Seduta n.406 del 30/04/1999
CDVI SEDUTA
Venerdì 30 Aprile 1999
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
indi
del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 10 e 22.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 27 aprile 1999 (401), che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Paolo Fadda, Luigi Biggio, Bruno Dettori, Paolo Fois e Giovanni Giagu hanno chiesto un giorno di congedo a far data dal 30 aprile 1999. Poiché non ci sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno la consigliera Petrini. Ne ha facoltà.
PETRINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, condividendo le motivazioni dei presentatori per la promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna, pensiamo che le fondazioni siano strumento agile per organizzare studi, ricerche e per documentare importanti aspetti della cultura sarda.
Chiedo che venga messa all'ordine del giorno la proposta di legge numero 499 che riguarda, appunto, la promozione delle fondazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (Progr. Fed.). Intervengo sull'ordine del giorno. Anch'io mi permetto di sottoporre all'attenzione dell'Aula il disegno di legge 441, riguardante l'artigianato. E` un provvedimento - l'ultima parte del cosiddetto piano per il lavoro - che è pronto da novembre scorso.
In Commissione è stato votato all'unanimità, c'è l'accordo di tutte le forze politiche; è un provvedimento semplice e snello che consente, anche nella sua semplicità, la ricontrattazione di tutti i mutui delle imprese artigiane.
Chiedo che venga inserito all'ordine del giorno.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Anch'io chiedo che vengano inserite tutte quelle che sono state già esaminate in Commissione.
PRESIDENTE. Ieri ho chiarito che gli argomenti che sono stati esitati dalle Commissioni, soprattutto quelli per i quali ci dovesse essere un accordo, possono essere considerati inseriti all'ordine del giorno, istituzionalmente.
Il problema non è l'inserimento all'ordine del giorno, il problema è verificare realisticamente se l'Aula, non nelle volontà dichiarate, ma nelle volontà praticate, è in grado di portarli in porto.
Mentre registro queste due richieste, che però rientrano già nel criterio generale di considerare assunti, magari con priorità, gli argomenti che avete citato, ricordo ai colleghi che c'è all'ordine del giorno il testo del disegno di legge presentato dalla Giunta regionale, numero 522, su proposta dell'assessore Onida "Norme autorizzative alla partecipazione della Regione autonoma della Sardegna alla missione umanitaria nei basi balcanici in favore dei profughi del Kosovo".
Ricordo anche che per questo disegno di legge è stata chiesta l'iscrizione immediata ai sensi dell'articolo 102, che vi leggo per memoria: "Vengono iscritti all'ordine del giorno e discussi sul testo dei proponenti i progetti di legge e gli altri atti sottoposti all'esame del Consiglio non ancora esitati dalle commissioni, qualora la Conferenza dei Presidenti di Gruppo accolga all'unanimità la richiesta presentata in tal senso da un suo componente o dal rappresentante della Giunta".
Questo testo non è stato esitato dalle commissioni, è stato proposto all'attenzione dei Capigruppo, non abbiamo avuto rilievi ed eccezioni, quindi può essere inserito all'ordine del giorno e discusso.
Discussione del disegno di legge: "Norme autorizzative alla partecipazione della Regione Autonoma della Sardegna alla missione umanitaria nei paesi Balcanici in favore dei profughi del Kosovo" (522) nel testo del proponente
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 522, nel testo del proponente.
Dichiaro aperta la discussione generale. Poiché il testo non è stato esitato dalla commissione, non vi è alcun relatore. Ha facoltà di palare l'Assessore della difesa dell'ambiente, quale proponente del disegno di legge.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente.La Giunta si rifà alla relazione scritta.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (Gruppo Misto). Non vorrei, signor Presidente e colleghi del Consiglio, che ci sia un'ulteriore disattenzione, come è stato per quella mozione all'ordine del giorno che abbiamo presentato qualche settimana fa, intorno a questo problema gravissimo, che colpisce non solo le popolazioni del Kosovo e di una grossa parte della penisola Balcanica, ma anche una disattenzione che purtroppo si estende anche ad altre parti dell'Europa.
Credo che l'Italia sia tra quelle nazioni che non solo stanno assistendo le popolazioni con un intervento massiccio di mezzi, di uomini, di strutture sanitarie e quant'altro è stato disposto, con tende, accampamenti eccetera per questa situazione drammatica, ma grava sul nostro Paese anche un impegno di risorse finanziarie che finora non hanno disposto le altre regioni dell'Europa confinanti o pressoché confinanti e comunque impegnate in questa situazione dei Balcani.
Credo che la guerra non abbia due facce, la guerra ha una sola faccia, quindi è difficile attribuire a questo o a quell'altro situazioni di privilegio o discriminazioni nei confronti di uomini, donne, bambini, vecchi eccetera. Credo che la nostra assistenza vada estesa anche alle popolazioni della Serbia colpita dai bombardamenti.
Dobbiamo ricordare, proprio per questa caratteristica che ha la guerra, che ci sono precedenti storici gravissimi. Dresda fu bombardata nel '43, aveva ancora le luci accese, poi si scoprì che morirono circa centomila persone. Guernica, in Spagna, nel '37 fu bombardata dall'aviazione tedesca e italiana e morirono dalle otto alle dodicimila persone. Anche quella è una città con le luci accese, che poi dette vita a quel famoso quadro che è diventato un patrimonio dell'unanimità dipinto da Picasso.
Noi non vorremmo che in questa situazione, che certamente vede impegnato lo Stato italiano, le sue strutture, l'esercito, il volontariato, la Croce Rossa, eccetera, fosse a senso unico, e adesso si aggiunge anche la Regione Autonoma della Sardegna e si aggiungeranno, credo, nei prossimi giorni se non l'hanno fatto, anche tante altre regioni italiane, alcune delle quali, per esempio la Puglia, sopportano anche il peso di un'immigrazione selvaggia organizzata dalla mafia e dalla criminalità di quei paesi.
Noi proponiamo che all'articolo 1 venga aggiunto un secondo comma nel quale venga detto che anche alle popolazioni della Serbia colpite dai bombardamenti deve essere estesa l'assistenza della Regione Autonoma della Sardegna, senza discriminazione alcuna, senza privilegiare i cittadini di questo o di quel paese, di questa o di quella Regione che hanno bisogno di tanto umanità e di tanta assistenza.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, con l'unanimità dei Gruppi questo argomento è arrivato in Consiglio regionale perché ritenevamo fosse assolutamente pacifico. L'intervento del collega Montis, però, ci induce a dubitare, e se venisse accolta la proposta del collega Montis ritireremmo l'appoggio a questo provvedimento, perché mi sembra immorale porre sullo stesso piano l'aggredito e l'aggressore.
Le popolazioni del Kosovo non si stanno muovendo dalle loro sedi volontariamente, ma sappiamo che si stanno muovendo forzosamente, tra mille difficoltà e atrocità. Quindi la nostra solidarietà va a queste popolazioni e non certamente a chi le aggredisce.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, la Regione Sardegna con questo provvedimento si segnala anche per una sua funzione che non è relegata all'ambito propriamente regionale, o nei rapporti con altre regioni del nostro Paese, ma addirittura la porta a un ruolo e a una dimensione che è, appunto, internazionale. Con ciò recuperando quel ruolo e quella funzione che, soprattutto in un campo come quello della solidarietà, non può non essere riconosciuto alla nostra regione.
Ed è, però, altrettanto vero che sono questioni talmente delicate, quelle che ci vedono come italiani, come nazione, ma direi anche come sardi, impegnati nella missione umanitaria nei paesi balcanici, direi delicata perché pone anche questioni di carattere militare. Non possiamo sottacere il ruolo che in questo momento sta svolgendo la Serbia, che è il paese che attraverso il suo leader, sta determinando una sorta di olocausto, che sta determinando per i popoli del Kosovo e dell'Albania una situazione di assoluta invivibilità. La guerra l'ha provocata Milosevic; questo criminale internazionale deve essere assolutamente isolato. Così come non riusciamo a comprendere la solidarietà che dai banchi dei comunisti viene per questo criminale, che attenta ai legittimi diritti e alle legittime prerogative di popoli, come quello albanese e kosovaro. E' un elemento che non può stare, appunto, in un consesso internazionale libero e democratico.
Milosevic va isolato, noi dobbiamo avere cura non di Milosevic, ma appunto di quei popoli che l'arbitrio, l'arroganza, la prepotenza stanno soggiogando.
Quindi ha ragione il collega Bonesu quando dice che gli aiuti umanitari devono essere indirizzati verso le popolazioni kosovare e non certamente verso chi quelle popolazioni sta sottoponendo a gravissimi problemi, quali appunti quelli - come si legge anche nella relazione della Giunta regionale - legati alla sussistenza, alle condizioni igienico-sanitarie, alla stessa esistenza.
E allora la Sardegna potrà svolgere un ruolo meritorio attraverso lo stesso Assessorato regionale dell'ambiente, che ha le strutture anche logistiche di supporto per svolgere questa iniziativa, ma non si introducano elementi che potrebbero far saltare questo provvedimento. Elementi che snaturerebbero l'iniziativa della Regione, perché noi con la Serbia, in questo momento, non abbiamo e non dobbiamo avere nulla a che fare.
Il nostro intervento deve essere volto verso quelle popolazioni che vivono il dramma umano e che sono, appunto, le popolazioni del Kosovo.
(Interruzione dell'assessore Cogodi)
PITTALIS (F.I.). Assessore Cogodi, avete sempre sostenuto i regimi militari comunisti, sostenete anche questo, è sotto gli occhi di tutti...
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Tu sostieni Clinton che ti basta. Sostieni chi bombarda che ti basta.
PITTALIS (F.I.). Voi state sostenendo quel Governo. Il Governo nazionale sta appoggiando...Abbiate la coerenza di uscire dal Governo, non si limiti alle chiacchiere.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. E' un'azione umanitaria.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Signor Presidente, devo constatare che l'onorevole Pittalis non si smentisce, non manca occasione di fare propaganda - a mio avviso anche gratuita - anche quando si parla di una questione così delicata.
(Interruzioni)
E` gratuita, non manca occasione di fare propaganda gratuita.
PRESIDENTE. Scusate, onorevole Vassallo, adesso su una cosa così importante e umanitaria...
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Non è gratuita.
VASSALLO (Gruppo Misto). Quando si tratta, invece, di parlare di questioni e di un provvedimento che ha il mero senso di un aiuto umanitario a delle popolazioni che lì soffrono.
Per cui nel mio breve intervento non voglio introdurre questioni ed analisi di carattere strategico militare internazionale. Dobbiamo soltanto constatare che in quel paese ci sono popolazioni kosovare, serbe e quant'altro, che stanno soffrendo e stanno vivendo una condizione terribile. Questo provvedimento ha solo il senso di permettere anche al nostro Consiglio regionale di partecipare ad una missione che possa permettere l'aiuto di queste popolazioni. Dato che nel Kosovo, fino a prova contraria, i kosovari sono divisi tra albanesi e serbi, noi riteniamo che l'aiuto umanitario vada esteso a tutte le popolazioni, nel senso che non si può, in questa situazione di gravità, discriminare tra chi è serbo e chi è albanese.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (Progr. Fed.). Io ritengo che una discussione che attivi una polemica su questo non sia molto opportuna. Però vorrei sottolineare che laddove la missione umanitaria, come io credo sia giusto fare, si farà, sarà cura di chi andrà lì non fare distinzione tra nazionalità qualora ci sia qualcuno che ha bisogno.
Per cui credo che l'intelligenza di chi andrà, sarà tale da capire che chi ha bisogno, ha bisogno comunque, a prescindere dal fatto che sia nato da una parte o dall'altra.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Presidente, colleghi, non avevo affatto intenzione di intervenire su questo argomento perché prima lo licenziamo, a mio avviso, meglio è. Ma sono stato invitato dagli interventi che si sono succeduti in quest'Aula fino adesso.
Si tratta di un provvedimento col quale si cerca di andare incontro a quelle popolazioni disperate che si spostano, che lasciano la propria terra in numero di centinaia e centinaia di migliaia, qualche milione, e certamente non c'è uno Stato che li assiste. La sensibilità dimostrata dai colleghi di Rifondazione Comunista per quanto riguarda il trattamento, trattare alla stessa stregua le popolazioni del Kosovo e le popolazioni della Serbia, mi pare sia un discorso assolutamente astratto ed impraticabile.
Astratto perché non c'è, credo, nessuna possibilità materiale di poter venire incontro a coloro che soffrono per i bombardamenti, prima di tutto dietro di loro c'è uno Stato, e lo Stato chiaramente è in condizioni di assistere le persone che soffrono per la guerra. In secondo luogo, se anche noi volessimo intervenire, chiaramente non ci sono gli strumenti materiali, non c'è la possibilità di collegare il nostro aiuto con la Serbia per aiutare le popolazioni danneggiate dai bombardamenti.
D'altra parte, mi pare che sia già stato messo in evidenza, non è che noi non vogliamo trattare alla stessa stregua le popolazioni che soffrono, una cosa è la popolazione del Kosovo che è stata costretta a lasciare la propria terra, può darsi che nei filmati televisivi ci sia qualche eccesso, però certamente abbiamo visto in quali condizioni questa popolazione sta vivendo, in quali condizioni ha lasciato la propria terra, se è riuscita a lasciarla, perché non credo che non corrisponda a verità che purtroppo molti uomini, donne e bambini sono stati trucidati.
Nessuno ha commesso queste azioni nei confronti della Serbia. Dice "ma si fanno i bombardamenti nella Serbia". Dopo tanto tempo, qualcuno fa risalire questo modo di operare della Serbia a dieci anni fa, non si poteva ulteriormente, evidentemente, tollerare che in Europa accadessero fatti di questo genere. E siccome Milosevic non torna indietro, nella sua mente, qualcuno dice pazza, può darsi che non sia pazza, ma ci deve essere qualcosa che evidentemente non funziona bene, può essere fermato solo con un'azione militare. Altra possibilità oggi non esisteva, e siccome non esisteva altra possibilità, ed allora l'azione criminale di Milosevic è stata se non fermata, ridimensionata, e verrà fermata perché io credo che alla fine Milosevic dovrà arrendersi di fronte alla potenza del Patto Atlantico. Per far vedere la forza? No, per realizzare un minimo di giustizia e di assistenza alle popolazioni che soffrono.
Io credo che questa sia la funzione del disegno di legge che ci viene sottoposto all'attenzione e che dobbiamo varare il più rapidamente possibile.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare la consigliera Petrini. Ne ha facoltà.
PETRINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, questa sarà anche una discussione importantissima, mi avete dato una lezione di politica, forse anche di tattica bellica, a me che non ne ho proprio bisogno essendo figlia di un pluridecorato di troppe guerre. Mio padre è morto due mesi fa e abbiamo sempre parlato di questi argomenti, quindi credo di conoscere abbastanza bene le situazioni degli ultimi cinquant'anni europei.
Voglio dirvi una cosa: stranamente mi sono trovata d'accordo con tutti voi, mi sono trovata d'accordo con l'onorevole Casu e con l'onorevole Montis. Mi chiederete il perché di questo strano essere d'accordo con tutti. Forse questo nasce dal fatto che a venticinque anni mi sono laureata in medicina e che ho detto che chiunque sarà sul lettino davanti a me, sarà soltanto un paziente. E quindi io credo che si possa unire questa proposta, offrendo la nostra assistenza sanitaria, dico sanitaria, a tutti i feriti di tutte le guerre, di qualunque parte essi siano.
Mi rendo conto che dobbiamo aiutare materialmente le persone che sono state scacciate dalla loro casa, che sono state scacciate è dir poco, ho usato questo termine molto gentile. Ma anche gli altri, i feriti, i bombardati hanno diritto di essere aiutati, non importa chi li ha bombardati, loro in quel momento sono malati. Io so che alla facoltà di Cagliari e negli ospedali c'è stata una richiesta di medici che vadano lavorare in queste zone e saranno considerati come in ferie. Io, se potrò, sarò onorata di fare questo, e vi assicuro che non starò a guardare se è un serbo, un kosovaro, un turco, non mi importa.
Spero che queste mie parole non cadano nel nulla e che ci servano per tranquillizzarci e per dire che noi dobbiamo aiutare materialmente chi ha bisogno di mangiare, e dobbiamo aiutare tutti quelli che hanno bisogno di cure mediche, perché se non le hanno sono condannati a morire anche quelli che sono bombardati o che non hanno la nostra tecnologia clinica medica avanzata, soprattutto chirurgica.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvestro Ladu e Luca Deiana hanno chiesto di poter usufruire di una giornata di congedo a far data dal 30 aprile 1999. Se non ci sono osservazioni i congedi si intendono accordati.
Continuazione della discussione del disegno di legge: "Norme autorizzative alla partecipazione della Regione Autonoma della Sardegna alla missione umanitaria nei paesi Balcanici in favore dei profughi del Kosovo" (522) nel testo del proponente
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della Difesa dell'ambiente. Signor Presidente, credo che l'emendamento possa essere accolto nella sua formulazione ultima
PRESIDENTE. Ricordo che l'Assessore interviene nella discussione generale e fa riferimento ad un emendamento che è stato presentato perché se n'è parlato in Aula. Prego, onorevole Onida.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Sì, Presidente, ripeto che l'emendamento può essere accolto nella sua formulazione ultima che è stata distribuita in questo momento, dove viene eliminata l'espressione "alle popolazioni della Serbia" e sostituita con la espressione "dei Balcani", quindi con l'accezione più vasta e più generale, perché c'è un problema di diritto e c'è un problema di sostanza. C'è un problema umanitario che abbraccia tutta quanta l'area e sulla quale credo il Consiglio regionale e il popolo sardo abbiano certamente una sofferenza e un'attenzione omogenea. Ma c'è un aspetto, però, che invece è più particolarmente sotto l'attenzione del diritto. Questa è una iniziativa che nasce all'interno del Governo attraverso la Protezione Civile, ogni regione deve gestire un modulo di organizzazione per il Kosovo, questa legge va all'approvazione del Governo, su questa linea di politica internazionale il Governo ci dà l'assenso. Se noi andassimo con questo provvedimento a divaricarci da una posizione del Governo italiano, questa legge secondo me non verrebbe approvata.
Quindi direi che il testo con questa modifica può ancora essere, invece, suscettibile di approvazione e recupera le posizioni della politica del Governo nazionale, ma anche, però, si allarga ad una visione più umanitaria e più equilibrata che il Consiglio ha in ordine ai sofferenti, che sono tutte le popolazioni oggi coinvolte in questa guerra.
PRESIDENTE. Questo va sottolineato per chiarezza, lo diceva l'Assessore ma è una cosa che l'Aula sa perfettamente, noi abbiamo competenze in materia di politica estera limitata dalle leggi nazionali, quindi qualunque tipo di intervento facessimo è sempre nell'ambito delle politiche nazionali, questo è ovvio, se no, in tal caso qualunque norma o qualunque emendamento inserissimo in difformità di queste norme sarebbero motivo di rigetto della legge stessa.
Ha domandato di parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (Gruppo Misto). Vorrei dire che accolgo la proposta dell'Assessore con questa modifica come raccomandazione perché possa avvenire in futuro anche l'estensione dell'assistenza. Mi rifaccio alle nobili parole dell'onorevole collega Petrini che ha detto poco fa in quest'Aula.
Volevo dire una cosa a Pittalis, ma non a Pittalis, che mi interessa relativamente, voglio dirla al Consiglio regionale; lei, Pittalis, non è autorizzato a travisare le parole che si dicono in questo Consiglio. Io non ho mai espresso solidarietà alla Serbia per le attività che sta svolgendo nel Kosovo contro quelle popolazioni! Non l'ho mai espresso e non l'ho mai pensato. Lei non può travisare questo, altrimenti diventa un Mario Appelius in sedicesimo; era un giornalista italiano che mentre bombardavano Londra con gli U2, lui finiva le trasmissioni contento dicendo "Dio stramaledica gli inglesi". Lei può stramaledire la Serbia e i comunisti, però non può travisare le cose che diciamo in quest'Aula!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, è un po' anomalo un secondo intervento, ma l'ha consentito al Consigliere Montis; siccome è nostra volontà che la legge sia approvata, propongo, al fine di risolvere la questione, di rimetterci nell'articolo 1 interamente all'azione che svolgerà il Governo italiano; quindi di cancellare le parole "di assistenza ai profughi del Kosovo", quindi dice: "La Regione Autonoma Sardegna partecipa all'azione umanitaria posta in essere dallo Stato nella grave emergenza in atto nei paesi Balcanici". Il che vuol dire che qualunque iniziativa umanitaria prenda lo Stato nei paesi Balcanici la Regione è autorizzata a concorrervi.
PRESIDENTE. Si propone da parte del consigliere Bonesu (naturalmente non siamo ancora entrati nell'esame degli articoli, vi ricordo che siamo sempre in sede di discussione generale, ma è meglio chiarirlo prima) di eliminare le parole "di assistenza ai profughi del Kosovo", quindi questo significa che tutte le azioni umanitarie che venissero ritenute attuabili dal Governo nazionale, naturalmente d'intesa con l'ONU, potrebbero essere recepite. E` stato formalizzato l'emendamento da parte del consigliere Bonesu.
Se non ci sono altri interventi chiuderei la discussione generale. La Giunta è già intervenuta, gli emendamenti sono stati presentati, quindi metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
FRAU, Segretario f.f.:
Art. 1
La Regione Autonoma della Sardegna partecipa all'azione umanitaria di assistenza ai profughi del Kosovo, posta in essere dallo Stato nella grave emergenza in atto nei Paesi Balcanici, in raccordo con le altre Regioni italiane e le Province autonome, secondo le disposizioni e i piani d'intervento dallo stesso Stato emanati anche per operatività in territorio estero.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti; il primo è stato ritirato ed è stato sostituito dall'emendamento numero 2, e l'emendamento numero 3 che è semplicissimo. E' quello che ha illustrato il consigliere Bonesu. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Mi pare che l'obiettivo dei due emendamenti sia simile, se non identico. Chiedo se i presentatori intendono illustrarlo.
Se si accoglie la proposta fatta dal consigliere Bonesu, e se siamo d'accordo, possiamo eliminare dal primo articolo la frase che inizia nella seconda riga "di assistenza ai profughi del Kosovo", quindi il primo articolo reciterebbe: "La Regione Autonoma della Sardegna partecipa all'azione umanitaria posta in essere dallo Stato nella grave emergenza in atto nei paesi dei Balcani".
Vi proporrei, visto che c'è un accordo generale, di considerare emendato il primo articolo così, ritirati gli emendamenti e votiamo l'articolo 1 così come l'ho letto emendato. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E`approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Naturalmente in sede di coordinamento anche il titolo, in base alla correzione che abbiamo fatto sull'articolo 1, va adeguatamente coordinato ed emendato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Perché sia chiaro, o perlomeno rimanga agli atti, che questo intervento è una missione umanitaria per i paesi dei Balcani, ma come misura specifica che nasce dalla Sardegna è per i profughi del Kosovo. Questo sia chiaro, perché altrimenti sembra che la Sardegna vada all'avventura nei paesi dei Balcani.
Non mi sono opposto ad eliminare l'espressione "azione umanitaria per i profughi del Kosovo", però sia chiaro che la funzione e l'iniziativa della Regione nasce in favore di questa popolazione, altrimenti non si capisce esattamente cosa si va a fare. Non penso che ci stiamo organizzando per andare in Serbia, tanto per essere chiari.
PRESIDENTE. Non potremmo neppure perché siamo limitati dalle politiche nazionali.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, credevo di essere stato chiaro; il testo dell'articolo 1, così come approvato, consente alla Regione di intervenire in tutte le azioni umanitarie promosse nei Balcani dal Governo italiano. Attualmente l'azione umanitaria in corso è l'assistenza ai profughi del Kosovo; auspico che entro breve tempo le azioni possano estendersi anche al territorio della Serbia, è un auspicio, e la legge consentirebbe alla Regione di intervenire anche in quella situazione.
PRESIDENTE. Per chiarire, noi non abbiamo competenze primarie in materia di politica estera; gli interventi sono sempre fatti in linea col Governo nazionale che li svolge in linea con la politica delle Nazioni Unite.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 522.
Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI -FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 49
Votanti 49
maggioranza 25
Favorevoli 49
(Il Consiglio approva)
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, così come concordato nella Conferenza dei Capigruppo, tra tutti i Capigruppo, chiedo che venga discusso l'ordine del giorno poi trasformato in mozione sul CTM. E` una cosa che ci prende il tempo di due minuti, il tempo di votare, in quanto vi era un impegno, quello di non aprire la discussione sulla mozione stessa.
PRESIDENTE. Mentre la riproduciamo, possiamo procedere, poi, nel corso della mattinata l'affronteremo.
Discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge BONESU: "Tutela paesistica delle coste della Sardegna" (174), LADU: "Norme in materia di gestione di vincolo paesaggistico di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 e alla legge 8 agosto 1985, n. 431, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica-ambientale" (487), BALIA - MANCHINU - LA ROSA - DETTORI Bruno: "Norme in materia di pianificazione paesistica, gestione del vincolo paesaggistico di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 e alla legge 8 agosto 1985, n. 431, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica- ambientale" (494) e del disegno di legge: "Norme in materia di pianificazione paesistica, gestione del vincolo paesaggistico di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 e alla legge 8 agosto 1985, n. 431, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica-ambientale" (497)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 174, 487, 494 e del disegno di legge numero 497. Sono tutti provvedimenti relativi alla tutela paesistica delle coste della Sardegna e comunque alle politiche paesistiche territoriali.
La discussione generale è già stata svolta ed è stato espresso il parere della Giunta.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura del titolo.
CONCAS, Segretaria:
Titolo: Norme in materia di pianificazione paesistica, gestione del vincolo paesaggistico di cui alla Legge 29 giugno 1939, n. 1497 e alla Legge 8 agosto 1985, n. 431, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica - ambientale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CONCAS, Segretaria:
Art. 1
Misure di salvaguardia
1. Nelle more della revisione e dell'aggiornamento dei Piani Territoriali Paesistici (PTP), resi esecutivi con i decreti del Presidente della Giunta regionale del 6 agosto 1993 e non più vigenti, nei territori già compresi in tali Piani vengono assunte, quali misure di provvisoria salvaguardia e disciplina del territorio nonché ai fini della predisposizione dei Piani Urbanistici Comunali (PUC), le disposizioni di cui alle norme di attuazione e alla allegata cartografia dei Piani Territoriali Paesistici di cui ai citati decreti del Presidente della Giunta regionale del 6 agosto 1993.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 3, 25, 8, 9, 13, 15, 20 e 21.
Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Gli emendamenti numero 13 e 15 sono ritirati perché assorbiti nell'emendamento numero 21.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare il suo emendamento.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, l'esigenza dell'emendamento nasce dalla nostra netta opposizione all'articolo 1 del testo che è pervenuto in Aula. Perché riteniamo che l'articolo 1 sia contrario ad ogni principio dello stato di diritto, perché ad atti amministrativi annullati si fanno conseguire effetti dopo l'annullamento.
In particolare due effetti: il primo, che questi atti illegittimi continuano a valere come misure di salvaguardia; la seconda questione, ancora più pericolosa, è che questi atti illegittimi diventano presupposto dei piani urbanistici comunali, quindi perpetuando nel tempo la loro illegittimità. Effettivamente sono due effetti che non possono trovare cittadinanza in uno stato di diritto, perché così facendo si sta privando il cittadino, in violazione delle norme costituzionali, del diritto di impugnare gli atti amministrativi a lui lesivi. Perché si stanno approvando, praticamente, atti amministrativi illegittimi con legge, il che porta che il cittadino se va al TAR non può far valere i vizi del procedimento, gli errori illogici che avevano portato a formulare quei piani territoriali paesistici, Perché il TAR, se venisse approvata questa legge, dovrebbe dire no. Però il problema che sorge sulla legittimità costituzionale di questa legge, che viene a precludere al cittadino l'esercizio del diritto di impugnativa contro atti amministrativi, e ciò tanto più in quanto quegli atti amministrativi sono già dichiarati illegittimi, annullati ed espunti dal mondo del diritto, stranamente il cittadino non avrebbe nessuna tutela in questo caso.
Quindi, sembra che la formulazione di cui all'articolo 1 soffra di tutte queste censure, per cui proponiamo che venga esteso su tutte le coste il vincolo paesistico, anche sulle coste dove non c'è, e fino all'approvazione dei piani territoriali paesistici possa l'Assessore, sentite le Commissioni provinciali, dettare norme sulla gestione di questo vincolo e in particolare individuare zone di conservazione integrale.
Chiaramente il cittadino potrà impugnare questi provvedimenti dell'Assessore, facendo valere gli errori illogici, i difetti di presupposto che questi provvedimenti possono avere, il che tutelerebbe sia il diritto pubblico, l'interesse generale alla salvaguardia delle coste, sia il diritto del cittadino di tutelare in via giudiziaria i propri diritti ed interessi legittimi.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 25 si dà per illustrato non essendo in Aula i presentatori.
Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare gli emendamenti numero 8 e 9.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente si tratta di due emendamenti, il numero 8 e il numero 9, che tendono ad introdurre un momento di semplificazione burocratica.
Nel caso dell'emendamento numero 8 si tratta di superare una norma che oggi impedisce di fatto la realizzazione di impianti per pannelli solari o per l'installazione di pompe di calore che trovano grosse difficoltà, determinate dalla necessità di avere l'autorizzazione edilizia per poter essere montati. Questo fa sì che su queste fonti ecologiche ed alternative di produzione di energia, che consentono notevoli risparmi sia ad aziende, sia a privati, ma anche all'ambiente, nel senso del minore impatto ambientale dovuto all'utilizzo di fonti che non creano inquinamento, trovino delle difficoltà di attuazione. Qua si tratta semplicemente di doverle considerare come estensione di impianti esistenti, e conseguentemente seguire un regime autorizzativo diverso da quello attualmente in essere.
Per quello che riguarda l'emendamento numero 9, qui si tratta di dover, praticamente, consentire ad imprese, quindi alberghi, attività agricole che sono nell'ambito dei due chilometri dalla costa, così come stabilito dalla legge, di poter, se costrette da normative dello Stato, comunitarie o regionali, quindi costrette a dover fare degli adempimenti di adeguamento delle loro strutture, delle attività che hanno in essere, e quindi a dover apportare delle modifiche alle proprie aziende, non si capisce perché debbano essere poi costrette una seconda volta a chiedere di potersi adeguare ad una norma dello Stato, della Regione, della Comunità Europea, a dover chiedere il permesso di potersi adeguare.
Credo che in questi casi sia più che sufficiente dover effettuare la comunicazione prevista per tutte le opere di manutenzione straordinaria alla competente amministrazione comunale. Praticamente le imprese sarebbero, in questo caso, obbligate semplicemente a comunicare al sindaco che stanno adempiendo ad un obbligo di legge.
Tengo a precisare che si tratta, quindi, di opere dovute in qualche caso finanziate da fondi comunitari, quindi con il rischio di far perdere alle imprese i finanziamenti comunitari che scadono al 31 dicembre 1999, e che stanno incontrando difficoltà dal punto di vista autorizzativo da parte delle amministrazioni comunali.
Quindi si tratta di snellire una procedura che consente di adempiere ad adempimenti che lo Stato impone.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Usai Pietro per illustrare l'emendamento numero 20.
USAI PIETRO (Progr. Fed.). L'emendamento tende ad eliminare l'anomalia esistente in alcuni comuni della Gallura, il cosiddetto 2D(?) è una anomalia. Riportiamo la pianificazione in tutta la Sardegna in modo equo.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 21 ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare l'onorevole Usai Pietro, relatore.
USAI Pietro (Progr. Fed.), relatore. Sul 3, pur comprendendo molte delle motivazioni espresse dal collega Bonesu, è evidente che si tratta di un emendamento che, come dire, colpisce il cuore della legge. Il parere del relatore è contrario.
Sul 25 è contrario; sul 20 è favorevole; sul 21 è favorevole; sull'8 è contrario; sul 9 è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sull'emendamento numero 3 il parere della Giunta è contrario per le ragioni che il relatore ha già, con espressione efficace, indicato al Consiglio.
Colpisce il cuore della legge, ma non solo questa legge, colpisce al cuore l'intera normativa e l'intera legislazione regionale almeno degli ultimi dieci, dodici anni. Per cui nella sua crudezza questo emendamento è chiarissimo e non ha bisogno di molte discussioni. In buona sostanza con questo emendamento si ipotizza che tutto il sistema pianificatorio della Regione autonoma della Sardegna, che è partito da lontano, fino dalla norma della tutela dei centocinquanta metri dal mare, più di vent'anni fa, e poi la legge urbanistica regionale, la legge numero 45, condivisa se non unanimemente, larghissimamente dal Consiglio regionale della Sardegna, e le leggi successive, tutto il sistema pianificatorio che in questi anni, più di un decennio, è articolato nelle comunità e nelle istituzioni locali, la produzione dei Puc nei 377 comuni della Sardegna, e nelle quattro province, tutto questo sistema che con fatica e con oneri, non solo finanziari, ma di applicazione, di energia, di ricerca, di atti di amministrazione, che in questi anni si è compiuto, verrebbe tralasciato, eliminato e si tornerebbe a un sistema di valutazione non più del territorio e dell'ambiente con visione d'insieme, come è nella normativa moderna e come è nella cultura attuale, ma si tornerebbe ad una valutazione del valore ambientale caso per caso, bene per bene, cioè agli scorci del paesaggio, ai colpi d'occhio, al punto di vista che è la legge del 1939, che rifletteva la cultura del tempo, ma è la cultura di sessant'anni fa, che rapportata ai tempi moderni credo sia traducibile in millenni dei tempi antichi. Tornare alla valutazione del caso per caso, dal punto di vista dello scorcio del paesaggio della legge del 1939 così come qui viene proposto.
Sotto il profilo pratico, peraltro, questo sovvertimento, questa modificazione totale non introdurrebbe molto aiuto, molto sostegno alle ragioni che da più parti si rappresentano, cioè di accelerare, di in qualche modo aprire al sistema produttivo, alle imprese e quant'altro, Perché lo stesso articolo è costretto a riconoscere che questa applicazione della legge del 1939 (sessant'anni fa) dovrebbe essere temperata da delle regole, delle regolazioni che verrebbero date non più dal legislatore regionale, che dà le regole generali e poi va nell'applicazione in via amministrativa, ma dovrebbe essere data da un Assessore regionale, chiunque sia, previo parere delle Commissioni del paesaggio. Quindi restituendo non solo la titolarità, che rimane, ma anche l'esercizio concreto più incisivo di queste competenze importanti nella nostra regione, principalmente allo Stato. E poi enucleate le aree di salvaguardia, quindi ci sarebbe da censire tutto il territorio dei due chilometri, enucleare le aree di salvaguardia, cosa che in gran parte la legge regionale ha già fatto, ed anche i PTP ai quali facciamo riferimento, e soprattutto i comuni nella loro specificazione locale. Andrebbe fatta tutta questa operazione da parte delle Commissioni del paesaggio, e poi, in esito a questa prima operazione, andrebbero anche fatte prescrizioni generali e particolari per la tutela paesistica di tali aree. Quindi dovrebbero essere studiate altre prescrizioni, cioè normative, regole generali e particolari. Il che vorrebbe dire iniziare un altro cammino parallelo ed alternativo rispetto a quello che è già in campo, che con difficoltà comunque è andato avanti. Iniziare un altro cammino che sarebbe più lungo, più complesso, comunque conflittuale, comunque in contrasto netto con tutto quello che finora è stato fatto.
Non aggiungo altro, il problema qui, vorrei dire all'onorevole Bonesu, non è formale, non è di diritto, il problema è di sostanza.
Non c'è nell'articolo 1 nessun passaggio, come dire, di difficoltà giuridica, Perché non corrisponde alla sostanza, né alla lettera e né alla ratio dell'articolo 1 di questa legge di raccogliere con legge quello che prima era l'atto amministrativo. Perché quello che dice l'articolo 1 è un'altra cosa, sostanzialmente diversa.
L'articolo 1 restituisce al sistema regionale un sistema, un limite di salvaguardia, un limite minimo che era quello che già la Regione autonoma della Sardegna aveva, si era dato, e che era largamente condiviso dalle forze politiche, dalle istituzioni regionali e locali, dalle forze sociali e dalle forze economiche. Quindi restituisce questo livello minimo di salvaguardia in attesa di migliorare la pianificazione paesistica; così come anche se non l'avesse detto o imposto l'annullamento in via amministrativa del decreto presidenziale, sicuramente dopo diversi anni l'esigenza di aggiornamento era ugualmente avvertita, e quindi rafforzando questo sistema nelle zone di tutela integrale, come indica il parere del Consiglio di Stato, perché nelle zone 1 di tutela integrale, effettivamente, le specificazioni operative appaiono a tutti essere in qualche punto, non in tutti, un pochino non garantite, così come una zona di tutela integrale dovrebbe, invece, fare, Perché nelle specificazioni eccessive poi si va a consentire, nelle zone di tutela integrale, manomissioni, interventi, per esempio per opere pubbliche, senza dire dove e come queste opere devono essere fatte. Per cui al limite si può fare una diga, un aeroporto, una cosa su una spiaggia, se non c'è una qualche limitazione. L'articolo 1 che si ripropone, quindi, in pratica restituisce alla Regione il livello omogeneo di salvaguardia, quindi sia per le aree dove i PTP sono annullati, sia per le altre aree, dove non essendo annullati si assume l'impegno ad un annullamento, ad una revoca in sede di autotutela, quindi si restituisce omogeneità al sistema regionale, si reintroduce come salvaguardia minima il livello che c'era. Quindi si ridà quel sistema di certezze e di garanzia ai cittadini, agli operatori.
Il cittadino ha garanzia quando le leggi non si rovesciano interamente all'improvviso, ma quando già può migliorarsi il sistema sapendo e conservando quello che già conosceva di avere. Quindi il problema è tutto di sostanza, non c'è ragione di preoccupazione sotto il profilo del diritto.
E` di tutta evidenza che l'emendamento numero 3 parte da un'altra ottica, da un'altra filosofia, da un'altra impostazione generale, che non è una modificazione né formale, né giuridica, ma puramente di sostanza.
Per quanto riguarda gli altri emendamenti, si condivide l'opinione già espressa dal relatore. Quindi un giudizio contrario agli emendamenti 8 e 9, comprendendo che c'è una ragione, una preoccupazione nella proposizione di questi emendamenti, che viene manifestata, ed è l'utilità per il cittadino di non essere assoggettato ad eccessivi ritardi quando avanza una domanda alla pubblica amministrazione. Ma badate, la pubblica amministrazione di cui si parla qui è il comune, e introdurre in una legge regionale un principio in base al quale i comuni della Sardegna non possano autorizzare, quindi neppure conoscere, sapere, in ragione anche di installazione di pompe di calore, di supporti tecnologici di impianto solare, e tutte queste cose, che i comuni si vedano nel territorio, nei palazzi esistenti, sulle terrazze e negli ambienti organizzati della vita urbana installare pompe di calore, impianti tecnologici solo perché finalizzati ad energia alternativa e gli sia tolto il potere autorizzatorio, è una cosa del tutto illogica prima che non condivisibile sul piano sostanziale.
Il fatto che sia pompa di calore deve essere fatta nei modi e nei luoghi dovuti; il fatto che sia un impianto di energia alternativa, non si può impiantare un mulino a vento sulla Torre dell'Elefante.
Insomma, le cose migliori devono essere fatte nei modi nei quali le prescrizioni non solo urbanistiche ed edilizie, ma anche ambientali e di buongusto, tra l'altro, devono suggerire.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA
(Segue COGODI.) Il fatto che siano operatori qualificati, come qui si dice, installatori qualificati, gli installatori qualificati non sostituiscono la prima qualificazione dell'ente pubblico, che è il Comune. L'installatore qualificato è qualificato ad installare, non è qualificato a dare giudizi, né indirizzi, né urbanistici, né ambientali, né paesaggistici, il bravo installatore è quello che fa funzionare l'impianto, non è quello che dà giudizi estetici.
Quindi bravi installatori, d'accordo, ma questo appartiene al campo tecnico, ma anche buoni amministratori, come in Sardegna ci sono, ai quali non può essere tolto il diritto di autorizzare le cose in ragione delle modalità con le quali si devono eseguire.
Per questa ragione, comprendendo lo spirito, non si agevola il cittadino così, si agevolano gli installatori.
Il 21 è l'emendamento della Giunta, già implicitamente illustrato nelle cose dette.
Sull'emendamento 20, invece, nuovamente si condivide il parere del relatore e la Giunta è favorevole.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente c'è una leggina, la 470A, veramente un paio di articoli, ma è di importanza notevolissima, perché riguarda un modesto finanziamento al consorzio di Oristano perché si possano effettuare i lavori per incominciare ad invasare. E` indispensabile; io ritengo che, signor Presidente, l'Aula comprenda questo problema perché lo si possa mettere all'ordine del giorno e licenziarlo prima che il Consiglio vada a riposo.
PRESIDENTE. Non era il momento adatto per fare questa proposta perché stiamo parlando di un'altra legge. Adesso continuiamo a parlare di questa legge, poi affrontiamo questo problema, Perché altrimenti mescoliamo molte cose non omogenee tra loro. Adesso continuiamo su questa legge, poi teniamo conto di questa proposta, non possiamo interrompere l'esame di una legge per giungere a determinazioni su un'altra cosa. Proseguiamo con la legge adesso, ovviamente torneremo su questo.
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge BONESU: "Tutela paesistica delle coste della Sardegna" (174), LADU: "Norme in materia di gestione di vincolo paesaggistico di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 e alla legge 8 agosto 1985, n. 431, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica-ambientale" (487), BALIA - MANCHINU - LA ROSA - DETTORI Bruno: "Norme in materia di pianificazione paesistica, gestione del vincolo paesaggistico di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 e alla legge 8 agosto 1985, n. 431, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica-ambientale" (494) e del disegno di legge: "Norme in materia di pianificazione paesistica, gestione del vincolo paesaggistico di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 e alla legge 8 agosto 1985, n. 431, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica-ambientale" (497)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Io mi stupisco di alcune affermazioni Assessore. Con questi emendamenti non stiamo chiedendo o passando sopra la testa dei comuni, Perché i comuni hanno delle norme urbanistiche in vigore. Io non sto dicendo: sono abolite le norme urbanistiche del Comune. Sto dicendo che determinati tipi di interventi possono essere eseguiti non attraverso la procedura della richiesta dell'autorizzazione edificatoria, ma quella della manutenzione straordinaria. Cosa avviene quando un cittadino privato intende porre in essere opere di manutenzione straordinaria? Fa una comunicazione al Comune, che quindi ha tutta l'opportunità di andare a verificare, a controllare, si deve comunque attenere alla normativa urbanistica in essere. Nessuno sta dicendo che sto espropriando il comune di un potere che la legge gli riserva, e che peraltro è superato, comunque, da una legge nazionale, che è la legge numero 10 del '91, che stabilisce espressamente all'articolo 26 che l'installazione di impianti solari e di pompe di calore da parte di installatori qualificati. Perché qualificati? Perché l'installatore qualificato sa che cosa può essere fatto secondo la normativa di legge e che cosa non può essere fatto, quindi è di per sé un tecnico capace di valutare la rispondenza delle opere che mette in opera alle normative urbanistiche vigenti. Installatori qualificati destinati unicamente alla produzione di acqua calda e di aria negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi e considerata estensione dell'impianto idrico sanitario già in opera.
Cioè una normativa nazionale già in essere, che ha necessità di essere recepita dalla normativa regionale, perché attualmente non lo fa. Io ho una certezza, non una preoccupazione. La certezza è che se l'emendamento numero 9 non dovesse essere accolto dall'Aula, perlomeno per quelle che sono le mie informazioni, almeno 65 aziende saranno costrette a chiudere perché non hanno la possibilità di adeguare i propri impianti alle normative sanitarie attuali, e che gli impediranno di poter vendere i prodotti che attualmente producono. In particolare gli allevamenti, nel momento in cui non gli è concesso di poter fare impianti che gli consentano da adeguarsi alla normativa sanitaria, non potranno più vendere il latte per alimentazione umana, quindi anche se per poco a quella famosa valutazione delle mille lire a litro, ma potranno mettere sul mercato i propri prodotti soltanto per alimentazione animale, il che vuol dire che dovranno ridurre il prezzo del latte a trecento lire al litro, e conseguentemente dovranno chiudere. Per cui la certezza è quella di vedere sicuramente almeno 65 imprenditori a spasso, quando non anche con lavoratori dipendenti.
Vede, assessore Cogodi, spesso fanno molto di più emendamenti di questo genere in tema di lavoro, che fantomatici piani dell'occupazione, perché molto spesso (e questa è una cosa ormai risaputa in tutta l'attualità della politica a livello europeo) fanno molto di più la sveltezza nelle autorizzazioni e nella capacità dell'amministrazione pubblica di saper cogliere i momenti di necessità, di adeguamento delle imprese, di quanto non possano fare i sovvenzionamenti dell'amministrazione pubblica. Per cui io non riesco a capire le affermazioni: i comuni non possono sapere. I comuni possono sapere, devono sapere perché i lavori sono soggetti a una preventiva comunicazione da parte dell'imprenditore. E poi si è parlato, in tutta questa legislatura, di decentramento, di maggiore libertà, di disimpegno della funzione pubblica rispetto a quella privata: questo è forse l'unico caso che stiamo affrontando, l'unica opportunità che abbiamo in questa legislatura di affrontare un tema di questo genere e invece continuiamo a fare cose diverse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, io resto stupito dalla superficialità con cui la Giunta tratta l'argomento. Non sono questioni formali, si tratta del rispetto di diritti essenziali del cittadino garantiti dalla Costituzione. Quando, nell'emendamento 21 la Giunta peggiora ancora il testo della legge dando valenza ai piani territoriali paesistici non più vigenti, e imponendo addirittura adempimenti suppletivi per le attività che erano consentite dai piani già vigenti, effettivamente si arriva all'assurdo che se erano vigenti certi adempimenti non andavano fatti, e siccome non sono vigenti anche le cose che erano permesse sono vietate.
Questo vigeva in certi regimi, non certo in un regime democratico come quello della Repubblica Italiana. Io credo che la posizione della Giunta, nella malaugurata ipotesi che il Consiglio la accogliesse, dia il via libera alla speculazione sulle coste, perché si tratta di un provvedimento che non resiste a nessuna prova giudiziaria, e quindi l'avvocato di Berlusconi impugna il provvedimento che lede il suo diritto a edificare, solleva questione di legittimità costituzionale, vince la causa ed edifica a dispetto della volontà della Regione.
Credo che questa posizione sia miope, che tenda a fare demagogia, a guadagnare qualche mese, ma poi porterà al crollo di ogni possibilità di programmazione sulle coste della Sardegna, di tutela del passaggio della Sardegna.
Per cui noi esprimiamo la più forte opposizione sia al testo dell'articolo, sia all'emendamento 21, che arriva addirittura a risultati assurdi, per cui le norme annullate diventano ancora più proibitive che se fossero vigenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (Progr. Fed.). Le argomentazioni del collega Bonesu sono, mi pare, contraddittorie, perché da una parte afferma che se passasse l'articolo 1 del disegno di legge ci sarebbe il via alla speculazione, poi, in conclusione del suo intervento, dice: "Se passano queste norme ci sarebbe una sorta di maggiore proibizione, una maggiore rigidità delle norme e quindi un maggior controllo". Delle due l'una.
Credo che il collega Bonesu con l'emendamento numero 3 proponga, di fatto, di restituire competenze regionali allo Stato centrale, con l'obiettivo vero, però, di azzerare dieci anni di pianificazione e di vanificare gli effetti della legge 45.
La sentenza del Consiglio di Stato dice che i Piani territoriali paesistici hanno adottato una disciplina in contrasto con la tutela del paesaggio, consentendo interventi di trasformazione non in linea con la natura paesaggistica delle aree, cioè, indica alla Regione sarda la modalità con cui intervenire per correggere la pianificazione. Ed è giusto e corretto che dieci anni di storia della Sardegna non passino invano, che non si riportino gli orologi al 1989, a prima della legge 45, che non si costringa l'insieme dei comuni a riprendere una pianificazione faticosamente costruita che è costata anche forti tensioni sul territorio.
Quindi credo che l'emendamento numero 3, al di là delle argomentazioni con cui viene presentato, sia in realtà un grimaldello pericolosissimo che scardina l'intera pianificazione urbanistica comunale, che scardina la legge 45 e che non propone nient'altro che la restituzione delle competenze agli organi dello Stato, perché si dice: "In tale area tutte le opere di trasformazione territoriale sono sottoposte al regime autorizzatorio di cui agli articoli 7, 11 e 12 della legge 29 giugno 1939, numero 1496". Questa è la sostanza della cosa, e mi meraviglia che a fare questa proposta sia un collega che fa della battaglia autonomistica una bandiera a ogni piè sospinto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 3, con riserva di chiederlo eventualmente su altri emendamenti.
PRESIDENTE. Il primo emendamento da votare è l'emendamento numero 25, che è aggiuntivo all'emendamento numero 3. Qualora venga approvato il 25 si voterà a scrutinio segreto sull'emendamento numero 3, che avrà la forma derivante dalla sommatoria del 25 e del 3.
Metto in votazione l'emendamento numero 25, che emenda l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3 all'articolo 1.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 45
Votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 17
Contrari 28
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SELIS - SERRENTI - USAI Pietro - VASSALLO.)
Possiamo ora a votare l'articolo, essendo tutti gli altri emendamenti aggiuntivi.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'articolo.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 38
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 29
Contrari 9
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FRAU - GHIRRA - LA ROSA - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SELIS - SERRENTI - USAI Pietro - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 8.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 8.
PRESIDENTE. Ricordo che sull'emendamento numero 8 c'è il parere negativo del relatore e anche della Giunta, mi pare.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 32
votanti 32
maggioranza 17
favorevoli 3
contrari 29
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - GHIRRA - LA ROSA - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SELIS - USAI Pietro - VASSALLO.)
Per mancanza del numero legale sospendiamo i lavori, e viene convocata una Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta sospesa alle ore 12 e 08, viene ripresa alle ore 13 e 27.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SELIS
PRESIDENTE. La seduta è ripresa e prego i colleghi di prendere posto.
Comunico l'esito dei lavori della Conferenza dei Capigruppo. Mi scuso con tutti i colleghi per la lungaggine dei lavori stessi, ma davvero le conclusioni di tutte le cose sembrano più complicate e più lunghe.
Siccome devo annunciare non solo l'ordine dei lavori ma anche il metodo, vi prego di prestare un momento di attenzione perché questo è un patto tra i Capigruppo e vorrei che fosse anche conosciuto dall'Assemblea.
La Conferenza dei Capigruppo ha aggiornato i lavori a martedì alle ore 10.00; inizieremo con i PTP. Se manca il numero legale viene accantonato il problema dei PTP e si passa al 470, cantoniera; se manca il numero legale, o se viene bocciato, viene accantonato il problema cantoniera, si passa all'Ente Unico Forestazione; se manca il numero legale si chiude la legislatura con i discorsi di saluto e vari.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 13 e 29.
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