Seduta n.449 del 19/02/2004 

CDXLIX Seduta

Giovedì 19 Febbraio 2004

(Antimeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 14.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 12 Febbraio 2004 (443), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Alberto Randazzo ha chiesto congedo per la seduta del 19 febbraio 2004. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende approvato.

Informo i colleghi che da questo momento decorrono i dieci minuti necessari per poter procedere alla prima votazione, alle 10 e 25. Ricordo ai colleghi che la seduta di ieri si è conclusa con il voto sull'articolo 2, e che anche a seguito degli approfonditi controlli svolti dagli uffici, che questa mattina hanno riferito al Presidente, rimangono in vita gli emendamenti numero 1, primo firmatario Piana, e 14 primo firmatario Masia.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sono decaduti!

PRESIDENTE. No, non sono decaduti permangono. Ho detto: i due emendamenti, l'1 primo firmatario Piana e 14 primo firmatario Masia, permangono in quanto emendamenti presentati all'articolo e non al comma. Avendo consultato tutti gli atti in possesso dell'ufficio noi abbiamo sempre applicato questa regola. Se il consigliere Balletto non è d'accordo, naturalmente ha a disposizione tutti gli atti che sono in possesso di questo ufficio, li può consultare e così potrà rendersi conto di quanto stiamo dicendo. Quindi, stamattina riprendiamo con la votazione sull'emendamento numero 1 all'articolo 2, e la votazione avverrà alle 10 e 25. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 18, viene ripresa alle ore 10 e 27.)

Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge Dore - Fadda - Granella - Sanna Gian Valerio - Selis: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio (482) e Piana: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio - Recepimento in Sardegna del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269, convertito in Legge 31 ottobre 2003 - (Condono edilizio 2003)" (496), del disegno di legge: "Norme di riordino in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico, di sanatoria di insediamenti ed opere abusive e di snellimento ed accelerazione delle procedure amministrative in materia edilizia" (502) e della proposta di legge "Morittu - Pirisi: "Limiti alla definizione agevolata delle violazioni edilizie" (507)

PRESIDENTE. Colleghi riprendiamo la Seduta. Ricordo che siamo in votazione dell'emendamento numero 1, primo firmatario Piana.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Per chiedere il voto segreto a nome del Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sul Regolamento. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente, molto rapidamente sul Regolamento, io ritengo che l'emendamento in discussione sia un emendamento che non dovrebbe essere ammesso per altre ragioni diverse da quelle formali, perché tratta argomento che non è oggetto di una legge e non può essere oggetto soprattutto di questa legge. Però questo è rimesso alla valutazione della Presidenza, la Presidenza ritiene quell'emendamento ammissibile e perciò rispettosamente a quella interpretazione...

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa onorevole Cogodi, allora informo i colleghi che in quest'Aula è stato attivato un dispositivo per isolare l'Aula dal campo radio per i telefonini, le Presidenze che si alternano sinora stanno evitando di mettere in funzione questo apparecchietto e continueranno a comportarsi così ad una condizione, che i telefoni vengano silenziati e che i colleghi che parlano al telefono parlino sottovoce. Se questo non avvenisse, questa Presidenza darà disposizioni perché venga attivato l'apparecchietto che isola l'Aula dal campo radio. Prego onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Grazie Presidente. Dicevo che pur non condividendo, come dire, l'ammissibilità che è riconosciuta a quella proposta normativa che non ha nulla a che vedere con la materia della legge e soprattutto nulla avrebbe a che vedere neppure con una legge, perché tratta di materia amministrativa che diversamente dovrebbe essere disciplinata, tuttavia la interpretazione che dà la Presidenza non può che essere rispettata. Intervengo, invece, per rappresentare un'altra evenienza. Io ritengo che, invece, sul piano formale, l'emendamento aggiuntivo anche rispetto ad una norma che il Consiglio col suo voto ha cassato, bocciandola, se ha una sua autonomia debba essere ammesso alla discussione e al voto. Quindi, concordo che è corretta l'interpretazione che in questo caso si sta dando, sotto il profilo formale, per questa seconda evenienza, per questo profilo. Debbo però doverosamente richiamare il fatto che in altre circostanze emendamenti presentati dal nostro Gruppo e in discussione, e mi riferisco all'ultima vicenda dell'assestamento di bilancio, ed anche precedentemente della finanziaria, che erano aggiuntivi ad autonomi funzionalmente e collocati solo nella dicitura dopo un certo articolo o dopo un certo comma di articolo, ma senza connessione alcuna né con l'articolo, né col comma, era solo una questione di collocazione, come dire, di armonia di collocazione nel testo sono stati invece dichiarati decaduti e travolti perché era stato bocciato un articolo o bocciato un comma che in nulla afferiva e in nulla modificava la norma che veniva proposta. Siccome io sostengo che quello che vale, vale comunque al di là delle interpretazioni sbagliate di prima, vorrei che questo ragionamento rimanesse agli atti, a conforto del fatto che la materia venga meglio, come dire, riflettuta, meglio esaminata, e che la presidenza, chiunque presieda, adotti un criterio uniforme che garantisca comunque il diritto dei consiglieri regionali di presentare emendamenti e di concorrere alla formazione delle leggi, perchè una interpretazione sbarazzina che elimini gli emendamenti aggiuntivi quando il loro contenuto è del tutto autonomo rispetto alla norma che precedentemente è stata cassata, è chiaro che lede il diritto dei consiglieri di concorrere a formare le leggi, perché non c'è connessione funzionale e quindi non può decadere in quel caso. Ripeto, questo emendamento sarebbe inammissibile per altre ragioni, ma siccome è ammesso è comunque ai voti ma vorrei, questa era solo l'intenzione di questo mio intervento sul Regolamento, che rimanesse agli atti perché non si dia una prassi consolidata che ad libitum, di volta in volta, si ritenga che un emendamento aggiuntivo è decaduto e in una situazione, non è decaduto in altre situazioni, almeno perchè il caso rimanga controverso ed essendo controverso possa essere intelligentemente e saggiamente esaminato e risolto.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi è perfettamente chiaro a questa Presidenza il problema che lei ha sollevato e questa Presidenza ribadisce il fatto che l'interpretazione è un'interpretazione necessariamente ed esclusivamente di tipo formale. Questa Presidenza, peraltro, ritiene che probabilmente occorrerebbe una ulteriore specificazione che andrebbe introdotta in sede regolamentare proprio per evitare che nel futuro vi possono essere delle interpretazioni, come lei le ha chiamate gentilmente, sbarazzine legate all'umore della Presidenza di turno. E quindi io credo che sarebbe opportuno che la Giunta per il Regolamento, anche tenendo conto degli atti generali del Consiglio e del problema che lei oggi ha sollevato, cercasse di intervenire per ovviare a questo problema.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 57

Votanti 57

Maggioranza 29

Favorevoli 15

Contrari 41

Voti nulli 1

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - COGODI - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.)

Mettiamo in votazione l'emendamento numero 14, primo firmatario Masia.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 14.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 64

Votanti 64

Maggioranza 33

Favorevoli 27

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 3.

ORTU, Segretario:

Art. 3

Divieto

1. Non sono in ogni caso suscettibili di condono le opere abusive realizzate in violazione delle norme di cui all'art. 10 bis della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, e successive modifiche e integrazioni.

PRESIDENTE. All'articolo 3 sono stati presentati i seguenti emendamenti: emendamento sostituivo parziale 17 che sostituisce il 16 che era un emendamento all'emendamento numero 10. Emendamenti aggiuntivi: 6, 11, 12 e 15. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Le lettere b), e), d), e), f), e g), sono sostituite dalle seguenti lettere:

b) le opere edilizie abusive che abbiano comportato l'ampliamento del manufatto originario nella misura superiore al 25% della loro volumetria originaria purché non superiore a 250 mc;

c) le nuove costruzioni abusive che abbiano una volumetria superiore a 300 mc;

d) i complessi immobiliari abusivi che, fermo il limite di 300 mc per singola richiesta di titolo abilitativo edilizio in sanatoria, superino i 1200 mc complessivi;

e) le opere abusive che siano state realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere dei beni ambientali e paesistici, qualora non venga acquisito il nulla osta da parte del soggetto che ha imposto il vincolo, nonché dei parchi e delle aree protette nazionali e provinciali qualora istituiti prima dell'esecuzione di dette opere, in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici;

f) le opere abusive che siano state realizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con provvedimenti aventi forza di legge o dichiarati di interesse particolarmente rilevante ai sensi degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;

g) le opere abusive che insistono su aree di proprietà dello Stato o di Enti pubblici, a meno che l'amministrazione competente conceda l'uso del suolo. (17)

Emendamento sostitutivo totale Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano

L'art. 3 è sostituito dal seguente:

Art. 3

Divieti

1. Non sono, comunque, suscettibili di sanatoria:

a) le opere abusive realizzate nelle zone di rilevante interesse paesistico-ambientale di cui all'articolo 10 bis della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45 e successive modifiche;

b) le opere abusive realizzate nei territori compresi entro una fascia di due chilometri dal mare - escluse le opere ricadenti nelle zone omogenee A, B, C e D degli strumenti urbanistici vigenti - con eccezione di quelle opere cui è rilasciato l'accertamento di conformità per le domande presentate entro il termine di sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e relative ad interventi conformi agli strumenti urbanistici generali o attuativi approvati e non in contrasto con quelli adottati al momento della presentazione della domanda;

c) le opere abusive realizzate nei Siti di Interesse Comunitario (Zone S.I.C.), nei parchi e nelle aree naturali protette regionali istituiti o anche solamente provvisoriamente delimitati ai sensi della legge regionale 7 giugno 1989, n. 31;

d) le opere abusive realizzate nelle aree demaniali;

e) le opere abusive realizzate in contrasto con le previsioni contenute nel Piano per il riassetto idrogeologico regionale;

f) le opere abusive realizzate su terreni, aree boscate o su pascoli i cui soprassuoli siano stati precedentemente percorsi dal fuoco;

g) le richieste di modifica di destinazione d'uso delle opere realizzate in modo non conforme alle vigenti disposizioni concernenti le altezze minime e i requisiti igienico-sanitari dei fabbricati. (10)

Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Sanna Giacomo - Scano

All'articolo 3, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

1 bis. Il divieto di sanatoria delle opere edilizie realizzate in assenza dei necessari titoli abilitativi previsti o in difformità o con variazioni essenziali non opera:

a) per le opere abusive che risultino ultimate entro il 31 dicembre 1993 e per le quali sia stata presentata idonea domanda di rilascio di concessione in sanatoria ai sensi delle disposizioni di cui alla legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 e successive modifiche e integrazioni e all'articolo 11 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6;

b) per le opere abusive di cui agli articoli 3 e 8 della legge regionale 19 febbraio 1986, n. 21 che siano state ultimate entro il 31 marzo 2003. Per tali opere la domanda di sanatoria dev'essere presentata - a pena di decadenza - al competente comune entro il termine di quarantacinque giorni dall'entrata in vigore della presente legge e gli oneri di concessione dovuti sono calcolati secondo le modalità di cui all'articolo 27, comma 5 e all'articolo 44, comma 5 della L.R. n. 23/1985, convertiti in euro e aumentati del cinquanta per cento. Essi devono essere interamente versati al momento della presentazione della domanda di sanatoria;

e) per i mutamenti di destinazione d'uso attuati entro il 31 marzo 2003, con esclusione di quelli riguardanti edifici siti in zone vincolate ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 e di quelli che comportino variazioni essenziali ai sensi dell'art. 5 della legge regionale n. 23 del 1985. (6)

Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Sanna Giacomo - Scano

Dopo l'articolo 3, è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

Supporto cartografico

1. La Regione, entro quarantacinque giorni dall'entrata in vigore della presente legge, mette a disposizione dei Comuni la cartografia aerofotogrammetrica regionale aggiornata al 31 marzo 2003, al fine di consentire un'efficace controllo dell'attività edilizia.

2. Il Comune, in sede di esame delle domande di sanatoria, procede al loro riscontro con tale cartografia aerofotogrammetrica che costituisce condizione di procedibilità per il prosieguo della definizione dell'abuso edilizio il cui procedimento è sospeso in mancanza di tale riscontro. (11)

Emendamento aggiuntivo Giagu - Sanna Giacomo

Dopo l'articolo 3, è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

L'articolo 32 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 è sostituito dal seguente:

Art. 32

Piani di risanamento urbanistico

1. Qualora un insediamento edilizio sia stato realizzato in tutto o in parte abusivamente, il rilascio del permesso in sanatoria per le opere in esso comprese è subordinato all'approvazione di un piano di risanamento urbanistico, di iniziativa pubblica e/o privata, che può essere adottato anche in variante allo strumento urbanistico generale.

2. I proprietari di immobili abusivi, in tutto o in parte, e i proprietari di superfici territoriali non edificate ricadenti all'interno della perimetrazione degli insediamenti abusivi individuati con le modalità di cui al successivo quarto comma, possono riunirsi in consorzio volontario per partecipare alla redazione ed all'attuazione, anche parziale, dei piani di risanamento urbanistico; tale partecipazione deve essere definita, per gli aspetti tecnico-urbanistici e finanziari derivanti dalla presente legge, attraverso apposita convenzione da stipularsi con il comune nei modi previsti per i piani attuativi di iniziativa privata.

3. La redazione e l'attuazione dei piani di risanamento urbanistico possono essere assegnate in concessione ad imprese, o ad associazioni di imprese, o a loro consorzi; tale concessione è accompagnata da apposita convenzione nella quale sono, tra l'altro, precisati i contenuti economici e finanziari degli interventi di recupero urbanistico.

4. Si considera insediamento edilizio, ai fini del precedente primo comma, l'ambito territoriale comprendente l'insieme di unità immobiliari la cui densità, calcolata sulla base delle volumetrie presenti, sia uguale o superiore all'indice territoriale di 0,40 mc/mq per gli ambiti urbani, di 0,20 mc/mq per gli ambiti periurbani immediatamente a ridosso di quelli urbani e, di 0,10 per gli ambiti extra urbani, ai quali va associata una dotazione in termini di standard pubblici e/o di uso pubblico non inferiore a 60 mq per cento metri cubi insediabili, per gli ambiti urbani e periurbani, ed una dotazione di 100 mq per cento metri cubi insediabili, per gli ambiti extraurbani.

5. In ogni caso l'indice territoriale risultante dai piani non può essere superiore a quello della relativa zona omogenea per gli ambiti urbani, al rapporto di 0,35 mc/mq per gli ambiti periurbani ed al rapporto di 0,20 mc/mq per quelli extraurbani. (12)

Emendamento aggiuntivo Masia - Balia - Ibba

Dopo l'articolo 3, è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

Norme in materia di espropriazioni

Il vincolo preordinato all'esproprio, ai fini della localizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità, può essere apposto, su iniziativa dell'amministrazione competente ad approvare il progetto, mediante apposita conferenza di servizi cui partecipa l'amministrazione comunale interessata. Tale apposizione costituisce automatica variante allo strumento urbanistico, senza la necessità della verifica di coerenza regionale, per i soli fini di cui all'articolo 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. (15)

PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati a partire dall'emendamento numero 17 della Giunta regionale. Onorevole Cogodi su che cosa vuole intervenire?

COGODI (R.C.). Sulla lettura... sull'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intendendo che l'ordine del giorno è l'ordine che si dà al giorno e a questa parte del giorno che è questo momento. In questo momento in cui si dovrebbe illustrare l'emendamento numero 17, che è stato ritirato da noi poc'anzi, che sostituirebbe l'emendamento 16, che sostituirebbe l'emendamento 10 e quant'altro sostituendo, accade che questo emendamento è scritto a mano su due pagine e sarebbe difficilmente interpretabile anche se fosse una lettera d'amore. Io non riesco a leggerlo; è scritto a mano su due pagine e per quanti sforzi si possa fare io non riesco proprio.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi le chiedo scusa; è evidente a tutti il problema che lei sta...

COGODI (R.C.). Quindi anche alla Presidenza.

PRESIDENTE. Certamente sì.

COGODI (R.C.). Le chiedo una scrittura in forma leggibile, in lingua italiana.

Se no chiamiamo Gavino Sale, anche in lingua sarda.

PRESIDENTE. Chiediamo scusa all'Aula, il problema è che noi abbiamo due dipendenti che sono assenti per malattia e adesso l'emendamento è stato scritto in una forma molto più leggibile, quindi sospendo la seduta per dieci minuti perché possa essere duplicato e anche distribuito.

COGODI (R.C.). E letto anche!

PRESIDENTE. La Seduta è sospesa e i lavori riprendono alle ore 10 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 41, viene ripresa alle ore 10 e 50.)

PRESIDENTE. E' stato distribuito, in forma chiaramente più leggibile, l'emendamento numero 17 della Giunta regionale. Quindi invito l'Assessore ad illustrare l'emendamento numero 17, che sostituisce il 16, che era un emendamento all'emendamento numero 10, quindi la sintesi dovrebbe essere l'emendamento numero 17, che viene illustrato dall'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ASUNIS, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, con l'emendamento presentato dalla Giunta si vuole di fatto perseguire una pluralità di risultati. Il primo risultato scaturisce da alcune considerazioni che già erano state portate all'attenzione dell'Aula, ovvero dalla convinzione che nel caso Sardegna la maggior parte degli abusi edilizi sia riferita non già alla realizzazione di complessi edilizi plurimmobiliari, ma nella stragrande maggioranza dei casi ad interventi edilizi di dimensioni minimali.

In riferimento proprio a questo aspetto, peraltro alcuni consiglieri regionali nei loro interventi hanno manifestato perplessità in riferimento ai monti volumetrici previsti dal quadro nazionale, che ricordo puntualmente sono riferiti a 750 metri cubi per unità abitativa e a 3000 metri cubi per complessi edilizi plurimmobiliari, la Giunta, riprendendo peraltro un segmento del disegno di legge a suo tempo licenziato dalla stessa, ha ritenuto di dover incidere in riferimento a questa problematica identificando come soglie massime di ammissibilità al condono dei valori nettamente inferiori rispetto a quelli previsti dal quadro nazionale e inferiori anche agli stessi valori che la Giunta regionale, a suo tempo, in sede di approntamento e di approvazione del disegno aveva individuato.

Nello specifico l'emendamento va ad incidere in riferimento alle opere abusive in ampliamento, comportando un tetto massimo di sanabilità pari al 25 per cento in riferimento al volume preesistente, e comunque con una soglia di tollerabilità massima non superiore ai 250 metri cubi rispetto ai 750 previsti dalla norma nazionale. Per le nuove costruzioni tale soglia deve essere mantenuta al di sotto dei 300 metri cubi rispetto ai 750 metri cubi previsti dal quadro nazionale e complessivamente la dimensione dei complessi plurimmobiliari viene identificata in misura non superiore a 1200 metri cubi rispetto ai 3000 metri cubi presenti nel quadro nazionale stesso.

Viene previsto nell'emendamento presentato anche un percorso atto a inibire la possibilità di ottenimento di concessioni in sanatoria nell'ipotesi in cui l'opera realizzata illegittimamente si ritrova in una serie di fattispecie, quali aree assoggettate a vincoli imposti, vuoi dall'autorità statale, vuoi dall'autorità regionale, per i quali interventi abusivi non può procedersi alla sanatoria a meno che il soggetto che ha posto il vincolo non rilasci il suo specifico nulla osta. Rientra in questa categoria anche tutta la partita riferita alle opere abusive realizzate su immobili dichiarati monumenti nazionali; non sono peraltro, nell'emendamento, ammissibili sanatorie edilizie in riferimento ad immobili che insistono su aree di proprietà dello Stato o di proprietà di enti pubblici, a meno che chiaramente l'amministrazione titolare del bene dia in uso la relativa area di sedime del manufatto stesso. L'intendimento è quello, oggettivamente, di limitare fortemente la possibilità di sanatoria nel nostro sistema Sardegna, riducendola di fatto a quelle tipologie che sono state un po' richiamate da tutti quelli che sono intervenuti in quest'aula, ovvero tipologie minori, tipologie non identificabili con operazioni tipiche di speculazione riferita a complessi identificabili come palazzi, villaggi o simili.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 6 ha facoltà di illustrarlo.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, il nostro emendamento si propone di introdurre, rispetto alla logica, diciamo così, naturalmente è un emendamento che si inserisce nella logica degli emendamenti da noi presentati e che prefiguravano nel loro complesso una nostra proposta per la sanatoria edilizia in Sardegna. E quindi questo emendamento che, come dire, si aggancia all'articolo 3, per questioni meramente tecniche naturalmente, prevede alcune possibilità di sanatoria di opere edilizie abusive, tra le quali, naturalmente, quelle previste dagli articoli 3 e 8 della legge regionale numero 21 che, ricordo, è una legge successiva alla 23 e modificativa della stessa, quindi sostanzialmente ci stiamo riferendo al corpo normativo derivante dalle legge regionale numero 23 dell'85, ivi compresi i piccoli abusi e le destinazioni d'uso con, naturalmente, un divieto per destinazioni d'uso rilevanti, quelli che incidono fortemente sul tessuto urbano esistente. Esempio fra tutti: mutare la destinazione d'uso di un grande magazzino, di un capannone artigianale e farlo diventare di tipo commerciale significa introdurre dentro quel tessuto urbano una mutazione importante con effetti che noi vediamo nelle nostre città, grandi e piccole, effetti disastrosi sotto il profilo, per esempio, del traffico, diventando un grande edifico commerciale un forte attrattore di traffico, così, come qualcuno ricordava, anche trasformare un manufatto edilizio destinato ad attività diverse, artigianali o di depositi, eccetera, trasformarlo per esempio in un edificio ad attività di tipo anche ludico, terziario e così via, si è evocato il cosiddetto bingo, introduce un elemento dentro il tessuto urbano difficilmente da questo a volte, tante volte, il più delle volte, quasi sempre insopportabile. Ed allora noi poniamo va bene il cambio di destinazione d'uso, ma il cambio di destinazione d'uso deve avere un limite nel fatto che questo cambio non determini davvero uno snaturamento complessivo del manufatto edilizio preesistente.

Ora, ritorno, la nostra proposta era una proposta, come dire, dentro un ragionamento che limitasse davvero la sanatoria ai casi che peraltro, come ricordava anche l'Assessore adesso nella sua illustrazione all'emendamento ultimo, cioè al numero 17, la casistica in Sardegna pare che sia riferita in stragrande maggior parte ai piccoli abusi. Questo non significa che non vi possano essere dei grandi abusi, ma il problema che questo Consiglio ha davanti è se nel legiferare rispetto alla sanatoria deve guardare ai piccoli abusivi o deve guardare ai grandi abusi, o se invece non debba considerare i grandi abusi come abusi inammissibili, insostenibili, insopportabili in Sardegna e quindi ne decreti il divieto per questi. Ora, ne parleremo nella discussione generale, nell'emendamento numero 17 della Giunta, che mi pare raccolga anche, in certa misura almeno, le critiche che sono state avanzate alla legge nazionale e alla proposta della Commissione oggi, in questi giorni in discussione, accogliendo queste critiche in qualche modo cerca di limitare l'impatto della legge nazionale in Sardegna, e di questo naturalmente non possiamo che prenderne atto positivamente, anche se comunque permangono nello stesso emendamento 17 concessioni a sanatorie per complessi edilizi di 1200 metri cubi. Stiamo parlando di cose davvero considerevoli, di cose davvero gravi se venissero accolte in sanatoria. Quindi la nostra proposta peraltro, guardate, ricalca la maggioranza delle leggi regionali che sono state approvate ad oggi in Italia, sia da Regioni - ripeto - rette, governate dal centrosinistra, sia da Regioni governate dal centrodestra. La legge del Veneto è una legge che mi pare limiti moltissimo, limiti sostanzialmente il condono nazionale e consenta la sanatoria per le opere minori, quali quelle da noi previste nell'emendamento numero 6, che è aggiuntivo all'articolo 3. Guardate, il ragionamento...

PRESIDENTE. Onorevole Morittu, le chiedo scusa, per un errore di questa Presidenza io non le ho chiesto di illustrare anche l'emendamento numero 10, che naturalmente va illustrato, è lei il primo firmatario, e quindi se magari durante l'intervento vuole riagganciare l'argomento.

MORITTU (D.S.). Parleremo anche dall'emendamento 10.

PRESIDENTE. La ringrazio, le chiedo scusa per l'errore.

MORITTU (D.S.). Dicevo, io ho sentito delle argomentazioni un po' curiose in quest'Aula da parte di alcuni consiglieri della maggioranza, pochi interventi naturalmente e poche argomentazioni, ma l'argomentazione di fondo mi è sembrata questa: noi abbiamo bisogno di questa legge di recepimento del condono nazionale perché non vogliamo essere gli ultimi in Italia, né vogliamo essere discriminati rispetto agli altri cittadini italiani. Se noi non approviamo la legge, noi non possiamo fare, siccome siamo Regione speciale, il condono in Sardegna e l'abusivo, il cittadino, il povero abusivo che ha fatto 1800 metri cubi di abuso in Sardegna non può essere parificato all'omologo cittadino toscano, emiliano, umbro, marchigiano, veneziano e così via. Ma guardate che in quelle regioni, la legge di recepimento di quelle regioni rispetto al condono nazionale è una legge che cassa il condono nazionale e ammette a sanatoria solo le opere minori, soprattutto opere che siano conformi alla pianificazione urbanistica vigente, cioè per quelle regioni, che sono ormai, mi pare ad oggi, la maggior parte delle regioni italiane, vige un principio invalicabile, che si può sì ammettere a sanatoria, che si può sì condonare qualcosa, ma questo qualcosa deve essere ordinato e coerente rispetto alla pianificazione, cioè rispetto alla pianificazione esistente non si passa. Ma questo quanto meno, se non salvaguarda completamente il principio della legittimità, il principio etico di rispondere al rispetto sostanziale delle leggi, quanto meno salva il principio della coerenza rispetto alla pianificazione urbanistica esistente.

Mi pare che seppure con un passo in avanti fatto dalla Giunta, del quale prendiamo atto naturalmente positivamente, noi dobbiamo comunque ribadire un principio che è un principio di coerenza con la pianificazione esistente o comunque con un atteggiamento che da parte di questo Consiglio regionale non possa andare a concedere abusi da 1800 metri cubi o similari.

Il nostro emendamento 10, che è l'emendamento che fissa divieti, mette i cosiddetti paletti, diciamo, rispetto alla proposta o a qualunque tipo di proposta di sanatoria edilizia, integra in maniera sostanziale l'articolo 3 proposto dalla Commissione, il quale articolo 3, come ho già avuto modo di dire in discussione generale, fa riferimento soltanto all'articolo 10 bis della legge regionale 45 dell'89. Ora, l'articolo 10 bis naturalmente fa un lungo elenco insiemi territoriali, naturalistici e così via, fissa il cosiddetto limite dei 300 metri, determina qualitativamente gli areali sensibili in Sardegna, ma non li circoscrive, non li determina. L'articolo 10 bis senza i piani territoriali paesistici è uno strumento debole, si capisce che è uno strumento debole, perché l'articolo 10 bis ha trovato nei piani territoriali paesistici, pur con le loro carenze, diciamo, che peraltro sono state anche evidenziate dalle sentenze sia del TAR che del Consiglio di Stato prima, sentenze che annullano, io ricordo, i PTP per carenza di tutela, non per eccesso di tutela, per carenza di tutela. Quindi gli stessi PTP erano deboli sotto il versate della tutela, perché permettevano, consentivano trasformazioni di aree sensibili superiori alla sostenibilità dichiarata di quelle aree stesse. Allora, fare riferimento al solo 10 bis è, come dire, un po' come salvarsi l'anima, un po' come dire: sì, però, per quanto riguarda il rispetto del 10 bis noi lo manteniamo in piedi, quindi diciamo che no, non si può sanare dentro la fattispecie prevista dal 10 bis. Ma la fattispecie prevista dal 10 bis se non è sostanziata da uno strumento, e quindi dai PTP che sono caduti, è un po', se mi consentite il termine, acqua fresca, non del tutto, naturalmente, perché rimangono i 300 metri, rimangono comunque alcune indicazioni che poi mi pare la Giunta regionale abbia ripreso in una sua direttiva.

Noi ci preoccupiamo allora, nell'emendamento numero 10, di fare un elenco più puntale, posto che non abbiamo più i piani territoriali paesistici perché sono stati annullati, allora noi ci preoccupiamo di inserire un po' più puntualmente dei limiti rispetto alla sanatoria, cioè a dire: nei punti b), c), d), e), f) e g) noi diciamo per tutti questi punti non è possibile concedere sanatoria. Punto b): noi diciamo le opere che sono comprese nella fascia di due chilometri, ad eccezione delle aree a), b), c), d), e) ed f) così come previste nella pianificazione urbanistica comunale. Ma i due chilometri sono la fascia territoriale che erano disciplinati dai PTP, non essendoci i PTP ci poniamo il problema di introdurre il limite di due chilometri, con le eccezioni che dicevo, quindi delle aree territoriali pianificate dai comuni, in quella fascia non è possibile aderire alle sanatorie.

Non è possibile aderire alle sanatorie nelle aree SIC, nelle aree di interesse comunitario, insomma la Giunta regionale, l'attuale Giunta regionale mi risulta che pur rivedendo le perimetrazioni fatte dalla precedente Giunta di centrosinistra, rivedendo in piccola parte, ma nel merito non possiamo entrarci oggi naturalmente, ha adottato una perimetrazione di aree SIC che sostanzialmente coincide dicevo con quella precedente, insomma in queste aree SIC che vogliamo fare? Sono aree protette, sono aree di interesse comunitario, così da noi dichiarate, che vogliamo fare? Vogliamo ammettere la sanatoria? L'articolo 10 bis non salva le aree SIC, come l'articolo 10 bis non salva le opere abusive realizzate nelle aree demaniali. Che vogliamo fare, per sanare gli abusivi ci vogliamo vendere le aree demaniali, così come mi pare che in qualche misura proponga la Giunta nel suo emendamento all'emendamento? Io credo che, sulle aree demaniali, gli abusivi non devono passare in nessuna maniera, né la Regione debba essere convinta dall'abusivo a dismettere un suo patrimonio, sarebbe davvero - come dire - un doppio danno. Un danno di ammettere la sanatoria e il danno di vendersi anche il patrimonio per ammettere quella sanatoria. Quindi, la linea deve essere netta, sulle aree demaniali non c'è possibilità alcuna di sanatoria e in nessun modo possibile. E poi, insomma, la Giunta, questa Giunta regionale ha approvato un PAI, un piano di assetto idrogeologico, ma come? Ma noi nel disciplinare la sanatoria non vogliamo far riferimento al piano di assetto idrogeologico? Vogliamo continuare, magari, ad ammettere a sanatoria opere vicine a situazioni di particolare sensibilità ai dissesti idrogeologici? Poi, magari trovarci come è successo, io mi auguro naturalmente di no, nel Meridione italiano, ci troviamo magari a Sarno e così via, con opere abusive sanate e poi magari distrutte giustamente, io dico, dalla giustizia della natura, vuoi magari per qualche inondazione e quant'altro, per qualche dissesto, per qualche frana e così via, ne vogliamo tener conto del piano di assetto idrogeologico nel ragionare di sanatoria? E poi vogliamo tener conto in Sardegna, c'è peraltro legge regionale, mi risulta almeno che vi sia una legge regionale vigente che lo disciplina, vogliamo fare riferimento alle opere abusive che sono state realizzate in aree boscate, che sono state percorse da incendio o non ne vogliamo introdurre di queste limitazioni? Limitazioni che la legge nazionale, per esempio, introduce, ma se noi variamo la legge nazionale su questo punto, cioè sul punto dei divieti, sostanzialmente stiamo - come dire - allargando le maglie anche rispetto a quella nazionale della possibilità di sanatoria su terreni o aree boscate che siano state percorse da fuoco. E poi per ultimo noi diciamo ma vogliamo continuare a far sì che i comuni si trovino davanti a sanatorie su, per esempio, manufatti edilizi che non hanno i requisiti igienico sanitari per le destinazioni d'uso a cui sono state destinate? Mi riferisco a seminterrati non areati, mi riferisco a sottotetti con altezze da nani, da 1 e 50, che vengono nelle nostre città - soprattutto nei centri delle nostre città - trasformati in zone residenziali, costringendo quindi, non avendo questi manufatti o queste parti di manufatti, i requisiti igienico ambientali previsti dalle norme specifiche? Vogliamo far riferimento, vogliamo chiudere questa partita speculativa che tutti i sottotetti anche di altezza inferiore a quella prevista dalle norme igienico sanitarie diventino abitazioni, creando un aggravio peraltro anche di tipo abitativo nelle zone residenziali già fortemente sature? Ma comunque, al di là dei problemi di parcheggio o di saturazione di ambiti cittadini, ci vogliamo porre il problema di far abitare i cittadini in luoghi non malsani, in luoghi idonei o vogliamo continuare ad ammettere a sanatoria e quindi a dare rendita speculativa ai palazzinari delle nostre città, a me risulta che questa ambiguità non sia stata mai risolta nei precedenti condoni e quindi si ammettono a sanatoria opere che non sono assolutamente adibibili ad abitazione o anche, per esempio, ad altri usi, dove sono previste altezze per esempio superiori alle minime dei 2 e 70 abitativi, per esempio per scuole, per funzioni, esercizi pubblici e quant'altro. Cioè, vogliamo mettere un punto fermo anche su questo per evitare le storture del passato, che sono storture che vengono pagate economicamente per quanto riguarda gli acquisti di questi manufatti abusivi sanati, ma anche come dire fisicamente da persone che abitano in luoghi che sono assolutamente inabitabili? Ho fatto l'esempio delle mansarde, ma potremmo fare anche altri esempi di seminterrati assolutamente privi di condizioni minime di abitabilità.

Ecco, tutto questo per dire, caro Assessore, cari consiglieri, ed anche nel prendere atto della proposta avanzata dalla Giunta. Ma non crede, Assessore, davvero e anche in considerazione del fatto che è caduto l'articolo 2, che è caduta la parte procedurale che pone problemi anche seri da un punto di vista poi dell'indirizzo ai comuni nell'accoglimento e nella procedura che ne segue di concessione in sanatoria, non crede davvero che arrivati a questo punto sia il caso di prendere seriamente in considerazione, perché io non credo che il braccio di ferro poi tra maggioranza ed opposizione porti risultati positivi, io credo che il risultato positivo possa essere davvero ragionevolmente conseguito, anche perché notiamo e prendiamo atto positivamente, come dire, di segnali chiari che si vuole andare in una direzione seria nel costruire una proposta di legge, noi continuiamo a ribadire che ci impegniamo anche in tempi strettissimi. Io sono anche disponibile a lavorare, a mettere a disposizione la mia persona, quel po' di competenza che ho per lavorare a chiudere un testo serio che, come dire, prenda anche in considerazione le diverse posizioni e tutto ciò che il dibattito in questi giorni in quest'Aula ci ha portato come contributo. Insomma, io non credo che andare a chiudere una proposta di legge un po' per caso, perché poi gli emendamenti, l'approvazione di emendamenti o dei testi producono un testo un po' casuale pieno di tante contraddizioni che secondo me davvero non aiutano i cittadini sardi a risolvere, quelli che meritano di poterlo risolvere, il problema.

PRESIDENTE. Onorevole Morittu, la deve richiamare. Grazie.

Emendamento numero 12, primo firmatario l'onorevole Giagu. Le chiedo scusa, onorevole Masia, l'onorevole Masia è il primo firmatario. Può essere illustrato. Sì, onorevole Masia magari se lo ritiene può illustrare anche l'emendamento numero 15, così almeno abbiamo risolto il problema.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per illustrare gli emendamenti numero 12 e 15. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Proprio per il fatto che ha citato l'onorevole Giagu, Presidente, volevo evidenziare un aspetto che mi porta ad entrare in merito a questo emendamento che ritengo estremamente importante e che vorrei che i colleghi seguissero un attimo per capirlo meglio, tenuto conto che si muove questo emendamento che è aggiuntivo all'articolo 3 nell'ottica sempre di riuscire a dare una legge migliore, anche se naturalmente per quello che sta succedendo mi pare che la fiducia su questo aspetto stia sempre venendo meno. Debbo dire che l'emendamento 14 che è stato poco fa annullato mi fa dire per forza che con l'acqua sporca di un emendamento precedente è stato gettato via il bambino che aveva delle caratteristiche invece diciamo estremamente positive. Nel momento in cui quell'emendamento è stato bocciato abbiamo che non c'è più la possibilità di poter informatizzare le procedure relative alla sanatoria così come credo che sia stato detto anche dall'Assessore che condivideva, coinvolgendo io ritenevo la maggioranza su questo, e allo stesso tempo c'era la possibilità di verificare attraverso la cartografia necessaria per poter presentare una richiesta di condono la possibilità di verificare la rispondenza di quello che era l'atto della richiesta con quella che è l'ortofotografia presente nell'Assessorato dell'urbanistica e quindi dando maggiori garanzie di un atto preciso e così è stato e naturalmente abbiamo soltanto la possibilità di prenderne atto e per cui chiedo ai colleghi di stare estremamente attenti quando si va a votare, non è solo un gioco di parti, ma è principalmente una attenzione che dobbiamo per far sì che questa legge sia il più possibile migliorata.

L'emendamento 12, Presidente, è in particolare rivolto a quelle situazioni che si vanno a verificare quando attraverso la sanatoria alcune realtà hanno sì gli immobili sanati, ma si ritrovano troppo spesso per non dire quasi sempre nella situazione di non avere invece le infrastrutture, gli standard e tutto quello che è necessario nel momento in cui avendo sanato questi edifici bisogna anche risanare quei quartieri. È vero, esiste ed è presente l'articolo 32 della legge 23 che dà la possibilità di poter intervenire attraverso i piani di risanamento urbanistico. I piani di risanamento urbanistico devono prima di tutto essere individuati all'interno dei piani urbanistici e nel momento in cui sono individuati hanno la possibilità di essere affrontati come piani attuativi esclusivamente attraverso l'iniziativa pubblica. Io voglio evidenziare un aspetto prima che si vada a confondere: i piani di risanamento urbanistico attualmente possono essere affrontati se individuati all'interno dei piani urbanistici e solo attraverso l'iniziativa pubblica. Il mio emendamento, in sintesi, tende solo ed esclusivamente a dare la possibilità di intervenire nei piani di risanamento urbanistico anche attraverso l'iniziativa privata e naturalmente approfittando, utilizzando il momento del condono poter individuare insediamenti edilizi solo ed esclusivamente attraverso la verifica che all'interno di questi insediamenti esista anche qualche opera abusiva da sanare e facendo sì quindi, quasi come vincolo, come strumento per potergli dare gambe, utilizzare la possibilità di ottenere il condono per queste opere abusive che ricadono all'interno di insediamenti urbanistici individuabili, la possibilità di ottenere il condono solo e attraverso quella che è l'attuazione di un piano di risanamento urbanistico.

I piani di risanamento urbanistico, quando vengono affrontati, danno la possibilità di individuare standard che sono quelli necessari a seconda della zona che naturalmente è interessata, danno la possibilità di individuare viabilità, danno la possibilità di ottenere anche le infrastrutture. Noi possiamo dividere il territorio interessato agli abusi edilizi in zone urbane, zone periurbane e zone agricole. Le zone urbane hanno già una definizione precisa per ciò che riguarda gli indici territoriali, sono quelli che naturalmente rispettano gli indici già stabiliti, le zone periurbane sono quelle abbastanza vicine per non dire nella stretta periferia della città, le zone agricole mi pare che non ci sia bisogno di spendere più di tante parole, è tutto il resto del territorio che non sia classificato in maniera diversa.

Detto questo, io credo che sia necessario affrontare questo emendamento tenendo conto dell'interesse che può esserci proprio per le zone strettamente periferiche delle città. In questo caso, io credo che sarebbe stato opportuno che anche l'onorevole Piana ascoltasse perché probabilmente attraverso un emendamento di questo genere si possono trovare soluzioni a quelle che lui in qualche modo prende in considerazione purtroppo generalizzando, purtroppo tenendo conto che non è questo il modo di poter affrontare da un punto di vista urbanistico il problema e comunque invece spingendosi un attimino di più per vedere quale può essere la soluzione, io credo che la soluzione, ma non solo per la città di Sassari, io credo per la città di Nuoro, per la città di Iglesias, per la città di Quartu, per Cagliari, dove ci sono situazioni che devono essere recuperate da un punto di vista urbanistico per il semplice fatto che ci può essere qualche attività di carattere abusivo che è stata realizzata prima o anche in questo periodo, io credo che si possa individuare un'area cosiddetta di insediamento edilizio che in tutto o in parte ha delle opere abusive, è possibile attraverso il rilascio della sanatoria di quelle opere abusive poter procedere ad un piano attuativo questa volta non soltanto di iniziativa pubblica ma di iniziativa anche privata. I vari commi di questo emendamento che ritengo complesso se non si ha una presentazione che ne chiarisca i contenuti ed è per quello che dedico qualche parola in più, sono principalmente ripetizione di quello che è già contenuto all'interno dell'articolo 32 quindi non c'è niente di diverso né di più rispetto a quello che è già previsto. E' previsto che l'insediamento edilizio, nel momento in cui diventa opportunità per un piano attuativo, ha un indice territoriale, l'indice territoriale se è un ambito urbano è lo stesso previsto in quella zona, se è periurbano è previsto che per poter essere individuato come insediamento edilizio deve avere almeno una edilizia già realizzata pari al 20 per cento, l'insediamento edilizio, se ne esiste che ricade in agro, per poter essere individuato deve avere già una edilizia realizzata in tutto o in parte, come dicevo, di tipo abusivo di almeno dello 0,10 metri cubi su metro quadro. La proposta qual è? La proposta è quella di consentire che attraverso la realizzazione di un piano attuativo, senza niente modificare rispetto alla "32" perché gli indici territoriali sono gli stessi previsti nella legge, dare la possibilità che quelli che possono essere il risultato di un piano attuativo che naturalmente abbisogna di individuare le aree di standard, come dicevo, di individuare le aree per le strade, strade e viabilità naturalmente dignitosa, di poter realizzare le infrastrutture, dà la possibilità perché la Regione non ha la capacità di poter finanziare tutti i piani di risanamento urbanistico che sono stati individuati di iniziativa pubblica nella nostra Regione, nei vari comuni presenti in Sardegna, da cui ne consegue che attraverso una iniziativa privata che può essere quella che si ottiene con il consorzio di coloro che ricadono all'interno di questi comparti, così come li ho definiti, poter consentire anche a chi lo vuole fare, a chi vuole affrontare in proprio questa opportunità di realizzare un comparto che a tutti i livelli si ponga come altri che sono realizzati in maniera normale e quindi consentano di vivere dignitosamente attraverso la realizzazione di verde, attraverso la realizzazione di parcheggi, attraverso la realizzazione a volte, perché manca, anche di impianti di smaltimento, diciamo, che non esistono, attraverso l'adduzione idrica che spesso non è sufficiente e tutti quanti quelli che sono gli altri impianti che in un comparto di edilizia moderno devono essere presenti.

PRESIDENTE. Concluda onorevole Masia.

MASIA (S.D.I. - S.U.). Devo fare anche l'altro se mi consente.

PRESIDENTE. Va bene, può illustrare anche l'altro.

MASIA (S.D.I. - S.U.). Io credo che questo sia un modo di affrontare in maniera diversa un articolo, il 32 della legge 23 già presente dal lontano 1985, al fine di consentire ulteriori opportunità; alcune sono state già realizzate e hanno dimostrato con l'iniziativa pubblica di essere estremamente importanti, necessarie ma con costi incredibilmente alti. Credo che si possa fare anche diversamente e su questo io credo che si possa in qualche modo procedere.

Relativamente all'emendamento 15, è un emendamento molto semplice, nasce dallo spirito di voler dare il più possibile, e sempre agli enti locali, la possibilità di essere attori principali nella gestione del loro territorio, coloro che programmano e coloro che in assoluto devono avere perfetta conoscenza di quello che avviene per il semplice fatto che troppo spesso, troppe volte capita che invece enti superiori, enti diversi dall'ente locale incidono in quelle che sono le realtà di quel territorio e quel territorio, quell'ente locale è obbligato spesso a subirli.

Io ricordo, per fare naturalmente più chiarezza su questo argomento, quello che succede per esempio e quello che è successo con l'attività estrattiva delle cave. Abbiamo visto che siamo stati obbligati a votare un articolo 8 in una legge di tipo finanziario per cercare di bloccare quelle che erano le iniziative che arrivavano da un ente superiore e che calavano senza il minimo coinvolgimento all'interno dei territori. Si muove in questa ottica, si parla attraverso questo emendamento di consentire all'amministrazione locale di avere coscienza quando si procede ad una qualunque attività di esproprio che non nasca dall'ente locale, la possibilità che l'ente locale possa essere messo a conoscenza di quello che avviene.

L'emendamento recita così: "Il vincolo preordinato all'esproprio ai fini della localizzazione di una opera di pubblica o di pubblica utilità, può essere apposto su iniziativa dell'amministrazione competente ad approvare il progetto mediante apposita conferenza di servizi". È la conferenza di servizi che coinvolge, coinvolgerebbe approvando questo emendamento anche l'ente locale e quindi darebbe all'ente locale la possibilità di prendere coscienza, di entrare in merito, di poter dire "così non va bene" perché confligge con altre iniziative, confligge con quella che è la programmazione che il nostro ente sta portando avanti; oppure "va bene" da cui ne consegue che si può procedere, perché una iniziativa, un'opera pubblica, un'opera di pubblica utilità io credo che l'ente locale prima di dire di no ci penserà due volte, ma è anche vero che a quell'ente bisogna dare la possibilità di poter entrare in merito il più possibile per ciò che riguarda tutto quanto quello che interessa il proprio territorio.

E io concludo con queste parole, è quello di voler procedere in questa direzione, è quello di voler dare all'ente locale e a chi amministra la possibilità di conoscere costantemente e sempre quello che avviene nel proprio territorio e chi su quel territorio vuole incidere per fare sì che non ci siano conflitti, che non ci siano sovrapposizioni, e quello che noi oggi abbiamo presente, una situazione di totale confusione per cui spesso capita che si va a scavare e si tranciano linee importanti di comunicazione telefonica, spesso si tranciano linee elettriche che sono di adduzione importante ad imprese ed altre industrie, spesso capita anche di poter interessare acquedotti, fognature che in qualche modo non hanno niente a che vedere con l'ente locale e che però sono state realizzate per il semplice fatto che qualunque ente oggi ha il diritto per un'opera pubblica, un'opera di pubblica utilità di poter espropriare, realizzare i propri lavori senza per questo andare a confrontarsi con chi invece ha pieno diritto e titolarità di entrare in merito ed è questo l'ente locale di cui parlavo. PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. Signor Presidente, poiché gli emendamenti…

PRESIDENTE. Chi ha chiesto di intervenire? Ha domandato parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). L'emendamento 11, che introduce l'articolo 3 bis, non è stato illustrato. Non vorrei che magari...

PRESIDENTE. Io pensavo di averle già dato la parola per illustrarlo complessivamente insieme agli altri, ma non c'è alcun problema, onorevole Morittu. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento numero 11.

MORITTU (D.S.). Io chiedo scusa, insomma, non avevo capito, pensavo che mi avesse dato la parola diciamo erroneamente per trattare l'emendamento 6, poi però mi ha corretto dicendomi: "Ma insomma si dovrebbe trattare anche l'emendamento 10", posto che l'emendamento della Giunta insiste sull'emendamento 10. Quindi, io non ho per la verità fatto cenno all'emendamento numero 11, ma non tedierò molto i colleghi su questo punto.

Lo voglio soltanto brevissimamente illustrare con una premessa. La premessa è la seguente; ne abbiamo già parlato, il problema l'abbiamo sottolineato, ma io lo ripropongo per un problema di chiarezza e anche di ordine rispetto alla materia che stiamo trattando, cioè all'emendamento 11. È acclarato da istituti specializzati che hanno fatto indagine sull'edilizia in Italia, in particolare sull'edilizia abusiva, che in prossimità, prima, immediatamente prima e anche un po' dopo, comunque a cavallo con le date nelle quali sono state emanate delle leggi di condono, vi sono state delle impennate spaventose sull'attività edilizia in Italia. Dei veri e propri picchi nell'84, nel '94 e le previsioni che abbiamo letto tutti, io credo, sui maggiori quotidiani specializzati nazionali, in particolare su "Il Sole 24 Ore", per esempio, riportano una indagine fatta dal Cresme che parla di un incremento previsto dell'attività edilizia doppiamente illegale, come ho richiamato ieri in un mio intervento, perché contrasta con gli strumenti urbanistici e se è realizzata senza autorizzazione illegale doppiamente perché realizzata nel periodo che intercorre tra il 31 di marzo, data ultima concessa dal condono nazionale, al 31 di marzo del 2004, data ultima per la presentazione della domanda.

In questo anno di tempo, e anche a partire da un anno prima in Italia, per la verità, cioè a fare data dall'annuncio nel 2002 nella Finanziaria del 2002 - 2003 da parte del Governo nazionale di voler introdurre nuovamente il condono edilizio. In questa fascia temporale vi è un incremento stimato nell'ordine del 30 per cento. Da lì anche, come qualcuno ricordava, le forti proteste dell'Ance nazionale, per bocca del suo Presidente, ma anche delle associazioni regionali e anche di quelle sarde, perché si capisce bene che questo incremento forte dell'edilizia abusiva porta naturalmente un forte decremento degli affari per l'edilizia legale realizzata per l'appunto da imprenditori seri.

Per altro basterebbe avvicinarsi ad un rivenditore, a un amico rivenditore di materiali edili in Sardegna per avere il polso della situazione oggi, non prima del 31 marzo del 2003, oggi, basterebbe andare da qualunque grossista di materiali edilizi, fare una piccola indagine per capire qual è il volume di affari che si sta realizzando oggi, e questo volume di affari non si trasferisce sull'edilizia legale, si sta trasferendo paro paro sull'edilizia illegale ed abusiva.

Allora, noi con l'articolo 3 bis ribadiamo, formalizziamo ciò che per altro abbiamo chiesto alla Giunta regionale, lo ricordo, già da 4, 5 mesi fa; diamo ai comuni entro 45 giorni la cartografia aggiornata al 31 marzo del 2003, e questa cartografia non è che gliela diamo per appendersela al muro, per avere carta in più, gliela diamo con il vincolo che la sanatoria è concedibile soltanto se vi è un riscontro positivo con la cartografia in possesso della Regione Sardegna alla data del 31 marzo 2003. Quanto meno evitiamo il doppio abuso, se proprio volete concedere l'abuso, evitiamo il doppio almeno, cioè evitiamo che qualcuno ci abbia costruito sotto il naso in un periodo in cui non soltanto non poteva costruire ma non poteva costruire per le leggi sane, esistenti ma non poteva costruire neanche per le leggi insane, sopraggiunte, mi riferisco alla legge sul condono nazionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. Signor Presidente, poiché gli emendamenti sono tanti, me li vuole indicare uno per uno?

PRESIDENTE. Partiamo dal 17 della Giunta regionale che sostituisce il 16 che a sua volta è un emendamento all'emendamento numero 10.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore; Trattasi di un lavoro di sintesi e si esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Sul 10.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. Si prevede il divieto di sanatoria con una visuale "khomeinista" della situazione, troppo dura, sanatoria nei due chilometri dal mare, nelle aree di interesse comunitario, nelle aree PAI, addirittura si propone la non sanabilità in tutte le aree che a partire dalla creazione del mondo siano state percorse dal fuoco. Si esprime pertanto parere negativo.

PRESIDENTE. Sul 6.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. Parere negativo.

PRESIDENTE. 11.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. La portata dell'emendamento attiene a problematiche che dovrebbero confluire in mere disposizioni amministrative che sono di competenza dell'Assessorato degli enti locali e dell'urbanistica, trattasi di materie che non dovrebbero essere trattate in una legge. Parere non favorevole.

PRESIDENTE. 12.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. All'Aula.

PRESIDENTE. 15.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. A firma di?

PRESIDENTE. Masia.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. All'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. A partire dal 17 che è della Giunta.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica; Parlerò a voce alta. Emendamento numero 17, il parere della Giunta favorevole. Emendamento numero, mi aiuta Presidente?

PRESIDENTE. 10.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Emendamento numero 10 in continuazione del parere favorevole sul 17, non può che essere positivo esclusivamente in riferimento alla lettera a), 1° comma.

PRESIDENTE. Emendamento numero 6.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Per quanto attiene l'emendamento numero 6 il parere della Giunta regionale è non favorevole, in modo particolare anche nella considerazione che su alcuni passaggi ricontenuti nell'emendamento stesso non si rilevano elementi innovativi rispetto a quanto già previsto nell'ordinamento legislativo regionale.

PRESIDENTE. Emendamento numero 11.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Per quanto attiene l'emendamento numero 11 voglio soltanto fare una riflessione in riferimento ad una problematica di carattere strettamente lessicale, nel secondo comma dove si parla di cartografia aerofotogrammetrica, in realtà la terminologia è leggermente diversa, credo che si volesse intendere "rilievi aerofotogrammetrici" presumibilmente. Semmai in separata sede avremo modo di disquisire su aspetti di carattere ancora più tecnico.

In riferimento a questa problematica, così come avevo avuto modo di anticipare in un passato intervento, l'amministrazione regionale ha, con specifica determina di impegno, programmato l'acquisto di questo materiale. Dopo la determina si è passati al contratto, in questo momento la struttura sta procedendo all'approntamento del materiale che dovrebbe essere consegnato all'amministrazione regionale presumibilmente entro la fine del mese di marzo.

La norma che qui si richiama è una norma di tipo regolamentare, più che una norma legislativa, a nostro avviso, comunque in riferimento a questo emendamento la Giunta si rimette alle valutazioni dell'Aula.

PRESIDENTE. Emendamento numero 12.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. L'emendamento numero 12, emendamento che di fatto in gran parte ripercorre i contenuti della legge numero 23, emendamento che in un certo senso chiarisce alcuni aspetti che sono insiti nel dispositivo legislativo attualmente vigente, in particolare per quanto attiene il comma 4 dell'articolo 32 della legge numero 23, in riferimento alla problematica relativa al grado di compromissione del territorio.

La dicitura della norma legislativa recita: "Si considera in via generale inserimento edilizio" e prosegue. Di fatto nell'emendamento si mettono alcuni paletti di tipo dimensionale che aiutano, a giudizio della Giunta, nel percorso di programmazione da parte delle amministrazioni comunali. A questo debba aggiungersi il miglioramento del sistema infrastrutturale e delle aree destinate ad accogliere i servizi pubblici, che risultano nell'emendamento puntualmente normate su valori tali in modo particolare per le aree urbane e periurbane, forse anche da sopperire in parte a alcune deficienze, in termini localizzativi e dimensionali, che sono presenti all'interno dell'urbano consolidato. Per questi elementi, ai quali faccio riferimento, tenendo conto che comunque è di fatto un emendamento che ha una forte caratterizzazione di natura strettamente tecnica, ritengo l'emendamento stesso positivamente valutato dalla Giunta regionale e quindi esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Emendamento numero 15.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. L'emendamento numero 15 è di fatto un emendamento anche questo strettamente tecnico, un emendamento che in un certo senso dà ulteriore fiato alla volontà degli enti locali. La posizione della Giunta è non negativa in riferimento all'emendamento stesso.

PRESIDENTE. Diciamo che quindi in forma diretta è favorevole?

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica; Favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, più che un Consiglio regionale, a questo punto l'Aula sembra di essere il luogo di incontro dei sopravvissuti a un disastro. Speriamo che il disastro non sia quello che sopravverrebbe se si insiste a volere discutere ed eventualmente approvare questa legge, comunque quelli che siamo sopravvissuti siamo qui, partecipiamo alla riunione. La legge in discussione, se soccorre come io penso che debba soccorrere un briciolo di buon senso, dovrebbe essere meglio considerata, meglio riscritta, meglio organizzata, e per fare ciò insistiamo nel dire che in sede istruttoria, nell'apposita e competente commissione, si potrebbe riorganizzare questo lavoro e portare in Aula un testo largamente condiviso e utile davvero alla Regione. Permane ancora la tendenza a "tirare a campare" e il tentativo invece di voler sbarcare un provvedimento "purchè sia", ma purchè sia tale da soddisfare evidentemente alcune mire e alcuni appetiti che sono ben evidenti nella configurazione complessiva della legge. Discuteremo ancora sull'articolo, sugli articoli che rimangono, sugli emendamenti, comprendendone il vero spirito, e poi chi vivrà vedrà. L'articolo 3 di questa legge che è in discussione è un'ulteriore dimostrazione di quale sia e di che natura sia quella mira e quell'appetito che si è scatenato volendo fare approvare al Consiglio regionale della Sardegna il recepimento delle norme nazionali e per altro nel modo peggiore. Perché gli unici casi di esclusione che sono ipotizzati dal proponente questa legge e dall'esimio Presidente Tunis che ha prodotto quel colpo di mano in commissione per portare in Aula questa proposta, ma insieme a Tunis, attorno a Tunis tutti quelli che condividono, perché per quanto bravo e capace e cavallo di razza sia il collega Tunis, da solo non vincerebbe molte gare, come ognuno di noi da solo non vincerebbe troppe gare. La verità è che è ben accompagnato in questa avventura apparentemente solitaria, è però ben accompagnata. L'articolo 3 ipotizza che gli unici casi di esclusione dalla sanatoria siano le aree dei 300 metri dal mare, o comunque le aree contemplate nell'articolo 10 bis della legge regionale, della legge 45. Meno male, ricordo a suo tempo le discussioni, che saranno pure certificate nelle carte che nessuno mai leggerà del Consiglio regionale. Quando anche allora, nell'89, in quest'Aula quelli che ne sanno di più degli altri sostenevano: "Ma perché irrigidire", questa era la parola magica che si usa in queste situazioni: "perché irrigidire nella legge una previsione di tutela, di una parte del territorio, meglio la flessibilità dell'atto amministrativo che consente di valutare nel tempo quello che cambia, quello che migliora, le migliori volontà", e altri a dire, io compreso e altri: ma badate che alcune cose in legge sono chiare, uguali per tutti e garantite, dopo qualche tempo anche la legge si può modificare, e meno male che almeno alcune categorie di tutela sono state inserite nella legge e che quella regolarità, trasparenza, garanzia è valsa in questi anni, almeno nella fascia dei 300 metri oggi perché è sopravvenuto un senso comune della gente che costringe anche il legislatore, anche quello peggiore, o all'amministratore anche quello peggiore a non pensare di poter toccare almeno quel limite di tutela minima dei 300 metri dal mare. Ma vedete che sorte hanno conosciuto invece le altre disposizioni affidate alla flessibilità, alla dinamicità, alla valutazione migliore del momento successivo, cioè la pianificazione paesistica che va con atto amministrativo, e vi fu anche allora una discussione impegnata in Aula, perché non a regime, ma in sede di primo avvio sostenevamo, alcuni, e avevamo ragione, che anche la pianificazione paesistica in sede di primo impianto avrebbe dovuta essere garantito dalla legge, essendo una garanzia minima e che successivamente invece le modifiche, i miglioramenti gli adattamenti avrebbe potuto essere affidati allo strumento amministrativo, perché avremmo avuto una garanzia per i cittadini, per gli operatori, anche per i costruttori che costruissero dove e come sarebbe stato bene e possibile quindi costruire. Invece su questo prevalse la teoria, anche quella sbarazzina, del dire "no", lo strumento amministrativo è più flessibile, è più malleabile, è migliore. Si è visto quanto era migliore perché esposti a tutti i venti sono stati ovviamente in via amministrativa caducati, cosa che invece fossero stati garantiti dalla legge non avrebbero potuto essere nei gradi di tutela previsti, da nessuno toccati.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue COGODI). Però adesso si vede qual era l'intendimento, perché nessuno vieta alla Giunta che propone o al Consiglio che decide sulle leggi, nessuno vieta di recuperare oggi, siamo all'esame di uno strumento legislativo, almeno quei gradi di tutela che erano contenuti nella programmazione regionale, perché la pianificazione paesistica era uno degli elementi tra i più qualificanti della pianificazione dello sviluppo regionale, dell'assetto del territorio, e invece no. Il 10 bis, ci mancherebbe, perché è già legge e perché prima di toccare il 10 bis credo che qualcuno si debba buttare dal Bastione di questi tempi, però la pianificazione paesistica quel sistema che pure era acquisito, la parte positiva di quella pianificazione almeno richiamarla con una norma ricettizia, almeno recuperarla ai fini del non essere abusato. Niente; si può sanare, si potrebbe sanare, secondo questa impostazione, anche laddove si è violata quella pianificazione paesistica che era vigente, che era cogente e quindi aveva già individuato ambiti di territorio che per sensibilità e delicatezza non avrebbero dovuto essere toccati da nessuno. Invece adesso, per il combinato disposto malefico della caducazione in via amministrativa dei piani e per la rinuncia colpevole del legislatore oggi a recuperare la parte buona di quella pianificazione, si arriva all'assurdo di ipotizzare sanatorie di opere di manomissione anche nelle zone riconosciute di assoluta tutela.

Una parola sugli emendamenti che sono proposti invece all'articolo 3, che vorrebbero mitigare o migliorare e che secondo me dovremmo discuterne anche di questi emendamenti, che secondo me peggiorano la situazione. Lo stesso emendamento della Giunta su cui poi sarà possibile un attimo tornare dove si ipotizza la sanatoria dei complessi immobiliari abusivi, ma anche stabilendo un limite, ma qui non si è detto che la sanatoria doveva venire incontro alla povera gente, al povero diavolo che aveva necessità di costruirsi una casa e che c'entrano i complessi immobiliari con chi si deve costruire una casa? Se uno non ha casa?

PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Sì, concludo. Se uno non ha casa, e non ha neanche i soldi per comprarla la casa, ovviamente, sennò non sarebbe di necessità la sua iniziativa, che fa, costruisce un complesso abusivo? Ma non scherziamo! Così come una parola, un accenno soltanto con la promessa di poter tornare a chiarire rapidamente il concetto quando l'emendamento verrà, eventualmente, spero di no, posto in votazione, anche l'emendamento 12 del collega carissimo, primo firmatario, Masia. Anche lì deve essere esplicitato un punto: il piano di risanamento urbanistico è, come dire, una innovazione che in questa regione esiste perché la legge buona, fatta nell'85 a cui nessuno vuole riferirsi, che esiste già in questa regione, fatta per mettere ordine, non sanatorie facili, ma sanatorie giuste all'interno di una disciplina, prevedeva i piani di risanamento urbanistico dentro una procedura di garanzia. Adesso qui, con questo emendamento si chiarisca, mi fermo a questo, che si vuole introdurre non solo il principio dell'iniziativa…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io le ho lasciato il tempo!

COGODI (R.C.). Finito Presidente, solo il titolo, si vuole introdurre non solo il potere di iniziativa che poi bisogna vedere, che una cosa è l'iniziativa sociale che non è proibita da nessuno, una cosa è l'iniziativa formale di un procedimento amministrativo che invece è un'altra cosa, però si vuole anche introdurre, sia chiarito questo, il collega Masia l'ha accennato, sia chiarito che si sta introducendo un premio volumetrico, si sta introducendo un aumento di volumetria per operare la sanatoria. La Giunta dice che concorda, questo a me preoccupa molto; perché allora perché non l'ha proposto la Giunta? Si sta introducendo un aumento di volumetria e quindi non stiamo soltanto sanando quello che è illegale, si sta dicendo anche "ti do un premio perché tu presenti il piano, e cioè ti do un premio perché sei abusivo", manca il panettone a Natale e l'operazione è conclusa!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, l'articolo 3 della legge in discussione indica i casi relativi alle opere che non sono suscettibili di condono secondo quanto previsto dall'articolo 10 bis della legge 45. Poi affrontiamo questa discussione avendo già sgombrato il campo dall'emendamento che è stato proposto dall'onorevole Piana. Dobbiamo registrare che l'Aula ha avuto un sussulto di orgoglio e ha confermato quanto aveva già fatto in precedenza che certe vergogne sono improponibili, sarebbe stato auspicabile che non lo si facesse neanche arrivare al voto. A me pare che sia comunque, signor Presidente, indispensabile che quest'Aula, così come è stato chiesto dai colleghi di questa parte che mi hanno preceduto, non abbiamo registrato interventi dalla parte del governo, dalla parte della maggioranza che sostiene il governo, e io credo che la cosa più giusta, come dicevo, sarebbe quella di riportare il provvedimento in commissione per vedere di fare gli aggiustamenti che occorre fare al fine di licenziare una legge che sia, per trovare una soluzione che sia più rispondente alle esigenze della nostra Isola e alle reali esigenze delle nostre genti, salvaguardando quello che abbiamo chiamato essere il bene primario della nostra terra, l'ambiente, salvaguardare il territorio, dare risposte anche a quegli abusi che sono stati chiamati di necessità in una maniera forse un po' impropria, però io credo che ci sia anche materiale sul quale confrontare la reale volontà di cui parlavamo, cioè di dare reali risposte a coloro che hanno edificato per necessità e per bisogno e sgombrare il campo da quelle che invece sono delle forzature che servirebbero soltanto a favorire profittatori, speculatori edili e persone che non hanno nessuno scrupolo di dare l'assalto al nostro territorio. Nel contempo credo che salvaguarderemo anche gli interessi degli imprenditori edili seri, di coloro i quali fanno il loro mestiere rispettando le regole, traendo il giusto profitto e non facendo delle azioni e delle operazioni che siano devastanti per il nostro territorio. A me pare che ci sia da fare qualche richiamo anche all'andamento della discussione che abbiamo avuto in quest'Aula. Quando si è a corto di argomenti, da parte di qualche collega della destra, si imbocca immediatamente come reazione ad una questione che è stata posta, che è il conflitto di interessi. Ma c'è qualcuno che qui può giurare che all'interno dell'Aula non ci siano conflitti di interessi di coloro i quali cercano di difendere l'indifendibile. Se così fosse io credo che questo Consiglio regionale potrebbe veramente andare fiero e avere il massimo della stima da parte dell'opinione pubblica.

Così non è e noi abbiamo visto che quando si invoca il conflitto di interessi, immediatamente scatta una reprimenda, ci sono persone che a sentire parlare di conflitti di interessi parlano subito dei comunisti, qualche altro parla di sporchi comunisti, non è stato fatto in quest'Aula, però avviene anche questo e a me pare che sia un armamentario logoro, desueto ed anche antistorico, che trova due o tre alfieri anche in quest'Aula e fuori. Uno è il cavaliere Berlusconi, l'altro veramente scatta come un riflesso condizionato, all'onorevole Pittalis che sembra arrivi, non abbia mai avuto partito, che sia una persona calata qui per insegnare ai cittadini e a quest'Aula di come la politica deve essere fatta in nome della purezza noi ci ricordiamo benissimo, senza che questa sia un'offesa per lui, che viene dal partito socialdemocratico, è stato capo di gabinetto, come si dice, vice assessore qualche anno addietro, all'epoca cioè della socialdemocrazia di Tanassi e di Longo. Ma non stiamo ogni quarto d'ora a ripetergli e a ricordargli queste cose. L'altro a me pare che sia l'onorevole podista che sta visitando i paesi dell'interno e mentre noi discutiamo di problemi che mi pare siano problemi reali e vicini ai problemi della gente, lui sta sognando nuovi arcipelaghi sperando che vengano proiettati negli schermi di questa Regione. E' partito, tra l'altro, dal paese di Armungia, il paese Natale di Emilio Lussu e non avendo padri nobili di riferimento ed intellettuali, voglio dire di valore, quando si ha come riferimento Apicella o Tony Renis, intellettuali a cui guarda la destra di Forza Italia in modo particolare, ci si rifugia nei padri del sardismo e del socialismo, facendo operazioni che sono veramente improbabili ed anche un tantino azzardate.

Addirittura, signor Presidente, scusi questa divagazione, però è il caso che qualche volta la si faccia, si è dovuto utilizzare, per esempio, oggi, il partito di Forza Italia, che appunto non ha padri nobili a cui guardare, ha utilizzato persone che militavano nel Partito Comunista Italiano, tra cui, per esempio, l'omologo del Presidente della nostra Commissione cultura, Piana, l'onorevole Adornato, che è l'omologo della Camera dei deputati e ha militato nel Partito Comunista Italiano, l'onorevole Bondi, che è un altro militante del Partito Comunista Italiano in passato, e un altro militante della sinistra socialista, l'onorevole Cicchitto. Noi non abbiamo niente di cui vergognarci per aver militato del Partito Comunista Italiano, siamo orgogliosi di questo, è forse il caso che l'onorevole Pittalis la smetta di fare questi riferimenti che veramente forse...

(Interruzioni)

PIRISI (D.S.). Sì, sì, gliel'ho ricordato, ma lo ribadisco, di Tanassi e di Longo ai tempi della Lockheed, eccetera.

Io, adesso, tornando allo specifico del quale stiamo parlando, signor Presidente, questa divagazione l'ho fatta anche per un motivo, perché ci sono persone che stanno girando nei paesi dicendo che non si sta discutendo delle questioni reali. Il condono edilizio, il problema della tutela del territorio, il problema di recepire in chiave sarda uno strumento che viene messo a disposizione dal Governo nazionale, come qualcuno ha detto, anche se noi non condividiamo questo tipo di scelta, ebbene io credo che avrebbe avuto necessità di avere anche l'onorevole Pili a discutere con noi. Questo non è avvenuto, questo non avviene.

Allora, nel merito di un emendamento solo parlerò, dell'emendamento numero 17 che è stato proposto dalla Giunta regionale. L'emendamento 17, che corregge una serie di questioni che erano state poste nel precedente emendamento numero 16, e che corregge chiaramente in positivo la legge nazionale, porta l'ampliamento, considera ammissibile l'ampliamento di un manufatto all'interno dei 250 metri cubi, si va dal 10 per cento al 25 per cento, diciamo che è un punto sul quale una discussione ci può essere e che può trovare una disponibilità da parte nostra anche ad accoglierlo, però io credo, così come adesso accennava il collega Cogodi, e in precedenza e in maniera molto più stringente il collega Morittu, che al punto c), Assessore, dove si parla delle nuove costruzioni abusive, noi dovremmo aggiungere qualcosa. Noi dovremmo dire che, posto che si accetti questo tipo di volumetria, l'impostazione dovrebbe essere diversa, cioè dovremmo escludere le seconde case, perché io non credo che esista qualcuno povero, che ha bisogno, necessità... Concludo immediatamente, Presidente, avrò modo di illustrare in seguito il mio punto di vista nel merito degli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, mi dispiace di aver costretto adesso i colleghi ad entrare e nuovamente ad uscire dall'aula, né per carità li voglio...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, vorrei sentire l'intervento dell'onorevole Morittu.

MORITTU (D.S.). Presidente, mi scusavo con lei e con i colleghi per averli costretti a rientrare in aula, e magari adesso costringerli nuovamente ad uscire. Io naturalmente non li posso costringere a rimanere né ad ascoltarmi, spero semplicemente che mi contano di svolgere l'intervento che sarà breve, insomma, con tranquillità.

Io vorrei riprendere, signor Presidente, alcuni argomenti che un po' ho trattato nella discussione o meglio nella presentazione degli emendamenti, ma in particolare mi vorrei soffermare sull'emendamento presentato dalla Giunta che, ricordo, è un emendamento che sostituisce un emendamento che mi vede primo firmatario, e cioè l'emendamento numero 10. Dell'emendamento numero 10, sostanzialmente, il testo della Giunta ne cassa la quasi totalità dei commi e cioè il punto b), c , d), e), f) e g) che io ho illustrato poc'anzi e che io ritengo punti sostanziali, quanto meno per contenere gli effetti dell'edilizia abusiva ed illegale in zone che riteniamo tutti, a parole, a piena bocca, qua dentro, zone da tutelare, zone o ambiti territoriali che sono la vera ricchezza di quest'Isola e che però puntualmente quando andiamo a stringere qualcuno poi questa cassaforte ambientale ed economica della Sardegna se la svende al primo che passa, perché magari gli ha pure promesso un qualche sostegno di carattere elettorale. Tutto questo, naturalmente, spiace però noi non possiamo esimerci dal denunciare questo grave comportamento politico, ma anche etico, se vogliamo, da parte della Giunta e della maggioranza.

Io poi, anche accogliendo un atteggiamento di "buona volontà" o meglio accogliendo un ripensamento della Giunta, che in qualche modo capisce o ha capito che la legge nazionale fortemente stride con gli interessi di quest'Isola, presenta con questo testo dell'emendamento una limitazione significativa per certi versi del testo nazionale, e però introduce anche qualche elemento di disparità... Anche i miei colleghi vedo che sono non solo attenti, ma anche tesi nella discussione generale su questa legge. Presidente, riprenda anche i miei colleghi, naturalmente, per carità, non faccia distinzione alcuna.

PRESIDENTE. Ho difficoltà, siccome sono suoi colleghi pensavo che foste d'accordo. C'è una risonanza particolare in aula per cui in alcuni punti si è disturbati e quando si parla in alcuni altri punti non si è disturbati. Pensavo che arrecasse danno solo a me, invece anche lei vedo che... Prego.

MORITTU (D.S.). I miei colleghi stanno pensando ad altro, anche loro sono preoccupati dalle preferenze.

(Interruzioni)

Morittu (d.s.). Ho detto "anche i miei colleghi".

Per esempio, Assessore, al suo punto b) del testo dell'emendamento numero 17, quando introduce una misura seppure leggermente inferiore a quella nazionale del 25 per cento, che è la barriera prima - è vero? - per gli ampliamenti, non superiori al 25 per cento, poi pone un altro tetto che è quello "purché non superiore a 250 metri cubi", l'elemento di non equità, di disparità io lo rilevo in questo modo: una casa di 300 metri cubi può ampliare, con il 25 per cento, di soli 25 metri quadri, soli per modo di dire; una casa, invece, di 1000 metri cubi, come dire, giusto per ritornare alla povera o alla gente abbiente, a me pare che ci sia un privilegio per chi ha 1000 metri cubi che può fare un massimo di 200 metri quadri, mentre chi ha 300 metri cubi si deve fermare a 75 metri cubi. Questo non mi pare che sia un elemento di equità, di perequazione, di venire incontro alla povera gente, come il mio onorevole Presidente - Presidente della mia Commissione naturalmente - tante volte ci ha detto, preoccupato della povera gente. Insomma, allora io credo che questo elemento quanto meno vada corretto. Io ve lo segnalo semplicemente.

Sul punto e), Assessore, io vorrei capire: nel punto e) la Giunta cerca di condensare i punti che noi abbiamo esplicitato, b), c), d), e), f) e g), che io ho detto aree SIC, percorse dal fuoco, eccetera, eccetera, le aree sensibili sulle quali noi facciamo divieto assoluto, proponiamo di fare divieto assoluto. Lei parla di aree protette nazionali e provinciali, mi chiedo: e quelle regionali? Non so, e Molentargius? E l'area di Alghero? E il parco di Alghero? E le aree marine? Cioè quelle regioni scompaiono, cioè nazionali e provinciali. Strano, scompare la Regione, va bene che la vogliamo far scomparire da tutto, non le vogliamo dare nessuna competenza, insomma, ma quanto meno dico è una dimenticanza o c'è una volontà ad escludere i parchi regionali? Seconda domanda: ma le aree SIC vengono o no considerate come aree protette? Perché manca anche un altro ente per la verità, che sarà presente in questa in questa campagna elettorale, non quello che interessa di più, l'ente comunitario, ma le aree SIC comunitarie entrano o non entrano nelle aree protette?

PRESIDENTE. Onorevole Morittu è solo un errore di copiatura, abbiamo ritrovato l'originale, è scritto a mano "regionali". Comunque c'era sempre anche il riferimento al punto e), peraltro è un mero errore di copiatura.

COGODI (R.C.). Ma non è colpa di Morittu!

PRESIDENTE. No, no, mi dispiace per l'incidente. Gli uffici, attenti, hanno colto, rimediamo immediatamente.

MORITTU (D.S.). Presidente, io ne prendo, naturalmente, favorevolmente perché non ci siamo dimenticati di quelli regionali. Io ho posto ancora un'altra domanda: ma le aree SIC, che sono aree di interesse comunitario, proposte dalla Regione, doppiamente, uno, quando Assessore era l'onorevole Onida, due con l'attuale Assessore Pani, approvate dalla Giunta anche recentemente, queste aree SIC sono aree istituite? Bisognerebbe chiarirlo perché se non si chiarisce bisognerebbe esplicitarlo. Noi l'abbiamo esplicitato nell'emendamento che è stato sostituito dall'emendamento 17. E poi, come dire, tutte le altre questioni delle quali abbiamo parlato.

Ma in ultimo, sempre sull'emendamento della Giunta, vogliamo davvero che si sanino in Sardegna i complessi edilizi, seppure diminuiti da 3000 metri cubi nazionali a 1200 metri cubi regionali? Ma davvero i complessi edilizi sono nell'interesse di questa Regione se vengono sanati? Ma non è che sanando questi complessi edilizi noi stiamo sanando edilizia alberghiera che seppure ricadente in precedenti abusi, cambi di destinazione e quant'altro, mi riferisco agli innumerevoli casi di alberghi o residenze alberghiere che si sono trasformate invece in ville private, con la vendita di quel patrimonio che era un patrimonio alberghiero che è diventato invece un patrimonio di ville private? Ma non è che noi stiamo sanando quelle situazioni? Ma non è che noi stiamo trasformando il patrimonio o parte del patrimonio alberghiero, così presunto tale, invece in un patrimonio privato di seconde case dando un ulteriore colpo al sistema turistico isolano?

Insomma, io ci rifletterei sulla ammissibilità a sanatoria dei complessi immobiliari abusivi, non c'entra niente né la casa tout court dell'abusivo di necessità o di non necessità, né c'entra niente la povera gente. Stiamo parlando di complessi immobiliari, non stiamo parlando di quisquilie, stiamo parlando di complessi immobiliari, che seppure non hanno il limite dei 3000, sono quattro appartamenti da 100 metri quadri ciascuno, o se vogliamo 8 appartamenti da 60 metri quadri. Ma, insomma, stiamo parlando che se poi sono 1200 qua, 1200 là, 1200 là e così via, stiamo parlando di villaggi turistici, di questo stiamo parlando. Io so che vi sto tediando, però a volte con il tedio si ottiene anche un minimo di attenzione su problemi che sono problemi, poi non è che ci possiamo nascondere e dire: ma insomma non ce ne siamo accorti e così via. Stiamo, se approviamo questa norma, questa dei complessi alberghieri, legittimando le porcherie che si sono fatte, si stanno forse facendo o che nel frattempo si faranno in Sardegna. Io non credo che anche chi è più vicino alla sensibilità costruttivista in Sardegna sia prono davanti a questo tipo problemi e di interessi. Io credo davvero che nessuno di noi, neanche quello più propenso al liberismo sfrenato, sia disponibile a sanare le porcherie che si sono fatte o che forse si stanno facendo in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Presidente, io credo che l'impostazione, ma d'altronde si sapeva anche prima, politica, culturale che noi abbiamo rispetto ai colleghi della sinistra sia un po' diversa. Noi crediamo che le regole debbano essere fatte per agevolare la vita sociale, per agevolare le persone, per agevolare la crescita e allora non possiamo noi... Vede, se un albergo si è fatto il ristorante più grande vuol dire che ha messo più tavoli, vuol dire che ha forse lavorerà di più, forse darà lavoro a due persone in più; così come anche il villaggio o l'officina o l'artigiano, allora non vedo perché io debba come legislatore impedire che venga sanata una situazione di questo tipo, che ha prodotto vantaggi per la società, cioè io credo che si debba andare incontro alle esigenze di centinaia di migliaia di sardi che hanno commesso degli abusi, e badate hanno commesso degli abusi in una nazione o in una regione laddove le regole sono delle barzellette, perché insomma tutti sappiamo che le leggi vengono applicate quando si vuole, sappiamo che i risultati dei referendum vengono tenuti in considerazione quando se ne ha voglia. Noi abbiamo un Ministero delle politiche agricole, abolito dagli italiani con un referendum, sbagliando, ma abolito comunque, e tante altre leggi o indicazioni date dalla popolazione attraverso i referendum che sono state regolarmente disattese, quindi insomma nella regione o nella nazione dove c'è un caos legislativo, dove non c'è certamente certezza della norma, prendersela assolutamente con rigore contro chi ha fatto un abuso per rispondere a delle esigenze anche di famiglia o personali o dell'azienda credo che sia una cosa sbagliata. Per questo noi siamo favorevoli a che la sanatoria venga fatta.

Una cosa di cui ho già parlato con l'Assessore prima, nel testo dell'emendamento 17 c'è una incongruenza, nella prima riga sono sostituite le seguenti lettere, lettera b), c) eccetera, b) le opere edilizie abusive che abbiano comportato l'ampliamento del manufatto originario nella misura superiore al 25 per cento della loro volumetria originaria e poi c'è scritto: purché non superiore a 250 metri; l'esatto contrario deve essere: e comunque non superiore a 250 metri, se no è incongruente, quindi va corretto in questo senso, non so se l'Assessore è d'accordo.

PRESIDENTE. È stato chiesto, praticamente, un emendamento orale?

CORDA (Gruppo Misto). Una correzione tecnica, così è incongruente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ringrazio l'onorevole Corda per aver giustamente evidenziato un errore di carattere strettamente tecnico, quindi chiedo cortesemente di accogliere quanto fatto osservare da Corda e quindi di sostituire il termine "purché non" con i termini "e comunque superiore". E' la lettera b), devi leggere il primo pezzo dell'emendamento numero 10 per ricollegarlo, è il divieto.

PRESIDENTE. Colleghi, ci sono osservazioni? Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Presidente, colleghi, io non avrei molte altre cose da dire rispetto a quelle che sono già state evidenziate dai colleghi che mi hanno preceduto, posso soltanto ribadire che alla luce della discussione e degli approfondimenti che si stanno svolgendo, mi pare che a maggior ragione si imponga un approfondimento che non può essere svolto in quest'Aula. Perché l'Aula sta, a parte la distrazione, la disattenzione e la latitanza di molti colleghi, tuttavia sta svolgendo in qualche modo un'opera di supplenza di ciò che non è stato fatto in Commissione, cuci, scuci, attacca, incolla, taglia eccetera, però questo non è un modo di legiferare quando è previsto il meccanismo delle Commissioni. Devo dire che fa piacere da un certo punto di vista vedere che anche la Giunta dopo essersi messa a rimorchio di quella sciagurata giornata svoltasi in Commissione, ha mostrato un minimo di ravvedimento, però non è sufficiente. Non è sufficiente perché anche se le percentuali, le misure, le cubature, le superfici sono inferiori a quelle della legge nazionale, e questo conferma quanto arbitraria, quanto fuori luogo, quanto sproporzionata fosse la previsione di prendere a scatola chiusa la cosiddetta legge Tremonti, questo lo conferma, però ripeto come è già stato evidenziato non è sufficiente il cosiddetto ravvedimento della Giunta che è un po' tornata sui suoi passi a certe previsioni del suo disegno di legge che fino a ieri aveva accettato che venisse gettato nel cestino della carta straccia. Non è accettabile, non è sufficiente perché c'è poco da fare, anche se qualcuno sostiene che i 300 metri cubi in fondo per le nuove costruzioni rispondono, corrispondono ad una superficie modesta, tanto modesta la superficie non è. Non solo non lo è di per se stessa, perché stiamo parlando di un qualcosa, di una superficie nell'ordine di circa 120 metri quadri, e 120 metri quadri corrispondono ad un bell'appartamento e quindi si tratta comunque di un'opera estremamente pesante e rilevante, specialmente sul carico urbanistico, ma come è stato evidenziato soprattutto nelle città c'è la corsa alle mansarde e le mansarde sebbene non arrivino per la maggior parte, cioè non arrivino, non prevedano delle altezze del metro e mezza, però ci sono anche quelle, ma comunque sappiamo tutti che ce ne sono che non arrivano ai due metri o che non superano i due metri e quindi evidentemente qui la superficie si dilata e si dilata parecchio. Chissà perché se si andasse in giro per la città, soprattutto in zone centrali, si vedrebbero delle cose interessanti da questo punto di vista. Delle cose interessanti, qualche superattico per esempio, che manco a farlo apposta corrisponde a società di riferimento di qualche consigliere regionale che, chissà perché di solito dorme, ma ha fatto irruzione in Commissione urbanistica ed altre cose di questo genere. Non parliamo poi di costruzioni in zone agricole trasformate in tipo residence, magari nella provincia di Nuoro, non lontane dalla costa eccetera, i collegamenti sono abbastanza evidenti, sono cose del resto di cui hanno parlato i giornali, per cui non c'è da sbizzarrire troppo la fantasia per poter anche stabilire determinati identikit e qui torniamo alla richiesta Selis che non è campata in aria, ma che è fondatissima in una situazione di questo genere. Chi non ha niente di cui vergognarsi o niente da nascondere non dovrebbe avere difficoltà a fare la dichiarazione che è stata richiesta. Quindi, poi non parliamo ancora del discorso dei complessi immobiliari, 1200 metri quadri, metri cubi complessivi e quindi superficie per esempio pari ad oltre 400 metri quadri eccetera.. Il discorso dei complessi immobiliari che messi l'uno accanto all'altro poi alla fine formano il villaggio turistico. Non so, per esempio, qualche iniziativa posta in essere con riferimento a club costruiti in zone agricole che diventano impianti sportivi dove poi si può praticare anche il golf, dove ci sono le club house eccetera. Sono tutte cose che certamente non fanno bene alla collettività. Certamente non fanno bene alle amministrazioni locali perché le caricano di oneri spaventosi, necessità di infrastrutture, di realizzare appunto servizi e di urbanizzare dei territori che invece hanno una vocazione completamente diversa senza considerare lo sfascio del territorio, senza considerare tante altre cose. E poi, per esempio, il riferimento, è l'ennesima volta che lo ripeto, ma perché la Giunta nel suo emendamento 17 continua ad insistere sulla sanabilità delle opere abusive che insistono su aree di proprietà dello Stato o di enti pubblici. Questa è una delle cose che non possono assolutamente essere accettate. Chi ha occupato dei beni demaniali o patrimoniali indisponibili non ha diritto ad avere una sanatoria; non ha diritto perché ha gravemente violato delle disposizioni, la proprietà dello Stato, ma stiamo scherzando. Ripeto, è la prima volta che si verifica nel proprio paese, la Sardegna non si deve mettere a rimorchio del Governo su un problema di questo genere. Legittimare gli abusi, legittimare l'impossessamento di beni che non sono di proprietà dell'interessato, questo è un doppio reato. È un misfatto ai danni della collettività. Ma si dice ad un certo punto, purché l'amministrazione competente conceda l'uso del suolo, intanto bisognerebbe capire che cosa significa questa frase così generica e così fumosa e poi, in ogni caso, la pubblica amministrazione non può legittimare cose di questo genere, non può legittimare l'illegalità, non può legittimare i reati, non può legittimare l'arbitrio.

Tornando un attimo su ciò che è stato già detto e cioè che tra l'altro in questo modo si incrementa l'idea che tutto può essere fatto e quindi non si pensa solo al passato, ma molti, moltissimi stanno pensando anche al futuro, cioè stanno commettendo abusi. Dal giorno in cui si è sentito parlare di un possibile condono edilizio si è scatenato l'abusivismo da parte di gente che tanto con la solita furbizia ben nota a chi fa queste cose, hanno ritenuto di poterne fare tante altre, tanto comunque un condono edilizio non si nega a nessuno e tanto comunque le dichiarazioni false sono peccati veniali, per cui alla fine si possono anche fare eccetera. Io, così, mi permetto giusto perché è significativo ricordare, per esempio, queste pagine pubblicitarie ricavate da quotidiani locali nelle quali, praticamente, si offrivano dei servizi, sopralluoghi, redazione di domande in sanatoria, disbrigo pratiche eccetera, eccetera, calcolo dell'oblazione, presentazione di domande eccetera. Fogli di giornale di questo genere, questo certamente non è servito a placare il fenomeno, ma anzi a moltiplicarlo e quindi io ritengo che si debba essere molto rigidi con quelli che non sono certamente abusi di necessità.

PRESIDENTE. Prima di proseguire, comunico all'Assemblea che sempre sull'emendamento 17, alla lettera b) c'è da fare un'altra correzione sulla stesura che non comporta nessuna modifica, cioè nella seconda riga va cassato "loro" "nella misura del 25 per cento della volumetria originaria" perché stiamo parlando del manufatto, quindi "loro" va cassetto. Va bene? Avete capito?

Allora, emendamento 17, lettera b), terza riga non seconda, seconda riga del paragrafo ), dice "nella misura superiore al 25 per cento della loro volumetria originaria" "loro" va cancellato perché questo "loro" è riferito al manufatto che è singolare, "loro" non c'entra niente e si recita "nella misura superiore al 25 per cento della volumetria originaria". Come vuole, onorevole Cogodi, con l'apostrofo o senza va cancellata. Va bene? Non lo dico più, credo che vada bene, non ci sono repliche né a destra, né a sinistra, né al centro. Grazie.

Prepararsi a votare. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Grazie Presidente. Intervengo per entrare in merito all'articolo 3 che in questa legge inserisce esclusivamente una diversità rispetto a quello che è previsto nella legge nazionale. Noi abbiamo evidenziato che è troppo poco, abbiamo detto che di sicuro si sarebbe potuto fare di più attraverso un esame più approfondito e gli emendamenti che sono stati inseriti, che credo meritino l'attenzione di quest'Aula, sono tutti rivolti naturalmente ad ottenere questo risultato. Io ritengo che l'emendamento che ho presentato, relativo ai piani di risanamento urbanistico merita ancora qualche ulteriore chiarimento, anche perché è probabile che ci sia ancora qualche piccola confusione che bisogna eliminare, anche perché ritengo che sia enormemente sbagliato dire che definire degli indici nel momento in cui si affronta un piano di risanamento urbanistico, cosa che l'articolo 32 non tocca, significa una premialità per gli abusivi. Io credo che sia proprio il contrario, io invito l'onorevole Cogodi a verificare, e io credo che la sua esperienza lo ha portato di sicuro, forse la memoria magari no, ad affrontare quelli che sono i piani attuativi che riguardano i piani di risanamento urbanistico. I piani di risanamento urbanistico sono degli ambiti definiti all'interno dei piani urbanistici che vengono rappresentati attraverso una perimetrazione che contiene all'interno delle situazioni che da un punto di vista edilizio ed urbanistico devono essere risanate. Ma la legge, quella che noi abbiamo definito buona, io continuo a dire che si è rivelata utile ma di sicuro necessaria di alcune modifiche, sto parlando appunto della legge 23, quella che esiste, quella che noi abbiamo, l'unica che possiamo utilizzare, nel momento in cui i piani di risanamento urbanistico vengono individuati, sono delle perimetrazioni, come dicevo, che contengono all'interno un certo numero di immobili e contengono pure delle aree. Queste aree, quando ricadono all'interno, sono aree che nel piano attuativo diventano a tutti gli effetti edificabili, perché il piano attuativo darà a queste aree un indice fondiario, perché la legge 23, nell'articolo 32, non individua un indice territoriale preciso, come il sottoscritto nel suo emendamento ha voluto evidenziare, non si può parlare di premialità agli abusivi per il semplice fatto che quelle aree che avranno l'edificabilità non sono aree degli abusivi, sono aree all'interno del contorno che sono state individuate perché occorre far sì che ci sia la verifica e questo è quello che prevede l'emendamento, la verifica per poter dire che quel comparto può essere interessato dall'emendamento che stiamo proponendo, che quel comparto ha una possibilità di vivere, in quanto all'interno esiste l'edificazione abusiva e no, che raggiunge a seconda degli ambiti che stiamo prendendo in considerazione, cioè urbano, periurbano o agricolo, lo "0,40", lo "0,20" o lo "0,10" e quello è il limite per poter dire che il perimetro è identificato in quel modo e all'interno di quello devono essere rispettati i parametri che sono quelli che ancora la legge 23 all'articolo 32 non individua. Perché la legge 23 all'articolo 32 non parla di qualità di standard che devono essere previsti, per il semplice fatto che si accontenta di individuare quelli possibili. Nel nostro emendamento, invece, è previsto per poter essere considerato insediamento edilizio da assoggettare a risanamento urbanistico, occorre che se è ambito urbano ci siano 60 metri quadri ogni 100 metri cubi realizzati, che ci siano 100 metri quadri ogni 100 metri cubi se è ambito periurbano o urbano.

È un parametro che manca, non c'è, nella legge non esiste, e questo mi dà la possibilità per dire che si differenzia da quello presente, per dire che serve a migliorarla, per dire che non è una premialità, ma è rivolta a risanare urbanisticamente, non a sanare l'abuso. Perchè l'abuso senza questo verrebbe comunque sanato in attuazione di una legge che, così come abbiamo detto, o cerchiamo di farla noi, oppure essendo una legge di cassa finanziaria ci calerà dall'alto e la dobbiamo subire ed attuare.

Allora, questo è il motivo per cui c'è questo emendamento; ci sono casi che sono anche verificabili di piani di risanamento urbanistico già attuati. Attuati da iniziativa pubblica, dove quei lotti che sono diventati edificabili, quelli che spaventano tanto il consigliere Cogodi, hanno avuto indici che vanno anche oltre il metro cubo su metro quadro territoriali, il che sta a significare che se non c'è un numero preciso, un dato vincolante che stiamo cercando di inserire, c'è la libertà da parte delle amministrazioni di poter individuare indici che sono diversi da realtà a realtà, con differenze che possono creare situazioni per certi versi o alla rincorsa verso l'alto per alcuni comuni, o comunque a creare edificabilità che è diversa da quella che noi vogliamo.

Non è una premialità agli abusivi; non è una premialità agli abusivi perché, andando a fare bene i conti, intanto sono volumi che si realizzano non per incrementare quegli edifici, ma su aree che sono libere, identificate all'interno di quel comparto e sono l'opportunità per quei consorzi che si mettono da privati nella linea di poter affrontare il risanamento urbanistico, consentono mettendoli sul mercato di coprire quelle spese, questo è quello che io ho detto, che altrimenti l'amministrazione regionale non ha la capacità di poter affrontare per il semplice fatto che situazioni di queste genere ne esistono tantissime, diffuse; diffuse ampiamente sia in ambito, cosa posso dire, urbano, ma molto nelle periferie e, perchè no, anche nell'agro. Questo io volevo evidenziare.

Io non so se sono stato esauriente per quelle che sono le domande che ha posto l'onorevole Cogodi, o le domande che alcuni colleghi si pongono su quella che è diciamo la volontà, la filosofia, l'ipotesi di modifica dell'articolo di cui stiamo parlando con questo emendamento; l'opportunità di poter intervenire da un punto di vista privato, è vero che è possibile anche con la legge 23 di cui stiamo parlando, per l'articolo 32, si può fare; ma, nel momento in cui non sono individuati in maniera precisa questi parametri, diventa una contrattazione che da parte delle amministrazioni è difficile, perchè lì sì che ci può essere la premialità, lì sì che ci può essere un accordo che può anche creare problemi, perchè non essendo in legge evidenziati i limiti superiori, non essendo in legge quantizzate quelle che sono le aree di standard, quelli che sono i volumi edificabili all'interno di questo comparto, diventa una trattativa anche sospetta, ed infatti io sfido a portarmi un esempio dove per iniziativa privata si sono mosse, diciamo, piani attuativi su risanamenti di questo genere. Ecco perchè, allora, il piano, l'emendamento di cui stavo parlando.

Io ritengo che stiamo pagando lo scotto nel dibattito in Aula del non aver voluto dibattere in Commissione. In Commissione si può avere anche l'apporto di esperti.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Masia.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Sto concludendo, Presidente. Si può avere l'apporto di chi, interpretando le leggi, può dare ai commissari l'opportunità di entrare maggiormente in merito senza per questo fare un dibattito che sia dispersivo, come quello che sta in qualche modo avvenendo. Io credo che la maggior attenzione verso queste opportunità sia dovuta nel momento in cui altrimenti andremo a fare una legge che non serve sicuramente ai sardi.

PRESIDENTE. Colleghi, pongo in votazione l'emendamento 17. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'emendamento 17 che è stato presentato ed anche illustrato come un temperamento rispetto alla rappresentazione selvaggia che inizialmente si dava della proposta di legge arrivata in Aula, onestamente bisogna riconoscere che un qualche temperamento, rispetto a quella incursione selvaggia, si propone di introdurlo. Non sarebbe onesto intellettualmente non riconoscere che comunque, rispetto all'illimitatezza delle situazioni sanabili che possono derivare dall'applicazione ed anche dall'errata interpretazione della legge nazionale, come in questa sede abbiamo sentito fare, anche errate interpretazioni anche di carattere estensivo, sicuramente l'emendamento 17 riduce questo ambito di invasione; ma ridurre l'ambito di invasione non significa aver evitato l'invasione, per questa ragione l'emendamento ugualmente non è condivisibile anche perché ripropone, seppure onestamente in termini più chiari rispetto alla forma paludata e clandestina con cui la legge che da alcuni giorni discutiamo pretendeva di fare, almeno in termini più chiari l'emendamento dice: "La Giunta propone al Consiglio di approvare una norma che sani, sì, e contenga e contempli casi di abuso non di necessità, di abuso e basta però entro certi limiti; ferite sì al territorio, all'ambiente, alla legalità, bastonate sì al buon senso però entro certi limiti". E questo va riconosciuto perchè se no qui reciteremmo solo a soggetto, in un gioco delle parti e non faremmo bene il nostro lavoro.

Ciò detto però rimane tutta la gravità ugualmente della proposta che si avanza; noi abbiamo già una legge regionale, detto, ridetto e ancora lo dovremo dire, la legge 23 che consente la sanatoria in questa regione degli aumenti volumetrici entro il 10 per cento quando ciò è compatibile con la destinazione di zona e con il progetto che avrebbe potuto essere autorizzato. E 10 per cento non è poco in una costruzione, qui si dice 25 per cento; e bene ha detto il collega Morittu prima, il 25 per cento di 300 fa un tot e il 25 per cento di 3000 fa un tot 10 volte di più. Quindi qui la progressione o la progressività costituzionale nel contribuire al bene comune è applicata all'inverso, cioè chi più ha più delinque più è premiato; chi meno può delinquere, meno quindi viene premiato. E quindi è un percorso ed è un metodo comunque, come dire, inaccettabile.

Si introduce ancora il concetto e la nozione di complesso immobiliare abusivo sanabile, complesso immobiliare ma...

PRESIDENTE. Sta per scadere il tempo onorevole Cogodi.

COGODI (R. C.). Ed io sto per finire il mio intervento ed arriveremo pari. Complesso immobiliare è una nozione che intanto è indefinita, cosa è il complesso, un complesso immobiliare si può definire solo a priori, cioè quando uno presenta un progetto quello entro quei limiti si chiama complesso, ma definirlo a posteriori perché in genere l'intervento abusivo diffuso per sua natura è anche disordinato e sparso ed irregolare, dov'è che si definisce il complesso a posteriori, ognuno avrà modo di dire definisco complesso da qui a qui, poi c'è un altra casa abusiva sparsa di là e faccio un altro complesso e l'interno del complesso insomma ne derivano in via interpretativa situazioni che moltiplicano patologicamente l'intervento possibile in modo illimitato.

PRESIDENTE. Qualcun altro chiede di parlare? Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, per dire in due battute che ho capito che la maggioranza, come dire, ha difficoltà a sostenere un confronto e un dialogo e comunque vuole chiudere, forse perché è ora di frittelle e cotillon, non lo so. Però non mi pare dare davvero che ci sia un minimo anche di volontà di sostenere un confronto che porti a migliorare anche i ragionamenti e le proposte che ci fa la maggioranza attraverso la Giunta.

Noi abbiamo evidenziato una disparità, una disuguaglianza, un fatto che non va bene e cioè che per come è formulato il comma B), diciamo così, introduce una disuguaglianza tra chi ha poco e può fare poco e chi ha molto e può fare molto. Forse si può ovviare a questo con una semplice modifica del testo e ove si dice: "Nella misura superiore al 25 per cento della volumetria originaria, o in alternativa o in misura o comunque in misura non superiore ai 250 metri cubi." Se si pone l'alternativa "o", significa che insomma, comunque almeno riportiamo su un piano di parità tutti.

Sui complessi immobiliari ha aggiunto bene anche le argomentazioni precedenti anche l'onorevole Cogodi; la dicitura è assolutamente infelice perché davvero evoca o fa capire che poi i 1200 sono, come dire, una parte della sommatoria dei 1200 che sono ammissibili a sanatoria. Questo comma, se questo Consiglio avesse un minimo di attenzione, contrasta fortemente con tutti i ragionamenti che qua sono stati portati dalla maggioranza, ma in maniera stridente, complessi edilizi! Io credo che per decenza questo punto andrebbe cassato dal Consiglio.

Io vi proporrò una modalità di votazione che consente, se il Consiglio lo vuole, consente di eliminare i complessi edilizi. Poi io mi attendo un chiarimento su questo emendamento rispetto ad alcune questioni che ho sollevato in particolare per le aree SIC; aggiungo, ma, Assessore, nell'emendamento che voi volete sostituire, l'emendamento 10, tra le tante cose io ne ho sottolineato una. E' possibile sanare destinazioni d'uso che sono in contrasto stridente con la normativa igienico sanitaria? È possibile ammettere a sanatoria residenziale complessi, opere, parti di edificio che sono scantinati, che sono sottotetti inabitabili, è possibile? Ma noi non diciamo niente su questo punto, ma ammettiamo a sanatoria anche i bugigattoli, per farci magari vivere chissà chi, forse gli extracomunitari, o qualche studente disgraziato, o qualche disoccupato, o qualche famiglia poco abbiente che non è in grado di pagarsi un affitto decente? Ma vogliamo noi continuare ad ingrassare chi non solo specula, fa opere abusive, ma le destina anche impropriamente ad abitazione delle persone, ma davvero non ci poniamo neanche questo problema? Cioè siamo, come si dice a Sassari, a la mi na futtu? Insomma io continuo a chiedervi un qualche chiarimento insomma su questi punti, oppure prendiamo atto che come dire più che la ragione poté il cotillon.

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D. S.). La ringrazio, Presidente. Io voglio esprimere il mio voto sull'emendamento che è stato proposto e vorrei interloquire con l'unico esponente del centrodestra che in quest'Aula è intervenuto; vorrei interloquire con l'onorevole Corda visto che gli altri colleghi non ci vogliono dare una mano per capire quale sia la bontà della proposta che viene avanzata, per sostenere le proposte che vengono avanzate dalla Giunta, per illuminare noi che dai banchi dell'opposizione stiamo cercando di lavorare affinché in Sardegna verga varata una legge che sia equa e giusta.

E allora al collega Corda voglio dire che quando lui afferma se un ristorante ha aumentato la superficie del proprio ristorante, se l'albergo, possiamo dire, ha anche aumentato il numero delle camere, se qualcuno ha costruito anche qualche villaggetto che magari può essere utile per far arrivare i turisti, creare occupazione, se, per esempio, sono state costruite le case abusive, questo può portare lavoro e anche ricchezza, perché si mette in moto un meccanismo virtuoso secondo questa concezione e a quel punto io credo che vista in quest'ottica lasciamo fare, prevarrebbe la politica del laissez faire, sarebbe una società anarchica, priva di regole. Io credo che... e adesso vedo qua il presidente Floris il padre del decreto 22 66/U, se non ricordo male che era appunto più noto come decreto Floris. Che cosa ha fatto quel decreto? Ha fatto delle regole. Qual è la società moderna che non ha regole, qual è? Non esiste.

Io vorrei chiedere ai colleghi che dipingono la nostra realtà come una realtà che in qualche misura blocca attraverso le leggi e le regole, l'attitudine e la propensione dei nostri concittadini a lavorare, a crearsi occasioni di lavoro opportunità eccetera, eccetera. Qual è la nazione in Europa che ha realizzato, che ha fatto un condono edilizio, qual è?

CORDA (Gruppo Misto). L'Italia quando c'era il centrosinistra, ne ha fatto!

PIRISI (D. S.). Qual è la nazione oltre... ne abbiamo parlato nei condoni edilizi dell'84.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, per cortesia eviti...

PIRISI (D. S.). Presidente, stia tranquillo mi sta rivolgendo a lei, Presidente, domando se esiste oltre che in Italia altri condoni fatti nel '84, nel '94 e questa volta, non esiste, e io credo che noi dobbiamo guardare con attenzione alle nazioni che sono molto più civili della nostra, che hanno delle regole che sono ferree e stringenti e noi tra l'altro da questi banchi non stiamo dicendo che devono esserci posizioni Khomeiniste come ha invocato il sempre disattento Presidente della Commissione Quarta, disattento qua e disattento anche nella Commissione, non si è manco accorto che sto parlando di lui. Posizioni Khomeiniste che sarebbero state proposte con gli emendamento presentati dal centro sinistra; assolutamente no. Noi stiamo, Presidente, proponendo delle osservazioni che entrano nel merito delle questioni, però non possiamo prescindere dal fatto che in nessuna nazione europea oltre che in Italia siano stati fatti condoni edilizi. Noi vogliamo ridurci ancora ad una repubblica delle banane, ad un paese disordinato, senza un minimo di regole, dove magari al sud d'Italia, sfidando la 'ndrangheta e la mafia ci sono coraggiosi militanti ed amministratori di Alleanza Nazionale, così come l'Assessore di Tortolì, pur non essendo in Sicilia, che sfidano la mafia e dicono che è il mercato della mafia che viene favorito, sono le cose che non vanno bene. L'emendamento proposto dall'Assessore, io non ho il tempo per sviluppare il mio ragionamento, ma mi attengo a quanto è stato già detto ai colleghi nel merito e, in effetti 300 metri, se sono seconde case, noi non possiamo sanarle, perché sarebbe in contraddizione con quello che è stato detto in questi giorni in quest'Aula. Ho concluso e mi riservo di intervenire sugli altri emendamenti.

PRESIDENTE. Colleghi, votiamo se non ci sono altri interventi se no siamo a disposizione. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D. S.). Per chiedere una votazione per parti.

PRESIDENTE. Quali parti? Vuole anche indicare quali parti?

MORITTU (D. S.). Sino al punto B) la prima votazione, il punto C) la seconda votazione, la terza votazione il punto D) sino ad "abusivi": "I complessi immobiliari abusivi", l'altra votazione naturalmente il complemento della frase e poi il punto E) il punto F) e il punto G).

PRESIDENTE. Mi scusi dopo "abusivi" che facciamo.

MORITTU (D. S.). Quella è una votazione, è una frase completa: "I complessi immobiliari abusivi." Dopo di che naturalmente si voterà il complemento della frase, l'altra parte.

PRESIDENTE. Poi?

MORITTU (D. S.). Poi il punto E) con naturalmente l'aggiunta che è stata detta a voce, l'inclusione della parola "regionali", poi l'Assessore ci deve dire se la parola SIC entra e chi non entra dentro questo comma, ma ce lo dirà quando arriveremo;, il punto F) e il punto G).

PRESIDENTE. Separato F) o a seguire?

MORITTU (D. S.). Il punto F) separato e il punto G). Chiedo anche, Presidente, che il complemento del comma D) sia votato a voto segreto.

PRESIDENTE. Onorevole Morittu, ci sono state delle dichiarazioni di voto, dichiarate già, per cui non è possibile.

MORITTU (D. S.). Io sto chiedendo il voto per parti, quindi io credo che per parti sia possibile.

PRESIDENTE. Per parti sì, segreto no, perché ci sono state dichiarazioni di voto e io avevo chiesto ripetutamente, purtroppo il regolamento bisogna stare attenti e non è possibile adesso accettare richieste per voto segreto. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - SARDEGNA). Con riferimento alla richiesta del collega Morittu, faccio notare che la lettera D) non può essere votata come è stato richiesto perché "i complessi immobiliari abusivi" la parte successiva da votare a parte che vorrebbe dire "che è fermo il limite di 300 metri per singola", non ha più senso, è contraddittorio e comunque per poterlo votare bisognerebbe cambiare il testo, e siccome il testo non può essere cambiato perché manca l'emendamento, questa richiesta, così come è stata proposta, non può essere a mio avviso accolta.

PRESIDENTE. Si può fare onorevole Balletto, perché se la prima parte viene bocciata chiaramente cade tutto.

BALLETTO (F.I. - SARDEGNA). No, perché va votata anche la seconda parte.

PRESIDENTE. Decade.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente è un emendamento questo.

PRESIDENTE. È separato in due.

BALLETTO (F.I. - SARDEGNA). Ma devono avere valore compiuto le parti che si devono votare; così come sono non hanno valore compiuto, Presidente.

PRESIDENTE. Si vota così onorevole Balletto, abbiamo fatto altri voti di questo tipo, l'abbiamo fatto altre volte; è stato fatto altre volte onorevole Balletto. Il problema resta quello di fondo, se le coalizioni hanno i loro convincimenti, il voto, hanno possibilità di esprimere il voto; se ci sono i numeri perché una volontà, la volontà di un tipo prevalga sulla volontà di un altro tipo, non giriamoci attorno alle virgole e ai punti, questo ha valenza sia per una parte che per altra. Qui ci stiamo avvolgendo intorno ad una serie di meccanismi per raggiungere uno scopo che la sinistra non riesce, perché non c'è il convincimento dell'Aula, né la destra faceva un'altra proposta che non muove le cose: se ci sono i voti non modifica nulla, se non ci sono i voti viene evidentemente modificata. Io non lo so perché dobbiamo arrabattare più di tantto. Comunque, questo è quello che dicono gli uffici, registrato già in casi precedenti, mi dispiace che non possiamo accogliere la sua richiesta. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (GRUPPO MISTO). Per le modalità di voto Presidente, voto elettronico palese.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOCCI, DEIANA, DORE, CARLONI, PISANO, BUSINCO, VARGIU.)

PRESIDENTE. Chiaramente avremmo provveduto in quel senso, comunque otto appoggi ci sono stati, grazie onorevole Corda, si vota per elettronico palese, si vota la lettera B), dell'emendamento 17, così com'è modificata, che recita: "Le opere edilizie abusive che abbiano comportato l'ampliamento del manufatto originario nella misura superiore al 25 per cento della volumetria originaria, e comunque superiore a 250 metri cubi".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della lettera B), dell'emendamento numero 17.

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 69

maggioranza 35

favorevoli 36

contrari 33

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della lettera C) dell'emendamento numero 17.

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 67

maggioranza 34

favorevoli 34

contrari 33

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione o nominale con procedimento elettronico della prima parte della lettera D) dell'emendamento numero 17 "i complessi immobiliari abusivi".

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - ORTU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 67

maggioranza 34

favorevoli 65

contrari 2

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della seconda parte della lettera D). Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). Scusi volevo far presente che per effetto della votazione appena svolta i complessi immobiliari e abusivi non sono sanabili, punto e basta, è chiuso il discorso.

PRESIDENTE. Cosa sta dicendo non si capisce, è approvato, la dicitura è inserita qui.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). Ma dice che i complessi immobiliari abusivi non sono sanabili.

PRESIDENTE. Sì, si vota la frase seguente.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). No, non sono sanabili. Punto e basta.

PRESIDENTE. È aperta la votazione.

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SPISSU - VASSALLO.

(Interruzioni)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Colleghi, prima di dare lettura del risultato vi informo che abbiamo aggiunto i voti di Cassano, Pisano, Contu per i sì, poi degli onorevoli Cogodi, Ortu, Dore, Granella e Fadda per i no, adesso vi diamo i risultati.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). Sì, ma fermo restando quello che si è detto prima.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Com'era chiuso? Si è votato "ai complessi immobiliari", è stato approvato quindi resta sulla carta, quindi resta così com'è scritto, se fosse stato voto contrario, sarebbe stato cassato. Ho imparato a votare così qui dentro, sono uno che non mastica molto i regolamenti però mi sembra una cosa logica. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). La ringrazio per la chiarezza. Qui si parte dalla frase "non sono comunque suscettibili di sanatoria" e c'è un elenco A), B), C) e D). Allora non sono comunque suscettibili di sanatoria i complessi immobiliari abusivi. Il discorso è chiuso, Presidente. Adesso diciamo che invece è sanabile?

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Dore questo è un auspicio, un'altra legislatura forse potrà digerire meglio la costruzione, come funziona. La lettera D) è approvata così com'era interamente, l'Aula se avesse voluto cancellare e modificare qualche cosa avrebbe dovuto votare, no.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). No, è il rovescio; bisogna leggerlo tutto.

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

presenti 67

votanti 67

maggioranza 34

favorevoli 35

contrari 32

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della lettera e).

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Risponde no il consigliere: DEIANA.

Si è astenuto il consigliere: ORTU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 36

votanti 35

astenuti 1

maggioranza 18

favorevoli 34

contrari 1

Colleghi, sono presenti 36, manca il numero legale, per cui la riunione è rinviata di mezzora, come da Regolamento. E' convocata una breve Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 39, viene ripresa alle ore 13 e 54.)

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 54.



Allegati seduta

CDXLIX Seduta

Giovedì 19 Febbraio 2004

(Antimeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 14.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 12 Febbraio 2004 (443), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Alberto Randazzo ha chiesto congedo per la seduta del 19 febbraio 2004. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende approvato.

Informo i colleghi che da questo momento decorrono i dieci minuti necessari per poter procedere alla prima votazione, alle 10 e 25. Ricordo ai colleghi che la seduta di ieri si è conclusa con il voto sull'articolo 2, e che anche a seguito degli approfonditi controlli svolti dagli uffici, che questa mattina hanno riferito al Presidente, rimangono in vita gli emendamenti numero 1, primo firmatario Piana, e 14 primo firmatario Masia.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sono decaduti!

PRESIDENTE. No, non sono decaduti permangono. Ho detto: i due emendamenti, l'1 primo firmatario Piana e 14 primo firmatario Masia, permangono in quanto emendamenti presentati all'articolo e non al comma. Avendo consultato tutti gli atti in possesso dell'ufficio noi abbiamo sempre applicato questa regola. Se il consigliere Balletto non è d'accordo, naturalmente ha a disposizione tutti gli atti che sono in possesso di questo ufficio, li può consultare e così potrà rendersi conto di quanto stiamo dicendo. Quindi, stamattina riprendiamo con la votazione sull'emendamento numero 1 all'articolo 2, e la votazione avverrà alle 10 e 25. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 18, viene ripresa alle ore 10 e 27.)

Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge Dore - Fadda - Granella - Sanna Gian Valerio - Selis: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio (482) e Piana: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio - Recepimento in Sardegna del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269, convertito in Legge 31 ottobre 2003 - (Condono edilizio 2003)" (496), del disegno di legge: "Norme di riordino in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico, di sanatoria di insediamenti ed opere abusive e di snellimento ed accelerazione delle procedure amministrative in materia edilizia" (502) e della proposta di legge "Morittu - Pirisi: "Limiti alla definizione agevolata delle violazioni edilizie" (507)

PRESIDENTE. Colleghi riprendiamo la Seduta. Ricordo che siamo in votazione dell'emendamento numero 1, primo firmatario Piana.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Per chiedere il voto segreto a nome del Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sul Regolamento. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente, molto rapidamente sul Regolamento, io ritengo che l'emendamento in discussione sia un emendamento che non dovrebbe essere ammesso per altre ragioni diverse da quelle formali, perché tratta argomento che non è oggetto di una legge e non può essere oggetto soprattutto di questa legge. Però questo è rimesso alla valutazione della Presidenza, la Presidenza ritiene quell'emendamento ammissibile e perciò rispettosamente a quella interpretazione...

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa onorevole Cogodi, allora informo i colleghi che in quest'Aula è stato attivato un dispositivo per isolare l'Aula dal campo radio per i telefonini, le Presidenze che si alternano sinora stanno evitando di mettere in funzione questo apparecchietto e continueranno a comportarsi così ad una condizione, che i telefoni vengano silenziati e che i colleghi che parlano al telefono parlino sottovoce. Se questo non avvenisse, questa Presidenza darà disposizioni perché venga attivato l'apparecchietto che isola l'Aula dal campo radio. Prego onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Grazie Presidente. Dicevo che pur non condividendo, come dire, l'ammissibilità che è riconosciuta a quella proposta normativa che non ha nulla a che vedere con la materia della legge e soprattutto nulla avrebbe a che vedere neppure con una legge, perché tratta di materia amministrativa che diversamente dovrebbe essere disciplinata, tuttavia la interpretazione che dà la Presidenza non può che essere rispettata. Intervengo, invece, per rappresentare un'altra evenienza. Io ritengo che, invece, sul piano formale, l'emendamento aggiuntivo anche rispetto ad una norma che il Consiglio col suo voto ha cassato, bocciandola, se ha una sua autonomia debba essere ammesso alla discussione e al voto. Quindi, concordo che è corretta l'interpretazione che in questo caso si sta dando, sotto il profilo formale, per questa seconda evenienza, per questo profilo. Debbo però doverosamente richiamare il fatto che in altre circostanze emendamenti presentati dal nostro Gruppo e in discussione, e mi riferisco all'ultima vicenda dell'assestamento di bilancio, ed anche precedentemente della finanziaria, che erano aggiuntivi ad autonomi funzionalmente e collocati solo nella dicitura dopo un certo articolo o dopo un certo comma di articolo, ma senza connessione alcuna né con l'articolo, né col comma, era solo una questione di collocazione, come dire, di armonia di collocazione nel testo sono stati invece dichiarati decaduti e travolti perché era stato bocciato un articolo o bocciato un comma che in nulla afferiva e in nulla modificava la norma che veniva proposta. Siccome io sostengo che quello che vale, vale comunque al di là delle interpretazioni sbagliate di prima, vorrei che questo ragionamento rimanesse agli atti, a conforto del fatto che la materia venga meglio, come dire, riflettuta, meglio esaminata, e che la presidenza, chiunque presieda, adotti un criterio uniforme che garantisca comunque il diritto dei consiglieri regionali di presentare emendamenti e di concorrere alla formazione delle leggi, perchè una interpretazione sbarazzina che elimini gli emendamenti aggiuntivi quando il loro contenuto è del tutto autonomo rispetto alla norma che precedentemente è stata cassata, è chiaro che lede il diritto dei consiglieri di concorrere a formare le leggi, perché non c'è connessione funzionale e quindi non può decadere in quel caso. Ripeto, questo emendamento sarebbe inammissibile per altre ragioni, ma siccome è ammesso è comunque ai voti ma vorrei, questa era solo l'intenzione di questo mio intervento sul Regolamento, che rimanesse agli atti perché non si dia una prassi consolidata che ad libitum, di volta in volta, si ritenga che un emendamento aggiuntivo è decaduto e in una situazione, non è decaduto in altre situazioni, almeno perchè il caso rimanga controverso ed essendo controverso possa essere intelligentemente e saggiamente esaminato e risolto.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi è perfettamente chiaro a questa Presidenza il problema che lei ha sollevato e questa Presidenza ribadisce il fatto che l'interpretazione è un'interpretazione necessariamente ed esclusivamente di tipo formale. Questa Presidenza, peraltro, ritiene che probabilmente occorrerebbe una ulteriore specificazione che andrebbe introdotta in sede regolamentare proprio per evitare che nel futuro vi possono essere delle interpretazioni, come lei le ha chiamate gentilmente, sbarazzine legate all'umore della Presidenza di turno. E quindi io credo che sarebbe opportuno che la Giunta per il Regolamento, anche tenendo conto degli atti generali del Consiglio e del problema che lei oggi ha sollevato, cercasse di intervenire per ovviare a questo problema.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 57

Votanti 57

Maggioranza 29

Favorevoli 15

Contrari 41

Voti nulli 1

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - COGODI - CORDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.)

Mettiamo in votazione l'emendamento numero 14, primo firmatario Masia.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 14.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 64

Votanti 64

Maggioranza 33

Favorevoli 27

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 3.

ORTU, Segretario:

Art. 3

Divieto

1. Non sono in ogni caso suscettibili di condono le opere abusive realizzate in violazione delle norme di cui all'art. 10 bis della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, e successive modifiche e integrazioni.

PRESIDENTE. All'articolo 3 sono stati presentati i seguenti emendamenti: emendamento sostituivo parziale 17 che sostituisce il 16 che era un emendamento all'emendamento numero 10. Emendamenti aggiuntivi: 6, 11, 12 e 15. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Le lettere b), e), d), e), f), e g), sono sostituite dalle seguenti lettere:

b) le opere edilizie abusive che abbiano comportato l'ampliamento del manufatto originario nella misura superiore al 25% della loro volumetria originaria purché non superiore a 250 mc;

c) le nuove costruzioni abusive che abbiano una volumetria superiore a 300 mc;

d) i complessi immobiliari abusivi che, fermo il limite di 300 mc per singola richiesta di titolo abilitativo edilizio in sanatoria, superino i 1200 mc complessivi;

e) le opere abusive che siano state realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere dei beni ambientali e paesistici, qualora non venga acquisito il nulla osta da parte del soggetto che ha imposto il vincolo, nonché dei parchi e delle aree protette nazionali e provinciali qualora istituiti prima dell'esecuzione di dette opere, in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici;

f) le opere abusive che siano state realizzate su immobili dichiarati monumento nazionale con provvedimenti aventi forza di legge o dichiarati di interesse particolarmente rilevante ai sensi degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;

g) le opere abusive che insistono su aree di proprietà dello Stato o di Enti pubblici, a meno che l'amministrazione competente conceda l'uso del suolo. (17)

Emendamento sostitutivo totale Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano

L'art. 3 è sostituito dal seguente:

Art. 3

Divieti

1. Non sono, comunque, suscettibili di sanatoria:

a) le opere abusive realizzate nelle zone di rilevante interesse paesistico-ambientale di cui all'articolo 10 bis della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45 e successive modifiche;

b) le opere abusive realizzate nei territori compresi entro una fascia di due chilometri dal mare - escluse le opere ricadenti nelle zone omogenee A, B, C e D degli strumenti urbanistici vigenti - con eccezione di quelle opere cui è rilasciato l'accertamento di conformità per le domande presentate entro il termine di sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e relative ad interventi conformi agli strumenti urbanistici generali o attuativi approvati e non in contrasto con quelli adottati al momento della presentazione della domanda;

c) le opere abusive realizzate nei Siti di Interesse Comunitario (Zone S.I.C.), nei parchi e nelle aree naturali protette regionali istituiti o anche solamente provvisoriamente delimitati ai sensi della legge regionale 7 giugno 1989, n. 31;

d) le opere abusive realizzate nelle aree demaniali;

e) le opere abusive realizzate in contrasto con le previsioni contenute nel Piano per il riassetto idrogeologico regionale;

f) le opere abusive realizzate su terreni, aree boscate o su pascoli i cui soprassuoli siano stati precedentemente percorsi dal fuoco;

g) le richieste di modifica di destinazione d'uso delle opere realizzate in modo non conforme alle vigenti disposizioni concernenti le altezze minime e i requisiti igienico-sanitari dei fabbricati. (10)

Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Sanna Giacomo - Scano

All'articolo 3, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

1 bis. Il divieto di sanatoria delle opere edilizie realizzate in assenza dei necessari titoli abilitativi previsti o in difformità o con variazioni essenziali non opera:

a) per le opere abusive che risultino ultimate entro il 31 dicembre 1993 e per le quali sia stata presentata idonea domanda di rilascio di concessione in sanatoria ai sensi delle disposizioni di cui alla legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 e successive modifiche e integrazioni e all'articolo 11 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6;

b) per le opere abusive di cui agli articoli 3 e 8 della legge regionale 19 febbraio 1986, n. 21 che siano state ultimate entro il 31 marzo 2003. Per tali opere la domanda di sanatoria dev'essere presentata - a pena di decadenza - al competente comune entro il termine di quarantacinque giorni dall'entrata in vigore della presente legge e gli oneri di concessione dovuti sono calcolati secondo le modalità di cui all'articolo 27, comma 5 e all'articolo 44, comma 5 della L.R. n. 23/1985, convertiti in euro e aumentati del cinquanta per cento. Essi devono essere interamente versati al momento della presentazione della domanda di sanatoria;

e) per i mutamenti di destinazione d'uso attuati entro il 31 marzo 2003, con esclusione di quelli riguardanti edifici siti in zone vincolate ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 e di quelli che comportino variazioni essenziali ai sensi dell'art. 5 della legge regionale n. 23 del 1985. (6)

Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Sanna Giacomo - Scano

Dopo l'articolo 3, è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

Supporto cartografico

1. La Regione, entro quarantacinque giorni dall'entrata in vigore della presente legge, mette a disposizione dei Comuni la cartografia aerofotogrammetrica regionale aggiornata al 31 marzo 2003, al fine di consentire un'efficace controllo dell'attività edilizia.

2. Il Comune, in sede di esame delle domande di sanatoria, procede al loro riscontro con tale cartografia aerofotogrammetrica che costituisce condizione di procedibilità per il prosieguo della definizione dell'abuso edilizio il cui procedimento è sospeso in mancanza di tale riscontro. (11)

Emendamento aggiuntivo Giagu - Sanna Giacomo

Dopo l'articolo 3, è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

L'articolo 32 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 è sostituito dal seguente:

Art. 32

Piani di risanamento urbanistico

1. Qualora un insediamento edilizio sia stato realizzato in tutto o in parte abusivamente, il rilascio del permesso in sanatoria per le opere in esso comprese è subordinato all'approvazione di un piano di risanamento urbanistico, di iniziativa pubblica e/o privata, che può essere adottato anche in variante allo strumento urbanistico generale.

2. I proprietari di immobili abusivi, in tutto o in parte, e i proprietari di superfici territoriali non edificate ricadenti all'interno della perimetrazione degli insediamenti abusivi individuati con le modalità di cui al successivo quarto comma, possono riunirsi in consorzio volontario per partecipare alla redazione ed all'attuazione, anche parziale, dei piani di risanamento urbanistico; tale partecipazione deve essere definita, per gli aspetti tecnico-urbanistici e finanziari derivanti dalla presente legge, attraverso apposita convenzione da stipularsi con il comune nei modi previsti per i piani attuativi di iniziativa privata.

3. La redazione e l'attuazione dei piani di risanamento urbanistico possono essere assegnate in concessione ad imprese, o ad associazioni di imprese, o a loro consorzi; tale concessione è accompagnata da apposita convenzione nella quale sono, tra l'altro, precisati i contenuti economici e finanziari degli interventi di recupero urbanistico.

4. Si considera insediamento edilizio, ai fini del precedente primo comma, l'ambito territoriale comprendente l'insieme di unità immobiliari la cui densità, calcolata sulla base delle volumetrie presenti, sia uguale o superiore all'indice territoriale di 0,40 mc/mq per gli ambiti urbani, di 0,20 mc/mq per gli ambiti periurbani immediatamente a ridosso di quelli urbani e, di 0,10 per gli ambiti extra urbani, ai quali va associata una dotazione in termini di standard pubblici e/o di uso pubblico non inferiore a 60 mq per cento metri cubi insediabili, per gli ambiti urbani e periurbani, ed una dotazione di 100 mq per cento metri cubi insediabili, per gli ambiti extraurbani.

5. In ogni caso l'indice territoriale risultante dai piani non può essere superiore a quello della relativa zona omogenea per gli ambiti urbani, al rapporto di 0,35 mc/mq per gli ambiti periurbani ed al rapporto di 0,20 mc/mq per quelli extraurbani. (12)

Emendamento aggiuntivo Masia - Balia - Ibba

Dopo l'articolo 3, è aggiunto il seguente:

Art. 3 bis

Norme in materia di espropriazioni

Il vincolo preordinato all'esproprio, ai fini della localizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità, può essere apposto, su iniziativa dell'amministrazione competente ad approvare il progetto, mediante apposita conferenza di servizi cui partecipa l'amministrazione comunale interessata. Tale apposizione costituisce automatica variante allo strumento urbanistico, senza la necessità della verifica di coerenza regionale, per i soli fini di cui all'articolo 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. (15)

PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati a partire dall'emendamento numero 17 della Giunta regionale. Onorevole Cogodi su che cosa vuole intervenire?

COGODI (R.C.). Sulla lettura... sull'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intendendo che l'ordine del giorno è l'ordine che si dà al giorno e a questa parte del giorno che è questo momento. In questo momento in cui si dovrebbe illustrare l'emendamento numero 17, che è stato ritirato da noi poc'anzi, che sostituirebbe l'emendamento 16, che sostituirebbe l'emendamento 10 e quant'altro sostituendo, accade che questo emendamento è scritto a mano su due pagine e sarebbe difficilmente interpretabile anche se fosse una lettera d'amore. Io non riesco a leggerlo; è scritto a mano su due pagine e per quanti sforzi si possa fare io non riesco proprio.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi le chiedo scusa; è evidente a tutti il problema che lei sta...

COGODI (R.C.). Quindi anche alla Presidenza.

PRESIDENTE. Certamente sì.

COGODI (R.C.). Le chiedo una scrittura in forma leggibile, in lingua italiana.

Se no chiamiamo Gavino Sale, anche in lingua sarda.

PRESIDENTE. Chiediamo scusa all'Aula, il problema è che noi abbiamo due dipendenti che sono assenti per malattia e adesso l'emendamento è stato scritto in una forma molto più leggibile, quindi sospendo la seduta per dieci minuti perché possa essere duplicato e anche distribuito.

COGODI (R.C.). E letto anche!

PRESIDENTE. La Seduta è sospesa e i lavori riprendono alle ore 10 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 41, viene ripresa alle ore 10 e 50.)

PRESIDENTE. E' stato distribuito, in forma chiaramente più leggibile, l'emendamento numero 17 della Giunta regionale. Quindi invito l'Assessore ad illustrare l'emendamento numero 17, che sostituisce il 16, che era un emendamento all'emendamento numero 10, quindi la sintesi dovrebbe essere l'emendamento numero 17, che viene illustrato dall'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ASUNIS, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, con l'emendamento presentato dalla Giunta si vuole di fatto perseguire una pluralità di risultati. Il primo risultato scaturisce da alcune considerazioni che già erano state portate all'attenzione dell'Aula, ovvero dalla convinzione che nel caso Sardegna la maggior parte degli abusi edilizi sia riferita non già alla realizzazione di complessi edilizi plurimmobiliari, ma nella stragrande maggioranza dei casi ad interventi edilizi di dimensioni minimali.

In riferimento proprio a questo aspetto, peraltro alcuni consiglieri regionali nei loro interventi hanno manifestato perplessità in riferimento ai monti volumetrici previsti dal quadro nazionale, che ricordo puntualmente sono riferiti a 750 metri cubi per unità abitativa e a 3000 metri cubi per complessi edilizi plurimmobiliari, la Giunta, riprendendo peraltro un segmento del disegno di legge a suo tempo licenziato dalla stessa, ha ritenuto di dover incidere in riferimento a questa problematica identificando come soglie massime di ammissibilità al condono dei valori nettamente inferiori rispetto a quelli previsti dal quadro nazionale e inferiori anche agli stessi valori che la Giunta regionale, a suo tempo, in sede di approntamento e di approvazione del disegno aveva individuato.

Nello specifico l'emendamento va ad incidere in riferimento alle opere abusive in ampliamento, comportando un tetto massimo di sanabilità pari al 25 per cento in riferimento al volume preesistente, e comunque con una soglia di tollerabilità massima non superiore ai 250 metri cubi rispetto ai 750 previsti dalla norma nazionale. Per le nuove costruzioni tale soglia deve essere mantenuta al di sotto dei 300 metri cubi rispetto ai 750 metri cubi previsti dal quadro nazionale e complessivamente la dimensione dei complessi plurimmobiliari viene identificata in misura non superiore a 1200 metri cubi rispetto ai 3000 metri cubi presenti nel quadro nazionale stesso.

Viene previsto nell'emendamento presentato anche un percorso atto a inibire la possibilità di ottenimento di concessioni in sanatoria nell'ipotesi in cui l'opera realizzata illegittimamente si ritrova in una serie di fattispecie, quali aree assoggettate a vincoli imposti, vuoi dall'autorità statale, vuoi dall'autorità regionale, per i quali interventi abusivi non può procedersi alla sanatoria a meno che il soggetto che ha posto il vincolo non rilasci il suo specifico nulla osta. Rientra in questa categoria anche tutta la partita riferita alle opere abusive realizzate su immobili dichiarati monumenti nazionali; non sono peraltro, nell'emendamento, ammissibili sanatorie edilizie in riferimento ad immobili che insistono su aree di proprietà dello Stato o di proprietà di enti pubblici, a meno che chiaramente l'amministrazione titolare del bene dia in uso la relativa area di sedime del manufatto stesso. L'intendimento è quello, oggettivamente, di limitare fortemente la possibilità di sanatoria nel nostro sistema Sardegna, riducendola di fatto a quelle tipologie che sono state un po' richiamate da tutti quelli che sono intervenuti in quest'aula, ovvero tipologie minori, tipologie non identificabili con operazioni tipiche di speculazione riferita a complessi identificabili come palazzi, villaggi o simili.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 6 ha facoltà di illustrarlo.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, il nostro emendamento si propone di introdurre, rispetto alla logica, diciamo così, naturalmente è un emendamento che si inserisce nella logica degli emendamenti da noi presentati e che prefiguravano nel loro complesso una nostra proposta per la sanatoria edilizia in Sardegna. E quindi questo emendamento che, come dire, si aggancia all'articolo 3, per questioni meramente tecniche naturalmente, prevede alcune possibilità di sanatoria di opere edilizie abusive, tra le quali, naturalmente, quelle previste dagli articoli 3 e 8 della legge regionale numero 21 che, ricordo, è una legge successiva alla 23 e modificativa della stessa, quindi sostanzialmente ci stiamo riferendo al corpo normativo derivante dalle legge regionale numero 23 dell'85, ivi compresi i piccoli abusi e le destinazioni d'uso con, naturalmente, un divieto per destinazioni d'uso rilevanti, quelli che incidono fortemente sul tessuto urbano esistente. Esempio fra tutti: mutare la destinazione d'uso di un grande magazzino, di un capannone artigianale e farlo diventare di tipo commerciale significa introdurre dentro quel tessuto urbano una mutazione importante con effetti che noi vediamo nelle nostre città, grandi e piccole, effetti disastrosi sotto il profilo, per esempio, del traffico, diventando un grande edifico commerciale un forte attrattore di traffico, così, come qualcuno ricordava, anche trasformare un manufatto edilizio destinato ad attività diverse, artigianali o di depositi, eccetera, trasformarlo per esempio in un edificio ad attività di tipo anche ludico, terziario e così via, si è evocato il cosiddetto bingo, introduce un elemento dentro il tessuto urbano difficilmente da questo a volte, tante volte, il più delle volte, quasi sempre insopportabile. Ed allora noi poniamo va bene il cambio di destinazione d'uso, ma il cambio di destinazione d'uso deve avere un limite nel fatto che questo cambio non determini davvero uno snaturamento complessivo del manufatto edilizio preesistente.

Ora, ritorno, la nostra proposta era una proposta, come dire, dentro un ragionamento che limitasse davvero la sanatoria ai casi che peraltro, come ricordava anche l'Assessore adesso nella sua illustrazione all'emendamento ultimo, cioè al numero 17, la casistica in Sardegna pare che sia riferita in stragrande maggior parte ai piccoli abusi. Questo non significa che non vi possano essere dei grandi abusi, ma il problema che questo Consiglio ha davanti è se nel legiferare rispetto alla sanatoria deve guardare ai piccoli abusivi o deve guardare ai grandi abusi, o se invece non debba considerare i grandi abusi come abusi inammissibili, insostenibili, insopportabili in Sardegna e quindi ne decreti il divieto per questi. Ora, ne parleremo nella discussione generale, nell'emendamento numero 17 della Giunta, che mi pare raccolga anche, in certa misura almeno, le critiche che sono state avanzate alla legge nazionale e alla proposta della Commissione oggi, in questi giorni in discussione, accogliendo queste critiche in qualche modo cerca di limitare l'impatto della legge nazionale in Sardegna, e di questo naturalmente non possiamo che prenderne atto positivamente, anche se comunque permangono nello stesso emendamento 17 concessioni a sanatorie per complessi edilizi di 1200 metri cubi. Stiamo parlando di cose davvero considerevoli, di cose davvero gravi se venissero accolte in sanatoria. Quindi la nostra proposta peraltro, guardate, ricalca la maggioranza delle leggi regionali che sono state approvate ad oggi in Italia, sia da Regioni - ripeto - rette, governate dal centrosinistra, sia da Regioni governate dal centrodestra. La legge del Veneto è una legge che mi pare limiti moltissimo, limiti sostanzialmente il condono nazionale e consenta la sanatoria per le opere minori, quali quelle da noi previste nell'emendamento numero 6, che è aggiuntivo all'articolo 3. Guardate, il ragionamento...

PRESIDENTE. Onorevole Morittu, le chiedo scusa, per un errore di questa Presidenza io non le ho chiesto di illustrare anche l'emendamento numero 10, che naturalmente va illustrato, è lei il primo firmatario, e quindi se magari durante l'intervento vuole riagganciare l'argomento.

MORITTU (D.S.). Parleremo anche dall'emendamento 10.

PRESIDENTE. La ringrazio, le chiedo scusa per l'errore.

MORITTU (D.S.). Dicevo, io ho sentito delle argomentazioni un po' curiose in quest'Aula da parte di alcuni consiglieri della maggioranza, pochi interventi naturalmente e poche argomentazioni, ma l'argomentazione di fondo mi è sembrata questa: noi abbiamo bisogno di questa legge di recepimento del condono nazionale perché non vogliamo essere gli ultimi in Italia, né vogliamo essere discriminati rispetto agli altri cittadini italiani. Se noi non approviamo la legge, noi non possiamo fare, siccome siamo Regione speciale, il condono in Sardegna e l'abusivo, il cittadino, il povero abusivo che ha fatto 1800 metri cubi di abuso in Sardegna non può essere parificato all'omologo cittadino toscano, emiliano, umbro, marchigiano, veneziano e così via. Ma guardate che in quelle regioni, la legge di recepimento di quelle regioni rispetto al condono nazionale è una legge che cassa il condono nazionale e ammette a sanatoria solo le opere minori, soprattutto opere che siano conformi alla pianificazione urbanistica vigente, cioè per quelle regioni, che sono ormai, mi pare ad oggi, la maggior parte delle regioni italiane, vige un principio invalicabile, che si può sì ammettere a sanatoria, che si può sì condonare qualcosa, ma questo qualcosa deve essere ordinato e coerente rispetto alla pianificazione, cioè rispetto alla pianificazione esistente non si passa. Ma questo quanto meno, se non salvaguarda completamente il principio della legittimità, il principio etico di rispondere al rispetto sostanziale delle leggi, quanto meno salva il principio della coerenza rispetto alla pianificazione urbanistica esistente.

Mi pare che seppure con un passo in avanti fatto dalla Giunta, del quale prendiamo atto naturalmente positivamente, noi dobbiamo comunque ribadire un principio che è un principio di coerenza con la pianificazione esistente o comunque con un atteggiamento che da parte di questo Consiglio regionale non possa andare a concedere abusi da 1800 metri cubi o similari.

Il nostro emendamento 10, che è l'emendamento che fissa divieti, mette i cosiddetti paletti, diciamo, rispetto alla proposta o a qualunque tipo di proposta di sanatoria edilizia, integra in maniera sostanziale l'articolo 3 proposto dalla Commissione, il quale articolo 3, come ho già avuto modo di dire in discussione generale, fa riferimento soltanto all'articolo 10 bis della legge regionale 45 dell'89. Ora, l'articolo 10 bis naturalmente fa un lungo elenco insiemi territoriali, naturalistici e così via, fissa il cosiddetto limite dei 300 metri, determina qualitativamente gli areali sensibili in Sardegna, ma non li circoscrive, non li determina. L'articolo 10 bis senza i piani territoriali paesistici è uno strumento debole, si capisce che è uno strumento debole, perché l'articolo 10 bis ha trovato nei piani territoriali paesistici, pur con le loro carenze, diciamo, che peraltro sono state anche evidenziate dalle sentenze sia del TAR che del Consiglio di Stato prima, sentenze che annullano, io ricordo, i PTP per carenza di tutela, non per eccesso di tutela, per carenza di tutela. Quindi gli stessi PTP erano deboli sotto il versate della tutela, perché permettevano, consentivano trasformazioni di aree sensibili superiori alla sostenibilità dichiarata di quelle aree stesse. Allora, fare riferimento al solo 10 bis è, come dire, un po' come salvarsi l'anima, un po' come dire: sì, però, per quanto riguarda il rispetto del 10 bis noi lo manteniamo in piedi, quindi diciamo che no, non si può sanare dentro la fattispecie prevista dal 10 bis. Ma la fattispecie prevista dal 10 bis se non è sostanziata da uno strumento, e quindi dai PTP che sono caduti, è un po', se mi consentite il termine, acqua fresca, non del tutto, naturalmente, perché rimangono i 300 metri, rimangono comunque alcune indicazioni che poi mi pare la Giunta regionale abbia ripreso in una sua direttiva.

Noi ci preoccupiamo allora, nell'emendamento numero 10, di fare un elenco più puntale, posto che non abbiamo più i piani territoriali paesistici perché sono stati annullati, allora noi ci preoccupiamo di inserire un po' più puntualmente dei limiti rispetto alla sanatoria, cioè a dire: nei punti b), c), d), e), f) e g) noi diciamo per tutti questi punti non è possibile concedere sanatoria. Punto b): noi diciamo le opere che sono comprese nella fascia di due chilometri, ad eccezione delle aree a), b), c), d), e) ed f) così come previste nella pianificazione urbanistica comunale. Ma i due chilometri sono la fascia territoriale che erano disciplinati dai PTP, non essendoci i PTP ci poniamo il problema di introdurre il limite di due chilometri, con le eccezioni che dicevo, quindi delle aree territoriali pianificate dai comuni, in quella fascia non è possibile aderire alle sanatorie.

Non è possibile aderire alle sanatorie nelle aree SIC, nelle aree di interesse comunitario, insomma la Giunta regionale, l'attuale Giunta regionale mi risulta che pur rivedendo le perimetrazioni fatte dalla precedente Giunta di centrosinistra, rivedendo in piccola parte, ma nel merito non possiamo entrarci oggi naturalmente, ha adottato una perimetrazione di aree SIC che sostanzialmente coincide dicevo con quella precedente, insomma in queste aree SIC che vogliamo fare? Sono aree protette, sono aree di interesse comunitario, così da noi dichiarate, che vogliamo fare? Vogliamo ammettere la sanatoria? L'articolo 10 bis non salva le aree SIC, come l'articolo 10 bis non salva le opere abusive realizzate nelle aree demaniali. Che vogliamo fare, per sanare gli abusivi ci vogliamo vendere le aree demaniali, così come mi pare che in qualche misura proponga la Giunta nel suo emendamento all'emendamento? Io credo che, sulle aree demaniali, gli abusivi non devono passare in nessuna maniera, né la Regione debba essere convinta dall'abusivo a dismettere un suo patrimonio, sarebbe davvero - come dire - un doppio danno. Un danno di ammettere la sanatoria e il danno di vendersi anche il patrimonio per ammettere quella sanatoria. Quindi, la linea deve essere netta, sulle aree demaniali non c'è possibilità alcuna di sanatoria e in nessun modo possibile. E poi, insomma, la Giunta, questa Giunta regionale ha approvato un PAI, un piano di assetto idrogeologico, ma come? Ma noi nel disciplinare la sanatoria non vogliamo far riferimento al piano di assetto idrogeologico? Vogliamo continuare, magari, ad ammettere a sanatoria opere vicine a situazioni di particolare sensibilità ai dissesti idrogeologici? Poi, magari trovarci come è successo, io mi auguro naturalmente di no, nel Meridione italiano, ci troviamo magari a Sarno e così via, con opere abusive sanate e poi magari distrutte giustamente, io dico, dalla giustizia della natura, vuoi magari per qualche inondazione e quant'altro, per qualche dissesto, per qualche frana e così via, ne vogliamo tener conto del piano di assetto idrogeologico nel ragionare di sanatoria? E poi vogliamo tener conto in Sardegna, c'è peraltro legge regionale, mi risulta almeno che vi sia una legge regionale vigente che lo disciplina, vogliamo fare riferimento alle opere abusive che sono state realizzate in aree boscate, che sono state percorse da incendio o non ne vogliamo introdurre di queste limitazioni? Limitazioni che la legge nazionale, per esempio, introduce, ma se noi variamo la legge nazionale su questo punto, cioè sul punto dei divieti, sostanzialmente stiamo - come dire - allargando le maglie anche rispetto a quella nazionale della possibilità di sanatoria su terreni o aree boscate che siano state percorse da fuoco. E poi per ultimo noi diciamo ma vogliamo continuare a far sì che i comuni si trovino davanti a sanatorie su, per esempio, manufatti edilizi che non hanno i requisiti igienico sanitari per le destinazioni d'uso a cui sono state destinate? Mi riferisco a seminterrati non areati, mi riferisco a sottotetti con altezze da nani, da 1 e 50, che vengono nelle nostre città - soprattutto nei centri delle nostre città - trasformati in zone residenziali, costringendo quindi, non avendo questi manufatti o queste parti di manufatti, i requisiti igienico ambientali previsti dalle norme specifiche? Vogliamo far riferimento, vogliamo chiudere questa partita speculativa che tutti i sottotetti anche di altezza inferiore a quella prevista dalle norme igienico sanitarie diventino abitazioni, creando un aggravio peraltro anche di tipo abitativo nelle zone residenziali già fortemente sature? Ma comunque, al di là dei problemi di parcheggio o di saturazione di ambiti cittadini, ci vogliamo porre il problema di far abitare i cittadini in luoghi non malsani, in luoghi idonei o vogliamo continuare ad ammettere a sanatoria e quindi a dare rendita speculativa ai palazzinari delle nostre città, a me risulta che questa ambiguità non sia stata mai risolta nei precedenti condoni e quindi si ammettono a sanatoria opere che non sono assolutamente adibibili ad abitazione o anche, per esempio, ad altri usi, dove sono previste altezze per esempio superiori alle minime dei 2 e 70 abitativi, per esempio per scuole, per funzioni, esercizi pubblici e quant'altro. Cioè, vogliamo mettere un punto fermo anche su questo per evitare le storture del passato, che sono storture che vengono pagate economicamente per quanto riguarda gli acquisti di questi manufatti abusivi sanati, ma anche come dire fisicamente da persone che abitano in luoghi che sono assolutamente inabitabili? Ho fatto l'esempio delle mansarde, ma potremmo fare anche altri esempi di seminterrati assolutamente privi di condizioni minime di abitabilità.

Ecco, tutto questo per dire, caro Assessore, cari consiglieri, ed anche nel prendere atto della proposta avanzata dalla Giunta. Ma non crede, Assessore, davvero e anche in considerazione del fatto che è caduto l'articolo 2, che è caduta la parte procedurale che pone problemi anche seri da un punto di vista poi dell'indirizzo ai comuni nell'accoglimento e nella procedura che ne segue di concessione in sanatoria, non crede davvero che arrivati a questo punto sia il caso di prendere seriamente in considerazione, perché io non credo che il braccio di ferro poi tra maggioranza ed opposizione porti risultati positivi, io credo che il risultato positivo possa essere davvero ragionevolmente conseguito, anche perché notiamo e prendiamo atto positivamente, come dire, di segnali chiari che si vuole andare in una direzione seria nel costruire una proposta di legge, noi continuiamo a ribadire che ci impegniamo anche in tempi strettissimi. Io sono anche disponibile a lavorare, a mettere a disposizione la mia persona, quel po' di competenza che ho per lavorare a chiudere un testo serio che, come dire, prenda anche in considerazione le diverse posizioni e tutto ciò che il dibattito in questi giorni in quest'Aula ci ha portato come contributo. Insomma, io non credo che andare a chiudere una proposta di legge un po' per caso, perché poi gli emendamenti, l'approvazione di emendamenti o dei testi producono un testo un po' casuale pieno di tante contraddizioni che secondo me davvero non aiutano i cittadini sardi a risolvere, quelli che meritano di poterlo risolvere, il problema.

PRESIDENTE. Onorevole Morittu, la deve richiamare. Grazie.

Emendamento numero 12, primo firmatario l'onorevole Giagu. Le chiedo scusa, onorevole Masia, l'onorevole Masia è il primo firmatario. Può essere illustrato. Sì, onorevole Masia magari se lo ritiene può illustrare anche l'emendamento numero 15, così almeno abbiamo risolto il problema.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per illustrare gli emendamenti numero 12 e 15. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Proprio per il fatto che ha citato l'onorevole Giagu, Presidente, volevo evidenziare un aspetto che mi porta ad entrare in merito a questo emendamento che ritengo estremamente importante e che vorrei che i colleghi seguissero un attimo per capirlo meglio, tenuto conto che si muove questo emendamento che è aggiuntivo all'articolo 3 nell'ottica sempre di riuscire a dare una legge migliore, anche se naturalmente per quello che sta succedendo mi pare che la fiducia su questo aspetto stia sempre venendo meno. Debbo dire che l'emendamento 14 che è stato poco fa annullato mi fa dire per forza che con l'acqua sporca di un emendamento precedente è stato gettato via il bambino che aveva delle caratteristiche invece diciamo estremamente positive. Nel momento in cui quell'emendamento è stato bocciato abbiamo che non c'è più la possibilità di poter informatizzare le procedure relative alla sanatoria così come credo che sia stato detto anche dall'Assessore che condivideva, coinvolgendo io ritenevo la maggioranza su questo, e allo stesso tempo c'era la possibilità di verificare attraverso la cartografia necessaria per poter presentare una richiesta di condono la possibilità di verificare la rispondenza di quello che era l'atto della richiesta con quella che è l'ortofotografia presente nell'Assessorato dell'urbanistica e quindi dando maggiori garanzie di un atto preciso e così è stato e naturalmente abbiamo soltanto la possibilità di prenderne atto e per cui chiedo ai colleghi di stare estremamente attenti quando si va a votare, non è solo un gioco di parti, ma è principalmente una attenzione che dobbiamo per far sì che questa legge sia il più possibile migliorata.

L'emendamento 12, Presidente, è in particolare rivolto a quelle situazioni che si vanno a verificare quando attraverso la sanatoria alcune realtà hanno sì gli immobili sanati, ma si ritrovano troppo spesso per non dire quasi sempre nella situazione di non avere invece le infrastrutture, gli standard e tutto quello che è necessario nel momento in cui avendo sanato questi edifici bisogna anche risanare quei quartieri. È vero, esiste ed è presente l'articolo 32 della legge 23 che dà la possibilità di poter intervenire attraverso i piani di risanamento urbanistico. I piani di risanamento urbanistico devono prima di tutto essere individuati all'interno dei piani urbanistici e nel momento in cui sono individuati hanno la possibilità di essere affrontati come piani attuativi esclusivamente attraverso l'iniziativa pubblica. Io voglio evidenziare un aspetto prima che si vada a confondere: i piani di risanamento urbanistico attualmente possono essere affrontati se individuati all'interno dei piani urbanistici e solo attraverso l'iniziativa pubblica. Il mio emendamento, in sintesi, tende solo ed esclusivamente a dare la possibilità di intervenire nei piani di risanamento urbanistico anche attraverso l'iniziativa privata e naturalmente approfittando, utilizzando il momento del condono poter individuare insediamenti edilizi solo ed esclusivamente attraverso la verifica che all'interno di questi insediamenti esista anche qualche opera abusiva da sanare e facendo sì quindi, quasi come vincolo, come strumento per potergli dare gambe, utilizzare la possibilità di ottenere il condono per queste opere abusive che ricadono all'interno di insediamenti urbanistici individuabili, la possibilità di ottenere il condono solo e attraverso quella che è l'attuazione di un piano di risanamento urbanistico.

I piani di risanamento urbanistico, quando vengono affrontati, danno la possibilità di individuare standard che sono quelli necessari a seconda della zona che naturalmente è interessata, danno la possibilità di individuare viabilità, danno la possibilità di ottenere anche le infrastrutture. Noi possiamo dividere il territorio interessato agli abusi edilizi in zone urbane, zone periurbane e zone agricole. Le zone urbane hanno già una definizione precisa per ciò che riguarda gli indici territoriali, sono quelli che naturalmente rispettano gli indici già stabiliti, le zone periurbane sono quelle abbastanza vicine per non dire nella stretta periferia della città, le zone agricole mi pare che non ci sia bisogno di spendere più di tante parole, è tutto il resto del territorio che non sia classificato in maniera diversa.

Detto questo, io credo che sia necessario affrontare questo emendamento tenendo conto dell'interesse che può esserci proprio per le zone strettamente periferiche delle città. In questo caso, io credo che sarebbe stato opportuno che anche l'onorevole Piana ascoltasse perché probabilmente attraverso un emendamento di questo genere si possono trovare soluzioni a quelle che lui in qualche modo prende in considerazione purtroppo generalizzando, purtroppo tenendo conto che non è questo il modo di poter affrontare da un punto di vista urbanistico il problema e comunque invece spingendosi un attimino di più per vedere quale può essere la soluzione, io credo che la soluzione, ma non solo per la città di Sassari, io credo per la città di Nuoro, per la città di Iglesias, per la città di Quartu, per Cagliari, dove ci sono situazioni che devono essere recuperate da un punto di vista urbanistico per il semplice fatto che ci può essere qualche attività di carattere abusivo che è stata realizzata prima o anche in questo periodo, io credo che si possa individuare un'area cosiddetta di insediamento edilizio che in tutto o in parte ha delle opere abusive, è possibile attraverso il rilascio della sanatoria di quelle opere abusive poter procedere ad un piano attuativo questa volta non soltanto di iniziativa pubblica ma di iniziativa anche privata. I vari commi di questo emendamento che ritengo complesso se non si ha una presentazione che ne chiarisca i contenuti ed è per quello che dedico qualche parola in più, sono principalmente ripetizione di quello che è già contenuto all'interno dell'articolo 32 quindi non c'è niente di diverso né di più rispetto a quello che è già previsto. E' previsto che l'insediamento edilizio, nel momento in cui diventa opportunità per un piano attuativo, ha un indice territoriale, l'indice territoriale se è un ambito urbano è lo stesso previsto in quella zona, se è periurbano è previsto che per poter essere individuato come insediamento edilizio deve avere almeno una edilizia già realizzata pari al 20 per cento, l'insediamento edilizio, se ne esiste che ricade in agro, per poter essere individuato deve avere già una edilizia realizzata in tutto o in parte, come dicevo, di tipo abusivo di almeno dello 0,10 metri cubi su metro quadro. La proposta qual è? La proposta è quella di consentire che attraverso la realizzazione di un piano attuativo, senza niente modificare rispetto alla "32" perché gli indici territoriali sono gli stessi previsti nella legge, dare la possibilità che quelli che possono essere il risultato di un piano attuativo che naturalmente abbisogna di individuare le aree di standard, come dicevo, di individuare le aree per le strade, strade e viabilità naturalmente dignitosa, di poter realizzare le infrastrutture, dà la possibilità perché la Regione non ha la capacità di poter finanziare tutti i piani di risanamento urbanistico che sono stati individuati di iniziativa pubblica nella nostra Regione, nei vari comuni presenti in Sardegna, da cui ne consegue che attraverso una iniziativa privata che può essere quella che si ottiene con il consorzio di coloro che ricadono all'interno di questi comparti, così come li ho definiti, poter consentire anche a chi lo vuole fare, a chi vuole affrontare in proprio questa opportunità di realizzare un comparto che a tutti i livelli si ponga come altri che sono realizzati in maniera normale e quindi consentano di vivere dignitosamente attraverso la realizzazione di verde, attraverso la realizzazione di parcheggi, attraverso la realizzazione a volte, perché manca, anche di impianti di smaltimento, diciamo, che non esistono, attraverso l'adduzione idrica che spesso non è sufficiente e tutti quanti quelli che sono gli altri impianti che in un comparto di edilizia moderno devono essere presenti.

PRESIDENTE. Concluda onorevole Masia.

MASIA (S.D.I. - S.U.). Devo fare anche l'altro se mi consente.

PRESIDENTE. Va bene, può illustrare anche l'altro.

MASIA (S.D.I. - S.U.). Io credo che questo sia un modo di affrontare in maniera diversa un articolo, il 32 della legge 23 già presente dal lontano 1985, al fine di consentire ulteriori opportunità; alcune sono state già realizzate e hanno dimostrato con l'iniziativa pubblica di essere estremamente importanti, necessarie ma con costi incredibilmente alti. Credo che si possa fare anche diversamente e su questo io credo che si possa in qualche modo procedere.

Relativamente all'emendamento 15, è un emendamento molto semplice, nasce dallo spirito di voler dare il più possibile, e sempre agli enti locali, la possibilità di essere attori principali nella gestione del loro territorio, coloro che programmano e coloro che in assoluto devono avere perfetta conoscenza di quello che avviene per il semplice fatto che troppo spesso, troppe volte capita che invece enti superiori, enti diversi dall'ente locale incidono in quelle che sono le realtà di quel territorio e quel territorio, quell'ente locale è obbligato spesso a subirli.

Io ricordo, per fare naturalmente più chiarezza su questo argomento, quello che succede per esempio e quello che è successo con l'attività estrattiva delle cave. Abbiamo visto che siamo stati obbligati a votare un articolo 8 in una legge di tipo finanziario per cercare di bloccare quelle che erano le iniziative che arrivavano da un ente superiore e che calavano senza il minimo coinvolgimento all'interno dei territori. Si muove in questa ottica, si parla attraverso questo emendamento di consentire all'amministrazione locale di avere coscienza quando si procede ad una qualunque attività di esproprio che non nasca dall'ente locale, la possibilità che l'ente locale possa essere messo a conoscenza di quello che avviene.

L'emendamento recita così: "Il vincolo preordinato all'esproprio ai fini della localizzazione di una opera di pubblica o di pubblica utilità, può essere apposto su iniziativa dell'amministrazione competente ad approvare il progetto mediante apposita conferenza di servizi". È la conferenza di servizi che coinvolge, coinvolgerebbe approvando questo emendamento anche l'ente locale e quindi darebbe all'ente locale la possibilità di prendere coscienza, di entrare in merito, di poter dire "così non va bene" perché confligge con altre iniziative, confligge con quella che è la programmazione che il nostro ente sta portando avanti; oppure "va bene" da cui ne consegue che si può procedere, perché una iniziativa, un'opera pubblica, un'opera di pubblica utilità io credo che l'ente locale prima di dire di no ci penserà due volte, ma è anche vero che a quell'ente bisogna dare la possibilità di poter entrare in merito il più possibile per ciò che riguarda tutto quanto quello che interessa il proprio territorio.

E io concludo con queste parole, è quello di voler procedere in questa direzione, è quello di voler dare all'ente locale e a chi amministra la possibilità di conoscere costantemente e sempre quello che avviene nel proprio territorio e chi su quel territorio vuole incidere per fare sì che non ci siano conflitti, che non ci siano sovrapposizioni, e quello che noi oggi abbiamo presente, una situazione di totale confusione per cui spesso capita che si va a scavare e si tranciano linee importanti di comunicazione telefonica, spesso si tranciano linee elettriche che sono di adduzione importante ad imprese ed altre industrie, spesso capita anche di poter interessare acquedotti, fognature che in qualche modo non hanno niente a che vedere con l'ente locale e che però sono state realizzate per il semplice fatto che qualunque ente oggi ha il diritto per un'opera pubblica, un'opera di pubblica utilità di poter espropriare, realizzare i propri lavori senza per questo andare a confrontarsi con chi invece ha pieno diritto e titolarità di entrare in merito ed è questo l'ente locale di cui parlavo. PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. Signor Presidente, poiché gli emendamenti…

PRESIDENTE. Chi ha chiesto di intervenire? Ha domandato parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). L'emendamento 11, che introduce l'articolo 3 bis, non è stato illustrato. Non vorrei che magari...

PRESIDENTE. Io pensavo di averle già dato la parola per illustrarlo complessivamente insieme agli altri, ma non c'è alcun problema, onorevole Morittu. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento numero 11.

MORITTU (D.S.). Io chiedo scusa, insomma, non avevo capito, pensavo che mi avesse dato la parola diciamo erroneamente per trattare l'emendamento 6, poi però mi ha corretto dicendomi: "Ma insomma si dovrebbe trattare anche l'emendamento 10", posto che l'emendamento della Giunta insiste sull'emendamento 10. Quindi, io non ho per la verità fatto cenno all'emendamento numero 11, ma non tedierò molto i colleghi su questo punto.

Lo voglio soltanto brevissimamente illustrare con una premessa. La premessa è la seguente; ne abbiamo già parlato, il problema l'abbiamo sottolineato, ma io lo ripropongo per un problema di chiarezza e anche di ordine rispetto alla materia che stiamo trattando, cioè all'emendamento 11. È acclarato da istituti specializzati che hanno fatto indagine sull'edilizia in Italia, in particolare sull'edilizia abusiva, che in prossimità, prima, immediatamente prima e anche un po' dopo, comunque a cavallo con le date nelle quali sono state emanate delle leggi di condono, vi sono state delle impennate spaventose sull'attività edilizia in Italia. Dei veri e propri picchi nell'84, nel '94 e le previsioni che abbiamo letto tutti, io credo, sui maggiori quotidiani specializzati nazionali, in particolare su "Il Sole 24 Ore", per esempio, riportano una indagine fatta dal Cresme che parla di un incremento previsto dell'attività edilizia doppiamente illegale, come ho richiamato ieri in un mio intervento, perché contrasta con gli strumenti urbanistici e se è realizzata senza autorizzazione illegale doppiamente perché realizzata nel periodo che intercorre tra il 31 di marzo, data ultima concessa dal condono nazionale, al 31 di marzo del 2004, data ultima per la presentazione della domanda.

In questo anno di tempo, e anche a partire da un anno prima in Italia, per la verità, cioè a fare data dall'annuncio nel 2002 nella Finanziaria del 2002 - 2003 da parte del Governo nazionale di voler introdurre nuovamente il condono edilizio. In questa fascia temporale vi è un incremento stimato nell'ordine del 30 per cento. Da lì anche, come qualcuno ricordava, le forti proteste dell'Ance nazionale, per bocca del suo Presidente, ma anche delle associazioni regionali e anche di quelle sarde, perché si capisce bene che questo incremento forte dell'edilizia abusiva porta naturalmente un forte decremento degli affari per l'edilizia legale realizzata per l'appunto da imprenditori seri.

Per altro basterebbe avvicinarsi ad un rivenditore, a un amico rivenditore di materiali edili in Sardegna per avere il polso della situazione oggi, non prima del 31 marzo del 2003, oggi, basterebbe andare da qualunque grossista di materiali edilizi, fare una piccola indagine per capire qual è il volume di affari che si sta realizzando oggi, e questo volume di affari non si trasferisce sull'edilizia legale, si sta trasferendo paro paro sull'edilizia illegale ed abusiva.

Allora, noi con l'articolo 3 bis ribadiamo, formalizziamo ciò che per altro abbiamo chiesto alla Giunta regionale, lo ricordo, già da 4, 5 mesi fa; diamo ai comuni entro 45 giorni la cartografia aggiornata al 31 marzo del 2003, e questa cartografia non è che gliela diamo per appendersela al muro, per avere carta in più, gliela diamo con il vincolo che la sanatoria è concedibile soltanto se vi è un riscontro positivo con la cartografia in possesso della Regione Sardegna alla data del 31 marzo 2003. Quanto meno evitiamo il doppio abuso, se proprio volete concedere l'abuso, evitiamo il doppio almeno, cioè evitiamo che qualcuno ci abbia costruito sotto il naso in un periodo in cui non soltanto non poteva costruire ma non poteva costruire per le leggi sane, esistenti ma non poteva costruire neanche per le leggi insane, sopraggiunte, mi riferisco alla legge sul condono nazionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. Signor Presidente, poiché gli emendamenti sono tanti, me li vuole indicare uno per uno?

PRESIDENTE. Partiamo dal 17 della Giunta regionale che sostituisce il 16 che a sua volta è un emendamento all'emendamento numero 10.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore; Trattasi di un lavoro di sintesi e si esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Sul 10.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. Si prevede il divieto di sanatoria con una visuale "khomeinista" della situazione, troppo dura, sanatoria nei due chilometri dal mare, nelle aree di interesse comunitario, nelle aree PAI, addirittura si propone la non sanabilità in tutte le aree che a partire dalla creazione del mondo siano state percorse dal fuoco. Si esprime pertanto parere negativo.

PRESIDENTE. Sul 6.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. Parere negativo.

PRESIDENTE. 11.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. La portata dell'emendamento attiene a problematiche che dovrebbero confluire in mere disposizioni amministrative che sono di competenza dell'Assessorato degli enti locali e dell'urbanistica, trattasi di materie che non dovrebbero essere trattate in una legge. Parere non favorevole.

PRESIDENTE. 12.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. All'Aula.

PRESIDENTE. 15.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. A firma di?

PRESIDENTE. Masia.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.), relatore. All'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. A partire dal 17 che è della Giunta.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica; Parlerò a voce alta. Emendamento numero 17, il parere della Giunta favorevole. Emendamento numero, mi aiuta Presidente?

PRESIDENTE. 10.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Emendamento numero 10 in continuazione del parere favorevole sul 17, non può che essere positivo esclusivamente in riferimento alla lettera a), 1° comma.

PRESIDENTE. Emendamento numero 6.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Per quanto attiene l'emendamento numero 6 il parere della Giunta regionale è non favorevole, in modo particolare anche nella considerazione che su alcuni passaggi ricontenuti nell'emendamento stesso non si rilevano elementi innovativi rispetto a quanto già previsto nell'ordinamento legislativo regionale.

PRESIDENTE. Emendamento numero 11.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Per quanto attiene l'emendamento numero 11 voglio soltanto fare una riflessione in riferimento ad una problematica di carattere strettamente lessicale, nel secondo comma dove si parla di cartografia aerofotogrammetrica, in realtà la terminologia è leggermente diversa, credo che si volesse intendere "rilievi aerofotogrammetrici" presumibilmente. Semmai in separata sede avremo modo di disquisire su aspetti di carattere ancora più tecnico.

In riferimento a questa problematica, così come avevo avuto modo di anticipare in un passato intervento, l'amministrazione regionale ha, con specifica determina di impegno, programmato l'acquisto di questo materiale. Dopo la determina si è passati al contratto, in questo momento la struttura sta procedendo all'approntamento del materiale che dovrebbe essere consegnato all'amministrazione regionale presumibilmente entro la fine del mese di marzo.

La norma che qui si richiama è una norma di tipo regolamentare, più che una norma legislativa, a nostro avviso, comunque in riferimento a questo emendamento la Giunta si rimette alle valutazioni dell'Aula.

PRESIDENTE. Emendamento numero 12.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. L'emendamento numero 12, emendamento che di fatto in gran parte ripercorre i contenuti della legge numero 23, emendamento che in un certo senso chiarisce alcuni aspetti che sono insiti nel dispositivo legislativo attualmente vigente, in particolare per quanto attiene il comma 4 dell'articolo 32 della legge numero 23, in riferimento alla problematica relativa al grado di compromissione del territorio.

La dicitura della norma legislativa recita: "Si considera in via generale inserimento edilizio" e prosegue. Di fatto nell'emendamento si mettono alcuni paletti di tipo dimensionale che aiutano, a giudizio della Giunta, nel percorso di programmazione da parte delle amministrazioni comunali. A questo debba aggiungersi il miglioramento del sistema infrastrutturale e delle aree destinate ad accogliere i servizi pubblici, che risultano nell'emendamento puntualmente normate su valori tali in modo particolare per le aree urbane e periurbane, forse anche da sopperire in parte a alcune deficienze, in termini localizzativi e dimensionali, che sono presenti all'interno dell'urbano consolidato. Per questi elementi, ai quali faccio riferimento, tenendo conto che comunque è di fatto un emendamento che ha una forte caratterizzazione di natura strettamente tecnica, ritengo l'emendamento stesso positivamente valutato dalla Giunta regionale e quindi esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Emendamento numero 15.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. L'emendamento numero 15 è di fatto un emendamento anche questo strettamente tecnico, un emendamento che in un certo senso dà ulteriore fiato alla volontà degli enti locali. La posizione della Giunta è non negativa in riferimento all'emendamento stesso.

PRESIDENTE. Diciamo che quindi in forma diretta è favorevole?

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica; Favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, più che un Consiglio regionale, a questo punto l'Aula sembra di essere il luogo di incontro dei sopravvissuti a un disastro. Speriamo che il disastro non sia quello che sopravverrebbe se si insiste a volere discutere ed eventualmente approvare questa legge, comunque quelli che siamo sopravvissuti siamo qui, partecipiamo alla riunione. La legge in discussione, se soccorre come io penso che debba soccorrere un briciolo di buon senso, dovrebbe essere meglio considerata, meglio riscritta, meglio organizzata, e per fare ciò insistiamo nel dire che in sede istruttoria, nell'apposita e competente commissione, si potrebbe riorganizzare questo lavoro e portare in Aula un testo largamente condiviso e utile davvero alla Regione. Permane ancora la tendenza a "tirare a campare" e il tentativo invece di voler sbarcare un provvedimento "purchè sia", ma purchè sia tale da soddisfare evidentemente alcune mire e alcuni appetiti che sono ben evidenti nella configurazione complessiva della legge. Discuteremo ancora sull'articolo, sugli articoli che rimangono, sugli emendamenti, comprendendone il vero spirito, e poi chi vivrà vedrà. L'articolo 3 di questa legge che è in discussione è un'ulteriore dimostrazione di quale sia e di che natura sia quella mira e quell'appetito che si è scatenato volendo fare approvare al Consiglio regionale della Sardegna il recepimento delle norme nazionali e per altro nel modo peggiore. Perché gli unici casi di esclusione che sono ipotizzati dal proponente questa legge e dall'esimio Presidente Tunis che ha prodotto quel colpo di mano in commissione per portare in Aula questa proposta, ma insieme a Tunis, attorno a Tunis tutti quelli che condividono, perché per quanto bravo e capace e cavallo di razza sia il collega Tunis, da solo non vincerebbe molte gare, come ognuno di noi da solo non vincerebbe troppe gare. La verità è che è ben accompagnato in questa avventura apparentemente solitaria, è però ben accompagnata. L'articolo 3 ipotizza che gli unici casi di esclusione dalla sanatoria siano le aree dei 300 metri dal mare, o comunque le aree contemplate nell'articolo 10 bis della legge regionale, della legge 45. Meno male, ricordo a suo tempo le discussioni, che saranno pure certificate nelle carte che nessuno mai leggerà del Consiglio regionale. Quando anche allora, nell'89, in quest'Aula quelli che ne sanno di più degli altri sostenevano: "Ma perché irrigidire", questa era la parola magica che si usa in queste situazioni: "perché irrigidire nella legge una previsione di tutela, di una parte del territorio, meglio la flessibilità dell'atto amministrativo che consente di valutare nel tempo quello che cambia, quello che migliora, le migliori volontà", e altri a dire, io compreso e altri: ma badate che alcune cose in legge sono chiare, uguali per tutti e garantite, dopo qualche tempo anche la legge si può modificare, e meno male che almeno alcune categorie di tutela sono state inserite nella legge e che quella regolarità, trasparenza, garanzia è valsa in questi anni, almeno nella fascia dei 300 metri oggi perché è sopravvenuto un senso comune della gente che costringe anche il legislatore, anche quello peggiore, o all'amministratore anche quello peggiore a non pensare di poter toccare almeno quel limite di tutela minima dei 300 metri dal mare. Ma vedete che sorte hanno conosciuto invece le altre disposizioni affidate alla flessibilità, alla dinamicità, alla valutazione migliore del momento successivo, cioè la pianificazione paesistica che va con atto amministrativo, e vi fu anche allora una discussione impegnata in Aula, perché non a regime, ma in sede di primo avvio sostenevamo, alcuni, e avevamo ragione, che anche la pianificazione paesistica in sede di primo impianto avrebbe dovuta essere garantito dalla legge, essendo una garanzia minima e che successivamente invece le modifiche, i miglioramenti gli adattamenti avrebbe potuto essere affidati allo strumento amministrativo, perché avremmo avuto una garanzia per i cittadini, per gli operatori, anche per i costruttori che costruissero dove e come sarebbe stato bene e possibile quindi costruire. Invece su questo prevalse la teoria, anche quella sbarazzina, del dire "no", lo strumento amministrativo è più flessibile, è più malleabile, è migliore. Si è visto quanto era migliore perché esposti a tutti i venti sono stati ovviamente in via amministrativa caducati, cosa che invece fossero stati garantiti dalla legge non avrebbero potuto essere nei gradi di tutela previsti, da nessuno toccati.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue COGODI). Però adesso si vede qual era l'intendimento, perché nessuno vieta alla Giunta che propone o al Consiglio che decide sulle leggi, nessuno vieta di recuperare oggi, siamo all'esame di uno strumento legislativo, almeno quei gradi di tutela che erano contenuti nella programmazione regionale, perché la pianificazione paesistica era uno degli elementi tra i più qualificanti della pianificazione dello sviluppo regionale, dell'assetto del territorio, e invece no. Il 10 bis, ci mancherebbe, perché è già legge e perché prima di toccare il 10 bis credo che qualcuno si debba buttare dal Bastione di questi tempi, però la pianificazione paesistica quel sistema che pure era acquisito, la parte positiva di quella pianificazione almeno richiamarla con una norma ricettizia, almeno recuperarla ai fini del non essere abusato. Niente; si può sanare, si potrebbe sanare, secondo questa impostazione, anche laddove si è violata quella pianificazione paesistica che era vigente, che era cogente e quindi aveva già individuato ambiti di territorio che per sensibilità e delicatezza non avrebbero dovuto essere toccati da nessuno. Invece adesso, per il combinato disposto malefico della caducazione in via amministrativa dei piani e per la rinuncia colpevole del legislatore oggi a recuperare la parte buona di quella pianificazione, si arriva all'assurdo di ipotizzare sanatorie di opere di manomissione anche nelle zone riconosciute di assoluta tutela.

Una parola sugli emendamenti che sono proposti invece all'articolo 3, che vorrebbero mitigare o migliorare e che secondo me dovremmo discuterne anche di questi emendamenti, che secondo me peggiorano la situazione. Lo stesso emendamento della Giunta su cui poi sarà possibile un attimo tornare dove si ipotizza la sanatoria dei complessi immobiliari abusivi, ma anche stabilendo un limite, ma qui non si è detto che la sanatoria doveva venire incontro alla povera gente, al povero diavolo che aveva necessità di costruirsi una casa e che c'entrano i complessi immobiliari con chi si deve costruire una casa? Se uno non ha casa?

PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Sì, concludo. Se uno non ha casa, e non ha neanche i soldi per comprarla la casa, ovviamente, sennò non sarebbe di necessità la sua iniziativa, che fa, costruisce un complesso abusivo? Ma non scherziamo! Così come una parola, un accenno soltanto con la promessa di poter tornare a chiarire rapidamente il concetto quando l'emendamento verrà, eventualmente, spero di no, posto in votazione, anche l'emendamento 12 del collega carissimo, primo firmatario, Masia. Anche lì deve essere esplicitato un punto: il piano di risanamento urbanistico è, come dire, una innovazione che in questa regione esiste perché la legge buona, fatta nell'85 a cui nessuno vuole riferirsi, che esiste già in questa regione, fatta per mettere ordine, non sanatorie facili, ma sanatorie giuste all'interno di una disciplina, prevedeva i piani di risanamento urbanistico dentro una procedura di garanzia. Adesso qui, con questo emendamento si chiarisca, mi fermo a questo, che si vuole introdurre non solo il principio dell'iniziativa…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io le ho lasciato il tempo!

COGODI (R.C.). Finito Presidente, solo il titolo, si vuole introdurre non solo il potere di iniziativa che poi bisogna vedere, che una cosa è l'iniziativa sociale che non è proibita da nessuno, una cosa è l'iniziativa formale di un procedimento amministrativo che invece è un'altra cosa, però si vuole anche introdurre, sia chiarito questo, il collega Masia l'ha accennato, sia chiarito che si sta introducendo un premio volumetrico, si sta introducendo un aumento di volumetria per operare la sanatoria. La Giunta dice che concorda, questo a me preoccupa molto; perché allora perché non l'ha proposto la Giunta? Si sta introducendo un aumento di volumetria e quindi non stiamo soltanto sanando quello che è illegale, si sta dicendo anche "ti do un premio perché tu presenti il piano, e cioè ti do un premio perché sei abusivo", manca il panettone a Natale e l'operazione è conclusa!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, l'articolo 3 della legge in discussione indica i casi relativi alle opere che non sono suscettibili di condono secondo quanto previsto dall'articolo 10 bis della legge 45. Poi affrontiamo questa discussione avendo già sgombrato il campo dall'emendamento che è stato proposto dall'onorevole Piana. Dobbiamo registrare che l'Aula ha avuto un sussulto di orgoglio e ha confermato quanto aveva già fatto in precedenza che certe vergogne sono improponibili, sarebbe stato auspicabile che non lo si facesse neanche arrivare al voto. A me pare che sia comunque, signor Presidente, indispensabile che quest'Aula, così come è stato chiesto dai colleghi di questa parte che mi hanno preceduto, non abbiamo registrato interventi dalla parte del governo, dalla parte della maggioranza che sostiene il governo, e io credo che la cosa più giusta, come dicevo, sarebbe quella di riportare il provvedimento in commissione per vedere di fare gli aggiustamenti che occorre fare al fine di licenziare una legge che sia, per trovare una soluzione che sia più rispondente alle esigenze della nostra Isola e alle reali esigenze delle nostre genti, salvaguardando quello che abbiamo chiamato essere il bene primario della nostra terra, l'ambiente, salvaguardare il territorio, dare risposte anche a quegli abusi che sono stati chiamati di necessità in una maniera forse un po' impropria, però io credo che ci sia anche materiale sul quale confrontare la reale volontà di cui parlavamo, cioè di dare reali risposte a coloro che hanno edificato per necessità e per bisogno e sgombrare il campo da quelle che invece sono delle forzature che servirebbero soltanto a favorire profittatori, speculatori edili e persone che non hanno nessuno scrupolo di dare l'assalto al nostro territorio. Nel contempo credo che salvaguarderemo anche gli interessi degli imprenditori edili seri, di coloro i quali fanno il loro mestiere rispettando le regole, traendo il giusto profitto e non facendo delle azioni e delle operazioni che siano devastanti per il nostro territorio. A me pare che ci sia da fare qualche richiamo anche all'andamento della discussione che abbiamo avuto in quest'Aula. Quando si è a corto di argomenti, da parte di qualche collega della destra, si imbocca immediatamente come reazione ad una questione che è stata posta, che è il conflitto di interessi. Ma c'è qualcuno che qui può giurare che all'interno dell'Aula non ci siano conflitti di interessi di coloro i quali cercano di difendere l'indifendibile. Se così fosse io credo che questo Consiglio regionale potrebbe veramente andare fiero e avere il massimo della stima da parte dell'opinione pubblica.

Così non è e noi abbiamo visto che quando si invoca il conflitto di interessi, immediatamente scatta una reprimenda, ci sono persone che a sentire parlare di conflitti di interessi parlano subito dei comunisti, qualche altro parla di sporchi comunisti, non è stato fatto in quest'Aula, però avviene anche questo e a me pare che sia un armamentario logoro, desueto ed anche antistorico, che trova due o tre alfieri anche in quest'Aula e fuori. Uno è il cavaliere Berlusconi, l'altro veramente scatta come un riflesso condizionato, all'onorevole Pittalis che sembra arrivi, non abbia mai avuto partito, che sia una persona calata qui per insegnare ai cittadini e a quest'Aula di come la politica deve essere fatta in nome della purezza noi ci ricordiamo benissimo, senza che questa sia un'offesa per lui, che viene dal partito socialdemocratico, è stato capo di gabinetto, come si dice, vice assessore qualche anno addietro, all'epoca cioè della socialdemocrazia di Tanassi e di Longo. Ma non stiamo ogni quarto d'ora a ripetergli e a ricordargli queste cose. L'altro a me pare che sia l'onorevole podista che sta visitando i paesi dell'interno e mentre noi discutiamo di problemi che mi pare siano problemi reali e vicini ai problemi della gente, lui sta sognando nuovi arcipelaghi sperando che vengano proiettati negli schermi di questa Regione. E' partito, tra l'altro, dal paese di Armungia, il paese Natale di Emilio Lussu e non avendo padri nobili di riferimento ed intellettuali, voglio dire di valore, quando si ha come riferimento Apicella o Tony Renis, intellettuali a cui guarda la destra di Forza Italia in modo particolare, ci si rifugia nei padri del sardismo e del socialismo, facendo operazioni che sono veramente improbabili ed anche un tantino azzardate.

Addirittura, signor Presidente, scusi questa divagazione, però è il caso che qualche volta la si faccia, si è dovuto utilizzare, per esempio, oggi, il partito di Forza Italia, che appunto non ha padri nobili a cui guardare, ha utilizzato persone che militavano nel Partito Comunista Italiano, tra cui, per esempio, l'omologo del Presidente della nostra Commissione cultura, Piana, l'onorevole Adornato, che è l'omologo della Camera dei deputati e ha militato nel Partito Comunista Italiano, l'onorevole Bondi, che è un altro militante del Partito Comunista Italiano in passato, e un altro militante della sinistra socialista, l'onorevole Cicchitto. Noi non abbiamo niente di cui vergognarci per aver militato del Partito Comunista Italiano, siamo orgogliosi di questo, è forse il caso che l'onorevole Pittalis la smetta di fare questi riferimenti che veramente forse...

(Interruzioni)

PIRISI (D.S.). Sì, sì, gliel'ho ricordato, ma lo ribadisco, di Tanassi e di Longo ai tempi della Lockheed, eccetera.

Io, adesso, tornando allo specifico del quale stiamo parlando, signor Presidente, questa divagazione l'ho fatta anche per un motivo, perché ci sono persone che stanno girando nei paesi dicendo che non si sta discutendo delle questioni reali. Il condono edilizio, il problema della tutela del territorio, il problema di recepire in chiave sarda uno strumento che viene messo a disposizione dal Governo nazionale, come qualcuno ha detto, anche se noi non condividiamo questo tipo di scelta, ebbene io credo che avrebbe avuto necessità di avere anche l'onorevole Pili a discutere con noi. Questo non è avvenuto, questo non avviene.

Allora, nel merito di un emendamento solo parlerò, dell'emendamento numero 17 che è stato proposto dalla Giunta regionale. L'emendamento 17, che corregge una serie di questioni che erano state poste nel precedente emendamento numero 16, e che corregge chiaramente in positivo la legge nazionale, porta l'ampliamento, considera ammissibile l'ampliamento di un manufatto all'interno dei 250 metri cubi, si va dal 10 per cento al 25 per cento, diciamo che è un punto sul quale una discussione ci può essere e che può trovare una disponibilità da parte nostra anche ad accoglierlo, però io credo, così come adesso accennava il collega Cogodi, e in precedenza e in maniera molto più stringente il collega Morittu, che al punto c), Assessore, dove si parla delle nuove costruzioni abusive, noi dovremmo aggiungere qualcosa. Noi dovremmo dire che, posto che si accetti questo tipo di volumetria, l'impostazione dovrebbe essere diversa, cioè dovremmo escludere le seconde case, perché io non credo che esista qualcuno povero, che ha bisogno, necessità... Concludo immediatamente, Presidente, avrò modo di illustrare in seguito il mio punto di vista nel merito degli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, mi dispiace di aver costretto adesso i colleghi ad entrare e nuovamente ad uscire dall'aula, né per carità li voglio...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, vorrei sentire l'intervento dell'onorevole Morittu.

MORITTU (D.S.). Presidente, mi scusavo con lei e con i colleghi per averli costretti a rientrare in aula, e magari adesso costringerli nuovamente ad uscire. Io naturalmente non li posso costringere a rimanere né ad ascoltarmi, spero semplicemente che mi contano di svolgere l'intervento che sarà breve, insomma, con tranquillità.

Io vorrei riprendere, signor Presidente, alcuni argomenti che un po' ho trattato nella discussione o meglio nella presentazione degli emendamenti, ma in particolare mi vorrei soffermare sull'emendamento presentato dalla Giunta che, ricordo, è un emendamento che sostituisce un emendamento che mi vede primo firmatario, e cioè l'emendamento numero 10. Dell'emendamento numero 10, sostanzialmente, il testo della Giunta ne cassa la quasi totalità dei commi e cioè il punto b), c , d), e), f) e g) che io ho illustrato poc'anzi e che io ritengo punti sostanziali, quanto meno per contenere gli effetti dell'edilizia abusiva ed illegale in zone che riteniamo tutti, a parole, a piena bocca, qua dentro, zone da tutelare, zone o ambiti territoriali che sono la vera ricchezza di quest'Isola e che però puntualmente quando andiamo a stringere qualcuno poi questa cassaforte ambientale ed economica della Sardegna se la svende al primo che passa, perché magari gli ha pure promesso un qualche sostegno di carattere elettorale. Tutto questo, naturalmente, spiace però noi non possiamo esimerci dal denunciare questo grave comportamento politico, ma anche etico, se vogliamo, da parte della Giunta e della maggioranza.

Io poi, anche accogliendo un atteggiamento di "buona volontà" o meglio accogliendo un ripensamento della Giunta, che in qualche modo capisce o ha capito che la legge nazionale fortemente stride con gli interessi di quest'Isola, presenta con questo testo dell'emendamento una limitazione significativa per certi versi del testo nazionale, e però introduce anche qualche elemento di disparità... Anche i miei colleghi vedo che sono non solo attenti, ma anche tesi nella discussione generale su questa legge. Presidente, riprenda anche i miei colleghi, naturalmente, per carità, non faccia distinzione alcuna.

PRESIDENTE. Ho difficoltà, siccome sono suoi colleghi pensavo che foste d'accordo. C'è una risonanza particolare in aula per cui in alcuni punti si è disturbati e quando si parla in alcuni altri punti non si è disturbati. Pensavo che arrecasse danno solo a me, invece anche lei vedo che... Prego.

MORITTU (D.S.). I miei colleghi stanno pensando ad altro, anche loro sono preoccupati dalle preferenze.

(Interruzioni)

Morittu (d.s.). Ho detto "anche i miei colleghi".

Per esempio, Assessore, al suo punto b) del testo dell'emendamento numero 17, quando introduce una misura seppure leggermente inferiore a quella nazionale del 25 per cento, che è la barriera prima - è vero? - per gli ampliamenti, non superiori al 25 per cento, poi pone un altro tetto che è quello "purché non superiore a 250 metri cubi", l'elemento di non equità, di disparità io lo rilevo in questo modo: una casa di 300 metri cubi può ampliare, con il 25 per cento, di soli 25 metri quadri, soli per modo di dire; una casa, invece, di 1000 metri cubi, come dire, giusto per ritornare alla povera o alla gente abbiente, a me pare che ci sia un privilegio per chi ha 1000 metri cubi che può fare un massimo di 200 metri quadri, mentre chi ha 300 metri cubi si deve fermare a 75 metri cubi. Questo non mi pare che sia un elemento di equità, di perequazione, di venire incontro alla povera gente, come il mio onorevole Presidente - Presidente della mia Commissione naturalmente - tante volte ci ha detto, preoccupato della povera gente. Insomma, allora io credo che questo elemento quanto meno vada corretto. Io ve lo segnalo semplicemente.

Sul punto e), Assessore, io vorrei capire: nel punto e) la Giunta cerca di condensare i punti che noi abbiamo esplicitato, b), c), d), e), f) e g), che io ho detto aree SIC, percorse dal fuoco, eccetera, eccetera, le aree sensibili sulle quali noi facciamo divieto assoluto, proponiamo di fare divieto assoluto. Lei parla di aree protette nazionali e provinciali, mi chiedo: e quelle regionali? Non so, e Molentargius? E l'area di Alghero? E il parco di Alghero? E le aree marine? Cioè quelle regioni scompaiono, cioè nazionali e provinciali. Strano, scompare la Regione, va bene che la vogliamo far scomparire da tutto, non le vogliamo dare nessuna competenza, insomma, ma quanto meno dico è una dimenticanza o c'è una volontà ad escludere i parchi regionali? Seconda domanda: ma le aree SIC vengono o no considerate come aree protette? Perché manca anche un altro ente per la verità, che sarà presente in questa in questa campagna elettorale, non quello che interessa di più, l'ente comunitario, ma le aree SIC comunitarie entrano o non entrano nelle aree protette?

PRESIDENTE. Onorevole Morittu è solo un errore di copiatura, abbiamo ritrovato l'originale, è scritto a mano "regionali". Comunque c'era sempre anche il riferimento al punto e), peraltro è un mero errore di copiatura.

COGODI (R.C.). Ma non è colpa di Morittu!

PRESIDENTE. No, no, mi dispiace per l'incidente. Gli uffici, attenti, hanno colto, rimediamo immediatamente.

MORITTU (D.S.). Presidente, io ne prendo, naturalmente, favorevolmente perché non ci siamo dimenticati di quelli regionali. Io ho posto ancora un'altra domanda: ma le aree SIC, che sono aree di interesse comunitario, proposte dalla Regione, doppiamente, uno, quando Assessore era l'onorevole Onida, due con l'attuale Assessore Pani, approvate dalla Giunta anche recentemente, queste aree SIC sono aree istituite? Bisognerebbe chiarirlo perché se non si chiarisce bisognerebbe esplicitarlo. Noi l'abbiamo esplicitato nell'emendamento che è stato sostituito dall'emendamento 17. E poi, come dire, tutte le altre questioni delle quali abbiamo parlato.

Ma in ultimo, sempre sull'emendamento della Giunta, vogliamo davvero che si sanino in Sardegna i complessi edilizi, seppure diminuiti da 3000 metri cubi nazionali a 1200 metri cubi regionali? Ma davvero i complessi edilizi sono nell'interesse di questa Regione se vengono sanati? Ma non è che sanando questi complessi edilizi noi stiamo sanando edilizia alberghiera che seppure ricadente in precedenti abusi, cambi di destinazione e quant'altro, mi riferisco agli innumerevoli casi di alberghi o residenze alberghiere che si sono trasformate invece in ville private, con la vendita di quel patrimonio che era un patrimonio alberghiero che è diventato invece un patrimonio di ville private? Ma non è che noi stiamo sanando quelle situazioni? Ma non è che noi stiamo trasformando il patrimonio o parte del patrimonio alberghiero, così presunto tale, invece in un patrimonio privato di seconde case dando un ulteriore colpo al sistema turistico isolano?

Insomma, io ci rifletterei sulla ammissibilità a sanatoria dei complessi immobiliari abusivi, non c'entra niente né la casa tout court dell'abusivo di necessità o di non necessità, né c'entra niente la povera gente. Stiamo parlando di complessi immobiliari, non stiamo parlando di quisquilie, stiamo parlando di complessi immobiliari, che seppure non hanno il limite dei 3000, sono quattro appartamenti da 100 metri quadri ciascuno, o se vogliamo 8 appartamenti da 60 metri quadri. Ma, insomma, stiamo parlando che se poi sono 1200 qua, 1200 là, 1200 là e così via, stiamo parlando di villaggi turistici, di questo stiamo parlando. Io so che vi sto tediando, però a volte con il tedio si ottiene anche un minimo di attenzione su problemi che sono problemi, poi non è che ci possiamo nascondere e dire: ma insomma non ce ne siamo accorti e così via. Stiamo, se approviamo questa norma, questa dei complessi alberghieri, legittimando le porcherie che si sono fatte, si stanno forse facendo o che nel frattempo si faranno in Sardegna. Io non credo che anche chi è più vicino alla sensibilità costruttivista in Sardegna sia prono davanti a questo tipo problemi e di interessi. Io credo davvero che nessuno di noi, neanche quello più propenso al liberismo sfrenato, sia disponibile a sanare le porcherie che si sono fatte o che forse si stanno facendo in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Presidente, io credo che l'impostazione, ma d'altronde si sapeva anche prima, politica, culturale che noi abbiamo rispetto ai colleghi della sinistra sia un po' diversa. Noi crediamo che le regole debbano essere fatte per agevolare la vita sociale, per agevolare le persone, per agevolare la crescita e allora non possiamo noi... Vede, se un albergo si è fatto il ristorante più grande vuol dire che ha messo più tavoli, vuol dire che ha forse lavorerà di più, forse darà lavoro a due persone in più; così come anche il villaggio o l'officina o l'artigiano, allora non vedo perché io debba come legislatore impedire che venga sanata una situazione di questo tipo, che ha prodotto vantaggi per la società, cioè io credo che si debba andare incontro alle esigenze di centinaia di migliaia di sardi che hanno commesso degli abusi, e badate hanno commesso degli abusi in una nazione o in una regione laddove le regole sono delle barzellette, perché insomma tutti sappiamo che le leggi vengono applicate quando si vuole, sappiamo che i risultati dei referendum vengono tenuti in considerazione quando se ne ha voglia. Noi abbiamo un Ministero delle politiche agricole, abolito dagli italiani con un referendum, sbagliando, ma abolito comunque, e tante altre leggi o indicazioni date dalla popolazione attraverso i referendum che sono state regolarmente disattese, quindi insomma nella regione o nella nazione dove c'è un caos legislativo, dove non c'è certamente certezza della norma, prendersela assolutamente con rigore contro chi ha fatto un abuso per rispondere a delle esigenze anche di famiglia o personali o dell'azienda credo che sia una cosa sbagliata. Per questo noi siamo favorevoli a che la sanatoria venga fatta.

Una cosa di cui ho già parlato con l'Assessore prima, nel testo dell'emendamento 17 c'è una incongruenza, nella prima riga sono sostituite le seguenti lettere, lettera b), c) eccetera, b) le opere edilizie abusive che abbiano comportato l'ampliamento del manufatto originario nella misura superiore al 25 per cento della loro volumetria originaria e poi c'è scritto: purché non superiore a 250 metri; l'esatto contrario deve essere: e comunque non superiore a 250 metri, se no è incongruente, quindi va corretto in questo senso, non so se l'Assessore è d'accordo.

PRESIDENTE. È stato chiesto, praticamente, un emendamento orale?

CORDA (Gruppo Misto). Una correzione tecnica, così è incongruente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ringrazio l'onorevole Corda per aver giustamente evidenziato un errore di carattere strettamente tecnico, quindi chiedo cortesemente di accogliere quanto fatto osservare da Corda e quindi di sostituire il termine "purché non" con i termini "e comunque superiore". E' la lettera b), devi leggere il primo pezzo dell'emendamento numero 10 per ricollegarlo, è il divieto.

PRESIDENTE. Colleghi, ci sono osservazioni? Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Presidente, colleghi, io non avrei molte altre cose da dire rispetto a quelle che sono già state evidenziate dai colleghi che mi hanno preceduto, posso soltanto ribadire che alla luce della discussione e degli approfondimenti che si stanno svolgendo, mi pare che a maggior ragione si imponga un approfondimento che non può essere svolto in quest'Aula. Perché l'Aula sta, a parte la distrazione, la disattenzione e la latitanza di molti colleghi, tuttavia sta svolgendo in qualche modo un'opera di supplenza di ciò che non è stato fatto in Commissione, cuci, scuci, attacca, incolla, taglia eccetera, però questo non è un modo di legiferare quando è previsto il meccanismo delle Commissioni. Devo dire che fa piacere da un certo punto di vista vedere che anche la Giunta dopo essersi messa a rimorchio di quella sciagurata giornata svoltasi in Commissione, ha mostrato un minimo di ravvedimento, però non è sufficiente. Non è sufficiente perché anche se le percentuali, le misure, le cubature, le superfici sono inferiori a quelle della legge nazionale, e questo conferma quanto arbitraria, quanto fuori luogo, quanto sproporzionata fosse la previsione di prendere a scatola chiusa la cosiddetta legge Tremonti, questo lo conferma, però ripeto come è già stato evidenziato non è sufficiente il cosiddetto ravvedimento della Giunta che è un po' tornata sui suoi passi a certe previsioni del suo disegno di legge che fino a ieri aveva accettato che venisse gettato nel cestino della carta straccia. Non è accettabile, non è sufficiente perché c'è poco da fare, anche se qualcuno sostiene che i 300 metri cubi in fondo per le nuove costruzioni rispondono, corrispondono ad una superficie modesta, tanto modesta la superficie non è. Non solo non lo è di per se stessa, perché stiamo parlando di un qualcosa, di una superficie nell'ordine di circa 120 metri quadri, e 120 metri quadri corrispondono ad un bell'appartamento e quindi si tratta comunque di un'opera estremamente pesante e rilevante, specialmente sul carico urbanistico, ma come è stato evidenziato soprattutto nelle città c'è la corsa alle mansarde e le mansarde sebbene non arrivino per la maggior parte, cioè non arrivino, non prevedano delle altezze del metro e mezza, però ci sono anche quelle, ma comunque sappiamo tutti che ce ne sono che non arrivano ai due metri o che non superano i due metri e quindi evidentemente qui la superficie si dilata e si dilata parecchio. Chissà perché se si andasse in giro per la città, soprattutto in zone centrali, si vedrebbero delle cose interessanti da questo punto di vista. Delle cose interessanti, qualche superattico per esempio, che manco a farlo apposta corrisponde a società di riferimento di qualche consigliere regionale che, chissà perché di solito dorme, ma ha fatto irruzione in Commissione urbanistica ed altre cose di questo genere. Non parliamo poi di costruzioni in zone agricole trasformate in tipo residence, magari nella provincia di Nuoro, non lontane dalla costa eccetera, i collegamenti sono abbastanza evidenti, sono cose del resto di cui hanno parlato i giornali, per cui non c'è da sbizzarrire troppo la fantasia per poter anche stabilire determinati identikit e qui torniamo alla richiesta Selis che non è campata in aria, ma che è fondatissima in una situazione di questo genere. Chi non ha niente di cui vergognarsi o niente da nascondere non dovrebbe avere difficoltà a fare la dichiarazione che è stata richiesta. Quindi, poi non parliamo ancora del discorso dei complessi immobiliari, 1200 metri quadri, metri cubi complessivi e quindi superficie per esempio pari ad oltre 400 metri quadri eccetera.. Il discorso dei complessi immobiliari che messi l'uno accanto all'altro poi alla fine formano il villaggio turistico. Non so, per esempio, qualche iniziativa posta in essere con riferimento a club costruiti in zone agricole che diventano impianti sportivi dove poi si può praticare anche il golf, dove ci sono le club house eccetera. Sono tutte cose che certamente non fanno bene alla collettività. Certamente non fanno bene alle amministrazioni locali perché le caricano di oneri spaventosi, necessità di infrastrutture, di realizzare appunto servizi e di urbanizzare dei territori che invece hanno una vocazione completamente diversa senza considerare lo sfascio del territorio, senza considerare tante altre cose. E poi, per esempio, il riferimento, è l'ennesima volta che lo ripeto, ma perché la Giunta nel suo emendamento 17 continua ad insistere sulla sanabilità delle opere abusive che insistono su aree di proprietà dello Stato o di enti pubblici. Questa è una delle cose che non possono assolutamente essere accettate. Chi ha occupato dei beni demaniali o patrimoniali indisponibili non ha diritto ad avere una sanatoria; non ha diritto perché ha gravemente violato delle disposizioni, la proprietà dello Stato, ma stiamo scherzando. Ripeto, è la prima volta che si verifica nel proprio paese, la Sardegna non si deve mettere a rimorchio del Governo su un problema di questo genere. Legittimare gli abusi, legittimare l'impossessamento di beni che non sono di proprietà dell'interessato, questo è un doppio reato. È un misfatto ai danni della collettività. Ma si dice ad un certo punto, purché l'amministrazione competente conceda l'uso del suolo, intanto bisognerebbe capire che cosa significa questa frase così generica e così fumosa e poi, in ogni caso, la pubblica amministrazione non può legittimare cose di questo genere, non può legittimare l'illegalità, non può legittimare i reati, non può legittimare l'arbitrio.

Tornando un attimo su ciò che è stato già detto e cioè che tra l'altro in questo modo si incrementa l'idea che tutto può essere fatto e quindi non si pensa solo al passato, ma molti, moltissimi stanno pensando anche al futuro, cioè stanno commettendo abusi. Dal giorno in cui si è sentito parlare di un possibile condono edilizio si è scatenato l'abusivismo da parte di gente che tanto con la solita furbizia ben nota a chi fa queste cose, hanno ritenuto di poterne fare tante altre, tanto comunque un condono edilizio non si nega a nessuno e tanto comunque le dichiarazioni false sono peccati veniali, per cui alla fine si possono anche fare eccetera. Io, così, mi permetto giusto perché è significativo ricordare, per esempio, queste pagine pubblicitarie ricavate da quotidiani locali nelle quali, praticamente, si offrivano dei servizi, sopralluoghi, redazione di domande in sanatoria, disbrigo pratiche eccetera, eccetera, calcolo dell'oblazione, presentazione di domande eccetera. Fogli di giornale di questo genere, questo certamente non è servito a placare il fenomeno, ma anzi a moltiplicarlo e quindi io ritengo che si debba essere molto rigidi con quelli che non sono certamente abusi di necessità.

PRESIDENTE. Prima di proseguire, comunico all'Assemblea che sempre sull'emendamento 17, alla lettera b) c'è da fare un'altra correzione sulla stesura che non comporta nessuna modifica, cioè nella seconda riga va cassato "loro" "nella misura del 25 per cento della volumetria originaria" perché stiamo parlando del manufatto, quindi "loro" va cassetto. Va bene? Avete capito?

Allora, emendamento 17, lettera b), terza riga non seconda, seconda riga del paragrafo ), dice "nella misura superiore al 25 per cento della loro volumetria originaria" "loro" va cancellato perché questo "loro" è riferito al manufatto che è singolare, "loro" non c'entra niente e si recita "nella misura superiore al 25 per cento della volumetria originaria". Come vuole, onorevole Cogodi, con l'apostrofo o senza va cancellata. Va bene? Non lo dico più, credo che vada bene, non ci sono repliche né a destra, né a sinistra, né al centro. Grazie.

Prepararsi a votare. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Grazie Presidente. Intervengo per entrare in merito all'articolo 3 che in questa legge inserisce esclusivamente una diversità rispetto a quello che è previsto nella legge nazionale. Noi abbiamo evidenziato che è troppo poco, abbiamo detto che di sicuro si sarebbe potuto fare di più attraverso un esame più approfondito e gli emendamenti che sono stati inseriti, che credo meritino l'attenzione di quest'Aula, sono tutti rivolti naturalmente ad ottenere questo risultato. Io ritengo che l'emendamento che ho presentato, relativo ai piani di risanamento urbanistico merita ancora qualche ulteriore chiarimento, anche perché è probabile che ci sia ancora qualche piccola confusione che bisogna eliminare, anche perché ritengo che sia enormemente sbagliato dire che definire degli indici nel momento in cui si affronta un piano di risanamento urbanistico, cosa che l'articolo 32 non tocca, significa una premialità per gli abusivi. Io credo che sia proprio il contrario, io invito l'onorevole Cogodi a verificare, e io credo che la sua esperienza lo ha portato di sicuro, forse la memoria magari no, ad affrontare quelli che sono i piani attuativi che riguardano i piani di risanamento urbanistico. I piani di risanamento urbanistico sono degli ambiti definiti all'interno dei piani urbanistici che vengono rappresentati attraverso una perimetrazione che contiene all'interno delle situazioni che da un punto di vista edilizio ed urbanistico devono essere risanate. Ma la legge, quella che noi abbiamo definito buona, io continuo a dire che si è rivelata utile ma di sicuro necessaria di alcune modifiche, sto parlando appunto della legge 23, quella che esiste, quella che noi abbiamo, l'unica che possiamo utilizzare, nel momento in cui i piani di risanamento urbanistico vengono individuati, sono delle perimetrazioni, come dicevo, che contengono all'interno un certo numero di immobili e contengono pure delle aree. Queste aree, quando ricadono all'interno, sono aree che nel piano attuativo diventano a tutti gli effetti edificabili, perché il piano attuativo darà a queste aree un indice fondiario, perché la legge 23, nell'articolo 32, non individua un indice territoriale preciso, come il sottoscritto nel suo emendamento ha voluto evidenziare, non si può parlare di premialità agli abusivi per il semplice fatto che quelle aree che avranno l'edificabilità non sono aree degli abusivi, sono aree all'interno del contorno che sono state individuate perché occorre far sì che ci sia la verifica e questo è quello che prevede l'emendamento, la verifica per poter dire che quel comparto può essere interessato dall'emendamento che stiamo proponendo, che quel comparto ha una possibilità di vivere, in quanto all'interno esiste l'edificazione abusiva e no, che raggiunge a seconda degli ambiti che stiamo prendendo in considerazione, cioè urbano, periurbano o agricolo, lo "0,40", lo "0,20" o lo "0,10" e quello è il limite per poter dire che il perimetro è identificato in quel modo e all'interno di quello devono essere rispettati i parametri che sono quelli che ancora la legge 23 all'articolo 32 non individua. Perché la legge 23 all'articolo 32 non parla di qualità di standard che devono essere previsti, per il semplice fatto che si accontenta di individuare quelli possibili. Nel nostro emendamento, invece, è previsto per poter essere considerato insediamento edilizio da assoggettare a risanamento urbanistico, occorre che se è ambito urbano ci siano 60 metri quadri ogni 100 metri cubi realizzati, che ci siano 100 metri quadri ogni 100 metri cubi se è ambito periurbano o urbano.

È un parametro che manca, non c'è, nella legge non esiste, e questo mi dà la possibilità per dire che si differenzia da quello presente, per dire che serve a migliorarla, per dire che non è una premialità, ma è rivolta a risanare urbanisticamente, non a sanare l'abuso. Perchè l'abuso senza questo verrebbe comunque sanato in attuazione di una legge che, così come abbiamo detto, o cerchiamo di farla noi, oppure essendo una legge di cassa finanziaria ci calerà dall'alto e la dobbiamo subire ed attuare.

Allora, questo è il motivo per cui c'è questo emendamento; ci sono casi che sono anche verificabili di piani di risanamento urbanistico già attuati. Attuati da iniziativa pubblica, dove quei lotti che sono diventati edificabili, quelli che spaventano tanto il consigliere Cogodi, hanno avuto indici che vanno anche oltre il metro cubo su metro quadro territoriali, il che sta a significare che se non c'è un numero preciso, un dato vincolante che stiamo cercando di inserire, c'è la libertà da parte delle amministrazioni di poter individuare indici che sono diversi da realtà a realtà, con differenze che possono creare situazioni per certi versi o alla rincorsa verso l'alto per alcuni comuni, o comunque a creare edificabilità che è diversa da quella che noi vogliamo.

Non è una premialità agli abusivi; non è una premialità agli abusivi perché, andando a fare bene i conti, intanto sono volumi che si realizzano non per incrementare quegli edifici, ma su aree che sono libere, identificate all'interno di quel comparto e sono l'opportunità per quei consorzi che si mettono da privati nella linea di poter affrontare il risanamento urbanistico, consentono mettendoli sul mercato di coprire quelle spese, questo è quello che io ho detto, che altrimenti l'amministrazione regionale non ha la capacità di poter affrontare per il semplice fatto che situazioni di queste genere ne esistono tantissime, diffuse; diffuse ampiamente sia in ambito, cosa posso dire, urbano, ma molto nelle periferie e, perchè no, anche nell'agro. Questo io volevo evidenziare.

Io non so se sono stato esauriente per quelle che sono le domande che ha posto l'onorevole Cogodi, o le domande che alcuni colleghi si pongono su quella che è diciamo la volontà, la filosofia, l'ipotesi di modifica dell'articolo di cui stiamo parlando con questo emendamento; l'opportunità di poter intervenire da un punto di vista privato, è vero che è possibile anche con la legge 23 di cui stiamo parlando, per l'articolo 32, si può fare; ma, nel momento in cui non sono individuati in maniera precisa questi parametri, diventa una contrattazione che da parte delle amministrazioni è difficile, perchè lì sì che ci può essere la premialità, lì sì che ci può essere un accordo che può anche creare problemi, perchè non essendo in legge evidenziati i limiti superiori, non essendo in legge quantizzate quelle che sono le aree di standard, quelli che sono i volumi edificabili all'interno di questo comparto, diventa una trattativa anche sospetta, ed infatti io sfido a portarmi un esempio dove per iniziativa privata si sono mosse, diciamo, piani attuativi su risanamenti di questo genere. Ecco perchè, allora, il piano, l'emendamento di cui stavo parlando.

Io ritengo che stiamo pagando lo scotto nel dibattito in Aula del non aver voluto dibattere in Commissione. In Commissione si può avere anche l'apporto di esperti.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Masia.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Sto concludendo, Presidente. Si può avere l'apporto di chi, interpretando le leggi, può dare ai commissari l'opportunità di entrare maggiormente in merito senza per questo fare un dibattito che sia dispersivo, come quello che sta in qualche modo avvenendo. Io credo che la maggior attenzione verso queste opportunità sia dovuta nel momento in cui altrimenti andremo a fare una legge che non serve sicuramente ai sardi.

PRESIDENTE. Colleghi, pongo in votazione l'emendamento 17. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'emendamento 17 che è stato presentato ed anche illustrato come un temperamento rispetto alla rappresentazione selvaggia che inizialmente si dava della proposta di legge arrivata in Aula, onestamente bisogna riconoscere che un qualche temperamento, rispetto a quella incursione selvaggia, si propone di introdurlo. Non sarebbe onesto intellettualmente non riconoscere che comunque, rispetto all'illimitatezza delle situazioni sanabili che possono derivare dall'applicazione ed anche dall'errata interpretazione della legge nazionale, come in questa sede abbiamo sentito fare, anche errate interpretazioni anche di carattere estensivo, sicuramente l'emendamento 17 riduce questo ambito di invasione; ma ridurre l'ambito di invasione non significa aver evitato l'invasione, per questa ragione l'emendamento ugualmente non è condivisibile anche perché ripropone, seppure onestamente in termini più chiari rispetto alla forma paludata e clandestina con cui la legge che da alcuni giorni discutiamo pretendeva di fare, almeno in termini più chiari l'emendamento dice: "La Giunta propone al Consiglio di approvare una norma che sani, sì, e contenga e contempli casi di abuso non di necessità, di abuso e basta però entro certi limiti; ferite sì al territorio, all'ambiente, alla legalità, bastonate sì al buon senso però entro certi limiti". E questo va riconosciuto perchè se no qui reciteremmo solo a soggetto, in un gioco delle parti e non faremmo bene il nostro lavoro.

Ciò detto però rimane tutta la gravità ugualmente della proposta che si avanza; noi abbiamo già una legge regionale, detto, ridetto e ancora lo dovremo dire, la legge 23 che consente la sanatoria in questa regione degli aumenti volumetrici entro il 10 per cento quando ciò è compatibile con la destinazione di zona e con il progetto che avrebbe potuto essere autorizzato. E 10 per cento non è poco in una costruzione, qui si dice 25 per cento; e bene ha detto il collega Morittu prima, il 25 per cento di 300 fa un tot e il 25 per cento di 3000 fa un tot 10 volte di più. Quindi qui la progressione o la progressività costituzionale nel contribuire al bene comune è applicata all'inverso, cioè chi più ha più delinque più è premiato; chi meno può delinquere, meno quindi viene premiato. E quindi è un percorso ed è un metodo comunque, come dire, inaccettabile.

Si introduce ancora il concetto e la nozione di complesso immobiliare abusivo sanabile, complesso immobiliare ma...

PRESIDENTE. Sta per scadere il tempo onorevole Cogodi.

COGODI (R. C.). Ed io sto per finire il mio intervento ed arriveremo pari. Complesso immobiliare è una nozione che intanto è indefinita, cosa è il complesso, un complesso immobiliare si può definire solo a priori, cioè quando uno presenta un progetto quello entro quei limiti si chiama complesso, ma definirlo a posteriori perché in genere l'intervento abusivo diffuso per sua natura è anche disordinato e sparso ed irregolare, dov'è che si definisce il complesso a posteriori, ognuno avrà modo di dire definisco complesso da qui a qui, poi c'è un altra casa abusiva sparsa di là e faccio un altro complesso e l'interno del complesso insomma ne derivano in via interpretativa situazioni che moltiplicano patologicamente l'intervento possibile in modo illimitato.

PRESIDENTE. Qualcun altro chiede di parlare? Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, per dire in due battute che ho capito che la maggioranza, come dire, ha difficoltà a sostenere un confronto e un dialogo e comunque vuole chiudere, forse perché è ora di frittelle e cotillon, non lo so. Però non mi pare dare davvero che ci sia un minimo anche di volontà di sostenere un confronto che porti a migliorare anche i ragionamenti e le proposte che ci fa la maggioranza attraverso la Giunta.

Noi abbiamo evidenziato una disparità, una disuguaglianza, un fatto che non va bene e cioè che per come è formulato il comma B), diciamo così, introduce una disuguaglianza tra chi ha poco e può fare poco e chi ha molto e può fare molto. Forse si può ovviare a questo con una semplice modifica del testo e ove si dice: "Nella misura superiore al 25 per cento della volumetria originaria, o in alternativa o in misura o comunque in misura non superiore ai 250 metri cubi." Se si pone l'alternativa "o", significa che insomma, comunque almeno riportiamo su un piano di parità tutti.

Sui complessi immobiliari ha aggiunto bene anche le argomentazioni precedenti anche l'onorevole Cogodi; la dicitura è assolutamente infelice perché davvero evoca o fa capire che poi i 1200 sono, come dire, una parte della sommatoria dei 1200 che sono ammissibili a sanatoria. Questo comma, se questo Consiglio avesse un minimo di attenzione, contrasta fortemente con tutti i ragionamenti che qua sono stati portati dalla maggioranza, ma in maniera stridente, complessi edilizi! Io credo che per decenza questo punto andrebbe cassato dal Consiglio.

Io vi proporrò una modalità di votazione che consente, se il Consiglio lo vuole, consente di eliminare i complessi edilizi. Poi io mi attendo un chiarimento su questo emendamento rispetto ad alcune questioni che ho sollevato in particolare per le aree SIC; aggiungo, ma, Assessore, nell'emendamento che voi volete sostituire, l'emendamento 10, tra le tante cose io ne ho sottolineato una. E' possibile sanare destinazioni d'uso che sono in contrasto stridente con la normativa igienico sanitaria? È possibile ammettere a sanatoria residenziale complessi, opere, parti di edificio che sono scantinati, che sono sottotetti inabitabili, è possibile? Ma noi non diciamo niente su questo punto, ma ammettiamo a sanatoria anche i bugigattoli, per farci magari vivere chissà chi, forse gli extracomunitari, o qualche studente disgraziato, o qualche disoccupato, o qualche famiglia poco abbiente che non è in grado di pagarsi un affitto decente? Ma vogliamo noi continuare ad ingrassare chi non solo specula, fa opere abusive, ma le destina anche impropriamente ad abitazione delle persone, ma davvero non ci poniamo neanche questo problema? Cioè siamo, come si dice a Sassari, a la mi na futtu? Insomma io continuo a chiedervi un qualche chiarimento insomma su questi punti, oppure prendiamo atto che come dire più che la ragione poté il cotillon.

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D. S.). La ringrazio, Presidente. Io voglio esprimere il mio voto sull'emendamento che è stato proposto e vorrei interloquire con l'unico esponente del centrodestra che in quest'Aula è intervenuto; vorrei interloquire con l'onorevole Corda visto che gli altri colleghi non ci vogliono dare una mano per capire quale sia la bontà della proposta che viene avanzata, per sostenere le proposte che vengono avanzate dalla Giunta, per illuminare noi che dai banchi dell'opposizione stiamo cercando di lavorare affinché in Sardegna verga varata una legge che sia equa e giusta.

E allora al collega Corda voglio dire che quando lui afferma se un ristorante ha aumentato la superficie del proprio ristorante, se l'albergo, possiamo dire, ha anche aumentato il numero delle camere, se qualcuno ha costruito anche qualche villaggetto che magari può essere utile per far arrivare i turisti, creare occupazione, se, per esempio, sono state costruite le case abusive, questo può portare lavoro e anche ricchezza, perché si mette in moto un meccanismo virtuoso secondo questa concezione e a quel punto io credo che vista in quest'ottica lasciamo fare, prevarrebbe la politica del laissez faire, sarebbe una società anarchica, priva di regole. Io credo che... e adesso vedo qua il presidente Floris il padre del decreto 22 66/U, se non ricordo male che era appunto più noto come decreto Floris. Che cosa ha fatto quel decreto? Ha fatto delle regole. Qual è la società moderna che non ha regole, qual è? Non esiste.

Io vorrei chiedere ai colleghi che dipingono la nostra realtà come una realtà che in qualche misura blocca attraverso le leggi e le regole, l'attitudine e la propensione dei nostri concittadini a lavorare, a crearsi occasioni di lavoro opportunità eccetera, eccetera. Qual è la nazione in Europa che ha realizzato, che ha fatto un condono edilizio, qual è?

CORDA (Gruppo Misto). L'Italia quando c'era il centrosinistra, ne ha fatto!

PIRISI (D. S.). Qual è la nazione oltre... ne abbiamo parlato nei condoni edilizi dell'84.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, per cortesia eviti...

PIRISI (D. S.). Presidente, stia tranquillo mi sta rivolgendo a lei, Presidente, domando se esiste oltre che in Italia altri condoni fatti nel '84, nel '94 e questa volta, non esiste, e io credo che noi dobbiamo guardare con attenzione alle nazioni che sono molto più civili della nostra, che hanno delle regole che sono ferree e stringenti e noi tra l'altro da questi banchi non stiamo dicendo che devono esserci posizioni Khomeiniste come ha invocato il sempre disattento Presidente della Commissione Quarta, disattento qua e disattento anche nella Commissione, non si è manco accorto che sto parlando di lui. Posizioni Khomeiniste che sarebbero state proposte con gli emendamento presentati dal centro sinistra; assolutamente no. Noi stiamo, Presidente, proponendo delle osservazioni che entrano nel merito delle questioni, però non possiamo prescindere dal fatto che in nessuna nazione europea oltre che in Italia siano stati fatti condoni edilizi. Noi vogliamo ridurci ancora ad una repubblica delle banane, ad un paese disordinato, senza un minimo di regole, dove magari al sud d'Italia, sfidando la 'ndrangheta e la mafia ci sono coraggiosi militanti ed amministratori di Alleanza Nazionale, così come l'Assessore di Tortolì, pur non essendo in Sicilia, che sfidano la mafia e dicono che è il mercato della mafia che viene favorito, sono le cose che non vanno bene. L'emendamento proposto dall'Assessore, io non ho il tempo per sviluppare il mio ragionamento, ma mi attengo a quanto è stato già detto ai colleghi nel merito e, in effetti 300 metri, se sono seconde case, noi non possiamo sanarle, perché sarebbe in contraddizione con quello che è stato detto in questi giorni in quest'Aula. Ho concluso e mi riservo di intervenire sugli altri emendamenti.

PRESIDENTE. Colleghi, votiamo se non ci sono altri interventi se no siamo a disposizione. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D. S.). Per chiedere una votazione per parti.

PRESIDENTE. Quali parti? Vuole anche indicare quali parti?

MORITTU (D. S.). Sino al punto B) la prima votazione, il punto C) la seconda votazione, la terza votazione il punto D) sino ad "abusivi": "I complessi immobiliari abusivi", l'altra votazione naturalmente il complemento della frase e poi il punto E) il punto F) e il punto G).

PRESIDENTE. Mi scusi dopo "abusivi" che facciamo.

MORITTU (D. S.). Quella è una votazione, è una frase completa: "I complessi immobiliari abusivi." Dopo di che naturalmente si voterà il complemento della frase, l'altra parte.

PRESIDENTE. Poi?

MORITTU (D. S.). Poi il punto E) con naturalmente l'aggiunta che è stata detta a voce, l'inclusione della parola "regionali", poi l'Assessore ci deve dire se la parola SIC entra e chi non entra dentro questo comma, ma ce lo dirà quando arriveremo;, il punto F) e il punto G).

PRESIDENTE. Separato F) o a seguire?

MORITTU (D. S.). Il punto F) separato e il punto G). Chiedo anche, Presidente, che il complemento del comma D) sia votato a voto segreto.

PRESIDENTE. Onorevole Morittu, ci sono state delle dichiarazioni di voto, dichiarate già, per cui non è possibile.

MORITTU (D. S.). Io sto chiedendo il voto per parti, quindi io credo che per parti sia possibile.

PRESIDENTE. Per parti sì, segreto no, perché ci sono state dichiarazioni di voto e io avevo chiesto ripetutamente, purtroppo il regolamento bisogna stare attenti e non è possibile adesso accettare richieste per voto segreto. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - SARDEGNA). Con riferimento alla richiesta del collega Morittu, faccio notare che la lettera D) non può essere votata come è stato richiesto perché "i complessi immobiliari abusivi" la parte successiva da votare a parte che vorrebbe dire "che è fermo il limite di 300 metri per singola", non ha più senso, è contraddittorio e comunque per poterlo votare bisognerebbe cambiare il testo, e siccome il testo non può essere cambiato perché manca l'emendamento, questa richiesta, così come è stata proposta, non può essere a mio avviso accolta.

PRESIDENTE. Si può fare onorevole Balletto, perché se la prima parte viene bocciata chiaramente cade tutto.

BALLETTO (F.I. - SARDEGNA). No, perché va votata anche la seconda parte.

PRESIDENTE. Decade.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente è un emendamento questo.

PRESIDENTE. È separato in due.

BALLETTO (F.I. - SARDEGNA). Ma devono avere valore compiuto le parti che si devono votare; così come sono non hanno valore compiuto, Presidente.

PRESIDENTE. Si vota così onorevole Balletto, abbiamo fatto altri voti di questo tipo, l'abbiamo fatto altre volte; è stato fatto altre volte onorevole Balletto. Il problema resta quello di fondo, se le coalizioni hanno i loro convincimenti, il voto, hanno possibilità di esprimere il voto; se ci sono i numeri perché una volontà, la volontà di un tipo prevalga sulla volontà di un altro tipo, non giriamoci attorno alle virgole e ai punti, questo ha valenza sia per una parte che per altra. Qui ci stiamo avvolgendo intorno ad una serie di meccanismi per raggiungere uno scopo che la sinistra non riesce, perché non c'è il convincimento dell'Aula, né la destra faceva un'altra proposta che non muove le cose: se ci sono i voti non modifica nulla, se non ci sono i voti viene evidentemente modificata. Io non lo so perché dobbiamo arrabattare più di tantto. Comunque, questo è quello che dicono gli uffici, registrato già in casi precedenti, mi dispiace che non possiamo accogliere la sua richiesta. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (GRUPPO MISTO). Per le modalità di voto Presidente, voto elettronico palese.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOCCI, DEIANA, DORE, CARLONI, PISANO, BUSINCO, VARGIU.)

PRESIDENTE. Chiaramente avremmo provveduto in quel senso, comunque otto appoggi ci sono stati, grazie onorevole Corda, si vota per elettronico palese, si vota la lettera B), dell'emendamento 17, così com'è modificata, che recita: "Le opere edilizie abusive che abbiano comportato l'ampliamento del manufatto originario nella misura superiore al 25 per cento della volumetria originaria, e comunque superiore a 250 metri cubi".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della lettera B), dell'emendamento numero 17.

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 69

maggioranza 35

favorevoli 36

contrari 33

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della lettera C) dell'emendamento numero 17.

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 67

maggioranza 34

favorevoli 34

contrari 33

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione o nominale con procedimento elettronico della prima parte della lettera D) dell'emendamento numero 17 "i complessi immobiliari abusivi".

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - ORTU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 67

maggioranza 34

favorevoli 65

contrari 2

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della seconda parte della lettera D). Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). Scusi volevo far presente che per effetto della votazione appena svolta i complessi immobiliari e abusivi non sono sanabili, punto e basta, è chiuso il discorso.

PRESIDENTE. Cosa sta dicendo non si capisce, è approvato, la dicitura è inserita qui.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). Ma dice che i complessi immobiliari abusivi non sono sanabili.

PRESIDENTE. Sì, si vota la frase seguente.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). No, non sono sanabili. Punto e basta.

PRESIDENTE. È aperta la votazione.

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SPISSU - VASSALLO.

(Interruzioni)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Colleghi, prima di dare lettura del risultato vi informo che abbiamo aggiunto i voti di Cassano, Pisano, Contu per i sì, poi degli onorevoli Cogodi, Ortu, Dore, Granella e Fadda per i no, adesso vi diamo i risultati.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). Sì, ma fermo restando quello che si è detto prima.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Com'era chiuso? Si è votato "ai complessi immobiliari", è stato approvato quindi resta sulla carta, quindi resta così com'è scritto, se fosse stato voto contrario, sarebbe stato cassato. Ho imparato a votare così qui dentro, sono uno che non mastica molto i regolamenti però mi sembra una cosa logica. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). La ringrazio per la chiarezza. Qui si parte dalla frase "non sono comunque suscettibili di sanatoria" e c'è un elenco A), B), C) e D). Allora non sono comunque suscettibili di sanatoria i complessi immobiliari abusivi. Il discorso è chiuso, Presidente. Adesso diciamo che invece è sanabile?

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Dore questo è un auspicio, un'altra legislatura forse potrà digerire meglio la costruzione, come funziona. La lettera D) è approvata così com'era interamente, l'Aula se avesse voluto cancellare e modificare qualche cosa avrebbe dovuto votare, no.

DORE (LA MARGHERITA - D.L.). No, è il rovescio; bisogna leggerlo tutto.

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

presenti 67

votanti 67

maggioranza 34

favorevoli 35

contrari 32

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della lettera e).

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Risponde no il consigliere: DEIANA.

Si è astenuto il consigliere: ORTU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 36

votanti 35

astenuti 1

maggioranza 18

favorevoli 34

contrari 1

Colleghi, sono presenti 36, manca il numero legale, per cui la riunione è rinviata di mezzora, come da Regolamento. E' convocata una breve Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 39, viene ripresa alle ore 13 e 54.)

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 54.