Seduta n.210 del 20/07/2006
CCX SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 20 luglio 2006
Presidenza del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 44.
ORRU', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 14 luglio 2006 (204), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Bruno, Corda, Licandro, Maninchedda, Pacifico, Rassu e Matteo Sanna hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di giovedì 20 luglio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Marco Meloni, in data 13 luglio 2006, ha dichiarato di aver aderito al Gruppo consiliare La Margherita-Democrazia è Libertà ed il consigliere Raffaele Farigu, in data 19 luglio 2006, ha dichiarato di aver aderito al Gruppo consiliare Misto.
Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato 45-53-68-202-211/A - "Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna" della proposta di legge: Biancu - Addis - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Modifica alla legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5, concernente: "Norme di riforma del Servizio sanitario regionale" (45/A); della proposta di legge Lai - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità" (53/A); della proposta di legge Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano: "Istituzione dell'agenzia regionale per la sanità" (68/A); del disegno di legge: "Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna" (202/A) e della proposta di legge Oppi - Capelli - La Spisa - Diana - Ladu: "Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità"(211/A)
PRESIDENTE. Ricordo che è all'ordine del giorno la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato 45-53-68-202-211/A. Colleghi, dobbiamo procedere alla votazione dell'articolo 4. Chiedo se è confermata la richiesta di votazione nominale. Va bene. L'onorevole La Spisa reitera la richiesta. Prego i colleghi di stare in Aula e di predisporsi alla votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - FADDA - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MELONI - ORRU' - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Risponde no il consigliere: PIRISI.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - MASIA - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 40
votanti 36
astenuti 4
maggioranza 19
favorevoli 35
contrari 1
(Il Consiglio approva)
Passiamo all'esame dell'articolo 5,al quale sono stati presentati cinque emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:
Art. 5
Autorizzazione alla realizzazione
di strutture sanitarie
1. La Giunta regionale stabilisce l'ambito di applicazione, le modalità e i termini per la richiesta e l'eventuale rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture sanitarie e al trasferimento, ristrutturazione, ampliamento e completamento di strutture sanitarie già esistenti, sulla base degli indicatori di fabbisogno determinati dal Piano regionale dei servizi sanitari di cui all'articolo 12 o dagli atti che ne costituiscono attuazione. Per l'espletamento dell'attività istruttoria relativa alla verifica di compatibilità di nuove strutture sanitarie, prevista dall'articolo 8 ter del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni, la Regione può avvalersi di personale delle aziende sanitarie.
2. Per i soggetti di cui al comma 2 dell'articolo 8 ter del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni non è applicabile l'obbligo di autorizzazione alla realizzazione di strutture sanitarie di cui al comma 1.
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano- Cassano - Dedoni.
Articolo 5
All'art. 5, comma 1, le parole da "Per l'espletamento dell'attività istruttoria…." alla fine del comma sono soppresse. (20)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Oppi - Licandro.
Articolo 5
Il comma 2 dell'articolo 5 è soppresso. (103)
Emendamento sostitutivo parziale Gallus - Liori - Ladu - Murgioni - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Licandro - La Spisa - Capelli.
Articolo 5
Al comma 1 dell'articolo 5, dopo le parole "e successive modifiche e integrazioni, la Regione…….." il testo è così sostituito: "si avvale del Nucleo Tecnico Regionale di valutazione". (69)
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri - Scarpa.
Articolo 5
Art. 5, comma 1:
Sostituire la parola "può" con la parola "deve". (106)
Emendamento sostitutivo parziale Gallus - Liori - Ladu - Murgioni - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Licandro - Capelli.
Articolo 5
Nel comma 2 dell'articolo 5, dopo le parole "e successive modifiche ed integrazioni" il testo è così sostituito:
"si richiede l'autorizzazione alla realizzazione di strutture sanitarie di cui al comma 1". (70).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, sono firmatario dell'emendamento numero 103, che dichiaro fin d'ora di ritirare in quanto, con le modifiche che credo avremo successivamente alla presentazione di altri emendamenti che verranno presi in considerazione, decade nello spirito che ha mosso la sua proposizione. Nello specifico, l'emendamento tendeva a mettere in rilievo la contraddizione che, a mio avviso, è facilmente riscontrabile tra l'enunciato del comma 2 dell'articolo 5 e quanto previsto dall'articolo 8 ter della "502". Non mi sembra infatti che lo stesso articolo richiamato della "502" consenta quanto previsto nel comma 2 dell'articolo 5.
Ripeto, però, che mi portano a dichiarare il ritiro dell'emendamento numero 103 soprattutto le spiegazioni intervenute ieri in Commissione sullo spirito del comma 1 e le modifiche che, presumo, verranno richiamate in seguito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, l'articolo 5 è stato ampiamente dibattuto, come diceva giustamente l'onorevole Capelli, anche ieri sera in Commissione in sede di presentazione di emendamenti. Ciò che chiedono i presentatori di alcuni emendamenti, relativi a questo articolo, cioè il "69" e il "70", riguarda appunto la pari dignità che, secondo noi, debbono avere tutti gli istituti sia pubblici che privati e tutti gli operatori di sanità sia pubblici che privati, per quanto riguarda un giudizio, sulle strutture che vengono messe a disposizione, da parte dei nostri pazienti, degli utenti. Siccome una buona casa nasce dalle fondamenta, noi crediamo che i requisiti si debbano richiedere già in fase di autorizzazione, quindi di successivo accreditamento. Per fare questo, appunto, noi riteniamo che sia utile che sia un ente esterno, in questo caso, la Regione sarda, e non chi, a sua volta, deve essere controllato, a dover fornire il personale oppure i professionisti che devono occuparsi di tali verifiche. Riteniamo che questo si debba fare solo ed esclusivamente in funzione delle necessità dei pazienti per avere la possibilità, appunto, di scegliere in totale libertà, ma comunque sempre in meglio per quanto riguarda il posto a cui affidare, praticamente, la propria salute.
Precisamente, per quanto riguarda, appunto, il comma 1 dell'articolo 5 (è stato, credo, e oggi avremo la conferma, in parte accolto il primo emendamento) che recita per quanto riguardava le autorizzazioni: "…la Regione può avvalersi di personale delle aziende sanitarie". Noi abbiamo proposto che invece sia e continui a farlo il nucleo Tecnico di valutazione che già è parte organica dell'Assessorato della sanità. Credo che su questo ci sia stato un accordo, appunto, ieri sera.
Per quanto riguarda il comma 2, in esso si prevede che per i soggetti, di cui al comma 2 dell'articolo 8 ter del decreto legislativo n. 502 del 1992, non è applicabile l'obbligo di autorizzazione alla realizzazione di strutture sanitarie di cui al comma 1. Noi manteniamo l'emendamento numero 70, nonostante ci sia stato chiesto di ritirarlo, perché riteniamo che comunque sia molto più importante, per quanto ci riguarda, che tutti i pazienti possano accedere, anche se si tratta di strutture cosiddette a basso livello, al migliore dei servizi, di conseguenza, per il momento, continuiamo a mantenere questo emendamento e poi ci torneremo.
Ripeto che avanziamo questa proposta nell'esclusivo interesse del paziente, non di lobbies di professionisti o medici che potrebbero, ovviamente, non essere d'accordo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 20 il parere è negativo; per quanto riguarda l'emendamento numero 103 si invitano i presentatori al ritiro; mentre sull'emendamento numero 69 c'è la possibilità di un accoglimento parziale, nel senso che, nelle ultime due righe del comma 1 dell'articolo 5, dopo le parole "la Regione può avvalersi", si può inserire "del nucleo Tecnico per l'autorizzazione e l'accreditamento" rispetto al testo attuale che recita: "di personale delle aziende sanitarie". Per quanto riguarda gli emendamenti numero 106 e 70, il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 20.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà
CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico dell'emendamento soppressivo parziale numero 20. Prego i colleghi di predisporsi al voto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 20.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - GALLUS - LA SPISA - LOMBARDO - MURGIONI - PILI - PISANO - RANDAZZO.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 56
astenuti 2
maggioranza 29
favorevoli 15
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 103.
CAPELLI (U.D.C.). Ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 69.
Ha domandato di parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Forza Paris). Signor Presidente, si accoglie la modifica proposta. Non so se lo devo ritirare oppure…
RANDAZZO (U.D.C.). No, integrare.
GALLUS (Fortza Paris). Ecco, integrare, appunto! Ne chiedo poi la votazione nominale.
PRESIDENTE. Onorevole Ibba, ci vuole ripetere la sua proposta?
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Il testo nelle ultime due righe dice: "la Regione può avvalersi", fin qui va bene, da questo punto in poi si propone di aggiungere : "del nucleo tecnico per l'autorizzazione e l'accreditamento".
PRESIDENTE. Allora, la scrittura dell'emendamento, dopo la proposta, diventa: "La Regione può avvalersi del nucleo tecnico per l'autorizzazione e l'accreditamento".
L'onorevole Gallus ha chiesto la votazione nominale. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Cappai, Randazzo, Biancareddu, Murgioni, Sanciu, Lombardo e Farigu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 69 nel testo modificato dal relatore di maggioranza.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FARIGU - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MURGIONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SANCIU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CUCCU Franco Ignazio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 56
astenuti 2
maggioranza 29
favorevoli 56
(Il Consiglio approva)
Metto in votazione l'emendamento numero 106.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'espletamento dell'attività istruttoria, per consentire l'apertura di nuove realtà sanitarie, deve essere affidata al personale regionale, cioè le ultime due righe dell'articolo 5 comma 1: "la Regione può avvalersi", secondo noi, ha senso se "deve avvalersi", altrimenti mortifica anche le risorse umane della Regione. Chi è che deve espletare queste formalità se non il personale regionale? Invece se noi consentiamo alla Regione che "possa avvalersi", potrebbe aprirsi quello spiraglio, non per essere eccessivamente maligni, del "consulentificio" e, quindi, ancora risorse destinate a piene mani dappertutto. Deve avvalersi, appunto, per non mortificare le risorse umane che sono presenti nella Regione, d'altronde si tratta di semplici istruttori, ecco perché abbiamo dato questo senso, io e il collega Scarpa,vedendo, con rammarico purtroppo, che l'insensibilità dei colleghi ha bocciato questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Atzeri, il Consiglio ha già votato, le chiedo scusa, mi sono distratto un momento, nel senso che noi abbiamo votato un testo, nel quale è previsto che ci si può avvalere del nucleo tecnico per l'autorizzazione e l'accreditamento, quindi non si parla di personale. Pertanto l'emendamento numero 106 è decaduto a seguito della precedente votazione.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo ora all'esame dell'articolo 6, al quale sono stati presentati dieci emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Art. 6
Autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie
1. La Giunta regionale stabilisce e aggiorna, con propria deliberazione, i requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi richiesti per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private, nonché, sentiti gli ordini professionali e le associazioni professionali maggiormente rappresentative, degli studi professionali singoli e associati, mono o polispecialistici di cui al comma 2 dell'articolo 8 ter del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni, sulla base dei principi e dei criteri direttivi contenuti nel comma 4 dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni, definendo altresì la periodicità dei controlli sulla permanenza dei requisiti stessi, nonché le modalità e i termini per la richiesta dell'autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie.
2. Le funzioni amministrative concernenti l'autorizzazione di cui al comma 1 spettano:
a) ai comuni, con facoltà di avvalersi delle aziende sanitarie locali, per quanto concerne le strutture che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale e gli studi professionali singoli e associati, mono o polispecialistici di cui al comma 2 dell'articolo 8 ter del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni;
b) alla Regione, per quanto concerne le strutture a più elevata complessità.
3. Per lo svolgimento delle funzioni di cui alla lettera b) del comma 2, presso il competente Assessorato regionale è costituito un apposito nucleo tecnico per le autorizzazioni e gli accreditamenti, alla cui composizione concorrono qualificate professionalità anche esterne al personale dell'Amministrazione regionale e delle aziende sanitarie. Il nucleo di valutazione costituito a norma della lettera c) del comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 13 ottobre 1998, n. 30 (Norme in materia di esercizio delle funzioni di igiene e sanità pubblica) è soppresso a far data dall'entrata in vigore della presente legge.
EMENDAMENTO soppressivo parziale Gallus - Liori - Ladu - Murgioni - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Licandro - Capelli.
Articolo 6
Nel comma 2 dell'articolo 6 la lettera a) è soppressa. (71)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Oppi - Licandro.
Articolo 6
La lettera a) del comma 2 dell'articolo 6 è soppressa. (102)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Oppi - Licandro.
Articolo 6
La lettera b) dell'art. 6 è soppressa. (101)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 6
Al comma 3 dell'art. 6 le parole "alla cui composizione concorrono qualificate professionalità anche esterne al personale dell'Amministrazione regionale e delle aziende sanitarie" sono soppresse. (22)
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri - Scarpa.
Articolo 6
Art. 6, comma 2, lettera a):
Sostituire alle parole "ai Comuni" la frase "le Province, d'intesa con i Comuni". (107)
Emendamento sostitutivo parziale Gallus - Liori - Ladu - Murgioni - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Licandro - Capelli.
Articolo 6
Nel comma 2 dell'articolo 6 la lettera b) è sostituita dalla seguente:
"b) alla Regione, per le strutture a bassa ed elevata complessità e gli studi professionali, in armonia con quanto determinato nel comma precedente". (72)
Emendamento sostitutivo parziale Gallus - Liori - Ladu - Murgioni - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Licandro - Capelli.
Articolo 6
Il comma 3 dell'articolo 6 è sostituito dal seguente:
"3. per lo svolgimento delle funzioni di cui alla lettera b) del comma 2 il competente assessorato regionale si avvale del Nucleo Tecnico Regionale di valutazione costituito a norma della lettera c) del comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 13 ottobre 98 n. 30 (norme in materia di esercizio delle funzioni di igiene e sanità pubblica) integrandolo con qualificate professionalità anche esterne al personale dell'Amministrazione regionale e delle Aziende sanitarie non corrispondenti". (73)
Emendamento sostitutivo parziale Capelli - Oppi - Licandro.
Articolo 6
Il comma 3 dell'art. 6 è sostituito dal seguente:
3. "In relazione alle strutture a più elevata complessità presso il competente Assessorato Regionale è costituito, a norma della lettera c) del comma 10 dell'art. 1 della legge regionale 13 ottobre 1998, n. 30, un apposito nucleo tecnico per le autorizzazioni e accreditamenti". (99)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 6
All'articolo 6, comma 1 dopo le parole "con propria deliberazione" sono aggiunte le seguenti ", sentita la competente commissione consiliare,". (21)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Licandro.
Articolo 6
Al comma 2 dell'art. 6 dopo le parole: "…di cui al comma 1 spettano"… Sono aggiunte le seguenti parole: "…alla Regione". (100).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Forza Paris). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento numero 71, dove si chiede la soppressione della lettera a) nel comma 2 dell'articolo 6. I motivi sono quelli già espressi e ripetuti più volte, li ho palesato anche durante la relazione di avant'ieri. Secondo me, non è assolutamente giusto che ai comuni si lasci un onere di tal guisa perché, finché si parla di elementi, diciamo, strutturali e statici, che insistono negli ambulatori, è una cosa normale che tutti gli uffici tecnici fanno, ma quando si parla di edilizia sanitaria e ci sono alcuni criteri e alcune norme da rispettare, credo che ci voglia, comunque, il personale adatto ed esperto. L'ho detto e l'ho ripetuto, anche perché ritengo, da sindaco di un piccolo paese, con un ufficio tecnico, credetemi, all'avanguardia, che non sia giusto continuare a gravare sul personale già esiguo esistente in tali uffici tecnici. E' chiaro che si potrebbe ribadire a questo dicendo che non sono certamente molte le unità, con il termine di "ambulatorio", che vengono aperte nei paesi come il mio, però vi assicuro che, comunque sia, sarebbe un aggravio inutile.
Io ritengo invece che debba essere la Regione sarda, avvalendosi del nucleo di cui abbiamo parlato precedentemente, oppure anche di personale della ASL, non chiaramente di quella corrispondente, che si debba far carico di queste autorizzazioni. Pertanto, chiedo il sostegno per questo emendamento; il mio voto favorevole sicuramente ci sarà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, all'articolo 6 sono stati presentati alcuni emendamenti che, ieri sera, fino a notte inoltrata, sono stati oggetto di discussione durante l'incontro in settima Commissione. Nel merito della filosofia degli emendamenti presentati, inizio da un'osservazione che (sicuramente è meno attinente per quanto riguarda l'articolo 6 ma che ritroveremo - mi sembra abbiamo già ritrovato nell'articolo 5 - in modo più significativo negli articoli seguenti) che riguarda la dicitura di cui al comma 1, dove si indica genericamente la Giunta quale riferimento per stabilire e aggiornare, con propria deliberazione, i requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi. Trattandosi di autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie, in questo caso, è sicuramente molto più intuibile che si tratta della Giunta su proposta dell'Assessore della sanità; infatti difficilmente, per questioni di delega, questo atto può essere svolto dall'Assessore del personale o dall'Assessore della programmazione o quant'altro.
Il riferimento, a mio avviso, va puntualizzato, soprattutto in alcuni atti di programmazione e di spesa, che vedremo nel proseguo dell'esame dell'articolato, per cui io ritengo di segnalare fin d'ora quanto sia opportuno definire la Giunta su proposta dell'Assessore competente in questo caso, cioè dell'Assessore della sanità. Lo dico ora perché venga tenuto a mente nel proseguo.
In merito invece al comma 2 e al comma 3, le osservazioni che vorrei fare, che hanno spinto alla presentazione degli emendamenti, sono legate in modo particolare alle funzioni amministrative concernenti l'autorizzazione per stabilire i requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi. Dalla lettura del comma 2 è evidente che viene data ai comuni la facoltà di avvalersi delle aziende sanitarie locali, perciò una mera facoltà. Mentre, come abbiamo discusso e come sostengo, a mio avviso, stiamo invertendo i termini delle rispettive competenze, nel senso che, in questo testo, si ritiene opportuno dare ai comuni l'autorità di definizione dei requisiti minimi; per quanto riguarda la parte urbanistica, nessuno pone questo in discussione, ma, soprattutto per il riferimento che viene fatto al comma 1, cioè "requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi", e come è scritto nel comma 2 alla lettera a), viene data mera autorità al comune per stabilire, appunto, i requisiti minimi strutturali richiesti dal comma 1, sembrerebbe così che siano proprio i comuni ad averne l'autorità. Perciò propongo l'emendamento soppressivo della lettera a), mentre confermo invece la lettera b) per quanto riguarda l'autorità della Regione per la determinazione dei requisiti minimi concernenti le strutture a più alta complessità.
Troverete a questo proposito un emendamento soppressivo in quanto l'emendamento numero 99 riepiloga il concetto generale per la competenza del rilascio dei requisiti minimi, affidandolo, per quanto attiene alle strutture a più elevata complessità, alla norma di cui alla lettera c), comma 10 articolo 1 della legge regionale 13 ottobre numero 30, la stessa che, nel comma successivo, al punto 3, si ritiene opportuno abrogare.
Ora, queste sono le motivazioni che spiegano, a qualcuno di quelli che vorranno ascoltare, ma quanto meno rimarranno agli atti, la filosofia che ha spinto alla stesura degli emendamenti. Credo che, in fase di coordinamento e a seguito della discussione degli emendamenti orali che il relatore della legge o il Presidente della Commissione o la Giunta vorranno fare, ci sia piena condivisione nel ripristinare, invece, quanto previsto dalla legge numero 30 del 1998, più precisamente la lettera c) del comma 10 dell'articolo 1; ripristinare, appunto, questo riferimento e riportare in capo alla Regione, anzi specificare ancor meglio che, in capo alla Regione, rimane l'autorità per la verifica delle autorizzazioni all'esercizio di attività sanitarie per quanto riguarda le strutture a più elevata complessità.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Esprimo parere contrario per quanto riguarda gli emendamenti numero 71, 102,101, 22, 107, 72, 73 e 99. Basta perché il " 21" è aggiuntivo.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Ibba, sugli emendamenti numero 21 e 100?
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Dica, Presidente.
CAPELLI (U.D.C.). Non ho capito, scusi. Può ripetere gli ultimi, Presidente?
PRESIDENTE. Qual è il problema, onorevole Ibba?
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Vuole che ripeta?
PRESIDENTE. Sul "21" e sul "100".
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Ma il "21" è aggiuntivo.
PRESIDENTE. Sì, sì, è aggiuntivo e quindi lo voteremo. Se lei ci dà il suo parere!
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Allora, Presidente, per quanto riguarda l'emendamento numero 99…
PRESIDENTE. Stiamo tornando indietro?
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Sì, mi ha dato la parola e quindi la uso.
PRESIDENTE. No, no, lei si era già espresso, ma stiamo tornando indietro.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, non ho sentito per il "99". Può ripetere?
PRESIDENTE. Adesso ce lo dice, onorevole Capelli. Sul "99"…
IBBA (Gruppo Misto), relatore. Allora, per quanto riguarda il "99", che è l'emendamento Capelli-Oppi e più, il comma 3 dell'articolo 6 è sostituito in questo modo: dopo "un apposito nucleo tecnico" è da aggiungere "composto da personale regionale, delle aziende sanitarie e, se necessario, anche da professionisti esterni al servizio sanitario con la qualificazione sanitaria…"…
PRESIDENTE. Ma è un nuovo emendamento, onorevole Ibba?
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Scusi, sì.
PRESIDENTE. Per capire…
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Presidente, se posso, con molto garbo... allora l'emendamento numero 99 è un emendamento che viene modificato nella parte finale dal punto in cui dice "un apposito nucleo tecnico" si deve aggiungere "composto da personale regionale, delle aziende sanitarie e, se necessario, anche da professionisti esterni al servizio sanitario con la qualificazione sanitaria e tecnica necessaria ed in numero adeguato per lo svolgimento dei compiti assegnati". Questo emendamento, vorrei spiegare, è un attimo sfuggito alla sequenza normale dei fogli che compongono questo pamphlet un po' anomalo, ecco, però questa è la conclusione della Commissione in maniera unitaria nella sua decisione assunta ieri sera.
Mentre invece per quanto riguarda l'emendamento numero 21, invitiamo i proponenti a ritirarlo perché, così come ragionato in sede di Commissione, i contenuti dell'emendamento numero 21 sono riportati sull'articolo e sull'emendamento riferito all'accreditamento. Per quanto riguarda l'emendamento numero 100, il parere è negativo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ibba. Sempre con garbo, se mi consegna in forma scritta quello che ci ha proposto oralmente, ci fa una cortesia.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme a quello del relatore di maggioranza.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Possiamo procedere alla votazione. Nell'ordine: l'emendamento soppressivo parziale numero 71 è uguale al "102", quindi si votano insieme.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, vi chiedo di prestare un po' di attenzione perché, siccome le votazioni si susseguono, abbiamo bisogno di stare tutti più attenti. L'onorevole La Spisa ha chiesto la votazione elettronica palese. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 71 e 102.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BIANCAREDDU - CAPELLI - CASSANO - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - MURGIONI - PISANO - SANCIU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CACHIA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 52
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 12
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento soppressivo parziale numero 72. Onorevole Atzeri, c'è una sua prenotazione, forse è arrivata in ritardo per l'emendamento precedente.
ATZERI (Gruppo Misto). E' troppo veloce, Presidente!
PRESIDENTE. Sono veloce ma bisogna che siamo tutti veloci e ci prepariamo allo spunto. Le chiedo scusa, comunque, onorevole Atzeri.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 73.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, l'emendamento numero 73 (che praticamente dice, sviluppato in maniera grammaticalmente diversa, quello che è stato letto dal relatore onorevole Ibba, che riprende quanto detto nel "99" anche) io credo che possa essere valutato in sede di coordinamento con il "99", con l'emendamento orale proposto dal collega Ibba perché nella sostanza dicono la stessa cosa. Per cui, se noi diamo lettura del testo coordinato finale, possiamo evitare votazioni o si possono anche ritirare questi emendamenti per votare direttamente il testo coordinato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Presidente, devo solo ribadire ciò che ha detto l'onorevole Capelli.
PRESIDENTE. Va bene, lo sospendiamo.
GALLUS (Fortza Paris). Chiedo scusa. C'è un'unica differenza, noi abbiamo detto "aziende sanitarie non corrispondenti".
PRESIDENTE. Facciamo così, sospendiamo questo emendamento, passiamo all'emendamento numero 99, vediamo se la dizione proposta è una dizione che comprende anche il "73" e se è soddisfacente per i suoi presentatori. L'emendamento numero 99 reciterebbe così, dopo le parole "un apposito nucleo tecnico" si aggiungerebbe "composto da personale regionale, delle aziende sanitarie e, se necessario, anche da professionisti esterni al servizio sanitario nazionale, con la qualificazione sanitaria e tecnica adeguata".
CAPELLI (U.D.C.). Dopo "un apposito nucleo tecnico" dell'emendamento numero 99.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì.
PRESIDENTE. Sì. Da "tecnico" in poi con la dizione che abbiamo detto.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Chiedo scusa, per evitare equivoci, siccome poi questo nucleo tecnico è ripreso più avanti, bisogna definirlo "nucleo tecnico per le autorizzazioni e gli accreditamenti", come era nella versione precedente.
CAPELLI (U.D.C.). Sì. Quindi va aggiunto dopo "accreditamenti".
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Quindi va aggiunta, dopo "accreditamenti", quella parte che è, di fatto, la novellazione della lettera c).
PRESIDENTE. Allora, il "99" resta tal quale e, al "99", si aggiunge "composto da personale regionale, delle aziende sanitarie e, se necessario, anche da professionisti esterni al servizio sanitario nazionale, con la qualificazione sanitaria e tecnica adeguata".
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, la prima parte del comma 3, fino ad "accreditamenti", resta uguale. A questo va aggiunto quanto già esplicitato nella lettera c) che veniva proposta dall'emendamento, ovvero quanto ha appena letto il Presidente, "composto da..." eccetera.
Se posso permettermi provo a leggere quale risulterebbe la prima proposizione di questo comma 3: "Per lo svolgimento delle funzioni di cui alla lettera b) del comma 2, presso il competente Assessorato regionale è costituito un apposito nucleo tecnico per le autorizzazioni e gli accreditamenti…" e qui resta intatto, e poi prosegue "composto da personale regionale, delle aziende sanitarie e, se necessario, anche da professionisti esterni al servizio sanitario nazionale, con la qualificazione sanitaria e tecnica necessaria".
PRESIDENTE. Nel senso che l'emendamento numero 99 non c'entra niente. Va bene? Insomma, è un modo, diciamo, poco buono di fare le leggi. Allora, c'è un emendamento che, possiamo dire, non so come lo possiamo chiamare, è un aggiuntivo che includerebbe il "99" e il "73".
(Interruzione del consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, proviamo a leggerlo intanto per vedere se abbiamo capito tutti quello che stiamo facendo e poi, eventualmente, le diamo la parola. Nel comma 3, dopo "autorizzazioni e gli accreditamenti", Assessore, mi segue? Nel comma 3, dopo "autorizzazioni e gli accreditamenti" si prosegue "composto da personale regionale, delle aziende sanitarie e, se necessario, anche da professionisti esterni al servizio sanitario nazionale, con la qualificazione sanitaria e tecnica adeguata". Cade la restante parte del comma.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Fino al punto.
PRESIDENTE. Fino al punto. Va bene.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). "…sanitaria e tecnica necessaria".
PRESIDENTE. Due volte il termine "necessario", onorevole Uggias? Abbiamo già detto "se necessario"! Chiaro?
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io chiederei…
BIANCAREDDU (U.D.C.). Bisogna riportarla in Commissione!
PRESIDENTE. Siccome è un brutto modo questo di procedere, sospendiamo, chi si deve vedere, si vede, e produce un testo che sia comprensibile.
CAPELLI (U.D.C.). Posso parlare?
MARROCU (D.S.). Perché non si sospende? Facciamo un documento di sintesi, Roberto!
CAPELLI (U.D.C.). Se la smettete un attimino, forse semplifichiamo, stavo chiedendo di sospendere perché si faccia un adeguato coordinamento, però sottolineando una cosa. Allora, è stato proposto un emendamento al "99" che di fatto ora non è più un emendamento al "99" ma è un emendamento orale al comma. Siccome ho detto che, probabilmente, gli emendamenti si sarebbero ritirati se ci fosse stato un chiarimento, dico invece che gli emendamenti rimangono perché, a quanto spiegato, ciò che è si inteso dall'enunciazione della formulazione del nuovo comma, non sarebbe quanto compreso ieri in Commissione.
CUGINI (D.S.). Aggiustatelo!
PRESIDENTE. Va bene, sospendiamo l'articolo 6. Prego di verificare questo inciso che, di fatto, contiene la sostanza degli emendamenti numero 73 e 99, anche se viene incluso in una parte del comma diversa da quella indicata negli emendamenti. Sospendiamo l'esame dell'articolo 6 e degli emendamenti ancora da votare e attendiamo un cenno di assenso sulla questione. Passiamo all'articolo 7...
CAPELLI (U.D.C.). E gli altri emendamenti all'articolo 6?
PRESIDENTE. Dobbiamo sospendere tutto perché non possiamo procedere alla votazione dell'articolo né alla votazione degli emendamenti aggiuntivi.
Passiamo all'esame dell'articolo 7, al quale sono stati presentati 3 emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7
Accreditamento istituzionale
1. Le strutture sanitarie pubbliche e private, autorizzate ai sensi dell'articolo 6, nonché i professionisti che intendono erogare prestazioni per conto del SSR, devono ottenere dalla Regione l'accreditamento istituzionale. La Giunta regionale, con propria deliberazione adottata sentita la competente Commissione consiliare, individua i criteri per la verifica della funzionalità rispetto alla programmazione nazionale e regionale e stabilisce i requisiti di qualità strutturali, tecnologici e organizzativi, ulteriori rispetto a quelli minimi, necessari per ottenere l'accreditamento. In particolare, le strutture che chiedono l'accreditamento devono assicurare forme di partecipazione dei cittadini e degli utilizzatori dei servizi alla definizione dell'accessibilità dei medesimi e alla verifica dell'attività svolta, un'adeguata dotazione quantitativa e la qualificazione professionale del personale effettivamente impiegato, la partecipazione della struttura stessa a programmi di accreditamento professionale tra pari, la partecipazione degli operatori a programmi di valutazione sistematica dell'appropriatezza e della qualità delle prestazioni erogate, il rispetto delle condizioni di incompatibilità previste dalla vigente normativa per il personale comunque impiegato.
2. Con la medesima procedura la Giunta regionale aggiorna periodicamente i requisiti di cui al comma 1 e definisce la periodicità dei controlli sulla permanenza dei requisiti stessi, prevedendo altresì modalità e termini per la richiesta dell'accreditamento istituzionale, nonché casi e modi di riesame della medesima.
3. Sui requisiti per l'accreditamento degli studi professionali la Giunta regionale acquisisce il parere degli ordini e dei collegi professionali interessati.
4. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore delle disposizioni regionali di cui al comma 1, la Regione avvia la revisione degli accreditamenti provvisori concessi ai sensi della deliberazione della Giunta regionale n. 26/21 del 4 giugno 1998 e del relativo decreto dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale del 29 giugno 1998, recante requisiti e procedure per l'accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private in attuazione del decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997 (Approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture private), pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta ufficiale 20 febbraio 1997, n. 42. Per la revisione degli accreditamenti provvisori, nonché per l'istruttoria delle nuove richieste di accreditamento, la Regione si avvale del nucleo tecnico di cui al comma 3 dell'articolo 6.
5. La revisione di cui al comma 4 deve essere completata entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge; sino al completamento di tale revisione non possono essere rilasciate autorizzazioni alla realizzazione di nuove strutture sanitarie di media e grande complessità ai sensi dell'articolo 5, salvo quelle espressamente previste dal Piano regionale dei servizi sanitari di cui all'articolo 12 o da atti che ne costituiscono attuazione. In sede di concessione o di rinnovo dell'accreditamento, nonché di autorizzazione alla prosecuzione dell'accreditamento provvisorio sino alla definizione del procedimento di revisione del medesimo, si tiene comunque conto, per ciascuna struttura interessata, degli indici previsti dal Piano regionale dei servizi sanitari di cui all'articolo 12, in particolare del tasso di occupazione effettiva dei posti letto, al netto dei ricoveri ad elevato rischio di inappropriatezza.
Emendamento sostitutivo parziale Gallus - Liori - Ladu - Murgioni - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Licandro - Capelli.
Articolo 7
Nel comma 5 dell'articolo 7 la previsione di due anni è ridotta ad un solo anno. (74)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Cappai - Vargiu - Liori - Licandro.
Articolo 7
Al comma 1, dopo le parole: "...la competente Commissione consiliare", sono aggiunte le seguenti parole: "su proposta dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale". (84)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Cappai - Licandro - Gallus.
Dopo l'articolo 7 è aggiunto il seguente articolo:
"7 bis.
Dotazione organica
1. La dotazione organica è determinata o rideterminata in relazione ai requisiti di cui all'articolo 7 nell'atto aziendale ex articolo 9 dalle singole aziende del servizio sanitario nazionale, sulla base delle risorse umane necessarie per assicurare i livelli essenziali di assistenza nel rispetto dei vincoli normativi e finanziari posti dalla legislazione nazionale e dalle procedure di budgeting.". (93).)
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 74, il parere è contrario. Sull'emendamento numero 84, il parere è favorevole. Sull'emendamento numero 93 il parere è favorevole, anche se consigliamo di spostarlo all'articolo 9, sulla dotazione organica, come fatto di maggiore coerenza.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme a quello del relatore di maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, ho chiesto di intervenire per dare una spiegazione all'Aula, però poi, parlando col collega, ho capito, in ogni caso, cioè riportiamo la lettera m) dell'articolo 9, per quanto riguarda l' "84"...
PRESIDENTE. Per quanto riguarda il "93".
CAPELLI (U.D.C.). Il "93", sì! Mi corre l'obbligo di sottolineare che questi emendamenti coprono una vacanza della legge che aveva dimenticato di regolamentare la dotazione della pianta organica, che poi verrà meglio definita, che ritroveremo anche all'articolo 31 della legge, perché ritengo sia opportuno non abrogare in toto la "5", per consentire con la norma transitoria, comunque, che si possa dare continuità e non si rientri in una situazione di vuoto legislativo per quanto riguarda il controllo e le eventuali modifiche di pianta organica, proposte di modifica che possono essere prodotte da qui all'approvazione dell'atto aziendale.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 84. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 93, invece, viene spostato all'articolo 9.
Passiamo all'esame dell'articolo 8, al quale è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e del relativo emendamento:
Art. 8
Accordi e contratti
1. Le aziende sanitarie locali definiscono gli accordi con le strutture pubbliche ed equiparate e stipulano contratti con quelle private e con i professionisti accreditati, tenuto conto dei piani annuali preventivi e nell'ambito dei livelli di spesa stabiliti dalla programmazione regionale, assicurando trasparenza, informazione e correttezza dei procedimenti decisionali. La Giunta regionale definisce appositi indirizzi per la formulazione dei programmi di attività delle strutture interessate alla stipula di accordi e contratti e predispone uno schema-tipo degli stessi.
2. Sino al termine del procedimento di revisione degli accreditamenti provvisori di cui al comma 4 dell'articolo 7, le aziende sanitarie locali possono definire gli accordi e stipulare i contratti con le strutture provvisoriamente accreditate sulla base di indirizzi definiti a livello regionale.
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 8
Al comma 1 dell'articolo 8, dopo le parole "La Giunta regionale" sono aggiunte le seguenti ", sentita la competente Commissione consiliare, ". (23).)
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 23 esprimo parere contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme a quello del relatore di maggioranza.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 8.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò contro l'articolo 8. Intervengo però perché volevo chiedere al collega Ibba e agli altri colleghi, con cui abbiamo fatto notte tarda ieri, sino alle due del mattino, se qualcuno di loro soffre di insonnia perché, all'emendamento numero 23, la Commissione ha dato parere favorevole, quindi vederlo modificato in Aula, senza che ci sia stato preliminarmente alcun tipo di contatto o alcun tipo di rapporto, mi fa pensare che il piacevole diversivo che ha tenuto la Commissione sanità ieri fino alle due del mattino nella sala della settima Commissione non sia stato utile e che qualunque ragionamento, qualunque discorso e qualsiasi intervento che abbiamo fatto, scambiandoci valutazioni e ragionamenti sulla materia della sanità, non sia servito a niente.
Io ne prendo atto, nel senso che ho lasciato passare l'articolo 8 e l'emendamento numero 23 giusto per verificare se l'atteggiamento di collaborazione apparente che la Commissione ieri mostrava, era un atteggiamento reale oppure, non so, era uno scherzo, un gioco, qualche cosa che l'affaticamento derivante dall'ora tarda ha comportato su ciascuno di noi; ma se il parere della Commissione, se io ho ben capito, è stato modificato senza che nessuno di noi sia stato informato, vorrà dire che faremo qualche ragionamento ulteriore anche sui comportamenti della settima Commissione nel proseguo dei lavori dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Io voglio ricordare all'onorevole Vargiu che, quando ieri sera abbiamo affrontato, come dire, il senso di questo emendamento numero 23, siamo partiti da una prima posizione della maggioranza della Commissione, che era contraria a questo emendamento, e poi, nel contesto del ragionamento, siamo addivenuti a una soluzione più di avvicinamento concludendo che l'emendamento numero 23 veniva sospeso.
Dopo la sospensione non c'è stata una ripresa e una definizione dell'emendamento numero 23, pertanto restando lo stesso emendamento numero 23 di fatto sospeso, nel momento in cui si chiede il parere della maggioranza della Commissione, il parere della maggioranza della Commissione è negativo come era negativo in partenza. Il che non significa che c'è una modifica dell'atteggiamento di disponibilità, di confronto e di dialogo tra la maggioranza e la minoranza della Commissione, questo permane, spero e mi auguro che permanga anche nel corso degli altri ragionamenti e delle altre valutazioni che dovremo fare lungo l'esame dei molti emendamenti presentati, anche perché non mi pare che il concetto del "sentita la competente Commissione consiliare" sia sufficiente a rimettere in discussione il rapporto di dialogo e di cooperazione e di confronto che abbiamo portato avanti, cioè non c'è il tanto per fare un braccio di ferro o per dare un senso impegnativo a questo emendamento.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 23. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Bene, io dichiaro il voto a favore dell'emendamento numero 23 e ne do la spiegazione. La Commissione consiliare ieri ha inizialmente sospeso l'emendamento dopo aver discusso fino alle due del mattino, quindi non ha espresso inizialmente parere negativo rispetto all'emendamento, l'ha inizialmente sospeso. Al termine della discussione, la Commissione ha preso in esame un emendamento che troveremo in coda, il numero 124, che riguarda i tetti di spesa e la vigenza del regime di accreditamento provvisorio delle strutture sanitarie che sono attualmente in regime di accreditamento provvisorio. E' un emendamento complesso che probabilmente richiederà del lavoro.
Quando abbiamo chiuso la discussione su quell'emendamento, l'unico che rimaneva sospeso era l'emendamento numero 23, siccome è un emendamento che fa sì che la Commissione possa vedere gli indirizzi complessivi che la Giunta intende adottare per quanto riguarda la partita concernente gli accreditamenti, è assolutamente evidente che la bocciatura dell'emendamento numero 23, dal nostro punto di vista, dal mio punto di vista, equivale alla chiusura totale di ogni tipo di ragionamento che sia sotteso dall'emendamento numero 124 che prima o poi dovremo affrontare. Dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento numero 23.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9, al quale sono stati presentati diciannove emendamenti..
(Si riporta il testo dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti:
Art. 9
Norme generali di organizzazione delle aziende sanitarie locali
1. Le aziende sanitarie locali assicurano, attraverso servizi direttamente gestiti, l'assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, l'assistenza distrettuale e l'assistenza ospedaliera, salvo quanto previsto dalla presente legge in ordine all'azienda ospedaliera e alle altre strutture di cui al comma 3 dell'articolo 1. Le aziende sanitarie locali hanno personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale; la loro organizzazione e il loro funzionamento sono disciplinati dall'atto aziendale, di cui al comma 1 bis dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche ed integrazioni. L'atto aziendale individua in particolare le strutture operative dotate di autonomia gestionale o tecnico-professionale soggette a rendicontazione analitica, le competenze dei relativi responsabili e disciplina l'organizzazione delle aziende sanitarie locali secondo il modello dipartimentale, nonché i compiti e le responsabilità dei direttori di dipartimento e di distretto socio-sanitario.
2. Sono organi delle aziende sanitarie locali il direttore generale e il collegio sindacale. Il direttore generale è coadiuvato, nell'esercizio delle proprie funzioni, dal direttore sanitario e dal direttore amministrativo.
3. L'atto aziendale di cui al comma 1 è adottato o modificato dal direttore generale, sentita la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria, di cui all'articolo 15, entro sessanta giorni dall'emanazione dei relativi indirizzi, predisposti dalla Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente. Il direttore generale trasmette l'atto aziendale alla Giunta regionale per la verifica di conformità ai suddetti indirizzi; decorsi trenta giorni dal ricevimento dell'atto, la verifica si intende positiva; ove la Giunta regionale si pronunci nel senso della non conformità, il direttore generale sottopone alla Giunta regionale un nuovo testo entro i successivi trenta giorni; se la verifica è ancora negativa, la Giunta regionale può revocare il direttore generale oppure nominare un commissario ad acta.
4. Gli indirizzi di cui al comma 3 forniscono in particolare elementi per:
a) la valorizzazione del coinvolgimento responsabile dei cittadini, degli operatori e degli utenti nelle questioni concernenti la salute in quanto diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività;
b) la valorizzazione delle aziende sanitarie locali quali elementi costitutivi e strumenti operativi del Servizio sanitario regionale all'interno del quale cooperano per la realizzazione degli obiettivi di salute;
c) la definizione di un assetto organizzativo delle aziende sanitarie locali che tenga conto del necessario stretto collegamento tra assistenza ospedaliera e assistenza territoriale nonché della indispensabile integrazione tra assistenza sociale e assistenza sanitaria, prevedendo in particolare l'articolazione in distretti e la compresenza in esse di uno o più presidi ospedalieri;
d) la specificazione delle funzioni della direzione aziendale, affiancata dai direttori di distretto socio-sanitario, in ordine alla negoziazione e alla stipulazione degli accordi e dei contratti con i produttori di prestazioni e servizi sanitari, alla garanzia della compatibilità tra il programma sanitario annuale di cui al comma 4 dell'articolo 13 e la disponibilità delle risorse finanziarie, al controllo e alla verifica dei risultati nei confronti di ciascun soggetto erogatore di prestazioni e servizi, allo sviluppo del sistema di programmazione e controllo di cui al comma 3 dell'articolo 13 e all'articolo 28;
e) l'individuazione delle principali funzioni del direttore sanitario, del direttore amministrativo, del direttore dei servizi sociosanitari, del dirigente medico e del dirigente amministrativo di presidio ospedaliero ovvero del direttore di presidio ospedaliero scelto tra i due, del direttore di dipartimento, del direttore di distretto socio-sanitario, dei servizi delle professioni sanitarie e sociali di cui alla Legge 10 agosto 2000, n. 251 (Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica), del collegio di direzione, del consiglio delle professioni sanitarie;
f) la scelta del dipartimento come modello ordinario di gestione operativa, a livello aziendale o interaziendale, di tutte le attività delle aziende, dotato di autonomia tecnico-professionale, nonché di autonomia gestionale nei limiti degli obiettivi e delle risorse attribuiti; la definizione degli organi del dipartimento: un direttore, nominato dal direttore generale sulla base di una rosa di candidati selezionata dal comitato di dipartimento, per la durata di tre anni non rinnovabili, che ha la gestione complessiva del budget, è responsabile del raggiungimento degli obiettivi assegnati, assicura il coordinamento organizzativo e gestionale, è garante della continuità assistenziale e della qualità dell'assistenza e ne assicura la verifica e il miglioramento continuo, promuove l'aggiornamento continuo tecnico scientifico del personale, rimane titolare della struttura complessa cui è preposto e può mantenere le funzioni assistenziali; il comitato di dipartimento, composto dai responsabili delle strutture che vi afferiscono e da una quota di componenti elettivi, individuati tra le professionalità presenti all'interno del dipartimento, il quale concorre alla definizione del programma d'attività ed alla verifica degli obiettivi;
g) l'individuazione dei servizi che devono essere aggregati in dipartimenti nonché i motivi che giustificano la costituzione dei dipartimenti stessi, tenuto conto, a tal fine, delle dimensioni demografiche, territoriali ed economiche dell'azienda e in funzione degli obiettivi e delle strategie aziendali;
h) le condizioni che giustificano l'accorpamento, in capo ad un'unica figura, di più funzioni o l'individuazione di ulteriori responsabilità limitatamente ai servizi di nuova istituzione;
i) la valorizzazione della funzione di governo delle attività cliniche o governo clinico, comprensiva della collaborazione multiprofessionale e della responsabilizzazione e partecipazione degli operatori, in particolare in relazione ai principi di efficacia, appropriatezza ed efficienza;
l) le modalità di raccordo con l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS) e con l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna.
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 9
Al comma 3 dell'articolo 9 le parole "sentita la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria, di cui all'articolo 15" sono soppresse. (25)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 9
Alla lettera e) del comma 4 dell'articolo 9 le parole: "...del Direttore sanitario, del Direttore amministrativo" e "...del Direttore di distretto socio-sanitario" sono soppresse. (87)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 9
Alla lettera e) del comma 4 dell'articolo 9 le parole "del direttore dei servizi socio-sanitari" sono soppresse. (27)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 9
Alla lettera e) del comma 4 dell'articolo 9 le parole "ovvero del direttore di presidio ospedaliero scelto tra i due" sono soppresse. (28)
Emendamento soppressivo parziale ATZERI - SCARPA.
Articolo 9
Art. 9, comma 4 lettera e):
Sopprimere la frase "ovvero del direttore del presidio ospedaliero scelto tra i due". (109)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 9
Alla lettera f) del comma 4 dell'articolo 9 le parole "o interaziendale" sono soppresse. (29)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 9
Alla lettera h) del comma 4 dell'articolo 9 le parole "le condizioni che giustificano l'accorpamento, in capo ad un'unica figura, di più funzioni o" sono soppresse. (30)
Emendamento soppressivo parziale Liori - Gallus - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Murgioni -Licandro - Capelli.
Articolo 9
Nella lettera h) del comma 4 dell'articolo 9 le parole "le condizioni che giustificano l'accorpamento, in capo ad un'unica figura di più funzioni o..." sono soppresse. (77)
Emendamento sostitutivo parziale Licandro - La Spisa - Capelli - Gallus - Sanciu.
Articolo 9
Nella lettera e) del comma 4 il testo: "Direttore dei servizi socio-sanitari" è sostituito con: "Direttore dei servizi psico-sociali". (63)
Emendamento sostitutivo parziale Gallus - Liori - Ladu - Murgioni - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Licandro - Capelli.
Articolo 9
Nel comma 4 dell'articolo 9 alla lettera e), dopo le parole "ovvero del Direttore di presidio ospedaliero" le parole "scelto tra i due" sono sostituite da: "scelto esclusivamente tra il personale dirigente medico". (75)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 9
Alla lettera f) del comma 4 dell'articolo 9, la frase "per la durata di tre anni non rinnovabili" è sostituita dalla seguente: "per la durata di tre anni rinnovabili una sola volta". (1)
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri - SCARPA.
Articolo 9
Art. 9, comma 4 lettera g):
Sostituire le parole "dei servizi" con le parole "delle strutture complesse". (112)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 9
Al comma 1 dell'art. 9 dopo le parole ":.. e successive modifiche ed integrazioni." sono aggiunte le seguenti:
"L'atto di indirizzo e coordinamento è emanato nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi:
a) garantire l'eguaglianza fra tutte le strutture relativamente ai requisiti ulteriori richiesti per il rilascio dell'accreditamento e per la loro modifica periodica;
b) garantire il rispetto delle condizioni di incompatibilità previste dalla vigente normativa nel rapporto di lavoro con il personale comunque impegnato in tutte le strutture;
c) assicurare che tutte le strutture accreditate garantiscano dotazioni strumentali e tecnologiche appropriate per quantità, qualità e funzionalità in relazione alla tipologia delle prestazioni erogabili ed alle necessità assistenziali degli utilizzatori dei servizi;
d) garantire che tutte le strutture accreditate assicurino adeguate condizioni di organizzazione interna, con specifico riferimento alla dotazione quantitativa e alla qualificazione professionale del personale effettivamente impiegato;
e) prevedere la partecipazione della struttura ai programmi di accreditamento professionale tra pari;
f) prevedere la partecipazione degli operatori a programmi di valutazione sistematica e continuativa dell'appropriatezza delle prestazioni erogate e della loro qualità, interni alla struttura e interaziendali;
g) prevedere l'accettazione del sistema di controlli esterni sulla appropriatezza e sulla qualità delle prestazioni erogate, definito dalla Regione ai sensi dell'articolo 8 octies;
h) prevedere forme di partecipazione dei cittadini e degli utilizzatori dei servizi alla verifica dell'attività svolta e alla formazione di proposte rispetto all'accessibilità dei servizi offerti, nonché l'adozione e l'utilizzazione sistematica della carta dei servizi per la comunicazione con i cittadini, inclusa la diffusione degli esiti dei programmi di valutazione di cui alle lettere e) ed f);
i) disciplinare l'esternalizzazione dei servizi sanitari direttamente connessi all'assistenza al paziente, prevedendola esclusivamente verso soggetti accreditati in applicazione dei medesimi criteri o di criteri comunque equivalenti a quelli adottati per i servizi interni alla struttura, secondo quanto previsto dal medesimo atto di indirizzo e coordinamento;
l) indagare i requisiti specifici per l'accreditamento di funzioni di particolare rilevanza, in relazione alla complessità organizzativa e funzionale della struttura, alla competenza e alla esperienza del personale richieste, alle dotazioni tecnologiche necessarie o in relazione all'attuazione degli obiettivi prioritari definiti dalla programmazione nazionale;
m) definire criteri per la selezione degli indicatori relativi all'attività svolta ed ai suoi risultati finali dalle strutture e dalle funzioni accreditati, in base alle evidenze scientifiche disponibili;
n) definire i termini per l'adozione dei provvedimenti attuativi regionali e per l'adeguamento organizzativo delle strutture già autorizzate;
o) indicare i requisiti per l'accreditamento istituzionale dei professionisti, anche in relazione alla specifica esperienza professionale maturata e ai crediti formativi acquisiti nell'ambito del programma di formazione continua di cui all'articolo 16 ter;
p) individuare l'organizzazione dipartimentale minima e le unità operative e le altre strutture complesse delle aziende di cui agli articoli 3 e 4, in base alla consistenza delle risorse umane, tecnologiche e finanziarie, al grado di autonomia finanziaria e alla complessità dell'organizzazione interna;
q) prevedere l'estensione delle norme di cui al presente comma alle attività e alle strutture socio-sanitarie, ove compatibili.". (24)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - SCARPA.
Articolo 9
Art. 9, comma 3:
Aggiungere alla parola "parere" la parola "vincolante". (108)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 9
Al comma 4 dell'articolo 9, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente:
"c bis) la definizione di un assetto organizzativo aziendale che vada verso la massima autonomia degli ospedali maggiori, in vista degli auspicabili scorpori dalle aziende;". (26)
Emendamento aggiuntivo Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 9
Alla lettera e) del comma 4 dell'articolo 9, dopo le parole "del collegio di direzione" aggiungere le parole "di cui all'articolo 17 del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modifiche ed integrazioni". (2)
Emendamento aggiuntivo Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 9
Alla lettera e) del comma 4 dell'articolo 9, dopo le parole "del collegio di direzione" aggiungere le parole "di cui all'articolo 17 del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche ed integrazioni.". (3)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - SCARPA.
Articolo 9
Art. 9, comma 4, lettera f):
Aggiungere dopo le parole "organi del dipartimento: un direttore" le parole "di struttura complessa". (110)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Scarpa.
Articolo 9
Art. 9, comma 4 lettera f):
Aggiungere dopo l'espressione "responsabili di strutture" la parola "complesse". (111).)
PRESIDENTE. A tali emendamenti va aggiunto l'emendamento numero 93, spostato dall'articolo 7.E'iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, prendo la parola sull'articolo 9 ma in realtà, oltre che parlare dell'articolo 9, articolo importante di questa legge, mi preme interloquire con i colleghi della settima Commissione per stigmatizzare quello che è successo con la bocciatura dell'emendamento numero 23. Io credo che la disponibilità che alcuni colleghi della minoranza hanno dimostrato, insieme ai colleghi della maggioranza che lo hanno voluto fare, nel rimanere ieri sera sino alle due del mattino, in discussione in Commissione consiliare, potesse essere interpretabile come uno sforzo comune di limare, in vista dell'Aula, alcuni problemi che rimanevano sul tappeto. Il passaggio in Commissione, che era previsto dall'emendamento numero 23, rispondeva al fatto che la partita degli accreditamenti, che è trattata dall'articolo 8 e anche negli articoli successivi, è una partita estremamente delicata e riguarda atti di programmazione, quindi atti di cui la competente Commissione consiliare dovrebbe, e doveva, a nostro avviso essere posta a conoscenza.
Per cui il passaggio in Commissione non era un appesantimento tra i centomila che invece ci sono in questa legge, ma era un atto doveroso in cui il passaggio a un regime diverso rispetto a quello attuale avveniva con l'informazione della competente Commissione consiliare. Questo ragionamento è stato svolto ieri in Commissione ed è stato svolto in maniera che difficilmente i colleghi componenti della Commissione settima possono aver dimenticato, quindi io ho dei dubbi a ritenere che oggi siano in buona fede quando riferiscono avvenimenti che sono diversi da quelli che abbiamo vissuto insieme ieri in Commissione. Non riesco quindi a trovare una giustificazione, ha ragione lei, collega Ibba, non si tratta di un argomento tale per cui si possa pensare che la legge cambi in bene o in male per l'emendamento numero 23, proprio per questo è ancora più incredibile quello che è successo.
Anch'io condivido, non si tratta di un argomento di sostanza, mentre altri argomenti di sostanza noi andremo ad affrontare nel corso del ragionamento che svilupperemo su questa legge. Quindi, sugli altri argomenti di sostanza, avremo modo di confrontarci e di replicare, in Aula, il confronto che c'è stato in Commissione, ma se questo era l'atteggiamento che la Commissione aveva intenzione di tenere, ci siamo estenuati reciprocamente, nel senso che se ci fosse stata la comprensione che da parte vostra non esisteva la disponibilità a ragionare nemmeno su queste piccole cose, bastava che ci venisse comunicato intorno alle ore 21 e saremmo andati tutti quanti a dormire a un orario decente, mentre il fatto che ci siamo trattenuti per ragionare, per discutere, per valutare e che abbiamo sottratto ore al sonno nell'idea di cercare di aprire quei canali di comunicazione tra maggioranza e minoranza che voi, a parole, dite di voler aprire, poi di fatto chiudete con una spallata e con un calcione alla porta, aveva questo significato. Aveva il significato di cercare, anche per i successivi ragionamenti in Aula, di tenere aperte le porte di comunicazione, di tenere aperti i ragionamenti.
I ragionamenti si tengono aperti anche con piccole cose, questo emendamento, lo ripeto per l'ennesima volta, è una piccola cosa, nessuno ha pensato mai che attraverso questo emendamento si potesse modificare il corso delle cose in sanità o si potesse cambiare il corso della presente legge. Era un atto di disponibilità, un atto di disponibilità richiesto, non un atto di disponibilità verso la minoranza, ma un atto di disponibilità verso l'intero Consiglio che veniva semplicemente informato sugli atti istruttori, gli atti programmatori, gli atti di indirizzo che riguardavano la partita di accreditamento, cioè una cosa che siamo interessati a conoscere, che siamo interessati a vedere insieme Giunta e Consiglio.
Purtroppo, in maniera assolutamente inopinata, quindi in un modo, mi creda, collega Ibba, anche sull'amicizia che grazie a Dio ci lega, in una maniera sconcertante, veramente assolutamente incomprensibile, il parere della Commissione…
(Interruzione)
Macché, le amicizie non si rompono per queste cose, ci mancherebbe altro! Però ciò che è successo è una cosa veramente non comprensibile visti gli accordi che erano stati raggiunti durante la discussione in Commissione e che sembravano garantiti non sulla base di chissà quale rapporto esistente fra maggioranza e minoranza, ma semplicemente sulla base di un atto di disponibilità che la maggioranza della Commissione aveva voluto dare su un'esigenza che era stata prospettata dalla minoranza.
E' una cosa strana, io non ricordo nel tempo che cose del genere si siano mai verificate in questo Consiglio regionale, ma ci sono sempre delle novità; le novità qualche volta riguardano piccole cose, lo ripeto, questa è una piccola cosa, ma quando sono novità negative non possono che incidere negativamente sui rapporti futuri e anche sulla discussione complessiva della legge che oggi abbiamo in Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, onorevoli assessori, cari colleghi, intervengo sull'articolo 9 che detta norme generali di organizzazione delle Aziende sanitarie locali, perché ritengo che sia un argomento di vitale importanza per questa legge, anche se durante la discussione, diciamo così, della legge che ha visto la partecipazione di tantissimi colleghi nonché dell'assessore Dirindin, mi ero posto il problema se era il caso di intervenire su questo argomento, se fosse utile o meno dal momento che l'articolo 4, torno indietro, recita testualmente: "Tutela del diritto del cittadino alla salute e al benessere". Io credo che, con questa legge che noi andremo ad approvare, la situazione generale cambi poco e, di tutti coloro che sono intervenuti, forse molti di loro hanno dimenticato che la situazione generale sta peggiorando, non sta migliorando in Sardegna.
Dei cittadini probabilmente ci si dimentica, lo stesso Assessore ha manifestato, garbatamente anche nei modi, che molti risultati positivi sono stati ottenuti più di una volta mentre invece andiamo a toccare con mano che la situazione è peggiorata, la situazione è sempre più negativa. Ciò che è più grave è che lo stesso presidente Soru (che, in questo momento, magari è assente) condivide pienamente, cioè avalla l'operato negativo dell'assessore Dirindin, cioè le inefficienze, i ritardi, che manifesta appunto con questo suo operare. Signor Presidente, da sardo, lei non avrebbe dovuto permettere che l'assessore Dirindin commettesse una serie di errori, continuasse a gestire la sanità in Sardegna come se fosse una cosa sua personale - così non è! - proprio in dispregio ai più elementari diritti dei nostri concittadini.
In questi anni, assistiamo a liste d'attesa sempre più lunghe, caro Assessore, non è cambiato niente in Sardegna. Ad un continuo aumento di consulenze. Le consulenze si sono triplicate, non si sono ridotte. Non passa giorno, visto che stiamo parlando di aziende, che l'operato dei direttori generali in Sardegna, ma in particolare mi riferisco all'attuale direttore generale della Azienda sanitaria locale n. 1 di Sassari, venga messo in discussione da fatti ed episodi di una gravità estrema. Pazienti che addirittura muoiono nelle corsie degli ospedali durante banali esami clinici, caro Assessore, eppure, lei non interviene. Io ho formulato un'interrogazione al Presidente della Giunta, a lei Assessore, non mi ha neppure degnato di una risposta, eppure vi sono persone, cittadini che muoiono nelle corsie senza che nessuno sappia, eventualmente, neppure la causa o per banali errori per esami clinici. Un'organizzazione del personale che lascia a desiderare. Servizi verso l'utenza sempre più scadenti e sempre più inefficienti.
Questo è il suo operato, caro Assessore! Questo è il nuovo che ha portato la venuta in Sardegna dell'assessore piemontese Dirindin. Se questo è il nuovo, io credo che potremmo rimpiangere, eventualmente, il vecchio che era rappresentato dagli Assessori che l'hanno preceduta. Altro che inaugurazioni, caro Assessore, e tagli di nastri fatti senza neppure degnarsi di coinvolgere i consiglieri regionali del territorio! Fatti così proprio di nascosto, quasi che non avesse il coraggio di invitare, eventualmente, chi rappresenta quel territorio.
Per tutta risposta, in questi giorni, è giunta la notizia, qualche collega ha avuto modo anche di sottolinearlo, che addirittura il dottor Bruno Zanaroli, il direttore generale della ASL N. 1 di Sassari, si permette il lusso di trasferire gli uffici amministrativi da Via Monte Grappa; per chi non lo sapesse, caro Assessore, glielo spiego io, quel palazzo rosa in Via Monte Grappa è collegato direttamente al Santa Annunziata di Sassari, l'ospedale civile. Quindi il direttore generale, pur di non essere disturbato dai pazienti e tanto più dai funzionari, dagli impiegati dell'ASL N. 1, ha chiesto e ottenuto di trasferire i locali amministrativi in Via Catalocchino. Il Presidente del Consiglio sorride perché conosce la realtà sassarese, ebbene, Via Catalocchino dista 2 chilometri, in linea d'aria, da Via Monte Grappa. Ecco, anziché essere a disposizione dell'utenza, dei cittadini, del personale, lui preferisce isolarsi in Via Catalocchino, a 2 chilometri di distanza, proprio per non essere disturbato dai pazienti e dal personale.
E' notizia di ieri che la Comunità protetta Villa Segni di Alghero chiude i battenti per disposizione dell'ASL N. 1 di Sassari, si mettono così sul lastrico 15 operatori sanitari che davano un servizio efficiente a tanta povera gente, a tanti pazienti. Questo testo di legge doveva essere utile per risolvere le inefficienze e, soprattutto, per recuperare i ritardi. Ebbene, caro assessore Dirindin, niente di tutto questo!
Questa legge, così come è stata predisposta, caro presidente Masia, anche lei sassarese, anziché migliorare la sanità in Sardegna, mira ad accentuare e ad istituire privilegi, che sono contro le aspettative dei sardi e rientrano sempre in favore della politica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, per quanto riguarda l'articolo 9, oltre quanto già detto dai colleghi, mi vorrei soffermare su alcuni emendamenti, in particolare sull'emendamento numero 87 per spiegarne la ratio. Alla lettera e) si stabilisce che nell'atto aziendale va specificata "l'individuazione delle principali funzioni". In particolare "del direttore sanitario, del direttore amministrativo…", salto ampiamente fino ad arrivare "al direttore di distretto socio-sanitario".
Io ritengo che queste funzioni non possano essere stabilite nell'atto aziendale, in quanto sono definite dalla "502". Allora propongo la soppressione, nella lettera e) del comma 4 dell'articolo 9, quanto meno della definizione, in tale sede, delle funzioni dei direttori richiamati; sollevando anche qualche dubbio su altre funzioni richiamate nella lettera e), ma di cui non ho sicuramente certezza. Tali funzioni sono definite dalla "502" e successive modifiche ed integrazioni, per cui ritengo che sia opportuno escluderle dalla dicitura della lettera e).
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza .
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Allora, si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 25, 87, 27,, 28, 109, 29, 30, 77, 63, 75. Si esprime parere favorevole sull'emendamento numero 1. Per quanto riguarda l'emendamento numero 112, è parzialmente accolto, con limitazione alle sole parole "delle strutture" senza la parola "complesse". Sul "24", si invita al ritiro, essendo il suo contenuto facente parte dell'articolo 7. Si esprime ancora parere contrario sugli emendamenti numero 108 e 26; mentre si esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 2 e 3. Per finire si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 110 e 111.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme, salvo una maggiore precisazione che riguarda l'emendamento numero 87. Tenuto conto delle osservazioni sollevate durante la discussione, la Giunta propone, al comma 4 dell'articolo 9 lettera e), la sostituzione della parola "l'individuazione" con la parola "la specificazione".
PRESIDENTE. Scusi, su quale emendamento?
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Emendamento numero 87. Per quanto riguarda la lettera e) del comma 4 dell'articolo 9, tenuto conto delle valutazioni che hanno portato alla proposta dell'emendamento, si propone di sostituire la parola "l'individuazione" con la parola "la specificazione". Si invita inoltre al ritiro dell'emendamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25. Ha domandato di parlare il consigliere Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Volevo riportare il fatto che la Commissione ha fatto una lunga riflessione, ieri, su tutta questa mole di emendamenti e, nel dichiarare il voto negativo all'emendamento numero 25, che è il primo in votazione, voglio richiamare il fatto che le ragioni rappresentate da alcuni degli emendamenti, in merito al fatto che molte di queste funzioni sono già presenti ed elencate nel "229" e nel "502", sono accolte da questa modifica che richiamava l'Assessore.
Per cui è importante che l'Aula comprenda che, al di là di tutti questi emendamenti, che poi sono riportati a due o tre figure in particolare, la Commissione ha sviluppato una discussione che ha tenuto conto delle ragioni che hanno portato alla presentazione di molti di questi emendamenti e che, quindi, questa sintesi, che potrebbe apparire un po' semplificata, invece raccoglie alcune delle istanze. Poi su altre istanze che sono rappresentate, c'è una posizione differente e chiara che è stata anche precisata nel corso del dibattito in Commissione ed è importante però che, come Aula, ne teniamo conto.
Richiamando anche l'incidente rispetto all'emendamento numero 23, io penso che alcuni degli argomenti in esso presenti possono essere rivalutati nel corso del testo; pertanto invito il collega Vargiu a trovare, magari con le modalità che possiamo individuare insieme la possibilità di riprendere il tema all'interno di qualche emendamento successivo o di emendamenti ad emendamenti, che raccolgano il senso di quella proposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 25, ma approfitto ora, per non intervenire successivamente, per accedere alla proposta dell'Assessore e per meglio specificare sull'emendamento numero 87 in particolare, anzi più che sull'emendamento, sulla lettera e) del comma 4 dell'articolo 9. Io ritiro l'emendamento numero 87, a seguito dell'accettazione dell'emendamento orale dell'Assessore, che sostituisce la parola "individuazione" con "specificazione" delle principali funzioni. Questo mi attendevo nel parere del relatore.
Per quanto riguarda il complesso delle valutazioni che stiamo dando su questa legge, le opportune correzioni che si stanno affrontando, vorrei dire che è chiara e netta la volontà di partecipare al miglioramento di un testo che, comunque, non abbiamo condiviso. Ma, nel momento in cui si fa un testo di legge, la nostra posizione è sempre quella di discutere, cercando di portare le ragioni per un miglioramento, non dal punto di vista politico, della parte politica che rappresentiamo, ma sicuramente pensando ai fruitori, poi, della legge che stiamo esitando.
Rimangono, quindi, le nostre posizioni sul complesso della legge, ma riteniamo che, in maniera puntuale, debbano essere riportate le determinazioni a cui si è giunti nella lunga discussione in Commissione, a favore anche dei tempi per l'esito della legge stessa, soprattutto perché avremo modo, in seguito, di soffermarci su emendamenti e su commi che, sicuramente, meritano una ancora, purtroppo a mio avviso, lunga e approfondita valutazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 25 e vorrei brevemente motivare all'Aula le ragioni di questo voto favorevole. Al comma 3 dell'articolo 9 è previsto un parere sull'atto aziendale da parte della Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria di cui all'articolo 15. L'atto aziendale è un atto fondamentale da parte dell'azienda, ma è un atto che è sottoposto a una serie di controlli, sia di merito che, sostanzialmente, anche di indirizzo, che vengono da parte della Giunta regionale (che fornisce indirizzi per la redazione dell'atto aziendale e che, successivamente, approva l'atto aziendale), che vengono da parte della Commissione consiliare (che vede l'atto aziendale e che suggerisce), che vedono coinvolte, nella formazione dell'atto aziendale, tutte le articolazioni di controllo che abbiamo previsto all'interno dell'azienda, e cioè il Collegio di direzione e il Collegio dei sanitari.
Quindi, è un atto che già di per se stesso ha raggiunto una concertazione amplissima e che è costato sangue al direttore generale, perché la formulazione di questo atto, ovviamente, richiede e necessita la raccolta di una serie di disponibilità da parte di soggetti e di enti estremamente differenti tra di loro, per cui diventa difficile pensare che ci possa essere un ulteriore controllo che venga esercitato dalla Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria. Oltretutto, una Conferenza sanitaria e socio-sanitaria che difficilmente riesce ad entrare nel merito delle indicazioni contenute nell'atto aziendale, nel senso che l'atto aziendale è l'atto di programmazione dell'azienda che testimonia e dimostra la coerenza tra l'azione che l'azienda intende svolgere e la programmazione regionale che le è arrivata attraverso la Giunta.
Pertanto, che ci debba essere un ulteriore giudizio di coerenza da parte di un'altra commissione - che si riunisce tre volte l'anno, ma che entra nel merito dell'atto aziendale - è uno dei tanti appesantimenti a questa legge che corrono il rischio di far sì che i direttori generali siano più impegnati nel cercare di dare risposta a tutti gli obblighi che questa legge pone loro in carico, che non a far funzionare bene le AA.SS.LL.
Io credo che sarebbe molto importante che questo emendamento, anche per dare un segnale, venisse approvato, non per dare un segnale alla minoranza ma per dare un segnale ai direttori generali che li si vuol far lavorare per il bene della Sardegna e della salute dei sardi.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 25, lo metto in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Vorrei chiedere la votazione nominale dell'emendamento numero 25.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 25.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: DEDONI - GALLUS - LADU - MILIA - MURGIONI - OPPI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LA SPISA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - BIANCAREDDU
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 47
astenuti 3
maggioranza 24
favorevoli 8
contrari 39
(Il Consiglio non approva)
L'emendamento soppressivo parziale numero 87 è stato ritirato con l'intesa che, quando voteremo l'articolo, sostituiremo, alla lettera e) del comma 4, la parola "individuazione" con la parola "specificazione".
Metto in votazione l'emendamento numero 27.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente. Anche per quanto riguarda questo emendamento, nei tre minuti che sono consentiti, intenderei cercare di spiegare all'Aula i motivi, già spiegati alla Commissione, per cui chiediamo l'abolizione della figura del direttore dei servizi socio-sanitari.
Attualmente nelle AA.SS.LL. esistono due direttori sottoposti al direttore generale, sono il direttore sanitario e il direttore amministrativo; esistono poi delle strutture territoriali, che hanno la competenza sui servizi socio-sanitari, che sono i distretti. In Sardegna, i distretti purtroppo non sono mai decollati, stanno decollando, in maniera reale, almeno nella stragrande parte delle AA.SS.LL., soltanto adesso e speriamo sotto l'impulso positivo di questa legge. Se i distretti decollano, e funzionano, sono delle articolazioni territoriali che hanno rapporti diretti con il direttore generale. Ora, inserire una figura, che è quella del direttore socio-sanitario, che quando anche diventasse una figura di staff, è comunque una figura di mediazione tra i distretti, che sono articolazioni territoriali, e il direttore generale, sembra un'ulteriore, ennesima, duplicazione, delle tante presenti all'interno di questa legge, che invece di rendere più facili e più funzionali i rapporti, tenderà a creare delle competizioni; competizioni su base territoriale perché, ovviamente, i direttori di distretto si raccordano col direttore generale per quanto riguarda la competenza territoriale e non col direttore socio-sanitario; ma anche competizioni su base funzionale, perché le funzioni del direttore socio-sanitario, ovviamente, non possono essere dominanti, nella struttura territoriale, su quelle del direttore del distretto.
Per cui si arriva a una triplicazione delle figure dei direttori sottoposti al direttore generale, con il risultato che stiamo inserendo in un sistema che ancora non ha iniziato a funzionare compiutamente, secondo il modo distrettuale, un ulteriore elemento di incertezza, nel senso che può darsi anche che quel direttore socio-sanitario funzioni, ma non abbiamo nessuna certezza e nessuna sicurezza, la cosa più probabile è invece che il direttore socio-sanitario vada a interferire con le funzioni degli altri due direttori, dell'amministrativo e del sanitario, e ovviamente con quelle dei dirigenti di distretto coi quali non è chiaro il rapporto.
Quindi, questa figura, che si introduce, non serve a niente, creerà appesantimento alla legge e fra un anno ci porterà a commentare negativamente il risultato.
(Non è approvato)
Metto in votazione insieme gli emendamenti numero 28 e 109, identici..
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Anche in questo caso sarebbe interessante sapere, sentire qualche parere proveniente dai banchi del centrosinistra, ma non dico tanto dai colleghi medici, proprio dai colleghi consiglieri regionali, nel senso che questo è un emendamento rivolto ad avere una situazione in cui il direttore del presidio ospedaliero sia in possesso della laurea in medicina, poiché il direttore del presidio ospedaliero deve coordinare delle figure professionali che, in molti casi, sono direttori di struttura complessa, cioè sono quelli che un tempo venivano chiamati primari ospedalieri; deve coordinarli per quanto riguarda la parte dell'organizzazione dei servizi sanitari e deve rispondere, al direttore generale e al direttore sanitario, di quello che è il coordinamento all'interno dell'ospedale.
Pertanto è evidente (non solo per chi abbia, come ce l'ha il sottoscritto, l'esperienza di vita all'interno di un ospedale, ma anche per chi in un ospedale c'è soltanto passato per verificare il funzionamento, per fare un esame, o per andare a trovare un paziente) che il coordinamento dei servizi sanitari non può che essere posto in capo a colui che, dotato di laurea in medicina, deve fare il direttore sanitario.
Quindi, è assolutamente evidente che non c'è la diarchia e la possibilità di scegliere tra un amministrativo e un ruolo sanitario nella scelta del direttore. E' assolutamente normale che ci sia un dirigente amministrativo in ospedale che si occupi apicalmente, per quanto riguarda le cose di quell'ospedale, delle materie che vengono trattate in ospedale, ma è assolutamente naturale che i rapporti complessivi tra quell'ospedale e l'azienda vengano gestiti attraverso una figura che sia dotata e portatrice della laurea in medicina.
Se qualcuno è latore di una diversa opinione, sarebbe utile che lo dicesse in quest'Aula; sarebbe utile perché, così come si è fatto in Commissione, aiuterebbe ad approfondire l'argomento ed aiuterebbe anche a capirci reciprocamente sul fatto che la maggior parte di questi emendamenti, direi la totalità, non servono a far perdere tempo, servono a segnalare dei problemi reali, e se la maggioranza avesse la sensibilità di affrontare col ragionamento e l'approfondimento, è assai verosimile che, su una parte abbastanza larga di queste cose, che sono cose di buon senso, non cose dettate dalla posizione politica, probabilmente, si riuscirebbe a trovarci in sintonia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, sopprimere la frase: "ovvero del direttore di presidio ospedaliero scelto tra i due" contenuta all'articolo 9 comma 4 lettera e), oltre che opportuno è salutare per la nostra produzione legislativa che si sottopone spesso non a censure preventive ma a richiami perché si viola sistematicamente la norma nazionale. La diarchia direttore sanitario e direttore amministrativo non è un'invenzione sarda, del Consiglio regionale, è prevista appunto dall'articolo 4 comma 9 del decreto legislativo numero 502, quindi, se non chiariamo questo, noi siamo di fronte a una palese violazione della stessa legge nazionale, con il rischio forte a quella censura di cui parlavo nel dibattito generale. Ecco perché io sottopongo all'attenzione dei colleghi, col collega Vargiu, questo emendamento perché aiuti a una riflessione più serena per non incorrere, appunto, all'esposizione a un rischio così barbino.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io volevo chiedere all'Assessore dei chiarimenti perché non riesco a capire questa figura in merito alle cose che abbiamo detto, anche stamattina e ieri, cioè alla sovrapposizione di competenza, alla duplicazione di competenza, e talvolta anche al ruolo vero di queste figure che noi stiamo andando ad individuare. Allora, io volevo capire proprio dall'Assessore che cosa deve fare di preciso la figura del direttore socio-sanitario, a chi risponde, al direttore del distretto o direttamente al direttore generale? Praticamente, noi abbiamo il direttore generale, i due direttori, quello sanitario e il direttore amministrativo, e poi abbiamo i distretti che, bene o male, insomma, alcuni sono decollati ed altri no, comunque ci sono.
Ecco, questa figura del direttore socio-sanitario a chi deve rispondere di preciso? Dove si colloca? Io non riesco a comprendere lo spazio di azione di questa figura. Credo che agisca all'interno del distretto, ma allora a chi deve rispondere al responsabile del distretto o direttamente al direttore generale? Sinceramente non riesco a capire come si vuole far operare questa figura e l'insieme delle figure all'interno del distretto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà. Onorevole Vargiu, lei è già intervenuto.
VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo di parlare soltanto sulle modalità di voto. Se sono finiti gli interventi di dichiarazione di voto, chiederei il voto nominale, grazie.
PRESIDENTE. No, onorevole Vargiu, c'è ancora un intervento, comunque va bene. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, solo due parole perché su questo argomento della Conferenza provinciale e del direttore dei servizi socio-sanitari ci sono vari emendamenti e io credo che valga la pena, a questo punto, far presente ai colleghi che, quando arriveremo alla discussione dell'articolo 14, troveremo un emendamento, fatto dalla Commissione, dalla maggioranza della Commissione a dire il vero, che chiarisce molti dei ruoli del direttore socio-sanitario. Alcuni dei dubbi che l'onorevole Vargiu manifestava, circa l'opportunità della Conferenza provinciale, circa l'opportunità della istituzione della figura del direttore socio-sanitario, devo dire che, durante i lavori della Commissione, li ho avuti anche io. Siamo arrivati, tutti insieme, ad un ragionamento che alla fine io ho condiviso. Questo ragionamento è partito da due motivi fondamentali: il primo motivo è che questa legge nasce dall'unificazione di vari provvedimenti di legge e il riconoscimento che un qualche ruolo spettasse agli enti locali, alla provincia ed ai comuni, devo dire che ha trovato parere abbastanza unanime all'interno della Commissione.
C'è da dire anche che questa legge, che noi stiamo andando ad approvare, si inserisce in un quadro che non è quello da cui vennero fuori il "502" e il "229", ma che in questo momento in Sardegna è profondamente variato, ed è variato dalla legge che noi abbiamo approvato a dicembre del 2005, cioè dalla "23"; è variato dal fatto che il nostro Piano sanitario regionale esce come parte di un documento unico che comprende anche il Piano sociale, cioè io credo che noi dobbiamo tener presenti queste cose, cioè il fatto che stiamo facendo una legge unica, divisa però in due parti, sociale e sanitario, che presuppone comunque una forte integrazione tra il sociale e il sanitario, fra le amministrazioni sanitarie e le amministrazioni locali.
Come nasce il direttore… posso finire?
PRESIDENTE. Due parole! E' una dichiarazione di voto, onorevole Frau.
FRAU (Progetto Sardegna). Grazie, giusto due parole perché gli emendamenti su questo argomento sono tantissimi.
Allora, il direttore socio-sanitario non è un quarto direttore, quindi non fa parte della direzione aziendale, questo lo troveremo all'articolo 14, quando ci arriveremo. E' una figura di staff, che praticamente sostituisce il direttore dei servizi psico-sociali, che già era ed è presente tuttora nella "5", sostituisce, cambiando anche le funzioni di questo direttore. Ma la cosa più importante è che comunque non ha la funzione di dirigere, lo troveremo, ma ha proprio la funzione di coordinare l'aspetto sanitario con l'aspetto sociale.
Io credo che valga la pena probabilmente di leggersi l'emendamento all'articolo 14 e molti dei dubbi potrebbero…
PRESIDENTE. Onorevole Frau, il tempo a sua disposizione è terminato.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione insieme gli emendamenti numero 28 e 109 che sono identici. L'onorevole Vargiu ha chiesto la votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 28 e 109.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BIANCAREDDU - CUCCU Franco Ignazio - DAVOLI - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LADU - MURGIONI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 51
astenuti 1
maggioranza 26
favorevoli 12
contrari 39
(Il Consiglio non approva)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 29.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, soltanto per richiedere la votazione nominale su questo emendamento.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 29.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BIANCAREDDU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - MURGIONI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LADU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 51
astenuti 2
maggioranza 26
favorevoli 10
contrari 41
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione gli emendamenti numero 30 e 77, uguali.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente,chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 30 e 77, identici.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FRAU - GALLUS - LA SPISA - LADU - MURGIONI - PISANO - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 53
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 13
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 112. Per quanto riguarda questo emendamento, è stata proposta l'eliminazione della parola "complesse".
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si chiede di aggiungere, alla parola "servizi", la parola "strutture", quindi diventa "delle strutture e dei servizi".
PRESIDENTE. Diciamo "dei servizi e delle strutture".
(Interruzioni)
Onorevole Diana, c'è un parziale accoglimento dell'emendamento numero 112 che proponeva di sostituire le parole "dei servizi" con le parole "delle strutture complesse", la Commissione e la Giunta propongono di mantenere "dei servizi", di aggiungere le parole "delle strutture" e di eliminare comunque "complesse".
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). In assenza dell'onorevole Atzeri, presentatore dell'emendamento, faccio mio questo emendamento e chiedo che venga messo in votazione così com'è scritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Mi scusi, ma in Commissione avevamo discusso su questo e accettato appunto l'inserimento della parola "strutture" e l'eliminazione di "complesse", è un emendamento di sintesi della Commissione. Nel caso vi sia qualche problema perché il presentatore non c'è, si può chiedere la votazione per parti in ogni caso, quindi aggiungere "strutture" e votare "complesse" in una seconda votazione. Ieri la Commissione ha comunque sviluppato la sintesi di questa proposta inserendo dopo "servizi" la parola "strutture".
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento numero 112 con la proposta che viene fatta dalla Commissione alla quale non si è opposto il presentatore. L'onorevole Atzeri ha sicuramente registrato quando il relatore ha espresso il parere della Commissione che, sull'emendamento numero 112, ha proposto di eliminare la parola "complesse" e di tenere quindi le parole "dei servizi e delle strutture", accogliendo parzialmente il suo emendamento. Quindi lo votiamo con questa proposta.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). A me fa piacere che mi si chieda un parere su questo emendamento perché credo che ancora una volta si sia di fronte ad una palese violazione della "502" perché, per questi ruoli appunto, ci vuole una figura apicale e non generica. Se questa perplessità viene fugata dal movimento sicuro dell'onorevole Lai che può rassicurarci, io posso accettare il suggerimento, fatto mezz'ora fa circa, dall'onorevole Ibba e quindi l'emendamento numero 112 passerà positivamente in quest'Aula per la prima volta con grande gioia del sottoscritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Volevo contribuire alla gioia dell'onorevole Atzeri sollecitando questo fatto: i dipartimenti sono costituiti normalmente da strutture complesse però possono essere costituiti anche da servizi se si pensa ai servizi come per esempio laboratori o strutture di questo genere. Allora, l'inserimento di strutture in generale che possono essere complesse o semplici accanto ai servizi garantisce che si possano fare dipartimenti, i più articolati, i più ampi possibili.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io sono contento che il collega Lai abbia fugato. Però forse, collega Lai, è possibile si stiano confondendo due piani diversi nel senso che anche i servizi sono strutture semplici o strutture complesse. Quindi anche i servizi poi rientrano nella dicitura delle strutture complesse, pertanto se noi volessimo orientarci verso la possibilità che soltanto i titolari di strutture complesse possono avere diritto a ciò che è previsto da questo comma, basterebbe tenere, com'era l'originaria stesura del collega Atzeri, la terminologia "strutture complesse", nel senso che quei servizi, come radiologia e laboratorio che sono strutture complesse, sono, prima che servizi, strutture complesse per l'appunto.
Approfitto ancora di un istante. Abbiamo fatto questo discorso ieri in Commissione, ma non sono in grado di dare una risposta. Il senso dell'emendamento del collega Atzeri è questo: il "502", secondo il collega Atzeri, impone che siano titolari di strutture complesse, quindi possono essere titolari di strutture complesse di tipo clinico, di tipo chirurgico o di servizi, ma comunque devono essere titolari di strutture complesse. Poi ieri il ragionamento che faceva il collega Ibba mi ha convinto del fatto che anche un non titolare di struttura complessa possa avere diritto ad accedere alla direzione di dipartimento però se questo è previsto dal "502", e il collega Atzeri dice che non è previsto, che non è consentito dal "502". E' questo il chiarimento che le chiedeva il collega Atzeri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Solo per aggiungere a quanto già avevamo discusso ieri sera, la dizione "strutture" va bene se si pensa ai dipartimenti ospedalieri, ma siccome possono essere dipartimenti territoriali e sul territorio non necessariamente si tratta di strutture complesse o semplici, ma spesso si tratta di servizi, conviene usare i due termini, e giustamente avete segnalato che ne mancava uno, in modo che non si possa escludere nessuna eventualità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Presidente, io volevo ricollegarmi ad un discorso di carattere più generale. Già dal 1995, quando furono create le Aziende sanitarie, si discuteva in Commissione sanità sul numero e sulla geografia delle Aziende sanitarie, si decise di farne otto perché era stata presentata la legge sulle province, per dare quindi già un input sulla base della geografia della sanità per quella che sarebbe stata la geografia delle nuove province.
Stamattina ho sentito l'assessore Dadea che parlava di province e mi sono ricordato quello che ho visto ieri notte in televisione, cioè l'onorevole Satta che interrogava l'onorevole D'Alema nel question time per quanto riguardava i finanziamenti delle nuove province. Credo che nessuno dei due si rendesse conto di quello che diceva. L'onorevole D'Alema affermava che ci sarebbe voluta una legge nazionale per finanziare le province, dimenticandosi che ormai il legislatore nazionale non ha più competenza sulle province, l'Assessore può confermare, infatti, la potestà legislativa primaria o esclusiva che ha la Regione Sardegna esclude la competenza statale, quindi lo Stato non le può né creare, né abolire e né modificare. L'onorevole Satta, invece, che giustamente da parlamentare eletto in Veneto si occupa della Sardegna, e di questo dovremmo prendere atto perché molte volte noi ci rinchiudiamo nella nostra piccola città, io faccio l'emendamento per Tempio invece dovrei iniziare a farne per Carloforte, perché i parlamentari nazionali sono parlamentari di tutta la Nazione, infatti io inviterò l'onorevole Oppi a fare qualche proposta di legge per risolvere l'acqua alta a Venezia, per la reciprocità.
L'onorevole Satta, comunque, chiedendo fondi al Governo, dimenticava che in una sentenza della Corte costituzionale - lo dico in parole non giuridiche - è scritto che i sardi, il Parlamento sardo, hanno la potestà di fare quante province si vuole, di modificarle, di aumentarle e di diminuirle, purché siano a carico della Regione. Bastava che il presidente D'Alema rispondesse con le parole della Corte; ma evidentemente, né l'onorevole Satta, che chiedeva soldi al Governo, né l'onorevole D'Alema, che invece di dirgli che di soldi non gliene poteva dare ha detto che ci vuole una legge, conoscevano quella sentenza.
Ora, invece, ricordandomi delle sue parole, che allora io non apprezzai, ma forse, col senno di adesso, che sarebbe il poi di allora, dico che l'onorevole Pirisi non aveva tutti torti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Rinuncio, aspetto la seconda parte dell'intervento dell'onorevole Biancareddu.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 24.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.).Volevo completare brevemente il ragionamento per poter dichiarare il voto. Dicevo che quindi è appurata la competenza della Regione sarda nella creazione, modifica e anche soppressione delle province; mentre abbiamo usato la nostra competenza, giustamente all'epoca, per istituirle, la competenza per sopprimerle ancora non è stata utilizzata.
Ora, abbiamo una provincia - scusate se ritorno sempre alla mia terra, non sono come l'onorevole Satta - che ancora non si è dotata, ad un anno e mezzo dalle elezioni, dello Statuto; quindi una provincia, un organo, che non ha Statuto è un organo che non può funzionare. Io ho chiesto all'onorevole Soru che commissariasse questa provincia e pongo alla vostra valutazione se sia ancora il caso di mantenerla in vita, perché o la Regione - e ringrazio l'Assessore degli enti locali per la presenza - mette in condizioni le province di funzionare, quindi trasferendo loro quei fondi che la Corte costituzionale ha detto che la Regione deve trasferire perchè sono province che la Regione ha creato e la Regione deve pagare, altrimenti si rischia di avere Presidenti che vanno in pellegrinaggio a Roma a fare riunioni con il Sottosegretario alla funzione pubblica (che pare non abbia neanche ancora l'ufficio), per chiedergli soldi che lui promette, cosa che non gli compete.
Cari colleghi, posso aver sbagliato da Assessore degli enti locali perché mi sono battuto tanto, però, molte volte, quello in cui credi poi non si realizza o si realizza in maniera diversa; se le cose continuano così, devo dire che in Gallura non sta succedendo ciò che invece accade nelle altre province che hanno seguito l'articolo 2 della legge del 1997, che dava il "la", nel senso che stabiliva che le province nascono per un riequilibrio economico e sociale dei territori e non per arricchire chi è più ricco e per impoverire chi è più povero, che è quella teoria di Superciuk che io dissi paragonando un personaggio di Alan Ford. Non solo, il Presidente della Provincia ha promesso una cosa e la promise, non scherzo, in seminario, perché era l'aula del seminario, dicendo che era il Presidente di tutta la provincia; ha preso in giro una parte della Gallura e la sta dividendo in due.
Ecco, questa non era la provincia che il sottoscritto, modestamente, voleva; voleva una provincia che ponesse uguaglianza nel territorio e che facesse crescere le zone interne, una provincia che funzionasse e che avesse una sede legale...
PRESIDENTE. Non ho capito la dichiarazione di voto sull'emendamento numero 24.
BIANCAREDDU (U.D.C.). E' di astensione.
PRESIDENTE. Stiamo discutendo dell'emendamento numero 24 e stiamo facendo dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 24, per il quale il relatore ha invitato al ritiro perché gli argomenti sono contenuti in un articolo successivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Il relatore ha invitato al ritiro ma mi pare che i proponenti non siano intenzionati al ritiro per cui io ho chiesto di pronunciare il mio voto, ovviamente a favore dell'emendamento numero 24 all'articolo 9 che è piuttosto complesso, complesso come quelle strutture complesse che prima ci hanno visto impegnati nell'emendamento numero 112. Complessa così com'è la materia delle nuove province. Bene ha fatto l'onorevole Biancareddu a sollevare...
PRESIDENTE. No, onorevole Diana, quando apriamo..., io vi prego...
DIANA (A.N.). Ho terminato, Presidente.
PRESIDENTE. Altrimenti apriamo un dibattito sulle province.
DIANA (A.N.). Sì, io credo che l'invito debba essere proprio questo, Presidente, perchè...
PRESIDENTE. Lo apriremo, però nei modi e nelle forme corrette.
DIANA (A.N.). Perché, Presidente, le dichiarazioni che si sono ripetute negli ultimi giorni, anche da parte del presidente Soru, ci impongono, credo, di prendere una decisione drastica e cioè di sospendere questo testo di legge e di affrontare immediatamente un dibattito sulle nuove province. Stiamo parlando di 50 milioni di euro che devono andare in capo a qualcuno e bene ha fatto l'onorevole Biancareddu a sollevare il problema.
Qui, oltre che rendere più povere le nuove province, stiamo rendendo più povere anche le vecchie. Allora, D'Alema ha detto le cose che ha detto l'onorevole Biancareddu, l'onorevole Satta, eletto in Veneto, ha detto le stesse cose o comunque, insomma, la domanda che ha fatto non corrispondeva al vero, la Corte costituzionale ha sancito un principio sacrosanto che è quello...
PRESIDENTE. Onorevole Diana, vogliamo tornare al merito, altrimenti mi costringete a togliervi la parola.
DIANA (A.N.). Sì, sto tornando. La Corte Costituzionale ha sancito un principio che non può essere modificato e cioè che noi abbiamo il diritto di istituire le province che vogliamo. Beh, il presidente Soru ha due strade: o mette immediatamente 50 milioni di euro a disposizione, altrimenti porta in quest'Aula un testo di legge per l'abolizione delle nuove province.
PRESIDENTE. Colleghi, io vi prego di non aprire, approfittando della possibilità consentita per fare dichiarazioni di voto sulla legge, una discussione altra che non si può svolgere nei termini corretti nei quali si dovrebbe svolgere. Avete a disposizione molti strumenti, inclusa una dichiarazione alla stampa, senza utilizzare l'Aula per fare dichiarazioni che non c'entrano niente con il merito della discussione che stiamo facendo; oppure potete, nelle forme opportune previste dal Regolamento, provocare un dibattito in Consiglio ma, a quel punto, al dibattito partecipano tutti in modo corretto e in modo puntuale.
Quindi torniamo all'emendamento numero 24.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Dobbiamo ora votare l'emendamento numero 93, spostato dall'articolo 7, così modificato: "all'articolo 9, comma 4, aggiungere la seguente lettera: 'm) la determinazione delle risorse professionali necessarie per assicurare i livelli essenziali di assistenza nel rispetto dei vincoli normativi e finanziari posti dalla normativa nazionale e regionale e dalla programmazione regionale'".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Signor Presidente, vorrei porre, ai termini dell'articolo 86 del Regolamento, la questione sospensiva del testo in discussione. La pongo anche a nome dei cinque colleghi che la sostengono. Propongo che questa discussione venga sospesa e il Consiglio inizi a parlare della questione delle province, in primis del mancato trasferimento da parte delle vecchie province, quindi l'intervento del Ministro della funzione pubblica sulle quote spettanti alle nuove che le vecchie ancora non elargiscono. Chiedo che, sulla questione sospensiva, ogni Gruppo si pronunci ai sensi dell'articolo 86.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione, io propongo intanto di concludere la votazione e poi di affrontare la questione sospensiva, che è una questione pregiudiziale e sospensiva, che rimanderebbe la legge in Commissione o la rinvierebbe ad altra data, durante la tornata. Quindi su questo dovremmo pronunciarci. Su questo può parlare un rappresentante per Gruppo, non obbligatoriamente però, nel senso che è una facoltà che viene data, ma non necessariamente deve essere esercitata. Concludiamo pertanto la votazione, poi procediamo all'esame della sua questione pregiudiziale e sospensiva se sostenuta da un numero sufficiente di consiglieri.
Siamo alla votazione dell'emendamento numero 93, così come è stato formulato.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, naturalmente voterò, mi esprimo anche sull'emendamento se è necessario. Esiste una mozione, che è stata presentata in merito, e volevo dire che eventualmente l'argomento...
PRESIDENTE. Mi scusi. Di che cosa sta parlando?
CALIGARIS (Gruppo Misto). Stiamo parlando, Presidente…
PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento numero 93. Sappiamo che esistono mozioni, perché vengono lette puntualmente; quindi, onorevole Caligaris, quando la mozione verrà chiamata in Aula, la discuteremo.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, era solo per ricordare che, sull'argomento specifico delle province, si può rimandare ad una discussione più ampia in Aula esaminando la mozione che c'è da oltre un anno. Tutto qui!
PRESIDENTE. Non c'è dubbio, onorevole Caligaris. Abbiamo già detto che questa è una sede impropria. Onorevole Caligaris, è la Conferenza dei Capigruppo che stabilisce le modalità dell'ingresso in Aula degli argomenti e delle mozioni. Le eccezioni sono quelle previste dal Regolamento, onorevole Caligaris.
Stiamo votando l'emendamento numero 93.
(E' approvato)
Vorrei sapere chi sostiene la questione pregiudiziale proposta dall'onorevole Biancareddu.
(Appoggiano la questione pregiudiziale i consiglieri Murgioni, Ladu, Capelli e Diana)
PRESIDENTE. Onorevole Biancareddu, può spiegare per quali motivi ritiene che la legge debba essere sospesa e debba essere rimandata in Commissione?
Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Presidente e colleghi, chiedo scusa innanzitutto per l'intervento ma, vista l'attualità e la gravità della situazione in cui versano, soprattutto, le nuove province per mancanza di fondi, credo che questo Consiglio debba prendere posizione.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Biancareddu, lei pone una questione pregiudiziale e chiede che la legge venga rinviata. Questo è il tema! Poi, se qualche altro argomento deve entrare, ha una procedura diversa per l'ingresso, adesso la pregiudiziale è sul rinvio della legge in Commissione, non sull'argomento che eventualmente potrebbe sostituirla. Altrimenti, insomma, lei continua a parlare della questione per parlare di quello che vuole lei, onorevole Biancareddu! Allora ha ragione anche l'onorevole Caligaris, ognuno parla di ciò che vorrebbe si parlasse.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Presidente, io non volevo provocare la sua…
PRESIDENTE. No, non mi provoca, ma è giusto per governare il processo. Grazie, onorevole Biancareddu.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Per la mia esperienza, ritengo strettamente collegato il tema delle province al tema delle aziende sanitarie. In ogni caso, ritengo che questa legge debba tornare in Commissione perché certe correzioni e certi emendamenti non possono essere trattati in Aula. La dimostrazione è la confusione che regna in quest'Aula e che suggerisce (secondo i proponenti, sarebbe preferibile) che la legge torni in Commissione, per avere poi in Aula un testo veramente unificato e spogliato da quegli emendamenti che possono essere ritenuti superficiali o opportunamente ritirati.
Nel frattempo è chiaro che io approfitterei della pausa sulla sanità per reintrodurre un argomento urgente che è quello delle province. Ecco!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente,è chiaro che il Regolamento va applicato, così come lei molto correttamente fa, però io credo che la questione pregiudiziale vada posta anche nei momenti nei quali il Consiglio ravvisasse che si sono verificate delle condizioni di una gravità tale da imporre di sospendere l'esame di un testo di legge per affrontarne un altro che è straordinariamente più importante.
Ora, senza levare niente alla legge che stiamo esaminando e che non prevede per il momento la tutela della salute pubblica, ma prevede altre questioni, io credo che in questo momento il Consiglio debba essere chiamato a discutere un argomento straordinariamente importante non solo per tutte le considerazioni che ha fatto l'onorevole Biancareddu, ma per altre che se ne possono aggiungere.
Ricordo ai colleghi che il presidente D'Alema, dico Presidente dei DS ed ex Presidente del Consiglio, titolo che comunque gli rimane, oggi vice premier, tra le altre cose ha detto anche che il personale delle vecchie province non può, in nessun caso, essere trasferito alle nuove. Ora capite che questo pone un problema straordinariamente drammatico nel senso che le vecchie province, avendo visto ridotte le loro competenze e avendo visto ridotto il loro territorio, dovrebbero comunque farsi carico di una serie di funzioni, e soprattutto di un aggravio di personale, che non può essere assolutamente sostenuto. Ora come si può pensare…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Diana, lei continua a parlare di un argomento che non è in discussione. Colleghi, non va bene questo modo! Lei dica "voglio che la legge venga riportata in Commissione, poi presenterò una mozione, poi farò quello che il Regolamento prevede perché un altro argomento, che io giudico di straordinaria urgenza, venga discusso in Aula". Ma così non va bene! Chiedo scusa se vi richiamo ripetutamente, siamo tra di noi tolleranti, ma insomma prende una piega diversa la discussione.
DIANA (A.N.). Non c'è dubbio, lei ha perfettamente ragione, però io le do almeno un elemento che impone che questo avvenga. Ed è l'articolo 2, già votato peraltro in quest'Aula, che recita "Aziende sanitarie locali… a) Azienda sanitaria locale n. 1 di Sassari coincidente con l'ambito territoriale della Provincia di Sassari". Fatemi capire, c'è l'Ogliastra, c'è il Medio Campidano, c'è la Gallura, debbono o non debbono coincidere? Non è meglio che noi decidiamo esattamente se le nuove province debbano rimanere in piedi oppure no?
PRESIDENTE. Non mi risulta, onorevole Diana, che le dichiarazioni dell'onorevole D'Alema o di altri abbiano modificato la legislazione regionale, quindi siamo a legislazione vigente, quando la modificheremo vuol dire che, conseguentemente, modificheremo le leggi che da questa derivano.
(Non è approvata)
Colleghi, torniamo all'esame dell'articolo 6. E' stato presentato l'emendamento numero 127, di sintesi degli emendamenti numero 99 e 73.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 127:
EMENDAMENTO sostitutivo parziale, di sintesi degli emendamenti 99 e 73, MASIA - LANZI - COCCO - UGGIAS -LAI - PACIFICO - FRAU - IBBA
Art. 6
Il primo periodo del comma 3 sino alle parole "delle Aziende sanitarie" è sostituito dal seguente:
"3. In relazione alle strutture a più elevata complessità presso il competente Assessorato regionale è costituito un apposito nucleo tecnico per le autorizzazioni e gli accreditamenti, composto da personale regionale, delle Aziende sanitarie e, qualora necessario, da professionisti esterni al sistema sanitario nazionale con qualificazione sanitaria e/o tecnica adeguata". (127).)
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 6. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Chiedo scusa. Volevo ricordare all'Assessore che faceva parte dell'emendamento di sintesi la necessità di chiarire che, in ambito di Regolamento, ci sarebbe stata attenzione al fatto che, per quanto riguarda il nucleo tecnico per le autorizzazioni e accreditamenti, non ci sarebbe stato un conflitto, diciamo, di interessi sotto il profilo di soggetti che, appartenenti ad una ASL, svolgano quella funzione per la stessa ASL. Siccome faceva parte dell'intesa tra maggioranza e opposizione nella valutazione di questo emendamento, volevo ricordarlo all'Assessore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Mi impegno, la Giunta si impegna, nel momento in cui si farà il provvedimento attuativo, a tenere conto di questa osservazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, solo per chiedere di aggiungere la mia firma all'emendamento, rappresentandolo così anche agli altri colleghi.
(E' approvato.)
(Non è approvato.)
L'emendamento numero 100 è decaduto.
Passiamo all'esame dell'articolo 10. All'articolo 10 sono stati presentati venti emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti
Art. 10
Direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo
1. Il direttore generale è responsabile della gestione complessiva dell'azienda sanitaria, ne ha la rappresentanza legale e nomina i responsabili delle strutture operative secondo i criteri e le modalità stabiliti dalla normativa nazionale. La nomina, la conferma e la revoca, nonché lo stato giuridico e il trattamento economico del direttore generale sono disciplinati dall'articolo 3 bis del decreto legislativo n. 502 del 1992 nel testo vigente al 31 dicembre 2005, avendo precipuo riguardo ai criteri di valutazione e all'assegnazione degli obiettivi di cui al comma 1 dell'articolo 16.
2. Il direttore generale attribuisce gli incarichi di cui al comma 2 dell'articolo 15 ter del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni, curando la trasparenza del procedimento e attenendosi ai criteri di professionalità, attitudine gestionale e rispondenza alla programmazione aziendale e agli obiettivi assegnati dalla Regione. Il mantenimento degli incarichi conferiti è correlato al raggiungimento degli obiettivi di budget annualmente assegnati dalla direzione aziendale.
3. Ove ricorrano gravi motivi la Giunta regionale può disporre la sospensione cautelare del direttore generale dall'incarico, per un periodo di tempo determinato e di norma non superiore a sessanta giorni; in tal caso può nominare un commissario straordinario, scelto tra il personale con qualifica dirigenziale dell'Amministrazione regionale o delle aziende sanitarie, al quale spetta un'indennità non superiore a quella percepita dal direttore generale.
4. Trascorsi diciotto mesi dalla nomina di ciascun direttore generale, la Giunta regionale verifica i risultati aziendali conseguiti e il raggiungimento degli obiettivi di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 16 e, sentito il parere della Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria di cui all'articolo 15 ovvero, per le aziende ospedaliere, della Conferenza permanente Regione-enti locali, procede o meno alla conferma entro i tre mesi successivi alla scadenza del termine. La disposizione si applica in ogni altro procedimento di valutazione dell'operato del direttore generale, salvo quanto disposto dal comma 5.
5. Quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione di leggi o del principio di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione, la Giunta regionale risolve il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale e provvede alla sua sostituzione, previo parere della Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria. Si prescinde dal parere nei casi di particolare gravità e urgenza. La Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria ovvero, per le aziende ospedaliere, la Conferenza permanente Regione-enti locali, nel caso di manifesta inattuazione del programma sanitario annuale e del programma sanitario triennale di cui al comma 3 dell'articolo 13, possono chiedere alla Giunta regionale di revocare il direttore generale o di non disporne la conferma, ove il contratto sia già scaduto.
6. In caso di revoca del direttore generale, la Giunta regionale, ove non abbia proceduto alla nuova nomina, può nominare, per un periodo di tempo non superiore a sessanta giorni, un commissario straordinario al quale si applica quanto disposto dal comma 3.
7. Il direttore sanitario e il direttore amministrativo sono nominati dal direttore generale e partecipano alla direzione dell'azienda secondo quanto disposto dai commi 1 quinquies e 7 dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni, fatto salvo quanto previsto dalla lettera e) del comma 4 dell'articolo 9. Costituiscono requisiti:
a) per la nomina a direttore sanitario:
1) titolo di laurea in medicina e chirurgia;
2) età non superiore ai sessantacinque anni;
3) esperienza quinquennale, svolta nei dieci anni precedenti la nomina, di direzione tecnico-sanitaria in strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione in posizione dirigenziale con autonomia gestionale e diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche e finanziarie;
b) per la nomina a direttore amministrativo:
1) titolo di laurea in discipline giuridiche o economiche;
2) età non superiore ai sessantacinque anni;
3) esperienza quinquennale, svolta nei dieci anni precedenti la nomina, di qualificata attività di direzione tecnico-amministrativa in enti o strutture sanitarie, pubbliche o private o in enti pubblici o privati di media o grande dimensione, in posizione dirigenziale con autonomia gestionale e diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche e finanziarie.
8. I direttori generali, sanitari e amministrativi devono produrre, entro diciotto mesi dalla nomina, il certificato di frequenza del corso di formazione di cui ai commi 4 e 9 dell'articolo 3 bis del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni. Ove ricorrano gravi motivi gli incarichi di direttore sanitario o di direttore amministrativo possono essere sospesi o revocati dal direttore generale. Il direttore sanitario e il direttore amministrativo cessano dall'incarico non oltre sessanta giorni dalla data di nomina di un nuovo direttore generale, salvo conferma.
9. La funzione di direzione sanitaria è incompatibile con lo svolgimento di attività assistenziale.
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 10
Al comma 2 dell'articolo 10 le parole "Il mantenimento degli incarichi conferiti è correlato al raggiungimento degli obiettivi di budget annualmente assegnati dalla direzione aziendale" sono soppresse. (31)
Emendamento soppressivo parziale Atzeri - Scarpa.
Articolo 10
Art. 10, comma 2:
Sopprimere le parole da "il mantenimento" a "direzione aziendale". (113)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 10
Al comma 4 dell'articolo 10 le parole "sentito il parere della Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria di cui all'articolo 15 ovvero, per le aziende ospedaliere, della Conferenza permanente Regione-enti locali" sono soppresse. (32)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 10
Al comma 5 dell'articolo 10 le parole da "previo parere della Conferenza provinciale ..." alla fine del comma sono soppresse. (33)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Oppi - Cappai - Vargiu - Liori - Licandro - Gallus.
Articolo 10
Al comma 5 le parole "si prescinde dal parere nei casi di particolare gravità e urgenza" sono soppresse. (97)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 10
Al comma 7 dell'articolo 10 le parole da "...fatto salvo" a: "...dell'articolo 9" sono soppresse. (91)
Emendamento soppressivo parziale Atzeri - Scarpa.
Articolo 10
Art. 10, comma 2:
Sopprimere l'espressione "svolta nei dieci anni precedenti la nomina". (114)
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 10
Al punto 3 della lettera b) del comma 7 dell'articolo 10 le parole da "...o enti pubblici o privati di media o grande dimensione" sono soppresse. (88)
Emendamento soppressivo parziale Atzeri - Scarpa.
Articolo 10
Art. 10, comma 7, lettera b), n. 3):
Sopprimere la frase "o in enti pubblici o privati di media o grande dimensione". (117)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 10
Al comma 2 dell'articolo 10 le parole "di budget annualmente assegnati dalla direzione aziendale" sono sostitute dalle parole "secondo le modalità previste dal comma 5 dell'articolo 15 del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche ed integrazioni". (4)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 10
Al comma 1 dell'articolo 10 dopo le parole "...articolo 3 bis" sono aggiunte le seguenti parole: "...e sal comma 6 dell'articolo 3...". (90)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Cappai - Licandro - Gallus.
Articolo 10
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1 bis. Costituiscono oltre quanto previsto al precedente comma 1 requisiti per la nomina a direttore generale:
a) età non superiore a 65 anni;
b) iscrizione nell'apposito elenco regionale degli aspiranti alla nomina ex articolo 10 bis.". (92)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 10
Al comma 7 dell'articolo 10 dopo le parole "...costituiscono requisiti" sono aggiunte le seguenti: "...oltre che quelli previsti dal comma 11 dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 502 del 1992, i seguenti". (89)
Emendamento aggiuntivo Gallus - Liori - Ladu - Murgioni - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Licandro - Capelli.
Articolo 10
Nel comma 7 dell'articolo 10 alla lettera a) dopo il punto 1 è inserito il seguente:
"1 bis). titolo di specializzazione in Igiene e medicina preventiva". (76)
Emendamento aggiuntivo Atzeri- Scarpa.
Articolo 10
Art. 10, comma 7 lettera a), n. 3):
Aggiungere dopo le parole "la nomina di" le parole "qualificata attività di". (115)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Scarpa.
Articolo 10
Art. 10, comma 7 lettera a), n. 3):
Aggiungere dopo le parole "tecnico-sanitaria in" le parole "enti o". (116)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Cappai - Vargiu - Licandro - Gallus - Liori.
Articolo 10
Dopo il punto 3 della lettera a) del comma 7 dell'articolo 10 è aggiunto il seguente punto:
"4) Iscrizione nell'apposito elenco di cui all'articolo 10 bis". (96)
Emendamento aggiuntivo Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 10
Al comma 7 dell'articolo 10, nella lettera b) del punto 3 dopo la parola "esperienza" è inserita la parola "almeno". (57)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Cappai - Vargiu - Liori - Licandro - Gallus.
Articolo 10
Dopo il punto 3 della lettera b) del comma 7 dell'articolo 10 è aggiunto il seguente punto:
"4) Iscrizione nell'apposito elenco di cui all'articolo 10 bis". (95)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Oppi - Cappai - Vargiu - Liori - Licandro - Gallus.
Articolo 10
Dopo l'articolo 10 è aggiunto il seguente articolo:
"10/bis
Elenchi regionali per gli aspiranti alla nomina di direttore generale,
direttore amministrativo, direttore sanitario.
1. Sono istituiti numero tre elenchi regionali dei soggetti in possesso dei requisiti per lo svolgimento delle funzioni di:
1) direttore generale;
2) direttore amministrativo;
3) direttore sanitario.
2. Gli elenchi di cui al comma 1 sono predisposti da una commissione composta da tre membri, individuati tra soggetti estranei all'Amministrazione regionale, alle aziende sanitarie, ospedaliere e ospedaliero-universitarie della Regione. I componenti la commissione, in possesso di comprovate competenze ed esperienze nel settore dell'organizzazione dei servizi e/o in materie giuridiche ed amministrative coerenti con il compito a loro da affidare, sono nominati:
- uno dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale;
- due dal Consiglio regionale, di cui uno su proposta della minoranza.
3. La commissione, che si riunisce almeno due volte l'anno, in seduta ordinaria ed in seduta straordinaria ogni qualvolta richiesto dall'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, cura la tenuta e l'aggiornamento degli elenchi accertando la sussistenza dei requisiti per gli incarichi.
4. Le domande di iscrizione agli elenchi di cui al comma 1 sono presentate dagli interessati secondo le modalità predisposte dall'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale." (94).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà .
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, credo che questo sia uno degli articoli tra i più complessi di questa legge. A mio avviso, se non modificato adeguatamente (in tal senso noi abbiamo proposto tutta una serie di emendamenti modificativi), credo che possa esporci a tutta una serie di contenziosi che, ahimè, sono già alti nel settore, per quanto riguarda la sanità, proprio nella determinazione di alcuni criteri.
Partiamo dal comma 1 dell'articolo 10 che riguarda, appunto, la figura del direttore sanitario. Si dice che i criteri, il trattamento giuridico, il trattamento economico, la nomina, la conferma, la revoca del direttore sono disciplinati dall'articolo 3 bis del decreto legislativo 502. Io credo (e suggerisco con alcuni emendamenti, tra quelli presentati all'articolo 10) che non sia sufficiente richiamare soltanto l'articolo 3 bis del "502". I requisiti di nomina, infatti, del direttore generale sono contenuti anche nell'articolo 3 del "502", esattamente al comma 6.
Nell'articolo 3, a sua volta, viene richiamato il "512" del 1994, il quale, oltre che definire ancor meglio i requisiti necessari per ricoprire la carica di direttore generale, precisa anche le condizioni in cui non si deve trovare il direttore generale, cioè le situazioni di incompatibilità. Esattamente, queste situazioni di incompatibilità sono richiamate nei commi 9 e 11 dell'articolo 3 del "502" del 1992, perciò, nel momento in cui noi dobbiamo accettare o prendere in considerazione la domanda di un direttore generale, non basta acquisire solo ed esclusivamente i titoli, ma si deve verificare anche che non sussistano cause di incompatibilità della carica. E queste non sono richiamate dal "3 bis" del "502", ma anche dall'articolo 3.
Cosa significherebbe non richiamare anche il "512" del 1994, che è collegato al comma 6? Può dare luogo, sicuramente, a dei contenziosi, ponendo quindi in dubbio che, in Sardegna, possano essere nominati dei direttori generali anche se rientrano nelle ipotesi di incompatibilità previste dai commi 9 e 11 dell'articolo 3 del "512".
I richiami che ho fatto (che sicuramente per molti sono semplici numeri che sono stati captati dall'apparato uditivo in questo momento, ma che sicuramente non hanno costituito un momento di riflessione, salvo poi dovercene ricordare quando andremo a pagare gli avvocati che saranno chiamati a difendere l'istituzione regionale dai contenziosi, appunto, davanti al TAR) di tutti questi numeri, sono a tutela di un procedimento di garanzia e di trasparenza.
A tal fine, abbiamo proposto anche degli emendamenti che vanno a normare i criteri e le regole per poter accedere alla nomina di direttore generale, direttore amministrativo e direttore sanitario. Quindi, con alcuni emendamenti, normiamo il cosiddetto bando o il cosiddetto albo dei direttori generali, che non denominiamo albo, ma semplicemente "elenco dei direttori generali", all'interno del quale, secondo la discrezionalità, l'autonomia, più che la discrezionalità, dovuta all'apparato esecutivo, appunto, alla Giunta, si può attingere per la nomina del direttore generale. Allora, perché non normare nello stesso modo anche il ruolo del direttore sanitario e del direttore amministrativo?
Continuando per quanto riguarda i requisiti richiesti per il direttore sanitario ed amministrativo, al punto 3 della lettera b) del comma 7 dell'articolo 10 che abbiamo in discussione, proponiamo di abrogare la dicitura "o in enti pubblici o privati di media o grande dimensione". Cosa vuol dire questo? Vuol dire che il direttore amministrativo, in piena sintonia e non in attrito completo con il "502", non può che essere un qualificato dirigente tecnico amministrativo di enti o strutture sanitarie.
C'è anche un altro emendamento che propone l'abolizione del termine "enti o strutture sanitarie", in quanto alla data odierna, ad oggi, non esistono più gli enti sanitari, che invece noi richiamiamo ancora nel testo di legge. Al dire poi che la dicitura "enti sanitari" è proposta dal "502", dobbiamo ricordare che il "502" è datato, è del 1992, perciò in quel momento era più che giustificato perché gli enti sanitari esistevano, cosa che non si può verificare ai nostri tempi.
Cosa vuol dire questo? Questa è una norma sanatoria. E' noto a tutti, e soprattutto all'Esecutivo, che alcuni direttori amministrativi e sanitari, nominati nell'ultima tornata, non rispondono ai requisiti del "502". Ricordo anche al Consiglio… non ho più voglia di parlare, Presidente!
Fate un po' come vi pare!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, intervengo sull'articolo 10, e specificatamente sull'emendamento numero 76, presentato a firma, appunto, mia, Liori, Ladu, Murgioni, Diana e più, per ribadire un concetto,già più volte espresso sia in Commissione e sia in Aula avantieri, che riguarda i requisiti che dovrebbe avere il direttore sanitario.
Per noi, oltre a laurea in medicina e chirurgia, sulla quale non si discute neppure (la specializzazione in igiene e medicina preventiva sarebbe stata anche meglio, soprattutto nell'area di sanità pubblica sarebbe stata imprescindibile), la specializzazione è uno dei titoli che dovrebbero essere richiesti. Perché? Perché, è ovvio, i giovani medici sono stati formati per rispondere a determinate richieste che, in una specialità come quella di igiene, vi assicuro, sembra che abbia molti sbocchi, mentre invece ne ha relativamente pochi; di conseguenza, togliere a questi giovani o meno giovani la possibilità di accedere a un incarico come questo mi sembra contraddittorio, cioè formiamo le persone per poi lasciarle sulla strada.
Dire quindi sì alla nostra richiesta (che è suffragata e supportata anche dalle conferenze che sono tenute a livello scientifico che credono, appunto, che le persone di questo settore debbano ricoprire certi ruoli) credo che sarebbe un buon segno che si potrebbe dare, anche perché così potremmo dire che non si fanno le solite nomine clientelari, non si nominano i direttori sanitari per una tessera politica e non si nominano i direttori sanitari per delle amicizie che possono avere e che possono, appunto, sfruttare in queste occasioni.
Noi siamo convinti che questo emendamento debba essere supportato in quel processo di riforma che si vuole attuare nella sanità sarda e, ripeto, anche per dare delle risposte a chi ha intrapreso questa specializzazione proprio per una possibilità di sbocco che potrebbe essere questo.
Ripeto, è stato detto in Commissione che si rischiava di doverci rivolgere, come è successo per altri incarichi, devo dire, a delle professionalità che magari non erano in Sardegna per il risicato numero di specialisti in tale materia; Ma, guardate, io vi assicuro (avendo frequentato anch'io la scuola di specializzazione, non sono un igienista, comunque, quindi posso tranquillizzare i colleghi, non parlo a titolo personale) che, dal 1996, da quando si sono formati i primi igienisti ad oggi, sono circa un centinaio i colleghi che hanno questa specialità, questo appello che faccio, lo faccio anche per loro. Vi ringrazio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, credo che questo sia un bell'articolo, l'articolo 10, un articolo di cui andare sicuramente, giustamente, orgogliosi nel senso che è un bell'articolo soprattutto per coloro i quali hanno l'avventura di fare i direttori generali.
Insomma, va detto con chiarezza: "Questa Giunta non si fida dei direttori generali". Non che abbia tutti i torti, nel senso che anche io non mi fido di questi direttori generali che sono stati messi a dirigere l'azienda con criteri ballerini e sulla base, parecchi, di benemerenze note soltanto alla Giunta e ai direttori generali. Però, se i direttori generali sono sintonizzati con la Giunta regionale, perché scelti dalla Giunta regionale, e sono con la Giunta regionale corresponsabili degli indirizzi fondamentali per il cambiamento della sanità sarda, beh, io mi aspetterei che i direttori generali vengano messi in condizione di poter esercitare il loro mestiere. Quindi, non mi aspetterei una legge che metta dei cavalli di Frisia intorno ai direttori generali, una legge che costringa i direttori generali a sentirsi dentro una gabbia, il cui contenuto, cioè il direttore generale, può essere azzannato e morsicato da chiunque.
Io non so quanti dei colleghi del centrosinistra, a parte quelli che siedono in Commissione sanità, si siano letti la legge. Sarei curioso di saperlo, nel senso che magari quelli che hanno letto la legge possono anche fare un intervento in Aula sulla legge, e dire qual è l'impressione loro sulla legge. Io credo che un consigliere regionale, cioè una persona dotata di metodo, quindi una persona che più o meno negli anni si è fatta un'idea di quali sono le leggi che funzionano e quelle che, purtroppo, poi, prevedono una serie di meccanismi, di vincoli, di intrecci, di competenze, per cui alla fine la legge non funziona, grosso modo, quest'idea l'abbia.
Credo che l'abbia qualunque consigliere regionale, anche non esperto di problemi di sanità, perché non tutti, ovviamente, siamo esperti di tutti i problemi, quando il collega Pirisi parla di urbanistica, io cerco di interloquire, ma con una competenza ben diversa da quella che, ovviamente, dal punto di vista tecnico possiede il collega Pirisi. E' normale che ognuno di noi abbia delle aree in cui ha maggiore capacità di approfondimento e aree in cui tende ad affidarsi al ragionamento dei colleghi e quindi tenta di capire il ragionamento dei colleghi. Allora, io faccio questo ragionamento al collega Pirisi, che probabilmente di sanità non si occupa, e gli dico: "Collega Pirisi, leggiti la legge, leggiti l'articolo 10, e dopo che te lo sei letto dimmi se ritieni che l'infernale sistema messo in piedi dall'articolo 10 sia un sistema che possa funzionare, ma non un sistema che possa funzionare per una maggioranza o un sistema che possa funzionare per una Giunta, un sistema che possa funzionare per gestire qualcosa, per gestire qualsiasi cosa".
I poveri direttori generali che hanno l'avventura di operare nella Regione Sardegna (tanto male abbiamo detto di questi direttori continentali), io credo che, nel momento in cui se ne andranno, dovremo accompagnarli alla nave o all'aereo, magari rischiando anche di rimanere qualche ora in aeroporto perché l'aereo è in ritardo, però, credo che dovremo accompagnarli e fare loro anche qualche scusa, perché se i risultati che avranno conseguito non saranno stati pari alle attese, certamente, una parte di colpa è loro, ma una parte è anche colpa degli strumenti che stiamo mettendo loro a disposizione. Questi strumenti non possono servire per gestire alcunché, neanche un condominio, perché se il capo di un condominio fosse sottoposto al sistema vincolistico al quale noi stiamo sottoponendo i direttori generali, probabilmente, o ci farebbe una richiesta dal punto di vista economico-finanziario che sia sufficiente per sanare il danno biologico che la gestione impossibile di quel condominio sta determinando, oppure ci direbbe di cercare un altro capo condominio.
Quindi, io vorrei soltanto soffermarmi su alcune cose. Per esempio, su cose che rappresentano alcune perle di questa legge, come il comma 4: "Trascorsi diciotto mesi… la Giunta regionale verifica i risultati aziendali". Mi direte: "E ci mancherebbe altro", anzi, li fa anche trascorsi sedici mesi, quattordici, dodici, la Giunta regionale deve verificare costantemente i risultati aziendali, però, c'è sempre la perla e se per caso gli obiettivi non ci sono, perché non sono stati raggiunti, gli obiettivi sono ovviamente obiettivi di coerenza con la programmazione regionale, nel senso che voi immaginatevi l'azienda, l'azienda ha soprattutto una competenza gestionale, quindi, la Regione le ha dato delle indicazioni, l'azienda obbedisce alle indicazioni e attua. Qualora non avesse attuato, chi è che giudica che non ha attuato? Voi direte: quello che ha dato loro gli obiettivi, cioè la Giunta regionale, sì, la Giunta regionale, ma c'è anche la Conferenza permanente Regione-Enti locali, e c'è anche la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria di cui all'articolo 15, quindi, questo povero direttore generale non deve rispondere soltanto alla Giunta che gli ha detto di cercare di risparmiare garantendo gli obiettivi della salute, no, deve rispondere anche al sindaco di Muravera e a tutto quanto l'entourage del sindaco di Muravera che gli ricordano che ha chiuso il reparto di Ostetricia a Muravera, a ciò lui replica di aver chiuso Ostetricia perché gliel'ha detto l'Assessore in quanto non raggiungeva i parametri previsti. Ma ancora, insistendo sul fatto che l'Ostetricia di Muravera non si doveva chiudere per un problema sociale, si paventa la richiesta della sua rimozione all'Assessore regionale della sanità. Questa veramente è la competenza della Conferenza provinciale, perché nel caso in cui la Conferenza provinciale permanente Regione-Enti locali si rende conto di una inadempienza di questo genere, va dall'Assessore e chiede di revocare il direttore generale o di non disporne la conferma.
La Conferenza ha tutta una serie di altri atti, ai quali è comunque deputata, anche differenti: "Quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione di leggi…", cioè nel caso in cui si è accertato che il direttore generale sia un delinquente, perché se c'è una grave violazione di legge vuol dire che qualcuno l'ha denunciato e qualcuno ha accertato che la legge è stata violata. In questo caso chi dite che debba controllare il direttore generale? Beh, sarebbe chiaro che dovrebbe essere la Giunta regionale a dover prendere questo direttore generale, che ha violato la legge e che è stato "cuccato" mentre faceva delle cose per le quali, chiunque di noi le facesse, finirebbe prima in tribunale, e poi dal tribunale, senza passare dal via, in galera, e a dirgli che non solo va via, ma va via con ignominia perché ha infangato, oltre che il suo buon nome, anche il buon nome di chi lo ha nominato.
No, non è così! Ci vuole il parere della Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria cioè questo si è reso colpevole di violazione di legge o del principio di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione, che mi sembra che sono comunque violazioni di legge ugualmente, e la Giunta regionale, prima di dargli un calcio nel sedere, deve convocare la Conferenza provinciale sanitaria, oppure la Conferenza permanente Regione-Enti locali, nel senso che non è sufficiente che questo si sia reso, violando la legge, responsabile di un reato, se prima la Conferenza A e la Conferenza B (due delle varie Conferenze che infarciscono questa legge, rendendola più un seminario di studio che un atto legislativo adatto a risolvere i problemi della sanità in Sardegna), insomma due di queste Conferenze non entrano nel merito e discutono insieme alla Giunta sull'opportunità che questo lestofante, che ha violato la legge, debba andare via o non andare via.
Signori, io credo che, purtroppo, poco si possa fare da parte dei banchi della minoranza, nel tentare di cambiarvi il DNA, nel senso che una parte del DNA della sinistra italiana è questo, noi avremo per conto nostro mille difetti, cioè questa parte politica che io, in parte o totalmente, rappresento, ha senz'altro dei difetti, li ammettiamo, ma una parte dei difetti, un difetto che avete voi, è quello che, in ogni cosa, ci devono essere sette conferenze, quattro comitati, tre controllori e, possibilmente, tutti si controllano gli uni con gli altri, basta che ci sia poi alla fine, come risultato, il non funzionamento del sistema. Questa è stata l'occasione per ribadirvelo ancora una volta, ci sono degli emendamenti di buon senso che voi potreste accettare e ridurre l'effetto negativo di questa vostra tara genetica, se lo volete, ve li stiamo mettendo a disposizione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, l'onorevole Vargiu mi ha dato alcuni spunti per interloquire, visto che, non essendo un tecnico della materia, ho il diritto ad interloquire, altro no, ma questo articolo 10 contiene al suo interno tutta una serie di problemi già abbondantemente sollevati anche nella discussione generale, io mi permetto di sollevare, di nuovo, alcuni problemi relativi, per esempio, al comma 1 dell'articolo 10, ove si fa riferimento al comma 1 dell'articolo 16, si fa riferimento, e solo riferimento, all'articolo 16. Quando poi si va al comma 4 dell'articolo 10, quello citato dall'onorevole Vargiu,dove si dice "Trascorsi diciotto mesi dalla nomina di ciascun direttore generale, la Giunta regionale verifica i risultati conseguiti…", qui viene richiamato ancora l'articolo 16, ma guarda caso scompare una lettera, la lettera c), Assessore, le sarò grato se poi mi darà una spiegazione. Dicevo, che mentre nel comma 1 dell'articolo 10 viene richiamato il comma 1 dell'articolo 16, nel comma 4, sempre dell'articolo 10, quando la Giunta dovesse verificare, dico dovesse, perché non sta scritto da nessuna parte che lo farà, viene citato di nuovo l'articolo 16, ma questa volta per le lettere a) e b), non considerando la lettera c).
Ora, questo povero direttore generale, povero fra virgolette, che viene sottoposto, comunque, ad un controllo, alla fine della giostra, scompare la lettera c) del comma 1 dell'articolo 16 nella quale, guarda caso, si dice che la Giunta regionale: "stabilisce i criteri e i parametri per le valutazioni e le verifiche relative al raggiungimento degli obiettivi di cui alle lettere a) e b), nonché il raccordo tra queste e il trattamento economico aggiuntivo dei direttori generali…". Ora è chiaro che il direttore generale deve sapere che si deve attenere alla lettera a), alla lettera b) e quindi anche alla lettera c).
Io credo, Assessore, che con tutta la buona volontà che ci avete messo nel pensare di poter rimuovere un direttore generale a seguito del mancato raggiungimento degli obiettivi che la Regione stabilisce, in questo caso è l'Assessorato che stabilisce, si dice proprio nell'articolo 16, lo richiamo perché è importante che la Giunta regionale "definisce", "assegna" e "stabilisce". La Giunta regionale! Tutto ciò che riguarda invece gli enti locali, la Conferenza, scompare, cioè nell'articolo 16 chi è che stabilisce ciò che il direttore generale deve fare? Chi è che impone al direttore generale ciò che deve rispettare? La Giunta regionale. E il ruolo degli enti locali dove va finire? Cioè la Giunta prima sente gli enti locali, la Conferenza d'azienda, il Consiglio delle autonomie, e poi decide, sulla base dell'articolo 16?
Vede, Assessore, per l'esperienza che ognuno di noi ha maturato, chi molta, chi poca, ma ognuno di noi credo che abbia ricoperto incarichi di pubblico amministratore, lei sa benissimo che delegittimare un direttore generale, o un dirigente di un ente locale, sulla base di una normativa che fa capo a questo articolo, è pressoché impossibile, perché stabilire esattamente e dimostrare che quel direttore generale non ha raggiunto gli obiettivi è pressoché impossibile. Pensate che si dice in un comma "quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo". Assessore, questo grave disavanzo a cosa fa capo? C'è una percentuale che deve essere stabilita? Perché, per esempio, nella normativa nazionale è stabilito il 5 per cento; se non è così, lo dica lei all'Aula, ma la decisione nello stabilire che è grave il disavanzo, di chi è, della Giunta regionale? Che quindi, volta per volta, può stabilire se è grave o non è grave, o se è meno grave?
Allora io credo, invece, che questo direttore generale lo debba avere proprio come un segno già dal momento in cui viene individuato e viene nominato, cioè deve sapere che se il disavanzo non rispetta certi parametri, viene revocato in automatico; invece no! Si dice che qualora poi ricorressero questi gravi motivi o la gestione presentasse una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione delle leggi, la Giunta regionale dovrebbe risolvere il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale e provvedendo alla sua sostituzione, previo parere della Conferenza.
Voglio capire, se la Conferenza fosse contraria? La Giunta agisce comunque. Si dimostra quindi che il parere della Conferenza non ha nessun valore o altrimenti qui bisognerebbe specificare che il parere della Conferenza è un parere vincolante anche per la Giunta, ma deve essere vincolante anche al contrario, cioè a dire, quando la Conferenza d'azienda rileva che l'operato del manager non è più in sintonia con i programmi socio-sanitari del territorio, la Giunta regionale ne deve prendere atto e lo deve rimuovere.
Questo credo che sia il concetto che noi dobbiamo approvare. Io chiedo all'Assessore se è possibile dare come indicazione ad un manager un Piano esecutivo di gestione, puntuale e preciso, sul quale lo stesso direttore non possa poi appellarsi dicendo che non ha avuto gli indirizzi precisi e puntuali da parte della Giunta regionale? Se così non è, questo direttore generale sarà inamovibile, comunque e sempre, allora ha ragione l'onorevole Vargiu che la sinistra è bravissima a fare questo tipo di operazione, cioè voi vi state garantendo, per oggi e per il futuro, dei direttori generali che saranno assolutamente inamovibili, perché sarà impossibile dimostrare che non hanno seguito pedissequamente le indicazioni, i programmi, le necessità e soprattutto le risorse, perché, anche qui, uno dei cardini di questo articolo diventa il rispetto del budget. Abbiamo detto, io sono convinto di questo, che le risorse per la salute pubblica non sono mai troppe, se spese bene e quindi, prima di fare i conti di bilancio, facciamo i conti dell'assistenza e dei servizi che si riesce a dare alla cittadinanza.
Io non sono medico e mi pongo come primo problema quello della salute dei cittadini, ecco perché sono intervenuto anche sull'articolo 1, quando si è parlato di "servizi essenziali", certo, non so chi l'abbia ripreso, che "servizi essenziali" è una dicitura che viene ripresa dalla Costituzione, ma erano servizi essenziali di sessant'anni fa, Assessore, non sono i servizi essenziali di oggi, oggi ci vuole ben altro per assicurare la salute ai cittadini! Su questa e su altre questioni che solleveremo, credo che ci siano da fare molti ragionamenti e veramente, arrivati a questo punto, sarebbe veramente il caso che questa legge tornasse in Commissione perché, secondo me, è viziata da tutta una serie di incongruenze che certamente non favoriscono la salute dei cittadini.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Vorrei chiedere, anche a nome del collega Ladu, la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la verifica del numero legale, invito pertanto i colleghi a stare in Aula e a predisporsi per la votazione col sistema elettronico; l'obbligo di stare in Aula varrebbe anche per l'opposizione, onorevole La Spisa, ma mi rendo conto che…
LA SPISA (F.I.). Ci siamo.
PRESIDENTE. Sì, vedo che ha un'assistenza nutrita.
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale tramite procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 43 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS.)
Constatata la presenza del numero legale, diamo ulteriore corso ai lavori.
E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, non dobbiamo dispiacerci se si chiede il numero legale o se l'opposizione eccepisce. Questo è il nostro ruolo!
PIRISI (D.S.). E'meglio fare qualche legge, forse!
ATZERI (Gruppo Misto). La maggioranza, rassicurata per aver scritturato il Ronaldinho della sanità, qual è l'assessore Dirindin, si avventura a colmare un vuoto, proprio perché il meglio, come docente di economia sanitaria, è stata messa a dimora in questa arida terra che da vent'anni non conosce tristemente questo Piano sanitario regionale e tutto ciò che norma la tutela della salute dei cittadini.
Io, non avendo la competenza, non avendo questa plurisecolare esperienza, ho preso semplicemente l'articolo 3 del decreto legislativo numero 502 e vorrei leggerlo ai colleghi, distratti e più attenti, per dirvi come l'articolo 10 contiene, anzi è un coacervo di norme in deroga allo stesso "502". Vi leggo solo tre righe che hanno dato la possibilità ai Sardisti di presentare tre emendamenti, precisamente il "114", "115" e il "116". Il decreto legislativo (articolo 3, comma 7) dice: "Il direttore sanitario è un medico che non abbia compiuto il sessantacinquesimo anno di età e che abbia svolto per almeno cinque anni qualificata attività di direzione tecnico-sanitaria in enti o strutture sanitarie…". Con pazienza, prendiamo l'articolo 10, comma 7, farcito di queste deroghe, e vediamo che, dopo l'esperienza quinquennale, gratuitamente si dice "svolta nei dieci anni precedenti". Chiedo, cortesemente, la ratio di questo a chi ha inserito ciò che non è previsto nel "502", che parla di cinque anni. Questo è veramente un campione di fantasia legislativa! Quindi, il sospetto che si vogliano risanare situazioni incrostate, che hanno portato anche questa Giunta a individuare persone sprovviste di questi titoli, cresce preoccupantemente e ci autorizza non più ad avanzare insinuazioni, ma certezze.
Allora, in questi emendamenti che ho citato, si parla di dieci anni e basta, tutto l'altro è gratuito. Poi la "qualificata attività" la riporta, come vi ho detto poc'anzi, questo comma 7 e quindi in un emendamento l'ho dovuto aggiungere per cercare di ammorbidire questo articolo, però con molta umiltà chiedo ai componenti la Commissione, a coloro che hanno steso questo articolo e questi commi, a che cosa si sono ispirati. E quando con preoccupazione, e solo con questa, avanziamo il timore che ci siano violazioni e illegittimità così abbondanti, non lo diciamo per fare gratuito terrorismo, lo diciamo sempre con senso di responsabilità per contribuire a rendere una legge più perfetta e basta. E' questo lo spirito!
E' evidente, Presidente, che il senso di responsabilità deve costringere i consiglieri, al di là delle posizioni, a stare in Aula, però come estrema ratio, di fronte ad una maggioranza bulgara che spesso fa mancare il numero legale, si ricorre alle richieste di verifica del numero legale, all'abbandono ingiustificato dell'Aula, perché subentra l'amarezza, proprio perché i contributi, che hanno solo il desiderio di rendere perfettibile, ripeto, questa legge, vengono fatti cadere nell'indifferenza, che è la cosa peggiore, nel vuoto, come se fossero cose insignificanti.
Invece, io chiudo ricordando che il comma 7 di questo articolo 3 del "502" ci obbliga, ripeto, ci obbliga, al rispetto e non ad andare in deroga in un modo molto fantasioso e pericoloso. Per questo l'articolo 10 non può trovare la soddisfazione del Partito Sardo d'Azione e voteremo contro.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Allora, sull'emendamento numero 31, essendo coordinato sul "4", se ne propone ritiro; sull'emendamento numero 113, anche esso coordinato sul "4", idem, se ne propone ritiro. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 32, 33, 97; si esprime parere favorevole sull'emendamento numero 91 se le parole indicate e che si intendono sopprimere sono sostituite dalla seguente frase: "nel rispetto di quanto previsto dall'atto aziendale".
Sull'emendamento numero 114 si dà parere contrario perché il suo contenuto è già previsto nel "502" del 1992 e quindi è considerato pleonastico; si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 88 e 117; mentre sull'emendamento numero 4 si esprime parere favorevole. Sull'emendamento numero 90 il parere è favorevole se le parole "dal comma 6" vengono cassate e rimane soltanto "e dall'articolo 3" con tutta la parte conseguente dell'articolo. Si esprime parere contrario sull'emendamento numero 92; mentre, sull'emendamento numero 89, si esprime parere favorevole se si accetta l'inserimento, prima di "previsti dall'articolo 3", della frase: "nel rispetto di quanto" invece che le parole "oltre che quelli".
Proseguendo si esprime parere contrario sull'emendamento numero 76; si esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 115 e 116; sull'emendamento numero 96, parere contrario; mentre sull'emendamento numero 57 si esprime parere favorevole con la richiesta, per un semplice fatto di omissione nella scrittura, che il suo contenuto venga esteso anche alla lettera a), non solo alla lettera b), perché riguarda sia il direttore amministrativo, sia il direttore sanitario e l'avverbio "almeno" è applicabile a tutti e due, non ha giustificazione che possa essere applicabile solo a uno. Per finire si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 95 e 94.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme.
PRESIDENTE. Si è proposto il ritiro degli emendamenti numero 31 e 113, conseguentemente chiedo il parere agli onorevoli Vargiu e Atzeri. Va bene, non vengono ritirati.
(Non sono approvati)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 91, nel testo modificato. Si propone di sostituire la frase contenuta nell'emendamento con le seguenti parole "nel rispetto di quanto previsto dall'atto aziendale".
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Per un problema di procedura, Presidente. Su questo emendamento viene fatta una proposta da parte del relatore di maggioranza senza che ci sia nessuno dei colleghi che possa accettare o meno le modifiche.. Sì, time out.
PRESIDENTE. Io penso che le cose che vengono proposte siano state concordate, onorevole Diana, altrimenti ha ragione lei. Certo.
DIANA (A.N.). Non essendo nessuno dei colleghi in Aula, io chiedo di sapere se…
PRESIDENTE. Sì, sì, però, io accolgo queste proposte perché so che sono state concordate con i colleghi presentatori degli emendamenti.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. E' evidente!
PRESIDENTE. Onorevole Lai, intende…
LAI (D.S.). Solo per confermare ciò che lei ha detto, per garantire l'onorevole Diana.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non sono approvati)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
(Non è approvato)
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 115. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 116. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11, al quale sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e dei relativi emendamenti:
Art. 11
Collegio sindacale
1. Il collegio sindacale ha compiti di vigilanza sulla regolarità amministrativa e contabile delle aziende sanitarie locali; le sue attribuzioni e la sua composizione sono disciplinati dal comma 13 dell'articolo 3 e dall'articolo 3 ter del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni, salvo quanto previsto dalla presente legge. Le modalità di funzionamento del collegio sindacale sono specificate dall'atto aziendale, sulla base degli indirizzi di cui al comma 3 dell'articolo 9.
2. Il collegio sindacale dura in carica tre anni ed è composto da cinque membri, di cui due designati dalla Regione, uno designato dal Ministro dell'economia e delle finanze, uno dal Ministro della salute e uno designato dalla Conferenza di cui all'articolo 15.
3. Ai componenti del collegio sindacale si applicano le medesime cause di incompatibilità previste per i direttori generali; sono inoltre incompatibili coloro che ricoprono l'ufficio di direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo delle aziende sanitarie, nonché coloro che hanno ascendenti o discendenti, ovvero parenti o affini sino al quarto grado che nell'azienda sanitaria locale ricoprano l'ufficio di direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo, oppure svolgano funzioni dirigenziali nell'istituto di credito tesoriere dell'azienda medesima.
4. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i componenti dei collegi dei revisori in carica cessano dalle funzioni e i collegi medesimi sono ricostituiti secondo le disposizioni del presente articolo.
Emendamento soppressivo parziale Atzeri - Scarpa.
Articolo 11
Art. 11, comma 4: è soppresso. (118)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 11
Il comma 2 dell'articolo 11 è così sostituito:
"2. Il Collegio sindacale dura in carica tre anni ed è composto:
a) da un componente designato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale;
b) da un componente designato dal Ministro dell'economia e delle finanze;
c) da un componente designato dal Ministero della salute.". (34).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi consiglieri, intervengo per sottoporre alla loro attenzione il comma 4, che prevede, appunto, lo scioglimento di questo collegio dei revisori. Siccome questo collegio sindacale non può essere sostituito con il metodo dello spoil system, sarebbe opportuno che, alla cessazione della legislatura, fosse sciolto, perché non vedo un'analogia, appunto, collegio dei revisori e dirigenti o tutto uno staff di cui si può avvalere una nuova Giunta che subentra in un'azione di governo nuovo. Quindi, sarebbe opportuno, secondo questo emendamento, che restasse in carica per tutta la durata della legislatura.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Si esprime parere contrario sia sull'emendamento numero 118 che sull'emendamento numero 34.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12, al quale sono stati presentati otto emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti:
Art. 12
Programmazione sanitaria regionale
1. Il Piano regionale dei servizi sanitari ha durata triennale e rappresenta il piano strategico degli interventi di carattere generale per il perseguimento degli obiettivi di salute e di qualità del SSR al fine di soddisfare le esigenze specifiche della realtà regionale, anche con riferimento agli obiettivi del Piano sanitario nazionale.
2. La proposta di Piano regionale dei servizi sanitari, predisposta dall'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale ed approvata dalla Giunta regionale, è presentata al Consiglio regionale, entro il 30 giugno dell'ultimo anno di vigenza del piano in scadenza; il Consiglio regionale approva il piano dei servizi sanitari entro il successivo 31 ottobre. Spetta alla Giunta regionale approvare gli atti che costituiscono attuazione del Piano dei servizi sanitari, previo parere della competente Commissione consiliare, che lo esprime entro venti giorni dal ricevimento degli atti, trascorsi i quali il parere si intende espresso positivamente.
3. Nella predisposizione della proposta di piano di cui al comma 1, l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale promuove una larga consultazione della comunità regionale, secondo i principi stabiliti nei commi 5, 6 e 9 dell'articolo 1, assicurando altresì la consultazione dei soggetti privati di cui al comma 3 dell'articolo 1; è comunque garantita la consultazione:
a) della Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, sociale e socio-sanitaria, di cui alla legge regionale n. 23 del 2005;
b) della Consulta regionale per i servizi sociali, sociosanitari e sanitari di cui alla legge regionale n. 23 del 2005, ove istituita;
c) delle Università di Cagliari e di Sassari;
d) dei rappresentanti degli ordini e collegi delle professioni sanitarie.
4. La Giunta regionale può presentare al Consiglio regionale, entro il 31 ottobre del secondo anno di vigenza del Piano di cui al comma 1, una proposta di adeguamento del medesimo tenuto conto di eventuali priorità emergenti. La proposta di adeguamento è approvata con le modalità di cui al comma 2.
5. Il piano regionale dei servizi sanitari:
a) illustra le condizioni di salute della popolazione presente sul territorio con particolare riguardo alle disuguaglianze sociali eterritoriali nei confronti della salute;
b) indica le aree prioritarie di intervento ai fini del raggiungimento di obiettivi di salute, anche attraverso la predisposizione di progetti obiettivo;
c) individua gli strumenti finalizzati ad orientare il SSR verso il miglioramento della qualità dell'assistenza;
d) fornisce indirizzi relativi alla formazione ed alla valorizzazione delle risorse umane;
e) indica le risorse disponibili e le attività da sviluppare;
f) fornisce criteri per l'organizzazione in rete dei servizi sanitari;
g) definisce la rete ospedaliera
h) individua le priorità e gli obiettivi per la programmazione attuativa locale.
Emendamento soppressivo parziale Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 12
Al comma 4 dell'articolo 12 le parole da "...entro il..." fino a "...comma 1" sono soppresse. (98)
Emendamento sostitutivo parziale Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 12
Al comma 3 dell'articolo 12 le parole da "...una larga..." fino a "stabiliti nei" sono sostituite dalle seguenti: "...una fase di concertazione con i soggetti di cui ai...". (85)
Emendamento sostitutivo parziale Capelli - Oppi - Licandro - Cappai.
Articolo 12
Al comma 3 dell'articolo 12 le parole "...è comunque garantita la consultazione." sono sostituite dalle seguenti: "...alla predetta fase concertativa devono inoltre partecipare..". (86)
Emendamento aggiuntivo Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Frau - Ibba.
Articolo 12
Al comma 2 dell'articolo 12 dopo le parole "servizi sanitari." È aggiunta la seguente frase "I regolamenti, le linee guida e i progetti-obiettivo presenti nel Piano regionale dei servizi sanitari sono adottati dalla Giunta regionale". (58)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Scarpa.
Articolo 12
Art. 12, comma 2:
Aggiungere dopo le parole "previo parere" la parola "vincolante". (119)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Scarpa.
Articolo 12
Art. 12, comma 3:
Dopo la lettera d) aggiungere il seguente testo:
"e) dei rappresentanti delle formazioni sociali provate non aventi scopo di lucro e impegnate nel campo dell'assistenza sociale sanitaria;
f) delle organizzazioni sindacali degli operatori pubblici e provati e delle strutture provate accreditate dal Servizio sanitario;
g) del Consiglio delle autonomie locali.". (120)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 12
Al comma 3 dell'articolo 12, dopo la lettera d) è aggiunta la seguente:
"e) della Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale di cui fanno comunque parte rappresentanti delle autonomie locali, nonché rappresentanti delle formazioni sociali provate non aventi scopo di lucro impegnate nel campo dell'assistenza sociale sanitaria, delle organizzazioni sindacali degli operatori pubblici e privati e delle strutture provate accreditate dal Servizio sanitario.". (35)
Emendamento aggiuntivo Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Frau - Ibba.
Articolo 12
Alla lettera g) del comma 5 dell'articolo 12, alla frase "definisce la rete ospedaliera" aggiungere "riguardo alla distribuzione dell'offerta dei posti letto pubblici e privati fra le aziende sanitarie locali e ospedaliere la presenza nelle aziende sanitarie delle diverse discipline, nonché l'individuazione dei Centri di riferimento di livello regionale".(81).)
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 98, 85 e 86. Si esprime parere favorevole sull'emendamento numero 58; mentre si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 119, 120 e 35. Infine parere favorevole sull'emendamento numero 81.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Per quanto riguarda l'emendamento numero 98, ieri sera, in occasione della discussione, avevamo convenuto che potevamo accoglierlo, quindi la Giunta esprime parere positivo, ma credo che sia condiviso anche dalla Commissione, evidentemente c'è stato un equivoco nell'esposizione; inoltre sull'emendamento numero 58, ovviamente, c'è parere positivo ma, alla luce della discussione avvenuta ieri sera, erano state proposte delle modifiche e, in particolare, cancellare la prima parola "I regolamenti" e far partire l'emendamento da "Le linee guida e i progetti-obiettivo",inoltre era stato richiesto in sede di Commissione dall'opposizione, ed è stato accolto, di sostituire le parole "presenti nel Piano regionale", con le parole "attuativi del Piano regionale". Con queste modifiche possiamo accogliere gli emendamenti, sul resto si esprime parere conforme a quello del relatore di maggioranza.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 98. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 81. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13, al quale sono stati presentati tre emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:
Art. 13
Programmazione sanitaria e socio-sanitaria locale
1. Alla definizione della programmazione attuativa locale concorre la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria ai sensi e con le modalità di cui al comma 2 e all'articolo 15.
2. La Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria, sulla base della programmazione regionale degli obiettivi di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 16, nonché del Piano locale unitario dei servizi (PLUS), ove adottato, verifica entro il 30 giugno di ogni anno il raggiungimento degli obiettivi previsti dal PLUS e dalla programmazione attuativa locale; entro il 30 giugno del terzo anno di vigenza del PLUS, la Conferenza delibera gli indirizzi per la nuova programmazione locale tenendo conto delle conseguenze finanziarie per l'azienda sanitaria locale e per gli altri soggetti sottoscrittori del PLUS.
3. Sulla base degli indirizzi di cui al comma 2 e contestualmente all'adozione del bilancio di previsione di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 27, il direttore generale adotta, entro il 15 novembre di ogni anno, il programma sanitario annuale ed il programma sanitario triennale, con allegato il programma degli investimenti di cui all'articolo 14 della Legge 11 febbraio 1994, n. 109 (Legge quadro in materia di lavori pubblici) e successive modificazioni. Nelle relative delibere di adozione il direttore generale espone le ragioni che hanno eventualmente indotto a discostarsi dai pareri espressi dalla Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria.
4. I programmi sanitari annuale e triennale delle ASL sono approvati dalla Giunta regionale entro il 31 dicembre.
5. Le aziende sanitarie predispongono annualmente una relazione sanitaria sullo stato di attuazione dei rispettivi programmi, promuovendo la partecipazione delle strutture organizzative e del Consiglio delle professioni sanitarie e la trasmettono, entro il 30 giugno, alla Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria ed alla Giunta regionale.
6. La Giunta regionale predispone annualmente la relazione sanitaria regionale sullo stato d'attuazione del programma e degli obiettivi definiti dal Piano dei servizi sanitari e la trasmette, entro il 30 ottobre, al Consiglio regionale e alla Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, sociale e socio-sanitaria di cui alla Legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23.
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 13
I commi 1 e 2 dell'articolo 13 sono soppressi. (36)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 13
Al comma 3 dell'articolo 13 le parole "Sulla base degli indirizzi di cui al comma 2 e contestualmente all'adozione del bilancio di previsione di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 27" sono soppresse. (37)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 13
Al comma 3 dell'articolo 13 le parole "Nelle relative delibere di adozione..." alla fine del comma sono soppresse. (38).)
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Si esprime parere contrario su tutti e tre gli emendamenti, Presidente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14, al quale sono stati presentati dodici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 e dei relativi emendamenti:
Art. 14
Integrazione socio-sanitaria
1. La Regione persegue l'integrazione delle politiche sanitarie e sociali in ambito regionale, attraverso l'adozione del piano dei servizi sanitari e del piano dei servizi sociali e, in ambito locale, mediante il PLUS di cui all'articolo 20 della legge regionale n. 23 del 2005.
2. Il direttore generale dell'azienda sanitaria locale nomina il direttore dei servizi sociosanitari che opera ai sensi dell'articolo 3 septies del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni.
3. Il direttore dei servizi sociosanitari svolge, tra gli altri, i seguenti compiti:
a) supporta la direzione generale e le direzioni distrettuali per l'integrazione dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari;
b) è preposto alla direzione ed al coordinamento funzionale delle attività sociosanitarie ad alta integrazione sanitaria dell'azienda;
c) partecipa alla programmazione, alla definizione ed alla realizzazione del PLUS.
4. Il comma 4 dell'articolo 32 della legge regionale n. 23 del 2005 è sostituito dal seguente:
"4. Alla definizione del PLUS l'azienda sanitaria locale partecipa con il direttore generale ovvero con il direttore dei servizi sociosanitari e con il direttore del distretto".
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 14
Il comma 2 dell'articolo 14 è soppresso. (39)
Emendamento soppressivo parziale Liori - Gallus - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Murgioni - Capelli.
Articolo 14
Il comma 2 dell'articolo 14 è soppresso. (78)
Emendamento soppressivo parziale Atzeri - Scarpa.
Articolo 14
Art. 14, comma 2: È soppresso. (121)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni
Articolo 14
All'art. 14 il comma 3 è soppresso. (40)
Emendamento soppressivo parziale Liori - Gallus - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Murgioni - Capelli.
Articolo 14
Il comma 3 dell'articolo 14 è soppresso. (79)
EMENDAMENTO soppressivo parziale MASIA - LANZI - COCCO - UGGIAS - LAI - PACIFICO - FRAU - IBBA
Articolo 14
Nella lettera b) del comma 3 dell'articolo 14 dopo la parola "è preposto" è soppresso "alla direzione ed". (60)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 14
All'articolo 14 il comma 4 è soppresso. (41)
Emendamento soppressivo parziale Licandro - La Spisa - Capelli - Gallus - Sanciu.
Articolo 14
Il comma 4 dell'articolo 14 è soppresso. (65)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 14
Il comma 2 dell'articolo 14 è così sostituito:
"2. Il direttore dei servizi socio-sanitari è nominato dal direttore generale, viene scelto fra coloro che hanno esperienza almeno quinquennale, svolta nei dieci anni precedenti alla nomina, di attività di dirigenza nei servizi socio-sanitari e psico-sociali e laurea in discipline sociali e sanitarie.". (59)
EMENDAMENTO all'emendamento 64, aggiuntivo LA SPISA - LICANDRO
Nell'emendamento numero 64 alle parole "direttore del servizio psico-sociale" sono aggiunte le seguenti: "e il direttore del servizio sociale professionale". (126)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Licandro - Capelli - Gallus - Sanciu.
Articolo 14
Nel comma 2 dell'articolo 14 le parole "direttore dei servizi socio-sanitari" sono sostituite dalle seguenti: "direttore del servizio psico-sociale". (64)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Licandro - Capelli - Gallus - Sanciu.
Articolo 14
Nel comma 2 dell'articolo 14 dopo le parole "e successive modifiche e integrazioni" sono aggiunte le seguenti: "e all'art. 32, comma 4, della legge regionale n. 23 del 2005". (66).)
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza..
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 39, 78, 121, 40, e 79. Sull'emendamento numero 60 si esprime parere favorevole. Sugli emendamenti numero 41 e 65 si esprime parere contrario. Mentre sull'emendamento numero 59 il parere è favorevole qualora si completi con la frase "fa parte dello staff di direzione" dopo la parola "direttore generale" nella prima riga, evidentemente è concordato, Presidente, come abbiamo detto prima, in pratica il testo è "Il direttore dei servizi socio-sanitari è nominato dal direttore generale, fa parte dello staff di direzione, viene scelto…". Per finire si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 64, 66 e 126.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme.
(Non sono approvati)
Metto in votazione l'emendamento numero 60. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non sono approvati)
(Non sono approvati)
Metto in votazione l'emendamento numero 59, nel testo modificato. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15, al quale sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 e dei relativi emendamenti:
Art. 15
Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria
1. La Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria è composta dal presidente della provincia cui corrisponde l'azienda sanitaria locale o dall'assessore provinciale competente e dai sindaci dei comuni ricadenti nella provincia e si riunisce almeno due volte l'anno.
2. La Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria:
a) esercita le funzioni di indirizzo e verifica periodica dell'attività delle aziende sanitarie locali, anche formulando proprie valutazioni e proposte e trasmettendole al direttore generale ed alla Regione;
b) esprime parere obbligatorio sull'atto aziendale e sulle modifiche dello stesso, sul programma sanitario annuale e sul programma sanitario triennale delle aziende sanitarie locali, sui bilanci annuale e pluriennale di previsione e sul bilancio d'esercizio, sugli accordi tra le aziende sanitarie e l'università, attuativi dei protocolli d'intesa, trasmettendo alla Regione eventuali osservazioni;
c) valuta, entro il 30 giugno di ogni anno, l'attuazione degli obiettivi previsti dal PLUS e dalla programmazione locale;
d) esprime il parere e formula le richieste previsti dai commi 4 e 5 dell'articolo 10.
3. La presidenza della Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria è composta dal presidente della provincia o dall'assessore competente delegato, dai presidenti dei Comitati di distretto e dal sindaco del capoluogo di provincia, qualora non sia già presidente del comitato di distretto, ed ha funzioni di rappresentanza, formazione dell'ordine del giorno e convocazione delle riunioni, di organizzazione dei lavori della Conferenza e di verifica dell'attuazione delle decisioni assunte.
4. La Conferenza di cui al comma 1 esprime i pareri di propria competenza entro venti giorni dal ricevimento degli atti, trascorsi inutilmente i quali essi si intendono acquisiti come positivi.
Emendamento soppressivo totale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 15
L'articolo 15 è soppresso. (42)
Emendamento aggiuntivo Masia - Lanzi - Cocco - Uggias - Lai - Pacifico - Frau - Ibba.
Articolo 15
Al comma 3 dell'articolo 15, dopo la frase "dal sindaco del capoluogo di provincia", aggiungere la frase "anche con le modalità previste dal comma 7 dell'articolo 4 della legge regionale n. 1 del 2005". (5).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, verrebbe quasi voglia di dichiarare la manifesta inferiorità, in questo caso, incapacità anche, di poter incidere su una legge che va avanti molto velocemente, purtroppo. Non essendo possibile il getto della spugna, ho comunque necessità di dire qualcosa anche su questo articolo, sull'articolo 15, che dovrebbe dare un ruolo e un senso alla Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria. Già noto una prima questione, che non credo sia nata nell'impostazione originaria, relativamente al fatto che la Presidenza della Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria è composta dal presidente della provincia o dall'assessore competente delegato. Credo che non sia corretto, non sia opportuno, ricordo che gli assessori provinciali sono degli assessori tecnici, non sono stati investiti di un ruolo di rappresentanza e di governo così come un presidente della provincia, perché se così fosse allora, continuando sempre su questo comma, dovrebbe essere ammissibile che, alla Conferenza d'azienda, partecipino i sindaci o gli assessori delegati.
Io credo che non debba essere permesso che un assessore rappresenti il presidente della provincia all'interno della Conferenza d'azienda. Sono d'accordo che il sindaco del capoluogo ne debba far parte e mi verrebbe da pensare allora anche all'assessore del comune capoluogo qualora delegato. Comunque, oltre a questi problemi, rimane tutta la mia perplessità, manifestata in diverse circostanze, sulla difficoltà che avrà una Conferenza d'azienda che non viene modificata fondamentalmente per i compiti e le funzioni che già le erano state assegnate nel "502"; questa Conferenza d'azienda dimostrerà tutta la sua incapacità, derivata proprio dalla norma, di non poter incidere assolutamente, salvo la lettera "d" del comma 2: "esprime il parere e formula le richieste previsti dai commi 4 e 5 dell'articolo 10", che sono quelli che abbiamo già affrontato.
Ecco, relativamente a questo articolo c'è un emendamento che è stato presentato dai colleghi Masia, Lanzi, Cocco, una delle altre cose che vengono purtroppo in Aula, dico purtroppo nel senso che non tutti abbiamo l'opportunità di avere a disposizione tutto il materiale necessario e quindi gradirei sapere dall'onorevole Masia, quando fa riferimento al comma 7 dell'articolo 4 della legge regionale 1 del 2005, quantomeno di ricordarlo all'Aula, perché sinceramente non ricordo, si parla del sindaco del capoluogo di provincia e si aggiunge la frase " anche con le modalità previste dal comma 7 dell'articolo 4 della legge n. 1 del 2005". Se in diretta l'onorevole Masia mi dicesse a cosa fa riferimento il comma 7, probabilmente risolveremo un piccolo problema…
PRESIDENTE. Onorevole Diana, prego prosegua. Chiedo scusa, non avevo capito che aspettava la risposta dell'onorevole Masia per poi proseguire.
DIANA (A.N.). Io non ho un computer in testa… Glielo dica, lei lo ha studiato questo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masia.
MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). E' molto semplice, onorevole Diana. Nelle province dove è possibile, secondo appunto la legge citata, il doppio capoluogo sta a significare che ci sarebbe una difficoltà naturalmente a nominare il sindaco del capoluogo di quella provincia. Siccome esiste uguale problema in altri organismi che sono stati già nominati e quella legge norma questo aspetto, facendo sì che ogni due anni e mezzo ci sia la possibilità dell'avvicendamento, la stessa cosa è prevista per questa opportunità all'interno di questa legge facendo riferimento appunto a quella che già per questo norma in maniera precisa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana.
DIANA (A.N.). "Tanto va la gatta al lardo"… Grazie, onorevole Masia. Vede, siamo usciti dalla porta e siamo rientrati dalla finestra e guarda caso in presenza del Presidente. Adesso sì che posso parlare di provincia, eh sì!
PRESIDENTE. Onorevole Diana…
DIANA (A.N.). E non l'ho scritto mica io, Presidente! E' un emendamento presentato a firma Masia, Lanzi, Cocco, Uggias, Lai, Pacifico, Frau e Ibba. Vedete, colleghi, già è difficile individuare i capoluoghi di provincia, già non sappiamo se queste province continueranno ad esistere, e noi stiamo prevedendo già l'alternanza nei comuni capoluogo. Ma pensate com'è! Veramente non riesco a capire chi ha partorito questo emendamento, perché nessuno dei colleghi mi pare interessato... ah sì, ah sì, ci sono dei colleghi che sono interessati per esempio alla provincia del Medio Campidano e non sia mai che il sindaco di Sanluri piuttosto che quello di Villacidro possano ricoprire questo incarico così importante per più di un anno! Ci deve essere l'alternanza! Presidente Soru, la politica dell'alternanza!
Ne abbiamo parlato delle province, e io non ne voglio riparlare in quei termini, Presidente, comunque la invito veramente ad affrontare il dibattito in quest'Aula perché il problema è serio e drammatico. Le cose che sono state dette nel Parlamento italiano ieri, ci impongono di affrontare la materia. Non la stiamo affrontando in questo momento, ma voglio solo evidenziare e significare la difficoltà anche di votare un emendamento come questo che di fatto mortifica i territori, perché li mortifica. Il fatto che si debba ancora pensare che anche nella Conferenza d'azienda c'è una spartizione sulla base dei sindaci dei capoluoghi di provincia!
Io credo, colleghi, che veramente questo emendamento andrebbe ritirato perché non ha nessuna ragione d'essere. Avranno difficoltà a nominarsi il loro capoluogo o i capoluoghi, insomma mettetevi d'accordo e poi decideranno loro chi sarà il Presidente della Conferenza d'azienda. Ma perché lo dobbiamo mettere? Questo è proprio un lavarsene le mani, si dice lo fa un anno uno, un anno l'altro ed è finita la storia. Tutti contenti! Allora magari la Conferenza d'azienda che si riunisce nella sede della ASL e, guarda caso, è a Sanluri, in questo caso, però quando il turno sarà del sindaco di Villacidro o la Conferenza si convocherà a Villacidro, ci saranno quindi i costi, traghettamento dei consiglieri, di sindaci anzi, oppure a Sanluri. Insomma, qui non è stabilito quale sarà la sede nella quale si riunirà la Conferenza d'azienda, ma la sede istituzionale dove si riunisce la Conferenza d'azienda è la sede della presidenza della Provincia!
MARROCU (D.S.). E' Sanluri, siamo già d'accordo.
DIANA (A.N.). Allora, se siamo già d'accordo che è Sanluri, se siamo già d'accordo che è Olbia, se siamo già d'accordo che è Lanusei, se sono d'accordo i territori, colleghi, questo emendamento va ritirato! E' un invito! Per il momento cancelliamo l'emendamento, successivamente con l'intervento e i buoni auspici anche del presidente Soru cancelleremo forse anche le quattro province nuove.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Andiamo avanti. Quando apriremo questo dibattito, ognuno potrà esprimere la sua opinione.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi scusi, Presidente. Presidente Spissu, mi scusi, stiamo discutendo sull'articolo 15?
PRESIDENTE. Sì. Siamo in fase di discussione dell'articolo 15 e dei relativi emendamenti.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio e le chiedo scusa per la richiesta di precisazione. Io credo che questa legge si avvia, in maniera abbastanza, un poco, controversa, all'approvazione, proseguiamo in modo abbastanza sereno nella discussione senza che ci siano particolari problemi e anche i temi più scottanti, più spinosi di questa legge, sono tutto sommato temi che non appassionano quest'Aula. Forse è vero, perché la materia sanitaria, essendo una materia tecnica è una materia riservata a chi ha competenza particolare, in termini tecnici, sulla sanità. Però io devo dire che lo scarso interesse che l'Aula nella sua completezza, nella sua globalità, sta manifestando nei confronti di questa legge, non rende merito alle aspettative che questa legge aveva suscitato.
Aveva ragione il collega Masia quando, in esordio, il giorno che abbiamo introdotto, con le relazioni, anzi con il primo intervento sulle relazioni, questa legge, ha detto che questa è una legge molto attesa. E' una legge molto attesa che deluderà le attese, e l'articolo 15 è veramente paradigmatico della delusione delle attese. L'articolo 15 introduce questa specie di burosauro all'interno della legge cosiddetta di riforma sanitaria, veramente cosiddetta: la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria. Noi ne proponiamo l'abolizione, però saremmo (avevo anche presentato un emendamento all'emendamento in tal senso che però per motivi tecnici non può essere presentato in Aula) disposti a mantenerla in piedi, noi Riformatori intendo dire, per quel poco che possiamo contare, se venisse accolto un emendamento orale che io provo a formulare. Il collega Lai, che è sempre molto attento, magari può darci una mano d'aiuto.
Il primo capoverso del comma 1 dice che la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria è composta dal presidente della provincia, eccetera, e si riunisce almeno due volte l'anno. Io proporrei un emendamento orale "e si riunisce almeno due volte la settimana". Se questo emendamento orale venisse accolto, mi rendo conto che, come tutti gli emendamenti verbali, deve essere sottoposto all'approvazione dell'intera Aula, eccetera, probabilmente darebbe un senso a questo articolo, nel senso che la Conferenza socio-sanitaria di cui abbiamo parlato, quando abbiamo trattato dell'articolo 10 per esempio, è una Conferenza che approva la relazione annuale delle AA.SS.LL., che entra nel merito della programmazione sanitaria, che entra nel merito dei bilanci delle AA.SS.LL., che entra nel merito dell'intera programmazione sanitaria, e nel merito delle motivazioni di revoca del direttore generale; bene, noi ci immagineremmo una struttura estremamente attiva, estremamente qualificata per le competenze che riunisce, estremamente supportata dal punto di vista della struttura tecnica con cui questa Conferenza deve agire, quindi ci aspetteremmo veramente di avere una Conferenza in grado di entrare nel merito delle scelte vive, dei nodi scoperti, di tutte quelle sofferenze che eventualmente la sanità sarda ha, in questo momento, per territorio o nella sua completezza.
Questa Conferenza, andiamo a vedere come è formata, è composta dal presidente della provincia o dall'assessore provinciale competente e dai sindaci dei comuni ricadenti nella provincia. Cioè, sostanzialmente è composta da persone che competenza sanitaria, in linea di massima, non hanno. Voi mi direte che i politici sono onnicompetenti, che io ne sono la dimostrazione vivente in quanto intervengo ogni tanto di sanità, poi sulla legge contabile, sulla legge finanziaria, sulla legge delle province, quindi il politico è tipicamente un portatore di metodo e, come portatore di metodo, tende ad avere una competenza derivante dall'applicazione del metodo allo scibile umano. Benissimo!
Però, perché il politico possa esplicare questa tendenziale onnicompetenza, è importante che studi, che abbia delle strutture tecniche che gli consentano di effettuare lo studio necessario in maniera reale, che abbia il tempo per studiare. Al presidente Soru che ogni tanto ci dice che non stiamo in Aula 24 ore al giorno, dico che, per fare le leggi, qualche volta, abbiamo anche la necessità di leggerci documenti, sulla base dei quali facciamo le leggi, documenti anche delle altre regioni, leggi fatte da altre regioni, di confrontarci, di discutere, di capire, di andare a convegni per ascoltare, oltre che sentire chi ha competenze all'interno dei nostri Partiti. Quindi noi sappiamo bene che l'attività del legislatore proviene anche dalla disponibilità del tempo che ci consente la raccolta di tutto quel materiale che poi ci è utile per poter esercitare in maniera corretta il compito a cui gli elettori ci hanno delegato. Benissimo!
Quindi occorre sì del tempo, ma occorrono anche i funzionari! Durante la riunione di Commissione di ieri, rivelatasi poi una mezza farsa e protrattasi fino alle due del mattino, una delle indicazioni forti che abbiamo cercato di trasferire al Presidente della Commissione, perché a sua volta la trasferisse al Presidente del Consiglio, è rappresentata dal fatto che questo Consiglio regionale soffre della carenza, numerica soprattutto, di competenze tecniche di alto livello che ci aiutino nel nostro ruolo di legislatori. Nel senso che io non so fare una legge, nessuno mi ha mai insegnato come fare una legge, ma io sono un politico, ho delle intuizioni politiche, che vengono tradotte in norma, tramite la tecnica legislativa, da qualcuno che mi faccia questa traduzione, da qualcuno che sappia se le mie intuizioni sono congruenti o non sono congruenti col resto dell'universo-mondo, se intercidono, e come lo fanno, con altre leggi vigenti, se esiste già una legislazione di materia in altre regioni italiane che mi dia un insegnamento, un suggerimento sul come fare la mia legge nel modo migliore possibile.
Signori, se tutto questo è condiviso, e mi sembrerebbe assai difficile che non fosse condiviso, mi spiegate come farà, con tutti i compiti che voi le avete attribuito, questa onnipotente e onnipresente Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria ad esercitarli, facendola riunire due volte l'anno? Voi dite almeno due volte l'anno, almeno due volte la settimana! Perché? Perché acquisisca quella competenza, quella capacità di introspezione, quella padronanza della materia sulla quale si deve esprimere, in argomenti così importanti, quali quelli che voi le consegnate nella legge. Dovete costringerla a riunirsi almeno due volte la settimana! E dovete darle un supporto tecnico di funzionari che abbiano una competenza specifica in materia sanitaria, una task force agguerrita, che le consenta di poter esercitare il ruolo che voi le avete appiccicato sopra.
Altrimenti, o è una presa in giro o un trucco per non far funzionare il sistema. Cioè, se qualcuno di voi ha inteso sistemare una serie di zeppe in questa legge, perché poi abbia ragione la minoranza quando dice che non funzionerà, ditecelo! Perché è ciò che noi vi stiamo chiedendo e che sosteniamo che voi avete fatto, ormai da mesi, da giorni in quest'Aula, ma anche fuori da quest'Aula. La sensazione è che organismi, come la Conferenza provinciale sanitaria e sociosanitaria, siano pensati da chi ha nostalgia dei vecchi Comitati di gestione e intende ingessare la sanità sarda affinché non ci sia mai più nessuna speranza di cambiamento. La sanità sarda può accontentarsi del quotidiano, il quotidiano lo garantisce la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria, che si riunisce e, non sapendo niente di ciò per cui si riunisce, esprime qualificati pareri. Olé! Ma ve ne rendete conto?
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Si esprime parere contrario sull'emendamento numero 42 e parere favorevole sull'emendamento numero 5.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 42. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 42.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 42.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - DEDONI - DIANA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SAANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 49
votanti 48
astenuti 1
maggioranza 25
favorevoli 10
contrari 38
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16, al quale è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 e del relativo emendamento:
Art. 16
Rapporti tra Regione e aziende sanitarie locali
1. La Giunta regionale:
a) definisce in via preventiva gli obiettivi generali dell'attività dei direttori generali, in coerenza con gli obiettivi della programmazione regionale;
b) assegna, sulla base della programmazione regionale e aziendale, a ciascun direttore generale, all'atto della nomina e successivamente con cadenza annuale, gli specifici obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi, con riferimento alle relative risorse;
c) stabilisce i criteri e i parametri per le valutazioni e le verifiche relative al raggiungimento degli obiettivi di cui alle lettere a) e b), nonché il raccordo tra queste e il trattamento economico aggiuntivo dei direttori generali, a norma del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 luglio 1995, n. 502.
2. Le funzioni di supporto all'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per lo svolgimento delle attività di cui al comma 1 sono svolte dall'agenzia istituita ai sensi dell'articolo 22.
3. La Regione persegue l'unitarietà, l'uniformità ed il coordinamento delle funzioni del servizio sanitario regionale, promuove l'integrazione e la cooperazione fra le aziende sanitarie e favorisce il coordinamento a livello regionale delle politiche del personale e delle politiche finalizzate all'acquisto, anche attraverso aziende capofila, di beni e servizi e allo sviluppo dell'innovazione tecnologica e del sistema informativo sanitario regionale.
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 16
Al comma 2 dell'articolo 16 dopo le parole "Le funzioni di supporto" sono aggiunte le seguenti "metodologico e tecnico-scientifico". (43).)
PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 43, ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Si esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme a quello del relatore di maggioranza.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17, al quale sono stati presentati sei emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17 e dei relativi emendamenti:
Art. 17
Servizi sanitari e sociosanitari del territorio
1. Le aziende sanitarie locali assicurano i livelli essenziali di assistenza nel territorio istituendo ed organizzando i distretti e i dipartimenti territoriali i quali operano in maniera integrata con la rete ospedaliera, il dipartimento dell'emergenza-urgenza e con il sistema integrato dei servizi alla persona.
2. L'organizzazione dipartimentale è regolata dall'atto aziendale; sono in ogni caso istituiti in ogni azienda sanitaria i seguenti dipartimenti territoriali:
a) dipartimento di prevenzione, articolato ai sensi del comma 2 dell'articolo 7 quater del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni;
b) dipartimento della salute mentale.
3. I distretti sociosanitari costituiscono l'articolazione territoriale dell'ASL e il luogo proprio dell'integrazione tra assistenza sanitaria e assistenza sociale; essi sono dotati di autonomia tecnico-gestionale, nell'ambito degli obiettivi posti dall'atto aziendale, economico-finanziaria, nell'ambito delle risorse assegnate e di contabilità separata all'interno del bilancio aziendale. In sede di verifica del raggiungimento degli obiettivi dell'attività dei direttori generali delle ASL, definiti ai sensi dell'articolo 16, la Giunta regionale assegna specifico rilievo alla funzionalità operativa dei distretti.
4. I distretti concorrono a realizzare la collaborazione tra l'azienda sanitaria locale ed i comuni e a favorire l'attuazione dei principi di cui all'articolo 1.
5. Il distretto territoriale, diretto da un responsabile nominato ai sensi del comma 3 dell'articolo 3 sexies del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni, articola l'organizzazione dei propri servizi tenendo conto della realtà del territorio ed assicura:
a) il governo unitario globale della domanda di salute espressa dalla comunità locale;
b) la presa in carico del bisogno del cittadino, individuando i livelli appropriati di erogazione dei servizi;
c) la gestione integrata, sanitaria e sociale, dei servizi, anche collaborando alla predisposizione e realizzazione del PLUS;
d) l'appropriato svolgimento dei percorsi assistenziali attivati dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta e dai servizi direttamente gestiti, per le competenze loro attribuite dalla programmazione regionale e locale;
e) la promozione, anche in collaborazione con il dipartimento di prevenzione, di iniziative di educazione sanitaria nonché di informazione agli utenti;
f) la fruizione, attraverso i punti unici di accesso, dei servizi territoriali sanitari e sociosanitari, assicurando l'integrazione con i servizi sociali e con i servizi ospedalieri;
g) l'attuazione dei protocolli diagnostico terapeutici e riabilitativi adottati dall'azienda.
6. Il direttore generale dell'azienda sanitaria locale, d'intesa con la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria, individua i distretti e le eventuali modifiche dei loro ambiti territoriali, sulla base dei criteri indicati negli indirizzi regionali di cui al comma 3 dell'articolo 9, i quali tengono conto delle caratteristiche geomorfologiche del territorio e della densità della popolazione residente nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 3 quater del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni. Il direttore generale trasmette alla Regione i provvedimenti conseguenti con le stesse modalità previste dal comma 3 dell'articolo 9.
7. In ogni distretto comprendente più comuni o più circoscrizioni comunali è istituito il comitato di distretto socio-sanitario, composto dai sindaci dei comuni, o loro delegati. Ove previsto dalla legge e nel rispetto degli statuti comunali, fanno parte del comitato di distretto anche i presidenti delle circoscrizioni comprese nel distretto stesso. Le conferenze di distretto, previste dall'articolo 5 della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5, sono sostituite dai comitati di distretto.
8. Il comitato di distretto socio-sanitario, elegge al proprio interno il presidente con deliberazione adottata a maggioranza dei componenti; svolge i compiti di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo 3 quater del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e integrazioni ed esprime parere obbligatorio sul programma delle attività distrettuali, proposto dal direttore di distretto e approvato dal direttore generale, d'intesa, limitatamente alle attività sociosanitarie, con il comitato medesimo.
9. Il comitato di distretto socio-sanitario verifica l'andamento delle attività di competenza del distretto e formula al direttore generale dell'azienda sanitaria locale osservazioni e proposte sull'organizzazione e sulla gestione dei servizi e delle strutture di livello distrettuale.
10. Il comitato di distretto socio-sanitario si riunisce obbligatoriamente almeno due volte l'anno, nonché su richiesta del direttore generale dell'azienda sanitaria locale o di almeno un terzo dei componenti il comitato medesimo. L'atto aziendale di cui al comma 1 dell'articolo 9, determina le modalità di elezione, convocazione e funzionamento del comitato di distretto.
11. Il direttore generale dell'azienda sanitaria locale assicura il coordinamento tra le attività dei distretti e il Piano locale unitario dei servizi (PLUS) avvalendosi per quest'ultimo del direttore dei servizi sociosanitari.
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 17
Al comma 2 dell'articolo 17 le parole da "sono in ogni caso..." alla fine del comma sono soppresse. (44)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 17
Al comma 6 dell'articolo 17 le parole "d'intesa con la Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria" sono soppresse. (46)
Emendamento soppressivo parziale Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 17
Al comma 11 dell'articolo 17 le parole "avvalendosi per quest'ultimo del direttore dei servizi socio-sanitari" sono soppresse. (47)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Cassano - Dedoni.
Articolo 17
All'articolo 17, dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:
"5 bis. Il Direttore di distretto si avvale di un ufficio di coordinamento delle attività distrettuali, composto da rappresentanti delle figure professionali operanti nei servizi distrettuali.". (45)
Emendamento aggiuntivo Liori - Gallus - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Murgioni -Licandro - Capelli.
Articolo 17
Al comma 5 dell'articolo 17 dopo le parole "il distretto territoriale, diretto da un responsabile" sono aggiunte le seguenti parole: "scelto nell'area medica". (80)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Licandro - Capelli - Gallus - Sanciu.
Articolo 17
Nel comma 11 dell'articolo 7 le parole "direttore dei servizi socio-sanitari" sono sostituite dalle seguenti: "direttore del servizio psico-sociale". (67).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io non mi sottraggo a quello che sento comunque come un'esigenza, cioè vedere, sino alla fine, se è possibile trovare, nel vostro interesse non nel nostro, delle modifiche, delle correzioni a questa legge che possano limare, migliorare, modificare qualcuna di quelle cose che, secondo noi, tendono a far funzionare meno bene la legge. Devo dire che il modo in cui la legge sta continuando a procedere in questa Aula mi convince, ancora di più se ce ne fosse bisogno, di ciò di cui ero convinto sin dall'inizio, cioè che è una legge che non serve a niente. Se una legge accendesse gli animi, perché da questa legge discendono davvero delle possibilità di cambiamento, di sviluppo, di azione, eccetera, se fosse davvero uno strumento per modificare la sanità sarda, insomma, cari colleghi, una legge che incide in un settore che rappresenta comunque il 40 per cento del bilancio della Regione Sardegna, io immagino che invece che essere discussa in un'Aula triste e assente, o solo stanca non voglio esagerare, verrebbe discussa - io credo - con passione diversa.
Nel senso che non ci sono in questa legge soltanto aspetti tecnici, per cui solo chi ha lavorato dentro un'azienda sanitaria può esprimere un parere di merito. Ci sono tanti aspetti che riguardano anche la filosofia complessiva della gestione della sanità e, soprattutto, ci sono un'infinità di aspetti che riguardano la filosofia aziendale, cioè un'infinità di aspetti che riguardano il funzionamento, al di là delle questioni tecniche per cui una qualsiasi cosa, per funzionare, deve avere un meccanismo corroborato che vada in direzione dell'obiettivo prefissato.
Allora, io sono contento se tutti voi colleghi della maggioranza, in particolare quelli che hanno fatto parte, partecipano e hanno partecipato alla Commissione sanità, siete convinti di aver fatto la migliore legge possibile. Ancora di più sono contento se ne è convinto l'Assessore, perchè l'Assessore, oggi, ha una responsabilità molto grossa, nel senso che, avendo chiesto alla Commissione, al Consiglio, una legge che era il disegno di legge numero 202, vede uscire dal Consiglio un'altra legge, che è quella elaborata soprattutto, l'abbiamo visto in Aula, dalla sua maggioranza. Credo che, in questi giorni che ha dedicato alla nostra compagnia, anzi che sono stati dedicati alla compagnia reciproca, lei abbia colto che ciò che si è svolto in Commissione, e a cui lei non ha partecipato o ha partecipato solo quando i suoi impegni glielo hanno consentito, non è stato un dibattito a due voci tra maggioranza e minoranza, è stato un dibattito interno alla maggioranza, sul quale noi siamo, ogni tanto, intervenuti dando dei suggerimenti che, per la stragran parte, non sono stati accolti.
Quindi, se la legge è buona, il merito è suo che ha dato le intuizioni e della maggioranza che gliele ha corrette. Quando lei, il più tardi possibile, tornerà a fare il professore universitario e dovrà parlare ai suoi studenti del "caso Sardegna", se questa legge non dovesse essere buona e quindi lei non la potesse additare, avendone parzialmente la paternità, come una buona legge, si ricordi che non è una legge in cui c'è stato danno compiuto da una minoranza in Consiglio o in Commissione. Noi non abbiamo fatto danni, ma abbiamo contrastato l'impostazione che la maggioranza ha voluto dare a questa legge, nella convinzione che questa legge ingessa la sanità sarda, quindi non fornisce strumenti, leva strumenti alla Giunta e ai direttori generali, leva strumenti di funzionalità complessiva al sistema.
Se una legge di riforma doveva essere, nella situazione della Regione Sardegna, doveva essere una legge di semplificazione, in cui le responsabilità fossero chiare e in capo a soggetti precisi a cui chiedere ragione, al termine del loro operato, di come avevano assolto alle responsabilità che erano state poste in carico a loro. In questa legge, nessuno ha responsabilità o, se lei preferisce, tutti hanno responsabilità, nel senso che a ciascuno è affidato un pezzetto di controllo di qualcosa, non si sa bene chi debba programmare, non si sa bene chi sia il responsabile delle scelte, non si sa bene quali siano i meccanismi di controllo con cui i responsabili delle scelte vengono controllati.
Anche al comma 6 dell'articolo 17, di cui noi stiamo discutendo, c'è l'intesa con l'onnipresente e onnipotente Conferenza provinciale sanitaria, nel senso che pareva bene, al centrosinistra, che si potesse superare un articolo senza infilarci dentro questa commissione che si riunisce due volte l'anno e che, nelle due volte l'anno che si riunisce, sta dentro alla legge, praticamente, perché è una Conferenza che lavora poco, ma che esprime parere su tutto.
Allora, colleghi, mi fate capire come fa una "cosa" che si riunisce due volte l'anno ad esprimere costantemente pareri su ogni argomento di cui tratta la presente legge? Ci deve essere qualche incongruenza, qualche incongruenza che probabilmente sfugge ai più, ma non sfugge a coloro che conoscono, a memoria, bene, che hanno studiato, questa legge. Nel senso che ci sono dei colleghi, particolarmente esperti di sanità e particolarmente interessati al problema in quanto componenti della Commissione di merito, i quali conoscono bene questa legge. Quindi, mentre il consigliere Vargiu parla, sanno se ha torto o se ha ragione.
Ovviamente, io non penso che il consigliere Vargiu possa avere integralmente ragione, nel caso in cui voi propendeste mentalmente per questo, però è possibile che io abbia molte ragioni ed è possibile che chi oggi tace e va all'approvazione veloce della legge, conosca bene queste ragioni, come è possibile che le conosca bene l'assessore Dirindin che incasserà la legge e che, una volta incassata la legge, non avrà più la motivazione di poter dire: "Il Consiglio regionale non fa la legge". Nel senso che il Consiglio regionale le ha fatto la legge e gliel'ha fatta, non la minoranza, gliel'ha fatta la sua maggioranza. Quindi la prossima volta che ci incontreremo in televisione, se mai mi invitassero, Assessore, lei non potrà dire: "Il Consiglio regionale non ha fatto la legge", perchè il Consiglio regionale le ha fatto la legge! E non potrà neanche dire: "Il Consiglio regionale non mi ha fatto la legge che volevo", perché questa è la sua maggioranza e questa legge non gliel'ha fatta la minoranza che non ha avuto, sostanzialmente, voce in capitolo in questa legge. Tutto quello che va bene in questa legge è il frutto, è il prodotto dell'intelligenza amministrativa e legislativa del centrosinistra; ma, anche tutto ciò che andasse male in questa legge, è frutto della miopia, in questo caso, del centrosinistra.
Queste considerazioni, che mi rendo conto sono rese in un'ora un po' tarda, con mille impegni, forse vengono recepite non interamente da una parte dell'Aula, ed è comprensibile che sia così, ma è utile che le facciamo, perché succederà che riparleremo di sanità tra un anno o due anni, se saremo in vita, o se saremo qui, ne parleremo in quest'Aula e avremo ancora, comunque, dei problemi da risolvere e allora riparleremo della legge, frutto del "202" e altre, e voi, e anche io, dovremo dire se aveva ragione la maggioranza o se aveva ragione chi, voce isolata, nella minoranza vi dice perché questa legge non funzionerà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Signor Presidente, intervengo soltanto perché mi sembra in qualche modo non cortese che non si risponda, con altrettanta cortesia, a quella con la quale si esprime il collega Vargiu. Quindi, sotto questo aspetto, diciamo, va inserita la mia risposta, che sarà brevissima.
La maggioranza ha lavorato per sei mesi su questa legge e, sul tema della Conferenza socio-sanitaria territoriale, ha fatto delle scelte precise sotto il profilo politico, non ha inventato nulla perché le conferenze provinciali esistono in 15 Regioni su 20, sono i luoghi nei quali gli enti locali si occupano della salute dei propri cittadini, ovvero dell'erogazione dei servizi e dell'integrazione dei servizi nel territorio. La Conferenza provinciale si riunisce, sostanzialmente, due volte l'anno, perché? A giugno deve esprimere il parere sul bilancio e sul programma annuale dell'anno successivo; a novembre fa la verifica dei risultati. Tutto il resto dei pareri sono pareri unicamente puntuali, perché l'atto aziendale lo si fa una volta soltanto, il parere che viene citato in questo articolo, che è quello per i distretti, viene dato soltanto quando vengono modificati i distretti. Vorrei capire perché un comune, o un sindaco di un Comune, non deve potersi esprimere se il suo paese fa parte di un distretto o viene spostato in un altro distretto, quando quello è il luogo dove si farà l'integrazione socio-sanitaria, in particolare le politiche sociali e quelle sanitarie. E, soprattutto, il valore che noi diamo alla Conferenza sanitaria è che finalmente da sbocco e strumenti alle comunità locali, che non è vero che non hanno il tempo di occuparsi di sanità, o non hanno gli strumenti, non devono occuparsi di sanità, come fanno i medici, ma devono occuparsi della salute.
E' successo per molti anni che le province, che hanno le stesse funzioni, non avessero il luogo dove esercitarle, con questo strumento avranno il luogo dove esercitarle insieme ai comuni. Quindi non c'è un errore, c'è una convinzione precisa che sta alla base del fatto che vogliamo parlare di salute e di tutela della salute; vogliamo parlare del fatto che, attraverso questi strumenti, anche quello strumento monocratico, di cui spesso si è parlato nella scorsa legislatura, anche da parte della maggioranza, onorevole Vargiu, sia temperato da interlocutori che rappresentano i cittadini. Il temperamento non significa che c'è una insidia nella gestione; al contrario, c'è un tener conto dei bisogni dei cittadini e della necessità di confrontarsi con chi questi bisogni, in quanto eletto, li deve rappresentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, Assessori, colleghi, brevemente anche io entro nel merito dell'articolo 17 sulla Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria. Non ho avuto modo di parlare in quest'Aula su questa legge, importante anche per me, perché faccio il medico, però, finiti gli impegni legati alla mia carica di presidente provinciale del partito, posso entrare nel merito e anch'io accodarmi alle lamentele delle troppe conferenze, dei troppi comitati, dei troppi controllori dei controllori, dei controllori, dei controllori, che ci sono in una legge come questa.
Vede, onorevole Lai, per essere sensibili alle esigenze del territorio, non c'è bisogno di convocare periodicamente, due volte all'anno, o due volte al mese, o due volte alla settimana, o due volte al giorno, i sindaci, i rappresentanti delle province, delle comunità montane, di tutti gli enti anche spesso inutili che esistono sulla faccia delle istituzioni che guidano la Sardegna. A proposito, molte avevamo promesso anche di diminuirle, mi sembra, che tutti questi enti e tutti questi organigrammi si stiano solo moltiplicando. Però, è un fatto di sensibilità culturale, quando abbiamo direttori generali che sopprimono ospedali senza sentire il parere dei sindaci, ci possiamo forse aspettare che senta il piccolo comune per sapere se vuole o non vuole far parte di questo o quel distretto? Non abbiamo bisogno di andare lontano per avere esempi di questa sensibilità, basta pensare a quello che è successo a Cagliari, a quello che succede, nonostante le promesse elettorali di chiudere o non chiudere, di trasformare, i piccoli ospedali. Si fanno le cose, si decidono dentro gli uffici in poche persone(non parlo della destra o della sinistra, parlo di tutti)che alle volte sono sensibili e hanno il garbo e l'educazione di chiamare per chiedere che cosa si pensa, mentre altre volte, pur in presenza di proteste le più vibrate, le più giuste, le più sentite e le più partecipate, possono non recepirle. Quindi non c'è bisogno di tutti questi lacci e laccioli, alle volte basta solo un po' di buon senso, sollevare i telefoni, e i direttori generali hanno la capacità e la sensibilità di saper ascoltare e recepire.
Certo, forse noi da medici ci occupiamo di più degli aspetti tecnici che dell'assistenza sanitaria, però in questa legge, è inutile che lei dica, le esigenze dei cittadini non sono quelle di andare nel paese più vicino, forse si fanno volentieri dieci chilometri di più, anche i vecchietti, pur con una spesa, facendosi accompagnare, preferirebbero poter usufruire nella stessa giornata di tre prestazioni, piuttosto che doversi recare in tre poliambulatori in tre paesi diversi, una volta in uno, dopo una settimana in un altro, e dopo altri quindici giorni in un altro ancora per avere tre prestazioni, con una sanità organizzata tecnicamente meglio e meno sensibile alle esigenze dei sindaci che hanno fatto moltiplicare i presidi sanitari nei paesi soltanto per poter dire che ne esiste uno anche nel proprio comune. Parlo della mia zona, quella dove sono nato, c'è un poliambulatorio a Desulo, uno a Belvì, uno a Tonara, uno a Sorgono, uno ad Aritzo. E' una vergogna!
Se ce ne fosse uno solo che erogasse le prestazioni tutti i giorni, possibilmente anche la domenica, le persone subirebbero meno disagi per potersi spostare, e il giorno che uno va dal dentista per l'estrazione di un dente, con la malaugurata sorte di essere diabetico o cardiopatico", non deve tornare dopo un mese perché senza consulenza diabetologica o cardiologica non gli viene erogata quella prestazione per la quale lui ha bisogno assolutamente di risolvere il problema di un dente che fa male. La gente ha diritto ad avere le migliori prestazioni possibili, nel più breve tempo possibile, nel posto più vicino al proprio paese, ma non ha purtroppo diritto ad averle sempre nel proprio paese o addirittura a domicilio; sarebbe bello che lo potessimo fare, ma sappiamo di non potercelo permettere.
Molte volte, la troppa sensibilità ha portato anche ad ascoltare ragioni di campanile che non sempre hanno ragione di esistere, quindi ci vuole il buon senso, la buona educazione e la sensibilità.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 44, 46 e 47.Sull'emendamento numero 45 si esprime parere favorevole, mentre sugli emendamenti numero 80 e 67 si esprime parere contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme a quello del relatore di maggioranza.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 44.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, dichiaro il mio personale voto favorevole all'emendamento numero 44 e colgo l'occasione per amabilmente interloquire, come siamo soliti fare, con educazione e rispetto del ragionamento altrui, con il collega Lai, rapidamente, visto che sono tre i minuti della dichiarazione di voto.
Collega Lai, io non faccio torto alla sua intelligenza e so che lei conosce profondamente la legge. Ora faccio questo ragionamento: facevo il medico, oggi non faccio il medico, faccio il politico, che mi piaccia o che non mi piaccia, anzi mi piace visto che in questo posto ci sono arrivato non perché mi ci hanno mandato a forza ma con molto sacrificio e fatica. Allora, sostanzialmente applico le categorie della politica a questa legge, non quelle del medico. Le categorie della politica mi dicono che una legge che ha tutti questi meccanismi intrecciati, poliedrici, alla fine infernali, di controllo reciproco, ha difficoltà ad esplicare azione positiva, se azione positiva ha nel suo fondo.
Quindi, quando ho additato all'attenzione dell'Aula la Conferenza socio-sanitaria, avrei potuto parlare di mille altri organismi di cui comunque questa legge è infarcita. Ho concentrato l'attenzione sulla Conferenza socio-sanitaria perché effettivamente cinque o sei emendamenti soppressivi di alcune situazioni in cui la Conferenza socio-sanitaria sembrava abbarbicata come un "mostriciattolo", come diceva il collega Dore nella passata legislatura, a un pezzo di direttore generale che doveva far altro lavoro, o che in quel momento avrebbe dovuto fare altro, mi sembrava che poi alla fine sarebbe stato un regalo, a questa legge, eliminare, tagliare, espungere, da essa almeno alcune esagerazioni.
Insomma, il ragionamento è stato svolto in maniera pacata, e a lei (se vuole mi risponde, altrimenti ne parliamo in altra sede senza rompere l'anima ai colleghi) vorrei chiedere quali sono gli strumenti tecnici che vengono forniti a questi sindaci che giustamente hanno il diritto di occuparsi di salute, perché si possono occupare di salute, perché a noi vengono forniti gli strumenti, a loro?PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'ultima domanda fatta dal collega Vargiu è una domanda molto interessante perché, a mio giudizio, riflette dentro proprio l'articolo 17, in particolare lo stesso emendamento numero 44, quindi pone un'indicazione precisa, una assoluta dimenticanza, cioè la dimenticanza della funzione del sindaco come autorità sanitaria locale.
Io non ho trovato una sola riga che richiami questa funzione del sindaco, e soprattutto non ho trovato quale sia il raccordo di queste funzioni fondamentali e importanti rispetto alla riorganizzazione dei servizi sanitari; ritrovo invece una, diciamo, funzione diluita, dentro questa Conferenza provinciale, che non ha gran significato e non avrà possibilità reale di esplicazione.
Perché nel momento in cui, penso soltanto a questa Commissione provinciale per la provincia di Cagliari, sarà costituita da ben 78, mi pare di ricordare, sindaci, sarà presente naturalmente il sindaco del comune capoluogo, il presidente della provincia, quindi sarà davvero una Commissione provinciale molto ampia, un comitato, un coordinamento che non potrà avere la funzione che gli si vuole attribuire, cioè quella di consulenza, quella di indirizzo, quella di programmazione, mentre invece è dimenticata la parte più importante, quella che isola e lascia soli i sindaci nel proprio territorio, quella che non consente di far dialogare l'ultimo anello della riorganizzazione dei servizi sanitari, che è costituito dal sindaco, e che deve essere svolta nel momento in cui tra l'altro vi è maggiore contingenza, maggior pericolo: non vi è detta una sola parola! Chi aiuterà questo povero sindaco nel momento in cui dovrà emettere un'ordinanza di pericolo assoluto in materia sanitaria? A quale autorità si dovrà raccordare? Perché ci siamo dimenticati di questa funzione?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, assessori e colleghi, ho ascoltato con una certa ammirazione e anche diciamo con sorpresa, ho cercato di immedesimarmi nel Presidente del mio Ordine provinciale, il collega Ibba, quando sull'emendamento numero 80 ha espresso il parere negativo, l'unico emendamento da me presentato a questo articolo. Deve essere stato ben difficile per il Presidente dell'Ordine dei medici negare fondamento ad un emendamento che dice che il distretto territoriale deve essere diretto da un responsabile scelto nell'area medica.
Siccome capisco i doveri di far parte di una maggioranza, capisco la coerenza e anche il legame a un vincolo che è stato fatto con una maggioranza, non l'ho invidiata in quel momento, Presidente, la capisco, continuo ad essere della mia idea, non condivido la sua. Auguri! Capisco di più la scomparsa di qualche consigliere-collega dall'Aula che, non condividendo queste impostazioni, ha deciso di far palesare il suo dissenso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Signor Presidente, intervengo molto brevemente prendendo spunto da questa osservazione del mio "doppio" collega Antonello Liori …
LIORI (A.N.). Collega ed elettore!
IBBA (Gruppo Misto). Però elettore mono, mono! Io vorrei richiamare un attimo i colleghi ad un concetto di carattere generale, soprattutto i colleghi "doppi".
(Interruzioni)
Spiego perché colleghi "doppi", io ho colleghi di Consiglio regionale e colleghi di professione; il professor Gessa è addirittura "triplo", perché ha anche la responsabilità di avermi fatto laureare, il che è un'aggravante per lui.
Allora, vorrei far rilevare che il fatto che io sia qui dentro è un fatto assolutamente indipendente rispetto alle funzioni di rappresentanza della categoria, che la categoria molto generosamente periodicamente mi assegna, ma vorrei anche far rilevare che noi abbiamo tutti una concezione della dimensione sanitaria, della medicina, che è prevalentemente orientata e basata sulla formazione clinica che abbiamo avuto. Nella stesura di un atto o di un provvedimento di legge come questo, dove prevale più la valutazione degli aspetti di carattere organizzativo e di funzionamento di un sistema, a nulla serve la pregiudiziale dell'appartenenza all'area medica perché è più importante per noi il buon funzionamento del sistema piuttosto che l'affermazione di un dirigente appartenente, per una solidarietà teorica e astratta, allo stesso gruppo socio-culturale al quale anche noi apparteniamo.
Pertanto ringrazio il doppio collega Liori della segnalazione, però mi pare proprio, come dire, assolutamente "inincidente".
LIORI (A.N.). Ti voterò ancora Presidente dell'Ordine!
IBBA (Gruppo Misto). Ti ringrazio!
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 46.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 46. Si tratta sempre della solita Conferenza socio-sanitaria che ci ha fatto compagnia ampiamente in quest'Aula e intervengo anche in questo caso con una riflessione, il comma 6 dice che il direttore generale dell'azienda sanitaria individua i distretti sulla base dei criteri indicati dagli indirizzi regionali, che provengono dalla Giunta regionale, e che tengono conto delle caratteristiche geomorfologiche del territorio e della densità della popolazione eccetera eccetera, inoltre trasmette alla Regione i provvedimenti conseguenti con modalità di controllo ben note.
Bene, mi sembra che sia una norma assolutamente garantista e compiuta, no? Tutto questo il direttore generale lo fa d'intesa con la Conferenza provinciale socio-sanitaria. Cosa vuol dire d'intesa? Che il dottor Gumirato convocherà i "78" dell'assemblea, competenti o meno di sanità, sicuramente poco dotati di strutture per migliorare la propria competenza sanitaria perchè si riuniscono due volte l'anno, e tenterà, insieme, di individuare i distretti. Ma se non c'è l'intesa, cosa succede? Non individuano i distretti? Restano sei mesi discutendo di quali devono essere i distretti con veti incrociati tra sindaci e Gumirato?
Mi sembra una cosa folle! Mi sembra un meccanismo fatto apposta per non far funzionare il tutto, quindi se siete stati mefistofelici in questo, e la povera professoressa Dirindin se ne accorgerà con calma, io vi faccio i complimenti nel senso che quello che io sto facendo in Aula voi l'avete fatto infinitamente meglio cioè l'opposizione.
Però, se questo non è, allora mi dite che cosa ci fa questo parere qui? Io penso che sia utile che noi abbiamo un livello di competenza il più possibile staccato dal territorio perché sia il più possibile sottratto alle spinte localistiche che tanto male hanno fatto alla sanità sarda e che quel livello di competenza abbia la responsabilità e che il controllo glielo fa la Regione sulla base di una serie di valutazioni che sono contenute in atti di indirizzo e in tutta una serie di documenti approvati dalla Commissione, dal Consiglio e quanti altri più se ne vuole più se ne mette. Siete veramente pazzeschi!
Fra un anno, fra due anni, quando riparleremo di questa legge, riascolteremo i nostri ragionamenti e le risposte vostre.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Riconfermo il parere sul fatto che i distretti non possano essere decisi dalla ASL senza che un comune possa in qualche modo esprimere a quale distretto voler far parte e la possibilità di avere un luogo palese in cui dire queste cose.
Il tema è se il vincolo dell'intesa non blocchi in qualche modo il processo e non possa essere presa in considerazione e valutata la possibilità di sostituire "d'intesa" con "sentita la Conferenza", questo è il tema sul quale, come dire, la sollecitazione poteva essere sollevata.
Ora, non so se si può chiedere di sospendere un attimo l'esame di questo emendamento e procedere con gli altri, però questo può essere un elemento che può evitare magari un blocco, una paralisi, nei processi di scelta che, ripeto, non sono processi di scelta che si ripetono quotidianamente, perché si fa una volta soltanto, quando si rivedono si rivedono perché nasce una nuova provincia o perché viene eliminata una vecchia provincia.
PRESIDENTE. Io non penso che possiamo sospendere questo emendamento perché è un emendamento soppressivo quindi non potremmo procedere alla votazione dell'articolo se non sappiamo se sopprimere o no alcune parole. Se c'è bisogno di qualche minuto per trovare l'intesa, sospendiamo i lavori per un minuto.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io vorrei dare una mano d'aiuto all'attività dell'Aula. L'emendamento è soppressivo di quella frase su detta, se l'Aula lo vuol votare, vota l'emendamento e sopprime "intese", "sentite" e "conferenze". Se non lo vuol votare, siccome non esiste la possibilità di introdurre emendamenti verbali che non siano condivisi dall'intera Aula si va avanti. Quindi le faccio risparmiare del tempo e andiamo avanti rispetto alla sospensiva, decide la maggioranza se approvare l'emendamento presentato o se tenersi il testo che hanno studiato per sei mesi e quindi, avendolo studiato per sei mesi, deve essere una macchina da guerra formidabile.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, mi pare che stiano valutando se l'emendamento possa essere accolto oppure no.
Facciamo una rapida consultazione, poi concludiamo la votazione su questo articolo e terminiamo la seduta.
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Signor Presidente, chiedo di sospendere la seduta in maniera da avere la possibilità di approfondire questo tema.
PRESIDENTE. Va bene. Se non ci sono obiezioni, riprendiamo i lavori domani mattina, venerdì 21 luglio, alle ore 10 con la votazione sull'emendamento numero 46 presentato all'articolo 17.
La seduta è tolta alle ore 21 e 10.
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