Seduta n.311 del 27/02/2003 

SEDUTA CCCXI

(Antimeridiana)

Giovedì 27 febbraio 2003

Presidenza del Vicepresidente Biggio

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 10 e 45.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 5 dicembre 2002 (305) che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che il consigliere Pirastu ha chiesto di usufruire di un giorno di congedo per la giornata del 27 febbraio 2003. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

ORTU, Segretario:

"Mozione PINNA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian -Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS sulla cessione ai comuni del patrimonio immobiliare connesso alle attività minerarie dimesse a seguito della liquidazione dell'EMSA, come previsto dall'articolo 8 della legge regionale 4 dicembre 1998, n. 33". (99)

"Mozione BALIA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - SCANO - BIANCU - CALLEDDA -CUGINI -DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto -SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS per una scelta di pace". (100)

Continuazione della discussione generale congiunta del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A), del disegno di legge "Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005" (384/A) e del documento "Note di programma 2003 - Articolo 3 bis, L.R. 11 maggio 1983, n. 11" (Doc. n. 47/A)

PRESIDENTE. Ricordo che è all'ordine del giorno la manovra finanziaria. Siamo in fase di discussione generale. E` iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). In questa situazione rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io mi permetto di chiedere dieci minuti di sospensione in quanto credo che gli interventi di tutti i colleghi meritino maggiore attenzione da parte dell'Aula, e se c'è qualche ritardatario forse è il caso di attendere.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Capelli, l'orario di apertura dei lavori era già stato procrastinato dalle ore 10 alle ore 10 e 30. Sono le 10 e 45, anzi, siamo oltre le 10 e 45, ormai sono le 10 e 48 minuti. La seduta è sospesa per 10 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 47, viene ripresa alle ore11 e 06. )

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Il dibattito politico sulla manovra finanziaria rischia, ma credo che sia nelle cose, di assumere contorni prevalentemente politici piuttosto che trattare l'argomento a cui invece siamo interessati. Questo ci porta a considerazioni che riguardano i rapporti di forza all'interno del Consiglio regionale, rapporti di forza che vedono la minoranza sempre più minoranza e sempre meno opposizione, e vedono, all'interno del quadro che oggi governa la Regione Sardegna, fibrillazioni che ovviamente non aiutano e non possono aiutare.

Non c'è stato ieri nell'intervento del Presidente Floris un aiuto in questo senso; mi auguro che le considerazioni che ha esternato possano essere esplicitate meglio in modo da favorire un processo che noi riteniamo irreversibile, convinti come siamo che il popolo sardo abbia fatto una scelta e da quella scelta non voglia tornare indietro, questo per evitare anche nel futuro che possano verificarsi delle situazioni che di fatto limitano la potenzialità del centrodestra e allo stesso tempo condizionano negativamente la nostra azione politica.

Relativamente alla finanziaria, io credo che i cittadini abbiano capito e stiano apprezzando lo sforzo che questo Governo sta cercando di fare per ridurre l'indebitamento della Regione, per far sì che una finanziaria di rigore possa essere almeno per una volta mandata avanti, per cercare appunto di risanare le finanze regionali. Proprio per questo l'atteggiamento della minoranza è assolutamente negativo, denigratorio, ma non riuscirà certamente a fare breccia in scelte che, come ho detto prima, il popolo sardo ha già fatto. Dicevo che questa è una minoranza che è sempre più minoranza, nel senso che come opposizione non è riuscita a fare delle proposte serie e concrete, alternative a quelle di questo governo di centrodestra. Questo si verifica perché anche all'interno del centrosinistra esistono problemi grossissimi, ma non sta certo a me evidenziarli o portarli all'attenzione della gente.

Quando l'opposizione è propositiva, è stimolante, è portatrice comunque di interessi che riguardano una fascia importante del nostro elettorato, allora è un'opposizione, ma in assenza di tali requisiti questa opposizione finisce per essere solo ed esclusivamente minoranza e tale rimarrà - immagino - per i prossimi anni. Non ho udito dai relatori di minoranza né dagli altri intervenuti in nome e per conto del centrosinistra, non dico suggerimenti, che sarebbero fuori luogo, ma neanche progetti politici per differenziarsi agli occhi dei sardi. Si continua a ragionare di principi assolutamente generali, triti e ritriti, e quindi privi di attuazione pratica.

Parlare di disoccupazione e non dire come ridurla porta solo all'individuazione di eventuali colpevoli da additare, oppure ha lo scopo di convincere gli amministratori locali che la legge 37 è la panacea di tutti i mali. Non ci crede più nessuno, e i dati lo dimostrano. La disoccupazione si combatte con un vero rilancio dell'economia, e il rilancio dell'economia può anche passare tramite gli enti locali, ma non possono essere certo gli enti locali - intendo i comuni - i soggetti che possono determinare uno stravolgimento dell'economia sarda. Credo che i sindaci, le amministrazioni locali, le giunte e i consigli comunali si debbano impegnare altrimenti per risolvere una moltitudine di problemi che sono quelli di fornire servizi importanti ai cittadini. Questo è l'impegno che le amministrazioni locali debbono perseguire, non certo con le risorse della legge 37; se una parte consistente di quelle risorse fosse destinata al sostegno del mondo produttivo io credo che otterremmo ben altri risultati.

Gli enti locali dovranno essere sostenuti e premiati per la capacità che avranno di associarsi, di creare le unioni dei comuni, per fare economia, per ridurre le spese correnti. E' su questo punto che probabilmente non siamo d'accordo, certamente con il centrosinistra, e probabilmente abbiamo qualche problema anche all'interno del centrodestra. La riduzione delle spese correnti è un fatto indispensabile, i sindaci e gli amministratori locali si devono comportare come buoni padri di famiglia. E' necessario fare economia, tagliare dove è possibile tagliare, e ci sono margini per poter tagliare e far sì, quindi, che le risorse vengano destinate alla creazione di servizi ottimali, alle infrastrutture, a far sì che i cittadini apprezzino lo sforzo degli amministratori e vogliano vivere in quei territori.

Dello spopolamento abbiamo sempre parlato, ma quali sforzi stiamo facendo per arginare questo fenomeno? Per quale motivo un cittadino dovrebbe stare in un paese nel quale non ha i servizi primari, non riesce ad avere sostegno per la propria famiglia... Presidente...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia consentite lo svolgimento sereno dell'intervento dell'onorevole Diana.

DIANA (A.N.). Ci sono, dicevo, ben altri strumenti con i quali gli enti locali possono favorire la crescita della nostra regione. E' chiaro che le prime risposte le deve dare proprio il Consiglio regionale, non la Giunta. La Giunta prenderà atto della volontà del Consiglio regionale. Ma ancora oggi questo Consiglio non è stato in grado di affrontare l'argomento del trasferimento di competenze agli enti locali perché non vuole affrontare il problema; giacciono in Commissione progetti di legge presentati dal centrodestra per il conferimento di funzioni agli enti locali; pare un argomento che sfugge al centrosinistra.

Dicevo che la disoccupazione non si combatte, la si evita. Ciò è possibile favorendo una crescita economica che solo le imprese possono garantire, e questo forse spaventa il centrosinistra, perché si entra nel campo della meritocrazia, perché il privato sceglie i migliori, evita il parassitismo; è ovvio che il Governo regionale deve individuare i settori in cui investire, e ciò può essere agevolmente fatto, gli strumenti esistono. Lo stesso patto per l'Italia, condiviso dalle forze sociali, individua esattamente strumenti e i mezzi agili e veloci. Nessuno ne parla! Patti, contratti, accordi di programma, leggi di settore, c'è da scegliere. Certo, è indispensabile il riequilibrio territoriale, ma non basta, bisogna individuare distretti e poli con vocazione e intervenire. Chimica, agroindustria, turismo, ricerca; in tutti questi campi, oltre che nel manifatturiero, è pressante la richiesta delle imprese pronte ad intervenire con capitali propri.

Ho parlato della chimica, ho sollecitato il Presidente Pili ad affrontare il problema; spero che nell'incontro di ieri a Roma sia successo qualcosa di grande importanza; mi pare che le forze sindacali siano d'accordo sull'accordo di programma sulla chimica. Se tensioni ci sono anche nel mondo sindacale, le chiarisca il mondo sindacale. Io credo che il Presidente Pili dovrà andare avanti e in tempi brevissimi. Il discorso però interessa soprattutto il centrodestra, perché il centrosinistra sappiamo come ragiona.

Noi come Alleanza Nazionale abbiamo sempre privilegiato la legge 36 del 1998 alla 37 dello stesso anno. Noi abbiamo sempre privilegiato il sostegno alle imprese, noi abbiamo sempre privilegiato gli aiuti ai consorzi FIDI, che sono uno strumento indispensabile per creare un volano di spendita importantissimo. Tutti gli strumenti di cui ho parlato possono mettere in circolazione risorse che possono cambiare radicalmente l'economia della Sardegna in tempi brevi. L'avvio immediato delle proposte che attendono può muovere già dal primo anno qualcosa come otto, novecento miliardi di vecchie lire. Sono questi gli strumenti della programmazione negoziata, agili, veloci, snelli, condivisi dagli imprenditori e dalle forze sociali. E` su questo che stiamo lavorando, sulla condivisione delle forze sociali e degli imprenditori.

Ci si lamenta continuamente dello spopolamento dei territori, dell'abbandono dei paesi, ma con questi sistemi è facile indirizzare gli investimenti; si possono creare delle zone ad hoc, si possono imporre agli imprenditori investimenti in territori che la Regione Sardegna individua come deficitari, se a ciò poi aggiungiamo una norma premiante su un argomento che nessuno tocca, quello degli incentivi a favore dei nei centri storici, forse perché gli Istituti autonomi case popolari sono impegnati in una estenuante manovra per costruire nuove case e mai questo Consiglio regionale ha pensato di mettere mano a questo argomento favorendo invece la ristrutturazione e l'utilizzo delle vecchie case dei centri storici dei piccoli paesi della Sardegna. Io credo che il Consiglio regionale dovrà impegnarsi in quest'azione e sostenere, come acquisto della prima casa non quello di una nuova casa ma, anche con incentivi maggiori, l'acquisto e la ristrutturazione di abitazioni situate nei vecchi borghi e quindi nei centri storici.

Dobbiamo convincere noi i cittadini che è bello stare nei centri storici, una volta fatta questa esperienza io credo che nessuno lascerà il proprio territorio. Ma questo aiuta anche gli enti locali, che si stanno allargando a dismisura nei loro territori, aggravando quindi i loro costi di gestione. Capisco che questo sia un argomento probabilmente difficile da comprendere, o forse è talmente facile che pare d'aver scoperto l'acqua calda. Manovre finanziarie indirizzate in questo senso, io credo che possano veramente creare quel riequilibrio di cui sempre parliamo. Anche le ultime leggi approvate dal Parlamento, ma una in particolare, quella sui comuni sotto i cinquemila abitanti, per la quale il centrodestra e Alleanza Nazionale in primo piano si sono battiti, credo che sia frutto veramente di un modo nuovo di concepire il rapporto tra gli enti sovraordinati e gli enti locali minori.

Io apprezzo molto gli sforzi che la Giunta regionale sta facendo e, ancora di più, apprezzo lo sforzo del Presidente Pili che, ovviamente, avendo in mano uno strumento importantissimo come quello delle ordinanze, riesce a fare e ad ottenere dei risultati; ma tutto non può essere risolto con le ordinanze, c'è necessità di commissioni che funzionino, c'è necessità di un Consiglio regionale che si doti di un Regolamento adeguato, c'è necessità veramente di cambiare mentalità. E' proprio la nostra mentalità che deve cambiare, è la politica che deve essere adeguata, e comunque bisognerebbe adeguare la stessa forma di governo, che forse è superata.

Non voglio mettere in discussione la democrazia, ma la clientela di cui molti di voi hanno parlato ha una sola origine, non l'abbiamo creata noi! E' il sistema che porta a questo, e voi siete i primi a non voler modificare questo sistema. Lo abbiamo visto in occasione della discussione della legge elettorale quando, per altro, e stato ammissibile tutto, la trasversalità, e tutto quel che segue! I cittadini comunque poi si pronunceranno, ma certamente Alleanza Nazionale continuerà a battersi perché il premier venga eletto direttamente, perché ci sia un turno unico, perché non ci siano tentennamenti di sorta. Con l'elezione diretta e con un regolamento interno finalmente modificato, con maggioranze stabili senza compromessi e ricatti non c'è partita: il mondo va a destra e il centrodestra lo sta dimostrando in tutte le competizioni elettorali.

Il centrosinistra dovrà modificare molto il suo atteggiamento. Certamente ci aspettiamo che gli interventi e gli emendamenti dell'onorevole Cogodi contribuiranno a limitare molto il campo d'azione del centrosinistra. Per quanto mi riguarda valuterò attentamente gli eventuali emendamenti che verranno presentati. La manovra finanziaria è stata tagliata in alcune parti che sono fondamentali - parlo degli articoli soppressi in sede di commissione - ma, come opportunamente il Presidente della Commissione ha rilevato, è l'Aula che dovrà poi dare segnali positivi per rimettere un pochino a posto le cose.

Io, Presidente, sono convinto che se riusciremo a superare qualche piccolo trauma di tipo politico all'interno del centrodestra probabilmente le cose si risolveranno, e se non si risolveranno - perché c'è la volontà comunque di tutti di risolvere il problema - io credo che le forze che intendono mantenere questo quadro politico abbiano il dovere e l'obbligo di autorizzare il Presidente a compiere tutti quegli atti che sono indispensabili per garantire un governo alla Regione sarda.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente, chiedo scusa all'Assemblea per questa mia richiesta d'intervento. Purtroppo in Conferenza dei Presidenti, che si è svolta ieri, nel corso della quale ho sostituito il Presidente per delega, ho omesso di segnalare l'opportunità che venisse inserito all'ordine del giorno il disegno di legge per la proroga dell'esercizio provvisorio al mese di marzo; poiché la settimana prossima saremo già in marzo, anche per una questione di correttezza formale, io chiedo che l'Aula acconsenta al suo inserimento all'ordine del giorno direttamente nel testo del proponente, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi abbiamo già avuto modo di comunicare all'onorevole Assessore del bilancio che non esprimiamo una contrarietà all'ipotesi di inserimento all'ordine del giorno del disegno di legge di proroga al terzo mese di esercizio provvisorio. Tuttavia corre l'obbligo di precisare e di esplicitare che il ricorso all'esercizio provvisorio non è affatto un evento naturale, un fatto meccanico. Quando fu richiesta inizialmente l'autorizzazione all'esercizio provvisorio per due mesi, noi facemmo alla Giunta regionale una domanda elementare: siete voi Giunta e voi maggioranza davvero convinti che due mesi di esercizio provvisorio (gennaio e febbraio) siano sufficienti perchè voi Giunta e maggioranza nel frattempo possiate istruire in commissione, inviare all'Aula e discutere in Aula la manovra finanziaria e approvare il bilancio? La risposta fu: "Sì, certo!". Però nel frattempo vediamo che l'esame della finanziaria e del bilancio è appena ai primi passi. Non è serio tutto questo, per cui noi riproponiamo la domanda: siete convinti, voi Giunta e voi maggioranza, che un mese ulteriore di esercizio provvisorio sia sufficiente? Voi direte "Sì", però ammettete che non siete sinceri, perché anche due mesi fa avete detto "Sì" e poi in Commissione avete ritardato i lavori mandando deserte le sedute più volte. L'Assessore, che è stato lasciato lì come un palo più di una volta dalla sua maggioranza, ne è buon testimone. L'Assessore ha protestato innumerevoli volte vivacemente, astrattamente contro la commissione, in realtà era la sua maggioranza che lo lasciava solo. Ha protestato a porte chiuse; converrebbe qualche volta aprire qualche porta e anche qualche finestra, chissà che qualcuno non abbia qualche buona tentazione ogni tanto!

Però quei due mesi li avete passati così, bisticciando fra di voi, ipotizzando divisioni, contrasti, appoggi esterni, e poi finisce che la politica in questa Regione la fa la Giunta, che fa disastri, e la maggioranza pure, e l'U.D.R. che partecipa prima ai disastri della maggioranza insieme alla Giunta e poi ad ulteriori disastri dicendo che c'è, che non c'è e che dentro la maggioranza vuole altro. Dateglielo quello che vuole, oppure diteglielo che non glielo date, così andiamo avanti! Insomma, qui è falsata la dialettica democratica, qui c'è una Giunta e una maggioranza che propongono cose che noi valutiamo negative e c'è una opposizione, altro che una minoranza, Diana carissimo! Carissimo, perchè costi sia alla Regione che alla provincia di Oristano! Qui non c'è una minoranza sempre più minoranza e una opposizione sempre meno opposizione, se non ve ne siete accorti vi accorgerete che c'è una opposizione sempre più opposizione. E allora, va bene, perché la Regione non può rimanere senza poter fare le spese necessarie, però rispondete se vi è sufficiente un mese o se non avete invece bisogno di dire subito...

PRESIDENTE. Abbia pazienza, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Ho finito.

PRESIDENTE. Non è per il tempo, ma perché non riesco a seguirla perché...

COGODI (R.C.). Già seguono, sembra che siano distratti ma...

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi non si riesce a seguire l'intervento.

COGODI (R.C.). Su questo argomento almeno l'orecchio lo porgono, su altre cose magari fanno finta che non serva. Quando si tratta di equivoci stanno attenti.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Grazie Presidente. Noi riproponiamo la domanda, Assessore. Ditelo con sincerità, pensate che vi sia sufficiente un mese, il mese di marzo, che voi maggioranza in questa condizione riuscirete nei prossimi trenta giorni ad approvare, cioè a discutere, verificare fra di voi e poi consentire al Consiglio di funzionare e, badate, pensate di consentire anche a noi di essere opposizione, di fare l'opposizione? noi comunque la faremo lo stesso. Non è che voi pretenderete ancora di essere maggioranza, da una parte che fa cose turche…

PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo per concludere, onorevole. Prego.

COGODI (R.C.). Come si suol dire, con tutto rispetto per i turchi - eccetto quelli che si preparano alla guerra - non è che da una parte voi come maggioranza fatte cose turche e dall'altra pretendete di fare altre cose turche espropriando anche la dialettica democratica ed il confronto di merito che deve intercorrere con l'opposizione! Perchè ieri la contestazione della manovra finanziaria l'ha fatta l'opposizione, e corposamente, e in modo articolato, non l'ha fatta Mario Floris! Mario Floris ha detto: "Io voglio altro dentro la maggioranza"; noi vi stiamo dicendo "Noi non vogliamo niente, per la Sardegna vogliamo un'altra finanziaria e un altro bilancio". Quindi noi non ci opponiamo formalmente all'ingresso in Aula del disegno di legge per l'ulteriore allungamento dell'esercizio provvisorio. Poniamo il quesito e vorremmo una risposta, anche perché poi dovremo misurare da qui a trenta giorni la bontà e la sincerità della risposta di oggi; vi è sufficiente un mese o cautelativamente non vi conviene chiedere i due mesi, cioè tutto quello che potete chiedere, perché oltre i due mesi non potete chiedere più. Poi, naturalmente, se nel frattempo avremo approvato la finanziaria, una buona finanziaria totalmente diversa da questa, è chiaro che decadrà l'esercizio provvisorio perché subentrerà l'esercizio normale, però non portateci fra trenta giorni di nuovo a dover tornare su questo stesso argomento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, sull'argomento io ritengo, avendo anche già verificato che da parte dei colleghi dell'opposizione non ci sono ostacoli alla convocazione della commissione terza pur in costanza di lavori del Consiglio, che il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio abbia necessità di un passaggio più o meno breve in commissione, e per questo chiedo l'autorizzazione alla convocazione della Commissione in deroga, ovviamente non durante i lavori dell'Aula ma al termine di essi o prima che riprendano. Quindi credo che se i Capigruppo di maggioranza e opposizione accordano questa deroga, è opportuno un passaggio in Commissione del disegno di legge di proroga..

PRESIDENTE. Abbiamo recepito che la Giunta non ha nulla da obiettare, potremmo anche lavorare in questo modo: andiamo avanti sino all'una meno un quarto, ora in cui sospendiamo i lavori e ci riconvochiamo per questo pomeriggio alle 16 e 30. Tanto userete una mezz'ora anche per consultarvi in commissione. Se i Capigruppo sono d'accordo, naturalmente, diversamente bisogna ripercorrere tutto l'iter; non è sufficiente che da questa Presidenza convochiamo la Commissione. Per cui credo che occorra convocare per cinque minuti la Conferenza dei Capigruppo per decidere in merito. La seduta è sospesa.

(La seduta sospesa alle ore 11 e 34 viene ripresa alle ore 11 e 43.)

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che i lavori proseguono fino alle 12 e 30, dopodiché è convocata la terza Commissione nell'auletta della Presidenza per deliberare in merito all'esercizio provvisorio.

I lavori dell'Aula riprendono alle 16 e 30, così c'è anche il tempo, l'hanno chiesto diversi Capigruppo, di incontrare la delegazione di pescatori di Alghero.

Continuazione della discussione generale congiunta del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A), del disegno di legge "Bilancio di previsione per l'anno 2003 e bilancio pluriennale per gli anni 2003-2004-2005" (384/A) e del documento "Note di programma 2003 - Articolo 3 bis, L.R. 11 maggio 1983, n. 11" (Doc. n. 47/A)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente e onorevoli colleghi, io penso che siamo in una situazione alquanto anomala, anche perché dopo le dichiarazioni dell'onorevole Floris, che hanno nei fatti certificato la sfiducia al Presidente, mi aspettavo già da ieri una presa di posizione del Presidente stesso, poi, dato che non era presente, mi aspettavo quantomeno una presa di posizione nella prima mattinata odierna, invece nulla. Devo constatare che i fatti si evolvono, fatti politici anche importanti, però la situazione non muta! La stessa ipotesi del ritiro della delegazione da parte di una forza politica che cos'è se non un atto che sancisce, se ce ne fosse ancora bisogno, un'ulteriore distanza dall'Esecutivo? Però, vedete, questo "balletto" sta andando avanti da troppo tempo e ritengo che sia veramente ora di finirla"con questo teatrino della politica", per dirla con le parole che di solito usa l'onorevole Pittalis. E` opportuno che si metta una volta per tutte fine a questo teatrino.

Cosa significa, onorevole Floris, che voterete la finanziaria per senso di responsabilità? Ma di quale responsabilità state parlando? E non mi riferisco soltanto a lei, perché il votare sempre per senso di responsabilità è stato già rimarcato anche in occasione della discussione delle precedenti finanziarie da altri esponenti di questa maggioranza, soprattutto dai Riformatori, che soltanto per il nome che si danno, vogliono riformare, ma in effetti non vogliono mai cambiare nulla. Per cui io vi chiedo di quale responsabilità state parlando. Vedete, l'onorevole Floris ci ha ben puntualizzato le innumerevoli e gravi insufficienze di questa manovra, sia sul fronte delle entrate, sia sul fronte della spesa. Ha contestato l'intera metodologia adottata, ha dato un giudizio severo sulla concertazione - quella che non è stata fatta - un giudizio che non lascia spazio a nessun margine di positività, per cui come si può essere neutrali; come si può dire: "Voteremo lo stesso per un atto di fedeltà alla maggioranza"? Voi volete con questo voto sancire, come voi stessi avete ammesso, la collaborazione alla distruzione di questa nostra Sardegna attraverso atti politici che in questo Consiglio regionale ci accingiamo a porre in essere. E` forse responsabile agire così? Non penso proprio, non lo ritengo proprio!

Agitarsi, denunciare e proseguire all'infinito è soltanto giocare con le istituzioni, giocare all'interno di quest'Aula, prendere in giro i sardi e soprattutto quelli che poco hanno e quelli che da questo Consesso aspetterebbero risposte serie e concrete per risolvere i gravi problemi che in questa Sardegna vi sono. L'unica variante che ho registrato, è che siamo passati da una commedia in più atti ad una telenovela che dura ormai da oltre tre anni. E` veramente ora di dire basta, non se ne può più, non ne possiamo più di andare avanti così! Per questo mi permetto di dire al presidente Pili che ci liberi lui da questa situazione, una situazione arrivata ormai al limite del ridicolo. Prenda atto che comunque è di fronte ad una situazione di non governabilità, ad una maggioranza che non c'è e che non ha mai avuto. Per cui ci liberi da questa situazione facendo un atto di coraggio e rassegnando le proprie dimissioni.

La vostra litigiosità blocca ormai da tempo il Consiglio regionale; la stessa produttività della Giunta è nulla. Basta vedere la vostra incapacità di spendere anche nelle cose più semplici. Altro che adeguato e sufficiente impulso alle politiche di sviluppo, così come dice il Presidente della Commissione Terza, che afferma che dalla Commissione è emersa una manovra adeguata e sufficiente per le politiche di sviluppo. Ma di quale sviluppo stiamo parlando? Basta fare una ricognizione, io la farò in maniera molto veloce, dei settori da voi stessi riconosciuti come quelli che possono dare impulso al cambiamento della grave situazione economica dell'Isola; basta guardare l'attenzione che avete riservato a questi settori per rendersi conto che quello che dite non corrisponde poi al vero, alla realtà. Abbiamo un forte decremento delle risorse destinate al settore dell'artigianato, un forte decremento di quelle destinate al settore del turismo; si propone di privilegiare i consorzi fidi come strumento di aiuto e di finanziamento alle imprese, basta guardare i capitoli corrispondenti per vedere che vi è un forte decremento di queste poste di bilancio, un forte decremento degli stanziamenti destinati al settore industriale, soprattutto quello della Sardegna centrale, un forte decremento delle spese per l'aiuto alla cooperazione; nessuna somma a disposizione per la nuova imprenditoria giovanile: anche su questo argomento si bara, si dice una cosa per farne un'altra, in quanto i fondi che ci sono, si era già rilevato in Commissione Lavoro che forse non bastano nemmeno a soddisfare tutte le richieste pregresse avanzate sulla base della ex legge 28; per non parlare del settore agricolo, o quello della pesca ancora più trascurato!

Per cui, perché gioire e perché ritenere che questa manovra che ci state proponendo dia la possibilità di aprire una svolta? Questa è una manovra che affossa l'Isola, è una manovra che affossa tutte le attività, tutti i settori produttivi che aspettavano anche dalle nostre azioni un minimo di ossigeno di fronte ad una crisi che ha indubbiamente caratteristiche che vanno oltre i confini della nostra Isola. Ci sono punti di crisi che derivano da situazioni che vanno al di là della nostra Isola! Così come quello della chimica. Ma anche qui, come si fa a ritenersi soddisfatti del fatto che nell'incontro dell'altro ieri col Ministro delle Attività Produttive si sia ottenuta l'apertura di un tavolo di discussione? Siamo soddisfatti perché abbiamo ottenuto un tavolo di discussione; ci rivedremo tra un mese per riempire questo tavolo. Siamo ad un'ennesima farsa! Intanto perché vorrei capire su che cosa si basa quest'intesa sul rinvio, seconda cosa perché vorrei capire se i licenziamenti annunciati (quelli in atto) di quasi centinaia di persone a Portotorres, con questo incontro siano stati congelati; in Sardegna quanto meno si è abituati agli impegni precisi e non a giocare rinviando la discussione dei problemi, intanto si attuano i licenziamenti dei lavoratori. Vorremmo capire se un minimo di utilità quest'incontro l'abbia avuta o se, invece, bisogna ritenersi soddisfatti soltanto per avere ottenuto un tavolo vuoto dove non c'era niente da spartirsi.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue VASSALLO.) Non siamo soddisfatti di questa situazione, anzi denunciamo con forza l'inadeguatezza dell'azione politica della Giunta, del suo Presidente, dell'Assessore dell'Industria, e mi permetto di dire anche di quei sindacati che continuano a fare i pompieri di fronte alla gravità della situazione che invece richiederebbe ben altre risposte da parte dei lavoratori e di tutte le loro organizzazioni sindacali, perché non si può più stare a guardare di fronte al fatto che decine e decine di lavoratori vengono espulsi ogni giorno dalle industrie sarde. Cosa dire della stessa posizione del Governo sulla chimica? Sono anni che stiamo parlando di questo problema, il Ministro ha ancora bisogno di riflettere? Noi riteniamo di no! Che non sia più ora di riflettere, che sia ora di agire, anche perché non siamo convinti, con i chiari di luna che si sono oggi in questo nostro Paese, con la politica delle dismissioni, con la politica delle privatizzazioni, che ci possano essere risposte positive per la base produttiva isolana, soprattutto la nostra che è la più debole, la più colpita.

Vedete, io stavo leggendo recentemente anche le stesse risoluzioni parlamentari con le quali alcuni deputati della maggioranza che sostiene il governo Berlusconi, cercano di aprire uno spiraglio per una riconsiderazione del ruolo della chimica in Italia, però anche in tali proposte la Sardegna è esclusa dal ragionamento complessivo! Vengono presi in considerazione Porto Marghera, Priolo, altri siti, la Sardegna è esclusa! Allora, dato che noi leggiamo ed anche voi leggete e siete a conoscenza di questa situazione, possiamo ignorare che quel poco, quel minimo di tessuto produttivo ancora esistente, che ha ancora una ragione di esistere, perché riteniamo che siano cicli produttivi ancora integrati tra i vari poli che sono presenti nell'Isola, non debba essere salvaguardato e dotato di quegli strumenti che ci permettano di andare avanti? Perché se non si sancisce che, comunque, i livelli di produzione esistenti continuino ad esistere anche domani? Non c'è forse la possibilità che la stessa industria di base possa essere trasformata in industria fine, e poi questi prodotti arriveranno da fuori per essere trasformati negli stessi siti dove vengono prodotti oggi? Ecco perché non siete credibili, ecco perché lei non è credibile Presidente, con i continui annunci fatti sui giornali, sui successi e sui risultati ottenuti nella sua attività. Ma quali risultati? Dove sono i risultati? Quelli concreti, non quelli della bagarre e della semplice enunciazione di essere arrivati ad una conclusione positiva. Di tutti i problemi che c'erano in campo, soprattutto quelli occupativi e del lavoro, non ce n'é uno che sia stato risolto!

Ma ritorniamo al merito di questa manovra. Una manovra che ha un'anima nera - diceva bene il mio Capogruppo - che ha una filosofia! Non è vero che è una manovra senz'anima, che è una manovra che è fatta così tanto per riempire delle caselline, limitandosi a rimpinguare i vari capitoli di bilancio. Non è solo una rimodulazione di cifre, chiaramente è anche questo, perché quando si opera su questioni finanziarie avviene anche questo, ma non è soltanto questo! E dico che non è soltanto questo per le affermazioni che vengono fatte sull'utilizzo dei fondi che noi stessi abbiamo stanziato; voglio fare due riferimenti precisi, uno all'articolo 19: si continua a parlare dell'azione deludente della spesa, si afferma che nonostante il monitoraggio non sia ancora perfettamente effettuato, l'insieme delle norme varate non ha dato i risultati sperati, si continua a sparare contro una normativa che aveva creato tante, tante aspettative e che in tante parti della nostra Isola ha prodotto qualche cosa di buono. E' pure vero che bisogna rimarcare alcuni dati negativi - perché io ho avuto modo di verificare di persona quello che è avvenuto, per esempio, nel mio comune, Porto Torres - ho presentato anche un'interrogazione alla quale non ho avuto ancora risposta, denunciando in maniera precisa come in diversi comuni, di queste somme si è fatto un uso inappropriato, si è fatto un uso contro lo spirito della legge, si è fatto un uso contro le stesse direttive emanate dall'Assessorato, si è fatto un uso per cui, con la vostra compiacente inerzia, perché nonostante siate stati sollecitati ad intervenire avete fatto in modo di privilegiare i comuni probabilmente amici, con il vostro atteggiamento omissivo, avete sancito il fallimento di un grande progetto di sviluppo, al quale questo Consiglio con quella norma aveva dato vita. Siamo ancora in tempo a rimediare. Io non so adesso come, con le norme che sono entrate in vigore, le leggi Bassanini e altre, che hanno eliminato il sistema dei controlli e con la vostra inefficienza, nel senso che vi vengono segnalati alcuni casi e non controllate nemmeno voi, sia possibile rimediare al malcostume in corso. Io ritengo però che sia possibile. E' possibile se incominciamo a dire le cose come veramente sono, e se ognuno di noi incomincia a fare la propria parte e a chiedere il rispetto delle leggi approvate da questo Consiglio. Leggi che fino a oggi, lo posso dire senza ombra di smentita, non vengono state rispettate, perché si fa finta di non vedere, nonostante le denunce precise. Non so se devo rivolgermi alla Procura della Repubblica per vedere le leggi della Regione sarda applicate come devono essere applicate. Non so se devo arrivare a questo, probabilmente arriverò anche a questo!

Così come voglio denunciare un altro fatto che considero gravissimo: noi recentemente abbiamo varato alcune norme che inibivano l'ingresso dei rifiuti pericolosi nella nostra Isola, con un colpo di spugna si è provveduto a delegificare questa norma perché di fronte a un ricorso al Consiglio di Stato di una rinomata ditta che trasporta rifiuti, la Regione, non essendo presente, non si è costituita, per cui non si è difesa e il Consiglio di Stato, avvalendosi di una sentenza della Corte riguardante altre Regioni, la estesa per analogia anche alla nostra Isola, disapplicando la norma di legge. Bisognerà verificare se questa sentenza che ha annullato un'ordinanza del TAR sia valida, giacché permette alla Giunta regionale, ai suoi funzionari, di non rispettare le leggi della Regione, per cui sarebbe bene che su questo argomento, cara Giunta regionale, caro Assessore dell'Ambiente, ci si dia una scrollata perché non si può che ancora oggi, a distanza di anni, tenere a Porto Torres decine di container con sostanze più che velenose che giacciono ancora lì, perché le stesse norme prevedono multe irrisorie rispetto ai costi che le aziende dovrebbero sostenere per lo smaltimento di questi prodotti, che peraltro non si sa più nemmeno che cosa siano.

Avrei voluto dire altre cose, soprattutto sui PIT e sulle imprese che vengono finanziate attraverso i PIT. Avremo modo di farlo in sede di discussione dell'articolo 3 di questa finanziaria, perché è bene che alcune cose che stanno avvenendo siano rese pubbliche e perché questo Consiglio regionale, quando vara una legge, conosca esattamente gli effetti che produce. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Presidente, onorevoli colleghi, io chiedo scusa al Presidente, e spero di non infrangere il Regolamento, se indosso la fascia tricolore di sindaco. Chiedo se è possibile farlo.

PRESIDENTE. Lei è anche sindaco e quindi quella fascia le appartiene. La può indossare.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Io lo faccio per solidarietà nei confronti di tutti i colleghi sindaci che in questo momento si trovano a poche centinaia di metri da qui e che stanno intervenendo per fare una proposta al Consiglio regionale, in relazione esattamente a questo grido di dolore che davvero, ormai, lanciano i sindaci, soprattutto dei piccoli comuni, in funzione dei nuovi bisogni e delle nuove esigenze che interpretano e che non ricevono allo stato attuale molte risposte. Lo faccio perché davvero oggi bisogna andare verso una direzione, a mio giudizio, diversa che tenga conto della situazione attuale.

SCANO (Gruppo Misto). Va bene che siamo a Carnevale!

spissu (d.s.). Stasera indosserò la bandiera della pace!

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Mi creda, onorevole Scano, non è una carnevalata, non è giovedì grasso. Io ho chiesto al Presidente...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pisano, mi perdoni in secondo. Colleghi, abbiate pazienza, il collega Pisano è sindaco e sta parlando non come sindaco, sta parlando come consigliere regionale, ma i simboli distintivi del suo ruolo di sindaco non possono essere...

SECCI (Popolari-P.S.). Se la mettano anche altri la fascia tricolore quando parlano!

spissu (d.s.). Qui può intervenire solo come consigliere!

SECCI (Popolari-P.S.). Ma che senso ha, Presidente? Ci alziamo tutti e mettiamo la fascia tricolore adesso! Ma dove siamo? Non è possibile!

spissu (d.s.). Qui in Consiglio è consentito intervenire come consigliere regionale.

PRESIDENTE. Un po' di silenzio, per cortesia.

COGODI (R.C.). C'è un corteo di sindaci!

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, io l'ho autorizzata e lei ha indossato la fascia, però viste le polemiche la prego di toglierla e di continuare il suo intervento.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Io ho premesso che non volevo essere assolutamente...

PRESIDENTE. Lei l'ha messa perché l'ho autorizzata io, adesso le chiedo di evitare le polemiche.

spissu (d.s.). La polemica è col Presidente.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Presidente, io ho troppo rispetto del ruolo di quest'Assemblea e del Regolamento.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, abbiate pazienza, sospendo i lavori per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 09, viene ripresa alle ore 12 e 11.)

PRESIDENTE. Riprendiamo posto, grazie.

FADDA (La Margherita-D.L.). Riceviamo i sindaci qui.

PRESIDENTE. Se i sindaci chiedono di essere ricevuti li riceveremo. Non sono consiglieri regionali, lui è consigliere regionale. Chiedo scusa per le polemiche che ho ingenerato dando un'autorizzazione che a me pareva corretta. E' un rappresentante eletto, è un consigliere regionale ed è anche sindaco, quindi la fascia è un segno distintivo del fatto che lui sia sindaco, non trovo niente di disdicevole se la indossa. Non ha sventolato una bandiera di partito, peraltro sarebbe legittimo anche questo, abbiamo visto di peggio!

Colleghi riprendiamo i lavori, onorevole Pisano le restituisco la parola. Prego.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Presidente, io la ringrazio, d'altro canto avevo premesso che il mio non era né un gesto in sintonia con il giovedì grasso, né tanto meno voleva essere un gesto provocatorio nei confronti di qualcuno. Era soltanto un atto dovuto, l'atto dovuto...

COGODI (R.C.). Ho chiesto la parola sull'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Faccia terminare l'intervento, devo forse interrompere un oratore? Abbia pazienza, lo faccia parlare, dopo se chiederà la parola gliela darò.

COGODI (R.C.). L'ho chiesta prima che riparlasse. E' lei che l'ha interrotto.

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, la prego continui il suo intervento.

PISANO (Riformatori Sardi-U.D.R.). Io non riesco a parlare se… Onorevole Cogodi!

COGODI (R.C.). E' lei che impedisce i lavori del Consiglio quando li dovrebbe garantire!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io voglio che il Consiglio lavori e lavori serenamente. Se lei vuole parlare sul Regolamento io le darò la parola, faccia finire l'intervento del collega. Perché lo vuole interrompere?

COGODI (R.C.). Ma io non voglio interromperlo, era già stato interrotto da lei!

PRESIDENTE. No, non l'ho fatto prima ma l'ho fatto adesso, perché non c'erano le condizioni per un sereno svolgimento dei lavori! La prego, continui il suo intervento.

COGODI (R.C.). Ha interrotto lei la seduta, non io. Io chiedo che la delegazione dei sindaci venga ricevuta qui.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Veramente io sono imbarazzato, Presidente, perché l'onorevole Cogodi continua a impedirmi di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi o la smette o la faccio accompagnare fuori, va bene? Faccia parlare, onorevole Cogodi, faccia parlare! Chiedo ai Questori e ai commessi di accompagnare fuori l'onorevole Cogodi, per cortesia.

(Il Presidente abbandona l'aula)

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 13, viene ripresa alle ore 12 e 19.)

PRESIDENTE. Colleghi, se abbiamo ristabilito un po' di tranquillità andiamo avanti, i lavori si devono svolgere serenamente. Io invito tutti a collaborare a questo fine. Chi impedisce lo svolgimento sereno dei lavori può, lo prevede il Regolamento, anche essere allontanato dall'Aula. Io non voglio fare questo, però, vi prego, non mettete il Presidente nella condizione di farlo, perché io devo comunque garantire che il Consiglio si svolga in maniera regolare. Le restituisco la parola, onorevole Pisano.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Grazie, Presidente, io, naturalmente, proprio in ossequio al suo invito, non indosso più la fascia tricolore di sindaco, né tanto meno vorrei che lei Presidente allontanasse dall'aula l'onorevole Cogodi. Io stimo troppo l'onorevole Cogodi, insieme abbiamo vestito lo stesso elmetto, due giorni fa, insieme abbiamo vestito la stessa tuta, insieme siamo scesi a 500 metri sotto terra per andare a visitare i minatori di Silius, e quindi ho proprio un rapporto di totale stima, di totale fiducia nei confronti del collega Cogodi, né vorrei mai che accadesse qualcosa di simile per mia colpa. Voglio dirle questo, Presidente: io intendevo portare qui la testimonianza, che è quella di tutti i sindaci, non di una parte di sindaci, di tutti i sindaci indistintamente. Lo stesso presidente dell'ANCI ha appena dichiarato che l'esigenza dei sindaci oggi è quella di condividere le responsabilità insieme alla Regione Sardegna, anche in ordine a quello che è il più grosso dei problemi della Regione sarda, cioè la scarsità di risorse, l'avere minori risorse rispetto al passato e quindi è disponibile a capire insieme che cosa si può coprire con questo lenzuolo e che cosa non si deve coprire. E' questo, mi pare, un significativo elemento per costruire insieme, in maniera veramente significativa, anche un percorso serio sul quale si possa fondare oggi questa manovra finanziaria.

Però, prima ancora di esprimermi in relazione alla legge finanziaria, Presidente, io volevo dire che qui, ieri sera, c'è stato un elemento nuovo, importante, un elemento che noi riformatori crediamo debba essere preso nella debita considerazione nel proseguo dei lavori. Mi riferisco all'intervento che ha fatto l'onorevole Mario Floris richiamando alla responsabilità tutti noi, e soprattutto la maggioranza, per andare verso un progetto che rifondasse la maggioranza, perché questo è il vero problema. Questo progetto non solo dovrebbe rifondare la maggioranza, ma dovrebbe anche davvero definire l'identità di tanti che si identificano nei partiti di centro e che vogliono rafforzare, senza mettere in discussione il bipolarismo, le ragioni che tengono insieme molti dei partiti che oggi appartengono al centro.

Fatta questa premessa, che io credo non possa essere dimenticata, voglio illustrare qualche elemento che induce noi Riformatori a sostenere questa legge finanziaria di cui cogliamo alcuni aspetti positivi, anche se non ne siamo entusiasti. Certo, noi conosciamo bene l'espressione tipica dei proverbi, che quando vi è una situazione ottimale porta a dire: "La moglie è ubriaca e la botte è piena". Qui siamo di fronte a un caso emblematico: la moglie non è certo ubriaca, è sobria, la botte certo non è piena, la botte contiene naturalmente un livello interessante, a nostro giudizio, di risorse, però non è assolutamente piena.

Quindi, partendo da questo ragionamento, io credo che alcuni elementi di novità finalmente debbano essere colti. Il primo in assoluto, a mio giudizio, è la forte coerenza che questa manovra finanziaria ha con il documento programmatico che è stato approvato in quest'aula, cioè il DPEF. La novità ulteriore importante è che finalmente si è invertita questa consolidata tendenza ad un livello di indebitamento crescente. Finalmente il livello di indebitamento è diminuito: 1.161 milioni di euro che costituiscono l'indebitamento in conto competenze, e che tra l'altro rispetta il disegno di legge della Giunta, è sicuramente un elemento importante di tipo contabile e politico. Ma non solo questo, 451 milioni di euro di indebitamento, pari - mi pare di ricordare - al 9 per cento dell'intero indebitamento, costituiscono sicuramente, certo non un elemento di soddisfazione, ma di importante novità di questa finanziaria. Ma io credo che tutti insieme dobbiamo davvero cogliere il dato più importante, cioè il monitoraggio dei residui relativi al bilancio regionale che è stato iniziato alcuni anni fa, proprio quando era Presidente l'onorevole Mario Floris. Finalmente si cominciano ad intravedere i risultati di questo monitoraggio, e probabilmente, assisteremo all'eliminazione di questi residui e alla bonifica di questa situazione contabile che, naturalmente, ci penalizza tantissimo.

Il Presidente della Commissione terza ha scritto che questi residui ammontano ad alcune centinaia di milioni, che andrebbero ad ottimizzare il bilancio. Io credo che il Presidente della Terza Commissione sia stato anche molto prudente. Credo davvero che il livello, invece, sia di gran lunga superiore, perché già alcuni elementi di calcolo sono stati fatti e danno un'indicazione ben superiore. Io immagino che non sia assolutamente un dato ottimistico pensare che il livello dei residui possa orientativamente essere sull'ordine dei 2000 miliardi di lire. Ma non c'è solo questo elemento importante di novità, che sicuramente non mancherà nel proseguo di dare i suoi benefici, ma vi è anche un'altra considerazione da fare E la faccio anche per richiamare le responsabilità della Giunta regionale. Parlo esattamente dei residui perenti, se l'Assessore della programmazione, naturalmente, ha la possibilità di fare una verifica, io sono convinto che molto spesso non si usa questo strumento nel modo debito, cosa che rileviamo anche dal confronto tra la spesa indicata nella previsione di bilancio e il dato finale, molto spesso la differenza è elevatissima. Quindi, mi immagino che anche laddove è avvenuta la perenzione del residuo non sempre esso venga estinto e probabilmente non sempre si agisca secondo le norme che la legge di contabilità detta.

Allora, date queste premesse, io voglio semplicemente fare alcune considerazioni che si riferiscono in maniera diretta a quella che è oggi l'esigenza pressante di tanti piccoli comuni che sono proprio in quel buco di ciambella, alla quale è paragonato il modello economico che oggi caratterizza la Regione Sarda. Una situazione che vede, naturalmente, in posizione economica migliore tutti i comuni della costa e che vede un impoverimento sempre più grande di tutti i comuni che, invece, ne sono distanti. Con un trasferimento anche demografico enorme, che crea spaventose situazioni di iniquità, naturalmente, e che va considerato come elemento cardine della programmazione futura, se vogliamo porre dei correttivi a questa situazione. Gli stessi sindaci hanno appena detto poco fa, in un'altra sala, che è tempo che si rivedano anche i parametri sui quali è stata costruita la legge 25 sul trasferimento delle risorse regionali ai comuni. E` impensabile che non si introduca qualche correttivo. E` impensabile che i comuni che hanno anche miliardi di entrate proprie per effetto dell'ICI debbano avere proporzionalmente lo stesso finanziamento dei comuni che invece non hanno entrate proprie.

E` pensabile che ormai si debba ragionare in maniera totalmente diversa, anche in materia di trasferimento delle risorse ai comuni, è necessario ampliare sicuramente la loro entità ma anche qualificare la relativa politica. E' necessario tentare di introdurre dei parametri correttivi che diano risposte a quelli che sono i bisogni veri dei territori più interni, se veramente, non solo a parole, ma con i fatti, siamo per la politica delle zone interne e vogliamo soddisfare i bisogni primari di queste zone.

Gli elementi che noi riteniamo essere positivi, nonostante, appunto, le risorse possano essere considerate non sufficienti, sono due: il primo è che relativamente al problema occupazionale in senso generale il disegno di legge della Giunta dà delle risposte confortanti; l'aver rifinanziato la legge 36, che ha consentito di creare nelle prime annualità di applicazione dodicimila posti di lavoro, crediamo che sia un atto quasi dovuto, ed anche una scelta importante della Giunta a favore di quelle che sono le politiche vere di incentivazione dell'occupazione. Probabilmente 39 milioni di euro non sono assolutamente sufficienti, né possono accelerare il processo di occupazione ma i dati relativi al tasso di disoccupazione, stiamo attenti tutti, non sono quelli elencati da qualche mio collega che mi ha preceduto. Anche ieri è stato detto che si sarebbe registrato un aumento dei disoccupati qui in Sardegna. Niente di più falso. L'ISTAT ha dichiarato proprio ieri, ufficialmente, che ci sono quattro decimi di punti in meno nel 2002. Il tasso di disoccupazione è di circa il 18,1 per cento, un livello elevatissimo, insostenibile, tutti noi lo riconosciamo, ma che di sicuro non è quello che avevamo alcuni anni fa. Ma d'altro canto non possiamo prendere come riferimento le rilevazioni fatte in maniera diversa, sulla base di leggi che hanno nel frattempo rivoluzionato le cose. Noi non possiamo pensare di basarci sui dati relativi agli iscritti oggi nelle liste dei disoccupati, peraltro abolite, perché non hanno più significato. Se il decreto legislativo 181 ha abolito il sistema di cancellazione, se lo stesso decreto legislativo ha consentito che chi non trova un'occupazione superiore ai 12 mesi possa permanere nello stato di disoccupazione, è chiaro che quel dato statistico non può essere più valido. Noi crediamo, e non vogliamo assolutamente aprire polemiche sulla credibilità delle statistiche, che sia necessario basarci su dati uniformi e che l'ISTAT ci debba dare elementi concreti sulla validità del dato stesso al quale vogliamo far riferimento. Non dimenticando che, tra l'altro, negli ultimi due anni sono stati creati qui in Sardegna 43 mila nuovi posti di lavoro. Certo un dato che tutti riteniamo ancora insufficiente, però è un dato inconfutabile, perché è tratto direttamente dalle statistiche dell'INPS, che non sono contestabili in nessun modo.

La formazione professionale: io credo che vada colta questa novità assoluta relativa all'obbligo formativo che, tra l'altro, è territorializzato, nel senso che ricade in maniera positiva sull'intero territorio della Sardegna. Finalmente noi abbiamo ben 7500 ragazzi impegnati nei corsi di obbligo formativo, che troveranno una qualifica alla fine di questo ciclo formativo o in alternativa potranno tornare nel sistema scolastico, opportunità che prima assolutamente non c'era. E la Regione Sardegna...

PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo per concludere, onorevole Pisano.

PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Finisco, Presidente, dicendo esattamente, e non continuando nell'elencazione dei dati positivi, che noi Riformatori siamo sicuramente vicini ad una considerazione positiva di questa manovra finanziaria che andremo ad approvare, ma vogliamo anche che sia chiaro a tutti che gli elementi di novità devono essere perseguiti fino in fondo, sia quelli politici, sia quelli contabili.

PRESIDENTE. Così come concordato nella Conferenza dei Capigruppo interrompiamo i lavori qui per riprenderli stasera.

(Interruzioni)

Stasera, onorevole Fadda. Le do anche la parola. Lei ha partecipato alla Conferenza dei Capigruppo? Abbiamo stabilito di concludere alle 12.30.

(Interruzioni)

Lei avrà la parola appena gliela darò, onorevole Cogodi! Pertanto io vi prego, adesso interrompiamo come concordato, riprenderemo stasera alle ore 16 e 30. Lei ha chiesto di parlare sul Regolamento, onorevole Cogodi, parlerà quando le darò la parola.

(Interruzioni)

No, gliela darò la parola, quando le spetta. Perché vuole parlare sempre e quando vuole lei?

(Interruzioni)

Lei ha chiesto di parlare sul Regolamento; sul Regolamento parlerà quando le spetterà.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita D.L.). Presidente, io la ringrazio e non voglio riaprire le polemiche che ci sono state prima, però noi chiediamo, come opposizioni, che i sindaci vengano ricevuti nell'Aula del Consiglio regionale per tante ragioni che lei comprende, credo che non sia necessario spiegarlo. Tutti i colleghi, non soltanto i Capigruppo, vogliono partecipare all'incontro, quindi chiediamo che i sindaci, anche per una motivi di pari dignità, siano ricevuti in quest'aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi poc'anzi abbiamo espresso il nostro disappunto non sul fatto che un sindaco o diversi sindaci siedano nel Consiglio regionale della Sardegna e quando ritengono, senza chiedere neppure permesso, possano indossare i simboli delle cariche che legittimamente rivestono. Noi, avendo notizia pubblica, ufficiale, perché all'assemblea dei sindaci sono stati invitati tutti i consiglieri regionali, che non hanno potuto essere presenti perché impegnati qui, in Aula, nell'esame della manovra finanziaria, abbiamo semplicemente chiesto, e lo vogliamo chiarire, di poter incontrare tutti i sindaci - ivi compreso il collega carissimo e amico Pisano, tutti, compreso te Sergio, ma non te in luogo di tutti gli altri - tutti i sindaci della Sardegna, almeno quelli che riterranno opportuno essere presenti, e la loro associazione unitaria, l'ANCI, che avevano richiesto di incontrarci in Consiglio regionale e avevano avuto totale disponibilità in tal senso dai Gruppi consiliari, di sicuro da quelli di opposizione, non so se anche dai Gruppi di maggioranza; tutto qui, non si equivochi per favore, non si facciano giochini, che non aiutano né il Consiglio regionale, né i sindaci, né la Sardegna. Non c'è nessuno qui che è primo, noi vogliamo discutere della finanziaria e del bilancio insieme ai sindaci, caro Sergio. I sindaci ci hanno detto che oggi sarebbero venuti a Cagliari non per rendere visite di cortesia, ma per chiedere che modifichiamo profondamente, tutti noi, quindi compreso te e tutti voi, la manovra finanziaria che gli crea problemi con le comunità. Questo hanno chiesto e a questo dovremo rispondere.

Ecco perché mi dichiaro totalmente d'accordo con la richiesta avanzata dal collega Fadda e perché anche il nostro Gruppo ritiene opportuno ricevere i sindaci nell'aula del Consiglio regionale. I sindaci, una parte di loro, sono presenti nelle tribune del pubblico, hanno la loro fascia tricolore che rappresenta il segno della comunità che ciascuno di loro rappresenta e quindi riteniamo di dover ricevere, nell'aula del Consiglio regionale, tutta l'assemblea o la delegazione, quello che loro riterranno, dei sindaci della Sardegna, perché trattiamo il merito delle questioni e non le forme pubblicitarie.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Vorrei soltanto chiedere al Presidente del Consiglio se, a seguito di alcune situazioni abbastanza anomale che si sono verificate anche in questi giorni, non ritenga opportuno applicare l'articolo 125 comma 4 del Regolamento che prevede, in caso di richiesta da parte di un terzo dei consiglieri, che si possa istituire la Commissione d'inchiesta sulla sanità con gli stessi criteri previsti dal comma uno ma delegandone la nomina al Presidente. Questo per non rinviare a tempi anacronistici, a due, tre mesi di distanza rispetto alla discussione della manovra finanziaria, la sua istituzione.

PRESIDENTE. Non c'è nessun problema, purché questa richiesta sia sottoscritta, come previsto dal Regolamento, da almeno un terzo dei consiglieri.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io mi ricollego a quanto ha affermato il collega Oppi, cioè che in quest'ultimo periodo sono successe molte cose anomale; tra di esse penso che si possa inclludere anche la richiesta che è stata presentata adesso dai colleghi del centrosinistra, e segnatamente dal collega Fadda e dal collega Cogodi.

Noi siamo in fase di discussione della manovra finanziaria che, come tutti sanno, è in grave ritardo addebitabile a chi ne porta la responsabilità; naturalmente poi si tratterebbe di vedere tra chi si ripartisce questa responsabilità. Viene chiesto adesso di interrompere i lavori del Consiglio per sentire, nella sede consiliare, le richieste che i sindaci, e non tutti, avanzano per la modifica e l'integrazione della legge finanziaria.

Io penso, Presidente, che il momento opportuno per avanzare tali richieste non sia quello dell'esame in aula della manovra, credo che ci siano altri momenti più idonei per risolvere i problemi che taluni sindaci, e quindi taluni enti locali, rappresentano. Credo che se si instaurasse questa prassi di sentire tutti i soggetti interessati, la miriade dei soggetti che guardano ai lavori del Consiglio e al licenziamento della legge finanziaria, che non sono solamente i sindaci, ma una platea molto più vasta, noi non saremo mai in grado di portare a compimento il nostro lavoro, di approvare la manovra finanziaria, per valida che sia, per buona che sia, condivisa o meno da tutti quanti. Io credo che sia giusto ascoltare i sindaci e quanto hanno da dire, e per questo sono favorevole ad una sospensione dei lavori del Consiglio, ma ritengo opportuno che l'audizione si svolga, come sempre si è svolta, in altre sedi, non in aula durante i lavori del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Signor Presidente, io voglio rassicurare il collega Balletto sul fatto che non è nostra intenzione interrompere i lavori del Consiglio; i lavori del Consiglio devono essere interrotti per decisione della Conferenza dei Capigruppo e, segnatamente, per consentire alla Commissione terza di approvare il disegno di legge sul terzo o quarto mese di esercizio provvisorio, quindi ci pensa la maggioranza a fare interruzioni e a ritardare l'iter della finanziaria. Noi stiamo semplicemente spiegando che, poiché alle ore 13.00 era previsto un incontro dei sindaci, di una rappresentanza dell'ANCI, che questa mattina ha tenuto una sua conferenza, con il Presidente del Consiglio, avevamo previsto, come Capigruppo del centrosinistra, avendo concordato con loro l'incontro, di incontrarci immediatamente dopo; noi stiamo dicendo che vorremmo fare quest'incontro nell'aula senza che ciò intralci l'esame della finanziaria, che proseguirà nei modi e nei termini che abbiamo detto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, a mio avviso è necessario che incontri come questo vengano chiesti in modo formale. Vorrei sapere come, quando i sindaci hanno chiesto di incontrare e chi intendono incontrare, perché io richiamo un po' tutta l'Assemblea al rispetto anche delle istituzioni. E` stato chiesto a lei, Presidente, di far svolgere questo incontro in aula, la richiesta è stata fatta da amici ad amici, sia pure rappresentanti istituzionali di enti locali, di entrambe le parti, come spesso accade, e poi si piomba in Aula e si stravolgono i lavori del Consiglio.

E` un problema di fondo molto serio; ma che senso ha voler rispettare certe liturgie, voler richiamare il senso dell'istituzione quando fa comodo e non rispettare l'istituzione quando non fa comodo. Il mio è un rifiuto per motivi di principio a quest'incontro, per come è stato prospettato. Se l'ANCI vuole dialogare col Consiglio, bene! Se poi si vogliono fare altre cose che nulla hanno a che vedere con le forme che l'attività consiliare deve assumere, sarei propenso a non accettare novità di sorta. Chi ha la responsabilità decida in tranquillità, non è questo il problema, ma se vogliono fissare un incontro devono chiederlo al Presidente, altrimenti c'è sempre una novità, i pescatori a destra e quegli altri a sinistra.

Si chiedono incontri in aula? bene, se ne discuta, ma si stabiliscano i tempi, si informi ogni consigliere, alcuni dei quali grazie al calendario stabilito si sono già allontanati mentre magari vorrebbero partecipare. A mio avviso, per il rispetto che dobbiamo alle norme del Regolamento e alle istituzioni, non ci sono i termini per un incontro oggi con la delegazione dell'ANCI, se non a livello di incontro tra amici che fanno parte di istituzioni che si occupano di fatti istituzionali, politici e di cose concrete, ma non c'è spazio oggi per accettare una proposta del genere, pena la serietà dell'istituzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, premetto che in quest'Aula ognuno di noi deve assolvere al ruolo di consigliere regionale e non ad altri ruoli che assume fuori dall'istituzione regionale, in quest'Aula siamo consiglieri regionali con responsabilità, alcuni, di governo; a mio avviso tutti gli altri ruoli assunti, elettivi o meno, al di fuori di quest'Aula devono essere rispettati assolutamente ma non usati per esprimere posizioni che non appartengono al ruolo di consigliere regionale.

Detto questo, io credo che, visto che non è stato possibile aderire all'invito dei sindaci a partecipare alla loro assemblea di stamattina, perché siamo impegnati nell'esame della finanziaria, possiamo realizzare un incontro coi Capigruppo. Questo incontro può avvenire stamattina, a mio avviso, a chiusura dei lavori che credo dovremo anticipare anche perché si deve riunire la Commissione bilancio per l'esame del disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio. In questo intervallo credo sia possibile sentire l'autorevole posizione dei sindaci che sicuramente ci sarà utile nel corso dei lavori.

Certo, questo potrebbe costituire un precedente e a seguito di altre richieste di incontro si potrebbero bloccare ripetutamente i lavori in Aula, ma questo era un impegno già preso e come tale deve essere rispettato e noi intendiamo rispettarlo. Magari nella programmazione dei lavori delle prossime giornate, bisognerà essere un po' più attenti assumendoci anche le responsabilità delle scelte che facciamo visto che abbiamo già avuto modo di sentire le parti sociali e tutte le parti interessate della società politica e civile per poter approvare, dopo aver fatto le opportune scelte, una manovra che dia risposta alle istanze che ci sono state rappresentate. Pertanto il nostro Gruppo, è disponibile anche nell'immediato a incontrare i sindaci, ascoltarli e fare tesoro delle loro istanze.

PRESIDENTE. Io voglio ricordare che non ci sarà nessuna interruzione della discussione sulla finanziaria in quanto i lavori sono stati programmati nella Conferenza dei Capigruppo; è stato raggiunto l'accordo di sospendere i lavori alle ore 12.30 e riprenderli alle 16.30. In questo lasso di tempo i consiglieri regionali, gli onorevoli Capigruppo potranno fare ciò che ritengono più opportuno, andare a pranzo o incontrare chi vogliono.

Devo anche aggiungere che io ho ricevuto giorni fa una richiesta da parte dell'ANCI di fissare un incontro insieme ai Capigruppo, ed ho risposto che avrei volentieri incontrato personalmente l'ANCI ma che non potevo prendere impegni per i Capigruppo, i quali devono essere contattati direttamente e con loro si devono stabilire gli accordi per eventuali incontri, cosa che è possibile fare; chi vorrà farlo lo farà questo pomeriggio.

Quanto alla richiesta di far accedere i sindaci all'aula durante i lavori del Consiglio, i colleghi che l'hanno fatta sanno bene che questo non è possibile.

FADDA (La Margherita-D.L.). Non durante i lavori.

PRESIDENTE. I sindaci possono essere incontrati nell'aula della terza Commissione, non in quella consiliare; adesso chiudiamo i lavori, chi vorrà parteciperà a questa riunione, io devo recarmi nel mio ufficio perchè alle ore 13 ho fissato l'incontro con la rappresentanza dell'ANCI.

I lavori riprenderanno stasera alle 16.30. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 12 e 54.



Allegati seduta

Testo delle mozioni annunziate in apertura di seduta

MOZIONE PINNA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRÚ- PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS sulla cessione ai comuni del patrimonio immobiliare connesso alle attività minerarie dismesse a seguito della liquidazione dell'EMSA, come previsto dall'articolo 8 della legge regionale 4 dicembre 1998, n. 33.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che, a seguito delle acquisizioni effettuate dalle società dell'ENI negli anni 1997-1998, la Regione Sarda dispone dell'immenso patrimonio immobiliare ex minerario (circa 6700 ettari di terreno sui quali insistono quasi 2000 unità immobiliari tra fabbricati industriali, civili e ruderi), di valore non solo immobiliare ma anche storico e culturale, il cui riutilizzo avrebbe dovuto consentire di dare avvio alla realizzazione di un piano generale di sviluppo finalizzato alla riconversione economica e sociale delle aree minerarie dismesse della Sardegna;

CONSIDERATO che, per favorire tale processo di riconversione, la legge regionale 4 dicembre 1998, n. 33, ha previsto il coinvolgimento di una pluralità di soggetti, pubblici e privati, ai quali doveva essere offerta la possibilità di acquisire il patrimonio immobiliare di proprio interesse per scopi sociali e di pubblica utilità (Amministrazioni comunali e altri enti pubblici) e per finalità economico-produttive (società di capitali - società individuali - società giovanili - artigiani - cooperative - persone fisiche, ecc.);

PRESO ATTO che, dopo aver adottato con gravissimi ritardi le direttive per la cessione dello stesso patrimonio alle amministrazioni comunali e ai privati, la Giunta regionale si è limitata a cedere ai Comuni per scopi sociali e di pubblica utilità solo gli immobili indicati negli elenchi imposti dall'EMSA in liquidazione, mentre non è stata capace, dopo quasi quattro anni di governo, di cedere nessun immobile ai privati per favorire la creazione di nuove opportunità economico-produttive;

RIMARCATO che, a causa dei ritardi e delle inadempienze della Giunta regionale, nelle aree minerarie dismesse sono state vanificate le aspettative delle comunità locali e degli operatori economici, generando un pesante ostacolo alla creazione, in tutti i territori interessati, di nuove opportunità di sviluppo e di lavoro legate al riutilizzo dei beni immobili ex minerari;

RILEVATO che il comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale n. 33 del 1998 prevede che "Salva contraria deliberazione della Giunta regionale, adottata su conforme parere della competente Commissione consiliare e motivata da evidenti ragioni di perseguimento di un diverso rilevante pubblico interesse, i beni immobili pervenuti alla Regione per la liquidazione dell'EMSA o delle società partecipate sono ceduti a titolo gratuito ai comuni in cui sono situati, entro sei mesi dalla domanda, a condizione che questa sia accompagnata da un piano di utilizzazione formalmente adottato dall'Amministrazione comunale";
   

   
RICORDATO che, all'atto dell'approvazione della richiamata legge regionale, il Consiglio regionale giunse a tale determinazione anche a seguito delle forti pressioni esercitate dai Sindaci dei Comuni minerari che rivendicavano, su iniziativa dell'allora Sindaco di Iglesias e attuale Presidente della Giunta regionale che mise in atto roboanti azioni di protesta, l'immediato trasferimento ai Comuni a titolo gratuito e con effetto immediato di tutto il patrimonio immobiliare ex minerario detenuto dall'EMSA e dalle sue società controllate;
   

   

CONSTATATO con preoccupazione che la Giunta regionale, in palese contraddizione con le posizioni a suo tempo assunte dal Presidente Pili quando ricopriva la carica di Sindaco di Iglesias e in contrasto e violazione della legge regionale n. 33 del 1998, ha deciso con delibera 40/15 del 13 dicembre 2002 che, dopo la liquidazione definitiva dell'EMSA avvenuta il 21 gennaio 2003, tutti i beni immobili di cui è titolare l'IGEA siano ceduti dalla stessa società ai soggetti pubblici e privati con le modalità previste dalle direttive in vigore per la fase di liquidazione dell'EMSA e ormai prive di qualunque efficacia,

impegna

il Presidente della Regione, l'Assessore dell'industria e l'Assessore degli enti locali

ad adottare gli atti necessariper consentire, nel rispetto delle disposizioni contenute nella legge regionale n. 33 del 1998, l'immediato trasferimento a titolo gratuito ai Comuni interessati di tutto il patrimonio immobiliare ex minerario già detenuto dall'EMSA e dalle sue società partecipate, anche per porre fine all'inconcludenza finora registratasi che non ha consentito di cedere alcun cespite agli operatori privati al fine di creare nuove opportunità di sviluppo e di lavoro indispensabili per dare avvio alla riconversione economica e sociale delle aree minerarie dismesse della Sardegna. (99)

MOZIONE BALIA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - SCANO - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS per una scelta di pace.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che il Governo degli Stati d'America ha annunciato che promuoverà una guerra contro l'IRAQ indipendentemente dalle decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite;

CONSIDERATO che il dichiarato carattere "preventivo" della guerra è incompatibile con lo Statuto dell'ONU che può autorizzare un intervento militare solo a seguito di un'invasione di un Paese nei confronti di un altro;

SOTTOLINEATO che nel rispetto della Costituzione la partecipazione, diretta o indiretta, dell'Italia ad operazioni militari, è legittima solo in caso di legittima difesa in senso proprio, o quando le operazioni militari siano disposte o autorizzate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e il Parlamento nazionale deliberi di conseguenza nell'interesse nazionale e per difendere o ristabilire la pace;

CONSAPEVOLI che appare possibile pervenire alla definitiva eliminazione delle armi di distruzione di massa eventualmente detenute dall'IRAQ senza ricorso alla guerra;

VISTA la decisione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU di proseguire le ispezioni;

VERIFICATO che il Governo iracheno ha accettato, senza porre alcuna RICONOSCENDO il grande valore delle dichiarazioni ed iniziative della Santa Sede;

condizione, le ispezioni ONU in applicazione delle relative risoluzioni del Consiglio di Sicurezza;

RIMARCATO il valore positivo del documento approvato dal Consiglio Europeo il 17 febbraio 2003;

RICHIAMATA ancora l'adesione convinta ai principi della Costituzione italiana e della Carta delle Nazioni Unite che escludono azioni di guerra quale mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e l'impegno richiesto a tutte le istituzioni perché operino per garantire nel mondo giustizia e pace;

SOTTOLINEATO, inoltre, lo straordinario valore della partecipazione popolare alle manifestazioni che si sono svolte in tutto il mondo interpretando i sentimenti e la volontà dei cittadini di tutti i Paesi;

CONDIVIDENDO il richiamo fatto dal Capo dello Stato per il rigoroso rispetto dei consolidati capisaldi della politica estera della Repubblica e della Costituzione;

DISAPPROVANDO la conduzione politico-diplomatica della crisi nelle scorse settimane da parte del Governo,

chiede al Governo

- di non fornire alcun supporto politico, diplomatico, operativo e logistico a qualunque azione che configuri un coinvolgimento dell'Italia a favore della guerra;

- di sostenere le iniziative delle Nazioni Unite per proseguire le ispezioni e procedere così all'eventuale smantellamento delle armi proibite;

- di ritirare eventuali autorizzazioni concesse relativamente al sorvolo dello spazio aereo nazionale da parte di velivoli militari che possano essere impegnati in azioni belliche e a non concedere l'uso delle nostre basi neanche per attività di scalo tecnico, onde evitare il rischio di essere, seppure indirettamente, coinvolti nel conflitto;

- di assumere utili iniziative per garantire un percorso di pace in Medio Oriente e risolvere il conflitto israelo-palestinese;

- di sostenere l'inserimento nella Convenzione europea dell'esplicito richiamo ai contenuti dell'articolo 11 della Costituzione italiana. (100)