e i sardi sono quelli che ci rimettono sempre.

Io ho seguito tutti i vostri discorsi, cari colleghi, ottimi, bravissimi, discorsi politici che io non so fare. Non so fare perché vengo dalla frontiera, da un comune in cui mi hanno insegnato sempre a parlare diretto, sempre diretto. Sostanza è quello che ci vuole qua dentro, e ce n'è poca, secondo me, per la mia esperienza. Allora io mi sono detto, ho firmato un sacco di emendamenti, quelli che ho firmato li ritengo quasi tutti giusti, per esempio quello delle donne, per esempio quelli degli emigrati. Io volevo mettere un altro emendamento, visto che abbiamo messo… quello dei disabili, il diritto di stare in quest'Aula anche per i disabili. Ma me l'hanno sconsigliato perché era una buffonata! Allora non l'ho fatto. Io parlo un po' del mio comune di Cagliari e mi ricordo che a Cagliari, prima di entrare il governo Delogu c'erano sempre crisi e controcrisi, presidenzialismo. E' come un grande sindaco il nostro governatore - se ci sarà un governatore qui alla Regione -, è come un grande sindaco. Noi abbiamo visto che il sindaco di Cagliari, la prima città, una delle più grosse in Italia ha governato benissimo, abbiamo governato veramente bene per quattro anni, i primi quattro anni e poi per altri tre anni; con la Giunta Delogu c'erano il centro, la destra e la sinistra, hanno avuto tutti il loro spazio e non abbiamo mai più avuto una crisi, non è mai caduto nessuno, siamo andati avanti, abbiamo lavorato per i cittadini cagliaritani. E perché qui non si può lavorare per i cittadini sardi?

Ecco perché io dico che la legge nazionale per me va molto bene, perché finalmente non ci sono più quei giochetti e quei tre o quattro a cui non va bene una cosa e mettono in crisi la Giunta! E' questo che ci manca, cari colleghi, cioè bisogna smetterla di far cadere sempre la Giunta, bisogna smetterla di andare sempre in crisi come Regione. Mi ricordo che la Giunta Palomba è andata cinque o sei volte; questa Giunta quante volte è andata? Non lo so neanche, perché non seguivo i lavori regionali.

Allora io penso che con questa legge nazionale, con qualche modifica, perché no, si smette veramente di giocare, di far cadere la Giunta spesso e si lavora veramente per i sardi, ma veramente per i sardi, finalmente si fanno delle leggi giuste per i sardi. Mi ricordo di una cosa, stavamo parlando prima degli emigrati, ma voi lo sapete, e voi lo sapete più di me, quanti ragazzi stanno andando fuori a lavorare, perché qui in Sardegna non hanno lavoro? Lo sapete questo? Allora, insomma, a questo punto io sono l'ultimo arrivato qui, forse dovrei parlare meno di tutti, però dico cose che sento dal cuore, non faccio un discorso politico perché è meglio non farlo. Allora quello che sento dal cuore dico: cari colleghi, lavoriamo un po' di più per questi nostri concittadini sardi, lavoriamo un po' di più per questa categoria di gente che aspetta un sacco di cose da noi, che aspetta tanto! Io mi rivolgo soprattutto alla sinistra che ha sempre fatto sociale, sempre sociale, molto sociale. Ma bisogna farlo veramente il sociale, bisogna farlo in tutti i sensi!

Avevo un grande amico al Comune di Cagliari, era di sinistra, che mi ha insegnato tante di quelle cose che lo ricorderò sempre, era Bruno Terlizzo. Qui ho un sacco di amici che mi hanno anche loro insegnato tante cose, però in questi quattro mesi che sono qui, credetemi, io ero convinto di fare qualcosa per i sardi. Mi sono accorto che non ho fatto niente. Niente! Si parla tanto, si parla di legge elettorale, la legge elettorale, ma per chi è? Per i partiti, per i Gruppi, per noi stessi o per i sardi? Non l'ho ancora capito! Allora io mi sto chiedendo: è giusto quello che noi come Gruppo di Forza Italia stiamo proponendo la legge nazionale, perché così non ci saranno più ribaltoni, non ci sarà più niente, e veramente spero, se si riesce a farla passare, si lavorerà tutti sereni, a prescindere destra e sinistra, ma si lavorerà per il popolo sardo. Questo mi sembra che sia importante per tutti noi, perché sono loro che ci hanno votato e sono loro che hanno un grande rispetto, ma molte volte ci dimentichiamo! Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Petrini, teniamo conto del fatto che questo è uno dei suoi primi interventi in Aula, io non ho proceduto a richiamarla perché lei aveva l'obbligo di attenersi al tema in discussione, che era l'articolo 1 della legge elettorale. La discussione generale l'abbiamo esaurita ieri. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Io voglio rassicurare il mio amico e collega Eliseo Secci che io credo a queste poche cose che dirò, stanne tranquillo. Insomma, questo dibattito che ormai dura da qualche giorno, quasi due settimane, mi sembra, mi ricorda molto il giugno del 1993, quando si modificò la legge elettorale della Regione.

SANNA EMANUELE (D.S.). Era il 1992.

USAI (A.N.). Giugno 1993. Ho un appunto degli uffici che mi dicono questo.

SANNA EMANUELE (D.S.). 1992, anche gli uffici sbagliano!

USAI (A.N.). Allora faremo una censura agli uffici.

Dicevo, anche allora si parlò di grande tensione autonomistica, si parlò di grande impegno, di grande senso di orgoglio di noi sardi che volevamo fare una legge elettorale nuova, diversa, ribadire le nostre radici, la nostra storia, la continuità col passato e lo sguardo verso il futuro. C'era allora, '92 o '93, questo non cambia, un grande desiderio di nuovo, era il nuovismo che avanzava, una grande rivoluzione! Dal ricordo che io ho, perché, ahimè, nonostante gli emendamenti che vengono presentati perché venga limitata la presenza politica dei consiglieri regionali all'interno di questo Consiglio, io ero presente anche nel 1992 e nel 1993, e devo dire la verità, quella montagna, quel grande fervore autonomistico, quel grande impegno, quella montagna ha partorito un topolino!

SANNA EMANUELE (D.S.). Ti ha fatto rieleggere due volte!

USAI (A.N.). Ha fatto rieleggere anche te, quindi almeno sotto questo profilo siamo pari e uguali!

Dicevo, ha partorito un topolino, quel ballottaggio a tre, che è una cosa assolutamente ridicola e che è stata, grazie a Dio, modificata nel corso degli anni. Però è stata modificata con un ballottaggio a due, con un falso, falsissimo presidenzialismo che non ha consentito, diciamolo chiaramente, a chi era stato eletto dal popolo sardo, di poter governare. Un falso presidenzialismo! Allora, con le sofferenze che ci sono state in questa legislatura, con le sofferenze maggiori, ulteriori che ci sono state nella legislatura dal 1994 al 1999, tutto questo fervore autonomistico, anche se con toni un po' più bassi, anche se con toni un pochino più realistici, lo risentiamo adesso, nell'ottobre-novembre del 2003.

Io devo dare atto (perché quando la gente lavora mi fa piacere riconoscere il lavoro di chi ha lavorato) alla Commissione e anche al Presidente, per carità, di aver svolto un lavoro egregio, ma un lavoro egregio che può essere condiviso o non condiviso. Devo dire la verità, esprimo la mia opinione personale, il lavoro che è stato fatto e che io rispetto non lo condivido, e mi sforzerò di dire in poche parole le ragioni per le quali non condivido il lavoro che è stato fatto.

Ho sentito in aula tanti orfani del parlamentarismo, tantissimi orfani del parlamentarismo che speciosamente in maniera surrettizia dicono che la legge nazionale non va bene, non funziona, attraversa un momento di crisi e quant'altre cose. Insomma, ci vuole obiettivamente molta fantasia a dire questo, perché da quanto so io in Lombardia Formigoni governa, nel Veneto Galan governa, Bassolino governa in Campania, tutta questa crisi spaventosa…

SANNA EMANUELE (D.S.). E anche Storace.

USAI (A.N.). E anche Storace, mi dimenticavo, ma appartiene a un'altra corrente, quindi non volevo citarlo. Dicevo e Storace governa nel Lazio. Tutta questa crisi, tutte queste difficoltà, tutti questi problemi che gli orfani del parlamentarismo denunciano in quest'Aula, obiettivamente non ci sono.

Allora perché, come diceva il collega Balletto e anche altri colleghi, non verificare se all'interno della legge nazionale che ha dato buona prova di se stessa non esistono quegli accorgimenti, quelle soluzioni, quelle possibilità che diano alla Sardegna e ai sardi e al Parlamento dei sardi di esprimere senza esagerare quelle che sono le peculiarità, anche "intellettuali", della classe politica sarda? Perché? Partendo però da quello schema nazionale che ha dato buona prova di sé.

Sul presidenzialismo - ne hanno parlato altri, ne ha parlato Tonino Frau, ne hanno parlato i colleghi che mi hanno preceduto, gli amici di Forza Italia e altri - dicevo prima che la legge varata nel '94, con la quale abbiamo votato nel '94 e anche nel '99 era una legge falsamente presidenzialista, perché si dava ai sardi la speranza, la convinzione, l'illusione di eleggere un presidente, in realtà quel presidente (lo sappiamo tutti, abbiamo vissuta questa vicenda nel '94 e nel '99), per ragioni interne a quest'Aula, non ha avuto la possibilità di governare. Lo stesso onorevole Palomba, voi ricordate, lo citava forse Giorgio Balletto, portato in trionfo perché il più votato alle elezioni regionali, ha affrontato sei o sette crisi, difficoltà notevoli, frutto, io continuo a sostenere, di una legge elettorale sbagliata.

Allora, se di presidenzialismo si deve parlare si deve parlare di presidenzialismo in senso proprio, con l'elezione diretta del Presidente che sarà, con un neologismo, o qualcuno lo definisce un brutto neologismo, governatore, ma si può anche non usare il neologismo e lo si può chiamare presidente, non vedo che cosa cambi, eletto ovviamente a suffragio universale, che abbia la possibilità nell'arco del mandato dei cinque anni di governare; di governare perché ha una maggioranza certa, di governare perché deve sentirsi slegato da quelle che sono le pressioni talvolta legittime, sicuramente sempre forti da parte dell'Aula. Quindi un presidente eletto, che risponde agli elettori, che rimane in carica per il tempo stabilito dalla legge e che risponde agli elettori suoi, che risponde alla Sardegna, nel caso abbia fallito ritornano a casa lui e la maggioranza che lo ha eletto.

Così come un altro elemento importante, uno degli architravi è il premio di maggioranza, che deve essere un premio di maggioranza consistente perchè, ricordiamoci, la Giunta presieduta dall'onorevole Palomba aveva una grossa maggioranza ed ha avuto problemi. La Giunta presieduta dall'onorevole Floris aveva una maggioranza consistente ed ha avuto dei problemi; quella presieduta da Pili, Dio ce ne scampi e liberi; la maggioranza presieduta dall'onorevole Masala vede ancora una forza importantissima della Casa delle Libertà che sta valutando, ci auguriamo con la dovuta attenzione, la possibilità o meno di far parte di questa Giunta. Stiamo parlando di Forza Italia che è una delle forze più importanti, una delle forze fondanti della Casa delle Libertà.

Quindi il premio di maggioranza ci deve essere perchè deve consentire a colui il quale è stato eletto di poter governare con la dialettica della politica, ma di poter governare per cinque anni. Quindi premio di maggioranza che consente la governabilità.

Turno unico, il turno unico serve a stabilire da subito chi vince e chi perde. Serve, caro amico mio Renato Cugini, ad evitare i giri di valzer di coloro i quali si presentano al primo turno in maniera sparsa e poi, al secondo turno, vengono a trattare, a vedere, a valutare, a contrattare, e mi fermo qua, a negoziare…

CUGINI (D.S.). A vendersi…

USAI (A.N.). Non consentendo a chi ha vinto di poter governare con l'adeguata tranquillità. Allora, se tutto questo fosse vero, e forse in parte lo è anche, ma perchè incaponirsi su questa legge che ad occhio e ad orecchio non è che sia una legge che piace a tutta l'Aula, perchè non pensare di rivedere, di rivalutare, di rimeditare, di trovare gli aggiustamenti nel caso ci siano da trovare aggiustamenti su questa, e perchè no, ricominciando e riaggiustando quella che è la legge nazionale, dando atto del grande lavoro che è stato fatto dalla Commissione e (non c'è nessuna ironia, ciascuno la pensi come vuole, non c'è nessuna ironia) riaggiustando la legge nazionale, se è il caso, contemperando quelle che sono le esigenze che si sono manifestate e che ritengo alcune di queste sono maggioritarie dentro l'Aula, per esempio sul presidenzialismo, per esempio sul premio di maggioranza, per esempio sul turno unico c'è qualche problemino. Però anche su questo io credo che siccome siamo tutte quante persone (credo sia d'accordo con me anche il collega Petrini) intelligenti e di buonsenso, abbiamo la possibilità con un po' di tranquillità e di calma di vedere quello che accade e fare una buona legge. Che questa volta non sia la montagna che partorisce il topolino, ma sia una collinetta che partorisce qualche cosa di più importante e di più vivibile per tutti!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Certo è che l'evolversi di questo dibattito a chi come me per la prima volta è in Aula e per chi come me e come altri è motivo di cultura politica e di esperienza. Io ero tentato di non intervenire perchè intanto credo che sia stato detto tutto e di tutto più che a sufficienza sulla legge elettorale. Credo che questa legge avrebbe dovuto essere discussa dall'Aula non in questo frangente, in questi momenti anche particolari di governo regionale ma bensì con serenità mesi e mesi fa ed aprire un dibattito sereno, un dibattito compiuto senza aver paura di approvare la legge molto tempo prima della scadenza elettorale, quindi senza aver paura di un eventuale, allora, scioglimento del Consiglio regionale e probabilmente con la serenità dovuta probabilmente la legge elettorale regionale poteva essere senz'altro esitata con molta più obiettività e con molta più compiutezza.

Oggi, a pochi mesi dalla scadenza elettorale, in pieno periodo in cui l'Aula avrebbe dovuto già aver discusso o almeno essere in discussione sulla finanziaria per dare un bilancio alla Regione, sta discutendo la legge elettorale, una legge fondante per la nostra autonomia, una legge fondante per la nostra democrazia autonomistica, una legge fondante per i futuri governi regionali.

Io non mi soffermo a ripetere quanto è stato sviscerato dai colleghi sugli articoli e sui commi che sono stati elaborati dalla Commissione presieduta dall'onorevole Sanna e dal lavoro fatto dall'onorevole Sanna, presentato in Aula, lavoro che io ammiro e rispetto, ma mi soffermo appena sulle motivazioni che mi hanno spinto ad intervenire per dare il mio modesto contributo alla discussione, credetemi, e non per perdere o per guadagnare tempo, perchè a questo punto penso ci sia poco da perdere o da guadagnare tempo, ma bensì per tentare di dare un contributo concreto alla discussione.

Ed allora, se è vero come è vero da una parte e dall'altra che, obiettivamente e in coscienza si vuole dare una legge alla Regione autonoma della Sardegna che consenta, o per meglio dire, che non consenta e non permetta per il futuro di umiliare il voto dei cittadini sardi è indispensabile e necessario che in quest'Aula venga discussa una legge che venga veramente incontro a quelle che sono le esigenze ormai inderogabili di governabilità e di stabilità che il Governo regionale deve avere affinché una volta per tutte, dopo quindici anni quasi di instabilità politica possa dare qualche risposta quest'Aula concreta e compiuta ai problemi socio-economici che attanagliano la nostra economia, perché alla base di molte incompiute, alla base di tutte le inadempienze, alla base dei nostri ritardi, alla base delle nostre omissioni è necessario dire che c'è una legge elettorale che ha consentito sino ad oggi, sempre, la instabilità dei governi regionali, siano essi stati di centrosinistra o siano essi stati, come in questo momento, di centrodestra, si sente dire da una parte e dall'altra, ma la legge regionale così come la legge nazionale dà questa garanzia. Questa garanzia può essere data solo con tre cose essenziali e basilari; dare al Presidente - lo dicono tutti - l'autorevolezza necessaria affinché sia veramente a capo di un governo e non possa in alcun modo o almeno, non dico in alcun modo, che non possa essere condizionato ad un punto tale farne un Presidente di paglia; dall'altra parte è indispensabile, è necessario che i cittadini sappiano che votando quella compagine elettorale al primo turno o votando l'altra compagine elettorale, chi vince dà la garanzia del governo.

Appena poc'anzi il collega Usai, ma qualche battuta è stata ripresa anche dal centro, ha spiegato quello che tutti noi sappiamo e cioè che cosa significa il ballottaggio. Il ballottaggio che gli italiani, se andiamo a vedere, mi sembra l'abbia detto un collega ieri o stamattina, hanno sempre accettato mal volentieri, tant'è vero che una larga percentuale che in determinate occasioni è arrivata ad oltre il trenta per cento non ha mai espresso il proprio voto al ballottaggio. E c'è un altro aspetto gravissimo che i cittadini - e questo lo sappiamo tutti - di volta in volta hanno sempre meno voglia di andare a votare perché di volta in volta hanno sempre meno fiducia nella classe politica che esprimono.

Ed ecco che questa legge, tra le altre cose, a mio parere, deve far sì che i cittadini possano riprendere coscienza politica in senso che possano credere e capire che coloro i quali mandano a governare vanno a governare e non vanno, così come è successo, io parlo solo di questa legislatura, a delegare i suoi rappresentanti di volta in volta ad esercitarsi in balletti da una parte o dall'altra che tutto fanno fuorché consentire un governo. È vero, la legge nazionale così pura e semplice com'è garantisce tutto questo.

Io credo che la legge nazionale possa essere perfettibile, quindi riveduta, a fianco della legge regionale traendo da una e dall'altra i punti di incontro che possono essere da esse tratti, pur sempre e pur senza comunque prescindere dai tre - quattro punti essenziali: presidenzialismo, maggioritario, turno unico.

Questa è la vera sostanza che può dare, sono i primi cardini che possono dare assolutamente governabilità alla Regione.

Tutto quello che si dice al di là di questo si sa perfettamente che serve giustamente a garantire rappresentanze o rappresentatività che nulla hanno comunque a che fare con la stabilità del governo.

E qui bisogna fare la scelta politica che deve essere una scelta coraggiosa da una parte e dall'altra, scegliere da una parte se si vuole dare alla Regione autonoma della Sardegna una legge che dia stabilità di governo e dignità di governo e dignità politica una volta per tutte a quest'Aula; dall'altra parte se invece si vuole fare un qualcosa così come è stato fatto, giustamente in coscienza e buonafede che comunque pur prefiggendosi l'obiettivo di dare stabilità e governabilità così come è stata formulata, non può, ha dei vizi alla sua base, nella sua struttura che non consentiranno mai, se dovesse essere adottata, una stabilità e governabilità degni di questo nome tanto meno potrebbe dare l'autorevolezza necessaria al Presidente affinché sia il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna. Io ho notato dai vari interventi che verosimilmente...

PRESIDENTE. Prego, onorevole Rassu.

RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Io credo, dagli interventi che sono stati con passione presentati dai colleghi, qualcuno del centrosinistra e del centrodestra, possono essere trovati questi punti di incontro seri, se veramente si vuol dare una legge elettorale degna di questo nome. Si può senz'altro partire dalla legge nazionale ma affianco perché non è possibile, e credo non sia neanche giusto, umiliare il lavoro della Commissione consiliare che ha lavorato con coscienza, che ha lavorato duro, ma andare a correggere in tutte quelle parti che debbono essere corrette, sia la legge regionale e integrare la legge nazionale delle esigenze obiettive e peculiari che la nostra specificità politica e socioeconomica in Sardegna richiedono.

Qui è necessario un atto di buona volontà, può essere fatto ora, mi spiego, dal momento che il primo articolo è l'articolo fondante della legge elettorale; non ho voluto parlare di commi, non sono voluto scendere nel particolare stesso della normativa ma col mio modesto intervento richiamare appunto l'attenzione dell'Aula se veramente si vuole dare e si vuole mandare avanti questa legge, una legge elettorale degna di questo nome, affinché la riflessione porti ad un punto di incontro che, pur rispettando i punti cardine che ho detto sul presidenzialismo, sul maggioritario, sul turno unico, possa trovarsi dei punti di incontro per dare alla nostra Isola, dopo cinquant'anni, una legge elettorale che consenta in futuro di governare la nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà. L'onorevole Diana parlerà dopo per via dell'alternanza.

CUGINI (D.S.). La ringrazio Presidente. Debbo riconoscere che l'intervento del collega Usai, però ho visto che è preceduto e seguito anche da considerazioni di altri colleghi del centrodestra, richiama alla nostra attenzione diversi argomenti della legge che io personalmente, forse sbagliando, davo in qualche modo per argomenti chiariti. Poi i colleghi mi hanno spiegato che c'è una componente dialettica nelle considerazioni che vengono esposte che la nostra parte, quelli che hanno un altro pensiero, dovrebbero sforzarsi per considerare e siccome siamo in presenza di un confronto che va oltre gli schieramenti, così è stato sino adesso, quelli tradizionali, allora considero giusto, almeno mi convince, il fatto che questa attenzione debba essere confermata e dimostrata, avendo chiaro che dimostrare attenzione è per tutta l'Aula un fatto che deve essere considerato positivamente ma non per prendere tempo o per cercare di non portare a conclusione gli orientamenti che sono presenti nei due schieramenti al di là della maggioranza e dell'opposizione.

Voglio dire che se c'è, come io penso, perché insomma sennò non sarebbe stata sostenuta con tanti interventi e tanta forza, se c'è la volontà come io penso che a questo punto ci sia, di produrre una legge che modifichi il testo nazionale, e che lo modifichi al punto tale da renderlo un testo del Consiglio regionale, non di una parte o dell'altra; un testo che riassuma le volontà presenti nell'Aula che mi sembra che possano essere al momento, potrei sbagliare ma penso di aver capito bene, mi sembra che si possa dire sull'elezione diretta non c'è nessuno in quest'Aula che abbia posizione diversa, elezione diretta del Presidente. Collega Usai, posso dire che la pensiamo allo stesso modo? Mi pare di sì, non perdiamo di forza ideologica se lo confermiamo.

Possiamo dire che per quanto riguarda il premio per la governabilità siamo d'accordo? Anche qui nessuno rinuncia a nulla, siamo d'accordo; in Aula c'è accordo su questi due punti. Possiamo dire che è giusto che il Presidente eletto nell'attività di governo risponda al programma che viene sottoposto al giudizio e alla valutazione degli elettori? Mi pare di sì. Abbiamo verificato che quando nel tempo ci siamo discostati da quell'impostazione sottoposta alla verifica degli elettori abbiamo sbagliato, chiunque l'abbia fatto, e sono tre punti. Su questi tre punti, io penso che si possa dire, se siamo sinceri come penso che si possa dire che siamo sinceri, su questi tre punti c'è convergenza.

Questa mattina a conclusione della discussione, il collega Carloni ci ha richiamato alla questione della presenza dei sessi nelle liste spiegandoci la sentenza, ma confermando, e io sono d'accordo, che su questo punto l'Aula deve produrre uno sforzo ed una convergenza perché si risponda positivamente; perché noi non possiamo rispondere positivamente su questo punto? Poi troviamo il punto di convergenza e mi pare che neanche le colleghe, seppure giustamente richiamano il massimo, siano così chiuse da non contribuire a collaborare, fermo restando anche un'opinione diversa sul punto, ed allora io penso che si possa anche su questo che si può lavorare.

Abbiamo detto quindi elezione diretta, premio di maggioranza, voto congiunto, rapporto con i territori...

BALLETTO (F.I.-Sardegna). "Voto congiunto" non l'abbiamo detto.

(Interruzione del consigliere Usai)

CUGINI (D.S.). Io rimango dell'idea che il collega Usai, essendo un decano non tra i primi del Consiglio regionale, ha chiaro quello che stiamo ragionando. Quindi, penso di poter dire che io e lui convergiamo sulla posizione, poi lavoreremo "per". Qual è il punto che noi non possiamo dire che non è presente? I territori, le province nuove? Ma chi è di voi, di noi, io, chiunque che può dire che una parte della Sardegna non deve poter esprimere rappresentanti in quest'Aula? Chi lo dice? Chi lo dice deve andare a dirlo lì, non qui, qui è facile; ed anche su quello dobbiamo lavorare per trovare la convergenza.

Allora che cosa rimane a parte questa interruzione recuperabile? Che cosa rimane? La questione riferita al turno unico. Insomma, siamo tutte persone che comprendono di che cosa stiamo parlando; c'è un principio sul quale mi pare che siamo d'accordo, dobbiamo evitare che ci sia una parte di noi che svolge una funzione politica che fa saltare il bipolarismo, questo è e siamo d'accordo. E siamo d'accordo. Non vogliamo essere sottoposti ad un ragionamento che mette in discussione un fatto che nazionalmente abbiamo messo a fuoco in tante occasioni. Diciamo le alleanze non per le forze politiche ma per gli elettori che devono giudicare devono essere chiare da subito. Adesso io vi perdono, questa volta vi perdono.

(Interruzione del consigliere Onida)

Rinunciano al brevetto e avendo rinunciato loro al brevetto, insomma a questo punto mi pare che è su questo che dobbiamo misurare meglio le posizioni. In un momento di lavoro della Commissione è stato detto: "Approfondiamolo", è vero, siamo tutti d'accordo perché siamo persone responsabili, che non è corretto sul piano politico ed anche democratico dire che attribuiamo ad una lista che prende il 33 per cento una consistenza, un premio che risponde ad un'altra logica, siamo d'accordo, è così nelle cose, perché siamo figli di una cultura proporzionalista pur ragionando adesso in termini di bipolarismo. È vero abbiamo fatto i referendum, c'è chi ha votato e c'è chi non ha votato, c'è chi ha votato anche e molti di voi hanno votato contro questa impostazione, o no Pasquale! Ecco! Allora, la questione è il turno unico. Ragioniamo su questo, se una lista ottiene il quaranta per cento si può vedere di recuperare, collega Usai, quel ragionamento; ma stiamo parlando di una verifica da fare sulle percentuali del consenso, oddio, va beh, ma insomma è così difficile che entriamo nel merito sul piano politico ed anche sul piano tecnico per trovare un punto d'incontro? Io dico il quaranta, Usai dirà il trentanove, Onida dirà il quarantacinque, ma troviamo il punto d'incontro, ossia riduciamo le diversità a impegno di lavoro. Ma se facciamo questo sforzo e lo facciamo assieme per produrre (lo dico per Nicola Rassu che non ci sente) una convergenza, io penso che esaltiamo la funzione legislativa del Consiglio eliminando dalla discussione tutte le parti che richiamavo in premessa, appena ho preso la parola. C'è disponibilità? Se c'è disponibilità le competenze entrano in campo, e siccome sono competenze produrranno risultati positivi.

PRESIDENTE. Ha concluso onorevole Cugini?

CUGINI (D.S.). Per adesso sì, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà. Non ho altri iscritti a parlare dopo l'onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, tanto tuonò che piovve!

CUGINI (D.S.). Dopo tanta siccità!

DIANA (A.N.). Perché le discussioni ovviamente sono utili, sono necessarie, sono importanti, non bastano le discussioni in Commissione dove pure si è lavorato molto, magari eravamo di meno e quindi non avevamo una visione completa di tutto ciò che era necessario.

Credo che siamo arrivati al dunque e l'onorevole Cugini, ma prima dell'onorevole Cugini, l'onorevole Usai ed altri, l'onorevole Rassu, hanno - credo - fatto capire all'Aula quali possibilità ci siano perché quest'Aula possa approvare una legge elettorale che sia in qualche maniera espressione di quella famosa autonomia di cui tanto ci riempiamo la bocca, ma che poi alla fine non sappiamo neanche esercitare, perché se l'avessimo saputa esercitare la nostra autonomia era già scritta, nel senso che la legge elettorale del 1999 da cui poi hanno copiato tutti quanti era già, di fatto, una legge innovativa, non dava garanzie su chi doveva vincere le elezioni perché non dava questa garanzia, però il principio era quello. Era il principio dell'elezione diretta, era il principio di una maggioranza solida e consolidata, aveva qualche piccolo ritocco da fare, ed io lo dissi anche in Commissione che probabilmente senza arrovellarci il cervello e senza andare a cercare proposte di legge che venivano dalla Giunta, dai banchi del Consiglio, si poteva ripartire dalla nostra legge questa volta e non dalla legge nazionale per trovare la soluzione del problema di una Regione che certamente ha peculiarità e caratteristiche diverse dalle altre regioni d'Italia, però anche su questo non esistiamo solo noi autonomi, non esistiamo solo noi specifici, non esistiamo solo noi diversi, tra virgolette.

Ci sono state delle Regioni a statuto ordinario o meglio a statuto speciale che hanno provato a mettere ordine su questa materia, poi si sono scontrati con l'elettorato, si sono scontrati con i referendum, il Friuli è l'esempio per tutti, ha esitato una legge dove si è rimesso in campo il proporzionalismo e di fatto poi il referendum ha bocciato in maniera energica questa proposta di legge scaturita quasi all'unanimità dal Consiglio regionale del Friuli; dico questo perché? Per far capire che la gente ha ormai, in qualche maniera, metabolizzato l'idea che il premier deve essere eletto direttamente, parlo di premier, qualcuno lo chiama sindaco, qualcuno lo chiama governatore, io continuo a chiamarlo Presidente, perché la Presidenza mi piace, anche a chi non piace!

CUGINI (D.S.). Sì!

USAI (A.N.). Ti si confà!

DIANA (A.N.). Sì, è una terminologia che mi piace, "mi si confà!", dice l'onorevole Usai, e pertanto me ne avvalgo e continuo a pensare che il Presidente della Regione Sarda sia il Presidente della Regione Sarda, poi lo si intenda come lo si vuole, però certo è che la gente, come dicevo, ha metabolizzato il meccanismo sia nell'elezione del Sindaco, sia nell'elezione del Presidente delle Province, certo è vero, qualcuno l'ha detto, esistono dei meccanismi che distorcono in qualche maniera l'elezione del Sindaco oltre i quindici mila abitanti e nelle province, certo, ci sono gli accordi, gli accordi trasversali, ma ci sono anche casi, guarda caso, neanche molto lontani, dove il Sindaco non ha vinto al primo turno, si è presentato senza apparentamenti e senza niente e ha vinto le elezioni comunque senza fare pateracchi, senza fare accordi trasversali, quindi è possibile, però il meccanismo comunque sia è suscettibile di miglioramenti, non so con quale meccanismo, però bisogna pensarci.

Io credo che uno dei meccanismi più semplici sia quello comunque di limitare la proliferazione delle liste e la proliferazione delle coalizioni. Bisogna invogliare, non è che bisogna proibirle, però certamente bisogna creare un meccanismo che in qualche maniera scoraggi la proliferazione di liste e la proliferazione di coalizioni soprattutto, non tanto delle liste, perché se si tiene buona la soglia del tre per cento, chiunque è legittimato a presentare una lista e a misurarsi con l'elettorato almeno nella quota proporzionale. Però, certamente per quanto riguarda colui che dovrà rappresentare la Regione, in questo caso il Presidente della Regione Sarda, io credo che abbia bisogno di un conforto forte che nella legge nazionale è stabilito nel sessanta per cento, perché è un margine di salvaguardia notevolissimo, e qui si dice: "ma 45 o 48 cosa cambia?" No, 45 e 48 cambia molto, perché da ottanta a metà è quaranta, 40, 45, 48, stiamo parlando del sessanta per cento piuttosto che del cinquanta più dieci o 55 come viene inteso qua, però sempre quello è! Io ritengo che un margine di salvaguardia debba essere il sessanta per cento, perché poi ci arrovelliamo tanto il cervello a pensare: "Ma se il Presidente dovesse venire a mancare", ma guarda caso si pensa sempre al Presidente che dovrebbe venire a mancare, che ha un vuoto di memoria, che decide di sciogliere il Consiglio, ma mai si pensa che a quattro consiglieri o a cinque consiglieri possa venire la stessa venà(?) che può venire anche al Presidente, insomma cinque su ottanta può essere anche possibile, otto su dieci mi pare un po' difficile! Comunque su questo non è che dobbiamo fare le battaglie dell'altro mondo, non è su questo che ci dobbiamo sparare! A parte il fatto che la sinistra spesso e volentieri spara anche quando non deve sparare, perché spara con le parole certamente. Spesso neanche di questo Consiglio, ma di altri consigli, però vieppiù siamo abituati a questo, certo è dicevo che non si possono fare delle battaglie da 48 consiglieri in maggioranza piuttosto che a 47, 46 o 45. Così come si può arrivare anche a non fare battaglie per avere un premio di maggioranza o non avere il doppio turno per il quale comunque Alleanza Nazionale continua ad essere contraria; e dico "continua ad essere contraria" fino a quando qualcuno non dimostrerà che ci sono le condizioni perché questa contrarietà venga a mancare, noi siamo per l'elezione diretta del premier, l'abbiamo detto e lo ribadiamo, però noi lavoriamo per la Sardegna, lavoriamo per i sardi. E siccome io credo di dover dire all'onorevole Marrocu che non occupiamo impropriamente quella sedia, così come ella, onorevole Marrocu, ha detto ieri, noi non la occupiamo impropriamente, la occupiamo a pieno diritto così come l'avrebbe potuta occupare chiunque dei consiglieri regionali che siedono in questo Consiglio. E dico, quindi, questo e mi rendo benissimo conto della necessità che c'è che il Consiglio lavori, si sforzi, non a caso ieri ho chiesto in Conferenza di Capigruppo una sosta; ho chiesto una sosta perché, secondo me, le bocce ferme devono essere ferme sempre, non possono essere le biglie ferme una volta sì e una volta no, onorevole Oppi!

Bisogna fermarle le biglie! Se sono sempre in movimento, e beh, il problema comincia a diventare difficile e quindi io dico che arrivato a questo punto se sul turno unico non ci sono problemi, se sul premio di maggioranza dobbiamo ragionare e sul voto del listino, che mi pare sia diventata la panacea di tutti i mali, e credo che qualcuno dovrebbe meditare su questo fatto, perché guardate la gente sull'elezione diretta problemi non ne pone, la gente dico gli elettori, sono tutti d'accordo, ma possono essere d'accordo anche sul doppio turno, ma è sul meccanismo che sono d'accordo, sul premio di maggioranza pure, se dovessimo fare un'indagine all'esterno parlare di sessanta o parlare di cinquantacinque credo che non cambierebbe molto, la gente ci capirebbe. Se andassimo a spiegare per quale motivo vogliamo mettere la preferenza nel listino e soprattutto perché vogliamo dividere nove a sette il listino, su questo forse qualcuno comincia a non capirci più, però noi siamo qui per rappresentare gli elettori, abbiamo l'autorevolezza credo, abbiamo la potestà, abbiamo la capacità, credo che siamo tutti quanti mediamente intelligenti, nessuno escluso, credo che saremo in grado di trovare un meccanismo che chiude il cerchio su questi tre argomenti: elezione diretta, premio di maggioranza, voto nel listino.

Siamo d'accordo su queste cose; siamo d'accordo nel senso che diciamo di essere d'accordo poi bisogna far quadrare il tutto, perché altrimenti potremmo anche non essere d'accordo. Siamo d'accordo anche, onorevole Cugini, sul fatto che il premier che si presenta o il Presidente che si presenta si debba presentare agli elettori con un programma di governo, su quello sì che questo Consiglio deve incidere successivamente nel rispetto di quel programma di governo. È obbligatorio, è indispensabile, è necessario, dobbiamo dire tutti quanti, tutti i Presidenti candidati, ciò che vogliamo per la Sardegna, ma lo dobbiamo dire prima, non lo dobbiamo dire in corso d'opera.

Sulle questioni che riguardano la presenza delle donne, ho terminato Presidente, io rimetto all'Aula tutte le considerazioni dell'onorevole Carloni che condivido interamente, perché hanno un fondamento, hanno un presupposto, hanno un raziocinio, hanno il riconoscimento, hanno il rispetto dell'altro sesso, hanno grande rispetto e quindi le condivido tutte.

Per quanto riguarda gli emigrati, non vorrei che qua si stesse strumentalizzando il problema, probabilmente a qualcuno sfugge che un'eventuale aggiunta del voto elettorale degli emigrati potrebbe creare situazioni di quoziente appena, appena diverse, vorrei che ognuno di voi valutasse questo, perché potrebbero essere aggiunti cinque o seicento mila voti al milione e duecento mila voti, o al milione e trecento mila voti che saranno, lascio immaginare a voi che cosa può succedere per soddisfare, badate bene, le esigenze di uno, di due, di tre? Ebbene, venerdì, sabato e domenica sono stato in visita in Olanda ai circoli dei sardi, c'erano pochi sardi, ottocento, e vi assicuro che ci sono rimasto anche male, quasi, quasi mi ha anche offeso il loro atteggiamento perché mi hanno fatto capire che non gliene frega assolutamente niente del Consiglio regionale, perché loro non sono andati via perché li abbiamo mandati via, sono andati via perché hanno fatto una libera scelta negli anni Cinquanta e Sessanta e sono andati a lavorare in miniera, sono andati a lavorare a Bruxelles.

(Interruzioni)

Chiedo scusa, non vorrei essere frainteso!

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia.

DIANA (A.N.). Sto dicendo questo per farvi capire che chi è partito da qui nel 1957 - 1958 - 1959 e 1960 e che oggi ha una sua vita in Olanda, in Germania e in Belgio e ha allevato dei figli che si sono sposati ed integrati in quel territorio, non è che ci vede molto bene, proprio non ci vede affatto bene! Ma non mi hanno rimarcato la necessità e l'impegno loro a voler partecipare, perché ho fatto questa domanda, non mi sono sembrati entusiasti di questo, perché ritengono che un rappresentante, due rappresentanti o tre rappresentanti in ogni caso non avrebbero saputo rappresentare al meglio le loro esigenze e le loro istanze, questo mi hanno detto. Ora, prendiamolo ognuno per la parte che gli compete; io ho visto i nostri emigrati in Belgio, Olanda e Germania, proprio nel triangolo, dove ci si incontra a Sitard, altri li avranno visti in Svizzera, ne ho visto uno di Svizzero e mi pare che stia facendo gli interessi certamente suoi e non certamente degli emigrati sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Signor Presidente, ho ascoltato con molta attenzione l'intervento del collega Diana, per la verità pacato, ragionato, ma anche importante politicamente, e francamente egli ha detto delle cose che sono state anticipate in buona misura dal collega Cugini, per cui fatto salvo che personalmente l'intero Gruppo non condivide molto l'impianto di questa legge, e comunque apprezza il lavoro della Commissione, io mi sarei aspettato in questo caso, da parte di qualcuno di quei 54 che hanno votato il passaggio agli articoli, mi sarei aspettato un intervento che seguisse alle parole importanti che l'onorevole Diana ha appena pronunciato dentro quest'Aula. Egli ha detto che, pur nella chiarezza e nelle differenze importanti rispetto alla filosofia della legge elettorale e alle visioni politiche, ci si poteva almeno parlare o si poteva aprire un'interlocuzione che potrebbe essere anche non quella decisiva, potrebbe non portare da nessuna parte, però questo era il senso delle sue parole, questa era la sua indicazione. Io provo ad esplicitarla ancor più concretamente, più crudamente forse. Noi abbiamo sempre detto che eravamo favorevoli alla legge nazionale perché, pur avendo dei problemi, questa comunque aveva garantito governo e stabilità, e che non si può essere buoni autonomisti solo perché si rifiuta la legge nazionale. Avevamo anche proposto, in dibattiti pubblici, io ne ho fatto uno col collega Emanuele Sanna, che eravamo disponibili a metter mano alla legge nazionale. Ora, io forse non ho capito bene, però voi non siete disponibili, nessuno di questo largo schieramento è disponibile a trovare un'interlocuzione su questi temi. Mi è parso di aver capito questo.

Nessuno di voi chiede una sospensione per cercare di approfondire questi temi, non la chiede ufficialmente, collega Cugini ascolti perché io lo ho ascoltata e forse anche a lei queste parole potrebbero tornare utili. È inutile che lei dica: ci possiamo trovare d'accordo su A, B e C se però non spiega nemmeno quale dovrebbe essere il percorso, perché altrimenti noi siamo qui, parleremo per ogni emendamento, useremo i sistemi che il Regolamento ci mette a disposizione, però non troviamo la soluzione. Quindi, se alla fine di questo mio intervento non ci sarà nessuna novità, è ovvio che inizieremo le votazioni, però noi avremo capito che voi non siete particolarmente disponibili a cominciare un'interlocuzione che, voglio precisare, potrebbe anche non portarci da nessuna parte, io personalmente dico questo: bisognerebbe sospendere i lavori, ritornare in Commissione, io so benissimo che la mia idea, per esempio, di rimettere mano alla legge elettorale nazionale non trova la vostra attenzione, però certamente questo testo deve essere profondamente modificato, occorrerà un lavoro importante in Commissione, questa potrebbe essere una base, dico una piccolissima base di riflessione.

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi che in qualche modo raccolgano la proposta dell'onorevole Murgia, mi pare che non rimanga altro che passare al...

(Interruzioni)

No, onorevole Murgia, c'è un'errata interpretazione da parte sua, la Seduta è iniziata da più di dieci minuti, quindi...

MURGIA (A.N.). Mi affido ad una sua larga interpretazione del Regolamento.

PRESIDENTE. In questo caso dovrebbe essere talmente larga, che lei capisce… Se lei mi chiede cinque minuti di sospensione in Aula, questa Presidenza non ha difficoltà ad accoglierla. Siamo in votazione, non è che riapriamo la discussione.

MURGIA (A.N.). Presidente, chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Aspetti! Onorevole Murgia non abbiamo deciso, io non ho annunciato l'oggetto della votazione e quindi se lei...

(Interruzioni)

Onorevole Murgia, per cortesia! Lei ha chiesto una sospensione di cinque minuti, mantiene la sua richiesta?

MURGIA (A.N.). Sì.

PRESIDENTE. I lavori sono sospesi per cinque minuti in Aula. Quindi, riprendiamo - ricordo che siamo in sede di votazione - alle ore 17 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 34 , viene ripresa alle ore 17 e 43 )

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ricordo che siamo in votazione.

L'ordine della votazione è il seguente: Votiamo assieme i tre emendamenti soppressivi totali che sono uguali, il 18, il 58 e il 228 con l'avvertenza che se venisse approvata la soppressione decadono oltre all'articolo 1 anche tutti gli emendamenti collegati, compresi quelli aggiuntivi, quindi viene spazzato via tutto. Come?

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Lo ho voluto ricordare, vi chiedo scusa! No, no, io non sto drammatizzando niente, lo ho solo voluto ricordare all'Aula con molta tranquillità, questa è solo una questione di chiarezza.

Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Per chiedere il voto segreto, Presidente.

PRESIDENTE. Su questa votazione, ripeto emendamenti 18, 58 e 228, è stato chiesto il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti 18, 58 e 228:

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 69

Maggioranza 35

Favorevoli 22

Contrari 47

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FALCONI - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, dopo che abbiamo rimosso con il voto del Consiglio gli emendamenti soppressivi dell'articolo 1, penso che per una questione non solo di garbo istituzionale ma anche per una convinzione politica certamente del mio Gruppo, penso che se le affermazioni che sono state fatte per ultimo dall'onorevole Murgia a nome del Gruppo di A.N., e non solo del Gruppo di A.N., sono affermazioni che intendono contribuire a ricercare ed anche a trovare punti di convergenza che diano a questa legge il consenso più ampio possibile in quest'Aula, penso che sia giusto che andiamo a vedere concretamente di che cosa stiamo parlando, penso che sia giusto che ci diciamo che naturalmente se questa è una manovra dilatoria tendente a recuperare trenta minuti, sessanta minuti, naturalmente questo è assolutamente inutile. Se invece s'intende con questo verificare, in un livello politico di interlocuzione, perché la Commissione ha terminato il proprio lavoro e non è più una sede di interlocuzione politica, la sede è l'Aula e le rappresentanze dei Gruppi, se s'intende in questa sede trovare i punti di convergenza o registrare una divergenza insanabile, noi siamo disponibili a sospenderee le votazioni per trenta minuti, sessanta minuti, il tempo necessario per fare questa verifica; altrimenti continuiamo a lavorare e a votare facendo ognuno quello che ritiene di fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, molto brevemente: io credevo di essere stato chiaro onorevole Spissu, mi dispiace di non essere stato compreso, per colpa mia ovviamente, ma io ho parlato di "bocce ferme", le bocce si sono messe in movimento e pertanto io credo che non ci sia altra soluzione se non quella di andare avanti!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, molto brevemente sul Regolamento per ricordare che in quest'Aula è previsto che si possa chiedere il voto segreto, ma io volevo ricordare, sommessamente, che è stata presentata una proposta di abolizione del voto segreto ed è stata firmata dal Gruppo di Alleanza Nazionale. Sono veramente sconcertato del fatto che Alleanza Nazionale oggi si rimangi questa proposta e chieda il voto segreto!

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Corda, prendiamo atto di questa sua precisazione.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Mi pare che i lavori quindi debbano proseguire con l'ordine delle votazioni previsto. Quindi passiamo all'emendamento soppressivo parziale numero 163, Corona, Balletto e più.

Vi prego, colleghi, siccome gli emendamenti sono molti, di seguire possibilmente col fascicolo che abbiamo distribuito, l'ordine di votazione comunque sarà quello.

Metto in votazione l'emendamento numero 163. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 59. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Sull'emendamento 59, che propone l'abrogazione del collegio regionale, io chiedo, come Gruppo Misto, il voto segreto, con le motivazioni che ieri a proposito del voto segreto ho svolto, anche in relazione al regolamento della Camera e del Senato.

PRESIDENTE. Onorevole Scano, le faccio presente che naturalmente la richiesta deve essere ribadita dal Capogruppo, quindi chiederei all'onorevole Giacomo Sanna. Prego.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, voglio ricordare che il Gruppo Misto non è un gruppo politico, di conseguenza le componenti che fanno capo al Gruppo Misto liberamente, con l'appoggio tecnico del loro Presidente di Gruppo, di volta in volta potranno chiedere liberamente il voto segreto, il voto elettronico e quant'altro il Regolamento prevede.

PRESIDENTE. Ne prendiamo atto, onorevole Sanna, solo perché c'è una previsione regolamentare che lei conosce molto bene, si tratterà di appoggio tecnico, ma è opportuno che lo esprima il Capogruppo. Grazie.

Sull'emendamento numero 59 è stato chiesto il voto segreto, se i colleghi sono al loro posto dichiaro aperta la votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 59.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 69

Maggioranza 35

Favorevoli 39

Contrari 30

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FALCONI - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Vista la rilevanza del contenuto di questo emendamento, questa Presidenza ha la necessità di sospendere i lavori per qualche minuto perché anche gli Uffici devono regolare il tutto. Quindi sospendo i lavori che riprenderanno alle ore 18 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 56, viene ripresa alle ore 18 e 41.)

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto, possiamo riprendere i lavori. Colleghi, per cortesia, vogliamo riprendere posto per proseguire.

D'intesa con il presidente Serrenti, che ho informato dell'accaduto, abbiamo ritenuto opportuno convocare una Conferenza dei Capigruppo, che si è appena conclusa. In sede di Conferenza si è ritenuto opportuno rinviare questo procedimento in Commissione e la Conferenza ha ritenuto di dover chiedere al Presidente della Commissione, cosa che ho appena fatto, di valutare la possibilità di convocare la Commissione per domani mattina alle ore 9 e 30, perché la Commissione proceda ad una valutazione a tutto campo del problema, nella sua interezza e complessità, di sospendere i lavori intorno alle 13 e di chiedere al Presidente della Commissione di partecipare ad una riunione che alle ore 13 vi sarà della Conferenza dei Capigruppo, per riferire in sede di Conferenza le determinazioni, se determinazioni vi saranno, della Commissione. E' del tutto evidente che vi è un invito rivolto alle forze politiche che non sono rappresentate in prima Commissione, perché quindi per i lavori di domani mandino osservatori in Commissione che possano in qualche modo interloquire. Quindi questa è la determinazione della Conferenza dei Capigruppo, se questa proposta verrà accolta - penso di sì, perché è stata fatta all'unanimità in Conferenza dei Capigruppo - dall'Aula, si dovrebbe procedere in questo modo. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io non entro nel merito delle decisioni della Conferenza, volevo sapere il Consiglio come si organizza?

PRESIDENTE. E' del tutto evidente che intanto i lavori della serata, è chiaro, si interrompono qui, domani mattina il Consiglio non lavora, alle ore 13 vi sarà la Conferenza dei Capigruppo che deciderà sull'organizzazione dei lavori della prossima settimana. Quindi è chiaro che il Consiglio sicuramente potrà riprendere i lavori, salvo diverse determinazioni della Conferenza di domani delle ore 13, la settimana entrante.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per riprendere l'osservazione che mi pare puntuale sul piano procedimentale del collega Cugini. Il Consiglio formalmente deve ritenersi per le 13-13.30 convocato per ricevere la comunicazione, se no deve essere riconvocato a domicilio.

(Interruzioni)

COGODI (R.C.). Abbiate pazienza non è questione di buffonate!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, chiariamo un punto perché attiene anche al Regolamento. Siccome questa questione attiene al Regolamento, consideriamo la tornata aperta e il Consiglio sarà riconvocato a domicilio, d'accordo? Quindi, voglio dire, se la tornata è aperta, è chiaro che sarà nel più breve tempo possibile. Sarà la Conferenza dei Capigruppo che deciderà la convocazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, noi domani mattina ci dobbiamo vedere per valutare come procedere sulla legge elettorale sulla base anche delle valutazioni che verranno svolte domani mattina in prima Commissione. Alla fine della mattinata i Capigruppo si vedono per decidere relativamente a questo aspetto, perché la tornata consiliare era convocata anche per martedì della prossima settimana. Noi avevamo previsto di proseguire i nostri lavori domani fino alle ore 14 e di riprendere martedì alle ore 10, è evidente che questo calendario resta. Domani mattina, a fine mattinata, dovremo soltanto decidere se martedì proseguiamo con l'esame della legge elettorale o se ci sono decisioni diverse in merito a questo punto all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Certamente, mi pare di aver detto le stesse cose. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Solo per dire che mi sembra utile, data la rilevanza in termini di effetti, sul piano anche tecnico, del voto del Consiglio, che ci sia un passaggio in Commissione, ma mi preme dire che il Consiglio non ha deciso il rinvio alla Commissione. Non credo che possa deciderlo la Conferenza. Quindi noi stiamo facendo un passaggio utile, opportuno in Commissione, ma la legge è all'ordine del giorno del Consiglio; è stato approvato un emendamento, come sempre succede, ha effetti di una certa rilevanza, ma la legge è in carico all'Aula e l'Aula deve continuarne l'esame. Vorrei che fossimo d'accordo su questo, cioè non è che qualcuno domani ci dice: "No, non si va più avanti." No, no, queste decisioni le assume l'Aula, eh! Per essere chiari!

PRESIDENTE. Onorevole Scano, io ho avanzato anche a nome del presidente Serrenti, la proposta alla Conferenza dei Capigruppo, e la Conferenza unanimemente, senza eccezione alcuna, ha ritenuto opportuno questo passaggio in Commissione. Quindi io ho preso atto dell'unanimità della Conferenza e ho avanzato all'Aula questa proposta. Penso che la Commissione, domani mattina, quindi, potrà valutare anche questo aspetto che lei ha sollevato perché ha una precisa configurazione regolamentare e quindi la Commissione domani discuterà anche di questo aspetto. Ha domandato di parlare l'assessore Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, a seguito di quanto è avvenuto oggi in Aula, io mi permetterei di rilevare che ovviamente ci sarà anche una lettura politica di questo voto e non vorrei che tutto questo mettesse a repentaglio l'esame del provvedimento 476/A, che, ricordo, è l'autorizzazione alla contrazione di mutuo per il piano di disavanzi delle aziende sanitarie locali relativo all'anno 2002. Attualmente il disegno di legge è al punto 19 dell'ordine del giorno, per cui chiederei all'Aula, visti i tempi ristretti, vista la situazione pressoché quasi drammatica per quanto riguarda il pagamento dei crediti nei confronti dei fornitori da parte delle aziende sanitarie locali e visto anche l'impegno che questa Giunta ha con la cassa depositi e prestiti per produrre entro il giorno 9 novembre il disegno di legge per la possibile contrazione del mutuo in tempi certi e brevi, chiedo che lo stesso venga votato per l'inversione dell'ordine del giorno ai sensi dell'articolo 55 comma 3 e posto al primo punto dell'ordine del giorno successivo ovviamente all'attuale discussione della legge elettorale che abbiamo in discussione in quest'Aula. Chiedo anche all'Aula, se fosse possibile, di discutere in tempi brevissimi, proporrei fin da stasera se questo fosse accettato dalle parti politiche, vista la semplicità del disegno di legge composto da soli due articoli e vista l'urgenza e la necessità ed essendo questo un problema puramente tecnico che poi potrà avere anche i chiarimenti politici.

PRESIDENTE. Assessore Capelli, la Conferenza, che si è appena conclusa, ha avuto già modo di valutare questa richiesta che è stata avanzata dall'onorevole Corona ed è arrivata alla determinazione che questo aspetto e questo punto verrà approfondito e discusso nella Conferenza di domani delle ore 13.00. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Molto brevemente, Presidente, io ritengo che la questione sottoposta dall'assessore Capelli all'attenzione dell'Aula meriti, proprio per le ragioni di urgenza e di straordinarietà, una corsia - per così dire - preferenziale, per cui per quanto riguarda il nostro Gruppo siamo pronti, anche perché si tratterebbe di un fatto definibile nell'arco forse di cinque minuti o anche meno, pronti a votare in Aula il provvedimento e quindi sosteniamo questa proposta, almeno a nome del nostro Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io avevo capito, quando lei ha preso la parola prima, e poi ho capito ancora meglio con l'intervento del collega Scano, che stiamo dicendo che il Consiglio è riconvocato per la prossima settimana, mi pare per martedì, per proseguire l'esame della legge elettorale. Rimango a questa considerazione che mi pare essere anche la valutazione unanime dei Capigruppo. Altre considerazioni che sono legittime che vengono fatte io le lascerei al momento della convocazione dell'Assemblea perché possono essere prioritarie le indicazioni di lavoro del collega Capelli, ma ce ne possono essere anche altre considerazioni politiche che possono diventare più urgenti delle priorità. Quindi, io rimango, Presidente, alla sua lettura precedente della decisione che avete assunto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale anch'io per perorare la richiesta dell'assessore Capelli, in particolare per la gravità dei problemi che essa sottende, per la sensibilità che dobbiamo dimostrare a questa situazione di grave disagio della sanità che può essere risolta in poco tempo e con facilità dall'Aula. Certo, i problemi sono tanti, ma non tutti sono di così facile ed immediata soluzione, basta avere la volontà.

PRESIDENTE. Sì, comprendo tutte le sollecitazioni che sono pervenute e che, ripeto, erano presenti all'attenzione della Conferenza anche un quarto d'ora fa perché l'onorevole Corona è da almeno dieci giorni che in ogni Conferenza dei Capigruppo sollecita l'esame di questo punto. La Conferenza, pur comprendendo e facendo propria la preoccupazione, le difficoltà e la necessità di dare una risposta urgente, ha ritenuto di esaminare questo aspetto nella riunione di domani e quindi io vi pregherei di prendere atto di questo, domani la Conferenza alle 13.00 si riunirà. Alla riunione parteciperà anche il Presidente della Prima Commissione che riferirà…, no, non intendo aprire una discussione su questa questione perché sennò non ha più senso che si facciamo Conferenze di Capigruppo. Non ha più senso niente, chiedo scusa. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). L'onorevole Corona ha sollecitato la discussione immediata di questo provvedimento; io ho chiesto se la cosa si poteva fare, nella peggiore delle ipotesi, questo praticamente essendo noi in una fase di discussione, ma un articolo specifico ci consente questo. È chiaro che c'è una scadenza, la scadenza è il 9 e quindi se il provvedimento può essere esitato stasera perché è brevissimo, ha un significato, nella peggiore delle ipotesi, dopo la riunione di domani non può che se essere, l'avevo chiesto - Presidente - durante la riunione, il primo punto all'ordine del giorno lo facciamo di martedì, oltre questo limite non si può andare, se può essere discusso però è un provvedimento tale che garantisce la copertura per due mensilità a duemila lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Presidente, solo per dire che sono le sette; siccome il provvedimento è già all'ordine del giorno dell'Aula, se c'è la volontà di farlo, se è una cosa - a quanto mi dicono - abbastanza semplice, non vedo la ragione per la quale non si potrebbe esitarlo questa sera.

PRESIDENTE. Io ho spiegato i motivi per i quali non si poteva esitare, se permane una richiesta formale da parte dell'assessore Capelli, io non posso far altro che prendere atto di una proposta formale ed applicare alla lettera il Regolamento che prevede una votazione con l'inversione dei punti all'ordine del giorno che deve essere approvata con una maggioranza di due terzi. Ecco, se è questo che mi si sta chiedendo, io non posso far altro che applicare alla lettera il Regolamento.

Quindi, l'assessore Capelli mantiene formalmente questa proposta di inversione immediata dei punti all'ordine del giorno?

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì.

PRESIDENTE. La mantiene e quindi dobbiamo procedere alle votazioni. Votiamo con voto elettronico palese. Allora riepiloghiamo, stiamo votando su una richiesta dell'assessore Capelli, cioè stiamo votando sull'inversione dell'ordine del giorno, vi chiedo scusa se sono così pedante ma è meglio che sia tutto chiaro, succederà che arriverà al primo punto la questione posta dall'onorevole Capelli con la richiesta conseguente di discussione immediata, cioè adesso.

Votazione nominale palese

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale palese, con procedimento elettronico. Il consigliere Cogodi dichiara il suo voto contrario, ugualmente il consigliere Dore dichiara il suo voto contrario.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 60

Votanti 56

Astenuti 4

Maggioranza 38

Favorevoli 31

Contrari 23

Voti nulli 2

(Il Consiglio non approva).

Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio. Per la convocazione della Commissione, domani alle ore 9 e 30. Probabilmente per la convocazione vi arriverà o no il telegramma a casa, allora martedì il Consiglio riprende i lavori alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 19 e 03.