Seduta n.47 del 09/03/2000 

XLVII SEDUTA

GIOVEDI' 9 MARZO 2000

Presidenza del Vicepresidente SPISSU

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Vicepresidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 29.

Licandro, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 25 febbraio 2000, che è approvato.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:

"Norme per la nomina e la durata in carica degli organi degli enti regionali". (54)

(Pervenuto il 7 marzo 2000 ed assegnato alla prima Commissione.)

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge:

"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale

della Regione (Legge finanziaria 2000)" (21/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 21. Nella precedente seduta era iniziato l'esame dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti, sui quali il relatore e la Giunta hanno già espresso i loro pareri.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Ieri lei era assente e mi pare che presiedesse il vicepresidente Carloni quando abbiamo chiesto all'Assessore dei lavori pubblici, l'onorevole Ladu, la documentazione necessaria per poter valutare se sia opportuno confermare o ritirare alcuni emendamenti che abbiamo presentato. Per cui forse è utile sentire la dichiarazione dell'assessore Ladu.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Io credo che su nessun altro capitolo del bilancio sia stata chiesta una documentazione specifica. La documentazione in possesso dell'Assessorato dei lavori pubblici è quella di cui dispone anche il consigliere Cugini.

Per quanto riguarda i dati relativi ai finanziamenti ai comuni, la relativa documentazione verrà prodotta entro il 30 settembre 2000, così com'è scritto nel collegato alla legge finanziaria. Ciò significa che, ad oggi, l'Assessorato dei lavori pubblici non è in grado di verificare quali somme sono state impegnate dai comuni per le opere pubbliche.

Io, invece, avevo fatto un'altra considerazione, ma forse l'onorevole Cugini non è stato attento: stranamente, i fondi che si è chiesto di aumentare erano stati precedentemente ridotti anche sulla base del programma predisposto negli anni scorsi. Nella legge di bilancio approvata l'anno scorso erano previste determinate spese che quest'anno non sono state confermate. Praticamente, con questi emendamenti, abbiamo voluto perlomeno riportare la dotazione dei capitoli relativi a tali spese allo stesso livello degli anni scorsi. Tutto qui.

Altra documentazione non ce n'è e non ce ne può essere, perché, come ho detto prima, per quanto riguarda i finanziamenti ai comuni noi presenteremo un rendiconto, così come previsto dal collegato alla finanziaria, entro il 30 settembre 2000.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Assessore Ladu, io non ho firmato nessuno di questi emendamenti, quindi non ho titolo per ritirarli. La mia richiesta si basava sulle indicazioni date dai colleghi per quanto attiene agli emendamenti e soprattutto sulla risposta che lei ha iniziato a dare ieri. Quindi, non c'è da parte mia nessun accanimento per ridurre le risorse che vengono assegnate con l'articolo 9. La considerazione che lei ha fatto in merito a questo aspetto è pertanto fuori luogo. Ho chiesto di intervenire proprio perché sono stato attento all'illustrazione degli emendamenti e alle risposte che ha dato lei, non avendo, ripeto, partecipato alla stesura degli emendamenti stessi.

Ieri noi abbiamo chiesto di conoscere con esattezza a quali comuni si riferiscono gli stanziamenti a valere sui capitoli indicati negli emendamenti presentati dalla Giunta regionale. Non ci interessa tanto avere un resoconto analitico, che indichi cioè quanto è stato speso, quanto rimane da spendere e in che modo si effettuerà la spesa nei prossimi anni, quanto conoscere il programma che lei deve naturalmente aver predisposto dopo il confronto avuto in Giunta con l'Assessore della programmazione per ottenere un insieme di finanziamenti volti a soddisfare determinate richieste.

Questo è il concetto. Lei dice che si tratta di "impegni, precedentemente assunti". Benissimo, ma quali sono questi impegni e quanti di essi sono andati a buon fine?

Questo è il programma che volevamo conoscere per poter dire: "Va bene, su questa parte ritiriamo l'emendamento che abbiamo presentato perché l'investimento è andato buon fine e non occorre reintervenire". Lei, invece, cercando di aprire un'inutile polemica - ma io non voglio polemizzare con lei -, si limita ad accusarmi di non essere stato attento. Si sbaglia, io sono stato assolutamente attento, le sue risposte invece non sono state esaustive.

Ripeto, io non sono firmatario degli emendamenti e pur avendo partecipato alla discussione non posso contribuire - questo lo dico soprattutto al presidente Floris -, così come avevamo dichiarato in diverse occasioni, allo snellimento dei lavori perché l'illustrazione che è stata fatta dai colleghi conferma un'impostazione di natura economica. La risposta che l'Assessore ha dato è stata carente, il programma che noi abbiamo richiesto non viene proposto alla nostra attenzione, quindi non posso dare nessun contributo per quanto riguarda la conferma o il ritiro degli emendamenti da noi presentati.

Preannuncio che intendo fare mio l'emendamento sulla borgata di Ottava, presentato e poi erroneamente ritirato dal collega Piana, ma sono pronto a ritirarlo in presenza di un impegno preciso da parte della Giunta in merito all'argomento che questo emendamento pone alla nostra attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo per una questione preliminare: ieri sera, prima di chiudere la seduta, è stato chiesto al vicepresidente Carloni di comunicare esattamente quali emendamenti erano stati accolti dalla Giunta e quali no. Sarebbe opportuno avere questo dato, in quanto dall'intervento poc'anzi svolto dall'Assessore dei lavori pubblici non si è capito quale sia il suo parere sui singoli emendamenti.

PRESIDENTE. Se questa richiesta ha carattere pregiudiziale, io non ho difficoltà a riassumere lo stato dell'arte. L'assessore Ladu, a nome della Giunta, non accoglie gli emendamenti numero 98, 187, 97, 186, 96, 94, 95, 100, 99, 185 e 93.

Esprime, invece, parere favorevole sugli emendamenti numero 33 e 179 qualora si trovi una diversa copertura finanziaria, 34 e 21. L'Assessore Pittalis, inoltre, non accoglie l'emendamento numero 101.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Faccio mio l'emendamento numero 32, che l'assessore Ladu aveva inizialmente accolto, ma che poi è stato ritirato.

PRESIDENTE. Quell'emendamento non è stato accolto proprio perché è stato ritirato.

FADDA (Popolari-P.S.). No, era stato accolto perché l'assessore Ladu aveva espresso parere favorevole; successivamente è stato ritirato.

PRESIDENTE. Informo i colleghi che è in corso di predisposizione un emendamento di sintesi degli emendamenti numero 32, 33 e 34.

FADDA (Popolari-P.S.). Comunque, in attesa che venga presentato l'emendamento di sintesi (vorrei, tra l'altro, partecipare alla predisposizione di questa sintesi, se fosse possibile) faccio mio l'emendamento numero 32, ricordando all'Assessore che su di esso aveva espresso parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Vorrei, signor Presidente, tentare di ricapitolare a me stesso la situazione alla quale, dopo la nostra sollecitazione, ci ha condotto l'assessore Ladu.

Intanto, è bene che vengano sottolineate in quest'aula le modalità con le quali la Regione affronta la responsabilità della spesa pubblica. "Non siamo in grado" - afferma l'Assessore - "di fornire un rendiconto esaustivo della spesa in materia di opere pubbliche; lo faremo entro il 30 settembre", se ci riusciranno, aggiungo io, perché a questo punto mi pare inverosimile che se una struttura assessoriale non è in condizioni di illustrare all'Aula lo stato dell'arte sulle opere di sua competenza nel momento in cui assume decisioni così rilevanti, dubito che il 30 settembre, come sostiene l'Assessore, sarà in grado di produrre un rendiconto sulle opere medesime.

Non siamo, dunque, in grado di produrre ora una documentazione adeguata, tuttavia decidiamo che il parametro di riferimento in base al quale governiamo la spesa è lo stanziamento degli anni precedenti. Questa mi sembra l'unica linea di conduzione ispiratrice del modello di programmazione che ha seguito l'assessore Ladu. Quindi alla nostra richiesta di conoscere la programmazione, che mi rendo conto può essere anche di massima, può cioè indicare i principi guida generali attraverso i quali si intende procedere per quest'anno al finanziamento di opere pubbliche, soprattutto con riguardo a quelle di interesse regionale, ci sentiamo rispondere che non si è in grado di produrre una documentazione al riguardo.

A me non preoccupa il fatto che si tratti di una palese giustificazione, che ritengo abbastanza comprensibile, mi preoccupa invece ciò che sottende questo tipo di giustificazione. E voglio essere molto chiaro: questo modo di procedere è improntato a una consuetudine ormai radicata nell'amministrazione regionale, quella di fissare le poste e lasciare alla massima discrezionalità le modalità con le quali assegnare i finanziamenti a Tizio e a Caio, come avveniva in un tempo remoto, quando i nostri sindaci, con molta fatica e con i mezzi di allora, erano costretti a venire a Cagliari per chiedere ad ogni Assessorato assicurazioni sul finanziamento per fare questo e quello e dare un segnale di ripresa alle nostre comunità.

E' complessivamente una concezione che ci riporta indietro di qualche anno, ma avrei sperato in un'indicazione diversa, e neppure lei ci ha aiutato, Assessore, a dare una giustificazione leggermente più nobile rispetto a quella che è stata data, e cioè "Vogliamo avere un riferimento alla posta dell'anno precedente". Questo non è un modo accettabile di governare la spesa, né di rendere conto ai cittadini di come vengono spesi i fondi pubblici.

Lo stato delle necessità di questa regione si deve conoscere, perché se lei, Assessore, afferma che c'è un programma, che ci sono dei fabbisogni pregressi, noi dobbiamo conoscerli; non possiamo, infatti, permetterci di fare ragionamenti o esprimere valutazioni che non siano corrispondenti alla realtà. Tuttavia ne prendiamo atto con amarezza. Purtroppo saremo anche costretti a dire ai nostri amministratori che questo è il criterio che guida la spesa regionale, e che dovranno attrezzarsi e organizzare delle comitive per recarsi nelle sue segreterie a chiedere i finanziamenti per i loro fabbisogni.

Andremo per altro in delegazione anche dal parroco di Isili, per informarlo che non solo lei cita il fatto che in quel paese non si può celebrare la messa perché non esiste una chiesa (questo aspetto potrebbe riguardare anche i cattolici praticanti, come me, per i quali la messa è importante a prescindere dal luogo in cui si celebra, ma la mia osservazione si riferiva alle strutture di valore artistico particolare), ma anche che lei, pur avendo constatato che l'edificio non è agibile, come conseguenza logica chiede il raddoppio dei fondi del capitolo che riguarda gli investimenti su programmi di interesse regionale e mantiene inalterati proprio quelli che invece consentirebbero al suo Assessorato di attivarsi per risolvere questi problemi. Questo è il sunto.

Lei, sostanzialmente rifiuta tutti gli emendamenti che le hanno proposto non l'umiliazione di una revisione complessiva della sua strategia, ma una rimodulazione ponderata delle poste dell'articolo 9. Le voglio però leggere anche il parere della prima Commissione su questo articolo 9, che è in effetti il parere della sua maggioranza: "Si ritiene non condivisibile inoltre quanto previsto all'articolo 9 della finanziaria in materia di opere pubbliche di interesse locale e regionale". Tale previsione" - dicono i suoi colleghi della maggioranza - "appare contestabile non soltanto sotto il profilo della riduzione delle poste, che vengono quasi dimezzate, ma anche perché le modalità di gestione dell'intervento si pongono in contrasto con i principi ispiratori della legge regionale numero 25 del 1993".

Lascio a lei le deduzioni e il collegamento a quello che dicevo poc'anzi in ordine ai criteri seguiti nel governo della spesa pubblica, che devono essere trasparenti e conosciuti da tutti, perché solo così in questa Regione tutti saranno in condizione di avere pari opportunità. L'anomalia è che non riusciamo a dare un colpo di reni per trasformare la filosofia di questa Regione, che come ho descritto prima è spesso legata a un'eccessiva discrezionalità di chi governa, introducendo criteri meritocratici basati su capacità progettuale e giustificazione economico-strutturale-funzionale degli interventi. Noi questo colpo di reni non riusciamo a darlo perché, evidentemente, siamo ancora legati a una concezione di sviluppo egocentrico.

Noi vogliamo produrre sviluppo non in relazione ai parametri, ai valori, ai criteri che sono ormai in uso comune, però, anche questo aspetto fa parte di un giudizio che abbiamo speso, e che siamo amaramente costretti a riconfermare, sulla filosofia ispiratrice di questa Giunta. Lo dico anche riguardo a quello che l'Assessore ha detto sulle progettazioni. Badate, anche per quanto riguarda le progettazioni è in uso un costume abbastanza noto: ogni volta che cambia l'Assessore, poiché cambiano gli indirizzi e le priorità, cambiano anche gli interventi sulle progettazioni, facendo in modo, sistematicamente, che i fondi che si sono investiti sulle progettazioni decise nella legislatura precedente vengano classificati come spese non giustificate, che quindi aggravano ulteriormente il bilancio della Regione.

Per altro, mi rendo conto che non siamo neanche in grado di attivare i fondi necessari per dare una speranza ai giovani disoccupati. Invece, Assessore, lei ci propone, paradossalmente, un parere favorevole all'emendamento 21, sul quale io vorrei capire di più, perché mi pare che in questo emendamento manchi solo una riproduzione fotografica del beneficiario, vale a dire che lei sostiene, in generale, l'impossibilità di darci conto di una programmazione sensata dei finanziamenti di cui al comma 1 dell'articolo 9, e poi esprime parere favorevole su questo emendamento, che in qualche modo prevede un intervento specifico, con una scansione di cifre molto ragionata, e che, quindi devo dedurre sia riconducibile a fattori che lei conosce abbastanza bene e che contraddicono la sua affermazione iniziale.

Noi ribadiamo complessivamente un parere molto critico su questo modo di procedere e manteniamo gli emendamenti da noi presentati, perché vogliamo che dagli atti consiliari risulti questa contraddizione procedurale e di ragionamento che lei ha seguito in questa fase, il che ci sarà utile per avere la solidarietà anche degli amministratori locali, che su questa partita dovranno essere edotti compiutamente anche per poter concorrere a quelle opportunità che purtroppo non sono date in maniera paritaria.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 101 mi sarei aspettato di tutto tranne che su di esso esprimesse un parere negativo l'Assessore Pittalis. Egli infatti non c'entra niente, perché questo emendamento non è in correlazione con la spesa, ma interviene nel contesto della legge numero 29. Mi sarei aspettato un intervento da parte dell'Assessore competente, che proponesse, magari, un rinvio della materia oggetto dell'emendamento ad un'autonoma proposta di legge, e non un parere contrario senza neppure verificare a fondo qual è il carattere ispiratore dell'emendamento stesso, sul quale io mantengo la sua proposizione perché risulti, comunque, che c'è traccia di una volontà di procedere a una modifica della legge numero 29, guardando alla realtà della Sardegna sempre secondo il principio della buona amministrazione e delle pari opportunità.

PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Sanna.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 101 si riferisce a un problema molto complesso che espliciteremo, evidentemente, in una sede diversa, per far sì che la legge sui centri storici possa essere applicata in modo più esaustivo nel nostro territorio, in considerazione dei vincoli che purtroppo esistono, che non abbiamo certamente concorso a creare, ma che discriminano i cittadini sardi per i quali noi lavoreremo.

Concludo ricordando a lei, assessore Ladu, e all'intera Giunta, che questo è un passaggio che io ritengo estremamente importante, e invito i colleghi a riflettere su questo. Rimarrà agli atti che nell'anno 2000, nell'anno del Giubileo, questa Giunta ha ripreso un itinerario disconoscendo, anche sotto il profilo della sensibilità più naturale, il momento storico che viviamo, i bisogni reali in ordine a quello che è il nostro patrimonio più pregevole, il territorio, e compromettendo notevolmente le opportunità di sviluppo economico e anche occupazionale nella nostra Isola.

PRESIDENTE. E' pervenuto l'emendamento di sintesi degli emendamenti numero 32, 33 e 34. Se ne dia lettura.

Licandro, Segretario:

Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE

Copertura finanziaria degli emendamenti 32/33/34 - opere pubbliche

E' autorizzato lo stanziamento complessivo di lire 35.000.000.000 per l'anno 2000 per l'attuazione dei seguenti interventi:

- opere pubbliche di interesse regionale £ 14 miliardi (cap. 08029-03);

- opere acquedottistiche e fognarie £ 11 miliardi (cap. 08035-03);

- opere pubbliche di interesse sociale £ 10 miliardi (08015-03).

All'onore conseguente alla provvista finanziaria, valutato in lire 4.000.000.000 per gli anni dal 2000 al 2012, si provvede mediante riduzione di pari importo e per gli stessi anni della autorizzazione di spesa di cui all'art. 8, comma 2, lett. a) della L.R. 1/99 e successive modificazioni. (288)

PRESIDENTE. Per illustrare questo emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

Pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 288, che rappresenta la sintesi degli emendamenti numero 32, 33 e 34, sostanzialmente riduce gli importi degli stanziamenti previsti in detti emendamenti e ripristina gli stanziamenti che - mi rivolgo a lei, onorevole Gian Valerio Sanna - erano già previsti da una legge finanziaria predisposta dal centrosinistra. Quindi, se lei oggi intende formulare accuse di centralismo regionale, lo deve fare guardando al passato, anche recentissimo. Noi stiamo infatti mantenendo gli impegni previsti nella legge finanziaria del 1999.

Vorrei spendere una parola per chiarire il concetto di opere di competenza della Regione, perché sembra quasi che ci sia un tentativo di espropriare gli enti locali di funzioni e competenze proprie, e di accentrare presso l'Assessorato dei lavori pubblici non so quali competenze. Noi rispettiamo le competenze che sono previste in legge, e ricordo che sono di competenza della Regione le opere portuali e aeroportuali, che non possono certamente realizzare i comuni isolatamente, anche perché riguardano interessi sovracomunali, propriamente regionali, le opere di viabilità di interesse regionale, le opere idrauliche di seconda e di terza categoria, gli interventi per la valorizzazione e la salvaguardia dei laghi salsi, le opere concernenti il demanio e il patrimonio della Regione e le opere urgenti di prevenzione e soccorso a tutela della pubblica incolumità a seguito di calamità naturali che non rientrino nella competenza primaria degli enti locali o dello Stato.

Voi comprendete bene che non possiamo sguarnire il capitolo di bilancio relativo a queste opere che sono importantissime e certamente, quindi, quanto detto dall'onorevole Gian Valerio Sanna, ma anche da altri consiglieri dell'opposizione, deve tenere conto del quadro complessivo e soprattutto delle risorse che sono state già assegnate agli enti locali.

In questo modo mi pare che si riporti il sistema della provvista finanziaria ad equilibrio, tenuto anche conto che il Quadro comunitario di sostegno prevede stanziamenti che sono valutati in circa 190 miliardi proprio a favore degli enti locali, sempre per opere di interesse pubblico. Quindi noi confermiamo, con la presentazione di questo nuovo emendamento che sostituisce gli emendamenti numero 32, 33 e 34, l'orientamento già espresso da questa Giunta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 288 ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su questo emendamento il relatore si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'opportunità della discussione sull'articolo 9, in cui viene trattato il problema delle opere pubbliche d'interesse locale e regionale e, in particolare, rifacendomi alla risposta data dalla Giunta sull'emendamento numero 93, intendo sottoporre a quest'Aula un problema estremamente importante e grave di cui parlano a tutta pagina i quotidiani locali, che sta esplodendo in modo drammatico e che condizionerà la nostra economia e probabilmente anche lo stesso regolare sviluppo civile della nostra comunità regionale. Mi riferisco al problema della crisi idrica.

Le notizie le ha diffuse lo stesso assessore Ladu: su una capacità complessiva di 1 miliardo e 400 mila metri cubi dei nostri invasi artificiali, la disponibilità d'acqua è di appena 400 milioni di metri cubi, quindi, una disponibilità ancora più contenuta rispetto a quella che si registrò nel 1995, anno in cui si verificò l'ultima grande crisi idrica in Sardegna.

Noi ci stiamo apprestando a vedere in ginocchio le nostre comunità urbane, prive di questo bene essenziale per la vita civile, che è l'acqua; probabilmente vedremo in ginocchio la nostra agricoltura, e non vorrei che anche questa volta, così come accadde nel 1995, dovessimo apprestarci, soprattutto all'approssimarsi della stagione estiva, ad affittare le navi cisterna per importare dal Continente l'acqua di cui le nostre industrie abbisognano, un'esigenza, questa, che rende la nostra Isola paragonabile ai Paesi del Terzo Mondo, ai paesi in via di sviluppo.

Allora, di fronte a questa crisi drammatica che si sta profilando, per effetto senz'altro della diminuzione della piovosità, ma anche perché tutto quello che si poteva fare per quanto riguarda il problema dell'approvvigionamento idrico non è stato fatto, credo che vadano considerate tutte le possibilità e che nessuna opportunità vada trascurata. Ecco perché respingere senza un minimo di riflessione i contenuti dell'emendamento numero 93, significa davvero che noi non abbiamo coscienza del dramma che si sta configurando per la nostra Regione in relazione al deficit idrico che la caratterizza.

Questo emendamento tende a risolvere un problema che non riguarda la costruzione di nuovi invasi, ma semplicemente la possibilità di utilizzare due invasi di piccole dimensioni già esistenti, che attualmente il Servizio nazionale dighe ha dichiarato non utilizzabili per il fatto che questi bacini hanno necessità di essere messi in sicurezza, con la realizzazione di alcuni lavori che consentano di utilizzare tutta la loro capacità. Sono due bacini realizzati in passato per servire di acqua potabile e per uso industriale le imprese minerarie che sono attualmente di proprietà di enti regionali. Quindi si tratta di un problema che attiene al patrimonio della Regione e, tutto sommato, con spese contenute, questi bacini possono essere ripristinati e utilizzati per evitare che si ripeta ciò che sta avvenendo oggi per uno di questi sbarramenti artificiali, mi riferisco allo sbarramento di Bellicai, in comune di Iglesias, che praticamente è stato messo fuori servizio (sono state aperte le valvole di fondo) proprio perché non si riesce a intervenire con uno stanziamento, tutto sommato contenuto, di circa 1 miliardo e mezzo. La stessa cosa si può dire per il piccolo bacino di Donegani in comune di Guspini.

Un altro problema che è presente in questo emendamento, che, a mio avviso, dovrà essere ripreso dal Consiglio regionale e del quale certamente io avrò occasione di riparlare in quest'aula, è quello relativo all'utilizzo delle risorse idriche sotterranee.

Voglio soltanto fare un accenno a questo problema, in questa circostanza, perché le risorse idriche sotterranee nel piano acque sono state interamente trascurate o non considerate, contrariamente a quanto avviene nelle restanti regioni d'Italia, dove i fabbisogni idropotabili sono soddisfatti, con percentuali variabili tra il 60 e l'80 per cento, dalle falde sotterranee. In Sardegna queste acque sono state totalmente trascurate dalla pianificazione, nonostante nei bacini idrogeologici della Sardegna esista una capacità di accumulo di acque piovane superiore alla massima capacità di accumulo prevista nei bacini artificiali.

In altre parole, nei bacini idrogeologici della Sardegna è stata calcolata una capacità di accumulo complessiva di circa 1 miliardo e 900 milioni di metri cubi d'acqua, contro 1 miliardo e 400 cento milioni di metri cubi invasabili nei bacini artificiali. Si tratta evidentemente di una risorsa di grande rilevanza, trascurata nella programmazione, trascurata nel regolare utilizzo dell'acqua e trascurata soprattutto negli studi effettuati per conoscere la consistenza delle falde sotterranee e le possibilità di prelevamento dell'acqua in esse contenuta.

Dico che le risorse idriche sotterranee sono state trascurate perché allo stato attuale solo una piccola quantità di queste acque (comunque rilevante, perché si tratta di 300 milioni di metri cubi) viene utilizzata prevalentemente per usi civili, ma anche in agricoltura e in parte nell'industria. Questa risorsa non viene in ogni caso considerata per il contributo che potrebbe dare: sono stati censiti pozzi sparsi in tutto il territorio regionale la cui disponibilità d'acqua è pari a 300 milioni di metri cubi.

Cioè, qua ci stiamo avvicinando, senza che ce ne accorgiamo, a una capacità di approvvigionamento dalle falde sotterranee che è pressoché simile alla disponibilità dei nostri invasi artificiali.

Ma del problema delle acque sotterranee, che rappresentano una grande potenzialità e possono essere utilizzate tra l'altro a basso costo, senza ricorrere a investimenti per centinaia e centinaia di miliardi, non sempre spesi bene, avremo occasione di riparlarne. E da questo punto di vista gli esempi sarebbero tanti: non mi riferisco alla nuova diga dell'Oristanese, ma, per esempio, alla diga realizzata nel territorio di Siliqua, la cui progettazione è costata 10 miliardi. A distanza di vent'anni dall'inizio della sua costruzione, questa diga non è ancora in funzione, nonostante siano stati spesi oltre 100 miliardi. Allora, io credo, tenuto conto che i costi per conoscere la reale potenzialità delle falde sotterranee sarebbero contenuti, che sia indispensabile per l'amministrazione regionale porsi questo problema. Io, ripeto, ne riparlerò in altre circostanze ed anche nel corso della discussione della finanziaria.

L'emendamento numero 93 contiene il comma 8, che è anch'esso relativo all'utilizzo di acque sotterranee, per le quali non esiste più la necessità di effettuare degli studi, né di accertarne i quantitativi, essendo questi ampiamente conosciuti. Approfonditi studi sono stati fatti, per esempio, sulla falda sotterranea del bacino idrogeologico dell'Iglesiente, che è collegata alla risalita delle acque dopo la fermata dell'impianto di eduzione della miniera di Monteponi, e che può erogare 600 litri d'acqua al secondo, cioè 12 milioni di metri cubi all'anno, che equivalgono alla capacità complessiva di molte piccole dighe presenti in Sardegna. Allora tutti sapevano che il contenuto in sali di quest'acqua (12 milligrammi per litro) ne impediva la sua utilizzazione sia a fini industriali, sia agricoli, sia idropotabili. Con la risalita, però, il contenuto dei sali si riduce, risultando inferiore a 1 milligrammo per litro. Cioè siamo già nella possibilità di utilizzare questa grande risorsa sotterranea per irrigare i campi e per soddisfare i fabbisogni idropotabili di una delle più grandi zone industriali della nostra regione, cioè il polo industriale di Portovesme.

Con l'emendamento numero 93, quindi, si propone di realizzare le opere di presa e di trasporto necessarie per assicurare l'approvvigionamento idrico della zona industriale di Portovesme attraverso l'utilizzo appunto delle acque sotterranee, liberando in tal modo considerevoli quantitativi d'acqua dagli invasi artificiali - quei pochi che sono disponibili - che possono essere immessi nelle reti cittadine e destinati, quindi, ad usi civili.

Credo che la Giunta regionale debba riflettere su questo problema, perché tutte le possibilità presenti nella nostra regione per soddisfare e alleviare il grave problema idrico che si sta presentando credo debbano essere prese in considerazione. Vorrei conoscere il parere dell'Assessore ai lavori pubblici in merito a questo argomento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sarei intervenuto se l'assessore Ladu non avesse dichiarato che l'opposizione ha una particolare attenzione per il suo Assessorato.

Non è così, assessore Ladu. Noi abbiamo semplicemente chiesto lo stato di attuazione dei programmi dell'Assessorato dei lavori pubblici, così come abbiamo fatto con tutti gli altri Assessorati, e ne sa qualcosa l'Assessore del bilancio. Ieri, lei, in aula, ha letto alcune delibere relative a programmi di interesse degli enti locali, e noi abbiamo chiesto che almeno una copia di queste delibere ci venisse consegnata. Non credo che fosse così difficile, visto che lei ne era in possesso, consegnare all'Aula e al Consiglio regionale le delibere relative ai programmi che le precedenti Giunte avevano approvato. Credo che non ci volesse tantissimo tempo, né un grande impegno.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Se avete approvato voi le delibere perché le chiedete a me?

FADDA (Popolari-P.S.). Molto probabilmente lei, assessore Ladu, può avere anche ragione, ma dobbiamo fare le richieste in base alla trasparenza degli atti. Che cosa le costa, visto che io sono una persona distratta, consegnare al Consiglio regionale le delibere relative agli impegni assunti dalla Giunta nella passata legislatura e dichiarare che quegli stessi impegni lei intende rispettarli? Ci vuole tanto lavoro? Bisogna aspettare settembre per avere una delibera approvata dalla precedente Giunta? Noi chiedevamo, in particolare, le delibere relative a un programma pluriennale in cui erano indicate le opere che occorreva realizzare, per capire quali sono gli intendimenti della Giunta regionale, nel suo complesso, e dell'Assessore dei lavori pubblici in particolare.

Non chiedevamo, evidentemente, niente di particolare, ed è un'offesa per il Consiglio il fatto che lei, assessore Ladu, nonostante le avesse a disposizione, non abbia consegnato quelle delibere. All'assessore Pittalis abbiamo chiesto dei documenti tantissime volte, ed egli ce li ha puntualmente consegnati. Non riesco a comprendere, nel suo caso, quali possano essere le ragioni che le impediscono di consegnare dei documenti ufficiali. Tra l'altro credo sia nota a tutti la posizione del centrosinistra per quanto riguarda la legge numero 25; noi abbiamo chiesto che non venissero ridotti gli stanziamenti a valere su questa legge, abbiamo condotto una battaglia in Commissione per evitare questo, e negli accordi che sono stati raggiunti abbiamo cercato di ripristinare i fondi dei relativi capitoli di bilancio, per cui non era politicamente serio che venissero prelevate da quei capitoli delle risorse per destinarle a rimpinguare le poste dell'Assessorato dei lavori pubblici. Sappiamo che anche l'onorevole Ladu, prima che diventasse assessore, desiderava che i sindaci non facessero la fila presso gli Assessorati, che si stabilissero dei criteri per la distribuzione delle risorse ai comuni, e credo che la legge numero 25 sia una delle leggi più importanti che questo Consiglio regionale ha approvato a favore delle autonomie locali.

Io vorrei però soffermarmi un attimo - e credo che il Consiglio e l'Assessore dei lavori pubblici in particolare dovrebbero fare altrettanto, anziché limitarsi a fare conferenze stampa - su un dramma che la nostra Isola dovrà affrontare, basta leggere i giornali di questi giorni per rendersene conto: il dramma della siccità. Io mi sarei aspettato, assessore Pittalis, che il nuovo emendamento che è stato predisposto fosse diretto ad affrontare le emergenze della siccità. Suggerirei, però, di fermarci un attimo, perché sono convinto che l'Assessore dei lavori pubblici negli incontri avuti con i consorzi di bonifica abbia da questi ricevuto delle richieste tendenti a ridurre gli sprechi di risorse. Bisogna ora cercare di capire in che modo possiamo alleviare un dramma che tutta la Sardegna dovrà affrontare nei prossimi mesi. Questo non possiamo farlo nell'assestamento del bilancio, e mi chiedo come sia possibile che una Giunta regionale sia contraria a un emendamento che cerca di alleviare questo dramma, mentre si dichiara favorevole ad altri emendamenti che non attengono a questioni così drammatiche. Qual è la linea politica che la Giunta regionale intende portare avanti per cercare di risolvere il dramma della siccità? E' quella di respingere gli emendamenti che permettono, se i lavori andranno fatti, di affrontare l'emergenza siccità? Rivolgo questa domanda al commissario nominato dal Governo, cioè al Presidente della Giunta, per cercare di capire se vogliamo o no affrontare in questo bilancio questo dramma, perché dopo sarà troppo tardi.

Propongo, quindi, all'assessore Pittalis di fermarci un attimo, e non lo chiedo per fare ostruzionismo, ma per cercare di capire, da ciò che dirà l'assessore Ladu, se si possono prevedere interventi urgenti, perché a quel punto le risorse previste nell'emendamento numero 288 molto probabilmente dovranno essere destinate soltanto ai consorzi di bonifica, se questo ci permette di alleviare per una zona o per un intero territorio il dramma della siccità.

Quindi, prima di procedere, assessore Pittalis, per gentilezza, chieda all'assessore Ladu se negli incontri che ha comunicato di aver avuto con i dirigenti dei consorzi di bonifica si è parlato del modo in cui noi possiamo affrontare in questi mesi, se è ancora possibile farlo, il dramma della siccità, perché molto probabilmente anche i fondi relativi ad altri capitoli dovranno essere destinati a questo scopo. Non vorrei - e naturalmente ci informeremo anche noi sulla situazione dei consorzi di bonifica - che fossero destinati solo pochi miliardi, come previsto nell'emendamento numero 93, se non ricordo male, ad alleviare il dramma della siccità.

Chiedo, pertanto, all'Assessore Pittalis, prima di respingere l'emendamento numero 93, di riflettere sul fatto che esso possa servire a dare una risposta a un dramma che la Sardegna sta per vivere. Ripeto, per rendersene conto basta leggere i giornali di oggi, in cui si parla, per esempio, delle restrizioni idriche a Cagliari, che verranno sicuramente estese a tante altre città e paesi della nostra Isola.

Gli emendamenti da noi presentati, considerato l'atteggiamento che l'Assessore ha avuto nei confronti dell'Aula, restano in piedi; la maggioranza potrà respingerli, però sono convinto che anche i colleghi che hanno firmato l'emendamento numero 93, qualora fosse necessario, vorranno destinare le risorse in esso previste ad affrontare il dramma della siccità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Premetto che a me non interessa attribuire intenzioni poco chiare all'attuale maggioranza in relazione all'articolo che stiamo discutendo e alle scelte che si stanno per fare. Già l'anno scorso, per quanto riguarda la scelta operata in sede di finanziaria 1999 di aumentare in maniera consistente gli stanziamenti da allocare presso l'Assessorato regionale dei lavori pubblici, anche per la realizzazione di opere pubbliche di interesse locale, ebbi modo di manifestare la mia contrarietà. Quindi credo che non mi si potrà accusare di fare un intervento contro l'attuale maggioranza per amore di polemica. Intervengo per ribadire quello che in altre occasioni ho avuto modo di dire, e cioè che la scelta fatta da questo Consiglio regionale nel '93, con l'approvazione della legge numero 25, non ha possibilità di ritorno. O siamo davvero convinti di questo, oppure credo che tutto ciò che diciamo quando ci rechiamo nei territori, e che dice anche questa maggioranza sugli interventi a favore degli enti locali, non abbia alcun senso.

Fatta questa premessa, io non ho niente da obiettare in relazione all'aumento degli stanziamenti per le opere di interesse regionale. Ci sono delle esigenze, l'assessore Pittalis ci ha ricordato le categorie delle diverse opere di interesse regionale, quindi credo che su questo non si debba discutere. Almeno da parte mia non c'è l'intenzione di sollevare nessuna obiezione.

Ma obiezioni forti ne sollevo ed esprimo contrarietà in relazione al comma 3 dell'articolo 9 che stiamo discutendo, il quale si riferisce esclusivamente a un programma di opere pubbliche di interesse degli enti locali, anche se si specifica che si dovrebbe trattare di lavori necessari al completamento funzionale di opere acquedottistiche, fognarie, e così via. Ed esprimo contrarietà contro questa impostazione proprio perché essa rappresenta l'ennesima dimostrazione della lesione grave che si produce con queste scelte rispetto alla legge 25 del '93.

Ribadisco e sottolineo ancora una volta che la lesione più grave è stata introdotta, a mio avviso, nella finanziaria dell'anno scorso, ma il punto è: vogliamo uscire dallo schema del rimbalzo di accuse reciproche? Vogliamo una volta tanto metterci nell'ottica di cercare di superare questo problema? Vogliamo dire una volta per tutte che, concluso il programma pluriennale iniziato l'anno scorso (che si dovrebbe quindi concludere nel 2001), cesserà una volta per tutte l'intervento della Regione in materia di opere pubbliche di interesse locale? La Regione tenga pure tutto quello che ritiene opportuno tenere per sé in materia di opere pubbliche di interesse regionale, ma non si pretenda davvero di obbligare i comuni a procedere nella strada della domanda individuale a sportello, che significa - per chi non lo sapesse - la processione di questuanti, ingegneri e progettisti, presso l'Assessore dei lavori pubblici di turno per strappare promesse di finanziamenti, e la processione all'inverso nei comuni della Sardegna per sollecitare i comuni stessi a presentare le domande per ottenere piccole parti di finanziamento che poi verranno coperte progressivamente negli anni con l'unica richiesta di assegnazione dell'incarico di progettazione. E' un metodo che va avanti da anni e che io non sto attribuendo a questo o a quell'Assessore, a questa o a quella maggioranza. Non mi interessa questo ragionamento. Vorrei ragionare in quest'aula, insieme a tutti i colleghi del Consiglio regionale, per cercare di capire se vi sia la volontà di porre fine a questo malcostume. Si tratta di decidere tutti insieme. Allora, quando chiediamo all'assessore Ladu il programma, corredato dell'elenco dei finanziamenti assegnati l'anno scorso, non facciamo una richiesta peregrina, né stiamo agendo contro di lui. Vorremmo semplicemente che tutti insieme ci impegnassimo affinché quel programma possa essere portato a termine e che possibilmente dalla prossima finanziaria scomparisse questo tipo di intervento che, a mio avviso, produce soltanto molto malcostume.

Io credo che su questo punto vada fatta chiarezza e vadano presi impegni da parte di tutti, perché una parte di responsabilità dell'esistenza di questo malcostume sta anche nell'Assessore di turno, e non mi riferisco al collega Silvestro Ladu, parlo in generale, perché abbiamo sempre constatato che all'avvicendarsi degli Assessori segue improvvisamente anche il cambiamento dei programmi. Succede, pertanto, che comuni che hanno ricevuto dalla segreteria di un Assessore la promessa della concessione di un finanziamento magari pluriennale, al cambio dell'Assessore vedono svanire le loro speranze perché il nuovo Assessore ritiene di dover riprogrammare quelle risorse destinandole ad altri usi. Questo è il punto, questa è la situazione che qualsiasi amministratore locale, a partire da numerosi colleghi che siedono in quest'aula, possono confermare o smentire. L'intervento che sto svolgendo ha l'esclusivo scopo di cercare di porre fine a questo tipo di intervento e di attribuire all'Assessorato dei lavori pubblici tutte le risorse finanziarie necessarie per interventi di vero interesse regionale, che possono riguardare anche solo una particolare parte del territorio, ma che devono avere davvero una valenza di interesse regionale. Concedere a un comune 500 milioni per realizzare un pezzetto di fognatura significa fare elemosina, cioè assumere un comportamento che da parte della Regione non ha alcun senso. E' opportuno invece utilizzare gli ordinari canali di trasferimento delle risorse agli enti locali secondo le disposizioni della legge regionale numero 25 del 1993.

L'ultima questione sulla quale voglio soffermarmi si riferisce in particolare alla precisazione fatta dal collega Biggio, ieri sera, per quanto riguarda l'emendamento numero 21 sul completamento dei porti turistici. Io non ho niente da obiettare nel merito, perché ritengo che i porti turistici siano un patrimonio di questa Regione, e lo sarebbero ancora di più se riuscissimo a farli funzionare, magari collegandoli tra loro e creando un vero e proprio sistema di porti turistici. Ho però una preoccupazione, e spero che il collega Biggio vorrà darmi su questo un chiarimento: non vorrei che questi fondi, che ammontano complessivamente a 7 miliardi e mezzo, se non ricordo male, servissero soltanto a riparare e sistemare il porto di Carloforte, perché se è così preferirei che si dicesse con molta chiarezza - io non avrei niente da obiettare, anzi voterei a favore - che questo stanziamento è destinato solo al porto di Carloforte, e non a tutti i porti della Sardegna. Attendo questo chiarimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Ho chiesto la parola per un'annotazione di carattere tecnico più che politico, infatti mi asterrò dal fare considerazioni di merito, le hanno fatte altri colleghi, sull'articolo 9 e sugli emendamenti presentati. L'annotazione è questa: "Talvolta" - come diceva un famosissimo poeta e scrittore tedesco - "il diavolo si nasconde nel dettaglio". E qui c'è un diavoletto nascosto nel dettaglio, un diavoletto che si chiama mutuo. Questo lo dico non perché sia vietato, non lo è assolutamente (per esempio, per quanto riguarda il finanziamento della ulteriore annualità prevista dall'emendamento numero 240, in riferimento agli interventi ex articolo 19 della legge regionale 24 dicembre 1998, numero 37, noi abbiamo suggerito di ricorrere a un mutuo), ma solo perché è bene che le cose siano chiamate con il loro nome legittimo. Allora, se leggete l'emendamento numero 288 troverete scritto, dopo l'elencazione delle finalità di spesa e degli importi: "All'onere conseguente alla provvista finanziaria, valutato in lire 4.000.000.000 per gli anni dal 2000 al 2012, si provvede mediante riduzione...", e questo è esattamente un mutuo. In altre parole, stiamo dicendo che dal 2000 al 2012 alla quota annuale di ammortamento, valutata in 4 miliardi, si provvede mediante la riduzione di una destinazione di spesa. Questo lo voglio precisare perché ogni tanto sentiamo dire: "Non c'è nessun ricorso a nuovi mutui". I 35 miliardi dello stanziamento previsto nell'emendamento 288 come si ottengono? Si ottengono con il ricorso al credito, cioè con un mutuo. La stessa cosa, esattamente la stessa cosa vale - e, come ho già detto, noi siamo d'accordo - per il finanziamento della ulteriore annualità prevista dall'emendamento numero 240.

Ho preso la parola solo per rivolgere alla maggioranza l'invito a non affermare che non sono previsti nuovi mutui. So bene che mi si può obiettare che i 4 miliardi che utilizziamo per ogni anno dal 2000 al 2012 non sono qualcosa di estraneo all'attuale bilancio, ma sono risorse destinate ad altra finalità e che utilizziamo per il pagamento del mutuo. Questo naturalmente lo comprendo, però vanno aggiunte due considerazioni. La prima è che la dotazione per i Programmi integrati d'area, secondo l'articolo 1 bis che abbiamo approvato, va ricostituita integralmente con l'assestamento di bilancio, ed è una nostra richiesta, sia chiaro; la seconda è che i 4 miliardi all'anno di cui stiamo parlando non sono destinati a pagare il ricorso al credito, ecco perché qualcuno può dire "è un mutuo, ma non è un nuovo mutuo". Io invece sostengo che è un nuovo mutuo, perché quei 4 miliardi erano destinati a finanziare un intervento nel comune di Pabillonis, e invece noi li stiamo utilizzando per restituire un mutuo, cioè per pagare il ricorso al credito.

Questo l'ho voluto dire non per farne materia di polemica, ma semplicemente per evidenziare che nel quadro della politica di rientro dal debito, tracciata dal documento di programmazione economica e finanziaria, che la Giunta sta perseguendo, e che io condivido avendo contribuito a tracciarla nel DPEF, si ricorre tuttavia anche a mutui e a nuovi mutui. Il mutuo non lo si vuole chiamare con il suo nome, ma è pur sempre mutuo.

Concludo ricordando un aneddoto raccontato dal presidente Cossiga, a proposito dell'abate di un monastero che amava di più mangiare carne che mangiare pesce, anche di venerdì. Poiché, com'è noto, la cosa era sconveniente e perfino vietata, diceva: "Però esiste un sotterfugio, posso cioè prendere la carne e dire: io ti battezzo pesce, e quindi pesce è". Ecco, assessore Pittalis, concludo scherzosamente, lei lo chiama pesce, ma è carne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Qualche considerazione anche da parte mia. Intanto osservo che è quasi mezzogiorno e gran parte degli interventi che stiamo facendo riguardano nuovi emendamenti presentati dalla Giunta. E' infatti un nuovo emendamento della Giunta quello sul quale ci stiamo soffermando.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è un nuovo emendamento. E' un emendamento che riassume altri emendamenti. Non prendiamoci in giro, almeno.

SELIS (Popolari-P.S.). Non capisco perché l'onorevole Pittalis reagisca nervosamente per un dato di fatto e senza che io abbia ancora espresso alcuna critica. Premesso che c'è un nuovo emendamento della Giunta, sul quale stiamo discutendo, è incontestabile che questo emendamento abbia alcune caratteristiche. Ma queste sono considerazioni che noi facciamo e non riusciamo a capire - ed è anche questo che da ieri ci sta portando via tempo e sta rallentando i lavori mentre noi vorremmo accelerarli - perché non venga rispettato un nostro fondamentale diritto di consiglieri di opposizione dell'Assemblea, quello cioè di avere le informazioni fondamentali sull'attività amministrativa. Questo mi si deve spiegare. L'Assessore dice che questi soldi servono per finanziare i programmi in corso, e se i programmi sono in corso vuol dire che sono deliberati e decretati, è possibile, quindi, avere la delibera e il decreto, cioè fare, come diceva il collega Fadda, una fotocopia di questi documenti? Che cosa c'è di così difficile? Vi sembra - lo dico serenamente - una richiesta così complicata? Li abbiamo chiesti ieri e pensavamo di poterli avere in serata, invece ad oggi non li abbiamo.

Secondo punto: se dobbiamo riservare delle risorse per rifinanziare questi programmi in corso è evidente che l'Assessorato avrà uno stato d'attuazione; siccome questo stato d'attuazione sarebbe dovuto essere presentato in concomitanza con il bilancio, e così non è stato, io chiedo, trascorso qualche mese, se è possibile avere ora lo stato d'attuazione. La giustificazione che si diede allora fu questa: "Ci siamo appena insediati". Sono trascorsi più di cento giorni, che è la soglia fatidica entro cui un governo dimostra come intende svolgere la propria attività. Io però non vorrei fare un bilancio sull'attività di governo, che mi sembra povera, ma quanto meno chiedere all'Assessore se conosce i dati, perché i casi sono due: o l'Assessore conosce questi dati e non ce li vuole comunicare, il che è grave, e non si capisce perché agisca così, oppure, dopo cento giorni, egli non conosce i dati di fondo, il che è ancora peggio! Da qui non si scappa, o conosce i dati e ce li deve dare, o ammette di non conoscerli e così noi sappiamo che dopo cento giorni non solo non sono state fatte le cose fondamentali, ma l'Assessore non conosce neanche i dati di fondo dell'attività dell'Assessorato di cui è a capo.

Terzo punto: vorremmo sapere quali sono i criteri della nuova programmazione, a cui ha fatto riferimento anche il collega Sanna prima (le critiche, se ce ne sono, valgono per il passato e per il presente, cioè sia per il precedente Assessore sia per il nuovo), cioè come sono state programmate sinora e come si vogliono programmare queste risorse, affinché non siano lasciate all'arbitrio dell'Assessore o del dirigente di turno, ma si configuri una graduatoria di bisogni, di interessi e quindi di certezza dei diritti.

Quarto punto: vorrei che mi spiegaste perché si fa tanta retorica sul decentramento amministrativo e poi la Giunta presenta un emendamento che non solo conferma quanto previsto nell'articolo 9, ma aumenta il relativo stanziamento, continuando così a centralizzare anziché decentrare. Diceva giustamente l'assessore Pittalis, o forse l'assessore Ladu, che la competenza su determinate opere non è decentrabile ai comuni. E' vero, ma ricordo che non soltanto i comuni sono enti locali, ma anche le province, e allora le competenze sulle opere portuali, per esempio, si possono decentrare anche alle province. Non stiamo dicendo di decentrare solo ai comuni, stiamo dicendo che occorre essere coerenti e se si ritiene che la Regione sia un organo di programmazione, di orientamento e di controllo e che le restanti funzioni debbano essere decentrate, questo decentramento deve essere attuato. Tutto quello che è possibile decentrare decentriamolo: ai comuni se è possibile, secondo un principio di sussidiarietà, o alle provincie. Ma questo discorso del decentramento lo lascio a voi, lo lascio alla vostra coscienza. A noi interessa avere i dati sui programmi in corso, sullo stato di attuazione e sui criteri seguiti nella programmazione. Se è possibile ce li fate avere, se non è possibile ci dite perché. Se l'Assessore li conosce e non ce li fa avere è grave, perché sta nascondendo informazioni di base ai consiglieri; se l'Assessore non li conosce è ancora più grave perché significa che dopo cento giorni non conosce i dati elementari della sua funzione amministrativa.

Sull'argomento mutui si è soffermato il collega Scano e io non ne parlerò, mi sembra però straordinario il fatto che prima si assiste a una battaglia condotta dall'assessore Pittalis per convincerci che: "Non abbiamo le risorse" - e gli abbiamo creduto sulla parola - "per dare i 20 miliardi per spese correnti ai comuni, non possiamo dare 300 milioni" - non 300 miliardi -"alle Associazioni degli enti locali che svolgono assistenza tecnica a favore degli enti locali stessi, non abbiamo una lira da destinare ai trasporti o ai comuni che sono favorevoli all'istituzione del Parco" e poi si scopre che le lire c'erano, ma avevano una diversa destinazione. Allora, assessore Pittalis, con interventi molto persuasivi e accorati, lei ci aveva convinti a rinunciare, e noi, pur essendo partiti lancia in resta dicendo: "No, non rinunciamo, dobbiamo concentrare le risorse sugli investimenti", abbiamo fatto un passo indietro perché era necessario bloccare la spesa, però ora ci deve spiegare perché ha cambiato linea e invece di procedere al blocco della spesa concentra le risorse sull'Assessorato degli enti locali.

Siccome lei si è basato sulla nostra buona fede e noi abbiamo creduto che le risorse non ci fossero, ci sentiamo un po' presi in giro. Ci chiedete di non insistere perché non ci sono risorse e poi in Aula queste risorse saltano fuori. Non è in questo modo che si rispettano gli accordi e attendiamo risposte persuasive.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, onorevole Selis, mi rivolgo soprattutto a lei, noi non stiamo parlando dell'emendamento presentato dalla Giunta cinque minuti fa. Da ben due ore stiamo discutendo del problema legato alle opere pubbliche di interesse regionale. L'argomento in discussione è dunque questo, non l'emendamento che è stato distribuito cinque minuti fa. E' chiaro che tutte le opposizioni hanno sempre chiesto di sapere quali sono i programmi in corso, di avere lo stato di attuazione dei programmi stessi, cioè di poter disporre di tutti gli elementi per valutare la manovra finanziaria nel suo complesso e quindi anche gli interventi settoriali. Questi dati però non sono mai stati forniti, e non solo dopo cento giorni, ma neanche dopo cinque anni. Molte volte anche chi vi parla ha chiesto di avere questi elementi di valutazione, ed è giusto che essi vengano consegnati, io non contesto questo diritto. Anche il Presidente della Giunta regionale, per la predisposizione del bilancio, ha chiesto una serie di dati che non sono ancora pervenuti (perché non dirlo?) e che comunque, almeno per quanto riguarda l'aspetto di cui stiamo parlando, non potranno neanche pervenire, se non limitatamente a quelli che si riferiscono al passato perché i programmi dei lavori pubblici in corso sono quelli approvati nel passato, e non riguardano il futuro, nel senso che i nuovi programmi, gli obiettivi, le priorità che vengono stabiliti attraverso il provvedimento che stiamo discutendo, devono essere fatti, per legge, tutti lo sappiamo, entro trenta giorni dall'approvazione di questa legge di bilancio. Ora però noi stiamo discutendo il bilancio 2000 come se non avessimo un passato e un futuro, come se tutto fosse condensato nelle cifre di bilancio che stiamo oggi esaminando e non fosse invece conseguenza delle programmazioni stabilite nel passato. Ci troviamo di fronte a un bilancio triennale che fino adesso è stato capace di attivare appalti, progettazioni e contratti di interesse dell'Amministrazione regionale, con carattere autorizzatorio triennale, ma con l'impegno già tracciato dalla precedente Giunta che siamo in una fase transitoria, in una fase cioè di passaggio tra il vecchio e il nuovo bilancio, e anche il nuovo bilancio triennale sarà ancora più pregnante, perché avrà un carattere autorizzatorio anche nei confronti delle imprese e degli enti locali per tre anni. Non per un anno, ma per tre anni! Quindi, i destinatari dei finanziamenti avranno a disposizione le risorse del bilancio in corso e quelle relative ai due anni successivi.

Usciamo, quindi, da questa discussione, che peraltro non giudico molto pertinente, perché la Giunta regionale si è limitata, per quanto riguarda i lavori pubblici di interesse regionale, a confermare gli impegni assunti dalla precedente Giunta. E' stato fatto un confronto - ecco il perché delle cifre, onorevole Selis - tra gli stanziamenti previsti nel bilancio 2000/2002, e quelli previsti nel bilancio triennale 1999/2001. Che cosa viene fuori da questo confronto? Viene fuori che nella realtà tali stanziamenti sono stati ridotti da 68 miliardi e 500 milioni a 51 miliardi, che gli stanziamenti per le opere acquedottistiche e fognarie passano da 57 miliardi e 950 milioni a 30 miliardi e che quelli per le opere pubbliche di interesse locale sono confermati, per quanto riguarda gli stanziamenti degli anni 2000 e 2001, rispettivamente in 22 e 40 miliardi. Ecco il perché dell'emendamento.

Credo che tutto questo sia ed appaia chiaro, così come è chiaro che tutto è stato fatto tenendo presente che poi ci sarà il Quadro comunitario di sostegno, nell'ambito del quale sarà possibile fare un ragionamento più accurato, esaminare le questioni di cui parlava l'onorevole Selis e verificare come programmare le ulteriori risorse per queste opere che pure dovranno rimanere di competenza regionale, anche se rimane valido il principio del trasferimento, per quanto è possibile, delle competenze dalla Regione agli enti locali, ma non certamente per opere di questo genere, che, essendo di interesse regionale, non possono essere delegate e sono molto importanti.

Nel Programma operativo regionale (POR) sono previste consistenti risorse da destinare al settore idrico, per cui dovremo pur discutere su come intervenire in questo settore, dovremo decidere, per esempio, se procedere alla creazione di nuovi invasi o riparare le reti esistenti, e stabilire anche quale ente dovrà provvedere in tal senso.

Credo, quindi, che non si sia aumentato niente. Non è prevista - e lo dirà tra poco l'Assessore della programmazione - l'accensione di alcun nuovo mutuo, e non abbiamo fatto altro che rispettare gli impegni che erano stati precedentemente assunti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo molto brevemente per fare tre puntualizzazioni: la prima in relazione all'intervento, come sempre acuto e accorto, del collega Pier Sandro Scano, il quale però non ha messo in evidenza un dato e, se l'aritmetica non è un'opinione, egli converrà con me che in conseguenza di questi 35 miliardi, di cui all'emendamento 288, non si crea alcun nuovo indebitamento. Questa è la politica del rigore, questa è la filosofia a cui è improntata la manovra finanziaria 2000, e quindi a questo noi non solo non abbiamo derogato, ma non intendiamo in alcun modo derogare. Abbiamo, questo è vero, orientato diversamente la spesa, l'abbiamo già detto, senza ricorrere a nuovo indebitamento. Voglio far osservare che con l'emendamento 288, anzi, abbiamo ridotto gli impegni che invece prevedevano risorse di gran lunga superiori. Mi riferisco a quanto previsto negli emendamenti di cui il 288 costituisce la sintesi.

Per quanto riguarda, invece, l'assicurazione sollecitata dal collega Cugini in merito all'emendamento presentato dall'onorevole Piana, io posso assicurare che, avendo già questo argomento costituito oggetto di discussione in Giunta con l'Assessore competente, verrà predisposto un piano articolato di interventi proprio per il completamento di numerosi luoghi di culto, fra i quali rientrerà anche il complesso parrocchiale "S.S. Nome di Gesù", nella borgata di Ottava di Sassari. Quindi, invito i presentatori a ritirare questo emendamento perché esso rientra in un programma più complessivo.

L'emendamento numero 93 ha trovato già parziale accoglimento nella finanziaria, perché l'articolo 10 prevede uno stanziamento a favore del Comune di Guspini per la copertura degli oneri derivanti dall'attuazione dell'ordinanza del Presidente della Giunta regionale in data 15 marzo 1993, relativa al ripristino del sistema di accumulo, potabilizzazione e distribuzione delle acque ad uso umano della frazione di Montevecchio e gestione e manutenzione degli impianti. Quindi esamineremo più avanti questo argomento.

Per quanto riguarda il Consorzio di Bonifica del Cixerri nell'articolo 14 bis è prevista una norma ad hoc, cioè proprio la concessione di contributi ai consorzi di bonifica per l'abbattimento dei costi energetici per il sollevamento dell'acqua, quindi anche in questo caso invito i presentatori al ritiro dell'emendamento, avendo già tenuto conto di queste istanze nel corso della discussione che si è sviluppata in Commissione proprio in relazione a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Intervengo solo per dire che io, pur non essendo un matematico, le somme e le sottrazioni ho imparato a farle, e l'assessore Pittalis mi conferma che vuole seguire l'esempio del famoso abate, cioè continua a chiamare pesce ciò che invece è carne.

Ciascuno di noi, anche chi non si è occupato di bilancio, è in grado di capire una cosa elementare: se nel bilancio, da oggi al 2010, io dispongo di 4 miliardi all'anno per finanziare i Programmi integrati d'area e utilizzo questi 4 miliardi non per interventi precisi, ma come quota di ammortamento, o quota capitale, o quota interessi, per restituire i 35 miliardi relativi a un programma di opere pubbliche, come vogliamo chiamarlo questo? Non è un'opinione la matematica e nemmeno la logica lo è: questo è un nuovo mutuo ed è indebitamento, se poi vi fa piacere chiamarlo Pippo, chiamatelo Pippo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo per ribadire una considerazione politica che parrebbe di carattere elementare, ma in quest'Aula e con questa maggioranza ogni cosa che pure è elementare diventa estremamente complessa e sofisticata. Stiamo entrando in un tunnel pericoloso, quello nel quale parrebbe che la verità e la realtà siano costituite non da quello che le cose sono, ma da ciò che si dice che siano. Si sostiene che in altre situazioni, in altri campi e in altri sport basta dirlo; qui, questa Giunta e questa maggioranza reputano che basti dirlo perché ciò possa essere vero. Non voglio dire che questo non sia condivisibile, dico che non è onesto. Per dare copertura a un emendamento [SP1] Fois e più, la Giunta regionale trova 35 miliardi, nonostante all'inizio della sua attività amministrativa, e poi a riprese successive, avesse dichiarato di aver raschiato il fondo del barile e che non c'erano più risorse finanziarie da destinare a soddisfare interessi ed esigenze primarie della regione. Nulla, manco un soldo! Anche ieri notte, il Presidente della Giunta, in un'ultima interlocuzione in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, ha detto: "Abbiamo raschiato il fondo del barile, non c'è più una lira per poter soddisfare qualche altra esigenza che si possa rappresentare, fosse anche prioritaria". Improvvisamente, questa mattina, piove sui nostri tavoli un emendamento della Giunta attraverso il quale si trovano 35 miliardi per dare copertura all'emendamento Fois e più, e da allocare presso l'Assessorato dell'onorevole Ladu. Quindi, punto primo, non era vero che non c'era più un soldo e che il fondo del barile era raschiato; c'è ancora da raschiare, secondo voi. Secondo, come fate a dire che non stiamo parlando di ricorso al credito, dell'autorizzazione ad accendere un nuovo mutuo? Per il poco che ne capisco io, ma è sufficiente per ragionare, se voi non avete 35 miliardi (e nelle entrate attuali della Regione non ci sono) e scrivete in legge (non in una lettera a un amico!) che li attingente nel corso anche di dodici anni dalle entrate future, cioè dai danari che si avranno nei prossimi dodici anni, che cosa è questo se non attualizzare ad oggi danari che si avranno nei prossimi dodici anni? State impegnando un'entrata, una risorsa, un'entità finanziaria futura della Regione, ed è esattamente ciò che avviene con l'accensione di un mutuo, con il ricorso al credito. Può darsi che fra dodici anni voi sarete ancora lì, io ne dubito, ma se non ci sarete voi, chi sarà al vostro posto sarà vincolato da questa legge che voi oggi proponete e che approverete. Ma insomma, chi vi ha dato la patente di commercialisti, di tecnici, di esperti di tutto quanto vi volete accreditare? Se io oggi non ho 35 miliardi e impegno danari del futuro è chiaro che sto ricorrendo a una forma di mutuo; fosse anche una sorta di mutuo interno, sto ipotecando risorse del futuro. Cosa cambia? Anzi, è ancora peggio.

Terzo, voi non volete accettare un ragionamento sul buon diritto, sul bisogno e sulle ragioni di questa nostra regione di crescere economicamente, cioè di svilupparsi quanto prima per produrre più ricchezza e producendo più ricchezza avere anche maggiori entrate. Non lo volete accettare, perché continuate a dire "rigore, rigore e rigore". E infatti meritate proprio un rigore, cioè la massima punizione.

Parlate di rigore, negate la possibilità di attingere risorse attraverso il credito nella stagione nella quale il danaro costa quasi zero e rifiutate il consiglio dato da un esperto - che ne sa sicuramente più di me e più di voi messi insieme, e anche più di Giorgio Balletto - quando ricopriva la carica di Ministro del tesoro (ora è Capo dello Stato). In un convegno tenutosi a Cagliari, egli pose alle autorità regionali questa domanda: "Perché voi regioni più deboli e più arretrate, non fate almeno quello che fa la Lombardia, regione ricca? Avendo una massa di danaro che oggi costa poco - allora costava il 5,5 per cento - nella Cassa depositi e prestiti" (di cui il Ministro del tesoro è presidente, e immagino che Ciampi di queste cose se ne intenda) "visto che la tendenza è al ribasso, perché le Regioni che hanno maggiori esigenze di sviluppo non attingono a questa massa di danaro e promuovono investimenti produttivi?" E da lì nacque anche l'idea che per lo sviluppo e per il lavoro noi potessimo iniziare - ma solo iniziare - quel percorso che ci poteva portare, attraverso un primo mutuo di 330 miliardi per tre anni, a innescare logiche produttive, circuiti virtuosi di produzione di socialità, perché si ripaga da sé un mutuo che sia socialmente qualificato e produttivamente valido. E voi continuate a parlare di rigore, rigore e rigore. E mentre dite rigore continuate a fare mutui, continuate a indebitare e ipotecare quelle nostre poche risorse future. Infatti, per avere questi 35 miliardi a copertura dell'emendamento Fois e più voi state contraendo un debito, perché state ipotecando i danari della Regione, per i prossimi 12 anni, per una esigenza che non è primaria.

Un'ultima considerazione vorrei farla per quanto riguarda le opere pubbliche. Bisogna intendersi e bisogna smetterla di far finta di non capirsi: c'è opera pubblica e opera pubblica, e fra tutte le opere pubbliche va fatta una selezione rigorosa di qualità. Ecco, in questa materia sì che possiamo parlare di rigore. Bisogna smetterla di considerare che ogni opera pubblica (pubblica perché finanziata con danaro pubblico) sia di per sé utile: ci sono tante opere pubbliche che sono monumenti allo spreco; aver realizzato certe opere pubbliche è stata una pura follia, ve l'ho detto altre volte, non faccio riferimenti di luogo. Esistono comuni della Sardegna dove è stata finanziata la ristrutturazione del vecchio municipio, che era più che sufficiente per le comunità che in quei paesi risiedono, nei quali l'Assessorato regionale dei lavori pubblici ha finanziato anche la costruzione di un municipio nuovo. Ci sono quindi paesi con due municipi: il vecchio municipio, ristrutturato con i denari pubblici, più che sufficiente, ripeto, per le esigenze della popolazione, situato nel centro del paese, dove più si manifesta la vitalità di una comunità piccola, e che è rimasto sede del consiglio comunale e degli uffici comunali, e il nuovo municipio, finanziato dall'Assessorato dei lavori pubblici, costruito in mezzo alle aie, fuori del centro abitato. E su questi nuovi municipi, monumenti allo spreco, bisognerebbe affiggere un cartello: "Opera pubblica dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici, progettata dall'ingegner Tal dei Tali". I comuni non se ne fanno nulla di queste strutture e stanno chiedendo alla Regione di utilizzarle, ancorché finanziate come municipi, per altri fini.

Tutto questo accade, quindi bisogna fare una selezione delle opere pubbliche: bisogna fare un censimento delle opere che è necessario demolire, e di quelle che si possono riconvertire e bisogna stabilire dei criteri di selettività delle opere pubbliche, perché c'è opera pubblica e opera pubblica, c'è quella per lo sviluppo e per la socialità e c'è quella per il progettista, di cui qui alcuni hanno parlato.

Questo mutuo, questo debito, non è una priorità, ma è uno scambio. Qui i magistrati non c'entrano niente, perché siamo nell'ambito, ritengo, della più perfetta legalità, però si tratta di uno scambio politico tra l'Assessore dei lavori pubblici, Ladu, e Pietro Fois, attraverso un emendamento da quest'ultimo presentato. E' persino antipatico, se volete, e indelicato questo passaggio. La Giunta ha presentato una proposta che è stata discussa dal Consiglio; ha detto che non c'erano altre risorse per tante urgenze, però trova sempre il modo di mettere alla fine anche il cappello. Altro che diavoletto, collega Scano! Qui non c'entra il diavoletto, che può anche essere simpatico; qui c'entra Mefistofele, questa è roba da Belzebù, qui c'è odore di zolfo. E' inutile arzigogolare, è inutile continuare a pensare che la parola possa eliminare il fatto. Il fatto è questo, ed è un fatto politico grave che connota questa maggioranza e questa Giunta. Non possiamo neppure dire: "Auguri e buone feste"; noi dobbiamo dire: "Prima la smettete, meglio è per la Sardegna e per il Consiglio regionale". Arrivo a dire: "Prima la smettete, meglio è anche per voi".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

ladu (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Riprendo la parola perché chiamato in causa ripetutamente, ma anche perché desidero dire alcune cose, altrimenti non starei tranquillo. Stamattina, mentre ascoltavo gli interventi, ho avuto l'impressione di stare insieme a delle persone che non sono mai entrate in Consiglio regionale, che non ne conoscono le procedure e che non sanno come si fanno i bilanci. Sembrerebbe, infatti, che solo oggi esse abbiano scoperto che ci sono poste in bilancio che vengono utilizzate in un determinato modo o in un altro.

All'onorevole Gian Valerio Sanna dico semplicemente che non c'è nessuna contraddizione nella spendita dei fondi delle poste in bilancio che noi stiamo individuando per le opere pubbliche di interesse generale. Non vogliamo certo ridurre i finanziamenti ai comuni, ma certe opere pubbliche sono previste dalla programmazione regionale e sono di competenza specifica della Regione Sardegna. Quando interveniamo sulla viabilità intercomunale, sui porti, sugli acquedotti sovraccomunali, sulle aree demaniali, quando facciamo tutta una serie di interventi, che non sono chiaramente di competenza del comune, a chi dobbiamo attribuirne la competenza? Potremmo decidere che la Regione non abbia più nessuna competenza, sta di fatto che oggi queste competenze la Regione Sardegna le ha. Questo bilancio rispecchia ancor più i bilanci degli anni passati perché non stiamo dicendo nulla di più di quanto non sia stato detto negli anni scorsi, quindi non deve sorprendere il fatto che oggi si chieda un adeguamento delle poste in bilancio proprio in virtù degli impegni che la Regione stessa ha preso verso i comuni negli ultimi anni. Quindi, dico semplicemente che nel programma triennale che è stato approvato, non cento anni fa, ma l'anno scorso, alla presenza di quasi tutti i consiglieri che oggi sono intervenuti per chiedere spiegazioni su questo bilancio, erano previste queste somme che sono state quasi tutte dimezzate, e si sta chiedendo di riportare quei capitoli allo stato originario proprio perché la Regione, nel predisporre i programmi di spesa, deve rispettare gli impegni che aveva precedentemente assunto. E non è che adesso, perché è cambiata la maggioranza, la Regione non debba più rispettare gli impegni presi nei confronti dei comuni.

Quindi non si stanno chiedendo ulteriori somme, tanto più che l'emendamento di sintesi presentato dalla Giunta riduce sicuramente le richieste che sono state avanzate da alcuni consiglieri con emendamenti precedenti e riporta tutto praticamente al programma originario stabilito nell'ultimo bilancio triennale che abbiamo approvato.

Mi è stato anche chiesto sulla base di quali criteri e valutazioni noi stiamo chiedendo ulteriori risorse finanziarie. L'ha detto il presidente Floris, lo ripeto io: il programma regionale di opere pubbliche di interesse degli enti locali, secondo quanto è previsto dalla legge, è approvato un mese dopo l'approvazione del bilancio, quindi potremo stabilire in sede di discussione di quel programma anche i criteri di spesa delle somme stanziate in bilancio. Per quanto riguarda alcuni emendamenti relativi al problema della siccità, sembrerebbe - e mi riferisco a quanto detto dai colleghi Pinna e, in particolare, Fadda - che noi possiamo risolvere questo problema con la semplice approvazione di emendamenti. Credo che dobbiamo essere seri, perché il problema della siccità non si risolve certo con un emendamento o con le poste del bilancio della Regione Sardegna, questo non è proprio possibile. Credo, invece, che il Consiglio regionale debba adottare una politica diversa se vuole veramente risolvere una volta per tutte questo problema. Ho già inviato una lettera all'Assessore del bilancio e al Presidente della Giunta regionale, in cui chiedo un impegno da parte loro affinché nel Quadro comunitario di sostegno 2000/2006, in corso di predisposizione, siano previste maggiori risorse finanziarie per gli interventi volti ad affrontare il problema della siccità nella nostra Isola. Oggi, solo il 7-8 per cento dei fondi del Quadro comunitario di sostegno è destinato a interventi in questo settore, ma io credo che occorra aumentare le spese relative al riequilibrio e al recupero delle risorse idriche, proprio perché ritengo che siamo di fronte a un problema serio che non può essere risolto con i magri fondi del nostro bilancio, che sono assolutamente insufficienti. Però credo che con il Quadro comunitario di sostegno 2000-2006 si possa fare una programmazione seria che ci consenta di affrontare in modo definitivo e adeguato le questioni legate alle risorse idriche e quindi alla siccità, che ormai non è più un fatto occasionale di emergenza, ma è diventato un fatto strutturale che dovremmo affrontare in termini diversi rispetto a quanto è stato fatto in passato.

Condivido le preoccupazioni di chi dice che il problema della siccità non può essere trascurato, ma deve essere invece affrontato in modo serio, attraverso una programmazione seria e la spendita di risorse finanziarie adeguate. Io non contesto la giustezza degli emendamenti che su questa materia sono stati presentati, però ritengo che non sia questo il modo per risolvere i problemi legati alla siccità.

Per quanto riguarda i programmi in corso, a cui ha fatto riferimento l'onorevole Selis, ho già dato mandato agli Uffici dell'Assessorato dei lavori pubblici di procurare tutta la documentazione relativa alla programmazione di propria competenza degli ultimi anni, che sarà consegnata appena pronta. Mi dicono che prepararla sarà un lavoro abbastanza impegnativo, però, chiaramente, il problema non è la mancanza di una documentazione, perché chi ha richiesto questa documentazione sicuramente conosce bene anche questi programmi. Tuttavia, siccome è un'esigenza del Consiglio, io ho già dato mandato agli Uffici, i quali provvederanno a far pervenire copia dei programmi triennali che sono stati approvati negli ultimi anni.

L'onorevole Selis ha chiesto anche di sapere qual è lo stato di attuazione dei programmi stessi. Certo non possiamo oggi avere questo dato, però abbiamo già inserito nei collegati alla finanziaria una voce con cui ci impegniamo, entro il 30 settembre, a fare il punto della situazione sui finanziamenti dell'Assessorato dei lavori pubblici, per sapere quali somme sono state già impegnate e quali invece non saranno mai impegnate. Anche questo è un argomento molto serio e delicato, di cui dovremo riparlare, perché troppi sono i finanziamenti non utilizzati (che l'Assessorato dei lavori pubblici ha già provveduto a destinare ai comuni, alle province, agli enti locali in genere) che praticamente figurano come somme non spese dalla Regione. Su questo bisognerà fare una verifica seria, per far sì che almeno nei casi in cui si sia dimostrata l'impossibilità di utilizzare dei finanziamenti in tempi rapidi, quegli stessi finanziamenti vengano utilizzati per altri fini. Non è pensabile che ci siano enti locali, soprattutto comuni, che per mille diverse motivazioni non riescono a spendere le somme che la Regione ha messo da anni a loro disposizione. E' giusto che si faccia il punto della situazione e che queste risorse possano essere riutilizzate dalla Regione. Quindi, lo stato di attuazione dei programmi, onorevole Selis, lo conoscerà il 30 settembre, perché non credo che siamo oggi in condizioni di fare un lavoro che non è mai stato fatto negli ultimi decenni, però, ripeto, ci impegniamo a fornire questi dati conoscitivi che sono importantissimi entro il 30 settembre.

L'onorevole Selis vuole sapere inoltre quali sono i criteri della nuova programmazione. Appena approvato il bilancio avremo trenta giorni di tempo per predisporre i programmi e in quella fase stabiliremo anche i criteri della programmazione. Posso assicurare che questi criteri non risponderanno a logiche clientelari, ma saranno criteri obiettivi, sicuramente improntati alla massima correttezza e soprattutto, per quanto mi riguarda, riguarderanno quegli interventi che sono assolutamente indispensabili. Mi auguro, questo è l'impegno che assumo, di riuscire a far sì che questi fondi vengano impegnati e spesi nel miglior modo possibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Sarò telegrafica, e sono anche molto serena nell'intervenire, perché alcune delle questioni e delle domande che porrò stamani sono state poste da me anche precedentemente, proprio in relazione ai programmi e ai criteri che soprintendono spesso ai programmi dell'Assessorato dei lavori pubblici. Stesse identiche domande a cui non sono state date risposte, stesse identiche richieste, a cui ugualmente non è stata data risposta, sono state poste da me e da altri colleghi nella precedente legislatura all'allora Assessore dei lavori pubblici Pietrino Fois, perché, ad esempio, si continua a non capire come mai i criteri della programmazione delle opere pubbliche verso gli enti locali non siano precedenti alla stesura stessa dei programmi. L'assessore Ladu poc'anzi ci ha detto che appena avrà le disponibilità economiche spettanti al suo Assessorato potrà stabilire i criteri per la programmazione. Ma questi criteri sono oggettivi e vanno al di là del carico di risorse di quell'Assessorato; le risorse poi, certo, determineranno le priorità e l'elenco delle opere che vanno finanziate fino a quando ci sono risorse sufficienti, perché, per esempio, a me, come credo ad altri colleghi e forse allo stesso attuale Assessore, è capitato di chiedere chiarimenti su alcuni finanziamenti relativi a opere pubbliche di interesse comunale, importanti per il funzionamento stesso dei comuni, ma che non sono mai state inserite nei programmi, e su come quei programmi, a seconda delle richieste che venivano fatte attraverso le strutture del gabinetto dell'Assessore, potessero essere invertiti o potessero da essi scomparire alcune opere per poi rientrarvi successivamente. Alcune richieste, casualmente, pervenivano sempre dopo la scadenza dei termini, e talvolta quella scadenza veniva prorogata perché altri comuni non avevano dato attuazione agli impegni che ad essi erano stati finalizzati.

Queste sono domande che io pongo con molta tranquillità e serenità proprio perché erano state poste anche al precedente Assessore attraverso alcune interrogazioni, che fra l'altro figurano nell'elenco di quelle a cui non è mai stata data risposta. Ed anche alla finanziaria del 1999 alcuni colleghi presentarono emendamenti per ridurre le risorse finanziarie, soprattutto quelle destinate alla realizzazione di opere pubbliche relative a progetti gestiti direttamente dall'Assessorato, perché più di altri questi sfuggono a criteri oggettivi di programmazione. Per svariati motivi quegli emendamenti non furono approvati, quindi mi pare che siamo abbastanza in linea con la posizione da noi assunta nella precedente legislatura.

In realtà il pacchetto degli emendamenti che noi stiamo presentando sono finalizzati a togliere risorse ai progetti gestiti direttamente dall'Assessorato, e a incentivare invece le opere e i programmi che vengono gestiti direttamente dagli enti locali.

Gli emendamenti numero 179, 95 e 94 sono finalizzati a fare in modo che le risorse destinate al restauro delle chiese, che sono un patrimonio importante della nostra storia - e lo dico io che cattolica non sono, ma questo non ha nessuna importanza -, vengano incrementate ed effettivamente spese per quel fine. Non si capisce come mai non ci siano risorse per alcuni interventi e casualmente le risorse vengano fuori per altri interventi, come quelli previsti negli ultimi emendamenti che sono stati presentati.

Vorrei fare un'ultima considerazione, prima di concludere: non riesco a capire che cosa diventerà questo Quadro comunitario di sostegno, Assessore, perché tutte le volte che è necessario aggiustare i programmi, o dire che invece si interverrà in un altro settore, e così via, ci si rifà sempre al Quadro comunitario di sostegno. Ma cosa mai sarà? La panacea di tutti i mali della Regione Sardegna? O peggio ancora, quale tipo di programmazione finirà con l'essere il Quadro comunitario di sostegno? Io so per certo che l'assessore Pittalis non vorrà fare del Quadro comunitario di sostegno uno strumento al quale attingere risorse per rispondere a problemi contingenti e posti all'ultimo momento. Non ci credo, non ci voglio credere e sono convinta che così non sarà. Allora smettetela di dire quali interventi (che non riuscite a finanziare con questo bilancio regionale) farete nel momento in cui sarà definita la programmazione del Quadro comunitario di sostegno 2000-2006.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo solo per precisare, per quanto riguarda l'emendamento numero 288, che il capitolo di entrata è il numero 05107/01, e per chiedere che questo emendamento, qualora venisse approvato, e l'emendamento numero 240, che è stato già approvato, concernente interventi per l'occupazione, , vengano raccordati all'articolo 2.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Potrebbe ricapitolare quali sono gli emendamenti accolti e quelli non accolti?

PRESIDENTE. Riassumo rapidamente la situazione. L'assessore Ladu, a nome della Giunta, non accoglie gli emendamenti numero 98, 187, 97, 186, 96, 94, 95, 100, 99, 185 e 93; l'assessore Pittalis ha invitato i presentatori a ritirare l'emendamento numero 93. La Giunta esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 33 e 179, quest'ultimo solo qualora si trovi una diversa copertura finanziaria, 34 e 21; non accoglie l'emendamento numero 101. Inoltre, la Giunta ha presentato l'emendamento numero 288, che riassume gli emendamenti numero 32, 33 e 34.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Intervengo solo per chiedere un chiarimento. L'assessore Pittalis ha detto qualcosa in relazione a due emendamenti e alla necessità di un coordinamento con l'articolo 2.

PRESIDENTE. Sì, ma tale richiesta presenta problemi, perché l'articolo 2 è stato già approvato.

SCANO (D.S.-F.D.). Non mi riferivo ai problemi di carattere regolamentare. Siccome l'articolo 2 - io sono un po' pedante quando mi ci metto - porta come titolo "Autorizzazione alla contrazione di mutui o prestiti obbligazionari", questa è l'evidente conferma di quanto ho prima affermato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il problema, oltre che l'emendamento numero 288, riguarda anche l'emendamento numero 240, concernente interventi per l'occupazione, che è stato già approvato. Occorre quindi che questi emendamenti vengano raccordati all'articolo 2, autorizzando le modifiche che si rendono necessarie. Questo coordinamento lo rimetto agli Uffici del Consiglio, che eventualmente potranno avvalersi della collaborazione degli Uffici dell'Assessorato della programmazione.

PRESIDENTE. Assessore Pittalis, il coordinamento che lei propone necessita di una variazione all'articolo 2, con l'inserimento di un punto c) al secondo comma, di una modifica del comma 7, relativamente al piano di ammortamento, e di una modifica al comma 2 dell'importo complessivo di autorizzazione per la contrazione dei mutui. E' questo che lei intende?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non c'è alcuna variazione, perché abbiamo già detto che tutto ciò non comporta nuovo indebitamento. Si tratta di coordinare questi emendamenti con l'articolo 2, cioè sia l'emendamento numero 288 sia quello già approvato sul piano del lavoro, ma non per introdurre modifiche degli importi, per i quali ci rimettiamo a quanto il Consiglio ha già approvato.

PRESIDENTE. Poiché non posso mettere in votazione qualcosa che non è chiaro a tutti i colleghi che sono chiamati a esprimere la loro opinione, sospendo la seduta per cinque minuti per consentire agli Uffici del Consiglio e dell'Assessorato di pervenire a un testo che sia proponibile al voto dell'Assemblea.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 42, viene ripresa alle ore 13 e 15.)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione degli emendamenti all'articolo 9. Iniziamo dall'emendamento numero 288, che sostituisce gli emendamenti numero 32, 33, 34, 98, 187, 97, 186, 96, 188, 179, 100, 99 e 185, gli ultimi tre solo relativamente agli stanziamenti per l'anno 2000.

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, la Giunta regionale ritiene valide le argomentazioni portate dall'Assessore dei lavori pubblici, dallo stesso Presidente della Giunta e dall'Assessore della programmazione. I capitoli di bilancio indicati nell'emendamento numero 288 necessitano di essere impinguati anche oltre il modesto limite indicato nell'emendamento stesso, e quindi nella manovra di assestamento del bilancio ci si adopererà perché ciò avvenga nell'interesse dei sardi e della Sardegna.

Tuttavia, al fine di evitare che si creino equivoci in ordine alla filosofia della manovra, a quanto dichiarato dalla Giunta e anche alle intese, impropriamente definite intese, diciamo alle interlocuzioni avute anche con la minoranza, e al fine di consentire ai lavori dell'Aula di procedere più celermente, la Giunta regionale ritira l'emendamento numero 288.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, noi apprezziamo questa posizione della Giunta e vorremmo anche sottolineare che non c'è nessun interesse, né intenzione da parte nostra di penalizzare una rubrica di un determinato Assessorato o quella di un altro.

A noi sembra che le risorse già previste nell'articolo 9 possano consentire, lo dicevo prima anche personalmente all'assessore Ladu, l'avvio dei progetti, e poi nelle prossime settimane si potrà predisporre lo stato d'attuazione dei programmi. La linea che abbiamo seguito in questo bilancio non è quella di togliere le risorse agli Assessorati, ma è quella di aumentarle. Quindi, quando si aprirà questo dialogo noi non solo saremo portati a non richiedere una diminuzione di risorse per questo Assessorato, ma lotteremo per questo, perché vogliamo che la Giunta, qualunque essa sia e qualunque sia il giudizio che noi diamo su di essa, abbia le risorse per governare i processi. Però, mettetevi nei nostri panni: come opposizione, che ha un ruolo di controllo e di informazione, noi chiediamo e rivendichiamo il diritto di essere informati. Quando saremo debitamente informati non solo non freneremo, ma contribuiremo ad accelerare i lavori. In fase di assestamento del bilancio queste cose si possono perfettamente compiere.

Questo mi sembra un atteggiamento di buon senso reciproco, che può consentire di procedere più speditamente.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 288 è ritirato. Chiedo ai presentatori degli emendamenti numero 32, 33, 34, 98, 187 e 179, che venivano sostituiti dall'emendamento 288, se intendono confermare gli emendamenti stessi.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Ritiro gli emendamenti numero 98 e 187.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (Gruppo Misto). Ritiro gli emendamenti numero 33 e 34.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 32 era stato già ritirato. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Ritiro gli emendamenti numero 97, 186, 96, 188, 95.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, l'emendamento numero 179 rimane?

SELIS (Popolari-P.S.). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Essendo stati ritirati gli emendamenti numero 98, 187, 33, 97, 186, 96 e 188 procediamo alla votazione dell'emendamento numero 179.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo lo scrutinio segreto sull'emendamento 179.

PRESIDENTE. Onorevole Giagu, come Capogruppo, conferma la richiesta dell'onorevole Selis?

GIAGU (Popolari-P.S.). La confermo.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Io ho dimenticato a casa sia la mia scheda personale per la votazione elettronica, sia quella di riserva, però vorrei votare comunque, non so come possiamo fare.

PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, la invito a prendere atto del fatto che sono a disposizione dei consiglieri due schede per la votazione: una è personale e l'altra va riconsegnata all'amministrazione. Questa sua dimenticanza ci costringe a votare con le palline. Io non voglio negarle il diritto di votare, ma la prego di considerare che è una sua responsabilità.

SCARPA (Gruppo Misto). Certo, me ne scuso con il Consiglio. Chiedo la votazione per alzata di mano, se è possibile.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione segreta! Abbiate pazienza, onorevoli colleghi, anche lei assessore Oppi, c'è già sufficiente confusione senza che ne aggiungiamo di ulteriore. Saremo costretti a votare con le palline, purtroppo, a meno che lei non rinunci al voto, onorevole Scarpa.

SCARPA (Gruppo Misto). Vorrei votare, Presidente.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a stare attenti all'uso delle schede e soprattutto a non portarsi via la scheda sostituiva, che deve restare depositata presso il Consiglio. Propongo una procedura irrituale, cioè quella di utilizzare la scheda di un consigliere assente, pur mantenendo la segretezza del voto, che deve essere sempre garantita. Questo ci consente di accelerare la procedura. Poiché l'onorevole Grauso è assente, se non vi sono opposizioni, la sua scheda può essere utilizzata dall'onorevole Scarpa. Resta inteso che nel tabulato il voto sarà attribuito al consigliere Scarpa e non al consigliere Grauso.

(Nessuno opponendosi, così rimane stabilito.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 179 all'articolo 9.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 35

Contrari 40

(Il Consiglio non approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - SCARPA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto il consigliere: BALIA.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Chiedo scusa, ma prima uno dei commessi ha segnalato che in questa postazione risultavano inserite due schede, entrambe intestate al sottoscritto. Di fatto era inserita una sola scheda, vorrei che venisse verificato se il mio voto risulta.

PRESIDENTE. Il suo voto, onorevole Balia, non risulta, ma questo non inficia l'esito della votazione. Le chiedo se possiamo considerarla astenuto.

BALIA (F.S.D.) Accetto questa proposta, Presidente.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 94. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 94 è ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 95. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 95 è ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 100. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.-F.D.). Intervengo semplicemente per dire che ritiro questo emendamento a seguito del ritiro dell'emendamento numero 288 da parte del Presidente della Giunta, avvenuto qualche minuto fa.

Vorrei comunque sottolineare l'esigenza di dare una risposta seria al settore acquedottistico fognario, considerato che le richieste avanzate dai Comuni ammontano, secondo una relazione che ci ha presentato l'Assessore dei lavori pubblici, ad oltre 1000 miliardi, e tenuto conto anche che la Giunta regionale, con una delibera del giugno del '99, ha programmato per gli anni 2000 e 2001 rispettivamente 29 miliardi e 36 miliardi. Ad oggi sono disponibili soltanto dieci miliardi e io mi auguro che l'impegno preso dal Presidente della Giunta venga mantenuto, per sostenere adeguatamente questo capitolo del bilancio regionale.

PRESIDENTE. Siamo all'emendamento numero 99. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 99 è ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 185 è praticamente identico. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 185 è ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 93. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari-P.S.). Signor Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 21.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 21 è aggiuntivo, quindi va posto in votazione dopo l'approvazione dell'articolo a cui si riferisce.

Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Vorrei precisare un dettaglio tecnico. Ero convinto che il collega Ladu avesse già specificato qual è la copertura finanziaria dell'emendamento numero 21, però ho constatato che gli uffici non l'hanno annotato. Il capitolo da indicare è il numero 36103, in luogo del capitolo 03017.

PRESIDENTE. Poniamo in votazione l'emendamento 21 con la precisazione fatta dall'assessore Pittalis, con limitazione quindi all'anno 2000 per quanto attiene la copertura.

Votazione e scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 21, con la precisazione fatta dall'assessore Pittalis. Chiedo ai colleghi di verificare se l'illuminazione della loro postazione indica che la votazione è aperta. Dichiaro chiusa la votazione.

COGODI (R.C.) Ma chi lo dice quando è aperta o chiusa?

PRESIDENTE. E chi dovrebbe dirlo, onorevole Cogodi? E' scritto che a un certo punto la votazione si conclude.

COGODI (R.C.). Io non ho potuto votare perché la mia postazione non funzionava correttamente.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io sono molto comprensivo, soprattutto per le difficoltà che abbiamo nel padroneggiare questi mezzi moderni.

La votazione precedente è annullata. Prego i colleghi di stare al proprio posto e di controllare, perché a un certo punto chiuderò la votazione.

COGODI (R.C.). Io ho diritto di votare...

PRESIDENTE. Lei ha diritto di votare e noi naturalmente dobbiamo procedere nella votazione. Si accomodi, onorevole Cogodi, stiamo ripetendo la votazione.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 21:

Presenti 75

Votanti 75

Maggioranza 38

Favorevoli 39

Contrari 35

Voti nulli 1

(Il Consiglio approva.)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - SCARPA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU ­- TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.)

I proponenti ritirano l'emendamento numero 101.

L'articolo 9 quindi si intende approvato con gli emendamenti che sono stati accolti dal Consiglio.

Si dia lettura dell'articolo 10.

LICANDRO, Segretario:

Art. 10

Ristrutturazione impianti idroelettrici

1. E' autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 1.100.000.000 a favore del Comune di Guspini per la copertura degli oneri derivanti dall'attuazione dell'ordinanza della Presidenza della Giunta regionale in data 15 marzo 1993, relativa al ripristino del sistema di accumulo, potabilizzazione e distribuzione delle acque ad uso umano della frazione di Montevecchio e gestione e manutenzione degli impianti (cap. 04179/10).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 10 bis.

LICANDRO, Segretario:

Art. 10 bis

Contributo straordinario al Consorzio

Acquedotto Govossai di Nuoro

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, nell'anno 2000, al Consorzio Acquedotto Govossai di Nuoro un contributo di lire 2.000.000.000 per l'abbattimento dei costi energetici (cap. 04179/12).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti.

Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Dettori Ivana - Balia - Manca - Pirisi

L'art. 10 bis è sostituito dal seguente:

Art. 10 bis

Contributo straordinario al Consorzio Acquedotto Govossai - Nuoro

1. L'Amministrazione Regionale è autorizzata ad erogare al Consorzio Acquedotto Govossai di Nuoro un contributo straordinario di lire 2.500.000.000.

In aumento

Cap. 04179-12 (N.I.) "Contributo straordinario al Consorzio Acquedotto Govossai di Nuoro (art. 10 bis della legge finanziaria)

Competenza anno 2000 lire 2.500.000.000

In diminuzione

Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2000 lire 2.500.000.000 (102)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Al primo comma dell'art. 10 bis è aggiunto il seguente:

2. E' autorizzato lo stanziamento di £. 2.000.000.000 a favore dei Comuni della Sardegna per l'abbattimento dei costi energetici derivanti dal sollevamento delle acque ad uso idropotabile.

Aumento:

cap. 08259-02 N.I. + 3.000.000.000

Diminuzione

Cap. 03017 Voce 8 tab. B - 3.000.000.000 (214)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Ivana Dettori per illustrare l'emendamento 102.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Intervengo molto velocemente, in quanto debbo dire che l'emendamento numero 102 era stato accolto dalla Commissione, infatti era già stato introdotto un articolo 10 bis alla finanziaria. Sostanzialmente la Commissione lo aveva accolto riducendo l'importo che noi avevamo indicato. Siamo disposti, eventualmente, dopo un'attenta riflessione e dopo aver sentito anche il parere anche degli altri colleghi, a ritirare questo emendamento, però bisogna sottolineare che i costi energetici che il Consorzio Acquedotto Govossai sostiene annualmente per il sollevamento dell'acqua ammontano a circa 3 miliardi. Si chiedeva, quindi, che venisse coperto per l'importo di 2 miliardi e mezzo il costo per poter erogare l'acqua ai comuni che vengono approvvigionati da quel Consorzio. Pertanto chiediamo alla Giunta se è possibile portare l'ammontare delle risorse destinate al Consorzio Acquedotto Govossai a 2 miliardi e 500 milioni, così come veniva chiesto nell'emendamento.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 214 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C.). Questo emendamento è molto semplice e riguarda diversi comuni della Sardegna. Per altro questo argomento era già stato affrontato in precedenti occasioni, nel senso che numerosi comuni, anni fa, sono stati costretti a trivellare pozzi per attingere l'acqua dalle falde sotterranee. Questo fatto di per sé ha comportato non soltanto grosse spese da parte degli enti locali, ma anche che l'ESAF, o comunque gli enti che sono deputati a fornire le acque nei vari comuni, vedendo che il problema era già stato risolto, anche se parzialmente, hanno tralasciato di intervenire, come invece facevano in altre zone, con adeguate forniture di acqua potabile.

Di per sé questa situazione ha determinato un grosso squilibrio tra comuni che sono serviti dall'ESAF e dagli altri enti che gestiscono l'acqua e quelli che, sostenendo costi ingenti, sono costretti a sollevarla, attraverso dei pozzi, dalle falde sotterranee. E' chiaro che questo problema dovrebbe essere affrontato più complessivamente nel programma di riordino del settore, di cui si parla da tanti anni, che però non si è concretizzato ancora compiutamente. Fatto sta che non si può pensare di continuare a ignorare una situazione che determina per alcuni comuni gravi disagi e aggravio dei costi energetici derivanti dal sollevamento dell'acqua, per cui contribuendo all'abbattimento di tali costi, seppure parzialmente, riteniamo di ripristinare una situazione di parità fra i comuni.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 102, a firma Dettori, Balia, Manca e Pirisi, aggiunge poco dal punto di vista delle risorse già previste all'articolo 10 bis, pone però un problema di attenzione rispetto alle richieste che provengono dagli enti interessati. Il Consorzio Acquedotto Govossai, con nota del 26 gennaio 2000, indirizzata tra gli altri all'Assessorato regionale del bilancio e della programmazione, evidenzia il costo e comunque il contributo richiesto nella misura di 2 miliardi.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). La sto leggendo insieme a lei.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo lo dico perché dobbiamo stare attenti: il Consorzio, che pure ha perseguito una rigorosa politica tariffaria e che ha determinato in 2 miliardi e mezzo l'ammontare dei costi energetici di sollevamento dell'acqua, è nella condizione - ci dice - di poter sopportare un onere così elevato, che dovrebbe essere altrimenti scaricato sull'utenza. Il contributo richiesto è di due miliardi, e non capisco perché, in una situazione di grave ristrettezza, dobbiamo prevedere risorse aggiuntive a un Consorzio che non ne fa richiesta. Quindi mi pare che l'emendamento numero 102, proprio per le considerazioni svolte dallo stesso Consorzio, non possa essere accolto.

L'emendamento numero 214, che prevede un contributo di 3 miliardi a favore dei comuni per l'abbattimento dei costi energetici derivanti dal sollevamento delle acque ad uso idropotabile, trova accoglimento nell'articolo 14 bis, dove abbiamo già previsto, sia pure in favore dei consorzi di bonifica, addirittura un importo di 11 miliardi proprio per l'abbattimento dei costi energetici. Dobbiamo metterci d'accordo, perché non tutti possono fare la stessa cosa. Qui c'è una sovrapposizione di competenze tra enti, consorzi, comuni e quant'altri. Almeno su questa materia, in attesa di una rivisitazione complessiva, lasciamo la competenza specifica ai consorzi di bonifica, per i quali abbiamo già previsto adeguate risorse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Debbo sottolineare che talvolta abbiamo amministratori particolarmente attenti a non disperdere le risorse regionali, perché, come l'Assessore non ha letto, il Consorzio del Govossai sostiene che le spese sostenute ammontano a 3 miliardi, che servirebbero almeno 2 miliardi e mezzo e chiede 2 miliardi. Bisogna sottolineare ancora una volta che gli amministratori nuoresi e soprattutto del Consorzio sono particolarmente solerti.

Questo emendamento, ripeto, fu accolto dalla Commissione, proprio per l'azione dell'opposizione. Pertanto, vista la disponibilità della Commissione, lo ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Sono assolutamente d'accordo con le considerazioni svolte dalla collega Dettori, e comunque vorrei dire all'Assessore che quando interviene fa proprie proposte delle opposizioni, come se fosse già stata decisa dalla maggioranza una qualche azione in quella direzione. Assessore, esattamente così non è! L'articolo 10 bis è frutto di un emendamento proposto dal centrosinistra, e credo che questo dato debba essere sottolineato con grande forza. La collega Dettori, alla sua bacchettata nei confronti dei presentatori dell'emendamento, quasi volessero in qualche misura disperdere danari pubblici, ha in realtà sottolineato come invece le esigenze fossero maggiori, ma è stata espressa da parte del Consorzio Acquedotto Govossai la volontà di concorrere a tali oneri (chiaramente scaricandoli poi sugli utenti) per l'importo di 500 milioni, che noi avevamo indicato nell'emendamento. Quindi, Assessore, lei sa bene che non si tratta di disperdere risorse e credo che abbia la capacità di intendere bene le cose che gli sto dicendo, anche se sta parlando con l'onorevole Pili.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sto ascoltando.

PIRISI (D.S.-F.D.). Allora non stava ascoltando l'onorevole Pili. Lei ha notevoli capacità, ma delle due l'una: o ascoltava me o ascoltava lui.

Dicevo che gli amministratori del Consorzio del Govossai hanno dichiarato che per loro sono sufficienti 2 miliardi, ma che chiaramente i 500 milioni che noi non siamo in grado di potergli dare verranno scaricati sulle bollette degli utenti, e quindi dei cittadini che fruiscono dell'acqua del Govossai.

Assessore, io sono voluto intervenire perché gli emendamenti che sono stati proposti hanno semplicemente un senso, che è quello di sollecitare la Giunta a prendere atto delle carenze presenti nella finanziaria ed anche nel bilancio, e mi fa molto piacere quando si riesce a trovare un punto di intesa che soddisfi anche noi. L'emendamento, come già ha detto la collega Dettori, noi lo ritiriamo perché aveva già trovato accoglimento, seppure parziale, in Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per quanto riguarda l'emendamento numero 214, l'Assessore del bilancio dice che la questione sarebbe successivamente trattata all'articolo 14 bis. Faccio notare che questa questione non è affatto trattata all'articolo 14 bis, che si riferisce ad altro, e cioè al fatto che la Regione paga già molti miliardi all'ENEL (e con questo articolo si prevede di aggiungerne 11) per il costo dell'energia da essa utilizzata per restituire ai consorzi di bonifica per fini irrigui quella stessa acqua con la quale produce energia nelle centrali idroelettriche. L'ENEL, cioè, utilizza l'energia che produce con quella stessa acqua che poi viene erogata a fini irrigui dai consorzi di bonifica. E i costi energetici di sollevamento di quest'acqua li paga la Regione.

Io non sono mai riuscito a sapere (quando arriveremo a discutere l'articolo 14 bis qualcuno ci darà notizie precise) quali tariffe applichi l'ENEL al costo - che paga la Regione - per questa energia prodotta con la stessa acqua che risolleva e poi vende ai consorzi di bonifica. E l'articolo 14 bis prevede altri 11 miliardi a favore dell'ENEL, che pure qualche conto aperto con questa Regione ce l'ha! Aveva prima dei conti aperti e, in ragione di molte attività produttive di vitale importanza per la Regione, ne ha ancora molti, a proposito di "autonomia, di autonomismo, di semi-nazione e di nazionalità, di convergenza sarda e di casa comune". E la Casa comune è bene illuminata dall'ENEL, con questi costi! La Regione quindi paga due volte quest'acqua per usi irrigui nonostante le dighe siano pubbliche, la raccolta dell'acqua sia di competenza pubblica, la gestione delle dighe sia altrettanto pubblica.

L'articolo 14 bis, però, è sotto il Capo III, che reca il titolo "Disposizioni in materia di attività produttive", e allora che c'entra, assessore Pittalis, con questo articolo l'acqua potabile? Prima di ogni altra cosa non vi è l'esigenza primaria delle persone di mangiare e di bere? E anzi, prima ancora di mangiare, di bere acqua? Il nostro emendamento evidenzia una cosa elementare, cioè che ci sono comuni i quali, proprio perché non hanno ancora un sistema di approvvigionamento idrico a fini potabili, affinché la gente possa bere l'acqua e cucinare la pasta devono sopportare spese in via sostitutiva, per esempio per attingere l'acqua dalle falde sotterranee.

Che c'entrano con questo l'ENEL, i consorzi di bonifica e tutto quanto previsto nell'articolo 14 bis? Delle due una: o quei comuni lasciano i cittadini senz'acqua, posto che chi gliela deve fornire non provvede a farlo, oppure sono costretti a sostenere costi elevati per approvvigionarsi in qualche modo di acqua potabile. Ci sono comuni che hanno l'acqua sempre, e comuni che per le ragioni più diverse non ce l'hanno mai o ne hanno di meno, però i disagi sono diversamente distribuiti.

Eppure, per esempio il collega Fantola, che si affeziona molto oltre che alle riforme anche all'acqua, o meglio agli enti delle acque, che ha gestito per molti anni attraverso i suoi Assessori…

FANTOLA (Patto Segni-Rif.Sardi). Ma che cosa stai dicendo?

COGODI (R.C.). Attraverso i tuoi Assessori!

FANTOLA (Patto Segni-Rif.Sardi). E quando li ho gestiti?

COGODI (R.C.). Avevi un Assessore in Regione, incardinato per quattro anni (e non si voleva neppure dimettere), che si occupava del ramo di amministrazione competente in materia di acque, e che avrebbe dovuto eliminare quei 378 enti che dici tu, e invece non so quanti ne abbia istituiti ancora.

CORDA (A.N.). Cogodi, il Commissario delle acque era Palomba!

PRESIDENTE. Possiamo far proseguire l'intervento? Prego, onorevole Cogodi, prosegua.

COGODI (R.C.). Tu confondi l'acqua con l'emergenza idrica, ma non è che confondi solo questo.

CORDA (A.N.). No, non confondo.

PRESIDENTE. Prosegua, onorevole Cogodi, la prego.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 214 si riferisce a una questione molto più semplice: come può la Regione restituire almeno parzialmente le spese sostenute dai cittadini di quei comuni che non hanno acqua. Badate, io sono portato a pensare che quei comuni non siano - come dire? - i più avvantaggiati, per molti versi, cioè i più solidi anche sotto il profilo della rappresentanza politica, perché i comuni solidi hanno modo di farsi sentire alla Regione e, nel tempo, hanno trovato soluzione all'approvvigionamento idrico. Quindi, per restituire a quei cittadini non dico una condizione di parità rispetto ai cittadini degli altri comuni, ma almeno una parte dei costi sostenuti per avere acqua potabile, la nostra parte politica ha presentato un emendamento che prevede un contributo di scarsa entità (poi si spenderà quello che si deve spendere) per l'abbattimento dei costi energetici derivanti dal sollevamento delle acque ad uso idropotabile, cioè 2 miliardi per tutti i comuni della Sardegna, perché possa essere raggiunto questo obiettivo di valore sociale, di valore civile.

Io prego la Giunta di riprendere la parola per dare una risposta pertinente. Può anche dichiararsi contraria, ma non può dire che il problema è risolto dall'articolo 14 bis, perché in questo articolo si parla d'altro. Oppure, al di là del titolo del Capo III "Disposizioni in materia di attività produttive", ritenete che questa questione debba essere messa in connessione con l'articolo 14 bis? Se la Giunta ritiene che possa essere messa in connessione e che lì la questione possa trovare componimento , allora noi chiediamo di trasferire questo emendamento dall'articolo 10 bis al 14 bis, per vedere se in un riequilibrio della relativa posta finanziaria si può ricavare qualcosa per i comuni che debbono spendere risorse proprie per dare acqua potabile ai cittadini.

Una soluzione "subordinata" può essere quindi trasferire l'emendamento 214 all'articolo 14 bis per consentire alla Giunta di valutarlo meglio, alla luce della connessione che vi è tra i due temi, ancorché diversi, però interdipendenti.

PRESIDENTE. Poiché abbiamo superato il tempo previsto per la sospensione dei lavori antimeridiani, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15 e10.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 08, viene ripresa alle ore 15 e 49)

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che sono pervenute le dimissioni, per motivi di salute, dell'ingegner Salvatore Porcheddu, eletto nel consiglio di amministrazione dell'Azienda Regionale Sarda Trasporti il 2 marzo scorso. La relativa elezione suppletiva sarà inserita all'ordine del giorno della seduta di domani.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Giustamente lei ha letto il testo della lettera di dimissioni dell'ingegner Porcheddu, il quale adduce motivi di salute. Volevo sapere se il certificato medico è allegato.

PRESIDENTE. Il certificato medico non è allegato, ma non è richiesto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Su che cosa desidera intervenire?

FADDA (Popolari-P.S.). Su questa comunicazione.

PRESIDENTE. Non è in discussione, essendo appunto una comunicazione. Come ho già precisato l'elezione suppletiva è inserita all'ordine del giorno della seduta di domani.

FADDA (Popolari-P.S.). Vorrei dare un suggerimento alla Giunta, se è possibile.

PRESIDENTE. Ripeto che il Regolamento non è prevede dibattito su una comunicazione del Presidente. Procederemo domani alla surroga del dimissionario ingegner Porcheddu.

Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Senza che ci annoiamo, e senza che nessuno perda tempo o pensi di far perdere tempo agli altri, devo però rilevare che questa telenovela, questa specie di storia infinita continua. Abbiamo discusso nei giorni scorsi, ripetutamente, in aula, fuori dall'aula, nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, nella interlocuzione, trattativa, confronto, usate il termine che più vi aggrada, con la Giunta regionale su questa vicenda dell'assetto dirigente di pezzi importanti di Regione, che si chiamano enti strumentali della Regione.

Eravamo addivenuti a una ipotesi di soluzione e di equilibrio, avendo nel Consiglio regionale noi richiesto che si procedesse immediatamente allo "scommissariamento" degli enti regionali non previsti ed anzi proibiti dalla legge. In una situazione di diversa vostra interpretazione ed esercizio di responsabilità avevamo convenuto che nel frattempo si sarebbe comunque dato corso al rinnovo delle rappresentanze del Consiglio regionale - non della Giunta - nel Consiglio di amministrazione dell'ARST, al fine di restituire al Consiglio regionale il suo potere-dovere di nomina, e di consentire alla Giunta regionale di scommissariare l'ARST. Avevamo anche concordato, ed onestamente qui bisogna darsi atto delle cose che si concordano, che questo fatto, parziale ma significativo, poteva consentire un certo atteggiamento, una certa condotta nella trattazione del bilancio. Avevamo quindi legato l'ordine del giorno e l'ordine dei lavori ad una ipotesi metodologica e temporale della discussione del bilancio.

Tutto avremmo immaginato, ma non che il Consiglio regionale procedesse alla rielezione di due componenti dimissionari, uno dei quali è stato sostituito, l'altro addirittura rieletto. Ed essendo queste persone in mano vostra, perché voi le avete indicate e voi le avete elette, tutto avremmo immaginato, ma non che dopo un solo giorno si dimettesse qualcun altro.

Poiché voi, maggioranza e Giunta, volete cambiare tutto, io sostengo che questo fatto cambia di nuovo tutto, per cui chiediamo che si proceda immediatamente alla elezione del terzo componente vostro, che avete indotto a dimettersi, e che si reintegri ancora una volta il Consiglio di amministrazione dell'ARST, perché è dovere del Consiglio regionale provvedere ad eleggere i componenti di questo organismo entro certi tempi. Chiedo, inoltre, che immediatamente il Presidente della Giunta "scommissari" l'ARST e rispetti la volontà e il diritto-dovere-potere del Consiglio di nominare il Consiglio di amministrazione e il presidente dell'ARST.

E' una storia infinita, una telenovela, questa, che non reca onore a chi la sta trascinando. Come tutte le telenovele, tra l'altro, c'è sempre un'altra puntata, e noi sappiamo che non finirà mai, se così la volete impostare. Però, badate, quest'ultimo fatto porta disdoro al Consiglio regionale per mano di chi sta manovrando, perché questo signore non si sarà ammalato improvvisamente.

Allora la mia proposta è semplice: chiedo al Presidente del Consiglio di verificare immediatamente se sussistono o meno le condizioni dell'accordo metodologico e temporale sul quale tutti i Gruppi hanno convenuto e verso cui sono indirizzati. Non è necessario sospendere i lavori, però, di sicuro, occorre accertare questa condizione di procedibilità.

Al di fuori di questo, badate, qui non si parli più di dignità istituzionale, perché qui non c'è più neanche educazione elementare, e se non c'è educazione elementare da parte di chi ha la responsabilità principale, non chiedetene per favore a nessuno.

PRESIDENTE. Io non intendo aprire su questo una discussione. Queste dimissioni, come sapete, erano state annunciate e sono pervenute.

Io ho comunicato all'Aula che la relativa elezione suppletiva è inserita all'ordine del giorno della seduta di domani, e domani procederemo alla sostituzione dell'ingegner Porcheddu.

A fine giornata faremo una Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, non riesco a comprendere come si possano fare due passi avanti e cinque indietro. Per cercare di snellire i lavori, tenuto conto degli impegni che sono stati presi dalla Giunta e dalla maggioranza, chiederei una brevissima dichiarazione da parte del Presidente della Giunta, al quale chiedo se, domani mattina, dopo l'elezione del sostituto del dottor ingegner Porcheddu (che molto probabilmente era sano per fare il presidente e si è ammalato per fare il semplice consigliere), intende riunire la Giunta per procedere all'insediamento del consiglio di amministrazione dell'ARST, perché non vorremmo che queste rinunzie notturne proseguissero all'infinito.

Allora, se c'è un impegno del Presidente della Giunta in tal senso, io credo che possiamo proseguire velocemente nell'esame della finanziaria. Questo in ogni caso era uno degli impegni che erano stati presi dal Presidente. Capisco che egli in questo momento sta parlando al telefono e non mi ascolta, però credo che domani mattina, immediatamente dopo la sostituzione si possa procedere all'insediamento del consiglio di amministrazione dell'ARST, altrimenti davvero chiederei all'assessore Oppi - se fosse presente - di verificare lo stato di salute dei candidati prima di nominare qualcuno nei consigli di amministrazione.

PRESIDENTE. La comunicazione è pervenuta in data odierna, quindi non può essere inserita all'ordine del giorno prima della seduta di domani. Non lo so se è casuale, onorevole Cogodi, ma siccome è stata protocollata dagli Uffici e c'è un timbro, noi a questo ci atteniamo. Poi, che sia casuale o no questo lo dirà lei nel dibattito che sul punto faremo domani.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Signor presidente Spissu, desidero innanzitutto precisare che le considerazioni che hanno espresso alcuni colleghi, soprattutto i colleghi Cogodi e Fadda, nonché le brevissime considerazioni che intendo fare io, non si riferiscono alla funzione che lei svolge in quest'aula e quindi non riguardano la comunicazione da lei resa. Lei ha fatto benissimo a comunicarci quello che è avvenuto, quindi, ripeto, non è in discussione la sua funzione.

Voglio solo sapere, così come ha chiesto il collega Fadda, quando il presidente Floris era impegnato al telefono, se la sua proposta, che io condivido, di inserire l'elezione del sostituto dell'ingegner Porcheddu all'ordine del giorno di domani è condivisa anche dalla maggioranza, perché questa proposta può essere solo una sua intenzione. Se però la maggioranza, domani, all'ora che stabiliremo non sarà in aula per procedere all'elezione, chiaramente l'elezione non si potrà fare. Noi comunque vorremmo tenere lo stesso comportamento che abbiamo tenuto ieri mattina, cioè depositare la scheda in bianco, senza esprimere alcuna preferenza.

Se invece da parte della maggioranza, rappresentata dal presidente Floris, ci dovesse essere la volontà di non procedere alla sostituzione dell'ingegner Porcheddu, è chiaro che cambierebbero le condizioni del rapporto politico che abbiamo stabilito.

Questo è importante, perché noi ieri abbiamo rieletto una persona (mi pare che si chiamasse Carboni) che aveva rassegnato le dimissioni. Sarebbe stato sufficiente ritirare quelle dimissioni, così avremmo anche evitato la votazione. Io propongo di procedere alla elezione suppletiva in apertura della seduta di domani, per evitare di interferire nella discussione della finanziaria.

Quindi, questo aspetto organizzativo segue perfettamente l'ordine del giorno, e voglio sapere come si intende disciplinarlo. E' utile che venga stabilito prima con l'accordo di tutti noi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Voglio solo sapere da lei, Presidente, proprio per essere chiara e un po' provocatoria, quale articolo del Regolamento disciplina una discussione di questo genere.

Vorrei anche sapere in base a quale articolo del Regolamento si continuano a modificare gli ordini del giorno, visto che la procedura che si sta seguendo non è scritta nel Regolamento, ma sta diventando una prassi. Mi pare che il cambiamento dell'ordine del giorno possa avvenire sulla base di una procedura che, a norma dell'articolo 55, è assolutamente differente da quella che si sta seguendo in quest'Aula da diverso tempo.

PRESIDENTE. Intanto si sta svolgendo una discussione irrituale su una comunicazione del Presidente, come ho già avuto modo di dire. Poiché per ristabilire la completezza dell'organismo che il Consiglio regionale ha eletto è necessario inserire all'ordine del giorno della seduta di domani mattina l'elezione suppletiva che consegue alla comunicazione stessa. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo stabilirà l'ordine dei lavori, sulla base del Regolamento, naturalmente.

Quindi, io propongo, anche a seguito delle questioni sollevate dall'onorevole Cugini, di rinviare questo argomento alla Conferenza dei Presidenti di Gruppo che si terrà dopo la conclusione della seduta in corso. Credo che questa sia la procedura più corretta da adottare.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Concordo sulla procedura, però gradirei una risposta da parte del presidente Floris.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, se lei è l'accordo, poiché questo argomento non è all'ordine del giorno, rinviamo la discussione dello stesso alla Conferenza dei Presidenti di Gruppo che si terrà al termine dei lavori.

Onorevole Sanna, colleghi, non mettete in difficoltà la Presidenza. Lasciate proseguire i lavori.

Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Richiamo l'attenzione dell'Aula su quello che lei ha appena detto, Presidente, e cioè che si è aperta una discussione irrituale su una comunicazione che lei ha fatto. L'articolo 57 le attribuisce la facoltà di fare comunicazioni, ma non prevede l'apertura di una discussione sulle stesse.

Siccome lei ha definito irrituale questa discussione, io vorrei che questa sua definizione fosse considerata come un richiamo per tutti i consiglieri, perché non deve accadere che lei, Presidente, parli di discussione irrituale e noi ci passiamo sopra.

Io ho colto il significato del termine "irrituale" e mi permetto soltanto di fare un ulteriore intervento sull'ordine dei lavori per contribuire a dare un chiarimento, perché mi pare che gli altri colleghi, invece, non abbiano colto appieno il significato di questo termine.

PRESIDENTE. Io credo che sia stato colto, onorevole Sanna Nivoli. I colleghi sono intervenuti tutti sull'ordine dei lavori, quindi nell'ambito di quanto consentito dal Regolamento. Credo che possiamo procedere nel modo che ho richiamato.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo in modo del tutto rituale, così come prevede il Regolamento, nella mia qualità di Presidente del Gruppo della Rifondazione Comunista, e quindi di un Gruppo regolarmente costituito e legittimo in questo Consiglio regionale, a differenza di altri Gruppi.

Giacché è stato modificato il percorso dei lavori del Consiglio, così come concordato unanimemente nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, alla luce di questa modifica chiedo che per ridefinire il percorso dei lavori consiliari la Conferenza dei Presidenti di Gruppo si svolga adesso, all'inizio della seduta e non alla fine, come preannunciato dal Presidente, , ritenendo ciò più utile e più produttivo per l'andamento dei lavori.

PRESIDENTE. Io non voglio sollevare questioni, onorevole Cogodi, però non è stato modificato assolutamente il percorso stabilito nell'ordine dei lavori di questo Consiglio. C'è stata una comunicazione che rende necessario l'inserimento all'ordine del giorno della seduta di domani mattina di un'elezione suppletiva e questo avviene sulla base delle ordinarie procedure regolamentari.

Quindi, siccome mi rendo conto che questo argomento ha anche delle valenze politiche e interessa le relazioni e gli accordi intercorsi tra maggioranza e opposizione, ne riparleremo nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, che è convocata al termine della seduta pomeridiana. Vi chiedo la cortesia di andare avanti nella discussione del disegno di legge numero 21.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge:

"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale

della Regione (Legge finanziaria 2000)" (21/A)

PRESIDENTE. Siamo in sede di discussione dell'articolo 10 bis. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Chiaramente, colleghi, lo dico per il rapporto di sincerità che esiste tra di noi, io non avevo nessuna intenzione di prendere la parola sull'articolo 10 bis, però questo articolo assume una valenza politica che prima non aveva, che non è neanche data, lo devo dire, dagli emendamenti che sono stati presentati, ma è data solo dalla mancata risposta della Giunta regionale in merito alla comunicazione che lei, giustamente e correttamente - e questo lo apprezzo ancora una volta - ha fatto all'Aula. Siccome l'articolo 10 bis precede l'articolo 11 e così via, e noi in Conferenza dei Presidenti di Gruppo e anche nei rapporti diretti con la Giunta, con gli Assessori e con buona parte dei colleghi della maggioranza, avevamo concordato la conclusione dei lavori sulla finanziaria per domani, venerdì, devo comunicare, mio malgrado, che non sono in grado di confermare questo impegno.

Se la collega Sanna Nivoli insiste, invece di aiutare a risolvere la questione, visto che si tratta delle dimissioni di un rappresentante che lei non ha espresso direttamente come esponente di una forza politica, ma che ha solo concorso a eleggere con il suo voto, allora è chiaro che si rimette in discussione tutto.

La Giunta può ora prendere la parola per dichiarare che la nostra richiesta verrà soddisfatta, diversamente il pensiero che ho espresso e che è presente tra i colleghi della minoranza rischia di diffondersi e difficilmente la situazione potrà essere recuperata. Potremmo arrivare persino a dire che la discussione della finanziaria si chiuderà solo se il Presidente della Giunta emanerà il decreto sull'ARST. Se invece il rapporto tra maggioranza e opposizione rientrerà nella normalità, come noi avevamo chiesto, si potrà procedere secondo gli accordi raggiunti in precedenza.

La mia convinzione, lo dico a voce alta, è che siamo in presenza di una scelta tendente a impedire la conclusione della discussione della finanziaria. Infatti, ieri abbiamo rieletto un componente del Consiglio di amministrazione dell'ARST che si era dimesso, e non vorrei che dopo aver eletto il sostituto dell'ingegner Porcheddu arrivassero le dimissioni di colui che abbiamo riconfermato ieri, tutto questo per impedire che si faccia il decreto per l'ARST e che si superi questo momento di confronto, dove ognuno ha tanti spazi per fare quello che ritiene di dover fare.

Io penso che la discussione su questo argomento debba essere chiusa con una dichiarazione del Presidente della Giunta, al di là di tutte le questioni che sono aperte, per evitare che si introducano argomenti diversi da quelli che abbiamo trattato sino a questo momento. Lo dico anche con un po' di passione, soprattutto al collega Usai, perché ho l'impressione che si stia attuando un tentativo, chiedo scusa preventivamente, di presa in giro della opposizione.

Questa è l'impressione che mi guida nella valutazione che sto facendo. Se non è così, basta stabilire come stanno le cose e successivamente si riprende, ma se permane la convinzione che si tratti di una furbizia è chiaro che noi assumeremo un atteggiamento conseguente, quello cioè di ricorrere agli strumenti del Regolamento, che tutti possiamo utilizzare.

Se invece mi sbaglio, basta che si affronti l'argomento e che questa questione venga risolta definitivamente, perché questo è indice di serietà. Sono d'accordo con chi mi ha preceduto: in questo caso non ci perdono coloro che intervengono sull'argomento, ma viene danneggiato l'intero Consiglio regionale, perché si ricorre strumentalmente alle dimissioni per impedire che un organismo così importante e serio, che ha una funzione primaria in Sardegna, come l'ARST, possa essere insediato. Questa è l'impressione che noi abbiamo, poi voi potete dire: "State pensando male". Può essere, ma dimostrate che il pensiero che invece guida voi è diverso da quello che in questo momento sta guidando me in questo ragionamento. Non si può fare un accordo alle 2 e alle 4, perché è avvenuto un fatto nuovo, appunto le dimissioni di un rappresentante del consiglio di amministrazione dell'ARST, rimettere in discussione tutta l'impostazione stabilita.

Io confermo quello che ho detto prima nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, ma se ci sono altre indicazioni di lavoro è bene che vengano esternate, perché ricorrendo alla furbizia non si fa una cosa seria, né per l'ARST, né per la finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Usai, ha chiesto di parlare anche lei sull'articolo 10 bis?

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Quello dell'onorevole Cugini era un intervento sull'articolo 10 bis?

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, io posso solo continuare a invitare i colleghi al rispetto dell'argomento all'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

USAI (A.N.). Signor Presidente, intervengo per introdurre le mie argomentazioni sull'articolo 10 bis, che però riguardano tutti gli articoli della legge finanziaria. Ciascuno, evidentemente, argomenta come ritiene più opportuno; alcuni hanno rapidità di pensiero e di argomentazione, io invece ho lentezza di pensiero e di argomentazione, pertanto argomenterò in questo modo: il collega Cugini - che io stimo, e lui lo sa bene - ad ogni intoppo o ad ogni situazione che non gradisce si alza, sfodera la minaccia di rompere tutto e di andare avanti all'infinito nella discussione della finanziaria. Ciò non è successo solo questo pomeriggio, bensì succede normalmente, ogni qualvolta l'onorevole Cugini non gradisce quello che fa la maggioranza.

L'onorevole Cugini e il resto dei colleghi della opposizione devono cominciare a comprendere che è assolutamente necessario che i tempi della finanziaria, caro presidente Floris, cominci a dettarli la maggioranza, perché non è non è tollerabile che noi terminiamo di lavorare alle ore 20 per poi rivederci il giorno dopo alle 10 con la promessa, con l'impegno, con l'assicurazione che comunque in tempi rapidi le cose si concluderanno.

E' una presa in giro, caro onorevole Cugini, la presa in giro della maggioranza da parte dell'opposizione, che ogni tanto offre la caramellina per adescare e successivamente dà la legnata.

Le dimissioni dell'ingegner Porcheddu sono state preannunciate qualche giorno fa, quindi ne eravate assolutamente a conoscenza. Per cui, l'introduzione di un ulteriore cuneo, una ulteriore zeppa, un ulteriore strumento per rallentare i lavori, secondo la mia opinione, l'ho detto anche la volta scorsa, non è tollerabile, Renato!

Cortesemente, Presidente, gli articoli della finanziaria devono essere esaminati tutti e rapidamente, per cui io faccio appello ai colleghi della opposizione, agli amici della maggioranza e a quelli della Giunta perché si vada avanti eventualmente con sedute notturne e lavorando, se sarà necessario, domani, sabato e domenica, sino a quando i lavori non saranno conclusi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, il Presidente della Giunta non deve essere confuso con la Giunta, né la Giunta deve essere confusa con la maggioranza, perché la maggioranza è una cosa, la Giunta è un'altra cosa. E la Giunta credo abbia dato testimonianza, in tutto questo periodo, di molto equilibrio e della volontà di ricercare una soluzione unitaria dei problemi che abbiamo davanti, compresi quelli inerenti alla finanziaria.

Il Presidente della Giunta aveva preannunciato, telefonicamente, che anche il terzo componente del Consiglio di amministrazione dell'ARST si sarebbe dimesso. Quindi è un fatto normale che oggi siano arrivate le sue dimissioni, prima tramite fax, adesso con lettera, e che domani si proceda, in apertura di seduta, alla surroga di questo rappresentante. Così come ho detto in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, ribadisco all'onorevole Cugini che la Giunta non è più disponibile ad accettare nessun tipo di ricatto. Ho anche detto che o domani, entro le 15 e 30, la finanziaria è approvata, oppure i lavori proseguiranno con sedute notturne, e poi chi vuole rimanere rimanga, chi vuole parlare parli, ma ormai noi abbiamo esaurito tutte le nostre capacità di mediazione, perché non è possibile che ogni volta ci troviamo di fronte a una zeppa che viene messa per un motivo o per l'altro.

Io riconfermo che quanto la Giunta ha fatto nei confronti dell'ARST e degli altri organismi è pienamente legittimo e suffragato da pareri autorevoli. Domani o dopodomani sarà resa pubblica una lettera del Presidente della Giunta in risposta a quanto sostenuto dall'onorevole Ballero. Il nostro provvedimento è legittimo, pur tuttavia considerando che eravamo di fronte a una richiesta corale del Consiglio abbiamo detto che avremmo adempiuto, eventualmente, gli obblighi derivanti dall'impegno che abbiamo assunto.

L'impegno non viene meno, però c'è modo e modo di imporre le cose. Ma è mai possibile che se si approva un provvedimento o non si approva un emendamento, se si fa una cosa e non se ne fa un'altra, l'opposizione minacci subito di procrastinare i lavori con continui interventi? Parlate pure! Volete parlare per trenta giorni sull'articolo 10? Parlate per trenta giorni sull'articolo 10, fate tutto quello che volete. A questo punto io chiedo al Presidente del Consiglio che il prosieguo della discussione della finanziaria sia ripreso dalle telecamere, perché io sinceramente di questo modo di fare non ne posso più. Io rispetto gli impegni, farò i decreti quando riceverò i dati dal Consiglio, senza coinvolgere la Giunta o quant'altro, ma nel rispetto del Regolamento.

Il Regolamento, signor Presidente, va sempre rispettato. In quest'aula è tutto fasullo, perfino le Conferenze dei Presidenti di Gruppo sono fasulle. Non è possibile continuare ad andare avanti con questo sistema. Abbiate pazienza, noi veramente non siamo più in condizioni di dirimere nulla. Gli impegni sono impegni. Quando noi abbiamo detto che ci sarebbe stata l'ulteriore elezione e che non ci opponiamo al fatto che il primo atto domani, in apertura di seduta, sia proprio questo, siamo stati coerenti e seri. Non abbiamo problemi. Che problemi dovremmo avere? Siamo tutti colleghi, non siamo qui per imbrogliare la gente, non abbiamo mai imbrogliato nessuno, né intendiamo fare questo adesso. Le dimissioni sono un atto unilaterale. Io non so se qualcuno stia giocando oppure no; noi non stiamo giocando, nel senso che abbiamo assunto un impegno e intendiamo onorarlo. Ma non con questa cappa che cala in continuazione. L'onorevole Cogodi dice: "Riunione dei Capigruppo subito, nominiamo subito". Ma dove siamo? Siamo in un Consiglio regionale o siamo nella casa privata dell'onorevole Cogodi?

COGODI (R.C.). Qui siamo in Consiglio regionale.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Allora smettiamola, perché qui esistono una maggioranza e una opposizione: voi non siete ancora in maggioranza, siete all'opposizione, allora rispettate la maggioranza così come la maggioranza rispetta l'opposizione.

PRESIDENTE. Invito i colleghi ad attenersi all'argomento in discussione, cioè l'articolo 10 bis del disegno di legge numero 21, perché altrimenti ho difficoltà a gestire l'Aula a termini di Regolamento, così come è stato sinora, senza che questo naturalmente appaia né falso, né fasullo, né altro. Dobbiamo cercare insieme di superare le difficoltà utilizzando il Regolamento e anche il buon senso che deve caratterizzare la nostra azione.

Sono iscritti a parlare i consiglieri Selis, Giacomo Sanna e Cogodi. Richiamo ancora una volta i colleghi che devono intervenire al rispetto dell'argomento in discussione.

Ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

COGODI (R.C.). Le chiedo di far predisporre un tabellone luminoso per chi intende iscriversi a parlare.

PRESIDENTE. Io sono attento, e non solo io, onorevole Cogodi, ai colleghi che chiedono di intervenire. Qualora non fosse sufficiente la mia persona, ci sono dei colleghi e il personale del Consiglio che mi assistono. Prego, onorevole Selis.

(Interruzioni)

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo di parlare per fatto personale.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.) Quando qualcuno dice che in quest'aula tutto è fasullo io chiedo di intervenire per fatto personale.

COGODI (D.S.-F.D.). E' proprio su questo che voglio intervenire anch'io.

PRESIDENTE. Ho già spiegato all'onorevole Presidente della Giunta che in quest'aula non è fasullo niente. Onorevole Sanna, possiamo proseguire con ordine?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. L'onorevole Cogodi, cari amici, va ridimensionato. Tu, Cogodi, la devi finire, perché non sei una persona civile. La devi smettere, noi non siamo alla tua mercé!

PRESIDENTE. Onorevole Presidente, la invito a mantenere la calma.

COGODI (R.C.). Non si può insultare in questo modo.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le dispiace consentire la prosecuzione dei lavori?

COGODI (R.C.). Se non vengo insultato!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, quando chiederà di parlare le sarà consentito, ma consenta lei ora ai colleghi di svolgere il loro intervento nell'ordine nel quale vengono chiamati. Prego, onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Intanto, avendo vissuto momenti come questi nella scorsa legislatura, esprimo solidarietà al Presidente del Consiglio facente funzioni, per essere chiari all'onorevole Spissu, non al Presidente genericamente, e anche l'apprezzamento per la calma che ha dimostrato.

Stiamo discutendo gli articoli della legge finanziaria, e ognuno di noi fa la sua parte. Certo, l'articolo 10 bis che riguarda il Consorzio del Govossai non è un grande articolo e potremmo esaminarlo rapidamente, mi auguro quindi che su questo e sugli articoli successivi troviamo ritmi di lavoro diversi, così come avevamo concordato. Noi vogliamo rispettare gli accordi, e se per fare questo invece di finire alle ore 15 si dovesse finire domani alle 20 o alle 21 non cascherebbe il mondo. Se, facendo il punto della situazione, ci rendessimo conto della necessità di lavorare per un paio d'ore sabato mattina non cascherebbe il mondo. Desideriamo mantenere gli accordi nella loro essenza, e da questo punto di vista non creano problemi né questo articolo né i successivi, tranne qualcuno che è un po' più complesso. Però ritengo che il solo rispetto degli accordi non sia sufficiente. Io sono rimasto un po' meravigliato dal tono usato dal Presidente della Giunta, che per altro ribadisce la volontà di procedere domani mattina alla elezione suppletiva, il che era quello che stavamo chiedendo noi, per poi andare avanti con l'esame della finanziaria. Noi prendiamo atto della volontà della Giunta di procedere all'elezione del sostituto dell'ingegner Porcheddu e all'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione dell'ARST, nel rispetto della volontà del Consiglio. Per quanto riguarda le parole usate, credo che tutti noi possiamo perdere la calma e farci prendere dal nervosismo. Non è bello per nessuno sentirsi dare del fasullo, credo che l'onorevole Floris lo capisca. Se avessimo dato a lui o al Presidente del Consiglio del fasullo sarebbe stato...

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.) Ha detto che qua tutto è fasullo.

CORDA (A.N.). Ha detto che il Regolamento è fasullo.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a continuare i lavori con calma.

SELIS (Popolari-P.S.). Al di là di questo, vorrei dire che, con grande fatica reciproca, stiamo cercando di rispettare gli accordi che abbiamo raggiunto. Capisco che anche la Giunta faccia fatica, e ho detto subito che noi l'abbiamo apprezzato, però anche voi dovete apprezzate la fatica che fa l'opposizione. Non ho detto che voi fate meno fatica o più fatica di noi, ognuno sa le sue cose, però non vorrei che la posizione e gli interventi dell'opposizione venissero considerati ricattatori, perché se avessimo adottato un atteggiamento ricattatorio avremmo sbagliato tutto e ora dovremmo ripartire da zero, cioè tornare in Commissione, bloccarne i lavori, togliere risorse finanziarie alla Giunta e destinarle ai fondi di riserva, ma a noi questo non interessa. Noi vogliamo lavorare speditamente, vogliamo che la Giunta abbia le risorse e valuteremo la sua capacità di spenderle e di operare, nonché di sostenere i processi di crescita. Poi, se voi della maggioranza, farete bene diremo che avete fatto bene, se farete male faremo la nostra parte, però non c'è da parte nostra il tentativo di attuare nessun ricatto. Dire che le posizioni che provengono da questa parte dell'aula hanno del ricattatorio francamente non è accettabile. Se la mettiamo così io mi siedo e ne prendiamo atto.

Se avessimo voluto essere ricattatori, avremmo chiesto, a termini di Regolamento, la votazione su ogni comma di ogni articolo, avremmo fatto dichiarazioni di voto su tutti gli emendamenti e su tutti gli articoli, ma a noi questo non interessa, non è in questo modo che vogliamo qualificare la nostra opposizione. Non intendiamo ricattare nessuno. Noi cerchiamo di capire le difficoltà che la Giunta deve affrontare per mettere assieme le sue componenti; voi cercate di capire le nostre difficoltà, e cercate di capire anche perché, come nel caso dell'arst, abbiamo il sospetto che le cose possano essere dettate da un momento di furbizia per far saltare la volontà del Consiglio. E' chiaro che su questo c'è un nervo scoperto. Nella proposta dei colleghi di procedere subito alla sostituzione c'era proprio l'intenzione di rimuovere questo intralcio per non perdere tempo, ma a noi va bene che si proceda a questo adempimento anche domani mattina. Tuttavia, voi capite che se in noi si fondasse la convinzione che con quel circolo di dimissioni si vuole mettere di nuovo in discussione l'organo dell'ARST, quel nervo scoperto di cui parlavo prima ci farebbe reagire in maniera nervosa. Il Presidente ha detto che non è così, e ne prendiamo atto, andiamo avanti con la preghiera di rispettarci reciprocamente.

Noi non ricattiamo nessuno, non è il nostro metodo, non ce ne importa, non ho capito a cosa dovrebbe tendere il ricatto. Ricatteremmo qualcuno dicendo "Vorremmo che la Giunta avesse 100 milioni in più da spendere per fare infrastrutture"? E' un ricatto questo? La nostra azione ha sempre teso a dare alla Giunta gli strumenti per i trasporti, per le imprese, per il commercio, per l'informatizzazione, e così via. Dove sta il ricatto? E' un ricatto dire "Facciamo due interventi in più"? Voi sapete che se volessimo prolungare i tempi, e non lo vogliamo fare, il Regolamento consente tali e tante vie d'uscita che staremmo qua a lungo. Noi vogliamo, ve l'abbiamo detto, rispettare gli accordi e se c'è un prolungamento dei tempi discutiamo tutto domani sera. Non ci spaventa lavorare di sabato, ma occorre sgombrare il campo dalle tensioni, pur comprensibili, che vi sono in una parte e nell'altra. Vi abbiamo esternato chiaramente la richiesta di rimuovere - mi pare che l'intervento del Presidente della Giunta tendesse a questo - il sospetto che sull'arst si voglia rimettere tutto in discussione. Cerchiamo di non perdere neanche un minuto del lavoro dell'Assemblea, e andiamo avanti tranquillamente, tenendo tutti i nervi saldi e cercando di usare espressioni un po' più contenute.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

sanna giacomo (Gruppo Misto). Signor Presidente, a parte l'articolo 10 bis, l'argomento trattato da chi mi ha preceduto mi impone di focalizzare il mio intervento su ciò che fino a questo momento si è discusso. Se poi ci si obbliga a parlare anche dell'articolo 10 bis credo che il tema dell'abbattimento dei costi energetici sia così ampio da consentirmi di parlare anche dell'ARST. Non voglio arrivare a questo, non è questo lo stile che in quest'Aula abbiamo portato, per lo meno dall'inizio del dibattito di questa finanziaria.

Il presidente Floris dice che la Giunta è cosa diversa dalla maggioranza. Istituzionalmente sì, politicamente è la stessa cosa. E se è fasulla la riunione dei Capigruppo dove lei insieme a noi Presidenti di Gruppo ha preso l'impegno e ha concordato di tornare in aula per sostituire i due rappresentanti appena dimessisi dell'arst, vorrei capire se, non lei, signor Presidente, ma gli altri Capigruppo intendono continuare questo teatrino, perché di teatrino si tratta. Qualcuno mi deve spiegare come si fa a rieleggere nel giro di quarantott'ore una persona che si è dimessa ventiquattr'ore dopo essere stata eletta. Dopo di che si dimetterà qualcun altro e sono sicuro che questa catena di dimissioni continuerà all'infinito, perché questo è l'obiettivo che alcuni si sono posti. E non mi rivolgo a lei, presidente Floris, né a nessun componente della Giunta, ma a chi ha la responsabilità politica della conduzione dei Gruppi, per capire quando questa sceneggiata, questa pagina triste per il Consiglio regionale si potrà chiudere.

Non è questo lo strumento per impedire la perdita del controllo su uno degli enti di vostra competenza, e dico di vostra competenza per la parte che riguarda certamente la maggioranza, e non è questo il modo per combattere politicamente questa situazione che si è venuta creare. Non si può dire che vengono fatte minacce e che diventa fasulla anche la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, non generalizziamo il discorso. Fasullo è chi prende un impegno in modo strumentale nella sala della Conferenza e poi, fuori da quella stanza, si comporta in modo completamente diverso, predicando però correttezza, lealtà e rispetto quando vede la reazione di chi, essendo all'opposizione, può utilizzare solo lo strumento del confronto, e dello scontro quando è necessario, sempre nel rispetto reciproco.

Credo che questa filastrocca che voi avete iniziato e che state portando avanti debba avere fine, perché non serve a nessuno. L'ho detto a qualcuno riservatamente nei giorni scorsi, ripeto adesso a tutti noi, a me per primo, che questa logica non paga. Se anche le forze politiche dell'opposizione dovessero iniziare a far dimettere i rappresentanti da loro eletti, con lo stesso obiettivo che vi siete posti voi fino ad oggi, credo che nessun consiglio di amministrazione potrebbe mai insediarsi. Credo che questo a voi non convenga e credo che non giovi né alla serenità, né tanto meno alla dignità di questo Consiglio.

Ritengo che questo modo di comportarsi debba finire al più presto, e che il problema posto debba essere trattato con la serietà che merita. Affrontando il resto dei lavori con maggiore precisione, puntualità e partecipazione, forse riusciremo a ricavare il meglio da quest'Aula, contrariamente a quanto qualcuno sino a questo momento si è proposto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Potrei limitarmi a dire, signor Presidente, che sono interamente d'accordo sul merito e anche sul tono che poc'anzi hanno adoperato i colleghi Gian Mario Selis e Giacomo Sanna, e sarebbe un modo per registrare un pezzo, per quanto volete piccolo, del concorso delle volontà politiche in quest'Aula, così si potrebbe anche procedere speditamente nell'esame dell'articolo 10 bis e anche dell'articolo 10 "tris", che non esiste, ma sul quale tutti hanno parlato, compreso il Presidente della Giunta regionale.

Noi ci troviamo però nella poco simpatica condizione di dover reiterare alcuni elementi di riflessione e, dico di più, di dover reiterare alcune rivendicazioni circa i diritti che in quest'aula sono stati e ancora vengono calpestati. Quale ricatto c'è nella richiesta di un componente di un'assemblea parlamentare ad esercitare il proprio diritto di intervenire, a termini di Regolamento, sugli articoli, sugli emendamenti, nelle riunioni che vengono convocate non da noi, ma da chi rappresenta noi, cioè dalla Presidenza del Consiglio, alle quali partecipa la Giunta al suo massimo livello, cioè con il suo Presidente? E' possibile che noi dobbiamo apprendere che tutto ciò è una rappresentazione scenica, che tutto ciò è "fasullo", che qua dentro tutto è fasullo? E' fasulla la discussione, è fasullo quello che fa il Consiglio regionale, è fasulla la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, sono fasulle le elezioni che facciamo. Cosa ci stiamo a fare? Cosa ci state a fare voi? Noi non possiamo accettare e non accettiamo questa condizione. Prima di ogni regolamento, scritto o non scritto, prima di ogni comportamento improntato al reciproco rispetto, prima ogni fair play vi è un altro strumento che obbliga tutti: la legge. Caro collega Usai, non c'entra nulla la maggioranza, non c'entra nulla né la tua, né nessun'altra maggioranza a questo mondo. In un'assemblea parlamentare, di fronte a un obbligo di legge non c'è maggioranza e non c'è minoranza che tenga. E' la legge che ha assegnato a questo Consiglio regionale il tempo di centottanta giorni dal suo insediamento per procedere alle nomine di sua competenza.

Voi dite che il Regolamento prevede dieci giorni di discussione per esitare il bilancio; lo stesso Regolamento prevede anche dieci minuti per ogni consigliere per intervenire su ogni emendamento o su ogni articolo. Forse non è un buon Regolamento, ma oggi non è all'ordine del giorno la riscrittura del Regolamento. In qualche modo anche gli accordi metodologici, sui tempi e sui modi, giovano a tutti in termini di rispetto sostanziale di quel Regolamento che è abbastanza incongruo, contraddittorio, ibrido. Ma prima del Regolamento vi è una legge che impone al Consiglio, nelle sue componenti di maggioranza e di minoranza, il termine - di legge e non di Regolamento - di centottanta giorni per eleggere i suoi rappresentanti negli enti regionali, cioè in pezzi del potere pubblico regionale, dove voi maggioranza eleggete le componenti di maggioranza, ma non potete espropriare la minoranza del diritto di eleggere le sue componenti di minoranza. E nel momento nel quale voi mettete nel nulla pezzi di potere pubblico e perseguite questo obiettivo di mettere nel nulla la gestione democratica, partecipata, pluralistica, come dice la legge, di pezzi di potere pubblico, voi non state espropriando nulla alla maggioranza, perché i commissari li nominate voi e anche i funzionari li scegliete voi. State invece espropriando la minoranza di un diritto che le è garantito dalla legge, non da voi.

Questa non è "fasulleria", questo è diritto, e non c'è nessun ricatto in questo; c'è invece una rivendicazione anche del proprio ruolo e, se volete, della dignità politica, della dignità istituzionale e anche della dignità personale. C'è qualcuno di noi qui che non accetta di essere messo all'angolo, di essere espropriato dei diritti che rappresenta, per cui voi questa questione la dovete sanare, gli enti regionali li dovete restituire alla gestione pluralista, partecipata e democratica, come prevedono le leggi di questa Regione, perché siete maggioranza e governo di questa regione, non di un'altra.

Ma vi fosse dubbio per tanti enti o per tante cose, dubbio alcuno non ve ne può essere per uno di questi enti, per il quale la legge riserva interamente al Consiglio regionale il compito di eleggere il consiglio di amministrazione e il suo Presidente. Questo Consiglio è stato portato (da chi lo governa, non da me, non dalla minoranza, che non governa né la Regione, né il Consiglio) a votare all'ultimo minuto utile dei centottanta giorni previsti, anzi, ritiene qualcuno, un minuto dopo che erano scaduti i centottanta giorni, trascorsi i quali, nei successivi tre giorni il Presidente del Consiglio avrebbe potuto esercitare il potere surrogatorio, anche nei confronti di chi si fosse dimesso nel frattempo. Il Presidente della Regione non ha il diritto - e su questo possiamo parlare a voce bassa, possiamo recitare tutte le parti che vogliamo - di togliere le rappresentanze a chi spettano per legge, per cui il consiglio di amministrazione dell'ARST deve essere restituito alla sua funzionalità.

Noi abbiamo votato l'altra mattina reintegrando interamente il consiglio di amministrazione dell'ARST, i cui cinque componenti erano di nuovo i cinque rappresentanti eletti dal Consiglio regionale nelle ultime quarantott'ore. Allora perché in queste quarantott'ore è rimasto il commissario? Avete impiegato poche ore della notte per commissariare tutti gli enti della Regione e non vi bastano alcuni giorni per revocare un commissariamento? In questi due giorni, signor Presidente della Giunta, lei non solo poteva, ma doveva restituire al consiglio di amministrazione dell'ARST il suo potere e al suo presidente, eletto da questo Consiglio, la possibilità di esercitare la sua funzione. Non l'ha fatto, lei e la sua maggioranza avete aspettato che in data odierna arrivassero delle dimissioni annunciate a voi. Noi infatti non c'entriamo nulla, si tratta dei vostri rappresentanti, perché se voi continuate a eleggere persone che si dimetteranno i consigli di amministrazione non ci saranno mai. Di sicuro conoscete delle persone da poter nominare in un ente nel quale si possa esercitare subito il potere democratico partecipato, così come previsto dalla legge. Avete aspettato, invece, che in data odierna un altro componente si dimettesse, e in questo modo si ricomincia daccapo, in questo modo il Presidente della Giunta, che non deve decidere nulla, deve solo obbedire…

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. No!

COGODI (R.C.). Obbedire alla legge.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Ah, ecco!

COGODI (R.C.). Il Presidente della Regione in questa materia deve obbedire alla legge numero 20, e deve firmare un decreto che sancisca quello che il Consiglio ha deciso. Non ha potere discrezionale, deve solo valutare, con i suoi uffici, se chi è stato eletto ha i requisiti che dice la legge. E se non ha i requisiti deve dire che Tizio non ha i requisiti; però, chi ha i requisiti (e questo screening si deve fare su tutti coloro che stono stati eletti, a prescindere dall'ente in cui svolgeranno le loro funzioni) deve essere messo nella condizione di rappresentare il potere pubblico che questo Consiglio regionale ha deciso che debba rappresentare. Questo è il punto. Qui non ci sono zeppe, non ci sono trucchi e trucchetti, non ci sono ricatti e, badate, non ce ne sono perché nessuno di noi è minimamente toccato da nessun aspetto della cultura del ricatto, sotto nessun profilo. E se qualcuno ha pensato che da questa parte ci sia gente ricattabile si è sbagliato. Allora, per favore, quando noi chiediamo di fermarci un attimo e di recuperare il senso dell'accordo metodologico che avevamo raggiunto, per andare avanti e non per fermarci, non solo siamo in buona fede, ma riteniamo che ciò sia utile.

Ho parlato sull'articolo 10 "tris", come ben si vede, così come hanno fatto tutti gli altri.

PRESIDENTE. Invito i colleghi ad attenersi, a termini di Regolamento, all'argomento in trattazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Signor Presidente, io ho chiesto di intervenire per fatto personale. E' del tutto evidente che il fatto personale permane e per quanto mi riguarda è pure gravissimo. Comunque rinuncio all'intervento sottolineando che per me permane, ripeto, un fatto personale gravissimo.

Faccio solo una brevissima considerazione in relazione all'assoluta certezza espressa dal cosiddetto Presidente della Giunta regionale a proposito della legittimità del commissariamento degli enti da lui operato.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Cosa vuol dire cosiddetto?

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). All'assessore Masala rivolgo l'invito di rileggersi l'ordine del giorno numero 73 e la risoluzione numero 38 della undicesima legislatura, da lui stesso firmati come autorevole membro della prima Commissione. Forse questo servirà anche agli altri componenti della Giunta per chiarirsi le idee in relazione alla possibilità o meno di commissariare gli enti.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 10 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

COGODI (R.C.). Avevo chiesto di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non ho visto che lei aveva sollevato la mano.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, io chiedo che lei incarichi tre persone, una che guardi al centro, un'altra che guardi a destra e la terza che guardi a sinistra per controllare se qualcuno solleva la mano, perché siamo in un emiciclo e lei non può avere la visuale completa.

PRESIDENTE. Io in genere, guardo a sinistra. La prego di sollevare la mano in tempo utile.

L'emendamento numero 214 resta all'interno dell'articolo 10 bis come emendamento aggiuntivo oppure, così come è stato richiesto, lo si sposta?

COGODI (R.C.). Se è tecnicamente possibile noi intendiamo trasferirlo all'articolo 14 bis, sulla scorta di quanto affermato dal rappresentante della Giunta, e cioè che la materia è regolata dall'articolo 14 bis.

Questo ha detto e questo è registrato.

PRESIDENTE. Va bene, quindi l'emendamento numero 214 verrà trattato quando discuteremo l'articolo 14 bis.

(Interruzioni)

Io ho ascoltato anche le dichiarazioni che sono state fatte stamattina dalla Giunta, quindi, assessore Pittalis, mi pare che lei proponesse stamani di trattare questo emendamento insieme all'articolo 14 bis, addirittura diceva che fosse compreso nel 14 bis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho detto che la materia aveva trovato disciplina, sia pure con riferimento ai consorzi di bonifica, nell'articolo 14 bis, che tratta proprio dell'abbattimento dei costi energetici per il sollevamento dell'acqua. Sull'emendamento la Giunta, per la verità, si è espressa in senso non favorevole, in quanto vi è una previsione di spesa per la concessione di un contributo ai consorzi di bonifica, e per i comuni è già previsto un intervento molto più articolato che troverà maggiore definizione all'interno del Programma operativo regionale (1000 miliardi dell'asse 1 sono destinati proprio a interventi per affrontare il problema della risorsa acqua), che andrà anche incontro alle esigenze prospettate nell'emendamento numero 214. L'importo indicato nell'emendamento, per la verità, ci pare esiguo, perché la previsione di 2 miliardi per 376 comuni è sicuramente ben poca cosa, però questo intervento troverà migliore definizione all'interno del por Sardegna.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mantiene l'emendamento numero 214?

COGODI (R.C.). Se è possibile dal punto di vista tecnico, propongo di trasferirlo comunque, per averne una più compiuta e migliore trattazione al successivo articolo 14 bis. Quindi, non viene ritirato per essere annullato, ma trasferito. Se vi sono obiezioni di carattere procedimentale e impedimenti da codice stradale, "il semaforo" oggi non c'è, ma possiamo regolarci lo stesso: lo discutiamo e lo votiamo adesso.

PRESIDENTE. L'onorevole Cogodi, può mantenere l'emendamento numero 214, di cui è primo firmatario, e chiedere che venga messo in votazione, oppure dal punto di vista della procedura può anche chiedere che esso venga discusso insieme all'articolo 14 bis. Questo è assolutamente possibile, non capisco che cosa vogliate che faccia il Presidente, se non ascoltare le opinioni dei colleghi presentatori degli emendamenti.

CORDA (A.N.). Anche di chi non è d'accordo.

COGODI (R.C.). Tu puoi anche non essere d'accordo, ma che c'entri tu? Presidente, chiedo il trasferimento dell'emendamento 214 all'articolo 14 bis. Ben si intende che l'emendamento è già stato illustrato e non potrà essere illustrato di nuovo, è già stato discusso e non potrà essere rimesso in discussione. Ma questo non c'è bisogno che lo dica Cesare Corda, questo è negli atti del Consiglio.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Cogodi. L'emendamento numero 214, inizialmente presentato all'articolo 10 bis, è trasferito all'articolo 14 bis, e verrà votato nel contesto di quell'articolo.

Si dia lettura dell'articolo 11.

CAPPAI, Segretario:

Art. 11

Interventi sugli stagni

1. Per far fronte agli oneri derivanti dalle espropriazioni effettuate per l'esecuzione di opere di sistemazione degli stagni, è autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 350.000.000 (cap. 05078/08)

PRESIDENTE. All'articolo 11 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 103. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Giagu - Ortu - Marrocu - Morittu

Art. 11

All'articolo 11, dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:

"2. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo al "Nuovo Consorzio Cooperative Pontis", titolare della concessione per l'esercizio delle attività di pesca nello stagno di Cabras, a parziale e straordinario risarcimento dei danni causati dalla moria totale delle specie ittiche a seguito della calamità naturale del 26-28 giugno 1999, di cui al provvedimento.

3. L'ammontare del contributo per gli anni 1999, 2000, 2001 viene stabilito nella misura del 60% del mancato reddito presunto attraverso una verifica oggettiva della ridotta capacità produttiva dello stagno.

4. Le spese derivanti dall'attuazione dei commi 2 e 3 del presente articolo sono valutate in lire 7.000.000.000 per l'anno 2000 e in lire 4.000.000.000 per l'anno 2001. (Cap. 05099 - N.I.)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 05099 - (N.I.) - (Contributo Nuovo Consorzio Coop. Is Pontis)

Competenza anno 2000 lire 7.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 4.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03009-00 - (Fondo di riserva spese obbligatorie e d'ordine)

Competenza anno 2000 lire 7.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 4.000.000.000 (103)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 103 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, il senso di questo emendamento è quello di dare una risposta, nei tempi più rapidi possibili, ai trecento pescatori dello stagno di Cabras che sono stati colpiti, a fine giugno 1999, da un vero e proprio disastro che, si calcola, avrà conseguenze sulla produttività e sulla vita di quel compendio ittico per un periodo di tre anni.

Nella Commissione ambiente sono in corso di discussione un disegno di legge e una proposta di legge, presentata dai Capigruppo del centrosinistra e da chi vi parla, e si sta lavorando alla stesura di un testo unificato. La proposta di legge, che concerne anche il tema del risanamento ambientale, andrà in Aula insieme al collegato alla finanziaria e quindi avrà un iter, io immagino, piuttosto lungo. La nostra preoccupazione è certamente quella di mettere in atto politiche di risanamento che riescano a restituire allo stagno di Cabras il suo equilibrio biologico e a creare prospettive reali di rilancio produttivo per quel compendio ittico e per i pescatori che vi lavorano. Riteniamo, tuttavia, che le giuste politiche di risanamento di questo compendio ittico abbiano tempi più lunghi e che quindi sia necessario intervenire immediatamente per garantire un sia pur minimo reddito alle famiglie dei pescatori che da giugno 1999 non percepiscono una lira.

E' un problema estremamente grave al quale l'amministrazione regionale deve dare quella risposta che credo avrebbe dovuto trovare il modo di dare prima di oggi, comunque siamo ancora in tempo per poterlo fare. Il senso di questo emendamento è dunque proprio quello di prevedere un intervento (che si sarebbe dovuto attuare tempo fa) nei tempi più rapidi possibili, nonostante sia tardi, però meglio tardi che mai, finalizzato al risarcimento almeno parziale dei danni subiti dai pescatori. A tal fine si prevede un contributo di 7 miliardi per il 2000 e 4 miliardi per il 2001. Nei 7 miliardi per il 2000 sono ricomprese anche le risorse spettanti per il '99, perché il secondo semestre del '99 è stato caratterizzato da una totale assenza dell'attività di pesca a causa della moria delle specie ittiche a seguito della calamità naturale del 26-28 giugno 1999.

Quindi, ripeto, il senso dell'emendamento è quello di dare una risposta immediata, anche se in realtà immediata non lo è più, che consenta, a bilancio approvato, di fare un primo intervento in soccorso delle famiglie di quei pescatori, perché altrimenti se aspettiamo l'approvazione della normativa di attuazione del decreto legislativo numero 152 del 1999, credo che ai pescatori di Cabras questi indennizzi non arriveranno prima di ottobre o novembre, probabilmente li riceveranno alla fine del 2000. Credo che una soluzione di questo genere non sia né realistica né accettabile.

Chiedo a tutto il Consiglio e alla maggioranza, in particolare, che in diverse occasioni ha assunto impegni attraverso la Giunta, di dare una risposta quanto più rapida possibile a questo problema. Chiedo che l'emendamento numero 103 sia approvato per dare la possibilità ai pescatori di Cabras di avere, entro un mese o un mese e mezzo, un primo ristoro a una situazione che è diventata drammatica. Poi, in sede di collegato alla finanziaria, si affronteranno i problemi relativi al risanamento dello stagno di Cabras che, come dicevo in apertura, richiedono un esame attento e complessivo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Ovviamente non è in discussione l'importanza dell'argomento oggetto di questo emendamento, né la delicatezza e la gravità del problema che riguarda questa particolare porzione del territorio della nostra Regione e i produttori che sono impegnati nel settore ittico. Però, pur rimettendomi all'Aula, dal punto di vista formale non si può fare a meno di sottolineare che si prevede un intervento che potrebbe essere, dal punto di vista della legittimità, dichiarato inammissibile in quanto, prevedendo contributi a soggetti privati, viola l'articolo 13 della legge sulla contabilità regionale.

E' necessario, quindi, utilizzare un altro strumento legislativo, e non la legge finanziaria, e attendere che venga approvato il progetto di legge che è in discussione nella Commissione competente per materia. Faccio notare che se il Consiglio licenziasse in tempi ragionevolmente rapidi la manovra finanziaria ci sarebbe il tempo per approvare leggi importanti come quella sulla pesca.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

Pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Faccio mie e della Giunta le osservazioni del collega La Spisa.

Vi sono due rilievi da fare sull'emendamento, il cui contenuto certamente non si contesta. Intanto devo dire che sulla materia si è già provveduto con altro intervento normativo, di cui ha riferito lo stesso onorevole Alberto Sanna, ma questo emendamento, così com'è formulato, ha due limiti: in primo luogo esso discende direttamente dalla legge sulla contabilità che non prevede, come ella sicuramente ben sa, aiuti o comunque interventi, sotto qualunque forma, in favore di soggetti privati; in secondo luogo il capitolo da lei indicato, onorevole Alberto Sanna, non contiene risorse che consentano la copertura dell'emendamento. Sul merito la materia ha già trovato soluzione, come dicevo prima, nel disegno di legge collegato alla manovra finanziaria, nel quale è previsto proprio per lo stagno di Cabras un intervento articolato con uno stanziamento di risorse persino superiore a quello indicato nell'emendamento numero 103, perché si tratta di 17 miliardi distribuiti nel corso del triennio 2000-2002.

Nel disegno di legge è previsto che proprio una quota di questi 17 miliardi sia destinata a fronteggiare quell'emergenza alla quale lei si riferiva, soprattutto sotto forma di indennizzi a favore dei pescatori. Quel disegno di legge contiene, altresì, una definizione degli interventi ancora più particolareggiata, perché riguarda l'assetto generale delle zone umide, la gran parte delle quali è concentrata proprio nella provincia di Oristano.

Quindi, questo emendamento purtroppo non consente di essere più celeri, ma probabilmente, pur accogliendone il contenuto, determinerebbe un rallentamento dei tempi rispetto agli interventi che già sono all'esame della Commissione competente e, come ha detto l'onorevole La Spisa, attendono soltanto che siano conclusi i lavori della Commissione per essere immediatamente discussi e approvati in Consiglio e poter dare così quelle risposte che anche l'onorevole Sanna sollecitava.

Presidente. Ha domandato da parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PusceddU (D.S-F.D.). L'articolo 11 del disegno di legge finanziaria, unitamente all'emendamento numero 103, ci consente di fare alcune considerazioni su questa problematica che è particolarmente importante e strategica per le possibilità di sviluppo che ha la nostra Regione. Ci riferiamo, in particolare, agli interventi sugli stagni, agli interventi di valorizzazione delle zone umide, di salvaguardia dei laghi salsi e della loro valorizzazione a fini produttivi.

Peccato, però, che non sia presente l'Assessore competente per materia, perché avremmo potuto approfondire in modo più specifico alcuni aspetti dell'argomento in discussione. Infatti, a fronte di una problematica di tale vastità, l'intervento è limitato, secondo quanto recita l'articolo 11: "Per far fronte agli oneri derivanti dalle espropriazioni effettuate per l'esecuzione di opere di sistemazione degli stagni, è autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 350.000.000…". Si tratta, quindi, di uno stanziamento di misura piuttosto ridotta, afferente a espropriazioni di terreni su cui sono stati realizzati appunto degli interventi pubblici. Questa materia è disciplinata da lunga data dall'amministrazione regionale, perché in Sardegna gli interventi sugli stagni sono nati a seguito del fenomeno del colera verificatosi negli anni '70 e gli interventi pubblici di risanamento sono avvenuti facendo ricorso in particolare ai fondi FIO. La Regione Sarda, infatti, ha disciplinato questa attività attraverso la legge regionale numero 64 del 1978, che oltre ad aver dato risposta a esigenze specifiche, mi riferisco ad esempio ai pescatori dello stagno di Santa Gilla, di Elmas e di Assemini, consentì la realizzazione di interventi di bonifica, di dragaggio, di salvaguardia ambientale, importanti anche dal punto di vista occupazionale e della salvaguarda di attività produttive.

Dunque, io avrei necessità di sapere esattamente a che cosa si riferisce questo stanziamento di 350 milioni, e non so se qualche esponente della Giunta, in assenza dell'Assessore competente, sia in grado di darmi un chiarimento. Si riferisce a ulteriori oneri, a un intervento specifico che non ha trovato capienza all'interno del piano economico e finanziario, relativo a interventi che sono stati effettuati in alcuni stagni, oppure è dovuto al fatto che una procedura non è stata espletata in termini corretti?

Io mi rendo conto, però, che a fronte di un intervento così limitato in termini finanziari, vi è la necessità che questo Consiglio venga dettagliatamente informato, attraverso un dibattito pubblico, proprio sull'efficacia degli interventi operati in materia di stagni e di valorizzazione delle zone umide e dei laghi salsi.

In questo settore si sono investiti centinaia di miliardi, poi attorno a questa tematica si sono sviluppati ampi contenziosi e alcuni soggetti, in particolare le cooperative di pescatori, hanno rivendicato il diritto alle concessioni, che non sempre sono state rilasciate diciamo in termini "pacifici". Ci sono stati contrasti che hanno riguardato sia l'Oristanese, come richiamava l'assessore Pittalis, sia diverse zone umide di tutto il territorio della Sardegna. Per cui vi è la necessità di fare il punto sull'efficacia dell'intervento pubblico per sapere in che termini si vuole procedere nella realizzazione di interventi che siano produttivi e riescano a salvaguardare e possibilmente a incrementare l'occupazione, soprattutto attraverso una valorizzazione produttiva e ambientale di questi ecosistemi, che rappresentano, ripeto, una risorsa strategica per la nostra Isola.

Per alcuni di questi ecosistemi, che hanno una grande rilevanza ambientale, vi sono stati persino dei riconoscimenti a livello comunitario per la presenza di alcune specie faunistiche. Basti pensare, per esempio, anche alla convenzione Ramsar, che tutela l'avifauna delle zone umide.

Siccome, una volta effettuato e completato l'intervento di recupero attraverso un consistente finanziamento pubblico, è necessario che questi siti siano adeguatamente valorizzati, essi possono rientrare senz'altro nel sistema di valorizzazione dei parchi e possono avere delle ricadute in termini produttivi, occupazionali e ambientali, ma anche turistici.

Io condivido l'emendamento presentato dal collega Alberto Sanna, perché mira a dare risposta a un'esigenza conseguente a una specifica calamità naturale. Infatti, oltre che da alcune calamità naturali, i problemi legati alla redditività degli stagni sono causati anche da altri fenomeni, come , per esempio, la presenza di una popolazione di cormorani eccessivamente numerosa, che ha ridotto in misura considerevole gli effetti dell'attività di pesca.

Prendo spunto proprio da questo articolo 11, per richiamare l'attenzione di tutto il Consiglio sulla necessità di aprire un dibattito su questo tema. Ritengo che ci sia senz'altro la possibilità di farlo per esempio quando discuteremo la legge di riordino della normativa in materia di pesca, oppure attraverso la predisposizione di uno specifico disegno di legge collegato alla finanziaria. Si potrà così sviluppare in quest'Aula un confronto tra le forze politiche che consenta di ricercare soluzioni che diano risposte proporzionate alla grande mole di risorse finanziarie che sono state investite per valorizzare le zone umide del nostro territorio.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ritengo anch'io, alla pari del collega Pusceddu, che la questione che è stata sollevata, e che è proposta al Consiglio attraverso l'emendamento numero 103, sia di primaria rilevanza, sotto il profilo sociale e anche sotto il profilo economico, perché riguarda una produzione che deve essere aiutata e conservata nella nostra regione, ossia l'attività di pesca, soprattutto quella lagunare. Nell'esprimere il proprio parere la Giunta ha detto cose che ormai qui sentiamo in modo abitudinario.

Presidenza del vicepresidente Carloni

(Segue COGODI) Non ci sarebbe nemmeno più bisogno che la Giunta esprimesse il proprio parere, tanto dice sempre: "Di questo ne parleremo in un altro momento, questo è contenuto in un altro provvedimento", e se non bastano i provvedimenti annunciati in disegni di legge, collegati, assestamenti e "dirottamenti" vari, c'è sempre il Quadro comunitario di sostegno, in cui è contenuto tutto. Qui stiamo discutendo la manovra economica della Regione, la finanziaria della Regione, per utilizzare i danari di cui la Regione dispone in questo momento. Quindi non c'entra nulla quello che si potrà fare in altro modo e con altri strumenti, perché è nell'ABC della politica e della politica applicata al governo della Regione che il Quadro comunitario di sostegno sia un intervento aggiuntivo e non sostitutivo di quello che ordinariamente si può fare. Se no quando mai si supererebbe il divario? Se aggiungo 1 e tolgo 2 non ho fatto niente verso la parificazione. Ciò che appare più sconcertante è il modo in cui, nella sostanza, la Giunta regionale e anche la maggioranza si disinteressano di problemi e questioni di grande rilevanza, e manifestano invece cuore tenero di fronte all'emergenza, di fronte al danno per alluvione, per siccità, o per altra calamità naturale, se lo ritengono opportuno, e cuore duro altre volte, sia pure in circostanze analoghe. Bisogna che qualcuno spieghi questa apparente contraddizione.

La verità è che di cuore tenero, cioè di attenzione vera alle questioni sociali, questa Giunta di destra, animata da propositi vendicativi contro le istanze sociali più meritevoli di attenzione, non ne ha mai. Questa maggioranza, in occasione dell'alluvione del novembre 1999 ha fatto finta, in quatto e quattr'otto, di raddoppiare gli stanziamenti, che pure valevano già tanto, che la Giunta di allora, sotto la presidenza di Selis, per il poco tempo in cui ha ricoperto questo incarico, aveva deliberato, recuperando, attraverso un'operazione equilibrata e saggia, più di 100 miliardi per affrontare immediatamente l'emergenza alluvione (immediatamente, perché in quel momento si aveva bisogno di un intervento immediato; chi sta male ha infatti bisogno di una medicina subito, non di un protocollo terapeutico per quando si riammalerà). Per quella catastrofe naturale, secondo questa Giunta, era giusto intervenire, l'importante era farlo demagogicamente, e quindi male e inutilmente, attraverso quella demagogia per la quale è facile dire: "Sto parlando con le autonomie locali". No, tu stai parlando con l'autonomia dei sindaci di destra. E in quella occasione si è deliberato di mettere in circolo, mi pare, quasi 300 miliardi di danaro regionale, non per sopperire all'emergenza di chi il danno l'aveva subito davvero, e qualcuno disperatamente viveva o sopravviveva, ma per inventare tutta una rete di interventi parziali, diluiti nel tempo. Per cui finirà come sempre finiscono queste cose, o quasi sempre sono finite, che arriveranno più danari a chi ne ha meno bisogno e meno danari sicuramente a chi ne aveva e ne ha più bisogno. Però in quella circostanza si trattava sia di un fatto di immagine sia di un fatto di formale impatto politico, cioè: "Intervengo subito, Giunta di destra, miliardi moltiplicati". Anzi dicevate: "Abbiamo trovato un sacco di armadi pieni di miliardi, tutti dimenticati dall'ex assessore Scano. Le cantine della Regione sono piene di miliardi, c'è una montagna di danari che non sono stati spesi". Però, se c'è da prendere da quella montagna di danari quattro granelli, quattro pezzetti, per una categoria sicuramente benemerita, non si può, non ci sono più risorse.

Le categorie dei lavoratori sono tutte degne e benemerite, però alcune di esse si distinguono perché sono tradizionali, classiche, provengono da una cultura antica di produzione lavoro, che è la cultura della miniera, del sottosuolo, della fatica, dell'abnegazione, cioè del lavoro che coincide anche con una sorta di applicazione, di tratto, di modo di vivere. Non sto parlando dell'impiegato che si reca in ufficio e quando ne esce è un'altra persona. No, sto parlando, per esempio, di certi lavori agricoli, della pastorizia, dell'allevamento, della pesca, e soprattutto di quella lagunare, o dei lavori in miniera, per i quali la produzione economica, la produzione culturale, la socialità specifica fanno tutt'uno, e quando si interviene in queste situazioni non si sta facendo solo un'azione di sostegno sociale, si sta facendo anche un'azione di sostegno economico e culturale.

Se spariscono i pescatori, o questo modo di applicarsi alla pesca in Sardegna, non spariscono solo persone che lavorano, che sopravvivono, sparisce anche qualche altra cosa. Ecco perché è estremamente degno l'intervento che si sta sollecitando con l'emendamento numero 103.

Voi siete contrari perché si tratterebbe di un intervento a favore di privati, ma gli altri interventi a favore di chi sono? Tutti gli interventi sono a favore dei privati. Se la Regione dovesse fare interventi a favore del settore pubblico, e solo a favore di esso, darebbe i danari a sé stessa. Ma anche quando li dà a sé stessa e, per esempio, retribuisce i suoi dipendenti, a chi li sta dando? I suoi dipendenti sono forse parte organica della Regione? Sono nell'organico della Regione, ma sono pure dei privati.

Conosco bene la distinzione tecnica e giuridica contenuta nella legge di contabilità, ma stiamo parlando di un Consorzio di cooperative che agiscono su concessione pubblica, mettono a frutto un bene pubblico. Siete così sicuri, voi, con tutti i vostri tecnici e aiutanti del diritto, che siamo proprio nella fattispecie del sostegno ai soggetti privati?

Io ho posto un dubbio perché se lo sono posto anche i tecnici, e personalmente ritengo che certamente non abbiamo questa sicurezza. Ma se fosse questo l'unico elemento di dubbio o di contrarietà si tratterebbe di valutare come venire incontro ai pescatori gravemente danneggiati, messi in crisi da quell'evento, da quella calamità naturale. Si potrebbe trovare anche un altro strumento, normativo o no, attraverso cui raggiungere lo stesso obiettivo.

Quindi la ragione vera della vostra contrarietà non è questa; la ragione vera è che volete dire no ai pescatori, perché "ci penseremo in altro modo, con altri strumenti", dite voi, cioè non ci penserete mai.

Mi fermo a questa riflessione, avendo la possibilità di riprendere successivamente il filo di un ragionamento che credo questo Consiglio regionale sia ansioso di seguire nella sua interezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha la facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo sull'emendamento numero 103. Io non sono tra i presentatori di questo emendamento, lo è invece l'onorevole Ortu, ma mi sento profondamente toccato dalla problematica che esso pone. Dopo aver sentito le argomentazioni addotte dalla Giunta per respingere un emendamento di alto valore sociale come questo, veramente non si capisce come in quest'aula si possa dire tutto e il contrario di tutto e come possa dire tutto e il contrario di tutto questa Giunta, con una insensibilità che ormai si acclara sempre più, in quanto tutte le volte che si devono valutare gli emendamenti presentati dall'opposizione a me sembra che la risposta negativa da parte della Giunta venga data più per partito preso che per un approfondimento della materia che gli emendamenti stessi trattano.

Posso comprendere il fatto che in quest'aula si voglia procedere a colpi di maggioranza, però, vedete, questo fatto non ci esime dal testimoniare di voler comunque affermare la giustizia e soprattutto una migliore giustizia sociale, di cui la Sardegna riteniamo abbia tanto bisogno. Si cerca di trattare il settore della pesca, uno dei settori anche dai voi ritenuto fondamentale per l'economica isolana, in maniera pressappochistica. Infatti, la Giunta ha cercato di recuperare risorse da destinare ai lavoratori del settore della pesca per compensare il mancato reddito derivante dal fermo biologico, dando così una risposta parziale alle esigenze di chi esercita l'attività di pesca. Noi siamo convinti che l'accoglimento di alcune proposte sia dovuto più al fatto di aver subito una pressione da parte di rappresentanti di questo settore, che alcuni giorni fa hanno manifestato sotto il palazzo del Consiglio regionale, che ad una reale volontà di affrontare il problema nel suo complesso.

Il comparto degli stagni è da tutti ritenuto, anche da voi (io ricordo quale fu il vostro orientamento nella passata legislatura) fondamentale nell'ambito del settore pesca per l'intera Isola, e in effetti l'attività di pesca viene svolta con una concezione moderna, cioè attraverso un prelevamento oculato per evitare di arrecare un danno al nostro patrimonio ittico. L'anno scorso una calamità naturale ha determinato la moria delle specie ittiche nello stagno di Cabras. Bisognerebbe però valutare esattamente quali altri fattori possono aver procurato questo disastro ambientale, perché sappiamo benissimo, per esempio, che spesso intervengono cause di carattere ecologico, conseguenza di chiare inadempienze delle amministrazioni pubbliche e di numerosi altri soggetti, la cui negligenza è stata causa scatenante del danno ambientale arrecato a quel compendio ittico.

Questo fatto di per sé dovrebbe ancora di più indurre la Giunta ad assumersi delle responsabilità, in quanto quelle cause sono provocate dall'uomo e in molti casi proprio dalla mancanza d'intervento del potere pubblico e del potere politico pera salvaguardare un bene che è di tutti e che, soprattutto, permetteva e può ancora permettere il sostentamento di tante famiglie.

Io capisco che questo argomento possa non interessare alla Giunta. Ritengo però che da quei banchi si dovrebbe, quanto meno per salvare la forma - mi riferisco all'Assessore dell'ambiente, oltre che all'Assessore della programmazione - prestare la massima attenzione, e invece mi rendo conto che si continua a parlare, ma ciò che si dice alla Giunta non interessa assolutamente. Questo fatto rafforza in me la convinzione che forse bisogna alzare la voce per farsi sentire e soprattutto per farsi sentire dall'Assessore competente - l'Assessore della difesa dell'ambiente - che probabilmente quando va a parlare coi pescatori promette delle cose e quando è in quest'Aula invece non fa nulla per mantenere quanto ha promesso. Questo è il fatto, ed è ora di finirla di blaterare fuori di quest'Aula e di passare, invece, ai fatti.

Io mi sono permesso di alzare la voce perché vedo qual è "l'andazzo", vedo qual è il metodo, cioè un metodo che non può essere condiviso. E quando si dice che probabilmente in quest'Aula si fa il gioco delle tre carte, che si fanno affermazioni gratuite, si dice assolutamente il vero, perché si parla in un modo e poi si agisce in un altro. Questa è l'arroganza del potere. Qua si vuole praticare la politica della restaurazione, ma una restaurazione che taglia, che non dà risposte concrete alla gente, e questa ne è la dimostrazione, il fatto cioè che si rifiuti di concedere una manciata di miliardi, che possono sollevare concretamente le sorti e soprattutto il reddito di numerose famiglie. Questa insensibilità dimostra quale politica la maggioranza intende seguire: una politica di destra, che non tiene in nessun conto le esigenze delle popolazioni e soprattutto quelle dei lavoratori di un settore importante, anzi importantissimo, per l'economia regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ortu, che non è presente, perciò decade. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 103. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna . Ne ha facoltà.

Sanna ALBERTO (D.S.-F.D.). Io avevo chiesto la parola quando presiedeva l'onorevole Spissu. Volevo semplicemente fare due considerazioni. La prima riguarda l'ammissibilità: io mi chiedo se, dovendo far fronte ai danni provocati da una calamità naturale, sia ammissibile o meno, a norma della legge di contabilità, prevedere un apposito intervento nella legge finanziaria, perché di questo si tratta. C'è poi un altro aspetto che il Consiglio dovrebbe valutare, e cioè il fatto che beneficiario dell'intervento è un Consorzio di cooperative che sta gestendo un bene appartenente all'amministrazione regionale. Questo consorzio, che opera senza fini di lucro, ha già realizzato diversi interventi di risanamento di questo compendio ittico, quindi sta perseguendo anche una finalità di carattere pubblico. Io credo che da questo punto di vista, il carattere privatistico di questo Consorzio di cooperative, che, ripeto, opera senza fini di lucro per gestire un bene della collettività regionale, venga meno e l'intervento sia più che ammissibile. Inoltre, si tratta di un intervento che tende a venire incontro alle esigenze di trecento lavoratori colpiti da un evento calamitoso, rispetto al quale, in altre occasioni, anche in questa legislatura, questo Consiglio è intervenuto.

Voglio sottolineare anche che l'emendamento numero 103 non sarebbe stato presentato se non si fosse manifestato questo problema drammatico di un consorzio di trecento persone che gestisce un bene pubblico e che, ripeto, dal mese di giugno del '99 non percepisce una lira e andando avanti così per altri tre, quattro, cinque mesi, secondo una realistica previsione, se l'intervento di indennizzo avverrà attraverso il collegato alla finanziaria, si rischia davvero di minare alla base questa impresa e di far saltare la gestione di tutto il compendio di cui stiamo parlando. E noi che conosciamo bene questa realtà sappiamo che cosa ha significato nel passato la mancanza di una gestione seria dello stagno di Cabras, anche dal punto di vista dell'ordine pubblico.

Per tutti questi motivi è più che giustificata la presentazione di questo emendamento, che ritengo ammissibile, e credo che il problema della copertura finanziaria, se c'è la volontà, possa essere facilmente risolto. Quindi faccio appello alla maggioranza perché manifesti col suo voto favorevole la volontà di venire incontro, almeno con un primo intervento di indennizzo, alle esigenze di chi si trovi in questa situazione che, ripeto, è drammatica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

Cogodi (R.C.). Io mi domando se il Presidente dell'Assemblea abbia bisogno di assistenti volontari per farsi interpretare gli interventi e stabilire se si tratta di dichiarazioni di voto. La collega Noemi Sanna è molto attenta a questo aspetto procedimentale di assistenza al Presidente.

Dichiaro anch'io il voto favorevole, mio e del Gruppo della Rifondazione Comunista, all'emendamento numero 103 per le ragioni che ho provato ad esplicitare, seppure parzialmente, nel corso dell'intervento sull'articolo ed anche perché dovrebbe essere, da parte di questo Consiglio regionale, considerato più attentamente il fatto che quando si interviene con risorse pubbliche in favore di una categoria di lavoro e di produzione, non si sta compiendo una operazione, come qualcuno di voi, dico di voi di destra, spesso ripete, di assistenzialismo. Quando si interviene opportunamente a sostenere una categoria di lavoro e di produzione, si interviene in modo proprio per garantire lo sviluppo, quello più vero, più duraturo, quello che incide maggiormente sulla nostra economia regionale.

Quando si verificano danni e disastri della portata di quelli che hanno toccato, ancora una volta, non è la prima volta, da ultimo, gli stagni di Cabras e dell'Oristanese, non si è verificata soltanto una calamità naturale. Neppure quando c'è un'alluvione, un fatto improvviso, il danno che ne deriva non è solo quello dello scatenamento dei fattori naturali; i danni, infatti, ben lo sappiamo, sono moltiplicati poi dalla condizione nella quale questi eventi si verificano, dall'incuria dell'uomo, dagli errori di chi amministra. Si è verificato che la gran parte dei danni dell'alluvione non sono derivati dall'acqua che è caduta dal cielo, seppure in quella grande, non prevista e dannosa quantità, la gran parte dei danni si sono verificati perché quell'acqua non ha potuto scorrere naturalmente come avrebbe dovuto, perché nell'edificare paesi, nel costruire strade e ferrovie si è consentito di ostruire i greti dei torrenti, perché si sono erette dighe senza tener conto del naturale deflusso delle acque quando si fosse dovuto fare i conti con eventi appena appena fuori dalla norma.

Nel caso degli stagni, e di Cabras in particolare, è addirittura peggio, perché la moria dei pesci, cioè la materia prima utile ai pescatori e all'economia di un territorio, non è neppure avvenuta per un particolare evento naturale, certamente vi ha concorso un periodo di caldo fuori della norma, ma relativamente fuori della norma perché non c'è estate in questa nostra regione in cui per alcuni giorni o settimane il termometro non segni i 35, i 36 gradi. E` accaduto, invece, un fenomeno di avvelenamento dei pesci dentro lo stagno per via della combinazione del fattore naturale caldo, ma d'estate si sa che c'è caldo, e dell'inquinamento soprattutto organico di quei compendi. Quindi questo evento si è verificato non per una disgrazia, un incidente, bensì per una responsabilità specifica, non certo dei pescatori, ma di chi continua a riversare negli stagni, che sono compendi produttivi da riservare alla pesca, alla crescita naturale dei pesci, veleni, scarichi fognari ed ogni altra sostanza inquinante. Cosa che non si potrebbe fare, che è proibita.

(Interruzione dell'onorevole Biggio)

Il collega Biggio mi diceva di ricordare i baroni Carta e i baroni della laguna; afferma che a quei tempi gli stagni erano sani perché c'erano i baroni, infatti c'erano i baroni perché allora la pesca rendeva, ma chi pescava erano i pescatori e il pescato glielo portava via il barone. Tu difendi i baroni, ed allora i danari li davate, e i danari li avete dati anche per pagare quello che era pubblico! Li avete dati i danari anche per pagare i demani pubblici! Quello era il tempo nel quale a te, Biggio...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, era già scaduto il tempo a sua disposizione. Concluda per cortesia, altrimenti sarò costretto a toglierle la parola. Ha concluso onorevole Cogodi?

COGODI (R.C.). Mi fa finire? Mi ha interrotto e mi ha fatto perdere anche il filo.

PRESIDENTE. Quando l'ho interrotta era già abbondantemente scaduto il tempo a sua disposizione. La prego di concludere.

COGODI (R.C.). Volevo semplicemente dire che anche allora pescavano i pescatori ed erano loro a produrre la ricchezza. La differenza è, rispetto ai tempi che rimpiange l'onorevole Biggio, che allora i pescatori pescavano, e la metà del pescato la dovevano regalare ai baroni della laguna; oggi invece, tentano di produrre e producono per sé, per le loro famiglie e per la comunità intera, fortunatamente senza i baroni che l'onorevole Biggio rimpiange.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io sono veramente sorpreso, perché è chiaro che l'opposizione deve fare la propria parte, ma non si possono però mistificare dati di fatto oggettivi, e su questo la maggioranza giustamente reagisce e deve reagire pur in una dialettica corretta, entro un dibattito che si sta sviluppando intorno ad un tema serio.

Lei, onorevole Pirisi, si è tanto accalorato parlando del parco del Gennargentu, non si accalori anche parlando dei pescatori. Stia calmo, stia sereno, onorevole Pirisi. L'onorevole Cogodi sembrava il Robin Hood dei pescatori. Noi gli lasciamo anche questo titolo, ma non si può mistificare la realtà facendo finta di ignorare quello che questa Giunta regionale ha già fatto non con le chiacchiere, non con la demagogia, non con le parole, ma con atti che sono a conoscenza di tutti, anche sua onorevole Sanna, perché è stato presentato, il segretario generale ne può certificare l'avvenuto deposito, un disegno legge collegato alla manovra economico - finanziaria che riguarda proprio interventi nel settore della pesca, ed in particolare proprio per lo stagno di Cabras. Ribadisco che questa Giunta regionale ha previsto un intervento straordinario di diciassette miliardi, con una copertura certa, con risorse ben maggiori rispetto a quelle previste in questo emendamento, e se allora si vuole fare opposizione seria - scusatemi - è inutile continuare con questo becero ostruzionismo perché ci sono gli atti che parlano. Qui non si può andare avanti così!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, io interverrò quando si potrà parlare, quindi la prego anche di tenere conto del tempo, perché ogni qualvolta in quest'Aula si parla si viene interrotti e non si ha il tempo di parlare, quindi io la pregherei di darmi la parola quando è possibile.

PRESIDENTE. Lei sta già esaurendo il tempo a sua disposizione con queste dichiarazioni preliminari.

ORTU (R.C.). Non lo sto esaurendo, sto chiedendo che mi lascino parlare.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. La prego di fare la sua dichiarazione di voto. Prego i colleghi di consentire l'intervento.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Vi state lamentando sulla lungaggine dei lavori, ma comportandovi in questo modo si prolungano ulteriormente. La prego di intervenire onorevole Ortu.

ORTU (R.C.). Presidente, io intervengo quando è possibile.

(Interruzioni)

ORTU (R.C.). Onorevole Corda, non siamo mica allo stadio! Quindi per cortesia mi lasci parlare. Io, Presidente, chiedo di poter parlare. Quando è possibile mi conceda la parola.

CORDA (A.N.).Io sto rispondendo al suo collega Cugini.

PRESIDENTE. Questo non è un salotto in cui tutti possono chiacchierare; peggio ancora se interviene chi non è interessato alla vicenda. La prego onorevole Ortu.

COGODI (R.C.). Si disturba chi parla, chi ha il diritto di intervenire, c'è un continuo interrompere da parte della destra. Non se ne può più!

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, intervenga.

ORTU (R.C.). Vorrei fare alcune considerazioni sull'intervento dell'Assessore. Il problema, Assessore, è che la sua maggioranza deve riuscire a fare la maggioranza in Aula e lei deve assolvere il ruolo per cui questo Consiglio le ha dato il mandato e svolgere bene la sua funzione di assessore della Giunta regionale della Sardegna. Ciò significa che deve avere la capacità di interloquire con la sua maggioranza, ma anche con l'intero Consiglio, se proprio non vuole interloquire con l'opposizione.

Io ritengo che toni quali quelli utilizzati dall'Assessore non siano proficui; non siano utili perché stiamo parlando di un provvedimento, di cui ampiamente si è discusso non solo in quest'aula, ma anche in commissione, con la presenza degli assessori interessati, di un provvedimento che, tra l'altro, riguarda fatti che si sono verificati nella nostra Isola nel giugno del 1999, nel corso di un periodo difficile, un periodo travagliato dalle vicende di questa Regione, ma che non per questo è da rimuovere. Quindi il problema sta proprio qui: nella ingiustizia, e quindi anche nel senso di ribellione che viene ingenerato dal fatto che volutamente si è inteso cancellare questo evento nelle diverse istanze e nelle diverse sedi. Lo si è voluto cancellare in commissione, lo si è voluto cancellare in aula, lo si è voluto cancellare per volontà dell'Esecutivo, per volontà della Giunta, perché noi l'esigenza di intervenire l'abbiamo richiamata anche quando si è discusso di un altro episodio, di un'altra vicenda altrettanto preoccupante e pregiudizievole, quale è stata quella dell'alluvione. Si era detto: "Si faccia giustizia, si intervenga, però si faccia giustizia per tutti". In quella occasione dicemmo: "Vengano previsti interventi per sanare anche i danni prodotti dalla calamità naturale del 26 e del 28 giugno del 1999 che ha colpito lo stagno di Cabras". Avevamo detto che quell'episodio non poteva essere occultato. E' da questa ragione che deriva l'esigenza che ci ha spinto a riproporre, con un emendamento alla finanziaria, gli stessi interventi.

Presidente, quando da un'altra parte dell'aula si discute, e qualche collega chiede che si debbano sostenere altre cause, riferendosi alle affermazioni che io sto facendo nel corso del mio intervento, mi consenta di capire ciò che si afferma, anche per avere la possibilità, se fosse possibile, di interloquire.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, non interloquisca. Concluda il suo intervento.

ORTU (R.C.). Allora lei deve pretendere che in quest'aula si possa parlare essendo ascoltati.

PRESIDENTE. Invito i colleghi che intendono proseguire i loro colloqui, a recarsi fuori dall'aula.

ORTU (R.C.). Dicevo che noi ponemmo anche in quell'occasione l'esigenza di intervenire, e quindi di risarcire anche il danno che derivava da questo fatto calamitoso. Questa è la ragione per cui abbiamo riproposto, in sede di discussione della legge finanziaria, con un emendamento, di stanziare le somme che debbono essere destinate a risarcire i danni derivanti dal verificarsi della calamità naturale del 26 e del 28 giugno. Si risponde dicendo che ci sarebbero interventi che la Giunta avrebbe predisposto con un apposito disegno di legge, che si è premurata di preannunciare e che avrebbe depositato, ma del quale non si è preoccupata di sollecitare l'esame, in modo tale che l'Aula potesse discuterlo, approvarlo, e dare risposte concrete agli operatori del settore interessati e colpiti dalla calamità naturale. Non dobbiamo dimenticare che quegli operatori, nel corso del settimane scorse...

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, le ricordo che è scaduto il tempo a sua disposizione per l'intervento.

ORTU (R.C.). Ho concluso. Non dobbiamo dimenticare che quegli stessi operatori, così come i disoccupati, si sono presentati nei giorni scorsi, nelle settimane scorse presso questo Consiglio per chiedere che il Consiglio li tutelasse. Ed anche in quella occasione la Giunta ha risposto dando assicurazioni, e oggi, che può adottare il provvedimento, e quindi fare giustizia, che può dare risposte concrete, ancora oggi la Giunta riafferma intendimenti, ma guarda caso non adotta i soli provvedimenti che sarebbero in grado di garantire l'efficacia degli impegni che sono stati assunti. Ecco perché noi chiediamo e sollecitiamo la Giunta perché raccolga l'invito, e quindi la sollecitazione che deriva dall'emendamento che abbiamo presentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Qui si danno informazioni al Consiglio non precise, tendenziose e si continua ad adottare quel comportamento al quale vi siete attenuti fin dall'inizio della discussione della finanziaria, a proferire insulti, a sostenere cose non vere, non esatte. Allora credo che questa cooperativa, una cooperativa non a carattere di lucro naturalmente, lo sottolineiamo, avesse anche il compito di mantenere il compendio ittico. Credo che non avesse il compito di svolgere attività di allevamento dentro questo compendio ittico. Credo che questo compito non lo avesse, e invece pare che lo abbia esercitato. E quindi quanto meno ci si pongono alcuni interrogativi sulle ragioni per le quali sono avvenuti determinati fenomeni.

Detto questo, e ognuno ci rifletta attentamente, resta il fatto del finanziamento, chiamato "atto di giustizia". Può essere definito anche diversamente, come ogni medaglia ha sempre due facce, anche in questo caso c'è una faccia e ce n'è anche un'altra. Non è esatto chiamarlo "atto di giustizia", chiamiamolo ciò che realmente è: un intervento a rimedio di una situazione che si è determinata anche a causa dell'incuria del concessionario. Non è un atto di giustizia e non si tratta di un atto di giustizia, si tratta di una forte richiesta avanzata da una categoria; tante sono state aiutate in altre occasioni, per tante aziende fallimentari sono state spese decine di miliardi, centinaia di miliardi, ma non chiamiamolo atto di giustizia. Non accusiamo la maggioranza di non voler compiere un atto di giustizia, perché questo non è esatto, questo non è vero, questo è mendace.

La Giunta, ha proposto di esaminare la questione, non si è tirata indietro (io chiederò approfondimenti e precisazioni in merito alla vicenda) ma ha soltanto sostenuto l'opportunità di intervenire in altra occasione e non adesso, nel corso della discussione della finanziaria. Questo è il punto. Non si tratta di un problema di giustizia, è un problema di intervento per assistere coloro i quali pare non abbiano compiuto completamente il proprio dovere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.-F.D.). L'emendamento non voleva essere provocatorio e non voleva sicuramente suscitare questo tipo di reazione, questo dibattito, perché l'argomento posto in discussione dall'emendamento numero 103 effettivamente è stato già discusso, è stato anzi il primo argomento posto in discussione nella Commissione quinta, la quale ha deciso e ha scelto di unificare i due progetti di legge, il disegno di legge della Giunta e la proposta di legge del collega Alberto Sanna, in un unico testo per inserire una norma generale, che è la stessa norma contenuta nell'articolo 56 della legge quadro sulla pesca, a suo tempo approvata, legge che dovremo riportare in Aula, perché rinviata dal Governo su un altro punto, in modo da stabilire una disciplina generale che possa consentire alla Regione di intervenire in presenza di calamità, perché comunque di calamità si tratta, sia nel caso di quella che ha colpito lo stagno di Cabras, come di quelle che hanno colpito altri stagni e altri compendi ittici, penso alla stessa realtà del Sulcis. Quindi non c'è contrasto su questo punto; in Commissione abbiamo già quasi esitato l'articolato, le risorse sono state stanziate, e di questo penso che sia giusto dare atto alla Giunta.

L'emendamento aveva un'altra finalità, che è quella di porre il problema dei tempi e dell'urgenza, perché l'approvazione del collegato avverrà dopo la finanziaria con un iter, speriamo il più veloce possibile, ma separato. Dopo l'approvazione del collegato ci saranno comunque da definire le direttive relative alla sua attuazione, quindi i tempi si allungheranno, e nel frattempo c'è una situazione di emergenza che si è creata in quel compendio, un'emergenza reale, vera, non inventata, frutto di una calamità, per cui si voleva semplicemente accelerare, almeno per quella situazione di emergenza, l'intervento con un emendamento ad hoc. Ed è questo che giustifica anche il fatto che le risorse indicate nell'emendamento sono inferiori a quelle previste nel collegato e stanziate dalla Giunta, perché quelle sono stabilite a copertura di una norma generale che consente una pluralità di interventi. Quindi l'emendamento aveva solo questo obiettivo, nessuna finalità provocatoria. Io do atto che nel collegato citato sono previste maggiori risorse a copertura di un intervento più generale. Mi auguro che il collegato venga presto discusso in Aula. Se la Giunta volesse accogliere l'emendamento per far fronte alla situazione di emergenza che abbiamo rappresentato, per accelerare i tempi, magari anche riducendo le risorse, in modo da dare una prima risposta ai lavoratori di Cabras, che sono senza reddito e senza possibilità di pescare, sarebbe una decisione positiva. Forse, magari, abbiamo sbagliato a non parlarne prima, a non cercare soluzioni concordate, ma non mi pare che l'emendamento avesse questa finalità provocatoria. Se non può essere accolto, mi auguro che comunque si dia una corsia preferenziale al collegato della Commissione, che venga subito in Aula perché l'emergenza c'è, è vera, non è inventata, e la calamità è vera, e non è frutto di incuria. Questo lo posso assicurare al collega Biggio con certezza.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

ONIDA (P.P.S.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Vorrei fare qualche osservazione, oltre le cose che sono state dette, perché ho seguito con attenzione l'intervento dell'onorevole Cogodi, che ha colto sostanzialmente una carenza che nella storia delle lagune ha determinato le cosiddette calamità. Vorrei ricordare all'onorevole Cogodi proprio in ordine a questo problema, dell'evitare l'inquinamento degli stagni del nostro sistema di laghi salsi, che ha una grande valenza non soltanto ambientale, ma anche economica, che negli ultimi anni della passata legislatura il sottoscritto, in qualità di Assessore dell'ambiente, ha recuperato le risorse, ha avviato le progettazioni, e oggi sono in corso i lavori di collettamento delle acque fognarie di due sistemi: del rio Mogoro e del Tirso. Per cui per gli stagni di Cabras e per gli stagni di Marceddì, a conclusione dei lavori in corso (non sono promesse e non sono parole vuote, sono atti di governo che hanno determinato azioni definitive) questi problemi non si porranno più.

La calamità è avvenuta nel giugno del 1999, e indubbiamente c'è del fortuito. Non sono io, qui, tenuto a spiegare dal punto di vista biologico, scientifico, qual è il sistema così complicato e delicato degli stagni, certo è che la sfortuna ha accompagnato le vicende di queste lagune. L'anno venturo questo non accadrà più perché saranno bypassati tutti gli stagni, quelli di Cabras, di Terralba, di Arborea e di Marrubiu attraverso un sistema che è in corso di realizzazione. L'ex assessore Cogodi questo lo avrebbe dovuto ricordare ma è possibile che ciascuno di noi dimentichi anche cose recenti, fatte dallo stesso Governo di cui abbiamo fatto parte insieme e sulle quali abbiamo fatto comuni riflessioni per elaborare le soluzioni poi adottate.

Aggiungo, però, una cosa sola, che non bisogna usare la demagogia in queste cose ed è necessario chiamare anche i pescatori a maggiore responsabilità nella gestione degli stagni. Gli stagni sono un bene della comunità, sono concessi ai pescatori, e voi ricorderete che addirittura noi abbiamo deciso di accordare ai pescatori più fiducia, dando concessioni decennali e non più annuali, eliminando le clientele. Se per esempio a Cabras, ai primi segnali di moria, il problema fosse stato posto all'attenzione dell'Università, della Regione, noi avremmo salvato il pescato, avremmo salvato gli stagni attraverso un'iniziativa forte, applicando cure possibili, così è stato a me riferito dal Comitato tecnico regionale della pesca, da coloro che svolgono ricerche scientifiche nel settore. Chiaramente questa non è una accusa ad alcuno, ma una sollecitazione alle associazioni che rappresentano il mondo della pesca, e anche a noi, ad essere più coraggiosi, a non temere di dire qualche volta anche la verità, perché probabilmente il pensiero che una dichiarazione di questo genere avrebbe impedito di ottenere risorse, contributi a sanatoria, ha determinato in qualche modo un non dire, una negligenza, un sottacere, un nascondere una verità che, se fosse stata invece subito comunicata, avrebbe eliminato oggi il problema e la discussione sulle cose di cui stiamo parlando.

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 103 aggiuntivo, ed è stata chiesta la controprova.

Perché vuole intervenire onorevole Vassallo?

VASSALLO (R.C.). Per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Le dichiarazioni di voto sono state esaurite. Ho chiesto anche agli uffici se qualcun altro avesse chiesto la parola per dichiarazione di voto, nessuno ha chiesto di poter intervenire.

VASSALLO (R.C.). Presidente, il Regolamento non prevede che le dichiarazioni di voto vengano richieste tutte in un'unica battuta, le dichiarazioni di voto si fanno man mano che vengono richieste, per cui è mia facoltà fare la dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto.

VASSALLO (R.C.). Presidente, onorevoli colleghi, vedete, io volevo esimermi dal fare la dichiarazione di voto, ma sono stato tirato, come si suol dire, per i capelli, in quanto mi aspettavo che su una questione così delicata...

COGODI (R.C.). Presidente, non è una condizione in cui si possa intervenire.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, è in condizione di parlare, parli pure.

VASSALLO (R.C.). Stavo dicendo che sono stato tirato per i capelli ad intervenire per dichiarazione di voto per due ordini di motivi. Prima di tutto perché ritenevo che su una questione così importante, così delicata, l'Assessore competente in materia si sentisse in dovere di intervenire per illustrare lo stato delle cose, invece è intervenuto l'onorevole Onida, attuale Assessore della pubblica istruzione, che ci ha riferito notizie di cui noi eravamo già perfettamente a conoscenza. Quando abbiamo parlato di responsabilità umane, di responsabilità di amministrazioni, di responsabilità pubbliche anche, rispetto a quello che è accaduto, ci riferivamo in modo preciso alle cause che avevano sostanzialmente determinato il fatto che poi si è verificato. Abbiamo preso atto, dalla scorsa legislatura, che la Giunta allora in carica è intervenuta prontamente cercando di risolvere un problema, e sono ancora in corso i lavori programmati a suo tempo, per cui, voglio dire, niente di nuovo è stato detto. Noi volevamo capire come intende l'Assessore attualmente competente, intervenire rispetto a questo settore, e il giudizio che egli dà sull'emendamento numero 103 che, così come è stato chiaramente affermato da altri onorevoli colleghi, ha lo scopo di anticipare interventi previsti dalla legge già all'esame della Quinta commissione, se non sbaglio, su cui tutti quanti concordano ritenendo necessario dare risposta ai problemi di cui stiamo discutendo. Per cui si vorrebbe con l'emendamento da noi proposto, utilizzare subito parte delle risorse già destinate alle medesime finalità dalla Giunta, per dare una risposta immediata alle esigenze pressanti dei pescatori. Questo era il ragionamento da noi fatto. Invece qua si è innescata una contrapposizione che ha il solo fine di negare queste risposte, e questo ci fa pensare che forse quel provvedimento che si ritiene, almeno noi riteniamo, debba avere una corsia privilegiata, in modo da consentirne l'approvazione da parte dell'Aula in tempi brevi, probabilmente non abbia il necessario sostegno da parte della maggioranza, che non ha intenzione di farlo approvare da questo Consiglio. Per cui è logica e anche giustificata la nostra perplessità, e soprattutto è giustificata la nostra volontà di mantenere in piedi questo emendamento numero 103, perché la Giunta, dalle risposte che ha dato, a noi sembra che voglia sfuggire concretamente ai problemi, e voglia, con questo suo atteggiamento, chiudere le porte a qualsiasi tipo di intervento che possa dare risposte risolutive ai problemi della gente.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 103, faccio presente per quanto riguarda la copertura finanziaria dell'emendamento che nel capitolo indicato vi è capienza soltanto per l'anno 2000, e non per l'anno 2001.

Metto in votazione l'emendamento numero 103. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'articolo 12 è stato soppresso.

Passiamo all'esame dell'articolo 12 bis.

Ha domandato di parlare il consigliere Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Intervengo, signor Presidente, per chiedere una breve interruzione che ci consenta di trovare accordi sulle modalità della discussione per poi lavorare più speditamente, visto che siamo all'articolo 12 e il percorso da compiere è molto lungo.

PRESIDENTE. Se non vi è opposizione è concessa la sospensione di un quarto d'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 28, viene ripresa alle ore 19 e 06.)

Presidenza del Vicepresidente SPISSU

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Volevo, se i colleghi sia della maggioranza che dell'opposizione me lo consentono, fare una brevissima dichiarazione in ordine anche agli esiti dell'interlocuzione che si è potuta svolgere grazie all'interruzione che l'Aula ha concesso. Abbiamo fatto una riunione, noi dell'opposizione, per cercare di trovare un modo più spedito di lavorare, focalizzando gli interventi sui problemi che riteniamo più importanti. Ribadiamo da parte nostra che non c'è stato, e su questo vorremmo che davvero ci fosse chiarezza, nessun ostruzionismo dall'inizio dell'esame della manovra finanziaria ad oggi, e di questo vorremmo ci fosse dato atto. E` evidente che anche da parte nostra ci può essere stato qualche intervento in più del dovuto, d'altronde è difficile comprimere gli interventi; come d'altra parte anche da parte della maggioranza ci può essere stata qualche provocazione in più che si poteva evitare, e questo ha fatto perdere tempo. Non stiamo attribuendo colpe a chicchessia, è colpa di tutti, ci sono stati momenti di nervosismo. Anche qualche emendamento in più del previsto poteva essere evitato e avremmo risparmiato qualche ora. Noi ribadiamo la volontà di qualificare la nostra azione in aula, come abbiamo fatto in commissione, col massimo di qualità degli interventi ed anche di speditezza, cercando di limitali alle questioni fondamentali. Chiederemo questo stesso atteggiamento alla maggioranza e alla Giunta.

In secondo luogo tengo a dire che siamo convinti che dobbiamo tentare di approvare con tutti i mezzi la legge finanziaria entro domani, e da parte nostra faremo tutto il possibile per privilegiare, nei nostri interventi, gli aspetti più qualificanti della legge.

Naturalmente abbiamo posto in quest'Aula un problema fondamentale, e lo abbiamo riproposto informalmente al Presidente della Giunta, ottenendo il suo consenso. Il problema che voi conoscete è che vengano eliminati da quest'Aula l'incertezza, il sospetto, sulla procedura di nomina del Consiglio di amministrazione dell'ARST. Abbiamo concordato che domani mattina si faccia questa nomina prima dell'orario stabilito per il proseguo della discussione della legge finanziaria per non perdere tempo, e poi credo che nulla osterà a che il Presidente, tra la fine della settimana in corso e l'inizio della prossima, prima della discussione del bilancio, possa procedere alla nomina dell'organo amministrativo dell'Azienda regionale sarda trasporti. Questo era già stato chiarito, l'ho ripetuto per eccesso di chiarezza. Da parte nostra c'è la volontà di qualificare e contenere il numero degli interventi, concentrandoli sugli aspetti che ci sembrano importanti, di fare di tutto, con la vostra collaborazione, per chiudere entro domani l'esame della legge finanziaria e discutere la settimana prossima il bilancio. Vi ringrazio.

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 12 bis.

LICANDRO, Segretario:

Art. 12 bis

Modifiche alla legge regionale
n. 25 del 1993

Trasferimento fondi agli EE.LL.

1. Nel comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 1 giugno 1993, n. 25, così come modificato dall'articolo 11, comma 1, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, le percentuali di cui alle lettere a) e b) sono rispettivamente sostituite dalle seguenti:

lett. a) 30 per cento;

lett. b) 30 per cento.

2. I criteri indicati nel comma 2 dell'articolo 11 della legge regionale n. 1 del 1999 relativi alla legge regionale n. 25 del 1993 e successive modificazioni e integrazioni sono confermati quali disposizioni permanenti.

PRESIDENTE. All'articolo 12 bis sono stati presentati gli emendamenti numero 276, 104 e 280 che è un emendamento all'emendamento104. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 12 bis

Dopo l'articolo 12 bis è aggiunto il seguente:

Art. 12 ter

Indennità agli amministratori locali

Ai comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti è riconosciuta, a valere sui fondi della legge regionale 1 giugno 1993, n. 25, una quota aggiuntiva pari a lire 10.000.000.000 annue per far fronte ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione delle nuove norme in materia di indennità agli amministratori locali" (cap. 04018)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 04018 - Fondo per il funzionamento degli Enti Locali, per l'espletamento delle funzioni di competenza e per la riqualificazione dei servizi.

2000 lire 10.000.000.000

2001 lire 10.000.000.000

2002 lire 10.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 Fondo per il finanziamento dei programmi integrati d'area (l.R. 26 febbraio 1996, n. 14, art. 23, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, artt. 21 e 22, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 8, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1, art. 3, comma 1, della legge finanziaria e art. 31, comma 2, della legge di bilancio)

(Con pari riduzione dell'autorizzazione di cui all'art. 8, comma 2, lett. a), L.R. 1/99 e con adeguamento normativo)

2000 lire 10.000.000.000

2001 lire 10.000.000.000

2002 lire 10.000.000.000 (276)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Salvatore - Sanna Gian Valerio - Demuru - Giagu

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

"2. Nel comma 2 bis dell'articolo 6 della legge regionale n. 25 del 1993, così come modificato dall'articolo 11 comma 2 della legge regionale n. 1 del 1999, sono abrogate le parole "limitatamente all'anno 1999". (104)

Emendamento aggiuntivo Cugini - Sanna Salvatore - Sanna Gian Valerio

All'emendamento n. 104 è aggiunta alla fine la seguente frase:

"e i criteri di riparto dei fondi di cui alle lettere a) e b) dell'articolo 1 della legge regionale n. 1/1999 sono modificati così come segue: "lett. a) 40 per cento; lett. b) 20 per cento." (280)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare l'emendamento numero 104.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Presidente, l'articolo 2 della legge 25 del 1993 individua i seguenti criteri per la ripartizione dei fondi per le spese di funzionamento dei comuni: il cinquanta per cento in parti uguali tra tutti i comuni, il quaranta per cento in base alla popolazione, il dieci per cento in base alla superficie. Questi criteri sono sicuramente da sottoporre a revisione, e in tal senso si sono sempre espresse sia le associazioni degli enti locali che i componenti della Commissione consiliare competente che a più riprese, nelle varie sedute dedicate alle finanziarie che negli scorsi anni sono approdate in commissione e in aula, hanno sottolineato la necessità appunto di procedere ad una revisione di questi criteri che oggi appaiono superati. Quindi è necessario concertare con i diretti interessati, e cioè con le associazioni degli enti locali, tali modifiche.

Nella finanziaria del 1999, si trovò un punto di mediazione inserendo una norma, l'articolo 11, che prevedeva che nell'attesa dell'individuazione di nuovi criteri di ripartizione di questo fondo, venivano confermati solo per il 1999, i criteri di cui alla legge numero 25.

Io credo che questo punto di mediazione, non essendo intervenuta una modificazione concertata dei criteri originari, possa andar bene anche per il 2000. Ma se così è, e io personalmente sono favorevole a questa soluzione, a mio avviso è assolutamente necessario modificare la disposizione di cui al comma secondo dell'articolo 12 bis, eliminando dall'articolo 11 le parole "limitatamente al 1999", perché se non interveniamo in questo modo, e procediamo invece secondo quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 12 bis, di fatto stiamo congelando per sempre i criteri che, invece, tutti riteniamo debbano essere modificati una volta che interverrà la concertazione con l'associazione degli enti locali, cosa che a questo punto potrà succedere solo nella finanziaria del 2001; quindi la ratio dell'emendamento consiste nell'eliminare dal comma 2 bis dell'articolo 6 della legge numero 25, modificato appunto dalla legge numero 1 del 1999, le parole "limitatamente all'anno 1999", in modo che anche nel 2000 questo possa aver luogo, e però lasciando la porta aperta perché, a partire dalla finanziaria del 2001, laddove intervenisse un accordo tra Governo regionale, Consiglio regionale ed associazioni degli enti locali, si possa invece procedere alla revisione di questi criteri.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 280 ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Sanna.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.).Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 276, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E` un emendamento che tende a far fronte ai maggiori oneri che derivano dall'applicazione delle nuove norme in materia di indennità agli amministratori locali, prevedendo una quota aggiuntiva pari a dieci miliardi per gli anni 2000, 2001 e 2002 a valere sui fondi della legge regionale numero 25. Si tratta di un emendamento, bisogna ribadirlo, frutto di un'intesa nata in Consiglio regionale tra tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione è favorevole. Si rimette all'Aula per la definizione del limite contenuto nella prima riga dell'emendamento, cioè: "I comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per quanto riguarda l'emendamento 104 la Giunta è favorevole, anche perché ha già trovato in Commissione un'articolazione tale che tenesse conto delle preoccupazioni evidenziate dal collega Salvatore Sanna, tant'è che il secondo comma dell'articolo 12 bis recita: "I criteri indicati nel comma 2 dell'articolo 11 della legge regionale numero 1 del 1999, relativi alla legge regionale numero 25 del 93 e successive modificazioni ed integrazioni, sono confermati quali disposizioni permanenti". Quindi, mi pare sia integralmente ricompreso il senso dell'emendamento presentato dall'onorevole Sanna e più.

Mi confermano che l'emendamento 280 è stato ritirato dai proponenti. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, il 104 è già stato accolto e non ho nulla da dire; sul numero 276 voglio sottolineare che è stato concordato e quindi noi, ovviamente, siamo d'accordo anche perché su questo stesso argomento avevamo già fatto analoga proposta; non lo dico per rivendicare primogeniture, ma per sottolineare che più avanti troveremo un altro emendamento, con un numero progressivo inferiore, che quindi va unificato ed accorpato a questo. Possiamo votare tranquillamente questo precisando che su questo argomento c'è anche una proposta dell'opposizione.

Volevamo sottolineare che questo è un punto dell'accordo, che avevamo proposto questo stesso problema, che l'emendamento della Giunta recepisce la nostra proposta e che più avanti, sullo stesso tema, troveremo anche l'emendamento dell'opposizione che, a quel punto, verrebbe superato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Due battute sull'emendamento numero 276: credo sia un emendamento molto importante, una richiesta peraltro avanzata con forza anche dall'opposizione che ha trovato un riscontro puntuale nella maggioranza e nel Governo regionale. Mi pare che con l'approvazione di questo emendamento stiamo dando un contributo importante agli enti locali, che oggi hanno difficoltà a chiudere la manovra di bilancio. La data è stata prorogata, per i comuni, al 31 marzo, proprio perché ci sono obiettive difficoltà, e una delle difficoltà più grosse deriva dal fatto che la legge nazionale numero 265 ridefinisce le indennità di carica degli amministratori, ponendo però la copertura finanziaria totalmente in capo ai comuni, che si trovavano nella difficoltà di far fronte a questo aumento massiccio di risorse finanziarie.

Quindi, la presentazione, l'accoglimento e l'approvazione, speriamo, di questo emendamento sicuramente contribuirà a risolvere qualche problema per i comuni, nel senso delle cose che abbiamo sempre detto qua dentro e anche fuori.

Per quanto riguarda l'emendamento numero104 mi pare che, in sostanza, l'obiettivo della Giunta contenuto ed enunciato nel comma 2 dell'articolo 12 bis e quanto affermiamo noi nell'emendamento numero 104 coincidano. Si tratta esclusivamente di un problema di formulazione della norma, nel senso della modifica da apportare al comma 2 bis della legge 25, a sua volta modificato dalla legge numero 1 dell'anno scorso. La sostanza è che da un lato si pone l'esigenza, riconosciuta da tutti, di modificare, nei tempi che saranno necessari, i criteri dettati dalla legge 25 che ho citato prima, e dall'altro il fatto che non essendo in dirittura d'arrivo l'accordo sull'individuazione dei nuovi criteri, è del tutto evidente che è necessario che la finanziaria, di anno in anno, li ridefinisca o li riaffermi. Allora, eliminare - come diciamo noi - dal testo le parole "limitatamente all'anno 99" significa che sino a quando non saranno approvati nuovi criteri, la Giunta regionale, con la finanziaria di turno, deciderà di volta in volta se questi criteri andranno confermati o modificati. Dire invece, che vengono confermate quali disposizioni permanenti le previsioni del 1999, a mio avviso, ad avviso dei proponenti l'emendamento, significa sostanzialmente congelarli sine die, almeno sino a quando non si troverà un accordo per modificarli.

Sembra quasi una questione di lana caprina, a mio avviso non lo è, in tutti i casi, l'importante è che ci sia stato un chiarimento, tra noi che proponiamo l'emendamento e la Giunta che ha approvato quanto previsto dall'articolo della finanziaria in discussione, sulla reale ratio della norma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Presidente, onorevoli colleghi, qualche mese fa in uno dei dibattiti sulla fiducia ad una delle diverse giunte che si sono succedute, avevamo evidenziato l'emergenza democratica che si stava manifestando soprattutto nei piccoli comuni della Sardegna a causa dell'entrata in vigore della legge numero 265 del 99; una legge che, seguendo una linea di pensiero che è andata via via consolidandosi in questi anni, interpreta l'autonomia degli enti locali come "libertà" di decidere sul quantum delle indennità di carica a valere sul bilancio degli enti locali stessi. Problema questo che determina sempre, a livello delle comunità locali, situazioni spiacevoli perché da una parte ci sono amministratori costretti ad operare con indennità assolutamente inadeguate e dall'altra c'è chi, facendo leva sul disagio delle popolazioni gravate in gran parte, oggi, anche da tasse comunali che non sostituiscono, se non in piccolissima parte, le altre tasse nazionali (anche questo è uno strano modo di intendere l'autonomia), ma si aggiungono alla già rilevante tassazione statale, esaspera i sentimenti ormai di rigetto rispetto alla imposizione da parte dei cittadini strumentalizzando a questo fine, (ed è irrilevante la collocazione della parte politica al governo nei singoli comuni) con molta pochezza persino i provvedimenti di determinazione dell'indennità di carica.

Questo emendamento risponde, sia pure in modo parziale (ma non poteva essere diversamente, considerato che è difficile quantificare la spesa), all'esigenza che, insieme ad altri colleghi, avevamo evidenziato in quest'Aula, anche se ci sembra che la battaglia vada combattuta a livelli diversi da quello regionale, sicuramente a livello nazionale, per riportare su un terreno più ragionevole non soltanto la materia delle indennità ma, nel suo complesso, lo stesso concetto di autonomia degli enti locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Intervengo brevemente, signor Presidente, per economia dei lavori. Volevo far presente che l'emendamento 66, incardinato in una diversa disposizione della finanziaria ha il medesimo oggetto dell'emendamento numero 276. Assessore Pittalis, se continuiamo così non riusciremo certo ad accelerare i nostri lavori. Assessore, dicevo, l'emendamento 66 da noi proposto, che ovviamente cronologicamente è precedente al 276, è assorbito dall'articolo 12 bis, per cui riteniamo di doverlo ritirare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole. Volevo suggerire, se fosse possibile (ma non so bene, onestamente, se la legge questo lo consenta) che a questo fondo siano destinate delle somme per garantire la copertura dei costi di assicurazioni a favore degli amministratori degli enti locali. Pongo il problema perché da un po' di tempo a questa parte gli amministratori sono sottoposti a tutta una serie di rivendicazioni e anche di censure, a volte contabili, non sempre giuste, che rendono quanto mai difficile la loro attività.

Mi rendo conto che si tratta di un argomento molto delicato e può darsi che ci si possa tornare in un altro momento, mi domandavo solo se si potesse destinare una parte di queste somme al finanziamento delle assicurazioni a favore degli amministratori degli enti locali, soprattutto dei piccoli comuni.

PRESIDENTE. Ha domandato da parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Io apprezzo l'emendamento 276 che la Giunta regionale ha proposto, però credo sia opportuna una piccola correzione, perché l'emendamento che proponemmo a suo tempo, e di cui io sono stato il primo firmatario, si applicava ai comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, tenuto conto che in Sardegna il numero dei comuni compreso tra i 5.000 e i 15.000 abitanti non è elevato, è un numero contenuto e sappiamo bene che i comuni che hanno una dimensione medio-piccola richiedono un impegno molto gravoso, tant'è che a volte abbiamo degli amministratori sindaci che lavorano praticamente a tempo pieno e che le difficoltà che sono state evidenziate dai colleghi che mi hanno preceduto per quanto attiene all'amministrazione e alla chiusura dei bilanci di questi comuni, sono veramente notevoli.

Credo che la Giunta possa accedere a questa mia proposta di riportare l'applicazione della norma ai comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Avrei preferito anche io non prendere la parola ma stiamo discutendo di materia sulla quale non si può tacere. L'osservazione del collega Pirisi è corretta non solo nella forma ma anche nella sostanza perché, effettivamente, come primo firmatario aveva presentato un emendamento, il numero 127, all'articolo 19, che prevede il limite dei 15.000 abitanti; l'emendamento della Giunta è la sintesi dell'emendamento numero 66 presentato sempre dagli onorevoli Pirisi, Sanna Gian Valerio ed altri, che è stato già ritirato, ed il numero 127 che invito l'onorevole Pirisi a ritirare, posto che si accoglie l'integrazione da lui proposta nell'emendamento numero 276 della Giunta.

PIRISI (D.S.-F.D.). Ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi. Gli emendamenti numero 66 e 127 all'articolo 19 sono così assorbiti dall'emendamento aggiuntivo 276, con la variazione del limite riferito alla popolazione che deve essere inferiore ai 15.000 abitanti.

Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 104, essendo il numero 280 ritirato. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 12 bis. Chi lo approva alzi li mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 276 modificato nella definizione del numero di abitanti a cui è rivolta la misura. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'articolo 13 è soppresso.

Siamo al Capo III, Disposizioni in materia di attività produttiva.

Si dia lettura dell'articolo 14.

LICANDRO, Segretario:

CAPO III

DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI ATTIVITA' PRODUTTIVE

Art. 14

Gassificatore Sulcis-Iglesiente

1. A valere sullo stanziamento iscritto nell'anno 2000 in conto del capitolo 09054 una quota non superiore a lire 2.500.000.000 è riservata alla definizione delle procedure di acquisizione delle aree del sito dell'impianto I.G. C.C. di gassificazione del carbone Sulcis di cui al D.P.R. 28 gennaio 1994 per l'attuazione del piano di disinquinamento del territorio del Sulcis-Iglesiente; dette somme possono essere utilizzate secondo le modalità di cui all'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, e successive modificazioni ed integrazioni.

2. L'autorizzazione di spesa per l'anno 2000 disposta dall'articolo 36 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, è differita quanto a lire 60.000.000.000 nel 2001 e quanto a lire 54.000.000.000 nel 2002 (cap.09148).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati i seguenti emendamenti: 105, 7, 62, 63 e 289. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Pinna - Calledda

Al comma 1, l'importo massimo di lire 2.500.000.000 è rideterminato in lire 3.500.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 09054

Competenza anno 2000 lire 1.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017 - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 1.000.000.000 (105)

Emendamento aggiuntivo Floris Emilio - Granara - Corona

Dopo l'articolo 14 è inserito il seguente:

Art. 14 ter

Contributo alle società cooperative olivicole

  1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere alle società cooperative che, operando in prevalenza in terreni non coperti da impianti pubblici di irrigazione, provvedono alla raccolta, trasformazione e commercializzazione delle olive, dell'olio e delle olive da mensa, che a causa dell'evento siccità 1998/1999, abbiano registrato un aggravio di oneri derivante da una riduzione dei conferimenti non inferiore al 35 per cento rispetto alla media dell'ultimo triennio, un contributo non superiore alle perdite connesse con la riduzione dei conferimenti.
  2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2000-2000 sono introdotte le seguenti modifiche:

In aumento

Cap. 06139 (N.I.)

Contributo alle società cooperative olivicole danneggiate dalla siccità del 1998/1999

2000 lire 300.000.000

2001 ------------------

2002 ------------------

In diminuzione

Cap. 03017

Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, l. r. 5 maggio 1983, n. 11…..e art. 14 della presente legge) mediante riduzione di pari importo della riserva indicata al punto 4 della Tabella B) allegata alla legge finanziaria. (7)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Sanna Alberto - Ortu - Balia - Giagu - Manca - Calledda - Spissu - Masia

Dopo l'articolo 14, è aggiunto il seguente:

Articolo 14 bis/1

Mutui per acquisto aziende

  1. Al fine di agevolare la vendita delle aziende agricole da parte degli imprenditori in stato di crisi, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere, agli imprenditori agricoli acquirenti, il concorso nel pagamento degli interessi sui mutui che le banche erogheranno con proprie disponibilità.
  2. Il mutuo potrà essere concesso previo rilascio di nulla-osta da parte del competente Ispettorato provinciale dell'Agricoltura, nella misura giudicata congrua dal medesimo, sulla base dei valori fondiari medi della zona, del valore desunto dalla capitalizzazione del reddito netto e degli elementi strutturali e produttivi del fondo. Nell'importo del mutuo potranno essere comprese le somme necessarie al pagamento delle imposte e delle spese connesse con la stipula dell'atto di compravendita, gravanti sull'acquirente.
  3. L'equivalente sovvenzione del concorso sugli interessi non potrà superare le percentuali ammesse dalla Comunità Europea per l'acquisto di terreni.
  4. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo gravano sul Capitolo 06229-07 /N.I.) - "Concorso sugli interessi per i mutui relativi all'acquisto di aziende agricole", a favore del quale è disposta l'utilizzazione di un limite d'impegno, di lire 2.000.000.000, autorizzato dall'articolo 10, terzo comma, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, dall'anno 1999 all'anno 2015 ed è conseguentemente ridotto, per un pari importo, il limite d'impegno stanziato sul capitolo 06029.01.
  5. Sono abrogati l'articolo 31, primo comma, della L.R. 29 aprile 1994, n. 18; l'art. 4 della L.R. 5 dicembre 1995, n. 33; l'art. 18 della L.R. 23 giugno 1998, n. 18." (62)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Orrù - Ortu - Demuru - Sanna Gian Valerio

Dopo l'articolo 14, è aggiunto il seguente:

Articolo 14 bis/2

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere alle cooperative che provvedono alla raccolta, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli che, a causa dell'evento siccità, abbiano registrato un aggravio di oneri derivante da una riduzione dei conferimenti non inferiore al 30 per cento rispetto alla media dell'ultimo triennio, un contributo non superiore alle perdite connesse con la riduzione dei conferimenti.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 06039-00 (N.I.)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000 (63)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Giagu

Emendamento 63 (art. 14)

Gli interventi previsti dall'art. 10 comma 2 della legge regionale 8 marzo 1997 n. 8 sono estesi alla annata agraria 1995/96. (289)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 105, ha facoltà di parlare il consigliere Calledda.

CALLEDDA (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 105 viene ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 7, ha facoltà di parlare il consigliere Floris Emilio.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). L'emendamento, è inammissibile per mancanza di copertura finanziaria, l'ho saputo dopo averlo presentato, però chiedo alla Giunta che si faccia carico di questo problema e che trovi, magari attraverso qualche collegato, la possibilità di intervenire in merito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità, le ricordo però, onorevole Oppi, che siamo in fase di illustrazione degli emendamenti.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Voglio fare mio, in qualità di consigliere, l'emendamento numero 105 e sono anche in grado di illustrarlo e di giustificarlo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per illustrare l'emendamento numero 105.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. L'emendamento numero 105 presentato da Calledda e Pinna tende a creare i presupposti relativi all'acquisizione delle aree per il gassificatore. Credo di essere la persona più abilitata a sapere l'importo esatto per detto provvedimento.

La Regione, a suo tempo, ha contratto l'impegno con lo Stato di mettere a disposizione il sito per la realizzazione del gassificatore; non si è resa conto di non avere in proprietà alcun terreno adatto a tal fine e quindi l'anno scorso ha provveduto, grazie a un emendamento che ha stanziato due miliardi e mezzo, ad acquisire delle aree in proprietà di privati, dell'ENEL e di società private tra le quali una che ha un opificio nella stessa zona e per il cui terreno sono state predisposte delle perizie giurate a seguito di una contestazione. Il tutto per un importo totale, dai miei calcoli, non inferiore ai 5 miliardi e mezzo, 6 miliardi, comprensivo sia dei soldi già spesi che di quelli che sono necessari a completare l'operazione, in caso contrario il 17 di questo mese si potrà sempre parlare di gassificatore ma nessuno sarà legittimato a consentire di predisporre alcun progetto perché non si ha la proprietà di tali terreni.

E` chiaro che l'integrazione dell'ulteriore miliardo previsto dall'emendamento è fondamentale, perché i primi due miliardi e mezzo sono stati esitati con la legge numero 24, i cui tempi di attuazione sono stati talmente lunghi che tale cifra non è stata ancora totalmente erogata. Nell'emendamento si fa riferimento alla legge di settore, comunque, senza questo miliardo la Regione non avrà la disponibilità delle aree, per carenza di risorse finanziarie, per cui verrebbe vanificata a priori l'attivazione di qualunque procedura, dell'Associazione temporanea di imprese che dovrebbe iniziare ad essere operativa, quindi del progetto definitivo.

Ho il dovere di dire questo perché ne sono a conoscenza in modo puntuale e preciso; ho i dati di fatto, conosco gli importi nei dettagli. Si può fare tutto, ma si sappia, che senza questo ulteriore finanziamento non si possono pagare i proprietari dei terreni e di conseguenza non si può esitare alcuna iniziativa tendente alla realizzazione di qualunque infrastruttura nel sito relativo da consegnare all'Associazione temporanea di imprese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.-F.D.). Intervengo sempre sull'emendamento 105 per chiarire la motivazione per la quale precedentemente ne ho chiesto il ritiro. Essendo un emendamento a firma di Pinna e Calledda, io non conoscevo i termini precisi della vicenda relativa al sito nel quale deve essere costruito il gassificatore. L'onorevole Oppi, intervenendo adesso, ha chiarito un aspetto che secondo me è fondamentale; credo che le motivazioni che hanno indotto l'onorevole Oppi a fare suo l'emendamento siano convincenti e quindi anche io sono d'accordo con quanto ha affermato.

PRESIDENTE. L'emendamento permane, quando sarà aperta la discussione sull'articolo in esame ed i relativi emendamenti ciascuno dei colleghi potrà dire quello che ritiene più opportuno. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento numero 62.

MARROCU (D.S.-F.D.). Illustro il numero 62 e il numero 63. L'emendamento numero 62 tende a favorire la possibilità del passaggio di proprietà delle aziende agricole; è modificativo o meglio ripristina un meccanismo di intervento che era previsto dalla legge sulla piccola proprietà contadina, la legge numero 60 che è stata posta sotto procedimento di infrazione da parte dell'Unione Europea.

L'articolo, così come è formulato nell'emendamento, fu definito e concordato nella Commissione agricoltura durante la precedente legislatura e tende ad evitare la messa all'asta delle aziende agricole in crisi, consentendo anche ai componenti dello stesso nucleo familiare, di poter intervenire per salvaguardare il bene patrimoniale da porre all'asta acquistandolo attraverso il ricorso ad un mutuo a tasso agevolato grazie all'intervento della Regione al fine di abbattere gli interessi.

E` un emendamento che ripropone una norma che la Giunta precedente approvò, trasmise e concordò con l'Unione Europea, in questa formulazione, e persegue l'obbiettivo di risolvere un problema reale evitando la messa all'asta di aziende. Ricordo che in Sardegna ci sono più di mille procedimenti di messa all'asta di aziende agricole con rischio da parte dell'agricoltore di perdere non solo il bene azienda, ma anche i beni personali, le abitazioni non solo personali ma anche di qualche parente che dà garanzie a quell'agricoltore.

Questo emendamento è una delle soluzioni che il Consiglio e la Commissione agricoltura individuarono nella passata legislatura a seguito della massiccia e prolungata occupazione dell'aula consiliare da parte degli allevatori ed agricoltori verificatasi nella primavera scorsa.

L'emendamento numero 63 è uno dei primi emendamenti tendenti ad affrontare il problema della siccità. E` un problema che sicuramente saremo costretti ad affrontare nelle prossime settimane perché siamo in presenza di una fortissima emergenza siccitosa che ormai si protrae da anni e che quest'anno tende ad aggravarsi. La siccità determina un danno per le aziende agricole, ma determina un danno anche per le cooperative alle quali i loro prodotti vengono conferiti.

Diciamo che l'emendamento 63 tenderebbe a rispondere alle esigenze poste dall'emendamento del collega Floris, che è stato ritirato, riguardante le aziende cooperative olivicole che si trovano nella situazione di non avere prodotto conferito. Alle aziende cooperative non viene conferito prodotto perché magari non è stata erogata l'acqua per mettere in produzione i terreni e subiscono quindi un danno a causa della siccità.

Aggiungo anche che l'emendamento numero 63 prevede norme già contenute in precedenti leggi del 95 e del 96 ed approvate dall'Unione Europea che gravavano su un fondo regionale di solidarietà che noi abbiamo abolito. Da ciò nasce l'esigenza di ripristinare una norma di carattere generale con un capitolo di spesa a ciò finalizzato che consenta alla Regione di intervenire in caso di siccità. Aggiungo inoltre che un emendamento di eguale contenuto è stato presentato anche dalla maggioranza. Non si tratta quindi di nuovi aiuti, ma di aiuti già previsti da leggi precedenti, solo che si avvalevano del fondo di solidarietà che noi abbiamo soppresso, per cui l'emendamento si giustifica con l'esigenza di assicurare a questo tipo di aiuto un finanziamento certo, attraverso l'individuazione di un apposito capitolo di bilancio.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento 289.

CAPELLI (Gruppo Misto). L'emendamento in questione tende a riproporre alcuni interventi che erano previsti con legge regionale 5 dicembre 1995 numero 33, che disponeva un intervento straordinario della Regione a favore delle aziende cooperative che avevano registrato cali di conferimento a causa della siccità verificatasi in quell'annata '94 - '95, che in modo particolare aveva colpito le provincie di Cagliari, Sassari e Oristano.

La legge finanziaria 1997, articolo 10, secondo comma, ha esteso l'intervento straordinario a favore di aziende cooperative che avessero registrato cali di conferimento a causa anche di altri eventi calamitosi, lasciando però invariata l'annata agraria di riferimento, cioè il '94 - '95. A detta degli stessi funzionari dell'agricoltura, si tratterebbe di un errore materiale, in quanto tale norma si doveva già da allora intendere riferita all'annata agraria '95 - '96.

Questo ha comportato una serie di difficoltà, e soprattutto ingiustizie per le aziende cooperative che operano nella provincia di Nuoro e per le quali l'annata agraria 1996 è stata disastrosa, a causa di eventi calamitosi che hanno compromesso e colpito le produzioni vitivinicole. I maggiori danni sono stati registrati nelle principali aziende operanti nel settore e, in particolare, le cantine sociali di Ierzu e di Dorgali che hanno subito un calo di circa il 70 per cento, passando da 54.000 quintali a circa 20.000 quintali la prima, quella di Ierzu, e la seconda da 22.000 quintali a 6.000 quintali. Il calo dei conferimenti è certamente da ascriversi a danni provocati da un'ondata eccezionale di mal tempo abbattutasi nella zona di produzione del cannonau, di fronte alla quale la stessa azione dell'uomo, seppure tempestiva e costante, non ha potuto impedire la compromissione del raccolto.

L'emendamento in questione prevede che i benefici di cui alla legge regionale numero 33 del '95 siano estesi anche a quelle aziende cooperative che sono state danneggiate nell'annata agraria '95 - '96 tutte ubicate, appunto, nella provincia di Nuoro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti appena illustrati, la Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Lascerò l'incombenza all'Assessore dell'agricoltura per il parere sugli emendamenti che si riferiscono a materia di sua competenza.

Sull'emendamento numero 105 il parere della Giunta è favorevole per le considerazioni che hanno addotto sia i proponenti che qualche collega che conosce più da vicino la vicenda che riguarda il gassificatore del Sulcis Iglesiente. Devo però proporre una correzione perché l'emendamento non abbisogna di copertura finanziaria, quindi è un emendamento che non comporta oneri aggiuntivi, perché esiste già un fondo di 12 miliardi; si tratta di destinare una quota, pari ai 3 miliardi e 500 milioni, di questo fondo alla finalità prevista nell'emendamento, per cui non vi è necessità di copertura finanziaria in diminuzione, e quindi di evidenziare il capitolo in aumento. Questi 3 miliardi e mezzo vengono infatti utilizzati per la finalità già indicata nell'articolo 14.

Per quanto riguarda gli altri emendamenti, il collega Usai esprimerà il parere a nome della Giunta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti 62, 63 e 289, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. L'emendamento numero 62 riguardante i mutui per l'acquisto di aziende non può trovare accoglimento nella legge finanziaria, in coerenza con quanto stabilito dall'articolo 13 della legge regionale 11/83 in materia di contabilità; dovrebbe quindi essere riproposta nei collegati alla finanziaria ed essere notificata all'Unione europea trattandosi di un aiuto di Stato. Inoltre la copertura finanziaria prevista è sul capitolo relativo alla concessione del concorso interessi a fronte di mutui bancari per l'esecuzione di opere di miglioramento fondiario che, senza un opportuno incremento, non consentirebbe una regolare operatività. Alla luce di queste motivazioni, non è accoglibile.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 63, relativo ai contributi per la riduzione dei conferimenti, il contributo è previsto a fronte di un aggravio di oneri causati da minori conferimenti dovuti alla siccità. Poiché l'evento siccità non è stato dichiarato eccezionale (infatti gli accertamenti degli uffici non hanno portato a rilevare danni in misura tale da richiedere il riconoscimento dello stato di eccezionalità) l'eventuale approvazione di tale norma sarebbe da considerarsi come un intervento sulla gestione delle imprese, incompatibile con le norme dell'Unione europea. Inoltre anche questa norma non può trovare accoglimento nella legge finanziaria in coerenza con quanto stabilito dall'articolo 13 della legge regionale 11/1983 in materia di contabilità.

Infine, l'emendamento 289 non è accoglibile in quanto prevede interventi riguardanti l'annualità 95-96 per la quale non era stata dichiarata l'eccezionalità dell'evento da parte degli uffici competenti, quindi non si può a posteriori dichiarare uno stato calamitoso dovuto alla siccità perché tale procedura non è compatibile né con le norme comunitarie, né con gli interventi previsti dalla normativa della nostra Regione.

Invito pertanto i proponenti a ritirare questi tre emendamenti, ma soprattutto quest'ultimo, proprio perché non ha fondamento giuridico dal punto di vista tecnico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.-F.D.). Per quanto riguarda l'emendamento 62 accolgo l'invito dell'Assessore e lo ritiro, anche se ritengo che la Giunta dovrebbe accelerare, relativamente a questo aspetto, la procedura di controllo da parte dell'Unione Europea perché la norma è stata notificata nel marzo del 1999; questa è forse la soluzione per evitare la messa all'asta di oltre mille aziende, e non solo delle aziende, ma anche dei beni personali degli agricoltori.

Molti agricoltori si stanno già rivolgendo alle banche, stipulando mutui a tasso ordinario, ricontrattando i debiti, per cui questa norma è fortemente voluta, attesa e necessaria per affrontare l'emergenza di crisi del settore agricolo; per cui può essere accolto l'invito che l'emendamento possa essere riproposto ad un collegato che mi auguro possa essere rapidamente approvato, pertanto lo ritiro. Le obiezioni dell'Assessore sull'emendamento numero 63 mi paiono non pertinenti, perché l'emendamento sostiene che, in caso di siccità, alle aziende cooperative che hanno un calo di conferimenti non inferiore al 30 per cento venga riconosciuto un contributo. Allora, se l'evento siccitoso c'è e viene riconosciuto con decreto, vuol dire che quel territorio ha subito un danno per quella coltura, quantificabile in una certa percentuale di calo del prodotto lordo vendibile. Se il danno si è verificato, alle aziende che ricadono in quel territorio può essere concesso il contributo; se il danno non si è verificato tale contributo non può essere concesso.

L'emendamento dice "a causa della siccità", quindi interviene solo e esclusivamente per quelle aziende che, a causa della siccità, non hanno avuto il conferimento del prodotto. Una siccità, ovviamente, non riconosciuta a naso, ma decretata attraverso l'iter normale previsto dalle leggi. Fosse vero che non siamo in presenza di una grave siccità, e ciò sarebbe auspicabile per tutta l'agricoltura, ma mi pare che le notizie relative al quantitativo di acqua negli invasi, e quanto è avvenuto l'anno scorso nella Nurra, nel Campidano di Cagliari, nella valle del Cixerri e nel Basso Sulcis, dimostrano che già nella stagione '98-'99 siamo stati in presenza di una grande situazione siccitosa, tra l'altro, per alcuni territori, anche decretata.

Comunque l'emendamento è una norma generale, cioè tende a istituire un capitolo di bilancio nuovo giacché nel passato si interveniva con il fondo di solidarietà; oggi non c'è nessuna norma, se fossimo in presenza di una ulteriore grave siccità, ma ci siamo già, che possa consentire di intervenire. Quindi l'obiezione non è accoglibile; caso mai potrebbe essere opinabile che anche questa norma vada o non vada posta in un collegato e non nella finanziaria. Ma l'altra obiezione non mi pare pertinente.

Comunque, se la Giunta non lo accoglie, potrei accettare di riproporre anche questo emendamento al collegato.

PRESIDENTE. Quindi è ritirato?

MARROCU (D.S.-F.D.). Sì, è ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'articolo 14 porta come titolo "Gassificatore Sulcis-Iglesiente", poi in concreto tutto il campo di azione di questo articolo si è spostato sulle materie agricole, per quanto vi è stato annesso e connesso.

Io voglio fare una rapida osservazione sull'emendamento numero 105. Abbiamo assunto impegno con noi stessi di ridurre i nostri interventi al minimo, per consentire che almeno la legge finanziaria, se anche la Giunta e la maggioranza rispetteranno i patti e le condizioni tutte che accompagnano gli accordi, possa essere esaminata fra oggi e domani. Tuttavia non è possibile che la modificazione in positivo del clima, il rasserenamento, da tutti noi voluto, si trasformi poi sempre in una condizione nella quale non si capisce più che cosa si sta facendo. Badate, la vicenda dell'emendamento 105 è sintomatica ed emblematica; è un emendamento presentato da due consiglieri regionali - Pinna e Calledda - della opposizione. Io non so che cosa avrebbe detto la Giunta se fosse rimasta la proposta di Pinna e Calledda. Come fa per tutti gli emendamenti dell'opposizione non lo avrebbe accolto, perché ha già detto su quali emendamenti della opposizione esprimerà parere positivo. Avviene un'operazione, qui, in questo Consiglio, di trasfigurazione: i presentatori ritirano l'emendamento (noi l'avevamo già cestinato, l'abbiamo raccolto da dentro il cestino già diviso in due, eravamo già all'illustrazione dell'emendamento successivo) scende dai banchi della Giunta un Assessore, va sui banchi del Consiglio e fa proprio l'emendamento già ritirato e già cestinato. E nel momento in cui un Assessore scende dai banchi della Giunta e va sui banchi del Consiglio e vanta titolo e conoscenza specifica, questo già fa legge.

OPPI (Gruppo Misto), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Poi glielo dici tu ai lavoratori. E per tua norma io sono sempre seduto lì.

COGODI (R.C.). Per sua norma, assessore Oppi, lei deve sedere sui banchi della Giunta, prego il Presidente del Consiglio di invitare l'assessore Oppi a prendere posto sui banchi della giunta, come è previsto dalle regole.

(Interruzione dell'assessore Oppi)

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, la prego di prendere posto e di lasciar svolgere l'intervento all'onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Prego il Presidente di invitare l'assessore Oppi a prendere posto sui banchi della Giunta. Io sto svolgendo il mio intervento, intendo svolgerlo, questo e altri, e non sarà né l'atteggiamento dell'assessore Oppi né l'atteggiamento di nessuno a crearmi il benché minimo turbamento. Sto descrivendo un fatto che è avvenuto in quest'aula. Un Assessore scende dai banchi della Giunta, ripropone l'emendamento che noi avevamo già messo nel cestino, lo fa proprio, e la Giunta dichiara che è d'accordo.

Ora l'assessore Oppi non è neppure l'assessore competente in materia, perché in questo governo della Regione l'assessore Oppi è l'Assessore della sanità. Io, per esempio, vorrei conoscere dall'Assessore dell'industria, che ha competenza in materia, o dal Presidente della Giunta, che raccoglie la competenza dell'insieme della Giunta, qual è la ragione per cui questo emendamento, presentato da due consiglieri dell'opposizione, non ha avuto neppure in Commissione, o nei preliminari che ci sono stati, annuncio di accoglimento e ha invece immediato accoglimento quando l'Assessore della sanità, che è competente non in materia di industria, ma di industria del Sulcis, essendo presidente del Consorzio industriale del Sulcis, seppure in sonno, dice alla Giunta: "So io le cose!" Anzi dice: "Non basta un miliardo in più, ce ne vogliono 5 o 6 di miliardi". Ed allora, se ce ne vogliono 5 o 6 si istruisca la pratica e la Giunta proponga al Consiglio di stanziare 5 o 6 miliardi. Perché un miliardo? Io noto l'illogicità, l'approssimazione, la gestione pressoché domestica di poste importanti del bilancio della Regione. Non stiamo parlando di un milione, stiamo parlando di un miliardo; non è vero che non vi è aggravio di spese, per il fatto che ci sia un fondo da cui attingere per diversi interventi, se si attinge da esso un miliardo di più non è da considerarsi irrilevante. Se si deve spendere si spenderà. Se non basta un miliardo per questo fine ritenuto utile, la Regione provvederà a destinare anche più di un miliardo. Però si istruisca la pratica, sia la Giunta a presentare l'emendamento. L'assessore Oppi, con tutta questa sua conoscenza specifica, quando la Giunta ha approvato la finanziaria e l'ha trasmessa al Consiglio, quando la Giunta si è riunita e ha proposto i suoi emendamenti, con tutta questa sua conoscenza dei fatti doveva chiedere alla Giunta, in giunta, di avanzare una proposta che fosse istruita, perché noi avremmo potuto chiedere i chiarimenti necessari in Commissione e avremmo dovuto tener conto della proposta motivata e istruita che la Giunta avesse avanzato al Consiglio.

Su questo punto non ho obiezioni di merito. Io non so se questo miliardo sia davvero necessario o no. Ma lo dica la Giunta, non sulla base del fatto che Oppi, Assessore della sanità viene qui, da presidente del Consorzio industriale a dire "So io le cose". No, lo dica la Giunta sulla base della sua conoscenza e competenza. Ripeto, lo dica l'Assessore dell'industria, lo illustri al Consiglio, e se questo emendamento è utile e indispensabile venga restituito agli originari presentatori, oppure lo presenti la Giunta, perché altrimenti qui non si capisce nulla, in questo modo c'è una gestione domestica, un po' familistica e anche un po' fastidiosa dei miliardi pubblici.

Io mi limito a questa osservazione, ho detto che mantengo l'impegno che abbiamo assunto fra noi, con noi stessi e nei vostri confronti, di ridurre al minimo gli interventi, però questo non vuol dire che debbano riaffacciarsi in quest'Aula atteggiamenti e modalità e condotte un pochino, come dire, disinvolte, che ci costringono necessariamente ad intervenire. E su queste cose forse anche qualche voce, non necessariamente dell'opposizione, che dica che dobbiamo lavorare con più serietà e fondatezza di argomenti, non sarebbe male che si potesse ascoltare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Anche io vorrei dedicare pochi minuti all'approfondimento del contenuto dell'emendamento numero 105. Perché questo emendamento, che è un emendamento che riserva una quota di stanziamento del capitolo 9054 a titolarità dell'Assessorato dell'industria, comporta degli effetti. Innanzitutto c'è da dire che su quel capitolo, che è finalizzato a spese per la realizzazione di infrastrutture negli agglomerati industriali della Sardegna, era originariamente previsto uno stanziamento di 15 miliardi. Cosa ha fatto la Giunta? La Giunta, nel corso dell'esame del disegno di legge numero 22, quello sul bilancio, in sede di Commissione, ha proposto una riduzione dello stanziamento del capitolo 9054 da 15 a 12 miliardi, per dare 3 miliardi in più ai consorzi industriali per spese di gestione. In momenti economici come questo la regola aurea da seguire dovrebbe essere quella di favorire gli investimenti e di ridurre le spese correnti; è questo il senso politico di tanti nostri interventi. Invece l'aver spostato già 3 miliardi dal titolo secondo al titolo primo, significa che noi abbiamo già ridotto la possibilità di creare infrastrutture per tutti i consorzi industriali della Sardegna. Se a questo noi aggiungiamo che riserviamo circa un terzo delle disponibilità che dovrebbero andare per infrastrutturare tutti gli agglomerati industriali della Sardegna, cioè 3 miliardi e mezzo su uno stanziamento complessivo di 12 miliardi, solo per sostenere oneri di espropriazione dei terreni su cui deve sorgere il gassificatore, è chiaro che non creiamo una condizione che può soddisfare le esigenze diffuse di infrastrutturazione industriale a cui devono far riferimento possibilmente tutte le ZIR e tutti i consorzi industriali operanti in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (Gruppo Misto). Io non ritiro l'emendamento numero 289 in quanto le spiegazioni poc'anzi fornite dall'Assessore non mi convincono. L'emendamento intende allargare l'intervento all'annata '95 - '96; non siamo in presenza, secondo la legge numero 33 del 5 dicembre 1995, di fatti per i quali è richiesta la dichiarazione di calamità. Si cerca soltanto di introdurre, davanti a fatti concreti rappresentati da cali dei conferimenti del 67,1 per cento e del 74 per cento negli ultimi tre anni, di allargare l'intervento della legge citata, ripresa dalla legge finanziaria '97, articolo 10 secondo comma, che, a detta degli stessi funzionari dell'agricoltura, per un mero errore materiale non contiene il riferimento all'annata agraria '95 - '96. Per questi motivi, e non comportando l'emendamento alcun aggravio della spesa, ritengo inopportuno ritirarlo e chiedo che venga portato all'attenzione dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Intervengo sull'emendamento numero 105 con una postilla. Io sono intervenuto sulla sostanza dell'emendamento. Ho detto prima al Presidente, siccome costantemente verifichiamo che si supera il tempo a disposizione e c'è un interferire abbastanza non corretto, che mi farò carico, d'ora in avanti, di segnalarlo alla presidenza, soprattutto quando chi interferisce costantemente e turba gli equilibri di quest'Aula è l'onorevole Cogodi.

(Interruzione del consigliere Cogodi)

Come sempre, sei talmente poco corretto che interrompi chi parala e comunque ti faremo passare anche questo difetto.

COGODI (R.C.). Ti farò passare i tuoi tic!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, vuole intervenire? La prego.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io mi sono permesso di fare qualche osservazione perché mi è stato chiesto...

(Interruzioni da parte del consigliere COGODI)

Te l'ho detto, biondino, che non impressioni nessuno, tu prima hai detto a me, io lo dico a te…

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, la prego di parlare all'Aula anziché solo all'onorevole Cogodi.

(Interruzioni)

Onorevole Cogodi, le dispiace lasciar intervenire l'Assessore Oppi?

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. L'onorevole Pinna e l'onorevole Calledda hanno presentato un emendamento. Io vorrei ricordare a quest'Aula, visto che qualcuno non lo sa, che la Giunta di sinistra ha sottoscritto col Governo, l'impegno di mettere a disposizione dell'Associazione temporanea di imprese i terreni per realizzare quest'opera. Inizialmente sono stati predisposti due progetti che prevedevano un incremento degli ettari necessari e la Regione non aveva risorse finanziarie, caro Pusceddu per porre a disposizione i 36 ettari richiesti. E proprio questo Consorzio non ha mai avuto finanziamenti, ha avuto solo recentemente infrastrutture. Si tratta quindi di un impegno della Regione - e chi ora presiede l'Assemblea per altro ne è a conoscenza con dovizia di particolari - per un ammontare complessivo di circa 20 miliardi. Tengo a precisare che i 36 ettari necessari per questo investimento appartengono a diversi proprietari, dei quali uno è fallito, un'altra era la Ildocat proprietaria di 2 ettari, vi era l'enel che ha ceduto e venduto i terreni al Consorzio, che avrebbe a sua volta dovuto cedere 24 terreni di sua proprietà, oltre i terreni di una serie di imprese che sono stati dati in permuta a totale carico del Consorzio (con oneri di circa 10 miliardi, che un giorno o l'altro la Regione dovrà pur restituire) per poter porre questi terreni a disposizione dell'Associazione temporanea di imprese, attraverso un contratto probabilmente della durata di 99 anni.

Poiché in questi giorni la Regione, e in precedenza l'Assessore Pinna, ha chiesto ad una un'istituzione diversa di anticipare risorse finanziarie, e vi è un contenzioso con un privato, che non intende abbandonare il proprio terreno, e se questo privato non se ne va raggiungendo un accordo sul valore del terreno stabilito attraverso una perizia giurata, ciò renderebbe impossibile la realizzazione del gassificatore, per questi motivi mi è stato chiesto garbatamente dagli onorevoli Calledda e Pinna se fossero sufficienti i 5 miliardi previsti dall'emendamento di cui sono proponenti. Ho risposto loro che secondo le stime più recenti non sono sufficienti. Quindi mi sono rivolto a Calledda quando ha ritirato l'emendamento dicendo: "Che cosa stai facendo? Guarda che in queste condizioni l'Associazione temporanea di imprese sarà costretta ad abbandonare il campo". E' evidente che se questo emendamento non verrà approvato, le risorse non saranno sufficienti, i terreni non potranno essere acquisiti, per cui il progetto stesso della gassificazione subirà uno slittamento di 5 o 6 mesi, in attesa che, con l'assestamento di bilancio, venga ridefinito un finanziamento.

Il mio è stato soltanto un suggerimento, se c'è qualche problema di sostanza io non faccio più mio l'emendamento e lo restituisco al mittente, così non turbo l'equilibrio di nessuno, tanto meno dell'onorevole Cogodi, e mi pento di aver portato un contributo finalizzato ad accelerare un processo che a molti interessa, forse ad altri no. Questa sera si vedrà a chi interessa e a chi non interessa. Ci sono certamente molti nemici del gassificatore, stiamo attenti che è un investimento di 3.000 miliardi, che ad esso è collegato un porto, per la prima volta nella storia, di 402 metri, e che senza questi presupposti il progetto non potrà essere attuato perché l'Associazione temporanea di imprese si farà carico, evidentemente, di dare la responsabilità ad altri e rivendicare legittimamente forse anche interessi o spese che ha sostenuto di cui chiederà conto evidentemente alla Regione e a chi ha a suo tempo sottoscritto gli impegni, senza avere nessuna certezza di poter adempiere agli stessi. Per questi motivi, ovviamente, voterò a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oppi, io la ringrazio per l'aiuto che vorrà dare a questa Presidenza nell'amministrazione del tempo a disposizione di ciascuno di noi, cosa che stiamo per altro facendo puntualmente.

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. L'onorevole Oppi restituisce l'emendamento ai firmatari e i firmatari l'hanno fatto nuovamente loro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Credo che ci sia da fare un po' di chiarezza sull'emendamento numero 105. Innanzitutto sul reperimento delle risorse, perché ritengo che se le risorse alle quali si fa riferimento dovessero riguardare tutti i consorzi industriali, quindi si andasse ad intaccare un finanziamento riguardante interventi per l'intera Sardegna, per quanto interessa i consorzi industriali, questo credo che non sia il modo più logico di trovare equilibri nella distribuzione delle risorse; non si può infatti tener conto solo di una realtà dove di risorse ne sono arrivate e ne stanno arrivando tantissime, e penalizzare in maniera insostenibile gli altri consorzi industriali. Quindi credo che questa chiarezza debba essere fatta fino in fondo.

I sei mesi di ritardo a cui fa riferimento l'onorevole Oppi non mi spaventano, si sono persi anni! La gassificazione, in un primo momento finanziata con fondi comunitari con partecipazione regionale e nazionale, ha trovato altre fonti di finanziamento perché nel frattempo sono scaduti i termini per l'utilizzo dei fondi comunitari; parte sono andati a finire nella "402", sul piano rinascita, altri sono stati collocati nel migliore dei modi. Quindi di tempo perso ce n'è stato tanto e credo che ce ne sarà ancora, perché ognuno di noi ha necessità di avere chiarezza sul sistema energetico sardo e di contribuire a farla, una volta per tutte. Ma ciò che mi lascia perplesso, alla fine, e mi diverte anche, è che si confondano i ruoli, cioè si arrivi ad approvare una finanziaria da parte della Giunta, di cui guarda caso fa parte anche l'onorevole Oppi, (che da episodi come quello di stasera, rivela una doppia personalità: una quando sta nei banchi della Giunta, l'altra quando sta nei banchi del Consiglio) che tuttavia non ha la delega dell'industria attribuita invece all'onorevole Pirastu. Ma credo che l'onorevole Oppi, come ha dimostrato di conoscere ora l'argomento, nello stesso modo lo conoscesse anche nel momento in cui ha approvato questa finanziaria insieme alla Giunta. Forse era quello il momento più adatto per suggerire all'Assessore Pirastu di sopperire alle esigenze poste ora in luce, e quindi di reperire le risorse necessarie senza intaccare quelle destinate a soddisfare le aspettative delle altre realtà, perché la gran parte dei consorzi industriali ha necessità di finanziamenti. Ci sono aspettative che da anni attendono una risposta, una risposta che non arriva, una risposta che tarda a concretizzarsi. Ed allora, se non vogliamo perdere tempo così come abbiamo deciso, è preferibile che di questo tipo di passaggi, anche poco piacevoli, cerchiamo tutti insieme di farne a meno, innanzitutto chi ha un livello di responsabilità superiore a quella di semplice consigliere, perché altrimenti è impensabile che ognuno di noi possa far finta di niente, che ognuno possa sedersi, a seconda delle circostanze, dove vuole ed attivare procedure che difficilmente trovano riscontro in una realtà consiliare come questa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.-F.D.). Pur condividendo le perplessità in merito alla procedura seguita e a quanto è avvenuto in aula, perplessità che sono state espresse dall'onorevole Cogodi ed anche dall'onorevole Sanna (e non mi dilungo oltre), nel merito dell'emendamento numero 105 devo dire che, seppure presentato dai consiglieri Pinna e Calledda, è stato discusso ampiamente trovando largo consenso all'interno della coalizione di centrosinistra. Si tratta di un problema che ritengo necessario riportare nell'ambito che gli compete e che credo non meriti discorsi che vadano oltre la presa d'atto di una difficoltà che vi è nel completamento di questo progetto. La progettazione sul sito che è stato individuato è attualmente bloccata, e comunque trova degli ostacoli e delle difficoltà, perché è effettivamente vero, e questo era lo spirito dell'emendamento, che all'interno dell'area individuata vi è ancora il terreno di un privato che deve essere acquisito e il cui valore, stabilito attraverso una perizia, io credo sia addirittura superiore al miliardo, se non ricordo male è di un miliardo e mezzo. Comunque la mancata acquisizione di quest'area, che è un'area relativamente ristretta rispetto al territorio in cui è previsto l'insediamento, ma che è ubicata proprio nel cuore del sito industriale, così come è stato individuato, è comunque di ostacolo al completamento della progettazione. Credo tra l'altro, come affermato dall'Assessore della programmazione, che la somma possa essere tranquillamente reperita tra le risorse previste nel capitolo 09054, quindi sono dell'avviso che visto che vi è stata anche in passato ampia discussione in merito alla questione del gassificatore, considerate le risorse che sono state già investite e quanto è previsto dal bilancio che è stato approvato dalla Giunta, la discussione si possa limitare al recepimento di un'esigenza di questo tipo. Condivido pertanto le affermazioni dell'onorevole Oppi per quanto riguarda il merito specifico, al di là di tutte le considerazioni che sono state fatte in precedenza.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 105, che resta l'emendamento Pinna - Calledda, e che è stato fatto proprio dall'Assessore Oppi e dalla Giunta.

Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, per dichiarazione di voto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Capisco le giustificazioni che sono state portate a sostegno di questo emendamento, ne capisco il fondamento tecnico e non lo contesto. Personalmente, io penso che la vicenda del gassificatore sia una delle più grandi cause di disastro della finanza pubblica, intendendo con questo sia la finanza statale, per ciò che concerne le risorse che dovranno essere erogate dallo Stato, che quella regionale. Coerentemente a quella che è stata la mia posizione nella scorsa legislatura, perché non ho mutato parere, dichiaro il mio voto contrario.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Floris Emilio, per dichiarazione di voto.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento non esprimiamo voto contrario perché tratta dell'acquisto di terreni, però vorrei sapere dalla Giunta, perché abbiamo fatto un'interpellanza in merito - non naturalmente adesso, ma quando si discuterà del gassificatore - se è ritenuto realmente necessario per il Piano energetico regionale della Sardegna e quali ricadute sull'ambiente esso provocherà. In base a questo giudicheremo tale scelta.

All'acquisto del terreno, così come è specificato nell'emendamento, non possiamo essere contrari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Io sono molto preoccupato della realizzazione di questo impianto; sono un dirimpettaio, perché abito nell'isola di San Pietro, e questo impianto, che è stato progettato e verrà costruito, sono sicuro che andrà ulteriormente ad aggravare la già troppo delicata situazione del nostro territorio. Il 30 novembre del '90 il Ministero dell'Ambiente dichiarava zona ad alto rischio ambientale questi territori e imponeva di non costruire altri impianti che potessero aggravare questa situazione. Invece stranamente questa logica del gassificatore continua ad andare avanti. Noi non siamo contrari, eravamo favorevoli al gassificatore a bocca di miniera, perché ritenevamo che dovesse sfruttare il carbone del Sulcis, invece stranamente questo gassificatore è stato portato da bocca di miniera - non si capisce per quale motivo - a bocca di porto, perché andrà a bruciare un carbone che non è nostro, ma un carbone più pregiato che arriverà da fuori, e questa scelta, comunque sia, non contribuirà a risolvere i problemi della Carbosulcis.

Ed allora, sono d'accordo con questa logica di conservazione dei posti di lavoro, nella misura in cui però diamo la possibilità anche alla gente di sopravvivere, perché i dati che sono emersi ultimamente - e sono davanti agli occhi di tutti - sulla situazione ambientale, sul rischio tumori, sull'alta percentuale di malati in quel territorio, e lo sapete tutti, sono obiettivi e sono stati abbastanza pubblicizzati. La situazione è veramente grave. Quindi io mi appello a questa Giunta, ai partiti, affinché facciano le dovute considerazioni su un impianto che costerà 3.000 miliardi per dare un centinaio di posti di lavoro e che ucciderà altrettante persone; tale scelta può essere fatta solo con le dovute garanzie. Io non dico che non si debba fare, per carità, però dobbiamo avere garanzie.

Abbiamo presentato un'interrogazione firmata da tutti i consiglieri di Forza Italia, non contro il gassificatore, ma per chiedere un chiarimento e maggior chiarezza su come sarà fatto. E a questa interrogazione insistiamo che si dia una risposta.

Infine un'altra cosa mi preoccupa grandemente perché si vive anche di turismo: questo impianto, oggi come oggi, prevede lo scarico nel canale di San Pietro di un quantitativo elevatissimo di acque calde. Il canale di San Pietro è profondo quattro metri, le acque calde nel canale di San Pietro potrebbero modificare notevolmente la temperatura del mare e far sparire completamente qualsiasi tipo di vegetazione. Che poi questo avvenga per errore o per accidente, a me non interessa! Io desidero scongiurare, sin quando mi è possibile, questo pericolo, perché abito in quella zona. Per questo motivo sono d'accordo sulla richiesta del nostro Capogruppo di avere chiarezza prima di andare avanti.

PRESIDENTE. Onorevole Granara, noi abbiamo capito le sue ragioni, ma non abbiamo capito come voterà.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Voterò contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta deve fare alcune comunicazioni all'Aula su questa materia. Noi non stiamo discutendo questa sera sul gassificatore, sull'opportunità o meno di realizzare questo impianto. Se non si chiarisce e non si comprende questo, forse noi rischiamo di fare un dibattito assolutamente inutile in questo momento, tenuto conto delle finalità dell'emendamento. Non perché l'argomento sia di poco conto, anzi, io penso che gli interventi, anche ultimi dell'onorevole Granara, dell'onorevole Balletto e di altri colleghi dell'opposizione e di chi si è prenotato anche a intervenire, l'onorevole Pilo e l'onorevole Marco Tunis, sicuramente daranno forti contributi all'argomento, però questo emendamento si limita soltanto a dare attuazione ad un impegno che la Regione ha assunto ai sensi dell'accordo di programma del 28 giugno del '94, in forza del quale la Regione si obbligava a mettere a disposizione gratuitamente, all'Associazione temporanea di imprese realizzatrici dell'intervento, le aree all'uopo necessarie. Pertanto la Regione, che sta procedendo e ha proceduto in parte dell'acquisizione delle aree per il tramite del Consorzio industriale del Sulcis Iglesiente, deve provvedere a rifondere il Consorzio delle somme che ha anticipato. Si tratta di dare attuazione ad un impegno che discende da un accordo di programma, non di dibattere se realizzare o non realizzare il gassificatore, problema che sicuramente ci vedrà impegnati anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, ma si tratta di dare attuazione ad un impegno, in caso contrario il Consorzio industriale può citare la Regione per chiedere la restituzione di queste somme che gli sono dovute in forza di un accordo.

Ribadisco che l'emendamento numero 105 non comporta tra l'altro nessun onere finanziario aggiuntivo potendo trovare copertura attraverso l'utilizzo di una parte di quei 12 miliardi che vengono destinati allo scopo indicato dall'articolo 14, cioè per il pagamento delle aree che sono state acquisite. Nulla di più. Io inviterei, proprio perché con questi tempi e questi ritmi rischiamo di perdere troppo tempo su un problema che non si pone in relazione a questo emendamento, perché non stiamo trattando del gassificatore, a considerare e a contenere l'argomento nei termini proposti da questo emendamento.

Quanto poi all'emendamento dell'onorevole Capelli, che merita la dovuta attenzione, così come gli altri sia della maggioranza che dell'opposizione in materia agricola, mi preme ribadire quanto l'Assessore dell'agricoltura ha già evidenziato; ho apprezzato l'onorevole Marrocu che ha ritirato alcuni emendamenti, essendo stato presidente della Commissione agricoltura capisce quali sono le implicazioni dell'approvazione delle norme contenute in questi emendamenti che, configurandosi come aiuti, è chiaro che devono essere previamente notificati all'Unione europea.

Per questo invito, in particolare l'onorevole Capelli, a ritirare l'emendamento, considerato che la materia può, anzi deve, trovare la sua giusta collocazione nel disegno di legge che l'Assessore dell'agricoltura ormai ha già in corso di definizione e che presenterà quanto prima al Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.-F.D.). Voterò a favore dell'emendamento numero 105 per le motivazioni illustrate dai presentatori ed anche dall'Assessore Oppi, ed anche per questi chiarimenti forniti dalla Giunta. Mi pare che le osservazioni dei colleghi, che sono intervenuti contro, riguardino più l'articolo che l'emendamento, che invece determina soltanto un impegno finanziario aggiuntivo. Vorrei ricordare, però, al collega Balletto, che ha richiamato le posizioni da lui assunte nella precedente legislatura, che io abbandonai la Commissione industria, proprio a causa delle vicende della Carbosulcis, quando fu approvata una risoluzione, con il solo voto contrario del sottoscritto, che consentì la fuga da questa responsabilità dell'ENI, quindi dello Stato, trasferendo la Carbosulcis alla responsabilità esclusiva della Regione, mettendola in capo all'EMSA. Io votai contro, fui l'unico, fui attaccato in prima pagina su L'Unione sarda, io figlio di minatore, come pidiessino nemico dei minatori. Quella risoluzione, che scaricò sulla Regione e sull'EMSA, le responsabilità, fu invece votata dal collega Balletto. Quindi, con la stessa coerenza rivendicata dal collega Balletto, io ritengo che per il fatto che alla Regione sono state scaricate queste responsabilità quel progetto si deve realizzare, per impedire che ci troviamo con i soli oneri, cioè i lavoratori disoccupati e le responsabilità, e senza i benefici della realizzazione di quel progetto, che comunque è strategico dal punto di vista energetico per la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Intervengo in merito all'emendamento numero 289, assumendo l'impegno dell'accoglimento delle esigenze in esso prospettate nelle prossime norme che saranno presentate, perché si ritiene che vi sia la possibilità, che va però verificata, che in sede comunitaria la norma venga bocciata in quanto l'intervento potrebbe ascriversi come un aiuto al funzionamento e non un aiuto per sopperire ai danni provocati dall'evento calamitoso. Quindi vi è la necessità che l'esigenza venga riportata in una norma specifica, verificando nel contempo che non sia dichiarata incompatibile in sede di Unione Europea.

PRESIDENTE. Ricordo all'Aula che siamo in fase di dichiarazioni di voto e non si può riaprire la discussione su articolo ed emendamenti. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 105, il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi chiarissimi, io non dovevo certamente intervenire, lo faccio perché all'interno del mio Gruppo ci sono delle voci divergenti. Poiché io sono un uomo del Sulcis, ho sempre amato definirmi uomo del Sulcis, in quanto ci sono nato, e poiché abito nel golfo di Palmas, anche se non sono di fronte a Portoscuso, ma comunque sono sul lato sinistro, guardando il mare, e poi ho un'altra casa a Narcao e quando soffia il vento di maestrale mi porta ogni aroma dalla zona di Portoscuso stesso, vorrei chiarire in pochi minuti qual è il mio orientamento. Io ho partecipato, come componente della Commissione industria nella precedente legislatura, a convegni, a discussioni, a incontri avvenuti a Portoscuso e nella mia zona. In tali occasioni ho assunto l'impegno preciso di rispettare certamente l'ambiente e la sicurezza, ma nello stesso tempo di assecondare lo sviluppo laddove fosse possibile. Siccome il gassificatore, comunque esso sia, garantisce, e ciò è attestato da precisi rapporti, massima sicurezza alle popolazioni (potevo avere qualche dubbio se si fosse dovuto costruire a Paringianu, come era stato ipotizzato, ma poiché non verrà ubicato neppure a bocca di miniera ma a metà strada tra i due siti ipotizzati inizialmente) voglio che agli atti risulti che io voterò a favore, non foss'altro perché questa disgraziata zona possa avere un futuro migliore, garantendo, naturalmente, la sicurezza dell'ambiente, anche perché c'è un piano antinquinamento che deve essere realizzato e sulla cui attuazione noi saremo vigili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pilo, per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io credo di poter condividere le preoccupazioni di alcuni colleghi che mi hanno preceduto, perché se da un lato è vero che la nascita del gassificatore risolve un problema che indiscutibilmente esiste, che è quello della quantità di energia che serve alla Sardegna per il suo sviluppo, è altrettanto vero che la tutela delle popolazioni locali ci sta molto a cuore.

Debbo dire che però noi ci troviamo oggi, come maggioranza, in una situazione assolutamente spiacevole, perché siamo nell'infelicissima condizione di dover mantenere degli impegni che sono stati assunti dalla maggioranza che ci ha preceduto, pur non condividendo sostanzialmente le scelte operate da quella maggioranza, però, come ama dire l'assessore Pittalis, ci sono degli atti dovuti che non dipendono da noi, ci sono dei contratti che sono stati sottoscritti dalla Giunta che ci ha preceduto e in nessun modo può essere addebitata a noi la responsabilità delle scelte fatte allora, ma giocoforza capisco che ci troviamo a doverle portare a conclusione.

Personalmente, però, debbo dire che di fronte alle proteste reiterate delle popolazioni del luogo, perché il gassificatore, onorevole Tunis, si realizzerà a Paringianu, non a metà strada tra Paringianu e la bocca della miniera, io personalmente non me la sento di votare favorevolmente, perché credo che questo rispetto alla volontà delle popolazioni sia dovuto. Sono peraltro in attesa di conoscere il parere dell'Assessorato dell'ambiente e di avere risposta alla interrogazione da noi presentata, pertanto annuncio la mia astensione.

Presidente. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta, per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Intervengo brevemente, signor Presidente, per dire che rispettiamo e si devono rispettare tutte le azioni che vengono fatte dai colleghi singoli, dai Gruppi politici e dai partiti in difesa dell'ambiente, però ci sono anche impegni e continuità amministrative che vanno anch'esse rispettate.

Io credo che il treno del gassificatore sia ormai partito e che sia difficilmente fermabile. Però non mi rendo conto di che cosa stiamo parlando, né del perché stiamo consumando tanto tempo. L'articolo 14 della finanziaria, approvato all'unanimità dalla Commissione, dice: "A valere sullo stanziamento iscritto nell'anno 2000, una quota non superiore a 2 miliardi e mezzo è riservata alla definizione delle procedure di acquisizione delle aree del sito dell'impianto del gassificatore del carbone Sulcis, di cui al D.P.R. 28 gennaio 1994 per l'attuazione del piano di disinquinamento del territorio del Sulcis - Iglesiente". Questo articolo è stato approvato all'unanimità e prevede lo stanziamento di 12 miliardi; cosa hanno detto la Commissione e l'Aula? Di questi 12 miliardi, 2 miliardi e mezzo sono destinati all'acquisto delle aree. L'emendamento cosa dice? Di questi 12 miliardi, non 2 miliardi e mezzo, ma 3 miliardi e mezzo sono destinati all'acquisto delle aree. Non mi pare che dobbiamo discutere tanto a lungo, è una cosa così normale.

La Giunta ha ritenuto di accogliere l'emendamento per quanto riguarda il miliardo in più, quindi pregherei di andare avanti senza bisogno di fermarci ulteriormente a parlare di un argomento sul il quale non ha senso dilungarsi così a lungo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda, per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.-F.D.). Intervengo brevemente per dichiarazione di voto, perché mi convincono un po' le considerazioni che ha appena finito di svolgere il Presidente Floris, anche se mi rendo conto che le informazioni che circolano in quest'Aula sul gassificatore sono diverse rispetto a quelle che posso avere io. E quindi non mi dilungo su alcune considerazioni fatte da qualche collega e dico solo che voterò a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo anche per conto dei colleghi del Gruppo della Rifondazione Comunista, per dichiarare che noi voteremo a favore di questo emendamento. Tuttavia vorremmo cogliere l'occasione per chiarire la nostra posizione, perché prima noi abbiamo svolto un intervento nel quale abbiamo rappresentato al Consiglio le modalità un pochino estemporanee attraverso cui questo emendamento ha avuto ingresso in Aula, ne è uscito, ci è rientrato e adesso ne discutiamo.

Intanto preliminarmente mi sentirei di rivolgere un appello accorato alla maggioranza: volete o no che questa finanziaria sia approvata? Ce la lasciate approvare questa finanziaria? Perché noi abbiamo chiesto come minoranza, una sospensione a metà serata, ci siamo riuniti, siamo tornati in Aula, vi abbiamo comunicato che avremmo ridotto al minimo i nostri interventi, quelli ai quali abbiamo diritto e che abbiamo il dovere di svolgere, e poi siete voi che introducete elementi di ritardo, ma fosse solo ritardo, sarebbero, come dire, affari vostri, ma voi state introducendo in quest'Aula elementi non solo di ritardo, ma elementi di regressione nella politica della Regione. Certamente apprezzo il garbo e anche la capacità, che non è poca, del Presidente Floris, di sapere in certi momenti interpretare la difficoltà della maggioranza, come poc'anzi ha fatto, minimizzando e dicendo che tutto sommato stiamo solo spostando un miliardo all'interno di un fondo che era riservato a certe cose. Ma ciò non risponde al vero, noi votiamo a favore di questo emendamento perché confermiamo la convinzione profonda nel grande progetto economico, produttivo, sociale della Sardegna che passa anche attraverso la migliore utilizzazione, come fonte di energia, del carbone Sulcis, tramite la gassificazione, che non può avvenire se non servendosi di un gassificatore.

Confermiamo, quindi, il nostro voto favorevole a questo "emendamentino", perché vogliamo confermare la nostra convinzione su questo grande progetto.

Voi dite, la gran parte della maggioranza, che votate l'emendamento perché non serve per la costruzione del gassificatore, serve per comprare un'area. E questo non lo dice, con tutto il rispetto per tutti i colleghi, uno che non ha la responsabilità primaria come il collega Cesare Corda, lo dice il Capogruppo di Forza Italia. Il Capogruppo del Partito di maggioranza relativa della coalizione dice: "Noi votiamo a favore di questo emendamento, ma non per il gassificatore, votiamo a favore dell'emendamento, insieme agli altri della destra che hanno reso analoga dichiarazione, per comprare il terreno". Scusate, qui è scritto che il terreno viene acquistato per il gassificatore, noi non siamo mediatori immobiliari. Qui non si comprano terreni, a prescindere da quello che si deve fare, con i miliardi della Regione! E se uno dichiara che vota a favore, essendo qui scritto che questi finanziamenti sono destinati all'acquisto dei terreni per il gassificatore, affermando e decidendo in modo determinante, che si comprano i terreni però senza realizzare il gassificatore, sta compiendo un'operazione che sul piano politico è aberrante, e sul piano morale io non lo so, ognuno si dia la definizione che vuole.

La verità è che ogni volta, e ho concluso, che in quest'Aula torna o almeno si affaccia di nuovo la politica, quella vera, quella cioè che è sorretta da un'idea del progetto di sviluppo di questa Regione, ogni volta che torna la politica fuori dai pasticci e dalle aggregazioni numeriche occasionali e posticce con cui voi avete costituito questa maggioranza, quando torna la politica, torna anche la divisione che è tra di voi. Perché voi, la gran parte di voi, di quella aggregazione numerica di destra, avete una visione di un'economia finanziarizzata e non di un'economia fondata sui fattori primari della produzione, su una industria moderna, su un'industria pulita, su un'industria sana, applicata a tutti i settori produttivi.

Tornano le grandi questioni e tornano le grandi divisioni, ecco perché il nostro voto è un voto di contenuto a favore del grande progetto, al di là della miseria, dei modi attraverso i quali oggi questo tema in Aula è stato trattato, e dei modi con i quali alcuni dicono di voler votare a favore, pur non condividendo la finalità per cui la norma dovrebbe entrare nel sistema legislativo della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Mi dispiace di sottrarre qualche minuto di tempo al lavoro che dobbiamo ancora svolgere, ma gli interventi che sono stati fatti mi costringono a prendere una posizione chiarissima, e non equivoca su questo argomento, perché noi ci troviamo di fronte ad un "emendamentino", così come ha detto poco fa Cogodi, sul quale io preliminarmente, per sgombrare il campo da qualunque equivoco, dico che voto a favore. Voterò a favore dell'"emendamentino", non voterò a favore del grande progetto di cui parla l'onorevole Cogodi, vorrei che questo fosse chiaro, e credo di interpretare il pensiero di tanti di noi, che semplicemente non vogliono dire gassificatore sì, gassificatore no, vogliono dire un'altra cosa, cioè che le scelte sul gassificatore le hanno fatte altri, ed altri si assumano e si assumeranno la responsabilità politica, delle ricadute di politica industriale, di politica ambientale, conseguenti a queste scelte.

Noi oggi stiamo approvando un atto che è di natura finanziaria, e gli atti di natura finanziaria nascono da obblighi giuridici. In questo caso abbiamo un obbligo giuridico da rispettare. Ci auguriamo tutti che sulla questione energetica, sulla questione ambientale non si dimostri, in quest'Aula e fuori, la schizofrenia che tanti dimostrano, quando si è a favore dell'ambiente solo nel caso si discuta di una casetta di qualche imprenditore turistico che vuole costruire, magari anche lontano delle coste. E quando invece ci sono grandi progetti industriali, che probabilmente non sono assolutamente compatibili con l'ambiente, ammantano queste scelte di grande significato progressista, economico e socializzante. Questo spero che sia chiaro e speriamo che in tutti i settori, in qualunque altra occasione, la sensibilità verde del nostro collega rosso sia dimostrata in modo altrettanto chiaro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano, per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Io avrei rinunciato, visto anche l'invito che ha rivolto il collega Cogodi alla maggioranza di approvare questa finanziaria. Io questo invito lo condivido davvero, però credo che sia giusto, Presidente Floris, che lei dica all'onorevole Pilo, all'onorevole La Spisa e a qualche altro collega che l'ha votata come Presidente, che lei con le scelte iniziali relative al gassificatore c'entra qualcosa. Io ne ero partecipe, in qualità di consigliere regionale. Questa è una scelta che ha fatto la Regione, che non ha fatto la precedente Giunta, perché il Consiglio regionale sia informato, ma le precedenti Giunte nel corso della decima legislatura. Qui si continua a confondere, a non conoscere tra l'altro la storia. Quindi collega La Spisa, lei rivolga le osservazioni che ha fatto, al Presidente Floris ed anche a me.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Allora io non c'ero, né cinque, né dieci anni fa.

PRESIDENTE. Vogliamo lasciar continuare l'intervento all'oratore, per cortesia? Poi, naturalmente, se volete iscrivervi a parlare, potete farlo, le iscrizioni sono ancora aperte. Prego, onorevole Fadda.

FADDA (Popolari-P.S.). Sto dicendo queste cose per dire che voto a favore dell'emendamento, però è ora che la smettiamo, dopo che il centrodestra ha scelto il Presidente Floris come capo dell'Esecutivo.

Io credo che ci siano delle responsabilità, ma io le ritengo positive, non negative. Per quanto riguarda, Presidente Floris, il voto all'unanimità espresso in Commissione, vi è da precisare che l'unanimità è stata del centrodestra, perché la coalizione autonomista non ha partecipato al voto. Questo perché lo ricordino i colleghi che hanno votato, compreso il presidente La Spisa. Non riesco a capire perché dobbiamo continuare, comunque, questo dibattito con l'impegno che tutti noi abbiamo assunto di procedere in tempi rapidi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento 105 e chiedo al Presidente Floris e all'Assessore Pittalis di rispettare il Consiglio, perché non è accettabile che si dica che è un emendamento normale e che fare la scelta dell'acquisto del terreno non abbia niente a che vedere con la realizzazione del gassificatore. Questo non lo accetto, e penso che sia necessario rispettare l'intelligenza di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda, per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Io utilizzerò solo pochi minuti perché sono rispettoso dell'esigenza primaria di approvare questa legge finanziaria.

La Sardegna utilizza mille e cento megawatt di energia, dei quali 800 vengono prodotti a Porto Torres, e gli altri venivano prodotti a Portovesme, esattamente in tre centrali, due delle quali producevano 500 megawatt e sono state chiuse, ne è rimasta in piedi una che produce 150 megawatt. Se per sventura la centrale di Porto Torres dovesse essere messa fuori uso noi saremmo al disastro. Allora, io non ho responsabilità primaria, come diceva l'onorevole Cogodi, ma certamente voi avete la responsabilità primaria di aver determinato questa situazione disastrosa per la Sardegna, col vostro governo, con le vostre scelte.

Adesso su questo problema dell'emendamento 105, ma ancora di più dell'articolo 14, io ho qualche perplessità a capire, perché se non si sa ancora dove realizzare questo gassificatore, se non si sa ancora quale rischio ambientale possa comportare, se si sa che Portovesme, e tutti lo sanno, è stata dichiarata zona a rischio di disastro ambientale, se si sa che il carbone che verrà utilizzato in buona parte sarà carbone che proviene da altre zone, non dalla Carbosulcis, se si sanno tutte queste cose mi domando la ragione per la quale siano state spese risorse pubbliche per acquistare un terreno, se ancora non è stato stabilito in quale zona deve essere costruito questo gassificatore.

Allora siete una maggioranza che è omologa a quella romana, che ha speso di soli progetti per questo gassificatore 60 miliardi, dati ai vostri amici, questa è la realtà. La vostra maggioranza ha fatto queste scelte, adesso noi siamo obbligati ad adottare provvedimenti che sono atti dovuti, ed io solo per questa ragione voterò a favore, ma certamente siamo costretti a votare a favore a causa delle scelte disastrose fatte da voi.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a mantenere la calma e a fare silenzio. Ha domandato di parlare il consigliere Contu, per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Sarò rapidissimo. Onorevole Presidente, onorevoli consiglieri, io farò un tentativo brevissimo per sdrammatizzare la discussione su un argomento che a mio modesto avviso non merita il dibattito che noi abbiamo fatto. Il dibattito se lo dovremo fare, lo faremo quando si tratterà di discutere sulle modalità di realizzazione del gassificatore e sulla tutela dell'ambiente.

Qui vorrei fare un appello agli amici e colleghi che hanno dichiarato il loro voto contrario: questa norma semplicemente dà attuazione ad un contratto, parlo quasi - mi consentite la parola - come notaio. Un contratto è stato stipulato, non si può non osservare, anche se è stato fatto da un Presidente diverso, io non so chi l'abbia stipulato. Però se un contratto è stato firmato, è ovvio che debba essere in qualche maniera osservato.

Si tratta di un atto dovuto, forse persino inutile. Il problema è che di fronte ad un atto dovuto, francamente, non si capisce tutta questa bagarre che abbiamo inscenato. Però, amici, cerchiamo di capire un po' tutti. Ci rendiamo conto che molto spesso le regioni povere si trovano di fronte al tragico dilemma di scegliere tra l'occupazione e la difesa dell'ambiente; purtroppo questo accade nelle regioni povere, non soltanto in Sardegna, potrei fare anche altri esempi. E` un dramma questo, che affronteremo; capisco benissimo, si tratta di coniugare la difesa dell'ambiente con la difesa dell'occupazione, non è una cosa facile, ma è proprio su questo argomento che si vedrà la capacità e la forza di questa Assemblea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Nel corso del mio intervento ho espresso perplessità sull'opportunità di allocare lo stanziamento, per far fronte agli oneri derivanti dal pagamento delle aree per il gassificatore, sul capitolo 9054, perché questa operazione sarebbe andata a scapito delle risorse destinate alle infrastrutture di tutte le aree industriali. Ma poiché da parte della Giunta non c'è stato nessun accorgimento tecnico, non è stata individuata altra fonte alternativa di finanziamento, e poiché il dibattito si è svolto più dal punto di vista politico, non vorrei che venisse equivocata la mia posizione a favore del gassificatore, che dal punto di vista politico rappresenta un'occasione unica di sviluppo economico della nostra regione e che serve per il completamento del Piano energetico regionale. Voterò a favore dell'emendamento, in quanto non mi convincono le argomentazioni da ambientalisti della domenica di alcuni colleghi del centrodestra.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto e a fare un po' di silenzio. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S-F.D.). Il mio voto è favorevole, per le considerazioni che ho espresso prima. Voglio far presente all'onorevole La Spisa che non possiamo essere accusati di schizofrenia, io credo che il percorso politico in ordine alle decisioni assunte sul gassificatore, sia stato anche contrastato e sofferto, ma ritengo che comunque la coalizione costituita dai partiti del centrosinistra abbia sostenuto la medesima posizione per tutto il percorso, si può dire tutto meno che essere accusati di schizofrenia. E' schizofrenico semmai chi approva in Commissione, in assenza del centrosinistra, l'articolo 14, poi viene qui a farci la morale dicendo che si liquida un emendamento di scarsa importanza, per un miliardo, per l'acquisto di un terreno, quando sappiamo per certo che quel terreno non serve per seminare olive. Sappiamo che serve per costruire il gassificatore.

Quindi, ne prendiamo con piena coscienza atto, stiamo cercando di risolvere un problema che è stato già dibattuto a lungo, noi siamo certi delle scelte di salvaguardia ambientale, siamo certi delle scelte sulle risorse energetiche che noi vogliamo costruire per il futuro per la Sardegna, possiamo dire che questo percorso probabilmente negli anni futuri avrà ulteriore modo di potersi estrinsecare e di poter essere dibattuto, però io credo che noi l'abbiamo sostenuto con assoluta correttezza.

Invito l'onorevole Corda, semmai, prima di parlare, ad andare a vedere gli atti riguardanti gli studi di impatto ambientale del gassificatore, che sono stati eseguiti, ed anche tutto ciò che è stato studiato in merito allo stesso impianto, perché impianti simili, identici, esistono già in Olanda e in altri paesi assolutamente civili e non incivili, ed io credo che da questo punto di vista, prima di sparare bordate del genere sull'impatto ambientale o sull'inquinamento del Sulcis, tanto più che alla costruzione del gassificatore è legato un progetto di disinquinamento ambientale, sia necessaria, come minimo una più attenta valutazione degli atti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, dichiaro, a nome di Alleanza Nazionale, il voto favorevole sull'emendamento in quanto atto dovuto, perché non possiamo, come Regione, non ottemperare ad un impegno assunto dalle amministrazioni precedenti, non si è mai visto che un governo non rispetti gli impegni presi dai governi precedenti. Però è chiaro che, come Alleanza Nazionale, anche quando eravamo all'opposizione, abbiamo sempre avuto un atteggiamento molto critico nei confronti del gassificatore del Sulcis, che abbiamo sempre considerato almeno con sospetto. Abbiamo sempre avuto, su queste situazioni particolari, che hanno diviso le popolazioni, che hanno diviso le parti politiche, penso, per fare un esempio per tutti, al Parco del Gennargentu, abbiamo sempre avuto, come partito, un grande rispetto delle posizioni delle popolazioni locali. Noi, come partito, ci faremo interpreti, da oggi in avanti, dell'esigenza di rispettare la volontà delle popolazioni, che su questi temi si stanno confrontando, sono arrivate anche sotto il Consiglio regionale, sono andate a protestare vicino al Centro tumori di Cagliari, stanno comunque muovendo i loro passi e noi certamente non potremo non tenerne conto e non rispettare la loro volontà.

Anche perché abbiamo esempi di amministrazioni e di popolazioni che su temi ambientali, penso alla Sardamag per quanto riguarda Sant'Antioco, hanno assunto posizioni certamente coraggiose, certamente chiare e nette, di rifiuto dello sviluppo delle industrie che hanno un notevole impatto ambientale e sono apportatrici di inquinamento, perché hanno modificato le loro scelte politiche in ordine al proprio sviluppo, spostandosi verso una concezione di sviluppo che sia più sostenibile, più compatibile con l'ambiente, col turismo e con la salvaguardia delle risorse naturali che, grazie a Dio, nel Sulcis non mancano, e che rappresentano un'importante fonte di crescita per la popolazione.

Io voglio dire solo questo, che ci opporremo fieramente a qualunque soluzione che preveda un gassificatore, che non ci convinca come progetto, che non ci convinca dal punto di visto ambientale, del rispetto del diritto alla salute della popolazione.

Io vivo e lavoro nel Sulcis, e con questi problemi ho familiarità quotidianamente dal punto di vista sanitario; lavoro soprattutto a Carbonia e ad Iglesias e quindi, anche per questo, sarò doppiamente vigile, anche a titolo personale, su questi aspetti.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 105. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Gli emendamenti numeri 62 è 63 sono ritirati.

Ha chiesto di parlare il consigliere Capelli, ne ha facoltà.

CAPELLI (Gruppo Misto). Avendo preso atto dell'impegno assunto sia dall'Assessore Usai che dall'Assessore alla programmazione Pittalis, ritiro l'emendamento numero 289.

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 14 bis.

CAPPAI, Segretario:

Art. 14 bis

Contributi ai consorzi di bonifica

per l'abbattimento dei costi energetici

1. E' autorizzata nell'anno 2000 la spesa di lire 11.000.000.000 per la concessione ai consorzi di bonifica, ad esclusione di quelli che usufruiscono di introiti per la vendita di energia elettrica, di un contributo per l'abbattimento dei costi energetici per il sollevamento dell'acqua; il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale a' termini dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche e integrazioni (cap. 06263/01).

PRESIDENTE. All'articolo 14 bis sono stati presentati gli emendamenti 17, 64, 18, 65, 59, 106, 215, 259 ed anche il 214 dell'onorevole Cogodi che abbiamo deciso di votare, dato che è stato già discusso in fase di esame dell'articolo 10 bis. Si dia lettura degli emendamenti.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Tunis Marco - Floris Emilio - Rassu - Biggio - Corona - Cappai - Onnis -La Spisa - Usai

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a erogare, nell'anno 2000, ai Consorzi di Bonifica un contributo straordinario di lire 10.000.000.000 finalizzato a fronteggiare parzialmente l'aumento degli oneri degli esercizi 1998-1999 conseguenti alla ridotta disponibilità di risorse idriche a causa della siccità.

2. Il relativo programma è definito dalla Giunta regionale in rapporto alle dimensioni territoriali.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

06 - ASSESSORATO AGRICOLTURA E RIFORMA AGRO-PASTORALE

Cap. 06263-02 (N.I.) anno 2000 L. 10.000.000.000

In diminuzione

06 - ASSESSORATO AGRICOLTURA E RIFORMA AGRO-PASTORALE

Cap. 06245-00 anno 2000 L. 10.000.000.000

(17)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Orrù - Ortu - Demuru - Pinna

Dopo l'articolo 14 è aggiunto il seguente:

Art. 14/bis 3

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a erogare, nell'anno 2000, ai Consorzi di Bonifica un contributo straordinario di lire 10.000.000.000 finalizzato a fronteggiare parzialmente l'aumento degli oneri degli esercizi 1998/1999 conseguenti alla ridotta disponibilità di risorse idriche a causa della siccità.

2. Il relativo programma è definito dalla Giunta regionale in rapporto alle dimensioni territoriali e alla ridotta disponibilità di acqua dei Consorzi di Bonifica.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 06263-02

Competenza anno 2000 lire 10.000.000.000

In diminuzione

Cap. 06245-02

Competenza anno 2000 lire 10.000.000.000 (64)

Emendamento aggiuntivo Tunis Marco - Floris Emilio - Rassu - Biggio - Corona - Cappai - Onnis - Usai

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere - agli imprenditori agricoli le cui aziende ricadono nei comprensori di bonifica e che a causa del diniego o della restrizione dell'acqua di irrigazione per effetto di siccità abbiano subito una perdita di produzione non inferiore al 30% rispetto alla media annua della produzione normale constatata, di norma nel corso delle ultime tre campagne - un aiuto sotto forma di indennizzo per danni provocati dalla mancata irrigazione.

2. Gli aiuti sono concessi a decorrere dall'annata agraria 1998-1999 e non possono essere di importo superiore alle perdite subite dal singolo produttore.

3. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo gravano sul capitolo 06120-02 (N.I.) del bilancio della Regione.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

06 - ASSESSORATO AGRICOLTURA E RIFORMA AGRO-PASTORALE

Cap. 06120-02 (N.I.) Indennizzo per mancate coltivazioni nelle zone irrigue Anno 2000 lire 10.000.000.000

In diminuzione

ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE

Cap. 03009 - Fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine

Anno 2000 lire 5.000.000.000

06 - ASSESSORATO AGRICOLTURA E RIFORMA AGRO-PASTORALE

Cap. 06281-00 (ERSAT)

anno 2000 lire 5.000.000.000

(18)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Sanna Alberto - Ortu - Giagu - Manca - Calledda - Fadda - Orrù - Demuru

Dopo l'articolo 14 è aggiunto il seguente:

"Articolo 14 bis/4

Indennizzo per mancate coltivazioni nelle zone irrigue

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere - agli imprenditori agricoli le cui aziende ricadono nei comprensori di bonifica e che a causa del diniego o della restrizione dell'acqua di irrigazione per effetto di siccità abbiano subito una perdita di produzione non inferiore al 30% rispetto alla media annua della produzione normale constatata, di norma nel corso delle ultime tre campagne - un aiuto sotto forma di indennizzo per danni provocati dalla mancata irrigazione.

2. Gli aiuti sono concessi a decorrere dall'annata agraria 1998-1999 e non possono essere di importo superiore alle perdite subite dal singolo produttore.

3. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo gravano sul capitolo 06120-02 (N.I.) del bilancio della Regione."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 06120-02 (N.I.)

Competenza anno 2000 lire 10.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03009-00

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Cap. 06281-00

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

(65)

Emendamento aggiuntivo Falconi - Pinna - Vassallo - Orrù - Pirisi - Demuru - Cogodi - Ortu

Dopo l'articolo 14 bis è inserito il seguente:

Articolo 14 ter

1. Al fine di completare gli interventi a favore delle attività produttive delle zone interne della Sardegna centrale (Deliberazione CIPE 25/3/92 e art. 30 L.R. 20.04.1993, n. 17) è disposto per l'anno 2000 il finanziamento di lire 91.039.000.000=.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 09045-13 "Fondo per l'attuazione degli interventi a favore delle attività produttive delle zone interne della Sardegna centrale".

Competenza anno 2000 lire 91.039.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00 "Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative" - voce 7

Competenza anno 2000 lire 91.039.000.000

(59)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Calledda - Pacifico

Dopo l'articolo 14 è inserito il seguente:

Articolo 14 ter

L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere al Consorzio di Bonifica del Cixerri per l'anno finanziario 2000 un contributo straordinario di lire 500.000.000 per fronteggiare i maggiori oneri derivanti all'Ente per il mancato utilizzo delle acque per irrigazione dell'invaso di P.ta Gennarta.

L'onere relativo farà carico al capitolo di spesa dell'Assessorato dell'Agricoltura e Riforma Agropastorale di nuova istituzione H.

È disposta una variazione in diminuzione di pari importo dal Cap. 06245-02 per l'anno 2000. (106)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo - Sanna Alberto - Marrocu - Giagu - Manca

Al fine di conseguire gli obiettivi di risanamento, rilancio e modernizzazione dell'agricoltura sarda, in attuazione dell'art. 12, comma 7, della L.R. 21 dicembre 1996, n. 37 e limitatamente alla erogazione di finanziamenti richiesti in forza della medesima legge antecedentemente al 31.12.99; l'Amministrazione Regionale autorizza i seguenti stanziamenti sugli anni e per gli scopi appresso indicati:

a) contributi per l'acquisto di macchine agricole e attrezzi agricoli

Cap. 06180

Anno 2000 Lire 24.000.000.000

Anno 2001 Lire 15.000.000.000

Anno 2002 Lire 15.000.000.000

b) contributi per l'esecuzione di opere di miglioramento fondiario

Cap. 06025

Anno 2000 Lire 20.000.000.000

Anno 2001 Lire 10.000.000.000

Anno 2002 Lire 10.000.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 06180

Anno 2000 lire 24.000.000.000

Anno 2001 lire 15.000.000.000

Anno 2002 lire 15.000.000.000

Cap. 06025

Anno 2000 lire 20.000.000.000

Anno 2001 lire 10.000.000.000

Anno 2002 lire 10.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00

Anno 2000 lire 44.000.000.000

Anno 2001 lire 25.000.000.000

Anno 2002 lire 25.000.000.000

(215)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Dopo l'articolo 14 bis è aggiunto il seguente:

Art. 14 ter

Contributo al Consorzio per il Nucleo di industrializzazione dell'Oristanese

L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare la somma di £ 5.000.000.000, per l'anno 2000, al Consorzio per il Nucleo di industrializzazione dell'Oristanese, quale contributo straordinario, per la costruzione della stazione marittima nel porto di Oristano. (259)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 17 ha facoltà di illustrarlo.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Colleghi consiglieri, data l'ora tarda, cercherò di contenere l'intervento, se è possibile, in pochi minuti, e comunque specifico che gli emendamenti da me presentati alla finanziaria sono soltanto due, ecco perché non intendo ritirarli.

L'emendamento di cui sono primo firmatario ha trovato consenso anche tra i componenti della Commissione agricoltura e tra i consiglieri di maggioranza. Un emendamento identico è stato presentato anche dall'opposizione e verrà poi illustrato dal collega della Commissione agricoltura, Marrocu. Tengo a precisare ancora che l'emendamento è stato sottoscritto dal Capogruppo di Forza Italia, dal Capogruppo di Alleanza Nazionale da componenti degli altri gruppi che sono presenti in maggioranza ed anche da consiglieri della Commissione agricoltura, compreso il Presidente. Quindi non si tratta di un emendamento presentato estemporaneamente dal consigliere Tunis.

L'emendamento è rivolto a una categoria disastrata, quella degli agricoltori (abbiamo letto sul giornale oggi che continua ad essere colpita da varie disgrazie, tra cui quella di dover rimborsare svariati miliardi di contributi regionali erogati sulla base di una legge che ci è stata contestata dall'Unione Europea) e prevede contributi straordinari volti a fronteggiare parzialmente l'aumento degli oneri degli esercizi '98-'99 conseguenti alla ridotta disponibilità di risorse idriche, a causa della siccità. In parole povere, la siccità ha determinato la mancata produzione, però i consorzi di bonifica devono comunque presentare agli agricoltori le bollette da pagare, perché gli oneri di gestione rimangono invariati e gravano sui consorziati a prescindere dalla erogazione dell'acqua. Cioè, gli agricoltori, che abbiano l'acqua e non l'abbiano, debbono pagare. Si potrebbe obiettare che tali contributi potrebbero essere considerati aiuti ma non è così, esistono precedenti, ci sono studi al riguardo, fatti sia da funzionari del Consiglio regionale che dell'Assessorato e da rappresentanti della categoria, dai quali risulta che in analoghe occasioni, anche in sede di discussione della legge finanziaria, è stata approvata una norma come questa.

Voglio fare un'ultima considerazione: i consorzi di bonifica sono enti che hanno anche un compito di presidio del territorio e quindi dovrebbero anche avere il compito della pulizia, del drenaggio e dello scolo delle acque, inoltre l'intervento non comporta alcun onere aggiuntivo perché i 10 miliardi che occorrono per far fronte a questa iniziativa si prelevano dal fondo destinato alle manutenzioni straordinarie degli impianti. Chiedo quindi ai colleghi di votare a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 64 ha facoltà di illustrarlo.

MARROCU (D.S.-F.D.). Ne approfitto per illustrare brevissimamente oltre che l'emendamento numero 64 anche il numero 65. L'emendamento numero 64 è stato in parte già illustrato dal collega Tunis, perché è identico al numero 17, non perché ci si sia messi d'accordo, ma perché il testo fu concordato nella precedente legislatura in seno alla Commissione ambiente, che lo approvò all'unanimità, e quindi entrambi abbiamo riportato, sia l'attuale maggioranza, sia la minoranza, il testo di quell'emendamento. Si tratta semplicemente di utilizzare una riserva di fondi comunque già previsti per i consorzi di bonifica, da destinare a quei consorzi di bonifica che hanno subito il danno di non avere acqua da poter erogare, e quindi ai consorzi di bonifica che hanno avuto una ridotta capacità e possibilità di utilizzo dell'acqua.

Sull'emendamento numero 65 vorrei fare solo una precisazione, ed è importante che l'Assessore dell'agricoltura mi ascolti: si tratta anche in questo caso non di un nuovo aiuto, ma di un aiuto già previsto nella legge numero 16 del '95, che conteneva una normativa di carattere generale in materia di interventi a favore di quelle realtà che, pur essendo dotate di impianti irrigui, non possono usufruire dell'acqua perché manca nella diga. Per tali aziende non possono essere invocate le provvidenze previste in caso di calamità, come lei sa, perché sono dotate di impianti irrigui, però la mancanza o la ridotta erogazione d'acqua determina per esse, ovviamente, una grave crisi. Per questo motivo questa norma fu concordata nel '95 con l'Unione Europea e fu da questa approvata. Anche in questo caso si tratta del medesimo problema posto con gli emendamenti precedenti: per finanziare questi interventi ci si avvaleva del fondo di solidarietà, fondo abrogato con una successiva legge, quindi quando come Commissione Agricoltura, abbiamo voluto destinare tali risorse alle realtà agricole che avevano subito questo danno, ci siamo trovati di fronte al fatto di non poterlo fare perché non vi era più il capitolo di bilancio. Quindi l'emendamento ha la finalità di istituire un nuovo capitolo di bilancio per quelle emergenze.

Aggiungo che a copertura di tali emendamenti abbiamo indicato, sia noi che la maggioranza, 5 miliardi da sottrarre all'ERSAT. Penso che se ne potrebbero togliere anche 10, e sarebbero spesi bene, perché l'ERSAT, a cui anche quest'anno diamo un bel po' di miliardi, ha chiuso il '99 con oltre 40 miliardi di avanzo di amministrazione. Ma io dico: possiamo accettare che di fronte a un'agricoltura che è in una situazione di gravissima crisi, di fronte ad un'emergenza come quella della siccità che sta provocando la messa all'asta delle aziende, si possa tollerare una situazione come quella di enti regionali, strutture che ovviamente tutti sosteniamo debbano essere riformate, che capitalizzano e hanno avanzi di amministrazione di 40 miliardi? Tutto ciò è inaccettabile, per cui io penso che si potrebbe anche proporre un emendamento orale modificativo della parte finanziaria che preveda che l'intera copertura finanziaria dell'emendamento, pari a 10 miliardi, provenga appunto dall'ERSAT, da questi avanzi di amministrazione, prima magari che tale ente li impegni in non so quali studi o altre interventi di dubbia utilità, così come è avvenuto negli anni passati.

Del resto un primo intervento di recupero di fondi dagli avanzi di amministrazione degli enti regionali, fu fatto anche l'anno scorso. Per cui l'auspicio è che gli emendamenti vengano accolti, perché nella formulazione proposta non determinano neppure un aumento di spesa.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 18 ha facoltà di illustrarlo.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Cerco di essere veloce per non tediare ulteriormente i colleghi sull'emendamento stesso, che prevede indennizzi per la mancata coltivazione, sempre a seguito di siccità. Onorevoli colleghi, gli agricoltori sono stati privati della dotazione dell'acqua da parte dei consorzi di bonifica; cioè i consorzi di bonifica non hanno, per determinati periodi, erogato agli agricoltori la quantità d'acqua sufficiente per poter far crescere le coltivazioni, né per iniziarle, il che ha provocato il collasso e la rovina di questa categoria. Anche su questo problema si è potuta riscontrare, in questa legislatura, un'identità di vedute da parte dei componenti della Commissione agricoltura; a causa delle difficoltà che investono questo settore, onorevole Contu, nella passata legislatura vi è stata l'occupazione del Consiglio regionale da parte degli agricoltori e degli allevatori. A seguito di tale protesta, noi abbiamo approvato all'unanimità una mozione con la quale ci siamo impegnati ad affrontare questi problemi, ed a questo impegno io mi sento vincolato. Anche in questo caso non si tratta di aiuto perché ci sono dei precedenti a riguardo. Signor Assessore, se lei mi dicesse che l'emendamento da me proposto concreta un tipo di aiuto che l'Unione Europea non accetta, le dico già in anticipo che una legge del 1965, successivamente modificata, in materia di indennizzi per danni derivanti dalla siccità, contiene già una norma analoga, relativa alla concessione di indennità per mancata erogazione dell'acqua; norma che è stata per di più accettata dall'Unione Europea, in virtù del fatto che tale indennizzo non è stato considerato un aiuto alla gestione, ma un indennizzo erogabile per far fronte a danni derivanti da una calamità naturale. Sto citando atti e fatti, pronto a confrontarmi e pregherei l'Assessore dell'Agricoltura a non esprimere parere negativo e a non chiedermi di ritirare l'emendamento, perché onora impegni che abbiamo assunto nei confronti degli allevatori e dei coltivatori; proprio quelle categorie che hanno cessato l'occupazione dell'aula consiliare, e io personalmente mi sono adoperato per questo fine, sulla base di queste promesse e di questi impegni che intendo in tutta coscienza onorare.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 65 è stato già illustrato. Per illustrare l'emendamento numero 59, ha facoltà di parlare il consigliere Falconi.

falconi (D.S.-F.D.). Questo emendamento, di cui non deve spaventare la copertura finanziaria che è di 91 miliardi, ha una finalità, quella di ricordare un problema alla Giunta. Conosco già la risposta che mi perverrà dalla Giunta stessa, e cioè che l'accordo di programma per la reindustrializzazione della Sardegna centrale ha finito un suo iter, e questo in una certa misura è vero, tuttavia ho presentato questo emendamento insieme ad altri colleghi, per ricordare alla Giunta che dei 400 miliardi che dovevano essere spesi a favore delle iniziative nella Sardegna centrale, solamente 210 sono stati effettivamente erogati, gli altri 190 miliardi non sono ancora stati erogati. Per di più in quei territori si assiste ad una forte moria di imprese che fanno domanda, ottengono finanziamenti ma poi non realizzano perché vi sono altre leggi concernenti la medesima materia, come la numero 15 e la numero 488, oggi più vantaggiose, e ciò determina un mancato utilizzo dei fondi previsti dalla legge numero 17 stessa. Questo non è positivo, quindi bisognerà tornare su questo argomento possibilmente in sede di esame dell'assestamento di bilancio, perché questi, assessore Pittalis, sono fondi che ci pervengono interamente dallo Stato, noi come Regione Sardegna non facciamo altro che anticipare, quindi stiamo attenti a non smobilizzare questo capitolo, altrimenti rischiamo di perdere 190 miliardi che ancora oggi non sono stati erogati e che ancora oggi il Ministero del Tesoro deve trasferire alla Regione Sardegna.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 106, ha facoltà di parlare il consigliere Calledda.

calledda (d.S.-F.D.). Già Marrocu nell'illustrazione dei precedenti emendamenti, ha avanzato tutta una serie di considerazioni relative ai consorzi di bonifica. L'emendamento numero 106 tratta del Consorzio di bonifica del Cixerri che in questi anni ha dovuto in qualche modo acquistare acqua perché la diga di Punta Gennarta era insufficiente per l'irrigazione. Per queste ragioni l'emendamento prevede un contributo straordinario di 500 milioni.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 215, ha facoltà di parlare il consigliere Ortu.

ORTU (R.C.). Devo confessare che discutere a quest'ora dopo una giornata così faticosa, di una questione così importante e rilevante, sinceramente, mi dispiace, perché in realtà stiamo discutendo con l'articolo 14 bis e con gli emendamenti che sono stati presentati, di tutti gli interventi riguardanti l'agricoltura, che per la verità avrebbe meritato miglior sorte; forse sarebbe stato utile perdere meno tempo per esempio sull'articolo precedente, dedicando più attenzione e una riflessione complessiva su una materia così delicata e impegnativa, tra l'altro alla luce anche del dibattito, o delle polemiche o delle stesse dichiarazioni dell'Assessore, contenute sulla stampa di questi giorni, oppure della preannunciata visita del Ministro dell'agricoltura in Sardegna di cui abbiamo appreso dai giornali. Anzi approfitto dell'occasione per dire che anche in questo caso non sarebbe stato male, anzi forse sarebbe stato utile, che in qualche misura il Consiglio, magari attraverso la Commissione, fosse stato coinvolto e impegnato in un incontro, in una trattativa, in un discussione su temi così delicati con il Governo centrale, anche perché facciamo tutti un gran parlare dei rapporti con lo Stato, invochiamo tutti l'unità su materie delicate, l'unità delle forze politiche, l'unità di questo Consiglio, poi quando si verificano appuntamenti importanti per discutere i problemi della nostra Isola, ripeto, materie così delicate vanno in coda. Sinceramente avrei rimandato tutta la discussione dell'articolo 14 bis alla giornata di domani, perché una materia così delicata con appuntamenti così importanti come quelli preannunciati, merita una attenzione diversa e una discussione più approfondita da parte di questo Consiglio, e sottolineo ancora che il Consiglio non merita di apprendere dalla stampa la notizia di appuntamenti così importanti, soprattutto quando si invoca l'unità e l'impegno delle forze politiche e dello stesso Consiglio in modo tale da dare maggior forza alle rivendicazioni nei confronti dello Stato.

Voglio anche dire che sinceramente mi meraviglia l'atteggiamento complessivo che registriamo in quest'Aula, per cui si perde tempo, ma non solo, quando l'opposizione preannuncia atti di distensione, manifestando l'intenzione di voler in qualche modo accelerare i tempi per arrivare alla definizione della finanziaria, allora la maggioranza, forse perché in qualche modo preoccupata che si possa arrivare ad una soluzione del problema, si mette addirittura a fare ostruzionismo. Questo è quanto è accaduto nel corso dell'esame dell'articolo 14 bis, impedendo una discussione seria ed attenta sui problemi drammatici che pure investono la nostra Isola, che non devono essere discussi solo ed esclusivamente sugli organi di stampa, tra l'altro con polemiche, sinceramente debbo dirlo e me ne dispiaccio, all'Assessore, anche un po' sterili, perché ormai retrodatate, su questioni la cui responsabilità - forse è utile chiarirlo nel corso di questo dibattito, anche in relazione agli articoli di cui stiamo parlando - va messa in capo a chi davvero ha operato in modo da recar danno al settore. Perché è facile tentare di attribuire tutte le colpe a chi non porta quelle responsabilità o sollevare polveroni soprattutto quando si ha l'impressione - io ce l'ho e qui la manifesto - che in realtà quei polveroni vogliano nascondere quanto sta accadendo in questo Consiglio in relazione agli interventi per l'agricoltura. In sostanza si vuole sollevare un can can per non ammettere che nella manovra finanziaria, in realtà proprio il comparto dell'agricoltura viene colpito in modo drammatico e assolutamente illogico anche per la situazione che registriamo nella nostra Isola. Viene colpito perché i fondi ad esso destinati, considerando i tagli operati dallo Stato ai quali bisogna aggiungere quelli regionali, vengono dimezzati, e noi qui sul piano della responsabilità non facciamo sconti a nessuno, non facciamo sconti al Governo centrale così come non facciamo sconti al Governo regionale.

La finalità dell'emendamento è quella di riprendere un discorso dal quale non si può prescindere, che è stato richiamato in sede di discussione delle dichiarazioni programmatiche del Presidente di questa Giunta nelle quali si afferma che occorre mettere in piedi un grande piano di risanamento, rivedere l'indebitamento, rivedere le fasi di ammortamento di quell'indebitamento, ricontrattare i mutui e dare respiro all'agricoltura. Parole sante, avremmo dovuto dire e abbiamo detto in quell'occasione, però poi quelle parole al riscontro dei fatti concreti sono state parole al vento e il risultato è quello che abbiamo indicato.

Una delle cause dell'indebitamento dell'agricoltura sarda deriva dal fatto che questa Regione ha illuso, nel corso dei decenni, tanti agricoltori, li ha spinti a contrarre debiti sulla base di impegni che poi la Regione non ha onorato. Gli effetti della legge numero 44, richiamati dall'Assessore in questi giorni, ne sono un esempio; ma la stessa "44" è stata ingenerata da cause precedenti, dal fatto che per esempio il 31 dicembre 1996, si è modificata la normativa di finanziamento riguardante il comparto agricolo, segnando anche una svolta positiva, cioè abbandonando la strada dell'illusione e dando direttive che in qualche modo rendessero certa la possibilità, rispetto alla domanda presentata, di ottenere i finanziamenti oppure, nell'ipotesi in cui i finanziamenti non fossero disponibili, di avere una risposta certa in tempi certi in modo da non spingere alcuno, eventualmente, ad avventurarsi in investimenti per i quali non avrebbe avuto modo di ottenere un contributo, così come in passato gli era stato promesso, da parte della Regione.

L'emendamento numero 215 va in questa direzione, persegue lo scopo di risanare in qualche modo quella ferita, tuttora aperta dal 31 dicembre 1996. Noi abbiamo ancora tra il '90, '91 e '96 oltre 140 miliardi, questo è iil fabbisogno che è stato quantificato, di progetti presentati per miglioramenti fondiari, gran parte dei quali realizzati sulla base di un nullaosta regionale che sottintendeva l'impegno della Regione ad essere disponibile a concedere in finanziamento, per cui i realizzatori di quei progetti sono stati costretti, sulla base di quell'impegno e di quella promessa, a ricorrere spesso a mutui a tasso ordinario che sono poi all'origine della spirale di indebitamento che sta portando al fallimento l'agricoltura sarda.

Lo stesso dicasi per l'altro aspetto del problema che pone l'emendamento 215 da noi proposto, cioè i promessi contributi per l'acquisto di macchine agricole per cui abbiamo previsto una spesa pari a 55 miliardi, che è l'ammontare complessivo dell'impegno assunto dalla Regione fino al 31 dicembre 1997. Si possono disattendere questi impegni? Si può accettare che non vengano onorate queste promosse? Questa è la motivazione per la quale abbiamo ripresentato l'emendamento che tra l'altro si richiama ad una disposizione di legge del '96 che è stata a suo tempo notificata in sede comunitaria.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 259 presentato dalla Giunta regionale è stato ritirato.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Ci si rimette all'Aula segnalando per alcuni di questi emendamenti semplicemente l'attenzione alla compatibilità con le norme europee, con l'invito eventualmente a proporre nuove formulazioni che vengano incontro a questa necessità.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sui problemi che hanno posto i colleghi presentatori degli emendamenti esprimerà un parere più nel dettaglio l'Assessore dell'agricoltura, io mi limito solo alla parte finanziaria. Gli emendamenti 17, 64, 18, 106 e 65 che contengono in pratica interventi simili, possono trovare accoglimento da parte della Giunta regionale attraverso la previsione di due distinti fondi da collocare nel Fondo nuovi oneri legislativi, con una adeguata previsione ed articolazione normativa, perché si tratta di interventi che dovremo notificare, come già ha ricordato l'Assessore dell'agricoltura, all'Unione europea.

Quindi, gli emendamenti numero 17 e 64 possono essere finanziati con la previsione di una nuova voce, all'interno del fondo nuovi oneri legislativi, per interventi a favore dei consorzi di bonifica in conseguenza della siccità prevedendo una copertura di cinque miliardi, poi l'Assessore della agricoltura articolerà meglio la voce e il capitolo del fondo, io sto ora indicando, ai fini della copertura di cinque miliardi, il capitolo 06245/02.

Per quello che riguarda invece gli emendamenti 18, 65 e 106, possono trovare copertura, limitatamente a cinque miliardi, sempre nella stessa voce all'interno del Fondo nuovi oneri legislativi, sul capitolo 06281, come indicato negli emendamenti 18 e 65. Su questi aspetti tornerà l'Assessore dell'agricoltura.

Sull'emendamento 59, che mi pare vada nella direzione giusta, l'onorevole Falconi ha detto cose che sono assolutamente condivisibili, c'è un problema purtroppo di non disponibilità, allo stato, di risorse, quindi l'invito all'onorevole Falconi è di ritirarlo, ma assicurando tutta l'attenzione della Giunta sulle problematiche che egli ha posto e che sono riassunte nell'emendamento 59.

L'emendamento 215 prevede un intervento che può trovare articolazione in un apposito disegno di legge collegato alla finanziaria.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Voglio innanzitutto premettere che gli emendamenti 17 e 64 proposti hanno necessità di una modifica tecnica per poter essere accolti. Consiglierei intanto di svincolare l'esigenza finanziaria dei consorzi dalla parola "siccità". La siccità deve essere comunque acclarata dagli uffici tecnici, bisogna mettere da parte la parola "siccità". Inoltre non ho alcuna difficoltà ad accoglierli, lo stesso Assessore al bilancio ha già indicato le fonti finanziarie, attraverso la formulazione di un'apposita normativa che deve trovare alloggio nei collegati alla finanziaria, perché al momento alcune norme sono incompatibili con l'articolo 13 della legge regionale 11/83 in materia di contabilità, con la costituzione di un unico stanziamento indicando la voce: "interventi per i consorzi di bonifica".

Altrettanto dicasi per l'emendamento 18, anche nel caso da esso contemplato gli accertamenti degli uffici non hanno acclarato lo stato di siccità, quindi bisogna evidenziare distintamente le due esigenze, quella dell'attività dei consorzi di bonifica che va considerata separatamente da una situazione di siccità che non è acclarata. Anche questa norma dovrebbe essere riproposta nei collegati alla finanziaria, il riferimento alla copertura finanziaria, 5 miliardi a valere sui capitoli in diminuzione per le spese ordinarie indispensabili all'ersat, va verificato.

Ritengo che l'emendamento numero 106 potrebbe essere utile, però dovrebbe essere riproposto nei collegati alla finanziaria con copertura sul Fondo nuovi oneri legislativi.

Prima di esprimere il parere sull'emendamento 215, proposto dagli onorevoli Cogodi, Ortu e Vassallo, brevemente voglio rispondere all'onorevole Ortu in merito alla visita del Ministro. Si tratta di una visita organizzata da altri e non dall'Assessorato dell'agricoltura, mi dispiace che chi ha organizzato questo incontro, al quale parteciperò in qualità di ospite, non abbia avuto la sensibilità di invitare i commissari della Commissione agricoltura della Regione, sarà mio dovere sollecitare chi ha organizzato l'incontro a fare in modo che questo possa avvenire.

Ritornando all'argomento relativo ai contributi per l'acquisto delle macchine agricole, e cioè all'emendamento 215, l'ipotesi prevista nell'emendamento di copertura finanziaria sui capitoli 06025/00 e 06180/00 si riferisce a norme legislative che purtroppo non sono state notificate all'Unione europea, e quindi non essendo conformi alle disposizioni da essa emanate, non sono attuabili . Il fatto che ci si riferisca a domande presentate al 31/12/99 non può autorizzare l'eventuale spendita a valere sui fondi degli anni 2000, 2001 e 2002. Se si intende dotare l'Assessorato dell'agricoltura di ulteriori finanziamenti per contributi all'acquisto di macchine agricole o per contributi per le opere di miglioramento fondiario, i capitoli da incrementare sono rispettivamente lo 06030/00 e lo 06029/00, che prevedono l'erogazione di tali contributi ai sensi della legge regionale numero 8/98, che è stata regolarmente notificata in sede comunitaria, ed approvata dalla stessa Unione europea. Questo per rendere non solo reale e credibile l'intervento dell'Amministrazione regionale, ma proprio per far cessare quel distacco, in termini di credibilità, che si è purtroppo verificato tra il mondo agricolo e il mondo politico.

Per quanto riguarda le dichiarazioni apparse sulla stampa, non hanno voluto assolutamente, onorevole Ortu, dare risalto a responsabilità pregresse. Le norme bocciate e quelle che oggi sono sotto procedura di infrazione, non sono solo quelle relative alla legge numero 44, ma riguardano un insieme di leggi che, evidentemente, per distrazione o per eccessivo senso di solidarietà spesso hanno superato i limiti che la stessa Unione europea impone. Per alcune non c'è più possibilità di ritorno indietro, perché sono scaduti i termini che erano stati posti dalla Commissione per eventuali ricorsi all'Alta Corte di giustizia, per altre si sta trattando; speriamo di poter recuperare le azioni che sono state deliberate in quest'Aula, che debbono diventare realtà e che sono state punto di riferimento per il mondo agricolo. Ci stiamo lavorando senza attribuire colpe a nessuno e senza voler avere meriti. Mi pare che questo sia un dovere che ognuno di noi che sta in quest'Aula deve adempiere, per cercare di far uscire l'agricoltura dalle secche della crisi nella quale ormai da troppi anni è precipitata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.-F.D.). Sentito il collega primo firmatario degli emendamenti numeri 17 e 18, che poi sono similari agli emendamenti presentati dalla coalizione di centrosinistra, ritengo che possa essere accolta la richiesta della Giunta di riproporre gli interventi previsti dagli emendamenti numero 64 e 65, cioè quello a favore dei consorzi di bonifica e quello a favore degli imprenditori agricoli per le mancate coltivazioni, in un apposito disegno di legge con copertura finanziaria sul Fondo nuovi oneri legislativi, in modo da prevedere un intervento più complessivo sugli effetti di questa siccità e magari approfondire anche qualche altro aspetto tecnico che potrebbe essere sfuggito. Quindi si accoglie la proposta di ritirare ambedue gli emendamenti.

Però, senza entrare nel merito del problema che discuteremo quando il disegno di legge arriverà in Aula, vorrei cogliere l'occasione, e può essere utile, per dire all'assessore Usai che forse i suoi consiglieri non sono molto precisi, perché l'indennizzo per mancate coltivazioni è stato previsto, in una norma di contenuto identico a quella adesso proposta, in una legge già approvata dall'Unione Europea; lo ripeto perché io fui relatore di quella legge nel 1995, e ne ho seguito la successiva attuazione compresa la fase di controllo a Bruxelles. Debbo aggiungere inoltre che l'emendamento si riferisce a presupposti di fatto già accertati, perché prevede esclusivamente di intervenire per quelle aziende per le quali il consorzio di bonifica non possa erogare l'acqua. Siccome tra un po' dovete fare il decreto riguardante i 30 milioni di metri cubi di acqua disponibili quest'anno, se stabilirete che l'acqua disponibile per quest'anno possa essere erogata soltanto per la frutticoltura, per salvare le piante e per le colture industriali, cioè bietole e pomodoro, tutti coloro che producono carciofi e altri prodotti orticoli non avranno l'acqua, e con ciò il danno che subiranno si può considerare già accertato. Questo è avvenuto già nella stagione '98-'99 e avverrà quest'anno, perché l'acqua non si potrà erogare per esempio nel meridione della Sardegna a 18 o 20 mila ettari, ma si darà a 8 mila ettari, quindi 10 mila aziende di un ettaro non avranno l'acqua e non avranno reddito. Questa norma fu discussa e approvata nel '95 e prevede interventi a favore di quelle aziende alle quali non si può erogare acqua oppure il quantitativo d'acqua erogato è così insufficiente da creare una caduta di prodotto lordo vendibile superiore al 30 per cento consentendo di integrare il danno subito dall'azienda fino al 100 per cento. Ripeto che la norma ottenne il visto dell'Unione Europea; fu messa in discussione soltanto la norma successiva che prevedeva il massimale dei 40 milioni, solo quella fu contestata.

Quindi, chiedo all'Assessore di verificare meglio quanto ha affermato circa la compatibilità di queste norme con l'ordinamento europeo. Le medesime considerazioni possono essere fatte per gli interventi a favore dei consorzi di bonifica del tutto legittimi, perché nel 1995 quest'Aula approvò un emendamento, con una copertura di 3 miliardi, a favore del Consorzio di bonifica Sardegna meridionale per lo stesso motivo. La norma fu bloccata a Bruxelles e dopo un anno di discussione e di contrasti riuscimmo a sbloccarla e quindi ha dispiegato i suoi effetti. Però, io accetto la proposta della Giunta perché concordo con la considerazione secondo la quale essendo il problema siccità più complesso sia giusto disciplinare i relativi interventi in un collegato. Ritengo inoltre effettivamente giusto che norme di questo tipo non debbano essere contenute nella finanziaria che dovrebbe essere più snella e quindi possano più correttamente essere riproposte in un collegato.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu quindi gli emendamenti sono ritirati?

MARROCU (D.S.-F.D.). Sono ritirati gli emendamenti numero 64, 65 e 106, per essere inseriti, come proponeva l'assessore Pittalis, in un collegato alla finanziaria con copertura prevista sul FNOL per gli importi proposti.

PRESIDENTE. Su questo argomento torneremo perché l'Assessore sta preparando un emendamento di sintesi di tutti questi emendamenti, che verrà distribuito non appena sarà pronto.

Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Intervengo sull'emendamento numero 259, signor Presidente.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' ritirato.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Lo faccio mio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non ha copertura finanziaria.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Siccome è un emendamento prima presentato e poi ritirato dalla Giunta, ritengo di doverlo fare mio perché merita la giusta attenzione, perché oltre a non aver copertura finanziaria, cosa che comunque credo possa trovare giustificazione nel caso di presentazione da parte del singolo consigliere, ma non trova giustificazione, a mio semplice parere, se presentato dalla Giunta, la cosa più divertente, che raggiunge il massimo della follia, è che a qualcuno sia venuto in mente di andare a costruire una stazione marittima per un costo di 5 miliardi, nell'unico porto della Sardegna dove non passano passeggeri, cioè a Oristano. Compito questo, che certamente è dello Stato; faceva bene l'onorevole Pili, ieri, a ricordare che su materie di competenza dello Stato deve essere lo Stato a provvedere con proprie risorse finanziarie, non può essere sempre la Regione a sostituirsi, a causa dell'incapacità del Governo di turno di intervenire ad attuare magari leggi volute dallo stesso Governo. Qua, invece, la coerenza viene meno, si fa un emendamento di questo genere prevedendo una spesa di 5 miliardi, naturalmente di fondi regionali, per costruire la stazione marittima in una realtà come quella del porto di Oristano nella quale i passeggeri non sanno dove rifugiarsi sia d'inverno che d'estate! Se qualcuno trova passeggeri a Oristano credo che sia il miracolo del momento. Ci sono altri porti nei quali le stazioni marittime non esistono, ma nessuno se ne preoccupa. Pur non condividendo il fatto di dover spendere denari sostituendosi allo Stato, vorrei ricordare che ci sono realtà come ad esempio quella di Porto Torres, dove passano oltre un milione e duecentomila passeggeri ogni anno prive di una stazione marittima e questo non interessa a nessuno, neanche al Governo della Regione che comunque non è tenuta, ripeto, a sostituirsi a chi ha il dovere di provvedere. Nel caso di Oristano, invece, si ha la capacità e l'intelligenza illuminata di presentare un emendamento di questo tipo.

Io credo che questo discorso, e non c'è momento più favorevole se non quello della finanziaria, per allargare il raggio di intervento e di discussione, si doveva necessariamente portare all'attenzione dell'Aula in modo più preciso, e non come ha fatto la Giunta in questo momento; l'unica cosa che milita a suo favore è l'aver ritirato l'emendamento, ma ha commesso il torto di averlo presentato con una faciloneria unica. Questo ci fa rammentare qualche collega che ne presentava a centinaia, per non dire a migliaia, di emendamenti che poi però non riusciva neanche a illustrare in quanto erano, come proposte, prive di qualsiasi senso .

Questa è priva di senso. Prendo atto che anche in questa occasione la Giunta si è voluta far riconoscere e distinguere per un atteggiamento di superficialità che ormai riscontriamo ogni giorno e in ogni momento della discussione di questa finanziaria. Naturalmente l'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Riguardo agli emendamenti numero 18 e 65 che verranno, da quanto ho capito, sostituiti e integrati da un unico emendamento che presenterà l'Assessore, che giustamente ha precisato che l'intervento non può essere previsto per effetto della siccità, perché questa deve essere acclarata secondo le procedure di legge, io consiglierei di sostituire le parole "a causa del diniego", al primo comma, con "a causa della mancata erogazione causata dalla scarsità della riserva", perché il termine diniego si presta a tante interpretazioni. In parole povere autorizzerebbe l'erogazione dell'indennizzo anche nei casi in cui, ad esempio, l'enel rifiuti di concedere l'utilizzo per l'irrigazione dell'acqua di una diga, di cui ha la gestione, nonostante sia piena; ciò può diventare un precedente pericoloso, e costituire un alibi per i gestori della diga, che saprebbero che ogni qualvolta negano l'adduzione dell'acqua in condotta gli agricoltori possono comunque essere risarciti.

Propongo quindi sostituire la parola "diniego" con "della mancata erogazione o restrizione per carenza di provvista d'acqua", perché sarebbe più consono allo scopo dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Ho seguito l'intervento del collega Rassu, il quale parlava di un emendamento che dovrebbe presentare, io avevo capito che gli interventi previsti dagli emendamenti in discussione debbano essere riproposti in un collegato. Stiamo parlando di collegato, non di emendamento.

RASSU (F.I.-Sardegna). Sì, certo.

PRESIDENTE. E' stato presentato da parte della Giunta l'emendamento di sintesi degli emendamenti 17, 64, 18, 65, 106. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 17 (=64), 18 (=65), 106 GIUNTA REGIONALE

Cap. 03016

Voce 8 bis FNOL Tab. A

"Interventi vari in agricoltura"

2000 lire 10.000.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

Cap. 06245-02

Lire 5.000.000.000

Cap. 06281

Lire 5.000.000.000

(294)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio . L'emendamento tratta appunto di interventi vari in agricoltura con una dotazione complessiva di dieci miliardi. Non c'è aggiunta di risorse, ma si tratta di rimodulare la spesa all'interno dei capitoli dell'Assessorato dell'agricoltura in modo tale che possano trovare giusta risposta tutte le istanze che sono venute dai presentatori degli emendamenti sia della maggioranza che dell'opposizione.

PRESIDENTE. Quindi questo emendamento assorbendo gli emendamenti numero 17, 64, 65 e 106 di fatto prevede il loro ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.

Tunis MARCO (F.I.-Sardegna). L'emendamento dell'Assessore, signor Presidente, lo ritengo pertinente e fa proprie le osservazioni e le proposte di cui agli emendamenti che avevo presentato io come primo firmatario. Poiché anche Marrocu come primo firmatario degli stessi emendamenti ha già dichiarato di essere favorevole, anch'io dichiaro, in modo che venga messo agli atti, che l'emendamento numero 294 fa propri gli emendamenti da me presentati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

Falconi (D.S.-F.D.). Intervengo per ritirare l'emendamento numero 59 a seguito delle assicurazioni avute dalla Giunta sull'accordo di programma per la Sardegna centrale.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha la facoltà.

Cogodi (R.C.). Avrei voluto svolgere qualche considerazione sulla norma principale, cioè sui contributi ai consorzi di bonifica per l'abbattimento dei costi energetici. Rinuncio a svolgere compiutamente le argomentazioni che avrei voluto svolgere, non mancherà occasione. Accenno solo, fin d'ora, che bisognerà trovare modo, istruendo bene le proposte nelle Commissioni competenti, per venire a capo di un sistema che mi è sempre parso, ancora di più mi pare oggi perverso, con il quale la Regione eroga molti, troppi, miliardi attraverso i consorzi di bonifica, in nome degli agricoltori, all'ENEL. Questi undici miliardi infatti, si aggiungono ai tanti altri miliardi che vengono dati per abbattere il costo del sollevamento dell'acqua, cioè quel sistema per cui l'ENEL fa scendere l'acqua che è negli invasi, nelle dighe, producendo, in questo modo, energia elettrica, parte della quale viene riutilizzata per fare risalire l'acqua da erogare per l'irrigazione, i cui costi vengono fatti pagare alla Regione. Prima vengono fatti pagare ai consorzi di bonifica, i quali a loro volta li dovrebbero far pagare agli agricoltori, per cui alla fine paga la Regione in nome degli agricoltori ai consorzi di bonifica, in realtà all'ENEL. Con quale sistema, quali tariffe, quali controlli? Insomma, io mi limito solo a richiamare la questione. Così è, così rimane. Adesso non ho ragioni per illustrare alcuni criteri che, secondo me, sarebbero da consigliare, alcune modificazioni profonde nei rapporti tra Regione e consorzi di bonifica e soprattutto tra Regione e enel.

Colgo anche l'occasione per dire una parola sull'emendamento numero 259, quell'emendamento spurio, figlio di nessuno, che è strano nella sua configurazione, perché è intestato Giunta Regionale, porta la sigla, parrebbe, dell'Assessore del bilancio e della programmazione, non ha copertura finanziaria, è depositato non oggi ma il 24 di febbraio, ed è un emendamento che lascia allibiti. Non solo per le ragioni che ha esposto prima il collega Giacomo Sanna, cioè che si va a pensare ad una stazione marittima proprio nell'unico porto dove non ci sono passeggeri, cioè il porto di Oristano, ma soprattutto perché a pensare questo, non è stato, come può capitare, un consigliere regionale di Oristano che sollecitato, non dai passeggeri che non ci sono, ma dai passanti, ha voluto presentare l'emendamento pur nella consapevolezza che non serve a nulla, tuttavia l'ha presentato a soli fini elettoralistici…

(Interruzione del consigliere BIGGIO)

Presidente. Prego, onorevole Cogodi, prosegua.

cogodi (R.C.). Nessun consigliere regionale avrebbe mai potuto presentare un simile emendamento, perché ogni consigliere regionale, anche di Oristano, anche di un quartiere di Oristano che lo votasse col vincolo che chieda la stazione marittima nel porto di Oristano, quel consigliere regionale avrebbe saputo che esiste per esempio anche Porto Torres, che non ha stazione marittima, che tale richiesta solo per Oristano sarebbe stata una tale enormità, che non si sarebbe esposto a questo rischio. Io vorrei conoscere la ragione, a meno che non sia un refuso tipografico, a meno che non sia un errore, uno scherzo di Carnevale, che ha spinto l'Assessore della programmazione e del bilancio a presentare un emendamento di tal fatta, per altro senza copertura finanziaria, per costruire una stazione marittima, per un costo di cinque miliardi, nel porto di Oristano, essendo questa una Giunta che, mi pare, annoveri quale oristanese anche l'Assessore dei trasporti, che sicuramente sa che Porto Torres, che ne avrebbe bisogno, non ha stazione marittima mentre Oristano non se ne fa nulla, ma non è lui a proporlo alla Giunta, lo propone l'Assessore del bilancio e della programmazione. Il Consiglio lo riceve, e nel momento in cui si riceve una cartolina, come minimo sappiamo che uno è stato in viaggio da qualche parte. Da che parte avete viaggiato per mandarci questa cartolina? Cinque miliardi per fare una stazione marittima dove non ci sono passeggeri, senza copertura finanziaria, presentata dall'Assessore del bilancio e della programmazione! L'ora è tarda. Come si fa a non goderci....

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Ha agito peggio chi l'ha fatto proprio, non chi l'ha presentato.

COGODI (R.C.). Noi l'abbiamo fatto nostro perché siamo affezionati a questa proposta; è talmente singolare che, se poi volete, nel cuore della notte ce ne sono anche altre di cose singolari di cui parlare! Vedrete che, più andiamo avanti nei lavori, se voi volete protrarli fin verso l'alba, più ne troveremo. Vedo dagli interventi che fate, dagli emendamenti che avete elaborato che vi siete davvero sottoposti ad uno sforzo di elaborazione alta.

Giorgio, rispetto a quello fatto per il Consorzio industriale di Iglesias questo è un investimento ben maggiore; per quello si è stanziato un miliardo, in questo caso di miliardi se ne volevano stanziare cinque, e mica per comprare un terreno per il gassificatore perché ti dicono: "Sì, stanziamo il miliardo per acquistare il terreno ma non per il gassificatore". Questi sono gli scherzi che ti fanno quelli della tua maggioranza! Con questo emendamento addirittura dicono a te assessore, in Giunta, e te lo dice l'Assessore della programmazione e del bilancio: "Presento al Consiglio un emendamento per costruire la stazione marittima nel porto di Oristano ma senza soldi, senza copertura finanziaria, e senza passeggeri, perché Manunza non si offenda, perché Manunza, essendo l'Assessore dei trasporti, deve pur rispondere agli elettori di Oristano e dire: "Oh! Badate che oltre ai cavalli della Sartiglia, ad Oristano io, essendo l'Assessore dei trasporti, ho pensato anche alla stazione marittima, però quel disgraziato dell'Assessore della programmazione si è dimenticato di prevedere la copertura finanziaria, ha presentato una norma priva di finanziamento!". L'Assessore della programmazione tanto è di un'altra parte; poi, magari, essendo di un'altra parte, troveremo qualche altro emendamento su Arbatax, su qualche aeroporto da quelle parti. Facciamola finita! Non si fanno queste cose Non si dovrebbero fare, ma soprattutto, una Giunta che fosse davvero degna di tal nome, non dovrebbe non dico farle, non le dovrebbe neanche pensare queste cose, dovrebbe essere proibito pensarle!

Sicuramente, caro Presidente, non invidio la sua posizione. Lei avrà gloria, onori, riconoscimento per essere Presidente di questa Giunta e di questa maggioranza però, davvero, né sul piano personale né sul piano politico la sua posizione è comoda. Deve fare i conti con queste cose. Abbiamo fatto nostro questo emendamento perché non passasse del tutto inosservato, e perché serva di richiamo ai componenti della Giunta perché riflettano sul fatto che non stanno giocando e non hanno diritto di giocare, e che non possono pensare di fare gli aeroporti, i porti e le stazioni dove non servono. Hanno il diritto di avanzare al Consiglio regionale proposte serie, anche di parte se vogliono, però serie, fondate; perché così non è che non si fa buon governo, anche se voi vi siete denominati "Polo del buon governo", perché così non è che si fa buon governo, così non si ragiona neanche nel modo in cui la gente normale dovrebbe pensare.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La morale la faccia altrove!

COGODI (R.C.). Ho sentito che l'Assessore del bilancio, che bilancia tanto da non dare copertura finanziaria alla stazione marittima di Oristano, che l'Assessore della programmazione, che programma così lo sviluppo della Regione, ha detto di fare la morale altrove. Io ho il diritto e il dovere di farla qui questa morale. E' lei che deve fare le cose bene qua dentro! E' lei che non si può permettere di presentare emendamenti come questo, firmati da lei a nome della Giunta regionale senza copertura finanziaria, per fare un'opera di cinque miliardi in un luogo in cui tutti sanno che non è utile.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non prendo ordini da lei, né io né la Giunta. Ma chi si crede di essere!

COGODI (R.C.). Io non sto dando ordini, io sto svolgendo il mio intervento.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego di proseguire nel suo intervento. Assessore, lasci concludere l'onorevole Cogodi, per cortesia.

COGODI (R.C.). Ma perché se uno interviene ed espone il suo punto di vista c'è sempre qualcuno che ritiene che si stiamo dando ordini o che debba prendere ordini? Lei gli ordini li ha presi, purtroppo, dal suo collega Manunza, sbagliando, e ha creato un disordine, non un ordine! Perché questo emendamento è stato portato all'attenzione del Consiglio, e noi siamo costretti a leggere queste cose, e nel momento in cui siamo costretti a leggerle siamo anche costretti a pensare, e noi non vorremo pensare cose così pesanti, vorremmo pensare cose leggere; a quest'ora vorremmo andare a passeggio, ne avremmo anche il diritto dopo essere stati dodici ore qua dentro, e voi invece ci presentate emendamenti di questo tipo! L'abbiamo fatto nostro per questa ragione, se volete lo teniamo nostro e voi lo votate naturalmente, visto che l'avete pensato, ma siccome la ragione, l'obiettivo per cui lo spirito costruttivo e acuto del collega Giacomo Sanna ha ritenuto di introdurre questo argomento, è pure raggiunto, può essere che ve lo lasciamo, ve lo restituiamo se lo volete.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il tempo a sua disposizione è terminato.

COGODI (R.C.). E' finito adesso.

PRESIDENTE. Era scaduto anche prima.

COGODI (RC.). Quando sono stato interrotto non era ancora scaduto. Comunque, noi l'emendamento l'abbiamo fatto nostro, ma ora non ci serve più; se volete ve lo potete riprendere; ve lo lasciamo così come l'avete scritto e come l'avete presentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.-F.D.). Vorrei dire due parole solo sull'emendamento numero 294. Mi sembra un po' troppo generico intitolarlo "Interventi vari in agricoltura", verrei almeno l'assicurazione dell'Assessore che poi non saranno interventi vari, ma saranno finalizzati agli obiettivi indicati negli emendamenti, almeno per quanto mi riguarda, numeri 64, 65 e 106, cioè a ripagare i danni provocati dalla siccità, perché non abbiamo mai usato in questi casi il titolo "interventi vari" , anzi, in passato usavamo il termine "interventi urgenti".

L'altra raccomandazione che voglio fare riguarda l'aspetto finanziario. Le risorse sono poche. Io ribadisco all'Assessore Pittalis che a me risulta che l'ersat abbia quaranta miliardi di avanzi di amministrazione, e ritengo che sia vergognoso che un ente pubblico regionale, che già ci costa tanti di soldi, abbia delle risorse così ingenti immobilizzate. Se non le hanno impegnati in queste settimane tali risorse c'erano e in tal caso io penso che sia giusto recuperarle e utilizzarle in altro modo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha la facoltà.

CONTU (C.C.D.). Rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Intervengo brevemente solo per apprezzare l'intervento dell'onorevole Cogodi in relazione agli aspetti relativi ai contributi da erogare ai consorzi di bonifica, perché avrebbe potuto argomentare e invece ha rinviato le sue osservazioni a migliore occasione. Però, io sullo stesso argomento, e cioè il problema dei costi dell'acqua, verrei spendere due parole. Io vorrei, se fosse possibile, poter fare una riflessione su quanto costa a metro cubo l'acqua, perché in relazione all'uso che se ne fa, è chiaro che i costi diventano non più, dal punto di vista economico, sostenibili; cioè l'uso per l'agricoltura può reggere costi di trenta lire a metro cubo, l'uso per l'industria può reggere costi sino a cinquanta lire a metro cubo, l'uso idropotabile può reggere costi un poco più elevati, ottanta o cento lire, per cui per via del fatto che noi oltre a produrre acqua in quanto la invasiamo e ad un costo che tutti possiamo immaginare, dobbiamo aggiungere undici miliardi, e questo lo stiamo facendo da diversi anni, sarebbe importante capire di quell'acqua o di quel tipo di risorsa idrica che uso se ne fa, perché diventerebbe, automaticamente, assolutamente antieconomico dover gestire risorse idriche ad un costo con il quale non avrebbero assolutamente mercato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Io penso che sia accoglibile la richiesta formulata dall'onorevole Marrocu per quanto riguarda la variazione delle parole "interventi vari" in "interventi urgenti" nel campo dell'agricoltura.

Per quanto riguarda la copertura finanziaria, poiché siamo in presenza di danni non stimabili in questa fase, ritengo che siano sufficienti le risorse che sono state indicate, per cui chiedo che vengano ritirati gli emendamenti di contenuto analogo e che venga approvata questa indicazione. Per quanto riguarda poi l'intervento dell'onorevole Dettori, che mi sembra molto pertinente, circa il costo dell'acqua, per garantire quella trasparenza che deve esserci su interventi come questo, assumo l'impegno di verificare qual è la differenza dei costi nei vari consorzi di bonifica e portarla in quest'Aula, mettendola in correlazione ad eventuali fonti di approvvigionamento e, così come indicato anche da qualche altro intervento, alle restrizioni e alle stime finanziarie fatte da enti come l'ENEL, che dovrebbero concorrere all'erogazione, sia per fini utili all'agricoltura sia per fini idropotabili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Io mi rendo conto che parlare a quest'ora è difficile, soprattutto quando si avverte un clima diffuso, finalizzato solo ed esclusivamente a chiudere quanto prima, però vi sono alcune questioni che ci impongono di sottolineare alcuni aspetti e, ripeto, che una materia come questa avrebbe meritato miglior sorte nella discussione in Consiglio, per cui alcune considerazioni ulteriori, anche in modo schematico, ritengo utile portarle all'attenzione dell'Aula.

In merito alla visita del Ministro, Assessore, sinceramente se le cose stanno nei termini da lei riferiti, io non andrei all'incontro, e riterrei che proprio per il ruolo che lei ricopre e a tutela dell'istituzione che rappresenta, non dovrebbe accettare di andare a cena con nessuno - lo dico con estrema franchezza - anche perché - mi rivolgo all'Assessore in quanto rappresentante di un'istituzione - l'Assessore si è incontrato con il Ministro nei giorni scorsi; il Ministro ha promesso all'Assessore che avrebbe fatto una visita in Sardegna, penso e mi auguro per discutere dei problemi dell'agricoltura; poi la visita si traduce in una sorta di beffa, in un giro, mi auguro che non sia solo turistico, nel corso del quale tra i tanti impegni si parlerà anche con l'Assessore all'agricoltura dei problemi dell'agricoltura sarda. Io sinceramente ritengo, ripeto, un comportamento di questo tipo inaccettabile, oltreché inaudito.

(Interruzione del consigliere Biggio)

Biggio, te l'ho detto la volta scorsa, quando faremo la prossima dimostrazione, visto che sai suonare, sarai tra i primi ad essere contattato per suonare la grancassa.

Dicevo che io riterrei, proprio per difendere il decoro dell'istituzione che lei rappresenta, che non può essere accettato un rapporto di questo tipo, soprattutto in un momento e in una situazione così difficili per l'agricoltura sarda. Mi auguro anche che davvero gli agricoltori capiscano, e in quell'occasione raccolgono il consiglio dell'onorevole Biggio e magari vadano lì a manifestare, e farebbero bene, dopo le decisioni che si stanno adottando in questo Consiglio.

(Interruzione del consigliere Biggio)

PRESIDENTE. Onorevole Biggio, lasci concludere l'onorevole Ortu.

BIGGIO (A.N.). Non sta parlando di argomenti all'ordine del giorno.

ORTU (R.C.). Ma lei cosa capisce di ordine del giorno! Io sto parlando dei problemi dell'agricoltura e del Ministro dell'agricoltura che sarà in Sardegna lunedì, onorevole Biggio, e lei non ha il diritto di interrompermi!

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, lasci presiedere me.

(Interruzioni)

ORTU (R.C.). Presidente, io voglio avere il diritto di parlare senza sentire la grancassa.

Presidente. Onorevole Biggio, la prego di lasciar svolgere l'intervento all'onorevole Ortu.

ORTU (R.C.). E se non le dispiace parlo anche da marxista.

Dicevo, se mi è consentito, che io eviterei, di incontrare il Ministro perché riterrei non decoroso discutere dei problemi dell'agricoltura sarda in questo modo. Voglio anche dire che condivido le considerazioni fatte...

(Interruzione)

ORTU (R.C.). Adesso ci si mette anche l'onorevole Corda?

Presidente. Onorevole Ortu, lei prosegua il suo intervento.

ORTU (R.C.). No, io proseguo quando sarò in condizioni di poter proseguire.

PRESIDENTE. Lei è in condizioni di proseguire senza interrompersi continuamente. Ho già richiamato i colleghi a far silenzio, lei prosegua, per cortesia.

ORTU (R.C.). Dicevo che condivido le considerazioni dell'onorevole Marrocu, anche perché sono anch'io firmatario dell'emendamento numero 64 e dell'emendamento numero 65. Ritengo che il problema posto in quegli emendamenti sia un problema delicato. Siamo ben lontani, in Sardegna, dall'avere costi dell'acqua, anche per uso irriguo, che siano compatibili con l'agricoltura e, tanto meno, con il mercato; tuttavia, se vogliamo salvare quel poco che rimane dell'agricoltura, e soprattutto dell'agricoltura irrigua, in attesa di operare un risanamento più complessivo, di cui si è parlato tanto nel corso di questi decenni, io sono del parere che a pagare non debbano essere gli agricoltori, per cui l'intervento lo riterrei non solo necessario ma anche dovuto.

Prendo in parola l'Assessore per quanto riguardo gli stanziamenti; lei indicava due capitoli, ci daremo appuntamento, per verificare la coerenza con gli stanziamenti che noi proponiamo, al momento in cui discuteremo del bilancio e dei relativi capitoli. Io, Assessore, vorrei poter cogliere la disponibilità e la volontà da lei manifestate, perché sinceramente ritengo che l'obiettivo che noi abbiamo voluto e che vogliamo perseguire con l'emendamento abbia una finalità più che legittima oltre che giusta, perché si tratta di una questione di giustizia.

Nel merito, invece, della norma, condivido le perplessità che ha espresso l'onorevole Marrocu per quanto riguarda la materia degli emendamenti 64 e 65. Sinceramente sono in qualche misura meravigliato del fatto che gli uffici, sulle procedure, esprimano pareri che in qualche misura spesso contrastano con gli atti. Io mi sono richiamato ad una norma, che è del 1996, che, tra l'altro, introduceva un concetto di risanamento. Mi sono anche premunito di raccogliere tutto il materiale relativo ai pareri espressi dall'Unione Europea, e se andiamo a leggere le direttive che sono richiamate nel parere espresso sulla legge numero 44 e sugli altri provvedimenti che in sede comunitaria sono stati inficiati, se andiamo a richiamare le direttive, cioè gli orientamenti che l'Unione Europea suggerisce, l'articolo 12 della legge del '96 è tutto dentro quegli orientamenti, perché l'Unione Europea sconsiglia interventi casuali e a pioggia e stabilisce che se ci sono problemi che derivano da condizioni oggettive, quali sono le calamità naturali, si percorra la strada del risanamento, cioè della ricollocazione all'interno del mercato delle aziende, quindi si operino le necessarie ristrutturazioni dal punto di vista delle strutture aziendali, ma anche gli eventuali risanamenti finanziari che sono necessari per ricollocare le aziende nel mercato.

Ebbene, l'articolo 12 della legge del '96 fu contrattato dalle organizzazioni e dalle Confederazioni agricole sarde dandogli quell'obiettivo e sulla base di ciò fu accolto in sede comunitaria, con la previsione del piano di risanamento. Tra l'altro quella norma stanziava anche somme consistenti con le quali si è potuto procedere ad prima cernita delle pratiche arretrate che erano giacenti presso gli Ispettorati agrari.

Quella norma, cioè la norma contenuta nell'articolo 12 della legge del 96 non è stata, o perlomeno non risulta richiamata in questi atti, quindi non capisco perché non possa essere utilizzata per chiudere quell'operazione che secondo me è dovuta nei confronti degli agricoltori sardi. E lei sa, tra l'altro, che una parte degli agricoltori si sta orientando, giustamente forse, anche a citare in giudizio la stessa amministrazione regionale perché di fronte a provvedimenti dai quali nascono diritti acquisiti, perché un nulla osta , essendo equivalente ad un impegno di finanziamento da parte della Regione, fa nascere un diritto, chiaro è che questo impegno non poteva essere disatteso dall'amministrazione regionale. Non so poi quali potranno essere gli effetti di questa scelta e come eventualmente la Regione sarà in grado di gestirli e che cosa ne penserà l'Unione Europea. Io sono convinto che quanto prima questo capitolo può essere chiuso tanto meglio è.

Per onore della verità vorrei dire che le norme della legge 44, che sono oggetto della discussione che è apparsa nella stampa in questi giorni, sono state attivate da una legge del 1992. Lascio in sospeso e lascio alla curiosità di qualcuno qui andare a verificare chi era il Presidente e come era composta la Giunta di quei tempi.

Presidente. Procediamo ora alla votazione dell'articolo 14 bis.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Va ricordato che la Giunta non si è espressa contro l'emendamento di cui parlava il collega Ortu. Ha semmai detto che occorre rivederlo in altra sede, e non in questa sede. Qui si continua a modificare artatamente le volontà che vengono dichiarate. Allora, io voterò contro quell'emendamento in attesa che venga ripreso l'argomento in altra sede e con altri provvedimenti.

Presidente. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 14 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 294, che assorbe gli emendamenti numero 17, 64, 18, 65 e 106. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 215. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 214, che è l'emendamento che abbiamo spostato su questo articolo dall'articolo 10 bis.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo molto brevemente. Non abbiamo illustrato l'emendamento in quanto era già stato illustrato, ma voglio fare una sola considerazione, rivolta soprattutto all'Assessore della programmazione, nel senso che nel suo intervento, per motivare il parere negativo su questo emendamento ha affermato che 2 miliardi per 387 comuni corrispondono a poche lire a comune. E' vero Assessore, e a me dispiace che in questo momento non ci sia l'Assessore dei lavori pubblici, che meglio potrebbe entrare nell'argomento, però voglio ricordare all'Aula che analogo emendamento con il medesimo stanziamento è già stato approvato altre volte da questo Consiglio e che non riguarda 387 comuni, ma riguarda una cinquantina di comuni, per cui lo stanziamento per ogni comune sarebbe di circa 50 milioni, che corrisponde esattamente al 10 per cento del costo della risorsa idrica. Io lascio a lei le considerazioni. Se non siete pronti a esaminarlo e a esprimere un giudizio compiuto io posso anche ritirare l'emendamento e semmai ne riparliamo in sede di esame dell'assestamento di bilancio, però ritengo che la materia sia seria e vada approfondita.

Presidente. Poiché nessun altro domanda di parlare, essendo stato ritirato l'emendamento numero 214, possiamo concludere i nostri lavori.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Presidente, l'intervento mio e anche dei colleghi questo pomeriggio era finalizzato a far capire - senza nessun atto di arroganza nei confronti di nessuno, perché non vorrei che qualcuno si offendesse - che la maggioranza ha la necessità di approvare rapidamente la manovra finanziaria. Siamo arrivati all'articolo 14 bis e dobbiamo arrivare all'articolo 32, mi pare, più gli emendamenti. Se fossero valide le dichiarazioni dei colleghi, e non ho dubbi che lo siano, dovremmo arrivare, entro domani pomeriggio, ad esaminare diciotto articoli più gli emendamenti. Ora, nonostante la manifestazione di buona volontà fatta in ottima fede dai colleghi del centrosinistra, mi pare che in ogni caso sia difficile, se non impossibile, esaurire per le 15 o le 16 di domani l'esame della finanziaria.

Allora, io le chiederei, Presidente, di proseguire la seduta. Tra le altre cose, era stato deciso in Conferenza dei Capigruppo, che, ove fosse stato necessario, avremmo tenuto anche delle sedute notturne. Siccome io ho la memoria abbastanza lunga, ricordo ai miei amici del centrosinistra che nella passata legislatura, quando il nostro caro collega Desiderio Casu aveva il ruolo che ha adesso qualcuno del centrosinistra, noi abbiamo terminato ad ore antelucane, alle 3 e persino alle 4 del mattino.

Non comprendo questa improvvisa pigrizia, tra virgolette, da parte dei nostri colleghi nel momento in cui sono all'opposizione. Quindi io, Presidente, le chiedo cortesemente, capisco la stanchezza, capisco tutto, di voler proseguire la seduta per consentire di andare avanti col nostro lavoro. Non è una provocazione, è soltanto la richiesta di maggiore efficienza e funzionalità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Io confermo la volontà di approvare la finanziaria entro domani proseguendo i lavori ad oltranza, con una breve interruzione per il pasto, se ce ne fosse bisogno. Il collega Usai parlava delle 15, se non saranno le 15 saranno le 17, non cambia di una virgola, se non saranno le 17 e saranno le 18 non cambia una virgola ugualmente, domani l'approviamo. Questa è la posizione che noi abbiamo assunto anche questa mattina, che stiamo confermando e che ritengo risponda alle esigenze politiche che noi abbiamo. Altro tipo di impostazione non è consigliabile; ormai ci conosciamo e sappiamo come si possono affrontare questi argomenti. Quindi io confermo la posizione che abbiamo assunto e che abbiamo comunicato. Questa sera noi abbiamo lavorato sino ad ora, se abbiamo perso un po' di tempo, sappiamo come è stato perso, non è questo che si vuole discutere, ma manteniamo i rapporti così come li abbiamo impostati che è consigliabile per tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Io non ho motivo di dubitare di quanto ha detto l'onorevole Selis e di quanto ha confermato l'onorevole Cugini, vorrei però che analoga conferma venisse da parte di tutti i Gruppi, perché nonostante gli impegni assunti, ci sono dei Gruppi, anche minoritari, in questo Consiglio, che parlano....

ORTU (R.C.). Due ore ha perso la sua maggioranza!

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. No, no, mi dispiace, lasci perdere la maggioranza. Se c'è un accordo dei Gruppi, noi manteniamo fermi tutti gli impegni che abbiamo assunto, non solo questi.

Cogodi (R.C.). Siccome è del tutto chiaro ed evidente il messaggio e il destinatario del messaggio, essendo noi un Gruppo minoritario, però serio, non solo confermiamo, ma siamo gli antesignani di questa proposta. Fin dal primo pomeriggio, in tutte le riunioni che abbiamo fatto e questo prima ancora dell'interruzione con la quale abbiamo deciso di autoregolarci e di autolimitarci nel nostro diritto di intervento, perché stasera la gran parte del tempo l'avete utilizzata voi discutendo del lotto intercluso per il gassificatore e con tutto il resto delle cose che sono venute fuori sul piano politico e su cui si ci sarà modo di tornare.

Noi però, grandi o piccoli che siamo, maggioritari o minoritari che siamo, abbiamo chiesto una cosa che per noi è seria e non è mediabile e per quel che ci riguarda la riconfermiamo, abbiamo chiesto che tutti rispettino i patti, e che quindi volevamo la garanzia, l'assicurazione, la parola della Giunta e del Presidente della Giunta, che domani si sarebbe proceduto innanzitutto all'elezione suppletiva del componente del Consiglio di amministrazione dell'ARST che si è dimesso. Questo abbiamo detto. Lei ha dato una assicurazione che abbiamo colto, abbiamo capito essere in questa direzione e in questo senso, quindi immaginiamo ancora sia tale, se non dovesse essere così ci spieghi che non è così, cioè che domattina si procederà a tale elezione in cinque minuti perché è una nomina vostra, da fare anticipando di cinque minuti la riunione del Consiglio; poi si tornerà alla discussione della legge finanziaria che nei tempi che avevamo ipotizzato, cioè entro la giornata di domani, per quanto ci riguarda, può essere interamente trattata. Più chiaramente di così io non so cosa dire, ma non è che diciamo queste cose adesso, le abbiamo dette nel corso di tutto questo tempo.

PRESIDENTE. Io credo che, sentite le assicurazioni, ma soprattutto constatato il fatto che la stanchezza sta prevalendo dato che abbiamo lavorato ininterrottamente per l'intera giornata, la seduta possa essere conclusa qui ed aggiornata a domani, alle 9 e 30, per la votazione all'ordine del giorno di cui abbiamo parlato stamattina e di cui ho dato comunicazione al Consiglio. Registro altresì l'impegno dei Gruppi a concludere la discussione sulla legge finanziaria entro la giornata di domani, nel primo pomeriggio o nel tardo pomeriggio, comunque entro domani.

La seduta è tolta alle ore 23 e 01.


[SP1] Verificare il numero dell'emendamento.