Seduta n.334 del 07/10/1998
CCCXXXIV SEDUTA
(Antimeridiana)
Mercoledì 7 Ottobre 1998
Presidenza del Vicepresidente ZUCCA
La seduta è aperta alle ore 10 e 16.
PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 30 settembre 1998 (330), che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Bruno Montis e Marina Concas hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 7 ottobre 1998. Se non ci sono opposizioni i congedi si intendono concessi.
Annunzio di presentazione di proposta di leggenazionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge regionale:
dai consiglieri Marrocu - Diana - Obino - Cugini:
"Modifica della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio)" (21).
(Pervenuta il 1° ottobre 1998 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Prima di passare all'esaurimento dell'ordine del giorno, debbo dare la seguente comunicazione: domani giovedì 8 ottobre, come era stato già comunicato ai consiglieri, nell'ambito delle iniziative per il 50° anniversario dello Statuto, nell'aula consiliare, con inizio alle ore 11, si terrà una conferenza e parlerà il professor Giuseppe De Rita, Presidente del Consiglio Nazionale dell'Economia, sul tema "Concertazione e rappresentanza per lo sviluppo locale".
L'iniziativa avrà un carattere seminariale ed è rivolta specificamente ai consiglieri regionali, ai rappresentanti degli enti locali, alle forze sociali ed imprenditoriali. Questo significa che, nel caso si dovessero concludere i lavori consiliari oggi, domani alle 11 i consiglieri parteciperanno a questa iniziativa. Nel caso in cui oggi non si dovessero concludere i lavori consiliari, domattina si aprirebbe la seduta al solito orario, con interruzione alle ore 11 per dare corpo e dare il via a questa iniziativa che era stata tempestivamente programmata ed anche annunciata ai consiglieri.
Ha domandato di parlare il consigliere Tunis, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Presidente, mancherebbe un'informazione, utile per il sottoscritto per doversi adeguatamente preparare sull'andamento dell'ordine del giorno del Consiglio. Cioè, questa iniziativa che inizia alle 11, si presume che termini nella tornata antimeridiana o ha prosecuzione nella pomeridiana? Questo è utile per capire come ci dobbiamo muovere nella giornata.
PRESIDENTE. La domanda di chiarimento è più che legittima e la risposta è conseguentemente doverosa. In linea di ipotesi l'iniziativa dovrebbe durare circa due ore, quindi il pomeriggio, nel caso in cui non ci siano lavori consiliari, sarà libero per i consiglieri.
Fissazione di termini ex articolo 100 del Regolamento
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). In base all'articolo 100 del Regolamento chiedo che sia assegnato alla prima Commissione il termine di 45 giorni per l'esame della proposta di legge 47, Marteddu e più, "Norme per il riordinamento degli enti di edilizia residenziale pubblica".
PRESIDENTE. La richiesta, come al solito fatta dall'onorevole Bonesu in termini istituzionalmente ineccepibili, deve essere accolta.
Discussione generale della proposta di legge Tunis Gianfranco - Falconi - Tunis Marco - Amadu - Bertolotti - Biggio - La Rosa - Usai Pietro: "Finanziamento integrativo alla legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, a favore di cooperative e società giovanili nel settore turistico e della produzione di beni e servizi" (454)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 454. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis Gianfranco, relatore.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari), relatore. Signor Presidente, sarà un'illustrazione veramente molto breve, anche perché la bontà di questo provvedimento appare subito a tutti i presenti, ma soprattutto è di un'estrema importanza ed è attesa moltissimo da tutte le cooperative e società giovanili. E' un provvedimento che tende a rifinanziare due settori della legge 28, il settore del turismo e quello della produzione di beni e servizi. Questo è un provvedimento che porterà sicuramente ulteriori benefici, in quanto la legge 28 ha dato testimonianza di essere una buona legge e un valido strumento anche per favorire l'occupazione giovanile.
Quindi l'auspicio del relatore della Commissione, ma credo anche di tutti i presenti, è quello di una rapida approvazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, onorevoli consiglieri, signori rappresentanti della Giunta regionale, il provvedimento che è oggi in discussione, e che è arrivato in maniera veloce qui in Consiglio regionale, è dovuto alla buona disponibilità assicurata dai Capigruppo di questa Assemblea che hanno acconsentito a portarlo all'attenzione del Consiglio con una procedura abbreviata. Si tratta di un provvedimento che ha già trovato un assenso all'interno delle forze politiche della Commissione industria, quindi io parlo in quanto presentatore della legge e, se si bada bene, sono stati posti nell'ordine l'Ufficio di presidenza della Commissione e a seguire, in ordine alfabetico, i componenti della Commissione stessa. Questo a dimostrare che tutti i partiti presenti in Commissione, e mi auguro presenti qui in aula, condividono questa esigenza.
Noi abbiamo avuto modo di perdere alcuni giorni per discutere sul piano del lavoro, per vedere di che qualità fosse, se fosse di tipo finanziario o se ciascuna Commissione dovesse entrare nel merito di tutte le articolazioni del piano lavoro stesso.
Poiché la Commissione industria ha valutato che è lavoro, si poteva nelle more di un giudizio che ancora non è terminato sul piano di lavoro generale, dove si può dire che c'è di tutto di più, dove ogni Assessore ha portato il proprio contributo, ma non c'è una filosofia che unisce i vari interventi nei vari settori della nostra economia, abbiamo ritenuto di chiedere l'estrapolazione di due argomenti riguardanti il lavoro, che dovevano andare a colpire positivamente lo sviluppo, e quindi la ricchezza, e quindi i posti di lavoro per i nostri giovani, o per coloro che si trovavano sottoccupati o inoccupati o nelle forme di cassa integrazione e mobilità.
Sono stati estrapolati due tipi di provvedimenti, quelli che riguardano lo sgravio per le imprese e i provvedimenti anche nel settore turistico per allungare la stagione turistica, riguardando sgravi anche per il personale che è stato assunto a tempo determinato e quindi consentirgli di poter continuare, mediante sgravi proporzionali ai mesi in cui l'imprenditore li tratterrà in servizio, abbiamo cercato di tamponare immediatamente una falla che proveniva, come richiesta, da tutto il mondo, sindacale, sociale e dal mondo dei giovani.
Uno di questi era quello di rifinanziare una legge che aveva trovato efficacia, rispetto alla quale abbiamo avuto modo di valutare che ci sono state risposte positive. I giovani costituitisi in cooperative di servizi hanno costituito delle società già abbastanza valide. Ne cito una ad esempio, perché sono tante: quella che produce in Cagliari del torrone adeguato ai nuovi gusti della società che cambia, sia in Sardegna che in continente. Orbene, quella legge ha avuto una funzione intelligente e quindi un'iniziativa che potenzialmente è valida. Perché tarpare le ali ad altre iniziative, visto che ce ne sono 70 giacenti alla Regione? Abbiamo ritenuto, tutti insieme, i partiti, di dare la precedenza a questo provvedimento, come tale lo abbiamo steso e abbiamo previsto per il 1998 di finanziarlo con un intervento di 8 miliardi più 20, cioè in totale 28 miliardi che consentiranno di sbloccare un bel numero di iniziative. Si sa che la media, per il passato, per ogni iniziativa è di 800 milioni circa, questo consentirà almeno per il 1998 di ridare una speranza a queste nostre società.
Quindi è un invito ai colleghi e all'Assemblea di dare non solo un iter speciale alla pratica, ma di volerla votare compatta, perché la Sardegna possa anche se non con questo provvedimento risolvere tutti i problemi, ma riuscire a trovare un adeguato avvenire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.
LA ROSA (G.D.R.I. e Indip.). Signor Presidente, soltanto un minuto per richiamare l'attenzione sull'utilità che provvedimenti come questi trovino una corsia preferenziale e celere per la discussione e per l'approvazione, questo sia nelle Commissioni sia nel Consiglio. Si tratta di risorse che sono destinate a essere impiegate, nel corso del 1998, e questo di per sé spiega la necessità appunto che si proceda - come dicevo prima - attraverso una corsia preferenziale. In questo modo la Sesta Commissione ha voluto operare uno stralcio dai provvedimenti che aveva in discussione, e in particolare dagli emendamenti che la Giunta ha presentato al disegno di legge numero 387, considerando appunto che il finanziamento integrativo di una legge operante, come quello della legge numero 28 di cui stiamo parlando, per la quale aspettano di essere finanziati numerosi progetti, e per i quali tra l'altro le risorse previste in questo provvedimento che stiamo discutendo non sono neppure sufficienti, e quindi sarebbe anche opportuno considerare la possibilità che in tempi rapidi si possa anche completare la disponibilità di risorse necessarie per finanziare tutti i progetti, stante il fatto che si tratta di una legge che, come è stato detto, tra quelle esistenti ha dimostrato di operare in maniera positiva.
Ma intervengo anche per richiamare l'attenzione dei consiglieri e della Giunta sull'opportunità che, così come è stato fatto per il finanziamento integrativo della legge numero 28, si consideri che ciò è possibile fare anche per alcuni altri finanziamenti, che sono previsti dai provvedimenti ora in discussione e che riguardano il piano per lo sviluppo e per l'occupazione. Perché ci sono finanziamenti integrativi di leggi operanti ed importanti che o vengono immediatamente votati dall'Aula, e quindi si dà corso ad una procedura immediata perché possano essere utilizzati nel corso della gestione corrente, o altrimenti è evidente che l'obiettivo che si voleva e si vuole raggiungere non potrà essere realizzato perché i tempi della discussione complessiva di tutti i pacchetti che riguardano i provvedimenti per l'occupazione e per lo sviluppo hanno necessità, come è stato in più occasioni riconosciuto, sicuramente di un esame rapido e celere, ma anche di un esame necessariamente approfondito, per la complessità della materia, per le numerose questioni che vengono affrontate.
Pertanto io solleciterei in questo senso una riflessione, perché anche altri finanziamenti possano essere introdotti, o nel corso di questa stessa discussione, o comunque rapidamente con altri provvedimenti stralcio dal disegno di legge 447. E questo non per venir meno agli obiettivi che sono richiamati in quel provvedimento, ma anzi proprio per metterci nelle condizioni di realizzarli convenientemente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (Progr. Fed.). Molto brevemente per riprendere alcune considerazioni che, in parte, sono state già fatte dai colleghi. Io voglio riprendere una considerazione generale sulla 28: sempre nelle diverse finanziarie o quando questa legge è rientrata per diversi motivi in Aula, tutti ci siamo riproposti, e ci riproponiamo anche oggi, di andare e correggere, non sostituire certamente, questa legge che si è dimostrata in questi ultimi anni sufficientemente efficace per creare occupazione, soprattutto in ambito giovanile.
Dicevo che vi sono alcune cose da correggere: il costo del posto di lavoro creato dalla legge numero 28, cioè il costo per ogni lavoratore nelle aziende interessate, è oramai insostenibile. Oggi stiamo accelerando la disponibilità finanziaria di 28 miliardi per la legge regionale numero 28. Questa, come ben sapete, era all'interno del provvedimento "447", meglio conosciuto come piano per il lavoro. Si è deciso questo stralcio per consentire un'accelerazione nella spendita dei fondi, io ho condiviso e ho prospettato da subito, come positivo, questo modo di procedere. Cioè si tratta di rimpinguare capitoli, senza andare a impantanarsi con leggi che vadano nuovamente al controllo comunitario. Quel controllo prevede un allungamento dei tempi che non possiamo permetterci.
Alla luce di questa considerazione mi preme sottolineare che questo modo di procedere può e deve essere esteso, è qui che richiamo l'aula ad un'ulteriore riflessione su ciò che stiamo facendo, a diverse leggi e a diversi capitoli. Voglio dire, che necessità abbiamo di mandare, attraverso il "447", cioè attraverso il piano del lavoro, delle leggi che sono già operanti, che sono andate già per altro al controllo comunitario, per farle riapprovare dal Governo e poi dalla Commissione Europea? La necessità è esattamente inversa, la necessità è quella di accelerare i tempi, di intervenire tempestivamente per creare e per far affluire denari per la creazione di posti di lavoro in Sardegna, e mi pare che questa, riferita alla legge numero 28, sia la strada più celere.
Allora non vedo le ragioni affinché la stessa procedura la si applichi in tutti i casi possibili di applicazione. E in questo ci sforzeremo anche con qualche emendamento successivo a questa discussione, quando passeremo all'articolato, ed auspico che si veda velocemente anche il quadro finanziario di questi eventuali emendamenti, che ci consentano però l'accelerazione della spesa dei fondi.
PRESIDENTE. E' iscritto parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per ciò che riguarda questo provvedimento normativo in discussione va detto immediatamente che c'è stata una convergenza in Commissione da parte di tutte le forze politiche. Questo perché è risaputo che la legge numero 28 è una di quelle leggi che ha dato impulso all'imprenditoria giovanile. Ed è anche risaputo che le domande che sono state presentate, e che sono state positivamente istruite, da tempo non ottengono le giuste soddisfazioni e i riconoscimenti per una cronica carenza di stanziamento.
Cosa si può dire di questa legge e di questo provvedimento, o meglio della legge numero 28 in generale? Si può dire che intanto è una legge di questa Regione, e che pertanto è operativa e, in funzione di essa, la classe imprenditoriale ha avanzato iniziative che aspettano di essere sostenute, come è loro diritto, proprio perché la legge ne prevede la soddisfazione.
Si potrebbe però dire qualcosa sulla filosofia della legge 28, e soprattutto si potrebbe dire, e dire male, della attività di amministrazione e di controllo sull'operatività della legge che questo esecutivo, in questi quattro anni, non ha posto in essere.
Perché questa legge, al di là delle sue funzioni e dei suoi scopi, probabilmente funziona e funziona molto male. Mi spiego, in termini pratici; questa legge si è preoccupata solamente di erogare gli incentivi che essa prevede, senza porre minimamente in essere nessuna azione di verifica e di controllo sulla permanenza e sulla sussistenza delle condizioni che quei benefici avevano provocato. Perché dico questo? Dico questo perché se sulla legge numero 28 non si pongono in essere gli accertamenti che devono essere invece attuati, la legge rischia di causare notevoli abusi in quei soggetti che profittano della situazione e ottengono gli incentivi. Tenete presente che la legge 28 è una di quelle leggi che prevedono incentivi in conto capitale, soprattutto, quindi finanziamenti in conto capitale a perdere, e può causare, come dicevo prima, degli abusi da parte di quei soggetti che, non essendo controllati nel corso degli anni successivi sulla effettiva utilizzazione delle risorse per i fini per i quali venivano accordate, si verificano abusi da parte di questi soggetti, con attività che nulla hanno a che vedere con lo sviluppo e con l'occupazione che, tutto sommato, non viene incentivata o non viene mantenuta, proprio e perché mancano i controlli che devono essere posti in essere dalla Regione.
Si può anche capire che un esecutivo traballante, sgangherato, che si regge in equilibrio estremamente precario, sulla base di legami che nulla hanno a che vedere con la buona amministrazione e con l'interesse del popolo sardo, ben si comprende quali difficoltà ci possano essere per porre in essere questa attività di controllo, che pure è prevista dalla legge e che qualsiasi buon amministratore dovrebbe porre in essere. Perché allora ci si accorgerebbe che probabilmente grandissima parte di questi incentivi che sono stati erogati dovrebbero essere revocati proprio perché mancano le condizioni per il loro mantenimento.
Allora, e mi avvio a conclusione, non si può non vedere positivamente questa legge, la 454/A, proprio perché dà risposte a impegni che la Regione ha assunto nei confronti dei soggetti che legittimamente, valendosi appunto di una legge, la "28", che esiste e che opera nel nostro ordinamento, è giusto che a queste aspettative venga data risposta, ma è anche giusto che questa legge debba funzionare correttamente, ed è anche giusto che l'esecutivo ponga in essere tutte le attività di controllo che possano favorire attività di corretta amministrazione e far sì che non si verifichino quegli abusi che invece sono tanto diffusi in questo settore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Solo brevemente per dire che finalmente trovano accoglimento, nel caso di approvazione di questa proposta di legge, le giuste esigenze dei tanti piccoli, giovani imprenditori che hanno presentato progetti sulla legge 28 e che attendono da anni di vedere esaudite le loro richieste. Ma volevo anche chiedere, se era possibile, perché stavamo approntando e abbiamo presentato alcuni emendamenti che hanno però necessità di approfondire l'aspetto di carattere finanziario, avere dall'Aula una sospensione di dieci minuti, per consentirci di presentare l'emendamento alla norma finanziaria, collegato agli emendamenti già presentati.
PRESIDENTE. Esauriamo prima la discussione generale. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Non più tardi di qualche mese fa, sulla stampa regionale, riproposi l'annoso problema che riguardava il finanziamento alla legge 28. Una legge che, negli ultimi anni, è stata in grado di poter soddisfare le esigenze di tante piccole imprese giovanili che, attraverso questi finanziamenti, sono riuscite, da una parte, a dare un senso d'esistenza alle persone che ci lavorano, e quindi anche di opportunità di lavoro e dall'altra, contribuiscono a migliorare e a ingigantire il nostro tessuto imprenditoriale, ormai fatto sempre di più di piccole microimprese.
Sollecitai e sollevai il problema della "28" per una ragione fondamentale, perché abbiamo sempre ritenuto che, al di là di quelli che sono gli intendimenti del Governo regionale, al di là di quelli che sono gli intendimenti che questo Consiglio esprime attraverso l'esercizio delle proprie funzioni, quindi attraverso il fare le leggi, uno dei diritti sacrosanti che si devono riconoscere alla cosiddetta società civile, quindi a tutte le persone che poi, attraverso gli strumenti legislativi, cercano di inserirsi e di adoperarsi per migliorare proficuamente il mercato regionale, il mercato delle imprese, sia proprio quella della certezza del diritto, quindi avere la certezza che all'atto della presentazione di una richiesta per un qualsiasi finanziamento la stessa possa poi trovare un proprio accoglimento grazie alla garanzia di una copertura finanziaria che deve essere sempre sotto controllo da parte dell'organo esecutivo. Questo purtroppo non è avvenuto, non è avvenuto per la "28", non avviene per altre leggi, che in termini generali si sono sempre definite leggi di sportello; da un po' di tempo questo non avveniva più, quindi c'è stata la giusta esigenza di sollevare il problema per invitare l'Esecutivo regionale a prendere quanto prima dei provvedimenti e quindi consentire, in particolare per la "28", che decine e decine di progetti già approvati dalla banca, quindi già con una fase di istruttoria in fase avanzata, potessero venire liquidati e quindi si potessero creare quelle condizioni, quelle aspettative che tanti giovani avevano riposto proprio all'atto della presentazione della legge.
Io non voglio dilungarmi oltre, rispetto a quella che è la storia e la funzione della legge 28. Voglio fare un plauso questa volta alla Giunta regionale per la tempestività con la quale si sono trovate da una parte le risorse, ci si è voluti impegnare su un problema che credo sia un problema serio, voglio ricordare che al di là di questa 20 miliardi sono già state destinate altre risorse alla "28", altre ne saranno destinate attraverso la "268", credo che probabilmente qualche lira manchi ancora a completamento di quelle che sono le richieste che giacciono oggi in Assessorato, credo e sono d'accordo con il collega Balletto che la legge in ogni caso vada un attimo rivista, vadano messi dei paletti un po' più stretti, vada in una certa qual maniera ridotto anche quello che oggi è lo strapotere che qualche banca esercita nei confronti di chi presenta i progetti, a volte anche soggetti stessi di ricatti da parte di qualche funzionario istruttore delle banche, in particolare del Banco di Sardegna, sono fatti conosciuti, li abbiamo più volte sottolineati e segnalati, vorremmo arrivare, attraverso la definizione di una legge che rinverdisca e riordini un po' la materia 28, ad eliminare questi problemi per garantire veramente alla legge maggiore speditezza e concretezza nella sua attuazione.
PRESIDENTE. Mi pare che sia esaurita la discussione generale, venendo incontro alla richiesta dell'onorevole Bertolotti sospendo i lavori per 11 minuti. I lavori riprenderanno alle ore 11
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 49, viene ripresa alle ore 11 e 32).
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C. Progr.). Signor Presidente, prendendo visione degli emendamenti, per altro numero 5 da me firmato ma di cui ritiro la firma, si evince chiaramente, con la norma finanziaria che è stata allegata, che stiamo intervenendo sul merito di una questione che, con la proposta di legge in discussione su cui in Conferenza di capigruppo si è addivenuto a dargli corsia preferenziale in quanto si trattava di semplici due articoli.
Invece adesso con l'emendamento numero 5 introdotto, vediamo che facciamo una manovra per ulteriori 130 miliardi.
Mi sembra normale e, a mio avviso, anche doveroso che di fronte al fatto che stiamo integrando un provvedimento semplice su cui si era trovato l'accordo di tutti i gruppi per un valore di circa 30 miliardi, se ne introduciamo un altro che inserisce ulteriori 130 miliardi per scopi e finalità diverse dal provvedimento in discussione, io ritengo che la stessa proposta deve essere portata nella Commissione competente, che è la Terza, per esprimere parere di legittimità sulla manovra finanziaria proposta.
Per cui chiedo al Presidente che l'emendamento numero 5 abbia la possibilità di essere visto nella Commissione competente.
Presidente. Le osservazioni dell'onorevole Vassallo meritano un chiarimento di natura regolamentare. Infatti, gli articoli che disciplinano situazioni di questo genere sono due: il comma settimo dell'articolo 84 e poi l'articolo 86 che parla della sospensiva. Chiariamo cosa dicono sia l'articolo 84 che l'articolo 86 del regolamento.
L'articolo 84, al comma settimo, dice che gli emendamenti che comportino un aumento di spesa sono trasmessi alla Commissione finanze perché siano esaminati e valutati, però dice anche, nell'ultimo capoverso, che il parere può essere dato anche verbalmente nel corso della seduta a nome della Commissione dal suo Presidente o da un relatore.
Quindi, sotto il profilo regolamentare, in riferimento all'articolo 84, sono due le strade possibili da percorrere: o il ritorno in Commissione terza o un pronunciamento da parte del Presidente della Commissione o di un relatore in Aula.
Altra cosa invece è quanto prevede l'articolo 86, perché questo articolo disciplina le questioni pregiudiziali e di sospensiva e dice che la questione sospensiva, su richiesta della Giunta o di cinque consiglieri o di un Presidente di Gruppo, può essere proposta anche nel corso dell'esame degli articoli, purché l'esame del provvedimento riprenda entro la tornata. Quindi, qua possiamo riferirci sia all'articolo 84 che all'articolo 86. Ma non ho capito bene, onorevole Vassallo, se lei chiede la sospensiva perché in tal caso ci vogliono cinque consiglieri che la chiedono o se si riferisce al comma settimo dell'articolo 84.
VASSALLO (R.C. Progr.). Io mi riferisco all'articolo 84.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, adesso l'onorevole Vassallo ha rinunciato a chiederla ai sensi dell'articolo 86, comunque io ritengo che l'86 sia inapplicabile in questo caso, perché questa è una ipotesi che si verifica correntemente nei lavori consiliari ed è risolta proprio dal settimo comma dell'84, cioè la sospensione dei lavori avviene ove il Presidente della Commissione finanze lo ritenga opportuno per il tempo necessario a determinare il parere della Commissione. Quindi, non comporta un rinvio ai sensi dell'articolo 86, il che significa che la Commissione deve elaborare un nuovo testo. Per cui qua occorre rimettersi al prudente atteggiamento del Presidente della Commissione finanze.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (Progr. Fed.). Signor Presidente, brevemente, l'intento che ha ispirato i componenti della sesta Commissione a presentare questo emendamento è quello di accelerare la procedura di spesa delle somme indicate. Rischiamo con l'andamento dei lavori di ottenere esattamente l'effetto inverso, e cioè di rinviare il tutto alla sesta Commissione non solo per le risorse destinate al rifinanziamento della 15 e della 17, ma anche di rinviare nuovamente il provvedimento che riguarda il rifinanziamento alla legge regionale 28.
Le procedure che poco fa, Presidente, lei ha richiamato, e cioè il rinvio alla Commissione oppure l'espressione di un parere da parte del Presidente della Commissione in aula, non sono oggi percorribili, nessuna delle due, essendo il Presidente della terza Commissione assente dall'aula.
PRESIDENTE. Dal suo Presidente o da un relatore, onorevole Falconi.
FALCONI (Progr.Fed.). Sì, rischiamo comunque di rinviare questo provvedimento nuovamente in Commissione e di perdere ulteriore tempo. Resta comunque il problema che ha voluto porre questo emendamento e che ha voluto porre la sesta Commissione, cioè i provvedimenti che rifinanziamento leggi già operanti, leggi già andate al controllo del Governo e al controllo comunitario devono essere finanziati con questo meccanismo. Quindi, seppure oggi possiamo ritirare questo emendamento, almeno lo ritiro come primo firmatario, resta il problema aperto per applicare questo know how, questo "modo di fare", per applicarlo in successivi provvedimenti, compresi quelli contenuti nel cosiddetto piano per il lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Voglio fare notare innanzitutto che in assenza del Presidente della Commissione esiste un Regolamento che dice che in assenza del Presidente il Vicepresidente ne fa le funzioni. Quindi, dal punto di vista procedurale non c'è nessun ostacolo a che questo emendamento possa andare avanti, che l'onorevole Falconi voleva ritirare, io lo faccio proprio e lo mantengo in vita, e ne spiego le motivazioni. Perché qui si tratta di dover creare meccanismi di accelerazione sulla spesa, che sono quelli che fanno occupazione, a delle leggi che sono operanti, che funzionano, che attendono soltanto i soldi per poter mettere sul terreno progetti che sono già definiti e che attendono soltanto i finanziamenti per poter essere portati a termine e quindi per poter creare occupazione.
Il parere della terza Commissione: qui non è che vogliamo fare del parere della terza Commissione come se fosse una censura di merito o di chissà che cosa. Sulle leggi (?) e da proposte di Commissioni di settore, il parere della Terza Commissione si deve semplicemente riferire alla copertura finanziaria, che in questo caso mi pare esista e chiunque può verificare che esiste. Del resto questo emendamento non sta facendo altro che trasferire da un altro provvedimento una norma, che mi pare sia stata riconosciuta unanimemente, come valida per dare una accelerazione procedurale alla applicazione di questa norma. Non si sta facendo niente di quanto non sia sul terreno e in campo. Si sta soltanto dicendo: facciamolo oggi, approfittiamo di questa occasione, per consentire a questo settore, cioè a quello dell'impresa e delle attività produttive di poter immediatamente mettere in campo tutte le proprie energie per creare posti di lavoro. Dilazionare ulteriormente queste cose ci fa pensare che i posti di lavoro si vogliano soltanto a chiacchiere e non nei fatti e realmente quando c'è la possibilità di crearlo. Per cui, ripeto, mantengo personalmente l'emendamento in vita.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, considerato il fatto che questo emendamento in qualche modo comporta l'espressione del giudizio da parte della Commissione bilancio e programmazione economica, considerato il fatto che il Presidente della Commissione non è presente in aula, io in qualità di vicepresidente chiedo la convocazione della Commissione bilancio e programmazione perché possa esaminare l'emendamento ed esprimere il proprio giudizio.
PRESIDENTE. Mi pare che sotto il profilo procedurale, intanto la ratio del comma settimo è questo, a mio parere, non credo di sbagliare molto, e cioè che se la Commissione non l'ha valutato è difficile che il parere di un consigliere possa sostituire il parere della Commissione. Laddove, invece, la Commissione l'abbia esaminato, basta che il Presidente in aula si faccia portavoce del parere della Commissione per rendere il procedimento regolare e normale. Comunque, dopo questa richiesta dell'onorevole Casu, io do la parola all'Assessore della programmazione e del bilancio e poi trarrò le deduzioni operative sulla conduzione dei lavori.
SCANO (Progr. Fed.). Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'intenzione dei proponenti è comprensibile e positiva. La Giunta però ritiene, in questo senso rivolgo un invito ai presentatori dell'emendamento, che sarebbe opportuno ritirare l'emendamento per due motivi: uno di carattere formale ed uno di carattere sostanziale.
La ragione formale è appunto che l'emendamento estrapola, da un testo che è all'esame della terza Commissione, uno di contenuti più qualificanti e corposi anche dal punto di vista finanziario di quel disegno di legge.
In ogni caso ha sicuramente, sotto il profilo procedurale, credo che sia assolutamente fondata la posizione espressa poco fa dal vice Presidente della terza Commissione, ma su questo naturalmente la scelta del pronunciamento è al Presidente del Consiglio. La ragione sostanziale è questa, che la preoccupazione che la Giunta ha è che attraverso il frazionamento e lo smembramento di quel provvedimento di legge si vada, si corra il rischio di andare al di là delle intenzioni, assolutamente positive dei presentatori dell'emendamento, ad un affossamento del disegno di legge 447.
Noi riteniamo che sarebbe più produttivo, proficuo procedere all'esame dei provvedimenti sul lavoro non in modo estemporaneo ma con una certa organicità e contestualità. Questa sarà la posizione che la Giunta esprimerà qualora si debba andare in terza Commissione ma, ripeto, sarebbe positivo ai fini dell'esame complessivo del pacchetto lavoro. In questo senso la Giunta rivolge un invito che l'emendamento medesimo fosse ritirato.
PRESIDENTE. Dopo avere sentito il parere, e aver sentito la richiesta del vice Presidente direi che è il caso di convocare la terza Commissione per il tempo strettamente necessario. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Per un chiarimento, magari un chiarimento che possono dare gli Uffici. Siamo in Aula, per convocare la Commissione durante i lavori occorre la disponibilità di tutti i Capigruppo, mi pare è così? Chiedo una informazione.
PRESIDENTE. Non mi risulta.
CUGINI (Progr. Fed.). Allora voglio dire al Presidente, mi scusi, visto che ho la parola la tengo per un minuto, che quando abbiamo deciso di esaminare la legge numero 28 nella riunione dei Capigruppo, lo abbiamo fatto perché, i colleghi ricorderanno, è stato sottolineato che si trattava di una legge con due articoli e un parere unanime della Commissione, quindi un esame breve della stessa ossia si doveva di fatto fare la breve discussione e poi votare, poi riprendere l'ordine del giorno originario.
Io, in accordo con questa impostazione, ho dato il mio parere; confermo questo parere però se mi trovo, come adesso, di fronte all'allungamento della minestra sono costretto a rivedere la mia posizione quindi a richiedere una riunione dei Capigruppo per verificare se c'è la volontà di mantenere in piedi l'ordine del giorno, se invece stiamo introducendo altri elementi per evitare che si concluda il "101", per noi legge estremamente importante.
Quindi, Presidente, chiedo una brevissima riunione dei Capigruppo per verificare se nel frattempo abbiamo cambiato posizione.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al consigliere Bonesu, mi pare che qui si pone una sorta di discrepanza tra un problema di sostanza e un problema di forma, succede. Sotto il profilo sostanziale ciò che ha detto il consigliere Cugini è sacrosantamente vero; c'era l'accordo, del resto era stato comunicato formalmente all'Aula dal presidente Selis, che si sarebbero ripresi i lavori per esaurire nel volgere del brevissimo tempo, perché c'era un accordo complessivo, il breve articolato relativo alla legge numero 28 per passare poi alla legge "101".
Stamattina invece la presentazione di un emendamento di questo tenore e di questa entità ha modificato il ruolino di marcia che era stato ipotizzato, però sotto il profilo formale anche se il consigliere Falconi intende ritirare l'emendamento, un altro dei firmatari intende mantenerlo e l'emendamento resta in piedi a termini di Regolamento. Per dirimere questa situazione un pochino modificata e anche un tantino ingarbugliata convoco, mio malgrado, la Conferenza dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S d'Az). Signor Presidente, qua cerchiamo di allungare i tempi, credo, al di là delle intenzioni di tutti. Mi pare invece una situazione estremamente chiara; il consigliere Cugini richiamava il fatto che le Commissioni possono riunirsi quando è in corso la sessione del Consiglio solo con l'accordo di tutti i Gruppi. Questo non è sicuramente questo caso perché se no basterebbe il mancato consenso di un Capogruppo per bloccare i lavori del Consiglio e non per agevolare perché noi siamo in presenza di un emendamento che comporta maggiori spese, in questo caso la Commissione Finanze deve esprimere il suo parere o per bocca del Presidente, se ritiene che le precedenti discussioni gli consentono di esprimere il parere, o per bocca dell'intera Commissione ove questo non sia avvenuto, e il Vice Presidente Casu credo abbia opinato in questo senso e mi sembra anche in modo lampante che la situazione sia questa.
Per cui in effetti qua basta una semplice interruzione dei lavori limitati nel tempo per poter riprendere l'esame e credo che oggi non si possa più parlare e ritirare dall'ordine del giorno; una volta iscritta all'ordine del giorno l'argomento è nella disponibilità dell'Assemblea non più dei Capigruppo, soltanto con un'istanza di sospensiva si potrebbe rimettere alla Commissione quindi sospendere il dibattito in Aula, ma siccome sospensiva non è stata avanzata credo che occorra consentire alla Commissione Finanze nel più breve tempo possibile esprimere il parere e quindi proseguire l'esame della legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sì, Presidente, perché mi pare che si crei un equivoco tra i problemi di forma e di sostanza. E` vero che la Conferenza dei Capigruppo aveva all'unanimità deciso di portare in Aula il provvedimento ora in discussione, ma mi pare che altri accordi, anzi ne sono certo, sul merito e sul contenuto del provvedimento e sulla possibilità per i Gruppi e per i singoli consiglieri di proporre emendamenti, accordi in questo senso non se ne siano presi e non se ne possono prendere, perché esiste una distanza incolmabile tra noi e chi oggi ci governa. Quindi accordi sulle regole, sul metodo ma non sulla sostanza, sul contenuto del provvedimento. E non comprendo le preoccupazioni espresse dal consigliere Vassallo che è uno dei paladini del Piano Straordinario del Lavoro che riteniamo, lo stato delle cose, anzi, ci portano a dire con assoluta certezza che non vedrà la luce, almeno nel dibattito in Aula, prima della seconda metà di novembre. Si sta anticipando, si vuole estrapolare una parte consistente di quel piano truffa, di quel piano imbroglio, di quel piano nulla estrapolando la parte sostanziosa che, come ricordava l'Assessore, è quella relativa allo stanziamento di 130 miliardi per l'erogazione di incentivi a favore delle imprese industriali e non si comprende la ragione di questo stop, di questo blocco.
Noi ne comprendiamo le ragioni politiche, anzi, approfitto anche dell'occasione per fare gli auguri al collega Ribelle Montis che oggi assume il ruolo di Presidente del Gruppo del Partito della Rifondazione Comunista, un problema non di poco conto, almeno da quello che oggi risulta dalle notizie di stampa, anche se non abbiamo avuto comunicazione ufficiale dalla Presidenza.
Il problema non è di poco conto, è un problema sul quale sollecitiamo il Presidente Palomba che è stato sfiduciato dalla collega Concas e dallo stesso nuovo Presidente del Gruppo della Rifondazione Comunista, che farebbe supporre che questa Giunta non ha più il sostegno di questa parte politica.
Direi che tornando al merito della questione, la richiesta del Vice Presidente della Commissione possa e debba trovare a norma di Regolamento accoglimento e nulla osta, logicamente, avendolo chiesto un Presidente di Gruppo, alla convocazione di una conferenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Vorrei dire che ovviamente non entro nel merito adesso all'emendamento 5 alla "454", però ritengo che giunti a questo punto e non essendoci una questione sospensiva in atto per il provvedimento "454", lei debba in qualche modo far andare i lavori, debba tra virgolette naturalmente, del Consiglio così come prevede il Regolamento.
Se c'è un problema di Commissione bilancio si convochi la Commissione bilancio immediatamente, esprima il parere sull'emendamento 5, poi sulla base delle valutazioni che ciascun Gruppo politico, ciascun consigliere farà l'emendamento 5 potrà essere respinto o potrà essere approvato; l'altra soluzione è che i firmatari dell'emendamento 5 lo ritirino, a quel punto noi procediamo alla discussione e alla votazione del "454". Quindi la prima decisione è di capire se i presentatori lo mantengono in essere, se lo mantengono si riunisca la Commissione bilancio, ci dica il parere, dopodiché noi proseguiamo nella discussione e nella votazione del "454" che comunque è all'ordine del giorno e che deve essere posto alla attenzione dell'Aula.
PRESIDENTE. Una delle ipotesi da lei messa in campo non esiste, perché uno dei firmatari ha ritirato l'emendamento ma un altro firmatario lo ha fatto proprio. Convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta sospesa alle ore 11 e 57, viene ripresa alle ore 12 e 11.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego i colleghi di prendere posto. Sintetizzo le risultanze della riunione dei Capigruppo. Si sospende l'esame della proposta di legge numero 454A, proposta che tornerà in aula alle ore 16 e 30 alla ripresa dei lavori, dopo che la Commissione terza bilancio, che è convocata per le ore 15.00 avrà tratto le sue deduzioni. Per impiegare proficuamente questo margine di tempo che ci resta nella mattinata riprendiamo l'esame del provvedimento di legge numero 101, con l'impegno di esaurire entro oggi i lavori di questa tornata consiliare, andando anche ad oltranza nell'esame del provvedimento 101, in modo che anche per ragioni di ordine pratico. Domani mattina l'aula consiliare sarà impegnata per la conferenza del professor De Rita; venerdì sarà impegnata per una riunione sulle istruttorie legislative nell'evoluzione del sistema delle fonti normative promosso dal Consiglio col Senato e con la Camera dei Deputati e quindi dobbiamo usare la giornata di oggi per esaurire sia l'esame del "454" che l'esame del "101".
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato della proposta di legge Masala - Locci - Usai Edoardo - Frau: "Organizzazione dell'Amministrazione regionale. Revisione della disciplina in materia di pubblico impiego" (22) e del disegno di legge: "Razionalizzazione del sistema organizzativo e revisione della disciplina in materia di personale regionale" (101)
PRESIDENTE. Quindi riprendiamo i lavori con il "101", eravamo rimasti alle soglie dell'articolo 75.
Ha domandato di parlare il consigliere Biggio sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Sull'ordine dei lavori Presidente, per pregarla di chiamare la legge in discussione con le sue esatte indicazioni: PL22 e DL101.
PRESIDENTE. Accolgo il suggerimento. Si tratta della proposta di legge 22 esaminata unitamente al disegno di legge numero 101. Siccome ormai era invalso l'uso di parlare di 101 ho seguito quella prassi, comunque la precisazione è doverosa.
Si dia lettura dell'articolo 75.
PIRAS, Segretario:
Art. 75
Prima determinazione delle dotazioni organiche
1. Fino alla definizione della dotazione organica del ruolo unico del personale dell'Amministrazione ai sensi dell'articolo 15, la dotazione stessa è provvisoriamente stabilita dall'allegata tabella B, fermo restando, per le qualifiche non dirigenziali, il disposto dell'articolo 1 comma 8 della legge regionale 29 marzo 1993, n. 12, sull'effettiva utilizzazione della dotazione organica.
2. Negli enti che non abbiano provveduto alla rideterminazione delle dotazioni organiche sulla base della rilevazione ed analisi dei carichi di lavoro le dotazioni organiche sono provvisoriamente stabilite in misura pari ai posti coperti al 30 giugno 1997, incrementate delle unità occorrenti per la copertura dei posti messi a concorso entro la stessa data.
3. Fino alla entrata in vigore delle leggi di riforma degli enti elencati all'articolo 69 e degli Istituti autonomi case popolari (IACP), ai medesimi enti è fatto divieto di modificare in aumento le rispettive dotazioni organiche.
PRESIDENTE. All'articolo 75 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 57 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). Si da per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 71 ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni.
LORENZONI (Popolari). Signor Presidente, l'emendamento numero 71 è ritirato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta.
MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. L'emendamento numero 57 non è accolto dalla Commissione. Specifico, per quanto riguarda il primo comma dell'emendamento la disciplina relativa al personale di cui trattasi è diversamente disciplinata in uno dei due collegati che verranno successivamente alla discussione e a cui pertanto si rinvia.
Per quanto riguarda il comma 2 debbo innanzitutto precisare come per un errore di omissione legato a problemi di coordinamento nell'evoluzione del testo della Commissione, dove leggasi al comma 2 dell'articolo "provvisoriamente stabilito in misura pari ai posti coperti al 30 giugno 1997" si intende "1998". Anche in conseguenza di questa modifica per coordinamento, non si accoglie anche il secondo comma.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 57 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (G. D. R. I. ed Ind.). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è sostanzialmente conforme a quello del relatore della Commissione. L'emendamento tende sostanzialmente a congelare le dotazioni organiche vigenti ma la tabella "B", che è già stata approntata dalla Commissione, è frutto di una serie di valutazioni che si distaccano a mio avviso molto poco dall'attuale.
Se ne distaccano invece in maniera abbastanza netta per quanto riguarda il numero dei dirigenti, però credo che se il fine dell'emendamento fosse quello di ridurre il numero dei dirigenti dalla tabella "B" non è sicuramente da accettare. Oggi ce ne sono cento, ma il problema della coerenza interna di tutto il "101" esige che si arrivi all'approvazione della tabella "B" così come è stata proposta.
Per quanto riguarda i riferimenti alla legge 13 e alla 4, già diceva il relatore, che si rinvia all'apposito collegato, che intende disciplinare e normare quanto concerne i due enti cosiddetti "soppressi", e quindi rinviamo al collegato per questa fattispecie.
Infine per quanto riguarda il comma 2, laddove si parla degli enti che non abbiano provveduto alla rideterminazione delle dotazioni organiche, c'è da rilevare che soltanto l'ISRE (?) (Istituto Superiore Regionale Etnografico) non ha provveduto a rideterminare le proprie dotazioni organiche. Però siccome si tratta, nel complesso degli enti e del personale regionale di poche cose, credo che lo si voglia fare e lo si farà sicuramente in tempi brevissimi, e quindi non si avrà bisogno di questa determinazione che viene assunta da questo emendamento.
La Giunta anche concorda anche nel modificare il secondo comma dell'articolo 75 "30 giugno 1997" in "1998", si tratta soltanto di un refuso tipografico. Quindi, la Giunta esprime parere contrario all'emendamento 57.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, con l'approvazione di questo articolo stiamo stabilendo che questa legge avrà in conclusione la cosiddetta "Tabella B", cioè una dotazione organica provvisoria del ruolo unico dell'amministrazione regionale. Devo però rilevare che questa dotazione organica provvisoria è stata un argomento scarsamente approfondito, perché si rifa' ad una situazione esistente e consolidata e a delle indagini sui carichi di lavoro fatte parecchi anni fa. Per esempio credo che questa dotazione organica provvisoria non tenga conto dell'evoluzione tecnologica del lavoro, per cui le posizioni più basse sono destinate alla scomparsa mentre vanno affermandosi posizioni medie, che chiaramente presuppongono l'uso di supporti informatici. Credo che anche nel quadro dei funzionari, dei direttivi effettivamente vi sia bisogno di un esame più approfondito, e lo stesso numero dei dirigenti, che è l'unica questione che la Commissione ha in realtà affrontato, può essere determinata in diverso modo. A questo aggiungiamo che per effetto dei collegati probabilmente occorre rivedere certi numeri della pianta organica, per cui dico: approviamola pure in allegato al 101, però mi riservo, e credo che altri colleghi nella Commissione siano d'accordo, di presentare un emendamento a conclusione del 429 rivendendo tutti questi numeri, perché credo che l'organizzazione dell'amministrazione non dipenda soltanto dagli articoli che abbiamo scritto ma anche dalle determinazioni. Tenendo anche conto di un particolare, noi probabilmente con il primo contratto andremo all'unificazione di più qualifiche, e a quel punto sarebbe opportuno non dover rivedere l'inquadramento per qualifiche nella pianta organica ma semplicemente unificando i numeri che nella pianta organica vi sono.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 57. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 75. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 76.
PIRAS, Segretario:
Art. 76
Primo inquadramento del personale di qualifica non
dirigenziale
1. Nelle more del passaggio ad un nuovo ordinamento professionale, il personale dell'Amministrazione e degli enti di qualifica non dirigenziale conserva, fino alla data di entrata in vigore del primo contratto collettivo regionale, la qualifica rivestita alla data di entrata in vigore della presente legge, nonché il trattamento economico previsto dalle norme vigenti e l'anzianità di servizio riconosciuta. Al personale assunto nel medesimo periodo in esito a concorsi banditi prima dell'entrata in vigore della presente legge è attribuita la qualifica prevista dai bandi di concorso.
PRESIDENTE. All'articolo 76 sono stati presentati cinque emendamenti. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 3 ha facoltà di illustrarlo.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, signori rappresentanti della Giunta, ho voluto presentare un emendamento per significare che in questo testo unificato del disegno di legge numero 101 e della proposta di legge numero 22 si nascondono alcuni aspetti che io ritengo negativi, cioè non consentono ad alcune qualifiche di poter accedere, dietro selezione interna, dietro anche un concorso interno, alla qualifica superiore.
Di fatto, con un provvedimento severo, si è voluto appiattire il tutto, al che nelle varie qualifiche il personale debba permanere per tutta la vita, cioè dal momento che entra in servizio al momento in cui va in quiescenza, salvo le deroghe di poter prevedere il concorso esterno con la riserva dei posti. E' un modo di procedere che la Commissione ha ritenuto di approvare, ma molti consiglieri non la ritengono giusta, perché quando si livella l'intelligenza dei dipendenti si può ottenere la votazione di 6 dai dipendenti stessi, ma se si vuole qualcosa di più, e mi rifaccio a questa metafora della votazione, alla votazione di 8, 9, 10, il personale deve essere motivato, deve sapere che nella sua carriera può trovare uno sfogo. Nel momento in cui, poi, abbiamo avuto nella contrattazione degli enti locali la norma Bassanini, che ha introdotto la possibilità per i dipendenti stessi di poter avere una valvola di sicurezza e di poter accedere alle carriere superiori, se hanno determinate specializzazioni e dopo una certa anzianità, non vedo perché non lo si debba concedere ai dipendenti regionali. I dipendenti regionali hanno dato un loro contributo in questi 50 anni, probabilmente si sono trovati in una situazione di difficoltà in quanto vi era la commistione di potere politico ed amministrativo nelle figure degli assessori che non hanno consentito e hanno voluto mettere il naso anche nelle pratiche amministrative, che volevano comunicare agli interessati e alle utenze di aver provveduto loro a concedere un trattamento che invece spettava per legge, ora noi con la divisione del potere amministrativo dal potere politico abbiamo ottenuto un grande risultato, però si trattava al personale amministrativo di trattarlo in maniera adeguata, di fare in modo che avendo una maggiore responsabilità, e richiedendo maggiori qualifiche, avesse una possibilità di crescita all'interno dell'amministrazione. Orbene, il discorso lo posso portare per tutti i livelli; noi abbiamo fatto un trattamento negativo a tutti i dipendenti di tutti i livelli, cioè abbiamo consentito che si potessero muovere, eccetto naturalmente i funzionari perché sono regolamentati dalla legge, mentre tutti gli altri sono regolamentati dal contratto.
Quindi, io ho voluto centrare l'attenzione su una di queste qualifiche che voglio considerare, rispetto a tutte le altre, che meritano anch'esse una particolare attenzione per aiutarle, sul livello quarto perché aggravato da successive norme. Molto più grave ancora è che costringono questo personale ad essere il più vituperato, quello che rimane più bloccato di tutti. L'articolo 76 del testo unificato della proposta di legge 22 e del disegno di legge 101 nel disporre che il personale debba conservare la qualifica rivestita fino alla data di entrata in vigore del primo contratto collettivo regionale determina una grave disparità di trattamento tra il personale regionale.
Si osserva, infatti, nella recente relazione previsionale programmatica sullo stato dell'organizzazione dell'apparato regionale, presentata qui in Consiglio regionale, che la stessa amministrazione regionale dichiara che il personale della IV qualifica funzionale svolge le medesime mansioni della V e della VI, cioè già in un documento presentato qui agli atti del Consiglio risulta che le funzioni che svolgono determinate qualifiche, qui specificatamente la IV qualifica ha una attività che può essere quella delle mansioni della V e della VI. Documento della Giunta regionale.
Inoltre, rileva che il personale inquadrato nella IV qualifica funzionale, a seguito di espletamento di concorso pubblico, possiede un livello di scolarizzazione medio-alto. La legge regionale numero 6 del '91 ha consentito per l'accesso all'impiego l'utilizzo del titolo di studio superiore in luogo del titolo di specializzazione. Il personale in argomento possiede pertanto una preparazione di base omogenea e superiore a quella prevista dall'ordinamento per l'accesso alla qualifica ricoperta. Si sottolinea anche, e mi rifaccio a degli appunti scritti, che il personale della IV qualifica funzionale è stato assunto successivamente all'applicazione della legge regionale numero 24 dell'89, relativa alla mobilità verticale, quindi loro non hanno potuto usufruire come livello quarto della mobilità verticale,. Inoltre la legge regionale numero 12 del '93 ha sostituito per la qualifica IV e V il concorso pubblico con la richiesta di avvio a selezione dagli uffici di lavoro, rendendo impossibile per gli stessi dipendenti inquadrati in IV qualifica qualsiasi forma di accesso alla qualifica immediatamente superiore.
Si rileva che le mansioni di fatto svolte dal personale della IV qualifica funzionale non sono congruenti al profilo professionale rivestito, mansioni superiori. Cioè, con una legge successiva nel frattempo il personale della qualifica IV (archivisti, dattilografi e naturalmente anche le guardie forestali) che ha affrontato regolari concorsi con la dimostrazione di una capacità culturale adeguata, nel frattempo c'è stata una legge che ha consentito per i livelli superiori, la V e la VI, avendo il titolo di licenza media, di potere essere assunti dall'Ufficio di collocamento. E' chiaro che se permane questa norma, essendo stati assunti, ed anche questa settimana ne sono stati assunti dall'Ufficio di collocamento per quei livelli e ne saranno assunti ancora successivamente, questa emerita categoria, tutti del livello quarto, non potrà mai accedere ai livelli superiori, sono destinati a marcire nella IV qualifica.
Mi si potrà obiettare, poi dopo, che c'è una norma all'interno di questa proposta e poi di questo parleremo. Io però voglio continuare nella dimostrazione della particolare situazione di disagio in cui versa questa categoria IV, perché ognuno di noi deve sapere che nella IV categoria, cioè a livello di scuola media, può avere un amico, un collaboratore, anche un esperto che lavori nella Regione e quindi essendo 1300 dipendenti rappresentano un numero eccezionale che rimarrà bloccato vita natural durante.
Si lamenta poi in modo pleonastico che l'articolo 97 della Costituzione Italiana riserva la legge e l'ordinamento degli uffici, compresa la determinazione delle sfere di competenza delle attribuzioni e delle responsabilità degli impiegati dei pubblici uffici e dunque sancisce il principio del buon andamento dell'amministrazione. L'attività deve svolgersi con prontezza , efficacia, efficienza e imparzialità. Come si può pertanto, alla luce di quanto dichiarato nella relazione previsionale programmatica sullo stato dell'organizzazione dell'amministrazione regionale, ritenere imparziale lo svolgersi dell'attività amministrativa allorquando dichiaratamente si strumentalizzano tre differenti posizioni gerarchiche utilizzando per pari mansioni dipendenti inquadrati nella quarta, nella quinta e nella sesta. Abbiamo dei documenti che provano questi qui, solo agli atti della Regione e sono agli atti del Consiglio regionale.
L'amministrazione regionale forse ha dimenticato che nel 1989 in poi il dovere di una equa retribuzione e il diritto del lavoratore è una certezza di inquadramento. Per indicare il tipo di attività che costituisce oggetto dell'obbligazione di lavoro si fa riferimento giurisprudenzialmente all'articolo 2103 del Codice Civile, alle mansioni del lavoratore e in relazione alle mansioni si stabiliscono qualifica e categoria.
Articolo 96 delle disposizione di attuazione: "L'individuazione delle mansioni del lavoratore riflette in modo più o meno diretto l'organizzazione del lavoro stesso". Si può quindi dire in prima approssimazione che le mansioni del rapporto individuale di lavoro costituiscono l'oggetto sia della prestazione dovuta dal lavoratore sia sul piano organizzativo corrispondono alle posizioni di lavoro in cui si scompone l'organizzazione produttiva. Pare evidente da quanto dichiarato dalla stessa amministrazione che non vi sia stata una razionale gestione organizzativa. Sono presenti 1325 dipendenti nella quarta qualifica funzionale, di cui il 52 per cento, più della metà, possiede il diploma medio superiore ovvero la laurea anche, mentre il titolo richiesto per l'accesso all'impiego è la licenza media altrimenti nella settima qualifica funzionale su 1000 dipendenti quelli laureati sono 132. La qualifica che in teoria dovrebbe essere di laureati è dunque rappresentata per la settima il 13 per cento soltanto da laureati e vi sono inoltre 13 dipendenti con la licenza media e 4 che hanno il diploma biennale di qualifica professionale. Sembra doveroso inoltre richiamare il Contratto Nazionale di Lavoro recentemente siglato dalle parti sociali per gli enti locali i quali operano una rivoluzione nell'assetto funzionale delle Amministrazioni regionali in virtù di una delega disposta dall'articolo 6, comma 12, della legge 127 del '97 meglio nota come Legge Bassanini bis, il contratto prevede una riduzione delle attuali qualifiche funzionali attraverso forme di accorpamento e segnatamente assorbe la quarta e la quinta e le mette insieme in una unica qualifica funzionale con mansioni definite e differenti livelli retributivi in ragione di una maggiore acquisita professionalità. Pertanto un inquadramento del personale della quarta qualifica funzionale nella quinta qualifica non comporta una modifica sostanziale dello stato giuridico ma altrimenti riconosce allo stesso una maggiore professionalità già acquisita e un differente livello retributivo. Pertanto un inquadramento nella quinta qualifica del personale che da almeno 8, 9 anni svolge mansioni della sesta, e questo è un dato riconosciuto dalla Giunta stessa, non esula dalle competenza legislativa ma è volta ad una perequazione tra la professionalità e la prestazione di lavoro occorsa in un rapporto all'inquadramento giuridico che l'ordinamento riconosce fino all'entrata in vigore del nuovo contratto.
Adesso si chiederà il parere al relatore e penso che il relatore mi risponderà che questo problema era stato già posto in Commissione perché lo posi già e lo depositai agli atti per cui è già stato oggetto di trattazione all'interno della Commissione stessa. La Commissione l'ha ritenuto positivo, che è quello che stavo dicendo per iscritto e magari anche quello che sto dicendo adesso verbalmente, è un problema grave che poteva essere affrontato e superato ma che hanno previsto una valvola di sicurezza prevedendo 63 posti che possono essere concessi per accedere alla carriera superiore mediante concorso interno. Io a questo punto chiederei all'Assessore del personale, chiederei al Presidente della Prima Commissione, chiederei al relatore se quello che sto preannunciando cioè di avere concesso 63 posti su 1300 che sono i dipendenti, ritenete che sia una misura equa per permettere uno sfogo e una carriera a questi dipendenti, cioè guardate voi il rapporto 1300 dipendenti 63 posti; e se in questi 63 posti...
PRESIDENTE. La prego di concludere il tempo è scaduto, mezz'ora per un emendamento mi sembra sufficiente.
TUNIS MARCO (F.I.) Sto chiudendo, per chiedere una risposta perché mi si può obiettare che c'è un articolo, il 52 approvato, che prevede il passaggio limitato alla carriera superiore e ho fatto dei calcoli sono 63, poiché ho visto delle altre norme, probabilmente potrò intervenire successivamente per dichiarazione, magari, trovo perplessità nel fatto che può essere giusto ma anche i progetti obiettivi i dipendenti che hanno avuto già un anno di lavoro e che in base all'articolo 52 è stato consentito che ne possano anche avere altri due e complessivamente tre e potranno accedere anche loro a questa riserva di posti, ditemi voi se per caso questa norma non sia indirizzata esclusivamente a loro o se invece è indirizzata tutta la benemerita categoria del livello quarto non debba essere estesa in maniera adeguata.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 5 a firma Lippi, Pittalis e più può essere illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Lippi.
LIPPI (F.I.). L'emendamento numero 5 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 5 è ritirato. L'emendamento numero 23 del consigliere Cugini e più, il consigliere Cugini può parlare per illustrarlo se ritiene. Ne ha facoltà.
Cugini (Progr. Fed.). La ringrazio Presidente anche per avere parlato qualche minuto in più in attesa nel mio arrivo. Ritiro l'emendamento numero 23 perché ho sentito l'intervento del collega Bonesu. Il ragionamento che ha proposto per quanto riguarda i numeri, ho capito che c'è in Commissione un lavoro costruttivo e positivo per cogliere lo spirito del mio emendamento che era sottoscritto anche da altri colleghi Capigruppo e quindi lo ritiro proprio accogliendo quella indicazione di lavoro che il collega Bonesu ha dato nel suo intervento.
PRESIDENTE. Da una lettura abbastanza attenta mi pare che si possa evincere che nella sostanza l'emendamento numero 23 e l'emendamento numero 62 a firma Lorenzoni sono coincidenti nella sostanza. Quindi, chiedo se il ritiro dell'emendamento numero 23 significa anche, non automaticamente, anche il ritiro del numero 62 che coincide pienamente nella sostanza, c'è soltanto qualche dicitura differente. Chiedo al consigliere Lorenzoni di pronunciarsi al riguardo. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Accetto volentieri l'invito della Presidenza, perché effettivamente quello che dice la Presidenza risponde al vero e quindi ritiro l'emendamento numero 62.
PRESIDENTE. Quindi anche l'emendamento numero 62 è ritirato, rimane invece l'emendamento numero 58 da illustrare, a firma Biancareddu e più.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). L'emendamento si intende specificato con chiarezza e in conformità alle previsioni dell'accordo contrattuale numero...
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, mi scusi, ma a termini del rigoroso rispetto dell'emendamento lo deve illustrare uno dei firmatari, non la vedo compresa tra i firmatari.
PITTALIS (F.I.). Ha ragione Presidente, chiedo scusa e mi riservo in fase di discussione generale di intervenire per illustrare, in sostituzione del collega Biancareddu, oggi indisposto, qual è la finalità dell'emendamento.
PRESIDENTE. Lo possono illustrare i consiglieri Giordo, Amadu, Lombardo e Tunis Marco.
PITTALIS (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta.
MACCIOTTA, relatore. Per quanto concerne l'emendamento 3 i motivi di non accoglimento sono diversi. Innanzitutto c'è un problema generale della filosofia che sottende all'operato della Commissione, per quanto riguarda questo provvedimento legislativo, 22/101, che ne vuole fare, nel recepimento dei principi della legge numero 421, una legge di principi.
Qualunque operazione portata su questo provvedimento, che riguardi provvedimenti di reinquadramento eccetera, è considerata fuori da quello che è l'obiettivo e l'impianto di questa stessa legge.
Il secondo aspetto di carattere generale riguarda la problematica delle situazioni che si sono verificate in questi anni decorsi a seguito dei processi di mobilità verticale e direi soprattutto a seguito della interruzione decisa, ad un certo punto, del rinnovamento di questi processi di mobilità verticale. Questo è un problema, come ho detto prima, che potrà essere trattato successivamente ampiamente sia per quanto riguarda la discussione che avverrà sui collegati sia per quanto riguarda un aspetto generale che riguarda l'applicazione di principi che con il "101" si vogliono definitivamente sancire. Infine c'è il problema della materia che va considerata come materia di contrattazione, e a questo si rinvia anche per quanto riguarda specifici aspetti, come quelli toccati dal collega Tunis, in un ordine del giorno già depositato in cui vengono precisate le direttive che il Consiglio riterrà di impartire, i principi da fissare per quanto riguarda l'operato della delegazione dell'amministrazione nell'ambito del rinnovo del contratto di lavoro e la definizione del nuovo ordinamento professionale.
Vorrei infine sottolineare come manchi l'indicazione di un eventuale inquadramento in sovrannumero nella formulazione dell'emendamento stesso, e quindi c'è il problema dell'esistenza o meno per una operazione di questo genere dei posti nell'organico così come viene precisato sia pure, come abbiamo sentito, in maniera provvisoria dal provvedimento che è oggi in discussione. E infine sottolineare al collega Tunis come da lui stesso richiamato l'articolo 52 già approvato dell'attuale provvedimento legislativo si preoccupa almeno di un aspetto tra quelli illustrati dal collega Tunis, disciplinandolo in legge, per quanto riguarda il problema posto per le questioni del collocamento e del rischio di blocco di questi dipendenti a livello di quarta qualifica. Per questo motivo non si accoglie. Il 5 è ritirato. Il 23 è ritirato.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 58 vorrei dire che nella sostanza non ci sono rilievi negativi. Il non accoglimento, espresso come parere della Commissione, è perché la collocazione nel contesto del provvedimento legislativo 22/101 è impropria. Abbiamo previsto proprio un intervento di questo genere nell'ordine del giorno già depositato, cui accennavo prima, che è lo strumento idoneo perché il Consiglio formuli i suoi indirizzi. E porre invece in legge un intervento per interferire in quella che sarà la contrattazione domani tra le due parti, amministrazione e sindacati, va certamente contro quello che è definito e rivendicato giustamente dai sindacati stessi che questa è materia che è riservata alla contrattazione; e quindi per tale motivo non si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma del personale.
LODDO (G.D.R.I. e Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Questo gruppo di emendamenti, di cui tre sono stati ritirati, altri sono stati presentati in Commissione e non ritenuti idonei dalla stessa Commissione, altri saranno presentati a corredo del "101" sono sostanzialmente diretti a inquadrare alcune unità o gruppi di dipendenti nella qualifica superiore.
Vogliono cioè perpetuare una situazione sostanzialmente in atto fino ad oggi e che era stata aperta nel 1989 con la legge 24 quell'istituto che possiamo definire l'istituto della mobilità verticale. Il problema che questi emendamenti pongono nasce dal fatto che gran parte del personale ha fruito di questa mobilità verticale ottenendo il transito alla qualifica superiore senza che ci siano state delle considerazioni di tipo selettivo, il che ha finito per penalizzare gruppi di dipendenti che oggettivamente, lo si riconosce, sono rimasti esclusi da questa mobilità verticale. Esistono infatti all'interno dell'amministrazione regionale e del personale dell'amministrazione regionale alcune obiettive sacche di malumore. Il collega Tunis faceva riferimento a sacche presenti all'interno della quarta qualifica. Conosciamo tutti benissimo la situazione di sperequazione che esiste tra laureati di qualche qualifica e laureati di altra qualifica, ma il problema di fondo è che se l'ordinamento del personale dovesse rimanere sotto riserva di legge sarebbe assolutamente opportuno e legittimo intervenire con norme di legge che siano correttive di queste situazioni. Però sia la legge 29 all'articolo 2 comma 3 laddove dice che i rapporti individuali di lavoro sono regolati contrattualmente, sia la nostra stessa legge 101/22 che stimo andando ad approvare e che proprio all'articolo 2 comma 3 stabilisce che il rapporto di lavoro sia regolato dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinati nell'impresa; e poi anche il riferimento all'accordo che è stato sottoscritto recentemente nel luglio scorso e quindi poco più di tre mesi fa tra l'ARAN(?) e le organizzazioni sindacali che riduceva da 8 più la dirigenza a 4 le qualifiche funzionali più la dirigenza ci fanno capire che regolare in modo legislativo questa materia sarebbe un grave errore che va oltre o contro quanto sta avvenendo in campo nazionale. L'inopportunità deriva dal fatto che non è possibile mantenere sotto riserva di legge l'ordinamento del personale. Il problema è chiaro, rimane aperto perché queste situazioni di malessere che sono presenti all'interno dell'amministrazione regionale devono essere risolte. Però riteniamo che per risolvere queste situazioni di malessere non serva una norma di legge quanto piuttosto occorra fare riferimento alla contrattazione, perché la contrattazione, il contratto collettivo è la sede appropriata per sanare queste difficoltà, queste pendenze di mobilità verticale e dare adeguati spazi e sbocchi alle esigenze del personale che è stato assunto successivamente alla legge numero 24 e quindi dopo la applicazione della cosiddetta mobilità verticale.
Pertanto noi riteniamo, la Giunta ritiene che la sede idonea per fare tutto questo sia quella della dialettica contrattuale. Se invece procedessimo per emendamenti e quindi al di fuori di una linea unitaria rischieremmo ancora di non riuscire a fare un censimento completo delle situazioni esistenti, delle situazioni di malessere cui ho accennato e quindi di continuare a perpetrare situazioni di difficoltà.
Queste sono le ragioni sostanzialmente che ci inducono, che inducono la Giunta ad esprimere parere negativo sull'emendamento 3 che rimanda alla piena contrattazione. Per altro, lo accennava già il relatore, la Commissione ha già predisposto un ordine del giorno che tende a individuare con molta precisione per altro tutte queste situazioni, rinviando alla Giunta le opportune azioni in sede di contrattazione collettiva. Per quanto riguarda l'emendamento numero 3 voglio anche rilevare che vi è un errore tecnico, giacché non è previsto per questo personale l'inquadramento in sovrannumero e quindi non sarebbe possibile materialmente procedere a questa mobilità, così come è presentata nell'emendamento Tunis numero 3.
Per quanto riguarda l'emendamento 5, il problema è sostanzialmente lo stesso, però mi pare che sia stato ritirato come il 23. Per quanto l'emendamento 58 si condividono i contenuti che non possono non essere condivisi ma si ritiene che agire legislativamente in questo campo costituirebbe una invasione del principio della contrattazione e quindi l'inopportunità di procedere in questo modo. E quindi anche per l'emendamento 58 il parere è negativo. Il 62 è ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Noto una sorta di schizofrenia nell'espressione del parere da parte della Giunta Regionale che in alcuni momenti si riconosce una valenza alla contrattazione collettiva, e tanto è che la si intende privilegiare fino in fondo, eliminando dalle rigide secche del provvedimento legislativo tutto ciò che deve far parte della contrattazione collettiva.
Questo però non sempre avviene, non sempre è avvenuto anche nel corso dell'esame dell'articolato in discussione, così come non si comprende la ragione di aderire aprioristicamente al preannunciato ordine del giorno che sappiamo contiene soltanto un indirizzo, e sapendo benissimo il valore di carta straccia che gli ordini del giorno hanno in questo Consiglio, soprattutto per l'assoluta inconcludenza della Giunta che li ritiene tali.
Allora, non capiamo perché, con riferimento sia all'emendamento proposto dal collega Tunis Marco Fabrizio, che si propone di risolvere un problema che non può che trovare soluzione opportuna nel testo legislativo anziché in un ordine del giorno, e non si comprende la ragione di un parere immotivato negativo sull'emendamento 58, posto che con questo emendamento, che è condiviso nella sostanza, si intende specificare con chiarezza e in conformità alle previsioni dell'accordo contrattuale numero 385 del '95, i principi su cui deve essere fondato il nuovo ordinamento professionale.
Pur considerando che la mancata indicazione in legge di tali principi dovrebbe significare il rinvio alla previsione dell'articolo 5 del DPG 385, si ritiene opportuno evitare contrasti interpretativi e riaffermare così la scelta già operata.
Assessore Loddo, le riforme presuppongono anche scelte coraggiose, quello che mi pare che da parte di questa Giunta ed anche da parte sua manchi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, delle brevi osservazioni su quelle che precedentemente hanno portato il relatore e lo stesso Assessore. Riusciamo a capire che quando uno non vuole provvedere deve cercare qualsiasi pretesto, ma il pretesto deve essere plausibile, deve avere un certo fondamento. Se invece lo si fa per dover divagare e rinviare sine die un argomento, allora puntualizzo.
Già lo stesso collega che mi ha preceduto, Pittalis, ha detto: "Certi provvedimenti - voi avete detto - devono essere fatti con legge", stiamo facendo la legge e poi mi si dice che possono trovare soluzioni in un ordine del giorno nelle dichiarazioni di principio. Le dichiarazioni di principio sono dichiarazioni che possono servire per gli inquadramenti e non per risolvere questioni anacronistiche che sono di fondo, che se non si affrontano qui, guardandoci negli occhi dicendo che effettivamente tutte le categorie ne risentono in maniera negativa, ma una in particolare più di tutte, che è la quarta, che svolge le funzioni della quinta e della sesta, è inutile nasconderlo, lo avete detto voi stessi. La quarta lo merita per il lavoro che fa, per la professionalità che ha acquisito, per quello che fa sul campo. L'Assessore mi dice: "attenzione, con le precedenti contrattazioni c'è stato qualche provvedimento che ha creato dei malumori all'interno dell'amministrazione e la mobilità verticale". Certo che è successo, e sappiamo che la mobilità verticale di prendere all'ingrosso il personale e trasferirlo in un altro, ha messo insieme alcuni che magari erano capaci, validi, con anzianità superiore, che già esercitavano quella funzione, rispetto a quelli che non la meritavano. Ma questa quarta categoria, caro Assessore, non ne ha subito di mobilità verticale, non ne ha avuto, non ha fatto in tempo ad usufruirne, zero assoluto. Non ha avuto la mobilità verticale e non l'avrà neanche in futuro, perché sto dicendo che con legge successiva si assume dall'ufficio di collocamento ai livelli superiori, al livello quinto, che pure è uguale, al livello sesto si va all'ufficio di collocamento a prenderli. Cioè questi signori che sono al quarto livello lasciandoli lì sono superati da questi che vengono dall'ufficio di collocamento, e mica è detto che questi siano più bravi di quelli che hanno affrontato i concorsi! Chi lo dice che sono più bravi, soltanto perché vengono dall'ufficio di collocamento? Quella è la norma per poter agevolare, evitare e punire noi politici che presiedevamo nelle Commissioni, che facevamo il clientelismo più assoluto, che permettevano a qualcuno di essere meno bravo di superare l'altro. Ma l'ufficio di collocamento cosa ci sta portando? Ci sta portando persone che hanno fatto delle azioni anche di tipo... ora non sto a voler colpevolizzare però, certamente, non si vedono neppure quali sono le loro caratteristiche umane, dove hanno vissuto, in quale società, cosa hanno fatto dal punto di vista della società stessa. Noi abbiamo delle categorie che hanno affrontato concorsi, li hanno superati con merito, e sono migliaia, sono le guardie forestali, gli archivisti, i dattilografi, e d'ora in poi rimarranno così perché in futuro attingeremo - ed anche questa settimana abbiamo attinto - dall'ufficio di collocamento. Ditemi voi se questo è un ragionamento! Io avevo chiesto: adeguate una pianta organica, fatte in modo che ci possa essere una valvola.
Signori, giunti a questo punto io non nascondo che ho delle perplessità, per cui mi rivolgo alla coscienza dei consiglieri regionali, alle motivazioni che ho portato, di valutare quello che ho detto, e se nel caso, poiché tanto ognuno di noi conosce la situazione, non è solo Marco Tunis, la conoscono tutti i rappresentanti dei partiti, perché è una cosa di cui tutti hanno parlato, mi rivolgo quindi al signor Presidente chiedendo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al Consigliere Bonesu devo comunicare che i tempi della riunione della terza Commissione subiscono una modifica legata ad esigenze non superabili del Presidente. Per cui la Terza Commissione si riunirà alla conclusione della seduta antimeridiana del Consiglio, anziché alle ore 15 come era stato ipotizzato. Per il resto le decisioni prese nella Conferenza dei Capigruppo rimangono intatte.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, credo che nel disagio e nella disorganizzazione dell'Amministrazione regionale, l'inventore della mobilità verticale abbia tutte le sue colpe, perché credo che sia stato un assurdo, per premiare dal punto di vista economico dei dipendenti, consentire passaggi estesi di qualifica per cui, attualmente, nell'organizzazione regionale la qualifica non corrisponde alle mansioni effettivamente esercitate. Credo che questo sia anche, come dicevo prima, un limite della pianta organica provvisoria elaborata in questa sede, perché in effetti oggi però, con emendamenti come il numero 3, si vuole riproporre pari pari la mobilità verticale che tanti danni ha fatto.
Qua esiste un problema di organizzazione del lavoro e di aspettative dei dipendenti che sono in IV qualifica. Ma il problema del passaggio alla V qualifica per questi dipendenti è stato risolto senza tanti giri, con l'approvazione del secondo comma dell'articolo 52. Non è che a ogni articolo ci inventiamo i problemi, ci sono problemi che sono già risolti dagli articoli che abbiamo approvato. Per cui, in effetti, non c'è più nessun blocco per passare dalla IV alla V qualifica, perché questo può avvenire con una selezione di carattere assolutamente interno, e sbaglia il collega Marco Fabrizio Tunis quando dice che queste persone marciranno in IV qualifica e che in quinta saranno chiamati dall'Ufficio di collocamento, perché la legge che abbiamo giù approvato, questa norma dell'articolo 52, dice esattamente il contrario, per cui prima di chiamare dall'Ufficio di collocamento occorrerà chiamare dalle qualifiche inferiori.
Il problema è, invece, che la determinazione dei numeri in tabella fra la IV e la V qualifica non corrisponde né all'organizzazione del lavoro, per quanto i mansionari della IV e della V siano stati designati in modo molto simile, e non corrisponde neppure all'organizzazione del lavoro che si vuole dare. Cioè, in tutte le pubbliche amministrazioni i compiti meramente esecutivi, come quelli previsti dalla IV qualifica, sono compiti ad esaurimento. Cioè, le funzioni di archivisti, dattilografi, eccetera, con l'introduzione massiccia dell'informatica, ciò che non è avvenuto in modo coerente e deciso nell'Amministrazione regionale, sono qualifiche che, chiaramente, abbisognano sempre meno. Mentre abbisogna una categoria di impiegati che non si limiti a compiti meramente esecutivi, ma che abbia una capacità di organizzare il lavoro per le qualifiche superiori.
In effetti, in una riorganizzazione delle qualifiche, occorrerebbero sicuramente più V e VI qualifiche che IV, per cui l'amministrazione dovrebbe riorganizzarsi in questo senso. E in questo senso verrebbe incontro anche alle aspettative di questi dipendenti che fanno mansioni di tutti i tipi, perché non vi è corrispondenza tra la qualifica e le mansioni, e che troverebbero, probabilmente, almeno in gran parte, una collocazione più adeguata anche alla loro preparazione sia di studio, sia alla preparazione che hanno acquisito con il lavoro.
Per cui mi dichiaro contrario all'emendamento numero 3, ritenendo che il problema, dopo l'approvazione dell'articolo 52, vada affrontato con criteri diversi.
Il problema dell'emendamento numero 58, invece, è diverso. Il punto D dovrebbe essere inammissibile in quanto in contrasto con la decisione già assunta dal Consiglio per cui tutti i dipendenti regionali costituiscono unico comparto di contrattazione e, d'altra parte, in base ai principi della legge, non può essere rimessa al contratto la determinazione dei comparti di contrattazione, se no, chiaramente, creerebbe un giro vizioso che non consentirebbe mai di fare il primo contratto, perché il primo contratto è un contratto di comparto, se si dovessero stabilire i comparti. Quindi, effettivamente, mi sembra assolutamente inammissibile la lettera D.
Le lettere A, B e C, invece, evidenziano un problema che è gravissimo: a causa del comportamento della Giunta regionale gli ordini del giorno e le mozioni di questo Consiglio non stanno avendo nessuna valenza. Per cui, anche se le direttive per la contrattazione devono, sulla base di quanto abbiamo già approvato, essere elaborate dalla Giunta, i proponenti di questo emendamento, diffidando della Giunta ed anche dell'osservanza degli indirizzi che questo Consiglio intende dare con l'ordine del giorno già presentato, intendono garantire che le direttive siano conformi agli indirizzi del Consiglio, introducendole in legge.
Io dico che questo emendamento è il sintomo del degrado a cui è arrivato il rapporto fra il Consiglio e la Giunta, perché mi sembra che i proponenti dell'emendamento cerchino di porre un riparo a una situazione illegittima e incostituzionale, perché fa venir meno quel rapporto di fiducia Giunta-Consiglio che è il presupposto dell'attività legislativa e amministrativa, che è stato messo in forse dalle recenti decisioni della Giunta regionale. Approvare questo emendamento sarebbe riconoscere che la Giunta ha permanentemente la non fiducia del Consiglio, non fiducia non a questa Giunta, ma istituzionalmente alla Giunta regionale, cioè sarebbe creare un problema di separazione dei poteri che può essere auspicabile in una futura riforma dello Statuto, ma che assolutamente non può trovare accoglimento nell'attuale Statuto.
Questo emendamento è il frutto dei danni che lei, presidente Palomba, ha arrecato a questo principio fondamentale. Ma siccome, a differenza dei proponenti, il Gruppo sardista non intende degradare le istituzioni per un comportamento scorretto di qualche organo, dichiaro che voterò contro, perché sarebbe riconoscere che queste prassi vanno corrette per via legislativa ordinaria, mentre qua si tratta del rispetto dei principi costituzionali.
Per cui ritengo che correttamente questi indirizzi alla Giunta, affinché determini il contenuto del primo contratto collettivo, siano dati con ordine del giorno. Chiaramente il Consiglio dovrebbe anche essere coerente e dare le adeguate risposte, considerato che non si tratta più di problemi politici, ma istituzionali, al mancato rispetto di ordini del giorno e di mozioni.
Per cui, su questo argomento chiederemo un dibattito in Consiglio regionale che prenda le mosse dal documento chiaramente elaborato dal presidente Selis. Occorre ristabilire la legalità e i corretti rapporti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Brevemente, Presidente, in relazione al problema che è stato sollevato dall'emendamento numero 3 e da altri emendamenti che sono stati presentati e che attengono tutti a quello che secondo me è probabilmente il problema dei problemi, cioè il problema della mobilità verticale. Per come è stata gestita questa mobilità verticale in questi anni, che non sono gli anni di questa legislatura, e con l'apporto credo determinante di qualche spezzone di sindacato che poi, naturalmente, non prova nessun pudore per quello che ha fatto negli anni scorsi e si permette anche di dare le bacchettate. E` un problema serio e gravissimo che non riguarda, collega Tunis, soltanto il passaggio dalla IV alla V qualifica, riguarda indistintamente tutti i dipendenti regionali; quindi è un problema che merita il massimo rispetto e la massima attenzione, e credo che richieda l'impegno di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio regionale. In Commissione questo problema abbiamo cercato di affrontarlo in questo modo, perché la Commissione non è contraria a che vengano riconosciute al personale regionale le giuste spettanze, ma la Commissione ritiene che una risoluzione per parti di questo problema anziché risolvere il problema lo possa aggravare. E la Commissione ritiene sempre, come hanno detto anche i colleghi che mi hanno preceduto, che per altro questa sia materia da demandare senza alcun dubbio alla contrattazione. C'è un problema politico che ricordava adesso il collega Bonesu, che non è soltanto e solo quello che Bonesu ricordava, cioè una mancanza di fiducia del Consiglio nei confronti della Giunta, io credo che i problemi siano ben altri, i problemi che portano i dipendenti regionali a chiedere che il problema venga risolto in legge e non attraverso la contrattazione. Noi diciamo semplicemente che questo problema, comunque sia, va affrontato nella sua interezza come problema generale relativo alla gestione della mobilità verticale, stiamo chiedendo comunque che non venga inserito e risolto all'interno del "101" per le motivazioni che abbiamo ripetutamente detto qui in Aula, essendo la 22/101 una legge di principi, e chiedendo quindi a tutte le forze politiche presenti in Aula di definire un eventuale percorso anche legislativo, non già e non solo su una frazione di problema della mobilità verticale, ma sull'intero problema, nella consapevolezza che comunque, e i colleghi lo sanno, abbiamo aperto due provvedimenti successivi al "101" sui quali dobbiamo ancora iniziare la discussione generale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 76, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione gli emendamenti aggiuntivi a partire dal 3. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Posso fare una dichiarazione?
PRESIDENTE. Se chiede lo scrutinio segreto no, delle due una.
TUNIS MARCO (F.I.). L'ho già chiesta prima se è per questo, è una dichiarazione.
Presidente. No, prima l'ha chiesta in un momento irrituale perché non doveva farlo, ora può chiederla o meno. Se chiede lo scrutinio segreto non può fare dichiarazioni.
TUNIS MARCO (F.I.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. No, non siamo in fase di ordine dei lavori, siamo in fase di votazione su due emendamenti aggiuntivi, onorevole Tunis faccia la gentilezza.
TUNIS MARCO (F.I.). L'argomento che è stato portato è di così grossa importanza che attraverso gli interventi, tra cui l'ultimo quello del Presidente della Commissione, ha aperto degli spiragli, cioè di fatto ha detto che l'argomento può essere fra quelli trattati nei collegati. Questo è quello che ha detto il Presidente della Commissione, per cui l'emendamento numero 3 sarà portato nel collegato e potrà essere oggetto di trattazione lì.
Pertanto io ritiro l'emendamento numero 3 e lo subordino ai collegati che verranno discussi successivamente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Tunis. Allora rimane da votare l'emendamento aggiuntivo numero 58 esclusa la lettera d) che è in contrasto con una deliberazione già assunta e quindi viene caducato. Metto in votazione l'emendamento numero 58. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Io aggiornerei i lavori del Consiglio alle ore 16 e 30 perché si deve riunire la terza Commissione a partire da questo momento, che si riunirà nell'aula attigua all'aula consiliare.
La seduta è tolta alle ore 13 e 20.
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