Seduta n.165 del 15/02/2006
CLXV SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 15 Febbraio 2006
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 23.
CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 7 febbraio 2006, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Nazareno Pacifico e Fedele Sanciu hanno chiesto congedo per la giornata del 15 febbraio 2006 e che il consigliere regionale Sergio Marracini ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 15 febbraio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 199/S/A. Siamo all'esame dell'articolo 5, al quale sono stati presentati 31 emendamenti. Gli emendamenti numero 6, 4, 5 e 126 sono stati dichiarati inammissibili.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:
Art. 5
Disposizioni in materia di opere pubbliche
1. Per la realizzazione di un programma straordinario di edilizia abitativa è disposto lo stanziamento complessivo di euro 61.000.000, in ragione di euro 35.000.000 nell'anno 2006 e di euro 13.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008. Alla suddetta spesa si fa fronte per euro 51.000.000 mediante utilizzo dei finanziamenti erogati dallo Stato in applicazione dell'Accordo di programma del 27 ottobre 2000 in materia di edilizia agevolata e per euro 10.000.000 con fondi regionali (UPB S08.080). Il programma è destinato:
a) ad interventi di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale nelle aree urbane a maggior presenza di patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei comuni e degli II.AA.CC.PP.;
b) ad interventi di costruzione e recupero, ovvero di acquisto e recupero di alloggi di edilizia popolare da attribuire prioritariamente in locazione a canone moderato.
2. Per le opere di competenza regionale da realizzarsi in adempimento alle disposizioni normative introdotte con decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e per gli interventi pubblici ricadenti nella fattispecie di cui all'articolo 7 della legge regionale 25 novembre 2004, n. 8, i termini di cui al comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15, e del comma 5 ter dell'articolo 62 della legge regionale n. 11 del 1983, sono incrementati di un ulteriore anno.
3. Le somme sussistenti in conto residui, non impegnate alla data del 31 dicembre 2005, relative agli interventi per la difesa del suolo ricompresi nel Piano di assetto idrogeologico, sono ulteriormente conservate per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
4. Per le spese di completamento del complesso integrato termale di Fordongianus è autorizzato, sul bilancio regionale per l'anno 2006, lo stanziamento di euro 500.000 (UPB S08.028).
5. Per l'ampliamento e la costruzione di cimiteri di cui al comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale n. 13 del 2003, è autorizzato lo stanziamento per l'anno 2006 di euro 3.500.000 e di euro 2.500.000 per l'anno 2007 (UPB S08.033).
6. Per la concessione di finanziamenti volti alla realizzazione di opere pubbliche primarie e di infrastrutture di interesse degli enti locali è autorizzato lo stanziamento di euro 10.500.000 per l'anno 2006 e di euro 6.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 (UPB S08.033).
7. E' autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 900.000, per la realizzazione di un programma di opere pubbliche di interesse provinciale e sovracomunale (UPB S08.053).
8. E' autorizzata la spesa di euro 1.000.000 nell'anno 2006 e di euro 4.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per la realizzazione di investimenti nel comparto delle opere portuali di competenza regionale (UPB S08.031).
9. E' autorizzata la spesa di euro 4.000.000 per l'anno 2006 e di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 quale finanziamento alle province per la manutenzione di strade di loro competenza (UPB S08.053).
10. Per l'attuazione di interventi nel settore viario, ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, e dell'articolo 7 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6, è autorizzata la spesa di euro 8.703.000 nell'anno 2006 e di euro 5.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 (UPB S08.053).
11. Per la progettazione di opere di viabilità di interesse regionale e statale, comprese le opere di viabilità statale da trasferire alla Regione ai sensi dell'articolo 99 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, è autorizzata la spesa di 2.000.000 nell'anno 2006 e di euro 1.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 (UPB S08.055)
12. E' autorizzata per ciascuno degli anni 2007 e 2008 la spesa di euro 1.000.000 per la realizzazione di interventi strutturali sulle opere di sbarramento esistenti (UPB S08.072).
13. E' autorizzata per ciascuno degli anni 2006 e 2007 la spesa di euro 750.000 quale contributo straordinario per i lavori di recupero e restauro della cattedrale di Cagliari. All'attuazione dell'opera da parte dell'ente proprietario si provvede in regime di delega con le modalità previste dall'articolo 4 della legge regionale n. 24 del 1987 (UPB S08.033).
14. E' autorizzata nell'anno 2006 l'ulteriore spesa di euro 250.000 per il proseguimento degli interventi previsti dall'articolo 5, comma 24, della legge regionale n. 7 del 2005 (UPB S08.033).
15. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere finanziamenti ai comuni per la concessione di contributi integrativi ai conduttori di abitazione in locazione previsti dall'articolo 11 della Legge 9 dicembre 1998, n. 431; la relativa spesa è valutata, per l'anno 2006, in euro 4.000.000 (UPB S08.079).
EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO
Art. 5
Il comma 4 dell'articolo 5 è soppresso.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S 08.028 anno 2006 Euro 500.000
In aumento
UPB S 03.006 anno 2006 Euro 500.000 (79)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - MORO.
Art. 5
Al comma 1 dell'art. 5 lo stanziamento di Euro 61.000.000 è rideterminato in Euro 70.000.000.
Conseguentemente lo stanziamento di Euro 35.000.000 è rideterminato per l'anno 2006 in Euro 44.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.080 anno 2006 Euro 9.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 9.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (80)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CASSANO
Art. 5
All'emendamento n. 81 le somme di euro 4.500.000 ed euro 3.500.000 sono rideterminate rispettivamente in euro 7.000.000 ed euro 5.000.000.
In aumento
UPB S08.033
anno 2006 Euro 2.500.000
anno 2007 Euro 1.500.000
In diminuzione
UPB S03.006
anno 2006 Euro 2.500.000
anno 2007 Euro 1.500.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (135)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - OPPI - ARTIZZU - SANCIU - SANNA Matteo - DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO.
Art. 5
Al comma 5 gli stanziamenti di Euro 3.500.000 per l'anno 2006 e di euro 2.500.000 per l'anno 2007, sono rideterminati rispettivamente in Euro 4.500.000 ed Euro 3.500.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.033 anno 2006 Euro 1.000.000
UPB S08.033 anno 2007 Euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 1.000.000
UPB S03.006 anno 2007 Euro 1.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (81)
EMENDAMENTO modificativo LADU - CAPELLI - OPPI - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU -RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO.
Art. 5
Nel comma 6 dell'art. 5, l'importo di Euro 10.500.000 è rideterminato per l'anno 2006 in Euro 45.000.000;
Alla fine del comma sono aggiunte le seguenti parole:
"lo stanziamento relativo all'anno 2006 è destinato alla messa in sicurezza della viabilità, invasi e infrastrutture dei territori dei Comuni della Baronia colpiti dall'alluvione del gennaio-febbraio 2006."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.033 anno 2006 Euro 34.500.00
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 34.500.00
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (83)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CASSANO.
Art. 5
All'emendamento n. 84 la somma di euro 3.000.000 è rideterminata in euro 10.000.000.
In aumento
UPB S08.053
anno 2006 Euro 7.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
anno 2006 Euro 7.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (136)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI -MURGIONI - GALLUS - MORO.
Art. 5
Al comma 7 la spesa di Euro 900.000 per l'anno 2006 è rideterminata in Euro 3.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.053 anno 2006 Euro 2.100.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 2.100.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (84)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - RASSU - MURGIONI - GALLUS -MORO. ARTIZZU - SANNA Matteo.
Art. 5
Al comma 8 lo stanziamento di Euro 1.000.000 per l'anno 2006 è rideterminato in Euro 5.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.031 anno 2006 Euro 4.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 4.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (85)
EMENDAMENTO sostitutivo totale CASSANO.
Art. 5
L'emendamento n. 86 è sostituito dal seguente:
"Al comma 9 dell'art. 5 la spesa di euro 4.000.000 per l'anno 2006 è rideterminata in euro 10.000.000. Lo stanziamento di euro 2.000.000 per ciascuno degli anno 2007 e 2008 è rideterminato in euro 8.000.000."
In aumento
UPB S08.053
anno 2006 euro 6.000.000
anno 2007 euro 6.000.000
anno 2008 euro 6.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
anno 2006 euro 6.000.000
anno 2007 euro 6.000.000
anno 2008 euro 6.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (137)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - MURGIONI - GALLUS -ARTIZZU - -MORO - SANNA Matteo.
Art. 5
Al comma 9 dell'art. 5 la spesa di Euro 4.000.000 per l'anno 2006 è rideterminata in Euro 8.000.000.
Lo stanziamento di Euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 è rideterminato in Euro 4.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.053 anno 2006 Euro 4.000.000
UPB S08.053 anno 2007 Euro 2.000.000
UPB S08.053 anno 2008 Euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 4.000.000
UPB S03.006 anno 2007 Euro 2.000.000
UPB S03.006 anno 2008 Euro 2.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (86)
EMENDAMENTO modificativo CAPPAI - LADU - OPPI - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - RASSU - CAPELLI - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO.
Art. 5
Al comma 10 dell'art. 5 la spesa di Euro 8.703.000 nell'anno 2006 è rideterminata in Euro 38.703.000.
Alla fine del comma sono aggiunte le seguenti parole:
"lo stanziamento relativo all'anno 2006 è destinato alla realizzazione del primo tratto della ex SS 128 di interesse regionale relativamente alla tratta dal Comune di Monastir fino al Comune di Isili."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.053 anno 2006 Euro 30.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 30.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (93)
EMENDAMENTO modificativo CASSANO.
Art. 5
L'emendamento n. 92 è sostituito dal seguente:
"Al comma 10 dell'art. 5 la spesa di euro 8.703.000 per l'anno 2006 è rideterminata in euro 10.000.000."
Alla fine del comma sono aggiunte le seguenti parole:
"Lo stanziamento relativo all'anno 2006 è destinato alla messa in sicurezza della strada statale 131 nel tratto dal km 203+000 al km 209+482+600."
In aumento
UPB S08.053
anno 2006 euro 1.297.000
In diminuzione
UPB S03.006
anno 2006 euro 1.297.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (138)
EMENDAMENTO modificativo GALLUS - LADU - OPPI - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - RASSU - CAPELLI - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI -MURGIONI - MORO.
Art. 5
Al comma 10 dell'art. 5 la spesa di Euro 8.703.000 nell'anno 2006 è rideterminata per il medesimo anno in Euro 9.753.000.
Alla fine del comma sono aggiunte le seguenti parole:
"Lo stanziamento relativo all'anno 2006 è destinato alla messa in sicurezza della strada comunale ex SS Carlo Felice nel tratto ricadente nella competenza territoriale nei comuni di Paulilatino e Bauladu."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.053 anno 2006 Euro 1.050.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 1.050.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (92)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - GALLUS - MURGIONI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 5
Al comma 11 dell'art 5 la spesa di Euro 2.000.000 per l'anno 2006 è rideterminata in Euro 22.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.055 anno 2006 Euro 20.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 20.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (88)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MORO - ARTIZZU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - RASSU - LADU - DIANA - VARGIU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO.
Art. 5
Il comma 12, dell'art. 5 è così modificato:
"E' autorizzata per ciascuno degli anni 2006 - 2007 - 2008 la spesa di Euro 1.750.000 per la realizzazione di interventi strutturali sulle dighe e sulle opere di sbarramento esistenti. Per ciascuno esercizio 2006 e 2007 la spesa di Euro 750.000 è destinata alla realizzazione di uno scivolo di risalita (scala pesca) della diga del Coghinas."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.072 anno 2006 Euro 1.750.000
anno 2007 Euro 750.000
anno 2008 Euro 750.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 1.750.000
anno 2007 Euro 750.000
anno 2008 Euro 750.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (82)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - GALLUS - MURGIONI - ARTIZZU - -MORO - SANNA Matteo.
Art. 5
Al comma 12 dell'art. 5 la spesa di Euro 1.000.000 per gli anni 2007 e 2008 è rideterminata in Euro 10.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.072 anno 2007 Euro 9.000.000
UPB S08.072 anno 2008 Euro 9.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2007 Euro 9.000.000
UPB S03.006 anno 2008 Euro 9.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (87)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - CONTU - CAPELLI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.
Art. 5
Al comma 13 dell'art. 5 è modificata l'UPB S08.033 in UPB S11.027, Cap. 11.210.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.033 anno 2006 Euro 750.000
In aumento
UPB S11.027 cap. 11210 anno 2006 Euro 750.000. (89)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Art. 5
Nell'art. 5, comma 15, lo stanziamento di 4.000.000 (UPB S08.079) è sostituito da 6.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
Assessorato Lavori Pubblici
UPB 08.079 cap. 08167)
2006 + 2.000.000
Integrazioni regionali ai finanziamenti ai Comuni per la concessione di contributi integrativi ai conduttori di abitazione in locazione.
In diminuzione
Assessorato della Programmazione
UPB S03.006 cap. 030030 (FNOL)
2006 - 2.000.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (15)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS -MORO.
Art. 5
Al comma 15 dell'art. 5 la somma di Euro 4.000.000 per l'anno 2006 è rideterminata in Euro 5.250.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.079 anno 2007 Euro 1.250.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2007 Euro 1.250.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (90)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale ARTIZZU - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - RASSU - CAPELLI - SANNA Matteo -SANCIU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.
Art. 5
Al comma 15 dell'art. 5 la somma di Euro 4.000.000 per l'anno 2006 è rideterminata in Euro 9.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.079 anno 2006 Euro 5.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 5.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (91)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.
Art. 5
Nell'articolo 5, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis - E' autorizzata nell'anno 2006 la spesa di euro 515.000 per l'attuazione di un programma straordinario di interventi finalizzati al completamento di mattatoi intercomunali (UPB S08.028)"
COPERTURA FINANZIARIA
08 - LAVORI PUBBLICI
In aumento
UPB S08.028 2006 515.000
In diminuzione
UPB S03.050 2006 515.000 . (49)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - OPPI - LADU - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO.
Art. 5
Dopo il comma 10 è aggiunto il seguente comma 10 bis:
"E' autorizzata la spesa nell'anno 2006 di 1.000.000 per l'adeguamento alle nuove norme del Codice Della Strada del tratto di strada di interesse regionale Tresnuraghes - PortoAlabe."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.053 anno 2006 Euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 1.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (78)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - DEDONI - VARGIU - CASSANO.
Art. 5
Dopo il comma 13 dell'articolo 5, è aggiunto il seguente comma 13 bis.
E' autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per l'anno 2006 e di euro 3.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per la concessione di finanziamenti a favore dei comuni, di cui all'art. 20 della Legge Regionale N. 12/2005, per la realizzazione delle opere di urbanizzazione di apposite aree P.I.P. da assegnare prioritariamente a giovani disoccupati per la realizzazione di nuove iniziative locali artigianali.
I Comuni riserveranno il 50% del finanziamento concesso ai sensi del presente comma, per l'attribuzione di contributi nella misura massima del 60% dell'investimento in conto capitale , nel regime degli aiuti de minimis, ai soggetti giovani disoccupati assegnatari delle aree artigianali per il sostegno delle spese di investimento per l'avvio delle attività proposte.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S07.038 (incentivazioni alle attività artigiane)
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 3.000.000
Anno 2008- 3.000.000
In diminuzione (fondi per nuovi oneri legislativi di parte corrente)
UPB S03-006
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 3.000.000
Anno 2008- 3.000.000
Mediante riduzione della voce 13 tab.A allegata alla Legge Finanziaria. (6)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CASSANO.
Art. 5
All'emendamento n. 7 le parole "di euro 5.000.000 per l'anno 2006 e di euro 3.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008" sono sostituite dalle seguenti parole "di euro 7.000.000 per gli anni 2006, 2007 e 2008" e dopo le parole "turistico locale" sono aggiunte le seguenti ", e per il completamento degli oratori parrocchiali".
In aumento
UPB S08.019
anno 2006 euro 2.000.000
anno 2007 euro 4.000.000
anno 2008 euro 4.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
anno 2006 euro 2.000.000
anno 2007 euro 4.000.000
anno 2008 euro 4.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge fìnanziaria). (134)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - DEDONI - VARGIU - CASSANO.
Art. 5
Dopo il comma 13 dell'articolo 5, è aggiunto il seguente comma 13 ter.
E' autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per Panno 2006 e di euro 3.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per la concessione di finanziamenti a favore dei comuni, di cui all'art. 20 della Legge Regionale N. 12/2005, per la realizzazione di lavori di recupero, risanamento, adeguamento e restauro di chiese campestri nelle quali tradizionalmente vengono organizzate delle sagre religiose di particolare interesse culturale e turistico locale. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta Regionale entro i 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.019 (contributi per il completamento di edifici di culto)
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 3.000.000
Anno 2008- 3.000.000
In diminuzione (fondi per nuovi oneri legislativi di parte corrente)
UPB S03-006
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 3.000.000
Anno 2008- 3.000.000
Mediante riduzione della voce 13 tab. A allegata alla Legge Finanziaria. (7)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - DEDONI - VARGIU - CASSANO.
Art. 5
Dopo il comma 15 dell'articolo 5, è aggiunto il seguente comma 15 bis.
E' autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per l'anno 2006 e di euro 4.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per la concessione di finanziamenti a favore degli enti locali finalizzati all'acquisizione e la urbanizzazione primaria nelle aree ex demaniali del demanio militare, ricadenti nel proprio ambito territoriale e totalmente inutilizzate per i fini per i quali erano stati espropriati dallo Stato, attualmente assegnate al patrimonio disponibile dello Stato e amministrate dall'Agenzia del Demanio.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S04.025 (finanziamento per oneri straordinari agli Enti Locali)
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 4.000.000
Anno 2008- 4.000.000
In diminuzione (fondi per nuovi oneri legislativi di parte corrente)
UPB S03-006
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 4.000.000
Anno 2008- 4.000.000
Mediante riduzione della voce 13 tab. A allegata alla Legge Finanziaria. (4)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - DEDONI - VARGIU - CASSANO.
Art. 5
Dopo il comma 15 dell'articolo 5, è aggiunto il seguente comma 15 ter.
E' autorizzata la spesa di euro 6.000.000 per l'anno 2006 e di euro 4.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per la concessione di finanziamenti a favore degli enti locali, che abbiano sofferenze finanziarie in conseguenza di sentenze, arbitrati o di transazioni, e che dimostrino di non disporre di ordinarie disponibilità finanziarie, finalizzati a far fronte ai maggiori oneri espropriativi di aree le cui occupazioni d'urgenza sono intervenute nell'arco del periodo 1980-1992, in vigenza del vuoto legislativo determinatosi per effetto della sentenza N. 5 /80 della Corte Costituzionale, con la quale si dichiarò l'illegittimità costituzionale delle Leggi 167/62 e 865/71, relativamente al calcolo delle indennità espropriative di aree per la realizzazione di opere di pubblica utilità.
Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta Regionale entro i 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S04.025 (finanziamento per oneri straordinari agli Enti Locali)
Anno 2006- 6.000.000
Anno 2007- 4.000.000
Anno 2008- 4.000.000
In diminuzione (fondi per nuovi oneri legislativi di parte corrente)
UPB S03-006
Anno 2006- 6.000.000
Anno 2007- 4.000.000
Anno 2008- 4.000.000
Mediante riduzione della voce 13 tab. A allegata alla Legge Finanziaria. (5)
EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar - ATZERI.
Art. 5
Nell' art. 5 è aggiunto il comma 15 bis : "E' autorizzata per l'anno 2006 la concessione di un contributo straordinario di Euro 3.000.000 a favore del Comune di Terralba per la realizzazione di un ponte carrabile sullo stagno di Marceddì (collegamento con Sant'Antonio di Santadi).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
08 - Lavori Pubblici
UPB S08.033
Anno 2006 Euro 3.000.000
In diminuzione
01 - Presidenza della Giunta
UPB S01.052 (Pubblicità istituzionale)
Anno 2006 Euro 3.000.000. (38)
EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar - ATZERI.
Art. 5
Nell'art. 5 è aggiunto il comma 15 bis: "E' autorizzata nell'anno 2006 la concessione di un contributo straordinario a favore del Comune di Oristano di euro 2.500.000 per i lavori di completamento e ampliamento del porticciolo turistico di Torregrande."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
08 - Lavori Pubblici
UPB S08.031
Anno 2006 Euro 2. 500.000
In diminuzione
03 Bilancio
UPB 03.006
Anno 2006 Euro 2. 500.000
Mediante riduzione della riserva dì cui alla voce 13 della tabella A allegata alla l.f. (39)
EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar - ATZERI.
Art. 5
Nell'art. 5 è aggiunto il comma 15 bis: "E' autorizzata nell'anno 2006 la concessione di un contributo straordinario al Comune di Oristano dì euro 500.000 per la sistemazione, manutenzione e valorizzazione del "Parco di Santa Petronìlla" nella frazione di Donigala e la ristrutturazione della chiesetta campestre".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
08 - Lavori Pubblici
UPB S08.033 Cap.
Finanziamenti agli EE. LL. per la realizzazione di opere di loro interesse
Anno 2006 Euro 500.000
In diminuzione
01 - Presidenza della Giunta
UPB S01.052 (Pubblicità istituzionale)
Anno 2006 Euro 500.000 . (41)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - BALIA - LICHERI - PORCU
Art. 5
Nell'articolo 5, dopo il comma 15 è aggiunto il seguente:
"15 bis - E' sospeso il riversamento disposto dall'articolo 3, comma 2, della legge regionale n. 15 del 2002 per gli enti che non hanno potuto assumere gli impegni entro il termine del 30 giugno 2005 per motivi imputabili a ritardi dell'Amministrazione regionale o di altre pubbliche amministrazioni nel rilascio delle autorizzazioni necessarie per l'assunzione degli stessi impegni che devono, comunque, essere assunti entro il termine perentorio di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il mancato impegno entro tale termine comporta l'immediato riversamento delle somme detenute." (126).)
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi che intendono illustrare gli emendamenti di iscriversi a parlare, così procediamo più celermente. Onorevole Diana, intende illustrare degli emendamenti?
DIANA (A.N.). Vorrei chiedere una breve sospensione.
PRESIDENTE. Intanto si iscriva, prego. Non capisco, onorevole Diana, quale sia il problema.
DIANA (A.N.). Vorrei chiedere una sospensione, ma il mio Capogruppo in questo momento è assente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Non voglio iniziare polemicamente, però credo che se non si sospende la seduta siamo costretti a chiedere la verifica del numero legale, perché non mi sembra che si possano iniziare i lavori del Consiglio in questa situazione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta sino alle ore 10 e 30, pregando i Capigruppo di attivarsi perché i colleghi stiano in aula.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 27, viene ripresa alle ore 10 e 36.)
PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto andiamo avanti, anzi iniziamo. Chiedo scusa agli Assessori e ai Capigruppo, prego i colleghi presentatori di dichiarare quali emendamenti intendono illustrare. Come sapete l'articolo 78 del Regolamento prevede che si possa intervenire per illustrare i propri emendamenti e contestualmente pronunziarsi su altri emendamenti, quindi se ci aiutate indicando quale emendamento intendete illustrare evitiamo che gli stessi siano illustrati due volte e in più ne prendiamo nota per il processo verbale.
E' iscritto a parlare il consigliere Pisano per illustrare l'emendamento numero 7. Ne ha facoltà. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al Banco della Presidenza non oltre la conclusione dell'intervento del consigliere Pisano.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intendo illustrare gli emendamenti numero 4, 5, 6 e 7 all'articolo 5 e procedo rapidamente in quest'ordine.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pisano, le ricordo che gli emendamenti numero 4, 5 e 6 sono stati dichiarati inammissibili, come pure il 126. E chiaro?
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, è chiaro, ovviamente mi sorprende questo risultato, perché soprattutto gli emendamenti numero 5 e 6 difficilmente potevano essere dichiarati inammissibili, Presidente, in funzione del fatto che la normativa previgente era una normativa a tempo e quindi occorreva per forza reintrodurre le norme nella finanziaria per poterle discutere.
Non dimentichiamo che la precedente introduzione della norma contenuta nell'emendamento numero 5 avvenne con la finanziaria del 2001, e per un triennio potemmo disporre di una risorsa per far fronte a quel problema abbastanza evidente che l'emendamento si propone di porre all'attenzione dell'Aula. Non so se il giudizio di inammissibilità sia inappellabile.
PRESIDENTE. Il punto è che mancano la norma finanziaria e la norma sostanziale. La norma contenuta nell'emendamento numero 5 è intrusa ai sensi della legge di contabilità, per questo motivo l'emendamento è stato dichiarato inammissibile. Il fatto che questa norma fosse contenuta nelle finanziarie degli anni precedenti non significa niente. Poiché prevedono nuove spese, gli emendamenti numero 4, 5 e 6 non sono stati ammessi, utilizzando lo stesso criterio che è stato utilizzato per il disegno di legge finanziaria presentato dalla Giunta.
PISANO (Riformatori Sardi). Mi pare rimanga in piedi soltanto l'emendamento numero 7, che si propone di valorizzare, a fini turistici, uno dei patrimoni più importanti dei piccoli comuni, attraverso lo stanziamento di una modesta entità di risorse per il restauro delle chiese campestri.
Le piccole chiese campestri, non sfuggirà a nessuno dei consiglieri, costituiscono infatti un elemento di grande potenzialità locale, perché solitamente sono legate a tradizioni sia religiose sia naturalmente turistiche. Opportunamente risanate, queste chiese potrebbero davvero rivitalizzare i piccoli centri, che, come tutti sappiamo, hanno poche altre risorse.
L'emendamento prevede, d'altro canto, un finanziamento minimo da questo punto di vista: 5 milioni di euro che, ripartiti tra i 377 comuni della Sardegna, davvero diventano una cifra irrisoria, ma che ben si accompagna alla finalità parallela del programma "Sardegna fatti bella", perché se davvero vogliamo far bella la nostra Isola anche questo oggettivo patrimonio in mano ai piccoli comuni può contribuire a conseguire questo risultato.
Utilizzo il tempo residuo per insistere, Presidente, sulla finalità dell'emendamento numero 5, che, lei mi dice, è stato dichiarato inammissibile. A ben vedere, la norma sostanziale esiste, perché l'emendamento fa riferimento alle leggi 167/62 e 865/71. Inoltre, questa norma era contenuta in precedenti leggi finanziarie. D'altro canto, oggi stiamo assistendo a una situazione particolare, lo dico soprattutto all'Assessore degli enti locali, al quale sicuramente non mancherà la sensibilità per risolvere questo problema, che ebbi già modo di segnalargli. Molti comuni della Sardegna in questi anni, qualcuno addirittura in questi giorni - lo ha riportato pure la stampa -, hanno subito sentenze relative a contenziosi della giustizia cosiddetta civile, che purtroppo è nota per la sua lentezza. Sono sentenze arrivate dopo vent'anni per effetto di occupazioni d'urgenza di terreni che sono state disposte in assenza di una normativa nazionale. Non dimentichiamo, infatti, che dal 1980 al 1992 la legislazione nazionale non prevedeva alcuna norma che consentisse nella liceità di poter procedere agli espropri. La sentenza della Corte costituzionale ebbe soluzione soltanto con l'applicazione del cosiddetto articolo 5 bis, che tutti noi conosciamo, che consentì finalmente di definire il valore venale dei terreni occupati a fini espropriativi. Gran parte dei comuni, soprattutto per funzioni urbanistiche, quindi per i cosiddetti piani di zona, ma anche per lavori di pubblica utilità, diedero luogo a queste occupazioni ed era sufficiente che una delle due parti, nella fattispecie ovviamente sempre il privato che veniva assoggettato all'espropriazione, non addivenisse a un accordo bonario per la cessione delle aree perché si avviasse un contenzioso. Inevitabilmente tutti questi contenziosi hanno portato al risultato che si sta registrando oggi, a distanza di venti, venticinque anni.
Qualche comune, come lei sa, Assessore, ha dei problemi finanziari grossissimi e noi stiamo tentando di porvi rimedio. Non so se la strada giusta sia questa, altrimenti basterebbe l'impegno da parte della Giunta a risolvere il problema attraverso un altro strumento, ma l'importante è che questa sorta di impegno ci sia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 78. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, intervengo sull'articolo 5 e su alcuni emendamenti, in particolare per rilevare che comunque in questo articolo sussistono delle norme intruse, che il Presidente del Consiglio ha ritenuto di non dover rimuovere, per esempio il comma 4. Al di là della necessità e dell'utilità, non dimostrata e non dimostrabile, di uno stanziamento di 500 mila euro, la norma è palesemente intrusa.
Allora, Presidente, nel momento in cui gli Uffici, insieme a lei, hanno proceduto allo stralcio, da questa finanziaria, di una serie di norme che tutti quanti abbiamo individuato come intruse, per quale ragione hanno mantenuto delle norme di importanza minimale e hanno invece stralciato altre norme che, a detta della Giunta, che le aveva proposte, troveranno luogo nei collegati, e quindi erano di stragrande importanza, almeno per la politica che questo Governo regionale vuole attuare? Non si capisce cioè come non si sia provveduto a stralciare per esempio il comma 4.
A dire la verità ce n'erano anche altre di norme intruse in questo articolo però, evidentemente, ci sono esigenze che vanno al di là del rispetto delle regole. E quindi la lamentela non è per ciò che si impegna oggi con questo articolo, ma per il fatto che in anni non lontani questo Consiglio regionale, col voto segreto, abolì completamente l'articolo relativo ai lavori pubblici. Parlo della finanziaria 2004. Erano certamente tempi diversi, ma erano tempi nei quali, comunque, l'attuale maggioranza faceva sentire la sua voce in questo modo. Ora, nell'esame in Commissione, con i nostri emendamenti, che non citerò uno per uno, noi non avevamo l'idea di demolire un articolo così importante come quello relativo alle opere pubbliche. Ci siamo preoccupati, invece, di sollecitare la Giunta regionale, e in particolare l'Assessore della programmazione, perché siamo convinti che le risorse che sono state impegnate siano insufficienti. E sono insufficienti proprio alla luce dell'articolato, dove, per esempio, si fa cenno al fatto che la competenza sulla viabilità di interesse regionale sarà trasferita alla Regione. Gradirei dall'assessore Mannoni un chiarimento su questo.
Ora, non mi pare che la Regione abbia competenza sulla viabilità se non dal punto di vista dell'impegno delle risorse, della progettazione, della compartecipazione con l'ANAS e con lo Stato. Mi domando, quindi, se le risorse che sono state impegnate, per esempio, per la progettazione siano sufficienti per consentire l'adeguamento della rete viaria, ma vorrei anche capire, e qui è necessario l'aiuto dell'Assessore, se poi la competenza su questa viabilità sarà assegnata alle province, ai comuni o all'ANAS, per evitare che il Consiglio regionale, come è successo negli anni passati, si trovi a impegnare risorse del bilancio regionale per una viabilità che non è regionale, ma è statale, tralasciando interventi invece di grande utilità nell'ambito di una puntuale applicazione delle norme del Codice della strada.
Ecco che quando noi presentiamo degli emendamenti, e ce ne sono alcuni, che i colleghi sicuramente illustreranno, che paiono essere di maniera, volti a tutelare gli interessi di singoli territori, lo facciamo perché conosciamo il territorio a cui si fa riferimento, ma credo che i colleghi ne conoscano ben altri di territori. Si sono impegnate risorse per programmi della Giunta che noi non conosciamo, per progettazioni che la Giunta dovrà assegnare e di cui non abbiamo conoscenza in questo momento, mentre abbiamo certezza dell'utilità di importanti strade che tuttavia sono state sempre trascurate, o perché le amministrazioni provinciali non erano e non sono in grado di far fronte a impegni di questo genere o, ancor più, perché spesso e volentieri si scontrano con alcune norme, non ultime quelle del Codice della strada.
E arrivo all'emendamento numero 78, nel quale si chiedono poche risorse per una strada che collega Tresnuraghes con Porto Alabe. Assessore, questa strada, che ha una sua funzione anche e soprattutto in termini turistici, ma può funzionare anche come circonvallazione, ha sempre avuto, da prima che nascesse la provincia di Oristano, un manto bitumato. E' una strada che non può diventare provinciale, pur congiungendosi alla S.S. 292 (la Oristano-Bosa-Alghero, per intenderci), cioè non può essere patrimonio dell'amministrazione provinciale di Oristano, che pertanto non potrà mai fare degli investimenti su di essa. Mi chiedo se questa non sia una strada di interesse regionale, a questo punto. Non può che essere così, visto che la Regione difficilmente potrà modificare quella norma che prevede che una strada che si congiunge a una strada statale, ma non collega due strade di interesse regionale o provinciale, non può essere classificata come strada provinciale. La strada in questione è una strada monca e senza un intervento regionale è destinata a fare la fine che sta facendo, mettendo in difficoltà l'amministrazione comunale di Tresnuraghes che, solo per la manutenzione, trattandosi di diversi chilometri, dovrebbe spendere una cifra che probabilmente è pari a un quinto o a un sesto del suo bilancio.
Allora, noi non abbiamo presentato questo emendamento, Assessore, perché in questo momento ci interessi particolarmente quella strada, ce ne sono anche altre nella stessa situazione. Noi vogliamo che sia rispettato un principio, quello di dare risposte alle province per quanto riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade di loro competenza, e vogliamo anche che la Regione Sardegna non trascuri le numerosissime strade che, ripeto, vengono identificate come strade di interesse regionale e non possono essere di interesse provinciale proprio per quella fattispecie di cui parlavo prima. Poi troviamo, nell'articolato, che delle risorse sono a mezzadria con l'ANAS, il che ovviamente ci pone nella condizione di dover invitare il Consiglio e la Giunta a fare una scelta. Prioritariamente credo che occorra dare risposte ai territori, anche perché tutti abbiamo sempre riconosciuto che il territorio della Sardegna, soprattutto le zone interne, ha numerosissimi problemi e che i collegamenti delle strade sono indispensabili per le scuole, eccetera.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi per illustrare gli emendamenti numero 38, 39 e 41. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, illustro contemporaneamente gli emendamenti numero 38, 39 e 41. Sono tre emendamenti che riguardano in modo particolare opere pubbliche di livello provinciale. L'emendamento numero 38 si riferisce alla realizzazione di un ponte sullo stagno di Marceddì. Assessore Mannoni, lei sicuramente conoscerà il problema, che da tanto tempo non si riesce a risolvere, del collegamento della frazione di Marceddì con Sant'Antonio di Santadi. Esiste un ponte carrabile, che però ha una larghezza che ne consente l'utilizzo solo ed esclusivamente da parte degli operatori dello stagno di Marceddì, quindi delle cooperative di pescatori. Per gli altri cittadini il collegamento tra Marceddì e Sant'Antonio di Santadi avviene passando da San Nicolò d'Arcidano, attraverso un percorso di svariati chilometri, mentre basterebbe realizzare un nuovo collegamento di 600 metri per risolvere questo problema. L'emendamento prevede a questo fine un contributo straordinario di 3 milioni di euro. E' anche un emendamento che potrei definire provocatorio, in quanto indica in diminuzione un capitolo della Presidenza della Giunta, quel famoso capitolo dotato di 10 milioni di euro per la pubblicità istituzionale. Ancora oggi non siamo riusciti a comprendere a che cosa servano 10 milioni di euro nel campo della pubblicità istituzionale; forse sarebbe opportuno prevedere un importo nettamente inferiore rispetto ai 20 miliardi di vecchie lire previsti, che magari potrebbero essere destinati a opere di interesse generale che servono ai cittadini sardi più di quanto la pubblicità istituzionale non serva al presidente Soru.
L'emendamento numero 39 riguarda un altro aspetto abbastanza importante, non certo legato solo ed esclusivamente all'interesse di una città come Oristano. Sto parlando del porticciolo turistico di Torregrande, che può non avere grande valenza per la generalità dei cittadini sardi, ma ha una sua valenza essendo appunto di interesse prevalentemente turistico. E' un porticciolo intermedio, da Alghero a Cagliari in realtà non ne esistono altri, se non il piccolo scalo di Bosa, e credo che un'attenzione particolare, Assessore, vada riposta su questo porticciolo da parte della Giunta regionale.
L'emendamento numero 41 contiene un'altra mia proposta, legata sempre a una frazione di Oristano, Donigala. Si tratta della ristrutturazione di una storica chiesetta campestre situata all'interno di un parco di valore e di utilità sociale, anche perché vi si svolge una festa abbastanza importante. Sinceramente anch'io quando ero assessore al comune di Oristano ho cercato in tutti i modi di reperire dei fondi per poter ristrutturare questa chiesetta, però nessuno ci è mai riuscito. Considerato che la Commissione ha espresso parere contrario e che sarà tale anche il parere della Giunta - devo ammettere che a volte è difficile intervenire per illustrare degli emendamenti sapendo già che non saranno approvati -, chiedo a lei, Assessore, di cui riconosco la serietà nel lavoro e l'impegno su tutte le nostre richieste, di valutare, nel grande calderone delle opere pubbliche, anche la possibilità di realizzare questo genere di opere, che non interessano solo ed esclusivamente la comunità oristanese, ma interessano chiaramente tutti i sardi e, come dicevo prima, sono anche di interesse turistico per la Sardegna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gallus per illustrare l'emendamento numero 92. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, l'emendamento numero 92 riguarda la sicurezza della strada comunale ex S.S. Carlo Felice nel tratto ricadente nella competenza territoriale dei comuni di Bauladu e Paulilatino.
Prima di entrare nello specifico l'emendamento in oggetto, mi corre l'obbligo di fare una piccola premessa, che credo sia indispensabile, in modo che l'argomento venga affrontato nel giusto modo. Vorrei sgombrare ogni dubbio sul fatto che questo emendamento è stato presentato non per esigenze di natura specifica o particolare di questi due comuni, bensì per un interesse sicuramente di tutto il territorio regionale. Infatti, intorno al chilometro 109 della S.S. 131 si innesta un tratto della ex Carlo Felice, che attraversa Paulilatino e si reinnesta sulla stessa strada statale al chilometro 121. E' da anni che le amministrazioni comunali di Paulilatino e Bauladu combattano per ottenere adeguati finanziamenti per riassestare il fondo stradale di questo tratto. Un fondo stradale totalmente sconnesso, dove sussistono buche enormi e su cui è pericolosissimo transitare. Le cunette sono completamente occluse dalla vegetazione spontanea che ha avuto il sopravvento sull'opera dell'uomo, in più vi sono, lungo il tracciato, dei vecchi pini i quali, con le loro radici, hanno reso ancora più sconnessa la carreggiata. Durante questi anni ci sono stati parecchi eventi che hanno determinato il transito su questa strada del traffico pesante e leggero che veniva deviato dalla strada statale. Tra questi eventi ci sono gli incidenti stradali, la presenza di neve e ghiaccio sull'asfalto che impediscono il transito sulla S.S. 131, gli incendi e le frane. Il transito continuo, soprattutto di mezzi pesanti, ha ulteriormente danneggiato questa strada, che necessita quantomeno di essere messa in sicurezza da parte dell'amministrazione comunale, che chiaramente non dispone dei fondi necessari.
Ci sono stati vari incontri a diversi livelli (Prefettura, Questura, ANAS) per cercare di dirimere il problema, e anche noi, come amministratori dei comuni interessati, abbiamo cercato di far classificare questa strada come provinciale, ma chiaramente non ci siamo riusciti. Non avendo i mezzi finanziari, siamo stati costretti a emanare un'ordinanza che proibisce di fatto che il traffico venga deviato su questa strada. Dicevo che questo intervento è di interesse regionale, poiché gli abitanti di Paulilatino e Bauladu hanno il permesso di transito. Non è quindi una richiesta ad hoc in favore di questi due comuni, bensì è una richiesta che abbiamo voluto formulare attraverso questo emendamento alla finanziaria perché riguarda l'unico bypass esistente tra i chilometri 109 e 121 della S.S. 131.
Credo che l'Assessore, che comunque ne era già a conoscenza, si voglia interessare di questo problema e mi rivolgo all'intero Consiglio affinché questa richiesta, che interessa tutto il territorio regionale, sia accolta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris per illustrare l'emendamento numero 15. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, io non avevo nessuna intenzione di intervenire, perché mi sembra che consumare il tempo in questo ambiente che ha cambiato tutti i suoi connotati sia una pura perdita di tempo. Ho sempre ritenuto, signor Assessore della programmazione - visto che non c'è il Presidente - che il Consiglio regionale dovesse rappresentare la sede del confronto e della democrazia, il luogo del dibattito e anche dello scontro politico, il posto dove scambiarsi le reciproche informazioni tese a raggiungere insieme l'idea di una scelta responsabile. Qui ho visto che mancano l'educazione e la cortesia istituzionali. Non si è mai visto, in nessun consesso, neanche nel condominio di un palazzo, che a fronte di determinate osservazioni ci fosse il silenzio, una sfida, proprio perché evidentemente manca la cultura istituzionale. Si preferisce sempre rispondere agli spunti polemici, cogliere gli aspetti inevitabili di una sana, corretta e leale dialettica politica, senza mai entrare nel contenuto, nella sostanza, nel cuore dei problemi. Anche ieri il presidente Soru, di fronte a determinate osservazioni, giuste o sbagliate che fossero, anziché rispondere, dove è andato a parare? Sulla condanna delle vecchie gestioni e dei vecchi bilanci! Allora le chiedo, Assessore della programmazione, che cosa vuol dire risparmiare e che cosa vuol dire tagliare? A che cosa si riferisce un corretto sistema economico: alla finanza o al lavoro? Alla necessità di rispondere alle esigenze della società o a fare un'opera di architettura finanziaria? Io credo che se oggi qualcuno di noi andasse in giro per la Sardegna troverebbe alberghi e ristoranti tutti finanziati con la legge 28, che ha creato 45 mila posti di lavoro, e credo anche che i 1.000 miliardi che abbiamo stanziato per l'occupazione giovanile, pur creando un debito, siano stati spesi bene!
A mio avviso, c'è una sottovalutazione, colleghi del Consiglio, da parte della maggioranza di quello che sta accadendo in Sardegna: un'involuzione che se non viene affrontata subito può causare danni incalcolabili e imprevedibili. Voi - lasciate perdere noi, noi facciamo parte dell'opposizione - dovete fermare quest'idea del plebiscito. Capisco il disagio e anche la contingenza politica, ma guardate che a noi basta gestire il dissenso; lo sappiamo, chi ha esperienza politica sa che gestire il dissenso porta sempre a ottenere maggiori consensi e a cambiare la dirigenza politica. Ma non lo stiamo facendo per questo; lo stiamo facendo perché questa sede è stata la sede della cultura autonomistica per sessant'anni anni e credo che, tutti insieme, dobbiamo per forza porre rimedio a una situazione che è diventata insostenibile.
Quindi non interverrò più, mi limito adesso a illustrare, anche se si illustra da sé, l'emendamento numero 15, che io stesso ho presentato e che propone un incremento di 3 milioni di euro rispetto allo stanziamento proposto dalla Giunta regionale nella manovra finanziaria del 2006, a favore dei comuni per la concessione di contributi integrativi ai conduttori di abitazione in locazione. I calcoli che abbiamo fatto noi lasciano intravedere un'esigenza superiore e quindi ci vogliono maggiori risorse per assecondare un numero più elevato di famiglie che, stante la grave situazione economica e occupazionale, trovano grandissima difficoltà a pagare il canone di affitto dell'abitazione in cui vivono.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli per illustrare gli emendamenti numero 79 e 83. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io mi vorrei soffermare sull'emendamento numero 79 e in parte sull'83, ma in modo particolare sull'articolo 5 per giustificare alcune affermazioni che ho fatto riguardo alla finanziaria, definendola per certi versi virtuale e per altri versi elettorale. Già nel pomeriggio di ieri abbiamo avuto modo di verificare la funzione elettoralistica di questa finanziaria, e soffermandomi sull'emendamento numero 79, soppressivo del comma 4, vorrei ricordare a lei, Presidente, e all'Assessore della programmazione in modo particolare, che probabilmente un'adeguata pulizia di questa finanziaria non è stata fatta fino in fondo. E spiego il perché. Il comma 4 è sicuramente intruso, perché non modifica una legge preesistente, ma addirittura inserisce un nuovo capitolo specificatamente per le terme di Fordongianus. Non entro nel merito della opportunità di finanziare il completamento del complesso termale di Fordongianus, ma entro nel merito delle norme intruse, tant'è che se andiamo a vedere il bilancio, alla UPB S08.028 esiste già un capitolo specifico, e precisamente il capitolo 08143, per la realizzazione di opere nelle zone termali e il completamento e la valorizzazione di stabilimenti termali in Sardegna. Per cui se c'è un intervento da fare inseriamo i 500 mila euro nel capitolo già esistente, che è specifico. Perché inserire, invece, in maniera intrusa, la destinazione specifica alle terme di Fordongianus? Competerà all'Assessore, nel momento in cui farà il programma per gli interventi sugli stabilimenti termali, destinare a Fordongianus 400, 500 o 600 mila euro, la somma che riterrà opportuna per il completamento del complesso termale. Attraverso il comma 4 dell'articolo 5 della finanziaria prevediamo, invece, un nuovo capitolo.
Questo ragionamento, ovviamente, servirà in seguito per stabilire perché da parte della Presidenza alcuni emendamenti, come quelli presentati dai colleghi Riformatori e illustrati dal collega Pisano, mi sembra, siano stati giudicati intrusi se poi addirittura ci ritroviamo con dei commi della finanziaria intrusi. E ne vorrei riportare un altro: il comma 13 dell'articolo 5, sempre senza nessuna volontà polemica o di entrare nel merito. Qui si parla del restauro della cattedrale di Cagliari, cioè di una di quelle opere che tutti voi giudicate inopportune quando le chiede la Chiesa, quella stessa Chiesa a cui però tutti correte a fare la corte in periodo elettorale. Siccome non ho nessun timore di dire come la penso, dico che questo comma è specificatamente elettoralistico, e anche qui posso spiegare il perché. Se andiamo alla richiamata UPB S08033, troveremo un capitolo, anch'esso già esistente, ed esattamente il capitolo 08329, relativo ai lavori di recupero e restauro della cattedrale di Cagliari. Ora, con il comma 13 dell'articolo 5 della legge finanziaria istituiamo un nuovo capitolo per la stessa finalità. Scusate, ma allora perché nelle pagine precedenti un altro capitolo consente di intervenire per il restauro delle cattedrali e degli edifici di culto? Anche in questo caso l'Assessore potrà destinare le risorse, se vorrà, alla cattedrale di Cagliari, alla cattedrale di Gonnosfanadiga, di Nuoro o a quella di Sassari. E' chiaro che c'è la necessità di compiacere la Chiesa, quella stessa Chiesa che voi condannate, dalla quale dissentite nel vostro programma di governo, sostenendo PACS, Luxuria e quant'altro, però se si può racimolare qualche "voticino", facciamo pure la corte alla Chiesa! E questo è un modo per farla, destinandole cioè 750 mila euro. A mio avviso, giustamente, questa somma va destinata per il recupero di un bene come la cattedrale di Cagliari, però inserita nella finanziaria questa operazione è sicuramente elettoralistica. Voi volete dare un segnale, ma i segnali che devono essere dati alla Chiesa sono di altro tenore, fortunatamente, e riguardano altri valori e ideali.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento numero 83, di cui è primo firmatario l'onorevole Ladu, devo dire che siamo di fronte a un emendamento particolare. Colgo l'occasione per ringraziare l'assessore Mannoni, uno dei pochi, pochissimi Assessori che quanto meno rispondono alle interrogazioni. E' vero che risponde dopo otto mesi, ma quanto meno risponde. E, infatti, l'emendamento numero 83, che riguarda la messa in sicurezza della viabilità, degli invasi e delle infrastrutture dei territori della Baronia colpiti dall'alluvione negli scorsi mesi di gennaio e febbraio, è un emendamento specifico e l'Assessore sa bene perché. Non sono stati ancora risarciti i danni provocati dall'alluvione del 2005. E infatti la risposta dell'Assessore - che ringrazio, nonostante l'abbia ricevuta dopo otto mesi - alla mia interrogazione è stata opportuna: "Non ci sono soldi, vedremo che cosa si potrà fare". Ma stavamo parlando del 2005. Adesso, a gennaio, sul suo tavolo ne ha un'altra che riguarda il 2006, in cui chiedo un'attenzione non solo per i territori della Baronia, ma anche per i territori colpiti da quest'ultima alluvione. Mi riferisco al nuorese, all'Ogliastra, ad alcune zone del sud della Sardegna e della Gallura. Ben vengano questi interventi, seppure di tipo elettoralistico! Ben vengano, ma dovete intervenire perché i problemi alluvionali - lei lo sa, Assessore - ce li stiamo portando dietro da qualche anno.
E qui mi riallaccio anche a quanto è successo ieri col Presidente. Il collega Floris ha già fatto dei riferimenti all'indebitamento; ieri io ho ricordato i motivi per cui ci siamo indebitati: la legge 28, le alluvioni, la corsa finanziaria all'agricoltura e quant'altro, tutti motivi che ci hanno portato a indebitarci per dare risposte alla gente. Io sarei sicuramente d'accordo se questa Giunta, in qualche modo, riducesse l'indebitamento. Non abbiamo approfondito il problema dei residui o meglio non ho avuto risposte da parte del Presidente, visto che ieri ha risposto lui sul problema dei residui e del perché non si è intervenuti sui residui per recuperare la capacità di indebitamento della Regione Sardegna. Residui che sono pari al valore del bilancio della Regione, per intenderci. Su questo non ho avuto risposte, non ci sono risposte nella finanziaria, non ci sono risposte nel bilancio. Credo che quei territori attendano risposte da questa Giunta, così come io attendo risposte dal presidente Soru a un'interrogazione di diversi mesi fa sul digitale terrestre. A differenza dell'assessore Mannoni, il Presidente non è stato così cortese da rispondere in merito alla situazione del digitale terrestre in Sardegna e allo spegnimento del segnale analogico, che sarebbe inopportuno per la nostra regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu per illustrare l'emendamento numero 93. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Alcune cose le ha già dette il collega Capelli, soprattutto in merito alle norme intruse. Effettivamente non si capisce perché alcune norme siano state giudicate intruse e altre no. Mi pare che il tentativo sia effettivamente quello di fare alcuni interventi piuttosto che altri.
Visto che l'argomento è stato in qualche modo già trattato, volevo fare alcune considerazioni sugli emendamenti che sono stati presentati in merito alla viabilità. Sono emendamenti che prevedono la realizzazione di opere pubbliche di interesse sovracomunale, interventi riguardanti la viabilità e la manutenzione delle strade provinciali, insomma tutta una serie di interventi che ritengo di grande importanza e a cui però, l'Assessorato dei lavori pubblici, che in passato ha avuto un ruolo molto importante nella infrastrutturazione, sta destinando veramente poche risorse, per non dire le briciole. Nonostante questo, credo sia opportuno fare qualche considerazione anche sulle politiche della viabilità, su come questa Giunta regionale intende affrontare il problema della viabilità in Sardegna. Nel senso che, per esempio, vorrei chiedere all'Assessore a che punto è la situazione in merito al passaggio alla Regione della competenza sulla viabilità che non è più di competenza dell'ANAS. C'è una vertenza in atto, sin da quando ero Assessore, nei confronti dello Stato, nel senso che lo Stato intendeva passare alla Regione la competenza su circa 1.500 chilometri di viabilità statale. Non è stato raggiunto un accordo circa le risorse che devono accompagnare questo passaggio e anche il discorso sul personale è rimasto in sospeso, perché c'era il sospetto che si volesse rifilare alle Regioni, e di conseguenza alle Province, la competenza sulla viabilità secondaria che non serviva più allo Stato. Il fatto è che praticamente rimane di competenza ANAS tutta la grande viabilità: la S.S. 131, la S.S. 125 e altre strade importanti, per le quali la Regione ha impegnato imponenti risorse, finanziando anche la costruzione di nuove strade di un certo livello. La Regione è infatti intervenuta diverse volte con risorse proprie per completare questa importante viabilità che lega i capoluoghi di provincia, i porti e gli aeroporti. Insomma le strade che oggi costituiscono lo scheletro della viabilità in Sardegna rimangono di competenza ANAS, mentre la competenza sulla viabilità secondaria dovrebbe essere trasferita alla Regione. Io vorrei sapere com'è la situazione, cioè questo passaggio lo si sta attuando oppure no? E se non lo si sta attuando, si deve comunque fare o no?
Oltre a questo, Assessore, volevo ricordarle che per quanto riguarda la S.S. 128, cioè la Centrale sarda, noi in bilancio avevamo previsto a suo tempo circa 3 miliardi e 400 milioni di vecchie lire per la progettazione del tratto di strada che collega il bivio di Nurri con la S.S. 389, cioè la strada che a sua volta collega Nuoro con l'Ogliastra. Mi pare che su questo non ci siano novità, non ho sentito più nulla, non so se la progettazione di questa strada debba andare avanti. Ritengo che sia una strada di fondamentale importanza per l'intera Sardegna, non solo perché toglie dall'isolamento una quarantina di comuni delle zone interne, ma perché praticamente collega meglio alcune parti della Sardegna che oggi si stanno spopolando e che versano in gravissime difficoltà. Così come so che alcune settimane fa i sindaci del territorio, alcuni amministratori locali, alcuni presidenti di comunità montane e altri hanno organizzato un incontro per parlare della trasversale sarda, che è la strada che più o meno dal bivio di Nurri, attraversando alcuni comuni, come Seui e Sadali, Si congiunge col comune di Jerzu. Vorrei sapere se c'è un impegno della Regione per portare avanti questo progetto, perché secondo me questa è un'opera di straordinaria importanza per quei territori, che oggi si stanno spopolando. Dico questo perché non mi pare che da parte della Regione ci sia un'attenzione verso questa nuova viabilità e anche perché mi pare che l'orientamento della Giunta regionale sia quello di mettere in sesto la viabilità esistente.
Ritengo che questo ragionamento possa essere giusto, in un certo senso, però non trovo giusto che non si creino le condizioni per una nuova viabilità di cui c'è veramente bisogno. E' vero che le strade dissestate vanno riassestate, però è anche vero che in alcune parti del territorio della Sardegna sono necessari nuovi collegamenti soprattutto, come dicevo prima, per togliere dall'isolamento certe zone.
Vorrei dire altre cose, ma non so se ne avrò il tempo. Lei, Assessore, ha finanziato un intervento veramente minimale per quanto riguarda gli invasi esistenti. Anche qui, vorrei fare un ragionamento per cercare di capire quale sia effettivamente la posizione della Giunta regionale. In questi ultimi anni la situazione è cambiata, nel senso che i livelli di piovosità sono aumentati moltissimo in Sardegna, e probabilmente ci stiamo dimenticando dei periodi in cui la nostra Isola ha sofferto la siccità in modo veramente drammatico e il Consiglio regionale ha dovuto impegnare risorse ingenti per pagare i danni conseguenti a questa calamità. La Regione allora era orientata a fare in modo che dal punto di vista delle risorse idriche la Sardegna diventasse autosufficiente, anche attraverso una rete di collegamenti fra gli invasi più importanti. Alcuni di questi collegamenti sono stati fatti, altri sono in fase di realizzazione, con l'obiettivo di fare in modo che non ci siano territori completamente separati sotto questo aspetto e la risorsa idrica sia distribuita uniformemente tra le varie zone, soprattutto tra quelle che hanno maggiori esigenze idriche.
Ho scoperto, con grande meraviglia, che la realizzazione dei due invasi che sono stati finanziati dalla precedente Giunta regionale (due dei sette nuovi invasi previsti in Sardegna) non sta procedendo allo stesso modo per entrambi. Ricordo che nel piano acque erano previsti 49 nuovi invasi, poi si è realizzato che questa marea di nuovi invasi non serviva e sarebbero bastati pochi invasi per risolvere il problema idrico in Sardegna e per arrivare all'auspicata autosufficienza. La precedente Giunta regionale, anche a seguito dell'opposizione delle popolazioni alla costruzione di nuovi invasi…
PRESIDENTE. A lei non basta mai il tempo, bisogna che si regoli.
LADU (Fortza Paris). Quello che voglio capire è per quale ragione dei due invasi che sono stati finanziati dalla precedente Giunta, quello di Abba Lughente e quello di S'Alusia, uno solo è in fase di realizzazione. Mi pare che qui si vogliano fare figli e figliastri e vorrei conoscere le motivazioni di questo comportamento da parte della Regione.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a regolarsi sul tempo. E' stato richiesto più volte il motivo per cui i commi 4 e 13 siano stati ritenuti ammissibili. Il criterio è quello che abbiamo adottato anche per giudicare l'ammissibilità di molti emendamenti: abbiamo ritenuto che questi commi rientrassero nella categoria prevista dall'articolo 13 della legge 11/83, e cioè finanziamenti di programmi organici di opere pubbliche. Questo è il motivo per il quale questi due commi sono stati ammessi. Allo stesso modo, naturalmente, sono stati ammessi altri emendamenti che sono riconducibili alla medesima categoria.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. La verifica sarà fatta, ma penso che bisognerà organizzare le cose. La richiesta deve essere avanzata da un altro Capogruppo, oltre a lei, ed è necessario che un Segretario mi assista durante la fase della votazione. Il secondo Capogruppo richiedente è il consigliere LADU.
Verifica del numero legalePRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 46 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LADU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MATTANA - MURGIONI - ORRU' - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS - URAS.)
Poiché è presente il numero legale procediamo con la discussione.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, effettivamente si rimpiange un po' quell'ambiente battagliero e dinamico che caratterizzava l'esame delle finanziarie della scorsa legislatura. Spesso si aspettavano quei giorni con ansia e trepidazione, perché era il momento in cui ognuno di noi presentava di tutto e di più, e in cui si assisteva a confronti vivaci, duri. Lo ricorderà l'assessore Sanna. Quasi quasi rimpiangiamo anche l'assenza del collega Cogodi.
In questi giorni, andiamo avanti non dico stancamente, ma quasi, la discussione si è trasformata pressoché in un monologo della opposizione, poiché manca effettivamente il confronto politico. Questo, sotto un certo aspetto, svilisce l'azione politica dell'opposizione, che io ritengo e ho sempre ritenuto debba essere costruttiva e non demolitoria; debba essere cioè, così come la stiamo interpretando noi, un contributo personale di ognuno di noi e politico da parte delle formazioni politiche. Però, ormai è evidente, tutto questo non viene recepito, non è accettato e non ne capisco il motivo, dato che si tratta non di sostenere o meno le tesi della opposizione, ma di aprire un confronto su determinate scelte, su determinati argomenti, per poi magari arrivare, com'è successo anche ieri, a delle soluzioni condivise da ambo le parti, perché sono obiettive e non personalistiche, tese cioè ad avvantaggiare l'una o l'altra forza politica, l'uno o l'altro consigliere.
Poi si sono dette delle cose che rifiuto, come la tesi stancante, a cui nessuno crede più, secondo la quale la scorsa legislatura sarebbe stata disastrosa per quanto riguarda la situazione finanziaria della Regione. Ormai tutti sanno che le cose non stanno così e non voglio assolutamente sminuire niente. La situazione debitoria è una conseguenza - l'ha detto qualche collega che mi ha preceduto - del fatto che si sono dovuti risarcire i danni causati dai disastri ambientali, dalle calamità naturali e dalle epizoozie che hanno purtroppo interessato la nostra regione. Oltre a queste cause, vi sono naturalmente gli interventi per difendere, tutelare e stabilizzare l'occupazione.
Certamente non si rideva nella scorsa legislatura; non credo che la gente ridesse poi così tanto perché stava bene, però, credetemi, oggi la gente piange. Se ieri non rideva oggi, in questo momento, la gente piange. Il disagio, il malessere, il malcontento dei cittadini sono visibili, sono concreti, e nessuno può far finta che non sia successo niente. E' utile e indispensabile far quadrare i conti, questo è vero, ma è utile e indispensabile, contestualmente, dare alla società, al popolo di Sardegna delle certezze, un po' di speranza e di stabilità principalmente per quanto riguarda il lavoro. Speranza alle famiglie che le cose miglioreranno in futuro, ma nel presente tutte le categorie lavorative, dagli artigiani ai commercianti, dai dipendenti dell'Ente foreste a quelli della formazione professionale, dagli agricoltori agli industriali, devono avere delle certezze che consentano loro di andare avanti. Tutto questo in questo momento manca, e ciò vuol dire che nel sistema manca una strategia. Se poi una strategia c'è, in questa manovra finanziaria non la si intravede, c'è qualcosa che non va. Ciò che sto dicendo purtroppo è la realtà, mancano determinati tasselli per completare il quadro.
Ma torniamo alla discussione dell'articolo 5. Io ho stima dell'assessore Mannoni, tutti ne conosciamo la competenza, la serietà e la correttezza, ma è chiaro che non si possono fare le nozze coi fichi secchi! Noi abbiamo un'esigua dotazione di risorse per i lavori pubblici, che non consentirà quegli interventi strutturali e radicali che possono cambiare l'attuale situazione viaria, sia interna sia ferroviaria, e dell'edilizia pubblica e scolastica. I fondi sono talmente esigui, mi creda, che ritengo impossibile, almeno in questo esercizio, realizzare interventi concreti, che possano lasciare il segno. Un collega che mi ha preceduto ha detto che c'è un'esigua dotazione di risorse per le strade provinciali. Penso alla provincia di Sassari, per esempio, non per essere partigiano, ma per ricordare che esiste anche una Sardegna che si estende da Oristano in su. Se lo appunti, Assessore, perché è importante. Man mano che andiamo avanti nell'esame degli articoli, mi rendo conto che ci sono interventi mirati. Ce ne sono anche nell'articolo 5, ma non ho mai letto il nome di una località della provincia di Sassari. E' una constatazione, uno stimolo, Assessore, non un rimprovero.
A questo proposito, le vorrei ricordare -non per essere partigiano, ma la finanziaria esiste anche per questo - che vi sono due arterie stradali incompiute che sono di vitale importanza per l'economia dell'hinterland sassarese, che lei conosce bene. Lei ha partecipato a un incontro con gli amministratori locali, a cui io sono stato presente. Parlo del collegamento tra Bosa e Pozzomaggiore e tra la S.S. 131, all'altezza di Campu Giavesu, e Alghero. Sono due tratti di strada di dieci e quindici chilometri, tenendo presente che in ambedue i casi i primi tratti sono stati già realizzati. Ora, non per essere fazioso rispetto alle esigenze di quel territorio, voglio spiegare l'importanza di queste due strade. Innanzitutto queste opere rientrano proprio nella strategia della valorizzazione delle zone interne e della correlazione che ci deve essere tra il turismo costiero e quello delle zone interne. Devo dire, senza timore di essere smentito, che la zona del Logudoro, Meilogu e Goceano, dal punto di vista ambientale e archeologico è la più ricca e dal punto di vista dell'interesse turistico è la più visitata della Sardegna. Tra la Valle dei nuraghi e le coste del Goceano esistono i più importanti monumenti archeologici e le più importanti vestigia romane del nord Sardegna. Oggi, un turista che voglia recarsi da Alghero al centro del Logudoro deve per forza di cose passare per Sassari oppure per Bosa. Il collegamento tra Alghero e Ittiri è stato già fatto, se fosse realizzato il collegamento tra Ittiri e la S.S. 131, all'altezza di Campu Giavesu, si ridurrebbe di circa il 60 per cento il carico di traffico sulla Alghero-Sassari. Questo perché? Perché la maggior parte del traffico, per lo meno quello commerciale, proveniente da Olbia e diretto ad Alghero, che sbocca a Mores o al bivio di Codrongianos, deve per forza percorrere la S.S. 131 fino a Sassari per poi tornare indietro fino ad Alghero. Pensiamo a quanto minore sarebbe il carico di traffico sul tratto finale della S.S. 131 se fosse realizzato quel tratto di strada e a quanti turisti in più potrebbero arrivare al centro della Sardegna.
Per la Pozzomaggiore-Bosa vale lo stesso discorso in relazione a dieci chilometri di strada. Bosa è una città marinara isolata, una località turistica fine a se stessa, non essendoci un collegamento tra la costa e l'hinterland. Queste due arterie rappresenterebbero per il nord Sardegna un terno al lotto per quanto riguarda il traffico turistico e lo sviluppo socioeconomico di quei territori.
Ho voluto sottoporre questa questione alla sua attenzione, Assessore, ripeto, non per essere partigiano, ma proprio perché si tratta di due arterie che è assolutamente necessario realizzare, se veramente vogliamo mandare avanti il progetto di collegare le coste con l'hinterland, il turismo costiero con il turismo dell'interno. Ci vuole poco per realizzarle, ambedue non costerebbero complessivamente più di 30 miliardi di vecchie lire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cassano per illustrare gli emendamenti numero 134, 135, 136, 137 e 138. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Colleghe e colleghi consiglieri, carissimi Assessori, intervengo per illustrare gli emendamenti numero 134, 135, 136, 137 e 138 da me presentati. Questi emendamenti tendono, più che a stabilire nuove risorse, ad aumentare gli stanziamenti che nella finanziaria sono già previsti. Allo stesso tempo tendono a sottolineare la problematica inerente agli argomenti a cui si riferiscono.
Comincio subito dal primo aspetto. Intanto voglio sottolineare che più di una volta noi siamo così presi dai lavori consiliari che forse non ci rendiamo conto, non abbiamo il termometro in mano per conoscere le realtà esterne al palazzo di via Roma. Basta farsi un giro nei pressi del Consiglio, percorrere a piedi le strade del quartiere circostante per sentirsi magari dire: "Voi consiglieri regionali non riuscite a dare risposte né ai problemi dell'artigianato né a quelli della formazione professionale". Perfino adesso i dipendenti dell'ERSAT, assessore Dadea, lei che è molto attento, sono qui sotto per protestare, addirittura pare che abbiano installato un gazebo nei pressi dell'abitazione del presidente Soru.
Voglio dire che serpeggia un malessere generale, proprio perché questa maggioranza non dà risposte. Io ho detto sempre, riconosco e comprendo che la maggioranza fa la maggioranza e l'opposizione fa l'opposizione. E' così da sempre, in democrazia vanno rispettate le maggioranze così come vanno rispettate le opposizioni, quindi è giusto che la maggioranza governi, ma allo stesso tempo è giusto e pretendiamo che essa dia risposte ai cittadini, cosa che invece da tanto tempo non avviene. Non avviene neppure nei confronti dei dipendenti, dei funzionari, degli stessi dirigenti del Consiglio regionale e della Giunta regionale!
Partendo da questo presupposto, per questioni di tempo, perché non so se riuscirò a illustrare tutti i miei emendamenti, comincio dall'emendamento numero 134, che prevede un aumento dello stanziamento di cui al comma 13 dell'articolo 5 della finanziaria. Voglio ricordare all'Assessore competente che in Sardegna ci sono anche oratori parrocchiali in costruzione, in via di definizione o di completamento, quindi se facciamo mancare queste risorse per il completamento dell'opera che noi, come Consiglio regionale e come Giunta regionale, avevamo a suo tempo finanziato, l'opera stessa rimarrà inattuata, a dispetto del principio generale secondo cui un'opera non deve essere lasciata a metà. Quindi sollecito l'Assessore competente perché prenda a cuore il problema delle opere legate alle attività di culto e nello specifico gli oratori parrocchiali già esistenti in Sardegna, che rappresentano delle strutture indispensabili per le nostre comunità, soprattutto in quei paesi dell'interno che non hanno possibilità di accesso ad altre strutture ricettive.
Un altro aspetto importante è quello rimarcato nell'emendamento numero 135, che riguarda i cimiteri. Non dobbiamo pensare solo ai vivi, come solitamente avviene, dobbiamo pensare anche ai morti. Magari potessimo campare - come si dice in gergo - cento e più anni! Alla fine tutti noi passeremo attraverso l'esperienza del cimitero. Spesso i comuni non hanno risorse e mezzi per approntare o spostare i cimiteri e addirittura nemmeno per completarli o ampliarli secondo le esigenze. Quindi stanziare risorse nell'entità prevista al comma 5 dell'articolo 5 significa veramente offendere la sensibilità degli enti locali. Vi sono risorse non spese nelle casse della Regione, perché non le mettiamo a disposizione dove veramente servono, dove i problemi esistono? Credo che nessuno costruisca cimiteri per divertimento. Nei comuni i cimiteri servono a tutti indistintamente, sia alle maggioranze sia alle opposizioni.
L'emendamento numero 136 riguarda le opere pubbliche di interesse provinciale e sovracomunale. Mi scusi, Assessore, se glielo dico - sicuramente non dipenderà dalla sua sensibilità, credo che la volontà dipenda da tutti, dalla Giunta e dalla stessa maggioranza -, ma uno stanziamento di 900 mila euro per le opere pubbliche di interesse provinciale e sovracomunale mi pare che faccia veramente ridere, non so che altro dire! Come si possono destinare solamente 900 mila euro per le opere pubbliche di interesse provinciale e sovracomunale? Non esiste! Basta una frana, una semplice frana, un temporale in un paese qualunque della Sardegna perché siate costretti a spendere tutti i 900 mila euro. Credo che sia come prenderci in giro, meglio non mettere niente, zero euro, se non altro gli amministratori locali e le popolazioni sapranno che la volontà della Giunta regionale è quella di non mettere risorse, dopo di che ciascuno farà come meglio crede.
L'emendamento numero 137 riguarda il problema della manutenzione delle strade provinciali. Io seguo, per quel che posso, le proteste delle amministrazioni provinciali. Non va dimenticato che in Sardegna è cambiato tutto e adesso le province sono otto, quindi anche per questo voi stabilite delle risorse che veramente fanno ridere. C'è stato un proclama nel quale la Provincia di Sassari (cito la provincia di Sassari perché è quella che mi viene in mente in questo momento) afferma di non avere risorse per garantire non solo la manutenzione straordinaria, ma neppure quella ordinaria delle strade di sua competenza. La Provincia di Sassari non ha un euro a disposizione, anche se poi, chissà perché, era l'unica Provincia assente alla riunione del Consiglio regionale col Consiglio delle autonomie locali, che si è tenuta quindici giorni fa. Il Presidente della provincia di Sassari, che fa parte di diritto del Consiglio delle autonomie locali, era assente, mentre erano presenti tutti i Presidenti delle altre Province, venuti qui giustamente per segnalare le loro problematiche. Sto sollevando io questa questione, perché capisco il problema di non avere disponibilità finanziarie adeguate a garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali.
Per ciò che riguarda invece l'emendamento numero 138, caro Assessore, io ho avuto occasione di incontrarla in un sopralluogo in provincia di Sassari, forse a lei è sfuggito, però io c'ero, e devo ammettere che, nella successiva conferenza stampa, lei dichiarò che era imminente l'appalto per l'intervento sulla Sassari-Olbia. Tra qualche giorno, cioè, andrà in appalto quel famoso intervento che la precedente maggioranza aveva previsto per la messa in sicurezza di quella strada. Io ne ho preso atto con piacere, però le voglio ricordare che nel tratto della strada S.S. 131 compreso tra il chilometro 203 e il chilometro 209, tra la prima e la seconda galleria, attualmente chi viaggia da Cagliari verso Sassari può transitare in una sola corsia, a causa di una recente frana presso la valle di Chighizzu, in territorio di Sassari. Lei, Assessore, ne sarà senz'altro a conoscenza. I lavori in quel tratto che incanala in una sola corsia il traffico diretto a Sassari, creando un pericolo continuo, non hanno ancora avuto inizio e questa, lo voglio precisare, è una carenza dell'ANAS.
Le voglio anche ricordare, Assessore, che l'accordo ministeriale prevede un intervento complessivo di riordino di quel tratto di strada, ripeto dal chilometro 203 al chilometro 209. Questo intervento complessivo risolverebbe anche i problemi della circonvallazione esterna della città di Sassari.
Caro onorevole Presidente del Consiglio, ricordo a lei, che è di Sassari, che questa città non ha ricevuto niente in questi ultimi anni. Ha detto bene il collega Rassu, la Regione sarda evidentemente si estende da Oristano a Cagliari. Ora è giunto il momento, ed è bene che questo venga ricordato anche agli altri colleghi sassaresi, di ribellarci, perché veramente non è possibile accettare che la provincia di Sassari venga continuamente e puntualmente penalizzata nella distribuzione delle risorse.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Devo dire che l'articolo 5, che reca le disposizioni in materia di opere pubbliche, anche per qualche falcidia dovuta agli stralci delle norme che non potevano essere contenute all'interno della finanziaria, resta un articolo monco, nel senso che al suo interno non sono certo presenti tutte quelle caratterizzazioni, tutte quelle indicazioni sul riassetto del territorio che avremmo sperato di trovarvi.
A una parte di queste carenze noi Riformatori abbiamo cercato di ovviare attraverso una serie di emendamenti che hanno, per quanto riguarda almeno le parti che sono state ammesse, l'obiettivo di introdurre degli argomenti che noi riteniamo comunque importanti per l'apparato complessivo dei lavori pubblici. E' infatti un po' anomalo che questo articolo, al comma 4, si interessi delle terme di Fordongianus, facendoci ritornare, in questo modo, almeno con la mente, a finanziarie di altro genere, che contenevano una serie di norme pensate, ragionate e studiate non per il riequilibrio territoriale, ma per soddisfare le esigenze specifiche di singoli territori rappresentati da singoli consiglieri. Noi speravamo che questa finanziaria, obbedendo al principio di generalità delle norme, il cui rispetto è reso assai più facile dalle norme introdotte dalla legge di contabilità, non ricadesse nel vecchio errore del passato di occuparsi specificatamente e segnatamente di singole problematiche e che, per contro, dispiegasse un'azione più generale, più vasta, interessandosi di argomenti che noi riteniamo di importanza primaria.
Uno degli argomenti era contenuto proprio nell'emendamento numero 4, per il quale, ci è stato comunicato, non esiste una norma sostanziale. Questo emendamento aveva come finalità quella di intervenire in una problematica che la stessa Giunta ha dichiarato più volte essere una propria emergenza, e cioè il sequestro di ampie parti del territorio regionale da parte del demanio, sia esso militare o civile. E' evidente che occorre una ricognizione - ripeto all'assessore Gian Valerio Sanna ciò che noi Riformatori gli chiedemmo in un'altra circostanza - da parte della Regione delle aree di proprietà demaniale presenti nel territorio della Sardegna. In quella circostanza l'assessore Sanna promise di consegnare un documento con la ricognizione dettagliata delle aree di proprietà demaniale che insistevano nel territorio sardo, dando la possibilità al Consiglio regionale di comprendere tempi e possibilità eventuali di dismissione. Debbo ricordare che questo documento non è mai pervenuto ai consiglieri regionali; ne è invece pervenuto un altro che però non dà risposte ai quesiti che ancora oggi stiamo ponendo in Aula. E se questa conoscenza da parte della Regione delle competenze demaniali dell'Agenzia del demanio in Sardegna ci fosse e fosse dettagliata anche per quanto riguarda il demanio civile, forse potremmo discutere, nell'esame dell'articolo sui lavori pubblici della prossima finanziaria o di una legge ad hoc, della possibilità che le dismissioni, anche di sedi civili, avvengano con rapidità secondo l'interesse generale della Sardegna.
Probabilmente, di questo argomento ne discuteremo a breve, se il cosiddetto disegno di legge di normativa varia arriverà in Aula come collegato alla finanziaria. Se questo succederà, è possibile che ci troveremo a discutere della destinazione di una struttura che sta a cento metri da palazzo del Consiglio regionale, e cioè la ex Manifattura tabacchi - ma avremo modo e tempo di discuterne nel dettaglio -, struttura per la quale, in una norma che è stata stralciata della finanziaria, era previsto un finanziamento di 3 milioni di euro. Si prevedeva un finanziamento per una struttura che, ad oggi, purtroppo, non appartiene alla Regione; la Regione ne ha soltanto la custodia giudiziaria, purtroppo da quasi tre anni, e se corrispondono al vero, com'è ovvio, le dichiarazioni che l'assessore Pigliaru ha fatto in Commissione, paga anche 400 mila euro all'anno per la sua guardiania. E come la Manifattura tabacchi esistono probabilmente altri beni demaniali che insistono nel comune di Cagliari, ma molti altri ne stanno fuori, ed esistono tante altre aree che pur essendo demaniali non appartengono al demanio militare, per cui forse la loro acquisizione sarebbe assai più facile rispetto all'acquisizione di aree dichiarate di interesse generale per la difesa dello Stato. Su queste aree sarebbe indispensabile iniziare a dispiegare un'azione organica di acquisizione e sarebbe anche indispensabile fornire agli enti locali interessati le risorse e le competenze per poterne gestire l'acquisizione e quindi l'utilizzo per finalità pubbliche.
Nella città di Cagliari, lo ricordo solo perché alla Giunta rimanga come indicazione orientativa, ci sono ospedali di proprietà del demanio (l'ospedale Santissima Trinità), ci sono chiese di proprietà del demanio (la chiesa di San Pietro e Paolo in via Is Mirrionis) e ci sono anche giardinetti di proprietà del demanio (i giardinetti prospicienti il Palazzo di Giustizia, in piazza Repubblica). Questi giardinetti, per esempio, non possono essere innaffiati da addetti del comune di Cagliari in quanto, essendo di proprietà del demanio, possono essere innaffiati soltanto da un giardiniere che vesta la casacca dell'Agenzia del demanio. Io credo che queste enclave di patrimonio disponibile dello Stato, assolutamente inutili nella proprietà allo Stato, siano presenti in quasi tutti i comuni della Sardegna. Credo che l'assessore Gian Valerio Sanna conosca forse meglio di quella di Cagliari la situazione di Oristano e ipotizzo che non sia molto differente da quella che ho appena descritto per quanto riguarda la città di Cagliari. Se l'emendamento numero 4, presentato dai Riformatori, non può stare con dignità dentro questa finanziaria, essendo stato stralciato come norma non ammissibile, forse è utile iniziare un ragionamento su questo, ed è utile che siano censiti tutti i siti di proprietà delle svariatissime e multiformi sigle del demanio pubblico che gestiscono il possesso delle varie strutture, in modo da arrivare a un programma serio, e possibilmente finanziato, per la loro dismissione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Interverrà successivamente l'Assessore della programmazione per alcune precisazioni su una questione attinente al bilancio, sulla quale sono state poste alcune domande.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, darò una serie di risposte a interrogativi che sono stati avanzati nell'odierna mattinata e che riguardano l'articolo 5 del disegno di legge finanziaria.
Cercherò di fare un intervento organico, cominciando dal primo intervento, quello dell'onorevole Pisano, che ha posto un problema di carattere generale, riferendosi sostanzialmente all'emendamento numero 5, che è stato stralciato in quanto considerato norma intrusa. Questo emendamento riguardava la creazione di un fondo di garanzia e di riserva a favore dei comuni che, in un periodo di incertezza legislativa nel campo delle espropriazioni, si sono visti condannare, dopo tanti anni, al pagamento di non irrilevanti somme ai soggetti espropriati.
L'onorevole Pisano si è riferito, mi è parso, in via prevalente al problema della legge 167/62 e al fatto che i piani di zona sono stati sostanzialmente - uso questo termine - falcidiati dalle sentenze dei giudici. I comuni hanno assegnato allo IACP le aree occupate d'urgenza, ma poi quei terreni sono stati rivalutati e il loro valore è salito notevolmente. Vorrei rassicurare l'onorevole Pisano, dicendogli intanto che noi possiamo intervenire, a mio parere, anche al di là delle norme della finanziaria, utilizzando le risorse provenienti dai vecchi limiti di impegno statale, che lo Stato ormai ha assegnato alla Regione (i fondi GESCAL e i fondi della legge numero 457). Abbiamo delle risorse a disposizione e potremo valutare come assegnarle attraverso documentate istanze dei comuni e dello IACP. Non dimentichiamo, infatti, che il soggetto pagatore alla fine è chi costruisce: per quanto riguarda l'edilizia agevolata le Cooperative, per quanto riguarda l'edilizia sovvenzionata l'Istituto autonomo case popolari. Potremo intervenire, ed è stato già fatto anche dalle precedenti Giunte, nelle passate legislature, con un finanziamento a favore dello IACP e quindi direttamente a favore dei comuni.
Credo su questo di poter dare una risposta positiva, così come l'assessore Gian Valerio Sanna si farà portatore, in sede di collegato alla finanziaria, di una norma più generale che riguarda i comuni nei confronti dei quali siano state emesse sentenze afferenti alle espropriazioni, ma non ai piani di zona. Si farà carico di proporre una norma di sostegno finanziario, naturalmente improntata alla più ampia trasparenza e finalizzata ad aiutare i comuni che, in qualche modo, abbiano anche cofinanziato questi debiti, perché si tratta di moralizzare l'intervento e portarlo a criteri di imparzialità, trasparenza e compartecipazione.
Mi fermerei un attimo sul comma 4, riguardante il complesso termale di Fordongianus, perché è stato citato da molti degli intervenuti. Mi sembra un'accusa ingiustificata quella di aver fatto una finanziaria "targata", tra l'altro il finanziamento in questione è abbastanza irrilevante, adesso lo vediamo. Perché Fordongianus? Perché il centro termale di Fordongianus, di cui credo voi conosciate la storia, probabilmente è il primo centro termale pubblico funzionante in Sardegna. Ci sono poi i centri di Sassari e di Casteldoria, quest'ultimo colpevolmente dimenticato. Ricordo che il termalismo in Sardegna, e anche la sua pianificazione, è nato a Casteldoria. Il centro di Fordongianus è avviato, è un centro importante che sta ben funzionando ed è dato in gestione a un privato, gestione che scadrà fra due anni e mezzo. Questo intervento serve a completare le opere di messa in sicurezza del complesso termale, i muri di cinta e altre opere di contorno importanti per questo patrimonio della Regione. Non è assolutamente un intervento a favore di un comune in particolare, semplicemente la Regione si fa carico di valorizzare un suo patrimonio e di metterlo in sicurezza. Perché lo inseriamo nella finanziaria? Perché il capitolo delle terme è un capitolo generale e per quanto riguarda Fordongianus abbiamo voluto invece prevedere una destinazione specifica nella legge finanziaria. Non ci sembra, ripeto, una localizzazione territoriale di particolare importanza. Ne ha parlato l'onorevole Diana, che mi ha anche ricordato il problema della viabilità di interesse regionale e della sua qualificazione. Risponderò così anche all'onorevole Ladu in questa trattazione sulla viabilità.
La viabilità di interesse regionale, per la quale prevediamo un comma di interventi di progettazione, è quella che in base a un accordo Stato-Regione, che ancora non è stato attuato, e poi dirò il perché, prevede, attraverso l'applicazione della legge Bassanini e del decreto legislativo numero 112, che una parte delle strade che non è di rilevanza nazionale (si intende di rilevanza nazionale quella viabilità che collega i porti, gli aeroporti, i capoluoghi di provincia, che comprende le interconnessioni nei territori, eccetera) ma la cui dimensione chilometrica è pari a 1200-1300 chilometri rimanga allo Stato; alla Regione, anche in conseguenza del riassetto delle province, rimarrà la competenza su circa 1800 chilometri. C'è una delibera della Regione che individua queste tratte stradali. Alla Sardegna, ripeto, rimarranno 1800 chilometri e noi su quelli dobbiamo lavorare, attraverso un'opera di seria pianificazione, decidendo soprattutto cosa fare.
Due risposte, la prima sul perché ancora non si è chiuso il rapporto con lo Stato? Non si è chiuso per un semplice motivo, perché lo Stato ad oggi non paga, non è solvibile in questo momento. Pensate che l'ANAS chiede, per la manutenzione delle strade statali, 40 milioni di euro. Ne riceverà 7 quest'anno. Lo Stato taglia nettamente i fondi per la viabilità, comprese le ferrovie, e taglia addirittura le risorse per la manutenzione. L'ANAS di Cagliari non sarà in grado, probabilmente, neanche di onorare i contratti in corso. Quindi siamo in una situazione di grave difficoltà finanziaria dello Stato, e non ci sentiamo, anche in momento di aspra vertenza con lo Stato in materia di entrate, di accettare trasferimenti di beni, gestioni di beni che non siano accompagnati da una vera solidarietà nazionale, quindi dalla copertura finanziaria. Però dobbiamo progettare bene, dobbiamo decidere cosa fare. Allora risponderò, a chi mi dice "Facciamo nuove strade, favoriamo le zone interne", che stiamo lavorando su questo, nel senso che vogliamo fare una pianificazione di interventi sulle strade che sia il frutto di una decisione chiara, trasparente, ragionata. Non vogliamo sprechi di risorse e preferiamo, in questo momento storico, in cui le risorse finanziarie per le infrastrutture in generale sono limitate, ma anche per una scelta di tipo strategico, intervenire sulla viabilità in modo intelligente. Abbiamo incaricato l'Università di Cagliari di fare gli studi di fattibilità, abbiamo stipulato una convenzione importante, vogliamo intervenire sulle aree critiche della Sardegna, soprattutto quelle interne, promuovendo l'accessibilità alle strade di maggior traffico, ai centri, ai nodi di servizio, in modo da creare una stabilità anche delle popolazioni nelle residenze abituali. Ma non privilegiamo nessun'area della Sardegna in particolare, non mi pare che questa Giunta abbia sposato l'area di Cagliari o la Sardegna del sud. Io ricordo che uno dei primi finanziamenti della variazione del 2004 - fu fatta una variazione importante sulla mia rubrica, mi pare per 8 milioni di euro - lo destinai a Sedini. Sedini è un comune isolato da dieci anni, di cui nessuno si è interessato in questa nostra storia regionale, oppure ha fatto finta di interessarsene stanziando risorse non sufficienti, che noi abbiamo rivitalizzato. A Sedini, pensate, sono cambiati i comportamenti dei cittadini: chi andava a Tempio, oggi va a Sassari e viceversa, chi arrivava in poco tempo alla costa dalla stessa costa ora è isolato. Si è finanziata una nuova strada, è stato fatto un appalto, i lavori saranno consegnati in aprile.
Abbiamo fatto la scelta di fare una cosa e di farla bene, in questo caso per quanto riguarda la provincia di Sassari. Così come abbiamo stanziato, con le risorse del fondo per le aree sottoutilizzate, 25 milioni di euro per la Olbia-Palau. Sono risorse aggiuntive che consentiranno di realizzare nel percorso Olbia-Palau molto più di quanto era stato previsto dalla precedente Giunta.
Vorrei anche dire che ci siamo impegnati sul versante delle opere pubbliche, pur con tutti i contorcimenti burocratici del caso; devo dirlo facendo nel contempo una riflessione spesso amara circa le procedure delle opere pubbliche, che tanti impedimenti creano un po' a tutti, ma è un problema nazionale, non ne faccio una questione di destra o di sinistra. Il problema delle opere pubbliche riguarda le grandi infrastrutture ed è un problema difficile, nel senso che le procedure sono oggi molto più complesse. Voi sapete che una volta si poteva dare avvio ai lavori facendo un'occupazione di urgenza; oggi bisogna, giustamente, essere entrati nei suoli, aver picchettato metro per metro, avere colloquiato con il proprietario, prima di poter cominciare la realizzazione delle opere. Ma, al fondo di tutto questo c'è l'esigenza di fare bene, di fare buoni progetti. Noi non abbiamo in Sardegna una tradizione di buoni progetti per quanto riguarda le strade; non l'abbiamo e non l'abbiamo mai avuta. Per quanto riguarda la S.S. 128, su cui qualcuno mi chiede di intervenire, c'è un vecchio stanziamento di 20 miliardi di lire. Io ero ancora direttore, a quei tempi, e ricordo che si fece un bando di gara per aggiudicare la progettazione. I progettisti presentarono un progetto da 100 miliardi, illudendo le comunità locali, con colpevole comportamento della Regione, che ha lasciato a quei professionisti la gestione totale del rapporto con gli amministratori locali. Si sono quindi moltiplicati i viadotti, a tutti è stato dato il doppio accesso ai paesi e si è creata un'aspettativa nelle comunità locali che non era assolutamente autorizzata dalla legislazione vigente.
E' molto più difficile correggere gli errori che fare le cose bene da subito. Se partissimo da zero forse potremmo fare meglio. E' molto più difficile, invece, rimediare a impostazioni sbagliate, devo dire anche tecnicamente sbagliate. PRESIDENTE. Assessore Mannoni, sono concessi a tutti dieci minuti. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Prendo la parola per pochi minuti per rispondere, doverosamente, alle sollecitazioni che sono state riprese anche pochi minuti fa sulla questione dei residui. Voglio soltanto citare i nostri dati per confrontarli con le opinioni che si sono formate in quest'Aula.
Per quanto riguarda i residui la Giunta lavora su due possibili leve, non ce ne sono altre: una riguarda il controllo della loro formazione, l'altra la manutenzione del carico dei residui stessi. Quindi, ogni tanto, sistematicamente, si va a guardare dentro la montagna di residui che si è formata. Prima di tutto voglio confermare che, per iniziativa della Giunta regionale, da qualche tempo - ed è un'iniziativa che sarà sempre più visibile - è a disposizione di chiunque, verrà messo anche nel sito della Regione, il monitoraggio mensile della spesa a cura di un tavolo congiunto tra Ragioneria, Assessorato del bilancio e Nucleo del controllo di gestione. Questi dati, elaborati e presentati con chiarezza, consentiranno a chiunque di controllare ciò che succede mese per mese.
Detto questo, confermo il dato citato ieri dal presidente Soru, basato appunto su nostre elaborazioni, e cioè il fatto che nel 2005 i pagamenti sugli stanziamenti hanno raggiunto il 54 per cento, con un lieve miglioramento rispetto ai due anni precedenti. Naturalmente questo calcolo bisogna farlo al netto del disavanzo di amministrazione. Il primo modo di controllare la formazione dei residui è quindi quello di velocizzare la spesa.
Secondo punto: voglio ricordare che la Giunta, già nel primo assestamento di bilancio, ha introdotto regole che hanno ridotto in modo significativo la formazione dei residui, consentendo di mandare in economia cifre che normalmente venivano conservate a residuo anche in assenza di impegni formali. Quindi abbiamo ripulito la situazione normativa da eccessi di salvaguardia rispetto a residui non formali. Questo ha dato dei buoni risultati che sono stati già descritti nel DPEF e che quindi lì possono essere valutati. L'insieme delle due cose, ma soprattutto il fatto che l'andamento della spesa ha subito una leggera accelerazione quest'anno, implica anche che la formazione dei residui nel 2005 sia stata, com'è ovvio, leggermente inferiore a quella degli anni precedenti, in rapporto agli stanziamenti. Non sono grandissimi risultati, ma sono dei risultati.
L'altra possibilità di controllo è quella di guardare dentro la montagna dei residui, il carico dei residui, lo stock dei residui. L'abbiamo fatto l'anno scorso con procedure che hanno dato alcuni risultati, ma siamo consapevoli, onorevole Diana, mi rivolgo anche a lei, dell'assoluta necessità di utilizzare uno strumento di controllo più incisivo. Infatti non sarà sfuggito che nel maxicollegato alla finanziaria, seppure con un'intenzione che non è stata poi confermata dall'Aula, la Giunta aveva proposto una norma, che richiamo per la sua importanza, che assegnava alla Ragioneria un vero e stringente ruolo di controllo sulla natura degli impegni dichiarati e cioè sull'esistenza o meno di obbligazioni giuridicamente perfezionate. Non è un appello generico alla disciplina della definizione degli impegni, è un controllo sistematico che implica anche un controllo a campione, che è stato già annunciato e che sarà adottato.
Ho anche sentito parlare in quest'Aula di incremento continuo del carico dei residui. Credo di dover smentire questo incremento, perché nelle nostre stime - e non possiamo che parlare di stime a questo punto dell'anno - il carico dei residui al 31 dicembre 2005 dovrebbe attestarsi al di sotto di 8 miliardi e 100 milioni di euro, cioè al livello dell'anno scorso. Se l'annuncio da noi fatto sui controlli che saranno messi in atto dalla Ragioneria, funzionerà potremmo anche avere qualche sorpresa positiva sul consuntivo finale per quanto riguarda il calcolo del carico dei residui. Adesso è troppo presto per avere questo dato.
Quindi i fatti sono questi: la spesa, che si attesta sul 54 per cento degli stanziamenti, è in leggera accelerazione, la formazione dei residui nel 2005 è simmetricamente in leggera diminuzione e il carico dei residui è stazionario. Questi non sono miracoli, ma certamente dei miglioramenti nella direzione giusta. Credo che possiamo essere fiduciosi nella possibilità di continuare in questa direzione.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione degli emendamenti, iniziamo dall'emendamento numero 79. Il consigliere Oppi ha chiesto la votazione nominale.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Farò una brevissima dichiarazione di voto sull'emendamento numero 79. Non sarei voluto tornare sull'argomento Fordongianus, per intenderci, ma la risposta dell'Assessore mi porta a chiarire un pochino meglio. Come ho detto durante l'illustrazione dell'emendamento, non entro nel merito della bontà dell'intervento che tutte le Giunte hanno fatto per le terme di Fordongianus, entro nel merito del metodo.
Assessore, lei probabilmente sa che il capitolo di bilancio citato le consente comunque, secondo i suoi programmi, di stanziare quanto necessario per le opere che lei stesso ha descritto e che intende sostenere per le terme di Fordongianus. Ecco perché, in ogni caso, io dico che, così com'è avvenuto in passato, il comma 4 è puramente elettoralistico. Solo che noi lo dichiaravamo e voi no.
Per quanto riguarda, invece, l'intervento sui residui, mi permetta, Assessore, mi sembra di rivedere una trasmissione andata in onda ieri, non so se l'ha seguita, in cui Fassino e Tremonti si accusavano vicendevolmente di avere delle tabelle taroccate. E' come se lei stesse impersonando Tremonti e io Fassino, perché ho una tabella che dice esattamente il contrario di quello che lei ha sostenuto e credo che sia una tabella dell'Assessorato. In questo caso io avrei una tabella taroccata, secondo lei, perché contrariamente ai dati riferiti da lei e dal Presidente ieri, a me risulta, dalla relazione del Presidente della Commissione, che il carico dei residui sia di 9 miliardi e 500 mila euro. Oggi lei mi dice che sono 8 miliardi e 700 mila euro. Certo che le possiamo rivedere, sono d'accordo. Io sarei felicissimo se si ottenessero risultati positivi; non sono contrario al fatto che lei ottenga risultati positivi, dico solo che quando si fanno determinate affermazioni non bisogna sempre guardare indietro. Io vorrei guardare avanti, mi riferisco a quello che ha detto il Presidente ieri, e le azioni per recuperare, nel bilancio regionale, i danni fatti da voi e da noi, se vogliamo dirla tutta, devono impegnare la Giunta nel rivedere totalmente la formazione dei residui.
Quanto previsto nel maxicollegato, che avrei assentito fosse stato inserito in finanziaria per quanto riguarda le obbligazioni giuridicamente perfezionate, è uno strumento utile e necessario per mandare in economia tutte le somme relative agli impegni di spesa che i dirigenti regionali non portano a completamento. Ce lo dobbiamo dire se davvero vogliamo fare gli interessi di chi sta fuori di quest'Aula. Non ci saremmo trovati a dover discutere dei 1.850 milioni di euro previsti in entrata, ma avremmo discusso dell'indebitamento.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, non sono ancora stati espressi i pareri del relatore e della Giunta sugli emendamenti. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, mi ero predisposto per la votazione, adesso devo riordinare gli emendamenti.
PRESIDENTE. Le ho scombinato i piani!
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 79, 80 81, 84, 85, 86, 88, 82, 87, 89, 15, 90, 91, 83, 92, 93, 78, 7, 38, 39, 41, 134, 135, 136, 137, 138, il parere è contrario; sul 49 è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 79.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 72
Votanti 69
Astenuti 3
Maggioranza 35
Favorevoli 29
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 80. Non c'è nessun iscritto a parlare per dichiarazione di voto. Colleghi dovete iscrivervi a parlare prima che io chiami la votazione, altrimenti complicate le cose. Onorevole Ladu, eventualmente farà una dichiarazione di voto sul prossimo emendamento. Mi dispiace, si prenoti per tempo, quando ha domandato di parlare era in corso la votazione.
(Interruzione del consigliere Ladu)
PRESIDENTE. Sì, ma lei non si è prenotato, stavamo già votando, ha capito? Succede. Io aspetto sempre qualche secondo prima di indire la votazione.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 135. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Intervengo per dire che mi sembra strano che per quanto riguarda gli interventi per l'edilizia abitativa sia previsto un finanziamento di 61 milioni di euro, 51 dei quali a carico del bilancio dello Stato e 10 soltanto a carico della Regione. Mi domando perché, in una situazione di crisi abitativa come quella attuale, la Regione non faccia qualcosa di più e non accolga il nostro emendamento.
Credo che ci sia grande necessità di nuove abitazioni e questa sarebbe l'occasione giusta per intervenire in questa direzione. Mi meraviglia che una Giunta di sinistra bocci degli emendamenti che tendono a incrementare l'edilizia popolare per dare una casa a tante famiglie povere.
Prendiamo atto che effettivamente non c'è attenzione da parte del Governo regionale per una questione di grande emergenza, perché oggi il problema della casa riguarda tutti gli angoli della Sardegna. La Regione non ha voluto cogliere un'occasione davvero importante e ha utilizzato quasi esclusivamente i fondi dello Stato e non quelli del proprio bilancio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Intervengo per chiarire che lei sta per mettere in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 135, che è stato presentato da me, quindi la parola non poteva essere data ad altri. Chiedo la votazione nominale su questo emendamento.
PRESIDENTE. Siamo in fase di dichiarazioni di voto, onorevole Cassano, quindi la parola per dichiarare il proprio voto la chiede chi vuole.
CASSANO (Riformatori Sardi). Prima si vota l'emendamento numero 81, però.
PRESIDENTE. No, si vota prima l'emendamento sostitutivo parziale numero 135, che se approvato ovviamente modificherà parzialmente il testo dell'emendamento 81. La procedura è sempre questa. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 135.
CASSANO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, MURGIONI, GALLUS, VARGIU, PISANO, PETRINI, CAPELLI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 135.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 51
Votanti 50
Astenuti 1
Maggioranza 26
Favorevoli 16
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 83. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, voto favorevolmente l'emendamento numero 83 e ne approfitto per chiedere, se è possibile, qualche ulteriore risposta che l'Assessore probabilmente nell'intervento precedente non ha avuto il modo e il tempo di dare.
PRESIDENTE. L'Assessore avrebbe voluto rispondere, ma siamo in fase di dichiarazioni di voto, onorevole Capelli, per cui non può intervenire.
CAPELLI (U.D.C.). Il motivo lo conosco, Presidente. Sollecitavo una risposta da parte dell'Assessore su uno degli argomenti che io ritengo importanti, ancor più di Fordongianus e della cattedrale di Cagliari, cioè sugli interventi per i danni alluvionali che hanno colpito il centro Sardegna, la Baronia, l'Ogliastra e quant'altro. Non ho notizie del programma della Giunta, so che ci sono pochi denari in rapporto alle situazioni di emergenza.
Ho notizia anche del fatto che gli enti locali non hanno disponibilità finanziarie per riparare i danni provocati dall'ultima alluvione alle proprie strutture. Mi risulta che alcuni comuni abbiano avuto una risposta in tal senso da parte dell'Assessore degli enti locali, per cui era importante comprendere il perché non si accedeva a questo emendamento, che ovviamente era possibile correggere, ridimensionando e allargando l'intervento sui territori. Comunque era importante dare un segnale a quelle zone dell'attenzione della Regione in merito ai disastri alluvionali del 2006, che si sommano a quelli del 2005, su cui la Giunta regionale non è ancora totalmente intervenuta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Mi riferisco a una delle tante domande che non ha avuto risposta. Considerato che già l'alluvione del 2004 aveva causato danni gravi agli argini dei fiumi che sono stati interessati dall'alluvione di quest'anno, volevo solo capire perché non sono stati fatti gli interventi previsti, tanto che la recente piena, che per portata è stata inferiore a quella del 2004, ha invece provocato molti più danni.
Ci sono situazioni di una gravità rilevante, nel senso che sono state danneggiate strade, infrastrutture e alcune aziende hanno perso completamente il patrimonio di mezzi, di edifici, di capi di bestiame. Questa norma stranamente è stata considerata intrusa e non ho capito il perché, comunque intrusa o non intrusa vorrei sapere se la Regione intende o no pagare questi danni.
Può anche darsi che la norma sia intrusa, ma il significato dell'emendamento è quello di capire quale sia la volontà della Regione. I danni del 2004 in parte non sono stati risarciti, adesso si aggiungono i danni dell'alluvione del 2006. So che gli Assessori dei lavori pubblici e dell'agricoltura hanno fatto dei sopralluoghi e siccome la gente sta aspettando bisogna capire come la Regione intende risolvere questo problema e se utilizzerà i fondi POR, come ha fatto in altre occasioni, posto che i risarcimenti arriveranno agli interessati probabilmente fra un paio d'anni, se arriveranno.
PRESIDENTE. Una telegrafica risposta dell'Assessore, anche se è una procedura inusuale prima del voto.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Intanto devo dire che, per quanto riguarda le infrastrutture private e pubbliche, i danni provocati dall'alluvione del 2004 sono stati tutti risarciti.
LADU (Fortza Paris). Non tutti.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Ad artigiani, commercianti e privati sono stati pagati. Io ho avuto anche un encomio, e questo mi ha onorato, da parte del sindaco di Galtellì, il quale mi ha ringraziato per la sensibilità e l'efficienza dimostrata in quella circostanza. Le dico, con molta serenità, che non me ne faccio un vanto, ma ogni tanto queste cose ci fanno piacere perché gratificano il nostro lavoro.
LADU (Fortza Paris). Stiamo parlando di altre zone.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Voglio però dirle, per quanto riguarda la recente alluvione, che gli argini del rio Posada, in questo evento climatologico (ormai gli eventi climatologici sono sempre più caratterizzati da una piovosità concentrata e violenta), hanno ceduto non tanto sui tratti che erano stati colpiti dall'alluvione del 2004, quanto su altre parti. Sono argini molto vecchi, dovrebbero avere la capacità di contenere una piena di 1200 metri cubi al secondo e non hanno tenuto una capacità di laminazione di 700 metri cubi al secondo, quindi si tratta di intervenire su questi argini in modo puntuale e lo faremo.
Devo dire che questi argini, onorevole Ladu, sono stati sempre dimenticati negli anni; possiamo dire che nell'ultimo quindicennio non c'è stato nessun intervento di manutenzione, tanto meno in questi ultimi anni. Quindi interveniamo con il Piano di assetto idrogeologico (PAI), le risorse non sono tantissime, ma faremo interventi mirati e puntuali. Abbiamo già attivato un importante studio con l'Università di Cagliari, lunedì prossimo saremo a Nuoro per discutere della messa in sicurezza del bacino sudorientale e il giovedì successivo a Lanusei per la zona del Cedrino-Posada.
L'emendamento è intruso e noi lo riproporremo nel collegato, perché non si tratta solo di opere pubbliche, ma di opere pubbliche infrastrutturali. Quindi gli interventi saranno immediati e saranno anche di ristoro per chi ha subito un danno. Questo fondo sarà collocato provvisoriamente nel bilancio dell'Assessorato della programmazione e sarà ripartito, in base alle rispettive pertinenze, tra i vari Assessorati.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
C'è un errore nell'ordine delle votazioni, quindi dobbiamo votare l'emendamento 136 dell'onorevole Cassano. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Intervengo perché non ho ricevuto nessuna risposta, forse per mancanza di tempo, da parte dell'Assessore. In ordine a questo emendamento, visto che lei, Assessore, poc'anzi ha detto di aver stanziato 8 milioni di euro per la strada di Sedini, dandosi giustamente merito di questo intervento per il sassarese, le voglio ricordare che quell'intervento era già stato programmato e finanziato dalla precedente Giunta regionale. Lo ricordo giusto perché si sappia anche a seguito dell'incontro che si è tenuto in terza Commissione con i sindaci del territorio, compreso il sindaco di Sedini. Questa è storia ed è agli atti.
La seconda considerazione è che questo emendamento mirava ad aumentare lo stanziamento di 900 mila euro, per poter eventualmente dare a quei comuni, quindi a quelle zone, risorse sufficienti per realizzare le opere di interesse provinciale e sovracomunale. Siccome lei, poc'anzi, ha detto che si fa un'opera ma buona, nel senso che la si completa, le voglio ricordare che per ciò che riguarda la realizzazione della strada a sabbie silicee - non so se le giunga nuova questa voce - la Regione sarda ha finanziato in parte il primo lotto e tutto il secondo lotto. Vale a dire che una parte del primo lotto l'ha finanziata la provincia di Sassari, il secondo lotto l'ha finanziato la Regione. Quindi prenda questi dati, Assessore, e mi risponda per cortesia, perché se non realizziamo il terzo lotto l'opera resta monca, cioè non viene utilizzata da nessuno, né dagli autotrasportatori che vanno e vengono per le sabbie né tanto meno dalle comunità locali. Dia almeno un segnale di sensibilità, non le sto chiedendo di finanziare il completamento dell'opera, che mi pare si aggiri sui 2 milioni e 500 mila euro, le sto chiedendo un segno di presenza, in modo che quel territorio non abbia un'opera monca, ma abbia un'opera completa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Della replica dell'Assessore devo dire che non sono per niente soddisfatto, anche perché lei ha detto delle cose non vere, Assessore. Infatti, quando afferma di aver finanziato la strada di Sedini, lo rilevava anche il collega Cappai, lei afferma una cosa non vera, perché la costruzione di quella strada era stata finanziata dalla precedente Giunta regionale. Probabilmente adesso sono in corso i lavori, però quella strada è stata finanziata con i fondi del bilancio della Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, deve fare una dichiarazione di voto, l'Assessore non avrà più la parola. Le risposte sono state date, quindi lei dichiari il suo voto.
LADU (Fortza Paris). La precedente Giunta regionale aveva stanziato 6 miliardi, che probabilmente sono serviti per finanziare altre opere, però, ripeto, la realizzazione di quest'opera era già stata finanziata nella scorsa legislatura.
Lei ha inoltre detto qualcosa che non ho ben capito, ha affermato cioè che i progettisti essendo stati lasciati da soli a trattare con gli enti locali praticamente hanno fatto lievitare i prezzi. Quindi, dice lei, hanno fatto salire fino a 100 miliardi il valore di un intervento su una strada o roba del genere. Io non ho capito a che cosa si stesse riferendo lei, perché io mi riferisco al tratto di circa 60 chilometri della S.S. 128 che va dal bivio di Serri fino alla S.S. 389.
Probabilmente lei sta pensando a un'altra strada, sta pensando al rifacimento della vecchia strada 128. Noi stiamo invece parlando della Centrale sarda, ma la realizzazione del nuovo collegamento che attraversa parte della Sardegna centrale era stata valutata non 100 miliardi, bensì circa 200 miliardi di vecchie lire.
Non è vero, insomma, che ci sia stata da parte dei tecnici chissà quale lievitazione dei prezzi. In realtà, c'era un progetto di massima preparato dall'ANAS e poi era stato previsto il finanziamento, in merito al quale non ho avuto risposta, del progetto esecutivo. La mia domanda si riferiva a quello, vedere un po'! E comunque la storia dei tecnici che hanno fatto lievitare i prezzi non credo sia credibile, anche perché non tornano i conti: quella strada, una volta completata, costerà sicuramente molto di più della cifra a cui lei ha accennato poc'anzi.
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, non ho capito su che cosa stesse dichiarando il voto e che voto abbia dichiarato, quindi abbia la cortesia di dircelo.
LADU (Fortza Paris). Ho dichiarato il voto favorevole, naturalmente, all'emendamento numero 136.
PRESIDENTE. Vi ricordo che siamo in fase di dichiarazioni di voto, non di "a domanda risponde". All'Assessore non darò più la parola perché è già intervenuto, sono stati espressi i pareri del relatore e della Giunta sui singoli emendamenti, quindi siamo, ripeto, alle dichiarazioni di voto. Altrimenti la discussione diventa un'altra cosa con una procedura non prevista dal Regolamento.
Siamo all'emendamento numero 136 presentato dall'onorevole Cassano, il quale ha spiegato i motivi per i quali ritiene che l'emendamento debba essere accolto. Il relatore e la Giunta hanno espresso parere contrario, l'Assessore ha spiegato che ci sono altre sedi nelle quali si può riprendere questo argomento. Siamo pertanto in fase di votazione.
((Interruzione del consigliere Cassano)
PRESIDENTE. Lei ha già parlato per dichiarazione di voto. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Abbia la pazienza, ogni tanto, di ascoltare anche gli altri. Io mi sono iscritto a parlare perché lei così ci ha chiesto, diversamente non si può intervenire. Non potendo più alzare la mano, come si faceva in precedenza, mi sono iscritto per chiedere la votazione nominale. Grazie
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri PISANO, VARGIU, RASSU, LADU, CAPPAI, AMADU, GALLUS.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 136.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - DIANA - GALLUS - LADU - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 51
Votanti 49
Astenuti 2
Maggioranza 25
Favorevoli 15
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Ora procediamo alla votazione nell'ordine degli emendamenti numero 93, 138 e 92, perché se passa il 93, che è il più ampio, gli altri due emendamenti naturalmente sono superflui.
Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Chiedo scusa, forse c'è un equivoco, l'emendamento numero 93 dovrebbe essere quello che vede come primi presentatori Gallus, Ladu, Oppi Diana.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 93 è stato presentato dai consiglieri Cappai, Ladu, Oppi e più. Il suo emendamento è il 92, che sarà messo in votazione immediatamente dopo.
GALLUS (Fortza Paris). Grazie, intervengo dopo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento. Ormai questa è la quarta legge finanziaria con la quale si cerca di stanziare delle risorse per poter iniziare i lavori di realizzazione del primo tratto della ex S.S. 128. Forse l'Assessore prima si riferiva al tratto della S.S. 128 che parte da Senorbì e arriva a Isili, il cui progetto esecutivo è stato già approvato, i comuni l'hanno esaminato e hanno dato il loro parere e quindi i lavori potrebbero iniziare.
Io dico che se non mettiamo neanche una lira i lavori su questa importantissima arteria non inizieranno mai e sicuramente a un certo punto il progetto non sarà più valido, sarà da rifare totalmente e avremo speso inutilmente ingenti somme. Quindi ciò che si chiede alla Giunta è uno sforzo per iniziare almeno il primo tratto di questa strada, che magari non sarà la Monastir-Isili, ma potrà limitarsi alla Monastir-Senorbì. Non saranno 30 miliardi, saranno 15, visto che il costo totale di 110 chilometri dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 milioni di euro. Lo sforzo che si chiede alla Giunta è dare la possibilità di non disperdere il lavoro fatto dai tecnici e soprattutto accontentare le amministrazioni comunali che hanno giù approvato i rispettivi progetti, hanno fatto un lavoro immane nel convincere, con accordo bonario, i proprietari a cedere i loro terreni per il passaggio di questa strada. Quindi c'è a monte tutto un lavoro che, se senza neanche una lira di stanziamento, sarà stato inutile e sarà da rifare di sana pianta magari fra tre, quattro o cinque anni.
Io rinnovo all'assessore Pigliaru e principalmente al Presidente della Commissione, al quale in questi giorni ho esposto questi problemi e che mi ha confessato che non ci sono risorse, l'invito a sospendere la votazione su questo emendamento, perché può darsi che alla fine dell'esame della finanziaria qualche miliardo di euro sia rimasto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Anch'io signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, prendo la parola a sostegno di questo emendamento, un po' per ragioni di campanile, lo confesso, sono desulese e questa strada conduce anche al mio paese, ma soprattutto perché sono un cittadino sardo che percorre questa strada anche per andare a lavorare. Ancora un po' della mia attività di cardiologo la esercito infatti nel comune di Senorbì, e devo dire che durante il tragitto per recarmi sul posto di lavoro mi capita di vedere delle situazioni assolutamente fuori legge e fuori dai tempi rispetto alle possibilità della viabilità odierna. Sono situazioni che creano disagio e insicurezza e sono causa di incidenti stradali talvolta anche mortali. Sicuramente i tempi di percorrenza sono molto lunghi per i cittadini che si spostano per andare a lavorare o per usufruire dei servizi della città di Cagliari, che è il capoluogo della provincia. Voglio ricordare che la Barbagia di Seulo e il Sarcidano sono entrati a far parte della provincia di Cagliari e quindi ancor di più l'utenza di questi territori si riverserà sulla SS 128. Pertanto, le possibilità che, soprattutto nei mesi invernali, si verifichino incidenti e situazioni che renderebbero colpevole l'amministrazione provinciale qualora si dimostrasse insensibile rispetto a questa richiesta dei territori, aumenteranno notevolmente inducendo i cittadini a lamentarsi con fondamento e a ragione.
Io chiedo che alle comunità che potrebbero essere messe nelle condizioni di arrivare a Cagliari in tempi assolutamente celeri sia data questa opportunità. Chiedo anche che i cittadini di Isili possano usufruire di servizi sanitari all'altezza. Si parla di riordino degli ospedali, di trasformazione dell'ospedale di Isili in qualcos'altro, e quindi si costringerà gli abitanti di questi territori a rivolgersi ancor di più a Cagliari per alcuni servizi, sempre che il capoluogo possa essere raggiunto in tempi accettabili. Chiedo inoltre che i tanti cittadini cagliaritani che vanno a lavorare in quei territori (cito l'ospedale di Isili, ma esistono altre realtà dove lavorano dei cagliaritani), sobbarcandosi tempi di percorrenza assurdi per i nostri giorni, siano messi anch'essi nelle condizioni di avere una strada all'altezza dei tempi.
Non è molto quello che noi chiediamo, si inizi almeno la prima parte di questa strada, da Serri verso Cagliari o da Cagliari verso Serri. Non sarà che un inizio, che dovrà portare, spero quanto prima possibile, a raggiungere finalmente, anche con una galleria, la Barbagia di Belvì, perché anche quello è un territorio isolato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 93 e poco debbo aggiungere, perché i colleghi Cappai e Liori hanno ben descritto l'esigenza relativa alla realizzazione di questo tratto di strada importantissimo.
Voglio fare invece una considerazione più generale, che nasce dal fatto che la risposta della Giunta è ormai sempre univoca: non ci sono risorse ed è pertanto difficile accondiscendere alle proposte fatte attraverso gli emendamenti. Approfitto della presenza del professor Gessa, il quale ci può davvero aiutare nel tentativo di ottenere una risposta. Io ritengo, professore, che questa finanziaria dia assuefazione; è una sostanza, a mio avviso, che andrebbe annoverata probabilmente tra quelle che danno assuefazione, perché, è triste davvero doverlo constatare, la maggioranza è completamente assuefatta, e probabilmente fra poco lo saremo anche noi. Non c'è nemmeno la forza di dire no a questa finanziaria o alle cose negative che essa contiene.
Il problema delle risorse: noi abbiamo avuto una possibilità concreta di misurare, a mio giudizio, la genialità che l'assessore Pigliaru ha dimostrato con questa finanziaria, demolendo, dopo cinquecento anni, quel grosso principio introdotto da Fra Luca Pacioli quando inventò il concetto di partita doppia. Lei ha effettivamente inventato la partita tripla, a mio giudizio, proprio perché oltre alle entrate e alle uscite ha introdotto le entrate aleatorie, le entrate incerte che possono dare equilibrio a questa finanziaria. Le chiedo uno sforzo superiore, professor Pigliaru, per inventare qualcosa che renda queste risorse certe. Penso che lei sia prossimo a questa possibilità, ci dia qualche risposta, perché così come ci sono le entrate incerte potrebbero esserci anche le spese incerte.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 93. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 93.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - GALLUS - LADU - LIORI - LOMBARDO - OPPI - PISANO - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 50
Astenuti 1
Maggioranza 26
Favorevoli 16
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 138.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, insisto nel dire che mi sento di votare a favore di questo emendamento, ma sono insoddisfatto, perché non ho sentito l'Assessore rispondere in merito a ciò che ho chiesto. E' pur vero che il Regolamento non prevede la replica della Giunta in questa fase della discussione, ma è altrettanto vero che i cittadini del cagliaritano per andare a Sassari passano in una corsia unica, col pericolo incombente di frane, tant'è che ce n'è stata una tra la prima e la seconda galleria. Su un problema così importante, delicato e particolare non viene data la possibilità di replica all'Assessore regionale dei lavori pubblici, che non sempre si ha l'occasione di vedere e sentire.
Io ho presentato un emendamento, ma ho posto anche delle domande e non ho ricevuto alcuna risposta. Prendo atto del fatto che la Giunta regionale evidentemente è impegnata in altre cose, e non ho motivo per dubitarne, però è importante ricordare che comunque siamo in presenza di un pericolo veramente eccezionale. I lavori sono bloccati, nonostante i proclami, gli annunci e le comunicazioni a mezzo stampa e televisivo. I cittadini di Sassari e dell'hinterland attraversano questo tratto di strada, in una corsia unica, in mezzo al pericolo, a quanto si può capire.
Le ricordo ancora che era ed è previsto un intervento complessivo dal chilometro 203 al chilometro 209 e 482 metri, per porre fine eventualmente al pericolo incombente delle frane, derivante da una situazione di emergenza. Anche se lo si eliminasse oggi, cosa che ancora non è avvenuta, questo pericolo si riproporrebbe. Quindi sollecito la realizzazione di questo intervento, così come voglio ricordare ai consiglieri regionali del sassarese che questo è un problema che non riguarda personalmente chi vi parla o solo l'hinterland sassarese, ma riguarda tutta la provincia di Sassari e non è pensabile che si possa ignorare completamente un'emergenza come questa. Se lei è così cortese, e il Presidente lo concede, gradirei una risposta su questo.
Confermo il mio voto favorevole all'emendamento numero 138, sul quale chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Una risposta telegrafica da parte dell'Assessore è concessa giusto perché lei è sassarese, onorevole Cassano.
SECCI (La Margherita-D.L.). La prego di rispettare il Regolamento.
PRESIDENTE. Anch'io la prego, onorevole Secci. Ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Volevo informare velocemente l'onorevole Cassano che sono già intervenuto presso il compartimento dell'ANAS su questo problema. E' una competenza ANAS perché la strada in questione è statale. L'ANAS si è impegnata a risolvere questo problema con le sue risorse. Devo dire che mi sto interessando anche del tratto presso Ittiri della S.S. 131 bis, anche quello chiuso a causa di una frana.
Quindi la rassicuro del fatto che sto seguendo le cose e sono anche disposto ad affrontare questo argomento, sotto l'aspetto tecnico, con l'ANAS e insieme a lei.
PRESIDENTE. Il consigliere Cassano aveva chiesto la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, PISANO, Franco Ignazio CUCCU, LADU, GALLUS, CAPPAI, LIORI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 138.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - GALLUS - LADU - LIORI - LOMBARDO - OPPI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 45
Votanti 44
Astenuti 1
Maggioranza 23
Favorevoli 12
Contrari 32
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 92. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, ovviamente il voto da parte del sottoscritto sull'emendamento numero 92 è favorevole. Voglio ribadire che, purtroppo, per gli eventi che ho elencato prima, e cioè frane, incidenti stradali, gelo, neve o anche incendi, la Sardegna è praticamente spaccata in due, intorno al chilometro 100 della S.S. 131. L'intervento previsto nell'emendamento numero 92 è necessario e non mi sembra neanche troppo esoso, perché si richiede solamente - dico solamente - 1 milione di euro, ed è comunque un intervento che interessa tutta la regione e che non ha assolutamente un interesse solo locale. Paradossalmente i miei concittadini ne sarebbero avvantaggiati se questo emendamento non venisse approvato, perché non dovrebbero subire il traffico leggero e pesante come avviene circa dieci volte all'anno in conseguenza degli eventi che ho citato. Chiedo la votazione nominale su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Mi pare opportuno che i consiglieri regionali di quel territorio evidenzino questo problema, ma credo che dovrebbe essere un interesse di tutti. Aggiungo, alle considerazioni che sono già state fatte, che questa strada oltre a collegare Bauladu con Paulilatino e ad avere l'importanza che è stata sostenuta dall'onorevole Gallus, collega anche Milis, San Vero Milis e Narbolia, cioè collega tutto un territorio della provincia di Oristano, senza che gli automobilisti siano costretti a immettersi nella superstrada per spostarsi nel territorio di Paulilatino o per andare verso il Barigadu. Quindi è una strada di grande interesse e non sostenere questo tipo di intervento credo che sia pregiudizievole, per i problemi che l'onorevole Gallus ha evidenziato. Spessissimo nella superstrada, proprio in quel tratto, il più ripido della S.S. 131, si verificano eventi qualche volta straordinari, ma che comunque determinano la sospensione del traffico. Pertanto credo che questo emendamento sia meritevole di accoglimento.
PRESIDENTE. Il consigliere Gallus ha chiesto la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere LADU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 92.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Salis dichiara di votare contro e il consigliere Franco Ignazio Cuccu a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - GALLUS - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - OPPI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 49
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 14
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 82. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io avevo chiesto spiegazioni sul fatto che i lavori relativi ai due nuovi invasi che sono stati finanziati nella passata legislatura stanno procedendo solo per uno dei due, mentre per l'altro sono bloccati. Volevo sapere le motivazioni di questa disparità di trattamento. Se l'Assessore non può intervenire mi avvicinerò ai banchi della Giunta per avere direttamente le spiegazioni che ho chiesto.
PRESIDENTE. Quindi come vota, onorevole Ladu, a favore? Naturalmente bisogna dichiararlo, altrimenti deduciamo liberamente. Non è una innovazione il fatto che gli Assessori non possano intervenire in sede di dichiarazioni di voto, è sempre stato così, quindi non è una modifica regolamentare recente, con la quale potremmo non avere dimestichezza.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 89. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, sarò brevissimo nel fare tre precisazioni, la prima sul collega "negativo", che non c'è, la seconda sull'Assessore "conforme" e la terza sull'Assessore dei lavori pubblici. Prima di tutto l'Assessore può parlare ogniqualvolta lo richieda, in base all'articolo 60 del Regolamento. Comunque non sto chiedendo e non ho mai chiesto interventi dell'Assessore, se ritiene opportuno mi risponderà se no ne prenderò atto, ma ribadisco che l'articolo 60 del Regolamento gli consente di parlare ogniqualvolta lo richieda.
Per quanto riguarda il comma 13, ribadisco che voterò a favore dell'emendamento numero 89. Anche qui non sono entrato nel merito dell'intervento sulla cattedrale di Cagliari, ma non mi va di essere frainteso, diciamo così. Con questo emendamento, sia chiaro a tutti, state togliendo l'intervento di competenza del comune o di un ente regionale per trasferirlo direttamente alla Curia. Leggo testualmente: "All'attuazione dell'opera da parte dell'ente proprietario si provvede in regime di delega". Allora, il fatto che sia in regime di delega fa sì che la norma sia intrusa, perciò al Presidente del Consiglio o a chi si ritiene opportuno dico che, a mio avviso, questa è una norma intrusa, perché modifica quanto previsto dalla legge numero 24 del 1987, che richiama a sua volta, all'articolo 4, quanto previsto all'articolo 1, in cui si dice che la legge disciplina le procedure di attuazione delle opere pubbliche che devono essere finanziate attraverso gli enti regionali, le modalità di finanziamento e quant'altro. E non mi risulta che la Curia sia un ente regionale!
Questa sicuramente, peggio della precedente, è una norma inserita per fare campagna elettorale, per avere voti non so da chi. Assessore, non la sto ritenendo responsabile, ma non vorrei essere preso in giro nelle modalità. Nel merito chiunque l'avrebbe fatto, noi abbiamo finanziato interventi su cattedrali dicendo che lo facevamo perché eravamo attenti e vicini e perché cercavamo di ottenere una certa considerazione da parte della Chiesa. Voi invece mascherate tutto con argomentazioni che non valgono. E' una finanziaria elettoralistica per questi motivi, assessore Pigliaru, Assessore "conforme", lo dico amichevolmente. Se mai questa fosse una finanziaria che esprime un programma, che esprime quanto lei va ripetendo più volte sulla bontà di questa legge, che vuole costituire un elemento di cambiamento, questa è la riprova che così non è. E guardi che è legittimo, non vi fucila nessuno per questo, però diciamo le cose come stanno. Qui ci sono degli interessi elettorali, per accattivarsi qualche voto in più da parte della Chiesa, quella stessa Chiesa che, lo ripeto ancora una volta, sicuramente non sostenete o meglio criticate quando interviene in questioni politiche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Credo valga la pena, in questo caso specifico, che l'Assessore, utilizzando l'articolo 60 del Regolamento, dia una risposta, perché il mio collega l'ha chiamata azione elettorale, io la chiamo marchetta, lo sapete, l'ho sempre detto. Potrei capire se si fosse previsto un capitolo specifico anche per altre realtà della Sardegna, ma non è così, e questa è la dimostrazione palese che sapete dire sempre no, mentre prima sapevate sempre chiedere, petulantemente, centinaia di miliardi anche per le piccole cose e per gli interessi personali. La stragrande maggioranza delle persone che sono sedute in questi banchi, si chiamino "signor no" o in altro modo, hanno sempre tutelato gli interessi di categoria. Quindi gradirei che l'Assessore, se lo ritiene, desse una risposta.
PRESIDENTE. Il punto non è se l'Assessore vuole intervenire, onorevole Oppi.
OPPI (U.D.C.). Questa è una norma intrusa!
PRESIDENTE. Il punto è se gli Assessori debbano intervenire "a domanda" in fase di dichiarazioni di voto per dare ogni volta una risposta, perché questo trasforma una dichiarazione di voto in una specie di question time e cambia la procedura.
Per quanto riguarda il fatto che la norma sia intrusa, onorevoli Oppi e Capelli, avevo già spiegato che la norma è stata giudicata in maniera totalmente asettica, così come tutte le altre norme dell'articolato e gli emendamenti. L'inclusione o l'esclusione è stata fatta seguendo questo esclusivo criterio. Se avessimo giudicato anche questa norma intrusa non avremmo avuto nessuna difficoltà a escluderla, così come abbiamo escluso le altre. Siccome è la Presidenza che ha fatto questo lavoro, vi prego di credere che è stato fatto seguendo esclusivamente questo criterio.
Se l'Assessore è in grado di dare una risposta sintetica posso dargli la parola, altrimenti trasformiamo le dichiarazioni di voto in un dibattito di merito.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, risponderò molto velocemente. Perché si dà la delega alla Curia? Perché la cattedrale e l'arcivescovado non sono di competenza comunale, quindi i comuni non possono intervenire. C'è un precedente nella legge finanziaria del 2003, presentata dalla Giunta di centrodestra, in cui una stessa identica norma attribuisce 4 milioni di euro alla Curia per il recupero dell'arcivescovado di Cagliari. Abbiamo usato la stessa norma, lo stesso criterio, lo stesso strumento giuridico.
(Interruzione dei consiglieri Secci e Capelli)
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Chiedo scusa, onorevole Capelli, aveva chiesto la votazione nominale?
(Interruzione del consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Nessuna votazione nominale, ha ragione, onorevole Capelli. Quando ha ragione, ha ragione!
(Non è approvato)
Dobbiamo ora procedere alla votazione degli emendamenti numero 15, 90 e 91. Iniziamo dall'emendamento numero 91, perché è quello che prevede il maggiore stanziamento.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla votazione degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 5, iniziando dall'emendamento numero 49 della Giunta regionale. Onorevole Pisu, intende parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 49? L'articolo 5 è stato già votato.
(Interruzione del consigliere Pisu)
PRESIDENTE. Onorevole Pisu, la sua iscrizione è pervenuta dopo la votazione dell'articolo.
Metto in votazione l'emendamento numero 49. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 78. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Intervengo per annunciare il voto favorevole a questo emendamento aggiuntivo e colgo l'occasione, vista la fortunata coincidenza della presenza del Presidente della Regione, per ricordare l'interesse manifestato in tutte le circostanze dall'Assessore della programmazione e dallo stesso Presidente verso un territorio nuovo della provincia di Oristano, che piace molto all'assessore Pigliaru e a tanti altri e che ha bisogno di crescere, di svilupparsi, e a questo fine il tratto di strada Tresnuraghes-Porto Alabe è di particolare importanza.
Si tratta di un intervento che prevede la spesa di 1 milione di euro e che può essere fatto direttamente dalla Regione o può essere delegato alla Provincia o al Comune. E' comunque un intervento indispensabile, perché la manutenzione di quel tratto di strada sta mettendo in ginocchio dal punto di vista finanziario il Comune di Tresnuraghes. La spesa per la manutenzione di una strada come quella - sono circa dodici chilometri - è veramente impossibile da sostenere per le casse di un comune. Ci fosse almeno la manifesta volontà di interessarsi di questo problema sarebbe già qualcosa. Mi meraviglia che i colleghi della provincia di Oristano non siano intervenuti né per quanto riguarda questa arteria né per il tratto Paulilatino-Bauladu, però, Assessore, credo che lei debba fare un'attenta valutazione: o si concede un contributo straordinario al Comune di Tresnuraghes o alla Provincia di Oristano o la Regione interviene direttamente. Non è possibile che la Provincia si faccia carico di una manutenzione straordinaria che non costa meno di 400 mila euro, una manutenzione che comunque non mette a norma quella strada, che a suo tempo, nella vecchia provincia di Nuoro, era classificata come strada provinciale.
Credo che un impegno in merito a questo intervento debba essere garantito dal Presidente della Regione, dall'assessore Gian Valerio Sanna e, ovviamente, dall'Assessore dei lavori pubblici, che ha a cuore viabilità della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Intervengo sull'ordine dei lavori, Presidente, per dire che ritengo doveroso richiamare in aula il Presidente della Commissione bilancio, perché il parere del relatore su qualche emendamento accolto dalla Giunta non potrebbe essere espresso, qualora fosse richiesto, in quanto sono assenti sia il Presidente della terza Commissione sia il vicepresidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, il Presidente può rientrare se non è andato via, naturalmente lo invitiamo a rientrare, ma i pareri sugli emendamenti sono già stati espressi. Se interverranno fatti nuovi li valuteremo.
(Interruzione del consigliere Cappai)
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, più che di dialogo, onorevole Cappai, poi tutto è possibile.
E' in votazione l'emendamento numero 78. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghe e colleghi, intervengo per esprimere il mio voto contrario a questo emendamento e per dichiarare, anche se la votazione è già avvenuta, il mio voto favorevole all'articolo 5.
Vorrei soprattutto sottolineare alcuni problemi che sono stati accennati anche in quest'Aula, ma che sono molto sentiti nei comuni dell'Isola, e in particolare nei piccoli comuni e nelle zone interne. Alludo agli interventi previsti nell'edilizia gestita in particolare dallo IACP, ma soprattutto ai nuovi interventi che secondo me devono essere orientati al recupero dei centri storici. Questo ci tenevo a dirlo perché la tipologia di queste case consente un approccio di questo tipo e, come ho già detto intervenendo nella discussione generale, si creerebbero delle sinergie con gli interventi che stiamo portando avanti in base alla legge numero 29, concernente il recupero dei centri storici, accelerando la valorizzazione delle parti più pregiate dei nostri paesi e delle nostre città.
Un'altra considerazione brevissima la voglio fare sulle politiche per contrastare l'isolamento e lo spopolamento delle zone interne. I problemi da affrontare sono tanti, ma sicuramente hanno una fondamentale importanza, direi anzi che sono propedeutiche, le grandi infrastrutture viarie di cui si discute da troppo tempo. Esse riguardano la trasversale sarda Oristano-Arbatax e la nuova S.S. 128, che è un'arteria di fondamentale importanza per vastissimi territori.
Capisco le difficoltà illustrate poc'anzi dall'assessore Mannoni, tuttavia, se non ci saranno interventi concreti su questo, come sulla diga di S'Alusia, di cui parlava anche l'onorevole Ladu per altri motivi, ogni dichiarazione sul riscatto e lo sviluppo delle zone interne o delle aree svantaggiate dell'Isola saranno flatus vocis.
Ricordo che per quanto riguarda la S.S. 128, ad esempio, quando ero sindaco di Laconi promossi varie riunioni - mi sembra che fosse Assessore dei lavori pubblici lei, onorevole Ladu - coinvolgendo oltre trenta sindaci e ci furono manifestazioni di grande interesse. Pertanto chiedo che l'assessore Mannoni e la Giunta nel suo complesso tengano nella dovuta considerazione queste indicazioni che sono patrimonio di rivendicazioni politiche di decine di enti locali e delle forze politiche e sociali di questi territori. Annuncio il voto contrario sull'emendamento numero 78.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 6 è stato dichiarato non ammissibile. Passiamo all'emendamento numero 134, sostitutivo dell'emendamento numero 7. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Intervengo, signor Presidente, per annunciare il voto favorevole all'emendamento sostitutivo parziale dell'emendamento numero 7, e ovviamente anche dell'emendamento numero 7. In attesa di una risposta alla domanda che ho posto al professor Gessa e all'assessore Pigliaru, per vedere se ci sono le condizioni per recuperare risorse e dare risposte alle proposizioni contenute nei nostri emendamenti, vorrei ricordare che l'emendamento numero 7 è l'unico dei quattro emendamenti presentati che sia sopravvissuto alla falcidia, in funzione di una interpretazione che io ancora stento a comprendere, perché l'inammissibilità dei tre emendamenti ai sensi della lettera b) del comma 3 dell'articolo 13 della legge numero 11, mi lascia molto perplesso. A mio giudizio, non si tratta assolutamente di nuove spese non riferibili a norme già esistenti, ma si tratta di nuove spese riferite a norme già esistenti, e quindi a norme che erano già inserite in precedenti leggi finanziarie e che, tutt'al più, vengono reiterate in questa finanziaria, così come sempre sistematicamente è avvenuto.
Potrei citare esempi concreti, ma qui ogni collega è capace, naturalmente, di farlo, mi limito a dire che non vi sono mai stati ostacoli alla presentazione di emendamenti che avessero questo spirito, quello cioè di reiterare provvedimenti o programmi di spesa per opere pubbliche o interventi già previsti precedentemente. E' sempre stato così nelle leggi finanziarie, c'è sempre stata sistematicità e continuità rispetto ai programmi precedenti, altrimenti questa legge non avrebbe nemmeno senso.
Allora, qual è la possibilità? Devo dare atto all'Assessore dei lavori pubblici e anche all'Assessore degli enti locali di aver preso l'impegno di valutare alcune delle proposte contenute in questi emendamenti in momenti più opportuni.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 134. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere VARGIU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 134.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MURGIONI - OPPI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 49
Votanti 48
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 13
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Abbiamo terminato l'esame dell'articolo 5. Interrompiamo qui la seduta antimeridiana. I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 13 e 40.
Allegati seduta
CLXV SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 15 Febbraio 2006
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 23.
CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 7 febbraio 2006, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Nazareno Pacifico e Fedele Sanciu hanno chiesto congedo per la giornata del 15 febbraio 2006 e che il consigliere regionale Sergio Marracini ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 15 febbraio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 199/S/A. Siamo all'esame dell'articolo 5, al quale sono stati presentati 31 emendamenti. Gli emendamenti numero 6, 4, 5 e 126 sono stati dichiarati inammissibili.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:
Art. 5
Disposizioni in materia di opere pubbliche
1. Per la realizzazione di un programma straordinario di edilizia abitativa è disposto lo stanziamento complessivo di euro 61.000.000, in ragione di euro 35.000.000 nell'anno 2006 e di euro 13.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008. Alla suddetta spesa si fa fronte per euro 51.000.000 mediante utilizzo dei finanziamenti erogati dallo Stato in applicazione dell'Accordo di programma del 27 ottobre 2000 in materia di edilizia agevolata e per euro 10.000.000 con fondi regionali (UPB S08.080). Il programma è destinato:
a) ad interventi di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale nelle aree urbane a maggior presenza di patrimonio di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei comuni e degli II.AA.CC.PP.;
b) ad interventi di costruzione e recupero, ovvero di acquisto e recupero di alloggi di edilizia popolare da attribuire prioritariamente in locazione a canone moderato.
2. Per le opere di competenza regionale da realizzarsi in adempimento alle disposizioni normative introdotte con decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e per gli interventi pubblici ricadenti nella fattispecie di cui all'articolo 7 della legge regionale 25 novembre 2004, n. 8, i termini di cui al comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15, e del comma 5 ter dell'articolo 62 della legge regionale n. 11 del 1983, sono incrementati di un ulteriore anno.
3. Le somme sussistenti in conto residui, non impegnate alla data del 31 dicembre 2005, relative agli interventi per la difesa del suolo ricompresi nel Piano di assetto idrogeologico, sono ulteriormente conservate per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
4. Per le spese di completamento del complesso integrato termale di Fordongianus è autorizzato, sul bilancio regionale per l'anno 2006, lo stanziamento di euro 500.000 (UPB S08.028).
5. Per l'ampliamento e la costruzione di cimiteri di cui al comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale n. 13 del 2003, è autorizzato lo stanziamento per l'anno 2006 di euro 3.500.000 e di euro 2.500.000 per l'anno 2007 (UPB S08.033).
6. Per la concessione di finanziamenti volti alla realizzazione di opere pubbliche primarie e di infrastrutture di interesse degli enti locali è autorizzato lo stanziamento di euro 10.500.000 per l'anno 2006 e di euro 6.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 (UPB S08.033).
7. E' autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 900.000, per la realizzazione di un programma di opere pubbliche di interesse provinciale e sovracomunale (UPB S08.053).
8. E' autorizzata la spesa di euro 1.000.000 nell'anno 2006 e di euro 4.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per la realizzazione di investimenti nel comparto delle opere portuali di competenza regionale (UPB S08.031).
9. E' autorizzata la spesa di euro 4.000.000 per l'anno 2006 e di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 quale finanziamento alle province per la manutenzione di strade di loro competenza (UPB S08.053).
10. Per l'attuazione di interventi nel settore viario, ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, e dell'articolo 7 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6, è autorizzata la spesa di euro 8.703.000 nell'anno 2006 e di euro 5.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 (UPB S08.053).
11. Per la progettazione di opere di viabilità di interesse regionale e statale, comprese le opere di viabilità statale da trasferire alla Regione ai sensi dell'articolo 99 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, è autorizzata la spesa di 2.000.000 nell'anno 2006 e di euro 1.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 (UPB S08.055)
12. E' autorizzata per ciascuno degli anni 2007 e 2008 la spesa di euro 1.000.000 per la realizzazione di interventi strutturali sulle opere di sbarramento esistenti (UPB S08.072).
13. E' autorizzata per ciascuno degli anni 2006 e 2007 la spesa di euro 750.000 quale contributo straordinario per i lavori di recupero e restauro della cattedrale di Cagliari. All'attuazione dell'opera da parte dell'ente proprietario si provvede in regime di delega con le modalità previste dall'articolo 4 della legge regionale n. 24 del 1987 (UPB S08.033).
14. E' autorizzata nell'anno 2006 l'ulteriore spesa di euro 250.000 per il proseguimento degli interventi previsti dall'articolo 5, comma 24, della legge regionale n. 7 del 2005 (UPB S08.033).
15. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere finanziamenti ai comuni per la concessione di contributi integrativi ai conduttori di abitazione in locazione previsti dall'articolo 11 della Legge 9 dicembre 1998, n. 431; la relativa spesa è valutata, per l'anno 2006, in euro 4.000.000 (UPB S08.079).
EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO
Art. 5
Il comma 4 dell'articolo 5 è soppresso.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S 08.028 anno 2006 Euro 500.000
In aumento
UPB S 03.006 anno 2006 Euro 500.000 (79)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - MORO.
Art. 5
Al comma 1 dell'art. 5 lo stanziamento di Euro 61.000.000 è rideterminato in Euro 70.000.000.
Conseguentemente lo stanziamento di Euro 35.000.000 è rideterminato per l'anno 2006 in Euro 44.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.080 anno 2006 Euro 9.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 9.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (80)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CASSANO
Art. 5
All'emendamento n. 81 le somme di euro 4.500.000 ed euro 3.500.000 sono rideterminate rispettivamente in euro 7.000.000 ed euro 5.000.000.
In aumento
UPB S08.033
anno 2006 Euro 2.500.000
anno 2007 Euro 1.500.000
In diminuzione
UPB S03.006
anno 2006 Euro 2.500.000
anno 2007 Euro 1.500.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (135)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - OPPI - ARTIZZU - SANCIU - SANNA Matteo - DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO.
Art. 5
Al comma 5 gli stanziamenti di Euro 3.500.000 per l'anno 2006 e di euro 2.500.000 per l'anno 2007, sono rideterminati rispettivamente in Euro 4.500.000 ed Euro 3.500.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.033 anno 2006 Euro 1.000.000
UPB S08.033 anno 2007 Euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 1.000.000
UPB S03.006 anno 2007 Euro 1.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (81)
EMENDAMENTO modificativo LADU - CAPELLI - OPPI - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU -RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO.
Art. 5
Nel comma 6 dell'art. 5, l'importo di Euro 10.500.000 è rideterminato per l'anno 2006 in Euro 45.000.000;
Alla fine del comma sono aggiunte le seguenti parole:
"lo stanziamento relativo all'anno 2006 è destinato alla messa in sicurezza della viabilità, invasi e infrastrutture dei territori dei Comuni della Baronia colpiti dall'alluvione del gennaio-febbraio 2006."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.033 anno 2006 Euro 34.500.00
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 34.500.00
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (83)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CASSANO.
Art. 5
All'emendamento n. 84 la somma di euro 3.000.000 è rideterminata in euro 10.000.000.
In aumento
UPB S08.053
anno 2006 Euro 7.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
anno 2006 Euro 7.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (136)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI -MURGIONI - GALLUS - MORO.
Art. 5
Al comma 7 la spesa di Euro 900.000 per l'anno 2006 è rideterminata in Euro 3.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.053 anno 2006 Euro 2.100.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 2.100.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (84)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - RASSU - MURGIONI - GALLUS -MORO. ARTIZZU - SANNA Matteo.
Art. 5
Al comma 8 lo stanziamento di Euro 1.000.000 per l'anno 2006 è rideterminato in Euro 5.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.031 anno 2006 Euro 4.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 4.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (85)
EMENDAMENTO sostitutivo totale CASSANO.
Art. 5
L'emendamento n. 86 è sostituito dal seguente:
"Al comma 9 dell'art. 5 la spesa di euro 4.000.000 per l'anno 2006 è rideterminata in euro 10.000.000. Lo stanziamento di euro 2.000.000 per ciascuno degli anno 2007 e 2008 è rideterminato in euro 8.000.000."
In aumento
UPB S08.053
anno 2006 euro 6.000.000
anno 2007 euro 6.000.000
anno 2008 euro 6.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
anno 2006 euro 6.000.000
anno 2007 euro 6.000.000
anno 2008 euro 6.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (137)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - MURGIONI - GALLUS -ARTIZZU - -MORO - SANNA Matteo.
Art. 5
Al comma 9 dell'art. 5 la spesa di Euro 4.000.000 per l'anno 2006 è rideterminata in Euro 8.000.000.
Lo stanziamento di Euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 è rideterminato in Euro 4.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.053 anno 2006 Euro 4.000.000
UPB S08.053 anno 2007 Euro 2.000.000
UPB S08.053 anno 2008 Euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 4.000.000
UPB S03.006 anno 2007 Euro 2.000.000
UPB S03.006 anno 2008 Euro 2.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (86)
EMENDAMENTO modificativo CAPPAI - LADU - OPPI - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - RASSU - CAPELLI - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO.
Art. 5
Al comma 10 dell'art. 5 la spesa di Euro 8.703.000 nell'anno 2006 è rideterminata in Euro 38.703.000.
Alla fine del comma sono aggiunte le seguenti parole:
"lo stanziamento relativo all'anno 2006 è destinato alla realizzazione del primo tratto della ex SS 128 di interesse regionale relativamente alla tratta dal Comune di Monastir fino al Comune di Isili."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.053 anno 2006 Euro 30.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 30.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (93)
EMENDAMENTO modificativo CASSANO.
Art. 5
L'emendamento n. 92 è sostituito dal seguente:
"Al comma 10 dell'art. 5 la spesa di euro 8.703.000 per l'anno 2006 è rideterminata in euro 10.000.000."
Alla fine del comma sono aggiunte le seguenti parole:
"Lo stanziamento relativo all'anno 2006 è destinato alla messa in sicurezza della strada statale 131 nel tratto dal km 203+000 al km 209+482+600."
In aumento
UPB S08.053
anno 2006 euro 1.297.000
In diminuzione
UPB S03.006
anno 2006 euro 1.297.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (138)
EMENDAMENTO modificativo GALLUS - LADU - OPPI - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - RASSU - CAPELLI - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI -MURGIONI - MORO.
Art. 5
Al comma 10 dell'art. 5 la spesa di Euro 8.703.000 nell'anno 2006 è rideterminata per il medesimo anno in Euro 9.753.000.
Alla fine del comma sono aggiunte le seguenti parole:
"Lo stanziamento relativo all'anno 2006 è destinato alla messa in sicurezza della strada comunale ex SS Carlo Felice nel tratto ricadente nella competenza territoriale nei comuni di Paulilatino e Bauladu."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.053 anno 2006 Euro 1.050.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 1.050.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (92)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - GALLUS - MURGIONI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Art. 5
Al comma 11 dell'art 5 la spesa di Euro 2.000.000 per l'anno 2006 è rideterminata in Euro 22.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.055 anno 2006 Euro 20.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 20.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (88)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale MORO - ARTIZZU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - RASSU - LADU - DIANA - VARGIU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO.
Art. 5
Il comma 12, dell'art. 5 è così modificato:
"E' autorizzata per ciascuno degli anni 2006 - 2007 - 2008 la spesa di Euro 1.750.000 per la realizzazione di interventi strutturali sulle dighe e sulle opere di sbarramento esistenti. Per ciascuno esercizio 2006 e 2007 la spesa di Euro 750.000 è destinata alla realizzazione di uno scivolo di risalita (scala pesca) della diga del Coghinas."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.072 anno 2006 Euro 1.750.000
anno 2007 Euro 750.000
anno 2008 Euro 750.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 1.750.000
anno 2007 Euro 750.000
anno 2008 Euro 750.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (82)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - GALLUS - MURGIONI - ARTIZZU - -MORO - SANNA Matteo.
Art. 5
Al comma 12 dell'art. 5 la spesa di Euro 1.000.000 per gli anni 2007 e 2008 è rideterminata in Euro 10.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.072 anno 2007 Euro 9.000.000
UPB S08.072 anno 2008 Euro 9.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2007 Euro 9.000.000
UPB S03.006 anno 2008 Euro 9.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (87)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - CONTU - CAPELLI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.
Art. 5
Al comma 13 dell'art. 5 è modificata l'UPB S08.033 in UPB S11.027, Cap. 11.210.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.033 anno 2006 Euro 750.000
In aumento
UPB S11.027 cap. 11210 anno 2006 Euro 750.000. (89)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Art. 5
Nell'art. 5, comma 15, lo stanziamento di 4.000.000 (UPB S08.079) è sostituito da 6.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
Assessorato Lavori Pubblici
UPB 08.079 cap. 08167)
2006 + 2.000.000
Integrazioni regionali ai finanziamenti ai Comuni per la concessione di contributi integrativi ai conduttori di abitazione in locazione.
In diminuzione
Assessorato della Programmazione
UPB S03.006 cap. 030030 (FNOL)
2006 - 2.000.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (15)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS -MORO.
Art. 5
Al comma 15 dell'art. 5 la somma di Euro 4.000.000 per l'anno 2006 è rideterminata in Euro 5.250.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.079 anno 2007 Euro 1.250.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2007 Euro 1.250.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (90)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale ARTIZZU - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - RASSU - CAPELLI - SANNA Matteo -SANCIU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.
Art. 5
Al comma 15 dell'art. 5 la somma di Euro 4.000.000 per l'anno 2006 è rideterminata in Euro 9.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.079 anno 2006 Euro 5.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 5.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (91)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.
Art. 5
Nell'articolo 5, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:
"7 bis - E' autorizzata nell'anno 2006 la spesa di euro 515.000 per l'attuazione di un programma straordinario di interventi finalizzati al completamento di mattatoi intercomunali (UPB S08.028)"
COPERTURA FINANZIARIA
08 - LAVORI PUBBLICI
In aumento
UPB S08.028 2006 515.000
In diminuzione
UPB S03.050 2006 515.000 . (49)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - OPPI - LADU - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO.
Art. 5
Dopo il comma 10 è aggiunto il seguente comma 10 bis:
"E' autorizzata la spesa nell'anno 2006 di 1.000.000 per l'adeguamento alle nuove norme del Codice Della Strada del tratto di strada di interesse regionale Tresnuraghes - PortoAlabe."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.053 anno 2006 Euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 1.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (78)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - DEDONI - VARGIU - CASSANO.
Art. 5
Dopo il comma 13 dell'articolo 5, è aggiunto il seguente comma 13 bis.
E' autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per l'anno 2006 e di euro 3.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per la concessione di finanziamenti a favore dei comuni, di cui all'art. 20 della Legge Regionale N. 12/2005, per la realizzazione delle opere di urbanizzazione di apposite aree P.I.P. da assegnare prioritariamente a giovani disoccupati per la realizzazione di nuove iniziative locali artigianali.
I Comuni riserveranno il 50% del finanziamento concesso ai sensi del presente comma, per l'attribuzione di contributi nella misura massima del 60% dell'investimento in conto capitale , nel regime degli aiuti de minimis, ai soggetti giovani disoccupati assegnatari delle aree artigianali per il sostegno delle spese di investimento per l'avvio delle attività proposte.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S07.038 (incentivazioni alle attività artigiane)
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 3.000.000
Anno 2008- 3.000.000
In diminuzione (fondi per nuovi oneri legislativi di parte corrente)
UPB S03-006
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 3.000.000
Anno 2008- 3.000.000
Mediante riduzione della voce 13 tab.A allegata alla Legge Finanziaria. (6)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CASSANO.
Art. 5
All'emendamento n. 7 le parole "di euro 5.000.000 per l'anno 2006 e di euro 3.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008" sono sostituite dalle seguenti parole "di euro 7.000.000 per gli anni 2006, 2007 e 2008" e dopo le parole "turistico locale" sono aggiunte le seguenti ", e per il completamento degli oratori parrocchiali".
In aumento
UPB S08.019
anno 2006 euro 2.000.000
anno 2007 euro 4.000.000
anno 2008 euro 4.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
anno 2006 euro 2.000.000
anno 2007 euro 4.000.000
anno 2008 euro 4.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge fìnanziaria). (134)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - DEDONI - VARGIU - CASSANO.
Art. 5
Dopo il comma 13 dell'articolo 5, è aggiunto il seguente comma 13 ter.
E' autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per Panno 2006 e di euro 3.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per la concessione di finanziamenti a favore dei comuni, di cui all'art. 20 della Legge Regionale N. 12/2005, per la realizzazione di lavori di recupero, risanamento, adeguamento e restauro di chiese campestri nelle quali tradizionalmente vengono organizzate delle sagre religiose di particolare interesse culturale e turistico locale. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta Regionale entro i 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S08.019 (contributi per il completamento di edifici di culto)
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 3.000.000
Anno 2008- 3.000.000
In diminuzione (fondi per nuovi oneri legislativi di parte corrente)
UPB S03-006
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 3.000.000
Anno 2008- 3.000.000
Mediante riduzione della voce 13 tab. A allegata alla Legge Finanziaria. (7)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - DEDONI - VARGIU - CASSANO.
Art. 5
Dopo il comma 15 dell'articolo 5, è aggiunto il seguente comma 15 bis.
E' autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per l'anno 2006 e di euro 4.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per la concessione di finanziamenti a favore degli enti locali finalizzati all'acquisizione e la urbanizzazione primaria nelle aree ex demaniali del demanio militare, ricadenti nel proprio ambito territoriale e totalmente inutilizzate per i fini per i quali erano stati espropriati dallo Stato, attualmente assegnate al patrimonio disponibile dello Stato e amministrate dall'Agenzia del Demanio.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S04.025 (finanziamento per oneri straordinari agli Enti Locali)
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 4.000.000
Anno 2008- 4.000.000
In diminuzione (fondi per nuovi oneri legislativi di parte corrente)
UPB S03-006
Anno 2006- 5.000.000
Anno 2007- 4.000.000
Anno 2008- 4.000.000
Mediante riduzione della voce 13 tab. A allegata alla Legge Finanziaria. (4)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - DEDONI - VARGIU - CASSANO.
Art. 5
Dopo il comma 15 dell'articolo 5, è aggiunto il seguente comma 15 ter.
E' autorizzata la spesa di euro 6.000.000 per l'anno 2006 e di euro 4.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per la concessione di finanziamenti a favore degli enti locali, che abbiano sofferenze finanziarie in conseguenza di sentenze, arbitrati o di transazioni, e che dimostrino di non disporre di ordinarie disponibilità finanziarie, finalizzati a far fronte ai maggiori oneri espropriativi di aree le cui occupazioni d'urgenza sono intervenute nell'arco del periodo 1980-1992, in vigenza del vuoto legislativo determinatosi per effetto della sentenza N. 5 /80 della Corte Costituzionale, con la quale si dichiarò l'illegittimità costituzionale delle Leggi 167/62 e 865/71, relativamente al calcolo delle indennità espropriative di aree per la realizzazione di opere di pubblica utilità.
Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta Regionale entro i 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S04.025 (finanziamento per oneri straordinari agli Enti Locali)
Anno 2006- 6.000.000
Anno 2007- 4.000.000
Anno 2008- 4.000.000
In diminuzione (fondi per nuovi oneri legislativi di parte corrente)
UPB S03-006
Anno 2006- 6.000.000
Anno 2007- 4.000.000
Anno 2008- 4.000.000
Mediante riduzione della voce 13 tab. A allegata alla Legge Finanziaria. (5)
EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar - ATZERI.
Art. 5
Nell' art. 5 è aggiunto il comma 15 bis : "E' autorizzata per l'anno 2006 la concessione di un contributo straordinario di Euro 3.000.000 a favore del Comune di Terralba per la realizzazione di un ponte carrabile sullo stagno di Marceddì (collegamento con Sant'Antonio di Santadi).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
08 - Lavori Pubblici
UPB S08.033
Anno 2006 Euro 3.000.000
In diminuzione
01 - Presidenza della Giunta
UPB S01.052 (Pubblicità istituzionale)
Anno 2006 Euro 3.000.000. (38)
EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar - ATZERI.
Art. 5
Nell'art. 5 è aggiunto il comma 15 bis: "E' autorizzata nell'anno 2006 la concessione di un contributo straordinario a favore del Comune di Oristano di euro 2.500.000 per i lavori di completamento e ampliamento del porticciolo turistico di Torregrande."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
08 - Lavori Pubblici
UPB S08.031
Anno 2006 Euro 2. 500.000
In diminuzione
03 Bilancio
UPB 03.006
Anno 2006 Euro 2. 500.000
Mediante riduzione della riserva dì cui alla voce 13 della tabella A allegata alla l.f. (39)
EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar - ATZERI.
Art. 5
Nell'art. 5 è aggiunto il comma 15 bis: "E' autorizzata nell'anno 2006 la concessione di un contributo straordinario al Comune di Oristano dì euro 500.000 per la sistemazione, manutenzione e valorizzazione del "Parco di Santa Petronìlla" nella frazione di Donigala e la ristrutturazione della chiesetta campestre".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
08 - Lavori Pubblici
UPB S08.033 Cap.
Finanziamenti agli EE. LL. per la realizzazione di opere di loro interesse
Anno 2006 Euro 500.000
In diminuzione
01 - Presidenza della Giunta
UPB S01.052 (Pubblicità istituzionale)
Anno 2006 Euro 500.000 . (41)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - BALIA - LICHERI - PORCU
Art. 5
Nell'articolo 5, dopo il comma 15 è aggiunto il seguente:
"15 bis - E' sospeso il riversamento disposto dall'articolo 3, comma 2, della legge regionale n. 15 del 2002 per gli enti che non hanno potuto assumere gli impegni entro il termine del 30 giugno 2005 per motivi imputabili a ritardi dell'Amministrazione regionale o di altre pubbliche amministrazioni nel rilascio delle autorizzazioni necessarie per l'assunzione degli stessi impegni che devono, comunque, essere assunti entro il termine perentorio di centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Il mancato impegno entro tale termine comporta l'immediato riversamento delle somme detenute." (126).)
PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi che intendono illustrare gli emendamenti di iscriversi a parlare, così procediamo più celermente. Onorevole Diana, intende illustrare degli emendamenti?
DIANA (A.N.). Vorrei chiedere una breve sospensione.
PRESIDENTE. Intanto si iscriva, prego. Non capisco, onorevole Diana, quale sia il problema.
DIANA (A.N.). Vorrei chiedere una sospensione, ma il mio Capogruppo in questo momento è assente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Non voglio iniziare polemicamente, però credo che se non si sospende la seduta siamo costretti a chiedere la verifica del numero legale, perché non mi sembra che si possano iniziare i lavori del Consiglio in questa situazione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta sino alle ore 10 e 30, pregando i Capigruppo di attivarsi perché i colleghi stiano in aula.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 27, viene ripresa alle ore 10 e 36.)
PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto andiamo avanti, anzi iniziamo. Chiedo scusa agli Assessori e ai Capigruppo, prego i colleghi presentatori di dichiarare quali emendamenti intendono illustrare. Come sapete l'articolo 78 del Regolamento prevede che si possa intervenire per illustrare i propri emendamenti e contestualmente pronunziarsi su altri emendamenti, quindi se ci aiutate indicando quale emendamento intendete illustrare evitiamo che gli stessi siano illustrati due volte e in più ne prendiamo nota per il processo verbale.
E' iscritto a parlare il consigliere Pisano per illustrare l'emendamento numero 7. Ne ha facoltà. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al Banco della Presidenza non oltre la conclusione dell'intervento del consigliere Pisano.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intendo illustrare gli emendamenti numero 4, 5, 6 e 7 all'articolo 5 e procedo rapidamente in quest'ordine.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pisano, le ricordo che gli emendamenti numero 4, 5 e 6 sono stati dichiarati inammissibili, come pure il 126. E chiaro?
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, è chiaro, ovviamente mi sorprende questo risultato, perché soprattutto gli emendamenti numero 5 e 6 difficilmente potevano essere dichiarati inammissibili, Presidente, in funzione del fatto che la normativa previgente era una normativa a tempo e quindi occorreva per forza reintrodurre le norme nella finanziaria per poterle discutere.
Non dimentichiamo che la precedente introduzione della norma contenuta nell'emendamento numero 5 avvenne con la finanziaria del 2001, e per un triennio potemmo disporre di una risorsa per far fronte a quel problema abbastanza evidente che l'emendamento si propone di porre all'attenzione dell'Aula. Non so se il giudizio di inammissibilità sia inappellabile.
PRESIDENTE. Il punto è che mancano la norma finanziaria e la norma sostanziale. La norma contenuta nell'emendamento numero 5 è intrusa ai sensi della legge di contabilità, per questo motivo l'emendamento è stato dichiarato inammissibile. Il fatto che questa norma fosse contenuta nelle finanziarie degli anni precedenti non significa niente. Poiché prevedono nuove spese, gli emendamenti numero 4, 5 e 6 non sono stati ammessi, utilizzando lo stesso criterio che è stato utilizzato per il disegno di legge finanziaria presentato dalla Giunta.
PISANO (Riformatori Sardi). Mi pare rimanga in piedi soltanto l'emendamento numero 7, che si propone di valorizzare, a fini turistici, uno dei patrimoni più importanti dei piccoli comuni, attraverso lo stanziamento di una modesta entità di risorse per il restauro delle chiese campestri.
Le piccole chiese campestri, non sfuggirà a nessuno dei consiglieri, costituiscono infatti un elemento di grande potenzialità locale, perché solitamente sono legate a tradizioni sia religiose sia naturalmente turistiche. Opportunamente risanate, queste chiese potrebbero davvero rivitalizzare i piccoli centri, che, come tutti sappiamo, hanno poche altre risorse.
L'emendamento prevede, d'altro canto, un finanziamento minimo da questo punto di vista: 5 milioni di euro che, ripartiti tra i 377 comuni della Sardegna, davvero diventano una cifra irrisoria, ma che ben si accompagna alla finalità parallela del programma "Sardegna fatti bella", perché se davvero vogliamo far bella la nostra Isola anche questo oggettivo patrimonio in mano ai piccoli comuni può contribuire a conseguire questo risultato.
Utilizzo il tempo residuo per insistere, Presidente, sulla finalità dell'emendamento numero 5, che, lei mi dice, è stato dichiarato inammissibile. A ben vedere, la norma sostanziale esiste, perché l'emendamento fa riferimento alle leggi 167/62 e 865/71. Inoltre, questa norma era contenuta in precedenti leggi finanziarie. D'altro canto, oggi stiamo assistendo a una situazione particolare, lo dico soprattutto all'Assessore degli enti locali, al quale sicuramente non mancherà la sensibilità per risolvere questo problema, che ebbi già modo di segnalargli. Molti comuni della Sardegna in questi anni, qualcuno addirittura in questi giorni - lo ha riportato pure la stampa -, hanno subito sentenze relative a contenziosi della giustizia cosiddetta civile, che purtroppo è nota per la sua lentezza. Sono sentenze arrivate dopo vent'anni per effetto di occupazioni d'urgenza di terreni che sono state disposte in assenza di una normativa nazionale. Non dimentichiamo, infatti, che dal 1980 al 1992 la legislazione nazionale non prevedeva alcuna norma che consentisse nella liceità di poter procedere agli espropri. La sentenza della Corte costituzionale ebbe soluzione soltanto con l'applicazione del cosiddetto articolo 5 bis, che tutti noi conosciamo, che consentì finalmente di definire il valore venale dei terreni occupati a fini espropriativi. Gran parte dei comuni, soprattutto per funzioni urbanistiche, quindi per i cosiddetti piani di zona, ma anche per lavori di pubblica utilità, diedero luogo a queste occupazioni ed era sufficiente che una delle due parti, nella fattispecie ovviamente sempre il privato che veniva assoggettato all'espropriazione, non addivenisse a un accordo bonario per la cessione delle aree perché si avviasse un contenzioso. Inevitabilmente tutti questi contenziosi hanno portato al risultato che si sta registrando oggi, a distanza di venti, venticinque anni.
Qualche comune, come lei sa, Assessore, ha dei problemi finanziari grossissimi e noi stiamo tentando di porvi rimedio. Non so se la strada giusta sia questa, altrimenti basterebbe l'impegno da parte della Giunta a risolvere il problema attraverso un altro strumento, ma l'importante è che questa sorta di impegno ci sia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 78. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, intervengo sull'articolo 5 e su alcuni emendamenti, in particolare per rilevare che comunque in questo articolo sussistono delle norme intruse, che il Presidente del Consiglio ha ritenuto di non dover rimuovere, per esempio il comma 4. Al di là della necessità e dell'utilità, non dimostrata e non dimostrabile, di uno stanziamento di 500 mila euro, la norma è palesemente intrusa.
Allora, Presidente, nel momento in cui gli Uffici, insieme a lei, hanno proceduto allo stralcio, da questa finanziaria, di una serie di norme che tutti quanti abbiamo individuato come intruse, per quale ragione hanno mantenuto delle norme di importanza minimale e hanno invece stralciato altre norme che, a detta della Giunta, che le aveva proposte, troveranno luogo nei collegati, e quindi erano di stragrande importanza, almeno per la politica che questo Governo regionale vuole attuare? Non si capisce cioè come non si sia provveduto a stralciare per esempio il comma 4.
A dire la verità ce n'erano anche altre di norme intruse in questo articolo però, evidentemente, ci sono esigenze che vanno al di là del rispetto delle regole. E quindi la lamentela non è per ciò che si impegna oggi con questo articolo, ma per il fatto che in anni non lontani questo Consiglio regionale, col voto segreto, abolì completamente l'articolo relativo ai lavori pubblici. Parlo della finanziaria 2004. Erano certamente tempi diversi, ma erano tempi nei quali, comunque, l'attuale maggioranza faceva sentire la sua voce in questo modo. Ora, nell'esame in Commissione, con i nostri emendamenti, che non citerò uno per uno, noi non avevamo l'idea di demolire un articolo così importante come quello relativo alle opere pubbliche. Ci siamo preoccupati, invece, di sollecitare la Giunta regionale, e in particolare l'Assessore della programmazione, perché siamo convinti che le risorse che sono state impegnate siano insufficienti. E sono insufficienti proprio alla luce dell'articolato, dove, per esempio, si fa cenno al fatto che la competenza sulla viabilità di interesse regionale sarà trasferita alla Regione. Gradirei dall'assessore Mannoni un chiarimento su questo.
Ora, non mi pare che la Regione abbia competenza sulla viabilità se non dal punto di vista dell'impegno delle risorse, della progettazione, della compartecipazione con l'ANAS e con lo Stato. Mi domando, quindi, se le risorse che sono state impegnate, per esempio, per la progettazione siano sufficienti per consentire l'adeguamento della rete viaria, ma vorrei anche capire, e qui è necessario l'aiuto dell'Assessore, se poi la competenza su questa viabilità sarà assegnata alle province, ai comuni o all'ANAS, per evitare che il Consiglio regionale, come è successo negli anni passati, si trovi a impegnare risorse del bilancio regionale per una viabilità che non è regionale, ma è statale, tralasciando interventi invece di grande utilità nell'ambito di una puntuale applicazione delle norme del Codice della strada.
Ecco che quando noi presentiamo degli emendamenti, e ce ne sono alcuni, che i colleghi sicuramente illustreranno, che paiono essere di maniera, volti a tutelare gli interessi di singoli territori, lo facciamo perché conosciamo il territorio a cui si fa riferimento, ma credo che i colleghi ne conoscano ben altri di territori. Si sono impegnate risorse per programmi della Giunta che noi non conosciamo, per progettazioni che la Giunta dovrà assegnare e di cui non abbiamo conoscenza in questo momento, mentre abbiamo certezza dell'utilità di importanti strade che tuttavia sono state sempre trascurate, o perché le amministrazioni provinciali non erano e non sono in grado di far fronte a impegni di questo genere o, ancor più, perché spesso e volentieri si scontrano con alcune norme, non ultime quelle del Codice della strada.
E arrivo all'emendamento numero 78, nel quale si chiedono poche risorse per una strada che collega Tresnuraghes con Porto Alabe. Assessore, questa strada, che ha una sua funzione anche e soprattutto in termini turistici, ma può funzionare anche come circonvallazione, ha sempre avuto, da prima che nascesse la provincia di Oristano, un manto bitumato. E' una strada che non può diventare provinciale, pur congiungendosi alla S.S. 292 (la Oristano-Bosa-Alghero, per intenderci), cioè non può essere patrimonio dell'amministrazione provinciale di Oristano, che pertanto non potrà mai fare degli investimenti su di essa. Mi chiedo se questa non sia una strada di interesse regionale, a questo punto. Non può che essere così, visto che la Regione difficilmente potrà modificare quella norma che prevede che una strada che si congiunge a una strada statale, ma non collega due strade di interesse regionale o provinciale, non può essere classificata come strada provinciale. La strada in questione è una strada monca e senza un intervento regionale è destinata a fare la fine che sta facendo, mettendo in difficoltà l'amministrazione comunale di Tresnuraghes che, solo per la manutenzione, trattandosi di diversi chilometri, dovrebbe spendere una cifra che probabilmente è pari a un quinto o a un sesto del suo bilancio.
Allora, noi non abbiamo presentato questo emendamento, Assessore, perché in questo momento ci interessi particolarmente quella strada, ce ne sono anche altre nella stessa situazione. Noi vogliamo che sia rispettato un principio, quello di dare risposte alle province per quanto riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade di loro competenza, e vogliamo anche che la Regione Sardegna non trascuri le numerosissime strade che, ripeto, vengono identificate come strade di interesse regionale e non possono essere di interesse provinciale proprio per quella fattispecie di cui parlavo prima. Poi troviamo, nell'articolato, che delle risorse sono a mezzadria con l'ANAS, il che ovviamente ci pone nella condizione di dover invitare il Consiglio e la Giunta a fare una scelta. Prioritariamente credo che occorra dare risposte ai territori, anche perché tutti abbiamo sempre riconosciuto che il territorio della Sardegna, soprattutto le zone interne, ha numerosissimi problemi e che i collegamenti delle strade sono indispensabili per le scuole, eccetera.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi per illustrare gli emendamenti numero 38, 39 e 41. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, illustro contemporaneamente gli emendamenti numero 38, 39 e 41. Sono tre emendamenti che riguardano in modo particolare opere pubbliche di livello provinciale. L'emendamento numero 38 si riferisce alla realizzazione di un ponte sullo stagno di Marceddì. Assessore Mannoni, lei sicuramente conoscerà il problema, che da tanto tempo non si riesce a risolvere, del collegamento della frazione di Marceddì con Sant'Antonio di Santadi. Esiste un ponte carrabile, che però ha una larghezza che ne consente l'utilizzo solo ed esclusivamente da parte degli operatori dello stagno di Marceddì, quindi delle cooperative di pescatori. Per gli altri cittadini il collegamento tra Marceddì e Sant'Antonio di Santadi avviene passando da San Nicolò d'Arcidano, attraverso un percorso di svariati chilometri, mentre basterebbe realizzare un nuovo collegamento di 600 metri per risolvere questo problema. L'emendamento prevede a questo fine un contributo straordinario di 3 milioni di euro. E' anche un emendamento che potrei definire provocatorio, in quanto indica in diminuzione un capitolo della Presidenza della Giunta, quel famoso capitolo dotato di 10 milioni di euro per la pubblicità istituzionale. Ancora oggi non siamo riusciti a comprendere a che cosa servano 10 milioni di euro nel campo della pubblicità istituzionale; forse sarebbe opportuno prevedere un importo nettamente inferiore rispetto ai 20 miliardi di vecchie lire previsti, che magari potrebbero essere destinati a opere di interesse generale che servono ai cittadini sardi più di quanto la pubblicità istituzionale non serva al presidente Soru.
L'emendamento numero 39 riguarda un altro aspetto abbastanza importante, non certo legato solo ed esclusivamente all'interesse di una città come Oristano. Sto parlando del porticciolo turistico di Torregrande, che può non avere grande valenza per la generalità dei cittadini sardi, ma ha una sua valenza essendo appunto di interesse prevalentemente turistico. E' un porticciolo intermedio, da Alghero a Cagliari in realtà non ne esistono altri, se non il piccolo scalo di Bosa, e credo che un'attenzione particolare, Assessore, vada riposta su questo porticciolo da parte della Giunta regionale.
L'emendamento numero 41 contiene un'altra mia proposta, legata sempre a una frazione di Oristano, Donigala. Si tratta della ristrutturazione di una storica chiesetta campestre situata all'interno di un parco di valore e di utilità sociale, anche perché vi si svolge una festa abbastanza importante. Sinceramente anch'io quando ero assessore al comune di Oristano ho cercato in tutti i modi di reperire dei fondi per poter ristrutturare questa chiesetta, però nessuno ci è mai riuscito. Considerato che la Commissione ha espresso parere contrario e che sarà tale anche il parere della Giunta - devo ammettere che a volte è difficile intervenire per illustrare degli emendamenti sapendo già che non saranno approvati -, chiedo a lei, Assessore, di cui riconosco la serietà nel lavoro e l'impegno su tutte le nostre richieste, di valutare, nel grande calderone delle opere pubbliche, anche la possibilità di realizzare questo genere di opere, che non interessano solo ed esclusivamente la comunità oristanese, ma interessano chiaramente tutti i sardi e, come dicevo prima, sono anche di interesse turistico per la Sardegna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gallus per illustrare l'emendamento numero 92. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, l'emendamento numero 92 riguarda la sicurezza della strada comunale ex S.S. Carlo Felice nel tratto ricadente nella competenza territoriale dei comuni di Bauladu e Paulilatino.
Prima di entrare nello specifico l'emendamento in oggetto, mi corre l'obbligo di fare una piccola premessa, che credo sia indispensabile, in modo che l'argomento venga affrontato nel giusto modo. Vorrei sgombrare ogni dubbio sul fatto che questo emendamento è stato presentato non per esigenze di natura specifica o particolare di questi due comuni, bensì per un interesse sicuramente di tutto il territorio regionale. Infatti, intorno al chilometro 109 della S.S. 131 si innesta un tratto della ex Carlo Felice, che attraversa Paulilatino e si reinnesta sulla stessa strada statale al chilometro 121. E' da anni che le amministrazioni comunali di Paulilatino e Bauladu combattano per ottenere adeguati finanziamenti per riassestare il fondo stradale di questo tratto. Un fondo stradale totalmente sconnesso, dove sussistono buche enormi e su cui è pericolosissimo transitare. Le cunette sono completamente occluse dalla vegetazione spontanea che ha avuto il sopravvento sull'opera dell'uomo, in più vi sono, lungo il tracciato, dei vecchi pini i quali, con le loro radici, hanno reso ancora più sconnessa la carreggiata. Durante questi anni ci sono stati parecchi eventi che hanno determinato il transito su questa strada del traffico pesante e leggero che veniva deviato dalla strada statale. Tra questi eventi ci sono gli incidenti stradali, la presenza di neve e ghiaccio sull'asfalto che impediscono il transito sulla S.S. 131, gli incendi e le frane. Il transito continuo, soprattutto di mezzi pesanti, ha ulteriormente danneggiato questa strada, che necessita quantomeno di essere messa in sicurezza da parte dell'amministrazione comunale, che chiaramente non dispone dei fondi necessari.
Ci sono stati vari incontri a diversi livelli (Prefettura, Questura, ANAS) per cercare di dirimere il problema, e anche noi, come amministratori dei comuni interessati, abbiamo cercato di far classificare questa strada come provinciale, ma chiaramente non ci siamo riusciti. Non avendo i mezzi finanziari, siamo stati costretti a emanare un'ordinanza che proibisce di fatto che il traffico venga deviato su questa strada. Dicevo che questo intervento è di interesse regionale, poiché gli abitanti di Paulilatino e Bauladu hanno il permesso di transito. Non è quindi una richiesta ad hoc in favore di questi due comuni, bensì è una richiesta che abbiamo voluto formulare attraverso questo emendamento alla finanziaria perché riguarda l'unico bypass esistente tra i chilometri 109 e 121 della S.S. 131.
Credo che l'Assessore, che comunque ne era già a conoscenza, si voglia interessare di questo problema e mi rivolgo all'intero Consiglio affinché questa richiesta, che interessa tutto il territorio regionale, sia accolta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris per illustrare l'emendamento numero 15. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, io non avevo nessuna intenzione di intervenire, perché mi sembra che consumare il tempo in questo ambiente che ha cambiato tutti i suoi connotati sia una pura perdita di tempo. Ho sempre ritenuto, signor Assessore della programmazione - visto che non c'è il Presidente - che il Consiglio regionale dovesse rappresentare la sede del confronto e della democrazia, il luogo del dibattito e anche dello scontro politico, il posto dove scambiarsi le reciproche informazioni tese a raggiungere insieme l'idea di una scelta responsabile. Qui ho visto che mancano l'educazione e la cortesia istituzionali. Non si è mai visto, in nessun consesso, neanche nel condominio di un palazzo, che a fronte di determinate osservazioni ci fosse il silenzio, una sfida, proprio perché evidentemente manca la cultura istituzionale. Si preferisce sempre rispondere agli spunti polemici, cogliere gli aspetti inevitabili di una sana, corretta e leale dialettica politica, senza mai entrare nel contenuto, nella sostanza, nel cuore dei problemi. Anche ieri il presidente Soru, di fronte a determinate osservazioni, giuste o sbagliate che fossero, anziché rispondere, dove è andato a parare? Sulla condanna delle vecchie gestioni e dei vecchi bilanci! Allora le chiedo, Assessore della programmazione, che cosa vuol dire risparmiare e che cosa vuol dire tagliare? A che cosa si riferisce un corretto sistema economico: alla finanza o al lavoro? Alla necessità di rispondere alle esigenze della società o a fare un'opera di architettura finanziaria? Io credo che se oggi qualcuno di noi andasse in giro per la Sardegna troverebbe alberghi e ristoranti tutti finanziati con la legge 28, che ha creato 45 mila posti di lavoro, e credo anche che i 1.000 miliardi che abbiamo stanziato per l'occupazione giovanile, pur creando un debito, siano stati spesi bene!
A mio avviso, c'è una sottovalutazione, colleghi del Consiglio, da parte della maggioranza di quello che sta accadendo in Sardegna: un'involuzione che se non viene affrontata subito può causare danni incalcolabili e imprevedibili. Voi - lasciate perdere noi, noi facciamo parte dell'opposizione - dovete fermare quest'idea del plebiscito. Capisco il disagio e anche la contingenza politica, ma guardate che a noi basta gestire il dissenso; lo sappiamo, chi ha esperienza politica sa che gestire il dissenso porta sempre a ottenere maggiori consensi e a cambiare la dirigenza politica. Ma non lo stiamo facendo per questo; lo stiamo facendo perché questa sede è stata la sede della cultura autonomistica per sessant'anni anni e credo che, tutti insieme, dobbiamo per forza porre rimedio a una situazione che è diventata insostenibile.
Quindi non interverrò più, mi limito adesso a illustrare, anche se si illustra da sé, l'emendamento numero 15, che io stesso ho presentato e che propone un incremento di 3 milioni di euro rispetto allo stanziamento proposto dalla Giunta regionale nella manovra finanziaria del 2006, a favore dei comuni per la concessione di contributi integrativi ai conduttori di abitazione in locazione. I calcoli che abbiamo fatto noi lasciano intravedere un'esigenza superiore e quindi ci vogliono maggiori risorse per assecondare un numero più elevato di famiglie che, stante la grave situazione economica e occupazionale, trovano grandissima difficoltà a pagare il canone di affitto dell'abitazione in cui vivono.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli per illustrare gli emendamenti numero 79 e 83. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io mi vorrei soffermare sull'emendamento numero 79 e in parte sull'83, ma in modo particolare sull'articolo 5 per giustificare alcune affermazioni che ho fatto riguardo alla finanziaria, definendola per certi versi virtuale e per altri versi elettorale. Già nel pomeriggio di ieri abbiamo avuto modo di verificare la funzione elettoralistica di questa finanziaria, e soffermandomi sull'emendamento numero 79, soppressivo del comma 4, vorrei ricordare a lei, Presidente, e all'Assessore della programmazione in modo particolare, che probabilmente un'adeguata pulizia di questa finanziaria non è stata fatta fino in fondo. E spiego il perché. Il comma 4 è sicuramente intruso, perché non modifica una legge preesistente, ma addirittura inserisce un nuovo capitolo specificatamente per le terme di Fordongianus. Non entro nel merito della opportunità di finanziare il completamento del complesso termale di Fordongianus, ma entro nel merito delle norme intruse, tant'è che se andiamo a vedere il bilancio, alla UPB S08.028 esiste già un capitolo specifico, e precisamente il capitolo 08143, per la realizzazione di opere nelle zone termali e il completamento e la valorizzazione di stabilimenti termali in Sardegna. Per cui se c'è un intervento da fare inseriamo i 500 mila euro nel capitolo già esistente, che è specifico. Perché inserire, invece, in maniera intrusa, la destinazione specifica alle terme di Fordongianus? Competerà all'Assessore, nel momento in cui farà il programma per gli interventi sugli stabilimenti termali, destinare a Fordongianus 400, 500 o 600 mila euro, la somma che riterrà opportuna per il completamento del complesso termale. Attraverso il comma 4 dell'articolo 5 della finanziaria prevediamo, invece, un nuovo capitolo.
Questo ragionamento, ovviamente, servirà in seguito per stabilire perché da parte della Presidenza alcuni emendamenti, come quelli presentati dai colleghi Riformatori e illustrati dal collega Pisano, mi sembra, siano stati giudicati intrusi se poi addirittura ci ritroviamo con dei commi della finanziaria intrusi. E ne vorrei riportare un altro: il comma 13 dell'articolo 5, sempre senza nessuna volontà polemica o di entrare nel merito. Qui si parla del restauro della cattedrale di Cagliari, cioè di una di quelle opere che tutti voi giudicate inopportune quando le chiede la Chiesa, quella stessa Chiesa a cui però tutti correte a fare la corte in periodo elettorale. Siccome non ho nessun timore di dire come la penso, dico che questo comma è specificatamente elettoralistico, e anche qui posso spiegare il perché. Se andiamo alla richiamata UPB S08033, troveremo un capitolo, anch'esso già esistente, ed esattamente il capitolo 08329, relativo ai lavori di recupero e restauro della cattedrale di Cagliari. Ora, con il comma 13 dell'articolo 5 della legge finanziaria istituiamo un nuovo capitolo per la stessa finalità. Scusate, ma allora perché nelle pagine precedenti un altro capitolo consente di intervenire per il restauro delle cattedrali e degli edifici di culto? Anche in questo caso l'Assessore potrà destinare le risorse, se vorrà, alla cattedrale di Cagliari, alla cattedrale di Gonnosfanadiga, di Nuoro o a quella di Sassari. E' chiaro che c'è la necessità di compiacere la Chiesa, quella stessa Chiesa che voi condannate, dalla quale dissentite nel vostro programma di governo, sostenendo PACS, Luxuria e quant'altro, però se si può racimolare qualche "voticino", facciamo pure la corte alla Chiesa! E questo è un modo per farla, destinandole cioè 750 mila euro. A mio avviso, giustamente, questa somma va destinata per il recupero di un bene come la cattedrale di Cagliari, però inserita nella finanziaria questa operazione è sicuramente elettoralistica. Voi volete dare un segnale, ma i segnali che devono essere dati alla Chiesa sono di altro tenore, fortunatamente, e riguardano altri valori e ideali.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento numero 83, di cui è primo firmatario l'onorevole Ladu, devo dire che siamo di fronte a un emendamento particolare. Colgo l'occasione per ringraziare l'assessore Mannoni, uno dei pochi, pochissimi Assessori che quanto meno rispondono alle interrogazioni. E' vero che risponde dopo otto mesi, ma quanto meno risponde. E, infatti, l'emendamento numero 83, che riguarda la messa in sicurezza della viabilità, degli invasi e delle infrastrutture dei territori della Baronia colpiti dall'alluvione negli scorsi mesi di gennaio e febbraio, è un emendamento specifico e l'Assessore sa bene perché. Non sono stati ancora risarciti i danni provocati dall'alluvione del 2005. E infatti la risposta dell'Assessore - che ringrazio, nonostante l'abbia ricevuta dopo otto mesi - alla mia interrogazione è stata opportuna: "Non ci sono soldi, vedremo che cosa si potrà fare". Ma stavamo parlando del 2005. Adesso, a gennaio, sul suo tavolo ne ha un'altra che riguarda il 2006, in cui chiedo un'attenzione non solo per i territori della Baronia, ma anche per i territori colpiti da quest'ultima alluvione. Mi riferisco al nuorese, all'Ogliastra, ad alcune zone del sud della Sardegna e della Gallura. Ben vengano questi interventi, seppure di tipo elettoralistico! Ben vengano, ma dovete intervenire perché i problemi alluvionali - lei lo sa, Assessore - ce li stiamo portando dietro da qualche anno.
E qui mi riallaccio anche a quanto è successo ieri col Presidente. Il collega Floris ha già fatto dei riferimenti all'indebitamento; ieri io ho ricordato i motivi per cui ci siamo indebitati: la legge 28, le alluvioni, la corsa finanziaria all'agricoltura e quant'altro, tutti motivi che ci hanno portato a indebitarci per dare risposte alla gente. Io sarei sicuramente d'accordo se questa Giunta, in qualche modo, riducesse l'indebitamento. Non abbiamo approfondito il problema dei residui o meglio non ho avuto risposte da parte del Presidente, visto che ieri ha risposto lui sul problema dei residui e del perché non si è intervenuti sui residui per recuperare la capacità di indebitamento della Regione Sardegna. Residui che sono pari al valore del bilancio della Regione, per intenderci. Su questo non ho avuto risposte, non ci sono risposte nella finanziaria, non ci sono risposte nel bilancio. Credo che quei territori attendano risposte da questa Giunta, così come io attendo risposte dal presidente Soru a un'interrogazione di diversi mesi fa sul digitale terrestre. A differenza dell'assessore Mannoni, il Presidente non è stato così cortese da rispondere in merito alla situazione del digitale terrestre in Sardegna e allo spegnimento del segnale analogico, che sarebbe inopportuno per la nostra regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu per illustrare l'emendamento numero 93. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Alcune cose le ha già dette il collega Capelli, soprattutto in merito alle norme intruse. Effettivamente non si capisce perché alcune norme siano state giudicate intruse e altre no. Mi pare che il tentativo sia effettivamente quello di fare alcuni interventi piuttosto che altri.
Visto che l'argomento è stato in qualche modo già trattato, volevo fare alcune considerazioni sugli emendamenti che sono stati presentati in merito alla viabilità. Sono emendamenti che prevedono la realizzazione di opere pubbliche di interesse sovracomunale, interventi riguardanti la viabilità e la manutenzione delle strade provinciali, insomma tutta una serie di interventi che ritengo di grande importanza e a cui però, l'Assessorato dei lavori pubblici, che in passato ha avuto un ruolo molto importante nella infrastrutturazione, sta destinando veramente poche risorse, per non dire le briciole. Nonostante questo, credo sia opportuno fare qualche considerazione anche sulle politiche della viabilità, su come questa Giunta regionale intende affrontare il problema della viabilità in Sardegna. Nel senso che, per esempio, vorrei chiedere all'Assessore a che punto è la situazione in merito al passaggio alla Regione della competenza sulla viabilità che non è più di competenza dell'ANAS. C'è una vertenza in atto, sin da quando ero Assessore, nei confronti dello Stato, nel senso che lo Stato intendeva passare alla Regione la competenza su circa 1.500 chilometri di viabilità statale. Non è stato raggiunto un accordo circa le risorse che devono accompagnare questo passaggio e anche il discorso sul personale è rimasto in sospeso, perché c'era il sospetto che si volesse rifilare alle Regioni, e di conseguenza alle Province, la competenza sulla viabilità secondaria che non serviva più allo Stato. Il fatto è che praticamente rimane di competenza ANAS tutta la grande viabilità: la S.S. 131, la S.S. 125 e altre strade importanti, per le quali la Regione ha impegnato imponenti risorse, finanziando anche la costruzione di nuove strade di un certo livello. La Regione è infatti intervenuta diverse volte con risorse proprie per completare questa importante viabilità che lega i capoluoghi di provincia, i porti e gli aeroporti. Insomma le strade che oggi costituiscono lo scheletro della viabilità in Sardegna rimangono di competenza ANAS, mentre la competenza sulla viabilità secondaria dovrebbe essere trasferita alla Regione. Io vorrei sapere com'è la situazione, cioè questo passaggio lo si sta attuando oppure no? E se non lo si sta attuando, si deve comunque fare o no?
Oltre a questo, Assessore, volevo ricordarle che per quanto riguarda la S.S. 128, cioè la Centrale sarda, noi in bilancio avevamo previsto a suo tempo circa 3 miliardi e 400 milioni di vecchie lire per la progettazione del tratto di strada che collega il bivio di Nurri con la S.S. 389, cioè la strada che a sua volta collega Nuoro con l'Ogliastra. Mi pare che su questo non ci siano novità, non ho sentito più nulla, non so se la progettazione di questa strada debba andare avanti. Ritengo che sia una strada di fondamentale importanza per l'intera Sardegna, non solo perché toglie dall'isolamento una quarantina di comuni delle zone interne, ma perché praticamente collega meglio alcune parti della Sardegna che oggi si stanno spopolando e che versano in gravissime difficoltà. Così come so che alcune settimane fa i sindaci del territorio, alcuni amministratori locali, alcuni presidenti di comunità montane e altri hanno organizzato un incontro per parlare della trasversale sarda, che è la strada che più o meno dal bivio di Nurri, attraversando alcuni comuni, come Seui e Sadali, Si congiunge col comune di Jerzu. Vorrei sapere se c'è un impegno della Regione per portare avanti questo progetto, perché secondo me questa è un'opera di straordinaria importanza per quei territori, che oggi si stanno spopolando. Dico questo perché non mi pare che da parte della Regione ci sia un'attenzione verso questa nuova viabilità e anche perché mi pare che l'orientamento della Giunta regionale sia quello di mettere in sesto la viabilità esistente.
Ritengo che questo ragionamento possa essere giusto, in un certo senso, però non trovo giusto che non si creino le condizioni per una nuova viabilità di cui c'è veramente bisogno. E' vero che le strade dissestate vanno riassestate, però è anche vero che in alcune parti del territorio della Sardegna sono necessari nuovi collegamenti soprattutto, come dicevo prima, per togliere dall'isolamento certe zone.
Vorrei dire altre cose, ma non so se ne avrò il tempo. Lei, Assessore, ha finanziato un intervento veramente minimale per quanto riguarda gli invasi esistenti. Anche qui, vorrei fare un ragionamento per cercare di capire quale sia effettivamente la posizione della Giunta regionale. In questi ultimi anni la situazione è cambiata, nel senso che i livelli di piovosità sono aumentati moltissimo in Sardegna, e probabilmente ci stiamo dimenticando dei periodi in cui la nostra Isola ha sofferto la siccità in modo veramente drammatico e il Consiglio regionale ha dovuto impegnare risorse ingenti per pagare i danni conseguenti a questa calamità. La Regione allora era orientata a fare in modo che dal punto di vista delle risorse idriche la Sardegna diventasse autosufficiente, anche attraverso una rete di collegamenti fra gli invasi più importanti. Alcuni di questi collegamenti sono stati fatti, altri sono in fase di realizzazione, con l'obiettivo di fare in modo che non ci siano territori completamente separati sotto questo aspetto e la risorsa idrica sia distribuita uniformemente tra le varie zone, soprattutto tra quelle che hanno maggiori esigenze idriche.
Ho scoperto, con grande meraviglia, che la realizzazione dei due invasi che sono stati finanziati dalla precedente Giunta regionale (due dei sette nuovi invasi previsti in Sardegna) non sta procedendo allo stesso modo per entrambi. Ricordo che nel piano acque erano previsti 49 nuovi invasi, poi si è realizzato che questa marea di nuovi invasi non serviva e sarebbero bastati pochi invasi per risolvere il problema idrico in Sardegna e per arrivare all'auspicata autosufficienza. La precedente Giunta regionale, anche a seguito dell'opposizione delle popolazioni alla costruzione di nuovi invasi…
PRESIDENTE. A lei non basta mai il tempo, bisogna che si regoli.
LADU (Fortza Paris). Quello che voglio capire è per quale ragione dei due invasi che sono stati finanziati dalla precedente Giunta, quello di Abba Lughente e quello di S'Alusia, uno solo è in fase di realizzazione. Mi pare che qui si vogliano fare figli e figliastri e vorrei conoscere le motivazioni di questo comportamento da parte della Regione.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a regolarsi sul tempo. E' stato richiesto più volte il motivo per cui i commi 4 e 13 siano stati ritenuti ammissibili. Il criterio è quello che abbiamo adottato anche per giudicare l'ammissibilità di molti emendamenti: abbiamo ritenuto che questi commi rientrassero nella categoria prevista dall'articolo 13 della legge 11/83, e cioè finanziamenti di programmi organici di opere pubbliche. Questo è il motivo per il quale questi due commi sono stati ammessi. Allo stesso modo, naturalmente, sono stati ammessi altri emendamenti che sono riconducibili alla medesima categoria.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. La verifica sarà fatta, ma penso che bisognerà organizzare le cose. La richiesta deve essere avanzata da un altro Capogruppo, oltre a lei, ed è necessario che un Segretario mi assista durante la fase della votazione. Il secondo Capogruppo richiedente è il consigliere LADU.
Verifica del numero legalePRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 46 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LADU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MATTANA - MURGIONI - ORRU' - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS - URAS.)
Poiché è presente il numero legale procediamo con la discussione.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, effettivamente si rimpiange un po' quell'ambiente battagliero e dinamico che caratterizzava l'esame delle finanziarie della scorsa legislatura. Spesso si aspettavano quei giorni con ansia e trepidazione, perché era il momento in cui ognuno di noi presentava di tutto e di più, e in cui si assisteva a confronti vivaci, duri. Lo ricorderà l'assessore Sanna. Quasi quasi rimpiangiamo anche l'assenza del collega Cogodi.
In questi giorni, andiamo avanti non dico stancamente, ma quasi, la discussione si è trasformata pressoché in un monologo della opposizione, poiché manca effettivamente il confronto politico. Questo, sotto un certo aspetto, svilisce l'azione politica dell'opposizione, che io ritengo e ho sempre ritenuto debba essere costruttiva e non demolitoria; debba essere cioè, così come la stiamo interpretando noi, un contributo personale di ognuno di noi e politico da parte delle formazioni politiche. Però, ormai è evidente, tutto questo non viene recepito, non è accettato e non ne capisco il motivo, dato che si tratta non di sostenere o meno le tesi della opposizione, ma di aprire un confronto su determinate scelte, su determinati argomenti, per poi magari arrivare, com'è successo anche ieri, a delle soluzioni condivise da ambo le parti, perché sono obiettive e non personalistiche, tese cioè ad avvantaggiare l'una o l'altra forza politica, l'uno o l'altro consigliere.
Poi si sono dette delle cose che rifiuto, come la tesi stancante, a cui nessuno crede più, secondo la quale la scorsa legislatura sarebbe stata disastrosa per quanto riguarda la situazione finanziaria della Regione. Ormai tutti sanno che le cose non stanno così e non voglio assolutamente sminuire niente. La situazione debitoria è una conseguenza - l'ha detto qualche collega che mi ha preceduto - del fatto che si sono dovuti risarcire i danni causati dai disastri ambientali, dalle calamità naturali e dalle epizoozie che hanno purtroppo interessato la nostra regione. Oltre a queste cause, vi sono naturalmente gli interventi per difendere, tutelare e stabilizzare l'occupazione.
Certamente non si rideva nella scorsa legislatura; non credo che la gente ridesse poi così tanto perché stava bene, però, credetemi, oggi la gente piange. Se ieri non rideva oggi, in questo momento, la gente piange. Il disagio, il malessere, il malcontento dei cittadini sono visibili, sono concreti, e nessuno può far finta che non sia successo niente. E' utile e indispensabile far quadrare i conti, questo è vero, ma è utile e indispensabile, contestualmente, dare alla società, al popolo di Sardegna delle certezze, un po' di speranza e di stabilità principalmente per quanto riguarda il lavoro. Speranza alle famiglie che le cose miglioreranno in futuro, ma nel presente tutte le categorie lavorative, dagli artigiani ai commercianti, dai dipendenti dell'Ente foreste a quelli della formazione professionale, dagli agricoltori agli industriali, devono avere delle certezze che consentano loro di andare avanti. Tutto questo in questo momento manca, e ciò vuol dire che nel sistema manca una strategia. Se poi una strategia c'è, in questa manovra finanziaria non la si intravede, c'è qualcosa che non va. Ciò che sto dicendo purtroppo è la realtà, mancano determinati tasselli per completare il quadro.
Ma torniamo alla discussione dell'articolo 5. Io ho stima dell'assessore Mannoni, tutti ne conosciamo la competenza, la serietà e la correttezza, ma è chiaro che non si possono fare le nozze coi fichi secchi! Noi abbiamo un'esigua dotazione di risorse per i lavori pubblici, che non consentirà quegli interventi strutturali e radicali che possono cambiare l'attuale situazione viaria, sia interna sia ferroviaria, e dell'edilizia pubblica e scolastica. I fondi sono talmente esigui, mi creda, che ritengo impossibile, almeno in questo esercizio, realizzare interventi concreti, che possano lasciare il segno. Un collega che mi ha preceduto ha detto che c'è un'esigua dotazione di risorse per le strade provinciali. Penso alla provincia di Sassari, per esempio, non per essere partigiano, ma per ricordare che esiste anche una Sardegna che si estende da Oristano in su. Se lo appunti, Assessore, perché è importante. Man mano che andiamo avanti nell'esame degli articoli, mi rendo conto che ci sono interventi mirati. Ce ne sono anche nell'articolo 5, ma non ho mai letto il nome di una località della provincia di Sassari. E' una constatazione, uno stimolo, Assessore, non un rimprovero.
A questo proposito, le vorrei ricordare -non per essere partigiano, ma la finanziaria esiste anche per questo - che vi sono due arterie stradali incompiute che sono di vitale importanza per l'economia dell'hinterland sassarese, che lei conosce bene. Lei ha partecipato a un incontro con gli amministratori locali, a cui io sono stato presente. Parlo del collegamento tra Bosa e Pozzomaggiore e tra la S.S. 131, all'altezza di Campu Giavesu, e Alghero. Sono due tratti di strada di dieci e quindici chilometri, tenendo presente che in ambedue i casi i primi tratti sono stati già realizzati. Ora, non per essere fazioso rispetto alle esigenze di quel territorio, voglio spiegare l'importanza di queste due strade. Innanzitutto queste opere rientrano proprio nella strategia della valorizzazione delle zone interne e della correlazione che ci deve essere tra il turismo costiero e quello delle zone interne. Devo dire, senza timore di essere smentito, che la zona del Logudoro, Meilogu e Goceano, dal punto di vista ambientale e archeologico è la più ricca e dal punto di vista dell'interesse turistico è la più visitata della Sardegna. Tra la Valle dei nuraghi e le coste del Goceano esistono i più importanti monumenti archeologici e le più importanti vestigia romane del nord Sardegna. Oggi, un turista che voglia recarsi da Alghero al centro del Logudoro deve per forza di cose passare per Sassari oppure per Bosa. Il collegamento tra Alghero e Ittiri è stato già fatto, se fosse realizzato il collegamento tra Ittiri e la S.S. 131, all'altezza di Campu Giavesu, si ridurrebbe di circa il 60 per cento il carico di traffico sulla Alghero-Sassari. Questo perché? Perché la maggior parte del traffico, per lo meno quello commerciale, proveniente da Olbia e diretto ad Alghero, che sbocca a Mores o al bivio di Codrongianos, deve per forza percorrere la S.S. 131 fino a Sassari per poi tornare indietro fino ad Alghero. Pensiamo a quanto minore sarebbe il carico di traffico sul tratto finale della S.S. 131 se fosse realizzato quel tratto di strada e a quanti turisti in più potrebbero arrivare al centro della Sardegna.
Per la Pozzomaggiore-Bosa vale lo stesso discorso in relazione a dieci chilometri di strada. Bosa è una città marinara isolata, una località turistica fine a se stessa, non essendoci un collegamento tra la costa e l'hinterland. Queste due arterie rappresenterebbero per il nord Sardegna un terno al lotto per quanto riguarda il traffico turistico e lo sviluppo socioeconomico di quei territori.
Ho voluto sottoporre questa questione alla sua attenzione, Assessore, ripeto, non per essere partigiano, ma proprio perché si tratta di due arterie che è assolutamente necessario realizzare, se veramente vogliamo mandare avanti il progetto di collegare le coste con l'hinterland, il turismo costiero con il turismo dell'interno. Ci vuole poco per realizzarle, ambedue non costerebbero complessivamente più di 30 miliardi di vecchie lire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cassano per illustrare gli emendamenti numero 134, 135, 136, 137 e 138. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Colleghe e colleghi consiglieri, carissimi Assessori, intervengo per illustrare gli emendamenti numero 134, 135, 136, 137 e 138 da me presentati. Questi emendamenti tendono, più che a stabilire nuove risorse, ad aumentare gli stanziamenti che nella finanziaria sono già previsti. Allo stesso tempo tendono a sottolineare la problematica inerente agli argomenti a cui si riferiscono.
Comincio subito dal primo aspetto. Intanto voglio sottolineare che più di una volta noi siamo così presi dai lavori consiliari che forse non ci rendiamo conto, non abbiamo il termometro in mano per conoscere le realtà esterne al palazzo di via Roma. Basta farsi un giro nei pressi del Consiglio, percorrere a piedi le strade del quartiere circostante per sentirsi magari dire: "Voi consiglieri regionali non riuscite a dare risposte né ai problemi dell'artigianato né a quelli della formazione professionale". Perfino adesso i dipendenti dell'ERSAT, assessore Dadea, lei che è molto attento, sono qui sotto per protestare, addirittura pare che abbiano installato un gazebo nei pressi dell'abitazione del presidente Soru.
Voglio dire che serpeggia un malessere generale, proprio perché questa maggioranza non dà risposte. Io ho detto sempre, riconosco e comprendo che la maggioranza fa la maggioranza e l'opposizione fa l'opposizione. E' così da sempre, in democrazia vanno rispettate le maggioranze così come vanno rispettate le opposizioni, quindi è giusto che la maggioranza governi, ma allo stesso tempo è giusto e pretendiamo che essa dia risposte ai cittadini, cosa che invece da tanto tempo non avviene. Non avviene neppure nei confronti dei dipendenti, dei funzionari, degli stessi dirigenti del Consiglio regionale e della Giunta regionale!
Partendo da questo presupposto, per questioni di tempo, perché non so se riuscirò a illustrare tutti i miei emendamenti, comincio dall'emendamento numero 134, che prevede un aumento dello stanziamento di cui al comma 13 dell'articolo 5 della finanziaria. Voglio ricordare all'Assessore competente che in Sardegna ci sono anche oratori parrocchiali in costruzione, in via di definizione o di completamento, quindi se facciamo mancare queste risorse per il completamento dell'opera che noi, come Consiglio regionale e come Giunta regionale, avevamo a suo tempo finanziato, l'opera stessa rimarrà inattuata, a dispetto del principio generale secondo cui un'opera non deve essere lasciata a metà. Quindi sollecito l'Assessore competente perché prenda a cuore il problema delle opere legate alle attività di culto e nello specifico gli oratori parrocchiali già esistenti in Sardegna, che rappresentano delle strutture indispensabili per le nostre comunità, soprattutto in quei paesi dell'interno che non hanno possibilità di accesso ad altre strutture ricettive.
Un altro aspetto importante è quello rimarcato nell'emendamento numero 135, che riguarda i cimiteri. Non dobbiamo pensare solo ai vivi, come solitamente avviene, dobbiamo pensare anche ai morti. Magari potessimo campare - come si dice in gergo - cento e più anni! Alla fine tutti noi passeremo attraverso l'esperienza del cimitero. Spesso i comuni non hanno risorse e mezzi per approntare o spostare i cimiteri e addirittura nemmeno per completarli o ampliarli secondo le esigenze. Quindi stanziare risorse nell'entità prevista al comma 5 dell'articolo 5 significa veramente offendere la sensibilità degli enti locali. Vi sono risorse non spese nelle casse della Regione, perché non le mettiamo a disposizione dove veramente servono, dove i problemi esistono? Credo che nessuno costruisca cimiteri per divertimento. Nei comuni i cimiteri servono a tutti indistintamente, sia alle maggioranze sia alle opposizioni.
L'emendamento numero 136 riguarda le opere pubbliche di interesse provinciale e sovracomunale. Mi scusi, Assessore, se glielo dico - sicuramente non dipenderà dalla sua sensibilità, credo che la volontà dipenda da tutti, dalla Giunta e dalla stessa maggioranza -, ma uno stanziamento di 900 mila euro per le opere pubbliche di interesse provinciale e sovracomunale mi pare che faccia veramente ridere, non so che altro dire! Come si possono destinare solamente 900 mila euro per le opere pubbliche di interesse provinciale e sovracomunale? Non esiste! Basta una frana, una semplice frana, un temporale in un paese qualunque della Sardegna perché siate costretti a spendere tutti i 900 mila euro. Credo che sia come prenderci in giro, meglio non mettere niente, zero euro, se non altro gli amministratori locali e le popolazioni sapranno che la volontà della Giunta regionale è quella di non mettere risorse, dopo di che ciascuno farà come meglio crede.
L'emendamento numero 137 riguarda il problema della manutenzione delle strade provinciali. Io seguo, per quel che posso, le proteste delle amministrazioni provinciali. Non va dimenticato che in Sardegna è cambiato tutto e adesso le province sono otto, quindi anche per questo voi stabilite delle risorse che veramente fanno ridere. C'è stato un proclama nel quale la Provincia di Sassari (cito la provincia di Sassari perché è quella che mi viene in mente in questo momento) afferma di non avere risorse per garantire non solo la manutenzione straordinaria, ma neppure quella ordinaria delle strade di sua competenza. La Provincia di Sassari non ha un euro a disposizione, anche se poi, chissà perché, era l'unica Provincia assente alla riunione del Consiglio regionale col Consiglio delle autonomie locali, che si è tenuta quindici giorni fa. Il Presidente della provincia di Sassari, che fa parte di diritto del Consiglio delle autonomie locali, era assente, mentre erano presenti tutti i Presidenti delle altre Province, venuti qui giustamente per segnalare le loro problematiche. Sto sollevando io questa questione, perché capisco il problema di non avere disponibilità finanziarie adeguate a garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali.
Per ciò che riguarda invece l'emendamento numero 138, caro Assessore, io ho avuto occasione di incontrarla in un sopralluogo in provincia di Sassari, forse a lei è sfuggito, però io c'ero, e devo ammettere che, nella successiva conferenza stampa, lei dichiarò che era imminente l'appalto per l'intervento sulla Sassari-Olbia. Tra qualche giorno, cioè, andrà in appalto quel famoso intervento che la precedente maggioranza aveva previsto per la messa in sicurezza di quella strada. Io ne ho preso atto con piacere, però le voglio ricordare che nel tratto della strada S.S. 131 compreso tra il chilometro 203 e il chilometro 209, tra la prima e la seconda galleria, attualmente chi viaggia da Cagliari verso Sassari può transitare in una sola corsia, a causa di una recente frana presso la valle di Chighizzu, in territorio di Sassari. Lei, Assessore, ne sarà senz'altro a conoscenza. I lavori in quel tratto che incanala in una sola corsia il traffico diretto a Sassari, creando un pericolo continuo, non hanno ancora avuto inizio e questa, lo voglio precisare, è una carenza dell'ANAS.
Le voglio anche ricordare, Assessore, che l'accordo ministeriale prevede un intervento complessivo di riordino di quel tratto di strada, ripeto dal chilometro 203 al chilometro 209. Questo intervento complessivo risolverebbe anche i problemi della circonvallazione esterna della città di Sassari.
Caro onorevole Presidente del Consiglio, ricordo a lei, che è di Sassari, che questa città non ha ricevuto niente in questi ultimi anni. Ha detto bene il collega Rassu, la Regione sarda evidentemente si estende da Oristano a Cagliari. Ora è giunto il momento, ed è bene che questo venga ricordato anche agli altri colleghi sassaresi, di ribellarci, perché veramente non è possibile accettare che la provincia di Sassari venga continuamente e puntualmente penalizzata nella distribuzione delle risorse.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Devo dire che l'articolo 5, che reca le disposizioni in materia di opere pubbliche, anche per qualche falcidia dovuta agli stralci delle norme che non potevano essere contenute all'interno della finanziaria, resta un articolo monco, nel senso che al suo interno non sono certo presenti tutte quelle caratterizzazioni, tutte quelle indicazioni sul riassetto del territorio che avremmo sperato di trovarvi.
A una parte di queste carenze noi Riformatori abbiamo cercato di ovviare attraverso una serie di emendamenti che hanno, per quanto riguarda almeno le parti che sono state ammesse, l'obiettivo di introdurre degli argomenti che noi riteniamo comunque importanti per l'apparato complessivo dei lavori pubblici. E' infatti un po' anomalo che questo articolo, al comma 4, si interessi delle terme di Fordongianus, facendoci ritornare, in questo modo, almeno con la mente, a finanziarie di altro genere, che contenevano una serie di norme pensate, ragionate e studiate non per il riequilibrio territoriale, ma per soddisfare le esigenze specifiche di singoli territori rappresentati da singoli consiglieri. Noi speravamo che questa finanziaria, obbedendo al principio di generalità delle norme, il cui rispetto è reso assai più facile dalle norme introdotte dalla legge di contabilità, non ricadesse nel vecchio errore del passato di occuparsi specificatamente e segnatamente di singole problematiche e che, per contro, dispiegasse un'azione più generale, più vasta, interessandosi di argomenti che noi riteniamo di importanza primaria.
Uno degli argomenti era contenuto proprio nell'emendamento numero 4, per il quale, ci è stato comunicato, non esiste una norma sostanziale. Questo emendamento aveva come finalità quella di intervenire in una problematica che la stessa Giunta ha dichiarato più volte essere una propria emergenza, e cioè il sequestro di ampie parti del territorio regionale da parte del demanio, sia esso militare o civile. E' evidente che occorre una ricognizione - ripeto all'assessore Gian Valerio Sanna ciò che noi Riformatori gli chiedemmo in un'altra circostanza - da parte della Regione delle aree di proprietà demaniale presenti nel territorio della Sardegna. In quella circostanza l'assessore Sanna promise di consegnare un documento con la ricognizione dettagliata delle aree di proprietà demaniale che insistevano nel territorio sardo, dando la possibilità al Consiglio regionale di comprendere tempi e possibilità eventuali di dismissione. Debbo ricordare che questo documento non è mai pervenuto ai consiglieri regionali; ne è invece pervenuto un altro che però non dà risposte ai quesiti che ancora oggi stiamo ponendo in Aula. E se questa conoscenza da parte della Regione delle competenze demaniali dell'Agenzia del demanio in Sardegna ci fosse e fosse dettagliata anche per quanto riguarda il demanio civile, forse potremmo discutere, nell'esame dell'articolo sui lavori pubblici della prossima finanziaria o di una legge ad hoc, della possibilità che le dismissioni, anche di sedi civili, avvengano con rapidità secondo l'interesse generale della Sardegna.
Probabilmente, di questo argomento ne discuteremo a breve, se il cosiddetto disegno di legge di normativa varia arriverà in Aula come collegato alla finanziaria. Se questo succederà, è possibile che ci troveremo a discutere della destinazione di una struttura che sta a cento metri da palazzo del Consiglio regionale, e cioè la ex Manifattura tabacchi - ma avremo modo e tempo di discuterne nel dettaglio -, struttura per la quale, in una norma che è stata stralciata della finanziaria, era previsto un finanziamento di 3 milioni di euro. Si prevedeva un finanziamento per una struttura che, ad oggi, purtroppo, non appartiene alla Regione; la Regione ne ha soltanto la custodia giudiziaria, purtroppo da quasi tre anni, e se corrispondono al vero, com'è ovvio, le dichiarazioni che l'assessore Pigliaru ha fatto in Commissione, paga anche 400 mila euro all'anno per la sua guardiania. E come la Manifattura tabacchi esistono probabilmente altri beni demaniali che insistono nel comune di Cagliari, ma molti altri ne stanno fuori, ed esistono tante altre aree che pur essendo demaniali non appartengono al demanio militare, per cui forse la loro acquisizione sarebbe assai più facile rispetto all'acquisizione di aree dichiarate di interesse generale per la difesa dello Stato. Su queste aree sarebbe indispensabile iniziare a dispiegare un'azione organica di acquisizione e sarebbe anche indispensabile fornire agli enti locali interessati le risorse e le competenze per poterne gestire l'acquisizione e quindi l'utilizzo per finalità pubbliche.
Nella città di Cagliari, lo ricordo solo perché alla Giunta rimanga come indicazione orientativa, ci sono ospedali di proprietà del demanio (l'ospedale Santissima Trinità), ci sono chiese di proprietà del demanio (la chiesa di San Pietro e Paolo in via Is Mirrionis) e ci sono anche giardinetti di proprietà del demanio (i giardinetti prospicienti il Palazzo di Giustizia, in piazza Repubblica). Questi giardinetti, per esempio, non possono essere innaffiati da addetti del comune di Cagliari in quanto, essendo di proprietà del demanio, possono essere innaffiati soltanto da un giardiniere che vesta la casacca dell'Agenzia del demanio. Io credo che queste enclave di patrimonio disponibile dello Stato, assolutamente inutili nella proprietà allo Stato, siano presenti in quasi tutti i comuni della Sardegna. Credo che l'assessore Gian Valerio Sanna conosca forse meglio di quella di Cagliari la situazione di Oristano e ipotizzo che non sia molto differente da quella che ho appena descritto per quanto riguarda la città di Cagliari. Se l'emendamento numero 4, presentato dai Riformatori, non può stare con dignità dentro questa finanziaria, essendo stato stralciato come norma non ammissibile, forse è utile iniziare un ragionamento su questo, ed è utile che siano censiti tutti i siti di proprietà delle svariatissime e multiformi sigle del demanio pubblico che gestiscono il possesso delle varie strutture, in modo da arrivare a un programma serio, e possibilmente finanziato, per la loro dismissione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Interverrà successivamente l'Assessore della programmazione per alcune precisazioni su una questione attinente al bilancio, sulla quale sono state poste alcune domande.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, darò una serie di risposte a interrogativi che sono stati avanzati nell'odierna mattinata e che riguardano l'articolo 5 del disegno di legge finanziaria.
Cercherò di fare un intervento organico, cominciando dal primo intervento, quello dell'onorevole Pisano, che ha posto un problema di carattere generale, riferendosi sostanzialmente all'emendamento numero 5, che è stato stralciato in quanto considerato norma intrusa. Questo emendamento riguardava la creazione di un fondo di garanzia e di riserva a favore dei comuni che, in un periodo di incertezza legislativa nel campo delle espropriazioni, si sono visti condannare, dopo tanti anni, al pagamento di non irrilevanti somme ai soggetti espropriati.
L'onorevole Pisano si è riferito, mi è parso, in via prevalente al problema della legge 167/62 e al fatto che i piani di zona sono stati sostanzialmente - uso questo termine - falcidiati dalle sentenze dei giudici. I comuni hanno assegnato allo IACP le aree occupate d'urgenza, ma poi quei terreni sono stati rivalutati e il loro valore è salito notevolmente. Vorrei rassicurare l'onorevole Pisano, dicendogli intanto che noi possiamo intervenire, a mio parere, anche al di là delle norme della finanziaria, utilizzando le risorse provenienti dai vecchi limiti di impegno statale, che lo Stato ormai ha assegnato alla Regione (i fondi GESCAL e i fondi della legge numero 457). Abbiamo delle risorse a disposizione e potremo valutare come assegnarle attraverso documentate istanze dei comuni e dello IACP. Non dimentichiamo, infatti, che il soggetto pagatore alla fine è chi costruisce: per quanto riguarda l'edilizia agevolata le Cooperative, per quanto riguarda l'edilizia sovvenzionata l'Istituto autonomo case popolari. Potremo intervenire, ed è stato già fatto anche dalle precedenti Giunte, nelle passate legislature, con un finanziamento a favore dello IACP e quindi direttamente a favore dei comuni.
Credo su questo di poter dare una risposta positiva, così come l'assessore Gian Valerio Sanna si farà portatore, in sede di collegato alla finanziaria, di una norma più generale che riguarda i comuni nei confronti dei quali siano state emesse sentenze afferenti alle espropriazioni, ma non ai piani di zona. Si farà carico di proporre una norma di sostegno finanziario, naturalmente improntata alla più ampia trasparenza e finalizzata ad aiutare i comuni che, in qualche modo, abbiano anche cofinanziato questi debiti, perché si tratta di moralizzare l'intervento e portarlo a criteri di imparzialità, trasparenza e compartecipazione.
Mi fermerei un attimo sul comma 4, riguardante il complesso termale di Fordongianus, perché è stato citato da molti degli intervenuti. Mi sembra un'accusa ingiustificata quella di aver fatto una finanziaria "targata", tra l'altro il finanziamento in questione è abbastanza irrilevante, adesso lo vediamo. Perché Fordongianus? Perché il centro termale di Fordongianus, di cui credo voi conosciate la storia, probabilmente è il primo centro termale pubblico funzionante in Sardegna. Ci sono poi i centri di Sassari e di Casteldoria, quest'ultimo colpevolmente dimenticato. Ricordo che il termalismo in Sardegna, e anche la sua pianificazione, è nato a Casteldoria. Il centro di Fordongianus è avviato, è un centro importante che sta ben funzionando ed è dato in gestione a un privato, gestione che scadrà fra due anni e mezzo. Questo intervento serve a completare le opere di messa in sicurezza del complesso termale, i muri di cinta e altre opere di contorno importanti per questo patrimonio della Regione. Non è assolutamente un intervento a favore di un comune in particolare, semplicemente la Regione si fa carico di valorizzare un suo patrimonio e di metterlo in sicurezza. Perché lo inseriamo nella finanziaria? Perché il capitolo delle terme è un capitolo generale e per quanto riguarda Fordongianus abbiamo voluto invece prevedere una destinazione specifica nella legge finanziaria. Non ci sembra, ripeto, una localizzazione territoriale di particolare importanza. Ne ha parlato l'onorevole Diana, che mi ha anche ricordato il problema della viabilità di interesse regionale e della sua qualificazione. Risponderò così anche all'onorevole Ladu in questa trattazione sulla viabilità.
La viabilità di interesse regionale, per la quale prevediamo un comma di interventi di progettazione, è quella che in base a un accordo Stato-Regione, che ancora non è stato attuato, e poi dirò il perché, prevede, attraverso l'applicazione della legge Bassanini e del decreto legislativo numero 112, che una parte delle strade che non è di rilevanza nazionale (si intende di rilevanza nazionale quella viabilità che collega i porti, gli aeroporti, i capoluoghi di provincia, che comprende le interconnessioni nei territori, eccetera) ma la cui dimensione chilometrica è pari a 1200-1300 chilometri rimanga allo Stato; alla Regione, anche in conseguenza del riassetto delle province, rimarrà la competenza su circa 1800 chilometri. C'è una delibera della Regione che individua queste tratte stradali. Alla Sardegna, ripeto, rimarranno 1800 chilometri e noi su quelli dobbiamo lavorare, attraverso un'opera di seria pianificazione, decidendo soprattutto cosa fare.
Due risposte, la prima sul perché ancora non si è chiuso il rapporto con lo Stato? Non si è chiuso per un semplice motivo, perché lo Stato ad oggi non paga, non è solvibile in questo momento. Pensate che l'ANAS chiede, per la manutenzione delle strade statali, 40 milioni di euro. Ne riceverà 7 quest'anno. Lo Stato taglia nettamente i fondi per la viabilità, comprese le ferrovie, e taglia addirittura le risorse per la manutenzione. L'ANAS di Cagliari non sarà in grado, probabilmente, neanche di onorare i contratti in corso. Quindi siamo in una situazione di grave difficoltà finanziaria dello Stato, e non ci sentiamo, anche in momento di aspra vertenza con lo Stato in materia di entrate, di accettare trasferimenti di beni, gestioni di beni che non siano accompagnati da una vera solidarietà nazionale, quindi dalla copertura finanziaria. Però dobbiamo progettare bene, dobbiamo decidere cosa fare. Allora risponderò, a chi mi dice "Facciamo nuove strade, favoriamo le zone interne", che stiamo lavorando su questo, nel senso che vogliamo fare una pianificazione di interventi sulle strade che sia il frutto di una decisione chiara, trasparente, ragionata. Non vogliamo sprechi di risorse e preferiamo, in questo momento storico, in cui le risorse finanziarie per le infrastrutture in generale sono limitate, ma anche per una scelta di tipo strategico, intervenire sulla viabilità in modo intelligente. Abbiamo incaricato l'Università di Cagliari di fare gli studi di fattibilità, abbiamo stipulato una convenzione importante, vogliamo intervenire sulle aree critiche della Sardegna, soprattutto quelle interne, promuovendo l'accessibilità alle strade di maggior traffico, ai centri, ai nodi di servizio, in modo da creare una stabilità anche delle popolazioni nelle residenze abituali. Ma non privilegiamo nessun'area della Sardegna in particolare, non mi pare che questa Giunta abbia sposato l'area di Cagliari o la Sardegna del sud. Io ricordo che uno dei primi finanziamenti della variazione del 2004 - fu fatta una variazione importante sulla mia rubrica, mi pare per 8 milioni di euro - lo destinai a Sedini. Sedini è un comune isolato da dieci anni, di cui nessuno si è interessato in questa nostra storia regionale, oppure ha fatto finta di interessarsene stanziando risorse non sufficienti, che noi abbiamo rivitalizzato. A Sedini, pensate, sono cambiati i comportamenti dei cittadini: chi andava a Tempio, oggi va a Sassari e viceversa, chi arrivava in poco tempo alla costa dalla stessa costa ora è isolato. Si è finanziata una nuova strada, è stato fatto un appalto, i lavori saranno consegnati in aprile.
Abbiamo fatto la scelta di fare una cosa e di farla bene, in questo caso per quanto riguarda la provincia di Sassari. Così come abbiamo stanziato, con le risorse del fondo per le aree sottoutilizzate, 25 milioni di euro per la Olbia-Palau. Sono risorse aggiuntive che consentiranno di realizzare nel percorso Olbia-Palau molto più di quanto era stato previsto dalla precedente Giunta.
Vorrei anche dire che ci siamo impegnati sul versante delle opere pubbliche, pur con tutti i contorcimenti burocratici del caso; devo dirlo facendo nel contempo una riflessione spesso amara circa le procedure delle opere pubbliche, che tanti impedimenti creano un po' a tutti, ma è un problema nazionale, non ne faccio una questione di destra o di sinistra. Il problema delle opere pubbliche riguarda le grandi infrastrutture ed è un problema difficile, nel senso che le procedure sono oggi molto più complesse. Voi sapete che una volta si poteva dare avvio ai lavori facendo un'occupazione di urgenza; oggi bisogna, giustamente, essere entrati nei suoli, aver picchettato metro per metro, avere colloquiato con il proprietario, prima di poter cominciare la realizzazione delle opere. Ma, al fondo di tutto questo c'è l'esigenza di fare bene, di fare buoni progetti. Noi non abbiamo in Sardegna una tradizione di buoni progetti per quanto riguarda le strade; non l'abbiamo e non l'abbiamo mai avuta. Per quanto riguarda la S.S. 128, su cui qualcuno mi chiede di intervenire, c'è un vecchio stanziamento di 20 miliardi di lire. Io ero ancora direttore, a quei tempi, e ricordo che si fece un bando di gara per aggiudicare la progettazione. I progettisti presentarono un progetto da 100 miliardi, illudendo le comunità locali, con colpevole comportamento della Regione, che ha lasciato a quei professionisti la gestione totale del rapporto con gli amministratori locali. Si sono quindi moltiplicati i viadotti, a tutti è stato dato il doppio accesso ai paesi e si è creata un'aspettativa nelle comunità locali che non era assolutamente autorizzata dalla legislazione vigente.
E' molto più difficile correggere gli errori che fare le cose bene da subito. Se partissimo da zero forse potremmo fare meglio. E' molto più difficile, invece, rimediare a impostazioni sbagliate, devo dire anche tecnicamente sbagliate. PRESIDENTE. Assessore Mannoni, sono concessi a tutti dieci minuti. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Prendo la parola per pochi minuti per rispondere, doverosamente, alle sollecitazioni che sono state riprese anche pochi minuti fa sulla questione dei residui. Voglio soltanto citare i nostri dati per confrontarli con le opinioni che si sono formate in quest'Aula.
Per quanto riguarda i residui la Giunta lavora su due possibili leve, non ce ne sono altre: una riguarda il controllo della loro formazione, l'altra la manutenzione del carico dei residui stessi. Quindi, ogni tanto, sistematicamente, si va a guardare dentro la montagna di residui che si è formata. Prima di tutto voglio confermare che, per iniziativa della Giunta regionale, da qualche tempo - ed è un'iniziativa che sarà sempre più visibile - è a disposizione di chiunque, verrà messo anche nel sito della Regione, il monitoraggio mensile della spesa a cura di un tavolo congiunto tra Ragioneria, Assessorato del bilancio e Nucleo del controllo di gestione. Questi dati, elaborati e presentati con chiarezza, consentiranno a chiunque di controllare ciò che succede mese per mese.
Detto questo, confermo il dato citato ieri dal presidente Soru, basato appunto su nostre elaborazioni, e cioè il fatto che nel 2005 i pagamenti sugli stanziamenti hanno raggiunto il 54 per cento, con un lieve miglioramento rispetto ai due anni precedenti. Naturalmente questo calcolo bisogna farlo al netto del disavanzo di amministrazione. Il primo modo di controllare la formazione dei residui è quindi quello di velocizzare la spesa.
Secondo punto: voglio ricordare che la Giunta, già nel primo assestamento di bilancio, ha introdotto regole che hanno ridotto in modo significativo la formazione dei residui, consentendo di mandare in economia cifre che normalmente venivano conservate a residuo anche in assenza di impegni formali. Quindi abbiamo ripulito la situazione normativa da eccessi di salvaguardia rispetto a residui non formali. Questo ha dato dei buoni risultati che sono stati già descritti nel DPEF e che quindi lì possono essere valutati. L'insieme delle due cose, ma soprattutto il fatto che l'andamento della spesa ha subito una leggera accelerazione quest'anno, implica anche che la formazione dei residui nel 2005 sia stata, com'è ovvio, leggermente inferiore a quella degli anni precedenti, in rapporto agli stanziamenti. Non sono grandissimi risultati, ma sono dei risultati.
L'altra possibilità di controllo è quella di guardare dentro la montagna dei residui, il carico dei residui, lo stock dei residui. L'abbiamo fatto l'anno scorso con procedure che hanno dato alcuni risultati, ma siamo consapevoli, onorevole Diana, mi rivolgo anche a lei, dell'assoluta necessità di utilizzare uno strumento di controllo più incisivo. Infatti non sarà sfuggito che nel maxicollegato alla finanziaria, seppure con un'intenzione che non è stata poi confermata dall'Aula, la Giunta aveva proposto una norma, che richiamo per la sua importanza, che assegnava alla Ragioneria un vero e stringente ruolo di controllo sulla natura degli impegni dichiarati e cioè sull'esistenza o meno di obbligazioni giuridicamente perfezionate. Non è un appello generico alla disciplina della definizione degli impegni, è un controllo sistematico che implica anche un controllo a campione, che è stato già annunciato e che sarà adottato.
Ho anche sentito parlare in quest'Aula di incremento continuo del carico dei residui. Credo di dover smentire questo incremento, perché nelle nostre stime - e non possiamo che parlare di stime a questo punto dell'anno - il carico dei residui al 31 dicembre 2005 dovrebbe attestarsi al di sotto di 8 miliardi e 100 milioni di euro, cioè al livello dell'anno scorso. Se l'annuncio da noi fatto sui controlli che saranno messi in atto dalla Ragioneria, funzionerà potremmo anche avere qualche sorpresa positiva sul consuntivo finale per quanto riguarda il calcolo del carico dei residui. Adesso è troppo presto per avere questo dato.
Quindi i fatti sono questi: la spesa, che si attesta sul 54 per cento degli stanziamenti, è in leggera accelerazione, la formazione dei residui nel 2005 è simmetricamente in leggera diminuzione e il carico dei residui è stazionario. Questi non sono miracoli, ma certamente dei miglioramenti nella direzione giusta. Credo che possiamo essere fiduciosi nella possibilità di continuare in questa direzione.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione degli emendamenti, iniziamo dall'emendamento numero 79. Il consigliere Oppi ha chiesto la votazione nominale.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Farò una brevissima dichiarazione di voto sull'emendamento numero 79. Non sarei voluto tornare sull'argomento Fordongianus, per intenderci, ma la risposta dell'Assessore mi porta a chiarire un pochino meglio. Come ho detto durante l'illustrazione dell'emendamento, non entro nel merito della bontà dell'intervento che tutte le Giunte hanno fatto per le terme di Fordongianus, entro nel merito del metodo.
Assessore, lei probabilmente sa che il capitolo di bilancio citato le consente comunque, secondo i suoi programmi, di stanziare quanto necessario per le opere che lei stesso ha descritto e che intende sostenere per le terme di Fordongianus. Ecco perché, in ogni caso, io dico che, così com'è avvenuto in passato, il comma 4 è puramente elettoralistico. Solo che noi lo dichiaravamo e voi no.
Per quanto riguarda, invece, l'intervento sui residui, mi permetta, Assessore, mi sembra di rivedere una trasmissione andata in onda ieri, non so se l'ha seguita, in cui Fassino e Tremonti si accusavano vicendevolmente di avere delle tabelle taroccate. E' come se lei stesse impersonando Tremonti e io Fassino, perché ho una tabella che dice esattamente il contrario di quello che lei ha sostenuto e credo che sia una tabella dell'Assessorato. In questo caso io avrei una tabella taroccata, secondo lei, perché contrariamente ai dati riferiti da lei e dal Presidente ieri, a me risulta, dalla relazione del Presidente della Commissione, che il carico dei residui sia di 9 miliardi e 500 mila euro. Oggi lei mi dice che sono 8 miliardi e 700 mila euro. Certo che le possiamo rivedere, sono d'accordo. Io sarei felicissimo se si ottenessero risultati positivi; non sono contrario al fatto che lei ottenga risultati positivi, dico solo che quando si fanno determinate affermazioni non bisogna sempre guardare indietro. Io vorrei guardare avanti, mi riferisco a quello che ha detto il Presidente ieri, e le azioni per recuperare, nel bilancio regionale, i danni fatti da voi e da noi, se vogliamo dirla tutta, devono impegnare la Giunta nel rivedere totalmente la formazione dei residui.
Quanto previsto nel maxicollegato, che avrei assentito fosse stato inserito in finanziaria per quanto riguarda le obbligazioni giuridicamente perfezionate, è uno strumento utile e necessario per mandare in economia tutte le somme relative agli impegni di spesa che i dirigenti regionali non portano a completamento. Ce lo dobbiamo dire se davvero vogliamo fare gli interessi di chi sta fuori di quest'Aula. Non ci saremmo trovati a dover discutere dei 1.850 milioni di euro previsti in entrata, ma avremmo discusso dell'indebitamento.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, non sono ancora stati espressi i pareri del relatore e della Giunta sugli emendamenti. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, mi ero predisposto per la votazione, adesso devo riordinare gli emendamenti.
PRESIDENTE. Le ho scombinato i piani!
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 79, 80 81, 84, 85, 86, 88, 82, 87, 89, 15, 90, 91, 83, 92, 93, 78, 7, 38, 39, 41, 134, 135, 136, 137, 138, il parere è contrario; sul 49 è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 79.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 72
Votanti 69
Astenuti 3
Maggioranza 35
Favorevoli 29
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 80. Non c'è nessun iscritto a parlare per dichiarazione di voto. Colleghi dovete iscrivervi a parlare prima che io chiami la votazione, altrimenti complicate le cose. Onorevole Ladu, eventualmente farà una dichiarazione di voto sul prossimo emendamento. Mi dispiace, si prenoti per tempo, quando ha domandato di parlare era in corso la votazione.
(Interruzione del consigliere Ladu)
PRESIDENTE. Sì, ma lei non si è prenotato, stavamo già votando, ha capito? Succede. Io aspetto sempre qualche secondo prima di indire la votazione.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 135. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Intervengo per dire che mi sembra strano che per quanto riguarda gli interventi per l'edilizia abitativa sia previsto un finanziamento di 61 milioni di euro, 51 dei quali a carico del bilancio dello Stato e 10 soltanto a carico della Regione. Mi domando perché, in una situazione di crisi abitativa come quella attuale, la Regione non faccia qualcosa di più e non accolga il nostro emendamento.
Credo che ci sia grande necessità di nuove abitazioni e questa sarebbe l'occasione giusta per intervenire in questa direzione. Mi meraviglia che una Giunta di sinistra bocci degli emendamenti che tendono a incrementare l'edilizia popolare per dare una casa a tante famiglie povere.
Prendiamo atto che effettivamente non c'è attenzione da parte del Governo regionale per una questione di grande emergenza, perché oggi il problema della casa riguarda tutti gli angoli della Sardegna. La Regione non ha voluto cogliere un'occasione davvero importante e ha utilizzato quasi esclusivamente i fondi dello Stato e non quelli del proprio bilancio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Intervengo per chiarire che lei sta per mettere in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 135, che è stato presentato da me, quindi la parola non poteva essere data ad altri. Chiedo la votazione nominale su questo emendamento.
PRESIDENTE. Siamo in fase di dichiarazioni di voto, onorevole Cassano, quindi la parola per dichiarare il proprio voto la chiede chi vuole.
CASSANO (Riformatori Sardi). Prima si vota l'emendamento numero 81, però.
PRESIDENTE. No, si vota prima l'emendamento sostitutivo parziale numero 135, che se approvato ovviamente modificherà parzialmente il testo dell'emendamento 81. La procedura è sempre questa. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 135.
CASSANO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, MURGIONI, GALLUS, VARGIU, PISANO, PETRINI, CAPELLI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 135.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 51
Votanti 50
Astenuti 1
Maggioranza 26
Favorevoli 16
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 83. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, voto favorevolmente l'emendamento numero 83 e ne approfitto per chiedere, se è possibile, qualche ulteriore risposta che l'Assessore probabilmente nell'intervento precedente non ha avuto il modo e il tempo di dare.
PRESIDENTE. L'Assessore avrebbe voluto rispondere, ma siamo in fase di dichiarazioni di voto, onorevole Capelli, per cui non può intervenire.
CAPELLI (U.D.C.). Il motivo lo conosco, Presidente. Sollecitavo una risposta da parte dell'Assessore su uno degli argomenti che io ritengo importanti, ancor più di Fordongianus e della cattedrale di Cagliari, cioè sugli interventi per i danni alluvionali che hanno colpito il centro Sardegna, la Baronia, l'Ogliastra e quant'altro. Non ho notizie del programma della Giunta, so che ci sono pochi denari in rapporto alle situazioni di emergenza.
Ho notizia anche del fatto che gli enti locali non hanno disponibilità finanziarie per riparare i danni provocati dall'ultima alluvione alle proprie strutture. Mi risulta che alcuni comuni abbiano avuto una risposta in tal senso da parte dell'Assessore degli enti locali, per cui era importante comprendere il perché non si accedeva a questo emendamento, che ovviamente era possibile correggere, ridimensionando e allargando l'intervento sui territori. Comunque era importante dare un segnale a quelle zone dell'attenzione della Regione in merito ai disastri alluvionali del 2006, che si sommano a quelli del 2005, su cui la Giunta regionale non è ancora totalmente intervenuta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Mi riferisco a una delle tante domande che non ha avuto risposta. Considerato che già l'alluvione del 2004 aveva causato danni gravi agli argini dei fiumi che sono stati interessati dall'alluvione di quest'anno, volevo solo capire perché non sono stati fatti gli interventi previsti, tanto che la recente piena, che per portata è stata inferiore a quella del 2004, ha invece provocato molti più danni.
Ci sono situazioni di una gravità rilevante, nel senso che sono state danneggiate strade, infrastrutture e alcune aziende hanno perso completamente il patrimonio di mezzi, di edifici, di capi di bestiame. Questa norma stranamente è stata considerata intrusa e non ho capito il perché, comunque intrusa o non intrusa vorrei sapere se la Regione intende o no pagare questi danni.
Può anche darsi che la norma sia intrusa, ma il significato dell'emendamento è quello di capire quale sia la volontà della Regione. I danni del 2004 in parte non sono stati risarciti, adesso si aggiungono i danni dell'alluvione del 2006. So che gli Assessori dei lavori pubblici e dell'agricoltura hanno fatto dei sopralluoghi e siccome la gente sta aspettando bisogna capire come la Regione intende risolvere questo problema e se utilizzerà i fondi POR, come ha fatto in altre occasioni, posto che i risarcimenti arriveranno agli interessati probabilmente fra un paio d'anni, se arriveranno.
PRESIDENTE. Una telegrafica risposta dell'Assessore, anche se è una procedura inusuale prima del voto.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Intanto devo dire che, per quanto riguarda le infrastrutture private e pubbliche, i danni provocati dall'alluvione del 2004 sono stati tutti risarciti.
LADU (Fortza Paris). Non tutti.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Ad artigiani, commercianti e privati sono stati pagati. Io ho avuto anche un encomio, e questo mi ha onorato, da parte del sindaco di Galtellì, il quale mi ha ringraziato per la sensibilità e l'efficienza dimostrata in quella circostanza. Le dico, con molta serenità, che non me ne faccio un vanto, ma ogni tanto queste cose ci fanno piacere perché gratificano il nostro lavoro.
LADU (Fortza Paris). Stiamo parlando di altre zone.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Voglio però dirle, per quanto riguarda la recente alluvione, che gli argini del rio Posada, in questo evento climatologico (ormai gli eventi climatologici sono sempre più caratterizzati da una piovosità concentrata e violenta), hanno ceduto non tanto sui tratti che erano stati colpiti dall'alluvione del 2004, quanto su altre parti. Sono argini molto vecchi, dovrebbero avere la capacità di contenere una piena di 1200 metri cubi al secondo e non hanno tenuto una capacità di laminazione di 700 metri cubi al secondo, quindi si tratta di intervenire su questi argini in modo puntuale e lo faremo.
Devo dire che questi argini, onorevole Ladu, sono stati sempre dimenticati negli anni; possiamo dire che nell'ultimo quindicennio non c'è stato nessun intervento di manutenzione, tanto meno in questi ultimi anni. Quindi interveniamo con il Piano di assetto idrogeologico (PAI), le risorse non sono tantissime, ma faremo interventi mirati e puntuali. Abbiamo già attivato un importante studio con l'Università di Cagliari, lunedì prossimo saremo a Nuoro per discutere della messa in sicurezza del bacino sudorientale e il giovedì successivo a Lanusei per la zona del Cedrino-Posada.
L'emendamento è intruso e noi lo riproporremo nel collegato, perché non si tratta solo di opere pubbliche, ma di opere pubbliche infrastrutturali. Quindi gli interventi saranno immediati e saranno anche di ristoro per chi ha subito un danno. Questo fondo sarà collocato provvisoriamente nel bilancio dell'Assessorato della programmazione e sarà ripartito, in base alle rispettive pertinenze, tra i vari Assessorati.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
C'è un errore nell'ordine delle votazioni, quindi dobbiamo votare l'emendamento 136 dell'onorevole Cassano. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Intervengo perché non ho ricevuto nessuna risposta, forse per mancanza di tempo, da parte dell'Assessore. In ordine a questo emendamento, visto che lei, Assessore, poc'anzi ha detto di aver stanziato 8 milioni di euro per la strada di Sedini, dandosi giustamente merito di questo intervento per il sassarese, le voglio ricordare che quell'intervento era già stato programmato e finanziato dalla precedente Giunta regionale. Lo ricordo giusto perché si sappia anche a seguito dell'incontro che si è tenuto in terza Commissione con i sindaci del territorio, compreso il sindaco di Sedini. Questa è storia ed è agli atti.
La seconda considerazione è che questo emendamento mirava ad aumentare lo stanziamento di 900 mila euro, per poter eventualmente dare a quei comuni, quindi a quelle zone, risorse sufficienti per realizzare le opere di interesse provinciale e sovracomunale. Siccome lei, poc'anzi, ha detto che si fa un'opera ma buona, nel senso che la si completa, le voglio ricordare che per ciò che riguarda la realizzazione della strada a sabbie silicee - non so se le giunga nuova questa voce - la Regione sarda ha finanziato in parte il primo lotto e tutto il secondo lotto. Vale a dire che una parte del primo lotto l'ha finanziata la provincia di Sassari, il secondo lotto l'ha finanziato la Regione. Quindi prenda questi dati, Assessore, e mi risponda per cortesia, perché se non realizziamo il terzo lotto l'opera resta monca, cioè non viene utilizzata da nessuno, né dagli autotrasportatori che vanno e vengono per le sabbie né tanto meno dalle comunità locali. Dia almeno un segnale di sensibilità, non le sto chiedendo di finanziare il completamento dell'opera, che mi pare si aggiri sui 2 milioni e 500 mila euro, le sto chiedendo un segno di presenza, in modo che quel territorio non abbia un'opera monca, ma abbia un'opera completa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Della replica dell'Assessore devo dire che non sono per niente soddisfatto, anche perché lei ha detto delle cose non vere, Assessore. Infatti, quando afferma di aver finanziato la strada di Sedini, lo rilevava anche il collega Cappai, lei afferma una cosa non vera, perché la costruzione di quella strada era stata finanziata dalla precedente Giunta regionale. Probabilmente adesso sono in corso i lavori, però quella strada è stata finanziata con i fondi del bilancio della Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, deve fare una dichiarazione di voto, l'Assessore non avrà più la parola. Le risposte sono state date, quindi lei dichiari il suo voto.
LADU (Fortza Paris). La precedente Giunta regionale aveva stanziato 6 miliardi, che probabilmente sono serviti per finanziare altre opere, però, ripeto, la realizzazione di quest'opera era già stata finanziata nella scorsa legislatura.
Lei ha inoltre detto qualcosa che non ho ben capito, ha affermato cioè che i progettisti essendo stati lasciati da soli a trattare con gli enti locali praticamente hanno fatto lievitare i prezzi. Quindi, dice lei, hanno fatto salire fino a 100 miliardi il valore di un intervento su una strada o roba del genere. Io non ho capito a che cosa si stesse riferendo lei, perché io mi riferisco al tratto di circa 60 chilometri della S.S. 128 che va dal bivio di Serri fino alla S.S. 389.
Probabilmente lei sta pensando a un'altra strada, sta pensando al rifacimento della vecchia strada 128. Noi stiamo invece parlando della Centrale sarda, ma la realizzazione del nuovo collegamento che attraversa parte della Sardegna centrale era stata valutata non 100 miliardi, bensì circa 200 miliardi di vecchie lire.
Non è vero, insomma, che ci sia stata da parte dei tecnici chissà quale lievitazione dei prezzi. In realtà, c'era un progetto di massima preparato dall'ANAS e poi era stato previsto il finanziamento, in merito al quale non ho avuto risposta, del progetto esecutivo. La mia domanda si riferiva a quello, vedere un po'! E comunque la storia dei tecnici che hanno fatto lievitare i prezzi non credo sia credibile, anche perché non tornano i conti: quella strada, una volta completata, costerà sicuramente molto di più della cifra a cui lei ha accennato poc'anzi.
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, non ho capito su che cosa stesse dichiarando il voto e che voto abbia dichiarato, quindi abbia la cortesia di dircelo.
LADU (Fortza Paris). Ho dichiarato il voto favorevole, naturalmente, all'emendamento numero 136.
PRESIDENTE. Vi ricordo che siamo in fase di dichiarazioni di voto, non di "a domanda risponde". All'Assessore non darò più la parola perché è già intervenuto, sono stati espressi i pareri del relatore e della Giunta sui singoli emendamenti, quindi siamo, ripeto, alle dichiarazioni di voto. Altrimenti la discussione diventa un'altra cosa con una procedura non prevista dal Regolamento.
Siamo all'emendamento numero 136 presentato dall'onorevole Cassano, il quale ha spiegato i motivi per i quali ritiene che l'emendamento debba essere accolto. Il relatore e la Giunta hanno espresso parere contrario, l'Assessore ha spiegato che ci sono altre sedi nelle quali si può riprendere questo argomento. Siamo pertanto in fase di votazione.
((Interruzione del consigliere Cassano)
PRESIDENTE. Lei ha già parlato per dichiarazione di voto. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Abbia la pazienza, ogni tanto, di ascoltare anche gli altri. Io mi sono iscritto a parlare perché lei così ci ha chiesto, diversamente non si può intervenire. Non potendo più alzare la mano, come si faceva in precedenza, mi sono iscritto per chiedere la votazione nominale. Grazie
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri PISANO, VARGIU, RASSU, LADU, CAPPAI, AMADU, GALLUS.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 136.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - DIANA - GALLUS - LADU - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 51
Votanti 49
Astenuti 2
Maggioranza 25
Favorevoli 15
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Ora procediamo alla votazione nell'ordine degli emendamenti numero 93, 138 e 92, perché se passa il 93, che è il più ampio, gli altri due emendamenti naturalmente sono superflui.
Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Chiedo scusa, forse c'è un equivoco, l'emendamento numero 93 dovrebbe essere quello che vede come primi presentatori Gallus, Ladu, Oppi Diana.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 93 è stato presentato dai consiglieri Cappai, Ladu, Oppi e più. Il suo emendamento è il 92, che sarà messo in votazione immediatamente dopo.
GALLUS (Fortza Paris). Grazie, intervengo dopo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento. Ormai questa è la quarta legge finanziaria con la quale si cerca di stanziare delle risorse per poter iniziare i lavori di realizzazione del primo tratto della ex S.S. 128. Forse l'Assessore prima si riferiva al tratto della S.S. 128 che parte da Senorbì e arriva a Isili, il cui progetto esecutivo è stato già approvato, i comuni l'hanno esaminato e hanno dato il loro parere e quindi i lavori potrebbero iniziare.
Io dico che se non mettiamo neanche una lira i lavori su questa importantissima arteria non inizieranno mai e sicuramente a un certo punto il progetto non sarà più valido, sarà da rifare totalmente e avremo speso inutilmente ingenti somme. Quindi ciò che si chiede alla Giunta è uno sforzo per iniziare almeno il primo tratto di questa strada, che magari non sarà la Monastir-Isili, ma potrà limitarsi alla Monastir-Senorbì. Non saranno 30 miliardi, saranno 15, visto che il costo totale di 110 chilometri dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 milioni di euro. Lo sforzo che si chiede alla Giunta è dare la possibilità di non disperdere il lavoro fatto dai tecnici e soprattutto accontentare le amministrazioni comunali che hanno giù approvato i rispettivi progetti, hanno fatto un lavoro immane nel convincere, con accordo bonario, i proprietari a cedere i loro terreni per il passaggio di questa strada. Quindi c'è a monte tutto un lavoro che, se senza neanche una lira di stanziamento, sarà stato inutile e sarà da rifare di sana pianta magari fra tre, quattro o cinque anni.
Io rinnovo all'assessore Pigliaru e principalmente al Presidente della Commissione, al quale in questi giorni ho esposto questi problemi e che mi ha confessato che non ci sono risorse, l'invito a sospendere la votazione su questo emendamento, perché può darsi che alla fine dell'esame della finanziaria qualche miliardo di euro sia rimasto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Anch'io signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, prendo la parola a sostegno di questo emendamento, un po' per ragioni di campanile, lo confesso, sono desulese e questa strada conduce anche al mio paese, ma soprattutto perché sono un cittadino sardo che percorre questa strada anche per andare a lavorare. Ancora un po' della mia attività di cardiologo la esercito infatti nel comune di Senorbì, e devo dire che durante il tragitto per recarmi sul posto di lavoro mi capita di vedere delle situazioni assolutamente fuori legge e fuori dai tempi rispetto alle possibilità della viabilità odierna. Sono situazioni che creano disagio e insicurezza e sono causa di incidenti stradali talvolta anche mortali. Sicuramente i tempi di percorrenza sono molto lunghi per i cittadini che si spostano per andare a lavorare o per usufruire dei servizi della città di Cagliari, che è il capoluogo della provincia. Voglio ricordare che la Barbagia di Seulo e il Sarcidano sono entrati a far parte della provincia di Cagliari e quindi ancor di più l'utenza di questi territori si riverserà sulla SS 128. Pertanto, le possibilità che, soprattutto nei mesi invernali, si verifichino incidenti e situazioni che renderebbero colpevole l'amministrazione provinciale qualora si dimostrasse insensibile rispetto a questa richiesta dei territori, aumenteranno notevolmente inducendo i cittadini a lamentarsi con fondamento e a ragione.
Io chiedo che alle comunità che potrebbero essere messe nelle condizioni di arrivare a Cagliari in tempi assolutamente celeri sia data questa opportunità. Chiedo anche che i cittadini di Isili possano usufruire di servizi sanitari all'altezza. Si parla di riordino degli ospedali, di trasformazione dell'ospedale di Isili in qualcos'altro, e quindi si costringerà gli abitanti di questi territori a rivolgersi ancor di più a Cagliari per alcuni servizi, sempre che il capoluogo possa essere raggiunto in tempi accettabili. Chiedo inoltre che i tanti cittadini cagliaritani che vanno a lavorare in quei territori (cito l'ospedale di Isili, ma esistono altre realtà dove lavorano dei cagliaritani), sobbarcandosi tempi di percorrenza assurdi per i nostri giorni, siano messi anch'essi nelle condizioni di avere una strada all'altezza dei tempi.
Non è molto quello che noi chiediamo, si inizi almeno la prima parte di questa strada, da Serri verso Cagliari o da Cagliari verso Serri. Non sarà che un inizio, che dovrà portare, spero quanto prima possibile, a raggiungere finalmente, anche con una galleria, la Barbagia di Belvì, perché anche quello è un territorio isolato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 93 e poco debbo aggiungere, perché i colleghi Cappai e Liori hanno ben descritto l'esigenza relativa alla realizzazione di questo tratto di strada importantissimo.
Voglio fare invece una considerazione più generale, che nasce dal fatto che la risposta della Giunta è ormai sempre univoca: non ci sono risorse ed è pertanto difficile accondiscendere alle proposte fatte attraverso gli emendamenti. Approfitto della presenza del professor Gessa, il quale ci può davvero aiutare nel tentativo di ottenere una risposta. Io ritengo, professore, che questa finanziaria dia assuefazione; è una sostanza, a mio avviso, che andrebbe annoverata probabilmente tra quelle che danno assuefazione, perché, è triste davvero doverlo constatare, la maggioranza è completamente assuefatta, e probabilmente fra poco lo saremo anche noi. Non c'è nemmeno la forza di dire no a questa finanziaria o alle cose negative che essa contiene.
Il problema delle risorse: noi abbiamo avuto una possibilità concreta di misurare, a mio giudizio, la genialità che l'assessore Pigliaru ha dimostrato con questa finanziaria, demolendo, dopo cinquecento anni, quel grosso principio introdotto da Fra Luca Pacioli quando inventò il concetto di partita doppia. Lei ha effettivamente inventato la partita tripla, a mio giudizio, proprio perché oltre alle entrate e alle uscite ha introdotto le entrate aleatorie, le entrate incerte che possono dare equilibrio a questa finanziaria. Le chiedo uno sforzo superiore, professor Pigliaru, per inventare qualcosa che renda queste risorse certe. Penso che lei sia prossimo a questa possibilità, ci dia qualche risposta, perché così come ci sono le entrate incerte potrebbero esserci anche le spese incerte.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 93. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 93.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - GALLUS - LADU - LIORI - LOMBARDO - OPPI - PISANO - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 50
Astenuti 1
Maggioranza 26
Favorevoli 16
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 138.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, insisto nel dire che mi sento di votare a favore di questo emendamento, ma sono insoddisfatto, perché non ho sentito l'Assessore rispondere in merito a ciò che ho chiesto. E' pur vero che il Regolamento non prevede la replica della Giunta in questa fase della discussione, ma è altrettanto vero che i cittadini del cagliaritano per andare a Sassari passano in una corsia unica, col pericolo incombente di frane, tant'è che ce n'è stata una tra la prima e la seconda galleria. Su un problema così importante, delicato e particolare non viene data la possibilità di replica all'Assessore regionale dei lavori pubblici, che non sempre si ha l'occasione di vedere e sentire.
Io ho presentato un emendamento, ma ho posto anche delle domande e non ho ricevuto alcuna risposta. Prendo atto del fatto che la Giunta regionale evidentemente è impegnata in altre cose, e non ho motivo per dubitarne, però è importante ricordare che comunque siamo in presenza di un pericolo veramente eccezionale. I lavori sono bloccati, nonostante i proclami, gli annunci e le comunicazioni a mezzo stampa e televisivo. I cittadini di Sassari e dell'hinterland attraversano questo tratto di strada, in una corsia unica, in mezzo al pericolo, a quanto si può capire.
Le ricordo ancora che era ed è previsto un intervento complessivo dal chilometro 203 al chilometro 209 e 482 metri, per porre fine eventualmente al pericolo incombente delle frane, derivante da una situazione di emergenza. Anche se lo si eliminasse oggi, cosa che ancora non è avvenuta, questo pericolo si riproporrebbe. Quindi sollecito la realizzazione di questo intervento, così come voglio ricordare ai consiglieri regionali del sassarese che questo è un problema che non riguarda personalmente chi vi parla o solo l'hinterland sassarese, ma riguarda tutta la provincia di Sassari e non è pensabile che si possa ignorare completamente un'emergenza come questa. Se lei è così cortese, e il Presidente lo concede, gradirei una risposta su questo.
Confermo il mio voto favorevole all'emendamento numero 138, sul quale chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Una risposta telegrafica da parte dell'Assessore è concessa giusto perché lei è sassarese, onorevole Cassano.
SECCI (La Margherita-D.L.). La prego di rispettare il Regolamento.
PRESIDENTE. Anch'io la prego, onorevole Secci. Ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Volevo informare velocemente l'onorevole Cassano che sono già intervenuto presso il compartimento dell'ANAS su questo problema. E' una competenza ANAS perché la strada in questione è statale. L'ANAS si è impegnata a risolvere questo problema con le sue risorse. Devo dire che mi sto interessando anche del tratto presso Ittiri della S.S. 131 bis, anche quello chiuso a causa di una frana.
Quindi la rassicuro del fatto che sto seguendo le cose e sono anche disposto ad affrontare questo argomento, sotto l'aspetto tecnico, con l'ANAS e insieme a lei.
PRESIDENTE. Il consigliere Cassano aveva chiesto la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, PISANO, Franco Ignazio CUCCU, LADU, GALLUS, CAPPAI, LIORI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 138.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - GALLUS - LADU - LIORI - LOMBARDO - OPPI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 45
Votanti 44
Astenuti 1
Maggioranza 23
Favorevoli 12
Contrari 32
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 92. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, ovviamente il voto da parte del sottoscritto sull'emendamento numero 92 è favorevole. Voglio ribadire che, purtroppo, per gli eventi che ho elencato prima, e cioè frane, incidenti stradali, gelo, neve o anche incendi, la Sardegna è praticamente spaccata in due, intorno al chilometro 100 della S.S. 131. L'intervento previsto nell'emendamento numero 92 è necessario e non mi sembra neanche troppo esoso, perché si richiede solamente - dico solamente - 1 milione di euro, ed è comunque un intervento che interessa tutta la regione e che non ha assolutamente un interesse solo locale. Paradossalmente i miei concittadini ne sarebbero avvantaggiati se questo emendamento non venisse approvato, perché non dovrebbero subire il traffico leggero e pesante come avviene circa dieci volte all'anno in conseguenza degli eventi che ho citato. Chiedo la votazione nominale su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Mi pare opportuno che i consiglieri regionali di quel territorio evidenzino questo problema, ma credo che dovrebbe essere un interesse di tutti. Aggiungo, alle considerazioni che sono già state fatte, che questa strada oltre a collegare Bauladu con Paulilatino e ad avere l'importanza che è stata sostenuta dall'onorevole Gallus, collega anche Milis, San Vero Milis e Narbolia, cioè collega tutto un territorio della provincia di Oristano, senza che gli automobilisti siano costretti a immettersi nella superstrada per spostarsi nel territorio di Paulilatino o per andare verso il Barigadu. Quindi è una strada di grande interesse e non sostenere questo tipo di intervento credo che sia pregiudizievole, per i problemi che l'onorevole Gallus ha evidenziato. Spessissimo nella superstrada, proprio in quel tratto, il più ripido della S.S. 131, si verificano eventi qualche volta straordinari, ma che comunque determinano la sospensione del traffico. Pertanto credo che questo emendamento sia meritevole di accoglimento.
PRESIDENTE. Il consigliere Gallus ha chiesto la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere LADU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 92.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Salis dichiara di votare contro e il consigliere Franco Ignazio Cuccu a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - GALLUS - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - OPPI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 49
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 14
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 82. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io avevo chiesto spiegazioni sul fatto che i lavori relativi ai due nuovi invasi che sono stati finanziati nella passata legislatura stanno procedendo solo per uno dei due, mentre per l'altro sono bloccati. Volevo sapere le motivazioni di questa disparità di trattamento. Se l'Assessore non può intervenire mi avvicinerò ai banchi della Giunta per avere direttamente le spiegazioni che ho chiesto.
PRESIDENTE. Quindi come vota, onorevole Ladu, a favore? Naturalmente bisogna dichiararlo, altrimenti deduciamo liberamente. Non è una innovazione il fatto che gli Assessori non possano intervenire in sede di dichiarazioni di voto, è sempre stato così, quindi non è una modifica regolamentare recente, con la quale potremmo non avere dimestichezza.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 89. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, sarò brevissimo nel fare tre precisazioni, la prima sul collega "negativo", che non c'è, la seconda sull'Assessore "conforme" e la terza sull'Assessore dei lavori pubblici. Prima di tutto l'Assessore può parlare ogniqualvolta lo richieda, in base all'articolo 60 del Regolamento. Comunque non sto chiedendo e non ho mai chiesto interventi dell'Assessore, se ritiene opportuno mi risponderà se no ne prenderò atto, ma ribadisco che l'articolo 60 del Regolamento gli consente di parlare ogniqualvolta lo richieda.
Per quanto riguarda il comma 13, ribadisco che voterò a favore dell'emendamento numero 89. Anche qui non sono entrato nel merito dell'intervento sulla cattedrale di Cagliari, ma non mi va di essere frainteso, diciamo così. Con questo emendamento, sia chiaro a tutti, state togliendo l'intervento di competenza del comune o di un ente regionale per trasferirlo direttamente alla Curia. Leggo testualmente: "All'attuazione dell'opera da parte dell'ente proprietario si provvede in regime di delega". Allora, il fatto che sia in regime di delega fa sì che la norma sia intrusa, perciò al Presidente del Consiglio o a chi si ritiene opportuno dico che, a mio avviso, questa è una norma intrusa, perché modifica quanto previsto dalla legge numero 24 del 1987, che richiama a sua volta, all'articolo 4, quanto previsto all'articolo 1, in cui si dice che la legge disciplina le procedure di attuazione delle opere pubbliche che devono essere finanziate attraverso gli enti regionali, le modalità di finanziamento e quant'altro. E non mi risulta che la Curia sia un ente regionale!
Questa sicuramente, peggio della precedente, è una norma inserita per fare campagna elettorale, per avere voti non so da chi. Assessore, non la sto ritenendo responsabile, ma non vorrei essere preso in giro nelle modalità. Nel merito chiunque l'avrebbe fatto, noi abbiamo finanziato interventi su cattedrali dicendo che lo facevamo perché eravamo attenti e vicini e perché cercavamo di ottenere una certa considerazione da parte della Chiesa. Voi invece mascherate tutto con argomentazioni che non valgono. E' una finanziaria elettoralistica per questi motivi, assessore Pigliaru, Assessore "conforme", lo dico amichevolmente. Se mai questa fosse una finanziaria che esprime un programma, che esprime quanto lei va ripetendo più volte sulla bontà di questa legge, che vuole costituire un elemento di cambiamento, questa è la riprova che così non è. E guardi che è legittimo, non vi fucila nessuno per questo, però diciamo le cose come stanno. Qui ci sono degli interessi elettorali, per accattivarsi qualche voto in più da parte della Chiesa, quella stessa Chiesa che, lo ripeto ancora una volta, sicuramente non sostenete o meglio criticate quando interviene in questioni politiche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Credo valga la pena, in questo caso specifico, che l'Assessore, utilizzando l'articolo 60 del Regolamento, dia una risposta, perché il mio collega l'ha chiamata azione elettorale, io la chiamo marchetta, lo sapete, l'ho sempre detto. Potrei capire se si fosse previsto un capitolo specifico anche per altre realtà della Sardegna, ma non è così, e questa è la dimostrazione palese che sapete dire sempre no, mentre prima sapevate sempre chiedere, petulantemente, centinaia di miliardi anche per le piccole cose e per gli interessi personali. La stragrande maggioranza delle persone che sono sedute in questi banchi, si chiamino "signor no" o in altro modo, hanno sempre tutelato gli interessi di categoria. Quindi gradirei che l'Assessore, se lo ritiene, desse una risposta.
PRESIDENTE. Il punto non è se l'Assessore vuole intervenire, onorevole Oppi.
OPPI (U.D.C.). Questa è una norma intrusa!
PRESIDENTE. Il punto è se gli Assessori debbano intervenire "a domanda" in fase di dichiarazioni di voto per dare ogni volta una risposta, perché questo trasforma una dichiarazione di voto in una specie di question time e cambia la procedura.
Per quanto riguarda il fatto che la norma sia intrusa, onorevoli Oppi e Capelli, avevo già spiegato che la norma è stata giudicata in maniera totalmente asettica, così come tutte le altre norme dell'articolato e gli emendamenti. L'inclusione o l'esclusione è stata fatta seguendo questo esclusivo criterio. Se avessimo giudicato anche questa norma intrusa non avremmo avuto nessuna difficoltà a escluderla, così come abbiamo escluso le altre. Siccome è la Presidenza che ha fatto questo lavoro, vi prego di credere che è stato fatto seguendo esclusivamente questo criterio.
Se l'Assessore è in grado di dare una risposta sintetica posso dargli la parola, altrimenti trasformiamo le dichiarazioni di voto in un dibattito di merito.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, risponderò molto velocemente. Perché si dà la delega alla Curia? Perché la cattedrale e l'arcivescovado non sono di competenza comunale, quindi i comuni non possono intervenire. C'è un precedente nella legge finanziaria del 2003, presentata dalla Giunta di centrodestra, in cui una stessa identica norma attribuisce 4 milioni di euro alla Curia per il recupero dell'arcivescovado di Cagliari. Abbiamo usato la stessa norma, lo stesso criterio, lo stesso strumento giuridico.
(Interruzione dei consiglieri Secci e Capelli)
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Chiedo scusa, onorevole Capelli, aveva chiesto la votazione nominale?
(Interruzione del consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Nessuna votazione nominale, ha ragione, onorevole Capelli. Quando ha ragione, ha ragione!
(Non è approvato)
Dobbiamo ora procedere alla votazione degli emendamenti numero 15, 90 e 91. Iniziamo dall'emendamento numero 91, perché è quello che prevede il maggiore stanziamento.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla votazione degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 5, iniziando dall'emendamento numero 49 della Giunta regionale. Onorevole Pisu, intende parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 49? L'articolo 5 è stato già votato.
(Interruzione del consigliere Pisu)
PRESIDENTE. Onorevole Pisu, la sua iscrizione è pervenuta dopo la votazione dell'articolo.
Metto in votazione l'emendamento numero 49. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 78. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Intervengo per annunciare il voto favorevole a questo emendamento aggiuntivo e colgo l'occasione, vista la fortunata coincidenza della presenza del Presidente della Regione, per ricordare l'interesse manifestato in tutte le circostanze dall'Assessore della programmazione e dallo stesso Presidente verso un territorio nuovo della provincia di Oristano, che piace molto all'assessore Pigliaru e a tanti altri e che ha bisogno di crescere, di svilupparsi, e a questo fine il tratto di strada Tresnuraghes-Porto Alabe è di particolare importanza.
Si tratta di un intervento che prevede la spesa di 1 milione di euro e che può essere fatto direttamente dalla Regione o può essere delegato alla Provincia o al Comune. E' comunque un intervento indispensabile, perché la manutenzione di quel tratto di strada sta mettendo in ginocchio dal punto di vista finanziario il Comune di Tresnuraghes. La spesa per la manutenzione di una strada come quella - sono circa dodici chilometri - è veramente impossibile da sostenere per le casse di un comune. Ci fosse almeno la manifesta volontà di interessarsi di questo problema sarebbe già qualcosa. Mi meraviglia che i colleghi della provincia di Oristano non siano intervenuti né per quanto riguarda questa arteria né per il tratto Paulilatino-Bauladu, però, Assessore, credo che lei debba fare un'attenta valutazione: o si concede un contributo straordinario al Comune di Tresnuraghes o alla Provincia di Oristano o la Regione interviene direttamente. Non è possibile che la Provincia si faccia carico di una manutenzione straordinaria che non costa meno di 400 mila euro, una manutenzione che comunque non mette a norma quella strada, che a suo tempo, nella vecchia provincia di Nuoro, era classificata come strada provinciale.
Credo che un impegno in merito a questo intervento debba essere garantito dal Presidente della Regione, dall'assessore Gian Valerio Sanna e, ovviamente, dall'Assessore dei lavori pubblici, che ha a cuore viabilità della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Intervengo sull'ordine dei lavori, Presidente, per dire che ritengo doveroso richiamare in aula il Presidente della Commissione bilancio, perché il parere del relatore su qualche emendamento accolto dalla Giunta non potrebbe essere espresso, qualora fosse richiesto, in quanto sono assenti sia il Presidente della terza Commissione sia il vicepresidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, il Presidente può rientrare se non è andato via, naturalmente lo invitiamo a rientrare, ma i pareri sugli emendamenti sono già stati espressi. Se interverranno fatti nuovi li valuteremo.
(Interruzione del consigliere Cappai)
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, più che di dialogo, onorevole Cappai, poi tutto è possibile.
E' in votazione l'emendamento numero 78. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghe e colleghi, intervengo per esprimere il mio voto contrario a questo emendamento e per dichiarare, anche se la votazione è già avvenuta, il mio voto favorevole all'articolo 5.
Vorrei soprattutto sottolineare alcuni problemi che sono stati accennati anche in quest'Aula, ma che sono molto sentiti nei comuni dell'Isola, e in particolare nei piccoli comuni e nelle zone interne. Alludo agli interventi previsti nell'edilizia gestita in particolare dallo IACP, ma soprattutto ai nuovi interventi che secondo me devono essere orientati al recupero dei centri storici. Questo ci tenevo a dirlo perché la tipologia di queste case consente un approccio di questo tipo e, come ho già detto intervenendo nella discussione generale, si creerebbero delle sinergie con gli interventi che stiamo portando avanti in base alla legge numero 29, concernente il recupero dei centri storici, accelerando la valorizzazione delle parti più pregiate dei nostri paesi e delle nostre città.
Un'altra considerazione brevissima la voglio fare sulle politiche per contrastare l'isolamento e lo spopolamento delle zone interne. I problemi da affrontare sono tanti, ma sicuramente hanno una fondamentale importanza, direi anzi che sono propedeutiche, le grandi infrastrutture viarie di cui si discute da troppo tempo. Esse riguardano la trasversale sarda Oristano-Arbatax e la nuova S.S. 128, che è un'arteria di fondamentale importanza per vastissimi territori.
Capisco le difficoltà illustrate poc'anzi dall'assessore Mannoni, tuttavia, se non ci saranno interventi concreti su questo, come sulla diga di S'Alusia, di cui parlava anche l'onorevole Ladu per altri motivi, ogni dichiarazione sul riscatto e lo sviluppo delle zone interne o delle aree svantaggiate dell'Isola saranno flatus vocis.
Ricordo che per quanto riguarda la S.S. 128, ad esempio, quando ero sindaco di Laconi promossi varie riunioni - mi sembra che fosse Assessore dei lavori pubblici lei, onorevole Ladu - coinvolgendo oltre trenta sindaci e ci furono manifestazioni di grande interesse. Pertanto chiedo che l'assessore Mannoni e la Giunta nel suo complesso tengano nella dovuta considerazione queste indicazioni che sono patrimonio di rivendicazioni politiche di decine di enti locali e delle forze politiche e sociali di questi territori. Annuncio il voto contrario sull'emendamento numero 78.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 6 è stato dichiarato non ammissibile. Passiamo all'emendamento numero 134, sostitutivo dell'emendamento numero 7. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Intervengo, signor Presidente, per annunciare il voto favorevole all'emendamento sostitutivo parziale dell'emendamento numero 7, e ovviamente anche dell'emendamento numero 7. In attesa di una risposta alla domanda che ho posto al professor Gessa e all'assessore Pigliaru, per vedere se ci sono le condizioni per recuperare risorse e dare risposte alle proposizioni contenute nei nostri emendamenti, vorrei ricordare che l'emendamento numero 7 è l'unico dei quattro emendamenti presentati che sia sopravvissuto alla falcidia, in funzione di una interpretazione che io ancora stento a comprendere, perché l'inammissibilità dei tre emendamenti ai sensi della lettera b) del comma 3 dell'articolo 13 della legge numero 11, mi lascia molto perplesso. A mio giudizio, non si tratta assolutamente di nuove spese non riferibili a norme già esistenti, ma si tratta di nuove spese riferite a norme già esistenti, e quindi a norme che erano già inserite in precedenti leggi finanziarie e che, tutt'al più, vengono reiterate in questa finanziaria, così come sempre sistematicamente è avvenuto.
Potrei citare esempi concreti, ma qui ogni collega è capace, naturalmente, di farlo, mi limito a dire che non vi sono mai stati ostacoli alla presentazione di emendamenti che avessero questo spirito, quello cioè di reiterare provvedimenti o programmi di spesa per opere pubbliche o interventi già previsti precedentemente. E' sempre stato così nelle leggi finanziarie, c'è sempre stata sistematicità e continuità rispetto ai programmi precedenti, altrimenti questa legge non avrebbe nemmeno senso.
Allora, qual è la possibilità? Devo dare atto all'Assessore dei lavori pubblici e anche all'Assessore degli enti locali di aver preso l'impegno di valutare alcune delle proposte contenute in questi emendamenti in momenti più opportuni.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 134. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere VARGIU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 134.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MURGIONI - OPPI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 49
Votanti 48
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 13
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Abbiamo terminato l'esame dell'articolo 5. Interrompiamo qui la seduta antimeridiana. I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 13 e 40.
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