Seduta n.463 del 07/11/2008 

CDLXIII Seduta

Venerdì 7 Novembre 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente GIAGU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 18.

DAVOLI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 28 ottobre 2008 (454), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Agus, Atzeri, Capelli, Corda, Giuseppe Luigi Cucca, Alberto Randazzo, Rassu e Simonetta Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di venerdì 7 novembre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

PRESIDENTE. Colleghi, facciamo dieci minuti di sospensione. Comunico che, qualora l'Aula non sia in condizioni di lavorare, giudichiamo assenti tutti quelli che non sono presenti, senza giustificazione, tranne quelli che hanno congedo.

I lavori sono aggiornati alle 10 e 35.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 20, viene ripresa alle ore 10 e 39.)

PRESIDENTE. Comunico che anche i consiglieri Silvio Lai e Pisu sono in congedo. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato numero 11-204-290/A.

Siamo all'articolo 20, colleghi. All'articolo 20 sono stati presentati l'emendamento soppressivo totale numero 94, l'emendamento soppressivo parziale numero 209, l'emendamento sostitutivo parziale numero 274 e l'emendamento aggiuntivo numero 210.

Colleghi, avevamo sospeso l'articolo 17, mi dicono che possiamo tornare indietro sull'articolo 17.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi).Presidente, visto che l'inizio dell'Aula come sempre avviene con grande difficoltà e mi sembrava di aver capito, dalla riunione informale con i Capigruppo che lei ha svolto avantieri, che lei vorrebbe avere sempre la garanzia della presenza in aula dei colleghi, soprattutto all'inizio, io le chiederei la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Io ho detto questo e ho detto anche che sarebbe bene che tutti insieme concorressimo ai lavori dell'Aula, però va bene, onorevole Vargiu.

VARGIU (Riformatori Sardi). Noi intendiamo concorrere.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di verifica del numero legale, colleghi.

BIANCU (P.D.). Dieci minuti per la prima votazione, Presidente.

PRESIDENTE. Dieci minuti per la prima votazione, colleghi.

MORO (A.N.). La seduta era convocata alle 10!

PRESIDENTE. Infatti, ha ragione, onorevole Moro, infatti lei alle 10 non c'era.

MORO (A.N.). Io alle 10 c'ero!

PRESIDENTE. E' arrivato subito dopo.

MORO (A.N.). Lasci stare, poi non sono io l'addetto ad azionare l'orologio, ma, se le parole hanno un senso, lei l'altra volta ha detto che le 10 sono le 10!

PRESIDENTE. La seduta è sospesa, colleghi, per 10 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 42, viene ripresa alle ore 10 e 53.)

PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto, verifichiamo il numero legale.

Anche l'onorevole Mariuccia Cocco è in congedo, ci dev'essere un'epidemia oggi.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prendo atto che i consiglieri Moro e Pirisi sono presenti.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 48 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cappai - Cassano - Cherchi Silvio - Contu - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Mattana - Meloni - Moro - Orrù - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Sabatini - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Serra - Spissu - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.)

Constato la presenza del numero legale.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo

acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Torniamo all'articolo 17 che avevamo sospeso. Dell'articolo 17 dovevamo votare il testo, al quale erano state formulate due correzioni: una al comma 1... colleghi, 1 minuto che, insomma, è più semplice se vi consegniamo un testo già scritto, così potete seguire meglio le modifiche. Bene, colleghi, nel primo comma dell'articolo 17 dopo: "in attuazione del capo primo della legge numero 59 del 1977 e regolamenta la fruizione" prosegue il periodo con lo scritto che vi abbiamo distribuito. Quindi: "regolamenta la fruizione del bene demaniale con l'obiettivo della salvaguardia e della tutela, anche tenendo conto del carattere di elevata dinamicità dell'ambiente costiero conseguente alle trasformazioni climatiche in atto a livello globale".

Questa è la modifica al comma 1, nel comma 2, invece dopo "legge": "l'approvazione può precedere l'approvazione del PUC e deve avvenire secondo le procedure di cui all'articolo 11 comma e 2 successive"

PILERI (F.I.). Si sta modificando l'emendamento numero 140.

PRESIDENTE. Si sta modificando l'emendamento numero 140. Ci siamo? Allora, con queste correzioni, io mi permetto di suggerire nella correzione del comma 1 che possiamo fermarci: "tenendo conto del carattere di elevata dinamicità dell'ambiente costiero conseguente alle trasformazioni climatiche in atto 'punto'". "Livello globale" è conseguente, insomma. Il comma 2 si legge dunque così: "di cui all'articolo 31 della presente legge 'punto', l'approvazione può precedere quella del PUC e deve avvenire secondo procedure di cui all'articolo 11 comma 2 e successivi."

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). No, Presidente, intanto siccome è un emendamento orale, quindi io ho tutte le perplessità per accogliere l'emendamento che mi è stato sottoposto in un foglio di carta, non so chi l'abbia presentato, chi ne sia l'autore, non ne capisco bene la ratio, sarà un mio limite, non capisco cosa vuol dire "elevata dinamicità dell'ambiente", utilizzare queste formulazioni assolutamente evanescenti; c'è una cultura del fondamentalismo ambientalista probabilmente rispetto al quale o mi si spiegano bene le ragioni, voglio capire chi l'ha presentato; e stando così le cose per una lettura anche frettolosa forse che ne ho fatto, non sono assolutamente d'accordo perché venga inserito questo emendamento, peraltro tardivo. Per quanto riguarda l'altra questione, il collega Pileri illustrerà le ragioni della nostra contrarietà. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì. Allora su questo emendamento ovviamente siamo contrari anche perché basterebbe che ogni consigliere andasse a leggersi le direttive per la redazione del piano dell'utilizzo dei litorali approvati proprio da queste Giunta. Quindi ci sono già delle direttive dove appunto nei criteri relativi alle finalità delle direttive si parla di temi legati anche all'attenzione all'ambiente, quindi garantire la conservazione, la tutela degli ecosistemi locali costieri, con particolare riferimento... c'è già tutto scritto, cioè questo è un emendamento che crea confusione ed è assolutamente incomprensibile. E queste direttive, probabilmente, almeno che la Giunta non le voglia cancellare, dovrebbero essere richiamate anche nel comma 2 perché rinviare alle direttive di cui all'articolo 31, significa che nel frattempo, cioè fino a quando non verranno fatto le direttive dell'articolo 31 nessun comune può procedere all'adozione del piano di utilizzo del litorale. Per quanto riguarda l'approvazione, per quanto riguarda l'approvazione, cioè il comma che noi avevamo presentato, il 140, io avevo suggerito dopo "all'articolo 11 comma 2 e successivi" di inserire la parola "sino al comma 7", che era una sorta di procedura semplificata per l'approvazione del Piano urbanistico comunale, cioè anche il piano di utilizzo dei litorali si dovrebbe fermare alla verifica di coerenza, e quindi al comma 7. Quindi noi saremmo d'accordo ad approvare un emendamento come quello che abbiamo presentato, il 140, dove si dice: "L'approvazione del PUC secondo le procedure di cui all'articolo 11, comma 2, e successivi, compreso il comma 7".

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI SILVIO (P.D.).Diventa un po' superfluo vista la contrarietà dei colleghi, ma anche io, così come è scritto, ho come minimo una perplessità, che un piano di utilizzo dei litorali che prevede fondamentalmente la distribuzione delle concessioni, quindi le cose, scompaia completamente con questo emendamento la fruizione a fini turistici e ricreativi. Credo che sia giusto naturalmente caratterizzare, così come viene fatto e rivisto un po' dal Presidente, dell'attenzione all'evoluzione che c'è in corso nelle nostre coste per vari motivi, responsabilità nostre, responsabilità di altri, però sicuramente non può scomparire l'oggetto essenziale di questo articolo, che è quello di regolamentare la fruizione, anche a fini turistici e ricreativi dei litorali. Credo che questo altrimenti diventerebbe una cosa completamente diversa e davvero incomprensibile, per che cosa stiamo facendo questo articolo 17. Quindi, credo che almeno andrebbe, se i colleghi fossero d'accordo, riproposto che ci deve essere una fruizione anche a fini turistici e ricreativi nel PUL, altrimenti non riesco a capire di che cosa stiamo parlando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, ovviamente noi stiamo parlando di legge urbanistica, e quindi non dobbiamo regolamentare qua le concessioni di porzioni di spiaggia per mettere ombrelloni, perché pensare al piano di riutilizzo dei litorali dentro la legge urbanistica vuol dire dare valenza di pianificazione, quindi di interventi di opere. Allora, o si cancella l'articolo 17 o si dice, secondo le modalità che sono previste all'interno della normativa richiamata, perché, badate, le modalità attraverso le quali si approva il PUL sono le stesse del Piano urbanistico comunale, anzi stiamo dicendo che il Piano urbanistico allora è un modo surrettizio di introdurre attraverso azioni di governo la pianificazione di quella porzione di territorio dove bene o male le concessioni demaniali, lo dico all'Assessore che ne è competente, si portano dietro manufatti, occupazioni importanti di fette di territorio costiero, che hanno anche conseguenze sulla tenuta del bene costiero. Siamo seri, cancelliamo l'articolo 17, porta anche sfortuna il 17, cancelliamo l'articolo 17. Io voterò contro tutto l'articolo se non ha una conseguenza sotto il profilo urbanistico e dell'assetto del governo del territorio e anche sotto il profilo naturalistico.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.). Grazie. Per ricordare che noi abbiamo discusso a lungo in Commissione sull'articolo 17, e per esempio mi permetto di ricordare all'onorevole Pileri che nel comma 2 in un primo momento avevamo fatto riferimento alle direttive, ma se vi ricordate le audizioni fatte col sistema delle autonomie locali ci hanno consigliato che probabilmente irrigidire, inserire una direttiva, una circolare in legge, sembrava inopportuno, tant'è che abbiamo fatto riferimento proprio agli atti… Scusate, per favore… mi recuperi il tempo perchè…

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, l'onorevole Pinna richiamerebbe la vostra attenzione.

PINNA (P.D.). Certo, siccome abbiamo discusso in Commissione, sarei contento di raccontare le cose…

PRESIDENTE. Onorevole Orrù, onorevole Uras! Onorevole Pinna, prosegua.

PINNA (P.D.). Allora, volevo dirle questo, che mi sembra che la formulazione del comma 2 ha tenuto conto del dibattito in Commissione e anche del confronto col sistema degli enti locali, per cui la proposta di precisare ulteriormente, perché questa era l'intenzione della Commissione, che il PUL, ancorché faccia parte integrante del PUC, possa essere approvato in maniera disgiunta, era già contenuta nel comma 2 dell'articolo 17. Quindi, credo che se noi accogliamo parte del "140" non facciamo altro che rendere ancora più evidente ciò che è già scritto. Altro è quello che dice l'onorevole Pileri quando chiede che le procedure dell'articolo 11 si fermino al comma 7. A noi non sembra opportuno, perché siccome fa parte del PUC, un conto è che si decida di approvarlo separatamente, ma non dobbiamo derogare rispetto alla procedura completa che è descritta dall'11. Sul comma 1, io credo questo, che, come per altre cose, il dibattito anche in Aula è importante, allora, da questo punto di vista, non violeremo nulla se alla parola "fruizione" potessimo aggiungere non interamente, ma se potessimo scrivere: "la fruizione del bene demaniale con l'obiettivo della salvaguardia e della tutela dell'ambiente costiero". A me sembra una proposta questa accoglibile, che migliora il testo, e che rende ancora più evidente il fatto che… Scusate, però in questo modo… Presidente, scusi…

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, io capisco, ci sono quattro riunioni in corso…

PINNA (P.D.). Ha ragione, ma…

PRESIDENTE. …quattro riunioni in corso su un articolo che avevamo sospeso perché si arrivasse a una formulazione condivisa. Scopriamo in Aula che non è condiviso niente, per cui vi invito anche a un pochino di…

PINNA (P.D.). Presidente, io credo, mi scusi…

PRESIDENTE. Sì, prego, onorevole Pinna. Non ce l'ho con lei, ce l'ho con chi doveva lavorare prima dell'Aula.

PINNA (P.D.). Ha ragione, Presidente. Però volevo dire questo, io credo che arricchire l'espressione "fruizione" con riferimento al bene demaniale con l'obiettivo della salvaguardia e della tutela dell'ambiente costiero, io penso che…

PRESIDENTE. Sospendiamo per cinque minuti. Io ho difficoltà a fare leggi in questo modo, penso che abbiano tutti difficoltà a seguire frasi aggiunte, tolte. Quindi cinque minuti di sospensione, in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 15, viene ripresa alle ore 11 e 22.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, possiamo addivenire ad una conclusione di questo articolo 17?

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Sì, Presidente, è stato posto con chiarezza che gli emendamenti orali, così come formulati, noi non siamo assolutamente d'accordo. E' una perdita di tempo, quindi, insistere su un dibattito rispetto al quale manca la materia del contendere.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Onorevole Biancu...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Sì, grazie Presidente, per chiedere che l'articolo 17 con i relativi emendamenti rimangano sospesi, e li vediamo alla fine.

UGGIAS (Gruppo Misto). Ai voti! Presidente.

PITTALIS (F.I.). No! No!

PRESIDENTE. Colleghi... onorevole Pittalis, le cose che lei ha detto sono chiarissime, se c'è una richiesta di tenere l'articolo sospeso e di votarlo...

PITTALIS (F.I.). C'è un aspetto procedurale.

PRESIDENTE. L'aspetto procedurale è regolato dal regolamento, quindi gli aspetti procedurali, naturalmente, saranno osservati sulla base della previsione del regolamento, quindi, non è che facciamo la grande discussione sulle procedure.

PITTALIS (F.I.). Chiedo di intervenire sul regolamento.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io le do la parola sul regolamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, noi siamo in fase di votazione, lei ha dato la parola per dichiarazione di voto, non vorrei che la sospensione palesasse una furbizia, onorevole Biancu, perché abbiamo detto che siamo contrari agli emendamenti orali, e noi chiediamo che la Presidenza espunga dal contesto dell'articolo 17, gli emendamenti orali che sono stati proposti. Quindi noi, su questo, ecco perché non accettiamo emendamenti orali e chiediamo che si voti l'articolo 17, così com'è stato finora esitato.

PRESIDENTE. Bene. Poiché non sono accolti emendamenti orali, gli emendamenti sono quelli presentati all'articolo. Questo non fa venir meno l'esigenza di un rinvio della discussione dell'articolo 17, così come richiesto. Cioè, chiarito che non ci sono emendamenti e che gli emendamenti sono quelli presentati, si chiede la sospensione dell'articolo, e io chiedo all'opposizione di accogliere la richiesta, altrimenti mi rimetto all'Aula. Va bene?

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). E' per capire. Posto che gli emendamenti sono quelli scritti, posto che non accettiamo emendamenti orali quali quelli già proposti, io non vedo quale sia la giustificazione, a meno che non ce la spieghino, se ci dicono che c'è un problema interno alla maggioranza ce lo dicano, e allora noi ne prendiamo atto, altrimenti...

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, scusi, io le sto dando la parola, naturalmente, però... Allora, c'è una richiesta formulata...

PITTALIS (F.I.). Non è motivata, Presidente.

PRESIDENTE. Se c'è una richiesta evidentemente c'è un problema...

PITTALIS (F.I.). Ma non è motivata!

PRESIDENTE. Si accomodi! Onorevole Pittalis... si accomodi!

PITTALIS (F.I.). Scusi, Presidente, se esistessero problemi perché si devono aggiustare commi, emendamenti o qualunque cosa...

PRESIDENTE. Si accomodi! Onorevole Pittalis... ma si aggiusteranno...

PITTALIS (F.I.). Presidente, è che l'Aula deve funzionare regolarmente...

PRESIDENTE. E noi la facciamo funzionare regolarmente!

PITTALIS (F.I.). ... Se ci sono problemi interni alla maggioranza...

PRESIDENTE. Se le do la parola quattro volte, non funziona regolarmente, e se lei per quattro volte ripete le stesse cose... c'è una richiesta di rinvio dell'articolo 17 che, se non venisse accolta nelle vie informali, viene rimessa all'Aula e tutto funziona regolarmente. Quindi, vi ripeto, siamo d'accordo perché l'articolo 17 venga sospeso e, con gli emendamenti presentati, ripreso successivamente? Se siamo d'accordo, bene, se non siamo d'accordo, onorevole Pileri, non le do la parola, mi rimetto all'Aula e votiamo, altrimenti continuiamo a dirci cose che abbiamo già detto. Bene, si vota!

Metto in votazione la proposta di sospensione della discussione dell'articolo 17. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Bene, è accolta la sospensione.

Passiamo all'esame dell'articolo 20. All'articolo 20 sono stati presentati i seguenti emendamenti: i soppressivi "94" e "209", il sostitutivo numero 274 e l'aggiuntivo numero 210.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20 e dei relativi emendamenti:

Art. 20

Ambito di applicazione e contenuto

1. La pianificazione sovracomunale tra comuni ricadenti in ambiti caratterizzati da elevata contiguità insediativa ovvero ricadenti negli ambiti territoriali ottimali per l'esercizio associato delle funzioni, di cui alla legge regionale n. 12 del 2005, può essere effettuata qualora comprenda o un numero di comuni non inferiore a quattro o un numero di comuni la cui popolazione complessiva non sia inferiore a 5.000 abitanti e la sua previsione sia coerente con le indicazioni contenute nel Piano di coordinamento provinciale.

2. La pianificazione sovracomunale si realizza mediante l'adozione e approvazione, ai sensi dell'articolo 21, di un Piano urbanistico sovracomunale, avente i contenuti di cui al titolo II, capo I, della presente legge e che interessi i territori dei comuni contermini ricompresi nell'ambito considerato.

3. L'utilizzo della pianificazione sovracomunale:

a) assicura priorità nell'attribuzione dei finanziamenti regionali a favore degli enti locali, con particolare riferimento a quelli relativi alla realizzazione di infrastrutture e servizi pubblici o di pubblica utilità riferiti all'ambito sovracomunale;

b) assicura la priorità nell'attuazione degli interventi di compensazione paesaggistica nei limiti e alle condizioni di cui all'articolo 33;

c) consente l'utilizzo delle tecniche di perequazione e compensazione urbanistica e territoriale riferite al territorio sovracomunale interessato.

4. La Regione inoltre, al fine di incentivare l'utilizzo della pianificazione urbanistica sovracomunale:

a) è autorizzata a concedere, sulla base di uno stanziamento complessivamente stabilito con la legge finanziaria annuale, agli enti locali che utilizzano le modalità di cui al comma 2, finanziamenti e contributi aggiuntivi per la redazione degli strumenti di pianificazione sovracomunale;

b) assicura, nella predisposizione degli strumenti regionali di pianificazione per il governo del territorio, l'utilizzo degli atti della pianificazione sovracomunale approvati o adottati, con particolare riferimento all'individuazione delle tematiche trasversali, quali le dotazioni infrastrutturali e produttive, il dimensionamento delle capacità insediative e residenziali, la tutela ambientale, riferite agli ambiti oggetto di pianificazione.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Articolo 20

L'art. 20 è soppresso. (94)

Emendamento soppressivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 20

Nel comma 1 dell'articolo 20 sono soppresse le parole da "comprenda" a "abitanti e", comprese. (209)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale

Articolo 20

L'articolo 20, comma 4, lettera a) è sostituito dal seguente: "è autorizzata a concedere ai comuni che utilizzano le modalità di cui al comma 2 contributi per la redazione degli strumenti di pianificazione sovracomunale". (274)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu

Articolo 20

Nel comma 1 dell'articolo 20 dopo le parole "provinciale" aggiungere: "qualora preesistente all'attribuzione di delega di cui al punto1 dell'articolo 21 della presente legge". (210).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Colleghi, non ho iscrizioni a parlare... onorevole Uras...

URAS (R.C.). Presidente, non funziona mai nulla qua!

PRESIDENTE. Funziona tutto, non si preoccupi, solo che la sua prenotazione era all'articolo 17, adesso siamo al 20, l'abbiamo azzerata e le diamo la parola dopo che lei si è prenotato di nuovo.

E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, è vero che ci dev'essere un virus nell'aria che colpisce soprattutto gli assenti. Io ho chiesto informazioni su dove sia l'ufficio congedi, perché sono stato congedato nel lontano 1979 dal secondo battaglione Granatieri Cengio, e ancora non ne ho trovato uno nuovo di ufficio congedi, però vedo che è utilizzato ampiamente, quando si deve discutere di una legge di assoluta delicatezza come la legge urbanistica. Io utilizzerò solo alcuni minuti del tempo disponibile; ci sono gli emendamenti che abbiamo proposto, sono emendamenti correttivi di dimensione decisamente tollerabile, ci sono emendamenti proposti dalla Giunta regionale, non abbiamo molto da osservare sull'articolo 20, se non una cosa, parla di "ambito di applicazione e contenuto" per quanto attiene il Capo II, cioè la pianificazione sovracomunale, e approfitto di questo per introdurre un concetto, molto brevemente, onorevole Pittalis, che riguarda proprio la vicenda dell'assetto costiero. Buona parte degli interventi di pianificazione che riguardano le coste non sono interventi che si esauriscono nell'ambito di un solo comune; ci sono comuni tra loro contermini che condividono il destino di un litorale, parlo per esempio di quello di Cagliari, dove Cagliari e Quartu condividono lo stesso bene costiero, che ha una sua unicità. Quando abbiamo parlato dell'articolo 17, io la invito, lei lo so è di altre zone, ma la invito a percorrere la strada che costeggia la spiaggia del Poetto; una spiaggia, quella del Poetto, beneficiata anche dal grande intervento ambientale di ripascimento che ha fatto la Provincia di Cagliari, che ha una strada che lo costeggia che ne ha in parte consumato lo spessore, che è vittima sistematica di opere che si sono realizzate nell'ambito del Golfo, perché le opere che si sono fatte, le grandi opere portuali che si sono fatte hanno avuto incidenza su quella spiaggia, erosa significativamente e dove esistono una serie di attività di tipo ricreativo, però che sono anche di tipo economico, che sorreggono redditi, nei confronti dei quali c'è la massima attenzione, non c'è una contrarietà. Ma su che cosa si fondano quelle attività economiche, quelle che si stanno sviluppando, quelle che si sono sviluppate? Sul fatto che esiste… anche attività occupazionali. Io ricordo i progetti speciali finalizzati all'occupazione, quando cioè si dava la disponibilità a molte cooperative di gestire, anche a fini occupazionali, una parte di quel litorale. Se sparisce la spiaggia spariscono anche le iniziative economiche che si sono fondate su quel bene e allora è preoccupazione principale di questa legge, quando interviene, se interviene con spirito positivo con interventi di pianificazione sul litorale, recuperare quel bene, tutto integralmente, perché possa rappresentare quello che noi tutti abbiamo pensato che potesse rappresentare anche sotto il profilo occupazionale ed economico. E allora noi avevamo un'occasione, gliela dico, gliela dico così perché non riesco a spiegarmi, sembra che dobbiamo essere per forza contrari anche alle cose buone. Quando insiste una pianificazione, l'esigenza di una pianificazione d'area - ed è una preoccupazione che sollevo anche nei confronti del Presidente, del relatore -, esiste un'esigenza di pianificazione d'area, di gestione di quella pianificazione ove convengono soggetti diversi, come per esempio il Comune di Quartu e il Comune di Cagliari, ma io dico lì insiste anche, perché è un'area di pregio, tutta una serie di soggetti come il parco del Molentargius e quindi anche le responsabilità che sono in capo a quel soggetto pubblico, possiamo pensare, in ragione della salvaguardia di quel bene, che anche la ragione su cui si fonda un'interessante attività economica, che si interseca anche con altri soggetti pubblici, che hanno comunque finalità convergenti, che richiedono comunque una riflessione anche di tipo pianificatorio del territorio e di governo corretto di quel territorio, possiamo pensare che facciamo una norma utile, poteva essere l'articolo 17, anziché fare una norma inutile o, io presumo, anche dannosa, cioè che ha un'ottica soltanto e fra l'altro anche un'ottica miope, che non guarda oltre l'orizzonte? E quando passiamo alla pianificazione sovracomunale di questo ci dobbiamo preoccupare: come mettiamo d'accordo i soggetti rispetto all'obiettivo. Se non facciamo questo non andiamo avanti. Questa può essere una legge buona, anche ottima, aprire qualche possibilità ed è la ragione per cui rinviamo qualche articolo, onorevole Pittalis, di darci l'opportunità di convenire su un testo che è migliorativo rispetto a quello che è presentato dalla Commissione. Se no - io suggerisco al Presidente - facciamo le Commissioni deliberative, che hanno funzioni deliberative, se le approvano da sole, manco lo leggiamo e almeno non siamo colpevoli insieme agli altri! Ma se viene in Aula dalla Commissione un testo non si può ridurre ogni discussione che facciamo ad un litigio, perché qualcuno di noi vuole fare il legislatore, ma farlo anche bene! Cioè vuole contribuire, vuole dare un'idea in più, vuole conseguire un testo che sia più efficace, anche dal punto di vista dell'applicazione della norma e se qualche volta sospendiamo, ma partecipi anche la minoranza a migliorare un articolo che, non lo voglio dire perché sono stato recentemente operato, ma non gli scende l'ernia, chiedo scusa ai colleghi, se c'è un pizzico di collaborazione in questo senso!

PRESIDENTE. Grazie. Speriamo che non ci siano eventi come quelli da lei richiamati perché poi, insomma, non siamo attrezzatissimi per questo.

E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). C'è un ambulatorio medico!

PILERI (F.I.). Sì, l'ambulatorio mi pare che funzioni molto bene!

Io, Presidente, non ho avuto modo di intervenire prima, però volevo spendere due parole per il rinvio perché gli articoli poi sono tutti collegati tra di loro. Noi avevamo accolto favorevolmente il primo rinvio che era stato chiesto dalla maggioranza con la speranza che si addivenisse a degli emendamenti di sintesi che potessero migliorare l'articolo 17, però abbiamo visto che questo non è stato possibile; indipendentemente dalla partecipazione della minoranza non è stato possibile perché la maggioranza non ho trovato una sintesi, quindi questo ulteriore rinvio è stato chiesto da voi perché non riuscite a trovare la soluzione per migliorare l'articolo, poi non so se ci siano, invece, altri tipi di problemi. Ovviamente la nostra disponibilità, poiché abbiamo presentato degli emendamenti, rimane purché questi emendamenti vengano presi in seria considerazione, perché se ogni volta che presentiamo degli emendamenti vengono puntualmente snobbati allora trovate almeno voi la sintesi, se siete capaci.

L'articolo 20, che riguarda i piani intercomunali, è un articolo che non è così importante e determinante nella pianificazione urbanistica regionale, anche perché i piani tra più comuni, cioè i piani intercomunali, erano previsti anche dalla legge numero 45.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIAGU

(Segue PILERI.) A me non risulta sinceramente che siano stati molti i piani, non so, forse non ce n'è stato neppure uno di piano intercomunale approvato o presentato dai comuni, e quindi è uno strumento che, se non ben governato, rischia di diventare perfettamente inutile e rischia di sovrapporsi alla pianificazione provinciale, anche in considerazione del fatto che mancano le direttive e quindi… Presidente… Presidente, scusi. Poi se i consiglieri della maggioranza si distraggono troppo e non riescono a trovare sintesi, chiederei un attimino di attenzione o di silenzio quantomeno, quantomeno di silenzio. Quindi, dicevo, in mancanza delle direttive che noi abbiamo chiesto di approvare contestualmente alla legge o prima addirittura di questa legge, non sarà possibile comunque fare non solo i PUC, ma neppure i Piani intercomunali. Quindi, i Piani intercomunali o meglio i Piani sovracomunali dovrebbero occuparsi - e qua concordo, in qualche modo, con quanto ha detto prima l'onorevole Uras, anticipandomi - dovrebbero occuparsi soprattutto, più che delle strategie di sviluppo e dell'urbanistica vera e propria in riferimento agli insediamenti, dovrebbero occuparsi soprattutto dei servizi, delle infrastrutture, delle strategie comuni di sviluppo, dell'artigianato, dell'agricoltura e del turismo.

A proposito del turismo, voglio ricordare un aspetto molto importante: i Comuni oggi stanno lavorando per adeguare i propri Piani urbanistici al Piano territoriale paesaggistico. Quando si parla di zone F, quindi di inserire le strategie di sviluppo e fare le scelte per le zone F, viene richiamato il Piano regionale del turismo. Io volevo capire se questo Piano regionale del turismo esiste, se è stato messo a disposizione dei Comuni per poter fare una pianificazione dove c'è una strategia generale dello sviluppo turistico che viene governata dalla Regione e alla quale i Comuni si devono uniformare. Questo vale, ovviamente, scendendo di scala, anche per quanto riguarda il PUL, ad esempio questo articolo è carente forse anche nella possibilità di inserire un PUL sovracomunale perché, come ha detto giustamente l'onorevole Uras, noi troviamo nel nostro territorio delle spiagge dove il confine comunale passa a metà della spiaggia e quindi noi non potremmo trovarci una spiaggia normata in un modo, con migliaia o centinaia di ombrelloni, e dall'altra invece avere un Comune che forse è più attento e quindi cerca di contemperare quello che è l'aspetto della libera fruizione con quello che è l'aspetto invece ricreativo che crea occupazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (P.D.). Signor Presidente, io contrariamente all'onorevole Pileri - mi dispiace che l'unico emendamento presentato sia quello della soppressione totale dell'articolo 20, a dire della volontà di migliorare questo testo - dico che questo articolo 20 è un articolo molto importante e la Commissione l'ha voluto. Certo, è vero che era già anticipato nella "45", è molto importante perché dice che questa legge urbanistica non è il frutto di un caso, ma questa legge urbanistica, il suo testo fondamentale, l'ordito fondamentale è stato a lungo meditato e pensato e sotto questo punto di vista l'articolo 20 risponde ad un'esigenza fondamentale. Noi abbiamo approvato nel 2005 la legge numero 12. Con la legge numero 12 abbiamo ritenuto che il futuro della Sardegna fosse legato alla capacità dei piccoli comuni, che rappresentano la maggior parte dei comuni della Sardegna, di trovare forme associazionistiche di collaborazione intorno a delle funzioni e credo che l'esito, il cammino che ci sta portando ad avere approvate quasi tutte le Unioni di Comuni in Sardegna sta a indicare che nel pensiero della legge numero 12 l'Unione dei Comuni poteva diventare gradualmente la nuova dimensione dell'ente locale in Sardegna. Da questo punto di vista l'articolo 20, che rappresenta un elemento originale e innovativo rispetto anche a tutte le altre regioni italiane, e che senza dubbio sviluppa quanto era stato accennato già nella "45", svolge un ruolo, una funzione, ha un'importanza che io definisco strategica, tant'è che questo articolo 20, in qualche modo, ci ha convinto della necessità di ripensare sotto questo punto di vista il ruolo anche delle Province. Non solo, ma crediamo che la pianificazione di livello sovracomunale rappresenti la grande sfida che ci consentirà, forse, di affrontare e risolvere i problemi della Sardegna.

Ora, l'articolo 20 non è semplicemente il comma 1: è il comma 2, il comma 3 e il comma 4. Infatti, se voi notate, non solo abbiamo inserito la pianificazione sovracomunale dandogli una dignità particolare, ma abbiamo anche detto che questa pianificazione sovracomunale ha delle priorità in ordine anche agli strumenti e alle risorse e anche agli altri istituti che sono previsti all'interno di questa legge, penso alla perequazione e penso anche alla compensazione.

Allora, io credo che è chiaro che la legge urbanistica, come tutte le leggi di cui si parla molto spesso in quest'Aula, rappresenta l'opportunità per parlare d'altro, ma io credo invece che su questo articolo 20, come su tanti altri articoli, ha ragione l'onorevole Uras, io mi rendo conto che questa legge sul governo del territorio è veramente importante e merita questa analisi, questa riflessione, questo confronto, bene, ma questo articolo 20 vada proprio letto, approfondito nel merito. Perché io credo che i Comuni, visto che ci riempiamo tanto la bocca dell'autonomia, del protagonismo dei Comuni, i Comuni attraverso questo articolo 20 potranno sviluppare quella forma di protagonismo collaborativo di cui abbiamo assolutamente bisogno e che rappresenta il disegno entro il quale si è mossa l'azione di questa maggioranza nello sviluppo delle leggi che abbiamo approvato nel corso di questi anni. Allora, mi dispiace, certo, gli emendamenti ho visto che sono quattro, c'è un emendamento della Giunta che tende a definire ancora meglio, perché è chiaro che i Comuni dovranno mettersi assieme, dovranno forse decidere di redigere dei piani urbanistici. Il fatto stesso che noi abbiamo proposto la distinzione tra il Piano urbanistico e il Piano attuativo può anche aiutarci a capire che il livello configurativo può essere sviluppato da un gruppo di Comuni e che il livello conformativo può essere invece affidato alle singole realtà comunali. Io dico, in questo momento spogliamoci, per quanto sarà possibile, della dialettica politica che, si comprende, in un momento in cui ci avviciniamo alla fine della legislatura si accentua, ma preoccupiamoci di dotare il nostro sistema degli enti locali di strumenti veri, perché io credo che la pianificazione sovracomunale e penso in modo particolare ad alcune realtà, a me vengono in mente, per la mia provenienza, anche dell'oristanese, potranno essere la risposta giusta per superare delle incomprensioni o delle incomprensibili... ora, voglio dire, possibile che debbano esistere città, penso a Oristano, che ospita i servizi e tutta una serie di paesi che diventano paesi dormitorio attorno? Possibile che non possiamo immaginare di dotarci di strumenti di pianificazione territoriale che consentono finalmente al territorio di vivere nella sua complessità, nella sua articolazione e nella sua ricchezza? E non è vero che con la "12" stiamo modificando anche l'ordinamento stesso degli enti locali, perché non pensiamo di mettere mano finalmente a quella legge che ci consenta di ridisegnare il nuovo volto del sistema delle autonomie locali in Sardegna? Ecco, io credo che sia un articolo importante che merita l'attenzione e la riflessione di questo Consiglio, come ha fatto la Commissione e devo dire che rispetto a questo sistema delle autonomie locali che si trattasse dell'ANCI o che si trattasse del Consiglio delle autonomie locali mi sembra che abbiano espresso semplicemente un apprezzamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. L'articolo 20 e l'articolo 21 rappresentano una naturale conseguenza nel processo legislativo conseguente all'approvazione della legge numero 12. Non serve a niente ispirare un processo aggregativo di funzioni se poi queste non vengono individuate e disciplinate negli aspetti più importanti. Io vorrei ricordare al Consiglio, perché questo rappresenta anche un punto di responsabilità, che la Regione Sardegna è una delle Regioni col più alto numero di comuni sotto i 1500 abitanti, cioè una patologia rispetto alla mutata condizione della finanza locale, dell'esigenza della qualità della vita, delle funzioni che i Comuni devono esercitare e quindi credo che noi più di altre regioni abbiamo necessità di lavorare su questo terreno per rendere più disponibili a innalzare la qualità dei servizi, le risorse che i Comuni dispongono. Pensate che in questa logica molte Regioni sono arrivate a definire in sede legislativa l'ambito ottimale per il quale un Comune può essere legittimato o no a fare il PUC, cioè se non ha un certo numero di abitanti deve automaticamente aggregarsi con un altro Comune per redigere un Piano urbanistico che abbia un significato proprio anche per la complessità e l'onerosità che ha questo documento. Noi in questo caso abbiamo individuato uno standard minimo che io credo sia opportuno mantenere e salvaguardare, semmai è un elemento che deve essere e che sta già trovando a dispetto delle nostre discussioni, nella volontaria attività dei comuni a seguito della legge numero 12, significativi esempi di lavoro. Ci sono comuni dell'interno, molti comuni in qualche caso anche più di dieci che si sono aggregati per fare la pianificazione urbanistica comunale in maniera associata, quindi avendo una medesima visione, individuando medesimi criteri, soprattutto individuando funzioni e ruoli nell'ambito territoriale per la valorizzazione di quelle risorse che non sempre sono uguali sul piano storico, sul piano identitario, sul piano anche delle preesistenti dotazioni infrastrutturali. Questo è un aspetto importante che renderà più dinamica la funzione dei comuni, soprattutto dei comuni dell'interno che devono già giocare per conto loro una strategia di riequilibrio della loro funzione economica e anche con richiamo agli aspetti demografici. Come tutte le cose che ci interessano nel momento in cui indicano una riforma, rappresentano anche una scommessa. Da questo punto di vista credo che sia responsabilità di un Parlamento legislativo regionale dare segnali coerenti, ma anche unitari su queste cose. I comuni sono di tutti, non sono di una parte politica, sono di tutti e noi stiamo ricevendo in questi anni delle lezioni politiche dalla capacità di sinergia che i comuni stanno trovando, al punto che stiamo lavorando concretamente sul terreno degli incentivi perché meritano i comuni che superano questa visione egoistica, individualistica, tipica della cultura sarda verso idee di questo genere e che devono persino riguardare anche e devono responsabilizzare anche gli amministratori delle grandi città e dei grandi agglomerati urbani e metropolitani come può essere l'area di Cagliari, perché se questi comuni dell'hinterland che oggi devono affrontare determinate problematiche avessero affrontato la loro pianificazione non col paraocchi della loro condizione unica, ma in relazione a una distribuzione di funzioni e di ruoli, probabilmente non ci troveremo di fronte a città che hanno avuto un'espansione residenziale abnorme, ma volta a soddisfare esigenze o a mettersi in competizione con i comuni vicini, e ci sarebbe una condizione del territorio molto diversa. Io credo che questo sia un altro di quegli elementi qualificanti sui quali, onorevole Pileri, con tristezza, con tristezza osservo la volontà della cancellazione perché almeno il principio va salvato. Un principio che è segno di civiltà, di civiltà giuridica anche delle Regioni che a questo stanno lavorando. Io credo che non solo lei dovrebbe essere già informato che la Regione ha approvato un piano per il turismo sostenibile dove ci sono degli indirizzi, probabilmente non la soddisferà perché lei è in attesa di valori numerici diversi, ma che dice alcune cose su come noi vogliamo che il turismo venga orientato. E spesso come capita quando non si hanno argomenti veri per fare un confronto in mare aperto, si agitano le tempeste in un bicchiere. Su questa questione dei litorali bisogna che siamo un po' più precisi, la gestione ai fini turistico - ricreativi del litorale è una competenza di gestione demandata dallo Stato alla Regione, tant'è che dobbiamo obbedire ai criteri del Codice della navigazione che è il punto di riferimento legislativo sul quale noi possiamo operare questa gestione. Possiamo condizionare molto le modalità con le quali, e infatti la legge dello Stato ci dà questo strumento dei Piani di utilizzo dei litorali che però non possono far venir meno la competenza diretta dello Stato che vuole gestire a fini turistico - ricreativi i litorali, si disinteressa un po' dell'aspetto della tutela che invece le Regioni devono affrontare, che le nostre direttive hanno puntualmente affrontato, e persino hanno aumentato, lo Stato ultimamente, del 300 per cento i canoni concessori mettendo in condizione, e voi che siete sostanzialmente i paladini del liberismo non dovreste ignorare che in Sardegna ci sono qualche migliaio di operatori che in virtù di questa possibilità esercitano le loro funzioni. Noi ci siamo attenuti al disciplinare con rigore e con coerenza rispetto alle cose che abbiamo approvato in questi anni, la possibilità di utilizzo compatibile e sostenibile e caricando anche ai concessionari alcuni obblighi sulla tenuta della spiaggia libera, sulla pulizia e sull'ordine e sull'occupazione, soprattutto, diminuendo le percentuali di occupazione dei litorali dal 35 per cento come erano in precedenza al 25 per cento come devono essere oggi in base alla legge dello Stato. Per cui agitare una guerra civile su queste cose è improduttiva, ma è invece importante che noi ragioniamo su come questo bene benché gestito dallo Stato ci appartiene perché è il nostro territorio, venga tutelato non solo in funzione delle condizioni ambientali e territoriali, voglio ricordare che meno di un anno fa l'UNEP, l'Organizzazione delle Nazioni Unite che studia lo stato di salute dell'area mediterranea ha detto a chiare lettere che fra quarant'anni se si continua così noi avremo una distruzione totale del sistema costiero del Mediterraneo, e ha anche detto, apprezzandolo, ma è normale, è normale nella concezione della nostra politica che noi prima di essere Sardi qualche volta siamo destra e sinistra, però in quella sede l'ONU, l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha citato la Sardegna come riferimento alle altre Nazioni che si affacciano sull'area mediterranea per i provvedimenti legislativi che ha adottato a tutela del sistema costiero regionale. Io spero che almeno su queste cose qualche volta riscopriamo prima di tutto l'idea che siamo sardi per quello che gli altri percepiscono di noi e poi dopo anche possiamo essere destra e sinistra.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Emendamento numero 94 contrario, numero 209 contrario e si invita al ritiro, si accoglie l'emendamento numero 274, parere negativo sul numero 210 e si invita al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. In conformità a quello del relatore.

PRESIDENTE. Siamo in votazione. Allora, l'emendamento numero 94 a firma...

DEDONI (Riformatori Sardi). Voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Io ho ascoltato con molta attenzione l'intervento dell'Assessore quando richiama a una responsabilità della minoranza nel non presentare emendamenti soppressivi, ma quando nello stesso tempo tutti gli emendamenti modificativi che vengono presentati vengono puntualmente bocciati dalla maggioranza. Quindi credo che possa essere ampiamente giustificato anche un emendamento soppressivo, anche perché noi non abbiamo nell'intervento, forse l'Assessore non so se era in Aula, non abbiamo parlato della non necessità di pianificare più contesti comunali, ma abbiamo parlato di strategie di sviluppo su temi che possono essere le infrastrutture, lo sviluppo sostenibile, il turismo e quindi una pianificazione sovracomunale che si occupa di queste problematiche perché la pianificazione urbanistica vera e propria diventa difficoltosa, e poi è anche vero, Assessore che altre Regioni hanno legiferato in materia, ma hanno stabilito dei criteri diversi perché, ad esempio, la Regione Lombardia ha stabilito che i comuni con popolazione inferiore a 2000 abitanti hanno una procedura di approvazione del PUC semplificata ancorché rimanga una procedura autonoma. E per quanto riguarda il piano del turismo, non lo so dove sia questo piano, io devo dirle che non mi aspetto nessun valore, i valori se li aspettano i Sardi, per capire quelle che sono le strategie che devono contemperare la salvaguardia, della quale noi siamo sostenitori, ma anche lo sviluppo e l'economia. Spero che questo Piano non sia solo un piano di salvaguardia, di speculazioni nascoste, e non sia un piano che consenta, in qualche modo, l'economia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io intervengo solo per chiederle, sulle modalità di voto, lo scrutinio elettronico palese sull'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, intanto per dichiarare il ritiro degli emendamenti che abbiamo presentato all'articolo 20. Per dichiarare il voto favorevole. Avremmo potuto fare di meglio e di più sulla pianificazione d'area. Io credo che dovrà essere ripresa questa materia.

(Interruzioni)

Ho ritirato i miei emendamenti, voto contro quelli proposti dalla destra, e faccio sintesi, nel mio intervento, anche delle considerazioni sull'articolo, in maniera tale da non intervenire successivamente, sempre che sia questo un comportamento, civile, accettato. Dicevo, dovremmo fare di più sulla pianificazione territoriale, dovremmo fare di più perché, se è vero che il livello principale della pianificazione territoriale è individuato nei Comuni, ci sono esigenze di pianificazione d'Area che comunque non possono essere lasciate alla volontà dei soli Comuni, vanno guidate, vanno rese più significative le strade definite dalla legge e, ripeto, Cagliari ha una sua peculiarità sotto questo profilo. Noi avremmo potuto fare, e non l'abbiamo fatto per consentire una discussione generale, l'introduzione di norme specifiche per l'aria di Cagliari, o altre situazioni che meritano una trattazione specifica; ci riserviamo di farlo a modifica di questa legge, previo un coinvolgimento politico e delle forze sociali, perché ci sono temi che attengono allo sviluppo che, se non si trattano anche sotto il profilo del governo del territorio, rischiano di portarci al fallimento delle risorse migliori che abbiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, per esprimere il mio voto contrario sull'emendamento numero 94, e per dire all'onorevole Pileri che non è vero… Sull'emendamento presentato all'articolo 17 abbiamo detto che siamo d'accordo, poi è stato presentato un emendamento orale, che contraddiceva anche l'emendamento stesso che era stato presentato, ma come si fa a dire le cose che si stanno dicendo? Non va bene, non è corretto, non è giusto! Cioè, contraddire se stessi nell'arco di pochi minuti, non va bene onorevole Pileri, non va bene!

Ma io, Presidente, credo che sia questo un articolo importante, sul quale appunto si inserisce questo emendamento soppressivo, che già in sé cela una concezione che è assolutamente inaccettabile e in condivisibile, cioè pensare che la pianificazione sovra-comunale debba essere cancellata dalle leggi della Regione. E io voglio ricordare, qui, perché mi sovviene, un consigliere regionale di alcuni anni fa, l'onorevole Nino Carrus, che nel 1975 propose il Piano intercomunale di cinque Comuni, senza che ci fosse una legislazione specifica, e senza i contributi che tra l'altro sono previsti in legge. Persone che erano lungimiranti, che stavano in quest'Aula, ha ragione l'onorevole Uras, che non andavano in giro quando si discutevano leggi specifiche, che davano il loro contributo, che arricchivano quest'Assemblea e anche le leggi, che venivano fatte per i cittadini sardi. Ebbene, io credo che noi dobbiamo avere un po' di memoria storica, ma a volte si ha la sensazione, davvero, che parlando qui dentro, parliamo qualche volta guardandoci allo specchio, invece, io credo che tutti quanti dovremmo dare il nostro contributo, perché fare politica, per noi, vuol dire anche contribuire in modo sostanziale alle leggi. Se altri vogliono fare politica, trascurando quest'Assemblea, forse sarebbe il caso che facessero una cosa giusta, si dimettessero per occuparsi di altro.

Quindi, Presidente, io ritengo, ed è un invito che faccio anche qua, sarà patetico, perché mi dicono che io in continuazione rivolgo degli appelli, però la verità vera è che noi, oggi, abbiamo necessità del contributo di tutti per migliorare questa legge, non per presentare emendamenti come quello numero 94. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Tutto ciò che comporta una lotta alla crisi dei piccoli Comuni credo che sia positivo, e l'articolo va in questa direzione, onestamente. Questo è un articolo che consente ad una zona della Sardegna, che è in grandissima difficoltà, di poter rendere attuali le prospettive che, anche con la legge sull'unione dei comuni, si andavano a cominciare a disegnare, che secondo me non riusciamo ad attuare nelle forme positive, ancora, secondo me. Lo dico perché accolgo ciò che dicono i colleghi: "ragioniamo nel merito", ma a me viene difficile ragionare nel merito, che è come vedere il lato bianco nel lato nero, quando siamo reduci da discussioni su concezioni generali, sui diritti, sui poteri, sulla struttura dei poteri, dove francamente quell'apertura al dialogo, che anche adesso l'onorevole Pirisi legittimamente ha avanzato, non esiste. Per cui, anche alle persone che, come l'onorevole Pileri, che presentano degli emendamenti soppressivi su aspetti oggettivamente positivi, bisogna riconoscere una motivazione; e la motivazione è che questa legge riflette aspetti largamente positivi, ma condizionamenti sulla visione generale dell'architettura dei poteri, che non è che a persone come me possono risultare apprezzabili, oggettivamente. Questo è il contesto in cui ci si muove. E' chiaro che uno può anche esprimere sul merito, come esprimo io, un parere largamente positivo su un articolo di questo genere, ma è proprio il puntino bianco nel lato nero, perché le regole che poi si inseriscono in una struttura di poteri, che non è quella auspicata, sono una magra consolazione. Semmai, essere prima Sardi e meno di destra o di sinistra significa, sui litorali, avere una capacità di rivendicazione di sovranità, perché è paradossale che la più grande isola del Mediterraneo non decida dei sue litorali. Noi abbiamo fatto mozioni su stupidaggini, e non ne abbiamo fatto una per rivendicare la piena sovranità sui litorali. Solo che poi io mi spavento, chi decide dei litorali? Chi decide? Sono questi i motivi per cui io su quest'articolo mi asterrò, ma condivido tutte le perplessità, rispetto all'architettura dei poteri che lo gestirà, che abbiamo ripetuto in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Sì, intervengo intanto per correggere alcune affermazioni, non potendolo fare l'interessato, essendo già intervenuto per dichiarazione di voto, perché si vuol attribuire all'onorevole Pileri un intento, così, distruttivo, attraverso l'emendamento numero 94, si dice: "Ah, non riconoscete lo strumento della pianificazione sovra-comunale, andate a mortificare il sistema dei piccoli Comuni, che…andate a mortificare il sistema dei piccoli comuni che invece stanno dando prova di maturità attraverso la collaborazione che già, come ricordava lo stesso Assessore, esiste.

L'onorevole Pileri, così come i presentatori dell'emendamento, hanno posto in evidenza un aspetto, lo pongono dalla opposizione perché hanno l'unico strumento che è quello di presentare emendamenti modificativi, integrativi, sostitutivi o anche di cancellazione totale, quando si vuol far sentire la propria voce, rispetto ad un impianto che non è assolutamente condiviso, e non mi si venga a fare lezione di come, scambiandosi le parti, abbiamo visto che molte volte sono stati presentati emendamenti soppressivi anche semplicemente sul titolo di un articolo per il gusto di poter intervenire anche sul titolo dell'articolo. Quando si vuol fare, quella è l'opposizione ostruzionistica, che conosciamo, sappiamo da dove viene, come siete maestri nel farla ma quando un emendamento di questa natura viene posto, anche con il supporto di argomenti che servono ad una comune riflessione, siccome dall'altra parte c'è un blocco e c'è un muro, questa legge ve la state suonando, ve la state cantando, ballatevela pure; ve ne assumete la responsabilità, noi siamo certi che se avremo responsabilità di governo nella prossima tornata la cancelleremo perché riteniamo che sia un danno per il sistema complessivo, non solo economico ed urbanistico ma anche sociale della nostra Isola.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 94.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Artizzu e Farigu hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cachia - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Lai Renato - Liori - Moro - Petrini - Pileri - Pittalis - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: Giagu - Maninchedda - Pisano.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 55

astenuti 3

maggioranza 28

favorevoli 19

contrari 36

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 209 è stato ritirato.

Metto ora in votazione l'emendamento numero 274, c'è il parere favorevole del relatore.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedevo la votazione elettronica.

PRESIDENTE. Sul 274?

VARGIU (Riformatori Sardi). Si può fare anche sul successivo, non si preoccupi.

PRESIDENTE. Per l'articolo?

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 20.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Risponde no il consigliere Milia.

Si è astenuto il consigliere Giagu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 40

votanti 39

astenuti 1

maggioranza 20

favorevoli 38

contrari 1

(Il Consiglio approva).

L'aggiuntivo numero 210 è stato ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 21. All'articolo 21 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale 95.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21 e del relativo emendamento:

Art. 21

Procedure di approvazione

1. I comuni di cui all'articolo 20, comma 1, possono esercitare la funzione della pianificazione sovracomunale mediante l'attribuzione di delega, con atto approvato da tutti i consigli comunali interessati, della funzione della pianificazione sovracomunale alle forme associative degli enti locali di cui alla legge regionale n. 12 del 2005.

2. La giunta comunale, per i fini di cui al comma 1, elabora una bozza di convenzione che contiene le indicazioni sui limiti, modalità, vigilanza e durata dell'attribuzione della delega della funzione pianificatoria sovracomunale. Tale convenzione è successivamente approvata dai consigli comunali dei comuni interessati.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Articolo 21

L'art. 21 è soppresso. (95).)

PRESIDENTE. Non ho iscritti a parlare, metto in votazione l'articolo 17.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 22. All'articolo 22 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo totale numero 96; soppressivo parziale numero 218; sostitutivi parziali numero: 212, 251 sostituito dal 288, 211, 152, 219, 220 e 221; gli aggiuntivi numero: 164, 11 sostituito totalmente dal 289.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22 e dei relativi emendamenti:

Capo III

Perequazione e compensazione

Art. 22

Perequazione e compensazione urbanistica

1. La perequazione urbanistica persegue l'equa distribuzione, tra i proprietari degli immobili interessati dagli interventi, dei diritti edificatori riconosciuti dalla pianificazione urbanistica e degli oneri derivanti dalla realizzazione delle dotazioni territoriali. A tal fine, il PUC individua le aree a destinazione edificatoria ed attribuisce loro, attraverso l'approvazione di apposito PA,una potenzialità edificatoria uguale nei diversi ambiti del territorio comunale che presentino caratteristiche omogenee.

2. La perequazione e la compensazione sono disciplinate, sulla base dell'apposito PA approvato, dal RE che non può, comunque, prevedere delle variazioni compensative, in aumento o in diminuzione, che eccedano il 20 per cento. Con gli atti di indirizzo e coordinamento di cui all'articolo 31 può essere prevista l'introduzione di percentuali anche maggiori a condizione che lo scostamento previsto sia adeguatamente motivato.

3. I PA nel disciplinare, indipendentemente dalle destinazioni specifiche assegnate alle singole aree, gli interventi di trasformazione da attuare in forma unitaria, assicurano:

a) la ripartizione dei diritti edificatori;

b) la ripartizione dei relativi oneri tra tutti i proprietari degli immobili interessati rientranti nelle aree a destinazione edificatoria;

c) l'individuazione degli obblighi relativi alle eventuali quote obbligatorie di edilizia residenziale con finalità sociali.

4. La compensazione urbanistica consente, ai proprietari di aree o edifici oggetto di vincolo preordinato all'esproprio o derivante da dichiarazione di notevole interesse pubblico, di recuperare adeguata capacità edificatoria anche sotto forma di credito edificatorio su altre aree o edifici, di proprietà pubblica, previa cessione delle aree sottoposte a vincolo.

5. Per credito edificatorio si intende una quantità volumetrica riconosciuta a seguito delle compensazioni urbanistiche. I crediti edificatori sono liberamente commerciabili e sono annotati presso apposito registro comunale dei crediti, predisposto, aggiornato e reso pubblico secondo le modalità stabilite dal comune.

6. Il PUC individua e disciplina gli ambiti in cui è consentito l'utilizzo dei crediti edificatori prevedendo,attraverso l'approvazione di apposito PA, l'attribuzione di indici di edificabilità differenziati in funzione dell'omogeneità degli interventi dei comparti interessati.

7. Il comune e i proprietari delle aree destinate all'edificazione possono concordare la loro cessione al comune, a fronte di una compensazione attuata mediante il trasferimento dei diritti edificatori in altre aree del territorio comunale a ciò preventivamente destinate.

8. La compensazione può avere luogo mediante convenzione fra il comune e i proprietari delle aree interessate dagli interventi che, in attuazione delle disposizioni del RE, nel dettaglio stabilisca:

a) le modalità di calcolo dei crediti edificatori;

b) la localizzazione delle aree sulle quali trasferire i diritti edificatori;

c) il tempo massimo di utilizzazione dei crediti edificatori;

d) la corresponsione di un importo pari all'indennità di esproprio per il caso di impossibilità di utilizzazione del credito edificatorio nel periodo convenuto.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Articolo 22

L'art. 22 è soppresso. (96)

Emendamento soppressivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 22

Nel comma 3 la lettera c) è soppressa. (218)

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 22

Nel comma 1 la frase "il PUC individua le aree a destinazione edificatoria ed attribuisce loro, attraverso l'approvazione di apposito PA, una potenzialità edificatoria uguale nei diversi ambiti del territorio comunale che presentino caratteristiche omogenee." è sostituita con "il PUC, quale strumento con figurativo della proprietà, individua le aree suscettibili di trasformazione ed attribuisce loro, a parità di stato di fatto e di diritto, potenzialità edificatorie uguali". (212)

Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale

Articolo 22

Ai commi 1, 3 e 8 le parole dei diritti edificatori sono sostituite dalle: "capacità edificatorie". (251)

Emendamento all'emendamento numero 251 sostitutivo totale Giunta Regionale

Articolo 22

L'emendamento n. 251 è così sostituito: "L'articolo 22 è sostituito dal seguente:

"Art. 22

Perequazione e compensazione urbanistica

1. La perequazione urbanistica persegue l'equa distribuzione dei benefici e degli oneri derivanti dagli interventi di trasformazione degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio comunale previsti nella pianificazione urbanistica e che interessano l'esecuzione programmata e contestuale di interventi pubblici e privati.

2. La perequazione e la compensazione sono disciplinate, sulla base dell'apposito piano attuativo approvato, da regolamento edilizio.

3. I Piani attuativi nel disciplinare gli interventi di trasformazione da attuare in forma unitaria assicurano:

a) l'equa ripartizione delle capacità edificatorie e dei relativi oneri, i fra tutti i proprietari interessati, delle aree a destinazione edificatoria;

b) assicurano l'individuazione degli ulteriori obblighi relativi alle eventuali quote di edilizia sociale o residenziale pubblica.

4. La compensazione urbanistica consente, ai proprietari di aree o edifici oggetto di vincolo preordinato all'esproprio o derivante da dichiarazione di notevole interesse pubblico di recuperare adeguata capacità edificatoria anche sotto forma di credito edilizio su altre aree o edifici, di proprietà pubblica, previa cessione delle aree sottoposte a vincolo.

5. Per credito edificatorio si intende una quantità di potenzialità volumetrica riconosciuta a seguito delle compensazioni urbanistiche. I crediti edificatori sono annotati presso apposito registro comunale dei crediti, predisposto, aggiornato e reso pubblico secondo le modalità stabiliti dal RE e sono liberamente commerciabili.

6. Il PUC individua e disciplina gli ambiti in cui è consentito l'utilizzo dei crediti edificatori.

7. La compensazione avviene mediante convenzione fra il comune e i proprietari delle aree interessati agli interventi; la stessa deve essere annotata presso la Conservatoria dei registri immobiliari. La convenzione, in conformità alle disposizioni del RE stabilisce le modalità di attuazione della compensazione, la localizzazione delle aree sulle quali trasferire il credito edificatorio, i tempi di attuazione ovvero la corresponsione di un importo pari all'indennità di esproprio nel caso di inutilizzabilità dei credito edificatorio nel periodo convenuto.

8. Gli atti tecnici di indirizzo e coordinamento di cui al successivo articolo 31 dispongono i criteri e i limiti generali di carattere edilizio attraverso i quali, nel rispetto della pianificazione urbanistica comunale, i regolamenti edilizi attuano la perequazione e la compensazione urbanistica.".". (288)

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 22

Il comma 2 è sostituito con il seguente:

"2. Con l'approvazione dei Piani attuativi, conformativi della proprietà, si dà operativamente corso alla ripartizione dei diritti edificatori secondo i principi perequativi indicati nel Regolamento edilizio". (211)

Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Murgioni - Pileri - Gallus - Pittalis

Articolo 22

Il comma 4 dell'art. 22 dopo le parole "di recuperare" è sostituito nel seguente modo:

"la stessa capacità edificatoria di tali aree prima della posizione del vincolo anche sottoforma di credito edificatorio su altre aree o edifici - di proprietà pubblica - previa cessione delle aree sottoposte a vincolo". (152)

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 22

Nel comma 5 sostituire "I crediti edificatori sono liberamente commerciabili e sono annotati presso apposito registro comunale dei crediti, predisposto, aggiornato e reso pubblico secondo le modalità stabilite dal Comune" con "L'equa determinazione del valore economico del credito edilizio verrà quantificato da una apposita Commissione comunale che potrà avvalersi della collaborazione dell'Agenzia del territorio o della Commissione provinciale degli espropri. La monetizzazione dei crediti edilizi avverrà per il tramite della Tesoreria perequativa comunale, attraverso la quale il Comune svolgerà il ruolo di soggetto terzo ed imparziale tra i proprietari delle aree cedenti ed i proprietari riceventi capacità edificatoria. Il funzionamento della Tesoreria perequativa e della suddetta Commissione comunale verranno stabiliti con il Regolamento edilizio tipo, previa concertazione con i Comuni". (219)

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 22

Nel comma 6 sostituire "prevedendo, attraverso l'approvazione di apposito PA, l'attribuzione dì" con "attribuendo valore conformativo alla proprietà con l'approvazione degli strumenti attuativi della pianificazione urbanistica richiamati al punto 1 dell'articolo 13 della presente legge, prevedendo". (220)

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 22

Nel comma 8 sostituire "nel dettaglio stabilisca" con "facendo ricorso alla Commissione e alla cui al punto 5 precedente, stabilisca". (221)

Emendamento aggiuntivo Farigu - La Spisa - Pileri - Murgioni

Articolo 22

All'articolo 22, al termine del comma 1, è aggiunta la seguente frase:

"L'identificazione delle aree a destinazione edificatoria avviene previa verifica, da parte dell'Amministrazione regionale, dell'assenza di condizioni di pericolosità geologica e/o idraulica differente da Hl, ai sensi delle Norme tecniche di attuazione del PAI.". (164)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu

Articolo 22

Dopo l'articolo 22 è inserito il seguente articolo:

Art. 22 bis

Norme per reperire aree per programmi di Edilizia Sociale Sostenibile

1. I comuni della Sardegna ad alta tensione abitativa, indicati nell'elenco di cui alla deliberazione CIPE n. 87/03 del 13 novembre 2003, nonché i comuni che documentino particolari esigenze abitative, possono reperire aree per interventi di Edilizia Sociale che rispondano ai dettati di ecosostenibilità, richiamati nell'art. 2 della presente legge, individuando nei rispettivi Piani Urbanistici Comunali aree, anche non destinate all'espansione residenziale, che risultino strettamente limitrofe e collegate con l'abitato di recente costituzione e parzialmente urbanizzato, e non risultino in contrasto con le norme dettate dal Piano Paesaggistico Regionale.

2. I PA per l'Edilizia Sociale, devono rispondere agli indirizzi di biosostenibilità, di risparmio energetico ed idrico, indicati anche nei successivi art. 35,36 e 37.

3. La localizzazione delle aree, da comprendere nei Piani per l'Edilizia Sociale Sostenibile, sono delimitate con deliberazione del Consiglio Comunale, con i meccanismi ed i tempi stabiliti dai commi 1, 2, 3 e 4 del precedente art. 14, è approvata con decreto del Presidente della Giunta Regionale.
Le norme di attuazione dei programmi di Edilizia Sociale Sostenibile sono equiparate alle localizzazioni di cui agli artt. 1,2 e 3 della Legge n. 167/1962 e successive integrazioni e modificazioni.

4. Al fine di evitare i costi per l'acquisizione forzata delle aree occorrenti l'attuazione dei Piani di cui al comma 1, ai proprietari che aderiscono alla proposta di cessione gratuita volontaria delle stesse, a favore dell'Amministrazione Comunale, verrà riassegnata una quota compresa da un minimo del 20 ad un massimo del 30 per cento, delle volumetrie realizzabili.

5. Le aree dei piani per l'edilizia Sociale Sostenibile e dei Piani di Zona, approvati ai sensi della Legge 167/1962, la cui destinazione urbanistica sia quella pubblica, individuate a servizio delle aree residenziali del piano, la cui occupazione sia intervenuta in vigenza del piano, non sono restituibili e retrocedibili, e conservano la pubblica destinazione anche successivamente alla scadenza del piano e per le quali saranno eventualmente riconosciuti gli indennizzi comparati al valore venale delle aree che sono irreversibilmente acquisite al patrimonio pubblico;

6. I soggetti riconosciuti dalle norme vigenti, operatori di Edilizia Sociale possono proporre l'attuazione dei PA, secondo le norme dettate dal presente articolo, mediante gli accordi di programma regolamentati dal precedente art. 7. (11).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Se in questa materia se si fosse proceduto con un minimo di

ordine, almeno sul piano del metodo, ci saremo trovati nelle condizioni di fare una discussione diversa e forse più utile per tutti. Non è stato possibile perché, nonostante i proclami, è ormai chiaro a tutti che questa pseudo maggioranza non ha una linea politica comune sull'urbanistica, non l'ha mai avuta, non l'ha dimostrata nemmeno nella lunghissima ed estenuante fase che ha preceduto l'elaborazione di questa legge, e a nostro giudizio non ce l'avrà mai e produrrà alla fine norme completamente sbagliate che danneggeranno gravemente gli enti locali della Sardegna e tutti i cittadini. Senza una linea politica comune dunque, si è andati avanti a strappi con provvedimenti dirigisti, adottati sulla spinta di una presunta emergenza, che non c'era, navigando a vista. In altre parole, sempre sul piano del metodo la legge urbanistica doveva essere il grande contenitore di elaborazione tecnica delle nuove norme che si volevano introdurre magari arricchita da una compiuta elaborazione tecnico giuridica su alcuni nuovi istituti. E' il caso della perequazione e della compensazione, previsti dall'articolo in esame che avrebbe consentito ai comuni che avevano i PUC in fase di avanzata elaborazione, una sorta di atterraggio morbido sulla nuova realtà. Non è accaduto niente di tutto questo e la Regione ha colpevolmente sottovalutato i gravi effetti collaterali che deriveranno da una condotta, a nostro giudizio, politicamente ed istituzionalmente irresponsabile. Che cosa intendiamo dire? Una cosa molto semplice, che a questo punto, di una legislatura ormai agli sgoccioli, è possibile tracciare un bilancio di 5 anni in materia urbanistica, un bilancio fallimentare e pieno di voci negative. Ma una emerge su tutte: dopo 5 anni di governo nessun piano urbanistico di nessun comune della Sardegna entrerà davvero a regime garantendo la certezza del diritto e le regole chiare per gli stessi comuni, le imprese e i cittadini. Questo è il vero dato di fatto che prescinde da ogni interpretazione o valutazione sui contenuti ai quali comunque arriveremo cominciando proprio da quelli formulati in questo articolo. Se quindi, come dicevamo, la legge urbanistica fosse stata approvata all'inizio della legislatura e i provvedimenti successivi fossero stati incardinati al suo interno, se la forma e la definizione dei nuovi istituti fosse stata predisposta dalla Regione, almeno a livello di norme quadro e di indirizzo, sicuramente i piani urbanistici comunali avrebbero avuto una sorte diversa. Sotto questo profilo occorre ricordare che in realtà la piena proposta organica della Giunta in maniera urbanistica, firmata a suo tempo dagli assessori Pigliaru e Sanna, risale ai primi mesi del 2006, diciamo pure che sarebbe stato un tempo utile per legiferare in modo metodologicamente corretto sulla materia. Perché non si è fatto allora? Perché non andava bene alla maggioranza, non certo all'opposizione, soprattutto perché prevedeva un ruolo incisivo degli enti locali sia nella costruzione, che nella gestione del nuovo impianto normativo; questo era il passaggio. E tanto non andava bene alla maggioranza, ad una o ad altre componenti o sotto componenti di essa, che questo passaggio è stato via via annacquato ed aggirato fino a scomparire del tutto in questa legge, che giudichiamo pessima in tutto il suo impianto ma, in modo particolare, sbagliatissima proprio su quel punto cruciale. Nel frattempo sono passati anni, anzi la maggioranza ha letteralmente consumato la legislatura senza venirne a capo dei problemi urbanistici, che pure aveva posto al centro del suo programma del 2004. Cosa accadrà ora? Nella malaugurata ipotesi in cui questa legge venisse approvata, cominciando proprio da quest'articolo, che l'urbanistica dei comuni e dei territori resterà bloccata, come peraltro è già bloccata oggi, per almeno, e lo ripeto perché l'ho detto anche negli interventi precedenti, per almeno due anni. Non è un'esagerazione, del resto una tesi molto simile, se non identica, l'ha sostenuta il Consiglio delle autonomie locali nel suo dettagliatissimo parere. Talmente dettagliato da essere in concreto un'altra legge urbanistica profondamente diversa da quella che stiamo esaminando. Perché si arriverà ad un blocco che partendo dalla macchina amministrativa dei comuni si estenderà alle imprese e ai cittadini? E' una constatazione realistica quanto amara, ma purtroppo lo dice la stessa legge, ed è scritto proprio in questo articolo: per introdurre nei PUC gli istituti della perequazione e della compensazione, i comuni dovranno predisporre un piano attuativo al cui interno inserire il regolamento edilizio, il quale, a sua volta, dovrà contenere la definizione esatta dei, cosiddetti, diritti edificatori e molto altro, con cui gestire nella pratica le varie tipologie di trasformazione urbana. Per fare tutto questo abbiamo indicato, non a caso, il termine di due anni, perché è la previsione minima del tempo che ci vorrà fra assegnazione di incarichi professionali, consegna ed esame degli elaborati, passaggi amministrativi interni alle amministrazioni locali, in commissione e in aula, passaggi amministrativi fra comuni e Regione; e siccome ad ognuna di queste fasi procedimentali è legato un termine si fa presto a fare conti. Di conseguenza, se fossi un sindaco mi metterei le mani nei capelli, perché in questi casi ho raccontato ai cittadini che dopo problemi della salvacoste e del Piano paesistico avrei risolto tutto con il PUC. Adesso, invece, devo raccontare ai cittadini un'altra balla, perché con il PUC non risolvo niente e se riuscirò a raccontare ai cittadini, a dare ai cittadini una qualche risposta, lo potrò fare solo dopo due anni. Ma nel frattempo i mandati finiscono e le elezioni si perdono, la Regione dunque con questa legge e con questo articolo ha messo tutti i comuni della Sardegna in grossi guai. Poi, ha fatto anche di peggio perché in realtà mettendo una serie di paletti nel circuito per ora tutto virtuale di diritti edificatori, valori urbanistici, perequazioni e compensazioni varie, tutto si riduce ad un aumento di volumetria massima del 20 per cento. Valeva la pena di mettere insieme tutto questo ambaradan per una premialità che nella stragrande maggioranza dei casi della Sardegna, dove la proprietà fondiaria è assai frammentata, lascia le cose come stanno e soprattutto non fa la differenza e la convenienza? A pensare male si fa peccato, ma come si dice, si azzecca e allora pensiamo che questa norma sia stata costruita non per le persone comuni, ma per i pochi che possiedono molto e che magari, in questi anni, hanno incrementato i loro investimenti. Proprio sapendo che questo sarebbe stato l'esito finale della legge urbanistica e di certi piani comunali. A supporto di questa tesi c'è un'altra prova contenuta in questo articolo al secondo comma, la premialità massima, come abbiamo ricordato, è del 20 per cento ma c'è una carta di riserva e, naturalmente, c'è l'ha in mano la Giunta regionale, con gli atti di indirizzo e di coordinamento, previsti appunto all'articolo 31. Con questo provvedimento la percentuale di volumetria in più può essere anche maggiore, a condizione che lo scostamento sia adeguatamente motivato. Se la lingua italiana non è un'opinione dire maggiore può significare tante cose, dipende da quante volte moltiplichiamo il famoso 20 per cento. Questo passaggio interessa ancor meno le persone comuni, ma è costruito apposta per i soliti pochi che possiedono molto. Non è nostra intenzione abbaiare alla luna, anche perché gli atti di indirizzo e coordinamento ancora non ci sono, ma scommettiamo che di qui a sei mesi, quando entrerà nel vivo la campagna elettorale per le regionali, questi atti spunteranno fuori e caleranno in certe zone della Sardegna, dove non sarà difficile trovare fior di motivazioni per dire che la deroga, anzi la maxi deroga è giusta. In fondo è vero sei mesi sono troppo pochi per mandare i PUC a regime, ma sono sufficienti per farci entrare alcune cose che interessano qualcun, ecco perché in altre occasioni abbiamo dichiarato che la strada delle mani libere in definitiva si incontra con quella delle mani sporche. Ed ecco perché con questa legge urbanistica ad orologeria non vogliamo avere niente a che fare. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, io non so che cosa siano le leggi urbanistiche ad orologeria, ma onorevole Moro a me dispiace, insomma questa cosa che proviene da quei banchi per cui la legge urbanistica sarebbe la legge di una maggioranza; come dispiace sentir dire che ci son cose che non sono di destra né di sinistra, la produzione migliore viene dal confronto di posizioni chiaramente diverse, che devono trovare qualche volta punti di mediazione, ma non sono quei punti di mediazione un risultato che non è né di destra né di sinistra, anzi al contrario, sono quei punti di mediazione esattamente il risultato del conflitto tra destra e sinistra, che risolve, così come è natura propria di queste assemblee, nella condivisione di una ipotesi, nel confronto che attorno a quell'ipotesi si è sviluppato, quello scontro, quel conflitto. Questa non può essere considerata, quando verrà approvata, io lo dico all'onorevole Diana, all'onorevole Moro, ma anche all'onorevole Pittalis, quando verrà approvata questa legge, perché sarà approvata, questa sarà la legge della regione e riguarderà il destino, non sarà la legge di una maggioranza sarà la legge della regione e riguarderà la vita, riguarderà la vita dei cittadini sardi, riguarderà questa comunità e non farà onore a nessuno dire io me ne sono lavato le mani. Anzi, al contrario diranno: ma perché c'eri, perché non sei intervenuto, perché non hai fatto la battaglia, perché non ti sei coinvolto, perché non hai trattato, perché non hai mediato. Questa posizione rinunciataria dice della crisi del centrodestra, che è una crisi di idee molto più pesante delle difficoltà che ci sono in questa maggioranza, dove c'è scontro in molti casi tra idee, ma c'è uno scontro tra idee dove ci sono idee, c'è l'appiattimento verso una linea di disinteresse dove le idee non ci sono! Questo è il dato politico, e si sta manifestando in tutta la sua tragicità perché i Parlamenti vivono del confronto. E quando si dirà " ma, questo Consiglio regionale non corrisponde…", non corrisponde perché voi avete rinunciato a svolgere la vostra funzione. Vi richiamate sempre, come se fosse, al fatto che…

CAPPAI (U.D.C.). Ma se non ci avete approvato un emendamento!

URAS (R.C.). Io sono costretto molte volte ad un ruolo, diciamo, di stimolo interno alla maggioranza, lo faccio anche sull'articolo 22, "perequazione e compensazione", su cui io non sono assolutamente d'accordo! Non sono d'accordo, e l'ho detto all'inizio della discussione sulla legge, sul principio per cui uno sulla proprietà terriera vanta… anzi vi è un riconoscimento abnorme sulla base del diritto edificatorio di un valore aggiuntivo a quella proprietà, che invece deriva o potrebbe derivare solo da un permesso abilitativo a svolgere un certo tipo di attività sopra quel suolo. E io sono contrario! Sono contrario completamente a questa ipotesi, a questa ipotesi di introdurre come principio la perequazione e la compensazione, l'ho detto e ho detto anche: togliamolo dai principi e discutiamo invece sullo strumento, cioè, una volta che noi facciamo la pianificazione abbiamo idea di non dover danneggiare nessuno, e di fronte ad un sacrificio utilizziamo gli strumenti che sono propri. Dove bisogna intervenire con l'esproprio di aree, paghiamo le aree che espropriamo al cittadino che è vittima dell'esproprio, che subisce l'esproprio; quando invece possiamo intervenire con altre modalità, con la traslazione dei volumi, interveniamo con la traslazione dei volumi. Però non si può partire dal principio che, per il fatto che posseggo un pezzo di terra, io in ogni caso avrò titolo ad avere un vantaggio riconosciuto, solo per quel fatto: è un'abnorme riconoscimento di diritti che non sono sanciti da nessuna parte!

La perequazione urbanistica deriva in Italia da una prassi introdotta dalla legge Ponte del '67 sulle lottizzazioni convenzionate: è stato un modo di intervenire, sotto il profilo finanziario, all'incremento dei capitali di società che, solo per il fatto di avere un Piano attuativo approvato oppure una destinazione di un'area da una finalità ad un'altra, si non ritrovate un patrimonio aggiuntivo regalato con i bolli della pubblica prestazione! Quella del silenzio-assenso che vogliamo costruire. Questo è, ed è in questo che passa la speculazione, è qua che si sporcano le mani! E noi abbiamo detto: no, non introduciamo concetti che sono pericolosi!

Voi dovreste votare favorevolmente, siete i promotori di questa idea, che è di destra, non è di sinistra! Perequazione, compensazione, silenzio assenso, sono idee di destra, non sono di sinistra!

Ciò detto, ed è la ragione del contrasto, ai colleghi del centrosinistra io ho detto: fermi, ma perchè dovete regalare questo terreno alla destra, che manco se lo merita perché neppure lo solleva? Ho detto loro: spostiamolo questo ragionamento dalla questione dei principi alla questione degli strumenti; cioè, se nell'ambito degli strumenti, io mi voglio dotare di strumenti aggiuntivi che fanno un percorso, insieme alla buona pratica di pianificazione, ok, pensiamoci… No, si è voluto mettere sui principi per regalarvelo, per dirvi: partecipate, ve ne abbiamo già dato un pezzo, coinvolgetevi. No, neppure le idee regalate, neppure i risultati forniti su un piatto d'argento voi accogliete. Vi mettete ai margini, così potete dire: noi non c'entriamo niente con le cose che hanno fatto gli altri; e contemporaneamente vi diranno "ah, voi non c'entrate niente con le cose che hanno fatto gli altri, però non avete fatto manco voi qualcosa per farne di meglio", e verrete coinvolti in una opinione negativa che poi alla fine traspare dalla società, di tipo qualunquista, verso questa istituzione, che rinuncia a fare il proprio dovere, rinuncia attraverso questi comportamenti. Noi, molto modestamente, invece, battiamo il colpo sui punti su cui non siamo d'accordo e cerchiamo di lavorare per migliorare alcuni su cui siamo d'accordo: questa non è una legge che ci entusiasma ma noi siamo in Consiglio regionale a svolgere una funzione che non è di maggioranza è di legislatori nei confronti del popolo sardo, tutto non si può ridurre ad una appartenenza di questo tipo ad uno schieramento, noi svolgiamo una funzione che ha come riferimento i cittadini. Per cui su alcune cose siamo d'accordo, su altre nettamente contrari come questa sulla perequazione e la compensazione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.

E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Io, più che fare un intervento specifico relativo all'articolo 22, sono stimolato a fare alcune riflessioni sull'intervento dell'onorevole Uras, perché l'onorevole Uras dice "questo articolo 22 incarna quelle che sono le proposte, le idee, le ideologie della destra e non della sinistra", e quindi apre una riflessione nell'ambito della maggioranza, e quindi sarebbe importante capire se, in via preliminare, questo articolo 22 trova quanto meno il consenso della maggioranza. Questo per dire che, quanto detto prima in riferimento all'articolo precedente e soprattutto agli emendamenti soppressivi che noi abbiamo presentato, continua a trovare un'ampia giustificazione, cioè qua si sta cercando di approvare una legge in modo confusionario, dove non c'è neppure una linea di maggioranza sulla discussione dei singoli articoli. Noi potremmo anche lanciare, e accogliere, onorevole Pirisi, una sfida: noi non abbiamo problemi su alcuni emendamenti soppressivi eventualmente al ritiro, ma purché seriamente si possa discutere degli stessi articoli e si possono apportare le modifiche che nella maggior parte dei casi, comunque, comporterebbero delle modifiche che voi non accettereste mai. Perché questo? Perché gli emendamenti che noi abbiamo presentato sono stati disattesi completamente: io ricordo un emendamento, forse uno dei primi perché riguardava l'articolo 1, quando, in merito alle finalità, noi avevamo presentato un emendamento dove si diceva che tra le finalità la Regione doveva occuparsi della pianificazione territoriale, del Piano paesaggistico regionale, e l'emendamento riportava la frase del piano paesaggistico regionale approvato dal Consiglio regionale. E' ovvio che quell'emendamento, che non era un emendamento soppressivo, dava una diversa valenza alla legge, e cioè richiamare la possibilità che il piano paesaggistico regionale, che tuttora è lo strumento più importante che sta governando la pianificazione a livello comunale, noi abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a sostenere, che debba essere una prerogativa legislativa del Consiglio regionale. Quindi è ovvio che su questa discriminante si basa la discussione di tutta la legge.

Per quanto riguarda, invece, l'articolo, io devo esprimere anche qualche perplessità sul comma 2, dove in qualche modo viene proposta una sorta di deroga, un premio che può essere previsto in una pianificazione preventiva, che può essere quella pianificazione urbanistica del piano urbanistico, ma soprattutto nel piano attuativo. E quindi crea un potere discrezionale aggiuntivo nelle mani della pubblica amministrazione, che dovrà gestire questo premio, che potrà andare a vantaggio di alcuni cittadini e di altri no. Quindi questo aspetto è sicuramente un aspetto negativo, e poi forse le necessità di scindere gli articoli che sono, o meglio i termini della perequazione da quella della compensazione urbanistica, perché dovrebbero avere finalità diverse. La compensazione dovrebbe intervenire laddove c'è l'esproprio preordinato dalla pubblica amministrazione, quindi dovrebbero essere posti in un contesto completamente differente, quindi i due articoli completamente distinti. E poi l'applicazione della perequazione, secondo me, rischia di trovare problematiche quando più cittadini si trovano a doversi mettere poi l'accordo su alcuni temi. Perché? C'è un'esperienza negativo ad esempio sui piani di lottizzazione quando nei piani di lottizzazione sono presenti più proprietari spesso si ricorre alla lottizzazione coatta, cioè si segue una procedura che consente comunque a chi vuole convenzionare, chi vuole lottizzare di andare avanti davanti all'inerzia di chi invece vuole avere questa cambiale depositata in banca e non vuole dare luogo ai piani attuativi. Quindi probabilmente questo articolo è carente anche su questo aspetto che non consente comunque di portare avanti eventualmente piani di iniziativa privata nel momento in cui non ci siano gli accordi tra le varie proprietà.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio, Presidente. Io nella discussione di questo articolo, ma anche degli emendamenti, ho l'esigenza di una breve ma chiara premessa, che è la seguente: io ho fiducia in tutti gli amministratori comunali, tutti, perché se manca la fiducia negli amministratori comunali effettivamente non si possono fare provvedimenti complessi, che li rendono attivi nell'amministrazione della cosa pubblica. Se c'è da parte del Consiglio regionale un atto di sfiducia allora suggerirei al presidente Pirisi, che ha fatto molto bene sin qui il relatore per l'Aula, di sopprimerlo l'articolo, però stiamo dicendo, stiamo dicendo, collega Moro…

MORO (A.N.). E, sì... il Consiglio delle autonomie...

CUGINI (Sinistra Autonomista). Stiamo dicendo, collega Moro, che noi non diamo alle amministrazioni comunali strumenti democratici di partecipazione perché siamo di fronte ad una platea di disonesti. Io sinceramente starei attento prima di dare a dei nostri colleghi consiglieri comunali, prima di dare una patente di questo tipo perché non è così. Perché ci sono tanti amministratori comunali onesti, capaci, laboriosi che si impegnano per una corretta, limpida e trasparente amministrazione. Poi ce ne sono anche altri, ma non ci stiamo rivolgendo, nella funzione politica che abbiamo, a questi amministratori. Lei è stato uno di questi, combattuto interno del suo partito, perché si opponeva a fare gli imbrogletti, che i suoi colleghi le proponevano, e di questo gliene stato dato merito tant'è che è diventato consigliere regionale, se avesse accettato gli imbrogletti magari avrebbe fatto la fine che hanno fatto gli altri candidati della sua lista, se li ricorda? Allora io ho...

MORO (A.N.). Sì però... l'oggetto del contendere si sta spostando.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Allora io ho fiducia in amministratori come lei, che poi vengono riconosciuti come tali e anche promossi a svolgere funzioni superiori. Però questo lo dico convinto, personalmente convinto, che noi dobbiamo dare agli amministratori comunali uno strumento, come questo del quale stiamo parlando, che li metta in stretto contatto con i cittadini per promuovere la partecipazione alle decisioni della collettività nella quale abitano. E questo strumento, se gestito con intelligenza, se gestito con quella capacità che richiamavo prima, è uno strumento che aiuta le amministrazioni comunali, che le aiuta perché è uno strumento di lavoro che le aiuta; questa è la mia stretta convinzione. Poi c'è un altro punto, lo richiamava il collega Uras, che ama il paradosso quando dice destra lo carica anche di un significato diverso dal singolo. Però noi che veniamo da una vecchia cultura che a un certo punto gli estremismi si avvicinano, si incontrano, è possibile che il pensiero del collega Uras coincida con quello del collega Moro destra e sinistra, è possibile. Ma è la natura della politica che determina questa convergenza, e la convergenza non vuol dire consonanza generale, vuol dire punto di convergenza perché si parte da quel principio di onestà che dicevo prima, se no non si convergerà mai. Però c'è un altro punto, che voglio richiamare per dialogare anche con il collega Uras, il buon senso il collega Uras lo considera non di destra, moderato. Il buon senso nella sinistra viene considerato di sinistra quando lo esprimono compagni di vecchia data, di vecchia militanza, allora diventa di sinistra. Ossia se Ingrao esprime un pensiero oggi di buon senso viene considerato di sinistra. Lo sforzo che deve fare la sinistra è esprimere il buon senso quando il giovane, non aspettare a quando è vecchia per esprimere il buon senso. Allora io credo che la sinistra di governo nel decidere su questo argomento complesso deve operare con il buon senso di quelli che hanno maturato storicamente una storia, un'esperienza che viene richiamata come riferimento, Foa, Ingrao richiamo questi, Lombardi richiamo questi, Moro, per dire di cosa stiamo parlando e allora io credo che la sinistra che oggi governa nel centro sinistra la Regione sarda debba in questa fase fare un investimento del buon senso del centrosinistra. Poi dico, ma chi lo esprime il buon senso del centrosinistra solo la sinistra o anche il centro del centrosinistra; il collega Pirisi ha fatto dei ragionamenti su come si costruisce la partecipazione democratica in un momento come questo riferito alla legge urbanistica e dice: invece di andare in giro ad inaugurare tesseramenti cose di questo tipo diciamo, lui che è del partito di Veltroni, che dice: non siamo di sinistra! Non l'ho detto io, lo dice Veltroni!

PIRISI (P.D.). E io sono di sinistra!

CUGINI (Sinistra Autonomista). Lo dice Veltroni, io non sto dicendo che non è di sinistra il Partito Democratico sto dicendo che Veltroni dice che il Partito Democratico non è di sinistra e io prendo atto, mi dispiace ma prendo atto. Però io credo che questo valore che si esprime nell'Aula, caro compagno Pirisi, che considero di sinistra, individualmente però, ma non incide nell'orientamento generale. Questo consenso è bene che qui si esprima, perché questo dà fiducia al centrosinistra che si vuole ricandidare per governare la Reggiane, giustamente si vuole ricandidare, perché siamo in presenza di una destra che su questo punto delicato dell'urbanistica ha proposto un referendum qualche giorno fa che ha ottenuto un insuccesso clamoroso, come andava in America. Allora, io credo che voi dobbiate ragionare entrando nel merito, siccome deve parlare il collega Pittalis adesso, che è di origine socialdemocratica, vanno sempre ricordate le esperienze, e sa di che cosa stiamo parlando quando parliamo riferendoci a fasce sociali che nella legge vogliamo rappresentare, e allora io credo che sarebbe un errore assentarsi, come diceva giustamente il compagno Uras, dalla definizione di questo progetto, che sarà poi anche migliorato nel tempo, ma adesso che lo stiamo facendo, visto che l'articolo licenziato dalla Commissione è stato integralmente riscritto nei concetti principali, ma perché quando c'è dialettica nel centrosinistra voi dite: "Siete divisi?". Sull'urbanistica ci sono opinioni del centrosinistra che si misurano, perché c'è uno sforzo per produrre una legge che di più risponda dopo tanti anni alle esigenze che sono maturate nella nostra Regione, e poi qui si comprende anche un'altra cosa, e io l'apprezzo, si comprende che c'è dentro questa discussione un pezzo di cultura delle realtà urbane e del centro della Sardegna, che io apprezzo che ci sia, perché in questi anni è prevalsa invece la cultura di quelli delle coste: cemento, cemento come un valore universale. Qui invece si pensa ai paesi che si sono spopolati cercando di dargli una risposta, che io considero positiva, perché se nei nostri paesi, mi è capitato di dirlo e mi ripeto, non ci sono i servizi primari, ma che cosa pretendete, che la gente rimanga nei nostri paesi? Fa come ho fatto io, come ha fatto Moro: Moro nasce a Laerru, nasce democristiano, si sposta a Sassari, diventa di destra, e però mica torna a vivere nel suo paese, rimane lì perché lì ci sono servizi. E ci sono tanti amministratori comunali che amministrano i loro piccoli comuni, ma se ne vanno a risiedere dove ci sono servizi, e non è che si impegnano per fare i servizi nei loro comuni, se ne dimenticano. Allora, invece qui siamo di fronte a uno strumento che io considero positivo, poi va migliorato. Dico sempre in battuta: "Da qui al socialismo tutto va migliorato", non c'è dubbio che è così, però adesso, di fronte al testo, facciamo quello sforzo al quale si richiamava Uras, per dire che ci sono le condizioni perché questo Consiglio su un argomento così delicato impegni la propria…

PRESIDENTE. Concluda.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Ho concluso… faccia uno sforzo per considerare i consiglieri comunali persone oneste, capaci e di buon senso.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini.

E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Io ho colto nell'intervento del collega Cugini e in quello precedente dell'onorevole Luciano Uras tutto il sentimento, rispettabilissimo e in certa misura anche condivisibile, della vergogna che si prova a discutere e a sostenere questo provvedimento sull'urbanistica. Avete ragione, cari colleghi, e avete ragione a cercare di spostare il vostro obiettivo verso i banchi del centrodestra. E' un artifizio da consolidati ed abili esponenti della politica, di chi ha scuola politica e scuola di partito, i miei colleghi Cugini e Uras ne hanno, anche datata, nel senso proprio più un nobile anche, perché non sono arrivati in Consiglio regionale all'abbisogna o improvvisati, no, hanno scuola. Sanno bene - e in questo excusatio non petita, accusatio manifesta, mi verrebbe da dire, caro Luciano Uras - che spostando così il tiro, intanto si parla a suocera perché nuora intenda, noi sappiamo benissimo qual è il travaglio che permea tutte le forze politiche, da sinistra a destra, noi con grande rispetto cerchiamo di guardare in casa nostra. Voi avete questa, consentitemelo, pessima abitudine di entrare nelle vicende delle altre formazioni proprio ricordando quel passo evangelico di chi non riesce a vedere chi ha la trave davanti agli occhi e cerca di vedere la pagliuzza invece sugli altri. Allora, vedete, torniamo, se vogliamo essere seri, come sicuramente lo siamo, a riportare le cose al loro giusto posto. L'onorevole Uras, che contrasta dal primo momento questa legge, legge che se ve la approverete come maggioranza ve ne assumerete tutta la responsabilità, sarà legge della Regione come tante altre che sono state approvate e che saranno da noi eventualmente contrastate con gli strumenti che si hanno a disposizione; noi ci auguriamo di poterle contrastare eliminando radicalmente quelle parti che riteniamo non siano adeguate per sostenere un disegno armonico del settore edilizio, urbanistico, e nel sistema produttivo isolano. Voi avete un'impostazione dirigista, centralista, l'abbiamo detto, noi ne abbiamo un'altra. Voi, come diceva Luciano Uras, siete contro l'impresa, perché è la causa dei mali, noi siamo per sostenere l'impresa, voi avete una concezione davvero non progressista, voi avete una concezione conservatrice, la più bieca concezione conservatrice in materie complesse e delicate come questa. Allora capisco quando l'onorevole Uras dice: "Badate, qui noi mica stiamo lavorando come esponenti di questa maggioranza". La vergogna è tale che lui deve richiamare giustamente il suo ruolo di Legislatore al servizio della comunità dei sardi. Certo, ha ragione, perché è facile nascondersi nella veste del Legislatore, però, caro Luciano, c'è una responsabilità politica, che voi, giocoforza, avete voglia di contrastare come ha fatto bene Renato Cugini, e spronare il maggior partito della coalizione, fra sordi non ci si intende, fra muti non ci si parla. Allora, immaginatevi qual è quindi il ruolo dell'opposizione. Se lo stato è la condizione di una maggioranza che è divisa su tutto, lacerata su tutto, immaginatevi qual è il confronto e l'invito al dialogo che viene da quei banchi quando non c'è intesa fra di loro. Ma cosa volete da noi? Caro Luciano Uras, nella posizione del centrodestra, bada bene, non c'è atteggiamento rinunciatario, lo dimostra il lavoro egregio che i componenti la Commissione urbanistica e altri colleghi stanno facendo quotidianamente in Aula, con la presentazione di emendamenti, con la discussione su importanti aspetti, e rispetto alle questioni poste non c'è stata la benché minima interlocuzione. Allora, diciamo le cose come stanno. E' vero che, dice Luciano Uras: "noi della sinistra battiamo il colpo sui punti che contestiamo". Sì, ma, caro Luciano, dopo che avete battuto il colpo, mi spieghi qual è l'atteggiamento che assumete? E' una ritirata sistematica su tutto, questa è la verità! E' un po' come ci ha insegnato l'onorevole Masia, che ha fatto un lavoro davvero egregio anche di critica costruttiva con la presentazione di una quantità incredibile di emendamenti e, guarda caso, senza che nulla venisse modificato rispetto all'impostazione esitata dalla Commissione, ad ogni discussione di articolo c'è un ritiro sistematico di emendamenti, lo dico al collega Masia, perché è presente, ma lo faccio anche come nota critica; perché? Perché noi non comprendiamo quali siano le dinamiche e la consequenzialità rispetto a posizioni che si assumono. E allora, se la sinistra o parti della maggioranza battono il colpo, ma poi tutto va bene "signora la marchesa" e tutto finisce come sempre a "tarallucci e vino", evviva Dio! Guardate meglio ai problemi di casa vostra e lasciate stare, non sfidateci su questo terreno, perché...

(Interruzioni del consigliere Pirisi)

Ha un attacco di tosse, onorevole Pirisi?... i commessi gli portino un bicchiere d'acqua... non capisco questa...

SANNA ALBERTO (P.D.). Parli della legge! Parli della legge!

PITTALIS (F.I.). Onorevole Sanna, prego... abbia lei la pazienza...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, si rivolga alla Presidenza! Grazie.

(Interruzioni)

Vogliamo concludere serenamente i lavori della mattinata, per cortesia, facciamo finire l'intervento all'onorevole Pittalis, grazie. Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Mi scuso se ho disturbato la lettura dei giornali dell'onorevole Alberto Sanna, me ne scuso, ma le cose che ho da dire, lei sappia che le dirò, non mi faccio intimidire da niente e da nessuno... ha capito? Quindi, immagini se il suo vociare mi crea un qualche problema...

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, si rivolga alla Presidenza e concluda l'intervento. Grazie.

PITTALIS (F.I.). Dicevo, e cerco di arrivare anche alla conclusione. Caro Luciano Uras, se ci sei veramente, batti un colpo; hai esordito dicendo che l'articolo 22 dev'essere cancellato, allora, guarda, noi siamo anche disposti a rinunciare alle nostre firme, firmalo tu quell'emendamento che abbiamo presentato, se sei coerente rispetto a quella postulazione, perché tu hai fatto un intervento logico e coerente, dal tuo punto di vista, che, per ragioni opposte anche alle nostre, però va sempre a quella medesima finalità, noi su questo ti sfidiamo, logicamente, sportivamente e politicamente, ad essere coerente con la tua impostazione e con la richiesta di cancellazione dell'articolo 22. Su questa strada noi non è che siamo rinunciatari, siamo invece partecipi e vogliamo partecipare, fino alla fine, per rimarcare, come faremo, la vostra responsabilità su questa che è una legge davvero liberticida.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Onorevole Uggias...

UGGIAS (Gruppo Misto). Interverrò in dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sull'articolo 96 della legge "liberticida", esprimo parere negativo. Negativo o invito al ritiro sull'emendamento numero 218, sul numero 212 negativo, sull'emendamento numero 251 c'è un parere positivo, ma viene sostituito totalmente dal numero 288 sul quale, appunto, si esprime il parere positivo, sull'uno e sull'altro. Sull'emendamento numero 211 il parere è positivo ma si invita al ritiro, negativo sul numero 152 e invito al ritiro anche su questo, invito al ritiro o negativo sul numero 219, negativo o ritiro sul numero 220, negativo o ritiro sul numero 221, sul numero 164 è negativo e si invita al ritiro, mentre, invece, sull'emendamento numero 11 c'è un accoglimento parziale...

PRESIDENTE. Sostituito dal 289...

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, sì, Presidente, esprimo parere positivo sull'emendamento numero 289, ma sull'emendamento numero 11, credo che si possa fare un'integrazione tra una parte dell'emendamento numero 11... quindi si propone praticamente un'integrazione tra l'uno e l'altro, in particolare del comma 2 dell'emendamento numero 11, che può essere integrato con l'emendamento sostitutivo...

PRESIDENTE. Poi farà la proposta quando discuteremo l'emendamento.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Va bene Presidente, grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze, urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme, ma se mi consente, Presidente, solo una battuta. Avete parlato di tante cose, poi ognuno ha i suoi ruoli, quello che mi preme ricordare è questo: la perequazione è uno degli strumenti più innovativi della legislazione regionale in materia urbanistica, e credo che metta d'accordo entrambe le visioni dello sviluppo urbano, sia quelle di destra che quelle di sinistra, perché fondamentalmente le legga, ed è un meccanismo che funziona, se la città privata si trasforma assicurando aree e immobili alla città pubblica, ovvero, se non si sviluppa la prima, non si sviluppa neanche la seconda. E se voi pensate ai danni che ha procurato la mancanza di questo strumento in molti comuni che si sono gravati di debiti per gli espropri sulla costruzione dell'edilizia residenziale pubblica, con tutti i gravami che ne derivano, pensate all'utilità che avrà per il futuro e per l'autonomia anche finanziaria dei comuni questo strumento, che impedisce di caricarsi di debiti che, magari, nel momento in cui vengono fatti gli interventi, non sono valutabili nelle loro conseguenze. Questo è un elemento importante, e credo che la verità, almeno su questo articolo, la avremo tutti quanti assieme immediatamente dopo l'approvazione della legge, con l'opinione, credo priva di interessi di parte, da parte degli amministratori comunali.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Emendamento numero 96.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Faccio i complimenti all'onorevole Pittalis per questo suo esordio da capogruppo d'Aula, visto che sta tenendo banco da qualche giorno. Ma gli faccio i complimenti non tanto per il ruolo, quanto per la capacità, perché sta dimostrando davvero di essere bravo, però è solo, onorevole Pittalis, è solo! Vede che c'è uno sparigliare del centrodestra che è totalmente assente; usciti, in congedo, come dice il collega Uras. Però, mi dispiace dirlo, ma è anche solo e orfano di argomentazioni; come fa lei a proporre e a sostenere l'abrogazione dell'articolo 22, che rappresenta uno degli strumenti più innovativi della programmazione urbanistica di tutta la legislazione nazionale, un articolo sul quale i componenti della Commissione urbanistica non hanno espresso un parere negativo in Commissione stessa, si sono astenuti, uno strumento, due strumenti, che per superare le concezioni ideologiche, a me non interessa la concezione di sinistra, dei compagni che stimo, il dibattito interno al Partito Democratico, se sia abbronzato o meno abbronzato Obama, se abbiamo vinto nell'Illinois e vinceremo ugualmente nell'Abruzzo; non m'interessa! Noi rimaniamo sulle cose, e questo è uno strumento utile che stiamo dando alle amministrazioni, che stiamo dando ai privati, che darà finalmente la possibilità di superare, come ha detto l'assessore Sanna poc'anzi, ostacoli che da decenni hanno evitato e non hanno consentito che ci potesse essere uno sviluppo urbanistico nei nostri comuni. E' uno strumento positivo, è uno strumento utile, è uno strumento moderno, ma soprattutto è uno strumento che consentirà di incontrare privati e pubblici alla luce del sole, evitando le negoziazioni sottobanco, quelle porcherie che nel passato hanno caratterizzato l'attività dell'urbanistica riducendola ad attività edilizia. Ecco la novità di quest'articolo. Ecco perché voto contro quest'emendamento e perché invito davvero il centrodestra ad avere finalmente un atteggiamento costruttivo, edificativo…

(Interruzione)

…ma non lo possiamo fare accettando le proposte di soppressione. Voi avete chiesto la soppressione dell'articolo, collega Pittalis! Le riformulo…

(Interruzione del consigliere Pittalis)

Guardi, lei ha detto che non la interrompe nessuno, si figuri se lei interrompe me! Amichevolmente, no?

PRESIDENTE. Concluda e non interrompiamo.

UGGIAS (Gruppo Misto). Non mi fa perdere il filo, non è un problema.

Concludo, Presidente, questi dieci secondi li utilizzo per dire che, quindi, il mio voto sarà contrario e per quanto riguarda i dissidi, che non ci sono all'interno della maggioranza, volevo ricordare che c'è un emendamento sostitutivo totale che trova il consenso di tutte le forze della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, per un breve chiarimento. Intanto per quanto riguarda l'emendamento numero 96, come ha detto bene prima l'onorevole Pittalis, potremmo essere anche disponibili al ritiro se questo venisse fatto proprio dall'onorevole Uras, perché si è espresso in questo senso nel suo esordio. Noi non abbiamo ancora parlato su questi emendamenti. E poi dico all'amico Uggias che piuttosto che venire a sculacciare in qualche modo la minoranza che sta svolgendo un ruolo difficile in aula, anche con emendamenti soppressivi per il semplice motivo che c'erano anche degli altri emendamenti, per esempio il "152"; puntualmente bocciati! Vengono approvati sempre e solo gli emendamenti della Giunta, qualche volta qualche emendamento della maggioranza. Ma quale dibattito c'è? Ma quale volontà c'è di fare una legge che sia condivisa da tutto il Consiglio regionale? E poi si parla di commissioni qualche volta in maniera impropria, perché le commissioni non stanno lavorando sugli emendamenti, la commissione è una commissione vostra, non esiste più la quarta Commissione dove ci sono i componenti di opposizione e di maggioranza. Scusate, quindi non c'è nessun coinvolgimento, e quindi noi ovviamente manteniamo in piedi l'emendamento numero 96.

Per quanto riguarda la presenza in aula, collega Uggias, non lo abbiamo detto certo noi, ma mi pare che l'onorevole Cugini abbia detto che molti del centrosinistra oggi sono assenti o in congedo e, invece che discutere di una legge così importante, vanno a inaugurare sedi o tessere di partito. Questo è quello che ho sentito in aula, altrimenti sbobiniamo. O forse ho capito male, onorevole Cugini?

PACIFICO (P.D.). E' informato male!

CUGINI (Sinistra Autonomista). L'ha detto Pirisi!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri. Consiglierei ai colleghi di intervenire sull'emendamento senza rincorrersi sulle dichiarazioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Sull'emendamento numero 96 non c'è bisogno che io faccia proprio il vostro emendamento, io voterò contro l'articolo, ve lo preannuncio, come l'ho già preannunciato ai miei colleghi della maggioranza e come ho già fatto quando si è trattato di questa materia nell'articolo 4, per un fatto molto semplice che non è di natura soltanto ideologica, è di natura di utilizzo della risorsa pubblica. Allora, diciamocelo chiaramente, perché non c'è solo uno degli aspetti qua che viene trattato sull'articolo 22, ci sono molti aspetti, c'è la perequazione e la compensazione urbanistica che riguarda soggetti privati interessati a ottenere un diritto edificatorio su una proprietà. Questa legge riconosce il diritto edificatorio a prescindere che ci sia un interesse o meno e lo fa dando una possibilità nella pianificazione urbanistica comunale che… sicuramente sono molti e tanti onesti sono presenti nelle pubbliche amministrazioni, nei consigli comunali, nelle giunte comunali e non è un problema di vedere sempre necessariamente la degenerazione, è un problema di capire se è giusto che io riconosca ad una nuda proprietà un valore aggiunto e che lo faccia con legge, per garantire non i diritti del cittadino, anzi per aumentare i diritti di un solo cittadino, di quei cittadini che hanno la proprietà! E lo facciamo con risorse pubbliche, che si determinano in termini di cubature e quindi in possibilità di guadagno, che riconosco in più 20 per cento, in meno 20 per cento e non si capisce neppure sulla base di quali parametri perché non sono scritti in legge ed è una degenerazione questa modalità di ragionamento. Non è una conquista! Assessore, molte conquiste di questa fase politica hanno creato danni! Vada per banche e lo chieda! Vada per coloro che hanno acceso i mutui e lo chieda! Non è tutto innovativo! Spesso è una battaglia di retroguardia, una retrocessione dei diritti! Ed è su questo ragionamento che non sono d'accordo, voterò contro quest'articolo come ho votato contro l'articolo 4.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.). Signor Presidente, esprimo il voto negativo a quest'emendamento. Vorrei dire all'onorevole Pileri che la Commissione ha esaurito il suo compito con il voto in Commissione e oggi il ruolo che svolge il relatore d'Aula è quello di esprimere il parere sugli emendamenti, che devono essere coerenti anche con il lavoro che lei ha fatto, onorevole Pileri, e quindi devo dire di no ad un emendamento da lei prroposto perché lei in Commissione si è espresso astenendosi.

Legge liberticida. Beh, insomma, le parole hanno un peso anche qui dentro. Ma ragazzi, onorevole Pittalis, lei era Assessore nella passata legislatura e ha presentato due leggi! Lei era in quella Giunta dove è stata approvata, l'una e l'altra, con tutti i pareri di coerenza. La vostra legge, se questa è liberticida, voi stavate proponendo il boia ogni quarto d'ora per strada! Ma di che parla? Avevate una concezione dove veniva esaltata la funzione del Presidente e della Giunta in una maniera che qui dentro non troverà traccia e, le dico, noi in tutti i casi la invitiamo anzi a leggere la legge del Veneto, la legge della Lombardia, la legge del Friuli, tutte le leggi che sono state scritte in Italia. Le cito al volo anche qualche esempio. Veneto, governo di quella "casa" in cui lei è tornato adesso, cioè Forza Italia: articolo 35 di perequazione e compensazione; Lombardia: articolo 11, legge numero 12 del 2005; Toscana, che non è di destra: articolo 60; Friuli Venezia Giulia, legge regionale numero 5, articoli 31 e 32. In tutta l'Italia c'è questo istituto. Può non piacere al compagno Uras, ma è innovativo e le porcherie non si fanno attraverso questo sistema perché altrimenti non avremmo acceduto a inserirla una norma di questa natura. E poi, lo voglio dire con chiarezza: è vero, il germe del centralismo alberga all'interno degli Esecutivi, sembra che contagi coloro i quali diventano Presidenti, però voi state rinunciando a svolgere un ruolo per affermare la funzione di questa Assemblea e l'altra cosa che ho detto e che ribadisco è che noi abbiamo bisogno di tutti i contributi qui dentro, compresi quelli del centrosinistra, e se c'è qualcuno che dice di avere autorevolezza la manifesti anche qui dentro! Questo lo dico con forza e con vigore! Noi siamo qui perché vogliamo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io penso che la perequazione e la compensazione siano istituti da inserire nell'ordinamento della Sardegna. Pongo dei problemi che ho sollevato già in un intervento e li pongo in sede di dichiarazione di voto perché magari voi riuscite a rimetterci mano. Vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che il comma quarto - l'ho già detto, ma evidentemente mi sono espresso male io, ma non ho sentito una risposta in questo senso - prevede un "recupero di adeguata capacità edificatoria" a persone che abbiano ricevuto da parte dell'ente locale un vincolo preordinato all'esproprio oppure derivante da dichiarazione di notevole interesse pubblico. La "adeguata capacità edificatoria" non è la "pari capacità edificatoria" che uno ha su una sua proprietà, non è "la pari", è una "adeguata" ed è un concetto assolutamente generico sul piano questo del rapporto tra individui, tra cittadini e istituzioni. "Adeguata" non vuol dire "pari". Poi dite anche che può recuperare questa "adeguata capacità" con "anche", non "sottoforma", "anche sottoforma" di crediti. Quando andiamo ai crediti, anche sui crediti si intende "una quantità volumetrica", non "pari quantità volumetrica". In qualche modo lo Stato si riserva sempre una quota di valutazione di ciò che è di un altro, di un privato, che non viene disciplinata. Allora, l'onorevole Uras sa che la pensiamo diversamente, io penso invece che se quello ha acquisito una capacità edificatoria e c'è una dichiarazione di interesse pubblico, ha diritto a trattenerla in una forma differente come prevede, appunto, la ratio della norma, ma per come è formulato - io l'ho già sollevata un'altra volta, lo rifaccio oggi - per come è formulata parla di "adeguata" e dopo parla di "quantità volumetrica", non c'è mai una determinazione del rapporto tra ciò che il privato aveva prima e ciò che ottiene dopo e si ha la sensazione che siccome non andrà in eccesso, andrà in diminuzione e su questo io credo che non sia elementarmente giusto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intanto per annunciare il voto negativo all'emendamento. Poi anche perché, un po' tirato in ballo dall'onorevole Pittalis, evidenziando che naturalmente noi di manie di protagonismo, mi pare, che abbiamo più volte dimostrato di non averne, quando abbiamo presentato i 51 emendamenti che lei ha anche potuto vedere, diciamo che l'abbiamo fatto perché era nostra intenzione migliorare la legge, correggerla. Naturalmente voglio anche sottolineare che non si può negare che noi del Gruppo Socialista questa legge l'abbiamo fortemente voluta, l'abbiamo detto, l'abbiamo ripetuto, l'abbiamo evidenziato anche col restare in aula quando voi avete tentato di bocciarla al momento del passeggio agli articoli ed altri non sono rimasti in aula perché volevano che questa legge ritornasse, invece, in Commissione. La nostra posizione è una posizione ferma e naturalmente con questi emendamenti abbiamo potuto anche, e lo stiamo dimostrando, iniziare a correggerla questa legge.

Che noi questa legge l'abbiamo voluta lo dimostra anche il fatto che attraverso dei documenti, questa volta non più da soli, stiamo portando avanti un lavoro che serve davvero a far sì che questa legge trovi al più presto la possibilità di essere approvata. Se lei è attento, onorevole Pittalis, e credo che lo sia, lo ha dimostrato, potrà vedere sicuramente che molti di quegli emendamenti che qui si dicono che sono della Giunta, sono emendamenti che prendono pari pari e fanno propri molti di quegli emendamenti che noi abbiamo portato avanti. Non abbiamo manie di protagonismo, ci interessa la legge da cui ne consegue che non ci interessa di avere questa firma e questa presenza, ci interessa migliorare la legge.

Nel merito, perché votiamo contro questo emendamento? Perché noi siamo convinti che la perequazione e la compensazione siano la novità di questa legge, perché siamo convinti che attraverso la perequazione e la compensazione si dia la possibilità alle città, ai comuni, e a quegli amministratori di governare il proprio territorio senza vivere la solita "notte dei pennarelli", senza dover essere obbligati a quelle spinte che arrivano ogni qualvolta si sta andando ad approvare un Piano urbanistico in quelle realtà. Io credo che attraverso questa legge e in particolare proprio quella che è la perequazione e la compensazione, si possa dare alle Amministrazioni - che sappiamo essere sempre prive di risorse - la possibilità di dotarsi di quegli standard che hanno bisogno di essere, naturalmente, realizzati e che non devono rappresentare negli anni la spada di Damocle che spesso ha portato molti Comuni sull'orlo della bancarotta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mattana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MATTANA (P.D.). Signor Presidente, intanto dichiaro il mio voto contrario all'emendamento e dico che noi con la discussione proprio su questo tema potremo fare un dibattito di avanguardia e non di retroguardia. Perché il tema della perequazione e della compensazione riguarda proprio il rapporto tra il diritto di proprietà e il diritto a costruire che è stato più volte richiamato, perché la pianificazione urbanistica, insito nel concetto di pianificazione urbanistica, determina delle scelte, attribuisce valori e quindi differenze tra proprietari. Cito quella, tra tutte, tra proprietari di aree urbane e di aree agricole: differenze, disparità e dispone vincoli che limitano 1'uso dei beni che creano ulteriori differenze.

La prima legge urbanistica, quella del '42 che ha citato il collega Pirisi, stabiliva e prevedeva vincoli anche senza indennizzo, quindi, un'ingiustizia che è stata poi affermata anche dalla Corte Costituzionale. La relazione alla legge Bucalossi stabiliva e affermava che la stessa zoonizzazione è una metodologia ingiusta perché attribuisce premi e castiga per altre parti. Quindi, non c'è un sistema che possa svincolare le scelte urbanistiche dal valore del bene, della proprietà. Io dico che la perequazione è uno strumento che aiuta a superare queste disparità e queste differenze, è uno strumento e non un valore, lo dico per il collega Uras, e credo sia d'accordo con me, la perequazione e la compensazione sono strumenti che favoriscono un'equa ripartizione tra oneri e benefici. Anzi, io dico anche di più, che se noi facessimo una discussione di avanguardia e non di retroguardia, la perequazione ha una funzione di solidarietà sociale, anzi, si afferma da parte di molti che limita la proprietà privata. Quindi, perché non facciamo una discussione di avanguardia? O la solidarietà sociale è di destra, di centrosinistra? Io penso che sia di centrosinistra, ma può essere anche un fatto di centrodestra. Quindi, perché non ci confrontiamo su questi temi invece che dire che la prima cosa che si farà è abolire questa legge? Io penso che sia sbagliato, collega Pittalis, io ho sempre contrastato il fatto che amministrazioni che si avvicendano devono cancellare quello che hanno fatto le precedenti amministrazioni. Non è così che si governa la pubblica amministrazione, bisogna concorrere alle scelte e fare in modo che siano le scelte migliori per la Sardegna e per i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Devo dire che notiamo interventi come quest'ultimo ispirati dal buon senso e della ragionevolezza, che inducono indubbiamente tutti a una seria riflessione sull'argomento, ma quando notiamo che da parte di esponenti della sinistra il confronto deve vertere su ricordare chi è stato responsabile dell'Assessorato alla programmazione, lo sono stato e me ne vanto e non ho nulla di cui assolutamente nascondere, anzi, ne faccio un motivo di grande vanto, perché conservo ancora le note delle organizzazioni sindacali, di tutte le associazioni di categoria, di plauso per il lavoro che è stato svolto allora in quel contesto!

BIANCU (P.D.). Anche i risultati...

PITTALIS (F.I.). Anche i risultati, onorevole Biancu, che sono assolutamente diversi da quelli che state proponendo voi oggi. Il sistema occupazionale, se vogliamo fare un confronto sulle cose concrete, il sistema economico è allo stremo, ve ne state rendendo conto?

BIANCU (P.D.). L'indebitamento anche che avete creato! I disastri li stiamo ancora pagando!

PITTALIS (F.I.). E allora, se vogliamo il confronto su questo piano lo facciamo su questo piano, se vogliamo il confronto sulle questioni poste dall'onorevole Uggias e da ultimo dall'onorevole Mattana, siamo seri, e allora stiamo in argomento. Perché badate, non è stato detto, anzi è stato taciuto, l'opinione autorevole che ha portato il sistema delle autonomie locali non tanto e solo sull'intero impianto del testo che stiamo discutendo, ma su questi argomenti nello specifico. E allora, non sono le critiche dell'opposizione o di consiglieri animati il venerdì alle ore 13 e 32 da mania di protagonismo perché non ci sono né giornalisti, non c'è nessuno, allora, se il confronto lo vogliamo fare serenamente e seriamente senza ipocrisia, andiamo a vedere e a rileggerci anche qualche passaggio del sistema delle autonomie locali su questo punto che forse potrebbe indurre ad una seria riflessione. Ecco perché in assenza di argomenti convincenti rimaniamo del parere che l'emendamento debba essere sostenuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io sono contrario prima di tutto all'articolo 22 anche perché sono assolutamente... all'emendamento numero 96, chiedo scusa, sull'articolo 22 anche perché sono assolutamente d'accordo sul fatto che l'articolo 22 e la nuova formulazione che ne viene fatta con l'emendamento numero 288 se non sbaglio anche questo numero, ma mi sembra di no, sia effettivamente come è stato detto da altri colleghi una innovazione in senso positivo.

Onorevole Moro, non lo vedo più in Aula, ma io non mi vergogno di questa novità, ah eccolo là... Onorevole Moro, non mi vergogno di questa novità dell'articolo 22, anzi, di fronte ai miei concittadini a cui devo rispondere, ai miei elettori, ma anche agli elettori degli altri a cui devo rispondere del lavoro che svolgiamo e che svolgono in questa Aula, posso dire che l'approvazione di questo articolo è un ulteriore sostegno e aiuto che diamo agli amministratori locali, amministratori locali per chi ha avuto la fortuna di poter svolgere questo compito soprattutto nei piccoli comuni, amministratori locali che per definizione per me sono tutti onesti, ma nella quasi totalità c'è qualcuno che nella discrezionalità della formazione degli strumenti urbanistici oggi, nella discrezionalità degli strumenti urbanistici oggi, ha fatto qualche scherzetto non molto pulito e su questa discrezionalità ha allignato spesso la disonestà, il ladrocinio, le furberie di alcuni amministratori comunali e molti imprenditori e molti proprietari terrieri. Cosa dice l'articolo 22, l'emendamento numero 288? Che la perequazione urbanistica persegue l'equa distribuzione dei benefici e degli oneri derivanti dagli interventi di trasformazione degli assetti insediativi, benefici ed oneri che in una definizione di PUC forse capisco qui un po', come dire, l'eccesso di acrimonia dell'onorevole Pittalis perché uno degli aspetti, se mi permette la battuta, di questo inserimento nella filosofia dello studio degli strumenti urbanistici di questi due principi porterà per esempio ad un enorme lavoro in meno per gli avvocati.

(Interruzione del consigliere Salis)

PRESIDENTE. E' chiara l'intenzione di voto onorevole Salis, è chiara l'intenzione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, per dire che per quanto riguarda il nostro voto, la Sinistra è da questa parte, quella che lei vede all'estremo, noi votiamo come ha detto il collega Masia, votiamo contro e abbiamo anche apprezzato l'intervento del collega Masia. Approfitto del tempo per dire al collega Pittalis che stava minacciando la lettura del parere delle autonomie locali, io l'ho letto, chiede che venga disciplinata, tant'è che dal primo testo agli emendamenti che sono stati preparati c'è una indicazione di disciplina. Quindi, mi pare che siamo proprio dentro quelle indicazioni, poi la si vuole disciplinare ancora con maggior precisione, può essere, ma io mi accontenterei di andare ad un esperimento per verificare cosa produce l'applicazione di questo testo auspicando che produca quello che i colleghi hanno detto, ma anche quello che volete voi perché giustamente voi non volete penalizzare nessuno, neanche noi vogliamo penalizzare. Giustamente voi volete valorizzare il territorio, noi vogliamo valorizzare il territorio, io non vedo questa totale divergenza sull'argomento tra noi e voi, se non la naturale differenziazione che ci deve essere quando si tratta un argomento come questo. Però io la differenza tra destra e sinistra che la vedo chiara, non mi confondo ce l'ho presente, non la richiamerei su questo argomento, la richiamerei più sui valori un po' più generali ai quali si richiamava il collega Moro e mi è venuto il dubbio se quello che il collega Moro ha espresso è il suo pensiero o è il pensiero che gli viene fatto esprimere dai suoi collaboratori. Non lo so, comunque è un dubbio che mi rimane e il dubbio è di sinistra, quindi è giusto che io ce l'abbia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Io intervengo perché avevo posto il problema della perequazione quando se n'è discusso precedentemente sottolineando le questioni che erano state poste in evidenza anche dall'ordine degli ingegneri in merito alle questioni che abbiamo adesso all'attenzione dell'aula. In realtà tutto quello che è avvenuto in Italia negli ultimi 15 anni proprio intorno al tema della perequazione urbanistica e i numerosi dibattiti che si sono svolti, indicano ovviamente che c'è un progressivo affermarsi dell'esigenza di normare in modo innovativo questa materia. Tuttavia non si è ancora giunti, Presidente, ad una compiuta sistematizzazione della materia mentre sono state sviluppate esperienze e soluzioni che hanno evidenziato molti nodi problematici. E' evidente che c'è l'esigenza di ottenere questi nuovi strumenti e procedure più efficaci proprio per sistemare il rigido sistema della zonizzazione, tuttavia manca una norma nazionale di riferimento che possa essere garante, che possa farsi da garante in tutti i casi e che mancando questa si possano aprire situazioni o favorire ricorsi o contenziosi.

Infatti, il meccanismo perequativo prevede il trasferimento dei diritti edificatori attivando un vero e proprio mercato di tali diritti che richiede regole certe che siano inoltre trasparenti e che aprano ad una concorrenza che non sia invece limitativa di diritti. Per tutte queste ragioni, Presidente, io voterò contro l'emendamento, tuttavia, lo anticipo, mi asterrò sull'articolo 22 ritenendo di fare un atto di coerenza rispetto ai miei convincimenti. La ringrazio.

PRESIDENTE. Colleghi, votiamo l'emendamento numero 96.

VARGIU (Riformatori Sardi). Voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 96.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Pileri - Pittalis - Randazzo Vittorio - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Serra - Tocco - Uggias.

Si sono astenuti: Giagu - Milia.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 45

astenuti 2

maggioranza 23

favorevoli 10

contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Colleghi, terminiamo adesso i lavori per questa giornata, con l'augurio di un sereno fine settimana, vi comunico che il Consiglio è convocato martedì 11 alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 41.