Seduta n.285 del 17/10/2002 

CCLXXXV Seduta

Giovedì 17 Ottobre 2002

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 16 e 37.

cappai, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 7 agosto 2002 (279) che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che il consigliere regionale onorevole Pasquale Onida ha chiesto di poter usufruire di mezza giornata di congedo nella seduta pomeridiana del 17 ottobre 2002. Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Istituzione del Fondo regionale per l'occupazione dei disabili" (156/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero156. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Pisano, relatore.

PISANO (Rif.Sardi - U.D.R.), relatore. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, credo che non sfugga a nessuno dei consiglieri presenti l'interesse notevole che sta suscitando per la ricerca scientifica il fenomeno della longevità del popolo sardo, un fenomeno importante che costituisce un vero e proprio fattore di vantaggio. Noi di fatto utilizziamo poco questo fattore di vantaggio; e mi chiedo a che cosa serva, per un popolo, vivere più a lungo di altri popoli se poi spreca il proprio tempo e si impiega il doppio e il triplo o il quadruplo del tempo che altri popoli impiegano per fare le cose più normali. Infatti ci troviamo di fronte ad un disegno di legge che attendeva di essere approvato da quasi due anni, da quando l'Assessore regionale del lavoro lo ha presentato. Di fatto la categoria, diciamo così, in generale, degli svantaggiati, così definiti, attende da oltre tre anni, dal marzo del 1999, l'approvazione di questa legge, e i danni che si sono creati per effetto di questo ritardo, bisogna che lo riconosciamo, sono notevoli. Notevoli perché innanzitutto il non avere applicato l'articolo 14 della legge 68 del '99 ha determinato anche un trasferimento di minori risorse a favore della Regione sarda, giacché uno dei parametri utilizzati per la ripartizione delle risorse nazionali fra le regioni italiane era in funzione del numero delle convenzioni stipulate proprio in base al fondo dei disabili. Non essendo stato istituito il fondo dei disabili, non si sono potute approvare le convenzioni, quindi avevamo un parametro zero relativamente a quel coefficiente di riparto. Abbiamo perso un bel po' di miliardi, probabilmente, per effetto di questo ritardo. Ma non solo, non abbiamo potuto nemmeno attuare politiche occupazionali in favore dei disabili, proprio perché non è stato istituito questo fondo. Oggi finalmente si arriva, io credo, a fare giustizia e ad attuare questo articolo 14.

Poche parole per illustrare questa legge che è stata parzialmente arricchita nel corso dell'iter nella Commissione VI e che ha consentito di poter individuare alcune misure di sostegno a favore della categoria dei disabili proprio per le cosiddette politiche di integrazione nel lavoro a favore di queste categorie, in particolare sono previsti benefici anche a favore delle aziende perché possano adattare i propri posti di lavoro per favorire l'integrazione e l'inserimento lavorativo di questi soggetti. Non solo, ma sono naturalmente previsti anche benefici per l'abbattimento delle barriere architettoniche, benefici anche per dei percorsi formativi, stage all'interno di aziende che consentono appunto una preparazione professionale di questi lavoratori.

Credo che non dobbiamo perdere ulteriore tempo, ma proprio per le cose che abbiamo detto in premessa, chiediamo che il Consiglio approvi rapidamente questo disegno di legge con l'integrazione di qualche piccolissimo emendamento tecnico, che è stato proposto e firmato da tutti i componenti della Commissione lavoro.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Grazie Presidente. Il relatore ricordava poc'anzi come questo disegno di legge sia datato dal punto di vista temporale e che solo oggi si arriva a discuterlo in aula, dopo un'attesa di quasi due anni dalla sua presentazione e a oltre tre anni dall'entrata in vigore della legge numero 68 del marzo del '99. Però io ritengo che non sia sufficiente solo evidenziare il ritardo, tralasciando il fatto che ci sono delle responsabilità colpevoli per questo ritardo. Ricordiamo che questo disegno di legge era uno dei tanti collegati alla manovra finanziaria di due anni orsono, molti dei quali non hanno avuto buona fortuna. Ma io dico che il ritardo è ulteriormente colpevole per il fatto che non sono perfettamente convinto che lo strumento legislativo fosse l'unico strumento utilizzabile per l'istituzione del fondo regionale, che poteva essere istituito anche con norma regolamentare, anche perché si tratta di risorse che lo Stato comunque ci ha assegnato e che sono comunque entrate nel bilancio regionale. Per cui non vorrei che questo disegno di legge rappresentasse una sorta di foglia di fico che serva per nascondere le nudità politiche di questa maggioranza che è colpevole dei ritardi dell'applicazione di questa legge. Anche perché questo ritardo ha comportato dei danni per la nostra regione, infatti nella ripartizione degli stanziamenti nazionali la Sardegna è stata abbondantemente penalizzata in quanto la mancata costituzione del fondo ha determinato l'applicazione del criterio legato alla popolazione residente, senza tener conto, invece, dell'incidenza dei disabili fra gli iscritti al collocamento, che sarebbe stato un criterio più opportuno ed anche più rispettoso delle finalità della legge.

Se voi andate a vedere l'ultimo decreto del Ministro del Welfare del settembre di quest'anno, che ripartisce proprio i finanziamenti tra le regioni, noterete che proprio Maroni ha fatto il Ministro nordista; se sommate le provvidenze assegnate a valere sui miliardi del fondo dei disabili, al Meridione è spettato meno di quanto gli spetterebbe sulla base del criterio dell'incidenza dei disabili sulla popolazione, e questo al di là dei proclami politici di attenzione nei confronti del sud e della politica meridionalista che il Governo vuole portare avanti. Ad intere regioni, tipo la Calabria ed anche altre, è stata preclusa la possibilità di accedere al fondo, come ricordava poc'anzi il collega Pisano. Ma io dico che il ritardo non è solo su questo provvedimento ma riguarda anche l'attivazione dei centri per l'impiego, che consentirebbe di attivare anche nuove modalità di intervento, tipo quella del collocamento mirato, perché proprio sul collocamento mirato dei disabili occorre sviluppare una iniziativa politica ed occorre che questa Regione sia particolarmente attenta.

Per cui ribadisco che non è necessario soffermarsi più di cinque minuti su questo disegno di legge, che magari si cerca di sbandierare come non sono quale conquista, che invece è un adempimento strettamente tecnico e che fornisce solo l'occasione per evidenziare quanto colpevole sia il ritardo della maggioranza su temi che attengono in particolare alle categorie più deboli, proprio quelle che hanno necessità di maggiore attenzione e di maggior tutela da parte dell'Istituzione regionale. Perché anche altri strumenti, tipo quelli degli stages, dei tirocini formativi, che sono tutti previsti dall'ordinamento, possono essere attivati anche con riferimento alla legislazione del settore e a provvedimenti che peraltro sono stati inseriti anche nel POR. Anche a questo proposito alcune misure specifiche dell'Asse 3, riferite alla categoria, sono in ritardo in termini di attuazione. Per cui questo disegno di legge, secondo me evidenzia, lo ripeto ancora una volta, i colpevoli ritardi di questa maggioranza in un particolare settore che meriterebbe invece diversa attenzione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. La legge 68/99 recante le norme per il diritto al lavoro dei disabili, introduce una nuova disciplina ispirata al concetto di collocamento mirato, passando da una modalità impositiva ad una modalità consensuale attraverso l'individuazione di percorsi personalizzati volti a massimizzare le capacità lavorative del lavoratore diversamente abile, e di conseguenza il grado di funzionalità ed operatività dell'ambiente lavorativo.

Il presente disegno di legge, finalizzato ad istituire il fondo regionale per l'occupazione dei disabili, in attuazione dell'articolo 14 della citata legge 68/99, prevede l'istituzione di un fondo per il finanziamento dei programmi regionali destinati all'inserimento lavorativo e alla realizzazione dei relativi servizi. Con l'istituzione del fondo sarà possibile concedere, sulla base delle strategie individuate dal Comitato regionale per il fondo, dei contributi a favore delle imprese che adegueranno i posti di lavoro alle capacità lavorative dei soggetti svantaggiati, ma soprattutto ai soggetti pubblici e privati e alle associazioni di categoria che saranno in grado di proporre un complesso di azioni (percorsi formativi, tirocini formativi e di orientamento, esperienze lavorative con periodo di prova etc.) volte a ridurre il gap esistente tra il lavoratore disabile e la situazione lavorativa.

E` evidente che l'istituzione del fondo consente di dare non solo maggiore impulso alle innovazioni introdotte dalla normativa nazionale di riferimento, ma anche di raggiungere l'obiettivo di incrementare l'occupazione dei soggetti svantaggiati, che sono i destinatari di altri provvedimenti legislativi regionali, quali, ad esempio, la legge numero 36 del 1998.

Il fondo avrà una dotazione finanziaria iniziale di un miliardo a carico del bilancio regionale al quale vanno aggiunti i trasferimenti erogati annualmente dallo Stato per l'attuazione della legge 68/99 pari, per l'anno 2000, a 2 miliardi 919 milioni, per l'anno 2001 a 514 milioni e rotti, per l'anno 2002 a un miliardo e 266 milioni. La dotazione finanziaria del fondo sarà incrementata dai contributi derivanti dai versamenti obbligatori che le aziende assoggettate all'applicazione della norma dovranno fare e dall'erogazione delle sanzioni disposte dalle direzioni provinciali del lavoro.

Sono contento che finalmente questo disegno di legge sia discusso ed approvato dal Consiglio, perché con esso diamo una risposta a delle categorie che aspettano da lungo tempo di poter godere di questi contributi anche in Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Reputo opportuna una sospensione di qualche minuto prima di votare il passaggio agli articoli.

FADDA (La Margherita - D.L.). Per quale motivo, Presidente. Abbiamo ascoltato da soli il relatore.

PRESIDENTE. Come lei vuole, ma le faccio osservare che è necessaria la presenza di 41 consiglieri.

Se non ci sono richieste di voto particolare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, noi poi parteciperemo al dibattito e alla discussione, ma credo che sia importante in questo momento chiedere lo scrutinio segreto, perché per una legge così importante desideriamo verificare chi è in aula.

PRESIDENTE. Va bene. Ricordo che si tratta della prima votazione. Concediamo dieci minuti di tempo perché è la prima votazione, come facciamo solitamente, onorevole Fadda, non è una novità.

Invito, chi non fosse provvisto della tesserina per votare, o chi non l'avesse a portata di mano, a prendere la copia. Voglio ricordare ai colleghi che è stato chiesto il voto segreto e che pertanto le dichiarazioni di voto possono essere solo di astensione.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Le ricordo, onorevole Balletto, che è stato chiesto il voto segreto, ma lei non ha bisogno che glielo ricordi.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente. Purtroppo siamo non solo consiglieri anziani, ma anche anziani anagraficamente per sapere ormai che, quando si richiede il voto segreto la dichiarazione di voto non può che essere di astensione. Ovviamente devo dare anche una motivazione del mio voto di astensione, pur condividendo il contenuto del disegno di legge che, così come è stato fatto notare, porta la data del 19 dicembre 2000 e giunge, quindi, in Aula a distanza di quasi due anni dalla sua trasmissione al Consiglio, essendo, fra le altre cose, una legge attesa perché prevede una serie di interventi di spesa a favore della categoria dei disabili e non vi è in questo Consiglio regionale, nelle forze politiche che lo compongono, soggetto che possa essere responsabilmente contrario a una normativa che va incontro alle esigenze di una categoria di soggetti, che per propria sfortuna non si trova nelle condizioni di poter competere con gli altri ai quali la vita ha riservato migliori fortune.

Il mio intervento è solamente un intervento, come è chiaro, nell'ambito delle schermaglie politiche che si verificano tra maggioranza e opposizione, fatto per prendere tempo e dare la possibilità a quest'Aula di licenziare un provvedimento che, come dicevo in apertura, attende da due anni. Credo che le schermaglie e gli espedienti regolamentari siano più legittimi e più degni quando si trattano argomenti sui quali da un punto di vista politico ci sono divergenze, ma non riesco ancora una volta a capire come, invece, su materie così delicate, materie sulle quali, come dicevo in apertura, e come ha detto il relatore, non può che esserci la convergenza di tutte le forze politiche, si utilizzi lo strumento della schermaglia politica proprio per non ottenere il risultato che, invece, a parole tutti quanti dichiarano di voler perseguire.

Direi che sarebbe opportuno lasciare le argomentazioni, le ragioni del vero scontro politico alle questioni di un certo peso, sulle quali ha senso una divergenza di valutazione politica, che certamente non ha ragion d'essere su un provvedimento di questa natura che, per il suo contenuto, come ho detto in precedenza, va a soddisfare, a dare risposte a categorie che sono le più disgraziate in assoluto e che certamente non debbono ancora essere penalizzate, non dico da divergenze di sostanza, ma da schermaglie politiche che non hanno ragione d'essere.

PRESIDENTE. Se non vi sono altre dichiarazioni di voto passiamo al voto. E' stato chiesto il voto segreto. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 36

Votanti 34

Astenuti 2

Maggioranza 18

Favorevoli 33

Voti nulli 1

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GRANARA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e il consigliere FADDA.)

Poiché manca il numero legale dichiaro nulla la votazione e sospendo la seduta per mezz'ora. Riprenderemo i lavori alle ore 17 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 02, viene ripresa alle ore 17 e 37.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Onorevole Fadda, mantiene la sua richiesta di voto segreto?

FADDA (La Margherita-D.L.). Sì.

PRESIDENTE. Bene, allora procediamo alla votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico.

Seconda votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 42

Votanti 41

Astenuti 1

Maggioranza 22

Favorevoli 40

Contrari 1

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

Art. 1

Istituzione del Fondo regionale per l'occupazione dei diversamente abili

1. La Regione autonoma della Sardegna promuove e sostiene l'inserimento e l'integrazione lavorativa delle persone diversamente abili nel mondo del lavoro.

2. Per i fini di cui al comma 1, e in attesa di un'organica legge di settore, è istituito, ai sensi dell'art. 14 della L.12 marzo 1999 n 68, il Fondo regionale per l'occupazione dei diversamente abili, di seguito denominato "Fondo", destinato al finanziamento di un programma regionale di inserimento lavorativo e dei relativi servizi.

3. A carico del Fondo sono concessi contributi per:

a) i soggetti pubblici e privati, comprese le associazioni di categoria riconosciute a livello nazionale e/o regionale, idonei a contribuire alla realizzazione degli obiettivi della presente legge, che svolgano attività rivolta al sostegno e all'integrazione lavorativa dei diversamente abili;

b) il rimborso forfettario parziale delle spese necessarie alla trasformazione del posto di lavoro per renderlo adeguato alle possibilità operative dei diversamente abili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50% o per l'apprestamento di tecnologie di tele-lavoro ovvero per la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo l'integrazione lavorativa del diversamente abile;

c) ogni altra provvidenza in attuazione delle finalità previste dalla presente legge.

4. Nelle more dell'istituzione dell'albo regionale previsto dall'art.18 della legge 5 febbraio 1992, n. 108, i soggetti di cui alla precedente lett. a) sono individuati fra coloro che risultano iscritti al registro di cui all'art. 44 della legge regionale n. 4 del 1988 e all'albo di cui all'art.2 della legge regionale n. 16 del 1997.

5. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore del lavoro, sentito il Comitato di cui al successivo comma 6, approva un programma annuale di interventi, contenente anche l'ammontare dei contributi per le diverse finalità, nonché i criteri e le modalità di gestione del Fondo e di verifica dei risultati.

6. E' istituito il Comitato regionale per il Fondo che, nel rispetto degli indirizzi della programmazione regionale in materia di politiche del lavoro, esprime proposte in ordine alla destinazione delle risorse che costituiscono il Fondo stesso, alle modalità di gestione e di verifica dei risultati.

7. Il Comitato regionale del Fondo è costituito da:

a) l'Assessore regionale competente in materia di lavoro, o suo delegato, con funzioni di presidente;

b) un componente individuato tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello regionale;

c) un componente individuato tra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello regionale;

d) due componenti designati dalle associazioni dei diversamente abili comparativamente più rappresentative a livello regionale.

8. La designazione dei componenti di cui ai punti b) e c) del comma 7 è effettuata dall'Assessore del lavoro previa consultazione delle organizzazioni interessate.

9. Alla seduta del Comitato partecipa, altresì, a titolo consultivo, il direttore del Servizio Lavoro dell'Assessorato del lavoro o un suo delegato. In caso di parità di voto prevale il voto del Presidente.

10. I criteri per la determinazione della rappresentatività di cui alle lettere b), c) e d) del comma 7 sono stabiliti con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di lavoro.

11. Il Comitato regionale per il Fondo è nominato, su conforme deliberazione di Giunta proposta dall'Assessore del lavoro, con decreto del medesimo Assessore e dura in carica per l'intera legislatura.

12. Le funzioni di assistenza amministrativa al Comitato sono esercitate dal Servizio Lavoro dell'Assessorato del lavoro.

13. Il Comitato regionale per il Fondo disciplina, con apposito regolamento, le modalità del proprio funzionamento.

14. Nel Fondo confluiscono le entrate assegnate alla Regione, ai sensi dell'articolo 13 della Legge n. 68 del 1999, le entrate derivanti dall'irrogazione di sanzioni e dalla riscossione dei contributi, come previsto dall'articolo 14, comma 3 della Legge n. 68 del 1999, i contributi di fondazioni, enti di natura privata e soggetti comunque interessati e contributi della Regione.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati quattro emendamenti. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Pisano - Vassallo - Falconi - Rassu - Granara

Art. 1, comma 3, lettera a)

Dopo le parole "nazionale e/o regionale" alla lettera a) del comma 3 dell'art. 1, sono aggiunte le seguenti parole: "presenti con proprie sedi operative in almeno la metà delle province della Sardegna". (2)

Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Vassallo - Falconi - Rassu - Granara

Art. 1, comma 3, lettera b)

Sono sostituite le parole contenute nella lettera b) del comma 3 dell'art. 1 "… con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%...", con le parole: "… di cui al comma 1 dell'art. 1 della legge 12.03.99 n. 68". (3)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 1

Nell'art. 1, prima del comma 4 è inserito il seguente:

4. Presso l'Assessorato Regionale al Lavoro, Cooperazione e Sicurezza Sociale della Regione Autonoma della Sardegna è istituito l'Albo Regionale di cui all'articolo 18, comma 1 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104.

La Giunta della Regione Autonoma della Sardegna, previo parere della competente commissione consiliare, delibera sulle modalità di tenuta, revisione e aggiornamento biennale dell'Albo e disciplina i requisiti per l'iscrizione all'Albo secondo i criteri indicati al comma 2 dello stesso articolo 18.

L'iscrizione all'Albo è condizione necessaria per accedere alle convenzioni di cui all'articolo 38 della Legge 104/92. Può essere altresì utilizzata per la stipula delle convenzioni di cui all'articolo 11 della Legge 12 marzo 1999, n. 68.

Ai soggetti portatori di handicap partecipanti ad attività di tirocinio o formazione per l'inserimento lavorativo sono riconosciute le indennità previste dalle norme sulla formazione professionale e il rimborso per il trasporto. (4)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Fadda - Dore - Giagu - Secci - Selis - Granella - Sanna Gian Valerio

Art. 1, comma 4

Dopo le parole "soggetti di cui alla precedente lettera a) ", sono aggiunte le seguenti parole: "diversi dalle associazioni di categoria riconosciute a livello nazionale". (5)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 2 ha facoltà di illustrarlo.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Presidente, l'emendamento numero 2 è aggiuntivo alla lettera a) del comma 3 dell'articolo 1. Trattasi di un emendamento squisitamente tecnico, che ha lo scopo di limitare il contributo a beneficio delle associazioni alle sole associazioni riconosciute in campo nazionale o regionale che però abbiano effettiva operatività, prevedendo che proprie sedi operative in almeno la metà delle province della Sardegna. Questo proprio per evitare che percepiscano contributi quelle associazioni fittizie, nominali che esistono soltanto sulla carta e che poi di fatto non svolgono alcuna attività operativa in favore delle categorie svantaggiate.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 3 ha facoltà di illustrarlo.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Anche l'emendamento numero 3 ha carattere squisitamente tecnico perché intende risolvere il problema, che altrimenti si porrebbe, relativo al riconoscimento della invalidità a seconda della tipologia delle categorie degli invalidi, mentre il testo approvato dalla Commissione prevede un'invalidità superiore al 50 per cento relativamente ai soli invalidi civili. Questo significherebbe mettere fuori dalla possibilità di fruizione dei contributi, naturalmente a favore delle aziende per l'adattamento dei posti di lavoro, quando trattasi di invalidi del lavoro, la cui soglia di invalidità viene riconosciuta nella misura del 33 per cento. Per ovviare a questo si è rinviato direttamente alla dizione dell'articolo 1 della legge 68, che elenca nel comma 1 esattamente le varie tipologie di invalidità; si tratta di un emendamento parzialmente sostitutivo in quanto sostituisce alle parole "con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50 per cento" le parole "di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge 12 marzo 1999 numero 68".

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 4 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C.). Si tratta di un emendamento da noi ritenuto tecnico, per uniformare le agevolazioni previste agli altri trattamenti che vengono fatti nel campo della formazione professionale in altri settori, per cui è un emendamento tecnico che porta a vedere già in questo disegno di legge le ragioni per cui noi legiferiamo: il pieno recepimento della legge 104 che poi è la legge quadro sulla assistenza e integrazione sociale dei diritti delle persone handicappate.

Nel quarto comma inseriamo una norma che prevede un trattamento di uniformità, come dicevo poc'anzi, ad altre disposizioni formative che riguardano tutti gli altri lavoratori, per cui quando vi è una formazione si riconoscono anche gli oneri che in questo caso i diversamente abili, nell'altro caso i lavoratori diciamo normali...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Vassallo, non si riesce a seguirla. Per cortesia, prendete posto. C'è molta eco di voci di colleghi che parlano.

VASSALLO (R.C.). Per cui dicevo è un emendamento estremamente tecnico che a nostro avviso fa fare un passo avanti all'intera applicazione della legge quadro, la numero 104 del '92.

Anche attraverso una interlocuzione che abbiamo avuto con altri colleghi nell'aula, ci è stato suggerito di sostituire, al secondo comma, le parole "Previo parere della..." con "sentita la competente Commissione consiliare." Riteniamo di dover accedere a questa richiesta proponendo un emendamento orale, anche perché la sostanza non cambia, la Commissione comunque è coinvolta, la Giunta mantiene le sue competenze, per cui sostanzialmente siamo d'accordo con questa proposta.

Mi sembra che non ci sia da aggiungere altro, se non che questo provvedimento era sentito e doveroso da parte nostra, anche se è opportuno rimarcare che è necessario fare un ulteriore passo in avanti inserendo nella legge di recepimento complessivo della legge quadro, anche alcune peculiarità che purtroppo in questo provvedimento non sono state inserite in quanto è un provvedimento fatto sull'onda dell'urgenza, come si è visto è datato 2000, per cui dopo l'approvazione di questa legge dovremo comunque impegnarci a mettere mano al recepimento completo della normativa e a fare il passo in avanti che ci permetta di essere quantomeno alla pari con le altre regioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda per illustrare l'emendamento numero 5.

FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, molto brevemente, la lettera a) dell'articolo 1 dice che sono a carico del fondo i soggetti pubblici e privati, comprese le associazioni di categoria riconosciute a livello nazionale. Poi, il comma 4, dice: "Nelle more dell'istituzione dell'albo regionale, previsto dall'articolo 18 della legge 5 febbraio 1992, numero 108, i soggetti di cui alla precedente lettera a) sono individuati fra coloro che risultano iscritti al registro di cui all'articolo 44 della legge numero 4" e così via. Sembrerebbe, con questa formulazione del comma 4, che siano esclusi i soggetti pubblici e privati compresi fra le associazioni di categoria riconosciute a livello nazionale, cioè, ci possono essere delle associazioni, dei soggetti pubblici e privati che non sono iscritti né all'albo regionale né al registro previsto come valido in attesa che venga attuata la legge numero 108.

Da un punto di vista interpretativo bisogna fare in modo che le associazioni che sono riconosciute a livello nazionale, ne facciano comunque parte anche se non sono iscritte né al registro previsto dalla legge regionale numero 4 né a quello previsto dall'altra legge nazionale. Il significato dell'emendamento quindi vuole essere soltanto quello di dare maggior peso alla lettera a) dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Pisano, relatore.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.), relatore. Esprimo parere favorevole naturalmente sugli emendamenti numero 2, 3 e 4. Riteniamo che l'emendamento numero 5 sia implicitamente incluso nell'emendamento numero 4. Chiediamo che i proponenti riflettano su questo aspetto.

PRESIDENTE. Quindi il parere è favorevole sugli emendamenti numero 2, 3 e 4; il numero 5 è ritenuto compreso nell'emendamento numero 4.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. La Giunta è favorevole agli emendamenti numero 2, 3 e 4. Anche noi siamo del parere che l'emendamento numero 5 sia compreso nell'emendamento numero 4.

FADDA (La Margherita-D.L.). In che modo? Lo spiega, Assessore?

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Perché stiamo istituendo l'albo regionale, quindi non ci sono più registri validi nelle more della sua istituzione. Quindi automaticamente l'albo è costituito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Qui sono stati individuati gli strumenti per istituire l'albo. In attesa dell'istituzione dell'albo ci sono i soggetti che vanno comunque compresi tra i destinatari, tant'è vero che non si aboliscono i criteri stabiliti dalla lettera a) del comma 1, rimangono, così come permangono quelli stabiliti dal comma 4. Non ha nulla a che vedere l'istituzione dell'albo, con il fatto che in attesa di ciò i soggetti debbano avere diritto comunque a presentare le domande. In attesa che si istituisca l'albo, come si procede? Perchè il comma 4 ha soltanto questo significato,. Per noi, se è vero ciò che sostiene la Giunta, non c'è nessun problema, ma non riesco a comprendere perché allora non abolisca l'intera disciplina prevista dalla lettera a), si deve abolire tutto perchè esiste l'albo. Ritengo che, in attesa dell'istituzione dell'albo, sia necessario un chiarimento, perché sono convinto che sia la Giunta regionale sia la maggioranza non vogliono escludere quei soggetti che sono iscritti a registri nazionali.

Se la Giunta ritiene che non sono esclusi, da parte nostra non c'è nessun problema. Non mi sembra che l'emendamento 4 risolva questo problema. Quindi valutate voi. Noi siamo disponibili anche a ritirare l'emendamento, l'importante è che in sede di coordinamento la norma sia formulata in modo chiaro affinché vengano tutelati tutti i soggetti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Due parole relative alla connessione che è evidente, che bisogna però definire in termini di comprensione e di funzionalità, tra l'emendamento numero 4 e l'emendamento numero 5 - lo dico perché si compia uno sforzo per una riformulazione di quest'ultimo che lo renda comprensibile, e mi pare che tutti siamo applicati a questo, ed attuabile - perché mi pare che l'uno e l'altro puntino alla stessa finalità. Il solo emendamento numero 5, Biancu e più, così com'è formulato, se non vi fosse l'emendamento 4, rischierebbe di non essere comprensibile, dico rischierebbe, poi chi lo propone è chiaro che è anche disposto sicuramente a precisarne la finalità, perché aggiunge alla lettera a) del comma quarto dell'articolo 1, i soggetti che sarebbero diversi, e questa sarebbe una categoria aggiuntiva, oltre a quelli già indicati, cioè i soggetti che sono individuabili attraverso i criteri dettati dalla normativa regionale, intendendo chiaramente che sono anche questi soggetti in più, diversi dalle associazioni di categoria riconosciute a livello nazionale. Così detto c'è il rischio che si intenda, se si legge in prosecuzione, che i soggetti diversi dalle associazioni di categoria riconosciute a livello nazionale sono sicuramente ammessi, ma può essere anche che vi siano soggetti che ricadono sia nei criteri della normativa nazionale che nei criteri della normativa regionale e quindi non sono diversi; se vien detto che devono essere diversi può sembrare che ampliando una categoria si possa intendere di escluderne un'altra. Per cui il solo emendamento numero 5, semmai, per raggiungere il suo obiettivo dovrebbe dire: oltre che le associazioni di categoria riconosciute. "Oltre che", perché oltre a quelle riconosciute dalla normativa in sede regionale, oltre quelle e insieme a quelle, vi sono le associazioni di categoria riconosciute a livello nazionale. E questo è un fatto anche di coordinamento tra le due norme, perché questi soggetti, è detto prima che sono titolari di questi diritti, quindi è giusto che con l'emendamento 5 poi si richiamino, se no compaiono tra i destinatari dei contributi ma non è possibile l'applicazione della relativa norma. Però l'emendamento 4, si può meglio riconsiderare un po' tutta la norma, in realtà, non è che implicitamente - questo volevo dire - comprenda l'emendamento 5, in realtà prevedono fattispecie diverse, quindi non è che vi sia una fase transitoria durante il periodo entro cui si istituisce l'Albo, ma nel momento in cui viene istituito l'Albo - in questo senso, al di là della dizione, anche il collega Pisano e lo stesso Assessore del lavoro Luridiana intendono la norma - è necessaria l'ammissione di quelle categorie, le une e le altre, quelle già precisate in legge e quelle proposte nell'emendamento 5, è chiaro ed evidente che la questione è diversamente normata. Ecco, questo mi parrebbe essere il punto, il resto è questione puramente di organizzazione e di coordinamento tecnico, se è chiara la finalità, come parrebbe esserlo.

Non so se sono riuscito a dare un contributo di chiarimento o di maggiore complicazione, però sono questioni tecniche, ma le leggi come ben sappiamo non basta scriverle ed approvarle, bisogna anche che quando le scriviamo e le approviamo ci poniamo il problema di come vengono interpretate e di come sono applicabili dagli operatori poi, se no molte volte facciamo la legge dicendo che intendiamo una cosa, e poi scopriamo che la norma che abbiamo approvato non aveva quella chiarezza non dico di intenti, ma quella chiarezza di formulazione che renda poi effettivamente fruibile ed applicabile in concreto anche la legge.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Vorrei solo dire che concordo con quanto ha detto l'onorevole Cogodi, effettivamente il modo di coordinare i due emendamenti è quello di considerare l'emendamento numero 4 come sostitutivo e non invece come aggiuntivo, così com'era stato presentato.

PRESIDENTE. Se nessuno si oppone la richiesta è accolta; segnalo inoltre che al terzo rigo del comma quattro del medesimo emendamento la legge citata è la numero 104 del 1992. Nell'emendamento è indicato il numero giusto, ma nel testo della Commissione c'è un refuso, è indicata erroneamente la numero 108 e quindi poteva crearsi confusione.

Poi c'è la correzione al secondo comma dell'emendamento 4 inserendo la dizione "sentita la Commissione" in luogo di "previo parere" e poi c'è l'interpretazione da dare all'emendamento 5, che potrebbe andare in coda, o viene ritirato? Al limite potrebbe essere collocato concettualmente in coda all'emendamento numero 4, in tal caso il 5 sparisce, però viene accettato il principio. Va bene?

(Interruzione del consigliere Fadda)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.), relatore. Nel momento in cui viene dichiarato che l'emendamento numero 4 è un emendamento sostituivo diventa ininfluente scriverlo in coda, perchè quella transitorietà alla quale faceva cenno anche l'onorevole Cogodi viene a cadere automaticamente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Siamo tutti quanti d'accordo sulla necessità di includere tutte queste categorie; quindi mi sembra che l'emendamento 4 comprenda anche queste categorie che volevate comprendere voi.

PRESIDENTE. Passiamo alle votazioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Naturalmente sette consiglieri devono appoggiare la richiesta del consigliere Fadda.

(I consiglieri SPISSU, Emanuele SANNA, SCANO, PINNA, DETTORI, MORITTU, FALCONI appoggiano la richiesta.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con sistema elettronico dell'emendamento numero 3.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 66

Maggioranza 34

Favorevoli 66

(Il Consiglio approva).

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 4 come sostitutivo parziale. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 2 aggiuntivo.

Ha domandato di parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà.

GRANELLA (La Margherita-D.L.). L'emendamento numero 2, richiede il requisito della presenza con proprie sedi operative in almeno la metà delle province della Sardegna; io suggerirei che basta la presenza in una sola provincia, non stiamo facendo un toto scommesse. Basta che un'associazione sia radicata, sia presente con propria sede operativa in una provincia, altrimenti scontenteremmo parecchia gente e non faremmo una legge equa.

PRESIDENTE. Onorevole Granella avevamo aperto la discussione su questo emendamento, c'è stato un intervento esplicativo del relatore Pisano, devo sentire il relatore.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano, relatore. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, nel formulare questa norma, l'intendimento era proprio quello di evitare che possano beneficiare dei contributi anche quelle associazioni che solo virtualmente esistono sulla carta, e che magari poi di fatto non sono operative. Noi siamo stati anche prudenti nel proporre questo emendamento, indicando il requisito della presenza in almeno la metà delle province esistenti, quindi ci pare una misura prudenziale che vada colta. Avremmo potuto dire: operanti in tutte le province sarde, ci parrebbe troppo limitativo indicare, invece, "in una sola provincia".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'emendamento 5, per gli accordi intercorsi in sede di discussione, si intende ritirato ed assorbito dai precedenti emendamenti.

Si dia lettura dell'articolo 2.

CAPPAI, Segretario:

Art. 2

Copertura finanziaria

1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge, sono valutate, per l'anno 2001, in lire 1.000.000.000; alla valutazione di quelle per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria. Esse gravano sull'U.P.B. S10023 del bilancio della Regione per l'anno 2001 e su quella corrispondente dei bilanci per gli anni successivi. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti variazioni:

Entrata

In aumento

10 LAVORO

UPB E 10.025 - (Nuova istituzione) - Fondo diritto lavoro disabili (Tit. II - Cat. 23) -(Serv. 02)

COMPETENZA

2001 euro P.M

lire P.M.

CASSA

2001 euro P.M

lire P.M.

Spesa

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S 03.006 - Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente mediante utilizzazione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A allegata alla legge finanziaria

COMPETENZA

2001 euro 516.456,90

lire 1.000.000.000

CASSA

2001 euro 516.456,90

lire 1.000.000.000

In aumento

10 - LAVORO

UPB S 10.023 - Politica attiva del lavoro - Parte corrente

COMPETENZA

2001 euro 516.456,90

lire 1.000.000.000

CASSA

2001 euro 516.456,90

lire 1.000.000.000

PRESIDENTE. All'articolo 2 è stato presentato l'emendamento 1 della Giunta. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE

L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

Art. 2

Copertura finanziaria

Agli oneri derivanti dell'applicazione della presente legge, valutati in euro 516.000 per l'anno 2002, si fa fronte a' termini dell'articolo 30, comma 6, della Legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e successive modificazioni ed integrazioni e fanno carico all'UPB S10.023 del bilancio della Regione per lo stesso anno. Agli oneri per gli anni successivi al 2002 si fa fronte con le risorse annualmente assegnate dallo Stato a' termini dell'articolo 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68, con le risorse derivanti dai versamenti obbligatori effettuati dalle aziende e con quelle derivanti dalle sanzioni amministrative previste dall'articolo 15 della legge n. 68 del 1999. (1)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per illustrare l'emendamento.

LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Lo diamo per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore ha facoltà di parlare il consigliere Pisano, relatore.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.), relatore. Il Parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io non riesco, naturalmente per miei limiti, a comprendere l'emendamento che è stato presentato dalla Giunta regionale. Nella relazione che è stata presentata c'è scritto che per il 2000 sono stati stanziati oltre cinque miliardi da parte dello Stato; che per il 2001 ci sono altre risorse, poi io vado ad esaminare la norma finanziaria e non vedo distinti i fondi derivanti da trasferimenti statali da quelli della Regione.

Io vorrei comprendere di quanto è la dotazione finanziaria di questa legge tra i trasferimenti dello Stato e il miliardo stanziato direttamente dalla Regione su fondi propri, e perché dato che i fondi statali partono dal 2000 noi non prevediamo che anche la Regione Sardegna contribuisca a risolvere questo problema stanziando, per l'anno 2000, per l'anno 2001, per l'anno 2002 un miliardo, altrimenti è veramente incomprensibile che la maggioranza si attribuisca il merito di aver approvato una legge finanziata solo con fondi dello Stato stanziati sulla base di una legge nazionale che, vorrei ricordarlo, è stata approvata dal centrosinistra nella scorsa legislatura.

Quindi, quali sono le risorse finanziarie? In che modo noi stiamo dando una risposta anche con le nostre risorse? Perché le risorse che erano state previste per gli anni precedenti non risultano nell'emendamento presentato dalla Giunta regionale?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, l'emendamento modifica l'articolo 2, che è quello relativo alla copertura finanziaria della legge. L'articolo 2 stabilisce uno stanziamento di un miliardo a carico del bilancio regionale per il finanziamento della legge. Questo finanziamento riguarda il 2001, che è un esercizio, come è evidente, già trascorso, e che traeva tali risorse dal FNOL della legge finanziaria 2001. Queste somme possono essere trasferite al 2002, quindi possono essere utilizzate agevolmente per la copertura della legge relativamente al 2002, utilizzando la procedura prevista dall'articolo 30, comma 6, della legge di contabilità. E questa è la risposta tecnica che con l'emendamento viene data all'articolo 2.

Relativamente alla domanda che l'onorevole Fadda ha posto è da dire che al finanziamento da parte della Regione, sono da aggiungere le somme e i trasferimenti che vengono erogati annualmente dallo Stato per la attuazione della legge numero 68 del '99, alla quale si riferisce poi questa legge, che sono pari a 2.919.064.250 relativi al 2000, 514.174.863 per il 2001. Le assegnazioni statali però non possono figurare nella legge perchè noi dobbiamo garantire la copertura finanziaria con le risorse regionali. Ecco perché lei troverà nel bilancio 2003, per esempio, al capitolo corrispondente all'UPB 10023 due righe "assegnazioni statali euro tot, fondi regionali euro tot" cioè questi cinquecentosedicimila euro. Però in questa legge non si poteva dare risposta se non con le risorse regionali, perché è con queste che noi con questa legge dobbiamo dare risposta ai bisogni dei diversamente abili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Io non mi ritengo soddisfatto dalle risposte date dall'assessore Masala, perché l'osservazione del collega Paolo Fadda era molto pertinente in quanto nel testo del proponente ed anche nel testo esitato dalla Commissione il fondo veniva alimentato da diverse fonti di risorse finanziarie. Da una parte i trasferimenti nazionali ai sensi dell'articolo 13 della legge numero 68 del '99, dall'altra parte i fondi derivanti dalle sanzioni amministrative previste dall'articolo 15 e dai versamenti obbligatori dei datori di lavoro, oltre alla compartecipazione regionale alle risorse nazionali, che veniva quantificata in un miliardo, cioè cinquecentosedicimila euro per l'anno corrente. Però, si diceva che per gli anni successivi la legge finanziaria avrebbe provveduto a determinare la quota di compartecipazione regionale. Ora, con l'emendamento della Giunta la compartecipazione regionale è limitata solo a questa annualità, non c'è più l'impegno di stanziare risorse regionali ogni volta che approveremo la legge finanziaria; per cui io ritengo che il testo della Commissione fosse senz'altro più rispondente alla volontà proprio di stabilire l'impegno diretto della Regione al finanziamento di questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Intervengo per chiarire un punto. Mi risulta, assessore Masala, che anche per il 2002 la legge finanziaria abbia stanziato tre miliardi. Allora, io dico, stiamo approvando un provvedimento la cui presentazione risale al 2001, ma è possibile che non riusciamo a dare la copertura finanziaria esatta? Non solo, io riesco a comprendere, assessore Masala, le osservazioni che lei faceva, però per il 2000-2001 sappiamo almeno l'ammontare della dotazione perché lo Stato ha già comunicato comunque quelle che sono le risorse. Quindi, indipendentemente dalla procedura, siccome non ci sono discussioni su questo, io chiedo se è possibile che la Giunta regionale ci dica con esattezza quanti fondi lo Stato ha stanziato nel 2000, quanti fondi ha stanziato nel 2001, quanti fondi ha stanziato nel 2002, e quanto la Regione ha stanziato nel 2000, nel 2001 e nel 2002, perché io credo che vi sia una compartecipazione anche da parte della Regione. Non vorrei che approvando questa legge non potessimo utilizzare i fondi dello Stato perché non stiamo dando la copertura anno per anno. Siccome mi risulta che nella finanziaria della Regione del 2002 sono previsti 3 miliardi, io chiedo, anche sospendendo la seduta per qualche minuto se è necessario, o che comunque l'Assessore presenti un emendamento che chiarisca a tutta l'Aula quali sono le risorse esatte della Regione e dello Stato che servono per le finalità di questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'onorevole Pusceddu ha fatto una domanda diversa da quella che era stata avanzata dall'onorevole Fadda. E` evidente che quando si parla di norme finanziarie, quello che conta sono le cifre non le dichiarazioni di impegno eccetera, perché poi la legge finanziaria 2003 è dietro l'angolo, quindi conterrà tutte le risorse necessarie. Il problema vero, sostanziale, è stato sollevato dall'onorevole Fadda. Io non sono riuscito a spiegarmi bene sulla questione. Noi ci troviamo di fronte ad una proposta di legge, l'attuazione della quale comporta una determinata spesa, che dovrà gravare sul bilancio regionale, che la Commissione di merito ha valutato in circa un miliardo di lire per il 2001; l'Assessorato della programmazione, essendo ormai il 2002, propone di utilizzare le risorse che erano previste nel FNOL per l'anno 2001 spostandole al 2002, senza entrare nel merito della valutazione che la Commissione di merito ha fatto sulle risorse finanziarie occorrenti, e senza entrare nel merito delle valutazioni che ha fatto poi la Commissione bilancio sull'argomento. E quindi diciamo che la legge, così come si appresta a licenziarla questo Consiglio, richiede risorse regionali per il 2002 pari ad un miliardo. Va bene? Se la questione sta in questi termini, noi ci dobbiamo preoccupare di indicare la copertura finanziaria delle risorse regionali che noi dobbiamo utilizzare. Diversa è la domanda che ha fatto l'onorevole Fadda relativamente alle risorse nazionali, che vengono erogate per la stessa finalità. Queste ultime non debbono essere trasfuse in un emendamento, perché non è che noi dobbiamo garantire la copertura, perché c'è già. Dobbiamo dare l'informazione che è stata chiesta, e questo mi pare che sia corretto. Io credevo di averla data quando ho letto la nota che l'Assessorato del lavoro mi fornisce, che è esattamente la seguente: "2.919.064.250 lire relativamente all'anno 2000, 514.774.863 per il 2001, per l'anno 2002 sono previsti finanziamenti per lire 1.266.506.289", così come da tabella che possiamo consegnare e mettere a disposizione dei consiglieri, fondi che ovviamente sono indicati nel bilancio, sotto forma però di assegnazioni statali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

Assessore, vorrei sapere se le risulta che nella finanziaria regionale del 2002 sono stati previsti tre miliardi comunque, perché questo sostiene il relatore. Quindi, io mi riferisco a quanto detto dal relatore. Assessore Masala, in relazione ai dati che lei ha citato sui trasferimenti dello Stato, il relatore parla di 5 miliardi per il 2000, quindi io non riesco a comprendere questi dati; nella relazione è detto con chiarezza che per il 2000 sono previsti oltre 5 miliardi. Io non credo che il relatore si sia sognato queste cifre.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ma neppure io me li sono sognati. Io sto leggendo dati forniti dall'Assessorato. Uno dei due ha sognato, io no; io ho i documenti. Non posso rispondere in modo diverso che dando lettura delle tabelle ufficiali.

FADDA (La Margherita - D.L.). Nella legge i fondi dello Stato non ci sono.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La Seduta, sospesa alle ore 18 e 29, viene riprese alle ore 18 e 49.)

PRESIDENTE.. Eravamo arrivati all'emendamento 1 sul quale si sono succeduti interventi ed approfondimenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Intendo ribadire l'esigenza che sia prevista una compartecipazione di risorse regionali, così com'era nella iniziale formulazione del testo licenziato dalla Commissione, anche perché l'intervento dello Stato era stato programmato per un triennio: cento miliardi, sessanta e sessanta, ma ciò che a noi preoccupa maggiormente è che la legge finanziaria 2003 dello Stato proposta dal Governo Berlusconi, per quanto riguarda le politiche sociali elimina tutti i trasferimenti di settore. Non ci saranno più i trasferimenti per l'immigrazione, per i minori, per i disabili, ma i fondi saranno conglobati in un unico fondo indistinto, lasciando all'autonoma decisione delle regioni ripartire le disponibilità. Per questo assume più forza un previsione in legge che vincoli la Regione a stabilire una quota di compartecipazione per alimentare questo fondo, che ci vede già ulteriormente penalizzati. Io ho avuto modo di dire che nella ripartizione effettuata dal Ministero, su 60 miliardi complessivi, alle regioni del sud ne sono arrivati 5, vale a dire meno del dieci per cento. Sono stati adottati criteri di ripartizione che privilegiano pesantemente il nord, dove invece le occasioni di inserimento lavorativo sono maggiori, perché il mercato del lavoro è più vitale, più florido e il tasso di disoccupazione è inferiore, per cui il criterio che a mio parere la Regione avrebbe dovuto rivendicare in sede negoziale, nella conferenza Stato - Regione, doveva essere quello del numero dei disabili in rapporto al tasso di disoccupazione regionale, e senz'altro le risorse sarebbero state maggiori. Per cui la formulazione della copertura finanziaria che demanda ai trasferimenti statali per gli anni successivi al 2000 non sapendo e non avendo certezza che questi trasferimenti statali dal 2003 in poi ci saranno, rischia di privare la legge delle risorse necessarie.

PRESIDENTE. Onorevole Pusceddu abbiamo sospeso i lavori per consentire che venisse chiarito l'aspetto finanziario della legge ed io credo che non ci siano più spazi per modifiche di sorta, salvo che la Giunta non abbia qualcosa da dire. Assessore lei ha seguito l'intervento dell'onorevole Pusceddu, vuole intervenire?

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'intervento dell'onorevole Pusceddu può essere anche condiviso sul piano, chiamiamolo così, politico, sotto il profilo della contestazione di un procedimento che ha portato poi a questi risultati. Ma è un livello diverso da quello che stiamo discutendo in questa sede. Cioè, se noi stiamo parlando sotto il profilo tecnico, della copertura di questa legge definita dall'articolo 2, che prevede risorse aggiuntive rispetto al pregresso, noi abbiamo dato la risposta tecnica a questo problema; cioè se fossero state evidenziate esigenze diverse, in sede di esame dalla parte della Commissione competente si sarebbero potute soddisfare. Noi ci siamo trovati e ci troviamo di fronte ad un disegno di legge che prevede una copertura finanziaria di lire un miliardo per il 2001. Siccome il 2001 è passato noi dobbiamo dire che questo miliardo deve poter essere utilizzato anche nel 2002 attraverso gli strumenti previsti dell'articolo 30 della legge di contabilità regionale. Nient'altro io posso dire sotto il profilo diverso da quello squisitamente tecnico. Per l'anno 2003 affronteremo il problema in sede di esame della legge finanziaria.

Quando noi abbiamo affrontato il problema nel confronto con lo Stato, evidentemente ci siamo trovati nella necessità di accettare questo risultato, perché non avevamo ancora la legge. Io vedo che ci sono regioni come la Calabria e il Molise, per esempio, che neppure per il 2002 hanno avuto l'assegnazione di risorse statali, evidentemente anche loro si sono trovate in una difficoltà di questo genere. Noi oggi approvando la legge, abbiamo la possibilità di essere in regola anche nei rapporti con lo Stato, e quindi a partire dal 2003, saremo in grado di poter, eventualmente, impostare un rapporto con lo Stato in modo un pochino diverso. Ma sotto il profilo squisitamente tecnico questa è l'unica risposta che può essere data in questo momento e fino al 31 dicembre del 2002, perché dal 1° gennaio del 2003 questa risposta non potrà più essere data perché questa legge deve entrare in vigore per poter utilizzare le risorse del 2001 entro questo esercizio finanziario.

Ecco perché io credo che la risposta sia, sotto il profilo tecnico, ineccepibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Non c'è dubbio, signor Presidente, onorevole Assessore, che da un punto di vista tecnico quanto da lei dichiarato possa essere condiviso. Ma io ritengo che le osservazioni che ha fatto il collega Pusceddu avrebbero meritato da parte della Giunta regionale un'attenzione diversa. Noi stiamo sostenendo, da un punto di vista politico, che le risorse che la Regione deve mettere a disposizione di questa categoria devono essere superiori a quelle che erano state previste. Del resto, quando nel 2001 era stato previsto un miliardo sono convinto che gli stessi colleghi della maggioranza avessero previsto anche per il 2002 un altro miliardo, perché il piano del Governo è triennale, quindi non riesco a comprendere perché debbano essere penalizzati gli handicappati a causa della mancata approvazione della legge da parte del Consiglio regionale. Io ritengo che se vogliamo recuperare il tempo bisogna fare in modo che la programmazione triennale che lo Stato ha fatto debba essere rispettata anche dalla nostra Regione. Non solo, ma la l'osservazione che faceva il collega Pusceddu riguarda anche la suddivisione dei fondi, i cui criteri hanno determinato l'attribuzione delle risorse, nel corso dell'ultima ripartizione, quasi esclusivamente alle regioni del nord; se pensiamo che su sessanta miliardi undici miliardi sono andati regione Lombardia due sono le possibilità: o la Regione Sarda è stata assente nelle trattative col Governo sulla suddivisione dei fondi, oppure, di fronte alla politica nordista di questo Governo, questa Giunta regionale accetta senza reagire le decisioni che vengono prese nella Conferenza Stato - Regione.

Quindi, noi ci asterremo su questa norma finanziaria perché riteniamo che le risorse stanziate dallo Stato dovrebbero essere identiche a quelle previste nel 2000, invece nel 2001 ed anche nel 2002 sono nettamente inferiori. E se sono vere le notizie che ha dato sempre il collega Pusceddu, che per il 2003 addirittura la finanziaria presentata dal Governo non prevede risorse da trasferire alla Regione, io credo che una riflessione molto seria dovrà essere fatta da parte della Giunta regionale e da parte del Consiglio, perché in qualche modo credo che la Regione dovrà provvedere con risorse proprie.

Quindi noi ci asterremo su questa norma finanziaria perché riteniamo che né lo Stato, né la Regione abbiano fatto quanto poteva e doveva essere fatto a favore di questa categoria svantaggiata.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 1. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo al voto finale su tutto il provvedimento.

Ha domandato da parlare il consigliere Pusceddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Presidente dichiaro la mia astensione dal voto determinata dalla non opposizione al fatto che venga istituito il fondo regionale per l'occupazione dei disabili, perché, seppure in ritardo, è opportuno che la Regione si doti di questo strumento; tale condivisione non può però tradursi in un voto a favore perché abbiamo avuto modo di sottolineare nel dibattito oltre i colpevoli ritardi nell'approvazione della legge, anche l'insufficiente dotazione finanziaria sia dello Stato che della Regione a questo provvedimento. Ma a me desta perplessità un aspetto: che una legge che istituisce un fondo che ha una specifica finalità, quella di promuovere l'occupazione dei disabili attraverso i nuovi strumenti che sono stati individuati dalla più recente legislazione - mi riferisco in particolare al collocamento mirato, all'adattamento del posto di lavoro, ai tirocini, alla possibilità di individuare dei tutor aziendali, alla possibilità di finanziare i nuovi centri di servizi ed impiego che dovranno svolgere un'attività di mediazione tra offerta e domanda di lavoro - non sia dotata poi dei mezzi adeguati. Per cui i destinatari finali rischiano di essere le associazioni di categoria che tutelano i disabili e non questi ultimi come dovrebbe essere. Io ritengo che sia necessario anche un intervento in favore delle associazioni di tutela, ma noi dobbiamo tener presente che questa è una legge che era nata con lo scopo di intervenire in favore del collocamento mirato dei disabili. Invece, cammin facendo, è stata trasformata in un provvedimento che mirerà quasi esclusivamente a finanziare attività di associazioni di tutela.

Per questi motivi il voto non può essere favorevole, ma di astensione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare procediamo alla votazione finale del disegno di legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 156/A.

(Segue la votazione)

BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, io ho votato regolarmente, ma il mio voto non compare sul tabellone. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Va bene.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - OPPI - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - ORRU' - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian -Valerio - SCANO - SECCI - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 45

Astenuti 18

Maggioranza 23

Favorevoli 44

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 316/A.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, signori consiglieri, chiederei una sospensione della discussione della proposta di legge 316, perché in questo momento sono in corso degli accertamenti di natura tecnica per verificare la possibilità della copertura finanziaria in tutto o in parte, quindi credo di avere bisogno di una decina di minuti, un quarto d'ora.

PRESIDENTE. C'è la richiesta della Giunta di posporre per almeno un quarto d'ora, venti minuti, l'esame di questa legge. Abbiamo a seguire: il disegno di legge 306/A: "Disposizioni in materia di agevolazioni alle imprese", oppure il disegno di legge 229/A, concernente "Accordo di programma tra la Regione autonoma della Sardegna e il Comune di Palau".

FADDA (La Margherita-D.L.). Credo sia inutile che lei prosegua, perché ci vuole la maggioranza dei 2/3 per l'inversione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. La ringrazio, però voglio terminare ugualmente anche se è pleonastico il mio intervento. Scusatemi, vi dovete sorbire i presidenti bravi e quelli meno bravi, come me. Ci sono tre disegni di legge che potrebbero essere esaminati, volevo solo darvi la possibilità di scegliere come proseguire.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Se la Giunta regionale ha necessità di dieci minuti per verificare la copertura finanziaria della legge, sospendiamo per dieci minuti i lavori e iniziamo direttamente dalla legge sui centri storici, non facciamo un'inversione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Non facciamo un'inversione, però iniziamo l'esame di un altro provvedimento. Sono tutti pressanti, voi stessi l'avete sottolineato più volte per cui penso si possa poi esaminare il provvedimento sui centri storici.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, io non vorrei mancarle di rispetto se insisto sulle posizioni espresse dal nostro Presidente del Gruppo, significandole questo aspetto: è la seconda volta che quest'Aula rinvia, con la motivazione della mancanza di copertura finanziaria, l'esame di questa proposta di legge che è in campo da svariati mesi e che tutti abbiamo dichiarato essere essenziale ed importante. Il nostro Presidente di Gruppo intendeva conoscere in maniera chiara e inequivocabile dalla Giunta e dalla maggioranza se questa richiesta di sospensione motivata dalla ricerca della copertura finanziaria, sia addebitabile ad un atteggiamento dilatorio assunto a sistema per interferire sull'attività legislativa oppure si tratti di un esigenza reale che si può soddisfare nell'arco di dieci minuti. Questo chiarimento è essenziale a tutela delle prerogative del Consiglio.

PRESIDENTE. Chi ha chiesto la sospensione non è presente, io pensavo di fare cosa utile, anche uniformandomi alla vostra richiesta di incrementare la produttività dell'Aula, quando ho proposto di esitare qualche provvedimento di agevole discussione per non rimanere inutilmente sospesi per un quarto d'ora, venti minuti perché è notorio che i dieci minuti diventano venti ed anche venticinque. Prendo atto che l'Aula non lo vuole fare, preferisce attendere e pertanto sospenderemo i lavori per un quarto d'ora.

Ha domandato di parlare la consigliera Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI (Gruppo Misto). Presidente, colleghe e colleghi, probabilmente nella confusione generale, visto e considerato che chiedete voi lo slittamento di un provvedimento per i motivi che ci direte, propongo, anche a nome delle colleghe, di passare all'esame della proposta che modifica la legge sulla Consulta delle elette per il semplice fatto che il Presidente l'aveva già posta al secondo punto all'ordine del giorno, poi è slittata al decimo e adesso al ventesimo. Si tratta di un provvedimento urgente in quanto non è possibile istituire la Consulta perché l'articolazione è piuttosto complessa. Adesso il Presidente ha deciso di sospendere la seduta, ma se i Capigruppo di maggioranza e di opposizione potessero accedere a questa richiesta, l'Aula farebbe una cosa - come ha detto qualche collega stamane - buona e giusta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dettori. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente, io mi associo alla richiesta della collega Dettori anche perché questo è un provvedimento che è uscito dalla commissione consiliare con una raccomandazione all'urgenza. Si tratta di mettere un organismo, che abbiamo istituito già da un anno e mezzo, in condizioni di lavorare. Si tratta, tra l'altro, di un provvedimento che può essere approvato rapidamente per cui chiediamo ai Capigruppo di porlo all'ordine del giorno alla ripresa dei lavori. Preciso che il Capogruppo di Forza Italia concorda su questa richiesta. Grazie.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei è già intervenuto.

FADDA (La Margherita-D.L.). Volevo intervenire sulla richiesta delle colleghe.

PRESIDENTE. Voi vi siete già espressi; siete contrari a esaminare qualunque altro provvedimento. Mi dispiace, ma lei non può parlare, è già intervenuto sull'argomento, mi dispiace, onorevole Fadda.

Sospendo i lavori per un quarto d'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 13, viene ripresa alle ore 19 e 33.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Onorevole Dettori, lei ha chiesto di intervenire sull'ordine del giorno? Ha domandato di parlare la consigliera Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI (Gruppo Misto). Signor Presidente, prima dell'interruzione avevamo chiesto che si potesse discutere, all'apertura dei lavori, la proposta di legge di modifica della legge sulla Consulta delle elette. Se la richiesta venisse accolta, si potrebbe esitarla in tre minuti.

PRESIDENTE. Suppongo che lei parlasse anche a nome delle sue colleghe. Colleghi, vi sono osservazioni su questa richiesta? Personalmente non avrei nulla in contrario. Se non ci sono osservazioni possiamo accogliere la proposta. Onorevole Sanna, lei è d'accordo? Sì, possiamo procedere.

Discussione e approvazione della proposta di legge Dettori - Lombardo - Pilo - Sanna Nivoli: "Modifica della legge regionale n. 20 del 2000 sulla Consulta delle elette" (320/A)

PRESIDENTE. Passiamo quindi all'esame della proposta di legge 320/A. Dichiaro aperta la discussione generale Ha facoltà di parlare la consigliera Dettori, relatrice.

DETTORI (Gruppo Misto), relatrice. Presidente, mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.

CONTU (U.D.C.). La Giunta condivide il contenuto della proposta.

PRESIDENTE Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

Art. 1

1. Il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 3 novembre 2000, n. 20 (Istituzione della Consulta delle elette della Sardegna) è sostituito dal seguente:

"2. Il regolamento della Consulta, che ne disciplina l'organizzazione interna e le regole di funzionamento, è approvato dal Consiglio regionale.".

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda di parlare e si tratta di un articolo unico, votiamo direttamente la legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero.320.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LA SPISA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 51

Astenuti 1

Maggioranza 26

Favorevoli 51

(Il Consiglio approva)

Discussione e approvazione della proposta di legge Spissu - Corona - Murgia - Onida - Vargiu - Fadda - Dore - Balia - Cappai - Cogodi - Sanna Giacomo - Masia - Morittu - Tunis - Pirisi - Lai - Sanna Alberto - Calledda - Sanna Gian Valerio - Floris - Randazzo - Giagu - Satta - Giovannelli - Masia: "Ulteriore finanziamento della legge regionale 13 ottobre 1998, n. 29 (Tutela e valorizzazione dei centri storici della Sardegna)" (316/A)

PRESIDENTE. E` adesso in discussione la proposta di legge 316/A: "Ulteriore finanziamento della Legge regionale 13 ottobre 1998 numero 29, Tutela e valorizzazione dei centri storici della Sardegna".

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (S.D.I.-S.U.), relatore. Signor Presidente, molti mi hanno invitato ad essere il più breve possibile e magari imitare la collega che mi ha preceduto. La verità è che questa è una legge, signor Presidente e cari colleghi, che sta andando avanti da diverso tempo e il bisogno della sua approvazione…

PRESIDENTE. Onorevole Masia, scusi un secondo. Vorrei chiedere ai colleghi di prendere posto, se qualcuno ha necessità di parlare con qualche altro collega, può farlo nelle stanzette attigue all'Aula. Possiamo procedere?

MASIA (S.D.I.-S.U.). Dicevo, Presidente, che questa è una legge che da tempo aspettava di essere portata in Consiglio per la sua approvazione ma ci sono stati dei problemi che riguardano in particolare la copertura finanziaria. Oggi parrebbe che in qualche modo li abbiamo risolti per cui arriviamo finalmente a discutere una legge fortemente sentita, perché ci sono molte richieste; vorrei sottolineare anche il fatto che tutti i soldi investiti sulla legge 29 sono soldi ben spesi perchè vanno velocemente a compimento i lavori che finanziano per cui queste risorse hanno un l'effetto moltiplicatore perché porta i privati che intervengono per il recupero dei centri storici e, perché no?, anche i Comuni ad aggiungere risorse proprie e quindi a promuovere tutta una serie di iniziative che poi come ricaduta, oltre che il recupero del patrimonio immobiliare.... Vedo che le sue preghiere non hanno avuto molto ascolto.

PRESIDENTE. Io la prego di interrompere il suo intervento, le farò recuperare il tempo, non andiamo avanti finché nell'aula non c'è un po' di silenzio.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Dicevo che queste risorse hanno un effetto moltiplicatore perché creano occasioni di lavoro per la piccola imprenditoria, gli artigiani, tenuto conto anche che queste risorse poi vanno a finire nei piccoli Comuni, nella miriade di centri storici dei nostri paesi, in particolare dell'interno, che hanno bisogno di essere recuperati.

Dicevo poco fa che non mi voglio dilungare molto con questa relazione, stante l'ora e stante il fatto che questa legge, proposta dalla Commissione, è di un solo articolo anche se qualcuno dice che questo non è che porti molta fortuna e molta fortuna probabilmente non ne ha avuto stante il lungo iter; avere l'approvazione all'unanimità della Commissione forse non è stata la cosa migliore. Comunque si prevedeva, in questa legge di un solo articolo, un finanziamento per l'anno in corso, al quale è stato aggiunto un ulteriore finanziamento per l'anno in corso di 25 milioni di euro. A proposito di questo volevo segnalare che la legge conteneva due norme contrastanti perché veniva indicato un finanziamento di 20 milioni di euro nel primo comma, di 25 nel secondo ma non è necessario correggere l'errore perché si è provveduto a presentare un emendamento che stanzia le risorse che si è riusciti a recuperare e che, in qualche modo, servono a dare una risposta alla notevole quantità di richieste presentate, il cui numero è noto tenuto conto che esiste un monitoraggio preciso nell'Assessorato e che, chi sta seguendo l'andamento di questa legge, parlo in particolare dei Comuni non soltanto dell'Assessorato, ha sempre presente per cui esiste sicuramente una grande attesa nei confronti di questa legge.

I 25 milioni di euro che questa legge stanziava erano molto lontani dalla somma necessaria ad esaudire tutte le richieste; posso dire anche che, se fosse possibile, questa è un po' una preghiera perché questa legge non lo prevede, di sicuro sarebbe opportuno, anche per il prossimo anno, incrementare tali risorse. Sappiamo che questa legge durerà fino al 2008, lo stanziamento di 25 milioni di euro ogni anno si è rivelato molto al di sotto delle richieste, stante il fatto che è una legge molto agevole che consente ai Comuni di poter spendere in maniera veloce e allo stesso tempo di recuperare, in maniera palese, visibile, basta cominciare a girare per i nostri centri, molti edifici.

Sappiamo che c'è la possibilità di recuperare le infrastrutture, c'è la possibilità di recuperare gli immobili, c'è la possibilità - e questa è la cosa che è maggiormente avvantaggiata - di far sì che i Comuni, insieme ai privati, portino avanti delle iniziative che consentono di recuperare non più il singolo edificio ma magari un intero comparto.

Mi fermo qui, debbo dire che le risorse stanziate oggi serviranno a soddisfare parte delle richieste piuttosto che a dare una risposta compiuta, tuttavia già questo è, per certi versi sufficiente, sottolineando naturalmente (e questo lo dico al Presidente, alla Giunta e ai colleghi) che il prossimo anno probabilmente bisognerà prestare maggiore attenzione perchè intorno alla legge 29 c'è una grande attesa in tutta la nostra regione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Masia. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta condivide il contenuto della legge.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

Art. 1

Ulteriore finanziamento dei centri storici

1. E' autorizzata per l'anno 2002 l'ulteriore spesa di euro 25.000.000 per le finalità di cui alla legge regionale 13 ottobre 1998, n. 29 e successive modifiche e integrazioni (UPB S04.68 - Cap. 04214). Tale integrazione è prioritariamente utilizzata per consentire il completamento degli interventi già programmati dagli enti locali, contenuti e approvati nella delibera della Giunta regionale n.55/93 del 29 dicembre 2000.

In aumento

UPB S04.068

Politiche per le aree urbane

Cap. 04214 - Finanziamento ai Comuni per la realizzazione dei programmi integrati dei centri storici, degli interventi di riqualificazione urbana e per la concessione di contributi per il recupero primario delle abitazioni del centro storico

2002 euro 25.000.000

2003 euro -------------

2004 euro -------------

In diminuzione

03 PROGRAMMAZIONE

UPB S03.025

Cap. 03047

2002 euro 25.000.000

2003 euro -------------

2004 euro -------------

PRESIDENTE. All'articolo 1 è stato presentato un emendamento. Colleghi, vi devo chiedere un po' di attenzione, il testo dell'emendamento contiene un errore. Sono indicate due UPB con il medesimo numero S 03.039, invece, in diminuzione, è da indicare l'UPB S 03.042. Con questo chiarimento chiedo al Segretario di dare lettura dell'emendamento numero 1.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Nel 1 comma lo stanziamento di euro 25.000.000 è sostituito da euro 9.582.000.

In diminuzione

UPB S03.039 Anno 2002 Euro 3.752.000

UPB S03.039 Anno 2002 Euro 5.830.000

(1)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo al voto finale della legge, prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 316/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANELLA - LA SPISA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORTU - PILI - PILO - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 45

Astenuti 1

Maggioranza 23

Favorevoli 45

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Volevo chiedere, essendo relatore della proposta di legge numero 306/A che riguarda il recepimento nella legislazione regionale sarda di tutte quelle norme statali in materia di incentivi, per la quale non dovrebbero esserci problemi essendosi registrata in Commissione un'ampia convergenza, di poterla discutere in serata. Si tratta di una normativa che ci consentirebbe di disporre di circa 50 miliardi di risorse che valgono sulle leggi nazionali. Siccome è una legge molto semplice, se ci fosse la volontà di discuterla, visto che l'ora non è poi così tarda, potrebbe essere esitata in pochi minuti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Noi non abbiamo niente in contrario se la maggioranza garantisce il numero legale; ma visto che dall'ultima votazione che abbiamo fatto risultano 46 presenti, non credo che sia opportuno approfittare della disponibilità delle opposizioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Ferma restando la nostra disponibilità a lavorare, volevo soltanto far presente che questa non può essere considerata una semplice leggina di recepimento. Noi l'abbiamo vista, abbiamo alcuni emendamenti da proporre per cui è chiaro che se si dovesse esaminare, è una legge che dovrà essere discussa ed approfondita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Presidente, volevo dire che da - credo - otto mesi la Commissione agricoltura ha approvato il disegno di legge sulla rete contabile in agricoltura, credo sia il numero 149. Era stato messo già a suo tempo all'ordine del giorno del Consiglio regionale e poi è scomparso. Chiederei che vi venga rimesso del Consiglio perché è un provvedimento molto atteso dal mondo agricolo in generale.

PRESIDENTE. Ricordo che il Consiglio si terrà alle ore 10 e 30 giovedì con all'ordine del giorno la mozione di sfiducia. Discuteremo solo di questo, poi si riunirà la Conferenza dei Capigruppo e programmerà l'eventuale prosecuzione dei lavori, inserendo anche le leggi che sono state segnalate.

La seduta è tolta alle ore 19 e 55.