Seduta n.421 del 09/07/2008
CDXXI Seduta
(POMERIDIANA)
Mercoledì 9 luglio 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 17 e 18.
DAVOLI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 20 maggio 2008 (412), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cachia, Espa, Mario Floris e Uras hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 9 luglio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Tarcisio Agus e Giovanni Tocco hanno dichiarato di aderire al Gruppo "Partito Democratico-L'ulivo in data 8 luglio 2008.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
DAVOLI, Segretario:
"Interrogazione Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'erogazione di prestazioni sanitarie non accreditate da parte della Casa di cura "Città di Quartu". (1285)
"Interrogazione Floris Mario, con richiesta di risposta scritta, sull'emergenza informazione". (1286)
"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sull'attuale situazione di caos delle degenze nel reparto di psichiatria (SPDC) dell'Ospedale SS. Trinità di Cagliari". (1287)
PRESIDENTE. Colleghi, stamattina avevamo interrotto prima dell'inizio della discussione generale, per consentire l'approfondimento del testo del provvedimento 4/A che è in discussione. Iscritto a parlare è l'onorevole Vargiu al quale do la parola.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente. Prima di entrare nel merito del provvedimento, della proposta di regolamento 4/A, la volevo ringraziare, Presidente, per la sensibilità che lei ha avuto questa mattina quando ha consentito che la discussione del provvedimento potesse iniziare nel pomeriggio e, in questa maniera, potesse consentire, a chi come me non ne aveva preso visione preventivamente, di poter quantomeno dare lettura alla proposta di regolamento. Le devo dir che, ovviamente, nel caso specifico si tratta di un regolamento probabilmente condiviso intanto dalla Commissione sanità che lo ha visitato, ma anche direi abbastanza neutro dal punto di vista dell'impatto politico però, ecco, le volevo far rilevare che, in linea di principio, il meccanismo con cui il regolamento è arrivato alla conoscenza dei consiglieri regionali è tale che, qualora lo stesso tipo di principio venisse attuato in occasione di atti diversi, potrebbe creare qualche problema, nel senso che, come ho cercato di dirle stamattina, la convocazione che noi abbiamo ricevuto del Consiglio regionale recava in calce, in data 3 luglio, che il materiale all'ordine del giorno era allegato. Resomi conto che il regolamento 4/A non era allegato, ho letto poi la postilla che diceva che i testi del regolamento saranno inviati non appena perfezionati. Il perfezionamento è avvenuto alle ore 12 e 23 di questa mattina, nel senso che nella mia posta elettronica delle ore 12 e 23 di questa mattina ho ricevuto il regolamento numero 4/A che, in realtà, io avevo già ricevuto in cartaceo, in quanto questa mattina presto, non avendolo ancora in mano, l'ho sollecitato e mi è stato mandato per via e-mail alle ore 10 e 45. Adesso lei è stato cortesissimo nell'afferrare al volo la sofferenza che io le rappresentavo e quindi nel rinviare a questo pomeriggio la discussione consentendomi di dare lettura alle parti del regolamento che maggiormente mi interessavano. Diciamo che, linea di massima, la fretta con cui noi spesso arriviamo in Aula con provvedimenti che non sono totalmente istruiti, che magari mancano di relazione, che non sappiamo se la Commissione li ha licenziati o no, comporta che anche in Conferenza di Capigruppo ci sia sempre anche la disponibilità all'inserimento nell'ordine del giorno di provvedimenti che non hanno ancora completato formalmente, nel loro complesso, l'iter procedurale, l'iter amministrativo, a lei, che è Presidente del Consiglio, ovviamente, io, come minoranza chiedo che sia sempre garantita la possibilità di chi è consigliere regionale di esplicare in pieno il suo mandato e quindi riconoscere quantomeno agli atti che poi vengono posti in discussione nel Consiglio regionale. Mi rendo conto che gli Uffici siano oberati di carico di lavoro e che molto spesso sia difficile per gli Uffici stessi relazionarsi con le Commissioni che possono essere un po' lente nel trasmettere i provvedimenti, tutto questo è comprensibile, magari se da parte sua c'è sempre l'attenzione che questa mattina ha voluto comunque dedicare a questo aspetto del problema, noi consiglieri regionali ci sentiamo più garantiti perché abbiamo la certezza che non ci siano momenti in cui espletare la nostra attività di consigliere sia resa più difficile proprio dall'assenza delle informazioni stesse più elementari per poter svolgere la nostra attività. Ciò detto, quindi ringraziandola ancora per la sensibilità che lei ha voluto dimostrare, e ovviamente ribadendo che mi rendo conto che quanto è successo non dipenda da nessuno in particolare, ma è solo il prodotto del modo di fare un po' convulso con cui qualche volta si procede nell'attività consiliare, entro nel merito di alcune considerazioni relative al regolamento. In realtà la parte che di cui a me interessava prendere visione è quella parte…
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Vargiu. Ci sono un paio di assembramenti rumorosi che impediscono…
Chiedo scusa ai colleghi, onorevole Porcu, se poteste…
PORCU (P.D.). Se possiamo accomodarci?
PRESIDENTE. No, potete anche andare fuori, se non volete accomodarvi e se avete cose di cui discutere. Prego, onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, Presidente. La parte sulla quale volevo dedicare intanto qualche attenzione nella lettura e poi conseguentemente riportare qualche riflessione successivamente, era quella collegata al Titolo III, cioè quello che riguarda l'autorizzazione e l'accreditamento delle strutture sociali.
Il Regolamento che noi abbiamo in discussione ovviamente ha obiettivi di tipo virtuoso, nel senso che interviene in un settore che garantisce una serie di attività e di iniziative sociali estremamente delicate perché interviene in aspetti della vita sociale sarda che hanno livelli di criticità particolarmente elevati ed è pertanto abbastanza intuitivo che l'intervento effettuato in questo settore, che tende a riportare…
Io ho paura di disturbare! Parlo a voce un po' più bassa, Presidente, così cerco di non interferire con il ragionamento a voce alta di molti colleghi, quindi tendo a mantenere un tono di voce meno fastidioso rispetto al resto dell'Aula.
PRESIDENTE. Noi apprezziamo che lei non voglia disturbare, onorevole Vargiu, però se mi consente io continuerei a chiedere ai colleghi di fare silenzio ed eventualmente li inviterei ad andar fuori. Prego.
VARGIU (Riformatori Sardi). Dicevo, Presidente, che uno dei problemi che ci poniamo con una certa attenzione è ovviamente che, andando questo provvedimento a incidere in un settore che garantisce comunque supporto a tante aree di criticità sociale in Sardegna, ci sia un impatto che sia quanto più possibile adeguato rispetto alla situazione esistente. In altre parole, mi spiego meglio, è evidente che, per quanto riguarda le strutture che operano nel sociale, ci sia la sensazione, e qualcosa di più che la sensazione, che molte di queste abbiano operato per anni al di fuori di normative configurate e di dettagli prescrittivi certi, pertanto molte attività nel campo del sociale hanno lavorato fornendo un compito e vicariando ad altre assenze, soprattutto quelle che originano da strutture private, vicariando ad assenze del settore pubblico e fornendo un'attività di garanzia nei confronti della sofferenza sociale sarda estremamente importante. Quindi l'impatto delle norme che comportano la messa a regime di garanzie e criteri fondamentali che poi consentono l'accreditamento è un impatto che comunque cala in un settore che per molto tempo ha avuto una regolamentazione autoctona, quindi si è autoregolamentato, e che sicuramente oggi per buona parte necessita di essere messo a norma per poter poi avere la garanzia di poter accedere all'accreditamento istituzionale; l'accreditamento istituzionale che - lo ribadisco - è ovviamente un obiettivo virtuoso del sistema, quindi bene fa questo Regolamento a porlo come punto di riferimento e punto finale di un percorso. Quello che si vorrebbe avere garantito è che ci sia un coinvolgimento pieno delle strutture che operano all'interno del sociale per avere la garanzia che ci sia un percorso guidato da parte della Regione, perché gli articoli che si riferiscono - parlo, nella fattispecie, dell'articolo 36 - all'autorizzazione di strutture già operanti che sono prive di autorizzazione, dettano una serie di tempi che sono abbastanza precisi, nel senso che dicono che dopo l'emanazione dei provvedimenti attuativi del Regolamento ci sono 30 giorni di tempo per fare domanda per un'autorizzazione provvisoria e poi c'è da stabilire un cronoprogramma che consenta, nel giro di due anni, di portare le strutture alla situazione ottimale per l'accreditamento. Ecco, quello che noi chiederemo all'Assessorato della sanità e ai servizi sociali è quello di voler accompagnare le strutture che operano nel territorio nel percorso virtuoso verso l'autorizzazione e verso l'accreditamento istituzionale, nella consapevolezza che gli stessi provvedimenti attuativi che vengono menzionati nel Regolamento, ma che non sono noti e quindi non è consentito comprendere il dettaglio della prescrizione che deriva da tali provvedimenti, debbano essere in qualche misura spiegati e in qualche misura debbano trovare l'assecondamento da parte di chi già opera nel sociale, affinché non ci sia ovviamente un percorso ad esclusione, che non gioverebbe di certo al rafforzamento della struttura di protezione sociale che invece questo provvedimento tende a rafforzare, ma che comportino la possibilità che le strutture che già operano in questo settore siano fiancheggiate dall'Assessorato regionale della sanità, sia per quanto riguarda la spiegazione dei provvedimenti attuativi che discendono da questo Regolamento, sia per quanto riguarda poi la realizzazione di tutti quegli atti che sono necessari per la messa a norma e per il raggiungimento dell'accreditamento istituzionale.
E' evidente che io credo che tutto questo non possa essere materialmente scritto all'interno di un Regolamento, ma è evidente che la lettura del Regolamento fa nascere, in chi non conosce come il Regolamento è stato scritto, la legittima speranza, il legittimo desiderio che da parte dell'Assessorato si sia preso in esame con estrema attenzione questo problema e che l'Assessorato abbia già pensato che nell'esecuzione dei provvedimenti attuativi, che magari sarebbe anche utile capire quanto tempo ci vorrà perché vengano presentati dopo che il Regolamento sarà stato approvato dal Consiglio, che questi provvedimenti attuativi siano presi nella più ampia consapevolezza e condivisione possibili per il mondo nel quale andranno a calarsi. Anche perché questo Regolamento, e anche esso mi sembra un elemento tutto sommato apprezzabile, interviene anche nel normare nella parte successiva una serie di Osservatori che sono stati istituiti con leggi precedenti, ma che o non erano stati ancora istituzionalizzati o non avevano ancora un regime di funzionamento che ne garantisse pienamente l'operatività, e quindi il Regolamento dà l'idea che si voglia, con le pagine scritte, cercare di potenziare il collegamento tra la struttura dell'Assessorato regionale della sanità e della sicurezza sociale e il territorio. Se questo è, ovviamente, e se questo vale per tutti gli Osservatori e per gli altri organismi istituiti per la valutazione e per il monitoraggio delle attività del sistema sociale nel territorio (Osservatorio delle povertà, Osservatorio sugli appalti, Osservatorio che riguarda l'applicazione dei contratti collettivi di lavoro), beh, insomma, è evidente che questo a maggior ragione dovrebbe valere per tutti i procedimenti attuativi che vanno nella direzione della realizzazione dell'accreditamento istituzionale. Ecco, su queste cose sarebbe utile se l'Assessore, in una delle fasi in cui ha la possibilità di esprimere la propria valutazione di merito, potesse darci qualche rassicurazione specifica. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Avevo iscritto a parlare, ma non vedo più la sua iscrizione, l'onorevole Vittorio Randazzo; forse non è in aula e quindi decade. Non ho altre iscrizioni a parlare, quindi dichiaro chiusa la discussione generale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Lai. Ne ha facoltà.
LAI SILVIO (P.D.). Volevo soltanto intervenire perché è arrivata dal collega La Spisa una richiesta, che è quella di valutare la possibilità di rimandare a domani mattina il passaggio all'esame degli articoli allo scopo di poter approfondire meglio alcuni punti nodali e consentire la presentazione di emendamenti unitari, come è stato nello spirito della legge e del Regolamento.
Quindi, volevo chiedere un attimo alla Presidenza di voler valutare questa ipotesi.
PRESIDENTE. Sì, avevo anch'io ricevuto la richiesta dell'onorevole La Spisa a nome, credo, dei gruppi dell'opposizione, derivante anche dalle modalità con le quali questo regolamento è arrivato in Aula, e dalla velocità con la quale è arrivato in Aula.
Colleghi, io se dobbiamo interrompere proporrei, se dobbiamo interrompere la votazione sul Regolamento e quindi la prosecuzione della discussione su questo Regolamento, proporrei di interrompere l'Aula a questo punto e inviterei i colleghi a lavorare però, sia sulle parti del Regolamento, sia sugli altri punti all'ordine del giorno, per evitare che man mano che arriviamo all'esame degli altri punti all'ordine del giorno, siano essi i consorzi industriali, siano essi il Co.Re.Com, o gli altri provvedimenti che dobbiamo esaminare, poi dobbiamo interrompere i lavori dell'Aula per consentire la presentazione degli emendamenti. Quindi, interrompiamo i lavori in Aula, ma prego i gruppi e chi nei gruppi si occupa degli argomenti che verranno in discussione di utilizzare la serata per non farsi trovare impreparati man mano che arriviamo all'esame dei punti previsti nell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì, ringrazio anche i colleghi della maggioranza per avere interpretato questa che credo sia un'esigenza di tutti. Vorrei capire quando e su che cosa riprenderanno i lavori dell'Aula. Domattina ci sono, credo, comunicazioni…
PRESIDENTE. Domattina riprendiamo, così come i Capigruppo sapevano, qualunque argomento l'avremmo interrotto per consentire le comunicazioni, che hanno bisogno della presenza del Presidente della Regione. Quindi, domani mattina riprendiamo con le comunicazioni, finite le comunicazioni proseguiamo con il Regolamento e con gli altri punti all'ordine del giorno. Alle 10 riprende l'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Per i lavori, Presidente, volevo capire meglio come si svolgeranno i lavori domani. Nel senso che avremmo le dichiarazioni del Presidente e poi ci sarà un dibattito, o come sarà articolata la giornata? Se è possibile.
PRESIDENTE. Con le modalità previste dal Regolamento, quando si tratta di comunicazioni della Giunta. C'è un intervento per Gruppo, per cinque minuti. Finito questo lavoro proseguiamo con l'esame degli altri punti all'ordine del giorno, e nel caso specifico con il passaggio all'esame degli articoli del Regolamento 4/A, che stiamo adesso interrompendo per consentire la presentazione degli emendamenti prima del passaggio all'esame degli articoli.
La seduta è tolta con questi intendimenti, il Consiglio è convocato per domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 17 e 38.
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