Seduta n.313 del 28/02/2003 

CCCXIII SEDUTA

Venerdì 28 febbraio 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA

indi

del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 10 e 10.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 14 gennaio 2003, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Mario Diana ha chiesto di usufruire di congedo per la giornata del 28 febbraio 2003.

Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Mozione COGODI - ORTU - VASSALLO NO alla guerra. Per la Pace". (101)

"Mozione FANTOLA - CORONA - MURGIA - CAPELLI - ONIDA - FLORIS sulla pace". (102):

Continuazione della discussione generale congiunta del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A), del disegno di legge "Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005" (384/A) e del documento "Note di programma 2003 - Articolo 3 bis, L.R. 11 maggio 1983, n. 11" (Doc. n. 47/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale congiunta dei disegni di legge numero 383/A e 384/A e del documento numero 47/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Signor Presidente, intervengo per chiederle se non sia opportuno sospendere i lavori per dieci minuti, in attesa che i colleghi raggiungano l'aula. Sono tutti in arrivo.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa, i lavori riprenderanno alle ore 10 e 30.

(La seduta sospesa alle ore 10 e 13, viene ripresa alle ore 10 e 42.)

Continuazione della discussione generale congiunta del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A), del disegno di legge "Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005" (384/A) e del documento "Note di programma 2003 - Articolo 3 bis, L.R. 11 maggio 1983, n. 11" (Doc. n. 47/A)

PRESIDENTE. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Calledda, che non è presente. Sono assenti anche i consiglieri Cugini, Biancu, Dettori Ivana e Dore. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, colleghi, vedendo l'entusiasmo con il quale il centrodestra sta facendo ressa per difendere questa finanziaria, io credo che dovremmo utilizzare un criterio diverso per giudicarla. E il criterio potrebbe essere quello di verificare il tasso di gradimento che la finanziaria stessa ha riscosso tra i componenti della maggioranza. Sarebbe opportuno valutare le affermazioni, i giudizi e i comportamenti che sono stati tenuti nei confronti di questo importantissimo e fondamentale documento da parte degli stessi proponenti, e quindi astrarci da quelli che sono i nostri personali convincimenti e utilizzare come parametro guida ciò che la sedicente maggioranza di centrodestra pensa del disegno di legge 383/A.

Se il nostro orientamento di voto e il nostro giudizio fosse basato, solo ed esclusivamente, su quanto i Gruppi politici e singoli consiglieri e Assessori del centrodestra hanno fatto e detto su questa finanziaria, non potremmo che dire che questa finanziaria è un disastro. Questa finanziaria andrebbe ritirata, con un atto di pudore e di buon senso, e riscritta. Ma se non venisse ritirata, né riscritta, andrebbe bocciata assieme alla Giunta e al suo Presidente. E siccome non mi pare che ci siano stati dieci consiglieri di centrodestra, ma neppure uno che si sia levato in quest'aula o fuori per dire che questa manovra è buona, giusta ed equa, la stessa andrebbe rasa al suolo. E mi verrebbe da dire, con un parallelismo di carattere biblico, che questa manovra è come Sodoma e Gomorra: iniqua, licenziosa e amorale, da radere appunto al suolo.

La Giunta regionale ha presentato una caterva di emendamenti alla sua stessa creatura. La Commissione bilancio ha bocciato l'articolo 14, l'ha bocciato in blocco, sappiamo quali sono i motivi, ci ritorneremo tra un attimo. L'onorevole Mario Floris, ex Presidente della Giunta, con questo stesso tipo di maggioranza, stronca la finanziaria, giudicandola invotabile, salvo poi, senza alcun motivo plausibile, decidere di votarla per senso del dovere.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pirisi, e' possibile avere un po' di silenzio anche qua dietro, per cortesia?

PIRISI (D.S.). Basta chiudere la tenda, Presidente.

PRESIDENTE. No, il problema non è chiudere la tenda, si deve fare silenzio.

PIRISI (D.S.). La ringrazio, Presidente. Dicevo che la Commissione bilancio ha bocciato l'articolo 14 in toto, dimostrando quindi - a partire dall'Assessore e dal Presidente che l'hanno proposto - che si può tagliare una parte o un'altra - e l'ha fatto la stessa maggioranza - senza che il disegno di legge ne abbia alcun danno e senza che questa manovra, quindi, abbia nocumento a causa dell'atteggiamento irresponsabile dei colleghi che dovevano rispondere con un dispetto ai mal di pancia dell'onorevole Floris.

"Questa è una manovra finanziaria disastrosa per la Sardegna, una finanziaria amorale" è stato detto in quest'Aula " Una finanziaria pericolosa per gli interessi dei lavoratori e dell'impresa, delle autonomie locali e del mondo della scuola e della cultura". Io credo che questa finanziaria sia il degno corollario, la logica espressione della maggioranza e della Giunta che l'ha pensata e partorita. E se non avessi una certa ritrosia a usare espressioni particolarmente forti, sarei portato a dire che si tratta di un mostriciattolo, figlio del più disinvolto e sfacciato mercimonio, sul quale si è fondata la nascita di questa maggioranza e delle Giunte che si sono succedute.

Questa finanziaria è la figlia legittima di una maggioranza e di una Giunta il cui collante programmatico è costituito da uno scellerato patto spartitorio - come ci ha ricordato anche l'onorevole Corda nel suo intervento - che ha raggiunto picchi di inusitata spudoratezza e che ha la sua scaturigine in una corrotta e vergognosa compravendita di voti e in contrattati e ben ricompensati cambi di casacca e di schieramento. Questa non è una legge finanziaria pensata e concepita in maniera organica per lo sviluppo della nostra Isola, per aumentare il tasso di occupazione e di crescita della nostra Regione, il potenziamento strategicamente pensato di un settore produttivo piuttosto che un altro. Si tratta, invece, di una legge composta da un'accozzaglia di norme disorganiche, senza un filo conduttore che si riesca pur minimamente a intravedere e che le tenga collegate tra loro e le armonizzi. E' vero, è un fatto gravissimo, non avete fatto alcun tipo di concertazione né con le parti sociali, né con il sistema delle autonomie locali, tant'è che avete ottenuto lo splendido risultato di una stroncatura corale e generalizzata di tutte le componenti della società sarda: dal mondo delle imprese ai sindacati, dal mondo della campagna ai pescatori, dal mondo della scuola e della università a quello dello sport, della cultura e così via dicendo.

Ma la parola concertazione deriva da concerto, da concertare, ed evoca rapporti armonici, armonia di suoni, complementarietà di strumenti accordati che suonano lo stesso spartito e sono guidati da un direttore d'orchestra. La concertazione, quindi, la può fare chi ha un po' di orecchio e qualche idea musicale. Di questo non vi è traccia né nella maggioranza, né nella legge finanziaria, né tra voi, colleghi del centrodestra. Io non ho idea di come andrà a finire adesso, come dire, questa disamistade che si è creata tra Siniscola e Sedilo, a proposito di accordi che sono stati stipulati, pare, all'interno di questa maggioranza, ma mi domando: se non siete in grado neppure di rispettare la parola tra di voi, quale speranza può avere il popolo sardo che rispettiate gli impegni che sono stati assunti durante la campagna elettorale? Quale speranza ha il popolo sardo che la vostra smania di creare il nuovo, di cambiare, di dare il senso vero di cosa significa governare, possa essere da voi portata avanti? Ci troviamo di fronte ad un flop clamoroso, come già è stato detto, ci troviamo di fronte alla sanzione della vostra incapacità di governare e di dare risposte ai problemi del popolo sardo.

Voi non create sviluppo e perpetuate la povertà e la miseria di certe aree della nostra regione, con la complice acquiescenza di importanti settori di questa maggioranza che dicono di provenire, e geograficamente provengono dalle aree a forte ritardo di sviluppo. Si accontentano di una manciata di miliardi di vecchie lire per poter fare clientelismo liberamente e non levare la voce a difesa di quelli che sono gli interessi reali delle terre svantaggiate, gli interessi reali della nostra Isola.

Il divario tra le cosiddette aree forti, cosiddette perché fortissime non sono, e quelle che però sono realmente deboli è destinato inesorabilmente a crescere, in assenza di un progetto pur minimo di sviluppo armonico della nostra Isola e di una concreta politica di riequilibrio. Le avete annunciate, avete blandito i sardi con queste parole d'ordine, ma non avete realizzato niente che andasse in questa direzione. L'indebitamento ha raggiunto livelli inimmaginabili in passato, avete urlato contro i circa 3.000 miliardi di indebitamento e, come ci ha ricordato il collega Falconi nella sua relazione, oggi siamo passati a 5.834 miliardi di euro, una cifra folle, con il raggiungimento, come ha ricordato appunto il collega Falconi, per il 2005, di un rateo annuale che sarà pari a 619 milioni di euro, oltre il quale c'è la bancarotta. E voi ci state portando esattamente verso quel baratro.

Qualcuno si è spinto a dire, in modo rocambolesco, e direi quasi surreale, che sarebbe iniziata la politica di contenimento della spesa, confondendo la incapacità di questo Esecutivo di contrarre i mutui, che erano stati già decisi, con la politica del rigore, la incapacità confusa, con un progetto di rientro. E' veramente un qualcosa di surreale. Voi state dissipando la storica occasione che è costituita dai fondi comunitari.

L'onorevole Pili si è esaltato per avere rendicontato cifre enormi: "Siamo i primi nel Mezzogiorno, davanti all'Unione Europea". La verità è che quel rendiconto è avvenuto con i cosiddetti progetti sponda, ma nelle scelte compiute non vi è organicità e non c'è un programma, e ce ne renderemo conto, come veniva ricordato anche ieri dal collega Orrù, nel proseguo di questi anni.

Oggi andate stancamente avanti, mettendo in essere qualche autentico imbroglio illegale, onorevole Assessore, per quanto attiene i fondi strutturali e le risorse del POR, ma di questo avremo modo di parlare nel proseguo del dibattito, quando entreremo nel merito delle questioni che attengono, appunto, alla programmazione negoziata.

Di fronte alla stagnazione nella quale la nostra Isola si trova - e al rischio di andare verso la recessione - voi dimostrate una totale incapacità di spendere le risorse. E` stato ricordato, circa il 60 per cento degli stanziamenti vanno a residuo. E` una responsabilità enorme che avete, di fronte alle imprese e di fronte al mondo del lavoro. In particolare, nel settore di lavori pubblici, abbiamo 2.229 miliardi di vecchie lire di residui, che sono il triplo della competenza per il 2003. Ma vi è un'altra serie di questioni che dovrebbero essere affrontate e che saranno sviscerate con più calma ed approfondimento nel proseguo della nostra discussione.

Ma vi sono alcune cose che io qua voglio richiamare, le hanno già richiamate altri, ma io le voglio ricordare. Il capitolo relativo all'ambiente è ormai ridotto ad una mera enunciazione. Voi qui ci avete detto, colleghi della maggioranza e Presidente Pili, che abbiamo una risorsa inesauribile, sulla quale puntare il nostro sviluppo: ambiente e turismo.

Io voglio ricordare all'Assessore, visto che non ci sono gli Assessori competenti, che avete tuonato, tempo fa, contro il Governo nazionale perché non ritirava il decreto sul Parco Nazionale del Gennargentu. Ci avevate promesso che sareste intervenuti per correggere una stortura che era stata fatta dal centrosinistra, oggi vi qualificate per l'inerzia totale e ci troviamo di fronte ad un fatto gravissimo: il decreto sul Parco Nazionale del Gennargentu c'è, stiamo perdendo risorse importanti che potrebbero arrivare in quei territori, e stiamo subendo la parte, diciamo così, più negativa. I vincoli li state applicando. L'Assessore dell'agricoltura, qualche giorno fa, ad una richiesta di autorizzazione, per la realizzazione di un agriturismo, nel Comune di Tonara, ha risposto con un diniego in quanto, in quella zona, ci sono i vincoli del Parco Nazionale del Gennargentu.

Io non so se i colleghi siano al corrente di questo, anche se la stampa ne ha dato notizia, la verità è che, anche sotto questo profilo, siete latitanti, che non avete in testa nessuna idea per dare delle risposte a quei territori, e lasciate che i vincoli persistano e non date risposte in senso positivo. Anche questa e` una questione che avremo modo di discutere in maniera approfondita.

A proposito di enti locali, ieri, in quest'Aula, il collega Pisano, ha indossato la fascia tricolore e voleva assumere il ruolo di colui che difende gli enti locali. La manifestazione dei sindaci, collega Pisano, era contro questa maggioranza, era anche contro di lei, era contro tutti quanti voi che state mortificando il ruolo e la funzione degli enti locali e non riuscite a dare delle risposte positive. Noi l'abbiamo detto in altra sede, ed è stato ribadito anche nei giudizi espressi dalla Commissione, che sarebbe opportuno - per esempio - che ci fosse un incremento consistente dei fondi della legge 25 a favore degli enti locali, ma è evidente che questo voi non lo accettate perché non potreste fare il clientelismo che ormai vi si sta connaturando in maniera assolutamente indelebile. Quindi gli enti locali non potevano essere rappresentati da un sindaco che ha un doppio ruolo: da un lato vessatore nei confronti dei comuni, e dall'altro lato, con una bella faccia tosta, difensore degli stessi.

Io credo che ci siano diverse questioni che saranno poi affrontate nel proseguo del nostro dibattito. Concludo ritornando su una questione che ho accennato all'inizio. L'onorevole Floris, che ha accusato il Presidente Pili di "cesarismo", è stato "detronizzato" con un'azione che si richiama un po' al dramma shakespeariano "Giulio Cesare"; è stato, dai congiurati, buttato a terra e, a questo punto però, si riteneva che dovesse uscire dalla scena. Da Shakespeare invece andiamo a Beautiful, dove gente che sembrava morta poi rivive, ed oggi l'onorevole Floris vuole restituire la pariglia a chi ha svolto quel ruolo di congiurato.

Io ritengo, onorevole Floris, che lei dovrebbe essere conseguente fino in fondo con le cose che ci ha detto. Se questa manovra finanziaria ha le caratteristiche che lei ha denunciato, io credo che lei dovrebbe essere conseguente e rispedirla al mittente, e dire che deve essere riscritta, e quindi bocciarla assieme all'Esecutivo che è espressione della maggioranza di cui anche lei fa parte.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, pochi minuti. L'altro ieri, un collega del centrodestra mi diceva, entrando in Aula: "non c'è gana", cioè non c'è voglia. Esprimeva uno stato d'animo che è visibile nel modo un po' spento in cui questo dibattito si è sviluppato l'altra sera, ieri ed anche oggi.. Esprimeva uno stato d'animo dei colleghi del centrodestra, quasi di arrendevolezza, di incapacità di prendere ancora gusto alla battaglia politica; esprimeva lo stato d'animo che è visibile oggi in Aula, cioè di indifferenza.

La Giunta è rappresentata solo dall'Assessore della programmazione, lasciato quasi sempre solo, come fosse l'unico che deve rispondere di questa manovra finanziaria.. Devo dire che, in nove anni di presenza in questo Consiglio, non ho mai vissuto un dibattito così spento, così indifferente, così opaco, come quello che si sta svolgendo su questa manovra finanziaria.

L'attenzione, forse anche dell'opinione pubblica, non è rivolta a capire se questo Consiglio saprà o non saprà migliorare questa manovra finanziaria. C'è più attenzione per quello che farà Floris. "Uscirà o non uscirà dalla maggioranza? Toglierà o non toglierà gli Assessori? Uscirà dalla maggioranza e magari si dimenticherà qualche Assessore o qualche Presidente di ente?", un po' come era successo a Fantola che, nella legislatura precedente, uscì dalla maggioranza ma si dimenticò gli Assessori in Giunta.

Floris non uscirà mai dalla maggioranza, tanto meno in questo anno e mezzo, perché l'U.D.R., se perde l'Ente Foreste o se perde l'Esaf, non so con quale strumento riuscirà a dialogare con la gente, visto che sono gli unici strumenti attraverso i quali riesce ad avere un rapporto con i cittadini sardi.

L'altro interrogativo è: "Cosa farà Ladu? Sarà leale oppure no?". Ed è una contraddizione in termini chiedere a Silvestro di essere leale. Il collega Onida sa bene che non si può chiedere lealtà nei confronti di un collega a chi non è stato leale con gli elettori che l'hanno mandato a far parte di questo Consiglio.

C'è un dibattito stanco, spento, che non affronta i problemi che sono all'ordine del giorno. C'è un atteggiamento di disinteresse totale da parte della maggioranza ed è incomprensibile, perché questa manovra è riuscita almeno in un unico intento, che è quello di mettere d'accordo tutti. Non c'è una parte istituzionale, dai Comuni alle Province, anche quelle governate dal centrodestra, che sono venute in Commissione, ad esprimere anche le loro proteste, per la proposta che veniva loro avanzata, non solo perché non c'era stata la concertazione e il coinvolgimento di questi livelli istituzionali, ma per come la proposta è stata poi avviata ed approvata, non c'è una parte sociale, anche quella costituita dai soggetti che il centrodestra dice di voler tutelare, che non abbia espresso il suo dissenso su questa manovra finanziaria, e l'unica cosa che si è riusciti a fare è mettere d'accordo tutti sul fatto che è una manovra finanziaria che non risponde agli interessi della gente.

Ma, di fronte a questo, perché non c'è da parte anche dei colleghi un sussulto di orgoglio e non si prende atto di una situazione che si è creata in questo Consiglio, nella nostra Sardegna? Non c'è perché io credo che al Presidente Pili non interessi cosa succederà in quest'Aula o che la manovra sia bocciata in questo o quell'altro punto. Non gli è interessato cosa è avvenuto al Dpef che è stato ucciso dal dibattito e dal voto in Aula; non gli è interessato che l'Aula l'abbia sconfessato su un argomento così importante e qualificante come la questione dell'acqua, non gli interesserà se, nel vuoto in Aula su questa finanziaria, ci sarà un'ulteriore sconfessione della Presidenza e della Giunta. Al Presidente Pili interessa esclusivamente che, in una battaglia interna al centrodestra, lui possa arrivare, in sella al cavallo, o ad un ronzino, perché continuando con questa politica non so se avrà un cavallo, al prossimo appuntamento elettorale del 2004. Questo è quello che interessa a Pili, per cui che nell'Aula ci sia un giudizio negativo o positivo, che ci sia una critica eccessiva oppure no, che le forze sociali siano o no d'accordo, che i sindaci vengano qui a protestare, che le province si lamentino, non ha importanza. Che su qualcosa, in molte occasioni, forse cada, come è caduta l'anno scorso, la Giunta, nella finanziaria, non gli interessa, l'importante è comunque poter rimanere in piedi sino al momento in cui si dovrà decidere chi sarà il prossimo leader del centrodestra per le prossime elezioni regionali, e quindi vincere una battaglia all'interno del centrodestra.

Tutto ciò che avviene in Sardegna, tutto ciò che avviene in questa finanziaria poco interessa. Questo è quello che sta avvenendo in questi giorni, ed allora, vedete, quella che mi dicono che è la minaccia di Pili: "State attenti, o si approva una manovra comunque, anche una manovra che non va bene a nessuno, o si va allo scioglimento del Consiglio", quella che pare una minaccia, è l'unica vera terapia che si può offrire in questa situazione. Non è una minaccia, è l'unica vera terapia di cui dovremmo prendere atto.

So bene che si dirà " Ma sì, si dice tanto per dire,,tanto poi alla fine, siccome sono in gioco anche gli interessi personali, oltre che di partito e di Gruppo, che sono in gioco, non si arriverà a nulla" ma questa è l'unica vera terapia che oggi si potrebbe offrire alla nostra Sardegna, altrimenti saremo condannati a trascinare questa legislatura per un anno, sino all'appuntamento elettorale nel quale i giochi tra le parti saranno fatti e avremo, però, un ulteriore impoverimento della nostra Isola ed un ulteriore danneggiamento della nostra realtà socioeconomica. Vedete, noi nella precedente legislatura siamo stati capaci di dividerci tante volte e di aprire tante crisi,, ma un collega diceva: "Palomba, però, aveva la dignità di dimettersi, quando prendeva atto che non c'era una maggioranza che lo sosteneva" e noi abbiamo pagato la litigiosità del centrosinistra, non perdendo le elezioni, perché voi sapete che non le abbiamo perse, ma non vincendole. L'abbiamo pagata cara, e però, nell'ultimo anno e mezzo, un po' tutti si riconosceva a quella Giunta la capacità di aver avuto un sussulto di orgoglio e di aver prodotto, nell'ultimo anno e mezzo, in termini forse anche di atti legislativi, più di quanto produrremo in questa intera legislatura. Fu un anno e mezzo nel quale, forse, l'orgoglio delle forze di governo del centrosinistra le portò a produrre, e le leggi di cui parliamo oggi, le leggi che vengono a sollecitarci i sindaci, gli amministratori locali, le forze sociali, sono le leggi che abbiamo prodotto in quell'anno e mezzo di fine legislatura.

Voi, invece, anche adesso, pur essendo la finanziaria forse l'ultima occasione che viene offerta al centrodestra, per dimostrare qual è il suo programma di governo, arrivate con questo atteggiamento, e con una finanziaria che - ripeto - non riesce a rispondere a nessuno degli interrogativi che pone la gente, che pongono le forze sociali.

Ed allora, io credo - lo dico non a voi, lo dico a me e ai colleghi della mia parte politica - che noi saremo condannati ad un anno e mezzo nel quale si continuerà con questo atteggiamento, si continuerà a parlare di Ladu, di Onida, di Floris, di Pili, che sembra disinteressato a ciò che succede, come se fosse qualcosa che non riguarda lui, si continuerà a discutere se magari la nomina di Nino ha risolto i problemi di Forza Italia, se qualche malessere, che c'è stato e che ha prodotto qualche sconquasso precedentemente, sarà superato oppure no, si parlerà di questo, ma non si parlerà dei problemi della gente. Non si discuterà del fatto che ci siano o non ci siano risorse per le imprese, non si discuterà se continuare o non continuare a perseguire le politiche per il lavoro, non si discuterà se questa sia o non sia una manovra che offende gli enti locali e che taglia le risorse della 25, della 19 e così via.

A noi, io credo, questo dovrebbe servire a riflettere sui danni che abbiamo fatto con la nostra litigiosità, consentendo a questo centrodestra - consentitemelo, non è offensivo - di poter accedere al governo di questa Regione, e di non aver dimostrato nulla, perché il distacco tra ciò che dite e ciò che fate è così enorme che lo vedono tutti, anche i ciechi. A noi serve riflettere per capire che, in questo anno e mezzo, non c'è bisogno di un'opposizione che faccia gazzarra, non c'è bisogno di un'opposizione che si divide. C'è bisogno di un'opposizione sobria, che non urla, che sappia, nel fare l'opposizione, anche indicare una strada diversa da quella che oggi ha indicato il centrodestra, e quindi sappia fare proposte, come stiamo facendo anche con la presentazione degli emendamenti, e si faccia carico, pur essendo all'opposizione, di essere forza di governo e di interpretare le richieste che vengono dagli enti locali, dal mondo del lavoro, dalle forze sociali, presentando emendamenti, facendo battaglie e sperando che queste battaglie si vincano. Siamo una forza che oggi è all'opposizione, ma che si candida a governare, mantenendo l'unità e soprattutto la sobrietà dell'opposizione, come, secondo me, abbiamo dimostrato anche in questi giorni, anche presentando tre relazioni di minoranza, ma che comunque esprimono la stessa impostazione, candidandoci, quindi, in questa situazione a potervi sostituire, visto che non si riesce ad imporre quella terapia che, come dicevo, sarebbe la più necessaria: andiamo a casa subito, torniamo a far votare la gente, candidandoci per l'anno prossimo ad essere forza di governo.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne la facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Intervengo molto rapidamente per aggiungere, alle altre voci dell'opposizione, una voce di forte dissenso e condanna di questa maggioranza e di questa finanziaria che si sta discutendo in un momento particolarmente travagliato non solo per la nostra Regione ma anche per lo scenario internazionale. Stiamo tutti quanti vivendo momenti difficili, di tensione, di grande preoccupazione e credo che siamo chiamati un po' tutti ad esprimere segni di dissenso nei confronti dei venti di guerra che stanno spirando a livello internazionale. Martedì, discuteremo le mozioni contro la guerra, e sarà un momento importante per questo Consiglio, spero di forte unità, che interrompa il dibattito stanco e molto controverso di questo avvio di discussione della finanziaria. Mi auguro che vengano da questo Consiglio segnali in direzione della condanna di tutti i tentativi di risolvere con la guerra questo che non si può definire conflitto ma scusa per un conflitto internazionale, segnali veramente forti in direzione della pace.

Annuncio intanto all'Aula che, da stamattina alle nove, nella finestra del mio ufficio - lo dico in questa sede - è appesa la bandiera della pace e spero che questo non offenda nessuno.

COGODI (R.C.). Avverti che ce n'è un'altra, che c'è da una settimana.

PINNA (Gruppo Misto). Questo mi fa piacere, non l'avevo vista!

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, per cortesia prosegua col suo intervento. Onorevole Cogodi, per cortesia.

COGODI (R.C.). Volevo farlo sapere.

PRESIDENTE. Sì, l'abbiamo sentita, onorevole Cogodi. Per cortesia, faccia svolgere l'intervento.

PINNA (Gruppo Misto). E` una buona idea questa, collega Cogodi, perché visto che non la possiamo esporre nei pennoni ufficiali del Consiglio, può essere un invito a tutti i colleghi perché mettano nel loro ufficio la bandiera della pace. Sarebbe una buona iniziativa.

FRAU (A.N.). Io ho sempre il Tricolore a casa mia!

PINNA (Gruppo Misto). Anche quello, però non solo quello. Entrando nel merito della manovra di bilancio, che comunque non potrà non subire gli effetti della situazione internazionale, se non altro perché questa è una guerra per il petrolio, una guerra che influirà sostanzialmente sul mercato internazionale delle materie prime energetiche. Credo che, di fronte a queste situazioni, noi dovremmo essere più attenti e avere un'idea più chiara dello sviluppo della nostra Regione. Purtroppo, questa maggioranza sembra non curarsi di questi problemi di carattere generale e il problema non è solo il modo in cui la maggioranza sta seguendo i lavori del Consiglio o l'assenza quasi totale della Giunta regionale, ma gli oltre tre mesi di ritardo con i quali questa manovra arriva in Aula, e il lavoro penoso che è stato portato avanti dalle Commissioni, dove si è assistito a tutta una serie di situazioni veramente penose per quanto riguarda la maggioranza. Al di là delle assenze, mi riferisco in particolare alle relazioni di molte Commissioni che, quando non bocciano esplicitamente la manovra finanziaria, comunque esprimono un giudizio pesantissimo. Tra tutte le relazioni che sono state presentate dalle Commissioni voglio leggere, per ricordarlo a tutti quanti, un passaggio della relazione dell'ottava Commissione che è stato approvato all'unanimità, quindi dalla maggioranza e dall'opposizione. Nella fase introduttiva di questa relazione si legge che, in linea generale, la manovra finanziaria proposta dalla Giunta appare non sufficientemente ispirata da reali prospettive di sviluppo del sistema economico e sociale dell'Isola, ciò a causa della notevole prevalenza delle spese correnti rispetto alle spese per gli investimenti, nonché del forte indebitamento, con conseguente penalizzazione delle principali leggi settoriali di incentivazione, non escluse quelle rientranti tra le competenze dell'ottava Commissione.

Ecco, su queste competenze mi vorrei un attimo soffermare, signor Presidente, perché quanto è avvenuto nella terza Commissione, con la bocciatura dell'articolo 14 della finanziaria, è davvero l'emblema di come questa maggioranza è allo sbando, di come questa maggioranza non ha un collante politico e un'idea di sviluppo della società sarda, ma vive di dispetti, vive di gestione di litigi interni alla maggioranza e di ripicche: bisogna colpire l'Assessore della cultura per colpire il suo leader, e questo avviene nell'incuranza totale del fatto che si è colpito uno dei settori fondamentali della Sardegna e della società sarda che è il settore culturale. Con la bocciatura di questo articolo si è dimostrata la sensibilità della maggioranza rispetto a queste problematiche e come si confondono le beghe interne di potere di questa maggioranza con i reali interessi della Sardegna.

Io mi auguro che il Consiglio voglia modificare questa decisione della maggioranza, mi auguro che le stesse proposte migliorative fatte dall'ottava Commissione possano essere recuperate nella finanziaria, diversamente ci apprestiamo a dare un colpo mortale a un settore vitale per la nostra Regione, per lo sviluppo della società sarda, che è il settore della scuola, della formazione, della cultura, dello spettacolo e così via.

Quello che è stato poi notato nelle Commissioni e che qua probabilmente non è stato evidenziato, nelle forme e nelle reali dimensioni di contestazione delle parti sociali, è la mancanza totale di concertazione. Il Presidente Floris, da questo punto di vista, ha ragione di continuare ad insistere nei confronti del Presidente Pili, che continua a fare una gestione personalistica, sprezzante delle parti sociali, ma evidentemente sprezzante anche della sua maggioranza, perché le contestazioni sono venute dalle parti sociali, dalle associazioni produttive, ricordo la relazione presentata in sesta Commissione dal Presidente della Confindustria, che non è certo una persona vicina al centrosinistra, ma che ha dato un giudizio pesantissimo, per certi versi io credo vicino all'offesa, sul modo in cui questa maggioranza si è comportata nei confronti dei settori produttivi.

Per non parlare poi degli enti locali. Credo che quanto è avvenuto ieri, al di là della messinscena fatta dal collega Pisano, sia un problema che la maggioranza non può sottovalutare perché la situazione degli enti locali, e soprattutto dei piccoli comuni, è a livello di tracollo, e non possiamo consentire che questo possa avvenire, con una riduzione, rispetto al passato, di quasi 100 milioni di euro da destinare agli enti locali. Sarebbe davvero il tracollo per le nostre autonomie locali e mi auguro che questo possa essere corretto in Aula.

Quindi, questa è una manovra che si presenta disastrosa, contraddittoria rispetto alle stesse linee generali indicate nel Dpef. La verità è che in questa maggioranza, nella manovra finanziaria, manca un'idea generale dello sviluppo, ma soprattutto manca una maggioranza, perché questa maggioranza è allo sbando. L'intervento dell'onorevole Floris è sintomatico non tanto dell'esigenza di correggere le politiche e la capacità di attuazione di questa maggioranza, ma è sintomatico di come, all'interno di questa maggioranza, tutto si gioca sulla spartizione di potere, ed è un avvertimento, perché tutto si può risolvere, e lui spera che si possa risolvere, non ritirando il suo Assessore ma aggiungendone un altro. Questo è l'unico legame che vi tiene insieme e che è d'altro canto il DNA di questa maggioranza, che non è nata, come diceva il collega Diana che oggi non é in Aula, perché ha vinto il centrodestra - questa è una assurdità logica - ma semplicemente perché alcuni consiglieri regionali, eletti nel centrosinistra, hanno cambiato bandiera, per i motivi poco nobili che tutti conosciamo. Perché l'unico legante che vi tiene uniti è l'occupazione del potere e direi anche l'abuso del potere, perché qua si sta, per certi versi, trascendendo.

Io non so se si tratta di una notizia vera, ed è un riferimento direi irrisorio, ma lo voglio fare perché, se questo fosse vero, sarebbe sintomatico di come questa maggioranza sta occupando il potere, di come questa maggioranza considera la cosa pubblica una cosa privata. L'uso, fatto ieri, se questo risultasse vero, di una macchina della presidenza della Giunta, per andare a prendere il commissario di Forza Italia sotto le scale dell'aeroporto di Elmas, sarebbe veramente sintomatico di come si sta utilizzando la cosa pubblica per interessi privati. Poi evidentemente si può...

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Lei di queste affermazioni risponde in altre sedi.

PINNA (Gruppo Misto). Certo che ne rispondo!

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Questo è un reato.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, per cortesia. Onorevole Pittalis, per cortesia, questa non è la sede opportuna per definire i reati. Per cortesia, onorevole Pinna, si rivolga al Presidente, continui il suo intervento, per cortesia.

PINNA (Gruppo Misto). Allora mi rivolgo al Presidente, per dire al collega Pittalis che io ho riferito una notizia riportata da un quotidiano regionale, aggiungendo che, se questo è vero, siamo veramente alla Repubblica delle banane, e se lui pensa che le banane non ci siano, faccia pure, si rivolga a chi ritiene più opportuno rivolgersi, come ha tentato di fare qualche altro suo collega per altri problemi che abbiamo denunciato.

(Interruzione dell'onorevole Pittalis)

SPISSU (D.S.). C'è tutti i giorni sul giornale!

PINNA (Gruppo Misto). I risultati hanno dimostrato il contrario, caro Pittalis. Allora, credo che questo modo di gestire la Regione stia portando davvero a limiti insopportabili, all'incapacità addirittura di attuare le stesse cose che voi dite, perché la capacità di spesa che avete dimostrato, anche nel corso dell'esercizio precedente, che vi ha portato a spendere meno del 40 per cento delle risorse impegnate, è sintomatica di come la vostra attenzione non sia rivolta certamente a creare efficienza, a creare una Sardegna di qualità, come qualcuno, negli spot pubblicitari, continua a dire.

Vi manca la cultura di governo, vi manca la capacità di utilizzare perfino gli strumenti che avete trovato per creare opportunità di sviluppo nella nostra Regione. Nessuna riforma, nessuna nuova norma per sostenere lo sviluppo, per sostenere l'occupazione siete stati in grado di portare avanti, avete gestito tutto, dall'intesa Stato-Regione al quadro comunitario di sostegno, a tutte le altre leggi di settore, tutto quanto vi ha lasciato il centrosinistra, e dovete sapere che, se qualche risultato è venuto, come quello importante della legge "36", certamente non è frutto della capacità di elaborazione e di governo che voi avete dimostrato. E questo succede un po' in tutti i settori, perché voi volete, come liberisti, dite, privatizzare tutto, e di questo riparleremo nel corso della discussione della finanziaria. Avete privatizzato o tentato di privatizzare perfino le bonifiche ambientali, realizzando un grande flop, perché non siete riusciti a mettere in atto nessuna delle cose che avete detto. Avete raggiunto soltanto il risultato di mortificare le società pubbliche qualificate, anzi quelle società pubbliche che non potevano essere prima utilizzate, adesso devono fare i subappaltatori per le società private, e questo mi sembra davvero un fatto sintomatico di come voi siete incapaci di realizzare le cose. E questo vale anche per quanto riguarda gli interventi in tutti i settori della nostra Regione.

Io voglio fare un riferimento, perché su questo poi ritorneremo, ad una cosa che, come sapete tutti, mi è molto cara e che rischia di essere vanificata per la vostra incapacità, per la vostra inefficienza o per la vostra intenzione premeditata di non portare avanti un'ipotesi di sviluppo finanziata dallo Stato, che tutti i cittadini, le comunità, hanno chiesto e voluto.

Presidenza del Presidente Serrenti

(Segue PINNA.) Mi riferisco all'attuazione e alla costituzione del Consorzio per il Parco Geominerario. Su questo non avete certamente la scusa che sia qualcosa calata dall'alto, perché è stata voluta della gente. Ebbene, voi state tenendo i soldi fermi in banca, nonostante i sindaci continuino a fare assemblee per sollecitare l'attuazione di questo progetto, nonostante le associazioni facciano continuamente comunicati. Domani verrà presentata una petizione popolare, con 10.000 firme, alla Giunta regionale, in particolare al comitato provvisorio presieduto dall'Assessore dell'ambiente, che continua a confondere il suo ruolo di assessore con il suo ruolo di Presidente di un organismo istituito con una legge nazionale e con un decreto nazionale. Non tenete conto del fatto che perfino il Consiglio, con la risoluzione unitaria della Commissione Cultura, ha detto a gran voce unitariamente che non potete continuare a tenere congelate queste risorse, perché questo è l'esempio più concreto di come voi bloccate ogni ipotesi di sviluppo. Il consorzio di gestione del parco potrebbe, senza esagerare, facciamo un numero che è la metà dell'organico degli altri consorzi di parchi a livello nazionale avere un organico di 50 unità; queste 50 unità, che sono non certo persone che devono svolgere attività produttive, ma devono intervenire per creare condizioni di promozione di quei territori; ebbene, queste persone sono costrette ad emigrare, sono costrette ad andarsene, perché voi non riuscite ad utilizzare neanche queste opportunità, con i finanziamenti trasferiti dallo Stato.

Insomma, la maggioranza - o perché è incapace o perché ha spirito di rivalsa o perché vuole in qualche modo cancellare il nuovo che può creare prospettive alla nostra Regione - non è capace di realizzare nulla nell'interesse della nostra Regione. Non so se questo Consiglio, dopo la finanziaria, dovrà andarsene a casa o continuerà a vivere fino alla sua scadenza naturale. Certamente, quello che importa e che noi tenteremo di fare è fare in modo che questa manovra venga, se non bocciata (speriamo bocciata), ma se non bocciata sostanzialmente cambiata; ma soprattutto quello che noi auspichiamo è che se ne vada a casa questa maggioranza che tanti danni sta creando alla Sardegna.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intanto devo ringraziare i colleghi dell'opposizione per questo esame della manovra che è stato fatto, e ovviamente, tanto più vedo che piovono critiche e vengono lanciati strali da parte dell'opposizione, tanto più questo mi incoraggia, perché se ci fossero state condivisioni significherebbe che probabilmente questa manovra è fatta male, è sbagliata. Quindi tanto più viene criticata, tanto più ci si lamenta, ci si duole dell'incapacità di chi governa nel predisporre la manovra finanziaria, tanto più io sono convinto che questa, tutto sommato, è una buona manovra. Quindi, grazie dell'incoraggiamento che ci avete dato con le vostre critiche, perché arrivano proprio puntuali per dirci che abbiamo fatto cose ben fatte.

Dobbiamo capire tutti quanti quali sono i punti centrali di questa manovra finanziaria. Cioè l'indebitamento è un problema o non è un problema? I tagli sono un problema o non sono un problema? Dovremmo cercare di capire, se ci fosse l'opportunità di dialogare, qual è il punto centrale di questa manovra: cercare di tutelare l'aspetto dell'indebitamento, in maniera tale da consentire, per il futuro, che ci siano risorse adeguate per garantire una qualche attività di sostegno ai tessuti produttivi? Se questo è l'elemento centrale, che noi abbiamo ritenuto essere tale, la manovra finanziaria di quest'anno va nella direzione della ricerca del risanamento della finanza regionale. Si è detto, da parte dell'opposizione, che è pura follia o utopia pensare di essere riusciti a raggiungere questo risultato. Noi non diciamo che abbiamo risanato la finanza regionale, però diciamo - e queste sono le cifre di bilancio, poi chi le sa leggere le legga per quello che sono, ma ovviamente con onestà intellettuale - che i dati, che sono contenuti negli atti e nelle carte allegate, o sono veri, ed allora vanno letti per quello che sono, oppure sono falsi, però si dica che sono falsi nella misura in cui rappresentano dati non corrispondenti al vero. Basta fare il confronto tra i dati finali degli stanziamenti del 2002 e i dati finali degli stanziamenti del 2003, che si possono leggere nei documenti che sono stati messi a disposizione, per individuare che il disavanzo di amministrazione si riduce nella misura che avevamo detto, e cioè di 458.000.000 di Euro, e quindi in misura pari al 9 per cento dell'indebitamento complessivo, quale risultava alla fine dell'esercizio precedente. Questi sono i dati, e se poi ci si vuole ancora agganciare a quello scontro ideale che esiste tra maggioranza ed opposizione, per dire tutto che tutto quello che fa la maggioranza è fatto male e tutto quello che viene detto dall'opposizione è detto bene, certamente noi non stiamo facendo politica, voi non state facendo politica, perché nessun tipo di contributo date a questa maggioranza.

Noi riteniamo che il punto centrale fosse - come dicevo prima - quello di indirizzare la spesa pubblica verso il suo contenimento, in maniera tale da consentire - come ho detto prima - per il futuro, anche un agevole possibilità di intervento nei processi di sviluppo e di crescita. Ne siamo tanto convinti che la manovra di quest'anno, globalmente, ha una massa di risorse in spendita di circa 400 milioni di Euro inferiore. 800 miliardi che sono stati sottratti al circuito della spesa proprio perché si è andati nella direzione del risanamento. Se le censure che vengono proposte dall'opposizione fossero assistite dalla buona fede, avremmo dovuto rimettere in circolo questi altri 800 miliardi di risorse per finanziare il piano straordinario del lavoro nella misura richiesta, per dare maggiori risorse agli enti locali, quindi non solo con la conferma dei precedenti stanziamenti per la legge 25 ma addirittura incrementando le risorse, avremmo dovuto ancora intervenire a sostegno dei settori produttivi, come viene richiesto dal mondo della produzione. Avremmo dovuto intervenire ancora nei vari settori. Si può fare anche questo e probabilmente a questo arriveremo, con gli emendamenti che arriveranno in Aula e che saranno presentati dall'opposizione come dalla maggioranza, ma credo che un Consiglio regionale e forze politiche veramente responsabili, dovrebbero fare barricate qui in Aula per non presentare emendamenti in modo da non incrementare l'indebitamento e per non mantenerlo a livelli così alti. Ma mentre da una parte si lamenta l'eccessivo indebitamento, sicuramente da quella stessa parte arriveranno - perché ne sono sicuro - emendamenti che impegneranno la Regione per ulteriori centinaia e centinaia di milioni di Euro, se questa maggioranza e questo Consiglio avranno la debolezza di accettare. Bisogna fare delle scelte, colleghi, e queste scelte coinvolgono tutti quanti.

Si è parlato di ritardi nella presentazione della manovra finanziaria. È vero, ci sono stati dei ritardi e la responsabilità non può che, nella massima parte, attribuirsi alla maggioranza che vive momenti abbastanza travagliati che hanno portato certamente a questo tipo di risultati.

(Interruzioni)

Sto cercando di dire cose serie, gradirei non essere interrotto! Certamente, nell'ambito dei ritardi e delle cose importanti, una volta, una sola volta che l'opposizione si sarebbe potuta distinguere quanto a tempestività - mi sto riferendo in questo momento alla questione della Manifattura Tabacchi - per portare in discussione, in Aula, lo schema di norma di attuazione dell'articolo 14 dello Statuto, che prevedeva l'istituzione di una Commissione paritetica, per l'individuazione tra Stato e Regione dei beni da trasferire al patrimonio regionale, ha lasciato che questo provvedimento rimanesse fermo per un anno, forse anche più di un anno, nei cassetti della Prima Commissione. Oggi - meno male - e solo oggi, grazie all'intervento dei deputati e dei parlamentari sardi, della maggioranza e dell'opposizione, che questa volta non si sono divisi, e della maggioranza parlamentare nazionale che ha votato quel provvedimento, noi abbiamo recuperato la Manifattura Tabacchi. Se la norma di attuazione dell'articolo 14 dello Statuto fosse stata operante, tutti questi problemi che sono stati creati e che, strumentalmente, sono stati utilizzati per dare addosso a questa maggioranza e a questa Giunta, non ci sarebbero stati. Questa è solo una responsabilità legislativa, non era una responsabilità dell'Esecutivo, e la responsabilità dei ritardi, per una volta non è imputabile alla maggioranza.

Quindi chi è senza peccato scagli la prima pietra! Il vero problema, colleghi della maggioranza e dell'opposizione, è che, in questa legislatura, una legge elettorale voluta da altri - e chi l'ha voluta lo sappiamo tutti quanti - non ha consentito che si formasse una coalizione politica di maggioranza, che avesse la possibilità di governare per l'intera legislatura. Le vicende che hanno portato alla formazione del centro destra le conosciamo tutti quanti, sappiamo quanto è stata travagliata e quali sono stati i passaggi che hanno portato a questi assetti e a questa maggioranza di centro destra, però la responsabilità va attribuita a quella legge elettorale. Perché, in questa legislatura, abbiamo problemi di produzione legislativa, perché abbiamo problemi di operatività, perché abbiamo problemi di produttività? Tutto risale alla legge elettorale e a tutto ciò che ne è derivato, in primo luogo il fatto che le parti non si riconoscono reciprocamente alcuna legittimazione, tutto ciò che fa la maggioranza, per principio e per presa di posizione aprioristica, deve essere considerato fatto male e quindi deve essere, con tutti i mezzi, demolito, anche con il ricorso ad un'opposizione che è ostruzionistica, che è talvolta...

FADDA (La Margherita- D.L.). Ostruzionistica?

BALLETTO (F.I. - SARDEGNA). Certo, collega Fadda, è un opposizione ostruzionistica...

FADDA (La Margherita- D.L.). Siete voi che state facendo ostruzionismo.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei avrà, credo, molte occasioni per rispondere. La prego, non interrompa.

FADDA (La Margherita- D.L.). È lui che mi ha citato, io non ho parlato. Gli dica di non citarmi….

PRESIDENTE. Anche lei cita, citiamo tutti in quest'Aula, credo che questa non sia una ragione buona per interrompere un collega. Lasci parlare, avrà sicuramente occasione di replicare in seguito! Prego, Onorevole Balletto, si rivolga al Presidente.

FADDA (La Margherita- D.L.). Dice fesserie anche quando…

BALLETTO (F.I.- Sardegna). Presidente, fesserie in quest'Aula se ne sono sentite tante, ma veramente tante! Un collega che non dice nulla, è vero, ma solleva gli occhi al cielo - e dalla mimica del viso si comprende molto di più di quanto non potrebbe dire a parole - e che poi si rivolge a chi parla dicendo che dice solamente fesserie, dimostra in pieno quanto sia intollerante quest'opposizione nei confronti della maggioranza e quanto, nella sua azione di ostruzione, usi termini denigratori, offensivi e talvolta anche...

(Interruzioni)

Quindi dicevo che il limite di questa legislatura è la mancanza di riconoscimento reciproco della legittimità del ruolo di ciascuno. Tutto ciò che fa la maggioranza deve essere, per partito preso, demolito, giudicato non idoneo a risolvere nessun problema che viene affrontato, e purtroppo la maggioranza, come azione di rivalsa, spesso è sorda e non presta orecchio a quei contributi che, dall'opposizione, potrebbero derivare solo se avesse la voglia e la capacità di confrontarsi sul piano delle cose e non sul piano dello scontro e sul piano della distruzione reciproca di quello che viene fatto.

Detto questo, mi rivolgo all'opposizione, per sapere, al di là della critica, che però mi conforta per i motivi che ho detto prima, dove sono le proposte reali e concrete che si contrappongono a questa finanziaria così insulsa e così inidonea ad affrontare e risolvere il benché minimo problema della Sardegna? Io vorrei sapere quali sono - le avrei volute vedere prima in Commissione, e poi in Aula - le proposte che rivoltano completamente la finanziaria, secondo le volontà che essi esprimono, e che darebbero utilità, efficacia ed efficienza alla legge finanziaria; vorrei vedere in che misura raggiungerebbero lo scopo di arrivare al risanamento della finanza regionale e allo stesso tempo garantire entità di risorse eguali a quelle dello scorso esercizio finanziario, non solo nella quantità ma addirittura nel recupero dell'efficienza; vorrei vedere carte che vadano in questa direzione.

L'unica cosa che, con forza, si è saputa proporre è il rifinanziamento dell'articolo 19 della legge 37, legge che è stata assolutamente fallimentare e che oggi i sindaci difendono solo ed esclusivamente perché i bisogni dei loro territori crescono e hanno necessità di risorse per dare risposte a queste necessità. Ma allora, come da sempre e da più parti si è detto, se maggiori risorse devono essere trasferite ai comuni perché se le amministrino, per dare risposte alle esigenze che riguardano le loro comunità, la strada non può che essere quella della legge 25, perché la legge 37, con l'articolo 19, che attribuiva al comune il ruolo di promotore dello sviluppo locale, capace di stimolare e fare impresa duratura, è stata un fallimento: 600 miliardi di residui passivi, 2.000 occupati, neanche stabili, contro i 20.000 previsti per un triennio, un fallimento totale! Su questa strada si insiste; la debolezza della maggioranza - perché è una debolezza della maggioranza - ancora accede a questo tipo di pressione e di richiesta dell'opposizione, che oggi diventa una forma di pressione e di "ricatto" proprio per l'instabilità e la incapacità della maggioranza di esprimere i suoi programmi a causa della sua mancata coesione.

Confrontiamoci sui temi in Aula, perché se ci confrontiamo sui temi, sulle cose che sono utili, io penso che questa maggioranza sia capace di aprire le proprie orecchie a ipotesi serie e costruttive di lavoro, e non alle solite e più che sempre demagogiche richieste di intervento, solo ed esclusivamente per assumere, nei confronti di chi aspetta risposte, le sembianze di paladini e di strenui difensori. Quindi, misuriamoci sulle cose concrete, smettiamola una volta per tutte di lanciarci reciproche accuse che non hanno niente a che fare con gli interessi che noi sardi, noi parlamentari, dobbiamo tutelare e difendere, con serietà e con avvedutezza, in ogni momento e in ogni circostanza, e non solo quando il palcoscenico della politica sale agli onori della cronaca, per fare a gara a chi la spara più grossa, a chi la dice più o meno rispondente alla realtà dei fatti.

Quanto alle accuse che ho sentito poc'anzi, nell'intervento di un collega di cui non faccio il nome per non suscitare le reazioni scomposte, come spesso succede, devo dire che quel collega "cappellate" (con riferimento al copricapo) ne prende sempre e quindi non ci sorprendono più di tanto, non ultimo l'annuncio dell'esposizione della bandiera della pace che io, che vengo tutti i giorni in Consiglio, già da una settimana vedo sventolare ad iniziativa di altri colleghi, quindi non mi preoccupano più di tanto, collega Pittalis. Inutile assumere atteggiamenti in reazione o in difesa che non servono proprio a nulla perché capiamo perfettamente che si tratta di cose di poco conto e che non hanno rilievo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Chiedo una brevissima conferenza dei Capigruppo per poter organizzare al meglio il proseguo dei lavori della mattinata.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni convoco la Conferenza dei Capigruppo. Non so quali siano le questioni che l'onorevole Murgia vuole porre.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 55, viene ripresa alle ore 12 e 04.)

PRESIDENTE. Colleghi, la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ritiene utile, avendo terminato gli interventi dei consiglieri, lasciare il tempo ai Capigruppo di preparare i propri interventi. Pertanto i lavori stamattina....

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sono persone diverse dagli altri?

PRESIDENTE. E' la parte conclusiva del dibattito.

(Interruzioni)

Per dirla in breve, la seduta è tolta. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì alle ore 10 e 30. Grazie.

La seduta è tolta alle ore 12 e 05.



Allegati seduta

Testo delle mozioni annunziate in apertura di seduta

MOZIONE COGODI - ORTU - VASSALLO NO alla guerra. Per la Pace.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO CHE:

- il Governo degli Stati Uniti d'America ha annunciato che promuoverà una guerra contro l'Iraq, indipendentemente dalle decisioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

- la guerra annunciata, per esplicita dichiarazione dei Governi degli USA e della Gran Bretagna, avrebbe un carattere "preventivo" e sarebbe finalizzata esplicitamente alla rimozione dell'attuale Governo iracheno;

- sia la natura "preventiva" sia le finalità dichiarate della guerra proposta dagli USA contro l'Iraq sono totalmente incompatibili con lo statuto dell'ONU che, in nessun caso, può promuovere o autorizzare un intervento militare che non segua ad un'invasione di un Paese nei confronti di un altro;

- il Governo iracheno ha accettato, senza porre alcuna condizione, un'ispezione ONU in applicazione delle relative risoluzioni del Consiglio di sicurezza;

- l'insistenza dei Governi degli USA e della Gran Bretagna ha già suscitato dubbi ed esplicite contrarietà in importanti Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza, nonché una ferma reazione di diversi Governi europei, che hanno ribadito l'assoluta indisponibilità a partecipare alla guerra contro l'Iraq, comunque promossa;

- l'articolo 11 della Costituzione repubblicana sancisce che l'Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;

- il medesimo articolo 11 della Costituzione prescrive che l'Italia può consentire solamente in condizioni di parità con gli altri Stati a limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;

- parte del territorio della Sardegna, regione della Repubblica Italiana, è fortemente limitato, e persino sottratto, come accade nell'Isola di S. Stefano, alla espressione di sovranità, senza che minimamente ricorrano i requisiti previsti dalla Costituzione della Repubblica,

impegna la Giunta regionale

a richiedere formalmente al Governo della Repubblica:

- di sostenere in tutte le sedi internazionali e nei rapporti bilaterali la propria contrarietà alla guerra contro l'Iraq;

- di dichiarare la propria indisponibilità a partecipare direttamente (con truppe e mezzi italiani) o indirettamente (attraverso basi NATO ed USA presenti sul territorio nazionale) a qualsiasi intervento militare, comunque motivato, contro l'Iraq;

- di operare concretamente per la smilitarizzazione del territorio della Sardegna, a partire dalla immediata eliminazione della base americana per sommergibili a propulsione nucleare sita nell'arcipelago di La Maddalena.

Contestualmente

dichiara

l'intero territorio della Sardegna terra di pace, di amicizia e di cooperazione fra i popoli. (101)

MOZIONE FANTOLA - CORONA - MURGIA - CAPELLI - ONIDA - FLORIS sulla pace.

IL CONSIGLIO REGIONALE

condividendo lo spirito profondamente umanitario delle parole del Papa e le iniziative per la pace intraprese dalla diplomazia vaticana;

CONDIVIDENDO le dichiarazioni a sostegno della pace più volte rese dal Capo dello Stato;

CONSIDERATA la scelta strategica ed irreversibile dell'Italia per una Europa Unita;

RIAFFERMATO che l'Europa deve assumere il ruolo da protagonista nella ricerca e nella difesa della pace, della fratellanza e della solidarietà tra i popoli;

RIBADITA la convinzione che l'Europa, per esercitare il ruolo di sincero alleato degli Stati Uniti, debba essere dotata di autorevole ed autonoma voce nel panorama politico mondiale, pregiudizialmente non ossequiosa, né contrapposta a quella dell'alleato;

SOTTOLINEATO il ruolo storico degli Stati Uniti d'America nell'affermare e difendere i valori della libertà e della democrazia e di guida nella contrapposizione tra il mondo libero e le dittature naziste comuniste;

CONSAPEVOLE del pericolo che il regime dittatoriale e sanguinario dell'Iraq rappresenta per il mondo intero e delle tragedie che in questi anni ha causato alle stesse popolazioni irachene;

Consapevole della necessità di dare risposte di condanna univoche e condivise al terrorismo internazionale;

ConvintO che la definitiva eliminazione delle armi di distruzione di massa eventualmente detenute dall'Iraq debba realizzarsi senza ricorso alla guerra;

Preso atto della decisione del Consiglio di sicurezza dell'Onu di proseguire le ispezioni;

Rimarcato il valore positivo del documento per la pace approvato dal Consiglio europeo il 17 febbraio del 2003;

SOTTOLINEATO lo straordinario valore della partecipazione popolare alle manifestazioni che si sono svolte in tutto il mondo a favore della ricerca della pace;

dissociandosi

dalla posizione assunta da tutti coloro che escludono comunque l'ipotesi di una decisione dell'Onu che autorizza l'uso della forza in caso di inadempienza dell'Iraq

chiede al Governo italiano

- di mettere in essere ogni possibile iniziativa diplomatica rivolta al mantenimento della pace;

- di perseverare nella ricerca di una posizione unica dell'Europa che confermi la linea europeista che ha sempre costituito il cardine della più recente politica estera italiana;

- di adoperarsi nel serrato confronto con gli Stati Uniti, alleati naturali dell'Europa, per giungere ad una posizione comune sulla questione irachena nella strada di una soluzione pacifica del conflitto;

- di sostenere in tutti i modi possibili la lotta al terrorismo internazionale;

- di opporsi a qualsiasi atto di forza nei confronti dell'Iraq che non sia preventivamente sostenuto da una specifica risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, unico garante del sistema delle regole internazionali. (102)