Seduta n.162 del 09/02/2006 

CLXII SEDUTA

Giovedì 9 febbraio 2006

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 46.

cassano, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 1° febbraio 2006 (156), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Gessa, Lanzi, Licandro, Pacifico e Alberto Sanna hanno chiesto congedo per la seduta del 9 febbraio.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interpellanza SANJUST - LA SPISA - CONTU - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - PILI - RASSU - SANCIU - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - OPPI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO - LADU - MURGIONI - GALLUS - VARGIU - CASSANO - PISANO - CHERCHI Oscar, sulla transazione dei canoni dovuti all'ERSAT dalla società Cooperativa 3A di Arborea". (149)

PRESIDENTE. Colleghi, c'è un'esigenza di approfondimento riguardo ad una materia da affrontare in Conferenza di Capigruppo. Pertanto convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per le ore 17.

Quindi sospendo la seduta fino alle ore 17 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 47, viene ripresa alle ore 17 e 52.)

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi per il ritardo causato dal protrarsi della Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Dobbiamo procedere alla votazione per il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 199/S/A; essendo la prima votazione, sospendiamo i lavori dell'Aula per dieci minuti onde consentire ai colleghi di raggiungere le postazioni. Si vota quindi alle 18 e 02.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 53, viene ripresa alle ore 18 e 02.)

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)" (199/S/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 199/S/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intervengo per dichiarazione di voto, pur non essendo rituale probabilmente, almeno a sentire i commenti dei colleghi della maggioranza, però vi sono spinto dal fatto che non c'è stata nessuna considerazione, mi dispiace, da parte dell'assessore Pigliaru che ci abbia indotto, o che abbia indotto me personalmente, a comprendere in maniera diversa soprattutto la parte riguardante la famosa questione relativa alle risorse che potrebbero o non potrebbero pervenire dallo Stato.

Assessore, io continuo ad avere la mia idea: questo bilancio è assolutamente illegittimo. Ritengo pertanto opportuno che venga rimarcato. Non stiamo parlando di piccole somme, stiamo parlando di circa 2 miliardi di euro che vengono imputati in bilancio come entrate, lei dice, presunte, ma sono entrate certe da come le avete impostate, e certe non sono! Non si può dire che non siano somme virtuali, non si può pensare che, se queste risorse non pervengono alla Regione Sardegna, di fatto non succeda niente. Succede eccome qualcosa! Succede, per esempio, che la parte di contrazione del mutuo non sarà più quella che oggi figura nella manovra finanziaria, ma sarà una quota di gran lunga superiore, sarà presumibilmente di 3 miliardi e 166 milioni. Questo vorrà dire che la quota di mutuo non sarà più quella che è imputata e io credo che questo non possa essere modificato con un assestamento di bilancio.

In ogni caso, senza scendere tecnicamente nel problema, continuo a fare la stessa domanda. Ho definito con una certa disinvoltura il visto del direttore generale del bilancio, mi auguro che non ci sia la sua stessa disinvoltura nell'impostare in questa manovra finanziaria una cifra così importante perché, se è vero che non esiste un controllo, visto che non siamo sottoposti a controllo, fossimo stati un ente locale, questa sarebbe stata un'operazione impossibile. Ora tutte le giustificazioni che l'Assessore ha voluto rendere a quest'Aula non sono state assolutamente sufficienti. Io credo che si sarebbero dovute adoperare...

PRESIDENTE. Onorevole Diana, il tempo a sua disposizione è terminato. Ricordo ai colleghi che le dichiarazioni di voto durano, secondo il nuovo Regolamento, tre minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Non essendo potuto intervenire durante la parte iniziale di questo dibattito sulla finanziaria per un impedimento fisico, non per mia volontà, approfitto di questa dichiarazione di voto per parlare. Mi dichiarerò contrario a questa finanziaria perché ho rilevato che mai come in essa si è registrata una distanza così grande fra l'azione del Governo regionale e la realtà della Sardegna. L'hanno sottolineato più volte gli interventi che si sono susseguiti in quest'Aula l'altro ieri e l'hanno dichiarato senza mezzi termini anche le organizzazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, alcune con molta chiarezza, per esempio la CISL ha addirittura definito l'incontro con la Giunta sulla finanziaria nient'altro che una rapida consultazione di documenti incompleti.

In effetti la critica più stringente volta dai sindacati alla Giunta riguarda proprio il fatto che nessuna delle indicazioni provenienti dalle organizzazioni dei lavoratori sia stata minimamente recepita. Sarebbe un grave errore, ma certamente la maggioranza lo farà, non tener conto dell'ampio dibattito che si è sviluppato nella società sarda prima ancora che nelle istituzioni e tra le forze politiche su questa legge finanziaria, sui metodi con i quali è stata formata e ovviamente sui suoi contenuti. Alleanza Nazionale invece crede che, a quel dibattito, vada attribuita la massima considerazione, sia perché è compito fondamentale di chi ha la responsabilità di governo ascoltare la voce delle varie articolazioni della società in cui opera e sia perché gli spunti, le osservazioni, le istanze provenienti dal basso, dalle organizzazioni sindacali, come ho detto prima, e dalle categorie professionali e dal mondo dell'associazionismo ci offrono una lettura della finanziaria molto diversa da quella messa a punto dalla Giunta, molto probabilmente è la vera e corretta interpretazione del documento. Per noi del centrodestra e di Alleanza Nazionale in particolare è senz'altro così.

Sul metodo con cui è stata formulata la legge fondamentale della nostra Regione si è detto e scritto molto, sostanzialmente, a nostro giudizio, non c'è niente di nuovo. E' una finanziaria assolutamente sganciata dalla realtà sarda di oggi e purtroppo anche di domani, pensata da poche persone che credono di rappresentare l'esercito della salvezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Noi diciamo da subito che apprezziamo lo sforzo dell'assessore Pigliaru che, nella situazione data, ha saputo impostare una manovra che tenta perlomeno di far sì che si possano coniugare politiche di rigore con politiche per lo sviluppo, se consideriamo la manovra nel suo complesso compresi i collegati. Però, di fronte a situazioni di straordinaria emergenza, mi pare che forse bisogna avere più coraggio, più determinazione e probabilmente, Assessore, bisogna anche osare di più.

Noi raccogliamo l'invito, che penso debba essere raccolto da tutti, della Chiesa sarda che ci ricorda i 300 mila poveri, un quinto della popolazione sarda che vive sotto la soglia della povertà. Non possiamo ignorare un sistema come la formazione professionale, dove è giusto che finalmente si metta ordine e mano, però non si può buttare il bambino con l'acqua sporca, perché ci sono tanti formatori seri e tanti enti che sensatamente hanno svolto questa funzione nel corso di questi anni. Non possiamo certamente depauperare una legge come la "51" sull'artigianato, che è una delle poche leggi che funzionano; non possiamo far sì che la legge 37 sul piano del lavoro, che ha mobilitato energie in ambito locale, possa essere non sostenuta da adeguate risorse.

Ecco allora che i Popolari Udeur votano sì al passaggio all'esame degli articoli ma, lo diciamo con serenità e anche con spirito costruttivo di collaborazione, riserviamo il giudizio finale, il voto finale di questa manovra alla resipiscenza eventuale di questa maggioranza e di questa Giunta di tornare almeno sulle questioni che per i Popolari Udeur sono assolutamente fondamentali. Il vecchio saggio della finanza italiana, Enrico Cuccia, diceva che le azioni si contano, spesso però si pesano. Sarà il contributo di due consiglieri regionali (espressione di questo Partito) che, al di là dei numeri, sperano di dare peso a questa manovra - che ci accingiamo a discutere e a esitare - perché possa dare i suoi sperati frutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, certamente il voto di Alleanza Nazionale è un voto contrario. Pur sapendo che naturalmente il nostro voto contrario non impedirà che si passi all'esame degli articoli e anche se, in questo passaggio, che è comunque delicato, notiamo un ennesimo sfilacciamento, un ennesimo distinguo che è significativo all'interno della maggioranza, continuiamo a dire "no" a questa legge finanziaria per i motivi ampiamente esposti negli interventi durante la discussione generale.

Assessore Pigliaru, le assicuro che alcune parti del suo intervento erano accettabili, a mio modestissimo avviso, altre no. Sulla questione fondamentale dell'iscrizione in bilancio e della contabilizzazione di cifre non ancora esistenti, non ancora trasferite e nemmeno contrattate con lo Stato, lei, mi dispiace doverglielo dire, è stato tutt'altro che chiaro, ha continuato semplicemente con parole diverse a ripetere il vostro ragionamento di fondo ("Così noi abbiamo calcolato, così noi abbiamo deciso e così sarà"), francamente senza dissipare tutti i dubbi che in proposito nutrivamo e che quindi continuiamo ancora più che mai a nutrire.

E' una legge finanziaria alla quale diciamo "no" perché c'è questo vizio in origine che noi riteniamo gravissimo; è una finanziaria alla quale diciamo "no" perché è completamente snaturata, dopo lo stralcio delle norme intruse che ne costituivano parte fondamentale; diciamo "no" alla finanziaria perchè è scollegata dalla realtà sociale, produttiva ed economica della Sardegna, perchè è l'ennesima finanziaria, l'ennesimo atto legislativo della Giunta in carica che va palesemente contro gli interessi della Sardegna, non ascoltando le ragioni che vi sono state portate. E' vero, avete avuto gli incontri, lei anche ieri lo ha ripetuto più volte, i Capigruppo della maggioranza l'hanno ripetuto più volte, forse avete in qualche occasione avuto un momento di incontro con i rappresentanti delle categorie produttive, con i rappresentanti dei lavoratori dei vari settori. Certamente non li avete ascoltati, certamente non avete inserito all'interno della finanziaria quello che non dubito sia stato il frutto di un ragionamento che con essi avete fatto.

Quindi per questo diciamo "no" alla finanziaria e diciamo "no" soprattutto perchè la riteniamo profondamente scollegata dagli interessi reali della Sardegna di oggi, perchè la riteniamo autenticamente inadeguata ad affrontare i gravissimi e drammatici problemi della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, la replica dell'Assessore e le argomentazioni portate dai colleghi della maggioranza ci hanno ulteriormente convinto che questo bilancio non sta in piedi. Le argomentazioni portate sono tutte di natura squisitamente politica, d'altra parte rientrano in quella logica che viene perseguita dal presidente Soru che è sempre la stessa: "Usiamo i pescatori contro lo Stato che non vuole diminuire il gravame delle servitù militari. Mettiamo un mese di esercizio provvisorio perchè così costringiamo il Consiglio regionale a lavorare e ad approvarlo. Indichiamo entrate che sono taroccate perchè non hanno nessun senso e nessuna giustificazione". Guardate, colleghi del Consiglio, quando voteremo l'articolo 1 e discuteremo delle entrate della Regione, noi chiederemo la votazione per appello nominale perchè ognuno deve rendersi conto che è responsabile dell'atto che sta compiendo e non si può assolutamente nascondere.

Anche se il debito fosse quantificato esattamente, anche se il debito è un debito certo, se non sono certi i tempi per incamerare le risorse, questo bilancio non sta in piedi; noi sappiamo benissimo - l'ho detto in occasione del dibattito generale - che, se anche ci fosse l'an e non il quando, il bilancio non sta in piedi, ed ogni consigliere regionale è responsabile personalmente di quello che sta scrivendo. Non si venga a dire che "nel caso in cui lo Stato non ci dà i soldi ricorriamo...", queste sono argomentazioni di natura politica, questo è un atto amministrativo. Noi non ci siamo mai immaginati di inventarci entrate inesistenti per affrontare il bilancio. Questa è una grande porcheria che è stata fatta! Ma ve lo immaginate? Chi è che non è in grado di fare un bilancio? Potevamo ipotizzare, anziché 400 miliardi, 4000 miliardi e avremmo fatto un bilancio, anziché di 6 mila miliardi, di 12 mila miliardi! Ma questa è follia allo stato puro!

Noi abbiamo sempre indicato, con certificazione e con impegno da parte del Governo, le somme che lo Stato si era impegnato a pagare durante l'esercizio in corso. Questo veramente è un trucco contabile che non sta né in cielo né in terra, lo dico senza fare polemiche ma richiamando la responsabilità personale dei consiglieri regionali che non si possono trincerare dietro la legge. Ormai questo argomento è venuto fuori, è lampante, quindi quando chiederemo a Mario Floris di votare, Mario Floris si assumerà la responsabilità di votare sapendo che cosa sta votando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C). Il passaggio all'esame degli articoli consente di votare gli articoli e quindi di vedere quale legge verrà fuori. Mi sembra eccessivo dare sempre per scontato che votiamo esattamente gli articoli come esitati dalla Commissione, a raffica, o dire oggi, adesso, al passaggio agli articoli, che tutto ciò che è proposto negli articoli è già approvato o lo riteniamo già approvato, oltre che mi sembra eccessivo dare un giudizio finale sulla finanziaria prima di discuterla nel merito.

Io voterò a favore per il passaggio all'esame degli articoli avendo in mente che questa finanziaria sappia cogliere e dare una risposta a quelle esigenze che sono state manifestate più volte, in più occasioni nel corso della legislatura attorno ai temi sociali e del lavoro.

Per cui, il voto a favore è un voto di fiducia alla costruzione di una finanziaria che sia corrispondente ai bisogni della Sardegna e dei sardi. Ci sono temi importanti che debbono essere affrontati, c'è una normativa in essere che deve essere finanziariamente sostenuta, c'è una filosofia nuova da segnare per la prospettiva di questa legislatura che è un'attenzione al sociale, ai temi del lavoro, ai temi delle condizioni dei più disagiati, che deve iniziare con questa finanziaria, che non può essere rinviata a conclusione della legislatura, che deve segnare il cambio del tono di questa legislatura.

Ecco perchè voterò a favore per il passaggio all'esame degli articoli sperando, alla fine della discussione, di poter votare anche a favore della finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, il nostro voto a questa finanziaria sarà un voto contrario, anche perchè non mi pare che essa abbia avuto un miglioramento durante il passaggio in Commissione, sono stati accolti soltanto pochi emendamenti, fra l'altro non di grande importanza. Quindi noi riteniamo che questa Giunta abbia concepito un bilancio blindato che non si voglia modificare.

Mi auguro che questo passaggio in Consiglio regionale serva per migliorare la manovra, però ad oggi non abbiamo visto questa volontà. Purtroppo noi vediamo che questi due mesi di ritardo nell'approvazione della manovra non sono serviti a presentare una finanziaria capace di affrontare i gravi problemi della Sardegna. Si è voluto per giunta presentare una finanziaria facendo riferimento a delle entrate che sappiamo benissimo non ci saranno, sappiamo che questa finanziaria verrà rivista in corso d'opera fra non molto, quando ci si renderà conto finalmente che queste entrate non sono assolutamente vere. Quindi praticamente noi sappiamo di aver a che fare con una manovra non vera, una manovra falsa, sappiamo che non sarà questa che accompagnerà durante l'anno la finanziaria di questa Regione.

E' una manovra senza strategie, purtroppo, perchè non individua linee di sviluppo; quello che ci pare grave è che questa finanziaria non abbia la consapevolezza della crisi, della situazione di emergenza che sta vivendo la Sardegna. Oggi tutto il mondo produttivo è in una fase di avanzata contestazione, come il mondo agropastorale che ha occupato anche giorni fa l'Assessorato, all'interno del quale ci sono movimenti, situazioni di grande disagio, o il settore della formazione professionale per il quale abbiamo visto tutti quanti qual è la preoccupazione, non solo perchè rischiano di essere licenziate mille unità lavorative ma soprattutto perchè noi stiamo rinunciando ad un ruolo importante quale quello della formazione professionale...

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Dopo aver seguito attentamente tutta la discussione generale, ma soprattutto dopo aver letto ieri mattina negli occhi di molti lavoratori della formazione professionale la disperazione per il loro posto di lavoro, mi convinco ancora di più che la vostra politica continua ad essere cieca e sorda davanti ai problemi veri della gente. Questa legge è figlia vostra, figlia di una Regione che purtroppo si pone come una matrigna insensibile nei confronti degli interessi dei sardi. I bisogni concreti, i problemi quotidiani di migliaia di lavoratori restano fuori dalle vostre porte. Voi sognate un popolo fatto tutto di "intellighenzia", volete regalare ai sardi la lingua inglese, ma tutto questo non basta. Stiamo attenti! E' inutile lanciare o lanciarsi in idee affascinanti e originali che sanno tanto di slogan quando poi si sa già che non potranno essere effettivamente concretizzate; questo, ricordate, non lo dico soltanto io, l'ho già detto anche nel mio intervento durante la discussione generale, lo dicono i vostri colleghi di maggioranza, ne cito soltanto tre: l'onorevole Cucca, l'onorevole Cerina, l'onorevole Gessa che, nella loro relazione, hanno dichiarato che vi daranno la benedizione solo ed esclusivamente per disciplina di partito e di coalizione. Ecco, questi sono consiglieri sinceri ed onesti, questa è la vostra vera sconfitta. Spiegatemi voi se questa non è una vera sconfitta.

Assessore, io ricordo che, l'anno scorso, nella sua replica, lanciò a noi dell'opposizione una sfida e contemporaneamente un suggerimento con queste testuali parole: "Proponete innovazioni che noi non siamo stati in grado di pensare. Questo è un modo di fare opposizione che aiuterebbe tutti"..

Assessore, io credo che la nostra risposta è stata data l'anno scorso con la valanga di emendamenti che sono stati presentati; quest'anno la nostra risposta è rappresentata dalla valanga di emendamenti che andremo a vedere durante la discussione dei vari articoli a dimostrazione che questa finanziaria non va bene, non si regge. E' inutile che voi continuiate a sottolineare che quelle partite della finanziaria dovrebbero andare a coprire il disavanzo; ricordatevi, non hanno nessuna garanzia, non hanno nessuna copertura certa e non hanno nessuna certificazione.

Ecco perchè credo che bisogna essere anche un pochettino sinceri e un attimino onesti. Sono fermamente convinto che, se non si apre un confronto aperto e leale, non si possa arrivare a nessuna sintesi che raggiunga l'obiettivo che sta a cuore, non soltanto a noi, ma alla Sardegna ed ai sardi. Per questo motivo, io voto contro il passaggio all'esame degli articoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Vorrei chiedere ai colleghi del centrodestra, se fosse possibile, di valutare che la questione sociale in Sardegna è di così grande portata che farla diventare uno strumento di confronto polemico vuol dire anche un po' banalizzarla. E' vero, esiste una questione sociale di così grande portata rispetto alla quale questa finanziaria tenta qualche risposta; certamente non dà tutte le risposte, ma è abbastanza improprio e soprattutto è anche un po' ingiusto oltre che un po' violento usare le questioni sociali in termini polemici e ideologici, cioè soltanto a fini di schieramento.

Per quanto riguarda la questione delle entrate, sull'appello dell'onorevole Floris, rivolto ad ognuno per votare secondo coscienza, vorrei fare delle considerazioni rapidissime: quando l'onorevole Tremonti prevedeva crescite del PIL, che hanno consentito un aumento poi della spesa pubblica, lo faceva su basi meno fondate di quelle fondate sulla legge 122 che individua i sette decimi di IRPEF e di IVA. Detto questo, è chiarissimo che la manovra non è fatta solo di questo, è fatta anche di un bavaglio, quello della riduzione dei mutui contratti per coprire il deficit.

Allora proviamo a fare una cosa insieme, nella riforma della legge di contabilità scriviamo che, ogni qualvolta le entrate previste vanno in aumento rispetto alla serie storica, si mette un vincolo di legge, quindi non delegato alla volontà del buon amministratore attuale ma di chiunque ci sia, un vincolo di legge per cui proporzionalmente deve diminuire il ricorso ai mutui per coprire il deficit.

La proposta che vorrei fare per il prossimo esame della legge di contabilità è: istituzionalizziamo il bavaglio alla spesa impropria proposto virtuosamente dall'assessore Pigliaru. In questo modo, qualsiasi governo, non solo questo di questo colore ma anche quello futuro, che dovesse pensare di iscrivere a bilancio qualsiasi entrata, deve sapere che non può coprire le uscite, ma deve proporzionalmente ridurre il ricorso al mutuo per coprire il deficit. Facciamo una cosa seria, facciamolo sulla legge di bilancio. E' per questo bavaglio inserito dall'assessore Pigliaru che si può votare con coscienza il passaggio all'esame degli articoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Il voto "no" al passaggio all'esame degli articoli è motivato dal fatto che una manovra, esitata con un voto "sì" da parte della maggioranza, contenente tutte le contraddizioni emerse nel dibattito introduttivo, credo che non meriti nessuna possibilità di andare oltre. Al di là dei ragionamenti attorno alla legge finanziaria di oggi per domani, io credo che l'opportunità ponga un vincolo di serietà nel componimento di un bilancio.

Nel dibattito introduttivo, io ho sentito spesse volte richiamare il Presidente, altre volte l'ho fatto anch'io. Credo che d'ora in poi non citerò più il presidente Soru perchè vi è una responsabilità che va scissa in via definitiva tra una maggioranza che lo affianca, lo sostiene, che nelle articolazioni dei partiti porta a compimento delle politiche che certamente non sono quelle volute da chi ha votato nel 2004, sia sotto l'aspetto sociale, sia sotto l'aspetto economico, che dello sviluppo e della politica generale in Sardegna.

Noi qui discutiamo di un sistema istituzionale, basta vedere le nuove province, già ricordato da parecchi, che non hanno neanche la possibilità di avere finanziamenti, oppure i comuni esautorati, un sistema creditizio che fa acqua e viene ad essere eroso ancora una volta senza avere una prospettiva. L'onorevole Cherchi ha citato qualche punto significante della politica del credito, la riprenderemo magari volendo ripercorrere la possibilità di costituire una merchant bank o di creare una catena effettiva di banche cooperative in Sardegna. Andremo a vedere. Il sistema dei trasporti, che certamente non è soddisfacente né da e per la Sardegna né all'interno della Sardegna. Il sistema produttivo, artigianato, commercio, turismo. Ma l'avete visto? Voi stessi avete citato queste cose e dovrei continuare con la ricerca, l'innovazione, eccetera. Prima in Sardegna sembrava che brillasse qualcosa nella ricerca tecnologica, oggi invece assistiamo ad una involuzione, che ci vede di fatto sempre più lontani da una competizione che dovrebbe darci lustro e capacità appunto di essere presenti in una situazione di globalizzazione così come viviamo.

Credo che non ci sia da aggiungere di più, finirei col dire che le accuse vengono dalla stessa maggioranza, non c'è bisogno di aggiungerne altre nei confronti di questa manovra finanziaria che va bocciata nella sua essenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo molto sinteticamente, a nome del Gruppo, per confermare il giudizio contrario, e quindi il nostro voto conseguente sul passaggio all'esame degli articoli, a questa manovra finanziaria, a tutta la politica finanziaria, economica e sociale di questo Governo, di questa maggioranza.

Votiamo contro l'impianto tecnico finanziario di questa manovra, contro un'impostazione che non è fondata sull'equilibrio fra entrate e spese; verrà dimostrato passo passo, al di là della buona fede e delle argomentazioni pacate contenute nella risposta dell'Assessore, che non è un bilancio in equilibrio, non è un bilancio vero, non è un bilancio costituzionalmente legittimo.

Onorevole Maninchedda, questa manovra finanziaria non pone un bavaglio virtuoso al disavanzo, pone semplicemente una foglia di fico sul disavanzo che rimane ben al di là delle cifre che compaiono in questa proposta di bilancio e che dovranno essere probabilmente corrette in corso di esercizio. Votiamo contro perchè la questione della spesa sociale non è stata affrontata seriamente da questa maggioranza e da questo Governo.

Votiamo contro perchè, insieme a questa assenza di vera sensibilità sociale, contrariamente alle dichiarazioni programmatiche, al programma elettorale di questo Governo, si fa soltanto propaganda diffusa, sparsa a piene mani sul territorio e sugli organi di informazione. Una manovra che,falsa sul piano dell'equilibrio del bilancio, contemporaneamente però si dipinge di una volontà di tassare la ricchezza a favore dei poveri, di innovare la capacità linguistica dei nostri ragazzi e di diffondere una immagine della Sardegna che, pretenziosamente, vuole essere sintetizzata nell'immagine che sembra più lo slogan di un nuovo partito piuttosto che un programma reale di intervento a favore della Sardegna; "Sardegna fatti bella" sembra quasi la sintesi didascalica di un depliant promozionale dell'immagine di una Sardegna che esiste solo in qualche cartolina, in qualche fotografia che questo Governatore vuole diffondere ma che, in realtà, non riesce a mantenere.

Abbiamo disoccupazione crescente e questo certamente non verrà…

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, il tempo a sua disposizione è terminato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 199/S/A.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Pisu e Moro hanno votato, il primo a favore, il secondo contro.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 69

Votanti 66

Astenuti 3

Maggioranza 33

Favorevoli 45

Contrari 21

(Il Consiglio approva)

La Commissione bilancio, la terza Commissione, è convocata alle ore 19 per l'esame degli emendamenti.

Il Consiglio invece è convocato martedì 14 febbraio alle ore 10.00.

La seduta è tolta alle ore 18 e 41.



Allegati seduta

CLXII SEDUTA

Giovedì 9 febbraio 2006

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 46.

cassano, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 1° febbraio 2006 (156), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Gessa, Lanzi, Licandro, Pacifico e Alberto Sanna hanno chiesto congedo per la seduta del 9 febbraio.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interpellanza SANJUST - LA SPISA - CONTU - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - PILI - RASSU - SANCIU - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - OPPI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO - LADU - MURGIONI - GALLUS - VARGIU - CASSANO - PISANO - CHERCHI Oscar, sulla transazione dei canoni dovuti all'ERSAT dalla società Cooperativa 3A di Arborea". (149)

PRESIDENTE. Colleghi, c'è un'esigenza di approfondimento riguardo ad una materia da affrontare in Conferenza di Capigruppo. Pertanto convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per le ore 17.

Quindi sospendo la seduta fino alle ore 17 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 47, viene ripresa alle ore 17 e 52.)

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi per il ritardo causato dal protrarsi della Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Dobbiamo procedere alla votazione per il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 199/S/A; essendo la prima votazione, sospendiamo i lavori dell'Aula per dieci minuti onde consentire ai colleghi di raggiungere le postazioni. Si vota quindi alle 18 e 02.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 53, viene ripresa alle ore 18 e 02.)

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)" (199/S/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 199/S/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intervengo per dichiarazione di voto, pur non essendo rituale probabilmente, almeno a sentire i commenti dei colleghi della maggioranza, però vi sono spinto dal fatto che non c'è stata nessuna considerazione, mi dispiace, da parte dell'assessore Pigliaru che ci abbia indotto, o che abbia indotto me personalmente, a comprendere in maniera diversa soprattutto la parte riguardante la famosa questione relativa alle risorse che potrebbero o non potrebbero pervenire dallo Stato.

Assessore, io continuo ad avere la mia idea: questo bilancio è assolutamente illegittimo. Ritengo pertanto opportuno che venga rimarcato. Non stiamo parlando di piccole somme, stiamo parlando di circa 2 miliardi di euro che vengono imputati in bilancio come entrate, lei dice, presunte, ma sono entrate certe da come le avete impostate, e certe non sono! Non si può dire che non siano somme virtuali, non si può pensare che, se queste risorse non pervengono alla Regione Sardegna, di fatto non succeda niente. Succede eccome qualcosa! Succede, per esempio, che la parte di contrazione del mutuo non sarà più quella che oggi figura nella manovra finanziaria, ma sarà una quota di gran lunga superiore, sarà presumibilmente di 3 miliardi e 166 milioni. Questo vorrà dire che la quota di mutuo non sarà più quella che è imputata e io credo che questo non possa essere modificato con un assestamento di bilancio.

In ogni caso, senza scendere tecnicamente nel problema, continuo a fare la stessa domanda. Ho definito con una certa disinvoltura il visto del direttore generale del bilancio, mi auguro che non ci sia la sua stessa disinvoltura nell'impostare in questa manovra finanziaria una cifra così importante perché, se è vero che non esiste un controllo, visto che non siamo sottoposti a controllo, fossimo stati un ente locale, questa sarebbe stata un'operazione impossibile. Ora tutte le giustificazioni che l'Assessore ha voluto rendere a quest'Aula non sono state assolutamente sufficienti. Io credo che si sarebbero dovute adoperare...

PRESIDENTE. Onorevole Diana, il tempo a sua disposizione è terminato. Ricordo ai colleghi che le dichiarazioni di voto durano, secondo il nuovo Regolamento, tre minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Non essendo potuto intervenire durante la parte iniziale di questo dibattito sulla finanziaria per un impedimento fisico, non per mia volontà, approfitto di questa dichiarazione di voto per parlare. Mi dichiarerò contrario a questa finanziaria perché ho rilevato che mai come in essa si è registrata una distanza così grande fra l'azione del Governo regionale e la realtà della Sardegna. L'hanno sottolineato più volte gli interventi che si sono susseguiti in quest'Aula l'altro ieri e l'hanno dichiarato senza mezzi termini anche le organizzazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, alcune con molta chiarezza, per esempio la CISL ha addirittura definito l'incontro con la Giunta sulla finanziaria nient'altro che una rapida consultazione di documenti incompleti.

In effetti la critica più stringente volta dai sindacati alla Giunta riguarda proprio il fatto che nessuna delle indicazioni provenienti dalle organizzazioni dei lavoratori sia stata minimamente recepita. Sarebbe un grave errore, ma certamente la maggioranza lo farà, non tener conto dell'ampio dibattito che si è sviluppato nella società sarda prima ancora che nelle istituzioni e tra le forze politiche su questa legge finanziaria, sui metodi con i quali è stata formata e ovviamente sui suoi contenuti. Alleanza Nazionale invece crede che, a quel dibattito, vada attribuita la massima considerazione, sia perché è compito fondamentale di chi ha la responsabilità di governo ascoltare la voce delle varie articolazioni della società in cui opera e sia perché gli spunti, le osservazioni, le istanze provenienti dal basso, dalle organizzazioni sindacali, come ho detto prima, e dalle categorie professionali e dal mondo dell'associazionismo ci offrono una lettura della finanziaria molto diversa da quella messa a punto dalla Giunta, molto probabilmente è la vera e corretta interpretazione del documento. Per noi del centrodestra e di Alleanza Nazionale in particolare è senz'altro così.

Sul metodo con cui è stata formulata la legge fondamentale della nostra Regione si è detto e scritto molto, sostanzialmente, a nostro giudizio, non c'è niente di nuovo. E' una finanziaria assolutamente sganciata dalla realtà sarda di oggi e purtroppo anche di domani, pensata da poche persone che credono di rappresentare l'esercito della salvezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Noi diciamo da subito che apprezziamo lo sforzo dell'assessore Pigliaru che, nella situazione data, ha saputo impostare una manovra che tenta perlomeno di far sì che si possano coniugare politiche di rigore con politiche per lo sviluppo, se consideriamo la manovra nel suo complesso compresi i collegati. Però, di fronte a situazioni di straordinaria emergenza, mi pare che forse bisogna avere più coraggio, più determinazione e probabilmente, Assessore, bisogna anche osare di più.

Noi raccogliamo l'invito, che penso debba essere raccolto da tutti, della Chiesa sarda che ci ricorda i 300 mila poveri, un quinto della popolazione sarda che vive sotto la soglia della povertà. Non possiamo ignorare un sistema come la formazione professionale, dove è giusto che finalmente si metta ordine e mano, però non si può buttare il bambino con l'acqua sporca, perché ci sono tanti formatori seri e tanti enti che sensatamente hanno svolto questa funzione nel corso di questi anni. Non possiamo certamente depauperare una legge come la "51" sull'artigianato, che è una delle poche leggi che funzionano; non possiamo far sì che la legge 37 sul piano del lavoro, che ha mobilitato energie in ambito locale, possa essere non sostenuta da adeguate risorse.

Ecco allora che i Popolari Udeur votano sì al passaggio all'esame degli articoli ma, lo diciamo con serenità e anche con spirito costruttivo di collaborazione, riserviamo il giudizio finale, il voto finale di questa manovra alla resipiscenza eventuale di questa maggioranza e di questa Giunta di tornare almeno sulle questioni che per i Popolari Udeur sono assolutamente fondamentali. Il vecchio saggio della finanza italiana, Enrico Cuccia, diceva che le azioni si contano, spesso però si pesano. Sarà il contributo di due consiglieri regionali (espressione di questo Partito) che, al di là dei numeri, sperano di dare peso a questa manovra - che ci accingiamo a discutere e a esitare - perché possa dare i suoi sperati frutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, certamente il voto di Alleanza Nazionale è un voto contrario. Pur sapendo che naturalmente il nostro voto contrario non impedirà che si passi all'esame degli articoli e anche se, in questo passaggio, che è comunque delicato, notiamo un ennesimo sfilacciamento, un ennesimo distinguo che è significativo all'interno della maggioranza, continuiamo a dire "no" a questa legge finanziaria per i motivi ampiamente esposti negli interventi durante la discussione generale.

Assessore Pigliaru, le assicuro che alcune parti del suo intervento erano accettabili, a mio modestissimo avviso, altre no. Sulla questione fondamentale dell'iscrizione in bilancio e della contabilizzazione di cifre non ancora esistenti, non ancora trasferite e nemmeno contrattate con lo Stato, lei, mi dispiace doverglielo dire, è stato tutt'altro che chiaro, ha continuato semplicemente con parole diverse a ripetere il vostro ragionamento di fondo ("Così noi abbiamo calcolato, così noi abbiamo deciso e così sarà"), francamente senza dissipare tutti i dubbi che in proposito nutrivamo e che quindi continuiamo ancora più che mai a nutrire.

E' una legge finanziaria alla quale diciamo "no" perché c'è questo vizio in origine che noi riteniamo gravissimo; è una finanziaria alla quale diciamo "no" perché è completamente snaturata, dopo lo stralcio delle norme intruse che ne costituivano parte fondamentale; diciamo "no" alla finanziaria perchè è scollegata dalla realtà sociale, produttiva ed economica della Sardegna, perchè è l'ennesima finanziaria, l'ennesimo atto legislativo della Giunta in carica che va palesemente contro gli interessi della Sardegna, non ascoltando le ragioni che vi sono state portate. E' vero, avete avuto gli incontri, lei anche ieri lo ha ripetuto più volte, i Capigruppo della maggioranza l'hanno ripetuto più volte, forse avete in qualche occasione avuto un momento di incontro con i rappresentanti delle categorie produttive, con i rappresentanti dei lavoratori dei vari settori. Certamente non li avete ascoltati, certamente non avete inserito all'interno della finanziaria quello che non dubito sia stato il frutto di un ragionamento che con essi avete fatto.

Quindi per questo diciamo "no" alla finanziaria e diciamo "no" soprattutto perchè la riteniamo profondamente scollegata dagli interessi reali della Sardegna di oggi, perchè la riteniamo autenticamente inadeguata ad affrontare i gravissimi e drammatici problemi della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, la replica dell'Assessore e le argomentazioni portate dai colleghi della maggioranza ci hanno ulteriormente convinto che questo bilancio non sta in piedi. Le argomentazioni portate sono tutte di natura squisitamente politica, d'altra parte rientrano in quella logica che viene perseguita dal presidente Soru che è sempre la stessa: "Usiamo i pescatori contro lo Stato che non vuole diminuire il gravame delle servitù militari. Mettiamo un mese di esercizio provvisorio perchè così costringiamo il Consiglio regionale a lavorare e ad approvarlo. Indichiamo entrate che sono taroccate perchè non hanno nessun senso e nessuna giustificazione". Guardate, colleghi del Consiglio, quando voteremo l'articolo 1 e discuteremo delle entrate della Regione, noi chiederemo la votazione per appello nominale perchè ognuno deve rendersi conto che è responsabile dell'atto che sta compiendo e non si può assolutamente nascondere.

Anche se il debito fosse quantificato esattamente, anche se il debito è un debito certo, se non sono certi i tempi per incamerare le risorse, questo bilancio non sta in piedi; noi sappiamo benissimo - l'ho detto in occasione del dibattito generale - che, se anche ci fosse l'an e non il quando, il bilancio non sta in piedi, ed ogni consigliere regionale è responsabile personalmente di quello che sta scrivendo. Non si venga a dire che "nel caso in cui lo Stato non ci dà i soldi ricorriamo...", queste sono argomentazioni di natura politica, questo è un atto amministrativo. Noi non ci siamo mai immaginati di inventarci entrate inesistenti per affrontare il bilancio. Questa è una grande porcheria che è stata fatta! Ma ve lo immaginate? Chi è che non è in grado di fare un bilancio? Potevamo ipotizzare, anziché 400 miliardi, 4000 miliardi e avremmo fatto un bilancio, anziché di 6 mila miliardi, di 12 mila miliardi! Ma questa è follia allo stato puro!

Noi abbiamo sempre indicato, con certificazione e con impegno da parte del Governo, le somme che lo Stato si era impegnato a pagare durante l'esercizio in corso. Questo veramente è un trucco contabile che non sta né in cielo né in terra, lo dico senza fare polemiche ma richiamando la responsabilità personale dei consiglieri regionali che non si possono trincerare dietro la legge. Ormai questo argomento è venuto fuori, è lampante, quindi quando chiederemo a Mario Floris di votare, Mario Floris si assumerà la responsabilità di votare sapendo che cosa sta votando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C). Il passaggio all'esame degli articoli consente di votare gli articoli e quindi di vedere quale legge verrà fuori. Mi sembra eccessivo dare sempre per scontato che votiamo esattamente gli articoli come esitati dalla Commissione, a raffica, o dire oggi, adesso, al passaggio agli articoli, che tutto ciò che è proposto negli articoli è già approvato o lo riteniamo già approvato, oltre che mi sembra eccessivo dare un giudizio finale sulla finanziaria prima di discuterla nel merito.

Io voterò a favore per il passaggio all'esame degli articoli avendo in mente che questa finanziaria sappia cogliere e dare una risposta a quelle esigenze che sono state manifestate più volte, in più occasioni nel corso della legislatura attorno ai temi sociali e del lavoro.

Per cui, il voto a favore è un voto di fiducia alla costruzione di una finanziaria che sia corrispondente ai bisogni della Sardegna e dei sardi. Ci sono temi importanti che debbono essere affrontati, c'è una normativa in essere che deve essere finanziariamente sostenuta, c'è una filosofia nuova da segnare per la prospettiva di questa legislatura che è un'attenzione al sociale, ai temi del lavoro, ai temi delle condizioni dei più disagiati, che deve iniziare con questa finanziaria, che non può essere rinviata a conclusione della legislatura, che deve segnare il cambio del tono di questa legislatura.

Ecco perchè voterò a favore per il passaggio all'esame degli articoli sperando, alla fine della discussione, di poter votare anche a favore della finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, il nostro voto a questa finanziaria sarà un voto contrario, anche perchè non mi pare che essa abbia avuto un miglioramento durante il passaggio in Commissione, sono stati accolti soltanto pochi emendamenti, fra l'altro non di grande importanza. Quindi noi riteniamo che questa Giunta abbia concepito un bilancio blindato che non si voglia modificare.

Mi auguro che questo passaggio in Consiglio regionale serva per migliorare la manovra, però ad oggi non abbiamo visto questa volontà. Purtroppo noi vediamo che questi due mesi di ritardo nell'approvazione della manovra non sono serviti a presentare una finanziaria capace di affrontare i gravi problemi della Sardegna. Si è voluto per giunta presentare una finanziaria facendo riferimento a delle entrate che sappiamo benissimo non ci saranno, sappiamo che questa finanziaria verrà rivista in corso d'opera fra non molto, quando ci si renderà conto finalmente che queste entrate non sono assolutamente vere. Quindi praticamente noi sappiamo di aver a che fare con una manovra non vera, una manovra falsa, sappiamo che non sarà questa che accompagnerà durante l'anno la finanziaria di questa Regione.

E' una manovra senza strategie, purtroppo, perchè non individua linee di sviluppo; quello che ci pare grave è che questa finanziaria non abbia la consapevolezza della crisi, della situazione di emergenza che sta vivendo la Sardegna. Oggi tutto il mondo produttivo è in una fase di avanzata contestazione, come il mondo agropastorale che ha occupato anche giorni fa l'Assessorato, all'interno del quale ci sono movimenti, situazioni di grande disagio, o il settore della formazione professionale per il quale abbiamo visto tutti quanti qual è la preoccupazione, non solo perchè rischiano di essere licenziate mille unità lavorative ma soprattutto perchè noi stiamo rinunciando ad un ruolo importante quale quello della formazione professionale...

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Dopo aver seguito attentamente tutta la discussione generale, ma soprattutto dopo aver letto ieri mattina negli occhi di molti lavoratori della formazione professionale la disperazione per il loro posto di lavoro, mi convinco ancora di più che la vostra politica continua ad essere cieca e sorda davanti ai problemi veri della gente. Questa legge è figlia vostra, figlia di una Regione che purtroppo si pone come una matrigna insensibile nei confronti degli interessi dei sardi. I bisogni concreti, i problemi quotidiani di migliaia di lavoratori restano fuori dalle vostre porte. Voi sognate un popolo fatto tutto di "intellighenzia", volete regalare ai sardi la lingua inglese, ma tutto questo non basta. Stiamo attenti! E' inutile lanciare o lanciarsi in idee affascinanti e originali che sanno tanto di slogan quando poi si sa già che non potranno essere effettivamente concretizzate; questo, ricordate, non lo dico soltanto io, l'ho già detto anche nel mio intervento durante la discussione generale, lo dicono i vostri colleghi di maggioranza, ne cito soltanto tre: l'onorevole Cucca, l'onorevole Cerina, l'onorevole Gessa che, nella loro relazione, hanno dichiarato che vi daranno la benedizione solo ed esclusivamente per disciplina di partito e di coalizione. Ecco, questi sono consiglieri sinceri ed onesti, questa è la vostra vera sconfitta. Spiegatemi voi se questa non è una vera sconfitta.

Assessore, io ricordo che, l'anno scorso, nella sua replica, lanciò a noi dell'opposizione una sfida e contemporaneamente un suggerimento con queste testuali parole: "Proponete innovazioni che noi non siamo stati in grado di pensare. Questo è un modo di fare opposizione che aiuterebbe tutti"..

Assessore, io credo che la nostra risposta è stata data l'anno scorso con la valanga di emendamenti che sono stati presentati; quest'anno la nostra risposta è rappresentata dalla valanga di emendamenti che andremo a vedere durante la discussione dei vari articoli a dimostrazione che questa finanziaria non va bene, non si regge. E' inutile che voi continuiate a sottolineare che quelle partite della finanziaria dovrebbero andare a coprire il disavanzo; ricordatevi, non hanno nessuna garanzia, non hanno nessuna copertura certa e non hanno nessuna certificazione.

Ecco perchè credo che bisogna essere anche un pochettino sinceri e un attimino onesti. Sono fermamente convinto che, se non si apre un confronto aperto e leale, non si possa arrivare a nessuna sintesi che raggiunga l'obiettivo che sta a cuore, non soltanto a noi, ma alla Sardegna ed ai sardi. Per questo motivo, io voto contro il passaggio all'esame degli articoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Progetto Sardegna). Vorrei chiedere ai colleghi del centrodestra, se fosse possibile, di valutare che la questione sociale in Sardegna è di così grande portata che farla diventare uno strumento di confronto polemico vuol dire anche un po' banalizzarla. E' vero, esiste una questione sociale di così grande portata rispetto alla quale questa finanziaria tenta qualche risposta; certamente non dà tutte le risposte, ma è abbastanza improprio e soprattutto è anche un po' ingiusto oltre che un po' violento usare le questioni sociali in termini polemici e ideologici, cioè soltanto a fini di schieramento.

Per quanto riguarda la questione delle entrate, sull'appello dell'onorevole Floris, rivolto ad ognuno per votare secondo coscienza, vorrei fare delle considerazioni rapidissime: quando l'onorevole Tremonti prevedeva crescite del PIL, che hanno consentito un aumento poi della spesa pubblica, lo faceva su basi meno fondate di quelle fondate sulla legge 122 che individua i sette decimi di IRPEF e di IVA. Detto questo, è chiarissimo che la manovra non è fatta solo di questo, è fatta anche di un bavaglio, quello della riduzione dei mutui contratti per coprire il deficit.

Allora proviamo a fare una cosa insieme, nella riforma della legge di contabilità scriviamo che, ogni qualvolta le entrate previste vanno in aumento rispetto alla serie storica, si mette un vincolo di legge, quindi non delegato alla volontà del buon amministratore attuale ma di chiunque ci sia, un vincolo di legge per cui proporzionalmente deve diminuire il ricorso ai mutui per coprire il deficit.

La proposta che vorrei fare per il prossimo esame della legge di contabilità è: istituzionalizziamo il bavaglio alla spesa impropria proposto virtuosamente dall'assessore Pigliaru. In questo modo, qualsiasi governo, non solo questo di questo colore ma anche quello futuro, che dovesse pensare di iscrivere a bilancio qualsiasi entrata, deve sapere che non può coprire le uscite, ma deve proporzionalmente ridurre il ricorso al mutuo per coprire il deficit. Facciamo una cosa seria, facciamolo sulla legge di bilancio. E' per questo bavaglio inserito dall'assessore Pigliaru che si può votare con coscienza il passaggio all'esame degli articoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Il voto "no" al passaggio all'esame degli articoli è motivato dal fatto che una manovra, esitata con un voto "sì" da parte della maggioranza, contenente tutte le contraddizioni emerse nel dibattito introduttivo, credo che non meriti nessuna possibilità di andare oltre. Al di là dei ragionamenti attorno alla legge finanziaria di oggi per domani, io credo che l'opportunità ponga un vincolo di serietà nel componimento di un bilancio.

Nel dibattito introduttivo, io ho sentito spesse volte richiamare il Presidente, altre volte l'ho fatto anch'io. Credo che d'ora in poi non citerò più il presidente Soru perchè vi è una responsabilità che va scissa in via definitiva tra una maggioranza che lo affianca, lo sostiene, che nelle articolazioni dei partiti porta a compimento delle politiche che certamente non sono quelle volute da chi ha votato nel 2004, sia sotto l'aspetto sociale, sia sotto l'aspetto economico, che dello sviluppo e della politica generale in Sardegna.

Noi qui discutiamo di un sistema istituzionale, basta vedere le nuove province, già ricordato da parecchi, che non hanno neanche la possibilità di avere finanziamenti, oppure i comuni esautorati, un sistema creditizio che fa acqua e viene ad essere eroso ancora una volta senza avere una prospettiva. L'onorevole Cherchi ha citato qualche punto significante della politica del credito, la riprenderemo magari volendo ripercorrere la possibilità di costituire una merchant bank o di creare una catena effettiva di banche cooperative in Sardegna. Andremo a vedere. Il sistema dei trasporti, che certamente non è soddisfacente né da e per la Sardegna né all'interno della Sardegna. Il sistema produttivo, artigianato, commercio, turismo. Ma l'avete visto? Voi stessi avete citato queste cose e dovrei continuare con la ricerca, l'innovazione, eccetera. Prima in Sardegna sembrava che brillasse qualcosa nella ricerca tecnologica, oggi invece assistiamo ad una involuzione, che ci vede di fatto sempre più lontani da una competizione che dovrebbe darci lustro e capacità appunto di essere presenti in una situazione di globalizzazione così come viviamo.

Credo che non ci sia da aggiungere di più, finirei col dire che le accuse vengono dalla stessa maggioranza, non c'è bisogno di aggiungerne altre nei confronti di questa manovra finanziaria che va bocciata nella sua essenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo molto sinteticamente, a nome del Gruppo, per confermare il giudizio contrario, e quindi il nostro voto conseguente sul passaggio all'esame degli articoli, a questa manovra finanziaria, a tutta la politica finanziaria, economica e sociale di questo Governo, di questa maggioranza.

Votiamo contro l'impianto tecnico finanziario di questa manovra, contro un'impostazione che non è fondata sull'equilibrio fra entrate e spese; verrà dimostrato passo passo, al di là della buona fede e delle argomentazioni pacate contenute nella risposta dell'Assessore, che non è un bilancio in equilibrio, non è un bilancio vero, non è un bilancio costituzionalmente legittimo.

Onorevole Maninchedda, questa manovra finanziaria non pone un bavaglio virtuoso al disavanzo, pone semplicemente una foglia di fico sul disavanzo che rimane ben al di là delle cifre che compaiono in questa proposta di bilancio e che dovranno essere probabilmente corrette in corso di esercizio. Votiamo contro perchè la questione della spesa sociale non è stata affrontata seriamente da questa maggioranza e da questo Governo.

Votiamo contro perchè, insieme a questa assenza di vera sensibilità sociale, contrariamente alle dichiarazioni programmatiche, al programma elettorale di questo Governo, si fa soltanto propaganda diffusa, sparsa a piene mani sul territorio e sugli organi di informazione. Una manovra che,falsa sul piano dell'equilibrio del bilancio, contemporaneamente però si dipinge di una volontà di tassare la ricchezza a favore dei poveri, di innovare la capacità linguistica dei nostri ragazzi e di diffondere una immagine della Sardegna che, pretenziosamente, vuole essere sintetizzata nell'immagine che sembra più lo slogan di un nuovo partito piuttosto che un programma reale di intervento a favore della Sardegna; "Sardegna fatti bella" sembra quasi la sintesi didascalica di un depliant promozionale dell'immagine di una Sardegna che esiste solo in qualche cartolina, in qualche fotografia che questo Governatore vuole diffondere ma che, in realtà, non riesce a mantenere.

Abbiamo disoccupazione crescente e questo certamente non verrà…

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, il tempo a sua disposizione è terminato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 199/S/A.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Pisu e Moro hanno votato, il primo a favore, il secondo contro.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 69

Votanti 66

Astenuti 3

Maggioranza 33

Favorevoli 45

Contrari 21

(Il Consiglio approva)

La Commissione bilancio, la terza Commissione, è convocata alle ore 19 per l'esame degli emendamenti.

Il Consiglio invece è convocato martedì 14 febbraio alle ore 10.00.

La seduta è tolta alle ore 18 e 41.