Seduta n.2 del 27/07/1999 

II Seduta

Martedì 27 Luglio 1999

Presidenza del Presidente provvisorio Contu

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 11 e 12.

LOMBARDO, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 20 luglio 1999 (1), che è approvato.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi la seduta è aperta. Invito i colleghi a prendere posto

Vorrei invitare i segretari provvisori a recarsi al banco della presidenza, onorevole Randazzo, onorevole Murgia, onorevole Lai e l'onorevole Lombardo che c'è già.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la odierna seduta del 27 luglio 1999. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 3 gennaio '77, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 1° e 18 giugno '99.

Insediamento del Presidente Serrenti

PRESIDENTE. A questo punto non mi rimane che invitare l'onorevole Serrenti, eletto Presidente del Consiglio, a prendere posto al banco della Presidenza.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Onorevoli colleghe, onorevoli colleghi è con emozione che mi accingo a svolgere l'alto compito che martedì scorso in quest'Aula mi avete affidato. Emozione che forse mi tradirà nel pronunciare questo discorso e fin d'ora vi chiedo di scusarmi se ciò accadrà.

Questi giorni nella mia mente, nel mio cuore si affollano sentimenti e pensieri di grande intensità e preoccupazione; sentimenti di felicità e di gioia per l'alto onore che mi avete concesso e che sento come privilegio raro.

Un onore immeritato che è toccato a pochi uomini e del quale mi sento fiero ed orgoglioso. Ma vi dicevo anche preoccupato per l'enorme peso che questo incarico comporta, per la mia inadeguatezza, per la responsabilità che la più alta carica del nostro Parlamento mi conferisce.

Non posso non fare i confronti con la statura di quelli che mi hanno preceduto in questi cinquant'anni di storia della nostra autonomia. Da Anselmo Contu ad Alfredo ed Efisio Corrias, a Paolo Dettori, ad autorevolissimi colleghi che ancora oggi siedono nei banchi di questo Consiglio, all'ultimo - in termini cronologici - che mi ha preceduto, l'onorevole Gian Mario Selis, che saluto e che sono sicuro non mancherà di dare ancora il suo alto contributo al popolo che ha servito in questi anni.

Nel cominciare il compito che mi avete assegnato è naturale che pensi ai primi passi di questa autonomia, a come per certi aspetti in un mutato quadro storico - politico si ripropongono alcune analogie. Cinquant'anni fa, come oggi, eravamo e siamo all'interno di un processo di cambiamento epocale; lo Statuto regionale vede la luce alla fine di una guerra che ha coinvolto il mondo e che ci ha consegnato un'Europa in macerie. Non solo macerie nelle città, nelle strade, nelle campagne, nelle istituzioni democratiche, ma anche nel cuore e nella mente degli uomini.

Le città, le strade, le istituzioni si sono ricostruite, con sacrificio, ma si sono ricostruite. I cuori e le menti è più difficile. Le tragedie umane segnano in maniera indelebile, a volte per generazioni; arriva però il momento nel quale gli uomini devono consegnare il passato alla storia e guardare al futuro, e noi oggi siamo già nel futuro.

Le grandi ideologie che per un secolo hanno diviso l'umanità sono cadute assieme ai loro simboli. I regimi di ogni colore hanno esaurito la loro tragica enfasi. I democratici di tutto il mondo non ne devono far sorgere altri, né di destra, né di sinistra, né sotto mentite spoglie.

Ecco, questo è uno dei passaggi epocali che viviamo, tuttavia non può sfuggirci che altre nubi si affacciano all'orizzonte, le grandi ideologie e gli stati nazionali hanno costretto l'unanimità a dividersi, scusate la metafora, in bianchi e neri, negando ogni diversità e non volendo vedere che i popoli - sempre per restare nella metafora - sono più vicini ai mille colori dell'arcobaleno.

Come dice il titolo di un bellissimo libro di Vittorio Zucconi sulle tribù degli indiani pellerossa: "Gli spiriti non dimenticano"; i popoli emarginati dalla storia, quelli oppressi, quelli lasciati ai confini del benessere, dello sviluppo e del progresso hanno proprio nell'eredità dei loro avi la linfa profonda e la giovinezza di spirito che
li conforta più di altri popoli sulla via del riscatto e dell'affermazione orgogliosa della propria soggettività politica. La negazione di questa evidenza è pericolosa e può trasformare quelle che ho chiamato nubi all'orizzonte in temporali.

Sono molti, infatti, i popoli che oggi combattono per l'autodeterminazione in tutto il mondo: in Africa, in Turchia, nell'est d'Europa, ma anche nell'ovest, pensiamo all'Irlanda. E` proprio di oggi la notizia che in Canada il Labrador ha raggiunto la sua piena autonomia, a loro il nostro saluto.

Gli stati nazionali non sono più monoliti della geografia ottocentesca; con la costruzione dell'Unione Europea perdono terreno, e le popolazioni chiedono con essa rapporti non mediati e nuovi poteri per potersi governare. Anche l'Italia non può sfuggire dall'affrontare in modo serio la necessità di riorganizzare in maniera diversa e più moderna l'articolazione dei suoi poteri.

La Bicamerale da anni apre e chiude i suoi lavori e non fa nessun passo in avanti nelle riforme "forme di Stato e forme di Governo".

E` proprio in questi giorni al vaglio delle due Camere del Parlamento una riforma elettorale di valore costituzionale che modificherà il nostro sistema di elezione del Presidente della Giunta, e non siamo stati ancora ufficialmente consultati. Si dimostra ancora una volta il carattere di concessione centralistica del nostro Statuto, piuttosto che conquista inalienabile del nostro popolo.

Siamo tutti consapevoli che sia arrivato il momento di un ripensamento critico della nostra autonomia, anche concettuale oltre che di contenuti. Forse la stessa parola autonomia va ridefinita in un quadro di superamento del vecchio regionalismo in direzione di un moderno federalismo europeo e mediterraneo.

Ma a cinquant'anni dalla sua realizzazione sono evidenti a tutti i segni del tempo, ed ancora più i limiti con i quali essa è nata e che lo stesso Lussu aveva denunciato nei suoi interventi alla Camera nel periodo della Costituente.

Credo che questa Assemblea, nel conferire questo prestigioso incarico alla mia modesta persona, abbia voluto esprimere la volontà di riaprire, in questo terreno, un confronto nuovo più convinto tra l'istituzione regionale e quella statale.

Io cercherò con tutto me stesso di portare avanti questo gravoso impegno nei limiti dei poteri e del ruolo della Presidenza del Consiglio regionale.

Sono convinto che i valori dell'autonomia debbano andare al di là delle concessioni che lo Stato, che non ci può più mortificare, ci farà. L'autonomia deve essere libera scelta, è una conquista dello spirito che va professata giorno per giorno, a cominciare dalla qualità, del lavoro legislativo che produrremo e dallo stile col quale lo faremo e vivremo quest'avventura prima di tutto umana e poi politica, in questo luogo dove il popolo ci ha mandato a rappresentarlo per i prossimi cinque anni.

L'onorevole Felicetto Contu, nel brillante intervento di apertura dei lavori del Consiglio martedì scorso, ci ha ricordato uno dei passaggi più significativi del discorso di insediamento di Anselmo Contu. Io voglio richiamare, con parole diverse, ricordiamoci che al di là della nostra bandiera ne abbiamo una in comune, la bandiera della Sardegna che oggi per la prima volta, a distanza di cinquant'anni, sventola da questo palazzo.

Nel nostro lavoro ad essa penseremo, sapendo che non è più tempo di vuote parole o di riti convenzionali. Fuori da queste stanze il nostro popolo aspetta di sapere se saremo capaci di cambiare in meglio la nostra terra, se faremo le riforme, se i giovani avranno il lavoro, se la scuola risponderà alla domanda di una cultura vera, se gli ospedali funzioneranno, se il turismo, l'agricoltura, la pastorizia, la pesca, l'artigianato, la ricerca scientifica saranno fonti di crescita economica o solo di sacrifici per tirare avanti; se gli aerei e le navi ci saranno, se avremo strade migliori in breve, se i trasporti saranno finalmente efficienti. Per questo è necessario uno sforzo unitario, al massimo grado di tensione politica e morale a favore delle nostre genti e di una terra che ha tutte le potenzialità in doni naturali, in doti del suo popolo per affacciarsi a testa alto nel confronto con gli altri popoli d'Europa.

Oggi più di ieri è indispensabile superare le angustie della rivalità quotidiana della lotta politica, per dare un segnale forte, nuovo, originale e creativo di un mutamento di rotta, in una riaffermazione orgogliosa dei diritti e della dignità dei sardi, dignità e diritti troppe volte trascurati, quando non vilipesi o derisi, anche da chi in tempi recenti avrebbe dovuto al contrario esaltarli.

Il popolo sardo è un'entità multiforme in continuo divenire, composta da sardi residenti in gran parte, ma un'altra parte nient'affatto trascurabile è costituita dai nostri conterranei costretti dalle vicende dell'esistenza a vivere fuori. Fuori dall'Italia, in Europa, nel resto del mondo; che si tratti di una parte troppo spesso trascurata dalle istituzioni lo dimostra, se ce ne fosse bisogno, la cronaca politica degli ultimi mesi, che ha visto molti rappresentanti del mondo dell'immigrazione in gara anche nell'ultima tornata elettorale.

Oggi i nostri emigrati sono una risorsa di potenzialità enorme, veri e propri ambasciatori della nostra terra nel mondo, non rendersene conto e non agire di conseguenza sarebbe veramente una colpa imperdonabile.

Il nostro prestigio e la nostra dignità saranno messi in gioco molto di più e molto prima di quanto possiamo pensare, sul campo del fare più che del dire. Noi, a nome del nostro popolo, dobbiamo presentare il conto della storia, se non lo faremo saranno i sardi, quelli che incontriamo tutti i giorni nelle città e nei paesi della Sardegna, quelli che vivono con la tristezza della lontananza, a presentarlo a noi. Questo conto è improcrastinabile.

Nel concreto questo significa che il nostro compito primario sarà quello di dare alla nostra gente gli strumenti legislativi moderni, adeguati alle esigenze di una terra che attende di affacciarsi senza più veli né ombre al confronto con l'umanità.

Significa che è tramontato il tempo del dire e che inizia quello del fare; ognuno di noi verrà giudicato d'ora in avanti con una misura forse poco usuale, quella dell'impegno e dell'azione svolta a favore della propria terra.

A distanza di mezzo secolo, da uno dei padri storici del sardismo, la sorte mi chiama a continuare la sua opera. Questo mi fa sentire un emozione che non posso né negare, né nascondere, ma anche la forza insopprimibile di un'eredità gravosa e nello stesso esaltante, quella di appartenere ad un popolo distinto, che viene da molto lontano e conserva nel proprio patrimonio più vero e profondo una lunga serie di valori di riferimento che la nostra bella lingua sarda, in tutte le sue varianti, ha mantenuto in vita.

Ed oggi, finalmente libera dalle mille prigionie che l'hanno tenuta in segregazione, sarà sempre più in grado di esaltare. Sono virtù vere, ricchezze per il futuro e non solo contemplazione del passato, virtù che ci vengono dai nostri antenati, anch'essi spiriti che non dimenticano e nessuno di noi deve dimenticare.

Siamo degni dell'alto compito affidatoci; io dal canto mio prometto solennemente che sarò imparziale ed applicherò con rigore il Regolamento, vi chiedo solo di aiutarmi in questo gravoso impegno, lo chiedo ad ogni collega, e in modo particolare all'Ufficio di Presidenza che questa mattina eleggeremo, con loro dovremo anche amministrare il Consiglio che ha bisogno, come si suol dire, di qualche intervento urgente.

Il funzionamento del Consiglio nel suo insieme è condizione prima per produrre un buon lavoro legislativo; in questo senso la riforma dei servizi interni e il loro ammodernamento non è più procrastinabile, così come non si può andare oltre senza i concorsi che consentono nuove energie, nuova linfa nell'organico del Consiglio, dal quale mancano complessivamente non meno di 70 - 80 persone su un organico complessivo di 205 unità. Così come appare ormai necessaria l'acquisizione di nuovi spazi per alcuni servizi, ne cito uno per tutti: la biblioteca.

Prima di concludere voglio porgere un caloroso e non formale saluto a tutti i consiglieri regionali, a quelli vecchi - mi perdonino i colleghi per la definizione, fra essi ci sono anch'io -, ma soprattutto ai giovani che assicurano nuove intelligenze e nuove energie di ricambio.

Alla stampa tutta che col suo lavoro renderà il Consiglio un luogo aperto alla conoscenza di tutti i sardi. Voglio anche porgere un saluto al Segretario Generale, ai funzionari e al personale tutto. A loro chiedo la lealtà e la collaborazione che indubbiamente avrò.

In questo momento, però, il mio pensiero va al popolo, ai giovani che da noi si aspettano le opportunità di un futuro migliore; ai lavoratori, ai quali dobbiamo rendere la serenità di un domani certo nelle fabbriche e nei posti di lavoro; a tutti i disoccupati e alle loro famiglie, ai più umili, a tutti quelli che soffrono fisicamente e moralmente; ai nostri imprenditori, ai quali bisogna dare la possibilità di misurarsi in un mercato che non lascia spazio ai più deboli, agli intellettuali, agli uomini di cultura, alle donne. A tutti dobbiamo assicurare maggiore giustizia sociale nella pratica quotidiana, e non solo sulla carta.

A Dio chiedo che ci aiuti tutti e che ci guidi nel nostro difficile ed esaltante compito di condurre il nostro proprio al riscatto. Consentitemi di concludere con un incitamento all'unità, quello che i fanti della Brigata Sassari, nella grande guerra, usavano per lottare insieme, che è "Forza Paris", "forza Sardegna". Grazie.

Elezione di due Vicepresidenti del Consiglio regionale

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione dei componenti l'Ufficio di Presidenza. A norma dell'articolo 4 del Regolamento interno l'Assemblea deve procedere all'elezione di due vice Presidenti, tre Questori e un Segretario. Secondo le modalità di votazione previste dall'articolo 5 del Regolamento ciascun consigliere scrive un solo nome per l'elezione dei due vice Presidenti, due nomi per i Questori ed uno per il Segretario.

Procediamo ora all'elezione dei due vice Presidenti, ricordo che ciascun consigliere può scrivere nella propria scheda un solo nome, risultano eletti coloro che hanno ottenuto il maggior numero di voti, prego i consiglieri Segretari di procedere all'appello.

Risultato dalla votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 78

Votanti 75

Astenuti 3

Schede bianche 1

Hanno ottenuto voti: Carloni, 40; Spissu, 29; Dore, 4; Dettori Ivana, 1.

Proclamo eletti i consiglieri: Carloni e Spissu.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI -DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRAUSO - LADU - LAI - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MEREU - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA G. Valerio - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco -TUNIS Marco - USAI Edoardo - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri MANCA - SANNA Giacomo.)

Elezione dei tre Questori del Consiglio regionale

Votazione a scrutinio segreto

Presidente. Indico la votazione a scrutinio segreto per l'elezione dei tre Questori del Consiglio.

Ricordo che a mente dell'articolo 5 del Regolamento ciascun consigliere può scrivere sulla propria scheda non più di due nomi.

Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 78

Votanti 75

Astenuti 3

Schede bianche 1

Hanno ottenuto voti: Biancareddu, 40; Demontis, 40; Onida, 30; Loddo, 4; Vassallo, 3; Dore, 1.

Vengono proclamati eletti i consiglieri: Biancareddu, Demontis e Onida.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRAUSO - LADU - LAI - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MEREU - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA G. Valerio - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco -TUNIS Marco - USAI Edoardo - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri MANCA - SANNA Giacomo.)

Elezione di un Segretario

PRESIDENTE. Si deve procedere alla votazione per l'elezione del Segretario del Consiglio. Ricordo che a mente dell'articolo 5 del Regolamento ciascun Consigliere deve scrivere sulla propria scheda un solo nome.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, per schede, per l'elezione del Segretario del Consiglio.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 78

Votanti 75

Astenuti 3

Schede bianche 2

Hanno ottenuto voti: Floris Emilio, 38; Pirisi, 26; Deiana, 4; Masia, 3; Pili, 1; Cogodi, 1.

Proclamo eletto il consigliere Emilio Floris.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI -FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRAUSO - LADU - LAI - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MEREU - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA G. Valerio - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco -TUNIS Marco - USAI Edoardo - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri MANCA - SANNA Giacomo.)

Ricordo che ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento interno, nell'Ufficio di Presidenza hanno diritto di essere rappresentati tutti i Gruppi consiliari, pertanto i Gruppi che a seguito delle votazioni testé concluse non ne fanno parte, possono chiedere che si proceda alle elezioni di altri Segretari. Ricordo altresì che su tale richieste deve deliberare l'Ufficio di presidenza, che non è ammessa l'elezione di più di un segretario per ciascuno dei Gruppi richiedenti.

Ricordo che è stata convocata la Conferenza dei Capigruppo al sesto piano in Presidenza.

Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 12 e 36.