Seduta n.274 del 16/03/1998
CCLXXIV SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Lunedì 16 marzo 1998
Presidenza del Presidente SELIS
La seduta è aperta alle ore 10 e 46.
CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 12 marzo 1998, che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Berria e il consigliere Sassu hanno chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta antimeridiana del 16 marzo. Se non ci sono opposizioni, il congedo si intende accordato.
Anniversario del rapimento dell'onorevole Aldo Moro
PRESIDENTE. Onorevoli colleghe e colleghi, sentendo il parere e l'opinione, il consenso anche della Conferenza dei Capigruppo, abbiamo deciso di ricordare, oggi il 16 marzo 1978 una data triste per tutto il paese, per tutti noi, perché veniva rapito Aldo Moro e massacrata la sua scorta. Abbiamo negli anni ricordato questi uomini con dolore, con rimpianto e con rabbia. Ricordare Moro è oggi, per tutti noi, l'occasione, di qualunque tendenza e ispirazione politica siamo, per ricordare i nostri maestri, coloro che hanno dedicato la vita a testimoniare la propria fede, le proprie idee politiche, ad animare i propri partiti, a costruire con coerenza e impegno questo paese e le sue istituzioni democratiche. A tutti costoro, ma soprattutto a quanti non sono più tra noi, va il nostro pensiero riconoscente e commosso, ma ricordare Moro significa soprattutto tornare al suo insegnamento e al suo pensiero, alla sua testimonianza, per trarne significati utili a fronteggiare il travaglio del presente e l'incertezza del futuro. Il problema della democrazia in una società dinamica e complessa, l'evoluzione del sistema politico e istituzionale cioè dei rapporti tra le forze politiche, e tra queste, le istituzioni e la società hanno impegnato Moro nel pensiero e nell'azione per tutta la vita. La scelta della democrazia, come sistema politico ottimale, non può trovare fondamento solo in ragioni storiche o in riflessioni filosofiche. La tenuta della democrazia e il suo progresso dipendono dalla capacità di governare il mutamento e la complessità, di interpretare e garantire i bisogni fondamentali dei cittadini, soprattutto dei più deboli, di comporre il sistema multiforme degli interessi e l'azione dei soggetti sociali. Il problema è come coniugare il bisogno di maggiore autorevolezza, efficienza dello Stato e delle sue istituzioni, con il massimo di legittimazione, di rappresentatività, come dimostrare capacità decidente senza mortificare la partecipazione e la legittimità; per far crescere la democrazia abbiamo certo bisogno di più governo, ma abbiamo altrettanto bisogno di più Parlamento. Il dibattito di questi anni sul problema del governo si è sviluppato e ha prodotto riforme significative, pensiamo all'elezione diretta dei sindaci, molto embrionale e incerto è stato invece il dibattito sul Parlamento e le assemblee rappresentative, quasi che il loro ruolo non fosse compatibile con il rafforzamento della funzione di governo e anzi che questo passasse attraverso la riduzione della loro autorevolezza. A questa popolarità del governo e impopolarità del Parlamento non è estranea talvolta l'impopolarità del sistema dei partiti di cui il Parlamento, più del governo, viene considerata l'espressione. Partiti di cui si dimentica talvolta o si sottovaluta la funzione democratica di formazioni sociali con le quali il popolo può entrare nello Stato, lo può legittimare, lo può vedere come soggetto non egemone, non altro da sè ma espressione del sè. Ma alla crisi del Parlamento ha anche contribuito la lentezza talvolta e l'inefficienza, persino l'ingovernabilità delle assemblee parlamentari, talvolta disorientate e confuse quasi perse tra riti, procedure logorate da tempi incompatibili con la dinamica della società moderna. Vi è dunque una sorta di avversione verso il Parlamento che si manifesta nella società e talora negli stessi organi di governo e negli apparati amministrativi. C'è insofferenza verso la complessità e l'articolazione verso le assemblee parlamentari, talvolta fastidio quando la loro azione si spinge a sindacare e discutere atti e comportamenti. La crisi del Parlamento è allora crisi della rappresentanza, nella sua accezione più alta, incapacità del sistema di interpretare e portare a sintesi la situazione sociale, il distacco tra società e istituzioni, assenza di dialogo tra le forze politiche e delle forze politiche con la società. Ma, nonostante questa crisi, bisogna ricordare con forza che non c'è democrazia senza Parlamento, e non c'è Parlamento senza partecipazione, senza un sistema elettorale che lo renda rappresentativo ed efficiente, un'Assise(?) realmente capace di interpretare e riflettere la società complessa e di ingenerare e garantire una democrazia dell'alternanza. Un governo forte con un Parlamento debole rischia di degenerare in regime, ma nessuno può rafforzare il Parlamento se non lo stesso Parlamento. Il Parlamento e le assemblee rappresentative, a questo ci riferiamo, può rafforzare se stesso, e il governo può rafforzare la democrazia, oppure suicidarsi e liquidare la democrazia. Perciò oggi più che mai è attuale la riflessione di Moro sul sistema parlamentare, la migliore forma possibile del sistema democratico, non come una conquista ottenuta una volta per tutte ma un processo dinamico che bisogna difendere, rafforzare, esortandone la rappresentatività e l'efficienza decisionale. Il Parlamento è quindi la forza della democrazia ma può esserne anche la debolezza. L'esigenza di superare la crisi di rappresentanza per rafforzare la democrazia pone alle assemblee rappresentative una triplice sfida. Primo, definire il loro rapporto con il governo e l'amministrazione pubblica; secondo, adottare regole e procedure idonee ad esaltare la propria funzione ed assicurarne l'efficacia; terzo, rafforzare il rapporto con la società, curando forme sempre più piene e diffuse di rappresentanza. Per quanto riguarda il primo punto, le assemblee devono, prima di tutto, ripensare la propria funzione, limitare le interferenze procedurali con le azioni di governo, rimettere all'esecutivo tutte le funzioni amministrative e quando possibile quelle normative di grado inferiore, ma nel contempo debbono rafforzare il proprio ruolo, quali organi di indirizzo o di controllo dell'azione di governo, dei programmi e atti di verifica politica e dei risultati per dare voce alle aspettative che provengono dalla società. Nessuno pensi che una più chiara definizione dei compiti, un più ampio potere di decisione del governo possa significare negare l'accesso degli organi assembleari e la conoscenza degli atti possa significare oscuramento delle scelte e discrezionalità indenne da verifica. Al contrario, se l'obiettivo è quello di far crescere la democrazia al maggior potere di decisione deve corrispondere maggior rigore, maggiore equità, maggiore trasparenza per consentire una costante verifica sociale dell'attività di governo. Se così non è, si mortifica la democrazia, si depotenzia la rappresentanza, si consuma la rottura fra società e istituzioni. Il secondo punto attiene alle regole del Parlamento, in genere delle assemblee rappresentative, ma le assemblee elettive devono anche trovare la capacità di darsi, dicevo, regole di funzionamento e di rispettarle. È necessario individuare strumenti e regolamenti idonei, che assicurino la tempestività dei procedimenti legislativi e la qualità delle leggi per dare risposte alle aspettative della società, ma che garantiscano nel contempo il ruolo di controllo delle opposizioni di fronte alla maggioranza e poteri efficaci per l'esercizio di tutte le prerogative del mandato elettorale. Di qui l'esigenza che si pone a tutti i livelli, ma anche per noi pressante, di una riforma dei regolamenti assembleari. Nessuno può imporre queste regole, solo l'assemblea se le può dare, ma bisogna anche essere consapevoli che queste norme sono frutto di un patto reciproco tra le forze politiche con il quale esse stesse si impegnano insieme, direi quasi sul loro onore e sulla loro credibilità a rispettarle. Da queste regole dipende la possibilità di dare vita ad un confronto democratico anche più acceso senza deteriorare il clima politico della assemblea, di esaltare il metodo di lavoro, di esaltare il rispetto reciproco tra le parti e fra i singoli, di attivare anche la più dura pratica conflittuale e persino un legittimo ostruzionismo senza però perdere di vista l'obiettivo finale che è la funzionalità della assemblea, l'interpretazione degli interessi e dei bisogni sociali, l'indirizzo e l'orientamento e il controllo del governo. Il terzo punto riguarda la riforma del Parlamento per rafforzare la democrazia. Si apre qua il terzo fronte, la sfida sostanziale che si pone alle assemblee. Il Parlamento, le assemblee elettive devono diventare di più e meglio garanti dei diritti costituzionali individuali e collettivi dei diritti di cittadinanza. Il diritto al lavoro, alla cultura, alla sicurezza, alla informazione alla politica. A questo devono orientare e vincolare la propria attività perché al centro delle istituzioni della politica rimanga sempre il fondamentale valore della persona umana. Il Parlamento perciò non si fa condizionare dalla pressione dei gruppi socialmente più forti, non diventa la camera delle corporazioni, la sede di compensazione e scambio delle lobby, il riflesso degli interessi forti del paese. Guarda al paese e alle sue forze vive, interpreta e non demonizza gli interessi, crea condizioni di confronto e di competitività nel mercato senza subordinare a questo lo Stato o viceversa, valorizza l'intraprendenza e la competitività individuale e collettiva senza dimentica la solidarietà, l'attenzione verso gli ultimi che non hanno voce e che non possono altrimenti farsi sentire nelle stanze del potere. Diceva Moro che lo Stato democratico e parlamentare è lo Stato del valore umano, lo Stato fondato sul prestigio di ogni uomo e garantisce il prestigio ad ogni uomo, è uno Stato in cui ogni azione è sottratta all'arbitrio e alla prepotenza, in cui ogni sfera di potere e di interesse obbedisce ad una rigida delimitazione di giustizia, ad un criterio obiettivo e per sua natura liberatore. È uno Stato in cui lo stesso potere pubblico ha la forma, la misura e il limite della legge. E la legge come disposizione generale è un atto di chiarezza, una funzione di responsabilità e un impegno generale ed uguale. In questo modo il Parlamento cessa di essere palazzo, apre il palazzo ed esce egli stesso dal palazzo per essere nella società Parlamento diffuso e magari Parlamento federale in una Camera riformata per rispecchiare la ricchezza della cultura, della società del paese articolata per regioni. Momento di ascolto, soggetto di sintesi dei bisogni, degli interessi, della cultura, dei valori che formano la ricchezza complessiva delle società moderne e di quella italiana in particolare. In conclusione, onorevoli colleghe e colleghi, Moro ci ha insegnato che la democrazia è partecipazione, confronto tra partiti, tra questi, la società e le istituzioni. Moro ci ha insegnato che la vita parlamentare è confronto schietto e duro, anche conflitto, mai scontro, cioè conflitto senza regole, senza direttive e logiche, conflitto per sé. Moro ci ha insegnato che bisogna trattare sempre e che anche nei momenti in cui il conflitto e persino lo scontro si fa più duro e radicato bisogna tenere aperto un livello di trattativa, di dialogo, di ricerca intelligente, paziente e persino testarda del punto di incontro, sino alla fine, senza mai arrendersi, senza rassegnarsi alla incomunicabilità o alla rottura. Moro ci ha insegnato che le trattative si basano sulla attenzione reciproca, su quel tanto di fede nelle proprie ragioni e di umiltà che porta a considerare importanti le ragioni altrui. Moro ci ha insegnato perciò che la politica e la democrazia sono l'arte di vivere insieme, gruppi, ideologie, interessi, culture, storie diverse a livello locale e nazionale; e che il Parlamento e le assemblee rappresentative devono essere la sede più alta, quasi il tempio di questa convivenza, il simbolo e l'immagine che offriamo al nostro paese, alla nostra Regione delle nostre capacità di confrontarci, di dialogare, di cercare una sintesi che possa fornire al paese la mappa per attraversare il presente verso un futuro meno incerto e più libero. Concludendo, è stato osservato che il sistema parlamentare non ha funzionato molto bene nelle grandi crisi e forse nelle fasi storiche di grande mutamento; ma il futuro sarà sempre più un tempo di grandi mutamenti e il sistema parlamentare deve fare i conti con questi tempi nuovi e con i suoi attori forti che sfideranno forse in modo nuovo la democrazia. Il futuro è aperto, è aperta la sfida, spetta a noi che crediamo nella democrazia e nel Parlamento raccoglierla, costruire tempi di libertà e giustizia, difendere non con la retorica astratta, ma con il coraggio delle riforme, lo Stato democratico o come diceva Moro "lo Stato del valore umano". Dobbiamo avere coscienza di questo compito arduo ed esaltante, perciò non possiamo rassegnarci alla mediocrità. Io non so se siamo migliori o peggiori dei nostri predecessori, le classifiche non mi riguardano, e mi irritano. Io so, e questo è certo, che noi siamo l'espressione democratica della nostra società con il suo travaglio, le sue crisi, la sua vitalità, la sua speranza. A noi tra i tanti possibili i sardi hanno affidato il loro futuro, dobbiamo essere coscienti, fieri, responsabili e magari preoccupati per dare il meglio di noi stessi, per dare prestigio alla assemblea rappresentativa del popolo sardo che è questo Consiglio regionale, per dare senso e ragione alla loro fiducia e alla loro speranza.
Sospendo i lavori per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 03, viene ripresa alle ore 11 e 31.)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati una cinquantina di emendamenti. Gli uffici devono sistemarli, credo che qualcuno sia ancora incompleto; i proponenti hanno chiesto anche la collaborazione per un completamento, poi devono essere registrati e riprodotti, quindi mi dicono che non ce la possiamo fare in meno di mezz'ora, pertanto aggiorno i lavori alle ore 12.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 32, viene ripresa alle ore 12 e 19.)
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giovanni Giagu e Giuseppe Lorenzoni hanno chiesto di poter usufruire del congedo per la seduta antimeridiana del 16 marzo. Poiché non ci sono opposizioni, i congedi sono accordati.
Discussione degli articoli del disegno di legge: "Bilancio per l'anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per gli anni 1998-2000" (383)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione degli articoli del disegno di legge numero 383. Riepilogo lo stato dei lavori: abbiamo approvato la finanziaria, naturalmente voi sapete che la finanziaria e il bilancio vengono votati nella votazione finale unitariamente, secondo un metodo e una tradizione. Così come abbiamo fatto per il dibattito generale, sia per la finanziaria che per il bilancio. Adesso devo mettere in votazione il passaggio all'esame degli articoli, poi vedremo articoli e tabelle ed emendamenti con un metodo che abbiamo in qualche modo ereditato dal passato ma che metteremo a punto anche nel corso di questa tornata.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Allora, adesso procediamo in questo modo: prendiamo gli articoli del bilancio, li vediamo, questa è la parte più semplice, uno per uno, con gli emendamenti, così come abbiamo fatto, poi quando arriveremo alle tabelle metteremo a punto il metodo tradizionale che è questo: noi diamo per acquisito il bilancio nella sua struttura non emendata, cioè andiamo a lavorare sugli emendamenti che al bilancio sono stati posti dalla Commissione o, quando ci sono emendamenti al bilancio, riprendiamo il capitolo di bilancio su cui vengono proposti emendamenti e leggiamo capitolo richiamato ed emendamento. In pratica non discutiamo solo le parti che nel bilancio sono date per acquisite. Nel senso che né la Commissione né i colleghi né i Gruppi hanno presentato emendamenti, e lavoriamo quindi sulle parti che sono ancora aperte: capitoli del bilancio con emendamenti o parti di proposte della Commissione. Comunque poi, quando arriveremo alla parte delle tabelle, che è la parte più complicata, ripeterò il sistema e sentirò anche le vostre considerazioni, la prassi consiliare.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per comunicare che le economie derivanti dalla soppressione degli articoli 23 bis e 29 bis vengono riversate sulla tabella A, voce 7.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA
Art. 1
1. Sono autorizzati l'accertamento, la riscossione e il versamento, secondo le leggi in vigore, delle entrate dovute alla Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998 giusta lo stato di previsione dell'entrata annesso alla presente legge (tabella A).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CONCAS, Segretaria:
Art. 2
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo, è autorizzato, ove occorra, a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, l'istituzione di nuovi capitoli nello stato di previsione dell'entrata.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
CONCAS, Segretaria:
TOTALE GENERALE DELLA SPESA
Art. 3
1. E' approvato in lire 9.384.801.000.000 il totale della spesa della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Mi sembra che il Segretario abbia letto il testo del disegno di legge non modificato dalla Commissione, per cui l'importo della spesa complessiva non è di 8 miliardi e 983, ma quello indicato nell'articolo approvato dalla Commissione, quindi sarebbe opportuno la rettifica.
PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Balletto. Il testo è: 9 mila 384 miliardi 801 milioni.
Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
CONCAS, Segretaria:
Art. 4
1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 16, comma 6, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, i capitoli degli stati di previsione della spesa del bilancio regionale per l'anno 1998 appartenenti ai Titoli I, II, III, IV e V, sono classificati secondo le seguenti sezioni:
01 - Amministrazione generale
04 - Sicurezza pubblica
06 - Istruzione e cultura
07 - Azioni ed interventi nel campo delle abitazioni
08 - Azioni ed interventi nel campo sociale
09 - Trasporti e comunicazioni
10 - Azioni ed interventi nel campo economico
11 - Interventi a favore della finanza regionale e locale
12 - Oneri non ripartibili
13 - Copertura disavanzi.
2. Gli stessi capitoli sono, altresì, classificati secondo le seguenti categorie:
TITOLO I - SPESE CORRENTI
1) Servizi degli organi costituzionali della Regione;
2) Personale in attività di servizio;
3) Personale in quiescenza;
4) Acquisto di beni e servizi;
5) Trasferimenti correnti allo Stato e ad altri enti pubblici;
6) Trasferimenti correnti ad altri settori;
7) Interessi;
8) Partite che si compensano nell'entrata;
9) Somme non attribuibili.
TITOLO II - SPESE D'INVESTIMENTO
1) Beni ed opere immobiliari a carico diretto della Regione;
2) Beni mobili, macchine ed attrezzature tecnico-scientifiche a carico diretto della Regione;
3) Trasferimenti in conto capitale allo Stato e ad altri enti pubblici;
4) Trasferimenti in conto capitale ad altri settori;
5) Partecipazioni azionarie e conferimenti;
6) Concessione di crediti ed anticipazioni per finalità produttive;
7) Concessione di crediti ed anticipazioni per finalità non produttive;
8) Somme non attribuibili.
TITOLO III - SPESE PER RIMBORSO DI MUTUI E PRESTITI
1) Mutui;
2) Obbligazioni;
3) Anticipazioni ed altre operazioni di credito a breve termine.
TITOLO IV - SPESE PER PARTITE DI GIRO
1) Partite di giro.
TITOLO V - COPERTURA DISAVANZI
1) Copertura disavanzi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELLA PRESIDENZA DELLA GIUNTA
Art. 5
1. E' autorizzato il pagamento delle spese della Presidenza della Giunta per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella B).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELL'ASSESSORATO DEGLI AFFARI GENERALI,
PERSONALE E RIFORMA DELLA REGIONE
Art. 6
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella C).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELL'ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE,
BILANCIO, CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO E DISPOSIZIONI
RELATIVE
Art. 7
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella D).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 7, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
CONCAS, Segretaria:
Art. 8
1. Per gli effetti di cui all'articolo 23 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese obbligatorie e d'ordine quelle iscritte nell'elenco n. 1 annesso alla presente legge.
2. Per i prelevamenti dal fondo di riserva per spese obbligatorie e d'ordine (cap. 03009) di cui al precitato articolo 23, si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per prelevamenti sino a lire 500.000.000.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Io ho dei dubbi sulla legittimità del secondo comma dell'articolo 8, perché si modificano le competenze tra gli organi regionali stabilite dalla legge 11 in materia di gestione del bilancio, perché l'articolo 23 della legge sulla contabilità prevede sempre la delibera della Giunta. Ora non mi sembra che con una legge formale come quella di bilancio possa cambiarsi la sostanza, cioè le attribuzioni degli organi. Per cui mi dichiaro contrario ma ritengo anche che sia assolutamente illegittima in conformità ai principi, perché al limite un mutamento del genere potevamo farlo con legge finanziaria, sulla base del principio che la legge successiva modifica quella precedente, non con la legge di bilancio che deve essere la fotografia della legislazione esistente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Due osservazioni, non è la prima volta, non è un inedito, lo si fa credo da una decina d'anni, per cui se ci fossero stati problemi di legittimità sarebbero già emersi, comunque la legge di bilancio è una legge con la quale possono essere modificate anche leggi ordinarie della Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'articolo 8.
PRESIDENTE. Su tutto l'articolo o solo sul secondo comma?
BONESU (P.S.d'Az.). Considerato che la prima parte dell'articolo è obbligata, si potrebbe votare separatamente. Chiedo il voto segreto sul secondo comma.
PRESIDENTE. Siccome il problema contestato riguarda il secondo comma, metto in votazione a scrutinio palese il primo comma dell'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del secondo comma dell'articolo 8.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 54
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 35
Contrari 19
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Aresu - Balia - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Casu - Cherchi - Concas - Cugini - Degortes - Deiana - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Frau - Ghirra - Giordo - La Rosa - Liori - Locci - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Marracini - Marrocu - Marteddu - Masala - Montis - Murgia - Obino - Onida - Palomba - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Scano - Secci - Tunis Gianfranco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Si dia lettura dell'articolo 9.
CONCAS, Segretaria:
Art. 9
1. I trasferimenti dai fondi di cui all'articolo 29 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, relativi alla revisione dei prezzi contrattuali, possono essere disposti a favore dei vari capitoli compresi nel titolo II categoria 1 degli stati di previsione della spesa, nonché del capitolo 08070/01 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici.
2. Nel caso in cui i capitoli di provenienza fossero stati nel frattempo soppressi, i loro corrispondenti possono essere reistituiti, ai fini di cui al comma 1, con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, da registrarsi alla Corte dei Conti.
3. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per i trasferimenti sino a lire 500.000.000.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
CONCAS, Segretaria:
Art. 10
1. Al trasferimento dal fondo di cui al capitolo 03014, relativo agli oneri derivanti dall'applicazione delle norme contenute negli accordi sindacali a favore dei capitoli concernenti le spese per il personale dell'Amministrazione regionale e di quelli relativi ai contributi di funzionamento degli enti strumentali indicati nell'articolo 1 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 33, si provvede con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, da registrarsi alla Corte dei Conti, emesso su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 11.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELL'ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE
ED URBANISTICA
Art. 11
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica, per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella E).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA
DIFESA DELL'AMBIENTE
E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 12
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato della difesa dell'ambiente per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella F).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
CONCAS, Segretaria:
Art. 13
1. E' autorizzato sul capitolo 05100, in applicazione dell'articolo 75 della legge regionale 28 aprile 1978, n. 32, l'impegno delle somme necessarie al funzionamento dei Comitati provinciali della caccia, con esclusione di qualsiasi emolumento spettante al personale dell'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 14.
CONCAS, Segretaria:
Art. 14
1. Nell'anno 1998 le spese per il funzionamento e per l'assolvimento dei compiti del Comitato regionale faunistico sono autorizzate, su conforme deliberazione del Comitato stesso, a valere sul capitolo 05104.
2. Nello stesso anno è autorizzato il finanziamento delle spese di competenza dei Comitati comunali faunistici e dei Comitati comprensoriali faunistici mediante aperture di credito disposte a favore dei presidenti degli stessi organi. Tali spese gravano sullo stanziamento disposto a favore del Comitato regionale faunistico.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 15.
CONCAS, Segretaria:
Art. 15
1. E' approvato il bilancio di previsione dell'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sarda per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998 annesso alla presente legge (allegato n. 1), a' termini dell'articolo 8 dello Statuto dell'Azienda stessa, facente parte integrante della legge regionale 29 febbraio 1956, n. 6, ed è stabilito nella somma di lire 11.500.000.000 il contributo da corrispondere all'Azienda medesima ai sensi dell'articolo 9, lett. f) del suo Statuto (cap. 05036/01).
. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). …(?) dalla Giunta che mi ricordasse perché nel disegno di legge originario la somma era 9 miliardi e 500 milioni, adesso è passata a 11 miliardi e 500 milioni. Se non ricordo male c'erano in più tre miliardi o 3 miliardi e 500 milioni, vorrei se è possibile un chiarimento da parte dell'Assessore del bilancio e della programmazione economica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Volevo soggiungere anche che nel 1997 il contributo da versarsi all'Azienda Foreste Demaniali era di 5 miliardi e 700 milioni, quindi alla previsione iniziale di 9 miliardi e 500 milioni, corretta in sede di Commissione a 11 miliardi e 500 milioni, quindi con ulteriori 2 miliardi, rispetto al 1996 si aggiungono circa 5 miliardi. Quindi sapere e capire se questo incremento così ingente di somme a quale tipo di iniziativa o di programma può corrispondere, anche per sommi capi, ovviamente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere a questi chiarimenti l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non so se ho capito bene le richieste di precisazione, ciò che intendo sottolineare è che naturalmente lo stanziamento, mi sembra la questione più delicata, si intende modificato con gli emendamenti già approvati alla finanziaria. Questo per quanto riguarda la prima richiesta. Per quanto riguarda la seconda, abbiamo già visto in finanziaria e motivato le finalità degli emendamenti medesimi. Non so se è questa la domanda che mi è stata fatta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). La domanda, onorevole Assessore, è questa: nel disegno di legge originario c'erano 9 miliardi e 500 milioni, adesso è passato a 11 miliardi e 500 milioni. Non mi pare che l'incremento fosse di 2 miliardi. Io ricordo che ci fu un incremento, mi pare, di 3 miliardi e 500 milioni, era un chiarimento relativamente al passaggio da 9 e 5, che risulta dal disegno di legge originario, al dato aggiornato di 11 miliardi e 500 milioni.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Possiamo sospendere un attimo?
PRESIDENTE. Allora, per un fatto di ulteriori chiarimenti, sospendiamo l'articolo 15. Passiamo all'articolo 16. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELL'ASSESSORATO DELL'AGRICOLTURA
E RIFORMA AGRO-PASTORALE
E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 16
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella G).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17.
CONCAS, Segretaria:
Art. 17
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, è autorizzato a trasferire, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, emessi su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo, di concerto con l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, dai capitoli 06061/01, 06065/01, 06067/01, 06068/01 e 06210/01 ai rispettivi capitoli 06061, 06065, 06067, 06068, 06210, le occorrenze finanziarie destinate all'erogazione di concorsi negli interessi sui mutui di miglioramento fondiario (art. 9, Legge 2 giugno 1961, n. 454; Legge 23 maggio 1964, n. 404; Legge 23 aprile 1975, n. 125¸art. 18, Legge 27 dicembre 1977, n. 984 e art. 3, comma 2, Legge 8 novembre 1986, n. 752) e per la formazione e l'arrotondamento della piccola proprietà contadina (art. 27, comma 2, Legge 2 giugno 1961, n. 454).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 18.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELL'ASSESSORATO DEL TURISMO,
ARTIGIANATO E COMMERCIO
Art. 18
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella H).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 19.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELL'ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI E
DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 19
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dei lavori pubblici per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella I).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20.
CONCAS, Segretaria:
Art. 20
1. Ai termini dell'articolo 18, comma 7, della legge regionale 21 luglio 1976, n. 39, gli interessi attivi maturati e le economie realizzate al 31 dicembre 1996 sono portati in aumento del capitolo 08117 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici e rispettivamente dei capitoli 32407 e 36204 dello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per l'anno 1998.
2. A tal fine l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore dei lavori pubblici, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, le conseguenti variazioni di bilancio.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21.
CONCAS, Segretaria:
Art. 21
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, lettera f), della Legge 5 agosto 1978, n. 457, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto del capitolo d'entrata 36126, l'iscrizione al capitolo di spesa 08096 delle somme da versare alla Cassa depositi e prestiti, a seguito dei rimborsi dei contributi erogati per interventi di edilizia agevolata.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 22.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELL'ASSESSORATO DELL'INDUSTRIA
Art. 22
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'industria per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella L).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELL'ASSESSORATO DEL LAVORO, FORMAZIONE
PROFESSIONALE, COOPERAZIONE E SICUREZZA SOCIALE
Art. 23
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella M).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELL'ASSESSORATO DELLA PUBBLICA
ISTRUZIONE, BENI CULTURALI,
INFORMAZIONE, SPETTACOLO
E SPORT
E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 24
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella N).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 25.
CONCAS, Segretaria:
Art. 25
1. Le spese di cui ai capitoli 11108 e 11131/01 possono essere ordinate mediante ordini di accreditamento a favore di funzionari delegati ai sensi dell'articolo 43 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 26.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELL'ASSESSORATO DELL'IGIENE,
SANITA' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE
E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 26
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella O).
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu, sull'ordine dei lavori.
CASU (F.I.). Mi pare che qui ci riduciamo a leggere solo il titolo dell'articolo, leggiamo interamente l'articolo, si tratta di una tabella che si racchiude in cinque righe. Leggiamole.
PRESIDENTE. Stiamo leggendo in realtà tutto l'articolo, evitiamo di dire per l'anno 1998, per l'anno 1998. Sappiamo che l'anno è sempre quello, siccome queste sono tutte le tabelle, poi lo leggiamo completamente, ma era per un chiarimento, siccome sono le tabelle autorizzative delle spese dei singoli assessorati, quindi l'anno di riferimento è sempre quello. Comunque, chiedo alla collega Concas di dare lettura completa anche dell'anno.
Si ridia lettura dell'articolo 26.
CONCAS, Segretaria:
Art. 26
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella O).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 27.
CONCAS, Segretaria:
Art. 27
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, il trasferimento delle somme iscritte ai fondi da ripartire di cui ai capitoli 12113 e 12115, ai vari capitoli esistenti ed a quelli da istituire per l'applicazione della Legge 23 dicembre 1978, n. 833.
2. Con le stesse modalità indicate al precedente comma ed in relazione alle quantificazioni definitive che verranno accertate nel corso dell'applicazione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale previsti dall'articolo 17 della Legge 22 dicembre 1984, n. 887, è autorizzato il ripristino - mediante opportuna riduzione agli stanziamenti portati dai vari capitoli di spesa alimentati dalla quota regionale del Fondo sanitario nazionale - delle disponibilità occorrenti nei fondi da ripartire di cui ai precitati capitoli 12113 e 12115.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 28.
CONCAS, Segretaria:
STATO DI PREVISIONE
DELL'ASSESSORATO DEI TRASPORTI
Art. 28
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dei trasporti per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella P).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 29.
CONCAS, Segretaria:
QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO
Art. 29
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1998.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 30.
CONCAS, Segretaria:
DISPOSIZIONI DIVERSE
Art. 30
1. Le articolazioni dei capitoli di spesa effettuate, ai sensi del comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, nell'anno finanziario 1997, per l'utilizzazione degli stanziamenti, in conto competenza e in conto residui, relativi agli interventi straordinari affidati alla realizzazione della Regione, ai sensi dei piani annuali di attuazione di cui alla Legge 1° marzo 1986, n. 64, sulla base delle singole iniziative finanziate restano valide anche nell'anno finanziario 1998.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 31.
CONCAS, Segretaria:
Art. 31
1. Per gli effetti di cui all'articolo 24 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese occorrenti per restituire tributi indebitamente riscossi, o tasse ed imposte su prodotti che si esportano, per integrare le assegnazioni relative a stipendi, pensioni ed altri assegni fissi, tassativamente autorizzati e regolati per legge e per integrare le dotazioni dei fondi speciali per la riassegnazione delle somme perente agli effetti amministrativi, quelle iscritte nell'elenco n. 2 annesso alla presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 32.
CONCAS, Segretaria:
Art. 32
1. Per gli effetti di cui all'articolo 25 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese occorrenti per la restituzione di somme avute in deposito o per il pagamento di quote di entrata devolute ad enti ed istituti, o di somme comunque riscosse per conto di terzi, quelle iscritte nell'elenco n. 3 annesso alla presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 33.
CONCAS, Segretaria:
Art. 33
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo, di concerto con gli Assessori rispettivamente interessati è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, l'iscrizione ai competenti capitoli di spesa, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli 32404, 32405 e 36203 dello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per l'anno 1998, degli importi corrispondenti o delle minori somme effettivamente occorrenti, agli interessi attivi maturati sui conti correnti di cui all'articolo 4, comma 5, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, ed agli interessi attivi maturati sulle somme erogate agli enti locali con vincolo di destinazione specifica ed alle economie realizzate rispetto ai fondi messi a disposizione degli enti stessi, di cui all'articolo 9, comma 3, della legge medesima, al 31 dicembre 1997.
2. Per capitoli competenti, ai sensi del comma precedente, si intendono quelli corrispondenti, negli stati di previsione della spesa annessi alla presente legge, ai capitoli degli esercizi anteriori ai quali sono stati imputati i versamenti e le erogazioni di cui, rispettivamente, all'articolo 4, comma 1, e all'articolo 9, comma 1, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1.
3. Nel caso in cui gli enti gestori e gli enti locali interessati, abbiano chiesto - a' termini rispettivamente dell'articolo 4, comma 6, e dell'articolo 9, comma 3, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1 - la riassegnazione degli importi, degli interessi e delle economie occorrenti per il pagamento della revisione dei prezzi contrattuali, e l'Amministrazione regionale disponga l'accoglimento di tali richieste prima che siano avvenuti i rispettivi versamenti, alle riassegnazioni stesse può farsi luogo - previa l'adozione di provvedimenti di variazione di bilancio di cui al comma 1 e sulla base della dimostrazione dei correlativi accertamenti d'entrata - mediante l'emissione di ordinativi diretti da commutarsi in quietanze di entrata.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 34.
CONCAS, Segretaria:
Art. 34
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con gli Assessori competenti, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, l'istituzione di appositi capitoli negli stati di previsione della spesa e l'iscrizione ad essi, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei correlativi capitoli dello stato di previsione dell'entrata, istituiti a' termini dell'articolo 2, in conformità alla specifica destinazione data ai fondi assegnati alla Regione dallo Stato, dall'Unione europea o da altri enti, in applicazione di apposite norme; si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per le reiscrizioni di assegnazioni statali con vincolo di specifica destinazione di cui sia stata accertata l'economia di stanziamento nell'anno finanziario 1997 con contestuale minore accertamento della relativa entrata; con lo stesso procedimento è autorizzata l'iscrizione dei fondi medesimi a capitoli già esistenti.
2. Con la procedura di cui al comma 1 sono autorizzate:
a) l'iscrizione delle quote dei mutui contratti dalla Regione ed i cui oneri di ammortamento siano assunti a carico del bilancio dello Stato;
b) le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione ai programmi operativi riguardanti la Regione Sardegna, in base al quadro comunitario di sostegno, per gli interventi strutturali comunitari, subordinatamente all'approvazione degli stessi con decisione della Commissione delle Comunità europee, attingendo, per quanto concerne le quote di concorso della Regione, agli appositi accantonamenti sussistenti nei fondi di cui ai capitoli 03016 e 03017;
c) le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione ai programmi integrati d'area approvati a' termini della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, attingendo alle disponibilità del capitolo 03056.
PRESIDENTE. Debbo informare che a questo articolo erano stati presentati due emendamenti poi ritirati.
CASU (F.I.). Siccome ci sono articoli che contengono anche delle norme pregherei di dare lettura completa di questi articoli.
PRESIDENTE. Prego l'onorevole Concas di dare lettura completa dell'articolo 34.
CONCAS, Segretaria:
Art. 34
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con gli Assessori competenti, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, l'istituzione di appositi capitoli negli stati di previsione della spesa e l'iscrizione ad essi, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei correlativi capitoli dello stato di previsione dell'entrata, istituiti a' termini dell'articolo 2, in conformità alla specifica destinazione data ai fondi assegnati alla Regione dallo Stato, dall'Unione europea o da altri enti, in applicazione di apposite norme; si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per le reiscrizioni di assegnazioni statali con vincolo di specifica destinazione di cui sia stata accertata l'economia di stanziamento nell'anno finanziario 1997 con contestuale minore accertamento della relativa entrata; con lo stesso procedimento è autorizzata l'iscrizione dei fondi medesimi a capitoli già esistenti.
2. Con la procedura di cui al comma 1 sono autorizzate:
a) l'iscrizione delle quote dei mutui contratti dalla Regione ed i cui oneri di ammortamento siano assunti a carico del bilancio dello Stato;
b) le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione ai programmi operativi riguardanti la Regione Sardegna, in base al quadro comunitario di sostegno, per gli interventi strutturali comunitari, subordinatamente all'approvazione degli stessi con decisione della Commissione delle Comunità europee, attingendo, per quanto concerne le quote di concorso della Regione, agli appositi accantonamenti sussistenti nei fondi di cui ai capitoli 03016 e 03017;
c) le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione ai programmi integrati d'area approvati a' termini della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, attingendo alle disponibilità del capitolo 03056.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 35.
CONCAS, Segretaria:
Art. 35
1. Al fine del recepimento delle modifiche dei programmi finanziati con il concorso della Unione europea e sulla base delle autorizzazioni emesse dalla stessa, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta del medesimo, è autorizzato a disporre con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti le necessarie variazioni di bilancio, anche con l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 36 è stato soppresso. Si dia lettura dell'articolo 37.
CONCAS, Segretaria:
Art. 37
1. A seguito del mancato impegno nell'anno 1997, è reiscritto, nel bilancio per l'anno 1998, lo stanziamento di lire 2.200.000.000 sul capitolo 05129 - art. 7 - relativo ad assegnazioni statali.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 2.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 2 è sostitutivo interamente dell'articolo 37 per consentire l'iscrizione a bilancio dei capitoli indicati nell'emendamento medesimo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Il relatore lo accoglie.
PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'emendamento. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Vorrei un chiarimento dall'Assessore visto che non ha illustrato l'emendamento. L'accertamento delle corrispondenti entrate è avvenuto nell'anno 1997?
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta di reiscrizioni di assegnazioni statali già avvenute.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Però si tratta di stanziamenti su capitoli diversi, almeno in parte perché nella originaria stesura del disegno di legge, la reiscrizione era tutta per il capitolo 05129, mentre qui ci sono anche altri capitoli diversi: lo 05015/15 e lo 08069/03, e gli importi sono fra l'altro anche diversi, perché prima nell'originario disegno erano solamente due miliardi e duecento milioni mentre adesso ci sono invece un miliardo e trecentodue milioni in più; quindi c'è anche una modifica dello stato della spesa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ripeto che si tratta di somme già incassate, e dunque abbiamo l'obbligo di riscrivere, negli appositi capitoli, le quote di assegnazione statale da introitare.
PRESIDENTE. La somma 2 miliardi 200 milioni, del capitolo 05129 era già nel testo originale, probabilmente c'è una rilevazione di ulteriori somme, 1 miliardo e 300 milioni e 2 miliardi, da riscrivere in capitoli diversi.
Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 38.
CONCAS, Segretaria:
Art. 38
1. A' termini dell'articolo 5, comma 3, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, è approvato il bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1998-99-2000 nel testo allegato alla presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 39.
CONCAS, Segretaria:
Art. 39
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1998-99-2000.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 40.
CONCAS, Segretaria:
Art. 40
1. E' approvato il bilancio pluriennale dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione Sarda per il triennio 1998-99-2000 nel testo allegato alla presente legge (allegato n. 1).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 41.
CONCAS, Segretaria:
Art. 41
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Abbiamo sospeso l'articolo 15. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per dire che il dato, 11 miliardi e 500, che troviamo nell'articolo, così come esitato dalla Commissione, che trovate sulla destra, è il dato definitivo. Nel senso che 3 miliardi 500 milioni di recupero dall'avanzo di amministrazione, sono già compresi nei 9 miliardi 500 milioni, e quindi la differenza tra 9 e 5 e 11 e 5, è relativo all'emendamento della finanziaria approvata.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 15, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo ora alle tabelle. Lo dicevo prima, all'inizio della seduta, che il metodo col quale lavoriamo è questo: lavoriamo, in pratica, sul testo della Commissione, che è emendativo del testo proponente della Giunta, e andiamo al testo originale ogni qualvolta ci siano emendamenti di chiunque che richiamino il testo originale. In pratica non vengono discussi i testi e i capitoli che siano pacifici, sui quali non ci sono né emendamenti della Commissione né emendamenti dell'aula, invece si discutono i testi su cui ci sono o emendamenti delle commissioni, che trovate qua nel documento e nelle tabelle, o eventualmente si rivà al testo della Giunta quando ci fossero emendamenti dell'aula che richiamano capitoli della Giunta stessa. Allora, per quanto riguarda la lettura, credo che possiamo fare così: diamo lettura della tabella, stato di previsione dell'entrata eccetera, e poi diamo lettura degli emendamenti e dei capitoli ai quali gli emendamenti si riferiscono. E' più semplice a farlo che a dirlo. Comunque proviamo. Adesso faccio un esempio: noi vedremo prima di tutto la tabella A e ne diamo lettura, il titolo della tabella A è questo: stato di previsione dell'entrata. Se voi prendete il documento vedete che, a pagina 79, ci sono una quantità di numeri e numeretti, che non credo che si possano leggere, e invece leggiamo subito l'emendamento modificativo numero 4. Anche l'emendamento modificativo numero 4 è una serie di numeri ma cerchiamo di leggere perlomeno le cose fondamentali. Poi vedremo come discutere. Leggiamo tutti gli emendamenti, quindi il 4, il 6, il 7. Ecco, per esempio, vi comunico che alla tabella A sono stati presentati questi emendamenti: 4, 6, 7, 11, 56, 5 e 63. I primi cinque, 4, 6, 7, 11 e 56 sono modificativi, gli ultimi due sono aggiuntivi. Quindi la tabella A, la leggo io, è: "stato di previsione dell'entrata".
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Chiedo alla collega Concas, invece, di leggere gli emendamenti 4, 6, 7, 11, 56, 5, 63.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. L'emendamento numero 63 della Giunta è piuttosto lungo, se ci sono richieste lo farei leggere, però, mentre possiamo consentire alla Giunta e ai colleghi che hanno presentato gli altri emendamenti di illustrarli, e di fare tutta la procedura, illustrazione e parere, chiedo all'Aula che ognuno dia uno sguardo all'emendamento numero 63. Se alla fine dell'esame degli altri emendamenti ci fosse ancora l'esigenza di leggerlo, io lo faccio leggere, se non c'è, siccome sono cinque cartelle, lo illustriamo e lo discutiamo, però non voglio condizionare nessuno, lo faccio per una questione di tempo. Allora io direi: chiediamo ai presentatori di illustrare gli emendamenti numero 4, 6, 7, 11, 56, 5, e anche 63, anche se non è stato letto, poi chiediamo i pareri dopodiché chiederò se c'è qualcuno che ritiene che il 63 debba essere letto integralmente.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, mi consenta di esprimere il mio disaccordo sulla modalità che ella intende seguire per ciò che riguarda gli emendamenti in discussione. Non è pensabile, non è possibile che mentre un consigliere segue i lavori nell'ascoltare la relazione relativa all'illustrazione degli emendamenti contemporaneamente possa dare una lettura all'emendamento numero 63 ed essere quindi sufficientemente informato nel momento in cui si deve passare all'illustrazione di quell'emendamento. Quindi, o lei informalmente, a mio modo di vedere, se lo consente, sospende per tre minuti in aula i lavori e ognuno di noi si guarda l'emendamento numero 63, dopodiché si può procedere come lei ha indicato. Tre minuti di sospensione in aula, in modo tale che ognuno si legga l'emendamento, tenendo presente che è stato presentato il giorno 13, quando avevamo ancora lavori sulla finanziaria, ieri era domenica e oggi nessuno se l'è visto.
PRESIDENTE. Se voi ritenete io lo faccio anche leggere l'emendamento. Leggiamolo.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati,
poi accogliendo la proposta del collega Balletto, alla fine
dell'illustrazione del quinto, se c'è l'esigenza di un ulteriore
completamento e di un momento di pausa in aula possiamo fare una
pausa e leggerlo ognuno per conto proprio perché è una sfilza di
citazioni di leggi. Chiedo alla Giunta di illustrare gli
emendamenti di sua competenza, che sono il 4, il 6, il 7, l'11, e
il 5. Il 56 è dei colleghi Bonesu e più.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Poche parole su ciascun emendamento, perché si tratta in realtà di emendamenti molto chiari che si illustrano da sé.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 si tratta delle assegnazioni statali per l'attuazione degli schemi previsionali e programmatici per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo. Ci sono i decreti ministeriali, quindi stiamo semplicemente provvedendo alla iscrizione in bilancio. Per quanto riguarda l'emendamento numero 5 si tratta di una esigenza segnalata dall'agricoltura, nel senso che serve, è stato richiesto uno specifico capitolo di entrata per quelle somme riscosse per sanzioni amministrative per la materia indicata nella descrizione del capitolo. L'emendamento numero 6 riguarda sempre assegnazioni statali, è un contributo CE per la finalità indicata nell'emendamento, cioè miglioramento della produzione dell'olio d'oliva secondo il regolamento citato. L'emendamento numero 7 riguarda sempre assegnazioni statali per i comuni che hanno assorbito le IPAB. L'emendamento numero 11 è analogo, riguarda le funzioni trasferite ai comuni secondo il DPR 348 del 79.
PRESIDENTE. Per correttezza segnalo che sull'11 c'è un errore di stampa. E' scritto 1988 deve essere scritto ovviamente 1998.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 63 è più complesso, ma la finalità è molto semplice e chiara, cioè è l'operazione nel bilancio che consente l'attuazione della legge 8 recentemente approvata e promulgata, è la legge in materia di interventi agricoli. Noi avevamo preannunciato, nell'ipotesi di procedere con decreto dell'Assessore, invece siamo già in grado di procedere alle necessarie modifiche nel bilancio. E mi pare di avere concluso per quanto riguarda l'illustrazione degli emendamenti della Giunta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 56.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo il sospetto che molte poste di entrate del bilancio non siano reali. L'emendamento numero 56 puntualizza su una posta del bilancio che è di pura fantasia e cioè si compuntano in entrata due miliardi di utili come quota della Regione sugli utili del Credito Industriale Sardo. E' notorio a tutti i consiglieri che nel 1997 la situazione, e anche negli anni immediatamente precedenti, la situazione di gestione del Credito Industriale Sardo non consente alcun utile per cui di iscrivere in bilancio questi utili è chiaramente scrivere una posta di bilancio che non sarà assolutamente realizzata, e credo che sia una forzatura per far quadrare il bilancio, forzatura che non credo sia ammissibile se fosse avvenuta in una società privata gli amministratori sarebbero stati portati in tribunale per una questione del genere. Io credo che occorra porre un limite all'iscrizione in bilancio di poste di entrate fasulle, se no l'anno prossimo ci troveremo anche gli utili della SIPAS iscritti in bilancio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Sull'emendamento numero 4 la Commissione accoglie, così pure l'emendamento numero 6, 7 e 11, così pure per il 56, così pure per il 5 e il 63.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul "56" l'osservazione del consigliere Bonesu è corretta, quindi la Giunta lo accoglie con una modifica. L'accoglie per quanto riguarda la tabella a) della entrata, quindi una variazione in meno, per quanto riguarda invece la tabella l) della spesa, potremmo proporre, non la accogliamo in questo modo perché può creare problemi, per quanto riguarda l'attuazione della legge numero 22, e allora la mancata entrata può, diciamo, andare a determinare una riduzione nel capitolo 03011 che riguarda le perenzioni dove c'è una capienza che può probabilmente consentirci una operazione del genere.
PRESIDENTE. Credo che alcuni colleghi abbiano necessità di completare l'esame dell'emendamento numero 63, evitiamo alla collega Concas, se no poi dobbiamo farle avere l'indennità, io sospendo non la seduta, stiamo un attimo in Aula sin quando mi dite che la tabella numero 63 è stata esaminata. Quando voi siete pronti, apriamo la discussione sulla tabella e sugli emendamenti. Nel frattempo, ne approfitto per chiedere all'onorevole Bonesu, se la proposta di emendamento orale fatta dall'Assessore sull'emendamento numero 56 di portare in diminuzione lo 03011 è accolta.
BONESU (P.S.d'Az.). In effetti non cambia la sostanza dell'emendamento, chiaramente assicura comunque la copertura della variazione.
PRESIDENTE. Grazie. Se siamo d'accordo io aprirei la discussione sulla tabella e sugli emendamenti. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 4 lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Per quanto riguarda l'emendamento numero 56, lo metto in discussione con l'emendamento orale proposto dalla Giunta e accolto dal relatore, il cambio del capitolo come abbiamo precisato prima 03011.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Sull'emendamento numero 56, mi fa piacere, e quindi colgo le aperture della Giunta, perché, caro collega Bonesu, questo problema degli utili delle società partecipate si era posto anche lo scorso anno in termini esattamente identici a quelli da lei proposti. Però in quella sede, allora c'era il muro contro muro, non c'era stato l'accoglimento. Oggi invece prendo atto che, di fronte all'evidenza, una Giunta più responsabile non può evidentemente mantenere in bilancio situazioni e fatti che sono l'esatto contrario di quella che è la realtà e la verità. Direi che questo tipo di atteggiamento e di comportamento dovrebbe essere più diffuso e sicuramente ne guadagnerebbe la trasparenza e la chiarezza dei conti. Auguriamoci che sia di buon auspicio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Per quanto riguarda l'emendamento numero 56 la mia meraviglia è dovuta non tanto all'accoglimento che fa dell'emendamento, ma è dovuta al fatto che abbiano potuto includere tra le entrate 2 miliardi per utili del Credito Industriale Sardo. Si è proceduto durante il 1997 alla copertura delle spese in effetti, seppure in modo indiretto, sottoscrizione del capitale, e quindi si sapeva mi pare che utili nell'anno 1997 non ce ne sarebbero stati. Ecco, come hanno fatto a includere fra le entrate 2 miliardi a questo titolo, veramente io non riesco a capirlo. Mi dà anche un po' di pensiero l'uscita 09037, continuiamo con l'incremento dei fondi a favore delle aziende a partecipazione statale. Questo lo dico a coloro che hanno formulato…
PRESIDENTE. No, scusi, onorevole Casu, per correttezza però e per completezza, devo dirle che forse è sfuggito poco fa che l'Assessore proponeva che quei fondi venissero riversati non sullo 09037 ma sullo 03011, quindi non destinati a partecipazione di capitale ma al capitolo che mi pare si chiami Fondi…
CASU (F.I.). Va bene, prendo atto di questa rettifica, comunque rimane la mia critica per la formulazione del bilancio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per perfezionare la nuova formulazione dopo l'accoglimento dell'emendamento Bonesu. La copertura è per il 1998 il capitolo già indicato, 03011, le perenzioni, e per l'anno 1999 e il 2000 invece lo 03016 voce 7.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la tabella a). Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
Sull'ordine deilavori (vpv)
BALLETTO (F.I.). Scusi Presidente, come fa a mettere in votazione la tabella se c'è l'emendamento numero 63 ancora da discutere?
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 5 e 63 sono aggiuntivi, quindi si mette prima in votazione la tabella poi gli emendamenti numero 5 e 63.
BALLETTO (F.I.). E' modificativo della tabella.
PRESIDENTE. No, scusate, la procedura è questa, può darsi che io sbagli ma ci aiutiamo. Si mettono prima in votazione gli emendamenti sostitutivi totali, parziali e modificativi, poi l'articolo, e in questo caso la tabella, poi gli aggiuntivi. Quindi noi abbiamo discusso e messo in votazione gli emendamenti 4, 6, 7, 11 e 56 perché sono modificativi, poi bisogna fare la tabella e quindi gli emendamenti aggiuntivi. Se ci sono problemi fatemelo sapere.
BALLETTO (F.I.). Il problema è di procedura, perché se si approva una tabella anche se poi c'è un emendamento aggiuntivo alla tabella si modifica una tabella che è già stata approvata. Quindi non è possibile. Stiamo parlando di cifre, quindi di tabelle e cifre. Se si approva la tabella con quelle cifre che sono indicate, come si fa poi ad approvare un altro emendamento aggiuntivo che modifica la tabella in precedenza approvata.
PRESIDENTE. In sede di coordinamento questo si può fare però il problema è questo, la procedura è sempre quella di approvare gli emendamenti soppressivi totali, soppressivi parziali, modificativi, poi articolo o tabella e poi gli aggiuntivi. Gli aggiuntivi vengono sempre dopo perché sono una integrazione dell'articolo, io mi sto fidando, se sono effettivamente aggiuntivi. Se sono aggiuntivi vuol dire che non hanno più un impatto sull'articolo o sulla tabella nella fattispecie. Io prendo per buona la dizione presentata. Per esempio l'emendamento numero 5 aggiunge alla tabella A un capitolo di nuova istituzione per consentire nuove entrate. L'emendamento 63 dovrebbe essere della stessa natura, perché ci viene proposto come emendamento aggiuntivo, quindi non dovrebbe più impattare sulla tabella. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). La procedura forse giuridicamente è corretta, però l'emendamento 63 modifica la tabella. Allora modificando la tabella mi pare, come suggeriva il collega Balletto, che sia opportuno votare prima l'emendamento 63 e poi la tabella. Praticamente quando noi votiamo la tabella votiamo la tabella con tutto il suo contenuto, nulla escluso. Non possiamo dire che approviamo la tabella e poi c'è un qualcosa in più; questo discorso mi pare valido quando è l'articolo 14, un qualcosa aggiuntivo 14 bis, ma qui no, qui tutto deve entrare nella tabella. Quindi mi pare più corretto che l'emendamento vada votato prima perché verrà coinvolto nella tabella.
PRESIDENTE. Praticamente l'onorevole Casu sta dicendo che non si tratta di un emendamento effettivamente aggiuntivo ma avendo delle interazioni con la tabella è un emendamento modificativo. Ci dia la Giunta un chiarimento.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mi sembra che si tratti di questioni assolutamente risolvibili, perché in linea teorica si può adottare sia l'una che l'altra procedura, è del tutto evidente che seguendo la procedura che abbiamo scelto dall'inizio e si può mantenere questa se non ci sono motivi particolari che ci consiglino di cambiarla, è chiaro che quando siamo in presenza di emendamenti aggiuntivi lo stanziamento indicato in tabella si intende modificato dal voto della assemblea che accoglie l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Casu la Giunta accoglie la sua proposta. Poi le do la parola. L'intervento dell'onorevole Casu dava un contributo chiarificatore. L'Assessore in qualche modo diceva che non si opponeva a questo, che l'emendamento 63 modifica capitoli che si trovano nella tabella, quindi in qualche modo è più modificativo che aggiuntivo. Quindi se siamo d'accordo su questo consideriamolo modificativo in moto tale che quando si vota la tabella la si vota nella sua integrità e invece teniamo come aggiuntivo, perché questo sì lo è, l'emendamento numero 5. Metterei in discussione l'emendamento 63, poi la tabella e infine l'emendamento numero 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Presidente, prendo atto della sua soluzione, comunque mi pare che sia questa la soluzione corretta, perché quando noi non possiamo conoscere le somme che andranno a finire in tabella per problemi di carattere tecnico è un discorso, ma stavolta si tratta di votare l'emendamento 63 che modifica la tabella, quindi votiamo la tabella dopo che questa ha subito le modificazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, io voglio anche far osservare un altro aspetto che forse non è di poco conto. Noi abbiamo già approvato l'articolo 1 della legge di bilancio con il quale si è disposto l'accertamento e la riscossione e il versamento secondo le leggi in vigore delle entrate giusta secondo lo stato di previsione annessa alla presente legge, tabella A. Quindi noi quando abbiamo approvato l'articolo 1 abbiamo già approvato la tabella per quella che è annessa allo stesso articolo 1. Quindi noi oggi, in questo momento, ci troviamo con emendamenti modificativi a integrare, ridurre o aggiungere una tabella che è già stata oggetto di una precedente deliberazione e approvazione. Quindi stiamo modificando un articolo di legge già approvato. Quindi anche questo è un problema che sotto l'aspetto della procedura deve essere risolto; forse sarebbe stato meglio procedere alla votazione degli articoli, quindi l'autorizzazione sia alle entrate che agli stati di previsione della spesa dopo che gli stati delle entrate e di previsione della spesa sono stati integrati attraverso l'approvazione degli emendamenti che li riguardano e che li integrano e li modificano. Noi quindi stiamo procedendo all'indietro, stiamo modificando ciò che abbiamo già approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, se si accogliessero le tesi dell'onorevole Balletto credo che i lavori seguenti sarebbero molto difficili perché gran parte degli emendamenti alla tabella O, per esempio, magari riguardano variazioni anche di una tabella che viene precedentemente approvata come può essere la tabella C. Quindi credo che vada rispettata la prassi del Consiglio che l'emendamento prevale su qualunque atto precedente e generico; cioè la volontà forte espressa dal Consiglio approvando un emendamento prevale su approvazioni generiche come, per esempio, sono state l'approvazione degli articoli della legge di bilancio in cui si dice secondo la tabella A, B eccetera, le modifiche apportate a quella tabella devono intendersi proprio perché sono una espressione di volontà del Consiglio su oggetto determinato prevalere su queste dichiarazioni di volontà generiche, altrimenti credo che sia un discorso difficilissimo da portare avanti.
PRESIDENTE. Credo che l'osservazione che faceva il collega Balletto e che nel corso degli anni un po' tutti abbiamo fatto, in altri ruoli io stesso, eccetera, attiene a una discussione che forse abbiamo rinviato fino ad adesso ma che con la revisione del regolamento forse riusciremo a rivedere. Lo dico qua informalmente se mi consentite, che terminata la sessione di bilancio un momento di riflessione su come o in Giunta di regolamento o ancora più informalmente utilizzando i contributi di chi fra voi più si è dedicato a questa materia, si può rivedere la procedura. Se noi non seguissimo la prassi tradizionale che è quella a cui faceva riferimento l'onorevole Bonesu, il metodo per evitare questa contraddizione è fare una votazione in blocco, fare la discussione di tutti gli articoli, le tabelle e poi fare un'unica votazione. La prassi è questa, votiamo gli articoli in modo tradizionale e consentiamo alla assemblea con una consensualità di accordo di tornare, quindi di considerare anche gli emendamenti che qua sono stati proposti, perché altrimenti dovrei eliminare tutti gli emendamenti, invece con questo l'assemblea può proporre emendamenti e li discutiamo. Allora riservandoci di rivedere questa procedura anche alla luce di queste cose, io credo che dobbiamo dare la possibilità ai colleghi in aula di presentare gli emendamenti quindi in sede di coordinamento ci sarà il rispetto delle norme già approvate e il rispetto delle nuove decisioni della assemblea.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Bilancio per l'anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per gli anni 1998-2000" (383)
PRESIDENTE. Con questa intesa e con questa precisazione metto in votazione l'emendamento 63. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la tabella A. Chi l'approva alzi la mano
(E' approvata)
Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della tabella B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Alla Tabella C sono stati presentati molti emendamenti, quindi propongo di sospendere qui la seduta e di riprendere alla 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 13 e 36.
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