Seduta n.255 del 04/03/1998 

CCLV SEDUTA

(Antimeridiana)

Mercoledì 4 marzo 1998

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

La seduta è aperta alle ore 10 e 27.

CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 26 febbraio 1998, che è approvato.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi per il ritardo con il quale abbiamo aperto la seduta, compreso il mio ritardo. Stavamo cercando di capire i tempi di cui ha necessità ancora la Commissione per concludere l'esame degli emendamenti. Sentiamo l'ultima previsione, perché prima erano piuttosto incerti. Mi dicono adesso che la Commissione ritiene, con un pizzico di ottimismo, di poter concludere alle ore 11. Sospendo la seduta fino alle ore 11.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 30, viene ripresa alle ore 11 e 10.)

Discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 382. Ricordo ai colleghi che ieri si è esaurita, con la votazione al passaggio dell'esame degli articoli, la discussione generale. La seduta è stata aggiornata per consentire alla Commissione l'esame degli emendamenti. Credo che la Commissione abbia compiuto un tratto significativo di strada che ci consente di poter esaminare il testo del provvedimento. Voi ricordate, se siamo d'accordo, che gli articoli 1, 2, 3 e 4 sono articoli che normalmente vengono discussi e conclusi alla fine dell'esame del disegno di legge, perché sono articoli di copertura e quadratura del provvedimento, quindi, se siamo d'accordo, seguendo un metodo ormai collaudato e seguito in tutte le altre occasioni, possiamo prendere in esame il provvedimento partendo dall'articolo 5 e sospendendo l'1, il 2 ...

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta chiede, in coerenza col discorso generale fatto, che si inizi dal primo articolo e che semmai si sospenda solo l'articolo 4. Stiamo lavorando, diciamo, a tetto di indebitamento prefissato.

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1.

CONCAS, Segretaria:

CAPO I

DISPOSIZIONI

DI CARATTERE FINANZIARIO

Art. 1

Autorizzazione alla contrazione di mutui

o prestiti obbligazionari

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, a contrarre uno o più mutui per i seguenti importi, da utilizzare al fine di provvedere ad investimenti in opere di carattere permanente:

I. lire 924.000.000.000 nell'anno 1998;

II. lire 198.000.000.000 nell'anno 1999.

2. Le spese, al cui finanziamento è possibile provvedere mediante l'autorizzazione alla contrazione dei mutui di cui al comma 1, sono indicate, ai sensi dell'articolo 37, ultimo comma, della legge regionale n. 11 del 1983, nella tabella F, allegata alla presente legge.

3. L'ammortamento dei predetti mutui decorre rispettivamente dal 1° gennaio 1998 e dal 1° gennaio 1999.

4. Per la contrazione dei mutui di cui al comma 1, valgono le condizioni e le modalità previste nei commi 4, 5 e 6 dell'articolo 1 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8.

5. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei precedenti commi sono valutati nei seguenti importi:

anno 1998 lire 131.952.000.000

anno 1999 lire 143.862.000.000

anni dal 2000 al 2012 lire 141.382.000.000

anno 2013 lire 22.430.000.000

6. In alternativa ai mutui di cui al comma 1, l'Amministrazione regionale può ricorrere all'emissione di prestiti obbligazionari, a' termini dei commi 10, 11, 12, 13 e 14 dell'articolo 1 della legge regionale n. 8 del 1997.

7. I mutui di cui all'articolo 63 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9, limitatamente al ripiano delle maggiori occorrenze finanziarie delle unità sanitarie locali per l'anno 1991, possono essere contratti entro il 31 dicembre 1998, con le modalità e le condizioni previste dal medesimo articolo (capp. 03148, 03148/01 e 03148/02).

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:



PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori, il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Io chiedo la cortesia di leggere interamente l'articolo; dobbiamo vedere le cifre, si tratta di articoli che comportano contrazioni di mutui, quindi non lo possiamo dare per letto io credo. E' necessario che lo vediamo per intero, in modo tale che noi ci possiamo orientare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Sullo stesso argomento, ma per una motivazione diversa. A me pare che l'articolo 1 non possa essere discusso ed eventualmente approvato all'inizio della discussione perché mi pare che sia residuale rispetto al resto della legge; almeno così abbiamo fatto le altre volte. Mi pare l'articolo 1 e l'articolo 2.

PRESIDENTE. Io, seguendo la prassi delle volte precedenti, perché il primo articolo è un articolo di copertura e di coordinamento, credevo fosse possibile, ma la Giunta chiede, con motivazioni politiche, che venga discusso e approvato per primo. Chiedo all'onorevole Scano una interpretazione autentica del suo intervento. Discusso e approvato o solo discusso?

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Discusso e votato.

PRESIDENTE. Naturalmente questo significa che l'approvazione dell'articolo dà una rigidità al provvedimento.

MASALA (A.N.). E' una sorta di messa di fiducia. Voglio dire che una volta che si bloccano queste cifre, non possono essere ridotte, non potrebbero essere né ridotte né aumentate. Mi pare abbastanza discutibile, cioè diciamo che allora tutto il resto, cioè nessun altro emendamento può essere considerato ammissibile qualora dovesse apportare una variazione sia in più, sia in meno rispetto al risultato finale. cioè A me sembra che sia un emendamento che rende inammissibile tutti gli altri, perché laddove venisse approvato un emendamento che apporta una riduzione di 10 miliardi al risultato finale che fa? Non può essere affidato dal coordinamento, il voto diventa poi una questione sostanziale. Per cui se noi prevediamo di chiudere il bilancio con 100 lire di disavanzo, in ipotesi, se noi dovessimo chiuderlo invece, alla luce degli emendamenti, con 90 lire non possiamo più farlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il senso della proposta della Giunta, perché si modifichi nell'esame del bilancio la prassi solita, credo che risulti evidente. Cioè si tratta di mettere un tetto prefissato all'indebitamento. Questo è il senso. Naturalmente capisco bene le implicazioni di carattere tecnico che vengono segnalate dal collega Masala, ma è del tutto evidente che la nostra proposta non preclude, non è questo il senso della proposta della Giunta, la possibilità di un coordinamento tecnico, per esempio nel caso che l'onorevole Masala ipotizza di una riduzione dell'indebitamento. Il senso è di vincolarci come Consiglio, e questo mi pare che corrisponda anche al tipo di battaglia politica e di argomentazione condotta dalle opposizioni, sia da Alleanza Nazionale che da Forza Italia, di vincolarci a non andare oltre il tetto di indebitamento fissato nella manovra.

PRESIDENTE. Mi pare di capire questo: la votazione dell'articolo 1 viene fatta per dare delle coordinate finanziarie, degli ordini di grandezza. Lo dico proprio perché sappiamo quello che stiamo facendo, questo non implica che l'Aula non possa approvare emendamenti che in sede di coordinamento verranno recepiti sul quadro finanziario approvato con l'articolo 1.

Avviso i colleghi che sono arrivati proprio in questo momento, quindi non ne avevamo notizia prima, una trentina di emendamenti a firma Pittalis, Casu e più, quindi c'è l'esigenza di riprodurli e distribuirli, ma soprattutto, siccome riguardano l'articolo 1, mi pare di capire, questo implica che la Commissione li debba vedere. Allora io direi intanto concludiamo questa fase sull'ordine dei lavori e poi definiamo la nostra tabella di marcia.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Io voglio dire che la posizione dell'Assessore non solo è condivisibile, ma dal punto di vista di chi vi parla è anche apprezzabile, perché finalmente, recependo istanze dell'opposizione, si parte dalla considerazione che il tetto massimo dell'indebitamento è prefissato e già stabilito. Questo ovviamente non significa che non possano essere fatte variazioni sia alla legge finanziaria che alla legge di bilancio, perché nell'ipotesi paventata dal collega Masala se vi fossero delle variazioni in diminuzione non è che le risorse comunque disponibili non siano più disponibili, ma troverebbero allocazione o nei capitoli specifici, laddove ci siano degli spostamenti o delle compensazioni, ma nel caso in cui ci fossero veramente minori stanziamenti, minori impegni di spesa, troverebbero destinazione e allocamento nel fondo nuovi oneri legislativi, per cui si renderebbero libere disponibilità per dar corpo a eventuali provvedimenti di legge di settore da parte delle Commissioni di merito.

Quindi ritengo che la posizione dell'Assessore sia non solo condivisibile, ma apprezzabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Devo ripetere qualche concetto già espresso, cioè siamo d'accordo per quanto riguarda il tetto massimo dell'indebitamento, questo è un principio che abbiamo condiviso in Commissione bilancio e programmazione economica, infatti l'indebitamento è rimasto invariato rispetto a quello indicato dalla Giunta. Quindi io ritengo che l'impegno lo possiamo assumere in tal senso. Rimane comunque un fatto tecnico, quello dell'esigenza di lasciare aperto il totale dell'indebitamento, perché ci possono essere degli emendamenti, e infatti ci sono, che potrebbero comportare una riduzione dell'indebitamento. Diversamente questi emendamenti non potrebbero essere neanche discussi. Comunque io ritengo che l'impegno lo possiamo già assumere di non aumentare l'entità dell'indebitamento per la Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Come alcuni colleghi che mi hanno preceduto sono d'accordo anch'io sul discorso legato al tetto massimo dell'indebitamento. Mi chiedo però, tecnicamente, se questa Presidenza è in grado di consentire a tutti i consiglieri, nelle more dell'approvazione degli emendamenti, di fornire aggiornamenti su quella che è la situazione dei conti dal punto di vista dei saldi. Quindi nel momento in cui siamo tutti d'accordo per prevedere delle tappe prefissate, siamo però anche, dopo giornate di discussione, tutti quanti in grado e nelle condizioni di aver ben visibile quello che va via via maturando nell'ambito dell'approvazione della finanziaria?

PRESIDENTE. Preciso che i funzionari della Commissione che seguono i lavori cercano di tenere aggiornato il conto delle spese. Naturalmente è diligenza di ciascuno di noi, dei singoli Gruppi, seguire l'attività di bilancio e anche gli impegni di spesa e gli Uffici daranno il massimo di assistenza possibile.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Dichiaro di condividere e di apprezzare la posizione assunta dall'assessore Scano. Finalmente si affronta una legge finanziaria e il bilancio partendo dagli elementi fondamentali. E devo far rilevare che l'indebitamento, la contrazione di mutui, non è una variabile indipendente che può essere cambiata ad libitum nel corso della discussione mediante emendamenti, perché deriva da una tabella di investimenti permanenti che è la Tabella F allegata alla legge finanziaria. Per cui io ritengo che la discussione sull'articolo 1 debba avvenire con quegli elementi di fatto. Chiaramente questo non pregiudica che nel corso della discussione vengano approvati emendamenti che riducano le cifre contenute nella Tabella F o spostino fra i vari capitoli della Tabella F, ma credo che assolutamente non si possa consentire che nel corso della discussione l'approvazione di emendamenti che superino il limite complessivo della Tabella F.

PRESIDENTE. Abbiamo chiarito credo sufficientemente sia la posizione della Giunta che la posizione dei vari Gruppi, il problema dell'organizzazione dei nostri lavori però ora deve fare i conti con questo nuovo fatto: noi abbiamo una trentina di emendamenti, alcuni dei quali proprio attinenti, anzi 40, attinenti ai primissimi articoli, credo addirittura all'articolo 1. Quindi questi emendamenti io stavo infatti chiamando il collega Secci per chiedergli, perché la Commissione non li ha esaminati, quindi li esamina ora. Voglio dire, per essere molto chiari tra di noi, se la Commissione deve esaminare questi 40 emendamenti che attengono anche al primo articolo, noi non possiamo che sospendere, quindi chiedo al collega Secci e all'assessore Scano e quindi anche agli altri, quanto tempo voi avete bisogno per esaminare questi emendamenti. Prego. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, per dire, come lei ha ricordato, sia nella seduta del pomeriggio che stamattina, la Commissione ha lavorato sino a tarda ora ieri sera, e ha lavorato da stamattina presto fino all'ora di inizio dei lavori del Consiglio, alla presenza di tutti i commissari che fanno parte della Commissione, e di tutte le forze politiche rappresentante in Commissione. L'esigenza che è stata rappresentata in Commissione, e condivisa in Commissione, è quella di poter consentire ai lavori dell'Aula, che iniziavano sia pure con un'ora di ritardo, di operare produttivamente nell'esame della finanziaria. Per questo noi abbiamo provveduto ad esaminare tutti gli emendamenti che erano disponibili, naturalmente, dall'articolo 1 all'articolo 14 ter con l'intesa appunto che in Aula si discutevano questi articoli e che se fossimo arrivati per caso all'esame dell'articolo 14 ter, avremmo chiesto noi la sospensione dei lavori per consentire alla Commissione l'esame degli emendamenti per gli articoli successivi. Naturalmente le norme consentono la presentazione degli emendamenti nelle forme in cui sono stati presentati. E questo non è dubbio per nessuno, però mi sembra che dal punto di vista del proseguo dei lavori, la Commissione avrebbe una difficoltà abbastanza notevole perché questo tipo di fenomeno potrebbe verificarsi con continuazione. Per cui il parere mio, ovviamente non sentita la Commissione, è che, così come è successo in altre circostanze su emendamenti limitati, non avendo avuto la Commissione la possibilità di esaminarli e di istruirli, si rimettesse all'Aula. Io credo che la proposta che io posso fare in questo momento è che i lavori continuino come programmato e per quegli emendamenti che la Commissione non ha avuto il tempo di esaminare, per gli articoli che esamiremo noi ci rimetteremo al voto dell'Aula senza esprimere il parere.

PRESIDENTE. Allora mi pare di capire questo: il Presidente della Commissione ritiene che non essendo pervenuti entro ieri gli emendamenti, questi sono accoglibili e questo lo dico io perché sta a me dire se sono accoglibili, se sono accolti e quindi vengono distribuiti ai sensi del Regolamento. Su questi la Commissione non li ha potuti esaminare e quindi nel corso dei lavori si rimetterà all'Aula. Chiedevo agli uffici di capire quanto tempo impiegano per duplicarli. Allora duplichiamo prima gli emendamenti dei primi articoli che ci consentono di esaminare i primissimi articoli, e poi duplicheremo gli altri e li distribuiremo, questo per un fatto di economia di tempo. Quindi 5 minuti solo, neanche una sospensione ma una pausa tecnica, stiamo un momento in Aula, sospendo per cinque minuti ma stando in Aula per consentire la duplicazione degli emendamenti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 30, viene ripresa alle ore 11 e 38.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto perché non si può procedere ad esaminare il bilancio senza che ci sia l'attenzione che l'argomento merita. Chiedo la cortesia ai colleghi di prendere posto e ovviamente anche di seguire i lavori in silenzio.

Dell'articolo 1 era già stata data lettura. All'articolo 1 sono stati presentati i seguenti emendamenti: l'emendamento sostitutivo parziale numero 36, l'emendamento sostitutivo parziale numero 96 e l'emendamento aggiuntivo numero 97. Mi corre l'obbligo di fare una precisazione. Per un errore tecnico, due emendamenti differenti portano lo stesso numero 96, solo che uno si riferisce all'articolo 1 e l'altro si riferisce all'articolo 23 bis. Daremo a questo secondo emendamento il numero di 96 bis, ma intanto si dia lettura dell'emendamento numero 96 relativo all'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Presidente, avevo già chiesto, durante la Presidenza del presidente Selis che l'articolo 1 venisse letto per intero, e non è stato letto, Presidente.

PRESIDENTE. Si dia lettura per intero dell'articolo 1.

CONCAS, Segretaria:

CAPO I

DISPOSIZIONI

DI CARATTERE FINANZIARIO

Art. 1

Autorizzazione alla contrazione di mutui

o prestiti obbligazionari

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, a contrarre uno o più mutui per i seguenti importi, da utilizzare al fine di provvedere ad investimenti in opere di carattere permanente:

I. lire 924.000.000.000 nell'anno 1998;

II. lire 198.000.000.000 nell'anno 1999.

2. Le spese, al cui finanziamento è possibile provvedere mediante l'autorizzazione alla contrazione dei mutui di cui al comma 1, sono indicate, ai sensi dell'articolo 37, ultimo comma, della legge regionale n. 11 del 1983, nella tabella F, allegata alla presente legge.

3. L'ammortamento dei predetti mutui decorre rispettivamente dal 1° gennaio 1998 e dal 1° gennaio 1999.

4. Per la contrazione dei mutui di cui al comma 1, valgono le condizioni e le modalità previste nei commi 4, 5 e 6 dell'articolo 1 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8.

5. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei precedenti commi sono valutati nei seguenti importi:

anno 1998 lire 131.952.000.000

anno 1999 lire 143.862.000.000

anni dal 2000 al 2012 lire 141.382.000.000

anno 2013 lire 22.430.000.000

6. In alternativa ai mutui di cui al comma 1, l'Amministrazione regionale può ricorrere all'emissione di prestiti obbligazionari, a' termini dei commi 10, 11, 12, 13 e 14 dell'articolo 1 della legge regionale n. 8 del 1997.

7. I mutui di cui all'articolo 63 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9, limitatamente al ripiano delle maggiori occorrenze finanziarie delle unità sanitarie locali per l'anno 1991, possono essere contratti entro il 31 dicembre 1998, con le modalità e le condizioni previste dal medesimo articolo (capp. 03148, 03148/01 e 03148/02).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due ulteriori emendamenti. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:




PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 36 ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento numero 36 ha carattere essenzialmente tecnico, per cui non ci offenderemo se la Giunta proporrà un testo diverso. Semplicemente volevamo far rilevare che il capitolo 04110 inclusa la Tabella F non può essere incluso per le cifre che vi sono contenute. Ci spieghiamo; l'articolo 3 bis della legge 5 dicembre 1995, numero 35, come modificato dalla finanziaria dell'anno scorso, dispone che i proventi derivanti dalla vendita dei beni regionali, ovviamente, sono destinati per il 50 per cento ad incrementare la dotazione annuale del capitolo 04110 dello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione. Siccome sono previsti in bilancio per quest'anno e per il prossimo anno 20 miliardi di entrata, chiaramente il 50 per cento di questa entrata è destinato alla copertura del capitolo 04110. Per cui, considerato che il capitolo 04110 ha per il '98 e per il '99 una spesa di 20 miliardi, non 23 come è detto erratamente, credo per errore materiale, nella Tabella F, perché parla di 23 miliardi, in effetti nel bilancio anche per il '99 risultano 20 miliardi, ne consegue che la parte ricopribile con mutui non può superare sia per il '98 che per il '99 dieci miliardi, per cui non può essere iscritta in Tabella F per 20 miliardi per il '98 e per 13 miliardi nel '99. La conseguenza, se approvassimo il bilancio in questi termini, sarebbe che si starebbe utilizzando le possibilità di contrarre mutui non per le causali che risultano dalla Tabella F, ma chiaramente per coprire una spesa che non è prevista nella tabella F per cui sarebbe un modo di eludere il disposto dello Statuto e della legge di contabilità della Regione. Per cui o si riduce l'indebitamento, ma allora chiaramente bisognerà ridurre la spesa in qualche capitolo, o comunque occorre modificare la Tabella F.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numeri 96 e 97 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.

BALLETTO (F.I.). Ma è il 96 bis.

PRESIDENTE. Ho già chiarito che l'emendamento 96 relativo all'articolo 1 porta lo stesso numero per un errore materiale di un altro 96 che si riferisce all'articolo 23 bis. Ma ora stiamo parlando dell'emendamento 96 relativo all'articolo 1.

BALLETTO (F.I.). L'emendamento 96 bis e l'emendamento numero 97 si ricollegano sostanzialmente con l'articolo 2 che segue; gli emendamenti hanno la finalità di riproporre quale tecnica contabile la copertura del disavanzo attraverso la contrazione di mutui appositi. Noi riteniamo che con questa nuova procedura, si metta la Regione nelle condizioni di non poter adempiere alle proprie obbligazioni, nell'ipotesi in cui la spesa dovesse subire quell'accelerazione che da tutti è auspicata. Non è infatti, a mio parere, corretto eliminare puramente e semplicemente il debito che grava sul bilancio regionale, conseguente al disavanzo registrato negli esercizi precedenti. Perché se così si opera, nel bilancio in approvazione e nei bilanci degli esercizi successivi, non si ha più traccia dei debiti esistenti e si perde conseguentemente di vista e nel suo insieme l'aspetto finanziario ed economico della gestione precedente. Cioè di quella gestione che ha originato quei debiti che si intendono coprire. La seconda conseguenza, come dicevo prima, è rappresentata dal fatto che se si vuole dare impulso ai processi di sviluppo economico, e quindi un consistente sostegno all'imprenditoria, e quindi a tutti i processi economici, è evidente che la spesa deve essere accelerata. Lo sottolineava ieri lo stesso Assessore nella replica in chiusura della discussione generale, che se questa possibilità si dovesse presentare in futuro in quel momento sarebbe necessario e indispensabile ricorrere alla contrazione dei mutui che adesso si vogliono invece evitare. Perché dover aspettare a un momento successivo per fare quello che si dovrebbe e potrebbe fare oggi e che mostrerebbe una coerenza col passato, non tanto in riferimento ad atteggiamenti conservatori e superati dal tempo, ma una coerenza ad una corretta rappresentazione contabile dei fenomeni, e anche in considerazione di questo fatto che ha alla correttezza contabile poi fa seguito anche una maggiore chiarezza nell'attività dell'amministrazione. E noi riteniamo che di chiarezza ci sia bisogno. Ecco la ragione di questi emendamenti. Va anche detto un'altra cosa: che nell'emendamento numero 96 bis, evidentemente per una questione di fretta o di mancato controllo, le indicazioni delle cifre occorrenti per la copertura dei mutui, indicati in 331 milioni ovviamente sono 331 miliardi per l'anno 98, 443 miliardi per l'anno 99, e così via per gli anni a seguire. Le finalità sono queste; non è solamente una modifica di natura contabile ma ha una sua logica nelle considerazioni che ho svolto poc'anzi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Ritengo di intervenire prima sull'emendamento numero 97 perché in effetti l'emendamento numero 97 causa anche l'emendamento numero 96 bis. La Giunta ha disposto, premesso che il disavanzo di amministrazione emerso nell'anno 1996, che ammontava a 1961 miliardi, ha disposto di ammortizzare per 1800 miliardi questo disavanzo. Signor Presidente, mi pare troppo distratta l'Aula, io non posso certamente costringere la gente ad ascoltare, però è un problema di notevole rilievo quello che sto facendo in merito all'indebitamento della Regione. Non contrarre il mutuo nell'anno 1998 di 1800 miliardi, a copertura del disavanzo, può significare che questo mutuo debba essere contratto nel 1999, perché può significare che debba essere contratto nel 1999? Perché il mutuo scaturisce da esigenze di cassa della Regione autonoma della Sardegna. Vale a dire se la Regione dovesse affrontare veramente il problema dei pagamenti e dovesse pagare i residui passivi, notate bene, nati prima del 1996, non sarebbe in grado di fare i pagamenti. E siccome non sarebbe in grado di fare i pagamenti dovrebbe contrarre il mutuo. Allora io vorrei sapere: quello della Giunta è un discorso per risparmiare, come ci è stato presentato il problema, o è un discorso di rimandare al futuro l'indebitamento effettivo, ed è un discorso di rimandare al futuro anche i pagamenti dei residui passivi. Non è concepibile che noi ammortizziamo (questa è la parola usata) ammortizziamo debiti; ammortizzare il disavanzo di amministrazione emerso nel 96 significa ammortizzare debiti e significa ammortizzare debiti, tra l'altro, a breve termine, perché sono debiti che appaiono nei bilanci ordinari della Regione fino all'anno 1996. Certo che sarebbe una cosa sgradevole per la Giunta, nell'anno 1998, contrarre altri debiti per 1800 miliardi, ma è doveroso perché la Giunta ha fatto crescere i disavanzi a partire dall'anno 1993-1994. Nel 1993 questa Giunta non era responsabile, nel 1994 sì. Quindi ha fatto crescere il disavanzo di amministrazione negli anni 1994, 95, 96, e poi deve anche rimandare al futuro la contrazione del mutuo? Io direi che è un gioco non lecito quello di rimandare al futuro la contrazione del mutuo per 1800 miliardi. È il caso che si proceda, del resto come si è sempre proceduto, se voi per curiosità andate a vedere la finanziaria del 97, 96, 95, vi accorgete che la legge finanziaria portava la copertura dei disavanzi attraverso la contrazione di mutui. E la scoperta fatta nell'anno 98, finanziaria del 98, di coprire il disavanzo, di coprire i debiti rimandandoli al futuro. E' chiaro che noi non possiamo accettare questa soluzione, perché credo che sia la soluzione adottata dalla Regione autonoma della Sardegna e che non esistano assolutamente precedenti di questo genere. Perché, tra l'altro, viene coperto il disavanzo con l'ammortamento in ben dieci anni, pagare i debiti per residui passivi in dieci anni. E' un discorso sotto il profilo giuridico e ragionieristico inconcepibile.

L'emendamento numero 96 bis è naturalmente una conseguenza della contrazione dell'ulteriore debito di 1.800 miliardi, che a nostro avviso deve essere fatto nel '98, perché diversamente, ad un certo punto, ci potremmo trovare senza denari in cassa, così come si è trovata la Giunta nell'anno 1997 e ha dovuto fare ricorso all'emissione di BOR per 1000 miliardi. Non conosciamo neanche l'esito del '97, quindi io direi che almeno rimanga solo il '97 nell'incertezza, ma venga coperto il disavanzo relativo al '96.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero proposto di intervenire non sull'articolo 1, ma a proposito dell'articolo 2. Ma la proposizione da parte dei colleghi di emendamenti, naturalmente mi brucerebbero sul tempo, perché non avrebbe senso dire, una volta approvato un emendamento quale quello illustrato testé dall'onorevole Casu, allora quello che avevo intenzione di dire. Io non riprenderò, per brevità, le considerazioni che hanno esposto l'onorevole Balletto prima e l'onorevole Casu poi, le presenterò sotto una diversa angolazione. Infatti le considerazioni erano queste: che la manovra proposta, questa che si è discussa testé e che è contenuta nell'articolo 2, per la copertura del disavanzo maturato al 31.12.96 comporta, a mio avviso, a parte le riserve sulla sua ortodossia, riserve già prospettate dalla relazione di minoranza e dagli interventi che abbiamo udito pochi minuti fa, comporta, dicevo, alcune doverose riflessioni sulla sua effettiva utilità e razionalità, e intendo esporre queste considerazioni in termini più propositivi che critici. Se l'iscrizione in bilancio dei relativi importi rateali nell'arco di un decennio comporta effettivamente una significativa riduzione degli oneri da affrontare per tale obiettivo rispetto a quelli che deriverebbero dalla contrazione di mutui per il medesimo scopo, va peraltro considerato che la manovra in discussione si basa su presupposti di cui ritengo opportuna una verifica pregiudiziale. La decisione di una diluizione temporale del debito contratto può riportarsi, infatti, a due possibilità alternative: la prima verrebbe dalla consapevolezza che l'arrugginita macchina amministrativa regionale non sia comunque in grado, pur con la tempestiva acquisizione al bilancio delle intere risorse necessarie, di provvedere ai relativi pagamenti se non nell'arco del decennio considerato; la seconda comporta, invece, la deliberata volontà politica di procedere a un'articolazione temporale siffatta per motivazioni che sarebbe doveroso esplicitare da parte del competente Assessore se andassero oltre quelle addotte relativamente al conseguente risparmio per il bilancio regionale. In entrambi i casi si rischia, ovviamente, di fare i conti senza l'oste e non torno su questa considerazione, cioè l'eventualità di trovarsi a far fronte alla necessità di assolvere in tempi ben più brevi a legittime richieste di creditori per beni o servizi da essi forniti o da altrettante legittime aspettative maturate in seguito a disposizioni legislative, rischio che, come è stato poc'anzi detto, comporterebbe obbligatoriamente quel ricorso all'accensione di mutui che si voleva evitare. Tale prospettiva comporterebbe allora necessariamente con carattere di urgenza, in assenza di un'autorizzazione prevista in questa finanziaria, sia pure in termini di possibilità, l'apposita autorizzazione legislativa al momento e vanificherebbe comunque la manovra stessa, così come è stata prospettata.

A prescindere da questa pur concreta possibilità questa prima ipotesi non potrebbe che sottolineare la drammatica urgenza dell'approvazione da parte di questo Consiglio della riforma dell'amministrazione regionale sulla base del testo appena licenziato all'unanimità dalla prima Commissione, riforma che andrebbe coniugata con quella della struttura del bilancio e della legge di contabilità, per cui l'Assessore competente ha assunto ieri un preciso impegno di fronte a questo Consiglio. Ma è la seconda ipotesi quella ragionevolmente più attendibile, cioè la deliberata volontà di procedere nel senso indicato dalla manovra, a suscitare in me le maggiori perplessità. La mancata erogazione di risorse impegnate, che ha contribuito per la maggior parte alla lievitazione del disavanzo, non attiene soltanto a spese relative all'acquisizione di beni o servizi, ma anche a spese per investimenti produttivi in termini economici e occupazionali. Mi sembra allora un comportamento, consentitemi di dirlo, davvero schizofrenico quello di arrovellarsi per il reperimento di risorse destinate a tale scopo attraverso tagli generalizzati o rinvii di altre spese facoltative, ovvero con la penalizzazione di alcuni settori economici, laddove il saldo dei residui passivi specificamente imputabili a iniziative ad essi relative ne consentirebbe almeno in parte la realizzazione.

Né vanno comunque sottovalutati in una visione più vasta non limitata alle spese per investimenti i riflessi sull'economia della nostra Regione di una così robusta iniezione di liquidità, quale quella conseguente al saldo dell'intero ammontare dei residui passivi, se non certamente in un solo anno, almeno in un arco di tempo ben più breve del decennio previsto.

Il discorso che volevo porre a questo proposito è: va verificata questa eventualità, cioè il discorso sulla fattibilità di una manovra alternativa quale quella che è stata prospettata negli emendamenti che sono stati ora illustrati e l'effettiva verifica dei costi e dei risparmi che derivano dall'una o dall'altra manovra andrebbe verificata se conoscessimo i dati delle imputazioni di quei residui passivi, cioè quanti attengono a spese di parte corrente, quanti attengono a spese per investimenti. Questa è un'altra ragione che dovrebbe spingerci velocemente alla riforma della struttura del bilancio perché questi dati potessero essere chiari, potessero essere desunti con facilità da un bilancio diversamente strutturato. Lo stesso rilievo l'ho fatto in Commissione sanità perché dai dati che ci venivano forniti non era possibile arrivare ad alcuni approfondimenti del bilancio seppur importanti, e questa osservazione è stata fatta proprio nella sua relazione dalla settima Commissione. Ecco, vorrei chiudere il mio intervento dicendo: siamo in grado, è in grado l'Assessore di poter fornire chiarimenti su questi eventuali dati, è in grado di poter rispondere a questa esigenza? E quale è il suo parere sulle osservazioni e le riflessioni che possono essere criticate ma che ho sentito il dovere di esporre. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà. Il parere erroneamente non è stato ancora chiesto, lo chiederò appena finita la discussione.

BERTOLOTTI (F.I.). Se vuole dare prima il parere, possiamo dare prima il parere.

PRESIDENTE. Lasciamo concludere la discussione e poi chiediamo il parere. Non è che caschi il mondo se il parere viene dato dopo la discussione.

BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, solo per alcune brevi considerazioni. La prima è quella che vedo accomunare il sistema delle amministrazioni gestite dal centrosinistra che ha una tipicità, quando si parla di bilancio, quella del rinvio di spese e di impegni dovuti. Siamo entrati in Europa rinviando rimborsi dovuti ai cittadini che avevano diritto per esempio ad adeguamenti di pensione maturati negli anni passati, circa 20 mila miliardi. C'è un gran numero di amministrazioni comunali che sono ormai sull'orlo del dissesto finanziario a causa di contrazioni di debiti amministrate dall'Ulivo. Anche alla Regione ovviamente non poteva essere diversa la cultura di amministrazione è la stessa, quella di fare debiti, quella di evitare politiche di trasparenza di bilancio, di lasciare ai posteri l'arduo compito di sopperire alle mancanze dei governi che oggi si succedono. Per questo motivo riteniamo, e abbiamo presentato questo emendamento, per fare chiarezza, siamo a un anno dalle elezioni regionali, già le dichiarazioni sulla stampa di carattere propagandistico fatte da questa Giunta dicono che si vuole fermare il debito, che non si vuole aumentarlo, in realtà si sta nascondendo un debito, si continua a fare demagogia e mistificazione su cose che invece avrebbero la necessità di essere evidenziate e portate all'attenzione dell'opinione pubblica. Questo è lo stile che caratterizza diversamente gli schieramenti che qua si confrontano e che si proporranno alla prossima competizione elettorale. Da un lato quella di una proposta di sana amministrazione fatta sulle realtà concrete su cui si ha disponibilità, dall'altra quella di voler accontentare tutto e tutti, magari proponendo ipotesi di piani pluriennali per dare risposta anche a chi non avverrebbe la possibilità di averne adesso. Come dire, se ci siamo di nuovo noi, stai tranquillo ti accontenteremo. Questa si chiama esclusivamente propaganda di carattere elettorale, ma in tutto ci perde sicuramente l'istituzione e la credibilità dell'istituzione regionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore di maggioranza. Pensavo, visto che era stata fatta la discussione, che concludesse la Giunta con una eventuale replica. Ma non c'è problema. Il parere della Commissione può essere espresso sull'emendamento numero 36 ed è contrario, non lo accoglie la Commissione; sugli emendamenti 96 bis e 97, che sono tra quegli emendamenti presentati senza l'istruttoria da parte della Commissione, quindi ho detto che la Commissione non sarebbe stata in condizioni di esprimere il proprio parere, trattandosi di argomenti che invece sono stati oggetto di discussione da parte della Giunta, mi sento di poter esprimere tranquillamente il parere su questi due emendamenti, non accogliendoli.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io risponderò esclusivamente sulle questioni di merito, mi consentirà il collega Bertolotti, di non rispondere sulle questioni, diciamo, di polemica politica che lascio ad altri momenti. Innanzitutto la questione della legittimità. Ho ascoltato con molta attenzione le osservazioni di tutti, ringrazio anche l'onorevole Macciotta per il garbo e il carattere propositivo particolare che egli ha posto nella proposta. Sulla questione della legittimità, io credo che la risposta migliore sia citare un precedente di questa Regione, qualcuno diceva che non ci sono precedenti nella storia della pubblica amministrazione, c'è un precedente in questa Regione, legge numero 21 del 1989, approvazione del conto consuntivo relativo al 1987 contenente appunto la scelta di ammortizzare il disavanzo con un piano quadriennale '89-'93. Quindi sulla legittimità io non aggiungo altro. Sulla questione degli emendamenti, diciamo l'insieme combinato degli emendamenti 96 bis e 97, si tratta di una impostazione rispettabilissima, naturalmente, legittima, è una impostazione alternativa a quella della Giunta. Io ho spiegato l'impostazione della Giunta, ne abbiamo già parlato in Commissione, ci siamo confrontati anche con passione su questo argomento, io ieri sera nella replica ho ribadito le ragioni che hanno portato prima l'assessore Sassu nella precedente Giunta, e poi questa Giunta a confermare quell'impostazione. Mi limito a due osservazioni sui punti nodali che sono stati portati accogliendo quindi l'invito a dare quale elemento ulteriore. Se noi realizzassimo una forte accelerazione per quanto riguarda la dinamica dei residui potremmo avere problemi di cassa. Noi intanto facciamo una previsione ragionata sul ritmo della spesa, guardando naturalmente al conto consuntivo e guardando all'andamento della spesa anche negli anni precedenti. Sia chiara una cosa, noi non vogliamo rallentare la spesa o il pagamento dei residui per confermare la bontà della nostra impostazione. Noi ci impegniamo ad accelerare al massimo la spesa e anche, lo dicevo ieri, ad andare a fare una radiografia attenta, dicevo scherzando faremo anche la Tac e la risonanza magnetica al pentolone dei residui passivi. Se avessimo problemi di cassa in questa impostazione c'è la richiesta all'autorizzazione alla contrazione di mutui per quasi mille miliardi. Quindi comunque ci sarebbe, e noi riteniamo che non sarà questo lo svolgimento, abbiamo fondati motivi per sostenere una tesi differente, ma se ci fossero questi problemi che vengono paventati, c'è un polmone nel bilancio che consente di dare risposte. Per quanto riguarda la convenienza invece dell'impostare la questione dell'indebitamento con un piano decennale di ammortamento con risorse nostre, abbiamo già avuto modo ieri di mostrare confrontando anche i fattori di ammortamento, sia nel primo scenario che nel secondo, che la scelta che abbiamo compiuto è conveniente, è non solo più rapida, dieci anni invece di 15, ma è conveniente, una rata di 200 miliardi a regime, quest'anno è meno come sapete, contro una rata di 443 miliardi a regime se noi iscrivessimo in bilancio l'autorizzazione a contrarre mutui per 3091 miliardi. Quindi la manovra, lo ribadisco e concludo, è non solo corretta dal punto di vista della legittimità ma è conveniente ed è assunta nella piena conformità agli interessi generali della Regione. Per quanto riguarda l'emendamento numero 36 io do volentieri atto all'attento collega Bonesu, di aver fatto una osservazione corretta, effettivamente, non possiamo allocare i 20 miliardi nel capitolo 04110 della tabella F) per i motivi detti che non ripeto, ma dobbiamo dunque da una parte operare una detrazione di 10 miliardi ed invece istituire un nuovo capitolo che raccolga i 10 miliardi sempre destinati naturalmente all'investimento. E questo può essere fatto indicando un nuovo capitolo, lo 05017, sempre alla Tabella F, che oggi ha una previsione di 118.250.000.000, sommando i 10 miliardi che leviamo dal capitolo 04110, sempre alla Tabella F, la previsione diventa 128.250.000.000. Questo per quanto riguarda l'osservazione, ripeto, corretta che fa il collega Bonesu.

Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 36 il parere della Giunta è contrario, così come per il 96 bis ed il 97, perché la scelta politica - e concludo per non farla lunga - che noi facciamo, e per questo prevediamo una certa somma per l'acquisto di immobili, è quella di trasformare contratti d'affitto in acquisizioni e contratti di leasing che anche questa sembra a noi essere una scelta conveniente per la Regione piuttosto che continuare a pagare i contratti d'affitto così come era precedentemente previsto.

PRESIDENTE. Onorevole Bonesu, l'emendamento numero 36 resta in essere dopo questa spiegazione?

BONESU (P.S.d'Az.). Io lo ritirerei, solo che l'assessore Scano, mentre ha chiarito per l'anno 98 come farà fronte, non ha chiarito per il 99. Quindi se viene risolto il problema per il 99, cioè se viene modificata la Tabella F per il 99 di conseguenza, l'emendamento numero 36 si intende ritirato.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ho limitato il mio ragionamento esemplificando al 98, ma vale lo stesso per i tre miliardi del 99 che affrontiamo con lo stesso meccanismo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 96.

Ha domandato di parlare il consigliere Casu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Io prendo atto che la spiegazione data dall'Assessore non è certamente persuasiva, perché il solo fatto di parlare di ammortamento di debiti ha senso in quanto noi contraiamo un debito con l'istituto di credito a medio o a lungo termine e stabiliamo di pagarlo in dieci rate annuali. Ma noi ci stiamo riferendo a residui passivi, cioè in concomitanza con l'ammortamento si dovrebbero scaglionare i pagamenti ai creditori. È stato fatto un elenco dei creditori che verranno pagati nel 2000, 2001, 2002, 2003 e fino al 2007? Io credo che questo non sia stato fatto e che non sia neanche possibile farlo.

Allora l'unica soluzione perché non ci sarebbero alternative, ammortamento - contrazione di debiti, qui c'è una sola possibilità: contrarre debiti. L'alternativa è quella di ritardare i pagamenti nei confronti dei creditori della Regione, altra soluzione non c'è.

PRESIDENTE. Allora, era in votazione l'emendamento numero 96 bis. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 97. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dovrebbe dare lettura dell'articolo 2. Chiedo all'onorevole Casu se la sua richiesta di lettura integrale vale per ogni articolo.

CASU (F.I.). Io credo che qui sia necessaria la lettura dell'intero articolo, perché ci sono ripercussioni sul bilancio della Regione di quest'anno e degli anni futuri.

PRESIDENTE. Si dia allora lettura integrale dell'articolo 2.

CONCAS, Segretaria.

Art. 2

Copertura disavanzo finanziario

al 31 dicembre 1996

1. Alla copertura del disavanzo finanziario complessivo del bilancio regionale al 31 dicembre 1996, determinato in lire 1.961.548.000.000 dal rendiconto generale della Regione per lo stesso esercizio, si provvede mediante iscrizione, in apposito capitolo di ciascun bilancio di previsione della Regione per gli anni dal 1998 al 2007, dei seguenti importi (cap. 03220):

anno 1998: 161.548.000.000

anni dal 1999 al 2007: 200.000.000.000

2. A tale onere si fa fronte, per le quote degli anni 1998, 1999 e 2000, con le risorse recate dal bilancio di previsione della Regione per gli stessi anni e, per le restanti quote, con le risorse recate dai successivi bilanci di previsione della Regione, riducendo, ove necessario, rispetto agli stanziamenti disposti per l'anno 2000 ed in applicazione dell'articolo 38 della legge regionale n. 11 del 1983, e successive modificazioni ed integrazioni, la spesa prevista dalla vigente legislazione regionale per le attività e gli interventi facoltativi.

PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:




PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Casu.

CASU (F.I.). L'emendamento numero 98, relativamente al secondo comma dell'articolo 2 ha questa funzione: eliminare la copertura del disavanzo, così come è stato precisato poc'anzi, facendo carico agli esercizi che vanno per l'anno 1999 e 2000 nel bilancio triennale che stiamo esaminando, ma fanno carico per gli anni da 2001 a 2007 sui futuri bilanci. Qui noi continuiamo a far pagare alle generazioni future ciò che noi abbiamo già sprecato, ciò che noi abbiamo speso. Ecco, mi pare che questa sia una soluzione che noi non ci possiamo permettere di adottare. Ecco diciamo almeno, siccome l'attuale Giunta, e forse anche un po' quella che ci ha preceduto, ha fatto maturare questi debiti di questa entità; ecco, mettiamoli nel bilancio dell'anno 1998, in modo tale che possa essere effettuata la copertura. Io credo che l'emendamento numero 99 non abbia bisogno di ulteriori spiegazioni perché riguarda in fondo lo stesso problema. Dal 1999 al 2007 ma è lo stesso problema.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci , relatore.

SECCI (Popolari), relatore di maggioranza. Non li accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non li accoglie per i motivi detti in precedenza.

Mi consentirà però il collega Casu, amabilmente, una battuta. Lei dice alla Giunta: voi fate pagare alle generazioni future l'onere dell'ammortamento del debito. Noi facciamo sicuramente, perché i debiti vanno pagati, facciamo pagare alle generazioni future il capitale; se noi assumessimo, invece, la linea alternativa che lei propone, faremmo pagare il capitale ma anche gli interessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che, già in sede di discussione generale su questo articolo 2, vi siano state argomentazioni a favore o contro. Io non contesto, in particolare, l'ultima affermazione dell'onorevole Scano che afferma che, in effetti, la Regione avrebbe complessivamente un risparmio nella soluzione adottata. Però la questione è che la soluzione adottata ha due problemi: primo l'efficienza amministrativa; seconda questione, non dipende esclusivamente dalla Regione ma anche dai suoi creditori. In effetti credo che portando agli estremi il ragionamento che fa l'onorevole Scano chiaramente è di comune conoscenza di tutti noi, che se non paghiamo i debiti sicuramente ci guadagniamo. Se riusciamo a ritardare il pagamento sicuramente ci guadagniamo; nel caso nostro non ci lucriamo gli interessi perché se abbiamo somme in casa queste sono nella cassa dello Stato e non della Regione. Ma credo che il problema grave sia soprattutto il termine del piano di ammortamento. Ricordiamo che i debiti, a fine esercizio '96, molto spesso risalgono a vari anni prima, sono residui passivi che, come sappiamo, restano i residui passivi in conto capitale iscritti per cinque anni. Quindi magari sono debiti contratti all'inizio degli anni '90. Bene, chiaramente io non voglio violentare l'intelligenza dei consiglieri affermando che pagheremo nel 2007 impegni che abbiamo preso nel 1991, però chiaramente questo presuppone una regolarizzazione dei pagamenti della Regione soltanto nell'anno 2007. Quando dicono che noi Regione non facciamo programmazione credo che questo articolo dimostri che ne facciamo fin troppa, perché spostiamo i pagamenti fino al 2007. E' chiaro che probabilmente nel 2007 non pagheremo i debiti contratti nel '91 ma probabilmente pagheremo debiti più recenti, ma sicuramente, con questo sistema, resteremo col fatto che certi impegni presi dalla Regione arriveranno a conclusione soltanto molti anni dopo. Ora la Giunta mette tra i suoi obiettivi quello dell'accelerazione della spesa. Mi pare che chiaramente questo contraddica profondamente. E quando la Giunta dice che nel dicembre scorso gli 800 miliardi che abbiamo recuperato con i BOR sono andati via in un giorno, questo dimostra che c'è stata una accelerazione della spesa. Ma allora l'articolo 2 della finanziaria non ne tiene assolutamente conto. Mi sembra che quindi il comportamento della Giunta, sia a parole sia anche più limitatamente con le opere, sia totalmente in contrasto con questa linea che si vuole adottare con l'articolo 2 perché nell'anno 1998, su quasi 2000 miliardi si pensa di provvedere al pagamento di soli 161 miliardi, e chiaramente questo mi sembra assolutamente irrealistico se non appunto procrastinando artificiosamente pagamenti che semmai sono nella competenza del '98. Credo che la situazione di cassa della Regione, se la Giunta realizza anche in minima parte la sua decisione di accelerare la spesa, contrasti totalmente con le previsioni di cui all'articolo 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Qui si tratta di intendersi su chi deve pagare o chi paga interessi e debiti a proposito di generazioni future o meno. Certo, la Regione non contraendo il mutuo risparmia interessi e li fa pagare al sistema delle imprese in misura più che raddoppiata, perché quando l'imprenditore non riceve i denari dovuti dall'istituto regionale si deve rivolgere al sistema bancario, e non allo stesso livello di interessi, li fa pagare ai cittadini, li fa pagare agli agricoltori che aspettano da anni di veder erogati i fondi dovuti, dovuti per i piani di trasformazione aziendale e via dicendo e così via. Certo, è un bel sistema per introdurre della tasse mascherate, quelle che anziché fare l'imposizione diretta sui redditi stanno facendo un'imposizione indiretta, facendo sì che oneri che devono far capo a chi queste responsabilità di questo modo di amministrare ha, vanno invece a ricadere su chi queste colpe assolutamente non ce le ha. Complessivamente, comunque è un'operazione che toglie e sottrae risorse al sistema economico regionale nel suo complesso, Regione, imprese e cittadini compresi, e li lascia a favore dello Stato. Forse nell'ottica sempre prodiana di rinviare le spese per mascherare la difficoltà che l'Italia ha di dover arrivare in Europa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Io non vorrei che questo nostro intervenire possa essere inteso come una sorta di polemica o di contrapposizione senza nessuna sostanza. Noi riteniamo, dal nostro punto di vista, invece, che il fatto sia rilevante e abbia un'influenza notevolissima sui processi di sviluppo che a quest'Isola la maggioranza e, segnatamente, l'Esecutivo devono dare. Perché alle osservazioni del collega Bertolotti, che mi ha preceduto, perchè spontaneamente e per fatto proprio istintivo, immediato, ritenevo di dover fare le stesse considerazioni, se ne aggiungono anche delle altre. Intanto va ribadito il concetto espresso da Bertolotti, perché se il disavanzo deriva dai residui passivi, e cioè dai debiti assunti, i soggetti creditori, se non hanno risposte nei loro crediti che sono liquidi ed esigibili, ma se li vedono scaglionati in dieci anni, quanto dura il processo così detto di ammortamento, evidentemente dovranno ricorrere al credito di esercizio, se avranno anche la capacità di potervi ricorrere, per ottenere fonti alternative di finanziamento; cioè ai capitali propri sostituiscono capitale di debito, e il capitale di debito costa, e costa nella misura in cui diceva prima il collega Bertolotti. Però, ecco, è qua il punto, Assessore, dove vorrei che lei indugiasse e riflettesse un pochino di più: qualsiasi processo di ammortamento va fatto con riferimento ad un debito e a scadenza, cioè un debito consolidato. Io contraggo un mutuo con una banca per l'acquisizione di una casa o per una ristrutturazione, so di avere assunto 100 milioni di debiti che sono a scadenza, quindi durano dieci anni, è giusto, ed è legittimo, ed è corretto il processo di ammortamento. Ma di un debito le cui scadenze maturano nel tempo. Ma di fronte a debiti liquidi, quali sono quelli assunti dai residui passivi, come fa un'amministrazione seria e responsabile a instaurare proprio ex lege un processo di ammortamento di debiti che sono liquidi ed esigibili, cioè di passività correnti? E' questo il punto sul quale si deve riflettere e al quale bisogna dare una risposta. Sono evidentemente due posizioni distinte e alla Giunta e alla maggioranza fare la scelta se così facendo intende alleggerire il proprio bilancio dei debiti però non rispettare i debiti che sono stati assunti nei confronti del sistema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io chiedo di parlare, anche se brevemente, proprio perché stiamo parlando non di emendamenti di dettaglio, diciamo, ma di questioni corpose. Io rispetto le argomentazioni dell'opposizione e per questo non le liquido sbrigativamente.

Si tratta di due punti di vista legittimi entrambi, diversi, con l'uno e l'altro un'impostazione di cultura finanziaria rispettabilissima. Io, mi si consenta questa battuta, premesso questo, un atteggiamento di assoluta attenzione, di rispetto, mai avrei pensato di dover criticare io il sistema del mutuo che viene difeso dai teorici, diciamo, dell'efficienza e del mercato. I mutui non sono stati contratti per la vischiosità della spesa, per le cose che sappiamo, e questo ha portato a un'alterazione profonda del bilancio della Regione, ha portato a un bilancio con una forbice assolutamente abnorme tra il bilancio reale ed il bilancio virtuale. Ma l'argomentazione non è tanto questa, abbiamo già parlato a lungo di questi argomenti. Il punto, io rifletto sulle argomentazioni, ma anche i colleghi riflettano sull'impostazione della Giunta, il punto è che se i mutui venissero contratti, questa è la questione, non era una battuta la questione degli interessi, la rata a regime sarebbe superiore, più del doppio: 443 miliardi contro 200 miliardi. Quindi, noi siamo convinti della legittimità, che è fuori discussione, della correttezza e della solidità della strategia con cui affrontiamo la questione dell'indebitamento. Stiamo prospettando un piano di rientro dal debito. Questo stiamo facendo, come fa qualsiasi buon amministratore, che sia pubblico o privato, un piano di rientro dal debito. E ci proponiamo nel contempo di operare, certo che non basta questa manovra, per liberare risorse per l'economia reale e, col documento di programmazione economica e finanziaria, per iniziare, non iniziare perché ce n'è già tante, ma cercare - diciamo - con uno strumento nuovo di accentuare l'impegno per l'individuazione di alcune scelte strategiche. Ma di questo avremo modo di parlare più avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Mi pare che nel discorso che stiamo facendo e che fa soprattutto la maggioranza ci sia un vizio nella soluzione adottata. Cioè il fatto di dire che si risparmiano interessi è assolutamente anomalo, perché noi risparmiamo interessi sulle spalle e sulla pelle dei creditori. Certo che risparmiamo interessi se non paghiamo e non contraiamo i mutui, ma noi siamo autorizzati, in qualità di Regione, a non pagare i debiti? Se questa è la scelta che avete fatto io credo che la Regione non dia una prova encomiabile di efficienza al popolo sardo. Tutto qui. Perché, certo, se non paghiamo risparmiamo gli interessi sul debito che non abbiamo contratto. Ma abbiamo diritto noi di far pagare gli interessi ai creditori? Io ritengo di no, perché diamo certamente una dimostrazione di scarsa efficienza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Perché le argomentazioni della Giunta sono deboli? Sono deboli perché gli interessi, Assessore, si pagano solo e nella misura in cui i mutui si contraggono. Noi stiamo parlando qui di autorizzazione alla contrazione di mutui, non stiamo dicendo che stiamo contraendo i mutui, diciamo che ove l'accelerazione della spesa auspicata, voluta dalla Giunta, si manifestasse ci sarà necessità di contrarre i mutui. Perché non vogliamo dare adesso, in legge, come è avvenuto in passato, questo strumento alla Giunta per essere più veloce e più agile?

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'è per mille miliardi.

BALLETTO (F.I.). No, la verità può essere un'altra. Perché nel momento in cui si accantonano, come previsto dalla legge, gli interessi eventuali per il pagamento dei mutui si devono accantonare delle somme che evidentemente sono sottratte al conto esercizio. Allora diciamolo, perché accantonare anche interessi su mutui che non sono stati contratti significa prevedere da risorse proprie spendibili quote di interessi che sono invece futuri. Quindi c'è questa finalità. Allora se si dice che la finalità è questa, perché accantonando gli importi per far fronte al rimborso delle rate dei mutui per capitali e interessi, la parte di interessi evidentemente va sottratta alle spese correnti di ciascun anno. Se questo è il discorso è diverso e si può affrontare di nuovo. Invece si cerca di far passare un provvedimento di questo genere con argomentazioni che purtroppo noi non riteniamo di dover condividere.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 98. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 99. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Lombardo. Ne ha facoltà.

LOMBARDO (F.I.). Chiedo la votazione segreta sull'articolo 2.

PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, mi dispiace, non posso accogliere la sua richiesta essendoci state due dichiarazioni di voto.

BALLETTO (F.I.). Le dichiarazioni di voto erano sugli emendamenti non sull'articolo.

PRESIDENTE. La discussione era aperta sugli emendamenti e sull'articolo, ma se le dichiarazioni di voto riguardavano solo gli emendamenti procediamo alla votazione a scrutinio segreto dell'articolo 2.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 66

Astenuti 3

Maggioranza 34

Favorevoli 39

Contrari 27

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si sono astenuti i consiglieri: AMADU - FANTOLA - MACCIOTTA.)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CONCAS, Segretaria:

Art. 3

Determinazione di spese

1. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera f) della legge regionale n. 11 del 1983, come modificato dall'articolo 3 della legge regionale 3 novembre 1992, n. 18, le autorizzazioni di spesa indicate nella tabella C, allegata alla presente legge, sono ridotte o differite per gli importi determinati nella medesima tabella.

2. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera d) della legge regionale n. 11 del 1983 gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per il 1998 e per il triennio 1998/2000, in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi a carattere pluriennale, restano determinati nelle misure indicate nella tabella D, allegata alla presente legge.

3. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera e) della legge regionale n. 11 del 1983, gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per l'anno 1998 e per il triennio 1998/2000, in relazione a leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria, restano determinati nelle misure indicate nella tabella E, allegata alla presente legge.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

CONCAS, Segretaria:

Art. 4

Fondi speciali

1. Nelle tabelle A e B, allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel corso degli anni 1998, 1999 e 2000.

2. Gli importi relativi a detti fondi sono determinati come segue:

I. fondo speciale per spese correnti (fondi regionali - cap. 03016)
anno 1998 lire 36.993.000.000
anno 1999 lire 274.950.000.000
anno 2000 lire 273.950.000.000

II. fondo speciale per spese in conto capitale (fondi regionali - cap. 03017)
anno 1998 lire 203.990.000.000
anno 1999 lire 202.500.000.000
anno 2000 lire 173.500.000.000

PRESIDENTE. Si sospende l'esame dell'articolo 4 come richiesto dalla Giunta per ragioni di natura tecnico-contabile.

Si dia lettura dell'articolo 5.

CONCAS, Segretaria:

Art. 5

Modifiche alla L.R. 5 maggio 1983, n. 11 -
Norme di contabilità
e alla L.R. 1° agosto 1975, n. 33 -
Compiti della Regione nella programmazione

1. L'articolo 1 della legge regionale n. 11 del 1983 è sostituito dal seguente:

"Art. 1 - Strumenti fondamentali della gestione finanziaria della Regione sarda -

1. In attuazione dell'articolo 7 dello Statuto Speciale per la Sardegna, la presente legge disciplina gli strumenti di programmazione finanziaria ed economica della Regione.

2. Sono strumenti della programmazione finanziaria ed economica della Regione:

I. il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF);

II. la legge finanziaria e le leggi collegate alla manovra economico - finanziaria;

III. il bilancio annuale formulato in termini di competenza;

IV. il bilancio pluriennale formulato in termini di competenza;

V. il preventivo annuale di cassa;

VI. il rendiconto generale della Regione.".

2. Dopo l'articolo 1 della legge regionale n. 11 del 1983 è istituito il seguente articolo:

"Art. 1 bis - Documento di Programmazione Economica e Finanziaria -

1. Il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF), per l'ambito temporale del bilancio pluriennale, traccia le linee guida per orientare lo sviluppo economico, ne delinea gli obiettivi e le azioni di intervento, coordina i flussi finanziari pubblici determinando l'ammontare delle risorse disponibili comprensivo delle entrate proprie.

2. Il DPEF contiene:

I. una analisi degli aspetti strutturali e degli andamenti economici del sistema regionale, con una motivata valutazione degli scostamenti rispetto agli obiettivi prefigurati nei precedenti DPEF;

II. un esame dei risultati raggiunti, anche in termini economici, e del grado di realizzazione dei programmi e degli interventi finanziati con il bilancio pluriennale;

III. le previsioni delle entrate, del ricorso all'indebitamento e del prelievo autonomo da parte della Regione;

IV. gli obiettivi generali programmatici dello sviluppo regionale, in particolare quelli dell'occupazione, del reddito e del sistema delle infrastrutture e dei servizi alla produzione;

V. gli indirizzi e le priorità delle politiche e delle azioni che saranno perseguite e attuate anche in riferimento alla legislazione da emanare, per il conseguimento degli obiettivi di cui alla lettera d);

VI. l'indicazione dei programmi assessoriali e interassessoriali comunque articolati per stati di previsione, da finanziarsi con il bilancio pluriennale, compresa l'attività degli enti e delle aziende regionali.

3. Il DPEF, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, è trasmesso al Consiglio regionale entro il 15 maggio dell'anno precedente all'esercizio finanziario cui si riferisce.

4. Il Consiglio regionale approva il DPEF entro il 30 giugno successivo.".

3. L'articolo 22 della legge regionale n. 11 del 1983 è sostituito dal seguente:

"Art. 22 - Variazioni al bilancio annuale e pluriennale -

1. I disegni di legge di variazione delle dotazioni dei bilanci annuali e pluriennali possono essere presentati dalla Giunta regionale al Consiglio regionale entro il 31 agosto di ogni anno.

2. Qualora le variazioni comportino modifiche degli obiettivi, degli indirizzi, delle azioni e delle priorità contenute nel DPEF, la Giunta regionale presenta, contestualmente al relativo disegno di legge, un atto di adeguamento al suddetto documento vigente, o in alternativa e se opportuno, al documento all'esame del Consiglio.".

4. Il comma 2 dell'articolo 24 della legge regionale n. 11 del 1983, introdotto dall'articolo 8, comma 1, della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, è sostituito dal seguente:

"2. Con la procedura di cui al precedente comma è disposta, altresì, l'iscrizione delle somme occorrenti ad integrare gli stanziamenti dei fondi speciali per la riassegnazione delle somme perente agli effetti amministrativi e del fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine, iscritti nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.".

5. Il comma 3 dell'articolo 46 della legge regionale n. 11 del 1983, sostituito dall'articolo 6 della legge regionale 3 novembre 1992, n. 18, è sostituito dal seguente:

"3. Entro sessanta giorni dalla chiusura dell'esercizio finanziario, i funzionari delegati presentano al competente Assessorato i rendiconti dei pagamenti effettuati sia per gli ordini di accreditamento relativi a spese correnti, sia per quelli relativi a spese in conto capitale; copia del rendiconto, senza i documenti giustificativi, è trasmessa contestualmente alla Ragioneria Generale.".

6. Le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 46 della legge regionale n. 11 del 1983 si applicano a tutte le aperture di credito disposte nell'anno 1997, nonché a tutti gli ordini di accreditamento riprodotti o trasportati nel medesimo esercizio.

7. L'articolo 56 della legge regionale n. 11 del 1983, modificato dall'articolo 2 della legge regionale 6 dicembre 1997, n. 32, è sostituito dal seguente:

"Art. 56 - Ragioneria generale della Regione -

1. La Ragioneria generale della Regione può essere organizzata in servizi decentrati presso gli Assessorati.

2. La Ragioneria generale della Regione verifica, prima di eseguire la registrazione dell'impegno, la giusta imputazione della spesa al competente capitolo di bilancio e l'esistenza sullo stesso delle necessarie disponibilità finanziarie, senza estendere l'esame ad altri profili di legittimità.

3. Gli adempimenti di cui al comma 2 devono essere svolti entro venti giorni dal ricevimento degli atti, decorsi i quali gli stessi devono avere regolare corso. Il termine è sospeso nel caso in cui la Ragioneria, ravvisando un vizio riconducibile alle prescrizioni di cui al comma 2, restituisca all'Assessorato competente lo stesso atto con le indicazioni utili per eliminare il vizio contabile. Nel caso in cui l'Assessorato riformuli l'atto con le modifiche necessarie a superare il rilievo, lo rinvia alla Ragioneria la quale provvede a registrarlo.

4. Il regime dei controlli di cui ai commi precedenti, è esteso alle successive fasi di liquidazione e ordinazione della spesa.

5. Il Presidente della Giunta regionale, con motivata comunicazione, può richiedere alla Ragioneria generale un parere di legittimità per gli atti sottoposti al controllo esterno esercitato in via successiva.".

8. L'interpretazione autentica dell'articolo 57, comma 1, punto 2), della legge regionale n. 11 del 1983 è la seguente: "La competenza del Servizio di ragioneria alla verifica contabile sulla gestione dei fondi e dei beni da chiunque detenuti o amministrati, di pertinenza della Regione o da essa amministrati, deve intendersi riferita alle sole gestioni per le quali non siano previsti collegi sindacali o di revisori, ovvero non siano disposti specifici controlli da norme di natura legislativa o contrattuale.".

9. Sono abrogati gli articoli 5, 6, il comma 1 dell'articolo 11, il comma 2 dell'articolo 15, il punto 3) del comma 1 dell'articolo 57 della legge regionale n. 11 del 1983.

10. Sono abrogati gli articoli 6, 7 e 9 della legge regionale n. 33 del 1975.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori, il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Trattandosi di un articolo che porta delle innovazioni, io direi che sia il caso di leggerlo interamente. Parecchie innovazioni.

PRESIDENTE. Sarà soddisfatta la sua esigenza. Prego onorevole Concas.

CONCAS, Segretaria:

Art. 5

Modifiche alla L.R. 5 maggio 1983, n. 11 -
Norme di contabilità
e alla L.R. 1° agosto 1975, n. 33 -
Compiti della Regione nella programmazione

1. L'articolo 1 della legge regionale n. 11 del 1983 è sostituito dal seguente:

"Art. 1 - Strumenti fondamentali della gestione finanziaria della Regione sarda -

1. In attuazione dell'articolo 7 dello Statuto Speciale per la Sardegna, la presente legge disciplina gli strumenti di programmazione finanziaria ed economica della Regione.

2. Sono strumenti della programmazione finanziaria ed economica della Regione:

I. il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF);

II. la legge finanziaria e le leggi collegate alla manovra economico - finanziaria;

III. il bilancio annuale formulato in termini di competenza;

IV. il bilancio pluriennale formulato in termini di competenza;

V. il preventivo annuale di cassa;

VI. il rendiconto generale della Regione.".

2. Dopo l'articolo 1 della legge regionale n. 11 del 1983 è istituito il seguente articolo:

"Art. 1 bis - Documento di Programmazione Economica e Finanziaria -

1. Il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF), per l'ambito temporale del bilancio pluriennale, traccia le linee guida per orientare lo sviluppo economico, ne delinea gli obiettivi e le azioni di intervento, coordina i flussi finanziari pubblici determinando l'ammontare delle risorse disponibili comprensivo delle entrate proprie.

2. Il DPEF contiene:

I. una analisi degli aspetti strutturali e degli andamenti economici del sistema regionale, con una motivata valutazione degli scostamenti rispetto agli obiettivi prefigurati nei precedenti DPEF;

II. un esame dei risultati raggiunti, anche in termini economici, e del grado di realizzazione dei programmi e degli interventi finanziati con il bilancio pluriennale;

III. le previsioni delle entrate, del ricorso all'indebitamento e del prelievo autonomo da parte della Regione;

IV. gli obiettivi generali programmatici dello sviluppo regionale, in particolare quelli dell'occupazione, del reddito e del sistema delle infrastrutture e dei servizi alla produzione;

V. gli indirizzi e le priorità delle politiche e delle azioni che saranno perseguite e attuate anche in riferimento alla legislazione da emanare, per il conseguimento degli obiettivi di cui alla lettera d);

VI. l'indicazione dei programmi assessoriali e interassessoriali comunque articolati per stati di previsione, da finanziarsi con il bilancio pluriennale, compresa l'attività degli enti e delle aziende regionali.

3. Il DPEF, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, è trasmesso al Consiglio regionale entro il 15 maggio dell'anno precedente all'esercizio finanziario cui si riferisce.

4. Il Consiglio regionale approva il DPEF entro il 30 giugno successivo.".

3. L'articolo 22 della legge regionale n. 11 del 1983 è sostituito dal seguente:

"Art. 22 - Variazioni al bilancio annuale e pluriennale -

1. I disegni di legge di variazione delle dotazioni dei bilanci annuali e pluriennali possono essere presentati dalla Giunta regionale al Consiglio regionale entro il 31 agosto di ogni anno.

2. Qualora le variazioni comportino modifiche degli obiettivi, degli indirizzi, delle azioni e delle priorità contenute nel DPEF, la Giunta regionale presenta, contestualmente al relativo disegno di legge, un atto di adeguamento al suddetto documento vigente, o in alternativa e se opportuno, al documento all'esame del Consiglio.".

4. Il comma 2 dell'articolo 24 della legge regionale n. 11 del 1983, introdotto dall'articolo 8, comma 1, della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, è sostituito dal seguente:

"2. Con la procedura di cui al precedente comma è disposta, altresì, l'iscrizione delle somme occorrenti ad integrare gli stanziamenti dei fondi speciali per la riassegnazione delle somme perente agli effetti amministrativi e del fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine, iscritti nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.".

5. Il comma 3 dell'articolo 46 della legge regionale n. 11 del 1983, sostituito dall'articolo 6 della legge regionale 3 novembre 1992, n. 18, è sostituito dal seguente:

"3. Entro sessanta giorni dalla chiusura dell'esercizio finanziario, i funzionari delegati presentano al competente Assessorato i rendiconti dei pagamenti effettuati sia per gli ordini di accreditamento relativi a spese correnti, sia per quelli relativi a spese in conto capitale; copia del rendiconto, senza i documenti giustificativi, è trasmessa contestualmente alla Ragioneria Generale.".

6. Le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 46 della legge regionale n. 11 del 1983 si applicano a tutte le aperture di credito disposte nell'anno 1997, nonché a tutti gli ordini di accreditamento riprodotti o trasportati nel medesimo esercizio.

7. L'articolo 56 della legge regionale n. 11 del 1983, modificato dall'articolo 2 della legge regionale 6 dicembre 1997, n. 32, è sostituito dal seguente:

"Art. 56 - Ragioneria generale della Regione -

1. La Ragioneria generale della Regione può essere organizzata in servizi decentrati presso gli Assessorati.

2. La Ragioneria generale della Regione verifica, prima di eseguire la registrazione dell'impegno, la giusta imputazione della spesa al competente capitolo di bilancio e l'esistenza sullo stesso delle necessarie disponibilità finanziarie, senza estendere l'esame ad altri profili di legittimità.

3. Gli adempimenti di cui al comma 2 devono essere svolti entro venti giorni dal ricevimento degli atti, decorsi i quali gli stessi devono avere regolare corso. Il termine è sospeso nel caso in cui la Ragioneria, ravvisando un vizio riconducibile alle prescrizioni di cui al comma 2, restituisca all'Assessorato competente lo stesso atto con le indicazioni utili per eliminare il vizio contabile. Nel caso in cui l'Assessorato riformuli l'atto con le modifiche necessarie a superare il rilievo, lo rinvia alla Ragioneria la quale provvede a registrarlo.

4. Il regime dei controlli di cui ai commi precedenti, è esteso alle successive fasi di liquidazione e ordinazione della spesa.

5. Il Presidente della Giunta regionale, con motivata comunicazione, può richiedere alla Ragioneria generale un parere di legittimità per gli atti sottoposti al controllo esterno esercitato in via successiva.".

8. L'interpretazione autentica dell'articolo 57, comma 1, punto 2), della legge regionale n. 11 del 1983 è la seguente: "La competenza del Servizio di ragioneria alla verifica contabile sulla gestione dei fondi e dei beni da chiunque detenuti o amministrati, di pertinenza della Regione o da essa amministrati, deve intendersi riferita alle sole gestioni per le quali non siano previsti collegi sindacali o di revisori, ovvero non siano disposti specifici controlli da norme di natura legislativa o contrattuale.".

9. Sono abrogati gli articoli 5, 6, il comma 1 dell'articolo 11, il comma 2 dell'articolo 15, il punto 3) del comma 1 dell'articolo 57 della legge regionale n. 11 del 1983.

10. Sono abrogati gli articoli 6, 7 e 9 della legge regionale n. 33 del 1975.

PRESIDENTE. Si ipotizzava di continuare i lavori fino alle ore 13 e 15, essendo i componenti della Commissione bilancio impegnati in una riunione che inizierà, come già sanno i commissari, alle ore 15 e 30. Se ci imbarchiamo però nella sola lettura degli emendamenti all'articolo, che sono 19, andremo largamente al di là di quell'ora. Interrompo quindi i lavori che verranno ripresi per le ore 17, mentre la Commissione bilancio è convocata per le ore 15 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 08.