Seduta n.472 del 19/11/2008 

CDLXXII Seduta

Mercoledì 19 novembre 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

Indi

Del Vicepresidente RASSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 55.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 7 novembre 2008 (463), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Lanzi e Alberto Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 18 novembre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Va bene, colleghi. Proviamo a lavorare oggi.

Onorevole Pittalis, su che cosa intende intervenire?

PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, sull'ordine dei lavori.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Lei ha chiuso la seduta ieri sera convocandoci alle ore 10. Sono le ore 11, c'è anche stamattina un'ora di ritardo. Presidente, la gente è qui dalle 10, non si può andare in questo modo solo perché il presidente Soru è nel sottoscala di questo palazzo, perché deve dare le direttive, deve dare gli ordini, perché c'è una confusione all'interno dalla maggioranza. Questo, Presidente, non è il sistema, lei deve garantire anche i diritti dell'opposizione, lei deve garantire i diritti di ogni consigliere regionale che è qui dalle 10. Non è assolutamente ammissibile che per i comodi di questa maggioranza i lavori…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Onorevole Pittalis, siccome l'Aula la apro io, e non c'era nessuno in nessun sottoscala, l'Aula era vuota. Onorevole Pittalis!

PITTALIS (F.I.). Non deve fare i suoi comodi né del presidente Soru. C'è una dignità da salvaguardare, c'è una dignità.

PRESIDENTE. Appunto, onorevole Pittalis sì, si accomodi.

PITTALIS (F.I.). No, non mi accomodo.

PRESIDENTE. E se non si accomoda, la facciamo accomodare noi.

PITTALIS (F.I.). Perché non va bene, non va bene.

PRESIDENTE. Riconquisti il suo aplomb e procediamo.

PITTALIS (F.I.). Siamo qua da un'ora ad aspettare i suoi comodi.

PRESIDENTE. Anche io l'aspetto spesso, onorevole Pittalis.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo-acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Va bene, andiamo avanti.

L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A.

Siamo fermi all'emendamento numero 280, al quale è stato presentato l'emendamento di sintesi numero 299. Siamo all'articolo 10. Avete il fascicolo con gli emendamenti che avevamo lasciato sospeso. E' nei banchi, quindi se i colleghi vogliono averlo a disposizione lo possono prendere dal banco della Presidenza.

Va bene, ci siamo? L'emendamento numero 299 è un emendamento di sintesi degli emendamenti numero 280 e 244. Il "280" e il "244" erano della Giunta regionale, così come della Giunta regionale è il "299".

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Sul Regolamento

CAPELLI (U.D.C.). No, Presidente, va bene intervengo per dichiarazione di voto, è lo stesso. Io vorrei intervenire un attimino su un chiarimento sulla presentazione degli emendamenti. L'emendamento numero 280 è un emendamento al "244", e recita: "Dopo l'emendamento numero 244 è aggiunto il seguente". E' per me una novità vedere che si fa un emendamento aggiuntivo a un emendamento, e questi emendamenti sono tutti della Giunta, che corregge se stessa più e più volte. Dopodiché, si fa un "299" che è sintesi del "280" e del "244". Mi sembra una procedura quantomeno nuova per me, perché l'emendamento all'emendamento, da Regolamento, si fa per sostituire parti dell'emendamento o correzioni a quell'emendamento, non per fare un emendamento aggiuntivo all'emendamento, non all'articolo, all'emendamento, e non al comma o quant'altro. E' una procedura quantomeno innovativa, perché non l'ho mai visto in questi anni un emendamento che aggiunge all'emendamento, aggiunge all'articolo, aggiunge al comma, aggiunge non all'emendamento. Per cui io pongo questo quesito affinché rimanga agli atti, che è possibile fare questo, e poi si fa un emendamento di sintesi, sempre della Giunta, dei due emendamenti. La trovo quantomeno strana come modalità.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, io la ringrazio, ma le assicuro che facciamo normalmente così, che è una procedura normale quella di emendare anche aggiungendo all'articolo e agli stessi emendamenti già presentati, così come è possibile accogliere dal punto di vista formale e procedurale emendamenti agli emendamenti, anche con emendamenti di sintesi, quindi non stiamo innovando da questo punto di vista con questa legge, stiamo seguendo una prassi che ordinariamente seguiamo.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei chiedere alla Presidenza qualche minuto per leggerlo e comprenderlo meglio, perché siamo in Aula, ma…

PRESIDENTE. Va bene, qualche minuto di sospensione in Aula per dare modo ai colleghi di valutare l'emendamento di sintesi, il "299".

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 06 , viene ripresa alle ore 11 e 17.)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo-acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Colleghi, possiamo... onorevole Capelli, è una vecchia iscrizione?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, sempre per avere un maggior chiarimento, perché continuo a vedere che questo emendamento di sintesi è un sostitutivo parziale. Io non sono convinto della procedura e vorrei che rimanesse. Tra l'altro, affinché si possa votare con contezza, noi dobbiamo leggere qui, in una profondità di 300 metri dalla linea della battigia, Assessore? Dopodiché, se è possibile, un'illustrazione sugli effetti di questo emendamento, così magari poi iniziamo le dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Capelli, io darei la parola al relatore, perché ovviamente sull'emendamento numero 299 non è stato dato, a differenza degli altri, il parere né del relatore, né della Giunta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, per esprimere il parere positivo sull'emendamento numero 299, e per chiedere che la profondità, perché il numero non è chiaro, venga scritta anche in lettere, che i "300 metri" sia scritto anche con le lettere, in modo tale che sia chiaro.

PRESIDENTE. Grazie. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze, urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie, Presidente. Circa la spiegazione; si tratta del richiamo opportuno nella composizione dei Piani urbanistici comunali di quelle che sono le previsioni già riportate all'articolo 142 del Codice Urbani, dove vengono richiamati i vincoli per le aree tutelate per legge. In effetti, non si tratta di un'autonoma iniziativa o di un'autonoma valutazione del Consiglio regionale della Sardegna, ma solamente la precisazione e il richiamo al recepimento di questi obblighi che derivano dal Codice Urbani; non c'è nulla che possa dirsi modificativo di questo vincolo.

PRESIDENTE. Grazie. Sono consentite le dichiarazioni di voto. Colleghi, votiamo l'emendamento numero 299.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (P.R.C.). Presidente, questo è un nodo politico di assoluto rilievo, perché se va letto con un emendamento che segue, e parlo in modo particolare del numero 172 sull'articolo 28, e vorrei sapere dagli Uffici se vive dopo il voto sull'emendamento numero 299...

(Interruzioni)

Presidente, io non riesco... chiedo scusa ma interrompo.

PRESIDENTE. Colleghi...

URAS (R.C.). L'emendamento numero 299, se non cancella è integrativo del numero 172, e se la misura, che io leggo qua essere 500, poi mi si dice che è 300, a me sembrava 500 metri, è quella che io ho letto, l'atteggiamento da parte del mio Gruppo potrà essere positivo a questo emendamento, ma se questo è sostitutivo della previsione in legge, del vincolo di inedificabilità che già esiste nelle norme della precedente legge urbanistica, la numero 45, dei 300 metri, beh, Presidente, in questo caso l'atteggiamento del mio Gruppo è un atteggiamento decisamente negativo su tutto. Cioè, questo è un elemento chiave della legge, non si possono fare passi indietro, quindi la legge deve prevedere... "la legge!", non la pianificazione urbanistica comunale, che recepisce norme che non sono neppure della legge regionale, ma sono di un altro provvedimento legislativo dello Stato, perché questo non è il passo che avevamo condiviso. Attendono, quindi, una spiegazione anche dagli Uffici per verificare il voto, se sarà positivo o negativo.

PRESIDENTE. Un momento, colleghi, stiamo verificando se l'emendamento numero 172 decade o se, invece, tratta una materia differente.

CAPPAI (U.D.C.). Sarà il caso di sospendere?

PRESIDENTE. No, non è il caso di sospendere, onorevole.

AMADU (F.I.). Presidente, rimandiamo la pratica in Commissione, forse è più giusto!

CAPELLI (U.D.C.). Ma, Presidente, è sospesa? No, perché ci vedono!

PRESIDENTE. Colleghi, proseguiamo.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, Internet sta funzionando? No, per curiosità.

PRESIDENTE. Siamo in diretta. Colleghi, siccome la riunione non è sospesa… ho un intervento per dichiarazione di voto dell'onorevole Cugini.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, io ho chiesto di esprimere la mia dichiarazione di voto e devo dire - non se la prendano i colleghi dell'opposizione - l'ho fatto in un momento di discussione al nostro interno e dovrebbe interessare e preoccupare anche voi, insomma, rischiamo di abolire una norma e di creare un danno per l'insieme della regione. Allora io ripeto il concetto che ha espresso prima il compagno Uras per dire che se l'emendamento numero 299, uso un termine forte, ammazza l'emendamento numero 172 è chiaro che noi siamo pacifisti, siamo perché non si ammazzi nessuno, è normale questo. E allora abbiamo bisogno, Presidente, di chiarezza perché noi potremmo persino approvare l'emendamento numero 299 se c'è la certezza della vita dell'emendamento numero 172, se invece non è così è chiaro che noi l'emendamento numero 299 non lo votiamo.

Quindi non sto facendo proprio una dichiarazione di voto, due dichiarazioni di voto in una, una a favore e una contro, però abbiamo bisogno di questa chiarezza che può essere data o dalla sua interpretazione, che è quella di riferimento, o anche dal chiarimento dell'Assessore, ma la cosa che non possiamo fare è abolire ogni riferimento sia alla legge numero 45, sia alle norme che stiamo discutendo oggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Allora provo a dire dei problemi sollevati. E' ovvio che le aree tutelate contenute nella legge numero 45, e segnatamente all'articolo 10 bis, fanno riferimento a un complesso di norme antecedenti che fissa in quel momento le disposizioni sovraordinate che indicavano le aree tutelate per legge; la legge numero 45 in quella sede le ha recepite. Dalla "45" a oggi sono intervenute altre norme e noi siamo in una condizione di discendenza normativa dal Codice Urbani che ha riscritto integralmente le norme e le aree che sono tutelate per legge. Il richiamo che è fatto nell'emendamento numero 299 ha questo senso. Ora si può anche dire, se serve a dirlo in più, è ovvio che stiamo ripetendo la stessa cosa, che per quanto compatibili con quanto previsto nella presente legge le norme che riguardano i limiti di inedificabilità e di tutela contenute nella legge numero 45 rimangono valide perché si sta dicendo esattamente quello che c'è scritto nell'emendamento numero 299. Se serve ribadirlo lo si faccia, però vorrei anche dire che le leggi servono anche a far funzionare un sistema. Dove è che queste norme esplicano la loro efficacia? Sostanzialmente in due punti, nella pianificazione urbanistica o territoriale regionale, che non può fare a meno di prendere atto e recepire la Regione, le province e i comuni. Poiché le province adottano piani di coordinamento che altro non fanno che coordinare la pianificazione comunale, noi stiamo chiedendo ai comuni di recepire, come, al di là di quello che scriviamo, sono obbligati a fare nella propria strumentazione, l'esito finale della previsione normativa generale.

Questo è quello che penso io. Tutto va bene; se è necessario ribadirlo per esigenze di tipo diverso lo si faccia, per me è molto chiaro, ma credo che sia molto chiaro a tutti, cioè noi siamo in presenza di una norma sovraordinata che aggiorna significativamente le previsioni dell'articolo 10 bis della legge numero 45 in alcune parti e tra l'altro limita le esclusioni, perché le esclusioni contenute nel "142" non sono le esclusioni che sono contenute nell'articolo 10 bis della legge numero 45 e quindi per certi versi, rispetto alla tutela prevista per legge, la norma dell'emendamento numero 299 è più puntuale, più precisa e più aderente a quelli che sono gli obblighi che noi oggi abbiamo, posto che questa materia, quella relativa all'articolo 142 del Codice, non è materia sulla quale è possibile intervenire, cioè sono i livelli minimi, quindi sotto quei livelli minimi non si può scendere.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, siamo in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo lo scrutinio elettronico palese, Presidente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 299.

Scusate, i Segretari… onorevole Corda, prego.

(Interruzioni)

No, non è aperta, non ci sono i Segretari.

Colleghi, dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Calledda, Pacifico, Vincenzo Floris hanno votato a favore, il consigliere Maninchedda si è astenuto.

Beh, colleghi, rifacciamo la votazione, colleghi. Il sistema funziona. Ricordo che siamo da ieri in diretta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 299.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Lai Renato ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai Silvio - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Tocco - Uggias.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Dedoni - Fadda - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Pisu - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Serra - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Maninchedda.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 77

votanti 74

astenuti 3

maggioranza 38

favorevoli 39

contrari 35

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 172.

URAS (R.C.). Voto elettronico palese, Presidente!

PRESIDENTE. Chiedo scusa, ma questo emendamento così com'è formulato include anche le zone A e le zone B, che vuol dire tutti i luoghi che stanno sul mare, compresa la città di Cagliari. Va bene? Quindi, non vorrei che una norma apparentemente di salvaguardia, in realtà crei un disastro sull'onda della tutela e della difesa perché la Sardegna, per fortuna, ha anche città sul mare, non soltanto coste incontaminate da tutelare e da salvaguardare. Quindi, così come formulato questo emendamento, pur comprendendo le ragioni che ne stanno alla base, tuttavia se il Consiglio lo accogliesse rischierebbe di produrre un disastro in tutte le città costiere della Sardegna e anche in tutti i paesi, perché è una norma che non differenzia, dice: "ovunque per 500 metri". Diciamo che tecnicamente è inaccoglibile così com'è, ecco! Onorevole Uras, di che cosa intende parlare? Io ho detto che secondo me questo emendamento é inaccoglibile così com'è formulato. Onorevole Uras, ha chiesto di parlare? Su che cosa intende parlare, onorevole Uras?

URAS (R.C.). Presidente, dobbiamo dichiarare il voto, no?

PRESIDENTE. Se lo mettiamo ai voti, io sono per non metterlo ai voti.

URAS (R.C.). Ecco, giustamente, allora intervengo su questo, sul fatto di metterlo ai voti o meno.

PRESIDENTE. Ho spiegato quali sono i limiti di questo emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io li conosco tutti i limiti, anche politici di una trattativa estenuante che abbiamo voluto fare e che ha prodotto una frattura. Io conosco le operazioni di arretramento, Presidente. Noi abbiamo chiesto esattamente questo prima di votare l'emendamento precedente: se continuava a vivere! E su questo non è che non c'è stata la discussione sulla salvaguardia della fascia costiera, sulla salvaguardia integrale della fascia costiera, almeno, almeno conservando le previsioni della "45" e noi buttiamo all'aria una legislatura che si è caratterizzata per la tutela del territorio! Noi oggi stiamo segnando un capitolo politicamente decisivo su questo terreno! Decisivo su questo terreno!

PIRISI (P.D.). Ma come ti permetti di dire queste cose! A tutto c'è un limite! Ci stai insultando tutti!

PRESIDENTE. Colleghi, lasciamo sviluppare il ragionamento.

URAS (R.C.). Presidente, qua uno per non offendere qualcuno dovrebbe esattamente pensarla sempre come quelli che si offendono. Avviso tutti che noi continuiamo a pensarla come la pensiamo e gli altri sono liberi, come dimostrano puntualmente di fare, di pensarla come la pensano! Ognuno di noi la pensa in modo diverso e rappresenta forze politiche diverse, strati sociali diversi, interessi diversi e c'è legittimità in questo, Presidente, per manifestarlo in modo corretto. Io non posso venire aggredito puntualmente ogni volta che incomincio a parlare perché non dico le cose che fanno piacere agli altri. Quindi, quando mi consentirà di intervenire con un minimo di rispetto da parte degli altri io continuerò ad intervenire.

Tu la devi smettere, Peppino, di insultare gli altri!

PIRISI (P.D.). Ma non dire fesserie!

URAS (R.C.). Ma non dirle tu!

PRESIDENTE. Onorevole Uras! Onorevole Uras, possiamo proseguire?

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io volevo fare la dichiarazione di voto, però vorrei capire se il "172" lei lo dichiara ammissibile o meno. E' ammesso?

PRESIDENTE. Chiedo scusa, l'emendamento è, dal punto di vista formalissimo, ammissibile. Mi sono permesso di dire ai presentatori dell'emendamento che non tiene conto che la Sardegna è piena di insediamenti abitativi urbani lungo tutte le coste e che questo emendamento escluderebbe, con una fascia di rispetto così vasta, ovviamente, anche le zone urbane per 500 metri.

CAPELLI (U.D.C.). No, no, allora mi va bene, guardi, non faccio neanche la dichiarazione. Bisogna predisporre il piano di sgombero di La Maddalena, Carloforte e quant'altro e perciò mi rimetto a quello che dirà l'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, io voglio evitare incidenti diplomatici sia con i colleghi del Partito Democratico, con la Giunta, con l'opposizione e anche con lei. Perché io prima le ho detto, Presidente, se il "299" incide, ammazza il "172" ci esprimiamo in un modo, se non è così ci esprimiamo in un altro. Adesso voglio aggiungere perché... Luciano Uras vai a posto, fai la cortesia! Perché adesso dobbiamo essere chiari sino in fondo, perché stiamo facendo una legge e noi, i presentatori dell'emendamento, non vogliamo fare danni, vorremmo contribuire a risolvere problemi. C'è stata un'interlocuzione con l'Assessore, le cose che lei ci ha detto non sono state riferite, in questi giorni dell'argomento se n'è parlato anche in riunioni ristrette, è chiaro che se il "172" vuole dire distruggere mezza Sardegna, si figuri, Presidente, se noi vogliamo fare un'operazione di questo tipo, ma è altrettanto chiaro che non esiste, per questa parte, che non ci siano norme di tutela, che sia tutto possibile come è stato un tempo. E' chiaro che allora bisogna trovare, Assessore, il punto d'incontro, così come lei e la sua Giunta attraverso lei, ci è stato chiesto e ci hanno chiesto e sino a quel momento tutto andava bene. Se adesso non va bene, ci fermiamo un attimo per evitare danni, ma anche un attimo per evitare gli altri danni, perché si possono fare nelle due direzioni, e noi li vogliamo evitare tutti e due, perché io non partecipo al concorso della Italcementi, per avere il premio, e non partecipo al concorso dalla Lega ambiente, per avere lo stesso premio. Chiaro? Siccome ci sono di questi pensieri, è bene che noi li rendiamo chiari, né con la Italcementi, né dall'altra parte. Quindi si trovi un punto d'incontro, noi siamo qui.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Io sono interessato a trovare un punto di incontro e un punto di ragionevolezza. È chiaro che l'approvazione dell'emendamento numero 299 dà un punto di partenza, sul quale ovviamente l'emendamento numero 172 debba essere coordinato. Però, l'emendamento numero 299 approvato interviene nell'ambito dell'articolo 10… Se mi ascolta l'onorevole URAS, forse possiamo trovare… anche perché io non ho avuto modo di interloquire, ne chiedo scusa, con il Relatore, però poi lui farà le sue valutazioni, ma nell'interesse comune, per fare un passo in avanti. L'emendamento numero 299 interviene nell'ambito dell'articolo 10, che tratta gli argomenti che devono configurare la conformazione dei piani urbanistici comunali. È stata manifestata un'esigenza di sancire indipendentemente, in maniera slegata dalla redazione dei PUC, il principio. Effettivamente l'emendamento numero 172, come diceva il Presidente correttamente, modifica quello che noi, se così lasciato, modifica ciò che noi abbiamo, tenderebbe a modificare, e comunque è in contrasto con quello che noi abbiamo già approvato con l'emendamento numero 299. Perché noi abbiamo detto che i limiti di tutela integrale sono richiamati insieme alle esclusioni, che prevede l'articolo 142, cioè le zone urbanizzate A e B, nell'ambito degli ambiti urbani, dove è chiaro che questo limite non può operare, come non ha mai operato, neanche con vigenza della "45". E quindi dobbiamo, se vogliamo trovare un punto di mediazione, cercare di compensare questa carenza. Allora, l'emendamento numero 172, se integrato da "…fatte salve le esclusioni contenute nei commi 2, 3 e 4, di cui all'articolo 142 del decreto legislativo…", è coerente con l'emendamento numero 299, nel senso che ripete, nel contesto dell'articolo 28, che tratta la pianificazione paesaggistica, e quindi ribadisce - in un contesto che io spero più consono per chi richiede una collocazione diversa -, il medesimo concetto che è già stato votato dal Consiglio, senza entrare in conflitto. Però è necessario integrare e coordinare il contenuto dell'emendamento numero 172, con il richiamo alle esclusioni contenute ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo 142, che sono esattamente le esclusioni che noi abbiamo richiamato nell'emendamento numero 299, quando diciamo: "le relative esclusioni contenute nell'articolo 142". Siccome l'articolo 142 - proprio ai commi 2, 3 e 4 - tratta le esclusioni in maniera articolata, è opportuno richiamarlo. Questo credo si possa fare, se trova la sintesi complessiva di tutti, senza contraddire quello che il Consiglio ha già votato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Avevamo già messo in evidenza, come questa legge nasca da una sorta di non semplice discussione, ma di contrasti fortissimi all'interno della maggioranza del centrosinistra. Oggi i nodi vengono al pettine, e ne è la dimostrazione che su aspetti non secondari vi è una rottura, che a noi non sorprende, perché l'avevamo già capito sin dalle prime battute. Oggi il gruppo della Sinistra pone in evidenza qual è l'idea che si ha, e cioè un'idea che risponde ad una sorta di fondamentalismo ambientalista, logico, giustificato secondo il loro punto di vista, ne hanno anche spiegato all'Aula le ragioni. Ci sono invece coloro che - e questo ha fatto la maggioranza di centrosinistra - nel proporre un testo - che noi riteniamo inadeguato, riteniamo che crei situazioni di grave pregiudizio per lo sviluppo della nostra Isola -, e quindi da questo punto di vista le posizioni si assomigliano e si incontrano, fra l'aria estrema della maggioranza di centrosinistra e quella cosiddetta più moderata. Cioè, è un pasticcio questa legge, di cui vi assumerete tutta la responsabilità, ed è però anche vero, assessore Sanna, che noi non siamo assolutamente disposti ad accettare emendamenti orali, quali quelli da lei proposti; e quindi questo emendamento, rispetto al quale noi esprimiamo un voto assolutamente contrario, venga votato così come, perché siamo contrari, poniamo il nostro veto più fermo e più deciso a qualunque ipotesi di emendamento orale che introduca ulteriori pasticci, più di quanti già questa legge ne contenga. Vi assumerete la responsabilità di quello che avete già approvato, e che siamo certi paralizza, non rischia di paralizzare, ma paralizza dal nostro punto di vista le prospettive, davvero, di sviluppo in un settore, anche correlato all'industria turistica, soprattutto dei centri costieri, che non devono essere visti come "i cementifica tori", o come coloro che distruggono l'ambiente, perché ne abbiamo grandi esempi, di saper coniugare le politiche di sviluppo con le politiche dell'ambiente e del benessere delle nostre comunità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.). Grazie Presidente. Beh, insomma, io credo che il dibattito e il confronto su questo articolo sia importante, e non sia segno né di stato confusionale, né di improvvisazione. Sapevamo perfettamente, quando abbiamo scritto l'articolo 10, che il rispetto dell'articolo 142 del Codice Urbani era previsto, c'è stato chiesto di esplicitarlo, e questa ci è sembrata un'osservazione molto giusta, e questo spiega il senso, alla fine, dell'emendamento numero 299. Però, mi sembra di capire che siamo su due piani diversi, nel senso che l'emendamento, che abbiamo approvato in questo momento, risponde a quel bisogno di operatività che è prevista dentro l'articolo 10, cioè quando si dice che cosa è il PUC, l'osservazione, invece, il senso dell'emendamento numero 172 è diverso, cioè si dice anche, nell'articolo 28, cioè nell'articolo che disegna il Piano paesaggistico regionale, si chiede di inserire questo riferimento, e questo mi è sembrato il senso della proposta. Sotto questo punto di vista, il fatto che noi abbiamo già approvato la lettera g) dell' articolo 10, credo che comporti automaticamente che l'emendamento numero 172, senza bisogno di autorizzazioni, credo, dell'Aula, venga in qualche modo coordinato. Cioè, io infatti chiedo al Presidente se, tenendo conto del fatto che sono due emendamenti che rispondono a due livelli diversi, uno un po' più operativo, all'altro invece di principio, se anche in sede di approvazione dell'emendamento numero 172 si debba realizzare necessariamente il coordinamento con quanto approvato, perché è chiaro che non possiamo noi, con una norma successiva, disdire quello che abbiamo affermato precedentemente. Credo che, sotto questo punto di vista, ci siano assolutamente i margini perché si soddisfi il principio secondo il quale è bene dire concretamente operativamente come ci si deve comportare e ricordare anche il principio di carattere generale. Per cui chiedo alla presidenza se effettivamente si possa quasi automaticamente, se vogliamo che l'emendamento 172 venga posto in votazione, provvedere ad un coordinamento che diventi un coordinamento tecnico, arrivati a questo punto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Intendo parlare sull'ordine dei lavori, per aiutare sempre, l'emendamento numero 172 è un emendamento all'articolo 28, che è stato trasferito all'articolo 10? Perché noi stiamo discutendo dell'articolo 10. Sto chiedendo una spiegazione.

PRESIDENTE. Sì, e così, l'onorevole Capelli dice bene, è un emendamento che proviene dall'articolo 28.

CAPELLI (U.D.C.). Che però inseriamo nell'articolo 10?

PRESIDENTE. Sì.

BIANCU (P.D.). No!

CAPELLI (U.D.C.). Sì o no?

PRESIDENTE. Sì,

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, lì dicono di no!

BIANCU (P.D.). No, non è stato chiesto da nessuno questo!

PRESIDENTE. E' stato chiesto quando è stata chiesta la sospensione. Quindi noi abbiamo come un emendamento che dall'articolo 28 viene trasferito all'articolo 10.

BIANCU (P.D.). Si è detto che andava visto in quel contesto ma per riportarlo sempre al 28.

PRESIDENTE. Colleghi, registriamo almeno ciò che si dice, se poi adesso si dice riportiamolo all'articolo 28, allora…

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, se è all'articolo 28 lo trasferiamo ed è inutile tutta questa discussione.

PRESIDENTE. E già!

CAPELLI (U.D.C.). Magari convochiamo il presidente Soru…

PRESIDENTE. Gli uffici mi dicono che è stato richiesto il trasferimento al 10, va bene? Se adesso si ritiene sia meglio che si rimetta al 28, ha ragione l'onorevole Capelli, faremo la discussione quando arriveremo a quel punto

BIANCU (P.D.). Va bene.

PRESIDENTE. Mi rivolgo ai presentatori, è un aggiuntivo dell'articolo 28 che resta al 28 o va collocato nel 10?

CUGINI (Sinistra Autonomista). Lascio la parola al Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Io mi sono prenotato per una dichiarazione di voto però vorrei ricordare che quando chiedemmo che si inserisse questo emendamento, che si riportasse all'articolo 10 perché trattava di argomenti simili che sarebbe un problema soprattutto della fascia di tutela e quindi chiedemmo questo, evidentemente, lo dico e presentatori, poi discuteremo anche delle affermazioni che sono state fatte in quest'Aula, ma se si determinasse quello che è stato detto, cioè se non ci fosse la possibilità di coordinarlo con l'emendamento numero 299, e io credo che invece sarebbe una cosa auspicabile da parte di tutti, anche da parte di coloro che hanno sollevato delle questioni di ordine formale, sarebbe - se non si potesse fare questo - io credo che la cosa, un'unica cosa che potrebbe essere fatta è quella del ritiro.

Io sono per il coordinamento, l'ho detto in tutti i modi, lo sto affermando in maniera molto forte, affinché venga coordinato l'emendamento numero 172 con l'emendamento numero 299. Questa è la richiesta.

CAPPAI (U.D.C.). L'emendamento numero 299 è già stato votato.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, lei è già intervenuto.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Sono già intervenuto, però l'Assessore dietro richiesta di tanti colleghi ha suggerito un'integrazione al testo degli emendamenti, per dire che noi siamo d'accordo perché l'emendamento venga completato con la correzione riferita alla profondità di 500 ridotta a 300. Come direbbe il collega Masia.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, abbiamo già preso nota.

CUGINI (Sinistra Autonomista). E lo vogliamo lasciare sul 28, così come avevamo concordato con la Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Credo che in questi passaggi si siano anche superate alcune incertezze, ma per dire intanto che nel momento in cui quell'emendamento è stato corretto con delle proposte orali io credo che…

PRESIDENTE. Onorevole Masia, posso dirle… le correzioni orali com'è stato detto chiaramente da alcuni colleghi intervenuti non sono accolte e quindi vi prego di stare al testo, se non ci sono fatti nuovi, e pronunciarvi per dichiarazione di voto.

MASIA (Gruppo Misto). Allora, se viene lasciato al 28 il coordinamento di cui si parla e mi sembra estremamente difficile se non si integrano quegli aspetti che sono stati evidenziati dall'Assessore, credo di poter condividere la posizione dell'onorevole Pittalis quando dice che con quell'emendamento orale se fosse accolto il mio invito, e il mio intervento principalmente è rivolto a questo, diventa un emendamento che non fa altro che ribadire le posizioni qui approvate, con l'emendamento numero 299 per l'articolo 10, dove, se nell'articolo 10 si parla di Piano urbanistico, nell'articolo 28 si parla di Piano paesaggistico regionale.

Sono coordinati nel senso che uno proviene dall'altro e se fosse nel 28, è conseguente che il 10 lo accetta, cioè se il Piano paesaggistico lo recepisce lo deve recepire per forza il Piano urbanistico, e anche viceversa. Quindi, voglio dire, anche cancellando il 172, che è quello di cui stiamo parlando, resta la norma, e l'invito è più che altro perché nasce questo emendamento da paure che sono state evidenziate, soltanto ribadire questa esigenza della salvaguardia, del vincolo, della tutela e tutto quanto quello che ne consegue nella fascia dei 300 metri. Se lo deve fare il piano urbanistico il piano paesaggistico sicuramente lo provvederà, lo provvederà anche io credo le linee guida e che provengono da documento di programmazione. l'invito e ad accettare l'emendamento orale perché così si superano queste paure, si supera questo empasse altrimenti se così non fosse credo che resterebbe quello che già si è approvato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mattana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MATTANA (P.D.). Sì presidente, io vorrei sapere se dobbiamo fare una dichiarazione di voto sull'emendamento è stato trasferito al 28 allora io dichiaro il mio voto successivamente così stiamo facendo dichiarazione di voto in questa sede sulla valutazione dell'ambito che riguarda il PUC, quindi nella pianificazione comunale e in quella regionale.

PRESIDENTE. Io ho chiesto al relatore perché non so a chi altri chiedere, se l'emendamento resta al 10 o se lo rimettiamo al 28. Se lo rimettiamo al 28 questa discussione la spostiamo più avanti, resta fermo al fatto che il testo è quello che avete sotto gli occhi non essendo state accolte, se non ci sono fatti nuovi, correzioni orali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.). Ho cercato di ricordarlo prima, trattandosi di una questione che atteneva allo stesso argomento, che era quello della fascia di tutela, avevamo detto: portiamola al 10, però, si tratta di due fattispecie differenti, sebbene si trattasse dello stesso argomento, per cui Presidente credo che sia corretto che l'emendamento numero 172 venga ricollocato nella posizione nella quale originariamente era, cioè all'articolo 28. Credo anche che debba esserci un coordinamento, l'articolo 172 debba essere coordinato con l'emendamento numero 299 che abbiamo testé approvato. No, il Presidente mi ha fatto una domanda e io rispondo al Presidente. Quindi, articolo 28. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene, lo colleghiamo al 28. Abbiamo iscritti a parlare per dichiarazione di voto che trasferiamo, naturalmente, più avanti. L'onorevole Mario Floris, l'onorevole Maninchedda, l'onorevole Caligaris e l'onorevole Renato Lai. Li trasferiamo a quando riprendiamo la discussione.

Sul Regolamento

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, sulla procedura, se mi consente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io penso che sia opportuno sottoporre a lei una questione: l'emendamento numero 172, anche qualora lo si trasferisca al 28, si pone un problema, se è decaduto o non è decaduto, dopo l'approvazione dell'emendamento numero 299. Perché, come hanno detto ripetutamente i colleghi, non può essere che nella stessa legge vi siano delle indicazioni contrastanti. Noi abbiamo votato all'articolo 10, che precede il 28, in una votazione, che procede questo, una disciplina, l'emendamento numero 172 ne prevede una diversa. Allora, a memoria, io ci sono veramente solo da tre anni e mezzo, da quattro anni qua dentro, ma in altre circostanze la Presidenza ha dichiarato decaduti gli emendamenti che sono in contrasto con un pronunciamento dell'Aula. Questo è in contrasto. Quindi, che lo si porti anche al 28 si pone una decisione, in capo alla Presidenza, di dichiarazione di decadenza dell'emendamento. E questo è quanto volevo sottoporre alla sua attenzione.

PRESIDENTE. Sì, grazie onorevole Maninchedda.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Era già al 28.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Non è un problema di principio è un problema di metodo, è una disciplina diversa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Intervengo sullo stesso argomento, per richiamare la Presidenza a questo fatto singolare: che ogni emendamento che viene presentato dalla maggioranza viene chiamato o di sintesi, o di coordinamento, o formale. Il guaio è che noi stiamo facendo una legge importante in Consiglio regionale, avevamo rifiutato, perché sappiamo che cosa vuol dire fare leggi all'interno del Consiglio regionale, non istruite attraverso le Commissioni consiliari competenti. E' una cosa che la Presidenza non può portare qui, e inchiodare il Consiglio regionale per giorni, giorni e giorni e far finta che non esistano questi problemi. Non stiamo trattando di noccioline, perché qui col termine lessicale, o cambiando una frase, cambia il contesto, e noi non siamo in condizioni, oggi, di avere i documenti che ci facciano capire che cosa stiamo legiferando e a che cosa andiamo incontro, e che cosa stiamo proponendo per lo sviluppo della Sardegna. Ora noi abbiamo approvato un emendamento di sintesi, il numero 299, che fa riferimento all'articolo 142 del decreto legislativo, quindi abbiamo riconfermato tutto quello che c'è in questo decreto legislativo. Non mi pare che i trecento metri, o i cinquecento metri siano la stessa cosa, così come non è la stessa cosa parlare di tutti territori o parlare di alcuni territori. Quindi, quest'emendamento non è proponibile e mi meraviglia che lei, che ha presentato qui il provvedimento di sintesi, adesso continui con questa solfa spostando a un altro articolo una cosa che la Presidenza deve prendere in esame adesso.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris. La prendiamo in esame quando la dobbiamo prendere in esame, c'è una discussione aperta e non è automatica la decadenza.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). E' lei che lo ha riportato all'articolo 10.

PRESIDENTE. Poi mantengo le riserve che ho espresso all'Aula all'inizio di questa discussione: che questo emendamento è tecnicamente accoglibile e sostanzialmente devastante. Sostanzialmente devastante! Ho invitato i presentatori a toglierlo dal campo, altrimenti l'Aula si pronuncia. Quindi, lo stiamo rinviando all'articolo 28 e la discussione resta esattamente questa che stiamo facendo. Non si sposta di una virgola.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo-acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

Passiamo all'articolo 13. All'articolo 13…

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, scusi.

PRESIDENTE. Colleghi, stiamo procedendo con l'articolo 13, l'emendamento numero 172 è all'articolo 28. Adesso stiamo procedendo con l'articolo 13. Su che cosa vuole intervenire, onorevole Capelli?

CAPELLI (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Sì, però, abbiate pazienza, l'ordine dei lavori è quello che ci stiamo dando, non è che facciamo venti interventi sull'ordine dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, però credo di esserle stato utile anche nei precedenti interventi. Vorrei sapere se dobbiamo votare l'articolo 10 o no?

PRESIDENTE. L'articolo 10, onorevole Capelli, è già votato. Gli emendamenti sono tutti emendamenti aggiuntivi.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, allora le devo fare una domanda: il "299" era un sostitutivo parziale, è stato a noi presentato…

PRESIDENTE. Era un emendamento di sintesi che sostituiva altri due emendamenti.

CAPELLI (U.D.C.). …no, no è un sostitutivo parziale, che sostituiva un aggiuntivo…

PRESIDENTE. Guardi, lei deve guardare, è scritto in testa all'emendamento, emendamento di sintesi dell'emendamento numero 280 e del 244. Non soltanto la crocetta sul sostitutivo parziale.

CAPELLI (U.D.C.). Perciò, erroneamente, c'è stato presentato con la dicitura sostitutivo parziale.

PRESIDENTE. No, erroneamente è stato presentato come un emendamento di sintesi dei numero "280" e "244".

CAPELLI (U.D.C.). Sì, ma se lei vede l'emendamento è barrato…

PRESIDENTE. Sì, sto vedendo anche io che è barrato. Però è sbagliato.

LA SPISA (F.I.). E' aggiuntivo, quindi?

CAPELLI (U.D.C.). Quindi, era aggiuntivo.

PRESIDENTE. Sostituisce, onorevole Capelli, due emendamenti aggiuntivi ed essendo sostitutivo di due emendamenti aggiuntivi non può che essere un emendamento aggiuntivo a sua volta, di sintesi. Grazie.

Articolo 13. All'articolo 13 avevamo sospeso gli emendamenti numero 10 e 196.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, noi Riformatori Sardi voteremo a favore di questo emendamento che abbiamo presentato e che ha una finalità fortemente attuativa, nel senso esattamente che va a risolvere, attraverso questa proposta, oggi un problema esistente successivo all'entrata in vigore del testo unico sulle leggi espropriative. Tutti i colleghi sicuramente conoscono la vicenda storica degli espropri in Sardegna ma non solo, in tutta Italia, nel periodo dall'80 al 92, periodo di vigenza della sentenza della Corte costituzionale che dichiarò illegittime le norme sugli espropri. Quindi, è ben conosciuto il problema, tant'è che esisteva ed esiste tuttora una legge, che è la "458" il cui articolo 3 recitava, in maniera espressa, la cosiddetta irrestituibilità delle aree che venissero acquisite dal patrimonio comunale e che avessero la funzione dei cosiddetti spazi pubblici. Insomma, per intenderci, nei piani attuativi quel 25 e 30 per cento di aree che hanno questa destinazione pubblica evidentemente potrebbe, in funzione dell'articolo 43 del nuovo testo unico, addirittura essere restituibile. Siccome questo significherebbe ammettere una irreversibilità che, invece, assolutamente non è possibile, perché significherebbe sottrarre tutti cittadini di quegli spazi pubblici. Parlo di strade, parlo di verde pubblico, parlo di parcheggi, e altrimenti pagherebbero loro questo prezzo. Quindi, statuire, indicare nella norma della legge urbanistica la irrestituibilità significa assolutamente porre chiarezza ad un problema, che molti comuni conoscono e sanno bene, che altrimenti diventerebbe impossibile poter continuare ad operare. Ovviamente, i cittadini più colpiti da questa nostra assenza di norma sono quelli che hanno realizzato gli alloggi dei Piani di zona e in particolare quindi gli alloggi di edilizia residenziale, nei quali, assai spesso, si hanno gli spazi volumetrici dove si sono realizzati gli alloggi ma non si hanno parimenti le superfici relative agli spazi pubblici che quel Piano attuativo, quel Piano di zona, naturalmente individuava e destinava in maniera irreversibile a quelle finalità.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io voterò a favore dell'emendamento 10 perché mi sembra che oggettivamente risponda ad un problema, così come è stato con chiarezza esplicitato anche dall'onorevole Pisano. Mi sembra però che la formulazione - mi permetto di suggerire - appaia un po' complessa per cui io, se l'onorevole Pisano è d'accordo e anche se l'Aula lo accoglie, riformulerei il testo, semplificando, cioè dicendo semplicemente che "le aree dei Piani attuativi di cui al comma 1, individuate a servizio delle aree residenziali con destinazione urbanistica pubblica, non sono restituibili né retrocedibili e conservano permanentemente la pubblica destinazione": non modifica né la sostanza, nè l'intento, né la finalità, però forse chiarisce e semplifica il testo. Fermo restando comunque il fatto che ne condivido il principio e lo scopo. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Questoè unemendamento che è stato, almeno da noi, notevolmente approfondito per cercare di capirne il significato, in quanto, quando si tratta di Piani attuativi, noi sappiamo che ce ne possono essere di due tipi: il Piano attuativo pubblico e il Piano attuativo privato. Se il Piano attuativo è un Piano attuativo privato, nel momento in cui viene approvato si procede a convenzione e la convenzione prevede naturalmente degli atti notarili, atti pubblici, che trasferiscono le aree destinate a servizio pubblico di standard di quel Piano le quali diventano automaticamente comunali: non esiste più la possibilità della retrocessione, ancorché quel Piano attuativo non venga realizzato. Io non credo che questo sia il caso, potrebbe essere invece il caso di Piani attuativi che sono di iniziativa pubblica. Se sono Piani attuativi di iniziativa pubblica, noi sappiamo che si tratta di aree che all'interno di un Piano urbanistico vengono delimitate per questo e che, in linea di massima, devono essere assoggettate ad esproprio. Il Piano attuativo può essere approvato, individuate le aree da destinare a servizio pubblico di standard, e il Piano attuativo deve essere attuato; se il Piano attuativo non è attuato, quelle aree che sono state individuate di servizio pubblico è chiaro che non possono avere la destinazione pubblica, se non c'è in alcun modo la trasformazione delle aree residenziali in volumetria, se non c'è stato cioè l'esproprio. Quello che vorrei capire da chi presenta questo… perché il mio parere è contrario, chiaramente, perché non è possibile che possa una amministrazione comunale che ha acquisito queste aree, non le ha espropriate, le destini a servizio pubblico, non realizzi quello che deve realizzare e poi intenda mantenerle: credo che questo non sia possibile, credo che questo non possa avvenire, credo che bisogna che in qualche modo quel Piano attuativo, se non è stato fatto, vada portato a compimento e naturalmente le aree vanno sicuramente espropriate, perché questa è la procedura che dev'essere portata avanti in quel caso. Nell'altro caso credo che non esista, ed ecco perché questo è un emendamento che io non capisco per cui voto contro.

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Io volevo solo evidenziare un aspetto, ecco perché non sono d'accordo con il collega Masia mentre invece condivido le considerazioni che ha fatto la collega Caligaris, perché, per ricordare - che poi si discosta di poco da quello che noi abbiamo riportato nell'emendamento, quindi si potrebbe anche lasciare il contenuto stesso di quell'emendamento che abbiamo già presentato - però volevo ricordare all'Assessore che non c'è il problema solo per ciò che riguarda gli spazi convenzionati per l'edilizia pubblica ma ci sono anche gli spazi che solitamente i lottizzanti lasciano per le lottizzazioni private. E cosa sta avvenendo nei nostri Comuni? Che più di una volta, mentre ai cittadini, ai lottizzanti chiamiamoli così, viene approvato il Piano attuativo, lasciano le aree a disposizione dei servizi pubblici per strade, giardini e quant'altro, poi i Comuni solitamente, quando prendono in carico queste strutture, automaticamente le cedono a privati cittadini, a loro piacimento, a loro discrezione: questo è un abuso, a mio modesto parere, perché io ritengo che coloro che a suo tempo hanno avuto l'approvazione da parte del Consiglio comunale di un Piano attuativo è bene che quegli spazi vengano utilizzati a scopi pubblici e non a scopi privati, chiunque essi siano, perché nel momento in cui il Comune può decidere a proprio piacimento a chi dare e a chi non dare, mi pare che sia un abuso vero e proprio. Allora, noi vorremmo che si stabilisse in legge una norma che stabilisse il divieto assoluto di poter cedere eventualmente successivamente all'approvazione del Piano attuativo le aree contenute nello stesso Piano, cioè vale a dire che queste aree sono incedibili, non possono essere mai più cedute a nessuno, se non invece come fruizione pubblica. Questo è lo scopo per cui noi riteniamo di conservare e di tenere in piedi questo emendamento. E non solo, approfitto per dire che noi chiederemo successivamente anche il voto elettronico palese, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza.Signor Presidente, colleghi, io vorrei dire che su questo emendamento abbiamo chiesto che fosse sospeso, abbiamo fatto ulteriori approfondimenti, abbiamo chiesto ulteriori approfondimenti e spiegazioni al primo firmatario, l'onorevole Pisano, però, oggettivamente, così come è formulato, questo è un emendamento irricevibile: non può esistere che ci siano delle aree che sono irreversibilmente acquisite al patrimonio pubblico, cioè l'irreversibilità non esiste e non esiste neppure sotto il profilo giuridico. Ora, evidentemente, se occorre qualche eventuale approfondimento successivo, allora io chiederei, siccome ci sono anche le norme transitorie che non esamineremo in mattinata, concordando anche eventualmente con il Governo della Regione, di trovare una formula che possa essere inserita, ma che sia legittima e che sia una norma che abbia anche un senso comune.

Io chiedo, comunque, che l'emendamento venga ritirato oppure, Presidente, passiamo al voto e il voto sarà contrario, e quindi non si potrà passare alla fase successiva che è quella che io proponevo. Quindi, chiediamo che l'emendamento venga ritirato oppure proponiamo che vada al voto ma con il voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, Presidente, sarò velocissimo. Il concetto che ha spiegato il collega Cassano io credo che sia un concetto giusto, il problema è quello che ha detto il collega Pirisi che, verosimilmente, non si presta ad una ricezione idonea è consona. Quindi, io ritengo che sospendendo l'emendamento ora si possa in seguito riprenderlo e riformularlo, perché il concetto è giusto: un'area espropriata per pubblica utilità e ceduta ad un privato, non può essere acquisita e poi riceduta ad un terzo dal Comune. Però, così come è formulato, ritengo che possano esserci difficoltà alla ricezione: propongo anch'io di sospendere l'emendamento perché sia riformulato in maniera più idonea e consona. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, noi ovviamente proprio perché l'emendamento lo abbiamo presentato con una funzione fortemente costruttiva, non possiamo non trovarci d'accordo su una ipotesi di addivenire ad una soluzione del problema che questo emendamento solleva, anche in una fase relativa alla scrittura delle norme attuative. Però vorrei cogliere l'occasione per precisare forse ancora un piccolo particolare: l'intervento del collega Masia, che è anche un tecnico, e quindi un conoscitore delle norme, sicuramente mi fa capire che è necessario un ulteriore chiarimento. Il chiarimento deriva dalla premessa stessa che io avevo fatto: attenzione noi ereditiamo determinate situazioni nei comuni in funzione di 12 anni di assenza normativa sul piano della legge sugli espropri. Quindi tutte le occupazioni che sono intervenute in quei periodi voi sapete che di fatto se non si addiveniva ad un cosiddetto accordo tacito o bonario ovviamente diventavano tutte acquisizioni illegittime. E poiché di queste cose ne stiamo sentendo parlare anche recentemente insomma gran parte dei comuni della Sardegna le hanno pure vissute, nasce l'esigenza di scrivere…

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, fa un nuovo intervento?

PISANO (Riformatori Sardi). Sì va bene, di scrivere l'ultimo anche che capoverso che è indicato nell'emendamento che altro non è che il contenuto dell'articolo 43 del testo unico. Quindi quella acquisizione irreversibile al patrimonio è già scritto in una norma che è il testo unico, però si è iscritto in quei termini, d'altro canto non voglio insistere e quindi accedo assolutamente a questo proposito che è quello appunto di riscriverlo in legge dentro le norme attuative. Grazie.

PRESIDENTE. Quindi è ritirato l'emendamento, onorevole Pisano?

PISANO (Riformatori Sardi). Sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanza ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sì, volevo ribadire un punto di chiarezza, intanto effettivamente l'emendamento parla di piani attuativi in generale, e noi sappiamo che il problema posto dall'onorevole Pisano attiene ad un presunto, per il momento, conflitto tra le previsioni della legge numero 458 e quella del nuovo testo unico numero 327. In effetti le due norme sono del tutto simili, anche se non sono letteralmente scritta allo stesso modo, e questo diritto al mantenimento per finalità pubbliche, previo risarcimento continua ad esistere nell'articolo 43 della legge numero 327 ed ovviamente si servirebbe più un'interpretazione giuridica nel passaggio fra due leggi dello Stato ma non credo che sia la sede appropriata una legge regionale che possa in nessun modo interpretare questo. D'altra parte come lei sa benissimo il Consiglio di Stato ha avuto modo di dare una continuità interpretativa nel passaggio dalla legge numero 458 alla legge numero 327 quindi mi sembra davvero una forzatura, si tratterà probabilmente di chiedere un'espressione di conforto ad organi giurisdizionali competenti a dare un'interpretazione di coesistenza delle due norme nel passaggio da una legge all'altra. Per cui la ringrazio anche per il ritiro ma volevo ribadire sostanzialmente che l'emendamento come è scritto sarebbe stato anche fuorviante rispetto all'obiettivo che si poneva di interpretazione.

PRESIDENTE. Grazie, l'emendamento numero 10 è ritirato, passiamo all'emendamento numero 196, Uras, Davoli e Pisu.

URAS (R.C.). E' ritirato.

PRESIDENTE. E' ritirato. Siamo all'articolo 17, l'emendamento è il numero…

Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, chiederei la cortesia di sospendere un attimino l'articolo 17 per poterlo coordinare con un emendamento presentato al successivo articolo 42, per cui la soluzione che ipotizziamo sull'articolo 17 per il superamento è legato a questo, se gentilmente lo possiamo coordinare con quell'emendamento lo facciamo magari immediatamente dopo.

PRESIDENTE. Bene, stiamo spostando l'emendamento numero 140, e la discussione sull'emendamento numero 140 all'articolo 17, agli emendamenti sospesi all'articolo 42.

Passiamo all'articolo 29, all'articolo 29 c'è l'emendamento sostitutivo totale numero 300 che è un emendamento all'emendamento numero 204. L'emendamento sostitutivo totale degli onorevoli Pinna, Pirisi, Corda e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, se non ho capito male un emendamento che abbiamo discusso all'articolo 10 era rinviato all'articolo 28, quindi è solo per capire se osserviamo l'ordine cronologico oppure se si tratta di un emendamento che verrà trattato dopo alla fine insomma.

PRESIDENTE. Sì, lo trattiamo dopo, come detto è un emendamento aggiuntivo, quindi non interferisce con l'andamento, resta sospeso e vediamo se maturano opinioni in merito.

Dicevo all'articolo 29 sono stati presentati gli emendamenti numero 300, che è un emendamento all'emendamento numero 204.

CAPPAI (U.D.C.). Non ce lo abbiamo.

PRESIDENTE. Se non ce l'avete… mi dicono che è già nel fascicolo, quindi dovreste averlo; siamo all'articolo 29. E' quello relativo all'osservatorio.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per dichiarazione di voto, Presidente, cercando di recuperare il possibile della lucidità, questa parte è un sostitutivo totale di un emendamento che è stato presentato da me e dai colleghi Pisu e Davoli, che aveva la funzione di condurre ad unitarietà la gestione del piano. Noi proponevamo l'istituzione di un'autorità, però a noi pare che l'osservatorio, presieduto dall'Assessore, possa concorrere, diciamo positivamente al raggiungimento dell'obiettivo che avevamo in mente, cioè consentire che il sistema delle elaborazioni, che accompagnano il piano paesaggistico regionale, sia esso il documento di programmazione territoriale, siano essi gli atti di indirizzo e coordinamento e tutte le circolari esplicative ed applicative abbiano bisogno nel momento in cui vengono rappresentate di una rappresentazione assolutamente univoca, che non dia spazio, che non sia equivoca e che non dia spazio alla interpretazione libera da parte degli operatori. Perché questo porterebbe le amministrazioni da una parte i cittadini dall'altra a vivere in una condizione di pressoché assoluta incertezza normativa, perché gran parte delle questioni nascono poi non solo da come si scrivono, ma anche da come si leggono i provvedimenti. Per cui la mia espressione per quanto riguarda l'articolo e il comma aggiuntivo, il sostitutivo totale numero 204, è positiva e voteremo a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, per chiedere ai presentatori un chiarimento. E' chiarissimo che il comma 10 dell'articolo 29 tende ad istituire un organo in qualche modo di controllo di come il Piano paesaggistico funziona, ed è opportuno che queste cose vengano, la pianificazione, il monitoraggio e la comparazione delle attività di pianificazione urbanistica, ed è opportuno che queste cose vengano fatte. Quello che io non capisco è perché in legge si debba scrivere: "Per l'attuazione dei compiti affidati egli può avvalersi del personale dipendente della pubblica amministrazione appositamente distaccato presso la Regione", perché queste norme sono quelle che hanno sempre favorito la collocazione nell'amministrazione regionale di persone generalmente non scelte perché sono le migliori in circolazione, generalmente non scelte, i distacchi spesso sono gli strumenti migliori attraverso i quali la politica cerca di produrre dei piccoli o grandi favoritismi, l'amministrazione regionale ha bisogno di personale per queste cose, fa un concorso e li assume. Non capisco perché si debbano prevedere in legge i distacchi da altri rami alla pubblica amministrazione. Io non le capisco queste cose, sono i pertugi attraverso cui poi la politica crea piccoli "carrozzoncelli" dove colloca i propri favoriti. Se non è strategica questa cosa perché non la togliete? Perché dovete prevedere che ci sono i distacchi? Non lo capisco. Per una ragione di risparmio? Guardate, ci sono mille strumenti. Utilizzate diversamente il personale della Regione, molte volte abbiamo sentito la Giunta dire che è sovradimensionato, ecco, c'è un'altra funzione, perché non li togliete? Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda. Non ho altre dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.). Sul "300" per esprimere il parere favorevole, è chiaro, per dichiarare anche la non contrarietà alla proposta dall'onorevole Maninchedda. Noi crediamo che il 10 bis, che va corretto del dieci, abbia una funzione, poi effettivamente questo aspetto possiamo benissimo, anzi… cioè non è l'elemento fondamentale, anzi aveva un altro senso e aveva un altro significato, quindi accediamo volentieri all'eliminazione dell'inciso.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, signor Presidente, il parere sull'emendamento numero 300 è positivo, e circa la proposta che è stata avanzata di utilizzare persone distaccato io concordo sul fatto che a volte si prendono personaggi che l'unica qualità che hanno è quella della fedeltà a chi li sta chiamando, perché non hanno grandi qualità né di tipo professionale né di altro, però potremmo anche dire che in fase di prima applicazione, proprio perché magari si trova a dover affrontare delle incombenze, cioè lancia la palla all'Assessore, la proposta che era stata avanzata era contenuta nell'emendamento dell'onorevole Uras, si potrebbe ipotizzare anche stabilendo un tempo limitato, che possa poi servire anche a fare il concorso ed espletare il concorso. Io sono d'accordo sull'ipotesi anche di eliminazione, a meno che non troviamo questo punto di mediazione che può essere anche utile, e diciamo l'onorevole Uras, che era il presentatore del precedente emendamento, è anche lui d'accordo, quindi o lo togliamo oppure valutiamo se sia il caso di metterlo in fase di prima applicazione. Nessun problema.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Io chiarisco subito la questione. L'osservatorio non è la struttura assessoriale, e l'esigenza era quella di costruire un sistema di accompagnamento, di coordinamento, di incentivazione del lavoro della struttura dell'ufficio del piano per le finalità che sono iscritte qua. Questa idea nasceva da questo, perché se io trasferiscono gente dall'ufficio del piano all'osservatorio, probabilmente cambia posto, ma non ottengo l'obiettivo che devo invece assegnare all'osservatorio come strumento di esternalizzazione dei processi di attuazione e di trasparenza anche nell'attività a cui è preposto l'osservatorio. Questa era la motivazione, oltre che dire che è vero che la Regione ha degli organici abbondanti, ma non ce li ha di certo nelle professionalità che attengono a questa materia, una materia completamente nuova, che abbisognano di professionalità ben specifiche, e anche con diplomi di laurea che sono di recente introduzione, che non ritroviamo nel personale che purtroppo abbiamo nell'amministrazione regionale. Tuttavia, poiché questo era lo scopo di evidenziare questa necessità, di mettere l'osservatorio in una condizione attiva e non passiva rispetto all'ufficio del piano, però teniamo anche conto che la Regione già dispone di norme che possono provvedere a questo, e quindi io né in fase transitoria né in altra fase non me ne farei una questione di grande… spiegata quest'esigenza che nasceva non da fare un carrozzone, ma di assolutamente dare vigore a questo strumento, sarei anche persino d'accordo a eliminarlo del tutto.

PRESIDENTE. Grazie. Quindi votiamo l'emendamento numero 300 con l'eliminazione dell'inciso, che inizia: "Per l'attuazione dei compiti", fino a "Regione", tutta la frase.

Va bene. E' stata richiesta la votazione elettronica palese, prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 300.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pisano ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Manca - Maninchedda - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 58

astenuti 1

maggioranza 30

favorevoli 39

contrari 19

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'articolo 34, emendamento numero 260.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, per dire che al comma 4 dell'emendamento numero 260, alla fine della prima riga, quando si dice "il Direttore del servizio", si deve intendere l'Assessore competente, cioè: "Qualora l'amministrazione comunale non provveda entro il termine assegnato, l'Assessore competente propone alla Giunta, in applicazione dell'articolo 9, eccetera eccetera". D'accordo?

PRESIDENTE. Bene, è in votazione l'emendamento. E' corretta la parola nel comma quarto, al posto del "Direttore dei servizi", "l'Assessore competente".

E' in votazione l'emendamento numero 260.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Conforme.

PRESIDENTE. Grazie. E' in votazione l'emendamento numero 260.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Dove è indicato il "Direttore del servizio", in tutti e quattro i punti è da intendere "l'Assessore"?

PRESIDENTE. Solo al comma quarto.

PITTALIS (F.I.). Quindi, al Comune l'interlocuzione è tra il Direttore e il Comune, cioè, pensavo... avevamo già sollevato il problema; se il rapporto con i comuni li deve tenere l'Assessore o un direttore di servizio, con tutto il rispetto, siccome anche al comma primo mi pareva... va bè!, comunque questo è un problema...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, perché la proposta alla Giunta non può essere fatta dal direttore di servizio, ma dall'Assessore competente, questo è. Il resto rimane così com'è, rimane com'è perché l'interlocuzione può avvenire ai vari livelli, ma non può essere il direttore di servizio a fare una proposta alla Giunta, la fa l'Assessore competente, come è giusto che sia, e così deve essere, è più un problema di coordinamento che di proposta di modifica sostanziale, di fatto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (P.R.C.). Per spiegare un pochino al collega Pittalis che il primo comma parla di un'interlocuzione che avviene tra strutture che sono obbligate ad agire, non è un'interlocuzione politica, è un'interlocuzione di tipo tecnico-burocratico, anche perché l'acquisizione di informativa che chiede ulteriori accertamenti, non coinvolge alcun livello di decisione discrezionale politica.

PRESIDENTE. Grazie. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.Giusto per precisare all'onorevole Pittalis. Effettivamente questo articolo si propone, come dice, di garantire più rapide e incisive azioni di contrasto, la procedura, che già contenuta nella legge numero 23 del 85, che prevede grosso modo la stessa scansione, lascia, però, in una condizione inattiva la funzione della Regione rispetto all'attività dei comuni. Ora, voi capite bene che anche in termini di applicazione della norma del 85, gli amministratori comunali hanno una sostanziale difficoltà a prendere delle iniziative, a fare gli accertamenti, a portare avanti cose che sanno oggettivamente esistere, ma che, in determinati contesti, hanno difficoltà a portare avanti. Affiancare una procedura che chiaramente è fatta dagli Uffici periferici in accompagnamento dell'accertamento della violazione delle norme urbanistiche, significa sostenere i comuni in quest'azione, avendo rilevato noi, in tutti questi anni, che uno dei problemi a realizzare una concreta vigilanza urbanistica, sia da parte dei comuni, che rimangono i soggetti principali, come è giusto che sia, rende possibile un'applicazione migliore delle previsioni della legge del 85. Ovviamente la norma prende atto anche delle innovazioni che sono subentrate in ordine all'esercizio dei poteri sostitutivi, cioè con riferimento all'articolo 9 della legge numero 9 di conferimento di funzioni al sistema degli enti locali, per cui, invece di provvedere in via diretta al commissariamento da parte dell'Assessore, che poi normalmente avveniva senza un apparato documentale, a supporto, ma solo per richieste del comune, in questo caso l'Assessore propone alla Giunta, come dice l'articolo 9, l'adozione dei provvedimenti sostitutivi, documentando in quella sede effettivamente l'esplicazione di tutta questa procedura. Quindi, è un atto di incentivazione, che credo metta in collaborazione maggiormente la Regione con i comuni, ferma la competenza dei comuni, primaria, in materia di vigilanza urbanistica.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. E' stato chiaro onorevole Pittalis? Possiamo procedere?

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Io ho colto e condivido lo spirito, la ratio, però mi rimane difficile che la rappresentanza esterna venga delegata a un direttore di servizio, e mi spiego ancora meglio. Punto 3 recita testualmente: "accertata la violazione e fatte salve le competenze del Corpo forestale, il direttore del servizio diffida il comune". Beh, io ritengo che, almeno sotto questo punto di vista, non è solo una questione di forma, ma ritengo che sia anche di sostanza, che per quanto riguarda il punto 3 di questo emendamento, la competenza venga rimessa in capo all'autorità politica, cioè all'Assessore, nel rapporto con l'Amministrazione comunale. Questo perché non è un rapporto tra organi di diversi enti, è un rapporto tra l'autorità politica dell'Amministrazione regionale, cioè l'Assessore, e il comune, nella persona del sindaco. Ecco perché ritenevo non fosse coerente con il sistema questa previsione. Tutto qua.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Io potrei oggettivamente accogliere anche quest'osservazione, mettendo al comma 3 "la Regione", più in generale, "diffida i comuni". Ma voglio anche precisare che le cose sono più complicate di quelle che potremmo immaginare, perché con l'introduzione alla legge numero 31, i poteri degli Assessori nella separazione delle funzioni potrebbero non essere esattamente coincidenti con quelli che noi immaginiamo nei rapporti istituzionali, anche perché avviene prevalentemente tra Uffici, quindi mettiamo "la regione", volendo indicare con questo l'organo assegnato per legge a esercitare questa funzione.

PRESIDENTE. Bene...

PIRISI (P.D.). Chiedo un minuto di sospensione.

PRESIDENTE. Va bene.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 53, viene ripresa alle ore 12 e 54.)

PRESIDENTE. Procediamo, pongo in votazione l'emendamento con le modifiche che sono state illustrate.

Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 260, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano

(E' approvato)

Articolo 35. All'articolo 35 sono stati presentati i seguenti emendamenti: l'emendamento soppressivo totale numero 109, il numero 287 sostitutivo parziale, che è un emendamento all'emendamento numero 261, e in più il sostitutivo parziale numero 301 nel "261".

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Il collega Giovanni Pileri si è dovuto purtroppo assentare per un gravissimo problema familiare, ma è già in viaggio di ritorno, mi ha pregato, questa mattina, che se fossimo arrivati all'esame dell'articolo 35, siccome ci sono diversi suoi emendamenti, chiedeva la cortesia all'Aula se si può sospendere l'esame dell'articolo 35 e proseguire con ulteriori articoli, tutto qua... Tra poco dovrebbe essere in aula.

PRESIDENTE. Bene, colleghi, se siete d'accordo andiamo direttamente all'articolo 36, in attesa che il collega Pileri arrivi in aula. Bene, all'articolo 36 sono stati sospesi gli emendamenti numero 302, che è un sostitutivo del sostitutivo totale numero 295, e il numero 64.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze, urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze, urbanistica. E' conforme.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 302, chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Bene, con l'approvazione dell'emendamento numero 302, sono decaduti tutti gli altri.

Passiamo all'articolo 42, che era stato sospeso con gli emendamenti allegati. All'articolo 42 sono stati presentati i seguenti emendamenti: il soppressivo totale numero 114, l'aggiuntivo numero 296, che è un emendamento all'emendamento numero 268, così come l'emendamento numero 297, anche questo è un aggiuntivo che emenda l'emendamento numero 268, e l'emendamento numero 268, che era un sostitutivo totale.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Signor Presidente, per chiedere di mantenere sospesi al momento gli emendamenti agli articoli 42 e 43.

PRESIDENTE. Quindi è stata chiesta la sospensione di questi due articoli. Se siamo d'accordo andiamo direttamente all'articolo 47, dove è stato sospeso l'emendamento numero 269, presentato dalla Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, io condivido la richiesta di sospensione degli articoli 42 e 43 che ha avanzato adesso il Capogruppo del P.D.; forse sarebbe stato opportuno farlo anche nell'articolo 10, forse era politicamente utile fare anche questo per l'articolo 10, perché questo segna un fronte interessante sotto il profilo della considerazione, segna un fronte interessante. Comunque, qua parliamo della norma che riguarda, se siamo come mi è sembrato di capire all'articolo 47…

PRESIDENTE. Sì, all'articolo 47, emendamento numero 269.

URAS (R.C.). Stiamo parlando, Presidente, della norma che interviene a modificare la legge numero 13 per quanto riguarda in modo particolare la partita dei centri matrice, dei centri storici, delle possibilità di edificazione. La legge numero 13 fu definita la legge salva cantieri; io non so se qualche cantiere lo abbiamo salvato, mi auguro di sì, mi auguro che sia uno dei cantieri legittimi, cioè quelli che non costruiscono sulle tombe, però la cosa preoccupa per come verrà gestita. Per quanto ci riguarda avevamo introdotto una serie di emendamenti, che poi abbiamo ritirato, che però abbiamo ritirato sull'assunto che l'Assessore avrebbe garantito, attraverso gli atti di coordinamento e di indirizzo, comunque il raggiungimento degli obiettivi, per esempio che nel rapporto tra centri matrice e centri storici e l'individuazione, quindi, degli interventi attraverso i piani attuativi non si compromettessero le possibilità di realizzazione funzionale nelle zone B e altre cose che riguardano proprio l'applicazione corretta della disposizione. Io voterò a favore, però gradirei che l'Assessore esplicitasse questi concetti in Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.L'emendamento numero 269 cerca di porre alcune specificazioni non sostanziali nel merito del contenuto della legge regionale numero 13 al fine di coordinare i suoi contenuti con le disposizioni più generali del Codice Urbani, sulla base di osservazioni che sono state fatte dal Ministero dei beni culturali in sede di valutazione della norma, per la sua impugnabilità o meno. Abbiamo aderito a questa ipotesi sostanzialmente nella verifica che abbiamo fatto dell'ambiguità di alcune affermazioni che potevano indurre il Ministero a non condividere quella formulazione. La legge numero 13, impropriamente chiamata salva cantieri, rende una soluzione possibile a un evento che si è verificato in questi ultimi anni e che, devo dire, la verità non riguarda peraltro solo ed esclusivamente la Regione Sardegna, ma che pone la giustizia amministrativa e altri poteri dello Stato in condizioni concorrenti rispetto a determinate materie con la Regione. Si è generata una sovrapposizione di competenze, un disconoscimento delle reciproche prerogative al punto che quelle che un tempo erano considerate circolari esplicative o di approfondimento o informative che emanava la Regione, quale soggetto deputato in quanto soggetto abilitato - chi fa le norme normalmente le interpreta, è sempre stato così -, e invece i poteri dello Stato e i poteri giurisdizionali si sono posti in una condizione di contrasto rispetto alla validità di questi strumenti in un tempo nel quale molte volte l'uno sostituisce l'altro. Abbiamo avuto modo di precisare, con alcune di queste autorità diverse dalle istituzioni elettive, che operiamo in ambiti diversi e che ognuno deve produrre azioni concrete e che il tenore delle nostre circolari era solo ed esclusivamente interpretativo e che non avremmo mai potuto utilizzare circolari interpretative per modificare, e così è ed è stato persino riconosciuto dal Ministero che è così perché diversamente avrebbero impugnato la norma, in quanto avremmo dovuto modificare con atto legislativo un provvedimento che invece ha carattere amministrativo, cosa sulla quale il Ministero è particolarmente attento, e quindi abbiamo in qualche modo ovviato a una carenza di funzione delle circolari esplicative. La legge numero 13 ha espunto dal suo contesto la parte che riguardava sostanzialmente l'articolazione dell'ex articolo 41 all'interno dei centri storici, per cui molti degli emendamenti a cui faceva riferimento l'onorevole Uras sono stati superati per effetto che la "13" non tratta quegli argomenti, ma per fortuna la norma approvata da questo Consiglio nel contesto di questa legge dà oggi fortunatamente una strada legislativa alla possibilità di fornire interpretazioni dirette e autorevoli con copertura normativa a quelle che sono le norme contenute nella pianificazione paesaggistica e dice anche come. E' intendimento della Giunta, anche per le parti non ricomprese nella legge numero 13 e sollevate dall'onorevole Uras, avvalersi di questa procedura non appena entrerà in vigore per esplicare ulteriormente le esigenze di informazione e di specificazione delle norme attraverso la stessa procedura.

Quindi credo che abbia fatto bene l'onorevole Uras a ritirare gli emendamenti, fermo l'impegno della Giunta a rinviarlo alla procedura approvata con la legge in esame.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 269, volevo però far rilevare, perché mi è parso un po' contraddittorio, che abbiamo assunto un impegno mi pare per la semplificazione delle leggi. Allora io ho trovato francamente molto strano che questa parte sia stata totalmente espunta e non si sia, invece, ritenuto di dover abrogare la legge numero 13 e reintegrare i contenuti della legge all'interno di questa disciplina che invece norma, mi sembra, in modo razionale e in maniera più ampia tutta la materia e spero quindi che, anche in virtù di questi emendamenti, questa legge numero 13 migliori perché effettivamente, forse, quello che è mancato, ma io credo anche che le competenze dell'Assessore siano tali da, forse, evitare anche questi errori, sia mancato un po' un monitoraggio sugli esiti della legge numero 13. Perché da più parti, attraverso i tecnici, sono state rilevate delle difficoltà nell'applicazione e quindi sarebbe stato opportuno, forse, anche rendere palese il monitoraggio che è stato fatto sulla legge ed effettivamente introdurre quelle modifiche, visto che l'occasione era proprio questa della legge urbanistica, in modo tale da renderla effettivamente utile. Poi, appunto, per la semplificazione forse era meglio lasciare la legge all'interno di questa norma e abrogare invece la legge numero 13 che avrebbe dato un senso forse più articolato, più semplice e più diretto alle norme che stiamo esaminando, ma questa è una valutazione che prescinde dal contenuto dell'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 269.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Elettronico palese!

PRESIDENTE. Bene, è stato chiesto, colleghi, il voto elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 269.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Vargiu ha votato contro e che il consigliere Sanna Matteo si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Farigu - Ladu - Milia - Moro - Murgioni - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Cassano - Rassu - Sanna Matteo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 46

astenuti 3

maggioranza 24

favorevoli 40

contrari 6

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'articolo 48, dove abbiamo un emendamento sospeso, il numero 272.

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Signor Presidente, per chiedere se possiamo sospendere qui e riprendere questo pomeriggio alle 16 e 30 in considerazione anche dell'esigenza di trovare il coordinamento con l'emendamento numero 272 che abbiamo lasciato sospeso. Grazie.

PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento numero 272 del "48" non si discute. Va bene, colleghi, se siamo d'accordo sospendiamo i lavori dell'Aula ora e riprendiamo i lavori alle ore 16 e 30. I lavori della prima Commissione, avviso i colleghi, previsti questa mattina sono rinviati a domani alle ore 10 e 30 con il medesimo ordine del giorno. Chiaramente compatibilmente con i lavori del Consiglio. Ripeto, i lavori della prima Commissione sono aggiornati a domani mattina alle 10 e 30, sempre che non ci sia Aula. Quindi, i lavori riprenderanno stasera alle ore 16 e 30.

Colleghi, ricordo ai colleghi della seconda Commissione che alle 16 è stata convocata la Commissione stessa. I colleghi della seconda Commissione alle ore 16 in Commissione.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 12, viene ripresa alle ore 16 e 44.)

Presidenza del Vicepresidente Giagu

PRESIDENTE. Colleghi, poiché non vi è presenza in aula, sospendo la seduta che riprenderà alle ore 17 e 15.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 45, viene ripresa alle ore 17 e 16.)

Presidenza del Presidente Spissu

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo-acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta, colleghi. Mi dicono che siamo in prosecuzione. Va bene, colleghi, riprendiamo non senza difficoltà il lavoro. Siamo all'emendamento numero 272, all'articolo 48, l'emendamento è degli onorevoli Uras e Davoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, siccome vedo che c'è l'onorevole Pileri, che ha presentato diversi emendamenti, e stamattina avevamo sospeso l'articolo 35 perché appunto mancava l'onorevole Pileri, Presidente, chiederei di riprendere dall'articolo 35.

PRESIDENTE. Va bene, all'articolo 35 gli emendamenti sono il numero 109, 277 e 301, che è sostitutivo parziale dell'emendamento numero 261. Va bene colleghi?

Emendamento numero 109, è un emendamento soppressivo totale dell'onorevole Pileri e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, Presidente, chiederei al Relatore della legge, se possibile, di ripetere il parere sugli emendamenti, perché non lo ricordiamo.

PRESIDENTE. Colleghi, siamo all'articolo 35.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Allora, il parere è negativo sugli emendamenti numero 109 e 277; il parere è positivo sugli emendamenti numero 261 e 301.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 301 e 261 sono: un emendamento all'emendamento, il 301; e il 261 è un emendamento della Giunta regionale. Sono tutti e due emendamenti della Giunta regionale. Ricordo che avevamo sospeso anche l'articolo 35.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, Presidente, io ho schiacciato prima, sarei voluto intervenire prima sull'articolo, per fare alcune considerazioni, comunque, se posso, posso intervenire sull'articolo?

PRESIDENTE. Avevamo sospeso, avevamo fatto la discussione generale e poi avevamo sospeso. Quindi, può intervenire per dichiarazione di voto…

PILERI (F.I.). Per dichiarazione di voto sugli emendamenti?

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 109. Iniziamo dal 109, che è un emendamento soppressivo totale dell'articolo.

PILERI (F.I.). Allora, preso atto del parere del Relatore di maggioranza, e cioè sul fatto che non è stato accolto l'emendamento numero 277, ma è stato accolto il l'emendamento numero 261 della Giunta, io penso che l'emendamento numero 109 debba essere mantenuto, con un parere favorevole. E noto un cambio di rotta nell'interpretazione e nel comportamento, soprattutto dal relatore di maggioranza, nell'esame degli emendamenti rispetto a quanto lo stesso aveva dichiarato durante la discussione del disegno di legge numero 161 in Commissione. Quando avevamo esaminato il DL "161", che appunto trattava l'istituzione della commissione paesaggio regionale, tutti i membri della maggioranza, e quindi non sto qua a citarli, tranne uno, si erano espressi perché la commissione, i tre esperti, venissero poi nominati dal Consiglio regionale e non dalla Giunta. Appare ovvio che l'accettazione dell'emendamento numero 261, della Giunta, che ripropone sostanzialmente quanto era contenuto nel disegno di legge numero 161, è esattamente il testo che era arrivato in Commissione e che era stato contestato dagli stessi Commissari. Ad esempio: "Pirisi evidenzia che rispetto all'articolo 137 del Codice che affida genericamente alla Regione, cioè il Codice Urbani dice che affida la nomina dei commissari alle Regioni, senza stabilire se è il Consiglio o se è la Giunta, il compito di scegliere tre esperti sulle terne di nomina designate dall'università, dalle fondazioni e dalle associazioni". Gli emendamenti della Giunta prevedono che il potere di nomina sia in capo alla Giunta e non al Consiglio, e ciò richiede un approfondimento. Pileri - ovviamente - aveva chiesto che la nomina fosse del Consiglio, ma anche Uras aveva chiesto in Commissione che la nomina fosse del Consiglio, ma anche Mattana. E quindi Pirisi, in chiusura di discussione in Commissione: "Ritiene che il Consiglio debba nominare…

PRESIDENTE. Prego onorevole, concluda.

PILERI (F.I.). …tre esperti". Quindi, io chiederei un chiarimento su questo cambio di tendenza e di posizione, che noi ovviamente non condividiamo nella maniera più assoluta.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Ritorna in quest'Aula, io chiaramente dato il pronunciamento del relatore che dice di accogliere il "261" e il "301" ripropongo un ragionamento che in quest'Aula ho proposto, nel corso della discussione di questa legge, altre volte. Qui non stiamo parlando di una cosa del futuro, noi stiamo ragionando su ciò che è già avvenuto. Perché nella fattispecie le sentenze sul caso Tuvixeddu, su cui noi ancora ci attardiamo a indagare, parlano di un uso politico della commissione regionale del paesaggio. Allora, la commissione regionale del paesaggio, che noi stiamo andando a istituire, nella formula proposta dagli emendamenti numero 261 e 301 assicurano la maggioranza ai membri nominati dalla Giunta regionale. Una commissione di questa portata, che fa le proposte di cui all'articolo 137 del Codice Urbani, io credo che debba avere delle caratteristiche di composizione equilibrata, che non sia un'emanazione prevalente di un organo, e certamente il parere della Commissione consiliare mi sembra un pannicello caldo. Tra l'altro, richiamo l'attenzione dei colleghi che questo non avviene in una condizione diciamo neutra, avviene in una guerra su cui i tribunali si sono ampiamente pronunciati. Allora, qual è la ragione, se è lecito conoscerla, per cui su nove membri cinque sono di espressione della Giunta regionale, di cui due sono anche dipendenti della Regione? Due sono anche dipendenti! Se è possibile conoscere perché si dà questa prevalenza alle decisioni assunte dalla Giunta regionale. Perché si mette un organo che dovrebbe agire in maniera imparziale nelle mani di un organo politico, qual è l'Esecutivo? Io vorrei, se fosse possibile, sentire dai colleghi quali sono le ragioni per questa costruzione di un'arma così potente, che tra l'altro poi si riverbera sui cittadini, non è che si riverberi su altri, si riverbera sui cittadini. Vorrei sapere qualche chiarimento, se qualcuno ha l'ardire di dirci cosa c'è dietro. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda.

Ha domandato di parlare la consigliera Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO (P.D.). Presidente, anche io vorrei un chiarimento a proposito dell'articolo 35, perché in realtà non dovrebbe essere… i componenti della commissione non dovrebbero essere nominati dalla Giunta, bensì dal Consiglio regionale. Soprattutto anche perché si tratta di un organismo permanente della Regione, ed essendo permanente quindi dura quanto la legislatura. Vorrei anche precisare che l'emendamento numero 301, benché nell'ultimo capoverso dice che la Commissione deve esprimersi entro dieci giorni dalla proposta della Giunta, non mi sembra sufficiente perché la situazione si possa considerare superata.

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.). Grazie, signor Presidente. Io esprimo il parere contrario all'emendamento numero 109, mi sembrerebbe un grave errore cassare l'articolo 35, un po' perché discende da un obbligo preciso, il 137, come recita il Codice Urbani, dice appunto che le Regioni istituiscono apposite commissioni. Per cui, non prevedere l'istituzione della commissione regionale per il paesaggio ci sembrerebbe un fatto estremamente negativo. Credo che ci sono state più fasi nella discussione della vita della Commissione. La prima fase è quella che si è conclusa, appunto, con l'approvazione dell'articolo 35, in buona sostanza faceva riferimento al 137 - anzi all'allora 136 e poi adesso al 137 e alle successive modifiche intervenute nel Codice Urbani - tenendo conto dell'articolazione che veniva proposta all'interno dello stesso articolo 137. Devo dire che la Commissione ha discusso, come ha ricordato l'onorevole Pileri, a parte il DL 161, e all'interno della Commissione si sono registrate, in quel momento, posizioni diverse. Ma devo dire anche che, probabilmente - poi lo vediamo anche più avanti con gli altri emendamenti - l'approfondimento in relazione alla natura del soggetto, in relazione alle funzioni che il soggetto stesso deve svolgere, c'ha portato a un ulteriore approfondimento che poi ha fatto scaturire gli emendamenti che successivamente saranno all'esame della nostra Commissione. Devo dire anche che, se andate a vedere, una comparazione col sistema legislativo di tutte le altre Regioni italiane, vedrete che di fatto sempre i componenti poi della commissione paesaggio vengono nominati dalle Giunte. Però, voglio dire, adesso interessava dire che è sbagliato bocciare l'articolo, che abbiamo la necessità di istituire per legge la commissione, e che c'è stato un lungo dibattito…

PRESIDENTE. Prego, concluda.

PINNA (P.D.). Grazie. Che c'è stato un lungo dibattito all'interno della Commissione e anche dopo e poi più avanti potremo entrare ancora più nel dettaglio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, per esprimere il voto contrario sul comma 109… scusate, sull'emendamento numero 109 siamo abbastanza stanchi, sì, e c'è una ragione anche, io lo voglio spiegare perché sono stato chiamato, giustamente, in causa dal collega Pileri perché, nella composizione della commissione, io avevo espresso un orientamento di coinvolgimento del Consiglio regionale per quanto riguarda in modo particolare la nomina degli esperti che fossero espressione delle fondazioni e delle associazioni portatrici di interessi diffusi. L'ho fatto con l'idea che ci fosse il massimo possibile del coinvolgimento popolare e quindi anche del coinvolgimento del sistema associativo, perché il resto, come ben si vede dal codice Urbani e come ben si vede dall'articolo, non è di nomina della Giunta, è di nomina della Giunta e di nomina del Governo: i Sovrintendenti, che sono tre figure (il Direttore regionale per il beni culturali, il Sovrintendente dei beni archeologici o un suo delegato e il Sovrintendente del paesaggio o un suo delegato), sono tre e sono tutti di nomina governativa; la Regione ne ha due, il Direttore generale della pianificazione e il Direttore generale dei beni culturali, funzionari anch'essi.

Come si raccolgono i curriculum e da chi? La proposta è che si raccolgano dalle associazioni portatrici di interessi diffusi in materia culturale ed ambientale: quante sono? Io non lo so, mettiamo che siano cento: l'istruttoria va fatta, chi la fa? La fa la Giunta, porta l'esito alla commissione, la commissione esprime un parere e la nomina si fa, cioè viene fatto salvo il principio…

PRESIDENTE. Concluda, prego.

URAS (R.C.). No, basta così, Presidente, ripeto il concetto quando esprimo il parere favorevole sull'emendamento che intendiamo approvare.

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, sarò anch'io telegrafica. Anch'io voterò contro l'emendamento 109 che tuttavia pone un problema sul quale effettivamente occorre ragionare. Infatti, anch'io ritengo - come anche sottolineato dall'onorevole Cocco - che, proprio per la delicatezza che viene assegnata a questa commissione che ha un ruolo particolare in quanto deve stabilire la dichiarazione di notevole interesse pubblico, debba essere assolutamente il Consiglio regionale a dare l'ultima parola su questo aspetto.

Poi, per i problemi che poneva l'onorevole Uras in merito all'istruttoria, io non credo che questo possa essere un reale problema perché l'istruttoria avviene anche per le altre commissioni, che, certo, hanno un ruolo differente ma avviene in termini molto semplici. Quindi, io ribadisco il voto contrario all'emendamento ma sicuramente occorre rivedere questa questione del rapporto tra Giunta e Consiglio relativamente alla nomina di questa commissione. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi naturalmente non siamo contro la nomina della commissione, perché riteniamo sia una cosa giusta, però effettivamente, così come è composta questa commissione, praticamente noi stiamo delegando la Giunta, perché di fatto, soltanto passando in commissione per il parere, tra l'altro, com'è stato notato giustamente da qualcun altro, dando soltanto dieci giorni alla commissione, quindi poco tempo, per esaminare… ma non è questo il concetto, il problema è che praticamente si sta dando una competenza importantissima alla Giunta regionale dopo che la Giunta regionale ha già la competenza per quanto riguarda il Piano paesaggistico regionale e quindi noi, anche in questo ulteriore passaggio dove avremmo potuto approfittare per dare una competenza importante al Consiglio, noi stiamo di fatto delegando totalmente la Giunta regionale, perché, così come è conformata questa commissione, è chiaro che la Giunta regionale ha la possibilità di intervenire fortissimamente su una competenza che è soprattutto una competenza tecnica, però di fatto noi gli stiamo dando una valenza politica eccessiva proprio perché è in mano fondamentalmente, per non dire totalmente, alla Giunta regionale. Allora io invito ovviamente la Giunta, ma soprattutto i colleghi della maggioranza, a rivedere questa impostazione perché così facendo noi stiamo dando effettivamente un potere eccessivo alla Giunta regionale, dopo che già la Giunta regionale ha incassato quello relativo all'approvazione del Piano paesaggistico regionale e tante altre cose ancora. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Io ricordo che stiamo facendo dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 109, non su quelli successivi. Prego.

PORCU (P.D.). Sì, Presidente, rimanendo sull'emendamento 109 che mi sembra che sia oggetto di voto, io volevo annunciare il mio voto contrario perché mi sembra che anche le motivazioni addotte dai colleghi della minoranza non ci portino a sostenere questo emendamento, che, di fatto, si limita a dire che qualsiasi possibilità di legiferare sulla composizione della commissione per la dichiarazione di notevole interesse pubblico verrebbe meno. Quindi, di fatto, rinunceremmo alla nostra prerogativa e credo che l'effetto sarebbe che, pari pari, varrebbe quanto già previsto dal decreto legislativo citato anche nel comma; quindi credo che semmai dovremmo bocciare questo emendamento e rinviare la discussione di merito agli altri emendamenti che spiegano ed articolano come questa commissione dovrebbe essere composta. Fermo restando che il decreto legislativo prevede già la presenza della Regione e invece altri emendamenti che andiamo a presentare la articolano prevedendo per esempio anche la presenza dei Comuni. Quindi credo che anche le migliori intenzioni dell'Aula possono trovare anche la sintesi solo se bocciamo questo emendamento e magari vediamo quale delle formulazioni degli altri emendamenti ci consente di trovare la sintesi migliore per garantire il fatto che la commissione sia veramente una commissione terza, e non una commissione marchiata dal punto di vista politico, o connotata dal punto di vista politico, ma sia una commissione con caratteristiche essenzialmente tecniche. Ecco che, se vogliamo assicurarci questo, credo che sia assolutamente necessario bocciare innanzi tutto questo emendamento.

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Presidente, io non sono molto convinto della bontà di tutto l'emendamento, mentre penso di riuscire ad apprezzare l'importanza della commissione e della funzione che ha di tutelare un interesse pubblico che non deve essere legato, l'interesse pubblico, a schemi di governo. Io concordo anche con il collega Porcu quando parla di una commissione terza, ritengo che, se questo è il nostro obiettivo, è l'obiettivo anche quello di dare un vero ruolo al Consiglio e non un ruolo improprio come quello che gli stiamo attribuendo con la verifica della commissione. E la verifica della commissione ha un suo significato dal momento in cui la commissione valuta nomine che sono strettamente legate alle funzioni di governo, la Commissione sanità fa una valutazione sulle nomine che riguardano i managers delle AA.SS.LL., i managers delle AA.SS.LL. sono strettamente legati alla funzione di governo che sta in capo alla Giunta regionale, ed è giusto che il Consiglio nella sua funzione nell'ambito del controllo a cui deve sottoporre l'azione della Giunta valuti questi managers. Altra cosa, e altra funzione è quella che deve essere attribuita al Consiglio a mio avviso dell'incidere e nell'indicare dei propri rappresentanti nell'ambito di una commissione molto ampia che deve valutare un interesse pubblico. Il Consiglio regionale in quanto espressione democratica del popolo sardo ha la funzione di indicare alcuni componenti, non tutti quanti, alcuni nell'ambito di 10 componenti mi pare che ci siano all'interno della Commissione che possano rappresentare l'interesse collettivo, l'interesse pubblico e possano valutare qual è l'interesse pubblico da salvaguardare l'interno del paesaggio. E quindi penso che una riflessione ulteriore su questo articolo numero 35 dobbiamo farla, sulla funzione che deve avere il Consiglio nella nomina di alcuni rappresentanti all'interno della Commissione, posto che ci sono: la Giunta regionale ha la sua rappresentanza attraverso i direttori generali degli Assessorati, lo Stato ha le sue rappresentanze attraverso le diverse sopraintendenze, il popolo sardo deve avere le sue rappresentanze attraverso l'espressione del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Noi ribadiamo il giudizio negativo complessivo e questa ne è l'ulteriore dimostrazione. Quando questa legge è entrata in Consiglio regionale, probabilmente, è entrata sulla base di una presunzione: che tanto per i prossimi vent'anni continuerà a governare il vostro Presidente. Perché non si spiega altrimenti questa sorta di abdicazione sistematica rispetto ai poteri del Consiglio e a questa delega in bianco che si sta assegnando alla Giunta regionale e al suo Presidente. Probabilmente avete fatto male i calcoli, ma non è su questo che io voglio soffermarmi, voglio soffermarmi sullo scadimento, consentitemelo, perché stiamo davvero perdendo qualunque forma di dignità anche istituzionale e democratica, stiamo cadendo in una sorta di autoritarismo presidenzialista rispetto al quale questo Consiglio non deve assolutamente avere voce in capitolo, perché questa è la posizione del governatore regnante.

E allora l'emendamento numero 109, ha fatto bene l'onorevole Pileri a presentarlo, perché non ci fidiamo assolutamente delle soluzioni che proponete, come non ci siamo giustamente fidati e non ci fidiamo della soluzione proposta con l'emendamento della Giunta che addirittura, e non ci vuole molto a capire che si tratta di norma punitiva verso qualche imprenditore, che guarda caso non è asservito alle logiche del Governatore e di chi lo sostiene. E allora noi vorremmo ripristinare in una logica democratica quello che è e quella che deve essere la funzione della Giunta da un lato, ma la funzione del Consiglio, non si è mai visto che un organo che controlla e che attua, o meglio un organo che predispone, che fa i PUC che se la canta, se la suona e se la balla, dopo debba anche nominarsi il controllore. Mi pare che su questo forse qualche intervento anche di qualche collega della maggioranza abbia riportato ad una dimensione accettabile il confronto, se questo lo volete da parte dell'opposizione e dunque siccome la questione di merito è rinviata agli emendamenti successivi, se c'è questa disponibilità noi possiamo ritirare anche quest'emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì grazie, Presidente. Intanto per dire che noi votiamo contro questo emendamento, perché l'articolo 35, che prevede l'istituzione di questa commissione, mi sembra, diciamo, utile, utile alla legge e perché no anche in ottemperanza ad un Decreto legislativo nazionale che, appunto, recita che questa commissione va istituita. Credo che le affermazioni che sono pervenute da diverse parti relativamente a quella che è la formazione e come viene, appunto, diciamo eletta questa commissione non attiene a questo emendamento, ma sicuramente a quelli successivi. Intanto però bisogna dire, e credo che sia importante, che di questa commissione io credo che ci sia bisogno e che allo stesso tempo bisogna ribadire che questa commissione serve anche, lo dice chiaramente, l'articolo 136 di questo decreto, per far sì che vengano diciamo verificati quelli che sono i siti di interesse pubblico, le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza, i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale. Io credo che se queste cose devono essere individuate, che questa commissione, così come previsto nel Decreto legislativo non può essere sicuramente cancellata con un emendamento che cancella l'articolo 35. Io sono d'accordo per verificare poi con gli emendamenti successivi qual è la composizione che in massima parte quel Decreto legislativo già definisce, non definisce come vengono eletti, ma si tratta soltanto di alcune figure, che secondo il mio punto di vista, nel momento in cui discutiamo quell'emendamento probabilmente ci darà la possibilità di entrare in merito. Quindi noi votiamo contro alla cancellazione dell'articolo 35 e naturalmente rinviamo a dopo i particolari relativi agli emendamenti successivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.). La ringrazio, signor Presidente, io voto contro, voterò contro l'emendamento numero 109, che è un soppressivo totale. Ma voto contro, e dico anche che ascoltare a volte le osservazioni che vengono rivolte da diversi colleghi che hanno lo spirito di capire realmente quali sono le problematiche che comportano, che comporta l'articolo e gli emendamenti, è una cosa diciamo più che corretta. Ma sentire: stiamo perdendo qualunque forma di dignità democratica, lo scadimento eccetera; sono cose che capisco di meno perché mi pare che ci sia quasi una volontà, una necessità di farsi perdonare, magari di avere percorso, di aver condiviso un tratto di strada con il centrosinistra e anche magari con il Presidente della Regione, però sinceramente sappiamo bene che quando Berlusconi accoglie, perdona tutti quanti i peccati commessi e li accoglie amorevolmente all'interno della grande famiglia del Popolo delle libertà. Quindi non è il caso, capisco anche l'esigenza di voler assurgere a ruoli altri e anche in breve tempo, però sinceramente non si confà al confronto che c'è all'interno di quest'Aula e rappresentano delle note stonate.

Nel merito dico: questo articolo è un articolo importante è previsto dal Decreto legislativo numero 204, agli articoli 136 e 137, rammento che trattasi di un ministro di centrodestra che ha proposto, si tratta dell'attuazione della traduzione di quanto veniva detto. L'onorevole Pileri diceva, che come sappiamo e attento molto a cercare di trovare qualche contraddizione negli altri, lo dico se abbiamo detto era necessario un approfondimento, ha citato me, che ho detto: ciò richiede un approfondimento. L'approfondimento abbiamo fatto e posso dire che non c'è nessuna Regione in Italia nella quale questo tipo di nomina venga fatto dal Consiglio regionale, a volte approfondendo e studiando si capisce che magari quella è la soluzione che è migliore, che non ha niente a che vedere però con alcuni aspetti che riguardano la guerra che c'è in atto, parliamoci chiaro Tuvixeddu tanto per capirci e di intenderci e che non credo che questa commissione possa comunque intervenire su una fattispecie che è già alla attenzione della magistratura anche in maniera molto forte. Io sono contro, quindi, questo emendamento, e dico anche che certe perplessità che sono state sollevate da dei colleghi anche dalla maggioranza, hanno necessità dell'attenzione dovuta, e credo che ci torneremo magari negli emendamenti successivi, oppure io sono anche per accedere a una proposta che è stata avanzata per un ulteriore approfondimento. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Pileri, lei era già intervenuto...

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Perché, Presidente, a seguito degli interventi io intendo ritirare l'emendamento, e quindi voglio poi verificare, ovviamente, quello che succederà a livello proprio di dignità, come qualcuno ha citato, nell'emendamento numero 277 che segue.

PRESIDENTE. Va bene, grazie. L'emendamento numero 109 è stato ritirato. Emendamento numero 277.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Sì, Presidente, per chiedere una Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, può articolare meglio la proposta di sospensione dei lavori e di Conferenza dei Capigruppo?

BIANCU (P.D.). Sì, Presidente. L'esigenza è di chiudere questa legge bene. Noi riteniamo che sia una legge estremamente importante, e quindi riteniamo che ci sia la necessità di cogliere tutte le osservazioni che vengono formulate per arrivare ad una conclusione positiva di questa legge, ritenendola una legge estremamente importante e non possiamo assolutamente chiuderla realizzando degli strappi. Per questo noi proponiamo una Conferenza dei Capigruppo. Grazie.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, capisco la difficoltà, e, tuttavia... onorevole Amadu, ci dia una mano, lasci perdere, abbiamo superato già questa discussione, votando, peraltro. Io ho una proposta da fare, colleghi, poiché la proposta e la richiesta di sospensione viene dal maggior Gruppo della maggioranza, io vi chiederei di fare una sospensione, di accogliere la proposta e di fare rapidamente una Conferenza dei Capigruppo.

PILERI (F.I.). Su che cosa?

PRESIDENTE. Lo sapremo in Confferenza, colleghi, va male in aula sviluppare un dibattito su questo, vi rendete conto? Io sono per fare dieci minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io le vorrei chiedere di essere davvero interprete del rispetto che all'interno di quest'Aula ci dovrebbe essere, nel senso che lei, nei giorni scorsi, interrompendo il Consiglio e dicendo che era un fatto estremamente grave che venisse nuovamente interrotto il Consiglio e aggiornato il giorno dopo, ha detto che si sarebbe battuto affinché questo problema non si ripresentasse nei giorni successivi. Allora, io credo che non sia rispettoso nei confronti dei colleghi della minoranza, ma dell'intero Consiglio, che continuiamo a lavorare in aula in questo modo spezzettato, con la maggioranza che non ha ancora definito tutte le sue posizioni su questa legge, per cui, durante la discussione in aula chiede continuamente sospensioni, costringendo i colleghi a un lavoro che non è quello utile, come lei stesso ha sottolineato ieri, per la conclusione di questa legge. Allora, io le annunciò che non parteciperò a nessuna Conferenza dei Capigruppo, perché sono stanco di questo modo di ragionare, e che sono assolutamente disponibile ad accedere a una sospensione d'Aula, chiesta direttamente senza passare per la Conferenza dei Capigruppo, con il Capogruppo del Partito Democratico che ci dice quando possiamo tornare in aula per chiudere la legge, e quando il Capogruppo del PD ci dirà che possiamo tornare in aula per chiudere la legge, si va avanti per chiudere la legge, senza ulteriori Conferenze dei Capigruppo, senza sospensioni d'Aula, senza continuo spezzettamento del lavoro che non fa gli interessi di una buona legge, come sa benissimo il collega Biancu che non è novello di quest'Aula.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Concordo con lei, anche perché lo avevo già detto in Aula, sul fatto che si dovesse portare a buona conclusione la legge anche rapidamente, senza interruzioni, e, tuttavia, le interruzioni non sono nelle mani del Presidente del Consiglio, perché le interruzioni sono nei fatti e nella modalità con la quale stiamo discutendo, alla quale io posso far fronte con gli strumenti che ho, che naturalmente sono assai limitati, come i colleghi conoscono bene. Io sono del parere che facciamo qualche minuto di sospensione in aula, nel senso che ho bisogno io stesso di capire quali sono le motivazioni alla base della richiesta, e comunque la Conferenza dei Capigruppo sarebbe servita per aiutare, perché poi, tenendo l'Aula in funzione, è più complicato comprendere le ragioni, spiegare le ragioni, e anche accedere a un'ipotesi di lavoro diverso. Quindi, vi chiedo dieci minuti di sospensione in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 58, viene ripresa alle ore 18 e 03.)

PRESIDENTE. Colleghi, se ci ricomponiamo. Onorevole Vargiu, non scappi, resti con noi. L'onorevole Vargiu è bene che resti con noi perché ci ha convinto col suo argomentare e quindi do la parola all'onorevole Biancu perché esprima in Aula quanto avrebbe fatto certamente in Conferenza dei Capigruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Signor Presidente, giustamente, come diceva lei, in Conferenza dei Capigruppo prima di tutto ci saremmo scusati con i Gruppi della minoranza per non essere riusciti a sciogliere i nodi che rimangono, i pochi nodi che rimangono di questa importante legge da sciogliere all'interno di maggioranza, per cui noi riteniamo che sia opportuno che argomenti importanti come quelli che stiamo trattando all'articolo 35 relativamente alla composizione della Commissione sul paesaggio, così come quelli che riguardano gli emendamenti e l'articolo 42 e, infine, quelli all'articolo 43 relativamente all'agro siano temi che vadano affrontati in coerenza rispetto a quanto abbiamo già esaminato e approvato in questa importante legge. Per cui noi chiediamo scusa ai Gruppi della minoranza per non essere riusciti ancora a sciogliere questi nodi e proponiamo che i lavori dell'Aula possano essere interrotti e possano riprendere martedì mattina per completarli nel più breve tempo possibile. Grazie.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, c'è una proposta sull'ordine dei lavori. Se c'è un diffuso consenso sulla proposta sospendiamo il nostro lavoro e riprendiamo martedì mattina alle ore 10 e 30. La seduta è tolta.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, ho chiesto di parlare!

PRESIDENTE. Onorevole Floris, ho dieci iscrizioni a parlare, ma sono quelle precedenti. Non ho difficoltà a darle la parola, ma la decisione è assunta. Fra l'altro i segretari vagano per l'aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, volevo semplicemente, non voglio entrare in merito…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi.

~FLORIS MARIO (Gruppo Misto). …non voglio entrare in merito alla richiesta che è stata formulata dal Capogruppo, volevo semplicemente pregare la maggioranza di prendere visione dell'articolo 33 della nostra legge urbanistica che prevedeva che i tre esperti erano e sono designati dal Consiglio regionale, che prendano visione della legge che abbiamo perché non si capisce come, di fronte a questa potestà del Consiglio, la maggioranza stia rinunciando alla composizione della Commissione delegando il ruolo del Consiglio al Presidente della Regione.

PRESIDENTE. Sì, grazie onorevole Floris. Il tema da lei sollevato è il tema sul quale stiamo sospendendo la discussione e verrà ripreso martedì.

La seduta è tolta. Non è aperta la discussione, onorevole Pileri, la seduta è tolta. Il Consiglio è convocato per martedì alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 18 e 07.