Seduta n.427 del 19/12/2003 

CDXXVII Seduta

(Antimeridiana)

Giovedì 19 Dicembre 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 23.

MAsia, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 11 Dicembre 2003, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Silvestro Ladu ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 19 dicembre 2003. Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Ricordo ai colleghi che da questo momento decorrono i dieci minuti per poter dar corso alle votazioni. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 1, sostitutivo parziale dell'articolo 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, per proporre un rinvio di dieci minuti perché corriamo il rischio di votare…

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, ho già preannunciato che le votazioni non possono aver corso prima che siano trascorsi i dieci minuti dall'inizio formale della seduta. Siccome la seduta è iniziata due minuti fa, allora la seduta è sospesa e i lavori riprendono alle ore 10 e 30 con la votazione sull'emendamento sostitutivo parziale numero 1 all'articolo 2.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 24, viene ripresa alle ore 10 e 32.)

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Salvatore Piana chiede, ai sensi dell'articolo 59 del Regolamento interno del Consiglio regionale, di poter usufruire di un giorno di congedo in data 19 dicembre 2003, per motivi di famiglia".

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Assenza per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del regolamento, che l'assessore Pasquale Onida è assente nella seduta del 19 dicembre 2003 in quanto fuori sede per motivi istituzionali.

Continuazione della discussione e approvazione dell'articolato del testo unificato delle proposte di legge SANNA Alberto - MANCA - ORTU - GRANELLA - DEMURU - GIAGU - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SCANO - SANNA Giacomo - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI -DEIANA - DETTORI - DORE - FALCONI - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - VASSALLO: "Provvedimenti urgenti a favore dell'agricoltura e della zootecnia" (478), PIANA - CAPPAI - OPPI - RANDAZZO: "Interventi urgenti a favore degli allevatori per fronteggiare la febbre catarrale degli ovini" (487), FRAU - MURGIA - DIANA: "Interventi a favore del settore agricolo e modifica della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 (Adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura" (490/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 478, 487, 490. Siamo in sede di votazione dell'emendamento sostitutivo parziale numero 1.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 2.

FRAU (A.N.). L'Assessore deve comunicare qualcosa.

PRESIDENTE. Abbiamo già avuto comunicazione presidente Frau della richiesta, quindi invito i colleghi i a prestare un po' di attenzione.

Sull'articolo 2 è stata chiesta la votazione per parti, che procederà in questo senso: voteremo prima l'articolo 2 dal titolo sino alla lettera B compresa. Poi voteremo dalla lettera C sino al comma 3 compreso.

Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Se è possibile io articolerei in altro modo: votare il comma 1 e poi successivamente il comma 2, come lei ha annunciato, ma separare anche la votazione dei due commi. L'uno e poi come lei ha...

PRESIDENTE. Sì, tecnicamente non ci sono obiezioni, naturalmente il problema è riposto all'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Sulle modalità di votazione volevo intervenire per dire che la proposta avanzata dal Presidente è rispondente ad un accordo che anche stamattina nell'approfondimento abbiamo raggiunto, cioè siamo d'accordo sul fatto che fino al punto B compreso sia da approvare, mentre siamo per togliere il punto C e il punto D e il terzo comma. Quindi il senso di questo metodo di votazione nasce proprio da questo accordo. Ecco perché è opportuno rispettare l'ordine e il sistema di votazione che ha proposto il Presidente.

PRESIDENTE. Ci sono altre osservazioni? Allora procediamo secondo le modalità che ho anticipato in apertura, anche perché mi pare che nella sostanza, lo dico per il collega Demuru, non cambi molto. Onorevole Demuru insiste sulla sua richiesta?

DEMURU (D.S.). Non voglio insistere, farò dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Allora onorevole Demuru può fare la sua dichiarazione di voto. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Io dico che benché fossi d'accordo al comma uno, come principio, sono nettamente contrario a tutto il resto dell'articolo 2 e le motivazioni le ho dette nel mio breve intervento di ieri e ci ritorno un attimino solo e parlo soprattutto della possibilità data da questo articolo al danno subito per gli aborti conseguenza diretta del.... Io ho detto, ma faccio un esempio semplice semplice: la Comunità europea ha imposto alle regioni in cui questo indennizzo è stato concesso, la certificazione singola con sierologia e diagnosi differenziale. Vediamo un po' di capire che cos'è, facciamo un'ipotesi che è un aborto ovino, quindi un agnello, gli si dia un valore, perché è derivato da una procedura di prezzi, di 30 mila di vecchie lire, per poterlo pagare bisogna fare una certificazione che così, senza avere fatto delle indagini di mercato su quanto costa una sierologia e un certificato che lo attesti, penso comunque che possa andare oltre il valore di quello indennizzabile, se non il doppio di quello, per dire che per pagare 30 mila un allevatore bisogna spendere altri 60 mila per certificarlo. Questo è il mio dubbio e il mio cruccio, ecco perché sono contrario.

PRESIDENTE. Onorevole Demuru adesso ho capito meglio la sua richiesta, anche a seguito della sua dichiarazione di voto, e quindi nulla osta che si proceda al voto secondo la sua richiesta. Naturalmente questo lo dico soprattutto per gli altri colleghi che invece volessero votare in maniera diversa da quella dell'onorevole Demuru per organizzare la propria espressione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Semplicemente per ribadire alcune considerazioni che abbiamo sviluppato anche in sede di Commissione e che possono superare le perplessità dell'onorevole Demuru, che sono anche giuste, insomma, nel senso che si vuole evitare che poi si finisca per pagare più certificati medici piuttosto che interventi a risarcimento dei danni della vaccinazione. Però il problema può essere ovviato e c'è perfino un'esigenza, una ragione che sarebbe utile per la stessa amministrazione regionale. Allora chiaro è che se si procede caso per caso la certificazione deve essere fatta caso per caso, azienda per azienda, il che sarebbe una cosa che non ha nemmeno senso, non avrebbe senso. Allora noi abbiamo ribadito, con gli articoli precedenti e abbiamo riproposto l'esigenza di un monitoraggio serio. Un monitoraggio delle aziende fatto a campione, e chiaramente dimostrato con le certificazioni che sono necessarie, che siano in grado di individuare statisticamente la percentuale dei casi previsti nel punto A e nel punto B, cioè gli aborti e i capi morti, ecco questo ovvierebbe al problema che ha posto Demuru e, non solo, consentirebbero anche di affrontare un problema che è serio, che è stato posto anche dalle organizzazioni professionali agricole, cioè si consentirebbe in questo modo di intervenire. Però chiaro è che non può essere pensata nemmeno una certificazione non solo azienda per azienda ma nemmeno addirittura capo per capo. Noi abbiamo l'esigenza - ribadisco - di avere dati, si scelgano venti - trenta - quaranta - cinquanta aziende in tutta la Sardegna e si rilevi un dato statistico che ci consenta di conoscere e sapere quello che avviene. Possibile che questo non possa essere fatto? Io ritengo che si può fare con grande buon senso, si può fare senza spendere grandi risorse e potremmo disporre anche di una serie di informazioni utili, non solo per risarcire i danni, ma utili per capire cosa avviene con la vaccinazione, quindi quali sono le conseguenze reali. Ecco torno a dire le cose che ho avuto modo di dire in discussione generale: ma possibile che non riusciamo a fare mai le cose con equilibrio e buon senso? Ecco perché anche ieri io ho ribadito che va affrontato, posto e risolto il problema del monitoraggio in modo serio; ecco perché ritengo che la sintesi a cui siamo arrivati stralciando il punto C, il punto D e il comma 3 può essere una sintesi che può essere votata da questo Consiglio. Io la voterò e chiedo anche al collega Demuru di tornare sui suoi passi in ragione però in ragione di questa impostazione, cioè un'impostazione che parta da un'osservazione seria di quello che accade, e questo è possibile senza spendere tanti soldi, individuando una serie di aziende in tutta la Sardegna che siano aziende campione sulla base del quale poi trarre dei dati che saranno senz'altro utili all'amministrazione regionale oltre chi opera nel settore.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il comma 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il comma 2, sino alla lettera B compresa. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione il comma 2 dalla lettera C sino alla fine del comma 2, più il comma 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il comma 4. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

MASIA, Segretario:

Art. 3

Interventi a favore degli allevatori in conseguenza del divieto di movimentazione

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere agli allevatori di ovini, caprini, bovini e bufalini, da carne e da latte, un aiuto a compensazione dei maggiori oneri derivanti dal divieto di movimentazione imposto dalla competente autorità sanitaria a causa della presenza della febbre catarrale degli ovini (blue tongue). La misura dell'aiuto è commisurata alle maggiori spese effettivamente sostenute e comunque non può superare l'importo delle stesse.

2. L'aiuto è concesso anche agli allevatori interessati dal divieto di movimentazione dal 1° settembre 2003.

3. Per l'attuazione del presente articolo è autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 6.000.000 e nell'anno 2004 la spesa di euro 1.000.000 (UPB S06.025).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

MASIA, Segretario:

Art. 4

Procedura per la concessione degli aiuti

1. Per la concessione degli aiuti previsti dal comma 1 dell'articolo 1 e dagli articoli 2 e 3 si applicano le procedure contenute nell'articolo 7 della legge regionale 17 novembre 2000, n. 22 "Interventi a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata febbre catarrale degli ovini (blue tongue)".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

MASIA, Segretario:

Art. 5

Interventi sanitari

1. Per l'attuazione degli interventi previsti dall'articolo 2 della legge regionale n. 22 del 2000 è autorizzata la spesa di euro 2.500.000 per l'anno 2003 e di euro 2.500.00 per l'anno 2004 (UPB S12.078).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

MASIA, Segretario:

Art. 6

Stalle di sosta

1. L'ingresso nel territorio regionale di animali vivi destinati all'allevamento e alla macellazione è subordinato all'accertamento e alla verifica, da parte dei servizi della sanità animale delle ASL, dei requisiti rispondenti alle esigenze di sicurezza igienico sanitarie.

2. A tal fine l'Amministrazione regionale istituisce apposite stalle di sosta adibite al temporaneo mantenimento degli animali da sottoporre a controllo sanitario.

3. A partire dal trentesimo giorno dall'entrata in vigore della presente legge, l'introduzione nel territorio regionale di animali di cui al comma 1, non sottoposti ai controlli sanitari, comporta il pagamento di una sanzione di euro 500 per ogni singolo capo.

4. L'onere derivante dall'attuazione del presente articolo è valutato in euro 250.000 per ciascuno degli anni 2004 e 2005 (UPB S12.078).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

MASIA, Segretario:

Art. 7

Interventi a favore degli allevatori partecipanti all'attuazione dei piani per il controllo e l'eradicazione delle malattie animali

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi a favore delle aziende agricole con allevamento zootecnico ovino, caprino, bovino e bufalino, ai fini di incentivare la collaborazione con le autorità sanitarie preposte all'attuazione di piani di sorveglianza sierologica per la febbre catarrale degli ovini (blue tongue) previsti dalla normativa vigente.

2. I contributi di cui al comma 1 sono diretti a compensare i costi e i disagi sopportati dagli allevatori con la messa a disposizione dell'autorità dei propri capi per i controlli sanitari periodici.

3. Il contributo è concesso in base al numero di capi che viene reso disponibile per i prelievi su disposizione dell'autorità sanitaria competente; per ogni capo messo a disposizione dell'autorità sanitaria viene erogata una somma pari a 100 euro, rapportata all'intero anno solare, proporzionalmente ridotta in relazione al periodo di effettiva messa a disposizione.

4. Il programma degli interventi è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

5. Gli aiuti di cui al presente articolo sono erogati dalle Aziende USL competenti per territorio.

6. Per gli interventi di cui al presente articolo è autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 500.000 (UPB S12.078).

PRESIDENTE. All'articolo 7 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Frau - Granella - Manca - Sanna Alberto - Cappai - Demuru - Giagu - Liori - Ortu - Petrini - Rassu - Piana - Cassano

Art. 7

Nel comma 3 dell'art. 7 dopo le parole "100 euro" sono aggiunte le parole: "per capo bovino e 20 euro per capo caprino,". (3)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Ortu - Demuru - Granella - Manca - Giagu

Art. 7

Al comma 1 dell'art. 7 aggiungere:

"Il contributo di cui al comma 1 sono diretti a compensare gli allevatori per i costi supportati per l'azione volta alla disinfestazione per l'eradicazione della epidemia di "blue tongue" nelle aree di pascolo delle relative aziende". (10)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau per illustrare l'emendamento numero 3.

FRAU (A.N.). Presidente, nonostante la discussione approfondita in Commissione, abbiamo pensato di predisporre questo emendamento. Allora nell'articolo 7, al comma 3, si parla di un contributo che viene concesso agli allevatori in base al numero di capi che viene reso disponibile per i cosiddetti capi sentinella, e avevamo così pensato di dare un contributo pari a 100 euro in generale. Però indubbiamente c'è una differenza se l'animale messo a disposizione è un bovino oppure se l'animale messo a disposizione è un caprino, ecco il perché del tutto e pertanto, fermo restando 100 euro a capo per i bovini, invece per quanto riguarda un capo caprino credo che sia sufficiente 20 euro.

Quindi credo di poter dire il tutto anche a nome della Commissione, essendo l'emendamento firmato anche dai componenti della Commissione stessa. Grazie.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 10 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). Questo emendamento è finalizzato al coinvolgimento e alla responsabilizzazione degli allevatori nella campagna di disinfestazione che ciascuno potrà effettuare nell'ambito del territorio della propria azienda.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 3 ho già parlato a nome direi di tutti. Per quanto concerne l'emendamento numero 10, di questo argomento si è parlato ieri pomeriggio e ne ha parlato anche l'Assessore, dicendo che questo compito ricade nei riguardi delle province e pertanto l'azione di disinfestazione, eccetera, è demandata alle province che devono fare i programmi e quant'altro.

Ma se dovesse passare, io faccio presente all'onorevole Sanna, che nel comma 1, il contributo di cui al comma 1, si parla già nel comma 2 di contributi per il comma 1 e quindi eventualmente bisognerebbe riscriverlo appena, appena in modo diverso, però faccio anche presente che probabilmente visto che abbiamo pensato a 500 mila euro complessivamente, se dovesse passare questa sua proposta, probabilmente questi fondi non sono sufficienti. Pertanto io non posso dare un giudizio a nome della Commissione, però direi all'onorevole Sanna se è possibile il ritiro dell'emendamento, visto anche quello che ha detto l'Assessore ieri sera, essendo tutto demandato alle province e lasciando questa somma proprio agli allevatori in relazione al numero dei capi sentinella che devono mettere a disposizione e che speriamo che sia maggiore rispetto a quelli che hanno messo fino a questo momento. Altrimenti mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sul 3 il parere è favorevole. Sul 10 l'onorevole Frau ha ben illustrato il parere che è anche quello della Giunta, rifacendomi soprattutto ai chiarimenti avvenuti nella discussione di ieri pomeriggio. Per cui, se è e possibile, sarebbe opportuno il ritiro, diversamente il parere è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Brevemente un'osservazione rispetto anche all'intervento che ha fatto ieri l'onorevole Capelli su questo problema della disinfestazione. E' vero che il compito viene svolto dalle province però è anche vero che i servizi provinciali non possono battere a tappeto tutto il territorio regionale, è praticamente impossibile. Quindi, di fatto, il servizio provinciale sta svolgendo un'azione di disinfestazione soprattutto nelle aree umide e palustri delle diverse province e rimane comunque l'esigenza che in ciascuna azienda ciascun allevatore porti avanti un'azione rigorosa di prevenzione. Il senso dell'emendamento è quello di sostenere questa azione da parte degli allevatori, se l'assessore Capelli e l'assessore Contu si impegnano nelle direttive di attuazione a trovare le forme per sostenere il coinvolgimento degli allevatori nell'azione di disinfestazione e di prevenzione in ciascuna azienda, io non ho problemi a ritirarlo perché l'obiettivo è questo.

PRESIDENTE. L'onorevole Sanna preannuncia il ritiro dell'emendamento, naturalmente spetterà, in sede di discussione sull'articolo e sugli emendamenti, a chi di dovere di dare le eventuali risposte ai problemi sollevati dall'onorevole Alberto Sanna. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Brevemente per riprendere la questione che è stata anche adesso sottolineata dal collega Sanna. Il problema, Assessore, sostanzialmente è questo: bisogna vedere quale impostazione si vuole dare alla materia che riguarda la prevenzione, in modo particolare per quanto riguarda la disinfestazione. Allora, finora si è seguita la strada di utilizzare le province, abbiamo finanziato i programmi delle amministrazioni provinciali, le amministrazioni provinciali hanno appaltato, hanno affidato a ditte esterne, allora il giudizio sul lavoro svolto dalle amministrazioni provinciali e dalle ditte esterne, a detta di tutti, compresi i veterinari che operano nel territorio, è discutibile. Qualcuno dice: "Ma voi state pagando la gente per buttare il disinfestante in giro". Questa è la considerazione comune che viene svolta in tutte le assemblee.

Allora noi con l'emendamento abbiamo sollevato un problema, abbiamo detto: "Si deve continuare con questa impostazione oppure...". Assessore, però se non mi ascolta e se chiacchiera con l'assessore Contu continuate a fare peggio di prima. Se poi i suggerimenti non sono utili... Io voglio fare solo un suggerimento.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Mi sto mettendo d'accordo con lui, dipende dall'Assessorato dell'ambiente, ho detto che manca l'Assessore.

ORTU (R.C.). Va bene, allora mandate i barracelli, direbbe il collega Cogodi, portate qui l'Assessore dell'ambiente e fatelo discutere insomma, mettetelo dentro la discussione, visto che non c'è, e non sarebbe stato male che fosse stato presente, concordo con voi.

Comunque la Giunta si faccia carico di affrontare questo problema, proprio perché noi vogliamo anche qui avanzare un suggerimento sulla base di una esperienza che deriva dalla discussione che pure c'è stata, dalla quale abbiamo anche raccolto indicazioni, suggerimenti, che stiamo qui riproponendo in aula, e non sarebbe male tenerne conto. Allora dicono: "Evitiamo di ripetere l'esperienza che è stata condotta finora, che tutti giudicano in qualche modo non sufficiente", diciamo così, perché queste imprese arrivano, non si sa bene chi poi certifica se la disinfestazione avvenuta, com'è avvenuta e così via. Anzi, addirittura qualcuno dice che questi veicoli che girano da azienda in azienda, di cui non si sa bene, e poi non c'è anche lì una sufficiente garanzia nelle misure di prevenzione che vengono adottate nella disinfestazione anche dei veicoli, qualcuno dice che siano anche i veicoli che poi portano la malattia da ovile in ovile, o da territorio in territorio. Allora noi abbiamo posto un problema che era collegato al precedente emendamento, che abbiamo ritirato, possiamo ritirare anche questo, ma noi vogliamo sollecitare la Giunta perché rifletta se è utile continuare con l'esperienza che è stata condotta finora, oppure se è più utile fare un programma, così come abbiamo detto ieri, di informazione-formazione degli stessi allevatori, responsabilizzarli e fare in modo che siano loro, nella loro azienda, anche dal punto di vista igienico-sanitario, ad eseguire la prevenzione come se fosse un'attività ordinaria dell'azienda, così come fanno - l'ho detto ieri, lo ribadisco anche oggi, vi chiedo scusa per questo -, così come viene pulita e disinfestata la mungitrice, la sala di mungitura e tutte le altre cose, ordinariamente l'azienda dovrebbe essere curata anche dal punto di vista igienico e sanitario, anche con tutti i presidi che sono necessari da questo punto di vista, dall'allevatore, quindi dal titolare. Chiaro è che l'Assessore ieri mi ha ribadito: "Ma ci mancherebbe che un imprenditore non avesse questa consapevolezza e questa coscienza nel condurre l'azienda. Purtroppo abbiamo la lingua blu, con le conseguenze devastanti che sappiamo". Allora io non so se c'è consapevolezza e coscienza che l'azienda va condotta in questo modo. Io dico: piuttosto che buttare o perlomeno con risultati discutibili continuare gli interventi del passato, dico facciamo un lavoro nei confronti delle aziende con il supporto del Servizio sanitario, con il supporto dei veterinari pubblici, che da questo punto di vista, in quanto pubblici, dovrebbero garantirci anche di più rispetto alla correttezza con la quale dovrebbero essere compiute tutte queste operazioni.

Questa è la ratio che ha portato a proporre l'emendamento numero 10 e l'emendamento precedente, cioè aprire una riflessione su quello che si è fatto finora, sul giudizio, quindi quali sono i risultati e se non possiamo anche introdurre alcuni cambiamenti, per fare un passo in avanti, per aiutare anche gli operatori, le aziende, gli allevatori, gli imprenditori, chiamateli come volete, a crescere anche da questo punto di vista e per evitare che la Regione debba ogni anno fare un piano con decine di miliardi per buttare disinfettanti dappertutto. L'allevatore deve entrare nell'ottica e nella capacità di capire lui stesso qual è il periodo più propizio, qual è il periodo necessario e anche quali sono gli ambienti che debbono essere curati da questo punto di vista, evitando che accada quello che è accaduto fino ad oggi. Arriva una macchina con tre, quattro persone, si mettono lì a buttare da tutte le parti non si sa bene nemmeno che cosa, qualcuno dice perfino acqua e sapone.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo...

Ha domandato di parlare la consigliera Dettori sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

DETTORI (Gruppo Misto). Chiedo il voto elettronico palese a nome del Gruppo Misto.

PRESIDENTE. Sette colleghi che appoggino la richiesta dell'onorevole Dettori.

(Sette consiglieri appoggiano la richiesta)

Invito colleghi a prendere posto, soprattutto invito un collega Segretario a prendere posto in presidenza a fianco all'onorevole Masia. Stiamo votando l'articolo 7.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LICANDRO - LIORI - MANCA - MARROCU - MASIA - MURGIA - ORTU - PACIFICO - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 42

votanti 42

maggioranza 22

favorevoli 42

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 10 è stato ritirato?

SANNA ALBERTO (D.S.). Aspetto una risposta da parte dell'Assessore.

PRESIDENTE. L'onorevole Alberto Sanna prima del ritiro formale attende una risposta da parte dell'Assessore.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io direi che i suggerimenti portati nell'intervento dell'onorevole Sanna devono e sono fatti propri dalla Giunta, sottolineando che sarà compito della Giunta stessa interloquire e dialogare, confrontarsi con le province per un corretto piano di prevenzione, e sono già in corso diversi incontri con le quattro province, con gli Assessori competenti che hanno stabilito un piano di azione. Agli incontri e per le determinazioni sul piano di prevenzione è stato invitato anche l'Assessore dell'ambiente, che ha partecipato agli incontri per avere maggior supporto nell'azione di prevenzione e di disinfestazione ambientale. Per cui ritengo che quanto indicato dai colleghi Ortu e Sanna sia ovviamente da perseguire. Nel contempo anche con le associazioni di categoria ci sono stati incontri per un coinvolgimento e un'informativa corretta, che già in gran parte avviene attraverso il sistema veterinario, per il coinvolgimento degli allevatori stessi.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, conferma il ritiro?

SANNA ALBERTO (D.S.). Sì.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 10 è stato ritirato.

Si dia lettura dell'articolo 8.

MASIA, Segretario:

Art. 8

Contributi per l'uso di sistemi di lotta biologica

1. Per la concessione degli aiuti previsti dall'articolo 8 della legge regionale 4 marzo 1994, n. 9 "Norme per la promozione e la valorizzazione dell'agricoltura biologica" è autorizzata per ciascuno degli anni 2004 e 2005 la spesa di euro 1.000.000 (UPB S06.038).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 9.

MASIA, Segretario:

Art. 9

Contributo straordinario all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna

1. All'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna è concesso un contributo straordinario di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2004 e 2005 per il funzionamento del Centro nazionale per la zootecnia biologica ( UPB S12.076).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Sette colleghi che appoggino la richiesta dell'onorevole Corona. Non siate avari, colleghi, sollevate le mani.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri BALLETTO, SATTA, GIOVANNELLI, LOMBARDO, PETRINI, MILIA, RASSU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DEIANA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MURGIA - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA Alberto - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Vicepresidente SANNA Salvatore - GIOVANNELLI - LIORI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 32

votanti 29

astenuti 3

maggioranza 15

favorevoli 29

Sono presenti solo trentadue colleghi, quindi manca il numero legale, la seduta è sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 11 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 04, viene ripresa alle ore 11 e 33.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Ricordo che siamo in fase di votazione sull'articolo 9. Era stata chiesta la votazione a scrutinio palese con voto elettronico da parte dell'onorevole Corona. Onorevole Corona, ritira la proposta?

CORONA (F.I.-Sardegna). Ritiro la richiesta.

PRESIDENTE. Va bene. Io non posso dar corso alla votazione se due colleghi Segretari non prendono posto in Presidenza.

Allora se i colleghi prendono posto, possiamo procedere alle votazioni.

Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Si dia lettura dell'articolo 10.

MASIA, Segretario:

Art. 10

Modifica degli articoli 3 e 4 della legge regionale
n. 21 del 2000

1. Nell'articolo 3 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 "Adeguamento delle provvidenze regionali agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura" sono introdotte le seguenti modifiche:

a) la lettera f) è sostituita dalla seguente:

"f) acquisto di riproduttori, maschi e femmine, di qualità pregiata, registrati nei libri genealogici o nei registri di razza";

b) la lettera g) è soppressa.

2. Il comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale n. 21 del 2000 è sostituito dal seguente:

"1. L'intensità massima dell'aiuto rispetto alle spese ammesse, in generale, è così determinata:

a) 50 per cento nelle zone svantaggiate (60 per cento per i giovani agricoltori insediati da meno di cinque anni);

b) 40 per cento nelle altre zone (50 per cento per i giovani agricoltori insediati da meno di cinque anni)."

3. La disposizione di cui al comma 2 entra in vigore dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna dell'avviso relativo alla sua approvazione da parte della Commissione Europea o del decorso del termine previsto per l'esame dello stesso da parte della Commissione.

4. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo gravano, nei limiti degli stanziamenti di bilancio, sulle disponibilità esistenti per l'attuazione della legge regionale n. 21 del 2000.

PRESIDENTE. All'articolo 10 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 10

Dopo l'articolo 10 è aggiunto il seguente:

"Art. 10 bis

Variazioni di bilancio

1. Nel bilancio della Regione per gli anni 2003/2004 sono introdotte le seguenti modifiche:

In aumento

Spesa

AGRICOLTURA

UPB S06.072 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli della Provincia di Cagliari

Competenza

2003 6.250.000

2004 -----------

2005 -----------

UPB S06.079 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nell'iglesiente

Competenza

2003 2.525.000

2004 -----------

2005 -----------

UPB S06.086 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli della Provincia di Oristano

Competenza

2003 5.175.000

2004 -----------

2005 -----------

UPB S06.092 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli della Provincia di Nuoro

Competenza

2003 4.025.000

2004 -----------

2005 -----------

UPB S06.099 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nella zona di Lanusei

Competenza

2003 2.325.000

2004 -----------

2005 -----------

UPB S06.107 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nella zona di Tempio

Competenza

2003 2.325.000

2004 -----------

2005 -----------

Entrata

BILANCIO E PROGRAMMAZIONE

UPB E03.017 Quote di contributi erariali devoluti dallo Stato

Competenza

2003 18.000.000

2004 -------------

2005 -------------

UPB E03.031 Recuperi da istituti ed enti creditizi

Competenza

2003 10.000.000

2004 -------------

2005 -------------

(5)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, si tratta di un emendamento tecnico, nel senso che i soldi che furono destinati dal progetto di legge al sopperire alle diverse esigenze della legge stessa, vengono ora indirizzati per i provvedimenti della legge 21, mentre si sopperirebbe alle esigenze finanziarie della presente legge con un recupero di fondi che proviene dal fondo di solidarietà su cui vi è capienza finanziaria. È una variazione di bilancio in fondo che copre da una parte l'intera legge e dall'altra parte dà la possibilità di spendere circa 36 miliardi sulla legge 21. Siccome in quest'Aula è sempre stato chiesto di procurare fondi per la legge 21, si approfitta di questa occasione per incominciare a dare qualche cosa sulla legge 21.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, riconfermando che come Commissione non abbiamo potuto discutere l'emendamento, io credo però che sia un emendamento importante. L'Assessore ha ricordato che spessissimo e non solo in questa occasione ma anche durante la discussione sui problemi dell'agricoltura, ma anche sulla discussione sulla finanziaria scorsa, si era parlato molto della legge 21 e della necessità che la legge 21 avesse fondi sufficienti principalmente per quanto riguarda le infrastrutture, io credo che questo sia un primo passo.

Per quanto mi riguarda sono favorevole, però rimettendomi per quanto concerne la Commissione all'Aula per l'emendamento stesso, dico che io sono come consigliere regionale sono favorevole, però indubbiamente non potendo parlare a nome di tutta la Commissione, nonostante la Commissione abbia spessissimo parlato dei problemi della 21, mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Il parere della Giunta suppongo sia favorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Solo trenta secondi Presidente per far notare che certo non dà una buona immagine la Giunta, abbiamo finito di approvare l'altro ieri l'assestamento di bilancio, questo era un tema di grande discussione, adesso facciamo un ulteriore assestamento di bilancio con questa leggina, magari quando facciamo l'esercizio provvisorio ci sarà un ulteriore assestamento e non mi pare che sia una buona immagine che diamo nel fare le leggi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, sinceramente mi preoccupa il voto sull'emendamento numero 5 perché le considerazioni svolte dall'onorevole Marrocu sarebbero tutte meritevoli di attenzione, l'onorevole Marrocu ha perfettamente ragione, solo che qui noi, con grande senso di responsabilità, e mi rivolgo agli amici e compagni anche dei D.S. e della Margherita, dobbiamo cogliere il significato dell'emendamento che finalmente...

SECCI (La Margherita-D.L.). Quando saremo al governo, onorevole Ortu!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

ORTU (R.C.). Lo so, ha ragione anche l'onorevole Secci perché la Giunta ha fatto una cosa che ha dell'incredibile, cioè l'altro ieri ha tolto 18 miliardi dalla 21, li ha spalmati in un intervento di carattere clientelare che ha perfino dell'incredibile, oggi sulla base anche di quella critica che abbiamo fatto l'altro giorno, la Giunta ci ripensa, torna sui suoi passi e da una dotazione finanziaria alla legge 21 che è più che necessaria, tra l'altro tenendo presente che noi delle opposizioni abbiamo presentato un emendamento al provvedimento di legge che stiamo per votare dove l'emendamento può reggere e l'ipotesi prevista in quell'emendamento può essere attuata solo ed esclusivamente se ci sono le risorse finanziarie, quindi l'emendamento numero 5, perché noi abbiamo accolto anche da questo punto di vista la proposta che durante la discussione di quell'emendamento è stata avanzata dal Presidente della Giunta che la copertura finanziaria a quell'emendamento doveva derivare dalle somme stanziate con l'articolo 5. Quindi fondamentalmente l'articolo 5 deve servire a finanziare l'emendamento numero 8 che noi abbiamo proposto e che l'Aula e il Consiglio hanno votato.

Però chiaramente io capisco anche le ragioni di chi vorrebbe votare contro, Assessore, perché significa votare contro una politica che lei ha perseguito e che non ha nulla a che vedere con una buona gestione della agricoltura in Sardegna, perché lei non può togliere 18 miliardi così come ha fatto nei giorni scorsi e oggi ripensarci e proporne 35, questo dimostra qual è la consapevolezza che questa amministrazione regionale ha dei problemi dell'agricoltura. Tutti avrebbero una buona ragione, compreso il sottoscritto, di votare contro questo emendamento se non fosse che c'è, secondo me, un'esigenza che dobbiamo cogliere e che in qualche misura ci deve aiutare a dare anche vigore alle stesse proposte che noi abbiamo avanzato con la legge, anche se è vero che qualcuno dice che purtroppo noi ci stiamo assumendo anche responsabilità che non ci competono. Ma, badate, questa legge in Commissione è andata avanti solo ed esclusivamente per il senso di responsabilità delle opposizioni, perché la maggioranza non è mai riuscita a garantire il numero legale…

RASSU (F.I.-Sardegna). Questo non è vero!

ORTU (R.C.). E' vero, e ci sono gli atti.

RASSU (F.I.-Sardegna). Non è vero!

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, colleghi, per cortesia.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Per cortesia. Ricordo ai colleghi che siamo in fase di dichiarazioni di voto, se eventualmente qualche collega volesse contestare le dichiarazioni dell'onorevole Ortu può farlo correttamente durante la dichiarazione di voto. Prego. onorevole Ortu.

ORTU (R.C.). L'onorevole Rassu in questo periodo è diventato troppo turbolento, ha bisogno che qualcuno in qualche modo lo cinturi. Il provvedimento, e ci sono gli atti della Commissione, onorevole Rassu, lei è venuto in Commissione e l'ha seguita in modo alterno e anche in modo distratto, ha pensato di fare la rivolta di non so bene che cosa, chiedendo che venisse discussa la sua...

TUNIS (U.D.R.-Centro). E' un provocatore!

PRESIDENTE. Colleghi, però per cortesia.

ORTU (R.C.). Non si unisca anche lei, onorevole Tunis, che non è da meno. Io dico che così come abbiamo fatto in Commissione così stiamo facendo in Aula, la legge la stiamo votando noi. Allora, con grande senso di responsabilità, dico che forse bisogna votare anche questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che l'Assessore comprenda questo appello che sto facendo, lo inviterei, perché noi vogliamo essere sicuri che nella manovra finanziaria del 2004 questi soldi rimangano, allora lei faccia una cosa sulla 21, ritiri questo emendamento perché altrimenti se lo vota, ecco perché le sto dicendo…

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Potete anche bocciarlo.

FADDA (La Margherita-D.L.). No, no, se lo vota, deve avere i numeri, chiami le persone per avere i numeri. Lei non può togliere 18 miliardi, poi rimetterli per poi toglierli magari nella manovra del 2004. Noi vogliamo essere sicuri che nella manovra del 2004 ci siano le risorse e non succeda quello che è già successo dieci giorni fa che lei con la sua maggioranza ha tolto 18 miliardi, lei, la sua maggioranza con il suo Presidente.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Non diciamo sciocchezze.

FADDA (La Margherita-D.L.). Quindi noi la invitiamo, e ci deve dare garanzie su questo, che nella manovra finanziaria queste risorse ci siano nel 2004, altrimenti, onorevole Contu, se lo può anche votare qualche articolo, mi sembra, se lei ha una maggioranza, lo faccia pure; noi non partecipiamo al voto, stia attento, su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, onorevoli colleghi, intanto dichiaro il mio voto favorevole e vorrei argomentarlo. Qui c'è un equivoco di fondo, nessuno ha tolto 18 miliardi dalla legge 21, sono stati tolti da un capitolo che amministrava il mio direttore dei servizi strutturali e sono stati spalmati nei diversi ispettorati dell'agricoltura, il che vuol dire in parole povere che abbiamo preferito che l'esecuzione delle opere di miglioramento fondiario e quant'altro le facessero direttamente gli ispettorati agrari piuttosto che il direttore dei servizi che poi a sua volta delegava gli ispettorati agrari con una complicazione, per quanto riguarda i rendiconti, eccessiva, perché poi a loro volta l'ispettorato agrario deve rendicontare al direttore del servizio e poi il direttore del servizio rendicontava...

FADDA (La Margherita-D.L.). Li ha tolti dalla 21, sì o no?

CONTU (U.D.C), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Nossignore! Sono rimasti dentro la 21. Io sfido qualunque collega e chiedo anche un giurì d'onore addirittura.

(Interruzioni)

Non ho mai, no, signori, a me chiamarmi bugiardo non mi sta bene. Posso garantire all'Assemblea che nessuno ha tolto 18 miliardi dalla 21 ma sono stati tolti dal capitolo di competenza del direttore dei servizi fondiari e spalmati sui direttori degli ispettorati agrari, ma è rimasta la stessa identica cifra. Scusate, abbiate pazienza, io chiedo una Commissione, qualche cosa.

(Interruzioni)

Scusate, posso continuare? Questo emendamento…

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, facciamo continuare.

CONTU (U.D.C), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il collega Marrocu ha ragione quando dice giustamente che questa operazione si sarebbe fatta molto meglio nell'assestamento di bilancio, su questo gli do ragione perché da un punto di vista tecnico ha perfettamente ragione. Vorrei far notare che io ho approfittato del fatto, lo dico ormai con molta sincerità, che ieri nell'assestamento di bilancio è stato bocciato un emendamento della Giunta per circa 10 milioni di euro per le strade provinciali, l'Assemblea quell'emendamento l'ha bocciato. Ho chiesto al Presidente Masala se quei dieci milioni che sono rimasti senza spendere se una volta tanto potevano essere dati all'agricoltura per la legge 21 e infatti ci sono, ecco perché ho presentato l'emendamento. Be', insomma, a me poi se lo bocciate non me ne frega niente, detto con molta franchezza, però nessuno venga qua domani a dirmi: "sulla legge 21 non c'è una lira". Io sto tentando disperatamente di portare sulla legge 21 qualche lira, se non lo volete fare, bocciatelo, per me va bene ugualmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che la passione giovanile dell'onorevole Contu, l'intemperanza, la passione, Felicetto sa che lui ha tutta la nostra invidia, tutta la nostra ammirazione ed invidia, però due considerazioni brevi. A proposito del giurì d'onore l'onorevole Contu sostiene che i fondi sono stati tolti da un fondo gestito dal suo direttore di servizi e quindi, come tale, doveva essere un fondo iscritto all'Assessorato dell'agricoltura, invece qua....

CONTU (U.D.C), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Attenzione, stiamo parlando dell'assestamento di bilancio...

PRESIDENTE. Prego, onorevole Selis, non ho concesso la parola all'assessore Contu. Onorevole Ortu, lei è già intervenuto, per cortesia.

Prego onorevole Selis, svolga la sua dichiarazione, per cortesia.

SELIS (La Margherita-D.L.). Se posso, volentieri. Presidente, queste battute sono il segno esattamente di quello che intendevo dire, che il giurì d'onorea livello istituzionale e a livello parlamentare si chiama Commissione. E' la Commissione la sede in cui si svolgono questi dibattiti, in cui si approfondiscono i problemi, in cui si dirimono le questioni, si confrontano le idee, eccetera. Quello che mi dispiace è che in quest'Aula sta avvenendo un superamento ed una violazione permanente dello Statuto che prevede che le norme vadano discusse in Commissione, approfondite in Commissione, verificate in Commissione, istruite in Commissione e quando arrivano in Aula le cose hanno già un'istruttoria. Il passaggio della Commissione è proprio quello di consentire a tutti i Gruppi e a tutti i consiglieri di approfondire la questione. I singoli consiglieri invece si trovano ormai da tempo di fronte a problemi che vengono posti con emendamento solamente in Aula, che non riusciamo ad istruire, salvo alcuni che hanno una competenza personale; e stiamo continuando a votare argomenti di cui non conosciamo né la portata, né la motivazione, né le ricadute, né il significato.

In questo modo si sta esautorando il Consiglio e si sta privando il singolo consigliere, e l'Aula nel complesso, di capire di che cosa stiamo parlando, cosa stiamo votando; e non, badate, per una cattiva volontà dei colleghi, ma perché non si è materialmente in grado, quando arriva l'emendamento all'ultimo momento, di fare l'istruttoria, l'approfondimento e il confronto delle idee. In questo modo si spiega anche l'assenza di tanti consiglieri, ci sarà forse anche un certo disinteresse, ma c'è un senso di frustrazione e di impotenza perchè non si capisce che cosa stiamo votando.

Veniamo qua, ci giriamo intorno cercando qualche collega più attento che possa dirci come si vota, ma questo non è modo di fare le leggi, Presidente, non è modo di fare le leggi e non è modo di trasformare ogni legge in una manovra finanziaria. perché quello che sta succedendo è che non si fanno più leggi, ogni legge diventa una legge omnibus, dove si carica di tutto e il contrario di tutto, lo è stato per l'assestamento di bilancio, lo diventa una legge sull'agricoltura, mi dicono, io non l'ho ancora visto, che lo sarà anche il prossimo esercizio provvisorio.

Ma questo non è il modo, è una norma, è una procedura, è un metodo anti regolamentare, anti istituzionale che viola le prerogative dei singoli consiglieri, per cui io non me la sento di votare questa norma perché non sono in grado oggi di capire che cosa contiene, perché non è stata istruita, perché non c'è stato un confronto in Commissione e invito la Presidenza anche per il futuro, per esempio per l'assestamento di bilancio, di mettere il Consiglio in grado di votare cose che sono state istruite ed approfondite.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente e colleghi, vorrei poter dichiarare un voto favorevole per uno stanziamento considerevole che appare essere in favore appunto del comparto agricolo e soprattutto in favore dell'intervento che da sempre si rivendica debba essere l'intervento principale, quello degli interventi strutturali sull'agricoltura; però questa cosa è ancora contornata da elementi di incomprensione che devono essere chiariti.

Punto primo. Da ieri ad oggi si ritrovano, sono stati trovati la bellezza di 18 più 10, insomma 35 miliardi. Sono stati trovati. Dove sono stati trovati? Io so che uno passeggia in campagna e trova lumache, trova funghi, può trovare un fossile, ma che trovi 36 miliardi! Sono stati trovati da ieri ad oggi; è chiaro che questo è il primo elemento di valutazione del disordine totale, se non altro, con cui qui si ha cognizione delle risorse della Regione, perché capisco che 36 milioni possono sfuggire nella piega di una contabilità, ma da ieri a oggi 36 miliardi è un pochino più ardita la cosa.

Delle due uno: o c'erano anche ieri e non si capisce perché chi governa la Regione non lo sapesse e neppure i suoi uffici, i suoi funzionari e quanto altro, oppure non c'erano ieri e quindi non è vero che ci sono oggi e magari si fa qualche operazione acrobatica, questa vince e questa perde, e appare che ci sono poste aggiuntive, interventi, magari chissà quante conferenze stampa di fine anno, quante passeggiate in campagna per agricoltori e pastori in questi prossimi giorni e poi magari non è vero che ci sono. Perché a vedere quale sarebbe l'entrata, da dove verrebbero questi danari, a vedere gli atti qui c'è scritto: "quote di contributi erariali devoluti dallo Stato". Ma le quote dei contributi erariali devolute dallo Stato sono nati oggi, si sono trovati oggi o non c'erano anche ieri? Allora è una previsione che ieri veniva data per labile e oggi viene data per consistente, ma rimarrebbe comunque una previsione se è una previsione di entrate altre. Quindi non sarebbe poi del tutto vero che si stanno mettendo soldi veri.

Leggo ancora: recupero da istituti ed enti creditizi. Gli istituti e gli enti creditizi erano lì, i conti della Regione con gli enti si potevano ben conoscere anche ieri e si conoscerebbero anche oggi e si potranno conoscere domani. Avete tirato di conto stanotte? Non è convincente tutta questa operazione, parrebbe più una cosa fatta tanto per dire: "sto mettendo soldi nella direzione giusta". Non basta dirlo, bisognerebbe avere la concreta dimostrazione che in questa direzione per davvero si sta andando.

Perché se si dà dimostrazione che sono soldi veri, interventi finalizzati all'agricoltura nel modo migliore, cioè per l'ammodernamento strutturale, è chiaro ed evidente che anche il fatto che la maggioranza ben si sa non c'è, che diserta la Commissione, che in gran parte diserta l'Aula, è chiaro che l'opposizione di fronte ad una proposta giusta la sostiene e se ne fa merito e vanto, perché se la proposta è giusta è la nostra posizione. Il problema è che non sia solo giusta in astratto, ma che sia concretamente dimostrato che si sta facendo una buona operazione, all'interno per altro di una legge...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi concluda la dichiarazione di voto.

COCODI (R.C.). Sì, concludo la frase. Dicevo, questo intervento peraltro avverrebbe all'interno di un provvedimento legislativo che appare più un insieme di pezzette messe sulla ruota bucata che non la sistemazione della macchina dell'intervento serio in agricoltura, però quando manca altro va bene anche la pezzetta per continuare ad andare poco poco avanti. La Giunta delle pezzette non può fare altro.

Il mio voto, l'ho detto, vorrebbe essere un voto favorevole a condizione che si dia al Consiglio contezza, dimostrazione, come dire, non formale, non con il giurì d'onore; giurì d'onore dice Selis è la Commissione, io dico: è la Commissione, è il Consiglio regionale il giurì d'onore, è il popolo il giurì d'onore. Fra l'altro vi chiamano e ci chiamano onorevoli per questo, perché dovremmo essere un giurì d'onore, perché dovremmo giudicare bene, con giustizia e quindi con onore, se no rimettiamo anche il titolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie Presidente. Le preoccupazioni che sono state espresse da diversi colleghi che mi hanno preceduto sono preoccupazioni più che giustificate, perché le risorse che vengono recuperate, insomma stiamo parlando di 28 milioni di euro, cioè 56 miliardi circa di vecchie lire. Noi come centrosinistra abbiamo fatto in tutti questi anni una battaglia forte perché ci fosse una manovra di bilancio che affrontasse seriamente gli investimenti strutturali in agricoltura, di questo l'Assessore è pienamente consapevole. Questo emendamento si muove in questa direzione, non c'è dubbio, però certamente inserito in questa legge, va bene, questa è una legge che contiene provvedimenti urgenti, penso che sarebbe stato più giusto ed opportuno prevedere questa partita in assestamento, oppure nella prossima legge finanziaria.

Naturalmente io non posso votare contro; io chiedo all'Assessore di ritirare l'emendamento e di proporlo in finanziaria, anche perché non mi sento di votare contro un emendamento che si muove nella direzione di sostenere gli investimenti produttivi in agricoltura, che è coerente con la linea che noi abbiamo sempre seguito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io mi trovo molto d'accordo con le osservazioni del collega Cogodi. È effettivamente inaccettabile, questo non dipende dall'assessore Contu. L'assessore Contu è stato contestato in Aula nell'assestamento sul fatto che alla "21" venivano a mancare risorse e che erano spalmate sì in agricoltura, ma non tutte per la legge 21, anche per altre leggi come ha ricordato bene il collega Fadda; c'è stato anche un duro scontro in Aula con il collega Ortu, a distanza di due giorni però vengono fuori 56 miliardi di vecchie lire, 28 milioni di euro, che sono stati sottratti alla discussione della Commissione bilancio e dell'Aula. Cioè, la gravità non è il fatto che l'Assessore dell'agricoltura li mette a disposizione della legge 21, la gravità è stata che noi abbiamo fatto un lungo dibattito in Commissione, una lunga discussione in Commissione bilancio e programmazione e l'assessore Masala, in quel caso, diceva: "va bene questo sono le risorse e queste dobbiamo spalmare". E aveva nascosto 56 miliardi di vecchie lire che improvvisamente dopo due giorni l'Aula scopre che c'erano.

Ma il Consiglio e la Commissione che avevano il dovere e la legittimità di discutere dove dovevano andare queste risorse si è trovato impossibilitato a farlo. Avremmo potuto decidere in Commissione bilancio ed anche nell'Aula che era giusto mandarle in agricoltura, ma andava discusso l'altro ieri quando abbiamo discusso l'assestamento. L'Aula avrebbe potuto ritenere che magari quei 56 miliardi dovevano andare a finanziare quella prossima iniziativa sull'indebitamento, come sosteneva il collega Floris ed altri; l'Aula magari avrebbe potuto decidere che era giusto incentivare la legge sull'artigianato o altro.

Cioè, noi veniamo a sapere oggi che l'altro ieri abbiamo discusso di un assestamento di bilancio nel quale l'Assessore del bilancio, onorevole Masala, ha sottratto alla discussione 56 miliardi di vecchie lire, 28 milioni, che improvvisamente escono fuori in una legge che ha un'altra finalità, dove tra l'altro siccome so che mi verrà posto un problema per un emendamento successivo all'articolo 12, si interviene a modificare una legge, come la legge 21, che è una legge quadro di sostegno all'agricoltura con una leggina ad hoc, quindi un po' con una forzatura, e si trovano 56 miliardi di vecchie lire sottratti al dibattito della Commissione bilancio e dell'Aula in fase di assestamento.

Quindi, io non ho nulla da contestare all'assessore Contu, anche perché non l'ho fatto in cinque anni e non lo faccio adesso a fine legislatura, la volontà di mettere risorse per l'agricoltura c'era. Quello che io lamento è invece l'atteggiamento complessivo della Giunta, del Presidente, dell'assessore Masala che ha sottratto al dibattito della Commissione bilancio e all'Aula nell'assestamento che c'era la disponibilità di 56 miliardi di vecchie lire che la Commissione legittimamente avrebbe potuto decidere di dare una destinazione diversa nel momento in cui si affrontava l'assestamento di bilancio, rispetto a quella che si dà oggi, perché oggi è una destinazione vincolata.

Ripeto, nessuno avrebbe potuto impedire alla Commissione e all'Aula un paio di giorni fa di dargli la stessa destinazione che si dà oggi, però non è corretto che dopo un giorno, un solo giorno dall'assestamento si scopre che c'erano altri 56 miliardi di vecchie lire a disposizione. E non escludo che quando arriviamo all'esercizio provvisorio, fra qualche ora spero e non fra qualche giorno, magari ci siano anche altre risorse che l'Assessore porta fuori per qualche altra esigenza, per qualche altra particolarità.

Ecco, questo non è corretto, per cui anch'io invito l'assessore Contu a ritirarlo, se le risorse ci sono, tanto impegnare comunque non si possono impegnare adesso, c'è l'ultimo comma dell'ultimo articolo che prevede la possibilità di impegnare l'anno prossimo, se ci sono potranno essere rimesse in un altro momento, se le risorse sono reali e ci sono. Per cui anch'io faccio appello all'Assessore perché sia ritirato, perché a noi dispiace dopo aver fatto una battaglia perché le risorse erano insufficienti per la legge 21 dover votare contro un emendamento che mette risorse, ma ciò che mettiamo in discussione non è la finalità, quello che mettiamo in discussione non è il fatto che si mettano risorse per l'agricoltura, quello che mettiamo in discussione è che non è corretto che a distanza di due giorni dall'assestamento si trovino 56 miliardi di vecchie lire sottratte al dibattito dell'Aula e della Commissione in fase di assestamento.

PRESIDENTE. Nonostante abbia già svolto la dichiarazione di voto l'onorevole Contu, comunque gli diamo la parola per chiarire questo aspetto tecnico, utile all'esercizio del voto.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale. Io vorrei chiarire esattamente la ratio di questo emendamento. Questo emendamento deriva dalla situazione che si è venuta a creare dopo le votazioni sull'assestamento di bilancio. Durante le votazioni dell'assestamento del bilancio si è verificato quanto segue, che un emendamento presentato dalla Giunta di 10 milioni per quanto riguarda le strade provinciali è stato bocciato e quindi sono rimasti senza spendere quei 10 milioni che la Giunta aveva destinato (onorevole Marrocu vorrei che mi ascoltasse perché sto cercando di chiarire). Dicevo che la ratio di questo emendamento è data dal fatto che nella discussione di ieri sull'assestamento di bilancio 10 milioni di euro destinati dalla Giunta alle strade provinciali è stato bocciato, e quindi questi 10 milioni non sono stati impegnati.

Successivamente il collega Piana ha ritirato il suo emendamento che prevedeva la spendita di qualche residuo che rimanesse sulla legge della siccità. Allora, una volta accertato questo io mi sono reso conto che avevo circa una ventina di milioni di euro dai residui della siccità da poter utilizzare, visto e considerato che ha ritirato l'emendamento Piana; nel contempo ho pregato il collega Masala, come Assessore del bilancio, se mi consentiva di utilizzare i dieci milioni che non erano passati per le strade provinciali e di dirottarli sull'agricoltura.

E pertanto io ho presentato un emendamento, perché io insisto sull'emendamento, perché gli uffici giustamente mi fanno notare che io non posso utilizzare i fondi della siccità, cioè quei soldi che sono rimasti, siccome sono ad indirizzo obbligatorio, perché sono fondi in buona parte anche dello Stato, io non posso utilizzarli per la legge 21; allora io ho seguito il seguente escamotage, ho pregato cioè che si impegnasse la somma che Masala, come Assessore del bilancio, aveva dato per finanziare la legge che oggi è in discussione in Aula, che andassero alla legge 21, mentre io sopperivo ai fondi necessari per quanto concerne questa legge attraverso, invece, i fondi che avevo io come residuo dalla legge sulla siccità. Se non facciamo questa operazione in questo momento è chiaro che non si può ripresentare in un secondo momento, perché giammai i fondi della siccità, cioè i fondi per eventi atmosferici non possono mai essere indirizzati alla legge 21.

Ne approfitto ora perché per fortuna, o per disgrazia se volete, sulla legge sulla blue tongue questi fondi invece si possono utilizzare perché anche la blue tongue è considerata dal governo europeo, dal governo italiano e da noi stessi come evento calamitoso, e quindi io posso sì dirottare i fondi della legge sulla siccità sugli eventi calamitosi come la blue tongue, ma non potrò mai utilizzarli per la 21. Quindi questa operazione o si fa ora o non si farà mai più, poi l'Assemblea decida come meglio crede. Io sono d'accordo col collega Spissu o gli altri quando dicono giustamente che queste operazioni si fanno anche attraverso un esame della Commissione bilancio, però non è la prima volta, onorevoli colleghi, che in quest'Aula noi abbiamo stanziato variazioni, emendamenti finanziari senza portarli alla Commissione finanze. Io sono d'accordo che la Commissione bilancio dovrebbe esaminare tutti, diciamo tutti gli emendamenti finanziari, però qui in quest'Aula molto spesso non si è fatto, si sono fatte altre eccezioni, non capisco perché proprio questa volta che tocchiamo un problema così fondamentale come la legge 21, non ho capito perché non si voglia fare anche questa volta eccezione, anche se io riconosco che sarebbe giusto che andasse alla Commissione bilancio. Però se l'operazione non si fa oggi, lo ripeto ancora una volta, non si potrà più fare, a meno che non ci inventiamo un'altra blue tongue o qualche altra cosa. Si possono utilizzare, ripeto, fondi del fondo di solidarietà soltanto ed esclusivamente per gli eventi calamitosi, cioè un evento calamitoso è anche la blue tongue, non possono invece essere utilizzati per quanto riguarda la legge 21. Poi l'Assemblea è sovrana, faccia quello che crede, però io di ritirare l'emendamento, questa responsabilità non mi sento di assumermela e pertanto l'emendamento lo mantengo, perché lo ritengo quanto mai necessario per quelle poche cose che si possono ancora fare in agricoltura.

PRESIDENTE. Grazie assessore Contu. Quindi possiamo passare... Se non vi sono altre dichiarazioni di voto passiamo al voto. L'articolo 10 lo abbiamo già votato? È stato già votato, ricordavo bene. Quindi, mettiamo votazione l'emendamento numero 5.

SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Prima del voto voglio avvertire i colleghi su un errore materiale contenuto a proposito dei fondi, stiamo parlando dell'articolo 10. Colleghi vi prego di prestare un po' di attenzione; colleghi per cortesia non stiamo votando. Allora, è stato chiesto il voto elettronico sull'emendamento aggiuntivo della Giunta regionale numero 5.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI -CASSANO - COGODI - CONTU - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FANTOLA - FOIS - FRAU - IBBA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - MANCA - MASIA - MURGIA - ORTU - PISANO - PUSCEDDU - RASSU - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: SCANO - SELIS.

Si sono astenuti i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CORONA - DORE - FLORIS - GIOVANNELLI - MILIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SATTA - TUNIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 43

votanti 29

astenuti 14

maggioranza 16

favorevoli 27

contrari 2

(Il Consiglio approva)

Si dia lettura dell'articolo 11.

MASIA, Segretario:

Art. 11

Direttive di attuazione

1. Le direttive di attuazione degli articoli 2, 3 e 8, sono adottate, su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro pastorale, dalla Giunta regionale entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, previo parere delle competenti Commissioni consiliari. Le Commissioni consiliari devono esprimere il proprio parere entro 30 giorni dalla richiesta; trascorso tale termine la Giunta regionale può adottare le direttive anche in assenza del parere.

2. Le direttive di attuazione degli articoli 4 e 5 sono adottate, su proposta dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, dalla Giunta regionale entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, previo parere delle competenti Commissioni consiliari. Le Commissioni consiliari devono esprimere il proprio parere entro 30 giorni dalla richiesta; trascorso tale termine la Giunta regionale può adottare le direttive anche in assenza del parere.

PRESIDENTE. All'articolo 11 è stato presentato l'emendamento 1 bis che proviene dall'emendamento numero 8; in sede di approvazione dell'emendamento numero 8 era stato suggerito di aggiungere l'articolo 1 bis previsto dall'emendamento numero 8 tra le direttive previste all'articolo 11, quindi resta confermata, mi pare, questa volontà dei proponenti? Ne chiedo conferma. Onorevole Frau? Sì. Onorevole Ortu, d'accordo. Onorevole Marrocu, d'accordo.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Ricordo ancora che a questo punto l'articolo 11 risulta integrato dall'1 bis contenuto nell'emendamento numero 8 senza necessità di ulteriori votazioni. Si dà lettura dell'articolo 12.

MASIA, Segretario:

Art. 12

Attuazione degli aiuti

1. Gli aiuti alle imprese previsti dalla presente legge sono attuati dall'Amministrazione regionale solo dopo la loro approvazione da parte della Commissione europea o solo dopo decorso il termine per la loro approvazione da parte della stessa.

PRESIDENTE. All'articolo 12 è stato presentato l'emendamento numero 4. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Sanna Alberto - Ortu - Granella - Manca - Giagu - Demuru - Liori - Balletto - Biggio - Frau - Tunis Marco - Pittalis - Rassu - Satta - Petrini - Pisano - Deiana - Murgia - Corona

Dopo l'art. 12 è aggiunto il seguente articolo:

- modifica dell'articolo 19 della legge regionale 15.05.84 n° 21.

- I commi 2, 3 e 4 dell'art. 9 della legge regionale n° 21/84 sono soppressi. (4)

PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 questa Presidenza sarebbe orientata a considerarlo norma intrusa. Colleghi io vi chiedo però di prestare un po' di attenzione perché se no ritardiamo i lavori. Allora, dicevo che l'emendamento numero 4 è un emendamento che sicuramente è da considerarsi norma intrusa; è scritto peraltro in modo criptico e però, insomma, si riferisce alla possibilità, se l'emendamento venisse approvato, di sopprimere i commi 2, 3 e 4 dell'articolo 19 della legge 21, che riguardano il riordino dei consorzi di bonifica e, più in particolare, con questo emendamento si propone, sostanzialmente, di sopprimere il diritto di delega al voto. In questo modo e per questo motivo questa Presidenza riterrebbe che la norma sia effettivamente una norma intrusa. Dall'esame dei presentatori degli emendamenti risulta, peraltro, che colleghi di tutte le forze politiche lo abbiano sottoscritto. Quindi, io sarei orientato a confermare l'intrusione e quindi a non dichiarare ammissibile l'emendamento, naturalmente mi rendo conto, appunto, della variegata situazione dei firmatari e quindi chiedo chiarimenti. Allora, onorevole Marrocu, poi l'onorevole Cappai, poi l'onorevole Liori, poi l'onorevole Cogodi. Ce n'è a sufficienza.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Innanzitutto per illustrare cos'è che si vuol fare con l'emendamento e perché comunque si è utilizzata questa legge.

L'emendamento vuole inserire che nelle votazioni per i consorzi di bonifica il voto sia personale e segreto, e non si possa utilizzare la delega, cioè chi va a votare va lui, non dà la delega ad un altro per farsi rappresentare. Questo aspetto è uno degli aspetti per cui in tutte le elezioni del Consorzio di bonifica dopo le elezioni o non si riesce a convalidare il voto o arriva la magistratura a verificare se le deleghe erano regolari oppure no. Perché da quando si è introdotta l'autocertificazione è sufficiente una carta di identità o una fotocopia, e so che c'è su questo tema molto interesse in queste settimane, in questi mesi, anche nella magistratura proprio per le ultime elezioni in uno dei più importanti consorzi di bonifica. Allora, si vuole togliere questa possibilità, si stabilisce che gli utenti che hanno diritto al voto e vogliono esercitare il diritto di voto vadano, si rechino a votare e votano come in qualsiasi altre elezioni, cioè viene eliminata la possibilità della delega ad altri, e quindi quello che avviene spesso del raccattare le deleghe in giro, che poi succede - come ho detto prima - e il risultato finale è che quasi sempre queste elezioni vengono invalidate, tant'è che abbiamo molti commissariamenti, qualcuno addirittura ancora in atto, o tentativo in atto di commissariamento da parte dell'Assessorato e della Giunta.

Quindi è una modifica di una legge, che è la legge 21. Io le osservazioni della Presidenza le avrei accolte se non avessimo appena finito di votare l'articolo 10, che allo stesso modo modifica una legge importante che è la legge 21 (stesso numero, ma del 2000), tra l'altro in parti molto più sostanziali ed importanti, e la legge 21 che abbiamo modificato nell'articolo 10 è la legge quadro degli interventi in agricoltura. E` la legge più importante che il Consiglio abbia approvato in agricoltura, e noi l'abbiamo modificata con il voto, l'articolo 10 dice: "Modifica gli articoli 3 e 4 della legge regionale 14 novembre 2000, numero 21", qui si dice: "Modifica la legge all'articolo 19". Noi abbiamo modificato con l'articolo 10 l'articolo 3 e 4 della legge numero 21 del 2000; con l'emendamento numero 4 chiediamo di modificare anche, come abbiamo modificato la legge numero 21 del 2000, la legge numero 21 del 1984 per un'opera che io ritengo meritoria, eliminare la delega; elimina contenziosi e fa in modo che il diritto di voto lo eserciti qualcuno. Per cui, se non avessimo votato l'articolo 10 ed avessimo detto: "Ma, anche l'articolo 10 è una norma intrusa", ma qui di intruso... si è approvato l'articolo 10, si è approvato l'emendamento 5, non vedo perché per una norma che tutto sommato rende più corretto il voto nei consorzi di bonifica non si possa votare.

Per cui io avendo riscontrato anche un unanime consenso dei Gruppi, perché è firmato da quasi tutti i Capigruppo del Consiglio, chiedo che si possa procedere come si è proceduto per l'articolo 10 testé approvato dall'Aula.

PRESIDENTE. Naturalmente, per una maggiore comprensione, onorevole Marrocu, lei sta parlando non della stessa legge 21, stiamo parlando della legge 21 del 1984 e della legge 21 del 2000, che sono due leggi completamente differenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Solo perché resti agli atti che il nostro Gruppo non ha firmato l'emendamento, quindi, è una cosa diversa quella che ha detto lei, che tutte le forze politiche l'avrebbero firmato.

Noi non ci siamo e non l'abbiamo firmato appositamente, perché conoscendo il sistema elettorale dei consorzi di bonifica sicuramente si andrebbe di commissario in commissario perché la maggioranza degli utenti non va a votare e se non fosse stato inserito il sistema della delega, avremmo sicuramente i consorzi di bonifica sempre commissariati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Io credo che tutto il sistema dei consorzi di bonifica, per il potere che hanno di programmazione del territorio e, quindi, potere che li qualifica come enti importanti degli strumenti del governo del territorio della Sardegna, avrebbero meritato da parte di quest'Aula una maggiore attenzione.

Intanto la gran parte dei consorzi di bonifica sono sempre commissariati; in Sardegna già l'altro giorno si è riprovato ad istituire un nuovo consorzio di bonifica dividendo il consorzio di bonifica dell'Ogliastra in due, andando quindi nettamente controcorrente e contro i desiderati di un Consiglio che nella passata legislatura addirittura aveva tentato un accorpamento dei consorzi di bonifica. Però, una legge organica che rivedesse il loro funzionamento effettivamente credo che sia ormai necessaria. Sono uno strumento certamente di potere e quindi uno strumento del quale il Governo e la Giunta regionale si interessano, e non potrebbe essere altrimenti; però, è giusto anche che funzionino e che vengano messi nelle condizioni di funzionare con un sistema democratico di elezione.

Si tratta di un consorzio di privati, che certamente vivono grazie agli aiuti, anche generosi se vogliamo dire, della mano pubblica, dell'aiuto del Governo regionale, però dovrebbero essere e devono essere, secondo me, governati non dagli interessi degli organismi rappresentativi del mondo agricolo, cioè dei sindacati agricoli, ma devono essere espressione ed anche a tutela degli utenti, i quali utenti spesso pagano gli oneri di bonifica che sanno che nei loro territori non arriveranno mai e sono costretti a ciò per legge, giusta per altro secondo me questa legge, però è bene, proprio in virtù di questo, che gli utenti vengano messi in condizioni di autogovernarsi. Orbene, se capita che chi va a votare avvalendosi di queste nuove norme non previste quando venne varato il regolamento della delega del voto, queste nuove norme previste dalla Bassanini, dell'autocertificazione della delega, vengono usate in maniera truffaldina da qualche sindacato di categoria che ha tentato di inserirsi nei meccanismi di voto, peraltro scoperti e perseguiti per legge, e se dietro questa truffa andata male poi è seguita, com'è capitato in Sardegna in un importantissimo consorzio di bonifica, il secondo per dimensioni e per numero di utenti di tutta l'Italia, è seguita da parte della magistratura un'inchiesta che ha fatto sì che tutti coloro che avevano rilasciato una delega a votare siano stati chiamati spesso come in una agogna nelle caserme dei propri paesi, per rendere conto del perché e del per come avevano concesso questa delega, credo che poi nessuno debba più farsi forte di questa volontà di annullare anche le elezioni in virtù di un imbroglio che qualche deficiente ha portato avanti a titolo personale, e che però non deve essere motivo, insieme magari ad altre cose, per annullare un risultato elettorale tra l'altro limpido e cristallino.

Per togliere ogni possibilità, anche in avvenire, di imbrogli, di sotterfugi e di quant'altro è bene che venga garantita la regolarità del voto, magari rivedendo anche il numero delle persone che vanno a votare per garantire il cosiddetto quorum, che può essere abbassato anche in un provvedimento successivo.

Io ritengo che sia un provvedimento giusto per la tutela e la salvaguardia della validità dei voti perché organizzare elezioni in un consorzio di bonifica, dal punto di vista economico lo sforzo che si sostiene non è di poco conto e rifare le elezioni è una nuova tassa per i consorziati per quanto posso capire io e per come la vivono loro. Quindi ritengo utile questo provvedimento e lo raccomando all'accoglimento dell'Aula.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intanto una prima annotazione relativa alla natura intrusa o ritenuta tale di questa norma, per dire che anche questa legge è diventata una legge in materia di agricoltura più in generale, anche con gli emendamenti che sono già stati approvati, al di là dei riferimenti a questa o a quella legge preesistente, assume ormai carattere, quello che conta è la sostanza, non è la forma che si pensava prima, di dare una legge. Peraltro l'intrusione di una norma attiene, la qualifica di intrusa, alla tecnica legislativa e cioè alla buona legislazione. Cioè ogni norma del sistema, dovrebbe essere il sistema legislativo, dovrebbe essere collocata nel posto giusto; non è che la differenza di materia di per sé costituisca nullità nella norma. Quando una norma è collocata in un corpus legislativo che tratta altra materia quella norma vale lo stesso, non è che automaticamente è nulla e neppure è dichiarata o si può dichiararla annullabile. E' solamente collocata male, per cui infatti i testi unici poi si fanno per riordinare e per raccogliere le norme spesso disperse e qualche volta anche nascoste in altri contesti legislativi, per dare più ordine e quindi più leggibilità e quindi più funzionalità alla stessa produzione legislativa.

Per cui mi pare strano che in questa condizione si voglia dichiarare inammissibile, addirittura, una proposta normativa che viene dal Consiglio perché apparirebbe intrusa. Se questo fosse il criterio, il 90 per cento delle proposte normative sarebbe inammissibile, perché ogni legge di questa Regione ormai diventa una legge omnibus e anche filobus e chi passa di lì ci sale. Per cui, veramente, insomma, mi pare eccessiva questa configurazione addirittura di non ammissibilità di una norma presentata peraltro non in modo estemporaneo da un singolo consigliere, ma da un arco vasto di forze politiche.

Nel merito la norma ha una sua validità oggettiva. Se non vi fosse altro argomento e non fossimo capaci di escogitare buoni argomenti a sostegno delle proposte, io dico che basterebbe l'argomento che ha usato il collega Cappai per essere non d'accordo, ma d'accordissimo nel sostenere, nel votare e nel varare questa norma.

Dice il collega Cappai: "Rimanga certificato agli atti" - badate, quando si inizia così pare che si debba annunciare la fine del mondo! - "che il nostro Gruppo non l'ha firmata". E' già certificato agli atti, se nessuno ruba gli atti è scritto già negli atti che l'hanno firmata quelli che ci sono, quelli che non ci sono non l'hanno firmata e quindi è già certificato. Perché, al contrario, l'argomento del collega Cappai vale e vince su ogni altra argomentazione? Perché egli sostiene che non si dovrebbe approvare questa norma proprio perché la maggioranza degli utenti non va e non vuole andare a votare. La maggioranza degli utenti, cioè di quelli che sono i soggetti del consorzio di bonifica, i soggetti costitutivi, perché i soggetti costitutivi del consorzio non è che sono quattro impiegati di un'organizzazione, tre capoccia che organizzano la raccolta dei fogli e delle deleghe, per cui è anche vero che sono piene le cronache non solo giornalistiche, ma anche giudiziarie, della ricerca, in base ai ricorsi di chi ha dato o non ha dato la delega, se era valida o non valida giuridicamente la delega, perché poi vuole dire valida l'elezione e poi con i compiti e le competenze forti e incisive che hanno dopo i consorzi di bonifica sull'organizzazione addirittura della produzione, beh, insomma, come dire, acquisire un potere di intervento successivo in modo come minimo non trasparente, in ogni caso non partecipato, perché addirittura si dice che la maggioranza degli utenti non vuole andare a votare, una ragione ci sarà! Quella maggioranza di utenti ha interesse da votare, evidentemente sono limitati nella loro espressività; evidentemente - non uso altre parole - sono condizionati fortemente da chi ha potere di ritirare, di ammassare, di incettare le deleghe altrui, perché nel mondo delle campagne è facile poter dire: "Sì, intervengo in questa materia, ti curo questa pratica, però perché nel frattempo non mi dai anche la delega o non passi la delega quando c'è la votazione del consorzio di bonifica a quell'addetto, che così te la organizza e te la mette a frutto?" Allora, eliminare questa cosa che è una perversione, è una perversione non solo sul piano democratico, è una perversione anche sul piano amministrativo, perché poi il potere apparentemente legittimato da un sistema di formazione degli organismi, che poi hanno potere di comando, inducono e introducono, attuano successivi interventi che si esercitano nei confronti di tutti. E quindi, se fosse vero quello che dice Cappai sul consorzio di bonifica, non solo andrebbe eliminata la delega, andrebbe eliminato il consorzio! Perché un soggetto, un ente che ha questi poteri...

CAPPAI (U.D.C.). Su questo potremmo essere d'accordo, ma non è all'ordine del giorno!

COGODI (R.C.). Potremmo essere d'accordo, Nello, ragionando, su questo e anche su un sacco di altre cose, per ora ci basterebbe essere d'accordo sull'emendamento che si sta proponendo. Così via via essendo d'accordo su qualche cosa che va nella direzione giusta magari facciamo insieme tutti qualche passo avanti! Ecco perché io ritengo che questo emendamento: uno, non sia intruso per le ragioni dette; due, se fosse apparentemente e formalmente piazzato un pochino male, si piazzerà dove si deve piazzare nel riordino delle norme, non solo di questa, ma di tutte le norme della Regione come per ogni altra cosa; tre, nel merito ha un suo valore, per cui va sostenuto e sicuramente, come dire, non solo va sostenuto con gli argomenti, ma anche nel voto per essere approvato.

PRESIDENTE. Questo era l'ultimo intervento. Colleghi, ieri quando è stato presentato questo emendamento io ho chiamato l'onorevole Marrocu e gli ho detto ciò che pensavo dell'emendamento, cioè ritenevo che l'emendamento non potesse essere accettato, perché si trattava di una norma intrusa, la tipica norma intrusa, e non si può modificare un'altra legge attraverso questi espedienti. Il Consiglio può fare naturalmente tutto quello che vuole però bisogna discutere una nuova legge, non in questo modo.

Il collega Sanna ha ritenuto opportuno e corretto sentire anche il parere dell'Aula stamattina. Mi pare che siano emerse visioni diverse, pertanto io mantengo ferma la mia posizione, l'emendamento 4 non è ammissibile, quindi continuiamo.

spissu (d.s.). Presidente, su questo.

PRESIDENTE. Cosa facciamo? Apriamo un dibattito su questo? Sulla valutazione dell'ammissibilità non c'è dibattito, decide il Presidente. Se vogliamo discutere di altro, ne discutiamo, ma sull'ammissibilità decide il Presidente che ha già espresso ieri una valutazione e non intende su questo aprire un dibattito. Sennò poi non c'è nessuno che decide e tutto diventa opinabile. Su cosa vuole intervenire, onorevole Spissu?

SPISSU (D.S.). Sulla questione che lei ha sollevato, Presidente, sull'ammissibilità. L'emendamento è stato presentato entro i termini ed è ammesso all'Aula. A questo punto è l'Aula che decide se è ammissibile.

Noi abbiamo argomentato, prima che lei riassumesse la Presidenza, come questo emendamento, al pari di altre parti della legge che stiamo discutendo e che abbiamo già approvato questa mattina, ha gli stessi requisiti di ammissibilità oppure altre parti della legge avrebbero avuto il requisito della inammissibilità. Per cui ci pare che la questione o debba essere rimessa all'Aula, oppure questo emendamento debba essere, così come a noi pare più opportuno, portato alla votazione e alla decisione conclusiva.

La questione dell'inammissibilità è una questione che non ci convince, Presidente, per cui la preghiamo di valutare questa proposta che lei fa, della quale naturalmente noi siamo stati informati ieri, senza che si aprisse nessuna discussione su questo, quindi abbiamo ascoltato la sua opinione, io la prego di tornare su questa opinione, che a noi pare non sufficientemente motivata e non argomentata, soprattutto alla luce degli articoli e degli emendamenti che noi in questa legge abbiamo già approvato.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, su questa cosa il Presidente ha già deciso. Tuttavia, questo lo dice anche il Regolamento, se lei insiste, se i presentatori insistono, il Presidente si rivolge all'Aula per il parere definitivo dell'Aula, ed è esattamente ciò che farò. Ma il Presidente non intende cambiare la sua posizione. Il Presidente ritiene quell'emendamento inammissibile, tuttavia l'ultima istanza è l'Aula che è sovrana e io mi rivolgo all'Aula.

Pertanto sull'ammissibilità dell'emendamento 4, tutti i colleghi ce l'hanno, se n'è discusso e si sono ascoltate varie posizioni, l'Aula conosce il parere del Presidente, tuttavia io mi rivolgo alla sovranità dell'Aula perché decida in quanto i proponenti insistono ritenendo, come dire, la valutazione espressa dal Presidente non sbagliata, ma non perfettamente coerente con i ragionamenti e le motivazioni che sono state portate. Pertanto, sto chiedendo il voto, colleghi. Venga qui un altro Segretario della maggioranza. Sulla modalità di voto?

FLORIS (U.D.S.-Centro). Chiedo il voto elettronico palese senza registrazione dei nomi.

FADDA (La Margherita-D.L.). Per alzata di mano.

PRESIDENTE. Senza registrazione dei nomi è l'equivalente dell'alzata di mano.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Per dichiarare la sua astensione e siccome prima non è stato chiesto il parere della Giunta lo dico ora, se dovesse essere...

FADDA (La Margherita-D.L.). Si vota se è ammissibile.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Va bene.

Votazione nominale

Il PRESIDENTE indice la votazione elettronica, ai sensi dell'articolo 92, comma 3, del Regolamento, sull'ammissibilità dell'emendamento numero 4.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. L'Aula ritiene ammissibile l'emendamento, l'emendamento è ammesso e adesso lo poniamo in votazione. E' aggiuntivo, quindi, bisogna votare prima l'articolo 12. Pongo in votazione l'articolo 12.

Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 13.

MASIA, Segretario:

Art. 13

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione ad eccezione del comma 2 dell'articolo 10.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 14.

MASIA, Segretario:

Art. 14

Copertura finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge sono valutati in euro 30.000.000 per l'anno 2003, in euro 15.750.000 per l'anno 2004 e in euro 7.250.000 per l'anno 2005.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2003/2005 sono introdotte le seguenti modifiche:

In aumento

Entrata

03 - BILANCIO

UPB E03.017

Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato

Competenza

2003 euro 30.000.000

2004 euro 15.750.000

2005 euro 7.250.000

In aumento

Spesa

06 - AGRICOLTURA

UPB S06.025

Agevolazioni alle aziende agricole danneggiate da calamità naturali o da avversità atmosferiche

Competenza

2003 euro 27.000.000

2004 euro --------

2005 euro --------

UPB S06.038

Interventi per il miglioramento delle produzioni vegetali

Competenza

2003 euro --------

2004 euro 1.000.000

2005 euro 1.000.000

12 - SANITÀ

UPB S12.078

Profilassi e lotta contro le malattie infettive nel settore zootecnico

Competenza

2003 euro 3.000.000

2004 euro 2.750.000

2005 euro 250.000

UPB S12.076

Istituto Zooprofilattico - parte corrente

Competenza

2003 euro -------

2004 euro 2.000.000

2005 euro 2.000.000

3. Gli stanziamenti previsti dalla presente legge per il 2003 non impegnati entro il 31 dicembre 2003 permangono nel conto dei residui e possono essere impegnati fino al 31 dicembre 2004.

PRESIDENTE. Faccio notare, colleghi, che all'articolo 14, alla UPB S 06025, probabilmente per un errore di stampa, non sono state stampate le cifre del 2004 e del 2005. I colleghi hanno il documento di fronte. Si intende, pertanto, per il 2004, 10 milioni di euro, per il 2005, 4 milioni di euro. Nel testo non c'è! Io ho qui una copia, ci sono delle lineette, ma non c'è l'importo.

Onorevole Murgia, per cortesia torni al suo posto, stiamo cercando di spiegare piccoli dettagli e se non c'è attenzione poi la gente vota senza capire che cosa sta votando.

Nel testo dell'articolo 14, alla parte agricoltura, la UPB 06025 porta, per l'anno 2003, 27 milioni, nel testo per il 2004 e il 2005 non è uscito l'importo. Si intende, quindi, per il 2004, 10 milioni di euro e, per il 2005, 4 milioni di euro. Poi c'è l'emendamento e lo vedremo, però il testo è fatto così.

All'articolo 14 è stato presentato l'emendamento numero 6, sostitutivo totale ed è stato presentato dalla Giunta.

Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE

Art. 14

L'articolo 14 è sostituito dal seguente:

"Art. 14

Copertura finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati in euro 35.000.000 per l'anno 2003, in euro 15.750.000 per l'anno 2004 e in euro 7.250.000 per l'anno 2005, si fa fronte:

a) quanto ad euro 23.000.000, per l'anno 2003, con le disponibilità sussistenti in conto della UPB S06.025 (capitolo 06103) e derivanti quanto a 15.000.000 dallo stanziamento autorizzato con la legge regionale n. 26 del 1999 e quanto a 8.000.000 dallo stanziamento autorizzato con la legge regionale 18 del 2000;

b) quanto ad euro 12.000.000 per l'anno 2003, ad euro 15.750.000 per l'anno 2004 ed euro 7.250.000 con le variazioni di cui al comma 2.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2003/2005 sono introdotte le seguenti modifiche:

In aumento

Entrata

Bilancio e programmazione

UPB E03.017 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato

Competenza

2003 12.000.000

2004 15.750.000

2005 7.250.000

In aumento

Spesa

Agricoltura

UPB S06.025 Agevolazioni alle aziende agricole danneggiate da calamità naturali o da avversità atmosferiche

Competenza

2003 9.000.000

2004 10.000.000

2005 4.000.000

UPB S06.038 Interventi per il miglioramento delle produzioni vegetali

Competenza

2003 ------------

2004 1.000.000

2005 1.000.000

Sanità

UPB S12.078 Profilassi e lotta contro le malattie infettive nel settore zootecnico

Competenza

2003 3.000.000

2004 2.750.000

2005 250.000

UPB S12.076 Istituto Zooprofilattico - parte corrente

Competenza

2003 -----------

2004 2.000.000

2005 2.000.000

3. Gli stanziamenti previsti dalla presente legge per il 2003 - ad eccezione di quelli di cui all'UPB S06.025 (cap. 06103) per i quali continua ad applicarsi la normativa vigente in materia di conservazione a residui - non impegnati entro il 31 dicembre 2003 permangono nel conto dei residui e possono essere impegnati fino al 31 dicembre 2004. (6)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 6 non è altro che l'emendamento necessario dopo che abbiamo approvato l'emendamento 5, cioè non fa altro appunto che rimettere un po' di ordine sulle cifre dopo l'approvazione dell'emendamento 5, quindi è un emendamento diciamo necessario dopo la votazione sull'emendamento 5, favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il relatore onorevole Frau.

FRAU (A.N.), relatore. Credo, onorevole Presidente, di poter dire in questa occasione anche a nome della Commissione che va bene perché è stato approvato prima l'emendamento 5.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sono stati presentati tre ordini del giorno. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO Manca - Sanna Alberto - Ortu - Demuru - Masia - Giagu "Sulla contrattazione del debito agricolo"

Il Consiglio regionale

al termine dell'esame del testo unificato del Progetto di legge n. 478-487-490:

CONSIDERATO che il comparto agricolo sardo, vive una drammatica situazione di crisi, il cui andamento produttivo, risulta influenzato negativamente da una serie di avversità di carattere climatico e patologico di straordinaria gravità;

RICORDATO che le aziende sarde sono da sempre penalizzate rispetto a quelle italiane ed europee, per i costi più elevati sostenuti per gli approvvigionamenti energetici, per i maggiori costi del trasporto delle merci, per un più elevato costo del denaro e per l'inefficienza del settore del credito;

CONSTATATO che stante la situazione attuale, l'indebitamento strutturale e gestionale delle aziende del settore agricolo, difficilmente potrà essere colmato soltanto con i meccanismi virtuosi del mercato;

CONSTATATO ALTRESI' che le maggiori organizzazioni agricole hanno richiesto e proposto un intervento finalizzato al risanamento dell'indebitamento del settore agricolo e in particolare per la parte a sofferenza;

impegna la Giunta regionale

- a convocare nel più breve tempo possibile le organizzazioni professionali agricole e le banche al fine di concludere le trattative in corso;

- a garantire che nell'accordo sia predisposto un quadro di procedure e di accessi per i singoli debitori con l'assistenza delle organizzazioni professionali;

- a trattare la revisione dei tassi complessivi in essere per i crediti erogati dal sistema;

- a impegnare le banche a valutare la possibile, migliore disposizione con la necessità di avviare trattative per superare la condizione di sofferenza attraverso la ridefinizione del rapporto di credito finalizzato a realizzare le condizioni per cui l'imprenditore agricolo possa riprendere le produzioni e onorare il suo debito;

- a chiedere il congelamento delle procedure esecutive in specifico per le aste e per i beni aziendali e dei fideiussori. (1)

ORDINE DEL GIORNO Floris - Granella - Rassu - Ladu - Carloni - Tunis sulla gravissima situazione in cui versano le aziende agricole sarde per l'indebitamento strutturale e gestionale

Il Consiglio regionale

RILEVATO che nel testo unificato dei provvedimenti urgenti a favore dell'agricoltura e della zootecnia non è stato affrontato il gravissimo problema dell'indebitamento delle aziende agricole sarde;

OSSERVATO il grave disagio in cui versano le imprese agricole non più in condizioni di competere con l'attuale situazione di mercato e che non sono in condizioni di ricapitalizzarsi, nonché di affrontare le nuove sfide che deriveranno dall'ampliamento dell'Unione europea;

CONSIDERATA l'urgenza di affrontare, in tempi rapidi, una situazione non più sostenibile che rischia di portare al tracollo le aziende agricole sarde;

impegna

la commissione consiliare competente a esaminare l'argomento per proporre al Consiglio regionale una soluzione, considerato che esistono anche varie proposte di legge al riguardo in carico alla commissione stessa. (2)

ORDINE DEL GIORNO Granella - Giagu - Fadda - Biancu - Dore - Sanna Gian Valerio - Secci - Selis sulla contrattazione del debito agricolo

Il Consiglio regionale

al termine dell'esame del testo unificato del Progetto di legge n. 478-487-490:

considerata la drammatica situazione in cui versa il comparto agricolo sardo condizionato negativamente sia da straordinari eventi climatici, sia da avversità patologiche per le quali si rendono urgenti interventi che mirino soprattutto alla revisione del sistema creditizio e all'abbattimento di quelle cause che da sempre penalizzano le aziende sarde rispetto a quelle italiane ed europee, quali i più alti costi per l'approvvigionamento energetico e la mancata continuità territoriale delle merci che, a causa dell'immobilismo della Giunta regionale, sta determinando un pesantissimo danno a tutta l'economia isolana e soprattutto a questo settore;

considerato che non è più accettabile la latitanza totale del governo regionale in ordine alla urgente e necessaria riforma del credito nel comparto agricolo in quanto l'indebitamento strutturale e gestionale delle aziende non potrà essere colmato solamente dal momento più o meno favorevole del mercato;

considerato che moltissime aziende agricole sono in stato di procedura esecutiva perché non riescono a far fronte ai debiti contratti con gli istituti di credito;

constatato che le maggiori organizzazioni agricole da tempo hanno chiesto e proposto un intervento finalizzato al risanamento dell'indebitamento e in particolare per la parte a sofferenza;

considerato che la Giunta regionale ha comunicato di aver ultimato la stima dell'indebitamento delle aziende che ammonta a circa quasi 750 milioni di euro di cui 170 milioni rappresentano l'indebitamento a brevissimo termine;

impegna la Giunta regionale entro 60 giorni

1) a chiedere l'immediato congelamento delle procedure esecutive per le aste e per i beni aziendali e dei fideiussori.

2) a convocare le organizzazioni professionali agricole e gli istituti di credito al fine di giungere a una conclusione delle trattative in corso con particolare riferimento alla revisione dei tassi complessivi in essere per i crediti erogati;

3) ad adottare qualsiasi iniziativa utile affinchè le banche avviino le necessarie trattative per superare la condizione di sofferenza di ciascuna azienda attraverso la ridefinizione del rapporto di credito finalizzato a realizzare tutte quelle condizioni per cui l'imprenditore possa riprendere le produzioni e onorare il debito. (3)

PRESIDENTE. Come i colleghi sanno gli ordini del giorno non possono essere illustrati. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Onorevole Presidente ed onorevoli colleghi, la Giunta si trova di fronte a tre ordini del giorno che per la verità riguardano lo stesso argomento, forse sarebbe stato meglio se ci fosse stato un ordine del giorno unitario, io credo; giacché per esempio l'ordine del giorno numero 1 presentato insieme dai colleghi Demuru, Masia, eccetera, è grosso modo identico all'ordine del giorno numero 3 presentato dai colleghi Granella, Giagu, Fadda. Il dispositivo devo dire la verità è quasi identico; quasi identico. Invece ho qualche perplessità sull'ordine del giorno presentato dall'onorevole Floris, in quanto dice: "Impegna la Commissione consiliare competente ad esaminare l'argomento per proporre al Consiglio una soluzione", certo se impegna la Commissione, la Giunta non può che accoglierlo ovviamente.

Mentre sugli altri due, cioè quello presentato da Sanna e quello presentato da Granella, la Giunta manifesta qualche perplessità, perché si tratta di un argomento molto serio e molto impegnativo, pertanto li accoglie tutti e tre come raccomandazione, perché anche il terzo impegna il Consiglio. Quindi, la Giunta accoglie i tre ordini del giorno come raccomandazione.

PRESIDENTE. Guardi, o li accoglie o non li accoglie, la raccomandazione in queste cose non c'è! Io li devo mettere in votazione adesso, una volta che sono votati dall'Aula è una raccomandazione dell'Aula.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, il Regolamento prevede anche che la Giunta possa accogliere per raccomandazione gli ordini del giorno, credo! Se non ricordo male i vecchi tempi, può darsi che sia cambiato.

(Interruzioni)

Al Parlamento così facevamo, il Governo l'accoglieva per raccomandazione. Credo si possa fare, se non è cambiato il Regolamento.

PRESIDENTE. Non è cambiato il Regolamento. Mi rivolgo ai proponenti, se i proponenti ritengono di dover accettare il non voto dell'ordine del giorno recependo l'Assessore questa raccomandazione, devono essere ritirati, sennò io li pongo in votazione e funzionano come per tutti gli altri ordini del giorno. Onorevole Manca, solo per dire se lo ritira o no, perché non c'è discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). No, le raccomandazioni sono finite; pensavo fossero finite. Quindi, lo mantengo e chiedo la votazione a scrutinio elettronico palese per l'ordine del giorno numero 1.

SCANO (Gruppo Misto). Ha ragione l'Assessore.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Sette consiglieri si levano in piedi e appoggiano la richiesta)

PRESIDENTE. Stiamo votando l'ordine del giorno numero 1; sull'ordine del giorno numero 1 è stata chiesta la votazione elettronica palese, prego i colleghi di predisporsi al voto.

Votazione nominale palese

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - DEIANA - DEMURU - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GRANELLA - IBBA - LIORI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASIA - MURGIA - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CONTU - CORONA - FOIS - GIOVANNELLI - LICANDRO - PETRINI - PILI - PILO - RASSU - SATTA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 39

astenuti 15

maggioranza 20

favorevoli 39

(Il Consiglio approva)

Ordine del giorno numero 2.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo ordine del giorno, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'ordine del giorno numero 3 ripete in effetti il contenuto dell'ordine del giorno numero 1.

Se non c'è un'interpretazione sbagliata, ricordo che il Consiglio non può votare due volte la stessa cosa, pertanto se i contenuti sono identici col voto dell'ordine del giorno numero 1 noi abbiamo già votato anche questo. Onorevole Fadda, mi dica in che cosa si differenzia l'ordine del giorno numero 3.

FADDA (La Margherita-D.L.). Credo che i tempi non siano una variabile indipendente, qui si dice entro trenta giorni, poi ci sono molti punti che sono identici, però credo che i tempi, questo di scandire per la Giunta regionale un tempo preciso, i sessanta giorni che...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, un minuto solo, perché potremmo cavarcela votando solo questo aspetto, che è l'unico aspetto diverso. Non posso rimettere in votazione tutto l'ordine del giorno, sennò dovremmo rivotare altro.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per esprimere il parere della Giunta.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro- pastorale. Per il parere della Giunta. Il parere della Giunta è positivo sul dispositivo, ma francamente i sessanta giorni si danno solo alle domestiche, mi scusi, onorevole!

Questo è un problema per il quale occorre altro che sessanta giorni! Questo è uno dei problemi più grossi della Regione, che nessuna Giunta prima di noi ha mai affrontato, ed ora si vorrebbe... io capisco che siamo in clima elettorale, però francamente capisco anche che si cavalchi anche questo cavallo, però dare sessanta giorni mi sembra un po' esagerato, francamente!

Mi sembra più giusto che venga impegnata la Giunta, sono d'accordo, ma sessanta giorni francamente sono pochi. Per questa opinione la Giunta dà parere contrario, poi l'Assemblea faccia quello che crede!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, recuperiamo la calma! Aspetto un po' di silenzio, dopodiché andiamo avanti. Onorevole Fadda, mi perdoni e mi ascolti, la Giunta ha espresso un'opinione nei modi che ha voluto, non c'è da discutere adesso su questa, se lei mantiene così come mi pare abbia intenzione di fare questi termini in quest'ordine del giorno, lei ha presentato un ordine del giorno legittimamente in base alle regole e il Presidente del Consiglio chiede all'Aula, lo pone in votazione, dopodiché se il Consiglio dà ragione alle osservazioni fatte dall'Assessore glielo boccerà, sennò…. Lei può parlare solo per il voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, io credo di interpretare anche il pensiero di molti colleghi, ed anche dell'Assessore stesso perché in un momento, in uno scatto nervoso, ha offeso le colf. Io chiedo scusa, perché usare questi termini, Assessore, in una sede parlamentare credo che non sia corretto, non si può offendere nessuno. Allora per gentilezza, Assessore, io credo anche a nome suo di chiedere scusa alle domestiche.

Detto questo, io credo, Assessore, per le cose demagogiche che ha detto lei in Aula, questi sessanta giorni devono essere mantenuti, perché lei ha detto che finalmente nella storia della nostra autonomia ha preparato, predisposto un elaborato dove sa con precisione...

(Interruzione dell'assessore Contu)

Lasci parlare, Assessore. Sa con precisione la situazione debitoria delle aziende agricole... Lei ha detto in Aula che aveva...

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Nonl'ho mai detto!

PRESIDENTE. Assessore Contu, però non polemizzi con i consiglieri. Lasci dire all'onorevole Fadda ciò che ritiene.

FADDA (La Margherita-D.L.). Le posso dire che lei ha dichiarato a quest'Aula che la situazione debitoria delle aziende è di milletrecento miliardi di vecchie lire e che quelli che sono a scadenza immediata sono circa trecentocinquanta - quattrocento e che quindi questo grande lavoro che lei ha fatto adesso dobbiamo cercare di fare in modo, perché altrimenti la domanda che io mi pongo è perché questo grande lavoro che l'Assessore ha fatto se poi non abbiamo la possibilità di dare una risposta? Io credo che i termini dei sessanta giorni rispondano allo spirito dell'articolo 11 della proposta di legge presentata dal centrosinistra, perché lei una parte del lavoro che doveva essere fatto e che era contenuto nell'articolo 11 l'ha già fatta. Noi chiediamo adesso che questi due mesi vengano utilizzati per far sì che quanto da noi richiesto sia fatto. Se poi sono 61 non succede niente, Assessore, però credo che si possa impegnare, non soltanto come raccomandazione, perché lei sa benissimo che tantissime aziende sono ormai sul fallimento, le aziende sono all'asta, credo che un suo impegno, conoscendo anche la sua sensibilità, Assessore, accolga il termine dei sessanta giorni, perché lei è vicino a questo mondo agricolo, quindi voto a favore.

(Interruzione dell'assessore Contu)

PRESIDENTE. Onorevole Contu, sta facendo una dichiarazione di voto perché non poteva fare altro. Mi pare superfluo che vota a favore essendo lui il proponente.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole e chiedere da parte mia anche il voto favorevole dell'Assessore. A mio parere sessanta giorni sono anche troppi, perché non si chiede in sessanta giorni di risolvere il problema, si chiede all'Assessore di mandare una lettera alle banche per chiedere di bloccare la cosa, mi pare che l'Assessore lo possa fare anche stasera; dà l'incarico al suo ufficio e manda alle banche una richiesta di bloccare tutte le azioni nei confronti degli agricoltori. Poi si chiede di convocare le organizzazioni professionali perché ci sia un tavolo ed è già stato fatto, lo deve accelerare e lo può fare anche stasera, chiamare le organizzazioni professionali perché insieme... e poi si dice di adottare qualsiasi atto per invitare le banche a trattare con la Regione, e c'è bisogno di sessanta giorni per fare questo? Lei questo deve farlo domani, non in sessanta giorni. Non vedo perché l'ordine del giorno non possa essere approvato da tutti, perché non si chiede di risolvere il problema, si chiede di attivarsi per chiedere alle banche di sospendere, di chiamare le organizzazioni e poi per dire alle banche "Sono pronto a trattare" e tutto questo si può fare tra oggi e domani se si vuole fare, senza i sessanta giorni. Forse per risolvere il problema c'è più bisogno di sessanta giorni, ma per fare quello, cioè per avviare la trattativa e chiedere di sospendere, mi pare che si possa fare in una sera.

PRESIDENTE. L'assessore Contu è intervenuto prima per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno numero 3; sta chiedendo di fare anche lui una dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. La mia dichiarazione di voto è contraria, ma per un motivo molto semplice: perché se i sessanta giorni fossero riferiti all'ordine del giorno presentato dalla Margherita io sarei favorevole, ma i sessanta giorni io ho capito che invece sono riferiti all'ordine del giorno numero 1 che abbiamo già approvato, e francamente qui c'è scritto ben altro, perché io sono d'accordo che quello che dice la Margherita io posso farlo sessanta giorni, mi è più difficile fare in sessanta giorni quello che dice l'ordine del giorno numero 1, quindi o lo votiamo tutto l'ordine del giorno Granella e allora io sono favorevole, ma se i sessanta giorni sono riferiti all'ordine del giorno numero 1 perché il Presidente ha dichiarato che fa votare solo il termine, ma è chiaro che l'ordine del giorno votato è il numero 1, io mi trovo a disagio, ecco dov'è il problema. È chiaro? Non è una cosa da poco per me.

FADDA (La Margherita-D.L.). Allora sono diversi, votiamo questo.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Io sono d'accordo per votare il numero 3, io sono a favore della dizione del numero 3, e sono quindi a favore anche dei sessanta giorni, se però, essendo stato votato il numero 1, i sessanta giorni sono riferiti al numero 1 non sono d'accordo, perché nel numero 1 quello che mi viene chiesto non si può fare in sessanta giorni, mentre è vero che si può fare in sessanta giorni quello che è chiesto nell'ordine del giorno Granella numero 3, ecco perché io sono favorevole.

PRESIDENTE. Colleghi, prima avevo detto che i due ordini del giorno sono sostanzialmente uguali, sono differenti nella premessa, quindi nella valutazione politica e nel termine ordinatorio che è di sessanta giorni. Metto in votazione la premessa e il termine dei sessanta giorni, tutto l'altro non si può votare perché l'abbiamo già votato nell'ordine del giorno numero 1. Con questo chiarimento, io metto in votazione...

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto.

COGODI (R.C.). Per dire del voto favorevole e per suggerire anche che al punto 1, se i presentatori concordano, si voglia sostituire la parola "congelamento" con "sospensione".

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, guardi che nel voto che stiamo dando non c'è il numero 1; forse io non mi sono spiegato bene, ma ho detto che voteremo, di questo ordine del giorno, solo la prima parte, fino a "impegna la Giunta regionale entro sessanta giorni", quindi tutto l'altro, numero 1, numero 2, numero 3 non si vota.

COGODI (R.C.). Quindi abbiamo votato anche il congelamento?

PRESIDENTE. L'abbiamo già votato.

COGODI (R.C.). L'abbiamo già congelato.

PRESIDENTE. È nel voto che abbiamo espresso prima.

COGODI (R.C.). Io suggerivo comunque, in sede di coordinamento se si può, che una procedura in genere non si congela, una procedura si sospende, tutto qui. Di questi tempi e in questi giorni si congela altro; in genere le procedure so che si sospendono, non che si congelano.

PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione onorevole Cogodi, però il Consiglio ha votato così. Allora, se gli uffici, nel momento in cui dovranno coordinare le cose, riterranno che la parola più consona sia questa, non si modifica il significato. Se non ci sono osservazioni se ne terrà conto, sarà una modifica in sede di coordinamento.

Colleghi, per cortesia, siamo al voto. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'ordine del giorno numero 3 nei termini prima detti.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CARLONI - COGODI - CORDA - DEMURU - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CONTU - CORONA - DIANA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LICANDRO - LIORI - MURGIA - PETRINI - PILI - PILO - PITTALIS - RASSU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CASSANO - SATTA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 51

astenuti 3

maggioranza 26

favorevoli 33

contrari 18

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale finale con procedimento elettronico del testo unificato delle proposte di legge numero478, 487 e 490/A .

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASIA - MURGIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO -PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 56

(Il Consiglio approva)

Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Per chiedere una Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori nei prossimi giorni.

PRESIDENTE. È stata chiesta una Conferenza dei Capigruppo, è convocata.

Prego i colleghi di avere un po' di pazienza, cercheremo di fare prima possibile.

(La seduta sospesa alle ore 13 e 13 viene ripresa alle ore 13 e 46.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

PRESIDENTE. Comunico ai presenti in Aula, con preghiera di divulgare la notizia, che i lavori si concludono qui. L'Assemblea è convocata per lunedì prossimo alle ore 11 e 30 per l'esame dell'esercizio provvisorio. Nel caso, lunedì si esamineranno le eventuali possibilità di future prosecuzioni prima del termine del periodo festivo.

La seduta è tolta alle ore 13 e 49.



Allegati seduta

CDXXVII Seduta

(Antimeridiana)

Giovedì 19 Dicembre 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 23.

MAsia, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 11 Dicembre 2003, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Silvestro Ladu ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 19 dicembre 2003. Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Ricordo ai colleghi che da questo momento decorrono i dieci minuti per poter dar corso alle votazioni. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 1, sostitutivo parziale dell'articolo 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, per proporre un rinvio di dieci minuti perché corriamo il rischio di votare…

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, ho già preannunciato che le votazioni non possono aver corso prima che siano trascorsi i dieci minuti dall'inizio formale della seduta. Siccome la seduta è iniziata due minuti fa, allora la seduta è sospesa e i lavori riprendono alle ore 10 e 30 con la votazione sull'emendamento sostitutivo parziale numero 1 all'articolo 2.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 24, viene ripresa alle ore 10 e 32.)

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Salvatore Piana chiede, ai sensi dell'articolo 59 del Regolamento interno del Consiglio regionale, di poter usufruire di un giorno di congedo in data 19 dicembre 2003, per motivi di famiglia".

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Assenza per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del regolamento, che l'assessore Pasquale Onida è assente nella seduta del 19 dicembre 2003 in quanto fuori sede per motivi istituzionali.

Continuazione della discussione e approvazione dell'articolato del testo unificato delle proposte di legge SANNA Alberto - MANCA - ORTU - GRANELLA - DEMURU - GIAGU - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - SCANO - SANNA Giacomo - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI -DEIANA - DETTORI - DORE - FALCONI - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - VASSALLO: "Provvedimenti urgenti a favore dell'agricoltura e della zootecnia" (478), PIANA - CAPPAI - OPPI - RANDAZZO: "Interventi urgenti a favore degli allevatori per fronteggiare la febbre catarrale degli ovini" (487), FRAU - MURGIA - DIANA: "Interventi a favore del settore agricolo e modifica della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 (Adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura" (490/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 478, 487, 490. Siamo in sede di votazione dell'emendamento sostitutivo parziale numero 1.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 2.

FRAU (A.N.). L'Assessore deve comunicare qualcosa.

PRESIDENTE. Abbiamo già avuto comunicazione presidente Frau della richiesta, quindi invito i colleghi i a prestare un po' di attenzione.

Sull'articolo 2 è stata chiesta la votazione per parti, che procederà in questo senso: voteremo prima l'articolo 2 dal titolo sino alla lettera B compresa. Poi voteremo dalla lettera C sino al comma 3 compreso.

Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Se è possibile io articolerei in altro modo: votare il comma 1 e poi successivamente il comma 2, come lei ha annunciato, ma separare anche la votazione dei due commi. L'uno e poi come lei ha...

PRESIDENTE. Sì, tecnicamente non ci sono obiezioni, naturalmente il problema è riposto all'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Sulle modalità di votazione volevo intervenire per dire che la proposta avanzata dal Presidente è rispondente ad un accordo che anche stamattina nell'approfondimento abbiamo raggiunto, cioè siamo d'accordo sul fatto che fino al punto B compreso sia da approvare, mentre siamo per togliere il punto C e il punto D e il terzo comma. Quindi il senso di questo metodo di votazione nasce proprio da questo accordo. Ecco perché è opportuno rispettare l'ordine e il sistema di votazione che ha proposto il Presidente.

PRESIDENTE. Ci sono altre osservazioni? Allora procediamo secondo le modalità che ho anticipato in apertura, anche perché mi pare che nella sostanza, lo dico per il collega Demuru, non cambi molto. Onorevole Demuru insiste sulla sua richiesta?

DEMURU (D.S.). Non voglio insistere, farò dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Allora onorevole Demuru può fare la sua dichiarazione di voto. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Io dico che benché fossi d'accordo al comma uno, come principio, sono nettamente contrario a tutto il resto dell'articolo 2 e le motivazioni le ho dette nel mio breve intervento di ieri e ci ritorno un attimino solo e parlo soprattutto della possibilità data da questo articolo al danno subito per gli aborti conseguenza diretta del.... Io ho detto, ma faccio un esempio semplice semplice: la Comunità europea ha imposto alle regioni in cui questo indennizzo è stato concesso, la certificazione singola con sierologia e diagnosi differenziale. Vediamo un po' di capire che cos'è, facciamo un'ipotesi che è un aborto ovino, quindi un agnello, gli si dia un valore, perché è derivato da una procedura di prezzi, di 30 mila di vecchie lire, per poterlo pagare bisogna fare una certificazione che così, senza avere fatto delle indagini di mercato su quanto costa una sierologia e un certificato che lo attesti, penso comunque che possa andare oltre il valore di quello indennizzabile, se non il doppio di quello, per dire che per pagare 30 mila un allevatore bisogna spendere altri 60 mila per certificarlo. Questo è il mio dubbio e il mio cruccio, ecco perché sono contrario.

PRESIDENTE. Onorevole Demuru adesso ho capito meglio la sua richiesta, anche a seguito della sua dichiarazione di voto, e quindi nulla osta che si proceda al voto secondo la sua richiesta. Naturalmente questo lo dico soprattutto per gli altri colleghi che invece volessero votare in maniera diversa da quella dell'onorevole Demuru per organizzare la propria espressione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Semplicemente per ribadire alcune considerazioni che abbiamo sviluppato anche in sede di Commissione e che possono superare le perplessità dell'onorevole Demuru, che sono anche giuste, insomma, nel senso che si vuole evitare che poi si finisca per pagare più certificati medici piuttosto che interventi a risarcimento dei danni della vaccinazione. Però il problema può essere ovviato e c'è perfino un'esigenza, una ragione che sarebbe utile per la stessa amministrazione regionale. Allora chiaro è che se si procede caso per caso la certificazione deve essere fatta caso per caso, azienda per azienda, il che sarebbe una cosa che non ha nemmeno senso, non avrebbe senso. Allora noi abbiamo ribadito, con gli articoli precedenti e abbiamo riproposto l'esigenza di un monitoraggio serio. Un monitoraggio delle aziende fatto a campione, e chiaramente dimostrato con le certificazioni che sono necessarie, che siano in grado di individuare statisticamente la percentuale dei casi previsti nel punto A e nel punto B, cioè gli aborti e i capi morti, ecco questo ovvierebbe al problema che ha posto Demuru e, non solo, consentirebbero anche di affrontare un problema che è serio, che è stato posto anche dalle organizzazioni professionali agricole, cioè si consentirebbe in questo modo di intervenire. Però chiaro è che non può essere pensata nemmeno una certificazione non solo azienda per azienda ma nemmeno addirittura capo per capo. Noi abbiamo l'esigenza - ribadisco - di avere dati, si scelgano venti - trenta - quaranta - cinquanta aziende in tutta la Sardegna e si rilevi un dato statistico che ci consenta di conoscere e sapere quello che avviene. Possibile che questo non possa essere fatto? Io ritengo che si può fare con grande buon senso, si può fare senza spendere grandi risorse e potremmo disporre anche di una serie di informazioni utili, non solo per risarcire i danni, ma utili per capire cosa avviene con la vaccinazione, quindi quali sono le conseguenze reali. Ecco torno a dire le cose che ho avuto modo di dire in discussione generale: ma possibile che non riusciamo a fare mai le cose con equilibrio e buon senso? Ecco perché anche ieri io ho ribadito che va affrontato, posto e risolto il problema del monitoraggio in modo serio; ecco perché ritengo che la sintesi a cui siamo arrivati stralciando il punto C, il punto D e il comma 3 può essere una sintesi che può essere votata da questo Consiglio. Io la voterò e chiedo anche al collega Demuru di tornare sui suoi passi in ragione però in ragione di questa impostazione, cioè un'impostazione che parta da un'osservazione seria di quello che accade, e questo è possibile senza spendere tanti soldi, individuando una serie di aziende in tutta la Sardegna che siano aziende campione sulla base del quale poi trarre dei dati che saranno senz'altro utili all'amministrazione regionale oltre chi opera nel settore.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il comma 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il comma 2, sino alla lettera B compresa. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione il comma 2 dalla lettera C sino alla fine del comma 2, più il comma 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il comma 4. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

MASIA, Segretario:

Art. 3

Interventi a favore degli allevatori in conseguenza del divieto di movimentazione

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere agli allevatori di ovini, caprini, bovini e bufalini, da carne e da latte, un aiuto a compensazione dei maggiori oneri derivanti dal divieto di movimentazione imposto dalla competente autorità sanitaria a causa della presenza della febbre catarrale degli ovini (blue tongue). La misura dell'aiuto è commisurata alle maggiori spese effettivamente sostenute e comunque non può superare l'importo delle stesse.

2. L'aiuto è concesso anche agli allevatori interessati dal divieto di movimentazione dal 1° settembre 2003.

3. Per l'attuazione del presente articolo è autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 6.000.000 e nell'anno 2004 la spesa di euro 1.000.000 (UPB S06.025).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

MASIA, Segretario:

Art. 4

Procedura per la concessione degli aiuti

1. Per la concessione degli aiuti previsti dal comma 1 dell'articolo 1 e dagli articoli 2 e 3 si applicano le procedure contenute nell'articolo 7 della legge regionale 17 novembre 2000, n. 22 "Interventi a favore degli allevatori per fronteggiare l'epizoozia denominata febbre catarrale degli ovini (blue tongue)".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

MASIA, Segretario:

Art. 5

Interventi sanitari

1. Per l'attuazione degli interventi previsti dall'articolo 2 della legge regionale n. 22 del 2000 è autorizzata la spesa di euro 2.500.000 per l'anno 2003 e di euro 2.500.00 per l'anno 2004 (UPB S12.078).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

MASIA, Segretario:

Art. 6

Stalle di sosta

1. L'ingresso nel territorio regionale di animali vivi destinati all'allevamento e alla macellazione è subordinato all'accertamento e alla verifica, da parte dei servizi della sanità animale delle ASL, dei requisiti rispondenti alle esigenze di sicurezza igienico sanitarie.

2. A tal fine l'Amministrazione regionale istituisce apposite stalle di sosta adibite al temporaneo mantenimento degli animali da sottoporre a controllo sanitario.

3. A partire dal trentesimo giorno dall'entrata in vigore della presente legge, l'introduzione nel territorio regionale di animali di cui al comma 1, non sottoposti ai controlli sanitari, comporta il pagamento di una sanzione di euro 500 per ogni singolo capo.

4. L'onere derivante dall'attuazione del presente articolo è valutato in euro 250.000 per ciascuno degli anni 2004 e 2005 (UPB S12.078).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

MASIA, Segretario:

Art. 7

Interventi a favore degli allevatori partecipanti all'attuazione dei piani per il controllo e l'eradicazione delle malattie animali

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi a favore delle aziende agricole con allevamento zootecnico ovino, caprino, bovino e bufalino, ai fini di incentivare la collaborazione con le autorità sanitarie preposte all'attuazione di piani di sorveglianza sierologica per la febbre catarrale degli ovini (blue tongue) previsti dalla normativa vigente.

2. I contributi di cui al comma 1 sono diretti a compensare i costi e i disagi sopportati dagli allevatori con la messa a disposizione dell'autorità dei propri capi per i controlli sanitari periodici.

3. Il contributo è concesso in base al numero di capi che viene reso disponibile per i prelievi su disposizione dell'autorità sanitaria competente; per ogni capo messo a disposizione dell'autorità sanitaria viene erogata una somma pari a 100 euro, rapportata all'intero anno solare, proporzionalmente ridotta in relazione al periodo di effettiva messa a disposizione.

4. Il programma degli interventi è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

5. Gli aiuti di cui al presente articolo sono erogati dalle Aziende USL competenti per territorio.

6. Per gli interventi di cui al presente articolo è autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 500.000 (UPB S12.078).

PRESIDENTE. All'articolo 7 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Frau - Granella - Manca - Sanna Alberto - Cappai - Demuru - Giagu - Liori - Ortu - Petrini - Rassu - Piana - Cassano

Art. 7

Nel comma 3 dell'art. 7 dopo le parole "100 euro" sono aggiunte le parole: "per capo bovino e 20 euro per capo caprino,". (3)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Ortu - Demuru - Granella - Manca - Giagu

Art. 7

Al comma 1 dell'art. 7 aggiungere:

"Il contributo di cui al comma 1 sono diretti a compensare gli allevatori per i costi supportati per l'azione volta alla disinfestazione per l'eradicazione della epidemia di "blue tongue" nelle aree di pascolo delle relative aziende". (10)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau per illustrare l'emendamento numero 3.

FRAU (A.N.). Presidente, nonostante la discussione approfondita in Commissione, abbiamo pensato di predisporre questo emendamento. Allora nell'articolo 7, al comma 3, si parla di un contributo che viene concesso agli allevatori in base al numero di capi che viene reso disponibile per i cosiddetti capi sentinella, e avevamo così pensato di dare un contributo pari a 100 euro in generale. Però indubbiamente c'è una differenza se l'animale messo a disposizione è un bovino oppure se l'animale messo a disposizione è un caprino, ecco il perché del tutto e pertanto, fermo restando 100 euro a capo per i bovini, invece per quanto riguarda un capo caprino credo che sia sufficiente 20 euro.

Quindi credo di poter dire il tutto anche a nome della Commissione, essendo l'emendamento firmato anche dai componenti della Commissione stessa. Grazie.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 10 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). Questo emendamento è finalizzato al coinvolgimento e alla responsabilizzazione degli allevatori nella campagna di disinfestazione che ciascuno potrà effettuare nell'ambito del territorio della propria azienda.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 3 ho già parlato a nome direi di tutti. Per quanto concerne l'emendamento numero 10, di questo argomento si è parlato ieri pomeriggio e ne ha parlato anche l'Assessore, dicendo che questo compito ricade nei riguardi delle province e pertanto l'azione di disinfestazione, eccetera, è demandata alle province che devono fare i programmi e quant'altro.

Ma se dovesse passare, io faccio presente all'onorevole Sanna, che nel comma 1, il contributo di cui al comma 1, si parla già nel comma 2 di contributi per il comma 1 e quindi eventualmente bisognerebbe riscriverlo appena, appena in modo diverso, però faccio anche presente che probabilmente visto che abbiamo pensato a 500 mila euro complessivamente, se dovesse passare questa sua proposta, probabilmente questi fondi non sono sufficienti. Pertanto io non posso dare un giudizio a nome della Commissione, però direi all'onorevole Sanna se è possibile il ritiro dell'emendamento, visto anche quello che ha detto l'Assessore ieri sera, essendo tutto demandato alle province e lasciando questa somma proprio agli allevatori in relazione al numero dei capi sentinella che devono mettere a disposizione e che speriamo che sia maggiore rispetto a quelli che hanno messo fino a questo momento. Altrimenti mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sul 3 il parere è favorevole. Sul 10 l'onorevole Frau ha ben illustrato il parere che è anche quello della Giunta, rifacendomi soprattutto ai chiarimenti avvenuti nella discussione di ieri pomeriggio. Per cui, se è e possibile, sarebbe opportuno il ritiro, diversamente il parere è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Brevemente un'osservazione rispetto anche all'intervento che ha fatto ieri l'onorevole Capelli su questo problema della disinfestazione. E' vero che il compito viene svolto dalle province però è anche vero che i servizi provinciali non possono battere a tappeto tutto il territorio regionale, è praticamente impossibile. Quindi, di fatto, il servizio provinciale sta svolgendo un'azione di disinfestazione soprattutto nelle aree umide e palustri delle diverse province e rimane comunque l'esigenza che in ciascuna azienda ciascun allevatore porti avanti un'azione rigorosa di prevenzione. Il senso dell'emendamento è quello di sostenere questa azione da parte degli allevatori, se l'assessore Capelli e l'assessore Contu si impegnano nelle direttive di attuazione a trovare le forme per sostenere il coinvolgimento degli allevatori nell'azione di disinfestazione e di prevenzione in ciascuna azienda, io non ho problemi a ritirarlo perché l'obiettivo è questo.

PRESIDENTE. L'onorevole Sanna preannuncia il ritiro dell'emendamento, naturalmente spetterà, in sede di discussione sull'articolo e sugli emendamenti, a chi di dovere di dare le eventuali risposte ai problemi sollevati dall'onorevole Alberto Sanna. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Brevemente per riprendere la questione che è stata anche adesso sottolineata dal collega Sanna. Il problema, Assessore, sostanzialmente è questo: bisogna vedere quale impostazione si vuole dare alla materia che riguarda la prevenzione, in modo particolare per quanto riguarda la disinfestazione. Allora, finora si è seguita la strada di utilizzare le province, abbiamo finanziato i programmi delle amministrazioni provinciali, le amministrazioni provinciali hanno appaltato, hanno affidato a ditte esterne, allora il giudizio sul lavoro svolto dalle amministrazioni provinciali e dalle ditte esterne, a detta di tutti, compresi i veterinari che operano nel territorio, è discutibile. Qualcuno dice: "Ma voi state pagando la gente per buttare il disinfestante in giro". Questa è la considerazione comune che viene svolta in tutte le assemblee.

Allora noi con l'emendamento abbiamo sollevato un problema, abbiamo detto: "Si deve continuare con questa impostazione oppure...". Assessore, però se non mi ascolta e se chiacchiera con l'assessore Contu continuate a fare peggio di prima. Se poi i suggerimenti non sono utili... Io voglio fare solo un suggerimento.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Mi sto mettendo d'accordo con lui, dipende dall'Assessorato dell'ambiente, ho detto che manca l'Assessore.

ORTU (R.C.). Va bene, allora mandate i barracelli, direbbe il collega Cogodi, portate qui l'Assessore dell'ambiente e fatelo discutere insomma, mettetelo dentro la discussione, visto che non c'è, e non sarebbe stato male che fosse stato presente, concordo con voi.

Comunque la Giunta si faccia carico di affrontare questo problema, proprio perché noi vogliamo anche qui avanzare un suggerimento sulla base di una esperienza che deriva dalla discussione che pure c'è stata, dalla quale abbiamo anche raccolto indicazioni, suggerimenti, che stiamo qui riproponendo in aula, e non sarebbe male tenerne conto. Allora dicono: "Evitiamo di ripetere l'esperienza che è stata condotta finora, che tutti giudicano in qualche modo non sufficiente", diciamo così, perché queste imprese arrivano, non si sa bene chi poi certifica se la disinfestazione avvenuta, com'è avvenuta e così via. Anzi, addirittura qualcuno dice che questi veicoli che girano da azienda in azienda, di cui non si sa bene, e poi non c'è anche lì una sufficiente garanzia nelle misure di prevenzione che vengono adottate nella disinfestazione anche dei veicoli, qualcuno dice che siano anche i veicoli che poi portano la malattia da ovile in ovile, o da territorio in territorio. Allora noi abbiamo posto un problema che era collegato al precedente emendamento, che abbiamo ritirato, possiamo ritirare anche questo, ma noi vogliamo sollecitare la Giunta perché rifletta se è utile continuare con l'esperienza che è stata condotta finora, oppure se è più utile fare un programma, così come abbiamo detto ieri, di informazione-formazione degli stessi allevatori, responsabilizzarli e fare in modo che siano loro, nella loro azienda, anche dal punto di vista igienico-sanitario, ad eseguire la prevenzione come se fosse un'attività ordinaria dell'azienda, così come fanno - l'ho detto ieri, lo ribadisco anche oggi, vi chiedo scusa per questo -, così come viene pulita e disinfestata la mungitrice, la sala di mungitura e tutte le altre cose, ordinariamente l'azienda dovrebbe essere curata anche dal punto di vista igienico e sanitario, anche con tutti i presidi che sono necessari da questo punto di vista, dall'allevatore, quindi dal titolare. Chiaro è che l'Assessore ieri mi ha ribadito: "Ma ci mancherebbe che un imprenditore non avesse questa consapevolezza e questa coscienza nel condurre l'azienda. Purtroppo abbiamo la lingua blu, con le conseguenze devastanti che sappiamo". Allora io non so se c'è consapevolezza e coscienza che l'azienda va condotta in questo modo. Io dico: piuttosto che buttare o perlomeno con risultati discutibili continuare gli interventi del passato, dico facciamo un lavoro nei confronti delle aziende con il supporto del Servizio sanitario, con il supporto dei veterinari pubblici, che da questo punto di vista, in quanto pubblici, dovrebbero garantirci anche di più rispetto alla correttezza con la quale dovrebbero essere compiute tutte queste operazioni.

Questa è la ratio che ha portato a proporre l'emendamento numero 10 e l'emendamento precedente, cioè aprire una riflessione su quello che si è fatto finora, sul giudizio, quindi quali sono i risultati e se non possiamo anche introdurre alcuni cambiamenti, per fare un passo in avanti, per aiutare anche gli operatori, le aziende, gli allevatori, gli imprenditori, chiamateli come volete, a crescere anche da questo punto di vista e per evitare che la Regione debba ogni anno fare un piano con decine di miliardi per buttare disinfettanti dappertutto. L'allevatore deve entrare nell'ottica e nella capacità di capire lui stesso qual è il periodo più propizio, qual è il periodo necessario e anche quali sono gli ambienti che debbono essere curati da questo punto di vista, evitando che accada quello che è accaduto fino ad oggi. Arriva una macchina con tre, quattro persone, si mettono lì a buttare da tutte le parti non si sa bene nemmeno che cosa, qualcuno dice perfino acqua e sapone.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo...

Ha domandato di parlare la consigliera Dettori sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

DETTORI (Gruppo Misto). Chiedo il voto elettronico palese a nome del Gruppo Misto.

PRESIDENTE. Sette colleghi che appoggino la richiesta dell'onorevole Dettori.

(Sette consiglieri appoggiano la richiesta)

Invito colleghi a prendere posto, soprattutto invito un collega Segretario a prendere posto in presidenza a fianco all'onorevole Masia. Stiamo votando l'articolo 7.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LICANDRO - LIORI - MANCA - MARROCU - MASIA - MURGIA - ORTU - PACIFICO - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 42

votanti 42

maggioranza 22

favorevoli 42

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 10 è stato ritirato?

SANNA ALBERTO (D.S.). Aspetto una risposta da parte dell'Assessore.

PRESIDENTE. L'onorevole Alberto Sanna prima del ritiro formale attende una risposta da parte dell'Assessore.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io direi che i suggerimenti portati nell'intervento dell'onorevole Sanna devono e sono fatti propri dalla Giunta, sottolineando che sarà compito della Giunta stessa interloquire e dialogare, confrontarsi con le province per un corretto piano di prevenzione, e sono già in corso diversi incontri con le quattro province, con gli Assessori competenti che hanno stabilito un piano di azione. Agli incontri e per le determinazioni sul piano di prevenzione è stato invitato anche l'Assessore dell'ambiente, che ha partecipato agli incontri per avere maggior supporto nell'azione di prevenzione e di disinfestazione ambientale. Per cui ritengo che quanto indicato dai colleghi Ortu e Sanna sia ovviamente da perseguire. Nel contempo anche con le associazioni di categoria ci sono stati incontri per un coinvolgimento e un'informativa corretta, che già in gran parte avviene attraverso il sistema veterinario, per il coinvolgimento degli allevatori stessi.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, conferma il ritiro?

SANNA ALBERTO (D.S.). Sì.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 10 è stato ritirato.

Si dia lettura dell'articolo 8.

MASIA, Segretario:

Art. 8

Contributi per l'uso di sistemi di lotta biologica

1. Per la concessione degli aiuti previsti dall'articolo 8 della legge regionale 4 marzo 1994, n. 9 "Norme per la promozione e la valorizzazione dell'agricoltura biologica" è autorizzata per ciascuno degli anni 2004 e 2005 la spesa di euro 1.000.000 (UPB S06.038).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 9.

MASIA, Segretario:

Art. 9

Contributo straordinario all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna

1. All'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna è concesso un contributo straordinario di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2004 e 2005 per il funzionamento del Centro nazionale per la zootecnia biologica ( UPB S12.076).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Sette colleghi che appoggino la richiesta dell'onorevole Corona. Non siate avari, colleghi, sollevate le mani.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri BALLETTO, SATTA, GIOVANNELLI, LOMBARDO, PETRINI, MILIA, RASSU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DEIANA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MURGIA - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA Alberto - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Vicepresidente SANNA Salvatore - GIOVANNELLI - LIORI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 32

votanti 29

astenuti 3

maggioranza 15

favorevoli 29

Sono presenti solo trentadue colleghi, quindi manca il numero legale, la seduta è sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 11 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 04, viene ripresa alle ore 11 e 33.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Ricordo che siamo in fase di votazione sull'articolo 9. Era stata chiesta la votazione a scrutinio palese con voto elettronico da parte dell'onorevole Corona. Onorevole Corona, ritira la proposta?

CORONA (F.I.-Sardegna). Ritiro la richiesta.

PRESIDENTE. Va bene. Io non posso dar corso alla votazione se due colleghi Segretari non prendono posto in Presidenza.

Allora se i colleghi prendono posto, possiamo procedere alle votazioni.

Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Si dia lettura dell'articolo 10.

MASIA, Segretario:

Art. 10

Modifica degli articoli 3 e 4 della legge regionale
n. 21 del 2000

1. Nell'articolo 3 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 "Adeguamento delle provvidenze regionali agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura" sono introdotte le seguenti modifiche:

a) la lettera f) è sostituita dalla seguente:

"f) acquisto di riproduttori, maschi e femmine, di qualità pregiata, registrati nei libri genealogici o nei registri di razza";

b) la lettera g) è soppressa.

2. Il comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale n. 21 del 2000 è sostituito dal seguente:

"1. L'intensità massima dell'aiuto rispetto alle spese ammesse, in generale, è così determinata:

a) 50 per cento nelle zone svantaggiate (60 per cento per i giovani agricoltori insediati da meno di cinque anni);

b) 40 per cento nelle altre zone (50 per cento per i giovani agricoltori insediati da meno di cinque anni)."

3. La disposizione di cui al comma 2 entra in vigore dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna dell'avviso relativo alla sua approvazione da parte della Commissione Europea o del decorso del termine previsto per l'esame dello stesso da parte della Commissione.

4. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo gravano, nei limiti degli stanziamenti di bilancio, sulle disponibilità esistenti per l'attuazione della legge regionale n. 21 del 2000.

PRESIDENTE. All'articolo 10 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 10

Dopo l'articolo 10 è aggiunto il seguente:

"Art. 10 bis

Variazioni di bilancio

1. Nel bilancio della Regione per gli anni 2003/2004 sono introdotte le seguenti modifiche:

In aumento

Spesa

AGRICOLTURA

UPB S06.072 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli della Provincia di Cagliari

Competenza

2003 6.250.000

2004 -----------

2005 -----------

UPB S06.079 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nell'iglesiente

Competenza

2003 2.525.000

2004 -----------

2005 -----------

UPB S06.086 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli della Provincia di Oristano

Competenza

2003 5.175.000

2004 -----------

2005 -----------

UPB S06.092 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli della Provincia di Nuoro

Competenza

2003 4.025.000

2004 -----------

2005 -----------

UPB S06.099 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nella zona di Lanusei

Competenza

2003 2.325.000

2004 -----------

2005 -----------

UPB S06.107 Miglioramento della competitività dei sistemi agricoli nella zona di Tempio

Competenza

2003 2.325.000

2004 -----------

2005 -----------

Entrata

BILANCIO E PROGRAMMAZIONE

UPB E03.017 Quote di contributi erariali devoluti dallo Stato

Competenza

2003 18.000.000

2004 -------------

2005 -------------

UPB E03.031 Recuperi da istituti ed enti creditizi

Competenza

2003 10.000.000

2004 -------------

2005 -------------

(5)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, si tratta di un emendamento tecnico, nel senso che i soldi che furono destinati dal progetto di legge al sopperire alle diverse esigenze della legge stessa, vengono ora indirizzati per i provvedimenti della legge 21, mentre si sopperirebbe alle esigenze finanziarie della presente legge con un recupero di fondi che proviene dal fondo di solidarietà su cui vi è capienza finanziaria. È una variazione di bilancio in fondo che copre da una parte l'intera legge e dall'altra parte dà la possibilità di spendere circa 36 miliardi sulla legge 21. Siccome in quest'Aula è sempre stato chiesto di procurare fondi per la legge 21, si approfitta di questa occasione per incominciare a dare qualche cosa sulla legge 21.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, riconfermando che come Commissione non abbiamo potuto discutere l'emendamento, io credo però che sia un emendamento importante. L'Assessore ha ricordato che spessissimo e non solo in questa occasione ma anche durante la discussione sui problemi dell'agricoltura, ma anche sulla discussione sulla finanziaria scorsa, si era parlato molto della legge 21 e della necessità che la legge 21 avesse fondi sufficienti principalmente per quanto riguarda le infrastrutture, io credo che questo sia un primo passo.

Per quanto mi riguarda sono favorevole, però rimettendomi per quanto concerne la Commissione all'Aula per l'emendamento stesso, dico che io sono come consigliere regionale sono favorevole, però indubbiamente non potendo parlare a nome di tutta la Commissione, nonostante la Commissione abbia spessissimo parlato dei problemi della 21, mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Il parere della Giunta suppongo sia favorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Solo trenta secondi Presidente per far notare che certo non dà una buona immagine la Giunta, abbiamo finito di approvare l'altro ieri l'assestamento di bilancio, questo era un tema di grande discussione, adesso facciamo un ulteriore assestamento di bilancio con questa leggina, magari quando facciamo l'esercizio provvisorio ci sarà un ulteriore assestamento e non mi pare che sia una buona immagine che diamo nel fare le leggi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, sinceramente mi preoccupa il voto sull'emendamento numero 5 perché le considerazioni svolte dall'onorevole Marrocu sarebbero tutte meritevoli di attenzione, l'onorevole Marrocu ha perfettamente ragione, solo che qui noi, con grande senso di responsabilità, e mi rivolgo agli amici e compagni anche dei D.S. e della Margherita, dobbiamo cogliere il significato dell'emendamento che finalmente...

SECCI (La Margherita-D.L.). Quando saremo al governo, onorevole Ortu!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

ORTU (R.C.). Lo so, ha ragione anche l'onorevole Secci perché la Giunta ha fatto una cosa che ha dell'incredibile, cioè l'altro ieri ha tolto 18 miliardi dalla 21, li ha spalmati in un intervento di carattere clientelare che ha perfino dell'incredibile, oggi sulla base anche di quella critica che abbiamo fatto l'altro giorno, la Giunta ci ripensa, torna sui suoi passi e da una dotazione finanziaria alla legge 21 che è più che necessaria, tra l'altro tenendo presente che noi delle opposizioni abbiamo presentato un emendamento al provvedimento di legge che stiamo per votare dove l'emendamento può reggere e l'ipotesi prevista in quell'emendamento può essere attuata solo ed esclusivamente se ci sono le risorse finanziarie, quindi l'emendamento numero 5, perché noi abbiamo accolto anche da questo punto di vista la proposta che durante la discussione di quell'emendamento è stata avanzata dal Presidente della Giunta che la copertura finanziaria a quell'emendamento doveva derivare dalle somme stanziate con l'articolo 5. Quindi fondamentalmente l'articolo 5 deve servire a finanziare l'emendamento numero 8 che noi abbiamo proposto e che l'Aula e il Consiglio hanno votato.

Però chiaramente io capisco anche le ragioni di chi vorrebbe votare contro, Assessore, perché significa votare contro una politica che lei ha perseguito e che non ha nulla a che vedere con una buona gestione della agricoltura in Sardegna, perché lei non può togliere 18 miliardi così come ha fatto nei giorni scorsi e oggi ripensarci e proporne 35, questo dimostra qual è la consapevolezza che questa amministrazione regionale ha dei problemi dell'agricoltura. Tutti avrebbero una buona ragione, compreso il sottoscritto, di votare contro questo emendamento se non fosse che c'è, secondo me, un'esigenza che dobbiamo cogliere e che in qualche misura ci deve aiutare a dare anche vigore alle stesse proposte che noi abbiamo avanzato con la legge, anche se è vero che qualcuno dice che purtroppo noi ci stiamo assumendo anche responsabilità che non ci competono. Ma, badate, questa legge in Commissione è andata avanti solo ed esclusivamente per il senso di responsabilità delle opposizioni, perché la maggioranza non è mai riuscita a garantire il numero legale…

RASSU (F.I.-Sardegna). Questo non è vero!

ORTU (R.C.). E' vero, e ci sono gli atti.

RASSU (F.I.-Sardegna). Non è vero!

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, colleghi, per cortesia.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Per cortesia. Ricordo ai colleghi che siamo in fase di dichiarazioni di voto, se eventualmente qualche collega volesse contestare le dichiarazioni dell'onorevole Ortu può farlo correttamente durante la dichiarazione di voto. Prego. onorevole Ortu.

ORTU (R.C.). L'onorevole Rassu in questo periodo è diventato troppo turbolento, ha bisogno che qualcuno in qualche modo lo cinturi. Il provvedimento, e ci sono gli atti della Commissione, onorevole Rassu, lei è venuto in Commissione e l'ha seguita in modo alterno e anche in modo distratto, ha pensato di fare la rivolta di non so bene che cosa, chiedendo che venisse discussa la sua...

TUNIS (U.D.R.-Centro). E' un provocatore!

PRESIDENTE. Colleghi, però per cortesia.

ORTU (R.C.). Non si unisca anche lei, onorevole Tunis, che non è da meno. Io dico che così come abbiamo fatto in Commissione così stiamo facendo in Aula, la legge la stiamo votando noi. Allora, con grande senso di responsabilità, dico che forse bisogna votare anche questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che l'Assessore comprenda questo appello che sto facendo, lo inviterei, perché noi vogliamo essere sicuri che nella manovra finanziaria del 2004 questi soldi rimangano, allora lei faccia una cosa sulla 21, ritiri questo emendamento perché altrimenti se lo vota, ecco perché le sto dicendo…

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Potete anche bocciarlo.

FADDA (La Margherita-D.L.). No, no, se lo vota, deve avere i numeri, chiami le persone per avere i numeri. Lei non può togliere 18 miliardi, poi rimetterli per poi toglierli magari nella manovra del 2004. Noi vogliamo essere sicuri che nella manovra del 2004 ci siano le risorse e non succeda quello che è già successo dieci giorni fa che lei con la sua maggioranza ha tolto 18 miliardi, lei, la sua maggioranza con il suo Presidente.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Non diciamo sciocchezze.

FADDA (La Margherita-D.L.). Quindi noi la invitiamo, e ci deve dare garanzie su questo, che nella manovra finanziaria queste risorse ci siano nel 2004, altrimenti, onorevole Contu, se lo può anche votare qualche articolo, mi sembra, se lei ha una maggioranza, lo faccia pure; noi non partecipiamo al voto, stia attento, su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, onorevoli colleghi, intanto dichiaro il mio voto favorevole e vorrei argomentarlo. Qui c'è un equivoco di fondo, nessuno ha tolto 18 miliardi dalla legge 21, sono stati tolti da un capitolo che amministrava il mio direttore dei servizi strutturali e sono stati spalmati nei diversi ispettorati dell'agricoltura, il che vuol dire in parole povere che abbiamo preferito che l'esecuzione delle opere di miglioramento fondiario e quant'altro le facessero direttamente gli ispettorati agrari piuttosto che il direttore dei servizi che poi a sua volta delegava gli ispettorati agrari con una complicazione, per quanto riguarda i rendiconti, eccessiva, perché poi a loro volta l'ispettorato agrario deve rendicontare al direttore del servizio e poi il direttore del servizio rendicontava...

FADDA (La Margherita-D.L.). Li ha tolti dalla 21, sì o no?

CONTU (U.D.C), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Nossignore! Sono rimasti dentro la 21. Io sfido qualunque collega e chiedo anche un giurì d'onore addirittura.

(Interruzioni)

Non ho mai, no, signori, a me chiamarmi bugiardo non mi sta bene. Posso garantire all'Assemblea che nessuno ha tolto 18 miliardi dalla 21 ma sono stati tolti dal capitolo di competenza del direttore dei servizi fondiari e spalmati sui direttori degli ispettorati agrari, ma è rimasta la stessa identica cifra. Scusate, abbiate pazienza, io chiedo una Commissione, qualche cosa.

(Interruzioni)

Scusate, posso continuare? Questo emendamento…

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, facciamo continuare.

CONTU (U.D.C), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il collega Marrocu ha ragione quando dice giustamente che questa operazione si sarebbe fatta molto meglio nell'assestamento di bilancio, su questo gli do ragione perché da un punto di vista tecnico ha perfettamente ragione. Vorrei far notare che io ho approfittato del fatto, lo dico ormai con molta sincerità, che ieri nell'assestamento di bilancio è stato bocciato un emendamento della Giunta per circa 10 milioni di euro per le strade provinciali, l'Assemblea quell'emendamento l'ha bocciato. Ho chiesto al Presidente Masala se quei dieci milioni che sono rimasti senza spendere se una volta tanto potevano essere dati all'agricoltura per la legge 21 e infatti ci sono, ecco perché ho presentato l'emendamento. Be', insomma, a me poi se lo bocciate non me ne frega niente, detto con molta franchezza, però nessuno venga qua domani a dirmi: "sulla legge 21 non c'è una lira". Io sto tentando disperatamente di portare sulla legge 21 qualche lira, se non lo volete fare, bocciatelo, per me va bene ugualmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che la passione giovanile dell'onorevole Contu, l'intemperanza, la passione, Felicetto sa che lui ha tutta la nostra invidia, tutta la nostra ammirazione ed invidia, però due considerazioni brevi. A proposito del giurì d'onore l'onorevole Contu sostiene che i fondi sono stati tolti da un fondo gestito dal suo direttore di servizi e quindi, come tale, doveva essere un fondo iscritto all'Assessorato dell'agricoltura, invece qua....

CONTU (U.D.C), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Attenzione, stiamo parlando dell'assestamento di bilancio...

PRESIDENTE. Prego, onorevole Selis, non ho concesso la parola all'assessore Contu. Onorevole Ortu, lei è già intervenuto, per cortesia.

Prego onorevole Selis, svolga la sua dichiarazione, per cortesia.

SELIS (La Margherita-D.L.). Se posso, volentieri. Presidente, queste battute sono il segno esattamente di quello che intendevo dire, che il giurì d'onorea livello istituzionale e a livello parlamentare si chiama Commissione. E' la Commissione la sede in cui si svolgono questi dibattiti, in cui si approfondiscono i problemi, in cui si dirimono le questioni, si confrontano le idee, eccetera. Quello che mi dispiace è che in quest'Aula sta avvenendo un superamento ed una violazione permanente dello Statuto che prevede che le norme vadano discusse in Commissione, approfondite in Commissione, verificate in Commissione, istruite in Commissione e quando arrivano in Aula le cose hanno già un'istruttoria. Il passaggio della Commissione è proprio quello di consentire a tutti i Gruppi e a tutti i consiglieri di approfondire la questione. I singoli consiglieri invece si trovano ormai da tempo di fronte a problemi che vengono posti con emendamento solamente in Aula, che non riusciamo ad istruire, salvo alcuni che hanno una competenza personale; e stiamo continuando a votare argomenti di cui non conosciamo né la portata, né la motivazione, né le ricadute, né il significato.

In questo modo si sta esautorando il Consiglio e si sta privando il singolo consigliere, e l'Aula nel complesso, di capire di che cosa stiamo parlando, cosa stiamo votando; e non, badate, per una cattiva volontà dei colleghi, ma perché non si è materialmente in grado, quando arriva l'emendamento all'ultimo momento, di fare l'istruttoria, l'approfondimento e il confronto delle idee. In questo modo si spiega anche l'assenza di tanti consiglieri, ci sarà forse anche un certo disinteresse, ma c'è un senso di frustrazione e di impotenza perchè non si capisce che cosa stiamo votando.

Veniamo qua, ci giriamo intorno cercando qualche collega più attento che possa dirci come si vota, ma questo non è modo di fare le leggi, Presidente, non è modo di fare le leggi e non è modo di trasformare ogni legge in una manovra finanziaria. perché quello che sta succedendo è che non si fanno più leggi, ogni legge diventa una legge omnibus, dove si carica di tutto e il contrario di tutto, lo è stato per l'assestamento di bilancio, lo diventa una legge sull'agricoltura, mi dicono, io non l'ho ancora visto, che lo sarà anche il prossimo esercizio provvisorio.

Ma questo non è il modo, è una norma, è una procedura, è un metodo anti regolamentare, anti istituzionale che viola le prerogative dei singoli consiglieri, per cui io non me la sento di votare questa norma perché non sono in grado oggi di capire che cosa contiene, perché non è stata istruita, perché non c'è stato un confronto in Commissione e invito la Presidenza anche per il futuro, per esempio per l'assestamento di bilancio, di mettere il Consiglio in grado di votare cose che sono state istruite ed approfondite.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente e colleghi, vorrei poter dichiarare un voto favorevole per uno stanziamento considerevole che appare essere in favore appunto del comparto agricolo e soprattutto in favore dell'intervento che da sempre si rivendica debba essere l'intervento principale, quello degli interventi strutturali sull'agricoltura; però questa cosa è ancora contornata da elementi di incomprensione che devono essere chiariti.

Punto primo. Da ieri ad oggi si ritrovano, sono stati trovati la bellezza di 18 più 10, insomma 35 miliardi. Sono stati trovati. Dove sono stati trovati? Io so che uno passeggia in campagna e trova lumache, trova funghi, può trovare un fossile, ma che trovi 36 miliardi! Sono stati trovati da ieri ad oggi; è chiaro che questo è il primo elemento di valutazione del disordine totale, se non altro, con cui qui si ha cognizione delle risorse della Regione, perché capisco che 36 milioni possono sfuggire nella piega di una contabilità, ma da ieri a oggi 36 miliardi è un pochino più ardita la cosa.

Delle due uno: o c'erano anche ieri e non si capisce perché chi governa la Regione non lo sapesse e neppure i suoi uffici, i suoi funzionari e quanto altro, oppure non c'erano ieri e quindi non è vero che ci sono oggi e magari si fa qualche operazione acrobatica, questa vince e questa perde, e appare che ci sono poste aggiuntive, interventi, magari chissà quante conferenze stampa di fine anno, quante passeggiate in campagna per agricoltori e pastori in questi prossimi giorni e poi magari non è vero che ci sono. Perché a vedere quale sarebbe l'entrata, da dove verrebbero questi danari, a vedere gli atti qui c'è scritto: "quote di contributi erariali devoluti dallo Stato". Ma le quote dei contributi erariali devolute dallo Stato sono nati oggi, si sono trovati oggi o non c'erano anche ieri? Allora è una previsione che ieri veniva data per labile e oggi viene data per consistente, ma rimarrebbe comunque una previsione se è una previsione di entrate altre. Quindi non sarebbe poi del tutto vero che si stanno mettendo soldi veri.

Leggo ancora: recupero da istituti ed enti creditizi. Gli istituti e gli enti creditizi erano lì, i conti della Regione con gli enti si potevano ben conoscere anche ieri e si conoscerebbero anche oggi e si potranno conoscere domani. Avete tirato di conto stanotte? Non è convincente tutta questa operazione, parrebbe più una cosa fatta tanto per dire: "sto mettendo soldi nella direzione giusta". Non basta dirlo, bisognerebbe avere la concreta dimostrazione che in questa direzione per davvero si sta andando.

Perché se si dà dimostrazione che sono soldi veri, interventi finalizzati all'agricoltura nel modo migliore, cioè per l'ammodernamento strutturale, è chiaro ed evidente che anche il fatto che la maggioranza ben si sa non c'è, che diserta la Commissione, che in gran parte diserta l'Aula, è chiaro che l'opposizione di fronte ad una proposta giusta la sostiene e se ne fa merito e vanto, perché se la proposta è giusta è la nostra posizione. Il problema è che non sia solo giusta in astratto, ma che sia concretamente dimostrato che si sta facendo una buona operazione, all'interno per altro di una legge...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi concluda la dichiarazione di voto.

COCODI (R.C.). Sì, concludo la frase. Dicevo, questo intervento peraltro avverrebbe all'interno di un provvedimento legislativo che appare più un insieme di pezzette messe sulla ruota bucata che non la sistemazione della macchina dell'intervento serio in agricoltura, però quando manca altro va bene anche la pezzetta per continuare ad andare poco poco avanti. La Giunta delle pezzette non può fare altro.

Il mio voto, l'ho detto, vorrebbe essere un voto favorevole a condizione che si dia al Consiglio contezza, dimostrazione, come dire, non formale, non con il giurì d'onore; giurì d'onore dice Selis è la Commissione, io dico: è la Commissione, è il Consiglio regionale il giurì d'onore, è il popolo il giurì d'onore. Fra l'altro vi chiamano e ci chiamano onorevoli per questo, perché dovremmo essere un giurì d'onore, perché dovremmo giudicare bene, con giustizia e quindi con onore, se no rimettiamo anche il titolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie Presidente. Le preoccupazioni che sono state espresse da diversi colleghi che mi hanno preceduto sono preoccupazioni più che giustificate, perché le risorse che vengono recuperate, insomma stiamo parlando di 28 milioni di euro, cioè 56 miliardi circa di vecchie lire. Noi come centrosinistra abbiamo fatto in tutti questi anni una battaglia forte perché ci fosse una manovra di bilancio che affrontasse seriamente gli investimenti strutturali in agricoltura, di questo l'Assessore è pienamente consapevole. Questo emendamento si muove in questa direzione, non c'è dubbio, però certamente inserito in questa legge, va bene, questa è una legge che contiene provvedimenti urgenti, penso che sarebbe stato più giusto ed opportuno prevedere questa partita in assestamento, oppure nella prossima legge finanziaria.

Naturalmente io non posso votare contro; io chiedo all'Assessore di ritirare l'emendamento e di proporlo in finanziaria, anche perché non mi sento di votare contro un emendamento che si muove nella direzione di sostenere gli investimenti produttivi in agricoltura, che è coerente con la linea che noi abbiamo sempre seguito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io mi trovo molto d'accordo con le osservazioni del collega Cogodi. È effettivamente inaccettabile, questo non dipende dall'assessore Contu. L'assessore Contu è stato contestato in Aula nell'assestamento sul fatto che alla "21" venivano a mancare risorse e che erano spalmate sì in agricoltura, ma non tutte per la legge 21, anche per altre leggi come ha ricordato bene il collega Fadda; c'è stato anche un duro scontro in Aula con il collega Ortu, a distanza di due giorni però vengono fuori 56 miliardi di vecchie lire, 28 milioni di euro, che sono stati sottratti alla discussione della Commissione bilancio e dell'Aula. Cioè, la gravità non è il fatto che l'Assessore dell'agricoltura li mette a disposizione della legge 21, la gravità è stata che noi abbiamo fatto un lungo dibattito in Commissione, una lunga discussione in Commissione bilancio e programmazione e l'assessore Masala, in quel caso, diceva: "va bene questo sono le risorse e queste dobbiamo spalmare". E aveva nascosto 56 miliardi di vecchie lire che improvvisamente dopo due giorni l'Aula scopre che c'erano.

Ma il Consiglio e la Commissione che avevano il dovere e la legittimità di discutere dove dovevano andare queste risorse si è trovato impossibilitato a farlo. Avremmo potuto decidere in Commissione bilancio ed anche nell'Aula che era giusto mandarle in agricoltura, ma andava discusso l'altro ieri quando abbiamo discusso l'assestamento. L'Aula avrebbe potuto ritenere che magari quei 56 miliardi dovevano andare a finanziare quella prossima iniziativa sull'indebitamento, come sosteneva il collega Floris ed altri; l'Aula magari avrebbe potuto decidere che era giusto incentivare la legge sull'artigianato o altro.

Cioè, noi veniamo a sapere oggi che l'altro ieri abbiamo discusso di un assestamento di bilancio nel quale l'Assessore del bilancio, onorevole Masala, ha sottratto alla discussione 56 miliardi di vecchie lire, 28 milioni, che improvvisamente escono fuori in una legge che ha un'altra finalità, dove tra l'altro siccome so che mi verrà posto un problema per un emendamento successivo all'articolo 12, si interviene a modificare una legge, come la legge 21, che è una legge quadro di sostegno all'agricoltura con una leggina ad hoc, quindi un po' con una forzatura, e si trovano 56 miliardi di vecchie lire sottratti al dibattito della Commissione bilancio e dell'Aula in fase di assestamento.

Quindi, io non ho nulla da contestare all'assessore Contu, anche perché non l'ho fatto in cinque anni e non lo faccio adesso a fine legislatura, la volontà di mettere risorse per l'agricoltura c'era. Quello che io lamento è invece l'atteggiamento complessivo della Giunta, del Presidente, dell'assessore Masala che ha sottratto al dibattito della Commissione bilancio e all'Aula nell'assestamento che c'era la disponibilità di 56 miliardi di vecchie lire che la Commissione legittimamente avrebbe potuto decidere di dare una destinazione diversa nel momento in cui si affrontava l'assestamento di bilancio, rispetto a quella che si dà oggi, perché oggi è una destinazione vincolata.

Ripeto, nessuno avrebbe potuto impedire alla Commissione e all'Aula un paio di giorni fa di dargli la stessa destinazione che si dà oggi, però non è corretto che dopo un giorno, un solo giorno dall'assestamento si scopre che c'erano altri 56 miliardi di vecchie lire a disposizione. E non escludo che quando arriviamo all'esercizio provvisorio, fra qualche ora spero e non fra qualche giorno, magari ci siano anche altre risorse che l'Assessore porta fuori per qualche altra esigenza, per qualche altra particolarità.

Ecco, questo non è corretto, per cui anch'io invito l'assessore Contu a ritirarlo, se le risorse ci sono, tanto impegnare comunque non si possono impegnare adesso, c'è l'ultimo comma dell'ultimo articolo che prevede la possibilità di impegnare l'anno prossimo, se ci sono potranno essere rimesse in un altro momento, se le risorse sono reali e ci sono. Per cui anch'io faccio appello all'Assessore perché sia ritirato, perché a noi dispiace dopo aver fatto una battaglia perché le risorse erano insufficienti per la legge 21 dover votare contro un emendamento che mette risorse, ma ciò che mettiamo in discussione non è la finalità, quello che mettiamo in discussione non è il fatto che si mettano risorse per l'agricoltura, quello che mettiamo in discussione è che non è corretto che a distanza di due giorni dall'assestamento si trovino 56 miliardi di vecchie lire sottratte al dibattito dell'Aula e della Commissione in fase di assestamento.

PRESIDENTE. Nonostante abbia già svolto la dichiarazione di voto l'onorevole Contu, comunque gli diamo la parola per chiarire questo aspetto tecnico, utile all'esercizio del voto.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale. Io vorrei chiarire esattamente la ratio di questo emendamento. Questo emendamento deriva dalla situazione che si è venuta a creare dopo le votazioni sull'assestamento di bilancio. Durante le votazioni dell'assestamento del bilancio si è verificato quanto segue, che un emendamento presentato dalla Giunta di 10 milioni per quanto riguarda le strade provinciali è stato bocciato e quindi sono rimasti senza spendere quei 10 milioni che la Giunta aveva destinato (onorevole Marrocu vorrei che mi ascoltasse perché sto cercando di chiarire). Dicevo che la ratio di questo emendamento è data dal fatto che nella discussione di ieri sull'assestamento di bilancio 10 milioni di euro destinati dalla Giunta alle strade provinciali è stato bocciato, e quindi questi 10 milioni non sono stati impegnati.

Successivamente il collega Piana ha ritirato il suo emendamento che prevedeva la spendita di qualche residuo che rimanesse sulla legge della siccità. Allora, una volta accertato questo io mi sono reso conto che avevo circa una ventina di milioni di euro dai residui della siccità da poter utilizzare, visto e considerato che ha ritirato l'emendamento Piana; nel contempo ho pregato il collega Masala, come Assessore del bilancio, se mi consentiva di utilizzare i dieci milioni che non erano passati per le strade provinciali e di dirottarli sull'agricoltura.

E pertanto io ho presentato un emendamento, perché io insisto sull'emendamento, perché gli uffici giustamente mi fanno notare che io non posso utilizzare i fondi della siccità, cioè quei soldi che sono rimasti, siccome sono ad indirizzo obbligatorio, perché sono fondi in buona parte anche dello Stato, io non posso utilizzarli per la legge 21; allora io ho seguito il seguente escamotage, ho pregato cioè che si impegnasse la somma che Masala, come Assessore del bilancio, aveva dato per finanziare la legge che oggi è in discussione in Aula, che andassero alla legge 21, mentre io sopperivo ai fondi necessari per quanto concerne questa legge attraverso, invece, i fondi che avevo io come residuo dalla legge sulla siccità. Se non facciamo questa operazione in questo momento è chiaro che non si può ripresentare in un secondo momento, perché giammai i fondi della siccità, cioè i fondi per eventi atmosferici non possono mai essere indirizzati alla legge 21.

Ne approfitto ora perché per fortuna, o per disgrazia se volete, sulla legge sulla blue tongue questi fondi invece si possono utilizzare perché anche la blue tongue è considerata dal governo europeo, dal governo italiano e da noi stessi come evento calamitoso, e quindi io posso sì dirottare i fondi della legge sulla siccità sugli eventi calamitosi come la blue tongue, ma non potrò mai utilizzarli per la 21. Quindi questa operazione o si fa ora o non si farà mai più, poi l'Assemblea decida come meglio crede. Io sono d'accordo col collega Spissu o gli altri quando dicono giustamente che queste operazioni si fanno anche attraverso un esame della Commissione bilancio, però non è la prima volta, onorevoli colleghi, che in quest'Aula noi abbiamo stanziato variazioni, emendamenti finanziari senza portarli alla Commissione finanze. Io sono d'accordo che la Commissione bilancio dovrebbe esaminare tutti, diciamo tutti gli emendamenti finanziari, però qui in quest'Aula molto spesso non si è fatto, si sono fatte altre eccezioni, non capisco perché proprio questa volta che tocchiamo un problema così fondamentale come la legge 21, non ho capito perché non si voglia fare anche questa volta eccezione, anche se io riconosco che sarebbe giusto che andasse alla Commissione bilancio. Però se l'operazione non si fa oggi, lo ripeto ancora una volta, non si potrà più fare, a meno che non ci inventiamo un'altra blue tongue o qualche altra cosa. Si possono utilizzare, ripeto, fondi del fondo di solidarietà soltanto ed esclusivamente per gli eventi calamitosi, cioè un evento calamitoso è anche la blue tongue, non possono invece essere utilizzati per quanto riguarda la legge 21. Poi l'Assemblea è sovrana, faccia quello che crede, però io di ritirare l'emendamento, questa responsabilità non mi sento di assumermela e pertanto l'emendamento lo mantengo, perché lo ritengo quanto mai necessario per quelle poche cose che si possono ancora fare in agricoltura.

PRESIDENTE. Grazie assessore Contu. Quindi possiamo passare... Se non vi sono altre dichiarazioni di voto passiamo al voto. L'articolo 10 lo abbiamo già votato? È stato già votato, ricordavo bene. Quindi, mettiamo votazione l'emendamento numero 5.

SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Prima del voto voglio avvertire i colleghi su un errore materiale contenuto a proposito dei fondi, stiamo parlando dell'articolo 10. Colleghi vi prego di prestare un po' di attenzione; colleghi per cortesia non stiamo votando. Allora, è stato chiesto il voto elettronico sull'emendamento aggiuntivo della Giunta regionale numero 5.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI -CASSANO - COGODI - CONTU - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FANTOLA - FOIS - FRAU - IBBA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - MANCA - MASIA - MURGIA - ORTU - PISANO - PUSCEDDU - RASSU - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: SCANO - SELIS.

Si sono astenuti i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CORONA - DORE - FLORIS - GIOVANNELLI - MILIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SATTA - TUNIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 43

votanti 29

astenuti 14

maggioranza 16

favorevoli 27

contrari 2

(Il Consiglio approva)

Si dia lettura dell'articolo 11.

MASIA, Segretario:

Art. 11

Direttive di attuazione

1. Le direttive di attuazione degli articoli 2, 3 e 8, sono adottate, su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro pastorale, dalla Giunta regionale entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, previo parere delle competenti Commissioni consiliari. Le Commissioni consiliari devono esprimere il proprio parere entro 30 giorni dalla richiesta; trascorso tale termine la Giunta regionale può adottare le direttive anche in assenza del parere.

2. Le direttive di attuazione degli articoli 4 e 5 sono adottate, su proposta dell'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale, dalla Giunta regionale entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, previo parere delle competenti Commissioni consiliari. Le Commissioni consiliari devono esprimere il proprio parere entro 30 giorni dalla richiesta; trascorso tale termine la Giunta regionale può adottare le direttive anche in assenza del parere.

PRESIDENTE. All'articolo 11 è stato presentato l'emendamento 1 bis che proviene dall'emendamento numero 8; in sede di approvazione dell'emendamento numero 8 era stato suggerito di aggiungere l'articolo 1 bis previsto dall'emendamento numero 8 tra le direttive previste all'articolo 11, quindi resta confermata, mi pare, questa volontà dei proponenti? Ne chiedo conferma. Onorevole Frau? Sì. Onorevole Ortu, d'accordo. Onorevole Marrocu, d'accordo.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Ricordo ancora che a questo punto l'articolo 11 risulta integrato dall'1 bis contenuto nell'emendamento numero 8 senza necessità di ulteriori votazioni. Si dà lettura dell'articolo 12.

MASIA, Segretario:

Art. 12

Attuazione degli aiuti

1. Gli aiuti alle imprese previsti dalla presente legge sono attuati dall'Amministrazione regionale solo dopo la loro approvazione da parte della Commissione europea o solo dopo decorso il termine per la loro approvazione da parte della stessa.

PRESIDENTE. All'articolo 12 è stato presentato l'emendamento numero 4. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Sanna Alberto - Ortu - Granella - Manca - Giagu - Demuru - Liori - Balletto - Biggio - Frau - Tunis Marco - Pittalis - Rassu - Satta - Petrini - Pisano - Deiana - Murgia - Corona

Dopo l'art. 12 è aggiunto il seguente articolo:

- modifica dell'articolo 19 della legge regionale 15.05.84 n° 21.

- I commi 2, 3 e 4 dell'art. 9 della legge regionale n° 21/84 sono soppressi. (4)

PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 questa Presidenza sarebbe orientata a considerarlo norma intrusa. Colleghi io vi chiedo però di prestare un po' di attenzione perché se no ritardiamo i lavori. Allora, dicevo che l'emendamento numero 4 è un emendamento che sicuramente è da considerarsi norma intrusa; è scritto peraltro in modo criptico e però, insomma, si riferisce alla possibilità, se l'emendamento venisse approvato, di sopprimere i commi 2, 3 e 4 dell'articolo 19 della legge 21, che riguardano il riordino dei consorzi di bonifica e, più in particolare, con questo emendamento si propone, sostanzialmente, di sopprimere il diritto di delega al voto. In questo modo e per questo motivo questa Presidenza riterrebbe che la norma sia effettivamente una norma intrusa. Dall'esame dei presentatori degli emendamenti risulta, peraltro, che colleghi di tutte le forze politiche lo abbiano sottoscritto. Quindi, io sarei orientato a confermare l'intrusione e quindi a non dichiarare ammissibile l'emendamento, naturalmente mi rendo conto, appunto, della variegata situazione dei firmatari e quindi chiedo chiarimenti. Allora, onorevole Marrocu, poi l'onorevole Cappai, poi l'onorevole Liori, poi l'onorevole Cogodi. Ce n'è a sufficienza.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Innanzitutto per illustrare cos'è che si vuol fare con l'emendamento e perché comunque si è utilizzata questa legge.

L'emendamento vuole inserire che nelle votazioni per i consorzi di bonifica il voto sia personale e segreto, e non si possa utilizzare la delega, cioè chi va a votare va lui, non dà la delega ad un altro per farsi rappresentare. Questo aspetto è uno degli aspetti per cui in tutte le elezioni del Consorzio di bonifica dopo le elezioni o non si riesce a convalidare il voto o arriva la magistratura a verificare se le deleghe erano regolari oppure no. Perché da quando si è introdotta l'autocertificazione è sufficiente una carta di identità o una fotocopia, e so che c'è su questo tema molto interesse in queste settimane, in questi mesi, anche nella magistratura proprio per le ultime elezioni in uno dei più importanti consorzi di bonifica. Allora, si vuole togliere questa possibilità, si stabilisce che gli utenti che hanno diritto al voto e vogliono esercitare il diritto di voto vadano, si rechino a votare e votano come in qualsiasi altre elezioni, cioè viene eliminata la possibilità della delega ad altri, e quindi quello che avviene spesso del raccattare le deleghe in giro, che poi succede - come ho detto prima - e il risultato finale è che quasi sempre queste elezioni vengono invalidate, tant'è che abbiamo molti commissariamenti, qualcuno addirittura ancora in atto, o tentativo in atto di commissariamento da parte dell'Assessorato e della Giunta.

Quindi è una modifica di una legge, che è la legge 21. Io le osservazioni della Presidenza le avrei accolte se non avessimo appena finito di votare l'articolo 10, che allo stesso modo modifica una legge importante che è la legge 21 (stesso numero, ma del 2000), tra l'altro in parti molto più sostanziali ed importanti, e la legge 21 che abbiamo modificato nell'articolo 10 è la legge quadro degli interventi in agricoltura. E` la legge più importante che il Consiglio abbia approvato in agricoltura, e noi l'abbiamo modificata con il voto, l'articolo 10 dice: "Modifica gli articoli 3 e 4 della legge regionale 14 novembre 2000, numero 21", qui si dice: "Modifica la legge all'articolo 19". Noi abbiamo modificato con l'articolo 10 l'articolo 3 e 4 della legge numero 21 del 2000; con l'emendamento numero 4 chiediamo di modificare anche, come abbiamo modificato la legge numero 21 del 2000, la legge numero 21 del 1984 per un'opera che io ritengo meritoria, eliminare la delega; elimina contenziosi e fa in modo che il diritto di voto lo eserciti qualcuno. Per cui, se non avessimo votato l'articolo 10 ed avessimo detto: "Ma, anche l'articolo 10 è una norma intrusa", ma qui di intruso... si è approvato l'articolo 10, si è approvato l'emendamento 5, non vedo perché per una norma che tutto sommato rende più corretto il voto nei consorzi di bonifica non si possa votare.

Per cui io avendo riscontrato anche un unanime consenso dei Gruppi, perché è firmato da quasi tutti i Capigruppo del Consiglio, chiedo che si possa procedere come si è proceduto per l'articolo 10 testé approvato dall'Aula.

PRESIDENTE. Naturalmente, per una maggiore comprensione, onorevole Marrocu, lei sta parlando non della stessa legge 21, stiamo parlando della legge 21 del 1984 e della legge 21 del 2000, che sono due leggi completamente differenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Solo perché resti agli atti che il nostro Gruppo non ha firmato l'emendamento, quindi, è una cosa diversa quella che ha detto lei, che tutte le forze politiche l'avrebbero firmato.

Noi non ci siamo e non l'abbiamo firmato appositamente, perché conoscendo il sistema elettorale dei consorzi di bonifica sicuramente si andrebbe di commissario in commissario perché la maggioranza degli utenti non va a votare e se non fosse stato inserito il sistema della delega, avremmo sicuramente i consorzi di bonifica sempre commissariati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Io credo che tutto il sistema dei consorzi di bonifica, per il potere che hanno di programmazione del territorio e, quindi, potere che li qualifica come enti importanti degli strumenti del governo del territorio della Sardegna, avrebbero meritato da parte di quest'Aula una maggiore attenzione.

Intanto la gran parte dei consorzi di bonifica sono sempre commissariati; in Sardegna già l'altro giorno si è riprovato ad istituire un nuovo consorzio di bonifica dividendo il consorzio di bonifica dell'Ogliastra in due, andando quindi nettamente controcorrente e contro i desiderati di un Consiglio che nella passata legislatura addirittura aveva tentato un accorpamento dei consorzi di bonifica. Però, una legge organica che rivedesse il loro funzionamento effettivamente credo che sia ormai necessaria. Sono uno strumento certamente di potere e quindi uno strumento del quale il Governo e la Giunta regionale si interessano, e non potrebbe essere altrimenti; però, è giusto anche che funzionino e che vengano messi nelle condizioni di funzionare con un sistema democratico di elezione.

Si tratta di un consorzio di privati, che certamente vivono grazie agli aiuti, anche generosi se vogliamo dire, della mano pubblica, dell'aiuto del Governo regionale, però dovrebbero essere e devono essere, secondo me, governati non dagli interessi degli organismi rappresentativi del mondo agricolo, cioè dei sindacati agricoli, ma devono essere espressione ed anche a tutela degli utenti, i quali utenti spesso pagano gli oneri di bonifica che sanno che nei loro territori non arriveranno mai e sono costretti a ciò per legge, giusta per altro secondo me questa legge, però è bene, proprio in virtù di questo, che gli utenti vengano messi in condizioni di autogovernarsi. Orbene, se capita che chi va a votare avvalendosi di queste nuove norme non previste quando venne varato il regolamento della delega del voto, queste nuove norme previste dalla Bassanini, dell'autocertificazione della delega, vengono usate in maniera truffaldina da qualche sindacato di categoria che ha tentato di inserirsi nei meccanismi di voto, peraltro scoperti e perseguiti per legge, e se dietro questa truffa andata male poi è seguita, com'è capitato in Sardegna in un importantissimo consorzio di bonifica, il secondo per dimensioni e per numero di utenti di tutta l'Italia, è seguita da parte della magistratura un'inchiesta che ha fatto sì che tutti coloro che avevano rilasciato una delega a votare siano stati chiamati spesso come in una agogna nelle caserme dei propri paesi, per rendere conto del perché e del per come avevano concesso questa delega, credo che poi nessuno debba più farsi forte di questa volontà di annullare anche le elezioni in virtù di un imbroglio che qualche deficiente ha portato avanti a titolo personale, e che però non deve essere motivo, insieme magari ad altre cose, per annullare un risultato elettorale tra l'altro limpido e cristallino.

Per togliere ogni possibilità, anche in avvenire, di imbrogli, di sotterfugi e di quant'altro è bene che venga garantita la regolarità del voto, magari rivedendo anche il numero delle persone che vanno a votare per garantire il cosiddetto quorum, che può essere abbassato anche in un provvedimento successivo.

Io ritengo che sia un provvedimento giusto per la tutela e la salvaguardia della validità dei voti perché organizzare elezioni in un consorzio di bonifica, dal punto di vista economico lo sforzo che si sostiene non è di poco conto e rifare le elezioni è una nuova tassa per i consorziati per quanto posso capire io e per come la vivono loro. Quindi ritengo utile questo provvedimento e lo raccomando all'accoglimento dell'Aula.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intanto una prima annotazione relativa alla natura intrusa o ritenuta tale di questa norma, per dire che anche questa legge è diventata una legge in materia di agricoltura più in generale, anche con gli emendamenti che sono già stati approvati, al di là dei riferimenti a questa o a quella legge preesistente, assume ormai carattere, quello che conta è la sostanza, non è la forma che si pensava prima, di dare una legge. Peraltro l'intrusione di una norma attiene, la qualifica di intrusa, alla tecnica legislativa e cioè alla buona legislazione. Cioè ogni norma del sistema, dovrebbe essere il sistema legislativo, dovrebbe essere collocata nel posto giusto; non è che la differenza di materia di per sé costituisca nullità nella norma. Quando una norma è collocata in un corpus legislativo che tratta altra materia quella norma vale lo stesso, non è che automaticamente è nulla e neppure è dichiarata o si può dichiararla annullabile. E' solamente collocata male, per cui infatti i testi unici poi si fanno per riordinare e per raccogliere le norme spesso disperse e qualche volta anche nascoste in altri contesti legislativi, per dare più ordine e quindi più leggibilità e quindi più funzionalità alla stessa produzione legislativa.

Per cui mi pare strano che in questa condizione si voglia dichiarare inammissibile, addirittura, una proposta normativa che viene dal Consiglio perché apparirebbe intrusa. Se questo fosse il criterio, il 90 per cento delle proposte normative sarebbe inammissibile, perché ogni legge di questa Regione ormai diventa una legge omnibus e anche filobus e chi passa di lì ci sale. Per cui, veramente, insomma, mi pare eccessiva questa configurazione addirittura di non ammissibilità di una norma presentata peraltro non in modo estemporaneo da un singolo consigliere, ma da un arco vasto di forze politiche.

Nel merito la norma ha una sua validità oggettiva. Se non vi fosse altro argomento e non fossimo capaci di escogitare buoni argomenti a sostegno delle proposte, io dico che basterebbe l'argomento che ha usato il collega Cappai per essere non d'accordo, ma d'accordissimo nel sostenere, nel votare e nel varare questa norma.

Dice il collega Cappai: "Rimanga certificato agli atti" - badate, quando si inizia così pare che si debba annunciare la fine del mondo! - "che il nostro Gruppo non l'ha firmata". E' già certificato agli atti, se nessuno ruba gli atti è scritto già negli atti che l'hanno firmata quelli che ci sono, quelli che non ci sono non l'hanno firmata e quindi è già certificato. Perché, al contrario, l'argomento del collega Cappai vale e vince su ogni altra argomentazione? Perché egli sostiene che non si dovrebbe approvare questa norma proprio perché la maggioranza degli utenti non va e non vuole andare a votare. La maggioranza degli utenti, cioè di quelli che sono i soggetti del consorzio di bonifica, i soggetti costitutivi, perché i soggetti costitutivi del consorzio non è che sono quattro impiegati di un'organizzazione, tre capoccia che organizzano la raccolta dei fogli e delle deleghe, per cui è anche vero che sono piene le cronache non solo giornalistiche, ma anche giudiziarie, della ricerca, in base ai ricorsi di chi ha dato o non ha dato la delega, se era valida o non valida giuridicamente la delega, perché poi vuole dire valida l'elezione e poi con i compiti e le competenze forti e incisive che hanno dopo i consorzi di bonifica sull'organizzazione addirittura della produzione, beh, insomma, come dire, acquisire un potere di intervento successivo in modo come minimo non trasparente, in ogni caso non partecipato, perché addirittura si dice che la maggioranza degli utenti non vuole andare a votare, una ragione ci sarà! Quella maggioranza di utenti ha interesse da votare, evidentemente sono limitati nella loro espressività; evidentemente - non uso altre parole - sono condizionati fortemente da chi ha potere di ritirare, di ammassare, di incettare le deleghe altrui, perché nel mondo delle campagne è facile poter dire: "Sì, intervengo in questa materia, ti curo questa pratica, però perché nel frattempo non mi dai anche la delega o non passi la delega quando c'è la votazione del consorzio di bonifica a quell'addetto, che così te la organizza e te la mette a frutto?" Allora, eliminare questa cosa che è una perversione, è una perversione non solo sul piano democratico, è una perversione anche sul piano amministrativo, perché poi il potere apparentemente legittimato da un sistema di formazione degli organismi, che poi hanno potere di comando, inducono e introducono, attuano successivi interventi che si esercitano nei confronti di tutti. E quindi, se fosse vero quello che dice Cappai sul consorzio di bonifica, non solo andrebbe eliminata la delega, andrebbe eliminato il consorzio! Perché un soggetto, un ente che ha questi poteri...

CAPPAI (U.D.C.). Su questo potremmo essere d'accordo, ma non è all'ordine del giorno!

COGODI (R.C.). Potremmo essere d'accordo, Nello, ragionando, su questo e anche su un sacco di altre cose, per ora ci basterebbe essere d'accordo sull'emendamento che si sta proponendo. Così via via essendo d'accordo su qualche cosa che va nella direzione giusta magari facciamo insieme tutti qualche passo avanti! Ecco perché io ritengo che questo emendamento: uno, non sia intruso per le ragioni dette; due, se fosse apparentemente e formalmente piazzato un pochino male, si piazzerà dove si deve piazzare nel riordino delle norme, non solo di questa, ma di tutte le norme della Regione come per ogni altra cosa; tre, nel merito ha un suo valore, per cui va sostenuto e sicuramente, come dire, non solo va sostenuto con gli argomenti, ma anche nel voto per essere approvato.

PRESIDENTE. Questo era l'ultimo intervento. Colleghi, ieri quando è stato presentato questo emendamento io ho chiamato l'onorevole Marrocu e gli ho detto ciò che pensavo dell'emendamento, cioè ritenevo che l'emendamento non potesse essere accettato, perché si trattava di una norma intrusa, la tipica norma intrusa, e non si può modificare un'altra legge attraverso questi espedienti. Il Consiglio può fare naturalmente tutto quello che vuole però bisogna discutere una nuova legge, non in questo modo.

Il collega Sanna ha ritenuto opportuno e corretto sentire anche il parere dell'Aula stamattina. Mi pare che siano emerse visioni diverse, pertanto io mantengo ferma la mia posizione, l'emendamento 4 non è ammissibile, quindi continuiamo.

spissu (d.s.). Presidente, su questo.

PRESIDENTE. Cosa facciamo? Apriamo un dibattito su questo? Sulla valutazione dell'ammissibilità non c'è dibattito, decide il Presidente. Se vogliamo discutere di altro, ne discutiamo, ma sull'ammissibilità decide il Presidente che ha già espresso ieri una valutazione e non intende su questo aprire un dibattito. Sennò poi non c'è nessuno che decide e tutto diventa opinabile. Su cosa vuole intervenire, onorevole Spissu?

SPISSU (D.S.). Sulla questione che lei ha sollevato, Presidente, sull'ammissibilità. L'emendamento è stato presentato entro i termini ed è ammesso all'Aula. A questo punto è l'Aula che decide se è ammissibile.

Noi abbiamo argomentato, prima che lei riassumesse la Presidenza, come questo emendamento, al pari di altre parti della legge che stiamo discutendo e che abbiamo già approvato questa mattina, ha gli stessi requisiti di ammissibilità oppure altre parti della legge avrebbero avuto il requisito della inammissibilità. Per cui ci pare che la questione o debba essere rimessa all'Aula, oppure questo emendamento debba essere, così come a noi pare più opportuno, portato alla votazione e alla decisione conclusiva.

La questione dell'inammissibilità è una questione che non ci convince, Presidente, per cui la preghiamo di valutare questa proposta che lei fa, della quale naturalmente noi siamo stati informati ieri, senza che si aprisse nessuna discussione su questo, quindi abbiamo ascoltato la sua opinione, io la prego di tornare su questa opinione, che a noi pare non sufficientemente motivata e non argomentata, soprattutto alla luce degli articoli e degli emendamenti che noi in questa legge abbiamo già approvato.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, su questa cosa il Presidente ha già deciso. Tuttavia, questo lo dice anche il Regolamento, se lei insiste, se i presentatori insistono, il Presidente si rivolge all'Aula per il parere definitivo dell'Aula, ed è esattamente ciò che farò. Ma il Presidente non intende cambiare la sua posizione. Il Presidente ritiene quell'emendamento inammissibile, tuttavia l'ultima istanza è l'Aula che è sovrana e io mi rivolgo all'Aula.

Pertanto sull'ammissibilità dell'emendamento 4, tutti i colleghi ce l'hanno, se n'è discusso e si sono ascoltate varie posizioni, l'Aula conosce il parere del Presidente, tuttavia io mi rivolgo alla sovranità dell'Aula perché decida in quanto i proponenti insistono ritenendo, come dire, la valutazione espressa dal Presidente non sbagliata, ma non perfettamente coerente con i ragionamenti e le motivazioni che sono state portate. Pertanto, sto chiedendo il voto, colleghi. Venga qui un altro Segretario della maggioranza. Sulla modalità di voto?

FLORIS (U.D.S.-Centro). Chiedo il voto elettronico palese senza registrazione dei nomi.

FADDA (La Margherita-D.L.). Per alzata di mano.

PRESIDENTE. Senza registrazione dei nomi è l'equivalente dell'alzata di mano.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Per dichiarare la sua astensione e siccome prima non è stato chiesto il parere della Giunta lo dico ora, se dovesse essere...

FADDA (La Margherita-D.L.). Si vota se è ammissibile.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Va bene.

Votazione nominale

Il PRESIDENTE indice la votazione elettronica, ai sensi dell'articolo 92, comma 3, del Regolamento, sull'ammissibilità dell'emendamento numero 4.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. L'Aula ritiene ammissibile l'emendamento, l'emendamento è ammesso e adesso lo poniamo in votazione. E' aggiuntivo, quindi, bisogna votare prima l'articolo 12. Pongo in votazione l'articolo 12.

Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 13.

MASIA, Segretario:

Art. 13

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione ad eccezione del comma 2 dell'articolo 10.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 14.

MASIA, Segretario:

Art. 14

Copertura finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge sono valutati in euro 30.000.000 per l'anno 2003, in euro 15.750.000 per l'anno 2004 e in euro 7.250.000 per l'anno 2005.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2003/2005 sono introdotte le seguenti modifiche:

In aumento

Entrata

03 - BILANCIO

UPB E03.017

Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato

Competenza

2003 euro 30.000.000

2004 euro 15.750.000

2005 euro 7.250.000

In aumento

Spesa

06 - AGRICOLTURA

UPB S06.025

Agevolazioni alle aziende agricole danneggiate da calamità naturali o da avversità atmosferiche

Competenza

2003 euro 27.000.000

2004 euro --------

2005 euro --------

UPB S06.038

Interventi per il miglioramento delle produzioni vegetali

Competenza

2003 euro --------

2004 euro 1.000.000

2005 euro 1.000.000

12 - SANITÀ

UPB S12.078

Profilassi e lotta contro le malattie infettive nel settore zootecnico

Competenza

2003 euro 3.000.000

2004 euro 2.750.000

2005 euro 250.000

UPB S12.076

Istituto Zooprofilattico - parte corrente

Competenza

2003 euro -------

2004 euro 2.000.000

2005 euro 2.000.000

3. Gli stanziamenti previsti dalla presente legge per il 2003 non impegnati entro il 31 dicembre 2003 permangono nel conto dei residui e possono essere impegnati fino al 31 dicembre 2004.

PRESIDENTE. Faccio notare, colleghi, che all'articolo 14, alla UPB S 06025, probabilmente per un errore di stampa, non sono state stampate le cifre del 2004 e del 2005. I colleghi hanno il documento di fronte. Si intende, pertanto, per il 2004, 10 milioni di euro, per il 2005, 4 milioni di euro. Nel testo non c'è! Io ho qui una copia, ci sono delle lineette, ma non c'è l'importo.

Onorevole Murgia, per cortesia torni al suo posto, stiamo cercando di spiegare piccoli dettagli e se non c'è attenzione poi la gente vota senza capire che cosa sta votando.

Nel testo dell'articolo 14, alla parte agricoltura, la UPB 06025 porta, per l'anno 2003, 27 milioni, nel testo per il 2004 e il 2005 non è uscito l'importo. Si intende, quindi, per il 2004, 10 milioni di euro e, per il 2005, 4 milioni di euro. Poi c'è l'emendamento e lo vedremo, però il testo è fatto così.

All'articolo 14 è stato presentato l'emendamento numero 6, sostitutivo totale ed è stato presentato dalla Giunta.

Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE

Art. 14

L'articolo 14 è sostituito dal seguente:

"Art. 14

Copertura finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, valutati in euro 35.000.000 per l'anno 2003, in euro 15.750.000 per l'anno 2004 e in euro 7.250.000 per l'anno 2005, si fa fronte:

a) quanto ad euro 23.000.000, per l'anno 2003, con le disponibilità sussistenti in conto della UPB S06.025 (capitolo 06103) e derivanti quanto a 15.000.000 dallo stanziamento autorizzato con la legge regionale n. 26 del 1999 e quanto a 8.000.000 dallo stanziamento autorizzato con la legge regionale 18 del 2000;

b) quanto ad euro 12.000.000 per l'anno 2003, ad euro 15.750.000 per l'anno 2004 ed euro 7.250.000 con le variazioni di cui al comma 2.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2003/2005 sono introdotte le seguenti modifiche:

In aumento

Entrata

Bilancio e programmazione

UPB E03.017 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato

Competenza

2003 12.000.000

2004 15.750.000

2005 7.250.000

In aumento

Spesa

Agricoltura

UPB S06.025 Agevolazioni alle aziende agricole danneggiate da calamità naturali o da avversità atmosferiche

Competenza

2003 9.000.000

2004 10.000.000

2005 4.000.000

UPB S06.038 Interventi per il miglioramento delle produzioni vegetali

Competenza

2003 ------------

2004 1.000.000

2005 1.000.000

Sanità

UPB S12.078 Profilassi e lotta contro le malattie infettive nel settore zootecnico

Competenza

2003 3.000.000

2004 2.750.000

2005 250.000

UPB S12.076 Istituto Zooprofilattico - parte corrente

Competenza

2003 -----------

2004 2.000.000

2005 2.000.000

3. Gli stanziamenti previsti dalla presente legge per il 2003 - ad eccezione di quelli di cui all'UPB S06.025 (cap. 06103) per i quali continua ad applicarsi la normativa vigente in materia di conservazione a residui - non impegnati entro il 31 dicembre 2003 permangono nel conto dei residui e possono essere impegnati fino al 31 dicembre 2004. (6)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 6 non è altro che l'emendamento necessario dopo che abbiamo approvato l'emendamento 5, cioè non fa altro appunto che rimettere un po' di ordine sulle cifre dopo l'approvazione dell'emendamento 5, quindi è un emendamento diciamo necessario dopo la votazione sull'emendamento 5, favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il relatore onorevole Frau.

FRAU (A.N.), relatore. Credo, onorevole Presidente, di poter dire in questa occasione anche a nome della Commissione che va bene perché è stato approvato prima l'emendamento 5.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sono stati presentati tre ordini del giorno. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO Manca - Sanna Alberto - Ortu - Demuru - Masia - Giagu "Sulla contrattazione del debito agricolo"

Il Consiglio regionale

al termine dell'esame del testo unificato del Progetto di legge n. 478-487-490:

CONSIDERATO che il comparto agricolo sardo, vive una drammatica situazione di crisi, il cui andamento produttivo, risulta influenzato negativamente da una serie di avversità di carattere climatico e patologico di straordinaria gravità;

RICORDATO che le aziende sarde sono da sempre penalizzate rispetto a quelle italiane ed europee, per i costi più elevati sostenuti per gli approvvigionamenti energetici, per i maggiori costi del trasporto delle merci, per un più elevato costo del denaro e per l'inefficienza del settore del credito;

CONSTATATO che stante la situazione attuale, l'indebitamento strutturale e gestionale delle aziende del settore agricolo, difficilmente potrà essere colmato soltanto con i meccanismi virtuosi del mercato;

CONSTATATO ALTRESI' che le maggiori organizzazioni agricole hanno richiesto e proposto un intervento finalizzato al risanamento dell'indebitamento del settore agricolo e in particolare per la parte a sofferenza;

impegna la Giunta regionale

- a convocare nel più breve tempo possibile le organizzazioni professionali agricole e le banche al fine di concludere le trattative in corso;

- a garantire che nell'accordo sia predisposto un quadro di procedure e di accessi per i singoli debitori con l'assistenza delle organizzazioni professionali;

- a trattare la revisione dei tassi complessivi in essere per i crediti erogati dal sistema;

- a impegnare le banche a valutare la possibile, migliore disposizione con la necessità di avviare trattative per superare la condizione di sofferenza attraverso la ridefinizione del rapporto di credito finalizzato a realizzare le condizioni per cui l'imprenditore agricolo possa riprendere le produzioni e onorare il suo debito;

- a chiedere il congelamento delle procedure esecutive in specifico per le aste e per i beni aziendali e dei fideiussori. (1)

ORDINE DEL GIORNO Floris - Granella - Rassu - Ladu - Carloni - Tunis sulla gravissima situazione in cui versano le aziende agricole sarde per l'indebitamento strutturale e gestionale

Il Consiglio regionale

RILEVATO che nel testo unificato dei provvedimenti urgenti a favore dell'agricoltura e della zootecnia non è stato affrontato il gravissimo problema dell'indebitamento delle aziende agricole sarde;

OSSERVATO il grave disagio in cui versano le imprese agricole non più in condizioni di competere con l'attuale situazione di mercato e che non sono in condizioni di ricapitalizzarsi, nonché di affrontare le nuove sfide che deriveranno dall'ampliamento dell'Unione europea;

CONSIDERATA l'urgenza di affrontare, in tempi rapidi, una situazione non più sostenibile che rischia di portare al tracollo le aziende agricole sarde;

impegna

la commissione consiliare competente a esaminare l'argomento per proporre al Consiglio regionale una soluzione, considerato che esistono anche varie proposte di legge al riguardo in carico alla commissione stessa. (2)

ORDINE DEL GIORNO Granella - Giagu - Fadda - Biancu - Dore - Sanna Gian Valerio - Secci - Selis sulla contrattazione del debito agricolo

Il Consiglio regionale

al termine dell'esame del testo unificato del Progetto di legge n. 478-487-490:

considerata la drammatica situazione in cui versa il comparto agricolo sardo condizionato negativamente sia da straordinari eventi climatici, sia da avversità patologiche per le quali si rendono urgenti interventi che mirino soprattutto alla revisione del sistema creditizio e all'abbattimento di quelle cause che da sempre penalizzano le aziende sarde rispetto a quelle italiane ed europee, quali i più alti costi per l'approvvigionamento energetico e la mancata continuità territoriale delle merci che, a causa dell'immobilismo della Giunta regionale, sta determinando un pesantissimo danno a tutta l'economia isolana e soprattutto a questo settore;

considerato che non è più accettabile la latitanza totale del governo regionale in ordine alla urgente e necessaria riforma del credito nel comparto agricolo in quanto l'indebitamento strutturale e gestionale delle aziende non potrà essere colmato solamente dal momento più o meno favorevole del mercato;

considerato che moltissime aziende agricole sono in stato di procedura esecutiva perché non riescono a far fronte ai debiti contratti con gli istituti di credito;

constatato che le maggiori organizzazioni agricole da tempo hanno chiesto e proposto un intervento finalizzato al risanamento dell'indebitamento e in particolare per la parte a sofferenza;

considerato che la Giunta regionale ha comunicato di aver ultimato la stima dell'indebitamento delle aziende che ammonta a circa quasi 750 milioni di euro di cui 170 milioni rappresentano l'indebitamento a brevissimo termine;

impegna la Giunta regionale entro 60 giorni

1) a chiedere l'immediato congelamento delle procedure esecutive per le aste e per i beni aziendali e dei fideiussori.

2) a convocare le organizzazioni professionali agricole e gli istituti di credito al fine di giungere a una conclusione delle trattative in corso con particolare riferimento alla revisione dei tassi complessivi in essere per i crediti erogati;

3) ad adottare qualsiasi iniziativa utile affinchè le banche avviino le necessarie trattative per superare la condizione di sofferenza di ciascuna azienda attraverso la ridefinizione del rapporto di credito finalizzato a realizzare tutte quelle condizioni per cui l'imprenditore possa riprendere le produzioni e onorare il debito. (3)

PRESIDENTE. Come i colleghi sanno gli ordini del giorno non possono essere illustrati. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Onorevole Presidente ed onorevoli colleghi, la Giunta si trova di fronte a tre ordini del giorno che per la verità riguardano lo stesso argomento, forse sarebbe stato meglio se ci fosse stato un ordine del giorno unitario, io credo; giacché per esempio l'ordine del giorno numero 1 presentato insieme dai colleghi Demuru, Masia, eccetera, è grosso modo identico all'ordine del giorno numero 3 presentato dai colleghi Granella, Giagu, Fadda. Il dispositivo devo dire la verità è quasi identico; quasi identico. Invece ho qualche perplessità sull'ordine del giorno presentato dall'onorevole Floris, in quanto dice: "Impegna la Commissione consiliare competente ad esaminare l'argomento per proporre al Consiglio una soluzione", certo se impegna la Commissione, la Giunta non può che accoglierlo ovviamente.

Mentre sugli altri due, cioè quello presentato da Sanna e quello presentato da Granella, la Giunta manifesta qualche perplessità, perché si tratta di un argomento molto serio e molto impegnativo, pertanto li accoglie tutti e tre come raccomandazione, perché anche il terzo impegna il Consiglio. Quindi, la Giunta accoglie i tre ordini del giorno come raccomandazione.

PRESIDENTE. Guardi, o li accoglie o non li accoglie, la raccomandazione in queste cose non c'è! Io li devo mettere in votazione adesso, una volta che sono votati dall'Aula è una raccomandazione dell'Aula.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, il Regolamento prevede anche che la Giunta possa accogliere per raccomandazione gli ordini del giorno, credo! Se non ricordo male i vecchi tempi, può darsi che sia cambiato.

(Interruzioni)

Al Parlamento così facevamo, il Governo l'accoglieva per raccomandazione. Credo si possa fare, se non è cambiato il Regolamento.

PRESIDENTE. Non è cambiato il Regolamento. Mi rivolgo ai proponenti, se i proponenti ritengono di dover accettare il non voto dell'ordine del giorno recependo l'Assessore questa raccomandazione, devono essere ritirati, sennò io li pongo in votazione e funzionano come per tutti gli altri ordini del giorno. Onorevole Manca, solo per dire se lo ritira o no, perché non c'è discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). No, le raccomandazioni sono finite; pensavo fossero finite. Quindi, lo mantengo e chiedo la votazione a scrutinio elettronico palese per l'ordine del giorno numero 1.

SCANO (Gruppo Misto). Ha ragione l'Assessore.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Sette consiglieri si levano in piedi e appoggiano la richiesta)

PRESIDENTE. Stiamo votando l'ordine del giorno numero 1; sull'ordine del giorno numero 1 è stata chiesta la votazione elettronica palese, prego i colleghi di predisporsi al voto.

Votazione nominale palese

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - DEIANA - DEMURU - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GRANELLA - IBBA - LIORI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASIA - MURGIA - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CONTU - CORONA - FOIS - GIOVANNELLI - LICANDRO - PETRINI - PILI - PILO - RASSU - SATTA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 39

astenuti 15

maggioranza 20

favorevoli 39

(Il Consiglio approva)

Ordine del giorno numero 2.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo ordine del giorno, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'ordine del giorno numero 3 ripete in effetti il contenuto dell'ordine del giorno numero 1.

Se non c'è un'interpretazione sbagliata, ricordo che il Consiglio non può votare due volte la stessa cosa, pertanto se i contenuti sono identici col voto dell'ordine del giorno numero 1 noi abbiamo già votato anche questo. Onorevole Fadda, mi dica in che cosa si differenzia l'ordine del giorno numero 3.

FADDA (La Margherita-D.L.). Credo che i tempi non siano una variabile indipendente, qui si dice entro trenta giorni, poi ci sono molti punti che sono identici, però credo che i tempi, questo di scandire per la Giunta regionale un tempo preciso, i sessanta giorni che...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, un minuto solo, perché potremmo cavarcela votando solo questo aspetto, che è l'unico aspetto diverso. Non posso rimettere in votazione tutto l'ordine del giorno, sennò dovremmo rivotare altro.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per esprimere il parere della Giunta.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro- pastorale. Per il parere della Giunta. Il parere della Giunta è positivo sul dispositivo, ma francamente i sessanta giorni si danno solo alle domestiche, mi scusi, onorevole!

Questo è un problema per il quale occorre altro che sessanta giorni! Questo è uno dei problemi più grossi della Regione, che nessuna Giunta prima di noi ha mai affrontato, ed ora si vorrebbe... io capisco che siamo in clima elettorale, però francamente capisco anche che si cavalchi anche questo cavallo, però dare sessanta giorni mi sembra un po' esagerato, francamente!

Mi sembra più giusto che venga impegnata la Giunta, sono d'accordo, ma sessanta giorni francamente sono pochi. Per questa opinione la Giunta dà parere contrario, poi l'Assemblea faccia quello che crede!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, recuperiamo la calma! Aspetto un po' di silenzio, dopodiché andiamo avanti. Onorevole Fadda, mi perdoni e mi ascolti, la Giunta ha espresso un'opinione nei modi che ha voluto, non c'è da discutere adesso su questa, se lei mantiene così come mi pare abbia intenzione di fare questi termini in quest'ordine del giorno, lei ha presentato un ordine del giorno legittimamente in base alle regole e il Presidente del Consiglio chiede all'Aula, lo pone in votazione, dopodiché se il Consiglio dà ragione alle osservazioni fatte dall'Assessore glielo boccerà, sennò…. Lei può parlare solo per il voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, io credo di interpretare anche il pensiero di molti colleghi, ed anche dell'Assessore stesso perché in un momento, in uno scatto nervoso, ha offeso le colf. Io chiedo scusa, perché usare questi termini, Assessore, in una sede parlamentare credo che non sia corretto, non si può offendere nessuno. Allora per gentilezza, Assessore, io credo anche a nome suo di chiedere scusa alle domestiche.

Detto questo, io credo, Assessore, per le cose demagogiche che ha detto lei in Aula, questi sessanta giorni devono essere mantenuti, perché lei ha detto che finalmente nella storia della nostra autonomia ha preparato, predisposto un elaborato dove sa con precisione...

(Interruzione dell'assessore Contu)

Lasci parlare, Assessore. Sa con precisione la situazione debitoria delle aziende agricole... Lei ha detto in Aula che aveva...

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Nonl'ho mai detto!

PRESIDENTE. Assessore Contu, però non polemizzi con i consiglieri. Lasci dire all'onorevole Fadda ciò che ritiene.

FADDA (La Margherita-D.L.). Le posso dire che lei ha dichiarato a quest'Aula che la situazione debitoria delle aziende è di milletrecento miliardi di vecchie lire e che quelli che sono a scadenza immediata sono circa trecentocinquanta - quattrocento e che quindi questo grande lavoro che lei ha fatto adesso dobbiamo cercare di fare in modo, perché altrimenti la domanda che io mi pongo è perché questo grande lavoro che l'Assessore ha fatto se poi non abbiamo la possibilità di dare una risposta? Io credo che i termini dei sessanta giorni rispondano allo spirito dell'articolo 11 della proposta di legge presentata dal centrosinistra, perché lei una parte del lavoro che doveva essere fatto e che era contenuto nell'articolo 11 l'ha già fatta. Noi chiediamo adesso che questi due mesi vengano utilizzati per far sì che quanto da noi richiesto sia fatto. Se poi sono 61 non succede niente, Assessore, però credo che si possa impegnare, non soltanto come raccomandazione, perché lei sa benissimo che tantissime aziende sono ormai sul fallimento, le aziende sono all'asta, credo che un suo impegno, conoscendo anche la sua sensibilità, Assessore, accolga il termine dei sessanta giorni, perché lei è vicino a questo mondo agricolo, quindi voto a favore.

(Interruzione dell'assessore Contu)

PRESIDENTE. Onorevole Contu, sta facendo una dichiarazione di voto perché non poteva fare altro. Mi pare superfluo che vota a favore essendo lui il proponente.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole e chiedere da parte mia anche il voto favorevole dell'Assessore. A mio parere sessanta giorni sono anche troppi, perché non si chiede in sessanta giorni di risolvere il problema, si chiede all'Assessore di mandare una lettera alle banche per chiedere di bloccare la cosa, mi pare che l'Assessore lo possa fare anche stasera; dà l'incarico al suo ufficio e manda alle banche una richiesta di bloccare tutte le azioni nei confronti degli agricoltori. Poi si chiede di convocare le organizzazioni professionali perché ci sia un tavolo ed è già stato fatto, lo deve accelerare e lo può fare anche stasera, chiamare le organizzazioni professionali perché insieme... e poi si dice di adottare qualsiasi atto per invitare le banche a trattare con la Regione, e c'è bisogno di sessanta giorni per fare questo? Lei questo deve farlo domani, non in sessanta giorni. Non vedo perché l'ordine del giorno non possa essere approvato da tutti, perché non si chiede di risolvere il problema, si chiede di attivarsi per chiedere alle banche di sospendere, di chiamare le organizzazioni e poi per dire alle banche "Sono pronto a trattare" e tutto questo si può fare tra oggi e domani se si vuole fare, senza i sessanta giorni. Forse per risolvere il problema c'è più bisogno di sessanta giorni, ma per fare quello, cioè per avviare la trattativa e chiedere di sospendere, mi pare che si possa fare in una sera.

PRESIDENTE. L'assessore Contu è intervenuto prima per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno numero 3; sta chiedendo di fare anche lui una dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. La mia dichiarazione di voto è contraria, ma per un motivo molto semplice: perché se i sessanta giorni fossero riferiti all'ordine del giorno presentato dalla Margherita io sarei favorevole, ma i sessanta giorni io ho capito che invece sono riferiti all'ordine del giorno numero 1 che abbiamo già approvato, e francamente qui c'è scritto ben altro, perché io sono d'accordo che quello che dice la Margherita io posso farlo sessanta giorni, mi è più difficile fare in sessanta giorni quello che dice l'ordine del giorno numero 1, quindi o lo votiamo tutto l'ordine del giorno Granella e allora io sono favorevole, ma se i sessanta giorni sono riferiti all'ordine del giorno numero 1 perché il Presidente ha dichiarato che fa votare solo il termine, ma è chiaro che l'ordine del giorno votato è il numero 1, io mi trovo a disagio, ecco dov'è il problema. È chiaro? Non è una cosa da poco per me.

FADDA (La Margherita-D.L.). Allora sono diversi, votiamo questo.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Io sono d'accordo per votare il numero 3, io sono a favore della dizione del numero 3, e sono quindi a favore anche dei sessanta giorni, se però, essendo stato votato il numero 1, i sessanta giorni sono riferiti al numero 1 non sono d'accordo, perché nel numero 1 quello che mi viene chiesto non si può fare in sessanta giorni, mentre è vero che si può fare in sessanta giorni quello che è chiesto nell'ordine del giorno Granella numero 3, ecco perché io sono favorevole.

PRESIDENTE. Colleghi, prima avevo detto che i due ordini del giorno sono sostanzialmente uguali, sono differenti nella premessa, quindi nella valutazione politica e nel termine ordinatorio che è di sessanta giorni. Metto in votazione la premessa e il termine dei sessanta giorni, tutto l'altro non si può votare perché l'abbiamo già votato nell'ordine del giorno numero 1. Con questo chiarimento, io metto in votazione...

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto.

COGODI (R.C.). Per dire del voto favorevole e per suggerire anche che al punto 1, se i presentatori concordano, si voglia sostituire la parola "congelamento" con "sospensione".

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, guardi che nel voto che stiamo dando non c'è il numero 1; forse io non mi sono spiegato bene, ma ho detto che voteremo, di questo ordine del giorno, solo la prima parte, fino a "impegna la Giunta regionale entro sessanta giorni", quindi tutto l'altro, numero 1, numero 2, numero 3 non si vota.

COGODI (R.C.). Quindi abbiamo votato anche il congelamento?

PRESIDENTE. L'abbiamo già votato.

COGODI (R.C.). L'abbiamo già congelato.

PRESIDENTE. È nel voto che abbiamo espresso prima.

COGODI (R.C.). Io suggerivo comunque, in sede di coordinamento se si può, che una procedura in genere non si congela, una procedura si sospende, tutto qui. Di questi tempi e in questi giorni si congela altro; in genere le procedure so che si sospendono, non che si congelano.

PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione onorevole Cogodi, però il Consiglio ha votato così. Allora, se gli uffici, nel momento in cui dovranno coordinare le cose, riterranno che la parola più consona sia questa, non si modifica il significato. Se non ci sono osservazioni se ne terrà conto, sarà una modifica in sede di coordinamento.

Colleghi, per cortesia, siamo al voto. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'ordine del giorno numero 3 nei termini prima detti.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CARLONI - COGODI - CORDA - DEMURU - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CONTU - CORONA - DIANA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LICANDRO - LIORI - MURGIA - PETRINI - PILI - PILO - PITTALIS - RASSU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CASSANO - SATTA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 51

astenuti 3

maggioranza 26

favorevoli 33

contrari 18

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale finale con procedimento elettronico del testo unificato delle proposte di legge numero478, 487 e 490/A .

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - MANCA - MARROCU - MASIA - MURGIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO -PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 56

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 56

(Il Consiglio approva)

Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Per chiedere una Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori nei prossimi giorni.

PRESIDENTE. È stata chiesta una Conferenza dei Capigruppo, è convocata.

Prego i colleghi di avere un po' di pazienza, cercheremo di fare prima possibile.

(La seduta sospesa alle ore 13 e 13 viene ripresa alle ore 13 e 46.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

PRESIDENTE. Comunico ai presenti in Aula, con preghiera di divulgare la notizia, che i lavori si concludono qui. L'Assemblea è convocata per lunedì prossimo alle ore 11 e 30 per l'esame dell'esercizio provvisorio. Nel caso, lunedì si esamineranno le eventuali possibilità di future prosecuzioni prima del termine del periodo festivo.

La seduta è tolta alle ore 13 e 49.