Seduta n.401 del 20/02/2008
CDI Seduta
(POMERIDIANA)
Mercoledì 20 Febbraio 2008
Presidenza del Vicepresidente BIANCU
Indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 20.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 14 febbraio 2008 (394), che è approvato.
PRESIDENTE. Considerata la presenza in Aula, i lavori sono sospesi e riprendono alle ore 16 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 21, viene ripresa alle ore 16 e 42.)
PRESIDENTE. Colleghi, possiamo riprendere i lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Per consentire a qualche collega di arrivare, le chiederei altri otto minuti di sospensione.
PRESIDENTE. Allora i lavori riprendono alle ore 16 e 40.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 33, viene ripresa alle ore 16 e 42.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, possiamo riprendere i lavori.
L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.
E' in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 215 assieme all'emendamento numero 440 che dicono la stessa cosa.
Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). In sede di discussione dell'articolo, avevo proposto e detto appunto che ci sarebbe stata la possibilità che i firmatari dell'emendamento potessero ritirare l'emendamento stesso se ci fosse stata comunque la disponibilità da parte dell'Assessore per venire incontro all'esigenza che si è verificata appunto per l'apertura del reparto di chirurgia pediatrica di Sassari, dell'Università di Sassari.
Non sto qui a ricordare la valenza che ha, non solo territoriale, bensì di tutta l'alta Sardegna, centro nord Sardegna di questo punto di riferimento che è appunto diretto dal professor De Santi. Noi vorremmo chiedere all'Assessore se c'è questa disponibilità così come gli era stata richiesta e ancora non ci ha dato risposta durante la discussione generale, e per poi chiedere anche ai colleghi che hanno firmato l'emendamento eventualmente se sono d'accordo anche loro per il ritiro.
PRESIDENTE. Assessore Dirindin, c'è una ipotesi di ritiro dell'emendamento, se vuole precisare...
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Vorrei rassicurare il consigliere nell'ambito della ristrutturazione degli immobili dell'azienda ospedaliera universitaria di Sassari, abbiamo previsto, ovviamente, anche gli interventi nella chirurgia pediatrica. Come sapete ci sono molti interventi da fare, stiamo anche cercando di recuperare le risorse per poterlo fare, ci sono delle risorse che l'Università aveva e che possono essere utilizzate proprio per il Dipartimento materno infantile, quindi cercheremo anche in quell'ambito di fare quanto prima gli interventi nella chirurgia pediatrica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Grazie. Sì, devo dire che era stato già detto che era stato presentato quest'emendamento in modo quasi provocatorio, vista anche la cifra che non è che fosse così ingente. Quindi io chiedo anche ai colleghi, all'onorevole Lai, che il secondo firmatario, se ci possiamo, come io credo, non di fidare, bensì prendere in seria considerazione la proposta dell'Assessore, per poi ritirare l'emendamento.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Assolutamente sì!
GALLUS (Fortza Paris). Quindi, ritiriamo gli emendamenti, sia l'emendamento numero 215, che l'emendamento numero 440. Ci riteniamo soddisfatti. Grazie.
PRESIDENTE. Quindi gli emendamenti numeri 215 e 440 sono ritirati.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, faccio mio l'emendamento numero 215 e chiedo l'elettronico palese.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 215, che è uguale all'emendamento numero 440.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Capelli si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Murgioni - Pisano.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias.
Si è astenuto il consigliere Capelli.
Risultato della votazione
presenti 36
votanti 35
astenuti 1
maggioranza 19
favorevoli 2
contrari 33
PRESIDENTE. Non è presente il numero legale. I lavori sono sospesi e riprendono alle ore 17 e 17.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 47, viene ripresa alle ore 17 e 20.)
PRESIDENTE. Allora, colleghi, sono in votazione gli emendamenti numeri 215 e 440.
Ha domandato di parlare il consigliere Giorico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIORICO (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Tralascio il discorso sui piccoli ospedali, anche per questioni di tempo, riservandomi di presentare una mozione in quest'Aula, se è il caso. Quindi, tralascio il discorso sui piccoli ospedali, che riguardano da vicino il nostro territorio. Comprendo, essendo stato a lungo amministratore della ASL, che siano scelte difficili, impegnative, e ritengo che sia più difficile e impegnativo abbassare il livello di assistenza, senza mettere in campo, tra l'altro, una politica rivaluti il territorio, trasferendo ad esso servizi essenziali.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue GIORICO.) Un progetto che, con scarso realismo, lei vuole fare a costo zero, signor Assessore. Aggiungo soltanto un fatto. Quanto si investe in sanità, si investe anche in turismo. E se è vero che Alghero punta sul turismo, non può garantire una risposta sanitaria così problematica. Lo dico con cognizione di causa. Se vogliamo incentivare il turismo della terza età, dei pensionati, svedesi, tedeschi, o quant'altri, di chi vuole venire a vivere da noi per godere dei benefici del clima mite e delle bellezze della natura, non possiamo mettere sull'altro piatto della bilancia un'offerta sanitaria inadeguata. Dico questo, e concludo signor Presidente, perché due conti sul risparmio effettivo dei tagli alla spesa vanno anche fatti. Dobbiamo chiederci se risparmiare sulla salute, sull'assistenza, sui servizi territoriali sia utile ai conti finali della nostra Regione. Io credo proprio di no, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Giorico. Non ho capito come vota all'emendamento numero 215!
MARRACINI (Gruppo Misto). No, sta rispondendo a puntate, non c'entra niente!
(Non è approvato)
Emendamento numero 652, il primo firmatario è l'onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, questo è un emendamento di buon senso, il centesimo. È un emendamento accettabile: Perché? E' un emendamento accettabile perché oltretutto, caro Siro, aveva un'accettabilità ancora maggiore, quando c'era un programma di 40 milioni di euro sull'ammodernamento tecnologico. Nel senso che il ragionamento era: Siccome sull'ammodernamento tecnologico siamo estremamente interessati tutti, e soprattutto siamo estremamente interessati a farlo in fretta, allora facciamo una cosa, diciamo che la Giunta ha 30 giorni di tempo per presentare un programma, che lo presenti in Commissione che la Commissione entro 15 giorni di tempo esprime un parere, perché? Perché noi abbiamo avanzato qualche perplessità sui soldi stanziati dalla finanziaria dell'anno scorso per le priorità del Piano per una serie di programmi che non abbiamo ancora visto. Abbiamo una serie di perplessità su una serie di scadenze che erano prevista nel Piano e che dopo 390-420 giorni dall'approvazione del Piano ancora non sono state in nessun modo dalla Giunta ottemperate. Allora, dicevamo, ci sono stati 40 milioni di euro per l'innovazione tecnologica, bene, la Giunta in tempi rapidi, noi proponevamo 30 giorni, voi dite 60 è uguale, in tempi rapidi approviamo il Piano degli ammodernamenti tecnologici, facciamolo vedere alla Commissione sanità, affinchè abbia un'idea di quello che la Giunta sta facendo, dopodiché il piano è esecutivo. L'emendamento può rimanere ovviamente anche sui 10 milioni di euro effettivamente io mi rendo conto ha una valenza diversa, ma ha una diversa perché voi avete svuotato il capitolo. Ma se come dalla stampa apprendiamo che avete intenzione di rimpolparlo, beh insomma, potrebbe comunque essere un modo per far ragionare il Consiglio su una attività che è quella dell'ammodernamento tecnologico che è una attività sulla quale Consiglio, sul quale la Commissione sanità nel suo insieme ha preso posizione, con documenti firmati all'unanimità, dalla Commissione sanità. Quindi non si tratta di emendamenti pellegrini o di emendamenti fatti per, in qualche maniera, rallentare il percorso della finanziaria. Si tratta di emendamenti che hanno il senso del dialogo e del ragionamento che coinvolga l'intero Consiglio, quello che vuoi a parole dite di volere. Quindi che ci siano delle risposte su argomenti che non chiedono soldi in più ma che chiedono semplicemente metodo. Chiedere lo scrutinio elettronico palese su questo emendamento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente, io voterò a favore di questo emendamento come degli altri simili emendamenti che il collega Vargiu ha definito emendamenti di buon senso. Sono simili al punto che potrei fare la stessa dichiarazione di voto, anche per gli altri, assolutamente identica a questa. In realtà è del tutto evidente che si tratta dello stesso emendamento presentato più volte anche se sotto forma diversa. Non vorrei che qualcuno pensasse che potessimo portare avanti ancora delle manovre ostruzionistiche, che vogliamo perdere tempo e che venisse qualificato come una tattica dilatoria perché intendiamo perdere tempo, anche se così fosse sempre meno del tempo che avete fatto perdere alla Sardegna in questi anni. Quindi giusto qualche minuto in più per bocciare questi emendamenti che tanto verranno bocciati, anche quello che stiamo discutendo in questo momento. Adoperiamo a parte invertita la stessa tattica dilatoria che avete adoperato voi con il Piano sanitario regionale, noi che abbiamo memoria lunga ci ricordiamo con quale enfasi avete spacciato ai mezzi d'informazione la grandiosa notizia dell'approvazione del Piano sanitario regionale. Ci piacerebbe vedervi ora altrettanto in maniera pomposa impegnati in una conferenza stampa dove riconoscete che quel piano sanitario è stato effettivamente un librone pieno di buoni propositi che non avete nemmeno iniziato ad attuare. Questi in ogni caso sono emendamenti che in pratica tendono a mettere soltanto le mani avanti e chiedono alla Giunta un impegno preciso sui tempi visto quello che è successo nel Piano sanitario regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 652.
(Segue la votazione)
Prende atto che il consigliere Giorico ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 68
astenuti 3
maggioranza 35
favorevoli 28
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 653. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente, intanto per chiederle prima che lo debba fare lei lo scrutinio elettronico palese, poi perché mi dispiace che non ci sia stato da parte dei colleghi del centrosinistra nessuna disponibilità a ragionare sul contenuto di questi emendamenti anche del numero 653, il ragionamento vale analogo a quello che avevo fatto precedentemente, ma soprattutto stesso ragionamento vale, mi sembra che valga anche in maniera più forte, per l'emendamento 654. Collega Pacifico, l'emendamento numero 654, mi rivolgo a lei per la sua autorità istituzionale di Presidente della commissione sanità, l'emendamento numero 654 chiede che entro 30 giorni, rispetto all'approvazione della finanziaria, il programma di spesa dei 371 milioni di euro dell'edilizia sanitaria sia esaminato in maniera preventiva qualora non fosse completo nei suoi dettagli dalla Commissione sanità. Cioè si tratta di provvedimenti che sono gli unici veri provvedimenti sulla sanità che ci sono in questa finanziaria, nel senso che questa finanziaria, che alcuni colleghi hanno trovato gravida di risorse per la sanità, a nostro avviso è poverissima di risorse che non siano quelle ordinarie per la sanità. Però ci sono, sono rimaste, nonostante i colpi di forbice che voi avete inferto al bilancio sulla sanità, ci sono ancora alcune cose. Su queste cose, sia su quelle reali, e cioè il programma di ammodernamento, il programma di potenziamento delle strutture ospedaliere esistenti, sia su quelle che noi abbiamo già definito finte, dell'edilizia sanitaria, nel senso che vi abbiamo già detto cosa pensiamo di questi 371 milioni di euro fasulli che voi avete messo in finanziaria. Però ci sarà una idea comunque con cui programmare la spesa di questi 371 milioni, sia per quanto riguarda i soldi necessari al mantenimento e al miglioramento delle strutture ospedaliere esistenti. Sia per quanto riguarda i soldi necessari al perseguimento di obiettivi strategici, cioè ristrutturazione di ospedali, nuovi ospedali, insomma i sei assi che l'Unione Europea sta proponendo alla Regione Sardegna. Noi richiediamo un impegno a ragionare insieme in Consiglio, quindi a ragionare insieme in quella che è la sede consiliare adeguata la Commissione. Se voi non avete intenzione di ragionare in aula non stupitevi che noi sulla sanità non cerchiamo di sottolineare l'incongruenza di questa nuova finanziaria, perché l'unica cosa che ci rimane è fare la voce che urla nel deserto e che vi richiama ai disastri che nella sanità si stanno perpetrando, ma è giusto che lo facciamo, a meno che voi non ci diate occasione di ragionare altrove.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 653.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 72
votanti 69
astenuti 3
maggioranza 35
favorevoli 26
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 654, primo presentatore l'onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Voto segreto.
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione segreta.
PRESIDENTE. Indico la votazione con scrutinio segreto dell'emendamento numero 654.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 70
astenuti 1
maggioranza 36
favorevoli 32
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu)
PRSIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 856, c'era il parere favorevole ma era stato sospeso.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, in effetti aspettavamo un intervento da parte dell'Assessore. C'era necessità di un'interlocuzione che ancora non c'è stata, quindi, prima di sciogliere la riserva, volevamo sentire l'Assessore sul contenuto dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie, Presidente. Con riguardo al presidio ospedaliero di Sorgono è importante ricordare che le iniziative per la ristrutturazione, l'ampliamento e il miglioramento della dotazione tecnologica sono inserite nella finanza di progetto che la ASL di Nuoro sta realizzando, per un totale di 2 milioni e 850.000 euro circa. Attraverso questo intervento saranno realizzate le iniziative più urgenti, che quindi compensano le iniziative che avrebbero potuto essere realizzate con altre risorse di fondi regionali; restano poche altre iniziative che possono essere considerate prioritarie - in particolare la sostituzione di alcuni arredi che sono obsoleti - che, qualora non possano essere realizzate con la finanza di progetto, sarà cura di questa Amministrazione regionale provvedervi appena possibile con risorse che stiamo recuperando per il miglioramento della qualità dell'abitare dentro le strutture sanitarie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io esprimo, se l'emendamento resta, se poi non resta non esprimo, ma se l'emendamento rimane esprimo il voto a favore dell'emendamento 856, non perché voglia in qualche maniera sovrappormi strumentalmente ad un emendamento che, evidentemente, la parte di maggioranza della Commissione ha presentato immaginando e ipotizzando che l'ospedale di Sorgono avesse una realtà differente rispetto a quella di altri ospedali di analoghe dimensioni e che hanno la stessa azione territoriale, ma perché sono convinto che l'iniziativa della Giunta sugli ospedali di dimensioni medio piccole non sia corretta. Nel senso che, con l'Assessore, tutte le volte che si è arrivati al ragionamento sugli ospedali di dimensioni medio piccole, si è pensato che le prestazioni che dovevano comunque essere garantite all'interno di quegli ospedali, dovessero essere garantite al miglior livello qualitativo possibile: nessuno chiede che nell'ospedale di Sorgono sia fatta la neurochirurgia ma le radiografie del torace e l'emocromo devono essere fatte esattamente come si fanno al San Raffaele di Milano. Quindi, l'idea è che tutti gli ospedali, compreso quello di Sorgono ovviamente, debbano essere potenziati affinché nella popolazione non ci sia la sensazione dello smantellamento del presidio territoriale, come in tante realtà si sta realizzando, ma che ci sia la consapevolezza nella popolazione che si stanno perdendo prestazioni che non esistevano - quindi prestazioni dall'esito incerto, prestazioni che non era utile che venissero fornite in quel territorio da quel presidio - ma che nel contempo si sta acquistando garanzia di qualità su tutte le altre prestazioni.
Quindi, è necessario un sistema di investimenti sugli ospedali di dimensioni medio piccole che possa dare un messaggio alle popolazioni, di questo genere, altrimenti abbiamo voglia di riempirci la bocca di parole contro lo spopolamento delle zone interne, a sostegno delle situazioni di difficoltà e di sofferenza che la Sardegna presenta nelle zone interne: se noi ci ritraiamo con tutte le risposte di tipo qualitativo, in sanità o nei servizi, è evidente che lo spopolamento procede ed è evidente che, siccome gli ospedali rappresentano un segno della presenza del servizio, questa presenza - quanto meno nei servizi che si ritiene di dover dare in quelle situazioni - deve essere potenziata, cosa che oggi non si vede. Per cui, sull'emendamento 856 esprimo il mio voto favorevole, a sostegno dei colleghi della maggioranza che lo hanno presentato.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BARRACCIU (P.D.). Grazie, Presidente. Io accolgo positivamente le affermazioni dell'assessore Dirindin e le rassicurazioni rispetto agli investimenti sull'ospedale di Sorgono, anche perché sarebbe il prosieguo di una politica positiva che fino ad oggi è stata fatta dalla Giunta regione sui piccoli ospedali e che ad oggi, però, effettivamente non ha, forse, ricompreso in maniera uguale rispetto ad altri l'ospedale di Sorgono. Effettivamente Sorgono è inserito nel project financing della ASL numero 3 di Nuoro, le risorse che sono destinate sono risorse importanti, ma, anche rispetto agli altri piccoli ospedali, queste risorse sono inferiori.
Onorevole Vargiu, per gli altri piccoli ospedali questa Giunta regionale ha già fatto tutti i provvedimenti, dando seguito all'articolo 32 della finanziaria del 2007, per Sorgono mancano delle cose importanti: 5 milioni e 500.000 euro, per esempio, per l'ospedale di Muravera, 4 milioni e 600.000 euro per l'ospedale di Isili, insomma, risorse importanti che si attendevano da tantissimi anni, per Sorgono segnalo la necessità di ulteriori risorse per completare gli arredi, le facciate e alcune pertinenze.
Mi sento rassicurata dalle affermazione della Giunta e io accedo per questo alla richiesta di ritiro dell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barracciu. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io intervengo, innanzitutto, per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento...
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, l'emendamento è stato ritirato dai presentatori, quindi...
RASSU (F.I.). Esatto, avrei voluto esprimere il parere favorevole. Ho sentito l'intervento dell'Assessore al quale ricordo e vorrei far notare, nel caso, se l'ospedale di Sorgono, come quelli di Muravera e di Isili giustamente, come ha detto la collega Barracciu, non abbiano le stesse caratteristiche di quel famoso ospedale di Thiesi che insieme all'ospedale di Ittiri è stato destinato come sperimentazione ad ospedale di comunità, togliendo al territorio una struttura ed un presidio sanitario indispensabile e di vitale importanza. Non lo dico sinceramente per partito preso, lo dico perché sono convinto di quello che dico e perché conosco la realtà della mia zona come, giustamente, la collega Barracciu e gli altri colleghi conoscono la realtà dei loro territori. Ed è per questo, assessore Dirindin, che io mi auguro che l'esperimento dell'ospedale di comunità possa avere successo, ma certamente, qualsiasi successo questo possa avere, non compenserà la mancanza di una struttura di cui il territorio è stato depredato. Sperando che in un prossimo futuro l'esperienza tenga conto del fatto che le zone interne sono interne sia in provincia di Nuoro e nell'altro cagliaritano ma anche nella provincia di Sassari. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io pensavo che l'emendamento venisse votato, e quindi che non venisse ritirato, anche perché ritengo che questo sia un emendamento importante, riguarda un ospedale di periferia importante e un ospedale che, secondo i programmi di questo e anche del precedente Governo regionale, andava mantenuto e potenziato, anche in considerazione del fatto che ormai l'ospedale di Isili sappiamo che verrà cancellato comunque verrà destinato per altre finalità. E quindi io credo che questo intervento, così come altri, sarebbe stato opportuno per rilanciare un po' quest'ospedale di una parte del territorio che è abbastanza periferica e che avrebbe bisogno effettivamente di una struttura funzionante. Ma io invece voglio fare un altro ragionamento questa sera, e che riguarda tutte le assicurazioni che vengono fatte, soprattutto ai consiglieri della maggioranza, quando presentano emendamenti di spesa, e poi c'è l'intervento della Giunta che assicura che questi finanziamenti comunque arriveranno. Allora io mi chiedo, ma avete un po' fatto i conti di quanti soldi avete promesso per poter fare questi interventi? A me pare che non vi basta neanche un'altra finanziaria, se ci dobbiamo prendere in giro è un discorso, ma altrimenti effettivamente, io credo che bisogna essere più seri perché non mi pare che questo Governo della Regione sia in grado assolutamente di esaudire tutte le promesse che sono state fatte in questa finanziaria. Allora io credo che bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno, quando è un no è un no, ma senza dire e vediamo e, perché non mi pare che ci siano altre situazioni e non mi pare che ci siano neanche risorse tali per poter finanziare questi interventi. Grazie.
PRESIDENTE. L'emendamento era ritirato, quindi abbiamo fatto un po' di chiacchiere, così per la… bene.
Passiamo all'emendamento numero 270, Lai Renato, Marracini e più c'è il parere negativo e l'invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. L'emendamento si ripropone per la seconda volta dando atto e prendendo atto del fatto che lo scorso anno fu ritirato dietro impegno ad incrementare le provvidenze a favore delle categorie sociali svantaggiate. Il provvedimento di cui, ripeto si prende atto, prevede contributi regionali per i residenti in Sardegna affetti da neoplasia maligna per 1 milione di euro. Noi riteniamo che quest'entità assegnata sia inadeguata per quelli che sono i bisogni, almeno fino a quando non si avrà un assetto di servizio, per quanto riguarda la radioterapia e altro, che ridurrà i viaggi fuori dalla Regione o altre modalità di carattere diagnostico e terapeutico che qui sono costretti i pazienti. Io sono pronto a ritirare questo emendamento, ripeto con le stesse modalità con cui nella scorsa finanziaria fu fatto questo, devo dare anche per correttezza notizia che c'era un emendamento dell'onorevole Serra che si affiancava a questo, prenderemo atto di questo, che notizie ci dà, così, informazione, Assessore, per questo importante capitolo dei servizi alla persona che è stato, in maniera condivisa, inserito in quell'aspetto qualificante del piano, che è quello degli interventi di carattere sociale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Io intervenivo per esprimere il voto favorevole e apporre la mia firma all'emendamento se i presentatori sono d'accordo, però non so se sarà ritirato o meno. Quindi se viene votato il voto è favorevole, chiederei di aggiungere la mia firma l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sì grazie, sarebbe opportuna risposta da parte della Giunta alla richiesta dell'onorevole Lai, perché questo è un emendamento, uno di quegli emendamenti che entrano nel vivo dei problemi, ma tanto l'Assessore non sta ascoltando, preferisco rinunciare all'intervento, Presidente, Presidente non sta ascoltando lei, ma tanto meno l'Assessore…
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, io l'ascolto… siccome riesco ad ascoltare due persone contemporaneamente, ho ascoltato anche lei.
CAPPAI (U.D.C.). No guardi mi dispiace, l'Assessore parlava con Secci, lei con l'onorevole Atzeri e siccome è una cosa troppo importante. Presidente, vede l'onorevole Lai ha fatto una domanda che sicuramente e sistematicamente non troverà risposta pur non essendo firmatario dell'emendamento, io invito il collega Lai a non ritirarlo l'emendamento, probabilmente nessuno l'ha letto, e nessuno sa la storia di quest'emendamento, perché bisognerebbe risalire alla legge numero 27 dell'83 per capire cosa c'è dietro questo emendamento, ci sono delle provvidenze a favore dei malati di cancro, cioè quelli che vanno sistematicamente a fare la chemio e la radioterapia, e siccome la radioterapia oggi in Sardegna ancora non può essere resa a favore di tutti i malati, spesso e volentieri si va fuori e le provvidenze che diamo a questi malati sono di 30 mila lire al giorno, dico a 30 mila lire. E allora il problema ce lo vogliamo porre, perché vede, Presidente, entro un anno dall'entrata in vigore della legge del 2006 dovevamo anche provvedere come Regione a disciplinare il riordino delle provvidenze economiche a favore di queste categorie di malati. Ma la Giunta è impegnata in altro, non ha provveduto a presentare un disegno di legge per il riordino delle provvidenze economiche a favore di questo tipo di malati, talassemici, emofiliaci, emolinfopatici, dializzati, malati di mente, malati di cancro, oncologici maligni e quant'altro. La Giunta è stata carente in questo, non ha presentato il provvedimento, quindi, giustamente l'onorevole Lai dice: 1 milione di euro che sono stati inseriti in bilancio non saranno più sufficienti, perché a fare la radioterapia ormai non si va né al policlinico né all'oncologico, ci si è costretti ad andare fuori. Allora vogliamo continuare a dare alla persona malata 30 mila lire al giorno, ma anche all'accompagnatore non dobbiamo dare niente? Dobbiamo lasciare che vivano con 30 mila lire al giorno recandosi al San Raffaele di Milano oppure a Modena oppure a Macerata oppure a Roma, sì va bene quando riescono a trovare il posto presso le suore, com'è capitato a qualche amico qua dentro, vanno dalle suore a Roma, ma le 30 mila lire non sono sufficienti, ecco il vero problema dell'emendamento posto dall'onorevole Lai, però l'Assessore continua a dialogare e non si pone il problema… è una vergogna… dovrebbe andarsene…
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, ovviamente le opinioni sono libere e lei già ieri ha sollevato il problema delle risposte che gli Assessori potrebbero dare qualora richieste, ovviamente le risposte le facciamo dare se la Giunta manifesta la volontà di darle, altrimenti su ogni emendamento si potrebbero fare domande e chiedere risposte. Gli emendamenti la Giunta li a tutti visti, come sa, e hanno dato il parere…
(Interruzioni dei consiglieri Cappai e Amadu)
Onorevole Amadu, poi se vuole magari le chiedo un'assistenza anche a lei, siamo in dichiarazioni di voto, come lei sa, ed è questo il punto, quindi non siamo nella fase della discussione. Ci sono 300 emendamenti, se a tutti facciamo domande.
(Interruzione del consigliere Amadu)
No! Onorevole Amadu, non dica così, lei sa che sono molto rispettoso.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io mi trovo… se posso… mi trovo veramente in imbarazzo, perché se l'Assessore avesse risposto a un quesito posto dall'onorevole Lai, non avrei certamente preso la parola, perché è di un'importanza che supera lo stesso emendamento, e mi spiego. L'onorevole Ladu, qualche momento fa, ha posto in rilievo che la Giunta è intervenuta a più riprese a promettere a Tizio, Caio e Sempronio dalla maggioranza un grande intervento e interessamento, facendo sì che venissero ritirati gli emendamenti; gioco di squadra interno alla maggioranza, potrei dire, nulla questio. Ma il problema si pone quando è di tutta evidenza la necessità che manchi un apporto significativo affinché il sangue non manchi nelle corsie, che ci siano le diagnostiche all'altezza dei tempi, che ci sia il ristoro delle persone che soffrono e che sono costrette a lasciare la Sardegna per poter essere curate. E' vero o non è vero che anche l'anno scorso, la maggioranza di centrosinistra, di cui faceva parte l'onorevole Lai, ha avuto la risposta in termini positivi, e ha ritirato l'emendamento, e a oggi siamo nuovamente a capo? Se così è, io ho paura. Già che c'è l'Assessore dei trasporti, ricordare quale significativa occasione di disagio vivono i nostri malati, costretti ad essere a Milano con partenze dalle cinque del mattino e rientrare alle due di notte, Assessore, senza che voi facciate niente quando ci sono i gravi ritardi aerei. Malati terminali, malati che hanno bisogno di cure. Le assicuro che ho tempi, e glielo ho già detto qui, se vuole che le richieda nuovamente le dimissioni, ma glielo assicuro che è così, e ho le prove e glielo dimostro. Allora, io dico, se non si danno risposte neanche per chi è malato e sta per ultimare questa vita terrena, ma che cosa ci state veramente a fare voi qui come Giunta? A fare promesse vane come è stato fatto l'anno scorso.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 270.
LADU (Fortza Paris). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Non l'ha chiesto nessuno. Colleghi, diciamo che non si chiede quando stiamo votando il voto elettronico. Va bene?
LADU (Fortza Paris). Va bene.
PRESIDENTE. Votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 270.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Scarpa.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giorico - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 72
votanti 71
astenuti 1
maggioranza 36
favorevoli 28
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
Gli emendamenti numero 483 e 484 sono intrusi, perché propongono l'abolizione di una legge regionale, la numero 10, per l'esattezza.
Emendamento numero 490, degli onorevole Lai, Marracini e più.
CAPELLI (U.D.C.). Ha guardato la mia prenotazione?
PRESIDENTE. Siamo tutti guardando, onorevole Capelli, la sua prenotazione è quella precedente. Lei parli con chi deve parlare, altrimenti vada da un'altra parte e parli con chi le pare. Va bene? Stiamo guardando tutti.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori e sul Regolamento. Mi chiedevo, noi abbiamo trasferito dall'articolo 3 il comma 5 che è soppressivo. Adesso stiamo votando degli aggiuntivi. Avendo trasferito il comma integralmente dall'articolo 3 all'articolo 8, esattamente il comma 5, non si dovrebbe votare prima il comma aggiuntivo che abbiamo trasferito? L'eventuale soppressione? Perché non abbiamo trasferito solo l'emendamento, ma abbiamo trasferito il comma.
PRESIDENTE. Abbiamo trasferito il comma 5, ma il comma 5 trasferito dall'articolo 3, e ordinato 5 nell'articolo 3, si colloca nel nuovo articolo nel quale l'abbiamo trasferito alla fine. Quindi, sarà comma 38, 39, quello che sarà, a seguito dell'approvazione, perché vive per conto proprio.
CAPELLI (U.D.C.). Diventa un comma aggiuntivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Io vorrei chiedere all'Assessore, nell'emendamento numero 490…
DIANA (A.N.). L'abbiamo già votato il "490".
LAI RENATO (Gruppo Misto). No, non sono intervenuto.
PITTALIS (Gruppo Misto). Vai avanti, dai, fregatene.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Come no. Io mi sono prenotato per l'emendamento numero 490.
DIANA (A.N.). L'emendamento numero 490 è stato votato?
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento numero 490. Va bene? Stiamo parlando di questo. Ha la parola l'onorevole Lai, che è uno dei presentatori. Prego.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Per esprimere il mio voto a favore di questo emendamento, perché dà significato a una situazione specifica. Le persone interessate, gli operatori interessati a un processo di stabilizzazione del loro precariato sono persone che rientrano in due progetti finanziati dalla Regione, per azioni 5/A, 5/B. Si è creata una situazione particolare che riguarda gli operatori della facoltà di medicina dell'Università di Sassari, che non hanno potuto formulare la richiesta di finanziamento per il secondo triennio, perché, mentre l'Università di Cagliari non ha dato significato ai rilievi che il Ministero ha posto relativamente a delle assunzioni effettuate esclusivamente per operatori della Sardegna, in attesa della risposta del Ministero, l'Università di Sassari non ha potuto procedere alla richiesta del finanziamento per il secondo triennio. Per cui, si è creato per lo stesso settore di intervento nella ricerca una disparità di tipo cronologico tra gli operatori di Sassari, che sono rimasti esclusi, e gli operatori dell'Università di Cagliari, in quanto il comportamento virtuoso dell'Università di Sassari, che ha atteso le modalità per poter effettuare le procedure di rifinanziamento, ha fatto sì che fossero persi i termini per poterle effettuare. Quindi, delle persone che hanno operato nello stesso programma, nello stesso progetto, vengono escluse. Questo è il motivo per cui noi abbiamo presentato questo progetto, non sono cose che dico io, ma sono cose di cui il Preside della facoltà di medicina dell'Università di Sassari ha dato notizia all'Assessorato, sono rilievi che sono stati posti, sarebbe ingiusto escludere queste persone. Io mantengo l'emendamento e chiedo il voto elettronico palese. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI SILVIO (P.D.). Grazie, Presidente. Io invece volevo chiedere al collega Renato Lai un'altra cosa, segnalando all'Assessore il fatto che anche a me sono arrivate le notizie dello stesso genere, e cioè che, mentre nei progetti di 5/A e 5/B della facoltà di Cagliari c'è stata in qualche modo una sorta di continuità, all'Università di Sassari sarebbero stati sospesi, e questo oggi, alla luce del superamento del precariato di quelle persone che hanno lavorato continuativamente, porterebbe in qualche modo all'esclusione di persone che avrebbero titolo secondo il piano contro il precariato in sanità. Quello che io chiederei all'Assessore è di assumere un impegno affinché questa notizia, che a quanto pare ancora non è arrivata all'Assessorato, possa essere in qualche modo assunta come un elemento di verifica e come un elemento di confronto rispetto al piano. Ovvero, se per caso queste persone avessero titoli, come appare in qualche modo, analoghi a quelli dell'università di Cagliari e fossero state in qualche modo danneggiate semplicemente dalla correttezza dei titolari del progetto di ricerca, venisse in qualche modo considerato proponibile che accedessero il piano di superamento del precariato per la parte riguardante la razionalizzazione delle azioni 5a e 5b che passa attraverso gli ex Policlinici universitari, oggi Aziende miste. Se ci fosse un impegno dell'Assessore, io penso che il collega Lai possa ritirare l'emendamento, perché penso che si debba passare non tanto attraverso una norma che è inutile rispetto alla normativa già esistente in questa finanziaria, ma ha il senso, l'emendamento, del ricordare questo tema, del segnalarlo, e del far assumere un impegno all'Assessore in questa direzione.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente. Innanzitutto perché desidererei apporre anche la mia firma a quest'emendamento presentato da Lai, Marracini, Pittalis e Atzeri. Le motivazioni per cui noi invitiamo l'Assessore perché tenga conto di questa diversità di trattamento fra gli operatori delle Università di Sassari e quelli di Cagliari, sono stati molto chiaramente espressi sia dai due colleghi Lai, per cui mi associo a questa richiesta e prego l'Assessore di poter prendere in considerazione tale intervento che non discrimini gli operatori di Sassari da quelli di Cagliari. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente. Come abbiamo già avuto modo di dire ieri, tutti coloro che hanno i requisiti previsti dalla normativa nazionale e ripresi dal piano per il superamento del precariato e dal provvedimento DOC per i 5a e 5b, sono inseriti nel nostro piano di superamento al precariato. Quelli dell'Università hanno un problema in più perché avrebbero dovuto essere stabilizzati dall'Università, noi lo stiamo facendo in ragione del passaggio che c'è stato del personale dell'Università alle Aziende. E' un procedimento piuttosto complesso, come ieri qualcuno ha detto, nell'interesse di questi lavoratori è opportuno lavorare con tranquillità e con serenità alla realizzazione, al completamento di questo provvedimento affinché tutto sia fatto nel rispetto della legge evitando discriminazioni. Da parte nostra, chi ha i requisiti è trattato esattamente alla stessa maniera, sia che sia di Sassari, sia che sia di Cagliari.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Avevo chiesto, purtroppo non è stata accolta ieri l'ipotesi di non votare su questo tema, per quanto riguarda complessivamente sia i progetti di Cagliari che di Sassari, oggi si ripropone il tema…
PRESIDENTE. Può darsi che l'onorevole Lai si dichiari soddisfatto.
URAS (R.C.). Dopo sentiamo. Vorrei semplicemente sottolineare questa esigenza. Mi parrebbe opportuno intanto di prevedere un ordine del giorno che io mi farò carico, in qualche misura, di predisporre se i colleghi poi hanno la compiacenza di condividerlo e di proporlo insieme a me, che chiarisca una cosa, che mi pare sia il punto procedurale più complicato: questi passano da un ordinamento professionale come quello dell'Università a un nuovo ordinamento professionale come potrebbe essere quello delle Aziende miste oppure delle Aziende sanitarie locali. In questo quadro è necessario prevedere una tabella di equiparazione, perché, se no, la collocazione naturale di questo personale dovrebbe essere in una qualifica eccessivamente alta rispetto all'attività e alla funzione che hanno svolto nel progetto. Io credo che questi lavoratori non abbiano nulla in contrario ad essere considerati nell'ambito di una tabella di equiparazione che li ponga sullo stesso piano degli altri lavoratori che stanno dentro il piano di stabilizzazione e che hanno svolto l'attività progettuale nell'ambito delle Aziende sanitarie locali. Quindi, se è solo questo, che è un fatto formale, non è un fatto sostanziale, ed è facilmente superabile, io credo che una qualche risposta ci possa essere, credo anche che possa essere utile un ordine del giorno condiviso da predisporre.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). E' un contributo questo, perché nella risposta dell'Assessore, che io apprezzo per un articolato percorso, è confermato che a questi operatori può anche non essere riconosciuto il requisito per accedere al percorso di stabilizzazione, e quindi, questo contributo che mi pare importante, dell'onorevole Uras, è fondamentale perché io possa ritirare l'emendamento e quindi ritengo, e mi dispiace dover insistere su questo, ma, ripeto, si è verificata quella situazione cronologica, e io di questo ho conferma, che esclude questi lavoratori.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato e si lavora ad un ordine del giorno eventuale.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Va bene.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 490 è ritirato. Emendamento numero 656.
Ha domandato di parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, intervengo sull'ordine dei lavori per chiedere il voto segreto. Grazie.
PRESIDENTE. Su quale emendamento, onorevole Moro?
MORO (A.N.). Sull'emendamento numero 656.
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
PRESIDENTE. Emendamento numero 656, primo firmatario l'onorevole Vargiu. E' stata richiesta la votazione elettronica segreta. Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 656.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 66
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 27
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.)
PRESIDENTE. Emendamenti numero 255 e 852, sono uguali, il numero 255 è degli onorevoli Lai e Pacifico, il numero 852 è dell'onorevole Pacifico e più. C'è l'invito al ritiro e la copertura è insufficiente.
Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Per dichiarare il ritiro dell'emendamento e per chiedere anche al collega Lai di fare altrettanto. Il problema è stato discusso in Commissione sanità, è stato anche presentato alla Giunta regionale e all'Assessore di un impegno di interessamento rispetto a questo problema, che è stato evidenziato anche a livello nazionale dal Ministro Livia Turco, credo che rispetto alle assicurazioni di interessamento su un problema che è di tale rilevanza, possiamo più serenamente ritirare l'emendamento sapendo che vi sarà l'attenzione dovuta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Spero che l'Assessore abbia avuto modo, in questo periodo, di sviluppare le sue informazioni, le sue conoscenze su quello che è il percorso politico di attenzione alle endometriosi come malattia sociale. Percorso che nasce dal Parlamento europeo con una dichiarazione di intenti che raccomanda tutti gli Stati membri di intraprendere azioni di informazione per questa malattia che colpisce il 10 per cento delle donne in età fertile. Gravissima malattia che è dolorosa nel senso letterale della parola. L'emendamento verrà ritirato, però noi, Presidente, mi deve scusare se io dovrò, anche questa volta, perché i nostri emendamenti sono concentrati, chiedere una dichiarazione di intenti all'Assessore che dà significato anche a quello che è il percorso istituzionale di attenzione nazionale, tredicesima Commissione del Senato, che ha raccomandato e raccolto queste informazioni che sono state oggetto di un'indagine conoscitiva e l'endometriosi è tra le azioni positive in corso, che il Ministero della Sanità, nell'ambito della salute e la tutela della donna, ha riconosciuto come prioritarie. Penso che in quest'aula fosse opportuno e doveroso dare informazioni di questo ai colleghi e il percorso sta per concludersi, la malattia endometriosi sta per essere riconosciuta malattia sociale con due progetti di legge, uno del centrodestra e uno del centrosinistra, che dovranno a breve concludere il loro percorso legislativo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si tratta sicuramente di una patologia che colpisce un largo numero di donne e sulla quale c'è attenzione a livello nazionale, assicuriamo l'attenzione a livello regionale e anche in coerenza con quanto si sta programmando con altre Regioni, e più generale con l'intero servizio sanitario nazionale.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Gli emendamenti sono ritirati.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, se posso, relativamente al tema, suggerire se può essere spostato al comma 6, perché trasferendo al comma 6 si risolve anche il problema della campagna informativa, perché mi sembra che rientri anche nelle finalità dell'Assessorato all'igiene e sanità. Quindi, il mio suggerimento era soltanto…
PRESIDENTE. Sono stati ritirati, onorevole Caligaris. Eventualmente li metteremo al comma 6 se c'è da fare qualcosa che li richiami.
Onorevole Vargiu, gli emendamenti sono stati ritirati.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, lo faccio mio e poi lo ritiro alla fine dell'intervento, così posso parlare sul merito. Sul merito, vorrei dire che io riconosco l'esigenza che è stata identificata dagli emendamenti numero 255 e 852, però in realtà forse sarebbe più opportuno che l'Assessore ci desse qualche notizia sull'osservatorio epidemiologico. Perché sostanzialmente i registri, il Piano sanitario ha stabilito che vengano messi in capo all'osservatorio epidemiologico perché è corretto e giusto che sia così, collega Lai e collega Pacifico. Cioè, è evidente che riteniamo che sia opportuna l'esistenza del registro regionale per l'endometriosi, ma noi sappiamo che il problema del registro per l'endometriosi è soltanto un aspetto che il collega Lai, probabilmente conosce anche meglio di tutti noi per la sua specificità professionale, però è un aspetto della complessiva valutazione statistica delle patologie presenti in Sardegna. Nel senso che dal registro tumori al registro melanoma, al registro sulle patologie collegate al lavoro sono tutta una serie di informazioni che ovviamente sono indispensabili per poter fare programmazione sanitaria. Adesso non è possibile che anche su questo, dopo quattro anni che voi state governando, ci dite che state rimediando: agli sfasci che avete fatto voi. Perché per fare i registri che devono essere fatti, ne stiamo parlando e ne abbiamo parlato durante l'istituzione dell'agenzia regionale per la salute, ne abbiamo parlato in merito all'osservatorio epidemiologico regionale, ne abbiamo parlato durante il Piano sanitario regionale insomma per far partire i registri una volta che, dal punto di vista informatico, dal punto di vista della raccolta dei dati, è stato fatto tutto ciò che è necessario, io credo che ci voglia poco. E il prossimo Piano sanitario regionale, chiunque lo debba fare, voi avete detto che l'avreste fatto quest'anno, quindi noi ci aspettiamo che lo facciate quest'anno, ma se non ci riuscirete, perché a nessuno riescono tutte le ciambelle col buco e la perfezione non è di questo mondo, chi avrà da fare il prossimo Piano sanitario regionale dovrà avere a disposizione le informazioni dei registri epidemiologici. Che valgono per l'endometriosi ma che valgono anche per tante altre patologie ad elevata incidenza sociale o a elevate incidenze epidemiologiche in Sardegna, di cui dobbiamo avere la percezione per poter scrivere sopra, destinare risorse, fare programmi, progetti, eccetera. Quindi, insomma ritiro l'emendamento che ho appena fatto mio, però l'auspicio è che i registri funzionino su tutta quanta la gamma delle patologie su cui devono funzionare.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, introduce…
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
Onorevole Caligaris non è che lei vuol parlare, lo fa proprio e poi fa come l'onorevole Vargiu, perché…
CALIGARIS (Gruppo Misto). Esatto, lo faccio proprio perché Presidente io ho chiesto la parola correttamente e non mi è stata data…
PRESIDENTE. Lei ha chiesto la parola per una dichiarazione di voto su un emendamento che non c'è più.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ho visto però che ad altri la dichiarazione di voto sull'emendamento che non c'è più viene data.
PRESIDENTE. Lei ha parlato infatti. A proposito di spostare l'argomento al comma 6.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Noi io non ho parlato…
PRESIDENTE. Ascolti, onorevole Caligaris, dica rapidamente quello che deve dire, prego.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Lo dico nei tre minuti che mi sono concessi, se mi sono concessi.
PRESIDENTE. Per quale motivo? Perché lei fa proprio l'emendamento e poi non lo può ritirare perché lo votiamo.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Allora lo lascerò al voto dell'aula, se non lo posso ritirare.
PRESIDENTE. No, mi scusi onorevole Caligaris perché se facciamo i pignoli, facciamo i pignoli. Lei può parlare per dichiarazione di voto se fa proprio l'emendamento. L'emendamento che lei fa proprio lo metto ai voti.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Va benissimo, allora lo faccio proprio l'emendamento. Allora, per dire intanto credo che se è stato presentato un emendamento sottoscritto anche dal Presidente della Commissione sanità è un emendamento non peregrino e assolutamente importante, anche perché poi ce n'è un altro che è stato sottoscritto dalla maggioranza di tutti i componenti del centrosinistra in Commissione sanità. Volevo soltanto sottolineare un aspetto e cioè che abbiamo approvato nel comma 6 una proposta che riguarda un intervento, di 3 milioni per il 2008 e di 5 milioni di euro nel 2009, relativamente a un piano di comunicazione istituzionale. Volevo proporre all'assessore Dirindin di inserire eventualmente il registro e la campagna informativa di sensibilizzazione sull'endometriosi all'interno di questo capitolo importante, perché potrebbe risolvere il problema sulla questione della sensibilizzazione, trattandosi di un argomento che riguarda in particolare una malattia delle donne, particolarmente importante, come tutti sanno perché colpisce milioni di donne in Europa. Quindi, io mantengo l'emendamento e voterò a favore.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 858.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie. Anche questo, Presidente, è un emendamento per il quale io dichiaro il voto a favore e le chiedo la cortesia del voto con scrutinio elettronico palese. Devo dire che è un emendamento dei colleghi della Commissione sanità che, con alcune sfumature diverse, anche i colleghi della minoranza hanno presentato, ma se venisse approvato l'emendamento numero 858 io credo che sarebbe soddisfacente. Nel senso che nell'emendamento che abbiamo presentato noi c'era una maggiore attenzione per quanto riguarda la cura protesica e odontoiatrica ai pazienti di età senile, ma siccome effettivamente il Piano sanitario regionale prevede che le risorse siano stanziate su due linee, cioè quella della prevenzione ortodontica e quella della prevenzione attraverso la protesica, per pazienti che non hanno la possibilità di effettuare le spese improprio, io credo che sia anche corretto individuare la fascia di pazienti psichiatrici, se questa è una priorità che la Giunta e la Commissione ritengono di sottoscrivere. Però, ecco credo che effettivamente l'emendamento sia stato opportuno da parte dei colleghi della maggioranza della Commissione, perché il Piano sanitario propone un'azione specifica per la patologia odontostomatologica divisa nella interdizione ortodontica, la terapia ortodontica da un lato e nella protesica senile dall'altro, che deve essere attuata entro il biennio 2008 - 2009 per cui è evidente che se noi non provvedessimo a finanziare specificamente questa azione prevista dal piano nell'ambito dalla finanziaria attuale, correremmo il rischio di non avere le risorse o di non avere comunque il tempo per poter dare spiegamento al piano. Quindi io immagino che su questo argomento non ci sia il solito "lanciare il sasso e nascondere la mano" da parte dalla maggioranza, e spero che l'emendamento che i colleghi della maggioranza abbiano presentato sia uno di quegli emendamenti destinati ad andare al voto. Se così fosse, esprimo e lo ribadisco, il voto favorevole, esprimo apprezzamento per l'emendamento e credo che sia opportuno perché mentre molte delle azioni del piano, lo ripeto, non sono temporalizzate nel senso che si esprime come obiettivo del piano, ma non è scritto che debbano essere attuate durante la vigenza del piano, possono essere continuate anche nei piani successivi, questa invece è un'azione che è esplicitamente prevista all'interno del piano che venga realizzata nel biennio di vigenza e cioè 2008 - 2009 visto che il 2007 è ormai trascorso. Quindi credo che sia questo l'ultimo momento utile per poter finanziare l'azione e spero che il Consiglio la voglia finanziarie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Per ricordare ai colleghi che effettivamente, ma l'ha già fatto il collega Vargiu, che questa era una delle azioni previste nel piano sanitario regionale come obiettivo di salute e in Commissione si è discusso su questo aspetto, è stato predisposto a suo tempo un emendamento che non ha trovato la possibilità di poter essere discusso in terza Commissione durante i lavori di discussione della finanziaria e in questo emendamento si individuano tre azioni diverse; una che è la questione della protesi sociale, e l'altra è la questione della prevenzione nell'età scolare e l'altra ancora è la cura protesico odontoiatrica per i pazienti psichiatrici.
L'emendamento prevedeva una sorta, non tanto di obiettivo di salute, ma la predisposizione di progetti obiettivo che consentissero di iniziare a lavorare in questi settori. Noi eravamo in attesa e ancora lo siamo, voglio dire, da cui speriamo di poter avere alcune assicurazioni da parte dell'Assessore, abbiamo mantenuto l'emendamento perché si aspettava di poter avere un'interlocuzione con la Giunta e con l'Assessore in maniera da poter verificare le condizioni di praticabilità, almeno se non su tutti questi obiettivi, su una parte degli obiettivi. Io ancora rivolgo questo invito alla Giunta sperando che si possa accogliere almeno in parte questo emendamento su alcune delle azioni che sono previste.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Questo emendamento è riproposto da noi, a pagina 84 come emendamento numero 265. Quindi io sostengo l'emendamento che era stato peraltro condiviso ed era entrato come elemento qualificante nel documento che la Commissione ha fatto relativamente alla finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il problema della salute della bocca è un problema che è stato inserito nel piano sanitario con molta attenzione sul quale come alcuni consiglieri sanno, abbiamo già incominciato a fare qualche programma per le cure odontoiatriche e protesiche.
Ritengo che questo intervento, considerato così importante da questa Aula possa essere data attuazione prioritariamente all'interno delle risorse che sono inserite nel comma 4 per le azioni in riferimento alle patologie individuate prioritarie dal piano, questa è una patologia individuata prioritaria dal piano compatibilmente con le risorse disponibili. Io penso che non sarà possibile dedicare 2 milioni al progetto per le protesi sociali, ma indicativamente forse una metà di queste risorse potranno essere ritagliate all'interno di quel piano ovviamente considerandole prioritarie rispetto ad altri interventi per altre patologie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lanzi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LANZI (Sinistra Autonomista). Per sottolineare come ha già fatto il Presidente della Commissione sanità, l'esigenza attraverso questo emendamento di porre l'accento su un problema che non è solo di carattere sanitario, ma diventa di carattere sociale dal momento che il tema della cura protesica e odontoiatrica è per una buona parte inaccessibile per i costi elevati che questa comporta alla maggior parte della popolazione. Quindi, e volevo dire questo, che c'era appunto l'esigenza che da parte dell'Assessorato ci fosse un impegno affinché si avviasse anche prioritariamente l'intervento in questa direzione, anche se in una fase può essere un intervento e sarà certamente un intervento di carattere sperimentale, però c'era l'esigenza che su questo tema ci fosse un segnale forte. Un segnale forte che può iniziare anche con un programma sperimentale rivolto in modo particolare alla fascia anche di prevenzione in una prima fase del problema, per cui invece andare avanti organizzando in modo serio un reale sistema di intervento rispetto a questo problema.
Quindi se le rassicurazioni dell'Assessore come dalle dichiarazioni appena svolte per quanto mi riguarda mi soddisfano, se anche comprendono l'immediatezza nel tempo dell'intervento stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Io ricordo bene che quando stavamo facendo il piano sanitario, avevamo posto questo argomento tra i prioritari per la diffusione del fenomeno e per l'alto costo che solitamente questo fatto comporta. Perché sapevamo che conteneva una certa difficoltà l'attuazione pratica dell'argomento e avevamo anche detto che intenzione seria, logica, ragionevole di questa proposta sarebbe stata quella di far seguire all'intenzione, assessore Dirindin, mi corregga casomai io sbagliassi, ma non credo, era quella di far seguire all'enunciazione del principio un programma organico di interventi che comprendesse tutte le specifiche tipologie di intervento protesico nell'ambito della patologia della bocca. Qui noi ne abbiamo indicato tre, ma poi è evidente che ce ne sono altre, nel frattempo se n'è formata per esempio un'altra, la annuncio, perché se avremo la possibilità di riprendere il piano sanitario regionale sarà parte di quel piano, e io almeno la introdurrò, è quella che riguarda i problemi nell'articolazione temporomandibolare, ci saranno problemi che arriveranno sul suo tavolo fra pochi giorni, assessore Dirindin, quindi intendo dire l'emendamento di per sé ha significato e senso, non ne conserva più se poi all'investimento e all'impegno di spesa non facciamo seguire un programma organico di intervento che tenda a coprire in maniera ordinata e coordinata le necessità assistenziali che ci sono. Allora, se c'è questa prospettiva, ha senso il voto positivo, il voto favorevole, se questa prospettiva non c'è ed è soltanto una elargizione a pioggia di 2 milioni di euro, il senso dell'emendamento cambia profondamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Spero di aver capito bene, l'Assessore proponeva di far proprio l'emendamento e di inserirlo nel programma di cui al comma 4 dell'articolo 8. Volevo chiedere, Assessore, se era accoglibile l'emendamento numero 858 modificando la parte finanziaria e stabilendo che lo stanziamento è di un milione di euro ad avvalersi di quanto già stanziato nel comma 4, oppure il ritiro dell'emendamento con l'impegno dell'Assessore di inserire in quel programma un milione di euro per far fronte a questa esigenza. Un milione di euro.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La seconda ipotesi, che è la stessa cosa nella sostanza.
MARROCU (P.D.). La seconda ipotesi, va bene, è la stessa cosa. Quindi c'è l'impegno della Giunta a dedicare 1 milione di euro, presi dal programma di cui al comma 4, dove ci sono 10 milioni di euro, da destinare a questa finalità, ovviamente anche con la raccomandazione del collega Ibba, che io condivido, tra l'altro essendo io uno che ne ha sofferto sin da bambino di questa patologia. Per quanto mi riguarda va bene, chiedo ovviamente al presentatore dell'emendamento di poter accogliere questo suggerimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Io prendo atto che alle ore 18 e 30, del 20 febbraio 2008, un impegno di questo tipo è stato accolto.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Faccia il notaio, onorevole Pacifico!
PACIFICO (P.D.). Faccio il notaio in questo caso, grazie, sì, perché ricordo che anche nella scorsa finanziaria si parlò di questo tema e si presero impegni in questo senso, e noi ritirammo qualsiasi emendamento nella fase preliminare. Grazie.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato!
Emendamento numero 508, c'è l'invito al ritiro, e inoltre c'è un errore nel testo, anziché all'articolo 4, si fa riferimento all'articolo 32.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente, grazie. Soltanto per chiedere la sospensione dell'esame di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). No, sono d'accordo per la sospensione, stavo chiedendo la stessa cosa, quindi se si può brevemente sospendere anche in Aula, vediamo se si può trovare una soluzione che soddisfi sia i presentatori, sia le realtà a cui questo emendamento, invece, andrebbe a discapito. Vediamo se troviamo una soluzione, altrimenti mi riservo di intervenire se…
PRESIDENTE. L'emendamento si può sospendere, perché è un emendamento aggiuntivo e possiamo valutarlo più avanti. Quindi l'onorevole Farigu e l'onorevole Marrocu, eventualmente, possono intervenire per dichiarazione di voto, quando quest'emendamento si… prego? Onorevole Marrocu.
MARROCU (P.D.). Volevo dare un mio contributo, prima della sospensione, che magari aiuta!
PRESIDENTE. Va bene, ma l'abbiamo sospeso. Prego onorevole Marrocu, cioè non capisco, sento poco!
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Si. Nell'accogliere la richiesta di sospensione, volevo dare un contributo al raggiungimento di una sintesi positiva su questo emendamento. Se i colleghi non… se i colleghi me lo concedono, due minuti soltanto rubo.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parliamone prima!
MARROCU (P.D.). Va bene, sospendiamo, poi lo vediamo dopo.
PRESIDENTE. Va bene, l'emendamento è sospeso, poi, insomma…
Onorevole Farigu, quindi la sua eventuale dichiarazione di voto...
FARIGU (Gruppo Misto). Grazie, per avere un chiarimento, perché anche io avevo riscontrato una incongruenza, e volevo chiarimenti da lei, o dal Presidente della Commissione, in quanto l'emendamento fa riferimento a un comma quarto dell'articolo 4 della legge 8/97, e nella legge 8/97, non c'è un comma quarto all'articolo 4.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Farigu, lei ha individuato un errore, infatti si fa riferimento all'articolo 32, della legge dell'8 marzo 97, numero 8.
Emendamento numero 657, dell'onorevole Vargiu, che è il primo firmatario. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Quest'emendamento, il numero 657, mi consente anche di fare una dichiarazione di voto, che oltre ad essere di voto favorevole per l'emendamento in esame, è anche un commento del comma 6, che purtroppo abbiamo votato, nel soppressivo, a scrutinio segreto, e ciò mi ha impedito di fare la dichiarazione di voto a suo tempo. Nel senso che è il comma 6, un comma che dispone uno stanziamento di 3 milioni di euro nell'anno 2008, e di 5 milioni di euro nell'anno 2009, cioè cifre di una certa importanza, per un programma di comunicazione istituzionale. Ora, noi abbiamo visto che i programmi di comunicazione istituzionale, purtroppo nascondono insidie, nel senso che, spesso, rischiano di diventare dei programmi che lo stesso Assessorato che li promuove non controlla nella pienezza, e diventano armi pubblicitarie improprie. In questo caso il rischio è ancora più alto, se voi date una scorsa alla lettera della norma, che dice che questi 3 milioni di euro, e i 5 milioni di euro, cioè non stiamo parlando di cifre residuali, servono per la realizzazione di un Piano di comunicazione istituzionale del servizio sanitario, inclusa la gestione del potenziamento dei portali, l'attuazione della promozione dell'immagine coordinata del sistema sanitario regionale, anche attraverso omogenei e coerenti interventi di identità visiva, e di comunicazione interna nelle strutture sanitarie. Ora, al di là della poesia, che sarà stata colta senz'altro meglio dalla collega Cerina, rispetto a quanto posso fare io, o da colleghi che si occupano di semantica, di glotologia, manca la Mongiu, e quindi probabilmente non abbiamo l'intera rappresentazione delle competenze che l'Aula offre, però, al di là di questo, è davvero difficile capire, per che cosa stiamo stanziando 8 milioni di euro, per un programma di comunicazione istituzionale. Allora, con l'emendamento numero 657 stiamo semplicemente chiedendo che la Giunta faccio un progetto su questo, e che lo faccia vedere alla Commissione. Cioè mi sembra una di quelle cose che, se invece di essere in un clima di contrapposizione, anzi direi di ignoranza reciproca, nel senso che la contrapposizione è cosa diversa, fossimo in un clima di ascolto, probabilmente si potrebbe realizzare. Per cui chiedo, Presidente, che sull'emendamento si possa votare con le con lo scrutinio elettronico palese, e spero che ci sia, almeno su questo, qualche disponibilità e sensibilità da parte dei colleghi della maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Anch'io non ho avuto modo di intervenire quando c'è stato il voto a scrutinio segreto, e volevo far osservare che per quanto l'emendamento ponga il parere vincolante entro 15 giorni, che non fa parte del nostro Regolamento, per quanto riguarda le Commissioni, effettivamente pone l'accento su una questione significativa, cioè si tratta, in questo caso, di un piano di comunicazione istituzionale, che normalmente, come avviene in quasi tutti i commi, che abbiamo votato all'interno dei singoli articoli della finanziaria, è sempre previsto il passaggio in Commissione, che non è vincolante, perché tradizionalmente non è vincolante, ma che serve anche come riscontro. Io chiaramente ritengo che quest'emendamento, presentato dall'onorevole Vargiu, voglia soprattutto mettere l'accento sul vincolo da porre, e da questo punto di vista, anche se in teoria potrei condividerlo, non sono d'accordo. Che però debba esserci un passaggio in Commissione, come avviene per tutti gli altri programmi, anche perché si tratta di finanziamenti consistenti, io ritengo che sarebbe opportuno fare un passaggio. Per cui nello specifico emendamento, il 657, mi asterrò, a meno che il collega Vargiu non accetti, l'Aula non accetti eventualmente di togliere l'aggettivo "vincolante" sia dal 657, che dal 658, che sono uguali, ma chiedo soprattutto, se è possibile, di inserirli all'interno del comma 6, perché sarebbe un chiarimento importante, e non credo che voglia recare alcun che di negativo ad una valutazione di merito da parte della Commissione informazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. È stata chiesta la votazione elettronica palese sull'emendamento 657.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Siccome la collega Caligaris, mi rendo conto che alla fine è un'interlocuzione che non interessa l'Aula, ma che riguarda il presentatore e la collega che ha espresso un'esigenza. Io l'ho ascoltata e, quindi, mi sembra corretto rispondere.
PRESIDENTE. Come le sembra corretto rispondere?
VARGIU (Riformatori Sardi). L'abbiamo ascoltata solo io e lei…la collega proponeva di eliminare l'aggettivo vincolante sia dall'emendamento numero 657 che dall'emendamento numero 658, io raccolgo la richiesta della collega.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 657.
Votazione nominale
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Caligaris - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Farigu - Floris Mario - Ladu - Lai Renato - Licandro - Maninchedda - Marracini - Pileri - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 19
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 658.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, esprimo il parere favorevole all'emendamento per il quale richiedo lo scrutinio elettronico palese e anche per quest'emendamento, me l'ha già chiesto la collega Caligaris, io non credo che sia fondamentale la presenza dell'aggettivo "vincolante", mentre credo che sia fondamentale il passaggio in Commissione per quanto riguarda il comma che concerne la disponibilità del sangue sul Piano sanitario regionale nel senso che, anche qui, colleghi, io parlo per gli atti, non parlo per l'Aula, però, se parlassi per l'Aula, se per un attimo mi illudessi che l'Aula ha una capacità di ascolto, direi all'Aula: quando abbiamo approvato il Piano sanitario abbiamo scritto nel Piano sanitario, era il 19 gennaio del 2007, voi avevate detto che tutta l'azione di ragionamento che era stata fatta intorno al Piano sanitario aveva avuto un senso. Bene, quando l'abbiamo approvato, nel Piano c'era scritto che entro 60 giorni la Giunta avrebbe prodotto un proprio "piano sangue". Quindi chiunque in Consiglio regionale aveva la legittima aspettativa, il 19 di marzo del 2007, di essere in possesso del "piano sangue" della Giunta. Oggi siamo al 20 di febbraio del 2008, il "piano sangue" non c'è, allora io chiedo: in che cosa l'emendamento è considerato specioso, fastidioso, disturbante da parte della maggioranza, quando l'emendamento semplicemente chiede che una cosa che doveva essere pronta a marzo dell'anno scorso, perché voi avevate detto che sarebbe stata pronta, che non è pronta a febbraio di quest'anno, abbia un passaggio in Commissione.
Quindi che quella Commissione sanità, che è la sede consiliare all'interno della quale vengono prese in esame le tematiche che riguardano la sanità, si è informata semplicemente di una questione di cui l'intero Consiglio regionale sarebbe dovuto essere stato informato già dal mese di marzo del 2007. Io penso che se noi avessimo voluto esercitare, durante la discussione di questo articolo alla finanziaria l'arte dell'ascolto reciproco, probabilmente avremmo fatto più veloci e sicuramente avremmo migliorato in qualcosa questo articolo che può essere migliorato perché al di là delle differenze di posizione tra noi e voi, ci sono delle sfumature, questa è una di quelle, l'aiuterebbero ad essere un articolo migliore nell'interesse generale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente, colleghi del Consiglio, signor Assessore, credo che quando in Sardegna possiamo parlare di un tema per il quale più o meno direttamente possiamo essere interessati e per motivi storici, per retaggi enzimatici, per motivi cromosomi, per motivi i più diversi. Credo che uno dei temi che noi ci troviamo anche familiarmente ad affrontare sia quello storico, quello del bisogno in Sardegna di sangue per assicurare, volta per volta, quelle quantità di sacche di sangue necessarie per le emotrasfusioni di pazienti e di categorie di pazienti conosciute. Ma poi riemergere, come è emerso anche durante il corso dell'ultimo anno, che noi ci troviamo a bloccare l'attività di alcuni servizi di eccellenza, quali quelli del trapianto del fegato, per la mancanza di sangue. In questo momento mi viene spontaneo dire all'Assessore, caro assessore finita l'indagine per cui si sono dovute bloccare le attività nelle sale operatorie del Brotzu, più di una volta, a ripetizione, ma soprattutto non si sono potuti portare avanti alcuni interventi importanti per garantire la salute ai nostri cittadini, vorrei capire, le indagini che dovevano essere condotte per capire quali fossero le motivazioni del mancato coordinamento tra i centri trasfusionali e i centri di eccellenza per i trapianti, per esempio, per quali motivazioni vennero praticamente cancellati quelli interventi e vennero soprattutto rinviati, senza compromissioni ulteriori per la salute di queste persone. Quello che diceva il collega Vargiu poc'anzi è importante nella misura in cui lei prende atto di quelli che sono i contenuti di questo emendamento che io sostengo perché molto probabilmente i ritardi accumulati, sono più di un anno, più di 365 giorni, e lei su questo tema neanche in questa finanziaria ci ha saputo rispondere. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 658.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Caligaris - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Floris Mario - Ladu - Lai Renato - Licandro - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 56
astenuti 1
maggioranza 29
favorevoli 17
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 401.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente, credo che su questo emendamento ci sia e ci voglia essere una presa d'atto non solo dell'Assessore ma anche dell'intero Consiglio. Questo emendamento, il 401 per il quale esprimo il voto a favore, conclude praticamente con una parziale… è un emendamento aggiuntivo, un riferimento rispetto al piano…o quanto meno alla conoscenza di quello che è il piano del disavanzo relativi alle gestioni liquidatorie delle aziende sanitarie locali. Allora, quello che si chiede è che, venuti a conoscenza o quanto meno l'indagine che l'assessorato dovrebbe presentare è quello della conoscenza reale di quanto… quali sono le cifre, quali sono i bisogni, quali sono le necessità, per chiudere il passaggio liquidatorio delle aziende sanitarie anche per quel che riguarda i contenziosi ancora in essere rispetto ad alcune aziende sanitarie per i quali non è possibile ancora definire qual è la reale cifra necessaria per la chiusura e la liquidazione definitiva delle aziende sanitarie. Io credo che il Piano dei disavanzi sia un tema che può essere già a conoscenza…e di cui la Commissione, non solo la Commissione ma anche l'Aula, debba essere messa a conoscenza perché programmare la chiusura dei disavanzi in due anni a me sembra perlomeno un fatto aleatorio rispetto ad un contenzioso di cui ci ha parlato l'Assessore e di cui invece non abbiamo nessuna conoscenza. Una volta definiti questi passaggi, sarebbe corretto che la Commissione, in primis, e il Consiglio in secundis, per evitare di trovarci l'anno prossimo ad affrontare la finanziaria del 2009 con ulteriori esborsi rispetto a queste cifre - stiamo parlando di 16 milioni di euro in un biennio - credo non sia un fatto legittimo, soprattutto rispetto alla trasparenza che necessariamente deve essere dimostrata anche rispetto all'assunzione di questi atti e di questa spesa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Non ruberò molto tempo sia a lei che all'Assessore della sanità ma, nel dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento 401 che riguarda il comma 8 dell'articolo 8, avendo avuto l'opportunità di lavorare presso l'ufficio stralcio della ex azienda sanitaria USL 21 e avendo avuto la possibilità di conoscere quelli che erano i debiti rimasti da saldare, sono costretto ad intervenire innanzitutto per sapere a quanto ammonta il ripiano del disavanzo relativo agli anni decorsi, Assessore. Anche perché mi meraviglia la frase che c'è immediatamente dopo: "anche con riferimento alle gestioni liquidatorie delle ex Unità sanitarie locali", quell'"anche" mi fa pensare che la somma di 16 milioni di euro - 8 milioni nel 2008 e 8 milioni nel 2009 - non servano solo a ripianare le gestioni liquidatorie delle ex Unità sanitarie locali. Le dico questo perché, essendo io entrato in questo Consiglio regionale nel 1999 ed avendo, come ho detto prima, avuto l'opportunità di lavorare in quell'ufficio, non mi è mai stata sollecitata nessuna proposta da inserire in bilancio per cercare fondi per ripianare le gestioni liquidatorie.
In discussione generale ho avuto qualche perplessità, ho detto: a che cosa possono servire questi fondi? Forse ci sono ancora degli arretrati da pagare agli avvocati cui sono state affidate le pratiche? E allora posso capire, oppure ci sono ancora delle ditte che vantano dei crediti? Perché, essendo crediti che hanno superato i dieci anni, penso che non siano più da corrispondere, anche perché, già quanto c'ero io, non erano più rintracciabili le pezze giustificative che avrebbero dovuto accompagnare quelle fatture. Quindi, le sarei grato se potesse dare qualche spiegazione in merito.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 40.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Io, insieme ai colleghi, ho presentato questo emendamento...
PRESIDENTE. E' un emendamento senza copertura, onorevole Cassano.
CASSANO (Riformatori Sardi). Va bene, si può approvare anche senza copertura. Non è questo il ragionamento, Presidente, io capisco anche la sua osservazione, però...
PRESIDENTE. Non ci fermiamo di fronte a niente.
CASSANO (Riformatori Sardi). ... lei mi ha anche capito perfettamente. Io ho presentato questo emendamento per sollevare un argomento serio all'assessore Dirindin cioè che la Giunta regionale, il 30 luglio 2007, ha nominato un commissario per la fondazione San Giovanni Battista, poiché sono trascorsi sei mesi, è giusto che le maestranze, cioè i lavoratori, i comuni limitrofi, i cittadini, siano a conoscenza di quanto sta avvenendo, cosa sta per succedere o cosa succederà. Poiché ritengo che l'Assessore non può decidere da sola, è bene che abbia un confronto anche con il Consiglio regionale, e quale occasione migliore per dire eventualmente cosa intende fare di questa fondazione San Giovanni Battista? Poiché ritengo che non sia cosa propria ma sia un patrimonio di questo territorio, anche perché vi operano oltre 200 persone, più l'indotto, che danno assistenza a centinaia e centinaia di ammalati.
La Giunta regionale, giustamente, ha nominato il commissario, per vedere di verificare - così dice il dispositivo della delibera - per risanare e quindi riqualificare l'attività di questa struttura, bene, a tutt'oggi, sono trascorsi sei mesi, caro assessore Dirindin, è giusto che questo territorio - che in questo caso io rappresento, insieme ad altri colleghi consiglieri regionali che probabilmente interverranno subito dopo di me - è giusto che sappiano che fine farà la fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe: lei ci deve dire pubblicamente, in Aula, se intende chiudere battenti o se invece ritiene che questa fondazione debba proseguire il suo percorso, così come dice appunto la Giunta regionale il 3 di luglio. Questo era l'obiettivo, a prescindere poi dalla disponibilità economico-finanziaria, io sapevo che non vi era questa disponibilità però voglio sapere comunque - visto che siamo di fronte alla finanziaria e successivamente al bilancio - cosa si vuole fare definitivamente della fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto a favore e chiedere nel contempo al collega Cassano se può farsi parte attiva con i Servizi per trovare la copertura finanziaria. Credo che non sia un problema, Presidente, neanche per lei essere d'accordo sul fatto che il problema sotteso da questo emendamento 40, sulla richiesta di un'autorizzazione per un contributo straordinario per ripianare il disavanzo della fondazione San Giovanni battista di Ploaghe. Provenendo anche lei, Presidente, da quei territori conosce benissimo la storia di questa fondazione; credo che l'Assessore in merito, prima del commissariamento, abbiamo assunto tutte quelle conoscenze necessarie per capire l'importanza sociale svolta da questa fondazione. In tutto il territorio credo che questa fondazione abbia assicurato servizi importantissimi per quelle categorie di persone più bisognose, quei disabili che avevano, bisogno non soltanto di una terapia di mantenimento, ma avevano necessità di una terapia di riabilitazione, e avevano volta per volta necessità di un'assistenza costante e continua.
Io credo che non basti assumersi la responsabilità come è stata quella di commissariare la fondazione, io credo che le responsabilità, come avviene nel ripianare i disavanzi delle Aziende sanitarie, che anche in questo caso, visto che di un ente pubblico e di una fondazione si tratta, ci si assuma la responsabilità, eventualmente prima di assumere altre decisioni, perlomeno di risanare il bilancio di questa fondazione. Credo che sia legittima la richiesta ma sia legittimo soprattutto sapere quale futuro questa fondazione andrà a svolgere nel territorio, quale futuro verrà assicurato a quel territorio per il permanere di servizi essenziali per l'oggi e anche per il domani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, signor Presidente. La prego di far sua questa mia invocazione: dolore ispinghet boghe, noi diciamo nel nostro linguaggio bellissimo, schietto, logudorese, e quindi non potevo assolutamente esimermi dall'affiancarmi alla richiesta del collega Cassano per il San Giovanni Battista di Ploaghe.
L'Opera San Giovanni Battista, come tutti noi sappiamo, è nata oltre un trentennio fa, per opera di due illuminate persone, il povero Monsignor Masala e idem per quanto riguarda l'onorevole Giovanni Battista Pitzalis e per opera dei Cavalieri di Malta. Era un'opera nata in origine per poter ricoverare i ragazzi abbandonati e quei bambini che non erano in condizione di poter avere una famiglia né un'assistenza diretta da chicchessia, quindi aventi bisogno di cure specialistiche. Poi con l'andar del tempo si è specializzato nella cura della riabilitazione degli anziani e dei malati. Bene, l'opera per tutte le vicissitudini che noi sappiamo economiche e quant'altro, è stata commissariata giustamente. Si chiede solo da parte della Giunta che venga data almeno in questa fase di commissariamento una risposta certa, un indirizzo certo a quei lavoratori che lì sono da sempre e che non hanno un futuro certo e che non sanno, per essere chiari, di che morte devono morire. Anche questi lavoratori, al pari degli altri lavoratori degli altri enti, degli altri istituti e dei precari, sono dei lavoratori che hanno sulle spalle delle famiglie, che sono stati legittimamente assunti dal consiglio di amministrazione, che non so neanche da chi fosse composto, ma che è chiaro che attualmente hanno tutto il diritto di poter avere una certezza sul loro futuro, ma non solo è necessario ed indispensabile che abbia una certezza del futuro questa importantissima struttura, che fino ad oggi ha dato del bene e continuerà a dare del bene al territorio e a tutta la Provincia di Sassari, e non solo. Grazie, comunque voto a favore di quest'emendamento. La prego, Presidente, di tradurre all'Assessore ciò che la parola con cui ho iniziato dolores ispinghe e boe e il nostro territorio di dolore purtroppo ne sta subendo tanto. Ecco perché la voce ogni tanto esce, ed esce dal profondo dell'anima e del cuore affinché sia ascoltata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Chiedo scusa, Presidente, per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento Cassano, ma per tornare sull'intervento sul comma otto e per ringraziare l'Assessore per la sufficiente risposta alle mie domande, sto ancora a chiedere…
MARROCU (P.D.). Ha risposto ieri, e non eri in Aula.
CAPPAI (U.D.C.). Non ha risposto ieri a nessuna delle domande, non ha risposto a nessuna delle domande che ho posto. Lei era assente o altrimenti dormiva, non ha risposto a queste domande. Stia tranquillo che quando l'Assessore ha parlato ero in Aula, ma penso che l'Assessore non abbia bisogno di avvocati difensori, c'è lei qui, ci può rispondere a quanto ammonta a tutt'oggi l'importo della gestione liquidatoria delle ex aziende sanitarie locali. Io ritengo che 36 miliardi delle vecchie lire siano eccessive. Per cui avendo chiesto gli atti in Commissione e non essendo stati forniti in Commissione, dica almeno in Aula a quanto ammontano queste somme.
MARROCU (P.D.). L'ha detto ieri, è gli atti, devi stare in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, se mai le diamo, insomma perché l'Assessore ha risposto ieri proprio su questo, eventualmente le diamo…
(Interruzione del consigliere Cappai)
Certo grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, gentili Assessori, signora Giunta, colleghi dell'Aula. Grazie Presidente, non le chiedo il recupero del tempo; volevo soltanto dare copertura diversa da quella che lei ha proposto per le vie brevi all'emendamento attraverso FNOL parte corrente mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella A allegata alla finanziaria. E nell'esprimere il voto a favore sull'emendamento numero 40 e nel chiedere il voto a scrutinio elettronico palese sull'emendamento, volevo soltanto far presente all'Aula che quest'emendamento, che potrebbe sembrare letto così nelle sue tre righe nude e crude, un emendamento senza grande aderenza rispetto alle problematiche, in realtà è figlio di una delibera della Giunta regionale che è la numero 25 del 3 luglio 2007 in cui la Giunta regionale ha nominato un commissario straordinario per l'ente riconoscendo la situazione di grave disagio economico dell'ente, e proponendo al commissario stesso di verificare quali fossero le criticità e quale fosse il modo migliore per intervenire per sanare le criticità. Quindi la provvista economica che il collega Cassano come prima firmatario e gli altri colleghi che hanno sottoscritto l'emendamento hanno inserito all'interno dell'emendamento numero 40, è finalizzata a consentire a ciò che la Giunta regionale si è già proposta nell'atto di Giunta di luglio 2007 trovi poi la copertura economica necessaria a sanare le pendenze e a dare alla fondazione, se la fondazione deve continuare a vivere, la possibilità di resistere, perché le criticità della Fondazione, di spesa della fondazione sono strutturali. Cioè non sono legate ad un momento congiunturale che può essere superato. Per cui c'è la necessità di comprendere sulla base della relazione del commissario nominato dalla Giunta, se sanate le pendenze pregresse, la fondazione deve continuare a andare avanti o deve essere attuata una gestione liquidatoria della fondazione che deve cessare le sue azioni. Questa è la risposta che sostanzialmente il Consiglio sta chiedendo alla Giunta in questo momento, o meglio la minoranza sta chiedendo al Consiglio, alla Giunta in questo momento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. L'emendamento numero 40, presentato dal collega Cassano, penso che sia un emendamento di fondamentale importanza per quanto riguarda la sopravvivenza; la sopravvivenza del San Giovanni Battista. Io sono convinto che molti colleghi non sanno dove è, non conoscono neanche le mansioni e le funzioni di questo istituto. Lo ha spiegato bene il collega Rassu, io mi auguro che questa Aula, molto spesso disattenta, fosse invece attenta e sono convinto che il Presidente del Consiglio, che conosce molto bene anche la situazione dell'ente, possa farsi promotore del problema presso la Giunta, perché molto spesso altri interessi coprono interessi maggiori, e sono convinto per il servizio che presta in quel territorio, non ci dovrebbe essere nessun dubbio da parte della Giunta di accettare la proposta di questo emendamento. Lì ci sono diversissimi, al di là dei pazienti che non sono soltanto di riabilitazione, chiamiamola ossea, ma addirittura ci sono anche pazienti psichiatrici, che logicamente concorrono ad alleviare quelle che possono essere le sofferenze delle famiglie. Io sono convinto che il problema sia di assoluta e primaria importanza e grandezza. Ecco per quale motivo chiedo che la Giunta possa accogliere appieno questo problema qui è chiesto soltanto per l'anno 2008, sono convinto che l'opera San Giovanni Battista dovrà vivere anche 2009-2010 etc. per cui ci vuole una attenzione particolare da parte della Regione e mi auguro che l'Assessore, che ha una certa sensibilità su questi problemi, possa adoperarsi perché, appunto, l'emendamento numero 40 possa essere soddisfatto, e non solo lo chiedo anche al Consiglio, che possa accettare quelle che sono le indicazioni di questo emendamento, a cui chiedo, appunto, di poter apporre anche la mia firma. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro. Va bene, colleghi, l'indicazione della copertura finanziaria da parte dell'onorevole Vargiu è comunque insufficiente, perché su quella UPB su quel capitolo nel fondo nuovi oneri legislativi, ci sono 4 milioni di euro, quindi non 10, così come richiesto dall'emendamento. Il problema, come sapete e come sa anche l'Assessore, è all'attenzione e siamo tutti intervenuti per sensibilizzare ad una ristrutturazione del San Giovanni Battista, che si sta con difficoltà affrontando, stante la pesante situazione debitoria, il Presidente del Consiglio ha fatto e farà la sua parte, ma ovviamente l'Aula, alla quale l'emendamento è presentato, è sovrana e decide sulla base di una valutazione più complessiva all'interno della finanziaria.
Mettiamo in votazione l'emendamento numero 40, sapendo che comunque la copertura finanziaria è assolutamente inadeguata e insufficiente. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 40.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pisu ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Farigu - Lai Renato - Licandro - Marracini - Moro - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 14
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
LICANDRO (F.I.). C'era una prenotazione.
PRESIDENTE. Onorevole Licandro, è arrivata dopo che avevo chiamato la votazione. Io sto attendendo, onorevole Licandro. Più lenti di così.
Emendamento numero 273. Primo firmatario l'onorevole Lai.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Colleghi, chiedo scusa, succede che uno si distragga, è inutile fare polemica sul tempo. Io aspetto, facciamo un tempo di attesa, può succedere. Chiedo scusa, ma non è dipendente dalla volontà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, anche io, in realtà, ho tentato di prenotarmi sull'emendamento numero 267, ma mi rendo perfettamente conto che lei ha ragione, e che l'incedere dei lavori rende comunque difficile, ma date le occasioni per ragionare e riflettere su questi argomenti, ci sono, e tranquillizzo il collega Licandro, emendamenti successivi sempre sull'argomento della continuità assistenziale. Quindi, avremo la possibilità di ritornare comunque sul problema. Sull'emendamento numero 273 del collega Lai, io dichiaro il voto a favore e chiedo lo scrutinio elettronico palese. Purtroppo mi sembra che stiamo ragionando in assoluta carenza di risorse economiche disponibili. Quindi, effettivamente, qualsiasi tipo di ragionamento resta monco. Colleghi del centrosinistra, devo dire che non c'è stato nessun altro articolo della finanziaria che sia passato senza che sia stata possibile nessun tipo di interlocuzione, come si dice in gergo politico, di ragionamento, di dialogo, di confronto, di verifica, se su qualche cosa si poteva trovare un'ipotesi su cui ragionare con la minoranza. A me sembra impossibile che di trecento proposte che la minoranza vi ha fatto non ce ne sia una che sia meritevole di una risposta in Aula, di un approfondimento, di una riflessione, perché ci possiamo concentrare, soffermandoci su tutte le proposte che voi noi stiamo facendo. Questa non viene da noi, viene dal collega Lai. Noi ne abbiamo una analoga nel prosieguo, quindi magari ci ritorniamo, se siete disturbati in questo momento. Però, il problema che viene affrontato in questo emendamento non è un problema da poco, è il problema delle case di accoglienza per i malati oncologici, problema che abbiamo già affrontato oltretutto nella finanziaria dello scorso anno, quando noi vi abbiamo segnalato che c'è un'opera meritoria, che è quella dei Lions Clubs, che ha costruito, a spese sue, una casa di accoglienza fuori dall'Ospedale regionale oncologico Businco di Cagliari, che funziona senza avere contributi da parte della Regione Autonoma della Sardegna. Questa iniziativa sarebbe da replicare, perché noi stiamo pensando, perché voi state pensando di decentrare i poli oncologici, come è ovvio che sia, nel resto della Sardegna. Sappiamo bene quanto è importante nel supporto delle famiglie degli ammalati di tumore la possibilità di stare vicine al loro congiunto, e di quanto questo sia utile anche da un punto di vista terapeutico. Non mi sembra che stiamo proponendo un'esigenza da pianeta Marte, né mi sembra che stiamo proponendo un'esigenza per la quale non ci sono i soldi a priori, e si chiude lì, e le priorità sono altre perché non abbiamo ancora neanche capito quali sono le priorità. Mi sembra che siano esigenze sulle quali si potrebbe ragionare, e magari si potrebbe trovare anche la possibilità di dare un segnale alla minoranza, oltretutto anche a un pezzo di maggioranza che non si sa bene…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo di dover esprimere, comunque sia, il mio pensiero rispetto all'emendamento numero 267, e lo farò quando discuteremo sull'emendamento numero 571, collega Renato Lai, il "571", che ha lo stesso contenuto del "267". Mi appresto invece ad esprimere il parere sull'emendamento numero 273, per il quale esprimiamo il parere positivo; uno, perché diceva poc'anzi il collega Vargiu che in Sardegna è stata realizzata una struttura, appunto il Centro di accoglienza per malati oncologici, sorto sull'area dell'Ospedale oncologico di Cagliari, per un'iniziativa dei Lions Clubs della Sardegna, opera che oggi viene imitata in tante altre regioni d'Italia, in tanti altri contesti d'Italia, sempre sotto l'impulso dei Lions Clubs, oppure sotto l'impulso, qualche volta, delle regioni, qualche altra volta di qualche altra associazione filantropica. Io devo dire, credo che se la Regione sarda, peraltro è un tema di cui abbiamo dibattuto anche durante la discussione sul Piano sanitario regionale, portando quell'esperienza a conoscenza di chi non aveva avuto ancora l'occasione di conoscerla come struttura che funziona, che viene gestita nell'interesse dei più deboli, dell'interesse di una categoria di persone, dei loro familiari, che si trovano ad avere a che fare con una malattia tumorale per la quale devono stare lontani da casa centinaia di chilometri, spesso, per poter assicurasi le cure presso il centro di eccellenza dedicato in Sardegna alla cura delle malattie oncologiche. Destinare delle risorse a creare altre strutture in carico al sistema sanitario regionale, credo che non sia stata un'idea così casuale. Credo che se ne senta la necessità in altri contesti che non siano Cagliari, e credo che una scelta in questa direzione andrebbe a cogliere dei bisogni per i quali fino adesso la Regione sarda è stata latitante. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 273, presentato dal collega Renato Lai, perché si rivolge ad una categoria di malati che certamente soffrono più di altri una condizione di disagio. Non solo per la loro condizione di malati, ma anche per l'angoscia che questa malattia purtroppo rappresenta. I pazienti oncologici sono pazienti che spesso hanno delle aspettative di vita diverse dagli altri, e quindi avrebbero certamente bisogno di maggiori attenzioni. Perché se è vero che ogni paziente ha necessità e diritto a quella che viene chiamata l'umanizzazione delle cure, per i pazienti oncologici questo è ancora più vero. Una struttura che sia in grado di accogliere loro e i loro familiari porterebbe certamente un po' di sollievo per chi si sente di trovarsi, oltre a tutto il resto, in un ambiente lontano da casa e lontano dagli affetti familiari. Le malattie oncologiche, lo sappiamo, anche chi non è medico lo sa, più di altre hanno necessità di un supporto psicologico efficace ed efficiente. Poi, fra l'altro, non dimentichiamoci che le malattie oncologiche, anche in Sardegna, rappresentano la seconda causa di morte, è uno dei settori più delicati della sanità sarda, ma anche la prima fonte di spesa farmaceutica, quella tanto cara all'Assessore. Voterò a favore di quest'emendamento, anche perché viene incontro ad un altro argomento caro al nostro assessore Dirindin, quello dei ricoveri impropri, perché un paziente in difficoltà, alla fine, non ha altre possibilità, se ha necessità, se non quello di ricorrere al pronto soccorso dell'ospedale più vicino, anche se l'Assessore continua a pensare che la responsabilità dei ricoveri impropri sia da addossare, quasi per intero, ai veri responsabili del disavanzo della spesa nella sanità pubblica, cioè ai medici di famiglia. Per quanto riguarda l'impegno di spesa, io credo che se invece di spendere 10 milioni di euro per fare più bella la nostra Isola ne avessimo speso solo 6, forse non sarebbe stata così bella, ma certamente più umana.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 273 per le stesse ragioni che sono state espresse dai colleghi che mi hanno preceduto negli interventi. Si tratta di un elemento di attenzione, i pazienti oncologici, anche questo in stretta attinenza a quei contenuti del Piano sanitario che dedicano molto rilievo ai problemi dei pazienti oncologici. L'umanizzazione di questi percorsi di assistenza è uno degli elementi più qualificanti del Piano sanitario. Io vorrei, però, utilizzare il tempo che ho a disposizione anche per una breve dichiarazione relativamente all'emendamento numero 267 per il quale, in un momento di distrazione, non ho potuto intervenire, e lo dico per fare un'osservazione che non vuol essere strumentale, ma vorrei ricordare ai colleghi che la continuità assistenziale è uno dei contenuti del comma 1 lettera b) che sono stati sottoposti a ridefinizione della spesa. Avrei davvero voluto chiedere all'Assessore, ma non pretendo di avere una risposta in questo momento, perché non può darmela, di valutare quelle che sono le conseguenze e come intenderà affrontare il problema delle risorse nella riqualificazione dei punti di continuità assistenziale, visto che viene fortemente ridimensionata la voce di spesa che faceva riferimento a questo aspetto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Non sarei intervenuto, perché il problema si porrebbe nel dire: ma, che c'entra il servizio sanitario nazionale nel creare ostelleria per i parenti delle persone che, purtroppo, gravano in una condizione così pesante di malattia a volte terminale, e mi è venuto in mente che un amico di Nuoro ha avuto dei problemi in famiglia, credo una ventina di anni fa, aveva una figlia malata di leucemia, mi pare che si curasse solo a Parigi, l'ha portata, come fa il genitore per cercare di salvare il salvabile, a Parigi, e stare a Parigi non era facile. Quest'uomo, dovendoci stare molti anni, e per molto tempo, avendo anche disponibilità finanziarie ha acquistato un piccolo locale a Parigi, come spesso si trova anche con pochi danari. Purtroppo la figlia è morta, ma tanti altri, tante altre famiglie che hanno avuto necessità, hanno potuto avere l'ospitalità in quella casa che nel frattempo lui aveva acquistato a Parigi. Ora, il problema è che ci lamentiamo se la Chiesa, i Lions, il Rotary ed altre associazioni private fanno azioni caritatevoli e si propongono in alternativa all'ente pubblico. Io mi chiedo se l'ente pubblico, in un moto di capacità di comprensione del passaggio poco felice di una famiglia, o dello stesso, che è malato, perché non serve solo alla famiglia, serve anche al solo malato che, magari, deve fare un'applicazione di 20 minuti in radioterapia e poi non sa dove andare a sbattere la testa, magari a Milano perché a Cagliari non abbiamo le capacità di ospitarlo. Ora, io credo che un'iniziativa, un modo di trovare soluzioni al problema, potevano quantomeno sentir dire dalla maggioranza: beh, riflettiamoci un attimo, può darsi che non sia questo il metodo giusto, vediamo di trovare una consociazione di responsabilità tra pubblico e privato con il coinvolgimento di diverse istituzioni. C'è invece la volontà chiara e precisa di abbattere l'emendamento perché proviene, comunque sia, dalla minoranza. Io mi auguro che un po' di sale, a ciascuno di noi, arrivi.
PRESIDENTE. Grazie. E' in votazione con il sistema elettronico palese l'emendamento numero 273. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 273.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - Farigu - Lai Renato - Licandro - Moro - Pileri - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 54
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 12
contrari 42
(Il Consiglio non approva).
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento numero 509. Primo firmatario l'onorevole Cocco. Il parere della Commissione e della Giunta sull'emendamento numero 509 è favorevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io voglio dire che voto a favore, e voglio anche aggiungere qualche parola di commento al fatto che voto a favore, perché conosco l'istituzione, nel senso che so quale è l'azione che il Banco Alimentare sta realizzando in questo momento nell'intera Sardegna a sostegno di una piaga, che è quella della fame tra la gente, che è sempre più diffusa; quindi approvo lo stanziamento. Nell'approvare lo stanziamento, devo dire che mi sembra, lo avreste detto voi al posto nostro, anomalo, che per una spesa di 60 mila euro si sia costretti a fare una legge, nel senso che è probabile che una spesa di 60 mila euro all'interno dei capitoli dell'Assessorato all'assistenza sociale poteva trovare un suo canale di spesa senza disturbare i presentatori dell'emendamento che, evidentemente, sono stati sollecitati, perché azioni verso il Banco Alimentare di questo genere, a parte la Regione non ce n'erano. Quindi, la cosa grave non è che ci sia l'emendamento, a cui votiamo a favore volentieri, la cosa grave è che non ci fosse la sensibilità della Giunta precedentemente all'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COCCO (P.D.). Intervengo a favore di questo emendamento, sono felice che venga accolto, però sento la necessità di dire due parole. Innanzitutto, in materia di politiche sociali direi che abbiamo fatto dei progressi notevoli perché c'è un welfare nuovo, dal momento che si tratta di un fondo per la non autosufficienza di grande consistenza. Resto però un po' preoccupata, perché sono stata costretta a ricorrere a un emendamento su un problema serio come quello del Banco alimentare, invano mi sono rivolta agli Assessori di questa Giunta, chiedendo un aiuto che non è stato dato. Il Banco alimentare è una fondazione onlus che è arrivata nel 1989 in Italia e che merita, proprio perché nasce da un'idea molto semplice, forse ci siamo dimenticati della fame e della necessità, che nasce da un'idea semplice un quarto del pane viene buttato via nel nostro Paese, onorevole Secci, assessore Secci, un quarto del pane viene buttato e questa è una maniera per non far… mi ascolti per cortesia eh! E' un modo per non far morire di fame la gente. So benissimo che il vero strumento per abbattere la povertà è la creazione del posto di lavoro, in attesa di questo diamo il pane ai poveri. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Io volevo ringraziare l'onorevole Cocco per aver proposto questo emendamento e ovviamente la Giunta e la Commissione per il ripensamento, perché ritengo che veramente sia stato significativo sia l'apporto dell'onorevole Cocco, sia quello che poi sta emergendo anche dal dibattito. Perché mi sembra di capire che sia un tema particolarmente sentito, anche perché in questi anni purtroppo abbiamo registrato un aumento delle povertà e il fatto che si contribuisca con il Banco alimentare significa che c'è anche una presa di conoscenza, da parte dell'intera classe politica, del fatto che ci sono delle condizioni di invivibilità che meritano attenzione e sostegno. Quindi, naturalmente voterò a favore, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Nel dichiarare pienamente il voto favorevole, io vorrei significare che al di là delle battute che possono esserci tra il banco della Giunta e i banchi del Consiglio vorrei solo fare una riflessione. Oggi in Sardegna, e non solo in Sardegna ma in Sardegna perché stiamo parlando di Sardegna, c'è una crescita esponenziale di chi ha bisogno di chi non riesce a combinare il pranzo con la cena. Io credo che sia opportuno che non siano lasciate stare alla sola iniziativa di un consigliere o di un Gruppo, ma trovare il modo che ci sia un intervento serio, profondo da parte della Regione di quella stessa Regione, se devo fare quello che fa la critica, che non riesce a costruire una sponda di sviluppo per questa gente che ha bisogno. Io vedo che l'Arcobaleno ha iniziato a parlare di 600 milioni di euro che sono destinati a trovare soluzioni occupazionali, questo può alleviare, può essere una via però il problema resta, che sino al momento in cui ci sarà la possibilità di un'occupazione, questa gente deve anche trovare da mangiare e non può essere soltanto la carità fatta da un sistema ecclesiale o da singoli privati ma ci deve essere anche un intervento sostanziale da parte del potere pubblico che deve incidere fortemente in qualche direzione per poter consentire che questa povera gente riesca perlomeno a sbarcare il lunario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Brevissimamente, soltanto per esprimere il voto favorevole per questa richiesta emendativa, anche possibilmente a nome di tutto il Gruppo, chiedere addirittura anche la possibilità di poter aggiungere i nostri nomi nella proposta, perché è una decisione direi assolutamente unanime e indipendente da qualunque presa di posizione politica di parte. Così come abbiamo fatto anche per altre vicende e altre problematiche di questo tipo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 509.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Gessa - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 57
astenuti 1
maggioranza 29
favorevoli 57
(Il Consiglio approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 841.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. L'emendamento numero 841 è un emendamento condivisibile per due ragioni, il primo è perché favorisce di sicuro la nascita di un processo che è quello di un sostegno per un settore, quello ovino, che va a riconoscere il sistema di certificazione della carne d'agnello e IGP. Io credo che nell'emendamento dei colleghi Balia, Masia e Atzeri, ci sia stato un intendimento di voler sostenere un'iniziativa che è quella della diffusione tra gli allevatori del sistema di certificazione della carne d'agnello. Noi sappiamo benissimo cosa sta succedendo oggi sul mercato delle carni e, in particolare, sul mercato delle carni ovine. Giusto per aggiornare un attimino le conoscenze anche dei colleghi, oggi la carne di agnello viene pagata agli allevatori 2 euro e 50. E' una vergogna rispetto al fatto che le stesse carni, lo stesso bestiame vengono presentati sui banchi delle macellerie del Nord Italia ad un prezzo che va oltre i 15 e per non dire che rasenta anche i 20 euro al chilo. Allora, capire l'importanza del dare alle carni ovine e una certificazione di qualità e di provenienza, molto probabilmente consente ai nostri allevatori di poter ricavare, attraverso questo provvedimento, quel valore aggiunto che normalmente va a finire nelle tasche di mediatori e di chi all'atto pratico lucra sul lavoro di una categoria di imprenditori sardi che sul lavoro ci mettono l'anima, l'impegno e spesso e volentieri ci rimettono anche a salute. Io credo che lo spirito ma soprattutto i contenuti dell'emendamento vanno condivisi per cui esprimo il mio voto a favore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Sì, io avrei rinunciato ben volentieri se l'Assessore avesse spiegato una cosa e glielo dico subito.
PRESIDENTE. Dunque, l'Assessore mi dice che non è materia di cui si occupa l'Assessorato alla sanità.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non mi dispiace ma per una parte no. Allora, le devo ricordare Assessore che c'è un problema che è quella della rintracciabilità e quindi della sicurezza e sanità della carne che viene esitata. Allora, siccome si sta ponendo il problema di mettere dei chip, se non sbaglio, agli animali, o perlomeno agli ovi-caprini, io pongo il problema serio che è sulla tracciabilità e sulla rintracciabilità della provenienza delle carni, che tra l'altro sono stranamente e offende anche l'economia della Sardegna, molti animali ovicaprini vengono dal di fuori e non abbiamo neanche la certezza di dove sono prodotti e quindi per garantire quale tipo di carne viene presentata presso le rivendite, credo che sia opportuno invece questo, io non è che volessi dire che sono d'accordo con lo spirito anche perché c'è il problema di non far pagare ulteriormente gli agricoltori che sono già oberati da condizioni e gravami che non finiscono più. Ora, io credo, non ho capito se proprio la sanità di questo aspetto igienico sanitario non se ne occupa attraverso il sistema veterinario. E' così?
PRESIDENTE. Assessore, vuole rispondere...
DEDONI (Riformatori Sardi). Se vuole rispondere non è un problema, è proprio per capire...
PRESIDENTE. Però onorevole lei faccia, insomma torniamo sempre al punto che si presta poco l'interlocuzione in dichiarazione di voto. Se l'Assessore volesse rispondere lo può fare naturalmente.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Io concordo che intanto il problema riguarda non la sanità ma l'agricoltura...
DEDONI (Riformatori Sardi). Che cosa?
MARROCU (P.D.). Riguarda l'agricoltura, il problema posto è un problema serio però io penso che l'Assessorato all'agricoltura sia in grado di rispondere a questo problema con i mezzi e le risorse già a disposizione, cioè non ci sia bisogno di un emendamento alla finanziaria per andare in quella direzione, sia per quanto riguarda le attività di promozione, di divulgazione, di sostegno verso gli allevatori per chiedere la certificazione...
DEDONI (Riformatori Sardi). Non ero contrario!
MARROCU (P.D.). Ma io non sto parlando con te, sto parlando con il presentatore dell'emendamento, quindi io penso, io chiederei ai colleghi di ritirare l'emendamento e di porre questo problema all'Assessorato dell'agricoltura formalmente, ripeto, ma una cosa che può sembrare, anche un ordine del giorno che impegni l'Assessorato in quella direzione perché è competenza dell'agricoltura, il problema è un problema reale, le risorse, i mezzi e la norma per farlo ci sono, non c'è bisogno di altro, va solo sollecitato il fatto attuale. Quindi io farei questa proposta di ritirare l'emendamento ed inviare un documento a nome del Consiglio all'Assessorato su questi temi perché sono cose che possono essere già fatte senza ulteriori normative.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Rapidissimo Presidente, solo per rilevare che quando si pone un problema e si riconosce che il problema è legittimo, serio, merita attenzione, si chiede a noi e sempre a noi eventualmente di predisporre un ordine del giorno e segnalarlo in quella occasione. Cioè la ripetizione del: "un voto favorevole ad un ordine del giorno non si nega mai", anche perché poi resta lettera morta per lo meno in linea generale questo avviene. Dire che questo emendamento è soltanto un fatto di certificazione generico ed avulso alle problematiche sanitarie, non è assolutamente un fatto vero, non significa dire la verità nel momento in cui si pone un problema di tracciabilità, si sta ponendo un problema di garanzie sulla qualità del prodotto e anche sulla certificazione sanitaria del prodotto stesso, per cui va bene l'ultimo esempio è quello dei farmaci, ma è inutile citarlo perché è davanti agli occhi di tutti. Noi teniamo l'emendamento poi la Giunta, la maggioranza e l'aula faccia quello che ritiene opportuno. Fra l'altro l'UPB alla quale si fa riferimento per quanto riguarda le risorse finanziarie è una UPB già istituita senza l'esigenza di dover ricorrere a fonti di finanziamento esterne.
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, lei è già intervenuto.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Intervenuto, ma non ho usato tutto il tempo, e non è che lo voglio usare, aspettando una risposta perché, io insisto, non è competenza della sanità dare garanzie che la carne che si commercia sia salubre, se è così io sfido chiunque.
PRESIDENTE. L'emendamento siccome non è stato ritirato è in votazione.
LADU (Fortza Paris). Elettronico!
PRESIDENTE. Sì, colleghi si chiede nei modi corretti l'elettronico. E' stata richiesta la votazione elettronica. Prego i colleghi di votare con il sistema elettronico palese. Se non viene richiesta nei modi usuali, colleghi, io procedo alle votazioni normali. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 841.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Petrini ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Caligaris - Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - Farigu - Ladu - Lai Renato - Licandro - Masia - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Fadda.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 53
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 18
contrari 35
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 441. L'emendamento numero 441 riguarda un argomento sul quale sono stati presentati altri emendamenti, l'emendamento numero 268, l'857 ed altri uguali sullo stesso argomento.
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Io voterò a favore dell'emendamento numero 441 presentato dal collega Renato Lai, anche se dovrei guardarmene bene essendo quasi in una situazione, quasi, in una situazione di conflitto di interessi, ma correrò questo rischio anche perché continuo ad essere un inguaribile ottimista e continuo a pensare che i cittadini abbiano diritto ad una medicina e quindi a un'assistenza che si la più vicina possibile a un paziente e quando è il caso anche al suo stesso domicilio. Ne parlo perché sono abituato da sempre a prendermi le mie responsabilità anche quando queste possono essere scomode. Anche quando non dovrei parlare perché diventerebbe quasi facile obiettare che siamo soltanto alla ricerca di un reddito maggiore come se le nostre rivendicazioni sindacali fossero meno importanti di altre.
Siamo stati più volte accusati di essere al servizio delle case farmaceutiche, vere sirene, sono parole sue Assessore, abilissime e soprattutto generose nel riuscire a convincere i medici di base all'utilizzo di un farmaco piuttosto che di un altro. Ma noi non abbiamo mai raccolto queste accuse, da parte nostra non ci sono mai state risposte pubbliche anche perché a noi interessa ascoltare maggiormente altre voci e cioè quelle di chi ci racconta di disservizi, di attese eccessivamente lunghe e pesi burocratici costantemente e continuamente in aumento. Per questo non mi interessa oggi parlare, né ce ne sarebbe il tempo, del fatto che ci hanno proposto nuove prestazioni e impegni sempre più gravosi senza con questo nessun compenso suppletivo. Per non parlare poi delle incredibili richieste che ci sono state fatte ufficialmente di incrementare l'orario di lavoro trasformandoci così da liberi professionisti in semplici professionisti. Io so soltanto che quando vado in ambulatorio, e così lo è la maggior parte dei miei colleghi, sappiamo a che ora entriamo e non sappiamo mai qual è l'orario di chiusura, e la porta la chiudiamo soltanto quando è andato via l'ultimo paziente. E per questo motivo non accettiamo e non abbiamo bisogno di consigli, né tantomeno di imposizioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Allora, noi abbiamo presentato, posto la nostra firma, su tre emendamenti, e penso che il più significativo sia l'emendamento numero 268, a pagina 68, in cui la spesa viene ridefinita in 3 milioni e mezzo; è condiviso da un altro emendamento, firmato dai componenti di maggioranza della Commissione, della settima Commissione, l'emendamento numero 857, e questo mi pone al riparo da un'accusa implicita di strumentalità, che può esserci nel sostenere questo emendamento, che viene sostenuto sulla base di alcune considerazioni, relativamente all'entità della spesa, delle risorse destinate all'accordo integrativo, che dovrebbero essere sui 2 milioni e mezzo, aggiuntive. Io ritengo che se c'è una fluidità nelle trattative, non penso che possa esserlo sulla base delle stesse risorse che erano a disposizione a dicembre. Penso quindi che queste risorse, lo prevede lo stesso Piano sanitario, debbano essere implementate, ma non certo per sostenere ragioni di carattere corporativo. L'emendamento della Commissione è stato fatto perché abbiamo preso atto che i medici della Medicina generale e i pediatri di libera scelta, e non solo espressione di carattere sindacale, sono disposti ad entrare con piena consapevolezza nella Medicina del distretto con il loro ruolo, e nelle funzioni che attengono a queste importanti figure basilari nell'assistenza, e quindi è stato chiesto loro un impegno nel controllo della spesa, nell'appropriatezza delle prescrizioni, nel governo clinico, negli stessi progetti di distretto. Naturalmente le nuove prestazioni andavano quantificate sulla base di parametri che fossero raccordati agli ambiti nazionali di contrattazione, discriminandoli da quelli che erano gli aspetti specifici relativi all'accordo integrativo regionale. Quindi, noi riteniamo che questo emendamento debba essere sostenuto, era stato condiviso, e solo sul piano politico che adesso…
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' stato già sostenuto e condiviso, ed è già in finanziaria!
PRESIDENTE. Assessore, se eventualmente vuole intervenire, può intervenire, con serenità…sì, sì!
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La ringrazio, la ringrazio!
PRESIDENTE. No, io ringrazio lei, Assessore. La prego di mantenere e un po' la calma, se ha bisogno di parlare la facciamo intervenire.
(Interruzioni)
LAI RENATO (Gruppo Misto). Io non ho nessun conflitto d'interesse!
PRESIDENTE. Va bè, se escono tutti quelli che hanno conflitti d'interessi, oggi, restiamo in pochi qua dentro, sulla sanità. Bene!
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Ma, io mi libero del ruolo di detentore di conflitto di interessi, e parlo liberamente sul tema oggetto degli emendamenti numeri 441 e 268. Dovrei rappresentare la controparte, come si usa dire in questi casi. E allora rappresentando la controparte provo a dire, riferendomi a quelli che sono i contenuti del Piano sanitario regionale, e al ruolo che il Piano sanitario regionale attribuisce non soltanto ai medici, ai professionisti di libera scelta, e ai pediatri di libera scelta, nuovi ruoli che sono ispirati da un concetto, che è sotteso in uno dei punti qualificanti, secondo la definizione che nel Piano sanitario regionale si dà, del cosiddetto "ritorno a casa", un progetto che porta ad eliminare non soltanto l'occupazione impropria dei posti letto negli ospedali, ma che riporta a casa, riporta in famiglia pazienti lungodegenti, o quantomeno quei pazienti a cui può essere garantita, attraverso appunto l'azione dei medici di medicina generale, dei medici di base, dei pediatri di libera scelta, può essere assicurato un'assistenza presso il proprio domicilio, quando non è necessario e necessitato, appunto, il ricovero ospedaliero. Bene, nella finanziaria, con un emendamento alla legge 2, del 2007, vennero posti in bilancio 2 milioni e mezzo di euro per avviare i percorsi della contrattazione decentrata. Questi percorsi, purtroppo, arrivati ad oggi, 20 febbraio del 2008, sono stati interrotti bruscamente. Il tavolo, come si usa dire in questi casi, è stato rovesciato, e praticamente la trattazione è stata rimandata al tavolo nazionale. L'Assessore, in questi giorni scorsi, ci ha riferito che poteva essere più importante il riferimento al tavolo nazionale per parlare di contrattazione decentrata. Ma, scusate un attimo, ma quando noi andiamo ad elaborare un Piano sanitario, che prevede alcune azioni, di coinvolgimento, come quelle che abbiamo previsto noi per questa categoria di professionisti, poi noi andiamo a farci dirimere quelle che sono le competenze, ce le facciamo dirimere a livello romano, Assessore? O non dovrebbe essere lei garante della esecutività....
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Io voto a favore e chiedo lo scrutinio elettronico palese sull'emendamento numero 441, che è un emendamento simile ad altri emendamenti che sono comunque presenti nel prosieguo. E sarebbe un emendamento in cui noi, in realtà, noi della minoranza, staremo andando a fare un regalo alla maggioranza, se venisse approvato. Vi spiego perché. Perché nel Piano sanitario c'è scritto che voi trasferite prestazioni dall'ospedale, quelle improprie, verso il territorio, quindi potenziate il territorio. Gli attori di salute nel territorio, i primi attori di salute nel territorio, sono i medici di famiglia, i cosiddetti medici Medicina generale, che sono quindi vostri alleati per l'attuazione degli obiettivi del Piano. Bene, con questi attori, che sono i vostri naturali alleati, per la realizzazione di obiettivi posti da voi nel Piano, voi siete riusciti a litigare. Nel senso che dovevate fare un accordo regionale, l'accordo in cui voi magari gli chiedevate di essere più disponibili per il trattamento dei pazienti diabetici, più disponibili per l'assistenza domiciliare integrata, più disponibili per aggiornarsi per le politiche di contenimento della spesa del farmaco, più disponibili per iniziare le attività di aggregazione nelle UTAP, nelle società della salute, cioè gli dovevate chiedere di aprire di più gli ambulatori, gli dovevate chiedere maggiore disponibilità per raggiungere gli obiettivi del Piano. Bene, siete riusciti soltanto a litigarci, al punto che l'Assessore ha chiesto che la trattativa, che in Sardegna non si poteva concludere perché si era ai "materassi", al litigio, venisse trasferita in una sede nazionale, a Roma, la SISAC, dove la trattativa continua in presenza, sostanzialmente, di un terzo arbitro, che alla fine impone, sentite le parti, il suo parere. Bene, ovviamente questo avverrà in regime di contenzioso, e l'assenza di risorse sul contratto, perché attualmente mancano delle risorse per chiudere il contratto, sarà ovviamente un elemento di scontento presso quegli operatori che dovrebbero essere vostri alleati per fare buona salute. Quindi mettere soldi in più, quello che noi stiamo cercando di fare, sarebbe un regalo per voi, non per noi, perché per noi alla fine che i 1500 medici di famiglia siano scontenti e arrabbiati contro di voi, se ragionassimo soltanto dal punto di vista utilitaristico, è un guadagno, non è certo una perdita. Quindi questo emendamento va nella direzione di aiutare voi a realizzare il vostro Piano sanitario, soltanto che voi non lo capite e quindi probabilmente non voterete a favore di quest'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Intanto io vorrei sottolineare, e mi riferisco all'Assessore Secci quando dice che questo capitolo è già inserito nella manovra finanziaria, questo è vero ma abbiamo ripetutamente detto che questa somma è assolutamente inadeguata, ci sono le cifre che sono state previste nel 2007, che non sono state spese, che sono state spostate a quest'anno. Quindi quando il collega Lai dice e chiede un ulteriore finanziamento di 5 milioni di euro non sta dicendo nulla di straordinario anzi devo dire che queste risorse sono ancora insufficienti se davvero si vuole firmare l'accordo integrativo con la medicina di base e la medicina pediatrica.
Io però Assessore vorrei fare un altro ragionamento, che è quello di capire effettivamente se dietro le cose che dice l'Assessore e la Giunta regionale, che vuole effettivamente decentrare l'assistenza sanitaria, che vuole potenziare la medicina del territorio c'è una reale volontà o meno. Io so che lei Assessore non ha fatto nulla affinché questi operatori della sanità della periferia avessero un contratto, un nuovo contratto, che è già scaduto da un paio d'anni. Lei praticamente ha chiesto che fosse rimandato il contratto al tavolo nazionale, ma non mi risulta che tutte le altre categorie in Sardegna siano state rimandate al tavolo nazionale. Questa è una cosa incomprensibile che lei non avrebbe dovuto fare perché questa è una Regione autonoma, fra l'altro, non lo fanno neanche le regioni a statuto ordinario, ma anche lei rimandi la riscrittura del nuovo contratto al tavolo nazionale effettivamente è una cosa che non va assolutamente bene. Pertanto io credo, se vogliamo veramente puntare ad una vera assistenza sanitaria, periferica, che parta dal territorio, io credo che dovremmo proprio partire dai medici di base, valorizzando la loro professionalità, e tentando di intervenire facendo in modo che i pazienti si possano curare sempre il più possibile nel territorio e invece di mandarli tutti nelle strutture ospedaliere, che poi molte volte creano un ingorgo che non fa bene sicuramente alla sanità. Pertanto siccome lei Assessore è intervenuta prima dicendo che praticamente non è stato firmato l'accordo a causa dei sindacati, e questo mi risulta che sia così, però io volevo chiedere invece adesso, nel suo prossimo intervento che farà, a che punto è, se c'è da avere ancora l'intenzione di rimandare al tavolo o se c'è la possibilità che l'accordo venga firmato in Sardegna e in quali tempi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). La mia è una voce fuori dal coro perché tra tanta scienza medica io intervengo perché ritengo doveroso, per quanto la stanchezza prenda il sopravvento, Assessore Secci, sapendo che l'onorevole Renato Lai non ha bisogno di difensori d'ufficio. Però se c'è un collega che sta rappresentando, sul piano anche tecnico, e cercando di dare un contributo e facendo anche il suo mestiere di consigliere regionale, che ha una veduta dei problemi anche differenziata rispetto a quella della Giunta, su alcuni temi, così come su altri ha dato atto anche delle soluzioni utili proposte dalla stessa Giunta. Quindi l'invito è perché altrimenti non si comprenderebbe, non è poi un problema dell'onorevole Lai, la stessa Commissione sanità con l'emendamento numero 857 propone la stessa soluzione con uno stanziamento di 3 milioni e 500 mila, in luogo di 5 milioni proposti dall'onorevole Renato Lai, non è un problema che si è inventato, non sta qui facendo ostruzionismo o perdendo tempo, si abbia davvero rispetto delle posizioni e in particolare di quelle di un collega che è competente nella materia sanitaria, e mi pare che anche se rimane una voce nel deserto ciò nondimeno, almeno per chi gli sta a fianco, ha il piacere di sentire e di far tesoro anche della sua esperienza. Quindi voterò senz'altro a favore di questo emendamento che ha come primo firmatario l'onorevole Renato Lai.
PRESIDENTE. Per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN Assessore tecnicodell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
Porto solo alcune informazioni, ieri abbiamo già detto qualcosa ma forse non sono stata sufficientemente chiara. Su questa avvertenza mi pare che ci siano molte affermazioni inesatte però non ho interesse qui ad alzare di nuovo il tono della polemica, quindi portò solo le informazioni, e pregherei i consiglieri di informarsi sia dalla parte pubblica che dalla parte delle organizzazioni sindacali in modo da poter dare un giudizio più equilibrato. In ogni caso il contratto integrativo dei medici di medicina generale è previsto che costi 22 milioni, di questi 22 milioni, la nostra proposta, circa 14 milioni sono già definiti dalla contrattazione nazionale e sono già pagati attualmente dal servizio sanitario regionale, dobbiamo solo definire gli obiettivi da raggiungere, perché così prevede il contratto nazionale in campo di quei 14 milioni che sono già stati definiti, più altri 8 milioni, 8 milioni e mezzo circa che sono quelli integrativi per le attività che stiamo chiedendo ai medici di medicina generale. Per quel che riguarda le risorse aggiuntive di cui c'è bisogno per firmare questo contratto, ricordo, forse non tutti erano presenti in Commissione sanità, quando sapendo che era stato previsto 2 milioni e mezzo per quest'anno abbiamo deciso insieme: uno, di salvaguardare 2 milioni e mezzo dell'anno scorso e che non sono stati impegnati e quindi abbiamo recuperato 2 milioni e mezzo dell'anno scorso, e di inserire in bilancio altri 3 milioni e mezzo anziché 2 milioni e mezzo. Il tutto fa 6 milioni più di quanto questo emendamento chiede. Quindi mi pare che siamo stati sufficientemente attenti.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Sì per dichiarare il voto di astensione, per ricordare all'Assessore che i consiglieri regionali che siedono in quest'aula sono eletti dal popolo sardo, non tutti sono medici, non tutti siedono in Commissione sanità, quindi è la prima volta che mi capita di sentire un Assessore regionale venire qui e dire ad un consigliere regionale di essere più equilibrato nei suoi giudizi e di informarsi. Non è un approccio corretto con quest'Aula.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, io non intendevo intervenire più su questo articolo perché ritengo che sia tempo perso e perché le risposte non arrivano, però mi fa sorridere che si dica che i 2 milioni e mezzo dell'annualità precedente sono rimasti lì non spesi, dovrebbe dire il perché e che bastano i 6 milioni e mezzo, ma soprattutto vorrei parlare con il collega Pacifico, e chiedergli: collega Pacifico lei presiede la Commissione sanità, l'Assessore è venuto a dirvi queste cose in Commissione sanità e vi permetterete di presentare un emendamento per le risorse aggiuntive, due sono le cose: o la Commissione sanità non ha ascoltato la relazione dell'Assessore, o ha fatto male i conti oppure probabilmente, facendo bene i conti, perché richiamare i 2 milioni e mezzo dell'annualità precedente credo che sia, faccia sorridere, però non sto qui a spiegare il perché, perché ovviamente bisognerebbe avere degli interlocutori che comprendano. E' chiaro che non bastano, è evidente che non bastano, però chiamerei davvero il Presidente della Commissione a rendere conto all'Aula di quello che è stato detto in Commissione, e poi si permette di sottoscrivere, come primo firmatario, l'emendamento per l'integrazione dei fondi della medicina generale. Come è possibile? Cioè ha tratto in inganno gli stessi colleghi della Commissione sanità, e altri eventuali sostenitori di questo emendamento, perciò credo che sia necessaria una spiegazione; e non lo dico da medico, ovviamente, essendo anch'io in pieno conflitto di interessi per avere innumerevoli interessi di tipo privato nella sanità, ovviamente, così come la gran parte dei medici che sono stati schiaffeggiati in quest'Aula, o così come operatori dello sport che dovrebbero stare zitti quando si parla di sport e invece chiedono denari e li ottengono.
PRESIDENTE. Grazie.
Onorevole Contu, ha già parlato, mi dica di che cosa intende parlare.
CONTU (F.I.). Sull'emendamento 857.
PRESIDENTE. Ha già parlato.
CONTU (F.I.). No, io ho parlato sull'emendamento 441.
PRESIDENTE. E quando arriveremo a quello che lei sta chiamando le darò la parola.
CONTU (F.I.). No, io le voglio far rilevare, Presidente, sull'ordine dei lavori, che i contenuti dell'emendamento 857 sono uguali, cambia soltanto la cifra.
PRESIDENTE. Quindi non è che si interviene tre volte per dire la stessa cosa. Tra l'altro sono privi di copertura finanziaria.
CONTU (F.I.). Ma, ammesso e non concesso, non era questo della copertura finanziaria il tema di cui intendevo parlare.
PRESIDENTE. No, lei ha già parlato sull'argomento, ha fatto una dichiarazione di voto.
CONTU (F.I.). Va bene, grazie.
PRESIDENTE. Quindi, adesso vediamo in quale ordine metterli in votazione, onorevole Contu, ma, come ricordava lei, l'argomento è uguale, cambiano le cifre, quindi adotteremo il metodo che adottiamo normalmente in questi casi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Io le chiedo la sospensione degli emendamenti che riguardano la contrattazione dei medici di base, questo e gli altri emendamenti, perché ho visto anche l'emendamento 857 che propone un'integrazione di 3 milioni e mezzo di euro, l'Assessore sostiene che sono già previsti nel bilancio, e quindi, per evitare che ci sia un voto non convinto, sospenderei questi tre emendamenti in modo da consentire una piccola interlocuzione - andando avanti - sul contratto dei medici di base, sulle risorse, ed evitare magari che ci possa essere qualche equivoco. E arrivare eventualmente a trovare una soluzione che possa essere soddisfacente per la maggioranza ma anche per la minoranza, e quindi ci sia su questo punto magari una sintesi unitaria.
Quindi, tutti gli emendamenti, oltre al numero 441 e al numero 857 ce n'è anche un altro, li sospenderei per una interlocuzione e andrei avanti, ovviamente senza interrompere il lavoro dell'Aula.
PRESIDENTE. Grazie.
E' stata richiesta la sospensione degli emendamenti.
Onorevole Cappai, su che cosa intende parlare?
CAPPAI (U.D.C.). Per fatto personale, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, le darò la parola quando il Regolamento...Va bene, prendo atto che lei vuole parlare di un fatto personale, alla fine della seduta le daremo la parola su fatto personale e ci spiegherà di che cosa si tratta.
Onorevole Ibba, di che cosa intende parlare?
Chiedo scusa, colleghi, siccome è stata fatta la proposta di sospendere questi emendamenti e, eventualmente, di tornarci, allora io vi chiederei se non sia il caso di sospendere anche le dichiarazioni di voto - perché siamo in questa fase - ed eventualmente proseguirle, per i colleghi che non le hanno fatte, quando riprendiamo la discussione.
Onorevole Ibba, prego.
IBBA (Gruppo Misto). Va bene, se si può intervenire successivamente, alla ripresa, dopo la sospensiva...
PRESIDENTE. Se si accede all'ipotesi di sospensione, se l'Aula è d'accordo, quando riprendiamo la discussione lei potrà prendere la parola per dichiarazione di voto. Va bene, grazie.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 274.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io voto a favore dell'emendamento 274 del collega Lai Renato e mi associo all'apprezzamento che gli ha rivolto il suo collega di gruppo Pittalis, il mio è ancora più caloroso visto che proviene da persona che non appartiene al suo partito ma che ha imparato in quest'anno ad apprezzarne la puntualità con cui interviene, non solo sui temi di sanità, e l'onestà culturale. E devo dire che intervengo su questo emendamento proprio perché, probabilmente, il collega Lai Renato sarebbe stato posto in condizione di non presentare questo emendamento se la Giunta avesse ottemperato a quello che è previsto nel solito Piano sanitario regionale, dove la Giunta ha 60 giorni di tempo per presentare un piano di revisione della continuità assistenziale, dei punti di guardia e della sistemazione del personale medico, degli operatori medici che lavorano all'interno dei punti guardia. Quindi, se a oggi noi avessimo il dettaglio di questo piano, probabilmente potremmo anche indicare alla Giunta regionale alcune necessità territoriali che dipendono dalla dispersione, come nel caso di Budoni, dei vari siti che graverebbero poi su un unico punto guardia e che sono fondamentali, come ha detto stamattina il collega Giorico, per chi l'ha ascoltato. L'intervento del collega Giorico è stato frammentato perché ha reso un intervento, in dichiarazione di voto, che doveva, probabilmente, essere attribuito alla discussione generale, per cui è stato a puntate, come nei libretti di cui eravamo abituati a leggere da piccoli. Però il ragionamento del collega Giorico non era affatto sbagliato, nel senso che il collega Giorico diceva che uno dei punti di eccellenza della nostra offerta turistica è quella sanitaria, perché non è pensabile che la Costa Smeralda non abbia dietro un'unità coronarica, non è pensabile che noi offriamo ai turisti inglesi che vengono ad Alghero una struttura sanitaria che non è in grado di gestire l'emergenza qualora si verifichi; perchè il motivo per cui non vanno in Sud America o in Africa ma vengono in Sardegna e perché pensano i turisti di avere dei servizi, anche sanitari, che sono all'altezza, dal punto di vista della qualità, di una società civile, occidentale, evoluta, che garantisce la stessa assistenza sanitaria che uno può trovare in Svezia, in Danimarca o in Inghilterra.
Quindi, questo è l'elemento fondamentale che emerge anche dall'emendamento opportunamente presentato dal collega Lai. Se noi oggi avessimo a disposizione il ragionamento complessivo sui punti guardia della Sardegna, probabilmente questa non sarebbe finita dentro la finanziaria, come proposta, ma sarebbe stata fatta per altri canali e nelle sedi più appropriate.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Grazie, Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento 274, presentato dal collega Renato Lai, perché sono assolutamente e fermamente convinto che le sue siano rivendicazioni assolutamente legittime e, naturalmente, io le condivido.
Io devo riconoscere di non avere presentato emendamenti al capitolo della finanziaria che riguarda la sanità, ma certamente non perché non avessi emendamenti o richieste da fare, ma semplicemente perchè - è un qualcosa che mi trascinò dalle discussioni in Aula e in Commissione del Piano sanitario - sono profondamente deluso dal modo in cui vengono regolarmente ignorate le nostre richieste, anche se sono richieste legittime e possono, o per meglio dire potrebbero, dare un modesto contributo per migliorare una sanità che invece avrebbe bisogno di ben altri contributi. Amareggiato e deluso soprattutto per come è stato bocciato, respinto al mittente, dalla maggioranza - mai così compatta come in questa occasione - l'emendamento che prevedeva la casa di accoglienza per i malati oncologici. Io credo, colleghi, che questa sia una cosa della quale assolutamente non andare fieri.
Dovrei stare zitto quando si parla di continuità territoriale perché so che è un argomento al quale voi siete completamente sordi, ma non mi sento di stare zitto quando si parla e si affrontano certi problemi. Forse anche per il fatto di avere cominciato a fare il medico proprio con la guardia medica e resto molto sensibile a tutte quelle che sono le problematiche di quella che oggi viene chiamata la continuità assistenziale. E quindi, quando vedo che c'è qualcuno come il collega Lai che cerca di difendere le zone deboli per i tanto famosi problemi che sono legati alle condizioni, alle particolari condizioni geomorfologiche della Sardegna, di istinto cercò di offrire la mia solidarietà. Sarà anche perché i problemi che ha Budoni, che ha la dispersione di 4600 abitanti divisi in 24 frazioni, mi ricorda tanto gli stessi problemi che ha anche la Marmilla, dove certamente non esiste il problema del ospedalocentrismo per il semplice motivo che in ospedale non ci si arriva molto rapidamente, molto facilmente e se viene a mancare anche il medico di guardia, forse l'unica porta alla quale è possibile bussare è quella della parrocchia. E chissà perché quando si parla di Marmilla e quando si parla di guardia medica e quando i colleghi della guardia medica della Marmilla hanno il sospetto, ma di questi tempi ogni sospetto, come dire che è già un forte indizio, che ci sia la ferma volontà di identificare in questa zona, proprio come esperimento, come zona di massicci accorpamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Io avevo già votato a favore dell'emendamento numero 267, un emendamento che prevedeva, appunto, un complessivo riordino della continuità assistenziale della Sardegna, e si chiedeva un investimento di una spesa di 2 milioni e mezzo di euro, perché ci fosse la riorganizzazione della continuità assistenziale nell'intera Regione sarda, al fine di garantire la tempestività delle risposte, l'equità nell'accesso, l'effettiva continuità nell'assistenza e così via. Bene, quell'emendamento è stato respinto dalla maggioranza, adesso ci troviamo ad affrontare il tema che riguarda uno di quegli anelli deboli della catena, Assessore, dove l'emendamento chiede l'istituzione di un punto di continuità assistenziale nel territorio di un comune di 4600 abitanti, che peraltro territorialmente presenta questa popolazione anche disseminata in un territorio anche abbastanza vasto. Bene, oggi il punto di riferimento più vicino è Olbia, per arrivare ad Olbia questi pazienti, per trovare la continuità assistenziale, hanno come riferimento l'ospedale di Olbia. Allora io credo, colleghi della maggioranza, colleghi della Gallura, e dell'intera Sardegna, ma quando noi ci troviamo in Marmilla o nel basso Sulcis, ma noi quando ci troviamo in altre aree tipo il medio Campidano dove non sempre è possibile recuperare o avere un punto di continuità assistenziale in i tutti centri, quali problemi vengono riversati dalla popolazione sull'amministrazione pubblica, inteso come amministrazione pubblica l'autorità sanitaria locale, che è il sindaco. Io credo, quando il sindaco di Las Plasas chiedeva la riapertura del punto di continuità assistenziale a Las Plasas, come lo chiedeva allo stesso modo il sindaco di Villanovafranca, come lo chiedeva Turri, come lo chiedevano tanti comuni di 2-300 abitanti. Allora vogliamo capire che per i nostri cittadini è importante avere nei territori un riferimento di continuità assistenziale possibilmente funzionante, attrezzato e che sia un punto di accoglienza degno di questo nome. Noi lo chiediamo in questo caso, noi associamo il nostro voto a quello del collega Renato Lai, e sosteniamo l'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Ringrazio per gli attestati di stima, ma voglio solo confermare quello che è il ruolo che oggi mi sono preso, vivere intensamente e dare un contributo all'esame di questo articolo. Io mi rendo conto che la questione che viene rappresentata è una questione di carattere locale, è il secondo anno che viene ripresentato quest'emendamento. Io voglio dire soltanto l'Assessore, che mi ha risposto ad una mia interrogazione, che il Comune di Budoni è in grado di fornire, e l'azienda sanitaria locale numero 2, dati che siano più attendibili di quei dati di operatività che sono emersi solo dal far riferimento all'operatività espressa dal Comune di San Teodoro, al quale fa naturalmente, riferimento, fanno riferimento i cittadini di Budoni. In realtà i dati andavano letti, e sono molto più consistenti, perché i cittadini di Budoni fanno riferimento alla guardia medica di Posada, a quella di Siniscola, al pronto soccorso di Nuoro, al pronto soccorso di Olbia. E quindi è chiaro che quei numeri non giustificavano, 450 prestazioni non giustificavano la guardia medica, ma proprio perché erano così atipici andavano esaminati con minore superficialità. E quindi se sulla base di questo c'è disattenzione, direi che si possa intervenire con un percorso di maggiore attenzione, al quale peraltro lei si era impegnata, quando era stato ritirato l'emendamento nello scorso anno. Dico anche che la tipicità del Comune di Budoni è rappresentata dal fatto che un comune di quasi 5000 abitanti è l'unico comune in Sardegna che non ha, anche data la dispersione, e quindi anche per questa specificità, una guardia medica rispondente alle esigenze. Io con l'emendamento volevo rappresentare solo questo aspetto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento e per esprimere la solidarietà al collega Lai, che fino a prova contraria in questa finanziaria ha lavorato, ha lavorato bene e tutti gli emendamenti che ha proposto sono certamente emendamenti condivisibili. Colgo l'occasione, Presidente, per comunicare che regalerò all'Assessore, che ancora una volta non ascolta e al Capogruppo del P.D. la parte dell'intervento dell'Assessore di ieri in cui parlava dei debiti pregressi. Anche perché resti agli atti una cosa: che io quando sono in Aula sono attento, e quando si parla di sanità mi piace seguirla. Quindi ho seguito con attenzione l'intervento dell'Assessore e le posso dire che nessuna risposta in merito alle domande formulate mi è stata data da parte dell'Assessore. Quindi non vorrei essere tacciato di assenteista come ha fatto il Capogruppo del P.D., che dovrebbe stare attento, aprire gli occhi, ma soprattutto aprire anche le orecchie e da ascoltare quello che replica l'Assessore, la quale penso non abbia ancora bisogno di avvocati difensori, per cui metto agli atti le dichiarazioni dell'Assessore di ieri per dimostrare all'onorevole Marrocu, che l'assessore Dirindin in merito al problema non ha dato ancora risposta e dovrà dire 32 miliardi delle vecchie lire a che cosa servono per la gestione liquidatoria dei debiti pregressi nelle unità sanitarie locali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Anche io sono convinto che il collega Lai sia persona seria e abbia lavorato e stia lavorando in questa finanziaria per portare problemi reali. Però proprio perché penso che sia una persona seria, io invece invito a ritirare questo emendamento. Io mi chiedo, se è dignitoso che in una finanziaria ci vada, in modo esplicito, che va istituito un servizio di guardia medica individuando anche il comune. Io non penso, a Budoni, io non penso che sia la materia oggetto di un emendamento in finanziaria, io non so se questa esigenza ce l'abbia solo Budoni o ce l'abbia San Teodoro o ce l'abbia Arzachena o ce l'abbia Ingurtosu e così via, ma si pensi che vada prevista in finanziaria in modo specifico con le risorse che vada istituito in quel comune il… mi ricorda, lo dico scherzosamente, l'emendamento, quand'ero nella prima legislatura, del collega Cadoni che individuò di costruire un ponte sul fiume Temo, all'altezza di via Gioberti numero 20, che fu votato per scherzo. Può in una finanziaria andare una cosa così specifica, diretta? Io penso che, per noi tutti, non sia un fatto dignitoso accettare questo emendamento. Ecco perché chiedo che questa possa essere un'indicazione, una denuncia che il collega fa, una richiesta. Ma deve finire lì, non deve andare in finanziaria. Deve finire con un sollecito. La utilizzerei anche come denuncia, se la ASL di competenza non la istituisce, se non la potenzia, ma non vedo perché possa essere un emendamento in finanziaria. Per cui, siccome confido anche io sulla serietà del collega, lo invito a ritirare l'emendamento, dopo aver fatto la giusta denuncia del problema che è stato fatto.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Io intervengo per dare sostegno non tanto ad una richiesta che possa essere così specifica, ma perché richiama un argomento che sembrava accantonato. Io vorrei ricordare all'Assessore della sanità che nel Piano sanitario c'è un obbligo, un vincolo che avrebbe dovuto essere attuato da parte dell'Assessore, che a un determinato tempo dato, scaduto abbondantemente, lei doveva presentare un piano organico sulle guardie mediche. Ora, il piano sulle guardie mediche non c'è, viene riproposto il problema di Budoni, ma restano in piedi tantissime altre questioni che sono in causa. E comprendiamo anche che le valutazioni che possono essere valide a livello nazionale, di 5 mila abitanti ogni guarda medica, e che qui raggiungono circa i 3 mila abitanti per guardia medica, non sono paragonabili, essendo così dispersa nel territorio la nostra popolazione. E' necessitata la presenza nel territorio, con ambienti particolari, soprattutto come sono le zone interne, di una presenza di guardia medica che non viene svolta. E non viene svolta a sufficienza. Io credo che questo ci porterà a ragionare ancora una volta, come d'altronde è stato ricordato anche all'onorevole Lai, che alle promesse poi non seguono i fatti. E' come l'anno scorso, ci fu la promessa di dare soddisfazione alle richieste relative alle guardie mediche, ancora una volta, si tace. Ma quel che ancora è più drammatico, caro Marrocu, è che è la maggioranza che tace su un problema che interessa alla gente di Sardegna. Io mi auguro e spero che questa gente di Sardegna sappia leggere anche in termini elettorali e politici, e sappia dove colpire.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Per sostenere questo emendamento, e per chiedere anche di apporre, se i firmatari sono d'accordo, la mia firma. Io rimango un po' sconcertato dall'intervento del capogruppo Marrocu, perché se noi andassimo a verificare gli emendamenti presentati, non tanto dalla minoranza, ma dalla maggioranza, potremmo trovare non solo il paese, non solo la città, ma anche i nomi e i cognomi dei destinatari di alcune poste di bilancio. Quindi, mi sembra grave che un Capogruppo possa fare affermazioni per fondi che vengono destinati per un comune che ha sicuramente necessità di questi fondi, per garantire sicuramente la possibilità non solo per i cittadini, ma come ha detto qualcuno anche per le decine di migliaia di turisti che confluiscono durante l'estate in queste località. Ma vedo anche molto nervosismo stasera, anche nella Giunta, Assessore del bilancio, Assessore della sanità. Sembra che tutto debba passare in funzione dei numeri, delle statistiche, delle poste di bilancio. Ma solo di quelle che vanno bene a voi, non di quelle che devono dare risposte a tutti i cittadini, indipendentemente dalla collocazione politica. Non si capisce perché abbiano valenza solo gli emendamenti presentati dalla Giunta, per correggere errori gravissimi nella finanziaria. Io credo che 150 mila euro valgano molto meno della vita di qualche persona che potrebbe essere salvata dalla presenza di una guardia medica in questa località. E credo che se dovessimo riferirci ad esempio a quello che voi spendete, che volate spendere con la pubblicità istituzionale, con i famosi 60 milioni, bisognerebbe vergognarsi a non approvare questo emendamento che, come tanti altri proposti anche dal collega Lai, meritano attenzione.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io sono d'accordo con il collega Marrocu che la finanziaria non dovrebbe caratterizzarsi per essere un contenitore omnibus di particolarismi, di campanilismo, però deve essere una regola generale, non deve valere per alcuni emendamenti, e poi abbiamo situazioni nelle quali, non entro nel merito del problema, ma qui si parla di un comune, di una indistinta generalità di soggetti, quando poi andiamo a prevedere la sanatoria per venti veterinari che hanno un nome e un cognome. Ecco, quindi, se il problema lo affrontiamo seriamente in relazione a tutte le ipotesi, è chiaro che anche questo emendamento sembra non coerente, ma sempre che appunto la coerenza sia una regola che valga per tutte le situazioni. Qui, il collega Lai non si inventa nulla di nuovo, porta all'attenzione del Consiglio regionale e dell'Assessore la segnalazione che viene tra l'altro da un sindaco del Partito Democratico, quello del Comune di Budoni, che sente sulle proprie spalle il peso di una responsabilità, di dare una risposta alla comunità locale, e all'esito anche di una inadempienza certificata, perché non vi è stato nulla, dopo i centoventi giorni dall'approvazione del Piano sanitario, nel programma che l'Assessorato avrebbe dovuto predisporre. Dunque, ecco perché l'emendamento, non solo è una sollecitazione, ma denuncia anche una precisa inadempienza rispetto alla quale ripetiamo, anche per la sollecitazione che è venuta da una comunità, e soprattutto da un sindaco, e deve assolutamente avere la risposta adeguata. Ragione per la quale l'emendamento si mantiene.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Collega Lai, io credo che le espressioni del Capogruppo del P.D., che in termini generali vanno apprezzate, siano state una lezione per dire: "Guardi, gli emendamenti si fanno così". Cioè, questo emendamento si sarebbe dovuto fare "è autorizzata la spesa di 150 mila euro annui per l'istituzione di nuove sedi di continuità assistenziale e guardie mediche". Perché la maggioranza ci deve insegnare che gli emendamenti si fanno così in termini generali, perché poi c'è l'accordo tra il Capogruppo di maggioranza e la Giunta per dare l'indirizzo in Giunta a quella spesa. Perciò non bisogna nominare Budoni, bisogna contrattare prima con la Giunta e dire: "Noi mettiamo i soldi, però questi soldi devono andare per Budoni". E sa dove trova questo insegnamento? In alcuni emendamenti soppressivi che noi abbiamo fatto all'articolo 7, che è "disposizioni a favore del sistema produttivo isolano" dove diamo 6 milioni di euro per l'acquisizione, l'adeguamento e la realizzazione di aree, punti vendita eccetera eccetera, genericamente. Ma lì c'è scritto, così lo sanno anche quelli fuori da questa Aula, chi li prende, quali immobili sono da comprare, a quale prezzo e magari come viene distribuito l'acquisto, aggiungo io, per cui, così si fa la mala politica, capisce collega Lai, non si fa ingenuamente dicendo: ci vuole un punto di Guardia medica perché oggi ci sono quelle condizioni nel comune di Budoni. Ingenuamente si dice: no, non si può mettere in finanziaria che diamo, per esempio, 150 mila euro che noi diamo per dei campionati di pallavolo che poi vedono come riferimento preciso chi siede in Giunta, non si fa così, si generalizza, poi, che magari sia il Presidente di una Federazione e temporaneamente anche Assessore questo non fa niente, però, 150 mila euro per un campionato di pallavolo, di grande prestigio, che darà ovviamente prestigio mondiale alla Sardegna, si devono dare, ma per un punto di guardia medica no; perché? Cosa le rende? Soprattutto se è proposto da lei.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Grazie Presidente. Io colgo l'occasione per rinnovare l'invito al collega Lai di ritirare l'emendamento, per non doverci costringere a dover votare contro su una posizione che è largamente condivisa come tipo di importanza e di esigenza, perché di questo si è discusso, e il collega Lai ne è testimone, all'interno della Commissione sanità, però abbiamo anche detto che il Consiglio non è il luogo per poter discutere più generalmente del programma della continuità assistenziale e quindi dei punti di guardia medica. La posizione della Commissione sanità è risaputa, l'Assessore ne è a conoscenza, il piano sulla continuità assistenziale sui punti di guardia medica va elaborato, l'impegno e l'attenzione rispetto a un problema di un Comune che ha un territorio molto vasto, che ha un numero notevole di frazioni e che ha un carico di abitanti, soprattutto nel periodo estivo, così importante, è presente ed è all'attenzione di tutti. La richiesta, in questo senso, al collega Lai è di poterci aiutare nel percorso che abbiamo intrapreso anche in Commissione sanità, ritirando questo emendamento, senza doverci costringere ad assumere posizioni che noi non vorremmo assumere. La posizione del collega Marrocu, del nostro Capogruppo, mi pare sia stata chiara, chiediamo soltanto di ridefinire in altra sede la questione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Stiamo votando.
CAPELLI (U.D.C.). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto. Emendamento numero 274. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 274.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Farigu - Lai Renato - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 50
astenuti 2
maggioranza 26
favorevoli 15
contrari 35
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 906. E' un emendamento della Giunta. E' in votazione.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Emendamento numero 912, è ritirato. Gli emendamenti numero 268 e 857 sono sospesi. Emendamento numero 50.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie signor Presidente. Io volevo ricordare all'Aula che il comune di Codrongianus, quindi comune capofila, e i comuni di Ploaghe, Ossi, Florinas, Usini, Cargeghe e Muros si sono costituiti in Consorzio, a suo tempo, e hanno avuto dalla Regione, Assessorato della sanità, un primo finanziamento per la costruzione di un canile consortile. Questo intervento, a suo tempo, è stato realizzato, perché risale al 2003, quindi il canile in parte sta funzionando, per poter eventualmente dare la possibilità a tutti i comuni che poc'anzi ho eccitato, occorre completare l'opera, completare l'intervento. Quindi, con questo emendamento io sto chiedendo ulteriori risorse per dare omogeneità al problema. So che l'assessore Dirindin preferisce non rispondere, perché ha avuto la fortuna, la grazia, quella di sedere in quei banchi che immeritatamente occupa, però deve sapere, lo dico alla Giunta, lo dico al Consiglio, che io sono stato eletto dal popolo, caro Assessore, con i voti dei cittadini, e quindi ho il diritto e il dovere di avere delle risposte, cosa che in questa Aula non avviene, caro assessore Dirindin, che, tra l'altro, è stato importato dall'esterno, quindi, praticamente io almeno mi onoro di essere sardo, sassarese di nascita e quindi devo dare risposte a questo territorio, quindi lei ha l'obbligo e il dovere di dare risposte, cosa che certamente non farà. Però, credo che poi, alla fine, tra qualche mese, anzi, mi auguro che questo avvenga prima, i sardi sapranno scegliere chi deve stare al Governo e chi deve stare all'opposizione. Chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. Va bene. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Cassano?
VARGIU (Riformatori Sardi). Io.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Elettronico palese. Dichiaro aperta la votazione sull'emendamento numero 50.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 50.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pileri ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Cassano - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Farigu - Lai Renato - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 53
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 15
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 22. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà
RASSU (F.I.). Grazie signor Presidente. Vorrei richiamare l'attenzione dell'Assessore dei lavori pubblici su questo emendamento, anche se, probabilmente, sarà materia, o è materia di norma e direttive di attuazione, in quanto, ciò che riportato nello stesso emendamento, Assessore, riguarda un'esperienza personale che ha avuto, per via telefonica, prima con l'istruttore del Banco di Sardegna, del mutuo casa, e poi con l'addetto all'Assessorato dei lavori pubblici, istruttore del mutuo casa. E cioè, il quesito era questo: non essendo presente nel vecchio bando della legge numero 32, e specificato che venivano finanziati anche l'acquisto e il completamento di un rustico, lo stesso stante l'interpretazione degli Uffici della Regione, e non delle banche, era posto in dubbio e quindi verosimilmente, dico verosimilmente, non accoglibile. Io feci presente all'istruttore che dal momento in cui addirittura la legge finanziava le opere esterne di sistemazione in caso di costruzione e di acquisto, mi sembrava strano come non si riuscisse a pensare o a capire che la legge se io voglio acquistare, in parole povere un rustico e poi completarlo, sempre di un immobile urbano si tratta per destinare alla prima casa. Le posso garantire che questo è stato difficile, il dubbio è restato e l'istruttore ha sinceramente sospeso la trattazione della pratica. Gli ho fatto giustamente, ho tenuto con questo, io lo chiamo collega perché io sono funzionario CIS, ho istruito per vent'anni pratiche artigiane, mutui casa e pratiche commercio. Gli ho detto: guarda che probabilmente stai prendendo un abbaglio, cioè l'intenzione della legge e del legislatore è quello di finanziare la prima casa, quindi acquisto d'immobile, costruzione, sistemazioni esterne e quant'altro. Ecco, qual è stata la motivazione che mi ha spinto a presentare questo emendamento per porre all'attenzione dell'Assessore la problematica, affinché per il passato sino a che non viene giustamente adottata la nuova normativa, e nell'attuale normativa anche, quindi affinché non possano essere bloccati i mutui legittimi, richiesti e istruiti positivamente dalle banche e quindi non possono essere bloccati da parte degli Uffici regionali per l'immediato passato e dell'immediato futuro, nelle norme di attuazione della norma inserita in finanziaria…
PRESIDENTE. Concluda, prego.
RASSU (F.I.). Nelle direttive di attuazione anche per il passato venga precisato e specificato che sono ammesse ad acquisto completamento l'acquisto di un rustico urbano, destinato ad abitazione nel progetto originario con regolare concessione edilizia per uso abitazione, quindi che la legge debba e possa includere anche l'acquisto, ripeto di un immobile urbano ad uso abitazione, e il suo completamento e il suo recupero. Grazie.
Una risposta dall'Assessore e potrei anche ritirarlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Grazie Presidente e onorevoli consiglieri. Io la inviterei a ritirare l'emendamento, nel senso che mi impegno a fare un approfondimento, ma mi pare che ci siano tutti gli strumenti interpretativi che in sede di direttiva anche alle banche, ma anche di direttiva degli uffici, si possa arrivare alle conclusioni a cui lei vuole arrivare con l'emendamento. Non mi pare elegante scrivere in legge una cosa del genere, ecco lo dico con molta franchezza. Sono cose che si risolvono in via amministrativa e raggiungiamo lo scopo della legge, quello del bene casa, si può arrivare con una interpretazione strettamente legale, io mi impegno a farla e quindi la pregherei di ritirare l'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Ritiro l'emendamento. Grazie.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 913 è una norma intrusa.
PACIFICO (P.D.). Era sospeso.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 913 ha chiesto la Commissione che venisse sospeso, ma è una norma intrusa. Possiamo anche sospenderlo e tornarci dopo ma l'opinione nostra è questa, poi spieghiamo anche perché.
PACIFICO (P.D.). Si può sospendere?
PRESIDENTE. Va bene, lo teniamo sospeso. Emendamento numero 914 era sospeso secondo l'opinione della Commissione.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 406.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 406. L'emendamento numero 406 prevede sul comma 31, che descrive gli interventi destinati alla riorganizzazione della rete dei consultori familiari, un provvedimento che segue quanto previsto nel Piano sanitario regionale e prevede, questo comma, dall'entrata in vigore della finanziaria che la Giunta regionale predispone sentiti gli enti locali e i soggetti solidali, i criteri organizzativi e le modalità di coordinamento dell'attività a sostegno della famiglia eccetera. Devo dire che si pensi di riordinare la rete dei consultori, si pensa di investire delle risorse importanti, 5 milioni di euro sono una risorsa importante, io credo che un passaggio e una condivisione, o quantomeno un parere della Commissione consiliare competente credo sia una dimenticanza che c'è stata nella predisposizione di questo comma. Io credo che i colleghi della Commissione sanità abbiano posto poca attenzione su questo aspetto, la rete dei consultori è una rete che ha bisogno di rivitalizzazione, dovrebbe assumere nuove funzioni, dovrebbe soprattutto essere resa in quel coordinamento tra legge "10" e legge "23" uno dei momenti d'integrazione dei servizi sociosanitari. Allora, dico quale momento di programmazione come in questo caso, qual è questo non abbia la necessità di avere il sostegno e il parere della Commissione consiliare competente. Per cui, esprimo il mio voto a favore dell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Io esprimo il parere a favore dell'emendamento numero 406. Devo dire che avrei, in questo caso, forse qualche perplessità in più rispetto ad altre questioni che abbiamo sostenuto, per quanto riguarda il passaggio in Commissione del Piano, però in effetti il Piano di cui al comma 31 non è un piano definitivo della riorganizzazione della rete dei consultori ma è l'insieme delle linee guida. Allora, così come quando le aziende sanitarie hanno fatto i loro piani e noi abbiamo visto in Commissione, abbiamo anche, se lo ricorderà senz'altro il collega Pacifico, mandato una serie di indicazioni sulle linee guida per gli atti aziendali all'Assessorato, che ne ha tenuto parzialmente direi quasi niente conto, però per lo meno l'Assessorato c'ha mandato quelle che erano le sue intenzioni nel proporre alle aziende le linee guida per la scrittura degli atti aziendali. Allora, anche in questo caso si tratterebbe sostanzialmente di linee guida e in questo senso l'interessamento da parte della Commissione che prende in esame le linee guida e quindi dà una valutazione su quelle che sono le indicazioni della spesa dei 5 milioni, potrebbe essere una cosa ragionevole. Anche perché mi sembra che la Commissione sui progetti complessivi di spesa, che sono previsti all'interno dell'articolo 8 sia stata, fino a questo momento, assolutamente non coinvolta. Pertanto, pensare che ci possa essere invece una condizione, quella che propone il collega Contu, in cui ci sia un passaggio in Commissione ripeto non del programma, ma delle linee guida per cui viene poi steso il programma, credo che sarebbe un modo di dare un valore, diciamo, al lavoro che la Commissione svolge. Quindi, penso che anche nel caso dell'indicazione che il collega Contu ha dato, ci potrebbe essere, forse io mi illudo ancora, ma sembra una di quelle cose su cui se il Consiglio intervenisse dando un voto favorevole alla richiesta del collega Contu, io non credo che stravolgerebbe il contesto di questa finanziaria, darebbe un minimo segnale perlomeno di disponibilità nei confronti di esigenze di maggior conoscenza della formazione dei ragionamenti che comunque la minoranza sta in questo momento avanzando. Quindi io dichiaro il voto a favore e chiedo su questo emendamento lo scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Votazione elettronica palese. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 406.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Petrini ha votato a favore
Rispondono sì i consiglieri: Contu - Diana - Farigu - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Cherchi Oscar - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 54
astenuti 3
maggioranza 28
favorevoli 14
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 548.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Io sono intervenuto pochissimo su questo articolo 8 e chiedo che ci sia un po' di attenzione da parte di questo Consiglio per questa proposta per la quale naturalmente voterò a favore, e che si riferisce ad un'iniziativa che già portammo in questa Aula nelle trascorse finanziarie. Si tratta di colmare un vuoto che ha la Sardegna nel non essersi ancora dotata naturalmente di una legge che riconosca la funzione educativa e sociale degli oratori parrocchiali e degli oratori delle comunità religiose che altre Regioni naturalmente hanno avuto e che qualche Regione addirittura ci ha copiato come proposta di legge. Noi pensiamo che si possa fare un primo passo, si possa introdurre questa iniziativa che penso sia anche condivisa da tutti, sapendo bene che spendere un euro nella direzione che noi proponiamo significa ricavarne cento, perché tanta è la grande opportunità che viene data ai ragazzi che vengono inseriti in queste strutture socio educative, tanta è la battaglia che si fa all'interno degli oratori contro la devianza sociale, contro il disagio sociale, contro ogni attività che noi sappiamo essere particolarmente pericolosa quando non fatta dentro strutture come gli oratori parrocchiali. Tutti noi forse abbiamo vissuto la nostra adolescenza proprio con le esperienze dirette e non dobbiamo dimenticare la grande intuizione appunto che fu di San Giovanni Bosco quando inventò l'oratorio parrocchiale proprio nella città dell'Assessore, quindi a Torino e quindi recuperò 150 anni fa tanti giovani, e da allora tutta l'Italia, ma anche tutto il mondo attraverso iniziative dei salesiani, ha seguito queste esperienze.
Possiamo fare qualche cosa, possiamo ragionare, credo che le 600 parrocchie della Sardegna e le 120 comunità religiose aspettino con ansia una risposta in questa direzione. Quindi facciamolo e faremo veramente del bene ai nostri ragazzi, ai nostri figli che hanno bisogno di questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 548.
Il collega Pisano si è così attentamente, e oltre ad avere predisposto l'emendamento, dedicato a descrivere la motivazione che ispira questo emendamento. Credo che nell'esperienza di noi tutti ci sia stata nella nostra vita non solo la frequentazione, ma comunque sia perlomeno la conoscenza del ruolo che gli oratori hanno portato come esperienza per noi tutti, ma soprattutto nei nostri piccoli centri quale momento di aggregazione, quale momento di riferimento, quale momento anche di crescita culturale ed educativa che hanno portato, comunque sia, di sicuro dei benefici rispetto all'allontanamento perlomeno da tutti quei processi che sono legati ad una mancanza di questi punti di riferimento che nel tempo così per l'abbandono perché magari ci si è dedicati di meno, perché magari sono mancate motivazioni, le più diverse alchè questa rete di accoglienza venisse a mancare.
Certo, uno dei processi col quale ci confrontiamo tutti i giorni è stato oggetto anche di lunga discussione in quest'Aula, quello dell'abbandono scolastico, quello delle devianze giovanili, quello soprattutto di non avere più soprattutto non solo nell'hinterland dei grossi centri, ma soprattutto nei piccoli paesi, una carenza che all'atto pratico oggi è testimoniata appunto dai dati negativi che riguardano la nostra gioventù. Io credo che sia una iniziativa da poter ascrivere ad una condivisione di tutta l'aula perché credo che sia per oggi e per domani anche sulla spinta di quello che è stato fatto anche in altre Regioni in questa direzione, anche la Regione sarda si faccia promotore di una nuova rinascita di questi centri che sono centri di riferimento culturale, centri di riferimento di crescita e soprattutto dei centri dove i nostri giovani possano trovare nuovo spirito sociale, nuovo spirito di partecipazione alla vita collettiva, ma anche...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Io penso che sia lo spirito e le motivazioni che hanno indotto i colleghi dei Riformatori a presentare questo emendamento sia condivisibile, e sia meritevole però di un'attenzione più importante di quella che può essere dedicata con un emendamento della finanziaria. Io penso che un argomento di questo tipo meriti una legge organica che valorizzi gli oratori quali centri di aggregazione giovanile e che ne riconosca anche la funzione sociale, educativa che viene svolta dagli oratori stessi. Io con diversi colleghi dell'ex Gruppo della Margherita, ho presentato tempo fa, a Maggio dell'anno scorso, una proposta di legge, so che ce n'è una già presentata anche dai colleghi dei Riformatori, penso che possa essere preso l'impegno perché è già calendarizzata nei lavori della Commissione settima, sono già calendarizzate anche le due proposte di legge, penso che la Commissione possa prendere un impegno per esaminarla con una certa sollecitudine e che si possa chiedere ai colleghi dei Riformatori eventualmente di ritirare questo emendamento perché lo spirito è condivisibile, ma possa trovare una sua esplicazione migliore in una proposta di legge, una legge organica che abbia proprio il compito di riconoscere la funzione, l'alta funzione educativa che viene svolta dagli oratori in quanto considerati centri di aggregazione giovanile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Io intervengo per confermare le motivazioni che hanno posto il problema della presentazione dell'emendamento. Credo che ci sia poco da sprecare tempo nello specificare per chiunque ha avuto modo di vivere attorno agli oratori, ha avuto l'opportunità di essere lontano da quelle condizioni di degrado che comunque sia si vivono quotidianamente. Il discorso proposto da Giuseppe Cuccu, credo che ci trovi consenziente, ove ci sia un impegno formale da parte della Giunta, e da parte delle forze politiche, soprattutto dal P.D., per garantire che ci sia una corsia preferenziale che dibatta del tema degli Oratori, all'interno della Commissione preposta, ove già giacciono da diversi anni delle proposte di legge, che non trovano accoglienza nel dibattito politico. Io credo che non sfugga a nessuno che vi è la necessità di avere dei centri di aggregazione, di qualunque tipo, al di là che siano chiamati Oratori, o altri momenti di socializzazione. Il problema è che mancano momenti siffatti, per poter garantire soprattutto ai ragazzi e ai giovani l'opportunità di essere lontani da quelle tendenze che, spesso e volentieri, oggi, si vedono, distruggono le famiglie, distruggendo per primi i giovani che le frequentano. Parlo di droghe, parlo di alcolismo, parlo di condizioni difficili, parlo di quelle condizioni da cui possono essere allontanati i giovani, attraverso queste forme di aggregazione sociale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Grazie Presidente. Io vorrei ribadire l'invito, fatto dal collega Cuccu, ai presentatori dell'emendamento, e ancora per ribadire quanto è già stato detto dal collega Cuccu, le proposte di legge sono in programmazione nella Commissione settima, era stato già scelto il relatore interno, e tra le priorità votatesi sia dall'Ufficio di Presidenza della Commissione che dall'intera Commissione, come tra le leggi da discutere. Il relatore interno era la collega Cocco. E sulla base di quanto è stato detto, anch'io ritengo opportuno, anche non svilire questo tema semplicemente con un emendamento, ma dando invece una dimensione un po' più ampia, credo che si debba riportare nella sede opportuna, in Commissione, la discussione. Grazie.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì. Per dichiarare che siamo disponibili al ritiro, proprio in funzione di questo impegno che ha assunto il Presidente della Commissione, di portare subito in Commissione l'esame delle proposte di legge. Grazie.
PRESIDENTE. Emendamento numero 291, dell'onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Molto brevemente, perché ritengo che ci sia stato un fraintendimento nel contenuto di questo emendamento. Nel comma 33 si prevede di ristrutturare e completare, appunto, strutture destinate ad accogliere detenuti soggetti a misure alternative, qualora non abbiano casa o famiglia. È un aspetto positivo, ma incompleto, perché in Sardegna si sta verificando in modo quasi costante la presenza negli Istituti di pena dell'isola di bambini. A San Sebastiano ne è nato uno e, spesso, a Buoncammino entrano in carcere neonati, e come purtroppo è accaduto l'estate scorsa, un neonato di 20 giorni è rimasto in cella per 55 giorni. In occasione di un'audizione in Commissione diritti civili, un'iniziativa in tal senso, cioè per evitare che i neonati con le madri entrino in carcere, è stata sollecitata dal Magistrato di sorveglianza di Cagliari, attuale Presidente e del Tribunale, Dott. Bonsignore, senza contare che la regione Lombardia ha provveduto, con analoga iniziativa, ed esiste un impegno dei Ministri della Giustizia e della salute perché nessun neonato entri in un istituto di pena. Si tratta semplicemente non già di finanziare, non già di sostenere qualcosa in più, ma semplicemente di aggiungere la circostanza delle detenute con figli minori, di età inferiore ai tre anni. Tra l'altro è previsto nell'ordinamento, e tengo a precisare che si tratta di una condizione determinata anche dal fatto che in Sardegna non c'è un carcere femminile, e nonostante tutti gli sforzi abbiano portato alla realizzazione a Buoncammino di una cella-nido, si tratta pur sempre di una cella. Quindi chiedo, veramente, che venga rivisto, perché si tratta di una circostanza così particolare, che merita l'attenzione, senza nessun impegno economico. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente e colleghi della maggioranza. Insomma, mi sembra che la fretta di fare una sorta di "emendamentificio", possa rischiare di farci perdere di vista problemi, tutto sommato di modesta entità e di facile risolvibili, come quello che ha presentato la collega Caligaris, che hanno però un impatto di grande rilevanza dal punto di vista comunicativo, dal punto di vista mediatico, ma devo dire anche dal punto di vista della misurazione del livello di civiltà di una società. Nel senso che la collega Caligaris ha esposto in Aula… Chiedo scusa se disturbo, Assessore, Presidente, non vorrei…. Presidente, questa è il mercato di San Benedetto, non è un Consiglio regionale!
PRESIDENTE. Prego onorevole Vargiu, sa che viene ascoltato!
VARGIU (Riformatori Sardi). No, Presidente, so che non vengo ascoltato, ma non mi disturba. Mi disturba essere disturbato!
DEDONI (Riformatori Sardi). Gli faccia mangiare un cioccolatino ancora, così si tranquillizza!
PRESIDENTE. Prego onorevole Vargiu!
VARGIU (Riformatori Sardi). L'assessore Secci, oggi, è particolarmente nervoso! Io faccio il medico!
PRESIDENTE. No, sono io che lo metto a dura prova, onorevole Vargiu. Prego vada avanti, lei prosegua!
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Con tutta la stima, onorevole Vargiu, si preoccupi del suo di nervoso!
VARGIU (Riformatori Sardi). Scherzo, non se la prenda! Gliela ricambio di cuore la stima!
Dicevo, mi sembra che la collega Caligaris abbia posto un problema che è arrivato tante volte all'attenzione dell'opinione pubblica, veicolato dai media, ed è arrivato in maniera fastidiosa, ingombrante, io direi in maniera inquietante per la coscienza di ciascuno di noi. Quindi la collega Caligaris dice, inseriamo, a costo zero, nell'ambito del comma 33, una frase che autorizza ad avere questo tipo di interventi, anche a favore delle detenute che abbiano figli in età inferiore ai tre anni… Insomma mi sembra difficile che si possa dire che… la collega Caligaris giustamente si accalora, ma mi sembra che sia…
Onestamente, Presidente, non capisco il motivo per cui un argomento del genere accalora eccessivamente. A me sembrerebbe di più senso che noi ci fermassimo un istante, accogliessimo il testo dell'emendamento della collega Caligaris, che non mi sembra che abbia un impatto devastante sulla struttura…
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La contiene già, il comma 33, questa fattispecie, perché continui a parlarne? Pierpaolo, lo sai benissimo che la contiene già il comma!
VARGIU (Riformatori Sardi). Assessore, io le chiedo scusa, siccome né io né la collega Caligaris… ma io le chiedo scusa! Smetto di intervenire e le lascio la parola, perché evidentemente c'è una cosa che io non ho letto. Chiedo scusa!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Grazie Presidente. C'è un sottofondo che non consente di parlare. Io sono d'accordo, in linea di massima, con l'emendamento, e sarei anche per l'accoglimento dell'emendamento, ritengo comunque che la non presenza della formulazione nel comma….
PRESIDENTE. Onorevole Porcu, fa ascoltare anche la Caligaris? Grazie.
PACIFICO (P.D.). Pur essendo d'accordo, ritengo che la non presenza di quanto scritto nell'emendamento, nel comma dell'articolo 8, non escluda comunque la possibilità che le detenute, con figli di età inferiore ai tre anni, possano accedere a quel beneficio. È comunque il Giudice di sorveglianza che decide se si può o no, non sta nella nostra disponibilità. Comunque, se queste è necessario, io dico, una specificazione che dà un segno di una sensibilità rivolta ad una popolazione carceraria estremamente ristretta, quando questo accada, io credo che nulla osta perché questo emendamento possa essere accolto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pacifico. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). No Presidente, mi pare che l'intervento adesso distaccato del consigliere Pacifico e serva a fare un pochino di chiarezza, la preoccupazione, onorevole Pacifico, la preoccupazione è che la dicitura contenuta nel comma 33, siccome è riferita a detenuti soggetti a misure alternative finisca di fatto per escludere la categoria invece che attraverso l'emendamento numero 291 della collega Caligaris vorrebbe invece farsi ricomprendere. Allora se davvero, così come diceva l'assessore Secci, a voce bassa questa categoria di persone, di detenute con figli minori di età inferiore ai tre anni è ricompresa nel comma, non riesco a comprendere quale ostacolo vi sia ad inserire all'interno del comma 33 la dicitura: detenuti soggetti a misure alternative ivi compresa le detenute con figli minori di età inferiore ai tre anni. Serve a fare chiarezza e a rendere tutti più tranquilli che davvero si vuole andare in quella direzione. La proposta ha questo significato, non capiamo perché dovrebbe essere respinta mentre ci pare più logico l'intervento favorevole finale espresso dall'onorevole Pacifico.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore. Grazie Presidente, era solo per specificare questo in effetti si era espresso parere favorevole, si riteneva che fosse già incluso, sembra una dicitura pleonastica, forse un po' anche la deformazione professionale mia che mi induce a dire che è pleonastico, perché non trovo da nessuna parte la distinzione fra detenuti e detenute, è la prima volta che lo trovo però non cambia significato della frase. Pertanto se lo vogliamo accogliere come un'indicazione di non so neanche di quale genere comunque forse perdiamo meno tempo a raccoglierlo piuttosto che continuare a stare qui a discutere di una cosa che è già inclusa ed è prevista già nella normativa.
Quindi la Commissione si esprime favorevolmente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cucca. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (P.D.). signor presidente devo ricordare che questo comma 33, anche se dal punto di vista economico non è rilevante mi sembra uno dei punti più qualificanti dell'articolo 8. Ricordo che l'attuazione di queste misure alternative anche già creato in Sardegna una struttura che accoglie ex ammalati di mente negli ospedali psichiatrici giudiziari sardi, e che sono stati anche così importanti, è una novità così importante che sono state commentate positivamente dal ministero giustizia.
Se a questo emendamento aggiungiamo anche questo emendamento della collega Caligaris mi pare che non faremo che migliorare ancora questa situazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Gessa. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (P.D.). Per dire semplicemente che di fatto oggi nella comunità per esempio di Samaritano sono presenti delle donne con bambini, delle donne che scontano delle pene alternative. Anzi addirittura dei bambini sono nati per cui possiamo accoglierlo, nel comma 33 noi ci stiamo riferendo a detenuti che scontano pene alternative e questo comma 33 riguarda solo esclusivamente questo tipo di strutture, per dire che probabilmente anche da questo punto di vista queste strutture sono all'avanguardia proprio rispetto ad una normativa che dovremmo estendere…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pinna. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Intervengo prima per chiedere il voto elettronico pavese, secondo per sostenere l'emendamento della collega Caligaris anche confortato dalle delucidazioni fornite testé dal collega Pacifico e dal collega Balia.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, detenuti maschi e femmine soggette a pene alternative non è sufficiente scriviamo anche "detenute".
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 291.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Lai Silvio ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Pirisi.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 52
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 52
(Il Consiglio approva).
(Non è approvato)
Gli emendamenti dal 151 in poi sono emendamenti decaduti perché collegati al comma 37, essendo stato soppresso il comma 37 nel corso della discussione con una emendamento soppressivo, tutti quegli emendamenti che erano collegati al 37 sono decaduti.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì Presidente io intervengo perché mi sarebbe anche troppo facile dire che non sono d'accordo sull'interpretazione che lei dà in questo momento del regolamento, perché il fatto che l'emendamento numero 151 fosse successivo al comma 37 è dovuto solo al fatto che il comma 37 era l'ultimo comma di quel articolo, allora l'aver capito se questo emendamento fosse legato ad un comma precedente o intermedio, ma siccome non poteva essere legato a nessuno dei commi antecedenti. E' diventato un comma aggiuntivo, una volta che cade il comma 37 questo non è più il 37 bis ma diventa il 36 bis, credo che questa sia la logica, poi la si può interpretare come si vuole, il problema che viene sollevato in questo emendamento probabilmente è più un problema da affrontare piuttosto che un emendamento da approvare.
Però volevo solo puntualizzare che non sono assolutamente d'accordo sull'interpretazione che si da di questa norma.
Dunque onorevole Diana io prendo atto naturalmente di quello che lei ha detto anche perché non potrei fare diversamente, non abbiamo usato in questo caso nessuna regola nuova né diversa da quella che adottiamo normalmente, abbiamo davanti una procedura che si utilizza normalmente e quindi questo è. Questo è.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Avrei accettato di buon grado però se lei… io ho presentato un emendamento dov'è scritto che è aggiunto il seguente comma, non ho detto che è aggiunto al comma 37…
PRESIDENTE. Tutti questi emendamenti...
DIANA (A.N.). Ma io ho detto che è aggiunto un comma a questo articolo, ha capito, Presidente? Non ho detto che è aggiunto al comma 37.
PRESIDENTE. Questi emendamenti sono tutti simili. Il Servizio Assemblea, su questi emendamenti agisce automaticamente collegandoli all'ultimo comma dell'articolo in discussione. Lo facciamo sempre, non lo abbiamo fatto in questo caso, capisce?
Onorevole Farigu, su che cosa intende intervenire?
Colleghi, non c'è una discussione su questo.
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Dentro questo discorso, che lei adesso ha comunicato all'Aula, ci sarebbe anche l'emendamento 174 e l'emendamento 175?
PRESIDENTE. Sì, onorevole Farigu, sono tutti decaduti per questo motivo.
FARIGU (Gruppo Misto). Mi interessavano questi che sono a mia firma ed è per questo che chiedevo.
Non sono un esperto di questo Regolamento del Consiglio, però trovo davvero incongruente - almeno dal mio punto di vista - che emendamenti che nulla hanno a che vedere con il contenuto del comma 37 debbano essere espulsi dall'esame della finanziaria, e anche da questo capitolo, perché quel comma è stato soppresso. Sono argomenti che non rientrano nel modo più assoluto nella materia e nelle disposizioni contenute nel comma 37, quindi erano emendamenti di carattere aggiuntivo, che si sarebbero aggiunti a qualunque altra parte dei commi rimasti vivi e presenti nella finanziaria. Quindi, se per quella materia è stato presentato un emendamento soppressivo è semplicemente perché le materie là indicate non andassero a finire nell'Assessorato della sanità ma restassero nell'Assessorato del lavoro e sicurezza sociale. Questo era l'intendimento, non per entrare nel merito della materia lì specificata nel comma 37; quindi, gli emendamenti successivi, che nulla avevano a che vedere con le materie trattate nel comma 37...
PRESIDENTE. Onorevole Farigu, Io ho capito le sue ragioni però non è aperta una discussione su questo, nel senso che io applicò il Regolamento così come lo applichiamo...
FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, io ho voluto esprimere il mio pensiero, le chiedo scusa.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Farigu, però lei capisce che non è una discussione che può modificare un comportamento consolidato, e che non si attua in questo caso: è un comportamento consolidato, a prescindere dal contenuto dei singoli emendamenti, perché non entriamo nel merito dei singoli emendamenti, semplicemente gli emendamenti che recano la dicitura "sono aggiunti alla fine dell'articolo" vengono tecnicamente collegati all'ultimo comma, se l'ultimo comma decadesse - come in questo caso - tutti gli emendamenti collegati decadono. Questa è, ripeto, una regola che usiamo normalmente, quindi, mi dispiace ma così é, tra l'altro io l'ho scoperto questa sera che erano decaduti.
FARIGU (Gruppo Misto). Sarà uno spunto per modificare il Regolamento, o per modificare la prassi.
PRESIDENTE. Anche gli altri colleghi che volessero intervenire su questo, io vi inviterei magari a non intervenire.
Io chiuderei qui la seduta, convocherei il Consiglio per domani alle 10 e convoco anche una Conferenza dei Capigruppo nella quale possiamo, con i colleghi, riprendere questa discussione. La seduta è tolta.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, mi scusi.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, possiamo fare una riunione dei Capigruppo.
VARGIU (Riformatori Sardi). Vorrei intervenire in Aula sul Regolamento.
PRESIDENTE. Sul Regolamento in Aula, sì.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Siccome resta agli atti del Consiglio quello che lei ha detto.
PRESIDENTE. Si può dire anche domattina, se c'è una... Io volevo che ci vedessimo in Conferenza.
VARGIU (Riformatori Sardi). Qualche secondo e termino. Io le chiederei di farci avere, quando ci vedremo in Conferenza dei Capigruppo, la norma regolamentare che comporta che gli emendamenti che sono segnalati dal presentatore al termine dell'articolo, siano attribuiti all'ultimo comma dell'articolo, nel senso che io condivido, ma all'ultimo comma vivo, perché se per caso l'ultimo comma in questo momento non è più il 37 ma è il 36, l'attribuzione è al comma 36.
PRESIDENTE. Va bene, Conferenza dei Capigruppo. La seduta è tolta.
Il Consiglio è convocato domani alle 10.
La seduta è tolta alle ore 21 e 40.
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