Seduta n.9 del 16/09/1999 

SEDUTA IX

SEDUTA DEL GIOVEDÌ 16 SETTEMBRE 1999

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 10 e 01.

FLORIS, Segretario: dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 14 settembre 1999 (5), che è approvato.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare sulle dichiarazioni del Presidente il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

La seduta è sospesa per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 02, viene ripresa alle ore 10 e 06.)

Continuazione della discussione sulle dichiarazioni programmatiche

del Presidente della Giunta

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprendono.

E` iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto sull'ordine dei lavori.

BALLETTO (F.I. Sardegna). Presidente, io vedo che l'aula è ancora scarsamente frequentata. Per dare la possibilità ai colleghi che si trovano ancora nelle stanze del palazzo di intervenire, chiederei cinque minuti di sospensione tecnica.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cugini sull'ordine dei lavori.

CUGINI (D.S.). Presidente, lei ancora non si è pronunciato, poi non so quando si pronuncerà, però la vorrei chiamare ad un comportamento non suo, dell'insieme dell'aula un po' coerente; non è che a giorni alterni, un giorno teniamo un comportamento sui lavori e il giorno dopo ne teniamo un altro. E` bene darsi una regolata. Ieri noi volevamo trattare, come sa, un caso estremamente delicato, e ci e stato impedito di fare la conferenza dei capigruppo, e adesso il collega Balletto, solo perchè qualche collega rimane a letto, chiede che l'aula tenga conto della sveglia dei singoli consiglieri regionali.

Mi permetto di richiamarla all'insieme dei comportamenti che abbiamo tenuto, in modo tale che ci sia sempre una risposta imparziale nei confronti di tutti i colleghi che su questi temi intervengono. Quindi mi dichiaro contrario alla sospensione.

PRESIDENTE. Ci sono due posizioni diverse. Il Presidente chiede all'aula di pronunciarsi per una sospensione di cinque minuti. Quindi chiedo ai consiglieri regionali di pronunciarsi su una sospensione di cinque minuti.

PRESIDENTE. E` ritirata.

E` iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I Democratici). Devo dire che mi dispiace dover intervenire con questo tono in quella che poteva essere una giornata di festa, però in realtà non è una giornata di festa, diciamo che le avvisaglie c'erano già.

Poco più di un mese orsono, in occasione dell'elezione del Presidente di questo Consiglio, è stata scritta una pagina nera nella storia della Sardegna. Qualcuno pensava che sarebbe stato un episodio isolato, purtroppo però il buongiorno si vede dal mattino, e al male non c'è mai limite, infatti lunedì 13, con le dichiarazioni programmatiche dell'onorevole Pili è stata scritta una pagina ancora più nera, si è veramente toccato il fondo in quello che -ripeto -poteva essere un giorno di festa, non solo l'Italia con l'elezione di Romano Prodi alla presidenza della Commissione Europea, che è il massimo riconoscimento che un italiano abbia avuto negli ultimi cinquant'anni, ma anche per la Sardegna, con la costituzione della nuova Giunta, si è scoperto che Mauro Pili, al quale va anche la mia simpatia, perchè in fondo potrebbe anche essere mio figlio, si è scoperto che Mauro Pili, eletto Presidente della Giunta, aveva commesso un clamoroso falso, un tentativo di truffa ai danni delle istituzioni e di tutti i sardi, perchè di falso e truffa si è trattato.

Articolo 476 Codice Penale: "Il pubblico ufficiale che nell'esercizio delle sue funzioni forma in tutto o in parte un atto falso o altera un atto vero, è punito con la reclusione da uno a sei anni". Articolo 640 Codice Penale: "Chiunque con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico, e in questi casi si procede d'ufficio".

Qualcuno si è sorpreso, è rimasto interdetto per ciò che è avvenuto. Ma francamente signori, che sorpresa ci può essere di fronte al comportamento scorretto di una persona che è stata appena individuata come proprio delfino da un personaggio come Silvio Berlusconi, da colui che è stato definito -non da me -"il corruttore della politica italiana", da colui che il "Sudoic Zaitung" (?) di Monaco ha definito come una contraddizione che nessun'altra democrazia europea deve sopportare, da colui nei confronti del quale il "Frank Furter Unsciau", altro autorevole giornale tedesco, ha affermato che l'unica reazione giusta è una sola: fermarlo, o meglio ancora toglierlo dal gioco -ovviamente da un punto di vista democratico -, da colui che Indro Montanelli sul Corriere della sera ha definito come "il macigno che paralizza la politica italiana", da colui che Francesco Cossiga ha recentemente definito addirittura come "l'anti Cristo" (io non arrivo a tanto, però è significativo), da colui a carico del quale pendono ben otto processi penali per gravissimi reati: dal falso in bilancio alla frode fiscale, dal finanziamento illecito...

PRESIDENTE. L'onorevole Dore ha diritto di fare il suo intervento. Se qualcuno intende replicare lo farà dopo, negli interventi successivi.

DORE (I Democratici). Ripeto: da colui a carico del quale pendono ben otto processi penali per gravissimi reati: dal falso in bilancio alla frode fiscale, dal finanziamento illecito dei partiti a ben tre clamorosi casi di corruzione in atti giudiziari, fra cui alcuni nei confronti di magistrati anche di alto livello e di agenti della Guardia di Finanza. Da colui che è già stato condannato, e sottolineo condannato, sia pure per ora in primo grado, per ben tre volte, totalizzando oltre otto anni di reclusione. Questo è Silvio Berlusconi. Da colui che pretende di trattare gli elettori come i piazzisti trattano i clienti gonzi per vendere loro i prodotti commerciali. Vi risparmio la lettura di una pagina del Venditore, libro scritto nel 95 da Giuseppe Fiori, che non sarebbe elegante leggere in questo consesso, perchè ci sono delle espressioni formulate dallo stesso Silvio Berlusconi mentre istruiva i suoi piazzisti, che è meglio lasciar perdere. Ecco, lui ha trattato e sta trattando gli elettori come se fossero dei clienti gonzi.

Da colui che con la sua innata furbizia e spregiudicatezza ha individuato la Sardegna come l'isola del tesoro, come terra di conquista con i tesori delle sue coste, e con i ben ventimila miliardi acquisiti da Federico Palomba e dalle sue giunte sottoforma di fondi comunitari e di finanziamenti derivanti dall'intesa Stato -Regione e da altri cespiti.

PRESIDENTE. Onorevole Dore, io la devo invitare a stare sull'argomento indicato all'ordine del giorno.

DORE (I Democratici). Siamo sull'argomento, stiamo parlando di politica. Sta di fatto che grazie a Mauro Pili la Sardegna è finita sui telegiornali e sui principali quotidiani nazionali; così tutti, in Italia e all'estero, e sottolineo all'estero, sanno che la Sardegna si prepara a varare una Giunta presentata da una persona che si è comportata in questo caso come un falsario, perchè di falso si tratta, e di falso commesso senza scrupoli. Infatti Pili non si è limitato a copiare sfacciatamente un programma proposto ben quattro anni orsono per la regione Lombardia da Roberto Formigoni. Pili si è anche appropriato in modo spregiudicato del patrimonio morale e culturale di due padri dell'autonomia sarda, quali Emilio Lussu e Paolo Dettori, che certamente si staranno rivoltando nella tomba. Ma non è tutto. Pili ha anche falsificato e saccheggiato il programma e le realizzazioni di Palomba e delle sue giunte, alterando dati, numeri, cifre, statistiche, ed addirittura impegnandosi a realizzare cose già realizzate. Figuriamoci! Questa è la triste situazione, una situazione che umilia la Sardegna e tutti coloro che sono entrati in questo Consiglio per dare un contributo per migliorare la situazione nell'interesse generale, che è poi ciò che dovrebbe animare chi ha l'ardire di presentarsi agli elettori.

Ieri mattina al mio ingresso in Consiglio un consigliere del Polo mi ha detto di vergognarsi profondamente di aver dato l'appoggio a Pili, altri hanno espresso la propria mortificazione addirittura sul giornale. Ciò fa loro onore, ma non basta. Non basta vergognarsi, se la vergogna è reale, è sincera, e non ne dubito, ci vuole anche il coraggio di reagire, altrimenti ci si rende complici di chi ha commesso il misfatto. Non è ammissibile, e questo va sottolineato, giustificarsi col pretesto di rispettare la volontà degli elettori che hanno appoggiato Pili, la maggior parte di costoro infatti, lo hanno fatto credendolo pulito e sincero, non sospettando certo che Pili fosse disposto ad ingannarli, come ha fatto con quel programma e con altre cose. Non è possibile appoggiare, come se fosse di Mauro Pili, il programma di Formigoni, o parte del programma di Palomba. Se ciò avverrà questa Giunta nascerà con ignominia, verrà scritta un'altra pagina nerissima nella storia della Sardegna. Se invece le persone per bene che operano in questo Consiglio, e che non mancano né a sinistra né a destra, sapranno fare il loro dovere, che è quello di comportarsi con onestà e di rispettare l'etica e la legalità, si scriverà una pagina radiosa. Sarà il segno che si pensa veramente al bene della Sardegna, che si vuole costruire un futuro migliore, futuro migliore che non può iniziare con questa Giunta, futuro migliore che può iniziare mandando a casa chi ha commesso questo misfatto ai danni del Consiglio, individuando altre soluzioni, e soprattutto rendendosi conto che la prima cosa da fare è intraprendere la strada delle riforme, e manco a farlo apposta, nel programma di Mauro Pili non c'è neanche una parola sulle riforme, quasi che la situazione così com'è andasse nel migliore dei modi.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Grauso. Ne ha facoltà.

GRAUSO (Nuovo Movimento). Gli interventi come quello che ho orecchiato vagamente dell'onorevole Dore, un intervento letto dall'onorevole Dore, e preparato in nottata, così come forse anch'io in nottata ho preparato le mie riflessioni, infatti vi chiederò scusa se la mia esposizione non sarà lucida perchè la stanchezza è veramente tanta.

Pensavo che interventi come quelli dell'onorevole Dore fossero quelle posizioni che per la loro aggressività, rabbia, animosità, aprioristica assenza di posizioni mi hanno sempre portato poi a simpatizzare per il debole di turno che veniva massacrato da chi in quel momento aveva la possibilità di farlo.

Io penso che se oggi siamo in quest'aula e in queste condizioni, a parlare in questo modo e in questi termini del futuro della Sardegna, nessuno di voi, maggioranza e opposizione, pur nel rispetto delle reciproche posizioni, mi voglia sottrarre il merito o la colpa di aver avuto in questi cinque anni un ruolo determinante.

Non voglio autoincensarmi dicendo che la condizione professionale ed economica in cui mi trovavo mi avrebbe consentito di fare altre scelte, di pensare a me stesso più che osservare i fatti esterni e trovare insopportabile la condizione nella quale si stava vivendo. Nessuno di voi mi negherà l'idea che avrei potuto fare altre scelte.

Cara opposizione -mi riferisco per il momento alla passata legislatura -se siamo qui è stato solo perchè qualcuno, e non certo voi per gli interventi e l'azione che avete portato avanti -e mi riferisco ovviamente a chi era presente in quella legislatura -, se siamo qui in questo momento a parlare in questi termini, e se si è creata la condizione paradossale dove un solo consigliere, immaginando anche, cosa che non è, che ci fosse anche una separazione legittima di punti di vista fra i due consiglieri del Nuovo Movimento, ci troviamo nelle condizioni in cui un solo consigliere oggi dovrà decidere se questa esperienza si dovrà consumare nei termini cui pare si stia avviando, o se ci debba essere un'ipotesi di rilancio che tenti di vedere i partiti sardi e sardisti sempre più centrali e responsabilmente incaricati di portare avanti una linea di governo per la Sardegna nel mondo della globalizzazione, nel terzo millennio, in un'era in cui l'indipendenza più che un fatto da noi rivendicato sarà un fatto che le circostanze ci imporranno.

Cara opposizione, io ho pagato dei prezzi altissimi, e non potete far finta di dimenticarlo, non potete scrollarvi così, lavandovi la faccia al mattino, o facendo finta di non pensarci, che se siamo qui oggi, in questi termini, è perchè il sottoscritto ha portato avanti un'azione durissima di denuncia, di interdizione durata cinque anni e ha pagato dei prezzi elevati, e rivendica in questo momento un ruolo e la prosecuzione di un'azione alla quale si sente chiamato a rispondere nei confronti degli elettori che hanno dato, pur nella difficoltà del momento contingente, perchè vi ricordo che appena dieci giorni prima delle elezioni avrei dovuto essere arrestato, che nei sei mesi precedenti alle elezioni stavo difendendo la mia vita e quello che avevo costruito fino a quel momento dal tentativo di un esproprio in piena regola, e pensare che la Sardegna debba essere affidata ad un Presidente al quale io ho consegnato una condizione di questo tipo, ma che ha commesso un errore così grave, così imperdonabile come quello di trasfondere interi brani, intere parti delle sue dichiarazioni programmatiche, e non solo quelle che sono emerse ieri, ma anche molte altre, all'interno del suo programma, bene, io penso che né la Sardegna, né il sottoscritto, possano accettare una condizione di questo tipo.

Dicevo ieri che mi sono emozionato per alcuni passaggi dell'onorevole Selis, che addirittura mi ha stupito per la veemenza, per la forza che non gli conoscevo, nel fare il suo intervento. Poi però, questa notte ho riflettuto anche su tutto ciò che stava dietro a questo intervento, sugli interessi, sulle posizioni meno nobili di quanto lo stesso onorevole Selis nel suo intervento tendeva a far trasparire. Ho immaginato a quanti bambini nei cinque anni passati hanno vissuto attimi d'angoscia perchè magari vedevano rientrare il padre a casa e lo sentivano litigare nella stanza a fianco perchè doveva scaricare la sua angoscia e la sua ansia perchè aveva il suo posto di lavoro a rischio. Ho ricordato quante persone hanno consumato la loro disperazione in una fascia di fiamme o con un pezzo di piombo nel cervello. E nessuno di voi, né gli spazzini della società che sono incaricati per mestiere a buttare nel cesso gli scarti che voi avete generato, bene, né voi né gli spazzini della società, nel momento in cui non esiste un nesso di causale, di rapporto di causa -effetto diretto tra queste tragedie e la vostra azione, nessuno di voi si può sentire non responsabile di tanti fatti, di tante tragedie che si sono consumate.

Non aver fatto le cose che eravate nelle condizioni e nella possibilità di fare, significa esservi resi responsabili di tutte le tragedie, quelle tragedie che appaiono sui giornali o sui mezzi di comunicazione come tali nelle cronache, ma che non vengono minimamente messe connessione con l'attività di una classe politica che oggi non rappresenta più neanche sé stessa, una classe politica che non è né motore né timone di questa società, una classe politica -e qui mi riferisco soprattutto alla sinistra -che ha dimenticato totalmente i suoi valori. Non c'è Luigi Cogodi, mi dice: "Ma sai, questi sono strumenti". Bene, dite a Luigi Cogodi che questi strumenti sono diventati il metodo, sono diventati l'assenza stessa di questa sinistra, e nessuno, chi più di me, ha creduto e crede in questi valori, è incazzato con voi!

E allora cosa faccio? Ho detto: "Vado e mi dimetto". E poi cosa racconto ai sardi? Oppure dico: "Sì, mi dimetto così subentra un consigliere che sicuramente voterà per la destra e...". Ma questo l'ha fatto Ponzio Pilato. Non voglio darmi delle arie, ma... Certo, se non voto Pili, è chiaro, il centro -sinistra la prima cosa che farà ti farà fuori.

Ma vi pare che ci è stato disponibile ad affrontare i rischi che ha affrontato il sottoscritto, chi ha rischiato la propria vita per salvare altre vite, chi ha rischiato e rischia la propria libertà, chi ha sorvolato 400 chilometri di mare con un monomotore, chi è andato di notte solo in Barbagia, chi ha accettato una condanna a diciotto mesi per aver detto "assassino" ad un assassino, vi pare che possa aver paura di sentirsi disadattato rispetto a voi? Vi pare che possa aver paura di sentirsi espulso? Questo discorso l'ho subito accantonato. Vada subito Fantola a fare il governissimo. Ha sempre parlato di riforme, ma poi chiedeva all'assessore ai lavori pubblici, perchè lì si fanno progetti, lì si danno incarichi, intervengono società sarde, romane. Vada pure il C.C.D., si faccia il governissimo, oppure si scelga un altro presidente di centro -destra, oppure si immagini una soluzione di centro -sinistra, oppure ancora si immagini una bella Giunta sostenuta da 78 -79 consiglieri, di cui l'unico oppositore sarà il sottoscritto, oppositore finchè avrà un senso che questo lo faccia, perchè evidentemente uno può essere anche disponibile a spendere la vita se questo ha un senso e se produce dei risultati, ma i miei elettori capiranno che se si è arrivati a questo punto la mia capacità di azione, la mia capacità di intervento, la mia capacità di interazione non avrà più nessun effetto perchè mi trovo nella palude.

Bene, io penso che nessuno potrà considerarmi un traditore se farò altre scelte. Io non regalo cinque anni passati in questo modo, non regalo le vite che la Giunta precedente ha sacrificato, non regalo tutto questo a un Presidente che non è degno di rappresentare il popolo sardo.

Ripeto: con questo non voglio dire che intravedo soluzioni pronte e facili, ma un viaggiatore deve anche mettersi in cammino sapendo che affronterà le circostanze e le esigenze man mano che si presenteranno, e quindi faccio anche una proposta, la devo fare, una proposta che quasi sicuramente verrà disattesa, ma che rimarrà agli atti di questo giorno e di questa seduta, dove sicuramente una deviazione al corso degli eventi viene data.

Esistono degli adempimenti incombenti. Anche a questo ho pensato stanotte: la governabilità. Qualche persona mi diceva: "Ma Nichi, la governabilità", ma poi gli ho detto: sull'altare della governabilità, sull'altare del "si è sempre fatto così" quanti delitti si sono consumati negli ultimi cinque anni, diciotto anni?

La governabilità ha fatto sì che quando migliaia di posti di lavoro venivano compromessi perchè non fosse un imprenditore coeso ed asservito al sistema a portare avanti dei progetti, nessuno si alzasse a mettere in crisi un sistema che permetteva questo mercato di carni umane.

La governabilità ha fatto sì che quando qui sei anni fa è passata la storia, lo dico oggi con quella certezza che mi deriva dal sapere che un mio collaboratore che prima vendeva impianti per dentisti in Sardegna oggi è amministratore delegato della Telecom brasiliana, dal fatto che un altro mio collaboratore è amministratore delegato di Telecom Italia Network, la rete internet della Telecom, mi deriva dal fatto che centinaia e centinaia di persone hanno trovato un loro lavoro, una loro collocazione senza una ciminiera, senza una compromissione per l'ambiente, senza nulla di tutto questo; la convinzione che oggi è un fatto concreto perché mi deriva dal potervi dire che un milione di miliardi è la quotazione alla borsa di New York di tutti i sottoprogetti di cui si componeva il programma generale di Video on line; bene, anche quando qui è passata alla storia, non si è stato in grado di cogliere tutto questo.

Caro Mauro, sul piano umano tu hai tutta la mia comprensione e la mia solidarietà perché so anche cosa significa portare avanti la propria azione, mentre qualche cagnetto rognoso ti azzanna lo stinco, qualcuno ti dà le clavate sui fianchi, le tue energie vengono assorbite da fronti che ti vengono aperte dall'opposizione e dal tuo interno, forse questi altri li vedi ancora più gravi dei primi.

Cari sardi, cari colleghi, i metodi sono gli stessi, le cose che ho visto in questi mesi sono assolutamente non raccontabili ai sardi, le cose che ho visto sono di un livello tale per cui se i sardi avessero potuto assistere come mosche ai nostri discorsi, i sardi che ogni giorno si devono confrontare con dei problemi drammatici, i sardi che magari hanno parenti che scontano decine d'anni di carcere e che se andassimo a vedere le motivazioni, neanche profonde, ma anche prossime di certe tragedie, scopriremmo quanto questa classe politica in generale, che non ha portato avanti i progetti, che non ha aperto prospettive, quanto è direttamente responsabile delle tragedie che si sono consumate.

Mauro, capisco totalmente il dramma che vivi in questo momento, ma devi capire anche quale sarebbe il mio se dopo essere arrivato a questo punto del percorso umano, prima ancora che politico, non confermassi il mio segnale fermo ed irrevocabile di non potere, per nobili ragioni immagino, non per posti di potere, la posizione che ho anticipato ieri alla stampa.

PRESIDENTE. Onorevole Grauso, io non l'ho interrotta, l'abbiamo ascoltata tutti con molta attenzione, ma non posso non esimermi per il futuro da invitarla ad un linguaggio più parlamentare.

E` iscritto a parlare il consigliere Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). E` indubbio che le riflessioni fortemente emotive del collega Grauso creano, e hanno creato in tutti noi, quella giusta tensione che deve essere cittadina di quest'aula perché la politica, quella con la "P" maiuscola, che ancora tutti ci sforziamo a voler riconoscere e ritenere elemento fondante per una corretta democrazia, possa prevalere nelle coscienze di ciascuno di noi.

Signor Presidente, questo è un inizio di legislatura sconcertante, pericolosamente ricco di preoccupanti contraddizioni che rischia di travolgere con noi la dignità delle stesse istituzioni che rappresentiamo. A nessuno in questa assemblea può essere concesso di superare la soglia della decenza, e quanto è oggi all'ordine del giorno, credetemi, suona più non come una svista di poco conto o una possibile apertura al contributo altrui, quanto come un'offesa alla stessa intelligenza dei sardi.

Con la massima indifferenza e con estrema crudezza è stato violato il diritto alla speranza che un inizio di legislatura porta, gettando l'intero mondo politico sardo in un'emergenza credibilità, di cui inevitabilmente tutti dovremmo farci carico con immaginabili conseguenze.

Nessuna trepidazione quindi sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente Pili, ma l'inutile rituale di un confronto su un documento scritto da tempo, da altri, per un'altra ragione.

Siamo profondamente mortificati e sentiamo tutti un forte disagio che avvertiamo ancora maggiore quando ci si ostina a ritenere quanto successo poco significativo e quando si vuole far passare, come normale prassi, costruire programmi prelevando i contenuti da altre esperienze.

Ebbene, quante sono opportunistiche teorie che offendono ancora di più non solo questa assemblea, ma tutti gli addetti di questo Consiglio, gli addetti alla comunicazione, le donne e gli uomini di Sardegna, e credo che maggiormente offesi si sentano i 152 mila sardi che avendole riservato la preferenza, Presidente Pili, avrebbero gradito avere rappresentato in maniera più autentica le loro istanze e quella dell'intera Sardegna.

Avremmo voluto in questa occasione presentare ai sardi il nostro contributo, fatto di tensioni costruttive, proprie della vigilia di eventi significativi; al contrario, ci troviamo spettatori di una vergognosa commedia, di fronte alla quale dobbiamo reagire e vigilare affinchè oltre ai mercanti dal tempio, vengano allontanati coloro che tentano di mistificare la nostra realtà.

Il desiderio di ciascuno di poter fare, di poter assicurare il proprio contributo di idee e di progettualità maturate nella costanza dell'impegno è stato violato, così come si tenta di svendere il passato di battaglie per la conquista della nostra autonomia con semplici citazioni di circostanze.

Non siamo disponibili a far espropriare ai sardi né il loro passato, né il loro futuro, la casa dei sardi è questa, è rappresentata da questa assemblea, eletta democraticamente nella quale ciascuno deve sentire il dovere di esaltarne la funzione.

Copiare un programma di governo può essere considerato una semplice leggerezza solo per chi fa politica con gli spot, per chi pensa che una terra e i suoi abitanti possono essere conquistati con gli stessi metodi con cui ai consumatori si vende un prodotto commerciale.

Il Presidente Pili ha consultato 500 persone in rappresentanza di tutto il popolo sardo. Iniziativa lodevole, l'elenco che ci ha fornito è effettivamente rappresentativo, però queste consultazioni dovevano servire a costruire quel programma che non ha presentato.

Quindi coloro che sono stati maggiormente traditi dal Presidente Pili sono quegli amministratori, imprenditori, sindacalisti, operatori del sociale, del credito e del mondo associativo che avevano rappresentato le idee e le proposte elaborate per conto e a nome di tutti gli abitanti della Sardegna.

Presidente Pili, le sue dichiarazioni programmatiche, non rispettose di questi contributi, hanno introdotto in quest'aula un senso sottile di incertezza, di provvisorietà, di orizzonti chiusi e inquietanti, che poco hanno a che fare con la speranza di un reale cambiamento.

Mi pare di avere davanti una sequela disorganica di annunci vuoti per colpire l'immaginazione, esorcizzando le difficoltà vere di una stagione politica stagnante, appesantita, cui lei certo non mette le ali, ma l'affronta senza conoscere l'approdo; lei agita, facendosene forte, pur nei limiti del nostro ordinamento le sue 152 mila preferenze, è rimasto il suo cavallo di battaglia.

Ma questo risultato elettorale, che va valutato e rispettato in tutta la sua portata, che è stato senza dubbio dirompente per le sue dimensioni non è stato onorato, anzi, le sue dichiarazioni lo soffocano, gettando tutto il Consiglio nello sconcerto. La sua diventa una concretezza falsa, non credibile, per mascherare incertezze e strutturali incapacità ad una svolta reale, visibile.

E` crollata così per la regione l'ambizione di un suo ruolo autonomo, non a caso ha coperto di cortine fumogene il cammino delle riforme. Quale autorevolezza mette in campo per un nuovo rapporto con lo Stato? Ci vuole ben altro per conquistare l'obiettivo della nostra sovranità nell'Europa delle regioni. Lei non indica un percorso autentico, altro che Lussu e Dettori, questa regione da lei immaginata è virtuale e non ci piace, non è farina del suo sacco, siamo delusi, non può essere questo il nuovo che i sardi attendono.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto-R.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Sardegna spesso è stata considerata un laboratorio politico, ricordiamo le Giunte autonomistiche degli anni 70, ricordiamo altri passaggi importanti che hanno precorso i tempi a livello nazionale.

Anche stavolta la Sardegna si presenta se non come un laboratorio politico, sicuramente almeno come un battistrada; si è presentata alle elezioni in un'ottica bipolare una coalizione di Centro Sinistra ed una coalizione di Centro Destra che non coincide col Polo delle Libertà, ma presenta qualcosa di diverso rispetto al panorama nazionale, arricchito, noi riteniamo, dall'apporto dei riformatori sardi, movimento nato dalla speranza di tutti i sardi che vogliono una svolta in senso presidenzialista e maggioritario del nostro quadro istituzionale, e dando oggi vita ad una coalizione che si presenta con una proposta di Giunta al Consiglio regionale.

L'onorevole Cogodi nel suo intervento ha ironizzato sui tempi lunghi che ha richiesto il giungere a questa fase, il giungere alla giornata odierna, nella situazione in cui ci troviamo.

Noi concordiamo con l'onorevole Cogodi almeno su questo punto, anche se poi lui ironizza, attaccando Massimo Fantola e i riformatori sardi perché si battano per cancellare l'aberrante legge elettorale che ha portato a questa situazione che oggi è stata ulteriormente evidenziata, rimarcata dall'intervento dell'onorevole Grauso.

E` proprio quello che è accaduto oggi ci spinge a continuare nella nostra battaglia, malgrado l'onorevole Cogodi e malgrado tutti coloro che pensano di poter continuare a trarre la loro rendita di posizione politica dalla precarietà e dall'instabilità.

Siamo profondamente convinti che le vicende che stavano portando, l'intervento era scritto ieri, al varo della Giunta presieduta da Mauro Pili, abbiano reso estremamente sensibile l'opinione pubblica sarda allo stretto legame che esiste tra governabilità e sviluppo, tra governabilità e possibilità concreta di incidere nell'economia.

Si unisca a noi, onorevole Cogodi, non a noi riformatori, per carità, ma a tutti coloro che in quest'aula, appartenenti indifferentemente al Centro Destra o al Centro Sinistra, condividono questa battaglia o perlomeno assuma insieme a noi, lei che tutte le volte che ne ha l'opportunità si richiama ai principi sacrosanti della democrazia, dichiari insieme a noi il suo impegno a rispettare la volontà che i sardi esprimeranno nel referendum del 21 novembre.

Chiediamo insomma un impegno preciso a tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio regionale, a un deciso mutamento di rotta, a quanto accadde l'anno scorso in quest'aula, quando in dieci minuti venne liquidata, bocciandola, la proposta di istituire un'assemblea costituente in grado di affrontare, scindendola da questioni di maggioranza o di minoranza, la drammatica questione delle riforme istituzionali.

Annuncio che nei prossimi giorni il gruppo che ho l'onore di presenterà un nuovo progetto di legge per l'istituzione dell'assemblea costituente del popolo sardo, così come chiesto da decine di migliaia di sardi.

Presidente Pili, i riformatori confermano nei suoi confronti la loro piena lealtà e la confermano alla coalizione di Centro Destra. Noi abbiamo apprezzato nelle dichiarazioni programmatiche che lei ha presentato la determinazione che le scaturisce dall'esperienza di sindaco, in quanto tale a contatto costante con la gente, con i suoi problemi, lontano dalle stanze ovattate del potere regionale.

Ciò è evidente soprattutto nelle priorità che lei ha ritenuto di individuare nell'emergenza idrica, in un nuovo modo di affrontare le politiche del lavoro, soprattutto attraverso la valorizzazione delle imprese private e agenzie del lavoro guidate da privati, nel trasferimento di poteri e risorse agli enti locali in tempi brevissimi, attuando il principio di sussidiarietà nella zona franca, nella continuità territoriale e anche nelle scelte innovative che sono previste nel programma, soprattutto vorrei evidenziarne due: il project financing, con un effetto moltiplicatore delle risorse, che probabilmente otterrebbe anche una più efficiente gestione di determinati servizi, come la depurazione delle acque, la gestione di porti, aeroporti e delle reti del gas e la zona franca telematica con la realizzazione dell'autostrada telematica, che ha portato allo straordinario ulteriore balzo in avanti dell'economia degli Stati Uniti d'America negli ultimi anni.

Perché non copiare su strade vincenti come quella? Perché non possiamo pensare che la regione, che è una regione povera come la nostra, possa puntare sulla scelta delle nuove tecnologie come concreta possibilità di sviluppo e di occupazione per mano d'opera pregiata, per migliaia di giovani sardi esperti a diversi livelli di informatica e di nuove tecnologie? A meno che non c'è l'onorevole Grauso, la regione sarda non voglia continuare a demonizzare le nuove tecnologie.

Presidente Pili, onorevoli colleghi, avremmo voluto che oggi per la Sardegna fosse davvero un giorno di svolta, di quella svolta che i sardi, in modo così netto, hanno indicato con il loro voto di volere.

PRESIDENTE. Siamo ormai alla fine del dibattito, voglio ricordare che adesso c'è l'intervento dell'onorevole Pittalis e poi dell'onorevole Cugini.

E` iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. Sardegna). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghe e colleghi, prendo a prestito un passo dell'intervento del collega, onorevole Dettori, che giustamente ricordava ai colleghi che a nessuno è dato superare la soglia della decenza.

Ebbene, ritengo che egli abbia ragione e ritengo anche che egli abbia inteso riferirsi, guarda caso, proprio a quel collega del suo gruppo che questa mattina ha dato un esempio sicuro di come non si abbia il minimo pudore, non si abbia almeno il sentimento verso le istituzioni democratiche perché sicuramente ha superato il livello minimo della decenza.

Onorevole Dore, si vergogni, questo non è un Tribunale, lei non può assurgere a pubblica accusa, sarebbe facile per noi parlare delle Mercedes e dell'onorevole Di Pietro, dei cento milioni e di tutto ciò che ha inquinato la vita politica di questi ultimi anni, si vergogni! Questa è un'aula libera, è la più alta rappresentanza del popolo sardo, non è un'aula di Tribunale, qui non vi sono giustizialisti, io mi auguro che la magistratura possa, sì, una volta per tutte andare a controllare in qualche assessorato le nefandezze che la parte politica in cui milita ha combinato in questi ultimi anni.

Colleghi chiesto scusa del tono, ma se noi dovessimo seguire la scia degli articoli del Codice Penale... onorevole Cugini, per cortesia, non mi disturbi per il rispetto delle regole che egli stesso ha chiesto e anche quel minimo di educazione e di etica che si richiede.

Entrando nel merito delle questioni direi che è veramente molto rumore per nulla, e non è solo il titolo di una bellissima commedia di William Shakespeare, ma è anche la più icastica e compiuta rappresentazione di ciò che la coalizione delle Sinistre ha inscenato e rappresentato oggi dinanzi agli occhi attoniti dei sardi e del Consiglio regionale.

Le questioni agitate in questi giorni riguardo alle questioni programmatiche del Presidente Pili sono nient'altro che un pretesto, l'occasionale e arrangiato motivo per dare sfogo, onorevole Selis, al suo personale martirio, quello di aver perduto il potere.

Ma oggi questo Consiglio regionale, assemblea alta e nobile, a dispetto dei desiderata dell'onorevole Dore che non riuscirà ad essere piegata ai desideri né suoi, né di qualche parte politica, questo Consiglio regionale è riunito per intervenire e dibattere cosa fare nei prossimi anni di governo.

Si tratta di occasioni importanti, che non consentiamo a nessuno di svilire e che non possiamo consentire che vengano piegati a scenette, teatrini, piccole, confuse e modestissime pretese; diceva Jorge Louis Borges che arriverà un'epoca nella quale meriteremo di non avere governo. Ma non possiamo, né vogliamo rimanere... nell'attesa di quel bel momento in cui le condizioni complessive saranno così risolte e serene da non avere bisogno di indirizzi e di scelte.

Sentiamo fortemente la responsabilità morale di dare alla nostra comunità, a quella comunità che ci ha eletto e che a noi ha affidato un mandato politico, un governo, non un governo qualunque, ma un governo capace, degno, con molta modestia, con umiltà, con sacrificio e difficoltà, stiamo provando a dare alla Sardegna un governo che è il migliore possibile.

Il tasso medio di esperienza politica di questo Consiglio regionale è molto elevato, alle conoscenze di chi siede in questi scranni dalla trascorsa legislatura si sommano tradizioni politiche di lunga scuola, nell'uno e nell'altro schieramento e personalità alle quali cittadini sardi hanno ritenuto di dare nuovamente fiducia, dopo una fase storica nazionale e regionale, complessa e difficile.

Con arguzia, nella seduta inaugurale della legislatura il Presidente, Felicetto Contu, ricordava che in questi scranni siedono ben cinque ex Presidenti del Consiglio regionale.

Si tratta di un dato che rende maggiormente oneroso il carico di responsabilità che abbiamo dinanzi, maggiormente oneroso perché a nessuno di noi è concesso non comprendere la particolarità e la difficoltà della fase storica che viviamo, e a nessuno di noi è possibile abiurare nel senso di responsabilità istituzionale e politica.

Nessun esponente della maggioranza ha necessità di arrampicarsi sugli specchi per rifuggire la drammaticità delle condizioni politiche, nelle quali ci troviamo ad operare.

Tutti noi sappiamo benissimo che non sono certo queste le condizioni per un governo saldo e forte, sappiamo che questo governo che ci apprestiamo a varare, se riceverà la fiducia, è frutto di una legge elettorale figlia di molti padri e come tale approssimativa e compromissoria.

La legge elettorale figlia di un periodo storico conclusosi, ed è proprio la nuova era sociale e politica che viviamo che impone a noi tutti di dare alla Sardegna un impianto istituzionale ed elettorale moderno e capace.

E` una responsabilità precisa di questo Consiglio regionale, non di una maggioranza, non di un'altra, di questo Consiglio che rappresenta il popolo sardo nella sua interezza.

Abiurare a questo compito come di fatto accade quando si strumentalizzano e si piegano ai propri comodi le istituzioni, è un fatto politico grave e drammatico. Noi lo censuriamo con forza e invitiamo le opposizioni a far seguire alle parole fatti, responsabilità e senso delle istituzioni, onorevole Selis; in condizioni di scarsa legittimazione consiliare non possono non soccorrere considerazioni di etica politica; i sardi hanno indicato questo Presidente e la sua maggioranza.

Onorevole Selis, lei aveva tutto il tempo evidentemente per ricercare e trovare attorno a se un'altra maggioranza, ammettete che questo compito non vi è riuscito, perché forzare gli strumenti della democrazia? Chi non ha fatto parte della sua coalizione e non concorda con il suo, con il nostro programma, può e deve legittimamente stare all'opposizione, ma non può e non deve, a nostro avviso, porsi di traverso ed impedire l'unico governo che i sardi che in così grande maggioranza hanno chiesto e voluto.

Ogni altra considerazione in merito è la dimostrazione che la scolastica non è un periodo storico ed ermeneutico concluso, ma che trova nelle risorse file della sinistra nuova linfa e rinnovato vigore. Non è bene. Le emergenze della Sardegna sono tante e tali che non possiamo indugiare, è tempo di governare e porre quest'Isola in condizioni di confrontarsi con le altre regioni europee. Non è opportuno in questo dibattito ricordare ai colleghi quali siano le condizioni nelle quali la Sardegna vive. Onorevole Selis, bisogna ricordare, perché i sardi lo sanno che la situazione oggi è drammatica, perché ci consegnate voi del centro sinistra una situazione drammatica.

Onorevole Dore, al governo non era il Polo dei sardi o l'U.D.R., ma c'era la sua parte politica che governava e con responsabilità precise anche in settori delicati come quello del lavoro.

Ciascuno in quest'aula conosce le condizioni di un'isola arretrata, ricca di disoccupazione e di disperazione; un territorio privo di infrastrutturazione primaria, incapace di avviare una concorrenza qualsiasi anche con quelle regioni europee che erano storicamente in condizioni di sviluppo assai peggiore. Non un solo settore adeguato ai tempi e alle necessità del nostro tempo, e di contro abbiamo un territorio e una ricchezza culturale ed umana che sarebbero e sono una fonte di sviluppo non solo per il nostro popolo così numericamente debole, ma anche per sostenere nuove energie e nuovi arrivi. Ed invece quest'Isola ricca è costretta nella palude della rissa e della immobilità da una classe politica spesso improvvisata e del tutto spregiudicata. Oggi ne abbiamo avuto esempio.

Scriveva Emilio Lussu, che continuiamo a citare considerandolo un padre dell'autonomia, e dunque un padre della nostra scuola politica e culturale, che molte cose sono sulla carta in Sardegna, ma vi è anche parecchio lievito in fermento. Noi intendiamo, con sforzi sinceri, tirare fuori dalle carte le molte cose che il nostro lievito sincero ci consente di far fermentare e portare a maturazione. E per questo, lo ripetiamo, già dal forum di Aritzo intendiamo caratterizzare ogni nostra azione politica sul terreno dell'autonomia. Autonomia che vuol dire che noi, onorevole Selis, non accetteremo più e mai più che i deliberati del Consiglio regionale divengano carta straccia, e lei ne ha qualcosa.

Autonomia che vuol dire, in questo particolare momento mi rivolgo all'onorevole Giacomo Sanna, che non accetteremo dictat da qualsiasi governo; per la regione Sardegna non devono esistere governi amici, esistono solo rivendicazioni e questioni che il nostro popolo deve essere messo in grado di affrontare con la dignità che gli è propria e che gli spetta. Essere umiliati ed offesi per questioni che meritano non più che qualche correzione ortografica, onorevole Selis, è la consueta ed inutile operazione di chi rifiuta le responsabilità del governo. Io mi sarei atteso da lei, onorevole Selis, un qualche appunto sul contenuto, perché noi non ci vergogniamo di aver mutuato da altre esperienze di altre regioni della nostra nazionale politiche sociali in favore della famiglia, politiche in favore della maternità, politiche a sostegno dei disabili, politiche a sostegno dei disoccupati, politiche soprattutto in settori dell'ambiente con riferimento ai rifiuti solidi urbani. Lei saprà, onorevole Selis, che non c'è sindaco della nostra Sardegna, questo lo sa sicuramente anche l'onorevole Dore che ha dimestichezza con gli ambienti giudiziari, che non abbia subito un processo penale proprio per la questione dello smaltimento dei rifiuti. E le dirò, onorevole Selis, questo grazie ad una politica distratta, dissennata della nostra Regione. Allora recuperare il meglio anche di esperienze già in atto di altre regioni, onorevole Selis, non c'è di che vergognarsi. Lì certamente funziona perché non sono e non erano interessati nelle beghe nelle quali eravate interessati voi con i consigli di amministrazione di enti e di banche che è la vostra migliore specializzazione.

Autonomia che vuol dire realizzare finalmente quei punti programmatici che lo statuto sardo prevede come la zona franca integrale, come una effettiva continuità territoriale. La rivoluzione liberaldemocratica che intendiamo porre in essere comincerà proprio da lì, da quella riscoperta della centralità della Sardegna, regione frontaliera, che della sua posizione centrale nel Mediterraneo deve fare la propria virtù, dopo che per anni era stata il suo vizio.

Autonomia e sviluppo sono progetti importanti ed ambiziosi, sono il nucleo e la cifra del programma del Presidente Pili e nostro. Come forza politica accettiamo la sfida che viene dall'esecutivo, non sarà cosa da poco in un anno presentare un progetto complessivo di semplificazione e riordine legislativo, una ricognizione delle procedure per sveltire ed ammodernare i processi decisionali isolani. Non è una sfida da poco recuperare dallo Stato le migliaia di miliardi che anni di amministrazioni incompetenti di sinistra e di amministrazioni incapaci di sinistra hanno fatto irrimediabilmente perdere. Non sarà sforzo piccolo quello di educare all'utilizzo di nuovi strumenti finanziari quali quelli che la Giunta Pili utilizzerà.

Se riusciremo nell'impresa saremo una regione finalmente autosufficiente, non torneremo a piangere miseria, non più. Non sarà scelta di poco conto richiamare il sistema creditizio a rispondere delle proprie scelte e costringerlo ad un confronto serio con il mercato che intendiamo aprire a nuovi scenari internazionali. Non sarà sforzo di poco conto abbattere il costo del denaro e dell'energia; nessuno ci è riuscito sinora, noi ci proveremo in sintonia con il popolo sardo. E` una richiesta precisa che viene dai cittadini, noi non abbiamo paura di raccoglierla, e non abbiamo soprattutto potentati da difendere. Non sarà un traguardo irrilevante portare i sardi a vivere in Europa da protagonista e non da gregari. Noi ci proveremo. In questo Consiglio esistono energie e forze che vengono da lontano, da esperienze che noi riteniamo preziose, prestigiose, autorevoli, proprio come quella sardista. Da scuole importanti, come quella dei cattolici democratici, da culture di libertà, autonomia e progresso come quella riformista. A queste forze chiediamo uno sforzo di fantasia ed intelligenza, a loro chiediamo convergenza e unione dei sardi liberi e democratici intorno ad un programma che costruiremo ogni giorno, animati dal solo dogma della libertà. Libertà del mercato, dello sviluppo, libertà nella modernizzazione delle strutture e della cultura. E a questo proposito, signor Presidente, mi auguro che la sua Giunta dia effettiva attuazione alla legge sulla lingua e la cultura sarda, che non rimanga quel testo purtroppo finora vilipeso, un testo al quale abbiamo direttamente contribuito a scrivere e ad approvare, ma che i governi della passata legislatura hanno reso inutile proprio perché non hanno assolutamente previsto le risorse sufficienti perché la legge sulla lingua e la cultura sarda possa avere concreta attuazione.

Alle forze liberali e democratiche, alle forze autonomiste chiediamo di guardare con fiducia alle esperienze già realizzate in altre regioni europee nelle quali la pregiudiziale ideologica nazionalista è stata superata nel comune afflato autonomista e regionalista. A noi, cari rappresentanti del Partito sardo d'azione non fa paura pronunciare la parola sovranità, non fanno paura i modelli della devolution presenti in Scozia o il modello Catalano, noi siamo pronti a questa sfida e su questo vogliamo il confronto con la tradizione nobile del Partito Sardo d'azione. E voglio ricordare che proprio su questi temi la sinistra, i comunisti in particolare, hanno votato contro una mozione presentata dall'onorevole Salvatore Bonesu proprio alla fine di questa legislatura. Ed allora insieme, valorizzando punti in comune abbiamo molte possibilità, dividendoci nessuno di noi guadagna e il popolo sardo perde una sfida storica, un'occasione irripetibile, quella della rivoluzione autonomista. Non ripetiamo gli errori che già hanno reso questa terra povera e lontana, in un quadro che il vecchio Tiziano dipinse tra il 1560 e il 1570, L'allegoria del tempo governato dalla prudenza, era riportato un broccardo in latino: ex preterito presens produnte ed agit, ni futuram actionem deturpet, dal passato il presente agisce prudentemente per non deturpare l'azione futura. A questo broccardo forse anche un pò bolso, forse un pò retorico, forse un pò fuori moda, voglio richiamare la riflessione di questo consiglio, non disperdiamo il patrimonio dividendoci ancora senza prudenza. Forza Italia, Presidente Pili, è al suo fianco in una battaglia difficile e porge a lei e al suo esecutivo piena fiducia e ci auguriamo che ottenga la fiducia in nome della governabilità e in nome del cambiamento che non solo i 152.000 sardi che le hanno tributato fiducia con il voto a lei personalmente, ma il 1.650.000 abitanti attengono da lei.

PRESIDENTE. Il dibattito con l'intervento dell'onorevole Pittalis si è concluso, adesso il Presidente della Giunta dovrebbe svolgere la sua replica, le chiedo se vuole farla adesso o se invece ritiene di prendersi un pò di tempo.

PILI (F.I. Sardegna), Presidente della Giunta. Chiederei un'ora per riordinare gli appunti.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni è concessa.

La seduta è aggiornata alle ore 12 e 15.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 20, viene ripresa alle ore 12 e 17.)

PRESIDENTE. Chiedo al Presidente della Giunta se è proprio per la replica di procedere.

PILI (F.I. Sardegna), Presidente della Giunta. Onorevoli colleghi, in questa mia replica avrò l'opportunità di fare molte confessioni e di dichiararmi più di una volta reo confesso, non soltanto della mancanza di rispetto di cui alcune parti di questo Consiglio mi hanno accusato, ma anche della mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini sardi, perché molte cose ho omesso nelle mie dichiarazioni programmatiche e che volevo e credevo potessero essere lasciate alla storia, alla storia di questi ultimi cinque anni della Sardegna. Ed è invece triste per un'istituzione autonomistica, e sconfortante per me, che una parte di questo Consiglio, il cosiddetto centro sinistra, una parte delle forze politiche che compongono questo Consiglio regionale, abbia voluto ridurre il confronto sulle dichiarazioni programmatiche ad una bassissima strumentalizzazione di sei pagine su oltre trecento.

E` evidente che quello che è stato messo in campo in queste ultime ore dei potentati politici nazionali, delle botteghe oscure del TG1, delle botteghe oscure della RAI nazionale hanno portato a dare un'immagine di questa classe dirigente che ha solo l'ambizione di restituire ai sardi la libertà di scegliersi il governo che vogliono. Credo che sia assolutamente non accettabile, ed ancora più triste che il centro sinistra abbia cercato di ridurre il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche in uno scontro tra me e l'onorevole Selis. Uno scontro, consentitemelo di dire, già risolto, risolto dai sardi i quali hanno posto tra me e Selis una differenza di 90.000 differenze, oltre il doppio. Questo spiega forse il livore dell'assalto che mi fa pensare che se lo scontro dovesse ancora continuare sullo stesso tono e sullo stesso livore, questa distanza e questo distacco potrebbe ancora crescere e questa volta per merito dello stesso onorevole Selis.

Il grande rispetto che nutro verso quest'aula mi indurrebbe a ignorare l'assalto, a dedicare la mia replica agli interventi seri e costruttivi che pure in quest'aula ci sono stati, che pure abbiamo plaudito e di ciò ringrazio questi autorevoli colleghi. Non vorrei tuttavia che questa mia scelta politica di stile e di etica politica venisse scambiato per timore per un cedimento alle intimidazioni del centro sinistra. Risponderò pertanto all'assalto dell'onorevole Selis e dei suoi compagni di partito separando le argomentazioni dal risentimento e dal livore, le argomentazioni mi interessano, il livore e l'altro no.

Veniamo dunque alle argomentazioni poste in campo in questi giorni, è evidente che prenderò spunto da alcuni interventi anche fortemente critici, uno di questi dell'onorevole Dore.

L'onorevole Dore ha richiamato alcuni articoli del Codice Penale che hanno suonato alle mie orecchie come un richiamo severo: plagio. L'onorevole Dore non solo non ha letto le dichiarazioni programmatiche, ma forse ha vissuto troppo dall'altra parte le difficoltà di tutti i sindaci, di tutti i 378 sindaci della Sardegna, ognuno dei quali con un avviso di garanzia: discariche. L'onorevole Dore difende coloro che fanno le discariche ma non difende i sindaci ed io, quando ho dovuto richiamare nelle mie dichiarazioni programmatiche che ho presentato all'aula, quello che succede nel mondo e che la Lombardia ha voluto porre come elemento centrale della propria attività essendo regione leader nella politica delle discariche, come strategia per costruire una nuova visione non più le discariche, ma il riciclaggio, in Sardegna oggi non c'è un solo comune -le dichiarazioni di tutti i sindaci in ogni angolo della Sardegna lo testimoniano -che riesca compiutamente a trarre beneficio dal riciclaggio dei rifiuti, eppure ci sono le popolazioni in ogni angolo della Sardegna che sono armate l'una contro l'altra, perché la regione piazza le discariche di qua, piazza di là. Certo che va affrontato il problema, ma certamente non si può dimenticare di guardare laddove invece è stato realizzato e si può guardare con più ragionevolezza ai risultati raggiunti. Mi si accusa di aver copiato, non solo le uniche cose che ho copiato, siete stati molti disattenti, avete omesso che insieme alle cose copiate ci sono alcuni elementi fondamentali delle dichiarazioni programmatiche che riguardano lo stato delle finanze, lo stato delle risorse, vi siete accorti che ho copiato e non vi siete accorti che ho copiato e ho sbagliato copiando, perché nel documento di pianificazione economica finanziaria della regione c'è un dato che è quello di 4000 miliardi di debiti accumulati in questi ultimi cinque anni dalla maggioranza che ha governato in questi ultimi anni la Sardegna. C'è un errore, ho trovato soltanto i 4000 miliardi, perché guardando la tabella sotto si vede che da qui al 2001 saranno 6000 miliardi di debiti. Non c'è stato il confronto su questo, nessuno ha detto come devono essere recuperati quei 6000 miliardi di debiti, nessuno ha detto come devono essere recuperati i denari di un bilancio che io ho detto deve essere certificato e certificabile.

Alle accuse "fattucchiane" dall'assessorato alla programmazione vogliono rispondere puntualmente, perché non vogliono accettare in alcun modo e da nessuno lezioni di economia per chi ha realizzato 6.000 miliardi di debiti. Certo che forse è meglio guardare quello che succede nella regione Lombardia. In Lombardia il 15% del prodotto interno lordo serve per creare burocrazia, il prodotto interno lordo della Lombardia cresce, cresce l'economia, cresce il lavoro, in Sardegna spendiamo il 45% per la burocrazia, quella burocrazia assistita creata da questi signori, e poi il risultato è che non c'è occupazione, che c'è disoccupazione e non c'è alcun tipo di risultato.

Leggo testualmente le dichiarazioni dell'assessore della Programmazione uscente: "Credo che sia un dato di fatto che in termini di competenza le entrate della regione non mancheranno affatto i mille miliardi, e che lo stato naturalmente è tenuto a versarli". E poi dopo dice che la regione ha attuato il bilancio di cassa. E come, mi dice che nella competenza ci devono essere mille miliardi, però nella cassa poco importo che se da tre anni, quattro anni mancano. Mi domando, era più vergognoso copiare alcune parti sostanziali e che condivido totalmente sulla politica sociale, e poi vedremo perché le condivido e ai sardi spiegheremo perché le condividiamo, o piuttosto era necessario omettere, nascondere ai sardi che da quattro anni non si percepivano i 1.000 miliardi, perché qui ci sono i documenti che parlano e vorrei leggere cosa diceva il direttore generale della programmazione a Palomba e all'assessore della programmazione anche a quell'ultimo che era il carica: "Attenzione, si rammenta inoltre che se nel corso dell'esercizio non saranno devolute le spettanze in argomento si determinerà un abbassamento dei flussi finanziari regionali e che in virtù del patto di stabilità interna tale diminuito flusso potrebbe venire consolidato". Cosa vuol dire, cosa stava dicendo il direttore della programmazione. Stava dicendo, attenzione: se non chiudiamo la partita che da quattro anni avete aperto e con il governo di centro -sinistra non avete saputo chiudere, rischiamo per la storia della Sardegna di avere quel dato diminutivo sempre più consolidato. Ed allora forse è meglio parlare di queste cose ai sardi e non delle 6 pagine sulle 280, delle cose serie e concrete bisogna parlare ai sardi e non delle virgole o delle undici province. Ma chi è che non sa che in Sardegna ci sono quattro province e non undici.

Credo che queste argomentazioni si commentino da solo e i sardi del resto hanno già detto come possono essere giudicate nella gravità dei fatti. Ed allora è evidente che non può essere smontata la considerazione che è stata fatta sul bilancio che noi abbiamo rivendicato, certificato e certificabile, non richiamando i bor perché Dio ce ne scampi e liberi da contrazioni di mutui o di buoni ordinari regionali così come sono stati concepiti sapendo benissimo che nelle casse della regione a mezzogiorno di stamattina c'erano 6.322 miliardi di residui compresi da impegnare e da pagare sul stanziato, e sulle competenze vi sono ad oggi 5.242 miliardi da impegnare sullo stanziato e 1.571 da pagare sull'impegnato. Questi sono i dati che interessano ai sardi, questi sono i dati sui quali dobbiamo confrontarci cari colleghi. Sminuire, tentare di ridicolizzare delle dichiarazioni programmatiche quando non ci si confronta sui fatti, sulle cose concrete da fare, altro che copiare dalla Lombardia. Io ho visto che il Presidente Palomba ha copiato ed ho portato qui quello che il Presidente della regione sarda, espressione del centro sinistra, ha copiato per cinque anni con il silenzio assoluto della maggioranza, che ha portato a dire: "Il governo regionale si impegna ad attribuire -leggo e cito Palomba formato 1995, una delle sue 6 Giunte- eccezionale rilievo al lavoro. Per il '96, '97, '98 e per gli anni successivi si assume l'impegno a realizzare il Sardegna l'aumento dell'occupazione nella misura media prevista per l'Italia dal documento di programmazione economica finanziaria.

Da dove hanno copiato le politiche del lavoro, dal DPF nazionale, e il risultato è stato trasposto pari pari sul DPF della Sardegna con un risultato, che per eliminare la disoccupazione della Sardegna secondo quei dati, secondo quella previsione del centro -sinistra, occorreranno 40 anni. Ed allora, ai poveri disoccupati dalla Sardegna diamo le ricette di Palomba e del governo D'Alema, io sono dell'avviso che bisogna trovare nuove soluzioni, un'economia che funzioni e guardando a quello che succede per esempio in Lombardia so che in Sardegna si potrebbe sviluppare un ragionamento fatto bene o fatto male ad utilizzare quelle indicazioni della Lombardia, a copiare quelle indicazioni della Lombardia, o era ancora preferibile continuare a copiare dalle dichiarazioni programmatiche di questi ultimi cinquant'anni. Io credo che sia assolutamente un dibattito che la Sardegna si porrà, crescere, concepire l'autonomia come isolamento, come capacità di non sapersi rapportare a quello che succede fuori dalla Sardegna. Noi abbiamo invertito questa tesi e siamo andati a vedere quello che succede per esempio sull'urbanistica in Emilia Romagna e nessuno ha notato che le politiche urbanistiche richiamate nelle dichiarazioni programmatiche sono simili a quelle della regione Emilia Romagna.

Forse l'Emilia Romagna, che è amministrazione di colore politico diverso rispetto a quello dell'onorevole Formigoni, non ha indotto la stessa attenzione e lo stesso livore.

Abbiamo detto che in Sardegna ci sono 378 comuni che, per colpa della Regione, non riescono a pianificare, che non riescono a contrarre quell'elemento pianificatore perchè la Regione è parte avversa, perchè la Regione non riesce a dare la capacità concreta di governare il territorio.

Allora, anche su questo, ci permettiamo di dire che i comuni devono avere il potere, insieme alla Regione, di governare il territorio in tempi rapidi, controllabili che possano essere anch'essi codificabili.

Allora, come posso dimenticarmi della continuità territoriale? L'ultima riunione di Giunta, della Giunta ancora in carica, è stata illuminante per capire come sono stati affrontati i temi fondamentali dello sviluppo dell'isola, che ho posto nelle dichiarazioni programmatiche come punto centrale, fondamentale di tutto lo sviluppo dell'isola: quello della continuità territoriale.

Sapete che cos'è successo nell'ultima riunione di Giunta? E` stata adottata una delibera, la delibera del 2 agosto 1999. Sapete qual è la cifra di impegno di spesa? E` di 990 milioni. Sapete per cosa serve questa delibera? Una delle tante voci dice: "Per realizzare consulenza a supporto dell'Assessorato per la definizione delle problematiche inerenti il trasporto aereo, anche in relazione all'imposizione degli onori del servizio pubblico previsto dalla legge 144".

Si aveva un ritardo di 45 giorni e la Regione Sarda non aveva ancora, in questi cinque anni, costruito niente sulla continuità territoriale. Questa è la dimostrazione! Questo sì che mi fa scandalo! Anche su questo abbiamo copiato! Abbiamo copiato dalla Corsica! Anche su questo abbiamo copiato dalla Corsica e credo che questa sia la dimostrazione di come poco sarebbe bastato guardare a quello che l'Air France riesce a realizzare nella Corsica, con una gara internazionale, sulla quale da tempo ci battiamo e che rivendichiamo per dire ai sardi che non possono continuare a "restare ostaggio" del monopolio, dello stesso monopolio che forse dispiace rompere, spaccare, che è quello delle banche.

Un monopolio che viene utilizzato in tutti i modi dall'occupazione delle fondazioni, all'occupazione del Consiglio di Amministrazione non certo per creare sviluppo ma per rafforzare il sottosviluppo.

Allora, è evidente, colleghi del Consiglio, che non possiamo permetterci di mettere in discussione altre problematiche come quella del sociale; quando pongo un elemento centrale delle dichiarazioni programmatiche sulle politiche della casa e dico che, sostanzialmente, non si può seguire alla lettera la legge 13 della Regione quando i comuni sono costretti ad avere gente davanti ai Municipi e non poter dare loro una casa perchè devono fare una delibera della giunta comunale, trasmetterla alla Regione e la Regione deve fare l'istruttoria. Passano mesi e mesi, poi bisogna trasmetterla alla giunta Regionale e la giunta Regionale deve decidere se quel povero cittadino, che è da mesi e mesi senza casa, deve seguire tutta la trafila burocratica.

Noi diciamo: "Guardiamo quello che è successo in Lombardia, dove i comuni e i sindaci hanno lo strumento e il potere per poter dare subito una casa a chi ne ha immediata necessità".

Allora, è evidente che non possiamo accettare, che non posso accettare in alcun modo, colleghi del Consiglio, che le dichiarazioni programmatiche, che hanno un totale impianto autonomista, che hanno certamente un richiamo forte ad un'elaborazione che deriva dagli stessi Assessorati. Nessuno ha guardato l'impostazione che è stata data alle schede, perchè leggerete certamente molte cose tristi che gli stessi assessorati...

Credo sia evidente, ed è dimostrabile, come si è voluto porle al centro delle valutazioni programmatiche; voglio richiamare una dopo l'altra le questioni finanziarie, i bilanci della Regione dal 1994 al 1999 con tutti i fondi disponibili, quelli impegnati e quelli da impegnare, gli obiettivi legislativi prioritari, l'altissima priorità legislativa, la priorità altissima delle opere, l'alta priorità degli strumenti orizzontali, verticali e settoriali per la Sardegna.

Allora, noi non abbiamo i potenti mezzi delle TV pubbliche, non abbiamo la possibilità di poter utilizzare gli strumenti che vengono messi a disposizione, i 448, dal Centro Sinistra Nazionale.

Ho cercato di argomentare la volontà di superare una fase di divisione, e l'ho fatto con sincerità, cercando di far comprendere che forse la Sardegna ha ereditato, per via di un sistema elettorale, un momento difficilissimo in cui vi sono due raggruppamenti che non hanno, nessuno di essi, la maggioranza per governare. Qualcuno ha detto che è indispensabile porre un rimedio immediato, non possiamo assolutamente venir meno.

Di fronte a quei tanti sardi che hanno voluto lanciare un messaggio di speranza -non attraverso questa coalizione ma ad ognuno di noi che siede in questi banchi -di orgoglio di essere e di sentirsi sardi al di sopra delle parti.

Abbiamo esordito rompendo quello che voleva essere lo spirito di quelle dichiarazioni programmatiche, forse con molti refusi e molti errori legati al fatto che il Presidente della Giunta è stato eletto il 9 agosto, che è andato ad ascoltare i sindaci per la Sardegna e quando è tornato ha trovato Fiume Santo, ha trovate le discariche, i lavoratori della Snia, i lavoratori della Sardegna impegnati in grandi mobilitazioni. Dovevamo decidere se costruire e rileggere fino all'ultimo momento per evitare questi errori materiali e non che potessero essere utilizzati dal Centro Sinistra come espediente per qualificarsi in questo dibattito delle dichiarazioni programmatiche.

Bisognava qualificarsi, colleghi del Consiglio, sulle cose da fare, non sui refusi delle 11 province o sulle pagine prese dalle dichiarazioni programmatiche di Formigoni. Su questo, bisogna vedere l'onesta intellettuale di capire che bisogna guardare quello che succede oltre, che non bisogna assolutamente dimenticarsi che governare la Sardegna significa avere una responsabilità in campo e questa responsabilità è in capo ad ognuno di noi.

Sento il dovere di richiamare ancora quei passaggi che ci hanno visto dire: "L'autonomia della nostra regione non può essere più rivendicata a parole". Mi fermo all'autonomia sapendo che abbiamo parlato con dettaglio della soggettività internazionale che la Sardegna può conquistare; sappiamo delle potenzialità che può avere la Sardegna se è un fronte unito di fronte alle riforme costituzionali che lo stesso D'Alema e Amato hanno presentato al Parlamento.

Su quella partita non possiamo permetterci di essere divisi; abbiamo il compito di governare ed acquisire quella soggettività internazionale che non può arrivare nè da Milano nè da Roma ma ha necessità di arrivare da quest'aula. Quest'aula ha necessità di confrontarsi perchè se ognuno di noi può avere qualche retaggio del passato, del presente o del futuro di richiamo del partito politico di appartenenza, è necessario che questa aula ci richiami a quell'obbligo di fronte ai nostri concittadini, di fronte alla nostra regione e alla nostra terra di pensare soltanto a quell'interesse supremo, che è l'interesse supremo della Sardegna.

Allora, in questa direzione, vorrei dire che molti passaggi, passaggi sostanziali dell'autonomia (quello dell'IVA è stato richiamato in mille miliardi che mancano)...La parificazione e le altre regioni italiane ci devono vedere impegnati ad un confronto serrato con il Governo; poco importa che sia un governo omologo. L'abbiamo visto, non basta essere omologhi con il Governo per ottenere le risposte. Dal 1995 ad oggi l'iva non è stata pagata così come la Regione chiedeva. E` evidente che occorre una mobilitazione unitaria del Popolo Sardo, una mobilitazione unitaria di tutta la Sardegna, a partire dalla sua massima espressione istituzionale, il Consiglio regionale.

Dobbiamo fare di tutto, dobbiamo assolutamente fare di tutto per darci un governo!

A questo Consiglio regionale chiedo di valutare quale governo darsi non dimenticandoci che abbiamo un mandato che purtroppo, per via della legge elettorale, non si è potuto compiere fino in fondo. Credo che giudicare, dopo un mese di governo, una Giunta passata, un Presidente, sia giusto e sia lecito ma forse non è definitivo; credo che i sardi aspirassero di poter vedere come l'altra parte governa, farci provare a governare.

Allora, con questo senso di responsabilità, con questo richiamo ai temi forti dell'autonomia, sapendo che nessuno può attribuire paternità nè a questo Presidente né a questa coalizione, sapendo che i cittadini sardi non si sono fatti influenzare dagli spot elettorali (considerato che ne abbiamo fatto molto meno di quelli dell'altra parte), certamente abbiamo battuto molte più piazze, abbiamo fatto conoscere più nel dettaglio il nostro programma ai cittadini sardi di quanto non abbiano fatto gli altri.

Allora, non facciamo di questo un errore, un errore di valutazione così com'è stato fatto nelle precedenti elezione regionali. Si diceva che i sardi potessero essere influenzati dagli spot; immaginatevi se il popolo sardo, un popolo così concreto si possa far influenzare dagli spot!

Perchè dobbiamo svilire il nostro popolo dicendo che, se ha fatto una scelta così netta e chiara, l'ha fatta in virtù degli spot?!

Ma pensiamo che i sardi non siano maturi, che non abbiano raggiunto quell'etica, quella capacità di valutazione che li fa esaltare nelle proprie valutazioni?

Potete continuare a dire che hanno scelto per gli spot, sapendo che non stiamo valorizzando il nostro popolo ma anzi che lo stiamo insultando! Quella valutazione con il 54 per cento di voti, così come l'altra parte, sono voti compiuti, ragionati, frutto di una riflessione politica che nessuno di noi può mettere in discussione. Ogni voto di quel cittadino sardo vale quanto il nostro!

Allora è evidente ed indispensabile che su questa strada ritroviamo l'orgoglio dell'autonomia, di sentirci sardi fino in fondo; dico questo con orgoglio. Sento profondamente di guardare le esperienze di altre regioni, dalla Catalogna. Si è fondato un ragionamento sulla catalogna in Sardegna, da più forze politiche, per dire: "Guardiamo quello che cosa succede in altre parti d'Europa; coniamo ed estrapoliamo le idee migliori, trasliamole e portiamole in Sardegna".

La Catalogna sta ottenendo la soggettività internazionale a livello europeo, parteciperà a Strasburgo quindi è evidente che è indispensabile guardare quello che fanno gli altri. Chiudersi in un'isola, isolarsi, significa non essere nè autonomisti nè federalisti, significa non ragionare con gli occhi aperti, significa chiudersi intorno a se stessi, guardare e vivere avendo soltanto alle spalle il bagaglio amministrativo e politico degli anni passati.

Questo bagaglio politico del passato amministrativo a me non basta e non basta ai sardi che ci hanno chiesto di cambiare e di cambiare profondamente le sorti amministrative della regione; dobbiamo scegliere se farlo tutti insieme o arrivare a tradurre questo risultato elettorale nell'ingovernabilità, che è probabile possa anche nascere in questa regione, ma i sardi non lo perderebbero nè alla sinistra, nè alla destra, nè al centro sinistra, nè al centro destra. I sardi non perdoneranno a nessuno di noi l'ingovernabilità di fronte a 350 mila disoccupati che non possono certo contare sulle politiche attive del lavoro che oggi ci sono e domani si esauriscono, che quel posto che viene promesso e fatto vedere nel lontano orizzonte dello sviluppo della Sardegna, è sicuramente un lavoro fittizio, destinato a crollare.

Credo ci siano altri passaggi importanti, per esempio la zona franca che è stata richiamata. Con questo passaggio voglio concludere parlando di una zona franca diversa, la zona franca telematica che è stata proposta nelle dichiarazioni programmatiche. E` un obiettivo che possiamo sostenere tutti, dal suo ideatore a coloro che sono seduti in questo Consiglio regionale, ma una cosa è certa: di chiunque sia l'idea (e sappiamo di chi è), la sosterremo fino in fondo perchè non guardiamo nè il voto di oggi, nè il voto di domani ma guardiamo la sostanza delle idee e degli obiettivi e siamo certi che i giovani della Sardegna......

Presidente. Onorevole Pili, la devo richiamare al tempo, perchè normalmente il tempo concesso per la replica è metà del tempo che viene attribuito per le dichiarazioni di programma. Ha ancora 5 minuti.

Pili (F.I. Sardegna), Presidente della Giunta. E` indispensabile guardare a queste nuove tecnologie; in Sardegna Internet è stata sconfitta dalla classe politica e dalla classe dirigente perchè si voleva sostanzialmente tenere ancora la Sardegna in uno stato di controllo pubblico dell'informazione, non far veicolizzare la crescita e la l'innovazione. Su questo faremo una battaglia ideale: siamo certi di poter portare avanti, in qualsiasi posizione, o al governo o all'opposizione, queste idee. Non ci spaventa nessun ruolo, ognuno ha la sua autorevolezza. In qualunque posizione ci lasceranno i sardi, sapremo interpretare fino in fondo quel messaggio di rinnovamento, di cambiamento e di profonda crescita del nostro popolo.

I fatti di queste ultime ore mi amareggiano e mi fanno riflettere; credo di aver chiesto a quei gruppi politici più lontani dalle mie posizione un confronto impegnativo sulle grande questioni economiche, sociali ed istituzionali della Sardegna. L'ho chiesto a quelle forze politiche, a quei gruppi politici più lontani e, almeno per ora, quel confronto mi è stato negato ed è stato negato ai sardi. Continuerò a cercarlo con il senso di responsabilità e con lo spirito costruttivo; ho anche chiesto a quei gruppi e a quei colleghi meno lontani, laici e cattolici, di guardare se in quel programma innovativo, fondato non soltanto sulle idee forti dell'autonomismo ma anche sulla compartecipazione di idee che nascono in Europa e nello stesso Stato italiano, possiamo trovare i motivi per avviare una stagione nuova, concreta di problemi che possono essere risolti.

Consentitemi di rivolgere un sentito e un franco ringraziamento a quei partiti, a quei gruppi, a quei movimenti e a quei cittadini che mi hanno finora sostenuto; un ringraziamento convinto sapendo che, anche in questo momento difficile, potrebbe essere impegnativo starmi a fianco in questa battaglia per il cambiamento.

Vi ringrazio di cuore per quello che state facendo, per quello che avete fatto e per la fiducia che mi avete mostrato fino ad oggi.

All'intero Consiglio regionale, mentre mi rimetto alla sua sovrana decisione, confermo il mio profondo, totale ed incondizionato rispetto, lo stesso rispetto e ringraziamento che rivolgo ai sardi che con la loro fiducia ci hanno chiesto di cambiare e di cambiare realmente.

(Applausi dai consiglieri aderenti ai Gruppi di centro destra.)

PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori per una breve conferenza dei presidenti dei Gruppi. I lavori riprenderanno fra dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 51, viene ripresa alle ore 13 e 32.)

PRESIDENTE. Dopo aver sentito la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, si è stabilito l'ordine dei lavori: i lavori continuano siamo al punto delle dichiarazioni di voto; tutti i Consiglieri che ne fanno richiesta hanno diritto a fare dichiarazioni di voto.

Per ciò che riguarda gli ultimi interventi, quelli dei Presidenti dei Gruppi, prego i colleghi Presidenti dei Gruppi di farne richiesta in modo tale che prepareremo una lista e avranno possibilità di intervenire tutti i gruppi o rappresentanti dei movimenti in ordine crescente, dal più piccolo al più grande, per concludere con l'intervento del capogruppo del partito di maggioranza relativa di opposizione o chi loro riterranno.

Chi si iscrive a parlare?

Leggo adesso l'elenco degli iscritti a parlare; se ce ne fosse sfuggito qualcuno, vi prego di rilevarlo in modo tale che possiamo correggere.

Cossa, Pilo, Floris Mario, Grauso, Cappai, Balletto, Selis, La Spisa, Lombardo, Nuvoli, Usai, Corda, Corona, Biancareddu, Sanna Noemi, Demontis, Pittalis, Rassu, Federici, Floris Emilio e Sanna Giacomo.

Se non ci sono altri iscritti, possiamo cominciare con le dichiarazioni di voto.

Abbiamo aggiunto Rassu, Federici, Floris Emilio, Sanna Giacomo.

Non ci sono altri iscritti, pertanto possiamo cominciare con le dichiarazioni di voto.

E` iscritto a parlare il consigliere Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I. Sardegna). Cari colleghi, io credo che questo sia un momento delicato e difficile per questo Consiglio regionale. Sono profondamente amareggiata per la sottovalutazione che c'è stata durante il dibattito dei problemi veri e profondi che toccano la Sardegna. Credo che sarà difficile, colleghi del centro sinistra, tornare di fronte ai sardi e sostenere le motivazioni vere del perché....

PRESIDENTE. Onorevole Pilo le chiedo scusa, gli uffici mi fanno osservare che le dichiarazioni di voto cominciano dopo la presentazione dell'ordine del giorno, del quale dobbiamo dare lettura.

Le chiedo di avere pazienza solo dieci secondi.

PILO (F.I. Sardegna). Attenderò paziente il mio turno.

PRESIDENTE. E` stato presentato un ordine del giorno da Pittalis e più. Se ne dia lettura.

Segretario, Emilio Floris:

ORDINE DEL GIORNO PITTALIS -BIGGIO -COSSA -CAPELLI sull'approvazione delle dichiarazioni programmatiche e sulla nomina dei componenti della Giunta regionale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

udite le dichiarazioni programmatiche del Presidente della Giunta regionale, On. Mauro Pili, preso atto del dibattito,

le approva

e, in conformità alle sue proposte, nomina componenti della Giunta medesima:

On.le Avv. Italo MASALA

Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione

Prof. Beniamino MORO

Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

On.le Dott. Salvatore AMADU

Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica

Ing. Giampaolo FALCHI

Assessore della difesa dell'ambiente

Dott. Antonello USAI

Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale

Prof. Antonio SABA

Assessore del turismo, artigianato e commercio

Dott. Emilio PANI

Assessore dei lavori pubblici

On.le Avv. Andrea PIRASTU

Assessore dell'industria

Sig. Ignazio MANUNZA

Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale

Dott. Pierpaolo VARGIU

Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport

On.le Dott. Giorgio OPPI

Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale

On.le Avv. Sergio MILIA

Asses Assessore dei trasporti.

PRESIDENTE. Onorevole Pilo, se vuole riprendere le sue dichiarazioni, la prego.

PILO (F.I. Sardegna). Dicevo ai colleghi del centro sinistra, vi verrà difficile affrontare i vostri stessi elettori e spiegare loro che vi siete rifiutati di entrare nel merito delle soluzioni da adottarsi per risolvere i problemi della Sardegna e di tutti i cittadini sardi.

Credo che la gente non capirà, come non ha capito fino ad ora, del perché incentrare una discussione su un mero fatto di rottura, piuttosto che entrare nel merito delle soluzioni che si proponevano ed eventualmente anche contribuire al trovare soluzioni diverse.

Credo che i sardi penseranno, in fondo, quello che hanno pensato nel dare centocinquantaduemila preferenze a Mauro Pili: vogliamo cambiare. E questa è un'ulteriore conferma delle ragioni che hanno portato i sardi a chiedere di cambiare.

Non nego che possiate essere rimasti perplessi dal fatto che noi pubblicamente e dichiaratamente abbiamo mutuato alcune parti delle nostre dichiarazioni di voto da esperienze che già sono state realizzate, ma guardate quel poco che io ho potuto verificare della politica è che c'è una grande perdita di tempo, un inutile tempo che viene dedicato alle sospensioni, o a discussioni che non servono.

Allora, credo che vada invece apprezzata la dichiarazione di chi dice perché dobbiamo riscrivere cose già scritte, perché dobbiamo fingere di proporre novità che invece non sono novità, se non altro per il fatto che sono state realizzate già concretamente.

Allora, io penso che....

(Interruzioni)

E` finito? Io ho ascoltato in silenzio oggi delle cose vergognose non solo per chi le ascoltava, ma anche per chi le diceva, e l'ho fatto, debbo dire, abbastanza in silenzio, vi chiedo altrettanto rispetto.

Dicevo, è difficile, secondo me sarà più difficile per voi che per noi assumere la posizione che avete assunto di chi non entra nel merito dei problemi, ma sostanzialmente non c'è niente di nuovo, è quello che avete fatto negli ultimi cinque anni di governo, dove sistematicamente non siete entrati nel merito dei problemi o addirittura, peggio, li avete nascosti. E li avete nascosti a questo Consiglio e a tutti i cittadini della Sardegna.

L'autonomia: autonomia è una parola seria, profonda, concreta, che necessita di azioni perché ci si possa arrivare, noi siamo convinti che nel programma presentato dal presidente Pili le azioni siano tutte previste.

Siano previste le azioni e in modo coraggioso anche i tempi, perché noi abbiamo proposto in modo determinato il tempo che ci serviva per realizzare queste azioni.

PRESIDENTE. Onorevole Pilo la prego di tener d'occhio il tempo, grazie.

PILO (F.I. Sardegna). Allora, credo che vada data fiducia al presidente Pili, vada data fiducia alla sua Giunta, voterò a favore, chiedo alle persone responsabili che hanno a cuore le sorti della Sardegna di fare altrettanto, grazie.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (C.C.D.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghi, colleghe, il gruppo del Centro Cristiano Democratico è convinto che il risultato elettorale del 13 e del 27 giugno abbia sancito una chiara e marcata volontà di cambiamento, ma allo stesso tempo una legge elettorale pasticciata, da modificare nel più breve tempo possibile, quale primo atto di questa assemblea a garanzia degli elettori sardi che ne reclamano ad alta voce la cancellazione per potersi scegliere la maggioranza che deve governare con l'elezione diretta del Presidente della Giunta, dicevo questa legge elettorale non ha attribuito i giusti numeri per la costituzione di una maggioranza ampia.

Noi crediamo che oggi, in questo particolare momento, per la nostra Sardegna, con una crisi che è sotto gli occhi di tutti, con un'economia al collasso, il programma per il governo della Sardegna presentato dal presidente Pili sia una proposta politica fortemente sostenibile, con risposte persuasive alla domanda di sviluppo, di occupazione e di crescita civile. Infatti solo con un progetto politico e programmatico, dai tratti liberal democratici fortemente autonomistici si potranno dare risposte concrete alle migliaia di famiglie sarde oggi in difficoltà, che con orgoglio e pazienza attendono chiare indicazioni da cui far nascere nuove speranze, o meglio nuove certezze.

La crisi della nostra Sardegna non permette spazi per la demagogia, l'intolleranza e per la ricerca delle virgole fuori posto, senza considerare la sostanza del documento politico sul quale il Consiglio è chiamato ad esprimersi. Noi riteniamo che le linee programmatiche fondate su azioni concrete, con l'indicazione degli obiettivi da raggiungere, delle procedure da seguire, degli strumenti da utilizzare e le scadenze temporali per il raggiungimento degli obiettivi, siano la risposta ai bisogni della nostra isola. Bisogni fortemente sollecitati dai numerosi sindaci che il presidente Pili ha incontrato nel corso delle consultazioni. Siamo convinti che le dichiarazioni programmatiche presentate a questa assemblea siano la risposta concreta alle tante voci del popolo sardo. Voci talvolta intrise di rassegnazione, ma per lo più cariche di attesa e di speranza.

Il gruppo del Centro Cristiano Democratico nel respingere ogni forma di demagogia e di intolleranza, che in democrazia sono nemiche della ragione, guarda avanti, consapevole che il cammino da percorrere sarà impegnato. Questo impegno lo richiede quel debito di responsabilità che abbiamo nei confronti dei sardi che guardano a noi con fiducia, chiedendo indicazioni fattive per superare la grave emergenza che stiamo vivendo.

Per queste ragioni, signor Presidente della Giunta, il gruppo del Centro Cristiano Democratico che anche in campagna elettorale si è presentato al suo fianco, nell'annunciare il voto favorevole esprime un ampio apprezzamento per le sue linee programmatiche e per la Giunta da lei indicata.

PRESIDENTE. Voglio ricordare, all'onorevole Pilo forse è sfuggito, che le dichiarazioni di voto sono proprio dichiarazioni di voto, cioè in quel momento uno dichiara quale è la propria intenzione di voto.

E` iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. Sardegna ). Grazie Presidente. Con un pretesto ridicolo e privo di sostanziali contenuti l'opposizione ha accuratamente e con scaltrezza evitato di dibattere sulle dichiarazioni del presidente Pili e sul contenuto del suo programma.

Un programma innovativo, coraggioso, finalmente improntato alla eliminazione degli sprechi, al recupero della efficienza della spesa, all'avanguardia nel campo sociale. Un programma, colleghi, che sposa la volontà espressa dalla stragrande maggioranza dei sardi, che nel tributare al presidente Pili oltre centocinquantaduemila preferenze e alla coalizione da lui capeggiata quasi il cinquantaquattro per cento dei consensi, ha espresso una chiara e manifesta volontà di cambiamento, ha inteso consegnare il governo della Sardegna al centro destra per la prima volta nella storia dell'autonomia.

Se così non fosse, se Mauro Pili non dovesse essere il Presidente della Regione, sarebbe violata la sovranità del popolo sardo, sovranità; certo colleghi noi siamo qui in rappresentanza della volontà del popolo sardo, e in democrazia il popolo esprime chi deve governare e chi ha la maggioranza, e questa maggioranza l'ha indicata chiaramente e in maniera univoca. Non rispettare questa volontà significherebbe ledere e tradire la volontà superiore del popolo sardo, al quale noi dobbiamo sempre avere rivolta la nostra attenzione e il nostro rispetto.

Presidente, se lei non fosse il Presidente della Regione Sarda, credo che alla volontà manifestata dal popolo sardo nessun altro potrebbe sostituirla, il mio voto è ovviamente favorevole.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto.

E` iscritto a parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I. Sardegna). Signor Presidente, si avverte in quest'aula oggi un grande senso di disagio, un Presidente designato dal popolo sardo a grande maggioranza è stato avvilito in quest'aula da un dibattito spesso sceso a livelli indecorosi, non costruttivo, trascurando invece il contenuto delle dichiarazioni programmatiche e l'alto senso di novità delle dichiarazioni del presidente Pili.

Io apprezzo e condivido quelle dichiarazioni programmatiche, e per questo presidente Pili voterò a suo favore.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I. Sardegna). Dichiaro di votare a favore del programma presentato in quest'aula da Mauro Pili, voto per questo Presidente condividendone l'entusiasmo, la voglia di fare, di lavorare, condividendone anche la responsabilità di eventuali errori, non mi interessa a questo punto questo fatto.

Questo che è stato preso come un pretesto da chi vive la politica ancora come un teatro, come una professione da svolgere in un palcoscenico e non davanti alla responsabilità da chi lo ha eletto. Voto per un programma basato su evidenti, innegabili elementi di novità, che ha mostrato ampiamente nell'esposizione, nelle carte che io mi sono letto ed altri no, e nelle cose dette in replica che condivido totalmente.

La reazione per poche pagine copiate è una finta indignazione, cari colleghi, che copre soltanto il timore di chi negli occhi ha le migliaia di miliardi che perderebbe per la sua gestione, e non ha certamente in questi occhi l'interesse di chi lo ha eletto e di chi ha eletto tutti noi consiglieri qui.

Dichiaro di votare per il Presidente ragazzino, per un Presidente ragazzino e perciò sfrontato e irriverente rispetto alle logiche che in queste aule vengono continuamente ripetute e che ho visto qui in tanti anni.

Voto per il Presidente ragazzino esponente di quel centro destra che voi definite cialtrone, aziendalista, rozzo e illetterato. Sono orgoglioso di far parte di questa coalizione, di questo raggruppamento politico, rozzo, cialtrone e illetterato, ma sicuramente perché facciamo parte di un popolo che ha noia, che ha nausea delle parole e delle mosse di tanti intellettuali che siedono anche in quest'aula, ipocriti e cinici, vecchie e nuove iene della scena della politica, che si scandalizzano perché noi pronunciamo la parola autonomia in nome di Lussu e Dettori.

E` vero onorevole Selis, Lussu e Dettori probabilmente si sono rivoltati nella tomba in questi giorni, ma si sono rivoltati nella tomba in questi anni, vedendo l'autonomia stravolta dalla debolezza di una classe politica che non è stata capace di fare una sola proposta organica di riforma dello Statuto, egregi onorevoli Presidenti del Consiglio che siedono in quest'aula anche oggi, che ha prodotto una legislazione regionale confusa, contraddittoria e paralizzante per l'amministrazione. Che ha mortificato centinaia di dipendenti regionali che sono competenti e leali e che erano disponibili a lavorare. Un'autonomia che è stata offesa da una sola cosa, dalla spina dorsale debole di chi ha seduto sullo scranno del Presidente del Consiglio, del Presidente della Giunta che non è stato capace di difendere questa autonomia nella legislazione regionale, nell'amministrazione regionale e nei confronti di uno Stato centralista di qualunque colore esso sia stato.

Voto anche per questo Presidente, per questo programma, perché penso che si possa avere negli occhi la speranza della gente che nelle strade, nei posti da lavoro aspetta qualche cosa ancora da noi e che si è stufata veramente della finta indignazione ipocrita e cinica che anche in questi giorni abbiamo sentito.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Corda. ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Certo che intervenire in questo dibattito dopo le turbolenze dovute alla indecisione di qualcuno, per un novizio come me diventa abbastanza difficile. Ma per lasciar perdere i preamboli veniamo al dunque. La legge elettorale che è stata prodotta in questa aula da voi che siete seduti qui e da altri che non ci sono più, ma dal centro sinistra, è una legge elettorale per la quale il popolo sardo dovrebbe citare in giudizio per danni coloro che l'hanno partorita e che l'hanno votata, ed è per effetto di questa...

(Interruzioni)

Non ho sentito. Fantola; non credo che fosse da solo l'onorevole Fantola.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi vi prego di prestare un po' di attenzione in silenzio.

CORDA (A.N.). Mi sembra che appare evidente a tutti che per effetto di questa legge non ci sono probabilmente i numeri né per l'una né per l'altra coalizione per riuscire a governare. Ma certamente i sardi che sono andati a votare un'indicazione l'hanno data, ed è una indicazione talmente grande nei numeri che non può essere equivocata da nessuno.

I sardi hanno detto a chiare lettere che la Sardegna doveva governata dal presidente Mauro Pili, e in Sardegna spero che esista la democrazia e che esista la volontà del popolo e che venga rispettata senza mugugni e senza commenti.

Il popolo sardo ha detto che Mauro Pili dovrà essere il Presidente della Giunta regionale, se non lo sarà non lo sarà solo per questa scellerata legge elettorale che è stata voluta da voi, perché certamente voi siete coloro che hanno fatto questa legge per fare in modo che la Sardegna non fosse governabile, questa è purtroppo la realtà.

Ma veniamo alla ragione per la quale io voterò a favore di Mauro Pili, perché io ho letto quel programma, e ho visto che c'è un'analisi precisa, a volte anche cruda dell'azione politica che è stata fatta e svolta dalle Giunte che si sono succedute nel governo di questa isola in questi anni. Ebbene, su queste scelte scellerate che voi avete fatto, e che hanno portato la Sardegna al disastro economico e sociale, c'è il vostro imprimatur, non quello della Lombardia, quello certamente l'avete partorito voi e non ve ne vergognate. Non ve ne vergognate! Ed allora, voi avete fatto una polemica fittizia su una questione che io dico formale e spiego perché, quando si va a fare un'esame di stato, un'esame di maturità non è lecito copiare, non è lecito da nessun punto di vista, ma un Presidente della Giunta regionale che si appresta a predisporre un programma ha il dovere sacrosanto di copiare laddove ci sono state esperienze positive, che porterebbero vantaggi alla nostra isola. Voi siete stati arroganti a non copiare in altri tempi, quando forse avreste evitato i disastri che oggi esistono. Questa è la realtà.

Allora, il presidente Pili ha copiato da questa esperienza della Lombardia, che ha il tre per cento di disoccupazione, non ha copiato dal programma dell'Uganda dove hanno duemila morti al giorno per fame, ha copiato da esperienze positive che potevano portare alla Sardegna vantaggi.

Questa è una strumentalizzazione che l'opposizione poteva anche fare perché è il vostro mestiere, ciò che non era possibile, e lo dico da giornalista, è la vergognosa strumentalizzazione che i cantori del regime hanno fatto sulla stampa nazionale e regionale su questa vicenda, nessuno ha detto che un Presidente ha il dovere di copiare le cose migliori, tutti hanno messo l'accento su questo aspetto formale, queste sei pagine stupidissime. Non conta nulla copiare in modo integrale o copiare in modo parziale, o fingere di non copiare, conta la sostanza, e la sostanza è che chi governa ha il dovere di imparare anche da chi ha fatto meglio.

Per queste ragioni voterò a favore di Mauro Pili, perché lo ritengo un Presidente giovane, entusiasta, che ha proposto cose nuove mai viste prima in Sardegna, certo viste in Lombardia, ma voi non vi eravate accorti.

Ed allora voto a favore di Mauro Pili con la speranza che ci sia in quest'aula un barlume di coscienza e che chi ha votato e chi ha sostenuto in campagna elettorale Mauro Pili se lo ricordi, e si ricordi anche che qui il 20 giugno o il 20 luglio abbiamo fatto un giuramento di fedeltà al popolo sardo, che non è un giuramento di fedeltà alla indecisione o alle coalizioni che cambiano idea.

PRESIDENTE. L'intervento dell'onorevole Corda era l'ultimo della mattina, i lavori del Consiglio sono sospesi riprenderanno stasera alle ore 15.00.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 02, viene ripresa alle ore 15 e 07.)

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I. Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli interventi che hanno caratterizzato stamane il dibattito hanno profondamente amareggiato, credo, quanti di noi tutti credono ancora nei veri interessi della nostra Sardegna. Gli interessi che in questi ultimi anni sono stati ampiamente oltraggiati, vilipesi, trascurati, se non quando completamente dimenticati.

I sardi che nelle ultime elezioni regionali con la loro espressione libera e democratica del voto hanno dato all'onorevole Pili, qui Presidente, un numero di preferenze tali da superare complessivamente sia le preferenze espresse per il capolista della -chiamiamola perché io la ritengo -opposizione, sia alle preferenze che ha dato a sua volta all'onorevole Palomba. Ebbene mai è successa in Sardegna una cosa del genere, è l'espressa volontà dei sardi che identifica in Mauro Pili l'unica cosa che in questi ultimi cinque anno sia stata lasciata ai sardi, la speranza.

La speranza di cambiare, la speranza nel nuovo, la speranza di sopravvivere, questa è l'unica cosa ed il motivo per cui il popolo della Sardegna ha espresso un numero così immane di preferenze su un solo uomo.

E il centro sinistra non si lamenti per questo, certo si sente amarezza nel vedere appiattito in quest'aula il dibattito alla sola lessicatura e alla disquisizione su argomenti che non riguardano in alcun modo quel programma presentato dall'onorevole Pili, da quel giovane sindaco che vuol ridare la Sardegna in mano ai sardi, che vuol portare la politica nuovamente al suo vero ruolo e alla sua dignità, che vuol rendere il popolo della Sardegna artefice finalmente del proprio futuro, togliendolo dalle pastoie innominabili che in questi anni hanno caratterizzato non dico la politica, ma quella che è stata un'azione che tutto ha rappresentato, fuorché azione rivolta a risolvere gli annosi problemi del nostro popolo. Un Presidente al quale io senz'altro darò il voto perché anch'io mi identifico in quei sardi, perché anch'io ho la speranza che qualcosa pur deve cambiare, che ritorni in Sardegna la democrazia intesa nel vero senso della parola, intesa anche nel senso che si deve avere il coraggio di accettare l'opposizione quando non si ha il numero di voti per poter assurgere a comandare un consesso politico, perché forse stando ai banchi dell'opposizione, probabilmente qualche volta si può rinsavire, perché l'opposizione vuol dire anche, qualche volta, una cura salutare ed unica cura dopo le ubriacature di potere che hanno fatto dimenticare i veri scopi per cui si viene dentro quest'aula, i veri scopi per cui il popolo ci manda ad amministrarlo.

Voterò Pili perché Pili ha messo al centro del suo programma la famiglia, al centro del suo programma i problemi che attanagliano la Sardegna. Qui dentro sono venuto preparate, così animato, come tantissimi altri colleghi di prima nomina, a parlare di queste cose, a parlare del problema del mondo agropastorale, a parlare del problema della piccola e media impresa, a parlare dei problemi che riguardano i trecentocinquantamila disoccupati e invece il dibattito è stato appiattito su un discorso completamente assente, su cose che non esistono, a questo si è ridotto il centro sinistra.

Dove è quella sinistra propositiva, non c'è più, non esiste. Non esiste qua dentro; almeno per quanto ho visto io non esiste.

Sono venuto qui, come tantissimi altri giovani colleghi, per sentire parlare in favore delle genti di Sardegna, in favore dei problemi che l'attanagliano, per sentire proposte e dare il mio contributo leale, per rispondere a quei pochi voti che mi hanno permesso di arrivare qua dentro.

Ancora una volta si ripetono gli stessi giochi, ancora una volta a non uscire -nell'ottica da qui dentro -a non vedere e guardare i veri motivi per cui si è qua dentro, ma guardare solo ed esclusivamente altri tipi di interessi che certo non sono gli interessi della Sardegna.

Mi rivolgo a quei sardi che qua dentro sentono nel vero senso della parola la loro sardità, il loro orgoglio di essere sardi, sentono la loro identità, sentono le proprie origini nel vero senso della parola, a quei sardi che in questi anni si sono rifiutati di fare da zerbino a forze egemoniche che qua dentro hanno anche calpestato il vero senso dell'autonomia, hanno calpestato il nostro orgoglio...

quei sindaci che hai intervistato di tutte quelle amministrazioni che vuoi rendere veramente partecipi, artefici del loro futuro, di quelle amministrazioni che vogliono -e concludo -dare alle proprie comunità dopo cinquant'anni dignità, lavoro e benessere.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I. Sardegna). Signor Presidente, colleghi, credo che a prescindere da tutte le interpretazioni che dal 13 giugno a questa parte si stanno dando, al voto e a tutto quello che concerne il risultato elettorale, ci siano alcune riflessioni di carattere oggettivo da fare. Cioè quelle riflessioni che hanno un dato inconfutabile e che non dipendono né dal colore politico, né dalla passione e né dall'umore di chi le fa.

La prima riflessione è questa: Il centro sinistra che ha governato in questi cinque anni poteva contare sulla maggioranza di 52 consiglieri, ora sono diventati 37; in tutto questo ci sarà anche un motivo, non credo che il popolo sardo, l'elettorale sardo penalizzi una coalizione solo perché vedono spot elettorali, perché questo avete detto e forse siete anche conviti di ciò. Ed è successa anche un'altra cosa, che le forze che cinque anni fa erano opposizione in quest'aula o fuori dall'aula perché non avevano rappresentanze dirette di consiglieri, sono diventate una potenziale maggioranza numerica, che potrebbe oggi diventare maggioranza di governo se si ragionasse in un sistema di alternanza. Io capisco e riconosco che non siamo in un sistema di alternanza, per cui anche coloro che si sono presentati come alternativi alla coalizione di governo di questi ultimi cinque anni assumono posizioni intermedie che non sono né di governo, né di opposizione per cui siamo in una situazione di stallo. Però, volevo dire questo, che è anche un invito a queste forze politiche che non sono schierate, noi dobbiamo scegliere -perché è un momento drammatico per la Sardegna -tra la certezza di fallimento punito dagli elettori con circa "26G-" e una speranza; la speranza che queste forze alternative riescano o provino a dare delle risposte che in questi anni non si sono date per motivazioni varie, le più disparate, qua non si vuole processare nessuno. Prendo atto che forse questo non sarà possibile, però invito questi partiti e queste persone a riflettere.

Hanno fatto parte di una opposizione presente o non presente in Consiglio, si comportino di conseguenza ora che possono essere maggioranza, altrimenti è inutile criticare che ci ha governato se poi abbiamo paura di prendere il timone della nave e provare a guidarla.

Con questo termino il mio intervento dicendo che io sono uno di quelli che è disponibile ed è disposto col suo voto ad essere compartecipe della guida di questa nave.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Presidente, voto naturalmente per l'onorevole Pili perché così ha deciso il popolo sardo. E noi qui che siamo espressione del popolo sardo se non aiutiamo questa volontà del popolo sardo ad esprimersi tradiamo un po' queste aspettative. Io sento profondamente questo duplice mandato che il popolo sardo ha dato ai consiglieri presenti in quest'aula; ha detto: "vogliamo cambiare, vogliamo cambiare il linguaggio, vogliamo cambiare la concretezza della politica, vogliamo avere un diverso modello rispetto a quello che il centro sinistra ci ha propinato negli ultimi vent'anni", perché è vero che l'onorevole Pili si è rifatto per alcuni aspetti al modello Lombardo, ed è questo che forse ha in qualche maniera inibito il centro sinistra ad approfondire, perché mi ricordo bene nel suo intervento Gian Mario Selis ha detto: "non ho approfondito la lettura delle dichiarazioni programmatiche del Presidente Pili", non ho approfondito. Non ha approfondito non per i motivi che lui ha voluto farci credere, ma perché è rimasto -come dire -quasi non dico terrorizzato ma, sicuramente spaventato dal fatto che esistono in Italia modelli di sviluppo diversi da quelli, per esempio, dell'Emilia Romagna che il centro sinistra ci ha propinato per anni. Senza peraltro essere capaci di riprodurre l'efficenza che in Emilia Romagna non può essere disconosciuta, però per fortuna -e anche lì sotto il controllo garante del Presidente Selis -noi abbiamo avuto qualche eco della gestione dell'Emilia Romagna; quindi, noi non abbiamo preso le idee dell'Emilia Romagna ma abbiamo preso, gentile onorevole Selis, i funzionari del partito comunista che facevano altri mestieri al tempo del P.C. e che oggi sono a capo di uno dei prodotti più moderni della nostra legislatura, è un amico di Rifondazione Comunista, il suo nome noi lo abbiamo contrastato per tutta la legislatura, ma l'onorevole Selis è stato garante di questa scelta autonoma. Ecco perché io credo più ai fatti che alle parole, e do fiducia all'onorevole Pili e darò il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.

NUVOLI (F.I. Sardegna). Presidente, credo che sia importante riportare l'attenzione sui veri problemi rispetto ai quali noi siamo chiamati a dare delle risposte, i problemi dei sardi e i problemi della Sardegna. Trovo veramente ridicolo che l'attenzione di quest'aula sia stata impegnata per una sera e una mattinata a parlare di cose risibili, la copiatura o meno di alcune pagine di dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione Lombardia, Formigoni. E se è vero che tutto questo è ridicolo e sminuisce, questo sì, la portata e la valenza di questo Consiglio regionale, allora bisogna iniziare a parlare di problemi reali, dei problemi che affliggono purtroppo questa povera terra di Sardegna. Debbo subito dire che l'intervento del collega Selis ieri mi è apparso brillante nei toni ma, alquanto discutibile nei contenuti. Allora, dico subito che tutto ciò che ha detto da un punto di vista concettuale teorico potrebbe, come dire, essere anche considerato con grande attenzione; ma, questa attenzione ci sarebbe se l'amico Selis non rappresentasse quanto di più vecchio ci sia nella storia politica e sociale della Sardegna.

Perché quando vedo Selis provo anche un sentimento di simpatia personale nei suoi confronti, però quando lo vedo attorniato da tanti esponenti che rappresentano il potere reale della Sardegna, quel potere brutale e scientifico attraverso il quale sono stati occupati gli enti, il credito e la sanità, ebbene allora non posso fare a meno di dire che è necessaria una svolta, che è necessario quanto meno tentare di cambiare e questo tentativo non può che essere rappresentato da Mauro Pili; il quale Mauro Pili, state attenti, non rappresenta per me un idolo, come credo non rappresenti un idolo neanche per i miei colleghi che si apprestano a votare la Giunta da lui rappresentata. Ma rappresenta quanto meno un tentativo di cambiamento, rappresenta quanto meno uno strumento da mettere a disposizione per quel cambiamento che centinaia di migliaia di sardi, esattamente 152 mila hanno chiesto col loro voto. Allora, io dico: consentiamo di dare voce a queste attese e a queste aspettative dei sardi, proviamo a cambiare. Andiamo ad avere com'è possibile riformare gli enti, andiamo a vedere com'è possibile riformare il credito, un credito che è stato motivo di tantissime crisi, di almeno due crisi della scorsa legislativa, vi ricorderete tutte le risse attorno alla spartizione dei posti nei vari consigli di amministrazione, nella fondazione del consiglio di amministrazione del Banco di Sardegna; ebbene tutto questo non può essere dimenticato, come non può essere dimenticata neanche la lottizzazione selvaggia delle aziende sanitarie locali, caro assessore Fadda e con questo non voglio personalizzare e criminalizzare l'assessore, perché l'assessore naturalmente era inserito in un contesto che lo ha stritolato quando anche lui non fosse partecipe di quel contesto e, che ha determinato gli sfasci e i disservizi della sanità che oggi noi tutti quanti abbiamo di fronte in Sardegna. Quindi, noi siamo anche chiamati a rispondere di questo, siamo chiamati a rinnovare la politica, a rinnovare le risposte che i problemi attendono; rinnovare le risposte significa un approccio diverso, significa avere come obiettivo l'interesse generale dei sardi e non l'interesse particolare, significa quindi cercare di vedere in termini di interesse generale quelli che sono gli interessi, quelli che sono i problemi della Sardegna e dei sardi.

Ed è con questo spirito, caro Presidente Pili, che io mi accingo a dare il mio voto favorevole, un voto convinto, ma non voto nei confronti di uno strumento, perché ripeto che il mio non è un voto fideistico, io sono per verificare che le risposte che debbono essere date alla Sardegna ed ai sardi siano date, sono qui per verificare che finalmente ci siano delle soluzioni ai gravi annosi problemi della Sardegna. Proprio con questo spirito, con lo spirito cioè che anima i 152 mila sardi che le hanno dato il voto, le dico che voterò a favore di questa Giunta consapevole che ci sia la necessità di coinvolgere comunque tutte le forze disponibili in questo Consiglio regionale, disponibili a partecipare all'individuazione delle soluzioni, le soluzioni migliori nell'interesse dei sardi e della Sardegna.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Federici. Ne ha facoltà.

FEDERICI (F.I. Sardegna). Presidente ed onorevoli colleghi, io cercherò di rispettare al massimo la dichiarazione di voto nei suoi contenuti che si specificano nell'enunciazione dei motivi che mi spingono a votare la fiducia nei confronti di Mauro Pili.

Il primo è un dato obiettivo, ripeterò ciò che altri colleghi hanno espresso, ma è un dato obiettivo inconfutabile, ed è l'indicazione del popolo sardo a Mauro Pili. Questa indicazione non la si può mettere in dubbio se non ritenendo che la parte elettorale che vota Pili sia una parte deteriore del popolo sardo, quasi incapace di intendere e di volere mentre invece la parte che non vota Mauro Pili, che è una netta minoranza e che vota l'onorevole Selis, sia la parte intelligente e pensante del popolo sardo, ma questo credo che non sia. Allora il dato oggettivamente è certo, c'è questa indicazione e non c'è nessun elemento contrario per non rispettarla ed io non ho elementi quindi contrari per non rispettarla. Ma, questa indicazione sempre per non distinguere i sardi tra pensanti e non pensanti, passa è vero tra spot, giornali di partito, galoppini e clientele, ma di fondo ha l'elettorale sardo capace di intendere e di volere che sceglie un uomo, ma lo sceglie per il suo programma politico. Questa è quindi la scelta vera di Mauro Pili, Mauro Pili portatore di un programma. Oppure in alternativa scegliete quello che volete, lo sceglie perché giudica il comportamento politico dell'altro schieramento sino allora concretizzatosi e ne dà un giudizio negativo, perché se lo desse positivo la bilancia perderebbe dall'una parte o non dall'altra.

Allora, presentato questo programma in campagna e in quest'aula, io mi aspettavo per convincermi a mutare opinione un dibattito sui temi del programma, ecco il discorso serio, questo non va bene, quest'altro non va bene confrontiamoci. Invece non ho potuto mutare parere perché non c'è stato il dibattito, quasi ché una pregiudiziale abbia impedito il dibattito, poi vedremo la valenza di questa pregiudiziale. Quindi, voterò il programma perché è l'unico programma che si è presentato in quest'aula, nessun altro programma, nessuno ha presentato in contrapposizione in quest'aula a questo. E` democrazia questa, perché qui c'è un file sottile invisibile, da una parte di questo filo depositari della democrazia, dall'altra parte di questo filo invisibile che poi, a volte quando non si apre il confronto sul concreto si manifesta con borbottii e muggiti di dissenso o altro, ebbene io non ho avuto queste controindicazioni per poter non dare il mio voto di fiducia all'onorevole Pili.

La pregiudiziale quale sarebbe, tale e di tale importanza da eliminare sul nascere quella che è l'essenza stessa della democrazia, filo o non filo; cioè, il dibattito. Perché il dibattito è l'essenza della democrazia e questo vale in tutte le manifestazioni sociali di un popolo, dal dibattimento all'aula consiliaria e a tutto quello che volete. La negazione del confronto è la negazione della democrazia, a patto che non ci siano motivi di tali e tanta rilevanza da impedire questo confronto. Valutiamo questa pregiudiziale e il peso di questa pregiudiziale.

Il peso di questa pregiudiziale è: "hai copiato", il primo impatto ci porta tutti ai banchi della scuola e al giudizio di disvalore perché qualcuno copia; ma questo in politica è risibile, varrà per i bambini delle scuole elementari ma per uomini che devono decidere della sorte e devono legiferare per i sardi no. Concludo, ma mi lasci veramente, ho sopportato cinque anni!

Allora, ha copiato, tutti qui copiano, chi non ha copiato in politica scagli la prima pietra se non la prima (?)... e, siccome sono rispettoso di regolamenti salterò di sviluppare questo argomento che mi sembra de plano e pacifico per tutti. Bastava virgolettare è stato detto. Ma il falso era così macroscopico, tanto evidente che l'hanno scoperto tutti, queste virgolette a che cosa servivano? A far scoprire, cambia tutto questo la sostanza.

Arrivo alla conclusione con questo argomento: tale e tanta è la strumentalizzazione che in quest'aula sono stati citati articoli del Codice Penale, cioè Mauro Pili doveva, sembrerebbe, finire forse in carcere, in galera salvo condizionali per questo che aveva fatto, si sono letti e scomodati gli articoli del Codice Penale, il falso, la truffa, gli si è dato del truffatore e del falsario, ebbene le dica queste cose di fronte alla magistratura con denuncia, istanza o querela, gli ricordo un articolo di legge per cui poi la magistratura deciderà se costui è un calunniatore, perché ha accusato falsamente qualcuno o se è uno che ha ingiuriato o diffamato. La mia interpretazione è che queste siano bestialità giuridiche, ma -e chiudo davvero -io non ho la mia interpretazione risibile perché sempre in materie giuridiche non milito sotto l'asinello che inevitabilmente diventando grande, sempre in materie giuridiche, diventa somaro.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I. Sardegna). Dico subito che esprimo la mia fiducia all'onorevole Pili e alla sua Giunta; ciò che mi ha indotto a fare politica è la drammatica situazione che ho visto dibattersi nella popolazione sarda. Purtroppo questa situazione oggi non è cambiata, come non è cambiata la mia certezza che solo questa parte politica possa operare il cambiamento che tutti i sardi sperano. Abbiamo il dovere di dare un governo alla Sardegna, e questo proposto non è un governo qualsiasi. E` un governo di cambiamento come ha evidenziato il Presidente Pili nelle dichiarazioni programmatiche lette in aula e nella sua replica, in parte della sua replica. Questa che abbiamo oggi non è un occasione qualsiasi, è l'occasione che i sardi aspettano da tanti anni.

Voi sapete che io non ho accettato tutto ciò che è stato fatto nelle ultime settimane, ed io non dico che non è successo niente di grave, ma davanti alle ragioni che ho detto sopra, sento la responsabilità di votare la fiducia a Mauro Pili ed aspettare di giudicarlo e giudicare la sua Giunta su ciò che sapranno fare e sulle risposte che sapranno dare alle pressanti istanze della gente di Sardegna. Credo che questo sia il dovere di tutti quelli che vogliono dare un futuro vivibile ai sardi; in particolare, mi rivolgo a chi ha contribuito in modo determinante alla candidatura di Mauro Pili, a chi ha contribuito in modo determinante alla candidatura e all'elezione dell'onorevole Serrenti a Presidente del Consiglio; mi rivolgo ad una delle migliori intelligenze che la Sardegna ha espresso negli ultimi vent'anni, a chi ha dato alcune delle pagine più originali e innovative del nostro programma e che non può oggi rendere vano tutto ciò che in politica ha costruito. Le ragioni che ci spingono ad andare avanti sono molto più forti di qualunque altra considerazione, io Mauro non ti do solamente la mia fiducia ma ti esprimo anche gli auguri di un buon lavoro.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). Onorevole Presidente e signori consiglieri, io credo che poche occasioni politico -istituzionali quale quella che si sta consumando in quest'aula, siano state così pregnanti, così gravide di conseguenze per la nostra Sardegna. E` una occasione unica, una occasione storica nella quale non può attenuarsi, non può ridursi il nostro senso di responsabilità, il senso di responsabilità di ciascuno di noi.

Io voterò in modo entusiasta, determinato e consapevole a favore di questa Giunta, del ragazzino Pili secondo le espressioni paternalistiche dell'ex Presidente Cossiga. Voterò a favore di questa Giunta per la serietà di questo impegno, per la novità di questo impegno e per l'intelligenza dell'impostazione politica, per tutto ciò che ha caratterizzato il "pre" e il "post" elezioni, per la sconfitta che indubbiamente questa formazione politica ha saputo infliggere alla sinistra.

Io non credo, cari amici consiglieri, illustre Presidente, che una bassa speculazione politica quale quella che si è imbastita tra ieri ed oggi in quest'aula, una speculazione politica di basso profilo possa tagliare le ali al successo di Mauro Pili, possa tagliare le ali a questa Giunta e a questo programma. I problemi in politica si affrontano nella sostanza, il dibattito e il dialogo non sono fatti di speculazioni, sono fatti di valutazione dei problemi, di tesi che si contrappongono, di critica a queste tesi, di prospettazione e di soluzioni alternative. Sono convinto che la sinistra abbia commesso in quest'aula, in questi giorni, un errore politico e di metodo gravissimo perché per rincorrere la speculazione politica, per rincorrere gli interessi della sua "botteguccia", la sinistra ha dimenticato e ha trascurato quelli che erano i problemi di sostanza, non ha affrontato il dibattito su quelli che erano i punti qualificanti del programma, non ha saputo rispondere e non ha inteso dare rispondere a quelle che erano state le richieste, le pretese che i sardi avevano espresso attraverso il loro voto. Un voto univoco, amici della sinistra, vi siete esercitati abilmente e chi vi nega l'abilità, nel dare a questo voto una interpretazione che secondo canoni matematici avrebbe dovuto sovrastare ed annullare quella che invece era la valutazione e quello che era il significato politico, eravate chiaramente in errore, perché avevate dimenticato che la legge elettorale, sia pure così viziosa, schizzinosa, schizofrenica e tutto quello che si vuole, era ed è una legge elettorale ispirata al maggioritario, e quando 152 mila sardi -si deve tornare su questo tema -indicano Pili come Presidente, sconfiggendo all'angolo in modo plateale e gravissimo il rappresentante dell'altro schiarimento, quei 152 mila sardi hanno inteso dire che il governo della Regione doveva essere capeggiato da quel candidato che aveva riportato appunto 152 mila voti, questo era ed è il significato del voto.

Credo che la Giunta Pili abbia ancora la possibilità concreta, perché questo è negli auspici di tutti i sardi, di ottenere la fiducia in quest'aula. Non sono capace, non sono abituato a blandire, non sono abituato a chiedere ma credo di essermi abituato per una vita che purtroppo non è più tanto breve perlomeno a ragionare con il prossimo. Ho colto nell'onorevole Grauso un grande senso, starei per dire il dono della critica e dell'autocritica; è un dono di natura che purtroppo non tutti abbiamo, ed io invidio chi ce l'ha più di me; ebbene l'onorevole Grauso ha ascoltato attentamente, certo in modo responsabile, quelle che sono state le spiegazioni tra virgolette, le integrazioni se vogliamo, le aggiunte se vogliamo del Presidente Pili, e Grauso non può non aver compreso che si è trattato di un incidente di percorso banale, quattro, cinque o sei pagine se vogliamo e non cinquanta, amici della sinistra come si sosteneva ieri, un refuso, un errore tipografico, se vogliamo una colpa di distrazione, ma buona fede, e buona fede che andava sposata all'impegno serio, all'impegno consapevole che ha indotto un ggiovane responsabile ed autorevole della nostra politica sarda a fare un programma, il migliore tra tutti i programmi che è dato oggi leggere e studiare nella storia politica di questa Regione, ed era sul programma che vi sareste dovuti misurare; dovevate prospettare soluzioni alternative, dovevate dire se era vero oppure no che tutto è andato male quando avete fatto sei giunte con il Presidente Palomba. Dovevate portare delle soluzioni e non siete stati capaci di farlo e non avete inteso farlo; questa è la vostra grande, grandissima colpa di fronte al popolo sardo.

Onorevole Grauso, lei certamente ha pensato e certamente penserà a questo popolo sardo, lei sa benissimo, perché è più competente di me, che se questa Giunta non avesse la fiducia del Consiglio, per la Sardegna sarebbe il buio, il baratro perché non si profilano all'orizzonte delle soluzioni alternative.

Ecco perché sono certo che ciascuno di noi quando assumerà la determinazione di voto, non dimenticherà i sardi che ci hanno votato, non dimenticherà i disoccupati, i giovani, gli agricoltori, gli allevatori, i commercianti e gli artigiani, tutti coloro che aspettano fatti, e la politica quando è ben fatta genera fatti; non vogliono i nostri fratelli che ci hanno portato in quest'aula chiacchiere, chiacchiere e basta, voterò con entusiasmo la fiducia alla Giunta Pili.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Lombardo. Ne ha facoltà.

LOMBARDO (F.I. Sardegna). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghe e colleghi; voterò convintissima e con rinnovato spirito, la fiducia a lei, signor Presidente, perché possa attuare quel programma che ci ha sottoposto. Credo tuttavia, in via preliminare, di dover ringraziare i colleghi del centro sinistra, e li voglio ringraziare per la chiarificazione che hanno offerto in questi giorni al dibattito e che ci hanno voluto porgere. Se qualcuno dei sardi avesse avuto dubbi sul fatto che il centro sinistra è completamente privo di idee, programmi e progetti di governo, sicuramente questi dubbi sono stati fugati dal contegno indecoroso tenuto in aula.

Non posso non ricordare le storiellina Zen, di quell'uomo al quale veniva indicata la luna con un dito. Ebbene, quell'uomo si soffermava a guardare il dito e non la luna. Questo ha voluto fare il centro sinistra, con una polemica talmente pretestuosa, talmente ridicola, talmente manifesta nella sua strumentalità, da risultare indigeribile, e ci tengo a sottolineare, del tutto indigeribile, a tutti i sardi.

La risposta del Presidente Pili in aula, è stata così appassionata e sincera, così convincente e cruda da persuadere a mio avviso i 152.000 sardi che lo hanno votato, di non avere sbagliato.

Presidente Pili, per una giovane come me, sarà davvero un onore rinnovare la propria fiducia ad un giovane come lei, che della giovinezza ha fatto il suo punto di forza. Sarà un onore per una giovane come me, accordare la propria fiducia ad un programma di governo innovativo e rivoluzionario; un programma di cambiamento reale, di svecchiamento di un'isola oramai impossibilitata a procedere nella direzione indicata dal centro sinistra.

Alla sua passione politica, Presidente Pili, al suo entusiasmo, alla sua forza di porsi alla testa dello schieramento riformista ed innovatore, ma soprattutto al suo coraggio nel superare i mille ostacoli che vengono dai poteri forti costituitisi, io do la mia fiducia convinta e sincera, e nel fare questo onoro me stessa e il mio partito, ma soprattutto gli elettori che mi hanno dato fiducia e gli ideali di cambiamento ed innovazione, nella speranza di una Sardegna migliore.

Forza Presidente.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.). Devo dire che ci sono tante motivazioni per votare a favore del Presidente Pili; nessuna per non votare il Presidente Pili.

Le tante motivazioni a favore del voto verso il Presidente Pili derivano innanzitutto dal rispetto degli elettori, dal rispetto di quella democrazia a cui tutti siamo tenuti. Non trascuro il fatto che conosco il meccanismo elettorale ed oltre il rispetto degli elettori, c'è anche il rispetto di quest'aula. Il Presidente Pili è l'unico che ha presentato in quest'aula un programma, e nessuna critica verso il programma è arrivata dai partiti della sinistra. Ciò mi dispiace, perché partecipando al vecchio Consiglio, sentivo sempre dirmi: "L'opposizione deve diventare matura, l'opposizione deve fare proposte", questo l'ho sentito per cinque anni. Adesso, che per fortuna, e spero non solo per pochi mesi ma per cinque anni, appartengo alla maggioranza; lo stesso invito rivolgo all'opposizione. Certo, l'opposizione è in parte rinnovata, ma rinnovata come? Rinnovata con la presenza dei segretari di partito, i quali se non la propria voce di consiglieri regionali, almeno la voce che le segreterie di partito avrebbero dovuto portare in quest'aula, ed invece nulla; invece si parla di copiature. Si parla di copiature e si omette di dire che sono copiature che provengono da modelli di Regioni in cui lo sviluppo è ben diverso dal nostro, e nessuna vergogna c'è a copiare da chi è più bravo di noi, contrariamente a quello che succede qualche volta in una sinistra che copia ancora dai paesi dell'est. Ed allora, io dico che una motivazione è quella del riscontro popolare, che dà seguito al riscontro popolare.

La seconda motivazione viene da quest'aula in cui veramente non c'è stato dibattito, non c'è stato un minimo di controproposta da parte della sinistra.

La terza motivazione viene da quello che è il percorso che il centro destra sta facendo, un percorso che mi ricordo, nasce dalla formazione di questa coalizione ed è avvenuta con lo studio, con la partecipazione a quello che è stato il vero laboratorio politico del centro destra che è il forum delle opposizioni e che tutt'oggi va avanti cercando un modello politico per coinvolgere maggiormente altre forze politiche, e sono certo che se è vero che i popolari hanno un riferimento nell'Europa così come l'abbiamo noi, anche la loro aderenza, la loro conseguente azione rispetto a ciò che sta succedendo in Europa, deve avvenire anche in Sardegna; così come, caro onorevole Grauso, io so che ci sono delle evoluzioni nel campo della politica, ma ci sono tempi, e i tempi vanno rispettati. Il tempo di oggi è quello che ci dice: Pili Presidente.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Pili, durante il dibattito ho detto e lo confermo in questo momento, che lei ha dalla sua parte oltre 152.000 preferenze, ha dalla sua la gente, quella tanta gente che l'ha votata, ma ha anche dalla sua tantissima altra gente che pur non avendola votata, la guarda con simpatia. Ha dalla sua l'approccio del tutto nuovo con le categorie sociali, con gli enti locali, con le forze imprenditoriali, con il mondo del credito; approccio che la gente di Sardegna ha sicuramente apprezzato. Ha dalla sua un programma già valutato positivamente durante la campagna elettorale, e per questo lei e tutti noi abbiamo preso i voti; programma che è stato raffinato negli incontri successivi. Capisco che le forze del centro sinistra organico e certe altre forze che pontificano in ogni momento, responsabili però dello sfascio economico e politico della nostra isola, non siano disponibili in serenità, a farsi da parte e per questo in tutti i modi, cercano di colpirla, fingendo di essere indignati in nome dell'autonomia tradita, ma loro l'hanno tradita per 40 anni, per le poche pagine del suo programma, del nostro programma, onorevole Presidente, che si rifà ad altri programmi validi e vincenti.

A questo proposito mi piace leggere una frase di un lungo manifestino che è stato distribuito da dei ragazzi poco fa; una frase in particolare: "Le esperienze della Lombardia, prima regione d'Italia, anche se copiate ma soprattutto richiamate, servono a tutti, anche a chi ha copiato in passato, ma senza risultati e risposte per la fame dei sardi"; un gruppo di ragazzi che sicuramente hanno a cuore le sorti della nostra isola. Purtroppo per gli italiani e per i sardi, ogni qualvolta c'è all'orizzonte la possibilità del cambiamento, del rinnovamento, della discontinuità, l'abbiamo visto con il governo Berlusconi per quello che è successo quando lui presiedeva a Napoli, una cosa veramente vergognosa, succede qualche cosa; succede qualche cosa di strano dando la possibilità alle forze della conservazione di mantenere intatto il potere, e continuare pertanto a non governare. Si parla tanto della necessità della democrazia dell'alternanza che l'opinione pubblica sarda principalmente vuole ad ogni costo, ma quando si sta per concretizzarla -questa democrazia dell'alternanza -come nelle grandi democrazie, i reali poteri forti intervengono pesantemente. E` una cosa strana, ripeto; cose che sono già successe.

Non dobbiamo dimenticare che in prima battuta, il 48,1 per cento degli elettori sardi ha votato per il Polo della Sardegna, quando in lizza erano presenti ben cinque raggruppamenti; cioè in pratica, dando la metà dei suffragi dei voti validi ad un solo raggruppamento, cioè i sardi hanno dato un'indicazione politica ben precisa in quel momento; questo Consiglio pertanto a mio avviso, non può andare contro questa chiara indicazione che hanno dato i cittadini della nostra isola e della nostra Sardegna per la formazione del governo regionale. Non può essere contestato che il Presidente Pili sia il Presidente della stragrande maggioranza dei nostri conterranei; proprio per questo io pertanto intendo aderire in pieno a questa volontà popolare, dando il voto di fiducia alla sua Giunta.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (U.D.R.). Presidente del Consiglio della Giunta; io formulo un auspicio a me stesso ed ai colleghi del Consiglio, che presto questo Consiglio possa riacquistare la propria dignità.

Non è possibile attendere da quest'aula, dalla massima assemblea autonomistica, risposte che non si sono avute dalla società e dalla vita. La coerenza in politica è una grande dote; umanamente lo è ancora di più. Noi riteniamo di essere stati coerenti con il mandato popolare, con il consenso che abbiamo ricevuto, siamo stati rispettosi della volontà che ci è stata espressa e del modo in cui la stiamo gestendo, e siamo anche da sempre consapevoli della difficoltà, della precarietà dei numeri, del fatto che ci sono oggettive e vere difficoltà. Noi condividiamo le dichiarazioni programmatiche del Presidente Pili e di quanti hanno collaborato a queste dichiarazioni programmatiche, soprattutto nella parte che esalta i valori dell'autonomia, nella zona franca, nel Titolo terzo, nelle risorse finanziarie, nello studio che è stato fatto per la prima volta in Sardegna e negli assessorati della Regione che ci può dare un quadro di insieme e ci può mettere in condizioni di vedere quali cose devono essere fatte e quali non vanno fatte. Di disimpegnare le grandi risorse in quei residui passivi che sono lì e diventano più passivi perché impegnati, ma che non si sono spesi e probabilmente, non si spenderanno mai. E quindi, noi riteniamo di poter esprimere un giudizio positivo sulla Giunta che ci è stata proposta e sul programma di governo anche se noi non siamo organici al centro destra, non siamo né organici né strategici, abbiamo fatto un'alleanza persuasi come siamo, che questo sia stato il mandato che ci è stato affidato e perché abbiamo ritrovato in un insieme comune, quelle cose che abbiamo proposto ai sardi.

Ecco, riteniamo che la Sardegna stia vivendo un momento difficile e non posso condividere quanti qua hanno parlato di governabilità come una cosa surreale, effimera, inesistente. Noi abbiamo il dovere morale, non soltanto di criticare, di confrontarci, ma anche di proporre sempre; è un dovere della maggioranza, è un dovere dell'opposizione. Non possiamo non pensare che ci sia qualcuno in quest'aula che non capisca che a due mesi e mezzo dalle elezioni regionali non abbiamo dato ancora gli assetti al Consiglio, non abbiamo messo mano al bilancio, non siamo presenti nella Comunità Europea per il Quadro Europeo di Sostegno, non siamo presenti nazionalmente per le riforme istituzionali che stanno passando sopra la testa dei sardi, e si parli dell'esigenza di dare una governabilità, questa e un'altra Giunta, come una cosa di atti e misfatti, come una cosa che non riguarda noi, ma che riguarda coloro che ci hanno votato, ci hanno mandato qui e ci dicono: "Non siete neanche capaci di formare un governo per dare un'ordinaria amministrazione della Regione".

Mi rifiuto che qualcuno ragioni in questo modo, e sono fortemente sdegnato di questo modo di offendere la massima istituzione della Sardegna.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Grauso. Ne ha facoltà.

GRAUSO (N.M.). Dicevo questa mattina, e mi piace ripetere, che 150.000 voti di Mauro Pili non sono altro che i frutti di un albero scrollato da altri, ricordatelo sempre, voi opposizione, e sono i frutti che Mauro Pili ha raccolto avanzando delle promesse, delle speranze, rispetto alle quali tutti noi abbiamo fatto un investimento in termini di credibilità, di impegno, ma io penso che gli elettori non abbiano mandato qui degli automi con un software preciso che ci dice: "Se si presenta Pili, vota sì; se si presenta Scano, vota no", perché a questo punto veramente, potremmo andare alla democrazia diretta, ma ci vogliono ancora 15 -20 anni.

Penso che gli elettori abbiano scelto delle persone con buon senso, ci si augura intelligenti, oneste si pretende, che vengano in quest'aula a rappresentare i loro interessi, intendo gli interessi degli elettori, a formarsi un punto di vista e a maturare una decisione che sarebbe davvero fantastico che potesse essere quanto più frequentemente possibile, slegata anche dagli schieramenti e dalle coalizioni. Se il Nuovo Movimento si fosse presentato nel listone regionale, quei 150.000 voti che comunque sono merito del Nuovo Movimento anche essi, sarebbero stati sicuramente di meno. Se la Casa comune dei sardi non avesse deciso per ragioni di carattere elettorale, di portare avanti la propria azione in maniera disarticolata, probabilmente il risultato sarebbe stato diverso. Quindi, nessuno può interpretare la volontà dei sardi da un risultato che risente di fatti e di eventi che vanno comunque analizzati e dei quali bisogna tener conto. Sorridevo poi, prima quando ascoltavo qualcuno dei vostri appassionati interventi, cara opposizione, forse tra i più appassionati che derivavano, Mauro Pili, dalle persone che magari il giorno in cui il Nuovo Movimento ha avuto almeno la dignità di astenersi nella tua elezione a Presidente, nel segreto dell'urna ti hanno addirittura votato contro.

Qui veniamo ad un altro meccanismo che qui dentro bisogna cambiare assolutamente. Almeno io ci provo, e poi se non ci riesco, mi siederò in fondo e continuerò a fare il radicale della situazione. Non è pensabile, che tra l'altro noi incentriamo la nostra attenzione solo su quelle cinque, sei pagine copiate bene o male. Mi pare signori, che qui oggi si debba valutare anche una Giunta, si debba valutare anche quel programma che non si è discusso in tutti gli allegati, ma che del quale ciascuno di noi ha potuto prendere visione ed approfondire. Ritengo, come ho già avuto modo a margine di esprimere anche sulla stampa, che il percorso attraverso cui Mauro Pili ha dovuto formare la sua Giunta, perché vi ho partecipato, perché l'ho vissuto seppure a latere, marginalmente, è stato lo stesso percorso irto delle stesse difficoltà, degli stessi problemi, delle stesse dinamiche, delle stesse spinte, degli stessi atteggiamenti, nella maggior parte dei casi che hanno condizionato la formazione dei governi Palomba. Questa è un'altra utopia rispetto alla quale il sottoscritto intende assumere una posizione di rifiuto totale. Mauro Pili sa perfettamente quali sono state le motivazioni che inducevano singoli consiglieri o gruppi di consiglieri interni ad uno stesso partito, ad assumere certe posizioni; so senza in questo caso coinvolgere Mauro Pili nella mia posizione, quale sia l'assoluto livello di inadeguatezza di alcune persone che compongono questa Giunta, in rapporto ai compiti altissimi che aspettano il governo della Sardegna. Mi riferisco, caro Mauro, soprattutto alla tua area politica.

Nessuno pensi, sul mio sangue, di essere venuto qui ad affondare la faccia nella torta di panna montata; il mio voto è negativo per l'episodio della copiatura, è negativo per tutto ciò che ha preceduto, ed è un fatto di cui ho conoscenza e consapevolezza, la formazione di questa Giunta; è negativo per gli atteggiamenti e per lo spirito del "Si è sempre fatto così", forse l'ho espresso già questa mattina questo concetto, ma la politica è fatta così: ma si è sempre fatto così, ma cosa vuoi, che cosa ci vieni a raccontare? La politica è questa, ci dobbiamo dividere il potere; tu chi vuoi mettere? Nessuno ho detto; io non voglio mettere nessuno.

Per non essere solamente distruttivo, ma minimamente costruttivo, pur rispettando il voto che sicuramente sarà favorevole di molti componenti della Casa comune dei sardi, a cominciare con grande probabilità, dall'alto consigliere del Nuovo Movimento: Beniamino Scarpa, che per una questione di coscienza personale della quale non è tenuto neanche a rendere conto a me stesso, ha deciso di assumere questa posizione, perché per statuto all'interno del Nuovo Movimento non esistono indicazioni di gruppo e quindi, pur rimanendo la posizione di Beniamino Scarpa totalmente coesa con il Nuovo Movimento, con il progetto della Casa comune dei sardi che da questo momento si candida, da domani, ad elaborare e presentare un nuovo progetto di governo; io personalmente ribadisco quanto ho espresso questa mattina e quindi, l'espressione del mio voto di sfiducia alla Giunta Pili.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.R.). Signor Presidente, già ieri nel mio intervento credo di aver enunciato le motivazioni che mi portano e mi inducono a sostenere Mauro Pili; non Mauro Pili persona, ma Mauro Pili per quello che rappresenta.

Non voglio dilungarmi in gratificazioni di tipo personale. Vorrei soltanto sottolineare che trovo abbastanza ridicole alcune posizioni di consiglieri espresse in questa sala. Ho sentito di umiliazioni, di persone che si sentono offese, ho sentito anche che qualcuno, esercitando capacità medianiche, riesce a parlare con chi oggi non c'è più; si sentono strane voci. Io mi ritengo umiliato ed offeso perché nessuna parola è stata spesa e nessun atto compiuto qualcuno intende fare nel pieno rispetto dei nostri fratelli emigrati, nei 350.000 disoccupati, del disastroso sistema dei trasporti, interni ed esterni, della Sardegna che brucia, dei 4.000 miliardi di debiti. Nessuno ha speso parole o impegni oltre il progetto espresso da Mauro Pili, per difendere questi bisogni e dare risposte a questi bisogni della Sardegna e del popolo sardo.

Mi dispiace molto dover sottolineare che l'unico aspetto che si è colto in un programma costruttivo e di sviluppo sia stato quello che in Sardegna non ci sono 11 province. E` stata l'unica cosa che è stata rimarcata in quest'aula. Nel merito, non ho sentito nessun genere di opposizione, di confronto o di discussione. Una nota stonata, mi dispiace dirlo, arriva dall'onorevole Grauso, una nota che non dà sicuramente il rispetto che merita alla gente di Sardegna. Nel passaggio di stamani, ho notato che tutte le sue manifestazioni del passato, e io credo di essere stato uno dei pochi che gli ha riconosciuto pubblicamente nell'intervento di ieri, il suo notevole determinato e determinante supporto per la riuscita di Mauro Pili e della coalizione di centro destra nelle passate elezioni.

Una cosa è certa, vorrei ricordare che ci spingono valori diversi, i valori della solidarietà umana, i valori dell'amicizia, della famiglia, sono valori che non mi accomunano con l'onorevole Grauso per un semplice motivo: la Barbagia non ha bisogno sicuramente delle elemosine di chicchessia, ha bisogno di rispetto. Io vado e ritorno dalla Barbagia a qualsiasi ora del giorno e della notte in perfetta solitudine, e non per questo ne faccio motivo di merito. Purtroppo, devo dire che qualcun'altro usa la Barbagia per farne un palcoscenico per le proprie singole, individuali aspettative. Confido ancora che la coscienza dei singoli -e spero ancora -porti a determinazioni che consentano di produrre una svolta in quest'aula; confido, e sicuramente posso garantire che per quanto mi riguarda, non ci saranno premi, ma gli unici che possono vincere sono sicuramente i sardi.

Per queste motivazioni darò il mio voto alla Giunta Pili.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (P.S. d'Az.).Signor Presidente, credo che una volta per tutte la verità sulla legge elettorale che nessuno vuol riconoscere, ma che sulla cui storia, la storia di ieri, che tutti conosciamo, questa legge elettorale che ci governa, è il mostro che è nato dalla volontà di tre forze politiche della passata legislatura e più precisamente: di Forza Italia, del P.d.S. e di Alleanza Nazionale. Quel correttivo è stato portato nella passata legislatura, un correttivo che non ha voluto portare ragioni di collaborazione alcuna con le restanti forze che erano rappresentate in quest'aula, e che oggi nessuno vuole riconoscere. Le conseguenze di questa mostruosità sono che un candidato che ha preso 152.000 non ha i numeri per farsi eleggere Presidente.

La colpa ricade solamente su quelle tre forze politiche centralistiche che con presunzione, pensando di aver trovare la soluzione per soddisfare le proprie ambizioni di egemonia, hanno portato avanti, alcuni si lamentano, qualche altro ha la dignità di non farlo.

Ma veniamo alla storia di oggi. Queste constatazioni confermano la giustezza delle nostre posizioni di equidistanza da partiti che ritenevano di egemonizzare la vita politica sarda nello stesso modo in cui soffrendo dieci città hanno continuato a dare vita ad uno strumento di ingovernabilità secondo vecchi schemi. Ancor oggi, persistendo in questo atteggiamento, non ci si accorge che la "sardizzazione" in atto nella nostra Isola è irreversibile, irrevocabile, cammina ad una velocità forse anche conosciuta, e che la centralità di queste idee ha conquistando e sta conquistando fette sempre più ampie della nostra società; questo conferma il saccheggio dei nostri programmi e ciò evidentemente per esprimere la più autentica voglia di cambiamento.

Il Presidente Pili potrebbe constatare con molta amarezza le conseguenze di questa mostruosità, ma lui ben sa da chi dipende, chi ne è responsabile e non può anche lui far finta di niente come qualche collega del Consiglio fino adesso ha fatto. E nell'esprimere il nostro voto contrario per rispetto di quella equidistanza noi lo esprimiamo oggi con convinzione perché riteniamo che non ci possa essere né voto favorevole e né voto di astensione perché rischieremo di facilitare la nascita di una Giunta qualunque essa sia, e così sarà domani. Noi siamo forti che le idee che stiamo portando avanti siano le migliori, questo senza alcuna presunzione, e perché voi da tempo lo dite.

E come ultima parentesi del mio breve intervento gradirei, e questo lo faccio a nome del partito che rappresento, che questa dialettica interna che il P.S. d'Az vive con molta sofferenza, con molta durezza, ma che saprà comunque trovare la forza per uscire da una situazione piuttosto spiacevole, indesiderata, che fa male a chiunque sardista militi nel partito Sardo d'azione, riguarda solo ed esclusivamente il partito Sardo d'azione, come riguarda solo ed esclusivamente il partito Sardo d'azione l'esistenza o non l'esistenza, secondo la volontà dei tre consiglieri sardisti qua presenti, di un gruppo da fare o da non fare, esistente o non esistente; è comunque un nostro problema e gradiremo la cortesia, la delicatezza che questi problemi rimangano i problemi del Partito Sardo d'azione, non chiediamo interferenze, non ne vogliamo, abbiamo la capacità, l'orgoglio, la volontà e il giusto stato d'animo per sanarli da soli.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto-R.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi. Anche se una legge elettorale perversa, che si è cercato di correggere nella passata legislatura eliminando quell'abominio nell'abominio che si chiamava trilotaggio, non ha consentito di tradurlo in termini di seggi, noi sentiamo fortemente il dovere di onorare la volontà espressa in modo così palese, così chiaro, così nitido dagli elettori sardi.

Certo, non possiamo non sottolineare come se il quadro normativo fosse stato diverso, coerente con i principi di una moderna democrazia occidentale, la Giunta regionale si sarebbe insediata già il giorno dopo le elezioni, oggi invece, dopo tre mesi dalle elezioni giungiamo al voto per la Giunta regionale in una situazione che eufemisticamente potremmo definire di totale incertezza, sottoposti all'umiliazione e al ricatto di chi in questi mesi ha giocato, forse perché annoiato, forse per altri motivi, noi non lo sappiamo, non siamo in grado di dirlo, però noi ci sentiamo profondamente umiliati da questa commedia che sta assumendo le tinte della tragedia, ci sentiamo offesi dalla circostanza che la Sardegna, che il popolo sardo, che la sua massima istituzione possa essere tenuta in scacco da una persona. Certo, ciascuno di noi si assumerà pienamente le sue responsabilità per come oggi si esprimerà, e se la Giunta di Mauro Pili oggi dovesse essere bocciata si aprirà una fase politica difficilissima, ma ci saranno molte cose da spiegare, soprattutto si dovrà spiegare al popolo sardo perché il Presidente che si è scelto non diventerà Presidente. Ma non solo questo con tutto il rispetto per il Presidente Pili, soprattutto si dovrà spiegare ai cittadini che ormai sono abituati a scegliersi il Sindaco, perché invece la regione sarda è ancora condannata all'ingovernabilità, all'immobilismo, all'impossibilità di agire, questo mentre il mondo attorno a noi si muove, tutto attorno noi si muove, noi invece probabilmente dovremmo stare ancora a guardare semplicemente perché da quest'aula non sono uscite soluzioni. Questo c'è oggi sul tavolo, non la Giunta di Mauro Pili, ci sono le risposte che la gente attende a problemi drammatici che non possono aspettare i giochi del palazzo, il mercanteggiamento, gli sgambetti, le commedie. Ci sono le risposte da dare ai giovani, e purtroppo meno giovani sardi disoccupati, c'è la battaglia per la continuità territoriale per la zona franca, c'è l'emergenza idrica che mentre noi stiamo qui uccide la nostra agricoltura, ci sono le attese dei comuni e delle comunità locali che sono ancora in attesa, dopo nove anni, di vedere applicati in Sardegna i principi della legge 142.

Non è più tempo di bizantinismo, non è più possibile giocare sulla pelle della gente. Il gruppo del patto Segni riformatori conferma il suo pieno, leale e convinto appoggio alla Giunta guidata da Mauro Pili, ma conferma anche che continuerà la sua battaglia per dare alla Sardegna e ai sardi quello che attendono: una Regione che sappia essere sede di decisione e non di immobilismo, motore e non freno dello sviluppo che ami i suoi figli e non li divori.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Signor Presidente, colleghi e colleghe. Avrei parlato, ve lo confesso, con più entusiasmo se avessi avuto l'opportunità di intervenire nel corso della discussione generale, però il parlare adesso mi esime da un compito gravoso, mi esime dal compito di formulare preghiere, suppliche, richieste a chicchessia, e io mi rendo conto che in quest'aula nel corso di questa discussione, di questo dibattito ha prevalso il cattivo gusto e la mancanza di stile con le dichiarazioni di coloro i quali, non avendo argomentazione alcuna per giustificare la sconfitta elettorale, sono scesi ad un livello bassissimo, a insulti, a insinuazioni, e vere e proprie farneticazioni.

Io provo una gran pena onorevole Selis, lei sa che io la stimo, ma quando vedo il capo dell'opposizione o della futura maggioranza, non lo so ancora, che non ha nessun altra argomentazione, che banalizza una sciocchezza e che invece di parlare di politica va a parlare di ortografia questo mi demoralizza fortemente.

Io immaginavo che l'onorevole Selis parlasse di politica, criticasse e fornisse la sua ricetta alternativa qua in Consiglio, invece lei ha definito quello che è accaduto un fatto grave, evidente ed assurdo. Il fatto grave, evidente ed assurdo è che il partito Popolare, o meglio il Presidente del Consiglio onorevole Gian Mario Selis, ha dato per cinque anni la copertura politica alla Giunta presieduta dall'onorevole Palomba che ha portato la Sardegna allo sfascio in nome dell'autonomia. E mi viene in mente una cosa in nome dell'autonomia, che uno dei partiti fortemente autonomistici in questo Consiglio non ha trovato niente altro che nominare come Presidente di un prestigioso ente regionale un anziano signore proveniente dalle Marche, l'onorevole Guido Capelloni, il quale ha un percorso storico antico, era il tesoriere dell'ex PC e portava i soldi, i dollari non i rubli, da Mosca all'Italia, questo è il senso della vostra autonomia.

La sinistra e il centro sinistra hanno avuto stabilità in questi anni perché hanno avuto un quadro politico tutto sommato tranquillo come quadro politico, la sinistra non ha governato, non c'è stata governabilità in Sardegna e questo non tanto per il povero cireneo Palomba che è stato crocifisso molto dalle opposizioni, ma aimè moltissimo da coloro i quali erano nella sua maggioranza, e neppure per le responsabilità delle singole forze politiche, ma la disomogeneità, la litigiosità, la incapacità di trovare un idem sentire, ha portato allo sfascio che viviamo adesso.

Ho omesso di dire la cosa più importante che è quella che io voterò la fiducia all'onorevole Pili, anche se con gli interventi che ho sentito in qualche occasione ho pensato di non farlo più, ma confermo che voterò la fiducia all'onorevole Pili. Volevo ripetere quello che ha detto la Lombardo, che siccome qua sciocchi che ce ne siano pochi, non fate l'errore di seguire il dito e non guardare la luna.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

Pittalis (F.I. Sardegna). Signor Presidente, colleghe e colleghi, se qualcuno di noi avesse avuto dei dubbi stamane sul dover rinnovare ad Ella, signor Presidente, la fiducia già conferitale dai sardi all'esito di una campagna elettorale che l'ha vista contrapposta tra gli altri al suo principale sfidante l'onorevole Gian Mario Selis con il risultato che tutti conosciamo, se qualcuno di noi fosse stato vittima del canto sinistro delle sirene, della moralità di facciata, dall'onestà di quattro soldi, del perbenismo bigotto alla Di Pietro, noioso, ripetitivo, strumentale e sciocco dei colleghi di sinistra ebbene, signor Presidente della Regione, se qualcuno fosse stato ammagliato da queste voci di menzogna ora voterebbe la fiducia al suo governo con rinfrancato spirito, rinnovato vigore, novello orgoglio. Orgoglio, ripeto questa parola desueta alla intelligentia di sinistra, ed invece consueta ed abituale per i cittadini sardi che l'orgoglio hanno tatuato nel loro animus. E noi siamo orgogliosi di un Presidente che con umiltà, ma con grande dignità si è presentato in quest'aula e ha chiarito, semmai vi fosse bisogno di chiarire, e ha fugato se mai vi fosse bisogno di fugare ogni dubbio, ogni sospetto ardatamente portato a calunnia, a menzogna dai banchi di centro sinistra, e siamo orgogliosi di un Presidente che ha fatto una dichiarazione di guerra alla disoccupazione mutuando queste parole dal programma del Presidente Formigoni. Solo la sinistra, solo l'onorevole Cogodi è assente dagli interventi sulla disoccupazione in Sardegna, noi siamo orgogliosi di un Presidente che ha impostato una serie politica sociale in favore della famiglia, in favore delle famiglie bisognose, una lotta senza quartiere contro la povertà che oramai ha raggiunto livelli davvero preoccupanti in questa nostra Isola. E siamo orgogliosi che un Presidente della Giunta regionale sarda, un ex sindaco finalmente si sia preoccupato che i tanti sindaci della nostra Sardegna non ricevano più avvisi di garanzia per il problema delle discariche abusive, perché è il primo Presidente della Giunta regionale che ha intenzione di occuparsene con serietà insieme alla coalizioni che lo sostiene.

Noi siamo orgogliosi di un Presidente che non abiura il suo mandato, quello alto, quello nobilissimo, quello che oggi anche nel linguaggio comune dei cittadini ci viene, e spesso a torto, riconosciuto come essere onorevole. Ma lei sì Presidente, onorevole perché ha ricevuto dai sardi l'onore di condurli fuori da questa crisi epocale, e noi che di questo onore partecipiamo ci rinnoviamo nel darle la nostra fiducia. E se qualcuno avesse dichiarato di conferire a lei la propria fiducia solo per dovere, oggi più che mai dovrebbe comprendere di aver azionato i fiati troppo velocemente, a volte si arriva in ritardo per troppo anticipo, sarebbe bene tenerlo a mente almeno per il futuro.

L'onorevole Grauso ha svolto in quest'aula un intervento che da parte nostra merita comunque rispetto, se non altro perché ha reso considerazioni che la sua personale, si pure discutibile sensibilità gli ha dettato e si è sottratto al rituale delle pietose recite. Onorevole Grauso lei sbaglia, sbaglia davvero a non comprendere che il nemico, il suo più del nostro, è alle porte. Onorevole Grauso noi per questo non le minacceremo di spaccarle i denti, noi non utilizzeremo la magistratura per annientare lei, la sua persona o il suo gruppo. Voglio ricordare che in apertura dei lavori consiliari proprio dai banchi della sinistra è venuto un attacco contro l'onorevole Grauso e contro le vicende del suo gruppo, questo lo dico perché forse si ha la mente e la memoria spesso molto corta.

Noi abbiamo lavorato molto e molto sinceramente, abbiamo un progetto di cambiamento epocale di quest'Isola e vorremmo condurlo con umile coraggio, ma se oggi la Giunta dell'onorevole Pili verrà arrestata dal voto democratico dell'aula noi saremo comunque orgogliosi del lavoro fatto, e dell'aver fatto tutto quanto in nostro potere per onorare gli impegni assunti con gli elettori oltre che la nostra morale politica.

Il momento è difficile e la tensione è alta, ma non ci arrendiamo, come scriveva Vincenzo Monti: "L'uomo vile più di una volta muore pria di morire ed una sola il coraggioso". Continueremo a lavorare per i nostri ideali, continueremo a lavorare per i nostri progetti e per rispondere alla tesi dei sardi, e speriamo di strappare al vostro impero perbenista e conservatore il governo di quest'Isola.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari). Signor Presidente, colleghe consigliere e consiglieri, a nome della Coalizione Autonomista e del gruppo dei Democratici pronuncio la nostra dichiarazione di voto unitariamente per dare il senso di una politica che è confronto, che è dialogo, che è dialettica ma che poi nei momenti interni trova tutta la sua unità di una politica che non è passerella e che non approfitta alla televisione in aula per fare una lunga passerella, un ritornello di cose trite e ritrite, fotocopiate l'una dagli altri che hanno occupato la giornata di oggi.

Caro onorevole Pili non c'è acredine, né risentimento né nel tuo e nei nostri confronti e nei confronti di nessuno, perché tutti quanti qua abbiamo rispetto reciproco, tutti quelli che sono qua sono stati eletti e rappresentano non se stessi, ma un pezzo di popolo che va e vogliamo rispettare. Non c'è acredine, non c'è risentimento ma certo c'è delusione per come questa legislatura si è aperta, c'è delusione per i contenuti di un programma che doveva essere profondamente innovativo, c'è delusione per i contenuti di una replica che non ha saputo fare altro di meglio che ribadire che non solo quelle parti sono state recuperate, copiate e integrate nelle proprie, ma anche altre che nella fretta e nei tempi stretti non abbiamo saputo recuperare.

Ho detto e ripeto che le idee vanno cercate in Italia e all'estero, vanno adeguate, vanno mutuate, vanno valorizzate, ma una cosa è recuperare e cercare, una cosa è la ricerca, una cosa è il plagio; una cosa è l'attenzione alle altre esperienze, una cosa è recuperare la stessa espressione linguistica, la stessa retorica, la stessa punteggiatura non di un capitolo ma di interi capitoli: le politiche sociali, le politiche del lavoro, le politiche ambientali, con errori talmente macroscopici che ci fanno ritenere che quel programma non è stato neppure riletto prima di essere qua presentato, ma è arrivato probabilmente da altre centrali, non so se da Villa Devoto o direttamente da Arcore, ed è stato riproposto da tutti i sardi che ci sentono e si sentono traditi, e noi mortificati. Ecco perché dico che ci sentiamo delusi, e abbiamo fatto della nostra delusione anche una dimensione di serenità non reagendo alle tensioni, agli insulti, alle esasperazioni dialettiche che ci sono state in quest'aula. Presidente lei è Presidente dell'intero Consiglio regionale, le abbiamo chiesto anche con momenti di tensione all'inizio del Consiglio regionale di essere come noi vogliamo, come io mi auguro tutto il Consiglio voglia essere, un Presidente sopra le parti per rappresentarci tutti, perché così tutti quanti noi ci sentiamo e ci sentiremo rappresentati, ecco perché signor Presidente, quando voi mi dite: ho copiato, e quando qualcuno dice, è stato il ritornello di tutti gli interventi, in nome di 150 mila elettori, noi riteniamo che quei 150 mila elettori a cui avevate detto cambierò la politica, rinnoveremo la politica, i metodi e le speranze, si sentono per questi umiliati perché non solo non c'è stato un rinnovamento, uno sforzo di fantasia e di elaborazione, ma c'è stato uno sforzo di impropriazione indebita di altre dichiarazioni programmatiche che attengono un'altra regione, che è una regione montuosa, una regione di grandi aree urbane, di alta occupazione totalmente diversa, poi ce ne sono altre regioni da cui si dice sia stato mutuato il programma, ecco perché ritengo che questi 150 mila elettori si sentono insultati. Così come coloro a cui avete detto scrivete voi il programma e noi lo mutueremo e invece quelli non sono stati elettori consultati ma insultati. Ecco perché credo che voi non possiate, si poteva ammettere, abbiamo dato tutte le vie d'uscita perché ci possa essere un rimedio a questo discorso, ma non si può dire che sono poche pagine quando interi capitoli, intere strategie, intere politiche vengono mutuate da altri problemi. Lo scandalo che questo fatto ha avuto a livello nazionale, in tutti i giornali di destra e sinistra è uno scandalo che non penalizza solamente il Presidente ma tutti noi, non mortifica solamente una parte ma tutti noi, e per questo ci sentiamo mortificati, perché in giro in Italia diranno: questi sardi non riescono a fare neanche i programmi, li devono importare, li devono fotocopiare.

Ecco signor Presidente e cari colleghi perché io ho dato atto al Presidente Pili e tutti voi dei risultati brillanti che sono stati raggiunti, così come vi ho chiesto di contraffare i dati, quando il risultato è il risultato complessivo, noi abbiamo 37 seggi voi 35, noi non siamo soddisfatti ma voi non potete venirci a dire che avete vinto con due seggi in meno. Io sono convinto che se oggi voi poteste rinunciare a 20, 30, 50 mila voti per due seggi in più lo fareste di corsa perché questo è un sistema parlamentare, ecco perché per governare ci vogliono i voti, e se li avete governate e noi vi assicuriamo che faremo un'opposizione serena, costruttiva, di proposta e di propositi, ma ci vuole anche coscienza, cultura, rigore e anche competenza. Bisogna dimostrare di avere la coscienza, la cultura, il rigore e la competenza che in quest'aula non è stato dimostrato. Certo, abbiamo tutti bisogno di studiare e imparare, forse qualcuno più di altri, ma tutti dobbiamo aiutarci in questo, ma per aiutarci ad imparare occorre avere anche l'umiltà di ammettere i propri errori e non invece l'ostinazione e la perseveranza di difendere i propri errori.

Durante tutta la campagna elettorale abbiamo presentato un programma il cui obiettivo è fondare sulla libertà e la democrazia, sul lavoro e lo sviluppo la libertà e la democrazia, un programma ricco, articolato, che mette al centro le riforme, di cui c'è nel centro sinistra, ma io mi auguro in quest'aula, un grande respiro perché le facciamo assieme, ma quando voi dite quella legge elettorale a cui io non avevo partecipato è una legge limitata, perché non c'è una proposta nelle dichiarazioni programmatiche che dica in quelle direzione si modifica la legge elettorale; è evidente che deciderà il Consiglio, ma una maggioranza non può rinunciare a fare una proposta di riforma della legge elettorale. Abbiamo fatto un programma per il lavoro, per lo sviluppo, valutando quello che è stato fatto negli ultimi anni che certo ha dei limiti, ma anche dei grandi vantaggi: la riforma del bilancio, le politiche del lavoro, le politiche dell'impresa, i testi unici sugli incentivi e le altre cose, allora dire che ci sono problemi è giusto, siamo i primi a dirlo, ma non si può però dire che tutto è una maceria non fosse altro che per rispettare quelli amministratori locali sindaci, e tra di noi nel centro sinistra ce ne sono tantissimi, quelli imprenditori, quelli innovatori della cultura e dell'impresa, quelli intellettuali, quelli operatori della società che stanno consentendo alla Sardegna di crescere. Crescono con le loro forze, crescono con la loro intelligenza e con il loro impegno, ma io credo che crescano anche perché c'è un sistema e c'è stato un sistema che gli ha dato sostegno. E` stato sufficiente, no che è stato sufficiente...a non dimenticarci mai che la politica è affrontare i loro problemi, le loro proposte per dare un futuro alla Sardegna.

Ecco, signor Presidente, perchè noi abbiamo evitato di fare polemiche, perchè abbiamo fatto pochi interventi, perchè volevamo che le nostre idee fossero chiare e serene e fossero messe a disposizione di tutti, e non mancheranno le occasioni per discutere dichiarazioni e programmi non di altre regioni ma di questa regione e di questa Giunta, se nascerà, o di un'altra Giunta.

Concludo, signor Presidente, dicendo che io annuncio il nostro voto contrario per coscienza, per convinzione, perchè riteniamo che sia stato violato l'onore e la dignità dei sardi.

Domani io mi auguro che noi riprenderemo un cammino diverso, un cammino che il centro-sinistra riprenderà con un dialogo interno, dialogando con le forze autonomiste, con le forze della Casa Comune che lo vorranno, con le forze attente ed affini, con coloro che, liberandosi dagli schematismi, possono mettere al centro dei loro impegni, dei loro programmi, della loro attività l'interesse dei sardi.

Per questo io credo che questo tentativo va bloccato perchè è pericoloso per i sardi, perchè è pericoloso per la nostra dignità.

Allora votiamo contro in nome del popolo, in nome di Lussu, in nome di Dettori.

Signor Presidente, ho finito, e intendo pronunciare solo l'ultima parola che spero non innervosisca ulteriormente i colleghi che sono intervenuti in gran numero, che ho ascoltato con grande attenzione condividendo e dissentendo, perchè io credo che il nostro compito qua e il nostro voto contrario serve a difendere la dignità di tutti noi e dei sardi, e la dignità non è in vendita.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'ordine del giorno numero 1: ottavo comma dell'articolo 96.

Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello (E` estratto il numero 35, corrispondente al nome del consigliere Ladu Silvestro).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Ladu Silvestro.

FLORIS EMILIO, Segretario procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: Licandro - Liori - Lombardo - Masala - Milia - Murgia - Nuvoli - Onnis - Oppi - Piana - Pili - Pilo - Pirastu - Pittalis - Rassu - Sanna Nivoli - Scarpa - Tunis Marco - Usai - Amadu - Balletto - Biancareddu - Biggio - Capelli - Cappai - Carloni - Cassano - Contu - Corda - Corona - Cossa - Demontis - Fantola - Federici - Floris Emilio - Floris Mario - Frau - Granara - La Spisa.

Rispondono no i consiglieri: Ladu - Lai - Loddo - Manca - Marrocu - Masia - Mereu - Morittu - Onida - Orrù - Ortu - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pusceddu - Randazzo - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Giacomo - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Selis - Spissu - Tunis Gianfranco - Vassallo - Balia - Calledda - Cogodi - Cugini - Deiana - Demuru - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Dore - Fadda - Falconi - Fois - Giagu - Grauso.

Si è astenuto: il Presidente Serrenti.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 80

Votanti 79

Astenuti 1

Maggioranza 40

Favorevoli 39

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Convoco immediatamente la conferenza dei capigruppo per stabilire la data del prossimo Consiglio.

La seduta è tolta e verrà riconvocata a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 16 e 55.