Seduta n.317 del 06/03/2003 

CCCXVII Seduta

(POMERIDIANA)

Giovedì, 6 Marzo 2003

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 17 e 43.

LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di Giovedì 27 febbraio 2003, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Salvatore Piana ha chiesto congedo per la Seduta pomeridiana del 6 marzo 2003. Poichè non vi sono opposizioni il congedo è accordato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I. - Sardegna). Presidente, vorrei chiedere un quarto d'ora di sospensione per esigenze del nostro Gruppo. Grazie.

PRESIDENTE. Colleghi, è stato chiesto un quarto d'ora di sospensione, se non ci sono obiezioni...

FADDA (La Margherita - D.L.). Per che cosa?

PRESIDENTE. Colleghi abbiate pazienza, tutte le volte che viene chiesta una breve sospensione, non l'abbiamo mai negata, adesso perché sorgono tanti problemi? Se hanno bisogno di 10 minuti, si prendano 10 minuti, non credo che questo rappresenti un problema!

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, noi non abbiamo problemi ad accedere a richieste di sospensione, quando queste siano motivate da esigenze di lavoro; c'è stata una sospensione lunga, dalle ore 13 alle ore 17.30, sebbene non fosse stata concordata in Conferenza dei Capigruppo, abbiamo acceduto all'ipotesi che lei ha proposto sulla base della richiesta solo di alcuni Gruppi, adesso alla ripresa dei lavori, viene avanzata la richiesta di un'ulteriore pausa di riflessione. Credo che non sia giusto, credo che il Consiglio debba continuare a lavorare, noi siamo qui per lavorare.

PRESIDENTE. Non è stata chiesta una pausa di riflessione, l'onorevole Corona mi ha chiesto 10 minuti perché ha bisogno di parlare col suo Gruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, alcuni colleghi si sono recati a Porto Torres e stanno rientrando, quindi la richiesta è motivata anche dal fatto che alcuni colleghi hanno voluto partecipare ai funerali dell'onorevole Francesconi.

PRESIDENTE. Se si tratta di dieci minuti, personalmente non ho obiezioni da fare, ma mi pare che neanche i colleghi ne abbiano, per cui la seduta è sospesa per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 42, viene ripresa alle ore 18.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 383/A. Siamo all'esame dell'articolo 1 e degli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente. Sulla base di quanto fino ad adesso si è visto e sentito in quest'Aula in occasione di questa discussione della finanziaria, non ho timore di affermare che mi convinco sempre di più che la manovra non solo è buona, così l'ho definita con tutti i distinguo del caso nella relazione di maggioranza, ma a questo punto posso dire che più che buona è ottima, se viene valutata in relazione allo stato della finanza regionale, che mi pare sino ad ora essere il punto centrale su cui si impernia la discussione; quindi è una manovra compatibile con lo stato della finanza regionale. Il grado di indebitamento raggiunto, lo affermate voi e siamo d'accordo, non può non condizionare e vincolare la manovra, e quindi condiziona la programmazione della spesa sia in riferimento alla natura degli interventi sia in relazione alla quantità delle risorse che devono essere impiegate per ogni misura. Quindi se il punto centrale, focale della manovra é... posso chiedere, Presidente, un po' di silenzio?

Presidente. Sì, onorevole Balletto, chiedo scusa. Colleghi, volete prendere posto, per gentilezza? Prego, onorevole Balletto, prosegua il suo intervento.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Quindi, dicevo, l'indebitamento è il punto centrale di questa manovra? Interessa maggioranza ed opposizione che si instauri una politica di rigore? Se è sì diciamolo, e poi comportiamoci tutti di conseguenza! L'indebitamento ha raggiunto 10.000 miliardi circa; è stato detto nella relazione che accompagna la legge finanziaria, è stato ricordato dai colleghi dell'opposizione che sono intervenuti nella discussione di quest'articolo, in modo particolare dal collega Falconi questa mattina. Però qualcuno ha anche affermato che si è triplicato; io direi che si può dire sempre tutto e il contrario di tutto, possiamo dirla e spararla grossa perché tanto nel contraddittorio non siamo in grado di dimostrare il contrario, perché nessuno ha carte ed atti alla mano, però amici e colleghi, se non vogliamo fare demagogia, propaganda, tra di noi le cose diciamocele per quello che sono: questa è la legge finanziaria del 1999, la legge regionale 18 gennaio 1999, gli articoli 2 e 3, sono qua, non ve li leggo, vi do il dato riassuntivo: in questa manovra finanziaria l'indebitamento maturato, di competenza e consolidato, così come ha richiamato il collega Scano stamattina, perché è giusto considerare anche le quote di indebitamento che si prenotano a valere sui bilanci degli anni successivi perché la manovra è triennale, era di 4.934 miliardi; i 10.000 miliardi attuali rappresentano il doppio. Dire che l'indebitamento è triplicato significa dare un messaggio agli altri, non a noi, che conosciamo i dati, che è estremamente errato, significa portare 5.000 miliardi in più di indebitamento!

Allora, che cosa possiamo dire? Che nel corso di questa legislatura, ai 5.000 miliardi di indebitamento in più siamo arrivati per motivi sui quali è necessario anche ragionare, e a me sembra di ricordare, colleghi dell'opposizione, che su grandi temi che hanno originato fortissime poste di indebitamento, ci fosse la condivisione generale, perché quando si è parlato di stanziamenti per l'alluvione del 1999, nessuno ha detto: "Ci stiamo indebitando", anzi, e devo dire che quella legge è stata approvata grazie anche alla tempestiva iniziativa, se non ricordo male, del collega Selis, mi si corregga se sbaglio. Si trattò di una delle prime misure assunte dalla Giunta, condivisa dalla maggioranza, per carità, sto parlando di condivisione di temi e di problemi. Poi c'è stato il problema della blue tongue sul quale il Consiglio e l'Esecutivo si sono confrontati e si è arrivati a stanziare considerevoli fondi. C'è qualcuno, sia di maggioranza sia di opposizione, che possa dire: "Eravamo contrari"? Io credo di no. Poi c'è stato il problema della siccità l'anno scorso, altri 500 miliardi di stanziamento. Diciamo che la Giunta e la maggioranza, a fronte di quella emergenza, aveva previsto stanziamenti per 250 miliardi, si è arrivati poi al raddoppio su istanza - giusta o sbagliata che fosse, non voglio entrare nel merito - del centro sinistra che ha presentato un emendamento; 1.165 miliardi sono stati stanziati per finanziare il piano straordinario del lavoro per gli anni 1999 - 2003, piano straordinario previsto da una legge della scorsa legislatura approvata dalla maggioranza di sinistra di allora e rispettata da questa maggioranza, e siamo ad oltre 3.000 e passa miliardi di risorse utilizzate e impegnate per far fronte ad emergenze condivise dall'intero Consiglio.

Oggi dire e pensare che la responsabilità di quest'indebitamento, triplicato, ma alle prove degli atti solo raddoppiato, un indebitamento grave ma perché la situazione è grave, è da attribuire a chi a questo indebitamento ci ha portato, senza ricordarci delle scelte che hanno coinvolto tutti, io dico che è quanto meno contraddittorio, quanto meno è strumentale per sostenere le ragioni che in questo momento si vogliono sostenere, perché se si deve criticare l'articolo 1 il punto focale e centrale è l'indebitamento. Quando discuteremo gli articoli che prevedono spese per interventi nei vari settori sono sicuro che - lo devo dire per onestà intellettuale e per coscienza - anche da parte della maggioranza l'esigenza più pressante sarà quella di non far mancare le risorse a quei settori che ne hanno bisogno.

Signori, se vogliamo perseguire la politica del risanamento, la strada obbligata è quella del contenimento, e checché se ne voglia dire, con questa finanziaria l'indebitamento, quale risultava alla fine dell'anno scorso, si riduce di 450 a milioni di Euro e quindi, complessivamente, di 900 miliardi di vecchie lire. Questo è un dato non controvertibile in alcun modo. Certo se non avessimo voluto fare una politica di rigore, avremmo 450 milioni di Euro disponibili che avremmo potuto, caro Assessore Masala, impegnare mantenendo un livello di indebitamento pari a quello dell'anno scorso. Credo che la Giunta abbia fatto bene, i 450 milioni di riduzione dell'esposizione servono a garantire la governabilità e la possibilità di intervento anche per gli esercizi futuri perché a nessuna maggioranza può essere consentito di impegnare oggi quello che produrremmo domani. Siamo d'accordo su questo concetto? Io lo sostengo, la Giunta ne ha dato la dimostrazione con la predisposizione del disegno di legge, siamo tutti d'accordo? Vediamo, misuriamoci, confrontiamoci sulle cose che si fanno e non su quelle che si dicono, perché se si affermano principi, bisogna essere conseguenti con le azioni.

Io so solo che in questi quattro anni di legislatura, gli indicatori - che si possono leggere come si vuole, si possono interpretare come si vuole, perché ciò è lasciato alla fantasia di ciascuno di noi - dicono che: la disoccupazione si è ridotta di 4,5 punti percentuali - in una certa misura dipenderà anche da provvedimenti che sono stati messi in cantiere nella legislatura precedente, nessuno lo disconosce -; il tasso di natalità aziendale si è fortemente incrementato, perché sono nate e nascono nuove imprese, ne abbiamo qualche migliaio in più in questo scorcio di legislatura; il reddito medio procapite, come ha ricordato l'assessore Masala, nell'intervento conclusivo della discussione generale, è cresciuto di oltre un milione per ciascun individuo nel corso dell'ultimo quadriennio. Questo è un dato che se da una parte ci lusinga, perché significa che stiamo meglio, perché il benessere cresce anche se non distribuito in maniera uniforme a soddisfazione delle esigenze di tutti, da un altro lato ci penalizza perché comporta per noi l'uscita dall'Obiettivo 1; ma cosa ci interessa maggiormente: crescere o rimanere poveri per rimanere nell'Obiettivo 1? Non è che, ritornando a quello che dicevo prima, per rimanere nell'Obiettivo 1 preferiamo essere tutti poveri, se vogliamo crescere dobbiamo uscire liberamente dall'Obiettivo 1. E il dato significativo è che le ore di cassa integrazione guadagni si sono ridotte da 15 milioni nel 1999 a poco più di 2 milioni, secondo i dati dell'ultima rilevazione. Questo, amici della maggioranza e soprattutto colleghi responsabili dell'opposizione, qualcosa sta a significare. Quindi nelle difficoltà nelle quali ci dibattiamo, anche se non tutto è fatto bene, me ne guardo bene dall'affermarlo, si poteva e si può sicuramente fare meglio, non tutto è stato fatto male; gli indicatori ci confortano. Dobbiamo fare meglio, questa è una sfida, se siamo capaci dobbiamo essere in grado di dimostrarlo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ormai l'articolo 1 della finanziaria ha un valore più per quello che non dice, che per quello che afferma. E questa strana condizione è stata determinata da quell'annuncio di interpretazione, che poi non è interpretazione, del nostro Regolamento, in base al quale sull'articolo 1 della finanziaria parrebbe non valgano le modalità di voto che invece valgono per tutti gli altri articoli della stessa. C'è stato un intervallo nei lavori del Consiglio tra stamani e questo pomeriggio e, tuttavia, nel corso dell'intervallo noi abbiamo potuto apprendere, per dichiarazioni via etere, l'interpretazione del Regolamento he il Presidente di questa Assemblea non ha dato all'Assemblea ma al popolo. Un'interpretazione in base alla quale, siccome la votazione finale sulla manovra finanziaria è nominale, ed anche una eventuale mozione di sfiducia alla Giunta si vota con le medesime modalità, le due cose coinciderebbero, per cui il voto sulla finanziaria equivarrebbe ad un voto di sfiducia o fiducia alla Giunta. Non è desumibile da nessuna norma questa interpretazione, però nell'intervallo dei lavori del Consiglio è stato comunicato che esiste questa regola. Dov'è scritta? Certo non la condivide il Presidente della Giunta, il quale ha sempre dichiarato, testardamente: "Potete anche bocciare tutte le finanziarie che volete e tutti i bilanci che vi pare, perché tanto io non mi dimetterò, mi dimetterò solo quando approverete una mozione di sfiducia nei miei confronti". Allora perché affermare, invece, che il voto sulla finanziaria equivale a un voto di fiducia o sfiducia nei confronti della Giunta? Formalmente non è così, politicamente è un'altra cosa, ma la politica non la deve interpretare il Presidente del Consiglio.

Il fatto è che da questo assunto errato poi si arriva al secondo passaggio: siccome il voto sulla finanziaria equivale a sfiducia o fiducia nei confronti nella Giunta, tutto quello che tocca la finanziaria, il suo equilibrio, il suo assetto non può che essere votato, così come la fiducia o sfiducia alla Giunta, con votazione nominale, cioè ci si sta preparando a una violazione massiccia, a un attacco frontale alle regole che presiedono al funzionamento di un'assemblea legislativa. Noi diciamo fin d'ora che respingiamo quell'attacco, sia frontale sia laterale. Interpretare il Regolamento non può voler dire riscriverlo! Chi è tenuto a interpretare il Regolamento lo interpreti, se è capace di interpretarlo, di sicuro non ha il potere di riscriverlo. E un'interpretazione, qualunque essa sia, si annunci al Consiglio, non attraverso i mezzi di informazione nell'intervallo dei lavori del Consiglio.

Una parola sul merito: questo articolo 1 che si vuole caricare di tutti questi significati assoluti, in realtà costituisce una norma importante come tutti gli articoli della finanziaria, e come tutti gli articoli si può votare nei modi previsti dal Regolamento. L'articolo 1 in buona sostanza che cosa ipotizza e poi che cosa regola? Regola l'equilibrio del bilancio della Regione, il punto di equilibrio, il pareggio del bilancio. E' chiaro ed evidente che se non sarà questo il punto di equilibrio, se non è così che avverrà il pareggio di bilancio, se il Consiglio ritenesse, nella sua autonomia e libertà di valutazione, che non è questo il punto di equilibrio del pareggio di bilancio, vuol dire che invece di questo sarà un altro e sarà il Consiglio stesso a definire successivamente, nella sua autonomia e nella sua libertà, quale dovrà essere questo diverso equilibrio. Questo perché è necessario dirlo fin d'ora? Per evitare che, caricando oltre misura di importanza questo articolo e stravolgendo e non dicendo il vero (altro che interpretando le norme!), si creino condizioni per cui sia in qualche modo limitata la libertà di espressione e di valutazione dei consiglieri regionali, i quali, io penso, tutti abbiano sufficiente capacità di discernimento oltre che, innanzitutto, di comprensione delle cose che fanno. Nel merito una parola si può ancora dire.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, scusi, facciamo spegnere quel telefonino, che ha oltretutto un tono crescente. Grazie, onorevole Corona. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Dicevo che su quest'articolo 1 tutta la discussione si è incentrata non solo sulla entità, ma sulla qualità e sulla utilità del cosiddetto indebitamento. Poc'anzi il collega Balletto, che di conti se ne intende, diceva: "Ma tutto sommato che cosa volete che sia? In questi tre anni l'indebitamento è appena raddoppiato, perché dovete dire che è triplicato? E' appena raddoppiato!" Ammettiamo che sia raddoppiato e ammettiamo che raddoppiando sia cresciuto di 5.000 miliardi, come dice il collega Balletto. 5.000 miliardi sono un'enormità riferita ad alcuni anni e non è per niente vero che 5.000 miliardi è la somma degli stanziamenti per la blue tongue, per l'alluvione di Capoterra e per l'incremento della copertura della legge sulla siccità, perché questa somma dà come risultato alcune centinaia di miliardi, non 5.000! E non è neppure vero che l'indebitamento è stato causato dalla copertura della legge sul piano per il lavoro, perché si tratta di 300-330 miliardi all'anno e il piano per il lavoro c'era già dal 1988, o meglio dal 1998. Che c'entrano questi 3 anni? I 1.000 miliardi nel triennio a copertura dell'articolo 19 della legge che prevede il piano per il lavoro vengono dal 1998, sono nel conto di prima non in quello di dopo.

La verità è che l'amministrazione, io non dico neanche allegra, l'amministrazione triste delle risorse pubbliche che voi avete fatto e fate in questi anni e i tagli alle risorse di questa Regione del Governo centrale, del vostro Governo amico, non vi fanno tornare i conti. E meno male che il Governo vi è amico, se vi fosse nemico che cos'altro vi taglierebbe? E' da lì, da questa perversione, da questa inimicizia politica dello Stato centrale e dalla vostra incapacità che deriva questo aggravio delle condizioni finanziarie della Regione, che va ovviato, ma non punendo i più deboli, non togliendo le risorse laddove di più servono per garantire lo sviluppo. Ma chi l'ha detto che se cresce il reddito tutti sono più ricchi? Il reddito in Sardegna, o meglio il prodotto interno lordo e quindi la media dei redditi sta crescendo, ma la gran parte dei sardi sta diventando più povera. Basta vedere le statistiche sulle nuove povertà, ma chi l'ha detto che si affronta il malessere sociale lasciando invariato un tasso di disoccupazione di massa? Ma la vogliamo smettere di bisticciare sul dato se i disoccupati siano in questa regione il 20 o il 18 per cento? Fossero anche il 16 per cento sarebbero un'enormità! Perché vuol dire che la gran parte della gioventù, dicono i dati Eurostat, il 54 per cento dei giovani in questa regione - altro che società dei due terzi, è la società di meno della metà riferita alle nuove generazioni - o non hanno mai avuto o non trovano un lavoro o hanno un lavoro parziale e precario. Allora, sapete quanto costa un disoccupato? Certamente sapete - è il calcolo che bisognerà rifare - che un disoccupato anche in termini economici, non solo sociali e morali, costa più di un occupato.

Ma è argomento che riprenderemo, perché noi su questa finanziaria svilupperemo questo ragionamento, fin d'ora lo annunciamo, e cercheremo di dimostrare questo assunto, che bisogna tornare a fare davvero i conti e per intanto per rifare i conti non si può con questo articolo 1 fare il tetto prima di aver costruito l'edificio. Si è detto che questo articolo stabilisce il tetto della spesa, prima vediamo qual è l'edificio, quali sono le stanze poi alla fine ci sarà il modo di fare il tetto. Ecco perché quest'articolo 1 allo stato delle cose deve essere eliminato e questa responsabilità dovrebbe essere condivisa dal Consiglio, così come l'emendamento in discussione propone.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, prima di entrare nel merito dell'articolo 1, mi siano consentite due osservazioni. Una prima osservazione su un tema che già stamattina è stato toccato da altri, tema sul quale credo sia opportuno e valga la pena tornare, perché comportamenti di quel tipo, se è possibile, io credo che nell'interesse generale non abbiano a ripetersi. Intendo riferirmi, signor Presidente, all'incontro che il Presidente della Giunta regionale ieri ha avuto nelle segrete stanze, badando bene a che nessuno fosse coinvolto, evitando in ogni caso che fossero presenti consiglieri di opposizione, con sindaci di comuni della Sardegna che invece avevano richiesto la diretta partecipazione e la presenza dei consiglieri dell'opposizione. Ma il presidente Pili non è nuovo a metodiche di questo tipo, le ha seguite qui nella sede dell'istituzione regionale, le ha ricercate più volte, ripetutamente, quindi è recidivo, in altre sedi istituzionali, non ultimo il Comune di Nuoro, dove ha badato a che, oltre al Presidente, dei consiglieri regionali, fossero presenti solo ed esclusivamente quelli del centrodestra, cioè i consiglieri regionali amici, perché evidentemente il presidente Pili ha una preoccupazione, quella che in queste occasioni di confronto non debba essere pubblicamente e ufficialmente smentito rispetto alle tesi che così invece è libero di sostenere. Certo che ha un grande senso della partecipazione! Certo che ha un grande senso dell'allargamento massimo possibile a tutte le voci! Io mi auguro che comportamenti di questo tipo abbiano effettivamente a cessare.

L'altra osservazione riguarda un tema che or ora ha toccato l'onorevole Cogodi: che tipo di interpretazione dare all'articolo 1 della finanziaria. Lo richiamo perché mi è parso che qualcuno consideri l'argomento più o meno superato e più o meno acquisita la determinazione e la volontà di impedire, ove venisse richiesto, che l'articolo 1 venga votato con votazione a scrutinio segreto. Mi è parso che qualcuno lo dia per scontato, perché per primo l'onorevole Balletto, al quale chiedo scusa, ma mentre attraversavo il corridoio l'ho sentito, in un colloquio con i giornalisti, sostenere in maniera convinta questa tesi, che sull'articolo 1 non può essere consentito il voto segreto in quanto equivarrebbe, in caso di bocciatura, a bocciatura della finanziaria medesima.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Ha sentito male, collega.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Se ho sentito male chiedo scusa, onorevole Balletto, ma siccome poi questa tesi è stata sostenuta nella Conferenza dei Capigruppo da altri suoi eminenti colleghi, evidentemente non è né una tesi balzana, né una tesi della quale ci siamo inavvertitamente innamorati noi dell'opposizione. Ma questo sarebbe un modo per eliminare il problema alla radice, dimenticandosi che un conto è, Presidente, la valenza politica che noi attribuiamo all'articolo 1, rispetto alla quale, io lo riconosco, se noi fossimo maggioranza e una proposta di bilancio subisse la sorte della bocciatura dell'articolo 1, quello che ne garantisce l'equilibrio di bilancio, correttezza politica vorrebbe che se ne traessero le conclusioni. Però un aspetto è quello della formale interpretazione dell'articolo 1, altro aspetto è quello della sensibilità politica che ciascuna parte invece ha. Evidentemente fra maggioranza e opposizione vi è una sensibilità politica diversa e in ogni caso il problema non può essere posto all'occorrenza e non può non tenersi conto dei comportamenti pure ripetuti che in passato, rispetto ai tipi di votazione da utilizzare per l'articolo 1, si sono tenuti.

Venendo all'articolo 1, l'onorevole Balletto dice che questa non è una buona finanziaria, è una finanziaria ottima e che a più riprese e da più parti ciò sarebbe stato riconosciuto dai banchi di questo Consiglio. Credo che l'onorevole Balletto a riguardo abbia davvero la memoria corta perché nei confronti di questa finanziaria, dai banchi di questo Consiglio, tolto qualche raro intervento di consiglieri di maggioranza, critiche, e abbondanti, sono state avanzate e ripetutamente proprio da parte di rappresentanti della maggioranza di centrodestra. L'onorevole Balletto inoltre, propone una tesi singolare: l'indebitamento è alto pertanto questa manovra, poiché abbiamo scelto la linea di contenere l'indebitamento è povera, ma le colpe, se l'indebitamento è così alto, non sono della maggioranza che quelle scelte ha fatto, ma sono invece frutto delle spinte che qualche anno fa sono venute dalle opposizioni, che ponevano una serie di problemi. Onorevole Balletto, le opposizioni hanno posto il problema del finanziamento di una politica a favore del lavoro, hanno posto il problema del decentramento di fondi a favore degli enti locali, hanno posto il problema di una politica a favore dell'impresa, hanno giustamente posto il problema di intervenire per risarcire i danni provocati dalle calamità naturali. Questo non significa che la Giunta non avesse possibilità ed opportunità di fare scelte diverse rispetto a quelle che ha fatto. Ha fatto bene a stanziare fondi in quelle direzioni sia pure sollecitata ma avrebbe, cosa invece che non ha fatto, dovuto sfrondare e tagliare da altre voci che erano meno necessarie, meno rivolte a garantire una strategia di sviluppo o di difesa di categorie deboli così come invece l'opposizione suggeriva. La tesi è singolare, noi abbiamo suggerito e voi vi siete indebitati. Ma, badate, oggi nel fare le scelte commettete lo stesso identico errore di allora, dite "no" allo sviluppo, dite "no" alle imprese, dite "no" al lavoro e continuate a dire "no" agli enti locali. Poi, se l'indebitamento è raddoppiato, onorevole Balletto, io non dico che dovesse automaticamente raddoppiare l'efficienza e che dovessero aversi risultati doppi in termini di risveglio economico, ma un qualche segnale in questa direzione si sarebbe pure dovuto manifestare. Bene invece non si è manifestato alcunché ed è doloroso che si nasconda la preoccupazione reale che si ha sull'indebitamento attribuendo questo alle calamità naturali, quando la percentuale di incidenza è una percentuale assolutamente irrisoria rispetto all'indebitamento totale.

Per concludere, vorrei rammentare, credo che né il Presidente della Giunta né tutta la Giunta regionale, tanto meno l'onorevole Masala ne abbiano bisogno, tutti lo sappiamo, che l'indebitamento può essere fatto per particolari finalità, non ho dubbi per pensare che così non sia stato in passato, cioè l'indebitamento lo si è fatto per finanziare spese per investimenti, ma voglio rammentare, lo faccio per il futuro leggendo solo tre righe delle disposizioni finanziarie approvate dal Parlamento, che all'articolo 30 tra le disposizioni varie per le Regioni viene detto: "Qualora gli enti territoriali ricorrano all'indebitamento per finanziare spese diverse da quelle di investimento.." - così non è, assessore Masala, vero?, - "in violazione dell'articolo 119 della Costituzione, i relativi atti e contratti sono nulli.". Ma stavolta, oltre alla nullità, si prevede anche un effetto sanzionatorio, e l'effetto sanzionatorio è: "Le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei Conti possono irrogare agli amministratori, che hanno assunto la relativa delibera, la condanna ad una sanzione pecuniaria pari ad un minimo di 5 e fino ad un massimo di 20 volte l'indennità di carica percepita al momento di commissione della violazione.".

PRESIDENTE. Concluda onorevole Balia.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Ho concluso, Presidente, dico ciò non perché io abbia al riguardo dei dubbi ma per rinfrescare la memoria a tutti noi, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente e colleghi, io penso che nell'articolo 1 di questa manovra finanziaria siano contenuti elementi essenziali che consentono di dare un giudizio completo sulle premesse disastrose in base alle quali la manovra finanziaria è stata predisposta. La prima considerazione che faccio riguarda l'indebitamento: 1 miliardo 161milioni e 655 mila euro per il 2003 e 411 milioni e 320 mila euro, che fanno un totale di 1 miliardo 572 milioni e 975 mila euro che equivalgono, perché siamo abituati a ragionare in questa maniera per capirci meglio, a circa 3 mila miliardi, di indebitamento nuovo che si sta autorizzando per l'esercizio corrente e per le spese che sono previste per l'esercizio successivo.

Tenendo conto che evidentemente è conservato l'importo per il 2004, perché nel 2004 saremo chiamati, per la teoria che l'Assessore brillantemente ha illustrato nel suo intervento conclusivo, a tirare fuori altre risorse, significa che ci stiamo avvicinando a velocità da Formula 1 a quello che tutti considerano, perché quello è certamente un dato incontrovertibile, il limite massimo di indebitamento della Regione. Significa che abbiamo un anno, un anno e mezzo, due anni di respiro, probabilmente un esercizio finanziario o un esercizio e mezzo di respiro. E allora se questa preoccupazione è comune, Assessore, la conclusione non può essere che se si vuole continuare a dilatare la spesa è necessario indebitarsi, perché per fare questo non sarebbe servita né una Presidenza della Giunta regionale né una maggioranza né tanto meno un Assessore della Programmazione, sarebbe bastato mettere nella stanza dei bottoni, come si dice, un contabile per prendere atto degli stanziamenti che sono state impegnati, per prendere atto delle esigenze di ciascuno e tirare le somme ed arrivare alla conclusione. Non penso che i ragionamenti che lei ha fatto, rispetto a questo dato, siano così semplicistici, Assessore, spaventa però, spaventa molto, che lei dichiari di essere nell'impossibilità di indicare qualsiasi correttivo per il risanamento della finanza regionale; ieri lei ha detto: "Signori miei, rispetto a questo quadro, rispetto a questo contesto, rispetto alle cose che sono contenute nella finanziaria, rispetto alle cose che sono contenute nei 700 emendamenti che sono stati presentati, io non posso che dire: 'Ditemi come devo fare'". Questo significa, Assessore, tradotto politicamente, che lei si è arreso.

Un tempo quando ci si arrendeva le abitudini erano diverse, nel senso che quando non c'erano più le condizioni politiche per governare uno diceva: "Signori belli, prego, si accomodi il successivo". Ma l'istituto delle dimissioni, come mi suggerisce qualche collega, è stato da un po' di tempo a questa parte abrogato nel nostro sistema politico istituzionale, e ne abbiamo verificato l'esperienza anche in un piccolo episodio verificatosi questo pomeriggio al margine del Consiglio regionale, quando si è mostrato di considerare proprie cose avute in dote non più per l'elezione democratica, ma per diritto "divino", il termine di vino non deriva da Dio, ma dal vino rosso che si beve nei pranzi e nelle cene e negli spuntini che servono a procurarsi i consensi che possono fare raggiungere gli obiettivi. Pertanto, Assessore, io su questo articolo e su questi emendamenti, anche se sono convinto che ciò non porterà probabilmente ad alcun risultato, faccio un richiamo ancora una volta ad una situazione che è diventata preoccupante da molto e che non è più tollerabile.

Non ci può dire, Assessore, leggendo tra l'altro, atti e documenti, che l'intesa istituzionale Stato-Regione dell'aprile '99 contiene delle cose che sono vere, come noi le abbiamo fatto osservare, ma sulle quali lei non poteva fare nulla, perché, Assessore, primo non è vero che non si è fatto nulla nel passato, anche se è vero che questo tipo di problemi ci sono certamente non da quando lei è Assessore della Programmazione, ma da tempo prima. Il fatto che lo Stato non ci riconosca quello che ci è dovuto per intese pregresse e per norme che sono vigenti, non risale all'altro giorno, però si è dimenticato di osservare, Assessore - la capisco perché non era compito suo farlo -, che il centrosinistra nella passata legislatura ha ottenuto un aumento delle entrate straordinario, nel 1997 o nel 1998, non mi ricordo bene, per oltre mille miliardi - Assessore, si documenti o si faccia dare i documenti e vedrà che è così - e nella circostanza della stipula dell'intesa Stato-Regione fu asseverato, da parte della Regione, che lo Stato era ed è debitore della Regione di tutta una serie di importi; sono cose che ci siamo detti mille volte e che io non ripeto perché voglio essere sintetico, e che però esistono.

Allora non ci vogliono, Assessore, né un mese, né un anno, né molti anni per fare le cose, ci vuole soltanto la volontà di farle, ci vuole la volontà di applicarsi, ci vuole la volontà di ottenere risultati. Io sono anche convinto che se lei o chi lo ha preceduto si fosse adoperato appieno, probabilmente non avremmo raggiunto il massimo di quello che ci è dovuto, ma sicuramente se in questi quattro anni ci si fosse adoperati in materia di entrate, per fare applicare l'Intesa del '99, attraverso la famosa e famigerata Commissione paritetica, noi avremmo oggi risorse aggiuntive che avrebbero potuto determinare l'aumento della spesa o la riduzione dell'indebitamento. Come vede, Assessore, le formule per incominciare ad operare per un processo di risanamento della finanza regionale in modo adeguato ci sono, e la formula non è soltanto questa però, perché ce n'è anche un'altra doverosa di formula e non voglio sentire, come ho sentito in molte circostanze dai colleghi, che le spese derivano da leggi che sono state approvate nel passato perché ci sono leggi che prevedo un rifinanziamento costante e che erano importanti per l'Amministrazione regionale, che oggi non hanno più senso; non si può dare un giudizio avulso dalla storia su queste leggi di spesa, perché nel momento in cui sono state pensate, sono state ideate, c'era una situazione sociale ed economica nella nostra Isola che richiedeva forse quegli interventi.

Oggi tante di queste norme non hanno più senso, non rispondono più a nessuno degli elementi fondamentali che voi richiamate ogni volta per la crescita della base produttiva e per lo sviluppo della Sardegna, ed allora perché non ha il coraggio, Assessore, lei che è il "capo-macchina" in questo caso, ma anche tutti i suoi colleghi assessori perché capisco che non è un problema solo suo, anche il suo capo, perché ormai si parla di capi, il Presidente della Giunta regionale, il Presidente della Regione, o il Governatore della Regione, di impegnarsi non soltanto nelle grandi strategie, nei grandi studi e nei grandi annunci - siamo sempre agli annunci, continuamente stiamo annunciando qualcosa che deve avvenire, speriamo che qualcosa di queste grandi cose che si annunciano comincino anche a realizzarsi perché possiamo averne contezza anche noi - ma anche nel tagliare gli interventi che ritenete inutili? Sarebbe un atto politico importantissimo, Presidente Pili, che lei si impegnasse a far fare ai suoi uffici, alle sue strutture di supporto, ai suoi Assessorati, una ricerca adeguata per verificare quali sono le leggi che hanno ancora un senso e quali quelle che invece devono essere corrette; le assicuro, Assessore, che per quanto mi riguarda e penso anche per quanto riguarda molti altri di noi e molta parte dell'opposizione, noi saremo al vostro fianco per cercare di orientare in maniera più adeguata la spesa.

Invece si chiede di approvare adesso l'articolo 1 perché ci potrebbe essere anche un momento di ravvedimento, Assessore. Altre volte, l'articolo che riguarda l'indebitamento si è approvato alla fine. Ha inaugurato questo metodo il collega Scano...

PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo ancora per concludere, onorevole Secci.

SECCI (La Margherita-D.L.). Ma il collega Scano aveva utilizzato quella formula per portare l'indebitamento a 400 miliardi, cioè per attuare una contrazione netta dell'indebitamento che anche allora era preoccupante. Se lei avesse fatto questo, io l'avrei capito, invece lei, Assessore, sta proponendo un indebitamento per il 2003 che è forse il più alto e se non il più alto si avvicina al più alto mai visto.

Un'ultima considerazione che riguarda quanto contenuto nel comma 8, sul fondo speciale per spese correnti e sul fondo speciale per spese in conto capitale, di cui alle tabelle A e B. Si è venduto al pubblico che la Regione avrebbe fatto, ha preso impegni in questo senso l'Assessore dell'industria, un intervento straordinario, dopo il piano industriale per la Mineraria Silius, per il risanamento e il rilancio produttivo di quell'attività mineraria. Si è detto che i soldi erano previsti da un disegno di legge che l'Assessore avrebbe dovuto presentare, i fondi di cui ha parlato l'assessore La Spisa sono previsti dalla finanziaria, il disegno di legge è stato presentato ma prevede stanziamenti solo per la gestione, non esiste traccia di fondi da destinare agli investimenti. Abbiate il coraggio di dire alla gente la verità, non è più possibile prendere in giro nessuno, non è più possibile che si dicano cose nelle riunioni ufficiali, formali, con i sindacati, con i lavoratori, con i rappresentanti delle istituzioni e poi si adottino atti formali differenti. Dovete o correggere la manovra o dire alla gente che soldi non ce ne sono e che le cose non si fanno!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). La discussione sull'articolo 1 della finanziaria sintetizza un po' l'insieme dei ragionamenti che sono stati fatti in queste settimane e che hanno visto noi preoccupati, ma non solo noi per la verità, perché tutta la Sardegna lo è, per la gigantesca quantità di debiti che la Regione sarda contrae e sta contraendo in questi quattro anni di giunte di centrodestra. E questa preoccupazione supera la durata temporale di questo Governo perché il debito si proietta sui futuri bilanci della Regione sarda ipotecandone la capacità di movimento, perché siamo tutti consapevoli, almeno noi lo siamo, del fatto che l'indebitamento comporterà ratei per la restituzione dei mutui contratti, di importo tale da bloccare l'agibilità dei bilanci futuri da oggi fino al 2012.

In questi ultimi quattro anni si stanno ipotecando non sono solo le risorse dei bilanci relativi a questa ed alla prossima legislatura, ma stiamo ipotecando il bilancio della Regione fino al 2017 con la restituzione dei mutui che adesso stiamo contraendo. Nonostante gli artifizi del collega Balletto che sta diventando un incredibile acrobata, proiettato come é a sostenere l'impossibile in Commissione e in Aula, a dimostrare cioè che l'indebitamento non è cresciuto tanto, che non è vero che è triplicato rispetto al '99, ma che è solo raddoppiato, i dati sull'incremento del debito dimostrano che quanto da noi sostenuto risponde a verità. Ma anche se fosse vero quello che afferma il collega Balletto, gli voglio ricordare, perché è come se le sentissi oggi, le parole dell'allora neo assessore Pittalis che, in occasione della presentazione della finanziaria del 2000 (una finanziaria - diceva Pittalis - che non è la nostra, perché noi abbiamo appena assunto la guida del Governo, quindi abbiamo trovato una situazione tale che siamo stati costretti a fotografare la situazione lasciata dal centrosinistra): "la situazione - diceva allora Pittalis - è una situazione di fallimento della Regione, di indebitamento tale da produrre quasi una situazione di bancarotta, il centrodestra è impegnato a risanare, a ripulire, a ridurre, a riportare a livelli fisiologici il bilancio di questa Regione, che il centrosinistra ha portato quasi al dissesto".

Bene, la pulizia, il rigore del centrodestra, ha prodotto un indebitamento che è triplo, le politiche di risanamento economico e finanziario della Regione hanno triplicato il debito, hanno triplicato i ratei di mutuo che dobbiamo restituire e non hanno prodotto politiche di investimento serie. Allora, non capisco come facciano Balletto e quelli della maggioranza, quei pochi, per la verità, che hanno difeso questa finanziaria, a dire che questa è una finanziaria di risanamento, che questa è una finanziaria che inverte il trend dell'indebitamento riducendolo del nove per cento rispetto allo scorso anno, si potrebbe dire che chi si accontenta gode e chi è teso a dimostrare l'impossibile, naturalmente, si arrampica sugli specchi con le ventose che vengono tirate fuori in questi momenti. La verità è che questo articolo 1 a noi preoccupa molto per i motivi che stiamo dicendo, perché chi dopo di voi sarà chiamato a governare la Regione, e questo avverrà presto, troverà una situazione che richiederà misure di lacrime e sangue per la Sardegna; perché contemporaneamente alla produzione di un enorme indebitamento avete trascurato totalmente qualunque politica delle entrate rivolta verso il vostro Governo nazionale amico. Allora, noi siamo preoccupati perché davvero, secondo noi, è una condizione al limite del dissesto finanziario, non è vero che gli indicatori economici e sull'occupazione, danno ragione delle buone politiche che voi avete messo in campo. Non è vero semplicemente perché le vostre politiche non possono produrre alcun effetto, perché la massa di residui, cioè di soldi non spesi e non utilizzati, dimostra che le politiche della Regione non sono in campo. Allora gli indicatori non dipendono certamente dalle politiche del centrodestra e non sono ottimistici come voi tendete a raccontare.

Voi oggi non siete preoccupati del debito, voi siete preoccupati del fatto che questo articolo 1 possa essere bocciato in Aula, e questo possa essere letto come un atto di sfiducia alla Giunta. Quindi, siete preoccupati delle interpretazioni regolamentari, avete costretto il Presidente ad un supplemento di lavoro per dare una interpretazione del Regolamento anche attraverso gli organi di informazione, e spiegare ai sardi il senso profondo dei suoi articoli; secondo noi l'articolo 1 va bocciato per gli elementi di pericolosità per la Sardegna che contiene e va bocciato con gli strumenti previsti dal Regolamento di questo Consiglio.

Le conseguenze politiche sono altra cosa, ma queste verranno valutate un attimo dopo la bocciatura dell'articolo, qualora si verificasse, perché naturalmente la maggioranza dovrebbe avere i numeri per approvarlo, ma il punto di natura politica è la destinazione dei fondi ottenuti attraverso l'indebitamento, che non vengono impiegati per finalità di investimento, tutti i settori economici della Sardegna lamentano la riduzione degli investimenti, vengono destinati prevalentemente alla copertura della spesa corrente e c'è con questa finanziaria un terribile ritorno al passato, al saccheggio della finanza locale, alla proposizione di norme intruse che niente hanno a che fare con la finanziaria, si prevedono finanziamenti per finalità che vanno dalla capitalizzazione dell'Interagenzia per gli Investimenti Esterni in Sardegna, di cui parleremo più avanti, all'acquisto di collezioni archeologiche, alla ricerca sul patrimonio carsico, al catasto delle grotte, agli studi e alle ricerche in materia di politiche comunitarie, alle attività istituzionali della società consortile del Parco scientifico e tecnologico, che non è Polaris è un'altra società che non si sa bene di che cosa si occupi.

PRESIDENTE. La prego di arrivare alle conclusioni.

SPISSU (D.S.). Mentre per esempio ci si dimentica che ci sarebbe bisogno di integrare le somme che il Governo amico ha tolto alla continuità territoriale con la Sardegna, destinandole a regioni del nord. Allora tutti questi elementi di preoccupazione sono tali per cui noi condurremo una battaglia contro l'articolo 1 e nell'insieme contro questa finanziaria che giudichiamo perniciosa per il sistema economico sardo.

PRESIDENTE. Se può servire, onorevole Spissu, per renderla più sereno le assicuro che il Presidente non è stato costretto da nessuno, quindi può stare tranquillo.

SPISSU (D.S.). So bene che è andato di sua sponte.

CUGINI (D.S.). Spissu ha sbagliato. Era consenziente, il Presidente!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna) Presidente della Regione. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, in questi mesi ho evitato in tutti i modi di accettare la sfida della polemica su tutto e su tutti. Ho rinunciato a qualunque difesa dalle accuse spesso infondate, gratuite, dagli insulti e dalle calunnie, da attacchi di ogni genere che mi hanno anche offeso sul piano personale. Ho sentito parlare con troppa leggerezza di imbrogli, di inganni e di questione morale. Ho preferito la strada del silenzio, la strada del lavoro difficile, delle scelte obbligate che pesano come macigni su chi è chiamato ad assumerle senza avere il tempo necessario per una riflessione più attenta e maggiormente condivisa, qualche volta, purtroppo, anche in pesante solitudine pur di recuperare ritardi e negligenze non sempre proprie.

A tutti noi piacerebbe governare avendo tempi lunghi, senza obblighi, senza scadenze, con la totale ed unanime condivisione delle scelte; il più delle volte, però, tutto ciò non è possibile, i tempi della politica molto spesso si scontrano con tali esigenze, spesso siamo costretti ad assumere decisioni entro termini perentori. Se non si decide non perde una parte politica, perde la Sardegna e perdono i sardi. In questo caso è la coscienza di ognuno di noi che deve decidere.

Colleghi, so che anche questo mio intervento provocherà polemiche e per chi cerca pretesti di ogni genere sarà forse questa una ulteriore, utile occasione da non perdere. Dovevo scegliere però se continuare in silenzio ad ascoltare le voci di corridoio del palazzo che annunciano gli sfaceli del voto segreto già dal primo articolo di questa finanziaria, oppure rompere gli indugi per mettere tutti, me compreso e forse per primo, davanti alle loro responsabilità. Su questa finanziaria ho sentito molte critiche, alcune fondate e condivisibili, altre gratuite e strumentali, peggio ancora quelle sotterranee di consiglieri che tramano per colpire nel segreto dell'urna.

Colleghi, vorrei dire, senza faziosità alcuna, che questa finanziaria raccoglie quanto è stato seminato in questa e nella passata legislatura da noi, colleghi della maggioranza, ed il più delle volte anche da voi colleghi della minoranza. E' una finanziaria che paga debiti, debiti a cui nessuno si può sottrarre, e quando dico nessuno, colleghi, dico nessuno. Vi ricordate i BOR, i Buoni Ordinari Regionali, colleghi del centrosinistra? Lo sfacelo finanziario per l'indebitamento per i piani integrati d'aria, quasi mille miliardi delle vecchie lire. Vi ricordate il gioco al rialzo per l'alluvione del '99? E' costato 250 miliardi. Vi ricordate il gioco al rialzo per la siccità del 2000? Altri 250 miliardi. Vi ricordate il gioco al rialzo per la siccità del 2001? Altri 500 miliardi. Che dire poi, colleghi, dell'indebitamento per sanare il misfatto della gestione sanitaria della precedente legislatura? Altri 700 miliardi.

(Interruzioni dai banchi del centrosinistra)

PRESIDENTE. Colleghi, io vi invito a comportamenti più seri; siamo agli inizi di un dibattito che io credo sarà molto lungo, tutti quanti avranno la possibilità anche di esprimere il proprio disaccordo rispetto alle cose che il Presidente sta dicendo, adesso abbiamo il dovere tutti di lasciarlo esprimere.

PILI (F.I.-Sardegna) Presidente della Regione. E nessuno, colleghi, può dimenticare che molto spesso i debiti sono stati fatti anche per investimenti importanti, rilevanti sul piano della cultura, della qualità, della crescita dei nostri giovani, come quelli per l'edilizia scolastica, voluti da questa maggioranza e condivisi anche da questa opposizione, altri 450 miliardi; e nessuno può e deve dimenticare che la stragrande maggioranza di questo Consiglio regionale, maggioranza e opposizione, ha voluto rendere giustizia a quelle migliaia di giovani che nella precedente legislatura avevano sperato nella legge 28 e poi si erano ritrovati con un pugno di mosche. Mille miliardi per sanare quella situazione, per dare finalmente risposta a quelle attese rimaste inascoltate per anni e riaccendere una fiammella di speranza per le nuove giovani imprese.

Colleghi, non posso, non voglio accettare lo scontro sulle polemiche. Le polemiche non pagano, non pagano mai; la gente, i sardi, coloro che sono fuori da questo palazzo apprezzano chi decide e non chi fa solo sterile e gratuita polemica per contrapposizione di parte. Ognuno però sceglie la propria strada, quella che più gli si addice, dobbiamo avere tutti il coraggio delle nostre scelte, quelle di ieri, quelle di oggi e quelle di domani.

L'articolo 1 di questa finanziaria è la fotografia onesta di chi non può promettere niente di più di quanto le risorse consentano. Si vuole bocciare nel segreto dell'urna questo articolo? C'è qualcuno che vuole mettere in discussione il limite massimo di indebitamento? Si sappia sin d'ora che tutto ciò avverrà comunque alla luce del sole, sapendo che chi chiederà il voto segreto sarà complice palese di chi trama dietro il muretto. Qualcuno ha definito questa finanziaria elettorale e nello stesso tempo dannosa per i sardi, è ora colleghi di fare chiarezza. La Sardegna, è vero, ha bisogno di risorse finanziarie aggiuntive, capaci di dare ulteriori risposte alle imprese, slancio all'economia, all'occupazione e allo sviluppo, ma è anche vero che questa è una manovra finanziaria di 18 mila miliardi delle vecchie lire, affronta con serietà la questione sociale, dalla sanità, all'assistenza per le fasce deboli, riduce al massimo la pressione contributiva dei sardi, tenta di mettere mano alla politica degli incentivi alle imprese. E` una finanziaria che guarda con stanziamenti concreti alle zone interne, che conferma gran parte delle risorse per gli enti locali, che incrementa quelle per i commercianti per le piccole e medie imprese, che punta sul turismo, sulle infrastrutture, sulla programmazione negoziata come strumento di sviluppo e nuova occupazione. Sono le cifre, colleghi, che lo dicono e con i numeri non si può giocare. Tutto il resto sono chiacchiere, parole in libera uscita per sollevare qualche venticello di inutili polemiche, un venticello che non porterà da nessuna parte, ma condurrà semmai verso la deriva i nuovi grigi aspiranti leader del centrosinistra. Ogni riferimento alle gesta del condottiero velista di stamane non sono certamente casuali. A lui i migliori auguri miei per la nuova investitura; mi sembra davvero un'ottima scelta.

Colleghi, intervengo solo ora e solo oggi per dire a chi ha orecchie per intendere che la politica non si fa con la quotidiana provocazione, che non si vive di ripetute minacce. Come si suol dire, le azioni non si minacciano, si compiono, le verifiche non si attuano ma si chiudono. Così come nessuno può continuare a giocare sulle spalle ed alle spalle della Sardegna.

Io, colleghi, assieme alla Giunta, alla maggioranza, questo sforzo di cambiamento cercherò di farlo sino in fondo. La concertazione che abbiamo attuato è stata ascolto, a volte condivisione ma mai potrà essere rinuncia al nostro compito di scelta e alla responsabilità di governo. In discussione, sia chiaro, non c'è quest'ultimo, per me tormentato, anno di Governo, ma c'è l'intera legislatura e nessuno potrà dire: "Io non c'ero"; io non lo dirò mai. Ai colleghi della maggioranza vorrei dire: dobbiamo serrare le fila, riprendere le ragioni dello stare insieme, partendo dai risultati raggiunti nella prima fase della legislatura con l'autorevole presidenza dell'onorevole Mario Floris, è quella più umilmente conquistata in quest'ultimo anno. Non ho ...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Corda, mi rivolgo a tutti, facciamo concludere il Presidente per cortesia, ha quasi concluso, un po' di pazienza. Per cortesia fate silenzio.

PILI (F.I.-Sardegna) Presidente della Regione. Non ho il tempo, colleghi, per ricordare le scelte strategiche compiute sull'acqua, le opere realizzate a tempo di record, la legge sul metanodotto, il riavvio della cartiera di Arbatax, la Sardegna prima regione d'Italia nella spesa europea, la Regione al centro della legge obiettivo voluta dal Governo Berlusconi, con gli stanziamenti di oltre 2.500 miliardi di vecchie lire per la piastra logistica euromediterranea; per non dimenticare la continuità territoriale e l'avvio di un nuovo piano di rinascita, quale strategia moderna di una concreta autonomia per il futuro economico e sociale della Sardegna; risultati di una maggioranza al governo solo da tre anni, tre anni e mezzo.

Colleghi, concludo. La mia vuole essere un'esortazione pacata ma convinta; il voto segreto non può cancellare una strategia, non può rallentare un progetto politico che già risente di una legge elettorale bislacca e perversa e che ci impone di non rinunciare al ruolo che ci hanno affidato i sardi. Se qualcuno intendesse sfiduciare me, la Giunta che mi onoro di presiedere, di fare naufragare questo progetto politico, lo faccia adesso, qui, alla luce del sole, non con il voto segreto. Per quanto mi riguarda, lo dico sin d'ora, il voto segreto non ha alcun valore politico, è solo un voto di tradimento nei confronti dei sardi e delle istituzioni democratiche. Lo pensano i sardi, ne sono consapevoli le categorie produttive e i disoccupati. Ognuno si assuma le sue responsabilità, non può essere il voto segreto a bloccare ...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, siamo seri, io ho consentito a tutti di parlare qualche secondo oltre il tempo stabilito dal Regolamento per terminare gli interventi ed è la stessa concessione che sto facendo al Presidente della Giunta, abbiate pazienza! Se no rasentiamo il ridicolo. Invito il Presidente della Giunta a concludere, per cortesia.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, vogliamo andare avanti? Facciamo concludere il Presidente della Giunta, se no sono costretto ad interrompere i lavori. Presidente, la prego, concluda

PILI (F.I.-Sardegna) Presidente della Regione. Ognuno si assuma le sue responsabilità; non può essere il voto segreto a bloccare quelle energie positive che questa maggioranza ha ricevuto dai sardi, basta dunque con le ventilate congiure di palazzo, avanti con le idee e i progetti, però al luce del sole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Io chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento 104 e chiedo che lei garantisca che tutti i consiglieri regionali siano rispettati e garantisca il rispetto del Regolamento e dia garanzie a ciascuno anche nei confronti del Presidente della Giunta che non può venir qui a dire che chi chiede il voto segreto si rende complice dei tiri dietro i muretti a secco. Lui è un prodotto tipico dei muretti a secco! Quindi il Presidente della Giunta regionale, proprio perché è Presidente della Giunta regionale non può venire in Aula a fare un discorso pieno di minacce e di insulti! Ci affidiamo a lei perché sia rispettata la libertà di ciascun consigliere nell'espressione regolamentare consentita, compreso il voto segreto. Quindi Pili, le prediche le faccia in un'altra sede non nell'Aula parlamentare sarda.

PRESIDENTE. Colleghi, io non posso evidentemente sindacare nessuno, questa è un'assemblea democratica, nella quale ognuno esprime liberamente il proprio pensiero e delle cose che dice si assume le responsabilità, questo vale per tutti, nessuno escluso. Quanto alle garanzie lei può stare tranquillo che, così come ci sono sempre state, continueranno ad esserci, nei limiti naturalmente dell'umano. Mi pare ormai chiarita anche la questione che stamattina io ho sollevato, l'onorevole Cogodi ha dato un'interpretazione che io ritengo sia corretta, sono d'accordo con lui, io credo che noi possiamo procedere alla votazione a scrutinio segreto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Non è aperto un dibattito su questo.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). No, onorevole Spissu, ha parlato lei non capisco perché non debba parlare io! Si ricordi che rappresenta una parte soltanto e anche all'opposizione. Ed allora cerchiamo di ripristinare i corretti rapporti tra la maggioranza che è presente e l'opposizione, signor Presidente io mi permetto ...

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, mi perdoni...

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Mi lasci concludere perché anch'io ho ascoltato da quei banchi appellare il Presidente della Giunta come un imbroglione. Lei non dovrebbe consentire simili infamanti espressioni. Io protesto, Presidente, perché lei dovrebbe assumere provvedimenti in relazione ad interventi di questa natura che stanno a significare che questa opposizione, veramente ha perso anche la trebisonda.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 104.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 36

Contrari 38

Voti nulli 1

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA -CORONA - CUGINI - DEIANA -DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 103. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.) Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 103.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 33

Contrari 42

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA -CORONA - CUGINI - DEIANA -DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

PRESIDENTE Emendamento 102, soppressivo parziale. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, io dichiaro il mio voto favorevole e credo che molti colleghi voteranno a favore di questo emendamento, sempre più convinti soprattutto dal fatto che l'arroganza e l'impudenza del Preesidente Pili in quest'Aula ha raggiunto il massimo; non solo per la mancanza di rispetto che continua ad avere nei confronti dell'Aula telefonando quando i colleghi parlano. Se non la smette non posso continuare, perché si rivolgono a lui...

PRESIDENTE. Presidente, l'onorevole Selis si sta rivolgendo a lei e chiede di essere ascoltato.

SELIS (La Margherita-D.L.). Essere educati in quest'Aula è obbligatorio...

CONTU (U.D.C.) Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. E' obbligatorio?

SELIS (La Margherita-D.L.). Essere educati è obbligatorio.

PILI (F.I.- Sardegna) Non vuol dire passeggiare quando parla il Presidente.

SELIS (La Margherita-D.L.) Stavo calmando il tuo amico, non stavo passeggiando. Allora, Presidente posso continuare? O dobbiamo continuare a sentire queste cose?

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue SELIS.) Onorevole Pili, quando lei ha parlato io non ho proferito parola e mi sono alzato per chiedere al Presidente Serrenti di farla continuare, perché quello che stava dicendo sul voto segreto era assolutamente impudente. Tutta l'Aula, questa parte e quella, si ricorda quando lei faceva le passeggiate da questa parte perché venisse chiesto il voto segreto! Lei chiedeva il voto segreto e lo sanno tutti quanti. E credo che prima di tutti lo saprà.

PILI (F.I. - Sardegna). Faccia i nomi e cognomi. Bugiardo!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. I lavori sono sospesi.

(La seduta sospesa alle ore 19 e 28, viene ripresa alle ore 19 e 31.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori, per cortesia prendete posto.

Prima di dare la parola, purtroppo tocca a me farlo, vorrei dire che anch'io sono caduto nella trappola della passione due riunioni fa, ed è peggio per chi ci cade in questa trappola. Vi prego, consentite a ciascuno di fare il proprio intervento con serenità, sia pure con tutta quella passione che sta animando e che comprensibilmente animerà i lavori difficili su questa finanziaria.

Onorevole Selis, prego.

SELIS (La Margherita-D.L.). Con molta calma, Presidente, dicevo che avevo chiesto al presidente Serrenti di lasciar continuare Pili perché il suo intervento stava raggiungendo l'apice dell'impudenza, può crederci o non crederci l'onorevole Pili, ma sa benissimo lui, lo sappiamo noi, lo sa ciascuno di noi e lo sa quest'Aula...

CAPELLI (U.D.C.). Su che cosa sta intervenendo il collega Selis?

SELIS (La Margherita-D.L.). Intervengo per dichiarazione di voto. Presidente, posso continuare?

PRESIDENTE. Per cortesia onorevole Capelli, è pregato di non interrompere.

SELIS (La Margherita-D.L.). Dichiaro di votare a favore dell'emendamento che stiamo discutendo.

Ho chiesto al presidente Serrenti di lasciar parlare Pili perché l'impudenza del suo intervento nella fase finale stava raggiungendo il culmine. Quando si lancia contro il voto segreto, Pili sa benissimo: a) che Floris è caduto per un voto segreto chiesto dietro sollecitazioni sue e di altri in quest'aula, di cui io sono testimone, noi siamo testimoni e l'Aula è testimone; b) che la scorsa legislatura la sua maggioranza ha chiesto centinaia di voti segreti; c) che sin quando il Regolamento lo consente il voto segreto è una tutela; d) che lui fa il Presidente perché in quest'Aula Floris è stato sconfitto ricorrendo al voto segreto e non ricordo in quella circostanza una sola parola del presidente Pili che chiedesse a Floris di rimanere, anzi gli ha chiesto di andarsene. Allora venire qua a fare queste prediche ipocrite è davvero incredibile e ci vuole il massimo di impudenza e il massimo di arroganza.

Seconda considerazione: chiedo a Pili, visto che è così rispettoso dei principi e dei regolamenti, se lui sente il dovere di rispettare il diritto dei consiglieri dell'Assemblea ad avere le informazioni che gli abbiamo chiesto, ci saremmo aspettati che oggi desse qualche rassicurazione da questo punto di vista, e che ci desse....

Presidente, se non smette di telefonare questo è un ennesimo atto di maleducazione! Io non ho né parlato né telefonato. Tu devi imparare l'educazione, se vuoi fare le prediche in quest'Aula!

Allora, ci vorrà dire il presidente Pili quanto sta spendendo e ha speso per la pubblicità istituzionale e a chi ha dato i soldi? Ci vogliono cinque minuti, perché basta fare una telefonata. E vorrà rispondere alle lettere che gli abbiamo mandato chiedendo l'importo - questa è materia di finanziaria, non sto parlando di materie di altra natura - degli incarichi di progettazione suoi, della sua Giunta, degli enti controllati, e ci vorrà dire, Pili, analiticamente dove sono andate le risorse acquisite ricorrendo ai mutui. Il debito è stato triplicato in tre anni e noi avremmo dovuto avere il monitoraggio della spesa, il rendiconto dettagliato sulla spendita di queste risorse, e di questo non c'è nulla. Sapete che fine hanno fatto? Sono state utilizzate per gestire i vostri accordi di potere, per gestire i vostri rapporti interni, per aumentare il vostro clientelismo, le vostre botteghe, per alimentare la cultura su cui questa Giunta si fonda, che è una cultura di scambio, di compromesso, di mercato politico. Questa è la realtà, per questo continuate a nascondere i dati che noi vi chiediamo.

La questione morale, presidente Pili, è essenzialmente un fatto di trasparenza, se lei non ha niente da nascondere risponda alle lettere, risponda alle interrogazioni, risponda alle interpellanze, risponda! E chiedo alla Presidenza del Consiglio di essere in questo senso elemento di garanzia e non di parte.

Ed allora, su tutte queste cose, invece di far circolare le riviste vergognose - le ha ricordate il collega Gian Valerio Sanna, ne faremo copie e le diffonderemo per dimostrare dove vanno a finire i fondi pubblici e quanto vengono a costare ai fondi pubblici - invece di venire qua a fare questi show, faccia il suo dovere, risponda all'Aula, dia le informazioni, faccia il suo dovere, ci dica come stanno andando le spese, esegua il monitoraggio, risponda alle nostre domande. Faccia il suo dovere, non venga qua a fare le prediche, almeno abbia il buon gusto di tacere, soprattutto sui comportamenti che l'hanno portata alla Presidenza e che ha più volte sollecitato perché le facevano comodo.

Ora, venire qua a fare questi discorsi, davvero, se non facesse piangere farebbe ridere. Io credo davvero che una risata vi seppellirà.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, colleghi, all'inizio della legislatura tutti e ottanta noi abbiamo giurato fedeltà alle leggi e ai regolamenti, quindi siamo tenuti a rispettarli.

Tra le leggi ed i regolamenti c'è la legge elettorale che ha permesso a tutti noi di essere eletti e c'è il Regolamento del Consiglio che disciplina i lavori e, diciamo, impone le regole di comportamento in quest'Aula, e dobbiamo osservarle. Io ho avuto la fortuna di essere stato eletto da quattromila cittadini che in cabina elettorale, segretamente, mi hanno dato il voto. Il presidente Pili ha avuto la fortuna di essere eletto con circa 150 mila preferenze date col voto segreto nella cabina elettorale. Perché il presidente Pili non rifiuta per primo quei voti che ha preso segretamente invece di offendere in quest'Aula il voto segreto che è previsto dalla legge e dal Regolamento? Io sono tenuto a osservare e osservo il Regolamento e le leggi e altrettanto deve fare il presidente Pili, altrimenti dovrebbe rifiutare la propria carica e dimettersi per i voti segreti che ha ricevuto.

PIRISI (D.S.). Bravo, Luca!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C). Presidente, io sarò altrettanto breve come il collega Deiana che, dall'alto della sua...

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, le ricordo che sta intervenendo per dichiarazione di voto.

CAPELLI (U.D.C.). Voterò contro l'emendamento, però vedo che anche altri si sono dilungati. Io non so cosa abbia detto l'onorevole Deiana in merito, non mi risulta che abbia dichiarato il voto.

PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Capelli, svolga il suo intervento, si rivolga alla Presidenza.

CAPELLI (U.D.C). Svolgo il mio intervento, Presidente, chiedendole cosa ha dichiarato l'onorevole Deiana, che ha fatto una similitudine tra il voto elettorale e il voto in quest'Aula. Io credo che non meriti molta attenzione o riflessione quanto poc'anzi sostenuto sul voto sulle persone che è diverso da quello che noi stiamo per dare in questo momento su un disegno di legge. Io mi sarei aspettato che il collega Deiana avesse spiegato meglio il suo concetto. Non mi convince la sua errata interpretazione del voto.

Vorrei aggiungere, Presidente, che in quest'aula, oggi, tra applausi poco giustificati, si è cercato di portare il livello di scontro verso la rissa, e già in un precedente intervento avevo detto che il nostro gruppo e questa maggioranza non accetteranno la rissa, non accetteranno i discorsi fatti più col fegato che con la testa.

SELIS (La Margherita-D.L.). Siamo d'accordo.

CAPELLI (U.D.C.). Noi siamo pronti a confrontarci su tutte le argomentazioni serie che saranno portate in quest'Aula per difendere delle scelte. Probabilmente l'opposizione è alquanto indispettita dal risultato ottenuto con l'utilizzo del voto segreto. Alquanto indispettita perché si attendeva tutt'altro risultato.

Invece questa maggioranza, pur con tutte le riserve che sono state espresse nei vari interventi, perché sono state espresse delle riserve, è riuscita a ricomporsi, vuole approvare questa finanziaria, del resto si discuterà apertamente poi, per cui è inutile il continuo richiamo al voto segreto, perché per senso di responsabilità stiamo cercando di esitare un disegno di legge che dia risposte ai sardi, non alle aspettative dei singoli, non alle aspettative di un'opposizione che vuol vedere la Sardegna in ginocchio pur di sbugiardare qualcuno o di ridicolizzare altri.

Noi stiamo andando oltre questo disegno e credo che nonostante tutti i voti segreti che verranno richiesti, ma la dimostrazione di tenuta data dalla maggioranza, spero sia sufficiente per convincere i colleghi a desistere, riusciremo ad approvare questo disegno di legge e anche in tempi brevi, per dare poi tutte le spiegazioni necessarie.

Credo che il presidente Pili darà le risposte richieste dal collega Selis; credo che sul voto segreto del passato e sul voto segreto odierno ognuno potrà dire la sua. E' vero il presidente Floris è caduto a causa di un voto segreto, ne ha tratto le conclusioni, ma, onorevole Selis, lei sa più di altri che quel voto era segreto fino a un certo punto, perché prima di esso ci sono state dichiarazioni esplicite che poi sono state tradotte nel voto. Per cui mi sembra che questo paragone non sia calzante, non sia assolutamente calzante. Mi auguro che i toni vengano abbassati, che ci sia un confronto anche aspro, duro ma sui concetti e sulla sostanza.

Ci confronteremo e seguiremo dei ragionamenti, invece credo che quest'Aula non meriti questo genere di attacchi, non li meriti il ruolo che molti di voi hanno avuto in quest'Aula e dovremo tutti insieme cercare di recuperare quella dignità istituzionale che anche poc'anzi è stata messa a dura prova.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, colleghi, io annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 102 all'articolo 1.

Il presidente Pili ha dato una prova di impudenza, come è stato già detto, offendendo l'Aula tutta, io credo, e anche dimostrando di avere qualche difetto di memoria. Il presidente Pili ha affermato solennemente di aver evitato in passato la polemica anche quando ha ricevuto insulti di carattere personale e ha detto di non voler accettare lo scontro.

Ho ritrovato, casualmente, una dichiarazione che il presidente Pili ha fatto nel corso della discussione della passata finanziaria, quando ha affermato con un limpido linguaggio fascista: "Ieri notte, poco dopo le 22, un manipolo di franchi tiratori ha nuovamente colpito nel segreto dell'urna. Lo ha fatto con la complicità del centrosinistra, che ha chiesto sull'articolo 11 il voto segreto; un gesto vile, inqualificabile che offende la Sardegna e i sardi." Questo è il linguaggio che ha usato il Presidente che non vuole polemizzare e che non ha voluto fare polemica fino a questo momento! Però ha continuato con un tono più morbido: "I vigliacchi hanno colpito uno degli articoli più importanti della finanziaria, quello sull'accelerazione delle opere pubbliche in corso d'opera". Presidente Pili, adesso abbiamo capito perché c'è qualche telecamera in più; non sappiamo dove circolerà il messaggio mediatico che lei ha lanciato qui, insieme a tutti gli altri insulti. E' chiaro che il suo intervento, il suo attacco proditorio non era fatto per rispondere al dibattito che c'è stato qui, ma come al solito è stato studiato. Però lei, presidente Pili, si è dimenticato che la sua politica è fatta di annunci ma poi non è conseguente con le cose che dice.

Lei ha affermato che l'articolo bocciato dietro il muretto a secco riguardava la possibilità di accelerare la realizzazione di importantissime opere per lo sviluppo, la nuova e immediata occupazione e la sicurezza dei sardi sulle strade e sugli aeroporti. Ha anche detto, con una lacrima agli occhi, che sulle strade molto spesso si perdono vite umane a causa dei cantieri eternamente aperti che minano la sicurezza della viabilità. Le chiedo, presidente Pili, ed è pregato di darci risposta: quali fari ha acceso lei sulla "131"? Quali fari di notte ha acceso sugli aeroporti? Lei ha fatto soltanto delle dichiarazioni di carattere propagandistico, insultando l'Aula anche in quella occasione e non è stato conseguente per niente, perché poi, lei, quei poteri li ha avuti dal suo Governo amico, ma come al solito è stato incapace di spendere una lira. Questa è la verità! Per non parlare poi dell'emergenza idrica, Presidente Pili, sulla quale ha detto che quell'emendamento votato qui le avrebbe impedito...Collega Corda sia sereno e tranquillo! Quello che dico con l'emendamento c'entra molto, perché le vorrei chiedere che cosa c'entrano gli insulti che il Presidente della Giunta ha fatto quando ha affermato in quella sede che non sarebbe mai venuto meno ai suoi grandi propositi per la vigliaccheria di pochi e la cecità politica del centrosinistra, complice della politica becera del muretto a secco.

Presidente Pili, le è stato già detto, i muretti a secco li ha ben costruiti lei quando era Presidente l'onorevole Floris, e grazie a quei muretti a secco ha fatto cadere il Presidente Floris, ed è evidente che lei è figlio di quella cultura ed oggi si continua a portare avanti quel germe che voi avete instillato all'interno di quest'Aula.

Quindi, Presidente Pili, la prossima volta cerchi di avere memoria un po' più lunga perché altrimenti nonostante i messaggi lanciati via etere lei dimostra che del governo della Sardegna non gliene importa niente e manifesta sempre la sua incapacità di tenere coesa la maggioranza e soprattutto di risolvere il pur minimo problema dei sardi.

Avremo modo durante la discussione di questa finanziaria di mettere a fuoco meglio i diversi aspetti che hanno caratterizzato la sua grande cultura della moderazione e la sua grande cultura della pacatezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente Pili, se rimane un attimo, devo chiedere qualcosa a lei!

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Leggo il verbale!

PRESIDENTE. Deve parlare per dichiarazione di voto o per conversare col Presidente?

FADDA (La Margherita-D.L.). Come?

PRESIDENTE. Deve parlare per dichiarazione di voto o è la scusa per fare comunicazioni diverse? Tutti chiedono di intervenire per dichiarazioni di voto invece parlano di altro. Prego.

FADDA (La Margherita-D.L.). Dicevo che naturalmente dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento. Ma le dichiarazioni del Presidente Pili sono già state definite dai colleghi e quindi non mi soffermo su questo argomento, io vorrei soltanto, se non fosse ancora una volta sgarbato come lo è sempre, chiedere al Presidente Pili quali sono i misfatti della sanità ai quali ha accennato. Io lo sfido a venire in quest'Aula, prenda il tempo che ritiene necessario, e a riferire sui misfatti della sanità compiuti nella scorsa legislatura. Se è uomo d'onore, se è uomo che dice la verità ai sardi, se è uomo che sa quello che dice non può permettersi di attaccare in questo modo la passata gestione della sanità che tra l'altro, nella scorsa legislatura, è stata condivisa anche dalla stessa maggioranza attuale.

Io parlerò delle riforme, dei piani, di quello che abbiamo fatto; lo sfido a venire in quest'Aula a comunicare un solo misfatto della scorsa legislatura. E io mi riservo dopo che lui lo farà, invece, a riferire i misfatti che lui ed anche qualche Assessore stanno commettendo in questa legislatura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Io sono soddisfatto delle dichiarazioni del Presidente Pili nonostante il sorriso dell'onorevole Sanna, che mi pare che schiumi rabbia più che altro, perché le dichiarazioni del Presidente Pili non possono rimanere sotto traccia poiché rappresentano per noi un importante momento di rilancio di questa maggioranza e in questo senso, colleghi del centrosinistra, se avete onestà intellettuale dovrete fare un'analisi correttamente ed onestamente politica, poiché quello che è avvenuto in quest'Aula stasera non solo è una vittoria per il centrodestra ma è una cocente sconfitta per il centrosinistra. Avete agitato per un paio di mesi lo spettro del voto segreto pensando di farci cadere, ma già stamattina nella Conferenza dei Capigruppo noi avevamo detto che non era necessario rispettare la consuetudine per cui bisognava per forza chiedere il voto segreto sull'articolo 1, perché se è vero come è vero che l'articolo 1 rappresenta la finanziaria, avreste dovuto avere ancora una volta l'onestà intellettuale di accettare il voto palese, e poiché le riforme è difficile realizzarle in quest'Aula noi di Alleanza Nazionale, insieme ai colleghi di tutta la maggioranza, annunciamo una forte battaglia contro il voto segreto nelle piazze della Sardegna; su questi temi certamente ci confronteremo e probabilmente voi avrete molte poche carte da giocare. Prendete atto che l'articolo 1 sta passando, per voi è una sconfitta, per il centrodestra certamente è una serata importante sulla quale meditare con attenzione.

SPISSU (D.S.). E come voterà?

MURGIA (A.N.). Per correttezza rispetto alla Presidenza, dichiaro che il mio voto è ovviamente contrario anche se veramente questa mi sembra una discussione generale, nella quale non è nemmeno necessario precisare il voto visto che in quest'Aula voi parlate di tutto quello che vi viene in mente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Io abbasso anche il mio timbro di voce perché voglio nel limite del possibile riportare la calma, stante il fatto che io considero l'intervento di poc'anzi del Presidente un attacco alla tranquillità di quest'Aula; ha portato la rissa Presidente, l'ha portata lei qui dentro; lei e la sua maggioranza, siete un po' come un pugile suonato che in mezzo al ring sta per cadere sotto i colpi dell'avversario e, come si dice nel linguaggio pugilistico, lega o se preferisce cintura per cercare di salvarsi fino alla fine della ripresa.

Dico ai colleghi, soprattutto dell'opposizione, che noi non dobbiamo cadere in questo trabocchetto, dobbiamo noi mantenere la calma, perché la calma ci dà forza, la calma è la forza della ragione, ed allora riprendendo un po' il ragionamento già fatto qui dentro questa mattina: non so se lei considera insultante la richiesta di Gian Valerio Sanna di dar conto dei costi di una rivista che ha venticinque pagine finanziate dalla Regione Sardegna e della quale non si vende una copia in edicola, ma viene distribuita gratis in varie postazioni. Ma è corretto, è un insulto chiedere spiegazioni qui dentro ed anche in sede di commissione? E` corretto che si affermi che questa finanziaria porta l'indebitamento al massimo consentito? Sono le parole usate dal suo assessore Masala in Commissione e riprese qui in Aula; noi queste cose abbiamo detto; se l'ho offesa, e parlo per parte mia, le chiedo scusa, ma non so perché debba scusarmi, se affermo che l'indebitamento è arrivato a dodicimila miliardi, se il rateo annuo sarà di 1200 miliardi, le ha riferite l'assessore Masala queste cifre e non capisco perché le ritenga offensive.

Ma è corretto dirle, Presidente Pili, che anche poco fa, in quel suo convulso intervento ha detto delle cose fuori dalla logica, fuori dalla realtà. La "28" le ricordo che non l'avete finanziata voi, la "28" è una legge del 1984, di diciannove anni fa, e ha funzionato e ha erogato finanziamenti ai giovani sardi che facevano richiesta; in ultimo è rimasta tre anni bloccata e in questi tre anni si sono accumulate richieste non per mille miliardi, come ha detto lei, non mille miliardi, 580, Presidente Pili, 580, che peraltro non sono ancora stati erogati interamente ma solamente in parte e in questa annualità, ed allora non può aggrapparsi a queste cose che non sono vere, per dimostrare che l'indebitamente quasi l'ha causato il centrosinistra. Voglio dire, quando Balletto si arrampica sugli specchi per dire che anche noi abbiamo votato a favore delle provvidenze per la blue tongue, a favore della legge sull'alluvione, c'è davvero da pentirsi di aver collaborato in qualche parte di legislatura, c'è davvero da preoccuparsi per questo modo di fare.

Io penso, concludendo, che a noi dell'opposizione conviene davvero mantenere la calma perché cercate di sollevare un grande polverone per nascondere il fatto che non c'è più una maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Io apprezzo molto il discorso fatto dall'onorevole Falconi perché ha parlato di pacatezza e ha invitato la minoranza ad abbassare i toni, che in qualche momento invece in quest'Aula sono diventati perfino irridenti, irrispettosi della persona che parlava, al di là delle cose che diceva, mentre l'educazione e la correttezza imporrebbero di avere rispetto anche delle cose che non si condividono e quindi di avere il gusto ed anche il piacere di ascoltare una persona che dice cose che noi non condividiamo. Ma credo che questo, in un'Aula così importante come questa, dovrebbe essere la norma; l'irridere colui che parla, il tentare di delegittimare la persona al di là di quello che dice, il tentare in qualche momento di demonizzare addirittura gli avversari è una tecnica utilizzata da sempre, anche a livello nazionale, dalla sinistra ma non è certamente una tecnica corretta.

Il voto segreto si è riaffacciato in quest'Aula questa sera in tutto il suo vergognoso splendore ma, ahimè!, nonostante tre o quattro franchi tiratori, nonostante questi traditori che ancora una volta hanno approfittato di questo ignobile voto segreto, nonostante questo voi non siete riusciti a sconfiggere questa maggioranza.

Mi domando perché poi dovreste sconfiggerla. Perché, vedete, quest'Aula ha votato poco tempo fa il documento di programmazione economica e lo ha approvato ed allora se la finanziaria fosse stata incoerente rispetto a quel documento, io avrei capito il tentativo di bocciarla completamente, ma siccome la finanziaria è costituita da molti articoli che riguardano molti settori e molti capitoli di spesa, allora io comprendo che l'opposizione sia in disaccordo su molte scelte fatte dalla maggioranza, sennò non ci sarebbe contrapposizione, e capisco anche che si adoperino per far in modo che questa finanziaria venga migliorata, almeno dal loro punto di vista e questo è comprensibile, ciò che non è accettabile è che si continui ad utilizzare questo ignobile, vergognoso voto segreto che scatena le peggiori qualità delle persone, per riuscire a vincere una battaglia che politica non è. E` una battaglia fondata sulla strategia del tradimento e questo non può onorare la maggioranza e neanche l'opposizione, è un'offesa all'Aula ed è un'offesa alla Sardegna.

Come ha annunciato l'onorevole Murgia, noi presto saremo nelle piazze a chiedere alla gente...

SECCI (La Margherita-D.L.). Eliminiamo anche il voto, onorevole Corda, che è quello che volete!

CORDA (A.N.). Vede che cominciamo... Lo vedete?

PRESIDENTE. Onorevole Secci, la prego, per cortesia, di non interrompere l'oratore.

SECCI (La Margherita-D.L.). La insegniamo a te la democrazia!

PRESIDENTE. Onorevole Secci, per cortesia consenta l'intervento.

CORDA (A.N.). Non riuscite ad avere la pacatezza di ascoltare gli altri neanche se ve lo imponete, perché proprio è un costume, è una vostra abitudine non riuscire a imparare! Chissà se prima o poi non ve lo insegnino i sardi lasciandovi a casa!

Io spero questo: noi andremo nelle piazze a sostenere una battaglia di civiltà, siete invitati anche voi perché è una battaglia di tutti, per fare abolire questa vergogna per l'Aula, per far togliere lo stipendio agli assenteisti e per ridurre i tempi degli interventi in quest'Aula...

(Interruzioni del centrosinistra)

CORDA (A.N.). Sentiteli!! Chi usa questi toni e queste urla, è un buffone ed è un animale da cortile, non è un consigliere regionale!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per cortesia.

CUGINI (D.S.). Presidente, come vota l'onorevole Corda?

CORDA (A.N.). Naturalmente voto contro ciò che proponete voi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Colleghi, io ho una sola corda vocale che funziona, non sono in grado di sostenere un tono di discussione troppo alto, troppo elevato. Comunque grazie Presidente.

Io preannuncio il mio voto contrario all'emendamento in discussione però ci tengo ad entrare nella discussione che si sta sviluppando in Aula e parto dalle considerazioni fatte da un mio collega a proposito del fatto che l'onorevole Pili, il nostro Presidente, offenda l'Aula. Badate, io onestamente credo che gli insulti in quest'Aula si sprechino, ma per insulti intendo gli attacchi personali che vengono sistematicamente fatti e che anche oggi in quest'Aula sono stati fatti da parte di qualche collega della minoranza. Il fatto che noi non reagiamo in modo scomposto non significa che non li consideriamo insulti. Io credo che le valutazioni fatte dall'onorevole Pili siano delle valutazioni politiche, e credo che siano sostanzialmente oneste perché, se fate caso, toccano tanto voi quanto noi.

Certo che sentirsi dire alcune cose forse dispiace, e dispiace in particolare a coloro che erano al governo quando sono state fatte le cose denunciate e quindi se ne sentono in un qualche modo responsabili. Poi la storia darà ragione a chi ce l'ha, mi auguro. Io ci tengo a precisare questo: il voto segreto si è dimostrato un istituto nocivo, lesivo della democrazia, perché il fatto che con voto segreto siano state bocciate nella scorsa finanziaria alcuni provvedimenti ha comportato poi che le cose si stanno facendo egualmente semplicemente con i poteri straordinari che ha ottenuto il Presidente della Regione, allora è inutile utilizzare sistemi che si ritorcono contro di noi, perché il problema vero, cari colleghi, lo dico sia alla maggioranza sia all'opposizione, e principalmente a me stessa, il problema vero è che di fronte ad un'esigenza vera di risanamento e di perseguire alcuni obiettivi è necessario comunque intervenire. Bisogna soffermarsi sulle priorità reali per quest'Isola e le priorità reali non sono certo le priorità elettorali, sono le priorità delle cose da fare. Scegliere come priorità, quelle elettorali, quelle più facili, quelle, come dire, per le quali andiamo in giro con gli striscioni è forse la cosa più semplice, mi riferisco alla legge sulla siccità, cari colleghi. Insomma, non possiamo negare che se piove bisogna tirare fuori soldi per l'alluvione, se non piove bisogna tirar fuori soldi per la siccità, il risultato è che poi i soldi dei POR non spesi e non impegnati sono proprio quelli per l'innovazione e al riordino di tutto il sistema idrico in agricoltura, perché questo è quello che viene detto, diciamocele le cose, non abbiamo speso un attimo di tempo sulla riforma della gestione dell'acqua per l'agricoltura però soldi per siccità ed alluvioni gli abbiamo erogati a gogò e di questo, cari colleghi, siamo tutti responsabili; forse è vero che è ora di finirla.

Mi rendo anche conto che è difficile spiegare alla gente, che forse è abituata a pensare alle casse della Regione come alle casse di nessuno e non come alle casse di tutti, che da oggi dobbiamo cambiare registro, è difficile per i colleghi della minoranza come è difficile per i colleghi della maggioranza. Però anche su questo faccio una riflessione. Ci sono delle competenze che sono tipicamente del settore pubblico e ci sono competenze che sono competenze tipiche del privato. Il problema è che questa Regione, questa separazione non l'ha mai fatta, pagava la Regione perché paga sempre Pantalone! Allora, abbiamo comprato fabbriche da buttare, abbiamo speso soldi in cose inutili. Perché? Perché questo ci consentiva di mantenere un sistema che oggi comincia a mostrare tutte le sue lacune, che oggi tutti diciamo che deve essere riformato.

Allora io condivido, apprezzo l'intervento del Presidente Pili, se non altro perché immagino che fosse consapevole della difficoltà nella quale si sarebbe trovato in Aula. Beh, cari colleghi è ora di dirci la verità, di dircela in faccia e di dircela in termini politici. Il Presidente Pili questo ha fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento.

Alla collega Pilo e a qualche altro collega voglio dire che, per quanto riguarda la siccità, non c'è stato alcun aumento di indebitamento perché il mutuo non si è contratto, perché la Giunta, anzi, l'Assessore, con un escamotage è riuscito a recuperare risorse spostando sul POR fondi che erano previsti per la legge 21, modificando programmi del 2001 e scaricandoli su finanziamenti comunitari e recuperando risorse grazie al senso di responsabilità da noi dimostrato quando ne abbiamo acconsentito il recupero inserendo le relative norme nella prima legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio approvata a fine anno,.

Però, spesso anche alla maggioranza sfuggono gli atti che possono essere fatti dalla Giunta. Io non sono mai stato eccessivamente polemico, né tanto meno posso essere accusato di avere offeso qualcuno in questi anni. Non mi stupisce che si arrivi ad un momento così particolare della vita della legislatura con un atteggiamento, quello del Presidente, che è stato effettivamente scomposto, arrogante ed offensivo, ma non nei nostri confronti, nei confronti della maggioranza perché è evidente che l'invito a non tradire non era rivolto a noi.

I voti dei trentatré consiglieri di centrosinistra presenti in questa votazione, sapeva benissimo il Presidente...

CORDA (A.N.). Trentadue.

FADDA (La Margherita-D.L.). No, trentatré.

MARROCU (D.S.). Erano presenti trentadue, trentatré in quel momento, mancavano due consiglieri. Era evidente che sarebbero stati a favore di un emendamento che il centrosinistra presentava, non credo che fosse un invito a noi.

L'attacco è avvenuto nei confronti dei colleghi della maggioranza, di quei colleghi che sono stati invitati a non tradire. Quindi non noi ha offeso il Presidente Pili, ha offeso l'Assemblea, ha offeso l'Aula e ha offeso prevalentemente la sua maggioranza.

Definire una vittoria del centrodestra, Murgia, aver ottenuto, su un argomento così importante, trentotto voti contrari ad un emendamento soppressivo proposto dall'opposizione, con tre che hanno votato a favore ed un voto nullo, mi sembra eccessivo; io sarei più cauto. Direi che è necessario anche per voi riflettere un po'.

Allora, a me non stupisce perché capisco il nervosismo che c'è, capisco il nervosismo evidente del Presidente, che si rende conto che è in pericolo e che neanche in condizioni di instabilità forse riuscirà ad arrivare a fine legislatura sulla sedia del Presidente e sa che corre questi pericoli non a causa dell'opposizione, ma della sua maggioranza, di chi non condivide la sua politica, e di chi magari si auspica di poter arrivare all'anno prossimo, non con Pili alla Presidenza.

Ciò che mi interessa dire è che ognuno di noi può avere un'idea e un giudizio differente sulle norme regolamentari, ma sino a che ci sono è giusto rispettarle ed è giusto rispettare anche chi le utilizza. Quindi va rispettata la dignità di tutti perché quando Floris si è dimesso, si è dimesso a seguito di un voto segreto. Ha avuto la dignità di prendere atto che non c'era più una maggioranza intorno a lui e si è dimesso. Pili, invece, potrà cadere tante volte ma non si dimetterà, perché è indifferente a quello che succede qui; deve arrivare comunque a giugno del 2004. Può succedere tutto, può essere bocciato il Dpef, possono cadere norme importanti della finanziaria, per lui non ha nessuna importanza, l'importante è arrivare al 2004.

Allora credo, e concludo, che occorra avere un atteggiamento di maggior rispetto, perché in quest'Assemblea già dal primo giorno in cui ci siamo incontrati, il giorno del giuramento dei consiglieri, quando si è eletto il Presidente, c'è chi ha tradito e non si può chiamare traditore chi oggi vota contro Pili e considerare invece responsabile chi allora ha tradito gli elettori che l'hanno mandato qui a rappresentare uno schieramento e oggi siede nei banchi dello schieramento opposto e consente a Pili di continuare a governare.

PRESIDENTE. I lavori si concludono qui. Il primo iscritto a parlare domani è l'onorevole Alberto Sanna, seguono i consiglieri Locci, Sanna Gian Valerio, Onida, Scano, Pittalis, Cogodi, Balletto, Vargiu, Dore eccetera.

I lavori proseguiranno domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 14.