Seduta n.154 del 21/12/2005 

CLIV Seduta

(Antimeridiana)

Mercoledi' 21 dicembre 2005

Presidenza Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente Paolo FADDA

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del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente Paolo FADDA

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 16.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 7 dicembre 2005 (149) che è approvato.

PRESIDENTE. Poiché numerosi consiglieri sono assenti, sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta sospesa alle ore 10 e 18, viene ripresa alle ore 10 e 30.)

Discussione del disegno di legge "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2006 e conservazione a residui" (198/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge 198. Relatore il consigliere Secci.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (LA MARGHERITA-D.L.), relatore. Sarò breve, Presidente. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, il dato che giunge oggi a compimento - ovvero la legge di autorizzazione dell'esercizio provvisorio del bilancio 2006 - è la testimonianza della confusione che regna all'interno della Giunta regionale. Il Presidente della Giunta, in sede di approvazione del documento economico e finanziario, aveva assunto l'impegno solenne di presentazione tempestiva della finanziaria e del bilancio nei termini utili per la loro approvazione entro il 31 dicembre, in modo che l'attività programmatoria e operativa della Regione, degli enti regionali e degli enti locali, rientrasse finalmente nell'alveo di un corretto e lineare percorso amministrativo, economico e sociale. Mai promessa è stata così clamorosamente disattesa.

Le responsabilità politiche sono del tutto evidenti, ancora più gravi perché il rispetto dei termini di approvazione della finanziaria e del bilancio 2006, al di là dell'aspetto puramente formale e nominalistico, rientrava negli impegni politici e programmatici del Presidente della Giunta regionale e della maggioranza di governo, come segnale di svolta, di assunzione di responsabilità piena, dopo un primo bilancio necessitato, quello del 2005, considerato di transizione, tenuto conto che si era agli inizi della legislatura e quindi in attesa di assestamento, di conoscenza, di approfondimento necessario e preliminare al dispiegamento totale delle linee politiche e programmatiche di cambiamento.

Noi conosciamo già le risposte. Risposte che non possono essere soddisfacenti per il Consiglio regionale, anche perché abbiamo avuto modo di discutere in quest'Aula per lungo tempo dei "viaggi della speranza" dell'assessore e del Presidente della regione a Roma (viaggi della speranza che poi erano diventati della certezza) dei rapporti avuti con i funzionari, con i tecnici del Ministero del Tesoro, relativamente ai quali abbiamo sempre detto: "Guardate che così non si risolvono i problemi".

La strategia e la tattica nella politica sono importanti; forse voi non conoscete gli ambienti romani che vi fanno aspettare come questuanti, elemosinieri e poi non vi danno nulla. Peraltro sono stati attuati due pesi e due misure, perché per la continuità territoriale si è detto: "Facciamo l'imposizione degli oneri sociali e poi aspettiamo che lo Stato ci dia i soldi", mentre per il bilancio della Regione il ragionamento è stato esattamente il contrario: "aspettiamo i soldi dello Stato e poi facciamo il bilancio della Regione". Fatto ancora più grave perché si è avuta anche la presunzione di non approntare né di presentare alcuna manovra correttiva dei conti regionali 2005 sebbene l'esigenza fosse avvertita, sia dal mondo economico, sia dal mondo delle autonomie, per riequilibrare gli interventi pubblici regionali e locali ai fini dello sviluppo delle imprese del sociale.

I danni, assessore, provocati e che deriveranno da questi comportamenti, ricadranno come macigni nei confronti dei sardi, dei soggetti più esposti e più deboli. Ma sono evidentemente, questi che sto svolgendo io, ragionamenti lontani dalla mente di chi al dibattito, al confronto, alla ricerca delle soluzioni nelle istituzioni deputate a ciò preferisce la piazza, il populismo a tutti i costi, la contrapposizione mediatica finalizzata alla ricerca di un consenso che alla fine rivelerà, ne sono certo, anche l'altra faccia della medaglia, che sarà la diretta conseguenza di un fallimento complessivo di una esperienza che non ha portato fino ad ora nulla di buono alla Sardegna e ai sardi, se non parole.

D'altra parte da tempo avevamo chiesto al Presidente della Regione di mantenere fede agli impegni da lui assunti oltre che codificati dalla norme statutarie e regolamentari. Nella seduta di giovedì 15 dicembre ho avuto modo di chiedere l'inserimento all'ordine del giorno di questa Assemblea - chiederei cortesemente l'attenzione del Presidente del Consiglio - della proposta di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio 2006, da me presentata insieme ad alcuni colleghi. Debbo ricordare che, in risposta a tale richiesta, il presidente Spissu annunciò - leggo dalla nota stampa della seduta antimeridiana numero 157 - che era stato presentato il disegno di legge per l'esercizio provvisorio da parte della Giunta.

E' un fatto forse inusuale quello che sto per rimarcare, ma è bene dire con estrema chiarezza, per correttezza politica e onestà intellettuale, che a quella data il disegno di legge di richiesta dell'esercizio provvisorio del bilancio 2006, la Giunta regionale non poteva presentarlo, o averlo presentato, perché non lo aveva ancora nemmeno approvato. Tanto è che la Giunta regionale ha reso noto alla stampa di averlo licenziato solo nel corso della sua ultima riunione, comunque successiva al giorno 15 dicembre.

Tralascio le conclusioni da trarne, ma non possiamo esimerci dall'evidenziare comportamenti istituzionalmente non idonei a sostenere una discussione e un confronto che hanno come fine il leale e corretto governo della cosa pubblica. Ho fatto questi riferimenti perché occorre in primo luogo riportare il confronto all'interno delle istituzioni, tra le istituzioni e tra le rappresentanze politiche nelle sedi proprie, secondo le regole della democrazia e della partecipazione, per scelte e decisioni consapevoli e condivise, ciascuno esercitando il proprio ruolo e le proprie funzioni nel rispetto reciproco, seguendo e applicando le norme vigenti e non anteponendo il carro davanti ai buoi.

Veda, assessore Sanna, lei ha giustamente affermato che il piano paesistico regionale è stato redatto per conformare la disciplina regionale alle norme nazionali e comunitarie. Ma non bisogna dimenticare che in materia urbanistica la Regione Sarda ha competenza legislativa primaria, e soprattutto che il piano paesistico regionale deve seguire la procedura della legge regionale numero 8 del 2004, detta "salvacoste" e la legislazione di riferimento. Facendo come invece ha fatto la Giunta, l'assessore Sanna e l'assessore Pilia, cioè proporre un piano paesaggistico per la cui attuazione occorre modificare la legislazione vigente, mi pare che si oltrepassi, non dico il limite della decenza propositiva, ma certamente quello della legittimità. Che senso ha, quale legittimazione giuridica ha l'approvazione di un piano fondato su norme in fieri e non su norme certe cogenti. Voler riportare queste tematiche sulla prossima legge finanziaria anche se attraverso la legge di accompagnamento, come già stato annunciato dalla presidenza della Giunta, è un altro tentativo maldestro di fuga in avanti destinato a creare disagio non solo sotto il profilo istituzionale - e intendo riferirmi al rapporto e al ruolo riservato agli enti locali, considerati a oggi solo come meritevoli di tutela e di controllo - ma anche sotto gli aspetti economici e sociali che non sono quelli cari agli ambientalisti tradizionali o di turno.

In questi giorni abbiamo appreso dalla stampa e da dichiarazioni estemporanee, notizie e impegni assunti in assoluta libertà, specie in tema di risorse nazionali ed europee. Apprezziamo tutte le iniziative e gli sforzi profusi, annunciati e le promesse future; tutto ci dice comunque che avevamo ragione quando abbiamo presentato la mozione sulle entrate, alla quale maggioranza e Giunta hanno detto no, privilegiando la "marcia su Roma" che non ha sortito e non poteva sortire nessuno di quegli effetti che qualcuno si prefigurava. Io ho la netta sensazione che a qualcuno delle risorse finanziarie non gliene "freghi un fico secco", interessi soltanto apparire sulla stampa e dire che fa queste azioni.

Per queste ragioni chiediamo ancora una volta alla Giunta e al Presidente che emetta su questi temi comunicazioni ufficiali, con dati inoppugnabili, sia sul fronte europeo che su quello nazionale. In questa sede potremmo riprendere il filo del discorso sull'insularità, parlare del perché si è abbandonata la strada della carta di Cagliari nel marzo del 2001, di IMEDOC, l'intesa delle isole del mediterraneo e dell'Europa, potremmo parlare dell'articolo 52 dello Statuto e delle sue norme di attuazione, del tutto abbandonato nel rapporto con lo Stato sugli accordi internazionali, economici, che devono vedere il Presidente della Regione al tavolo dei firmatari quando sono in gioco gli interessi della Sardegna.

Con questi avremmo potuto discutere e decidere oggi su tanti altri argomenti, se alla nostra attenzione ci fosse stata la regolare e normale legge finanziaria e di bilancio. Si è invece preferito l'effimero, fatto di contestazioni e di atteggiamenti provocatori, non di ragionamenti anche duri e decisi ma sul campo del confronto e della dialettica. Ma vi pare - e mi rivolgo ai colleghi più sensibili della maggioranza - che un Presidente della Regione possa esprimersi in questi termini: "Ricorro alla Corte Costituzionale, ricorro alla Corte Europea di Giustizia, mando le guardie forestali, facciamo controllare le licenze edilizie"? La via giustizialista sarda, intrapresa dal Presidente della Regione, è la testimonianza del fallimento della politica, intesa come sede, come strumento della soluzione dei problemi, e della crescita civile ed economica di un popolo, un metodo e un atteggiamento che anziché predisporre anche psicologicamente al confronto e all'accordo, rappresentano uno strumento di discordia che allontana e indispettisce. La Regione, la Sardegna non ha bisogno di metodi padronali, ma di un governo autorevole e rispettato in tutte le sedi.

Ora mi vorrei un attimo rivolgere al Presidente del Consiglio e al Presidente della Giunta che non ci sono, perché voglio cogliere questa occasione rara, che mi viene offerta, per invitarvi a moderare i toni della vostra polemica nei confronti del Consiglio regionale. Che non può essere indicato, come state facendo voi, al ludibrio della gente. "Sono insoddisfatto", "Il Consiglio regionale non produce, lavora poco", "Non mi seguono, mi candiderò contro chi mi ostacola", "La Giunta produce di più", "Il Consiglio guadagna troppo". Io vi chiedo rispetto per l'Assemblea legislativa che, al di là di inevitabili momenti di tensione, ma anche confortanti oltre che inevitabili, sotto il profilo di un corretto rapporto tra maggioranza e minoranza ha sempre dato dimostrazione di intuito, intelligenza e senso di responsabilità istituzionale.

Siamo e vogliamo essere contraddittori e talvolta rasentiamo l'ipocrisia politica. Siamo succubi di una legge nazionale e, per quanto riguarda il sistema elettorale, auspichiamo una legge regionale sul trattamento economico dei consiglieri regionali: non so se ridere o piangere. Il costo della politica per altro è uno degli argomenti che ha trovato il conforto, il consenso e l'avvallo di tutte le forze politiche, affrontato e risolto a livello nazionale. Cosa si vuole fare di diverso e di di più? Perché non è stato detto che la legge finanziaria nazionale ha decurtato del 10 per cento il trattamento economico dei deputati e, quindi, di conseguenza anche quello dei consiglieri regionali. Dove si vuole arrivare? Fare demagogia, una demagogia che io rifiuto e respingo.

Non sarà questo un metodo per distogliere l'attenzione dalle nostre manchevolezze, dalle nostre insufficienze e dirottare o buttare fumo negli occhi, nella buona fede della gente comune che è stanca di queste cose artificiose e di questo ergersi a padri della patria? Penso che la rincorsa al migliore, al più avveduto, al più sensibile, al più onesto non serva a nessuno, ma sia indispensabile un profondo rispetto per il lavoro di tutti, in un comune interesse che non può essere quello dell'apparire ma quello dell'essere.

Voglio anche dire che, a mio giudizio, l'Assemblea legislativa ha bisogno di serenità, di libertà, di autonomia nei confronti dell'Esecutivo per varare buone leggi, giuste leggi. Non è sufficiente, come dice Soru, il giudizio finale del popolo. Il popolo dirà se abbiamo fatto bene o male a seconda di quello che abbiamo realizzato nel nostro programma. Questo sottile distinguo tra i poteri della Regione, Esecutivo e Consiglio regionale, non è una cosa che convince. I danni si calcolano nel tempo, certe azioni goliardiche che possono anche essere carine, simpatiche, popolari, che possono anche fare esprimere tenerezza ma non si possono valutare nel breve periodo, perché, manifestano la loro congruità o meno a distanza di anni.

In Consiglio manca un esame preliminare dell'impatto virtuale sulle leggi, una istruttoria idonea, oggi affidata soltanto al pensiero dei consiglieri regionali che appartengono a questa o a quell'altra commissione, al loro buon senso e talvolta alla loro limitatissima conoscenza. Non si può legiferare così. Il problema quindi non è quello di fare in fretta e di prendere, come abbiamo detto tante volte, il Consiglio regionale come passa carte: arriva mister Soru che presenta il provvedimento… allora prevedete la sede legislativa per le commissioni, la questione di fiducia, modificate. L'istruttoria in Consiglio regionale non è un problema di tempi, il Presidente fa rispettare con dignità l'esercizio delle funzioni di una Assemblea legislativa che deve approfondire, che deve approvare leggi. Ma deve approvarle non in fretta, ma lavorando di più e meglio e migliorando la qualità e la applicabilità delle leggi. Ecco perché le critiche sono fuori luogo.

Ma cosa succederebbe se noi ci mettessimo a criticare la Giunta regionale o i singoli assessori e a dire che sarebbe meglio che non si muovessero neppure perché farebbero meno danni? Ma potremmo noi metterci a fare questi ragionamenti, potremmo farlo come giudizio politico? Io credo che qui vada rispettata la dignità dell'Assemblea legislativa e che non sia più consentito a nessuno questo linguaggio, che per altro è un linguaggio anche scurrile, perché se si affrontano i temi in questa misura allora noi ci riserviamo di dire ciò che pensiamo, sull'operato del Presidente e della sua Giunta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, signori Assessori, colleghi (vorrei dire signor Presidente della Giunta regionale ma non lo posso dire perché non è presente, come ormai è abitudine consolidata), due mesi di esercizio provvisorio costituiscono un danno per la Sardegna perché la macchina amministrativa verrà appesantita da frazionamenti di spesa, frazionamenti di atti amministrativi in dodicesimi, perché si lavorerà inutilmente, in più e male, sprecando tempo ed energie.

L'esercizio provvisorio è negativo, è un danno per la Sardegna soprattutto perché fino a quando non si conosceranno le poste di bilancio non si potranno impostare i programmi di spesa, necessari per distribuire le risorse in un sistema che vive di finanza derivata regionale, pubblica e privata. E chi ne farà le spese saranno, come sempre i comuni e le imprese. Come sempre! In più si terrà bloccato il Consiglio regionale per tutta la durata della sessione di bilancio, in un periodo in cui si dovrebbero invece affrontare i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria che voi avete già pubblicamente presentato, promettendo risultati straordinari.

Due mesi di sessione di bilancio che poi necessariamente porteranno immediatamente al periodo pre-elettorale in cui sarete impegnati a portare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri colui che da Presidente della Commissione Europea qui in quest'Aula davanti a questo Consiglio e davanti alla Giunta di allora disse: "Ma di che cosa vi illudete, voi siete già fuori dall'Obiettivo 1": Prodi. Due mesi che - attenzione - sono necessari per il Consiglio regionale.

La decisione assunta ieri dalla Commissione Bilancio, contro il parere della Giunta regionale, di portare a due mesi l'esercizio provvisorio non è, come sicuramente vorrà fare credere qualcuno, un'operazione dilatoria, ostruzionistica, un formalismo dei consiglieri di maggioranza e di opposizione che vogliono assaltare la forma di formaggio del bilancio regionale. No, questi due mesi sono necessari innanzitutto perché il Regolamento del Consiglio regionale prevede 37 giorni per l'approvazione del bilancio, ma al di là di questo, perché c'è un'esigenza da parte del Consiglio, sicuramente da parte dell'opposizione, spero anche da parte della maggioranza, di conoscere, di vedere le carte, che voi avete tenuto in questi mesi nei cassetti dei vostri uffici.

C'è l'esigenza di misurare il sistema di valutazione delle entrate, dovremo verificare se ancora una volta verranno sovrastimate, come è capitato per la quota Iva nel bilancio scorso e come - direte voi - è capitato anche in quello precedente presentato da una Giunta di altro colore. Una sovrastima delle entrate che però questa volta rispetto alla prima volta non è stata neanche corretta in sede di assestamento di bilancio. Dovremo controllare da dove arrivano le nuove risorse destinate al settore sanitario, che secondo voi permetteranno di mantenere lo stesso livello di entrate del passato nella manovra di bilancio. Abbiamo l'esigenza di capire a quali organizzazioni assegnerete i contributi e a quali no, se li concederete ancora agli artigiani, agli industriali e non ai sindacati soprattutto a quelli che non sono sufficientemente proni rispetto ad una concertazione inesistente.

Abbiamo l'esigenza di capire come proceda la spesa dei fondi della programmazione negoziata e di quelli europei. Abbiamo questa necessità, ce l'ha il Consiglio regionale, ce l'hanno i sardi. O pensate che il Presidente, gli Assessori, possano tenere sul proprio tavolo le proposte di legge o gli atti amministrativi o i protocolli di intesa con i vari Ministeri, come è capitato per gli indennizzi ai pescatori, per settimane, mesi, per capire di più, per conoscere, magari per tenere al laccio qualcuno e invece il Consiglio debba comportarsi come un distributore automatico di leggi e di provvedimenti che funzioni introducendo un gettone?

L'indennità che per ora abbiamo, volete farcela guadagnare con un minimo di lavoro intellettuale oltre che manuale o vi serve soltanto che qualcuno sollevi il braccio o muova la mano nelle votazioni a scrutinio palese? Allora, se volete veramente valorizzare la volontà e l'intelligenza dei sardi, iniziate a valorizzare la volontà e l'intelligenza dei consiglieri regionali. E' per questo che la prova che dovrà affrontare il Consiglio regionale nei prossimi mesi sarà una prova che ci costringerà a discutere quello che in questi due mesi di ottobre e novembre non abbiamo potuto esaminare.

Ottobre e novembre trascorsi a discutere di interpellanze e di mozioni, di alcuni pochi disegni di legge, alcuni di questi approvati, altri rimandati al mittente dalla vostra stessa maggioranza e non per insubordinazione, ma perché erano progetti di legge fatti male. Nel frattempo, il Presidente è impegnato in altro. In questi mesi è stato impegnato in altro, in altre cose, non permettendo che potesse essere presentata nei termini la manovra di bilancio.

Il Presidente è stato impegnato in una vertenza che noi abbiamo riconosciuto come sostanzialmente giusta, quella delle entrate. Una vertenza, una questione che l'Assessore del bilancio e della programmazione ha posto con l'intelligenza e la professionalità tipica di un ottimo economista. Che ha posto intelligentemente e con decisione, con lucidità, colmando una lacuna oggettiva della Regione degli ultimi anni, che ha determinato una politica delle entrate deficitaria, distratta, autolesionista. Come vedete stiamo facendo e abbiamo fatto autocritica su questo. Noi abbiamo riconosciuto, dal lato dell'opposizione, che questa è una vertenza giusta. L'abbiamo condivisa da subito, perché l'abbiamo sentita come nostra, nostra nonostante i limiti accumulati da tutti i Governi precedenti, facendo quindi autocritica. E l'ha fatta l'opposizione come l'hanno fatta le forze sociali che hanno sostenuto, con la forza dell'organizzazione e con la forza della piazza, questa vertenza.

Avete avuto dalla vostra parte la maggioranza, l'opposizione e le forze sociali, cioè un esercito. Un esercito di cavalieri e di fanti, che vi ha seguito nelle strade della Sardegna e anche in quelle di Roma. E chi non era né cavaliere né fante, chi non è andato per strada per sollecitare la vittoria in questa battaglia, l'ha fatto come popolo seguendo le trasmissioni in tv, i resoconti della stampa, sostenendo, fermando anche voi e noi per strada, dicendo: "Andate avanti in questa vertenza".

Questa Giunta, l'Assessore, ma soprattutto il Presidente, hanno utilizzato questa fiducia, incondizionata direi, finora, hanno utilizzato e stanno utilizzando questa generosità del sistema istituzionale, politico e sociale della Sardegna, mettendola al servizio di una strategia politico-militare che si sta rivelando ad oggi fallimentare.

La vertenza sulle entrate è rientrata nell'alveo proprio di una trattativa tecnica, amministrativa, legislativa. Una trattativa lunga, difficile, complicata, come tutte le trattative istituzionali, che sono complicate da anni di ristrettezza finanziaria, di debolezza del sistema politico sardo e dal solito cronico cinismo delle furbizie del sistema politico amministrativo romano che voi però conoscete, dovevate conoscere.

Ora questo popolo che vi ha seguito nella battaglia in campo aperto, ora questo esercito è invece nella noia della trincea, nel fango, nel freddo, nelle difficoltà della guerra di posizione. Adesso cosa farete? Questo esercito, questo popolo vi ha seguito perché ha creduto nella giustizia di questa vertenza, ma non vi ha firmato una cambiale in bianco sulla strategia e sulla tattica da utilizzare. Ora questo esercito vi chiede la vittoria, non vi chiede più le urla dell'inizio della battaglia, non basta incitare l'esercito all'inizio per poter vincere. Non ci si può compiacere soltanto del consenso che si riceve dai propri soldati, no, bisogna conquistare risultati, bisogna conseguire l'obiettivo. Finora, invece, non avete ottenuto niente di più, neanche un euro in più di quello che hanno ottenuto Masala, Pili, Floris, Palomba, Cabras.

Allora, se questa è la situazione in cui ci troviamo, se ci troviamo cioè nella fase di una difficile trattativa, di una difficile vertenza, di che cosa c'è bisogno? Delle urla di guerra, degli insulti al Ministro dell'economia, dell'attivismo e del presenzialismo nelle trasmissioni televisive da dove si può attingere molto consenso in Sardegna ma pochi soldi per risolvere i problemi di tutti? In questo modo utilizzano tempo ed energie sottratte a una azione ordinaria di governo che doveva essere più incisiva, che doveva portare entro il 30 settembre in Consiglio la manovra finanziaria, per poi approvare da gennaio, febbraio, da subito, i collegati che voi ritenete così importanti e che noi riteniamo importanti per modificare la struttura amministrativa di governo, programmatoria di questa Regione, per poter offrire al sistema economico risposte, al sistema sociale una vera solidarietà concreta.

Cosa si darà, come si finanzierà la legge approvata ieri sui servizi alla persona, se questo sarà il risultato in termini di entrate, se questo sarà il risultato di una strategia voluta in questi termini, una strategia dello scontro, incapace di gestire una intelligente, perseverante politica diplomatica sulla questione delle entrate? L'esercito, il popolo vi ha seguito fino ad ora, ma non vi può seguire in una azione politica che si riduce soltanto a propaganda.

La propaganda serve, l'enfasi, la ricerca del consenso, la retorica, sono utili in certi momenti, sono utili per sensibilizzare, per muovere anche la piazza, per conferire, a chi tratta nelle sedi istituzionali, maggiore forza, maggiore convinzione, ma poi occorre intelligenza e perseveranza nel portare lì ragioni convincenti, azioni politiche decise, e magari per cercare intese istituzionali alte e non scontri che ottengono soltanto il risultato di incrementare di qualche punto il consenso del Presidente.

Credete di poter compiere molti passi in avanti seguendo questa strategia e questa tattica? Noi osserviamo che questa strategia e questa tattica hanno portato soltanto ad una "conquista", e cioè la solita, inutile e dannosa autorizzazione all'esercizio provvisorio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà. Dopo il consigliere Amadu ci sono altri tre colleghi iscritti a parlare, che parleranno per dichiarazione di voto perché per parlare in discussione generale ci si doveva iscrivere durante il primo intervento.

(Interruzione del consigliere Capelli)

PRESIDENTE. Il metodo è sempre lo stesso, non so che dirle onorevole Capelli, ci sono dei colleghi che si sono iscritti dopo.

Prego, onorevole Amadu.

AMADU (U.D.C.). Grazie Presidente, posso rassicurare tutti, compresi i colleghi che devono intervenire, che sarò molto breve, ma alcune considerazioni ritenevo e ritengo di doverle fare per una ragione di coerenza politica e anche perché non solo dal nostro punto di vista, ma credo anche dal punto di vista della pubblica opinione, dei cittadini sardi, una Giunta che si proponeva di rivoluzionare il modo di fare politica non può ripresentarsi in Aula chiedendo l'approvazione, che peraltro a questo punto è un atto dovuto, dell'esercizio provvisorio. Credo che la gente a questo punto penserà: "Niente è cambiato, tutto è come prima, forse peggio di prima, le promesse anzi sono diventate disillusioni".

Quindi c'è una valutazione politica di carattere generale che non può che essere di segno negativo, segno negativo per il Consiglio ma soprattutto per il Governo di questa Regione. Credo che questo sia uno dei pochi anni in cui gli Assessori non avranno l'imbarazzo di chiedere ai funzionari se nell'autorizzare l'esercizio provvisorio e nell'utilizzare le somme per i mesi consentiti in via provvisoria, occorra fare riferimento alle spese previste nel bilancio precedente o a quelle previste nel progetto di bilancio approvato dalla Giunta regionale. Siccome progetto approvato dalla Giunta regionale non esiste, neanche quest'anno il problema si è posto.

Ma io penso anche alle conseguenze negative in termini di rallentamento della spesa di una operazione effettuata l'anno scorso e che peraltro sembrava abbastanza interessante, relativa all'inserimento nella legge finanziaria delle risorse provenienti dai fondi europei. Non so quanto questa operazione abbia contribuito in termini di accelerazione della spesa o quanto la stia ritardando, considerata la diversità delle procedure di assegnazione degli appalti e di spendita. I risultati, comunque, potranno essere verificati nei prossimi mesi. Mi auguro per l'economia della Sardegna che generi frutti positivi.

Però alcune considerazioni negative in ordine agli impegni assunti dalla Giunta e in particolare dal presidente Soru non posso esimermi dall'esprimerle. In effetti sono numerose le promesse o comunque gli impegni formali assunti dal presidente Soru con altre istituzioni, che risultano praticamente vanificate dalla mancata disponibilità di un documento contabile approvato e vigente. Mi riferisco ai fondi promessi per la continuità territoriale aerea, non sappiamo nulla in riferimento alla Conferenza dei servizi sulla continuità territoriale aerea, si va a rinvii. Si erano promesse tutta una serie di rivoluzioni, non se ne sa nulla.

La Regione al tavolo ministeriale, già dal giugno o luglio scorso, aveva promesso un proprio contributo per concorrere alle spese della nuova continuità territoriale ma tutto è ancora per aria, evidentemente perché non c'è ancora il bilancio. Manca anche la normativa, non c'è uno straccio di iniziativa politica della Giunta regionale, si rischia di perdere i soldi dello Stato destinati alla continuità territoriale merci mentre la propaganda continua ad essere imperante. Mi riferisco al protocollo di intesa, siglato dal Presidente della Regione per inserire la Sardegna tra le prime regioni destinate a sperimentare il digitale terrestre; ancora non se ne sa nulla.

In quel protocollo di intesa, sbandierato con grande enfasi, il Presidente della Regione si era impegnato a concorrere con una posta in bilancio ben precisa, netta. Non aveva detto: "Ci saranno questi soldi quando il bilancio sarà approvato.", aveva detto: "Mi impegno". Invece si trattava solo di una frettolosa iniziativa del Presidente della Giunta perché ancora non se ne sa nulla; una iniziativa che ha creato solo disagi; qualcuno ci avrà guadagnato perché c'è stata la corsa all'acquisto del decoder. Si vedrà comunque nei prossimi mesi chi ci ha guadagnato e chi non ci ha guadagnato; certamente i cittadini sardi non ci hanno guadagnato.

Penso alle leggi approvate da questo Consiglio, ultimo esempio quella per il recupero dell'amianto, che rimandava alla legge finanziaria. Anche lì grande enfasi per una legge la cui applicazione dovrà senz'altro essere rinviata. Io credo che ci si debba "dare una regolata". La proposta di approvare fin da dicembre l'esercizio provvisorio è una iniziativa forte della Commissione cui ha partecipato con convinzione l'opposizione, perché quando si amministra si deve ragionare in termini di serietà amministrativa e non in termini di demagogia. Ritenere infatti che entro gennaio si potesse dar luogo all'approvazione dei documenti finanziari era irrealistico. Giustamente quindi la Commissione bilancio del Consiglio regionale, aveva ritenuto non congrui i termini.

Io non mi scandalizzo del fatto che si debba approvare oggi l'esercizio provvisorio; si dovrebbero invece scandalizzare i colleghi della maggioranza che nelle passate legislature urlavano chissà quali improperi gridando allo scandalo per l'esercizio provvisorio. Occorre scandalizzarsi quando c'è da scandalizzarsi, e ragionare con la consapevolezza che qui si fa politica, alta politica e bassa politica, non lo so, e che quando si amministra la cosa pubblica ci deve essere un minimo di serietà e di responsabilità che deve imporre a tutti noi comportamenti e atti rispondenti alle esigenze della collettività.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio;

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, pronuncerò un breve intervento per toccare alcuni dei punti che sono stati affrontati negli articolati interventi degli onorevoli consiglieri. La proposta di esercizio provvisorio è una proposta che si presenta sempre con qualche difficoltà, con qualche disagio perché non c'è dubbio che l'esercizio provvisorio carichi di costi una economia come quella sarda che dipende in misura forse eccessiva dal bilancio regionale.

Quindi proporre a nome di una Giunta e di una maggioranza solida un disegno di legge sull'esercizio provvisorio è certamente qualcosa che merita giustificazioni particolari e forti. Non c'è dubbio che la giustificazione che ho il dovere di riportare in quest'Aula è quella della vertenza sulle entrate. Questo è il punto fondamentale. E' naturale che le valutazioni che si esprimono sulla possibilità, sulla correttezza o meno della richiesta di esercizio provvisorio, sulla base dell'andamento della vertenza per le entrate, possano essere diverse; l'orientamento della Giunta è stato quello di esercitare la massima pressione sullo Stato italiano (sulla base di dati precisi forniti da noi e in buona parte confermati dagli stessi autorevoli uffici della Stato italiano). Quindi nella convinzione che si potesse ottenere in tempi ragionevoli una risposta che, a sua volta, consentisse di scrivere una proposta di bilancio diversa da quella che in effetti in questo momento siamo capaci di scrivere.

Questa è stata la valutazione, onorevole Floris. La nostra vertenza è iniziata ad aprile, ha registrato dei momenti che ci hanno indotto certamente ad un ottimismo ragionevole, ma ricordo anche che nel frattempo sono cambiati sia il Ragioniere generale dello Stato sia il Ministro dell'economia.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FADDA PAOLO

(Segue PIGLIARU.) Avvenimenti che hanno certamente creato delle difficoltà aggiuntive in una trattativa che sapevamo sarebbe stata comunque complessa. Abbiamo quindi ritenuto di poterci assumere la responsabilità di un breve - speriamo - esercizio provvisorio a fronte di un beneficio atteso associato ad una vertenza che riteniamo debba chiudersi comunque in tempi rapidi. Questa è la motivazione. Abbiamo atteso dei benefici che spero arriveranno e che non sono ancora arrivati. A fronte di ciò imponiamo un costo certo, che è quello dell'esercizio provvisorio, all'economia della Sardegna.

Io credo che parlare di danni che ricadranno come macigni sulle fasce più deboli dell'Isola sia eccessivo nella mia valutazione. I dati dell'economia della Sardegna sono dati che tutti conosciamo, non si intravede il risultato di alcun macigno caduto su questa economia, per adesso, e credo neanche per il futuro.

Io ritengo che l'esercizio provvisorio debba essere certamente breve e certamente costituirà un costo, ma stiamo parlando di costi sicuramente limitati. Se parliamo di bilanci dobbiamo riconoscere che questa Giunta ha dovuto affrontare uno dei problemi fondamentali per i bilanci della Regione e per la Regione in generale: il "macigno" dell'indebitamento e quindi il problema di limitarne la crescita, quello sì pericolosissimo.

Ricordo che in due anni, come vedremo nella manovra di bilancio e come abbiamo già comunicato nelle concertazioni iniziate da varie settimane, il deficit dei bilanci della Regione Sardegna scenderà da 1.250 milioni di euro a circa 250 milioni di euro; e questo garantiendo stanziamenti simili a quelli dei due anni precedenti. Io credo che questo sia un elemento importante.

OPPI (U.D.C.). Quando lo vediamo, perché dite sempre bugie!

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Certamente, intanto quello del 2005 l'ha già visto ed ha già visto il dimezzamento del deficit, proporremo un ulteriore dimezzamento del deficit quest'anno non per vantarci di qualcosa ma come un atto dovuto per tenere sotto controllo una dinamica del debito che tutti abbiamo riconosciuto essere insostenibile. E ricordo, onorevole Oppi, che tutti abbiamo riconosciuto essere insostenibile proprio a causa delle entrate insufficienti e quindi proprio a causa dei motivi che sono al centro della vertenza che tutti, mi pare, in modo unitario abbiamo deciso di condurre, almeno nel senso generale, se non nelle tattiche specifiche.

Credo che quella vertenza debba essere continuamente condotta col consenso unitario e per questo sono d'accordo con quanto sostenuto dall'onorevole Floris, cioè sulla necessità di avere una informazione continua sia sul lato della vertenza per le entrate sia sul lato del negoziato dell'Unione Europea, e su questo non abbiamo nessuna difficoltà ad impegnarci.

Sono anche d'accordo sul fatto che, l'ho detto in Commissione bilancio e in varie occasioni, io credo che l'attività - non credo che spetti a me dirlo ma lo dico per esprimere un consenso sul fatto - che l'attività legislativa possa diventare certamente molto più efficace in presenza di sistemi che consentano una simulazione dell'impatto dell'attività legislativa, permettendo una migliore valutazione delle proposte di legge. Credo che questi siano argomenti estremamente importanti; chiunque passi qualche ora in Commissione bilancio sa che è uno strumento che oggi manca e che potrebbe molto utilmente essere adottato in futuro.

In sostanza l'esercizio provvisorio imporrà certamente alcuni costi, che la Giunta auspica siano limitati perché auspica sia limitato il periodo di esercizio provvisorio. Limitato non vuol dire voler imporre una discussione limitata sul bilancio che proporremo; come tutti i bilanci ha bisogno di essere guardato con particolare attenzione ed io credo che questo bilancio, varato nelle more di una importante vertenza con lo Stato, avrà bisogno di essere esaminato con la massima attenzione dall'intero Consiglio.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo adesso al voto per il passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Veda Assessore, io sono uno di coloro che l'ascolta sempre con grande attenzione. Lei dice che l'indebitamento era uno degli elementi essenziali; è vero, non ne avete mai fatto mistero.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue DIANA.) Lei oggi ha annunciato che nella prossima manovra finanziaria ci sarà un'ulteriore riduzione dell'indebitamento, quindi un ulteriore intervento in questo senso. Se l'intervento era possibile, pur senza considerare le eventuali maggiori entrate da parte dello Stato, mi chiedo: per quale motivo entro il 30 settembre non si è provveduto a effettuare tutti quei passaggi che in qualche maniera evitavano il ricorso all'esercizio provvisorio? E' chiaro che quando ci siamo trovati in Commissione ieri chi appena appena ha un po' di pratica dei lavori del Consiglio, ci va bene che, a cavallo delle feste, in un periodo particolare dell'anno è materialmente impossibile licenziare la manovra di bilancio in un mese, che non è un mese, sono diciotto, quindici giorni di attività in Aula e in Commissione.

Ecco perché ci siamo permessi di sollecitare i due mesi di esercizio provvisorio. Tutto questo gran can can che è stato sollevato e che ha visto maggioranza e opposizione congiuntamente in disaccordo con la Giunta, è un fatto che può succedere, io spero che succeda anche altre volte, perché la democrazia non può avvalersi solo dei numeri, ma anche di chi in qualche maniera pensa. La Commissione ieri credo abbia pensato bene di accogliere la proposta che ha avanzato la minoranza per portare l'esercizio provvisorio a due mesi.

Forse ci aspettiamo molto dalla manovra finanziaria, però già con il passaggio che ha fatto l'Assessore con l'ulteriore taglio dell'indebitamento, mi chiedo come verranno date le risposte alle numerosissime sollecitazioni che arrivano dal mondo imprenditoriale, dal mondo agricolo, dal mondo della pesca, dal mondo dell'energia? Come si potranno fornire risposte? Dovremo scaricare tutte le responsabilità sul mancato trasferimento delle risorse dallo Stato? Questo può andare bene una volta, due volte, tre volte, ma non è che tutti i giorni deve essere ripetuta la stessa tiritera! Qualche volta, Assessore, credo che dovrebbe consigliare al presidente Soru di assumersi qualche responsabilità anziché sparare sempre a zero. Qualche volta bisogna avere anche il coraggio di riconoscere che probabilmente certe battaglie andavano condotte, ma andavano condotte in una maniera diversa.

Il non riconoscere l'impegno del Governo italiano ieri in Commissione sui 251 milioni di euro ulteriori è un fatto assolutamente grave, e il Presidente Soru non può venire in Commissione a dirci (in Commissione, Assessore, non in una seduta informale) che si augurava che vincesse le elezioni il centrosinistra. Ha fatto veramente una scoperta, ha scoperto l'uovo di Colombo! Lo deve dire in Commissione il Presidente della Regione Sardegna, lo deve dire pubblicamente proprio quando è stato chiamato dal Presidente della Commissione per riferire sulla questione delle entrate? Il presidente Soru altro non ha avuto da dire, a seguito delle considerazioni che ha espresso il presidente Secci, sulla necessità di ulteriori ragguagli alla Commissione e di ulteriori incontri per… il presidente Soru ha detto testualmente "ve li fate voi"!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, i cinque minuti sono terminati.

DIANA (A.N). Per concludere: è questo l'atteggiamento che non va, e non si può cercare la minoranza, e non si può soprattutto dire fuori dall'Aula, fuori dalle Commissioni, che questa è una minoranza che collabora. Assessore, gliel'ho detto ieri in Commissione, gliel'avevo preannunciato che l'avrei ridetto in Aula: guai a sfidare la minoranza; non è un atteggiamento politicamente corretto, non è un atteggiamento che favorisce i rapporti all'interno di quest'Aula, tra i Gruppi, nella politica, tra i partiti. Guai ai colleghi che continuamente insinuano che c'è una parte della minoranza che collabora: questa è una storia che deve terminare!

I colleghi di una certa parte politica della maggioranza, parlo di quella parte politica che è più direttamente interessata al Presidente Soru, si astengano dal pronunciare certi commenti e si astengano da insinuare certi dubbi, perché questo non è modo di fare politica, perché altrimenti, onorevole Porcu, di dubbi - non dubbi, certezze - possiamo insinuarne nella gente anche noi!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori, colleghi e colleghe, questo Consiglio regionale è chiamato ad affrontare e ad approvare l'esercizio provvisorio e quindi per due mesi questa Giunta regionale sarà costretta a spendere il bilancio in dodicesimi. E' chiaro che questo danneggerà l'economia della Sardegna perché la Regione non potrà spendere a pieno le proprie risorse.

Purtroppo noi siamo alla fine di dicembre e del bilancio di previsione non si vede neanche l'ombra, non è arrivato neanche in Commissione, e questo ci preoccupa molto. Noi infatti temiamo che non bastino neanche questi due mesi di esercizio provvisorio. E tutto questo mentre la Regione Sardegna sta attraversando una crisi gravissima, tutti i settori produttivi sono in difficoltà, ad iniziare dall'agricoltura, dall'industria, dal turismo, dal commercio, dall'artigianato. Non si vede una possibile ripresa di questi settori perché non c'è una politica che ci possa far pensare che ciò avvenga.

Il Governo della Regione, non ha una strategia sulle politiche energetiche, sulla continuità territoriale, sullo sviluppo turistico. Ancora non riusciamo a capire, a parte i vincoli, quale sia la strategia, come si voglia far sviluppare il turismo in Sardegna. E questo mentre da parte della Giunta regionale, in modo particolare del suo Presidente, è in atto una campagna propagandistica a tutto campo che pare orientata più che a produrre risultati, a porre in essere altre azioni demagogiche che penso poco porteranno alla Sardegna.

Credo che il Presidente Soru invece di andare a Roma per farsi fotografare e farsi intervistare dovrebbe andare a Roma per fare ciò che dovrebbe fare un Presidente della Giunta regionale. A Roma, per intenderci, Assessore, si va per portare a casa risultati, non per fare propaganda, perché questo è quello che è successo fino adesso. Noi riconosciamo che effettivamente sono stati sollevati dei problemi, che sono anche giusti, come quello sulle entrate, dove sicuramente ha avuto un ruolo importante l'Assessore, però abbiamo capito che si vuole stravolgere quello che era considerato un obiettivo fondamentale, un obiettivo importante, condivisibile.

Sicuramente la vertenza sulle entrate era una vertenza giusta ma successivamente è stata trasformata. A noi pare che quel rapporto di collaborazione che avrebbe potuto portare a casa dei risultati, da parte del Governo regionale non ci sia stato. Così come riteniamo che sia una campagna demagogica, per non dire dannosa per la Sardegna, quella sulle servitù militari. Anche questo è un problema che va affrontato e sicuramente ha bisogno di una rivisitazione, ma non come lo sta affrontando il Presidente della Giunta regionale. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la battaglia sull'eolico e su altre questioni che riguardano la crescita e lo sviluppo della Sardegna.

OPPI (U.D.C.). Deve invitare i colleghi all'attenzione.

PRESIDENTE. Io invito continuamente; onorevole Sanciu, le dispiace accomodarsi, così evitiamo anche di formare questi capannelli.

OPPI (U.D.C.). Richiamo anche lei a fare il suo lavoro in modo corretto.

LADU (Fortza Paris). Chiedo di recuperare i minuti che ho perso.

Presidente, non si può fare politica per demolire tutto quello che è stato fatto finora, perché noi il nuovo ancora non l'abbiamo visto. Ma questa mattina voglio approfittare della presenza in Aula dell'assessore dei lavori pubblici Mannoni. Assessore Mannoni, io credo che governare non significhi demolire tutto quello che è stato trovato e non significhi neanche portare avanti una politica di ritorsioni. Lei ha tentato, sì, lo dica lei, di "scippare" la comunità montana delle Baronie per motivazioni politiche di un finanziamento soltanto...

PRESIDENTE. La prego di concludere.

LADU (Fortza Paris). Lei praticamente ha tentato di scippare queste risorse destinandole alla Provincia. Dopo un ricorso al TAR che ha dato ragione alla comunità montana lei ha tentato di aggirare l'ostacolo cercando di sottrarne ancora quei fondi pronunciando affermazioni non vere, perché anche quando le procedure per l'appalto erano già avviate lei ha dato disposizione di sospendere l'apertura delle buste e sono arrivati i Carabinieri per mettere ordine a questa vicenda! Lei si dovrebbe vergognare, perché ha ripetutamente tentato...

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, la discussione di oggi nell'esercizio provvisorio, che costituisce una costante negativa nella storia della Sardegna, si è trasformata in un attacco violento al Presidente Soru e alla maggioranza soprattutto da parte degli onorevoli Floris e La Spisa.

Io non voglio difendere posizioni discutibili sulla proposta di esercizio provvisorio per un solo mese o sulla risoluzione concernente le politiche comunitarie che la seconda Commissione di questo Consiglio ha approvato all'unanimità il 10 novembre scorso chiedendo di discuterla in Aula. Se questo fosse stato fatto avremmo avuto non solo una buona discussione sul tema ma forse saremmo intervenuti per tempo sul negoziato di Bruxelles sui fondi comunitari che riguardavano anche la Sardegna.

Aver discusso in Commissione con il Presidente il giorno che è iniziato questo negoziato ed aver approvato, con la sola maggioranza, un documento certo importante, non è il risultato massimo che potevamo tentare di ottenere. E' evidente che si poteva operare meglio e per tempo da parte del Presidente e della Giunta, ma questo secondo me non giustifica, come dicevo prima, l'attacco dell'onorevole La Spisa in particolare sulla vertenza delle entrate con lo Stato. Come si fa a non cogliere il dato nuovo che viene da questa battaglia sulle entrate; infatti tanti ne hanno parlato ma nessuno ha prodotto quei dati e sollevato il problema coinvolgendo tutto il popolo sardo e le sue rappresentanze istituzionali.

Si può discutere sui modi con cui si è mosso il Presidente, ma che una battaglia forte sulle entrate non fosse più rinviabile non ci dovrebbero essere in quest'Aula dubbi. Invece qui si sentono ancora voci, stonate, da parte di chi parla di strumentalizzazione, di propaganda, di cultura dello scontro e per lo scontro con il Governo romano.

Non è giusto descrivere la realtà in questo modo, perché ci sembra che sia un modo per caricaturarla. La verità è che altre Giunte regionali non hanno approfondito bene un argomento così fondamentale e si sono anche illuse che con le discussioni salottiere si potessero risolvere questi problemi. E noi sappiamo che tutto ciò non ha prodotto nessun risultato, assolutamente nulla, insisto su questo. Allora perché non ammettere che quella strada è stata fallimentare? La controversa questione sulle entrate, le altre questioni irrisolte con lo Stato, fino al nuovo Statuto, che sarà la madre di tutte le battaglie, sapevamo che non sarebbero state delle facili passeggiate.

Allora, onorevole La Spisa, perché fare del disfattismo? Perché dire con soddisfazione che non si è ottenuto ancora niente, giustificando le posizioni centraliste antisarde del governo Berlusconi? La vostra posizione non solo non è corretta nei confronti del popolo sardo, è antiunitaria, tipica di un certo ascarismo da popoli autocolonizzati. Questa posizione non vi fa onore. Io credo che noi dobbiamo restare uniti, sempre, su queste questioni, ci sia al Governo di Roma Berlusconi o ci sia Prodi. Per questo non condivido le vostre posizioni ed annuncio sul tema in questione il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per dichiarare la nostra astensione, perché sull'esercizio provvisorio ci risulta che il guinnes negativo dei primati sia stato raggiunto nella passata legislatura, addirittura con quattro mesi di precarietà e improvvisazione. Quindi anche questa Giunta rientra nella routine, nel grigiore, nella umanità. Ha bisogno di questa trasfusione, di questo periodo per che cosa? Perché ha condotto una vita allegra, aspettando l'eredità del nonno stramiliardario.

Queste spettanze, che noi abbiamo rivendicato assieme ai colleghi che sono impegnati forse in discussioni più profonde di quelle che stiamo affrontando, e che hanno coinvolto fisicamente i sardisti, non possono essere un pretesto. Qui c'è una maggioranza che si definisce "bulgara", le presidenze delle commissioni sono assegnate alla maggioranza, le composizioni delle stesse vedono in stragrande maggioranza i consiglieri che appartengono all'area governativa, quindi non ci sono alibi. Non c'è nessuna giustificazione.

Però vorrei, in questi cinque minuti, soffermarmi sulla parte più preoccupante: c'è proprio una strafottenza politica e un'arroganza tecnocratica che vuole, con un disegno lucido e scientifico, mortificare il Consiglio regionale, indebolire ulteriormente i partiti e fare arretrare la democrazia. Perché, come in quel panettoncino farcito col feto dei pulcini e altri inquinanti che attentano alla salute intestinale, qui c'è in gioco la democrazia! Le norme intruse che ho paragonato a questi feti di pulcino, stanno aleggiando minacciose ancora una volta, perché la strafottenza politica di chi non accetta la concertazione, di chi è abituato ad avere una cultura diversa della democrazia, fa sì che ci imponga in un modo violento ciò che non è stato possibile esaminare, esitare nelle commissioni.

Prendiamo una legge certamente importante che doveva porre ordine nel settore cinematografico; ma, dico ai colleghi: ma è davvero una delle leggi indispensabili e di straordinaria importanza per l'asfittica situazione economica in cui versa la Sardegna? Questo è sintomatico di un modo di vivere la politica per indebolire, ripeto, ulteriormente i partiti. Noi abbiamo conosciuto i periodi bui della storia, purtroppo. Sembra che le condizioni storiche siano cambiate ma la cultura tecnocratica, arrogante, prevaricatrice è sempre dietro l'angolo. Questo lo voglio ribadire ai colleghi consiglieri, per la loro dignità, per la loro incolumità.

Allora mettiamo 159 collegati nella finanziaria, ci troviamo una volta all'anno, decide tutto la finanziaria, non si lavora in commissione, si indebolisce il Consiglio, lo si mortifica: questo è l'aspetto politico devastante! Perché qui abbiamo di fronte una maggioranza "bulgara" che potrebbe fare ciò che vuole, ha i numeri per farlo! Ma allora le implosioni, l'amarezza, la sofferenza che ogni tanto viene fuori, bè, questi sono gli anticorpi democratici che devono autorizzarci a vigilare, ad impedire che venga mortificato questo Consiglio regionale, ed attenderemo con pazienza di conoscere i particolari della finanziaria, ma ciò che ci preannuncia la stampa è veramente allarmante.

Quindi noi esprimiamo un giudizio fortemente negativo e preoccupato per ciò che arriverà in quest'Aula, perché qui non si parla di giuste cause, lo Stato, ormai si sa, ha questa cultura truffaldina, morosa, ci ha abituato a promettere e a non mantenere! Lo si sapeva! Non è un elemento che può giustificare il ricorso all'esercizio provvisorio, era scontato! Non ci si poteva, anche per l'esperienza, la professionalità di alcuni componenti questa Giunta, attendere dallo Stato il dovuto.

Concludo dicendo, presidente Spissu: noi sardisti urliamo da più di un anno affinché questa Regione si doti di un ufficio che sia in grado di quantificare fino all'ultimo euro ciò che spetta alla Regione. Abbiamo presentato anche una proposta di legge, speriamo che venga accolta e che sui grandi argomenti si marci assieme. Ma ripeto, attenzione, vigileremo sulla tutela e sulla salvaguardia della democrazia!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, svolgerò il mio intervento in cinque parti, visto che promuoverò dichiarazioni di voto su tutto l'articolato, non essendo stato possibile intervenire in sede di discussione generale. Inizio ringraziandola per le simpatiche caricature dei consiglieri regionali di quest'Aula che ci ha voluto omaggiare.

Lo dico perché vorrei suggerire all'autore di rappresentare questo Consiglio nel modo più reale possibile, così come si appalesa dal dibattito sull'esercizio provvisorio per esempio con il Presidente che tiene al guinzaglio i dodici assessori, a cui aggiungerei anche il Presidente del Consiglio. Così come vestirei una parte dei componenti di questo Consiglio, esattamente quelli della maggioranza, con l'abitino dei camerieri, quello che Soru voleva togliere ai sardi! Ricordate la questione dei panini sardi? "Non siamo tutti camerieri" diceva. Effettivamente c'è riuscito, ha vestito da camerieri i consiglieri regionali della maggioranza! E lo dico perché sono profondamente offeso dal comportamento che i colleghi stanno tenendo e stanno consentendo che sia tenuto in quest'Aula dopo la bella giornata di ieri, di condivisione di obiettivi e di intenti. Soprattutto il silenzio della maggioranza è molto imbarazzante; soltanto un consigliere è intervenuto finora in sede di dichiarazione di voto per quanto riguarda la maggioranza, ed è intervenuto il consigliere Pisu, che vede sempre un film diverso da quello che si gira realmente in quest'Aula.

Perciò è molto imbarazzante, così come è imbarazzante, Assessore, discutere dell'esercizio provvisorio; avrei preferito sicuramente non partecipare alla discussione sulla presentazione per l'ennesima volta dell'ennesimo disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio. Questo lo dico per me, prima di tutto, lo dico per lei e lo dico per i sardi che per l'ennesima volta si trovano a doverlo subire. E' stato anche detto dal collega Atzeri che il record è detenuto dalla Giunta della scorsa legislatura. Veda, collega Atzeri, questo può essere vero in termini di mesi, ma le Giunte non presentarono mai, se non una volta, l'esercizio provvisorio poco prima di Natale, e quantomeno era stato presentato il disegno di legge finanziaria, che noi oggi non abbiamo ancora il piacere di conoscere! E' vero, invece, che si arrivò a tanti mesi di esercizio provvisorio grazie all'ostruzionismo esasperato ed esasperante della minoranza di allora che utilizzava molto meglio di noi le pieghe del Regolamento per protrarre il più possibile i tempi, non tenendo in considerazione i danni che stava producendo.

Io ricordo quanto lei, Assessore, disse nel corso della discussione sulla precedente finanziaria, quando si alzò e mi rispose, rispose all'Aula nei seguenti termini: "Io mi dimetterò" - sono le sue parole - "lo dico come parola d'onore, se non presenterò e non rispetterò i tempi sulla finanziaria". Ma si riferiva anche al DPEF. Entrambi sono stati presentati con notevolissimo ritardo. Io la richiamo semplicemente al rispetto delle sue parole, della parola d'onore che lei ha speso in quest'Aula.

E a poco serve - è davvero un mezzuccio che avrei preferito non ascoltare - richiamare e giustificare questi ritardi con la pantomima delle entrate, con questo teatro che è stato montato ad arte con un'abile politica di marketing dal Presidente della Giunta ed è anche sconcertante che la giustificazione sia quella di aver atteso una eventuale soluzione della vertenza sulle risorse che lo Stato deve a questo Consiglio. Vedo che finisce il tempo, rimando all'intervento successivo.

Per la prima volta in tanti anni il mio voto sarà sicuramente contrario all'esercizio provvisorio e cercherò di usare tutti i mezzi possibili perché l'agonia di questa legislatura possa finire quanto prima.

SECCI (La Margherita-D.L.). Se succederà saranno problemi tuoi.

CAPELLI (U.D.C.). Saranno problemi tuoi.

SECCI (La Margherita-D.L.). Tuoi, io sono di lungo corso.

(Interruzione del consigliere Oppi)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Onorevole Cappai, su che cosa intende intervenire?

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, sull'ordine dei lavori. Ripetutamente mi sono avvicinato alla Presidenza per vedere l'ordine dei colleghi che chiedono di intervenire. Per due volte non ho detto niente, però poco fa ho avuto modo di esprimere...

PRESIDENTE. Stiamo cercando di alternare interventi della maggioranza con interventi dell'opposizione.

CAPPAI (U.D.C.). L'onorevole Porcu non era iscritto a parlare. Se vuole rispettare questa logica, l'iscritto a parlare del centrosinistra era l'onorevole Marrocu. Quindi lei è pregato di seguire...

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai. Stiamo alternando interventi della maggioranza con interventi dell'opposizione, lasciando in fondo i Capigruppo, se ci riusciamo.

(Interruzione del consigliere Oppi)

Non so di chi stia parlando, onorevole Oppi. Prego onorevole Porcu. Si accomodi, onorevole Cappai, poi le do la parola.

Prego, onorevole Porcu.

PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, sorprende un po' la tensione che sembra esserci stamattina in quest'Aula, forse il clima natalizio non è ancora arrivato a ispirarci una maggiore serenità nelle nostre considerazioni; forse la fine dell'anno che si avvicina ci porta in qualche modo ad arricchire questo dibattito di considerazioni che poco hanno a che fare con il merito di un provvedimento di natura squisitamente tecnica. Per cui io riporterei la mia espressione di voto, che è favorevole al passaggio all'esame degli articoli, al merito tecnico.

Noi possiamo disquisire sui ritardi, sui responsabili dei ritardi, sulle opportunità di attendere per la presentazione della finanziaria la soluzione o una diversa soluzione della partita con lo Stato, ognuno si può assumere la sua responsabilità. La maggioranza evidentemente ha operato delle scelte, credo che nessuno di noi provi particolare piacere nell'arrivare all'esercizio provvisorio, ma sono state effettuate delle scelte di cui evidentemente ci si assume la responsabilità, non solo di fronte a quest'Aula ma di fronte ai cittadini, e queste sono valutazioni che tutti noi abbiamo modo di fare.

Io credo che però alcune delle affermazioni espresse in quest'Aula meritino una breve riflessione: sinceramente mi dispiace sentire un collega, in alcune circostanze moderato come l'onorevole Atzeri, tornare e ritornare su questo tema dei partiti, della tecnocrazia, tornare in ogni circostanza anche parlando di documenti che ancora non sono arrivati in Aula, di documenti futuri, discutere su collegati e su notizie apprese dai giornali, che diventano vere solo perché apparse sui giornali. Dispiace anche quando un collega così autorevole definisce "anticorpi della democrazia" l'uso di uno strumento spregevole, che credo costituisca un vero attentato alla democrazia, come il voto a scrutinio segreto, che è un autentico malcostume politico di cui spero presto ci si possa dimenticare.

Noi siamo stati presentatori, come Gruppo Progetto Sardegna nella Giunta per il Regolamento, di un emendamento che poi non è stato approvato dalla stessa Giunta, sull'abolizione del voto segreto, perché crediamo che democrazia voglia dire emersione di un confronto, un confronto a viso aperto dove ognuno si assume la responsabilità delle proprie posizioni, dove un voto unanime favorevole in commissione significa un'adesione del commissario e del Gruppo a quel progetto di legge, dove la discussione e i contrasti possano emergere in Aula e possano emergere apertamente, anche quando emergono in maniera critica. Quindi sentire oggi parlare di voto segreto come anticorpo della democrazia, credo che sia la maggiore contraddizione per chi pretende di parlare di democrazia o di tecnocrazia e delle necessità di difenderci dagli attentati alla democrazia.

Credo che l'onorevole Atzeri dovrebbe ritornare sulle sue parole perché con quelle parole avalla un malcostume che non ha giustificazioni. Non esiste malessere che possa giustificare l'uso del voto segreto. I malesseri si discutono e si dibattono con un confronto aperto e civile e non col voto segreto. Quindi io spero che l'onorevole Atzeri, come i colleghi in Aula, possa tornare ad un dibattito più pacato, e mi scuso se su questi argomenti si può ancora provare passione politica e non solo demagogia da quattro soldi.

Tornando invece al merito del provvedimento, credo che questa maggioranza si stia mettendo a regime, non ci si mette a regime nell'arco di un solo anno di esercizio. L'anno scorso siamo arrivati a quattro mesi di esercizio provvisorio, io credo che quest'anno siamo nelle condizioni, responsabilmente, tutti, maggioranza e minoranza, di dare delle risposte prima alla Sardegna, come abbiamo dimostrato in molte circostanze tutti quanti, maggioranza e minoranza, di voler fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Da un po' di tempo ripeto che per quattro mesi non ho parlato in quest'Aula e ho subito e sopportato. Sono uno che rispetta gli altri però ama anche essere rispettato, e siccome mi sono iscritto prima dell'onorevole Porcu e dell'onorevole Pisu pur rispettando la scelta del Presidente (che mi ha detto che dà un colpo al martello e un colpo all'incudine e quindi fa parlare un consigliere della maggioranza ed uno dell'opposizione) quando è il mio turno preferisco parlare.

Prima di me, è vero, c'era l'onorevole Marrocu, ma è Capogruppo e il Presidente ha detto che i Capigruppo parleranno dopo. Anche Porcu è capogruppo però ha parlato prima, e ci voleva anche impartire una lezione di democrazia, Presidente. Ho avuto modo in altre occasioni di dire che l'unico che la...

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, svolga il suo intervento, lei non era più iscritto, non so per quale motivo, forse ha toccato la scheda, ma non era più iscritto.

CAPPAI (U.D.C.). Allora sarebbe opportuno non pagare le fatture all'impresa che controlla questo impianto. Perché sistematicamente, quando volete, salta anche l'impianto. E' già successo per un'altra votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Svolga il suo intervento.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Il tempo naturalmente lo recupererò.

Io voterò contro questo progetto di esercizio provvisorio, Assessore, perché ieri in un dibattito tra me e l'onorevole Uras ho potuto scoprire che, all'articolo 35 della legge di contabilità, l'esercizio provvisorio può essere concesso in questa Regione in dodicesimi della spesa prevista da ciascun capitolo del disegno di legge del bilancio per quanti sono i mesi dell'esercizio provvisorio, ovvero nei limiti della maggior spesa necessaria. Allora dico: se non c'è il disegno di legge finanziaria, se non c'è disegno di legge di bilancio, su che cosa stiamo andando a deliberare? Perché è vero che l'autorizzazione all'esercizio provvisorio può riguardare la spesa in dodicesimi sul bilancio approvato nell'ultimo esercizio finanziario, però stranamente la legge 11 lo prevede ciò solo per gli enti strumentali della Regione e non per la Regione. Quindi io penso che ci sia anche una illegittimità di fondo in questo caso.

Può darsi che io abbia interpretato male, Assessore, sono un semplice ragioniere, peraltro non ero neanche bravo (ogni tanto mi aiutava il sindaco di Selegas, Pisano, che mi faceva un po' di ripetizioni), però lei ha detto che avete ridotto, non mi ricordo a quanto, il debito. Spiegatemi come l'avete ridotto, perché non avete fatto variazioni, non avete fatto trasformazioni, spiegateci come l'avete ridotto. O si è spiegato male lei oppure ho capito male io.

Il mio voto sarà contrario anche per un altro motivo, perché veda, qualcuno che oggi siede nei banchi della Giunta, e mi riferisco all'amico Sanna, innalzava le barricate, ci faceva passare notti insonni pur di non far approvare i provvedimenti, quei provvedimenti che comunque venissero presentati in tempo quasi reale. Stavolta il provvedimento è stato presentato a seguito di un'azione di forza, passatemi il termine, del Presidente Floris, che dice: "Di fronte all'inerzia di questa Giunta, lo presento io". Tant'è vero che, in quel momento, il Presidente che presiede adesso l'Assemblea ha dichiarato "lo stanno protocollando", quindi significa che non esisteva ancora agli atti.

Voterò contro anche per un altro motivo, perché da consigliere non riesco più ad avere notizie e sono costretto sempre ad apprenderle dalla stampa. Mi dispiace per la professoressa Cerina che ha studiato tanto la legge sul cinema, però ho letto oggi sulla stampa che la volete riproporre in legge finanziaria. Sappiate già da adesso che quella è una norma intrusa, quindi se doveste fare una cosa del genere, innalzeremo le barricate, vi costringeremo anche noi a restare fino a tarda notte.

Il presidente Soru ieri circolava nei corridoi di questo Consiglio ed era offeso perché la Commissione non aveva accettato la proposta della Giunta di autorizzare un solo mese di esercizio provvisorio. Presidente, la invito a regalare al presidente Soru una copia del Regolamento del Consiglio, così capirà che è semplicemente in base al Regolamento…

PRESIDENTE. Concluda prego.

CAPPAI (U.D.C.).... se non c'è accordo tra le parti politiche in un mese non si esaurisce l'esercizio provvisorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, chi può mortificare questa Assemblea, si chiedeva il collega Atzeri, chi può offenderla? Forse la risposta si trova in qualche intervento di qualche collega ancora una volta un po' fuori posto durante questi lavori, offensivo nei confronti dei colleghi e della Giunta. Quella impostazione mortifica questa Assemblea. Chi può difendere il prestigio e l'autorevolezza di questa Assemblea? Solo chi è qui seduto, gli ottantacinque consiglieri regionali con il loro impegno, il loro lavoro, la loro serietà e anche il loro equilibrio nello svolgere la funzione alla quale sono stati delegati dai cittadini, non altro.

Si è detto: "C'è stata ieri una rottura, la Giunta in minoranza..." ma cosa è successo? Sappiamo tutti che non è successo nulla. La Giunta ha proposto un mese di esercizio provvisorio per inviare un segnale politico che costituisse un auspicio per una chiusura rapida perché non sono i tempi che consentono di istruire bene o male un provvedimento; in tempi lunghi si può istruire male qualsiasi proposta di legge, qualsiasi disegno di legge. Si può fare bene anche in tempi brevi.

Noi abbiamo ritenuto che comunque l'obiettivo di chiudere rapidamente e possibilmente evitare il secondo mese di esercizio provvisorio potesse essere condiviso; però nulla vieta di approvarlo entro il primo mese anche autorizzando due mesi di esercizio provvisorio. Nulla lo impedisce. Se finissimo prima del 31 gennaio si eviterebbe il secondo mese di esercizio provvisorio. Ma quale scontro con la Giunta? E' bastato che questa maggioranza cadesse e perdesse quella coesione, quella compattezza che l'ha caratterizzata in diciotto mesi di attività perché si parlasse di scontro. In realtà abbiamo attraversato diciotto mesi anche difficili, spesso per i non facili rapporti tra l'Esecutivo, il Presidente e la sua maggioranza, dovuti anche alle conseguenze della nuova legge elettorale. Però nonostante queste difficoltà questa maggioranza in diciotto mesi ha mantenuto la sua compattezza. E' caduta su una legge che peraltro non era della Giunta, era del Consiglio ed è caduta una sola volta dopo diciotto mesi.

Se il ritmo di cadute di questa maggioranza si manterrà uguale a quello sino ad oggi registrato, cadrà un'altra volta in cinque anni. Niente a che vedere, quindi, con la situazione delle Giunte precedenti, che di segnali come questi ne accusavano cento volte al giorno. Floris è caduto per mano (detto da voi) della vostra maggioranza, manovrata dal vostro leader Pili; Pili poi è caduto per mano di fuoco amico e poi ha governato, nella Giunta in cui c'era Capelli, uno senza maggioranza come Masala. Oggi è bastato che la maggioranza cadesse in una circostanza per ridare fiato all'opposizione e venire in Aula con questi atteggiamenti.

A me dispiace molto l'intervento del collega La Spisa che sull'argomento delle entrate ha detto: "Non avete ottenuto nulla", anziché: "Non abbiamo ottenuto nulla". Invece di levare la protesta verso il Governo e verso quei Ministri che erano venuti in Sardegna a dire: "Rispetteremo gli impegni con i sardi" e poi non li hanno rispettati, ha detto: "Non avete ottenuto nulla", tirandosi fuori da questa vertenza. Ciò conferma un dubbio; che la vostra partecipazione a quella vertenza era dovuta solo al consenso che essa riscuoteva nei sardi, perché ritenevate che non ci si potesse allontanare rispetto al sentire comune dei sardi. Ma la speranza, o forse anche il suggerimento dato al Governo, era che la vertenza non ottenesse risultati, perché il risultato dei sardi sarebbe stato un risultato di Soru. Noi sapevamo che probabilmente anche gli impegni assunti dal Governo di allora li avrebbe pagati il Governo di centrosinistra, ma come ho detto più volte non mi interessa chi paga, mi interessa chi incassa, cioè la Sardegna e il popolo sardo.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

MARROCU (D.S.). Do invece merito all'assessore Pigliaru di avere con grande serietà, con grande professionalità, con grande discrezione, fatto uno studio che ci ha consentito di aprire una vertenza, grazie anche al cocktail che si è realizzato col Presidente che su questa vertenza ha riposto tenacia e autorevolezza. Dispiace che abbiate aspettato il no del Governo per tirarvi fuori e dire: "Non avete ottenuto nulla" anziché: "Non abbiamo ottenuto nulla".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, io credo che nessuno sia più ridicolo dei papisti: ci sono più papisti del papa, più realisti del re, più presidenzialisti del presidente. Come si fa, colleghi, a voler difendere un provvedimento come questo, un'autorizzazione all'esercizio provvisorio, presentata in quest'Aula e difesa adesso con i vostri interventi, dopo l'illustrazione, l'unica illustrazione che è arrivata dalla Giunta e dalla maggioranza nel mezzo di questo dibattito, di un Assessore che con grande pudore ha affermato: "Io ho il dovere di rappresentare qui la giustificazione dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio".

Ma le ascoltate le parole? Le sapete pesare? L'Assessore ha detto che aveva e ha il dovere di giustificare, di rappresentare anzi una giustificazione alla richiesta di esercizio provvisorio. Ma insomma, noi possiamo accettare di condividere tutte le battaglie, collega Marrocu, e le condividiamo, le abbiamo condivise e le condividiamo ancora le battaglie condotte e nell'interesse davvero di tutta la Sardegna, ma dobbiamo tacere che questa condivisione viene utilizzata male da questa Giunta e da questo Presidente? Dobbiamo tacere su questo fatto? Dobbiamo essere conniventi con un uso insensato di un consenso che tutte le forze politiche, tutte le istituzioni, tutte le forze sociali, della Sardegna insieme con l'opinione pubblica hanno espresso in questi mesi sulla vertenza delle entrate?

Noi possiamo cioè ancora pensare di sperperare un patrimonio di consenso su un obiettivo nobile a cui teniamo ancora, ma non possiamo esimerci dal segnalare essere fallimentare in questo momento. E' fallimentare come è fallimentare purtroppo in questi mesi l'azione di governo; non si può continuare a sperare di coprire con una cosiddetta stabilità, compattezza della maggioranza, l'inefficienza di un Governo regionale di sinistra che riesce ad abbassare la soglia minima di consumo delle tariffe dell'acqua. Un governo di sinistra che non riesce a chiudere una trattativa sul prezzo del latte; un governo di sinistra che annuncia riforme e non crea l'accordo, il consenso nelle sue forze di maggioranza per portarle ed approvarle in Consiglio regionale; che centra tutto sulla cultura e sulla conoscenza e poi non riesce a farsi approvare una legge sul cinema e si fa rinviare una legge sullo spettacolo.

Possiamo ancora sperare di coprire le inefficienze di un Governo che dichiara guerra a tutti, all'Esercito, alla Marina Militare americana, e poi non riesce a concordare una soluzione che prevede un serio risarcimento per le popolazioni e per i territori su cui quella presenza militare americana c'è stata e c'è ancora? Possiamo ancora coprire l'inefficienza di chi minaccia di pignorare i beni dello Stato, di ricorrere alla Corte Costituzionale, all'Alta Corte Europea, su tutto, su qualunque cosa, coprendo di ridicolo la Sardegna sempre di più.

Ci viene impossibile sostenere fino in fondo una battaglia anche in sede romana, se ministri, parlamentari, non fanno altro che dirci: "Ma come facciamo a dare qualcosa alla Sardegna se non c'è un minimo di serietà e di lealtà in un confronto istituzionale su questi temi, come possiamo difendere un popolo e le istituzioni e tutto l'interesse della Sardegna in questo clima?"

Questo è il motivo per cui, per responsabilità, ci asteniamo su questo esercizio provvisorio, perché non possiamo impedire di pagare gli stipendi o di trasferire i fondi ai comuni, ma non possiamo non segnalare veramente l'inefficienza e il palese fallimento della politica finanziaria, economica e sociale di questa Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, io non ho la memoria storica che molti colleghi che sono intervenuti prima di me hanno potuto dimostrare sul problema dell'esercizio provvisorio, facendo riferimenti anche al passato. E mentre l'onorevole Porcu si meravigliava del fatto che si arrivasse anche alla votazione a scrutinio segreto, come se fosse un'onta nei confronti della democrazia, un collega che vanta una buona memoria storica mi ha ricordato che nella passata legislatura l'opposizione di allora era ricorsa a questo esercizio fisico almeno centoquaranta volte. Quindi non penso che sia una novità per quest'Aula sentir chiedere di procedere alla votazione a scrutinio segreto.

Mi sembra, forse per la mia inesperienza dei lavori di quest'Aula, e forse sono tra i pochi che ha questa inesperienza, che questa maggioranza, questa Giunta voglia quasi narcotizzare l'intero Consiglio (logicamente con la connivenza della maggioranza) e far passare sotto silenzio alcune situazioni la cui soluzione è ormai improcrastinabile. C'è voluto l'intervento di uno che di memoria storica ne ha - appunto l'onorevole Floris - perché si arrivasse alla richiesta di questo esercizio provvisorio.

E l'esercizio provvisorio non è qualcosa che si possa mettere in "non cale"; l'esercizio provvisorio sta a significare, come dicevano gli esperti, (io non lo sono) che si spende in dodicesimi, e se si spende in dodicesimi non si può neanche programmare, e se non si può programmare io sono convinto che la Giunta non potrà dare, a tutte quelle richieste di aiuto da parte dei sardi che vivono una condizione piuttosto particolare, le risposte concrete che gli stessi si aspettavano. Mi riferisco al mondo dell'agricoltura e della pastorizia; sono convinto che questi aspetti dovrebbero essere messi in risalto e che la Giunta dovrebbe lavorare di più.

Tra l'altro, se l'Esecutivo prendesse in esame quanto è stato affermato dal presidente Floris nel suo intervento, potrebbe essere occasione di grande riflessione, perché è stato un intervento che ha passato in rassegna quasi tutte le inefficienze e la mancanza di risposte che il popolo sardo si aspetta da questo Consiglio. L'Assessore promette (perché per il momento sono solo promesse) che il deficit verrà ridotto da 1250 milioni a 250 milioni. Io sono convinto però che questo intervento, per non far soffrire maggiormente i sardi, possa essere "spalmato" nel tempo. Anche questa è una scelta, è una scelta anche di intelligenza amministrativa e credo che, se si rifletterà bene su come intervenire, l'operazione potrebbe essere quasi indolore per i sardi.

Si è parlato della compattezza della maggioranza nei primi diciotto mesi; certo, è così in tutti i Consigli, anche quello del paese più piccolo: dove c'è una nuova maggioranza e la maggior parte dei consiglieri di maggioranza inesperti, il primo periodo passa liscio nel rispetto anche delle indicazioni del Presidente presidenzialista; ma una volta che, dopo diciotto mesi, è trascorso il tempo di tirocinio necessario per poter capire dove ci troviamo, che cosa dobbiamo fare, quali sono gli argomenti che dobbiamo trattare, dopo diciotto mesi cominciamo a venir fuori le questioni più dolorose. Perché? Perché i consiglieri iniziano a capire il meccanismo d'azione del Consiglio; se c'è questo malessere in seno alla maggioranza è perché all'interno della stessa ci sono consiglieri che hanno acquisito contezza delle loro capacità. E si faranno sentire proprio quando la Giudta chiederà loro quasi di abbassare il capo e di votare alla cieca, senza sapere cosa stanno votando.

Sono convinto, caro collega Marrocu, che vi dovrete preparare più di una volta alle "cadute" in Aula. La legge sul cinema, forse interessa poco ai sardi, perché riguardava impegni che avevate assunto con una piccolissima parte dei sardi. Sapevano ormai quei pochi che avrebbero dovuto prendere i soldi, non era una questione che poteva riservare uno sviluppo economico, sociale e culturale...

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Per la verità non mi scandalizzano i toni vivaci e polemici su un provvedimento come quello in esame. Chi, come diceva l'onorevole Moro, ha memoria storica, ricorderà le battaglie condotte dall'allora onorevole Luigi Cogodi anche quando esisteva un'intesa grosso modo bipartisan.

Questo dibattito è stato introdotto da un autorevole quanto pacato intervento dell'onorevole Mario Floris, sul quale si può anche dissentire, ma è indubbio che ha portato all'attenzione del Consiglio alcuni argomenti che io non mi sento di sottovalutare. Così come non sottovaluto lo stesso intervento dell'onorevole La Spisa, pronunciato nel corso della discussione generale, e quello dello stesso onorevole Nello Cappai, che poneva un problema tecnico richiamando giustamente la legge di contabilità. Ritengo che, tutto sommato, questa possa essere l'occasione per una seria riflessione, soprattutto se il del dibattito si manterrà su un livello adeguato permettendo a ciascuno, pur permanendo nella propria posizione, di offrire un serio contributo.

E chi appunto, come me, è alla terza legislatura, ricorda che il ritardo nella presentazione della manovra di bilancio non è problema ascrivibile solo a questa Giunta, non è problema ascrivibile solo all'attuale maggioranza, è un problema di oggi come lo era di ieri, un problema quasi endemico nella storia almeno di questi ultimi quindici anni della Sardegna. Semmai ci si deve interrogare sulle cause, perché io credo nella buonafede dell'assessore Pigliaru e di quanti ritenevano che oggi potessimo certamente far rientrare nel bilancio anche le risorse che lo Stato deve alla nostra Regione, ma detto questo forse bisogna che tutti ci interroghiamo sul perché ormai da decenni si accumula, anno dopo anno, un ritardo nella presentazione della manovra. E questo è avvenuto sia con Giunte di centrosinistra, sia con Giunte di centrodestra, indipendentemente quindi dal colore politico e dalla capacità o meno dell'Assessore del bilancio di turno.

Anche questa quindi non è una questione sollevata da questa Giunta o posta per la prima volta da questa Giunta, è un problema che esiste da sempre. Ricordo che si è arrivati anche al mese di aprile in esercizio provvisorio; ricordo che dopo appunto che era stata approvata una legge di autorizzazione per due mesi, si è dovuti ricorrere ad una seconda approvazione per prolungare l'esercizio provvisorio di un altro mese.

Ecco allora che, ripeto, il mio invito, nel preannunciare il voto favorevole, è quello ad una riflessione comune su come superare queste fasi di stallo che creano certamente, come ha detto l'Assessore, costi alla Regione. Però, almeno sotto questo aspetto, possiamo dire: chi è senza peccato scagli la prima pietra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per la verità, quando mi sono rimesso alla relazione scritta, non pensavo ad un dibattito su questo argomento di questa dimensione e di questo tenore; anche se capisco non apprezzo che i titoli sui giornali qualche volta condizionino le emozioni. Preferisco però associarmi alle considerazioni che ha espresso l'Assessore sia in Commissione sia in Consiglio e dire che anch'io provo disagio. Perché non confessarlo? Avrei preferito che non avessimo avuto il bisogno di fare ricorso all'esercizio provvisorio per quest'anno. Tecnicamente tra l'altro c'era anche la possibilità, considerato che il documento di programmazione economica e finanziaria è stato approvato abbastanza per tempo.

Però, detto questo, non ho dubbi nell'affermare che se c'è un anno, a mia memoria, nel quale si giustifichi l'esercizio provvisorio, quell'anno è proprio questo. E cercherò di spiegare il mio punto di vista, di giustificare ciò che sto dicendo, e di esprimere anche qualche giudizio su ciò che è stato detto, perché sono state pronunciate affermazioni non veritiere, forzando anche situazioni e quant'altro.

La vertenza sulle entrate che nasce, come ha detto l'Assessore, ad aprile e che non si conclude - purtroppo - ancora, è elemento da solo abbondantemente sufficiente per far decidere alla Giunta quello che ha deciso, e cioè attendere un pronunciamento definitivo dello Stato. Si trattava in sostanza di sapere se sui nostri diritti c'era l'attenzione che veniva propagandata oppure no. Allora io, rispetto a questo, preferisco concentrarmi, cari amici e colleghi dell'opposizione, su chi ha la responsabilità vera di averci portato a questo punto, e chi ha la responsabilità vera di averci portato a questo punto non è né il Presidente Soru né l'assessore Pigliaru. E' il governo Berlusconi.

(Interruzioni dai banchi del centrodestra)

SECCI (La Margherita-D.L.). Non crederà, onorevole Contu, di spaventarmi perché mi fa...

(Interruzioni)

SECCI (La Margherita-D.L.). Sì, La presa d'atto, e la presa d'atto - se vuole onorevole Contu, onorevole Pili e quanti altri hanno emesso l'ululato nei miei confronti - è anche la presa d'atto del comportamento del Ministro dell'Interno che ha promesso a voi, a voi che con noi sostenevate la battaglia giusta delle entrate...

(Interruzioni)

SECCI (La Margherita-D.L.). Ha promesso a voi che sarebbe riuscito ad ottenere per la Sardegna quello che alla Sardegna è dovuto.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Contu! Ma dove siamo?

SECCI (La Margherita-D.L.). Ed allora, caro onorevole Rassu, caro amico mio, si prenda e si assuma, lei e la sua parte politica, le responsabilità che le spettano. E perché non ricordare, l'hanno fatto tanti colleghi brillantemente, che l'esercizio provvisorio reiterato nel passato era dovuto non al fatto che ci fossero condizioni oggettive di difficoltà, ma al fatto che la maggioranza di allora non riusciva a mettersi d'accordo?

Riportiamo quindi i ragionamenti nei limiti della serietà e della concretezza. Onorevole Capelli, non esprima giudizi che non siano degni, perché nel giudizio che lei espresso su di altri rientra anche lei. Io mi sento orgoglioso di appartenere a questo Consiglio regionale, mi sento orgoglioso di rappresentare una parte piccolissima della Sardegna che mi ha eletto e non devo trovare giustificazioni da parte di nessuno per riconoscere i miei diritti e i miei meriti, non mi devono riconoscere altri la funzione! Il Consiglio regionale la funzione - come diceva giustamente il collega Marrocu - se la riconosce da sé, lavorando seriamente, approvando leggi serie, approvando leggi che operino a favore dei sardi e perdendo meno tempo di quanto oggi purtroppo stiamo perdendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io mi meraviglio soprattutto di quanto sostenuto in quest'ultimo intervento, a proposito della maggioranza che non si metteva d'accordo. In realtà le vostre richieste provenivano da due sponde, quella di una parte dell'opposizione e quella dell'onorevole Cogodi; richieste che ci facevano perdere nottate intere in defatiganti riunioni per altro improduttive: bisticciavate anche tra voi! Voi cercavate connivenze nella maggioranza per tentare di "allungare il brodo". Questa è la verità, il resto è soltanto fervida fantasia.

"Autorevolezza del Consiglio" ha detto il collega Marrocu; certo se ci fosse, ma non ho mai notato rigurgiti di orgoglio. Quando si dicono stupidaggini bisogna avere il coraggio di reagire. Persino ieri in Commissione ci si era preoccupati di chiedere o di accettare la proposta dei due mesi di esercizio provvisorio sapendo che tanto un mese è già passato e che quindi non vi erano i tempi tecnici per approvarlo prima.

Vertenza entrate: io non sono tra coloro che hanno condotto le grandi crociate, sapevo benissimo qual era la situazione, speravo che ci fosse una convergenza di risorse finanziarie, non quelle auspicate da taluni, ma quelle che potevano consentirci di approvare una finanziaria nel migliore dei modi. Però è sbagliato il metodo, il vostro approccio è sbagliato. Dell'esercizio provvisorio, per esempio, se ne poteva parlare prima. Se ci fosse stato un confronto avremmo potuto concordare di arrivare a questo momento soltanto dopo esserci incontrati. Ma se fate tutto da soli perché poi volete scaricare le responsabilità su di noi?

Esercizio provvisorio: caro onorevole Porcu, l'esercizio provvisorio non è un fatto tecnico, è una scelta politica di fondo, tanto per essere chiari. Se non si comprende questo evidentemente non si comprende niente. Nel 1998, tanto per essere chiari, fu Prodi a dire che la situazione nazionale era difficile e che pertanto doveva rispondere categoricamente "no" alla richiesta e alle pressioni per quanto riguardava l'IVA. Vi abbiamo fatto vedere i documenti, Pili li ha portati, e questi documenti, se volete, ve li consegnamo in fotocopia, visto che voi non ci informate, non ci inviate documenti, etc., ve li consegniamo a vostra futura memoria.

Io prima l'ho interrotta, Assessore. Ha detto "sotto controllo l'indebitamento; va valutato quando avremo le carte". Certo, con i tagli, se si caccia via la gente dai posti di lavoro, si riducono di cento le unità, non si tiene conto di niente, si può ridurre tutto. Ma ne riparleremo nel momento opportuno.

La maggioranza poi non si mette d'accordo; la "verità vera" è che non vi abbiamo mai organizzato una crociata perché c'era una sempre una differenziazione di tre voti o era spaccato il Gruppo di Rifondazione che votava "no" in Aula. Voi avete fatto di questo un motivo di scontro. Il fatto che una legge non sia passata non ci interessa, è un fatto che riguarda voi e credo che la mia parte politica non abbia certamente esaltato questo atteggiamento. Però quello che non riesco a capire e quello che ci irrita un po' è l'arroganza, l'incapacità.

Per esempio: leggi di riforma entro il 15 dicembre: niente! Si parla di quattro mesi per varare il piano sanitario; passa un anno e mezzo, ne passeranno due, dopodiché cosa si fa? Si dice: "Io lo faccio con i collegati". Presidente, siccome vige una nuova normativa, se vorranno fare pagliacciate scaricheremo su di lei l'onere di impedirglielo. Perché quando non si presenta neanche una legge non si possono poi cercare scorciatoie.

Vogliamo parlare di razionalizzazione della rete ospedaliera, per esempio? Non possiamo concedere una delega in bianco perché si siglino accordi con i privati. C'è un protocollo con Don Verzè per duecento posti? Vogliamo essere informati. C'è confusione per quanto riguarda queste cose, non c'è stato, da parte vostra, un rigurgito di orgoglio che vi abbia portato a dire che queste cose non si potevano fare. E mi dispiace perché ieri vi abbiamo fatto approvare una legge all'unanimità e così è accaduto anche altre volte.

Quindi, caro onorevole Porcu, non dica addirittura che il nostro è un atteggiamento scorretto. Non pensiate che quando vi va bene basti dirci: "Bravi e grazie"...

PRESIDENTE. Prego, concluda.

OPPI (U.D.C.). Continuerò in seguito. Ovviamente voterò contro, per la prima volta nella mia vita, perché non siete, secondo il mio punto di vista, affidabili, e la seconda parte del mio intervento la riserverò al secondo punto all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, io non mi meraviglio dei toni forti, però penso che convenga sempre cercare di impostare un ragionamento, poi avremo occasione di misurarci. Lo dico subito: l'esercizio provvisorio non è mai un bene, l'abbiamo sempre sostenuto. Allora, se non è mai un bene, cerchiamo di stabilire una coerenza; meno tempo stiamo senza bilancio e meglio è.

OPPI (U.D.C.). Anche in passato.

CUGINI (D.S.). E' sempre stato così. E' sempre stato così perché, per dire la verità, il collega Balletto teorizzò una volta che era meglio l'esercizio provvisorio così non si spendevano soldi e non avremmo compiuto danni, ma era la posizione di un consigliere che non siede più in Consiglio regionale. Allora, noi voteremo a favore dell'esercizio provvisorio, come normalmente fa la maggioranza, mentre normalmente le opposizioni, anche quando noi eravamo opposizione, come sanzione più alta prevedevano di astenersi. Io non so cosa farete voi, noi vi diciamo che abbiamo la consapevolezza che l'esercizio provvisorio non sia un bene, ci misureremo in Commissione nel merito del bilancio quando sarà presentato, per cercare di ridurre la durata dell'esercizio provvisorio.

Si è parlato di due mesi perché è normale che si pensi a questo arco temporale, ma se questo Consiglio regionale riuscisse a fare un'altra operazione come quella che ha fatto ieri, dopo che abbiamo instaurato un confronto, io penso che tutti i colleghi sarebbero orgogliosi di contribuire ad una iniziativa politica così alta e così positiva. Lo dico per il collega Capelli: la campagna elettorale inizia adesso, avremo occasione di misurarci sui temi alti, perché saremo chiamati a farlo; però attenti, se una parte dice dell'altra: "Voi siete camerieri" gli altri che cosa devono rispondere? Io non voglio dare una risposta oggi, ma se vengo chiamato cameriere non penserete che non abbia almeno altri dieci termini da usare! Io non li voglio usare oggi perché capisco che siamo in una situazione particolare, però non penso che possa passare l'idea che quello è il termine giusto per iniziare un confronto.

Detto questo, è stata bocciata una legge che era stata approvata all'unanimità in Commissione: quella sul cinema. Io penso che sull'argomento bisognerà tornare nei tempi giusti perché stiamo parlando di un tema che sta a cuore, certo non alle masse popolari, ma ad una parte dell'intelligenza sarda che pure deve essere tenuta in considerazione. Non è stato un bene bocciare quella legge. Seppure c'erano limiti e carenze si poteva migliorare, come abbiamo affermato in tante occasioni. Concludo: voterò a favore.

Attenti, lo dico per il collega Oppi: in una delle ultime finanziarie la maggioranza andò sotto centosettanta volte, ve lo ricordate? A me capitò anche allora di dire che quando la maggioranza va sotto centosettanta volte non è certo un motivo di vanto per l'insieme del Consiglio.

OPPI (U.D.C.). Però non ti dispiaceva.

CUGINI (D.S.). No, io votavo contro, chiaramente, ma se c'erano tanti voti contrari vuol dire che c'erano altri problemi. Vi sto dicendo: "Guardate che non siamo a quel livello", non stiamo parlando di quell'esperienza, perché da questa parte nella maggioranza ci possono anche essere valutazioni e ragionamenti critici, ma stiamo parlando di valutazioni e ragionamenti e non stiamo parlando di altro.

Il collega Floris stamattina ha introdotto diversi argomenti; per riprenderli, per condividerli o per non condividerli c'è bisogno di un'impostazione politica generale dentro il Consiglio che non può essere, lo dico per Roberto Capelli, espresse in quei termini, ma in altri termini, perché la situazione che abbiamo di fronte, dal punto di vista finanziario, è delicata, e siccome voi perderete le elezioni, e al Governo nazionale ci andremo noi, quelle rivendicazioni dovranno essere tenute presenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, io mi permetterò di esprimere due voti, uno istituzionale, che esprimerò premendo di dito sulla pulsantiera, di astensione, e uno, di carattere politico, contrario a questo esercizio provvisorio, anche alla luce delle considerazioni, davvero scontate, pronunciate dall'Assessore della programmazione. Si è trattato, infatti, di considerazioni flebili e già scritte, di argomentazioni che fanno davvero rileggere la storia di questi ultimi mesi in Sardegna con una certezza: anche la vertenza delle entrate è stata costruita ad hoc, per cancellare o per tentare di offuscare le gravi responsabilità della Giunta regionale, e me lo consentiranno i colleghi della maggioranza, della stessa coalizione di governo.

Si è verificato semplicemente questo: avete preso atto, come maggioranza e come Giunta, della vostra incapacità assoluta di affrontare alcuni temi fondamentali del governo regionale con la chiarezza e con la capacità di risposta che i sardi chiedevano. Sapevate di aver bloccato lo sviluppo economico con una serie di azioni e sapevate di essere assolutamente responsabili del blocco totale della spesa, sia quello derivante da entrate comunitarie sia quella ordinaria del bilancio. Vorrei dirvi semplicemente questo: avete studiato un'azione di marketing a breve scadenza, ai sardi le proteste e le rivendicazioni potranno bastare per un tempo limitato. Un attimo dopo quella politica della rivendicazione gratuita, e molto spesso fuori di senno, verrà identificata per quello che è: una politica di facciata condotta da una Giunta che se ne lava le mani, una politica che preferisce lo scaricabarile piuttosto che il governo.

Vorrei dire ai colleghi e al Presidente della Commissione bilancio: l'autonomia non può essere concepita solo con il cappello in mano. L'Assessore della programmazione, che è l'espressione politico-amministrativa di questa maggioranza, ha dichiarato con estrema chiarezza che oggi l'unica motivazione vera del ritardo nella presentazione del bilancio è che avete atteso le risposte da parte del Governo nazionale. Non è vero, onorevole Secci, che questa è l'unica volta che questa diventa l'argomentazione principe del ritardo; la realtà è un'altra, colleghi, che la vertenza delle entrate voi l'avete aperta e l'avete chiusa nel 1998, con una responsabilità politica, sottoscrivendo ed accettando dal Governo Prodi una definizione delle entrate al ribasso, ridicolizzando le rivendicazioni della Sardegna, stabilendo con un accordo (che avete fatto firmare all'Assessore della programmazione di allora, Piersandro Scano, con l'avallo politico della maggioranza) che bisognava incrementare le entrate della Sardegna soltanto nella misura del tasso programmato di inflazione. Avete in quel momento abdicato al ruolo che la Sardegna vi aveva assegnato.

Ma vorrei dire, colleghi, che appare davvero impossibile guardare quello che è successo in questi giorni anche riguardo la polemica sull'Obiettivo 1. Io vorrei ricordarvi quello che il Presidente della Commissione Europea Prodi aveva dichiarato in questo Consiglio regionale a proposito della battaglia sull'Obiettivo 1: "Le battaglie per l'Obiettivo 1 non servono". Questo titolavano i quotidiani di allora. E' la dimostrazione della demagogia, dell'incoerenza, della contraddizione politica che esiste all'interno della vostra maggioranza, ed è per questo motivo che esprimo un voto politico contrario a questo esercizio provvisorio e un voto di astensione per senso di responsabilità istituzionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, i Riformatori si asterranno sul passaggio all'esame degli articoli della manovra per l'esercizio provvisorio. Devo però unire a questo giudizio di astensione un brevissimo ragionamento, perché se è vero che la correttezza e la prassi ci impongono l'astensione, è anche vero che nessuno della maggioranza consiliare può in questo momento stupirsi se da parte della minoranza arrivano delle puntuali precisazioni su ciò che si sta discutendo oggi in Aula.

Siamo arrivati al 21 dicembre, la manovra finanziaria doveva essere presentata in Giunta entro il 30 di settembre, vi erano garanzie precise in tal senso da parte di una maggioranza che dispone in Aula di cinquantuno consiglieri su ottantaquattro, anzi cinquantadue. Siamo arrivati al 21 di dicembre e ancora non è stata presentata la manovra finanziaria, c'è soltanto la richiesta (doverosa) di autorizzazione all'esercizio provvisorio, una richiesta che ovviamente non ci sentiamo, per i mille motivi già illustrati da altri, di ostacolare.

Però è necessario fare un ragionamento, perché troppo spesso in questo Consiglio e nelle stanze adiacenti all'Aula consiliare abbiamo sentito dei ragionamenti e delle riflessioni che oggi meritano di essere riprese insieme e sulle quali vi invitiamo, colleghi della maggioranza, ad una riflessione. Abbiamo sentito dire che le Commissioni consiliari non lavorano a sufficienza e che la Giunta non è soddisfatta del lavoro delle Commissioni consiliari. Abbiamo sentito dire che il Consiglio non lavora a sufficienza e che la Giunta non è soddisfatta del lavoro del Consiglio regionale.

Ovviamente, quando la Giunta afferma questo, quando il Presidente della Giunta dice questo, non si rivolge certo alla minoranza che ha funzioni di controllo, ma si rivolge a voi colleghi di maggioranza. Quindi il Presidente e la Giunta vi hanno significato più volte che non sono contenti del vostro lavoro e della vostra produttività in Commissione e in Aula. Questi giudizi sono stati poi estesi anche a chi lavora all'interno della Regione.

Si è detto più volte che i funzionari della Regione non sono adeguati, che il personale della Regione non è adeguato, e questo ha comportato la moltiplicazione di contratti di consulenza ai quali, devo dire, noi Riformatori non siamo contrari, ma vogliamo vederne i risultati. Se infatti la struttura a disposizione non è una struttura efficiente, è evidente che le "iniezioni" che vengono effettuate su questa struttura poi devono produrre i risultati. E' per questo che noi ci aspettavamo il 30 settembre la manovra finanziaria in Consiglio regionale ed è per questo che è indispensabile che non siamo contenti di essere arrivati al 21 dicembre senza che la manovra finanziaria sia stata ancora varata; non siamo contenti noi, non è contenta la Sardegna che vi guarda, non è contenta la Sardegna che aspetta risposte da voi.

All'Assessore della programmazione vorrei chiedere se è normale che, da economista quale è, venga a dirci in Aula che ci sono delle ragioni di tipo - tra virgolette - politico rivendicazionista, che hanno impedito l'arrivo in Aula della manovra finanziaria. L'Assessore è un economista, conosce i danni che un'eventuale assenza di manovra finanziaria può recare all'economia della Regione; quindi credo che se ha dovuto soggiacere a problemi e indicazioni di carattere politico, lo abbia fatto non certo non certo per valutazioni economiche ma per rispetto nei confronti della Giunta alla quale appartiene.

Vorrei allora chiedere in quest'Aula: si parla del Consiglio, si parla delle Commissioni, cioè di voi, ma si parla anche dei funzionari e si parla dei dipendenti; adesso parliamo della Giunta: la Giunta cosa fa? Vorremmo sapere se siamo contenti del lavoro della Giunta. La Giunta non può certo dire che perde del tempo in Aula; abbiamo sottolineato più volte che i banchi della Giunta sono sempre semideserti, e questo costituisce un danno per l'attività del Consiglio e dell'Esecutivo, perché il rapporto in Aula tra Consiglio e Giunta non è una rivendicazione della minoranza, non è un modo per far perdere tempo agli Assessori, è un valore aggiunto che consente costantemente al Governo regionale di avere il polso di quello che sta succedendo in Aula e consente al Consiglio di disporre di un'interfaccia costante nei rapporti che si svolgono con l'Aula.

E' questo che noi oggi vi stiamo dicendo in maniera non polemica, in maniera costruttiva, affinché sia avviato un ragionamento che comporti il rafforzamento sia dell'attività in Consiglio sia dell'attività della Giunta, nel rispetto delle responsabilità di ognuno che il collega Cugini ha ben ricordato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, io voglio pronunciare una breve dichiarazione per dire che voterò a favore dell'esercizio provvisorio che, come tanti colleghi hanno ricordato, è un atto dovuto; io tutti gli anni, da quando sono entrato in questo Consiglio regionale, ho dovuto votare le richieste di esercizio provvisorio avanzate per cinque anni consecutivi dalle Giunte del centrodestra, non c'è stato mai...

(Interruzione del consigliere Mario Floris)

PIRISI (D.S.). Onorevole Floris, chiedo scusa, con un'unica eccezione, ma non me la ricordavo.

Gli anni successivi, invece, sono stati caratterizzati da esercizi provvisori votati; si è arrivati ad approvare l'autorizzazione sino al quarto mese dell'esercizio provvisorio. Quindi la richiesta che è stata formulata costituisce un atto doveroso e mi pare che comunque si siano innescate delle polemiche un po' forti.

Non è vero, onorevole Vargiu, che qui si stia dicendo ciò che lei ha riferito. Lei ha detto: "Stiamo esprimendo queste osservazioni senza polemiche"; non mi pare che sia assolutamente così, almeno stando agli altri interventi provenienti dai banchi dell'opposizione.

Io lo dico con estrema franchezza: non c'è nessuno stupore, almeno da parte mia, nel sentire determinate critiche. Io non sono d'accordo, lo voglio dire con estrema franchezza, su certe valutazioni che vengono espresse, in merito alla produttività dell'Aula, che fanno di tutta l'erba un fascio, però vorrei anche dire: "Quanti sono, cari colleghi, coloro che partecipano puntualmente alle riunioni delle Commissioni?" Io nella mia Commissione ho dato atto anche ai colleghi della minoranza di avere lavorato e di essere stati partecipi e di avere offerto un contributo certamente produttivo, però mi risulta che questo non avvenga dappertutto, per carenze registrate da tutte le parti. E anche in quest'Aula, diciamoci la verità, nonostante si chieda la presenza degli Assessori (concordo anche su questo) quando mai la vediamo piena, quante volte invece rimane desolatamente vuota perché c'è chi ha un impegno da una parte, chi da un'altra? Noi siamo consiglieri e dovremmo stare tutti qui dentro. Un minimo di autocritica credo che non guasti sotto questo profilo.

Quando è stato affermato da alcuni colleghi che bisogna mettere a fuoco i rapporti che devono esistere tra Esecutivo, Consiglio, Presidente, maggioranza, forme di Governo, si sono infilate all'interno della discussione tante di quelle questioni che è stato fatto - prendendo a prestito un'espressione usata da qualche altro collega e riportata sulla stampa di oggi - un autentico minestrone, un minestrone di questioni! E' vero, questo Governo, questa maggioranza è andata in minoranza su un provvedimento (la legge sul cinema) che, come ricordava il collega Cugini, non riguarda tutti quanti, ma certamente riguarda molte persone, perché comunque è una tematica di indole culturale. E se siamo andati in minoranza non è certo perché l'opposizione ha chiesto il voto segreto, che è qualcosa di cui peraltro non mi scandalizzo assolutamente (lo dico al collega Porcu che in questo momento non vedo).

Noi, infatti, abbiamo fatto ricorso al voto segreto tantissime volte, nelle passate legislature la maggioranza è andata sotto grazie al voto segreto, 160 o 170 volte in una sola finanziaria. Il punto vero è che si è verificata una mancanza di lealtà all'interno della nostra maggioranza per la prima volta in quest'Aula, questo è il dato vero, questo è il dato politico che non possiamo sottacere, che non ci ha fatto piacere. Lo riteniamo un grave errore, è un fatto di autolesionismo, il modo più sbagliato per trattare eventuali malumori che esistessero.

Mi avvio a concludere, Presidente. Nel merito, se ci troviamo in questa condizione, onorevole La Spisa, ciò non è soltanto dovuto a Berlusconi, ma anche all'eredità lasciataci dai precedenti cinque anni. Anche questo, non per fare polemica, è un dato inconfutabile. Quindi il dibattito lo affronteremo con pacatezza e con tranquillità quando sarà il momento, nessuno di noi vuole essere più realista del re né più papista del papa, però, cari colleghi, certi appellativi e certi giudizi come quello di "camerieri, al guinzaglio la Giunta", Collega Capelli, lasciamoli da parte, perché noi abbiamo ricordi non troppo lontani di quando qualche proconsole arrivava ed abitava qui vicino e impartiva ordini, e non abbiamo usato neanche allora...

OPPI (U.D.C.). Non li impartiva certamente a noi.

SECCI (La Margherita-D.L.). Alla maggioranza di allora, ce lo ricordiamo tutti.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, concluda.

PIRISI (D.S.). Grazie Presidente, il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, siamo in fase di votazione.

Voglio però prima rispondere all'onorevole Floris che mi ha accusato di aver inviato una comunicazione errata all'Aula. L'onorevole Floris basa la sua affermazione su una nota stampa del Consiglio regionale; per fortuna i nostri lavori non vengono documentati dalle note stampa ma dai resoconti. La nota stampa è sbagliata, non è il primo incidente in cui incorre il nostro ufficio stampa. Io non ho inviato una comunicazione errata all'Aula; le invio il resoconto dal quale risulta che ho detto che la proposta era una proposta dell'onorevole Floris. Quindi nessuna informazione sbagliata all'Aula, nessun tentativo di dire che la Giunta aveva già presentato il disegno di legge per l'esercizio provvisorio.

Dichiaro aperta la votazione sul passaggio all'esame degli articoli.

AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Cappai, Artizzu, Liori, Oppi, Diana, Matteo Sanna, Moro.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, sul passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 198/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra -Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Moro - Oppi - Sanna Matteo.

Si sono astenuti i consiglieri: il Presidente Spissu - Atzeri - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Murgioni - Petrini - Pili - Pisano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Scarpa - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 79

votanti 56

astenuti 23

maggioranza 29

favorevoli 47

contrari 9

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 1

Esercizio provvisorio

1. Ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e successive modifiche e integrazioni, e in deroga al comma 2 del medesimo articolo, la Giunta regionale è autorizzata a esercitare provvisoriamente e fino a quando è approvato con legge, e comunque non oltre il 28 febbraio 2006, il bilancio della Regione per l'anno 2006, secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa, le eventuali note di variazione con le disposizioni e le modalità previste nella legge regionale 21 aprile 2005, n. 8, ad esclusione delle autorizzazioni di spesa una tantum o incrementative di stanziamenti determinati da apposite disposizioni normative.

2. Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare il limite di due dodicesimo degli stanziamenti previsti per ciascuna Unità previsionale di base degli stati di previsione della spesa.

3. Nei pagamenti di spesa la Giunta regionale è autorizzata al pagamento dell'intero ammontare dei residui nonché degli impegni di spesa assunti in conto competenza a' termini del comma 2.

4. Il limite di cui al comma 2 non si applica ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.

5. Il limite di cui al comma 2 non si applica ai fondi per la riassegnazione dei residui perenti di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983, nonché agli altri fondi di riserva di cui all'articolo 29 della stessa legge regionale.).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io vorrei approfittare, dichiarando il mio voto contrario sull'articolo 1, della discussione di questo articolo per rispondere cortesemente agli amici colleghi dell'opposizione a cui non ho mai mancato di rispetto e non è mio costume mancare di rispetto. Vorrei rispondere agli interventi seri che ci sono stati utilizzando ancora un po' di ironia, dicendo che non volevo assolutamente offendere i camerieri. Perché vedete, colleghi, collega Secci...

(Interruzione dei consiglieri Secci e Marrocu)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, non sono finiti i lavori.

CAPELLI (U.D.C.). Tra gli interventi seri non sto ponendo sicuramente quello dell'onorevole Marrocu, ma mi riferisco a quelli dei colleghi Cugini, Secci e Pirisi.

Vedete, io sono decisamente amante della satira politica, di Luttazzi, del Mago Forest che mi fa impazzire per la sua simpatia e la sua satira, così come di tanti altri che difendete a spada tratta, e che difendo anch'io perché ci deve essere la libertà di fare satira e di scherzare. Non capisco quindi perché vi alteriate quando la satira viene fatta su di voi. Era una rappresentazione di quest'Aula che io ho suggerito all'autore caricaturista in modo ironico, simpatico, che però dice molto su quello che è successo in questo anno e mezzo, 18 mesi di vostro Governo. E dovete apprezzare soprattutto, colleghi, quando qualcuno dice pacatamente, serenamente, senza offesa, però a voce alta, quello che pensa, e mai in maniera volgare. Volgare è invece il falso moralismo che anche oggi si è sentito in quest'Aula, quello è molto più volgare, è molto più infido, è molto meno rassicurante.

Il collega Marrocu sicuramente non aiuta a ridare dignità a quest'Aula quando svolge alcuni ragionamenti, e lo dico perché è nota a voi e a noi la situazione che stiamo affrontando, soprattutto quando si parla di voto segreto.

Onorevole Porcu, veda, l'utilizzo del voto segreto in un sistema parlamentare è quanto di più antidemocratico possa esistere. In un sistema parlamentare si è liberi di esprimere il proprio disappunto e quindi, se è il caso, anche di sostituire gli uomini di governo. In un regime, in un regime come questo - e non sto usando termini eccessivi - dove si è continuamente sotto minaccia o sotto ricatto, io amavo di più la minaccia di dimettersi, pronunciata dal Presidente, che quella di ricandidarsi. Quest'ultima la trovo un po' più preoccupante, perché vuol dire che qualcuno è disponibile a ricandidarlo.

In un sistema di governo come questo viene molto più difficile, a voi che governate, ma presumo che sarebbe stato difficile anche per noi, esprimere col voto seriamente e serenamente la propria opinione. Ecco perché c'è una diversità nell'utilizzo del voto segreto tra un sistema parlamentare e un sistema come quello attuale. Ma torniamo al ragionamento precedentemente iniziato.

Ho detto all'assessore Pigliaru che ricordavo le sue parole, così come ricordo le vostre parole, Assessore, pronunciate all'inizio della legislatura sull'indebitamento eccessivo della Regione sarda. Ricordo quelle usate allora, ricordo quelle usate oggi sui motivi - che adesso forse vi sono un po' più chiari - di quell'indebitamento. Le prime le avete urlate, le seconde le pronunciate in sordina. Io ho apprezzato, ripeto e sottolineo, il vostro ravvedimento sulle motivazioni di quell'indebitamento non addebitabile nella sua totalità a una cattiva gestione. Sicuramente però quello di oggi non è il giudizio di massima che esprimevate ieri.

Noi continueremo la battaglia sulle entrate, con chi vorrà esserci, continueremo a sostenere oggi e domani, chiunque governerà, continueremo a sostenere la nostra battaglia sulle entrate, ma lo faremo con i piedi per terra e continueremo a farlo con i piedi per terra, senza populismo, senza l'esasperazione delle piazze, che poi si ritorce contro. Noi siamo disponibili ad usare i modi istituzionali, i modi corretti, anche battendo i pugni sul tavolo, ma sappiamo e sapevamo e sapete tutti che non era possibile nell'arco di pochi mesi recuperare anni di ritardo, addebitabili a governi nazionali sia del centrodestra sia del centrosinistra.

E' una falsità sostenere che in pochi mesi si potrebbe sanare una situazione ormai, ahimé, storica. Gli impegni si possono strappare, sicuramente si può ottenere una dilazione del debito che lo Stato ha nei nostri confronti. Vi rammento anche che quando abbiamo presentato, non mi ricordo se con la Giunta Pili o con la Giunta Masala, una finanziaria che basava i suoi interventi proprio sul presupposto che lo Stato tenesse fede ai suoi impegni relativamente al trasferimento di queste risorse, qualcuno si alzò in quest'Aula e disse: "E' una finanziaria con i piedi d'argilla". Ecco perché le giustificazioni per il ritardo sulla presentazione della finanziaria non sono sufficienti. Noi non stiamo parlando oggi dell'esercizio provvisorio - l'esercizio provvisorio è un fatto tecnico necessitato - noi stiamo parlando di una finanziaria che non c'è, nell'isola che non c'è. Stiamo parlando di questo, di una finanziaria che ad oggi non c'è. Commentiamo gli articoli della stampa, siamo arrivati a questo, perché ad oggi, 21 di dicembre, la finanziaria regionale non è stata ancora presentata. Di questo stiamo parlando, non dell'esercizio provvisorio. Noi possiamo chiedere anche quattro mesi di esercizio provvisorio, niente vieta all'Aula e al Consiglio di esitarla prima; ed allora perché questa diatriba? Sempre per far valere l'arroganza, sempre per far prevalere la posizione di uno su tutti, la posizione politica di uno su tutti che utilizza la questione della durata di uno o due mesi dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio per dire al Consiglio "Non lavorate", per dire al Consiglio "Non siete produttivi".

Onorevole Pirisi, è vero che ci vuole più presenza in quest'Aula, tant'è che le innumerevoli volte che ormai si è andati a votare è mancato il numero legale, ma non credo che anche questo lo voglia addebitare alla minoranza. Così come il funzionamento delle Commissioni; ci sono stati tanti momenti di discussione accesa ma abbiamo spesso concordato dei percorsi e abbiamo raggiunto insieme degli obiettivi; si chieda perché a volte invece questo non è possibile.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FADDA PAOLO

(Segue CAPELLI.) Io l'addebito solo e esclusivamente ad interferenze esterne al Consiglio, esterne, esattamente del Presidente. Il Presidente che continua a voler fare sentire la sua presenza nonostante la sua assenza costante in quest'Aula. Molte risposte le avrebbe potute dare lui, oggi, in Aula, ma credo che questo non sia possibile, perché l'assenza più grave, onorevole Pirisi, in questo Consiglio non è dei consiglieri della minoranza ma del Presidente della Giunta, che arriva in Aula solo per bacchettare, per chiedervi spiegazioni del perché formate dei gruppi che lui non comprende. Ma non la sola cosa che non comprende.

Io credo che all'interno del sistema politico, della politica, lui sia un corpo estraneo, della politica sana, si badi bene, non della politica di bottega o della politica di corridoio, ma non credo che sia realmente un corpo estraneo a questo Consiglio e a alla politica...

PRESIDENTE. Concluda.

CAPELLI (U.D.C.). Concludo dopo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, anch'io voglio precisare che nessuno qui ha voluto parlare di esercizio provvisorio, ma se dobbiamo parlarne, perché fare riferimento al passato? Voi avete detto che volevate il rinnovamento, volevate il cambiamento e quindi dovreste essere diversi, invece state dimostrando di voler perseguire la stessa strada.

Anch'io voglio rimarcare questa storia delle Commissioni; io al posto vostro mi vergognerei perché anche il provvedimento approvato ieri è passato soltanto perché noi abbiamo consentito che vi fosse il numero legale per poter approvare il provvedimento. Ed è agli atti questo. Anche ieri, per non andare molto lontano, il Presidente della Commissione, onorevole Secci, continuava a telefonare alla ricerca di consiglieri perché era fortemente preoccupato per la totale assenza della maggioranza. Noi gli abbiamo più volte detto che il fatto che non ci fosse la maggioranza non era un problema e abbiamo atteso fino alla fine, l'abbiamo invitato a iniziare la riunione per poter esitare il provvedimento. Non abbiamo nemmeno chiesto i 5 giorni che ci spettano per la presentazione della relazione di minoranza. Io non riesco a capire che cosa si voglia da parte nostra.

Noi contestiamo le affermazioni gratuite, questo non ce lo potete impedire. Quando per esempio il Presidente va a La Maddalena, è inutile fare le pagliacciate, lasciare le auto a Palau per non spendere i soldi quando tutti i manager della ASL anche in questi giorni, ma in modo illegittimo, comprano mobili faraonici che non entrano neanche nelle stanze, nonostante siano "abusivi" in quanto cacciati via da una pronuncia del TAR. Noi contestiamo lo sperpero di denaro pubblico, contestiamo il fatto che quando chiediamo informazioni sulle consulenze ci arrivano con il contagocce.

Poi il Presidente possono anche applaudirlo; prima gli dicono una cosa e poi un'altra. Ma cosa vuole dire: vi faremo una RSA? E' stata approvata già dal 2001, ci sono i soldi e c'è il progetto. Non mischiamo le cose. Le fandonie non servono a niente. Quei 5 miliardi sono stati assegnati a La Maddalena non certamente da questa Giunta regionale.

Io mi sono permesso Assessore di segnalarle che un collaboratore, di questi illuminati che vengono da fuori, ha bloccato una pratica del CIPE. Il FORMEZ mi ha detto: "Ma se la Sardegna non ci dà niente, anzi ci blocca, tanto vale che noi chiudiamo" e io mi sono fatto interprete nei suoi confronti di questo disagio. Ma se poi i suoi collaboratori non mi fanno neanche una telefonata, io tempo da perdere non ne ho. Sono loro che devono cercare me, non io loro. Mi sto impegnando in un atto di correttezza pur senza esservi tenuto, anche perché sono tutte persone vicine a voi.

Veda, noi quando parliamo di consulenze, e chiediamo i dati, li vogliamo perché è un nostro diritto averli, così come era un vostro diritto in passato. E poi anche questa sceneggiata a cui ho accennato ieri, questa sceneggiata delle risorse, dei ritrovamenti eccetera, sarebbe meglio che venisse chiarito. Scusate, avete trovato prima 100 milioni in un cassetto, poi 630, poi ci si accorge che sono tutte anticipazioni fatte dalla Giunta precedente dal 1995 al 1999, che voi non avete manco sollecitato. La delibera parla chiaro: sono rimborsi dello Stato per anticipazioni sostenute dalla Regione, una cifra peraltro nettamente inferiore a quella da voi annunciata.

Non sono io che devo smentire, soprattutto quando illegittimamente è stato nominato un giornalista che a queste cose dovrebbe provvedere (ricordo che a noi è stato impedito dall'Assessorato competente di potere disporre di un giornalista). Questo giornalista così come "spara" sui giornali di questi ritrovamenti di risorse occulte, ha il dovere di dire che si è trattato di un errore. Non si accusa il funzionario della Ragioneria regionale di aver sbagliato; queste risorse (93 milioni) sono relative al 1995-1999.

I mille miliardi di "buco" non li abbiamo trovato neanche noi, tanto per essere chiari, perché nel 1999 il buco era di 400 miliardi. E lo Stato non ce li dava, così come lo Stato non ci aveva dato i soldi nel 1995-1996-1997-1998. Allora perché non dire la verità? Perché buttare fango, perché sta buttando fango sugli altri? Qui ci troviamo di fronte, caro Assessore, a confusione sulla politica di indirizzo e di gestione, qui non si applica la legge numero 31 del 1998. Qui c'è una pletora di consulenze; voi ci avreste messo al rogo per molto meno, e noi questa situazione la denunceremo in tutte le sedi tanto, perché sia chiaro.

Lottizzazione, voi avete parlato di lottizzazione: "questo tocca a me, questo tocca a te".

SECCI (La Margherita-D.L.). Chi ne ha parlato?

OPPI (U.D.C.). Ne parlo io perché ne parlate voi. A Carbonia c'è il cugino di uno e il compare dell'altro. Ad Olbia c'è uno indicato da Carlo Satta dell'UDEUR e l'altro della Margherita. Queste cose sono da basso romano impero perché i direttori generali hanno sempre operato liberamente le loro scelte, non mi consta...

(Intervento fuori microfono)

OPPI (U.D.C.). E se poi tuo cugino l'abbiamo nominato responsabile del servizio è un altro discorso, è una cosa diversa. Possiamo comunque dimostrare quello che sto affermando; i collaboratori diretti del direttore generale della ASL 7, certamente non appartenenti al mio partito, la dottoressa Pintus e Sabrina Ortu, sono stati nominati direttori generali di due AA.SS.LL., il che vuole dire che le scelte venivano operate più sulla base di criteri di professionalità e meno sul fatto della appartenenza politica. Quindi se oggi il nostro atteggiamento è diverso da quello che è stato ultimamente, ciò è dovuto al vostro comportamento, al fatto che non siete rispettosi della minoranza. E non lo sto dicendo a voi, lo sto dicendo a chi non fa pervenire gli atti che vengono chiesti.

Io sono sempre stato a favore del settore pubblico e voglio sapere da voi, che per anni avete sostenuto il pubblico, se siete per il pubblico o per il privato? Perché oggi voi siete per il privato. Io non ho mai potuto dare a don Verzè… ho contestato Capelli perché ero impedito dal fatto che mancava la razionalizzazione della rete ospedaliera. Cosa vuole dire questo protocollo? Possiamo avere questo protocollo? Perché se si creano 200 posti a Olbia se ne tolgono altrettanti ai presidi pubblici; se si revoca un provvedimento a favore di un privato e poi viene reiterato per intrallazzi e imbrogli o per ragioni di varia natura, che siamo in grado di dimostrare, noi vogliamo essere informati.

Qualcuno, in questi giorni, interferendo nelle scelte di gestione, ha persino detto ad un professionista: "Fai pure un progetto di 11 milioni di euro". Sapete bene che è un reato, perché senza una gara e senza una delibera non si può fare niente legittimamente. Ognuno se ne assumerà le proprie responsabilità, non posso anticiparlo oggi perché dalla giornata di domani inizieranno tutte le azioni conseguenti. La mia parte politica, per la prima volta nella storia, ha votato e continuerà a votare contro l'autorizzazione all'esercizio provvisorio oggi, domani, fino a quando non ci sarà un atteggiamento diverso, perché vi abbiamo espresso solidarietà ed amicizia, non trasversalismo, come qualcuno impropriamente ha sempre sostenuto perché aveva interesse a sostenerlo.

Noi siamo, mio malgrado, costretti a votare contro, fino a quando non otterremo chiarezza nei comportamenti. Vogliamo vedere gli atti, vogliamo poterli leggere e contribuire, caro Assessore, a fare quello che abbiamo fatto recentemente, quando le abbiamo corretto alcuni errori e lei ci ha ringraziato. Allora non vorrei essere costretto a dire quello che ha detto molti anni fa l'onorevole Ghinami: "nell'interesse della Sardegna toglietevi da mezzo ai piedi". Questo aveva detto l'onorevole Ghinami ad un Presidente della Giunta regionale, appartenente al mio partito, di fronte ad atteggiamenti, a scorrettezze, a prevaricazioni, a sperpero di denaro pubblico.

Noi vogliamo avere i documenti per ricrederci se sbagliamo, ma anche per potervi contestare legittimamente se siamo nel giusto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, parto dall'ultimo concetto che ha espresso il mio Capogruppo: avere i documenti per poter conoscere gli atti in tempo reale. Io ho preso visione di una delibera della Giunta regionale dell'aprile 2005, proposta dall'Assessore regionale della sanità, dove veniva stabilito - e mi dispiace che il presidente Soru non sia presente e prosegua con le sue assenze - che i distretti sanitari delle AA.SS.LL. ricaduti in provincia diversa da quella di origine non dovevano essere toccati sotto nessun aspetto, né per quanto riguarda il personale, né per quanto riguarda le attrezzature.

Allora comunico a quest'Aula e soprattutto alla maggioranza, perché riferisca all'assessore Dirindin, che in questi ultimi giorni non solo si sta trasferendo personale (e quindi si sta compiendo un'attività illegittima, ma per questa maggioranza, per questa Giunta è normale) ma si sta trasferendo addirittura anche il servizio. Il servizio del centro alcologico di Sernorbì che Paolo Fadda e Giorgio Oppi conoscono bene, perché sono stati loro che ne avevano deciso l'apertura. Oggi dovrebbero intervenire sull'Assessore perché quel centro, che cura ben duecento utenti che non provengono solo dal territorio della Trexenta, non venga chiuso. Oltretutto non c'è un altro centro alcologico nel territorio di Cagliari.

Questo Assessore scelto dall'esterno della Sardegna perché molto capace, non dà atto neanche di quello che ha deliberato sei mesi prima, cioè va contro il suo stesso deliberare. Si diceva una volta che il comparto agropastorale fosse trainante per l'economia sarda; ebbene sfido quest'Aula, sfido il presidente della Commissione (che peraltro adesso non è presente), sfido il presidente Soru che ha detto che bisognava rilanciare il settore, a dirci quale legge a tutela dell'agricoltura è stata approvata in questi primi 18 mesi.

E' vero Pirisi che avete lavorato, ma i componenti del centrosinistra della Commissione agricoltura ed ambiente erano sempre assenti. Anche ieri la seduta è iniziata con un'ora e un quarto di ritardo, e in cinque minuti avete approvato il piano integrato sulle acque. Il Presidente della Commissione non ha accolto le richieste di riesaminare nella settimana successiva quell'atto, l'ha voluto approvare a tutti i costi perché così aveva chiesto Soru: "va approvato, non è possibile che stia 60 giorni in Commissione.". Ma ci sono commissari che non l'hanno neanche letto e dovrebbero avere il coraggio di dirlo, perché è zeppo di errori. Andate a rileggervelo, andate a guardarlo e vi accorgerete che ci sono errori madornali in quel piano.

Eppure mentre noi ieri chiedevamo una settimana in più per rivederlo tutti insieme, e magari approvarlo tutti insieme, il Presidente della Commissione, imperterrito, ci negò quella ulteriore settimana di tempo. Questa è arroganza, questa è prepotenza, questa è mancanza di dialogo, questa non è democrazia. Ed allora se questo Presidente della Giunta non conosce il significato della parola democrazia, mentre al Presidente del Consiglio che la precedeva ho chiesto di darmi una copia del Regolamento perché potessi fargli presenti i tempi previsti dal Regolamento per l'approvazione della legge finanziaria, a lei le chiedo di donare in regalo al Presidente della Giunta un vocabolario perché possa così apprendere il significato della parola democrazia.

Il primo articolo del testo che stiamo esaminando recita: "Ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 5 maggio 1983, numero 11 e successive modifiche, è autorizzata ad esercitare provvisoriamente e fino a quando è approvato con legge e comunque entro e non oltre il 28 febbraio 2006" - quindi 2 mesi - "il bilancio della Regione per l'anno 2006". Questo recita il cappello del primo comma dell'articolo 1. Se mi fermo qui, ha ragione Uras, questo che ci stiamo apprestando ad approvare è un atto illegittimo, cioè è un atto contro una legge che questo Consiglio a suo tempo approvò.

Ed allora io, veramente, ripropongo il problema, Presidente, se non sia il caso di modificare la legge numero 11 prima di approvare l'autorizzazione all'esercizio provvisorio. Perché Soru deve sapere che sta commettendo illegittimità. E poi, andandomi a leggere tutti i successivi commi, mi sono convinto che è vero quanto ha suggerito l'onorevole Uras. Il secondo comma, infatti, recita: "Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare il limite di 2 dodicesimi degli stanziamenti previsti per ciascuna unità previsionale di base". Ora ammettiamo che tutte le cifre delle unità siano state impegnate, la Giunta è autorizzata a spendere tutto, perché si tratta di impegni, si tratta di residui e quindi spende tutto.

Quindi effettivamente c'è qualcosa che non va in questa legge. Soru dice sempre: "Andiamo avanti, andiamo avanti", ma così facendo sta scavalcando le leggi, sta scavalcando le sue stesse disposizioni. Allora io credo che sia giusto che sappia che l'autorizzazione all'esercizio provvisorio che proponeva per un mese, per 30 giorni, era frutto di una mancata conoscenza del Regolamento. Mi dispiace che anche l'Assessore al bilancio non si sia letto il Regolamento: in 30 giorni è impossibile approvare una legge finanziaria, perché ci sono tempi da rispettare.

L'ignoranza regna in questa maggioranza. E allora è inutile prendersela perché uno definisce un collega cameriere. Noi potevamo fare anche i camerieri e distribuire i panini che lui non accetta, che oggi invece sta importando. Sappiamo che i bandi per il recupero di Ingurtosu, di Masua, di Arbus scadono il 15 dicembre, sappiamo a chi andranno, anche se è ancora aperto il bando, sappiamo chi ci ha portato, sappiamo tutto!

Abbiate un sussulto di coerenza, dite che questo Presidente deve sedersi qui ad ascoltarci, ma ascoltarci seriamente, non può agire senza essere presente in Aula, delegando il mio amico Sanna a sostituirlo. Sanna può fare l'Assessore dell'urbanistica, può fare l'Assessore degli enti locali, ma non può fare tutto, non può sostituirsi al Presidente. Noi vogliamo il presidente Soru qui in Aula, perché deve sentire le critiche alle porcherie che sta facendo. E' inutile che l'amico Porcu mi dica "democrazia" rivolto all'amico Diana; il voto a scrutinio segreto lo chiedeva l'amico Renato Cugini nella scorsa legislatura, lo chiedeva Siro Marrocu, lo chiedevamo tutti. E' uno strumento previsto da questo Regolamento e lo si chiederà ogni qualvolta sarà necessario, però lei non può offendere l'intelligenza delle persone che il significato del termine democrazia conoscono molto bene.

Quindi io invito tutti ad una riflessione prima di approvare l'articolo 1, perché sappiate che noi stiamo votando contro, e mi auguro lo faccia anche il collega Uras, perché è lui che ieri mi ha aperto gli occhi, io sostenevo il contrario. Il quarto comma dell'articolo 35 della legge numero 11 del 1983 riguarda solo agli enti strumentali e siccome il Consiglio regionale non è un ente strumentale della Regione mi sono convinto che effettivamente sia stata compiuta una omissione

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, sarò estremamente breve in modo da non abusare della sua pazienza e di quella dei colleghi. Vorrei semplicemente riprendere lo spirito dell'intervento che ha pronunciato il collega Oppi e vorrei riprenderlo offrendo qualche contenuto aggiuntivo affinché i consiglieri della maggioranza non possano dire di non avere compreso bene quello che il collega Oppi, nella maniera travolgente che gli è usuale, ha lucidamente espresso.

Il collega Oppi, cari amici della maggioranza, vi ha richiamati al clima che oggi si respira in Aula nei rapporti tra maggioranza e minoranza, nei rapporti tra maggioranza e Giunta, nei rapporti tra Consiglio e Giunta. Io credo che il tema che ha toccato il collega Oppi diventerà un tema vitale nei prossimi mesi e nei prossimi anni di questa legislatura. Credo che sia un tema sul quale valga la pena riflettere un istante. E vi spiego il perché.

Nel mio intervento precedente ho detto che se la Giunta dovesse rivolgersi alla minoranza per chiederle se è contenta...

PRESIDENTE. Vogliamo accomodarci per gentilezza. Fin quando non prendiamo posto l'onorevole Vargiu non continua.

VARGIU (Riformatori Sardi). Non mi sembra una minaccia sufficiente Presidente, gliene rivolga una più grossa!

PRESIDENTE. Se lei termina presto possiamo interrompere prima, quindi credo che sia una minaccia valida.

VARGIU (Riformatori Sardi). Termino subito, Presidente. Io ho detto: credo che oggi, al 21 di dicembre, non avendo ancora il disegno di legge di bilancio che doveva essere presentato entro il 30 settembre, noi della minoranza non possiamo dire alla Giunta regionale di essere soddisfatti. Ma vorrei allargare il discorso al Presidente della Giunta. La minoranza oggi - e ha detto bene il collega La Spisa, forse venendo frainteso - non può dire di essere soddisfatta di un Presidente che fa benissimo il Presidente mediatico, ma evidentemente non trova il tempo per l'ordinaria amministrazione, cioè per fare quelle cose che sono fondamentali nella politica, e la presentazione della legge finanziaria nei termini è un dovere fondamentale della politica.

Voglio anche aggiungere una cosa che è più importante, secondo il mio punto di vista, ed è questa: che il Presidente della Giunta non fa bene il suo mestiere, e io non sono soddisfatto, i Riformatori non sono soddisfatti di come lo sta facendo, perché un leader politico deve lavorare nel consenso. Il consenso si ottiene in vari modi, si ottiene anche mantenendo cementata la maggioranza che esprime il Presidente, mantenendo cementato il rapporto maggioranza-Giunta e Presidente. Ma questo, mi direte, è un problema vostro, e ve lo gestite voi. Siamo d'accordo, noi vi suggeriamo semplicemente di gestirlo meglio, perché come sostiene il collega Cugini ricordando i 170 "bagni" della precedente Giunta di centro destra nella finanziaria, poi diventa un problema dell'intero Consiglio, quindi gestitevelo meglio!

Premesso tutto ciò aggiungo un'altra cosa, e cioè che il Presidente della Giunta non ha soltanto il problema di riscuotere un consenso forte nell'ambito della sua maggioranza, che pure assomiglia a una maggioranza "bulgara", ne ha anche un altro; ha il problema di mantenere un buon clima in quest'Aula anche con chi rappresenta la minoranza, perché alla minoranza avete chiesto tante volte - ottenendolo - soccorso su questioni importanti di sostanza. Ed allora è necessario che da parte del Presidente della Giunta si dia sostanza a questo ragionamento che in alcuni momenti diventa preminente, che il Presidente della Giunta comprenda che il problema - condivido quanto sostiene Porcu - non è il voto a scrutinio segreto, il problema è la creazione di rapporti solidi che consentano di proseguire insieme sugli aspetti condivisi e di dividerci ogni qualvolta ci sia da dividerci, soprattutto su questioni ideologiche, come abbiamo fatto con Uras e con i colleghi della Rifondazione comunista sull'articolo 33 della legge discussa ieri. Questa è la politica.

Ieri abbiamo approvato in una serata una legge assai importanti sui servizi alla persona, grazie al lavoro svolto, soprattutto in larga misura, dal collega Lai che non ha voluto fare il primo della classe, è andato in giro a parlare con tutti, ha ascoltato tutti e dall'ascolto e dal dialogo ha ottenuto convergenza e consenso. Il leader di una Regione deve avere la stessa cosa in testa, andateglielo a dire, spiegategli che non si tratta di gestire un'azienda, spiegategli che la politica ha regole diverse e che le regole della politica passano attraverso il dialogo, che non è una perdita di tempo. L'ascolto delle ragioni degli altri è un arricchimento, non è una caduta di prestigio; un Presidente che ragiona è un Presidente che vince, un Presidente che si chiude in una turris eburnea, o chiude la sua Giunta in una turris eburnea, è un Presidente che andrà incontro comunque al malumore sociale.

Io non ho conoscenza di tutte le azioni della Giunta e non sono in grado di giudicare, però non posso non osservare che ci sono due AA.SS.LL. che hanno presentato i piani di risanamento aziendale (la ASL di Nuoro e quella di Ogliastra) e che entrambe hanno subito uno sciopero generale. La ASL di Nuoro ha dovuto subire uno sciopero generale indetto dalla C.G.I.L. - mica da un sindacato di destra - che ha accusato Franco Mariano Mulas, direttore generale, di volere cancellare 500 posti di lavoro. La ASL di Oristano, invece, ha dovuto subire uno sciopero generale per la questione relativa all'ospedale di Ghilarza.

Ma vi rendete conto che per cambiare le cose è necessario, su ciò che si condivide, ricercare il consenso, che è necessario ragionare, che è necessario trovare tutti i possibili punti di incontro? Beh, il collega Oppi ve l'ha detto in modo veemente, io ve lo dico in modo più ragionato, più riflessivo. Forse ognuno si esprime nel modo che il proprio background gli suggerisce, ma credetemi, consiglieri del centro sinistra e della maggioranza, avete in carico un'opera o un mestiere importante. Svolgetelo, svolgetelo subito prima che sia troppo tardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Signor Presidente, prendo la parola per una precisazione che mi è dovuta, che sicuramente non sfugge a quest'Aula e neppure a tutti i suoi componenti, anzi mi verrebbe da sorprendermi se così non fosse.

La norma di contabilità, è chiaro, prevede l'approvazione dell'esercizio provvisorio in ragione del disegno di legge finanziaria e di bilancio. Disegno di legge, non bilancio o legge o finanziaria dell'anno precedente, non bilancio dell'anno precedente, sulla base del disegno di legge che deve essere approvato - perché così dice la norma di contabilità pubblica - entro il 30 settembre di ciascun anno. Le Giunte che io ho avuto modo di seguire, ivi compresa quella che ha preceduto questa, difficilmente, anzi quasi mai, hanno rispettato questo termine. Le ragioni possono essere molteplici, possono essere anche di alta valenza, in questo specifico caso (mi pare che sia stato anche ricordato) c'è stato un movimento corale, una grande coesione circa la rivendicazione nei confronti dello Stato di un credito che la Regione vanta per trasferimenti che non sono stati fatti, per cui si è andati oltre il termine previsto.

Noi oggi andiamo ad approvare una legge di esercizio provvisorio che avrà come riferimento il bilancio dell'anno precedente (non il disegno di legge, perché non è ancora stato approvato) introducendo nella legge regionale di autorizzazione all'esercizio provvisorio una deroga a quella di contabilità, che ci vincola ogni anno. Quindi non è un atto illegittimo, è assolutamente legittimo, questo lo preciso per sgombrare il campo da qualche dubbio sorto quando, nel collegio dei questori, di cui facciamo parte io e l'onorevole Cappai, ho chiesto di capire a quale provvedimento dovesse fare riferimento l'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale, ricordando che le norme di contabilità sono norme complesse, che vanno esaminate attentamente prima di essere approvate, perché sono di difficile correzione lungo il percorso.

L'anno scorso, infatti, mi è capitato di cadere in un infortunio, nella predisposizione del bilancio interno del Consiglio: non ho previsto in modo adeguato le spese, (certo, che la responsabilità è collegiale, ma anch'io ho parte in quella responsabilità) e pertanto ho dovuto presentare un emendamento in Aula che è stato strumentalmente utilizzato per denigrare il Consiglio regionale: chi hanno accusati di aver aumentato di cinque milioni le spese per rinfrescare durante l'estate noi e il nostro onorevole corpo, per non dire altro.

Chiudo dichiarando che voterò a favore dell'esercizio provvisorio che è una norma necessaria: quando si fa in tempo ad avere il bilancio tanto di guadagnato, se non si fa in tempo vi si ricorra, perché non si può fare altro. Tutti quanti noi dobbiamo sforzarci (io credo che molti di noi si sforzino, forse non tutti) di valorizzare quello che produce quest'Aula.

Ha ragione l'onorevole Vargiu: ieri è stata approvata una legge, quasi all'unanimità, importantissima, che ha introdotto un dibattito di alto valore emotivo e politico. E non è stata l'unica legge: così è stato per il trasporto pubblico locale, così è stato per la vicenda dell'ESAF, così è stato su altre riforme importantissime che ci vedevano in ritardo. E questo Consiglio lavora tutti i giorni, mattina e sera, e produce tutti i giorni approvando anche buone norme, coprendo ritardi di altre legislature e di altri Consigli, con grande passione. Per questi motivi deve meritare il rispetto che, purtroppo, non a tutti i livelli di responsabilità arriva e viene riconosciuto.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 42.



Allegati seduta

CLIV Seduta

(Antimeridiana)

Mercoledi' 21 dicembre 2005

Presidenza Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente Paolo FADDA

indi

del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente Paolo FADDA

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 16.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 7 dicembre 2005 (149) che è approvato.

PRESIDENTE. Poiché numerosi consiglieri sono assenti, sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta sospesa alle ore 10 e 18, viene ripresa alle ore 10 e 30.)

Discussione del disegno di legge "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2006 e conservazione a residui" (198/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge 198. Relatore il consigliere Secci.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (LA MARGHERITA-D.L.), relatore. Sarò breve, Presidente. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, il dato che giunge oggi a compimento - ovvero la legge di autorizzazione dell'esercizio provvisorio del bilancio 2006 - è la testimonianza della confusione che regna all'interno della Giunta regionale. Il Presidente della Giunta, in sede di approvazione del documento economico e finanziario, aveva assunto l'impegno solenne di presentazione tempestiva della finanziaria e del bilancio nei termini utili per la loro approvazione entro il 31 dicembre, in modo che l'attività programmatoria e operativa della Regione, degli enti regionali e degli enti locali, rientrasse finalmente nell'alveo di un corretto e lineare percorso amministrativo, economico e sociale. Mai promessa è stata così clamorosamente disattesa.

Le responsabilità politiche sono del tutto evidenti, ancora più gravi perché il rispetto dei termini di approvazione della finanziaria e del bilancio 2006, al di là dell'aspetto puramente formale e nominalistico, rientrava negli impegni politici e programmatici del Presidente della Giunta regionale e della maggioranza di governo, come segnale di svolta, di assunzione di responsabilità piena, dopo un primo bilancio necessitato, quello del 2005, considerato di transizione, tenuto conto che si era agli inizi della legislatura e quindi in attesa di assestamento, di conoscenza, di approfondimento necessario e preliminare al dispiegamento totale delle linee politiche e programmatiche di cambiamento.

Noi conosciamo già le risposte. Risposte che non possono essere soddisfacenti per il Consiglio regionale, anche perché abbiamo avuto modo di discutere in quest'Aula per lungo tempo dei "viaggi della speranza" dell'assessore e del Presidente della regione a Roma (viaggi della speranza che poi erano diventati della certezza) dei rapporti avuti con i funzionari, con i tecnici del Ministero del Tesoro, relativamente ai quali abbiamo sempre detto: "Guardate che così non si risolvono i problemi".

La strategia e la tattica nella politica sono importanti; forse voi non conoscete gli ambienti romani che vi fanno aspettare come questuanti, elemosinieri e poi non vi danno nulla. Peraltro sono stati attuati due pesi e due misure, perché per la continuità territoriale si è detto: "Facciamo l'imposizione degli oneri sociali e poi aspettiamo che lo Stato ci dia i soldi", mentre per il bilancio della Regione il ragionamento è stato esattamente il contrario: "aspettiamo i soldi dello Stato e poi facciamo il bilancio della Regione". Fatto ancora più grave perché si è avuta anche la presunzione di non approntare né di presentare alcuna manovra correttiva dei conti regionali 2005 sebbene l'esigenza fosse avvertita, sia dal mondo economico, sia dal mondo delle autonomie, per riequilibrare gli interventi pubblici regionali e locali ai fini dello sviluppo delle imprese del sociale.

I danni, assessore, provocati e che deriveranno da questi comportamenti, ricadranno come macigni nei confronti dei sardi, dei soggetti più esposti e più deboli. Ma sono evidentemente, questi che sto svolgendo io, ragionamenti lontani dalla mente di chi al dibattito, al confronto, alla ricerca delle soluzioni nelle istituzioni deputate a ciò preferisce la piazza, il populismo a tutti i costi, la contrapposizione mediatica finalizzata alla ricerca di un consenso che alla fine rivelerà, ne sono certo, anche l'altra faccia della medaglia, che sarà la diretta conseguenza di un fallimento complessivo di una esperienza che non ha portato fino ad ora nulla di buono alla Sardegna e ai sardi, se non parole.

D'altra parte da tempo avevamo chiesto al Presidente della Regione di mantenere fede agli impegni da lui assunti oltre che codificati dalla norme statutarie e regolamentari. Nella seduta di giovedì 15 dicembre ho avuto modo di chiedere l'inserimento all'ordine del giorno di questa Assemblea - chiederei cortesemente l'attenzione del Presidente del Consiglio - della proposta di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio 2006, da me presentata insieme ad alcuni colleghi. Debbo ricordare che, in risposta a tale richiesta, il presidente Spissu annunciò - leggo dalla nota stampa della seduta antimeridiana numero 157 - che era stato presentato il disegno di legge per l'esercizio provvisorio da parte della Giunta.

E' un fatto forse inusuale quello che sto per rimarcare, ma è bene dire con estrema chiarezza, per correttezza politica e onestà intellettuale, che a quella data il disegno di legge di richiesta dell'esercizio provvisorio del bilancio 2006, la Giunta regionale non poteva presentarlo, o averlo presentato, perché non lo aveva ancora nemmeno approvato. Tanto è che la Giunta regionale ha reso noto alla stampa di averlo licenziato solo nel corso della sua ultima riunione, comunque successiva al giorno 15 dicembre.

Tralascio le conclusioni da trarne, ma non possiamo esimerci dall'evidenziare comportamenti istituzionalmente non idonei a sostenere una discussione e un confronto che hanno come fine il leale e corretto governo della cosa pubblica. Ho fatto questi riferimenti perché occorre in primo luogo riportare il confronto all'interno delle istituzioni, tra le istituzioni e tra le rappresentanze politiche nelle sedi proprie, secondo le regole della democrazia e della partecipazione, per scelte e decisioni consapevoli e condivise, ciascuno esercitando il proprio ruolo e le proprie funzioni nel rispetto reciproco, seguendo e applicando le norme vigenti e non anteponendo il carro davanti ai buoi.

Veda, assessore Sanna, lei ha giustamente affermato che il piano paesistico regionale è stato redatto per conformare la disciplina regionale alle norme nazionali e comunitarie. Ma non bisogna dimenticare che in materia urbanistica la Regione Sarda ha competenza legislativa primaria, e soprattutto che il piano paesistico regionale deve seguire la procedura della legge regionale numero 8 del 2004, detta "salvacoste" e la legislazione di riferimento. Facendo come invece ha fatto la Giunta, l'assessore Sanna e l'assessore Pilia, cioè proporre un piano paesaggistico per la cui attuazione occorre modificare la legislazione vigente, mi pare che si oltrepassi, non dico il limite della decenza propositiva, ma certamente quello della legittimità. Che senso ha, quale legittimazione giuridica ha l'approvazione di un piano fondato su norme in fieri e non su norme certe cogenti. Voler riportare queste tematiche sulla prossima legge finanziaria anche se attraverso la legge di accompagnamento, come già stato annunciato dalla presidenza della Giunta, è un altro tentativo maldestro di fuga in avanti destinato a creare disagio non solo sotto il profilo istituzionale - e intendo riferirmi al rapporto e al ruolo riservato agli enti locali, considerati a oggi solo come meritevoli di tutela e di controllo - ma anche sotto gli aspetti economici e sociali che non sono quelli cari agli ambientalisti tradizionali o di turno.

In questi giorni abbiamo appreso dalla stampa e da dichiarazioni estemporanee, notizie e impegni assunti in assoluta libertà, specie in tema di risorse nazionali ed europee. Apprezziamo tutte le iniziative e gli sforzi profusi, annunciati e le promesse future; tutto ci dice comunque che avevamo ragione quando abbiamo presentato la mozione sulle entrate, alla quale maggioranza e Giunta hanno detto no, privilegiando la "marcia su Roma" che non ha sortito e non poteva sortire nessuno di quegli effetti che qualcuno si prefigurava. Io ho la netta sensazione che a qualcuno delle risorse finanziarie non gliene "freghi un fico secco", interessi soltanto apparire sulla stampa e dire che fa queste azioni.

Per queste ragioni chiediamo ancora una volta alla Giunta e al Presidente che emetta su questi temi comunicazioni ufficiali, con dati inoppugnabili, sia sul fronte europeo che su quello nazionale. In questa sede potremmo riprendere il filo del discorso sull'insularità, parlare del perché si è abbandonata la strada della carta di Cagliari nel marzo del 2001, di IMEDOC, l'intesa delle isole del mediterraneo e dell'Europa, potremmo parlare dell'articolo 52 dello Statuto e delle sue norme di attuazione, del tutto abbandonato nel rapporto con lo Stato sugli accordi internazionali, economici, che devono vedere il Presidente della Regione al tavolo dei firmatari quando sono in gioco gli interessi della Sardegna.

Con questi avremmo potuto discutere e decidere oggi su tanti altri argomenti, se alla nostra attenzione ci fosse stata la regolare e normale legge finanziaria e di bilancio. Si è invece preferito l'effimero, fatto di contestazioni e di atteggiamenti provocatori, non di ragionamenti anche duri e decisi ma sul campo del confronto e della dialettica. Ma vi pare - e mi rivolgo ai colleghi più sensibili della maggioranza - che un Presidente della Regione possa esprimersi in questi termini: "Ricorro alla Corte Costituzionale, ricorro alla Corte Europea di Giustizia, mando le guardie forestali, facciamo controllare le licenze edilizie"? La via giustizialista sarda, intrapresa dal Presidente della Regione, è la testimonianza del fallimento della politica, intesa come sede, come strumento della soluzione dei problemi, e della crescita civile ed economica di un popolo, un metodo e un atteggiamento che anziché predisporre anche psicologicamente al confronto e all'accordo, rappresentano uno strumento di discordia che allontana e indispettisce. La Regione, la Sardegna non ha bisogno di metodi padronali, ma di un governo autorevole e rispettato in tutte le sedi.

Ora mi vorrei un attimo rivolgere al Presidente del Consiglio e al Presidente della Giunta che non ci sono, perché voglio cogliere questa occasione rara, che mi viene offerta, per invitarvi a moderare i toni della vostra polemica nei confronti del Consiglio regionale. Che non può essere indicato, come state facendo voi, al ludibrio della gente. "Sono insoddisfatto", "Il Consiglio regionale non produce, lavora poco", "Non mi seguono, mi candiderò contro chi mi ostacola", "La Giunta produce di più", "Il Consiglio guadagna troppo". Io vi chiedo rispetto per l'Assemblea legislativa che, al di là di inevitabili momenti di tensione, ma anche confortanti oltre che inevitabili, sotto il profilo di un corretto rapporto tra maggioranza e minoranza ha sempre dato dimostrazione di intuito, intelligenza e senso di responsabilità istituzionale.

Siamo e vogliamo essere contraddittori e talvolta rasentiamo l'ipocrisia politica. Siamo succubi di una legge nazionale e, per quanto riguarda il sistema elettorale, auspichiamo una legge regionale sul trattamento economico dei consiglieri regionali: non so se ridere o piangere. Il costo della politica per altro è uno degli argomenti che ha trovato il conforto, il consenso e l'avvallo di tutte le forze politiche, affrontato e risolto a livello nazionale. Cosa si vuole fare di diverso e di di più? Perché non è stato detto che la legge finanziaria nazionale ha decurtato del 10 per cento il trattamento economico dei deputati e, quindi, di conseguenza anche quello dei consiglieri regionali. Dove si vuole arrivare? Fare demagogia, una demagogia che io rifiuto e respingo.

Non sarà questo un metodo per distogliere l'attenzione dalle nostre manchevolezze, dalle nostre insufficienze e dirottare o buttare fumo negli occhi, nella buona fede della gente comune che è stanca di queste cose artificiose e di questo ergersi a padri della patria? Penso che la rincorsa al migliore, al più avveduto, al più sensibile, al più onesto non serva a nessuno, ma sia indispensabile un profondo rispetto per il lavoro di tutti, in un comune interesse che non può essere quello dell'apparire ma quello dell'essere.

Voglio anche dire che, a mio giudizio, l'Assemblea legislativa ha bisogno di serenità, di libertà, di autonomia nei confronti dell'Esecutivo per varare buone leggi, giuste leggi. Non è sufficiente, come dice Soru, il giudizio finale del popolo. Il popolo dirà se abbiamo fatto bene o male a seconda di quello che abbiamo realizzato nel nostro programma. Questo sottile distinguo tra i poteri della Regione, Esecutivo e Consiglio regionale, non è una cosa che convince. I danni si calcolano nel tempo, certe azioni goliardiche che possono anche essere carine, simpatiche, popolari, che possono anche fare esprimere tenerezza ma non si possono valutare nel breve periodo, perché, manifestano la loro congruità o meno a distanza di anni.

In Consiglio manca un esame preliminare dell'impatto virtuale sulle leggi, una istruttoria idonea, oggi affidata soltanto al pensiero dei consiglieri regionali che appartengono a questa o a quell'altra commissione, al loro buon senso e talvolta alla loro limitatissima conoscenza. Non si può legiferare così. Il problema quindi non è quello di fare in fretta e di prendere, come abbiamo detto tante volte, il Consiglio regionale come passa carte: arriva mister Soru che presenta il provvedimento… allora prevedete la sede legislativa per le commissioni, la questione di fiducia, modificate. L'istruttoria in Consiglio regionale non è un problema di tempi, il Presidente fa rispettare con dignità l'esercizio delle funzioni di una Assemblea legislativa che deve approfondire, che deve approvare leggi. Ma deve approvarle non in fretta, ma lavorando di più e meglio e migliorando la qualità e la applicabilità delle leggi. Ecco perché le critiche sono fuori luogo.

Ma cosa succederebbe se noi ci mettessimo a criticare la Giunta regionale o i singoli assessori e a dire che sarebbe meglio che non si muovessero neppure perché farebbero meno danni? Ma potremmo noi metterci a fare questi ragionamenti, potremmo farlo come giudizio politico? Io credo che qui vada rispettata la dignità dell'Assemblea legislativa e che non sia più consentito a nessuno questo linguaggio, che per altro è un linguaggio anche scurrile, perché se si affrontano i temi in questa misura allora noi ci riserviamo di dire ciò che pensiamo, sull'operato del Presidente e della sua Giunta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, signori Assessori, colleghi (vorrei dire signor Presidente della Giunta regionale ma non lo posso dire perché non è presente, come ormai è abitudine consolidata), due mesi di esercizio provvisorio costituiscono un danno per la Sardegna perché la macchina amministrativa verrà appesantita da frazionamenti di spesa, frazionamenti di atti amministrativi in dodicesimi, perché si lavorerà inutilmente, in più e male, sprecando tempo ed energie.

L'esercizio provvisorio è negativo, è un danno per la Sardegna soprattutto perché fino a quando non si conosceranno le poste di bilancio non si potranno impostare i programmi di spesa, necessari per distribuire le risorse in un sistema che vive di finanza derivata regionale, pubblica e privata. E chi ne farà le spese saranno, come sempre i comuni e le imprese. Come sempre! In più si terrà bloccato il Consiglio regionale per tutta la durata della sessione di bilancio, in un periodo in cui si dovrebbero invece affrontare i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria che voi avete già pubblicamente presentato, promettendo risultati straordinari.

Due mesi di sessione di bilancio che poi necessariamente porteranno immediatamente al periodo pre-elettorale in cui sarete impegnati a portare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri colui che da Presidente della Commissione Europea qui in quest'Aula davanti a questo Consiglio e davanti alla Giunta di allora disse: "Ma di che cosa vi illudete, voi siete già fuori dall'Obiettivo 1": Prodi. Due mesi che - attenzione - sono necessari per il Consiglio regionale.

La decisione assunta ieri dalla Commissione Bilancio, contro il parere della Giunta regionale, di portare a due mesi l'esercizio provvisorio non è, come sicuramente vorrà fare credere qualcuno, un'operazione dilatoria, ostruzionistica, un formalismo dei consiglieri di maggioranza e di opposizione che vogliono assaltare la forma di formaggio del bilancio regionale. No, questi due mesi sono necessari innanzitutto perché il Regolamento del Consiglio regionale prevede 37 giorni per l'approvazione del bilancio, ma al di là di questo, perché c'è un'esigenza da parte del Consiglio, sicuramente da parte dell'opposizione, spero anche da parte della maggioranza, di conoscere, di vedere le carte, che voi avete tenuto in questi mesi nei cassetti dei vostri uffici.

C'è l'esigenza di misurare il sistema di valutazione delle entrate, dovremo verificare se ancora una volta verranno sovrastimate, come è capitato per la quota Iva nel bilancio scorso e come - direte voi - è capitato anche in quello precedente presentato da una Giunta di altro colore. Una sovrastima delle entrate che però questa volta rispetto alla prima volta non è stata neanche corretta in sede di assestamento di bilancio. Dovremo controllare da dove arrivano le nuove risorse destinate al settore sanitario, che secondo voi permetteranno di mantenere lo stesso livello di entrate del passato nella manovra di bilancio. Abbiamo l'esigenza di capire a quali organizzazioni assegnerete i contributi e a quali no, se li concederete ancora agli artigiani, agli industriali e non ai sindacati soprattutto a quelli che non sono sufficientemente proni rispetto ad una concertazione inesistente.

Abbiamo l'esigenza di capire come proceda la spesa dei fondi della programmazione negoziata e di quelli europei. Abbiamo questa necessità, ce l'ha il Consiglio regionale, ce l'hanno i sardi. O pensate che il Presidente, gli Assessori, possano tenere sul proprio tavolo le proposte di legge o gli atti amministrativi o i protocolli di intesa con i vari Ministeri, come è capitato per gli indennizzi ai pescatori, per settimane, mesi, per capire di più, per conoscere, magari per tenere al laccio qualcuno e invece il Consiglio debba comportarsi come un distributore automatico di leggi e di provvedimenti che funzioni introducendo un gettone?

L'indennità che per ora abbiamo, volete farcela guadagnare con un minimo di lavoro intellettuale oltre che manuale o vi serve soltanto che qualcuno sollevi il braccio o muova la mano nelle votazioni a scrutinio palese? Allora, se volete veramente valorizzare la volontà e l'intelligenza dei sardi, iniziate a valorizzare la volontà e l'intelligenza dei consiglieri regionali. E' per questo che la prova che dovrà affrontare il Consiglio regionale nei prossimi mesi sarà una prova che ci costringerà a discutere quello che in questi due mesi di ottobre e novembre non abbiamo potuto esaminare.

Ottobre e novembre trascorsi a discutere di interpellanze e di mozioni, di alcuni pochi disegni di legge, alcuni di questi approvati, altri rimandati al mittente dalla vostra stessa maggioranza e non per insubordinazione, ma perché erano progetti di legge fatti male. Nel frattempo, il Presidente è impegnato in altro. In questi mesi è stato impegnato in altro, in altre cose, non permettendo che potesse essere presentata nei termini la manovra di bilancio.

Il Presidente è stato impegnato in una vertenza che noi abbiamo riconosciuto come sostanzialmente giusta, quella delle entrate. Una vertenza, una questione che l'Assessore del bilancio e della programmazione ha posto con l'intelligenza e la professionalità tipica di un ottimo economista. Che ha posto intelligentemente e con decisione, con lucidità, colmando una lacuna oggettiva della Regione degli ultimi anni, che ha determinato una politica delle entrate deficitaria, distratta, autolesionista. Come vedete stiamo facendo e abbiamo fatto autocritica su questo. Noi abbiamo riconosciuto, dal lato dell'opposizione, che questa è una vertenza giusta. L'abbiamo condivisa da subito, perché l'abbiamo sentita come nostra, nostra nonostante i limiti accumulati da tutti i Governi precedenti, facendo quindi autocritica. E l'ha fatta l'opposizione come l'hanno fatta le forze sociali che hanno sostenuto, con la forza dell'organizzazione e con la forza della piazza, questa vertenza.

Avete avuto dalla vostra parte la maggioranza, l'opposizione e le forze sociali, cioè un esercito. Un esercito di cavalieri e di fanti, che vi ha seguito nelle strade della Sardegna e anche in quelle di Roma. E chi non era né cavaliere né fante, chi non è andato per strada per sollecitare la vittoria in questa battaglia, l'ha fatto come popolo seguendo le trasmissioni in tv, i resoconti della stampa, sostenendo, fermando anche voi e noi per strada, dicendo: "Andate avanti in questa vertenza".

Questa Giunta, l'Assessore, ma soprattutto il Presidente, hanno utilizzato questa fiducia, incondizionata direi, finora, hanno utilizzato e stanno utilizzando questa generosità del sistema istituzionale, politico e sociale della Sardegna, mettendola al servizio di una strategia politico-militare che si sta rivelando ad oggi fallimentare.

La vertenza sulle entrate è rientrata nell'alveo proprio di una trattativa tecnica, amministrativa, legislativa. Una trattativa lunga, difficile, complicata, come tutte le trattative istituzionali, che sono complicate da anni di ristrettezza finanziaria, di debolezza del sistema politico sardo e dal solito cronico cinismo delle furbizie del sistema politico amministrativo romano che voi però conoscete, dovevate conoscere.

Ora questo popolo che vi ha seguito nella battaglia in campo aperto, ora questo esercito è invece nella noia della trincea, nel fango, nel freddo, nelle difficoltà della guerra di posizione. Adesso cosa farete? Questo esercito, questo popolo vi ha seguito perché ha creduto nella giustizia di questa vertenza, ma non vi ha firmato una cambiale in bianco sulla strategia e sulla tattica da utilizzare. Ora questo esercito vi chiede la vittoria, non vi chiede più le urla dell'inizio della battaglia, non basta incitare l'esercito all'inizio per poter vincere. Non ci si può compiacere soltanto del consenso che si riceve dai propri soldati, no, bisogna conquistare risultati, bisogna conseguire l'obiettivo. Finora, invece, non avete ottenuto niente di più, neanche un euro in più di quello che hanno ottenuto Masala, Pili, Floris, Palomba, Cabras.

Allora, se questa è la situazione in cui ci troviamo, se ci troviamo cioè nella fase di una difficile trattativa, di una difficile vertenza, di che cosa c'è bisogno? Delle urla di guerra, degli insulti al Ministro dell'economia, dell'attivismo e del presenzialismo nelle trasmissioni televisive da dove si può attingere molto consenso in Sardegna ma pochi soldi per risolvere i problemi di tutti? In questo modo utilizzano tempo ed energie sottratte a una azione ordinaria di governo che doveva essere più incisiva, che doveva portare entro il 30 settembre in Consiglio la manovra finanziaria, per poi approvare da gennaio, febbraio, da subito, i collegati che voi ritenete così importanti e che noi riteniamo importanti per modificare la struttura amministrativa di governo, programmatoria di questa Regione, per poter offrire al sistema economico risposte, al sistema sociale una vera solidarietà concreta.

Cosa si darà, come si finanzierà la legge approvata ieri sui servizi alla persona, se questo sarà il risultato in termini di entrate, se questo sarà il risultato di una strategia voluta in questi termini, una strategia dello scontro, incapace di gestire una intelligente, perseverante politica diplomatica sulla questione delle entrate? L'esercito, il popolo vi ha seguito fino ad ora, ma non vi può seguire in una azione politica che si riduce soltanto a propaganda.

La propaganda serve, l'enfasi, la ricerca del consenso, la retorica, sono utili in certi momenti, sono utili per sensibilizzare, per muovere anche la piazza, per conferire, a chi tratta nelle sedi istituzionali, maggiore forza, maggiore convinzione, ma poi occorre intelligenza e perseveranza nel portare lì ragioni convincenti, azioni politiche decise, e magari per cercare intese istituzionali alte e non scontri che ottengono soltanto il risultato di incrementare di qualche punto il consenso del Presidente.

Credete di poter compiere molti passi in avanti seguendo questa strategia e questa tattica? Noi osserviamo che questa strategia e questa tattica hanno portato soltanto ad una "conquista", e cioè la solita, inutile e dannosa autorizzazione all'esercizio provvisorio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà. Dopo il consigliere Amadu ci sono altri tre colleghi iscritti a parlare, che parleranno per dichiarazione di voto perché per parlare in discussione generale ci si doveva iscrivere durante il primo intervento.

(Interruzione del consigliere Capelli)

PRESIDENTE. Il metodo è sempre lo stesso, non so che dirle onorevole Capelli, ci sono dei colleghi che si sono iscritti dopo.

Prego, onorevole Amadu.

AMADU (U.D.C.). Grazie Presidente, posso rassicurare tutti, compresi i colleghi che devono intervenire, che sarò molto breve, ma alcune considerazioni ritenevo e ritengo di doverle fare per una ragione di coerenza politica e anche perché non solo dal nostro punto di vista, ma credo anche dal punto di vista della pubblica opinione, dei cittadini sardi, una Giunta che si proponeva di rivoluzionare il modo di fare politica non può ripresentarsi in Aula chiedendo l'approvazione, che peraltro a questo punto è un atto dovuto, dell'esercizio provvisorio. Credo che la gente a questo punto penserà: "Niente è cambiato, tutto è come prima, forse peggio di prima, le promesse anzi sono diventate disillusioni".

Quindi c'è una valutazione politica di carattere generale che non può che essere di segno negativo, segno negativo per il Consiglio ma soprattutto per il Governo di questa Regione. Credo che questo sia uno dei pochi anni in cui gli Assessori non avranno l'imbarazzo di chiedere ai funzionari se nell'autorizzare l'esercizio provvisorio e nell'utilizzare le somme per i mesi consentiti in via provvisoria, occorra fare riferimento alle spese previste nel bilancio precedente o a quelle previste nel progetto di bilancio approvato dalla Giunta regionale. Siccome progetto approvato dalla Giunta regionale non esiste, neanche quest'anno il problema si è posto.

Ma io penso anche alle conseguenze negative in termini di rallentamento della spesa di una operazione effettuata l'anno scorso e che peraltro sembrava abbastanza interessante, relativa all'inserimento nella legge finanziaria delle risorse provenienti dai fondi europei. Non so quanto questa operazione abbia contribuito in termini di accelerazione della spesa o quanto la stia ritardando, considerata la diversità delle procedure di assegnazione degli appalti e di spendita. I risultati, comunque, potranno essere verificati nei prossimi mesi. Mi auguro per l'economia della Sardegna che generi frutti positivi.

Però alcune considerazioni negative in ordine agli impegni assunti dalla Giunta e in particolare dal presidente Soru non posso esimermi dall'esprimerle. In effetti sono numerose le promesse o comunque gli impegni formali assunti dal presidente Soru con altre istituzioni, che risultano praticamente vanificate dalla mancata disponibilità di un documento contabile approvato e vigente. Mi riferisco ai fondi promessi per la continuità territoriale aerea, non sappiamo nulla in riferimento alla Conferenza dei servizi sulla continuità territoriale aerea, si va a rinvii. Si erano promesse tutta una serie di rivoluzioni, non se ne sa nulla.

La Regione al tavolo ministeriale, già dal giugno o luglio scorso, aveva promesso un proprio contributo per concorrere alle spese della nuova continuità territoriale ma tutto è ancora per aria, evidentemente perché non c'è ancora il bilancio. Manca anche la normativa, non c'è uno straccio di iniziativa politica della Giunta regionale, si rischia di perdere i soldi dello Stato destinati alla continuità territoriale merci mentre la propaganda continua ad essere imperante. Mi riferisco al protocollo di intesa, siglato dal Presidente della Regione per inserire la Sardegna tra le prime regioni destinate a sperimentare il digitale terrestre; ancora non se ne sa nulla.

In quel protocollo di intesa, sbandierato con grande enfasi, il Presidente della Regione si era impegnato a concorrere con una posta in bilancio ben precisa, netta. Non aveva detto: "Ci saranno questi soldi quando il bilancio sarà approvato.", aveva detto: "Mi impegno". Invece si trattava solo di una frettolosa iniziativa del Presidente della Giunta perché ancora non se ne sa nulla; una iniziativa che ha creato solo disagi; qualcuno ci avrà guadagnato perché c'è stata la corsa all'acquisto del decoder. Si vedrà comunque nei prossimi mesi chi ci ha guadagnato e chi non ci ha guadagnato; certamente i cittadini sardi non ci hanno guadagnato.

Penso alle leggi approvate da questo Consiglio, ultimo esempio quella per il recupero dell'amianto, che rimandava alla legge finanziaria. Anche lì grande enfasi per una legge la cui applicazione dovrà senz'altro essere rinviata. Io credo che ci si debba "dare una regolata". La proposta di approvare fin da dicembre l'esercizio provvisorio è una iniziativa forte della Commissione cui ha partecipato con convinzione l'opposizione, perché quando si amministra si deve ragionare in termini di serietà amministrativa e non in termini di demagogia. Ritenere infatti che entro gennaio si potesse dar luogo all'approvazione dei documenti finanziari era irrealistico. Giustamente quindi la Commissione bilancio del Consiglio regionale, aveva ritenuto non congrui i termini.

Io non mi scandalizzo del fatto che si debba approvare oggi l'esercizio provvisorio; si dovrebbero invece scandalizzare i colleghi della maggioranza che nelle passate legislature urlavano chissà quali improperi gridando allo scandalo per l'esercizio provvisorio. Occorre scandalizzarsi quando c'è da scandalizzarsi, e ragionare con la consapevolezza che qui si fa politica, alta politica e bassa politica, non lo so, e che quando si amministra la cosa pubblica ci deve essere un minimo di serietà e di responsabilità che deve imporre a tutti noi comportamenti e atti rispondenti alle esigenze della collettività.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio;

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, pronuncerò un breve intervento per toccare alcuni dei punti che sono stati affrontati negli articolati interventi degli onorevoli consiglieri. La proposta di esercizio provvisorio è una proposta che si presenta sempre con qualche difficoltà, con qualche disagio perché non c'è dubbio che l'esercizio provvisorio carichi di costi una economia come quella sarda che dipende in misura forse eccessiva dal bilancio regionale.

Quindi proporre a nome di una Giunta e di una maggioranza solida un disegno di legge sull'esercizio provvisorio è certamente qualcosa che merita giustificazioni particolari e forti. Non c'è dubbio che la giustificazione che ho il dovere di riportare in quest'Aula è quella della vertenza sulle entrate. Questo è il punto fondamentale. E' naturale che le valutazioni che si esprimono sulla possibilità, sulla correttezza o meno della richiesta di esercizio provvisorio, sulla base dell'andamento della vertenza per le entrate, possano essere diverse; l'orientamento della Giunta è stato quello di esercitare la massima pressione sullo Stato italiano (sulla base di dati precisi forniti da noi e in buona parte confermati dagli stessi autorevoli uffici della Stato italiano). Quindi nella convinzione che si potesse ottenere in tempi ragionevoli una risposta che, a sua volta, consentisse di scrivere una proposta di bilancio diversa da quella che in effetti in questo momento siamo capaci di scrivere.

Questa è stata la valutazione, onorevole Floris. La nostra vertenza è iniziata ad aprile, ha registrato dei momenti che ci hanno indotto certamente ad un ottimismo ragionevole, ma ricordo anche che nel frattempo sono cambiati sia il Ragioniere generale dello Stato sia il Ministro dell'economia.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FADDA PAOLO

(Segue PIGLIARU.) Avvenimenti che hanno certamente creato delle difficoltà aggiuntive in una trattativa che sapevamo sarebbe stata comunque complessa. Abbiamo quindi ritenuto di poterci assumere la responsabilità di un breve - speriamo - esercizio provvisorio a fronte di un beneficio atteso associato ad una vertenza che riteniamo debba chiudersi comunque in tempi rapidi. Questa è la motivazione. Abbiamo atteso dei benefici che spero arriveranno e che non sono ancora arrivati. A fronte di ciò imponiamo un costo certo, che è quello dell'esercizio provvisorio, all'economia della Sardegna.

Io credo che parlare di danni che ricadranno come macigni sulle fasce più deboli dell'Isola sia eccessivo nella mia valutazione. I dati dell'economia della Sardegna sono dati che tutti conosciamo, non si intravede il risultato di alcun macigno caduto su questa economia, per adesso, e credo neanche per il futuro.

Io ritengo che l'esercizio provvisorio debba essere certamente breve e certamente costituirà un costo, ma stiamo parlando di costi sicuramente limitati. Se parliamo di bilanci dobbiamo riconoscere che questa Giunta ha dovuto affrontare uno dei problemi fondamentali per i bilanci della Regione e per la Regione in generale: il "macigno" dell'indebitamento e quindi il problema di limitarne la crescita, quello sì pericolosissimo.

Ricordo che in due anni, come vedremo nella manovra di bilancio e come abbiamo già comunicato nelle concertazioni iniziate da varie settimane, il deficit dei bilanci della Regione Sardegna scenderà da 1.250 milioni di euro a circa 250 milioni di euro; e questo garantiendo stanziamenti simili a quelli dei due anni precedenti. Io credo che questo sia un elemento importante.

OPPI (U.D.C.). Quando lo vediamo, perché dite sempre bugie!

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Certamente, intanto quello del 2005 l'ha già visto ed ha già visto il dimezzamento del deficit, proporremo un ulteriore dimezzamento del deficit quest'anno non per vantarci di qualcosa ma come un atto dovuto per tenere sotto controllo una dinamica del debito che tutti abbiamo riconosciuto essere insostenibile. E ricordo, onorevole Oppi, che tutti abbiamo riconosciuto essere insostenibile proprio a causa delle entrate insufficienti e quindi proprio a causa dei motivi che sono al centro della vertenza che tutti, mi pare, in modo unitario abbiamo deciso di condurre, almeno nel senso generale, se non nelle tattiche specifiche.

Credo che quella vertenza debba essere continuamente condotta col consenso unitario e per questo sono d'accordo con quanto sostenuto dall'onorevole Floris, cioè sulla necessità di avere una informazione continua sia sul lato della vertenza per le entrate sia sul lato del negoziato dell'Unione Europea, e su questo non abbiamo nessuna difficoltà ad impegnarci.

Sono anche d'accordo sul fatto che, l'ho detto in Commissione bilancio e in varie occasioni, io credo che l'attività - non credo che spetti a me dirlo ma lo dico per esprimere un consenso sul fatto - che l'attività legislativa possa diventare certamente molto più efficace in presenza di sistemi che consentano una simulazione dell'impatto dell'attività legislativa, permettendo una migliore valutazione delle proposte di legge. Credo che questi siano argomenti estremamente importanti; chiunque passi qualche ora in Commissione bilancio sa che è uno strumento che oggi manca e che potrebbe molto utilmente essere adottato in futuro.

In sostanza l'esercizio provvisorio imporrà certamente alcuni costi, che la Giunta auspica siano limitati perché auspica sia limitato il periodo di esercizio provvisorio. Limitato non vuol dire voler imporre una discussione limitata sul bilancio che proporremo; come tutti i bilanci ha bisogno di essere guardato con particolare attenzione ed io credo che questo bilancio, varato nelle more di una importante vertenza con lo Stato, avrà bisogno di essere esaminato con la massima attenzione dall'intero Consiglio.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo adesso al voto per il passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Veda Assessore, io sono uno di coloro che l'ascolta sempre con grande attenzione. Lei dice che l'indebitamento era uno degli elementi essenziali; è vero, non ne avete mai fatto mistero.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue DIANA.) Lei oggi ha annunciato che nella prossima manovra finanziaria ci sarà un'ulteriore riduzione dell'indebitamento, quindi un ulteriore intervento in questo senso. Se l'intervento era possibile, pur senza considerare le eventuali maggiori entrate da parte dello Stato, mi chiedo: per quale motivo entro il 30 settembre non si è provveduto a effettuare tutti quei passaggi che in qualche maniera evitavano il ricorso all'esercizio provvisorio? E' chiaro che quando ci siamo trovati in Commissione ieri chi appena appena ha un po' di pratica dei lavori del Consiglio, ci va bene che, a cavallo delle feste, in un periodo particolare dell'anno è materialmente impossibile licenziare la manovra di bilancio in un mese, che non è un mese, sono diciotto, quindici giorni di attività in Aula e in Commissione.

Ecco perché ci siamo permessi di sollecitare i due mesi di esercizio provvisorio. Tutto questo gran can can che è stato sollevato e che ha visto maggioranza e opposizione congiuntamente in disaccordo con la Giunta, è un fatto che può succedere, io spero che succeda anche altre volte, perché la democrazia non può avvalersi solo dei numeri, ma anche di chi in qualche maniera pensa. La Commissione ieri credo abbia pensato bene di accogliere la proposta che ha avanzato la minoranza per portare l'esercizio provvisorio a due mesi.

Forse ci aspettiamo molto dalla manovra finanziaria, però già con il passaggio che ha fatto l'Assessore con l'ulteriore taglio dell'indebitamento, mi chiedo come verranno date le risposte alle numerosissime sollecitazioni che arrivano dal mondo imprenditoriale, dal mondo agricolo, dal mondo della pesca, dal mondo dell'energia? Come si potranno fornire risposte? Dovremo scaricare tutte le responsabilità sul mancato trasferimento delle risorse dallo Stato? Questo può andare bene una volta, due volte, tre volte, ma non è che tutti i giorni deve essere ripetuta la stessa tiritera! Qualche volta, Assessore, credo che dovrebbe consigliare al presidente Soru di assumersi qualche responsabilità anziché sparare sempre a zero. Qualche volta bisogna avere anche il coraggio di riconoscere che probabilmente certe battaglie andavano condotte, ma andavano condotte in una maniera diversa.

Il non riconoscere l'impegno del Governo italiano ieri in Commissione sui 251 milioni di euro ulteriori è un fatto assolutamente grave, e il Presidente Soru non può venire in Commissione a dirci (in Commissione, Assessore, non in una seduta informale) che si augurava che vincesse le elezioni il centrosinistra. Ha fatto veramente una scoperta, ha scoperto l'uovo di Colombo! Lo deve dire in Commissione il Presidente della Regione Sardegna, lo deve dire pubblicamente proprio quando è stato chiamato dal Presidente della Commissione per riferire sulla questione delle entrate? Il presidente Soru altro non ha avuto da dire, a seguito delle considerazioni che ha espresso il presidente Secci, sulla necessità di ulteriori ragguagli alla Commissione e di ulteriori incontri per… il presidente Soru ha detto testualmente "ve li fate voi"!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, i cinque minuti sono terminati.

DIANA (A.N). Per concludere: è questo l'atteggiamento che non va, e non si può cercare la minoranza, e non si può soprattutto dire fuori dall'Aula, fuori dalle Commissioni, che questa è una minoranza che collabora. Assessore, gliel'ho detto ieri in Commissione, gliel'avevo preannunciato che l'avrei ridetto in Aula: guai a sfidare la minoranza; non è un atteggiamento politicamente corretto, non è un atteggiamento che favorisce i rapporti all'interno di quest'Aula, tra i Gruppi, nella politica, tra i partiti. Guai ai colleghi che continuamente insinuano che c'è una parte della minoranza che collabora: questa è una storia che deve terminare!

I colleghi di una certa parte politica della maggioranza, parlo di quella parte politica che è più direttamente interessata al Presidente Soru, si astengano dal pronunciare certi commenti e si astengano da insinuare certi dubbi, perché questo non è modo di fare politica, perché altrimenti, onorevole Porcu, di dubbi - non dubbi, certezze - possiamo insinuarne nella gente anche noi!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori, colleghi e colleghe, questo Consiglio regionale è chiamato ad affrontare e ad approvare l'esercizio provvisorio e quindi per due mesi questa Giunta regionale sarà costretta a spendere il bilancio in dodicesimi. E' chiaro che questo danneggerà l'economia della Sardegna perché la Regione non potrà spendere a pieno le proprie risorse.

Purtroppo noi siamo alla fine di dicembre e del bilancio di previsione non si vede neanche l'ombra, non è arrivato neanche in Commissione, e questo ci preoccupa molto. Noi infatti temiamo che non bastino neanche questi due mesi di esercizio provvisorio. E tutto questo mentre la Regione Sardegna sta attraversando una crisi gravissima, tutti i settori produttivi sono in difficoltà, ad iniziare dall'agricoltura, dall'industria, dal turismo, dal commercio, dall'artigianato. Non si vede una possibile ripresa di questi settori perché non c'è una politica che ci possa far pensare che ciò avvenga.

Il Governo della Regione, non ha una strategia sulle politiche energetiche, sulla continuità territoriale, sullo sviluppo turistico. Ancora non riusciamo a capire, a parte i vincoli, quale sia la strategia, come si voglia far sviluppare il turismo in Sardegna. E questo mentre da parte della Giunta regionale, in modo particolare del suo Presidente, è in atto una campagna propagandistica a tutto campo che pare orientata più che a produrre risultati, a porre in essere altre azioni demagogiche che penso poco porteranno alla Sardegna.

Credo che il Presidente Soru invece di andare a Roma per farsi fotografare e farsi intervistare dovrebbe andare a Roma per fare ciò che dovrebbe fare un Presidente della Giunta regionale. A Roma, per intenderci, Assessore, si va per portare a casa risultati, non per fare propaganda, perché questo è quello che è successo fino adesso. Noi riconosciamo che effettivamente sono stati sollevati dei problemi, che sono anche giusti, come quello sulle entrate, dove sicuramente ha avuto un ruolo importante l'Assessore, però abbiamo capito che si vuole stravolgere quello che era considerato un obiettivo fondamentale, un obiettivo importante, condivisibile.

Sicuramente la vertenza sulle entrate era una vertenza giusta ma successivamente è stata trasformata. A noi pare che quel rapporto di collaborazione che avrebbe potuto portare a casa dei risultati, da parte del Governo regionale non ci sia stato. Così come riteniamo che sia una campagna demagogica, per non dire dannosa per la Sardegna, quella sulle servitù militari. Anche questo è un problema che va affrontato e sicuramente ha bisogno di una rivisitazione, ma non come lo sta affrontando il Presidente della Giunta regionale. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la battaglia sull'eolico e su altre questioni che riguardano la crescita e lo sviluppo della Sardegna.

OPPI (U.D.C.). Deve invitare i colleghi all'attenzione.

PRESIDENTE. Io invito continuamente; onorevole Sanciu, le dispiace accomodarsi, così evitiamo anche di formare questi capannelli.

OPPI (U.D.C.). Richiamo anche lei a fare il suo lavoro in modo corretto.

LADU (Fortza Paris). Chiedo di recuperare i minuti che ho perso.

Presidente, non si può fare politica per demolire tutto quello che è stato fatto finora, perché noi il nuovo ancora non l'abbiamo visto. Ma questa mattina voglio approfittare della presenza in Aula dell'assessore dei lavori pubblici Mannoni. Assessore Mannoni, io credo che governare non significhi demolire tutto quello che è stato trovato e non significhi neanche portare avanti una politica di ritorsioni. Lei ha tentato, sì, lo dica lei, di "scippare" la comunità montana delle Baronie per motivazioni politiche di un finanziamento soltanto...

PRESIDENTE. La prego di concludere.

LADU (Fortza Paris). Lei praticamente ha tentato di scippare queste risorse destinandole alla Provincia. Dopo un ricorso al TAR che ha dato ragione alla comunità montana lei ha tentato di aggirare l'ostacolo cercando di sottrarne ancora quei fondi pronunciando affermazioni non vere, perché anche quando le procedure per l'appalto erano già avviate lei ha dato disposizione di sospendere l'apertura delle buste e sono arrivati i Carabinieri per mettere ordine a questa vicenda! Lei si dovrebbe vergognare, perché ha ripetutamente tentato...

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, la discussione di oggi nell'esercizio provvisorio, che costituisce una costante negativa nella storia della Sardegna, si è trasformata in un attacco violento al Presidente Soru e alla maggioranza soprattutto da parte degli onorevoli Floris e La Spisa.

Io non voglio difendere posizioni discutibili sulla proposta di esercizio provvisorio per un solo mese o sulla risoluzione concernente le politiche comunitarie che la seconda Commissione di questo Consiglio ha approvato all'unanimità il 10 novembre scorso chiedendo di discuterla in Aula. Se questo fosse stato fatto avremmo avuto non solo una buona discussione sul tema ma forse saremmo intervenuti per tempo sul negoziato di Bruxelles sui fondi comunitari che riguardavano anche la Sardegna.

Aver discusso in Commissione con il Presidente il giorno che è iniziato questo negoziato ed aver approvato, con la sola maggioranza, un documento certo importante, non è il risultato massimo che potevamo tentare di ottenere. E' evidente che si poteva operare meglio e per tempo da parte del Presidente e della Giunta, ma questo secondo me non giustifica, come dicevo prima, l'attacco dell'onorevole La Spisa in particolare sulla vertenza delle entrate con lo Stato. Come si fa a non cogliere il dato nuovo che viene da questa battaglia sulle entrate; infatti tanti ne hanno parlato ma nessuno ha prodotto quei dati e sollevato il problema coinvolgendo tutto il popolo sardo e le sue rappresentanze istituzionali.

Si può discutere sui modi con cui si è mosso il Presidente, ma che una battaglia forte sulle entrate non fosse più rinviabile non ci dovrebbero essere in quest'Aula dubbi. Invece qui si sentono ancora voci, stonate, da parte di chi parla di strumentalizzazione, di propaganda, di cultura dello scontro e per lo scontro con il Governo romano.

Non è giusto descrivere la realtà in questo modo, perché ci sembra che sia un modo per caricaturarla. La verità è che altre Giunte regionali non hanno approfondito bene un argomento così fondamentale e si sono anche illuse che con le discussioni salottiere si potessero risolvere questi problemi. E noi sappiamo che tutto ciò non ha prodotto nessun risultato, assolutamente nulla, insisto su questo. Allora perché non ammettere che quella strada è stata fallimentare? La controversa questione sulle entrate, le altre questioni irrisolte con lo Stato, fino al nuovo Statuto, che sarà la madre di tutte le battaglie, sapevamo che non sarebbero state delle facili passeggiate.

Allora, onorevole La Spisa, perché fare del disfattismo? Perché dire con soddisfazione che non si è ottenuto ancora niente, giustificando le posizioni centraliste antisarde del governo Berlusconi? La vostra posizione non solo non è corretta nei confronti del popolo sardo, è antiunitaria, tipica di un certo ascarismo da popoli autocolonizzati. Questa posizione non vi fa onore. Io credo che noi dobbiamo restare uniti, sempre, su queste questioni, ci sia al Governo di Roma Berlusconi o ci sia Prodi. Per questo non condivido le vostre posizioni ed annuncio sul tema in questione il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per dichiarare la nostra astensione, perché sull'esercizio provvisorio ci risulta che il guinnes negativo dei primati sia stato raggiunto nella passata legislatura, addirittura con quattro mesi di precarietà e improvvisazione. Quindi anche questa Giunta rientra nella routine, nel grigiore, nella umanità. Ha bisogno di questa trasfusione, di questo periodo per che cosa? Perché ha condotto una vita allegra, aspettando l'eredità del nonno stramiliardario.

Queste spettanze, che noi abbiamo rivendicato assieme ai colleghi che sono impegnati forse in discussioni più profonde di quelle che stiamo affrontando, e che hanno coinvolto fisicamente i sardisti, non possono essere un pretesto. Qui c'è una maggioranza che si definisce "bulgara", le presidenze delle commissioni sono assegnate alla maggioranza, le composizioni delle stesse vedono in stragrande maggioranza i consiglieri che appartengono all'area governativa, quindi non ci sono alibi. Non c'è nessuna giustificazione.

Però vorrei, in questi cinque minuti, soffermarmi sulla parte più preoccupante: c'è proprio una strafottenza politica e un'arroganza tecnocratica che vuole, con un disegno lucido e scientifico, mortificare il Consiglio regionale, indebolire ulteriormente i partiti e fare arretrare la democrazia. Perché, come in quel panettoncino farcito col feto dei pulcini e altri inquinanti che attentano alla salute intestinale, qui c'è in gioco la democrazia! Le norme intruse che ho paragonato a questi feti di pulcino, stanno aleggiando minacciose ancora una volta, perché la strafottenza politica di chi non accetta la concertazione, di chi è abituato ad avere una cultura diversa della democrazia, fa sì che ci imponga in un modo violento ciò che non è stato possibile esaminare, esitare nelle commissioni.

Prendiamo una legge certamente importante che doveva porre ordine nel settore cinematografico; ma, dico ai colleghi: ma è davvero una delle leggi indispensabili e di straordinaria importanza per l'asfittica situazione economica in cui versa la Sardegna? Questo è sintomatico di un modo di vivere la politica per indebolire, ripeto, ulteriormente i partiti. Noi abbiamo conosciuto i periodi bui della storia, purtroppo. Sembra che le condizioni storiche siano cambiate ma la cultura tecnocratica, arrogante, prevaricatrice è sempre dietro l'angolo. Questo lo voglio ribadire ai colleghi consiglieri, per la loro dignità, per la loro incolumità.

Allora mettiamo 159 collegati nella finanziaria, ci troviamo una volta all'anno, decide tutto la finanziaria, non si lavora in commissione, si indebolisce il Consiglio, lo si mortifica: questo è l'aspetto politico devastante! Perché qui abbiamo di fronte una maggioranza "bulgara" che potrebbe fare ciò che vuole, ha i numeri per farlo! Ma allora le implosioni, l'amarezza, la sofferenza che ogni tanto viene fuori, bè, questi sono gli anticorpi democratici che devono autorizzarci a vigilare, ad impedire che venga mortificato questo Consiglio regionale, ed attenderemo con pazienza di conoscere i particolari della finanziaria, ma ciò che ci preannuncia la stampa è veramente allarmante.

Quindi noi esprimiamo un giudizio fortemente negativo e preoccupato per ciò che arriverà in quest'Aula, perché qui non si parla di giuste cause, lo Stato, ormai si sa, ha questa cultura truffaldina, morosa, ci ha abituato a promettere e a non mantenere! Lo si sapeva! Non è un elemento che può giustificare il ricorso all'esercizio provvisorio, era scontato! Non ci si poteva, anche per l'esperienza, la professionalità di alcuni componenti questa Giunta, attendere dallo Stato il dovuto.

Concludo dicendo, presidente Spissu: noi sardisti urliamo da più di un anno affinché questa Regione si doti di un ufficio che sia in grado di quantificare fino all'ultimo euro ciò che spetta alla Regione. Abbiamo presentato anche una proposta di legge, speriamo che venga accolta e che sui grandi argomenti si marci assieme. Ma ripeto, attenzione, vigileremo sulla tutela e sulla salvaguardia della democrazia!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, svolgerò il mio intervento in cinque parti, visto che promuoverò dichiarazioni di voto su tutto l'articolato, non essendo stato possibile intervenire in sede di discussione generale. Inizio ringraziandola per le simpatiche caricature dei consiglieri regionali di quest'Aula che ci ha voluto omaggiare.

Lo dico perché vorrei suggerire all'autore di rappresentare questo Consiglio nel modo più reale possibile, così come si appalesa dal dibattito sull'esercizio provvisorio per esempio con il Presidente che tiene al guinzaglio i dodici assessori, a cui aggiungerei anche il Presidente del Consiglio. Così come vestirei una parte dei componenti di questo Consiglio, esattamente quelli della maggioranza, con l'abitino dei camerieri, quello che Soru voleva togliere ai sardi! Ricordate la questione dei panini sardi? "Non siamo tutti camerieri" diceva. Effettivamente c'è riuscito, ha vestito da camerieri i consiglieri regionali della maggioranza! E lo dico perché sono profondamente offeso dal comportamento che i colleghi stanno tenendo e stanno consentendo che sia tenuto in quest'Aula dopo la bella giornata di ieri, di condivisione di obiettivi e di intenti. Soprattutto il silenzio della maggioranza è molto imbarazzante; soltanto un consigliere è intervenuto finora in sede di dichiarazione di voto per quanto riguarda la maggioranza, ed è intervenuto il consigliere Pisu, che vede sempre un film diverso da quello che si gira realmente in quest'Aula.

Perciò è molto imbarazzante, così come è imbarazzante, Assessore, discutere dell'esercizio provvisorio; avrei preferito sicuramente non partecipare alla discussione sulla presentazione per l'ennesima volta dell'ennesimo disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio. Questo lo dico per me, prima di tutto, lo dico per lei e lo dico per i sardi che per l'ennesima volta si trovano a doverlo subire. E' stato anche detto dal collega Atzeri che il record è detenuto dalla Giunta della scorsa legislatura. Veda, collega Atzeri, questo può essere vero in termini di mesi, ma le Giunte non presentarono mai, se non una volta, l'esercizio provvisorio poco prima di Natale, e quantomeno era stato presentato il disegno di legge finanziaria, che noi oggi non abbiamo ancora il piacere di conoscere! E' vero, invece, che si arrivò a tanti mesi di esercizio provvisorio grazie all'ostruzionismo esasperato ed esasperante della minoranza di allora che utilizzava molto meglio di noi le pieghe del Regolamento per protrarre il più possibile i tempi, non tenendo in considerazione i danni che stava producendo.

Io ricordo quanto lei, Assessore, disse nel corso della discussione sulla precedente finanziaria, quando si alzò e mi rispose, rispose all'Aula nei seguenti termini: "Io mi dimetterò" - sono le sue parole - "lo dico come parola d'onore, se non presenterò e non rispetterò i tempi sulla finanziaria". Ma si riferiva anche al DPEF. Entrambi sono stati presentati con notevolissimo ritardo. Io la richiamo semplicemente al rispetto delle sue parole, della parola d'onore che lei ha speso in quest'Aula.

E a poco serve - è davvero un mezzuccio che avrei preferito non ascoltare - richiamare e giustificare questi ritardi con la pantomima delle entrate, con questo teatro che è stato montato ad arte con un'abile politica di marketing dal Presidente della Giunta ed è anche sconcertante che la giustificazione sia quella di aver atteso una eventuale soluzione della vertenza sulle risorse che lo Stato deve a questo Consiglio. Vedo che finisce il tempo, rimando all'intervento successivo.

Per la prima volta in tanti anni il mio voto sarà sicuramente contrario all'esercizio provvisorio e cercherò di usare tutti i mezzi possibili perché l'agonia di questa legislatura possa finire quanto prima.

SECCI (La Margherita-D.L.). Se succederà saranno problemi tuoi.

CAPELLI (U.D.C.). Saranno problemi tuoi.

SECCI (La Margherita-D.L.). Tuoi, io sono di lungo corso.

(Interruzione del consigliere Oppi)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Onorevole Cappai, su che cosa intende intervenire?

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, sull'ordine dei lavori. Ripetutamente mi sono avvicinato alla Presidenza per vedere l'ordine dei colleghi che chiedono di intervenire. Per due volte non ho detto niente, però poco fa ho avuto modo di esprimere...

PRESIDENTE. Stiamo cercando di alternare interventi della maggioranza con interventi dell'opposizione.

CAPPAI (U.D.C.). L'onorevole Porcu non era iscritto a parlare. Se vuole rispettare questa logica, l'iscritto a parlare del centrosinistra era l'onorevole Marrocu. Quindi lei è pregato di seguire...

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai. Stiamo alternando interventi della maggioranza con interventi dell'opposizione, lasciando in fondo i Capigruppo, se ci riusciamo.

(Interruzione del consigliere Oppi)

Non so di chi stia parlando, onorevole Oppi. Prego onorevole Porcu. Si accomodi, onorevole Cappai, poi le do la parola.

Prego, onorevole Porcu.

PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, sorprende un po' la tensione che sembra esserci stamattina in quest'Aula, forse il clima natalizio non è ancora arrivato a ispirarci una maggiore serenità nelle nostre considerazioni; forse la fine dell'anno che si avvicina ci porta in qualche modo ad arricchire questo dibattito di considerazioni che poco hanno a che fare con il merito di un provvedimento di natura squisitamente tecnica. Per cui io riporterei la mia espressione di voto, che è favorevole al passaggio all'esame degli articoli, al merito tecnico.

Noi possiamo disquisire sui ritardi, sui responsabili dei ritardi, sulle opportunità di attendere per la presentazione della finanziaria la soluzione o una diversa soluzione della partita con lo Stato, ognuno si può assumere la sua responsabilità. La maggioranza evidentemente ha operato delle scelte, credo che nessuno di noi provi particolare piacere nell'arrivare all'esercizio provvisorio, ma sono state effettuate delle scelte di cui evidentemente ci si assume la responsabilità, non solo di fronte a quest'Aula ma di fronte ai cittadini, e queste sono valutazioni che tutti noi abbiamo modo di fare.

Io credo che però alcune delle affermazioni espresse in quest'Aula meritino una breve riflessione: sinceramente mi dispiace sentire un collega, in alcune circostanze moderato come l'onorevole Atzeri, tornare e ritornare su questo tema dei partiti, della tecnocrazia, tornare in ogni circostanza anche parlando di documenti che ancora non sono arrivati in Aula, di documenti futuri, discutere su collegati e su notizie apprese dai giornali, che diventano vere solo perché apparse sui giornali. Dispiace anche quando un collega così autorevole definisce "anticorpi della democrazia" l'uso di uno strumento spregevole, che credo costituisca un vero attentato alla democrazia, come il voto a scrutinio segreto, che è un autentico malcostume politico di cui spero presto ci si possa dimenticare.

Noi siamo stati presentatori, come Gruppo Progetto Sardegna nella Giunta per il Regolamento, di un emendamento che poi non è stato approvato dalla stessa Giunta, sull'abolizione del voto segreto, perché crediamo che democrazia voglia dire emersione di un confronto, un confronto a viso aperto dove ognuno si assume la responsabilità delle proprie posizioni, dove un voto unanime favorevole in commissione significa un'adesione del commissario e del Gruppo a quel progetto di legge, dove la discussione e i contrasti possano emergere in Aula e possano emergere apertamente, anche quando emergono in maniera critica. Quindi sentire oggi parlare di voto segreto come anticorpo della democrazia, credo che sia la maggiore contraddizione per chi pretende di parlare di democrazia o di tecnocrazia e delle necessità di difenderci dagli attentati alla democrazia.

Credo che l'onorevole Atzeri dovrebbe ritornare sulle sue parole perché con quelle parole avalla un malcostume che non ha giustificazioni. Non esiste malessere che possa giustificare l'uso del voto segreto. I malesseri si discutono e si dibattono con un confronto aperto e civile e non col voto segreto. Quindi io spero che l'onorevole Atzeri, come i colleghi in Aula, possa tornare ad un dibattito più pacato, e mi scuso se su questi argomenti si può ancora provare passione politica e non solo demagogia da quattro soldi.

Tornando invece al merito del provvedimento, credo che questa maggioranza si stia mettendo a regime, non ci si mette a regime nell'arco di un solo anno di esercizio. L'anno scorso siamo arrivati a quattro mesi di esercizio provvisorio, io credo che quest'anno siamo nelle condizioni, responsabilmente, tutti, maggioranza e minoranza, di dare delle risposte prima alla Sardegna, come abbiamo dimostrato in molte circostanze tutti quanti, maggioranza e minoranza, di voler fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Da un po' di tempo ripeto che per quattro mesi non ho parlato in quest'Aula e ho subito e sopportato. Sono uno che rispetta gli altri però ama anche essere rispettato, e siccome mi sono iscritto prima dell'onorevole Porcu e dell'onorevole Pisu pur rispettando la scelta del Presidente (che mi ha detto che dà un colpo al martello e un colpo all'incudine e quindi fa parlare un consigliere della maggioranza ed uno dell'opposizione) quando è il mio turno preferisco parlare.

Prima di me, è vero, c'era l'onorevole Marrocu, ma è Capogruppo e il Presidente ha detto che i Capigruppo parleranno dopo. Anche Porcu è capogruppo però ha parlato prima, e ci voleva anche impartire una lezione di democrazia, Presidente. Ho avuto modo in altre occasioni di dire che l'unico che la...

PRESIDENTE. Onorevole Cappai, svolga il suo intervento, lei non era più iscritto, non so per quale motivo, forse ha toccato la scheda, ma non era più iscritto.

CAPPAI (U.D.C.). Allora sarebbe opportuno non pagare le fatture all'impresa che controlla questo impianto. Perché sistematicamente, quando volete, salta anche l'impianto. E' già successo per un'altra votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Svolga il suo intervento.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Il tempo naturalmente lo recupererò.

Io voterò contro questo progetto di esercizio provvisorio, Assessore, perché ieri in un dibattito tra me e l'onorevole Uras ho potuto scoprire che, all'articolo 35 della legge di contabilità, l'esercizio provvisorio può essere concesso in questa Regione in dodicesimi della spesa prevista da ciascun capitolo del disegno di legge del bilancio per quanti sono i mesi dell'esercizio provvisorio, ovvero nei limiti della maggior spesa necessaria. Allora dico: se non c'è il disegno di legge finanziaria, se non c'è disegno di legge di bilancio, su che cosa stiamo andando a deliberare? Perché è vero che l'autorizzazione all'esercizio provvisorio può riguardare la spesa in dodicesimi sul bilancio approvato nell'ultimo esercizio finanziario, però stranamente la legge 11 lo prevede ciò solo per gli enti strumentali della Regione e non per la Regione. Quindi io penso che ci sia anche una illegittimità di fondo in questo caso.

Può darsi che io abbia interpretato male, Assessore, sono un semplice ragioniere, peraltro non ero neanche bravo (ogni tanto mi aiutava il sindaco di Selegas, Pisano, che mi faceva un po' di ripetizioni), però lei ha detto che avete ridotto, non mi ricordo a quanto, il debito. Spiegatemi come l'avete ridotto, perché non avete fatto variazioni, non avete fatto trasformazioni, spiegateci come l'avete ridotto. O si è spiegato male lei oppure ho capito male io.

Il mio voto sarà contrario anche per un altro motivo, perché veda, qualcuno che oggi siede nei banchi della Giunta, e mi riferisco all'amico Sanna, innalzava le barricate, ci faceva passare notti insonni pur di non far approvare i provvedimenti, quei provvedimenti che comunque venissero presentati in tempo quasi reale. Stavolta il provvedimento è stato presentato a seguito di un'azione di forza, passatemi il termine, del Presidente Floris, che dice: "Di fronte all'inerzia di questa Giunta, lo presento io". Tant'è vero che, in quel momento, il Presidente che presiede adesso l'Assemblea ha dichiarato "lo stanno protocollando", quindi significa che non esisteva ancora agli atti.

Voterò contro anche per un altro motivo, perché da consigliere non riesco più ad avere notizie e sono costretto sempre ad apprenderle dalla stampa. Mi dispiace per la professoressa Cerina che ha studiato tanto la legge sul cinema, però ho letto oggi sulla stampa che la volete riproporre in legge finanziaria. Sappiate già da adesso che quella è una norma intrusa, quindi se doveste fare una cosa del genere, innalzeremo le barricate, vi costringeremo anche noi a restare fino a tarda notte.

Il presidente Soru ieri circolava nei corridoi di questo Consiglio ed era offeso perché la Commissione non aveva accettato la proposta della Giunta di autorizzare un solo mese di esercizio provvisorio. Presidente, la invito a regalare al presidente Soru una copia del Regolamento del Consiglio, così capirà che è semplicemente in base al Regolamento…

PRESIDENTE. Concluda prego.

CAPPAI (U.D.C.).... se non c'è accordo tra le parti politiche in un mese non si esaurisce l'esercizio provvisorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, chi può mortificare questa Assemblea, si chiedeva il collega Atzeri, chi può offenderla? Forse la risposta si trova in qualche intervento di qualche collega ancora una volta un po' fuori posto durante questi lavori, offensivo nei confronti dei colleghi e della Giunta. Quella impostazione mortifica questa Assemblea. Chi può difendere il prestigio e l'autorevolezza di questa Assemblea? Solo chi è qui seduto, gli ottantacinque consiglieri regionali con il loro impegno, il loro lavoro, la loro serietà e anche il loro equilibrio nello svolgere la funzione alla quale sono stati delegati dai cittadini, non altro.

Si è detto: "C'è stata ieri una rottura, la Giunta in minoranza..." ma cosa è successo? Sappiamo tutti che non è successo nulla. La Giunta ha proposto un mese di esercizio provvisorio per inviare un segnale politico che costituisse un auspicio per una chiusura rapida perché non sono i tempi che consentono di istruire bene o male un provvedimento; in tempi lunghi si può istruire male qualsiasi proposta di legge, qualsiasi disegno di legge. Si può fare bene anche in tempi brevi.

Noi abbiamo ritenuto che comunque l'obiettivo di chiudere rapidamente e possibilmente evitare il secondo mese di esercizio provvisorio potesse essere condiviso; però nulla vieta di approvarlo entro il primo mese anche autorizzando due mesi di esercizio provvisorio. Nulla lo impedisce. Se finissimo prima del 31 gennaio si eviterebbe il secondo mese di esercizio provvisorio. Ma quale scontro con la Giunta? E' bastato che questa maggioranza cadesse e perdesse quella coesione, quella compattezza che l'ha caratterizzata in diciotto mesi di attività perché si parlasse di scontro. In realtà abbiamo attraversato diciotto mesi anche difficili, spesso per i non facili rapporti tra l'Esecutivo, il Presidente e la sua maggioranza, dovuti anche alle conseguenze della nuova legge elettorale. Però nonostante queste difficoltà questa maggioranza in diciotto mesi ha mantenuto la sua compattezza. E' caduta su una legge che peraltro non era della Giunta, era del Consiglio ed è caduta una sola volta dopo diciotto mesi.

Se il ritmo di cadute di questa maggioranza si manterrà uguale a quello sino ad oggi registrato, cadrà un'altra volta in cinque anni. Niente a che vedere, quindi, con la situazione delle Giunte precedenti, che di segnali come questi ne accusavano cento volte al giorno. Floris è caduto per mano (detto da voi) della vostra maggioranza, manovrata dal vostro leader Pili; Pili poi è caduto per mano di fuoco amico e poi ha governato, nella Giunta in cui c'era Capelli, uno senza maggioranza come Masala. Oggi è bastato che la maggioranza cadesse in una circostanza per ridare fiato all'opposizione e venire in Aula con questi atteggiamenti.

A me dispiace molto l'intervento del collega La Spisa che sull'argomento delle entrate ha detto: "Non avete ottenuto nulla", anziché: "Non abbiamo ottenuto nulla". Invece di levare la protesta verso il Governo e verso quei Ministri che erano venuti in Sardegna a dire: "Rispetteremo gli impegni con i sardi" e poi non li hanno rispettati, ha detto: "Non avete ottenuto nulla", tirandosi fuori da questa vertenza. Ciò conferma un dubbio; che la vostra partecipazione a quella vertenza era dovuta solo al consenso che essa riscuoteva nei sardi, perché ritenevate che non ci si potesse allontanare rispetto al sentire comune dei sardi. Ma la speranza, o forse anche il suggerimento dato al Governo, era che la vertenza non ottenesse risultati, perché il risultato dei sardi sarebbe stato un risultato di Soru. Noi sapevamo che probabilmente anche gli impegni assunti dal Governo di allora li avrebbe pagati il Governo di centrosinistra, ma come ho detto più volte non mi interessa chi paga, mi interessa chi incassa, cioè la Sardegna e il popolo sardo.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

MARROCU (D.S.). Do invece merito all'assessore Pigliaru di avere con grande serietà, con grande professionalità, con grande discrezione, fatto uno studio che ci ha consentito di aprire una vertenza, grazie anche al cocktail che si è realizzato col Presidente che su questa vertenza ha riposto tenacia e autorevolezza. Dispiace che abbiate aspettato il no del Governo per tirarvi fuori e dire: "Non avete ottenuto nulla" anziché: "Non abbiamo ottenuto nulla".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, io credo che nessuno sia più ridicolo dei papisti: ci sono più papisti del papa, più realisti del re, più presidenzialisti del presidente. Come si fa, colleghi, a voler difendere un provvedimento come questo, un'autorizzazione all'esercizio provvisorio, presentata in quest'Aula e difesa adesso con i vostri interventi, dopo l'illustrazione, l'unica illustrazione che è arrivata dalla Giunta e dalla maggioranza nel mezzo di questo dibattito, di un Assessore che con grande pudore ha affermato: "Io ho il dovere di rappresentare qui la giustificazione dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio".

Ma le ascoltate le parole? Le sapete pesare? L'Assessore ha detto che aveva e ha il dovere di giustificare, di rappresentare anzi una giustificazione alla richiesta di esercizio provvisorio. Ma insomma, noi possiamo accettare di condividere tutte le battaglie, collega Marrocu, e le condividiamo, le abbiamo condivise e le condividiamo ancora le battaglie condotte e nell'interesse davvero di tutta la Sardegna, ma dobbiamo tacere che questa condivisione viene utilizzata male da questa Giunta e da questo Presidente? Dobbiamo tacere su questo fatto? Dobbiamo essere conniventi con un uso insensato di un consenso che tutte le forze politiche, tutte le istituzioni, tutte le forze sociali, della Sardegna insieme con l'opinione pubblica hanno espresso in questi mesi sulla vertenza delle entrate?

Noi possiamo cioè ancora pensare di sperperare un patrimonio di consenso su un obiettivo nobile a cui teniamo ancora, ma non possiamo esimerci dal segnalare essere fallimentare in questo momento. E' fallimentare come è fallimentare purtroppo in questi mesi l'azione di governo; non si può continuare a sperare di coprire con una cosiddetta stabilità, compattezza della maggioranza, l'inefficienza di un Governo regionale di sinistra che riesce ad abbassare la soglia minima di consumo delle tariffe dell'acqua. Un governo di sinistra che non riesce a chiudere una trattativa sul prezzo del latte; un governo di sinistra che annuncia riforme e non crea l'accordo, il consenso nelle sue forze di maggioranza per portarle ed approvarle in Consiglio regionale; che centra tutto sulla cultura e sulla conoscenza e poi non riesce a farsi approvare una legge sul cinema e si fa rinviare una legge sullo spettacolo.

Possiamo ancora sperare di coprire le inefficienze di un Governo che dichiara guerra a tutti, all'Esercito, alla Marina Militare americana, e poi non riesce a concordare una soluzione che prevede un serio risarcimento per le popolazioni e per i territori su cui quella presenza militare americana c'è stata e c'è ancora? Possiamo ancora coprire l'inefficienza di chi minaccia di pignorare i beni dello Stato, di ricorrere alla Corte Costituzionale, all'Alta Corte Europea, su tutto, su qualunque cosa, coprendo di ridicolo la Sardegna sempre di più.

Ci viene impossibile sostenere fino in fondo una battaglia anche in sede romana, se ministri, parlamentari, non fanno altro che dirci: "Ma come facciamo a dare qualcosa alla Sardegna se non c'è un minimo di serietà e di lealtà in un confronto istituzionale su questi temi, come possiamo difendere un popolo e le istituzioni e tutto l'interesse della Sardegna in questo clima?"

Questo è il motivo per cui, per responsabilità, ci asteniamo su questo esercizio provvisorio, perché non possiamo impedire di pagare gli stipendi o di trasferire i fondi ai comuni, ma non possiamo non segnalare veramente l'inefficienza e il palese fallimento della politica finanziaria, economica e sociale di questa Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, io non ho la memoria storica che molti colleghi che sono intervenuti prima di me hanno potuto dimostrare sul problema dell'esercizio provvisorio, facendo riferimenti anche al passato. E mentre l'onorevole Porcu si meravigliava del fatto che si arrivasse anche alla votazione a scrutinio segreto, come se fosse un'onta nei confronti della democrazia, un collega che vanta una buona memoria storica mi ha ricordato che nella passata legislatura l'opposizione di allora era ricorsa a questo esercizio fisico almeno centoquaranta volte. Quindi non penso che sia una novità per quest'Aula sentir chiedere di procedere alla votazione a scrutinio segreto.

Mi sembra, forse per la mia inesperienza dei lavori di quest'Aula, e forse sono tra i pochi che ha questa inesperienza, che questa maggioranza, questa Giunta voglia quasi narcotizzare l'intero Consiglio (logicamente con la connivenza della maggioranza) e far passare sotto silenzio alcune situazioni la cui soluzione è ormai improcrastinabile. C'è voluto l'intervento di uno che di memoria storica ne ha - appunto l'onorevole Floris - perché si arrivasse alla richiesta di questo esercizio provvisorio.

E l'esercizio provvisorio non è qualcosa che si possa mettere in "non cale"; l'esercizio provvisorio sta a significare, come dicevano gli esperti, (io non lo sono) che si spende in dodicesimi, e se si spende in dodicesimi non si può neanche programmare, e se non si può programmare io sono convinto che la Giunta non potrà dare, a tutte quelle richieste di aiuto da parte dei sardi che vivono una condizione piuttosto particolare, le risposte concrete che gli stessi si aspettavano. Mi riferisco al mondo dell'agricoltura e della pastorizia; sono convinto che questi aspetti dovrebbero essere messi in risalto e che la Giunta dovrebbe lavorare di più.

Tra l'altro, se l'Esecutivo prendesse in esame quanto è stato affermato dal presidente Floris nel suo intervento, potrebbe essere occasione di grande riflessione, perché è stato un intervento che ha passato in rassegna quasi tutte le inefficienze e la mancanza di risposte che il popolo sardo si aspetta da questo Consiglio. L'Assessore promette (perché per il momento sono solo promesse) che il deficit verrà ridotto da 1250 milioni a 250 milioni. Io sono convinto però che questo intervento, per non far soffrire maggiormente i sardi, possa essere "spalmato" nel tempo. Anche questa è una scelta, è una scelta anche di intelligenza amministrativa e credo che, se si rifletterà bene su come intervenire, l'operazione potrebbe essere quasi indolore per i sardi.

Si è parlato della compattezza della maggioranza nei primi diciotto mesi; certo, è così in tutti i Consigli, anche quello del paese più piccolo: dove c'è una nuova maggioranza e la maggior parte dei consiglieri di maggioranza inesperti, il primo periodo passa liscio nel rispetto anche delle indicazioni del Presidente presidenzialista; ma una volta che, dopo diciotto mesi, è trascorso il tempo di tirocinio necessario per poter capire dove ci troviamo, che cosa dobbiamo fare, quali sono gli argomenti che dobbiamo trattare, dopo diciotto mesi cominciamo a venir fuori le questioni più dolorose. Perché? Perché i consiglieri iniziano a capire il meccanismo d'azione del Consiglio; se c'è questo malessere in seno alla maggioranza è perché all'interno della stessa ci sono consiglieri che hanno acquisito contezza delle loro capacità. E si faranno sentire proprio quando la Giudta chiederà loro quasi di abbassare il capo e di votare alla cieca, senza sapere cosa stanno votando.

Sono convinto, caro collega Marrocu, che vi dovrete preparare più di una volta alle "cadute" in Aula. La legge sul cinema, forse interessa poco ai sardi, perché riguardava impegni che avevate assunto con una piccolissima parte dei sardi. Sapevano ormai quei pochi che avrebbero dovuto prendere i soldi, non era una questione che poteva riservare uno sviluppo economico, sociale e culturale...

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Per la verità non mi scandalizzano i toni vivaci e polemici su un provvedimento come quello in esame. Chi, come diceva l'onorevole Moro, ha memoria storica, ricorderà le battaglie condotte dall'allora onorevole Luigi Cogodi anche quando esisteva un'intesa grosso modo bipartisan.

Questo dibattito è stato introdotto da un autorevole quanto pacato intervento dell'onorevole Mario Floris, sul quale si può anche dissentire, ma è indubbio che ha portato all'attenzione del Consiglio alcuni argomenti che io non mi sento di sottovalutare. Così come non sottovaluto lo stesso intervento dell'onorevole La Spisa, pronunciato nel corso della discussione generale, e quello dello stesso onorevole Nello Cappai, che poneva un problema tecnico richiamando giustamente la legge di contabilità. Ritengo che, tutto sommato, questa possa essere l'occasione per una seria riflessione, soprattutto se il del dibattito si manterrà su un livello adeguato permettendo a ciascuno, pur permanendo nella propria posizione, di offrire un serio contributo.

E chi appunto, come me, è alla terza legislatura, ricorda che il ritardo nella presentazione della manovra di bilancio non è problema ascrivibile solo a questa Giunta, non è problema ascrivibile solo all'attuale maggioranza, è un problema di oggi come lo era di ieri, un problema quasi endemico nella storia almeno di questi ultimi quindici anni della Sardegna. Semmai ci si deve interrogare sulle cause, perché io credo nella buonafede dell'assessore Pigliaru e di quanti ritenevano che oggi potessimo certamente far rientrare nel bilancio anche le risorse che lo Stato deve alla nostra Regione, ma detto questo forse bisogna che tutti ci interroghiamo sul perché ormai da decenni si accumula, anno dopo anno, un ritardo nella presentazione della manovra. E questo è avvenuto sia con Giunte di centrosinistra, sia con Giunte di centrodestra, indipendentemente quindi dal colore politico e dalla capacità o meno dell'Assessore del bilancio di turno.

Anche questa quindi non è una questione sollevata da questa Giunta o posta per la prima volta da questa Giunta, è un problema che esiste da sempre. Ricordo che si è arrivati anche al mese di aprile in esercizio provvisorio; ricordo che dopo appunto che era stata approvata una legge di autorizzazione per due mesi, si è dovuti ricorrere ad una seconda approvazione per prolungare l'esercizio provvisorio di un altro mese.

Ecco allora che, ripeto, il mio invito, nel preannunciare il voto favorevole, è quello ad una riflessione comune su come superare queste fasi di stallo che creano certamente, come ha detto l'Assessore, costi alla Regione. Però, almeno sotto questo aspetto, possiamo dire: chi è senza peccato scagli la prima pietra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per la verità, quando mi sono rimesso alla relazione scritta, non pensavo ad un dibattito su questo argomento di questa dimensione e di questo tenore; anche se capisco non apprezzo che i titoli sui giornali qualche volta condizionino le emozioni. Preferisco però associarmi alle considerazioni che ha espresso l'Assessore sia in Commissione sia in Consiglio e dire che anch'io provo disagio. Perché non confessarlo? Avrei preferito che non avessimo avuto il bisogno di fare ricorso all'esercizio provvisorio per quest'anno. Tecnicamente tra l'altro c'era anche la possibilità, considerato che il documento di programmazione economica e finanziaria è stato approvato abbastanza per tempo.

Però, detto questo, non ho dubbi nell'affermare che se c'è un anno, a mia memoria, nel quale si giustifichi l'esercizio provvisorio, quell'anno è proprio questo. E cercherò di spiegare il mio punto di vista, di giustificare ciò che sto dicendo, e di esprimere anche qualche giudizio su ciò che è stato detto, perché sono state pronunciate affermazioni non veritiere, forzando anche situazioni e quant'altro.

La vertenza sulle entrate che nasce, come ha detto l'Assessore, ad aprile e che non si conclude - purtroppo - ancora, è elemento da solo abbondantemente sufficiente per far decidere alla Giunta quello che ha deciso, e cioè attendere un pronunciamento definitivo dello Stato. Si trattava in sostanza di sapere se sui nostri diritti c'era l'attenzione che veniva propagandata oppure no. Allora io, rispetto a questo, preferisco concentrarmi, cari amici e colleghi dell'opposizione, su chi ha la responsabilità vera di averci portato a questo punto, e chi ha la responsabilità vera di averci portato a questo punto non è né il Presidente Soru né l'assessore Pigliaru. E' il governo Berlusconi.

(Interruzioni dai banchi del centrodestra)

SECCI (La Margherita-D.L.). Non crederà, onorevole Contu, di spaventarmi perché mi fa...

(Interruzioni)

SECCI (La Margherita-D.L.). Sì, La presa d'atto, e la presa d'atto - se vuole onorevole Contu, onorevole Pili e quanti altri hanno emesso l'ululato nei miei confronti - è anche la presa d'atto del comportamento del Ministro dell'Interno che ha promesso a voi, a voi che con noi sostenevate la battaglia giusta delle entrate...

(Interruzioni)

SECCI (La Margherita-D.L.). Ha promesso a voi che sarebbe riuscito ad ottenere per la Sardegna quello che alla Sardegna è dovuto.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Contu! Ma dove siamo?

SECCI (La Margherita-D.L.). Ed allora, caro onorevole Rassu, caro amico mio, si prenda e si assuma, lei e la sua parte politica, le responsabilità che le spettano. E perché non ricordare, l'hanno fatto tanti colleghi brillantemente, che l'esercizio provvisorio reiterato nel passato era dovuto non al fatto che ci fossero condizioni oggettive di difficoltà, ma al fatto che la maggioranza di allora non riusciva a mettersi d'accordo?

Riportiamo quindi i ragionamenti nei limiti della serietà e della concretezza. Onorevole Capelli, non esprima giudizi che non siano degni, perché nel giudizio che lei espresso su di altri rientra anche lei. Io mi sento orgoglioso di appartenere a questo Consiglio regionale, mi sento orgoglioso di rappresentare una parte piccolissima della Sardegna che mi ha eletto e non devo trovare giustificazioni da parte di nessuno per riconoscere i miei diritti e i miei meriti, non mi devono riconoscere altri la funzione! Il Consiglio regionale la funzione - come diceva giustamente il collega Marrocu - se la riconosce da sé, lavorando seriamente, approvando leggi serie, approvando leggi che operino a favore dei sardi e perdendo meno tempo di quanto oggi purtroppo stiamo perdendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io mi meraviglio soprattutto di quanto sostenuto in quest'ultimo intervento, a proposito della maggioranza che non si metteva d'accordo. In realtà le vostre richieste provenivano da due sponde, quella di una parte dell'opposizione e quella dell'onorevole Cogodi; richieste che ci facevano perdere nottate intere in defatiganti riunioni per altro improduttive: bisticciavate anche tra voi! Voi cercavate connivenze nella maggioranza per tentare di "allungare il brodo". Questa è la verità, il resto è soltanto fervida fantasia.

"Autorevolezza del Consiglio" ha detto il collega Marrocu; certo se ci fosse, ma non ho mai notato rigurgiti di orgoglio. Quando si dicono stupidaggini bisogna avere il coraggio di reagire. Persino ieri in Commissione ci si era preoccupati di chiedere o di accettare la proposta dei due mesi di esercizio provvisorio sapendo che tanto un mese è già passato e che quindi non vi erano i tempi tecnici per approvarlo prima.

Vertenza entrate: io non sono tra coloro che hanno condotto le grandi crociate, sapevo benissimo qual era la situazione, speravo che ci fosse una convergenza di risorse finanziarie, non quelle auspicate da taluni, ma quelle che potevano consentirci di approvare una finanziaria nel migliore dei modi. Però è sbagliato il metodo, il vostro approccio è sbagliato. Dell'esercizio provvisorio, per esempio, se ne poteva parlare prima. Se ci fosse stato un confronto avremmo potuto concordare di arrivare a questo momento soltanto dopo esserci incontrati. Ma se fate tutto da soli perché poi volete scaricare le responsabilità su di noi?

Esercizio provvisorio: caro onorevole Porcu, l'esercizio provvisorio non è un fatto tecnico, è una scelta politica di fondo, tanto per essere chiari. Se non si comprende questo evidentemente non si comprende niente. Nel 1998, tanto per essere chiari, fu Prodi a dire che la situazione nazionale era difficile e che pertanto doveva rispondere categoricamente "no" alla richiesta e alle pressioni per quanto riguardava l'IVA. Vi abbiamo fatto vedere i documenti, Pili li ha portati, e questi documenti, se volete, ve li consegnamo in fotocopia, visto che voi non ci informate, non ci inviate documenti, etc., ve li consegniamo a vostra futura memoria.

Io prima l'ho interrotta, Assessore. Ha detto "sotto controllo l'indebitamento; va valutato quando avremo le carte". Certo, con i tagli, se si caccia via la gente dai posti di lavoro, si riducono di cento le unità, non si tiene conto di niente, si può ridurre tutto. Ma ne riparleremo nel momento opportuno.

La maggioranza poi non si mette d'accordo; la "verità vera" è che non vi abbiamo mai organizzato una crociata perché c'era una sempre una differenziazione di tre voti o era spaccato il Gruppo di Rifondazione che votava "no" in Aula. Voi avete fatto di questo un motivo di scontro. Il fatto che una legge non sia passata non ci interessa, è un fatto che riguarda voi e credo che la mia parte politica non abbia certamente esaltato questo atteggiamento. Però quello che non riesco a capire e quello che ci irrita un po' è l'arroganza, l'incapacità.

Per esempio: leggi di riforma entro il 15 dicembre: niente! Si parla di quattro mesi per varare il piano sanitario; passa un anno e mezzo, ne passeranno due, dopodiché cosa si fa? Si dice: "Io lo faccio con i collegati". Presidente, siccome vige una nuova normativa, se vorranno fare pagliacciate scaricheremo su di lei l'onere di impedirglielo. Perché quando non si presenta neanche una legge non si possono poi cercare scorciatoie.

Vogliamo parlare di razionalizzazione della rete ospedaliera, per esempio? Non possiamo concedere una delega in bianco perché si siglino accordi con i privati. C'è un protocollo con Don Verzè per duecento posti? Vogliamo essere informati. C'è confusione per quanto riguarda queste cose, non c'è stato, da parte vostra, un rigurgito di orgoglio che vi abbia portato a dire che queste cose non si potevano fare. E mi dispiace perché ieri vi abbiamo fatto approvare una legge all'unanimità e così è accaduto anche altre volte.

Quindi, caro onorevole Porcu, non dica addirittura che il nostro è un atteggiamento scorretto. Non pensiate che quando vi va bene basti dirci: "Bravi e grazie"...

PRESIDENTE. Prego, concluda.

OPPI (U.D.C.). Continuerò in seguito. Ovviamente voterò contro, per la prima volta nella mia vita, perché non siete, secondo il mio punto di vista, affidabili, e la seconda parte del mio intervento la riserverò al secondo punto all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, io non mi meraviglio dei toni forti, però penso che convenga sempre cercare di impostare un ragionamento, poi avremo occasione di misurarci. Lo dico subito: l'esercizio provvisorio non è mai un bene, l'abbiamo sempre sostenuto. Allora, se non è mai un bene, cerchiamo di stabilire una coerenza; meno tempo stiamo senza bilancio e meglio è.

OPPI (U.D.C.). Anche in passato.

CUGINI (D.S.). E' sempre stato così. E' sempre stato così perché, per dire la verità, il collega Balletto teorizzò una volta che era meglio l'esercizio provvisorio così non si spendevano soldi e non avremmo compiuto danni, ma era la posizione di un consigliere che non siede più in Consiglio regionale. Allora, noi voteremo a favore dell'esercizio provvisorio, come normalmente fa la maggioranza, mentre normalmente le opposizioni, anche quando noi eravamo opposizione, come sanzione più alta prevedevano di astenersi. Io non so cosa farete voi, noi vi diciamo che abbiamo la consapevolezza che l'esercizio provvisorio non sia un bene, ci misureremo in Commissione nel merito del bilancio quando sarà presentato, per cercare di ridurre la durata dell'esercizio provvisorio.

Si è parlato di due mesi perché è normale che si pensi a questo arco temporale, ma se questo Consiglio regionale riuscisse a fare un'altra operazione come quella che ha fatto ieri, dopo che abbiamo instaurato un confronto, io penso che tutti i colleghi sarebbero orgogliosi di contribuire ad una iniziativa politica così alta e così positiva. Lo dico per il collega Capelli: la campagna elettorale inizia adesso, avremo occasione di misurarci sui temi alti, perché saremo chiamati a farlo; però attenti, se una parte dice dell'altra: "Voi siete camerieri" gli altri che cosa devono rispondere? Io non voglio dare una risposta oggi, ma se vengo chiamato cameriere non penserete che non abbia almeno altri dieci termini da usare! Io non li voglio usare oggi perché capisco che siamo in una situazione particolare, però non penso che possa passare l'idea che quello è il termine giusto per iniziare un confronto.

Detto questo, è stata bocciata una legge che era stata approvata all'unanimità in Commissione: quella sul cinema. Io penso che sull'argomento bisognerà tornare nei tempi giusti perché stiamo parlando di un tema che sta a cuore, certo non alle masse popolari, ma ad una parte dell'intelligenza sarda che pure deve essere tenuta in considerazione. Non è stato un bene bocciare quella legge. Seppure c'erano limiti e carenze si poteva migliorare, come abbiamo affermato in tante occasioni. Concludo: voterò a favore.

Attenti, lo dico per il collega Oppi: in una delle ultime finanziarie la maggioranza andò sotto centosettanta volte, ve lo ricordate? A me capitò anche allora di dire che quando la maggioranza va sotto centosettanta volte non è certo un motivo di vanto per l'insieme del Consiglio.

OPPI (U.D.C.). Però non ti dispiaceva.

CUGINI (D.S.). No, io votavo contro, chiaramente, ma se c'erano tanti voti contrari vuol dire che c'erano altri problemi. Vi sto dicendo: "Guardate che non siamo a quel livello", non stiamo parlando di quell'esperienza, perché da questa parte nella maggioranza ci possono anche essere valutazioni e ragionamenti critici, ma stiamo parlando di valutazioni e ragionamenti e non stiamo parlando di altro.

Il collega Floris stamattina ha introdotto diversi argomenti; per riprenderli, per condividerli o per non condividerli c'è bisogno di un'impostazione politica generale dentro il Consiglio che non può essere, lo dico per Roberto Capelli, espresse in quei termini, ma in altri termini, perché la situazione che abbiamo di fronte, dal punto di vista finanziario, è delicata, e siccome voi perderete le elezioni, e al Governo nazionale ci andremo noi, quelle rivendicazioni dovranno essere tenute presenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, io mi permetterò di esprimere due voti, uno istituzionale, che esprimerò premendo di dito sulla pulsantiera, di astensione, e uno, di carattere politico, contrario a questo esercizio provvisorio, anche alla luce delle considerazioni, davvero scontate, pronunciate dall'Assessore della programmazione. Si è trattato, infatti, di considerazioni flebili e già scritte, di argomentazioni che fanno davvero rileggere la storia di questi ultimi mesi in Sardegna con una certezza: anche la vertenza delle entrate è stata costruita ad hoc, per cancellare o per tentare di offuscare le gravi responsabilità della Giunta regionale, e me lo consentiranno i colleghi della maggioranza, della stessa coalizione di governo.

Si è verificato semplicemente questo: avete preso atto, come maggioranza e come Giunta, della vostra incapacità assoluta di affrontare alcuni temi fondamentali del governo regionale con la chiarezza e con la capacità di risposta che i sardi chiedevano. Sapevate di aver bloccato lo sviluppo economico con una serie di azioni e sapevate di essere assolutamente responsabili del blocco totale della spesa, sia quello derivante da entrate comunitarie sia quella ordinaria del bilancio. Vorrei dirvi semplicemente questo: avete studiato un'azione di marketing a breve scadenza, ai sardi le proteste e le rivendicazioni potranno bastare per un tempo limitato. Un attimo dopo quella politica della rivendicazione gratuita, e molto spesso fuori di senno, verrà identificata per quello che è: una politica di facciata condotta da una Giunta che se ne lava le mani, una politica che preferisce lo scaricabarile piuttosto che il governo.

Vorrei dire ai colleghi e al Presidente della Commissione bilancio: l'autonomia non può essere concepita solo con il cappello in mano. L'Assessore della programmazione, che è l'espressione politico-amministrativa di questa maggioranza, ha dichiarato con estrema chiarezza che oggi l'unica motivazione vera del ritardo nella presentazione del bilancio è che avete atteso le risposte da parte del Governo nazionale. Non è vero, onorevole Secci, che questa è l'unica volta che questa diventa l'argomentazione principe del ritardo; la realtà è un'altra, colleghi, che la vertenza delle entrate voi l'avete aperta e l'avete chiusa nel 1998, con una responsabilità politica, sottoscrivendo ed accettando dal Governo Prodi una definizione delle entrate al ribasso, ridicolizzando le rivendicazioni della Sardegna, stabilendo con un accordo (che avete fatto firmare all'Assessore della programmazione di allora, Piersandro Scano, con l'avallo politico della maggioranza) che bisognava incrementare le entrate della Sardegna soltanto nella misura del tasso programmato di inflazione. Avete in quel momento abdicato al ruolo che la Sardegna vi aveva assegnato.

Ma vorrei dire, colleghi, che appare davvero impossibile guardare quello che è successo in questi giorni anche riguardo la polemica sull'Obiettivo 1. Io vorrei ricordarvi quello che il Presidente della Commissione Europea Prodi aveva dichiarato in questo Consiglio regionale a proposito della battaglia sull'Obiettivo 1: "Le battaglie per l'Obiettivo 1 non servono". Questo titolavano i quotidiani di allora. E' la dimostrazione della demagogia, dell'incoerenza, della contraddizione politica che esiste all'interno della vostra maggioranza, ed è per questo motivo che esprimo un voto politico contrario a questo esercizio provvisorio e un voto di astensione per senso di responsabilità istituzionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, i Riformatori si asterranno sul passaggio all'esame degli articoli della manovra per l'esercizio provvisorio. Devo però unire a questo giudizio di astensione un brevissimo ragionamento, perché se è vero che la correttezza e la prassi ci impongono l'astensione, è anche vero che nessuno della maggioranza consiliare può in questo momento stupirsi se da parte della minoranza arrivano delle puntuali precisazioni su ciò che si sta discutendo oggi in Aula.

Siamo arrivati al 21 dicembre, la manovra finanziaria doveva essere presentata in Giunta entro il 30 di settembre, vi erano garanzie precise in tal senso da parte di una maggioranza che dispone in Aula di cinquantuno consiglieri su ottantaquattro, anzi cinquantadue. Siamo arrivati al 21 di dicembre e ancora non è stata presentata la manovra finanziaria, c'è soltanto la richiesta (doverosa) di autorizzazione all'esercizio provvisorio, una richiesta che ovviamente non ci sentiamo, per i mille motivi già illustrati da altri, di ostacolare.

Però è necessario fare un ragionamento, perché troppo spesso in questo Consiglio e nelle stanze adiacenti all'Aula consiliare abbiamo sentito dei ragionamenti e delle riflessioni che oggi meritano di essere riprese insieme e sulle quali vi invitiamo, colleghi della maggioranza, ad una riflessione. Abbiamo sentito dire che le Commissioni consiliari non lavorano a sufficienza e che la Giunta non è soddisfatta del lavoro delle Commissioni consiliari. Abbiamo sentito dire che il Consiglio non lavora a sufficienza e che la Giunta non è soddisfatta del lavoro del Consiglio regionale.

Ovviamente, quando la Giunta afferma questo, quando il Presidente della Giunta dice questo, non si rivolge certo alla minoranza che ha funzioni di controllo, ma si rivolge a voi colleghi di maggioranza. Quindi il Presidente e la Giunta vi hanno significato più volte che non sono contenti del vostro lavoro e della vostra produttività in Commissione e in Aula. Questi giudizi sono stati poi estesi anche a chi lavora all'interno della Regione.

Si è detto più volte che i funzionari della Regione non sono adeguati, che il personale della Regione non è adeguato, e questo ha comportato la moltiplicazione di contratti di consulenza ai quali, devo dire, noi Riformatori non siamo contrari, ma vogliamo vederne i risultati. Se infatti la struttura a disposizione non è una struttura efficiente, è evidente che le "iniezioni" che vengono effettuate su questa struttura poi devono produrre i risultati. E' per questo che noi ci aspettavamo il 30 settembre la manovra finanziaria in Consiglio regionale ed è per questo che è indispensabile che non siamo contenti di essere arrivati al 21 dicembre senza che la manovra finanziaria sia stata ancora varata; non siamo contenti noi, non è contenta la Sardegna che vi guarda, non è contenta la Sardegna che aspetta risposte da voi.

All'Assessore della programmazione vorrei chiedere se è normale che, da economista quale è, venga a dirci in Aula che ci sono delle ragioni di tipo - tra virgolette - politico rivendicazionista, che hanno impedito l'arrivo in Aula della manovra finanziaria. L'Assessore è un economista, conosce i danni che un'eventuale assenza di manovra finanziaria può recare all'economia della Regione; quindi credo che se ha dovuto soggiacere a problemi e indicazioni di carattere politico, lo abbia fatto non certo non certo per valutazioni economiche ma per rispetto nei confronti della Giunta alla quale appartiene.

Vorrei allora chiedere in quest'Aula: si parla del Consiglio, si parla delle Commissioni, cioè di voi, ma si parla anche dei funzionari e si parla dei dipendenti; adesso parliamo della Giunta: la Giunta cosa fa? Vorremmo sapere se siamo contenti del lavoro della Giunta. La Giunta non può certo dire che perde del tempo in Aula; abbiamo sottolineato più volte che i banchi della Giunta sono sempre semideserti, e questo costituisce un danno per l'attività del Consiglio e dell'Esecutivo, perché il rapporto in Aula tra Consiglio e Giunta non è una rivendicazione della minoranza, non è un modo per far perdere tempo agli Assessori, è un valore aggiunto che consente costantemente al Governo regionale di avere il polso di quello che sta succedendo in Aula e consente al Consiglio di disporre di un'interfaccia costante nei rapporti che si svolgono con l'Aula.

E' questo che noi oggi vi stiamo dicendo in maniera non polemica, in maniera costruttiva, affinché sia avviato un ragionamento che comporti il rafforzamento sia dell'attività in Consiglio sia dell'attività della Giunta, nel rispetto delle responsabilità di ognuno che il collega Cugini ha ben ricordato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, io voglio pronunciare una breve dichiarazione per dire che voterò a favore dell'esercizio provvisorio che, come tanti colleghi hanno ricordato, è un atto dovuto; io tutti gli anni, da quando sono entrato in questo Consiglio regionale, ho dovuto votare le richieste di esercizio provvisorio avanzate per cinque anni consecutivi dalle Giunte del centrodestra, non c'è stato mai...

(Interruzione del consigliere Mario Floris)

PIRISI (D.S.). Onorevole Floris, chiedo scusa, con un'unica eccezione, ma non me la ricordavo.

Gli anni successivi, invece, sono stati caratterizzati da esercizi provvisori votati; si è arrivati ad approvare l'autorizzazione sino al quarto mese dell'esercizio provvisorio. Quindi la richiesta che è stata formulata costituisce un atto doveroso e mi pare che comunque si siano innescate delle polemiche un po' forti.

Non è vero, onorevole Vargiu, che qui si stia dicendo ciò che lei ha riferito. Lei ha detto: "Stiamo esprimendo queste osservazioni senza polemiche"; non mi pare che sia assolutamente così, almeno stando agli altri interventi provenienti dai banchi dell'opposizione.

Io lo dico con estrema franchezza: non c'è nessuno stupore, almeno da parte mia, nel sentire determinate critiche. Io non sono d'accordo, lo voglio dire con estrema franchezza, su certe valutazioni che vengono espresse, in merito alla produttività dell'Aula, che fanno di tutta l'erba un fascio, però vorrei anche dire: "Quanti sono, cari colleghi, coloro che partecipano puntualmente alle riunioni delle Commissioni?" Io nella mia Commissione ho dato atto anche ai colleghi della minoranza di avere lavorato e di essere stati partecipi e di avere offerto un contributo certamente produttivo, però mi risulta che questo non avvenga dappertutto, per carenze registrate da tutte le parti. E anche in quest'Aula, diciamoci la verità, nonostante si chieda la presenza degli Assessori (concordo anche su questo) quando mai la vediamo piena, quante volte invece rimane desolatamente vuota perché c'è chi ha un impegno da una parte, chi da un'altra? Noi siamo consiglieri e dovremmo stare tutti qui dentro. Un minimo di autocritica credo che non guasti sotto questo profilo.

Quando è stato affermato da alcuni colleghi che bisogna mettere a fuoco i rapporti che devono esistere tra Esecutivo, Consiglio, Presidente, maggioranza, forme di Governo, si sono infilate all'interno della discussione tante di quelle questioni che è stato fatto - prendendo a prestito un'espressione usata da qualche altro collega e riportata sulla stampa di oggi - un autentico minestrone, un minestrone di questioni! E' vero, questo Governo, questa maggioranza è andata in minoranza su un provvedimento (la legge sul cinema) che, come ricordava il collega Cugini, non riguarda tutti quanti, ma certamente riguarda molte persone, perché comunque è una tematica di indole culturale. E se siamo andati in minoranza non è certo perché l'opposizione ha chiesto il voto segreto, che è qualcosa di cui peraltro non mi scandalizzo assolutamente (lo dico al collega Porcu che in questo momento non vedo).

Noi, infatti, abbiamo fatto ricorso al voto segreto tantissime volte, nelle passate legislature la maggioranza è andata sotto grazie al voto segreto, 160 o 170 volte in una sola finanziaria. Il punto vero è che si è verificata una mancanza di lealtà all'interno della nostra maggioranza per la prima volta in quest'Aula, questo è il dato vero, questo è il dato politico che non possiamo sottacere, che non ci ha fatto piacere. Lo riteniamo un grave errore, è un fatto di autolesionismo, il modo più sbagliato per trattare eventuali malumori che esistessero.

Mi avvio a concludere, Presidente. Nel merito, se ci troviamo in questa condizione, onorevole La Spisa, ciò non è soltanto dovuto a Berlusconi, ma anche all'eredità lasciataci dai precedenti cinque anni. Anche questo, non per fare polemica, è un dato inconfutabile. Quindi il dibattito lo affronteremo con pacatezza e con tranquillità quando sarà il momento, nessuno di noi vuole essere più realista del re né più papista del papa, però, cari colleghi, certi appellativi e certi giudizi come quello di "camerieri, al guinzaglio la Giunta", Collega Capelli, lasciamoli da parte, perché noi abbiamo ricordi non troppo lontani di quando qualche proconsole arrivava ed abitava qui vicino e impartiva ordini, e non abbiamo usato neanche allora...

OPPI (U.D.C.). Non li impartiva certamente a noi.

SECCI (La Margherita-D.L.). Alla maggioranza di allora, ce lo ricordiamo tutti.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, concluda.

PIRISI (D.S.). Grazie Presidente, il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, siamo in fase di votazione.

Voglio però prima rispondere all'onorevole Floris che mi ha accusato di aver inviato una comunicazione errata all'Aula. L'onorevole Floris basa la sua affermazione su una nota stampa del Consiglio regionale; per fortuna i nostri lavori non vengono documentati dalle note stampa ma dai resoconti. La nota stampa è sbagliata, non è il primo incidente in cui incorre il nostro ufficio stampa. Io non ho inviato una comunicazione errata all'Aula; le invio il resoconto dal quale risulta che ho detto che la proposta era una proposta dell'onorevole Floris. Quindi nessuna informazione sbagliata all'Aula, nessun tentativo di dire che la Giunta aveva già presentato il disegno di legge per l'esercizio provvisorio.

Dichiaro aperta la votazione sul passaggio all'esame degli articoli.

AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Cappai, Artizzu, Liori, Oppi, Diana, Matteo Sanna, Moro.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, sul passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 198/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra -Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Moro - Oppi - Sanna Matteo.

Si sono astenuti i consiglieri: il Presidente Spissu - Atzeri - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Murgioni - Petrini - Pili - Pisano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Scarpa - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 79

votanti 56

astenuti 23

maggioranza 29

favorevoli 47

contrari 9

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 1

Esercizio provvisorio

1. Ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e successive modifiche e integrazioni, e in deroga al comma 2 del medesimo articolo, la Giunta regionale è autorizzata a esercitare provvisoriamente e fino a quando è approvato con legge, e comunque non oltre il 28 febbraio 2006, il bilancio della Regione per l'anno 2006, secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa, le eventuali note di variazione con le disposizioni e le modalità previste nella legge regionale 21 aprile 2005, n. 8, ad esclusione delle autorizzazioni di spesa una tantum o incrementative di stanziamenti determinati da apposite disposizioni normative.

2. Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare il limite di due dodicesimo degli stanziamenti previsti per ciascuna Unità previsionale di base degli stati di previsione della spesa.

3. Nei pagamenti di spesa la Giunta regionale è autorizzata al pagamento dell'intero ammontare dei residui nonché degli impegni di spesa assunti in conto competenza a' termini del comma 2.

4. Il limite di cui al comma 2 non si applica ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.

5. Il limite di cui al comma 2 non si applica ai fondi per la riassegnazione dei residui perenti di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983, nonché agli altri fondi di riserva di cui all'articolo 29 della stessa legge regionale.).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io vorrei approfittare, dichiarando il mio voto contrario sull'articolo 1, della discussione di questo articolo per rispondere cortesemente agli amici colleghi dell'opposizione a cui non ho mai mancato di rispetto e non è mio costume mancare di rispetto. Vorrei rispondere agli interventi seri che ci sono stati utilizzando ancora un po' di ironia, dicendo che non volevo assolutamente offendere i camerieri. Perché vedete, colleghi, collega Secci...

(Interruzione dei consiglieri Secci e Marrocu)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, non sono finiti i lavori.

CAPELLI (U.D.C.). Tra gli interventi seri non sto ponendo sicuramente quello dell'onorevole Marrocu, ma mi riferisco a quelli dei colleghi Cugini, Secci e Pirisi.

Vedete, io sono decisamente amante della satira politica, di Luttazzi, del Mago Forest che mi fa impazzire per la sua simpatia e la sua satira, così come di tanti altri che difendete a spada tratta, e che difendo anch'io perché ci deve essere la libertà di fare satira e di scherzare. Non capisco quindi perché vi alteriate quando la satira viene fatta su di voi. Era una rappresentazione di quest'Aula che io ho suggerito all'autore caricaturista in modo ironico, simpatico, che però dice molto su quello che è successo in questo anno e mezzo, 18 mesi di vostro Governo. E dovete apprezzare soprattutto, colleghi, quando qualcuno dice pacatamente, serenamente, senza offesa, però a voce alta, quello che pensa, e mai in maniera volgare. Volgare è invece il falso moralismo che anche oggi si è sentito in quest'Aula, quello è molto più volgare, è molto più infido, è molto meno rassicurante.

Il collega Marrocu sicuramente non aiuta a ridare dignità a quest'Aula quando svolge alcuni ragionamenti, e lo dico perché è nota a voi e a noi la situazione che stiamo affrontando, soprattutto quando si parla di voto segreto.

Onorevole Porcu, veda, l'utilizzo del voto segreto in un sistema parlamentare è quanto di più antidemocratico possa esistere. In un sistema parlamentare si è liberi di esprimere il proprio disappunto e quindi, se è il caso, anche di sostituire gli uomini di governo. In un regime, in un regime come questo - e non sto usando termini eccessivi - dove si è continuamente sotto minaccia o sotto ricatto, io amavo di più la minaccia di dimettersi, pronunciata dal Presidente, che quella di ricandidarsi. Quest'ultima la trovo un po' più preoccupante, perché vuol dire che qualcuno è disponibile a ricandidarlo.

In un sistema di governo come questo viene molto più difficile, a voi che governate, ma presumo che sarebbe stato difficile anche per noi, esprimere col voto seriamente e serenamente la propria opinione. Ecco perché c'è una diversità nell'utilizzo del voto segreto tra un sistema parlamentare e un sistema come quello attuale. Ma torniamo al ragionamento precedentemente iniziato.

Ho detto all'assessore Pigliaru che ricordavo le sue parole, così come ricordo le vostre parole, Assessore, pronunciate all'inizio della legislatura sull'indebitamento eccessivo della Regione sarda. Ricordo quelle usate allora, ricordo quelle usate oggi sui motivi - che adesso forse vi sono un po' più chiari - di quell'indebitamento. Le prime le avete urlate, le seconde le pronunciate in sordina. Io ho apprezzato, ripeto e sottolineo, il vostro ravvedimento sulle motivazioni di quell'indebitamento non addebitabile nella sua totalità a una cattiva gestione. Sicuramente però quello di oggi non è il giudizio di massima che esprimevate ieri.

Noi continueremo la battaglia sulle entrate, con chi vorrà esserci, continueremo a sostenere oggi e domani, chiunque governerà, continueremo a sostenere la nostra battaglia sulle entrate, ma lo faremo con i piedi per terra e continueremo a farlo con i piedi per terra, senza populismo, senza l'esasperazione delle piazze, che poi si ritorce contro. Noi siamo disponibili ad usare i modi istituzionali, i modi corretti, anche battendo i pugni sul tavolo, ma sappiamo e sapevamo e sapete tutti che non era possibile nell'arco di pochi mesi recuperare anni di ritardo, addebitabili a governi nazionali sia del centrodestra sia del centrosinistra.

E' una falsità sostenere che in pochi mesi si potrebbe sanare una situazione ormai, ahimé, storica. Gli impegni si possono strappare, sicuramente si può ottenere una dilazione del debito che lo Stato ha nei nostri confronti. Vi rammento anche che quando abbiamo presentato, non mi ricordo se con la Giunta Pili o con la Giunta Masala, una finanziaria che basava i suoi interventi proprio sul presupposto che lo Stato tenesse fede ai suoi impegni relativamente al trasferimento di queste risorse, qualcuno si alzò in quest'Aula e disse: "E' una finanziaria con i piedi d'argilla". Ecco perché le giustificazioni per il ritardo sulla presentazione della finanziaria non sono sufficienti. Noi non stiamo parlando oggi dell'esercizio provvisorio - l'esercizio provvisorio è un fatto tecnico necessitato - noi stiamo parlando di una finanziaria che non c'è, nell'isola che non c'è. Stiamo parlando di questo, di una finanziaria che ad oggi non c'è. Commentiamo gli articoli della stampa, siamo arrivati a questo, perché ad oggi, 21 di dicembre, la finanziaria regionale non è stata ancora presentata. Di questo stiamo parlando, non dell'esercizio provvisorio. Noi possiamo chiedere anche quattro mesi di esercizio provvisorio, niente vieta all'Aula e al Consiglio di esitarla prima; ed allora perché questa diatriba? Sempre per far valere l'arroganza, sempre per far prevalere la posizione di uno su tutti, la posizione politica di uno su tutti che utilizza la questione della durata di uno o due mesi dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio per dire al Consiglio "Non lavorate", per dire al Consiglio "Non siete produttivi".

Onorevole Pirisi, è vero che ci vuole più presenza in quest'Aula, tant'è che le innumerevoli volte che ormai si è andati a votare è mancato il numero legale, ma non credo che anche questo lo voglia addebitare alla minoranza. Così come il funzionamento delle Commissioni; ci sono stati tanti momenti di discussione accesa ma abbiamo spesso concordato dei percorsi e abbiamo raggiunto insieme degli obiettivi; si chieda perché a volte invece questo non è possibile.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FADDA PAOLO

(Segue CAPELLI.) Io l'addebito solo e esclusivamente ad interferenze esterne al Consiglio, esterne, esattamente del Presidente. Il Presidente che continua a voler fare sentire la sua presenza nonostante la sua assenza costante in quest'Aula. Molte risposte le avrebbe potute dare lui, oggi, in Aula, ma credo che questo non sia possibile, perché l'assenza più grave, onorevole Pirisi, in questo Consiglio non è dei consiglieri della minoranza ma del Presidente della Giunta, che arriva in Aula solo per bacchettare, per chiedervi spiegazioni del perché formate dei gruppi che lui non comprende. Ma non la sola cosa che non comprende.

Io credo che all'interno del sistema politico, della politica, lui sia un corpo estraneo, della politica sana, si badi bene, non della politica di bottega o della politica di corridoio, ma non credo che sia realmente un corpo estraneo a questo Consiglio e a alla politica...

PRESIDENTE. Concluda.

CAPELLI (U.D.C.). Concludo dopo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, anch'io voglio precisare che nessuno qui ha voluto parlare di esercizio provvisorio, ma se dobbiamo parlarne, perché fare riferimento al passato? Voi avete detto che volevate il rinnovamento, volevate il cambiamento e quindi dovreste essere diversi, invece state dimostrando di voler perseguire la stessa strada.

Anch'io voglio rimarcare questa storia delle Commissioni; io al posto vostro mi vergognerei perché anche il provvedimento approvato ieri è passato soltanto perché noi abbiamo consentito che vi fosse il numero legale per poter approvare il provvedimento. Ed è agli atti questo. Anche ieri, per non andare molto lontano, il Presidente della Commissione, onorevole Secci, continuava a telefonare alla ricerca di consiglieri perché era fortemente preoccupato per la totale assenza della maggioranza. Noi gli abbiamo più volte detto che il fatto che non ci fosse la maggioranza non era un problema e abbiamo atteso fino alla fine, l'abbiamo invitato a iniziare la riunione per poter esitare il provvedimento. Non abbiamo nemmeno chiesto i 5 giorni che ci spettano per la presentazione della relazione di minoranza. Io non riesco a capire che cosa si voglia da parte nostra.

Noi contestiamo le affermazioni gratuite, questo non ce lo potete impedire. Quando per esempio il Presidente va a La Maddalena, è inutile fare le pagliacciate, lasciare le auto a Palau per non spendere i soldi quando tutti i manager della ASL anche in questi giorni, ma in modo illegittimo, comprano mobili faraonici che non entrano neanche nelle stanze, nonostante siano "abusivi" in quanto cacciati via da una pronuncia del TAR. Noi contestiamo lo sperpero di denaro pubblico, contestiamo il fatto che quando chiediamo informazioni sulle consulenze ci arrivano con il contagocce.

Poi il Presidente possono anche applaudirlo; prima gli dicono una cosa e poi un'altra. Ma cosa vuole dire: vi faremo una RSA? E' stata approvata già dal 2001, ci sono i soldi e c'è il progetto. Non mischiamo le cose. Le fandonie non servono a niente. Quei 5 miliardi sono stati assegnati a La Maddalena non certamente da questa Giunta regionale.

Io mi sono permesso Assessore di segnalarle che un collaboratore, di questi illuminati che vengono da fuori, ha bloccato una pratica del CIPE. Il FORMEZ mi ha detto: "Ma se la Sardegna non ci dà niente, anzi ci blocca, tanto vale che noi chiudiamo" e io mi sono fatto interprete nei suoi confronti di questo disagio. Ma se poi i suoi collaboratori non mi fanno neanche una telefonata, io tempo da perdere non ne ho. Sono loro che devono cercare me, non io loro. Mi sto impegnando in un atto di correttezza pur senza esservi tenuto, anche perché sono tutte persone vicine a voi.

Veda, noi quando parliamo di consulenze, e chiediamo i dati, li vogliamo perché è un nostro diritto averli, così come era un vostro diritto in passato. E poi anche questa sceneggiata a cui ho accennato ieri, questa sceneggiata delle risorse, dei ritrovamenti eccetera, sarebbe meglio che venisse chiarito. Scusate, avete trovato prima 100 milioni in un cassetto, poi 630, poi ci si accorge che sono tutte anticipazioni fatte dalla Giunta precedente dal 1995 al 1999, che voi non avete manco sollecitato. La delibera parla chiaro: sono rimborsi dello Stato per anticipazioni sostenute dalla Regione, una cifra peraltro nettamente inferiore a quella da voi annunciata.

Non sono io che devo smentire, soprattutto quando illegittimamente è stato nominato un giornalista che a queste cose dovrebbe provvedere (ricordo che a noi è stato impedito dall'Assessorato competente di potere disporre di un giornalista). Questo giornalista così come "spara" sui giornali di questi ritrovamenti di risorse occulte, ha il dovere di dire che si è trattato di un errore. Non si accusa il funzionario della Ragioneria regionale di aver sbagliato; queste risorse (93 milioni) sono relative al 1995-1999.

I mille miliardi di "buco" non li abbiamo trovato neanche noi, tanto per essere chiari, perché nel 1999 il buco era di 400 miliardi. E lo Stato non ce li dava, così come lo Stato non ci aveva dato i soldi nel 1995-1996-1997-1998. Allora perché non dire la verità? Perché buttare fango, perché sta buttando fango sugli altri? Qui ci troviamo di fronte, caro Assessore, a confusione sulla politica di indirizzo e di gestione, qui non si applica la legge numero 31 del 1998. Qui c'è una pletora di consulenze; voi ci avreste messo al rogo per molto meno, e noi questa situazione la denunceremo in tutte le sedi tanto, perché sia chiaro.

Lottizzazione, voi avete parlato di lottizzazione: "questo tocca a me, questo tocca a te".

SECCI (La Margherita-D.L.). Chi ne ha parlato?

OPPI (U.D.C.). Ne parlo io perché ne parlate voi. A Carbonia c'è il cugino di uno e il compare dell'altro. Ad Olbia c'è uno indicato da Carlo Satta dell'UDEUR e l'altro della Margherita. Queste cose sono da basso romano impero perché i direttori generali hanno sempre operato liberamente le loro scelte, non mi consta...

(Intervento fuori microfono)

OPPI (U.D.C.). E se poi tuo cugino l'abbiamo nominato responsabile del servizio è un altro discorso, è una cosa diversa. Possiamo comunque dimostrare quello che sto affermando; i collaboratori diretti del direttore generale della ASL 7, certamente non appartenenti al mio partito, la dottoressa Pintus e Sabrina Ortu, sono stati nominati direttori generali di due AA.SS.LL., il che vuole dire che le scelte venivano operate più sulla base di criteri di professionalità e meno sul fatto della appartenenza politica. Quindi se oggi il nostro atteggiamento è diverso da quello che è stato ultimamente, ciò è dovuto al vostro comportamento, al fatto che non siete rispettosi della minoranza. E non lo sto dicendo a voi, lo sto dicendo a chi non fa pervenire gli atti che vengono chiesti.

Io sono sempre stato a favore del settore pubblico e voglio sapere da voi, che per anni avete sostenuto il pubblico, se siete per il pubblico o per il privato? Perché oggi voi siete per il privato. Io non ho mai potuto dare a don Verzè… ho contestato Capelli perché ero impedito dal fatto che mancava la razionalizzazione della rete ospedaliera. Cosa vuole dire questo protocollo? Possiamo avere questo protocollo? Perché se si creano 200 posti a Olbia se ne tolgono altrettanti ai presidi pubblici; se si revoca un provvedimento a favore di un privato e poi viene reiterato per intrallazzi e imbrogli o per ragioni di varia natura, che siamo in grado di dimostrare, noi vogliamo essere informati.

Qualcuno, in questi giorni, interferendo nelle scelte di gestione, ha persino detto ad un professionista: "Fai pure un progetto di 11 milioni di euro". Sapete bene che è un reato, perché senza una gara e senza una delibera non si può fare niente legittimamente. Ognuno se ne assumerà le proprie responsabilità, non posso anticiparlo oggi perché dalla giornata di domani inizieranno tutte le azioni conseguenti. La mia parte politica, per la prima volta nella storia, ha votato e continuerà a votare contro l'autorizzazione all'esercizio provvisorio oggi, domani, fino a quando non ci sarà un atteggiamento diverso, perché vi abbiamo espresso solidarietà ed amicizia, non trasversalismo, come qualcuno impropriamente ha sempre sostenuto perché aveva interesse a sostenerlo.

Noi siamo, mio malgrado, costretti a votare contro, fino a quando non otterremo chiarezza nei comportamenti. Vogliamo vedere gli atti, vogliamo poterli leggere e contribuire, caro Assessore, a fare quello che abbiamo fatto recentemente, quando le abbiamo corretto alcuni errori e lei ci ha ringraziato. Allora non vorrei essere costretto a dire quello che ha detto molti anni fa l'onorevole Ghinami: "nell'interesse della Sardegna toglietevi da mezzo ai piedi". Questo aveva detto l'onorevole Ghinami ad un Presidente della Giunta regionale, appartenente al mio partito, di fronte ad atteggiamenti, a scorrettezze, a prevaricazioni, a sperpero di denaro pubblico.

Noi vogliamo avere i documenti per ricrederci se sbagliamo, ma anche per potervi contestare legittimamente se siamo nel giusto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, parto dall'ultimo concetto che ha espresso il mio Capogruppo: avere i documenti per poter conoscere gli atti in tempo reale. Io ho preso visione di una delibera della Giunta regionale dell'aprile 2005, proposta dall'Assessore regionale della sanità, dove veniva stabilito - e mi dispiace che il presidente Soru non sia presente e prosegua con le sue assenze - che i distretti sanitari delle AA.SS.LL. ricaduti in provincia diversa da quella di origine non dovevano essere toccati sotto nessun aspetto, né per quanto riguarda il personale, né per quanto riguarda le attrezzature.

Allora comunico a quest'Aula e soprattutto alla maggioranza, perché riferisca all'assessore Dirindin, che in questi ultimi giorni non solo si sta trasferendo personale (e quindi si sta compiendo un'attività illegittima, ma per questa maggioranza, per questa Giunta è normale) ma si sta trasferendo addirittura anche il servizio. Il servizio del centro alcologico di Sernorbì che Paolo Fadda e Giorgio Oppi conoscono bene, perché sono stati loro che ne avevano deciso l'apertura. Oggi dovrebbero intervenire sull'Assessore perché quel centro, che cura ben duecento utenti che non provengono solo dal territorio della Trexenta, non venga chiuso. Oltretutto non c'è un altro centro alcologico nel territorio di Cagliari.

Questo Assessore scelto dall'esterno della Sardegna perché molto capace, non dà atto neanche di quello che ha deliberato sei mesi prima, cioè va contro il suo stesso deliberare. Si diceva una volta che il comparto agropastorale fosse trainante per l'economia sarda; ebbene sfido quest'Aula, sfido il presidente della Commissione (che peraltro adesso non è presente), sfido il presidente Soru che ha detto che bisognava rilanciare il settore, a dirci quale legge a tutela dell'agricoltura è stata approvata in questi primi 18 mesi.

E' vero Pirisi che avete lavorato, ma i componenti del centrosinistra della Commissione agricoltura ed ambiente erano sempre assenti. Anche ieri la seduta è iniziata con un'ora e un quarto di ritardo, e in cinque minuti avete approvato il piano integrato sulle acque. Il Presidente della Commissione non ha accolto le richieste di riesaminare nella settimana successiva quell'atto, l'ha voluto approvare a tutti i costi perché così aveva chiesto Soru: "va approvato, non è possibile che stia 60 giorni in Commissione.". Ma ci sono commissari che non l'hanno neanche letto e dovrebbero avere il coraggio di dirlo, perché è zeppo di errori. Andate a rileggervelo, andate a guardarlo e vi accorgerete che ci sono errori madornali in quel piano.

Eppure mentre noi ieri chiedevamo una settimana in più per rivederlo tutti insieme, e magari approvarlo tutti insieme, il Presidente della Commissione, imperterrito, ci negò quella ulteriore settimana di tempo. Questa è arroganza, questa è prepotenza, questa è mancanza di dialogo, questa non è democrazia. Ed allora se questo Presidente della Giunta non conosce il significato della parola democrazia, mentre al Presidente del Consiglio che la precedeva ho chiesto di darmi una copia del Regolamento perché potessi fargli presenti i tempi previsti dal Regolamento per l'approvazione della legge finanziaria, a lei le chiedo di donare in regalo al Presidente della Giunta un vocabolario perché possa così apprendere il significato della parola democrazia.

Il primo articolo del testo che stiamo esaminando recita: "Ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 5 maggio 1983, numero 11 e successive modifiche, è autorizzata ad esercitare provvisoriamente e fino a quando è approvato con legge e comunque entro e non oltre il 28 febbraio 2006" - quindi 2 mesi - "il bilancio della Regione per l'anno 2006". Questo recita il cappello del primo comma dell'articolo 1. Se mi fermo qui, ha ragione Uras, questo che ci stiamo apprestando ad approvare è un atto illegittimo, cioè è un atto contro una legge che questo Consiglio a suo tempo approvò.

Ed allora io, veramente, ripropongo il problema, Presidente, se non sia il caso di modificare la legge numero 11 prima di approvare l'autorizzazione all'esercizio provvisorio. Perché Soru deve sapere che sta commettendo illegittimità. E poi, andandomi a leggere tutti i successivi commi, mi sono convinto che è vero quanto ha suggerito l'onorevole Uras. Il secondo comma, infatti, recita: "Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare il limite di 2 dodicesimi degli stanziamenti previsti per ciascuna unità previsionale di base". Ora ammettiamo che tutte le cifre delle unità siano state impegnate, la Giunta è autorizzata a spendere tutto, perché si tratta di impegni, si tratta di residui e quindi spende tutto.

Quindi effettivamente c'è qualcosa che non va in questa legge. Soru dice sempre: "Andiamo avanti, andiamo avanti", ma così facendo sta scavalcando le leggi, sta scavalcando le sue stesse disposizioni. Allora io credo che sia giusto che sappia che l'autorizzazione all'esercizio provvisorio che proponeva per un mese, per 30 giorni, era frutto di una mancata conoscenza del Regolamento. Mi dispiace che anche l'Assessore al bilancio non si sia letto il Regolamento: in 30 giorni è impossibile approvare una legge finanziaria, perché ci sono tempi da rispettare.

L'ignoranza regna in questa maggioranza. E allora è inutile prendersela perché uno definisce un collega cameriere. Noi potevamo fare anche i camerieri e distribuire i panini che lui non accetta, che oggi invece sta importando. Sappiamo che i bandi per il recupero di Ingurtosu, di Masua, di Arbus scadono il 15 dicembre, sappiamo a chi andranno, anche se è ancora aperto il bando, sappiamo chi ci ha portato, sappiamo tutto!

Abbiate un sussulto di coerenza, dite che questo Presidente deve sedersi qui ad ascoltarci, ma ascoltarci seriamente, non può agire senza essere presente in Aula, delegando il mio amico Sanna a sostituirlo. Sanna può fare l'Assessore dell'urbanistica, può fare l'Assessore degli enti locali, ma non può fare tutto, non può sostituirsi al Presidente. Noi vogliamo il presidente Soru qui in Aula, perché deve sentire le critiche alle porcherie che sta facendo. E' inutile che l'amico Porcu mi dica "democrazia" rivolto all'amico Diana; il voto a scrutinio segreto lo chiedeva l'amico Renato Cugini nella scorsa legislatura, lo chiedeva Siro Marrocu, lo chiedevamo tutti. E' uno strumento previsto da questo Regolamento e lo si chiederà ogni qualvolta sarà necessario, però lei non può offendere l'intelligenza delle persone che il significato del termine democrazia conoscono molto bene.

Quindi io invito tutti ad una riflessione prima di approvare l'articolo 1, perché sappiate che noi stiamo votando contro, e mi auguro lo faccia anche il collega Uras, perché è lui che ieri mi ha aperto gli occhi, io sostenevo il contrario. Il quarto comma dell'articolo 35 della legge numero 11 del 1983 riguarda solo agli enti strumentali e siccome il Consiglio regionale non è un ente strumentale della Regione mi sono convinto che effettivamente sia stata compiuta una omissione

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, sarò estremamente breve in modo da non abusare della sua pazienza e di quella dei colleghi. Vorrei semplicemente riprendere lo spirito dell'intervento che ha pronunciato il collega Oppi e vorrei riprenderlo offrendo qualche contenuto aggiuntivo affinché i consiglieri della maggioranza non possano dire di non avere compreso bene quello che il collega Oppi, nella maniera travolgente che gli è usuale, ha lucidamente espresso.

Il collega Oppi, cari amici della maggioranza, vi ha richiamati al clima che oggi si respira in Aula nei rapporti tra maggioranza e minoranza, nei rapporti tra maggioranza e Giunta, nei rapporti tra Consiglio e Giunta. Io credo che il tema che ha toccato il collega Oppi diventerà un tema vitale nei prossimi mesi e nei prossimi anni di questa legislatura. Credo che sia un tema sul quale valga la pena riflettere un istante. E vi spiego il perché.

Nel mio intervento precedente ho detto che se la Giunta dovesse rivolgersi alla minoranza per chiederle se è contenta...

PRESIDENTE. Vogliamo accomodarci per gentilezza. Fin quando non prendiamo posto l'onorevole Vargiu non continua.

VARGIU (Riformatori Sardi). Non mi sembra una minaccia sufficiente Presidente, gliene rivolga una più grossa!

PRESIDENTE. Se lei termina presto possiamo interrompere prima, quindi credo che sia una minaccia valida.

VARGIU (Riformatori Sardi). Termino subito, Presidente. Io ho detto: credo che oggi, al 21 di dicembre, non avendo ancora il disegno di legge di bilancio che doveva essere presentato entro il 30 settembre, noi della minoranza non possiamo dire alla Giunta regionale di essere soddisfatti. Ma vorrei allargare il discorso al Presidente della Giunta. La minoranza oggi - e ha detto bene il collega La Spisa, forse venendo frainteso - non può dire di essere soddisfatta di un Presidente che fa benissimo il Presidente mediatico, ma evidentemente non trova il tempo per l'ordinaria amministrazione, cioè per fare quelle cose che sono fondamentali nella politica, e la presentazione della legge finanziaria nei termini è un dovere fondamentale della politica.

Voglio anche aggiungere una cosa che è più importante, secondo il mio punto di vista, ed è questa: che il Presidente della Giunta non fa bene il suo mestiere, e io non sono soddisfatto, i Riformatori non sono soddisfatti di come lo sta facendo, perché un leader politico deve lavorare nel consenso. Il consenso si ottiene in vari modi, si ottiene anche mantenendo cementata la maggioranza che esprime il Presidente, mantenendo cementato il rapporto maggioranza-Giunta e Presidente. Ma questo, mi direte, è un problema vostro, e ve lo gestite voi. Siamo d'accordo, noi vi suggeriamo semplicemente di gestirlo meglio, perché come sostiene il collega Cugini ricordando i 170 "bagni" della precedente Giunta di centro destra nella finanziaria, poi diventa un problema dell'intero Consiglio, quindi gestitevelo meglio!

Premesso tutto ciò aggiungo un'altra cosa, e cioè che il Presidente della Giunta non ha soltanto il problema di riscuotere un consenso forte nell'ambito della sua maggioranza, che pure assomiglia a una maggioranza "bulgara", ne ha anche un altro; ha il problema di mantenere un buon clima in quest'Aula anche con chi rappresenta la minoranza, perché alla minoranza avete chiesto tante volte - ottenendolo - soccorso su questioni importanti di sostanza. Ed allora è necessario che da parte del Presidente della Giunta si dia sostanza a questo ragionamento che in alcuni momenti diventa preminente, che il Presidente della Giunta comprenda che il problema - condivido quanto sostiene Porcu - non è il voto a scrutinio segreto, il problema è la creazione di rapporti solidi che consentano di proseguire insieme sugli aspetti condivisi e di dividerci ogni qualvolta ci sia da dividerci, soprattutto su questioni ideologiche, come abbiamo fatto con Uras e con i colleghi della Rifondazione comunista sull'articolo 33 della legge discussa ieri. Questa è la politica.

Ieri abbiamo approvato in una serata una legge assai importanti sui servizi alla persona, grazie al lavoro svolto, soprattutto in larga misura, dal collega Lai che non ha voluto fare il primo della classe, è andato in giro a parlare con tutti, ha ascoltato tutti e dall'ascolto e dal dialogo ha ottenuto convergenza e consenso. Il leader di una Regione deve avere la stessa cosa in testa, andateglielo a dire, spiegategli che non si tratta di gestire un'azienda, spiegategli che la politica ha regole diverse e che le regole della politica passano attraverso il dialogo, che non è una perdita di tempo. L'ascolto delle ragioni degli altri è un arricchimento, non è una caduta di prestigio; un Presidente che ragiona è un Presidente che vince, un Presidente che si chiude in una turris eburnea, o chiude la sua Giunta in una turris eburnea, è un Presidente che andrà incontro comunque al malumore sociale.

Io non ho conoscenza di tutte le azioni della Giunta e non sono in grado di giudicare, però non posso non osservare che ci sono due AA.SS.LL. che hanno presentato i piani di risanamento aziendale (la ASL di Nuoro e quella di Ogliastra) e che entrambe hanno subito uno sciopero generale. La ASL di Nuoro ha dovuto subire uno sciopero generale indetto dalla C.G.I.L. - mica da un sindacato di destra - che ha accusato Franco Mariano Mulas, direttore generale, di volere cancellare 500 posti di lavoro. La ASL di Oristano, invece, ha dovuto subire uno sciopero generale per la questione relativa all'ospedale di Ghilarza.

Ma vi rendete conto che per cambiare le cose è necessario, su ciò che si condivide, ricercare il consenso, che è necessario ragionare, che è necessario trovare tutti i possibili punti di incontro? Beh, il collega Oppi ve l'ha detto in modo veemente, io ve lo dico in modo più ragionato, più riflessivo. Forse ognuno si esprime nel modo che il proprio background gli suggerisce, ma credetemi, consiglieri del centro sinistra e della maggioranza, avete in carico un'opera o un mestiere importante. Svolgetelo, svolgetelo subito prima che sia troppo tardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Signor Presidente, prendo la parola per una precisazione che mi è dovuta, che sicuramente non sfugge a quest'Aula e neppure a tutti i suoi componenti, anzi mi verrebbe da sorprendermi se così non fosse.

La norma di contabilità, è chiaro, prevede l'approvazione dell'esercizio provvisorio in ragione del disegno di legge finanziaria e di bilancio. Disegno di legge, non bilancio o legge o finanziaria dell'anno precedente, non bilancio dell'anno precedente, sulla base del disegno di legge che deve essere approvato - perché così dice la norma di contabilità pubblica - entro il 30 settembre di ciascun anno. Le Giunte che io ho avuto modo di seguire, ivi compresa quella che ha preceduto questa, difficilmente, anzi quasi mai, hanno rispettato questo termine. Le ragioni possono essere molteplici, possono essere anche di alta valenza, in questo specifico caso (mi pare che sia stato anche ricordato) c'è stato un movimento corale, una grande coesione circa la rivendicazione nei confronti dello Stato di un credito che la Regione vanta per trasferimenti che non sono stati fatti, per cui si è andati oltre il termine previsto.

Noi oggi andiamo ad approvare una legge di esercizio provvisorio che avrà come riferimento il bilancio dell'anno precedente (non il disegno di legge, perché non è ancora stato approvato) introducendo nella legge regionale di autorizzazione all'esercizio provvisorio una deroga a quella di contabilità, che ci vincola ogni anno. Quindi non è un atto illegittimo, è assolutamente legittimo, questo lo preciso per sgombrare il campo da qualche dubbio sorto quando, nel collegio dei questori, di cui facciamo parte io e l'onorevole Cappai, ho chiesto di capire a quale provvedimento dovesse fare riferimento l'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale, ricordando che le norme di contabilità sono norme complesse, che vanno esaminate attentamente prima di essere approvate, perché sono di difficile correzione lungo il percorso.

L'anno scorso, infatti, mi è capitato di cadere in un infortunio, nella predisposizione del bilancio interno del Consiglio: non ho previsto in modo adeguato le spese, (certo, che la responsabilità è collegiale, ma anch'io ho parte in quella responsabilità) e pertanto ho dovuto presentare un emendamento in Aula che è stato strumentalmente utilizzato per denigrare il Consiglio regionale: chi hanno accusati di aver aumentato di cinque milioni le spese per rinfrescare durante l'estate noi e il nostro onorevole corpo, per non dire altro.

Chiudo dichiarando che voterò a favore dell'esercizio provvisorio che è una norma necessaria: quando si fa in tempo ad avere il bilancio tanto di guadagnato, se non si fa in tempo vi si ricorra, perché non si può fare altro. Tutti quanti noi dobbiamo sforzarci (io credo che molti di noi si sforzino, forse non tutti) di valorizzare quello che produce quest'Aula.

Ha ragione l'onorevole Vargiu: ieri è stata approvata una legge, quasi all'unanimità, importantissima, che ha introdotto un dibattito di alto valore emotivo e politico. E non è stata l'unica legge: così è stato per il trasporto pubblico locale, così è stato per la vicenda dell'ESAF, così è stato su altre riforme importantissime che ci vedevano in ritardo. E questo Consiglio lavora tutti i giorni, mattina e sera, e produce tutti i giorni approvando anche buone norme, coprendo ritardi di altre legislature e di altri Consigli, con grande passione. Per questi motivi deve meritare il rispetto che, purtroppo, non a tutti i livelli di responsabilità arriva e viene riconosciuto.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 42.