Seduta n.182 del 03/05/2006 

CLXXXII SEDUTA

(Antimeridiana)

Mercoledì 3 maggio 2006

Presidenza del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 10 e 16.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 21 aprile 2006 (176), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Calledda, Mattana, Pirisi e Paolo Fadda, hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 3 maggio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge 216/A. Siamo giunti all'esame dell'articolo 19 al quale sono stati presentati nove emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19 e dei relativi emendamenti:

Art. 19

Disposizioni nel settore dell'istruzione, spettacolo, cultura e sport

1. A favore delle attività di istruzione, spettacolo, cultura e sport sono autorizzati i seguenti interventi:

a) la spesa di euro 150.000, per l'anno 2006, per l'acquisto in via di prelazione, ai sensi degli articoli 59, 60, 61 e 62 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e delle lettere n) e o) del comma 4 dell'articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 173 del 2004, e/o per l'acquisto di beni archeologici anche non sottoposti a vincolo (UPB S11.027);

b) la spesa di euro 300.000, per l'anno 2006, per l'assistenza tecnica agli enti locali per la verifica e il controllo delle attività di gestione delle aree archeologiche e dei musei (UPB S11.027);

c) la spesa di euro 200.000, nell'anno 2006, a valere sullo stanziamento del capitolo 11326, per la realizzazione di iniziative espositive e attività di scambi culturali anche a carattere internazionale (UPB S11.052);

d) la concessione di un contributo di euro 200.000, nell'anno 2006, a favore del Comune di La Maddalena per l'organizzazione di iniziative culturali in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi (UPB S11.052);

e) la concessione di un contributo di euro 80.000, nell'anno 2006, a favore dell'Istituto etnografico di Nuoro per promuovere, in collaborazione con le Università degli studi di Cagliari e di Sassari, iniziative culturali volte a divulgare e ad approfondire la conoscenza delle opere di Grazia Deledda in occasione del settantesimo anniversario della morte e dell'ottantesimo anniversario del conferimento del Premio Nobel per la letteratura (UPB S11.052);

f) la spesa annua complessiva di euro 70.000 da ripartire in eguale parte tra l'Associazione "Casa natale di Gramsci" di Ales, l'Associazione "Casa Gramsci di Ghilarza" e l'Istituto Gramsci della Sardegna per lo svolgimento dei compiti di istituto (UPB S11.052);

g) la spesa annua complessiva di euro 125.000 da destinare in ragione di euro 50.000 alla fondazione Logudoro-Meilogu e di euro 75.000 alla fondazione Siotto per lo svolgimento dei compiti di istituto (UPB S11.015).

2. Nella legge regionale 17 maggio 1999, n. 17 (Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna), sono apportate le seguenti modifiche:

a) la denominazione del titolo IV è sostituita dalla seguente: "Contributi a sostegno della partecipazione ai campionati federali nazionali di maggior rilievo";

b) l'articolo 31 è sostituito dal seguente:

"Art. 31 (Contributi)

1. Il Piano triennale dello sport individua i campionati federali nazionali degli sport di squadra di maggior rilievo.

2. La Regione è autorizzata a concedere i contributi previsti dal presente articolo alle società sportive dilettantistiche sarde iscritte ai campionati individuati ai sensi del comma 1.

3. I benefici di cui al comma 2 sono estesi alle gare in trasferta, successive alla fase ordinaria di campionato, che determinano la vittoria del campionato stesso, la permanenza in esso o il passaggio ad altra serie, nonché alle gare in trasferta relative alla partecipazione alle coppe nazionali o internazionali conseguenti ai risultati contenuti nei campionati federali.

4. Sui contributi di cui al presente articolo possono essere concesse anticipazioni fino alla misura del 60 per cento a seguito di comprovata iscrizione al campionato e ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 26 gennaio 1989, n. 5.

5. I contributi di cui al presente articolo non sono cumulabili con altre provvidenze concesse dalla Regione per le medesime finalità.

6. Sponsorizzazioni di squadre professionistiche sono previste nell'ambito dei piani di comunicazione, finanziati sulla base di altre normative o di apposite misure da attivare per specifici obiettivi promozionali.";

c) l'articolo 32 è abrogato.

3. La lettera f) del comma 6 dell'articolo 8 della legge regionale n. 1 del 2006 è abrogata.

4. A valere sulle disponibilità recate dalla UPB S11.048 del bilancio della Regione per l'anno 2006, una quota pari a euro 300.000 è destinata per le finalità di cui agli articoli 27 e 28 della legge regionale n. 17 del 1999, per lo svolgimento delle trasferte effettuate nell'anno 2005 in territorio extraregionale per la partecipazione ai campionati.

5. Sono conferite agli enti locali, a decorrere dal 1° gennaio 2007, le funzioni e le risorse relative ai servizi per la tutela e la valorizzazione dei beni museali, aree archeologiche, biblioteche e archivi di cui agli articoli 92 e 93 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, prorogati con l'articolo 13 della legge regionale n. 6 del 2004 e con l'articolo 12 della legge regionale n. 7 del 2005. Le funzioni sono trasferite alle province o ai comuni che abbiano la disponibilità dei beni culturali in relazione ai quali si svolge il servizio; qualora il progetto riguardi un ambito sovracomunale le funzioni sono trasferite alla provincia che gestisce il servizio fino alla costituzione di una forma associata fra comuni di quelle previste dalla legge regionale n. 12 del 2005. All'individuazione dei singoli enti destinatari e alla ripartizione fra essi delle risorse, sulla base della spesa sostenuta per ciascun servizio negli ultimi tre anni, si provvede con decreto dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, spettacolo e sport da emanarsi entro il 30 luglio 2006, sentiti gli enti locali interessati. Alla gestione dei servizi gli enti locali provvedono con le modalità previste per la gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica, ai sensi dei commi 7, 8 e 9 dell'articolo 37 della legge regionale n. 7 del 2005, in modo comunque da valorizzare le professionalità fin qui impegnate nei progetti. La Regione, con decreto del Presidente, previa intesa in sede di conferenza permanente Regione-enti locali, ai sensi dell'articolo 13 della legge regionale 17 gennaio 2005, n. 1, può stabilire gli standard cui gli enti devono attenersi nella gestione del servizio. Alle spese si fa fronte, per l'anno 2007, con le risorse già stanziate dal comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale n. 7 del 2005; per gli anni successivi si provvede nell'ambito dei trasferimenti agli enti locali dovuti in attuazione della legge di conferimento di nuove funzioni e con il riordino dei trasferimenti ordinari previsti dalla legge regionale n. 25 del 1993.

Emendamento soppressivo parziale Caligaris

Art. 19

Al comma 4 della novella "Articolo 31 (Contributi) di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 19 sono soppresse le parole "e ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 26 gennaio 1989, n. 5". (6)

Emendamento sostitutivo parziale Marrocu - Biancu - Porcu - Licheri - Balia - Orrù - Barracciu - Cherchi Silvio - Marracini

Art. 19

Il comma 5 è sostituito dal seguente:

"Sono conferite agli enti locali a decorrere dal 1 ° gennaio 2007 le funzioni e le risorse relative ai servizi per la valorizzazione e la gestione dei beni museali, aree archeologiche, biblioteche e archivi di cui agli arti. 92 e 93 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11 da ultimo prorogati con l'art. 13 della L.R. 11 magio 2004, n. 6, e art. 12 della L.R. 21 aprile 2005, n. 7 (leggi finanziarie). Per quanto riguarda i servizi per la gestione e valorizzazione dei beni mussali, delle aree archeologiche e delle biblioteche, le funzioni sono trasferite alle province e ai comuni che abbiano la disponibilità dei beni culturali in relazione ai quali attualmente si svolge il servizio; qualora il progetto riguardi un ambito sovracomunale il conferimento è fatto alla provincia che gestisce il servizio fino alla costituzione di una forma associativa fra comuni tra quelle previste dalla legge regionale n. 12 del 2005. All'individuazione dei singoli enti destinatari e alla ripartizione fra essi delle risorse, si provvede con decreto dell'assessore della P.I. da emanarsi entro il 30 luglio 2006 sentiti gli EE.LL. interessati. Per quanto riguarda i servizi per la gestione e la valorizzazione degli archivi le funzioni sono trasferite alla province. Alla ripartizione fra esse delle risorse si provvede con decreto dell'assessore della P.I. da emanarsi entro il 30 luglio 2006, previa presentazione da parte delle province di un piano di interventi per gli archivi ricadenti nel territorio di competenza. Alla gestione dei servizi gli EE.LL. provvedono con le modalità previste per la gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica ai sensi dell'art. 37, commi 7, 8 e 9 della L.R n. 7 del 2005, in modo comunque da valorizzare i soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti. La Regione con delibera della Giunta Regionale, previa intesa in sede di conferenza permanente Regione Enti Locali, ai sensi dell'art. 13 della L.R 17 gennaio 2005, n. 1 (istituzione del consiglio delle autonomie e della conferenza permanente Regione Enti Locali), stabilisce i requisiti minimi di funzionamento cui gli enti devono attenersi nella gestione del servizio.

Fino all'approvazione della normativa regionale di trasferimento agli enti locali pubblici territoriali della Sardegna delle competenze in materia di gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica in ambito culturale, sono conferite agli enti locali a decorrere dal 1 ° gennaio 2007 le risorse relative ai servizi in essere per la valorizzazione e la gestione dei beni museali, aree archeologiche, biblioteche e archivi di cui all'art. 38 della L.R. n. 4/2000 e da ultimo prorogati con l'art. 12 della L.. 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria).

Pertanto la Regione è autorizzata ad erogare contributi agli enti interessati per concorrere agli oneri d'esercizio dei medesimo servizi nelle misure stabilite dalla deliberazione della Giunta Regionale n. 61/30 del 20/12/2005. Alla gestione dei servizi gli EE.LL. provvedono con le modalità previste per la gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica ai sensi dell'art. 37, commi 7, 8 e 9 della L.R. n. 7 del 2007 in modo comunque da valorizzare i soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti.

Per la ripartizione e la conseguente assegnazione delle risorse agli enti locali si fa riferimento alle percentuali relative al costo del personale fissate con delibera della Giunta regionale n. 61/30 del 20/12/2005 per i progetti finanziati ai sensi dell'art. 38 della L. R. n.4/2000.

Alle spese si fa fronte per l'anno 2007 con le risorse già stanziate dall'art. 12, comma 4, della L.R. n. 7 del 2005; per gli anni successivi si provvede nell'ambito dei trasferimenti agli EE.LL. dovuti in attuazione della legge di conferimenti di nuove funzioni e col riordino dei trasferimenti ordinari previsti dalla L.R. n. 25 del 1993." (153)

Emendamento aggiuntivo Sanna Francesco - Secci - Marrocu - Biancu - Licheri - Balia

Art. 19

All'articolo 19, comma 1, lettera d), è aggiunta la seguente lettera:

"d bis) Il contributo annuale all'Associazione culturale "Lao Silesu" di Iglesias di cui alla legge regionale 26 novembre 1985, n. 29, e successive modifiche e integrazioni, è da intendersi finalizzato a sostenere le spese di organizzazione del "Premio Iglesias" e le spese di funzionamento dell'Associazione medesima.

E' autorizzato l'utilizzo entro il 31 dicembre 2006 per le medesime finalità dei contributi stanziati." (117)

Emendamento aggiuntivo Biancareddu - Oppi

Art. 19

Nell'articolo 19, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

"1 bis. L'importo previsto dall'articolo 8, comma 1, lettera m) punto 2) della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione - legge finanziaria 2006) è rideterminato in euro 200.000."

Copertura finanziaria

In aumento

UPB S11.067 - Formazione universitaria

2006 114.000

In diminuzione

UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente

2006 114.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 14 della Tabella A allegata alla legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1. (106)

Emendamento aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras

Art. 19

Al comma 2 dell'art. 19 lettera a) dopo le parole "maggior rilievo" sono introdotte le seguenti parole "e delle discipline sportive per atleti disabili". (100)

Emendamento aggiuntivo Caligaris

Art. 19

Nella novella "Articolo 31 (Contributi) di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 19 dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

"1 bis. Le società sportive dilettantistiche sarde con atleti disabili usufruiscono dei contributi previsti dal presente articolo a qualsiasi campionato federale nazionale degli sport di squadra partecipino". (9)

Emendamento aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras

Art. 19

Nel comma 5 dell'art. 19 dopo le parole "della legge regionale n. 7 del 2005" sono aggiunte le parole "e di cui all'art. 38 della legge regionale n. 4 del 2000". (99)

Emendamento aggiuntivo Secci - Marrocu - Biancu - Porcu - Licheri - Balia

Art. 19

All'articolo 19 dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma:

"5 bis. E' autorizzato l'utilizzo entro il 31 dicembre 2006 dei contributi stanziati a favore della Fondazione Maria carta per le spese di funzionamento e per lo svolgimento delle attività istituzionali (UPB S11.015 - cap. 11315)". (110)

Emendamento aggiuntivo Uggias - Sanna Francesco - Sabatini - Cucca - Cuccu Giuseppe

Art. 19

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

"5 ter. E' autorizzata per l'anno 2006 la concessione di un contributo di euro 150.000 all'Istituto euromediterraneo ISR di Tempio per l'attuazione del programma di attività relativo all'anno 2006; per gli anni successivi la relativa spesa è determinata dalla legge finanziaria (UOB S11.067).

Copertura finanziaria

In aumento

UPB S11.067 - Formazione universitaria

2006 150.000

In diminuzione

UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente

2006 150.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 14 della Tabella A allegata alla legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1. (136).)

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi e colleghe, signori Assessori, l'emendamento numero 6, proposto all'articolo 19, mi permette di riproporre una considerazione avanzata in più occasioni da quando è iniziata la mia esperienza in questa Assemblea legislativa. Senza voler peccare di presunzione, mi sembra di dover ribadire che i testi delle leggi appaiono sempre più complessi e di difficile interpretazione. I frequenti richiami a precedenti articoli e commi di una stessa legge o a norme approvate negli anni creano confusione aumentando le difficoltà interpretative. Il disegno di legge in esame non fa eccezione, anzi devo dire che in diversi articoli sembra che si voglia compiere uno sforzo proprio in direzione dell'incomprensibilità. Ritengo quindi che sia opportuno cercare, sforzarsi il più possibile di porre rimedio a una situazione che mi sembra si stia aggravando. Un impegno comune per una migliore comprensione dei testi per evitare ambiguità o, per così dire, più interpretazioni favorirebbe nell'ottica della trasparenza i rapporti tra cittadini e istituzioni. Per ritornare al comma, all'emendamento che si riferisce al comma 4, faccio osservare che nasce proprio con l'idea, con l'intento di fare chiarezza. Non riesco infatti a comprendere perché si faccia riferimento ad un articolo che è il numero 16 della legge regionale numero 5 del 26 gennaio 1989, che a sua volta richiama una legge, la numero 17 del 21 giugno 1950, che è stata abrogata con la legge quadro sullo sport numero 17 del 17 maggio 1999. Mi domando se è possibile fare riferimento ad una legge abrogata.

Colgo anche l'occasione per illustrare l'emendamento numero 9. In questo caso, desidero richiamare l'attenzione su una discrezionalità che finisce con il discriminare gli atleti disabili che partecipano ai campionati federali nazionali degli sport di squadra. Nella novella, articolo 31, contributi di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 19, viene infatti lasciata al piano triennale dello sport la facoltà di individuare i campionati nazionali degli sport di squadra di maggior rilievo. Tale facoltà non prevede automaticamente un riferimento agli atleti disabili e alle loro società, e quindi lascia totale discrezionalità, come ho già detto, nell'individuare questi campionati di maggiore rilievo. Ebbene, io sono convinta, anche su sollecitazione di diverse società che si occupano degli sport per i disabili, che le condizioni in cui si trovano ad operare gli atleti con disabilità e le maggiori difficoltà che incontrano, meritino una specifica attenzione. Ecco perché propongo di garantire alle società dilettantistiche sarde con atleti disabili i contributi, a qualunque campionato federale nazionale degli sport di squadra partecipino. Mi sembra anche di poter affermare che il valore sociale e culturale dello sport abbia in questi casi un significato ancora più grande. L'emendamento peraltro integra, per così dire, quello dei colleghi Pisu, Davoli e Uras, che modifica il titolo IV della legge quadro sullo sport del maggio 1999. Non sono quindi né in alternativa né in contrasto; eliminare la discrezionalità nella stesura del piano triennale significa solo consentire agli atleti disabili di partecipare a tutti i campionati federali nazionali, dopo aver quindi già subito una selezione a livello atletico e sportivo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). L'articolo 19 che apparentemente sembra insignificante, credo sia invece da inquadrare all'interno del dibattito generale che stiamo facendo come un elemento molto, molto importante. Ci sono alcuni punti inseriti nell'articolo 19 molto importanti e molto interessanti che però sono, permettetemi di dirlo, il frutto di una discussione collettiva, il frutto di un contributo da parte di tanti consiglieri regionali che hanno discusso ed affrontato queste tematiche, a dimostrazione che quando si discute e ci si confronta evidentemente si è anche in grado e capaci di raggiungere risultati e conseguire obiettivi prefissati. Credo che l'inserimento in questo articolo, ad esempio, dei contributi all'Istituto superiore etnografico di Nuoro per la celebrazione dell'anniversario della Deledda, ma anche ricordate il dibattito precedentemente fatto in questa sala, di contributo alla casa Gramsci di Ghilarza e di Ales, non siano così da sottovalutare, da prendere sotto gamba, sono segnali. Sono segnali che noi riteniamo importanti, sono segnali che ci fanno ben sperare in una, diciamo così, in qualche modo più approfondita discussione, confronto e dibattito fra noi.

Così come credo sia molto importante una modifica della legge sullo sport. Anche in Commissione è stato discusso con molta attenzione, ci sono state anche posizioni diverse, però si è arrivati ad una visione generale condivisa che è quella che, tra l'altro, la legge sullo sport dice nei suoi capitoli iniziali, cioè quello che lo sport è sostanzialmente, non può essere altro, uno strumento di condivisione per cercare di allargare i diritti sociali e i diritti di cittadinanza dei nostri giovani e del nostro popolo. E' quello di distinguere i contributi per lo sport dalle sponsorizzazioni alle società professionistiche. Credo che sia, anzi noi lo riteniamo assolutamente, un ottimo risultato. C'è bisogno di discutere, c'è bisogno di modificare la legge sullo sport perché oggi i tempi sono cambiati, le esigenze non sono più le stesse, sono diverse. Ci sono venti milioni di persone che praticano sport e quindi bisogna adeguare la legge sullo sport alla situazione attuale.

Mi ricollego, per farla breve, alle cose che diceva l'onorevole Caligaris sulla questione del diritto di cittadinanza per i disabili nel fare pratica sportiva. In effetti i due emendamenti non sono in contrasto. La Caligaris precisa meglio la sua posizione nel comma 2, costringendo la Regione ad erogare contributi specifici per le società che praticano, che partecipano, a prescindere, a campionati nazionali di sport per i disabili. Anche su questo credo sia molto importante che la Giunta abbia aperto una discussione. Tra una settimana ci sarà la Conferenza regionale sullo sport a Nuoro, si discuterà, si deve discutere molto del problema della pratica sportiva per i disabili. Ci sono società che attraverso un lavoro faticoso, un lavoro davvero encomiabile, fatto per esprimere solidarietà, chiedono a pieno titolo che questo problema venga inserito nella conferenza, ma venga inserito in maniera chiara senza nessuna discrezionalità nella nuova legge che speriamo si riesca a produrre e a portare in discussione in quest'Aula.

Finisco, signor Presidente, su un argomento, anche questo dibattuto, discusso, che ha visto il raggiungimento di una posizione condivisibile. Mi dispiace che non ci sia l'Assessore dell'istruzione, ma conosce molto bene l'argomento; riguarda tutta quelle serie di piccole associazioni che, in questi anni, chi da dieci, chi da quindici, chi da vent'anni, sono state in grado di costruire nel territorio, soprattutto all'interno, soprattutto nelle zone interne della Sardegna, di costruire e valorizzare quella miriade di iniziative, a valorizzare quei piccoli luoghi, quei piccoli luoghi, dieci anni fa sconosciuti, quei piccoli luoghi che sono i musei archeologici; giovani, ripeto, forse questo molti non lo sanno, giovani che hanno iniziato vent'anni fa a scoprire, a valorizzare, a rimettere a posto, ad abbellire i nostri musei archeologici dispersi nel territorio.

Bene, non è pensabile, non è assolutamente pensabile, che questi giovani possano essere messi da parte; il loro lavoro è frutto di fatica ma anche di passione, è frutto anche di quel senso di appartenenza alla propria terra, al proprio paese, al proprio territorio, che li ha portati con fatica a costruire questa miriade di piccoli musei che sono buona parte del patrimonio archeologico sardo. C'è un emendamento, mi pare sia il numero 153, che descrive molto bene la situazione, ma evidentemente lascio ai firmatari l'illustrazione. Io aderisco totalmente a questo emendamento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, quando si pensa a un maxi collegato alla finanziaria, si pensa ad interventi di grande spessore, interventi che determinano davvero uno stravolgimento dell'economia della Sardegna, invece, devo purtroppo ripetere, siamo al mercatino delle pulci, qui ci sono una serie di marchette che avrebbero dovuto e potuto trovare allocazione anche nella finanziaria. Mi rivolgo ai colleghi della minoranza, credo che sia assolutamente inutile che si facciano le battaglie che abbiamo fatto per interrompere o per cercare di bloccare lo strapotere di una Giunta regionale, se ciò che non ha fatto passare dalla porta poi lo fa entrare dalla finestra. Ovviamente in questo caso la responsabilità non è solo della Giunta regionale, i corresponsabili, anzi io dico i responsabili principali, sono proprio i consiglieri del centrosinistra che hanno operato una vera e propria spartizione accontentandosi di cifre minime, 50 mila, 70 mila, i 200 mila euro per Garibaldi, mai troppo celebrato!

Ma la cosa fondamentale di questo articolo è il comma 5, completamente riscritto dall'onorevole Marrocu e più, che probabilmente è l'unico che ha una valenza politica, soprattutto per il centrosinistra, mentre ha poca valenza economica, interessa molte cooperative certamente, ma è l'unico elemento importante di questo articolo che l'onorevole Marrocu avrebbe dovuto illustrare in quanto l'ha riscritto completamente.

Allora io non voglio pensare che la Giunta abbia scritto una cosa e la maggioranza un'altra, immagino che ci sarà il parere favorevole, su questo non c'è dubbio; però, onorevole Marrocu, lei ed io sappiamo di che cosa stiamo parlando, e siccome per il momento lo sappiamo lei ed io, sarebbe importante che lei illustrasse questo emendamento a tutta l'Aula, perché siamo ansiosi di capire qual è la ratio che ha portato alla modifica e alla riscrittura di questo comma, in modo che tutti i colleghi capiscano in che direzione stiamo andando.

Tutte le altre considerazioni che ha fatto l'onorevole Davoli, il primo segnale per Casa Gramsci, il primo segnale per Grazia Deledda, sono segnali infiniti che durano sessant'anni, ma quale primo segnale? E' una vita che non fate altro che destinare risorse in quella direzione! Quindi, quale primo segnale? E' il vecchio del più vecchio! Allora io dico: ma possibile che noi dobbiamo continuare in questa discussione senza individuare il benché minimo motivo di una partecipazione attenta ed attiva con un articolato che, di fatto, non contiene neanche uno di tutti quei presupposti che erano stati presentati.

Poi si arriva al punto che qualcuno parla di sport. Ma di sport ne posso parlare io, ne può parlare l'onorevole Marrocu, ne può parlare l'onorevole Contu, ne possono parlare coloro che da 35 anni sono in mezzo ai ragazzi, coloro che da 35 anni si impegnano nello sport a tutti i livelli, ma come può pensare di venire qua l'onorevole Davoli a parlare di sport con noi? Ma di quale sport, onorevole Davoli? Lo vorrei proprio capire qual è lo sport di cui parla lei! Sì, sono proprio delle gare. Allora veramente c'è non da perdere la pazienza, perché di pazienza ce ne vuole tanta, però io ritengo che veramente o si abolisce la finanziaria, forse non sarebbe neanche male, o forse iniziamo, colleghi, a pensare che le leggi vanno fatte, non può essere un concentrato, un guazzabuglio di norme che stravolgono la legislazione vigente, e che non risolvono nessun problema, ma che servono solo per adeguare, volta per volta, alle necessità contingenti, a quello che interessa quel territorio piuttosto che quell'altro territorio, perché questo sta succedendo con questo maxi collegato, sta diventando veramente una cosa incredibile!

In tutti i proclami del presidente Soru, nelle sue dichiarazioni, pubbliche e no, non dico riservate ma nel pourparler, vi era la disponibilità ad accogliere anche le proposte della minoranza, non ditemi adesso che, dopo due anni, non ci sono state delle proposte fatte dalla minoranza, ce ne sono state! Addirittura ci sono state proposte fatte dalla maggioranza che non sono state accolte, progetti di legge pronti in Commissione che vengono stravolti da questo maxi collegato, ma allora chi decide in quest'Aula e chi decide in questa maggioranza?

Ho detto un'altra volta che c'è colui che l'universo tutto muove, può darsi che sia così, allora affidiamoci ancora una volta ad un amministratore unico che decide per tutti, fa i conteggi, ci fa tutti felici. I consiglieri regionali possono rientrare tranquillamente nelle loro residenze, sono stati ore e ore seduti qua ad ascoltare, alcune volte cose giuste, corrette, buone intenzioni e mai attori di decisioni che, in qualche maniera, possono far capire al popolo sardo, non ai nativi di cui parla il Presidente della Camera, ai sardi, agli italiani, onorevole Davoli, onorevole Pisu, onorevole Licheri, non ai nativi! Quali nativi? Adesso gli italiani, anzi coloro che vivono in Italia sono divisi in due categorie per Rifondazione Comunista: i nativi e i migranti. Questa è la dicitura che ha usato il Presidente della Camera. Io non sono nativo, io sono sardo! E me ne vanto! E sono un sardo italiano! Se le va meglio, sono italiano e sardo, non sono nativo, non posso essere definito nativo! Voi state definendo i sardi nativi!

Questo è un fatto veramente gravissimo perché, nonostante vi stiate scontrando tra di voi, colleghi di Rifondazione Comunista, voi siete quelli che stanno manipolando e monopolizzando l'Aula! In virtù della vostra divisione, state facendo passare anche ciò che non è mai passato in Sardegna! So di fare un'accusa grave, ma i colleghi di tutti gli altri partiti della maggioranza sappiano che voi, surrettiziamente, state facendo un lavoro fine, state lavorando sui loro fianchi e stanno subendo tutto! Io non diventerò nativo! Non diventerò migrante! E gli italiani e i sardi non devono essere né migranti né nativi!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Nativo?

PISU (R.C.). Signor Presidente, signori della Giunta, onorevoli colleghe e colleghi, l'onorevole Diana, come ha dimostrato anche oggi, non perde mai un'occasione per sminuire e, a volte, persino ridicolizzare, quando perde la pazienza, le posizioni della Giunta, della maggioranza e anche dei singoli consiglieri. Lo fa spesso e, a volte, noi gli infliggiamo una grave punizione che è quella di rispondere col silenzio, con l'educazione, col non insulto, con la non violenza, come siamo abituati a fare e come quelli di Rifondazione Comunista hanno scelto di fare per propria linea politica. Lei, per usare una terminologia che forse le è ancora cara, fa solo del disfattismo a buon mercato, senza mai proporre qualcosa di utile per la Sardegna. Io non lo so se Bertinotti, il Presidente della Camera di questo Paese, la terza figura istituzionale dello Stato Italiano, a cui tutti noi apparteniamo, ha pronunciato la parola "nativi" nel senso che ha inteso lei.

DIANA (A.N.). Sì!

PISU (R.C.). Siccome io non sono inquadrato e inquadrabile neanche da Bertinotti, sono un comunista libero, libertario, gramsciano, antistalinista, federalista e amante della nostra terra, della Sardegna, le dico che sono sardo, sono italiano, sono europeo e sono internazionalista, rispetto tutti. Certo c'è una divisione tra i sardi che sono nati in questa terra e quelli che sfortunatamente l'hanno dovuta abbandonare per cercare un posto di lavoro in Italia e nel mondo. Se lei andasse a leggere, non lo farà mai, i miei interventi, potrebbe constatare sempre che io parlo del popolo sardo intendendolo nella sua interezza, anzi ci colloco la prima, la seconda e la terza generazione che vive fuori dalla nostra terra, dalla Nazione sarda.

Per entrare nel tema, questo articolo 19 tratta di "Disposizioni nel settore dell'istruzione, spettacolo, cultura e sport", dunque anche lei, onorevole Diana, avrebbe dovuto accorgersi che stiamo trattando questioni importanti, così come abbiamo fatto nei giorni scorsi, come stiamo facendo oggi e come faremo domani, così come abbiamo fatto in questi anni e come ci apprestiamo a fare dopo il maxi collegato con l'avvio del processo riformatore, tanto importante per la Sardegna, altra occasione storica alla quale questo Consiglio regionale è chiamato a rispondere. Dunque l'argomento contiene questioni di grande rilevanza a cui credo che non dobbiamo sottrarci o giocare a sminuirle.

Altri compagni e altri consiglieri regionali parleranno dei temi che sono oggetto di questo articolo 19 che, contrariamente a quanto dice lei, onorevole Diana, contiene cose importanti e al quale io credo noi dobbiamo prestare la massima attenzione. Cito un esempio in esso contenuto, non è quella brutta parola che voi usate e che io ritengo pessima e persino volgare: la questione di Gramsci. Cos'è riconducibile alla mia ideologia politica? Io credo che Gramsci sia stato una grande personalità per noi in Sardegna, di cui dobbiamo onorarci e il fatto che ci siano ancora la casa natale di Ales, la casa museo di Ghilarza e l'Istituto Gramsci della Sardegna, è una cosa importante per il nostro popolo, perché essi distribuiscono cultura. Se per caso lei non se ne fosse ancora accorto, onorevole Diana, voglio dirle che è stata costituita una Associazione internazionale di studi gramsciani, che ha sede a New York, non a Mosca, presieduta da un grande e illustre docente di un'importante università americana, si chiama in inglese International Gramsci Society, che vuole realizzare in Sardegna il terzo congresso mondiale di studi gramsciani e lo vuole fare insieme a statunitensi, brasiliani, francesi, inglesi, giapponesi e altri studiosi appassionati di tutto il mondo.

Non le dice niente che questo accada dopo il 1989? Vuol dire che, se Gramsci ha superato il 1989 indenne e nelle università del mondo si studia ancora il suo pensiero, è chiaro che non può essere assimilabile alla storia disastrosa, agli orrori, agli errori, ai crimini che, in nome del comunismo, a volte sono stati commessi. Gramsci è passato indenne e ha da dire qualcosa non solo a chi si richiama a quei valori, ma a tutto il mondo e forse anche a voi. So tra l'altro che anche a destra si studia, in certe associazioni, il pensiero di Antonio Gramsci. E' venuto in Sardegna anche il Presidente di questa Associazione, che si è già incontrato con l'Assessore regionale dell'istruzione Pilia e con il presidente Soru. Io credo che questi rappresentanti della Giunta regionale facciano bene ad onorare il Sardo che non è più tra i tre studiosi italiani tradotti nel mondo, è il primo perché il suo pensiero è tradotto in cinquanta lingue.

Sicché è una cosa importante che ci onora. Noi sardi non abbiamo una grande tradizione nell'onorare le persone che hanno un valore, che hanno dato un qualcosa alla Sardegna, all'Italia, nel mondo, però facciamolo prima o poi, dobbiamo anche avere amore di noi stessi, rispetto di noi stessi, dobbiamo valorizzare il nostro popolo e gli intellettuali che gli hanno dato lustro, per cui io credo che si faccia bene a finanziare, stabilmente mi auguro nei prossimi anni, l'attività culturale meritoria che queste associazioni portano avanti.

Mi piace anche dire che, per concludere, sono contento che parallelamente a questo si tenga nella dovuta considerazione tutto ciò che noi dobbiamo fare per valorizzare gli elementi fondamentali che caratterizzano l'identità nazionale del popolo sardo (alludo ai musei, ai siti archeologici e a quant'altro di civiltà ha prodotto la nostra terra per rafforzare la sua identità) non per uno spirito sciovinista, perché dobbiamo dimostrare al mondo quanto siamo bravi e quanto siamo migliori, no, io mi batto per valorizzare tutto ciò che ha prodotto la Sardegna, perché vorrei che il nostro popolo lo esaltasse per presentarsi con la propria personalità, al confronto con gli altri popoli del mondo, con pari dignità.

Non conta che siamo un milione e mezzo qui e un milione e mezzo emigrati, conta che siamo un popolo, che abbiamo prodotto civiltà, che abbiamo prodotto cultura, che abbiamo prodotto anche grandi uomini, spero anche grandi uomini politici che presentiamo agli altri rispettandoli e facendoci rispettare. Ovviamente sono d'accordo per gli emendamenti che abbiamo sottoscritto insieme ad altri e concordo con le affermazioni che qui hanno fatto poc'anzi i colleghi Davoli e Caligaris.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

Prego l'onorevole Caligaris, per quanto riguarda l'emendamento numero 6, di avvicinarsi al banco della Presidenza perché l'emendamento comporterebbe una serie di conseguenze.

Prego, onorevole Secci.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si esprime parere favorevole per gli emendamenti numero 153, 117 e 110;parere negativo per gli emendamenti numero 6, 9, 100 e 106, mentre si chiede il ritiro per il "99" (in quanto le norme che si richiamano sono già contenute nel "153") e per il "136", nell'eventualità che quest'ultimo rimanesse, il parere è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Gli uffici mi hanno spiegato che c'è un problema relativo alla struttura dell'articolo, quindi ritiro l'emendamento numero 6 perché volevo facilitare e non certo complicare il quadro di riferimento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.

Metto in votazione l'emendamento numero 153.

(Interruzione del consigliere Artizzu)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Su questo emendamento chiedo il voto elettronico.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione elettronica sull'emendamento numero 153. Colleghi, c'è troppa confusione!

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Mi ero prenotato prima perché volevo rispondere alla sollecitazione del collega Diana. Dichiaro il voto favorevole, ovviamente del sottoscritto che è firmatario, e quello del Gruppo per questo emendamento il cui contenuto mi pare semplice. Vengono trasferite agli enti locali le funzioni e le risorse relativamente a musei, sistemi bibliotecari, aree archeologiche. In questi anni, le cooperative che hanno operato sono state sia quelle create attraverso l'articolo 92 e 93 della vecchia legge numero 11 del 1989, sia quelle (che inseriamo adesso con l'emendamento) nate e operanti con la legge numero 4 del 2000; i loro lavoratori hanno maturato una notevolissima esperienza e professionalità che riteniamo giusto non sia dispersa mantenendoli in attesa di un trasferimento di competenza agli enti locali.

Vorrei sottolineare alla Giunta che c'è un bando in corso rivolto agli enti locali. L'emendamento tende a valorizzare, quindi a garantire, a prorogare le esperienze maturate, ma il bando ha suscitato interesse da parte degli enti locali, interesse che potrebbe non essere soddisfatto dalle risorse stanziate che tendono a garantire l'esistente. Noi riteniamo che il bando vada mantenuto, perché questo consente di rilevare qual è l'interesse, qual è la domanda di intervento nel settore museale e bibliotecario eccetera e inoltre che andrà individuato e fatto uno sforzo finanziario perché in questa direzione siano aumentate le risorse e, oltre a stabilizzare o meglio a garantire quanto già maturato,sia anche possibile ampliare i servizi, dislocarli in altre parti del territorio dove non ci sono, reperendo nuove risorse a sostegno di quel bando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). A titolo personale dichiaro che voto contro questo emendamento. Non c'è nessuna motivazione che porti all'approvazione di questo emendamento, l'onorevole Marrocu sa benissimo di che cosa sta parlando. I colleghi probabilmente non sono stati troppo attenti. Questi servizi vengono svolti sistematicamente dalle cooperative. I trasferimenti agli enti locali è uno strumento che valuteremo nella prossima finanziaria, valuteremo allora qual è lo strumento che si sta utilizzando con questo emendamento. Io ora voto contro ma combatterò sempre contro questo emendamento, onorevole Marrocu. E' un atto che lei non doveva proporre a questo Consiglio regionale. Invito i colleghi a stare molto attenti su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). A differenza dell'onorevole Diana, io voterò a favore di questo emendamento anche perché intendo ritirare l'emendamento numero 99,presentato in una versione molto più sintetica, in quanto ricompreso nel "153".

Qual è il principio dal quale si parte per sostenere questa tesi? Il principio è la titolarità del sistema delle autonomie locali allo svolgimento delle funzioni e dei compiti in materia di promozione e tutela del nostro patrimonio culturale, favorendo insieme lo sviluppo di uno dei bacini occupazionali più interessanti, ovvero quello della cultura, il quale insieme a quello dell'ambiente e quello della cura della persona e dell'intervento sociale, è uno dei bacini di maggior respiro anche nella prospettiva.

A me pare molto difficile pensare che questa attività possa essere gestita senza l'intervento pubblico e senza una garanzia di stabilità, che va a favore dei soggetti che, partendo dalla condizione di disoccupati, organizzano società e cooperative giovanili in funzione della gestione di questo tipo di servizi. Per cui, sostenere queste cooperative e le modalità attraverso le quali si sostengono con l'emendamento numero 153, significa mantenere in piedi il sistema di servizi culturali decentrati a livello territoriale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Ancora una volta sono costretto a soffermarmi...

(Interruzioni)

Presidente, non mi sembra un'Aula nella quale si possono discutere provvedimenti legislativi.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi… Onorevole Marrocu! C'è difficoltà ad intervenire con questo brusio.

SCARPA (Gruppo Misto). Magari c'è qualche collega che mi vuole ascoltare, principalmente per questo, poi...

Dicevo, ancora una volta devo rilevare una questione preliminare di metodo e me ne dispiace, ma questo emendamento presentato dai Capigruppo della maggioranza costituisce una legge organica sulla gestione dei beni culturali, cioè è un provvedimento con il quale si sta ridisegnando le modalità dell'intervento pubblico in questo settore. Condivido tutte le cose dette poco fa dal collega Uras sull'importanza di questo settore, che è stato fino ad ora sostenuto ampiamente dalla Regione, però credo e chiedo se ci sia stata su tutta questa materia la dovuta concertazione, se siano stati interpellati gli enti locali, se siano stati sentiti i soggetti interessati. Allora, non era più semplice predisporre un disegno di legge, esaminarlo in Commissione, fare le audizioni, sentire gli enti locali? Ancora, ascoltare queste cooperative, farsi aiutare a redigere una legge fatta bene, e non presentare un emendamento firmato dai Capigruppo di maggioranza in Aula?

C'è ancora una volta un problema di ruolo di questa Assemblea legislativa e di come si rapporta con l'esterno; un problema di concertazione con i soggetti a cui si riferiscono le normative che prepariamo. Quindi io, senza entrare nel merito, manifestando ancora una volta la mia profonda insoddisfazione per il metodo con il quale la maggioranza sta affrontando la tecnica legislativa, dichiaro il voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 153, che tende a non mettere a repentaglio le iniziative già in essere da parte dei comuni e gestite dalle cooperative, soprattutto a non mettere a repentaglio i posti di lavoro che sono stati realizzati attraverso la gestione sia dei siti archeologici e dei musei sia delle biblioteche.

Ritengo che non sarebbe corretto mantenere i bandi nel momento in cui stiamo andando ad utilizzare interamente le risorse per quanto riguarda la gestione dei beni museali e dei siti archeologici, mentre solo in parte rimarrebbero disponibili risorse per quanto riguarda le biblioteche, nello specifico dovrebbero essere i 700 mila euro che abbiamo stanziato in più nella finanziaria di quest'anno. Quindi, se potrebbe rimanere in piedi il bando per quanto riguarda le biblioteche, ancorché con risorse molto limitate, altrettanto non può essere per quanto riguarda i beni museali e i siti archeologici.

A questo punto, siccome riteniamo che sia giusto dare la possibilità anche ai comuni che hanno messo in piedi una serie di servizi legati a questi beni, pur non facenti parte di questo circuito che in qualche modo tendiamo a salvaguardare, io credo che sia opportuno riuscire a trovare le risorse necessarie perché ci possa essere un bando significativo per quanto riguarda le biblioteche e un bando altrettanto significativo per quanto riguarda i beni museali ed archeologici. In assenza di risorse, mantenere i bandi non mi sembrerebbe una cosa seria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io voterò contro questo emendamento in modo da ripetere per l'ennesima volta in quest'Aula che il metodo è sostanza. Con questi emendamenti, che rivedono intere leggi, continuiamo ad arricchire, con colpi di mano, questo disegno di legge, di proposte che sicuramente verranno impugnate, a nostro avviso, dal vostro Governo. Non entro nel merito dell'emendamento, condivido quanto sostenuto dal collega Scarpa. Ma continuo a chiedere che senso ha questa legge, che senso hanno questi emendamenti, che senso ha riunire le Commissioni, che senso ha fare proposte di legge o disegni di legge? Non credo che ci sia un'emergenza in questo caso, ma credo che siamo sicuramente in emergenza democratica e legislativa, perché di questo passo noi possiamo modificare con questi maxi minestroni tutte le leggi della Regione; stiamo dando un buon esempio con questo disegno di legge.

Vorrei significare, inoltre, che stiamo passando tutte le regole. Mi sarei aspettato da lei, Presidente, che quanto meno rimandasse in Commissione gli emendamenti agli emendamenti. Fino ad oggi, abbiamo esaminato gli emendamenti agli emendamenti col parere della Commissione, dato dal Presidente della Commissione, senza nessuna valutazione della Commissione stessa. Abbiamo rimandato in Commissione gli emendamenti al testo; in questo caso, mi aspettavo da parte sua un'indicazione perché questa mole di emendamenti agli emendamenti potesse essere presa in carico dalla Commissione affinché il Presidente stesso esprimesse il parere della Commissione, non il suo, sugli emendamenti proposti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Anche il mio voto sarà favorevole all'emendamento numero 153 che ha il pregio di ricondurre finalmente ad un quadro unitario delle questioni che erano slegate tra loro, come la tutela, la valorizzazione e la promozione dei beni culturali; i progetti speciali sono assimilati ai progetti di gestione che già avevano i comuni sia per quanto riguarda le aree archeologiche, che per quanto riguarda i musei, le biblioteche, gli archivi. Inoltre questo emendamento ha un altro pregio: consente di dare certezze agli enti locali che non avevano mai avuto la possibilità di conoscere all'inizio dell'anno le risorse a disposizione per la gestione dei propri beni culturali. Si danno così certezze anche alle cooperative che stanno operando in questo settore, offrendo la possibilità di valorizzare le esperienze maturate in questi anni.

Una cosa che mi sento di sottolineare invece in questo momento è quella della dotazione delle risorse. Le risorse sono notevolmente insufficienti, è necessario che ci sia una maggiore dotazione di risorse perché la gestione di una biblioteca non è come la gestione di un supermercato, non produce utili; è una gestione, dal punto di vista economico, in perdita, non si può pensare di trarne dei proventi, così come pochi proventi si traggono dalla gestione delle aree archeologiche o dai musei. Ecco perché la dotazione delle risorse, anche la percentuale di compartecipazione, è bassa rispetto alle disponibilità che oggi gli enti locali hanno.

Per il resto comunque l'emendamento va nella direzione positiva di dare certezze agli enti locali sulla dotazione delle risorse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Vorrei votare a favore di questo emendamento perché ritengo positivo demandare agli enti locali la competenza che fino ad oggi di fatto sulla gestione, sulla valorizzazione dei beni museali, archeologici e ambientali, era demandata, come rapporto con la cooperativa, solo alla Regione. Sinceramente ritengo che questa materia debba essere oggetto di approfondimentoda parte della Commissione consiliare. Su questo, concordo con il collega Scarpa e con il collega Capelli.

Mi chiedo il significato di determinate terminologie usate nell'emendamento, per esempio quando si dice "in modo comunque da valorizzare i soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti". Sinceramente che cosa vuol dire "valorizzare"? Cioè è discrezione unica e singola della Regione e del comune che deve valorizzare se esiste una struttura, se esiste iniziativa cooperativistica che già gestisce quei beni, che già manda avanti un'iniziativa da anni? Cosa vuole dire "progetto di valorizzazione"? Sinceramente questo riesco a capirlo poco.

Comunque sia, io vedo la positività di questo emendamento per le motivazioni che ho detto. Secondo me, doveva essere materia da portare in Commissione per predisporre una legge; non concordo sul fatto che una concertazione effettiva doveva fatta solo con gli enti locali, andava fatta anche con i rappresentanti di categoria delle cooperative perché oggi, è una realtà abbastanza evidente, tutti i nostri beni archeologici e ambientali sono gestiti da iniziative cooperativistiche sia singole che associate, per cui è una materia sulla quale bisogna approfondire il discorso.

Non trovo sinceramente elegante che ci si limiti ad un emendamento presentato dalla maggioranza; ripeto, sarebbe stato più opportuno, sinceramente, predisporre una legge, dopo un confronto in Commissione, in Aula, sentite le associazioni di categoria e gli enti locali. Dichiaro il mio voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Anch'io dichiaro il mio voto di astensione su questo emendamento. Vorrei, per non ripetere cose già dette da altri, semplicemente chiedere ai colleghi del centrosinistra se ritengono che questo modo di legiferare sia quello congruo per questa Assemblea. Vorrei chiederlo al collega Paolo Maninchedda (magari posso chiederglielo senza disturbare quando ha finito di telefonare) che si è alzato diverse volte, in quest'Aula, per contestare un metodo di legiferare che appariva intrecciato, intricato ed aggiuntivo in maniera difficilmente comprensibile rispetto alla legislazione vigente, aggiuntivo anche con le deleghe, in questo articolo sono contenuti 14 richiami a leggi vigenti con i quali quindi si intreccia la normativa di un emendamento e due deleghe alla Giunta.

Allora, colleghi, forse volete che noi non ci alziamo più, nel senso che voi continuate a legiferare così e noi non vi disturbiamo neanche, restiamo seduti al nostro posto, ci asteniamo, votiamo contro, e voi portate in Aula quello che volete, approvate quello che volete, con le ricadute negative di ciò che avete approvato che sarete voi a sbucciarvi, senza che noi possiamo essere in alcun modo chiamati corresponsabili di quello che state facendo.

Ma se voi vi rendete conto, e qualcuno di voi lo dice, che non è questo il metodo corretto per fare leggi buone per la Sardegna indipendentemente dal loro contenuto, senza entrare quindi neanche nel merito della contestazione del contenuto, stiamo semplicemente dicendo che il metodo che state usando non può dare risultati buoni, perché è un metodo senza confronto, senza ragionamento, in cui con un emendamento si fa una legge organica di settore con delega alla Giunta!

Non può essere questo il metodo che il Consiglio regionale, che questa maggioranza sceglie per legiferare; non può essere nel nostro interesse, perché il vostro interesse e l'interesse dei sardi sono la stessa cosa e quindi voi non potete fare delle cose che poi vanno contro ciò che avete dichiarato nei vostri programmi e che dovrebbe essere comprensivo dei vostri principi. Quindi, l'appello è rivolto a voi perché abbandoniate questo modo di legiferare e ne troviate uno che sia rispettoso dell'Aula, degli interessi vostri e di coloro che noi amministriamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). C'è una ragione nobile che avrebbe spinto anche me a votare a favore, per essa mi riservo ancora di decidere se votare a favore, astenermi o votare contro. Tutto è legato almeno a due passaggi, il primo dei quali riguarda i criteri con cui la Giunta si propone di individuare gli enti destinatari e la ripartizione delle risorse. La prima fondamentale questione riguarda i criteri secondo i quali la Giunta ripartisce le risorse e individua i soggetti gestori. Credo che su questo si debba prendere atto che il Consiglio è totalmente esautorato. Propongo, mi rivolgo al Presidente del Consiglio e all'onorevole Marrocu (che è sempre solito stare ad ascoltare, adesso si sta forse distraendo un attimo perché ne è il presentatore), l'ipotesi di sottoporre la delibera e quindi il decreto dell'Assessore regionale alla Commissione permanente consiliare con parere vincolante; cioè l'individuazione dei singoli soggetti e la stessa ripartizione è sottoposta alla Commissione competente consiliare con parere vincolante rispetto a questa deliberazione. Il secondo tema....

PRESIDENTE. Chiedo scusa al collega Pili, c'è troppo brusio, io ho difficoltà a seguire, immagino che l'oratore abbia difficoltà ad intervenire e i colleghi ad ascoltarlo. Quindi, chi vuol chiacchierare può andare fuori, se questo è indispensabile, però deve lasciare lavorare chi sta in Aula. Prego.

PILI (F.I.).Allora, Presidente, per ricapitolare: sull'individuazione dei singoli enti destinatari e sulla ripartizione, propongo l'emendamento orale dove aggiungo "con il parere vincolante della Commissione permanente competente del Consiglio regionale". Sul passaggio più importante, che mi spingerebbe a votare a favore di questo emendamento, quello relativo alle parole "da valorizzare", se i presentatori si impegnano a trasformarle in "sono affidati ai soggetti esecutori già individuati e impegnati nei progetti", posso valutare la possibilità di votare a favore. Cioè i termini sono due: primo, il rispetto dell'equità nella ripartizione dei fondi nei comuni e, secondo, l'obiettivo di salvaguardare davvero e non solo con la parola "valorizzazione", che non significa assolutamente niente sia sul piano normativo che sulla sostanza, perché quando si dice ad un sindaco che deve valorizzare qualcosa, sul piano amministrativo non vuole dire niente, anzi lo si sta sottoponendo ad un rischio gravissimo, pertanto le parole "da valorizzare" vanno modificate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 153 e per due considerazioni brevissime. La prima per evidenziare come questo sia un emendamento voluminoso, uso proprio questo termine "voluminoso" perché ripercorre, diciamo, un percorso legislativo molto complesso che riguarda interventi diversi provenienti persino dalla legge 28 del 1984, per intenderci, dalla legge 11 del 1989 e del Piano straordinario del lavoro. Non ha alcun obiettivo di modifica della legge, ne ha uno esattamente opposto, quello che per via amministrativa intervengano, in un settore così delicato, importante e rilevante per la nostra isola, degli stati di fatto che poi condizioneranno un percorso normale ed ordinario dal punto di vista legislativo.

Cosa intendo dire? Che una misura organica è già all'attenzione del Consiglio, nel senso che la Giunta ha approvato il suo disegno di legge; il disegno di legge numero 85 sul trasferimento delle funzioni e delle competenze, incluse queste funzioni e queste competenze agli enti locali, è all'ordine del giorno del Consiglio, ma dal punto di vista operativo né l'uno né l'altro potrà intervenire presumibilmente prima di alcuni mesi, ad essere diciamo molto ottimisti. I comuni però dal primo gennaio 2007 devono essere operativi, cioè devono avere già fatto i bandi, devono avere già individuato i soggetti attuatori, aver predisposto i loro piani finanziari e così via. Tutto quindi rischia di andare in un corto circuito da qui al dicembre del 2006. Questa misura si propone di proseguire negli attuali interventi, quindi non modificando le leggi, in attesa appunto del trasferimento delle funzioni e delle competenze e quant'altro.

Ultima cosa: gli enti destinatari per il 90 per cento sono già individuati. Sono già individuati per quanto riguarda l'articolo 38, perché su domanda del comune, e sono già individuati anche per i progetti speciali, fatto salvo l'intervento per gli archivi perché il loro riordino riguarda una pluralità di comuni, in tal caso si individuano le province che faranno un piano di utilizzo per l'intervento di riordino degli archivi. Per l'individuazione del soggetto attuatore non può intervenire la Regione nell'obbligare i comuni, anche perché i comuni non possono farlo, in quanto il bando di gara è un bando di gara, possono stabilire dei criteri che valorizzano…

PRESIDENTE. Onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, sono partito dal presupposto di votare a favore perché tutto quello che è favorevole al trasferimento verso gli enti locali è una cosa ottima; quest'ultima presa di posizione dell'onorevole Orrù mi fa capire che, poiché questo trasferimento toglieva alcune competenze alla Giunta regionale, era più che ottimo. Però quasi tutti gli amici che sono intervenuti hanno fatto ritenere che questa è un'altra operazione, delle solite che tentano di minare l'operatività del Consiglio, l'attività legislativa seria che la Regione sarda dovrebbe porre in campo.

Questo lo dico perché mi risulta che l'Assessore della cultura, oggi assente in Aula, abbia depositato un disegno di legge sui beni culturali in Sardegna. Mi chiedo come si possa ignorare il fatto che la Giunta abbia depositato questo disegno di legge che ha l'ambizione di avere un panorama ampio di dibattito attorno a tutti i beni culturali, archeologico, naturalistico e quindi un po' di tutto. Allora il problema è che, dietro questo, si nascondano, mi pare, alcuni interessi non molto nobili, cioè mantenere in piedi alcune situazioni, che attualmente hanno alcuni agglomerati di comuni, per impedire ad altri di poter partecipare ai bandi, o costruire dei bandi appositamente ad hoc per quelli che sono già in questa posizione mantenendo i progetti esistenti.

Io ho qualche dubbio che questo sia l'interesse vero della promozione dei beni culturali della Sardegna, e non quello di dare iniziative propositive anche a quei comuni che, fino ad oggi, sono stati sacrificati sotto l'altare di alcune gestioni allegre anche di consorzi di beni culturali che certamente tutto hanno fatto, eccetto quello della valorizzazione seria e puntuale dei beni culturali della Sardegna. Credo che seguirò l'esempio del mio Capogruppo e mi asterrò.

PRESIDENTE. Colleghi, siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 153. Mi rivolgo ai presentatori dell'emendamento numero 153 per quanto riguarda la proposta dell'onorevole Pili che mi pare abbia richiesto di inserire il parere obbligatorio della Commissione. Onorevole Pili, può ripetere la sua richiesta? Invito i presentatori a prestare attenzione.

PILI (F.I.). Presidente, nel testo dell'emendamento numero 153, alla decima riga, dopo "2005.", propongo di scrivere "All'individuazione dei singoli enti destinatari e alla ripartizione fra essi delle risorse, si provvede con decreto dell'Assessore della pubblica istruzione da emanarsi entro il 30 luglio 2006, sentiti gli enti locali interessati e con parere vincolante della Commissione permanente competente del Consiglio regionale".

(Interruzioni)

C'è in tutte le ripartizioni, Siro. Tutte le ripartizioni e i programmi vengono sottoposti alla Commissione consiliare, se poi tu questo non lo sai, non è un problema mio.

Poi, per quanto riguarda invece l'altro aspetto, dove c'è l'espressione "… comunque da valorizzare i soggetti esecutori…", io propongo la sostituzione con "sono affidati ai soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti", cioè, va esplicitato questo "valorizzare" che sul piano amministrativo non ha alcun significato...

PRESIDENTE. Sì, è un termine improprio, siamo d'accordo, almeno io sono d'accordo, ma devo sentire i presentatori. E' chiaro che la valorizzazione è riferita all'utilizzo di coloro i quali svolgono già queste funzioni, per cui chiedo ai presentatori se, anziché "comunque da valorizzare" possiamo scrivere "in modo da utilizzare i soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti". Va bene? Mi pare che ci sia consenso e che venga accolta questa proposta.

Sulla proposta precedente che prevedeva il parere vincolante della Commissione, che risposta abbiamo? Non c'è accordo. Allora, onorevole Pili, mettiamo in votazione?

Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S). Volevo solo introdurre un elemento di chiarimento. La Giunta regionale su progetti speciali non adotta un provvedimento in assoluta solitudine, lo deve sottoporre alla Conferenza Regione-enti locali, come previsto nell'ultimo capoverso. Quindi, può essere introdotto anche il parere della Commissione perché è un elemento di programmazione, però comunque c'è quel tipo di salvaguardia, diciamo, degli enti locali. Non mi pare che il parere vincolante ci sia in alcuna legislazione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Orrù.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo sulla modalità di voto. Qualora non venga accolta la proposta, come mi sembra di avere capito, del collega Pili sul passaggio in Commissione per il parere obbligatorio e vincolante, se il problema è il fatto che il parere sia vincolante, credo che potrebbe essere anche sufficiente la possibilità di un parere della Commissione. Inserire un parere della Commissione mi sembra più che logico, viste anche le dinamiche con cui questi atti, e in particolare atti di questa rilevanza, possono e debbono coinvolgere il Consiglio regionale. Quindi, la richiesta è di riconsiderare ancora, da parte dei presentatori dell'emendamento, la possibilità di accettare l'emendamento orale del collega Pili, senza la parola "vincolante", ma comunque con la previsione di un parere della Commissione competente.

Seconda cosa: chiedo la votazione per parti, cioè dall'inizio dell'emendamento fino alle parole "…ricadenti nel territorio di competenza.", e distintamente la parte che inizia con le parole "Alla gestione dei servizi gli enti locali provvedono con le modalità previste…" e così via, che contiene anche quell'emendamento orale che mi sembra invece sia stato accolto sull'individuazione dei soggetti gestori.

PRESIDENTE. Proviamo ad andare con ordine. Votiamo un testo nel quale si sostituisce la parola "valorizzare" con l'espressione "comunque da utilizzare i soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti".

(Interruzioni)

Poi mi pare che l'onorevole La Spisa ritenesse sufficiente "sentita la Commissione competente". Rimane il parere negativo su questo.

Per cui metto in votazione l'emendamento numero 153 per parti;la prima parte è fino a "competenza.". E' stata chiesta la votazione nominale dall'onorevole Artizzu e la votazione per parti dall'onorevole La Spisa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento numero 153, fino a "competenza.", nel testo originario.

(Segue la votazione.)

Prendo atto che i consiglieri Cassano e Manca hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CASSANO - CERINA - CHERCHI SILVIO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LADU - LAI - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - FLORIS Mario - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPPAI - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LICANDRO - MILIA - PETRINI - PILI - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - SCARPA - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 76

Votanti 59

Astenuti 17

Maggioranza 30

Favorevoli 51

Contrari 8

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 153, nel testo modificato con l'emendamento orale.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PILI - PINNA - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - DIANA - FLORIS Mario - LIORI - MILIA - MORO - RANDAZZO - SANNA Matteo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CASSANO - DEDONI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 70

votanti 65

astenuti 5

maggioranza 33

favorevoli 55

contrari 10

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'articolo 19.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta chiede di poter accogliere l'emendamento orale che, alla lettera a) del primo comma, vorrebbe sostituire il termine "archeologici" con "culturali", nel senso che il termine "culturali" è comprensivo di archeologici e che gli archeologici - anche non sottoposti a vincolo - risulterebbe una fattispecie non assolutamente praticabile. Quindi, sostituire il termine "archeologici" con "culturali", ultima riga della lettera a) del primo comma dell'articolo 19.

PRESIDENTE. L'Assessore propone di sostituire il termine "archeologici" con la parola "culturali".

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, volevo rilevare che la formulazione, con cui ci viene presentato l'articolo 19, ha una prima parte di alcune linee di intervento che solitamente vedevamo nelle leggi finanziarie e di finanziamento, e una seconda parte, invece, sullo sport, che contiene delle profonde modifiche della legge 17 del 1999.

Su queste questioni, faccio due brevissime considerazioni. La prima: recentemente la Giunta regionale ha approvato uno standard linguistico, su cui si è aperto un ampio dibattito. Personalmente sono favorevole, ho apprezzato l'iniziativa, però in una manovra - come dire - così ricca di risorse, mi sarei aspettato un finanziamento a favore di linee politiche e culturali sull'applicazione della lingua. Di questo non c'è traccia! Quindi, segnalo alla Giunta la necessità che, se si crede veramente nell'utilità di questo standard linguistico, è necessario dotare la legge 26 di adeguate risorse finanziarie per potergli dare gambe.

L'altra questione riguarda, invece, le profonde modifiche che sono state apportate alla legge 17 sullo sport; su questo, Presidente, onorevole Marrocu, vorrei segnalare che è stato ricordato che la prossima settimana è prevista la Conferenza annuale dello sport a Nuoro, ebbene noi una settimana prima stiamo modificando profondamente quella legge, una settimana prima di sentire tutti gli operatori dello sport! Mi chiedo anche se il Comitato regionale dello sport sia stato sentito su questa modifica. Parere obbligatorio, ai sensi della legge 17, per ogni modifica della stessa legge!

Allora, qui c'è un problema vero di concertazione che non riguarda soltanto alcuni aspetti. Stiamo modificando la legge 17 una settimana prima di un'inutile Conferenza regionale sullo sport, perché poi mi dovrete dire quando i risultati di questa Conferenza saranno adottati e diventeranno legge, perché il senso della Conferenza annuale sullo sport è quello di dare indicazioni per le modifiche delle normative.

Un'ultima annotazione: ho sentito dire un po' da parte di tutti i colleghi che è necessario adottare queste modifiche normative perché sennò si perdono posti di lavoro...

PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

URAS (R.C.). Voterò a favore di questo articolo, che mi pare sia quello su cui si è trovata la sintesi migliore, dove il confronto, la discussione, un rapporto corretto hanno in qualche modo dato garanzie anche dal punto di vista della produzione. Questo articolo contiene anche un comma al quale voglio fare un esplicito riferimento, quello che contiene il sostegno alla Casa Gramsci di Ales e a quella di Ghilarza.

Vi faccio riferimento per una ragione molto semplice: perché è la prima volta che, nella legislazione regionale, dopo tanti anni e dopo anche diversi tentativi, si dà un riconoscimento che tardava ad arrivare nei confronti di uno degli intellettuali più noti, più conosciuti, più tradotti, più discussi, più analizzati che ci siano al mondo, parlo di un intellettuale che è un patrimonio non solo di un'idea politica, di una cultura politica, ma è anche un patrimonio di una terra, una terra che ha saputo esprimere in diverse circostanze una qualità, una cultura, che si è resa disponibile al di là confini di questa Regione.

Antonio Gramsci è importante per questo, perché è uno dei critici letterari più importanti, perché è uno degli studiosi della letteratura italiana più importanti, ma perché è anche un filosofo, perché è anche un combattente per la libertà, perché è anche uno che credeva fortemente nella democrazia e nei suoi sistemi. Voterò a favore dell'articolo 19.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io voterò contro per coerenza perché, per me, questo è uno dei peggiori articoli di questa legge. Nella prima parte, oltre a Gramsci, c'è Garibaldi, c'è Siotto, c'è Grazia Deledda e quant'altro, è una pura spartizione di somme di denaro per elargire bottega, a mio avviso, la chiamavo così nella scorsa legislatura, la chiamo così in questa legislatura. Ci metto dentro anche Deledda, perché qualcuno potrebbe pensare che questo è un accordo per i nuoresi. Secondo me, è sbagliato questo contributo, anche perché esiste una fondazione che ha preso corpo e che, probabilmente, andrà esaminata nel modo opportuno per la gestione dei fondi avvenuta in passato, e oggi noi stanziamo un contributo per l'etnografico, per la gestione delle iniziative culturali, per l'ottantesimo anniversario del conferimento del premio Nobel alla Deledda.

E', come dice il mio collega Oppi, una delle ennesime "marchette", presenti in modo particolare su questo articolo. Tra l'altro, ha già detto bene il collega Scarpa, io sono perché le leggi vengano modificate non con emendamenti o articoli di questo tipo, ma perché leggi importanti, qual è la 17, abbiano una rivisitazione più approfondita, basata soprattutto sulle osservazioni degli operatori. Queste non sono modifiche che portano sicuramente benefici di ampio respiro alla "17", soprattutto in prossimità della Conferenza regionale sullo sport.

Io credo che questi argomenti meritino una maggiore attenzione e non la superficialità con la quale quest'Aula li sta liquidando; credo anche che quanto meno, in tutta la gestione dell'istruzione, dello sport, della cultura e dello spettacolo fino ad oggi, le indicazioni di massima, date dai responsabili dell'Assessorato, siano state, esse stesse, superficiali e sicuramente non degne di nota per il futuro di questi comparti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (Gruppo Misto). Intervengo molto brevemente per dichiarare il mio voto a favore all'articolo 19, non perché questo rappresenta una aritmetica divisione di fondi, come se si trattasse di fette di una torta, ma quanto perché i contenuti dei commi che compongono questo articolo, che pure potrebbero essere anche considerati semplici fette di torta, invece dovremmo avere la sensibilità di considerarli come momenti importanti che fanno cultura all'interno della storia della Sardegna. Io direi anche che, se molti di questo Consiglio regionale avessero l'opportunità di rivisitare i temi che fanno parte degli argomenti che riguardano, per esempio, il punto b), nel quale parliamo di aree archeologiche e di musei, nessuno di noi andrebbe dentro a scavare e a cercare di capire che cosa c'è, a cercare di estrarre il succo di qualità, che è una qualità di cultura che farebbe bene anche all'attività di questo Consiglio. Così come il punto d), che non è un'iniziativa per il comune di La Maddalena in occasione di un bicentenario qualunque, perché il pensiero politico di Garibaldi è un pensiero che oggi, guarda caso, si sta riscoprendo e questo intervento non può essere soltanto considerato una mera distribuzione di soldi per fare una festa.

Mi sembra che approcciarsi a questo articolo con una modalità molto grossolana, molto superficiale, non rende onore neanche a Grazia Deledda, perché certo il modo di scrivere e forse quelle realtà sono superate, ma il suo contenuto oggi ritorna in maniera prepotente ed è davvero preoccupante che, sotto tale punto di vista, sia non solo non considerato, ma addirittura disatteso. Quindi, l'invito è non solo a partecipare a quelle celebrazioni, ma a cercare di ottenere da esse il massimo e il meglio del loro messaggio culturale, che dovremmo anche cercare di applicare e di portare dentro quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Molto rapidamente, per dire che voterò a favore dell'articolo 19 perché dà risposte importanti a questioni di grandissima rilevanza che questo Consiglio ha cercato di affrontare in diverse occasioni e che, per un motivo o per l'altro, sostanzialmente per mancanza di volontà politica, anche nella scorsa legislatura, non si era ancora riusciti a dare. Io credo che, quando le istituzioni investono risorse, peraltro poche, perché si tratta di risorse minime, per incentivare politiche di conoscenza, di valorizzazione di ciò che hanno fatto uomini di grandissima levatura culturale, storica e politica, riconosciuta a livello internazionale, si stia compiendo un'opera meritoria che dà a questo Consiglio una funzione nobile e nobilissima, altro che marchette! Sentire usare certe parole veramente è poco...

E' difficile anche rispondere a chi le usa quando si parla di Garibaldi, di Grazia Deledda, di Siotto o di Antonio Gramsci; è molto difficile rispondere a chi usa certe parole, che nascono da una cultura che niente ha a che vedere con la funzione nobilissima che, con questo articolo, ripeto, con poche risorse, il Consiglio regionale sta mettendo in atto. Quindi voterò a favore, perché il Consiglio regionale sta dando risposte ad un'esigenza che tutto il popolo sardo aspettava e giudicherà positivamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, se mi consente il Presidente della Commissione, esprimo voto favorevole, altrimenti, cerchiamo di capire se in quest'Aula si può ancora parlare, oppure se parla soltanto chi è autorizzato non so bene da chi. Comunque, vorrei esprimere il parere favorevole, anche a nome del Gruppo, segnalando due cose sostanziali (la ringrazio dell'invito, onorevole Secci): è evidente che l'articolo 19 dà una prima risposta alle problematiche dei beni culturali e della loro valorizzazione, una risposta che dovrà, naturalmente, prendere forma ed essere meglio specificata, ma che sicuramente è un primo tentativo importante.

Invece, per ciò che citava l'onorevole Scarpa, a proposito delle modifiche della legge sullo sport, mi permetto di far notare all'onorevole Scarpa che la modifica presentata va in direzione opposta, cioè dà ancora più valore alle conclusioni a cui perverrà la Conferenza dello sport perché, di fatto, sposta le sponsorizzazioni su altri articoli, vera norma intrusa della legge 17, e rimanda alla Conferenza dello sport per delineare meglio come e quanto deve essere il merito dei contributi alle società sportive di eccellenza.

Quindi, credo che dia ancora più valore e più importanza alla Conferenza dello sport che si terrà a Nuoro la settimana prossima. Per questo annuncio e confermo il voto favorevole.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'articolo 19.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione per parti: la prima parte fino al comma 4 e poi separatamente il comma 5 per il quale c'è stata già una votazione favorevole, quindi non credo che si voti tutto l'articolo comprendente anche il comma quinto. Non possiamo votare contraddittoriamente alla votazione precedente.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, il comma 5 è stato sostituito dall'emendamento numero 153, quindi di fatto l'abbiamo votato. Non ripetiamo la votazione, ciò che resta è la prima parte dell'articolo 19 fino al comma 4. Fra l'altro, per quanto riguarda il "153", voi l'avete in parte approvato e in parte negato.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Nel confermare il voto negativo del Gruppo di Alleanza Nazionale, volevo chiederle qualcosa in merito alla richiesta dell'Assessore per l'inserimento di un emendamento orale.

PRESIDENTE. Dunque, l'Assessore ha chiesto di sostituire, nella lettera a) del comma 1, il termine "culturali" al posto di "archeologici"; quindi, la lettera a) si conclude con "…l'acquisto di beni culturali anche non sottoposti a vincolo…".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). E' chiara la dicitura che propone l'Assessore, quello che vorrei sapere è se lei considera accettato questo emendamento orale, oppure se per accettare l'emendamento orale è necessario l'assenso dei Gruppi.

PRESIDENTE. Non ci sono state obiezioni!

ARTIZZU (A.N.). Infatti io ho preso la parola proprio per esprimere il parere contrario di Alleanza Nazionale anche su questo emendamento orale. Le sto manifestando l'indisponibilità del Gruppo che io presiedo ad accettare questo emendamento orale.

PRESIDENTE. Prendo atto della sua indisponibilità, mi rimetto all'Aula, penso che la proposta sia accoglibile, che sia consentito farla, quindi l'Aula naturalmente decide.

CAPELLI (U.D.C.). Non decide l'Aula!

PRESIDENTE. Che cosa non decide l'Aula? Decido io di ammettere l'emendamento orale, quindi votiamo con l'inclusione di questo emendamento. Eravamo in fase di votazione, ho degli iscritti a parlare.

Onorevole Artizzu, lei se deve intervenire, intervenga per dichiarazione di voto.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Le chiedo se, per accettare l'inserimento di questo emendamento orale, lei abbia bisogno o no, non solo della sua disponibilità, ma anche della manifestazione unanime di accettazione da parte dei Capigruppo.

PRESIDENTE. No, ho già detto che mi posso rimettere all'Aula se lei lo richiede, se solleva una questione pregiudiziale, ma mi pare che non si possono sollevare questioni pregiudiziali sull'emendamento orale così come formulato che è stato accolto dalla Presidenza.

ARTIZZU (A.N.). Le sto chiedendo semplicemente, ai sensi del Regolamento, qual è la prassi e che cosa è necessario perché l'emendamento orale sia ammesso.

PRESIDENTE. Glielo sto spiegando, onorevole Artizzu, se lei ha anche la cortesia di ascoltare, gliel'ho già spiegato. L'emendamento orale è stato accolto dal Presidente in quanto compatibile e ammissibile. Quindi lei adesso solleva una questione pregiudiziale e, se solleva la questione pregiudiziale, mi rimetto all'Aula e l'Aula vota. Quindi sta a lei decidere.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CERINA (Progetto Sardegna). Dichiaro il mio voto favorevole, anche se devo constatare che l'intero articolo 19 in realtà non fa altro che dare risposte parziali a richieste talvolta suggerite privatamente.

Voglio dire all'onorevole Capelli che doveva riconoscermi almeno l'onestà di dichiarare la richiesta in Aula e invitarlo a documentarsi sul parco deleddiano, poi ne riparliamo. L'avevo già detto un'altra volta. Allora io voto perché so che forse l'impegno di questo Consiglio, in accordo con la Giunta, sarà mettere ordine per norma su questo settore interessante, vitale, che, devo dire, nel corso degli anni, è andato forse confondendosi, con un'insoddisfazione che credo sia di tutti, non perché i singoli punti non siano importanti, dalle fondazioni ai premi letterari, Ma perchè forse c'è stato mai qualcuno, onorevole Capelli, mi rivolgo a lei che è attentissimo, che abbia mai chiesto conti sulle attività svolte con i soldi che noi abbiamo generosamente elargito?

CAPELLI (U.D.C.). Svolte da chi?

SECCI (La Margherita-D.L.).Ma non stavamo votando?

CERINA (Progetto Sardegna). Quali ricadute culturali ci sono state nei territori se non forse solo di tipo personali? Io non sto accusando nessuno, però la situazione generale non normata con chiarezza e con ordine mi autorizza a pensare che forse può far comodo, non a tutti, non a tutti. Io so che i senatores sono probi viri, però il senatus è mala bestia ed allora, per piacere, impegniamoci perché non possiamo non dare risposte ad esigenze per quanto riguarda i premi letterari, le fondazioni, le istituzioni e i vari parchi culturali o meno, ce n'è di materia!, gli interventi nelle scuole. Allora forse noi certamente non possiamo dire di "no" alle richieste che sono state fatte, però impegniamoci a mettere ordine, a fare chiarezza, a indicare dei parametri decisi; uno dei valori di questo Consiglio dovrebbe essere quello di richiedere conti, vedere se gli obiettivi dichiarati vengono raggiunti. Io, per carità di patria, non sto a indicare certe cose generiche, per esempio le gestioni comuni. Ma cosa vuole dire gestione comune di un ente? Le spese per le gestioni dovrebbero essere statutarie, non...

PRESIDENTE. Onorevole Cerina, il tempo a sua disposizione è terminato. Su che cosa vuole intervenire, onorevole Cerina?

CERINA (Progetto Sardegna). Scusi, era semplicemente questo. Lei ha detto "beni culturali" non so se è un lapsus perché mi pare che l'Assessore avesse detto "aree culturali", io avrei detto aree di interesse culturale, perché se diciamo beni culturali, scusi, il bene museale è un bene culturale, la biblioteca, l'archivio è un bene culturale, quindi può essere compreso. Allora direi "aree di interesse culturale", forse è stato un lapsus, non lo so, però siccome lo dovete mettere per iscritto, forse è bene chiarire questo. Mi pare che l'Assessore avesse detto "aree culturali".

LA SPISA (F.I.). Sulla lettera a)…

PRESIDENTE. Onorevole Cerina, siamo sulla lettera a) del comma 1 e l'Assessore ha semplicemente chiesto...

CERINA (Progetto Sardegna). E perché i beni museali…Ah, non è su questo, scusate!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cerina.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io intendo intervenire sul Regolamento, perché come lei ben sa, e come l'onorevole Artizzu le ha ricordato, gli emendamenti orali non esistono, non sono ricompresi nel nostro Regolamento; se esistessero gli emendamenti orali, Presidente, noi potremmo trovarci paradossalmente di fronte ad un Consiglio che, col beneplacito del Presidente, legifera in Aula oralmente, senza che mai nessuno abbia visto per iscritto quello che deve essere l'oggetto dell'attività legislativa. Per cui l'emendamento orale è una prassi che, in questo Consiglio, in maniera intelligente si è sempre realizzata all'unanimità dell'Aula, cioè con tutti i presenti in Aula d'accordo; ogni qualvolta c'è stata da parte di qualsiasi minoranza in Aula un dissenso su un emendamento orale che veniva introdotto nel corso dei lavori in Aula, l'emendamento non è stato ammesso in votazione, ma non è stato ammesso in votazione perché non esiste nel nostro Regolamento la possibilità di presentare verbalmente emendamenti durante la discussione in Aula se non di coordinamento rispetto ai testi.

Io credo che questo sia un elementare dovere di garanzia nei confronti delle minoranze e che si tratti semplicemente di un lapsus quando lei dice che intende rimettersi all'Aula, perché non ci si può rimettere in presenza di un dissenso espresso da un Gruppo rappresentato in Aula.

PRESIDENTE. Io la ringrazio, onorevole Vargiu. Abbiamo adoperato, non più tardi di un emendamento fa, nel "153", che ha preceduto la discussione sull'articolo, questa possibilità, che è data all'Aula per consentire una migliore comprensione del testo e una migliore specificazione. Su richiesta della minoranza, proprio qualche minuto fa, abbiamo utilizzato un sistema analogo. Siccome questo emendamento non è un emendamento che cambia la legge, ma è volto a una migliore comprensione di un termine utilizzato nella legge, il Presidente ritiene che sia ammissibile a meno che non si sollevi una questione pregiudiziale.

A quel punto, non è che non si scrive meglio la legge perché un Gruppo si oppone e esercita un diritto di veto, a quel punto ci si rimette all'Aula utilizzando un metodo democratico, dopodiché sono assolutamente d'accordo con lei che questa è una prassi, quindi non regolamentata, che viene utilizzata peraltro col massimo di equilibrio possibile. Non c'è nessun tentativo di stravolgere il Regolamento, né di non tenere conto delle opinioni espresse da un Gruppo o da un Capogruppo, nello specifico come ha fatto prima l'onorevole Artizzu.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

Ricordo ai colleghi che siamo in sede di dichiarazione di voto sull'articolo 19.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il mio voto è contrario perché questo è un classico esempio di un articolo, non di una legge, non di un maxi collegato alla finanziaria, ma di una maxi delibera non di Giunta ma del Consiglio regionale, è un provvedimento amministrativo e non una legge. Questo è il problema che credo viene sollevato di volta in volta ma la tentazione è sempre forte.

Voglio ancora insistere, Presidente, sulla questione del Regolamento, non evidentemente per la portata di questa lettera a) del comma 1 che disciplina la spesa di 150 mila euro, non ho personalmente nessun problema al fatto che si cambi la parola "archeologici" con "beni culturali", quindi non mi oppongo, ma se un Gruppo o un collega si oppone, credo che sia una questione procedurale che non possa ammettere un precedente pericoloso. L'ha detto adesso Vargiu, giustamente. Non esistono gli emendamenti orali in Regolamento, esiste la possibilità che l'Aula, accorgendosi che si può evitare un errore e col consenso di tutti per evitare che sia utilizzato contro qualcuno, fosse anche un solo consigliere, accolga in qualche modo una modifica nella prassi nell'applicazione del Regolamento.

Presidente, questa non è una proposta che rende più comprensibile il testo, l'Assessore propone di mettere la parola "culturali" al posto di "archeologici", cioè vuole dire che si possono comprare anche quadri o soprammobili antichi di una casa;e va benissimo, io sono d'accordo anche che si possa votare, ma non è una modifica di migliore comprensione del testo, è una modifica sostanziale. Se, anziché 150 mila euro, fossero 150 milioni di euro, credo che cambiare "archeologici" con "culturali" modificherebbe ampiamente le possibilità e la discrezionalità della Giunta nello spendere queste risorse.

Per non creare un precedente, io credo che non si debba ammettere questo emendamento orale, a meno che il collega non voglia ritirare la sua obiezione; l'Aula, a mio parere, dovrebbe per coerenza non ammetterlo.

PRESIDENTE. Mi spiace che si stia determinando una discussione sull'ammissibilità di un emendamento che, ancorché orale, viene trattato al pari degli emendamenti che vengono presentati al di fuori dei termini previsti dall'articolo 84. Utilizziamo la facoltà prevista nel comma 11 dell'articolo 84 del Regolamento, che dà al Presidente la possibilità di accogliere emendamenti presentati appunto al di fuori dei termini previsti, se questo serve per una migliore comprensione del testo e qualora ci fossero delle modifiche precedentemente correlate.

Questa è la possibilità che utilizziamo, viene utilizzata ordinariamente, oggi viene sollevata una questione pregiudiziale rispetto alla quale, secondo me, discussione non esiste ma se esistesse ci rimettiamo all'Aula perché l'emendamento viene trattato così come tutti gli emendamenti. Insomma, vi prego di superare un pochino questa discussione.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. per precisare i termini di questo emendamento orale. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, anche per l'economia dei lavori dell'Aula, io credo che la buona legislazione sia non solo migliorare la qualità della comprensione del testo, ma anche la qualità del funzionamento delle leggi, della loro efficacia. Mettere "culturali" al posto di "archeologici", considerato che sono anche non sottoposti a vincolo, quindi restringono il campo, significava dare piena operatività a questa previsione e non limitare. Si tratta di concorrere a riprendere, per la Sardegna, beni che sono all'asta in aste pubbliche, facenti parte del patrimonio storico della Sardegna. Poiché non possiamo perdere molto tempo su queste cose, che credo non abbiano bisogno di molta meditazione, ritiro la proposta di emendamento e chiedo la prosecuzione dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, invece dell'interpretazione...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Capelli, lei aveva già fatto la dichiarazione di voto sull'articolo.

CAPELLI (U.D.C.).Sull'articolo no. No.

PRESIDENTE. Sì, così ci risulta.

CAPELLI (U.D.C.). No, sull'articolo no, Presidente.

PRESIDENTE. Così ci risulta. Siccome eravamo già arrivati in fase di votazione e si è riaperta la dichiarazione di voto, pensavo che lei volesse porre qualche altra questione. Grazie, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). No, ascolti. Sull'ordine dei lavori, soltanto per una cosa. Io credo che la proposta emendativa della Giunta sia opportuna, così com'è opportuna e legittima l'osservazione del collega, anzi del Gruppo di Alleanza Nazionale, rappresentato dal Capogruppo Artizzu, invece di dare l'interpretazione al Regolamento tutta al singolare, Presidente, sua, io direi che è meglio l'opera di convincimento. Il collega Artizzu ha sollevato un problema, onde questo non costituisca precedente pericoloso per il proseguo dei lavori, su altri emendamenti che devono essere presentati, io ritengo che sia più opportuno, lo invito a farlo, che il collega Artizzu ritiri la pregiudiziale.

PRESIDENTE. Intanto non è stata sollevata una pregiudiziale, si sta sviluppando una discussione su una pregiudiziale che non è stata sollevata, è stata fatta un'obiezione, comunque l'emendamento è stato ritirato dall'Assessore, quindi vi prego di non continuare una discussione sul Regolamento che mi sembra che sia conclusa.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A. N.). Signor Presidente, intanto per annunciare il voto contrario all'articolo 19, ma anche relativamente al ritiro dell'emendamento orale della Giunta. Vede, Presidente, questa lettera a), nasce da un decreto legislativo che dice molto chiaramente quali sono le procedure per l'acquisizione di beni culturali, non parla di beni archeologici, parla di beni culturali; questo farebbe presupporre e capire che archeologici e culturali, se si fa riferimento al decreto legge 42 e agli articoli 60, 62 e altri articoli aggiunti nella stesura finale che non mi ricordo siano stati modificati in Commissione, ma questa è poca cosa, la cosa fondamentale di questo articolo, anzi di questa lettera a), non è il fatto che si individuino i 150 mila euro (che poca cosa sono) per acquisire patrimonio culturale, ma quello che probabilmente tutti quanti avremmo dovuto notare con particolare attenzione è scritto dopo; cioè la Giunta praticamente impegna 150 mila euro, per tutta l'esposizione della lettera a) e/o per l'acquisto di beni archeologici che sono certamente beni culturali, su questo non c'è dubbio, anche non sottoposti a vincolo, questo è il problema, che non è previsto nella normativa nazionale, che non è previsto nel decreto legge 42.

Noi stiamo autorizzando la Giunta ad acquisire al patrimonio regionale o di qualche collezione o di qualche museo un patrimonio che non è sottoposto a vincolo; io credo che qui sia tutto l'arcano! Come si può autorizzare l'acquisto di beni culturali, e tanti ce ne sono, sottoposti a vincoli di proprietà privata, di singoli, no, qui stiamo andando ad acquisire un patrimonio che può anche non essere sottoposto a vincolo. Ecco le mie perplessità, Assessore, nascono da questo. Sono perplessità che credo debbano interessare un attimino tutti quanti, un conto è che noi impegniamo delle risorse per acquisire, al nostro patrimonio, beni culturali vincolati dei quali conosciamo vita, morte e miracoli, conosciamo tutto, l'attendibilità delle fonti, tutto, un altro conto è che noi autorizziamo, senza che ci sia nessun controllo, senza neanche la necessità del passaggio in Commissione, anche l'acquisizione di beni archeologici non sottoposti a vincolo.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, siamo conclusivamente in fase di votazione dell'articolo così come è scritto. E' stata richiesta la votazione nominale con procedimento elettronico dai consiglieri La Spisa e Artizzu.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 19 nel testo originario.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LIORI - MORO - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Si sono astenuti: il PRESIDENTE SPISSU - RASSU - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 56

astenuti 3

maggioranza 29

favorevoli 39

contrari 17

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 117. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). L'intervento dell'onorevole Cerina di poc'anzi, convincente, mi induce a dichiarare il mio voto contrario all'emendamento numero 117 oltre che a fare qualche breve riflessione sulla situazione nella quale stiamo lavorando e stiamo operando. La prima riflessione riguarda la mia breve esperienza in questo Consiglio, non mi era mai capitato di vedere l'Aula lavorare su un provvedimento di settore in assenza dell'Assessore competente. Devo dire la verità, durante i lavori della finanziaria, forse raramente anche il Presidente si è assentato, e solo nel caso in cui veniva giustificato dal Presidente del Consiglio che dichiarava le ragioni dell'impedimento.

Diciamo che ci stiamo abituando al presidio dell'Aula da parte dell'Assessore che tiene i cordoni della borsa, dell'Assessore della programmazione, che gode della mia stima personale, naturalmente, così come i due Assessori "politici" che rappresentano i due Gruppi di maggioranza i quali godono anch'essi della mia stima personale, ma bisogna riconoscere che ci stiamo abituando a questo, mentre invece il regime dovrebbe essere ben altro.

La seconda riflessione che faccio è questa: da parte di più colleghi, ho sentito dire che questi provvedimenti disordinati sono necessari perché sennò si perdono opportunità, posti di lavoro. Ci stiamo abituando ad una legislazione dell'emergenza, tutto deve essere fatto in fretta e subito; invece di utilizzare una legislazione ordinata, secondo i principi del nostro ordinamento, ci stiamo abituando a questa sorta di "cosa" da fare in fretta e subito perché sennò qualcuno subisce qualche danno. La legislazione dell'emergenza è però il principale nemico di uno stato di diritto.

La terza osservazione è che ci stiamo abituando alle leggi fatte dalla Giunta e dai Capigruppo di maggioranza, presentate qui all'ultimo momento, con la firma della Giunta o dei Capigruppo di maggioranza. Credo che anche questo sia un sintomo molto chiaro del tipo di attività che stiamo svolgendo. L'ultima cosa, colleghi, che voglio rilevare è questa: guardate, noi siamo giunti a metà anno e l'abbiamo usato per questo maxi collegato, dobbiamo stroncare questa prassi per la quale la nostra attività va tutta dentro questo grande calderone in cui vengono presentate leggi di tutti quanti i tipi, perché, se non la stronchiamo adesso, subito, abituandoci nuovamente a presentare i provvedimenti di legge organici sulle materie di competenze nelle Commissioni, tutto questo diventerà veramente un grande attentato al ruolo di questa istituzione. Spero che in futuro questo tipo di esperienza non si ripeta più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Intervengo solo per comunicare che l'Assessore dell'istruzione (che, come avete visto, era presente fino alle 22 di ieri notte) ha oggi un impegno istituzionale fuori dalla Sardegna, un impegno che era stato messo in conto da molto tempo e che non è stato possibile rinviare. Quindi, ci scusiamo per la sua assenza, dovuta appunto a impegni istituzionali. Credo che si debba comunque riconoscere il fatto che la Giunta fino a oggi ha fatto tutto il possibile per essere presente con gli Assessori competenti e che quella di oggi deve essere considerata un'eccezione della quale comunque ci scusiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, annuncio il mio voto contrario. Vorrei dire anche al collega Scarpa che l'andamento e il metodo utilizzati per il "216" non sono un fatto occasionale, ma la prosecuzione di un'esperienza che ormai dura da tempo. Collega Cerina, io credo di essere informato non su Grazia Deledda quanto lei, sicuramente, ma su come vengono destinati i fondi per il parco Deleddiano. La stessa sollecitazione che lei fa, io gliela rigiro perché è nelle sue competenze, nelle sue possibilità, richiedere quanto lei ha sostenuto. Le ricordo soltanto che, oltre che in questa anche in altre sedi istituzionali, questo conto è stato chiesto sia per il parco Deleddiano che per il contratto d'area di Ottana, per la infrastrutturazione di Ottana, però lei ha votato contro. Era una richiesta ispettiva, diciamo così, per esercitare il diritto ispettivo che noi abbiamo, sul parco Deleddiano come su altri, anche questo emendamento è il proseguo della prima parte dell'articolo che stiamo esaminando, cioè si continua a lesinare risposte a singole richieste, non si fa una proposta, non si presenta un disegno di legge organico per finanziare, giustamente, questa serie di attività, fondazioni, Gramsci, Garibaldi e chi più ne ha più ne metta, perché questo non esiste in questa sede.

Non esiste, non esiste dialogare né parlare perché questo si possa fare, in quanto c'è una contrarietà assoluta di ciascuno, maggioranza e minoranza, che necessariamente, a scadenza, deve mettersi in vetrina come artefice di una sovvenzione. Questa è la politica di quest'Aula, non è molto alta, per quanto lei ne abbia un concetto diverso, e il fatto che non si riesca neanche a invertire tutto questo, è il vero problema per il quale, se lei assicura il suo impegno, avrà come risposta il mio impegno personale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Mi pare si discuta il "117".Chiedo scusa, però,non foss'altro perché sono di Iglesias, ritengo assolutamente necessario l'intervento a favore dell'Associazione culturale "Lao Silesu". E' vero, concordo con molte delle cose che ha detto il collega Scarpa, che c'è disordine, c'è confusione, c'è una specie di tragitto già segnato dalla Giunta, io penso anche dall'autorevole Assessore della programmazione, per cui noi siamo più o meno costretti a discutere solo delle proposte che vengono avanzate in Viale Trento. Ritengo che questo modo di fare non sia giusto, non solo per il Consiglio, ma anche per la Giunta, cioè credo che la Giunta e il Consiglio dovrebbero porsi il problema della gamma degli interventi da porre in essere non solo, in ragione delle difficoltà e delle emergenze, ma anche delle prospettive che riguardano la nostra comunità.

Credo che la riflessione debba essere fatta, tanto più deve essere fatta da questa maggioranza che ha la responsabilità di questa legislatura e ne ha una responsabilità in funzione dei risultati da ottenere, perché le condizioni di vita del nostro popolo si migliorino. Non può succedere, come peraltro succede in quest'Aula, signor Presidente, che altri, riferiti ad altri consiglieri, intervengano chiedendo scusa in nome e per conto di…, questi sono atteggiamenti che non hanno spazio, che non sono previsti dal Regolamento e peraltro neppure dall'etica politica che qua si viola. Allora bisogna porre rimedio, bisogna rimuovere, bisogna colpire questa crescente cultura della non democrazia che si manifesta in modo, direi, abbastanza preoccupante tra questi banchi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io non ho niente contro l'Associazione "Lao Silesu", proprio assolutamente niente. La cosa che avrei voluto capire dall'onorevole Francesco Sanna, che si è avvalso di firme importanti per presentarlo, è la ratio di questo emendamento. Questa associazione è già sostenuta, allora questo emendamento a cosa serve? Se non capiamo questo... non c'è impegno di risorse finanziarie, perché non c'è impegno di risorse. Allora, io vorrei capire perché.

Vede, Presidente, spesso e volentieri, gli emendamenti si leggono nel momento in cui vengono portati all'attenzione; allora il primo firmatario, quantomeno, ci dovrebbe dire che questo emendamento è necessario per una serie di motivazioni, siccome questo non ci è stato detto, ovviamente è lasciato alla nostra libera interpretazione, allora io che cosa penso? Che, sulla base della legge 29, questa associazione ha un trattamento diverso da altre associazioni che utilizzano comunque le risorse della "29"! Ma dico di più: l'ultimo capoverso dice: "E' autorizzato l'utilizzo entro il 31 dicembre 2006 per le medesime finalità dei contributi stanziati". E' vero, i contributi sono già stanziati, allora qual è la spiegazione di questo ultimo comma? Così forse ci facciamo una ragione di questo emendamento, perché altrimenti io credo che non sia un emendamento da presentare, perché la manifestazione "Lao Silesu" e tutta l'attività dell'Associazione culturale è già finanziata, per cui si può svolgere tranquillamente.

Perché si presenta questo emendamento?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Presidente, sono stato ad ascoltare in doveroso silenzio tutti gli interventi che sono stati fatti su questo articolo 19 e sugli emendamenti presentati, effettivamente, c'è uno sconcerto generale. Il collegato "216", che tutti aspettavano, quasi tutta la Sardegna aspettava questo maxi collegato, avrebbe dovuto contenere, praticamente, le disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo; mi sono reso conto, invece, che è poca cosa e che, usando un'espressione che forse non è adatta a quest'Aula, ma che esplica meglio il concetto, si è seguito soltanto un percorso per "mettere il cappello" e "fare le marchette" necessarie in modo che ciascuno di noi potesse essere visibile nei propri territori.

Mi rendo conto, però, che alcune parti del territorio sono scoperte perché non hanno un padrino. E' vero, addirittura abbiamo fatto un emendamento, questo "117", per l'Associazione culturale "Lao Silesu". Io mi permetto allora di suggerire alla Giunta (perché in questo caso è la Giunta che sta legiferando non il Consiglio, noi stiamo sempre inseguendo la Giunta che dovrebbe essere solo l'organo esecutivo, mentre invece dovremmo essere noi in quanto organo legislativo a predisporre le disposizioni di legge) di destinare anche qualche contributo ad un'Associazione culturale del mio territorio, quella di Santa Margherita, sono convinto che se dovessimo fare un'analisi conoscitiva di tutte queste associazioni che pullulano in Sardegna, ben altre ce ne sarebbero e anche molto più importanti della "Lao Silesu".

Ecco per quale motivo dico che c'è uno sconcerto, perché veramente non stiamo dando risposte ai concetti di sviluppo della Sardegna, stiamo soltanto percorrendo una brutta strada, che il collega Scarpa ha messo molto bene in evidenza. Questo Consiglio non sta producendo niente che possa effettivamente mettere i sardi nella condizione di stare meglio; quindi da tutto questo maxi collegato, non soltanto l'articolo 19, ma anche altri articoli, che sono stati già esaminati in questo Consiglio, potrebbero essere benissimo stralciati. Forse gli unici aventi dignità di essere discussi da questa Assemblea sono quelli finanziari, cioè gli articoli 2, 3 e 4, gli altri rappresentano soltanto una dettatura e una forzatura da parte della Giunta nei confronti del Consiglio regionale. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Francesco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Per dichiarare ovviamente il voto a favore dell'emendamento e per darne una spiegazione, come è stato richiesto dal collega Diana. E' una norma di "acclaramento" fortemente connessa alla norma finanziaria che non è scritta qui, ma che è stata scritta nelle finanziarie precedenti; in pratica si tratta di autorizzare gli uffici a tenere distinte, cosa che oggi è difficile fare, rendicontandole, le spese che sono dedicate all'organizzazione del premio e quelle che potrebbero essere dedicate sia all'organizzazione sia al funzionamento, come è scritto nell'emendamento.

E' solo questo, una bolletta telefonica per l'organizzazione del premio è funzionamento o organizzazione? Tutto qui. Chi mette l'ok sulla rendicontazione vuole essere coperto rispetto a questo.

DIANA (A.N.). E allora anche tu.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Sono d'accordo. Infatti per tutti gli altri premi, se si va a vedere, c'è un problema analogo superato da interpretazioni suggerite probabilmente anche da norme che via via sono state coordinate e rettificate negli anni precedenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). E' la prima volta che, in una norma così confusa e omnibus come questa, sento la parola "acclaramento". L'onorevole Sanna abilmente la richiama per dire che esiste un premio, esiste un'associazione e che bisogna acclarare che questo esiste e che può continuare ad esistere. Mi ricorda un po' quel vecchio detto socialdemocratico in cui la notte invocava per l'indomani il sorgere del sole e il merito di questo sorgere del sole era dei socialdemocratici. E' evidente che così non è, ed è evidente che, se nel recente passato fosse stata presentata una norma così particolare, la parte politica dell'onorevole Sanna non solo avrebbe gridato allo scandalo o a quant'altro, ma sicuramente non si sarebbe sottratta dal richiedere anche il voto segreto.

Io non chiederò il voto segreto, come sapete provengo da questa città, sono anche un vincitore immeritevole di questo premio, ma io voterò contro, voterò contro perché non si può pensare di mettere il cappello su manifestazioni che hanno avuto, nel 1985, il voto unanime di questo Consiglio regionale, non si può trasformare un premio istituzionale, voluto da questo Consiglio regionale, in un "mettiamoci le mani sopra per controllare" e quant'altro. Questo forse era un emendamento che avrebbe dovuto presentare la Giunta, un emendamento tecnico per consentire, non all'Associazione "Lao Silesu", ma a tutte le associazioni della Sardegna, che hanno dei residui finanziari di concessione di contributi da parte della Regione, un loro utilizzo nel miglior modo possibile, perchè , appunto, la loro capacità sia funzionale e ottimale.

Quindi, invito al ritiro di questo emendamento, perché se ne possa presentare immediatamente uno orale che lo sostituisca e che preveda, nei confronti di tutte le associazioni della Sardegna che lo meritano, uguale trattamento e non uno specifico acclaramento che consente di tentare di mettere le mani soltanto su un'associazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, dirò molto brevemente che il voto è contrario; però voglio anche aggiungere che non mi aspettavo una cosa del genere dal collega Sanna. L'istituzionalizzazione di quel fenomeno (che è stato definito in modo colorito, ma abbastanza efficace, non voglio usare quel termine perché mi sembra irrispettoso nei confronti dell'Assemblea, in quanto evoca tempi ormai passati), l'istituzionalizzazione di questa regalia, chiamiamola così, non è degna di lei! Io non mi aspettavo francamente dal collega Sanna una cosa del genere, così come non mi aspetto dai colleghi - che sono persone serie - della maggioranza che si abusi, si approfitti del fatto di avere comunque una blindatura, in termini di voti all'interno dell'Aula, per premiare solo alcune associazioni loro amiche.

In questo senso, mi pare che il richiamo che voi dovete ascoltare non è tanto quello di uno dell'opposizione che, non avendo presentato richieste di regalie, può permettersi anche il lusso di denunciare le vostre, ma dovete ascoltare il richiamo della professoressa Cerina. Ve l'ha detto chiaramente, questa è una distribuzione parziale, settoriale, settaria, dei soldi pubblici ad amici. Fate e create un sistema che garantisca tutte le associazioni culturali, tutte le feste paesane, tutti i gruppi che fanno folklore, i mamuthones, i carnevali sardi, coloro che propongono premi letterali e premi di poesia; sapete che ci sono tantissime associazioni in ogni angolo della Sardegna e tutte meritano rispetto e molte, siccome vivono in realtà di piccoli comuni, non possono contare neppure sul piccolo sostegno che può venire, ad esempio, dall'Amministrazione comunale in cui hanno la sede.

Insomma, date un esempio veramente buono, ritirate questo genere di regalini agli amici delle vostre città, date il segnale che intendete utilizzare i soldi pubblici in un modo cristallino, che non si presti a interpretazioni malevole da parte di nessuno, che non deluda quelli che non hanno avuto la fortuna di avere in questa maggioranza l'amico consigliere che può portare a casa un pochino di soldini! Date un esempio di questo genere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Mi sembra che la lettura dell'emendamento numero 117 sia un po' eccessiva da parte dei colleghi del centrodestra. Io vorrei ricordare che noi abbiamo già norme generali, come la "17" sullo spettacolo, l'articolo 56 della legge 1, sullo spettacolo e cultura, ancora la "17" sullo sport, per le quali un'associazione che riceve un contributo per un anno, se non riesce a realizzare quella manifestazione, magari perché ha avuto in ritardo la comunicazione o perché il programma è stato approvato tardivamente, può utilizzarlo l'anno successivo, rimanendo escluso l'anno successivo dall'utilizzo di quelle risorse perché ha mantenuto le risorse l'anno precedente.

Nella fattispecie del premio letterario in oggetto, siamo di fronte ad una norma specifica che riguarda quell'associazione ma anche il contributo per quell'associazione, quindi non può essere riportata alla norma generale. E' vero che il premio Lao Silesu non è stato assiduo, nel senso che si è organizzato un anno sì e un anno no, nonostante il contributo sia invece continuo, però l'obiettivo che si voleva raggiungere era principalmente quello di poter utilizzare quelle risorse per il premio 2006, non credo sia quello di scaricare costi e giustificare il mantenimento di risorse.

Magari, io darei la disponibilità, nel caso in cui il proponente stenda una migliore articolazione; l'obiettivo è quello di consentire che risorse stanziate possano essere utilizzate per quelle stesse finalità e, lo ripeto, questo è già possibile per molte associazioni in base a norme generali. L'Associazione "Lao Silesu" non è contemplata in una norma generale, è previsto un contributo specifico che va soltanto a quell'associazione, quindi non può rientrare nelle norme che abbiamo approvato l'anno scorso, nella finanziaria 2005, che consentono a molte associazioni di utilizzare l'anno successivo risorse stanziate l'anno precedente. Non c'è alcuna intenzione di fare "marchetta".

Io ho sottoscritto l'emendamento del collega Sanna, non so neppure chi siano, so soltanto che potrebbero, magari attraverso una migliore definizione della norma, organizzare con più puntualità il premio "Lao Silesu" per dargli anche una valenza superiore a quella che ha avuto fino a oggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, non volevo intervenire, ma l'intervento del collega Marrocu mi dà lo spunto per farlo. Voglio ricordare al collega Marrocu (che evidentemente non è stato mai amministratore locale, o almeno dal suo intervento si denota questa carenza, altrimenti lo dovrebbe sapere) che gli enti locali e le associazioni debbono predisporre l'impegno di spesa entro e non oltre il 31 dicembre dell'anno in corso poi , , entro il 31 gennaio dell'anno successivo, debbono spendere materialmente le risorse. Allora, le ricordo che queste risorse, se non sono spese, vanno restituite al mittente, nel senso che vanno ridate appunto alla Regione.

Allora, se è vero che si vuole fare una norma, nello specifico, è bene che si faccia per tutte le associazioni ricreative e culturali della Sardegna, non solo di una località specifica, come in questo caso è Iglesias. Voglio ricordare che la pro loco del comune di Ossi è stata esclusa l'anno successivo per la sagra delle lumache (cosa strana!) appena si è insidiata la Giunta regionale guidata da Renato Soru, eppure della sagra delle lumache molti consiglieri regionali del centrosinistra hanno approfittato per farsi la campagna elettorale e hanno avuto fortuna da quei consensi elettorali del comune di Ossi.

Allora, mi domando perché si deve dare il contributo tutti gli anni a questa associazione e non invece anche alla sagra delle lumache del comune di Ossi? Voi vi metterete a ridere, però io reputo il collega Sanna una persona seria, mi risulta che sia anche una persona molto corretta, che sta al suo posto più di una volta a sentire e ad ascoltare, e francamente mi ha deluso nel presentare questa richiesta. Quindi, anch'io non solo voterò contro questo emendamento, ma lo invito a ritirarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Chiedo la votazione elettronica.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggia la richiesta il consigliere ARTIZZU, Capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 117.

(Segue la votazione.)

Prendo atto che i consiglieri Gallus, Artizzu e Matteo Sanna hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - MILIA - MORO - PILI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 34

contrari 20

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 106.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (U.D.C.). Presidente, mi rivolgo alla Giunta e ai colleghi del Consiglio per prospettare una questione di cui avevo già avuto modo di parlare sia con l'Assessore competente per materia che con alcuni Capigruppo della maggioranza. Tempo fa mi è stato detto che era in corso una razionalizzazione delle sedi gemmate delle università, operazione meritoria come tutte le razionalizzazioni che questa Giunta sta ponendo in atto. Misteriosamente però la razionalizzazione si è trasformata in un ripristino integrale o addirittura in aumento dei finanziamenti per tutte le università gemmate esistenti in Sardegna e in un misterioso taglio, quasi a livello zero (parlo di livello zero perché con la somma che la Giunta ha proposto si pagano due bidelli e mezzo per un anno), per l'università di Tempio.

Ora mi chiedo che tipo di razionalizzazione è questa se tutto viene rifinanziato tranne una città che ha investito, su questa università, risorse, risorse del comune, risorse della Regione e se si vuole punire solo questa realtà in uno spirito di razionalizzazione di cui ben non si comprende la finalità. Dov'è, Assessore, la razionalizzazione se tutti riprendono quello che avevano prima e qualcuno anche di più e vengono tagliati 300 mila euro solo a Tempio? Non è che, per dirla in termini banali, sto piangendo la carta, è così veramente. Tutte le altre università hanno avuto lo stesso budget tranne Tempio. Addirittura qualcuno l'ha avuto in aumento, quindi pongo all'Aula questo problema in termini di correttezza e non di penalizzazione di una città che non merita questo. E' l'unico emendamento che ho presentato perché non sono solito chiedere marchette per il territorio o per costruire cose particolari nella mia città

SECCI ( La Margherita-DL ). Salvo il carnevale.

BIANCAREDDU ( U.D.C.). Salvo il carnevale, ma quello ero ragazzo ed ero sempre in minoranza, passò anche quello se ben ricordi, il carnevale era solo a Tempio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io intervengo non per sostenere la tesi del collega Biancareddu, ma per richiamare una discussione su questo tema già svolta in Terza commissione; alcuni elementi delle considerazioni che ha fatto il collega Biancareddu sono stati oggetto di attenzione da parte dei Commissari e si era concluso con un'indicazione da parte della maggioranza, della Giunta anche, del tipo "riproponiamo l'argomento in Aula", perché effettivamente può apparire, senza volerlo, una discriminazione nei confronti di un territorio, di una comunità che si vede esclusa da un'attenzione di rifinanziamento, non perché le altre hanno avuto incremento, tutte hanno avuto la conferma e alcune sono state anche oggetto di riduzione, ma comunque non c'è stata nei loro confronti quell'attenzione così negativa che c'è stata invece per Tempio.

Io voto a favore dell'emendamento numero 106, presentato dal collega Biancareddu, perché penso sia importante non creare, nel territorio regionale, l'idea che se una comunità è amministrata da una maggioranza di segno opposto a quello regionale, possa essere oggetto di un'eventuale discriminazione. Siccome sono convinto, lo dico per il presidente Secci, che si tratta di un errore non voluto nei confronti di questa comunità, la soluzione più corretta è quella di riproporre all'attenzione dell'Aula questo tema e, senza nessuno spirito polemico, riproporre una soluzione positiva così come l'emendamento firmato dal collega Biancareddu richiede.

Quindi io voto a favore perché si tratta proprio di richiamare un'attenzione, ripeto, non di tipo polemico ma su una evidente non voluta discriminazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Molto brevemente Presidente perché, essendo molto sensibile ai problemi che riguardano anche le università diffuse nel nostro territorio, in effetti questo argomento era stato evidenziato anche in Commissione, credo che sia opportuno, giusto e doveroso, in attesa che ci sia una razionalizzazione che noi auspichiamo, ne abbiamo parlato tante volte, di fronte ad un anno accademico in corso, di fronte ai costi che comporta questo tipo di attività, accogliere questo emendamento e pertanto annuncio il voto favorevole mio e del Gruppo di Alleanza Nazionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Matteo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 106, a firma Biancareddu e più, augurandoci che si tratti di una dimenticanza e non di una cosa voluta e premeditata. Noi riteniamo però, credo di poter dire questo anche a nome dei colleghi galluresi che siedono sui banchi dell'opposizione, che troppe volte forse ci si dimentica in questa legislatura di un territorio importante, che non vuole essere privilegiato, ma vuole essere trattato come tutti gli altri territori e non un territorio che forse paga, caro Andrea, il fatto di avere ancora una predisposizione per una certa parte politica, un territorio che, in modo particolare Tempio, paga il fatto di avere un consigliere regionale all'opposizione.

Credo che, se su questi banchi avesse avuto ancora l'onore di partecipare alle sedute il collega che ha preceduto il collega Uggias, forse la cosa sarebbe andata diversamente semplicemente perché si trattava di un collega della maggioranza e non dell'opposizione, purtroppo noi ancora per qualche anno dovremo sopportare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). La firma del collega Biancareddu è invece una nota di merito che verrà valutata positivamente. Io condivido quanto in questa Aula è stato detto più volte dal nostro collega, il professor Gessa, parlando di università, cioè che queste non sono università e c'è quindi bisogno di rivedere la politica di questi anni scorsi nei quali quasi si stava per creare un'università per ogni campanile il che finiva per svilire la funzione e il ruolo che deve avere l'università in Sardegna. Quindi da questo punto di vista c'è bisogno di tornare indietro, riflettere e agire.

Anch'io ritengo che la Giunta debba rivedere la posizione sull'emendamento, perché la decisione di dire "stop" alle cosiddette università gemmate, decentrate, diffuse eccetera e "sì" a università serie, vere, che sappiano confrontarsi con la realtà di questo mondo, è una decisione politica che va assunta. Non può essere una decisione fatta passare attraverso tagli e così via. Ci assumiamo la responsabilità di decidere che, in Sardegna, forse per più di due poli, massimo un terzo polo universitario, non c'è possibilità e già il terzo si giustifica ma oltre non si può andare; però, questa è una scelta politica che se si fa, si deve fare sapendo tutti che è una scelta unitaria.

Mi pare che invece nel caso di Tempio abbiamo agito togliendo più risorse di quelle che abbiamo tolte alle altre, quindi io sono d'accordo che si ripristinino per Tempio le risorse e che magari, entro il 2006, ci sia una riflessione che porti dall'anno successivo a decidere cosa deve essere l'università in Sardegna per compiere scelte politiche dovute senza discriminare un territorio o un comune eccetera. Tutti insieme abbiamo scelto politicamente di qualificare le università e non di fare una facoltà a campanile, che è quello che stava avvenendo in questi anni e che ha deprezzato e svilito il ruolo dell'università in Sardegna.

Voterò a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per una precisazione.

CACHIA (La Margherita-D.L.). Mi scusi, signor Presidente!

PRESIDENTE. Stiamo concludendo, onorevole Cachia, ho annotato la sua prenotazione.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intanto per dire che nessuno di noi, nessuno in Giunta, è così incosciente da decidere uno stanziamento che riguarda un'università sulla base del colore politico della Giunta comunale di quella città. Siamo persone sufficientemente serie naturalmente per non fare niente di simile. Io penso che gli onorevoli consiglieri abbiano avuto modo di vedere nelle settimane scorse la valutazione del Comitato nazionale di valutazione, il CIVR, sulle università italiane e quelle sarde in particolare. Basta dare un'occhiata a quelle valutazioni per capire che c'è molto da fare, che c'è molto da concentrare piuttosto che da distribuire nel territorio.

Le università sarde, prima di tutto Cagliari e Sassari, devono rinforzarsi molto per poter competere ad armi pari con la concorrenza che è sempre maggiore e che sempre più determina flussi di studenti verso altre università del continente. C'è quindi un problema molto preciso e, all'interno di questa situazione, che va gestita con attenzione, bisogna definire il ruolo dell'università diffusa in Sardegna, pertanto la Giunta si è mossa iniziando a razionalizzare la distribuzione delle risorse. Lo abbiamo fatto l'anno scorso e in parte anche quest'anno, soprattutto la Giunta ha dato il via ad una valutazione interna che si concluderà, io credo, tra pochissimi mesi e che verrà resa pubblica per capire quali ulteriori elementi di razionalizzazione adottare nel 2007.

La prospettiva non è quella di avere molte, piccole, deboli, sedi universitarie nel territorio, perché questo indebolirebbe l'intero sistema; per cui, nella prospettiva detta, la Giunta ha deciso un taglio che, mi rendo conto, è importante per l'Università di Tempio alla quale oggi non attribuiamo un ruolo strategico dentro l'università diffusa.

Se ci sono problemi di gestione dell'anno accademico, questi possono essere affrontati, non c'è nessuna specifica guerra che questa Giunta vuole fare a una particolare sede universitaria. Ma la prospettiva è quella che abbiamo detto, quando avremo i dati sui risultati delle sedi gemmate, agiremo con precisione e determinazione, riducendo il grado di diffusione dell'università del territorio per concentrare su poche sedi e poter investire coerentemente sulla qualità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò a favore di questo emendamento presentato dal collega Biancareddu, non potrei fare diversamente d'altronde, anche perché lei conosce la rivalità che c'è tra Olbia e Tempio; si racconta che, in un tempo molto lontano, sarà una cinquantina di anni fa, quando era stata istituita ad Olbia la scuola del Liceo classico (capisco benissimo il gallurese ma non lo parlo bene), due persone che passeggiavano nel Corso, parlavano e una disse: "Lo sai che a Olbia hanno aperto il Liceo?", e l'altra rispose: "Allora noi vogliamo l'università!". Quindi questo è un progetto già antico, se chiaramente io non votassi questo emendamento, andrei contro quel discorso che già si era fatto una quarantina d'anni fa, quindi il mio voto sarà favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 106. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

C'è solo una correzione all'emendamento, devo indicare la U.P.B. S03.007 voce 1 a copertura dell'emendamento.

Metto in votazione l'emendamento numero 100. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo per dire che sarò costretto, quasi con rammarico, a votare a favore dell'emendamento numero 100, e lo faccio, ancora una volta, richiamando quello spirito che ha già ben ricordato l'onorevole Beniamino Scarpa nel suo intervento quando ha posto in evidenza la responsabilità di quest'Assemblea nel farsi espropriare delle competenze specifiche legislative; ma lo ha detto bene anche l'onorevole Luciano Uras, che, addirittura usando termini ancora più netti, ha parlato di disordine, di confusione, di una cultura crescente della non democrazia.

Ecco, volevo richiamare l'attenzione dell'Aula su questo emendamento perché noi Riformatori Sardi, il primo giorno in cui si insediò questo nuovo Consiglio e iniziò questa nuova legislatura, presentammo una proposta di legge relativa proprio al sostegno delle attività sportive a favore dei diversamente abili. Una proposta di legge che, tra l'altro, ha avuto inizio nell'esame dell'ottava Commissione con noi relatori. In quella occasione, tra l'altro, i componenti dell'intera Commissione, ricordo l'intervento appassionato dell'onorevole Cerina, si dimostrarono tutti molto convinti che l'approvazione di una proposta di legge in questa direzione fosse un obbligo da parte della Regione sarda, noi siamo attualmente l'unica Regione a non avere uno strumento normativo che sostenga e favorisca lo sport a favore dei diversamente abili.

Oggi lo facciamo, ancora una volta, in maniera confusa, tra l'altro, proprio nel momento in cui la Sardegna ha posto in evidenza, qualche settimana fa, con la presentazione delle paraolimpiadi a Torino, con la grande rappresentazione della straordinaria persona di Simona Atzori, all'attenzione dell'intero mondo, quasi commuovendolo, quale grande importanza debba avere oggi il sostegno dello sport a favore di questa categoria che è la categoria più debole che noi abbiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Vorrei invitare i colleghi presentatori dell'emendamento numero 100, Pisu, Davoli ed Uras, e anche la collega Caligaris, presentatrice dell'emendamento numero 9, al ritiro dell'emendamento per evitare che l'Aula debba prendere posizione su un tema che peraltro è già compreso nella disciplina attuale. Credo che, forse per qualche difficoltà relativa al venir meno della sponsorizzazione per qualche squadra, magari non si è colto completamente che l'articolo 27 della legge prevede già che gli atleti diversamente abili, che partecipano ai campionati nazionali, possano usufruire dei contributi a tutti gli effetti.

Credo che, in questa forma, gli emendamenti rischiano di dire qualcosa che la legge prevede già; mentre, credendo di cogliere lo spirito degli emendamenti, come anche accennavo all'onorevole Pisano, ritengo che sia necessaria una norma specifica e organica per i diversamente abili che, non dimentichiamolo, nel momento in cui compiono delle trasferte hanno bisogno di accompagnatori e quindi i costi sono raddoppiati. E' vero che la normativa attuale non prevede questo maggior costo, ma invece è vero che, sia l'articolo 27 che l'articolo 31 come emendato, in alcun modo mettono sullo stesso piano gli atleti abili da quelli diversamente abili.

Credo che i due emendamenti, se ne capisco lo spirito, segnalano un problema giusto che proprio in Conferenza dello sport potrà essere ripreso, quindi se c'è un impegno e un accordo tra tutti i colleghi, lo affronteremo a valle della Conferenza sullo sport in maniera più organica, arricchendo di misure l'attività sportiva dei diversamente abili piuttosto che, semplicemente, ribadendo quello che invece nella legge è già assolutamente e totalmente previsto. Se non fosse ritirato, voterei contro per un fatto tecnico, ovviamente, non per un fatto di condivisione dell'argomento, in quanto è già previsto dalla normativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Annuncio il mio voto favorevole a questo emendamento e chiedo ai colleghi di non ritirarlo, contrariamente a quanto chiesto dal collega Porcu.

Purtroppo questi sono gli esiti di tale tipo di processo normativo frammentario e spezzettato, mi dovete spiegare perché avete fatto questa norma e non avete fatto quella a favore degli atleti disabili se, come dice il collega e sono d'accordo, c'era necessità di una norma ad hoc. Il rischio di questa normativa, così approvata, è di lasciare completamente scoperta quella fascia di intervento, perché non si dice come saranno normate le sponsorizzazioni, non si dice che fine faranno questi atleti, quindi io trovo opportuno quanto previsto da questo emendamento e anche da quello successivo che, in qualche maniera, cercano di inserire nella norma un'esplicita previsione di tutela per questa categoria di atleti che, giustamente, devono avere una particolare attenzione e che, probabilmente, sarà difficile anche inquadrare nel quadro di sponsorizzazione istituzionale o in altri quadri.

Per adesso, siccome avete ritenuto urgente introdurre queste modifiche, credo che queste due previsioni siano quanto mai opportune.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Noi avevamo inserito questo argomento con il nostro emendamento perché avevamo come obiettivo quello di far discutere l'Aula; mi pare che ci siamo riusciti se addirittura due componenti della minoranza hanno fatto dichiarazioni così esplicite, così precise e così chiare.

Siamo consapevoli che il problema dei diversamente abili nella legge esiste, perché se andate a vedere la delibera dell'anno precedente c'era un punto specifico che riguardava i diversamente abili, noi volevamo provocare questo dibattito, rafforzare questo aspetto dell'articolo 19, ma siccome siamo anche convinti che tra una settimana nella Conferenza regionale allo sport si discuterà anche di questo - o perlomeno noi ne discuteremo e lo porremo come argomento all'ordine del giorno - credo sia anche corretto aspettare la Conferenza e per questo ritiriamo l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento è stato ritirato dai presentatori.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Parlo dell'emendamento numero 9, Presidente. Io tengo a precisare che...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Caligaris, siamo all'emendamento numero 100.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Presidente, faccio mio l'emendamento ritirato dai colleghi Pisu, Davoli e Uras. Sinceramente mi dispiace che abbiano fatto una cosa del genere, avevo chiesto la parola per intervenire a favore perché è un emendamento giustificato, giusto ed indispensabile, chiarificatore e, comunque sia, non lascia ombra di dubbio sulla terminologia da utilizzare in legge. E' una specificazione, è un rafforzamento ed è necessario che ci sia, non riesco a capire la rinuncia, dal momento che si tratta solo di un emendamento tecnico, quindi non assolutamente imputabile a elargizioni di fondi.

Le questioni sono due: o si scherza oppure volevate creare un dibattito per che cosa, per discutere del niente? Io dico che è giusto che resti questo emendamento, collega Davoli, non solo resta, lo faccio mio e per quanto mi riguarda voterò a favore e invito anzi i colleghi, sia dell'opposizione che della maggioranza, a tenerlo e votarlo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Mi ha preceduto l'onorevole Rassu perché io condivido questo emendamento, per cui voterò a favore. Soprattutto credo che averne discusso sia stato un elemento decisamente positivo per l'Aula, non accetto le motivazioni portate dal collega Davoli per annunciarne il ritiro, perché le stesse motivazioni si possono apportare per l'intero articolato. Qui si modifica la "17", collega Davoli, a una settimana, o poco più, dalla Conferenza regionale sullo sport con interventi sicuramente meno urgenti rispetto al riconoscimento che viene dato dall'emendamento numero 100.

Se il suo discorso vale, dovrebbe valere per tutto l'articolato e per gli emendamenti proposti nell'ambito della "17", allora concorderei con lei, ma se questo è un argomento da portare a seconda delle indicazioni della maggioranza o a seconda dell'interesse che si deve portare per una categoria o per l'altra, allora non posso condividere la sua tesi per il ritiro dell'emendamento numero 100, per cui annuncio il voto favorevole allo stesso.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Questa parte dell'articolo 19, riguardante lo sport, è stata richiesta per anni da tutto il mondo dello sport. Il Coni e tutte le società e le federazioni sportive chiedevano di trasformare i contratti di sponsorizzazione di cui all'articolo 31 della "17" in contributi, perché solo le grandi società, come il Cagliari, giustificano un contratto commerciale di sponsorizzazione e di proiezione dell'immagine della Sardegna fuori dalla Sardegna. Per lo sport dilettantistico non è giustificato ma soprattutto avveniva che il contratto commerciale imponeva il pagamento dell'IVA al 20 per cento per cui, dei soldi che la Regione stanziava, alla società rimaneva l'80 per cento; a questo punto si è trovata conveniente la trasformazione e questo 20 per cento è un risparmio che la Regione può utilizzare per allargare le sfere delle società.

Non è escluso il fatto che si possano considerare campionato di rilievo tutti i campionati del mondo dei portatori di disabili, cioè non è che la norma lo vieta perché l'individuazione delle scuole, dei campionati e delle discipline che dovranno essere comprese non è demandato alla Giunta, ma alla Conferenza del Comitato dello sport, cioè il Coni insieme alle federazioni; per cui verrebbe meno anche una certa autonomia del mondo dello sport che sino ad oggi si è esercitata e potrebbe esserci un'indicazione politica per le discipline dei portatori di handicap, vale a dire i disabili, cioè che esse siano considerate, non in funzione solo del campionato, ma anche della particolarità dell'utente.

La norma quindi è giusta e corretta, come mi pare giusta la scelta di ritirare l'emendamento mentre non condivido quella di farlo proprio, perché così sembra quasi che chi voterà contro sia contrario all'inserimento delle discipline sportive dei disabili dentro questo articolo quando invece siamo favorevoli. E' il Comitato dello sport che decide quali discipline e quali campionati inserire per questi contributi. Perciò invito i colleghi ad acconsentire al ritiro e a non dividere l'Aula su un argomento come questo su cui invece abbiamo tutti le stesse identiche posizioni e le stesse idee.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, se il suo invito non viene raccolto, siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 100.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Chiedo il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 100.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CALIGARIS - CAPELLI - CASSANO - DIANA - LA SPISA - LOMBARDO - MILIA - MORO - PILI - PISANO - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - DAVOLI - PISU - PITTALIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 49

astenuti 4

maggioranza 25

favorevoli 17

contrari 32

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 9.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per fare la mia dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento oltre che per invitare la Giunta (premetto che io non sono componente della Commissione ottava), avendo saputo che tra una settimana c'è la Conferenza regionale dello sport dall'intervento del collega Davoli a coinvolgere i consiglieri regionali perché possono dare il loro contributo, anche perché le risultanze della Conferenza poi avranno un passaggio istituzionale nell'Aula. Quindi invitate i consiglieri regionali a partecipare a queste iniziative, per dare modo loro di organizzarsi. Ancora io non ho ricevuto nessun invito; se è la prossima settimana, mi sembra che siate un po' in ritardo!

MARROCU (D.S.). Non l'ho ricevuto neanch'io!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, a proposito dell'emendamento numero 9, tengo a fare qualche precisazione. La prima è che non nasce da alcun interesse personale. Non condivido tuttavia né la presa di posizione della Commissione né quella della Giunta perché non c'è alcun motivo di carattere finanziario che impedisca l'accoglimento dell'emendamento: non accresce i costi e, come ha detto prima l'assessore Sanna, rende più efficace la norma in quanto riduce il livello di discrezionalità. L'onorevole Porcu chiede il ritiro sostenendo che le squadre dei disabili dispongono di altri finanziamenti e sono ampiamente sostenuti. Evidentemente non è proprio così, come ha anche evidenziato almeno in parte l'onorevole Marrocu; la discrezionalità infatti porta le squadre di atleti disabili a non avere sempre un sufficiente sostegno.

Per quanto riguarda quindi quello che si è creato in Aula sono molto amareggiata anche perché ho ancora la sensazione - ed è una sensazione sgradevole - che siano le tecniche, i modi e i tempi utilizzati per presentarlo. E', infatti, lì dal 18 aprile a averne determinato il non accoglimento, è stato, come dire, un peccato di etichetta. Secondo me, in quest'Aula non ci sono buoni o cattivi, ma neppure chi detta e chi scrive, chi promuove o chi boccia senza fondate ragioni condivise; c'è un problema di conoscenza e di informazione. Ogni consigliere ha il diritto di essere informato ed è dovere della maggioranza rendere partecipi tutti i consiglieri sulle scelte e le decisioni con pari dignità, anche quelli che si trovano nel Gruppo Misto e non hanno rappresentanti che partecipino alle riunioni di maggioranza.

Faccio notare - per concludere - che questo disegno di legge non è neppure approdato in Commissione diritti civili e quindi, anche su questo versante, almeno per quello che mi riguarda, è mancata qualunque possibilità di dialogo e di confronto. Mi si dice: "L'Aula è il luogo del sostegno delle politiche della maggioranza". Certo, questo è vero, quando c'è confronto prima e comunque non può essere che stare in maggioranza significhi accettare le decisioni e le scelte esclusive dei Capigruppo o di qualche collega di lungo corso con i gradi. Da questo punto di vista l'onorevole Scarpa ha perfettamente ragione, per senso di responsabilità.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Voterò a favore dell'emendamento però chiedo alla collega Caligaris di modificarlo leggermente. Siccome siamo in una società civile abbastanza particolare, se lei scrive "Le società sportive dilettantistiche sarde con atleti disabili usufruiscono...", con questa dicitura tutte le società sportive normali che tesserano due atleti disabili potrebbero chiedere i contributi; perciò propongo di modificare le parole "con atleti disabili" con l'espressione "Le società sportive dilettantistiche sarde, composte da atleti disabili" o la formula "formate da atleti disabili" e quanto altro.

Detto questo, chiedo alla collega Cerina se ha visto anche gli emendamenti successivi, a conferma di quello che le dicevo prima, questo vale per quelli che abbiamo votato di maggioranza o opposizione. Vede, le significo una cosa, non c'è un emendamento - giusto per fare un po' di campanilismo spicciolo - per qualcosa di nuorese se non quello su Grazia Deledda, tra l'altro abbastanza discutibile, però ha notato, collega, l'unità bipartisan sui temi territoriali in quest'Aula, su temi spiccioli ovviamente. Bene, noi non siamo riusciti ad averla per esempio per quanto riguardava l'emendamento che sanava la situazione di testimonzos, si è accorta che ha votato contro? Non nel senso che ha votato in maniera superficiale, però abbiamo votato contro mentre era la soluzione per un problema difficile, anche di tipo sociale, non solo per Nuoro, ma anche per l'agro di Sassari dove ci sono dei problemi seri. Su quello si è sorvolato, non si è discusso, non si sono fatte dichiarazioni di voto perché evidentemente non sollecitava l'interesse di alcuni, per non parlare di tutta l'Aula. Invece sui temi spiccioli si trova molta unità anche trasversale, e questa è la politica che porta avanti questo disegno di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'emendamento che abbiamo in discussione, il numero 9, però l'occasione mi è particolarmente gradita, come si dice nelle feste di compleanno, perché vorrei sapere da alcuni colleghi del centrosinistra (che questa volta non citerò per nome e cognome, l'ho già fatto altre volte ed in altre circostanze,per cui capiranno di essere il riferimento delle mie parole) quanto ancora dovranno abusare della pazienza di chi, in quest'Aula, è indicato per essere minoranza e sente dire da consiglieri del centrosinistra che i provvedimenti non passano in Commissione, che i provvedimenti non sono sufficientemente noti, che i colleghi di maggioranza, siccome sono nel Gruppo Misto, non sono sufficientemente informati dei provvedimenti; ma, colleghi, vi rendete conto di cosa dovremmo dire noi che siamo di minoranza? Che cosa dovremmo dire noi che non abbiamo garanzie consiliari che ci consentano l'agibilità della pratica di minoranza dentro questo Consiglio? Che cosa dovremmo dire noi che dobbiamo approvare gli emendamenti verbali? Non chiamiamoli orali che sembra un'altra cosa! Ve ne rendete conto!

Allora io dico: quanto meno abbiate il pudore di stare zitti, risolvetevi nell'ambito della maggioranza la vostra conflittualità, quando venite in Aula che la conflittualità sia sanata e che ci sia una dialettica seria tra maggioranza e minoranza su problemi concreti, non che noi dobbiamo sentire lamentele da voi quando le lamentele dovremmo farle noi dieci volte tanto e dirvi di votare su ogni emendamento, su ogni articolo di legge, su ogni provvedimento nella stessa identica maniera in cui votiamo noi.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Solo per provare a fare chiarezza e annunciare il voto non favorevole a questo emendamento per un motivo tecnico. Io mi sforzo di spiegarlo, probabilmente non sono molto bravo a farlo. Innanzitutto questo emendamento, come sottolineava il collega Capelli, pone un fatto strano, cioè che qualunque atleta di qualsiasi società che sia disabile, che può anche far parte di una società che svolge una regolare disciplina sportiva per atleti abili, avrebbe diritto a un contributo. Questo si risolverebbe in un danno per le società degli atleti disabili perché vorrebbe dire che qualsiasi società che partecipa ad un campionato nazionale ed ha un atleta disabile di qualsiasi forma potrà avere un contributo: il risultato quale sarebbe? Che si appiattirebbe la soglia per tutti.

Mi rendo conto che stiamo facendo una cosa nuova, ma vorrei ricordare che nella "17" ci sono due articoli che disciplinano la concessione di contributi, il "27" che dà contributi per tutte le squadre che partecipano ai campionati nazionali, comprese le squadre degli sport per disabili, un contributo diciamo proporzionale ai costi, e il "31" modificato che prevede un contributo che invece è ragguagliato al tipo di attività, quindi può anche essere superiore ai costi vivi perché si tiene conto di altre attività che la società svolge.

Quindi mi sforzo di dire che non solo non diamo risposte agli atleti disabili, ma stravolgiamo proprio la legge 17 perché stiamo andando a dire che tutte le società di qualsiasi disciplina sportiva per atleti abili e non disabili ricadrebbero nel nuovo "31", si svuoterebbe il "27" e alla fine tutti avrebbero di meno senza nessuna differenziazione e senza dare, come ricordava il collega Marrocu, al Comitato per lo sport e al piano triennale, la possibilità invece di distinguere in qualche modo tra sport più importanti e di maggiore rilievo che possano avere un contributo non proporzionale ai costi e invece sport che hanno un contributo proporzionale ai costi.

Credo che purtroppo sia un emendamento errato dal punto di vista tecnico, per cui invito i colleghi a prenderlo in considerazione per quello che è, cioè un emendamento che forse meritava, in quanto ha sollevato il tema, ma che non trovo accoglibile. Confermo il voto contrario sperando di essere riuscito a spiegarmi meglio.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, per annunciare che anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 9, ribadendo ancora una volta, proprio alla luce dell'ultimo intervento fatto dal consigliere Porcu, l'esigenza, la necessità di restituire a quest'Aula le prerogative legislative proprie. Perché la maggioranza, anziché chiedere il ritiro di un emendamento, non prende un impegno assoluto perché in Commissione ottava venga esaminata con urgenza la proposta di legge e perché non esiste la sensibilità giusta verso un risultato che pare essere unanime da questo punto di vista? Forse dobbiamo ancora una volta prendere atto che ha ragione l'onorevole Uras quando dice che qui c'è solo strategia della tensione, strategia del disordine, strategia della confusione?

Oggi noi dobbiamo approvare questo emendamento proprio perché altrimenti ci sarebbe una totale assenza di sostegno a favore delle società degli atleti diversamente abili. Tengo a precisare che, in Italia, la Federazione degli atleti disabili è riconosciuta regolarmente dal CONI, e disputa tutti i campionati non solo dilettantistici ma naturalmente federali a tutti gli effetti, sono 225 le società esistenti in Italia, 12 in Sardegna.

Ha fatto bene l'onorevole che mi ha preceduto nel ribadire che occorre correggere assolutamente l'indicazione sul fatto che i contributi debbano comunque essere assegnati soltanto alle società regolarmente iscritte alla Federazione delle attività sportive degli atleti diversamente abili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Onorevoli colleghi, per annunciare il mio voto a favore dell'emendamento Caligaris per un ragionamento molto semplice: è vero che la disciplina dei contributi è stata modificata, ma ogni qualvolta il legislatore garantisce un atteggiamento analogo, uguale per tutti, non lo disciplina perché si intervenga per chi è svantaggiato rispetto agli altri, si riproduce la falsa uguaglianza; anche le scuole sono per tutti, ma non è vero che sono aperte a tutti, anche le istituzioni sono per tutti, ma non è vero che sono aperte a tutti. Allora, che si preveda per le società di disabili (io credo che la presentatrice proporrà questa correzione, "di disabili") di avere contributi specifici è indispensabile per non lasciarle nel mare magnum della competizione del mondo dello sport per le risorse, competizione che investe anche la politica, che è fatta di lobbies, che è fatta di consensi, che si riproduce nelle campagne elettorali.

Allora un emendamento che prevede che una quota di risorse vada alle società di sport praticati dai disabili rimedia con una specialità all'ingiustizia della falsa uguaglianza, per cui io voterò a favore.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Volevo intervenire solo per proporre un emendamento verbale, ma mi risulta che lo farà la presentatrice, quindi rinuncio alla parola.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Poiché abbiamo intenzione di votare a favore (in quanto è un emendamento che dà un qualcosa a persone che vivono in una situazione particolare, anzi bisogna incentivare la presenza di queste persone almeno anche nello sport), voglio chiedere alla presentatrice se non sia il caso di correggere l'emendamento, laddove dice "Le società sportive dilettantistiche sarde con atleti disabili usufruiscono dei contributi previsti…" eccetera, eccetera, perchè ci si domanda quanti disabili devono esserci in queste società sportive. Uno? Dieci?

CAPELLI (U.D.C.). L'ho già detto!

MORO (A.N.). Il problema è lì, bisognerebbe specificare meglio che sia una società sportiva di diversamente abili perché altrimenti potrebbe nascondersi l'equivoco che una società che non frequenta questi campionati possa inserire un diversamente abile per usufruire di questi contributi che noi stiamo andando a legiferare con questo emendamento.

Ecco, io mi auguro che la collega Caligaris voglia esplicare meglio i contenuti di questo emendamento numero 9 per il quale annunciamo il voto favorevole.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, su che cosa intende intervenire?

CALIGARIS (Gruppo Misto). Per proporre una modifica orale all'emendamento.

MORO (A.N.). Si, è necessario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, è chiaro che i rilievi che sono stati fatti in Aula sono corretti. Si tratta di un errore tecnico; sarebbe sufficiente sostituire quel "con" con un "di" trattandosi esclusivamente di squadre di atleti disabili, o se lo si vuole rendere ancora più esplicito "società sportive dilettantistiche sarde che praticano discipline sportive per atleti disabili", ma siccome c'è già, basta mettere "di", al posto di "con". E' sempre una preposizione semplice, ce la possiamo anche permettere. Grazie.

PRESIDENTE. Direi che l'emendamento orale è accolto perché è finalizzato ad una migliore comprensione del testo.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

DIANA (A.N.). Io intendevo intervenire perché volevo rendere edotta l'Aula che, nella partecipazione ai campionati federali, ove non si specifichi che si tratta di campionati destinati e dedicati solo ad atleti disabili, tutti gli altri atleti sono sottoposti a una visita medico-sportiva che non autorizzerebbe mai comunque nessuna società ad avere atleti disabili. Vorrei che fosse chiaro questo concetto, cioè se l'emendamento tende alle società che partecipano ai campionati per disabili, allora il discorso non si pone; se invece tende ad evidenziare che, all'interno di società federate che partecipano a campionati nazionali o regionali, quelli che sono, vengono coinvolti anche atleti disabili, questo non è possibile, non è assolutamente possibile.

Quindi il problema è verificare se c'è la volontà politica di un riconoscimento verso gli atleti che partecipano ai campionati per disabili o in questa sede o in altre sedi. Io non lo so. Credo che ci siano anche, mi pare che qualcuno l'abbia detto, già dei finanziamenti in questa direzione.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Voglio ribadire ancora una volta il mio voto contrario, come ho fatto per l'emendamento precedente. Io mi ritengo offeso di dover bocciare un emendamento e dare l'idea che siamo contro al fatto che vengano sostenute le società che fanno sport con i disabili. Io sono contro l'inserimento in questo articolo perché non ha senso, non ha proprio senso! Tra l'altro, chi usufruisce di questo articolo, non può usufruire delle altre norme della legge 17 che magari possono essere più vantaggiose per quelle discipline che non hanno trasferte, perché "qualsiasi campionato" vuol dire anche un campionato del CSI o territoriale che non hanno mai da giustificare, così come sono i criteri per l'articolo 31, il numero di campionati, le trasferte e così via, e avere finanziamenti addirittura inferiori a quelle che in un'altra disciplina si possono ottenere con altri articoli. Quindi non ha proprio senso…

SECCI (La Margherita-D.L.). Stiamo esagerando…

MARROCU (D.S.). Tra l'altro voglio dire che il Comitato dello sport può decidere autonomamente quali sono i campionati da poter inserire nella disciplina dell'articolo. Stiamo parlando dell'articolo 31 e non di altri articoli…

SECCI (La Margherita-D.L.). Certo!

MARROCU (D.S.). C'è l'articolo 27, il "28", c'è il "26" per le manifestazioni dalle quali attingono, c'è il "22" per i giovani, c'è quello sulle attrezzature che va alle province, ci sono tante altre norme.

Quindi non escludo, anzi sono perché si allarghi il più possibile l'interpretazione dell'articolo 31 da parte del Comitato dello sport, ma chi vota contro non è perché è contro il sostegno alle società sportive dei disabili, al contrario. Non ha senso, secondo me, insistere e forzare dando l'idea che chi sostiene vuole limitare le risorse.

Io sono contro perchè, tra l'altro, conosco bene la normativa dell'articolo 31 modificata, che ha in sé solo intenzione di far risparmiare il 20 per cento di IVA, che si pagava stupidamente versandola allo Stato, che tra l'altro neanche ce la riversava. In questo caso vanno allo sport e quindi si può allargare la sfera delle società di cui si discute, tra cui, senza specificazione, ci sono già nell'articolo 31 molte squadre formate dai disabili che partecipano al campionato dei disabili.

Votiamo contro con questa motivazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Intendo intervenire sulle modalità di voto. Chiedo la votazione elettronica.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu, Capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9.

(Segue la votazione.)

Prendo atto che la consigliera Cerina ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BRUNO - CALIGARIS - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - DAVOLI - FLORIS Mario - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MORO - PILI - PISANO - PISU - PITTALIS - RASSU - SALIS - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CHERCHI Silvio - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CACHIA - SANNA Matteo - SCARPA - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 49

astenuti 5

maggioranza 25

favorevoli 23

contrari 26

(Il Consiglio non approva)

L'emendamento numero 99 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 110. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 136.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Intervengo per ritirare l'emendamento, però non senza giustificare le ragioni del ritiro onde evitare possibili strumentalizzazioni dell'accaduto. Si tratta di un emendamento che riguarda la concessione di un contributo all'Istituto EuroMediterraneo di Tempio per l'attuazione di un programma relativo ad attività di alta formazione. L'attività dell'Istituto fu già oggetto di un protocollo d'intesa tra il Presidente della Regione Pili e i rappresentanti dell'Istituto stesso, protocollo che non vide poi una prosecuzione del suo iter.

La ragione del ritiro - senza ritenere che venga meno la finalità positiva dell'Istituto - si concretizza nel fatto che è emersa, nell'ambito di una discussione intavolata con la Giunta (in particolare con l'Assessore della pubblica istruzione e con l'Assessore della programmazione), la possibilità di rendere l'attività dell'Istituto EuroMediterraneo, non collegata alla concessione di un finanziamento estemporaneo di un anno o di un momento, ma inserita veramente nel solco di una continuità e con una funzione anche strategica rispetto al respiro proprio euromediterraneo che l'Istituto si propone.

In questo senso e con questa prospettiva, tenendo presenti gli impegni formulati dalla Giunta, ritiro l'emendamento numero 136.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 136 è stato ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Intervengo per dire che faccio mio, tutto il Gruppo di Forza Italia lo fa proprio, l'emendamento numero 136 e ne chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei, oltre che sostenere la richiesta fatta adesso dal collega Sanciu, precisare che questa iniziativa di alta formazione universitaria deriva appunto, com'è stato detto correttamente dall'onorevole Uggias, da un protocollo d'intesa (intercorso tra la Giunta, presieduta dal collega Pili, e i soggetti interessati ad essa) che venne siglato nell'estate del 2003 (qualcuno qui presente ricorderà cosa successe in quei giorni) e che, appena appena firmato, non ebbe prosecuzione ovviamente per le note vicende.

Già l'anno scorso, noi dell'opposizione presentammo un emendamento analogo a questo, che non fu stato accolto. Mi sorprende che le dinamiche di quest'Aula siano condizionate da batti e ribatti fra parti della maggioranza e la Giunta, in cui la maggioranza fa gli emendamenti per poter poi pressare la Giunta in modo tale che in altro modo si risponda ai problemi. Non è corretto che l'Aula e i colleghi dell'opposizione (che hanno proposto la stessa cosa ben un anno fa senza aver avuto risposta insieme agli interessati a questo problema) vengano usati in questo modo; perciò, se non ritenete giusto intervenire oggi su questo, bocciate l'emendamento proposto da voi stessi che noi facciamo nostro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, anch'io intervengo per ricordare all'Aula che, già nelle precedenti finanziarie, vi fu il tentativo da parte di colleghi del Consiglio perché venisse inserita una norma finanziaria che consentisse all'Istituto EuroMediterraneo di proseguire nella sua meritoria opera, non soltanto nell'ambito culturale universitario, ma anche per quanto riguarda l'ambito euro-mediterraneo.

In questa partita, io voglio ricordare all'Aula che la Giunta regionale ha espresso più volte un parere contrario al rifinanziamento di questo intervento, lo richiamava poc'anzi il collega La Spisa e l'ha fatto in maniera puntuale anche il collega Uggias, in quanto anche la partita euro-mediterranea consentiva di utilizzare risorse finanziarie allocate nella Presidenza della Giunta regionale in termini autonomi dal punto di vista anche della pianificazione di risorse allocate nell'Assessorato della pubblica istruzione che avrebbero consentito - se questo era davvero il volere - di finanziare questa importante realtà nata e cresciuta a Tempio.

Quindi, io capisco le assicurazioni che sono state date al collega Uggias, ma in questo caso è assolutamente doveroso richiamare il detto che "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio"; noi siamo ormai nella visione che "non fidarsi è meglio" di fronte a questo tema così delicato, perché va della sopravvivenza di una realtà, che ha ormai docenze, studenti, master e tutta una serie di partite assolutamente rilevanti, e che merita da parte di questo Consiglio un'attenzione e un riconoscimento, considerato che questo protocollo è stato firmato non soltanto dalla Regione con l'Istituto ma anche con lo Stato Vaticano che ha dato l'imprimatur a questa partita così rilevante, così capace di dare risposte anche in termini extraregionali.

Quindi è in questa direzione la decisione del nostro Gruppo di farlo proprio, per fare in modo che il Consiglio possa esprimersi in libertà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (U.D.C.). Presidente, colleghi, non volevo intervenire, ero già rassegnato al ritiro dell'emendamento da parte del collega Uggias, però bisogna essere leali con noi stessi. E' vero che il fascino del clero e i voti di cui il clero…

CAPELLI (U.D.C.). Può dispensare…

BIANCAREDDU (U.D.C.). …dispone o potrebbe disporre, evidentemente fanno gola a tutti, perché un emendamento sull'Istituto EuroMediterraneo quasi quasi l'abbiamo presentato tutti, chi l'anno scorso, chi quest'anno, chi lo presenta adesso, chi lo fa proprio, praticamente tutti vogliamo dimostrare, a qualcuno, che ci siamo interessati, perché come è possibile che tutto il Consiglio a turno presenti un emendamento che poi viene sempre bocciato?

Quindi, o ci mettiamo d'accordo tutti per presentarne uno perché riconosciamo che questo Istituto vale, altrimenti basta con questi emendamenti, uno fatto da un Gruppo, uno fatto dall'altro, poi uno lo presenta e lo ritira, per arrivare dove? Io purtroppo l'ho presentato ed è stato bocciato l'anno scorso perché, come è normale, spesso l'opposizione va in minoranza.

Però, mettiamoci d'accordo, altrimenti alla prossima legge ci sarà un altro Gruppo che, dopo aver ricevuto la telefonata del rettore o del vescovo, presenterà l'emendamento; poi si dirà che non va bene o che non ci sono soldi e allora si ritirerà. Però si dirà che è stato presentato. Quindi o lo sosteniamo e ci mettiamo d'accordo, altrimenti basta con questo gioco che uno presenta, uno fa proprio, un altro interviene a favore ed uno contro.

SECCI (La Margherita-D.L.). Lei è un maestro in questo, Biancareddu!

BIANCAREDDU (U.D.C.). Per cosa? Perché ognuno può dare la colpa all'altro di un provvedimento che non passa ma che è stato presentato? Insomma, cerchiamo di essere grandi almeno in questo e mettiamoci d'accordo.

Si tratta di un Istituto unico che ha sede a Tempio ma accoglie studiosi di tutta Italia, sono scienze teologiche, se vogliamo finanziarlo, finanziamolo, anche con una cifra inferiore ai 150 mila euro, però mettiamoci d'accordo, altrimenti è veramente una barzelletta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Matteo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Signor Presidente, avrei votato "sì", avrei votato favorevolmente a questo emendamento, proposto dai colleghi Uggias e più e poi ritirato e fatto proprio dai colleghi di Forza Italia, per tutti quei motivi che sono stati portati all'attenzione dell'Aula non solo oggi ma anche in altre circostanze quando più volte, sia dai colleghi che mi hanno preceduto, sia dal sottoscritto, è stato evidenziato come questo Istituto, l'Istituto EuroMediterraneo, in questi anni, ha svolto un ruolo importante e strategico che deve continuare a svolgere per cui chiaramente occorrono le risorse.

Il collega Uggias e più con questo emendamento tentavano di far erogare a questo Istituto le risorse necessarie per continuare a sopravvivere, cosa che cercano di fare oggi i colleghi di Forza Italia (che noi sosteniamo in questa iniziativa) facendo proprio appunto quell'emendamento. Quindi anche noi ci associamo al Gruppo di Forza Italia nel far proprio questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Io non posso votare a favore dell'emendamento nel momento in cui dichiaro di ritirarlo con delle ragioni ben precise, però non posso omettere di precisare che, molte volte, il campanile non può essere l'unica ragione alla quale dobbiamo richiamarci nella nostra azione. Questo è il caso concreto.

Io non sono intervenuto per fare l'ennesima dichiarazione a favore dello stanziamento sull'Università di Tempio, essendo chiaramente favorevole così come sono stati favorevoli tutti i colleghi sull'emendamento da noi presentato. Allo stesso tempo, questa non è una proposta che va, come diceva il collega Biancareddu, a ricercare voti di quel sacerdote o di quella parte di clero più o meno legata ad una determinata iniziativa; l'emendamento era teso, con attenzione, alla presenza e alla ricerca di quella formazione qualificata, che non vengono meno. Forse, qua credo di dover dare qualche indicazione, se vogliamo, togliamo degli aspetti di parte, partigiani, a questa iniziativa, perché vorrei ricordare - credo che l'onorevole La Spisa non intendesse parlare di scorrettezza in questi termini - che, l'anno scorso, l'emendamento veniva tipicamente marcato nel dire che dava esecuzione a quel protocollo d'intesa di cui parlavamo, del quale io personalmente riconosco il valore, e l'ho detto sempre in tutte le sedi. Sono del parere che quando un soggetto esprime e rappresenta un'istituzione, in quel momento ne è il legittimo rappresentante, dunque abbia un determinato valore.

Questo non significa che successivamente le battaglie politiche debbano essere portate avanti in maniera partitica o in maniera partigiana. Non voglio dare al termine una valenza negativa. In questo momento c'è o ci può essere (è un discorso che riprenderemo nella prossima finanziaria) una valenza complessivamente positiva che può interessare il lavoro di questo Istituto verso il quale penso che, alla prossima finanziaria, avremo modo di manifestare un atteggiamento unanimemente positivo e favorevole.

Il mio voto sarà un voto di astensione, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Intervengo sulla modalità di voto, Presidente, per chiedere anche io il voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 136.

(Segue la votazione.)

Prendo atto che i consiglieri Giorico, Porcu e Secci hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PILI - PISANO - -PITTALIS - RASSU - -SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA SIMONETTA - SECCI - SERRA - URAS.

Si sono astenuti: il PRESIDENTE SPISSU - UGGIAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 62

Astenuti 2

Maggioranza 32

Favorevoli 24

Contrari 38

(Il Consiglio non approva)

I lavori di questa mattina sono terminati, riprenderanno questo pomeriggio alle ore 15 e 30, come da calendario comunicato.

La seduta è tolta alle ore 13 e 58.



Allegati seduta

CLXXXII SEDUTA

(Antimeridiana)

Mercoledì 3 maggio 2006

Presidenza del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 10 e 16.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 21 aprile 2006 (176), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Calledda, Mattana, Pirisi e Paolo Fadda, hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 3 maggio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge 216/A. Siamo giunti all'esame dell'articolo 19 al quale sono stati presentati nove emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19 e dei relativi emendamenti:

Art. 19

Disposizioni nel settore dell'istruzione, spettacolo, cultura e sport

1. A favore delle attività di istruzione, spettacolo, cultura e sport sono autorizzati i seguenti interventi:

a) la spesa di euro 150.000, per l'anno 2006, per l'acquisto in via di prelazione, ai sensi degli articoli 59, 60, 61 e 62 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e delle lettere n) e o) del comma 4 dell'articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 173 del 2004, e/o per l'acquisto di beni archeologici anche non sottoposti a vincolo (UPB S11.027);

b) la spesa di euro 300.000, per l'anno 2006, per l'assistenza tecnica agli enti locali per la verifica e il controllo delle attività di gestione delle aree archeologiche e dei musei (UPB S11.027);

c) la spesa di euro 200.000, nell'anno 2006, a valere sullo stanziamento del capitolo 11326, per la realizzazione di iniziative espositive e attività di scambi culturali anche a carattere internazionale (UPB S11.052);

d) la concessione di un contributo di euro 200.000, nell'anno 2006, a favore del Comune di La Maddalena per l'organizzazione di iniziative culturali in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi (UPB S11.052);

e) la concessione di un contributo di euro 80.000, nell'anno 2006, a favore dell'Istituto etnografico di Nuoro per promuovere, in collaborazione con le Università degli studi di Cagliari e di Sassari, iniziative culturali volte a divulgare e ad approfondire la conoscenza delle opere di Grazia Deledda in occasione del settantesimo anniversario della morte e dell'ottantesimo anniversario del conferimento del Premio Nobel per la letteratura (UPB S11.052);

f) la spesa annua complessiva di euro 70.000 da ripartire in eguale parte tra l'Associazione "Casa natale di Gramsci" di Ales, l'Associazione "Casa Gramsci di Ghilarza" e l'Istituto Gramsci della Sardegna per lo svolgimento dei compiti di istituto (UPB S11.052);

g) la spesa annua complessiva di euro 125.000 da destinare in ragione di euro 50.000 alla fondazione Logudoro-Meilogu e di euro 75.000 alla fondazione Siotto per lo svolgimento dei compiti di istituto (UPB S11.015).

2. Nella legge regionale 17 maggio 1999, n. 17 (Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna), sono apportate le seguenti modifiche:

a) la denominazione del titolo IV è sostituita dalla seguente: "Contributi a sostegno della partecipazione ai campionati federali nazionali di maggior rilievo";

b) l'articolo 31 è sostituito dal seguente:

"Art. 31 (Contributi)

1. Il Piano triennale dello sport individua i campionati federali nazionali degli sport di squadra di maggior rilievo.

2. La Regione è autorizzata a concedere i contributi previsti dal presente articolo alle società sportive dilettantistiche sarde iscritte ai campionati individuati ai sensi del comma 1.

3. I benefici di cui al comma 2 sono estesi alle gare in trasferta, successive alla fase ordinaria di campionato, che determinano la vittoria del campionato stesso, la permanenza in esso o il passaggio ad altra serie, nonché alle gare in trasferta relative alla partecipazione alle coppe nazionali o internazionali conseguenti ai risultati contenuti nei campionati federali.

4. Sui contributi di cui al presente articolo possono essere concesse anticipazioni fino alla misura del 60 per cento a seguito di comprovata iscrizione al campionato e ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 26 gennaio 1989, n. 5.

5. I contributi di cui al presente articolo non sono cumulabili con altre provvidenze concesse dalla Regione per le medesime finalità.

6. Sponsorizzazioni di squadre professionistiche sono previste nell'ambito dei piani di comunicazione, finanziati sulla base di altre normative o di apposite misure da attivare per specifici obiettivi promozionali.";

c) l'articolo 32 è abrogato.

3. La lettera f) del comma 6 dell'articolo 8 della legge regionale n. 1 del 2006 è abrogata.

4. A valere sulle disponibilità recate dalla UPB S11.048 del bilancio della Regione per l'anno 2006, una quota pari a euro 300.000 è destinata per le finalità di cui agli articoli 27 e 28 della legge regionale n. 17 del 1999, per lo svolgimento delle trasferte effettuate nell'anno 2005 in territorio extraregionale per la partecipazione ai campionati.

5. Sono conferite agli enti locali, a decorrere dal 1° gennaio 2007, le funzioni e le risorse relative ai servizi per la tutela e la valorizzazione dei beni museali, aree archeologiche, biblioteche e archivi di cui agli articoli 92 e 93 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, prorogati con l'articolo 13 della legge regionale n. 6 del 2004 e con l'articolo 12 della legge regionale n. 7 del 2005. Le funzioni sono trasferite alle province o ai comuni che abbiano la disponibilità dei beni culturali in relazione ai quali si svolge il servizio; qualora il progetto riguardi un ambito sovracomunale le funzioni sono trasferite alla provincia che gestisce il servizio fino alla costituzione di una forma associata fra comuni di quelle previste dalla legge regionale n. 12 del 2005. All'individuazione dei singoli enti destinatari e alla ripartizione fra essi delle risorse, sulla base della spesa sostenuta per ciascun servizio negli ultimi tre anni, si provvede con decreto dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, spettacolo e sport da emanarsi entro il 30 luglio 2006, sentiti gli enti locali interessati. Alla gestione dei servizi gli enti locali provvedono con le modalità previste per la gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica, ai sensi dei commi 7, 8 e 9 dell'articolo 37 della legge regionale n. 7 del 2005, in modo comunque da valorizzare le professionalità fin qui impegnate nei progetti. La Regione, con decreto del Presidente, previa intesa in sede di conferenza permanente Regione-enti locali, ai sensi dell'articolo 13 della legge regionale 17 gennaio 2005, n. 1, può stabilire gli standard cui gli enti devono attenersi nella gestione del servizio. Alle spese si fa fronte, per l'anno 2007, con le risorse già stanziate dal comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale n. 7 del 2005; per gli anni successivi si provvede nell'ambito dei trasferimenti agli enti locali dovuti in attuazione della legge di conferimento di nuove funzioni e con il riordino dei trasferimenti ordinari previsti dalla legge regionale n. 25 del 1993.

Emendamento soppressivo parziale Caligaris

Art. 19

Al comma 4 della novella "Articolo 31 (Contributi) di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 19 sono soppresse le parole "e ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 26 gennaio 1989, n. 5". (6)

Emendamento sostitutivo parziale Marrocu - Biancu - Porcu - Licheri - Balia - Orrù - Barracciu - Cherchi Silvio - Marracini

Art. 19

Il comma 5 è sostituito dal seguente:

"Sono conferite agli enti locali a decorrere dal 1 ° gennaio 2007 le funzioni e le risorse relative ai servizi per la valorizzazione e la gestione dei beni museali, aree archeologiche, biblioteche e archivi di cui agli arti. 92 e 93 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11 da ultimo prorogati con l'art. 13 della L.R. 11 magio 2004, n. 6, e art. 12 della L.R. 21 aprile 2005, n. 7 (leggi finanziarie). Per quanto riguarda i servizi per la gestione e valorizzazione dei beni mussali, delle aree archeologiche e delle biblioteche, le funzioni sono trasferite alle province e ai comuni che abbiano la disponibilità dei beni culturali in relazione ai quali attualmente si svolge il servizio; qualora il progetto riguardi un ambito sovracomunale il conferimento è fatto alla provincia che gestisce il servizio fino alla costituzione di una forma associativa fra comuni tra quelle previste dalla legge regionale n. 12 del 2005. All'individuazione dei singoli enti destinatari e alla ripartizione fra essi delle risorse, si provvede con decreto dell'assessore della P.I. da emanarsi entro il 30 luglio 2006 sentiti gli EE.LL. interessati. Per quanto riguarda i servizi per la gestione e la valorizzazione degli archivi le funzioni sono trasferite alla province. Alla ripartizione fra esse delle risorse si provvede con decreto dell'assessore della P.I. da emanarsi entro il 30 luglio 2006, previa presentazione da parte delle province di un piano di interventi per gli archivi ricadenti nel territorio di competenza. Alla gestione dei servizi gli EE.LL. provvedono con le modalità previste per la gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica ai sensi dell'art. 37, commi 7, 8 e 9 della L.R n. 7 del 2005, in modo comunque da valorizzare i soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti. La Regione con delibera della Giunta Regionale, previa intesa in sede di conferenza permanente Regione Enti Locali, ai sensi dell'art. 13 della L.R 17 gennaio 2005, n. 1 (istituzione del consiglio delle autonomie e della conferenza permanente Regione Enti Locali), stabilisce i requisiti minimi di funzionamento cui gli enti devono attenersi nella gestione del servizio.

Fino all'approvazione della normativa regionale di trasferimento agli enti locali pubblici territoriali della Sardegna delle competenze in materia di gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica in ambito culturale, sono conferite agli enti locali a decorrere dal 1 ° gennaio 2007 le risorse relative ai servizi in essere per la valorizzazione e la gestione dei beni museali, aree archeologiche, biblioteche e archivi di cui all'art. 38 della L.R. n. 4/2000 e da ultimo prorogati con l'art. 12 della L.. 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria).

Pertanto la Regione è autorizzata ad erogare contributi agli enti interessati per concorrere agli oneri d'esercizio dei medesimo servizi nelle misure stabilite dalla deliberazione della Giunta Regionale n. 61/30 del 20/12/2005. Alla gestione dei servizi gli EE.LL. provvedono con le modalità previste per la gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica ai sensi dell'art. 37, commi 7, 8 e 9 della L.R. n. 7 del 2007 in modo comunque da valorizzare i soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti.

Per la ripartizione e la conseguente assegnazione delle risorse agli enti locali si fa riferimento alle percentuali relative al costo del personale fissate con delibera della Giunta regionale n. 61/30 del 20/12/2005 per i progetti finanziati ai sensi dell'art. 38 della L. R. n.4/2000.

Alle spese si fa fronte per l'anno 2007 con le risorse già stanziate dall'art. 12, comma 4, della L.R. n. 7 del 2005; per gli anni successivi si provvede nell'ambito dei trasferimenti agli EE.LL. dovuti in attuazione della legge di conferimenti di nuove funzioni e col riordino dei trasferimenti ordinari previsti dalla L.R. n. 25 del 1993." (153)

Emendamento aggiuntivo Sanna Francesco - Secci - Marrocu - Biancu - Licheri - Balia

Art. 19

All'articolo 19, comma 1, lettera d), è aggiunta la seguente lettera:

"d bis) Il contributo annuale all'Associazione culturale "Lao Silesu" di Iglesias di cui alla legge regionale 26 novembre 1985, n. 29, e successive modifiche e integrazioni, è da intendersi finalizzato a sostenere le spese di organizzazione del "Premio Iglesias" e le spese di funzionamento dell'Associazione medesima.

E' autorizzato l'utilizzo entro il 31 dicembre 2006 per le medesime finalità dei contributi stanziati." (117)

Emendamento aggiuntivo Biancareddu - Oppi

Art. 19

Nell'articolo 19, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

"1 bis. L'importo previsto dall'articolo 8, comma 1, lettera m) punto 2) della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione - legge finanziaria 2006) è rideterminato in euro 200.000."

Copertura finanziaria

In aumento

UPB S11.067 - Formazione universitaria

2006 114.000

In diminuzione

UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente

2006 114.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 14 della Tabella A allegata alla legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1. (106)

Emendamento aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras

Art. 19

Al comma 2 dell'art. 19 lettera a) dopo le parole "maggior rilievo" sono introdotte le seguenti parole "e delle discipline sportive per atleti disabili". (100)

Emendamento aggiuntivo Caligaris

Art. 19

Nella novella "Articolo 31 (Contributi) di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 19 dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

"1 bis. Le società sportive dilettantistiche sarde con atleti disabili usufruiscono dei contributi previsti dal presente articolo a qualsiasi campionato federale nazionale degli sport di squadra partecipino". (9)

Emendamento aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras

Art. 19

Nel comma 5 dell'art. 19 dopo le parole "della legge regionale n. 7 del 2005" sono aggiunte le parole "e di cui all'art. 38 della legge regionale n. 4 del 2000". (99)

Emendamento aggiuntivo Secci - Marrocu - Biancu - Porcu - Licheri - Balia

Art. 19

All'articolo 19 dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma:

"5 bis. E' autorizzato l'utilizzo entro il 31 dicembre 2006 dei contributi stanziati a favore della Fondazione Maria carta per le spese di funzionamento e per lo svolgimento delle attività istituzionali (UPB S11.015 - cap. 11315)". (110)

Emendamento aggiuntivo Uggias - Sanna Francesco - Sabatini - Cucca - Cuccu Giuseppe

Art. 19

Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

"5 ter. E' autorizzata per l'anno 2006 la concessione di un contributo di euro 150.000 all'Istituto euromediterraneo ISR di Tempio per l'attuazione del programma di attività relativo all'anno 2006; per gli anni successivi la relativa spesa è determinata dalla legge finanziaria (UOB S11.067).

Copertura finanziaria

In aumento

UPB S11.067 - Formazione universitaria

2006 150.000

In diminuzione

UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente

2006 150.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 14 della Tabella A allegata alla legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1. (136).)

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi e colleghe, signori Assessori, l'emendamento numero 6, proposto all'articolo 19, mi permette di riproporre una considerazione avanzata in più occasioni da quando è iniziata la mia esperienza in questa Assemblea legislativa. Senza voler peccare di presunzione, mi sembra di dover ribadire che i testi delle leggi appaiono sempre più complessi e di difficile interpretazione. I frequenti richiami a precedenti articoli e commi di una stessa legge o a norme approvate negli anni creano confusione aumentando le difficoltà interpretative. Il disegno di legge in esame non fa eccezione, anzi devo dire che in diversi articoli sembra che si voglia compiere uno sforzo proprio in direzione dell'incomprensibilità. Ritengo quindi che sia opportuno cercare, sforzarsi il più possibile di porre rimedio a una situazione che mi sembra si stia aggravando. Un impegno comune per una migliore comprensione dei testi per evitare ambiguità o, per così dire, più interpretazioni favorirebbe nell'ottica della trasparenza i rapporti tra cittadini e istituzioni. Per ritornare al comma, all'emendamento che si riferisce al comma 4, faccio osservare che nasce proprio con l'idea, con l'intento di fare chiarezza. Non riesco infatti a comprendere perché si faccia riferimento ad un articolo che è il numero 16 della legge regionale numero 5 del 26 gennaio 1989, che a sua volta richiama una legge, la numero 17 del 21 giugno 1950, che è stata abrogata con la legge quadro sullo sport numero 17 del 17 maggio 1999. Mi domando se è possibile fare riferimento ad una legge abrogata.

Colgo anche l'occasione per illustrare l'emendamento numero 9. In questo caso, desidero richiamare l'attenzione su una discrezionalità che finisce con il discriminare gli atleti disabili che partecipano ai campionati federali nazionali degli sport di squadra. Nella novella, articolo 31, contributi di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 19, viene infatti lasciata al piano triennale dello sport la facoltà di individuare i campionati nazionali degli sport di squadra di maggior rilievo. Tale facoltà non prevede automaticamente un riferimento agli atleti disabili e alle loro società, e quindi lascia totale discrezionalità, come ho già detto, nell'individuare questi campionati di maggiore rilievo. Ebbene, io sono convinta, anche su sollecitazione di diverse società che si occupano degli sport per i disabili, che le condizioni in cui si trovano ad operare gli atleti con disabilità e le maggiori difficoltà che incontrano, meritino una specifica attenzione. Ecco perché propongo di garantire alle società dilettantistiche sarde con atleti disabili i contributi, a qualunque campionato federale nazionale degli sport di squadra partecipino. Mi sembra anche di poter affermare che il valore sociale e culturale dello sport abbia in questi casi un significato ancora più grande. L'emendamento peraltro integra, per così dire, quello dei colleghi Pisu, Davoli e Uras, che modifica il titolo IV della legge quadro sullo sport del maggio 1999. Non sono quindi né in alternativa né in contrasto; eliminare la discrezionalità nella stesura del piano triennale significa solo consentire agli atleti disabili di partecipare a tutti i campionati federali nazionali, dopo aver quindi già subito una selezione a livello atletico e sportivo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). L'articolo 19 che apparentemente sembra insignificante, credo sia invece da inquadrare all'interno del dibattito generale che stiamo facendo come un elemento molto, molto importante. Ci sono alcuni punti inseriti nell'articolo 19 molto importanti e molto interessanti che però sono, permettetemi di dirlo, il frutto di una discussione collettiva, il frutto di un contributo da parte di tanti consiglieri regionali che hanno discusso ed affrontato queste tematiche, a dimostrazione che quando si discute e ci si confronta evidentemente si è anche in grado e capaci di raggiungere risultati e conseguire obiettivi prefissati. Credo che l'inserimento in questo articolo, ad esempio, dei contributi all'Istituto superiore etnografico di Nuoro per la celebrazione dell'anniversario della Deledda, ma anche ricordate il dibattito precedentemente fatto in questa sala, di contributo alla casa Gramsci di Ghilarza e di Ales, non siano così da sottovalutare, da prendere sotto gamba, sono segnali. Sono segnali che noi riteniamo importanti, sono segnali che ci fanno ben sperare in una, diciamo così, in qualche modo più approfondita discussione, confronto e dibattito fra noi.

Così come credo sia molto importante una modifica della legge sullo sport. Anche in Commissione è stato discusso con molta attenzione, ci sono state anche posizioni diverse, però si è arrivati ad una visione generale condivisa che è quella che, tra l'altro, la legge sullo sport dice nei suoi capitoli iniziali, cioè quello che lo sport è sostanzialmente, non può essere altro, uno strumento di condivisione per cercare di allargare i diritti sociali e i diritti di cittadinanza dei nostri giovani e del nostro popolo. E' quello di distinguere i contributi per lo sport dalle sponsorizzazioni alle società professionistiche. Credo che sia, anzi noi lo riteniamo assolutamente, un ottimo risultato. C'è bisogno di discutere, c'è bisogno di modificare la legge sullo sport perché oggi i tempi sono cambiati, le esigenze non sono più le stesse, sono diverse. Ci sono venti milioni di persone che praticano sport e quindi bisogna adeguare la legge sullo sport alla situazione attuale.

Mi ricollego, per farla breve, alle cose che diceva l'onorevole Caligaris sulla questione del diritto di cittadinanza per i disabili nel fare pratica sportiva. In effetti i due emendamenti non sono in contrasto. La Caligaris precisa meglio la sua posizione nel comma 2, costringendo la Regione ad erogare contributi specifici per le società che praticano, che partecipano, a prescindere, a campionati nazionali di sport per i disabili. Anche su questo credo sia molto importante che la Giunta abbia aperto una discussione. Tra una settimana ci sarà la Conferenza regionale sullo sport a Nuoro, si discuterà, si deve discutere molto del problema della pratica sportiva per i disabili. Ci sono società che attraverso un lavoro faticoso, un lavoro davvero encomiabile, fatto per esprimere solidarietà, chiedono a pieno titolo che questo problema venga inserito nella conferenza, ma venga inserito in maniera chiara senza nessuna discrezionalità nella nuova legge che speriamo si riesca a produrre e a portare in discussione in quest'Aula.

Finisco, signor Presidente, su un argomento, anche questo dibattuto, discusso, che ha visto il raggiungimento di una posizione condivisibile. Mi dispiace che non ci sia l'Assessore dell'istruzione, ma conosce molto bene l'argomento; riguarda tutta quelle serie di piccole associazioni che, in questi anni, chi da dieci, chi da quindici, chi da vent'anni, sono state in grado di costruire nel territorio, soprattutto all'interno, soprattutto nelle zone interne della Sardegna, di costruire e valorizzare quella miriade di iniziative, a valorizzare quei piccoli luoghi, quei piccoli luoghi, dieci anni fa sconosciuti, quei piccoli luoghi che sono i musei archeologici; giovani, ripeto, forse questo molti non lo sanno, giovani che hanno iniziato vent'anni fa a scoprire, a valorizzare, a rimettere a posto, ad abbellire i nostri musei archeologici dispersi nel territorio.

Bene, non è pensabile, non è assolutamente pensabile, che questi giovani possano essere messi da parte; il loro lavoro è frutto di fatica ma anche di passione, è frutto anche di quel senso di appartenenza alla propria terra, al proprio paese, al proprio territorio, che li ha portati con fatica a costruire questa miriade di piccoli musei che sono buona parte del patrimonio archeologico sardo. C'è un emendamento, mi pare sia il numero 153, che descrive molto bene la situazione, ma evidentemente lascio ai firmatari l'illustrazione. Io aderisco totalmente a questo emendamento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, quando si pensa a un maxi collegato alla finanziaria, si pensa ad interventi di grande spessore, interventi che determinano davvero uno stravolgimento dell'economia della Sardegna, invece, devo purtroppo ripetere, siamo al mercatino delle pulci, qui ci sono una serie di marchette che avrebbero dovuto e potuto trovare allocazione anche nella finanziaria. Mi rivolgo ai colleghi della minoranza, credo che sia assolutamente inutile che si facciano le battaglie che abbiamo fatto per interrompere o per cercare di bloccare lo strapotere di una Giunta regionale, se ciò che non ha fatto passare dalla porta poi lo fa entrare dalla finestra. Ovviamente in questo caso la responsabilità non è solo della Giunta regionale, i corresponsabili, anzi io dico i responsabili principali, sono proprio i consiglieri del centrosinistra che hanno operato una vera e propria spartizione accontentandosi di cifre minime, 50 mila, 70 mila, i 200 mila euro per Garibaldi, mai troppo celebrato!

Ma la cosa fondamentale di questo articolo è il comma 5, completamente riscritto dall'onorevole Marrocu e più, che probabilmente è l'unico che ha una valenza politica, soprattutto per il centrosinistra, mentre ha poca valenza economica, interessa molte cooperative certamente, ma è l'unico elemento importante di questo articolo che l'onorevole Marrocu avrebbe dovuto illustrare in quanto l'ha riscritto completamente.

Allora io non voglio pensare che la Giunta abbia scritto una cosa e la maggioranza un'altra, immagino che ci sarà il parere favorevole, su questo non c'è dubbio; però, onorevole Marrocu, lei ed io sappiamo di che cosa stiamo parlando, e siccome per il momento lo sappiamo lei ed io, sarebbe importante che lei illustrasse questo emendamento a tutta l'Aula, perché siamo ansiosi di capire qual è la ratio che ha portato alla modifica e alla riscrittura di questo comma, in modo che tutti i colleghi capiscano in che direzione stiamo andando.

Tutte le altre considerazioni che ha fatto l'onorevole Davoli, il primo segnale per Casa Gramsci, il primo segnale per Grazia Deledda, sono segnali infiniti che durano sessant'anni, ma quale primo segnale? E' una vita che non fate altro che destinare risorse in quella direzione! Quindi, quale primo segnale? E' il vecchio del più vecchio! Allora io dico: ma possibile che noi dobbiamo continuare in questa discussione senza individuare il benché minimo motivo di una partecipazione attenta ed attiva con un articolato che, di fatto, non contiene neanche uno di tutti quei presupposti che erano stati presentati.

Poi si arriva al punto che qualcuno parla di sport. Ma di sport ne posso parlare io, ne può parlare l'onorevole Marrocu, ne può parlare l'onorevole Contu, ne possono parlare coloro che da 35 anni sono in mezzo ai ragazzi, coloro che da 35 anni si impegnano nello sport a tutti i livelli, ma come può pensare di venire qua l'onorevole Davoli a parlare di sport con noi? Ma di quale sport, onorevole Davoli? Lo vorrei proprio capire qual è lo sport di cui parla lei! Sì, sono proprio delle gare. Allora veramente c'è non da perdere la pazienza, perché di pazienza ce ne vuole tanta, però io ritengo che veramente o si abolisce la finanziaria, forse non sarebbe neanche male, o forse iniziamo, colleghi, a pensare che le leggi vanno fatte, non può essere un concentrato, un guazzabuglio di norme che stravolgono la legislazione vigente, e che non risolvono nessun problema, ma che servono solo per adeguare, volta per volta, alle necessità contingenti, a quello che interessa quel territorio piuttosto che quell'altro territorio, perché questo sta succedendo con questo maxi collegato, sta diventando veramente una cosa incredibile!

In tutti i proclami del presidente Soru, nelle sue dichiarazioni, pubbliche e no, non dico riservate ma nel pourparler, vi era la disponibilità ad accogliere anche le proposte della minoranza, non ditemi adesso che, dopo due anni, non ci sono state delle proposte fatte dalla minoranza, ce ne sono state! Addirittura ci sono state proposte fatte dalla maggioranza che non sono state accolte, progetti di legge pronti in Commissione che vengono stravolti da questo maxi collegato, ma allora chi decide in quest'Aula e chi decide in questa maggioranza?

Ho detto un'altra volta che c'è colui che l'universo tutto muove, può darsi che sia così, allora affidiamoci ancora una volta ad un amministratore unico che decide per tutti, fa i conteggi, ci fa tutti felici. I consiglieri regionali possono rientrare tranquillamente nelle loro residenze, sono stati ore e ore seduti qua ad ascoltare, alcune volte cose giuste, corrette, buone intenzioni e mai attori di decisioni che, in qualche maniera, possono far capire al popolo sardo, non ai nativi di cui parla il Presidente della Camera, ai sardi, agli italiani, onorevole Davoli, onorevole Pisu, onorevole Licheri, non ai nativi! Quali nativi? Adesso gli italiani, anzi coloro che vivono in Italia sono divisi in due categorie per Rifondazione Comunista: i nativi e i migranti. Questa è la dicitura che ha usato il Presidente della Camera. Io non sono nativo, io sono sardo! E me ne vanto! E sono un sardo italiano! Se le va meglio, sono italiano e sardo, non sono nativo, non posso essere definito nativo! Voi state definendo i sardi nativi!

Questo è un fatto veramente gravissimo perché, nonostante vi stiate scontrando tra di voi, colleghi di Rifondazione Comunista, voi siete quelli che stanno manipolando e monopolizzando l'Aula! In virtù della vostra divisione, state facendo passare anche ciò che non è mai passato in Sardegna! So di fare un'accusa grave, ma i colleghi di tutti gli altri partiti della maggioranza sappiano che voi, surrettiziamente, state facendo un lavoro fine, state lavorando sui loro fianchi e stanno subendo tutto! Io non diventerò nativo! Non diventerò migrante! E gli italiani e i sardi non devono essere né migranti né nativi!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Nativo?

PISU (R.C.). Signor Presidente, signori della Giunta, onorevoli colleghe e colleghi, l'onorevole Diana, come ha dimostrato anche oggi, non perde mai un'occasione per sminuire e, a volte, persino ridicolizzare, quando perde la pazienza, le posizioni della Giunta, della maggioranza e anche dei singoli consiglieri. Lo fa spesso e, a volte, noi gli infliggiamo una grave punizione che è quella di rispondere col silenzio, con l'educazione, col non insulto, con la non violenza, come siamo abituati a fare e come quelli di Rifondazione Comunista hanno scelto di fare per propria linea politica. Lei, per usare una terminologia che forse le è ancora cara, fa solo del disfattismo a buon mercato, senza mai proporre qualcosa di utile per la Sardegna. Io non lo so se Bertinotti, il Presidente della Camera di questo Paese, la terza figura istituzionale dello Stato Italiano, a cui tutti noi apparteniamo, ha pronunciato la parola "nativi" nel senso che ha inteso lei.

DIANA (A.N.). Sì!

PISU (R.C.). Siccome io non sono inquadrato e inquadrabile neanche da Bertinotti, sono un comunista libero, libertario, gramsciano, antistalinista, federalista e amante della nostra terra, della Sardegna, le dico che sono sardo, sono italiano, sono europeo e sono internazionalista, rispetto tutti. Certo c'è una divisione tra i sardi che sono nati in questa terra e quelli che sfortunatamente l'hanno dovuta abbandonare per cercare un posto di lavoro in Italia e nel mondo. Se lei andasse a leggere, non lo farà mai, i miei interventi, potrebbe constatare sempre che io parlo del popolo sardo intendendolo nella sua interezza, anzi ci colloco la prima, la seconda e la terza generazione che vive fuori dalla nostra terra, dalla Nazione sarda.

Per entrare nel tema, questo articolo 19 tratta di "Disposizioni nel settore dell'istruzione, spettacolo, cultura e sport", dunque anche lei, onorevole Diana, avrebbe dovuto accorgersi che stiamo trattando questioni importanti, così come abbiamo fatto nei giorni scorsi, come stiamo facendo oggi e come faremo domani, così come abbiamo fatto in questi anni e come ci apprestiamo a fare dopo il maxi collegato con l'avvio del processo riformatore, tanto importante per la Sardegna, altra occasione storica alla quale questo Consiglio regionale è chiamato a rispondere. Dunque l'argomento contiene questioni di grande rilevanza a cui credo che non dobbiamo sottrarci o giocare a sminuirle.

Altri compagni e altri consiglieri regionali parleranno dei temi che sono oggetto di questo articolo 19 che, contrariamente a quanto dice lei, onorevole Diana, contiene cose importanti e al quale io credo noi dobbiamo prestare la massima attenzione. Cito un esempio in esso contenuto, non è quella brutta parola che voi usate e che io ritengo pessima e persino volgare: la questione di Gramsci. Cos'è riconducibile alla mia ideologia politica? Io credo che Gramsci sia stato una grande personalità per noi in Sardegna, di cui dobbiamo onorarci e il fatto che ci siano ancora la casa natale di Ales, la casa museo di Ghilarza e l'Istituto Gramsci della Sardegna, è una cosa importante per il nostro popolo, perché essi distribuiscono cultura. Se per caso lei non se ne fosse ancora accorto, onorevole Diana, voglio dirle che è stata costituita una Associazione internazionale di studi gramsciani, che ha sede a New York, non a Mosca, presieduta da un grande e illustre docente di un'importante università americana, si chiama in inglese International Gramsci Society, che vuole realizzare in Sardegna il terzo congresso mondiale di studi gramsciani e lo vuole fare insieme a statunitensi, brasiliani, francesi, inglesi, giapponesi e altri studiosi appassionati di tutto il mondo.

Non le dice niente che questo accada dopo il 1989? Vuol dire che, se Gramsci ha superato il 1989 indenne e nelle università del mondo si studia ancora il suo pensiero, è chiaro che non può essere assimilabile alla storia disastrosa, agli orrori, agli errori, ai crimini che, in nome del comunismo, a volte sono stati commessi. Gramsci è passato indenne e ha da dire qualcosa non solo a chi si richiama a quei valori, ma a tutto il mondo e forse anche a voi. So tra l'altro che anche a destra si studia, in certe associazioni, il pensiero di Antonio Gramsci. E' venuto in Sardegna anche il Presidente di questa Associazione, che si è già incontrato con l'Assessore regionale dell'istruzione Pilia e con il presidente Soru. Io credo che questi rappresentanti della Giunta regionale facciano bene ad onorare il Sardo che non è più tra i tre studiosi italiani tradotti nel mondo, è il primo perché il suo pensiero è tradotto in cinquanta lingue.

Sicché è una cosa importante che ci onora. Noi sardi non abbiamo una grande tradizione nell'onorare le persone che hanno un valore, che hanno dato un qualcosa alla Sardegna, all'Italia, nel mondo, però facciamolo prima o poi, dobbiamo anche avere amore di noi stessi, rispetto di noi stessi, dobbiamo valorizzare il nostro popolo e gli intellettuali che gli hanno dato lustro, per cui io credo che si faccia bene a finanziare, stabilmente mi auguro nei prossimi anni, l'attività culturale meritoria che queste associazioni portano avanti.

Mi piace anche dire che, per concludere, sono contento che parallelamente a questo si tenga nella dovuta considerazione tutto ciò che noi dobbiamo fare per valorizzare gli elementi fondamentali che caratterizzano l'identità nazionale del popolo sardo (alludo ai musei, ai siti archeologici e a quant'altro di civiltà ha prodotto la nostra terra per rafforzare la sua identità) non per uno spirito sciovinista, perché dobbiamo dimostrare al mondo quanto siamo bravi e quanto siamo migliori, no, io mi batto per valorizzare tutto ciò che ha prodotto la Sardegna, perché vorrei che il nostro popolo lo esaltasse per presentarsi con la propria personalità, al confronto con gli altri popoli del mondo, con pari dignità.

Non conta che siamo un milione e mezzo qui e un milione e mezzo emigrati, conta che siamo un popolo, che abbiamo prodotto civiltà, che abbiamo prodotto cultura, che abbiamo prodotto anche grandi uomini, spero anche grandi uomini politici che presentiamo agli altri rispettandoli e facendoci rispettare. Ovviamente sono d'accordo per gli emendamenti che abbiamo sottoscritto insieme ad altri e concordo con le affermazioni che qui hanno fatto poc'anzi i colleghi Davoli e Caligaris.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

Prego l'onorevole Caligaris, per quanto riguarda l'emendamento numero 6, di avvicinarsi al banco della Presidenza perché l'emendamento comporterebbe una serie di conseguenze.

Prego, onorevole Secci.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si esprime parere favorevole per gli emendamenti numero 153, 117 e 110;parere negativo per gli emendamenti numero 6, 9, 100 e 106, mentre si chiede il ritiro per il "99" (in quanto le norme che si richiamano sono già contenute nel "153") e per il "136", nell'eventualità che quest'ultimo rimanesse, il parere è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Gli uffici mi hanno spiegato che c'è un problema relativo alla struttura dell'articolo, quindi ritiro l'emendamento numero 6 perché volevo facilitare e non certo complicare il quadro di riferimento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.

Metto in votazione l'emendamento numero 153.

(Interruzione del consigliere Artizzu)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Su questo emendamento chiedo il voto elettronico.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione elettronica sull'emendamento numero 153. Colleghi, c'è troppa confusione!

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Mi ero prenotato prima perché volevo rispondere alla sollecitazione del collega Diana. Dichiaro il voto favorevole, ovviamente del sottoscritto che è firmatario, e quello del Gruppo per questo emendamento il cui contenuto mi pare semplice. Vengono trasferite agli enti locali le funzioni e le risorse relativamente a musei, sistemi bibliotecari, aree archeologiche. In questi anni, le cooperative che hanno operato sono state sia quelle create attraverso l'articolo 92 e 93 della vecchia legge numero 11 del 1989, sia quelle (che inseriamo adesso con l'emendamento) nate e operanti con la legge numero 4 del 2000; i loro lavoratori hanno maturato una notevolissima esperienza e professionalità che riteniamo giusto non sia dispersa mantenendoli in attesa di un trasferimento di competenza agli enti locali.

Vorrei sottolineare alla Giunta che c'è un bando in corso rivolto agli enti locali. L'emendamento tende a valorizzare, quindi a garantire, a prorogare le esperienze maturate, ma il bando ha suscitato interesse da parte degli enti locali, interesse che potrebbe non essere soddisfatto dalle risorse stanziate che tendono a garantire l'esistente. Noi riteniamo che il bando vada mantenuto, perché questo consente di rilevare qual è l'interesse, qual è la domanda di intervento nel settore museale e bibliotecario eccetera e inoltre che andrà individuato e fatto uno sforzo finanziario perché in questa direzione siano aumentate le risorse e, oltre a stabilizzare o meglio a garantire quanto già maturato,sia anche possibile ampliare i servizi, dislocarli in altre parti del territorio dove non ci sono, reperendo nuove risorse a sostegno di quel bando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). A titolo personale dichiaro che voto contro questo emendamento. Non c'è nessuna motivazione che porti all'approvazione di questo emendamento, l'onorevole Marrocu sa benissimo di che cosa sta parlando. I colleghi probabilmente non sono stati troppo attenti. Questi servizi vengono svolti sistematicamente dalle cooperative. I trasferimenti agli enti locali è uno strumento che valuteremo nella prossima finanziaria, valuteremo allora qual è lo strumento che si sta utilizzando con questo emendamento. Io ora voto contro ma combatterò sempre contro questo emendamento, onorevole Marrocu. E' un atto che lei non doveva proporre a questo Consiglio regionale. Invito i colleghi a stare molto attenti su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). A differenza dell'onorevole Diana, io voterò a favore di questo emendamento anche perché intendo ritirare l'emendamento numero 99,presentato in una versione molto più sintetica, in quanto ricompreso nel "153".

Qual è il principio dal quale si parte per sostenere questa tesi? Il principio è la titolarità del sistema delle autonomie locali allo svolgimento delle funzioni e dei compiti in materia di promozione e tutela del nostro patrimonio culturale, favorendo insieme lo sviluppo di uno dei bacini occupazionali più interessanti, ovvero quello della cultura, il quale insieme a quello dell'ambiente e quello della cura della persona e dell'intervento sociale, è uno dei bacini di maggior respiro anche nella prospettiva.

A me pare molto difficile pensare che questa attività possa essere gestita senza l'intervento pubblico e senza una garanzia di stabilità, che va a favore dei soggetti che, partendo dalla condizione di disoccupati, organizzano società e cooperative giovanili in funzione della gestione di questo tipo di servizi. Per cui, sostenere queste cooperative e le modalità attraverso le quali si sostengono con l'emendamento numero 153, significa mantenere in piedi il sistema di servizi culturali decentrati a livello territoriale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Ancora una volta sono costretto a soffermarmi...

(Interruzioni)

Presidente, non mi sembra un'Aula nella quale si possono discutere provvedimenti legislativi.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi… Onorevole Marrocu! C'è difficoltà ad intervenire con questo brusio.

SCARPA (Gruppo Misto). Magari c'è qualche collega che mi vuole ascoltare, principalmente per questo, poi...

Dicevo, ancora una volta devo rilevare una questione preliminare di metodo e me ne dispiace, ma questo emendamento presentato dai Capigruppo della maggioranza costituisce una legge organica sulla gestione dei beni culturali, cioè è un provvedimento con il quale si sta ridisegnando le modalità dell'intervento pubblico in questo settore. Condivido tutte le cose dette poco fa dal collega Uras sull'importanza di questo settore, che è stato fino ad ora sostenuto ampiamente dalla Regione, però credo e chiedo se ci sia stata su tutta questa materia la dovuta concertazione, se siano stati interpellati gli enti locali, se siano stati sentiti i soggetti interessati. Allora, non era più semplice predisporre un disegno di legge, esaminarlo in Commissione, fare le audizioni, sentire gli enti locali? Ancora, ascoltare queste cooperative, farsi aiutare a redigere una legge fatta bene, e non presentare un emendamento firmato dai Capigruppo di maggioranza in Aula?

C'è ancora una volta un problema di ruolo di questa Assemblea legislativa e di come si rapporta con l'esterno; un problema di concertazione con i soggetti a cui si riferiscono le normative che prepariamo. Quindi io, senza entrare nel merito, manifestando ancora una volta la mia profonda insoddisfazione per il metodo con il quale la maggioranza sta affrontando la tecnica legislativa, dichiaro il voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 153, che tende a non mettere a repentaglio le iniziative già in essere da parte dei comuni e gestite dalle cooperative, soprattutto a non mettere a repentaglio i posti di lavoro che sono stati realizzati attraverso la gestione sia dei siti archeologici e dei musei sia delle biblioteche.

Ritengo che non sarebbe corretto mantenere i bandi nel momento in cui stiamo andando ad utilizzare interamente le risorse per quanto riguarda la gestione dei beni museali e dei siti archeologici, mentre solo in parte rimarrebbero disponibili risorse per quanto riguarda le biblioteche, nello specifico dovrebbero essere i 700 mila euro che abbiamo stanziato in più nella finanziaria di quest'anno. Quindi, se potrebbe rimanere in piedi il bando per quanto riguarda le biblioteche, ancorché con risorse molto limitate, altrettanto non può essere per quanto riguarda i beni museali e i siti archeologici.

A questo punto, siccome riteniamo che sia giusto dare la possibilità anche ai comuni che hanno messo in piedi una serie di servizi legati a questi beni, pur non facenti parte di questo circuito che in qualche modo tendiamo a salvaguardare, io credo che sia opportuno riuscire a trovare le risorse necessarie perché ci possa essere un bando significativo per quanto riguarda le biblioteche e un bando altrettanto significativo per quanto riguarda i beni museali ed archeologici. In assenza di risorse, mantenere i bandi non mi sembrerebbe una cosa seria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io voterò contro questo emendamento in modo da ripetere per l'ennesima volta in quest'Aula che il metodo è sostanza. Con questi emendamenti, che rivedono intere leggi, continuiamo ad arricchire, con colpi di mano, questo disegno di legge, di proposte che sicuramente verranno impugnate, a nostro avviso, dal vostro Governo. Non entro nel merito dell'emendamento, condivido quanto sostenuto dal collega Scarpa. Ma continuo a chiedere che senso ha questa legge, che senso hanno questi emendamenti, che senso ha riunire le Commissioni, che senso ha fare proposte di legge o disegni di legge? Non credo che ci sia un'emergenza in questo caso, ma credo che siamo sicuramente in emergenza democratica e legislativa, perché di questo passo noi possiamo modificare con questi maxi minestroni tutte le leggi della Regione; stiamo dando un buon esempio con questo disegno di legge.

Vorrei significare, inoltre, che stiamo passando tutte le regole. Mi sarei aspettato da lei, Presidente, che quanto meno rimandasse in Commissione gli emendamenti agli emendamenti. Fino ad oggi, abbiamo esaminato gli emendamenti agli emendamenti col parere della Commissione, dato dal Presidente della Commissione, senza nessuna valutazione della Commissione stessa. Abbiamo rimandato in Commissione gli emendamenti al testo; in questo caso, mi aspettavo da parte sua un'indicazione perché questa mole di emendamenti agli emendamenti potesse essere presa in carico dalla Commissione affinché il Presidente stesso esprimesse il parere della Commissione, non il suo, sugli emendamenti proposti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Anche il mio voto sarà favorevole all'emendamento numero 153 che ha il pregio di ricondurre finalmente ad un quadro unitario delle questioni che erano slegate tra loro, come la tutela, la valorizzazione e la promozione dei beni culturali; i progetti speciali sono assimilati ai progetti di gestione che già avevano i comuni sia per quanto riguarda le aree archeologiche, che per quanto riguarda i musei, le biblioteche, gli archivi. Inoltre questo emendamento ha un altro pregio: consente di dare certezze agli enti locali che non avevano mai avuto la possibilità di conoscere all'inizio dell'anno le risorse a disposizione per la gestione dei propri beni culturali. Si danno così certezze anche alle cooperative che stanno operando in questo settore, offrendo la possibilità di valorizzare le esperienze maturate in questi anni.

Una cosa che mi sento di sottolineare invece in questo momento è quella della dotazione delle risorse. Le risorse sono notevolmente insufficienti, è necessario che ci sia una maggiore dotazione di risorse perché la gestione di una biblioteca non è come la gestione di un supermercato, non produce utili; è una gestione, dal punto di vista economico, in perdita, non si può pensare di trarne dei proventi, così come pochi proventi si traggono dalla gestione delle aree archeologiche o dai musei. Ecco perché la dotazione delle risorse, anche la percentuale di compartecipazione, è bassa rispetto alle disponibilità che oggi gli enti locali hanno.

Per il resto comunque l'emendamento va nella direzione positiva di dare certezze agli enti locali sulla dotazione delle risorse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Vorrei votare a favore di questo emendamento perché ritengo positivo demandare agli enti locali la competenza che fino ad oggi di fatto sulla gestione, sulla valorizzazione dei beni museali, archeologici e ambientali, era demandata, come rapporto con la cooperativa, solo alla Regione. Sinceramente ritengo che questa materia debba essere oggetto di approfondimentoda parte della Commissione consiliare. Su questo, concordo con il collega Scarpa e con il collega Capelli.

Mi chiedo il significato di determinate terminologie usate nell'emendamento, per esempio quando si dice "in modo comunque da valorizzare i soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti". Sinceramente che cosa vuol dire "valorizzare"? Cioè è discrezione unica e singola della Regione e del comune che deve valorizzare se esiste una struttura, se esiste iniziativa cooperativistica che già gestisce quei beni, che già manda avanti un'iniziativa da anni? Cosa vuole dire "progetto di valorizzazione"? Sinceramente questo riesco a capirlo poco.

Comunque sia, io vedo la positività di questo emendamento per le motivazioni che ho detto. Secondo me, doveva essere materia da portare in Commissione per predisporre una legge; non concordo sul fatto che una concertazione effettiva doveva fatta solo con gli enti locali, andava fatta anche con i rappresentanti di categoria delle cooperative perché oggi, è una realtà abbastanza evidente, tutti i nostri beni archeologici e ambientali sono gestiti da iniziative cooperativistiche sia singole che associate, per cui è una materia sulla quale bisogna approfondire il discorso.

Non trovo sinceramente elegante che ci si limiti ad un emendamento presentato dalla maggioranza; ripeto, sarebbe stato più opportuno, sinceramente, predisporre una legge, dopo un confronto in Commissione, in Aula, sentite le associazioni di categoria e gli enti locali. Dichiaro il mio voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Anch'io dichiaro il mio voto di astensione su questo emendamento. Vorrei, per non ripetere cose già dette da altri, semplicemente chiedere ai colleghi del centrosinistra se ritengono che questo modo di legiferare sia quello congruo per questa Assemblea. Vorrei chiederlo al collega Paolo Maninchedda (magari posso chiederglielo senza disturbare quando ha finito di telefonare) che si è alzato diverse volte, in quest'Aula, per contestare un metodo di legiferare che appariva intrecciato, intricato ed aggiuntivo in maniera difficilmente comprensibile rispetto alla legislazione vigente, aggiuntivo anche con le deleghe, in questo articolo sono contenuti 14 richiami a leggi vigenti con i quali quindi si intreccia la normativa di un emendamento e due deleghe alla Giunta.

Allora, colleghi, forse volete che noi non ci alziamo più, nel senso che voi continuate a legiferare così e noi non vi disturbiamo neanche, restiamo seduti al nostro posto, ci asteniamo, votiamo contro, e voi portate in Aula quello che volete, approvate quello che volete, con le ricadute negative di ciò che avete approvato che sarete voi a sbucciarvi, senza che noi possiamo essere in alcun modo chiamati corresponsabili di quello che state facendo.

Ma se voi vi rendete conto, e qualcuno di voi lo dice, che non è questo il metodo corretto per fare leggi buone per la Sardegna indipendentemente dal loro contenuto, senza entrare quindi neanche nel merito della contestazione del contenuto, stiamo semplicemente dicendo che il metodo che state usando non può dare risultati buoni, perché è un metodo senza confronto, senza ragionamento, in cui con un emendamento si fa una legge organica di settore con delega alla Giunta!

Non può essere questo il metodo che il Consiglio regionale, che questa maggioranza sceglie per legiferare; non può essere nel nostro interesse, perché il vostro interesse e l'interesse dei sardi sono la stessa cosa e quindi voi non potete fare delle cose che poi vanno contro ciò che avete dichiarato nei vostri programmi e che dovrebbe essere comprensivo dei vostri principi. Quindi, l'appello è rivolto a voi perché abbandoniate questo modo di legiferare e ne troviate uno che sia rispettoso dell'Aula, degli interessi vostri e di coloro che noi amministriamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). C'è una ragione nobile che avrebbe spinto anche me a votare a favore, per essa mi riservo ancora di decidere se votare a favore, astenermi o votare contro. Tutto è legato almeno a due passaggi, il primo dei quali riguarda i criteri con cui la Giunta si propone di individuare gli enti destinatari e la ripartizione delle risorse. La prima fondamentale questione riguarda i criteri secondo i quali la Giunta ripartisce le risorse e individua i soggetti gestori. Credo che su questo si debba prendere atto che il Consiglio è totalmente esautorato. Propongo, mi rivolgo al Presidente del Consiglio e all'onorevole Marrocu (che è sempre solito stare ad ascoltare, adesso si sta forse distraendo un attimo perché ne è il presentatore), l'ipotesi di sottoporre la delibera e quindi il decreto dell'Assessore regionale alla Commissione permanente consiliare con parere vincolante; cioè l'individuazione dei singoli soggetti e la stessa ripartizione è sottoposta alla Commissione competente consiliare con parere vincolante rispetto a questa deliberazione. Il secondo tema....

PRESIDENTE. Chiedo scusa al collega Pili, c'è troppo brusio, io ho difficoltà a seguire, immagino che l'oratore abbia difficoltà ad intervenire e i colleghi ad ascoltarlo. Quindi, chi vuol chiacchierare può andare fuori, se questo è indispensabile, però deve lasciare lavorare chi sta in Aula. Prego.

PILI (F.I.).Allora, Presidente, per ricapitolare: sull'individuazione dei singoli enti destinatari e sulla ripartizione, propongo l'emendamento orale dove aggiungo "con il parere vincolante della Commissione permanente competente del Consiglio regionale". Sul passaggio più importante, che mi spingerebbe a votare a favore di questo emendamento, quello relativo alle parole "da valorizzare", se i presentatori si impegnano a trasformarle in "sono affidati ai soggetti esecutori già individuati e impegnati nei progetti", posso valutare la possibilità di votare a favore. Cioè i termini sono due: primo, il rispetto dell'equità nella ripartizione dei fondi nei comuni e, secondo, l'obiettivo di salvaguardare davvero e non solo con la parola "valorizzazione", che non significa assolutamente niente sia sul piano normativo che sulla sostanza, perché quando si dice ad un sindaco che deve valorizzare qualcosa, sul piano amministrativo non vuole dire niente, anzi lo si sta sottoponendo ad un rischio gravissimo, pertanto le parole "da valorizzare" vanno modificate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 153 e per due considerazioni brevissime. La prima per evidenziare come questo sia un emendamento voluminoso, uso proprio questo termine "voluminoso" perché ripercorre, diciamo, un percorso legislativo molto complesso che riguarda interventi diversi provenienti persino dalla legge 28 del 1984, per intenderci, dalla legge 11 del 1989 e del Piano straordinario del lavoro. Non ha alcun obiettivo di modifica della legge, ne ha uno esattamente opposto, quello che per via amministrativa intervengano, in un settore così delicato, importante e rilevante per la nostra isola, degli stati di fatto che poi condizioneranno un percorso normale ed ordinario dal punto di vista legislativo.

Cosa intendo dire? Che una misura organica è già all'attenzione del Consiglio, nel senso che la Giunta ha approvato il suo disegno di legge; il disegno di legge numero 85 sul trasferimento delle funzioni e delle competenze, incluse queste funzioni e queste competenze agli enti locali, è all'ordine del giorno del Consiglio, ma dal punto di vista operativo né l'uno né l'altro potrà intervenire presumibilmente prima di alcuni mesi, ad essere diciamo molto ottimisti. I comuni però dal primo gennaio 2007 devono essere operativi, cioè devono avere già fatto i bandi, devono avere già individuato i soggetti attuatori, aver predisposto i loro piani finanziari e così via. Tutto quindi rischia di andare in un corto circuito da qui al dicembre del 2006. Questa misura si propone di proseguire negli attuali interventi, quindi non modificando le leggi, in attesa appunto del trasferimento delle funzioni e delle competenze e quant'altro.

Ultima cosa: gli enti destinatari per il 90 per cento sono già individuati. Sono già individuati per quanto riguarda l'articolo 38, perché su domanda del comune, e sono già individuati anche per i progetti speciali, fatto salvo l'intervento per gli archivi perché il loro riordino riguarda una pluralità di comuni, in tal caso si individuano le province che faranno un piano di utilizzo per l'intervento di riordino degli archivi. Per l'individuazione del soggetto attuatore non può intervenire la Regione nell'obbligare i comuni, anche perché i comuni non possono farlo, in quanto il bando di gara è un bando di gara, possono stabilire dei criteri che valorizzano…

PRESIDENTE. Onorevole Orrù, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, sono partito dal presupposto di votare a favore perché tutto quello che è favorevole al trasferimento verso gli enti locali è una cosa ottima; quest'ultima presa di posizione dell'onorevole Orrù mi fa capire che, poiché questo trasferimento toglieva alcune competenze alla Giunta regionale, era più che ottimo. Però quasi tutti gli amici che sono intervenuti hanno fatto ritenere che questa è un'altra operazione, delle solite che tentano di minare l'operatività del Consiglio, l'attività legislativa seria che la Regione sarda dovrebbe porre in campo.

Questo lo dico perché mi risulta che l'Assessore della cultura, oggi assente in Aula, abbia depositato un disegno di legge sui beni culturali in Sardegna. Mi chiedo come si possa ignorare il fatto che la Giunta abbia depositato questo disegno di legge che ha l'ambizione di avere un panorama ampio di dibattito attorno a tutti i beni culturali, archeologico, naturalistico e quindi un po' di tutto. Allora il problema è che, dietro questo, si nascondano, mi pare, alcuni interessi non molto nobili, cioè mantenere in piedi alcune situazioni, che attualmente hanno alcuni agglomerati di comuni, per impedire ad altri di poter partecipare ai bandi, o costruire dei bandi appositamente ad hoc per quelli che sono già in questa posizione mantenendo i progetti esistenti.

Io ho qualche dubbio che questo sia l'interesse vero della promozione dei beni culturali della Sardegna, e non quello di dare iniziative propositive anche a quei comuni che, fino ad oggi, sono stati sacrificati sotto l'altare di alcune gestioni allegre anche di consorzi di beni culturali che certamente tutto hanno fatto, eccetto quello della valorizzazione seria e puntuale dei beni culturali della Sardegna. Credo che seguirò l'esempio del mio Capogruppo e mi asterrò.

PRESIDENTE. Colleghi, siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 153. Mi rivolgo ai presentatori dell'emendamento numero 153 per quanto riguarda la proposta dell'onorevole Pili che mi pare abbia richiesto di inserire il parere obbligatorio della Commissione. Onorevole Pili, può ripetere la sua richiesta? Invito i presentatori a prestare attenzione.

PILI (F.I.). Presidente, nel testo dell'emendamento numero 153, alla decima riga, dopo "2005.", propongo di scrivere "All'individuazione dei singoli enti destinatari e alla ripartizione fra essi delle risorse, si provvede con decreto dell'Assessore della pubblica istruzione da emanarsi entro il 30 luglio 2006, sentiti gli enti locali interessati e con parere vincolante della Commissione permanente competente del Consiglio regionale".

(Interruzioni)

C'è in tutte le ripartizioni, Siro. Tutte le ripartizioni e i programmi vengono sottoposti alla Commissione consiliare, se poi tu questo non lo sai, non è un problema mio.

Poi, per quanto riguarda invece l'altro aspetto, dove c'è l'espressione "… comunque da valorizzare i soggetti esecutori…", io propongo la sostituzione con "sono affidati ai soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti", cioè, va esplicitato questo "valorizzare" che sul piano amministrativo non ha alcun significato...

PRESIDENTE. Sì, è un termine improprio, siamo d'accordo, almeno io sono d'accordo, ma devo sentire i presentatori. E' chiaro che la valorizzazione è riferita all'utilizzo di coloro i quali svolgono già queste funzioni, per cui chiedo ai presentatori se, anziché "comunque da valorizzare" possiamo scrivere "in modo da utilizzare i soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti". Va bene? Mi pare che ci sia consenso e che venga accolta questa proposta.

Sulla proposta precedente che prevedeva il parere vincolante della Commissione, che risposta abbiamo? Non c'è accordo. Allora, onorevole Pili, mettiamo in votazione?

Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S). Volevo solo introdurre un elemento di chiarimento. La Giunta regionale su progetti speciali non adotta un provvedimento in assoluta solitudine, lo deve sottoporre alla Conferenza Regione-enti locali, come previsto nell'ultimo capoverso. Quindi, può essere introdotto anche il parere della Commissione perché è un elemento di programmazione, però comunque c'è quel tipo di salvaguardia, diciamo, degli enti locali. Non mi pare che il parere vincolante ci sia in alcuna legislazione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Orrù.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo sulla modalità di voto. Qualora non venga accolta la proposta, come mi sembra di avere capito, del collega Pili sul passaggio in Commissione per il parere obbligatorio e vincolante, se il problema è il fatto che il parere sia vincolante, credo che potrebbe essere anche sufficiente la possibilità di un parere della Commissione. Inserire un parere della Commissione mi sembra più che logico, viste anche le dinamiche con cui questi atti, e in particolare atti di questa rilevanza, possono e debbono coinvolgere il Consiglio regionale. Quindi, la richiesta è di riconsiderare ancora, da parte dei presentatori dell'emendamento, la possibilità di accettare l'emendamento orale del collega Pili, senza la parola "vincolante", ma comunque con la previsione di un parere della Commissione competente.

Seconda cosa: chiedo la votazione per parti, cioè dall'inizio dell'emendamento fino alle parole "…ricadenti nel territorio di competenza.", e distintamente la parte che inizia con le parole "Alla gestione dei servizi gli enti locali provvedono con le modalità previste…" e così via, che contiene anche quell'emendamento orale che mi sembra invece sia stato accolto sull'individuazione dei soggetti gestori.

PRESIDENTE. Proviamo ad andare con ordine. Votiamo un testo nel quale si sostituisce la parola "valorizzare" con l'espressione "comunque da utilizzare i soggetti esecutori fin qui impegnati nei progetti".

(Interruzioni)

Poi mi pare che l'onorevole La Spisa ritenesse sufficiente "sentita la Commissione competente". Rimane il parere negativo su questo.

Per cui metto in votazione l'emendamento numero 153 per parti;la prima parte è fino a "competenza.". E' stata chiesta la votazione nominale dall'onorevole Artizzu e la votazione per parti dall'onorevole La Spisa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento numero 153, fino a "competenza.", nel testo originario.

(Segue la votazione.)

Prendo atto che i consiglieri Cassano e Manca hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CASSANO - CERINA - CHERCHI SILVIO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LADU - LAI - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - FLORIS Mario - LIORI - MORO - SANNA Matteo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPPAI - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LICANDRO - MILIA - PETRINI - PILI - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - SCARPA - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 76

Votanti 59

Astenuti 17

Maggioranza 30

Favorevoli 51

Contrari 8

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 153, nel testo modificato con l'emendamento orale.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PILI - PINNA - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - DIANA - FLORIS Mario - LIORI - MILIA - MORO - RANDAZZO - SANNA Matteo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CASSANO - DEDONI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 70

votanti 65

astenuti 5

maggioranza 33

favorevoli 55

contrari 10

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'articolo 19.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta chiede di poter accogliere l'emendamento orale che, alla lettera a) del primo comma, vorrebbe sostituire il termine "archeologici" con "culturali", nel senso che il termine "culturali" è comprensivo di archeologici e che gli archeologici - anche non sottoposti a vincolo - risulterebbe una fattispecie non assolutamente praticabile. Quindi, sostituire il termine "archeologici" con "culturali", ultima riga della lettera a) del primo comma dell'articolo 19.

PRESIDENTE. L'Assessore propone di sostituire il termine "archeologici" con la parola "culturali".

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, volevo rilevare che la formulazione, con cui ci viene presentato l'articolo 19, ha una prima parte di alcune linee di intervento che solitamente vedevamo nelle leggi finanziarie e di finanziamento, e una seconda parte, invece, sullo sport, che contiene delle profonde modifiche della legge 17 del 1999.

Su queste questioni, faccio due brevissime considerazioni. La prima: recentemente la Giunta regionale ha approvato uno standard linguistico, su cui si è aperto un ampio dibattito. Personalmente sono favorevole, ho apprezzato l'iniziativa, però in una manovra - come dire - così ricca di risorse, mi sarei aspettato un finanziamento a favore di linee politiche e culturali sull'applicazione della lingua. Di questo non c'è traccia! Quindi, segnalo alla Giunta la necessità che, se si crede veramente nell'utilità di questo standard linguistico, è necessario dotare la legge 26 di adeguate risorse finanziarie per potergli dare gambe.

L'altra questione riguarda, invece, le profonde modifiche che sono state apportate alla legge 17 sullo sport; su questo, Presidente, onorevole Marrocu, vorrei segnalare che è stato ricordato che la prossima settimana è prevista la Conferenza annuale dello sport a Nuoro, ebbene noi una settimana prima stiamo modificando profondamente quella legge, una settimana prima di sentire tutti gli operatori dello sport! Mi chiedo anche se il Comitato regionale dello sport sia stato sentito su questa modifica. Parere obbligatorio, ai sensi della legge 17, per ogni modifica della stessa legge!

Allora, qui c'è un problema vero di concertazione che non riguarda soltanto alcuni aspetti. Stiamo modificando la legge 17 una settimana prima di un'inutile Conferenza regionale sullo sport, perché poi mi dovrete dire quando i risultati di questa Conferenza saranno adottati e diventeranno legge, perché il senso della Conferenza annuale sullo sport è quello di dare indicazioni per le modifiche delle normative.

Un'ultima annotazione: ho sentito dire un po' da parte di tutti i colleghi che è necessario adottare queste modifiche normative perché sennò si perdono posti di lavoro...

PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

URAS (R.C.). Voterò a favore di questo articolo, che mi pare sia quello su cui si è trovata la sintesi migliore, dove il confronto, la discussione, un rapporto corretto hanno in qualche modo dato garanzie anche dal punto di vista della produzione. Questo articolo contiene anche un comma al quale voglio fare un esplicito riferimento, quello che contiene il sostegno alla Casa Gramsci di Ales e a quella di Ghilarza.

Vi faccio riferimento per una ragione molto semplice: perché è la prima volta che, nella legislazione regionale, dopo tanti anni e dopo anche diversi tentativi, si dà un riconoscimento che tardava ad arrivare nei confronti di uno degli intellettuali più noti, più conosciuti, più tradotti, più discussi, più analizzati che ci siano al mondo, parlo di un intellettuale che è un patrimonio non solo di un'idea politica, di una cultura politica, ma è anche un patrimonio di una terra, una terra che ha saputo esprimere in diverse circostanze una qualità, una cultura, che si è resa disponibile al di là confini di questa Regione.

Antonio Gramsci è importante per questo, perché è uno dei critici letterari più importanti, perché è uno degli studiosi della letteratura italiana più importanti, ma perché è anche un filosofo, perché è anche un combattente per la libertà, perché è anche uno che credeva fortemente nella democrazia e nei suoi sistemi. Voterò a favore dell'articolo 19.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io voterò contro per coerenza perché, per me, questo è uno dei peggiori articoli di questa legge. Nella prima parte, oltre a Gramsci, c'è Garibaldi, c'è Siotto, c'è Grazia Deledda e quant'altro, è una pura spartizione di somme di denaro per elargire bottega, a mio avviso, la chiamavo così nella scorsa legislatura, la chiamo così in questa legislatura. Ci metto dentro anche Deledda, perché qualcuno potrebbe pensare che questo è un accordo per i nuoresi. Secondo me, è sbagliato questo contributo, anche perché esiste una fondazione che ha preso corpo e che, probabilmente, andrà esaminata nel modo opportuno per la gestione dei fondi avvenuta in passato, e oggi noi stanziamo un contributo per l'etnografico, per la gestione delle iniziative culturali, per l'ottantesimo anniversario del conferimento del premio Nobel alla Deledda.

E', come dice il mio collega Oppi, una delle ennesime "marchette", presenti in modo particolare su questo articolo. Tra l'altro, ha già detto bene il collega Scarpa, io sono perché le leggi vengano modificate non con emendamenti o articoli di questo tipo, ma perché leggi importanti, qual è la 17, abbiano una rivisitazione più approfondita, basata soprattutto sulle osservazioni degli operatori. Queste non sono modifiche che portano sicuramente benefici di ampio respiro alla "17", soprattutto in prossimità della Conferenza regionale sullo sport.

Io credo che questi argomenti meritino una maggiore attenzione e non la superficialità con la quale quest'Aula li sta liquidando; credo anche che quanto meno, in tutta la gestione dell'istruzione, dello sport, della cultura e dello spettacolo fino ad oggi, le indicazioni di massima, date dai responsabili dell'Assessorato, siano state, esse stesse, superficiali e sicuramente non degne di nota per il futuro di questi comparti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (Gruppo Misto). Intervengo molto brevemente per dichiarare il mio voto a favore all'articolo 19, non perché questo rappresenta una aritmetica divisione di fondi, come se si trattasse di fette di una torta, ma quanto perché i contenuti dei commi che compongono questo articolo, che pure potrebbero essere anche considerati semplici fette di torta, invece dovremmo avere la sensibilità di considerarli come momenti importanti che fanno cultura all'interno della storia della Sardegna. Io direi anche che, se molti di questo Consiglio regionale avessero l'opportunità di rivisitare i temi che fanno parte degli argomenti che riguardano, per esempio, il punto b), nel quale parliamo di aree archeologiche e di musei, nessuno di noi andrebbe dentro a scavare e a cercare di capire che cosa c'è, a cercare di estrarre il succo di qualità, che è una qualità di cultura che farebbe bene anche all'attività di questo Consiglio. Così come il punto d), che non è un'iniziativa per il comune di La Maddalena in occasione di un bicentenario qualunque, perché il pensiero politico di Garibaldi è un pensiero che oggi, guarda caso, si sta riscoprendo e questo intervento non può essere soltanto considerato una mera distribuzione di soldi per fare una festa.

Mi sembra che approcciarsi a questo articolo con una modalità molto grossolana, molto superficiale, non rende onore neanche a Grazia Deledda, perché certo il modo di scrivere e forse quelle realtà sono superate, ma il suo contenuto oggi ritorna in maniera prepotente ed è davvero preoccupante che, sotto tale punto di vista, sia non solo non considerato, ma addirittura disatteso. Quindi, l'invito è non solo a partecipare a quelle celebrazioni, ma a cercare di ottenere da esse il massimo e il meglio del loro messaggio culturale, che dovremmo anche cercare di applicare e di portare dentro quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Molto rapidamente, per dire che voterò a favore dell'articolo 19 perché dà risposte importanti a questioni di grandissima rilevanza che questo Consiglio ha cercato di affrontare in diverse occasioni e che, per un motivo o per l'altro, sostanzialmente per mancanza di volontà politica, anche nella scorsa legislatura, non si era ancora riusciti a dare. Io credo che, quando le istituzioni investono risorse, peraltro poche, perché si tratta di risorse minime, per incentivare politiche di conoscenza, di valorizzazione di ciò che hanno fatto uomini di grandissima levatura culturale, storica e politica, riconosciuta a livello internazionale, si stia compiendo un'opera meritoria che dà a questo Consiglio una funzione nobile e nobilissima, altro che marchette! Sentire usare certe parole veramente è poco...

E' difficile anche rispondere a chi le usa quando si parla di Garibaldi, di Grazia Deledda, di Siotto o di Antonio Gramsci; è molto difficile rispondere a chi usa certe parole, che nascono da una cultura che niente ha a che vedere con la funzione nobilissima che, con questo articolo, ripeto, con poche risorse, il Consiglio regionale sta mettendo in atto. Quindi voterò a favore, perché il Consiglio regionale sta dando risposte ad un'esigenza che tutto il popolo sardo aspettava e giudicherà positivamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, se mi consente il Presidente della Commissione, esprimo voto favorevole, altrimenti, cerchiamo di capire se in quest'Aula si può ancora parlare, oppure se parla soltanto chi è autorizzato non so bene da chi. Comunque, vorrei esprimere il parere favorevole, anche a nome del Gruppo, segnalando due cose sostanziali (la ringrazio dell'invito, onorevole Secci): è evidente che l'articolo 19 dà una prima risposta alle problematiche dei beni culturali e della loro valorizzazione, una risposta che dovrà, naturalmente, prendere forma ed essere meglio specificata, ma che sicuramente è un primo tentativo importante.

Invece, per ciò che citava l'onorevole Scarpa, a proposito delle modifiche della legge sullo sport, mi permetto di far notare all'onorevole Scarpa che la modifica presentata va in direzione opposta, cioè dà ancora più valore alle conclusioni a cui perverrà la Conferenza dello sport perché, di fatto, sposta le sponsorizzazioni su altri articoli, vera norma intrusa della legge 17, e rimanda alla Conferenza dello sport per delineare meglio come e quanto deve essere il merito dei contributi alle società sportive di eccellenza.

Quindi, credo che dia ancora più valore e più importanza alla Conferenza dello sport che si terrà a Nuoro la settimana prossima. Per questo annuncio e confermo il voto favorevole.

PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'articolo 19.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione per parti: la prima parte fino al comma 4 e poi separatamente il comma 5 per il quale c'è stata già una votazione favorevole, quindi non credo che si voti tutto l'articolo comprendente anche il comma quinto. Non possiamo votare contraddittoriamente alla votazione precedente.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, il comma 5 è stato sostituito dall'emendamento numero 153, quindi di fatto l'abbiamo votato. Non ripetiamo la votazione, ciò che resta è la prima parte dell'articolo 19 fino al comma 4. Fra l'altro, per quanto riguarda il "153", voi l'avete in parte approvato e in parte negato.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Nel confermare il voto negativo del Gruppo di Alleanza Nazionale, volevo chiederle qualcosa in merito alla richiesta dell'Assessore per l'inserimento di un emendamento orale.

PRESIDENTE. Dunque, l'Assessore ha chiesto di sostituire, nella lettera a) del comma 1, il termine "culturali" al posto di "archeologici"; quindi, la lettera a) si conclude con "…l'acquisto di beni culturali anche non sottoposti a vincolo…".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). E' chiara la dicitura che propone l'Assessore, quello che vorrei sapere è se lei considera accettato questo emendamento orale, oppure se per accettare l'emendamento orale è necessario l'assenso dei Gruppi.

PRESIDENTE. Non ci sono state obiezioni!

ARTIZZU (A.N.). Infatti io ho preso la parola proprio per esprimere il parere contrario di Alleanza Nazionale anche su questo emendamento orale. Le sto manifestando l'indisponibilità del Gruppo che io presiedo ad accettare questo emendamento orale.

PRESIDENTE. Prendo atto della sua indisponibilità, mi rimetto all'Aula, penso che la proposta sia accoglibile, che sia consentito farla, quindi l'Aula naturalmente decide.

CAPELLI (U.D.C.). Non decide l'Aula!

PRESIDENTE. Che cosa non decide l'Aula? Decido io di ammettere l'emendamento orale, quindi votiamo con l'inclusione di questo emendamento. Eravamo in fase di votazione, ho degli iscritti a parlare.

Onorevole Artizzu, lei se deve intervenire, intervenga per dichiarazione di voto.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Le chiedo se, per accettare l'inserimento di questo emendamento orale, lei abbia bisogno o no, non solo della sua disponibilità, ma anche della manifestazione unanime di accettazione da parte dei Capigruppo.

PRESIDENTE. No, ho già detto che mi posso rimettere all'Aula se lei lo richiede, se solleva una questione pregiudiziale, ma mi pare che non si possono sollevare questioni pregiudiziali sull'emendamento orale così come formulato che è stato accolto dalla Presidenza.

ARTIZZU (A.N.). Le sto chiedendo semplicemente, ai sensi del Regolamento, qual è la prassi e che cosa è necessario perché l'emendamento orale sia ammesso.

PRESIDENTE. Glielo sto spiegando, onorevole Artizzu, se lei ha anche la cortesia di ascoltare, gliel'ho già spiegato. L'emendamento orale è stato accolto dal Presidente in quanto compatibile e ammissibile. Quindi lei adesso solleva una questione pregiudiziale e, se solleva la questione pregiudiziale, mi rimetto all'Aula e l'Aula vota. Quindi sta a lei decidere.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CERINA (Progetto Sardegna). Dichiaro il mio voto favorevole, anche se devo constatare che l'intero articolo 19 in realtà non fa altro che dare risposte parziali a richieste talvolta suggerite privatamente.

Voglio dire all'onorevole Capelli che doveva riconoscermi almeno l'onestà di dichiarare la richiesta in Aula e invitarlo a documentarsi sul parco deleddiano, poi ne riparliamo. L'avevo già detto un'altra volta. Allora io voto perché so che forse l'impegno di questo Consiglio, in accordo con la Giunta, sarà mettere ordine per norma su questo settore interessante, vitale, che, devo dire, nel corso degli anni, è andato forse confondendosi, con un'insoddisfazione che credo sia di tutti, non perché i singoli punti non siano importanti, dalle fondazioni ai premi letterari, Ma perchè forse c'è stato mai qualcuno, onorevole Capelli, mi rivolgo a lei che è attentissimo, che abbia mai chiesto conti sulle attività svolte con i soldi che noi abbiamo generosamente elargito?

CAPELLI (U.D.C.). Svolte da chi?

SECCI (La Margherita-D.L.).Ma non stavamo votando?

CERINA (Progetto Sardegna). Quali ricadute culturali ci sono state nei territori se non forse solo di tipo personali? Io non sto accusando nessuno, però la situazione generale non normata con chiarezza e con ordine mi autorizza a pensare che forse può far comodo, non a tutti, non a tutti. Io so che i senatores sono probi viri, però il senatus è mala bestia ed allora, per piacere, impegniamoci perché non possiamo non dare risposte ad esigenze per quanto riguarda i premi letterari, le fondazioni, le istituzioni e i vari parchi culturali o meno, ce n'è di materia!, gli interventi nelle scuole. Allora forse noi certamente non possiamo dire di "no" alle richieste che sono state fatte, però impegniamoci a mettere ordine, a fare chiarezza, a indicare dei parametri decisi; uno dei valori di questo Consiglio dovrebbe essere quello di richiedere conti, vedere se gli obiettivi dichiarati vengono raggiunti. Io, per carità di patria, non sto a indicare certe cose generiche, per esempio le gestioni comuni. Ma cosa vuole dire gestione comune di un ente? Le spese per le gestioni dovrebbero essere statutarie, non...

PRESIDENTE. Onorevole Cerina, il tempo a sua disposizione è terminato. Su che cosa vuole intervenire, onorevole Cerina?

CERINA (Progetto Sardegna). Scusi, era semplicemente questo. Lei ha detto "beni culturali" non so se è un lapsus perché mi pare che l'Assessore avesse detto "aree culturali", io avrei detto aree di interesse culturale, perché se diciamo beni culturali, scusi, il bene museale è un bene culturale, la biblioteca, l'archivio è un bene culturale, quindi può essere compreso. Allora direi "aree di interesse culturale", forse è stato un lapsus, non lo so, però siccome lo dovete mettere per iscritto, forse è bene chiarire questo. Mi pare che l'Assessore avesse detto "aree culturali".

LA SPISA (F.I.). Sulla lettera a)…

PRESIDENTE. Onorevole Cerina, siamo sulla lettera a) del comma 1 e l'Assessore ha semplicemente chiesto...

CERINA (Progetto Sardegna). E perché i beni museali…Ah, non è su questo, scusate!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cerina.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io intendo intervenire sul Regolamento, perché come lei ben sa, e come l'onorevole Artizzu le ha ricordato, gli emendamenti orali non esistono, non sono ricompresi nel nostro Regolamento; se esistessero gli emendamenti orali, Presidente, noi potremmo trovarci paradossalmente di fronte ad un Consiglio che, col beneplacito del Presidente, legifera in Aula oralmente, senza che mai nessuno abbia visto per iscritto quello che deve essere l'oggetto dell'attività legislativa. Per cui l'emendamento orale è una prassi che, in questo Consiglio, in maniera intelligente si è sempre realizzata all'unanimità dell'Aula, cioè con tutti i presenti in Aula d'accordo; ogni qualvolta c'è stata da parte di qualsiasi minoranza in Aula un dissenso su un emendamento orale che veniva introdotto nel corso dei lavori in Aula, l'emendamento non è stato ammesso in votazione, ma non è stato ammesso in votazione perché non esiste nel nostro Regolamento la possibilità di presentare verbalmente emendamenti durante la discussione in Aula se non di coordinamento rispetto ai testi.

Io credo che questo sia un elementare dovere di garanzia nei confronti delle minoranze e che si tratti semplicemente di un lapsus quando lei dice che intende rimettersi all'Aula, perché non ci si può rimettere in presenza di un dissenso espresso da un Gruppo rappresentato in Aula.

PRESIDENTE. Io la ringrazio, onorevole Vargiu. Abbiamo adoperato, non più tardi di un emendamento fa, nel "153", che ha preceduto la discussione sull'articolo, questa possibilità, che è data all'Aula per consentire una migliore comprensione del testo e una migliore specificazione. Su richiesta della minoranza, proprio qualche minuto fa, abbiamo utilizzato un sistema analogo. Siccome questo emendamento non è un emendamento che cambia la legge, ma è volto a una migliore comprensione di un termine utilizzato nella legge, il Presidente ritiene che sia ammissibile a meno che non si sollevi una questione pregiudiziale.

A quel punto, non è che non si scrive meglio la legge perché un Gruppo si oppone e esercita un diritto di veto, a quel punto ci si rimette all'Aula utilizzando un metodo democratico, dopodiché sono assolutamente d'accordo con lei che questa è una prassi, quindi non regolamentata, che viene utilizzata peraltro col massimo di equilibrio possibile. Non c'è nessun tentativo di stravolgere il Regolamento, né di non tenere conto delle opinioni espresse da un Gruppo o da un Capogruppo, nello specifico come ha fatto prima l'onorevole Artizzu.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

Ricordo ai colleghi che siamo in sede di dichiarazione di voto sull'articolo 19.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il mio voto è contrario perché questo è un classico esempio di un articolo, non di una legge, non di un maxi collegato alla finanziaria, ma di una maxi delibera non di Giunta ma del Consiglio regionale, è un provvedimento amministrativo e non una legge. Questo è il problema che credo viene sollevato di volta in volta ma la tentazione è sempre forte.

Voglio ancora insistere, Presidente, sulla questione del Regolamento, non evidentemente per la portata di questa lettera a) del comma 1 che disciplina la spesa di 150 mila euro, non ho personalmente nessun problema al fatto che si cambi la parola "archeologici" con "beni culturali", quindi non mi oppongo, ma se un Gruppo o un collega si oppone, credo che sia una questione procedurale che non possa ammettere un precedente pericoloso. L'ha detto adesso Vargiu, giustamente. Non esistono gli emendamenti orali in Regolamento, esiste la possibilità che l'Aula, accorgendosi che si può evitare un errore e col consenso di tutti per evitare che sia utilizzato contro qualcuno, fosse anche un solo consigliere, accolga in qualche modo una modifica nella prassi nell'applicazione del Regolamento.

Presidente, questa non è una proposta che rende più comprensibile il testo, l'Assessore propone di mettere la parola "culturali" al posto di "archeologici", cioè vuole dire che si possono comprare anche quadri o soprammobili antichi di una casa;e va benissimo, io sono d'accordo anche che si possa votare, ma non è una modifica di migliore comprensione del testo, è una modifica sostanziale. Se, anziché 150 mila euro, fossero 150 milioni di euro, credo che cambiare "archeologici" con "culturali" modificherebbe ampiamente le possibilità e la discrezionalità della Giunta nello spendere queste risorse.

Per non creare un precedente, io credo che non si debba ammettere questo emendamento orale, a meno che il collega non voglia ritirare la sua obiezione; l'Aula, a mio parere, dovrebbe per coerenza non ammetterlo.

PRESIDENTE. Mi spiace che si stia determinando una discussione sull'ammissibilità di un emendamento che, ancorché orale, viene trattato al pari degli emendamenti che vengono presentati al di fuori dei termini previsti dall'articolo 84. Utilizziamo la facoltà prevista nel comma 11 dell'articolo 84 del Regolamento, che dà al Presidente la possibilità di accogliere emendamenti presentati appunto al di fuori dei termini previsti, se questo serve per una migliore comprensione del testo e qualora ci fossero delle modifiche precedentemente correlate.

Questa è la possibilità che utilizziamo, viene utilizzata ordinariamente, oggi viene sollevata una questione pregiudiziale rispetto alla quale, secondo me, discussione non esiste ma se esistesse ci rimettiamo all'Aula perché l'emendamento viene trattato così come tutti gli emendamenti. Insomma, vi prego di superare un pochino questa discussione.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. per precisare i termini di questo emendamento orale. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, anche per l'economia dei lavori dell'Aula, io credo che la buona legislazione sia non solo migliorare la qualità della comprensione del testo, ma anche la qualità del funzionamento delle leggi, della loro efficacia. Mettere "culturali" al posto di "archeologici", considerato che sono anche non sottoposti a vincolo, quindi restringono il campo, significava dare piena operatività a questa previsione e non limitare. Si tratta di concorrere a riprendere, per la Sardegna, beni che sono all'asta in aste pubbliche, facenti parte del patrimonio storico della Sardegna. Poiché non possiamo perdere molto tempo su queste cose, che credo non abbiano bisogno di molta meditazione, ritiro la proposta di emendamento e chiedo la prosecuzione dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, invece dell'interpretazione...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Capelli, lei aveva già fatto la dichiarazione di voto sull'articolo.

CAPELLI (U.D.C.).Sull'articolo no. No.

PRESIDENTE. Sì, così ci risulta.

CAPELLI (U.D.C.). No, sull'articolo no, Presidente.

PRESIDENTE. Così ci risulta. Siccome eravamo già arrivati in fase di votazione e si è riaperta la dichiarazione di voto, pensavo che lei volesse porre qualche altra questione. Grazie, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). No, ascolti. Sull'ordine dei lavori, soltanto per una cosa. Io credo che la proposta emendativa della Giunta sia opportuna, così com'è opportuna e legittima l'osservazione del collega, anzi del Gruppo di Alleanza Nazionale, rappresentato dal Capogruppo Artizzu, invece di dare l'interpretazione al Regolamento tutta al singolare, Presidente, sua, io direi che è meglio l'opera di convincimento. Il collega Artizzu ha sollevato un problema, onde questo non costituisca precedente pericoloso per il proseguo dei lavori, su altri emendamenti che devono essere presentati, io ritengo che sia più opportuno, lo invito a farlo, che il collega Artizzu ritiri la pregiudiziale.

PRESIDENTE. Intanto non è stata sollevata una pregiudiziale, si sta sviluppando una discussione su una pregiudiziale che non è stata sollevata, è stata fatta un'obiezione, comunque l'emendamento è stato ritirato dall'Assessore, quindi vi prego di non continuare una discussione sul Regolamento che mi sembra che sia conclusa.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A. N.). Signor Presidente, intanto per annunciare il voto contrario all'articolo 19, ma anche relativamente al ritiro dell'emendamento orale della Giunta. Vede, Presidente, questa lettera a), nasce da un decreto legislativo che dice molto chiaramente quali sono le procedure per l'acquisizione di beni culturali, non parla di beni archeologici, parla di beni culturali; questo farebbe presupporre e capire che archeologici e culturali, se si fa riferimento al decreto legge 42 e agli articoli 60, 62 e altri articoli aggiunti nella stesura finale che non mi ricordo siano stati modificati in Commissione, ma questa è poca cosa, la cosa fondamentale di questo articolo, anzi di questa lettera a), non è il fatto che si individuino i 150 mila euro (che poca cosa sono) per acquisire patrimonio culturale, ma quello che probabilmente tutti quanti avremmo dovuto notare con particolare attenzione è scritto dopo; cioè la Giunta praticamente impegna 150 mila euro, per tutta l'esposizione della lettera a) e/o per l'acquisto di beni archeologici che sono certamente beni culturali, su questo non c'è dubbio, anche non sottoposti a vincolo, questo è il problema, che non è previsto nella normativa nazionale, che non è previsto nel decreto legge 42.

Noi stiamo autorizzando la Giunta ad acquisire al patrimonio regionale o di qualche collezione o di qualche museo un patrimonio che non è sottoposto a vincolo; io credo che qui sia tutto l'arcano! Come si può autorizzare l'acquisto di beni culturali, e tanti ce ne sono, sottoposti a vincoli di proprietà privata, di singoli, no, qui stiamo andando ad acquisire un patrimonio che può anche non essere sottoposto a vincolo. Ecco le mie perplessità, Assessore, nascono da questo. Sono perplessità che credo debbano interessare un attimino tutti quanti, un conto è che noi impegniamo delle risorse per acquisire, al nostro patrimonio, beni culturali vincolati dei quali conosciamo vita, morte e miracoli, conosciamo tutto, l'attendibilità delle fonti, tutto, un altro conto è che noi autorizziamo, senza che ci sia nessun controllo, senza neanche la necessità del passaggio in Commissione, anche l'acquisizione di beni archeologici non sottoposti a vincolo.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, siamo conclusivamente in fase di votazione dell'articolo così come è scritto. E' stata richiesta la votazione nominale con procedimento elettronico dai consiglieri La Spisa e Artizzu.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 19 nel testo originario.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LIORI - MORO - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Si sono astenuti: il PRESIDENTE SPISSU - RASSU - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 56

astenuti 3

maggioranza 29

favorevoli 39

contrari 17

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 117. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). L'intervento dell'onorevole Cerina di poc'anzi, convincente, mi induce a dichiarare il mio voto contrario all'emendamento numero 117 oltre che a fare qualche breve riflessione sulla situazione nella quale stiamo lavorando e stiamo operando. La prima riflessione riguarda la mia breve esperienza in questo Consiglio, non mi era mai capitato di vedere l'Aula lavorare su un provvedimento di settore in assenza dell'Assessore competente. Devo dire la verità, durante i lavori della finanziaria, forse raramente anche il Presidente si è assentato, e solo nel caso in cui veniva giustificato dal Presidente del Consiglio che dichiarava le ragioni dell'impedimento.

Diciamo che ci stiamo abituando al presidio dell'Aula da parte dell'Assessore che tiene i cordoni della borsa, dell'Assessore della programmazione, che gode della mia stima personale, naturalmente, così come i due Assessori "politici" che rappresentano i due Gruppi di maggioranza i quali godono anch'essi della mia stima personale, ma bisogna riconoscere che ci stiamo abituando a questo, mentre invece il regime dovrebbe essere ben altro.

La seconda riflessione che faccio è questa: da parte di più colleghi, ho sentito dire che questi provvedimenti disordinati sono necessari perché sennò si perdono opportunità, posti di lavoro. Ci stiamo abituando ad una legislazione dell'emergenza, tutto deve essere fatto in fretta e subito; invece di utilizzare una legislazione ordinata, secondo i principi del nostro ordinamento, ci stiamo abituando a questa sorta di "cosa" da fare in fretta e subito perché sennò qualcuno subisce qualche danno. La legislazione dell'emergenza è però il principale nemico di uno stato di diritto.

La terza osservazione è che ci stiamo abituando alle leggi fatte dalla Giunta e dai Capigruppo di maggioranza, presentate qui all'ultimo momento, con la firma della Giunta o dei Capigruppo di maggioranza. Credo che anche questo sia un sintomo molto chiaro del tipo di attività che stiamo svolgendo. L'ultima cosa, colleghi, che voglio rilevare è questa: guardate, noi siamo giunti a metà anno e l'abbiamo usato per questo maxi collegato, dobbiamo stroncare questa prassi per la quale la nostra attività va tutta dentro questo grande calderone in cui vengono presentate leggi di tutti quanti i tipi, perché, se non la stronchiamo adesso, subito, abituandoci nuovamente a presentare i provvedimenti di legge organici sulle materie di competenze nelle Commissioni, tutto questo diventerà veramente un grande attentato al ruolo di questa istituzione. Spero che in futuro questo tipo di esperienza non si ripeta più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Intervengo solo per comunicare che l'Assessore dell'istruzione (che, come avete visto, era presente fino alle 22 di ieri notte) ha oggi un impegno istituzionale fuori dalla Sardegna, un impegno che era stato messo in conto da molto tempo e che non è stato possibile rinviare. Quindi, ci scusiamo per la sua assenza, dovuta appunto a impegni istituzionali. Credo che si debba comunque riconoscere il fatto che la Giunta fino a oggi ha fatto tutto il possibile per essere presente con gli Assessori competenti e che quella di oggi deve essere considerata un'eccezione della quale comunque ci scusiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, annuncio il mio voto contrario. Vorrei dire anche al collega Scarpa che l'andamento e il metodo utilizzati per il "216" non sono un fatto occasionale, ma la prosecuzione di un'esperienza che ormai dura da tempo. Collega Cerina, io credo di essere informato non su Grazia Deledda quanto lei, sicuramente, ma su come vengono destinati i fondi per il parco Deleddiano. La stessa sollecitazione che lei fa, io gliela rigiro perché è nelle sue competenze, nelle sue possibilità, richiedere quanto lei ha sostenuto. Le ricordo soltanto che, oltre che in questa anche in altre sedi istituzionali, questo conto è stato chiesto sia per il parco Deleddiano che per il contratto d'area di Ottana, per la infrastrutturazione di Ottana, però lei ha votato contro. Era una richiesta ispettiva, diciamo così, per esercitare il diritto ispettivo che noi abbiamo, sul parco Deleddiano come su altri, anche questo emendamento è il proseguo della prima parte dell'articolo che stiamo esaminando, cioè si continua a lesinare risposte a singole richieste, non si fa una proposta, non si presenta un disegno di legge organico per finanziare, giustamente, questa serie di attività, fondazioni, Gramsci, Garibaldi e chi più ne ha più ne metta, perché questo non esiste in questa sede.

Non esiste, non esiste dialogare né parlare perché questo si possa fare, in quanto c'è una contrarietà assoluta di ciascuno, maggioranza e minoranza, che necessariamente, a scadenza, deve mettersi in vetrina come artefice di una sovvenzione. Questa è la politica di quest'Aula, non è molto alta, per quanto lei ne abbia un concetto diverso, e il fatto che non si riesca neanche a invertire tutto questo, è il vero problema per il quale, se lei assicura il suo impegno, avrà come risposta il mio impegno personale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Mi pare si discuta il "117".Chiedo scusa, però,non foss'altro perché sono di Iglesias, ritengo assolutamente necessario l'intervento a favore dell'Associazione culturale "Lao Silesu". E' vero, concordo con molte delle cose che ha detto il collega Scarpa, che c'è disordine, c'è confusione, c'è una specie di tragitto già segnato dalla Giunta, io penso anche dall'autorevole Assessore della programmazione, per cui noi siamo più o meno costretti a discutere solo delle proposte che vengono avanzate in Viale Trento. Ritengo che questo modo di fare non sia giusto, non solo per il Consiglio, ma anche per la Giunta, cioè credo che la Giunta e il Consiglio dovrebbero porsi il problema della gamma degli interventi da porre in essere non solo, in ragione delle difficoltà e delle emergenze, ma anche delle prospettive che riguardano la nostra comunità.

Credo che la riflessione debba essere fatta, tanto più deve essere fatta da questa maggioranza che ha la responsabilità di questa legislatura e ne ha una responsabilità in funzione dei risultati da ottenere, perché le condizioni di vita del nostro popolo si migliorino. Non può succedere, come peraltro succede in quest'Aula, signor Presidente, che altri, riferiti ad altri consiglieri, intervengano chiedendo scusa in nome e per conto di…, questi sono atteggiamenti che non hanno spazio, che non sono previsti dal Regolamento e peraltro neppure dall'etica politica che qua si viola. Allora bisogna porre rimedio, bisogna rimuovere, bisogna colpire questa crescente cultura della non democrazia che si manifesta in modo, direi, abbastanza preoccupante tra questi banchi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io non ho niente contro l'Associazione "Lao Silesu", proprio assolutamente niente. La cosa che avrei voluto capire dall'onorevole Francesco Sanna, che si è avvalso di firme importanti per presentarlo, è la ratio di questo emendamento. Questa associazione è già sostenuta, allora questo emendamento a cosa serve? Se non capiamo questo... non c'è impegno di risorse finanziarie, perché non c'è impegno di risorse. Allora, io vorrei capire perché.

Vede, Presidente, spesso e volentieri, gli emendamenti si leggono nel momento in cui vengono portati all'attenzione; allora il primo firmatario, quantomeno, ci dovrebbe dire che questo emendamento è necessario per una serie di motivazioni, siccome questo non ci è stato detto, ovviamente è lasciato alla nostra libera interpretazione, allora io che cosa penso? Che, sulla base della legge 29, questa associazione ha un trattamento diverso da altre associazioni che utilizzano comunque le risorse della "29"! Ma dico di più: l'ultimo capoverso dice: "E' autorizzato l'utilizzo entro il 31 dicembre 2006 per le medesime finalità dei contributi stanziati". E' vero, i contributi sono già stanziati, allora qual è la spiegazione di questo ultimo comma? Così forse ci facciamo una ragione di questo emendamento, perché altrimenti io credo che non sia un emendamento da presentare, perché la manifestazione "Lao Silesu" e tutta l'attività dell'Associazione culturale è già finanziata, per cui si può svolgere tranquillamente.

Perché si presenta questo emendamento?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Presidente, sono stato ad ascoltare in doveroso silenzio tutti gli interventi che sono stati fatti su questo articolo 19 e sugli emendamenti presentati, effettivamente, c'è uno sconcerto generale. Il collegato "216", che tutti aspettavano, quasi tutta la Sardegna aspettava questo maxi collegato, avrebbe dovuto contenere, praticamente, le disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo; mi sono reso conto, invece, che è poca cosa e che, usando un'espressione che forse non è adatta a quest'Aula, ma che esplica meglio il concetto, si è seguito soltanto un percorso per "mettere il cappello" e "fare le marchette" necessarie in modo che ciascuno di noi potesse essere visibile nei propri territori.

Mi rendo conto, però, che alcune parti del territorio sono scoperte perché non hanno un padrino. E' vero, addirittura abbiamo fatto un emendamento, questo "117", per l'Associazione culturale "Lao Silesu". Io mi permetto allora di suggerire alla Giunta (perché in questo caso è la Giunta che sta legiferando non il Consiglio, noi stiamo sempre inseguendo la Giunta che dovrebbe essere solo l'organo esecutivo, mentre invece dovremmo essere noi in quanto organo legislativo a predisporre le disposizioni di legge) di destinare anche qualche contributo ad un'Associazione culturale del mio territorio, quella di Santa Margherita, sono convinto che se dovessimo fare un'analisi conoscitiva di tutte queste associazioni che pullulano in Sardegna, ben altre ce ne sarebbero e anche molto più importanti della "Lao Silesu".

Ecco per quale motivo dico che c'è uno sconcerto, perché veramente non stiamo dando risposte ai concetti di sviluppo della Sardegna, stiamo soltanto percorrendo una brutta strada, che il collega Scarpa ha messo molto bene in evidenza. Questo Consiglio non sta producendo niente che possa effettivamente mettere i sardi nella condizione di stare meglio; quindi da tutto questo maxi collegato, non soltanto l'articolo 19, ma anche altri articoli, che sono stati già esaminati in questo Consiglio, potrebbero essere benissimo stralciati. Forse gli unici aventi dignità di essere discussi da questa Assemblea sono quelli finanziari, cioè gli articoli 2, 3 e 4, gli altri rappresentano soltanto una dettatura e una forzatura da parte della Giunta nei confronti del Consiglio regionale. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Francesco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Per dichiarare ovviamente il voto a favore dell'emendamento e per darne una spiegazione, come è stato richiesto dal collega Diana. E' una norma di "acclaramento" fortemente connessa alla norma finanziaria che non è scritta qui, ma che è stata scritta nelle finanziarie precedenti; in pratica si tratta di autorizzare gli uffici a tenere distinte, cosa che oggi è difficile fare, rendicontandole, le spese che sono dedicate all'organizzazione del premio e quelle che potrebbero essere dedicate sia all'organizzazione sia al funzionamento, come è scritto nell'emendamento.

E' solo questo, una bolletta telefonica per l'organizzazione del premio è funzionamento o organizzazione? Tutto qui. Chi mette l'ok sulla rendicontazione vuole essere coperto rispetto a questo.

DIANA (A.N.). E allora anche tu.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Sono d'accordo. Infatti per tutti gli altri premi, se si va a vedere, c'è un problema analogo superato da interpretazioni suggerite probabilmente anche da norme che via via sono state coordinate e rettificate negli anni precedenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). E' la prima volta che, in una norma così confusa e omnibus come questa, sento la parola "acclaramento". L'onorevole Sanna abilmente la richiama per dire che esiste un premio, esiste un'associazione e che bisogna acclarare che questo esiste e che può continuare ad esistere. Mi ricorda un po' quel vecchio detto socialdemocratico in cui la notte invocava per l'indomani il sorgere del sole e il merito di questo sorgere del sole era dei socialdemocratici. E' evidente che così non è, ed è evidente che, se nel recente passato fosse stata presentata una norma così particolare, la parte politica dell'onorevole Sanna non solo avrebbe gridato allo scandalo o a quant'altro, ma sicuramente non si sarebbe sottratta dal richiedere anche il voto segreto.

Io non chiederò il voto segreto, come sapete provengo da questa città, sono anche un vincitore immeritevole di questo premio, ma io voterò contro, voterò contro perché non si può pensare di mettere il cappello su manifestazioni che hanno avuto, nel 1985, il voto unanime di questo Consiglio regionale, non si può trasformare un premio istituzionale, voluto da questo Consiglio regionale, in un "mettiamoci le mani sopra per controllare" e quant'altro. Questo forse era un emendamento che avrebbe dovuto presentare la Giunta, un emendamento tecnico per consentire, non all'Associazione "Lao Silesu", ma a tutte le associazioni della Sardegna, che hanno dei residui finanziari di concessione di contributi da parte della Regione, un loro utilizzo nel miglior modo possibile, perchè , appunto, la loro capacità sia funzionale e ottimale.

Quindi, invito al ritiro di questo emendamento, perché se ne possa presentare immediatamente uno orale che lo sostituisca e che preveda, nei confronti di tutte le associazioni della Sardegna che lo meritano, uguale trattamento e non uno specifico acclaramento che consente di tentare di mettere le mani soltanto su un'associazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, dirò molto brevemente che il voto è contrario; però voglio anche aggiungere che non mi aspettavo una cosa del genere dal collega Sanna. L'istituzionalizzazione di quel fenomeno (che è stato definito in modo colorito, ma abbastanza efficace, non voglio usare quel termine perché mi sembra irrispettoso nei confronti dell'Assemblea, in quanto evoca tempi ormai passati), l'istituzionalizzazione di questa regalia, chiamiamola così, non è degna di lei! Io non mi aspettavo francamente dal collega Sanna una cosa del genere, così come non mi aspetto dai colleghi - che sono persone serie - della maggioranza che si abusi, si approfitti del fatto di avere comunque una blindatura, in termini di voti all'interno dell'Aula, per premiare solo alcune associazioni loro amiche.

In questo senso, mi pare che il richiamo che voi dovete ascoltare non è tanto quello di uno dell'opposizione che, non avendo presentato richieste di regalie, può permettersi anche il lusso di denunciare le vostre, ma dovete ascoltare il richiamo della professoressa Cerina. Ve l'ha detto chiaramente, questa è una distribuzione parziale, settoriale, settaria, dei soldi pubblici ad amici. Fate e create un sistema che garantisca tutte le associazioni culturali, tutte le feste paesane, tutti i gruppi che fanno folklore, i mamuthones, i carnevali sardi, coloro che propongono premi letterali e premi di poesia; sapete che ci sono tantissime associazioni in ogni angolo della Sardegna e tutte meritano rispetto e molte, siccome vivono in realtà di piccoli comuni, non possono contare neppure sul piccolo sostegno che può venire, ad esempio, dall'Amministrazione comunale in cui hanno la sede.

Insomma, date un esempio veramente buono, ritirate questo genere di regalini agli amici delle vostre città, date il segnale che intendete utilizzare i soldi pubblici in un modo cristallino, che non si presti a interpretazioni malevole da parte di nessuno, che non deluda quelli che non hanno avuto la fortuna di avere in questa maggioranza l'amico consigliere che può portare a casa un pochino di soldini! Date un esempio di questo genere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Mi sembra che la lettura dell'emendamento numero 117 sia un po' eccessiva da parte dei colleghi del centrodestra. Io vorrei ricordare che noi abbiamo già norme generali, come la "17" sullo spettacolo, l'articolo 56 della legge 1, sullo spettacolo e cultura, ancora la "17" sullo sport, per le quali un'associazione che riceve un contributo per un anno, se non riesce a realizzare quella manifestazione, magari perché ha avuto in ritardo la comunicazione o perché il programma è stato approvato tardivamente, può utilizzarlo l'anno successivo, rimanendo escluso l'anno successivo dall'utilizzo di quelle risorse perché ha mantenuto le risorse l'anno precedente.

Nella fattispecie del premio letterario in oggetto, siamo di fronte ad una norma specifica che riguarda quell'associazione ma anche il contributo per quell'associazione, quindi non può essere riportata alla norma generale. E' vero che il premio Lao Silesu non è stato assiduo, nel senso che si è organizzato un anno sì e un anno no, nonostante il contributo sia invece continuo, però l'obiettivo che si voleva raggiungere era principalmente quello di poter utilizzare quelle risorse per il premio 2006, non credo sia quello di scaricare costi e giustificare il mantenimento di risorse.

Magari, io darei la disponibilità, nel caso in cui il proponente stenda una migliore articolazione; l'obiettivo è quello di consentire che risorse stanziate possano essere utilizzate per quelle stesse finalità e, lo ripeto, questo è già possibile per molte associazioni in base a norme generali. L'Associazione "Lao Silesu" non è contemplata in una norma generale, è previsto un contributo specifico che va soltanto a quell'associazione, quindi non può rientrare nelle norme che abbiamo approvato l'anno scorso, nella finanziaria 2005, che consentono a molte associazioni di utilizzare l'anno successivo risorse stanziate l'anno precedente. Non c'è alcuna intenzione di fare "marchetta".

Io ho sottoscritto l'emendamento del collega Sanna, non so neppure chi siano, so soltanto che potrebbero, magari attraverso una migliore definizione della norma, organizzare con più puntualità il premio "Lao Silesu" per dargli anche una valenza superiore a quella che ha avuto fino a oggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, non volevo intervenire, ma l'intervento del collega Marrocu mi dà lo spunto per farlo. Voglio ricordare al collega Marrocu (che evidentemente non è stato mai amministratore locale, o almeno dal suo intervento si denota questa carenza, altrimenti lo dovrebbe sapere) che gli enti locali e le associazioni debbono predisporre l'impegno di spesa entro e non oltre il 31 dicembre dell'anno in corso poi , , entro il 31 gennaio dell'anno successivo, debbono spendere materialmente le risorse. Allora, le ricordo che queste risorse, se non sono spese, vanno restituite al mittente, nel senso che vanno ridate appunto alla Regione.

Allora, se è vero che si vuole fare una norma, nello specifico, è bene che si faccia per tutte le associazioni ricreative e culturali della Sardegna, non solo di una località specifica, come in questo caso è Iglesias. Voglio ricordare che la pro loco del comune di Ossi è stata esclusa l'anno successivo per la sagra delle lumache (cosa strana!) appena si è insidiata la Giunta regionale guidata da Renato Soru, eppure della sagra delle lumache molti consiglieri regionali del centrosinistra hanno approfittato per farsi la campagna elettorale e hanno avuto fortuna da quei consensi elettorali del comune di Ossi.

Allora, mi domando perché si deve dare il contributo tutti gli anni a questa associazione e non invece anche alla sagra delle lumache del comune di Ossi? Voi vi metterete a ridere, però io reputo il collega Sanna una persona seria, mi risulta che sia anche una persona molto corretta, che sta al suo posto più di una volta a sentire e ad ascoltare, e francamente mi ha deluso nel presentare questa richiesta. Quindi, anch'io non solo voterò contro questo emendamento, ma lo invito a ritirarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Chiedo la votazione elettronica.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggia la richiesta il consigliere ARTIZZU, Capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 117.

(Segue la votazione.)

Prendo atto che i consiglieri Gallus, Artizzu e Matteo Sanna hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - MILIA - MORO - PILI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 34

contrari 20

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 106.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (U.D.C.). Presidente, mi rivolgo alla Giunta e ai colleghi del Consiglio per prospettare una questione di cui avevo già avuto modo di parlare sia con l'Assessore competente per materia che con alcuni Capigruppo della maggioranza. Tempo fa mi è stato detto che era in corso una razionalizzazione delle sedi gemmate delle università, operazione meritoria come tutte le razionalizzazioni che questa Giunta sta ponendo in atto. Misteriosamente però la razionalizzazione si è trasformata in un ripristino integrale o addirittura in aumento dei finanziamenti per tutte le università gemmate esistenti in Sardegna e in un misterioso taglio, quasi a livello zero (parlo di livello zero perché con la somma che la Giunta ha proposto si pagano due bidelli e mezzo per un anno), per l'università di Tempio.

Ora mi chiedo che tipo di razionalizzazione è questa se tutto viene rifinanziato tranne una città che ha investito, su questa università, risorse, risorse del comune, risorse della Regione e se si vuole punire solo questa realtà in uno spirito di razionalizzazione di cui ben non si comprende la finalità. Dov'è, Assessore, la razionalizzazione se tutti riprendono quello che avevano prima e qualcuno anche di più e vengono tagliati 300 mila euro solo a Tempio? Non è che, per dirla in termini banali, sto piangendo la carta, è così veramente. Tutte le altre università hanno avuto lo stesso budget tranne Tempio. Addirittura qualcuno l'ha avuto in aumento, quindi pongo all'Aula questo problema in termini di correttezza e non di penalizzazione di una città che non merita questo. E' l'unico emendamento che ho presentato perché non sono solito chiedere marchette per il territorio o per costruire cose particolari nella mia città

SECCI ( La Margherita-DL ). Salvo il carnevale.

BIANCAREDDU ( U.D.C.). Salvo il carnevale, ma quello ero ragazzo ed ero sempre in minoranza, passò anche quello se ben ricordi, il carnevale era solo a Tempio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io intervengo non per sostenere la tesi del collega Biancareddu, ma per richiamare una discussione su questo tema già svolta in Terza commissione; alcuni elementi delle considerazioni che ha fatto il collega Biancareddu sono stati oggetto di attenzione da parte dei Commissari e si era concluso con un'indicazione da parte della maggioranza, della Giunta anche, del tipo "riproponiamo l'argomento in Aula", perché effettivamente può apparire, senza volerlo, una discriminazione nei confronti di un territorio, di una comunità che si vede esclusa da un'attenzione di rifinanziamento, non perché le altre hanno avuto incremento, tutte hanno avuto la conferma e alcune sono state anche oggetto di riduzione, ma comunque non c'è stata nei loro confronti quell'attenzione così negativa che c'è stata invece per Tempio.

Io voto a favore dell'emendamento numero 106, presentato dal collega Biancareddu, perché penso sia importante non creare, nel territorio regionale, l'idea che se una comunità è amministrata da una maggioranza di segno opposto a quello regionale, possa essere oggetto di un'eventuale discriminazione. Siccome sono convinto, lo dico per il presidente Secci, che si tratta di un errore non voluto nei confronti di questa comunità, la soluzione più corretta è quella di riproporre all'attenzione dell'Aula questo tema e, senza nessuno spirito polemico, riproporre una soluzione positiva così come l'emendamento firmato dal collega Biancareddu richiede.

Quindi io voto a favore perché si tratta proprio di richiamare un'attenzione, ripeto, non di tipo polemico ma su una evidente non voluta discriminazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Molto brevemente Presidente perché, essendo molto sensibile ai problemi che riguardano anche le università diffuse nel nostro territorio, in effetti questo argomento era stato evidenziato anche in Commissione, credo che sia opportuno, giusto e doveroso, in attesa che ci sia una razionalizzazione che noi auspichiamo, ne abbiamo parlato tante volte, di fronte ad un anno accademico in corso, di fronte ai costi che comporta questo tipo di attività, accogliere questo emendamento e pertanto annuncio il voto favorevole mio e del Gruppo di Alleanza Nazionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Matteo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 106, a firma Biancareddu e più, augurandoci che si tratti di una dimenticanza e non di una cosa voluta e premeditata. Noi riteniamo però, credo di poter dire questo anche a nome dei colleghi galluresi che siedono sui banchi dell'opposizione, che troppe volte forse ci si dimentica in questa legislatura di un territorio importante, che non vuole essere privilegiato, ma vuole essere trattato come tutti gli altri territori e non un territorio che forse paga, caro Andrea, il fatto di avere ancora una predisposizione per una certa parte politica, un territorio che, in modo particolare Tempio, paga il fatto di avere un consigliere regionale all'opposizione.

Credo che, se su questi banchi avesse avuto ancora l'onore di partecipare alle sedute il collega che ha preceduto il collega Uggias, forse la cosa sarebbe andata diversamente semplicemente perché si trattava di un collega della maggioranza e non dell'opposizione, purtroppo noi ancora per qualche anno dovremo sopportare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). La firma del collega Biancareddu è invece una nota di merito che verrà valutata positivamente. Io condivido quanto in questa Aula è stato detto più volte dal nostro collega, il professor Gessa, parlando di università, cioè che queste non sono università e c'è quindi bisogno di rivedere la politica di questi anni scorsi nei quali quasi si stava per creare un'università per ogni campanile il che finiva per svilire la funzione e il ruolo che deve avere l'università in Sardegna. Quindi da questo punto di vista c'è bisogno di tornare indietro, riflettere e agire.

Anch'io ritengo che la Giunta debba rivedere la posizione sull'emendamento, perché la decisione di dire "stop" alle cosiddette università gemmate, decentrate, diffuse eccetera e "sì" a università serie, vere, che sappiano confrontarsi con la realtà di questo mondo, è una decisione politica che va assunta. Non può essere una decisione fatta passare attraverso tagli e così via. Ci assumiamo la responsabilità di decidere che, in Sardegna, forse per più di due poli, massimo un terzo polo universitario, non c'è possibilità e già il terzo si giustifica ma oltre non si può andare; però, questa è una scelta politica che se si fa, si deve fare sapendo tutti che è una scelta unitaria.

Mi pare che invece nel caso di Tempio abbiamo agito togliendo più risorse di quelle che abbiamo tolte alle altre, quindi io sono d'accordo che si ripristinino per Tempio le risorse e che magari, entro il 2006, ci sia una riflessione che porti dall'anno successivo a decidere cosa deve essere l'università in Sardegna per compiere scelte politiche dovute senza discriminare un territorio o un comune eccetera. Tutti insieme abbiamo scelto politicamente di qualificare le università e non di fare una facoltà a campanile, che è quello che stava avvenendo in questi anni e che ha deprezzato e svilito il ruolo dell'università in Sardegna.

Voterò a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per una precisazione.

CACHIA (La Margherita-D.L.). Mi scusi, signor Presidente!

PRESIDENTE. Stiamo concludendo, onorevole Cachia, ho annotato la sua prenotazione.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intanto per dire che nessuno di noi, nessuno in Giunta, è così incosciente da decidere uno stanziamento che riguarda un'università sulla base del colore politico della Giunta comunale di quella città. Siamo persone sufficientemente serie naturalmente per non fare niente di simile. Io penso che gli onorevoli consiglieri abbiano avuto modo di vedere nelle settimane scorse la valutazione del Comitato nazionale di valutazione, il CIVR, sulle università italiane e quelle sarde in particolare. Basta dare un'occhiata a quelle valutazioni per capire che c'è molto da fare, che c'è molto da concentrare piuttosto che da distribuire nel territorio.

Le università sarde, prima di tutto Cagliari e Sassari, devono rinforzarsi molto per poter competere ad armi pari con la concorrenza che è sempre maggiore e che sempre più determina flussi di studenti verso altre università del continente. C'è quindi un problema molto preciso e, all'interno di questa situazione, che va gestita con attenzione, bisogna definire il ruolo dell'università diffusa in Sardegna, pertanto la Giunta si è mossa iniziando a razionalizzare la distribuzione delle risorse. Lo abbiamo fatto l'anno scorso e in parte anche quest'anno, soprattutto la Giunta ha dato il via ad una valutazione interna che si concluderà, io credo, tra pochissimi mesi e che verrà resa pubblica per capire quali ulteriori elementi di razionalizzazione adottare nel 2007.

La prospettiva non è quella di avere molte, piccole, deboli, sedi universitarie nel territorio, perché questo indebolirebbe l'intero sistema; per cui, nella prospettiva detta, la Giunta ha deciso un taglio che, mi rendo conto, è importante per l'Università di Tempio alla quale oggi non attribuiamo un ruolo strategico dentro l'università diffusa.

Se ci sono problemi di gestione dell'anno accademico, questi possono essere affrontati, non c'è nessuna specifica guerra che questa Giunta vuole fare a una particolare sede universitaria. Ma la prospettiva è quella che abbiamo detto, quando avremo i dati sui risultati delle sedi gemmate, agiremo con precisione e determinazione, riducendo il grado di diffusione dell'università del territorio per concentrare su poche sedi e poter investire coerentemente sulla qualità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò a favore di questo emendamento presentato dal collega Biancareddu, non potrei fare diversamente d'altronde, anche perché lei conosce la rivalità che c'è tra Olbia e Tempio; si racconta che, in un tempo molto lontano, sarà una cinquantina di anni fa, quando era stata istituita ad Olbia la scuola del Liceo classico (capisco benissimo il gallurese ma non lo parlo bene), due persone che passeggiavano nel Corso, parlavano e una disse: "Lo sai che a Olbia hanno aperto il Liceo?", e l'altra rispose: "Allora noi vogliamo l'università!". Quindi questo è un progetto già antico, se chiaramente io non votassi questo emendamento, andrei contro quel discorso che già si era fatto una quarantina d'anni fa, quindi il mio voto sarà favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 106. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

C'è solo una correzione all'emendamento, devo indicare la U.P.B. S03.007 voce 1 a copertura dell'emendamento.

Metto in votazione l'emendamento numero 100. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo per dire che sarò costretto, quasi con rammarico, a votare a favore dell'emendamento numero 100, e lo faccio, ancora una volta, richiamando quello spirito che ha già ben ricordato l'onorevole Beniamino Scarpa nel suo intervento quando ha posto in evidenza la responsabilità di quest'Assemblea nel farsi espropriare delle competenze specifiche legislative; ma lo ha detto bene anche l'onorevole Luciano Uras, che, addirittura usando termini ancora più netti, ha parlato di disordine, di confusione, di una cultura crescente della non democrazia.

Ecco, volevo richiamare l'attenzione dell'Aula su questo emendamento perché noi Riformatori Sardi, il primo giorno in cui si insediò questo nuovo Consiglio e iniziò questa nuova legislatura, presentammo una proposta di legge relativa proprio al sostegno delle attività sportive a favore dei diversamente abili. Una proposta di legge che, tra l'altro, ha avuto inizio nell'esame dell'ottava Commissione con noi relatori. In quella occasione, tra l'altro, i componenti dell'intera Commissione, ricordo l'intervento appassionato dell'onorevole Cerina, si dimostrarono tutti molto convinti che l'approvazione di una proposta di legge in questa direzione fosse un obbligo da parte della Regione sarda, noi siamo attualmente l'unica Regione a non avere uno strumento normativo che sostenga e favorisca lo sport a favore dei diversamente abili.

Oggi lo facciamo, ancora una volta, in maniera confusa, tra l'altro, proprio nel momento in cui la Sardegna ha posto in evidenza, qualche settimana fa, con la presentazione delle paraolimpiadi a Torino, con la grande rappresentazione della straordinaria persona di Simona Atzori, all'attenzione dell'intero mondo, quasi commuovendolo, quale grande importanza debba avere oggi il sostegno dello sport a favore di questa categoria che è la categoria più debole che noi abbiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Vorrei invitare i colleghi presentatori dell'emendamento numero 100, Pisu, Davoli ed Uras, e anche la collega Caligaris, presentatrice dell'emendamento numero 9, al ritiro dell'emendamento per evitare che l'Aula debba prendere posizione su un tema che peraltro è già compreso nella disciplina attuale. Credo che, forse per qualche difficoltà relativa al venir meno della sponsorizzazione per qualche squadra, magari non si è colto completamente che l'articolo 27 della legge prevede già che gli atleti diversamente abili, che partecipano ai campionati nazionali, possano usufruire dei contributi a tutti gli effetti.

Credo che, in questa forma, gli emendamenti rischiano di dire qualcosa che la legge prevede già; mentre, credendo di cogliere lo spirito degli emendamenti, come anche accennavo all'onorevole Pisano, ritengo che sia necessaria una norma specifica e organica per i diversamente abili che, non dimentichiamolo, nel momento in cui compiono delle trasferte hanno bisogno di accompagnatori e quindi i costi sono raddoppiati. E' vero che la normativa attuale non prevede questo maggior costo, ma invece è vero che, sia l'articolo 27 che l'articolo 31 come emendato, in alcun modo mettono sullo stesso piano gli atleti abili da quelli diversamente abili.

Credo che i due emendamenti, se ne capisco lo spirito, segnalano un problema giusto che proprio in Conferenza dello sport potrà essere ripreso, quindi se c'è un impegno e un accordo tra tutti i colleghi, lo affronteremo a valle della Conferenza sullo sport in maniera più organica, arricchendo di misure l'attività sportiva dei diversamente abili piuttosto che, semplicemente, ribadendo quello che invece nella legge è già assolutamente e totalmente previsto. Se non fosse ritirato, voterei contro per un fatto tecnico, ovviamente, non per un fatto di condivisione dell'argomento, in quanto è già previsto dalla normativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Annuncio il mio voto favorevole a questo emendamento e chiedo ai colleghi di non ritirarlo, contrariamente a quanto chiesto dal collega Porcu.

Purtroppo questi sono gli esiti di tale tipo di processo normativo frammentario e spezzettato, mi dovete spiegare perché avete fatto questa norma e non avete fatto quella a favore degli atleti disabili se, come dice il collega e sono d'accordo, c'era necessità di una norma ad hoc. Il rischio di questa normativa, così approvata, è di lasciare completamente scoperta quella fascia di intervento, perché non si dice come saranno normate le sponsorizzazioni, non si dice che fine faranno questi atleti, quindi io trovo opportuno quanto previsto da questo emendamento e anche da quello successivo che, in qualche maniera, cercano di inserire nella norma un'esplicita previsione di tutela per questa categoria di atleti che, giustamente, devono avere una particolare attenzione e che, probabilmente, sarà difficile anche inquadrare nel quadro di sponsorizzazione istituzionale o in altri quadri.

Per adesso, siccome avete ritenuto urgente introdurre queste modifiche, credo che queste due previsioni siano quanto mai opportune.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Noi avevamo inserito questo argomento con il nostro emendamento perché avevamo come obiettivo quello di far discutere l'Aula; mi pare che ci siamo riusciti se addirittura due componenti della minoranza hanno fatto dichiarazioni così esplicite, così precise e così chiare.

Siamo consapevoli che il problema dei diversamente abili nella legge esiste, perché se andate a vedere la delibera dell'anno precedente c'era un punto specifico che riguardava i diversamente abili, noi volevamo provocare questo dibattito, rafforzare questo aspetto dell'articolo 19, ma siccome siamo anche convinti che tra una settimana nella Conferenza regionale allo sport si discuterà anche di questo - o perlomeno noi ne discuteremo e lo porremo come argomento all'ordine del giorno - credo sia anche corretto aspettare la Conferenza e per questo ritiriamo l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento è stato ritirato dai presentatori.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Parlo dell'emendamento numero 9, Presidente. Io tengo a precisare che...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Caligaris, siamo all'emendamento numero 100.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Presidente, faccio mio l'emendamento ritirato dai colleghi Pisu, Davoli e Uras. Sinceramente mi dispiace che abbiano fatto una cosa del genere, avevo chiesto la parola per intervenire a favore perché è un emendamento giustificato, giusto ed indispensabile, chiarificatore e, comunque sia, non lascia ombra di dubbio sulla terminologia da utilizzare in legge. E' una specificazione, è un rafforzamento ed è necessario che ci sia, non riesco a capire la rinuncia, dal momento che si tratta solo di un emendamento tecnico, quindi non assolutamente imputabile a elargizioni di fondi.

Le questioni sono due: o si scherza oppure volevate creare un dibattito per che cosa, per discutere del niente? Io dico che è giusto che resti questo emendamento, collega Davoli, non solo resta, lo faccio mio e per quanto mi riguarda voterò a favore e invito anzi i colleghi, sia dell'opposizione che della maggioranza, a tenerlo e votarlo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Mi ha preceduto l'onorevole Rassu perché io condivido questo emendamento, per cui voterò a favore. Soprattutto credo che averne discusso sia stato un elemento decisamente positivo per l'Aula, non accetto le motivazioni portate dal collega Davoli per annunciarne il ritiro, perché le stesse motivazioni si possono apportare per l'intero articolato. Qui si modifica la "17", collega Davoli, a una settimana, o poco più, dalla Conferenza regionale sullo sport con interventi sicuramente meno urgenti rispetto al riconoscimento che viene dato dall'emendamento numero 100.

Se il suo discorso vale, dovrebbe valere per tutto l'articolato e per gli emendamenti proposti nell'ambito della "17", allora concorderei con lei, ma se questo è un argomento da portare a seconda delle indicazioni della maggioranza o a seconda dell'interesse che si deve portare per una categoria o per l'altra, allora non posso condividere la sua tesi per il ritiro dell'emendamento numero 100, per cui annuncio il voto favorevole allo stesso.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Questa parte dell'articolo 19, riguardante lo sport, è stata richiesta per anni da tutto il mondo dello sport. Il Coni e tutte le società e le federazioni sportive chiedevano di trasformare i contratti di sponsorizzazione di cui all'articolo 31 della "17" in contributi, perché solo le grandi società, come il Cagliari, giustificano un contratto commerciale di sponsorizzazione e di proiezione dell'immagine della Sardegna fuori dalla Sardegna. Per lo sport dilettantistico non è giustificato ma soprattutto avveniva che il contratto commerciale imponeva il pagamento dell'IVA al 20 per cento per cui, dei soldi che la Regione stanziava, alla società rimaneva l'80 per cento; a questo punto si è trovata conveniente la trasformazione e questo 20 per cento è un risparmio che la Regione può utilizzare per allargare le sfere delle società.

Non è escluso il fatto che si possano considerare campionato di rilievo tutti i campionati del mondo dei portatori di disabili, cioè non è che la norma lo vieta perché l'individuazione delle scuole, dei campionati e delle discipline che dovranno essere comprese non è demandato alla Giunta, ma alla Conferenza del Comitato dello sport, cioè il Coni insieme alle federazioni; per cui verrebbe meno anche una certa autonomia del mondo dello sport che sino ad oggi si è esercitata e potrebbe esserci un'indicazione politica per le discipline dei portatori di handicap, vale a dire i disabili, cioè che esse siano considerate, non in funzione solo del campionato, ma anche della particolarità dell'utente.

La norma quindi è giusta e corretta, come mi pare giusta la scelta di ritirare l'emendamento mentre non condivido quella di farlo proprio, perché così sembra quasi che chi voterà contro sia contrario all'inserimento delle discipline sportive dei disabili dentro questo articolo quando invece siamo favorevoli. E' il Comitato dello sport che decide quali discipline e quali campionati inserire per questi contributi. Perciò invito i colleghi ad acconsentire al ritiro e a non dividere l'Aula su un argomento come questo su cui invece abbiamo tutti le stesse identiche posizioni e le stesse idee.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, se il suo invito non viene raccolto, siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 100.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Chiedo il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 100.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CALIGARIS - CAPELLI - CASSANO - DIANA - LA SPISA - LOMBARDO - MILIA - MORO - PILI - PISANO - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - DAVOLI - PISU - PITTALIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 49

astenuti 4

maggioranza 25

favorevoli 17

contrari 32

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 9.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per fare la mia dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento oltre che per invitare la Giunta (premetto che io non sono componente della Commissione ottava), avendo saputo che tra una settimana c'è la Conferenza regionale dello sport dall'intervento del collega Davoli a coinvolgere i consiglieri regionali perché possono dare il loro contributo, anche perché le risultanze della Conferenza poi avranno un passaggio istituzionale nell'Aula. Quindi invitate i consiglieri regionali a partecipare a queste iniziative, per dare modo loro di organizzarsi. Ancora io non ho ricevuto nessun invito; se è la prossima settimana, mi sembra che siate un po' in ritardo!

MARROCU (D.S.). Non l'ho ricevuto neanch'io!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, a proposito dell'emendamento numero 9, tengo a fare qualche precisazione. La prima è che non nasce da alcun interesse personale. Non condivido tuttavia né la presa di posizione della Commissione né quella della Giunta perché non c'è alcun motivo di carattere finanziario che impedisca l'accoglimento dell'emendamento: non accresce i costi e, come ha detto prima l'assessore Sanna, rende più efficace la norma in quanto riduce il livello di discrezionalità. L'onorevole Porcu chiede il ritiro sostenendo che le squadre dei disabili dispongono di altri finanziamenti e sono ampiamente sostenuti. Evidentemente non è proprio così, come ha anche evidenziato almeno in parte l'onorevole Marrocu; la discrezionalità infatti porta le squadre di atleti disabili a non avere sempre un sufficiente sostegno.

Per quanto riguarda quindi quello che si è creato in Aula sono molto amareggiata anche perché ho ancora la sensazione - ed è una sensazione sgradevole - che siano le tecniche, i modi e i tempi utilizzati per presentarlo. E', infatti, lì dal 18 aprile a averne determinato il non accoglimento, è stato, come dire, un peccato di etichetta. Secondo me, in quest'Aula non ci sono buoni o cattivi, ma neppure chi detta e chi scrive, chi promuove o chi boccia senza fondate ragioni condivise; c'è un problema di conoscenza e di informazione. Ogni consigliere ha il diritto di essere informato ed è dovere della maggioranza rendere partecipi tutti i consiglieri sulle scelte e le decisioni con pari dignità, anche quelli che si trovano nel Gruppo Misto e non hanno rappresentanti che partecipino alle riunioni di maggioranza.

Faccio notare - per concludere - che questo disegno di legge non è neppure approdato in Commissione diritti civili e quindi, anche su questo versante, almeno per quello che mi riguarda, è mancata qualunque possibilità di dialogo e di confronto. Mi si dice: "L'Aula è il luogo del sostegno delle politiche della maggioranza". Certo, questo è vero, quando c'è confronto prima e comunque non può essere che stare in maggioranza significhi accettare le decisioni e le scelte esclusive dei Capigruppo o di qualche collega di lungo corso con i gradi. Da questo punto di vista l'onorevole Scarpa ha perfettamente ragione, per senso di responsabilità.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Voterò a favore dell'emendamento però chiedo alla collega Caligaris di modificarlo leggermente. Siccome siamo in una società civile abbastanza particolare, se lei scrive "Le società sportive dilettantistiche sarde con atleti disabili usufruiscono...", con questa dicitura tutte le società sportive normali che tesserano due atleti disabili potrebbero chiedere i contributi; perciò propongo di modificare le parole "con atleti disabili" con l'espressione "Le società sportive dilettantistiche sarde, composte da atleti disabili" o la formula "formate da atleti disabili" e quanto altro.

Detto questo, chiedo alla collega Cerina se ha visto anche gli emendamenti successivi, a conferma di quello che le dicevo prima, questo vale per quelli che abbiamo votato di maggioranza o opposizione. Vede, le significo una cosa, non c'è un emendamento - giusto per fare un po' di campanilismo spicciolo - per qualcosa di nuorese se non quello su Grazia Deledda, tra l'altro abbastanza discutibile, però ha notato, collega, l'unità bipartisan sui temi territoriali in quest'Aula, su temi spiccioli ovviamente. Bene, noi non siamo riusciti ad averla per esempio per quanto riguardava l'emendamento che sanava la situazione di testimonzos, si è accorta che ha votato contro? Non nel senso che ha votato in maniera superficiale, però abbiamo votato contro mentre era la soluzione per un problema difficile, anche di tipo sociale, non solo per Nuoro, ma anche per l'agro di Sassari dove ci sono dei problemi seri. Su quello si è sorvolato, non si è discusso, non si sono fatte dichiarazioni di voto perché evidentemente non sollecitava l'interesse di alcuni, per non parlare di tutta l'Aula. Invece sui temi spiccioli si trova molta unità anche trasversale, e questa è la politica che porta avanti questo disegno di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'emendamento che abbiamo in discussione, il numero 9, però l'occasione mi è particolarmente gradita, come si dice nelle feste di compleanno, perché vorrei sapere da alcuni colleghi del centrosinistra (che questa volta non citerò per nome e cognome, l'ho già fatto altre volte ed in altre circostanze,per cui capiranno di essere il riferimento delle mie parole) quanto ancora dovranno abusare della pazienza di chi, in quest'Aula, è indicato per essere minoranza e sente dire da consiglieri del centrosinistra che i provvedimenti non passano in Commissione, che i provvedimenti non sono sufficientemente noti, che i colleghi di maggioranza, siccome sono nel Gruppo Misto, non sono sufficientemente informati dei provvedimenti; ma, colleghi, vi rendete conto di cosa dovremmo dire noi che siamo di minoranza? Che cosa dovremmo dire noi che non abbiamo garanzie consiliari che ci consentano l'agibilità della pratica di minoranza dentro questo Consiglio? Che cosa dovremmo dire noi che dobbiamo approvare gli emendamenti verbali? Non chiamiamoli orali che sembra un'altra cosa! Ve ne rendete conto!

Allora io dico: quanto meno abbiate il pudore di stare zitti, risolvetevi nell'ambito della maggioranza la vostra conflittualità, quando venite in Aula che la conflittualità sia sanata e che ci sia una dialettica seria tra maggioranza e minoranza su problemi concreti, non che noi dobbiamo sentire lamentele da voi quando le lamentele dovremmo farle noi dieci volte tanto e dirvi di votare su ogni emendamento, su ogni articolo di legge, su ogni provvedimento nella stessa identica maniera in cui votiamo noi.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Solo per provare a fare chiarezza e annunciare il voto non favorevole a questo emendamento per un motivo tecnico. Io mi sforzo di spiegarlo, probabilmente non sono molto bravo a farlo. Innanzitutto questo emendamento, come sottolineava il collega Capelli, pone un fatto strano, cioè che qualunque atleta di qualsiasi società che sia disabile, che può anche far parte di una società che svolge una regolare disciplina sportiva per atleti abili, avrebbe diritto a un contributo. Questo si risolverebbe in un danno per le società degli atleti disabili perché vorrebbe dire che qualsiasi società che partecipa ad un campionato nazionale ed ha un atleta disabile di qualsiasi forma potrà avere un contributo: il risultato quale sarebbe? Che si appiattirebbe la soglia per tutti.

Mi rendo conto che stiamo facendo una cosa nuova, ma vorrei ricordare che nella "17" ci sono due articoli che disciplinano la concessione di contributi, il "27" che dà contributi per tutte le squadre che partecipano ai campionati nazionali, comprese le squadre degli sport per disabili, un contributo diciamo proporzionale ai costi, e il "31" modificato che prevede un contributo che invece è ragguagliato al tipo di attività, quindi può anche essere superiore ai costi vivi perché si tiene conto di altre attività che la società svolge.

Quindi mi sforzo di dire che non solo non diamo risposte agli atleti disabili, ma stravolgiamo proprio la legge 17 perché stiamo andando a dire che tutte le società di qualsiasi disciplina sportiva per atleti abili e non disabili ricadrebbero nel nuovo "31", si svuoterebbe il "27" e alla fine tutti avrebbero di meno senza nessuna differenziazione e senza dare, come ricordava il collega Marrocu, al Comitato per lo sport e al piano triennale, la possibilità invece di distinguere in qualche modo tra sport più importanti e di maggiore rilievo che possano avere un contributo non proporzionale ai costi e invece sport che hanno un contributo proporzionale ai costi.

Credo che purtroppo sia un emendamento errato dal punto di vista tecnico, per cui invito i colleghi a prenderlo in considerazione per quello che è, cioè un emendamento che forse meritava, in quanto ha sollevato il tema, ma che non trovo accoglibile. Confermo il voto contrario sperando di essere riuscito a spiegarmi meglio.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, per annunciare che anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 9, ribadendo ancora una volta, proprio alla luce dell'ultimo intervento fatto dal consigliere Porcu, l'esigenza, la necessità di restituire a quest'Aula le prerogative legislative proprie. Perché la maggioranza, anziché chiedere il ritiro di un emendamento, non prende un impegno assoluto perché in Commissione ottava venga esaminata con urgenza la proposta di legge e perché non esiste la sensibilità giusta verso un risultato che pare essere unanime da questo punto di vista? Forse dobbiamo ancora una volta prendere atto che ha ragione l'onorevole Uras quando dice che qui c'è solo strategia della tensione, strategia del disordine, strategia della confusione?

Oggi noi dobbiamo approvare questo emendamento proprio perché altrimenti ci sarebbe una totale assenza di sostegno a favore delle società degli atleti diversamente abili. Tengo a precisare che, in Italia, la Federazione degli atleti disabili è riconosciuta regolarmente dal CONI, e disputa tutti i campionati non solo dilettantistici ma naturalmente federali a tutti gli effetti, sono 225 le società esistenti in Italia, 12 in Sardegna.

Ha fatto bene l'onorevole che mi ha preceduto nel ribadire che occorre correggere assolutamente l'indicazione sul fatto che i contributi debbano comunque essere assegnati soltanto alle società regolarmente iscritte alla Federazione delle attività sportive degli atleti diversamente abili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Onorevoli colleghi, per annunciare il mio voto a favore dell'emendamento Caligaris per un ragionamento molto semplice: è vero che la disciplina dei contributi è stata modificata, ma ogni qualvolta il legislatore garantisce un atteggiamento analogo, uguale per tutti, non lo disciplina perché si intervenga per chi è svantaggiato rispetto agli altri, si riproduce la falsa uguaglianza; anche le scuole sono per tutti, ma non è vero che sono aperte a tutti, anche le istituzioni sono per tutti, ma non è vero che sono aperte a tutti. Allora, che si preveda per le società di disabili (io credo che la presentatrice proporrà questa correzione, "di disabili") di avere contributi specifici è indispensabile per non lasciarle nel mare magnum della competizione del mondo dello sport per le risorse, competizione che investe anche la politica, che è fatta di lobbies, che è fatta di consensi, che si riproduce nelle campagne elettorali.

Allora un emendamento che prevede che una quota di risorse vada alle società di sport praticati dai disabili rimedia con una specialità all'ingiustizia della falsa uguaglianza, per cui io voterò a favore.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Volevo intervenire solo per proporre un emendamento verbale, ma mi risulta che lo farà la presentatrice, quindi rinuncio alla parola.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Poiché abbiamo intenzione di votare a favore (in quanto è un emendamento che dà un qualcosa a persone che vivono in una situazione particolare, anzi bisogna incentivare la presenza di queste persone almeno anche nello sport), voglio chiedere alla presentatrice se non sia il caso di correggere l'emendamento, laddove dice "Le società sportive dilettantistiche sarde con atleti disabili usufruiscono dei contributi previsti…" eccetera, eccetera, perchè ci si domanda quanti disabili devono esserci in queste società sportive. Uno? Dieci?

CAPELLI (U.D.C.). L'ho già detto!

MORO (A.N.). Il problema è lì, bisognerebbe specificare meglio che sia una società sportiva di diversamente abili perché altrimenti potrebbe nascondersi l'equivoco che una società che non frequenta questi campionati possa inserire un diversamente abile per usufruire di questi contributi che noi stiamo andando a legiferare con questo emendamento.

Ecco, io mi auguro che la collega Caligaris voglia esplicare meglio i contenuti di questo emendamento numero 9 per il quale annunciamo il voto favorevole.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, su che cosa intende intervenire?

CALIGARIS (Gruppo Misto). Per proporre una modifica orale all'emendamento.

MORO (A.N.). Si, è necessario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, è chiaro che i rilievi che sono stati fatti in Aula sono corretti. Si tratta di un errore tecnico; sarebbe sufficiente sostituire quel "con" con un "di" trattandosi esclusivamente di squadre di atleti disabili, o se lo si vuole rendere ancora più esplicito "società sportive dilettantistiche sarde che praticano discipline sportive per atleti disabili", ma siccome c'è già, basta mettere "di", al posto di "con". E' sempre una preposizione semplice, ce la possiamo anche permettere. Grazie.

PRESIDENTE. Direi che l'emendamento orale è accolto perché è finalizzato ad una migliore comprensione del testo.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

DIANA (A.N.). Io intendevo intervenire perché volevo rendere edotta l'Aula che, nella partecipazione ai campionati federali, ove non si specifichi che si tratta di campionati destinati e dedicati solo ad atleti disabili, tutti gli altri atleti sono sottoposti a una visita medico-sportiva che non autorizzerebbe mai comunque nessuna società ad avere atleti disabili. Vorrei che fosse chiaro questo concetto, cioè se l'emendamento tende alle società che partecipano ai campionati per disabili, allora il discorso non si pone; se invece tende ad evidenziare che, all'interno di società federate che partecipano a campionati nazionali o regionali, quelli che sono, vengono coinvolti anche atleti disabili, questo non è possibile, non è assolutamente possibile.

Quindi il problema è verificare se c'è la volontà politica di un riconoscimento verso gli atleti che partecipano ai campionati per disabili o in questa sede o in altre sedi. Io non lo so. Credo che ci siano anche, mi pare che qualcuno l'abbia detto, già dei finanziamenti in questa direzione.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Voglio ribadire ancora una volta il mio voto contrario, come ho fatto per l'emendamento precedente. Io mi ritengo offeso di dover bocciare un emendamento e dare l'idea che siamo contro al fatto che vengano sostenute le società che fanno sport con i disabili. Io sono contro l'inserimento in questo articolo perché non ha senso, non ha proprio senso! Tra l'altro, chi usufruisce di questo articolo, non può usufruire delle altre norme della legge 17 che magari possono essere più vantaggiose per quelle discipline che non hanno trasferte, perché "qualsiasi campionato" vuol dire anche un campionato del CSI o territoriale che non hanno mai da giustificare, così come sono i criteri per l'articolo 31, il numero di campionati, le trasferte e così via, e avere finanziamenti addirittura inferiori a quelle che in un'altra disciplina si possono ottenere con altri articoli. Quindi non ha proprio senso…

SECCI (La Margherita-D.L.). Stiamo esagerando…

MARROCU (D.S.). Tra l'altro voglio dire che il Comitato dello sport può decidere autonomamente quali sono i campionati da poter inserire nella disciplina dell'articolo. Stiamo parlando dell'articolo 31 e non di altri articoli…

SECCI (La Margherita-D.L.). Certo!

MARROCU (D.S.). C'è l'articolo 27, il "28", c'è il "26" per le manifestazioni dalle quali attingono, c'è il "22" per i giovani, c'è quello sulle attrezzature che va alle province, ci sono tante altre norme.

Quindi non escludo, anzi sono perché si allarghi il più possibile l'interpretazione dell'articolo 31 da parte del Comitato dello sport, ma chi vota contro non è perché è contro il sostegno alle società sportive dei disabili, al contrario. Non ha senso, secondo me, insistere e forzare dando l'idea che chi sostiene vuole limitare le risorse.

Io sono contro perchè, tra l'altro, conosco bene la normativa dell'articolo 31 modificata, che ha in sé solo intenzione di far risparmiare il 20 per cento di IVA, che si pagava stupidamente versandola allo Stato, che tra l'altro neanche ce la riversava. In questo caso vanno allo sport e quindi si può allargare la sfera delle società di cui si discute, tra cui, senza specificazione, ci sono già nell'articolo 31 molte squadre formate dai disabili che partecipano al campionato dei disabili.

Votiamo contro con questa motivazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Intendo intervenire sulle modalità di voto. Chiedo la votazione elettronica.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu, Capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9.

(Segue la votazione.)

Prendo atto che la consigliera Cerina ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BRUNO - CALIGARIS - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Oscar - DAVOLI - FLORIS Mario - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MORO - PILI - PISANO - PISU - PITTALIS - RASSU - SALIS - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CHERCHI Silvio - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CACHIA - SANNA Matteo - SCARPA - SERRA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 49

astenuti 5

maggioranza 25

favorevoli 23

contrari 26

(Il Consiglio non approva)

L'emendamento numero 99 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 110. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 136.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Intervengo per ritirare l'emendamento, però non senza giustificare le ragioni del ritiro onde evitare possibili strumentalizzazioni dell'accaduto. Si tratta di un emendamento che riguarda la concessione di un contributo all'Istituto EuroMediterraneo di Tempio per l'attuazione di un programma relativo ad attività di alta formazione. L'attività dell'Istituto fu già oggetto di un protocollo d'intesa tra il Presidente della Regione Pili e i rappresentanti dell'Istituto stesso, protocollo che non vide poi una prosecuzione del suo iter.

La ragione del ritiro - senza ritenere che venga meno la finalità positiva dell'Istituto - si concretizza nel fatto che è emersa, nell'ambito di una discussione intavolata con la Giunta (in particolare con l'Assessore della pubblica istruzione e con l'Assessore della programmazione), la possibilità di rendere l'attività dell'Istituto EuroMediterraneo, non collegata alla concessione di un finanziamento estemporaneo di un anno o di un momento, ma inserita veramente nel solco di una continuità e con una funzione anche strategica rispetto al respiro proprio euromediterraneo che l'Istituto si propone.

In questo senso e con questa prospettiva, tenendo presenti gli impegni formulati dalla Giunta, ritiro l'emendamento numero 136.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 136 è stato ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Intervengo per dire che faccio mio, tutto il Gruppo di Forza Italia lo fa proprio, l'emendamento numero 136 e ne chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei, oltre che sostenere la richiesta fatta adesso dal collega Sanciu, precisare che questa iniziativa di alta formazione universitaria deriva appunto, com'è stato detto correttamente dall'onorevole Uggias, da un protocollo d'intesa (intercorso tra la Giunta, presieduta dal collega Pili, e i soggetti interessati ad essa) che venne siglato nell'estate del 2003 (qualcuno qui presente ricorderà cosa successe in quei giorni) e che, appena appena firmato, non ebbe prosecuzione ovviamente per le note vicende.

Già l'anno scorso, noi dell'opposizione presentammo un emendamento analogo a questo, che non fu stato accolto. Mi sorprende che le dinamiche di quest'Aula siano condizionate da batti e ribatti fra parti della maggioranza e la Giunta, in cui la maggioranza fa gli emendamenti per poter poi pressare la Giunta in modo tale che in altro modo si risponda ai problemi. Non è corretto che l'Aula e i colleghi dell'opposizione (che hanno proposto la stessa cosa ben un anno fa senza aver avuto risposta insieme agli interessati a questo problema) vengano usati in questo modo; perciò, se non ritenete giusto intervenire oggi su questo, bocciate l'emendamento proposto da voi stessi che noi facciamo nostro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, anch'io intervengo per ricordare all'Aula che, già nelle precedenti finanziarie, vi fu il tentativo da parte di colleghi del Consiglio perché venisse inserita una norma finanziaria che consentisse all'Istituto EuroMediterraneo di proseguire nella sua meritoria opera, non soltanto nell'ambito culturale universitario, ma anche per quanto riguarda l'ambito euro-mediterraneo.

In questa partita, io voglio ricordare all'Aula che la Giunta regionale ha espresso più volte un parere contrario al rifinanziamento di questo intervento, lo richiamava poc'anzi il collega La Spisa e l'ha fatto in maniera puntuale anche il collega Uggias, in quanto anche la partita euro-mediterranea consentiva di utilizzare risorse finanziarie allocate nella Presidenza della Giunta regionale in termini autonomi dal punto di vista anche della pianificazione di risorse allocate nell'Assessorato della pubblica istruzione che avrebbero consentito - se questo era davvero il volere - di finanziare questa importante realtà nata e cresciuta a Tempio.

Quindi, io capisco le assicurazioni che sono state date al collega Uggias, ma in questo caso è assolutamente doveroso richiamare il detto che "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio"; noi siamo ormai nella visione che "non fidarsi è meglio" di fronte a questo tema così delicato, perché va della sopravvivenza di una realtà, che ha ormai docenze, studenti, master e tutta una serie di partite assolutamente rilevanti, e che merita da parte di questo Consiglio un'attenzione e un riconoscimento, considerato che questo protocollo è stato firmato non soltanto dalla Regione con l'Istituto ma anche con lo Stato Vaticano che ha dato l'imprimatur a questa partita così rilevante, così capace di dare risposte anche in termini extraregionali.

Quindi è in questa direzione la decisione del nostro Gruppo di farlo proprio, per fare in modo che il Consiglio possa esprimersi in libertà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (U.D.C.). Presidente, colleghi, non volevo intervenire, ero già rassegnato al ritiro dell'emendamento da parte del collega Uggias, però bisogna essere leali con noi stessi. E' vero che il fascino del clero e i voti di cui il clero…

CAPELLI (U.D.C.). Può dispensare…

BIANCAREDDU (U.D.C.). …dispone o potrebbe disporre, evidentemente fanno gola a tutti, perché un emendamento sull'Istituto EuroMediterraneo quasi quasi l'abbiamo presentato tutti, chi l'anno scorso, chi quest'anno, chi lo presenta adesso, chi lo fa proprio, praticamente tutti vogliamo dimostrare, a qualcuno, che ci siamo interessati, perché come è possibile che tutto il Consiglio a turno presenti un emendamento che poi viene sempre bocciato?

Quindi, o ci mettiamo d'accordo tutti per presentarne uno perché riconosciamo che questo Istituto vale, altrimenti basta con questi emendamenti, uno fatto da un Gruppo, uno fatto dall'altro, poi uno lo presenta e lo ritira, per arrivare dove? Io purtroppo l'ho presentato ed è stato bocciato l'anno scorso perché, come è normale, spesso l'opposizione va in minoranza.

Però, mettiamoci d'accordo, altrimenti alla prossima legge ci sarà un altro Gruppo che, dopo aver ricevuto la telefonata del rettore o del vescovo, presenterà l'emendamento; poi si dirà che non va bene o che non ci sono soldi e allora si ritirerà. Però si dirà che è stato presentato. Quindi o lo sosteniamo e ci mettiamo d'accordo, altrimenti basta con questo gioco che uno presenta, uno fa proprio, un altro interviene a favore ed uno contro.

SECCI (La Margherita-D.L.). Lei è un maestro in questo, Biancareddu!

BIANCAREDDU (U.D.C.). Per cosa? Perché ognuno può dare la colpa all'altro di un provvedimento che non passa ma che è stato presentato? Insomma, cerchiamo di essere grandi almeno in questo e mettiamoci d'accordo.

Si tratta di un Istituto unico che ha sede a Tempio ma accoglie studiosi di tutta Italia, sono scienze teologiche, se vogliamo finanziarlo, finanziamolo, anche con una cifra inferiore ai 150 mila euro, però mettiamoci d'accordo, altrimenti è veramente una barzelletta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Matteo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA MATTEO (A.N.). Signor Presidente, avrei votato "sì", avrei votato favorevolmente a questo emendamento, proposto dai colleghi Uggias e più e poi ritirato e fatto proprio dai colleghi di Forza Italia, per tutti quei motivi che sono stati portati all'attenzione dell'Aula non solo oggi ma anche in altre circostanze quando più volte, sia dai colleghi che mi hanno preceduto, sia dal sottoscritto, è stato evidenziato come questo Istituto, l'Istituto EuroMediterraneo, in questi anni, ha svolto un ruolo importante e strategico che deve continuare a svolgere per cui chiaramente occorrono le risorse.

Il collega Uggias e più con questo emendamento tentavano di far erogare a questo Istituto le risorse necessarie per continuare a sopravvivere, cosa che cercano di fare oggi i colleghi di Forza Italia (che noi sosteniamo in questa iniziativa) facendo proprio appunto quell'emendamento. Quindi anche noi ci associamo al Gruppo di Forza Italia nel far proprio questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Io non posso votare a favore dell'emendamento nel momento in cui dichiaro di ritirarlo con delle ragioni ben precise, però non posso omettere di precisare che, molte volte, il campanile non può essere l'unica ragione alla quale dobbiamo richiamarci nella nostra azione. Questo è il caso concreto.

Io non sono intervenuto per fare l'ennesima dichiarazione a favore dello stanziamento sull'Università di Tempio, essendo chiaramente favorevole così come sono stati favorevoli tutti i colleghi sull'emendamento da noi presentato. Allo stesso tempo, questa non è una proposta che va, come diceva il collega Biancareddu, a ricercare voti di quel sacerdote o di quella parte di clero più o meno legata ad una determinata iniziativa; l'emendamento era teso, con attenzione, alla presenza e alla ricerca di quella formazione qualificata, che non vengono meno. Forse, qua credo di dover dare qualche indicazione, se vogliamo, togliamo degli aspetti di parte, partigiani, a questa iniziativa, perché vorrei ricordare - credo che l'onorevole La Spisa non intendesse parlare di scorrettezza in questi termini - che, l'anno scorso, l'emendamento veniva tipicamente marcato nel dire che dava esecuzione a quel protocollo d'intesa di cui parlavamo, del quale io personalmente riconosco il valore, e l'ho detto sempre in tutte le sedi. Sono del parere che quando un soggetto esprime e rappresenta un'istituzione, in quel momento ne è il legittimo rappresentante, dunque abbia un determinato valore.

Questo non significa che successivamente le battaglie politiche debbano essere portate avanti in maniera partitica o in maniera partigiana. Non voglio dare al termine una valenza negativa. In questo momento c'è o ci può essere (è un discorso che riprenderemo nella prossima finanziaria) una valenza complessivamente positiva che può interessare il lavoro di questo Istituto verso il quale penso che, alla prossima finanziaria, avremo modo di manifestare un atteggiamento unanimemente positivo e favorevole.

Il mio voto sarà un voto di astensione, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Intervengo sulla modalità di voto, Presidente, per chiedere anche io il voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 136.

(Segue la votazione.)

Prendo atto che i consiglieri Giorico, Porcu e Secci hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PILI - PISANO - -PITTALIS - RASSU - -SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA SIMONETTA - SECCI - SERRA - URAS.

Si sono astenuti: il PRESIDENTE SPISSU - UGGIAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 62

Astenuti 2

Maggioranza 32

Favorevoli 24

Contrari 38

(Il Consiglio non approva)

I lavori di questa mattina sono terminati, riprenderanno questo pomeriggio alle ore 15 e 30, come da calendario comunicato.

La seduta è tolta alle ore 13 e 58.