Seduta n.345 del 02/04/2003 

CCCXLV Seduta Mercoledì 2 Aprile 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 16.

MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 27 marzo 2003 (339), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Piersandro Scano ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la giornata del 2 aprile 2003; comunico che il consigliere Edoardo Usai ha chiesto di poter usufruire di tre giorni di congedo a far data dal 2 aprile 2003. Se non vi sono osservazioni questi congedi si intendono accordati.

Colleghi siamo pochi, però prima di cominciare io chiedo ai colleghi un po' di attenzione.

Dobbiamo ricordare un paio di colleghi che non ci sono più, mi sembra giusto farlo.

Commemorazione di ex consiglieri

PRESIDENTE. Colleghe e colleghi, le scorse settimane sono scomparsi due nostri ex colleghi che sono stati importanti nella vita di questa assemblea. A Porto Torres, dove aveva lavorato e vissuto, ha cessato di vivere l'onorevole Annibale Francesconi, consigliere regionale nella sesta e nella settima legislatura, eletto nelle file del Partito Socialista Italiano del quale era uno dei massimi esponenti regionali nel collegio provinciale di Sassari.

Particolarmente attento ai problemi economici, sociali, del lavoro e dei trasporti, Annibale Francesconi nella sesta legislatura si era particolarmente impegnato nel lavoro in Aula e nelle Commissioni proprio su questi particolari temi. Aveva anche fatto parte dell'Ufficio di Presidenza di questa Assemblea come consigliere segretario. Nella settima era stato chiamato a ricoprire l'incarico di Assessore del lavoro e della pubblica istruzione, nelle giunte presiedute dagli onorevoli Del Rio e Soddu; mentre nella seconda giunta Soddu aveva ricoperto l'incarico di Assessore dei lavori pubblici, carica che aveva abbandonato per candidarsi alle amministrative della sua città. Lasciato il Consiglio regionale era stato per moltissimi anni sindaco di Porto Torres raccogliendo sempre crescenti consensi per il suo impegno politico e civico che ne avevano messo in evidenza le notevoli capacità personali e la sua grande dedizione e impegno. Dopo una breve parentesi lontano dalla vita pubblica, l'onorevole Francesconi era stato chiamato a presiedere il comitato provinciale di controllo di Sassari, e anche in questo suo nuovo e importante incarico aveva profuso le sue riconosciute e notevoli doti personali.

A Cagliari, dove aveva sempre svolto la sua lunga attività politica, ha cessato di vivere l'onorevole Tullio Murru, componente di questa Assemblea nella settima, ottava e nona legislatura; eletto nelle file del Movimento Sociale Italiano del quale era esponente di spicco nel collegio provinciale di Cagliari. L'onorevole Murru, particolarmente sensibile ai problemi sociali e del lavoro, nella sua lunga permanenza in questa Assemblea, si era impegnato in difesa dei diritti dei meno fortunati proponendo iniziative di particolare interesse sociale ed economico. Lasciato il Consiglio non aveva certamente abbandonato la politica ed aveva proseguito a lavorare intensamente all'interno del suo partito, nell'organizzazione sindacale, nel quale era uno dei massimi dirigenti anche nazionali, impegnandosi con passione nell'approfondimento dei temi economici e sociali del lavoro dei quali si era sempre occupato con grandissima e riconosciuta competenza.

Due colleghi che hanno vissuto intensamente la loro esperienza in questo Consiglio regionale e politica e che hanno saputo conquistare l'apprezzamento e la stima, in maniera diversa, anche degli avversari politici, per la loro cordialità, per le loro doti di grande correttezza ed umanità.

E quindi ai familiari, agli amici, ai colleghi di partito degli onorevoli Francesconi e Murru vadano i sensi del mio personale cordoglio e quello dell'intera Assemblea.

In segno di lutto sospendo i lavori per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 10 e 33.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Colleghi, vi prego prendiamo posto. Stiamo illustrando gli emendamenti. Adesso abbiamo l'emendamento 200 presentato dai colleghi Sanna Gian Valerio ed altri.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 200.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento 200 si propone la soppressione del comma 1 dell'articolo 16. Riprendendo un po' il ragionamento che abbiamo avviato ieri il comma 1... Presidente non è possibile.

(Brusio in Aula)

PRESIDENTE. Colleghi vi prego, se dobbiamo lavorare abbiamo bisogno di un po' di silenzio. Ognuno prenda posto. Onorevole Corda, onorevole Locci, prego prendano posto.

Consentiamo all'onorevole Sanna Gian Valerio di fare l'illustrazione dell'emendamento 200. Prego.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Dicevo il comma 1 fa riferimento al conseguimento degli obiettivi strategici individuati, dice, nel documento di programmazione economica.

Allora per un accertamento abbiamo cercato di andare a ricercare nel documento di programmazione economica quali fossero questi obiettivi strategici e al punto 1.1 dei sistemi e infrastrutture dei trasporti viene detto: "Il Dpef ha come obiettivo strategico quello del potenziamento del sistema del trasporto passeggeri e merci sia aereo che marittimo, continuità esterna, valorizzazione della rete stradale, ferroviaria, eccetera". Quando nel Dpef, assessore Masala, andate a individuare gli Assessorati competenti ci scrivete Assessorato dei lavori pubblici e Assessorato dei trasporti, fatto che conferma il nostro dubbio: che cosa c'entra la programmazione? E questo è un obiettivo strategico.

A parte il fatto che è singolare che nell'articolo nel quale voi prevedete le politiche dei trasporti eludete ogni tipo di problema, rinviate al piano regionale dei trasporti che segna il suo ritardo e poi ci venite a raccontare che fra gli obiettivi strategici nell'articolo 16 questo fantomatico articolo civetta che secondo il nostro modo di intendere nasconde altre cose, ci sarebbero gli obiettivi strategici.

Ma continuiamo, al punto 1.2 dite ancora: "Piattaforma logistica per il Mediterraneo, l'obiettivo strategico", dite, "che si seguirà nel periodo 2003/2005 sarà quello di implementare politiche in grado di trasformare l'Isola in una piattaforma logistica nel Mediterraneo. Prima di tutto con l'ambizioso progetto della metanizzazione".

Mi fermo qua, vorrei sapere dove è finita la metanizzazione? In tutta questa finanziaria non se n'è parlato minimamente, se n'è parlato qualche anno fa, non abbiamo un aggiornamento sull'avanzamento di questo progetto; colpevolmente la finanziaria non fa nessun riferimento ai problemi dei costi energetici e noi sappiamo qual è l'incidenza del costo energetico sui livelli della produttività in Sardegna.

Allora è chiaro che mettendo in fila questa sequenza di silenzi e di omissioni che riguardano problemi centrali dello sviluppo e che voi giustamente nel Dpef avete individuato come obiettivi strategici, che tra l'altro anche in questo caso, Assessore Masala, sono affidati ai lavori pubblici, ai trasporti, all'industria e io mi domando cosa c'entri lei, e ci viene il sospetto che appunto questo sia uno di quegli articoli che ha forse la più alta carenza di trasparenza e di cognizione delle competenze che la Giunta ha nel suo complesso. Perché è del tutto evidente che quando si parla di trasporti e di energia ci verrebbe da chiederci che cosa la programmazione ha a che vedere non solo sulla potestà di proporre il finanziamento dei progetti da parte dell'Assessore della programmazione, dice, di concerto con gli altri, ma soprattutto laddove individuate il parere di merito di una Commissione programmazione senza se mai prevedere anche il preventivo parere delle Commissioni di merito, in materia dei trasporti, in materia di energia e così via.

Allora il sistema che si sta venendo a creare, tra l'altro questo è un articolo che si propone un suo prolungamento in avanti, cioè dite "Questo fondo verrà finanziato con le finanziarie", vi mettete al sicuro dicendo che comunque i residui permangono in questo fondo fino al loro esaurimento; cioè, nel suo complesso noi abbiamo necessità di capire molto. E lo dico - e mi spiace che non ci sia in questo momento in Aula l'assessore Ladu - perché è questione di qualche settimana fa il ricorso presentato dal sindacato nazionale dei liberi professionisti della sezione sarda all'autorità per la vigilanza dei lavori pubblici nel quale viene denunciata la Regione sarda, cioè la Giunta regionale, chiedendo accertamento e indagine, perché la Regione sarda avrebbe, nel giugno del 2002, affidato ben undici incarichi di libera professione in violazione delle leggi sulla trasparenza e sulla gara. Affidamenti di progettazioni con incarico diretto. Si tratta di ben undici incarichi il cui valore ammonta, colleghi, a cinquantadue miliardi, assunti per via fiduciaria, senza nessuna regola e senza nessuna trasparenza. E' in campo presso l'autorità di vigilanza sui lavori pubblici che ha controdedotto alla richiesta dicendo di aver ricevuto la segnalazione, di aver avviato le procedure indicando il responsabile del procedimento, in fondo questo riscontro rappresenta una censura nei confronti della Giunta rispetto alle regole di trasparenza, di rispetto delle regole e di rispetto di quelle norme che sovrintendono all'affidamento degli incarichi che sono oggi, come voi sapete, disciplinati da una precisa norma.

E voi adesso ci proponete altri sedici miliardi di incarichi che presumo, ma quest'anno, poi insomma si svilupperanno, ma non disperiamo che poi nel corso degli anni, e speriamo che non abbiano neanche il tempo di poterlo fare, possano anche aumentare perché è evidente che la funzione di questi articoli è quella di creare in capo alla Giunta sempre più poteri discrezionali nell'attivare rapporti con studi professionali e con - non mi vergogno neanche di dirlo - le solite lobby di progettazione che fanno capo evidentemente a sistemi ben definiti.

Noi su questo articolo chiediamo la chiarezza dovuta, la sua impostazione è sospetta e si presta a mille interpretazioni, non riteniamo che la progettazione delle opere e degli obiettivi strategici che, come voi vedete, in questo caso, pur all'interno di fattispecie che rientrano obiettivamente negli obiettivi che voi avete indicato nel Dpef, vengono frammentate secondo logiche ancora a noi impensabili, cioè non si capisce neanche come le avete distribuite, ci sono incarichi per un miliardo e mezzo, per un miliardo, fino a incarichi di tredici miliardi l'uno. E quindi noi abbiamo necessità di acquisire da parte della Giunta un livello di conoscenza.

Non ultimo, questo articolo si pone in contrasto con l'esigenza operativa di provvedere laddove noi già dall'inizio di questa finanziaria vi abbiamo chiesto per poter esserne complessivamente a conoscenza, l'elenco di tutto quello che voi avete prodotto in termini di consulenza, studi di fattibilità e di progettazione.

Se questa cosa fosse stata risolta nel momento in cui noi ve l'abbiamo chiesto certamente noi non saremmo dovuti andare a cercarci per conto nostro parte di questo materiale che sappiamo essere una parte limitata del lavoro che avete compiuto, questo lavoro indefesso di assegnazione di progettazioni a destra e a sinistra, che avete fatto in tutta questa legislatura, non ultima l'operazione che ha compiuto il Presidente a seguito del suo commissariamento ,che rimarrà alla storia soprattutto per questo genere di attività, perché da altro canto non abbiamo osservato altro se non norme che sottraggono poteri democratici agli organi che li hanno, e attività di incarichi secondo criteri che, come è stato dimostrato, hanno violato le leggi e sono stati attribuiti secondo le peggiori regole di assegnazione diretta per la quale ci sfugge qualunque tipo di criterio e qualunque tipo di rigore, anche di tipo professionale e di competenza che evidentemente non sono riscontrabili laddove non ci sono elementi di trasparenza.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 201 e 423 - il primo a firma Sanna Gian Valerio, Fadda e più, e il secondo Falconi e più - sono identici, quindi li voteremo - quando sarà il momento del voto - assieme.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 201.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). L'emendamento 201 propone la soppressione del comma 2.

Quello che contestiamo in questo comma 2 è l'affermazione in base alla quale si sosterrebbe da un lato che gli obiettivi strategici sono quelli contenuti nel Dpef, però la cosa viene immediatamente contraddetta al comma 2 dove dite "Verranno affidati secondo programmi approvati dalla Giunta regionale". E qui torniamo alla vecchia questione; cioè noi non discutiamo che le competenze della Giunta siano oggi quelle che sono, però vorremmo che non venga disconosciuto neppure in senso inverso che i compiti fondamentali della programmazione generale sono attribuiti al Consiglio e che quindi, in senso generale, noi vorremmo capire per quale motivo la Giunta si attribuisce il potere di programmare senza neppure ottenere, attraverso le Commissioni o attraverso il Consiglio, quegli indirizzi di carattere generale che sono richiesti a tutte le programmazioni anche di tipo delegato agli esecutivi, ma che devono rimanere in capo all'Assemblea e al Consiglio regionale.

Anche qui c'è un eccesso, ma abbastanza ripetuto non è una cosa nuova, un eccesso di deleghe che si attribuiscono alla Giunta in materia di programmazione, perché vedete il problema, se i colleghi si aprono e si leggono il Dpef dove parlate di piattaforma logistica per il Mediterraneo, a parte il fatto che potrebbe essere il prologo di una bellissima relazione a un comizio che potete fare in giro, dal punto di vista dell'espressione, perché dire oggi, Presidente Pili, di una ambizione a una piattaforma logistica del Mediterraneo per la Sardegna nelle condizioni date, e le condizioni date sono quelle che sono state lasciate a voi quattro anni fa, più quello che voi avete maturato in questi quattro anni.

Ma l'osservazione più immediata che ci viene da questa osservazione è la seguente; il sistema economico in Sardegna nel 1999 era in una condizione tale per cui il sistema imprenditoriale, il sistema organizzato, gli stessi sindacati maturavano intorno alle politiche della Regione, abbinate alle politiche attuate dai governi di centrosinistra a livello nazionale, un interesse a compartecipare in un regime reale di concertazione a uno sviluppo che per scelta era orientato allo sviluppo locale e alla possibilità che, attraverso lo sviluppo locale, venisse data ragione ai grandi progetti e alle grandi opere che in qualche modo dovessero servire da collante al sistema dello sviluppo locale.

Questo clima, tutto sommato innovativo, che da un lato inizialmente ha prodotto una certa diffidenza del sistema imprenditoriale, ovviamente abituato a logiche diverse, memore dei tempi antichi dell'assistenzialismo e della logica delle partecipazioni statali, via via comunque attraverso i PIA e attraverso la programmazione negoziata è entrato in questa logica, è entrato in questa logica.

E in questa logica la Regione stessa si attribuiva il compito non solo di cercare di modificare quelle leggi che in qualche modo avevano trattenuto troppi poteri, anche in ordine alla gestione dello sviluppo locale, ma si era attribuita il compito di indicare e di mettersi a disposizione del sistema dello sviluppo locale per intraprendere quelle iniziative di infrastrutturazione che fossero propedeutiche e funzionali a quei sistemi di sviluppo.

Oggi si parla di infrastrutture, in termini generali, senza neppure individuare come queste si interconnettono sui sistemi territoriali e come vanno a servire complessivamente il sistema regionale, perché se lo sviluppo che intendete voi è quello di fare l'annuncio prima, e non calarlo nel sistema, sempre annuncio rimane. Adesso sul problema della metanizzazione, se n'è mai parlato? Si sa a che punto siamo? Ha affrontato la Giunta una proposta per affrontare, salvo le emergenze di Portovesme, il problema dei maggiori oneri sui costi energetici? Avete fatto un conto sul sistema del prodotto interno lordo, oggi, in Sardegna quanto incide il costo energetico? Non ci risulta.

Noi sappiamo che per esempio sul trasporto, nonostante voi in questo documento al quale vi riferite date grande enfasi al primo capitolo, "Il sistema delle infrastrutture e del trasporto", noi registrano che sulla continuità territoriale dei passeggeri non avete nessun merito, salvo quello di esservi fatti scippare immediatamente dopo i soldi che si sono resti disponibili, che giustamente il Governo ha detto: "Ma perché devono rimanere fermi, vista l'inerzia di chi ne aveva titolarità?", perché questa è la verità denunciata non da classe politica, denunciata dagli studiosi e dagli esperti che hanno denunciato questo fatto, a fronte di uno stanziamento su quella legge sulla quale la Sardegna avrebbe potuto vantare ulteriori finanziamenti, oltre alle gare esperite, tutto è rimasto fermo per l'inerzia della Regione e dunque lo Stato, per non tenere fermi i soldi, ha allargato la banda dei fruitori. Cosa doveva fare, tenere i soldi fermi? Ma questo non toglie il livello del giudizio di censura che, ovviamente, indirettamente ricade su chi non ha operato perdendo svariate decine di miliardi.

Ma se voi parlate di piattaforma logistica del Mediterraneo senza avere fatto un passo avanti, nonostante la legge, sulla continuità territoriale per quanto riguarda le merci, quando noi da anni vi stiamo chiedendo, anche nelle finanziarie, di cofinanziare un sistema di abbattimento dei costi per la continuità territoriale sulle merci, e voi sistematicamente ce lo bocciate, ma quale piattaforma logistica e autostrade del mare volete creare? Le autostrade non sono solo per i passeggeri, sono anche per le produzioni, per i commerci, per gli interscambi, e quando il sistema dei lapidei, il granito in Sardegna, faccio solo questo esempio, l'incidenza del trasporto su questa economia è del 25 per cento, che va a scapito del valore aggiunto, e andando a scapito del valore aggiunto va a scapito anche delle capitalizzazioni di queste imprese e degli ulteriori posti di lavoro che potrebbe generare a beneficio dell'economia. E voi ci venite a parlare di piattaforma logistica del Mediterraneo, di progetti strategici, per che cosa? Per studiare cosa dove fare, quando sappiamo, per legge operante, che ci sono delle cose oggettivamente pronte da finanziare e che voi non finanziate? Mi sembra un paradosso, mi sembra una presa in giro! Ed è per quello che non capiamo e vorremmo capire per quale motivo la Giunta continua a coprire l'idea di una programmazione che non è potere esclusivo della Giunta. E nelle condizioni che abbiamo, purtroppo, sappiamo che non è neanche potere collegiale della Giunta, è potere di qualcuno della Giunta, perché quando ci dimostrerete in quest'Aula, per questi quattro anni, che la Giunta è stata e ha esercitato le sue funzioni in termini collegiali, ma basta vedere, assessore Masala, l'apprezzamento e la sensibilità della sua Giunta nei confronti di questa operazione finanziaria, dove ci sono disastri in ogni capitolo di spesa, contestazioni e obiezioni, articoli non voluti, rigettati dagli stessi Assessori di competenza e che attengono a questo tipo di coordinamento cervellotico che avete messe in campo e che dà conto di una mancanza sostanziale di collegialità, di condivisione degli obiettivi. Ed è per quello che noi non solo abbiamo dubbi sulla procedura, ma ci arroghiamo anche il dubbio che siano oggettivamente degli obiettivi strategici. In quanto, perché un obiettivo sia strategico deve avere l'universalità della sua utilità e deve avere l'universalità della sua condivisione e a questo luogo mancano entrambi questi due presupposti.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 423 ha facoltà di illustrarlo.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, l'emendamento numero 423, che si propone di sopprimere il comma 2 di questo articolo, l'abbiamo presentato in subordine all'emendamento che non abbiamo avuto la possibilità, non perché non ci è stata data, ma perché in quel momento non era possibile esporre all'Aula le ragioni che prevedevano la soppressione dell'intero articolo 16, che noi consideriamo, così come formulato, molto pericoloso. Pericoloso perché anzitutto lede le prerogative programmatorie di questo Consiglio regionale, ed è su questo che richiamiamo l'attenzione dei colleghi del centrosinistra e del centrodestra.

Si persegue da parte della Giunta regionale questa malcelata ormai volontà di erodere continuamente le prerogative di questo Consiglio, che sono di controllo, legislative, ma sono anche programmatorie soprattutto nella progettazione che potremmo definire, così come è definita in questo articolo, di strategia, in quale direzione vogliamo andare, come Sardegna, con il nostro sviluppo economico, sociale, civile e culturale.

La Giunta tutte queste prerogative le vuole esercitare, addirittura, in una prima ipotesi che aveva formulato dell'articolo 16, non aveva previsto, come prevede nel comma 5 di questo articolo, neanche il controllo dello stesso Consiglio. Quindi era ancora maggiormente preoccupante l'intendimento della Giunta, parzialmente corretto dalla Commissione terza che appunto con il comma 5 prevede almeno il controllo della Commissione di merito. Nel comma secondo si parla di studi di fattibilità, di progettazione più in generale. A me dispiace che anche oggi, io volevo affrontare un po' il tema in specifico, però lo voglio fare alla presenza dell'Assessore Ladu. Coglieremo altre occasioni, per adesso mi limito a ricordare che un po' sugli incarichi, le convenzioni, le prebende, così come le chiamava il collega Pittalis nella precedente legislatura, i rapporti amicali, così come li chiama e li chiamava nella precedente legislatura il collega Balletto, ma è una fraseologia che da parte loro è caduta in disuso e allora un po' vorremmo conoscerle meglio queste prebende per via amicale, perché a noi sembra veramente singolare che proprio questi studi di fattibilità, che pure sono attribuiti con bandi pubblici, però ormai appare un po', diciamo, per adesso inconsueto o quasi allarmante il fatto che due studi di Nuoro stiano facendo incetta di tutti questi bandi regionali. Vorremmo chiedere appunto qualche spiegazione all'assessore Ladu, avremo altre occasioni.

Invece, nel merito di questo comma, già dicevo che sono sempre delle prerogative tolte al Consiglio regionale soprattutto per le direttrici di sviluppo che si vogliono dare con gli studi strategici alla Sardegna. Questo, così come appare, come slogan che si ripete di anno in anno, anche questo è stato già detto ieri, per l'attuazione degli obiettivi strategici, detta così non è nient'altro che uno slogan, ma in concreto a noi appare invece, anche questo è ormai malcelato, un tentativo di approvvigionamento finanziario per poi, senza controllo e senza l'ausilio delle Commissioni competenti, mi riferisco anche alla Commissione quarta, l'Assessore della programmazione o l'Assessore dei lavori pubblici abbiano mani libere per la gestione di questi fondi con i metodi poc'anzi ricordati.

Avremo modo, in discussione generale dell'articolo, di approfondire questi temi così strategici, peraltro già ripresi nella vostra programmazione, nel vostro documento di programmazione economica e finanziaria. In quel documento voi avete delineato la vostra strategia immediata per aggredire i mali della Sardegna, come Governo unitario della programmazione sarda, dandovi le politiche prioritarie del territorio, della sua valorizzazione, politiche per l'innovazione tecnologica. Avremo modo di tornare su quei temi e soprattutto avremo modo di confrontare la vostra coerenza fra ciò che enunciate e ciò che effettivamente fate. E' l'antitesi, lo abbiamo già detto anche questo, lo rimarchiamo, ma ci preme, per adesso, ricordare che questo comma 2 nulla è che una dichiarazione di intenti, così come è espresso, in concreto è un approvvigionamento finanziario, così come lo è tutto l'articolo, per poi fare senza vincoli e controlli da parte del Consiglio un po' i vostri programmi a vostro piacimento per i cosiddetti studi amici.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 202 e 424 sono identici. Pertanto anche questi, al momento del voto, saranno votati assieme. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 202.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 202 si pone l'obiettivo della soppressione del comma 3. In questo comma 3 si stabilisce una sorta di passe-partout all'Assessore Masala di prendere quello che vuole, di istituire, di trasferire da tutti i capitoli al fondo per la programmazione quello che alla bisogna serve. E' evidente che questo è una sorta di atto di fiducia, suppongo, degli Assessori nei confronti del loro collega. Ci crediamo...

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' esattamente il contrario, è dal fondo dell'Assessore.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). No, non è così, perché lei non si permette neanche di scrivere che chiede il permesso. Cioè lei prende e basta, non c'è appello su questo. E poi da questo si deduce, io comprendo, io ho grande ammirazione degli Assessori, perché hanno un coraggio di resistenza di fronte a questa impostazione della dinamica istituzionale assolutamente nobile e ammirevole. Ma come fate a continuare ad arrampicarvi sugli specchi per difendere le politiche settoriali quando consentite che le vostre politiche settoriali siano intercettate senza appello attraverso questi metodi un po' strani di chi entra nei vostri capitoli, prende senza un preventivo parere della Commissione, perché gli stanziamenti devono essere deliberati, sono frutto di un bilancio approvato, di una programmazione e questo articolo dice: "Ai trasferimenti dal fondo di cui al comma... delle unità previsionali di base interessate, istituiti o da istituire provvede con proprio decreto l'Assessore", cioè la mobilitazione del fondo avviene per iniziativa dell'Assessore; nessun tipo di verifica e di attenzione ai problemi settoriali.

Ma io voglio tornare, assessore Frongia, agli obiettivi strategici e scorrendo il Vangelo che si siete dati sugli obiettivi strategici, che è il DPEF, si arriva alle politiche di valorizzazione del territorio e dice: "Uno degli obiettivi strategici è la messa in rete del sistema turistico superando l'attuale conformazione territoriale, il potenziamento del sistema infrastrutturale, la promozione turistica della Sardegna, le politiche di agevolazione e incentivazione". Orbene, è chiaro che noi poi dobbiamo considerare questi elementi strategici ovviamente per quello che ci affermate voi, ma poi entrare anche nel merito.

Primo punto, noi siamo stati gli unici ad aver presentato un emendamento che sottopone all'Assessore il recepimento dell'articolo 5 della legge 135 in materia di sistemi locali turistici, che è esattamente una delle tante, ovviamente, ma certamente quella oggi maggiormente disponibile per dare una risposta a questo obiettivo, cioè a quello di dare una visione complessiva di rete al sistema turistico propedeutico perché i servizi domanda e offerta si intreccino in questa rete secondo la potenzialità, ma anche indicando quali sono i settori e i livelli di migliorabilità della condizione del turismo in Sardegna.

Io attendo di comprendere quale sarà la posizione, non dell'assessore Frongia, che so d'accordo con me, ma dell'assessore Masala, che sarà "no", come abbiamo visto su tutte le cose concrete in quest'Aula, in questa finanziaria, questa partita a ping-pong fra il Presidente della Commissione e l'Assessore del bilancio, no per no, senza entrare nel merito. Questo lo avete scritto voi, non lo abbiamo scritto noi. E a noi non ce lo faceva fare nessuno, se non il senso di responsabilità, di provocarvi sul terreno di un ritardo che avete nel recepimento di normative essenziali che danno delle opportunità che le altre Regioni stanno da tempo esercitando e che tutte le associazioni di categorie vi richiedono, beh, l'abbiamo fatto noi quando poteva essere un elemento qualificante, un articolo non certo di carattere demenziale, come tanti altri che abbiamo visto in questa finanziaria, che aveva un unico vero, serio presupposto di innovazione e di avanzamento. Non ce n'è traccia. Vedremo a questo appuntamento. Ma poi dite: "Politiche di agevolazione e di incentivazione". Certo, non è che possiamo fare salti di gioia, le leggi di incentivazione e di agevolazione ci sono, ma le dotazioni sono enormemente penalizzate. Non c'è mai, io avrei capito, la Giunta si presenta davanti al Consiglio e dice: "Signori, il rapporto della domanda è questo, l'offerta che noi facciamo in termini di agevolazione è quest'altra". Non esiste questo rapporto! Esiste una sottovalutazione delle stesse potenzialità della legge, perché quando, assessore Frongia, la legge forse migliore per settore commerciale che sia stata fatta in questi anni e che guarda al complessivo dei problemi è lì, che guarda silente gli effetti di una proroga continua di queste procedure per metterla in attivazione, ma voi mi dovete spiegare cosa pensano gli operatori commerciali di voi, a distanza di oltre un anno, con una legge che ha la sua dotazione finanziaria, che non viene rinnovata, che non è operativa e che stenta a dare i suoi frutti.

Noi stessi avremmo voluto, rispetto a una legge così importante, verificare nel tempo come si comportava. Oggi, tra l'altro, la logica che dovremmo avere tutti è che mentre nel passato i tempi dell'evoluzione economica e il rapporto fra utenza e legislatore era governato da tempi enormemente dilatati, perché i fattori economici e la velocità dei sistemi economici era molto lenta, per cui anche l'aggiornamento legislativo subiva le tempistiche derivanti da questi tempi, oggi noi abbiamo necessità, probabilmente nell'arco di un semestre, di correggere gli effetti distorsivi che anche certe legislazioni possono portare. Ma quando noi applichiamo una legge a distanza di un anno e mezzo è chiaro che ci troviamo in una condizione di prima applicazione della legge probabilmente in condizioni già deformate rispetto all'obiettivo che si poneva. Allora è chiaro che poi la Regione ha sempre una legislazione in ritardo rispetto agli obiettivi, ed è per questo che poi la Regione insegue le emergenze. Una Regione moderna deve avere un atteggiamento opposto rispetto ai processi dello sviluppo, li deve anticipare; anticiparli significa anche provvedere a dare coerenza agli obiettivi che si pone e al raggiungimento degli stessi. Ma c'è un altro punto interessante su questa parte: la società dell'informazione e la e-economy. Questo è un altro di quegli spot che ci avete proposto, io non capisco come si faccia a continuare a pensare che fra gli obiettivi strategici ci sia una cosa di questo genere quando leggo fra gli obiettivi "la carenza del sistema scolastico e della formazione professionale", beh, registrate la carenza, e questo va bene, l'abbiamo fatto anche noi; diciamo che la formazione professionale se non è collegata all'istruzione obbligatoria ha poco senso. In Sardegna chiudono le scuole, avviene il 5 per cento dei tagli da parte del Governo nazionale, 1150 e rotti posti di lavoro vengono sottratti, vi poniamo il problema di una posizione rigida del Governo regionale nei confronti del Governo nazionale per salvaguardare questa rete, perché la scuola, la scuola pubblica in Sardegna è l'unica vera rete elementare esistente che può consentire di collegarsi, non solo col sistema della formazione professionale ma anche con il sistema della alta formazione, cioè l'università, e quindi col sistema dell'impresa.

E' un filo logico che lega le cose e che vi mette di fronte a una contraddizione palese, voi dovete dirci come pensate di ottenere una società dell'informazione in Sardegna, una società avanzata quando in silenzio consentite che il Ministro Moratti col vostro Presidente del Consiglio, tagli dalla base i fondamenti dell'istruzione della possibilità di riscatto della Sardegna, riscatto che è prima culturale e poi sarà economico, non il contrario. Ma anche qui io rispetto la vostra posizione, non la condivido ma la rispetto, il fatto che voi pensiate ancora di mettere in coerenza questi due elementi è perché pensate che lo sviluppo possa avvenire con il sistema delle liti imprenditoriali e non con un sistema democratico anche della gestione dell'economia.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 454.

FALCONI (D.S.). Il comma 3 dell'articolo 16 merita anch'esso di essere soppresso, non perché ce l'abbiamo in forma particolare con l'assessore Masala per il quale nutriamo anche una fiducia come persona, che non deve essere però malintesa, nel senso che quello che diciamo in questo frangente è riferito a ciò che stiamo facendo, non stiamo facendo un atto di fiducia o di sfiducia nei confronti dell'assessore Masala, ma stiamo facendo una legge che vale per la Regione Sardegna e per i suoi abitanti, per cui è e deve essere questo l'approccio.

Oggi abbiamo a che fare con l'assessore Masala, alla programmazione, domani ci auguriamo di no, avremo modo di cambiare l'Assessore, possibilmente con un Assessore di centrosinistra, ma può essere che sia un Assessore di centrodestra del quale non ne conosciamo il nome, l'affidabilità; con questa legge ed in particolare con questo comma 3 noi mettiamo in capo all'Assessore della programmazione una possibilità discrezionale, veramente inquietante e cioè l'Assessore della programmazione decide di trasferire, ad altri Assessorati strategici di sua iniziativa e a sua discrezionalità, delle somme per progettazione, per studi e quindi per stabilire in quale direzione si deve andare; tutto questo senza controllo consiliare naturalmente, ma ad esclusiva discrezionalità dell'Assessore della programmazione.

Badate, questo a noi preoccupa, preoccupa molto e preoccupa il fatto che i consiglieri del centrodestra, nostri colleghi, non abbiano nulla da dire su questi temi, che sono prerogative del Consiglio, ma noi non stiamo urlando allo scandalo, vorremmo fare una discussione pacata e seria e cercare di individuare i punti delicati e cercare anche di eliminarli, nei limiti del possibile, proprio perché siamo preoccupati per l'oggi, per il contingente ma siamo preoccupati anche per le gestioni future.

Sulla coerenza tra ciò che dite e ciò che fate, voglio riprendere anche io gli obiettivi strategici del turismo, ne accennava poco fa il collega Sanna. Badate, nel vostro documento di programmazione economica e finanziaria avete detto alcune cose che poi realmente erano, già da allora le abbiamo considerate alcune proprio fuori dalla concretezza e fuori dalla realtà, altre fattibili, ma sono assolutamente non elementari, ma facili da creare, quando dite che della messa in rete - è la notizia di questi giorni che si sta un po' divulgando e si sta manifestando come una grande rivoluzione - beh, la messa in rete del sistema, io penso che si possa fare da un ufficio ben attrezzato con un minimo di conoscenza informatica, perché con quel sistema io penso che, con facilità, si riesca ad immettere quello che è il sistema turismo dalla sua portualità, ai suoi alberghi, al suo sistema ricettivo censito, con facilità, dicevo, si riesce a mettere in rete tutto ciò che la Sardegna ha da vendere all'interno e all'esterno anche della stessa Sardegna.

Messo da parte questo, poi nel documento di programmazione economica e finanziaria a me pare opportuno ricordare che vi eravate posti l'obiettivo di portare le presenze turistiche in Sardegna, questo è un obiettivo strategico, badate bene, dagli attuali nove milioni a venti milioni di presenze per anno, o se preferite per stagione balneare. Badate, questo non è un progetto strategico, mi consentite di definirla una fesseria perché non riesco a capire su cosa si basa ...

(Interruzioni)

No, io sto parlando, io conosco le persone e ho stima per i rispettivi Assessori, però questo mi deve consentire anche di definire questo progetto strategico, che voi volete finanziare, una fesseria, perché prevedere il raddoppio di un qualsiasi comparto in pochi anni, bisogna prevedere collateralmente per esempio il raddoppio del trasporto aereo, il trasporto via marea, il trasporto gommato, tutto quanto, perché poi dobbiamo importare anche le derrate alimentari, dobbiamo portare tutto quanto dall'esterno perché non siamo attrezzati per avere venti milioni di turismo a stagione, non è possibile, non è pensabile una cosa del genere in pochi anni!

E allora se non è pensabile una cosa del genere, perché la dite, in base a che cosa prevedete un progetto del genere? Purtroppo, ahinoi, con i bagliori di guerra che sono in atto si prevede nel mondo, ma anche in Italia e, ahinoi, anche in Sardegna una regressione del turismo internazionale che si è già manifestata l'anno scorso ma che si sta manifestando in queste settimane in termini di disdette che vengono soprattutto dal turismo internazionale e c'è un parziale recupero del turismo interno inteso come turismo Italia, altro che venti milioni di presenze e quindi raddoppio! Se riusciamo a tenere le posizioni, è già un risultato.

Un altro obiettivo strategico che vi ponete sempre in questo settore sono i project financing, ma questo un po' di project financing nelle vostre dichiarazioni programmatiche e nei diversi documenti di programmazione un po' li spalmate qua e là, un po' come il prezzemolo, ogni tanto ce la mettete questa dicitura. Finora non abbiamo visto una proposta concreta, sta finendo la legislatura, Presidente Pili, era il suo cavallo di battaglia, ce la dica lei una proposta concreta di project financing. Lo proponete anche qui, anche in questo articolo 16 prevedete progettazione strategica e quindi siccome la progettazione strategica la troviamo dichiarata nel documento di programmazione economica, se siete coerenti diteci quale project financing avete previsto e realizzato in questa legislatura. Non ne abbiamo, abbiamo il contrario, abbiamo interventi anche dove davvero questo strumento poteva trovare attuazione, si potevano dare gambe come il turismo termale in Sardegna, assolutamente nulla, anzi è un intervento finanziario massiccio, un ennesimo intervento, anche in questo settore, che poteva essere affidato meglio a mani private, lanciato nel mercato nazionale e internazionale, visto le strutture e le infrastrutture che, in questi ultimi decenni, con grande sofferenza ma le abbiamo create; ebbene, queste strutture vanno... scusate forse, se rinviano la Commissione di indagine è meglio, così ho l'opportunità di... visto che la stiamo facendo assieme, ne abbiamo parlato ieri...

PRESIDENTE. Si sente lui e naturalmente viene disturbato.

FALCONI (D.S.). La Commissione tra l'altro è guidata dell'Assessore, quindi indaga se stesso forse, è singolare anche questo!

Avremo modo comunque di tornare su questi temi, non abbiamo più tempo, torneremo anche in discussione generale perché è interessante capire cosa sono poi i distretti che volete sempre come progetto strategico, quindi le riforme, le riforme dell'ESIT, degli enti del turismo eccetera, ma potremmo passare anche ad altri Assessorati e ad altri settori produttivi.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 204 e 377 anche questi sono uguali.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento 204.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Mi pareva che ci fosse il 203, ma forse ho perso il filo io.

PRESIDENTE. Come ha detto, mi scusi?

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Stavamo parlando del comma 3, mi è parso che abbiamo saltato il 203, ma non potrei sbagliarmi. Non è importante.

PRESIDENTE. Non l'avevano illustrato questo? Forse ho sbagliato io, le chiedo scusa. Mi sembrava l'avessimo già illustrato il 203, prego.

Sia gentile illustri il 203 e il 204, contemporaneamente, perché sono tutti e due suoi, il 373 Falconi l'ha illustrato.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Lo ha illustrato?

(Interruzioni)

Va bene. Il 203 e il 204 completano la soppressione degli ultimi due commi dell'articolo 16. Potrei continuare come ho iniziato ad indicarvi coerentemente alla indicazione che voi ci avete dato del Dpef, gli obiettivi strategici e tutto quello che fino ad ora non avete fatto in questa finanziaria e che stranamente pensate di fare o di attuare con questo articolo 16, però voglio dire è un esercizio inutile perché ne trovassimo uno che avete rispettato, sarebbe meritevole di argomentazione, non ce n'è manco uno e quindi non mi addentro.

Ma il problema è questo, forse al di là dei commenti gestuali del Presidente Pili, la cosa che emerge più evidente, Presidente, è che questo articolo, se ci consente ovviamente, in termini di dialettica politica tutto è possibile, è un po' una sorta di fotografia alla rovescia, voi avete detto sempre che gli emendamenti rappresentavano delle fotografie dei consiglieri, dei territori. Questo articolo è la fotografia del Presidente Pili e dell'assessore Masala, cioè di questo binomio responsabile di questo documento, largamente responsabile di questo documento, ma con una differenza sostanziale, cioè con una si direbbe nelle classifiche musicali una new entry, l'assessore Masala, perché di Pili, della sua vocazione accentratrice, di dispregio delle funzioni democratiche del Consiglio, della intraprendenza, del governatorato in senso personale, della politica in termini elitari, di annunci, sapevamo, non c'è niente di nuovo, è compatibile.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue SANNA GIAN VALERIO.) Ma, l'assessore Masala è la novità vera, un Assessore che contemporaneamente è riuscito in un'impresa straordinaria che è quella, avendo sposato il sodalizio col Presidente Pili e non certo con il resto della sua Giunta dalle cose che abbiamo visto, è riuscito contemporaneamente a realizzare una sfida ponendosi contro: uno, il Consiglio; due, la Commissione perché non è passata una virgola; tutto il mondo esterno, sindacati, volontariato, imprenditori, tutto quello che potete pensare era contro questo documento; ma in più c'è, si è messo contro la sua maggioranza, perché la storia di questa finanziaria è leggibile e per di più contro il suo Partito, perché si sono verificati dei battibecchi che hanno messo in evidenza come l'operato dello stesso Assessore non fosse neppure funzionale e neppure concordato con il suo stesso sistema.

Questa è una impresa ciclopica dal punto di vista politico, assessore Masala, la sua esperienza e la sua anche militanza negli anni passati ci avevano abituato ad un'idea di saggezza istituzionale che richiamava l'idea di un suo enorme rispetto, fondamentale rispetto delle prerogative del Consiglio e delle funzioni istituzionali nel rapporto fra Esecutivi e Consiglio. Insomma, osserviamo che ha scelto un'altra strada, perché tutto quello che è stato impostato in questi mesi, ma voglio dire potremmo partire dal Dpef, è una sequenza di sfide sistematiche al sistema della gestione democratica. Ora, io comprendo che la presenza pesante di un Presidente della Regione tipicizzata, come la interpreta Pili, può anche condizionare, può anche mettere dei freni alle proprie idee e ai propri valori, ma probabilmente se questo documento, che è il prodotto suo fondamentalmente, fosse stato ispirato a quello che lei ha sempre dichiarato in quest'Aula cioè ispirato al maggior coinvolgimento possibile del sistema esterno, al maggior coinvolgimento e partecipazione possibile del sistema consiliare, del fatto che la Commissione programmazione, al di là che è un'articolazione del Consiglio è uno strumento straordinario in mano all'Assessore per migliorare, per migliorare le condizioni dei documenti contabili.

E quando uno si pone di fronte a questa condizione dicendo solo dei "no" che sanno molto, Assessore, di esperienze opposte alla sua esperienza politica, che sanno molto di queste rigidità ideologiche, noi dobbiamo in qualche modo registrare che questo articolo è la fotografia al contrario degli artefici, degli autori si potrebbe dire, del copyright di questo documento, che è "Masala e Pili", non v'è dubbio; questa è l'immagine della concezione della politica di merito e della politica procedurale; ci sono tutte e due le cose. C'è la politica di merito perché vi abbiamo dimostrato che richiamare documenti scritti da voi e mai rispettati nel corso dei mesi e nel corso dei documenti è un fatto rilevato, dal punto di vista metodologico è l'aberrazione più totale quando al comma 2 i programmi li fa la Giunta, e poi ecco lì il contentino, viene trasmesso alla Commissione programmazione e io comprendo anche perché viene trasmessa a questo punto alla Commissione programmazione, perché la Commissione programmazione non batterà un colpo sui programmi presentati dalla Giunta perché non potrà entrare nel merito, se non nelle questioni finanziarie, ma il merito lo gestiscono le Commissioni di competenza, quelle non c'entrano nel parere sui programmi, quelle non hanno il diritto di affondare nel merito dei problemi sulla opportunità delle priorità o non delle priorità, quelle sono escluse.

Insomma, dateci la libertà di poter avere anche il sospetto, anche il sospetto su queste norme, sull'idea che abbiamo fatto tanti passi in questa finanziaria dove il principio era quello, censurare la Giunta dove omette di raccordarsi col Consiglio nella programmazione; ma poi abbiamo anche detto "Riconosciamo che ormai le Giunte hanno dei poteri superiori, anche se noi non siamo ancora nel campo legislativo proprio, ma riconosciamo, dateci almeno la facoltà di dirvi entro questi paletti di carattere generale va fatta la programmazione", per poi ritrovare noi il filo conduttore della coerenza, della programmazione sugli obiettivi che abbiamo condiviso e che abbiamo sottolineato con voi, ma non ci date neanche questa possibilità.

Ed è allora che anche su questo tema delle progettazioni scopriamo le denunce delle organizzazioni dei professionisti contro di voi che affidate cinquanta miliardi di progettazione in una sola seduta di Giunta, sono undici incarichi fatti con la deliberazione del 6 giugno 2002; cinquanta miliardi ad una serie di personaggi.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Non è così.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sì, è così, Presidente Pili, ho i nomi e i cognomi e anche i progetti, non deve insistere perché è così...

PILI (La Margherita-D.L.), Presidente della Regione. Faccia vedere gli atti!

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Io ce li ho, ma siccome me li deve far vedere lei gli atti, io me li sono procurati, una parte, lei ha il dovere di farlo, io non di trasmetterli a lei. Lo vedremo...

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Evidente sono falsi.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Ma infatti io ho capito perché lei omette di consegnarceli, io ho capito benissimo! Non c'è bisogno di insistere, io ho necessità di avere gli atti per l'esercizio del mio mandato, lei da me atti non ne deve avere, ma lasci perdere...

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Stia tranquillo che farà una pessima figura!

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Io posso fare qualunque pessima figura, stia tranquillo, che le pessime figure...

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, dialoghi con me e non col Presidente.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Le pessime figure fatte...

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, per cortesia non interloquisca, faccia il suo intervento.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Ma lei dica al Presidente di non disturbarmi.

PRESIDENTE. Lei non gli dia retta, ho già invitato il Presidente.

(Interruzione dell'onorevole Alberto Sanna)

Lei faccia il suo lavoro di ascoltare in questo momento, per cortesia. Onorevole Sanna, faccia il suo lavoro di ascoltare, ascolti e basta! Come dice il Regolamento.

SANNA Gian Valerio (La Margherita - D.L.). Io ho talmente una dose di serenità sulle ipotesi di minaccia del Presidente Pii che se vuole dopo che lui mi dirà quello che ha fatto lui, sarò in grado con la collaborazione di Alberto e di Antonio Biancu, che con me hanno condiviso l'unica esperienza di gestione amministrativa che io ho esercitato nella mia carriera politica, di indicare un metodo che noi abbiamo seguito e che ha tutti i caratteri della trasparenza, della democraticità e della visibilità; se gli può essere utile io sono anche in condizioni di trasmetterlo con testimoni a corredo, perché così non si faccia. Poi se lui ritiene che siano mie colpe quelle che hanno fatto altri, lui si sbaglia di grosso perché io sto indicando le sue di colpe, non quelle dei suoi predecessori o dei suoi ispiratori.

Quindi, tornando al dunque io credo che questo articolo sia un articolo fortemente lesivo della dignità e anche del buongusto che dovrebbe sovrintendere i lavori di questo Consiglio e rappresenta in un certo qual modo l'articolo chiave, dove va in corto circuito, con l'indicazione dei responsabili, il sistema che avrebbe dovuto fare della finanziaria uno strumento, forse anche di salvaguardia finale delle politiche del centrodestra in questa disastrosa legislatura; e invece osserviamo che in qualche modo è un ritrarsi per difendersi, un modo di nascondere per preparare la difesa, una sorta di azione terroristica messa in politica perché chi nasconde e poi attacca, normalmente è il mestiere di quelli che fanno la guerra in quel modo.

E lo fate con la consapevolezza che nascondendo oggi a noi vi stiate mettendo al riparo le risorse e le armi per incidere sul consenso.

Badate, ci sono due errori in questo, il primo che abbiamo scoperto, il secondo è che state delegittimando l'integrità intellettuale degli elettori della Sardegna, che sono ormai non più nuragici o cavernicoli. Il popolo sardo è un popolo che, nonostante le sue sofferenze, è all'altezza di capire, è in condizioni di misurare e noi speriamo sia anche in condizioni di giudicare, per cui questi metodi vi invitiamo a ritrarli, a metterli via e avanzare quegli strumenti che insieme, nella trasparenza, possano essere un elemento di edificazione non di una parte politica rispetto a un'altra, ma della politica e delle istituzioni in senso generale, perché non credo che nessuna ci stia guadagnando molto, meno che mai il Presidente Pili.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento 373 e l'emendamento 377. No, il 373 è stato già illustrato. Rimane il 377. Prego.

FALCONI (D.S.). Un po' proseguendo sulla falsariga degli emendamenti esposti precedentemente, noi con questo emendamento prevediamo la soppressione del comma 4 che, nella sua semplicità disarmante, dice che le somme stanziate, perché prevedete appunto di non riuscire a spenderle perché ci sarà un incalzante, e poco fa si sono viste anche le reazioni del Presidente Pili, alle incalzanti richieste del collega Sanna, anche un malcelato nervosismo che noi comprendiamo, ma che non abbiamo nessuna intenzione di lasciar perdere; anzi, abbiamo esattamente l'intenzione inversa di andare a fondo, di far capire a quest'Aula e anche fuori da quest'Aula dove sono andate a finire e come sono andate a finire le prebende per gli amici progettisti.

E allora, alla luce di questo, forse voi prevedete di non utilizzare queste somme per adesso e quindi queste permangono nel conto dei residui fino al loro esaurimento.

Ma proseguendo un po' il ragionamento degli obiettivi strategici, che voi ci avete indicato con le vostre dichiarazioni programmatiche, con i vostri documenti di programmazione economica e finanziaria, poco fa abbiamo parlato dei vostri obiettivi strategici nel turismo, adesso ci preme un po' ricordare i vostri obiettivi strategici per le politiche per il rilancio del territorio, la valorizzazione del territorio, soprattutto con il rilancio e l'utilizzo per fini economici dell'ambiente in Sardegna.

Possiamo a fine legislatura, ancora non si possono fare dei bilanci compiuti dell'intera legislatura, però ciò che c'era in piedi del sistema, chiamiamolo anche questo con questa terminologia, c'è il sistema turismo e c'è il sistema ambiente in Sardegna che è governato da delle leggi regionali e delle leggi nazionali, dalla "31" e dalla "394", che prevedevano e prevedono una serie di parchi regionali e nazionali da istituirsi in Sardegna, che dovevano interessare una quota del nostro territorio da sottoporre non a vincoli fini a sé stessi ma a norme di salvaguardia, quindi una percentuale di territorio attorno al 15 per cento, per una questione di valenza ambientale ma per un migliore utilizzo anche a fini turistici.

Questo lo avete ribadito anche voi nei vostri documenti di programmazione ordinaria, affidandovi per fare questo non solo alle leggi, ma anche a degli strumenti attuativi che sono di carattere anch'essi nazionale e di carattere regionale.

Gli strumenti attuativi che noi avevamo nella precedente legislatura, e vi abbiamo lasciato già oleati e sperimentati nel territorio, seppure con qualche ritardo nella spendita, mi riferisco agli strumenti dei PIA, che erano con la legge 14 nel lontano 1995, erano assolutamente sperimentali non in Sardegna come strumento di programmazione negoziata regionale, ma erano addirittura all'avanguardia in Sardegna e in Italia.

Voi in prima battuta all'inizio di questa legislatura non avete trovato di meglio che smantellare questo sistema programmatorio che veniva con la dicitura bottom up, cioè che veniva dal basso, avete prima cercato di demonizzarla dicendo che con quel sistema si erano ingessate risorse per mille miliardi e forse in una certa misura era vero, anche se il termine non era appropriato, si stentava a decollare con quel sistema attuativo.

Voi, in una prima battuta li avete demonizzati, poi ci avete preso gusto e avete iniziato a rimodularli, e la cosa è iniziata con l'allora assessore Pittalis e successivamente è proseguita con l'attuale assessore Masala.

La rimodulazione di questi PIA, ai quali ha fatto cenno l'assessore Ladu l'altro giorno nel corso del suo convulso intervento di replica, tra l'altro paventando l'ipotesi che io abbia mai sollecitato qualche rimodulazione di PIA, mai e poi mai io mi sono permesso, generalmente mi rivolgo a persone affidabili, a persone che sappiano anzitutto di cosa si parla, ma soprattutto che sappiano distinguere il livello di interlocuzione se è personale, se è riferita al proprio territorio; ma conoscendo un po' le abitudini sue, nei confronti prima dell'elettorato, ma nei confronti anche dei colleghi suoi stessi di Gruppo e di Giunta, conoscendo appunto la sua affidabilità, io mai mi sono rivolto per la rimodulazione di alcun PIA.

Ma non mi preme sottolineare la polemica, a me preme sottolineare il fatto che con queste rimodulazioni riferite al territorio si rischia anche qui di fare delle cose assolutamente incontrollate e incontrollabili; e allora bisogna tornare a strumenti non riproposti dall'alto e calati nel territorio sotto forma di rimodulazione, ma di aspettative e di proposte che vengono dal basso, come nel caso della gestione del nostro territorio e del nostro ambiente, quindi proposte che prevedano una politica programmata del territorio e del suo rispetto, non certo affidata alle bizzarrie dei vari Assessori che sono guidati, badate, non dalle esigenze del territorio stesso, ma sono guidati, il più delle volte, proprio da quelle esigenze progettuali che più volte abbiamo ricordato questa mattina.

Questo è l'andamento delle cose, altro che ciò che si dichiara che come politiche settoriali voi prevedete di valorizzare. Voi prevedete di valorizzare in quel quadro così bello, colorato, schematico, la programmazione ordinaria, la programmazione negoziata, la programmazione straordinaria. Questi strumenti, non li state assolutamente utilizzando, ma state utilizzando gli antichi sistemi di valorizzazione a pioggia per vie amicali.

L'altro aspetto che voglio ricordarvi, che tra l'altro sempre voi avete dichiarato nel vostro documento di programmazione economica e finanziaria, è la riqualificazione ambientale del territorio in Sardegna, ma anche la riqualificazione delle aree minerarie dismesse per valorizzarle e riportarle non solo a una bonifica opportuna, giusta, ad un recupero ambientale e storico che la Sardegna deve a quel territorio che nei millenni è stato utilizzato dalle miniere, interessato alle miniere.

Ebbene, questo recupero ambientale era affidato al parco geominerario, ad una riqualificazione che è finanziata in larga misura da leggi nazionali, sia nel pubblico attraverso il parco nazionale e sia nel privato attraverso la legge 221.

Ebbene di questo non si è fatto nulla, non si fa altro che anche per quel problema, per quel territorio, non si fa altro che agitare il problema;: e non basta agitare i problemi, bisogna affrontarli, bisogna risolverli, perché se in questi anni, da quando si è iniziato a parlare di parco nazionale tutto era pronto, comprese le risorse, non si riesce ad oggi a schiodarsi dal comitato provvisorio, perché non si riesce ad interloquire con il Governo amico che nomini i suoi rappresentanti in modo da darsi un comitato definitivo, in modo da incidere realmente sulle sorti di quel territorio.

Torneremo comunque sui vostri obiettivi strategici, sulla vostra progettazione, e torneremo anche su ciò che in questi anni avete fatto nei diversi settori produttivi.

PRESIDENTE. Abbiamo gli emendamenti sostitutivi totali, il 577, che ha un emendamento aggiuntivo che è il 740 e il 198.

Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento 577.

MORITTU (D.S.). I miei colleghi hanno appena finito l'illustrazione dei diversi emendamenti soppressivi all'articolo 16 ed ai sei commi di cui è composto lo stesso articolo, no, cinque, chiedo scusa. Io, assieme a degli altri colleghi, ma successivamente a questo vedo altri emendamenti che hanno, come dire, un ruolo construens rispetto agli emendamenti soppressivi, mi riferisco ad altri emendamenti di cui è firmatario anche lo stesso onorevole Gian Valerio Sanna, Falconi, eccetera.

Naturalmente io condivido molto delle considerazioni ma anche delle informazioni poi annesse alle considerazioni, che sono state svolte dai miei colleghi nell'illustrazione degli emendamenti soppressivi. Ne condivido le ragioni politiche, ne condivido le perplessità, i timori che sono certezze di un uso discrezionale di queste risorse.

Questo lo dico perché la storia recente, ma anche meno recente, sull'utilizzo dei fondi destinati alle progettazioni sono una evidente dimostrazione di questi timori.

Io sarei curioso di conoscere quanti studi, quanti progetti inapplicati, inattuati e irrealizzati giacciono nei diversi Assessorati, ma anche nell'Assessorato della programmazione che è un po' come dire, la casa degli studi e dei programmi. Basterebbe semplicemente citare che i piani di settore - cave, trasporti, energia e così via - sono stati fatti e rifatti in questi ultimi anni diverse volte e mai esaminati ed approvati da questo Consiglio.

La Regione Sardegna io credo che abbia un primato da questo punto di vista in termini negativi, è una Regione che non ha assolutamente alcun piano di settore, né ha per esempio il piano madre che è il piano regionale territoriale previsto dalla legge regionale 45; anzi, mi pare che l'atteggiamento di questa maggioranza e di questa Giunta sia esattamente il contrario; meno piani, meno programmi ci sono, meglio si agisce nell'assoluta discrezionalità.

Ed allora il piano delle cave è qua dal 1999, questa maggioranza ha avuto in mano il piano fresco fresco, redatto mi pare dalla PROGEMISA, questa maggioranza non si è assolutamente preoccupata né di esaminarlo, né tanto meno di approvarlo.

Il piano regionale dei trasporti lo hanno assoggettato a diversi progress, trascinandolo da un progress all'altro e finalmente è arrivato nella Commissione competente, che anche per volontà, lo dico senza mena di vanto, insomma, anche per volontà del centrosinistra, se non soprattutto, la Commissione ha iniziato l'esame di questo importante documento e lo dirò poi, se avrò tempo, perché è importante anche ai fini della programmazione della spendita di eventuali denari per progettazioni e quant'altro.

Ma, allora, io credo che davvero noi non possiamo pensare come recita il primo comma dell'articolo 16 "a fine legislatura", cioè a meno di un anno dalla fine della legislatura di impostare finanziamenti per programmi o studi, perché di programmi e di studi ne abbiamo in abbondanza e questa abbondanza, peraltro, è rimasta lì a riempirsi di polvere. Io capisco un'esigenza, ma mi pare che anche i miei colleghi, seppure dentro, come dire, una logica di emendamenti soppressivi hanno condiviso l'importanza dei progetti, di un parco progetti, ma che non sia un parco progetti destinato a soddisfare appetiti più o meno avidi o connivenze tra il mondo della politica e il mondo della progettazione, ma progetti che sono assolutamente, che devono essere assolutamente necessari per realizzare delle opere e non per rimanere un puro esercizio, a volte anche lodevole da un punto di vista professionale.

E allora l'impostazione che noi diamo a questo emendamento, chiamiamolo così, costruens, come piacerebbe all'onorevole Balletto, è che intanto restringiamo il campo, e il campo non è il mare magnum degli studi, programmi, progetti e quant'altro, ma è il campo ristretto agli interventi infrastrutturali, strategici, pubblici, quelli che si collegano allo slogan tanto sbandierato da questa maggioranza sulla cosiddetta piattaforma logistica del Mediterraneo.

E, badate, l'abbiamo già detto anche in altre occasioni, riprenderemo il ragionamento in discussione generale, insomma è piattaforma strategica o lo può essere piattaforma strategica, se naturalmente costruiamo gli ascessi e le viabilità interne, quindi porti, aeroporti e viabilità interna. Ma, ahimè, sui porti e gli aeroporti e sulla stessa viabilità interna, al di là degli slogan che io ho richiamato poc'anzi, non c'è niente di nuovo né in termini di idee né in termini di risorse da parte di questa maggioranza.

E allora dicevo: noi proponiamo, in questo emendamento, una restrizione del campo, quindi o interventi infrastrutturali strategici pubblici, ristretti, come dirò, a un campo prioritario anche, a partire da opere che sono utili e realizzabili con finanziamenti certi, non un parco che rimane lì, come dicevo poc'anzi, ad ammuffire o a riempirsi di polvere, tanti sono i progetti o i piani che giacciono nei diversi Assessorati da tantissimo tempo.

Naturalmente è chiaro il collegamento al Documento di programmazione economica e finanziaria. Noi condividiamo questo collegamento, ma questo collegamento richiede intanto che il Documento di programmazione economica e finanziaria esca dal cosiddetto libro dei sogni, cioè diventi davvero un documento stringente, coerente di programmazione economica e finanziaria, e quindi preveda da un lato l'avvio di progettazioni per opere strategiche e dall'altro anche indichi le risorse per realizzare queste opere strategiche, altrimenti, si aumenta il volume di progetti che rimangono irrealizzati.

Su un altro punto noi diciamo: non fondo puro e semplice, ma fondo di rotazione, cioè un fondo che si rimpingua man mano che il progetto trova un finanziamento e una sua attuazione. Questo lo diciamo perché io vorrei davvero conoscere la cifra; adesso il collega Gian Valerio Sanna parlava di 52 miliardi nel 2002 per affidamento di progettazioni, peraltro anche molto discrezionali senza bandi e nient'altro. Il presidente Pili si è un po' agitato rispetto a questa affermazione dell'onorevole Sanna e ci ha promesso che ci darà informazioni puntuali.

Io chiederei davvero informazioni puntuali su quante risorse questa Regione sta spendendo in questi anni per opere di progettazione che a tutt'oggi, come dire, non hanno trovato alcun riscontro da un punto di vista realizzativo e operativo, perché, anche guardandomi l'ordinanza ultima del Presidente commissario governativo, quella del 30 di dicembre, io ho visto qualche po' di miliardi che sono destinati per progettazioni e studi preliminari di dighe, di traverse e di quant'altro, anche di dighe, secondo me, che sono semplicemente delle promesse vane che rimarranno vane per tantissimi anni, ma servono al momento per alimentare da un lato speranze, dall'altro accontentare qualche consigliere regionale del territorio che preme fortemente nei confronti del Presidente commissario. Quindi un fondo di rotazione e non un pozzo di San Patrizio. Dall'altro, noi diciamo anche: ruolo del Consiglio, ruolo della Commissione competente, che non è la Commissione programmazione, è la Commissione quarta o altre Commissioni naturalmente competenti per materia. Infine, e chiudo, ma ci ritornerò in discussione generale sull'argomento, noi indichiamo alcune priorità, e le priorità sono per la strada 131, per la 597, la Sassari-Olbia, e per la 125, che sono quelle strade che nel piano regionale dei trasporti vengono indicate come la maglia fondamentale del corridoio sardo-continentale della Sardegna.

Ritornerò su alcune altre questioni che riguardano sia l'emendamento sia la discussione generale, quando si aprirà la discussione generale.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 740, aggiuntivo all'emendamento 577, ha facoltà di illustrarlo.

PINNA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io sono perfettamente d'accordo con quanto espresso dai colleghi in relazione al significato di questo articolo 16, perché anche a me sembra una norma ad hoc per avere mano libera nell'affidamento di studi, di progetti, di consulenze, e per farlo in modo arbitrario, senza indirizzi, senza controllo e senza regole, insomma con il massimo arbitrio e la massima discrezionalità. Il presidente Pili, in passato, questi modi di fare, che pure non era una pratica, li chiamava Progettopoli. Adesso lasciamo a lui la definizione dello spirito di questo articolo 16.

Io mi auguro che questo articolo il Consiglio lo voglia eliminare soprattutto perché ha questa natura e questo spirito inaccettabile, vuole tagliare fuori il Consiglio, tagliare fuori tutto e con il riferimento al documento di programmazione economica e finanziaria vuole avere appunto mano libera nel creare studi e progetti in modo arbitrario, senza indicazioni di priorità.

Ma, qualora andasse avanti questo articolo, l'emendamento che abbiamo presentato, che è un emendamento all'emendamento 406, che ha appena illustrato il collega Morittu, è indispensabile che vengano individuate delle priorità, e noi con questo emendamento aggiuntivo vorremmo indicare una priorità, che pure fa parte di quelle linee generali indicate dalla Giunta regionale nel DPEF, quando parla di ricostruzione ambientale.

Ecco, noi vorremmo che tra le priorità la Giunta regionale inserisse un problema di cui non si è mai parlato in quest'Aula nonostante le ripetute sollecitazioni, si è cercato sempre di evitare di parlare in quest'Aula di questo problema che è relativo ai danni ambientali, paesaggistici e anche economici e sociali che sono stati causati ai litorali del Poetto dall'intervento di ripascimento della spiaggia. Questo è un problema sul quale il presidente Pili non ha mai ritenuto di prendere posizione, di dire una parola, nonostante il grande fermento, il grande scontento che ha accompagnato questo intervento.

Ebbene, io credo che sia arrivato il momento di dire una parola su quanto è stato combinato al Poetto e di fare un intervento che sia teso a rimuovere i danni che sono stati compiuti con quell'intervento di ripascimento. E io mi auguro che nella discussione della finanziaria, perché poi se non risponderà in questa circostanza ci ritorneremo, il presidente Pili dica finalmente una parola su questo problema che ha sconvolto uno dei beni ambientali più preziosi non solo della città di Cagliari, ma di tutta la Sardegna.

Noi abbiamo, un anno fa, denunciato immediatamente quanto stava avvenendo; nonostante queste denunce il committente, la Provincia di Cagliari è andata avanti, senza ascoltare ragioni, senza ascoltare il grido di chi aveva capito da subito che quell'intervento poteva creare uno scempio di questo grande bene ambientale della città di Cagliari e della Sardegna, per cercare di deviare sulle responsabilità della Regione rispetto alle quali l'Assessore dell'ambiente non può anche lui stare defilato su questo problema, perché è il primo che ha la competenza per intervenire, è stata convocata la Commissione consiliare per l'ambiente, la quinta Commissione, sono venuti i responsabili politici e tecnici della Provincia per spiegarci che noi ci sbagliavano, per spiegarci che quella sabbia nera sarebbe diventata bianca nel giro di un anno, per spiegarci che la granulometria era giusta secondo il capitolato, e noi dicevamo che era sbagliata, per spiegarci che le mareggiate, che la natura avrebbe messo a posto le cose. Sono state chiamate televisioni da tutta Italia per dimostrare che le diverse granulometrie si sarebbero stratificate e noi sostenevamo che quelle granulometrie non si potevano stratificare secondo i meccanismi naturali che hanno originato e reso bianca e straordinaria la spiaggia del Poetto.

Ecco, a distanza di un anno, tutto questo non è avvenuto. Si cerca di passare sotto silenzio la situazione del Poetto, che non è più una spiaggia, ma è una piattaforma, questa sì che l'avete fatta, una piattaforma illogica, una piattaforma di cemento quasi, perché la sabbia è scomparsa e le granulometrie fini hanno contribuito a compattare quell'arenile, quella splendida spiaggia che oggi è diventata quasi un blocco, almeno nella parte retrostante, di calcestruzzo o comunque di cemento impermeabile dove ristagna l'acqua, una sorta di laguna aggiuntiva nel retrospiaggia. Ebbene, questo disastro che è stato combinato in modo che non esiterei a dire premeditato, perché si levò la protesta di tutti e nonostante questo i responsabili continuarono ad andare avanti in quell'intervento, credo che tra gli obiettivi strategici di questa Regione, se come al solito non sono solo parole ed enunciazioni anche quelle scritte nel Documento di programmazione economica e finanziaria, debbano vedere la Giunta regionale, la Regione sarda intervenire modo deciso per realizzare finalmente uno studio affidato a competenze di livello nazionale e internazionale, con un comitato scientifico multidisciplinare, cosa che è stata sottovalutata totalmente nell'intervento fatto finora, per definire, quindi, come rimediare a questo scempio che è stato compiuto al litorale del Poetto e anche per intervenire, ovviamente, secondo le indicazioni che verranno da questo Comitato tecnico scientifico, e anche per individuare, io mi auguro, quali sono state le cause e le responsabilità di questo danno ambientale e paesaggistico.

Questo la Regione lo deve fare, non si può sottrarre, ne ha tutte le responsabilità affidatele per legge, e il presidente Pili finalmente su questo argomento deve dire una parola ai sardi, si è nascosto per quest'anno, tenterà di continuare a farlo, noi glielo ricorderemo in tutte le circostanze in quest'Aula e fuori di quest'Aula, perché se quanto enunciato nel DPEF è davvero una cosa seria, ma noi l'abbiamo preso poco seriamente, prima di tutto deve dimostrarlo dando risposte su questi problemi importantissimi per la Sardegna e non chiedendo fondi per una progettazione generica che vuole lasciare, che vuole soltanto essere tesa ad affidare incarichi in modo arbitrario e senza nessuna regola e senza nessun controllo.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 198 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 198, dopo l'esame e le critiche, come si conviene a un'opposizione che fa il suo mestiere, ci siamo anche permessi di fare degli esempi di come questi fondi potevano e debbano essere più utilmente e in maniera trasparente utilizzati. Lo facciamo perché è ovvio che non ci limitiamo a criticare, ma riteniamo che il problema delle progettazioni e della partecipazione del sistema autonomistico alla costruzione delle grandi infrastrutture e delle opere pubbliche debba essere accompagnato, giustamente, da un corredo di progettazione che sia adeguato. E lo facciamo, questo esempio, ponendovi di fronte un modo di intendere questo fondo non più come fondo discrezionale, ma come fondo di rotazione e di anticipazione delle spese di progettazione a favore dei comuni, delle province, delle comunità montane e dei consorzi dei comuni, perché provvedano, attraverso queste anticipazioni, a far fronte a quelle progettazioni che saranno utili poi sul terreno della programmazione negoziata, dello sviluppo locale e quant'altro, anche con riferimento alle opere pubbliche.

Chiaramente si tratta di un fondo di anticipazione che va reintegrato e viene anche introdotta una modalità innovativa, che sarebbe quella di indicare l'obbligatorietà da parte dei comuni di pubblicare, a corredo del proprio bilancio annuale, un allegato nel quale dimostrano, danno trasparenza all'utilizzo dei fondi che comunque la Regione trasferisce a loro in termini finalizzati o non finalizzati.

E' un elemento importante, perché si pone anche a livello locale la coerenza dell'utilizzo delle risorse trasferite dalla Regione e anche la valutazione dei tempi di esecuzione, può essere questa evidenza un elemento anche di accelerazione in parte delle opere pubbliche.

E quanto ci sia bisogno, nel sistema degli enti locali, delle progettazioni è dato dal rapporto semestrale di avanzamento del POR Sardegna. Come voi sapete, fino ad oggi non abbiamo perso una lira grazie ai cosiddetti progetti coerenti o sponda che giacevano nei comuni e che sono stati utili per spendere, e nonostante questo affrontiamo il prossimo triennio del POR in una condizione, a mio parere, drammatica che, se non valutata e non corretta, può essere fortemente pregiudizievole per il futuro dei fondi comunitari. Se noi non aiutiamo i comuni ad avere i progetti, se i comuni non sono nella partnership istituzionale, i soggetti che con noi concorrono alla spendita, si profila un triennio ulteriore dei POR abbastanza problematico. Lo dico con il conforto dei dati, che forse i colleghi non conoscono del tutto. Asse 1, a settembre dell'anno scorso era realizzato, pagato, il 21,2 per cento, i problemi dell'acqua, 21,2 per cento, siamo a metà del sessennio. L'asse 2, il 7,9 per cento; l'asse 3 dove ci sono le problematiche del lavoro, l'inserimento lavorativo, abbiamo speso il 9,4 per cento; l'adeguamento della formazione professionale, 0 per cento; l'istruzione e la formazione permanente, 0 per cento, dentro questa misura. L'asse 4 che riguarda la nascita e lo sviluppo delle imprese in Sardegna, siamo al 6,7 per cento, ci sono una decina di voci di misure dentro l'asse a zero, completamente a zero. L'asse 5 al 5,4 per cento, l'asse 6 al 16,6 per cento. I numeri sono questi, a fronte di quattro miliardi e seicentosessanta milioni di euro, quasi diecimila miliardi a fine dell'anno scorso, avete speso il dieci per cento. Come pensate di portare in porto per la responsabilità che grava su questo momento fondamentale della vita dello sviluppo della Sardegna il resto del programma comunitario non avvalendovi della progettualità dei comuni in concorso con la Regione estendendo queste progettazioni, l'opportunità di sviluppare progetti e studi sul territorio agli enti locali, sarà una cosa che dovremmo verificare forse tragicamente.

Assessore Masala, non si può far finta che i primi tre anni ci sono andati in un certo modo perché esistevano alcuni presupposti e non realizzare per la parte finale presupposti analoghi o forse più competitivi di quelli iniziali; stiamo attenti perché non accadrà, proprio per le cose che stiamo dicendo in questo momento, non accadrà che domani qualunque governo ci sia in Sardegna, voi sfuggirete dalla responsabilità di aver precostituito questa condizione; qualunque esito ci sarà nel bene e nel male perché noi non facciamo differenza se ci saranno meriti li riconosceremo, ma se ci sarà un decadimento di queste opportunità, chiaramente le responsabilità saranno molto chiare ed è per quello che noi volevamo significare, a dispetto delle male lingue che corrono sul ruolo delle opposizione, che non ci siamo mai limitati a distruggere, ma abbiamo anche avanzato proposte perfezionabili, anche opinabili, ma una tra le tante che dà una risposta diversa ed anche coerente con le cose che ci stiamo dicendo da tanto tempo e che continuano a rimanere senza risposta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. L'emendamento 199 soppressivo totale non si accoglie. L'emendamento 453 soppressivo totale non si accoglie. L'emendamento 623 soppressivo totale non si accoglie. Tutti uguali. L'emendamento 200 soppressivo del comma 1 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 201 soppressivo del comma 2 dell'articolo 12 non si accoglie. L'emendamento 423, anch'esso soppressivo del secondo comma dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 202 soppressivo del comma 3 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 454 soppressivo del comma 3 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 203 soppressivo del comma 4 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 373, anch'esso soppressivo del comma quattro dell'articolo 16, non si accoglie. L'emendamento 204 soppressivo del comma 5 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 377 soppressivo del comma 5 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 577, che ovviamente ha, secondo a mente dei proponenti, carattere propositivo e non demolitorio, non si accoglie perché la Commissione ha ritenuto che di proposta utile per conseguire i fini e i risultati di sviluppo che la Sardegna si aspetta non sia confacente e non sia adatto. Per l'emendamento 740 che è aggiuntivo e modificativo dell'emendamento 577, la Commissione non si è pronunciata, e si pronuncia il relatore, a questo punto. L'emendamento non può essere accolto perché le indicazioni e i dati che sono indicati non corrispondono assolutamente alla realtà delle situazioni, per cui non può essere accolto. L'emendamento 577 l'ho già detto. L'emendamento 198, infine, non è accolto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io seguirò un metodo un pochino diverso, nel senso cioè che dirò complessivamente di non accogliere gli emendamenti soppressivi dal 199 al 377, riservandomi di indicare poi le motivazioni del mancato accoglimento. Relativamente al 577 sul quale ci sarebbe potuta essere una base di discussione, non può essere accolto perché è un emendamento che restringe il campo, cioè viene trasformato in un emendamento finalizzato all'esecuzione di opere pubbliche, l'obiettivo dell'articolo 16 è comprensivo di quello ma è un pochino diverso, è molto diverso. Ovviamente, travolge nella considerazione anche l'emendamento aggiuntivo 740, e quindi è negativo. Il 198 ugualmente perché sposta l'obiettivo, cioè va verso l'indirizzo, chiamiamolo, dello sviluppo locale, senz'altro meritevole di attenzione, ma abbiamo utilizzato ed utilizziamo strumento diversi, non ultimi i PIT, persino per questo. In relazione a questo, occorre però ricordare che quando si illustrano gli emendamenti se non si riesce a rimanere all'interno del tema, non si può trasformate tutto in una serie di interrogazioni, perché l'Assessore dovrebbe avere non dieci minuti, ma dovrebbe avere dieci minuti per ogni emendamento.

Però, all'onorevole Sanna che sicuramente è uno di quelli che ha studiato meglio il bilancio e la manovra finanziaria, debbo dire che anche quando ci si esprime bisogna o dire tutto oppure non dire soltanto le mezze verità, perché in realtà le spese per il POR sono, per quanto ci riguarda, al 174 per cento relativamente alle spese rendicontate al 31.12.2002, quindi siamo stati i primi in assoluto delle Regioni dell'Obiettivo 1, e che le spese vanno fatto secondo la formula "n più 2", cioè ci sono i due anni ulteriori oltre l'anno di riferimento.

Ciò detto la motivazione del rigetto degli emendamenti soppressivi è da ritrovare nelle motivazioni che si propone di raggiungere l'articolo 16; e io, in questa illustrazione, mi riferisco in particolare ai banchi della maggioranza. Il Consiglio regionale nel mese di maggio, giugno del 2002 ha approvato il documento di programmazione economica e finanziaria. Voi ricorderete che, nel corso del dibattito, da ogni dove è stato lamentato il fatto che il documento di programmazione economica e finanziaria è un documento fine a se stesso, che non serve a niente perché la finanziaria, le finanziarie che nel corso degli anni sono state fatte successivamente all'approvazione del Dpef erano completamente slegate dal Dpef medesimo.

Ebbene, noi con l'articolo 16 abbiamo umilmente tentato di dare gambe, di dare gambe a questo Dpef il quale, nella premessa a pagina 1 alla voce C), dice che tra gli obiettivi che si propone, deve essere anche data una norma finanziaria puntualmente e esclusivamente mirata all'attivazione delle risorse dei programmi, progetti e priorità impostate dai documenti di programmazione di precedente approvazione consiliare.

Quindi, diciamo che la programmazione consiliare, quindi l'indirizzo alla Giunta, deriva dal documento di programmazione, dal documento di programmazione finanziaria. Quindi, questo Consiglio già si è dichiarato favorevolmente alla impostazione del programma economico finanziario per tre anni, il 2003, il 2004 e il 2005. Quindi anche oltre questa legislatura, questo è il problema. E all'interno del documento, sempre questo Consiglio ha approvato anche gli obiettivi strategici, ha indicato cioè alcuni indirizzi di programmazione che debbono essere considerati strategici e prioritari rispetto agli altri. L'articolo 16 a questo fa riferimento, quale lo schema? Lo schema è il seguente, molto semplice, poi in replica risponderò a chi non posso in questo momento rispondere.

Lo schema è molto semplice, esiste il documento di programmazione economica e finanziaria che ha questi obiettivi, attraverso la fase successiva, l'Assessore della programmazione, ma non perché ha competenza, onorevole Sanna, io sono il più incompetente che esiste qua dentro, sono l'ottantesimo in graduatoria per competenza, sicuramente sono dietro di lei in termini di competenza, però l'articolo 1, la legge 1 della legge 77 attribuisce all'Assessorato della programmazione il compito di coordinare tutte le attività che si intrecciano tra i vari Assessorati, perché diversamente non avrebbe nessuna ragione per la quale il Centro di programmazione deve stilare il documento di programmazione economica e finanziaria, quindi per ragioni di competenza oggettiva per quanto di incompetenza soggettiva.

Ora, il programma che viene predisposto dalla Giunta regionale e che interseca tutti gli Assessorati di competenza ovviamente deve essere tradotto in un programma attuativo quindi dell'indirizzo politico che è stato dato col Dpef, e deve essere trasmesso al Consiglio regionale il quale ne verifica la coerenza con il Dpef mediante il parere che esprime da parte dalla Commissione competente che è quella della programmazione, ma non perché sia, diciamo così, o voglia essere prevaricatrice delle altre, ma perché evidentemente a quel momento di sintesi, di tutte le attività così come è stata competente la Commissione di programmazione per il parere sul Dpef, il che non impedisce evidentemente nella fase istruttoria che vengano acquisiti tutti i pareri, così come avviene per la legge finanziaria e per la legge di bilancio, anche consultazioni con gli altri Assessorati, con le altre Commissioni, le quali sono evidentemente interfacciate agli Assessori di competenza.

Quindi è un processo, questo, forse finalmente riferito però agli obiettivi strategici che è analogo, analogo sia pure in misura un pochino diversa, analogo a quello che è stato attuato con la legge 14 del 1996, con riferimento per esempio ai PIA, anche quello è un momento unificante, un momento di sintesi che attraverso la attività dell'Assessorato della programmazione viene realizzato con le politiche settoriali dei vari Assessorati, perché qualcuno ha anche parlato e ha parlato correttamente, lo stesso onorevole Sanna nell'illustrare un suo emendamento allorquando ha detto che oggi noi abbiamo troppe politiche settoriali slegate l'una dall'altra e quindi invece noi abbiamo la necessità di portare ad unità e quindi bisogna che si incominci non solo a parlare ma che si incominci anche a realizzare il famoso procedimento o processo di ciclo unico di programmazione, perché diversamente noi non andiamo avanti.

In conclusione, attraverso questo articolo si cerca di dare gambe, come ho detto, all'attuazione del documento di programmazione economica e finanziaria, cioè mi spiace doverlo dire a noi stessi, ma diciamo che non siamo, forse è la prima volta che potremmo tentare di avviare, di mettere questo tassello per impostare una politica economia che sia più coerente col programma, che è il programma di governo che ci siamo dati durante le dichiarazioni programmatiche. Questo è quanto, mi pare, si debba in questo momento dire in questa fase preliminare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ho ascoltato con grande attenzione l'Assessore perché credo che la memoria debba aiutare un po' tutti noi e fare un'analisi precisa sulle parole, il significato e lo stesso atteggiamento che l'assessore Masala ha assunto in quest'Aula. In questo periodo di discussione della finanziaria, diverse volte dai banchi della maggioranza e della stessa opposizione, si è detto che questa finanziaria era senza cultura di governo, ed è la verità di fondo. Senza cultura di governo, affine a se stessa, fuori di questo palazzo non c'è stata una voce in termini positivi, la concertazione è stata inesistente tanto che le forze politiche della maggioranza in riunioni differenti da quelle della Giunta stessa ha preferito sconfessare la stessa Giunta ed avviare quegli incontri che erano venuti meno per la concertazione mancata che l'assessore Masala aveva portato avanti sino a quel momento.

Questo ha un significato politico ben preciso, ma in questo momento facendo un'analisi dall'inizio della discussione qui sino all'articolo 16, credo che chi abbia ricevuto la vera sconfitta politica sia l'assessore Masala, perché questa è la sua creatura, è lui il presentatore della finanziaria, è lui che l'ha costruita in questo modo, nel modo in cui tutti stiamo dicendo che non va bene, sin dall'inizio, tanto che in queste settimane di lavoro la finanziaria si sta trasformando, chi nel tagliare e quindi forbici da una parte, ago e filo dall'altra, sta assumendo connotati completamente diversi. Questo dà un significato politico a chi l'ha presentata talmente chiaro che se fossero rimasti vivi quei valori che danno altrettanto significato alla politica e lei, assessore Masala, non può portare come giustificazione il fatto che non aveva mai governato e che questo impatto con l'attività di governo è tutt'altra cosa rispetto a quello che lei stesso ha pensato sino a ieri. E (a parte il telefono che squilla, la musica è divertente) devo senz'altro affermare che lei a quei valori sta venendo meno; sono valori che se levati alla politica rendono vano qualsiasi discorso. E lei quei valori li ha acquisiti nella sua esperienza di vita, assessore Masala, attraverso il vivere e il lavorare giorno per giorno a contatto di gomito con un uomo, con un galantuomo che la politica ha fatto e ha vissuto in quest'Aula e agli alti livelli nazionali e che non avrebbe mai accettato, mai accettato che la politica arrivasse ad un punto tale da essere veramente calpestata in modo indecoroso facendo finta di niente, dicendo che intanto ciò che si sta cambiando in quest'Aula non ha valore, quello che si sta facendo non ha significato, quello che si sta modificando è quasi la stessa cosa.

Lei questo non può quindi affermarlo, lei non può trovare giustificazione della sua inesperienza, e le dico anche che prendendo pari pari questo articolo rispetto a quello che ieri sera abbiamo discusso sulla prevenzione, va bene, che quest'Aula ha bocciato ma che non leva l'alto significato della prevenzione, riferita alla sanità, questo di alto significato così come è stato portato in Aula non ne ha niente.

Voglio ricordare che lei ha presentato inizialmente in Commissione non una cifra di otto milioni di euro, ci metta un uno davanti e erano diciotto milioni di euro; quindi, la posta in palio era ben diversa per tre anni, e non aveva il problema di copertura finanziaria, quella l'aveva già trovata lei.

Ed allora, ieri sera per il giudizio dato dall'Aula non sulla validità della prevenzione - ripeto - ma per il modo in cui molti di noi hanno testimoniato per una chiarezza che quest'Aula rivendicava, chiedeva a gran voce, ma oggi è diverso; oggi non c'è quel valore che io do e ho dato ieri sera a quel comma sulla sanità, c'è un richiamo al Dpef che diventa quasi inaccettabile, perché questo Dpef negli anni addietro lei stesso ha detto pochi minuti fa, che si faceva un Dpef e si faceva una finanziaria diversa dal Dpef che si era approvato, o magari da quella parte che quest'Aula aveva approvato, perché voglio ricordare che nel Dpef non tutto mai è stato approvato, ma bensì fette importanti o meno sono state respinte da quest'Aula. Non vorrei che il riferimento fosse proprio a quella fetta respinta.

Ma la coerenza non la si può fare richiamando il Dpef oggi e dando un'impostazione all'articolo 16 come lei ha fatto, e non la si può fare soltanto in riferimento all'articolo 16. O il Dpef è comprensivo di tutta la sua filosofia all'interno della finanziaria o non se ne può stralciare una parte quando conviene come si è fatto stamattina.

Allora, io do un consiglio, assessore Masala, come lei lo dà a molti di noi quando ci dice e ci invita a ritirare gli emendamenti; io le do un consiglio: è preferibile che lei questo articolo 16 se lo ritiri, perché poter spendere quarantotto miliardi di vecchie lire in tre anni per fare progetti rispondenti agli obiettivi strategici, io credo che andando ad analizzare gli obiettivi strategici ci renderemo subito conto che vengono modificati annualmente, pur essendo il documento di riferimento triennale, quindi non mantengono quella filosofia, assolutamente. Viene catapultata, viene modificata in parte e se no in modo piuttosto consistente; è pensabile che ad un anno dalle elezioni si possa arrivare a costruire un pacco progetti di queste dimensioni senza tener conto invece che forse le risorse sarebbe bene impegnarle in modo più concreto e con obiettivi più precisi. O non è pensabile che quest'Aula non si possa e non si debba contare solo il Dpef, e che il livello di programmazione vero e reale nei diversi settori debba essere portato finalmente all'attenzione di quest'Aula.

Qualcuno ha richiamato poc'anzi il piano regionale dei trasporti che comprende molte di quelle cose a cui qualcuno vorrebbe fare riferimento con questo articolo della finanziaria, ma che non sono stati ancora decise da quest'Aula, che il livello di programmazione massimo quest'Aula ancora non l'ha potuto discutere e che è arrivato il momento invece di affrontare una discussione ampia su questo tema, per consentire successivamente dopo avere individuato i veri obiettivi di poter portare a concretezza gli stessi e dare finalmente quelle risposte che da troppo tempo attendono invano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Io ho ascoltato con molta attenzione gli interventi che hanno fatto i colleghi nel presentare gli emendamenti, sia quelli abrogativi sia quelli propositivi; e ho sentito con attenzione anche ciò che è stato detto dal relatore, dal Presidente della Commissione e dall'Assessore della programmazione.

E abbiamo assistito ad una cosa singolare, assessore Masala. Lei ha presentato il Dpef approvato da quest'Aula quasi come, diciamo, il libro mastro, quello che guida la vostra azione. Il Dpef è il documento di programmazione economica e finanziaria come, diciamo, l'elemento fondamentale a cui riferirsi, a cui voi vi siete riferiti nella vostra strategia e da cui discenderebbe anche l'articolo 16 della finanziaria.

Io non ho una grandissima memoria, però credo che sia opportuno in quest'Aula distribuire anche qualche pastiglia di Acutil in modo tale che non ci sia una dissociazione totale tra le cose che vengono dette quando si discute di Dpef e le cose che si dicono quando si discute di finanziaria. Io voglio ricordare che parte del Dpef fu bocciato e immediatamente voi diceste che quella era carta straccia; voi, dai banchi della maggioranza, avete affermato che il Dpef poteva essere buttato via e che non si doveva sottoporre il Consiglio regionale ad una perdita di tempo per parlare di aria fritta. Se noi andiamo ad rivedere gli atti del Consiglio troveremo riscontro inconfutabile e inoppugnabile di quanto voi avete affermato e detto; se non che l'assessore Masala ci dice oggi che l'articolo 16 discende dalle scelte strategiche che non si riferiscono ad un anno, ma bensì a tre anni e che noi abbiamo chiesto a questo Consiglio venisse approvato.

Siccome avete detto che era carta straccia, che quello era il nulla, voi ci chiedete oggi attraverso l'articolo 16 di fare una provvista per gli obiettivi strategici indicati nel Dpef e che voi avevate definite il nulla, voi avevate definito il nulla, che non bisognava manco perdere tempo a discuterlo e oggi invece ci dite: "Vogliamo danari per raggiungere quegli obiettivi strategici", cioè soldi per raggiungere il nulla che voi avevate detto.

Evidentemente bisogna ricordarsi delle cose che si affermano nelle varie fasi della vita di questa Assemblea. Ed allora è stato detto, le risorse che voi chiedete sono dei fondi che servono per fare provviste per incarichi, per progettazioni, per consulenze e che evidentemente vengono distribuiti con una discrezionalità che è inaccettabile.

Ma poi bisogna dare atto, assessore Masala, c'è anche il comma quinto, dove dite che il relativo programma è trasmesso alla Commissione consiliare competente in materia di programmazione che esprime il parere entro il termine di trenta giorni trascorsi i quali il parere si intende acquisito. Si tratta evidentemente, come dire, di un pannicello caldo, di uno specchietto per le allodole al quale noi non crediamo; noi crediamo che tutta l'impalcatura debba essere messa da parte e credo che la cosa più saggia, è anche un atto di coerenza rispetto alle cose che ho detto , da parte dell'assessore che si alzi a dica in Aula "Questo articolo deve essere bocciato".

Però, Assessore, da quest'Aula sta emergendo un fatto politico di grande importanza e cioè che nella falcidia che c'è stata di commi, di articoli di questa finanziaria non sono gli Assessori che di volta in volta vengono bocciati, ma viene bocciata la manovra principale proposta dall'Assessore della programmazione e sempre di più viene fuori che questa è una sua manovra, assessore Masala e le bocciature che vengono da quest'Aula dicono che lei viene bocciato, che lei è stato bocciato, che lei è stato bocciato dalla società sarda e da quest'Aula; però coerenza, dignità, vorrebbe anche che lei, caro Assessore, ne traesse le conseguenze, a fianco a chi sta alla sua sinistra, evidentemente, e ha la massima responsabilità, il Presidente Pili.

Io, brevemente, poi ci sarà opportunità anche di tornare in seguito nella discussione su altre questioni, però io voglio dire che noi, l'Assessore, ahimè, l'Assessore rientra nel novero di coloro i quali hanno, diciamo, sono stati catalizzatori di una bocciatura che ha beccato lui, ma indirettamente ha beccato il Presidente ed anche l'assessore Masala.

Allora, dicevo, non crediamo sui pannicelli...

(Interruzioni)

PIRISI (D.S.). Assessore la stavo salvando, dicevo che la colpa non è tutta sua, parzialmente.

Allora io credo che attraverso anche queste poste che vengono, che sono previste nell'articolo 16, si potrebbe verificare che consulenti, magari, per ipotesi dico, lo dico per assurdo, che possano mettere da parte delle provviste attraverso, magari all'insaputa degli Assessori, per utilizzare poi queste provviste una volta che magari non ricoprono più quell'incarico; cioè voglio dire che è stato detto ieri che qualcuno va in giro con la valigetta a proporre progetti, a dire che sono fiduciari dell'Assessore tale o dell'Assessore talaltro. Io ritengo, millantando credito, che non credo che possa esistere un filo diretto tra professionisti così, come dire, spregiudicati e chi governa questa Regione, io non lo penso e neanche sotto tortura mi porterete a fare un'affermazione di questo genere. Però magari in modo più elegante potrebbero arrivare a mettere da parte provviste per utilizzarle in futuro.

Allora, siccome io tempo fa, Assessore, ho - come dire - provocato la sua reazione forte su una questione che riguarda affermazioni che io ho fatto, io ho parlato di imbrogli, ho parlato di atti illegittimi, voglio dire, non li ha fatti l'assessore Masala, però brevissimamente voglio sottoporre ancora una volta a quest'Aula un problema, senza parlare di centri intermodali, ma parlando semplicemente di azioni condotte e commesse qui dentro.

Se per esempio nei programmi integrati d'area si verificasse che un asse non è contemplato all'interno del bando che prevede quel programma integrato d'area, se per esempio - diciamo - ci fosse indicato l'asse secondo e l'asse quarto e non ci fosse putacaso l'asse sesto, e se per esempio fosse presentato un progetto che fosse compreso all'interno dell'asse sesto e della misura 6.1, per esempio, e in quel bando non fosse contemplato, e se per esempio i destinatari della misura fossero, che so, i Consorzi industriali, l'ANAS, l'Assessorato dei trasporti e invece il progetto venisse presentato da un comune e questo progetto venisse accolto, ma il responsabile della misura che deve esprimere il parere di coerenza non lo esprimesse, io domando: sarebbe un fatto lecito se si verificasse questo? Sarebbe lecito? Credo di no! Sarebbe un imbroglio? Probabilmente sì!

Allora io, Assessore, e dico che lei assessore Masala non c'entra, però siccome lei ricopre oggi quel ruolo e quella funzione, l'invito è affinché lei verifichi e controlli, perché altrimenti se questo non venisse fatto, lei ha detto: "Sta muovendo accuse che riguardano qui la Procura della Repubblica", io dico: "Ritengo che sia assurdo nel Parlamento dei sardi parlare di cose di questa natura", ma se non ci fossero risposte adeguate - e qui invito anche il Presidente del Consiglio a prestare attenzione alle cose che sto dicendo, perché riguardano la dignità di questo Consiglio, Presidente - se non si verificasse un controllo accurato evidentemente significa che ci si dovrebbe rivolgere da altre parti. Io che sono un consigliere regionale, ritengo che questo non debba essere fatto, ma le risposte...

PRESIDENTE. Concluda pure.

PIRISI (D.S.). Le risposte le attendo dall'assessore Masala o dall'Assessore che eventualmente fosse stato delegato, in modo tale che in quest'Aula si faccia chiarezza e non si continui a pensare che possano essere perpetrate in nome di non so quale principio, dei fatti che possono essere benissimo - se così fossero - degli imbrogli e degli atti di illegalità e di illegittimità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Non sarei intervenuto se qui dentro non si utilizzasse la discussione generale per parlare di tutto e il contrario di tutto; siccome ci sono molte imprecisioni è opportuno - magari - ricordarne qualcuna perché magari l'organo di stampa talvolta dice cose inesatte per le cose che qui si dicono e molte volte non si può controbattere, perché bisognerebbe modificarlo questo Consiglio, questo Regolamento, che non è che l'Assessore di turno prende colpi da tutte le parti e poi ha dieci minuti per rispondere a tremila cose. Ci dovrebbe essere parità di diritto in modo che uno può dire tutto quello che vuole e poi può anche sentirsi rinfacciato per le cose che praticamente non corrispondono alla verità.

E` inutile, qui c'è una specie di ritornello, è un ping pong; questo ping pong è andatevene via, avete fallito eccetera. Si è fatto riferimento, l'onorevole Sanna ha fatto riferimento alla prevenzione, come lo ha fatto l'onorevole Cogodi ma in modo molto distorto.

Allora, amici cari, diciamoci tutte le cose; ho voluto oggi portare alcuni documenti. Nel 2001 e 2002 avete chiesto molte "marchette" lo ribadisco e le hanno chieste tutte le parti politiche, infatti basterebbe prendere tutto il 2001 per verificare che l'onorevole Vassallo con forza ha chiesto un miliardo e mezzo con un emendamento, per uno studio ed uno screening per Porto Torres e gli altri hanno chiesto un miliardo e settantatré milioni aggiuntivi per quelli che avremmo dovuto dare e che non possiamo dare, per quei venti biologi che dovevano fare lo screening in tutta la Sardegna, per il quale non più tardi di ieri sera avevamo dato il nostro assenso anche all'intervento dell'onorevole Ibba e che riguarda la mancanza di fondi che non bastano con il 5.A)...

(Interruzioni)

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Posso parlare? Guarda, voi parlate di tutto lo scibile umano, fate di tutta l'erba un fascio e devi avere la capacità di stare zitto, perché tu non sei diverso dagli altri. Faccio quello che mi pare come fai tu, fino a quando il Presidente

PIRISI (D.S.). Lei è Assessore di governo. A me le marchette non me le paghi.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io come te. Fino a quanto il Presidente non consentirà a gente come te di parlare soltanto sull'argomento. Ed è pertinente l'argomento, ti piaccia o non ti piaccia, puoi anche sospendere la seduta, e continuerò tutti i giorni su questa falsariga...

PIRISI (D.S.). Io chiedo al Presidente.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Benissimo, il Presidente dirà di sì, come consente a te...

PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Oppi. Non è la prima volta che per arrivare a quello che deve essere esposto si passa - l'ho imparato da molti consiglieri, dagli interventi di molti consiglieri - attraverso delle premesse. Io credo che l'onorevole Oppi in questo caso, come altri colleghi hanno fatto, stia passando attraverso delle premesse, perché sta facendo una "difesa" - attraverso queste premesse poi arriverà a una sua conclusione - degli interventi che si sono rivolti e particolarmente all'attività dell'Assessore, sta utilizzando anche delle premesse. Prego, onorevole Oppi.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sto parlando del fatto che ci è stato chiesto dall'opposizione e da tutte le parti di fare un fondo, come è stato fatto tutti gli anni, per consentire a quei progetti specifici sugli screening di essere praticamente operativi.

Mi dispiace che questo non sia stato fatto; l'acquisizione di un fondo, siccome si è detto ieri sera e sulla stampa di oggi che in effetti era un abuso ed era praticamente un imbroglio, invece era semplicemente, guardando i programmi, e ho terminato da questo punto di vista, l'elencazione puntale e precisa di che cosa? Di cose che sono fondamentali per categorie che ne hanno bisogno e che non possono fare delle cose che sono nell'interesse della collettività.

Detto questo, bisogna che noi comprendiamo che questa finanziaria non ha bisogno di nessuno per essere bonificata; le bonifiche sono altra cosa, le fa l'IGEA, qualcuno spinge per l'IGEA, altri per altro, sono un'altra cosa. Così come nella storia, che in quegli anni che ci sono stato ho potuto vedere, potrei parlare di contraddizioni, si parla qui di concertazione, si è concertato qualche cosa e si è fatto esattamente il contrario. Sono state fatte praticamente richieste in un senso e nell'altro, le une eludono l'altro.

Io, per quanto possa avere un po' di memoria, devo ricordare che, nello specifico, consulenze ne hanno fatto tutti, gli Assessori della programmazione che si sono succeduti, anzi cumuli di consulenze. Mi farò carico di recuperarle, ma soprattutto recuperare gli ultimi vent'anni, per dimostrare praticamente che questo grande apparato di consulenze si trovavano e si trasformavano - come ha detto Sanna - poi si facevano le stesse, si adeguavano ai sistemi. E così verifichiamo che praticamente ci sono sempre state; le ha fatte Cabras, come le ha fatte Sassu, le ha fatte Scano, molto limitatamente forse rispetto ad altri, ma non c'è un Assessore di turno che non abbia fatto dei parchi persino di progetti.

Io ritengo praticamente che vadano valutati con molta attenzione e probabilmente si faranno le comparazioni, le faremo, così come voi richiedete i documenti anche noi ci stiamo facendo carico di chiedere i documenti in modo da fare le comparazioni. C'è qualcuno che le sa fare bene, altri le sanno fare male, comunque le faremo in questa sede, credo, col Presidente che è invitato a darle, come è stato chiesto, agli altri, come chiederemo che vengano date a noi attraverso gli stessi canali.

Per concludere vorrei dire una sola cosa: ieri era primo…vorremmo evitare perché se no è un merito, è un demerito, ci sono le passeggiatrici e i passeggiatori, d'ora in avanti mi farò carico, nei limiti del possibile, che quando vedo i passeggiatori, che si conoscono dal passo, che vengono da questa parte a rivendicare, magari con forza, studiare gli umori, da una parte e dall'altra, probabilmente cercheremo di essere più coerenti. Allora, per quanto mi riguarda non ho nulla da eccepire, se non raptus di follia che hanno cercato di danneggiare quella concertazione fatta, per migliaia di lavoratori, eccetera, ma lo diremo attraverso altri organi. Credo però che sia corretto fare un appello, io sono favorevolissimo a quest'articolo 16, non foss'altro, e colgo un invito ai miei colleghi, quelli che ieri magari si sono voluti divertire perché era il 1° aprile, per dare un segno forte, di approvare quest'articolo proprio per dimostrare, praticamente, che il tentativo di distruggere, ma non avere un progetto come si sta dimostrando in quest'Aula non serve e si sta danneggiando soltanto la Sardegna. Quindi un rigurgito di orgoglio, dopo possiamo fare tutto e il contrario di tutto. Dopo possiamo fare tutto e il contrario di tutto, fare la Conferenza evitando, io per primo ma anche gli altri, di adoperare termini… Anche i termini molte volte sono offensivi, sembra quasi che ci sia una grande cassa, che ci sia un imbroglio sotto e dietro ogni atto, praticamente, già ci sia l'imbroglio, la prevaricazione, ci sia praticamente il clientelismo o …(?) discrezionalità!

Amici cari, non c'è nessuno che può pontificare da questo punto di vista.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io avrei gradito, come credo molti giovani colleghi, giovani di presenza in questo Consiglio, che l'assessore Oppi avesse continuato nella sua premessa, lo farà credo a puntate, gliene saremo grati, perché a me, essendo appunto molto giovane del Consiglio regionale, alcuni passaggi sfuggono, ma certamente il professor Oppi è in grado di illustrare a noi del centrodestra, giovani del centrodestra, forse anche ai giovani del centrosinistra, c'è necessità di conoscere di più e credo che andrò a lezione dal professor Oppi, il quale mi illustrerà, per due cose è già intervenuto, per altre probabilmente ci sarà ancora tempo. Quindi non perdo tempo sulle premesse visto che quelle che ha fatto l'onorevole Oppi sono molto, ma molto importanti, per quanto mi riguarda, nella conoscenza di ciò che è successo negli ultimi vent'anni in Sardegna.

Relativamente a quest'articolo, mi meraviglia intanto un fatto che non so se i colleghi hanno notato: sono stati presentati quindici, sedici emendamenti, quattordici di questi emendamenti sono soppressivi totali per l'articolo, per i commi. Poi arrivano due emendamenti che, di fatto, soprattutto quello a firma dell'onorevole Pirisi, che mi meraviglia perché da un lato brucia completamente il DPEF e di fatto però nell'emendamento fa riferimento al DPEF, quindi bisogna che ci mettiamo d'accordo su questo. Questa manovra è fondamentale, è indispensabile perché il DPEF abbia piena attuazione. Non l'avrà certo comunque la piena attuazione, perché credo che di più si debba fare, però è fondamentale ciò che è scritto in questo articolo; è indispensabile che la Regione Sardegna, la Giunta regionale abbia la possibilità di progettare veramente. Non è possibile non approvare questo articolo, ed è un invito che io ovviamente faccio alla maggioranza che governa la Sardegna, perché è di straordinaria importanza.

L'altro emendamento fa riferimento alla veicolazione di queste risorse agli enti locali, province, comuni e comunità montane. Onorevole Sanna lei sa benissimo, avendo amministrato la provincia, conosce bene l'amministrazione degli enti locali e sa benissimo che non è con una manovra di questo genere che si risolvono i problemi per la creazione di un parco progetti negli enti locali; non è assolutamente questo il modo, anzi questo è il modo peggiore, è il modo per frenare, è il modo per non ottenere i risultati.

Quello che è importante, invece, è ciò che questo Consiglio regionale ha approvato, ed è il DPEF, e le linee tracciate dal DPEF devono avere le gambe e le gambe si hanno solo con questo articolo. Per cui ritengo che dobbiamo stabilire veramente una grande... E' un progetto organico questo, ecco bisogna dare gambe al DPEF, bisogna dare attuazione al DPEF, e per fare questo io credo, ma, per quanto mi risulta, anche dai colleghi del centrodestra c'è grande attenzione per questo articolo, che io credo debba essere approvato senza emendamenti, debba essere approvato in questo modo, perché questo io credo che sia veramente il modo corretto, ma soprattutto è l'unico modo, è l'unico strumento perché il centrodestra caratterizzi la sua azione politica e faccia capire ai sardi ciò che vogliamo fare. Lo abbiamo detto con il DPEF, vogliamo dare continuità e gambe con l'articolo 16.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, io non sono uno di quelli che intervengono ad ogni pie' sospinto e ad ogni occasione. Gli interventi che faccio sono solitamente misurati e anche rivolti, direi, ad acquisire ove possibile risultati che ritengo utili per la collettività e non per i singoli. Però l'ultimo intervento dell'onorevole Oppi in qualche maniera è stimolante.

Io mi permetto di fare qualche rilievo e qualche osservazione, perché, vede Presidente, un intervento di questo tipo che cade del vuoto, nel silenzio generale così come da quest'Aula è stato accolto, tolto qualche rimbrotto fatto silenziosamente dai banchi, è un intervento che quanto meno lascia perplessi nella migliore delle ipotesi, ma nella peggiore delle ipotesi tende a gettare dentro questa Assemblea regionale un clima, diciamo, poco confacente all'Assemblea stessa.

Per intanto, Presidente, io mi sorprendo - e me ne sorprendo sempre di più - che all'interno di quest'Aula si usi un linguaggio che col linguaggio parlamentare nulla ha a che fare. Presidente, mi consenta, lo dico e lo dico abbastanza scandalizzato, e mi meraviglia che la Presidenza dell'Assemblea, nel momento in cui ciò si verifica, non prenda una posizione e non inviti gli oratori a un linguaggio più confacente e più rispettoso di tutti. Ne sono sorpreso.

Infine, le chiedo scusa, assessore Oppi, ma io credo che nel suo intervento vi sia abbastanza risentimento per come le cose stanno andando in questi giorni relativamente a come i voti sulla finanziaria vengono espressi...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Per cortesia, consentite lo svolgimento dell'onorevole Balia.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Io credo, Presidente, che vi sia - mi scusi l'Assessore Oppi - un forte risentimento anche per il risultato del voto di ieri che ha visto affossare quattro provvedimenti, quattro ipotesi previste dall'Assessore all'interno della finanziaria.

In quest'Aula l'assessore Oppi ha voluto parlare a voce alta, allora voglio fare altrettanto. In quest'Aula, da parecchio tempo, nel mondo politico in generale, si sussurra che, se vi è un settore a forte gestione consociativa, quel settore è il settore della sanità. Però il consociativismo, badate, non riguarda tutti, mi dispiace. E allora ciascuno deve essere responsabile delle proprie azioni; il consociativismo riguarda le parti che al consociativismo e non al lavoro trasparente dentro l'Aula, evidentemente si prestano o si sono prestate. Naturalmente vi è un altro tentativo che, chiedo scusa, però è abbastanza infido, ed il tentativo è quello di dire: "Badate nessuno può scagliare la prima pietra" (non è vero, qualcuno la pietra la può scagliare per intanto), però il tentativo è quello di dire: "Nessuno può scagliare la prima pietra, perché in quest'Aula siete tutti colpevoli e corresponsabili di pratiche clientelari", come dire che se si è tutti colpevoli, cari colleghi, non vi è nessun colpevole. Io credo che non si renda un servizio né ai singoli né alla Giunta regionale né all'intera Assemblea regionale.

Se mi consentite, con molta semplicità io ne resto abbastanza sufficientemente, profondamente scandalizzato; né servono la Giunta regionale, nel suo insieme, se lo ricordi, né serve l'intervento dell'assessore Oppi per assolvere la Giunta regionale rispetto alle pratiche clientelari che l'assessore Pirisi si è rifiutato di rivelare anche sotto tortura e che però, cari colleghi della Giunta regionale, esistono.

Non assolvono proprio nessuno né quell'intervento né questi comportamenti, anzi, semmai, badate, se ci riflettete un attimino, finisce con l'essere un intervento di forte condanna. Allora ciascuno di voi provi a fare un esame di coscienza e quelle pratiche clientelari che ha mandato avanti a contenerle, perché alla storia dei progettisti che viaggiano da un paese all'altro nessuno di noi vi crede e nessuno di noi lo ammette neanche sotto tortura, diceva l'onorevole Pirisi, però sono cose di cui si sente sussurrare e la Giunta regionale finge indifferenza, così come continua a fingere indifferenza il presidente Pili rispetto alle richieste del periodo scorso. Tiri fuori gli scheletri dagli armadi, è così che si fa chiarezza, per oggi e per ieri, per la Giunta di centrodestra e per la Giunta di centrosinistra, però ha chiesto tempo. Ma, badate, che da quando ha chiesto tempo sono passati venti giorni, e allora, presidente Pili, senza voler fare interventi fuorvianti noi, visto che gli interventi fuorvianti li avete fatti voi, per cortesia vuole davvero ora tirarli fuori o ci deve costringere nuovamente ad adottare quella pratica della richiesta costante dentro quest'Assemblea? Badi che, non facendolo, lei si sta rifiutando di assolvere un suo preciso diritto e non sta mettendo l'Assemblea nelle condizioni di conoscere, attraverso un atto di trasparenza, ciò che la Giunta regionale tende ad occultare. Poco conta che quelle pratiche le si siano seguite ieri, non assolve nessuno. Tirate fuori quelle di ieri e tirate fuori quelle di oggi!

Nel merito, evidentemente, ma non sono intervenuto per quello, nel merito dell'articolo, assessore Masala, non lo condivido perché continuano a inseguire quelle pratiche e a riservarsi ambiti di discrezionalità che sono assolutamente esasperati.

PRESIDENTE. Prima di passare la parola per il prossimo intervento all'onorevole Cassano, volevo precisare, onorevole Balia, che anche ieri sono stati fatti reiterati inviti all'Assemblea per l'uso dei linguaggi. Spesso io l'ho fatto e devo fare un'annotazione, a me stesso prima di tutto, ma a tutti quanti noi, che il Regolamento, questa cosa così misteriosa di cui tutti parlano e che tutti vogliono modificare eccetera, è comodo a volte e a volte è scomodo. Allora, io non so se convocare anche un'ennesima Conferenza dei Capigruppo, per quanto possa servire; sta a ciascuno di noi, alla coscienza, all'educazione civile anche, oltre che morale, e anche al buonsenso, soprattutto, è la cosa più importante, il buonsenso, il senso comune delle cose. Se ciascuno di noi capisce cosa rappresenta qui dentro, se ha l'educazione sufficiente per attenersi a delle norme di comportamento in una comunità, che guarda caso è la massima espressione del popolo sardo, la massima istituzione, guarda caso è l'Assemblea parlamentare sarda, come voi dite, il Consiglio regionale della Sardegna, come io preferisco dire fino a quando non sarà elevata a livello di Parlamento ancora non lo è. Altre regioni, altri popoli, altri paesi hanno avuto anche l'accortezza di fare anche questo. Non la è ancora, meno male! Figuriamoci se dovessero andare a vedere il nostro tipo di interventi! Allora mettiamoci d'accordo: il Regolamento lo applichiamo? Lo applichiamo tutto! Ma lo applichiamo tutto! Oppure il buonsenso, onorevole Balia, perché se io applicassi il Regolamento, veramente sarei il primo ad essere infoibato almeno da metà dell'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà. L'onorevole Vassallo, chiedo scusa.

VASSALLO (R.C.). A dire la verità non avevo chiesto di intervenire. Volevo soltanto prenotare...

PRESIDENTE. Allora mi hanno segnalato male, abbia pazienza. Non intende intervenire?

VASSALLO (R.C.). Al limite intendo intervenire dopo Cassano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Presidente, potrei anche fare a meno di intervenire, soprattutto dopo ciò che ha detto l'onorevole Balia che mi trova perfettamente d'accordo. Però credo che due parole soprattutto da parte di chi in questi giorni è intervenuto poco perché, tutto sommato, devo dire sconcertato per quanto è avvenuto e per il fatto che si sta mandando avanti questa cosiddetta manovra anche a costo di sbattere la testa contro il muro continuamente, credo che due parole anche per quanto è avvenuto stamane che poi non è un fatto isolato ma si sta verificando spesso, ormai il frasario usato in questo Consiglio è un frasario che starebbe molto bene fuori di qui, magari in luoghi abbastanza vicini tipo il porto o posti anche peggiori che evidentemente qualcuno è abituato a frequentare. Qualcuno, dico, casi eccezionali, ma qualcuno evidentemente tratta con questi concetti, con queste cose e con certe abitudini.

Il guaio è che la lingua batte dove il dente duole, qui c'è un nervo scoperto che affiora continuamente tutte le volte che si entra in questo discorso delle consulenze e non ci si entra per colpa dell'opposizione, né per colpa di tante persone per bene della maggioranza che sono ugualmente infastidite ed irritate da questo ripetersi, da questo insistere su queste pretese della Giunta.

Qui c'è un problema. E` un problema grosso, è un problema di trasparenza, è un problema di via libera all'arbitrio. Qualcuno ha deciso che in quest'ultima fase, soprattutto in quest'ultima fase, ci vuole una grossa massa di manovra finanziaria in modo tale che certi risultati di un certo tipo si possano ottenere e si possano ottenere soprattutto in vista delle prossime elezioni. Obiettivi strategici, onorevole Pili, è vero che sta parlando con una neo autorità...

GRANARA (F.I.-Sardegna). L'ambiente portuale è diverso.

DORE (La Margherita-D.L.). Parlavo di ambiente portuale, non mi riferivo all'onorevole Granara che è persona molto educata e quindi certamente non è da coinvolgere in questo discorso.

Obiettivi strategici, evidentemente adesso si sta riferendo a quelli del turismo, visto che l'onorevole Frongia evidentemente è sensibile a questi problemi, ma quali sono gli obiettivi strategici? Se qualcuno ha voglia, e qualcuno l'ha fatto, di rileggersi il documento di programmazione, veramente quello che si capisce è poco, o meglio qualcosa si capisce; si capisce che anche chi ha redatto il documento di programmazione che, sappiamo bene, probabilmente era un consulente esterno, aveva capito molto bene questo discorso; è chiaro che per disporre di cose del genere ci vogliono molti soldi. Ci vogliono molti soldi che non sempre vanno, anzi di solito non vanno a chi è in grado di fornire un servizio importante, serio, utile per l'amministrazione ma vanno per opere clientelari, per la nomina di gente che poi produce documenti di questo genere. Documenti di questo genere sui quali ci sarebbe da fare tante risate, però il guaio è che costano cari, costano molto cari, costano decine di milioni, centinaia di milioni e chi più ne ha più ne metta.

Allora a questo punto, ancora una volta faccio quella domanda che ho già fatto tante volte: "Cari colleghi, e non colleghi, perché in Giunta ci sono anche degli Assessori che non sono colleghi come consiglieri, ne valeva la pena?"

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori. Ne ha facolltà.

DETTORI (Gruppo Misto). Intervengo per dichiarare il mio voto contrario all'articolo 16 per molti motivi...

PRESIDENTE. Non siamo alle dichiarazioni di voto, forse l'hanno invitata a non intervenire.

DETTORI (Gruppo Misto). Dichiaro il voto.

PRESIDENTE. Ma non siamo in dichiarazioni di voto.

DETTORI (Gruppo Misto). Non siamo in dichiarazione di voto, posso intervenire?

PRESIDENTE. Deve intervenire, prego.

DETTORI (Gruppo Misto). Siamo in discussione generale. La mia contrarietà per diversi motivi ma per uno in particolare che è il comma 2 e su questo ritengo molto corrette le argomentazioni che finora sono state fatte, voglio chiedere alla Giunta e all'Assessore se col comma 5 avevano intenzione di assolversi dai commi precedenti. Naturalmente non credo che in Commissione vengano mandati gli elenchi dei progettisti e delle personalità che verrebbero incaricate di studi di fattibilità, progettazione e quant'altro per la realizzazione di obiettivi non meglio precisati.

E credo che sulla trasparenza di cui tanto qua si è parlato, sarà necessario prima o poi aprire un dibattito realmente trasparente e provare a smetterla di lanciare accuse striscianti che colpiscono tutti ma nessuno in particolare. Ed allora, guardate, il linguaggio che viene utilizzato in quest'Aula, talvolta piuttosto imbarazzante per la trivialità che ne contiene, sembrerebbe comprensibile per tutti ma a volte viene il sospetto che sia comprensibile solo per alcuni.

E anche questa questione degli scheletri, a fine legislatura scriveremo un romanzo sugli scheletri presunti, reali o tali; io credo che non sia più accettabile e che non sia accettabile dalla Presidenza che si possano aprire discussioni sull'onestà intellettuale, diciamo così, dei singoli consiglieri regionali. Bisogna smetterla con l'idea che aleggia nel centrodestra che facendo in modo che tutti siano uguali, la loro diversità nel governare la Sardegna venga nascosta; allora forse bisogna dire a voce molto alta che vi sono differenze sostanziali e che allora bisogna iniziare ad elencarle queste differenze e quindi forse la Presidenza, quando vengono lanciate accuse di tal vigore, dovrebbe interrompere gli interventi di chiunque li faccia. Non è questo il luogo per regolarsi conti a noi sconosciuti e bisognerebbe davvero che quest'Aula la smettesse!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, credo che questo articolo 16 abbia la caratteristica di introdurre in legge finanziaria una di quelle innovazioni, una di quelle caratteristiche del programma del centrodestra, cioè quello di andare verso un cambiamento del modo di fare politica. Io sono estremamente convinto che sia sempre più necessario distinguere la funzione esecutiva dalla funzione legislativa proprio nel concetto della democrazia dell'alternanza e cioè chi governa deve avere la possibilità di governare realmente essendo la sua attività limitata solamente al voto del popolo, che al termine di una legislatura valuta ciò che è stato fatto e ciò che non è stato fatto, cioè l'approva oppure irrimediabilmente la condanna ad andare all'opposizione; però per fare questo e perché ciò avvenga è necessario che chi ha la maggioranza e chi governa, governi realmente!

Questa questione delle consulenze alla quale l'opposizione fa tanto riferimento è una questione che intanto ha stancato perché è da sei settimane che la sentiamo come un ritornello incessante, sei settimane quando noi invece avremmo dovuto, per Regolamento, e quindi qua mi rivolgo anche a quanto poc'anzi ha detto il Presidente, Regolamento che s'invoca quando fa solamente piacere, quando torna utile e comodo e che si disattende nel 99 per cento delle volte quando strumentalmente si deve abusare per fare i propri comodi.

Allora, Presidente Pili, la prego, la invoco, ma glielo dia quest'elenco, io capisco anche che lei per par condicio non glielo voglia dare perché nel darlo, deve dare anche quello della scorsa legislatura e che lei vuole tutelare e difendere l'immagine del centrosinistra per quanto ha fatto alla scorsa legislatura, ma glielo dia, perché così questo ritornello finisce.

Sono convinto, Presidente, che chi governa, i propri consulenti e nelle progettazioni se li possa scegliere, l'importante è che non rubi, che non si metta denaro in tasca; e noi questo non l'abbiamo fatto e credo che non l'abbiano fatto neanche gli altri, però è giusto che chi governa, i propri progettisti, i propri consulenti di fiducia se li scelga, ma glielo comunichi una volta per tutte, così la smettono di angosciarci, perché la finanziaria e l'opposizione è improntata solo su queste cose, su concetti, su proposte, su costruzione non ce n'è! Lo vediamo anche con quale accanimento siamo dalle 10 qui per discutere un articolo, l'articolo 16 nel quale ci sono sedici emendamenti, quattordici sono soppressivi, due sono costruttivi, secondo il modo di pensare dell'opposizione, e sono costruttivi per bloccare tutto quanto, perché intanto sono limitativi, perché prevedono che questo fondo possa essere utilizzato solo e esclusivamente per opere pubbliche, importanti ma che non esauriscono tutto lo scenario dell'attività programmatoria e che sovrintende alle operazioni di sviluppo e un altro addirittura vuole paralizzare tutto quanto prevedendo che le anticipazioni di questo fondo debbano avvenire su quell'attività di programmazione, quindi atti, delibere da parte degli enti locali che guarda caso per ciò che riguarda la legge 37 all'articolo 19 si è dimostrata totalmente inesistente e quindi incapace di dare sviluppo e dare seguito a quell'iniziativa.

Quindi la proposta va proprio nella direzione di bloccare tutto, questo perché l'opposizione è per la conservazione, questo perché l'opposizione quando guarda al futuro, guarda dallo specchietto retrovisore e non guarda certamente in avanti, questo perché ancora una volta si dimostra che quest'opposizione vuole solamente demolire e vuole bloccare. Siamo dal 26 di febbraio in Aula, siamo ancora nella fase iniziale, se non saremo forti e capaci di resistere a quest'attività di pressione che viene esercitata con centinaia di emendamenti, ne vengono preannunciati altri duecento emendamenti agli emendamenti a sostegno del piano straordinario del lavoro, si vuole demolire una maggioranza che certamente non ha la coesione e la capacità di resistere a quest'attività di pressione per ottenere quello che evidentemente, con la forza delle ragioni, con la forza delle idee diversamente quest'opposizione non riesce ad ottenere.

FADDA (La Margherita-D.L.). Hai detto bene.

PIRISI (D.S.). Hai detto bene.

PRESIDENTE. Con l'intervento dell'onorevole Balletto terminano i lavori, ci vediamo alle 15.30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 26.



Allegati seduta

CCCXLV Seduta Mercoledì 2 Aprile 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 16.

MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 27 marzo 2003 (339), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Piersandro Scano ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la giornata del 2 aprile 2003; comunico che il consigliere Edoardo Usai ha chiesto di poter usufruire di tre giorni di congedo a far data dal 2 aprile 2003. Se non vi sono osservazioni questi congedi si intendono accordati.

Colleghi siamo pochi, però prima di cominciare io chiedo ai colleghi un po' di attenzione.

Dobbiamo ricordare un paio di colleghi che non ci sono più, mi sembra giusto farlo.

Commemorazione di ex consiglieri

PRESIDENTE. Colleghe e colleghi, le scorse settimane sono scomparsi due nostri ex colleghi che sono stati importanti nella vita di questa assemblea. A Porto Torres, dove aveva lavorato e vissuto, ha cessato di vivere l'onorevole Annibale Francesconi, consigliere regionale nella sesta e nella settima legislatura, eletto nelle file del Partito Socialista Italiano del quale era uno dei massimi esponenti regionali nel collegio provinciale di Sassari.

Particolarmente attento ai problemi economici, sociali, del lavoro e dei trasporti, Annibale Francesconi nella sesta legislatura si era particolarmente impegnato nel lavoro in Aula e nelle Commissioni proprio su questi particolari temi. Aveva anche fatto parte dell'Ufficio di Presidenza di questa Assemblea come consigliere segretario. Nella settima era stato chiamato a ricoprire l'incarico di Assessore del lavoro e della pubblica istruzione, nelle giunte presiedute dagli onorevoli Del Rio e Soddu; mentre nella seconda giunta Soddu aveva ricoperto l'incarico di Assessore dei lavori pubblici, carica che aveva abbandonato per candidarsi alle amministrative della sua città. Lasciato il Consiglio regionale era stato per moltissimi anni sindaco di Porto Torres raccogliendo sempre crescenti consensi per il suo impegno politico e civico che ne avevano messo in evidenza le notevoli capacità personali e la sua grande dedizione e impegno. Dopo una breve parentesi lontano dalla vita pubblica, l'onorevole Francesconi era stato chiamato a presiedere il comitato provinciale di controllo di Sassari, e anche in questo suo nuovo e importante incarico aveva profuso le sue riconosciute e notevoli doti personali.

A Cagliari, dove aveva sempre svolto la sua lunga attività politica, ha cessato di vivere l'onorevole Tullio Murru, componente di questa Assemblea nella settima, ottava e nona legislatura; eletto nelle file del Movimento Sociale Italiano del quale era esponente di spicco nel collegio provinciale di Cagliari. L'onorevole Murru, particolarmente sensibile ai problemi sociali e del lavoro, nella sua lunga permanenza in questa Assemblea, si era impegnato in difesa dei diritti dei meno fortunati proponendo iniziative di particolare interesse sociale ed economico. Lasciato il Consiglio non aveva certamente abbandonato la politica ed aveva proseguito a lavorare intensamente all'interno del suo partito, nell'organizzazione sindacale, nel quale era uno dei massimi dirigenti anche nazionali, impegnandosi con passione nell'approfondimento dei temi economici e sociali del lavoro dei quali si era sempre occupato con grandissima e riconosciuta competenza.

Due colleghi che hanno vissuto intensamente la loro esperienza in questo Consiglio regionale e politica e che hanno saputo conquistare l'apprezzamento e la stima, in maniera diversa, anche degli avversari politici, per la loro cordialità, per le loro doti di grande correttezza ed umanità.

E quindi ai familiari, agli amici, ai colleghi di partito degli onorevoli Francesconi e Murru vadano i sensi del mio personale cordoglio e quello dell'intera Assemblea.

In segno di lutto sospendo i lavori per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 10 e 33.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Colleghi, vi prego prendiamo posto. Stiamo illustrando gli emendamenti. Adesso abbiamo l'emendamento 200 presentato dai colleghi Sanna Gian Valerio ed altri.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 200.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento 200 si propone la soppressione del comma 1 dell'articolo 16. Riprendendo un po' il ragionamento che abbiamo avviato ieri il comma 1... Presidente non è possibile.

(Brusio in Aula)

PRESIDENTE. Colleghi vi prego, se dobbiamo lavorare abbiamo bisogno di un po' di silenzio. Ognuno prenda posto. Onorevole Corda, onorevole Locci, prego prendano posto.

Consentiamo all'onorevole Sanna Gian Valerio di fare l'illustrazione dell'emendamento 200. Prego.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Dicevo il comma 1 fa riferimento al conseguimento degli obiettivi strategici individuati, dice, nel documento di programmazione economica.

Allora per un accertamento abbiamo cercato di andare a ricercare nel documento di programmazione economica quali fossero questi obiettivi strategici e al punto 1.1 dei sistemi e infrastrutture dei trasporti viene detto: "Il Dpef ha come obiettivo strategico quello del potenziamento del sistema del trasporto passeggeri e merci sia aereo che marittimo, continuità esterna, valorizzazione della rete stradale, ferroviaria, eccetera". Quando nel Dpef, assessore Masala, andate a individuare gli Assessorati competenti ci scrivete Assessorato dei lavori pubblici e Assessorato dei trasporti, fatto che conferma il nostro dubbio: che cosa c'entra la programmazione? E questo è un obiettivo strategico.

A parte il fatto che è singolare che nell'articolo nel quale voi prevedete le politiche dei trasporti eludete ogni tipo di problema, rinviate al piano regionale dei trasporti che segna il suo ritardo e poi ci venite a raccontare che fra gli obiettivi strategici nell'articolo 16 questo fantomatico articolo civetta che secondo il nostro modo di intendere nasconde altre cose, ci sarebbero gli obiettivi strategici.

Ma continuiamo, al punto 1.2 dite ancora: "Piattaforma logistica per il Mediterraneo, l'obiettivo strategico", dite, "che si seguirà nel periodo 2003/2005 sarà quello di implementare politiche in grado di trasformare l'Isola in una piattaforma logistica nel Mediterraneo. Prima di tutto con l'ambizioso progetto della metanizzazione".

Mi fermo qua, vorrei sapere dove è finita la metanizzazione? In tutta questa finanziaria non se n'è parlato minimamente, se n'è parlato qualche anno fa, non abbiamo un aggiornamento sull'avanzamento di questo progetto; colpevolmente la finanziaria non fa nessun riferimento ai problemi dei costi energetici e noi sappiamo qual è l'incidenza del costo energetico sui livelli della produttività in Sardegna.

Allora è chiaro che mettendo in fila questa sequenza di silenzi e di omissioni che riguardano problemi centrali dello sviluppo e che voi giustamente nel Dpef avete individuato come obiettivi strategici, che tra l'altro anche in questo caso, Assessore Masala, sono affidati ai lavori pubblici, ai trasporti, all'industria e io mi domando cosa c'entri lei, e ci viene il sospetto che appunto questo sia uno di quegli articoli che ha forse la più alta carenza di trasparenza e di cognizione delle competenze che la Giunta ha nel suo complesso. Perché è del tutto evidente che quando si parla di trasporti e di energia ci verrebbe da chiederci che cosa la programmazione ha a che vedere non solo sulla potestà di proporre il finanziamento dei progetti da parte dell'Assessore della programmazione, dice, di concerto con gli altri, ma soprattutto laddove individuate il parere di merito di una Commissione programmazione senza se mai prevedere anche il preventivo parere delle Commissioni di merito, in materia dei trasporti, in materia di energia e così via.

Allora il sistema che si sta venendo a creare, tra l'altro questo è un articolo che si propone un suo prolungamento in avanti, cioè dite "Questo fondo verrà finanziato con le finanziarie", vi mettete al sicuro dicendo che comunque i residui permangono in questo fondo fino al loro esaurimento; cioè, nel suo complesso noi abbiamo necessità di capire molto. E lo dico - e mi spiace che non ci sia in questo momento in Aula l'assessore Ladu - perché è questione di qualche settimana fa il ricorso presentato dal sindacato nazionale dei liberi professionisti della sezione sarda all'autorità per la vigilanza dei lavori pubblici nel quale viene denunciata la Regione sarda, cioè la Giunta regionale, chiedendo accertamento e indagine, perché la Regione sarda avrebbe, nel giugno del 2002, affidato ben undici incarichi di libera professione in violazione delle leggi sulla trasparenza e sulla gara. Affidamenti di progettazioni con incarico diretto. Si tratta di ben undici incarichi il cui valore ammonta, colleghi, a cinquantadue miliardi, assunti per via fiduciaria, senza nessuna regola e senza nessuna trasparenza. E' in campo presso l'autorità di vigilanza sui lavori pubblici che ha controdedotto alla richiesta dicendo di aver ricevuto la segnalazione, di aver avviato le procedure indicando il responsabile del procedimento, in fondo questo riscontro rappresenta una censura nei confronti della Giunta rispetto alle regole di trasparenza, di rispetto delle regole e di rispetto di quelle norme che sovrintendono all'affidamento degli incarichi che sono oggi, come voi sapete, disciplinati da una precisa norma.

E voi adesso ci proponete altri sedici miliardi di incarichi che presumo, ma quest'anno, poi insomma si svilupperanno, ma non disperiamo che poi nel corso degli anni, e speriamo che non abbiano neanche il tempo di poterlo fare, possano anche aumentare perché è evidente che la funzione di questi articoli è quella di creare in capo alla Giunta sempre più poteri discrezionali nell'attivare rapporti con studi professionali e con - non mi vergogno neanche di dirlo - le solite lobby di progettazione che fanno capo evidentemente a sistemi ben definiti.

Noi su questo articolo chiediamo la chiarezza dovuta, la sua impostazione è sospetta e si presta a mille interpretazioni, non riteniamo che la progettazione delle opere e degli obiettivi strategici che, come voi vedete, in questo caso, pur all'interno di fattispecie che rientrano obiettivamente negli obiettivi che voi avete indicato nel Dpef, vengono frammentate secondo logiche ancora a noi impensabili, cioè non si capisce neanche come le avete distribuite, ci sono incarichi per un miliardo e mezzo, per un miliardo, fino a incarichi di tredici miliardi l'uno. E quindi noi abbiamo necessità di acquisire da parte della Giunta un livello di conoscenza.

Non ultimo, questo articolo si pone in contrasto con l'esigenza operativa di provvedere laddove noi già dall'inizio di questa finanziaria vi abbiamo chiesto per poter esserne complessivamente a conoscenza, l'elenco di tutto quello che voi avete prodotto in termini di consulenza, studi di fattibilità e di progettazione.

Se questa cosa fosse stata risolta nel momento in cui noi ve l'abbiamo chiesto certamente noi non saremmo dovuti andare a cercarci per conto nostro parte di questo materiale che sappiamo essere una parte limitata del lavoro che avete compiuto, questo lavoro indefesso di assegnazione di progettazioni a destra e a sinistra, che avete fatto in tutta questa legislatura, non ultima l'operazione che ha compiuto il Presidente a seguito del suo commissariamento ,che rimarrà alla storia soprattutto per questo genere di attività, perché da altro canto non abbiamo osservato altro se non norme che sottraggono poteri democratici agli organi che li hanno, e attività di incarichi secondo criteri che, come è stato dimostrato, hanno violato le leggi e sono stati attribuiti secondo le peggiori regole di assegnazione diretta per la quale ci sfugge qualunque tipo di criterio e qualunque tipo di rigore, anche di tipo professionale e di competenza che evidentemente non sono riscontrabili laddove non ci sono elementi di trasparenza.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 201 e 423 - il primo a firma Sanna Gian Valerio, Fadda e più, e il secondo Falconi e più - sono identici, quindi li voteremo - quando sarà il momento del voto - assieme.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 201.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). L'emendamento 201 propone la soppressione del comma 2.

Quello che contestiamo in questo comma 2 è l'affermazione in base alla quale si sosterrebbe da un lato che gli obiettivi strategici sono quelli contenuti nel Dpef, però la cosa viene immediatamente contraddetta al comma 2 dove dite "Verranno affidati secondo programmi approvati dalla Giunta regionale". E qui torniamo alla vecchia questione; cioè noi non discutiamo che le competenze della Giunta siano oggi quelle che sono, però vorremmo che non venga disconosciuto neppure in senso inverso che i compiti fondamentali della programmazione generale sono attribuiti al Consiglio e che quindi, in senso generale, noi vorremmo capire per quale motivo la Giunta si attribuisce il potere di programmare senza neppure ottenere, attraverso le Commissioni o attraverso il Consiglio, quegli indirizzi di carattere generale che sono richiesti a tutte le programmazioni anche di tipo delegato agli esecutivi, ma che devono rimanere in capo all'Assemblea e al Consiglio regionale.

Anche qui c'è un eccesso, ma abbastanza ripetuto non è una cosa nuova, un eccesso di deleghe che si attribuiscono alla Giunta in materia di programmazione, perché vedete il problema, se i colleghi si aprono e si leggono il Dpef dove parlate di piattaforma logistica per il Mediterraneo, a parte il fatto che potrebbe essere il prologo di una bellissima relazione a un comizio che potete fare in giro, dal punto di vista dell'espressione, perché dire oggi, Presidente Pili, di una ambizione a una piattaforma logistica del Mediterraneo per la Sardegna nelle condizioni date, e le condizioni date sono quelle che sono state lasciate a voi quattro anni fa, più quello che voi avete maturato in questi quattro anni.

Ma l'osservazione più immediata che ci viene da questa osservazione è la seguente; il sistema economico in Sardegna nel 1999 era in una condizione tale per cui il sistema imprenditoriale, il sistema organizzato, gli stessi sindacati maturavano intorno alle politiche della Regione, abbinate alle politiche attuate dai governi di centrosinistra a livello nazionale, un interesse a compartecipare in un regime reale di concertazione a uno sviluppo che per scelta era orientato allo sviluppo locale e alla possibilità che, attraverso lo sviluppo locale, venisse data ragione ai grandi progetti e alle grandi opere che in qualche modo dovessero servire da collante al sistema dello sviluppo locale.

Questo clima, tutto sommato innovativo, che da un lato inizialmente ha prodotto una certa diffidenza del sistema imprenditoriale, ovviamente abituato a logiche diverse, memore dei tempi antichi dell'assistenzialismo e della logica delle partecipazioni statali, via via comunque attraverso i PIA e attraverso la programmazione negoziata è entrato in questa logica, è entrato in questa logica.

E in questa logica la Regione stessa si attribuiva il compito non solo di cercare di modificare quelle leggi che in qualche modo avevano trattenuto troppi poteri, anche in ordine alla gestione dello sviluppo locale, ma si era attribuita il compito di indicare e di mettersi a disposizione del sistema dello sviluppo locale per intraprendere quelle iniziative di infrastrutturazione che fossero propedeutiche e funzionali a quei sistemi di sviluppo.

Oggi si parla di infrastrutture, in termini generali, senza neppure individuare come queste si interconnettono sui sistemi territoriali e come vanno a servire complessivamente il sistema regionale, perché se lo sviluppo che intendete voi è quello di fare l'annuncio prima, e non calarlo nel sistema, sempre annuncio rimane. Adesso sul problema della metanizzazione, se n'è mai parlato? Si sa a che punto siamo? Ha affrontato la Giunta una proposta per affrontare, salvo le emergenze di Portovesme, il problema dei maggiori oneri sui costi energetici? Avete fatto un conto sul sistema del prodotto interno lordo, oggi, in Sardegna quanto incide il costo energetico? Non ci risulta.

Noi sappiamo che per esempio sul trasporto, nonostante voi in questo documento al quale vi riferite date grande enfasi al primo capitolo, "Il sistema delle infrastrutture e del trasporto", noi registrano che sulla continuità territoriale dei passeggeri non avete nessun merito, salvo quello di esservi fatti scippare immediatamente dopo i soldi che si sono resti disponibili, che giustamente il Governo ha detto: "Ma perché devono rimanere fermi, vista l'inerzia di chi ne aveva titolarità?", perché questa è la verità denunciata non da classe politica, denunciata dagli studiosi e dagli esperti che hanno denunciato questo fatto, a fronte di uno stanziamento su quella legge sulla quale la Sardegna avrebbe potuto vantare ulteriori finanziamenti, oltre alle gare esperite, tutto è rimasto fermo per l'inerzia della Regione e dunque lo Stato, per non tenere fermi i soldi, ha allargato la banda dei fruitori. Cosa doveva fare, tenere i soldi fermi? Ma questo non toglie il livello del giudizio di censura che, ovviamente, indirettamente ricade su chi non ha operato perdendo svariate decine di miliardi.

Ma se voi parlate di piattaforma logistica del Mediterraneo senza avere fatto un passo avanti, nonostante la legge, sulla continuità territoriale per quanto riguarda le merci, quando noi da anni vi stiamo chiedendo, anche nelle finanziarie, di cofinanziare un sistema di abbattimento dei costi per la continuità territoriale sulle merci, e voi sistematicamente ce lo bocciate, ma quale piattaforma logistica e autostrade del mare volete creare? Le autostrade non sono solo per i passeggeri, sono anche per le produzioni, per i commerci, per gli interscambi, e quando il sistema dei lapidei, il granito in Sardegna, faccio solo questo esempio, l'incidenza del trasporto su questa economia è del 25 per cento, che va a scapito del valore aggiunto, e andando a scapito del valore aggiunto va a scapito anche delle capitalizzazioni di queste imprese e degli ulteriori posti di lavoro che potrebbe generare a beneficio dell'economia. E voi ci venite a parlare di piattaforma logistica del Mediterraneo, di progetti strategici, per che cosa? Per studiare cosa dove fare, quando sappiamo, per legge operante, che ci sono delle cose oggettivamente pronte da finanziare e che voi non finanziate? Mi sembra un paradosso, mi sembra una presa in giro! Ed è per quello che non capiamo e vorremmo capire per quale motivo la Giunta continua a coprire l'idea di una programmazione che non è potere esclusivo della Giunta. E nelle condizioni che abbiamo, purtroppo, sappiamo che non è neanche potere collegiale della Giunta, è potere di qualcuno della Giunta, perché quando ci dimostrerete in quest'Aula, per questi quattro anni, che la Giunta è stata e ha esercitato le sue funzioni in termini collegiali, ma basta vedere, assessore Masala, l'apprezzamento e la sensibilità della sua Giunta nei confronti di questa operazione finanziaria, dove ci sono disastri in ogni capitolo di spesa, contestazioni e obiezioni, articoli non voluti, rigettati dagli stessi Assessori di competenza e che attengono a questo tipo di coordinamento cervellotico che avete messe in campo e che dà conto di una mancanza sostanziale di collegialità, di condivisione degli obiettivi. Ed è per quello che noi non solo abbiamo dubbi sulla procedura, ma ci arroghiamo anche il dubbio che siano oggettivamente degli obiettivi strategici. In quanto, perché un obiettivo sia strategico deve avere l'universalità della sua utilità e deve avere l'universalità della sua condivisione e a questo luogo mancano entrambi questi due presupposti.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 423 ha facoltà di illustrarlo.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, l'emendamento numero 423, che si propone di sopprimere il comma 2 di questo articolo, l'abbiamo presentato in subordine all'emendamento che non abbiamo avuto la possibilità, non perché non ci è stata data, ma perché in quel momento non era possibile esporre all'Aula le ragioni che prevedevano la soppressione dell'intero articolo 16, che noi consideriamo, così come formulato, molto pericoloso. Pericoloso perché anzitutto lede le prerogative programmatorie di questo Consiglio regionale, ed è su questo che richiamiamo l'attenzione dei colleghi del centrosinistra e del centrodestra.

Si persegue da parte della Giunta regionale questa malcelata ormai volontà di erodere continuamente le prerogative di questo Consiglio, che sono di controllo, legislative, ma sono anche programmatorie soprattutto nella progettazione che potremmo definire, così come è definita in questo articolo, di strategia, in quale direzione vogliamo andare, come Sardegna, con il nostro sviluppo economico, sociale, civile e culturale.

La Giunta tutte queste prerogative le vuole esercitare, addirittura, in una prima ipotesi che aveva formulato dell'articolo 16, non aveva previsto, come prevede nel comma 5 di questo articolo, neanche il controllo dello stesso Consiglio. Quindi era ancora maggiormente preoccupante l'intendimento della Giunta, parzialmente corretto dalla Commissione terza che appunto con il comma 5 prevede almeno il controllo della Commissione di merito. Nel comma secondo si parla di studi di fattibilità, di progettazione più in generale. A me dispiace che anche oggi, io volevo affrontare un po' il tema in specifico, però lo voglio fare alla presenza dell'Assessore Ladu. Coglieremo altre occasioni, per adesso mi limito a ricordare che un po' sugli incarichi, le convenzioni, le prebende, così come le chiamava il collega Pittalis nella precedente legislatura, i rapporti amicali, così come li chiama e li chiamava nella precedente legislatura il collega Balletto, ma è una fraseologia che da parte loro è caduta in disuso e allora un po' vorremmo conoscerle meglio queste prebende per via amicale, perché a noi sembra veramente singolare che proprio questi studi di fattibilità, che pure sono attribuiti con bandi pubblici, però ormai appare un po', diciamo, per adesso inconsueto o quasi allarmante il fatto che due studi di Nuoro stiano facendo incetta di tutti questi bandi regionali. Vorremmo chiedere appunto qualche spiegazione all'assessore Ladu, avremo altre occasioni.

Invece, nel merito di questo comma, già dicevo che sono sempre delle prerogative tolte al Consiglio regionale soprattutto per le direttrici di sviluppo che si vogliono dare con gli studi strategici alla Sardegna. Questo, così come appare, come slogan che si ripete di anno in anno, anche questo è stato già detto ieri, per l'attuazione degli obiettivi strategici, detta così non è nient'altro che uno slogan, ma in concreto a noi appare invece, anche questo è ormai malcelato, un tentativo di approvvigionamento finanziario per poi, senza controllo e senza l'ausilio delle Commissioni competenti, mi riferisco anche alla Commissione quarta, l'Assessore della programmazione o l'Assessore dei lavori pubblici abbiano mani libere per la gestione di questi fondi con i metodi poc'anzi ricordati.

Avremo modo, in discussione generale dell'articolo, di approfondire questi temi così strategici, peraltro già ripresi nella vostra programmazione, nel vostro documento di programmazione economica e finanziaria. In quel documento voi avete delineato la vostra strategia immediata per aggredire i mali della Sardegna, come Governo unitario della programmazione sarda, dandovi le politiche prioritarie del territorio, della sua valorizzazione, politiche per l'innovazione tecnologica. Avremo modo di tornare su quei temi e soprattutto avremo modo di confrontare la vostra coerenza fra ciò che enunciate e ciò che effettivamente fate. E' l'antitesi, lo abbiamo già detto anche questo, lo rimarchiamo, ma ci preme, per adesso, ricordare che questo comma 2 nulla è che una dichiarazione di intenti, così come è espresso, in concreto è un approvvigionamento finanziario, così come lo è tutto l'articolo, per poi fare senza vincoli e controlli da parte del Consiglio un po' i vostri programmi a vostro piacimento per i cosiddetti studi amici.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 202 e 424 sono identici. Pertanto anche questi, al momento del voto, saranno votati assieme. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 202.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 202 si pone l'obiettivo della soppressione del comma 3. In questo comma 3 si stabilisce una sorta di passe-partout all'Assessore Masala di prendere quello che vuole, di istituire, di trasferire da tutti i capitoli al fondo per la programmazione quello che alla bisogna serve. E' evidente che questo è una sorta di atto di fiducia, suppongo, degli Assessori nei confronti del loro collega. Ci crediamo...

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' esattamente il contrario, è dal fondo dell'Assessore.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). No, non è così, perché lei non si permette neanche di scrivere che chiede il permesso. Cioè lei prende e basta, non c'è appello su questo. E poi da questo si deduce, io comprendo, io ho grande ammirazione degli Assessori, perché hanno un coraggio di resistenza di fronte a questa impostazione della dinamica istituzionale assolutamente nobile e ammirevole. Ma come fate a continuare ad arrampicarvi sugli specchi per difendere le politiche settoriali quando consentite che le vostre politiche settoriali siano intercettate senza appello attraverso questi metodi un po' strani di chi entra nei vostri capitoli, prende senza un preventivo parere della Commissione, perché gli stanziamenti devono essere deliberati, sono frutto di un bilancio approvato, di una programmazione e questo articolo dice: "Ai trasferimenti dal fondo di cui al comma... delle unità previsionali di base interessate, istituiti o da istituire provvede con proprio decreto l'Assessore", cioè la mobilitazione del fondo avviene per iniziativa dell'Assessore; nessun tipo di verifica e di attenzione ai problemi settoriali.

Ma io voglio tornare, assessore Frongia, agli obiettivi strategici e scorrendo il Vangelo che si siete dati sugli obiettivi strategici, che è il DPEF, si arriva alle politiche di valorizzazione del territorio e dice: "Uno degli obiettivi strategici è la messa in rete del sistema turistico superando l'attuale conformazione territoriale, il potenziamento del sistema infrastrutturale, la promozione turistica della Sardegna, le politiche di agevolazione e incentivazione". Orbene, è chiaro che noi poi dobbiamo considerare questi elementi strategici ovviamente per quello che ci affermate voi, ma poi entrare anche nel merito.

Primo punto, noi siamo stati gli unici ad aver presentato un emendamento che sottopone all'Assessore il recepimento dell'articolo 5 della legge 135 in materia di sistemi locali turistici, che è esattamente una delle tante, ovviamente, ma certamente quella oggi maggiormente disponibile per dare una risposta a questo obiettivo, cioè a quello di dare una visione complessiva di rete al sistema turistico propedeutico perché i servizi domanda e offerta si intreccino in questa rete secondo la potenzialità, ma anche indicando quali sono i settori e i livelli di migliorabilità della condizione del turismo in Sardegna.

Io attendo di comprendere quale sarà la posizione, non dell'assessore Frongia, che so d'accordo con me, ma dell'assessore Masala, che sarà "no", come abbiamo visto su tutte le cose concrete in quest'Aula, in questa finanziaria, questa partita a ping-pong fra il Presidente della Commissione e l'Assessore del bilancio, no per no, senza entrare nel merito. Questo lo avete scritto voi, non lo abbiamo scritto noi. E a noi non ce lo faceva fare nessuno, se non il senso di responsabilità, di provocarvi sul terreno di un ritardo che avete nel recepimento di normative essenziali che danno delle opportunità che le altre Regioni stanno da tempo esercitando e che tutte le associazioni di categorie vi richiedono, beh, l'abbiamo fatto noi quando poteva essere un elemento qualificante, un articolo non certo di carattere demenziale, come tanti altri che abbiamo visto in questa finanziaria, che aveva un unico vero, serio presupposto di innovazione e di avanzamento. Non ce n'è traccia. Vedremo a questo appuntamento. Ma poi dite: "Politiche di agevolazione e di incentivazione". Certo, non è che possiamo fare salti di gioia, le leggi di incentivazione e di agevolazione ci sono, ma le dotazioni sono enormemente penalizzate. Non c'è mai, io avrei capito, la Giunta si presenta davanti al Consiglio e dice: "Signori, il rapporto della domanda è questo, l'offerta che noi facciamo in termini di agevolazione è quest'altra". Non esiste questo rapporto! Esiste una sottovalutazione delle stesse potenzialità della legge, perché quando, assessore Frongia, la legge forse migliore per settore commerciale che sia stata fatta in questi anni e che guarda al complessivo dei problemi è lì, che guarda silente gli effetti di una proroga continua di queste procedure per metterla in attivazione, ma voi mi dovete spiegare cosa pensano gli operatori commerciali di voi, a distanza di oltre un anno, con una legge che ha la sua dotazione finanziaria, che non viene rinnovata, che non è operativa e che stenta a dare i suoi frutti.

Noi stessi avremmo voluto, rispetto a una legge così importante, verificare nel tempo come si comportava. Oggi, tra l'altro, la logica che dovremmo avere tutti è che mentre nel passato i tempi dell'evoluzione economica e il rapporto fra utenza e legislatore era governato da tempi enormemente dilatati, perché i fattori economici e la velocità dei sistemi economici era molto lenta, per cui anche l'aggiornamento legislativo subiva le tempistiche derivanti da questi tempi, oggi noi abbiamo necessità, probabilmente nell'arco di un semestre, di correggere gli effetti distorsivi che anche certe legislazioni possono portare. Ma quando noi applichiamo una legge a distanza di un anno e mezzo è chiaro che ci troviamo in una condizione di prima applicazione della legge probabilmente in condizioni già deformate rispetto all'obiettivo che si poneva. Allora è chiaro che poi la Regione ha sempre una legislazione in ritardo rispetto agli obiettivi, ed è per questo che poi la Regione insegue le emergenze. Una Regione moderna deve avere un atteggiamento opposto rispetto ai processi dello sviluppo, li deve anticipare; anticiparli significa anche provvedere a dare coerenza agli obiettivi che si pone e al raggiungimento degli stessi. Ma c'è un altro punto interessante su questa parte: la società dell'informazione e la e-economy. Questo è un altro di quegli spot che ci avete proposto, io non capisco come si faccia a continuare a pensare che fra gli obiettivi strategici ci sia una cosa di questo genere quando leggo fra gli obiettivi "la carenza del sistema scolastico e della formazione professionale", beh, registrate la carenza, e questo va bene, l'abbiamo fatto anche noi; diciamo che la formazione professionale se non è collegata all'istruzione obbligatoria ha poco senso. In Sardegna chiudono le scuole, avviene il 5 per cento dei tagli da parte del Governo nazionale, 1150 e rotti posti di lavoro vengono sottratti, vi poniamo il problema di una posizione rigida del Governo regionale nei confronti del Governo nazionale per salvaguardare questa rete, perché la scuola, la scuola pubblica in Sardegna è l'unica vera rete elementare esistente che può consentire di collegarsi, non solo col sistema della formazione professionale ma anche con il sistema della alta formazione, cioè l'università, e quindi col sistema dell'impresa.

E' un filo logico che lega le cose e che vi mette di fronte a una contraddizione palese, voi dovete dirci come pensate di ottenere una società dell'informazione in Sardegna, una società avanzata quando in silenzio consentite che il Ministro Moratti col vostro Presidente del Consiglio, tagli dalla base i fondamenti dell'istruzione della possibilità di riscatto della Sardegna, riscatto che è prima culturale e poi sarà economico, non il contrario. Ma anche qui io rispetto la vostra posizione, non la condivido ma la rispetto, il fatto che voi pensiate ancora di mettere in coerenza questi due elementi è perché pensate che lo sviluppo possa avvenire con il sistema delle liti imprenditoriali e non con un sistema democratico anche della gestione dell'economia.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento numero 454.

FALCONI (D.S.). Il comma 3 dell'articolo 16 merita anch'esso di essere soppresso, non perché ce l'abbiamo in forma particolare con l'assessore Masala per il quale nutriamo anche una fiducia come persona, che non deve essere però malintesa, nel senso che quello che diciamo in questo frangente è riferito a ciò che stiamo facendo, non stiamo facendo un atto di fiducia o di sfiducia nei confronti dell'assessore Masala, ma stiamo facendo una legge che vale per la Regione Sardegna e per i suoi abitanti, per cui è e deve essere questo l'approccio.

Oggi abbiamo a che fare con l'assessore Masala, alla programmazione, domani ci auguriamo di no, avremo modo di cambiare l'Assessore, possibilmente con un Assessore di centrosinistra, ma può essere che sia un Assessore di centrodestra del quale non ne conosciamo il nome, l'affidabilità; con questa legge ed in particolare con questo comma 3 noi mettiamo in capo all'Assessore della programmazione una possibilità discrezionale, veramente inquietante e cioè l'Assessore della programmazione decide di trasferire, ad altri Assessorati strategici di sua iniziativa e a sua discrezionalità, delle somme per progettazione, per studi e quindi per stabilire in quale direzione si deve andare; tutto questo senza controllo consiliare naturalmente, ma ad esclusiva discrezionalità dell'Assessore della programmazione.

Badate, questo a noi preoccupa, preoccupa molto e preoccupa il fatto che i consiglieri del centrodestra, nostri colleghi, non abbiano nulla da dire su questi temi, che sono prerogative del Consiglio, ma noi non stiamo urlando allo scandalo, vorremmo fare una discussione pacata e seria e cercare di individuare i punti delicati e cercare anche di eliminarli, nei limiti del possibile, proprio perché siamo preoccupati per l'oggi, per il contingente ma siamo preoccupati anche per le gestioni future.

Sulla coerenza tra ciò che dite e ciò che fate, voglio riprendere anche io gli obiettivi strategici del turismo, ne accennava poco fa il collega Sanna. Badate, nel vostro documento di programmazione economica e finanziaria avete detto alcune cose che poi realmente erano, già da allora le abbiamo considerate alcune proprio fuori dalla concretezza e fuori dalla realtà, altre fattibili, ma sono assolutamente non elementari, ma facili da creare, quando dite che della messa in rete - è la notizia di questi giorni che si sta un po' divulgando e si sta manifestando come una grande rivoluzione - beh, la messa in rete del sistema, io penso che si possa fare da un ufficio ben attrezzato con un minimo di conoscenza informatica, perché con quel sistema io penso che, con facilità, si riesca ad immettere quello che è il sistema turismo dalla sua portualità, ai suoi alberghi, al suo sistema ricettivo censito, con facilità, dicevo, si riesce a mettere in rete tutto ciò che la Sardegna ha da vendere all'interno e all'esterno anche della stessa Sardegna.

Messo da parte questo, poi nel documento di programmazione economica e finanziaria a me pare opportuno ricordare che vi eravate posti l'obiettivo di portare le presenze turistiche in Sardegna, questo è un obiettivo strategico, badate bene, dagli attuali nove milioni a venti milioni di presenze per anno, o se preferite per stagione balneare. Badate, questo non è un progetto strategico, mi consentite di definirla una fesseria perché non riesco a capire su cosa si basa ...

(Interruzioni)

No, io sto parlando, io conosco le persone e ho stima per i rispettivi Assessori, però questo mi deve consentire anche di definire questo progetto strategico, che voi volete finanziare, una fesseria, perché prevedere il raddoppio di un qualsiasi comparto in pochi anni, bisogna prevedere collateralmente per esempio il raddoppio del trasporto aereo, il trasporto via marea, il trasporto gommato, tutto quanto, perché poi dobbiamo importare anche le derrate alimentari, dobbiamo portare tutto quanto dall'esterno perché non siamo attrezzati per avere venti milioni di turismo a stagione, non è possibile, non è pensabile una cosa del genere in pochi anni!

E allora se non è pensabile una cosa del genere, perché la dite, in base a che cosa prevedete un progetto del genere? Purtroppo, ahinoi, con i bagliori di guerra che sono in atto si prevede nel mondo, ma anche in Italia e, ahinoi, anche in Sardegna una regressione del turismo internazionale che si è già manifestata l'anno scorso ma che si sta manifestando in queste settimane in termini di disdette che vengono soprattutto dal turismo internazionale e c'è un parziale recupero del turismo interno inteso come turismo Italia, altro che venti milioni di presenze e quindi raddoppio! Se riusciamo a tenere le posizioni, è già un risultato.

Un altro obiettivo strategico che vi ponete sempre in questo settore sono i project financing, ma questo un po' di project financing nelle vostre dichiarazioni programmatiche e nei diversi documenti di programmazione un po' li spalmate qua e là, un po' come il prezzemolo, ogni tanto ce la mettete questa dicitura. Finora non abbiamo visto una proposta concreta, sta finendo la legislatura, Presidente Pili, era il suo cavallo di battaglia, ce la dica lei una proposta concreta di project financing. Lo proponete anche qui, anche in questo articolo 16 prevedete progettazione strategica e quindi siccome la progettazione strategica la troviamo dichiarata nel documento di programmazione economica, se siete coerenti diteci quale project financing avete previsto e realizzato in questa legislatura. Non ne abbiamo, abbiamo il contrario, abbiamo interventi anche dove davvero questo strumento poteva trovare attuazione, si potevano dare gambe come il turismo termale in Sardegna, assolutamente nulla, anzi è un intervento finanziario massiccio, un ennesimo intervento, anche in questo settore, che poteva essere affidato meglio a mani private, lanciato nel mercato nazionale e internazionale, visto le strutture e le infrastrutture che, in questi ultimi decenni, con grande sofferenza ma le abbiamo create; ebbene, queste strutture vanno... scusate forse, se rinviano la Commissione di indagine è meglio, così ho l'opportunità di... visto che la stiamo facendo assieme, ne abbiamo parlato ieri...

PRESIDENTE. Si sente lui e naturalmente viene disturbato.

FALCONI (D.S.). La Commissione tra l'altro è guidata dell'Assessore, quindi indaga se stesso forse, è singolare anche questo!

Avremo modo comunque di tornare su questi temi, non abbiamo più tempo, torneremo anche in discussione generale perché è interessante capire cosa sono poi i distretti che volete sempre come progetto strategico, quindi le riforme, le riforme dell'ESIT, degli enti del turismo eccetera, ma potremmo passare anche ad altri Assessorati e ad altri settori produttivi.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 204 e 377 anche questi sono uguali.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento 204.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Mi pareva che ci fosse il 203, ma forse ho perso il filo io.

PRESIDENTE. Come ha detto, mi scusi?

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Stavamo parlando del comma 3, mi è parso che abbiamo saltato il 203, ma non potrei sbagliarmi. Non è importante.

PRESIDENTE. Non l'avevano illustrato questo? Forse ho sbagliato io, le chiedo scusa. Mi sembrava l'avessimo già illustrato il 203, prego.

Sia gentile illustri il 203 e il 204, contemporaneamente, perché sono tutti e due suoi, il 373 Falconi l'ha illustrato.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Lo ha illustrato?

(Interruzioni)

Va bene. Il 203 e il 204 completano la soppressione degli ultimi due commi dell'articolo 16. Potrei continuare come ho iniziato ad indicarvi coerentemente alla indicazione che voi ci avete dato del Dpef, gli obiettivi strategici e tutto quello che fino ad ora non avete fatto in questa finanziaria e che stranamente pensate di fare o di attuare con questo articolo 16, però voglio dire è un esercizio inutile perché ne trovassimo uno che avete rispettato, sarebbe meritevole di argomentazione, non ce n'è manco uno e quindi non mi addentro.

Ma il problema è questo, forse al di là dei commenti gestuali del Presidente Pili, la cosa che emerge più evidente, Presidente, è che questo articolo, se ci consente ovviamente, in termini di dialettica politica tutto è possibile, è un po' una sorta di fotografia alla rovescia, voi avete detto sempre che gli emendamenti rappresentavano delle fotografie dei consiglieri, dei territori. Questo articolo è la fotografia del Presidente Pili e dell'assessore Masala, cioè di questo binomio responsabile di questo documento, largamente responsabile di questo documento, ma con una differenza sostanziale, cioè con una si direbbe nelle classifiche musicali una new entry, l'assessore Masala, perché di Pili, della sua vocazione accentratrice, di dispregio delle funzioni democratiche del Consiglio, della intraprendenza, del governatorato in senso personale, della politica in termini elitari, di annunci, sapevamo, non c'è niente di nuovo, è compatibile.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue SANNA GIAN VALERIO.) Ma, l'assessore Masala è la novità vera, un Assessore che contemporaneamente è riuscito in un'impresa straordinaria che è quella, avendo sposato il sodalizio col Presidente Pili e non certo con il resto della sua Giunta dalle cose che abbiamo visto, è riuscito contemporaneamente a realizzare una sfida ponendosi contro: uno, il Consiglio; due, la Commissione perché non è passata una virgola; tutto il mondo esterno, sindacati, volontariato, imprenditori, tutto quello che potete pensare era contro questo documento; ma in più c'è, si è messo contro la sua maggioranza, perché la storia di questa finanziaria è leggibile e per di più contro il suo Partito, perché si sono verificati dei battibecchi che hanno messo in evidenza come l'operato dello stesso Assessore non fosse neppure funzionale e neppure concordato con il suo stesso sistema.

Questa è una impresa ciclopica dal punto di vista politico, assessore Masala, la sua esperienza e la sua anche militanza negli anni passati ci avevano abituato ad un'idea di saggezza istituzionale che richiamava l'idea di un suo enorme rispetto, fondamentale rispetto delle prerogative del Consiglio e delle funzioni istituzionali nel rapporto fra Esecutivi e Consiglio. Insomma, osserviamo che ha scelto un'altra strada, perché tutto quello che è stato impostato in questi mesi, ma voglio dire potremmo partire dal Dpef, è una sequenza di sfide sistematiche al sistema della gestione democratica. Ora, io comprendo che la presenza pesante di un Presidente della Regione tipicizzata, come la interpreta Pili, può anche condizionare, può anche mettere dei freni alle proprie idee e ai propri valori, ma probabilmente se questo documento, che è il prodotto suo fondamentalmente, fosse stato ispirato a quello che lei ha sempre dichiarato in quest'Aula cioè ispirato al maggior coinvolgimento possibile del sistema esterno, al maggior coinvolgimento e partecipazione possibile del sistema consiliare, del fatto che la Commissione programmazione, al di là che è un'articolazione del Consiglio è uno strumento straordinario in mano all'Assessore per migliorare, per migliorare le condizioni dei documenti contabili.

E quando uno si pone di fronte a questa condizione dicendo solo dei "no" che sanno molto, Assessore, di esperienze opposte alla sua esperienza politica, che sanno molto di queste rigidità ideologiche, noi dobbiamo in qualche modo registrare che questo articolo è la fotografia al contrario degli artefici, degli autori si potrebbe dire, del copyright di questo documento, che è "Masala e Pili", non v'è dubbio; questa è l'immagine della concezione della politica di merito e della politica procedurale; ci sono tutte e due le cose. C'è la politica di merito perché vi abbiamo dimostrato che richiamare documenti scritti da voi e mai rispettati nel corso dei mesi e nel corso dei documenti è un fatto rilevato, dal punto di vista metodologico è l'aberrazione più totale quando al comma 2 i programmi li fa la Giunta, e poi ecco lì il contentino, viene trasmesso alla Commissione programmazione e io comprendo anche perché viene trasmessa a questo punto alla Commissione programmazione, perché la Commissione programmazione non batterà un colpo sui programmi presentati dalla Giunta perché non potrà entrare nel merito, se non nelle questioni finanziarie, ma il merito lo gestiscono le Commissioni di competenza, quelle non c'entrano nel parere sui programmi, quelle non hanno il diritto di affondare nel merito dei problemi sulla opportunità delle priorità o non delle priorità, quelle sono escluse.

Insomma, dateci la libertà di poter avere anche il sospetto, anche il sospetto su queste norme, sull'idea che abbiamo fatto tanti passi in questa finanziaria dove il principio era quello, censurare la Giunta dove omette di raccordarsi col Consiglio nella programmazione; ma poi abbiamo anche detto "Riconosciamo che ormai le Giunte hanno dei poteri superiori, anche se noi non siamo ancora nel campo legislativo proprio, ma riconosciamo, dateci almeno la facoltà di dirvi entro questi paletti di carattere generale va fatta la programmazione", per poi ritrovare noi il filo conduttore della coerenza, della programmazione sugli obiettivi che abbiamo condiviso e che abbiamo sottolineato con voi, ma non ci date neanche questa possibilità.

Ed è allora che anche su questo tema delle progettazioni scopriamo le denunce delle organizzazioni dei professionisti contro di voi che affidate cinquanta miliardi di progettazione in una sola seduta di Giunta, sono undici incarichi fatti con la deliberazione del 6 giugno 2002; cinquanta miliardi ad una serie di personaggi.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Non è così.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sì, è così, Presidente Pili, ho i nomi e i cognomi e anche i progetti, non deve insistere perché è così...

PILI (La Margherita-D.L.), Presidente della Regione. Faccia vedere gli atti!

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Io ce li ho, ma siccome me li deve far vedere lei gli atti, io me li sono procurati, una parte, lei ha il dovere di farlo, io non di trasmetterli a lei. Lo vedremo...

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Evidente sono falsi.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Ma infatti io ho capito perché lei omette di consegnarceli, io ho capito benissimo! Non c'è bisogno di insistere, io ho necessità di avere gli atti per l'esercizio del mio mandato, lei da me atti non ne deve avere, ma lasci perdere...

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Stia tranquillo che farà una pessima figura!

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Io posso fare qualunque pessima figura, stia tranquillo, che le pessime figure...

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, dialoghi con me e non col Presidente.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Le pessime figure fatte...

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, per cortesia non interloquisca, faccia il suo intervento.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Ma lei dica al Presidente di non disturbarmi.

PRESIDENTE. Lei non gli dia retta, ho già invitato il Presidente.

(Interruzione dell'onorevole Alberto Sanna)

Lei faccia il suo lavoro di ascoltare in questo momento, per cortesia. Onorevole Sanna, faccia il suo lavoro di ascoltare, ascolti e basta! Come dice il Regolamento.

SANNA Gian Valerio (La Margherita - D.L.). Io ho talmente una dose di serenità sulle ipotesi di minaccia del Presidente Pii che se vuole dopo che lui mi dirà quello che ha fatto lui, sarò in grado con la collaborazione di Alberto e di Antonio Biancu, che con me hanno condiviso l'unica esperienza di gestione amministrativa che io ho esercitato nella mia carriera politica, di indicare un metodo che noi abbiamo seguito e che ha tutti i caratteri della trasparenza, della democraticità e della visibilità; se gli può essere utile io sono anche in condizioni di trasmetterlo con testimoni a corredo, perché così non si faccia. Poi se lui ritiene che siano mie colpe quelle che hanno fatto altri, lui si sbaglia di grosso perché io sto indicando le sue di colpe, non quelle dei suoi predecessori o dei suoi ispiratori.

Quindi, tornando al dunque io credo che questo articolo sia un articolo fortemente lesivo della dignità e anche del buongusto che dovrebbe sovrintendere i lavori di questo Consiglio e rappresenta in un certo qual modo l'articolo chiave, dove va in corto circuito, con l'indicazione dei responsabili, il sistema che avrebbe dovuto fare della finanziaria uno strumento, forse anche di salvaguardia finale delle politiche del centrodestra in questa disastrosa legislatura; e invece osserviamo che in qualche modo è un ritrarsi per difendersi, un modo di nascondere per preparare la difesa, una sorta di azione terroristica messa in politica perché chi nasconde e poi attacca, normalmente è il mestiere di quelli che fanno la guerra in quel modo.

E lo fate con la consapevolezza che nascondendo oggi a noi vi stiate mettendo al riparo le risorse e le armi per incidere sul consenso.

Badate, ci sono due errori in questo, il primo che abbiamo scoperto, il secondo è che state delegittimando l'integrità intellettuale degli elettori della Sardegna, che sono ormai non più nuragici o cavernicoli. Il popolo sardo è un popolo che, nonostante le sue sofferenze, è all'altezza di capire, è in condizioni di misurare e noi speriamo sia anche in condizioni di giudicare, per cui questi metodi vi invitiamo a ritrarli, a metterli via e avanzare quegli strumenti che insieme, nella trasparenza, possano essere un elemento di edificazione non di una parte politica rispetto a un'altra, ma della politica e delle istituzioni in senso generale, perché non credo che nessuna ci stia guadagnando molto, meno che mai il Presidente Pili.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento 373 e l'emendamento 377. No, il 373 è stato già illustrato. Rimane il 377. Prego.

FALCONI (D.S.). Un po' proseguendo sulla falsariga degli emendamenti esposti precedentemente, noi con questo emendamento prevediamo la soppressione del comma 4 che, nella sua semplicità disarmante, dice che le somme stanziate, perché prevedete appunto di non riuscire a spenderle perché ci sarà un incalzante, e poco fa si sono viste anche le reazioni del Presidente Pili, alle incalzanti richieste del collega Sanna, anche un malcelato nervosismo che noi comprendiamo, ma che non abbiamo nessuna intenzione di lasciar perdere; anzi, abbiamo esattamente l'intenzione inversa di andare a fondo, di far capire a quest'Aula e anche fuori da quest'Aula dove sono andate a finire e come sono andate a finire le prebende per gli amici progettisti.

E allora, alla luce di questo, forse voi prevedete di non utilizzare queste somme per adesso e quindi queste permangono nel conto dei residui fino al loro esaurimento.

Ma proseguendo un po' il ragionamento degli obiettivi strategici, che voi ci avete indicato con le vostre dichiarazioni programmatiche, con i vostri documenti di programmazione economica e finanziaria, poco fa abbiamo parlato dei vostri obiettivi strategici nel turismo, adesso ci preme un po' ricordare i vostri obiettivi strategici per le politiche per il rilancio del territorio, la valorizzazione del territorio, soprattutto con il rilancio e l'utilizzo per fini economici dell'ambiente in Sardegna.

Possiamo a fine legislatura, ancora non si possono fare dei bilanci compiuti dell'intera legislatura, però ciò che c'era in piedi del sistema, chiamiamolo anche questo con questa terminologia, c'è il sistema turismo e c'è il sistema ambiente in Sardegna che è governato da delle leggi regionali e delle leggi nazionali, dalla "31" e dalla "394", che prevedevano e prevedono una serie di parchi regionali e nazionali da istituirsi in Sardegna, che dovevano interessare una quota del nostro territorio da sottoporre non a vincoli fini a sé stessi ma a norme di salvaguardia, quindi una percentuale di territorio attorno al 15 per cento, per una questione di valenza ambientale ma per un migliore utilizzo anche a fini turistici.

Questo lo avete ribadito anche voi nei vostri documenti di programmazione ordinaria, affidandovi per fare questo non solo alle leggi, ma anche a degli strumenti attuativi che sono di carattere anch'essi nazionale e di carattere regionale.

Gli strumenti attuativi che noi avevamo nella precedente legislatura, e vi abbiamo lasciato già oleati e sperimentati nel territorio, seppure con qualche ritardo nella spendita, mi riferisco agli strumenti dei PIA, che erano con la legge 14 nel lontano 1995, erano assolutamente sperimentali non in Sardegna come strumento di programmazione negoziata regionale, ma erano addirittura all'avanguardia in Sardegna e in Italia.

Voi in prima battuta all'inizio di questa legislatura non avete trovato di meglio che smantellare questo sistema programmatorio che veniva con la dicitura bottom up, cioè che veniva dal basso, avete prima cercato di demonizzarla dicendo che con quel sistema si erano ingessate risorse per mille miliardi e forse in una certa misura era vero, anche se il termine non era appropriato, si stentava a decollare con quel sistema attuativo.

Voi, in una prima battuta li avete demonizzati, poi ci avete preso gusto e avete iniziato a rimodularli, e la cosa è iniziata con l'allora assessore Pittalis e successivamente è proseguita con l'attuale assessore Masala.

La rimodulazione di questi PIA, ai quali ha fatto cenno l'assessore Ladu l'altro giorno nel corso del suo convulso intervento di replica, tra l'altro paventando l'ipotesi che io abbia mai sollecitato qualche rimodulazione di PIA, mai e poi mai io mi sono permesso, generalmente mi rivolgo a persone affidabili, a persone che sappiano anzitutto di cosa si parla, ma soprattutto che sappiano distinguere il livello di interlocuzione se è personale, se è riferita al proprio territorio; ma conoscendo un po' le abitudini sue, nei confronti prima dell'elettorato, ma nei confronti anche dei colleghi suoi stessi di Gruppo e di Giunta, conoscendo appunto la sua affidabilità, io mai mi sono rivolto per la rimodulazione di alcun PIA.

Ma non mi preme sottolineare la polemica, a me preme sottolineare il fatto che con queste rimodulazioni riferite al territorio si rischia anche qui di fare delle cose assolutamente incontrollate e incontrollabili; e allora bisogna tornare a strumenti non riproposti dall'alto e calati nel territorio sotto forma di rimodulazione, ma di aspettative e di proposte che vengono dal basso, come nel caso della gestione del nostro territorio e del nostro ambiente, quindi proposte che prevedano una politica programmata del territorio e del suo rispetto, non certo affidata alle bizzarrie dei vari Assessori che sono guidati, badate, non dalle esigenze del territorio stesso, ma sono guidati, il più delle volte, proprio da quelle esigenze progettuali che più volte abbiamo ricordato questa mattina.

Questo è l'andamento delle cose, altro che ciò che si dichiara che come politiche settoriali voi prevedete di valorizzare. Voi prevedete di valorizzare in quel quadro così bello, colorato, schematico, la programmazione ordinaria, la programmazione negoziata, la programmazione straordinaria. Questi strumenti, non li state assolutamente utilizzando, ma state utilizzando gli antichi sistemi di valorizzazione a pioggia per vie amicali.

L'altro aspetto che voglio ricordarvi, che tra l'altro sempre voi avete dichiarato nel vostro documento di programmazione economica e finanziaria, è la riqualificazione ambientale del territorio in Sardegna, ma anche la riqualificazione delle aree minerarie dismesse per valorizzarle e riportarle non solo a una bonifica opportuna, giusta, ad un recupero ambientale e storico che la Sardegna deve a quel territorio che nei millenni è stato utilizzato dalle miniere, interessato alle miniere.

Ebbene, questo recupero ambientale era affidato al parco geominerario, ad una riqualificazione che è finanziata in larga misura da leggi nazionali, sia nel pubblico attraverso il parco nazionale e sia nel privato attraverso la legge 221.

Ebbene di questo non si è fatto nulla, non si fa altro che anche per quel problema, per quel territorio, non si fa altro che agitare il problema;: e non basta agitare i problemi, bisogna affrontarli, bisogna risolverli, perché se in questi anni, da quando si è iniziato a parlare di parco nazionale tutto era pronto, comprese le risorse, non si riesce ad oggi a schiodarsi dal comitato provvisorio, perché non si riesce ad interloquire con il Governo amico che nomini i suoi rappresentanti in modo da darsi un comitato definitivo, in modo da incidere realmente sulle sorti di quel territorio.

Torneremo comunque sui vostri obiettivi strategici, sulla vostra progettazione, e torneremo anche su ciò che in questi anni avete fatto nei diversi settori produttivi.

PRESIDENTE. Abbiamo gli emendamenti sostitutivi totali, il 577, che ha un emendamento aggiuntivo che è il 740 e il 198.

Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento 577.

MORITTU (D.S.). I miei colleghi hanno appena finito l'illustrazione dei diversi emendamenti soppressivi all'articolo 16 ed ai sei commi di cui è composto lo stesso articolo, no, cinque, chiedo scusa. Io, assieme a degli altri colleghi, ma successivamente a questo vedo altri emendamenti che hanno, come dire, un ruolo construens rispetto agli emendamenti soppressivi, mi riferisco ad altri emendamenti di cui è firmatario anche lo stesso onorevole Gian Valerio Sanna, Falconi, eccetera.

Naturalmente io condivido molto delle considerazioni ma anche delle informazioni poi annesse alle considerazioni, che sono state svolte dai miei colleghi nell'illustrazione degli emendamenti soppressivi. Ne condivido le ragioni politiche, ne condivido le perplessità, i timori che sono certezze di un uso discrezionale di queste risorse.

Questo lo dico perché la storia recente, ma anche meno recente, sull'utilizzo dei fondi destinati alle progettazioni sono una evidente dimostrazione di questi timori.

Io sarei curioso di conoscere quanti studi, quanti progetti inapplicati, inattuati e irrealizzati giacciono nei diversi Assessorati, ma anche nell'Assessorato della programmazione che è un po' come dire, la casa degli studi e dei programmi. Basterebbe semplicemente citare che i piani di settore - cave, trasporti, energia e così via - sono stati fatti e rifatti in questi ultimi anni diverse volte e mai esaminati ed approvati da questo Consiglio.

La Regione Sardegna io credo che abbia un primato da questo punto di vista in termini negativi, è una Regione che non ha assolutamente alcun piano di settore, né ha per esempio il piano madre che è il piano regionale territoriale previsto dalla legge regionale 45; anzi, mi pare che l'atteggiamento di questa maggioranza e di questa Giunta sia esattamente il contrario; meno piani, meno programmi ci sono, meglio si agisce nell'assoluta discrezionalità.

Ed allora il piano delle cave è qua dal 1999, questa maggioranza ha avuto in mano il piano fresco fresco, redatto mi pare dalla PROGEMISA, questa maggioranza non si è assolutamente preoccupata né di esaminarlo, né tanto meno di approvarlo.

Il piano regionale dei trasporti lo hanno assoggettato a diversi progress, trascinandolo da un progress all'altro e finalmente è arrivato nella Commissione competente, che anche per volontà, lo dico senza mena di vanto, insomma, anche per volontà del centrosinistra, se non soprattutto, la Commissione ha iniziato l'esame di questo importante documento e lo dirò poi, se avrò tempo, perché è importante anche ai fini della programmazione della spendita di eventuali denari per progettazioni e quant'altro.

Ma, allora, io credo che davvero noi non possiamo pensare come recita il primo comma dell'articolo 16 "a fine legislatura", cioè a meno di un anno dalla fine della legislatura di impostare finanziamenti per programmi o studi, perché di programmi e di studi ne abbiamo in abbondanza e questa abbondanza, peraltro, è rimasta lì a riempirsi di polvere. Io capisco un'esigenza, ma mi pare che anche i miei colleghi, seppure dentro, come dire, una logica di emendamenti soppressivi hanno condiviso l'importanza dei progetti, di un parco progetti, ma che non sia un parco progetti destinato a soddisfare appetiti più o meno avidi o connivenze tra il mondo della politica e il mondo della progettazione, ma progetti che sono assolutamente, che devono essere assolutamente necessari per realizzare delle opere e non per rimanere un puro esercizio, a volte anche lodevole da un punto di vista professionale.

E allora l'impostazione che noi diamo a questo emendamento, chiamiamolo così, costruens, come piacerebbe all'onorevole Balletto, è che intanto restringiamo il campo, e il campo non è il mare magnum degli studi, programmi, progetti e quant'altro, ma è il campo ristretto agli interventi infrastrutturali, strategici, pubblici, quelli che si collegano allo slogan tanto sbandierato da questa maggioranza sulla cosiddetta piattaforma logistica del Mediterraneo.

E, badate, l'abbiamo già detto anche in altre occasioni, riprenderemo il ragionamento in discussione generale, insomma è piattaforma strategica o lo può essere piattaforma strategica, se naturalmente costruiamo gli ascessi e le viabilità interne, quindi porti, aeroporti e viabilità interna. Ma, ahimè, sui porti e gli aeroporti e sulla stessa viabilità interna, al di là degli slogan che io ho richiamato poc'anzi, non c'è niente di nuovo né in termini di idee né in termini di risorse da parte di questa maggioranza.

E allora dicevo: noi proponiamo, in questo emendamento, una restrizione del campo, quindi o interventi infrastrutturali strategici pubblici, ristretti, come dirò, a un campo prioritario anche, a partire da opere che sono utili e realizzabili con finanziamenti certi, non un parco che rimane lì, come dicevo poc'anzi, ad ammuffire o a riempirsi di polvere, tanti sono i progetti o i piani che giacciono nei diversi Assessorati da tantissimo tempo.

Naturalmente è chiaro il collegamento al Documento di programmazione economica e finanziaria. Noi condividiamo questo collegamento, ma questo collegamento richiede intanto che il Documento di programmazione economica e finanziaria esca dal cosiddetto libro dei sogni, cioè diventi davvero un documento stringente, coerente di programmazione economica e finanziaria, e quindi preveda da un lato l'avvio di progettazioni per opere strategiche e dall'altro anche indichi le risorse per realizzare queste opere strategiche, altrimenti, si aumenta il volume di progetti che rimangono irrealizzati.

Su un altro punto noi diciamo: non fondo puro e semplice, ma fondo di rotazione, cioè un fondo che si rimpingua man mano che il progetto trova un finanziamento e una sua attuazione. Questo lo diciamo perché io vorrei davvero conoscere la cifra; adesso il collega Gian Valerio Sanna parlava di 52 miliardi nel 2002 per affidamento di progettazioni, peraltro anche molto discrezionali senza bandi e nient'altro. Il presidente Pili si è un po' agitato rispetto a questa affermazione dell'onorevole Sanna e ci ha promesso che ci darà informazioni puntuali.

Io chiederei davvero informazioni puntuali su quante risorse questa Regione sta spendendo in questi anni per opere di progettazione che a tutt'oggi, come dire, non hanno trovato alcun riscontro da un punto di vista realizzativo e operativo, perché, anche guardandomi l'ordinanza ultima del Presidente commissario governativo, quella del 30 di dicembre, io ho visto qualche po' di miliardi che sono destinati per progettazioni e studi preliminari di dighe, di traverse e di quant'altro, anche di dighe, secondo me, che sono semplicemente delle promesse vane che rimarranno vane per tantissimi anni, ma servono al momento per alimentare da un lato speranze, dall'altro accontentare qualche consigliere regionale del territorio che preme fortemente nei confronti del Presidente commissario. Quindi un fondo di rotazione e non un pozzo di San Patrizio. Dall'altro, noi diciamo anche: ruolo del Consiglio, ruolo della Commissione competente, che non è la Commissione programmazione, è la Commissione quarta o altre Commissioni naturalmente competenti per materia. Infine, e chiudo, ma ci ritornerò in discussione generale sull'argomento, noi indichiamo alcune priorità, e le priorità sono per la strada 131, per la 597, la Sassari-Olbia, e per la 125, che sono quelle strade che nel piano regionale dei trasporti vengono indicate come la maglia fondamentale del corridoio sardo-continentale della Sardegna.

Ritornerò su alcune altre questioni che riguardano sia l'emendamento sia la discussione generale, quando si aprirà la discussione generale.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 740, aggiuntivo all'emendamento 577, ha facoltà di illustrarlo.

PINNA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io sono perfettamente d'accordo con quanto espresso dai colleghi in relazione al significato di questo articolo 16, perché anche a me sembra una norma ad hoc per avere mano libera nell'affidamento di studi, di progetti, di consulenze, e per farlo in modo arbitrario, senza indirizzi, senza controllo e senza regole, insomma con il massimo arbitrio e la massima discrezionalità. Il presidente Pili, in passato, questi modi di fare, che pure non era una pratica, li chiamava Progettopoli. Adesso lasciamo a lui la definizione dello spirito di questo articolo 16.

Io mi auguro che questo articolo il Consiglio lo voglia eliminare soprattutto perché ha questa natura e questo spirito inaccettabile, vuole tagliare fuori il Consiglio, tagliare fuori tutto e con il riferimento al documento di programmazione economica e finanziaria vuole avere appunto mano libera nel creare studi e progetti in modo arbitrario, senza indicazioni di priorità.

Ma, qualora andasse avanti questo articolo, l'emendamento che abbiamo presentato, che è un emendamento all'emendamento 406, che ha appena illustrato il collega Morittu, è indispensabile che vengano individuate delle priorità, e noi con questo emendamento aggiuntivo vorremmo indicare una priorità, che pure fa parte di quelle linee generali indicate dalla Giunta regionale nel DPEF, quando parla di ricostruzione ambientale.

Ecco, noi vorremmo che tra le priorità la Giunta regionale inserisse un problema di cui non si è mai parlato in quest'Aula nonostante le ripetute sollecitazioni, si è cercato sempre di evitare di parlare in quest'Aula di questo problema che è relativo ai danni ambientali, paesaggistici e anche economici e sociali che sono stati causati ai litorali del Poetto dall'intervento di ripascimento della spiaggia. Questo è un problema sul quale il presidente Pili non ha mai ritenuto di prendere posizione, di dire una parola, nonostante il grande fermento, il grande scontento che ha accompagnato questo intervento.

Ebbene, io credo che sia arrivato il momento di dire una parola su quanto è stato combinato al Poetto e di fare un intervento che sia teso a rimuovere i danni che sono stati compiuti con quell'intervento di ripascimento. E io mi auguro che nella discussione della finanziaria, perché poi se non risponderà in questa circostanza ci ritorneremo, il presidente Pili dica finalmente una parola su questo problema che ha sconvolto uno dei beni ambientali più preziosi non solo della città di Cagliari, ma di tutta la Sardegna.

Noi abbiamo, un anno fa, denunciato immediatamente quanto stava avvenendo; nonostante queste denunce il committente, la Provincia di Cagliari è andata avanti, senza ascoltare ragioni, senza ascoltare il grido di chi aveva capito da subito che quell'intervento poteva creare uno scempio di questo grande bene ambientale della città di Cagliari e della Sardegna, per cercare di deviare sulle responsabilità della Regione rispetto alle quali l'Assessore dell'ambiente non può anche lui stare defilato su questo problema, perché è il primo che ha la competenza per intervenire, è stata convocata la Commissione consiliare per l'ambiente, la quinta Commissione, sono venuti i responsabili politici e tecnici della Provincia per spiegarci che noi ci sbagliavano, per spiegarci che quella sabbia nera sarebbe diventata bianca nel giro di un anno, per spiegarci che la granulometria era giusta secondo il capitolato, e noi dicevamo che era sbagliata, per spiegarci che le mareggiate, che la natura avrebbe messo a posto le cose. Sono state chiamate televisioni da tutta Italia per dimostrare che le diverse granulometrie si sarebbero stratificate e noi sostenevamo che quelle granulometrie non si potevano stratificare secondo i meccanismi naturali che hanno originato e reso bianca e straordinaria la spiaggia del Poetto.

Ecco, a distanza di un anno, tutto questo non è avvenuto. Si cerca di passare sotto silenzio la situazione del Poetto, che non è più una spiaggia, ma è una piattaforma, questa sì che l'avete fatta, una piattaforma illogica, una piattaforma di cemento quasi, perché la sabbia è scomparsa e le granulometrie fini hanno contribuito a compattare quell'arenile, quella splendida spiaggia che oggi è diventata quasi un blocco, almeno nella parte retrostante, di calcestruzzo o comunque di cemento impermeabile dove ristagna l'acqua, una sorta di laguna aggiuntiva nel retrospiaggia. Ebbene, questo disastro che è stato combinato in modo che non esiterei a dire premeditato, perché si levò la protesta di tutti e nonostante questo i responsabili continuarono ad andare avanti in quell'intervento, credo che tra gli obiettivi strategici di questa Regione, se come al solito non sono solo parole ed enunciazioni anche quelle scritte nel Documento di programmazione economica e finanziaria, debbano vedere la Giunta regionale, la Regione sarda intervenire modo deciso per realizzare finalmente uno studio affidato a competenze di livello nazionale e internazionale, con un comitato scientifico multidisciplinare, cosa che è stata sottovalutata totalmente nell'intervento fatto finora, per definire, quindi, come rimediare a questo scempio che è stato compiuto al litorale del Poetto e anche per intervenire, ovviamente, secondo le indicazioni che verranno da questo Comitato tecnico scientifico, e anche per individuare, io mi auguro, quali sono state le cause e le responsabilità di questo danno ambientale e paesaggistico.

Questo la Regione lo deve fare, non si può sottrarre, ne ha tutte le responsabilità affidatele per legge, e il presidente Pili finalmente su questo argomento deve dire una parola ai sardi, si è nascosto per quest'anno, tenterà di continuare a farlo, noi glielo ricorderemo in tutte le circostanze in quest'Aula e fuori di quest'Aula, perché se quanto enunciato nel DPEF è davvero una cosa seria, ma noi l'abbiamo preso poco seriamente, prima di tutto deve dimostrarlo dando risposte su questi problemi importantissimi per la Sardegna e non chiedendo fondi per una progettazione generica che vuole lasciare, che vuole soltanto essere tesa ad affidare incarichi in modo arbitrario e senza nessuna regola e senza nessun controllo.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 198 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 198, dopo l'esame e le critiche, come si conviene a un'opposizione che fa il suo mestiere, ci siamo anche permessi di fare degli esempi di come questi fondi potevano e debbano essere più utilmente e in maniera trasparente utilizzati. Lo facciamo perché è ovvio che non ci limitiamo a criticare, ma riteniamo che il problema delle progettazioni e della partecipazione del sistema autonomistico alla costruzione delle grandi infrastrutture e delle opere pubbliche debba essere accompagnato, giustamente, da un corredo di progettazione che sia adeguato. E lo facciamo, questo esempio, ponendovi di fronte un modo di intendere questo fondo non più come fondo discrezionale, ma come fondo di rotazione e di anticipazione delle spese di progettazione a favore dei comuni, delle province, delle comunità montane e dei consorzi dei comuni, perché provvedano, attraverso queste anticipazioni, a far fronte a quelle progettazioni che saranno utili poi sul terreno della programmazione negoziata, dello sviluppo locale e quant'altro, anche con riferimento alle opere pubbliche.

Chiaramente si tratta di un fondo di anticipazione che va reintegrato e viene anche introdotta una modalità innovativa, che sarebbe quella di indicare l'obbligatorietà da parte dei comuni di pubblicare, a corredo del proprio bilancio annuale, un allegato nel quale dimostrano, danno trasparenza all'utilizzo dei fondi che comunque la Regione trasferisce a loro in termini finalizzati o non finalizzati.

E' un elemento importante, perché si pone anche a livello locale la coerenza dell'utilizzo delle risorse trasferite dalla Regione e anche la valutazione dei tempi di esecuzione, può essere questa evidenza un elemento anche di accelerazione in parte delle opere pubbliche.

E quanto ci sia bisogno, nel sistema degli enti locali, delle progettazioni è dato dal rapporto semestrale di avanzamento del POR Sardegna. Come voi sapete, fino ad oggi non abbiamo perso una lira grazie ai cosiddetti progetti coerenti o sponda che giacevano nei comuni e che sono stati utili per spendere, e nonostante questo affrontiamo il prossimo triennio del POR in una condizione, a mio parere, drammatica che, se non valutata e non corretta, può essere fortemente pregiudizievole per il futuro dei fondi comunitari. Se noi non aiutiamo i comuni ad avere i progetti, se i comuni non sono nella partnership istituzionale, i soggetti che con noi concorrono alla spendita, si profila un triennio ulteriore dei POR abbastanza problematico. Lo dico con il conforto dei dati, che forse i colleghi non conoscono del tutto. Asse 1, a settembre dell'anno scorso era realizzato, pagato, il 21,2 per cento, i problemi dell'acqua, 21,2 per cento, siamo a metà del sessennio. L'asse 2, il 7,9 per cento; l'asse 3 dove ci sono le problematiche del lavoro, l'inserimento lavorativo, abbiamo speso il 9,4 per cento; l'adeguamento della formazione professionale, 0 per cento; l'istruzione e la formazione permanente, 0 per cento, dentro questa misura. L'asse 4 che riguarda la nascita e lo sviluppo delle imprese in Sardegna, siamo al 6,7 per cento, ci sono una decina di voci di misure dentro l'asse a zero, completamente a zero. L'asse 5 al 5,4 per cento, l'asse 6 al 16,6 per cento. I numeri sono questi, a fronte di quattro miliardi e seicentosessanta milioni di euro, quasi diecimila miliardi a fine dell'anno scorso, avete speso il dieci per cento. Come pensate di portare in porto per la responsabilità che grava su questo momento fondamentale della vita dello sviluppo della Sardegna il resto del programma comunitario non avvalendovi della progettualità dei comuni in concorso con la Regione estendendo queste progettazioni, l'opportunità di sviluppare progetti e studi sul territorio agli enti locali, sarà una cosa che dovremmo verificare forse tragicamente.

Assessore Masala, non si può far finta che i primi tre anni ci sono andati in un certo modo perché esistevano alcuni presupposti e non realizzare per la parte finale presupposti analoghi o forse più competitivi di quelli iniziali; stiamo attenti perché non accadrà, proprio per le cose che stiamo dicendo in questo momento, non accadrà che domani qualunque governo ci sia in Sardegna, voi sfuggirete dalla responsabilità di aver precostituito questa condizione; qualunque esito ci sarà nel bene e nel male perché noi non facciamo differenza se ci saranno meriti li riconosceremo, ma se ci sarà un decadimento di queste opportunità, chiaramente le responsabilità saranno molto chiare ed è per quello che noi volevamo significare, a dispetto delle male lingue che corrono sul ruolo delle opposizione, che non ci siamo mai limitati a distruggere, ma abbiamo anche avanzato proposte perfezionabili, anche opinabili, ma una tra le tante che dà una risposta diversa ed anche coerente con le cose che ci stiamo dicendo da tanto tempo e che continuano a rimanere senza risposta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. L'emendamento 199 soppressivo totale non si accoglie. L'emendamento 453 soppressivo totale non si accoglie. L'emendamento 623 soppressivo totale non si accoglie. Tutti uguali. L'emendamento 200 soppressivo del comma 1 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 201 soppressivo del comma 2 dell'articolo 12 non si accoglie. L'emendamento 423, anch'esso soppressivo del secondo comma dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 202 soppressivo del comma 3 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 454 soppressivo del comma 3 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 203 soppressivo del comma 4 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 373, anch'esso soppressivo del comma quattro dell'articolo 16, non si accoglie. L'emendamento 204 soppressivo del comma 5 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 377 soppressivo del comma 5 dell'articolo 16 non si accoglie. L'emendamento 577, che ovviamente ha, secondo a mente dei proponenti, carattere propositivo e non demolitorio, non si accoglie perché la Commissione ha ritenuto che di proposta utile per conseguire i fini e i risultati di sviluppo che la Sardegna si aspetta non sia confacente e non sia adatto. Per l'emendamento 740 che è aggiuntivo e modificativo dell'emendamento 577, la Commissione non si è pronunciata, e si pronuncia il relatore, a questo punto. L'emendamento non può essere accolto perché le indicazioni e i dati che sono indicati non corrispondono assolutamente alla realtà delle situazioni, per cui non può essere accolto. L'emendamento 577 l'ho già detto. L'emendamento 198, infine, non è accolto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io seguirò un metodo un pochino diverso, nel senso cioè che dirò complessivamente di non accogliere gli emendamenti soppressivi dal 199 al 377, riservandomi di indicare poi le motivazioni del mancato accoglimento. Relativamente al 577 sul quale ci sarebbe potuta essere una base di discussione, non può essere accolto perché è un emendamento che restringe il campo, cioè viene trasformato in un emendamento finalizzato all'esecuzione di opere pubbliche, l'obiettivo dell'articolo 16 è comprensivo di quello ma è un pochino diverso, è molto diverso. Ovviamente, travolge nella considerazione anche l'emendamento aggiuntivo 740, e quindi è negativo. Il 198 ugualmente perché sposta l'obiettivo, cioè va verso l'indirizzo, chiamiamolo, dello sviluppo locale, senz'altro meritevole di attenzione, ma abbiamo utilizzato ed utilizziamo strumento diversi, non ultimi i PIT, persino per questo. In relazione a questo, occorre però ricordare che quando si illustrano gli emendamenti se non si riesce a rimanere all'interno del tema, non si può trasformate tutto in una serie di interrogazioni, perché l'Assessore dovrebbe avere non dieci minuti, ma dovrebbe avere dieci minuti per ogni emendamento.

Però, all'onorevole Sanna che sicuramente è uno di quelli che ha studiato meglio il bilancio e la manovra finanziaria, debbo dire che anche quando ci si esprime bisogna o dire tutto oppure non dire soltanto le mezze verità, perché in realtà le spese per il POR sono, per quanto ci riguarda, al 174 per cento relativamente alle spese rendicontate al 31.12.2002, quindi siamo stati i primi in assoluto delle Regioni dell'Obiettivo 1, e che le spese vanno fatto secondo la formula "n più 2", cioè ci sono i due anni ulteriori oltre l'anno di riferimento.

Ciò detto la motivazione del rigetto degli emendamenti soppressivi è da ritrovare nelle motivazioni che si propone di raggiungere l'articolo 16; e io, in questa illustrazione, mi riferisco in particolare ai banchi della maggioranza. Il Consiglio regionale nel mese di maggio, giugno del 2002 ha approvato il documento di programmazione economica e finanziaria. Voi ricorderete che, nel corso del dibattito, da ogni dove è stato lamentato il fatto che il documento di programmazione economica e finanziaria è un documento fine a se stesso, che non serve a niente perché la finanziaria, le finanziarie che nel corso degli anni sono state fatte successivamente all'approvazione del Dpef erano completamente slegate dal Dpef medesimo.

Ebbene, noi con l'articolo 16 abbiamo umilmente tentato di dare gambe, di dare gambe a questo Dpef il quale, nella premessa a pagina 1 alla voce C), dice che tra gli obiettivi che si propone, deve essere anche data una norma finanziaria puntualmente e esclusivamente mirata all'attivazione delle risorse dei programmi, progetti e priorità impostate dai documenti di programmazione di precedente approvazione consiliare.

Quindi, diciamo che la programmazione consiliare, quindi l'indirizzo alla Giunta, deriva dal documento di programmazione, dal documento di programmazione finanziaria. Quindi, questo Consiglio già si è dichiarato favorevolmente alla impostazione del programma economico finanziario per tre anni, il 2003, il 2004 e il 2005. Quindi anche oltre questa legislatura, questo è il problema. E all'interno del documento, sempre questo Consiglio ha approvato anche gli obiettivi strategici, ha indicato cioè alcuni indirizzi di programmazione che debbono essere considerati strategici e prioritari rispetto agli altri. L'articolo 16 a questo fa riferimento, quale lo schema? Lo schema è il seguente, molto semplice, poi in replica risponderò a chi non posso in questo momento rispondere.

Lo schema è molto semplice, esiste il documento di programmazione economica e finanziaria che ha questi obiettivi, attraverso la fase successiva, l'Assessore della programmazione, ma non perché ha competenza, onorevole Sanna, io sono il più incompetente che esiste qua dentro, sono l'ottantesimo in graduatoria per competenza, sicuramente sono dietro di lei in termini di competenza, però l'articolo 1, la legge 1 della legge 77 attribuisce all'Assessorato della programmazione il compito di coordinare tutte le attività che si intrecciano tra i vari Assessorati, perché diversamente non avrebbe nessuna ragione per la quale il Centro di programmazione deve stilare il documento di programmazione economica e finanziaria, quindi per ragioni di competenza oggettiva per quanto di incompetenza soggettiva.

Ora, il programma che viene predisposto dalla Giunta regionale e che interseca tutti gli Assessorati di competenza ovviamente deve essere tradotto in un programma attuativo quindi dell'indirizzo politico che è stato dato col Dpef, e deve essere trasmesso al Consiglio regionale il quale ne verifica la coerenza con il Dpef mediante il parere che esprime da parte dalla Commissione competente che è quella della programmazione, ma non perché sia, diciamo così, o voglia essere prevaricatrice delle altre, ma perché evidentemente a quel momento di sintesi, di tutte le attività così come è stata competente la Commissione di programmazione per il parere sul Dpef, il che non impedisce evidentemente nella fase istruttoria che vengano acquisiti tutti i pareri, così come avviene per la legge finanziaria e per la legge di bilancio, anche consultazioni con gli altri Assessorati, con le altre Commissioni, le quali sono evidentemente interfacciate agli Assessori di competenza.

Quindi è un processo, questo, forse finalmente riferito però agli obiettivi strategici che è analogo, analogo sia pure in misura un pochino diversa, analogo a quello che è stato attuato con la legge 14 del 1996, con riferimento per esempio ai PIA, anche quello è un momento unificante, un momento di sintesi che attraverso la attività dell'Assessorato della programmazione viene realizzato con le politiche settoriali dei vari Assessorati, perché qualcuno ha anche parlato e ha parlato correttamente, lo stesso onorevole Sanna nell'illustrare un suo emendamento allorquando ha detto che oggi noi abbiamo troppe politiche settoriali slegate l'una dall'altra e quindi invece noi abbiamo la necessità di portare ad unità e quindi bisogna che si incominci non solo a parlare ma che si incominci anche a realizzare il famoso procedimento o processo di ciclo unico di programmazione, perché diversamente noi non andiamo avanti.

In conclusione, attraverso questo articolo si cerca di dare gambe, come ho detto, all'attuazione del documento di programmazione economica e finanziaria, cioè mi spiace doverlo dire a noi stessi, ma diciamo che non siamo, forse è la prima volta che potremmo tentare di avviare, di mettere questo tassello per impostare una politica economia che sia più coerente col programma, che è il programma di governo che ci siamo dati durante le dichiarazioni programmatiche. Questo è quanto, mi pare, si debba in questo momento dire in questa fase preliminare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ho ascoltato con grande attenzione l'Assessore perché credo che la memoria debba aiutare un po' tutti noi e fare un'analisi precisa sulle parole, il significato e lo stesso atteggiamento che l'assessore Masala ha assunto in quest'Aula. In questo periodo di discussione della finanziaria, diverse volte dai banchi della maggioranza e della stessa opposizione, si è detto che questa finanziaria era senza cultura di governo, ed è la verità di fondo. Senza cultura di governo, affine a se stessa, fuori di questo palazzo non c'è stata una voce in termini positivi, la concertazione è stata inesistente tanto che le forze politiche della maggioranza in riunioni differenti da quelle della Giunta stessa ha preferito sconfessare la stessa Giunta ed avviare quegli incontri che erano venuti meno per la concertazione mancata che l'assessore Masala aveva portato avanti sino a quel momento.

Questo ha un significato politico ben preciso, ma in questo momento facendo un'analisi dall'inizio della discussione qui sino all'articolo 16, credo che chi abbia ricevuto la vera sconfitta politica sia l'assessore Masala, perché questa è la sua creatura, è lui il presentatore della finanziaria, è lui che l'ha costruita in questo modo, nel modo in cui tutti stiamo dicendo che non va bene, sin dall'inizio, tanto che in queste settimane di lavoro la finanziaria si sta trasformando, chi nel tagliare e quindi forbici da una parte, ago e filo dall'altra, sta assumendo connotati completamente diversi. Questo dà un significato politico a chi l'ha presentata talmente chiaro che se fossero rimasti vivi quei valori che danno altrettanto significato alla politica e lei, assessore Masala, non può portare come giustificazione il fatto che non aveva mai governato e che questo impatto con l'attività di governo è tutt'altra cosa rispetto a quello che lei stesso ha pensato sino a ieri. E (a parte il telefono che squilla, la musica è divertente) devo senz'altro affermare che lei a quei valori sta venendo meno; sono valori che se levati alla politica rendono vano qualsiasi discorso. E lei quei valori li ha acquisiti nella sua esperienza di vita, assessore Masala, attraverso il vivere e il lavorare giorno per giorno a contatto di gomito con un uomo, con un galantuomo che la politica ha fatto e ha vissuto in quest'Aula e agli alti livelli nazionali e che non avrebbe mai accettato, mai accettato che la politica arrivasse ad un punto tale da essere veramente calpestata in modo indecoroso facendo finta di niente, dicendo che intanto ciò che si sta cambiando in quest'Aula non ha valore, quello che si sta facendo non ha significato, quello che si sta modificando è quasi la stessa cosa.

Lei questo non può quindi affermarlo, lei non può trovare giustificazione della sua inesperienza, e le dico anche che prendendo pari pari questo articolo rispetto a quello che ieri sera abbiamo discusso sulla prevenzione, va bene, che quest'Aula ha bocciato ma che non leva l'alto significato della prevenzione, riferita alla sanità, questo di alto significato così come è stato portato in Aula non ne ha niente.

Voglio ricordare che lei ha presentato inizialmente in Commissione non una cifra di otto milioni di euro, ci metta un uno davanti e erano diciotto milioni di euro; quindi, la posta in palio era ben diversa per tre anni, e non aveva il problema di copertura finanziaria, quella l'aveva già trovata lei.

Ed allora, ieri sera per il giudizio dato dall'Aula non sulla validità della prevenzione - ripeto - ma per il modo in cui molti di noi hanno testimoniato per una chiarezza che quest'Aula rivendicava, chiedeva a gran voce, ma oggi è diverso; oggi non c'è quel valore che io do e ho dato ieri sera a quel comma sulla sanità, c'è un richiamo al Dpef che diventa quasi inaccettabile, perché questo Dpef negli anni addietro lei stesso ha detto pochi minuti fa, che si faceva un Dpef e si faceva una finanziaria diversa dal Dpef che si era approvato, o magari da quella parte che quest'Aula aveva approvato, perché voglio ricordare che nel Dpef non tutto mai è stato approvato, ma bensì fette importanti o meno sono state respinte da quest'Aula. Non vorrei che il riferimento fosse proprio a quella fetta respinta.

Ma la coerenza non la si può fare richiamando il Dpef oggi e dando un'impostazione all'articolo 16 come lei ha fatto, e non la si può fare soltanto in riferimento all'articolo 16. O il Dpef è comprensivo di tutta la sua filosofia all'interno della finanziaria o non se ne può stralciare una parte quando conviene come si è fatto stamattina.

Allora, io do un consiglio, assessore Masala, come lei lo dà a molti di noi quando ci dice e ci invita a ritirare gli emendamenti; io le do un consiglio: è preferibile che lei questo articolo 16 se lo ritiri, perché poter spendere quarantotto miliardi di vecchie lire in tre anni per fare progetti rispondenti agli obiettivi strategici, io credo che andando ad analizzare gli obiettivi strategici ci renderemo subito conto che vengono modificati annualmente, pur essendo il documento di riferimento triennale, quindi non mantengono quella filosofia, assolutamente. Viene catapultata, viene modificata in parte e se no in modo piuttosto consistente; è pensabile che ad un anno dalle elezioni si possa arrivare a costruire un pacco progetti di queste dimensioni senza tener conto invece che forse le risorse sarebbe bene impegnarle in modo più concreto e con obiettivi più precisi. O non è pensabile che quest'Aula non si possa e non si debba contare solo il Dpef, e che il livello di programmazione vero e reale nei diversi settori debba essere portato finalmente all'attenzione di quest'Aula.

Qualcuno ha richiamato poc'anzi il piano regionale dei trasporti che comprende molte di quelle cose a cui qualcuno vorrebbe fare riferimento con questo articolo della finanziaria, ma che non sono stati ancora decise da quest'Aula, che il livello di programmazione massimo quest'Aula ancora non l'ha potuto discutere e che è arrivato il momento invece di affrontare una discussione ampia su questo tema, per consentire successivamente dopo avere individuato i veri obiettivi di poter portare a concretezza gli stessi e dare finalmente quelle risposte che da troppo tempo attendono invano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Io ho ascoltato con molta attenzione gli interventi che hanno fatto i colleghi nel presentare gli emendamenti, sia quelli abrogativi sia quelli propositivi; e ho sentito con attenzione anche ciò che è stato detto dal relatore, dal Presidente della Commissione e dall'Assessore della programmazione.

E abbiamo assistito ad una cosa singolare, assessore Masala. Lei ha presentato il Dpef approvato da quest'Aula quasi come, diciamo, il libro mastro, quello che guida la vostra azione. Il Dpef è il documento di programmazione economica e finanziaria come, diciamo, l'elemento fondamentale a cui riferirsi, a cui voi vi siete riferiti nella vostra strategia e da cui discenderebbe anche l'articolo 16 della finanziaria.

Io non ho una grandissima memoria, però credo che sia opportuno in quest'Aula distribuire anche qualche pastiglia di Acutil in modo tale che non ci sia una dissociazione totale tra le cose che vengono dette quando si discute di Dpef e le cose che si dicono quando si discute di finanziaria. Io voglio ricordare che parte del Dpef fu bocciato e immediatamente voi diceste che quella era carta straccia; voi, dai banchi della maggioranza, avete affermato che il Dpef poteva essere buttato via e che non si doveva sottoporre il Consiglio regionale ad una perdita di tempo per parlare di aria fritta. Se noi andiamo ad rivedere gli atti del Consiglio troveremo riscontro inconfutabile e inoppugnabile di quanto voi avete affermato e detto; se non che l'assessore Masala ci dice oggi che l'articolo 16 discende dalle scelte strategiche che non si riferiscono ad un anno, ma bensì a tre anni e che noi abbiamo chiesto a questo Consiglio venisse approvato.

Siccome avete detto che era carta straccia, che quello era il nulla, voi ci chiedete oggi attraverso l'articolo 16 di fare una provvista per gli obiettivi strategici indicati nel Dpef e che voi avevate definite il nulla, voi avevate definito il nulla, che non bisognava manco perdere tempo a discuterlo e oggi invece ci dite: "Vogliamo danari per raggiungere quegli obiettivi strategici", cioè soldi per raggiungere il nulla che voi avevate detto.

Evidentemente bisogna ricordarsi delle cose che si affermano nelle varie fasi della vita di questa Assemblea. Ed allora è stato detto, le risorse che voi chiedete sono dei fondi che servono per fare provviste per incarichi, per progettazioni, per consulenze e che evidentemente vengono distribuiti con una discrezionalità che è inaccettabile.

Ma poi bisogna dare atto, assessore Masala, c'è anche il comma quinto, dove dite che il relativo programma è trasmesso alla Commissione consiliare competente in materia di programmazione che esprime il parere entro il termine di trenta giorni trascorsi i quali il parere si intende acquisito. Si tratta evidentemente, come dire, di un pannicello caldo, di uno specchietto per le allodole al quale noi non crediamo; noi crediamo che tutta l'impalcatura debba essere messa da parte e credo che la cosa più saggia, è anche un atto di coerenza rispetto alle cose che ho detto , da parte dell'assessore che si alzi a dica in Aula "Questo articolo deve essere bocciato".

Però, Assessore, da quest'Aula sta emergendo un fatto politico di grande importanza e cioè che nella falcidia che c'è stata di commi, di articoli di questa finanziaria non sono gli Assessori che di volta in volta vengono bocciati, ma viene bocciata la manovra principale proposta dall'Assessore della programmazione e sempre di più viene fuori che questa è una sua manovra, assessore Masala e le bocciature che vengono da quest'Aula dicono che lei viene bocciato, che lei è stato bocciato, che lei è stato bocciato dalla società sarda e da quest'Aula; però coerenza, dignità, vorrebbe anche che lei, caro Assessore, ne traesse le conseguenze, a fianco a chi sta alla sua sinistra, evidentemente, e ha la massima responsabilità, il Presidente Pili.

Io, brevemente, poi ci sarà opportunità anche di tornare in seguito nella discussione su altre questioni, però io voglio dire che noi, l'Assessore, ahimè, l'Assessore rientra nel novero di coloro i quali hanno, diciamo, sono stati catalizzatori di una bocciatura che ha beccato lui, ma indirettamente ha beccato il Presidente ed anche l'assessore Masala.

Allora, dicevo, non crediamo sui pannicelli...

(Interruzioni)

PIRISI (D.S.). Assessore la stavo salvando, dicevo che la colpa non è tutta sua, parzialmente.

Allora io credo che attraverso anche queste poste che vengono, che sono previste nell'articolo 16, si potrebbe verificare che consulenti, magari, per ipotesi dico, lo dico per assurdo, che possano mettere da parte delle provviste attraverso, magari all'insaputa degli Assessori, per utilizzare poi queste provviste una volta che magari non ricoprono più quell'incarico; cioè voglio dire che è stato detto ieri che qualcuno va in giro con la valigetta a proporre progetti, a dire che sono fiduciari dell'Assessore tale o dell'Assessore talaltro. Io ritengo, millantando credito, che non credo che possa esistere un filo diretto tra professionisti così, come dire, spregiudicati e chi governa questa Regione, io non lo penso e neanche sotto tortura mi porterete a fare un'affermazione di questo genere. Però magari in modo più elegante potrebbero arrivare a mettere da parte provviste per utilizzarle in futuro.

Allora, siccome io tempo fa, Assessore, ho - come dire - provocato la sua reazione forte su una questione che riguarda affermazioni che io ho fatto, io ho parlato di imbrogli, ho parlato di atti illegittimi, voglio dire, non li ha fatti l'assessore Masala, però brevissimamente voglio sottoporre ancora una volta a quest'Aula un problema, senza parlare di centri intermodali, ma parlando semplicemente di azioni condotte e commesse qui dentro.

Se per esempio nei programmi integrati d'area si verificasse che un asse non è contemplato all'interno del bando che prevede quel programma integrato d'area, se per esempio - diciamo - ci fosse indicato l'asse secondo e l'asse quarto e non ci fosse putacaso l'asse sesto, e se per esempio fosse presentato un progetto che fosse compreso all'interno dell'asse sesto e della misura 6.1, per esempio, e in quel bando non fosse contemplato, e se per esempio i destinatari della misura fossero, che so, i Consorzi industriali, l'ANAS, l'Assessorato dei trasporti e invece il progetto venisse presentato da un comune e questo progetto venisse accolto, ma il responsabile della misura che deve esprimere il parere di coerenza non lo esprimesse, io domando: sarebbe un fatto lecito se si verificasse questo? Sarebbe lecito? Credo di no! Sarebbe un imbroglio? Probabilmente sì!

Allora io, Assessore, e dico che lei assessore Masala non c'entra, però siccome lei ricopre oggi quel ruolo e quella funzione, l'invito è affinché lei verifichi e controlli, perché altrimenti se questo non venisse fatto, lei ha detto: "Sta muovendo accuse che riguardano qui la Procura della Repubblica", io dico: "Ritengo che sia assurdo nel Parlamento dei sardi parlare di cose di questa natura", ma se non ci fossero risposte adeguate - e qui invito anche il Presidente del Consiglio a prestare attenzione alle cose che sto dicendo, perché riguardano la dignità di questo Consiglio, Presidente - se non si verificasse un controllo accurato evidentemente significa che ci si dovrebbe rivolgere da altre parti. Io che sono un consigliere regionale, ritengo che questo non debba essere fatto, ma le risposte...

PRESIDENTE. Concluda pure.

PIRISI (D.S.). Le risposte le attendo dall'assessore Masala o dall'Assessore che eventualmente fosse stato delegato, in modo tale che in quest'Aula si faccia chiarezza e non si continui a pensare che possano essere perpetrate in nome di non so quale principio, dei fatti che possono essere benissimo - se così fossero - degli imbrogli e degli atti di illegalità e di illegittimità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Non sarei intervenuto se qui dentro non si utilizzasse la discussione generale per parlare di tutto e il contrario di tutto; siccome ci sono molte imprecisioni è opportuno - magari - ricordarne qualcuna perché magari l'organo di stampa talvolta dice cose inesatte per le cose che qui si dicono e molte volte non si può controbattere, perché bisognerebbe modificarlo questo Consiglio, questo Regolamento, che non è che l'Assessore di turno prende colpi da tutte le parti e poi ha dieci minuti per rispondere a tremila cose. Ci dovrebbe essere parità di diritto in modo che uno può dire tutto quello che vuole e poi può anche sentirsi rinfacciato per le cose che praticamente non corrispondono alla verità.

E` inutile, qui c'è una specie di ritornello, è un ping pong; questo ping pong è andatevene via, avete fallito eccetera. Si è fatto riferimento, l'onorevole Sanna ha fatto riferimento alla prevenzione, come lo ha fatto l'onorevole Cogodi ma in modo molto distorto.

Allora, amici cari, diciamoci tutte le cose; ho voluto oggi portare alcuni documenti. Nel 2001 e 2002 avete chiesto molte "marchette" lo ribadisco e le hanno chieste tutte le parti politiche, infatti basterebbe prendere tutto il 2001 per verificare che l'onorevole Vassallo con forza ha chiesto un miliardo e mezzo con un emendamento, per uno studio ed uno screening per Porto Torres e gli altri hanno chiesto un miliardo e settantatré milioni aggiuntivi per quelli che avremmo dovuto dare e che non possiamo dare, per quei venti biologi che dovevano fare lo screening in tutta la Sardegna, per il quale non più tardi di ieri sera avevamo dato il nostro assenso anche all'intervento dell'onorevole Ibba e che riguarda la mancanza di fondi che non bastano con il 5.A)...

(Interruzioni)

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Posso parlare? Guarda, voi parlate di tutto lo scibile umano, fate di tutta l'erba un fascio e devi avere la capacità di stare zitto, perché tu non sei diverso dagli altri. Faccio quello che mi pare come fai tu, fino a quando il Presidente

PIRISI (D.S.). Lei è Assessore di governo. A me le marchette non me le paghi.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io come te. Fino a quanto il Presidente non consentirà a gente come te di parlare soltanto sull'argomento. Ed è pertinente l'argomento, ti piaccia o non ti piaccia, puoi anche sospendere la seduta, e continuerò tutti i giorni su questa falsariga...

PIRISI (D.S.). Io chiedo al Presidente.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Benissimo, il Presidente dirà di sì, come consente a te...

PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Oppi. Non è la prima volta che per arrivare a quello che deve essere esposto si passa - l'ho imparato da molti consiglieri, dagli interventi di molti consiglieri - attraverso delle premesse. Io credo che l'onorevole Oppi in questo caso, come altri colleghi hanno fatto, stia passando attraverso delle premesse, perché sta facendo una "difesa" - attraverso queste premesse poi arriverà a una sua conclusione - degli interventi che si sono rivolti e particolarmente all'attività dell'Assessore, sta utilizzando anche delle premesse. Prego, onorevole Oppi.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sto parlando del fatto che ci è stato chiesto dall'opposizione e da tutte le parti di fare un fondo, come è stato fatto tutti gli anni, per consentire a quei progetti specifici sugli screening di essere praticamente operativi.

Mi dispiace che questo non sia stato fatto; l'acquisizione di un fondo, siccome si è detto ieri sera e sulla stampa di oggi che in effetti era un abuso ed era praticamente un imbroglio, invece era semplicemente, guardando i programmi, e ho terminato da questo punto di vista, l'elencazione puntale e precisa di che cosa? Di cose che sono fondamentali per categorie che ne hanno bisogno e che non possono fare delle cose che sono nell'interesse della collettività.

Detto questo, bisogna che noi comprendiamo che questa finanziaria non ha bisogno di nessuno per essere bonificata; le bonifiche sono altra cosa, le fa l'IGEA, qualcuno spinge per l'IGEA, altri per altro, sono un'altra cosa. Così come nella storia, che in quegli anni che ci sono stato ho potuto vedere, potrei parlare di contraddizioni, si parla qui di concertazione, si è concertato qualche cosa e si è fatto esattamente il contrario. Sono state fatte praticamente richieste in un senso e nell'altro, le une eludono l'altro.

Io, per quanto possa avere un po' di memoria, devo ricordare che, nello specifico, consulenze ne hanno fatto tutti, gli Assessori della programmazione che si sono succeduti, anzi cumuli di consulenze. Mi farò carico di recuperarle, ma soprattutto recuperare gli ultimi vent'anni, per dimostrare praticamente che questo grande apparato di consulenze si trovavano e si trasformavano - come ha detto Sanna - poi si facevano le stesse, si adeguavano ai sistemi. E così verifichiamo che praticamente ci sono sempre state; le ha fatte Cabras, come le ha fatte Sassu, le ha fatte Scano, molto limitatamente forse rispetto ad altri, ma non c'è un Assessore di turno che non abbia fatto dei parchi persino di progetti.

Io ritengo praticamente che vadano valutati con molta attenzione e probabilmente si faranno le comparazioni, le faremo, così come voi richiedete i documenti anche noi ci stiamo facendo carico di chiedere i documenti in modo da fare le comparazioni. C'è qualcuno che le sa fare bene, altri le sanno fare male, comunque le faremo in questa sede, credo, col Presidente che è invitato a darle, come è stato chiesto, agli altri, come chiederemo che vengano date a noi attraverso gli stessi canali.

Per concludere vorrei dire una sola cosa: ieri era primo…vorremmo evitare perché se no è un merito, è un demerito, ci sono le passeggiatrici e i passeggiatori, d'ora in avanti mi farò carico, nei limiti del possibile, che quando vedo i passeggiatori, che si conoscono dal passo, che vengono da questa parte a rivendicare, magari con forza, studiare gli umori, da una parte e dall'altra, probabilmente cercheremo di essere più coerenti. Allora, per quanto mi riguarda non ho nulla da eccepire, se non raptus di follia che hanno cercato di danneggiare quella concertazione fatta, per migliaia di lavoratori, eccetera, ma lo diremo attraverso altri organi. Credo però che sia corretto fare un appello, io sono favorevolissimo a quest'articolo 16, non foss'altro, e colgo un invito ai miei colleghi, quelli che ieri magari si sono voluti divertire perché era il 1° aprile, per dare un segno forte, di approvare quest'articolo proprio per dimostrare, praticamente, che il tentativo di distruggere, ma non avere un progetto come si sta dimostrando in quest'Aula non serve e si sta danneggiando soltanto la Sardegna. Quindi un rigurgito di orgoglio, dopo possiamo fare tutto e il contrario di tutto. Dopo possiamo fare tutto e il contrario di tutto, fare la Conferenza evitando, io per primo ma anche gli altri, di adoperare termini… Anche i termini molte volte sono offensivi, sembra quasi che ci sia una grande cassa, che ci sia un imbroglio sotto e dietro ogni atto, praticamente, già ci sia l'imbroglio, la prevaricazione, ci sia praticamente il clientelismo o …(?) discrezionalità!

Amici cari, non c'è nessuno che può pontificare da questo punto di vista.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io avrei gradito, come credo molti giovani colleghi, giovani di presenza in questo Consiglio, che l'assessore Oppi avesse continuato nella sua premessa, lo farà credo a puntate, gliene saremo grati, perché a me, essendo appunto molto giovane del Consiglio regionale, alcuni passaggi sfuggono, ma certamente il professor Oppi è in grado di illustrare a noi del centrodestra, giovani del centrodestra, forse anche ai giovani del centrosinistra, c'è necessità di conoscere di più e credo che andrò a lezione dal professor Oppi, il quale mi illustrerà, per due cose è già intervenuto, per altre probabilmente ci sarà ancora tempo. Quindi non perdo tempo sulle premesse visto che quelle che ha fatto l'onorevole Oppi sono molto, ma molto importanti, per quanto mi riguarda, nella conoscenza di ciò che è successo negli ultimi vent'anni in Sardegna.

Relativamente a quest'articolo, mi meraviglia intanto un fatto che non so se i colleghi hanno notato: sono stati presentati quindici, sedici emendamenti, quattordici di questi emendamenti sono soppressivi totali per l'articolo, per i commi. Poi arrivano due emendamenti che, di fatto, soprattutto quello a firma dell'onorevole Pirisi, che mi meraviglia perché da un lato brucia completamente il DPEF e di fatto però nell'emendamento fa riferimento al DPEF, quindi bisogna che ci mettiamo d'accordo su questo. Questa manovra è fondamentale, è indispensabile perché il DPEF abbia piena attuazione. Non l'avrà certo comunque la piena attuazione, perché credo che di più si debba fare, però è fondamentale ciò che è scritto in questo articolo; è indispensabile che la Regione Sardegna, la Giunta regionale abbia la possibilità di progettare veramente. Non è possibile non approvare questo articolo, ed è un invito che io ovviamente faccio alla maggioranza che governa la Sardegna, perché è di straordinaria importanza.

L'altro emendamento fa riferimento alla veicolazione di queste risorse agli enti locali, province, comuni e comunità montane. Onorevole Sanna lei sa benissimo, avendo amministrato la provincia, conosce bene l'amministrazione degli enti locali e sa benissimo che non è con una manovra di questo genere che si risolvono i problemi per la creazione di un parco progetti negli enti locali; non è assolutamente questo il modo, anzi questo è il modo peggiore, è il modo per frenare, è il modo per non ottenere i risultati.

Quello che è importante, invece, è ciò che questo Consiglio regionale ha approvato, ed è il DPEF, e le linee tracciate dal DPEF devono avere le gambe e le gambe si hanno solo con questo articolo. Per cui ritengo che dobbiamo stabilire veramente una grande... E' un progetto organico questo, ecco bisogna dare gambe al DPEF, bisogna dare attuazione al DPEF, e per fare questo io credo, ma, per quanto mi risulta, anche dai colleghi del centrodestra c'è grande attenzione per questo articolo, che io credo debba essere approvato senza emendamenti, debba essere approvato in questo modo, perché questo io credo che sia veramente il modo corretto, ma soprattutto è l'unico modo, è l'unico strumento perché il centrodestra caratterizzi la sua azione politica e faccia capire ai sardi ciò che vogliamo fare. Lo abbiamo detto con il DPEF, vogliamo dare continuità e gambe con l'articolo 16.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, io non sono uno di quelli che intervengono ad ogni pie' sospinto e ad ogni occasione. Gli interventi che faccio sono solitamente misurati e anche rivolti, direi, ad acquisire ove possibile risultati che ritengo utili per la collettività e non per i singoli. Però l'ultimo intervento dell'onorevole Oppi in qualche maniera è stimolante.

Io mi permetto di fare qualche rilievo e qualche osservazione, perché, vede Presidente, un intervento di questo tipo che cade del vuoto, nel silenzio generale così come da quest'Aula è stato accolto, tolto qualche rimbrotto fatto silenziosamente dai banchi, è un intervento che quanto meno lascia perplessi nella migliore delle ipotesi, ma nella peggiore delle ipotesi tende a gettare dentro questa Assemblea regionale un clima, diciamo, poco confacente all'Assemblea stessa.

Per intanto, Presidente, io mi sorprendo - e me ne sorprendo sempre di più - che all'interno di quest'Aula si usi un linguaggio che col linguaggio parlamentare nulla ha a che fare. Presidente, mi consenta, lo dico e lo dico abbastanza scandalizzato, e mi meraviglia che la Presidenza dell'Assemblea, nel momento in cui ciò si verifica, non prenda una posizione e non inviti gli oratori a un linguaggio più confacente e più rispettoso di tutti. Ne sono sorpreso.

Infine, le chiedo scusa, assessore Oppi, ma io credo che nel suo intervento vi sia abbastanza risentimento per come le cose stanno andando in questi giorni relativamente a come i voti sulla finanziaria vengono espressi...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Per cortesia, consentite lo svolgimento dell'onorevole Balia.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Io credo, Presidente, che vi sia - mi scusi l'Assessore Oppi - un forte risentimento anche per il risultato del voto di ieri che ha visto affossare quattro provvedimenti, quattro ipotesi previste dall'Assessore all'interno della finanziaria.

In quest'Aula l'assessore Oppi ha voluto parlare a voce alta, allora voglio fare altrettanto. In quest'Aula, da parecchio tempo, nel mondo politico in generale, si sussurra che, se vi è un settore a forte gestione consociativa, quel settore è il settore della sanità. Però il consociativismo, badate, non riguarda tutti, mi dispiace. E allora ciascuno deve essere responsabile delle proprie azioni; il consociativismo riguarda le parti che al consociativismo e non al lavoro trasparente dentro l'Aula, evidentemente si prestano o si sono prestate. Naturalmente vi è un altro tentativo che, chiedo scusa, però è abbastanza infido, ed il tentativo è quello di dire: "Badate nessuno può scagliare la prima pietra" (non è vero, qualcuno la pietra la può scagliare per intanto), però il tentativo è quello di dire: "Nessuno può scagliare la prima pietra, perché in quest'Aula siete tutti colpevoli e corresponsabili di pratiche clientelari", come dire che se si è tutti colpevoli, cari colleghi, non vi è nessun colpevole. Io credo che non si renda un servizio né ai singoli né alla Giunta regionale né all'intera Assemblea regionale.

Se mi consentite, con molta semplicità io ne resto abbastanza sufficientemente, profondamente scandalizzato; né servono la Giunta regionale, nel suo insieme, se lo ricordi, né serve l'intervento dell'assessore Oppi per assolvere la Giunta regionale rispetto alle pratiche clientelari che l'assessore Pirisi si è rifiutato di rivelare anche sotto tortura e che però, cari colleghi della Giunta regionale, esistono.

Non assolvono proprio nessuno né quell'intervento né questi comportamenti, anzi, semmai, badate, se ci riflettete un attimino, finisce con l'essere un intervento di forte condanna. Allora ciascuno di voi provi a fare un esame di coscienza e quelle pratiche clientelari che ha mandato avanti a contenerle, perché alla storia dei progettisti che viaggiano da un paese all'altro nessuno di noi vi crede e nessuno di noi lo ammette neanche sotto tortura, diceva l'onorevole Pirisi, però sono cose di cui si sente sussurrare e la Giunta regionale finge indifferenza, così come continua a fingere indifferenza il presidente Pili rispetto alle richieste del periodo scorso. Tiri fuori gli scheletri dagli armadi, è così che si fa chiarezza, per oggi e per ieri, per la Giunta di centrodestra e per la Giunta di centrosinistra, però ha chiesto tempo. Ma, badate, che da quando ha chiesto tempo sono passati venti giorni, e allora, presidente Pili, senza voler fare interventi fuorvianti noi, visto che gli interventi fuorvianti li avete fatti voi, per cortesia vuole davvero ora tirarli fuori o ci deve costringere nuovamente ad adottare quella pratica della richiesta costante dentro quest'Assemblea? Badi che, non facendolo, lei si sta rifiutando di assolvere un suo preciso diritto e non sta mettendo l'Assemblea nelle condizioni di conoscere, attraverso un atto di trasparenza, ciò che la Giunta regionale tende ad occultare. Poco conta che quelle pratiche le si siano seguite ieri, non assolve nessuno. Tirate fuori quelle di ieri e tirate fuori quelle di oggi!

Nel merito, evidentemente, ma non sono intervenuto per quello, nel merito dell'articolo, assessore Masala, non lo condivido perché continuano a inseguire quelle pratiche e a riservarsi ambiti di discrezionalità che sono assolutamente esasperati.

PRESIDENTE. Prima di passare la parola per il prossimo intervento all'onorevole Cassano, volevo precisare, onorevole Balia, che anche ieri sono stati fatti reiterati inviti all'Assemblea per l'uso dei linguaggi. Spesso io l'ho fatto e devo fare un'annotazione, a me stesso prima di tutto, ma a tutti quanti noi, che il Regolamento, questa cosa così misteriosa di cui tutti parlano e che tutti vogliono modificare eccetera, è comodo a volte e a volte è scomodo. Allora, io non so se convocare anche un'ennesima Conferenza dei Capigruppo, per quanto possa servire; sta a ciascuno di noi, alla coscienza, all'educazione civile anche, oltre che morale, e anche al buonsenso, soprattutto, è la cosa più importante, il buonsenso, il senso comune delle cose. Se ciascuno di noi capisce cosa rappresenta qui dentro, se ha l'educazione sufficiente per attenersi a delle norme di comportamento in una comunità, che guarda caso è la massima espressione del popolo sardo, la massima istituzione, guarda caso è l'Assemblea parlamentare sarda, come voi dite, il Consiglio regionale della Sardegna, come io preferisco dire fino a quando non sarà elevata a livello di Parlamento ancora non lo è. Altre regioni, altri popoli, altri paesi hanno avuto anche l'accortezza di fare anche questo. Non la è ancora, meno male! Figuriamoci se dovessero andare a vedere il nostro tipo di interventi! Allora mettiamoci d'accordo: il Regolamento lo applichiamo? Lo applichiamo tutto! Ma lo applichiamo tutto! Oppure il buonsenso, onorevole Balia, perché se io applicassi il Regolamento, veramente sarei il primo ad essere infoibato almeno da metà dell'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà. L'onorevole Vassallo, chiedo scusa.

VASSALLO (R.C.). A dire la verità non avevo chiesto di intervenire. Volevo soltanto prenotare...

PRESIDENTE. Allora mi hanno segnalato male, abbia pazienza. Non intende intervenire?

VASSALLO (R.C.). Al limite intendo intervenire dopo Cassano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Presidente, potrei anche fare a meno di intervenire, soprattutto dopo ciò che ha detto l'onorevole Balia che mi trova perfettamente d'accordo. Però credo che due parole soprattutto da parte di chi in questi giorni è intervenuto poco perché, tutto sommato, devo dire sconcertato per quanto è avvenuto e per il fatto che si sta mandando avanti questa cosiddetta manovra anche a costo di sbattere la testa contro il muro continuamente, credo che due parole anche per quanto è avvenuto stamane che poi non è un fatto isolato ma si sta verificando spesso, ormai il frasario usato in questo Consiglio è un frasario che starebbe molto bene fuori di qui, magari in luoghi abbastanza vicini tipo il porto o posti anche peggiori che evidentemente qualcuno è abituato a frequentare. Qualcuno, dico, casi eccezionali, ma qualcuno evidentemente tratta con questi concetti, con queste cose e con certe abitudini.

Il guaio è che la lingua batte dove il dente duole, qui c'è un nervo scoperto che affiora continuamente tutte le volte che si entra in questo discorso delle consulenze e non ci si entra per colpa dell'opposizione, né per colpa di tante persone per bene della maggioranza che sono ugualmente infastidite ed irritate da questo ripetersi, da questo insistere su queste pretese della Giunta.

Qui c'è un problema. E` un problema grosso, è un problema di trasparenza, è un problema di via libera all'arbitrio. Qualcuno ha deciso che in quest'ultima fase, soprattutto in quest'ultima fase, ci vuole una grossa massa di manovra finanziaria in modo tale che certi risultati di un certo tipo si possano ottenere e si possano ottenere soprattutto in vista delle prossime elezioni. Obiettivi strategici, onorevole Pili, è vero che sta parlando con una neo autorità...

GRANARA (F.I.-Sardegna). L'ambiente portuale è diverso.

DORE (La Margherita-D.L.). Parlavo di ambiente portuale, non mi riferivo all'onorevole Granara che è persona molto educata e quindi certamente non è da coinvolgere in questo discorso.

Obiettivi strategici, evidentemente adesso si sta riferendo a quelli del turismo, visto che l'onorevole Frongia evidentemente è sensibile a questi problemi, ma quali sono gli obiettivi strategici? Se qualcuno ha voglia, e qualcuno l'ha fatto, di rileggersi il documento di programmazione, veramente quello che si capisce è poco, o meglio qualcosa si capisce; si capisce che anche chi ha redatto il documento di programmazione che, sappiamo bene, probabilmente era un consulente esterno, aveva capito molto bene questo discorso; è chiaro che per disporre di cose del genere ci vogliono molti soldi. Ci vogliono molti soldi che non sempre vanno, anzi di solito non vanno a chi è in grado di fornire un servizio importante, serio, utile per l'amministrazione ma vanno per opere clientelari, per la nomina di gente che poi produce documenti di questo genere. Documenti di questo genere sui quali ci sarebbe da fare tante risate, però il guaio è che costano cari, costano molto cari, costano decine di milioni, centinaia di milioni e chi più ne ha più ne metta.

Allora a questo punto, ancora una volta faccio quella domanda che ho già fatto tante volte: "Cari colleghi, e non colleghi, perché in Giunta ci sono anche degli Assessori che non sono colleghi come consiglieri, ne valeva la pena?"

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori. Ne ha facolltà.

DETTORI (Gruppo Misto). Intervengo per dichiarare il mio voto contrario all'articolo 16 per molti motivi...

PRESIDENTE. Non siamo alle dichiarazioni di voto, forse l'hanno invitata a non intervenire.

DETTORI (Gruppo Misto). Dichiaro il voto.

PRESIDENTE. Ma non siamo in dichiarazioni di voto.

DETTORI (Gruppo Misto). Non siamo in dichiarazione di voto, posso intervenire?

PRESIDENTE. Deve intervenire, prego.

DETTORI (Gruppo Misto). Siamo in discussione generale. La mia contrarietà per diversi motivi ma per uno in particolare che è il comma 2 e su questo ritengo molto corrette le argomentazioni che finora sono state fatte, voglio chiedere alla Giunta e all'Assessore se col comma 5 avevano intenzione di assolversi dai commi precedenti. Naturalmente non credo che in Commissione vengano mandati gli elenchi dei progettisti e delle personalità che verrebbero incaricate di studi di fattibilità, progettazione e quant'altro per la realizzazione di obiettivi non meglio precisati.

E credo che sulla trasparenza di cui tanto qua si è parlato, sarà necessario prima o poi aprire un dibattito realmente trasparente e provare a smetterla di lanciare accuse striscianti che colpiscono tutti ma nessuno in particolare. Ed allora, guardate, il linguaggio che viene utilizzato in quest'Aula, talvolta piuttosto imbarazzante per la trivialità che ne contiene, sembrerebbe comprensibile per tutti ma a volte viene il sospetto che sia comprensibile solo per alcuni.

E anche questa questione degli scheletri, a fine legislatura scriveremo un romanzo sugli scheletri presunti, reali o tali; io credo che non sia più accettabile e che non sia accettabile dalla Presidenza che si possano aprire discussioni sull'onestà intellettuale, diciamo così, dei singoli consiglieri regionali. Bisogna smetterla con l'idea che aleggia nel centrodestra che facendo in modo che tutti siano uguali, la loro diversità nel governare la Sardegna venga nascosta; allora forse bisogna dire a voce molto alta che vi sono differenze sostanziali e che allora bisogna iniziare ad elencarle queste differenze e quindi forse la Presidenza, quando vengono lanciate accuse di tal vigore, dovrebbe interrompere gli interventi di chiunque li faccia. Non è questo il luogo per regolarsi conti a noi sconosciuti e bisognerebbe davvero che quest'Aula la smettesse!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, credo che questo articolo 16 abbia la caratteristica di introdurre in legge finanziaria una di quelle innovazioni, una di quelle caratteristiche del programma del centrodestra, cioè quello di andare verso un cambiamento del modo di fare politica. Io sono estremamente convinto che sia sempre più necessario distinguere la funzione esecutiva dalla funzione legislativa proprio nel concetto della democrazia dell'alternanza e cioè chi governa deve avere la possibilità di governare realmente essendo la sua attività limitata solamente al voto del popolo, che al termine di una legislatura valuta ciò che è stato fatto e ciò che non è stato fatto, cioè l'approva oppure irrimediabilmente la condanna ad andare all'opposizione; però per fare questo e perché ciò avvenga è necessario che chi ha la maggioranza e chi governa, governi realmente!

Questa questione delle consulenze alla quale l'opposizione fa tanto riferimento è una questione che intanto ha stancato perché è da sei settimane che la sentiamo come un ritornello incessante, sei settimane quando noi invece avremmo dovuto, per Regolamento, e quindi qua mi rivolgo anche a quanto poc'anzi ha detto il Presidente, Regolamento che s'invoca quando fa solamente piacere, quando torna utile e comodo e che si disattende nel 99 per cento delle volte quando strumentalmente si deve abusare per fare i propri comodi.

Allora, Presidente Pili, la prego, la invoco, ma glielo dia quest'elenco, io capisco anche che lei per par condicio non glielo voglia dare perché nel darlo, deve dare anche quello della scorsa legislatura e che lei vuole tutelare e difendere l'immagine del centrosinistra per quanto ha fatto alla scorsa legislatura, ma glielo dia, perché così questo ritornello finisce.

Sono convinto, Presidente, che chi governa, i propri consulenti e nelle progettazioni se li possa scegliere, l'importante è che non rubi, che non si metta denaro in tasca; e noi questo non l'abbiamo fatto e credo che non l'abbiano fatto neanche gli altri, però è giusto che chi governa, i propri progettisti, i propri consulenti di fiducia se li scelga, ma glielo comunichi una volta per tutte, così la smettono di angosciarci, perché la finanziaria e l'opposizione è improntata solo su queste cose, su concetti, su proposte, su costruzione non ce n'è! Lo vediamo anche con quale accanimento siamo dalle 10 qui per discutere un articolo, l'articolo 16 nel quale ci sono sedici emendamenti, quattordici sono soppressivi, due sono costruttivi, secondo il modo di pensare dell'opposizione, e sono costruttivi per bloccare tutto quanto, perché intanto sono limitativi, perché prevedono che questo fondo possa essere utilizzato solo e esclusivamente per opere pubbliche, importanti ma che non esauriscono tutto lo scenario dell'attività programmatoria e che sovrintende alle operazioni di sviluppo e un altro addirittura vuole paralizzare tutto quanto prevedendo che le anticipazioni di questo fondo debbano avvenire su quell'attività di programmazione, quindi atti, delibere da parte degli enti locali che guarda caso per ciò che riguarda la legge 37 all'articolo 19 si è dimostrata totalmente inesistente e quindi incapace di dare sviluppo e dare seguito a quell'iniziativa.

Quindi la proposta va proprio nella direzione di bloccare tutto, questo perché l'opposizione è per la conservazione, questo perché l'opposizione quando guarda al futuro, guarda dallo specchietto retrovisore e non guarda certamente in avanti, questo perché ancora una volta si dimostra che quest'opposizione vuole solamente demolire e vuole bloccare. Siamo dal 26 di febbraio in Aula, siamo ancora nella fase iniziale, se non saremo forti e capaci di resistere a quest'attività di pressione che viene esercitata con centinaia di emendamenti, ne vengono preannunciati altri duecento emendamenti agli emendamenti a sostegno del piano straordinario del lavoro, si vuole demolire una maggioranza che certamente non ha la coesione e la capacità di resistere a quest'attività di pressione per ottenere quello che evidentemente, con la forza delle ragioni, con la forza delle idee diversamente quest'opposizione non riesce ad ottenere.

FADDA (La Margherita-D.L.). Hai detto bene.

PIRISI (D.S.). Hai detto bene.

PRESIDENTE. Con l'intervento dell'onorevole Balletto terminano i lavori, ci vediamo alle 15.30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 26.