Seduta n.67 del 22/02/2005
LXVII Seduta
Martedì 22 Febbraio 2005
Presidenza del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 29.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 12 gennaio 2005 (62), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 25 gennaio e del 2 febbraio 2005.
Comunico inoltre che il 3 febbraio 2005 è pervenuta copia della sentenza della Corte Costituzionale numero 62, del 13 gennaio 2005, con la quale si dichiara l'illegittimità costituzionale della legge regionale 3 luglio 2003, numero 8: "Dichiarazione della Sardegna territorio denuclearizzato".
PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che in data 8 febbraio 2005 è pervenuta la seguente petizione presentata dai signori Marco Mameli e Giuseppe Andreozzi del 'Comitato Scuola Città di Cagliari: "Piano di dimensionamento della rete scolastica della Sardegna". (1/XIII)
Ricordo che a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso l'ottava Commissione.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Disposizioni urgenti in materia di commercio". (103)
(Pervenuto l'11 febbraio 2005 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2005". (107)
(Pervenuto il 21 febbraio 2005 ed assegnato alla terza Commissione.)
"Modifica dell'art. 19 della legge regionale 18 maggio 1994, n. 21 (Norme per la protezione degli animali e istituzione dell'anagrafe canina)". (108)
(Pervenuto il 21 febbraio 2005 ed assegnato alla quarta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
CALLEDDA - MARROCU - BARRACCIU - CHERCHI - CORRIAS - CUGINI - FLORIS Vincenzo - LAI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Franco: "Norme per la tutela del patrimonio speleologico e delle aree carsiche e per lo sviluppo della speleologia". (99)
(Pervenuta il 7 febbraio 2005 ed assegnata alla quinta Commissione.)
BALIA - MASIA: "Norme in materia di organismi geneticamente modificati". (100)
(Pervenuta il 7 febbraio 2005 ed assegnata alla quinta Commissione.)
COCCO - ADDIS - BIANCU - CUCCA - CUCCU Giuseppe - FADDA Paolo - GIAGU - MANCA - SANNA Simonetta - SECCI: "Istituzione dell'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente in Sardegna". (101)
(Pervenuta il 9 febbraio 2005 ed assegnata alla quinta Commissione.)
CALLEDDA - MARROCU - BARRACCIU - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUGINI - FLORIS Vincenzo - LAI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Franco: "Istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le spiagge libere della Sardegna". (102)
(Pervenuta il 9 febbraio 2005 ed assegnata alla prima Commissione.)
MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - LA SPISA - OPPI - DIANA: "Modifiche alla legge regionale 17 gennaio 1989, n. 4 (Istituzione del Difensore civico in Sardegna)". (104)
(Pervenuta il 17 febbraio 2005 ed assegnata alla seconda Commissione.)
SANNA Simonetta - BIANCU - ADDIS - COCCO - CUCCA - CUCCU Giuseppe - FADDA Paolo - GIAGU - MANCA - SABATINI - SANNA Francesco - SECCI: "Norme organiche per la disciplina, la programmazione e lo sviluppo delle attività di spettacolo in Sardegna". (105)
(Pervenuta il 17 febbraio 2005 ed assegnata alla seconda Commissione.)
LADU - MURGIONI - ONIDA: "Norme in materia di elezione del Parlamento regionale, forma di governo ed elezione dei rappresentanti dei sardi all'estero". (106)
(Pervenuta il 21 febbraio 2005 ed assegnata alla prima Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione BALIA - MASIA sull'illegittimità dell'articolo n. 17 del Contratto Integrativo di Lavoro (CIRL) degli operai e impiegati dell'Ente foreste della Sardegna". (84)
(Risposta scritta in data 8 febbraio 2005.)
"Interrogazione ARTIZZU sull'applicazione della caccia in deroga nel mese di febbraio". (111)
(Risposta scritta in data 15 febbraio 2005.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Volevo chiedere ai colleghi della ex maggioranza…
RASSU (F.I.). Della prossima maggioranza.
CUGINI (D.S.). Non si può escludere niente, nonostante la sua presenza. Dicevo, volevo chiedere di sospendere la seduta sino alle 17 e 30 perché, trattandosi di nomine, come sempre accade, c'è bisogno di combinare competenze e rappresentanze sia territoriali che di schieramento. Quindi se i colleghi dovessero essere d'accordo ringrazio anticipatamente.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono opposizioni, sospendo la seduta sino alle ore 17 e 30.
E' stata raggiunta un'intesa tra i Capigruppo della maggioranza e quelli dell'opposizione per l'utilizzo di questo spazio temporale per riunire la terza Commissione per l'esame del provvedimento relativo al terzo mese di esercizio provvisorio.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 36, viene ripresa alle ore 17 e 57.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
MANCA, Segretario:
"Interrogazione PORCU - GESSA - CERINA, con richiesta di risposta scritta, sul progetto Costa Dorada, Capo Malfatano, in Comune di Teulada". (122)
"Interrogazione PORCU - BRUNO, con richiesta di risposta scritta, sul 'Progetto sistema di raccolta e depurazione dei reflui' in Comune di Stintino". (123)
"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla tutela architettonica dell'area compresa tra la piazza Galilei e la Via Manzoni di Cagliari". (124)
"Interrogazione CONTU - SANJUST, con richiesta di risposta scritta, sulle istruzioni per il riordino dell'immagine dell'Amministrazione regionale". (125)
"Interrogazione CASSANO - DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di consentire la caccia in deroga nel mese di febbraio". (126)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla realizzazione del collegamento viario tra l'asse mediano e la via San Paolo a Cagliari". (127)
"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla Università di Nuoro e il fondo unico". (128)
"Interrogazione SERRA, con richiesta di risposta scritta, sull'impossibilità per la popolazione scolastica di Quartu Sant'Elena e dei Comuni limitrofi di iscriversi nelle scuole superiori del medesimo Comune". (129)
"Interrogazione CAPELLI, con richiesta di risposta scritta, sull'esclusione dei Comuni di Oliena, Bitti, Lula, Lodè e Orgosolo dagli interventi previsti a favore dei Comuni che hanno subito gravi danni a seguito degli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004". (130)
"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di aiutare l'artigianato, settore trainante della Sardegna". (131)
"Interrogazione CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla esclusione del Comune di Oliena dagli interventi straordinari decisi dalla Regione per far fronte ai gravissimi danni conseguenti alle alluvioni del dicembre 2004". (132)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di aumentare la dotazione finanziaria a favore degli Enti regionali per il diritto allo studio (ERSU) della Sardegna". (133)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla revoca della deliberazione della Giunta regionale che istituiva le strutture complesse presso gli ospedali di Sassari e Alghero della ASL n. 1". (134)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sul mancato accreditamento al Comune di Sassari dei fondi della legge n. 162 del 1998 a favore di persone con handicap grave". (135)
"Interrogazione BALIA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sui nuovi focolai di listeriosi e su eventuali rischi conseguenti al vaccino anti blue tongue". (136)
"Interrogazione LADU, con richiesta di risposta scritta, sulla ripartizione dei fondi per gli interventi urgenti a favore dei Comuni del Nuorese colpiti dagli eventi naturali". (137)
"Interrogazione BALIA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sul record negativo registrato dalla Sardegna riguardo l'abbandono scolastico". (138)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sui licenziamenti annunciati dalla compagnia aerea Meridiana". (139)
"Interrogazione BALIA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dell'Ufficio di sanità marittima di Arbatax". (140)
"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di salvaguardare l'agricoltura in Sardegna ed in particolare il settore lattiero-caseario-ovino". (141)
"Interrogazione CHERCHI Oscar, con richiesta di risposta scritta, sui chioschi di Torregrande e sul piano del litorale". (142)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul mancato avvio dei corsi di formazione per operatore socio sanitario". (143)
"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla Novamarine 2 di Olbia a rischio di fallimento". (144)
"Interrogazione BALIA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sull'esigenza di effettuare controlli nelle aziende che a qualunque titolo usano l'amianto". (145)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:
MANCA, Segretario:
"Interpellanza MARROCU - PACIFICO - CHERCHI Silvio - LAI sulle gravi difficoltà che incontrano nell'Isola i pazienti affetti da patologie reumatiche". (68)
"Interpellanza MARRACINI sull'attuazione del regime di prelievo venatorio in deroga ai sensi dell'articolo 9 della direttiva CEE n. 79/409, recepita dallo Stato con Legge 3 ottobre 2002 n. 221". (69)
"Interpellanza BALIA - MASIA sulla crisi del polo tessile del Nuorese". (70)
"Interpellanza BALIA - MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - CACHIA sulle determinazioni del comitato misto paritetico per le servitù militari in merito alle attività militari in Sardegna". (71)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza:
MANCA, Segretario:
"Mozione LADU - MURGIONI - ONIDA sul prezzo del latte ovino". (27)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 104. Dichiaro aperta la discussione generale. Poiché nessuno è iscritto a parlare la dichiaro chiusa. Metto in votazione il passaggio all'esame dell'articolo unico.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto sul passaggio all'esame dell'articolo unico. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Intervengo, signor Presidente ed onorevoli colleghi, perché l'iniziativa assunta dalla maggioranza dei Presidenti dei Gruppi mi ha veramente sorpresa, negativamente devo dire.
In un clima generale di politica culturale - istituzionale, dove il cittadino chiede di essere tutelato, specialmente nei confronti della macchina amministrativa, il Consiglio regionale della Sardegna mi sembra aspiri a collocarsi in una posizione opposta. Il difensore civico è infatti un istituto che non solo garantisce effettività e certezza all'esercizio del diritto, ma favorisce la fluidità procedimentale dell'azione amministrativa. La situazione prospettata dalla proposta di legge all'attenzione dell'Assemblea risulta quindi ai miei occhi paradossale perché, pur mantenendo in piedi l'istituto del difensore civico, di fatto ne azzera la funzione, lasciando i cittadini privi di un riferimento concreto per poter denunciare episodi di cattiva amministrazione.
La relazione dei proponenti non indica nemmeno un termine entro il quale questo istituto sarà riattivato o rivitalizzato, lasciandolo di fatto ibernato; si limita ad attribuire alla Commissione diritti civili la responsabilità di un approfondimento della questione in modo da proporre all'approvazione del Consiglio norme che "possano, meglio e tempestivamente" - si legge - "tutelare i cittadini sardi e raggiungere così il fine di assicurare il buon andamento, la tempestività, la correttezza e l'imparzialità dell'azione amministrativa".
Insomma, per qualche tempo sembra che i cittadini della nostra Isola dovranno rivolgersi a qualche trasmissione televisiva per denunciare le manchevolezze dell'Amministrazione. Ricordo che la Sardegna non è stata all'avanguardia in questo settore; la prima Regione italiana ad istituire il difensore civico è stata la Toscana nel 1971. Ma questa legge del 1989 ha collocato la regione Sardegna, con le altre che hanno provveduto a creare l'istituto, ai primi posti nella classifica europea. Attualmente questo importante istituto è presente in Germania e in Italia, il Parlamento europeo ha provveduto a costituire il mediatore subito dopo il Trattato di Maastricht. Quella che mi sarei aspettata, quindi, era un'iniziativa per rafforzare i poteri del difensore civico della Sardegna rendendolo uno strumento più forte in difesa dei cittadini. Invece, devo constatare che si preferisce negare fondatezza perfino all'esistente.
Mi sono domandata se a determinare questa scelta non sia stato un problema di risparmio e contenimento della spesa dell'amministrazione regionale. A parte che non si capisce perché nei momenti di vacche magre ci debbano rimettere i cittadini, ritengo che sarebbe stato meglio limitare la modifica della legge istitutiva alla riduzione degli emolumenti previsti; emolumenti che potevano essere ridotti drasticamente. I cittadini avrebbero capito e i candidati al ruolo di difensore civico, trattandosi anche di un titolo di prestigio, avrebbero accettato di svolgere il compito anche con una riduzione notevole dell'indennità. Forse si poteva, in questa prima fase, ridurre ad un anno la durata dell'incarico di difensore civico, stabilendo così un tempo massimo per modificare la legge.
Non è chiaro, infine, e fa decisamente crescere le perplessità, il passaggio della relazione in cui si afferma che le norme che disciplinano la segreteria vengono abrogate "per valutare in futuro se, sia la sede che il personale, debbano continuare ad essere a carico del Consiglio regionale". Escludendo l'ipotesi che si intenda privatizzare l'istituto del difensore civico, resta il dubbio che lo si voglia inglobare all'interno della Presidenza della Giunta, e secondo il mio parere questa scelta sarebbe inopportuna.
Ritengo inoltre che sarebbe stato opportuno un preventivo esame di questa proposta di legge da parte della Commissione diritti civili . Pertanto annuncio il mio voto contrario sul passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, l'istituto del difensore civico nasce in un periodo nel quale la Pubblica Amministrazione e la funzione pubblica in generale sono rappresentati nell'ordinamento come un palazzo aperto (o, meglio, da aprire) al controllo sociale, all'osservazione critica del cittadino, che è il soggetto più direttamente interessato in ragione dei servizi e delle attenzioni che deve ricevere, ma è anche interessato in quanto contribuente, in quanto soggetto che mantiene in piedi, con le proprie risorse, il sistema pubblico, il sistema della pubblica amministrazione, e dalla pubblica amministrazione attende risposte che spesso tardano a venire, che spesso è tortuoso ottenere.
Come le leggi sull'accesso alla documentazione, le leggi sulla trasparenza, le leggi che prevedono (come la legge nazionale numero 241 e la legge nazionale numero 40, entrambe del '90) il contraddittorio, l'istruttoria pubblica, la partecipazione diretta degli interessati al procedimento amministrativo, il dovere della pubblica amministrazione di dare risposte, l'istituto del difensore civico serve a rafforzare l'attività di controllo sociale, serve a rafforzare il rapporto tra il palazzo e il cittadino, serve a rafforzare il rapporto tra la pubblica amministrazione e la comunità, serve anche a far sentire la pubblica amministrazione come qualcosa di non diverso dall'insieme della società, come uno dei soggetti che sta dentro la società, che ne regola al meglio il suo funzionamento.
Noi interveniamo con una legge che abroga questo istituto, lo facciamo in un periodo, si è detto - prima la collega Caligaris lo citava - di vacche magre, dove tutto ciò che costa è un problema, a prescindere dalla considerazione che sia utile, a prescindere dalla circostanza che sia necessario, a prescindere dal fatto che sia modificabile in meglio, che sia da rigenerare, da riempire di contenuti, a prescindere cioè da uno sforzo che vada verso quella direzione alta di relazione positiva tra il cittadino e la pubblica amministrazione, tra il cittadino e le istituzioni. Si interviene e si abroga.
Credo che andando avanti di questo passo finiremo per abrogare anche noi stessi, e finiremo anche per pentirci di avere avviato un percorso di questo tipo, ci troveremo cioè costretti a valutarlo criticamente, a capire bene che tipo di percorso è, dove sbocca, in che modo la democrazia effettivamente cresce, in che modo la partecipazione critica del cittadino ci accompagna, in che modo noi saremo capaci di governare una società complessa, piena di spinte, di esigenze, di bisogni, di aspirazioni di giustizia e di equità.
Io voterò a favore di questa norma proposta di legge. Voterò a favore perché si è assunto l'impegno di superare un istituto che si ritiene non abbia funzionato, ma ritengo che questo Consiglio si debba dare dei tempi strettissimi (parlo di settimane, di qualche mese) per portare all'attenzione dell'Aula una nuova proposta….
PRESIDENTE. Prego, concluda.
URAS (R.C.)... che rafforzi il rapporto tra cittadino e istituzioni, che valorizzi il controllo sociale, che gli dia maggiori e più qualificati strumenti per difendersi dall'arbitrio, quando esiste, o dalla non curanza o dalla negligenza di chi lo amministra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, prima di annunciare il voto che sarebbe comunque contrario rispetto al passaggio all'esame degli articoli, vorremmo appellarci al Presidente e all'intero Consiglio regionale, nella convinzione che sia possibile che sulla proposta di legge numero 104 sia intercorso sostanzialmente un malinteso, e cioè che per la fretta di un provvedimento reso necessario da scadenze di rinnovo consiliare, si stia rischiando di provocare un grave danno alla Regione Sardegna. La soppressione degli articoli che vanno dal numero 12 al 18 della legge di istituzione del difensore civico e successive modifiche, se i colleghi non lo avessero avvertito in pieno, sostanzialmente abolisce l'istituto del difensore civico, nel senso che lo abolisce fino a quando il Consiglio regionale non si doterà di una differente norma di legge capace di restituire poteri a questa figura.
Penso che forse la fretta, gli impegni che si affastellano, la necessità di studiare le proposte di legge, di capire dove si sta andando sui singoli atti che il legislatore propone e poi adotta, possa avere, come la collega Caligaris ha puntualmente sottolineato, fatto sì che anche i colleghi firmatari della proposta non abbiano pienamente tenuto conto che in questo modo l'operatività dell'istituto del difensore civico nella Regione Sardegna sarebbe, di fatto, rimasta sospesa. Altrimenti si tratterebbe di un atteggiamento quanto meno sconcertante; sarebbe come dire che se una casa non è adeguata la si butta giù e poi si raccomanda al muratore di fare in fretta a costruirne una nuova, non tenendo conto che nel frattempo si rimarrebbe privi di tetto. Lo stesso si sta facendo col difensore civico, se tutti quanti ovviamente concordiamo sul ruolo e sul valore che l'istituzione del difensore civico ha. Un ruolo e un valore che per chiunque abbia una cultura liberale, che ormai si ritiene diffusa ben al di là di quello che era lo stretto alveo del partito che un tempo rappresentava questi ideali, chiunque abbia questa cultura non può non avere ben chiaro in testa che in una burocrazia moderna devono esistere dei sistemi di controllo a garanzia dei diritti del cittadino che devono essere neutri rispetto all'amministrazione stessa, e questi sistemi di controllo devono essere costantemente a disposizione per creare quella trasparenza della Pubblica Amministrazione che noi stessi tante volte in quest'Aula abbiamo sottolineato essere il cardine del rapporto tra il cittadino e il Palazzo, tra il cittadino e la pubblica amministrazione.
Noi riformatori abbiamo presentato a questa proposta di legge una serie di emendamenti alcuni dei quali, devo dire, sono stati presentati in maniera anche rapida e veloce perché abbiamo saputo tardivamente che questa proposta di legge era entrata - ritengo ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento - all'interno della programmazione dei lavori consiliari. Ma gli emendamenti, che pure hanno una loro costruzione logica, e se capiterà li illustreremo e ne chiederemo la votazione, sono stati presentati più che altro per sottolineare che su questa proposta è necessaria una riflessione, una riflessione adeguata da parte del Consiglio regionale.
Ci appelliamo pertanto a tutte le forze presenti in Consiglio regionale perché il testo di questo progetto di legge possa essere esaminato dalla Commissione diritti civili, possa essere discusso con attenzione ed arrivare in tempi rapidissimi in Aula per una sua approvazione, garantendo la presenza, l'esistenza e l'operatività dell'istituto del difensore civico per la Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, nel dichiarare il mio voto contrario al passaggio all'esame dell'articolo di questa proposta di legge voglio sottolineare due aspetti particolari. Mi chiedo se la Commissione consiliare ha effettivamente esaminato questa proposta di legge, perché al testo non è allegata la relazione dei componenti della Commissione. Indipendentemente comunque da ciò ritengo che, alla luce delle osservazioni espresse dai colleghi che mi hanno preceduto, sarebbe opportuno che questa proposta di legge venisse rinviata in Commissione.
Non sto qui a ripetere tutte le osservazioni pronunciate, sia dall'onorevole Uras che dal collega Vargiu, che sottoscrivo e sostengo. Ritengo che l'impostazione che si è data a questo inizio legislatura, che è l'impostazione della revoca e del taglio, molto spesso non ragionando sugli effetti causati dalle revoche e dai tagli, sia un'impostazione decisamente sbagliata. Così come è sbagliato procedere con decisioni affrettate; questo è successo sulla così detta legge "salva coste", è successo sul disegno di legge finanziaria che andremo a discutere, ricchissimo di errori, è successo sul provvedimento di proroga dell'esercizio provvisorio, anch'esso devo dire con errori (in buona fede preferisco pensare, infatti il testo arriverà in Aula modificato) e lo stesso è successo per il progetto di legge sul commercio che probabilmente perverrà all'Aula nella giornata di domani. La fretta è una cattiva consigliera, ecco perché ritengo che questo testo debba tornare in Commissione.
Vi deve, prima di tutto, essere una certezza sui tempi perché non è accettabile una vacatio del difensore civico, che costituisce una garanzia per il cittadino, ma soprattutto si deve smettere, una volta per tutte di proporre soppressioni e revoche in attesa di progetti che devono essere ancora presentati. Noi siamo pronti a discutere sulla rivisitazione del sistema regionale, compreso quello del difensore civico che sicuramente ha bisogno di essere aggiornato, corretto e portato al passo dei tempi anche nelle modalità di comunicazione. Gradiremmo parlare di soppressione, però, solo nel momento in cui ci viene rappresentato dalla Giunta un percorso, un progetto nuovo che andrà a sostituire ciò che non appare più rispondente alle esigenze attuali; un progetto della Giunta o del Consiglio.
(Interruzione).
Veda Presidente, ha fatto bene a sottolineare "perché solo della Giunta", perché da un po' di tempo anch'io sto perdendo fiducia sul ruolo del Consiglio, perché da un po' di tempo a questa parte ci sembra di comprendere che oltre al difensore civico si vogliano abolire anche altre istituzioni, non ultima quella del Consiglio. Perciò esprimendo il mio voto contrario al passaggio all'esame dell' articolo, ritengo opportuno proporre all'Aula e alla Giunta che il testo venga rinviato in Commissione in modo che possa pervenire all'Aula per una rivisitazione dell'istituto del difensore civico molto più analitica e compiuta. In questo modo finalmente in quest'Aula si potrà discutere di qualcosa di concreto, di un progetto serio che non viene solo enunciato ma rappresentato in termini di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, condivido le argomentazioni che ha espresso poc'anzi l'onorevole Caligaris, per cui non voglio ripeterle. Anche sul difensore civico, secondo me, non c'è stata una sufficiente discussione; non c'è stata nei Gruppi, nei partiti, nella coalizione di centrosinistra. Ancora una volta siamo di fronte a scelte verticistiche che passano sopra la testa dei consiglieri regionali; è diventata ormai una prassi, e per noi è sempre più mortificante svolgere il ruolo che ci hanno assegnato i cittadini.
Credo che non sfugga a nessuno l'importanza dell'istituto del difensore civico per la difesa dei diritti dei cittadini, e credo che non sia valida l'argomentazione che, prendendo le mosse da un suo non funzionamento, ritenga che debba essere soppresso. Io sono del parere che dovesse essere esercitato un controllo, l'istituto doveva essere sostenuto ed eventualmente aggiornato. A maggior ragione respingo le argomentazioni di tipo ragionieristico che fanno leva sulla necessità di risparmiare per giustificare l'abolizione di questa figura. E' un'argomentazione che non mi convince e che credo debba essere respinta, perché mette in discussione il modo di intendere la democrazia e il rapporto con i cittadini in una realtà particolare come quella sarda. Credo che inviare un segnale di questo tipo in questo momento sia un errore che i nostri amministrati non mancheranno di registrare.
Io sono anche presidente della Commissione che si occupa di diritti civili e ho avuto notizia solo questa mattina, alle ore 10, dell'inserimento all'ordine del giorno di questo argomento. C'è un continuo e fastidioso comportamento teso a sminuire da un lato il ruolo del Consiglio, dall'altro il ruolo dei consiglieri e adesso anche il ruolo delle Commissioni consiliari. Non mi sento di avallare questo comportamento e anzi lo voglio denunciare in questa Assemblea. Non sono d'accordo con quanto viene proposto, e questo lo affermo anche nella veste di presidente di una Commissione così importante che discute e cerca di garantire i diritti civili dei cittadini. Non posso la mattina indire una conferenza stampa dove mi occupo dei diritti dei carcerati cercando di tutelarli e la sera, invece, approvare una proposta come questa, che calpesta i diritti dei cittadini; non mi sento di entrare in questa contraddizione.
Si sarebbe potuto ridurre l'importo, la durata dell'incarico ed esercitare su di esso un maggiore controllo se si fosse, come si doveva fare, discusso per tempo su questa importante questione. Invece questo non lo si è voluto fare; pertanto a me non rimane altro che prendere atto di questo metodo di lavoro che non condivido, di questa scelta sbagliata e, se non si deciderà di rinviare la discussione, il mio voto sul passaggio all'esame dell'articolo unico sarà contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, intervengo per preannunciare il mio voto contrario e quello del collega Atzeri al passaggio all'esame dell'articolo di questo provvedimento e, auspicando che non si arrivi a questo voto, chiedo ai proponenti di ritirare il provvedimento affinché venga rinviato all'esame della Commissione competente.
Se questo istituto, che rappresenta una conquista istituzionale dei cittadini sardi, non funziona, bisogna farlo funzionare, perché se passasse il concetto che una istituzione che non funziona debba essere soppressa, si arriverebbe al paradosso che anche un Consiglio regionale e un Parlamento improduttivo dovrebbero essere soppressi. E questo mi sembra un principio e un metodo che non dobbiamo far passare. Quindi l'invito accorato è al ritiro del provvedimento per un immediato esame da parte della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, signori consiglieri, in un'Aula seppure distratta, da altri eventi che l'ordine del giorno propone, che forse hanno altra ricchezza di rappresentazione di quelli che sono i lavori consiliari, e che nell'opinione pubblica forse ancora una volta suggeriscono l'ipotesi che questa istituzione serva solo a frazionare alcune rappresentanze negli enti, si sta giocando un'altra partita che rende del Consiglio non certamente un'immagine attenta e rispettosa delle attese che la gente nutre nei confronti di quello che spesso e volentieri, e anche questa sera, viene citato come un palazzo lontano dagli interessi dei cittadini.
Io non so se vi sia una volontà precisa di portare in Aula norme che si accavallano in alcune circostanze particolari e che fanno ancora una volta emergere che questo è un Consiglio che non conta niente, che è un Consiglio di cui si può fare a meno, che probabilmente del difensore civico non se ne ha bisogno perché bastano, come garanti per tutti, questo Consiglio regionale e questo governo della Regione sarda.
Questo non va punto bene, credo che ci debba essere, da parte di tutti i colleghi consiglieri, una difesa significativa del ruolo democratico, del momento partecipavo di questa istituzione democratica. E ci si ricordi che ci si arriva preparati anche attraverso l'esame dei provvedimenti da parte della Commissione di merito.
Non credo che si possa pensare, anche se si procedesse in fretta, di restare senza difensore civico. Non il Consiglio regionale, ma la pubblica opinione, i cittadini hanno bisogno di questo istituto di garanzia nei confronti della pubblica amministrazione. Chiedo quindi il rinvio di questa proposta alla Commissione seconda, perché non vorremmo essere costretti a fare quello che non vogliamo fare, cioè un'opposizione ferma, restando qui a dibattere su degli emendamenti che non condividiamo. Se il provvedimento, invece, venisse rinviato alla Commissione competente per essere esaminato e poi portato in Consiglio si potrebbe procedere con più serenità. Del resto il difensore civico esiste nella regione Sardegna, esiste nelle altre regioni e nelle altre istituzioni, ed esiste anche la figura del mediatore europeo. Possibile allora che non ci rendiamo conto che una materia del genere avrebbe avuto la necessità di un confronto e di una preparazione più attenta di un progetto di legge già instradato in sede di Commissione?
Si tratta certamente di norme che necessitano di essere rivisitate, ma questo è ben diverso dal voler chiudere completamente questa esperienza con l'intento poi di proporre, magari a colpi di maggioranza, qualcosa di completamente diverso. E' necessaria una proposta che emerga da un dibattito consiliare, da una istituzione democratica che rappresenta largamente gli interessi diffusi, le aspettative vere di tutti i cittadini, sardi e non solo sardi. Si tratta, infatti, di un argomento largmanete sentito da tutta l'opinione pubblica del paese, perchè c'è un distacco effettivo tra la pubblica amministrazione, le istituzioni e il cittadino che reclama garanzie per i propri diritti.
PRESIDENTE. Colleghi, penso che sia utile sospendere la discussione e tenere una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo, perché la proposta in discussione è firmata dalla quasi totalità dei Capigruppo. Mi sembra pertanto opportuno valutare attentamente, in quella sede, come procedere su una materia delicata e che naturalmente non deve prestarsi a speculazioni.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 37, viene ripresa alle ore 20 e 12.)
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi se la pausa si è rivelata più lunga del previsto.
In sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo si è deciso di sospendere momentaneamente, la discussione della proposta di legge numero 104 per permettere di verificare la percorribilità di un'ipotesi di lavoro, e di passare all'esame del disegno di legge numero 107 relativo alla proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2005.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 107. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono iscritti a parlare, ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
DEPAU, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Il parere è conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto sul passaggio all'esame degli articoli il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, volevo verificare se in Aula era arrivata la proposta con la modifica che è stata effettuata in Commissione. Prendo atto che il testo è quello della Commissione. E' chiaro che si tratta di un testo sostanzialmente diverso, in quanto con quello presentato dalla Giunta si cercava di modificare quanto già previsto nella legge numero 11 del 2004, che faceva riferimento al bilancio per l'anno finanziario 2004 per quanto riguarda la possibilità di spendita in dodicesimi.
Un'osservazione comunque la voglio fare. L'esercizio provvisorio viene autorizzato fino al 31 marzo 2005 benchè sia chiaro a tutti che siamo già proiettati verso il quarto mese di esercizio provvisorio. Questo richiederà un ulteriore passaggio in Consiglio con un nuovo disegno di legge per l'autorizzazione di un altro mese di esercizio provvisorio. La Giunta non ha acceduto alla nostra proposta di inserire fin da oggi la previsione di esercizio provvisorio fino al 30 aprile 2005; ne prendiamo atto.
E' possibile che, entro il mese di marzo, ci dovremmo ritrovare in quest'Aula per approvare l'ulteriore proroga di un mese.
Ritengo pertanto, che la fretta o il non essere sufficientemente realisti non agevoli sicuramente né le casse della Regione, né quelle dei cittadini né tanto meno il buon andamento dei lavori di quest'Aula.
(E' approvato)
Passiamo all'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1.)
Art. 1
Proroga esercizio provvisorio
1. L'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2005, già autorizzato con la legge regionale 29 dicembre 2004, n. 11, è prorogato, con le modalità ed i criteri stabiliti dalla stessa legge, sino al 31 marzo 2005.
(E` approvato)
Passiamo all'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2.)
Art. 2
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il 1° marzo 2005.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale dell'articolo 2.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, LOMBARDO, PETRINI, CONTU, LA SPISA, SANCIU, Paolo Terzo SANNA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.
(Segue la votazione.)
Prendo atto che il consigliere Porcu ha votato a favore e che il consigliere Ladu si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.
Risponde no il consigliere: ONIDA.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 77
Votanti 46
Astenuti 31
Maggioranza 24
Favorevoli 45
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
Passiamo ora alla votazione finale. Poiché il sistema elettronico non sta funzionando correttamente si procede alla votazione finale per appello nominale.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 107. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no.
Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 75 , corrispondente al nome del consigliere Sanna Franco).
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Sanna Franco.
MANCA, Segretario, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - URAS - ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco.
Si sono astenuti: SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - SCARPA - VARGIU - AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - ONIDA - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 80
Votanti 49
Astenuti 31
Maggioranza 25
Favorevoli 49
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della delibera di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale. Prego i colleghi Questori di prendere posto nei banchi della Giunta.
Ha facoltà di parlare il consigliere Giorico, Questore.
GIORICO (Insieme per la Sardegna), Questore. Il Consiglio regionale della Sardegna delibera l'articolo unico: "L'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio per l'anno finanziario 2005 già autorizzato con deliberazione adottata dall'Aula in seduta del 22 dicembre 2004, è prorogato con la stessa modalità sino al 31 marzo 2005".
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo unico.
(Segue lettura)
(E` approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, le chiedo cortesemente, se possibile, di rinviare a domani mattina alle ore 10 l'esame della legge numero 103, perchè a mio avviso sono necessari ulteriori approfondimenti e non è il caso di discuterla velocemente stasera.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, adesso riprendiamo la discussione sulla proposta di legge numero 104 alla quale è stato presentato un emendamento sostitutivo totale del testo in discussione, firmato da tutti i Capigruppo, che sintetizza, in un certo senso, la discussione che si è svolta in sede di Conferenza. La sua richiesta verrà esaminata al termine della discussione di detta proposta di legge.
(È approvato)
Passiamo all'articolo unico. A questo articolo sono stati presentati 2 emendamenti, essendo stati ritirati tutti gli altri.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti)
Art. 1
1. Gli articoli dal 12 al 18 della legge regionale 17 gennaio 1989, n. 4, modificata dalla legge regionale 21 maggio 1996, n. 20, concernente l'istituzione del difensore civico in Sardegna, sono abrogati.
EMENDAMENTO sostitutivo totale MARROCU - LA SPISA .- OPPI - VARGIU - LICHERI - ATZERI - BIANCU - CACHIA - PINNA - DIANA
Art. 1
1. La nomina del difensore civico di cui alla legge regionale 17 gennaio 1989, n. 4 è sospesa.
2. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, il Consiglio regionale approva le modifiche alla L.R. di cui al comma 1 come modificata dalla L.R. 21.05.1996 n° 20.
3. Qualora il Consiglio non approvi la nuova normativa nei termini di cui al comma 2, il difensore civico, entro i successivi trenta giorni, viene eletto con le modalità previste dalla legge regionale n. 4 del 1989. Qualora il Consiglio non vi provveda, tre giorni prima della scadenza del termine, il relativo potere di nomina è trasferito al Presidente del Consiglio che lo esercita nei termini. (14)
EMENDAMENTO aggiuntivo MARROCU - LICHERI
Art. 1
Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:
Art. 1 bis
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione sul BURAS. (13)
PRESIDENTE. Gli emendamenti si danno per illustrati.
(È approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 104.
(Segue la votazione)
Rispondono sì: il Presidente SPISSU - ADDIS - AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - SANNA Simonetta - SCARPA - SERRA - URAS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 68
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. E' stata avanzata una proposta, da parte dell'onorevole Capelli, di concludere ora i lavori del Consiglio e riprendere domani mattina; non so quale sia l'opinione dei Capigruppo. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.
Si può utilizzare anche la prenotazione elettronica, per chiedere di parlare; forse funziona.
DAVOLI (R.C.). L'ho fatto diverse volte, Presidente.
Chiedo, se è possibile, signor Presidente, di approfittare di questa pausa per discutere di una mozione firmata da tutti i Capigruppo che riguarda la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena.
PRESIDENTE. Se qualche Capogruppo della maggioranza mi degnasse di un cenno di assenso o di diniego, questo aiuterebbe il mio lavoro relativamente alla proposta dell'onorevole Capelli e anche alla richiesta d'inversione dell'ordine del giorno. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, siccome lei ci ha invitato ad usare i sistemi elettronici, visto anche il successo del funzionamento di questo sistema, io ne ho approfittato e devo dire che effettivamente lei ha ragione e che va tutto bene.
Relativamente alla richiesta di sospensione dei lavori, formulata dal collega Capelli, vorrei far notare che questa è stata una seduta straordinaria, inserita nel mezzo dei lavori della Commissione bilancio e quindi nel mezzo della discussione della legge finanziaria. A noi sembrerebbe inopportuno, pertanto, sospendere i lavori stasera, perché riteniamo che i lavori della Commissione si stiano già prolungando oltre il limite. Pertanto chiederei un ripensamento al collega Capelli.
Relativamente invece all'inversione dell'ordine del giorno, non so quali siano i Capigruppo che hanno firmato questa mozione, io personalmente non la conosco, e per gli stessi motivi che rendono opportuno procedere con questa legge che è giudicata urgente chiederei anche di procedere secondo l'ordine dei lavori previsti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Non si deve preoccupare, onorevole Biancu, della Commissione bilancio, noi siamo stati sempre coerenti con ciò che abbiamo detto, quindi conosciamo i tempi. Non vorremmo però essere tacciati per avere dimostrato scarso senso di responsabilità; abbiamo dato suggerimenti anche stasera; qualcuno si era dimenticato persino dell'esercizio provvisorio.
Caro onorevole Biancu, voi ci avete fatto perdere due ore per problemi vostri, mica nostri! Quando alle cinque e mezzo non eravate in Aula, noi non abbiamo suonato la grancassa, non abbiamo voluto farlo, abbiamo aspettato altri tre quarti d'ora; quindi gradiremmo non essere assolutamente tacciati come persone che vogliono far perdere tempo; se tempo si è perso e per vostra esclusiva responsabilità.
Evidentemente voi, nonostante la nostra disponibilità su tutti i provvedimenti, volete assumere un atteggiamento drastico, che non serve e non produce nessun effetto, e non lo produrrà neanche domani. Ognuno conosce la tempistica e gli impegni che ha; vorrà dire che venerdì, se perdurerà questo atteggiamento, non si finirà neanche l'esame della finanziaria, e lei sa perfettamente che siamo in condizioni di farlo, perché possiamo presentare cento emendamenti sulle tabelle che, tra l'altro, sono una porcheria e sono cosparse di errori.
Quindi se vogliamo discutere seriamente discutiamo seriamente. Riprendiamo i lavori domani mattina alle dieci, finiamo in un lasso di tempo abbastanza contenuto, iniziamo l'attività della Commissione e probabilmente venerdì avremo fatto compiutamente il nostro dovere, consentendo anche al Presidente - perché sappiamo che ha un impegno - di partire con l'aereo delle tre.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Io credo che le difficoltà che abbiamo registrato nell'avviare questi lavori siano diffuse un po' in tutto questo Consiglio. PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Biancu. Colleghi, c'è troppa confusione, io ho difficoltà a sentire ed immagino che anche voi abbiate difficoltà ad ascoltare chi parla.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Quindi anche alla luce delle considerazioni espresse dal collega Oppi, credo che si possa accedere alla richiesta di riprendere i lavori domani mattina alle nove e trenta, iniziando con la legge sul commercio e proseguendo con l'inserimento della mozione numero 28 che ha annunciato il collega Davoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.). Intendo intervenire sulle ultime parole dell'onorevole Biancu, circa la possibilità che domani il Consiglio riprenda direttamente con l'esame della legge sul commercio.
Se non erro, Presidente, ella ha richiamato l'attenzione del Consiglio su un'inversione dell'ordine del giorno, quindi io ritengo che non si possa riprendere domani con la legge sul commercio, ma si debba partire dalla votazione dell'inversione dell'ordine del giorno, che, ai sensi dell'articolo 55, comma 3, del Regolamento, prevede la maggioranza di due terzi del Consiglio.
Non sono d'accordo neanche con la richiesta di convocazione per le nove e trenta, considerato che, per prassi, il Consiglio si riunisce alle dieci. Pertanto, considerata la non straordinarietà dell'argomento, proporrei al Presidente di aggiornare i lavori dell'Aula alle ore dieci, ma iniziando con l'inversione dell'ordine del giorno da votare in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Pili, le ricordo che c'era un'intesa in questo senso, quindi credo che non ci siano problemi. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Signor Presidente, intendo intervenire sull'ordine dei lavori, riprendendo la considerazione espressa dal collega Pili. Il collega Pili propone giustamente di procedere all'inversione dell'ordine del giorno solo se c'è un numero di consiglieri sufficiente, diversamente domani mattina non si possono iniziare i lavori con la legge per il commercio. Se siamo d'accordo, riprendendo l'orientamento del collega Oppi (accolto dal collega Biancu) che ha proposto di iniziare domani alle nove e mezza, procediamo adesso, che c'è il numero sufficiente, alla votazione per l'inversione dell'ordine del giorno, e poi riprendiamo domani mattina all'ora che verrà stabilita, in un rapporto di collaborazione, perché se non lo facciamo adesso, Presidente, domani mattina alle dieci non ci sarà il numero sufficiente per votare l'inversione dell'ordine del giorno. Mi sembra una posizione che tenga conto delle considerazioni che sono state espresse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Non ho al momento con me il Regolamento consiliare, ma se i firmatari della mozione accedessero alla proposta di trasformare la mozione in ordine del giorno potremmo discuterla e votarla come ordine del giorno a chiusura dei lavori della serata, cioè adesso.
PRESIDENTE. No, stiamo facendo un po' di confusione. La mozione può essere ammessa alla discussione in Aula, se c'è l'intesa dei Capigruppo, in base all'articolo 114 del nostro Regolamento.
CAPELLI (U.D.C.). No, sto dicendo un'altra cosa.
PRESIDENTE. Quindi può essere ammessa immediatamente, ovviamente se c'è un'intesa.
CAPELLI (U.D.C.). Certo, ma chiede l'inversione dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Siccome l'intesa c'è, si ammette all'ordine del giorno e si discute.
CAPELLI (U.D.C.). Io chiederei la disponibilità dei firmatari di trasformare la mozione in ordine del giorno consiliare.
PRESIDENTE. Questo rende più complicato il procedimento.
CAPELLI (U.D.C.). Pensavo lo facilitasse.
PRESIDENTE. No, infatti le volevo dire questo. Insomma, se c'è l'accordo la mozione può pervenire in Aula, può essere discussa e, eventualmente, approvata, qualora condivisa. Poiché è firmata da tutti dovrebbe essere condivisa, anche se non diamo per scontato, come abbiamo visto in una discussione precedente, che le firme coprano l'intero arco delle forze democratiche presenti. Quindi se sulla mozione c'è un'intesa si può procedere stasera. Per quanto riguarda poi l'inversione dell'ordine del giorno anche questa concerne un altro punto che possiamo esaminare stasera, altrimenti dobbiamo aspettare le dieci e un quarto, le dieci e venti di domani perché, come sapete, per procedere alla prima votazione della seduta bisogna attendere che siano trascorsi almeno 10 minuti dal suo inizio.
(È approvata)
Ricordo che, ai sensi dell'articolo 114, secondo comma, del Regolamento, la mozione numero 28 può essere discussa immediatamente se tutti sono d'accordo.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Favorevole.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono opposizioni, la mozione numero 28 può essere discussa immediatamente.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca pertanto la discussione della mozione numero 28.
(Si riporta, di seguito, il testo della mozione)
MOZIONE DAVOLI - LICHERI - PISU - URAS - FADDA Giuseppe - CALIGARIS - PACIFICO - LANZI - CAPPAI - CONTU - MORO - LIORI - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - SCARPA - LA SPISA - LOMBARDO - VARGIU - FADDA Paolo - CERINA - CUGINI sulle iniziative da adottare per la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che ancora una volta un operatore dell'informazione democratica, Giuliana Sgrena, inviata di pace per scelta e per cultura, diviene vittima di un insopportabile atto di violenza, mentre con il suo impegno cerca di capire, interpretare e raccontare con onestà e di lottare con convinzione, attraverso la parola scritta, contro la guerra e i suoi orrori;
RITENUTO che sia necessario, ancora con più forza, riaffermare i valori di giustizia e di pace, di rispetto dei popoli tutti, di rifiuto della guerra e del terrorismo;
RITENUTO altresì che, in tali momenti e su vicende come questa, sia necessario superare divisioni e polemiche di parte per promuovere tutti una grande mobilitazione per salvare la vita di Giuliana Sgrena,
impegna la Giunta regionale
ad attivarsi anche verso il Governo nazionale perché siano poste in essere tutte le necessarie iniziative per ottenere la liberazione della giornalista de "Il Manifesto" Giuliana Sgrena. (28)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Ha facoltà di parlare, per illustrare la mozione, il consigliere Davoli.
DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, siccome la mozione è stata firmata da tutto l'arco dei partiti democratici presenti in questo Consiglio, sarò molto breve e mi limiterò ad esprimere solo poche considerazioni. Al di là delle posizioni di ciascuno di noi sulla vicenda irachena, credo che abbiamo il dovere di costruire, così come hanno fatto tantissimi cittadini del nostro Paese, un percorso perché la liberazione di Giuliana Sgrena diventi un obiettivo realizzabile; si tratta solo di salvare una vita umana.
In questi giorni tanti hanno manifestato solidarietà verso Giuliana con una poesia, con una frase, con semplici testimonianze (mi ricordo quella dei bambini delle scuole) altri lo hanno fatto invece partecipando alle diverse iniziative promosse (manifestazioni e sit-in) altri ancora lo hanno fatto col silenzio. Anche il mondo mussulmano è intervenuto per chiedere pubblicamente, attraverso le proprie reti televisive, la liberazione della giornalista. Io, ripeto, non voglio assolutamente farla molto lunga, pertanto vi leggo la mozione e mi avvio a concludere:
"Il Consiglio regionale.
Premesso che ancora una volta un operatore dell'informazione democratica, Giuliana Sgrena, inviata di pace per scelta e per cultura, diviene vittima di un insopportabile atto di violenza, mentre con il suo impegno cerca di capire, interpretare e raccontare con onestà e di lottare con convinzione, attraverso la parola scritta, contro la guerra e i suoi orrori;
Ritenuto che sia necessario, ancora con più forza, riaffermare i valori di giustizia e di pace, di rispetto dei popoli tutti, di rifiuto della guerra e del terrorismo;
Ritenuto altresì che in altri momenti e su vicende come questa sia necessario superare divisioni e polemiche di parte per promuovere tutti una grande mobilitazione per salvare la vita di Giuliana Sgrena;
Impegna la Giunta regionale
ad attivarsi anche verso il nostro Governo nazionale perché siano poste in essere tutte le necessarie iniziative per ottenere la liberazione della giornalista de "Il Manifesto", Giuliana Sgrena"
Concludo con una frase del compagno di Giuliana Sgrena, contenute nelle prime due righe della bellissima lettera pubblicata oggi su "Il Manifesto", che recita: "Nel video mi sembravi un uccellino in gabbia, con i capelli arruffati e lo sguardo impaurito e mi chiedevi di salvarti e vedrai che tutti noi ci riusciremo".
Spero che anche il Consiglio regionale possa offrire un contributo per salvare la vita di Giuliana Sgrena. Grazie.
(È approvata)
PRESIDENTE. I lavori riprenderanno domani mattina alle ore dieci.
La seduta è tolta alle ore 21 e 26.
Allegati seduta
Risposta scritta a interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione BALIA - MASIA sull'illegittimità dell'articolo n. 17 del Contratto Integrativo di Lavoro (CIRL) degli operai e impiegati dell'Ente foreste della Sardegna. (84)
In riferimento all'Interrogazione in oggetto si trasmette copia del Verbale della riunione, tenutasi in data 19 novembre 2004 tra il CORAN dell'Ente Foreste della Sardegna e le Organizzazioni Sindacali, durante la quale è stata concordata l'interpretazione autentica dell'ari. 17 del Contratto Integrativo di Lavoro sottoscritto dalle parti.
Si trasmette, inoltre, copia della nota n° 14111 del 22.12.2004 della Direzione Generale dell'Ente Foreste relativa all'argomento in oggetto.
Interpretazione autentica dell'art. 17 del C.I.R.L. 2000-2003 per gli operai ed impiegati dell'Ente Foreste della Sardegna.
Verbale di riunione
In data 19.11.04 si è riunito il Comitato per la Rappresentanza Negoziale dell'Ente Foreste della Sardegna con le Organizzazioni Sindacali FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL.
Sono presenti
Per il CO.R.A.N.:
Avv. Teodoro Venceslao RODIN Presidente
Dr. Pietro CADAU
Dr. Roberto CAU
Le OO.SS:
per la FLAI-CGIL il Sig. Tore Mallocci
per la FLAI-CGIL il Sig. Graziano Meloni
per la UILA-UIL il Sig. Marco LOY
Premesso
- che la FLAI-CGIL, la FAI-CISL e la UILA-UIL, hanno richiesto al CO.R.A.N. di promuovere un incontro per l'interpretazione autentica dell'art. 17 del C.I.R.L. 2000-2003;
- considerato che l'art. 1 del C.I.R.L. citato affida l'interpretazione autentica del contratto integrativo medesimo al CO.R.A.N. e alle OO.SS. firmatarie del contratto medesimo;
- avuto conto che hanno titolo a partecipare al procedimento di interpretazione autentica del C.I.R.L., la FLAI-CGIL, la FAI-CISL e la UILA-UIL, in quanto firmatarie del medesimo C.I.R.L.;
- considerato che in data 30/09/04 e 10/11 e 19/11/2004 si sono svolte presso la sede del CO.RA.N. apposite riunioni allo scopo di pervenire all'interpretazione autentica della succitata norma;
- considerato che la figura dei quadri, prevista e definita dal C.C.N.L. di categoria, è stata suddivisa dall'art. 17 del C.I.R.L. in due livelli, differenziati sulla base del titolo di studio e della rilevanza delle funzioni esercitate;
- considerato che l'ultimo comma del citato art. 17 ha fatto salvi gli inquadramenti formali assunti dall'Ente alla data del 01.12.03 comportando attività ascrivibili alla figura di quadro di 2° livello;
- rilevato che è stata sollevata questione interpretativa sulla figura del 2° livello di quadro;
- considerato che la clausola contrattuale è talmente chiara da non consentire alcun dubbio che appartengono al 2° livello i quadri, in possesso del diploma di laurea, preposti alla direzione e/o al coordinamento e/o controllo di strutture operative di fondamentale importanza e di rilevante complessità e articolazione;
- considerato, altresì, che tali funzioni sono svolte con ampia discrezionalità e autonomia nei limiti delle direttive impartite dai dirigenti;
- avuto conto che l'organizzazione dell'Ente Foreste della Sardegna è articolata in 4 (quattro) Servizi Centrali e nei 6 (sei) Servizi Territoriali, diretti da un dirigente;
- considerato che i Servizi dell'Ente sono strutture operative di fondamentale importanza che implicano la direzione ovvero il controllo e il coordinamento di un rilevante numero di risorse umane e di uffici;
- considerato che per lo svolgimento di queste funzioni e per l'affidamento di funzioni vicarie il dirigente del Servizio ha necessità di avvalersi dell'opera di quadri di 2° livello;
- considerato che appartiene al 6° livello retributivo anche il personale che esplica funzioni per le quali è richiesto il requisito del diploma di laurea e l'iscrizione all'Albo professionale.
Tutto quanto sopra premesso, le parti
concordano
l'interpretazione autentica dell'art. 7 del C.I.R.L. 2000-2003 nel testo che segue:
"2° livello: appartengono a questa categoria gli impiegati inquadrati al 6° livello in possesso del diploma di laurea, preposti alla direzione e/o coordinamento e/o controllo di unità organizzative e operative dei Servizi in cui si articola l'Ente, di fondamentale importanza e di rilevante complessità e articolazione, nonché gli impiegati del 6° livello adibiti a funzioni professionali per il cui esercizio è previsto il possesso del diploma dì laurea e l'iscrizione ad un Albo professionale".
Tutto ciò premesso e considerato, il CO.RA.N. considera chiusa la riunione e attesta la sussistenza dell'accordo relativo all'interpretazione autentica dell'art. 17 del C.I.R.L. 2000-2003.
In relazione all'interrogazione in oggetto, si precisa che il contratto integrativo regionale degli operai forestali ed impiegati agricoli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale, in base all'art. 9 della L.R. 24/1999, viene stipulato dal Coran, un apposito comitato composto da tre membri nominati con decreto dell'Assessore competente in materia di personale, sulla base di indirizzi deliberati dalla Giunta Regionale.
Ciò premesso, si è spiacenti evidenziare come questa Direzione Generale, non avendo alcuna competenza istituzionale sul Coran e sulla contrattazione integrativa, non dispone di atti o elementi dai quali desumere con certezza, le motivazioni giuridiche che, in sede di contrattazione integrativa, hanno indotto le parti negoziali a ritenere legittima la suddivisione della categoria dei quadri in due distinti livelli.
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione ARTIZZU sull'applicazione della caccia in deroga nel mese di febbraio. (111)
In relazione all'interrogazione in oggetto, questo Assessorato precisa anzitutto che la richiesta di abbattimento di specie selvatiche dannose in deroga all'ordinario divieto stabilito dalla legislazione nazionale in materia dovrebbe pervenire non dalle associazioni venatorie, bensì dalle categorie eventualmente danneggiate, ossia da quelle appartenenti al mondo agricolo e che ciò al momento non è dato riscontrare in alcuna forma.
Peraltro, al fine di verificare il presupposto di cui all'articolo 2 della legge regionale 13.2.2004, n. 2, questo Assessorato, con apposita nota n. 307/Gab in data 2 febbraio 2005, ha chiesto all'Assessore dell'Agricoltura, secondo quanto prescritto dalla citata legge, di segnalare con dati specifici e attendibili, per territorio, tipologie colturali e specie faunistiche, se si stia registrando nell'Isola una presenza di specie selvatiche omeoterme la cui consistenza stia provocando gravi danni alle colture agricole in atto e se non vi siano, ad avviso delle strutture competenti in materia di agricoltura, altre soluzioni soddisfacenti all'eventuale problema se non l'abbattimento.
Con successiva nota n. 4063 del 7 febbraio 2005, questo Assessorato, sempre in relazione ai contenuti dell'interrogazione in oggetto, ha altresì richiesto il parere dell'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, anche in conseguenza del fatto che lo stesso Istituto, con nota n. 002573 del 13 aprile 2004, che si allega alla presente, ha riferito alle diverse autorità competenti (tra cui quelle comunitarie), che il prelievo in deroga attuato per la prima volta a seguito del Decreto dell'Assessore Regionale dell'Ambiente n. 3/V del Febbraio dello scorso anno non rispondeva ai requisiti indicati dall'Unione Europea.
L'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica ha anticipato per fax, il 7 febbraio 2005 (prot. n. 835/T-A61), la comunicazione che si allega, nella quale si esprime il parere che un eventuale provvedimento basato sulle motivazioni espresse nell'interrogazione in oggetto non risponderebbe ai requisiti indicati dall'Unione Europea nella direttiva 409/79, art. 9, comma 1, lettera a), che presuppone siano rispettati precisi prerequisiti di natura normativa, biologica e organizzativo-gestionale.
Alla data odierna pertanto non sussistono, a parere dello scrivente, i requisiti giuridici e di fatto, scientificamente suffragati, per autorizzare il prelievo venatorio in deroga nel corrente mese di febbraio.
(Gli allegati alla presente risposta sono agli atti del Consiglio).
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA MARROCU - PACIFICO - CHERCHI Silvio - LAI sulle gravi difficoltà che incontrano nell'isola i pazienti affetti da patologie reumatiche.
I sottoscritti,
premesso che in Sardegna si è venuta a creare una situazione anomala rispetto a tutto il resto d'Italia nella gestione delle terapie biologiche per le patologie di artrite psoriasica, di spondilite anchilosante severa e di artrite reumatoide grave attiva, forme che non hanno trovato risposta adeguata nelle terapie convenzionali;
considerato che:
- a suo tempo venne emanato un apposito decreto legislativo che avviava un periodo di studio e di sperimentazione dei predetti farmaci biologici denominato "Antares" gestito in Sardegna dalle due Università di Cagliari e Sassari e che oggi, ultimata la fase sperimentale secondo i tempi dettati dal suddetto decreto, le due Università mantengono il monopolio della terapia privando di tale possibilità altri centri isolani, altrettanto specializzati e qualificati, esistenti presso le strutture delle ASL, che eviterebbero notevoli disagi ai pazienti che vivono in zone lontane dai due centri universitari;
- questa situazione, esistente solo in Sardegna, costringe un gran numero di pazienti, già provati da una malattia grave e invalidante, ad affrontare enormi sacrifici e problemi logistici ed alimenta la cosiddetta "mobilità passiva" che vede i malati recarsi presso strutture ospedaliere di altre regioni d'Italia a totale carico della Regione sarda per poter usufruire di queste innovative terapie;
rilevato che questa grave anomalia deve essere sanata per non privare il cittadino sardo, specificatamente bisognoso, dei suoi precisi diritti di scelta che sono garantiti in termini legali e costituzionali,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale per sapere quali atti intendano urgentemente porre in essere perché si autorizzino in Sardegna nuovi centri per il trattamento della reumatologia e la prescrizione dei farmaci biologici (anti TNFalfa), per il trattamento delle forme gravi di tale patologia. (68)
INTERPELLANZA MARRACINI sull'attuazione del regime di prelievo venatorio in deroga ai sensi dell' articolo 9 della direttiva CEE n. 79/409, recepita dallo Stato con Legge 3 ottobre 2002 n. 221.
Il sottoscritto,
premesso che con Legge n. 221 del 2002 lo Stato ha affidato alle regioni l'adozione di provvedimenti in deroga, nel rispetto della direttiva CEE 79/409 e poiché la Regione Sardegna con propria legge ha recepito la Legge n. 221 del 2002, affidando alla Giunta regionale la competenza ad emanare provvedimenti applicativi delle deroghe di cui all'articolo 9 della direttiva CEE 79/409;
rilevato che in Sardegna la popolazione di alcune specie di volatili, quali: tortora dal collare (streptopelia decaocto), storno (sturnus vulgaris), passero (passer italiae) e passera mattugia (passer montanus), è aumentata in questi ultimi anni in modo esponenziale a causa delle eccellenti condizioni climatiche e della presenza di abbondanti essenze pabulari (cisto, mirto, ginepro, olivastro) nella nostra regione, tanto da arrecare non solo seri problemi igienici e di salute pubblica nei centri abitati, ma gravi danni alle coltivazioni ortive ed erbacee, nonché alle essenze arboree di interesse economico;
considerato che l'Assessore competente in materia, con suo decreto, può consentire il prolungamento della caccia per tutto il mese di febbraio alle specie succitate, vista l'accertata necessità di prevenire gravi e ricorrenti danni alle colture agricole e certo della comprovata inesistenza di altre soluzioni soddisfacenti, anche al fine di rafforzare la misura deterrente dei sistemi di dissuasione normalmente autorizzati,
chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere quali azioni siano state poste in essere per posticipare, di 30 giorni, la caccia mirata e contenuta in termini fisiologici, così come fatto con legge regionale 11 febbraio 2004 n. 2, la quale non costituisce una minaccia per la difesa ambientale del territorio. (69)
INTERPELLANZA BALIA - MASIA sulla crisi del polo tessile del nuorese.
I sottoscritti,
premesso che il comparto tessile della Sardegna centrale ha perso negli ultimi anni ben 500 posti di lavoro e che in tempi brevi rischia di perderne altrettanti a causa della inarrestabile crisi del settore;
sottolineato che la crisi del settore, determinata dai noti problemi congiunturali legati ai maggiori costi di trasporto delle materie prime e dei prodotti finiti e agli alti costi dell'energia elettrica del credito, si è recentemente aggravata a causa della insostenibile concorrenza dei mercati asiatici che, con i noti sistemi di sfruttamento della manodopera producono a costi venticinque volte inferiori a quelli sardi;
considerato che sul comparto sono ricaduti anche i problemi derivati dal mancato avvio dell'accordo di programma, siglato col governo centrale nel luglio 2003, che doveva consentire l'ammodernamento dei macchinari ed il rilancio degli insediamenti produttivi di Ottana, Siniscola, Macomer e Bosa;
constatato che il governo regionale pare subire passivamente il grave ed inaccettabile ritardo nell'avvio del citato accordo e non rivendica con la necessaria determinazione il mantenimento degli impegni assunti;
sottolineato che il perdurare della crisi del comparto tessile potrebbe sfociare in tempi brevi in un accrescimento dell'allarmante massa di disoccupati, aggravando la già drammatica situazione economica del nuorese ed imponendo dei costi sociali insostenibili per un territorio purtroppo vessato dalle piaghe della micro e macrocriminalità,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dell'industria e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per conoscere:
1) quali iniziative intendano assumere per indurre il governo centrale a procedere senza ulteriori ritardi all'avvio del citato accordo di programma del luglio 2003;
2) quali atti intendano porre in essere per garantire la salvaguardia del tessuto industriale della Sardegna centrale nel breve e nel lungo termine;
3) se non ritengano opportuno individuare con urgenza tutti gli strumenti che consentano la riqualificazione e la valorizzazione dell'intero comparto tessile isolano. (70)
INTERPELLANZA BALIA - MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - CACHIA sulle determinazioni del comitato misto paritetico per le servitù militari in merito alle attività militari in Sardegna.
I sottoscritti,
premesso che i componenti di nomina regionale del comitato misto paritetico per le servitù militari (CoMiPa) già dal primo febbraio hanno imposto il "congelamento" delle attività militari, per un periodo di almeno sei mesi, nei comuni sardi militarizzati per il mancato risarcimento alle popolazioni che vivono nelle aree contigue ai poligoni delle forze armate;
appurato che detto risarcimento rappresenta quasi un obolo, appena 200 delle vecchie lire, per ogni ettaro occupato dai militari e che è solo una teorica compensazione per l'impossibilità di utilizzare quei territori ai fini dello sviluppo economico;
considerato che le forze militari in Sardegna controllano oltre 37 mila ettari di territorio distribuiti tra il Salto di Quirra utilizzato anche da forze armate americane, tedesche, francesi, inglesi oltre che da aziende produttrici d'armi le quali, per le loro sperimentazioni di ordigni bellici, sopportano notevoli sacrifici finanziari che non vanno certo a beneficio delle popolazioni isolane di Capo Teulada, La Maddalena, Tavolara, Poglina, Perdas de Fogu, etc.;
visto che oltre agli ettari occupati a terra si riscontra anche un pesante condizionamento e forti limitazioni per lunghi tratti di mare dove viene interdetta la navigazione per lunghi periodi di ogni anno;
accertato che lo Stato è debitore nei confronti della Regione di circa 15 milioni di euro che andrebbero, se e quando incamerati, ridistribuiti proporzionalmente al territorio occupato fra i comuni sui quali grava questa pesante servitù;
constatato che il danno economico che subisce la Sardegna non trova certo giusta compensazione, né con le poche decine di posti di lavoro, né con l'impegno, peraltro non onorato, di accreditamento di un obolo che tra l'altro nelle verifiche quinquennali previste dalle norme vigenti è stato ridotto dai 27 miliardi del 1990-1994 ai 15 del quinquennio 1995-1999;
definito che il problema non è certo quello della ricontrattazione con mire al rialzo per spuntare un prezzo più congruo e capace di compensare il reale danno derivante dal mancato utilizzo economico del territorio e dalla sua conseguente compromissione ambientale e paesaggistica;
stabilito il legittimo diritto ad incassare i crediti già maturati più per un atto di forza maggiore che per libera scelta e volontà dei cittadini sardi;
rilevato il silenzio del Ministero della Difesa rispetto alle decisioni di blocco definito dal CoMiPa ed i rischi di tensione fra Istituzioni statali e regionali,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere:
1) quali iniziative intenda assumere nei confronti del Governo centrale affinché il credito maturato da molti comuni della Sardegna venga onorato;
2) e soprattutto se non ritenga necessario ed urgente promuovere rapidamente un negoziato col Governo centrale per un tempestivo alleggerimento delle servitù militari in Sardegna. (71)
INTERROGAZIONE PORCU - GESSA - CERINA, con richiesta di risposta scritta, sul progetto Costa Dorada, Capo Malfatano, in comune di Teulada.
I sottoscritti,
premesso che:
- secondo notizie apparse nella stampa locale, sono state approvate in località Capo Malfatano, comune di Teulada, cinque lottizzazioni contigue tra loro della società SITAS SpA, per complessivi m.c. 189.000, in una zona costiera ancora integra e ad alta valenza paesaggistica al limite dei 300 metri dal mare, in ambito sottoposto a vincolo paesaggistico con la previsione dell'area marina protetta ai sensi della Legge n. 394 del 1991;
- la Regione ha esaminato separatamente i progetti, nonostante la Commissione Europea si sia esplicitamente espressa contro questo tipo di aggiramento della direttiva CEE sulla VIA;
- in questo modo la Regione sarda, nella scorsa legislatura, ha escluso, con determinazioni SIVEA Ass. Ambiente nn. 2204/VII e 2218/VIII, il procedimento di VIA per tre comparti, mentre un quarto comparto, corredato di VIA, è stato approvato con delibera di Giunta n. 24/17 del 27 maggio 2004, nonostante il parere contrario del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, che parlava di "totale compromissione" dei delicati equilibri che regolano la dinamica costiera e di concreto rischio di erosione; per un quinto comparto non è stata presentata alcuna richiesta di nulla osta paesaggistico;
rammentato che la Comunità Europea, a seguito di ricorsi presentati da alcune associazioni ambientaliste, ha avviato accertamenti con la seria prospettiva di aprire una procedura di infrazione,
chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere quali contromisure siano state avviate per tutelare il patrimonio ambientale e paesaggistico della zona e se non sia il caso di attuare una revisione delle autorizzazioni rilasciate. (122)
INTERROGAZIONE PORCU - BRUNO, con richiesta di risposta scritta, sul "Progetto sistema di raccolta e depurazione dei reflui" in comune di Stintino.
I sottoscritti, chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente, l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere se risulta vero che:
- in relazione al progetto di un sistema di depurazione in comune di Stintino, la Commissione Europea nell'ottobre del 2004 ha inviato all'Italia un parere motivato contro l'attribuzione diretta di un contratto senza bando in violazione della direttiva 71/305/CEE;
- nonostante il Corpo Forestale e vigilanza ambientale (CFVA), nel corso dell'istruttoria, abbia avvisato della presenza di una importante e rara, associazione vegetale (macchia mediterranea a ginepro e olivastro) in via di estinzione, i lavori siano proseguiti con l'interessamento di ben undici ettari in un'area di grande pregio naturalistico e paesaggistico e con l'estirpazione di migliaia di piante che il CFVA ritiene di difficile reimpianto;
- l'Ufficio regionale SIVEA abbia licenziato il progetto senza sottoporlo a valutazione di impatto ambientale (VIA), nonostante il forte impatto sull'ambiente e sul paesaggio;
- i lavori siano proseguiti nonostante una ordinanza del TAR su ricorso dei proprietari con il pretesto della messa in sicurezza del cantiere (a questo proposito risulta in corso una inchiesta per abuso di ufficio da parte della magistratura);
- le autorizzazioni dell'ufficio SIVEA e dell'Ufficio Tutela del Paesaggio di Sassari si siano basate su una relazione agronomica contenente false rappresentazioni della realtà, (poche decine di piante da estirpare in luogo di migliaia, 4 ettari interessati dai lavori in luogo di 11 espropriati) nonostante le denuncie di cittadini e associazioni sul reale stato dei luoghi;
- a completamento della contestatissima opera è prevista la realizzazione di un grande bacino di lagunaggio con il quale si rischia di stravolgere il delicato ecosistema dello stagno di Casaraccio e del tratto di costa attiguo;
i sottoscritti chiedono inoltre di interrogare l'Assessore alla difesa dell'ambiente, l'Assessore dei beni culturali, l'Assessore e dei lavori pubblici per sapere se non sia il caso, stante il pericolo di devastazione in un tanto pregevole e delicato sito naturalistico, fondamentale per i flussi turistici tra il parco nazionale dell'Asinara, il Parco regionale di Capo Caccia, Alghero, Stintino e Castelsardo, e stante la contraddittorietà dell'iter, di sottoporre a nuova verifica lo stato della pratica allo scopo di evitare ulteriori danni all'ambiente e all'economia dell'area. (123)
INTERROGAZIONE SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla tutela architettonica dell'area compresa tra la piazza Galilei e la via Manzoni di Cagliari.
Il sottoscritto,
venuto a conoscenza che:
- l'Amministrazione Comunale di Cagliari con le delibere di Giunta Comunale n. 813 del 31 luglio 2003, n. 275 del 6 maggio 2004 e n. 542 del 15 luglio 2004 ha approvato il progetto di realizzazione di un parcheggio multipiano nell'area tra la via Manzoni e la via Carducci;
- il progetto prevede la costruzione di un edificio di 4 piani aperti, simili al parcheggio sito all'aeroporto di Elmas;
- i cittadini della zona hanno costituito un comitato spontaneo per richiedere modifiche a tale progetto;
- in origine, così come portato a conoscenza della cittadinanza, il progetto prevedeva un piano interrato e un primo piano da destinare a parcheggio;
ritenuto indispensabile che l'Amministrazione aumenti il numero di parcheggi nella zona, anche a vantaggio del mercato di San Benedetto;
considerato che il futuro parcheggio sarà costruito in una zona molto importante sotto l'aspetto architettonico;
atteso che l'intero complesso, situato tra la piazza Galilei e la via Carducci, dell'ex istituto nazionale autonomo case popolari, risale ai primi anni '20 e che il palazzo situato tra la via Manzoni e la via Leopardi è di notevole interesse storico-architettonico e che la sua origine razionale di fine anni '30 è un patrimonio storico del quartiere di San Benedetto;
considerato inoltre, che con la costruzione del parcheggio multipiano, si andrebbe ad occultare la bellezza architettonica dell'intera zona,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) quali provvedimenti si intende prendere, anche attraverso il coinvolgimento della Soprintendenza ai beni culturali di Cagliari, per tutelare la bellezza artistica di quest'area;
2) quali interventi la Regione intende effettuare per promuovere il recupero dei palazzi storici della Sardegna;
3) come la Regione intende intervenire per salvaguardare gli edifici dell'architettura razionale che caratterizzano l'intero quartiere di San Benedetto. (124)
INTERROGAZIONE CONTU - SANJUST, con richiesta di risposta scritta, sulle istruzioni per il riordino dell'immagine dell'Amministrazione Regionale.
I sottoscritti,
premesso che:
- con comunicazione trasmessa via posta elettronica dal capo di Gabinetto dell'ufficio di Presidenza della Giunta Regionale (prot. 202/gab del 13 gennaio 2004) indirizzata a tutti gli Assessori regionali, tutti i Direttori Generali, tutti i capi di Gabinetto e tutti i responsabili degli URP, si comunicano le istruzioni per il riordino dell'immagine dell'Amministrazione Regionale;
- nelle prime tre righe della nota si comunica che "da oggi la Regione Autonoma della Sardegna cambia simbolo e ne adotta uno, storico, uguale per tutti: i quattro mori senza la cornice del golfalone";
- lo scrivente allega il file "una Regione un simbolo.zip", scaricabile dal sito www.regione.sardegna.it/nuovo-logo/aereariservata, contenente le nuove regole e i modelli per la composizione di delibere, determinazioni, lettere, decreti, estratto di verbale di Giunta, relazione, fax, etc. in cui si spiega la ragione di questa scelta ed invita all'utilizzo immediato degli strumenti proposti "e destinare il materiale - quindi tutta la carta intestata, cartelle, faldoni - che contiene lo stemma usato finora (i quattro mori con la cornice barocca) ad usi interni (stampa di prova, calcoli, appunti, etc.)";
considerato che è apprezzabile l'utilizzo di modelli standard per le comunicazioni ufficiali della Regione;
visto che:
- a pagina 2 della comunicazione si impone l'utilizzo di "solo due famiglie di caratteri: Arial e Futura Std, nelle varianti Arial, Arial grassetto, Futura Standard e Futura Bold";
- il carattere Arial è "già presente - come spiegato nella pagina 3 della comunicazione - fra i caratteri disponibili nei computer in uso";
- il carattere Futura non è altresì presente nei programmi di videoscrittura comunemente usati;
- lo stesso deve essere quindi scaricato dal sito www. regione. sardegna. it/nuovo-logo/areariservata;
- il suo utilizzo è riservato "solo ai titoli iniziali e alla firma" come recita il manuale d'uso;
- il pacchetto Futura, presente su internet al sito www.linotype.com sia in vendita ad un prezzo di euro 300,
chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:
1) quali siano stati i motivi che hanno indotto questa Giunta regionale ad utilizzare il carattere Futura e non altri simili presenti come l'Arial nei computer in uso;
2) quanto sia costato l'acquisto della licenza d'uso del pacchetto del carattere Futura da parte della Regione;
3) a chi sia stato affidato lo studio del riordino dell'immagine dell'Amministrazione regionale e quanto sia costato alle casse della Regione stessa;
4) quali siano le motivazioni che hanno portato il Capo di gabinetto della Presidenza della Giunta regionale all'emanazione di tale direttiva e non l'Assessore o il Direttore Generale dell'Assessorato agli affari generali come sarebbe stato naturale e di competenza. (125)
INTERROGAZIONE CASSANO - DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di consentire la caccia in deroga nel mese di febbraio.
I sottoscritti,
premesso che anche quest'anno è stata rilevata una considerevole presenza di specie cacciabili nel mese di febbraio;
evidenziato che, ai sensi della legge regionale n. 2 del 2004 (Norme in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio in Sardegna), è possibile intervenire per consentire anche in febbraio l'attività venatoria per le specie omeoterme (quali storni, tordi e colombacci);
considerato che la presenza delle specie sopra indicate è motivo di lamentele da parte degli agricoltori sardi per i danni che esse provocano alle colture,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se, come previsto all'articolo 2 della legge regionale n. 2 del 2004, abbia consultato l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro pastorale per autorizzare l'attività di caccia in Sardegna anche nel mese di febbraio;
2) se in caso contrario, la Giunta regionale intenda attivare le procedure previste dalla vigente normativa per allungare la stagione venatoria in Sardegna. (126)
INTERROGAZIONE VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla realizzazione del collegamento viario tra l'asse mediano e la via San Paolo a Cagliari.
Il sottoscritto,
registrate le notizie riportate dai media che riferiscono sull'imminente inizio dei lavori di completamento dell'asse mediano della città di Cagliari, con il collegamento tra via Cadello e via San Paolo;
considerato che:
- tale collegamento viario interessa un'area di grande valenza storica (la necropoli di Tuvixeddu) e ha sicure ripercussioni future sull'adiacente area di sviluppo urbanistico, recentemente autorizzata dal Comune di Cagliari;
- per consentire la nascita di tale collegamento viario sembrerebbe necessario un intervento strutturale sulla scuola media Spano (che potrebbe essere addirittura rasa al suolo e ricostruita) e sul liceo classico Siotto che perderebbe una parte delle sue aule;
- i lavori previsti creerebbero gravi disagi all'intera popolazione scolastica (alle famiglie, al corpo insegnante, ai non docenti) che gravita su tali istituzioni scolastiche, costrette a traslochi temporanei in locali adattati, con inevitabili conseguenze negative sulla qualità dell'offerta formativa;
- viene inoltre da più parti avanzata l'ipotesi che il tracciato viario attualmente proposto sia comunque incompatibile con le esigenze didattiche e di sicurezza degli studenti del liceo Siotto, con rischi di compromissione della stessa statica del fabbricato che ospita la scuola;
- parrebbe che l'attuale tracciato viario non sia stato sottoposto alle valutazioni di impatto ambientale in quanto dotato soltanto di due corsie,
chiede di interrogare l' Assessore regionale della difesa dell'ambiente e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere se non ritengano di dover intervenire presso il comune di Cagliari perché le autorità municipali del capoluogo verifichino ogni possibile correzione del tracciato stradale proposto, che possa coniugare le esigenze della viabilità cittadina con quelle del mantenimento delle condizioni di sicurezza e di agibilità attuale e futura per gli studenti di uno degli istituti superiori maggiormente legati alla storia della città di Cagliari. (127)
INTERROGAZIONE SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla Università di Nuoro e il fondo unico.
Il sottoscritto,
venuto a conoscenza che:
- nella finanziaria regionale predisposta dalla Giunta, è previsto un fondo unico per le Università della Sardegna;
- nella precedente legislatura fu approvata l'istituzione dell'Università di Nuoro;
- tantissimi sono i giovani diplomati negli istituti del nuorese che si spostano sia a Cagliari che a Sassari per proseguire gli studi universitari;
- nella finanziaria non è stato stanziato un fondo specifico per l'Università di Nuoro;
- invece è previsto un fondo unico che non garantirà le peculiarità della futura Università di Nuoro;
- centinaia di giovani della Sardegna centrale si attendono una risposta dalla Regione Sardegna,
chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) quali provvedimenti intenda prendere la Regione Sardegna in merito alla necessità di sostenere l'Università di Nuoro;
2) quali provvedimenti si intende prendere per garantire ai giovani sardi il proseguo del percorso formativo ed educativo;
3) come la Regione intende finanziare un fondo specifico per l'istituzione dell'Università di Nuoro. (128)
INTERROGAZIONE SERRA, con richiesta di risposta scritta, sull'impossibilità per la popolazione scolastica di Quartu Sant'Elena e dei comuni limitrofi di iscriversi nelle scuole superiori del medesimo comune.
Il sottoscritto,
premesso che le scuole superiori di Quartu Sant'Elena non sono in grado di accogliere le iscrizioni a causa della carenza di aule;
rilevato che attualmente gli studenti che fanno capo alle scuole superiori hanno avuto un incremento pari al 20 % , anche in considerazione della crescita costante della popolazione con un conseguente aumento della richiesta di iscrizioni in dette scuole ;
constatato che nelle scuole superiori gran parte della popolazione scolastica è residente a Quartu Sant'Elena e pertanto respingere le iscrizioni significherebbe:
- aumentare il pendolarismo verso le scuole di Cagliari determinando anche un aggravio di spese per le famiglie;
- incrementare l'abbandono scolastico;
- costringere gli studenti ad optare per percorsi scolastici non voluti;
ritenuto che l'istruzione è un diritto che deve essere garantito a tutti, specie in un contesto a rischio di dispersione come quello sardo;
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere se non ritengano opportuno:
1) avviare un monitoraggio a livello regionale per verificare l'adeguatezza degli edifici scolastici alle esigenze di ogni territorio;
2) promuovere un'indagine conoscitiva, in tempi brevi, sulla situazione e la destinazione del patrimonio scolastico pubblico nel comune di Quartu Sant'Elena, considerate le gravi carenze di aule e l'ampia richiesta da parte della popolazione scolastica;
3) verificare l'attività delle province in merito al reale utilizzo del patrimonio scolastico pubblico. (129)
INTERROGAZIONE CAPELLI, con richiesta di risposta scritta, sull'esclusione dei Comuni di Oliena, Bitti, Lula, Lodè e Orgosolo dagli interventi previsti a favore dei comuni che hanno subito gravi danni a seguito degli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004.
Il sottoscritto,
premesso che:
- con legge regionale 20 dicembre 2004, n. 10, la Regione Sardegna ha stanziato 40.000 euro oltre i 10.000 stanziati dallo Stato, al fine di far fronte agli interventi conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004;
- all'articolo 1, della succitata legge veniva delegata la Giunta regionale all'individuazione dei comuni colpiti dall'evento alluvionale;
preso atto che:
- la Giunta regionale, con delibera n. 54/79 del 30 dicembre 2004, individuava i comuni destinatari degli interventi previsti dalla legge regionale n. 10 del 2004;
- con successiva deliberazione n. 1/13 del 18 gennaio 2005 si dava attuazione:
1) all'individuazione degli Assessorati competenti;
2) alle direttive di attuazione degli interventi, contributi a privati e imprese;
- nella medesima delibera n. 1/13 si fa preciso riferimento al differente percorso per quanto attiene ai danni alle produzioni e alle strutture agricole;
considerato che:
- in data 8 dicembre 2004 la Giunta comunale di Oliena, con delibera n. 164, ha dichiarato lo stato di calamità naturale sull'intero territorio del proprio comune, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2 della legge regionale n. 28 del 1985, richiedendo gli interventi previsti dalla normativa regionale;
- il genio civile di Nuoro certificava danneggiamenti alla viabilità comunale del Comune di Oliena (strade urbane ed extra urbane) indicando interventi di ripristino necessari pari a 545.000 euro;
- l'intero agro del Comune di Oliena, con particolare riferimento alla zona di "Su Cologone", ha subito gravi, evidenti e ingenti danni;
- il genio civile di Nuoro certificava, tra gli interventi ritenuti prioritari, i danni rilevati alle opere pubbliche nei Comuni di Bitti per euro 765.466, Lula per euro 1.793,100 e Lodè per euro 492.000 oltre i danni in agricoltura,
chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore dei lavori pubblici e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
- quali siano state le motivazioni che hanno indotto il Presidente della Regione ad escludere il Comune di Oliena dalla lista dei comuni beneficiari degli interventi previsti dalla legge regionale 20 dicembre 2004, n. 10, con delibera della Giunta regionale 30 dicembre 2004, n. 54/79;
- quali siano state le motivazioni che hanno indotto il Presidente della Regione ad escludere i Comuni di Bitti, Lula, Lodè e Orgosolo dalla lista dei comuni beneficiari degli interventi previsti dalla legge n. 10 del 2004, con delibera della Giunta regionale n. 54/79 del 2004;
- se l'esclusione da tale elenco comprometta eventuali interventi, in fase di programmazione da parte dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, come da delibera regionale 18 gennaio 2005, n. 1/13;
- quali interventi intendano mettere in essere per sostenere le amministrazioni e la popolazione del Nuorese nel difficile momento della ricostruzione. (130)
INTERROGAZIONE SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di aiutare l'artigianato, settore trainante della Sardegna.
Il sottoscritto,
venuto a conoscenza che:
- nei giorni scorsi l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio insieme al Presidente della Regione ha illustrato l'ipotesi di presentare modifiche in merito ai finanziamenti della legge regionale n. 51 del 1993 sull'artigianato;
- nell'illustrare le tabelle sui finanziamenti è stata ipotizzata una revisione per l'assegnazione dei contributi per il settore;
- è stato bloccato il procedimento per l'assegnazione dei contributi relativi alla legge regionale n. 51 del 1993, che è il principale strumento di finanziamento per l'incentivazione dell'artigianato;
- l'economia sarda si fonda sulla micro imprenditorialità e l'artigianato in questo campo è il settore trainante;
- tra l'ottobre 2000 e l'agosto 2004, durante il periodo di vigenza del contributo, il numero di imprese artigiane attive in Sardegna è passato da 36.840 a 41.278;
- gli investimenti nello stesso periodo sono stati di oltre euro 751 milioni;
- il dato dell'investimento nel settore artigiano è di euro 4.500 milioni,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore del turismo, artigianato e commercio per sapere:
1) quali provvedimenti intenda prendere la Regione per potenziare e sviluppare il comparto dell'artigianato in Sardegna;
2) quali azioni di sviluppo e di tutela delle tipicità sarde saranno sviluppate nei prossimi anni. (131)
INTERROGAZIONE CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla esclusione del Comune di Oliena dagli interventi straordinari decisi dalla Regione per far fronte ai gravissimi danni conseguenti alle alluvioni del dicembre 2004.
Il sottoscritto,
premesso che:
- con delibera n. 54/79 del 30 dicembre 2004 la Giunta regionale ha individuato i comuni maggiormente colpiti dall'alluvione che ha danneggiato il 6 luglio 2004 e l'8 dicembre 2004 una vasta area della Sardegna;
- da tale provvedimento è stato escluso inspiegabilmente, tra gli altri, il Comune di Oliena;
- tale comune, che tra l'altro aveva una rete di strade rurali e comunali di circa 160 chilometri, a seguito dell'alluvione ha subito ingentissimi danni, consistiti nella sostanziale distruzione o grave danneggiamento di circa il 70% dell'intera rete viaria rurale ed interpoderale, delle cunette e dei ponticelli di collegamento, nella distruzione pressoché totale dell'intero raccolto delle olive, che notoriamente costituisce una delle voci più importanti dell'economia agricola del paese, dal quale numerose famiglie traggono l'unica fonte di reddito e di sostentamento;
- la giunta comunale di Oliena, con delibera n. 164 dell'8 dicembre 2004, ha dichiarato lo stato di calamità naturale;
- una stima sommaria ha consentito di quantificare i danni subiti in circa euro 5 milioni;
- l'economia dell'intero paese è stata sostanzialmente messa in ginocchio dagli eventi calamitosi di cui si è detto,
chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per conoscere:
1) quali siano i criteri seguiti nell'individuazione dei paesi colpiti dall'alluvione;
2) i motivi per i quali si è ritenuto di escludere comuni come quello di Oliena dagli interventi straordinari, nonostante i gravissimi danni patiti;
3) se la Giunta regionale abbia previsto un ulteriore intervento a favore dei comuni rimasti inspiegabilmente esclusi dagli interventi programmati nel dicembre 2004. (132)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di aumentare la dotazione finanziaria a favore degli Enti regionali per il diritto allo studio (ERSU) della Sardegna.
Il sottoscritto,
preso atto delle crescenti difficoltà amministrative degli ERSU della Sardegna, che a fronte della crescita della popolazione studentesca universitaria, vedono ridursi la dotazione finanziaria regionale indispensabile a garantire i servizi cui sono preposti;
considerato che:
- questo stato di disagio dovuto alla carenza di risorse finanziarie è particolarmente sentito all'ERSU di Sassari, determinando la chiusura di una parte del servizio mensa, creando comprensibili disagi soprattutto agli studenti universitari fuori sede;
- la mancanza di risorse finanziarie impedisce alla stessa amministrazione dell'ERSU di Sassari di effettuare altri interventi tesi a migliorare le condizioni logistiche degli studenti universitari,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere se sono a conoscenza dello stato di disagio degli ERSU sardi e se ritengano di intervenire finanziariamente disponendo, in particolare a favore dell'ERSU di Sassari e tenuto conto delle sue attuali maggiori difficoltà, immediati accreditamenti di fondi atti a consentire l'erogazione di servizi essenziali in favore degli studenti universitari interessati. (133)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta, sulla revoca della deliberazione della Giunta regionale che istituiva le strutture complesse presso gli ospedali di Sassari e Alghero della ASL n. 1.
Il sottoscritto,
preso atto delle deliberazioni adottate recentemente dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale con cui viene disposta la revoca della deliberazione della Giunta regionale n. 2/66 del 13 maggio 2004, avente per oggetto l'istituzione delle strutture complesse di oncologia medica, gastroenterologia e cardiologia riabilitativa presso il presidio ospedaliero Santissima Annunziata di Sassari e della struttura complessa di cardiologia e UTC presso il presidio ospedaliero Civile di Alghero, ASL n. 1 di Sassari;
ritenuto che le motivazioni addotte non siano assolutamente congrue e documentate e che il mancato avvio delle strutture citate determini invece un impoverimento dell'offerta di fondamentali servizi sanitari per l'utenza di tutto il territorio del nord-Sardegna,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale per sapere se è a conoscenza del malcontento dell'utenza di Sassari e di Alghero e dell'intero territorio del nord Sardegna per la mancata istituzione delle strutture complesse bloccate sul nascere e se ritiene, tenuto conto delle legittime aspettative createsi a Sassari, ad Alghero e nei comuni vicini, di riconsiderarne l'accoglibilità in sede di stesura del piano sanitario regionale. (134)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sul mancato accreditamento al Comune di Sassari dei fondi della legge n. 162 del 1998 a favore di persone con handicap grave.
Il sottoscritto,
venuto a conoscenza dei ritardi dell'Assessorato regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale nell'accreditamento dei fondi destinati dalla legge n. 162 del 1998 a sostenere i piani personalizzati di sostegno a favore di persone con handicap grave;
considerato che la situazione di forte disagio coinvolge particolarmente le famiglie residenti nel Comune di Sassari la cui amministrazione si è vista costretta a sospendere le anticipazioni di spesa, a suo tempo effettuate per venire incontro alle famiglie, a causa del mancato accreditamento dei fondi da parte dell'Assessorato regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale;
rilevato che questa situazione non può essere ulteriormente sopportata dalle famiglie che non riescono più a sostenere di tasca propria le spese dell'assistenza,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale per sapere se è a conoscenza dello stato di notevole disagio delle famiglie residenti nel Comune di Sassari che devono affrontare le problematiche dell'assistenza ai propri familiari con handicap grave e se ritiene di intervenire immediatamente disponendo con urgenza l'accreditamento dei fondi stanziati dalla legge regionale n. 62 del 1998 e destinati al Comune di Sassari per attuare i piani personalizzati di sostegno a favore di persone con handicap grave. (135)
INTERROGAZIONE BALIA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sui nuovi focolai di listeriosi e su eventuali rischi conseguenti al vaccino anti blue tongue.
I sottoscritti,
premesso che gli allevatori sardi vivono perennemente una situazione di forte disagio economico e, nonostante le trattative lunghe ed estenuanti con gli industriali del settore e l'attiva partecipazione del Presidente della Regione, il prezzo del latte continua a non essere minimamente remunerativo;
accertato che nell'ultimo periodo dello scorso anno le vendite degli agnelli hanno subito una forte flessione determinata dai ritardi delle nascite;
appreso che i ritardi potrebbero derivare da un indebolimento del sistema immunitario degli animali;
verificato che sono stati accertati alcuni focolai di listeriosi, di micoplasmosi, di salmonellosi e di clomidia;
appurato che i ritardi nelle nascite hanno comportato per l'allevatore una perdita secca conseguente alla tardiva vendita degli agnelli di circa il 50%, determinata dal calo naturale del prezzo nel passaggio dal mese di dicembre a quello di gennaio, benché non abbiano subito variazioni i costi di produzione, con un logico appesantimento dei bilanci aziendali;
constatato che tutti questi pericoli sono stati denunciati anticipatamente da qualche associazione di categoria che ha associato la moria dei feti, i parti prematuri, quelli tardivi e gli agnelli deformi con i vaccini somministrati alle greggi contro la lingua blu, in una logica di interdipendenza sulla base del fatto che questi eventi si sono verificati ciclicamente solo per gli animali che sono stati sottoposti a vaccino,
chiedono di interrogare l'Assessore all'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
- se siano in suo possesso elementi anche parzialmente probanti la veridicità degli eventi e delle interdipendenze prima richiamate;
- quali iniziative siano state assunte per contenere il fenomeno devastante della blue tongue;
- quale fondamento scientifico possa essere attribuito alle affermazioni dei produttori e di qualche associazione di categoria;
- quali iniziative, sorrette da ragionamenti scientifici, abbia assunto per individuare sistemi alternativi al vaccino tradizionale anti blue tongue. (136)
INTERROGAZIONE LADU, con richiesta di risposta scritta, sulla ripartizione dei fondi per gli interventi urgenti a favore dei comuni del nuorese colpiti dagli eventi naturali.
Il sottoscritto,
premesso che la Giunta regionale ha provveduto alla ripartizione dei fondi tesi a risarcire i comuni della provincia di Nuoro colpiti dagli eventi alluvionali dello scorso dicembre nella misura di euro 30 milioni, cui si aggiungono i 10 già stanziati dallo Stato;
rilevato che i fondi, oltre che inadeguati per ripianare i danni dei comuni interessati (infatti, i Comuni di Arzana, Dorgali, Gairo, Galtellì, Ierzu, Irgoli, Loculi, Onifai, Orosei, Osini, Posada, Taluna, Torpè, Urzulei e Villagrande Strisaili lamentano l'insufficenza dei fondi assegnati) sono stati mal distribuiti, in quanto sono stati esclusi alcuni importanti comuni e tutti i privati che non sono in possesso della partita IVA e che sono la stragrande maggioranza dei cittadini colpiti dalla calamità;
considerato che non si capisce in base a quale criterio sono stati esclusi dal beneficio delle provvidenze comuni come Bitti (che fra l'altro è ancora in attesa di ricevere i risarcimenti dei danni causati dall'incendio dell'estate del 2004, costato anche la perdita di una giovane vita umana), Orgosolo, Onanì, Lula, Oliena e lo stesso capoluogo di Nuoro;
evidenziato che l'esclusione di detti comuni, oltre che discriminante, è destinata ad aumentare il disagio economico di questi centri, costretti a far fronte dell'emergenza con i pochi mezzi finanziari a propria disposizione,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore della difesa dell'ambiente, l'Assessore dei lavori pubblici e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) come mai, alla luce delle vibranti proteste, non abbiano provveduto a rivedere i criteri e la norma che hanno creato questa discriminazione ed evidente disparità;
2) quali siano le motivazioni che hanno impedito ad oggi di incrementare i fondi già stanziati, adeguandoli alla reale entità dei danni patiti dalle popolazioni del nuorese. (137)
INTERROGAZIONE BALIA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sul record negativo registrato dalla Sardegna riguardo l'abbandono scolastico.
I sottoscritti,
premesso che da una elaborazione dei dati Istat sul censimento 2001, rielaborati da Tuttoscuola news emerge che alla Sardegna spetta il record negativo per l'abbandono scolastico;
rilevato che fra la popolazione di età superiore ai 30 anni ben il 38,9% ha frequentato solo la scuola dell'obbligo;
visto che questo è il dato peggiore d'Italia;
verificato che in Italia la percentuale dei laureati è del 7,9% mentre nelle province di Cagliari, Nuoro ed Oristano la percentuale supera di poco il 3%;
scontato che la scelta di non proseguire gli studi è anche un termometro di misurazione del disagio giovanile e che la cultura non rappresenta più uno strumento di riscatto sociale;
constatato che è intuitiva la stretta correlazione fra abbandono della scuola e le crescenti difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro e che la cultura non è più considerata una ricchezza ma solo un forte sacrificio;
appurato che i piani di dimensionamento utilizzati col precipuo compito di contenere i costi portano a fusioni e semplificazioni che inducono un pendolarismo sfrenato;
appreso che il Ministro competente si è espresso per un ulteriore taglio delle risorse destinate alle nostre scuole,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) se sia a conoscenza dei dati esposti e ne abbia verificato l'attendibilità;
2) se risponda a verità che questa tendenza negativa dal 2001 ad oggi è ulteriormente aggravata;
3) se non ritenga opportuno definire nuove metodiche e nuovi approcci per indirizzare i giovani verso una scelta formativa consapevole;
4) se non ritenga opportuna l'offerta di alternative formative che impedisca che molti dei nostri giovani diventino dei drop out della società e dell'istruzione;
5) quali ulteriori ed utili iniziative intenda assumere nei livelli provinciali ed in quello regionale per contenere la dispersione scolastica ed in quale direzione intenda indirizzare i nuovi progetti contro la dispersione, definiti a metà degli anni 90 con notevole dispendio di risorse finanziarie. (138)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sui licenziamenti annunciati dalla compagnia area Meridiana.
Il sottoscritto,
constatato che la compagnia area Meridiana ha avviato le procedura di licenziamento di ben 192 lavoratori, piloti, assistenti di volo, lavoratori a terra e lavoratori occupati in altre attività di servizio;
considerato che questa situazione avrà ripercussioni molto gravi sui lavoratori e sulle famiglie interessate trattandosi di un duro colpo con riflessi economici e sociali negativi che accentueranno i livelli di disoccupazione senza possibilità di immediate alternative occupative;
preso atto che rispetto alla disperazione dei lavoratori assistiamo al totale silenzio della Giunta regionale, che finora si è dimostrata assente forse perché non interpellata dalle organizzazioni sindacali, che hanno pensato di non chiamarla in causa rivolgendo le loro proteste in altra direzione, contrariamente a quanto le stesse organizzazioni hanno fatto in situazioni analoghe nei confronti della Giunta regionale precedente;
ritenuto che questo vuoto di sensibilità politica della Giunta regionale rispetto al dramma dei lavoratori di Meridiana che stanno per perdere il loro posto di lavoro sia in ogni caso assolutamente ingiustificabile,
chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dei trasporti e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere se sono a conoscenza delle iniziative della compagnia aerea Meridiana di procedere al licenziamento di 192 dipendenti e per conoscere le iniziative che la Giunta regionale intende assumere per scongiurare i provvedimenti aziendali. (139)
INTERROGAZIONE BALIA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dell'Ufficio di sanità marittima di Arbatax.
I sottoscritti,
premesso che col 1° gennaio 2005 l'Ufficio di sanità marittima di Arbatax deputato ad eseguire visite, vaccinazioni, controlli, patenti nautiche etc.,aperto solo un anno fa, è stato trasferito a Cagliari costringendo gli utenti a defatiganti e costosi spostamenti;
considerato che Arbatax è dotata di un porto rifugio e di un aeroporto di terzo livello ed è quindi in possesso dei necessari requisiti per l'allocazione dell'Ufficio di sanità marittima;
verificato che lo spostamento di uffici periferici e la concentrazione degli stessi nel capoluogo sardo sta diventando prassi costante, con gravi pregiudizi per le popolazioni e con ulteriori rischi di aggravare lo spopolamento per la cronica mancanza di servizi;
stabilito che queste scelte, oltremodo penalizzanti, costituiscono un pessimo biglietto da visita per la credibilità ed il lancio della nuova provincia;
definito che queste scelte di concentrazione dei servizi non possono attuarsi solo in relazione a dati numerici e ad esigenze, pure legittime, di contenimento della spesa;
accertato che sia le istituzioni locali sia la Regione hanno più volte concordemente convenuto che il porto e l'aeroporto di Tortolì e Arbatax rappresentano una grossa opportunità per garantire nuovo sviluppo,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione per sapere:
- quali iniziative abbia assunto per impedire che un servizio che doveva garantire i lavoratori del porto fosse oggetto di trasferimento;
- se non ritenga utile ed opportuno una autorevole suo intervento per il ripristino di un servizio allocato laddove c'è l'utenza. (140)
INTERROGAZIONE SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di salvaguardare l'agricoltura in Sardegna ed in particolare il settore lattiero-caseario-ovino.
Il sottoscritto,
venuto a conoscenza che:
- il 15 febbraio le organizzazioni sindacali del comparto agricolo Coldiretti, Cia e Confindustria hanno promosso un convegno regionale sulla situazione dell'agricoltura in Sardegna;
- a tale incontro hanno partecipato i rappresentanti di tutte le sigle sindacali del settore;
- lo scorso 22 dicembre la Giunta regionale ha firmato un protocollo d'intesa con le tre sigle sindacali;
- tale accordo riguardava il settore lattiero-caseario-ovino;
- ancora oggi l'accordo non è stato applicato e non vi è una tutela del settore;
- il disegno legge finanziaria regionale ha previsto un taglio dei fondi per l'agricoltura del 36%, pari ad oltre 37 milioni di euro,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) quali provvedimenti intenda prendere la Regione Sardegna in sostegno al comparto lattiero-caseario-ovino;
2) quali provvedimenti intenda prendere per garantire una crescita dell'agricoltura in Sardegna;
3) come la Regione intende finanziare maggiormente il settore agricolo. (141)
INTERROGAZIONE CHERCHI Oscar, con richiesta di risposta scritta, sui chioschi di Torregrande e sul piano del litorale.
Il sottoscritto,
premesso che la stagione estiva è ormai imminente e non risulta sia stato ancora presentato un nuovo piano regionale del litorale, indispensabile per lo svolgimento delle attività commerciali e turistiche sulle spiagge;
considerato che la stagione turistica dello scorso anno è stata particolarmente negativa per la borgata marina di Torregrande, in particolare per i proprietari dei chioschi, costretti ad una chiusura coatta e ad una ripresa delle attività a giugno inoltrato e solo in regime di proroga;
constatato che le numerose problematiche non hanno avuto finora una soluzione definitiva, infatti sembrerebbe che i chioschi della borgata marina oristanese non risultino conformi al vecchio piano del litorale comunale, alcune strutture inoltre, sarebbero prive di autorizzazioni edilizie, amministrative e della concessione dell'Ufficio tutela e paesaggio della Regione;
preso atto che i chioschi hanno sempre svolto la propria attività in regime di proroga fino allo scorso anno, quando un'indagine della Guardia di Finanza prima e della Magistratura poi, ha evidenziato una serie di gravi irregolarità;
visti i provvedimenti del Comune di Oristano (chiusura forzata di tutti i chioschi con verbali della Polizia municipale nell'aprile 2004) e della Regione (sospensione della concessione demaniale dei terreni su cui sorgono le strutture);
considerato che per la stagione passata si è trovata una soluzione di emergenza e provvisoria, i chioschi hanno ripreso le loro attività solo dopo il loro adeguamento a norme e parametri imposti da Regione e comune;
preso atto che la Regione avrebbe dovuto varare un nuovo piano regionale del litorale a cui i comuni costieri si sarebbero dovuti adeguare;
constatato che a tutt'oggi non risulta sia stato stilato alcun piano, nonostante lo scorso ottobre la Regione abbia invitato i comuni costieri a fornire studi e analisi relativi al proprio ambito territoriale;
preso atto delle dichiarazioni e della forte preoccupazione espressa dall'Assessore del turismo del Comune di Oristano,Mario Lai, con il comunicato stampa del Comune di Oristano del 17 gennaio 2005: "Con la Regione erano stati definiti gli indirizzi principali per disciplinare le attività sulla spiaggia era stato anche predisposto un protocollo d'intesa, e adesso viene richiesta altra documentazione";
preoccupato per le ripercussioni che la mancata redazione e approvazione di un nuovo piano potrebbe avere sia per i proprietari dei chioschi oristanesi, già fortemente penalizzati sotto il profilo economico lo scorso anno, sia per l'intera borgata marina priva di altre strutture turistico-ricreative,
chiede di interrogare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica per conoscere:
1) quale sia lo stato reale del piano regionale del litorale;
2) quali provvedimenti si intendano adottare se il piano non dovesse essere predisposto in tempo utile per la prossima stagione turistica;
3) quale soluzione sarà definita per consentire ai chioschi di Torregrande di lavorare regolarmente e senza alcuna interruzione. (142)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul mancato avvio dei corsi di formazione per operatore socio sanitario.
Il sottoscritto,
premesso che la precedente Giunta regionale aveva deliberato l'istituzione dei corsi di formazione per operatore socio sanitario;
evidenziato che il precedente Governo regionale aveva provveduto anche a nominare la commissione competente per l'esame dell'istruttoria delle procedure;
considerato che l'attuale Giunta regionale ha invece rallentato l'iter sostituendo i componenti della commissione su indicata;
avendo appreso che la graduatoria dei progetti presentati dagli enti interessati all'attivazione dei corsi sarebbe di imminente pubblicazione;
sottolineato che l'occupazione in Sardegna è ormai quasi un'emergenza e che pertanto sarebbe opportuno snellire ed agevolare ogni possibile iniziativa che crei nuove professionalità,
chiede di interrogare l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1) quali impedimenti abbiano determinato i gravi ritardi nell'attivazione delle procedure di competenza;
2) quali provvedimenti si intendano adottare per recuperare il tempo perduto e dare una nuova opportunità ai giovani che attendono uno sbocco professionale. (143)
INTERROGAZIONE SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla Novamarine 2 di Olbia a rischio di fallimento.
Il sottoscritto,
venuto a conoscenza che:
- la Novamarine 2, società che da oltre trent'anni realizza gommoni civili e militari, si trova in una situazione di notevole difficoltà economica;
- il Banco di Sardegna ha chiesto al tribunale di Tempio il procedimento di fallimento per la Novamarine 2;
- l'udienza per la procedura fallimentare si terrà il prossimo 21 febbraio a Tempio;
- il Banco di Sardegna vanta un credito di oltre due milioni di euro;
- le parti hanno avuto modo di incontrarsi più volte per trovare una soluzione alla vicenda;
- da oltre trent'anni la società Novamarine 2 vende i suoi prodotti nel mondo e negli ultimi anni ha fornito alla marina americana i gommoni da sbarco utilizzati negli ultimi conflitti,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'industria per sapere:
1) quali provvedimenti intenda prendere la Regione Sardegna per difendere i lavoratori di un importante azienda sarda del settore dei gommoni da diporto e da sbarco;
2) quali provvedimenti si intende prendere anche nei confronti del Banco di Sardegna per arrivare ad una soluzione che porti alla salvaguardia della società e dei suoi lavoratori. (144)
INTERROGAZIONE BALIA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sull'esigenza di effettuare controlli nelle aziende che a qualunque titolo usano l'amianto.
I sottoscritti,
premesso che l'esposizione all'amianto, così come accertato da uno studio dell'Istituto superiore della sanità, nella nostra nazione causa la morte di circa mille persone all'anno;
appurato che in diverse industrie dell'isola numerosi operai sono esposti a questo rischio per l'uso di elmetti, guanti e casco d'amianto;
verificata anche la sussistenza di una legge, la n. 257 del 1992 e successive modificazioni, che riconosce a chi è stato esposto ai rischi derivanti dall'amianto una forma di compensazione ai fini pensionistici;
constatato che numerose patologie, alcune di natura tumorale, sono in costante crescita proprio nei territori isolani dove l'uso dell'amianto è costante, anche se non è provata una diretta correlazione ed un rapporto di causa-effetto;
accertato che sino a qualche anno fa le disposizioni normative affidavano i controlli e la dimostrazione dell'esposizione agli istituti previdenziali;
visto che la nuova normativa risulta abbastanza complessa e prevede l'onere della prova a carico dei lavoratori;
stabilito che la pericolosità dell'amianto dipende, anche a parere del Ministero della Salute, dalla capacità dei materiali di rilasciare sostanze potenzialmente inalabili,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale per sapere:
1) se i controlli previsti dalla legge sono stati regolarmente eseguiti;
2) se in qualche modo è stato accertato che le aziende che utilizzano l'amianto si siano uniformate alle disposizioni di legge;
3) se la Regione abbia effettuato, così come previsto dalla normativa vigente, il censimento degli edifici nei quali sono presenti materiali o prodotti contenenti amianto. (145)
MOZIONE LADU - MURGIONI - ONIDA sul prezzo del latte ovino.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che gli allevatori del settore ovino versano in una drammatica situazione a causa di un intollerabile regime di monopolio instauratosi fra gli industriali del latte che acquistano sotto costo il prodotto lattiero sardo;
RILEVATO che il prezzo di acquisto del latte ovino prodotto nell'Isola risulta notevolmente inferiore rispetto alla media nazionale, pur essendo riconosciuto che tale latte è qualitativamente superiore rispetto a quelli proposti dal mercato;
RILEVATO, inoltre, che il prezzo di acquisto del latte risulta essere anche più basso dello stesso rimborso che il Governo sta conferendo agli allevatori sardi per l'epidemia della lingua blu;
CONSIDERATO che tutte le istituzioni sarde sono chiamate ad agire con tempestività e determinazione per fare in modo che questa economia millenaria esca dallo stato di agonia e sottosviluppo nella quale versa, individuando strumenti e mezzi idonei e moderni per consentirle di affrontare con successo i sempre più crescenti livelli di concorrenzialità dei mercati;
CONSIDERATO, inoltre, che la Regione non può sottrarsi da questa responsabilità ma, al contrario, ha l'obbligo di guidare questo processo;
ATTESO che l'attività della pastorizia e il comparto produttivo del settore agro alimentare, che costituiscono un asse portante della nostra economia, svolgono nell'Isola anche una funzione sociale indispensabile contribuendo in modo determinante, grazie alla presenza delle loro attività diffusa e radicata in tutto il territorio, a contenere il triste fenomeno dello spopolamento delle zone interne;
EVIDENZIATO che l'Unione europea nel luglio del 2004 ha totalmente eliminato le quote di restituzione per le esportazioni del pecorino romano, senza che la Giunta regionale abbia mosso un dito, pur sapendo che questo provvedimento è destinato a produrre un'ulteriore riduzione del prezzo del latte ovino;
CONSTATATO che l'ipotesi di accordo sul prezzo del latte, contestato da più parti in quanto non sufficientemente remunerativo e non in grado di coprire i costi di produzione, previsto a 65 centesimi, di cui 51 a carico degli industriali e 14 a carico della Regione, non dà nessuna certezza in quanto potrebbe essere rigettato dall'UE, soprattutto dopo la mancata conversione alla Camera del decreto legge n. 280 in materia di aiuti ai settori colpiti da grave crisi;
CONSTATATO inoltre che per quanto riguarda i 14 centesimi la Regione non pare voglia assumere impegni visto che le scarse risorse finanziarie proposte in bilancio sono in grado di garantire tale copertura,
impegna la Giunta regionale
1) ad attivare e coordinare una cabina di regia permanente per monitorare e favorire il confronto fra il settore della produzione e il mondo della trasformazione e della vendita adeguando il prezzo di vendita del prodotto lattiero alle mutate esigenze portandolo perlomeno in linea con i livelli nazionali;
2) ad intraprendere ogni possibile iniziativa per sensibilizzare in maniera opportuna la competente Commissione europea al fine di ottenere un aumento dei tempi di stoccaggio del pecorino romano dagli attuali pochi mesi a 12-18 mesi;
3) ad individuare forme di sostegno per la diversificazione della produzione onde agevolare una maggiore capacità dei produttori sardi di reggere i livelli di competitività del mercato;
4) ad intervenire presso i consorzi fidi di garanzia al credito concedendo ulteriori fondi per il sostegno alle cooperative ed alle imprese in sofferenza;
5) ad indicare con precisione nel bilancio i fondi destinati alla ratifica degli accordi sul prezzo del latte;
6) ad indicare con quali poste di bilancio la Giunta regionale in tenda farsi carico della restante quota di 14 centesimi già concordata sul prezzo del latte. (27)
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