Seduta n.240 del 09/05/2002 

CCXL Seduta

Giovedì 9 Maggio 2002

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 16 e 11.

RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 23 aprile 2002 (234), che è approvato.

Assenza per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che l'Assessore dei lavori pubblici, Silvestro Ladu, è assente nella seduta pomeridiana del 9 maggio 2002, in quanto fuori sede per motivi istituzionali.

Continuazione della discussione dell'articolato e approvazione del disegno di legge: "Agevolazioni contributive alle imprese nel comparto del commercio" (213/A)

PRESIDENTE. Voglio ricordare che è all'ordine del giorno il disegno di legge 213/A la cui discussione prosegue con la votazione dell'articolo 6.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Naturalmente intervengo per esprimere il mio voto favorevole sull'articolo 6, nella considerazione che questo articolo, per la sua formulazione e per gli argomenti che considera, è fortemente positivo perché forse per la prima volta viene inserito in una legge il vincolo di destinazione relativo all'utilizzo delle somme che sono state erogate come agevolazioni attraverso la legge. Spesso in passato, invece, si è assistito all'utilizzo delle somme ricevute per scopi diversi da quelli per i quali erano state ottenute per cui si è anche verificato che beni immobili realizzati grazie ai finanziamenti ottenuti, siano stati poi venduti, anche con fenomeni speculativi riprovevoli da parte di coloro i quali li hanno fatti costruire, aggirando la legge. Ed è anche importante che questo vincolo di destinazione sia stato fissato per un periodo di tempo congruo, perché la previsione del quinquennio rispetta appieno questa esigenza che con l'articolo 6 della legge si è inteso soddisfare.

Non mi sembra invece altrettanto corretto, per quanto ovviamente questo fatto non sia emerso durante la discussione generale, ma io pur non condividendo questo aspetto voterò a favore, prevedere, nei confronti dei commercianti beneficiari delle agevolazioni, laddove si dovesse verificare la deprecata ipotesi prevista dal primo comma, e cioè la mancanza del rispetto del vincolo, l'obbligo della restituzione delle somme indebitamente percette, così definite non perché si siano riscosse in maniera non lecita, ma proprio per la mancanza del rispetto del vincolo.

Ci sono due aspetti sotto questo profilo che a mio avviso avrebbero meritato un maggiore approfondimento; il primo è rappresentato dal fatto che il parametro di riferimento per la restituzione delle somme sia ancorato al tasso ufficiale di sconto vigente nel momento in cui avviene il rimborso, questo criterio potrebbe dar luogo a indebiti arricchimenti da parte dell'amministrazione o da parte dello stesso beneficiario perché nel corso del periodo di indebito utilizzo delle agevolazioni, i tassi ufficiali di sconto possono subire delle modifiche e conseguentemente sarebbe stato più appropriato fare riferimento al tasso medio ponderato vigente nel periodo in cui si è beneficiato dell'agevolazione finanziaria, che poi si è rivelata impropria o non spettante. Allo stesso modo mi appare eccessiva la maggiorazione dei quattro punti rispetto al tasso individuato. Capita molto spesso, e a ragione, che in quest'Aula si considerino vessatori i comportamenti delle banche nell'applicare i tassi di mora per le inadempienze da parte dei soggetti che hanno beneficiato dei prestiti o dei mutui, però nel momento in cui noi applichiamo quattro punti di penalizzazione, forse ci stiamo comportando anche peggio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.- Sardegna). Signor Presidente, ritengo positiva questa legge, malgrado tutte le sue limitazioni, che derivano dalla struttura stessa del provvedimento, che riguarda per l'appunto interventi entro il regime del de minimis, per cui posso anche capire l'intervento del collega Gian Valerio Sanna che dice che non è giusto limitarsi e minimizzare un provvedimento di questa portata, che potrebbe invece dare ossigeno a tutto un comparto che, di fatto, attualmente, in questi mesi è rimasto privo di incentivi e regolamentazione, ma comunque sia lo spirito stesso e la struttura del provvedimento, bisogna rimarcarlo ancora, si identifica nella incentivazione entro la quota prevista dalla normativa sul de minimis. Quindi, con tutta la buona volontà, con questo provvedimento non possiamo se non prendere atto e tener conto della realtà dei fatti, sino a che, appunto, non sarà completato in Commissione ed in Aula l'iter della legge quadro sul commercio.

Dico questo non per avere una scusante noi come Commissione, né tanto meno come maggioranza, ma se non altro perché bisogna essere oltre che attenti, anche un po' obiettivi, e non dimenticare che il decreto Bersani attendeva di essere recepito da parte del Consiglio regionale, sin dal lontano 1997. Una volta portato in Commissione, non è stato possibile esitarlo in tempi brevi data la sua complessità, peraltro in questo periodo, nonostante si siano dovute affrontare emergenze su emergenze che si sono verificate in altri settori, si è fatto di tutto per poterlo esitare.

La riforma del titolo quinto della Costituzione ha imposto un alt, seppur momentaneo, a questo disegno di legge. Di fatto non abbiamo potuto completarne l'iter, nonostante fosse già in dirittura d'arrivo, essendo necessario introdurre ulteriori modifiche al testo elaborato dalla Commissione, pertanto la Gounta ha pensato bene di dotare il comparto del commercio di una normativa che, se non altro, potesse venire incontro a quelle che erano le esigenze delle piccole imprese commerciali.

Questo è ciò di cui stiamo discutendo, niente di più; possiamo chiamarlo un palliativo, ma non è neanche così, perché la normativa in esame recepisce tante istanze, per cui si dà veramente a questo comparto, oggi come oggi, una boccata d'ossigeno, si dà a questo comparto una risposta che è attesa da anni, si dà a questo comparto nuovamente la possibilità di investire, la possibilità di realizzare, la possibilità di concretizzare i progetti che le varie piccole imprese possono e debbono portare avanti. Tutto qui; non si vuole enfatizzare niente, si vuole solo approvare un provvedimento atteso, un provvedimento richiesto, un provvedimento a cui le rappresentanze di categoria, che anche stamattina erano presenti in aula, danno una importanza vitale per il comparto, lasciando gli interventi di carattere generale all'approvazione, spero presto, della normativa generale sul commercio in Sardegna.

Ecco perché dichiaro il mio voto favorevole sull'articolo 6, sperando che il Consiglio prenda atto di questo e faccia altrettanto.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Vorrei fare una brevissima dichiarazione di voto sull'emendamento numero 7, che può valere anche per gli emendamenti successivi che noi abbiamo presentato, e sui quali la gran parte dei consiglieri della maggioranza che sono intervenuti si sono rimessi all'Aula, quindi non opponendosi sostanzialmente, così come ha fatto la stessa Giunta regionale che così facendo non ha espresso un parere contrario. Noi riteniamo che l'Aula, non vincolata in tal modo da opinione preventiva di maggioranza, possa liberamente e utilmente votare a favore di questi emendamenti che in buona sostanza reintroducono nel testo della legge le norme originarie che la stessa Giunta regionale aveva proposto.

Gli argomenti che sono stati addotti per ritenere, dal punto di vista dell'istruttoria in Commissione, di espungere i contributi all'associazionismo nel commercio, sono quelli che sono stati esposti stamane, ma sono argomenti autolesionisti, sono argomenti che, come dire, non sono validi; ma meno male che non sono validi, perché si è arrivato a dire che siccome i finanziamenti a sostegno di questa legge sono esigui, bisogna diminuire la platea degli eventuali utilizzatori, così meno soggetti eventualmente richiedenti prevediamo e più rimane qualcosa ai singoli, cioè, che potrebbero richiedere.

Non è una giustificazione, è una motivazione illogica, contraddittoria. Voi stessi dite che questa non è una grande legge, non dite neppure una leggina, dite che è comunque una legge che intanto vuole fare qualcosa per il settore; qualcuno ha detto che è una legge tampone: cosa c'è da tamponare? Se lo fosse sarebbe competenza non dell'Assessore del commercio, sarebbe di competenza dell'assessore Oppi, dell'Assessore della sanità, o parasanità, i tamponi non fanno parte del commercio, poi c'è anche chi vende tamponi. Ma questa è una legge che indica provvidenze in favore delle attività commerciali e degli esercenti le attività commerciali; è comunque una legge.

Non è la legge quadro, dite voi, perché la legge quadro la faremo. Dopo tre anni di governo, non ho capito quando la farete questa legge quadro; neanche la cornice, non solo il quadro non si vede delineato. Però voi dite: "Ci siamo da tre anni, non ci è bastato il tempo". Dite: "Anche per il recepimento del provvedimento Bersani, noi " - cioè voi della maggioranza, soprattutto la Giunta - " non abbiamo nessuna responsabilità perché noi l'abbiamo proposto al Consiglio e la Commissione non l'ha ancora istruito". Ma voi sapete perché le Commissioni non istruiscono i provvedimenti? Perché voi maggioranza non ci andate, perché voi avete preteso in modo ingordo di avere la presidenza di tutte le Commissioni, da ultimo non siete riusciti ad avere la presidenza di una Commissione perché lo stesso giorno in cui davate la sfiducia ad un presidente di Commissione che non è della maggioranza, quattro Commissioni consiliari andavano deserte e i vostri presidenti erano lì soli come cani perché la vostra maggioranza non era presente, perché avete maggioranze risicate nelle diverse Commissioni. E se le Commissioni dove voi non riuscite a garantire la maggioranza, e nelle quali però in modo ingordo volete esprimere tutte le presidenze, e quindi vi dovete distribuire in modo qualche volta anche illogico, non istruiscono i provvedimenti della maggioranza che c'entra il Consiglio, ma soprattutto che c'entra l'opposizione? Siete voi, maggioranza, incapaci di soddisfare le esigenze del governo; non è che la Giunta possa dire: "Io sono il governo della Regione, legittimato da una maggioranza del Consiglio, però poi la maggioranza del Consiglio non mi riguarda". No, ti riguarda, perché se la tua maggioranza non c'è, non risponde...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi permetta di ricordarle che stiamo facendo dichiarazioni di voto.

COGODI (R.C.). Non c'è bisogno, ce l'ho ben presente che sto facendo la dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Le argomentazioni che lei sta portando mi paiono poco attinenti alla dichiarazione del voto.

COGODI (R.C.). A lei pare, ma lei corre, lei ipotizza. Io concludendo posso dire che quello che dico è attinente, perché in questo caso si è verificata un'anomalia perché si suppone che una proposta di un governo sia confortata dalla sua maggioranza, poi invece quella maggioranza in Commissione si contraddice ed espunge una parte importante del provvedimento, successivamente in Consiglio sugli emendamenti aggiuntivi che la ripropongono si rimette all'Aula, quindi si intende che quella parte importante di provvedimento deve essere recuperata per completare almeno, seppure in modo limitato, il quadro normativo.

Rimane la debolezza del sostegno finanziario, che rimane limitato anche con l'ordine del giorno con cui si chiedono 20 miliardi, ma quella debolezza…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi. Ha bisogno di un secondo per concludere? Un secondo per concludere, la prego.

COGODI (R.C.). Mi lasci concludere la frase, come la concludono tutti e come lei a tutti consente di fare, anche recuperando l'interruzione sua di prima e l'emozione che mi ha creato, perché l'interruzione non solo fa perdere tempo ma provoca anche un turbamento dell'animo, e poi ci vuole un po' a riprendere il filo del ragionamento.

Per cui, davvero concludendo, dico questo: sui punti di merito avremo modo di tornare nel prosieguo dell'esame del provvedimento, se però al provvedimento viene restituita in qualche modo una sua integrità, almeno quella del testo originario all'esame della Commissione, riacquista con gli emendamenti già approvati prima una sua dignità, una sua logica e una sua organicità. Ecco perché mi pare che, senza grandi patemi d'animo, non c'è nulla di sconvolgente, si ripropone esattamente quel testo che originariamente la stessa Giunta proponeva, possano essere approvati l'emendamento numero 7 e i successivi, che ridanno maggior ordine e completezza a questo provvedimento.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la ringrazio e mi scusi se ho toccato la sua sensibilità. Non era mia intenzione metterla in difficoltà-.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento numero 7, non per contraddire il collega Cogodi, voglio solo dire questo: è vero che in questi ultimi mesi la Commissione non ha potuto lavorare alla legge di recepimento del decreto Bersani, ma non ha potuto lavorare perché noi da gennaio sino ad un mese fa siamo stati impegnati nella discussione della manovra finanziaria, tutto il Consiglio, per cui nessuna Commissione, tanto meno la sesta Commissione, ha potuto riunirsi per esaminare tutti i progetti di legge giacenti.

Questo è un dato di fatto obiettivo; che sia colpa della maggioranza non lo metto in dubbio, che sia colpa di chi è colpa, non voglio ora fare il processo alle intenzioni, ma questo è un dato di fatto ed è vero.

SECCI (Popolari-P.S.). Di chi è colpa, onorevole Rassu?

RASSU (F.I.-Sardegna). Ognuno si faccia il proprio esame di coscienza e dica se è al servizio dei partiti o al servizio della Sardegna, è tutto qui il problema. Poi la maggioranza ha il proprio ruolo e c'è un ruolo legittimo della minoranza, però la verità è questa.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 7, sul quale dichiaro il mio voto contrario, così come sugli altri, abbiamo già precisato che non si può limitare l'intervento previsto dalla legge al solo contributo in conto capitale, né tanto meno si può allargare questo provvedimento, nonostante preveda finanziamenti limitati alla quota de minimis, così come dice l'emendamento numero 8 e così come dice l'emendamento numero 9, ad altre realtà che non hanno niente a che fare con le piccole e piccolissime imprese. Tutto qui, poi, sarà nostra cura, nostro onere, nostro dovere, portare avanti la legge quadro del commercio in Sardegna, la responsabilità sarà sempre nostra, però oggi atteniamoci - e con questo non voglio minimizzare niente, mi consenta il collega Gian Valerio Sanna, né tanto meno limitare le intelligenze dei consiglieri regionali - allo spirito di questo provvedimento che, ho ammesso anch'io, può essere anche considerato un provvedimento tampone, ma in questo momento è indispensabile e necessario alle piccole imprese commerciali, e che non può assolutamente limitarsi, come dice l'emendamento numero 7, solo all'erogazione dei contributi in conto capitale, ma deve giustamente prevedere anche il contributo in conto interessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri ORTU, MANCA, PUSCEDDU, DEMURU, PINNA, COGODI, SPISSU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 7.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - COGODI - DEIANA - DEMURU - FADDA - GIAGU - GRANELLA - MANCA - ORTU - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA -DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU -PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 17

contrari 32

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento 8.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Avevamo ragione evidentemente già stamani quando dicevamo che il rimettersi all'Aula era segno di un atteggiamento del tutto pilatesco, non piratesco questa volta, pilatesco, sia da parte della Giunta e dell'Assessore, sia da parte del Presidente della Commissione; la maggioranza, seppure a ranghi ridotti, quando si tratta di votare contro il buon senso è tutta compatta come una falange macedone e, proprio perché il voto era voto di coscienza, immaginate se avete una coscienza tutta uguale fra di voi, se coscienza avete!

La verità è che quando si tratta, in questo Consiglio, di approvare leggi che hanno un loro significato e valore oltre il soldo, tutto ciò che travalica l'aspetto meramente finanziario e contributivo per voi è disvalore. Noi abbiamo detto dall'inizio che questa legge è debole perché ha poca provvista finanziaria. Vi abbiamo detto alcune volte, e bisogna però che lo comprendiate e che sia noto all'opinione pubblica, che quando farete fra qualche ora, quando la legge sarà approvata, i grandi proclami, e l'Assessore farà la conferenza stampa, e il presidente Pili farà la conferenza stampa - Pili che in Consiglio non c'è mai, però sicuramente la conferenza stampa la farà per i commercianti, e dirà che verranno accelerate tutte le procedure di apertura delle nuove botteghe, e così faranno la maggioranza, e il presidente della Commissione Rassu - a quel punto voi dovrete dire la verità.

Dovete dire che con questa legge state destinando meno di cento milioni per comune della Sardegna, in tre anni: trenta milioni all'anno per ammodernare la rete distributiva di tutta la Sardegna; non sono disponibili più di trenta milioni all'anno per ogni comune, ivi compreso il comune di Cagliari, e con trenta milioni credo che tutti i bottegai dei quartieri di Cagliari avranno molto da ammodernare, se li utilizzano per comprare caramelle non ne tocca manco una a ciascuno di loro. Però voi direte che avete approvato una grande legge sul commercio, mentre proprio questa parte che era la parte più qualificante, grazie alla quale il finanziamento si traduceva anche in qualità, voi questa la bocciate. Avete bocciato l'emendamento numero 7, l'emendamento numero 8 ripropone il contenuto dell'articolo 8. Cosa diceva l'articolo 8, che voi volete eliminare dalla legge? Che per rendere migliore e più fruibile l'attività commerciale, quindi in funzione del commerciante, ma anche in funzione dell'utente, e non solo dell'utente compratore, ma anche di chi abita, vive il paese, il quartiere della città, o la strada dove c'è il negozietto, queste provvidenze, speriamo queste ed altre che si potranno aggiungere, sarebbero state utilizzabili anche per rivitalizzare i centri urbani, per creare cioè le strade a vocazione commerciale, per dotare di servizi comuni quei luoghi dove ci sono più negozi, anche con la creazione dei baby parking, perché la donna che fa la spesa se ha il bambino non debba pagare la bambinaia o la baby sitter perché poi spende più per la baby sitter che non per la spesa, o spende due volte. Quindi un servizio di accoglienza dei bambini per mezzora, il tempo della spesa, aiuta il consumatore, aiuta anche il venditore e può essere anche un servizio comune in una strada commerciale dove queste attività si possono svolgere; così come più operatori commerciali possono operare ricerche per avere più informazione sull'accesso al credito, che non è solo garantito da questa legge o leggina, ma dal sistema del credito nel settore del commercio, informazioni sulla composizione delle tipologie e quant'altro previsto dall'articolo 8. Tutto questo costa poco e dà molto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, la nostra dichiarazione di voto è ovviamente favorevole per coerenza con quello che abbiamo detto, ed anche perché vogliamo stigmatizzare in maniera evidente il comportamento contradditorio della maggioranza e della Commissione, che enfatizza questa legge come elemento di attenzione alle piccole imprese, una legge con la quale si cerca di dare a queste piccole realtà, che meno delle altre grandi imprese possono disporne, un supporto ed un'incentivazione e poi cerca di eliminare questa parte importantissima che, tra l'altro, riguarda attività cosiddette di prossimità, che ormai in tutta Europa nascono sempre più numerose intorno alle grandi iniziative industriali, intorno ai grandi agglomerati produttivi, perché sono volutamente incentivate. La Francia ha un'esperienza molto positiva in questo settore, ha voluto, in modo mirato, far crescere questo tipo di iniziative, proprio perché i lavoratori potessero disporre, nei confronti degli anziani, nei confronti dei malati, nei confronti dei bambini, di servizi cosiddetti di prossimità in modo da consentire al lavoratore di esercitare la sua funzione e allo stesso tempo dare anche lavoro a micro strutture che in qualche modo, attraverso opportuni studi, ricerche di mercato e cose di questo genere, previste in questo articolo, potevano coordinare le loro attività.

Tutto è ridotto al minimo, ed io dico anche che abbiamo un vezzo sbagliato, che è quello che in quest'Aula tutto quello che esce dalla Commissione sembra che sia l'estratto della sapienza; ed io dimostrerò che non solo non è questo, su qualche altro emendamento, ma al contrario che il risultato del lavoro della Commissione spesso riflette conflitti di interessi palesi, che vengono maturando anche in quest'Aula e che non avvantaggiano i più deboli, i più piccoli, e più indifesi, ma cercano di tutelare gli interessi di lobby e di classi politiche e soprattutto professionali, che non hanno niente a che vedere con gli scopi che avete enunciato e che vi dovrebbero far vergognare sul piano politico di usare ancora la tecnica della propaganda e rinunciare a dare segni di solidarietà e di riequilibrio di opportunità al contesto del quale stiamo parlando oggi sul terreno delle cose concrete.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io ogni tanto vado a fare acquisti anche nelle bancarelle che trovo al mercato di San Benedetto e al mercato di via Quirra, e francamente mi viene difficile vedere un'organizzazione di baby parking promossa dai venditori di questo settore, così come mi viene difficile pensare che chi gestisce il negozietto di alimentari sotto casa mia, dove io compro il pane, il latte e poche altre cose, possa dotarsi di strutture così sofisticate come quelle indicate nell'emendamento. E mi viene da pensare che un tipo di servizi come questo possa essere utile soltanto alla grande distribuzione. La necessità di migliorare la rete distributiva certamente necessitaci obbliga ad affrontare il problema di una rete fatta di grande e piccola distribuzione senza però che a farne le spese siano i soliti noti.

Per questo motivo io voterò contro questo emendamento, perché credo che non possiamo avere una logica per la quale facendo finta di agevolare l'utenza e quindi creandogli siti dove possano essere tenuti gli animali da compagnia piuttosto che i bambini, che sostanzialmente valgono uguale, in realtà si utilizzino i fondi che noi stiamo destinando ad una riforma strutturale e ad aiuti strutturali alla categoria del commercio per servizi che poco c'entrano con le finalità della legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I. - Sardegna). Presidente, sinceramente mi trovo un po' spiazzato dalle dichiarazioni del collega Sanna. Devo dirlo sinceramente perché qui si accusa innanzitutto la Commissione di voler rappresentare il Verbo incarnato. Non è così, tant'è vero che il Presidente si è rimesso all'Aula, quindi con queste parole, non atteggiandosi a Pilato, come ho già specificato esaurientemente credo - ma io evidentemente non possiedo la facoltà di farmi capire, purtroppo posso tentare di farlo con i mezzi che ho - la Commissione si è rimessa all'Aula su questi emendamenti evidentemente affinché si discutessero. Ma da questo a dire che la Commissione di fatto è convinta di adottare provvedimenti che sono ineccepibili, questo no, non l'abbiamo mai detto. E da questo a dire che qui si stanno perseguendo interessi di lobby, con una leggina, chiamiamola così, che vuole solo favorire le piccole, le piccolissime imprese, la micro impresa, sinceramente questa affermazione mi lascia completamente stupefatto. Ed allora la propaganda, se mi si consente dirlo, non sta da questa parte, ma sta da un'altra parte.

Io non ho capito quale fastidio possa dare l'adozione di questo provvedimento di legge a chicchessia, quando è un provvedimento talmente lineare, talmente contenuto, che avrebbe dovuto essere esaminato da quest'Aula, certamente non senza discussione ed approfondimento - perché l'approfondimento e la discussione migliorano la legge, e ne sono stati esempio gli emendamenti che sono stati approvati, e quelli che probabilmente verranno approvati in seguito - ma comunque sia senza portare il confronto ad un livello che innanzitutto non è giustificato e, in secondo luogo, certamente non rispecchia - mi creda - l'intendimento né della Commissione, né del sottoscritto personalmente, perché non ho nessun interesse da difendere. In questo caso difendo solo, per quello che posso, come penso anche il collega Sanna, gli interessi delle piccole e medie imprese, e, chiaramente, anche gli interessi della comunità, su questo non ho assolutamente alcun dubbio. Che ci siano altre intenzioni, ed altre idee da parte di chicchessia, che possano interessare il provvedimento, questo io non lo so.

Una cosa è certa - e su questo punto condivido l'opinione della collega Pilo - non si può nascondere dietro l'associazionismo e dietro i consorzi la grande struttura. Questa è la verità. Questa è una leggina che, momentaneamente, va incontro alle necessità delle piccole e micro imprese; se ne ammette anche la limitatezza, l'abbiamo già detto cento volte, perché si vuol fare una tragedia? Abbiamo detto anche che la dotazione finanziaria deve essere rivista e verrà rivista, certamente. Ma da questo a dire che si stanno perseguendo interessi innominabili, mi creda, questo non l'accetto per la mia dignità, ma neanche per la dignità dell'intera Commissione e del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Io annuncio il voto favorevole sull'emendamento 8 e parlo dopo aver ascoltato vari colleghi, perché non capisco quali siano le ragioni reali della maggioranza e della Giunta che in una fase iniziale ci aveva proposto una norma simile a questa e poi l'ha ritirata. Lo dico proprio facendo seguito all'intervento del collega Rassu, al quale già stamattina ho espresso la mia stima, però qua non c'è un problema di propaganda, qua stiamo cercando… di ridurre le spese telefoniche! Chiedo scusa, nessuno di noi si scandalizza quando si fa una telefonata, volevo solamente rivolgermi all'assessore Frongia e volevo essere certo che seguisse il ragionamento.

Quale è - lo dico sapendolo sensibile all'argomento - il motivo reale in base al quale non si accolgono le proposte di questo emendamento? Questo emendamento dice, sostanzialmente: dobbiamo rafforzare il sistema delle imprese. In Sardegna le imprese in gran parte sono piccole e medie, soprattutto piccole, e dobbiamo ragionare in termini di sistema, non ragionare in termini di singola unità operativa. Perché, come dicevano stamattina, il nostro sistema delle imprese è sempre più inserito in una competizione globale e dobbiamo fare i conti con i giganti della distribuzione, non solo nazionale ma internazionale. Allora il problema è spingere le imprese ad integrarsi, magari mantenendo la propria individualità e la propria unicità, ma gestendo assieme un sistema di servizi comuni. E quindi ragionando così come il sistema nazionale delle imprese industriali è caratterizzato a livello internazionale dal concetto di distretto, cioè di imprese che si integrano e gestiscono funzioni comuni, noi dobbiamo ragionare in termini di distretti commerciali, di sistema di imprese anche piccole e medie che gestiscono funzioni comuni.

L'amministrazione regionale per agevolare questa logica di integrazione e di superamento dell'individualità e dell'unicità, sostenga alcune funzioni comuni, e sostenga per esempio - dice l'emendamento - le spese amministrative per creare i distretti commerciali, chiamiamoli così anche se il termine non è esatto. Sostenga le infrastrutture di tipo urbanistico che rendano integrabili le imprese. Sostenga i servizi che possano agevolare i clienti che si rivolgono al sistema delle imprese commerciali. Sostenga la capacità delle imprese associate di affrontare e di pagare studi e ricerche per realizzare servizi reali a loro favore, quindi superi la logica dell'incentivo meramente finanziario e si metta, e ci mettiamo assieme, anche in via sperimentale nella logica dei servizi reali. Servizi reali di tipo finanziario, servizi reali che migliorino l'efficienza della distribuzione, servizi reali di tipo tecnologico, che quindi facciano fare alle nostre imprese un salto di qualità, servizi reali di controllo e di miglioramento della gestione, servizi reali per l'informatizzazione della gestione eccetera. E sviluppi in particolare studi e ricerche per la realizzazione di progetti speciali che consentano questa logica di integrazione.

In questo senso era una riflessione che avete fatto voi, immagino, nel suo assessorato, in Giunta, in Commissione. Ci sfugge la ragione per cui questo intervento venga accantonato, e invece era uno degli aspetti innovativi della legge. Finalmente, oltre a mettere in campo risorse e incentivi di tipo finanziario, si aprirebbe un altro fronte, si aprirebbe il fronte dei servizi reali, e soprattutto si aprirebbe il fronte dei servizi reali affidandone la gestione alle imprese, alle associazioni, alle categorie. Si aprirebbe il fronte dei servizi reali spingendo le imprese a gestire insieme servizi comuni.

Allora, siccome queste cose non sono facilissime e vanno sperimentate, io mi chiedo perché questa legge non possa essere l'occasione per stanziare delle risorse e sperimentare questi servizi, e poi con un'eventuale nuova legge, un nuovo testo unico, si farà il punto, si migliorerà, si correggerà quello che è stato sperimentato. Ma non sperimentare neppure questa strategia significa perdere un'occasione, depurare, eliminare dalla legge uno dei punti più qualificanti. Mi sembra, francamente, che non sia molto saggio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Io devo dire che questo atteggiamento della maggioranza un po' è sconcertante, perché è davvero singolare che noi della minoranza cerchiamo di difendere una norma che è stata introdotta nella proposta iniziale dalla Giunta regionale, ovviamente dall'Assessore, e noi ci troviamo a contrapporci in aula per chiedervi semplicemente di essere coerenti e di approvare quello che avete proposto come Giunta. Non si capisce davvero questo comportamento, perché fino a questa mattina tra l'altro tutti quanti concordavano sugli interventi, sull'utilità di queste norme, poi qualche collega ha anche irriso ai baby-parking; è davvero strano questo atteggiamento, perché gli emendamenti che sono stati presentati all'articolo 6 sono quelli che, al di là delle scarsissime risorse stanziate per questa legge, che quindi può portare sostegno e aiuto a pochissimi commercianti in Sardegna, come è stato già detto, consentirebbero agli operatori e ai commercianti di poter usufruire dei servizi, cioè di poter usufruire di quelle condizioni, attraverso le associazioni, tali per cui si sarebbero create situazioni più favorevoli per sviluppare la piccola e la media impresa, come era nelle intenzioni iniziali, ma, con le modifiche previste, la piccola impresa. Da una parte ci si appassiona alla discussione su come distribuire quelle poche risorse agli operatori, dall'altra si trascura il fatto che con queste norme generali, e rinforzando e organizzando i servizi in favore dei commercianti si creerebbe una rete di assistenza per tutti i commercianti della nostra Regione. E badate che, soprattutto per quanto riguarda l'emendamento numero 8, banalizzare il riferimento al baby-parking, come ha fatto qualcuno, a parte che è davvero ridicolo questo atteggiamento, significa non comprendere che si tratta di creare strutture nei centri urbani, nelle vie commerciali delle città nelle quali si concentrano proprio le attività dei piccoli commercianti. Ma la cosa importante, che coglieva in pieno lo spirito del recupero dei centri storici, del recupero di un commercio che fosse un fatto economico, ma anche un fatto sociale, è la lettera b) del primo comma, che dice che con queste risorse si possono creare e si devono creare iniziative dirette alla rivitalizzazione dei centri urbani, anche mediante la realizzazione di infrastrutture urbanistiche, quali parcheggi, illuminazione, gallerie, zone attrezzate a verde, azioni promozionali pubblicitarie.

Se la maggioranza, contraddicendo totalmente quello che è stato detto finora dai suoi stessi rappresentanti, boccerà anche questo emendamento, francamente se c'è un minimo di coerenza nelle persone e nelle istituzioni, questo lo dico per il collega Cogodi, invece di fare una conferenza stampa alla fine dell'esame di questo provvedimento, mi nasconderei, perché qui davvero è un problema di affidabilità, anche perché, come ha detto giustamente il Presidente della Commissione, il provvedimento è uscito dalla stessa Commissione con l'impegno che le osservazioni e le modifiche, ed eventualmente i miglioramenti, li avremmo approvati in Aula. E' vero, Presidente?

RASSU (F.I.-Sardegna). Abbiamo accettato gli emendamenti.

PINNA (D.S.). Gli emendamenti che sono stati accettati sono innovazioni totali, qui stiamo recuperando - lo dico per l'Assessore - le stesse norme che erano state proposte dalla Giunta regionale nel testo all'esame della Commissione, per cui pensare e credere, come ha detto l'Assessore stamattina, che queste norme si possano recuperare nella legge organica di recepimento del decreto Bersani è davvero una cosa singolare, perché, si dica quel che si vuole, di fatto da dicembre ad oggi non si è più discusso, non solo per volontà della Commissione, ma anche perché non sono pervenuti dalla Giunta regionale né un nuovo disegno di legge e neppure gli emendamenti al vecchio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Signor Presidente, cercherò di essere velocissimo, e possibilmente di non occupare tutto il tempo a mia disposizione, ma alcune affermazioni sollecitano una mia risposta, prima di tutto perché credo che qui tutti i colleghi agiscano sicuramente a difesa degli interessi, presumo e auspico, legittimi. Se così non fosse, come velatamente qualcuno sostiene, sarebbe opportuno fare nomi e cognomi e - lo ripeto per l'ennesima volta - sono pronto a stare ad ascoltare tutte le denunce circa la difesa di interessi non legittimi. E mi schiererei sicuramente contro coloro che operassero in tal modo.

Però io già discuto il fatto che si voti questo emendamento, per il semplice motivo che fa riferimento all'articolo precedente, che è stato bocciato pertanto secondo me non dovrebbe neanche essere posto in votazione. Infatti, con esso si ripropongono iniziative in materia di associazioni, perché, vedete, il testo di legge era composto da due parti: una prima parte sugli incentivi al commercio e una seconda parte sull'associazionismo. Ho già chiarito la mia opinione sull'associazionismo, così inteso, ma adesso si ripropongono iniziative ulteriori legate all'associazionismo, perché le altre le abbiamo già votate all'articolo 5. E si parla, ahimè, continuo a dire, a volte confondendo le associazioni di categoria con l'associazionismo, perché ho sentito dire - soprattutto nell'ultimo intervento - che, tra le altre, c'era la finalità di favorire gli interventi delle associazioni a favore dei piccoli centri. Ma l'associazionismo è cosa diversa dall'associazione! E' tutta un'altra cosa, e non vi tedio con le eventuali considerazioni in merito.

Gran parte degli interventi previsti dall'emendamento, sono già coperti dalle delibere CIPE e da atri provvedimenti sui consorzi di strada; perciò ci sono già fondi disponibili per tutto quello che è elencato qui dentro. Sicuramente non ci sono fondi disponibili per la realizzazione di infrastrutture urbanistiche, quali parcheggi, illuminazioni, gallerie, zone attrezzate a verde, che competono agli enti locali, che devono rendere fruibili tutte queste infrastrutture a sostegno di un vivere civile in una città e a favore dei commercianti e delle aree commerciali, o delle vie commerciali. E' un impegno degli enti locali che noi dobbiamo sostenere, magari con un maggior apporto finanziario e più ampie deleghe di funzioni agli enti locali stessi.

Per tutto il resto, io non leggo qui una virgola di sostegno al commercio. Sono altri argomenti, perché l'associazionismo, o i servizi offerti dalle associazioni, in altro modo dobbiamo sostenerli, e questo sì che lo dobbiamo fare. Ma l'associazionismo inteso così come è stato inteso da chi è intervenuto sul testo di questo emendamento, è altra cosa e secondo me, ripeto, l'emendamento non dovrebbe neanche essere votato, perché l'articolo 7 è stato cassato. Perciò, a favore di chi noi prevediamo questi interventi, se l'associazionismo è stato cassato stamattina? Per cui ritengo che non ci sia collegamento, e comunque, nel caso ci fosse, ritengo che non ci sia fondamento, diversamente dall'opinione altrui.

Ecco perché giustamente, correttamente, la Commissione della quale fanno parte anche esponenti di gruppi che ora criticano il suo operato, ha cassato quelle norme; avreste dovuto farvi spiegare i motivi da chi ha votato a favore di questa legge in Commissione e da chi ha sostenuto anche l'abolizione e la soppressione di questi articoli.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Decadono pertanto gli emendamenti numero 18 e 9; il numero 12 è stato ritirato; il numero 14 è stato ritirato…

(Interruzioni)

sì, è stato ritirato, onorevole Sanna, se lei vuole lo faccia suo, anche il numero 15 è stato ritirato. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Faccio mio l'emendamento numero 14 per una ragione tecnica, per mantenere in piedi l'emendamento numero 17 al quale è collegato, e a questo fine chiedo il voto segreto sul numero 14.

PRESIDENTE. Allora, l'onorevole Sanna Gian Valerio ha fatto proprio l'emendamento ritirato numero 14 e ha chiesto su questo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 14 all'articolo 6.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'emendamento numero 14 all'articolo 6:

presenti 40

votanti 38

astenuti 2

maggioranza 20

favorevoli 1

contrari 37

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI -GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS -RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - Gian Valerio SANNA.

(Interruzioni)

La votazione risulta essere regolare, il consigliere Gian Valerio Sanna, come richiedente della votazione segreta è stato considerato presente ed astenuto, pertanto il numero legale è raggiunto. Confermo quanto ho annunciato all'Aula. L'emendamento numero 15 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 17. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Io non intendo rispondere alle questioni sollevate dai colleghi in difesa di un certo atteggiamento, però voglio spiegare ai colleghi più avveduti, a quelli che in qualche modo ascoltano e ragionano di questo argomento con libertà, e senza condizionamenti, un punto essenziale; se l'Assessore Frongia mi ascolta è probabile che sia utile reciprocamente.

La domanda è questa: vi siete domandati per quale motivo l'Assessore della vostra maggioranza e della vostra Giunta presenta un disegno di legge completo della parte sull'associazionismo, e improvvisamente...

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, mi perdoni solo un attimo, per chiarire una cosa: l'emendamento sul quale lei sta parlando, il 17 - la colpa è del Presidente perché non lo ha chiarito prima - è un emendamento all'emendamento 14; lei comprende che, essendo stato bocciato l'emendamento 14, automaticamente decade anche questo. Quindi, praticamente stiamo parlando di una cosa inesistente; quindi la prego di arrivare alla conclusione. Le ridò la parola tenendo conto di questi elementi.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Mi rendo conto del problema; era solo per spiegare ai colleghi qual è la ragione per la quale questa Regione non vuole incentivare l'associazionismo, né attuare i centri di assistenza tecnica. E` l'unica Regione in tutta Italia che non li ha ancora attuati e finanziati adeguatamente. E badate, sia la lettera d), ai punti 1 e 4 dell'articolo 8, soppresso, sia l'articolo 23 del decreto legislativo114, parlano di gestione economica e finanziaria d'impresa.

Noi l'abbiamo capito. Si vuole impedire che i piccoli imprenditori commerciali possano avere un aiuto per la gestione finanziaria e l'accompagnamento ai finanziamenti perché si vogliono far vivere gli studi professionali che lucrano su questa materia, ed è questa una volontà precisa, confermata su due fronti diversi, non sospetti, ma che inficia questo provvedimento per vostra grave responsabilità, e io voglio che questa mia denuncia resti agli atti, perché vi riempite la bocca di sostegno ai più deboli, ma facendo così potenziate i più forti, che possono permettersi quelle spese, e penalizzate i più deboli. Questa è la falsità intrinseca di quello che noi stiamo facendo, e che noi abbiamo tentato di dimostrarvi puntualmente.

PRESIDENTE. Allora l'emendamento numero 17 è decaduto. Gli articoli 7, 8, 9, 10, 11 e 12 soni soppressi.

Si dia lettura dell'articolo 13.

PIANA, Segretario:

CAPO VI

Disposizioni finali

Art. 13

Monitoraggio degli interventi

1. L'Assessorato regionale competente in materia di commercio effettua un costante monitoraggio finalizzato a:

a) verificare gli effetti delle provvidenze sull'apparato distributivo, specialmente in termini di numero e tipologia di nuovi esercizi commerciali realizzati, di occupazione creata e mantenuta, di variazione nelle vendite;

b) vigilare sul rispetto delle prescrizioni contenute nella presente legge, nelle direttive di attuazione e nella normativa nazionale e comunitaria in materia di aiuti di Stato alle imprese.

2. Le direttive di cui all'articolo 14 devono prevedere le modalità pratiche di attuazione del monitoraggio e la documentazione da richiedere per tale finalità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Parlo sull'articolo 13 anche perché mi dà la possibilità di completare il ragionamento di prima. Anche dell'articolo 13, Assessore, ci deve spiegare la funzione; abbiamo già detto durante la discussione generale che sarebbe stato interessante avere una forma di monitoraggio che aiuti il legislatore e il governo regionale a modulare gli effetti di una legge sulla base dell'andamento del sistema. Questo che prevedete è un monitoraggio autoreferenziale, cioè volete sapere quanti posti di lavoro si generano; mi fa un po' ridere, considerato l'impatto che queste ridotte risorse finanziarie avranno sulle migliaia di imprese esistenti in Sardegna. Mi fa un po' ridere, nel senso che avete una speranza sproporzionata, rispetto a quella che è la dotazione reale che può produrre degli effetti, e rinunciate, invece, sul terreno concreto, a fare un monitoraggio che sia in grado non di essere autoreferenziale rispetto agli esiti di una cosa fatta, ma che sia realizzato in progress, consentendo di introdurre nella legge quegli elementi di aggiornamento, di integrazione che tengano conto del fatto che oramai, ovviamente, la politica ed anche le istituzioni, ahimè! - ed ancora peggio durante questa legislatura, per la sua natura, per come è nata - hanno tempi che sono completamente sproporzionati rispetto alle dinamiche economiche, se rapportate al contesto in cui viviamo. Per cui il monitoraggio avrebbe avuto un'utilità per comprendere, nel porre in atto una strategia, quali sono gli atteggiamenti virtuosi che si possono adottare, anche a correttivo di alcune impostazioni legislative, per intervenire efficacemente su questo settore.

Però voi siete di quelli che dicono: "Ragazzi belli, ecco la legge, la coscienza ce l'abbiamo a posto", e se ne riparla fra tre o quattro anni, se va bene! E` un atteggiamento che non sta in piedi, cioè è un atteggiamento che non favorisce lo sviluppo e l'azione di monitoraggio del sistema economico regionale. E` un atteggiamento pilatesco, cioè di chi si lava le mani dicendo: "Vi abbiamo fatto questo, ve lo facciamo pesare". Perché dico questo? Perché il monitoraggio, Assessore, lei l'ha previsto nella famigerata delibera, e che bisogno c'è di prevederlo di nuovo, se noi ci avvaliamo, come dice il punto 6 della sua delibera, dei centri di assistenza tecnica, che a questo punto lei ha previsto per prendere in giro qualcuno, perché nella misura in cui la sua maggioranza non accetta di finanziarli, rimarranno congelati, quindi non esistono più. La stessa cosa vale per l'osservatorio regionale per il commercio, che ha una funzione che a questo punto deve essere in qualche modo resa, e che in ogni caso assorbe quella di monitoraggio previsto da questa legge, perché a tale organismo è attribuita una funzione superiore. Cioè stiamo creando un qualcosa che è già contenuta nelle funzioni attribuite all'Osservatorio da una delibera, ma è evidente che avete bisogno di replicare, perché essendo il contenuto della delibera solamente di facciata e non operativo, avete bisogno di ricordarlo.

Io vi chiedo un momento di attenzione; io non voglio fare polemica, però badate, mantenere in piedi alcune dipendenze indebolisce i deboli e rafforza i più forti, e questo è esattamente il contrario di quello che voi avete predicato in questi giorni, dicendo che questo doveva essere un provvedimento rivolto solo ed esclusivamente alle piccole imprese commerciali. In questo modo voi state depotenziando e volete depotenziare la funzione sindacale delle organizzazioni che hanno il dovere, il diritto e hanno avuto attribuite le funzioni per dare l'assistenza alle piccole imprese e dargli gli orientamenti necessari per poter accedere con pari opportunità ai finanziamenti comunitari, nazionali, e quelli che saranno, per poter partecipare agli strumenti di programmazione territoriale e locale. Tutte cose che per un piccolo commerciante sono impossibili, a meno che non si rivolga al suo commercialista, solo allora può darsi che abbia quella opportunità, che però ha un costo.

Voi pensate che sia una cosa disonorevole che una Regione, che invoca la propria autonomia, finanzi un intervento che vada nella direzione di sostenere i più deboli. E` questo che volete dire?! Ci dovete dimostrare che volete il contrario, perché noi in questa giornata abbiamo lavorato sostanzialmente per tentare di persuadervi di questo; ma gli interventi in Aula, e gli atteggiamenti da voi adottati dalla presentazione del disegno di legge ad oggi, sono esattamente il contrario di quello che voi avete detto finora, conducono a queste conclusioni.

Tenete presente una cosa: non era un problema l'entità dello stanziamento proposto per il finanziamento dei CAT; poteva essere un qualunque finanziamento, bastava che fosse chiara la volontà di attuarli. Come sempre la Regione autonoma della Sardegna, nella sua specialità è ultima! Ultima perché si fa commissariare dal Governo, ultima perché non attua gli strumenti che incentivano i propri settori economici rispetto alle altre Regioni, ed ultima perché la sua classe politica e governante decide che sia l'ultima. Non coloro che hanno già speso del proprio, e facendo sacrifici, per cercare di rimanere sul mercato, cosa difficile oggi. Però oggi l'enfasi maggiore è posta, da parte di qualcuno, sul commercio elettronico, che poi, se guardate bene, anche per quello, per quanto sia importante, bastano due meccanismi e due furberie giuridiche, che i commercialisti conoscono bene, e voi apprenderete subito che se io, titolare di un grande centro di distribuzione, delego un mio amico che ha una ditta individuale a svolgere queste funzioni, io indirettamente realizzo, con il commercio elettronico, la salvaguardia della grande distribuzione; questo lo dico per spiegarvi come alla fine non avete raggiunto neanche quell'obiettivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sostanzialmente è stato detto, e da ultimo ancora sottolineato dal collega Gian Valerio Sanna, che c'è una difficoltà enorme, non dico a far capire, che sarebbe una pretesa un pochino forte, ma almeno ad attivare un briciolo di attenzione e di interlocuzione vera, da parte della Giunta e della maggioranza, o di qualche consigliere di buona volontà che stia da quella parte dell'Aula, e che non ci stia solo quando si vota per poi disinteressarsi delle leggi che stiamo doscutendo. Perché ogni tanto io sento dire di dignità, di sussulti di dignità, che il Consiglio dovrebbe fare. Ma quale sussulto volete fare?! Appena si discute in merito alle leggi ve ne andate; appena si deve votare, per raggiungere il numero legale risicato chiamate tutti e fate perdere tempo con dichiarazioni tecniche di voto, pilotate da Balletto, perché la gente arrivi dal bar, da via Roma, da ogni parte dove sta, per alzare la mano! Ed ogni tanto sento dire in aula da quelle parti che il Consiglio deve avere un sussulto di dignità; adesso Capelli non lo vedo, ma Capelli è uno di quei colleghi che sussulta di più, è un moto sussultorio continuo! Lui ogni volta che non ricorda l'argomento: "Il Consiglio deve avere un sussulto di dignità"! Sii presente ed intervieni nel merito delle cose, e questa è la prima dignità, anche senza sussulto!

La verità è che questa legge per il commercio poteva avere un senso, e può avere un senso, se oltre a stanziare quattro danari, introduce tecniche, modalità, attraverso cui ammodernare la rete distributiva, a partire dai piccoli operatori commerciali, cioè dai lavoratori del commercio. Da quelli che si guadagnano la giornata quotidianamente, facendo i piccoli commercianti, e sono tantissimi in Sardegna, svolgendo - lo ripetiamo - funzioni economiche ed anche funzioni sociali. Tutto questo voi non lo volete capire; ecco perché vi riferite solo al soldo.

Presidente vedo che si ride, se vengono raccontate barzellette vogliamo sentirle anche noi.

PRESIDENTE. Non circolano barzellette e peraltro non abbiamo neanche tanta voglia di ridere.

COGODI (R.C.). Vedo che c'è un ambito ridanciano da quelle parti, vuol dire che qualcuno ha detto qualcosa di spiritoso, e siccome vorremmo essere sollevati pure noi nello spirito, vorremmo che ci venisse comunicato per poter ridere anche noi.

PRESIDENTE. La prego, continui il suo intervento.

COGODI (R.C.). Perché ostinatamente avete voluto e volete ancora espellere da questa normativa tutta la parte più qualificante, che è il versante dei servizi reali alle imprese? Adesso con questo articolo voi tornate, invece, non sui servizi reali, cioè sul sostegno al sistema, che migliora la qualità; no, tornate con la litania del monitoraggio; ma monitorateli bene questi piccoli commercianti: abbiamo già detto che con 30 miliardi voi darete meno di 100 milioni a comune della Sardegna in tre anni e quindi meno di 30 milioni all'anno a comune della Sardegna. Fate una bella struttura di monitoraggio, così non basteranno manco i denari per i contributi, perché dovrete pagare il monitoraggio e i controllori; perché a quei piccoli commercianti ai quali possono andare quattro soldi e quattro lire, con questo articolo, imponete anche tutto un sistema di documentazione, in base a cui fare il monitoraggio. Perché quello a cui date poco deve essere anche molto ben controllato!

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA

(Segue COGODI.) Una Regione, cioè questa, una maggioranza, cioè questa, una Giunta, questa, che non hanno saputo e voluto monitorare la legge 28, per la quale ultimamente avete fatto una sanatoria di seicento miliardi senza essere stati in grado di dire al Consiglio addirittura in quali ambiti economici, in quali territori, in quali ambiti merceologici, ricadevano le domande di nuove imprenditorialità! Un colpo di seicento miliardi, a chiunque avesse presentato domanda, senza monitoraggio alcuno; e la legge 28 da quindici anni prevedeva il monitoraggio, e mai avete voluto monitorare. Ma fin quando la legge 28 utilizzava sette - otto miliardi all'anno per settore, si poteva anche capire. Ma quando voi prevedete una sanatoria di seicento miliardi, anche in quel caso nessuno monitoraggio. Poi per questi quattro soldi voi volete introdurre grandi strutture di controllo, e grandi strutture di filtro.

Qui nasce un'altra preoccupazione: è una preoccupazione - lo dico per il collega Capelli - non è una tragedia; per altro qui non si consumerebbe alcuna tragedia, semmai una piccola commedia; la tragedia è tutt'altra cosa. Lo dico ancora per il collega Capelli che si preoccupava per il fatto che, a suo avviso, si parla sempre di lobby. E chi ha parlato di lobby? Io ho parlato di una legge meschina, di una legge azzoppata, di una legge rachitica, come rachitica è la visione politica che voi avete in materia economica e in materia sociale; tutto qui, non abbiamo parlato di lobby.

Semmai, con questo sistema, per cui voi mai e poi mai volete i servizi reali per le imprese, mai e poi mai volete insieme allo sviluppo dell'economia anche la riqualificazione della socialità e dell'ambiente nel quale si svolgono le attività economiche, proprio per questa povertà di impostazione voi, ponendo adesso pochi soldi - ecco l'altra riflessione che bisogna introdurre - forse state facendo un'altra operazione furba. Voi dite: "Adesso, siccome diamo solo contributi entro il regime del de minimis, - che poi diventeranno, grazie alle esigue risorse stanziate de minimissimis - li diamo senza il controllo comunitario in ordine al rispetto della salvaguardia del principio di libera concorrenza. Però non è detto, perché voi siete capaci, perché avete una tecnica ormai consolidata, ed anche ben rodata, in furberia, di dire: "Adesso si avanzino le domande, che tutti chiedano", il criterio, data la scarsità delle risorse, può anche essere discrezionale, i danari si daranno nei modi previsti dalle direttive dell'Assessore; a tutti si dirà "fai domanda", i soldi sono pochi - e noi siamo qui a dire "Sono pochi, sono pochi". Infatti vedo già ordini del giorno. Non ho capito, la nuova finanziaria viene dopo, poi la discutiamo. Se i soldi sono pochi, per favore cambiamo la norma finanziaria e mettiamone molti! Però vedo che si stanno inseguendo gli ordini del giorno che impegnano la Giunta ad aggiungere i soldi; ma non presentatene, colleghi, ordini del giorno, perché è sicuro che li aggiungeranno dopo i soldi! - ma una volta approvato questo sistema, per cui a domanda l'Assessore risponde, per cui non c'è criterio, non c'è programmazione, non c'è territorializzazione, non c'è priorità, non sono finanziati i servizi reali, ma si introducono solo provvidenze ad personam, state sicuri che li incrementeranno, a quel punto i finanziamenti! Soprattutto sotto elezioni, e l'Assessore li distribuirà ai commercianti i buoni. Questo è il sistema che si sta creando con questa legge!

Per cui noi stiamo a dire che i soldi sono pochi, per fare e sostenere una buona legge; per fare una legge che gestisca l'Assessore - domandate che io vi rispondo - sono già troppi questi danari. Ecco perché bisogna tornare al punto dei criteri, della programmazione, dell'oggettività, della qualificazione, anche della spesa. Perché voi in ogni legge state reintroducendo il sistema paternalistico, clientelare, discrezionale. E in questa legge è previsto abbondantemente. Altro che monitoraggio sull'aumento di occupazione! Che occupazione può aumentare in un comune, con questo finanziamento, il comparto del commercio, se gli date 30 milioni? Che occupazione può aumentare in un comune, con 30 milioni all'anno? Qualcuno potrà assumere un garzone per portare le pizze ! Ma che altro volete? E che monitoraggio volete fare? Per occupare voi qualcuno a monitorare il nulla, dando la parvenza di serietà a una legge che è impostata per essere necessariamente gestita in modo clientelare.

Ma su questo torneremo quando si discuterà l'articolo successivo che chiude il cerchio e si dimostrerà che l'attaccamento a questa legge sventrata, che Rassu ed altri hanno dimostrato, non è privo di effetti e privo di cause. La legge, nella sua proposizione originaria, non era una legge organica ma aveva una sua dignità; avete cancellato tutta la parte dei servizi reali e di sostegno alle forme associate, rimane una leggina, poteva essere ridotta ad un unico articolo: "L'Assessore Regionale del Commercio può erogare contributi a chi vuole".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I. - Sardegna). La ringrazio, Presidente, e le formulo i miei migliori auguri, dal momento che lei è la prima volta che presiede l'Aula.

(Applausi)

Gli auguri sono di cuore, mi creda.

PRESIDENTE. E' la benevolenza iniziale.

RASSU (F.I.-Sardegna). Non è vero, Presidente, sa perfettamente che è un augurio affettuoso.

Io rispondo perché tirato per i capelli, perché si è detto che da questa parte si fa propaganda e invece è vero il contrario, si continua a far propaganda dall'altra parte. Si continua a perdere tempo, in un certo senso; non tempo istituzionale, ma tempo logistico.

Ebbene, se la Sardegna è il fanalino di coda, mi creda collega Gian Valerio Sanna, non bisogna buttare tutte le colpe sulla Giunta di centrodestra, che è in carica da due anni e mezzo; di questo almeno ce ne dia atto. Il decreto Bersani, non dimentichiamoci, è in vigore dal 31 marzo del 1998, e questa maggioranza, sin dai primi mesi del 2000, ha posto all'attenzione della Commissione, la legge quadro del commercio, che la precedente Giunta non si era neanche sognata di presentare; questo per la storia, senza dare colpe a nessuno.

Ci sono momenti di emergenza in cui una maggioranza può non mandare avanti determinate iniziative, stante le difficoltà contingenti che essa attraversa. E questa maggioranza di difficoltà contingenti ne ha dovuto affrontare sin dal primo giorno in cui è stata insediata, dalle alluvioni, alla siccità, alla blue tongue e quant'altro, e le stiamo man mano affrontando. Non ho bisogno di fare ulteriori specificazioni.

In quanto al collega Cogodi io dico che farebbe bene a non parlare della legge 28, perché l'unica colpa che ha questa maggioranza, è proprio quella di aver salvato la vecchia 28, di aver salvato questi 150 miliardi di investimento e quelle oltre mille imprese che in Sardegna erano portate alla disperazione più completa, e malgrado tutto, grazie all'unanime contributo della Commissione consiliare, e grazie anche al contributo che è stato dato dai tecnici che hanno in quel momento assistito la Commissione e tenuto i contatti con Bruxelles, la legge si è potuta portare a positiva istruttoria a Bruxelles, per poi essere approvata all'unanimità dal Consiglio regionale, che giustamente ne ha la paternità, nella sua interezza. Quindi su questo sinceramente non accettiamo critiche; questi sono rimproveri che non dobbiamo e non vogliamo accettare, e ripeto ancora, malgrado la limitatezza della dotazione finanziaria questa legge rappresenta l'unica possibilità per intervenire in modo immediato e con urgenza in un settore vitale per la nostra economia. E' questo che stiamo facendo, solo ed esclusivamente questo; tentiamo di farlo, tentiamo di concludere, lasciamo da parte le sterili polemiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.

FRONGIA, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Grazie, Presidente, le auguro anch'io buon lavoro.

Brevemente rispondo ad alcune osservazioni che sono state fatte in merito ai CAT (Centri di Assistenza Tecnica). Io volevo ricordare che i Centri di assistenza tecnica esistono, sono stati disciplinati dalla delibera del 29 dicembre del 2000, che di fatto rende possibile istituirli, dettando norme sulla documentazione che deve essere presentata e stabilendo che l'autorizzazione - lo dico brevemente - deve essere rilasciata entro quarantacinque giorni dal ricevimento della domanda; decorso il termine senza che la Regione si esprima, la domanda si intende accolta. Quindi, di fatto, i CAT possono essere istituiti, possono essere organizzati dal giorno dopo la pubblicazione di questa delibera.

Il problema è capire se dovevano essere finanziati o meno, questo secondo me non era rilevante, o era meno importante rispetto al fatto di regolamentarli. Quindi, qualora le associazioni vogliano organizzarsi lo possono fare e credo che, pur senza un contributo finanziario da parte della Regione, possano aiutare le piccole imprese del commercio, per tutti gli aspetti che sono stati precisati negli interventi che mi hanno preceduto, soprattutto da quello dell'onorevole Gian Valerio Sanna.

Oltre i CAT volevo precisare alcuni aspetti relativi all'Osservatorio e al monitoraggio degli interventi: una cosa è ciò che è previsto, sempre nella delibera che ho ricordato, per quanto riguarda l'Osservatorio del commercio - per altro composto dall'Assessore regionale, da un dirigente dei settori del commercio, dell'urbanistica, dei trasporti, del sistema informativo, dai rappresentanti dell'Associazione dei comuni, dal rappresentante delle associazioni del commercio, dell'Unione regionale delle Camere di commercio e così via, un numero forse troppo elevato di soggetti - che per quanto disposto dal decreto legislativo 114, avrebbe dovuto dare informazioni alla Regione affinché essa possa a sua volta definire indirizzi generali in materia, perseguendo gli obiettivi previsti dall'articolo 6 dello stesso decreto legislativo e cioè favorendo la realizzazione di una rete distributiva che, in collegato con le altre funzioni di servizio, assicuri la migliore produttività del sistema, assicurando, nell'indicare gli obiettivi di presenza e sviluppo delle grandi strutture di vendita, il rispetto del principio della libera concorrenza, rendendo compatibile l'impatto territoriale e ambientale degli insediamenti, salvaguardando e riqualificando i centri storici e così via; altra cosa è il monitoraggio degli interventi e dei contributi che vengono erogati, per capire qual è l'efficacia di questa norma e la portata del suo impatto sul tessuto produttivo regionale, proprio per capire se queste risorse producono degli effetti oppure no. Ecco perché avevamo necessità di prevedere il monitoraggio degli interventi all'interno di questo disegno di legge.

Un'ultimissima considerazione, lo dico senza polemiche, all'onorevole Cogodi: vorrei sapere per quale motivo per il settore del commercio ci sono tante difficoltà a erogare contributi in conto capitale e a erogarli a sportello, quando nel settore dell'artigianato si fa la stessa cosa, cioè si erogano contributi in conto capitale con il sistema a sportello, e non mi pare che questo meccanismo crei tanto disagio all'interno del Consiglio regionale. Insomma io credo che in questo caso le imprese del commercio e le imprese dell'artigianato abbiano la stessa valenza, e possano dare un contributo sostanziale, vero, reale allo sviluppo del sistema economico della nostra Isola. Per queste ragioni non penso che debbano essere trattate diversamente.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 14.

PIANA, Segretario:

Art. 14

Criteri e direttive di concessione

1. Le agevolazioni previste nella presente legge devono essere concesse nel rispetto della disciplina comunitaria denominata "de minimis" di cui al Regolamento della Commissione europea n. 69/2001 pubblicato sulla G.U.C.E. del 13 gennaio 2001 ed eventuali successive modificazioni ed integrazioni.

2. Nel rispetto della disciplina sopra richiamata, è ammesso il cumulo con altre provvidenze previste dalla normativa regionale, statale e comunitaria.

3. Le modalità ed i criteri di concessione dei contributi sono disciplinati mediante direttive adottate con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di commercio e turismo, previo parere della competente Commissione consiliare.

4. Con il provvedimento di cui al comma 3 viene individuata la definizione di piccola e media impresa utilizzabile ai fini della presente legge, nei limiti di quanto previsto dalla disciplina comunitaria.

5. La concessione del contributo può avvenire esclusivamente nei limiti delle disponibilità finanziarie previste per l'attuazione della legge.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 4. Se ne dia lettura.

PIANA, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 14

Il comma 4 dell'art. 14 è soppresso. (4)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 4 ha facoltà di illustrarlo.

COGODI (R.C.). Noi proponiamo per intanto, salvo poi il merito dell'articolo, su cui ci riserviamo di esprimere una valutazione, di sopprimere il comma 4 di questo articolo. Il comma 4 recita: "con provvedimento di cui al comma 3" - cioè le direttive dell'Assessore, quindi un atto amministrativo, e per molti versi anche discrezionale -"viene individuata la definizione di piccola e media impresa utilizzabile ai fini della presente legge, nei limiti di quanto previsto dalla disciplina comunitaria". A parte che abbiamo già approvato un emendamento in cui definiamo cosa intende questa legge per piccola e microimpresa e in riferimento a questo settore, stando alla disciplina dettata dalle norme comunitarie, quando diciamo microimpresa non stiamo parlando di "microbi" da vedere con il microscopio. Stiamo parlando di imprese che hanno 15, 20, 25 dipendenti, e quando parliamo di piccole e medie imprese mi pare che si parli di imprese che possono arrivare fino a 250 dipendenti. Quindi più di quanti dipendenti abbiano i megamercato che esistono in Sardegna. Cioè la dimensione di piccolo prevista dai parametri europei, è una dimensione che per noi è già medio - grande. Però con questo comma si prevede che la direttiva dell'Assessore definisca la piccola e media impresa ma per tale definizione o si scelgono i parametri europei o se ne definiscano di nuovi nella legge, cosa che per altro noi abbiamo anche precedentemente precisato con una norma. Mi pare, dai cenni di assenso dell'Assessore che, almeno sull'esigenza che questo comma quarto venga soppresso, vi sia condivisione, quindi risparmiamo qualche minuto e poi esprimeremo la nostra valutazione sul merito dell'articolo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il consigliere Rassu, relatore.

RASSU (F.I.-Sardegna), relatore. Come ho detto poc'anzi democraticamente io lascio che decida l'Aula, e comunque sia per quanto mi riguarda il parere è positivo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sono in discussione l'articolo e l'emendamento, ma sostanzialmente l'articolo senza il comma quarto perché essendo stato espresso parere favorevole anche della maggioranza e della Giunta sulla sua soppressione rimarrebbero gli altri da sottoporre a vaglio critico. Questo articolo 14, principalmente, manifesta due debolezze, una è contenuta nel comma uno e l'altra è contenuta nel comma tre. Comma uno: il sistema attraverso il quale si dovrebbero corrispondere le agevolazioni alle imprese commerciali, sempre e comunque, nuova parola magica che apre tutte le porte del regno, cioè il regime del de minimis; un tempo si diceva de minimis non curat praetor, si intendeva dire con questa formula, che delle piccole cose non si occupa il magistrato, per magistrato intendendo l'autorità di qualche rilievo. E il Consiglio regionale dovrebbe essere un'autorità di un qualche rilievo, quindi dovrebbe non curarsi de minimis.

Da qualche tempo a questa parte, invece, il Consiglio regionale cura solo de minimis ed anche la Giunta regionale ormai si è "deminimizzata". Perché? Perché pur essendo questo Consiglio regionale in larga parte costituito da fautori indefessi del liberismo e del liberalismo (che è cosa diversa e migliore del liberismo, Vargiu mi intende), tutti liberali e tutti ansiosi di vedere il sistema economico della Sardegna in tutti i comparti crescere molto, ma anche in armonia, ed in competizione - altra parola magica, la competitività, la qualità globale, la qualità totale, bisogna vincere le sfide del mondo e le sfide nel mondo si vincono avendo un po' di coraggio, accedendo all'innovazione, rischiando qualcosa - voi continuate a produrre leggi regionali per le quali nessuno deve rischiare niente: raschiare, raschiare sempre, provvidenze pubbliche, rischiare mai! E per non rischiare e non essere sottoposti neppure a quel vaglio circa il rispetto del principio di concorrenza che le normative comunitarie oggi impongono alle leggi in materia di aiuti cosiddetti di Stato - che poi sono aiuti di Stato, aiuti di Regione ed aiuti di Comune, cioè il sistema pubblico degli incentivi - si utilizzano quelle norme comunitarie che prevedono che, in determinati casi, eccezionalmente quando queste provvidenze sono minime e non incidono in modo sostanziale sul sistema della concorrenza, possono essere sottratte al vaglio di coerenza.

Fatta la legge e trovato l'inganno, costruita l'Europa per entrare nella quale i cittadini italiani hanno pagato la tassa, il biglietto d'ingresso, voi la normativa europea regolarmente la baypassate: de minimis, tutto de minimis! Poi magari il de minimis si può applicare una volta in un modo, una volta in un altro, una volta sui servizi, una volta sui contributi, una volta su un altro accidenti, e poi de minimis su de minimis - che poi non è tanto minimis perché può arrivare con gli attuali livelli che vengono riconosciuti in determinati settori economici intorno ai 200 milioni - il contributo può avvicinarsi al miliardo ed essere ugualmente sottratto al giudizio sul rispetto del principio della libera concorrenza. Siete tutti liberali e però quando si tratta di rispettare le regole, voi tutti europeisti, accesi, convinti, non volete il controllo, non volete notificare le leggi all'Unione Europea, ed allora tutto entro il regime del de minimis. Magari trovando poi sistemi di moltiplicazione dei de minimis perché diventino de "maximis". E ripetete la giaculatoria, è la formula magica!

Abbiamo fatto diverse leggi importanti per incentivare l'occupazione, per diversi anni non si è riusciti a dare indicazioni valide, non siete riusciti, non avete voluto aiutare i comuni a sostenere nuove imprese di sviluppo locale, quei comuni che sono rimasti indietro, avete contrastato e combattuto il piano straordinario per il lavoro dicendo che non serviva a nulla, invece si è dimostrato che serviva, dove lo stanno applicando dà lavoro, dà occupazione, dà nuova produzione. Appena avete scoperto il de minimis avete dato un'indicazione a tutti i comuni: "Date incentivi che rientrino nel regime del de minimis", infatti le città sono tappezzate di manifesti, "Dal tuo comune il finanziamento alla tua impresa "; magari è il comune di Cagliari, il cui Assessore quando era consigliere regionale votava contro la legge 37 dalla quale oggi ricava i miliardi e i manifesti. De minimis! Fate domanda, 200 milioni non si negano a nessuno. Il Governo nel frattempo nega alla Sardegna anche il prestito d'onore. Il prestito! Nel senso che toglie il prestito e nega l'onore, e la Regione con i suoi denari sovviene in molti settori dell'economia in materia di sviluppo locale e di occupazione e dovrebbe intervenire però in modo programmato, in modo serio, in modo qualificato. Voi no, de minimis! Fuori dai controlli! E il de minimis chi lo dà? E' stabilita una regola, oggettiva, trasparente, garantista? No, la concessione dei contributi è prevista con modalità e criteri indicati nelle direttive della Giunta su proposta dell'Assessore.

Badate, queste direttive hanno carattere di regolamento della legge ed allora se si tratta di un regolamento della legge deve essere approvato dal Consiglio regionale, perché la Corte Costituzionale così a suo tempo decise, voi non chiamate più i regolamenti col loro nome, perché la Corte Costituzionale ha richiamato la norma statutaria che stabilisce che i regolamenti li deve approvare il Consiglio. Cambiate nome e i regolamenti li chiamate direttive! Ma se sono direttive sono norme di rango amministrativo e non possono toccare in nulla la legge e non hanno nessun ambito di discrezionalità, e se non hanno ambito di discrezionalità allora non possono definire i criteri di concessione, attraverso i quali si può determinare la dimensione di impresa, il territorio e non è adottabile con direttive. Quel briciolo, quindi, di programmazione, se proprio non vi vuole entrare in testa l'idea della grande programmazione, ma almeno quell'inizio, di cui già in sede di discussione generale di questa legge vi abbiamo detto di tenere conto, voi intendete ignorarla con questa norma con la quale voi pensate di aprire un rubinetto, o uno sportello come dite voi.

Una volta aperto questo sportello voi prometterete a tutti contributi entro il de minimis, fuori dal controllo comunitario, fuori dal criterio oggettivo della concorrenzialità, ed allora perché non prevedere anche per il comparto del commercio intanto una territorializzazione? Perché una legge regionale che prevede incentivi a favore di un comparto diffuso in tutto il territorio regionale deve toccare, molto o poco che sia, ma in modo equilibrato, tutto il territorio regionale. E qui non c'è nulla sull'equilibrio regionale, nulla! A discrezione dell'Assessore, secondo le direttive, a sportello, a chi chiederà! Non è neppure vero, Assessore, che poi la stessa cosa si fa nel settore artigiano, perché nel settore artigiano ci sono le convenzioni con l'istituto di credito, c'è una normativa, ed allora se si vuole adottare quel sistema si dica "in modo analogo a quanto già accade nel settore artigiano", e la direttiva è già fatta, e si risparmiano anche sei mesi. Perché quello è un sistema che nel bene e nel male in qualche modo funziona, è collaudato. Ma qui si parla di nuove direttive, di diverse direttive, di modalità e di criteri di concessione che dovete pensare, elaborare e fare voi, cosa che è un pochino diversa, anzi, totalmente diversa. Perché con questa norma appunto, si chiude il cerchio. Anzi, si chiuderà quando, arrivati all'articolo finanziario, tutti diranno, anche la maggioranza lo sta dicendo, che la provvista finanziaria è ridicola ed invece di aumentare la provvista finanziaria subito, siamo mi pare al ventisettesimo ordine del giorno, si impegna la Giunta ad aumentare le risorse finanziarie dopo. Dopo quando? Alla prima occasione.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 15.

PIANA, Segretario:

Art. 15

Copertura finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono quantificati in lire 20.000.000.000 per l'anno 2001, in lire 9.000.000.000 per l'anno 2002, in lire 6.000.000.000 per l'anno 2003 e per gli anni successivi e fanno carico alla UPB S07.036 del bilancio della Regione per gli stessi anni.

2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2001 e in quello pluriennale per gli anni 2001-2003 sono introdotte le seguenti variazioni:

SPESA

In diminuzione:

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.007 -

Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

2001 lire 20.000.000.000

euro 8.263.310,38

2002 lire 9.000.000.000

euro 4.648.112,09

2003 lire 6.000.000.000

euro 3.098.741,39

mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 10) della tabella B) allegata alla L.R. 24 aprile 2001, n. 6.

In aumento:

07 - TURISMO

UPB S07.036 -

Incentivazioni alle attività commerciali

2001 lire 20.000.000.000

euro 8.263.310,38

2002 lire 6.000.000.000

euro 3.098.741,39

2003 lire 5.000.000.000

euro 2.583.618,96

UPB 07.037 (N.I.) Serv. 04 Tit. I (02.16)

Credito di esercizio per le attività commerciali

2001 lire 4.000.000.000

euro 2.065.827,59

2002 lire 3.000.000.000

euro 1.549.370,69

2003 lire 1.000.000.000

euro 516.456,89

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti, il numero 5 e il numero 10. Se ne dia lettura.

PIANA, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Capelli - Murgia - Cappai - Onida - Pilo

L'articolo 15 è sostituito dal seguente:

Art. 15

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 20.000.000 per l'anno 2002 ed in euro 10.000.000 per gli anni successivi; alla relativa spesa si fa fronte:

- quanto all'anno 2002, per l'importo di euro 10.000, con l'utilizzo, a' termini dell'articolo 30, comma 6 della legge regionale 5 maggio 1983 n. 11, della riserva di cui alla voce 10 della tabella B) allegata alla legge regionale 24 aprile 2001, n. 6;

- quanto all'anno 2002, per l'importo di euro 10.000.000 ed agli anni 2003 e 2004 per l'importo di euro 10.000.000 per ciascuno degli anni con il prelevamento della riserva di cui alla voce 3 della tabella B) allegata alla legge finanziaria per l'anno 2002;

- quanto agli anni successivi con le risorse del bilancio della Regione per gli stessi anni.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2002 - 2004 sono apportate le seguenti variazioni:

IN AUMENTO

07 - TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO

UPB S07.036 Incentivazioni alle attività commerciali

Anno 2002 euro 17.000.000

Anno 2003 euro 9.000.000

Anno 2004 euro 9.000.000

UPB S07.037 (NI) Serv. 04 Tit. I (02.16) Credito di esercizio per le attività commerciali

Anno 2002 euro 3.000.000

Anno 2003 euro 1.000.000

Anno 2004 euro 1.000.000

3. Le spese per l'attuazione della presente legge gravano sulle suddette UU.PP.BB. del bilancio della Regione per gli anni 2002 - 2004 e su quelle corrispondenti dei bilanci della Regione per gli anni successivi. (5)

Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE

Art. 15

Copertura finanziaria

Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 10.329.000 per l'anno 2002, in euro 4.648.000 per l'anno 2003 ed in euro 3.098.000 per l'anno 2004 e per gli anni successivi e fanno carico all'U.P.B. S07.036 e U.P.B. S07.037 del bilancio della Regione per gli stessi anni.

Agli oneri per l'anno 2002 si fa fronte a' termini dell'articolo 30 comma 4 della L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e a quelli per gli anni 2003 - 2004 con le variazioni di cui al successivo comma, di cui alla voce 10 della tabella B) allegata alla legge regionale 24 aprile 2001, n. 6.

Nel bilancio della Regione per gli anni 2002 - 2004 sono apportate le seguenti variazioni:

SPESA

In diminuzione

UPB S03.007 Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitali

2003 euro 4.648.000

2004 euro 3.098.000

mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 3 della tabella B allegata alla legge finanziaria

in aumento

U.P.B. S07.036 Incentivazioni alle attività commerciali

2002 euro 8.264.000

2003 euro 4.648.000

2004 euro 3.098.000

UPB S07.037 (NI) Serv. 04 Tit. I (02.16) Credito di esercizio per le attività commerciali

2002 euro 2.065.000 (10)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 5 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Signor Presidente, una brevissima illustrazione, in quanto credo che in fase di discussione generale abbiamo già disquisito abbondantemente sulla norma finanziaria. Questa è una proposta che pongo all'attenzione dell'Assessore competente per materia, dell'Assessore della programmazione, e dell'Aula.

Credo che possa dare una risposta al problema di assicurare una copertura finanziaria adeguata o quanto meno sufficiente, che dia piena dignità al disegno di legge. Per cui lo lascio alle osservazioni degli Assessori competenti.

PRESIDENTE. E` stato presentato anche l'emendamento numero 10 della Giunta regionale che ha necessità di un'integrazione ricorrendo ad una parte dell'emendamento numero 5 che ha illustrato l'onorevole Capelli. Ed in particolare al secondo capoverso dell'emendamento numero 10 occorre aggiungere, dopo le parole "numero 11", il seguente periodo: "della riserva di cui alla voce 10 della tabella B allegata alla legge regionale 24 aprile 2001 n. 6".

Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio..

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Solo per chiedere che l'integrazione verbale all'emendamento numero 10 non sia data per illustrata ma sia spiegata.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, per illustrare l'emendamento 10 con l'integrazione che abbiamo indicato.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Anch'io mi associo agli auguri di buon lavoro al Presidente Sanna. Relativamente all'integrazione io ricordo di averla già illustrata nel corso della discussione generale, quando avevo spiegato la ragione per la quale si rendeva necessario integrare l'emendamento, che non ricordo se fosse all'epoca il numero 10, ma senz'altro era il numero 10, con riferimento alla tabella B allegata alla legge finanziaria del 2002, proprio perché era assolutamente indispensabile indicare la fonte di finanziamento. Io lo dissi in quell'occasione, e ringrazio l'onorevole Capelli per aver con un suo emendamento integrato quella parte, cosa che io non avevo potuto fare essendomi dovuto assentare dai lavori dell'Aula il giorno successivo per impegni istituzionali .

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Sulla norma finanziaria io avevo avuto modo, nel corso della discussione generale, di sollevare alcune questioni che, chiarisco, ho sollevato non in funzione critica nei confronti della legge, o in funzione oppositiva, ma proprio mosso dalla preoccupazione che la legge possa incontrare invece ostacoli sul cammino di una effettiva operatività. Chiarito questo, ricordo rapidissimamente di che natura erano le questioni che ho sollevato. La prima era relativa alla correttezza del prelevamento dalla riserva di cui proprio alla voce 3 della tabella B richiamata poi nella tabella F. E questo in relazione, come i colleghi probabilmente ricordano (almeno quelli attenti), al vincolo previsto nell'articolo 11 dello Statuto sulla finalizzazione dei mutui, cioè lo Statuto dice che possono essere contratti per finanziare "opere di carattere permanente". La Giunta su questo punto ha dato una risposta, io considero quella risposta discutibile, però capisco anche che ci sono molti precedenti; ma naturalmente l'argomentazione fornita dalla Giunta, non sarebbe congrua se fosse riferita alla finalità "credito di esercizio per le attività commerciali".

E qui viene la seconda notazione: la Giunta, per quanto riguarda questa finalità, precisa nell'emendamento 10 che si fa fronte agli oneri finanziari con riferimento al meccanismo previsto dall'articolo 30 della legge di contabilità. Naturalmente, vi prego di correggerlo, il riferimento deve essere non al comma 4, ma al comma 6. Io su questo punto specifico, richiamando l'articolo 30 della legge numero 11 del 1983, ho posto una questione: quel meccanismo di copertura finanziaria relativa a progetti di legge non perfezionati nell'esercizio in cui sono stati presentati, effettivamente è corretto, ma ad una condizione: la condizione è quella prevista dal penultimo comma dell'articolo 30, che recita: "al fine di dare attuazione a quanto previsto dal comma ecc. il Consiglio regionale trasmette alla Presidenza della Giunta e all'Assessorato del bilancio, entro il 15 gennaio di ogni anno, i progetti di legge in carico al Consiglio alla data del precedente 31 dicembre, per i quali sia prevista la copertura finanziaria, attraverso l'utilizzazione di fondi speciali di cui al comma 1". Nella precedente riunione l'assessore Frongia, a questa osservazione, rispose dicendo: "Questa osservazione è fondata, ma vi preghiamo di essere flessibili" - cioè di non insistere - "e tuttavia il termine previsto dal penultimo comma dell'articolo 30 va interpretato come ordinatorio e non perentorio". Io sono assolutamente d'accordo che vada interpretato come ordinatorio e non perentorio, però c'è un piccolo problema: questa comunicazione, che sicuramente non era stata fatta entro il 15 gennaio - il 15 gennaio non è un termine perentorio - adesso sarà stata fatta, io spero! Io chiedo se è stata fatta, perché io sono ragionevolissimo, flessibilissimo, assolutamente orientato a trovare anche una soluzione che consenta la copertura finanziaria, però spero che ciò che non è stato fatto nel termine indicato, la cui assenza noi abbiamo responsabilmente segnalato, nel frattempo, come io mi auguro, sia stato portato a compimento. E` una domanda la mia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io non sono in grado di dare una conferma per testimonianza diretta, in quanto non ho visto la comunicazione. Io sono stato informato della circostanza proprio il giorno della mia assenza, ed anche dei termini del dibattito, della corretta interpretazione che della disposizione legislativa è stata fatta, cioè, così come confermato adesso dall'onorevole Scano, che il termine non doveva intendersi come perentorio, ed in quell'occasione io ho avuto assicurazione che la comunicazione sarebbe stata fatta ad oras, nel giorno stesso in cui si è discusso della questione. Quindi, io sono intervenuto in questo momento, non essendo presente l'assessore Frongia, ma se può confermarmi questa circostanza, io confermo - pur non avendola vista personalmente - per relazionem, in quanto me lo conferma l'assessore Frongia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

Scano (D.S.). Non intendo fare un intervento, ma solo dire che questa non è una questione di "lana caprina"! Nel senso che nell'interlocuzione Giunta - Consiglio quando si passa da un esercizio finanziario a quello successivo dev'essere chiaro se i fondi speciali, che avevano la finalità di finanziare i disegni di legge non perfezionati, vengono o no mantenuti con quella finalità prevista nell'esercizio precedente. Quindi, è una questione seria. Allora, io pongo la domanda a cui si può anche rispondere tra un'ora, dopo aver fatto una verifica, però io chiedo di avere una risposta perché, badate, non è una cosa misteriosa, qui si parla di una comunicazione che dev'essere trasmessa dal Consiglio regionale non al Ministro del Tesoro, non al Presidente della Commissione dell'Unione europea, ma alla Presidenza della Giunta e all'Assessorato del Bilancio.

Quindi, c'è il Presidente della Giunta e c'è l'Assessore del Bilancio, io credo che in trenta secondi si possa verificare se questa comunicazione è avvenuta oppure no.

PRESIDENTE. Facciamo questa verifica. Sospendiamo la Seduta per cinque minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Vorrei intervenire sul punto in discussione che attiene alla verifica tecnica che dev'essere fatta.

PRESIDENTE. Chiediamo di sospendere un attimino la verifica per sentire anche i problemi che pone l'onorevole Cogodi, al quale diamo la parola.

COGODI (R.C.). Converrà non sospendere la verifica, ma cominciare a verificare e verificare tutto. Io sono d'accordo, come dice il collega Scano, che qui non si tratta di "lana caprina" - lasciamo da parte la lana, ma c'è la capra! - che questa è una questione di sostanza. Si è data troppo per scontata l'idea, non so come maturata, e dall'Assessore al Bilancio comunicata all'Aula nella prima fase di discussione di questa legge, che il termine di cui alla legge di contabilità sia un termine ordinatorio e non un termine perentorio, e che così andrebbe interpretato. Se l'assessore Masala ascoltasse non sarebbe male sa! E` un punto fondamentale questo!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Stia tranquillo.

COGODI (R.C.). Io sono tranquillo comunque, però, se ascoltasse sarebbe più tranquillo anche lei!

Perché il fatto che un termine sia ordinatorio o perentorio non è un fatto di interpretazione, è un fatto di natura del termine; non è che io ogni volta che la legge stabilisce un termine possa ritenerlo a piacimento dell'un tipo o dell'altro, ma neppure con interpretazione autentica, perché la stessa interpretazione autentica ad opera della medesima autorità che ha fatto la norma, si fa attraverso un'altra norma che dà il senso a quella che potrebbe essere equivoca. Ma in questo caso non ce n'è di equivoco. In diritto un termine, ripeto, è ordinatorio quando indica una tendenza, una prescrizione il cui mancato rispetto non sconvolge il sistema. Se una legge dice: la Giunta regionale ogni sei mesi rende una relazione al Consiglio sullo stato della Regione, tale facoltà non è inficiata se la Giunta la esplica ai sei mesi e un giorno. E` scaduto un termine, non è rispettato, ciò ha rilevanza politica ma non è toccato il sistema. Ma se una norma dice: entro una certa data o termine, entro sei mesi o un mese, o trenta giorni, in materia di contabilità e di tenuta di conto dev'essere fatta una notifica, quello è un termine non ordinatorio, ma perentorio. L'adempimento previsto dev'essere fatto e se non è fatto non ha effetto l'atto che si sarebbe dovuto compiere. Sennò quando le norme dicono che su un provvedimento può essere proposto ricorso al Tar entro sessanta giorni, non è che tale termine possa essere interpretato come ordinatorio e non perentorio da un qualsiasi avvocato che propone un ricorso al Tribunale convinto di avere il diritto di vederselo ricevere; al sessantunesimo giorno il Tribunale non lo riceve, perché è nella natura del termine che sia perentorio, non è un problema di interpretazione. Soprattutto non è un problema di interpretazione esterna, puramente tecnica o ritenuta tale che l'Assessore poi propone al Consiglio.

Quindi, tra le valutazioni che ritengo debbano essere fatte, perché va cambiata la norma finanziaria se volete che abbia effetto, e dev'essere modificata nei termini nei quali inizialmente si diceva la copertura finanziaria, perché non è sufficiente dire che il termine di cui alla legge di contabilità lo intendo ordinatorio anziché perentorio. Non so se è chiaro il concetto, perché, ripeto, è la natura del termine che ne definisce la perentorietà. Noi siamo legislatori, e in quanto tali abbiamo il potere di fare nuove leggi, questo rientra nell'ambito delle nostre competenze; ma non possiamo annullare le leggi esistenti e il sistema di interpretazione delle leggi, o i principi generali del diritto. In questo Consiglio, dove abbondano i valenti commercialisti, dove sono presenti i bravi avvocati e dove, non se ne parli, sono presenti eminenti filosofi, è possibile che cose di questa natura, così importanti e che attengono al diritto, ma anche alla logica, non si vogliano considerare e si diano per superate solo perché sbrigativamente si annuncia: "Quel termine della legge di contabilità lo interpretiamo come ordinatorio". Non si può interpretare come ordinatorio, a mio modesto, modestissimo parere. Però, se il mio modesto, modestissimo parere non è sufficiente, come non lo è, per favore si acquisiscano pareri più autorevoli sulla natura del termine che, ripeto, non è data dall'interpretazione, ma è data dalla sua essenza, dalla sua finalità. E nella legge di contabilità quel termine non può essere ordinatorio, perché se fosse ordinatorio non avrebbe nessun senso. Ha senso solo se è inteso come perentorio, un termine oltre il quale quell'atto non ha alcun effetto e vi si deve porre rimedio in un altro modo, se non è caducato quel potere del Consiglio, il quale potere del Consiglio non può essere messo nel nulla, perché è una prerogativa primaria a cui l'Esecutivo, qualunque Esecutivo, deve obbedire, e che non è tale per cui può esserci o non esserci. Ecco perché era importante, chiedo scusa, che questa questione venisse rappresentata preliminarmente al cosiddetto accertamento di ordine tecnico che si sta compiendo.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 20, viene ripresa alle ore 18 e 25.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, posso confermare che la Presidenza del Consiglio ha inviato all'onorevole Presidente della Giunta regionale e all'Assessore della programmazione la nota avente per oggetto "Adempimento ex articolo 30 comma 8, legge regionale 5 maggio 1983, numero 11", che sostanzialmente conferma il mantenimento della copertura finanziaria per i disegni di legge collegati alla finanziaria del 2001, esattamente i disegni di legge numero 220 e 221 e quelli sui quali è già stato espresso il parere finanziario della Commissione bilancio, cioè il testo unificato dei provvedimenti sull'IRAP, e anche gli altri che vedremo, i disegni di legge numero 144, 149, 156 e 157, la proposta di legge numero 193 e il disegno di legge numero 213/A, che è quello in discussione. Quindi l'adempimento è stato eseguito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sarà questione di un minuto per riprodurlo. Chiediamo di avere copia della comunicazione.

PRESIDENTE. La fotocopia della lettera è stata consegnata e quindi passiamo alle votazioni. Pongo in votazione l'emendamento numero 5.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo ai proponenti dell'emendamento numero 5 se possono ritirarlo, tenendo conto anche che è stato presentato un ordine del giorno che sostanzialmente recepisce la richiesta che verrà accolta dalla Giunta. Quindi chiedo ai proponenti di ritirare l'emendamento numero 5.

PRESIDENTE. L'emendamento era a firma Capelli, Murgia, Cappai e più. Vedo in aula l'onorevole Cappai. La Giunta ha chiesto il ritiro dell'emendamento.

CAPPAI (C.C.D.). L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 5 è ritirato. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

Scano (D.S.). Intervengo solo per dire che visto che su richiesta di Cogodi è stato consegnato ai consiglieri il testo della famosa comunicazione, della cui esistenza avevo chiesto conferma, non posso non rilevare che la data della comunicazione è il 9 maggio 2002, quindi prendo atto che è stata fatta, c'è voluto un grande impegno per farvi rispettare la legge, ma alla fine ci sono riuscito!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sostanzialmente vorrei dire che quando abbiamo chiesto la copia dell'atto chiedevamo di conoscere il contenuto dell'atto, ma non avevamo dubbio su di esso perché l'Assessore ne ha dato lettura e quello di cui si dà lettura in aula rimane agli atti del Consiglio regionale che sono resi pubblici, pertanto non si può leggere un atto che non sia tale; nel darne lettura però l'Assessore ha omesso la data ed abbiamo chiesto la copia dell'atto per verificare la data che è il 9 maggio, manca l'ora in cui è stato redatto, in realtà è stato redatto poco fa, quindi, è stato redatto in tempi reali ma diciamo pure un po' irreali.

FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. L'efficienza! La rapidità!

COGODI (R.C.). Viva l'efficienza su una questione che si era negata per settimane e che è stata oggetto di un'interlocuzione che è durata a lungo, di cui alla fine, si è riconosciuta la fondatezza, anche se alla fine si è data un'interpretazione che io continuo a ritenere in gran parte arbitraria, circa la natura ordinatoria e non perentoria di un termine contenuto nella legge di contabilità, si è a lungo evocato un atto formale, che finalmente ci è stato consegnato, porta la data di oggi, porta l'ora di adesso, viva la tempestività a cui si riferisce ironicamente e quindi simpaticamente, per conto di tutta la Giunta ed anche del suo collega Assessore del bilancio, l'assessore Frongia.

Chiedo inoltre la votazione nominale dell'emendamento.

PRESIDENTE. Sette consiglieri devono appoggiare la sua richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri DETTORI, MANCA, PACIFICO, BALIA, SCANO, DEMURU, PINNA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10.

(Segue la votazione)

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Volevo chiederle, signor Presidente, se posso modificare il mio voto perché intendevo astenermi ed invece dal tabellone riscontro che ho espresso un voto contrario. Visto che la votazione è nominale vorrei rettificare il mio voto.

PRESIDENTE. La sua richiesta è accolta.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA -CUGINI - DEIANA - DIANA - DORE - FADDA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SCARPA - SELIS - SPISSU - VARGIU.

Si sono astenuti: il vicepresidente Salvatore SANNA - BALIA - COGODI - DEMURU -DETTORI - FALCONI - IBBA - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI -SCANO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 62

votanti 49

astenuti 13

maggioranza 26

favorevoli 49

(Il Consiglio approva)

Prima della votazione finale sono stati presentati quattro ordini del giorno.

Se ne dia lettura.

PIANA, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Secci - Giagu sulla necessità di prevedere una integrazione finanziaria per il settore commerciale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

- Considerato che il Consiglio Regionale ha approvato con il Disegno di Legge 213/A agevolazioni contributive alle imprese di commercio.

- Dato atto che la stessa legge propone una disposizione finanziaria che interviene in materia insoddisfacente rispetto al fabbisogno reale del comparto.

- Rilevato che i vincoli attuali di Bilancio sembrano prevalere sull'esigenza di una più appropriata e consistente copertura finanziaria

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

A voler disporre, in sede di assestamento di Bilancio, e comunque in qualunque altra forma possibile, una integrazione finanziaria alla copertura della legge in oggetto non inferiore a Euro 20.000.000. (1)

ORDINE DEL GIORNO Falconi - Spissu - Calledda - Pinna - Orrù sulla necessità di prevedere una integrazione finanziaria per il settore commerciale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATA la grave crisi che attraversa il settore commerciale in Sardegna ed in particolare le piccole imprese commerciali;

RILEVATA la mancanza di una idonea legislazione organica di questo vitale comparto;

PRESO ATTO che il Consiglio Regionale ha approvato il disegno di legge n. 231/a che dà una urgente ma parziale risposta ai bisogni finanziari e contributivi del piccolo sistema distributivo;

MESSI IN EVIDENZA l'ampiezza e la capillare presenza di piccoli esercizi diffusi in tutti i comuni della Sardegna;

RILEVATA la indisponibilità della Giunta Regionale ad un aumento delle disponibilità finanziarie;

Impegna La Giunta Regionale

a voler disporre una integrazione finanziaria, che si può concretizzare da subito nelle forme possibili o in assestamento di Bilancio, quantificabile in Euro 40.000.000,00 complessivi per anno. (2)

ORDINE DEL GIORNO Corona - Murgia - Vargiu - Capelli - Cappai sulla necessità di prevedere una integrazione finanziaria per il settore commerciale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

- Considerato che il Consiglio Regionale ha approvato con il Disegno di Legge 213/A agevolazioni contributive alle imprese di commercio.

- Dato atto che la stessa legge propone una dotazione finanziaria che interviene in materia non del tutto soddisfacente rispetto al fabbisogno reale del comparto.

- Rilevato che i vincoli attuali di Bilancio non hanno consentito in questa fase lo stanziamento di una più adeguata copertura finanziaria per le esigenze delle imprese commerciali

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

A voler disporre, in sede di assestamento di Bilancio, una integrazione finanziaria alla copertura della legge in oggetto. (3)

ORDINE DEL GIORNO Dore - Cogodi - Balia - Sanna Giacomo - Biancu - Deiana - Granella - Ibba - Manca - Masia - Ortu - Vassallo sulla necessità di prevedere una integrazione finanziaria per il settore commerciale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATA la grave crisi che attraversa il settore commerciale in Sardegna ed in particolare le piccole imprese commerciali;

RILEVATA la mancanza di una idonea legislazione organica di questo vitale comparto;

PRESO ATTO che il Consiglio Regionale ha approvato il disegno di legge n. 231/a che dà una urgente ma parziale risposta ai bisogni finanziari e contributivi del piccolo sistema distributivo;

MESSI IN EVIDENZA l'ampiezza e la capillare presenza di piccoli esercizi diffusi in tutti i comuni della Sardegna;

RILEVATA la indisponibilità della Giunta Regionale ad un aumento delle risorse finanziarie;

Impegna la Giunta Regionale

a voler disporre una integrazione finanziaria, che si può concretizzare da subito nelle forme possibili o in assestamento di Bilancio, quantificabile in Euro 40.000.000,00 complessivi per anno. (4)

PRESIDENTE. Gli ordini del giorno non possono essere illustrati. Siccome hanno un dispositivo pressoché simile, propongo di mettere in votazione l'ordine del giorno numero 2 insieme all'ordine del giorno numero 4, mi pare che nell'importo indicato vi sia una differenza di un euro se non c'è un errore materiale o di 0,1.

A seguire voteremo l'ordine del giorno numero 1 che prevede una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro e, infine, l'ordine del giorno numero 3 che parla genericamente di una integrazione finanziaria.

Onorevole Gian Valerio Sanna, su che cosa vuole parlare?

sanna GIAN VALERIO (Popolari-P.S). Sull'ordine del giorno numero 1.

PRESIDENTE. Non può parlare sull'ordine del giorno numero 1, può intervenire per dichiarazione di voto.

sanna GIAN VALERIO (Popolari-P.S). Allora chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

sanna GIAN VALERIO (Popolari-P.S). Credo che abbiamo raggiunto attraverso la presentazione di questi giorni del giorno una volontà comune del Consiglio regionale, in ordine allo stesso argomento e per le stesse finalità. A me sembra importante per la delicatezza dell'argomento e per il suo significato, che è ricorso in tutto il dibattito di questa legge, che si faccia ogni sforzo possibile perché, con il coordinamento dell'Assessore competente, si predisponga un unico ordine del giorno che metta insieme il significato di questa comunanza di vedute e che abbia la forza di maggiormente vincolare la Giunta ad un impegno che sentiamo tutti di dover prendere nei confronti del comparto del commercio.

PRESIDENTE. La proposta dell'onorevole Gian Valerio Sanna è di unificare i quattro ordini del giorno. Se non vi sono opposizioni sospendo la seduta per il tempo necessario.

Ha domando di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, ho compreso la proposta dell'onorevole Sanna. L'ordine del giorno numero 1 e l'ordine del giorno numero 3 sono tra di loro compatibili, tant'è che a parte una diversa formulazione che apre la strada anche a soluzioni eventualmente diverse da quella del disegno di legge di assestamento, quello che però differisce tra i due emendamenti e che non può essere accolto dalla Giunta è l'indicazione di qualunque importo. Perché? Ma perché è semplicissimo il ragionamento; se noi mettiamo a confronto l'emendamento numero 1, numero 2 e numero 4, comprendiamo subito che sono fattati presentati esclusivamente con la finalità di giocare al rialzo.

SELIS (Popolari-P.S.). Faccia una proposta la Giunta.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta ha accolto la copertura finanziaria della legge così come è uscita dalla Commissione, evidentemente perché ha ritenuto allo stato che la Commissione abbia fatto una analisi compiuta di quelle che sono le esigenze di copertura finanziaria di questa legge.

Il parlare, come è giusto che si parli, di una rivisitazione in sede di predisposizione del disegno di legge di assestamento di bilancio o in altra occasione, come fa l'ordine del giorno numero 3 proposto da Gruppi di maggioranza, ovvero come fa anche l'ordine del giorno numero 1 proposto dal Gruppo dei Popolari, sia pure con la riserva relativa all'importo, mi pare che risponda ad una impostazione corretta, questo non vuol dire che la Giunta non raccoglie l'indicazione che viene fatta.

COGODI (R.C.). Ma non aveva sospeso la seduta?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lasci concludere l'Assessore.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Negli ordini del giorno numero 2 e 4 ciò che non può essere accolto sono le parole "da subito", perché se noi le eliminiamo gli ordini del giorno indubbiamente possono essere portati ad unità ed essere accolti dalla Giunta nel senso cioè che la Giunta raccoglie l'indicazione che viene dal Consiglio di verificare quelle che possono essere le esigenze finanziarie per dare eventualmente una maggiore copertura a questa legge, e si fa carico di assicurarla in sede di assestamento di bilancio. Quindi, trovo coerentissimi gli ordini del giorno 1 e 3, e parzialmente quelli 2 e 4 ma, nella sostanza, possono convergere verso un documento unico.

PRESIDENTE. La seduta viene sospesa un quarto d'ora per ricercare l'accordo. Riprendiamo alle ore 19.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 46, viene ripresa alle ore 19 e 19.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. E' in distribuzione l'ordine del giorno di sintesi.

Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Ordine Del Giorno Spissu - Corona - Murgia - Vargiu - Fadda - Capelli - Balia - Cappai - Sanna Giacomo - Dore sulla necessità di prevedere una integrazione finanziaria per il settore commerciale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione sul disegno di legge n. 213/A "Agevolazioni contributive alle imprese del commercio";

CONSIDERATA la grave crisi che attraversa il settore commerciale;

RILEVATO che i vincoli attuali del bilancio non hanno consentito in questa fase lo stanziamento di una più adeguata copertura finanziaria,

impegna la Giunta regionale

a voler disporre in sede di assestamento di bilancio, e comunque in qualsiasi altra forma compatibile, una integrazione finanziaria nella misura che verrà definita in accordo con le associazioni di categoria e sulla base della domanda monitorata. (65)

PRESIDENTE. Ritengo che gli altri ordini del giorno siano ritirati.

Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

cogodi (R.C). Il nostro Gruppo non è firmatario di questo ordine del giorno tuttavia, in ordine al contenuto, annuncio un voto di astensione.

Non siamo firmatari di questo ordine del giorno perché non ha valore. Noi abbiamo detto, nel corso della discussione della legge, che andava migliorata la normativa, che andava meglio selezionata la spesa, che andava incrementata la dotazione finanziaria. Dire adesso, in conclusione, con un ordine del giorno, quello che questo ordine del giorno contiene, apparentemente soddisfa qualcuno o quasi tutti, in realtà non serve a raggiungere alcun obiettivo valido. Si dà atto che c'è una grave crisi del settore, cosa che possiamo sottoscrivere. Si dà atto che manca una idonea legislazione organica della Regione; se manca una idonea legislazione noi siamo i legislatori, facciamola, e la Giunta regionale proponga una idonea legislazione; stiamo appena approvando una legge che abbiamo discusso per settimane e già la stiamo dichiarando inidonea. Intanto chiederei anche di correggere il testo, perché al terzo alinea si dice che è stato approvato un disegno di legge, il 213 A, che deve essere ancora approvato, "che dà una risposta parziale e urgente ai bisogni finanziari e contributivi del piccolo sistema distributivo", credo che voglia significare del sistema distributivo della piccola impresa commerciale e non del piccolo sistema, perché non c'è un piccolo sistema, anzi la prima impresa nel suo insieme costituisce il grande sistema. Forse non ho il testo giusto, comunque il testo ho avuto modo di leggerlo, sostanzialmente il contenuto non è molto difforme da questa dicitura.

Non si può riconoscere per un verso che c'è un bisogno e per altro verso dire che questo bisogno non lo si può soddisfare, e che non lo si può soddisfare per via dei vincoli posti dall'attuale bilancio della Regione. L'attuale bilancio della Regione è il bilancio di questa maggioranza e di questa Giunta, non è il nostro bilancio. Noi questo bilancio l'abbiamo contestato e abbiamo votato contro proprio perché contiene quei vincoli, perché destina le provvidenze della Regione a determinati beneficiari e non ad altri. Io non posso assolvere la Giunta e la maggioranza dando atto che sono i vincoli del bilancio che impediscono oggi di dare migliore copertura finanziaria a questa legge.

Questa legge, per altro, voglio ricordare, è stata presentata il 19 dicembre 2000, e dal 19 dicembre del 2000 a oggi di bilanci se ne sono approvati tre, quello del 2000, quello del 2001 e del 2002. Di assestamenti del bilancio se ne sono approvati almeno altri quattro o cinque, sono decorsi tre anni entro i quali la provvista finanziaria per questa legge, che era comunque già presentata, si poteva reperire, e oggi approvando la legge diciamo che la dotazione è insufficiente per colpa del vincolo del bilancio! Il vincolo del bilancio è il vincolo del vostro bilancio.

Per queste ragioni noi riteniamo che comunque valga almeno l'auspicio che la legge intanto possa essere quanto prima migliorata, quindi il nostro voto di astensione su questo ordine del giorno perché ha insita questa debolezza e questa inefficacia, è un voto di astensione anche sulla legge perché seppure un pochino migliorata, tuttavia è del tutto insufficiente a corrispondere ai bisogni effettivi del comparto del commercio, soprattutto della piccola e media attività commerciale non considerata in astratto ma pensando che quando parliamo di attività commerciale, parliamo dell'attività e del lavoro di migliaia e di decine di migliaia di persone che, così lavorando e producendo, campano come tanti altri lavoratori. Quindi avere un occhio di riguardo e rispondere pienamente a quei bisogni vuol dire rimettere mano alla legge e migliorarla. Comunque la legge è un passo in avanti, quindi una astensione da parte dell'opposizione è un atteggiamento che noi riteniamo positivo e costruttivo.

PRESIDENTE. In merito all'osservazione che lei ha fatto possiamo intendere l'ordine del giorno così corretto, anziché "preso atto che il Consiglio regionale ha approvato", "a conclusione della discussione del disegno di legge 213 A, considerata la grave crisi che attraversa il settore commerciale" e così via dicendo.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, noi esprimiamo il voto favorevole sull'ordine del giorno. Ci sembra che abbia raccolto complessivamente le istanze che ci hanno mosso a sensibilizzare il Consiglio sull'esigenza di rivisitare la copertura finanziaria di questa legge.

Lo facciamo ricordando all'Assessore che il contenuto dell'ordine del giorno per noi impegna in modo forte la Giunta, prima di tutto ad individuare non solo nella legge di assestamento di bilancio, ma in qualsiasi altra forma compatibile, lo strumento attraverso il quale procedere. Il secondo è che l'ordine del giorno indica già l'obbligo per l'Assessore di consentirci di disporre di un adeguato monitoraggio della legge atto a fornirci i dati sulla domanda che verrà espressa, datai che noi abbiamo chiesto, giustamente, debbano essere anche confrontati con le associazioni di categoria, in modo che l'aumento di risorse risulti congruo rispetto al reale fabbisogno. Abbiamo accettato di sottoscrivere questo ordine del giorno per un senso di coerenza con quello che abbiamo detto sempre, di essere contro la cultura dello stanziamento, di essere contro le indicazioni di coperture finanziarie che non corrispondono esattamente alle necessità, ma vogliamo dire che siamo altrettanto convinti che la classe politica e il Governo regionale da solo non sono in grado di valutare esattamente le esigenze del settore, e quindi abbiamo sottolineato la necessità di interfacciarsi adeguatamente con chi rappresenta questo mondo per poter ricevere il loro assenso sulla congruità della copertura finanziaria che pensiamo debba essere aggiornata proprio per dare un senso completo al lavoro fatto. Ciò non toglie comunque, a nostro giudizio, la parzialità di un lavoro che è de minimis complessivamente, parafrasando le cose riflesse in quest'Aula, ma che poteva, pur avendo quel taglio, ricomprendere aspetti che l'avrebbero arricchito e potenziato ulteriormente. Comunque il nostro voto sull'ordine del giorno resta favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Brevemente, intendo dichiarare il voto favorevole del mio Gruppo che ha contribuito alla elaborazione del suo contenuto, che io ritengo importante, anche se non va al di là di una, chiamiamola promessa, perché contiene tre impegni che sono importanti e che voglio qui brevemente richiamare, perché non sempre sono stati rispettati da questa Giunta regionale. Contiene l'impegno alla concertazione, l'impegno al monitoraggio della legge e il conseguente finanziamento secondo il fabbisogno emerso a seguito del monitoraggio. Questi tre concetti, che sembrano quasi elementari, durante la discussione della manovra finanziaria non sono assolutamente stati accettati, ecco perché ritengo importante che queste cose vengano sancite da un ordine del giorno votato possibilmente all'unanimità da quest'Aula.

Più in generale sul significato di questa legge, non chiamiamola più leggina, ma chiamiamola legge qual è, non mi soffermo perché ho già detto questa mattina cosa penso. Non è esaustiva, non è tutto, si può fare di più, si può fare di meglio e di meglio siamo chiamati a fare per questo comparto. Noi come centrosinistra abbiamo ormai già da due anni presentato una proposta di testo unico degli incentivi alle imprese che dà risposte anche a questo vitale settore dell'economia sarda, ma soprattutto propone una cosa, e con questo voglio concludere, che mi sembra importante ricordare e sottolineare: parifica l'impresa del commercio a tutte le altre, e cioè la sottrae al regime del de minimis e la parifica alle altre imprese, così come fa la Comunità Europea. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Poiché è terminato l'esame degli articoli e degli ordini del giorno passiamo alla votazione finale della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 213/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU -BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO -PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU.

Si è astenuto il consigliere: COGODI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 62

astenuti 1

maggioranza 32

favorevoli 62

(Il Consiglio approva)

(Applausi dalle tribune riservate al pubblico)

PRESIDENTE. Il pubblico è pregato di astenersi da qualsiasi manifestazione di assenso o dissenso.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, le faccio i complimenti per questa prima conduzione dell'Assemblea.

Siccome sono le 19 e 35, credo che possiamo aggiornare i lavori a domani, però le chiederei di riunire la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per stabilire su quale argomento proseguiamo i lavori domani mattina, perché è un aspetto che in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo di questa mattina avevamo rinviato alla conclusione dei lavori della giornata. Quindi se questa può essere una proposta accoglibile dall'Aula potremmo chiudere la seduta pomeridiana e riunire la Conferenza.

PRESIDENTE. La proposta è di chiudere la seduta, aggiornare i lavori a domani mattina e nel frattempo convocare la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, chiedo di convocare la Conferenza dei Presidenti di Gruppo sospendendo i lavori, perché la comunicazione all'Aula sulla ripresa dei lavori direi che va data dopo la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

PRESIDENTE. La sua proposta naturalmente è differente da quella del collega Spissu. Non ho nessuna difficoltà ad accogliere la sua al posto di quella dell'onorevole Spissu.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 38, viene ripresa alle ore 20 e 02.)

PRESIDENTE. Colleghi, la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso di chiudere la seduta stasera e di aggiornare i lavori a domani mattina alle ore 10. Si riprenderà con la discussione del testo unificato dei progetti di legge sull'irap.

La seduta è tolta alle ore 20 e 03.