Seduta n.181 del 02/05/2006
CLXXXI SEDUTA
(POMERIDIANA)
Martedì 2 Maggio 2006
Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 15 e 41.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 20 aprile 2006 (175), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Antonio Calledda, Mariuccia Cocco, Giovanni Giagu, Salvatore Mattana, Giuseppe Pirisi e Franco Sabatini hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 2 maggio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo qualche minuto di sospensione perché non mi sembra che si possa iniziare in questo modo, essendo anche largamente assente la maggioranza.
PRESIDENTE. Sospendo i lavori per dieci minuti. La seduta riprenderà alle ore 15 e 51.
(La seduta, sospesa alle ore 15 e 42, viene ripresa alle ore 15 e 52.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 216/A. Colleghi, avevamo sospeso l'emendamento aggiuntivo numero 92 all'articolo 14, su cui l'Assessore dell'agricoltura doveva dare dei chiarimenti.
MARROCU (D.S.). Avevamo sospeso anche gli articoli 10, 2, 3, 4 e 5.
PRESIDENTE. Avevamo concordato col Presidente, prima che venisse sospesa la seduta, che avremmo ripreso i lavori dall'articolo 14 e se fosse stato presente l'Assessore dell'industria avremmo proseguito con l'articolo 15.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale. Signor Presidente, signori consiglieri, in relazione a questa ormai vecchia questione della virosi del pomodoro tengo a fare alcune considerazioni. Gli indennizzi relativi alle annate 2002-2003 sono stati approvati da questo Consiglio nel 2003, per un importo complessivo di 10 milioni di euro. Questa disposizione è stata notificata all'Unione Europea che ha impiegato ben tredici mesi per accoglierla, infatti, soltanto nel 2005 ha ammesso che si potessero indennizzare i produttori, a condizione che fosse acquisito con certezza che l'acquisto delle piantine o delle sementi fosse in regola con la normativa fitosanitaria. Questo a garanzia del fatto che le piantine o le sementi non fossero già contaminate da virus, considerando che la Regione Sardegna già in due precedenti annate, nel 1990 e nel 1997, era intervenuta per le stesse vicissitudini. L'autorità regionale ha dato garanzie all'Unione Europea in merito, la quale però aveva chiesto contemporaneamente che non ci fosse una sovracompensazione dei danni. Sulla base della relativa direttiva comunitaria, la Giunta regionale ha approvato delle direttive di attuazione che sono frutto di una lunga concertazione con le organizzazioni agricole partecipanti al tavolo verde: dalla Coldiretti alla CIA, alla Confagricoltura, alla Copagri, che comprende diverse sigle, e alla Confcooperative. Poiché il danno, di fatto, si è verificato nella campagna 2003-2004, comprenderete che stabilire le direttive nel 2005 significava dover verificare esattamente i danni causati nelle singole aziende, operazione evidentemente impossibile a due o tre anni di distanza. Quindi, di concerto con le organizzazioni agricole, si è presa come riferimento l'esistenza di documenti fiscali che dimostrassero l'acquisto delle piantine o delle sementi e sulla base del rapporto numero di piantine/mq si è arrivati a stabilire quanti metri quadri di terreno agricolo potenzialmente potevano aver subito danni da virosi, dal momento che nel 2003 nessun accertamento sul campo venne fatto quando si verificò il fenomeno.
Si sta quindi operando sulla base di una presunzione: accertato che si sono comprate le piantine e che le stesse sono state impiantate, si presume che si sia subito un danno. Non sarebbe stato possibile fare diversamente nel 2005, cioè risalire all'origine per quantificare il danno subito dal singolo potenziale beneficiario. Pertanto, questo è obbligatoriamente l'unico metodo che, di concerto con le organizzazioni agricole, abbiamo potuto attivare.
Ci sono state, nel frattempo, specifiche richieste sui casi più svariati, che interessavano, per esempio, coloro che le piantine, piuttosto che acquistarle da un rivenditore autorizzato, le avevano acquistate da rivenditori non autorizzati e come tali non rispettosi della normativa fitosanitaria, oppure soci di cooperative che avevano acquistato le piantine da altra cooperativa. A seguito di questo tipo di sollecitazioni, si sono svolti ulteriori incontri tecnici tra i Servizi ripartimentali dell'agricoltura e lo stesso Servizio fitosanitario, che hanno portato all'accoglimento di richieste riguardanti i casi più svariati che però rientravano nelle fattispecie previste dalle direttive dell'Unione Europea. Molte richieste purtroppo non le abbiamo potute accogliere, proprio perché attenevano a situazioni che non rientravano in quelle fattispecie.
L'emendamento numero 92, sul quale siamo adesso chiamati a discutere, parla di colture autoctone. Anche su questo c'è stato un lungo dibattito in sede tecnica, perché bisogna capire se si tratta di colture autoctone oppure di autoproduzione di piantine, che sono due cose diverse. Nel caso specifico, almeno nelle interlocuzioni che ci sono state, si intendeva fare riferimento alla varietà di pomodoro cuore di bue, che non è una qualità autoctona sarda. L'autoproduzione delle piantine, invece, non è supportata da quella copertura fitosanitaria che l'Unione Europea, in maniera molto attenta e precisa, ci ha imposto di controllare e sulla quale ha chiesto sufficienti garanzie.
Sull'incremento del 20 per cento delle risorse già stanziate che viene auspicato in questo emendamento sono personalmente favorevole, tanto che l'ufficio competente sta già lavorando perché sia approvato con una normale delibera di Giunta. Per il resto, evidentemente, l'autocompensazione rischierebbe di non poter essere assicurata, pertanto mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 92. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo per dichiarare il voto e chiedere la votazione nominale sull'emendamento numero 92.
Le precisazioni fatte dall'Assessore dell'agricoltura apportano alla questione qualche elemento che credo non fosse a piena conoscenza dell'Aula, e di cui per altro si era già discusso tempo fa in alcuni incontri con le varie delegazioni dei produttori che sono interessati da questo problema. L'elemento che in quegli incontri veniva sottolineato continuamente era certamente quello dell'insufficienza delle risorse finanziarie, anche se questo è un punto controverso, ma nella sostanza soprattutto non era chiaro se i produttori che avevano subito danni derivanti da questa ormai accertata calamità naturale, appunto la virosi, potevano ottenere un contributo. Il nocciolo della questione è che i produttori agricoli ricevono indennizzi molto bassi rispetto alle esigenze e ai danni effettivamente subiti da un numero altissimo di piccole imprese. Ricordo che si tratta di un problema che riguarda circa settecento ettari e che i produttori interessati sono tra i 1.000 e i 1.500, cioè è una realtà di piccole imprese serricole che hanno subito una diminuzione di produzione e di reddito veramente consistente. In passato l'indennizzo si è attestato intorno ai 5,16 euro per metro quadro, una cifra che consentiva un effettivo ristoro del danno subito; attualmente la Regione si appresta a concedere un indennizzo molto inferiore, non si arriva probabilmente ai 2 euro per metro quadro.
Questa è una problematica che incide pesantemente nella gestione aziendale delle piccole imprese e ancor di più, naturalmente, si ripercuote sui redditi dei produttori e quindi delle loro famiglie. Noi crediamo ancora che questo emendamento sia sostenibile perché risponde, tra l'altro, a una promessa fatta, per quanto ci risulta, almeno da parte del Presidente della Regione, quella di un intervento finanziario che compensi la carenza di risorse, quindi consenta di indennizzare in termini realistici il danno subito, che invece attualmente rimane inevaso e insoddisfatto. E' per questo che io dichiaro di votare a favore dell'emendamento numero 92, salve evidentemente le verifiche che, comunque, la Giunta regionale e gli uffici preposti devono fare con le strutture dell'Unione Europea proprio riguardo al riconoscimento della legittimità di questo intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Onorevole Presidente, signor Assessore, colleghi, questo argomento si è trascinato anche per troppo tempo in sede di Commissione, è stato rimandato troppo volte e presenta comunque degli aspetti abbastanza paradossali.
Quando venne proposto come rimedio per i danni causati dalla virosi l'intervento della Regione alcuni consiglieri chiesero uno stanziamento di circa 20 milioni di euro. Caso strano i sindacati dissero che si trattava di una cifra esagerata e che 10 milioni di euro sarebbero bastati. Le domande presentate smentirono clamorosamente i sindacati, che non si capisce bene chi rappresentassero e quali interessi portassero avanti, se non quelli degli operatori del settore. Secondo me rappresentavano soltanto sé stessi o interessi inconfessabili e comunque quella cifra si dimostrò assolutamente insufficiente per soddisfare tutte le domande che furono allora presentate.
Dal suo intervento, Assessore, si evince però un aspetto che non è assolutamente convincente. Lei ha ricordato la condizione posta dall'Unione Europea, e cioè che siano risarciti soltanto quegli imprenditori che possono documentare l'acquisto delle piantine, però in Sardegna vi sono numerose aziende vivaistiche a cui è certamente permesso di commercializzare le piantine ottenute utilizzando seme certificato, e che non saranno risarcite in base a questa norma. Quindi cosa vogliamo fare, costringere queste aziende a comprare un seme sano e certificato e poi impedire loro di vendere ciò che producono? Perché non è stato detto prima questo, perché non è stato loro impedito di diffondere la malattia, arrivati a questo punto, dal momento che sembra che siano questi produttori gli untori della situazione! Secondo me sbagliamo a non risarcire coloro che in questo settore producono secondo le regole, anche perché alcuni di essi sono produttori e nel contempo consumatori, in quanto utilizzano in prima persona le piantine prodotte. Sono persone che si sono date da fare, hanno lavorato e non mi sembra assolutamente giusto che le attività vivaistiche siano escluse dalle provvidenze di questa legge. Mi dispiace, Assessore, ma non posso essere d'accordo con lei su questo passaggio del suo intervento.
Per il resto, anch'io lamento l'assoluta insufficienza della dotazione finanziaria a supporto di questa categoria di produttori agricoli che, ricordiamolo, versa in una situazione economica disastrosa. Altre volte abbiamo oltremodo largheggiato in contributi per i danni provocati da altre calamità naturali che avevano colpito il mondo agricolo a favore di settori e zone che non ne avevano assolutamente bisogno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, il problema che stiamo affrontando ci ha visto tutti impegnati, qualche mese fa, proprio nel definire - io pensavo una volta per tutte - l'aspetto relativo agli indennizzi per i danni causati dalla virosi del pomodoro. Sull'emendamento numero 92 preannuncio il voto favorevole, rimarcando che l'Assessore si è rimesso all'Aula. Ora, non credo che l'Assessore si sia rimesso all'Aula per la richiesta di incremento del 20 per cento dei 10 milioni di euro che sono stati già stanziati, perché su questo credo che la Giunta possa intervenire tranquillamente; si è invece rimesso all'Aula per la parte che riguarda gli ulteriori 20 milioni di euro che si chiedono con questo emendamento. Ovviamente a nessuno sfugge che un ulteriore stanziamento non potrà non essere notificato all'Unione Europea, visto che l'Assessore ci ha comunicato che solo dopo tredici mesi l'Unione Europea ha dato il via libera alla erogazione di quei 10 milioni di euro. Credo che l'Aula dovrebbe prendere atto della volontà della Giunta e quindi impegnarsi in questa direzione. Vedremo se l'Unione Europea opporrà delle resistenze. Non credo, visto che già una volta si è pronunciata in merito.
Tutti gli aspetti tecnici relativi alla certificazione delle piantine credo che non siano un problema del Consiglio regionale. Il Consiglio regionale, ovviamente, stabilisce delle regole che devono essere rispettate. Certo è che la produzione di piantine per la coltivazione non solo del pomodoro, ma anche di altre varietà orticole, ha in Sardegna un ottimo mercato, per cui non possiamo dimenticarci di questi produttori.
Quindi, io accolgo l'invito dell'Assessore, che si è rimesso all'Aula, e invito a mia volta tutti i colleghi a pronunciarsi favorevolmente su questo emendamento. Mi dispiace solo che non siano ancora intervenuti i colleghi che lo hanno presentato, perché sarebbe interessante ascoltare anche le loro considerazioni, convinto come sono che abbiano approfondito probabilmente meglio di altri le particolarità di questo settore importantissimo dell'economia agricola sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, intervengo per chiarire alcuni punti che mi sembrano importanti. Premetto che voterò contro questo emendamento per tre motivi fondamentali, due di merito e uno di carattere politico.
Nella passata legislatura noi proponemmo all'attenzione della Commissione agricoltura e poi dell'Aula un provvedimento urgente che riguardava sia i problemi sorti a causa della virosi del pomodoro sia tante altre questioni relative al mondo agricolo. L'Assessore dell'agricoltura in carica era l'onorevole Felicetto Contu, mentre io ero tra i proponenti di quel provvedimento di legge. C'erano anche altre proposte che in Commissione furono unificate arrivando a un testo condiviso, votato all'unanimità sai in Commissione sia in Aula. La Giunta prevedeva uno stanziamento di 7 milioni di euro, sostenendo che fossero più che sufficienti per far fronte al fenomeno della virosi del pomodoro. E' vero che non si era fatta una stima dei danni azienda per azienda, però si sapeva quali erano le aree interessate e si conosceva la dimensione del fenomeno. In Commissione si condivise l'idea che 10 milioni di euro fossero più che sufficienti per soddisfare le esigenze. Questo fu il percorso di quel provvedimento che poi l'Aula approvò.
Proporre oggi 20 milioni di euro, cioè, raddoppiare la somma prevista in legge, e naturalmente notificarla all'Unione Europea, equivale ad affermare che il Consiglio regionale e la Giunta di centrodestra della passata legislatura presero un grandissimo abbaglio e che le dimensioni del fenomeno erano ben diverse da quelle che la Giunta aveva illustrato in Commissione. Quindi teniamo anche conto del fatto che l'articolo che riguarda la virosi è stato quello che ha bloccato la legge numero 21, della quale sto parlando, per quindici mesi presso la Commissione Europea.
PRESIDENTE. Il tempo è scaduto, onorevole Sanna, le regole sono uguali per tutti. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). L'emendamento numero 92, come mi è già capitato di dire in sede di discussione generale e sull'articolo, non è frutto di una elaborazione da parte di Rifondazione Comunista, non è frutto di un'elaborazione fatta da Pisu, Davoli e Uras, ma è frutto di un impegno assunto dal Presidente della Regione, unitamente all'Assessore dell'agricoltura e a consiglieri e Presidenti di Gruppo della maggioranza, i quali, concordando con gli agricoltori, avevano sostenuto la giustezza delle richieste e anche definito un percorso, che è esattamente quello che è contenuto in questa norma.
La maggior parte di noi ha forse ripensato a quell'impegno e non lo vuole più sostenere? Ha cambiato opinione? Il Presidente della Regione ha cambiato opinione? Correttezza vorrebbe che venisse comunicato a coloro nei confronti dei quali questo impegno è stato assunto. Si era detto: facciamo un tavolo tecnico, abbiamo tra i residui le risorse destinate alle calamità naturali, che possono essere messe a disposizione, aumentiamo del 20 per cento la dotazione già prevista di 10 milioni di euro, il che non richiede notifica, e per la parte che è rimasta inevasa e che riguarda coltivatori che non hanno meno diritti - questo lo dico perché non sembri che non sia così -, ma hanno uguali e qualche volta anzi più diritti, si procede con una nuova notifica. Ha cambiato idea la Giunta? Ha cambiato idea il Presidente? Venga in Aula e lo dica, così lo sappiamo anche noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
Onorevoli Uras e Alberto Sanna, per cortesia! Onorevole Marrocu, prego.
MARROCU (D.S.). Ho più volte sottolineato, in quest'Aula, sullo stesso identico argomento, compreso un emendamento che presentò allora l'opposizione…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevoli Alberto Sanna e Uras, accomodatevi fuori dell'Aula per discutere, altrimenti vi prego di stare in silenzio e di consentire all'onorevole Marrocu di svolgere il suo intervento. Grazie.
MARROCU (D.S.). Sarò rapidissimo, non ho cambiato idea rispetto a una affermazione che ho fatto più volte in quest'Aula. Le risorse sono in un preciso capitolo di una UPB e lì rimangono. L'emendamento numero 92 non sposta le risorse né ne stanzia di aggiuntive. Le risorse stanziate vengono utilizzate per la finalità prevista dall'articolo 23 della legge numero 8 del 1998, cioè aiuti nel caso di danni alla produzione agricola. Che senso ha un emendamento che propone di fare quello che già la legge stabilisce che si può fare con atto amministrativo? Tra l'altro si vincolerebbero quelle risorse, il che non avrebbe alcun senso.
Ribadisco che il mio voto contrario a questo emendamento non significa che non ritenga necessario verificare, per quanto riguarda la virosi, dove i danni ci sono stati realmente, non accettare soltanto le autocertificazioni e indennizzare adeguatamente chi il danno l'ha subito davvero, cioè il mondo agricolo vero. Questo però è già possibile farlo attraverso una norma in vigore, cioè l'articolo 23 della legge numero 8 del 1998, e con le risorse già stanziate. Non c'è bisogno né di nuove norme né di risorse aggiuntive, ma soltanto di una verifica materiale di ciò che è avvenuto e di ciò che si può indennizzare. L'emendamento numero 92 è una forzatura che può strappare qualche applauso, ma non fa fare un passo in avanti verso la soluzione di un problema, che invece è risolvibile attraverso un atto amministrativo notificato all'Unione Europea, però con l'accertamento reale dei danni, senza favorire le furbizie consentendo che sia indennizzato chi non ne ha diritto.
Tutto questo è fattibile attraverso i servizi ispettivi, attraverso gli accordi e gli atti amministrativi, con risorse già stanziate e le norme oggi in vigore, senza introdurne altre che creerebbero soltanto confusione e danno nella legislazione.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 92.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Corrias, Manca e Uggias hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Cassano - Cherchi Oscar - Davoli - Diana - La Spisa - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Pisu - Randazzo - Sanciu - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Caligaris - Cerchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Uggias.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 45
votanti 45
maggioranza 22
favorevoli 18
contrari 27
(Il Consiglio non approva).
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la verifica del numero legale, Presidente.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da un altro Capogruppo.
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 35 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Caligaris - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca -Marrocu - Masia - Orru' - Pinna - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Uggias - Uras.)
Poiché non c'è il numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 21 , viene ripresa alle ore 16 e 57.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16, a cui sono stati presentati 43 emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 16
Contrattazione collettiva, contenimento della
spesa e razionalizzazione in materia di personale
1. Le disposizioni dell'articolo 19 della legge regionale n. 7 del 2005 sono estese a favore dei dipendenti a tempo indeterminato che maturino i requisiti previsti dal comma 1 del medesimo articolo nel corso del 2006, intendendosi i termini previsti nello stesso articolo prorogati di un anno. Alla relativa spesa si fa fronte con le risorse stanziate in conto della UPB S02.066. Per evitare squilibri nei flussi finanziari connessi ai pagamenti dei TFR e degli assegni integrativi di pensione è autorizzata a favore del FITQ l'immediata anticipazione del 50 per cento delle somme ad esso presuntivamente dovute per l'anno 2006, con graduale compensazione della somma anticipata, mediante versamento ordinario dei contributi dovuti in corso d'anno, operando in modo che la quota residua non superi il 50 per cento dei contributi da maturare.
2. I posti che si rendono vacanti, nell'Amministrazione e negli enti, a seguito dell'applicazione del comma 1 sono portati in detrazione nella dotazione organica complessiva di cui al comma 1 dell'articolo 15 della predetta legge regionale n. 7 del 2005 e nelle corrispondenti dotazioni degli enti. Le dotazioni dirigenziali sono ridefinite in riduzione nel contesto degli interventi di riorganizzazione. I commi 4 e 5 dell'articolo 19 della legge regionale n. 7 del 2005 sono abrogati.
3. Ferme le riduzioni d'organico di cui al comma 2, per l'anno 2006 nell'Amministrazione regionale e negli enti non sono consentite assunzioni di personale delle categorie A, B e C.
4. Per consentire l'utilizzo della graduatoria del concorso pubblico per l'assunzione di agenti forestali, in atto alla data di entrata in vigore della presente legge, è sottoposta agli accertamenti di cui al comma 3 dell'articolo 12 della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, ed avviata al corso di cui all'articolo 13 della medesima legge la totalità degli idonei nella prima fase del concorso medesimo. Agli adempimenti necessari si provvede con decreto dell'Assessore competente in materia di personale, previa deliberazione della Giunta regionale.
5. Al comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale n. 7 del 2005, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: "Il riparto tra le strutture è disposto ai sensi della lettera c) del comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale n. 31 del 1998, secondo criteri deliberati dalla Giunta regionale.".
6. I commi 1 e 2 dell'articolo 40 della legge regionale n. 31 del 1998 sono sostituiti dal seguente:
"1. L'Amministrazione regionale, in coerenza con la programmazione triennale del fabbisogno di personale, è autorizzata a disporre o a richiedere il comando di personale degli enti del comparto di contrattazione collettiva regionale e a disporre il comando di proprio personale presso altri enti ed amministrazioni. La stessa Amministrazione è autorizzata a richiedere il comando di personale di altri enti e amministrazioni pubbliche, nel limite di dodici unità nello stesso esercizio finanziario e per un periodo non superiore ad un anno, rinnovabile una sola volta. Il comando è disposto, sentito il dipendente interessato, con provvedimento dell'Assessore competente in materia di personale. Per la realizzazione di specifici progetti, sulla base di intese definite tra l'Amministrazione, gli enti e le agenzie regionali, gli enti locali e le aziende sanitarie locali interessate, può disporsi la mobilità temporanea di personale, nei limiti dei fabbisogni e delle risorse stanziate a copertura della dotazione organica dell'amministrazione o dell'ente di assegnazione su cui gravano i relativi oneri. Le intese stabiliscono compiti, modalità e tempi che non possono superare il biennio.".
Sono abrogati il comma 4 e la lettera a) del comma 5 del medesimo articolo 40.
7. L'Amministrazione e gli enti regionali, nei limiti delle risorse stanziate nei rispettivi bilanci a copertura delle funzioni dirigenziali, quando il numero dei dirigenti in servizio si presenti insufficiente rispetto alle posizioni istituite, possono attribuire le funzioni medesime a dirigente di altra amministrazione o ente pubblico, collocato in comando, aspettativa o fuori ruolo secondo l'ordinamento dell'amministrazione di appartenenza; l'attribuzione non può avere durata superiore a tre anni. È fatta salva la norma dell'articolo 29 della legge regionale n. 31 del 1998 per le funzioni di direttore generale. L'Amministrazione regionale, fino all'espletamento dei concorsi pubblici per l'accesso alla qualifica dirigenziale, e per un numero non superiore al 50 per cento dei posti messi a concorso, è inoltre autorizzata ad attribuire le funzioni di direzione di servizio a dipendenti della categoria D in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale e delle competenze professionali richieste per l'attuazione di specifici obiettivi assegnati alla struttura. Al dipendente incaricato spetta, per la durata dell'incarico, il trattamento accessorio del personale con qualifica dirigenziale, tale incarico è strettamente temporaneo, fino all'espletamento di concorsi, e non dà luogo a nessun titolo o riconoscimento di mansioni superiori.
8. A decorrere dal 1° gennaio 2006, l'attribuzione di compensi accessori comunque legati al risultato conseguito dai dirigenti nell'esercizio delle loro funzioni e al rendimento del personale, è subordinata all'applicazione e agli esiti dei processi di valutazione, e cessano di essere applicate le disposizioni di legge o dei contratti collettivi in contrasto con la presente norma. Per consentire l'attuazione del sistema di valutazione delle prestazioni dirigenziali, la Giunta regionale istituisce il Nucleo di supporto alla valutazione, quale organo di collaborazione e consulenza tecnica ed il Comitato dei garanti, quale organo di riesame, a richiesta dell'interessato, della valutazione individuale delle prestazioni dirigenziali. Il Nucleo di supporto alla valutazione è composto da tre esperti, interni all'amministrazione, individuati nelle aree funzionali dell'organizzazione, della programmazione e dei controlli interni; il Comitato dei garanti è composto da un rappresentante eletto dai dirigenti del comparto regionale e da due esperti della materia, uno interno ed un esterno all'Amministrazione regionale, i cui incarichi hanno durata triennale.
9. I compensi previsti dal comma 7 dell'articolo 1 della legge regionale 22 giugno 1987, n. 27, come integrato dal comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 1° giugno 1999, n. 22, devono intendersi come importi massimi da graduare in relazione alla tipologia e alla complessità del concorso, con decreto dell'Assessore competente in materia di personale.
10. Le lettere f) del comma 1 e h) del comma 2 dell'articolo 27 della legge regionale 26 agosto 1988, n. 32, come modificato dall'articolo 73 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, sono sostituite dalla seguente: "da un dipendente da adibire a mansioni di autista e di supporto nelle attività amministrative"; nell'articolo 1 della legge regionale 9 agosto 1967, n. 9, sono soppresse le parole da "al segretario" sino a "stampa".
11. I dipendenti dei soppressi enti provinciali del turismo ed aziende autonome di cure e soggiorno di cui agli articoli 23 e 24 della legge regionale n. 7 del 2005, in servizio alla data della presente legge e già iscritti a fondi integrativi del trattamento di quiescenza e per il trattamento di fine rapporto possono chiedere, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, l'iscrizione al FITQ costituito presso l'Amministrazione regionale ai sensi della legge regionale 5 maggio 1965, n. 15. L'iscrizione decorre dalla data di chiusura del rapporto di lavoro con l'ente soppresso ed è riconosciuto utile, ai soli fini del trattamento integrativo di pensione, l'intero periodo di iscrizione al fondo dell'ente di provenienza.
12. Nei confronti dei dipendenti cessati dal servizio è assicurata, a cura del FITQ regionale, la continuità dei trattamenti integrativi di pensione, diretti o indiretti, in atto alla data di entrata in vigore della presente legge.
13. Per le finalità del comma 11 le somme sussistenti nei fondi dei soppressi enti sono versate a cura del commissario liquidatore al FITQ regionale, al quale l'Amministrazione regionale è altresì tenuta a versare l'eventuale differenza tra queste e l'importo rivalutato, corrispondente ai contributi capitalizzati. La stessa Amministrazione, inoltre, assicura annualmente la somma necessaria al pagamento dei trattamenti integrativi di cui al comma 12, determinata per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 in euro 180.000 (UPB S02.086).
14. L'Amministrazione regionale è autorizzata al versamento della somma di euro 3.210.000, per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 a favore del Fondo integrativo pensioni, istituito con la legge regionale n. 15 del 1965, a titolo di pagamento di quote di contribuzioni pregresse dovute per la copertura contributiva di periodi di servizio riconosciuti utili a favore di personale transitato nei ruoli regionali in virtù di norme statali e regionali e di quote integrative di quiescenza spettanti al personale degli enti regionali soppressi (UPB. S02.086).
15. Al fine di avviare il processo di omogeneizzazione con gli altri settori lavorativi e in attesa della revisione organica della legge regionale n. 15 del 1965, il contributo di cui al primo alinea dell'articolo 2 della legge medesima è aumentato di punti 1,50 a decorrere dal 1° gennaio 2006, e di un ulteriore punto a decorrere dal 1° gennaio 2007, con corrispondenti aumenti, dalle stesse decorrenze, dell'aliquota posta a carico dell'Amministrazione. Ai relativi oneri si provvede con gli appositi stanziamenti della UPB S02.086 (oneri di fine rapporto).
16. Per l'attuazione delle disposizioni relative agli istituti incentivanti contenuti nei contratti collettivi regionali di lavoro, le somme non utilizzate alla chiusura dell'esercizio finanziario negli appositi fondi sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo. Le variazioni di bilancio occorrenti per la ripartizione delle risorse relative alla retribuzione accessoria in applicazione dei contratti collettivi sono disposte dall'Assessore competente in materia di bilancio, su proposta della direzione generale competente in materia di personale.
17. Il comma 8 dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998 è sostituito dal seguente:
"8. Con la procedura prevista dal comma 4 il provvedimento di attribuzione delle funzioni può essere revocato e il dirigente destinato a diversa funzione dirigenziale, per esigenze attinenti all'ottimale utilizzazione delle competenze professionali, in relazione agli obiettivi, alle priorità date e ai programmi da realizzare ovvero in conseguenza di processi di riorganizzazione. Il provvedimento deve essere specificamente motivato e non può implicare giudizio negativo sull'operato del dirigente, nel qual caso si applica l'articolo 22. La revoca non può essere disposta nei dodici mesi successivi all'insediamento della Giunta regionale. Al dirigente trasferito a funzione dirigenziale di minor valore economico è conservata l'originaria indennità fino alla scadenza del precedente incarico, ma comunque non oltre i dodici mesi.".
18. Nel comma 9 dell'articolo 47 della legge regionale n. 31 del 1998, il secondo periodo è sostituito dal seguente: "I criteri di riparto e i limiti massimi degli incentivi sono stabiliti dalla Giunta regionale o dagli organi di amministrazione degli enti".
Nello stesso articolo 47, dopo il comma 9, sono aggiunti i seguenti:
"9 bis. Le somme riscosse dall'Amministrazione a titolo di diritti ed onorari a seguito di sentenza passata in giudicato o provvisoriamente esecutiva sono dovute, nella misura indicata dalla Giunta regionale e secondo criteri da essa stabiliti, agli avvocati dell'area legale.
9 ter. I compensi corrisposti ai sensi dei commi 9 e 9 bis, sono da considerare comprensivi, se dovuti, degli eventuali oneri riflessi a carico dell'Amministrazione e sostituiscono le retribuzioni legate al risultato o al rendimento previste dai contratti collettivi, fatte salve eventuali integrazioni a carico dei corrispondenti fondi ove le somme ripartite fossero inferiori a detti compensi.".
È abrogato il comma 3 dell'articolo 11 della legge regionale n. 32 del 1988, nel testo modificato dall'articolo 7 della legge regionale 5 giugno 1989, n. 24.
19. Nel comma 3 dell'articolo 32 e nell'articolo 56 della legge regionale n. 31 del 1998 la percentuale del 40 per cento è sostituita da quella del 20 per cento. La lettera a) del comma 8 dell'articolo 32 è abrogata.
20. Nella legge regionale 7 aprile 1966, n. 2, e successive modificazioni ed integrazioni, sono abrogati:
a) nel primo periodo della lettera e) del comma 2 dell'articolo 1, le parole "e l'importo delle indennità di missione spettanti", nonché l'intero secondo periodo;
b) l'articolo 1 bis.
Le indennità di missione o trasferta previste dall'articolo 3 della legge regionale 9 novembre 1981, n. 37, dalla legge regionale n. 27 del 1987, e da analoghe disposizioni contenute nelle leggi regionali, relative agli organi dell'amministrazione e degli enti regionali e alle categorie di soggetti di cui alla medesima legge regionale n. 27 del 1987, sono abrogate.
21. Il comma 4 dell'articolo 7 della legge regionale n. 20 del 2005 è abrogato.
22. Per garantire l'operatività degli uffici nelle attività ausiliarie e di collegamento, i posti disponibili nella dotazione organica della categoria A ridefinita dall'articolo 15 della legge regionale n. 7 del 2005 sono coperti mediante l'inquadramento dei dipendenti che, in qualità di idonei nella pubblica selezione, indetta ai sensi della lettera b) del comma 1 dell'articolo 52 della legge regionale n. 31 del 1998 per il reclutamento di personale della categoria medesima, abbiano prestato servizio a tempo determinato per il periodo di un anno, prorogato di un ulteriore anno; l'inquadramento ha luogo nel livello iniziale della categoria A secondo il contratto collettivo regionale di lavoro e con il riconoscimento dell'anzianità di servizio reso a tempo determinato.
23. Per garantire l'operatività degli uffici nelle attività operative, ausiliarie e di collegamento, in deroga a quanto previsto dal comma 3, i posti disponibili nelle dotazioni organiche delle categorie A e B, come ridefinite dall'articolo 15 della legge regionale n. 7 del 2005, sono coperti mediante l'inquadramento dei dipendenti che in qualità di idonei nella pubblica selezione indetta ai sensi della lettera b) del comma 1 dell'articolo 52 della legge regionale n. 31 del 1998 per il reclutamento di personale delle categorie medesime, abbiano prestato servizio con contratto a tempo determinato, successivamente prorogato per un uguale periodo. L'inquadramento ha luogo nel livello iniziale rispettivamente della categoria A e B secondo il contratto collettivo di lavoro e con il riconoscimento dell'anzianità di servizio reso a tempo determinato. L'Agenzia regionale del lavoro è autorizzata ad adottare analoghi provvedimenti per l'inquadramento di personale che sia stato reclutato, ai sensi del predetto articolo 52, nelle categorie A e B ed abbia avuto prorogato almeno una volta il contratto di assunzione a tempo determinato.
24. Al fine di dare compiuta attuazione alle disposizioni del comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4, come sostituito dall'articolo 5 della legge regionale 1° luglio 2002, n. 10, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi a favore delle province che, sulla base di intese sottoscritte entro il 31 dicembre 2006, dispongano il trasferimento di personale a favore delle province di nuova istituzione. A tal fine è autorizzata, nello stesso anno, la spesa di euro 2.000.000 (UPB S04.019).
25. Su proposta dell'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, di concerto con l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, la Giunta regionale definisce i criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 24 che le province interessate possono destinare ad incentivare i trasferimenti di personale.
26. All'atto del trasferimento del personale, le province provvedono alla revisione delle rispettive dotazioni organiche, assumendo a riferimento gli attuali ambiti territoriali e i criteri di contenimento e razionalizzazione della spesa, e comunque portando in detrazione i posti già occupati dal personale trasferito.
27. Per assicurare con carattere di continuità la prosecuzione delle attività svolte, l'Agenzia regionale del lavoro è autorizzata ad inquadrare i dipendenti in servizio con rapporto di lavoro a tempo determinato, a condizione che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta e che il contratto sia stato preceduto da selezione pubblica conforme ai principi della legge regionale n. 31 del 1998; l'inquadramento è disposto, nei limiti del contingente organico dell'Agenzia e delle risorse ad esso destinate, nel livello iniziale della categoria corrispondente a quella di assunzione, secondo il contratto collettivo di lavoro regionale, e con il riconoscimento di servizio reso a tempo determinato.
28. Il personale assunto negli anni 2003, 2004 e 2005 dall'Ente foreste della Sardegna in attuazione del comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale n. 3 del 2003, è inserito nelle dotazioni organiche dell'Ente di cui all'articolo 12 della legge regionale n. 24 del 1999, fermo restando il loro inquadramento giuridico ed economico e l'obbligo di prestare la loro opera per i compiti previsti dalla stessa norma.
EMENDAMENTO soppressivo totale LA SPISA - OPPI - LADU - GALLUS -MURGIONI - VARGIU - PISANO - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
L'articolo 16 è soppresso. (59)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CUCCU Giuseppe - CUCCA - UGGIAS - COCCO - SABATINI - GIAGU - FADDA Paolo
Art. 16
Il comma 3 è soppresso. (103)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - GALLUS - MURGIONI - LA SPISA - OPPI - VARGIU - PISANO - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Nel comma 8, le parole "... e al rendimento del personale" sono soppresse. (67)
EMENDAMENTO soppressivo parziale SECCI
Art. 16
Il comma 22 è soppresso. (1)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI
Art. 16
Al primo capoverso del comma 7 dopo le parole "L'Amministrazione e gli enti" viene cancellato il termine "regionali" ed inserito prima di "nei limiti delle risorse stanziate" "appartenenti al comparto contrattuale regionale". (150)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 16
Nel comma 10 l'espressione da "sono soppresse le parole da segretario sino a stampa" è sostituita dalla seguente:
"le parole da segretario sino a stampa sono così sostituite: agli autisti addetti alla conduzione di automezzi in dotazione al direttore generale della presidenza e al dirigente dell'ufficio stampa compete un'indennità pari agli addetti di cui alla precitata lettera f)". (145)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - DIANA - ARTIZZU - LADU - MURGIONI - GALLUS - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - SANCIU - PISANO - DEDONI - LIORI
Art. 16
Il comma 22 dell'articolo 16 è sostituito dal seguente comma:
"22. Per garantire l'operatività degli uffici nelle attività ausiliarie e di collegamento e le esigenze connesse ai compiti in materia di Difesa del suolo e dell'Ambiente, in particolare le esigenze connesse all'avanzamento nella pianificazione di Bacino (L. 183/99), nonché per garantire la completa attuazione dei Programmi Comunitari in materia di Difesa del suolo i posti disponibili nella dotazione organica della categoria A e D ridefinite dall'articolo 15 della legge regionale n. 7 del 2005 sono coperti mediante l'inquadramento dei dipendenti che, in qualità di idonei nella pubblica selezione, indetta ai sensi dell'articolo 52 della legge regionale n. 31 del 1998 per il reclutamento di personale delle categorie medesime e il personale - già dipendente del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e messo a disposizione dell'Amministrazione regionale nell'ambito dell'Assistenza Tecnica del PON-ATAS Difesa del Suolo abbiano prestato servizio a tempo determinato per almeno un periodo di un anno, prorogato di un ulteriore anno; l'inquadramento ha luogo nel livello iniziale delle categorie medesime secondo il contratto collettivo regionale di lavoro e con il riconoscimento dell'anzianità di servizio reso a tempo determinato". (65)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - SANCIU - LOMBARDO - PISANO - DIANA - MORO - SANNA Matteo - ARTIZZU - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Nel comma 23, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: "L'Agenzia regionale del lavoro e l'Ente Autonomo del Flumendosa sono autorizzati ad adottare analoghi provvedimenti per l'inquadramento di personale che sia stato reclutato, ai sensi del predetto articolo 52, nelle categorie A e B ed abbia avuto prorogato almeno una volta il contratto di assunzione a tempo determinato, per una durata complessiva del rapporto di lavoro superiore ad un anno". (58)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - SANJUST - CONTU - SANCIU - PISANO - LOMBARDO - DIANA - MORO - SANNA Matteo - ARTIZZU - AMADU - DEDONI
Art. 16
Dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma 1 bis.
"1 bis. Al personale cessato dal servizio nel periodo 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2004, già ricompreso nelle graduatorie dei dipendenti inquadrati nel livello immediatamente superiore a quello di appartenenza con effetto giuridico dal 1° gennaio 2000, in applicazione dell'accordo sulle progressioni professionali sottoscritto in data 20 giugno 2005, l'inquadramento economico nel corrispondente livello economico decorre dal primo giorno del mese antecedente la data di collocazione in quiescenza". (69)
EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI -SCARPA
Art. 16
All'Art. 16, comma 2, dopo le parole "dotazioni degli enti." aggiungere l'espressione "Fatta eccezione per n. 170 idonei alla selezione interna (svoltasi il 9 novembre 2004) per titoli ed esami per l'accesso al livello economico iniziale della Categoria C che vanno a coprire i posti resisi vacanti a seguito del transito in Categoria D dei vincitori delle selezioni interne del 14 giugno 2005, di cui all'art. 2 della L.R. 11/2002". (18)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - LADU - GALLUS - MURGIONI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - OPPI - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 2 dell'art. 16 è aggiunto il seguente comma 2 bis:
"2 bis. Dopo il comma 5 dell'art. 8 della L.R. 9 agosto 2002, n. 12, è aggiunto il seguente comma 5 bis: al fine di una ottimizzazione dei servizi e una armonizzazione delle funzioni delle attività dell'Ente foreste della Sardegna, è assicurata la copertura finanziaria dei posti resisi vacanti nella dotazione organica del personale così come individuata nei commi 4 e 5 del presente articolo". (56)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISU - DAVOLI - URAS
Art. 16
Alla fine del comma 3 è aggiunta la seguente frase:
"Gli inquadramenti nella categoria B, da disporre a completamento delle procedure selettive previste dall'articolo 2 della legge regionale 8 luglio 2002, n. 11, sono consentiti sino a totale copertura dei posti resisi vacanti a seguito dei transiti nella categoria C." (96)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - ARTIZZU - LADU - MURGIONI - GALLUS - OPPI - PISANO - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 3 dell'art. 16 è aggiunto il seguente comma 3 bis.
"3 bis. Gli inquadramenti nella categoria B, da disporre a completamento delle procedure selettive previste dall'art. 2 della L.R. 8 giugno 2002, n. 11, sono consentiti sino a totale copertura dei posti resisi vacanti a seguito dei transiti nella categoria C". (57)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Art. 16
All'articolo 16, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente comma 3 ter:
"3 ter. L'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna è autorizzato ad inquadrare a tempo indeterminato i dipendenti assunti a termine, in attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 39/47 del 1° dicembre 1992 il cui rapporto di lavoro sia tuttora in atto, a condizione che l'assunzione stessa sia stata disposta a seguito di procedure concorsuali pubbliche. L'inquadramento ha luogo nella categoria equivalente alla qualifica professionale per la quale sono stati indetti i concorsi e nel 1° livello retributivo della categoria medesima, con il riconoscimento dell'anzianità di servizio resa con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. A tal fine l'Istituto è autorizzato ad ampliare la propria dotazione organica dei posti necessari all'inquadramento del personale come sopra individuato". (128)
EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - CAPELLI - VARGIU - LADU - LA SPISA - ARTIZZU
Art. 16
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma 3 quater:
"3 quater. Per sopperire alle esigenze organizzative dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, lo stesso è autorizzato ad inquadrare a tempo indeterminato i dipendenti assunti a termine, in attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 39/47 del 1° dicembre 1992, il cui rapporto di lavoro sia stato rinnovato o prorogato per un periodo complessivo pari al primo, a condizione che l'assunzione stessa sia stata disposta a seguito di procedure concorsuali pubbliche. L'inquadramento ha luogo nella categoria equivalente alla qualifica professionale per la quale sono stati indetti i concorsi e nel primo livello retributivo della categoria medesima, con il riconoscimento dell'anzianità di servizio resa col rapporto di lavoro a tempo determinato. A tal fine l'Istituto è autorizzato ad ampliare la propria dotazione organica dei posti necessari all'inquadramento del personale come sopra individuato". (124)
EMENDAMENTO aggiuntivo - SANJUST - LA SPISA.
Art. 16
All'articolo 16, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
"4 bis. Per far fronte alle ulteriori esigenze derivanti dall'attuazione del comma precedente, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad adeguare il contingente dei sottufficiali fino al numero previsto dall'articolo 5 , comma 3, della L.R. n. 26/1985, attingendo dalla graduatoria degli idonei della selezione interna approvata con DA 256/P del 22 marzo 2005.
Gli oneri conseguenti, ammontanti ad euro 10.000 annui, graveranno sulla UPB S02.066". (60)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISU - DAVOLI - URAS
Art. 16
All'articolo 16, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
"4 ter. Per far fronte alle ulteriori esigenze derivanti dall'attuazione del comma precedente, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad adeguare il contingente dei sottufficiali fino al numero previsto dall'articolo 5 , comma 3, della L.R. n. 26/1985, attingendo dalla graduatoria degli idonei della selezione interna approvata con DA 256/P del 22 marzo 2005.
Gli oneri conseguenti, ammontanti ad euro 10.000 annui, graveranno sulla UPB S02.066". (95)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Art. 16
All'articolo 16, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
"4 quater. Per far fronte alle ulteriori esigenze derivanti dall'attuazione del comma precedente, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad adeguare il contingente dei sottufficiali fino al numero previsto dall'articolo 5 , comma 3, della L.R. n. 26/1985, attingendo dalla graduatoria degli idonei della selezione interna approvata con DA 256/P del 22 marzo 2005.
Gli oneri conseguenti, ammontanti ad euro 10.000 annui, graveranno sulla UPB S02.066". (126)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 16
All'articolo 16, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
"4 quinquies. Per far fronte alle ulteriori esigenze derivanti dall'attuazione del comma precedente, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad adeguare il contingente dei sottufficiali fino al numero previsto dall'articolo 5 , comma 3, della L.R. n. 26/1985, attingendo dalla graduatoria degli idonei della selezione interna approvata con DA 256/P del 22 marzo 2005." (144)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS - BARRACCIU - CERINA - COCCO - CORRIAS - LANZI - LOMBARDO - SANNA Simonetta
Art. 16
Dopo il comma 6 dell'articolo 16 è aggiunto il seguente:
"6 bis. Il comma 1 dell'articolo 46 della legge n. 31/1998 è sostituito dal seguente:
1. L'Amministrazione e gli enti possono costituire rapporti di lavoro a tempo parziale, relativamente a tutti i profili professionali delle diverse qualifiche funzionali, esclusi il personale dirigenziale e gli avvocati addetti agli uffici legali dell'amministrazione e degli enti." (5)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - LADU - MURGIONI - GALLUS - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 6 dell'art. 16 è aggiunto il seguente comma 6 ter:
"6 ter. Sono abrogati l'art. 1 e l'art. 2, commi 2, 3 e 4 della legge regionale 27 dicembre 1996, n. 39. In deroga al comma 1 dello stesso art. 2, e con la decorrenza ivi prevista, la qualifica funzionale dirigenziale è attribuita ai coordinatori generali dell'Amministrazione che formalmente nominati secondo l'ordinamento vigente anteriormente all'entrata in vigore della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, abbiano esercitato le relative funzioni con diritto al trattamento economico connesso alla qualifica dirigenziale e alle funzioni attribuite e siano cessati dal servizio entro la predetta data". (55)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 16
All'articolo 16, comma 7, dopo le parole "categoria D" sono aggiunte le parole "ed Area C del Corpo forestale". (125)
EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI - SCARPA
Art. 16
All'art. 16, aggiungere il seguente comma 7 bis:
"7 bis. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono inquadrati in soprannumero nell'area dirigenziale i dipendenti delle categorie D4 e C4 del Corpo forestale e di vigilanza ambientale nel ruolo unico regionale, in possesso di uno dei seguenti requisiti: possesso del diploma di laurea alla data di assunzione e contestuale inquadramento nella ex carriera direttiva; maturazione di almeno venti anni nel ruolo unico regionale; dichiarazione di idoneità al concorso per dirigenti bandito dall'Amministrazione regionale". (19)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - CAPPAI - LADU - GALLUS - ARTIZZU - OPPI - PISANO - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - MURGIONI - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 7 dell'articolo 16 è aggiunto il seguente comma 7 ter:
"7 ter. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono inquadrati in soprannumero nell'area dirigenziale i dipendenti della categoria D4 e gli appartenenti al CFVA della categoria C4, entrambi funzionari direttivi del ruolo unico regionale in possesso del diploma di laurea alla data di assunzione e contestuale inquadramento nella ex carriera direttiva, che sono o sono stati titolari di incarichi retribuiti dall'Amministrazione regionale, ovvero hanno maturato almeno venti anni nel ruolo unico regionale, ovvero sono stati idonei al concorso per dirigenti bandito dall'Amministrazione regionale". (66)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - LADU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - OPPI - PISANO - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Al comma 14 dell'art. 16 è aggiunto il seguente comma 14 bis:
"14 bis. Nei confronti del personale cessato dal servizio nel periodo dall'1.1.200 al 31.12.2004 trova applicazione l'accordo sottoscritto in data 20.06.2005 con decorrenza economica dal primo giorno del mese antecedente alla collocazione in quiescenza".
Le spese derivanti dall'applicazione della presente norma valutate in 500.000 euro annui vanno a valere sull'UPB S02.086.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S02.086 anno 2006 euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 euro 500.000 (68)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - LADU - MURGIONI - GALLUS - LA SPISA - PISANO - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 15, è aggiunto il seguente comma 15 bis:
"15 bis. In attesa della nuova disciplina di revisione della legge regionale n. 15 del 1965, il ersonale del ruolo unico dell'Amministrazione regionale, nei confronti del quale non ha avuto luogo l'iscrizione al predetto Fondo per effetto di specifiche disposizioni di legge, è iscritto al Fondo medesimo a domanda, ai sensi dell'articolo 27 della legge regionale n. 33 del 1984 e successive modificazioni ed integrazioni". (63)
EMENDAMENTO aggiuntivo URAS - ORRÙ - MARROCU - DAVOLI - CORRIAS
Art. 16
Dopo il comma 22, è aggiunto il seguente:
"22 bis. Sono abrogati l'articolo 1 e i commi 2, 3 e 4 della legge regionale 27 dicembre 1996, n. 39. In deroga al comma 1 dello stesso articolo 2, e con la decorrenza ivi prevista, la qualifica funzionale dirigenziale è attribuita ai coordinatori generali dell'Amministrazione che, formalmente nominati secondo l'ordinamento vigente anteriormente all'entrata in vigore della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, abbiano esercitato le relative funzioni con diritto al trattamento economico connesso alla qualifica dirigenziale e alle funzioni attribuite e siano cessati dal servizio entro la predetta data. La presente disposizione non comporta oneri sul bilancio regionale.". (157)
EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - MURGIONI - GALLUS - LA SPISA - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU
Art. 16
Nel comma 23, dopo le parole "L'Agenzia regionale del lavoro", sono aggiunte le parole: "e l'Ente autonomo del Flumendosa sono autorizzati". (61)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - CONTU - SANCIU - LOMBARDO - DIANA - MORO - ARTIZZU - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI.
Art. 16
Nel comma 27, dopo le parole "L'Agenzia regionale del lavoro ....", sono aggiunte le parole: "ed il Centro regionale agrario sperimentale sono autorizzati". (54)
EMENDAMENTO aggiuntivo MURGIONI - GALLUS - LADU - VARGIU - LA SPISA - OPPI - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU
Art. 16
Nel comma 27, dopo le parole "L'Agenzia regionale del lavoro", sono aggiunte le parole: "ed il Centro regionale agrario sperimentale sono autorizzati". (62)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Art. 16
Nel comma 27, dopo le parole "L'Agenzia regionale del lavoro ....", sono aggiunte le seguenti: "ed il Centro regionale agrario sperimentale sono autorizzati ...". (127)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - MURGIONI - GALLUS - LADU - DIANA - ARTIZZU - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - SANCIU - PISANO - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 27 è aggiunto il seguente comma 27 bis:
"27 bis. Per le medesime motivazioni del comma precedente, gli enti regionali operanti in agricoltura ed i Consorzi interprovinciali e provinciali di Sassari e di Cagliari per la Frutticoltura sono autorizzati a prorogare i rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati con dipendenti selezionati con procedure di evidenza pubblica conformi ai principi della L.R. n. 31/1998, a condizione che il rapporto di lavoro sia stato rinnovato almeno una volta. La proroga è disposta sino all'approvazione della legge regionale di riforma dei predetti enti regionali e consorzi, e comunque sino al 31 dicembre 2006, con riferimento alle disposizioni del Contratto collettivo regionale di lavoro ed al trattamento economico previsto per il livello iniziale della categoria corrispondente a quella di assunzione". (64)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - BALIA - PORCU - LICHERI
Art. 16
Dopo il comma 27 è aggiunto il seguente comma 27 ter:
"27 ter. Per le medesime motivazioni del comma precedente, gli enti regionali operanti in agricoltura ed i Consorzi interprovinciali e provinciali di Sassari e di Cagliari per la Frutticoltura sono autorizzati a prorogare i rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati con dipendenti selezionati con procedure di evidenza pubblica conformi ai principi della L.R. n. 31 del 1998, a condizione che il rapporto di lavoro sia stato rinnovato almeno una volta. La proroga è disposta sino all'approvazione della legge regionale di riforma dei predetti enti regionali e consorzi, e comunque sino al 31 dicembre 2006, con riferimento alle disposizioni del Contratto collettivo regionale di lavoro ed al trattamento economico previsto per il livello iniziale della categoria corrispondente a quella di assunzione". (115)
EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCA - FLORIS Vincenzo - SANNA Francesco - SABATINI - UGGIAS - MANCA
Art. 16
Nel comma 28 dopo le parole "per i compiti previsti dalla stessa norma" sono aggiunte le seguenti: "Il perfezionamento dell'inquadramento del personale stabilizzato sarà oggetto di successiva contrattazione collettiva". (134)
EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCU Giuseppe - CUCCA - UGGIAS - COCCO - SABATINI - GIAGU - FADDA Paolo
Art. 16
Dopo il comma 28 è aggiunto il seguente:
"28 bis. Nell'ambito dell'articolazione organizzativa dell'Amministrazione regionale e degli enti così come individuati dalla L.R. 13 novembre 1998, n. 31, e successive modificazioni ed integrazione, è istituita l'Area della vice-dirigenza (Legge 15 luglio 2002, n. 145).
Nelle more della definizione della relativa disciplina contrattuale e del relativo contingente nell'Area della vice-dirigenza è inquadrato il personale che al 31 dicembre 2005 trovasi collocato nella categoria "D" (livello economico D3) ed al quale sia stato formalmente attribuito l'incarico di responsabilità di unità organizzativa di primo livello secondo le modalità previste dalla L.R. n. 3/1998.
Nella stessa Area è altresì inquadrato il personale in possesso del diploma di laurea che abbia maturato nella stessa categoria un'anzianità di servizio non inferiore ai cinque anni.
Al personale inquadrato nell'Area della vice-dirigenza, valutato il relativo curriculum professionale ed in possesso delle competenze professionali richieste per l'attuazione di specifici obiettivo assegnati alla struttura, in caso di vacanza, possono essere conferite le funzioni di direttore di servizio secondo le modalità previste per la nomina del relativo dirigente.
Per il periodo di svolgimento delle predette funzioni al dipendente incaricato è applicato il trattamento giuridico ed economico di cui al contratto collettivo regionale di lavoro della dirigenza." (104)
EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCU Giuseppe - CUCCA - UGGIAS - COCCO - SABATINI - GIAGU - FADDA Paolo
Art. 16
Dopo il comma 28 è aggiunto il seguente:
"28 ter. Al personale cessato dal servizio nel periodo 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2004, ricompresso, ai soli effetti giuridici, nelle graduatorie dei dipendenti ammessi a partecipare alle progressioni professionali di cui all'accordo contrattuale sottoscritto in data 20 giugno 2005, è attribuito a regime - nella rispettiva categoria di inquadramento - il livello economico superiore a quello di appartenenza, con decorrenza ai fini economici, dal primo giorno del mese antecedente la data di collocamento in quiescenza." (105)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Art. 16
Dopo il comma 28 è aggiunto il seguente:
"28 quater. Per sopperire alle esigenze dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, lo stesso è autorizzato ad inquadrare a tempo indeterminato i dipendenti assunti a termine, in attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 39/47 del 1° dicembre 1992 il cui rapporto di lavoro sia stato rinnovato o prorogato per un periodo complessivo pari al primo, a condizione che l'assunzione stessa sia stata disposta a seguito di procedure concorsuali pubbliche. L'inquadramento ha luogo nella categoria equivalente alla qualifica professionale per la quale sono stati indetti i concorsi e nel primo livello retributivo della categoria medesima, con il riconoscimento dell'anzianità di servizio resa con un rapporto di lavoro a tempo determinato. A tal fine l'Istituto è autorizzato ad ampliare la propria dotazione organica dei posti necessari all'inquadramento del personale come sopra individuato". (111)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Art. 16
All'articolo 16 è aggiunto il seguente comma:
"28 quinquies. Per garantire la continuità delle attività svolte per l'eradicazione della peste suina africana (PSA) e della peste suina classica (PSC), diffuse nel territorio regionale, l'Amministrazione regionale dispone l'inquadramento nei propri ruoli organici dei veterinari coadiutori impiegati a decorrere dal mese di gennaio del 2001 presso le Aziende ASL della sardegna con contratto di convenzione e impegnati fino al 17 ottobre 2005.
L'inquadramento è disposto, per un massimo di 22 unità, previo superamento di un concorso riservato, bandito ai sensi e con le modalità previste dalla legge regionale numero 31 del 1998 e successive modificazioni per l'assunzione del personale regionale. Il personale è inquadrato nella categoria e nel livello corrispondente dei ruoli organici della Regione, tenuto conto del periodo di lavoro effettivamente prestato in regime convenzionale.
Il personale così inquadrato continua a svolgere, per almeno cinque anni, le medesime funzioni svolte in regime convenzionale presso le medesime strutture cui era assegnato. L'Amministrazione regionale stipula i relativi accordi con le Aziende ASL interessate. Alle relative spese si fa fronte con le disponibilità esistenti nella UPB S12.066." (112)
EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCU Giuseppe - UGGIAS - BIANCU - SABATINI - CUCCA - SANNA Simonetta - SECCI - COCCO - SANNA Francesco - CACHIA - FADDA Paolo - GIAGU - MANCA
Art. 16
Dopo il comma 28 dell'articolo 16 è aggiunto il seguente comma:
"28 sexies. Le progressioni professionali all'interno della categoria o area di cui all'accordo sottoscritto tra il CORAN e i sindacati il 20 giugno 2005, si applicano sulla categoria e sul livello economico di inquadramento posseduti alla data del 1° gennaio 2005, anche nell'ipotesi in cui i requisiti di anzianità di cui all'articolo 8 del medesimo accordo siano maturati nell'ambito di categorie inferiori." (118)
EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCU Giuseppe - UGGIAS - BIANCU - SABATINI - CUCCA - SANNA Simonetta - SECCI - COCCO - SANNA Francesco - CACHIA - FADDA Paolo - GIAGU - MANCA
Art. 16
Nell'articolo 16, dopo il comma 28 è aggiunto il seguente:
"28 epties. Le somme erogate ai dipendenti ERSAT in attuazione dell'accordo sulle progressioni orizzontali firmato nel 2003 e recuperate dall'ERSAT sono attribuite al Fondo unificato per il personale dipendente del bilancio dello stesso ERSAT e utilizzate per il finanziamento del contratto integrativo." (119)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SERRA - BALIA
Art. 16
Nella tabella di cui al comma 2 dell'emendamento n. 152 la categoria "B livello retributivo B4" va sostituita con "C livello retributivo C2".
Al comma 3 dopo le parole "l'eventuale retribuzione di anzianità" vanno aggiunte le parole "e l'indennità di amministrazione". (167)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale PITTALIS - ATZERI
Art. 16
Nell'emendamento 61 le parole "e l'Ente autonomo del Flumendosa" sono sostituite con le seguenti "e gli enti strumentali della Regione Sardegna". (168)
EMENDAMENTO aggiuntivo SERRA - BALIA
Art. 16
Dopo l'art. 16 è inserito il seguente:
"16 bis. Inquadramento del personale proveniente dall'amministrazione statale.
1) Il personale dell'amministrazione dello Stato trasferito o da trasferire alla Regione autonoma della Sardegna per l'esercizio dei compiti e delle funzioni amministrative conferite in virtù della Legge 15 marzo 1997, n. 59, e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successivi decreti attuativi è inquadrato nel ruolo unico regionale.
2) L'inquadramento del personale di cui al comma 1 è effettuato secondo la seguente tabella di equiparazione delle professionalità possedute dal personale statale e quelle previste nelle categorie del ruolo unico regionale in attuazione dei CCRL 1998/2001 del 15.05.2001 e 2002/2005 del 06.12.2005:
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C.C.N.L. Ministeri |
C.C.R.L. Regione |
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Area |
Categoria |
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A1 (ex 1a, 2a, 3° qualifica funzionale) - A1 super |
A - livello retributivo A2 |
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B1 (ex 4a q.f.) |
B - livello retributivo B3 |
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B2 (ex 5a q.f.) |
B - livello retributivo B4 |
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B3 (ex 6a q.f.) - B3 super |
C - livello retributivo C3 |
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C1 (ex 7a q.f.) - C1 super |
D - livello retributivo D3 |
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C2-C3 (ex 8a e 9a q.f.) - C3 super |
D - livello retributivo D4 |
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Dirigenti |
Dirigenti |
3) Al personale così inquadrato spetta il trattamento della categoria attribuita a cui deve aggiungersi, a titolo di assegno personale non riassorbibile, l'eventuale retribuzione di anzianità maturata al momento del trasferimento alla Regione. Allo stesso personale è attribuito sempre a titolo di assegno personale non riassorbibile, l'eventuale differenza fra il trattamento economico goduto nelle Aree dello Stato e quello acquisito in applicazione del presente articolo.
4) Al personale trasferito è conservata, a tutti gli effetti, l'anzianità di servizio maturata presso l'Ente di provenienza anche ai fini dell'applicazione delle disposizioni previste dal C.C.R.L. dei dipendenti dell'Amministrazione Regionale; sono inoltre conservati e applicati anche se non richiamati dal presente articolo, tutti i benefici previsti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 dicembre 2000 n. 446.
5) Contestualmente all'inquadramento nel ruolo unico regionale e a partire dalla data di effettiva presa di servizio presso la Regione Autonoma della Sardegna, il personale inquadrato ai sensi del presente articolo è iscritto al Fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di Assistenza del personale dipendente dall'Amministrazione Regionale." (152).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati e contemporaneamente è aperta la discussione sull'articolo 16 e relativi emendamenti.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris per illustrare l'emendamento numero 5. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, signori Assessori, colleghe e colleghi, mi riferisco in modo specifico all'emendamento numero 5, che riguarda un problema relativo alla possibilità dell'impiego del part-time. La promozione e l'incentivazione di politiche che tendano a favorire la conciliazione dei tempi della vita con quelli del lavoro rappresenta uno degli obiettivi che l'Unione Europea considera strategici per favorire la promozione delle pari opportunità tra uomo e donna; costituisce, inoltre, un aspetto significativo per migliorare la qualità della vita e per poter condividere nella quotidianità un rapporto con i figli più responsabile e maggiormente condiviso tra coniugi o conviventi. Ricordo, per inciso, che l'Italia e la Sardegna in particolare si trovano in una posizione bassissima per quanto riguarda la natalità e che certe politiche, che non guardino a questo aspetto dei rapporti tra vita lavorativa e, appunto, la conciliazione con la vita privata, determinano un ulteriore problema su questo piano. Conciliare i tempi della vita e quelli del lavoro permette alle famiglie, ai conviventi e alle persone singole, con genitori anziani o con familiari disabili, fisici o mentali da assistere, di poter gestire meglio i problemi che, inevitabilmente, si aggravano in caso di non autosufficienza di un componente. E' noto, inoltre, che il peso maggiore del lavoro di cura ricade sulle donne, determinando spesso la necessità di dover scegliere tra l'attività esterna e quella dentro le mura domestiche, a vantaggio di quest'ultima, per l'impossibilità di far fronte ai bisogni. Ciò determina una duplice perdita per la società che deve rinunciare all'apporto di professionalità qualitativamente significative e per il nucleo familiare che vede ridotta drasticamente la fonte di guadagno.
Ovviamente, ci sono anche numerosi uomini che, potendo, dedicherebbero volentieri più attenzione alla famiglia e sono convinta che apprezzeranno la possibilità che verrebbe loro concessa in questa particolare circostanza. L'emendamento proposto e sottoscritto da tutte le consigliere intende rispondere a queste esigenze in un settore particolare dell'amministrazione regionale. Si propone, infatti, di modificare una norma che si configura come una limitazione penalizzante, accogliendo anche la richiesta in tal senso della consigliera regionale di parità. L'articolo 46 della legge regionale 13 novembre 1998 numero 31, quella che stabilisce, quindi, la disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione, nel comma 1 esclude dalla possibilità di costituire rapporti di lavoro a tempo parziale i dipendenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, equiparandoli al personale dirigenziale e agli avvocati degli uffici legali. Tale esclusione penalizza in modo non esclusivo, ma preponderante la componente femminile del settore, ecco perché nella riformulazione dell'articolo viene in sostanza cancellata l'esclusione.
Facciamo appello alla sensibilità dei componenti dell'Assemblea, nella convinzione di rendere un utile servizio all'Amministrazione oltre che all'intera comunità regionale. Colgo inoltre l'occasione per sottolineare un'esigenza molto sentita dal mondo femminile, ma ritengo ormai condivisa dall'intera società: la Sardegna, come il resto del Paese, ha necessità di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per diffondere e rendere sempre più condivisa la cultura della parità tra uomini e donne. In quanto segretaria della Commissione consiliare diritti civili che, in base alla legge istitutiva della Commissione regionale pari opportunità, "vigila sull'osservanza della legge, riferisce al Consiglio sull'applicazione", chiedo che la Commissione regionale per la realizzazione della parità fra uomo e donna, eletta dall'Assemblea in data 30 novembre 2005, insediata a metà marzo scorso, possa al più presto eleggere l'ufficio di presidenza e procedere celermente nella predisposizione del programma e nella sua attuazione. E' stato accumulato un ritardo eccessivo che rischia di compromettere il lavoro della Commissione almeno per il 2006. Sono più volte intervenuta su questo tema e mi dispiace ripetermi, mi rivolgo quindi al Presidente del Consiglio affinché venga favorita la piena attività della Commissione e, quindi, affinché il Presidente del Consiglio provveda a sollecitare la Presidenza della Giunta in modo che la Commissione possa lavorare, perché il suo contributo è importante per tutti, donne e uomini.
Un'ultima sottolineatura relativamente all'assunzione di agenti forestali. Ho rilevato con soddisfazione che saranno avviati al corso di formazione tutti gli idonei alla prima fase del concorso; ho anche notato che la Giunta, con un apposito emendamento, intende adeguare il numero dei sottoufficiali. Occorre però verificare se questo numero è adeguato alle esigenze. Per quanto riguarda la questione della formazione in servizio, rilevo che nel comma 16 dell'articolo 18 è prevista la predisposizione dello studio di fattibilità della scuola di formazione del Corpo forestale da realizzarsi a Nuoro. Oltre a quella iniziale, considerate le competenze e le incombenze assegnate agli agenti, vi è la concreta necessità di garantire l'adeguamento della formazione durante l'intero percorso professionale, come del resto avviene per il Corpo forestale dello Stato. Quindi è necessario attivare al più presto la scuola. Si tratterebbe di un istituto teso a integrare le conoscenze e per far fronte alle nuove e sempre più impegnative mansioni degli agenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di affrontare in modo dettagliato l'articolo 16, riguardante la contrattazione collettiva, il contenimento della spesa e la razionalizzazione in materia di personale, vorrei prendere le distanze da alcuni colleghi e chiedere scusa ai consiglieri per i toni spesso esagitati che provengono dai banchi del Gruppo che ho l'onore di presiedere sulla base del sostegno che mi è stato conferito dal Comitato politico regionale del mio partito. Sulle scelte del partito decide il partito e non il Presidente del Consiglio, che si deve attenere al Regolamento consiliare. Trovo scorretto che, puntualmente, una parte del nostro Gruppo utilizzi argomenti pretestuosi per attaccare o mettere in difficoltà la maggioranza di governo. Noi siamo parte integrante di questa maggioranza, così come lo siamo a livello nazionale, dove esprimiamo addirittura il Presidente della Camera, nella persona dell'onorevole Fausto Bertinotti. Quest'ultimo aspetto dovrebbe far riflettere alcuni di noi su come ci si confronta all'interno di una maggioranza di governo. Non si capisce come si possa essere "ipergovernisti" a livello nazionale e stranamente intransigenti a livello regionale! La nostra azione sarà di coerenza e di rispetto del programma sottoscritto con l'intera coalizione.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Licheri, le cose che lei dice sono interessanti, ma siamo all'articolo 16.
LICHERI (R.C.). Sto arrivando all'articolo.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Licheri.
LICHERI (R.C.). Grazie, signor Presidente. La nostra azione, dicevo, sarà di coerenza e di rispetto del programma sottoscritto insieme all'intera coalizione e il disegno di legge che stiamo discutendo è parte di questa intesa. L'articolo 16 è fondamentale per il collegato alla finanziaria, in quanto evidenzia la necessità, come sottolineato dal presidente Secci nella sua relazione, di calibrare le misure di razionalizzazione rispetto all'esistente e porre rimedio in materia di personale a situazioni di fatto risalenti o conseguenti alla finanziaria dell'anno scorso. Per questa ragione all'articolo 16 viene autorizzata l'amministrazione regionale, in perfetta coerenza con la programmazione triennale, a richiedere il comando di personale degli enti del comparto di contrattazione collettiva. Nonostante permanga il blocco degli organici dell'amministrazione regionale, abbiamo, attraverso un confronto serrato con gli altri Gruppi di maggioranza, inserito alcune misure che prevedono dei corsi di formazione per tutti gli agenti che sono risultati idonei al concorso per guardie forestali. Allo stesso modo abbiamo molto responsabilmente affrontato il tema del personale assunto a tempo determinato dall'Ente foreste, a dimostrazione del forte interesse che questa maggioranza ha per il problema del lavoro. E' stato altresì affrontato puntualmente il tema del trasferimento del personale alle province entro il 31 dicembre del 2006, autorizzando la concessione di contributi a favore delle stesse, nel rispetto della normativa di legge regionale.
Mi pare che tutti questi provvedimenti vadano nella direzione giusta e per questa ragione ritengo sia contraddittorio l'atteggiamento dei colleghi del centrodestra, che già nella discussione dell'articolo 15 hanno contestato questa maggioranza per il passaggio del personale alle province di nuova istituzione, quelle che avete voluto con forza e che solo oggi affermate essere scatole vuote, non in grado di recepire il processo riformatore avviato dalla Regione.
Con questo articolo affrontiamo una parte delle riforme istituzionali, che sono uno degli elementi caratterizzanti il percorso programmatico di questa maggioranza. Trovo ci sia coerenza con il DPEF, che proprio per quanto riguarda la materia del personale regionale aveva evidenziato l'esigenza di regolamentare tutto il comparto attraverso provvedimenti capaci di utilizzare al meglio i dipendenti.
Sosterrò con forza questo articolo, voterò a favore - così non farò altre dichiarazioni di voto - di tutti gli emendamenti sostenuti e concordati dalla maggioranza e voterò contro tutti quelli elaborati in termini individuali e non condivisi dalla coalizione. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Licheri, chiedo scusa, ma io devo richiamarvi a stare dentro il tema in discussione, altrimenti è facile parlare d'altro, argomenti naturalmente non ne mancano.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io non sono d'accordo! Lei non può imporre alla gente di dire quello che vuole lei. La gente qui è libera di dire quello che vuole!
PRESIDENTE. Io non impongo niente, onorevole Floris.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento numero 69. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, colleghi, le dichiarazioni fatte adesso dal collega Licheri richiamano un problema politico che esiste in questo Consiglio e quanto ha segnalato, pur fuori microfono, poco fa il collega Floris, credo che debba essere in qualche modo fatto rimbalzare in quest'Aula, perché non si tratta di polemiche artificiose, strumentali o fatte soltanto per dire qualche cosa contro chi governa la Regione o chi presiede questo Consiglio regionale. Il problema reale è che più si va avanti nell'attività legislativa più assistiamo a richieste di intervento su problemi specifici che nessuno dei consiglieri regionali si inventa, ma che derivano da un contatto con la realtà sociale ed economica, che preme su tutti i problemi e che si fa presente a tutti i componenti del Consiglio regionale chiedendo risposte concrete.
Quello che emerge in quest'Aula, così com'è capitato anche in queste ore, emerge da parte della opposizione, ma anche da parte di colleghi della maggioranza, che pongono problemi reali, ed è giusto che questo possa essere manifestato in tutta la sua portata, non quindi attenendosi specificamente soltanto a quello che in termini regolamentari si può dire nel corso di un intervento. Il tempo che abbiamo a disposizione per esporre le nostre ragioni non è molto, ma è necessario per portare in quest'Aula problemi reali e interessi che meritano di essere discussi e di essere messi a conoscenza di tutti. Occorre la pazienza di lavorare sui problemi e quanto meno, per chi non vuole lavorare sui problemi e approfondirli, di ascoltare pazientemente cercando di capire quello che si vuole dire circa i problemi reali che vengono posti. Questo a proposito di ciò che ha giustamente sottolineato il collega Floris, cioè che ci sia data la possibilità di esprimerci nei tempi stabiliti dal Regolamento.
Per quanto riguarda l'articolo 16, dobbiamo registrare che si tratta - anche questo è stato detto, ma occorre sottolinearlo - in realtà di una legge sul personale, sulla contrattazione collettiva, e ovviamente, essendo inserita nella manovra finanziaria, riguarda anche il contenimento della spesa e la razionalizzazione della materia riguardante il personale. Questo articolo ha molte sfaccettature e io ritengo giusto sottolineare che a questo tema sarebbe stato opportuno dare una risposta con un intervento legislativo organico. La legge numero 31 del 1998, che sicuramente ha innovato nel sistema amministrativo regionale, presenta molti aspetti positivi in considerazione del momento storico in cui è nata, cioè a metà degli anni novanta, ma in qualche modo, in corso d'opera, evidentemente richiede degli aggiustamenti, che devono però essere fatti considerando la ratio della legge e in coerenza con la sua finalità. Da questo punto di vista credo si debba sottolineare che alcune norme proposte dalla Giunta e contenute in questo articolo 16 vanno sicuramente in controtendenza. E' il caso delle norme riguardanti la dirigenza, che in questo articolo vengono trattate col chiarissimo intento di "ridimensionare" la dirigenza regionale, dopo un periodo di prima sperimentazione della legge numero 31 avvenuto nella scorsa legislatura, non dimentichiamolo, essendo stata approvata alla fine della legislatura che si è conclusa nel 1999. Dopo la prima applicazione di questa legge, nei cinque anni della scorsa legislatura, con il cambio della forma di governo da parlamentare a presidenziale, si è palesata un'evidente insofferenza da parte del Governo regionale rispetto alla struttura regionale e in particolare alla dirigenza. La legge numero 31 ha una ratio ben precisa, quella di distinguere la funzione di governo dalla funzione amministrativa in senso stretto, e vi sono nella legge alcuni cardini che non possono essere violati. In questo collegato invece vi sono norme, lo vedremo anche nel corso dell'esame dell'articolo e degli emendamenti, che tendono a forzare la mano alla dirigenza per riportarla in una condizione di sostanziale sudditanza nei confronti della Giunta. Questo è il caso delle disposizioni che riguardano le modalità di nomina o di revoca dei dirigenti; questo è anche il caso delle norme riguardanti la possibilità di attingimento dall'esterno di alti dirigenti o dei comandi. Credo che questo sia un problema reale, che attiene alla correttezza dei rapporti tra chi deve gestire e chi deve invece governare, cioè programmare e svolgere fino in fondo la funzione di indirizzo politico, che è fatta di alta amministrazione, di programmazione e di impulso all'azione legislativa.
Noi non possiamo che sottolineare negativamente questa tendenza a riportare in capo all'organismo politico di governo funzioni che invece correttamente la legge numero 31 attribuisce alla dirigenza. Peraltro in questo articolo noi registriamo che sono contenute alcune disposizioni su cui la stessa opposizione, sia in Commissione sia attraverso emendamenti, ha contribuito ad affrontare positivamente nei riguardi di categorie più o meno grandi, più o meno numerose, di personale della Regione o degli enti regionali che in qualche modo si trovavano a vivere delle disparità di trattamento. E' il caso dei lavoratori dell'Ente foreste adibiti alla funzione dell'antincendio, è il caso di alcune categorie, faccio soltanto l'esempio dei lavoratori appartenenti alla categoria A, che di fatto si sono trovati, nel corso degli anni, a vivere situazioni di sostanziale precariato; situazioni che vengono affrontate positivamente, in modo da eliminare queste forme di precariato e poter utilizzare quindi le professionalità maturate per il migliore svolgimento delle funzioni regionali.
Dagli emendamenti, però, emergono altre questioni, che la Giunta, prima di esprimere il parere sui diversi emendamenti, deve esaminare con attenzione. Ci sono piccoli e grandi problemi che riguardano i lavoratori; l'articolo 16 dà risposte ma soltanto a piccole categorie e non a tutti coloro che ad esse appartengono. Credo che in alcuni casi (mi riferisco in particolare al comma 23 che riguarda i lavoratori dell'Agenzia regionale del lavoro, che godono di un certo trattamento) si tratti di una forma di sanatoria di situazioni precarie che forse, correttamente, dovrebbe essere estesa anche ad altri. Altresì vi sono alcune situazioni di sofferenza per diritti acquisiti e non riconosciuti. Non posso non segnalare - anche qui a titolo d'esempio, perché il tempo per illustrare ogni articolo non c'è, deve concludersi tutto nell'ambito del primo intervento - il caso dei lavoratori di cui all'emendamento numero 69, cioè dei lavoratori che sono andati in quiescenza, che hanno maturato sul piano giuridico una certa posizione attraverso gli accordi sulle progressioni professionali, ma che non hanno ottenuto l'inquadramento nel corrispondente livello economico e chiedono legittimamente che questo beneficio venga loro riconosciuto.
Credo che si possa correttamente riflettere su queste questioni, per dare a questo articolo, insieme ai grandi difetti che ha, almeno un grande vantaggio, quello di eliminare le ingiustizie palesi che nel corso dell'applicazione della legge numero 31 purtroppo negli anni si sono accumulate.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia per illustrare gli emendamenti numero 150 e 152. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, è stato già rilevato, anche da chi mi ha appena preceduto, che l'articolo 16 è notevolmente impegnativo ed è l'articolo al quale probabilmente è stato presentato il maggior numero di emendamenti, su ciascuno dei quali occorrono, punto per punto, ampie, significative e, per quanto è possibile, equilibrate riflessioni in maniera da non contribuire, seppure involontariamente, ad arrecare danno ad altri. Quindi l'articolo 16 è uno di quegli articoli che presumibilmente richiederanno il massimo impegno da parte dell'Aula.
Intervengo, nello specifico, per illustrare alcuni emendamenti, iniziando dal numero 150, di cui sono firmatario insieme e agli altri Capigruppo della maggioranza, e che riguarda il comma 7. Probabilmente questo comma, così com'è formulato, rischia di indurre in errore e di creare anche pregiudizio ad alcune categorie. Esso fa riferimento alla copertura delle funzioni dirigenziali quando il numero dei dirigenti in servizio si presenti in misura insufficiente rispetto alle posizioni istituite, e prevede che le funzioni medesime possano essere attribuite a dirigenti di altra amministrazione o ente pubblico. Il chiarimento, e quanto ci si propone con questo emendamento, è proprio in relazione alla parte iniziale, laddove si parla di amministrazione ed enti regionali. Va rammentato che non tutti gli enti regionali sono sottoposti alle previsioni della legge numero 31 del 1998, ma alcuni di essi, di fatto, ne sono esclusi e sono invece sottoposti a normativa diversa. Quindi si chiede che, dopo le parole "l'amministrazione e gli enti" venga soppresso il termine "regionali" e, prima della parte "nei limiti delle risorse stanziate", venga inserita la dicitura "appartenenti al comparto contrattuale regionale".
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Qual è l'emendamento?
BALIA (Gruppo Federalista-Autonomista Sardo). E' l'emendamento numero 150, che mi pare teso a non introdurre una omogeneità di legislazione nei casi nei quali lo stesso legislatore regionale ha invece inteso escludere alcune categorie, facendone un corpo a sé stante sottoposto a una normativa diversa da quella prevista dalla legge numero 31.
L'emendamento numero 152, Presidente, è un emendamento aggiuntivo relativo all'attribuzione del trattamento economico al personale assunto alle dipendenze dell'amministrazione regionale a seguito del trasferimento delle funzioni di concessione dei nuovi trattamenti economici a favore degli invalidi civili. Stiamo parlando del decreto legislativo 31 marzo 1998, numero 112, e delle funzioni trasferite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 luglio 2004. Il tentativo che si vuole attuare con l'emendamento numero 152 è quello di provvedere all'inquadramento del suddetto personale tenendo conto del contratto nazionale del lavoro in vigore quando era ancora alle dipendenze del Ministero, delle corrispondenti categorie e quindi anche del corrispondente livello retributivo a cui avrebbe diritto nel momento del passaggio alla Regione, diritto che allo stato attuale non è riconosciuto. A questo emendamento è stato presentato un emendamento sostitutivo parziale per correggere un errore di trascrizione.
Assessore, io conosco già il suo parere, per aver scambiato con lei delle opinioni sull'emendamento numero 152. E il parere, che in linea generale potrebbe pure essere comprensibile, è che questo argomento non debba essere trattato in una norma di legge, ma attraverso una definizione dei rapporti riservata al CORAN, il quale dovrebbe poi assumere le proprie determinazioni. Tutto andrebbe bene e quel percorso sarebbe pure abbastanza convincente se in data 12 luglio 2005 non fosse stata assunta, da parte del direttore di servizio del suo Assessorato, la determinazione numero 620 - che eventualmente le farò avere -, in due parti distinte della quale si dice: "non è ancora stata emanata l'apposita norma regionale che disciplini le modalità del transito del predetto personale" e, all'articolo 1, "per le determinazioni citate in premessa, nelle more dell'approvazione di specifica norma regionale di inquadramento nel ruolo dell'amministrazione regionale". Bisogna dunque comprendere se la determina del direttore di servizio sia valida, dispieghi efficacia e sia condivisibile oppure contenga un errore. Se la determina è valida ed è priva di errori, è chiaro che noi dobbiamo regolamentare l'inquadramento del personale proveniente dall'amministrazione statale con legge e che tale regolamentazione può essere quella prevista nell'emendamento numero 152. Se così non fosse, l'Assessore mi spiegherà perché quella determina contiene quei riferimenti e quell'impegno a legiferare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, chiedo scusa per essermi prenotato in ritardo, ero indeciso se intervenire o no, poi il primo intervento mi ha indotto a prendere la parola.
Vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi sul fatto che l'articolo 16 è composto da 28 commi, come dire che non è una legge, ma è dieci leggi insieme! Ed è un insieme di provvedimenti arrivato in Aula senza prima passare nelle Commissioni di merito. In quest'articolo c'è di tutto e di più, ci sono persino delle contraddizioni insite nell'operato della Giunta, in particolare al comma 11, e poi spiegherò perché. Voglio però cominciare il mio ragionamento dal titolo: "Contrattazione collettiva, contenimento della spesa e razionalizzazione in materia di personale". Solo questo titolo dovrebbe far riflettere la maggioranza, che dovrebbe invitare l'Assessore a chiedere l'accantonamento dell'articolo 16 e a predisporre, su tutta questa materia, un apposito disegno di legge, da discutere in Commissione con serietà e attenzione, perché sicuramente questo è un articolo che creerà un sacco di danni nell'amministrazione regionale.
Voi eravate contrari ai comandi nella precedente legislatura, controllavate tutti i giorni se ne erano stati disposti più di quattro o cinque, e oggi state proponendo di aumentarli, cioè state dicendo che i dipendenti regionali non sono più in grado di svolgere il proprio compito e quindi bisogna ricorrere all'esterno, al personale degli enti! Ma di quali enti? Quelli a cui accennate nel comma 11? Leggo: "I dipendenti dei soppressi enti provinciali del turismo ed aziende autonome di cure e soggiorno…, in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge e già iscritti a fondi integrativi del trattamento di quiescenza e per il trattamento di fine rapporto possono chiedere, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, l'iscrizione al FITQ costituito presso l'Amministrazione regionale…". Entro trenta giorni, dite in questo comma. Vi siete dimenticati di quello che avevate stabilito con la legge numero 7 del 2005, cioè la legge finanziaria dell'anno scorso, i cui articoli 23, 24 e 25 dispongono il trasferimento delle competenze ai comuni e alle province delle funzioni svolte dai quattro enti provinciali per il turismo e dalle otto aziende autonome di soggiorno. La liquidazione di questi enti doveva avvenire entro il 22 agosto 2005, ad oggi non è stata ancora fatta, anzi, dico di più, si è nel caos totale e spiegherò il perché. Erano stati nominati dodici commissari che dovevano, entro il 22 agosto, procedere allo scioglimento di questi enti, poi, i loro mandati sono stati prorogati, con delibera del 2 agosto - quindi in piena stagione turistica - al 30 settembre 2005. Scaduti i mandati dei dodici commissari, dal 1° ottobre al 22 novembre del 2005 c'è stata una vacatio amministrativa e questi enti non avevano nemmeno un rappresentante legale. Il 23 novembre dell'anno scorso è stato nominato un unico commissario liquidatore, che è stato lasciato in balia delle onde: nessuno gli ha dato direttive, nessuno gli ha detto come doveva operare, con chi e quando doveva trattare. Sta di fatto che avevate stabilito di trasferire il personale dei medesimi enti ai comuni e alle province. Mi rivolgo ai molti amministratori locali, sindaci, consiglieri e assessori qui presenti: vi siete mai chiesti come possono i comuni prendere in carico questo personale se hanno gli organici al completo, posto che la finanziaria nazionale blocca le nuove assunzioni e voi non gli trasferite le necessarie risorse se non per un anno? Questo l'avevate stabilito voi in legge, non io!
Paradossalmente è avvenuto anche che quando si è trattato di chiamare le province per concertare l'operazione ne sono state chiamate solo quattro, vi siete cioè persino dimenticati che le province erano otto! Solo il 14 aprile di quest'anno è stata riconvocata la conferenza degli enti locali e stranamente, con un colpo di mano, i contributi finanziari ai comuni sono stati spazzati via. Ditemi dove sono i contributi che dovevate dare ai comuni per il trasferimento di questo personale! Quando si fanno leggi come queste bisogna ricordarsi sempre di quello che è stato già stabilito.
Avete anche prorogato l'incarico del commissario unico già tre volte, in altre parole questo commissario non sa ancora come si deve comportare e voi state dicendo che quel personale si può iscrivere al FITQ, come se fosse già inquadrato chissà dove. Tra il personale regionale? No, perché avete detto che questo personale deve essere inserito negli organici di province e a comuni, ma il personale dei comuni può iscriversi al FITQ? No, quindi al personale di province e comuni saranno riservati due trattamenti economici diversi. Ricordo che in quest'Aula abbiamo fatto delle battaglie per il trattamento unico del personale. Mi dispiace che non ci sia il Capogruppo dei D.S., che ricorderà, per esempio, le battaglie fatte per il personale del Consorzio ortofrutticolo, che applicava due contratti distinguendo tra personale di serie A, con contratto regionale, e personale di serie B, con contratto di natura privatistica. Il mondo operaio aveva cioè un contratto di natura privatistica. Ora state ricreando la stessa situazione! State facendo delle cose che prima avevate programmato in modo diverso. Dov'è la coerenza? Allora io la invito, Assessore, a chiedere l'accantonamento dell'articolo 16, affinché la prima Commissione elabori un testo di legge da portare in Aula dopo che sarà stato discusso e valutato attentamente.
Io ho apprezzato la dichiarazione che il collega Uras ha fatto questa mattina, quando ha manifestato l'intenzione di dimettersi. Credevo che intendesse dimettersi da consigliere regionale, ma poi ha precisato che si dimetteva da componente della prima Commissione. L'onorevole Uras ha ragione, in questo collegato c'è di tutto e di più e, con un colpo di mano, volete farlo approvare senza dare la possibilità, come ha detto il collega Scarpa, ad ogni consigliere di esercitare il proprio ruolo, cioè di intervenire nella discussione delle leggi. Su questa legge uno come me, semplice consigliere di serie Z, non avendo potuto esprimere il proprio pensiero in Commissione, può dire quattro fesserie in Aula, ma poi, a colpi di maggioranza, la legge sarà comunque approvata. Ecco perché, Assessore, la invito a ritirare questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, intervengo molto brevemente per dare delle risposte alle questioni che sono state sollevate nei diversi interventi.
E' evidente che il contenuto dell'articolo 16 è abbastanza complesso, riguardando una materia particolarmente delicata come quella del personale, quindi è inevitabile che possa suscitare delle perplessità e anche delle reazioni non positive. Voglio dire subito che l'intendimento del Governo regionale, naturalmente, non è stato e non è quello di predisporre, attraverso questo articolo, una normativa organica sull'intera materia del personale. Questa materia, come abbiamo già avuto modo di dire in altre occasioni, noi l'abbiamo demandata a una riforma organica della legge 31/98, una riforma che è stata già in parte predisposta dalla Giunta regionale, che sarà oggetto di un attento esame da parte della Giunta stessa e sarà portata, naturalmente dopo la necessaria concertazione e informazione, all'attenzione del Consiglio regionale. Questa è la sede nella quale la Giunta regionale farà le proposte di modifica della legge numero 31, una legge estremamente positiva che ha introdotto delle innovazioni particolarmente importanti e ha sancito il principio cardine, al quale naturalmente noi vogliamo continuare ad attenerci, della separazione netta tra le funzioni politiche e quelle prettamente amministrative. Da questo punto di vista penso di poter tranquillizzare anche l'onorevole La Spisa riguardo alla supposta volontà del Governo regionale di modificare questo principio. Le posso assolutamente garantire, onorevole La Spisa, che noi non abbiamo nessuna intenzione, nemmeno all'interno della riforma della legge numero 31, di modificare questo principio, questo punto essenziale, appunto quello della netta separazione tra le responsabilità politiche e amministrative, ma soprattutto le posso assicurare che anche nell'attività quotidiana di governo e nei rapporti che intercorrono tra gli Assessori, il Governo e i dirigenti, non c'è stata mai la volontà di modificare o di conculcare questo principio a cui noi siamo particolarmente legati.
Qual è il senso degli interventi previsti nell'articolo 16? Con molta umiltà, non ho difficoltà a dire che si tratta di introdurre alcuni primi elementi di razionalizzazione, che possono essere utili anche per il contenimento della spesa. E questo va nel senso degli interventi che abbiamo iniziato a introdurre con la finanziaria del 2005 e che hanno determinato significativi risultati. Sono interventi che, ripeto, non hanno il carattere dell'organicità, ma hanno la funzione di dare maggiore snellezza alle procedure, di accentuare la mobilità all'interno dell'amministrazione regionale e degli enti del sistema regionale, perché è assolutamente anacronistico che ci siano delle divisioni, delle "dogane" che impediscono ai dipendenti dell'amministrazione regionale di passare anche temporaneamente agli enti e viceversa. C'è la necessità di iniziare ad adeguare la normativa regionale alla normativa nazionale. Il decreto legislativo numero 165, molto chiaramente, liberalizza questa mobilità, prevedendo una maggiore flessibilità anche tra l'amministrazione regionale e la pubblica amministrazione in generale. Penso che questi siano elementi di dinamismo che abbiamo il dovere di introdurre nell'organizzazione regionale.
Molto semplicemente e con altrettanta umiltà mi sento anche di dire che noi non abbiamo avuto assolutamente la pretesa di introdurre o di prospettare al Consiglio una riforma organica di questa materia. Quelli che abbiamo voluto introdurre sono, ripeto, degli elementi di razionalizzazione, di flessibilità: abbiamo previsto la modifica di alcune procedure per dare dinamismo all'operatività dell'amministrazione regionale, ma soprattutto, ho già avuto modo di dirlo anche in occasione della discussione di un altro articolo di questo collegato, abbiamo cercato di rispettare un preciso impegno che la Giunta regionale aveva preso in materia di precariato. In occasione della discussione della legge sui servizi per l'impiego la Giunta prese, infatti, l'impegno di fare una ricognizione precisa del precariato e, sulla base di questa ricognizione, di mettere in atto iniziative volte a sanare, con la necessaria gradualità, le situazioni di precariato esistenti all'interno dell'amministrazione regionale. Ebbene, posso dirvi che, sulla base della ricognizione che abbiamo fatto, sulla base degli interventi che abbiamo già inserito nella finanziaria dell'anno scorso e sulla base dei contenuti di questo collegato, le situazioni di precariato presenti nell'amministrazione regionale sono state e saranno tutte sanate. Naturalmente dobbiamo essere chiari su che cosa si intende per precariato: si tratta di sanare rapporti di lavoro di tipo subordinato a tempo determinato. Queste sono le situazioni che noi possiamo sanare all'interno dell'amministrazione regionale. Naturalmente non si può chiedere al Governo regionale di sanare situazioni di precariato rappresentate da rapporti di lavoro di tipo libero-professionale; quelle situazioni non possono essere sanate e del resto non si tratta di precariato.
Posso quindi già anticipare, in risposta a un quesito posto in occasione della discussione di precedenti articoli, che per quanto ci riguarda, intendendo per precariato quello che ho voluto sottolineare, queste situazioni sono state ampiamente sanate. Naturalmente ci sono altre situazioni che, ripeto, non possono essere assolutamente considerate di precariato. Si tratta di rapporti di lavoro di tipo libero-professionale che intercorrono tra l'amministrazione e i singoli lavoratori; situazioni che non possono essere assolutamente sanate inquadrando quei lavoratori nel ruolo regionale.
Un altro elemento di chiarezza che noi abbiamo voluto introdurre anche all'interno di questo collegato alla finanziaria è relativo alla definizione di procedure, requisiti e prerogative che possono consentire l'accesso dall'esterno di determinate figure professionali. Su questo voglio essere estremamente chiaro, ribadendo ancora una volta, e senza possibilità di deroga, che all'amministrazione regionale si accede solo attraverso modalità concorsuali, quindi concorsi ad evidenza pubblica, così come stabilito dalla legge numero 31. Quindi le professionalità che si ritenesse necessario prelevare dall'esterno, da società private o da agenzie regionali, devono essere comunque sottoposte a un concorso pubblico, con le modalità che sono previste dalla legge numero 31. Questa mi pare che sia una precisazione doverosa, perché il Consiglio deve non dico sostenere, perché nessuno chiede questo all'opposizione, ma comunque consentire al Governo regionale di mantenere una certa coerenza, cosa estremamente difficile in relazione a temi di questa natura.
Noi ci siamo impegnati ad affrontare con coerenza queste questioni che sono delicate e siamo disponibili ad affrontarle sulla base dei principi a cui ho fatto riferimento e dei requisiti richiesti. Penso, ripeto, che il Consiglio debba sostenere l'iniziativa della Giunta su questo terreno particolarmente delicato.
Sulle questioni specifiche che sono state sollevate e che riguardano alcuni emendamenti mi pare che non ci sia il tempo di dare delle risposte, quindi mi riprometto di intervenire sui singoli emendamenti successivamente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 59 soppressivo dell'articolo 16 il parere è contrario. Chiedo ai presentatori di ritirare l'emendamento numero 103, nell'eventualità che sia mantenuto il parere è contrario. Sull'emendamento numero 67 esprimo parere contrario; sul numero 1, che è un emendamento tecnico, soppressivo del comma 22, presentato dal sottoscritto, il parere è ovviamente favorevole.
CAPPAI (U.D.C.). Strano no?
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole anche sugli emendamenti numero 150 e 145, contrario sul 65 e sul 58. Sugli emendamenti numero 69 e 105 è in corso un approfondimento per verificare se si tratta di materia riservata alla contrattazione, nel qual caso ne chiederei il ritiro.
Sugli emendamenti numero 18, 56, 96 e 57 il parere è contrario. L'emendamento numero 128 è ritirato. Sull'emendamento numero 124, che è uguale al 111, il parere è favorevole, così pure sugli emendamenti numero 60, 95 e 126, che sono identici. L'emendamento numero 144 è ritirato. Per quanto riguarda l'emendamento numero 5, di cui è prima firmataria la collega Caligaris, e il discorso sui rapporti di lavoro a tempo parziale nel Corpo forestale vi è stato un approfondimento tecnico da parte della Commissione, dal quale è emerso che per gli agenti del Corpo forestale, così come avviene nello Stato, non è possibile un utilizzo se non a tempo pieno. Dal punto di vista sostanziale lo si sarebbe potuto accogliere, però la presenza di questo ostacolo ci porta a chiedere alla collega di ritirarlo. Caso mai questo argomento potrà essere trattato in una fase successiva, quando si potrà fare un più ampio approfondimento della materia. Se l'emendamento viene mantenuto, il parere è contrario. Sull'emendamento numero 55, che è uguale al 157, il parere è favorevole, così pure sul 125. Sugli emendamenti numero 19, 66, 68, 63 e 61 il parere è contrario. Sugli emendamenti numero 54, 62 e 127, che sono identici, esprimo ugualmente parere contrario, ricollegandomi a quanto ha appena detto l'Assessore, cioè al fatto che occorre una ricognizione di tutte le situazioni di precariato esistenti negli enti regionali, perché ci potrebbero essere delle fattispecie che si correlano direttamente alla normativa regionale che abbiamo adottato per la stabilizzazione del lavoro precario o, come sembra, più casi riconducibili alla seconda fattispecie di cui parlava l'Assessore. Quindi chiedo ai proponenti di ritirare questi emendamenti, nel caso siano mantenuti il parere è contrario. L'emendamento numero 127, di cui sono primo firmatario è ritirato. Sull'emendamento numero 64 il parere è contrario; il 115 è ritirato. Chiedo ai colleghi proponenti di ritirare gli emendamenti numero 134 e 104, se fossero mantenuti il parere sarebbe contrario. L'emendamento numero 112 è ritirato. Invito i proponenti a ritirare gli emendamenti numero 118, 119 e 152, sui quali il parere sarebbe contrario. Sull'emendamento numero 168 il parere è contrario per le ragioni che ho esposto prima; sul 167 il parere è contrario perché riguarda una materia ampiamente discussa in Commissione e già normata con i vincoli che abbiamo stabilito di comune intesa.
MURGIONI (Forza Paris). E sul 152?
CALIGARIS (Gruppo Misto). E il 152?
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Invito i proponenti a ritirarlo, altrimenti il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Naturalmente il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Mi sia consentito però di fare delle considerazioni brevissime soprattutto per quanto riguarda l'emendamento numero 5, di cui mi pare sia prima firmataria l'onorevole Caligaris.
Come ha già detto il Presidente della Commissione bilancio, nell'invitare i proponenti a ritirare questo emendamento non si sta esprimendo nessun giudizio e nessuna volontà discriminatoria nei confronti delle donne che operano all'interno del Corpo forestale, però inviterei i proponenti a riflettere sul fatto che ci sono delle modalità di espletamento del servizio svolto dal Corpo forestale che non possono essere garantite dal lavoro a tempo parziale. Allo stesso tempo voglio ricordare che anche la normativa che regola l'attività del Corpo forestale dello Stato non prevede il tempo parziale, proprio per le particolari modalità di espletamento del servizio che, sia per quanto riguarda la turnazione sia le condizioni di lavoro, tenderebbero a evitare il tempo parziale. Quindi mi unisco al Presidente della Commissione nell'invitare i proponenti a ritirare l'emendamento numero 5. Nell'ambito di una rivisitazione della normativa riguardante il Corpo forestale, che necessita di un aggiornamento, si potranno valutare eventualmente delle soluzioni diverse.
L'ultima considerazione riguarda l'emendamento numero 152, di cui è primo firmatario, mi pare, l'onorevole Balia. Voglio ricordare che l'inquadramento del personale proveniente dall'amministrazione statale non può essere fatto, a mio modo di vedere, né attraverso un articolo di legge né eventualmente attraverso un semplice atto amministrativo dell'Assessorato del personale, perché ci sono così tante e variegate situazioni che occorre valutare caso per caso l'inquadramento sia di categoria sia di livello. Questo problema, correttamente, è stato demandato alla concertazione tra il CORAN e le organizzazioni sindacali. E' vero che si sta perdendo un po' di tempo, ma c'è l'impegno di chiedere al CORAN di accelerare i tempi per poter dare una risposta positiva e coerente a ogni singolo dipendente che sia stato trasferito. Quindi invito i proponenti a ritirare l'emendamento numero 152.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 59.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Forse la cosa migliore sarebbe proprio quella di sopprimere l'articolo 16, perché non mi raccapezzo più. Ci sono emendamenti che sono stati presentati successivamente che cancellano commi, sostituiscono parti, richiamano emendamenti tecnici. Questa è materia riguardante il personale e in sede di primo esame il disegno di legge numero 216/A è stato esaminato in ciascuna Commissione in ragione della specifica competenza. Ne è scaturito un testo che sembrava più o meno coordinato, concordato, comunque condiviso. Dopo essere stato esitato col concorso di tutte le Commissioni, a quel testo sono stati presentati, da parte della Giunta e della maggioranza e poi anche di singoli consiglieri, emendamenti che ne stravolgono il contenuto. E che cosa succede? Succede che gli emendamenti che stravolgono il testo condiviso da tutta la maggioranza vengono esaminati dalla sola Commissione bilancio, lasciando da parte tutte le altre Commissioni, gran parte della maggioranza, l'insieme del Consiglio, che si articola nelle sue Commissioni, dopo di che sul merito del provvedimento nasce la confusione. Questa è una modalità confusa, che non porta bene all'operatività della Giunta. Qua ci sono norme che sarà acrobatico applicare, per cui la mia opinione è che tutto sommato sarebbe meglio sopprimere questo articolo e mettersi a pensare a una legge di riordino complessivo in materia di personale e organizzazione degli uffici.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò contro l'emendamento numero 59, però ne approfitto per sottolineare un aspetto. E' vero, Assessore, che tutti i corpi militari dello Stato, e quindi anche i forestali, sono esclusi dal part-time. Gli agenti forestali della Regione Sardegna non sono però tout court assimilabili ai forestali dello Stato. Occorre inoltre non tralasciare che la nostra è una Regione a statuto speciale e che gli agenti del Corpo forestale sono alle dipendenze della Regione Sardegna. Credo che questa specificità a maggior ragione ci dovrebbe indurre ad accogliere le direttive europee, e ricordo che proprio grazie a un accordo quadro tra le confederazioni sindacali e le associazioni datoriali europee la Commissione aveva elaborato appunto una direttiva sul part-time che poi una legge nazionale ha accolto nella sua pienezza; ricordo anche che con lo stesso procedimento è stata accolta la legge sui congedi parentali. Credo quindi, come lei stesso, Assessore, ha sottolineato relativamente al problema di una maggiore mobilità interna dei dipendenti regionali tra amministrazione ed enti che deriva, mi è parso di capire, dal decreto numero 163 (se non ricordo male), sarebbe opportuno anche, tralasciando qualunque valutazione di tipo ragionieristico, accogliere il part-time perché è previsto nelle direttive europee e in una legge nazionale che vale per tutti e dovrebbe valere specialmente in una Regione, come la nostra, a statuto speciale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ho ascoltato con estrema attenzione la replica dell'assessore Dadea, perché tocca uno dei nervi sicuramente più scoperti e dolenti dell'amministrazione regionale. Avevo già avuto occasione di sentire le affermazioni dell'assessore Dadea circa l'impegno assunto dalla Giunta di procedere alla stabilizzazione dei dipendenti assunti con contratto subordinato a tempo determinato presso la Regione o gli enti regionali. Credo che questo impegno si sarebbe potuto molto più ragionevolmente realizzare all'interno di un disegno di legge organico, che avrebbe consentito a tutti noi consiglieri regionali di essere informati sulla ricognizione che l'Assessorato ha evidentemente fatto in relazione a queste problematiche e quindi sullo spirito con cui si andava verso la sanatoria.
E' difficile, leggendo il testo dell'articolo 16 e dei numerosi emendamenti ad esso appesi, comprendere bene quali siano i risultati in merito a una serie di problemi che noi conosciamo e sappiamo essere sul tappeto, e che riguardano l'Ente foreste, l'EAF e Abbanoa, cioè l'ente che succede all'ESAF nelle competenze relative alla gestione dell'acqua. Abbiamo affrontato i problemi del BIC Sardegna nei giorni scorsi, ma non abbiamo compreso bene quale sia l'esito per i 150 lavoratori dell'Istituto zooprofilattico che si trovano in una condizione di precarietà e non comprendiamo se l'emendamento che è contenuto nel testo giunto in Aula sani tutte queste situazioni integralmente o soltanto in parte.
Assessore, abbiamo anche potuto prendere atto, nei giorni scorsi, di come le situazioni di precariato si realizzano anche presso amministrazioni e sedi impensabili sino a poco tempo fa; abbiamo preso atto dei progetti speciali per l'occupazione del settore sanità, abbiamo visto che alcuni progetti speciali sono andati a esaurimento, che esiste personale che da quindici anni ricopre un ruolo e non ha ancora oggi certezza del proprio lavoro. Sappiamo perfettamente che anche per quanto riguarda la professione medica esistono contratti di precariato che vengono utilizzati routinariamente perché non se ne trovano di alternativi. Sono i cosiddetti contratti atipici, che riprendono oggi a creare i danni che si sono prodotti in passato. Ecco, forse oggi l'amministrazione regionale dovrebbe dire una parola definitiva su che cosa intende fare, perché in una regione dove il mercato del lavoro consente di cambiare continuamente le proprie opzioni professionali è possibile anche lasciare a spasso delle persone e le relative famiglie, ma in una regione dove questo dinamismo non c'è, per colpa o anche per colpa della classe politica, bisogna prendere delle decisioni e fare scelte differenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, intervengo per preannunciare il voto favorevole all'emendamento numero 59 per la ragione opposta a quella espressa dall'assessore Dadea, che, invocando la benevolenza del Consiglio, in particolare ha chiesto alla minoranza più che il sostegno il coinvolgimento e un'assunzione di responsabilità. Credo che ciò che alcuni colleghi hanno detto prima di me non sia da lasciar cadere nel vuoto, vale a dire che l'articolo 16 riguarda una serie di problematiche e di situazioni che investono persone, dipendenti, settori importanti della macchina regionale, ed è impensabile che, nel giro di poche ore, si possa liquidare una tematica così complessa date le conseguenze che ne potrebbero derivare.
Assessore Dadea, lei invoca la responsabilità e il coinvolgimento della minoranza, ma non vorrei che questo significasse coinvolgerla anche nelle conseguenze negative che questo articolo comporta, perché dei colleghi, che conoscono questa materia più di altri, hanno detto che occorre probabilmente soprassedere, che occorre un supplemento d'esame e di attenta meditazione su questa tematica. Allora domando ancora una volta all'assessore Dadea, proprio per questa necessità di una maggiore corresponsabilizzazione e di una maggiore analisi e quindi di una decisione ponderata, se non ritenga giusto e opportuno sospendere l'articolo 16 e far sì che tutte queste problematiche siano affrontate con un apposito progetto di legge che consenta alle Commissioni di merito di pronunciarsi, per evitare di creare situazioni antipatiche che inciderebbero negativamente sulla macchina amministrativa regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, sul tema del precariato nel mondo del lavoro si è molto dibattuto nelle settimane scorse e, a mio parere - e sottolineo a mio parere - questo è il tema che ha consentito all'Unione di vincere le recenti elezioni politiche, con una differenza di 24 mila voti rispetto al centrodestra. Infatti, avendo ottenuto un risultato migliore alla Camera piuttosto che al Senato, il voto dei giovani, cioè di coloro che presumibilmente erano i più colpiti dal precariato, sicuramente è stato determinante nella vittoria elettorale dell'Unione.
Noi viviamo una situazione un po' paradossale: nella passata legislatura la Giunta di centrodestra ha provveduto alla stabilizzazione di centinaia di lavoratori precari, affrontando una situazione che aveva ereditato dalle Giunte precedenti. Cito solo il caso della Cooperativa Informa, che qualcuno chiamava "inforna", perché si era trattato di un'infornata clientelare di persone che per decenni avevano lavorato alle dipendenze di questa amministrazione in perenne stato di precarietà. La Giunta di centrodestra, senza badare se la provenienza era cogodiana, diessina o centrista, ha stabilizzato tutti. Adesso ci ritroviamo con una Giunta di centrosinistra che ha ereditato da quella di centrodestra il problema di un gruppo di lavoratori trimestrali, diventati poi meno precari, cioè semestrali, la cui condizione all'improvviso viene riportata indietro di qualche anno, facendola diventare ancora più incerta e precaria.
Non potete chiederci, di fronte a un'incoerenza tutta vostra, e non nostra, di esprimervi pure la nostra solidarietà! Ecco perché il nostro voto non può che essere favorevole all'emendamento numero 59. Non è pensabile che su un tema sul quale avete preso in giro gli italiani negli ultimi quaranta giorni e grazie al quale avete vinto le elezioni ci chiediate pure la solidarietà! Questo, mi si permetta, non è serio; si è trattato di una presa in giro nei confronti degli elettori e di alcune forze sociali, certo non le più protette della Sardegna, ma che hanno ugualmente diritto al lavoro. Vi richiamo soprattutto al rispetto delle leggi, perché coloro che hanno lavorato continuativamente e legalmente per almeno due anni alle dipendenze della Regione hanno diritto a una riserva di posti. Quindi l'assunzione di responsabilità rispetto al dovere di stabilizzare questi lavoratori è tutta vostra, in tal senso avrete la nostra solidarietà.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 103 è stato ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 67.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 67.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Petrini - Pili - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Orru' - Pacifico - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 61
Astenuti 3
Maggioranza 31
Favorevoli 23
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). L'emendamento numero 1 sopprime il comma 22. Siccome l'onorevole Secci parlava di emendamento tecnico ero interessato a capire di che si tratta.
SECCI (La Margherita-D.L.). Il comma 22 è contenuto nel comma 23, onorevole Uras.
URAS (R.C.). Va bene.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 150. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sospendo l'emendamento numero 145, in cui si fa riferimento a una lettera f) che in realtà nel testo non c'è e che quindi deve essere eventualmente riformulato.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Se mi è consentito vorrei proporre un emendamento orale. Proprio perché il riferimento alla lettera f) non era corretto, si potrebbe modificare il testo in questo senso: "le parole da segretario sino a stampa sono così sostituite: agli autisti addetti alla conduzione di automezzi in dotazione al Direttore generale della Presidenza e al dirigente dell'ufficio stampa compete un'indennità pari a quella degli uffici di gabinetto".
LA SPISA (F.I.). E' un'altra cosa!
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Stiamo parlando dell'emendamento numero 145 presentato dalla Giunta regionale.
CAPPAI (U.D.C.). Cosa prevede il Regolamento, Presidente?
(Interruzioni)
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Era già previsto per legge, onorevole Cappai.
(Interruzioni)
CAPPAI (U.D.C.). C'è un invito a ritirarlo e a riproporlo nella finanziaria.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi. Assessore Dadea, prego.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Capisco che la formulazione non è stata delle più corrette e neanche delle più intelligibili, a questo punto la Giunta ritira l'emendamento numero 145.
DIANA (A.N.) Grazie, Assessore.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 145 è ritirato. Siamo in sede di votazione dell'articolo 16. Non ho capito che cosa stia chiedendo, onorevole Secci.
SECCI (La Margherita-D.L.). Mi sono dovuto assentare e non so che fine ha fatto l'emendamento numero 145.
PRESIDENTE. E' stato ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Essendo l'articolo 16 molto complesso e non potendo l'opposizione esprimere un giudizio unitario su tutto l'articolo, perché ci sono alcune parti che condivide e sulle quali intende votare a favore, chiedo cinque minuti di sospensione semplicemente per formulare una richiesta ragionata di votazione per parti.
PRESIDENTE. La richiesta è accolta. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 26, viene ripresa alle ore 18 e 39.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole La Spisa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Posso chiedere ai colleghi di prendere posto, per cortesia?
LA SPISA (F.I.). Corrispondentemente alla valutazione positiva che diamo su alcuni commi, chiediamo la votazione per parti. Vorrei quindi, in questo momento, oltre a chiedere la votazione per parti…
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole La Spisa, siccome io non sento bene quello che lei dice, presumo che neanche i colleghi la sentano. Chiedo ai colleghi che stazionano qui di fronte di prendere posto e di consentirci di ascoltare, grazie. Prego, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Annuncio preventivamente il voto favorevole su alcuni commi, sui quali chiediamo una votazione separata. Voteremo a favore dei commi 1, 2, 4, 11, 12, 13, 14, 23, 24, 27 e 28, ovviamente con votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 1 e 2.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Pisano e Gessa hanno inteso votare a favore e che il consigliere Vargiu si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Murgioni - Orrù - Pili - Pinna - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 58
votanti 56
astenuti 2
maggioranza 29
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 3, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 dell'articolo 16.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Biancareddu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 60
votanti 59
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 40
contrari 19
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 4, 11, 12, 13 e 14.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri GIORICO e Francesco SANNA hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Murgioni - Orrù - Pili - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Cappai - Dedoni - Gallus - Liori - Moro.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Cuccu Franco Ignazio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 62
votanti 60
astenuti 2
maggioranza 31
favorevoli 55
contrari 5
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 15, 16, 17, 18, 19, 20 e 21.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Biancareddu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 60
votanti 59
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 40
contrari 19
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 23, 24, 27 e 28.
LA SPISA (F.I.). Anche il 26.
PRESIDENTE. Chiedo scusa il 26 non l'avevamo registrato. Indico la votazione nominale dei commi 23, 24, 26, 27 e 28.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Murgioni - Orrù - Pili - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 61
votanti 60
astenuti 1
maggioranza 31
favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 25.
Prendo atto che i consiglieri Uras e Davoli hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU- GESSA - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PILI - PISANO - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 62
Votanti 61
Astenuti 1
Maggioranza 31
Favorevoli 42
Contrari 19
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 69, che è simile al 105. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Prima di fare la dichiarazione di voto, vorrei su questi emendamenti sentire la Giunta, perché non è stato espresso il parere né della Commissione né dell'Assessore, in quanto c'era una valutazione in corso sulla questione dei lavoratori andati in quiescenza e che non hanno goduto del trattamento economico legato alle progressioni professionali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Vorrei precedere l'Assessore, chiedendo che gli emendamenti numero 68, 69 e 105 siano sospesi per un approfondimento.
PRESIDENTE. La richiesta è accolta. Gli emendamenti numero 68, 69 e 105 sono sospesi.
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 18. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, mi ero illuso vanamente e confidavo, magari in modo eccessivo, nella sensibilità della maggioranza e del Presidente della Commissione, che ha invece espresso parere contrario su questo emendamento, che aveva solo la pretesa di porre un problema, per rimediare a delle ingiustizie che si stanno consumando sulla pelle dei lavoratori.
Si tratta di 170 lavoratori che avevano già superato una selezione interna e hanno lavorato per diverso tempo presso la struttura regionale. I riferimenti normativi che supportano la richiesta di questi lavoratori sono la legge regionale numero 11 del 2002, la legge regionale numero 31 del 1998 e la legge regionale numero 7 del 2005. Si trattava di rendere giustizia a dei lavoratori che avevano maturato sul campo i requisiti di legge per avere un trattamento migliorativo, ma questo non è stato recepito.
Quando si parla di personale non è mai superfluo ricordare che questa materia va affrontata con leggi strutturali che vanno discusse nelle sedi opportune. E' da tempo che io sollevo questo vulnus della democrazia, questo esautoramento del ruolo del Consiglio regionale, che deve proporre leggi, verificare, però forse ci stiamo un po' adagiando su questo falso furore riformatore, perché qui si punta sulla quantità, sull'immagine, gettando fumo negli occhi. L'importante è sfornare leggi, chiamiamole così, anche se è un eufemismo. Questo articolo 16 è in realtà una legge che viene scippata alla Commissione competente, viene farcita, come spesso si fa con il coniglio, con ingredienti contrapposti e non utili per una corretta metabolizzazione, e poi ce la propinano in Aula spacciandola per una cosa innovativa. L'emendamento numero 18, che riguarda personale che dovrebbe transitare dalla categoria B alla categoria C, meritava maggiore attenzione, perché la pazienza, la prudenza e la concertazione sono ingredienti indispensabili per un buon legislatore.
Chiudo ricordandovi uno scritto in cui le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL esprimono un giudizio drammatico sul contenuto dell'articolo 16, definito un intervento frettoloso e parziale. E tutti i dirigenti precari e deprofessionalizzati non garantiranno né efficienza né imparzialità. Attenzione a obbedire agli ordini di scuderia!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Si tratta di un emendamento che tocca una questione più volte riportata anche in altri disegni di legge della Giunta, sui quali l'opposizione ha presentato degli emendamenti. E' un problema reale e ben noto, oggetto anche di interpellanze e mozioni, per cui condividiamo l'emendamento numero 18, sul quale chiediamo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, anch'io voterò a sostegno di questo emendamento, perché mi sembra che il fatto che sia stato già espletato un concorso e che ci siano state delle selezioni all'interno debba essere considerato un elemento a favore di queste persone. Volevo però ritornare sulla questione del part-time, Assessore, riprendendo il ragionamento sull'espletamento...
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Caligaris, siccome c'è ancora l'emendamento numero 5, torneremo sulla questione del part-time quando arriveremo a quell'emendamento.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, senz'altro ci ritorneremo anche quando parleremo dell'emendamento numero 5, però mi permetta di fare una sottolineatura visto che stiamo chiarendo un presupposto relativo anche alla richiesta di ritiro dell'emendamento, quindi vorrei avere qualche elemento in più.
Ricordo, appunto, che per quanto riguarda l'espletamento di servizi particolari abbiamo il caso del part-time nelle AA.SS.LL. e ricordo che esiste un part-time orizzontale e uno verticale e che ci sono tutte le condizioni per consentire la facoltà del lavoro parziale, anche perché questo impegno di lavoro può essere espletato nell'arco di due o tre giorni. E' stato infatti studiato in qualunque forma possibile proprio per favorirne la fruizione. Veda, Assessore, assenze più o meno legate a condizioni del non star bene, congedi parentali più o meno fruiti in maniera non sempre trasparente, accrescono i costi per l'amministrazione. Un part-time ben strutturato potrebbe, invece, paradossalmente, ridurli, anche se capisco che l'applicazione del part-time agli agenti forestali significa automaticamente l'assunzione di altri agenti che potrebbero non richiedere il part-time. Ecco perché dico che, forse, è opportuno riflettere ancora su questo aspetto pur non escludendo in assoluto la possibilità che venga affrontato in un altro momento. Grazie e mi scusi, Presidente, per aver abusato della sua pazienza.
PRESIDENTE. Non è della mia pazienza che si abusa, ma del Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Io non voglio utilizzare il mio tempo per ripetere ciò che soprattutto il collega Atzeri, ma anche la collega Caligaris e il collega La Spisa hanno appena detto, vorrei però chiedere all'assessore Dadea il motivo per cui non si tiene conto di queste 170 persone che, non dimentichiamolo, hanno già superato un concorso interno e che ormai da diversi anni svolgono ogni giorno mansioni superiori a quelle che effettivamente dovrebbero svolgere.
Vorrei che non ci si limitasse a un parere favorevole o contrario del relatore o alla frase che viene sempre utilizzata dagli Assessori per dire se sono d'accordo o no sugli emendamenti. Penso che queste persone meritino una considerazione ben maggiore, che deve essere da voi fornita attraverso norme di legge che consentano il trattamento che con questo emendamento noi chiediamo, senza creare dei precedenti che ci indurrebbero a votare contro l'articolo 16. E' semplicemente un discorso di correttezza e penso di cortesia istituzionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Voteremo a favore di questo emendamento anche nella speranza che passi - e non passerà - ma soprattutto per segnare una questione che noi abbiamo più volte sollevato anche in prima Commissione, quella che sarebbe competente in questa materia.
La prima Commissione ha bisogno di istruire in modo organico il processo di riorganizzazione, di rilancio, di ricerca di maggiore efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa e degli uffici dell'apparato burocratico nel suo insieme. Invece è da anni, non solo dagli ultimi due, che purtroppo affrontiamo questo problema, che attiene a una questione fondamentale per il funzionamento della Regione, "a spizzichi e mozzichi", a rate, in modo frammentato e pressoché inconcludente, riproponendo sempre e sistematicamente le stesse questioni.
Io ho chiesto alla Giunta, lo chiederei anche adesso all'assessore Dadea, di adoperarsi perché di queste questioni se ne parli, in modo tale che si capisca dove iniziamo e dove dobbiamo andare a finire. Questa è gente che nella precedente legislatura ha partecipato a un concorso ben sapendo che il numero di posti era tale da consentirle di essere assunta. L'unico merito che alla fine è valso per coloro che sono transitati è l'anzianità di servizio; non ci sono titoli di studio, non ci sono valutazioni di merito particolare dal punto di vista del servizio, non c'è nulla di tutto questo. Non può essere questa la Regione del domani e non vi può essere neppure un no assoluto ad affrontare il problema in modo strutturato, organico e attento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, non è che ci sia molto altro da aggiungere su questo emendamento. Al di là dell'annunciare il voto favorevole, perché credo che sia corretto che noi votiamo a favore, penso che questo emendamento dovrebbe essere valutato con attenzione anche da parte di tutti i colleghi della maggioranza, i quali per un momento dovrebbero forse spogliarsi della veste di seguaci di una Giunta che in questo caso non sta rendendo giustizia a 170 persone che hanno superato un concorso. Con tutti i riconoscimenti che abbiamo concesso a una serie infinita di persone, certamente meritevoli, credo che queste 170 persone siano altrettanto meritevoli di un riconoscimento.
Vorrei però, credo che l'abbia richiesto anche l'onorevole Sanjust, che ci fosse un pronunciamento da parte dell'Assessore sulla particolare situazione di questi 170 lavoratori, che hanno superato un concorso e che quindi nutrono delle aspettative. Ora, non mi sembra opportuno liquidare molto semplicemente, come ha fatto il presidente Secci, una materia come questa. La legge numero 31 del 1998 è stata stravolta, oggi ne hanno avuto contezza e notizia tutti quanti, e dire un secco no a un emendamento così formulato credo che non sia corretto. Ecco perché chiamo in causa l'Assessore, ammesso che sia possibile e che il Regolamento lo preveda. Poi il presidente Spissu dirà che non è possibile, però l'Assessore dovrebbe addurre motivazioni più importanti e non appiattirsi sulla posizione del Presidente della Commissione, che comunque credo sia concordata con la Giunta, perché, ripeto, ci sono tutte le condizioni perché questo riconoscimento, che non comporta un aggravio di costi, possa essere concesso. Quindi credo, ripeto, che sia doveroso votare a favore dell'emendamento numero 18.
PRESIDENTE. Do la parola all'assessore Dadea, come ho già fatto in una circostanza analoga. Sebbene siamo in sede di dichiarazioni di voto, ritengo giusto dare la parola alla Giunta se questo consente una valutazione migliore.
Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, naturalmente la Giunta non si vuole sottrarre a una valutazione nel merito dell'emendamento numero 18. Vorrei ricordare che i concorsi interni erano stati un preciso adempimento contrattuale, poi le modalità e le percentuali relative al transito nelle diverse categorie, dalla B alla C e dalla C alla D, erano state determinate inizialmente, non vorrei sbagliare, dalla Giunta regionale precedente. La Giunta regionale ha individuato una percentuale leggermente inferiore per quanto riguarda il numero dei passaggi in questo caso dalla categoria C alla D.
Voglio ricordare che i concorsi interni sono delle modalità che durano il tempo necessario per l'espletamento del concorso; non hanno nessuna validità di carattere giuridico, nel senso che, a differenza dei concorsi pubblici, le graduatorie non rimangono aperte per diciotto mesi. Quindi questi concorsi hanno una finalità che nasce e finisce nel momento in cui viene espletato il concorso.
Ripeto, non si tratta di un adempimento contenuto nella legge numero 31, ma di un adempimento di tipo contrattuale. Naturalmente capisco la motivazione che sta dietro l'emendamento numero 18; è una motivazione a cui la Giunta regionale non vuole assolutamente sottrarsi, però se i concorsi interni erano un adempimento di natura contrattuale, penso che all'interno dell'amministrazione regionale il passaggio di categoria debba essere assicurato attraverso modalità che devono essere riservate alla contrattazione tra le parti. Negli indirizzi che la Giunta regionale vorrà dare per il rinnovo contrattuale potrà essere presa in considerazione questa esigenza, quella cioè di assicurare la possibilità di una mobilità verticale all'interno dell'amministrazione regionale, che però deve essere demandata alla sede e allo strumento più idoneo, che è appunto la contrattazione tra le parti.
PRESIDENTE. Colleghi, siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 18. Onorevole Atzeri, mi dicono che lei ha apportato una correzione a questo emendamento: deve intendersi la categoria B in luogo della C e la categoria C in luogo della D. Quindi stiamo parlando delle categorie B e C. Procediamo alla votazione nominale, che era stata chiesta dall'onorevole La Spisa.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18 nel testo emendato dal consigliere Atzeri.
(segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere SANJUST ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Caligaris - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Pisu - Pittalis - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 63
votanti 62
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 26
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non sono approvati)
L'emendamento numero 128 è stato ritirato. Gli emendamenti numero 124 e 111 sono simili; non sono uguali perché riguardano categorie di personale differenti.
SECCI (La Margherita-D.L.). Sono simili.
PRESIDENTE. Si tratta di decidere quale testo mettere in votazione.
SECCI (La Margherita-D.L.). Votiamo il 111.
PRESIDENTE. Questo vuol dire che i presentatori dell'emendamento numero 124 sono d'accordo.
(Interruzione)
I testi dei due emendamenti sono praticamente uguali, onorevole La Spisa, cioè riguardano lo stesso personale, la stessa modalità di inquadramento, non ce n'è uno che prevalga sull'altro.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo sul metodo, formalmente e sostanzialmente sembra che non abbia grande importanza, ma la situazione è che ci sono due emendamenti identici, si chiede quale debba essere messo in votazione, viene prima il 124 e la maggioranza chiede che si voti invece il 111! Non si capisce perché la Presidenza dica che si vota il 111 e non il 124. O si votano tutti e due o si vota il primo, mi sembra più logico.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, i due emendamenti sono uguali nel tempo, differiscono per la collocazione all'interno dell'articolato. L'emendamento numero 111 dice che esso si colloca dopo il comma 28, invece il 124 dice che dopo il comma 3 è aggiunto il comma 3 quater. Il testo è uguale. Allora si votano insieme, così risolviamo il problema di chi viene prima e di chi viene dopo, però bisogna ugualmente risolvere il problema della collocazione nell'articolato. A questo provvederà il Servizio Assemblea in sede di coordinamento del testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Nel dichiarare il voto a favore dell'emendamento 124, vorrei chiedere all'assessore Dadea se ha contezza precisa della situazione, di cui abbiamo discusso anche in altre occasioni, del personale precario dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna. Vorrei cioè sapere se ha un'idea di quante persone con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato attualmente prestino servizio presso l'Istituto zooprofilattico e se ha valutato quanta parte di questo personale rientra nei benefici previsti da questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, siamo in sede di votazione. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Mi scusi, onorevole Vargiu, ero distratto, mi pare che lei facesse riferimento all'emendamento numero 124 sull'Istituto zooprofilattico e all'emendamento numero 111. Bisogna tener conto, obiettivamente, che la condizione di questo istituto è abbastanza particolare, nel senso che non è un ente regionale, ma non sta nemmeno al di fuori del sistema regionale, come l'Ente foreste. L'Istituto zooprofilattico dipende a tutti gli effetti dall'Assessorato della sanità e i suoi dipendenti godono di un trattamento economico derivante dal comparto della sanità. Quindi da questo punto di vista c'è qualche difficoltà, non avendo l'amministrazione regionale una giurisdizione diretta su questo Istituto.
Le persone interessate da questo emendamento, che riguarda categorie molto basse, dovrebbero essere diciannove. Ripeto, abbiamo qualche difficoltà ad avere un quadro preciso sulla situazione del precariato, proprio perché la nostra giurisdizione, chiamiamola così, su questo istituto non è diretta. Noi naturalmente diamo una quantità di risorse rilevante per il suo funzionamento, siamo in attesa di una legge regionale che dovrebbe disporne la regionalizzazione, però a tutti gli effetti l'Istituto zooprofilattico dipende dall'Assessorato della sanità.
(Sono approvati)
(Sono approvati)
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Mi ero prenotato per chiedere la votazione nominale nella precedente votazione, ma non ho fatto in tempo a chiederla.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 5 ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Io vorrei evitare, su un tema come questo, che si crei una qualche difformità di giudizio con il Consiglio, perché è un tema estremamente delicato, a cui la Giunta è molto sensibile e sul quale non vuole dare l'impressione di assumere un atteggiamento che in qualche modo possa penalizzare o ledere i diritti delle donne.
Provo a fare una proposta al Consiglio e soprattutto ai proponenti dell'emendamento numero 5. Se venisse accolta questa integrazione orale, naturalmente il parere della Giunta sull'emendamento sarebbe positivo. Dopo le parole "possono costituire" è aggiunto l'inciso "per quanto compatibili con le esigenze organizzative o comunque con le dotazioni organiche del Corpo forestale". Se questa integrazione non viene accolta, la Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Assessore, non dubito assolutamente della sensibilità della Giunta in tema di parità, anche se questo non è un problema legato alla parità, ma è un problema di civiltà. Il part-time è riconosciuto da tutti, non ha senso negarlo agli agenti forestali. Con dispiacere respingo la sua proposta di integrazione, perché dal mio punto di vista lo renderebbe praticamente non utilizzabile. La ringrazio per lo sforzo, per l'adeguamento proposto, ma sono costretta a respingerlo e mantengo l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io apprezzo che la Giunta si sia rimessa all'Aula. Devo ammettere che anch'io ho difficoltà ad accogliere l'emendamento orale dell'Assessore, perché tra l'altro l'espressione "compatibilmente con le ragioni di servizio" verrebbe estesa a tutti i part-time, non solo a quello degli agenti forestali.
Stiamo parlando di un diritto individuale, scrivere in legge "compatibilmente con le ragioni di servizio" significa far venir meno questo diritto, perché qualcuno può disporre che la richiesta di chi lo vuole esercitare sia accolta oppure no. Quindi anch'io ritengo che si debba votare l'emendamento numero 5 così com'è formulato e dichiaro il mio voto a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Io condivido il contenuto dell'emendamento numero 5, di cui credo l'assessore Dadea non abbia colto il significato reale. Credo che nell'articolo 46 della legge 31/98 ci sia una sperequazione che con questo emendamento si intendeva superare. Parlo di sperequazione perché si tratta del mancato riconoscimento di un diritto sancito anche dai contratti nazionali del lavoro, in base ai quali un lavoratore può chiedere il tempo parziale, il cosiddetto part-time, in tutte quelle fattispecie che la legge stessa prevede. Legare la concessione di questo diritto alla compatibilità con le esigenze di servizio significa mantenere, comunque sia, in capo al dirigente che, volta per volta, deve decidere in merito, un potere che sinceramente non ha più ragion d'essere.
Pertanto, anche in considerazione del fatto che lei, Assessore, porta in quest'Aula non un parere personale, ma il parere della Giunta, dove la rappresentanza femminile è piuttosto consistente, e non credo che il Presidente si appelli alla compatibilità con le esigenze della Giunta per concedere quello che in questo momento tutti possiamo vedere, ossia l'assenza degli Assessori donna, chiedo alla Giunta e ai colleghi del Consiglio di accogliere l'emendamento numero 5, affinché sia riconosciuto un diritto, che è quello di poter fruire di ciò che le leggi e i contratti nazionali del lavoro consentono. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Barracciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BARRACCIU (D.S.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 5 nella sua versione originaria. Pur non avendo nessun dubbio circa la sensibilità della Giunta, ritengo che la proposta di emendamento orale fatta dall'assessore Dadea sia assolutamente superflua, nel senso che all'interno delle aziende il part-time viene comunque concordato con la parte dirigente. Considerato che succede sempre così, ritengo che sia assolutamente superfluo scriverlo in legge e che l'emendamento debba essere messo in votazione esattamente così com'è formulato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per dichiarare il voto favorevole dei consiglieri del Partito Sardo d'Azione all'emendamento numero 5 e per ringraziare le colleghe che l'hanno presentato, e in particolare la collega Caligaris per la fermezza con cui lo ha mantenuto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Dichiaro il voto favorevole di Rifondazione Comunista che, da questo punto di vista, dell'attenzione al mondo femminile ne fa una delle condizioni...
PRESIDENTE. Prosegua, onorevole Uras. Poi, eventualmente, riprenderà la discussione con l'onorevole Cugini.
URAS (R.C.) Ogni tanto bisogna spiegare le ragioni e i riferimenti che si fanno nel dichiarare il voto favorevole, però ci sono alcuni istituti in materia di diritto del lavoro che sono prevalentemente utilizzati al femminile piuttosto che al maschile. Quando si fa la scelta di metterli in campo io penso sempre alla società del domani, quella in cui uomini e donne avranno le stesse identiche prerogative, però mi rendo conto di vivere nella società di oggi, una società maschilista, che spesso ostacola il raggiungimento di quell'obiettivo della società del domani, appunto l'uguaglianza tra uomini e donne. Ecco il motivo dei riferimenti - e l'onorevole Cugini l'avrà capito da grandissimo sindacalista qual è stato - a un mondo piuttosto che a un altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, ho colto nella dichiarazione dell'Assessore, e quindi da parte della Giunta, una grande sensibilità verso il tema posto dall'emendamento numero 5, che tende, io direi, alla difesa di un diritto. Credo che questa dimostrazione di sensibilità da parte sia delle colleghe consigliere che hanno presentato l'emendamento sia della Giunta non possa che essere apprezzata. Per questo il Gruppo La Margherita voterà a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Anch'io annuncio il voto favorevole mio personale sull'emendamento numero 5. Intervengo, però, per rimarcare un elemento che probabilmente non è stato pesato nella maniera giusta.
Condivido totalmente lo spirito con il quale l'emendamento è stato scritto, credo però che non sia stato scritto bene dal punto di vista del diritto del lavoro, perché si configura come un arretramento di quel diritto che l'onorevole Caligaris sta difendendo con grande impegno. Nel momento in cui scriviamo esattamente che è data la possibilità di costituire rapporti di lavoro a tempo parziale, noi trasformiamo questo diritto individuale in una scelta amministrativa della Regione. Quindi mi permetta di dirle, onorevole Caligaris, che questo emendamento rappresenta probabilmente un autogol, perché è un arretramento di un diritto individuale sancito da tutte le norme esistenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, intervengo solo per annunciare il voto favorevole anche da parte del Gruppo Progetto Sardegna. Credo che l'osservazione del collega Pisano non tolga nulla alla validità dell'emendamento, perché in realtà si sta semplicemente dando la possibilità alle amministrazioni e agli enti di superare alcuni vincoli previsti nei loro statuti e nei loro ordinamenti, senza nulla togliere a quel diritto che permane, a prescindere dal modo, dalle modalità in cui oggi è organizzata parte della pubblica amministrazione.
Quindi ringrazio anch'io le colleghe per aver sollevato questo tema, che tra l'altro era stato sollevato anche dalla Consigliera di parità della Regione Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Anche Alleanza Nazionale voterà a favore di questo emendamento. A questo punto, col sorriso sulle labbra, Assessore, le consiglierei di prendere la parola per revocare il suo invito a ritirare l'emendamento, visto che si è creata un'intesa veramente trasversale su un diritto che mi pare fuori luogo cercare di mettere in dubbio per i lavoratori in questione.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, l'Assessore, per la verità, ha modificato la sua posizione nel corso della discussione e si è rimesso all'Aula.
Ha domandato di palare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Intervengo brevemente solo per precisare, se il collega Pisano mi consente, che sul piano tecnico-giuridico un conto è il contratto di lavoro a tempo parziale, che può essere determinato o indeterminato, altro conto è il rapporto di lavoro a tempo determinato. Su questo le assicuro che non c'è una diminutio, ma un rafforzamento delle garanzie. Questo lo dico per dovere di correttezza essendo non dico un esperto, ma uno che si occupa di questa materia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Intervengo anch'io, a nome dell'UDC, visto che tutti quanti si sono pronunciati, per preannunciare il nostro voto favorevole e ringraziare la collega Caligaris per aver mantenuto ferme le posizioni.
Volevo anche riferirmi all'intervento dell'onorevole Uras, il quale ha constatato che la differenza tra uomini e donne si sta sempre più assottigliando. Mi auguro si riferisse strettamente al mondo del lavoro, perché visto il risultato delle ultime elezioni politiche non vorrei si ingenerasse confusione! Quindi il voto è favorevole, ma con questa precisazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Il voto, Presidente, è già stato annunciato dal Capogruppo, quindi è chiaro che sarà favorevole.
Volevo solo dire che avete scritto e stiamo per votare una norma che di fatto a noi non crea problemi, ma immagino che nel prossimo futuro qualche problema lo creerà alla maggioranza di centrosinistra, un po' per le motivazioni di cui ha parlato l'onorevole Pisano, un po' per una motivazione più politica: stiamo legittimando un lavoro precario, a tempo parziale, e nella prossima finanziaria probabilmente saremo chiamati a stabilizzare una parte dei lavoratori che saranno assunti in virtù di questi contratti che voi volete mettere in essere.
Io comunque voterò a favore, ci mancherebbe altro, poi la collega Caligaris è simpatica e qualche volta vota anche insieme a noi!
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Il tempo parziale si riferisce a coloro i quali hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e che possono utilizzare la facoltà, per altro diffusa in tutto il sistema della contrattualistica e del lavoro dipendente, di accedere al cosiddetto part-time. E' scritto in italiano, giustamente, e di questo si tratta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Anch'io faccio una dichiarazione di voto a nome del Gruppo Fortza Paris. Voteremo chiaramente a favore di questo emendamento e ringraziamo anche noi le consigliere regionali per aver sottoposto alla nostra attenzione questo problema. Il voto è favorevole anche perché non vorrei che sembrasse che il Gruppo Fortza Paris odi le donne.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Non poteva mancare in questo concerto corale la voce di Forza Italia, poiché il Capogruppo si è limitato a chiedere la votazione nominale, dimenticandosi, ahimè, di esprimere a nome di Forza Italia il voto favorevole su questo encomiabile emendamento. Siamo d'accordo anche noi e voteremo a favore.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, penso che possiamo passare al voto, così testimonierete nei fatti questo largo consenso.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.
(Segue la votazione.)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Caligaris - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Orrù - Pili - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Cachia.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 56
maggioranza 29
favorevoli 55
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 55, che è uguale al 157.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 55 e 157.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris -Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Orrù - Pacifico - Pili - Pinna - Pittalis - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: Il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 54
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 54
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 125. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non sono approvati)
L'emendamento numero 68 è sospeso. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 63.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il 66 l'abbiamo già votato?
PRESIDENTE. L'abbiamo votato insieme al 19, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Il 68 è sospeso, quindi?
PRESIDENTE. Sì.
LA SPISA (F.I.). Noi chiediamo anche sull'emendamento numero 63 la votazione nominale. Auspichiamo che siano condivise le motivazioni che hanno determinato la presentazione di questo emendamento, che rientra in quella serie abbastanza numerosa di emendamenti tesi al riconoscimento di un diritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). La questione di cui tratta l'emendamento numero 63 è una delle più delicate. Il fondo a cui si richiama l'iscrizione del personale del ruolo unico è il FITQ, che, come sanno anche autorevolissimi esponenti della Giunta, è un fondo di integrazione del trattamento di quiescenza che deve essere esaminato presso la Commissione competente, insieme all'Assessore, per capire come si andrà sviluppando, anche in ragione delle normative in materia di personale che si stanno succedendo. E' un fondo del quale non si capisce perfettamente l'importanza e soprattutto non si comprende l'influenza che avrà nel bilancio regionale e nella responsabilità di chi governa una buona o pessima gestione di questo fondo.
Io voterò contro questo emendamento, però ho voluto intervenire anche per rispondere all'onorevole Biancareddu - mi dispiace che adesso non ci sia -, il quale non aveva evidentemente interpretato bene il significato delle mie parole. Io intendevo dire che, purtroppo, le differenze tra uomo e donna sul piano dei diritti sono differenze che permangono. Devo dire la verità, sul piano dei diritti le differenze permangono anche nella diversa gamma delle propensioni e ho trovato offensivo il riferimento, così come ho trovato offensivo che la Giunta ci ridesse sopra!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 63.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Davoli - Dedoni - La Spisa - Moro - Rassu - Sanjust.
rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Pisu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra -Uggias.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 43
votanti 42
astenuti 1
maggioranza 22
favorevoli 9
contrari 33
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 168, che è sostitutivo parziale dell'emendamento numero 61 e quindi va votato prima.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non sono approvati)
L'emendamento numero 127 è stato ritirato, così pure il 115, per cui passiamo alla votazione dell'emendamento numero 64.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 64.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Serra ha votato contro e il consigliere Cappai ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Capelli - Cappai - Dedoni - Diana - La Spisa - Masia - Moro - Rassu - Sanjust.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai - Lanzi - Licheri - Marrocu - Orrù - Pinna - Pisu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 45
votanti 44
astenuti 1
maggioranza 23
favorevoli 12
contrari 32
(Il Consiglio non approva).
Gli emendamenti numero 134 e 104 sono stati ritirati, il 105 è sospeso, il 111 è stato votato insieme al 124. Gli emendamenti numero 112, 118 e 119 sono stati anch'essi ritirati.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Faccio mio l'emendamento numero 119, sul quale chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Stiamo votando l'emendamento numero 119. L'onorevole La Spisa appoggia la richiesta di votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 119.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 20
contrari 32
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras.)
Passiamo all'emendamento numero 167, sostitutivo parziale del 152, di cui il relatore aveva chiesto il ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Io ho ascoltato sia l'intervento del relatore sia quello dell'assessore Dadea, che sostanzialmente condivide l'esigenza di una regolamentazione, ne riconosce la legittimità, sostiene però che l'inquadramento del personale proveniente dall'amministrazione statale non deve essere disposto attraverso un atto legislativo, ma deve essere rinviato al CORAN.
Io mettevo in evidenza, prima, Assessore, che le determinazioni assunte dal suo capo servizio rinviavano invece proprio a una specifica norma regionale. Ciò nonostante, se ci fosse un impegno da parte sua a sollecitare il CORAN o in ogni caso, entro un certo periodo di tempo, a provvedervi direttamente, io e l'onorevole Serra potremmo concordare sul ritiro dell'emendamento numero 152. Posto che il problema era già stato sollevato dall'onorevole Vargiu, con un'interrogazione presentata diversi mesi fa, devo dire che era stato assunto un mezzo impegno ad arrivare alla definizione di questa questione, bisogna però procedere in tempi rapidi, diciamo nell'arco di tre mesi.
Se c'è questo impegno, Assessore, gli emendamenti numero 152 e 167 saranno ritirati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Come ho avuto modo di dire in sede di discussione generale, noi abbiamo ritenuto che questo problema meritasse una definizione in tempi brevi. Abbiamo anche ritenuto, proprio perché si tratta di definire ad personam l'attribuzione a questo personale sia della categoria sia del livello, sulla base dell'esperienza maturata in seno al Ministero e di eventuali corsi di specializzazione frequentati, che la sede più idonea fosse la contrattazione tra il CORAN e i sindacati, che effettivamente stanno lavorando alla definizione di questo problema.
L'impegno è naturalmente quello di sollecitare il CORAN affinché provveda all'inquadramento di questo personale nella maniera più tempestiva possibile. Qualora questo non avvenisse, saranno gli uffici a provvedere in merito attraverso un atto amministrativo.
PRESIDENTE. Onorevole Balia, gli emendamenti numero 152 e 167 sono quindi ritirati. Restano sospesi gli emendamenti numero 69, 105 e 68, quindi riprendiamo dal 69 che è quasi uguale al 105.
Sospendo la seduta per cinque minuti. I lavori riprenderanno alle ore 20 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 57 , viene ripresa alle ore 20 e 23.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, il contenuto degli emendamenti numero 68, 69 e 105 era stato oggetto di riflessione sia da parte della Commissione sia da parte della Giunta. Alla luce della discussione che c'è stata, la Giunta è orientata ad accoglierli, occorre però indicare la copertura finanziaria. Quindi propongo un emendamento orale indicando come copertura finanziaria la UPB S03.007 voce 1 per l'importo di 200.000 euro, e in aumento la UPB S02.066.
PRESIDENTE. Colleghi, erano sospesi gli emendamenti numero 69, 68 e 105, si vota il testo del 105, con la copertura finanziaria indicata dall'assessore Dadea.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Mi sembra giusto chiedere la votazione nominale.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 105, che assorbe gli emendamenti numero 68 e 69.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pisano - Pisu - Randazzo - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 17, a cui sono stati presentati tre emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17 e dei relativi emendamenti:
Art. 17Disposizioni in materia di opere pubbliche
1. I finanziamenti per la realizzazione di opere pubbliche classificate di competenza regionale ai termini dell'articolo 5 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24, affidate in concessione, che siano stati revocati possono, previa deliberazione della Giunta regionale di conferma programmatica dell'intervento, essere utilizzati in regime di gestione diretta dall'Assessorato competente per materia.
2. Con le modalità di cui al comma 1 è autorizzata la riprogrammazione degli stanziamenti disposti a favore del settore delle opere portuali.
3. Dopo il comma 1 dell'articolo 23 della legge regionale n. 24 del 1987 è inserito il seguente:
"1 bis. Per le finalità di cui al presente articolo, a garanzia dell'efficiente ed efficace attuazione dei programmi di opere pubbliche da realizzarsi in regime di delega o mediante atti convenzionali, gli Assessorati regionali competenti in materia, provvedono all'attivazione di specifiche procedure di monitoraggio delle opere stesse, anche mediante utilizzo di una quota parte delle risorse finanziarie destinate, non superiore allo 0,5 per cento delle stesse, da determinarsi in sede di predisposizione del singolo programma di cui alla lettera l) dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e dell'articolo 9 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.".
4. Nelle more di una disciplina organica di assetto idrogeologico il Piano di bacino unico regionale o i Piani stralcio di bacino, compresi quelli forestale e idrogeologico, di cui alla Legge 18 maggio 1989, n. 183, sono approvati con decreto del Presidente della Regione, previa conforme delibera di adozione degli stessi da parte della Giunta regionale, in qualità di Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino, sulla base di apposite "linee generali per la redazione del Piano" approvate dal Consiglio regionale secondo le procedure previste dall'articolo 2 della legge regionale 19 luglio 2000, n. 14. I piani stralcio già adottati alla data di entrata in vigore della presente legge sono approvati, con le medesime modalità, prescindendo dalle richieste "linee generali".
5. Alla cessazione della gestione liquidatoria dell'ESAF, disposta con il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale n. 7 del 2005, l'Amministrazione regionale succede in tutti i rapporti giuridici a carattere finanziario e patrimoniale di cui l'ESAF era titolare e negli obblighi e diritti derivanti da contratti e convenzioni o spettanti allo stesso ente in forza di legge. A parziale modifica e integrazione di quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale 12 luglio 2005, n. 10, l'Amministrazione regionale è autorizzata a versare, per ciascuno degli anni dal 2009 al 2015, la somma di euro 2.400.000 al Fondo integrativo per il trattamento di quiescenza (FITQ) costituito presso la stessa Amministrazione regionale, in conto delle quote rivalutate dei contributi versati al fondo integrativo pensioni dell'ESAF, nonché delle risorse necessarie per la corresponsione dei contributi integrativi. A cura della gestione liquidatoria dell'ESAF sono trasferiti al FITQ esclusivamente gli stanziamenti previsti dal citato articolo 2 della legge regionale n. 10 del 2005 (UPB S08. 014).
6. È disposto il trasferimento in capo all'ESAF SpA, ovvero al soggetto gestore del Servizio idrico integrato di cui alla legge regionale 12 dicembre 1994, n. 36, degli interventi affidati, ai sensi degli articoli 4 e 5 della legge regionale n. 24 del 1987 e successive modifiche ed integrazioni, all'ESAF. Al predetto trasferimento si provvede mediante convenzione di finanziamento con la quale sono altresì regolati i relativi trasferimenti finanziari.
7. La partecipazione azionaria detenuta dall'ESAF in liquidazione, a seguito dell'operazione di fusione delle attuali società di gestione del Servizio idrico integrato nel gestore unico del medesimo servizio, è trasferita al patrimonio della Regione, con attribuzione dei diritti dell'azionista all'Assessorato regionale dei lavori pubblici.
8. Nel comma 1 dell'articolo 34 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, sono abrogate le parole "nel limite dell'80 per cento della spesa necessaria". La disposizione abrogativa ha effetto sui programmi d'intervento approvati a decorrere dal 1° gennaio 2005.
9. L'importo previsto dal comma 12 dell'articolo 8 della legge regionale 6 aprile 1989, n. 13, è stabilito dalle amministrazioni comunali.
10. I commi 6 e 7 dell'articolo 1 della legge regionale 2 aprile 1997, n. 12, sono abrogati.
11. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare all'Ente autonomo del Flumendosa i seguenti contributi straordinari:
a) euro 4.000.000 nell'anno 2006 per la copertura dei maggiori costi energetici e di esercizio relativi al recupero delle risorse marginali del sistema Flumendosa-Campidano di approvvigionamento idrico multisettoriale dell'area meridionale della Sardegna (UPB S08. 014);
b) euro 2.500.000 per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 per gli oneri di manutenzione delle infrastrutture idrauliche del sistema Flumendosa-Campidano (UPB S08. 072).
12. Al fine di garantire l'effettiva applicabilità dell'articolo 4 della legge regionale 7 maggio 1999, n. 14, gli aventi diritto al contributo di cui alla lettera i) dell'articolo 1 della Legge 10 gennaio 1952, n. 9, possono accedere al contributo di euro 20.658,28 qualora, alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 14 del 1999 non abbiano ottenuto alcun acconto del contributo in conseguenza dell'esaurimento delle risorse previste dalla Legge n. 9 del 1952. I Comuni di Gairo, Cardedu e Osini sono delegati all'erogazione del contributo.
13. Al fine di garantire l'applicabilità dell'articolo 6 della legge regionale n. 14 del 1999, il saldo del contributo integrativo, sino all'importo di euro 7.746,85 è erogato a tutti gli aventi diritto in attesa di conguaglio alla data di entrata in vigore della presente norma, dai Comuni interessati di Gairo, Cardedu e Osini. I citati comuni provvedono all'erogazione del saldo del contributo a tutti gli aventi diritto, previo accertamento del rilascio dell'eventuale alloggio detenuto in via provvisoria.
14. Sono abrogati i commi 2 e 3 dell'articolo 6 ed il comma 3 dell'articolo 7 della legge regionale n. 14 del 1999.
15. In relazione alle particolari tensioni abitative conseguenti al trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini, le rispettive amministrazioni comunali sono autorizzate ad assegnare gli alloggi costruiti a seguito dell'alluvione del 1951, comunque occupati alla data del 7 maggio 1999, verificata la reale sussistenza delle condizioni previste dai commi 27, 28, 29 e 30 dell'articolo 14 della legge regionale n. 13 del 1989.
16. Agli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 12, 13, 14 e 15 si fa fronte con le risorse già destinate all'attuazione degli interventi di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 14 del 1999 (UPB S08. 094).
17. Dopo il comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 14, è inserito il seguente:
"3bis. La validità dell'attestazione, che comprova l'iscrizione all'albo regionale appaltatori, avente la durata di anni tre dalla data della deliberazione della commissione di cui all'articolo 3, è prorogata di sei mesi rispetto al termine naturale di scadenza della prima revisione generale.".
18. Il comma 7 dell'articolo 5 della legge regionale n. 1 del 2006 è sostituito dal seguente:
"7. È autorizzata la complessiva spesa di euro 3.000.000 per la realizzazione di un programma di opere pubbliche di interesse provinciale, sovracomunale e regionale di cui euro 2.100.000 in conto della UPB S08. 033 ed euro 900.000 in conto della UPB S08. 053.".
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras - Fadda Paolo - Cuccu Giuseppe - Calledda - Cucca
Art. 17
Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma 5 bis:
"5 bis. In conseguenza delle disposizioni di cui alla L.R. 10/2005 in materia di continuità del trattamento previdenziale a carico dell'INPDAP e integrativo, al FITQ (Fondo integrativo trattamento di quiescenza) è demandata, su istanza del dipendente, la gestione del trattamento di fine servizio (TFS), con le medesime modalità adottate attualmente dal predetto fondo per i dipendenti dell'Amministrazione regionale. Le direttive attuative della presente disposizione di legge sono emanate, sentite le OOSS di categoria, con specifico provvedimento dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione." (137)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras
Art. 17
Dopo il comma 7 dell'art. 17 è introdotto il seguente comma 7 bis:
"7 bis. La Regione unitamente e d'intesa con le autorità pubbliche titolari della proprietà azionaria di Abbanoa SpA procedono entro trenta giorni dall'approvazione della presente legge alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione della predetta società per azioni a totale capitale pubblico." (97)
EMENDAMENTO aggiuntivo Capelli - Ladu - Vargiu
Art. 17
Dopo il comma 18 dell'art. 17 è aggiunto il seguente:
"1. In via eccezionale e in deroga alla normativa di settore, entro il termine decadenziale del 31 dicembre 2006, i comuni interessati approvano, con delibera del consiglio comunale, in unica lettura, i piani di risanamento delle aree caratterizzate dalla presenza di fenomeni di abusivismo edilizio in contesti degradati e non adeguatamente infrastrutturati, giusto quanto previsto dall'art. 32 della L.R. 23/85.
2. Detti piani possono essere approvati in difformità dagli strumenti urbanistici ma devono contenere una relazione la loro compatibilità rispetto all'ambiente.
3. La realizzazione di detti piani sarà finanziata con apposita assegnazione, da parte della Regione, nei limiti della compatibilità di bilancio. Le risorse necessarie, in tutto o in parte, possono essere reperite anche con finanziamento a carico del bilancio comunale o dei soggetti interessati." (120).)
(E' approvato)
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita- D.L.), relatore di maggioranza. Esprimo parere contrario su tutti e tre gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 120.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo per chiedere la votazione nominale.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 120.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Marrocu ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cachia - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Liori - Moro - Petrini - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanjust - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Masia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 54
Votanti 53
Astenuti 1
Maggioranza 27
Favorevoli 16
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 18, a cui sono stati presentati sette emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18 e dei relativi emendamenti
Art. 18
Disposizioni in materia di ambiente,
caccia e pesca
1. Per il funzionamento dell'Ufficio regionale delle valutazioni di impatto ambientale (UVAR) è autorizzata una spesa annua valutata in euro 260.000 (UPB S05.074).
2. Per la realizzazione, il potenziamento ed il completamento delle strutture della rete di educazione ambientale e dell'autorità ambientale è autorizzata una spesa annua valutata in euro 200.000 (UPB S05.077).
3. La Regione recepisce i contenuti del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, in merito alla prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento (IPPC). Alla Regione spettano i compiti di indirizzo, regolamentazione e coordinamento.
4. Le province sono competenti al rilascio delle Autorizzazioni integrate ambientali (AIA) e possono avvalersi per le relative istruttorie dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente in Sardegna (ARPAS).
5. È istituito per le attività di cui ai precedenti commi il Comitato di coordinamento IPPC, presieduto dalla Regione e costituito dai rappresentanti delle province e dell'ARPAS. Il Comitato di coordinamento per lo svolgimento delle proprie attività può avvalersi della collaborazione di esperti di elevata qualificazione professionale.
6. Ove l'autorità competente non provveda a concludere il procedimento relativo al rilascio dell'AIA entro i termini previsti si applicano le procedure inerenti il potere sostitutivo regionale.
7. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definisce le procedure per il rilascio delle AIA, per l'attività di coordinamento e l'esercizio del potere sostitutivo.
8. Le spese per i controlli e per le istruttorie tecniche connesse al rilascio delle AIA sono a carico dei gestori degli impianti. Per le attività di coordinamento e, a titolo di anticipo, per l'attività di istruttoria tecnica, è autorizzata la spesa di euro 200.000 annui (UPB S05.022).
9. È istituito il catasto regionale degli impianti fissi che generano campi elettromagnetici in conformità di quanto disposto dall'articolo 8 della Legge 22 febbraio 2001, n. 36; l'ARPAS, d'intesa con l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, cura la realizzazione e la gestione del catasto in raccordo con il catasto nazionale; per tale finalità, è autorizzata per l'anno 2006, la spesa di euro 100.000 (UPB S05.019).
10. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge i titolari dei sistemi fissi delle telecomunicazioni e della radiotelevisione sono tenuti a comunicare all'ARPAS la mappa completa degli impianti di cui al comma 9, corredata delle caratteristiche tecniche necessarie per la valutazione dei campi elettromagnetici.
11. Ai gestori che non abbiano provveduto alla comunicazione di cui al comma 10, non possono essere autorizzati nuovi impianti di sistemi fissi delle telecomunicazioni e della radiotelevisione.
12. È istituito l'Ufficio tecnico del piano di tutela delle acque (UPTA) per lo svolgimento delle attività inerenti il Piano di tutela delle acque; per l'istituzione ed il funzionamento dell'Ufficio tecnico UPTA e per il funzionamento dei sistemi informativi e di supporto alle decisioni ad esso connessi è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 300.000 (UPB S05.027).
13. La competenza per il rilascio della licenza per la pesca in acque interne per la categoria b (tipo sportivo) è attribuita alla amministrazione provinciale nel cui territorio risiede il richiedente. Tale licenza di pesca è rilasciata previa presentazione dell'attestazione di versamento del contributo di euro 20 per il costo del libretto e le spese di istruttoria.
14. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, emana direttive di indirizzo sul formato e sui contenuti dei dati della licenza di pesca e sulle modalità di rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 13.
15. Nella legge regionale 29 luglio 1998, n. 23, ovunque ricorra il termine "risarcimento" questo va sostituito dalla parola "indennizzo". Le province provvedono al pagamento dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche ed alle opere approntate sui terreni coltivati o a pascolo, nei rispettivi territori di competenza; per tali finalità è autorizzata, a valere sulle disponibilità recate dalla UPB S05.037, una spesa valutata in euro 400.000 annui da ripartirsi sulla base di criteri e modalità individuati con delibera della Giunta regionale, approvata su proposta dell'Assessore competente in materia di caccia.
16. A valere sulle disponibilità recate dalla UPB S05.093 è utilizzata per l'anno 2006 la spesa di euro 50.000 per la predisposizione dello studio di fattibilità della scuola di formazione del Corpo forestale da realizzarsi a Nuoro.
17. Per l'attuazione, la revisione, il monitoraggio e la verifica dell'efficacia del "Programma d'azione per la zona vulnerabile da nitrati di origine agricola di Arborea", approvato con deliberazione della Giunta regionale 31 gennaio 2006, n. 4/13, è autorizzata la spesa di euro 500.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007 (UPB S05.027).
18. L'articolo 2 della legge regionale n. 2 del 2004 è sostituito dal seguente:
"Art. 2 (Condizioni per il prelievo in deroga)
1. L'Assessore competente per materia consente il prelievo in deroga esclusivamente per le finalità richiamate dall'articolo 9 della direttiva n. 79/409/CE. Il prelievo in deroga è disposto sulla base della verifica da parte dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica del rispetto di quanto previsto dal comma 2 dell'articolo citato.
2. Con la stessa procedura prevista dal comma 1 l'Assessore della difesa dell'ambiente, quando accerta che sono venute meno le condizioni di cui allo stesso comma 1, dispone la cessazione dell'attività di prelievo.".
19. L'articolo 4 della legge regionale n. 2 del 2004 è abrogato.
EMENDAMENTO soppressivo parziale Vargiu - Artizzu - Ladu - Murgioni - Gallus - La Spisa - Pisano - Oppi - Capelli - Contu - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Dedoni - Liori
Art. 18
Il comma 1 dell'art. 18 è soppresso.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S03.006 anno 2006 euro 260.000
In diminuzione
UPB S05.074 anno 2006 euro 260.000. (72)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Contu - Artizzu - Ladu - Gallus - Murgioni - La Spisa - Pisano - Oppi - Vargiu - Capelli - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Dedoni - Liori
Art. 18
Il comma 2 dell'art. 18 è soppresso.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S03.006 anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S05.074 anno 2006 euro 200.000. (71)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Oppi - Artizzu - Ladu - Murgioni - Gallus - La Spisa - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Dedoni - Liori
Art. 18
Il comma 12 dell'art. 18 è soppresso.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S03.006 anno 2006 euro 300.000
In diminuzione
UPB S05.027 anno 2006 euro 300.000. (74)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Capelli - Oppi - Artizzu - Ladu - Murgioni - Gallus - La Spisa - Vargiu - Contu - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Pisano - Amadu - Dedoni - Liori
Art. 18
Nel comma 13 dell'art. 18 le parole "Amministrazione provinciale" sono sostituite dalle parole "Amministrazione comunale". (73)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - OPPI - ARTIZZU - LADU - LA SPISA - VARGIU - CONTU - DIANA
Art. 18
Nel comma 13 dell'art. 18 le parole "Amministrazione provinciale" sono sostituite dalle parole "Amministrazione comunale". (122)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Ladu- Gallus - Murgioni - Capelli - La Spisa - Oppi - Pisano - Amadu - Vargiu - Contu - Diana - Artizzu - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Dedoni - Liori
Art. 18
Al comma 15 dell'art. 18 la somma di 400.000 euro è rideterminata in euro 800.000.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S05.037 anno 2006 euro 400.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 euro 450.000. (70)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Uras - Davoli
Art. 18
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1 bis. L'Ente foreste della Sardegna, in attesa di un'organica riforma della disciplina inerente il personale che comporti la trasformazione di tutti i rapporti di lavoro a tempo pieno, è autorizzato a trasformare il rapporto di lavoro annuale a tempo pieno, per i lavoratori che abbiano conseguito un'anzianità contributiva per il trattamento pensionistico, al 31 dicembre dell'anno precedente: nell'anno 2006, di almeno trenta anni; nell'anno 2007, di almeno venticinque anni; nell'anno 2008, di almeno venti anni. Le spese previste per l'attuazione del presente comma sono valutate in euro 3.000.000 per l'annualità 2006, 4.000.000 per l'annualità 2007, 5.000.000 per l'annualità 2008 (UPB S05.063)."
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S05.063 - Contributo all'Ente foreste
2006 3.000.000
2007 4.000.000
2008 5.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente
2006 3.000.000
2007 4.000.000
2008 5.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 14) della Tabella A) allegata alla L.R. 24 febbraio 2006, n. 1. (98).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). All'articolo 18 sono stati presentati alcuni emendamenti, così come ne erano stati presentati all'articolo precedente, siccome la stanchezza colpisce e far volare parole inutili non credo che sia più neppure proponibile, devo dire che per quanto riguarda l'articolo 17 avevo avanzato alcune proposte che si sarebbero potute tenere in conto, signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori. Non siamo onorevoli neppure noi molte volte!
PRESIDENTE. Prego, onorevole Uras.
URAS (R.C.). Avevo la necessità di capire - e in questo senso si muovevano quegli emendamenti - come potesse succedere che i consiglieri di amministrazione si autoprorogassero in carica fino al 2008 per gestire una partita come quella dell'acqua, che, lo vorrei sottolineare, è assolutamente fondamentale, non è qualcosa che si chiude solo perché si vota velocemente un emendamento. No, quella è una partita che rimane aperta, perché impegna dei lavoratori, impegna dei precari, perché degli amministratori si sono autonominati per un lungo periodo e si sono già autoaumentati gli stipendi, perché è mancata o è stata insufficiente la vigilanza della Regione, perché le amministrazioni locali sono esautorate, perché insomma c'è tutto questo sistema, ivi compresa la normativa che dovremo trattare nelle prossime settimane, o almeno ci auguriamo di poterlo fare e di poter costruire le norme così come deve essere fatto. Il problema rimane ed è integro. So che in questi giorni vanno in scadenza alcuni contratti di lavoro, che dei precari questa mattina qua sotto chiedevano il diritto di lavorare, che sta per diventare un privilegio solo per alcuni. Cioè se fai l'amministratore di enti allora sei supergarantito, perché se sei incapace ti spostano e ti pagano di più, oppure ti autonomini, ti autoaumenti lo stipendio e nessuno dice niente. Se sei precario il problema invece si pone, e non va bene. E' lì il problema e noi lo affronteremo, ne faremo una questione di natura politica. Prima o poi si riuscirà a ragionare tra le formazioni politiche che compongono questa maggioranza e si riuscirà anche a organizzare il lavoro in maniera tale che gli obiettivi di governo possano essere realizzati. Si potrà uscire da questo turbinio di carte che volano, ma che non si poggiano mai, non concludono mai un percorso. Si arriverà a vedere una possibilità di beneficio per coloro a cui noi ci rivolgiamo, per i lavoratori, per le loro famiglie, per questa nostra comunità. Prima o poi si riuscirà a vedere qualcosa!
Abbiamo visto che la tariffa dell'acqua è di 1,70 euro, che la qualità dell'acqua non è migliorata, che le reti sono rimaste com'erano e che appalti per un importo di diverse centinaia di milioni di euro saranno devono essere gestiti da un gruppo di amministratori che si sono autonominati, autoprorogati in carica e autostipendiati. Questo è il meccanismo e prima poi si cadrà nel concreto, si risolverà il problema, si parlerà tra le forze politiche, si troveranno le soluzioni.
E così anche per le questioni ambientali. Per quanto riguarda l'Ente foreste ogni tanto sento dire da qualcuno che questo ente deve funzionare. Si dice: "Non è la sanità che deve dare lavoro?" E' da due anni che gli ambulanzieri di Muravera aspettano di entrare a lavorare, avendo vinto un concorso!
Signor Presidente, a proposito di questo chiederei un po' d'attenzione, se ritiene, se no smetto di parlare.
PRESIDENTE. La sto ascoltando, onorevole Uras.
URAS (R.C.). Presidente, volevo sottoporle una questione molto semplice che è connessa a tutta questa vicenda. A me è capitato di scrivere delle lettere a più soggetti istituzionali che hanno responsabilità: Assessori, direttori generali, Presidenti. Quelle lettere sono giunte a destinazione ma non ho avuto nessun riscontro circa il fatto che quell'adempimento che si doveva fare si sta pensando di farlo oppure di non farlo perché ci sono queste o quelle difficoltà. Mi domandavo: gli Assessori hanno l'obbligo di rispondere? Non dico di rispondere alle interrogazioni e alle interpellanze, ma almeno alle lettere! Hanno l'obbligo di dare le informazioni, sì o no? Quale tipo di relazione nasce tra il Consiglio e la Giunta? Dico questo perché alle interrogazioni non si risponde, alle interpellanze non si risponde e alle lettere nemmeno. Credo che pubblicherò una pagina su un giornale, chiederò a un giornale di spiegare come si può ottenere una risposta. E se non ci riesco io che risposta avranno mai i cittadini? Che risposta potranno pensare di avere i cittadini? Nessuna risposta?
Sull'articolo 18 abbiamo fatto alcune proposte, anche qui a beneficio del mondo del lavoro, che non è disgiunto dall'amministrazione. Molte volte si sente dire che la forestazione non serve per dare lavoro, la sanità non serve per dare lavoro, i progetti e la ricerca non servono per dare lavoro ma servono alla ricerca, la formazione professionale non serve per dare lavoro ma serve per formare i giovani che sono carenti dal punto di vista delle conoscenze, e così via. Allora io mi domando: che cos'è che serve per dare lavoro? Per esempio, la forestazione è uno dei bacini occupazionali; il settore ambientale, quello culturale, quello dell'assistenza, del sostegno e della cura alla persona sono bacini occupazionali e rientrano nei pilastri delle politiche comunitarie, quelle che qua vengono puntualmente citate, non so se a proposito o a sproposito. E' per questo che abbiamo presentato una serie di emendamenti che vanno nella direzione della stabilizzazione del precariato forestale e nel contempo della regolarizzazione delle condizioni di lavoro di alcuni lavoratori che hanno un contratto a tempo determinato, si avvicinano alla pensione e hanno bisogno per maturare più diritti di un ampliamento dell'attività di servizio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, da questo articolo viene un ennesimo attacco - ed è questo il motivo per il quale ritengo doveroso intervenire - all'attività venatoria in Sardegna; attacco che invito i colleghi a valutare nel modo opportuno.
E' un argomento che ovviamente mi sta a cuore, ma credo che debba stare a cuore a tutti. Sta a cuore a me perché ho l'onore di rappresentare 9.400 iscritti, in provincia di Cagliari, alla Federazione Italiana della Caccia, che in Sardegna ne conta 25 mila, e che sono comunque soltanto una parte dei 48.000 cacciatori sardi, e cioè di quelle 48.000 persone per bene, dalla fedina penale per ovvi motivi limpida, che hanno la passione per l'attività venatoria.
E vi sono perlomeno due punti che evidenziano, a mio avviso, da parte della Giunta, e dell'Assessore in particolare, che ringrazio di essere qui presente, un'impostazione negativa, un'impostazione persecutoria, un'impostazione ostile alla caccia, quasi che quest'ultima fosse un'attività da combattere, un'attività lesiva e nociva per l'ambiente sardo, e non invece una garanzia di tutela, di sorveglianza, di salvaguardia. Quella della caccia è un'attività che dimostra invece amore per l'ambiente, come molti colleghi qui presenti, che sono cacciatori, ben sanno. Credo che l'impostazione dell'assessore Dessì di opposizione aprioristica alla caccia sia in qualche modo frutto della sua militanza nelle associazioni ambientaliste, diciamo, più estreme e sia soltanto l'ultimo anello, in ordine cronologico, ma temo che non lo sarà nel tempo a venire se qualcuno non vi pone rimedio, di una catena che preoccupa i cacciatori che, come voi tutti sapete, colleghi, non sono né di destra né di sinistra, o meglio sono sia di destra sia sinistra e quindi, in qualche modo, esprimono tutti gli orientamenti politici. Anche per questo credo che sia doveroso un approccio rispettoso nei confronti della caccia.
A dire il vero, qualche segnale preoccupante nei confronti dell'attività venatoria l'avevamo avuto già da tempo. Ricordo che il presidente Soru in campagna elettorale diceva: "E' necessario, vogliamo abolire la caccia". Ricordo che lo stesso presidente Soru affermava che i cacciatori sono diseducati, sono degli immaturi, e quindi attraverso un'opera di educazione si sarebbe risolto questo problema, rappresentato appunto dalla caccia. Ricordo ciò che l'assessore Dessì ha fatto l'anno scorso, in occasione del primo calendario venatorio al quale ha potuto mettere mano. Il calendario venatorio si fa entro giugno, il primo anno è rimasto tale e quale perché ovviamente per problemi di tempo l'assessore Dessì non ha potuto porvi mano, l'anno scorso ha invece potuto dire la sua e il risultato è stato una decuplicazione della tassa regionale sulla caccia, che è passata da 5 a 50 euro. Credo che non si sia mai visto che una tassa sia stata aumentata del 1.000 per cento! Una tassa la si può adeguare, aumentare del 5, 10 o 20 per cento, ma la decuplicazione di una tassa credo sia qualcosa di veramente inedito!
Non pago di questo, l'assessore Dessì, in sede di Comitato regionale faunistico, da lui rinnovato nel senso di una limitazione dei rappresentanti delle associazioni venatorie, ha provveduto a ridurre le giornate di caccia, eliminando quelle che precedevano l'apertura della caccia alla selvaggina nobile stanziale e inventandosi un silenzio venatorio che ha privato i cacciatori sardi, che peraltro avevano pagato per una stagione venatoria completa, di circa sei, sette giornate di caccia, sulla base di non si sa quale motivazione scientifica. Non solo, lo stesso assessore Dessì ha previsto che la caccia alla nobile stanziale, invece che proseguire per cinque giornate, dovesse essere esercitata per cinque mezze giornate, dimezzando così ulteriormente anche quel poco che alla selvaggina nobile stanziale era stato preventivamente dedicato.
Insomma, se è vero che due indizi di ostilità nei confronti della caccia prefigurano una quasi certezza, qui di indizi ce ne sono così tanti da avere per certo che l'assessore Dessì è un avversario della caccia. Questo credo che sia anche comprensibile, probabilmente la caccia gli evoca qualche paura, forse qualche trauma infantile, gli richiama alla mente qualcosa che l'ha spaventato in modo indelebile, però, inviterei comunque a riflettere l'assessore Dessì e soprattutto i colleghi cacciatori della maggioranza, che ben sanno che la caccia non è né di destra né di sinistra né di centro e che i cacciatori sono i tutori della natura, se non altro perché partecipano di tasca propria alla tutela della natura, a differenza dei militanti delle associazioni ambientaliste che solitamente si convenzionano con l'ente pubblico per riceverne finanziamenti. I cacciatori da tanti anni mettono a disposizione le loro squadre di volontari, che dalla Regione non ricevono neppure un euro, nella lotta agli incendi e al bracconaggio.
Basterebbe questo per ammorbidire le posizioni un po' "talebane" dell'assessore Dessì - accetterà questa battuta - e riportare la sua azione amministrativa a un approccio il più rispettoso possibile nei confronti della caccia; un approccio che a livello personale può anche non essere condiviso, ma che l'attività venatoria merita certamente, non foss'altro perché, ripeto, è scientificamente dimostrato che giova al territorio, in quanto significa presidio, sorveglianza e garanzia di legalità nel nostro preziosissimo ambiente.
Tutti sappiamo che è ormai prossima l'istituzione di nuovi parchi regionali, che non credo siano visti con molta benevolenza dalle popolazioni sarde. Io stesso sto partecipando in questo periodo ad assemblee popolari ed effettivamente il malumore sale quando la gente incomincia a capire quali vincoli sono imposti, non per colpa della Giunta regionale, dal momento che bisogna restare negli ambiti fissati dalla legge nazionale, a cui non si può derogare. Ad esempio, è vero che nei parchi non si può andare a caccia, ben lo sa anche il Presidente della Commissione di cui faccio parte e con il quale ho serenamente discusso di questo argomento. Non viene detto, ma nei parchi regionali, in quelli che la Giunta sta preparando e in quelli che verranno, non si potrà praticare la caccia in nessun modo.
PRESIDENTE. E' finito il tempo, onorevole Artizzu, ha utilizzato dieci minuti esatti. Forse lei non ci ha badato, ma un minuto prima dello scadere del tempo sul tabellone elettronico inizia a lampeggiare una freccia, che segnala appunto che il tempo sta per finire.
E' iscritto a parlare il consigliere Pisu per illustrare l'emendamento numero 98. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, l'articolo 18 di questo maxicollegato contiene disposizioni in materia di ambiente, caccia e pesca, che sono della massima importanza per la nostra Isola. Infatti, temi come l'educazione ambientale, la riduzione dell'inquinamento, l'istituzione nel Catasto regionale degli impianti fissi che generano campi elettromagnetici, o quelli che istituisce l'Ufficio tecnico del piano di tutela delle acque, sono della massima importanza. Diventa lo stesso utile affrontare le questioni legate al pagamento dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche e alle opere approntate sui terreni coltivati o a pascolo nei rispettivi territori di competenza.
Sono certo che altri compagni del mio partito e altri colleghi della maggioranza e del resto del Consiglio tratteranno meglio questi aspetti. Mentre io voglio soffermarmi particolarmente su un aspetto che riguarda l'ambiente, il ruolo dell'Ente foreste della Sardegna, delle sue maestranze, con specifico riferimento ai lavoratori precari semestrali, che sono 2.400 su un totale di 6.000 dipendenti di questo ente. Al riguardo, ho presentato uno specifico emendamento, il numero 98, assieme ad altri compagni, che mi auguro venga attentamente valutato e successivamente accolto da tutto il Consiglio.
All'insieme dei 2.400 precari semestrali vanno aggiunti i 900 lavoratori dell'antincendio, che entreranno nell'Ente foreste, secondo l'articolo che abbiamo poc'anzi approvato, e che finalmente raggiungono, dopo tanti anni di lotte, un obiettivo che li rende un po' più sereni e consente loro di godere di maggiori diritti rispetto al passato. Io di questo sono contento, anche perché è un provvedimento di un Governo e di una maggioranza di centrosinistra, che devono essere sempre sensibili ai bisogni delle fasce sociali più deboli e alle condizioni in cui vivono i lavoratori precari e meno garantiti. Per questo è necessario iniziare ad affrontare, secondo me già da quest'anno, il problema dei semestrali dell'Ente foreste della Sardegna, che fanno parte delle fasce di lavoratori precari che hanno raggiunto un'anzianità contributiva di venti, venticinque e anche trent'anni. Dico che si deve iniziare ad affrontare questo problema perché è evidente che la stabilizzazione di 2.400 lavoratori si può attuare solo attraverso un piano pluriennale e gradualmente, date le attuali ristrettezze finanziarie della Regione. Vi è anche la preoccupazione, da parte di questi lavoratori semestrali, che percepiscono l'indennità di disoccupazione speciale per i restanti sei mesi, di non poter godere più di queste provvidenze, che corrispondono a un mezzo salario, nei prossimi anni. Inoltre è poco dignitoso per un lavoratore trovarsi in una situazione di precarietà, percepire un'indennità di disoccupazione che appare ai più come un'assistenza e magari, per far quadrare il bilancio familiare, dover fare lavori in nero, entrando così in contrasto con i disoccupati e alterando la pace sociale delle nostre comunità, già investite da guerre tra poveri di vario genere.
Ma quello che secondo me si deve superare è la vecchia concezione sulla inefficienza dell'Ente foreste, perché diventi un'azienda che, attraverso la riforma a cui già si sta lavorando, sia in grado di aumentare la propria produttività e utilità, migliorando la professionalità dei propri dipendenti e svolgendo un ruolo propulsivo per l'intera economia della Sardegna. Per fare questo si devono utilizzare lavoratori stabili, che possono dedicarsi a tempo pieno alla propria azienda, al fine di raggiungere gli obiettivi di cui parlavo prima e che tutti certamente auspichiamo.
A volte ci fanno notare che quando si sono costituiti i cantieri forestali i sindaci, pressati dai disoccupati, hanno accettato e condiviso la scelta di far lavorare i nuovi assunti per sei mesi, al fine di ridurre la disoccupazione e l'emigrazione. Sono cose abbastanza comprensibili e giustificate. Oggi, però, c'è una realtà diversa: quei lavoratori nel frattempo hanno formato una famiglia, hanno avuto dei figli, e a distanza di alcuni decenni sono ancora dei precari! Credo sia arrivato il momento di iniziare a dare risposte concrete che tranquillizzino questi lavoratori precari, certo con gradualità, come dicevo prima, ma con l'obiettivo di stabilizzarli nel tempo tutti. Lo stesso Assessore regionale dell'ambiente si è dichiarato, in linea di massima, favorevole a questa soluzione, se ho inteso bene, nell'interesse dell'Ente foreste, delle comunità dei territori in cui sono insediati i cantieri, ma direi dell'intera Sardegna.
Vorrei anche precisare che con questa scelta non si intende trascurare i disoccupati, che però non devono nemmeno illudersi che possano tutti lavorare nei cantieri forestali, come per troppo tempo si è fatto. Sarebbe invece auspicabile un adeguamento della legge regionale numero 24 che consenta a società, cooperative e privati di utilizzare in convenzione parte dei 220 mila ettari di territorio gestito dall'Ente foreste per svolgervi attività produttive di servizi con esso compatibili. Questa scelta potrebbe creare nuova occupazione e sviluppo in tante parti della Sardegna, dimostrando al contempo che si può dare a tante persone la possibilità di avere un reddito anche senza che diventino dipendenti dell'Ente foreste. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, mentre ascoltavo l'onorevole Pisu, ho riletto per l'ennesima volta l'articolo 18, perché di tutto egli ha parlato fuorché di questo articolo. E' pur vero che il collega Pisu ha sollevato un problema importante, e di questo lo ringrazio.
Onorevole Pisu, quei 900 lavoratori dell'antincendio hanno raggiunto il loro obiettivo, oggi, dopo un percorso che è durato tre anni e che era stato iniziato dalla maggioranza di centrodestra: erano lavoratori trimestrali, sono diventati semestrali, dopo due anni da semestrali sono stati delegati all'Ente Foreste e oggi, finalmente, c'è stato questo "parto". Lei faceva riferimento agli altri precari, beh, vediamo se voi in tre anni riuscirete a trovare per loro una soluzione! Noi, in tre anni, una soluzione l'abbiamo trovata, con una politica di piccoli passi, certamente, però l'abbiamo trovata.
L'onorevole Pisu, quindi, non ha affrontato minimamente i problemi se non relativamente alle questioni ambientali, che evidentemente lo riguardano particolarmente, ma non mi risulta che nel suo territorio non ci siano impianti fissi di trasmissione. Ce ne sono tanti, anche nel suo territorio!
PISU (R.C.). Ho preferito parlarne nell'emendamento numero 98, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). L'articolo 18 è infarcito di una serie di acronimi, colleghi, che sono anche di difficile pronuncia. Qualcuno evoca terrore: UVAR, un acronimo creato con una fantasia straordinaria! Ce n'è anche un altro: IPPC. Non ho capito, Assessore, quale sia la necessità di creare sempre e comunque degli acronimi. E' una cosa che non sopporto! Oltretutto, ce ne sono talmente tanti che uno legge AIA e pensa subito a una cosa, mentre tutti sappiamo che si tratta di un'altra cosa. Io ho pensato subito all'Associazione Italiana Allevatori, per esempio, ma anche all'Associazione Italiana Arbitri, che hanno lo stesso acronimo. Qua si tratta invece delle Autorizzazioni integrate ambientali, che, secondo me, sarebbe meglio chiamare semplicemente così, senza creare problemi di sorta.
In questo articolo, dicevo, oltre a queste che possono anche essere delle banalità, si fa riferimento continuamente all'ARPAS. Vorrei capire per quale motivo tutte queste cose non le debba fare l'ARPAS e per quale motivo noi dobbiamo prevederle in questo articolo. A cosa serve l'ARPAS, se anche in questo articolo, composto da 19 commi, sistematicamente si fa riferimento a questo ente? In più ci sono le deleghe alle province. Qui si dice che le province sono competenti al rilascio delle Autorizzazioni integrate ambientali e possono avvalersi - bontà loro! -, se ne hanno necessità, del supporto regionale. Dal quarto comma si salta, ma forse non è neanche un salto, al quinto, in cui si dice che è istituito il Comitato di coordinamento IPPC, presieduto dalla Regione. Io vorrei intanto capire come sia possibile che la Regione presieda un comitato. Si dice: "presieduto dalla Regione e costituito dai rappresentanti" - qui sì - "delle province e dell'ARPAS". Vorrei capire per quale motivo la Regione non possa delegare l'Assessore o il Presidente o un tecnico qualsiasi. Voglio dire che anche nella scrittura, questo articolo è il frutto di modifiche apportate in Commissione, quindi lascio alla libera interpretazione di ognuno di voi e dello stesso Presidente della Commissione il modo in cui si è arrivati a questa formulazione.
In questo articolo, mentre si dà una competenza alla provincia, si provvede anche a normare i poteri sostitutivi, immediatamente! Non abbiamo neanche iniziato e già stiamo dicendo: "Attenzione, provincia, che se non provvedi tu, provvederò io!" Forse sarebbe meglio che provvedesse la Regione. Questa non è una delega a un ente locale, e comunque sarebbe una delega a zero risorse. Poi l'Assessore dice che le risorse le devono mettere coloro che beneficiano di un'autorizzazione di questo genere. Lo trovate nel comma 8. Il comma 7 recita: "La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definisce le procedure per il rilascio delle AIA, per l'attività di coordinamento e l'esercizio del potere sostitutivo". Di fatto col comma 7 la Giunta sta dicendo: "Faccio tutto io"! E' un po' quello che succede per il rilascio del patentino per la pesca: si delega il rilascio del patentino per la pesca, nelle acque interne, ovviamente, e solo per uso sportivo, salvo che la Regione deve normare tutto quanto e presentare il piatto già pronto alla provincia, in questo caso, visto che le province sono state individuate come soggetto legittimato a concedere queste autorizzazioni. Anche tale licenza viene rilasciata previa presentazione dell'attestazione del versamento, eccetera.
Un'altra perla di questo articolo - e qui veramente mi deve soccorrere la professoressa Cerina o il professor Pinna o qualcun altro, perché avendo frequentato le scuole un po' "in salita" non ho una preparazione sufficiente - la troviamo al comma 15, che recita: "Nella legge regionale 29 luglio 1998, n. 23, ovunque ricorra il termine 'risarcimento' questo va sostituito dalla parola 'indennizzo'". Sono andato a cercare nel vocabolario Zingarelli, che l'onorevole Cappai aveva sul suo banco, la parola indennizzo, perché al di là del significato che tutti conosciamo ho pensato che potesse sfuggirmi qualcosa. Alla voce indennizzo si legge: "somma pagata a titolo di risarcimento". Assessore, che il Consiglio regionale sia chiamato a normare, con un comma del maxicollegato alla legge finanziaria e come fatto estremamente importante e caratterizzante dell'azione amministrativa del centrosinistra, che ove appare il termine "risarcimento" questo va sostituito dalla parola "indennizzo", credo significhi che siamo proprio alla frutta!
Alle province, poi, viene data un'altra competenza importante: quella di pagare i danni causati dalla fauna selvatica - questa è un'altra perla! -, finalità per la quale è autorizzata una spesa di 400 mila euro. Credo che anche l'Assessore sapppia che questa cifra è assolutamente insufficiente. Tralascio il comma 17, che come tutti sappiamo benissimo riguarda un fatto importantissimo, e arrivo al problema della caccia, di cui parlava il collega Artizzu, che non ha potuto completare il suo intervento per mancanza di tempo e che affronterà ancora questo argomento molto più compiutamente di me, che sono cacciatore forse da più anni rispetto a tutti i cacciatori qui presenti. Io sono un vecchio cacciatore, qualche volta mi sarà pure capitato di fare il bracconiere. E così abbiamo liberato il campo, perché se non lo dico io qualcuno comunque lo pensa!
LA SPISA (F.I.) Seicento anni di caccia!
DIANA (A.N.). Seicento no, ma dal 1964 a oggi sono quarantadue anni di onorato servizio!
Mi domando: è possibile che in un momento in cui l'attività venatoria, che è diventata estremamente importante in tutte le parti d'Europa, la Spagna, il Portogallo e la Francia stiano costruendo sulla caccia la fortuna degli agricoltori? E' possibile che regioni importanti, quali la Toscana, l'Emilia e l'Umbria, su questo particolare aspetto abbiano investito tanto e molto stiano facendo col contributo indispensabile dei cacciatori?
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sarò breve. L'assessore Dessì è intento a parlare d'altro, ma mi rivolgo a lui. Assessore, io non so se lei ricordi il contenuto dell'articolo 2 della legge numero 2 del 2004, glielo leggo: "L'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito l'Assessore regionale dell'agricoltura, con proprio decreto...", eccetera, eccetera. Al punto 1 del comma 18 dell'articolo 18 voi scrivete: "L'Assessore competente per materia consente...". Io mi auguro che si tratti sempre l'Assessore della difesa dell'ambiente, perché qui non è stato chiarito e potrebbe essere un motivo come un altro per dire che la competenza oggi è dell'Assessore dell'ambiente e domani dell'Assessore dell'agricoltura, così nessuno applica la norma. Io suggerirei, Assessore, di precisare qual è Assessore competente che consente il prelievo in deroga.
Il comma 18 prosegue dicendo: "Il prelievo in deroga è disposto sulla base della verifica da parte dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica...". Assessore, non sono riusciti i funzionari dell'Ispettorato ripartimentale dell'agricoltura a fare la verifica quest'anno, figuriamoci se può riuscirci l'Istituto nazionale per la fauna selvatica! Io mi convinco sempre di più che velatamente anche lei condivida il pensiero Soru, o "siero-pensiero", cioè quello di chiudere la caccia in Sardegna. Assessore Dessì, lei si è preoccupato, quest'anno, di autorizzare nella zona di Oristano l'abbattimento di una specie di uccelli, di cui non ricordo il nome.
DEDONI ( Riformatori Sardi). Cormorani.
CAPPAI (U.D.C.). Cormorani, sì. E' stato molto veloce nell'autorizzarlo, poi magari è stato bloccato. Invece quest'anno non si è attivato per niente per i danni che i tordi stavano arrecando agli oliveti e ai mirteti. Secondo me, lo ripeto, velatamente voi volete chiudere la caccia.
Il punto 2 del comma 18 dell'articolo 18 recita: "Con la stessa procedura prevista dal comma 1 l'Assessore della difesa dell'ambiente…" - qui si specifica che è l'Assessore della difesa dell'ambiente e sarebbe bene chiarirlo anche al comma 1 -"…dispone la cessazione dell'attività di prelievo". In base a che cosa, Assessore, lei dispone la cessazione dell'attività di prelievo? Nel primo caso serve l'Istituto per la fauna selvatica nazionale, nel secondo caso non serve, per chiudere la caccia non serve. Chi stabilisce che è il caso di far cessare il prelievo in deroga? Quale commissione, quale comitato, quale istituto, quale associazione, quale organizzazione? Per cui, Assessore, avendo dibattuto in più di un'occasione con lei di questa materia, le suggerirei di rivedere e chiarire tutti questi aspetti magari con un emendamento della Giunta, perché questo articolo non è chiaro, è di difficile applicazione, e per quanto posso prevedere io serve a fare in modo che in Sardegna non si possa mai più riaprire la caccia a febbraio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, è in discussione un argomento che mi appassiona e la ringrazio per avermi dato la possibilità di intervenire.
Io ho esercitato l'attività venatoria sino a quattro anni fa, sino a quando purtroppo ho perso l'udito, caro Renato Cugini, all'orecchio sinistro proprio a causa della caccia, così mi hanno detto. Sono sempre stato un cacciatore ambientalista, e bisogna dire le cose come stanno: la prima regola di un cacciatore che sia veramente uno sportivo è il rispetto dell'ambiente, perché se non rispetta l'ambiente e non concorre a tutelarlo la fauna sparisce e quindi viene meno il motivo che lo porta a esercitare l'attività venatoria.
Io sono assolutamente d'accordo sulle politiche di tutela dell'ambiente, purché queste non abbiano, come ho sostenuto altre volte in Aula, una base fondamentalista. In altre parole, non possiamo assolutamente metterci sotto una campana di vetro: l'uomo esercita tutte le attività nell'ambiente in cui vive, anche l'attività sportiva della caccia. I cacciatori sono soggetti attivi nella vigilanza ambientale, così come sono attivissimi nella lotta agli incendi. Lo sono, Assessore, per un motivo egoistico, appunto la tutela del territorio di caccia, ma comunque questo è un aspetto positivo.
Dico anche che bisogna essere coscienti, quando si esercita l'attività venatoria, di ciò che l'ambiente offre, e quindi anche della qualità e quantità della selvaggina. Io non ho difficoltà - mi rivolgo al collega Artizzu - ad ammettere che in determinate zone della Sardegna la nobile stanziale è diventata ormai un ricordo. Per trovare una lepre bisogna attraversare in lungo e in largo la zona di battuta - la prego, Assessore, di prestarmi un po' di attenzione - almeno per quattro o cinque domeniche. Allora è necessario, secondo me, monitorare attivamente i territori. Nelle zone in cui purtroppo, negli ultimi dieci anni, è aumentata vertiginosamente la prolificazione dei cinghiali, per colpa non nostra ma della natura, nelle zone battute dagli incendi o quelle in cui si è ridotta drasticamente l'agricoltura c'è stato un calo drastico delle nidiate di pernici e lepri.
Parlo da cacciatore non pentito, tant'è che ho deciso di rinnovare il porto d'armi, e non ho difficoltà a dire che la tassa che si deve pagare in questa regione, così come ha sostenuto anche il collega Artizzu, è eccessivamente esosa. Se serve per rimpinguare le casse regionali è un conto, però, mi creda, aver decuplicato questa tassa non è servito come deterrente perché il cacciatore paga lo stesso. Allora bisogna essere elastici e magari pensare a una norma che zona per zona, centro per centro, obblighi il cacciatore a quotarsi per il ripristino, anche con un intervento regionale, di quella fauna che ormai si sta estinguendo. Oggi, in Sardegna, i cacciatori devono percorrere, così come facevo io, cento chilometri per raggiungere magari l'amico pastore o allevatore che suggerisce dove si può fare una battuta alle pernici. Bene, non è questo che bisogna fare, è necessario incrementare la nobile stanziale laddove - e lo dico qui pubblicamente da cacciatore - un monitoraggio obiettivo avrà stabilito che manca. Se è necessario, per un anno si chiude la caccia alla nobile stanziale, non succede niente, e magari tra due anni per cacciare una lepre non dovrò andare a Orgosolo, a Orune o a Lula, ma potrò restare a Torralba, perché non tutti hanno i fuoristrada o gli amici che li sostengono!
Questo vuol dire fare una politica seria di intervento, anziché bloccare tutto, affinché lo sport della caccia possa nuovamente essere esercitato da tutti. Sono anche convinto che occorra incrementare le giornate di caccia al cinghiale e alla selvaggina migratoria; molti cacciatori vanno in Marocco o in Libia per abbattere 2.000 o 3.000 uccelli migratori. Quindi non succede niente, visto che noi abbiamo un passo ritardato rispetto al resto dell'Italia, se in Sardegna viene prorogato il periodo per quel tipo di caccia. E' altrettanto necessario, in questo mi ha preceduto il collega Diana, pensare a un turismo venatorio, il che non vuol dire disperdere le specie animali, bensì regolamentare un'attività sportiva e turistica che porta anche quelle risorse finanziarie che sono necessarie per la tutela della fauna nei parchi e nelle zone da cui poi determinate specie vengono prelevate per essere immesse in zone dove la loro presenza ha subito un calo drastico.
Concordo, sinceramente, col collega Cappai quando dice che non è giusto rivolgersi per i prelievi venatori all'Istituto nazionale per la fauna selvatica. Perché non rivolgersi al Comitato regionale faunistico, visto che parliamo sempre di autonomia? Sappiamo perfettamente, Assessore - sono obiettivo nella mia esposizione - che se rispettiamo l'articolo 9 della direttiva 79/409/CE e ci rivolgiamo all'Istituto della fauna selvatica otterremo sempre una risposta negativa.
Per quanto riguarda i tordi lei ha ragione, quando arrivano arrecano danni per milioni di euro agli oliveti, ed è necessario trovare una soluzione. Anche se è una specie protetta a livello europeo i tordi arrecano danni enormi ai centri agricoli, per cui è necessario fare quel famoso prelievo venatorio, così come si è fatto, credo tuttavia senza successo, per i cormorani che danneggiavano la fauna ittica, anche se da quel che ho letto sui giornali si trattava di un caso abbastanza diverso.
Occorre, quindi, inquadrare il problema della caccia, che poi non è un problema, stiamo parlando di un'attività sportiva, in una normativa che consenta ai cacciatori di praticare questo sport serenamente. In alcune zone bisogna incrementare la presenza di determinati tipi di selvaggina che si stanno estinguendo, quindi è necessario un monitoraggio serio, specialmente, ripeto, per quanto riguarda la selvaggina nobile stanziale. A proposito della nobile stanziale ribadisco - non ho paura di dire queste cose - che voglio poter cacciare le lepri, l'anno venturo, a Torralba, e non essere costretto ad andare sull'altopiano di Campeda! Così come voglio poter cacciare le pernici vicino al mio vigneto!
(Interruzioni)
Ma come non è vero! A me dici queste cose? E' la verità! Allora non diciamo fesserie! Io non sto dicendo che bisogna chiudere la caccia alla nobile stanziale, dico che bisogna fare un monitoraggio e creare le condizioni affinché in alcune zone siano incrementate le specie che stanno scomparendo. Non tutti possono disporre dei fuoristrada per andare a caccia a Lula, a Orune o in su corru mannu de sa furca! Io voglio poter cacciare nel mio territorio, e siccome anche nei territori contigui la presenza di lepri e pernici si sta drasticamente riducendo, dico all'Assessore che è doveroso da parte sua provvedere affinché queste specie non vengano a mancare nel Meilogu. Punto e basta! Poi i provvedimenti deve prenderli lui.
(Interruzioni)
Evidentemente non hai seguito quello che ho detto. Io ho detto che è necessario che i fondi che si recuperano, anche dalle tasse, devono essere utilizzati per tutelare la fauna. Occorrono i prelievi e i lanci venatori, ma se aspettando i lanci una specie si estingue, abbi pazienza, è necessario intervenire prima!
Quindi, Assessore, non serve il fondamentalismo o una campana di vetro, occorre una politica seria, una politica severa, anche di incentivazione. Questo volevo dire sulla caccia perché sono stato stimolato a dirlo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). La Commissione ambiente, da me presieduta, ha discusso a lungo dell'articolo 18 e, congiuntamente con la Commissione programmazione, ha provveduto a definire, integrare, migliorare il testo che stiamo esaminando. Quindi questo testo è il risultato di un lavoro serio, che è stato fatto congiuntamente da queste due Commissioni.
Intervengo per fare qualche considerazione sull'emendamento numero 98 presentato dai colleghi Pisu, Davoli e Uras, che pone una questione enorme, un problema reale, però io penso che non lo ponga nel modo giusto. Intanto, voglio dire che la norma che abbiamo introdotto proprio oggi e che inquadra i 900 lavoratori dell'antincendio non ha richiesto all'amministrazione regionale neanche un euro in più rispetto alle risorse che già sono a disposizione. La norma contenuta nell'emendamento numero 98 richiede invece uno sforzo finanziario enorme e, proprio perché è abbastanza parziale, non tiene conto della complessità della situazione.
Io credo che il problema, che, ripeto, esiste ed è un grosso problema, vada affrontato dalla maggioranza insieme alla Giunta prospettando anche l'attuazione completa della normativa sull'Ente foreste e un'azione di rilancio di questo ente, che non può limitarsi a svolgere la giusta e sacrosanta funzione di tutela dell'enorme patrimonio forestale che abbiamo in Sardegna, ma deve porre in essere tutte quelle azioni di carattere economico che sia la legge istitutiva dell'Ente sia la legge di modifica ci consentono. In questo quadro va posto il problema per poter dare una risposta esauriente.
Al di fuori, quindi, di un ragionamento serio e concreto, credo che questo emendamento rischi di creare aspettative che non possono essere soddisfatte. E dico anche che una questione di questo genere non può essere portata con un emendamento firmato da qualche consigliere della maggioranza. Le questioni di questa rilevanza vanno affrontate in un confronto serio con la Giunta e in una discussione seria e approfondita all'interno della maggioranza e nelle sedi competenti. Se ciascuno di noi improvvisa soluzioni non praticabili su questioni di questa rilevanza non si assume la responsabilità che chi governa deve invece assumersi, soprattutto quando le questioni riguardano migliaia e migliaia di persone e le rispettive famiglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Chiedo scusa, intervengo solo per la correzione di un piccolo refuso: al comma 16, anziché UPB S05.093 deve intendersi, più correttamente, UPB S05.102.
Infine faccio una piccolissima, ma doverosa, precisazione, so che l'Aula in questo momento non accetterebbe una lunghissima discussione: il comma aggiuntivo relativo al prelievo in deroga, che non riguarda ovviamente l'attività di caccia, ma riguarda un'altra cosa, è imposto, ordinato, con lettera pervenuta ad aprile, da una procedura di infrazione intrapresa dalla Commissione Europea, proprio perché abbiamo fatto una legge che non è conforme alle direttive europee.
(Interruzione del consigliere Artizzu)
Onorevole Artizzu, le regalerò una poesia, si intitola Su Nugoresu, scritta dal canonico Solinas. Io non sono uno che ha molte fobie e quella poesia mi descrive bene, però una fobia ce l'ho ed è la fobia erariale. Una procedura di infrazione costa alla Repubblica Italiana, che si rivarrà sulle casse della Regione, circa un milione di euro al giorno, da quando ha avuto inizio l'infrazione, cioè in questo caso dal 2004. Per cui, da buono e prudente amministratore, la fobia erariale ce l'ho!
ARTIZZU (A.N.). Sono dodici le regioni italiane dove si pratica la caccia in deroga, dica cose vere!
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, posso chiederle di lasciar svolgere all'Assessore il suo intervento? Lei ha potuto svolgere il suo.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Infine, vorrei chiedere rispettosamente ai consiglieri regionali Pisu, Uras e Davoli di ritirare l'emendamento numero 98, che accolgo come raccomandazione alla riflessione su un problema che sto affrontando. Io voglio eliminare il precariato e il tempo determinato nel mondo della forestazione, tuttavia su questo c'è stato un lunghissimo dibattito all'interno della maggioranza, che si è concluso con un orientamento che io sono tenuto a rispettare e soprattutto non posso improvvisare in una materia che può costare molto anche dal punto di vista delle risorse.
Stiamo lavorando a un programma serio di riassorbimento della semestralità, però consentiteci di farlo confrontandoci con la struttura dell'Ente, con i sindacati e anche direttamente con i lavoratori. Una decisione non meditata in questo momento potrebbe creare più problemi di quanti non ne risolva.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Sugli emendamenti numero 72, 71, 74, 73, 122, 70 esprimo parere contrario. Così come ha precisato l'Assessore, considerata l'attenzione che la Giunta dimostra al problema sollevato con l'emendamento numero 98, si chiede il ritiro di questo emendamento. Nell'eventualità che sia mantenuto naturalmente il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 72.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Intervengo, ovviamente, non per annunciare il voto favorevole all'emendamento, che è scontato, ma perché non ho udito dall'Assessore ciò che mi sarei aspettato.
Noi non siamo stanchi, Assessore, siamo delle spugne, siamo ansiosi di conoscere e quindi ci saremmo aspettati da lei ragionamenti più importanti, non solo in materia di caccia, ma in tutte le altre materie di cui tratta l'articolo 18. Il fatto che lei ritenga che la Regione possa presiedere un comitato così come è scritto nell'articolo, mi fa ritenere che non abbia voluto prestare attenzione alle considerazioni che sono state fatte.
Relativamente alla caccia noi sappiamo benissimo che cos'è il prelievo in deroga. Ciò che noi stiamo mettendo in discussione, Assessore, se non glielo abbiamo detto prima glielo diciamo adesso, è che a fronte della decuplicazione della tassa regionale, che poteva essere anche più consistente, la Regione non ha avuto nemmeno la sensibilità di spiegare ai cacciatori a che cosa servisse quella decuplicazione. Non c'è stato nessun atto, in due anni, che abbia lasciato intravedere una sola possibilità per rendere l'attività venatoria utile per le popolazioni agricole e, di converso, per soddisfare le necessità, le aspirazioni e anche quelle che sono delle reminiscenze storiche in fatto di prelievo venatorio. Non c'è stata la minima disponibilità a trattare l'argomento e non intravediamo nessuna iniziativa, men che meno da parte della Presidenza della Commissione ambiente e agricoltura.
Voglio capire: c'è veramente da parte vostra la predisposizione ad abolire la caccia in Sardegna? O c'è invece una volontà che non è ancora emersa e che voi ritenete debba emergere in tempi brevi? L'onorevole Artizzu ha parlato di 48 mila cacciatori, non di due persone! Qui sono state fatte marchette per molto meno, ne sono state fate per 2, per 4, per 8, per 220, per 170 persone, anzi 170 proprio no, l'avete eliminato come numero!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Voterò contro l'emendamento numero 72. Io non sto cercando voti, quelli li cerco semmai in campagna elettorale e chi vota per me lo fa per l'impegno che metto nel fare le cose. Credo che anche in quest'Aula chi vota a favore di certe posizioni lo faccia perché condivide quelle posizioni, e non v'è dubbio che non vota le posizioni che non condivide. Io sono persona libera e pago il prezzo della mia libertà.
Voterò, dicevo, contro l'emendamento numero 72 e peraltro colgo l'occasione per esprimere l'opinione dei presentatori dell'emendamento numero 98 sulla questione relativa al personale dell'Ente foreste che si trova in una particolare condizione. Quale è questa condizione? Intanto l'aver maturato una certa anzianità di servizio; il primo intervento indicato riguarda personale con trent'anni di servizio. Di quali persone stiamo parlando, per intenderci, così facciamo il rapporto con gli amministratori di Abbanoa? Stiamo parlando di gente che vive con 600 o 700 euro al mese, mediamente, che per sei mesi ha un trattamento economico in attività di servizio e per i restanti sei mesi percepisce un sostegno che gli viene dalle norme sul sussidio di disoccupazione, che peraltro sta cambiando natura, ci sono disposizioni di legge che lo modificano e che rischiano di lasciare questi lavoratori senza quel reddito di protezione.
Allora, io accolgo l'invito dell'Assessore a trovare insieme una soluzione, perché il problema esiste e riguarda diverse centinaia di lavoratori. Questo è il tipo di approccio che vorrei trovare spesso nella Giunta, cioè la disponibilità a valutare nel concreto come risolvere una questione che riguarda la vita delle persone. La condizione di questi lavoratori semestrali è difficile, non è uguale alla nostra, e non possiamo trattare le questioni con i numeri - lo dico all'Assessore della programmazione -, con la fissazione e preoccupazione di farli quadrare rispetto alle previsioni che a tavolino abbiamo disegnato, perché c'è sangue e ci sono bisogni, anche elementari, che non vengono soddisfatti. Questo è un problema che ci riguarda e che dobbiamo tenere presente.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 73 e 122, che sono uguali.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sarò brevissimo, Presidente, voglio soltanto chiedere il motivo per cui non viene accettato questo emendamento. Il comma 13 dell'articolo è stato discusso in Commissione e su nostra proposta la competenza per il rilascio della licenza per la pesca è stata attribuita alle amministrazioni provinciali. Ci siamo lasciati in Commissione con l'intento di accertare, eventualmente, se questa licenza potesse essere rilasciata dalle amministrazioni comunali, per uniformare questa procedura a quella relativa alla licenza di caccia, in modo da semplificare tutto il procedimento. Visto che per quanto riguarda la caccia, il rilascio della licenza è in capo all'amministrazione comunale, non capisco perché non possa accadere altrettanto per la licenza di pesca, così come è richiesto dagli stessi utenti di questo servizio. In tal modo si semplificano le cose, perché sono i vigili urbani che molto semplicemente provvedono al rimborso dopo il versamento del contributo previsto.
PRESIDENTE. L'Assessore si rimette all'Aula.
(Non sono approvati)
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'articolo 18.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, intervengo giusto per due precisazioni. La prima riguarda il ruolo al quale la Regione rinuncia, che è quello di accertatore per quanto riguarda il prelievo in deroga. Mentre la direttiva europea, la legge di recepimento nazionale e anche la legge di recepimento regionale che il Consiglio ha votato nella scorsa legislatura, individuano comunque nella Regione, al di là del fatto che la caccia in deroga si pratichi o no, al di là del fatto che l'Assessore la voglia aprire o no, l'ente che deve verificare se ci sono le condizioni per aprire la caccia in deroga o chiudere la caccia in deroga. Qui si rinuncia addirittura a dare alla Regione il compito di fare questa verifica! Mi sembra una mortificazione inutile, ripeto, poi la caccia in deroga si può aprire o non aprire, ma la rinuncia a priori a dare alla Regione questa competenza primaria in materia di caccia mi sembra francamente incomprensibile.
Riguardo alla tassazione regionale, il collega Rassu giustamente poneva l'accento sulla necessità del ripopolamento della selvaggina. Il ripopolamento si dovrebbe fare con i quattrini che i cacciatori ogni anno pagano, perché c'è un tassa nazionale, che quindi va allo Stato e che attiene al possesso e al trasporto dell'arma, e c'è una tassa regionale annuale, che ovviamente non può essere relativa all'utilizzo dell'arma, perché la Regione non ha nulla a che vedere con il porto d'armi, e che serve proprio per il ripopolamento della selvaggina. Ma allora, Assessore, come li avete utilizzati questi soldi? Avete decuplicato la tassa, ci piacerebbe sapere che c'è anche una decuplicazione degli interventi di ripopolamento della selvaggina. Per ora non ne vedo traccia!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Chiedo scusa, ruberò soltanto un minuto. Intanto voglio ricordare ai colleghi che non solo il centrosinistra non è contro la caccia, ma le uniche opportunità di andare a caccia a febbraio sono state date negli anni in cui era al governo il centrosinistra, tanto che noi abbiamo difeso quella legge che fu approvata dal centrosinistra in due ricorsi davanti alla Corte Costituzionale, ahimè, perdendoli entrambi. Circa la possibilità di prorogare il periodo di caccia oltre il 31 gennaio la Sardegna è stata soccombente in tutti e due i ricorsi. Ricordo che ero relatore di quella legge e insieme al collega Cugini e ad altri colleghi fui io a proporre di estendere la caccia in Sardegna al mese di febbraio.
La seconda questione è che l'articolo 18 non fa riferimento alla caccia in deroga, semplicemente riporta una norma nazionale che consente, accertato che la selvaggina migratoria e quella stanziale arrecano un danno reale all'agricoltura, il prelievo in deroga, anzi l'abbattimento selettivo. La norma nazionale prevede il parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica, in Sardegna con la legge 23 noi avevamo pensato di superare il parere istituendo l'Istituto regionale per la fauna selvatica. In cinque anni non avete fatto nulla per costituire l'istituto che, magari in convenzione con l'Istituto nazionale, avrebbe potuto e dovuto provvedere a questo accertamento. Quella norma è ancora in vigore e sapevamo tutti, nel 2002, che stavamo approvando una norma in contrasto con la legge nazionale 157 e con le direttive comunitarie e che saremmo andati sicuramente incontro a una procedura di infrazione, così com'è accaduto.
Per cui condivido l'impostazione data dall'Assessore: non c'entra nulla la caccia, non c'entra nulla l'anticaccia. La norma va modificata e sappiamo che la possibilità di andare a caccia a febbraio non c'è stata mai e non ci potrà essere. Non possiamo pensare a un terzo ricorso davanti alla Corte costituzionale, che sarebbe mortificante per la Sardegna, oltre che incomprensibile. Quindi voterò a favore dell'articolo 18.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Solo un minuto per dire che anch'io accetto l'invito a ritirare l'emendamento numero 98, perché ho particolarmente gradito la disponibilità data dall'assessore Dessì a confrontarsi su un tema così importante e complesso.
Devo anche dire che questo emendamento è ovviamente parziale, così come lo era quello relativo al personale dell'antincendio, e così come può esserlo ogni punto degli articoli precedenti. Analoga disponibilità gradirei ci fosse da parte di tutto il centrosinistra nel contrastare la precarietà del lavoro a cominciare dagli enti regionali. Ovviamente questo invito è allargato a tutto il Consiglio regionale ed è per questo che ritiro l'emendamento numero 98, però mi aspetto che dopo l'approvazione del maxicollegato la Giunta, la maggioranza e il Consiglio affrontino seriamente e concretamente questo importante tema che riguarda i 2.400 lavoratori precari dell'Ente foreste, che sono distribuiti nelle province più povere, ossia le province di Nuoro, dell'Ogliastra e di Oristano; soltanto il 3 per cento riguarda le altre province. Grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19.
CAPPAI (U.D.C.). Dobbiamo sospendere alle 22!
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo ancora dieci minuti abbondanti. Siccome all'articolo 19 non sono stati presentati molti emendamenti, possiamo provare a esaminarlo. Domani mattina avremo parecchio da lavorare, perché rimangono gli articoli 20, 21, 10 che avevamo sospeso, 2, 3 e 4. C'è dunque ancora molto lavoro da fare e siamo tutti stanchi.
CAPELLI (U.D.C.). Discutiamo l'articolo 10!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Credo che si possa raccogliere quella che è un'esigenza un po' di tutti. Dopo una giornata in cui abbiamo affrontato molti argomenti importanti e difficili, non credo che ci sia il tempo per discutere seriamente tutto l'articolo 19. Credo, invece, che si possa concludere l'esame dell'articolo 10, che è molto più semplice, entro i tempi concordati, cioè entro le ore 22.
PRESIDENTE. Solo che manca l'Assessore competente per materia.
CAPELLI (U.D.C.). Non fa niente!
PRESIDENTE. Se l'emendamento proposto dall'Assessore dell'industria è condiviso, nel senso che raccoglie le obiezioni e i suggerimenti dati dai colleghi di maggioranza e di opposizione, torniamo all'articolo 10.
MARROCU (D.S.). Ma c'è un nuovo testo!
PRESIDENTE. Infatti stiamo parlando di un nuovo emendamento, il numero 170.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 170:
EMENDAMENTO sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Art. 10
L'articolo 10 è sostituito dal seguente:
"Art. 10
Interventi a favore del sistema industriale
Per i fini di cui alla lettera a) del punto2 dell'articolo 32 della legge regionale 7 giugno 1989, n. 30 (Disciplina delle attività di cava), l'Amministrazione regionale è autorizzata, a valere sullo stanziamento iscritto in conto dell'UPB S09.045 (CAP. 09139), ad erogare contributi a fondo perduto in favore di imprese che presentino progetti di riabilitazione ambientale di cave abbandonate che comportino l'eliminazione e il riutilizzo dei materiali di discarica. Il contributo sarà erogato in regime de minimis, con una intensità massima di aiuto pari al 50 per cento dei costi del progetto di ripristino e comunque tenuto conto del differenziale tra gli stessi costi e il valore dei materiale riutilizzabile.
Condizioni per l'ottenimento del contributo di cui trattasi sono:
a) l'accordo di disponibilità dell'area interessata dalla discarica tra il proprietario e il soggetto proponente;
b) l'inesistenza di soggetto obbligato alla riabilitazione dell'area.
Le modalità e i criteri per l'erogazione dei contributi, verranno stabilite con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dell'industria e comunque privilegiando aree di particolare interesse paesaggistico (parchi, aree SIC), archeologico, monumentale e iniziative di imprese che utilizzino il materiale di discarica per il loro processo produttivo in alternativa all'apertura di nuove cave.". (170).)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 170, che è stato distribuito, sostituisce l'articolo 10, così come richiesto dai colleghi. L'Assessore dell'industria ha accolto le indicazioni che sono state avanzate in Aula e ha specificato che il contributo sarà erogato in regime de minimis, con una intensità massima di aiuto pari al 50 per cento dei costi del progetto di ripristino. Il parere della Giunta ovviamente è favorevole.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole.
(E' approvato)
I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 21 e 54.
Allegati seduta
CLXXXI SEDUTA
(POMERIDIANA)
Martedì 2 Maggio 2006
Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 15 e 41.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 20 aprile 2006 (175), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Antonio Calledda, Mariuccia Cocco, Giovanni Giagu, Salvatore Mattana, Giuseppe Pirisi e Franco Sabatini hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 2 maggio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo qualche minuto di sospensione perché non mi sembra che si possa iniziare in questo modo, essendo anche largamente assente la maggioranza.
PRESIDENTE. Sospendo i lavori per dieci minuti. La seduta riprenderà alle ore 15 e 51.
(La seduta, sospesa alle ore 15 e 42, viene ripresa alle ore 15 e 52.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 216/A. Colleghi, avevamo sospeso l'emendamento aggiuntivo numero 92 all'articolo 14, su cui l'Assessore dell'agricoltura doveva dare dei chiarimenti.
MARROCU (D.S.). Avevamo sospeso anche gli articoli 10, 2, 3, 4 e 5.
PRESIDENTE. Avevamo concordato col Presidente, prima che venisse sospesa la seduta, che avremmo ripreso i lavori dall'articolo 14 e se fosse stato presente l'Assessore dell'industria avremmo proseguito con l'articolo 15.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale. Signor Presidente, signori consiglieri, in relazione a questa ormai vecchia questione della virosi del pomodoro tengo a fare alcune considerazioni. Gli indennizzi relativi alle annate 2002-2003 sono stati approvati da questo Consiglio nel 2003, per un importo complessivo di 10 milioni di euro. Questa disposizione è stata notificata all'Unione Europea che ha impiegato ben tredici mesi per accoglierla, infatti, soltanto nel 2005 ha ammesso che si potessero indennizzare i produttori, a condizione che fosse acquisito con certezza che l'acquisto delle piantine o delle sementi fosse in regola con la normativa fitosanitaria. Questo a garanzia del fatto che le piantine o le sementi non fossero già contaminate da virus, considerando che la Regione Sardegna già in due precedenti annate, nel 1990 e nel 1997, era intervenuta per le stesse vicissitudini. L'autorità regionale ha dato garanzie all'Unione Europea in merito, la quale però aveva chiesto contemporaneamente che non ci fosse una sovracompensazione dei danni. Sulla base della relativa direttiva comunitaria, la Giunta regionale ha approvato delle direttive di attuazione che sono frutto di una lunga concertazione con le organizzazioni agricole partecipanti al tavolo verde: dalla Coldiretti alla CIA, alla Confagricoltura, alla Copagri, che comprende diverse sigle, e alla Confcooperative. Poiché il danno, di fatto, si è verificato nella campagna 2003-2004, comprenderete che stabilire le direttive nel 2005 significava dover verificare esattamente i danni causati nelle singole aziende, operazione evidentemente impossibile a due o tre anni di distanza. Quindi, di concerto con le organizzazioni agricole, si è presa come riferimento l'esistenza di documenti fiscali che dimostrassero l'acquisto delle piantine o delle sementi e sulla base del rapporto numero di piantine/mq si è arrivati a stabilire quanti metri quadri di terreno agricolo potenzialmente potevano aver subito danni da virosi, dal momento che nel 2003 nessun accertamento sul campo venne fatto quando si verificò il fenomeno.
Si sta quindi operando sulla base di una presunzione: accertato che si sono comprate le piantine e che le stesse sono state impiantate, si presume che si sia subito un danno. Non sarebbe stato possibile fare diversamente nel 2005, cioè risalire all'origine per quantificare il danno subito dal singolo potenziale beneficiario. Pertanto, questo è obbligatoriamente l'unico metodo che, di concerto con le organizzazioni agricole, abbiamo potuto attivare.
Ci sono state, nel frattempo, specifiche richieste sui casi più svariati, che interessavano, per esempio, coloro che le piantine, piuttosto che acquistarle da un rivenditore autorizzato, le avevano acquistate da rivenditori non autorizzati e come tali non rispettosi della normativa fitosanitaria, oppure soci di cooperative che avevano acquistato le piantine da altra cooperativa. A seguito di questo tipo di sollecitazioni, si sono svolti ulteriori incontri tecnici tra i Servizi ripartimentali dell'agricoltura e lo stesso Servizio fitosanitario, che hanno portato all'accoglimento di richieste riguardanti i casi più svariati che però rientravano nelle fattispecie previste dalle direttive dell'Unione Europea. Molte richieste purtroppo non le abbiamo potute accogliere, proprio perché attenevano a situazioni che non rientravano in quelle fattispecie.
L'emendamento numero 92, sul quale siamo adesso chiamati a discutere, parla di colture autoctone. Anche su questo c'è stato un lungo dibattito in sede tecnica, perché bisogna capire se si tratta di colture autoctone oppure di autoproduzione di piantine, che sono due cose diverse. Nel caso specifico, almeno nelle interlocuzioni che ci sono state, si intendeva fare riferimento alla varietà di pomodoro cuore di bue, che non è una qualità autoctona sarda. L'autoproduzione delle piantine, invece, non è supportata da quella copertura fitosanitaria che l'Unione Europea, in maniera molto attenta e precisa, ci ha imposto di controllare e sulla quale ha chiesto sufficienti garanzie.
Sull'incremento del 20 per cento delle risorse già stanziate che viene auspicato in questo emendamento sono personalmente favorevole, tanto che l'ufficio competente sta già lavorando perché sia approvato con una normale delibera di Giunta. Per il resto, evidentemente, l'autocompensazione rischierebbe di non poter essere assicurata, pertanto mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 92. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo per dichiarare il voto e chiedere la votazione nominale sull'emendamento numero 92.
Le precisazioni fatte dall'Assessore dell'agricoltura apportano alla questione qualche elemento che credo non fosse a piena conoscenza dell'Aula, e di cui per altro si era già discusso tempo fa in alcuni incontri con le varie delegazioni dei produttori che sono interessati da questo problema. L'elemento che in quegli incontri veniva sottolineato continuamente era certamente quello dell'insufficienza delle risorse finanziarie, anche se questo è un punto controverso, ma nella sostanza soprattutto non era chiaro se i produttori che avevano subito danni derivanti da questa ormai accertata calamità naturale, appunto la virosi, potevano ottenere un contributo. Il nocciolo della questione è che i produttori agricoli ricevono indennizzi molto bassi rispetto alle esigenze e ai danni effettivamente subiti da un numero altissimo di piccole imprese. Ricordo che si tratta di un problema che riguarda circa settecento ettari e che i produttori interessati sono tra i 1.000 e i 1.500, cioè è una realtà di piccole imprese serricole che hanno subito una diminuzione di produzione e di reddito veramente consistente. In passato l'indennizzo si è attestato intorno ai 5,16 euro per metro quadro, una cifra che consentiva un effettivo ristoro del danno subito; attualmente la Regione si appresta a concedere un indennizzo molto inferiore, non si arriva probabilmente ai 2 euro per metro quadro.
Questa è una problematica che incide pesantemente nella gestione aziendale delle piccole imprese e ancor di più, naturalmente, si ripercuote sui redditi dei produttori e quindi delle loro famiglie. Noi crediamo ancora che questo emendamento sia sostenibile perché risponde, tra l'altro, a una promessa fatta, per quanto ci risulta, almeno da parte del Presidente della Regione, quella di un intervento finanziario che compensi la carenza di risorse, quindi consenta di indennizzare in termini realistici il danno subito, che invece attualmente rimane inevaso e insoddisfatto. E' per questo che io dichiaro di votare a favore dell'emendamento numero 92, salve evidentemente le verifiche che, comunque, la Giunta regionale e gli uffici preposti devono fare con le strutture dell'Unione Europea proprio riguardo al riconoscimento della legittimità di questo intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Onorevole Presidente, signor Assessore, colleghi, questo argomento si è trascinato anche per troppo tempo in sede di Commissione, è stato rimandato troppo volte e presenta comunque degli aspetti abbastanza paradossali.
Quando venne proposto come rimedio per i danni causati dalla virosi l'intervento della Regione alcuni consiglieri chiesero uno stanziamento di circa 20 milioni di euro. Caso strano i sindacati dissero che si trattava di una cifra esagerata e che 10 milioni di euro sarebbero bastati. Le domande presentate smentirono clamorosamente i sindacati, che non si capisce bene chi rappresentassero e quali interessi portassero avanti, se non quelli degli operatori del settore. Secondo me rappresentavano soltanto sé stessi o interessi inconfessabili e comunque quella cifra si dimostrò assolutamente insufficiente per soddisfare tutte le domande che furono allora presentate.
Dal suo intervento, Assessore, si evince però un aspetto che non è assolutamente convincente. Lei ha ricordato la condizione posta dall'Unione Europea, e cioè che siano risarciti soltanto quegli imprenditori che possono documentare l'acquisto delle piantine, però in Sardegna vi sono numerose aziende vivaistiche a cui è certamente permesso di commercializzare le piantine ottenute utilizzando seme certificato, e che non saranno risarcite in base a questa norma. Quindi cosa vogliamo fare, costringere queste aziende a comprare un seme sano e certificato e poi impedire loro di vendere ciò che producono? Perché non è stato detto prima questo, perché non è stato loro impedito di diffondere la malattia, arrivati a questo punto, dal momento che sembra che siano questi produttori gli untori della situazione! Secondo me sbagliamo a non risarcire coloro che in questo settore producono secondo le regole, anche perché alcuni di essi sono produttori e nel contempo consumatori, in quanto utilizzano in prima persona le piantine prodotte. Sono persone che si sono date da fare, hanno lavorato e non mi sembra assolutamente giusto che le attività vivaistiche siano escluse dalle provvidenze di questa legge. Mi dispiace, Assessore, ma non posso essere d'accordo con lei su questo passaggio del suo intervento.
Per il resto, anch'io lamento l'assoluta insufficienza della dotazione finanziaria a supporto di questa categoria di produttori agricoli che, ricordiamolo, versa in una situazione economica disastrosa. Altre volte abbiamo oltremodo largheggiato in contributi per i danni provocati da altre calamità naturali che avevano colpito il mondo agricolo a favore di settori e zone che non ne avevano assolutamente bisogno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, il problema che stiamo affrontando ci ha visto tutti impegnati, qualche mese fa, proprio nel definire - io pensavo una volta per tutte - l'aspetto relativo agli indennizzi per i danni causati dalla virosi del pomodoro. Sull'emendamento numero 92 preannuncio il voto favorevole, rimarcando che l'Assessore si è rimesso all'Aula. Ora, non credo che l'Assessore si sia rimesso all'Aula per la richiesta di incremento del 20 per cento dei 10 milioni di euro che sono stati già stanziati, perché su questo credo che la Giunta possa intervenire tranquillamente; si è invece rimesso all'Aula per la parte che riguarda gli ulteriori 20 milioni di euro che si chiedono con questo emendamento. Ovviamente a nessuno sfugge che un ulteriore stanziamento non potrà non essere notificato all'Unione Europea, visto che l'Assessore ci ha comunicato che solo dopo tredici mesi l'Unione Europea ha dato il via libera alla erogazione di quei 10 milioni di euro. Credo che l'Aula dovrebbe prendere atto della volontà della Giunta e quindi impegnarsi in questa direzione. Vedremo se l'Unione Europea opporrà delle resistenze. Non credo, visto che già una volta si è pronunciata in merito.
Tutti gli aspetti tecnici relativi alla certificazione delle piantine credo che non siano un problema del Consiglio regionale. Il Consiglio regionale, ovviamente, stabilisce delle regole che devono essere rispettate. Certo è che la produzione di piantine per la coltivazione non solo del pomodoro, ma anche di altre varietà orticole, ha in Sardegna un ottimo mercato, per cui non possiamo dimenticarci di questi produttori.
Quindi, io accolgo l'invito dell'Assessore, che si è rimesso all'Aula, e invito a mia volta tutti i colleghi a pronunciarsi favorevolmente su questo emendamento. Mi dispiace solo che non siano ancora intervenuti i colleghi che lo hanno presentato, perché sarebbe interessante ascoltare anche le loro considerazioni, convinto come sono che abbiano approfondito probabilmente meglio di altri le particolarità di questo settore importantissimo dell'economia agricola sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, intervengo per chiarire alcuni punti che mi sembrano importanti. Premetto che voterò contro questo emendamento per tre motivi fondamentali, due di merito e uno di carattere politico.
Nella passata legislatura noi proponemmo all'attenzione della Commissione agricoltura e poi dell'Aula un provvedimento urgente che riguardava sia i problemi sorti a causa della virosi del pomodoro sia tante altre questioni relative al mondo agricolo. L'Assessore dell'agricoltura in carica era l'onorevole Felicetto Contu, mentre io ero tra i proponenti di quel provvedimento di legge. C'erano anche altre proposte che in Commissione furono unificate arrivando a un testo condiviso, votato all'unanimità sai in Commissione sia in Aula. La Giunta prevedeva uno stanziamento di 7 milioni di euro, sostenendo che fossero più che sufficienti per far fronte al fenomeno della virosi del pomodoro. E' vero che non si era fatta una stima dei danni azienda per azienda, però si sapeva quali erano le aree interessate e si conosceva la dimensione del fenomeno. In Commissione si condivise l'idea che 10 milioni di euro fossero più che sufficienti per soddisfare le esigenze. Questo fu il percorso di quel provvedimento che poi l'Aula approvò.
Proporre oggi 20 milioni di euro, cioè, raddoppiare la somma prevista in legge, e naturalmente notificarla all'Unione Europea, equivale ad affermare che il Consiglio regionale e la Giunta di centrodestra della passata legislatura presero un grandissimo abbaglio e che le dimensioni del fenomeno erano ben diverse da quelle che la Giunta aveva illustrato in Commissione. Quindi teniamo anche conto del fatto che l'articolo che riguarda la virosi è stato quello che ha bloccato la legge numero 21, della quale sto parlando, per quindici mesi presso la Commissione Europea.
PRESIDENTE. Il tempo è scaduto, onorevole Sanna, le regole sono uguali per tutti. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). L'emendamento numero 92, come mi è già capitato di dire in sede di discussione generale e sull'articolo, non è frutto di una elaborazione da parte di Rifondazione Comunista, non è frutto di un'elaborazione fatta da Pisu, Davoli e Uras, ma è frutto di un impegno assunto dal Presidente della Regione, unitamente all'Assessore dell'agricoltura e a consiglieri e Presidenti di Gruppo della maggioranza, i quali, concordando con gli agricoltori, avevano sostenuto la giustezza delle richieste e anche definito un percorso, che è esattamente quello che è contenuto in questa norma.
La maggior parte di noi ha forse ripensato a quell'impegno e non lo vuole più sostenere? Ha cambiato opinione? Il Presidente della Regione ha cambiato opinione? Correttezza vorrebbe che venisse comunicato a coloro nei confronti dei quali questo impegno è stato assunto. Si era detto: facciamo un tavolo tecnico, abbiamo tra i residui le risorse destinate alle calamità naturali, che possono essere messe a disposizione, aumentiamo del 20 per cento la dotazione già prevista di 10 milioni di euro, il che non richiede notifica, e per la parte che è rimasta inevasa e che riguarda coltivatori che non hanno meno diritti - questo lo dico perché non sembri che non sia così -, ma hanno uguali e qualche volta anzi più diritti, si procede con una nuova notifica. Ha cambiato idea la Giunta? Ha cambiato idea il Presidente? Venga in Aula e lo dica, così lo sappiamo anche noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
Onorevoli Uras e Alberto Sanna, per cortesia! Onorevole Marrocu, prego.
MARROCU (D.S.). Ho più volte sottolineato, in quest'Aula, sullo stesso identico argomento, compreso un emendamento che presentò allora l'opposizione…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevoli Alberto Sanna e Uras, accomodatevi fuori dell'Aula per discutere, altrimenti vi prego di stare in silenzio e di consentire all'onorevole Marrocu di svolgere il suo intervento. Grazie.
MARROCU (D.S.). Sarò rapidissimo, non ho cambiato idea rispetto a una affermazione che ho fatto più volte in quest'Aula. Le risorse sono in un preciso capitolo di una UPB e lì rimangono. L'emendamento numero 92 non sposta le risorse né ne stanzia di aggiuntive. Le risorse stanziate vengono utilizzate per la finalità prevista dall'articolo 23 della legge numero 8 del 1998, cioè aiuti nel caso di danni alla produzione agricola. Che senso ha un emendamento che propone di fare quello che già la legge stabilisce che si può fare con atto amministrativo? Tra l'altro si vincolerebbero quelle risorse, il che non avrebbe alcun senso.
Ribadisco che il mio voto contrario a questo emendamento non significa che non ritenga necessario verificare, per quanto riguarda la virosi, dove i danni ci sono stati realmente, non accettare soltanto le autocertificazioni e indennizzare adeguatamente chi il danno l'ha subito davvero, cioè il mondo agricolo vero. Questo però è già possibile farlo attraverso una norma in vigore, cioè l'articolo 23 della legge numero 8 del 1998, e con le risorse già stanziate. Non c'è bisogno né di nuove norme né di risorse aggiuntive, ma soltanto di una verifica materiale di ciò che è avvenuto e di ciò che si può indennizzare. L'emendamento numero 92 è una forzatura che può strappare qualche applauso, ma non fa fare un passo in avanti verso la soluzione di un problema, che invece è risolvibile attraverso un atto amministrativo notificato all'Unione Europea, però con l'accertamento reale dei danni, senza favorire le furbizie consentendo che sia indennizzato chi non ne ha diritto.
Tutto questo è fattibile attraverso i servizi ispettivi, attraverso gli accordi e gli atti amministrativi, con risorse già stanziate e le norme oggi in vigore, senza introdurne altre che creerebbero soltanto confusione e danno nella legislazione.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 92.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Corrias, Manca e Uggias hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Cassano - Cherchi Oscar - Davoli - Diana - La Spisa - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Pisu - Randazzo - Sanciu - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Caligaris - Cerchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Uggias.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 45
votanti 45
maggioranza 22
favorevoli 18
contrari 27
(Il Consiglio non approva).
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la verifica del numero legale, Presidente.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da un altro Capogruppo.
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 35 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Caligaris - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca -Marrocu - Masia - Orru' - Pinna - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Uggias - Uras.)
Poiché non c'è il numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 21 , viene ripresa alle ore 16 e 57.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16, a cui sono stati presentati 43 emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 16
Contrattazione collettiva, contenimento della
spesa e razionalizzazione in materia di personale
1. Le disposizioni dell'articolo 19 della legge regionale n. 7 del 2005 sono estese a favore dei dipendenti a tempo indeterminato che maturino i requisiti previsti dal comma 1 del medesimo articolo nel corso del 2006, intendendosi i termini previsti nello stesso articolo prorogati di un anno. Alla relativa spesa si fa fronte con le risorse stanziate in conto della UPB S02.066. Per evitare squilibri nei flussi finanziari connessi ai pagamenti dei TFR e degli assegni integrativi di pensione è autorizzata a favore del FITQ l'immediata anticipazione del 50 per cento delle somme ad esso presuntivamente dovute per l'anno 2006, con graduale compensazione della somma anticipata, mediante versamento ordinario dei contributi dovuti in corso d'anno, operando in modo che la quota residua non superi il 50 per cento dei contributi da maturare.
2. I posti che si rendono vacanti, nell'Amministrazione e negli enti, a seguito dell'applicazione del comma 1 sono portati in detrazione nella dotazione organica complessiva di cui al comma 1 dell'articolo 15 della predetta legge regionale n. 7 del 2005 e nelle corrispondenti dotazioni degli enti. Le dotazioni dirigenziali sono ridefinite in riduzione nel contesto degli interventi di riorganizzazione. I commi 4 e 5 dell'articolo 19 della legge regionale n. 7 del 2005 sono abrogati.
3. Ferme le riduzioni d'organico di cui al comma 2, per l'anno 2006 nell'Amministrazione regionale e negli enti non sono consentite assunzioni di personale delle categorie A, B e C.
4. Per consentire l'utilizzo della graduatoria del concorso pubblico per l'assunzione di agenti forestali, in atto alla data di entrata in vigore della presente legge, è sottoposta agli accertamenti di cui al comma 3 dell'articolo 12 della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, ed avviata al corso di cui all'articolo 13 della medesima legge la totalità degli idonei nella prima fase del concorso medesimo. Agli adempimenti necessari si provvede con decreto dell'Assessore competente in materia di personale, previa deliberazione della Giunta regionale.
5. Al comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale n. 7 del 2005, dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: "Il riparto tra le strutture è disposto ai sensi della lettera c) del comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale n. 31 del 1998, secondo criteri deliberati dalla Giunta regionale.".
6. I commi 1 e 2 dell'articolo 40 della legge regionale n. 31 del 1998 sono sostituiti dal seguente:
"1. L'Amministrazione regionale, in coerenza con la programmazione triennale del fabbisogno di personale, è autorizzata a disporre o a richiedere il comando di personale degli enti del comparto di contrattazione collettiva regionale e a disporre il comando di proprio personale presso altri enti ed amministrazioni. La stessa Amministrazione è autorizzata a richiedere il comando di personale di altri enti e amministrazioni pubbliche, nel limite di dodici unità nello stesso esercizio finanziario e per un periodo non superiore ad un anno, rinnovabile una sola volta. Il comando è disposto, sentito il dipendente interessato, con provvedimento dell'Assessore competente in materia di personale. Per la realizzazione di specifici progetti, sulla base di intese definite tra l'Amministrazione, gli enti e le agenzie regionali, gli enti locali e le aziende sanitarie locali interessate, può disporsi la mobilità temporanea di personale, nei limiti dei fabbisogni e delle risorse stanziate a copertura della dotazione organica dell'amministrazione o dell'ente di assegnazione su cui gravano i relativi oneri. Le intese stabiliscono compiti, modalità e tempi che non possono superare il biennio.".
Sono abrogati il comma 4 e la lettera a) del comma 5 del medesimo articolo 40.
7. L'Amministrazione e gli enti regionali, nei limiti delle risorse stanziate nei rispettivi bilanci a copertura delle funzioni dirigenziali, quando il numero dei dirigenti in servizio si presenti insufficiente rispetto alle posizioni istituite, possono attribuire le funzioni medesime a dirigente di altra amministrazione o ente pubblico, collocato in comando, aspettativa o fuori ruolo secondo l'ordinamento dell'amministrazione di appartenenza; l'attribuzione non può avere durata superiore a tre anni. È fatta salva la norma dell'articolo 29 della legge regionale n. 31 del 1998 per le funzioni di direttore generale. L'Amministrazione regionale, fino all'espletamento dei concorsi pubblici per l'accesso alla qualifica dirigenziale, e per un numero non superiore al 50 per cento dei posti messi a concorso, è inoltre autorizzata ad attribuire le funzioni di direzione di servizio a dipendenti della categoria D in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale e delle competenze professionali richieste per l'attuazione di specifici obiettivi assegnati alla struttura. Al dipendente incaricato spetta, per la durata dell'incarico, il trattamento accessorio del personale con qualifica dirigenziale, tale incarico è strettamente temporaneo, fino all'espletamento di concorsi, e non dà luogo a nessun titolo o riconoscimento di mansioni superiori.
8. A decorrere dal 1° gennaio 2006, l'attribuzione di compensi accessori comunque legati al risultato conseguito dai dirigenti nell'esercizio delle loro funzioni e al rendimento del personale, è subordinata all'applicazione e agli esiti dei processi di valutazione, e cessano di essere applicate le disposizioni di legge o dei contratti collettivi in contrasto con la presente norma. Per consentire l'attuazione del sistema di valutazione delle prestazioni dirigenziali, la Giunta regionale istituisce il Nucleo di supporto alla valutazione, quale organo di collaborazione e consulenza tecnica ed il Comitato dei garanti, quale organo di riesame, a richiesta dell'interessato, della valutazione individuale delle prestazioni dirigenziali. Il Nucleo di supporto alla valutazione è composto da tre esperti, interni all'amministrazione, individuati nelle aree funzionali dell'organizzazione, della programmazione e dei controlli interni; il Comitato dei garanti è composto da un rappresentante eletto dai dirigenti del comparto regionale e da due esperti della materia, uno interno ed un esterno all'Amministrazione regionale, i cui incarichi hanno durata triennale.
9. I compensi previsti dal comma 7 dell'articolo 1 della legge regionale 22 giugno 1987, n. 27, come integrato dal comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 1° giugno 1999, n. 22, devono intendersi come importi massimi da graduare in relazione alla tipologia e alla complessità del concorso, con decreto dell'Assessore competente in materia di personale.
10. Le lettere f) del comma 1 e h) del comma 2 dell'articolo 27 della legge regionale 26 agosto 1988, n. 32, come modificato dall'articolo 73 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, sono sostituite dalla seguente: "da un dipendente da adibire a mansioni di autista e di supporto nelle attività amministrative"; nell'articolo 1 della legge regionale 9 agosto 1967, n. 9, sono soppresse le parole da "al segretario" sino a "stampa".
11. I dipendenti dei soppressi enti provinciali del turismo ed aziende autonome di cure e soggiorno di cui agli articoli 23 e 24 della legge regionale n. 7 del 2005, in servizio alla data della presente legge e già iscritti a fondi integrativi del trattamento di quiescenza e per il trattamento di fine rapporto possono chiedere, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, l'iscrizione al FITQ costituito presso l'Amministrazione regionale ai sensi della legge regionale 5 maggio 1965, n. 15. L'iscrizione decorre dalla data di chiusura del rapporto di lavoro con l'ente soppresso ed è riconosciuto utile, ai soli fini del trattamento integrativo di pensione, l'intero periodo di iscrizione al fondo dell'ente di provenienza.
12. Nei confronti dei dipendenti cessati dal servizio è assicurata, a cura del FITQ regionale, la continuità dei trattamenti integrativi di pensione, diretti o indiretti, in atto alla data di entrata in vigore della presente legge.
13. Per le finalità del comma 11 le somme sussistenti nei fondi dei soppressi enti sono versate a cura del commissario liquidatore al FITQ regionale, al quale l'Amministrazione regionale è altresì tenuta a versare l'eventuale differenza tra queste e l'importo rivalutato, corrispondente ai contributi capitalizzati. La stessa Amministrazione, inoltre, assicura annualmente la somma necessaria al pagamento dei trattamenti integrativi di cui al comma 12, determinata per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 in euro 180.000 (UPB S02.086).
14. L'Amministrazione regionale è autorizzata al versamento della somma di euro 3.210.000, per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 a favore del Fondo integrativo pensioni, istituito con la legge regionale n. 15 del 1965, a titolo di pagamento di quote di contribuzioni pregresse dovute per la copertura contributiva di periodi di servizio riconosciuti utili a favore di personale transitato nei ruoli regionali in virtù di norme statali e regionali e di quote integrative di quiescenza spettanti al personale degli enti regionali soppressi (UPB. S02.086).
15. Al fine di avviare il processo di omogeneizzazione con gli altri settori lavorativi e in attesa della revisione organica della legge regionale n. 15 del 1965, il contributo di cui al primo alinea dell'articolo 2 della legge medesima è aumentato di punti 1,50 a decorrere dal 1° gennaio 2006, e di un ulteriore punto a decorrere dal 1° gennaio 2007, con corrispondenti aumenti, dalle stesse decorrenze, dell'aliquota posta a carico dell'Amministrazione. Ai relativi oneri si provvede con gli appositi stanziamenti della UPB S02.086 (oneri di fine rapporto).
16. Per l'attuazione delle disposizioni relative agli istituti incentivanti contenuti nei contratti collettivi regionali di lavoro, le somme non utilizzate alla chiusura dell'esercizio finanziario negli appositi fondi sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo. Le variazioni di bilancio occorrenti per la ripartizione delle risorse relative alla retribuzione accessoria in applicazione dei contratti collettivi sono disposte dall'Assessore competente in materia di bilancio, su proposta della direzione generale competente in materia di personale.
17. Il comma 8 dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998 è sostituito dal seguente:
"8. Con la procedura prevista dal comma 4 il provvedimento di attribuzione delle funzioni può essere revocato e il dirigente destinato a diversa funzione dirigenziale, per esigenze attinenti all'ottimale utilizzazione delle competenze professionali, in relazione agli obiettivi, alle priorità date e ai programmi da realizzare ovvero in conseguenza di processi di riorganizzazione. Il provvedimento deve essere specificamente motivato e non può implicare giudizio negativo sull'operato del dirigente, nel qual caso si applica l'articolo 22. La revoca non può essere disposta nei dodici mesi successivi all'insediamento della Giunta regionale. Al dirigente trasferito a funzione dirigenziale di minor valore economico è conservata l'originaria indennità fino alla scadenza del precedente incarico, ma comunque non oltre i dodici mesi.".
18. Nel comma 9 dell'articolo 47 della legge regionale n. 31 del 1998, il secondo periodo è sostituito dal seguente: "I criteri di riparto e i limiti massimi degli incentivi sono stabiliti dalla Giunta regionale o dagli organi di amministrazione degli enti".
Nello stesso articolo 47, dopo il comma 9, sono aggiunti i seguenti:
"9 bis. Le somme riscosse dall'Amministrazione a titolo di diritti ed onorari a seguito di sentenza passata in giudicato o provvisoriamente esecutiva sono dovute, nella misura indicata dalla Giunta regionale e secondo criteri da essa stabiliti, agli avvocati dell'area legale.
9 ter. I compensi corrisposti ai sensi dei commi 9 e 9 bis, sono da considerare comprensivi, se dovuti, degli eventuali oneri riflessi a carico dell'Amministrazione e sostituiscono le retribuzioni legate al risultato o al rendimento previste dai contratti collettivi, fatte salve eventuali integrazioni a carico dei corrispondenti fondi ove le somme ripartite fossero inferiori a detti compensi.".
È abrogato il comma 3 dell'articolo 11 della legge regionale n. 32 del 1988, nel testo modificato dall'articolo 7 della legge regionale 5 giugno 1989, n. 24.
19. Nel comma 3 dell'articolo 32 e nell'articolo 56 della legge regionale n. 31 del 1998 la percentuale del 40 per cento è sostituita da quella del 20 per cento. La lettera a) del comma 8 dell'articolo 32 è abrogata.
20. Nella legge regionale 7 aprile 1966, n. 2, e successive modificazioni ed integrazioni, sono abrogati:
a) nel primo periodo della lettera e) del comma 2 dell'articolo 1, le parole "e l'importo delle indennità di missione spettanti", nonché l'intero secondo periodo;
b) l'articolo 1 bis.
Le indennità di missione o trasferta previste dall'articolo 3 della legge regionale 9 novembre 1981, n. 37, dalla legge regionale n. 27 del 1987, e da analoghe disposizioni contenute nelle leggi regionali, relative agli organi dell'amministrazione e degli enti regionali e alle categorie di soggetti di cui alla medesima legge regionale n. 27 del 1987, sono abrogate.
21. Il comma 4 dell'articolo 7 della legge regionale n. 20 del 2005 è abrogato.
22. Per garantire l'operatività degli uffici nelle attività ausiliarie e di collegamento, i posti disponibili nella dotazione organica della categoria A ridefinita dall'articolo 15 della legge regionale n. 7 del 2005 sono coperti mediante l'inquadramento dei dipendenti che, in qualità di idonei nella pubblica selezione, indetta ai sensi della lettera b) del comma 1 dell'articolo 52 della legge regionale n. 31 del 1998 per il reclutamento di personale della categoria medesima, abbiano prestato servizio a tempo determinato per il periodo di un anno, prorogato di un ulteriore anno; l'inquadramento ha luogo nel livello iniziale della categoria A secondo il contratto collettivo regionale di lavoro e con il riconoscimento dell'anzianità di servizio reso a tempo determinato.
23. Per garantire l'operatività degli uffici nelle attività operative, ausiliarie e di collegamento, in deroga a quanto previsto dal comma 3, i posti disponibili nelle dotazioni organiche delle categorie A e B, come ridefinite dall'articolo 15 della legge regionale n. 7 del 2005, sono coperti mediante l'inquadramento dei dipendenti che in qualità di idonei nella pubblica selezione indetta ai sensi della lettera b) del comma 1 dell'articolo 52 della legge regionale n. 31 del 1998 per il reclutamento di personale delle categorie medesime, abbiano prestato servizio con contratto a tempo determinato, successivamente prorogato per un uguale periodo. L'inquadramento ha luogo nel livello iniziale rispettivamente della categoria A e B secondo il contratto collettivo di lavoro e con il riconoscimento dell'anzianità di servizio reso a tempo determinato. L'Agenzia regionale del lavoro è autorizzata ad adottare analoghi provvedimenti per l'inquadramento di personale che sia stato reclutato, ai sensi del predetto articolo 52, nelle categorie A e B ed abbia avuto prorogato almeno una volta il contratto di assunzione a tempo determinato.
24. Al fine di dare compiuta attuazione alle disposizioni del comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4, come sostituito dall'articolo 5 della legge regionale 1° luglio 2002, n. 10, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi a favore delle province che, sulla base di intese sottoscritte entro il 31 dicembre 2006, dispongano il trasferimento di personale a favore delle province di nuova istituzione. A tal fine è autorizzata, nello stesso anno, la spesa di euro 2.000.000 (UPB S04.019).
25. Su proposta dell'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, di concerto con l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, la Giunta regionale definisce i criteri per l'erogazione dei contributi di cui al comma 24 che le province interessate possono destinare ad incentivare i trasferimenti di personale.
26. All'atto del trasferimento del personale, le province provvedono alla revisione delle rispettive dotazioni organiche, assumendo a riferimento gli attuali ambiti territoriali e i criteri di contenimento e razionalizzazione della spesa, e comunque portando in detrazione i posti già occupati dal personale trasferito.
27. Per assicurare con carattere di continuità la prosecuzione delle attività svolte, l'Agenzia regionale del lavoro è autorizzata ad inquadrare i dipendenti in servizio con rapporto di lavoro a tempo determinato, a condizione che il rapporto stesso sia stato prorogato almeno una volta e che il contratto sia stato preceduto da selezione pubblica conforme ai principi della legge regionale n. 31 del 1998; l'inquadramento è disposto, nei limiti del contingente organico dell'Agenzia e delle risorse ad esso destinate, nel livello iniziale della categoria corrispondente a quella di assunzione, secondo il contratto collettivo di lavoro regionale, e con il riconoscimento di servizio reso a tempo determinato.
28. Il personale assunto negli anni 2003, 2004 e 2005 dall'Ente foreste della Sardegna in attuazione del comma 1 dell'articolo 20 della legge regionale n. 3 del 2003, è inserito nelle dotazioni organiche dell'Ente di cui all'articolo 12 della legge regionale n. 24 del 1999, fermo restando il loro inquadramento giuridico ed economico e l'obbligo di prestare la loro opera per i compiti previsti dalla stessa norma.
EMENDAMENTO soppressivo totale LA SPISA - OPPI - LADU - GALLUS -MURGIONI - VARGIU - PISANO - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
L'articolo 16 è soppresso. (59)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CUCCU Giuseppe - CUCCA - UGGIAS - COCCO - SABATINI - GIAGU - FADDA Paolo
Art. 16
Il comma 3 è soppresso. (103)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - GALLUS - MURGIONI - LA SPISA - OPPI - VARGIU - PISANO - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Nel comma 8, le parole "... e al rendimento del personale" sono soppresse. (67)
EMENDAMENTO soppressivo parziale SECCI
Art. 16
Il comma 22 è soppresso. (1)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI
Art. 16
Al primo capoverso del comma 7 dopo le parole "L'Amministrazione e gli enti" viene cancellato il termine "regionali" ed inserito prima di "nei limiti delle risorse stanziate" "appartenenti al comparto contrattuale regionale". (150)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 16
Nel comma 10 l'espressione da "sono soppresse le parole da segretario sino a stampa" è sostituita dalla seguente:
"le parole da segretario sino a stampa sono così sostituite: agli autisti addetti alla conduzione di automezzi in dotazione al direttore generale della presidenza e al dirigente dell'ufficio stampa compete un'indennità pari agli addetti di cui alla precitata lettera f)". (145)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - DIANA - ARTIZZU - LADU - MURGIONI - GALLUS - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - SANCIU - PISANO - DEDONI - LIORI
Art. 16
Il comma 22 dell'articolo 16 è sostituito dal seguente comma:
"22. Per garantire l'operatività degli uffici nelle attività ausiliarie e di collegamento e le esigenze connesse ai compiti in materia di Difesa del suolo e dell'Ambiente, in particolare le esigenze connesse all'avanzamento nella pianificazione di Bacino (L. 183/99), nonché per garantire la completa attuazione dei Programmi Comunitari in materia di Difesa del suolo i posti disponibili nella dotazione organica della categoria A e D ridefinite dall'articolo 15 della legge regionale n. 7 del 2005 sono coperti mediante l'inquadramento dei dipendenti che, in qualità di idonei nella pubblica selezione, indetta ai sensi dell'articolo 52 della legge regionale n. 31 del 1998 per il reclutamento di personale delle categorie medesime e il personale - già dipendente del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e messo a disposizione dell'Amministrazione regionale nell'ambito dell'Assistenza Tecnica del PON-ATAS Difesa del Suolo abbiano prestato servizio a tempo determinato per almeno un periodo di un anno, prorogato di un ulteriore anno; l'inquadramento ha luogo nel livello iniziale delle categorie medesime secondo il contratto collettivo regionale di lavoro e con il riconoscimento dell'anzianità di servizio reso a tempo determinato". (65)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - SANCIU - LOMBARDO - PISANO - DIANA - MORO - SANNA Matteo - ARTIZZU - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Nel comma 23, l'ultimo periodo è sostituito dal seguente: "L'Agenzia regionale del lavoro e l'Ente Autonomo del Flumendosa sono autorizzati ad adottare analoghi provvedimenti per l'inquadramento di personale che sia stato reclutato, ai sensi del predetto articolo 52, nelle categorie A e B ed abbia avuto prorogato almeno una volta il contratto di assunzione a tempo determinato, per una durata complessiva del rapporto di lavoro superiore ad un anno". (58)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - SANJUST - CONTU - SANCIU - PISANO - LOMBARDO - DIANA - MORO - SANNA Matteo - ARTIZZU - AMADU - DEDONI
Art. 16
Dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma 1 bis.
"1 bis. Al personale cessato dal servizio nel periodo 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2004, già ricompreso nelle graduatorie dei dipendenti inquadrati nel livello immediatamente superiore a quello di appartenenza con effetto giuridico dal 1° gennaio 2000, in applicazione dell'accordo sulle progressioni professionali sottoscritto in data 20 giugno 2005, l'inquadramento economico nel corrispondente livello economico decorre dal primo giorno del mese antecedente la data di collocazione in quiescenza". (69)
EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI -SCARPA
Art. 16
All'Art. 16, comma 2, dopo le parole "dotazioni degli enti." aggiungere l'espressione "Fatta eccezione per n. 170 idonei alla selezione interna (svoltasi il 9 novembre 2004) per titoli ed esami per l'accesso al livello economico iniziale della Categoria C che vanno a coprire i posti resisi vacanti a seguito del transito in Categoria D dei vincitori delle selezioni interne del 14 giugno 2005, di cui all'art. 2 della L.R. 11/2002". (18)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - LADU - GALLUS - MURGIONI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - OPPI - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 2 dell'art. 16 è aggiunto il seguente comma 2 bis:
"2 bis. Dopo il comma 5 dell'art. 8 della L.R. 9 agosto 2002, n. 12, è aggiunto il seguente comma 5 bis: al fine di una ottimizzazione dei servizi e una armonizzazione delle funzioni delle attività dell'Ente foreste della Sardegna, è assicurata la copertura finanziaria dei posti resisi vacanti nella dotazione organica del personale così come individuata nei commi 4 e 5 del presente articolo". (56)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISU - DAVOLI - URAS
Art. 16
Alla fine del comma 3 è aggiunta la seguente frase:
"Gli inquadramenti nella categoria B, da disporre a completamento delle procedure selettive previste dall'articolo 2 della legge regionale 8 luglio 2002, n. 11, sono consentiti sino a totale copertura dei posti resisi vacanti a seguito dei transiti nella categoria C." (96)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - ARTIZZU - LADU - MURGIONI - GALLUS - OPPI - PISANO - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 3 dell'art. 16 è aggiunto il seguente comma 3 bis.
"3 bis. Gli inquadramenti nella categoria B, da disporre a completamento delle procedure selettive previste dall'art. 2 della L.R. 8 giugno 2002, n. 11, sono consentiti sino a totale copertura dei posti resisi vacanti a seguito dei transiti nella categoria C". (57)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Art. 16
All'articolo 16, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente comma 3 ter:
"3 ter. L'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna è autorizzato ad inquadrare a tempo indeterminato i dipendenti assunti a termine, in attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 39/47 del 1° dicembre 1992 il cui rapporto di lavoro sia tuttora in atto, a condizione che l'assunzione stessa sia stata disposta a seguito di procedure concorsuali pubbliche. L'inquadramento ha luogo nella categoria equivalente alla qualifica professionale per la quale sono stati indetti i concorsi e nel 1° livello retributivo della categoria medesima, con il riconoscimento dell'anzianità di servizio resa con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. A tal fine l'Istituto è autorizzato ad ampliare la propria dotazione organica dei posti necessari all'inquadramento del personale come sopra individuato". (128)
EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - CAPELLI - VARGIU - LADU - LA SPISA - ARTIZZU
Art. 16
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma 3 quater:
"3 quater. Per sopperire alle esigenze organizzative dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, lo stesso è autorizzato ad inquadrare a tempo indeterminato i dipendenti assunti a termine, in attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 39/47 del 1° dicembre 1992, il cui rapporto di lavoro sia stato rinnovato o prorogato per un periodo complessivo pari al primo, a condizione che l'assunzione stessa sia stata disposta a seguito di procedure concorsuali pubbliche. L'inquadramento ha luogo nella categoria equivalente alla qualifica professionale per la quale sono stati indetti i concorsi e nel primo livello retributivo della categoria medesima, con il riconoscimento dell'anzianità di servizio resa col rapporto di lavoro a tempo determinato. A tal fine l'Istituto è autorizzato ad ampliare la propria dotazione organica dei posti necessari all'inquadramento del personale come sopra individuato". (124)
EMENDAMENTO aggiuntivo - SANJUST - LA SPISA.
Art. 16
All'articolo 16, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
"4 bis. Per far fronte alle ulteriori esigenze derivanti dall'attuazione del comma precedente, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad adeguare il contingente dei sottufficiali fino al numero previsto dall'articolo 5 , comma 3, della L.R. n. 26/1985, attingendo dalla graduatoria degli idonei della selezione interna approvata con DA 256/P del 22 marzo 2005.
Gli oneri conseguenti, ammontanti ad euro 10.000 annui, graveranno sulla UPB S02.066". (60)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISU - DAVOLI - URAS
Art. 16
All'articolo 16, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
"4 ter. Per far fronte alle ulteriori esigenze derivanti dall'attuazione del comma precedente, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad adeguare il contingente dei sottufficiali fino al numero previsto dall'articolo 5 , comma 3, della L.R. n. 26/1985, attingendo dalla graduatoria degli idonei della selezione interna approvata con DA 256/P del 22 marzo 2005.
Gli oneri conseguenti, ammontanti ad euro 10.000 annui, graveranno sulla UPB S02.066". (95)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Art. 16
All'articolo 16, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
"4 quater. Per far fronte alle ulteriori esigenze derivanti dall'attuazione del comma precedente, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad adeguare il contingente dei sottufficiali fino al numero previsto dall'articolo 5 , comma 3, della L.R. n. 26/1985, attingendo dalla graduatoria degli idonei della selezione interna approvata con DA 256/P del 22 marzo 2005.
Gli oneri conseguenti, ammontanti ad euro 10.000 annui, graveranno sulla UPB S02.066". (126)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 16
All'articolo 16, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
"4 quinquies. Per far fronte alle ulteriori esigenze derivanti dall'attuazione del comma precedente, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad adeguare il contingente dei sottufficiali fino al numero previsto dall'articolo 5 , comma 3, della L.R. n. 26/1985, attingendo dalla graduatoria degli idonei della selezione interna approvata con DA 256/P del 22 marzo 2005." (144)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS - BARRACCIU - CERINA - COCCO - CORRIAS - LANZI - LOMBARDO - SANNA Simonetta
Art. 16
Dopo il comma 6 dell'articolo 16 è aggiunto il seguente:
"6 bis. Il comma 1 dell'articolo 46 della legge n. 31/1998 è sostituito dal seguente:
1. L'Amministrazione e gli enti possono costituire rapporti di lavoro a tempo parziale, relativamente a tutti i profili professionali delle diverse qualifiche funzionali, esclusi il personale dirigenziale e gli avvocati addetti agli uffici legali dell'amministrazione e degli enti." (5)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - LADU - MURGIONI - GALLUS - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - PISANO - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 6 dell'art. 16 è aggiunto il seguente comma 6 ter:
"6 ter. Sono abrogati l'art. 1 e l'art. 2, commi 2, 3 e 4 della legge regionale 27 dicembre 1996, n. 39. In deroga al comma 1 dello stesso art. 2, e con la decorrenza ivi prevista, la qualifica funzionale dirigenziale è attribuita ai coordinatori generali dell'Amministrazione che formalmente nominati secondo l'ordinamento vigente anteriormente all'entrata in vigore della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, abbiano esercitato le relative funzioni con diritto al trattamento economico connesso alla qualifica dirigenziale e alle funzioni attribuite e siano cessati dal servizio entro la predetta data". (55)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 16
All'articolo 16, comma 7, dopo le parole "categoria D" sono aggiunte le parole "ed Area C del Corpo forestale". (125)
EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI - SCARPA
Art. 16
All'art. 16, aggiungere il seguente comma 7 bis:
"7 bis. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono inquadrati in soprannumero nell'area dirigenziale i dipendenti delle categorie D4 e C4 del Corpo forestale e di vigilanza ambientale nel ruolo unico regionale, in possesso di uno dei seguenti requisiti: possesso del diploma di laurea alla data di assunzione e contestuale inquadramento nella ex carriera direttiva; maturazione di almeno venti anni nel ruolo unico regionale; dichiarazione di idoneità al concorso per dirigenti bandito dall'Amministrazione regionale". (19)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - CAPPAI - LADU - GALLUS - ARTIZZU - OPPI - PISANO - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - MURGIONI - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 7 dell'articolo 16 è aggiunto il seguente comma 7 ter:
"7 ter. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono inquadrati in soprannumero nell'area dirigenziale i dipendenti della categoria D4 e gli appartenenti al CFVA della categoria C4, entrambi funzionari direttivi del ruolo unico regionale in possesso del diploma di laurea alla data di assunzione e contestuale inquadramento nella ex carriera direttiva, che sono o sono stati titolari di incarichi retribuiti dall'Amministrazione regionale, ovvero hanno maturato almeno venti anni nel ruolo unico regionale, ovvero sono stati idonei al concorso per dirigenti bandito dall'Amministrazione regionale". (66)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - LADU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - OPPI - PISANO - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Al comma 14 dell'art. 16 è aggiunto il seguente comma 14 bis:
"14 bis. Nei confronti del personale cessato dal servizio nel periodo dall'1.1.200 al 31.12.2004 trova applicazione l'accordo sottoscritto in data 20.06.2005 con decorrenza economica dal primo giorno del mese antecedente alla collocazione in quiescenza".
Le spese derivanti dall'applicazione della presente norma valutate in 500.000 euro annui vanno a valere sull'UPB S02.086.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S02.086 anno 2006 euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 euro 500.000 (68)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - LADU - MURGIONI - GALLUS - LA SPISA - PISANO - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - SANJUST - SANCIU - LOMBARDO - MORO - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 15, è aggiunto il seguente comma 15 bis:
"15 bis. In attesa della nuova disciplina di revisione della legge regionale n. 15 del 1965, il ersonale del ruolo unico dell'Amministrazione regionale, nei confronti del quale non ha avuto luogo l'iscrizione al predetto Fondo per effetto di specifiche disposizioni di legge, è iscritto al Fondo medesimo a domanda, ai sensi dell'articolo 27 della legge regionale n. 33 del 1984 e successive modificazioni ed integrazioni". (63)
EMENDAMENTO aggiuntivo URAS - ORRÙ - MARROCU - DAVOLI - CORRIAS
Art. 16
Dopo il comma 22, è aggiunto il seguente:
"22 bis. Sono abrogati l'articolo 1 e i commi 2, 3 e 4 della legge regionale 27 dicembre 1996, n. 39. In deroga al comma 1 dello stesso articolo 2, e con la decorrenza ivi prevista, la qualifica funzionale dirigenziale è attribuita ai coordinatori generali dell'Amministrazione che, formalmente nominati secondo l'ordinamento vigente anteriormente all'entrata in vigore della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, abbiano esercitato le relative funzioni con diritto al trattamento economico connesso alla qualifica dirigenziale e alle funzioni attribuite e siano cessati dal servizio entro la predetta data. La presente disposizione non comporta oneri sul bilancio regionale.". (157)
EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - MURGIONI - GALLUS - LA SPISA - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU
Art. 16
Nel comma 23, dopo le parole "L'Agenzia regionale del lavoro", sono aggiunte le parole: "e l'Ente autonomo del Flumendosa sono autorizzati". (61)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - CONTU - SANCIU - LOMBARDO - DIANA - MORO - ARTIZZU - SANNA Matteo - AMADU - DEDONI - LIORI.
Art. 16
Nel comma 27, dopo le parole "L'Agenzia regionale del lavoro ....", sono aggiunte le parole: "ed il Centro regionale agrario sperimentale sono autorizzati". (54)
EMENDAMENTO aggiuntivo MURGIONI - GALLUS - LADU - VARGIU - LA SPISA - OPPI - CAPELLI - CONTU - DIANA - ARTIZZU
Art. 16
Nel comma 27, dopo le parole "L'Agenzia regionale del lavoro", sono aggiunte le parole: "ed il Centro regionale agrario sperimentale sono autorizzati". (62)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Art. 16
Nel comma 27, dopo le parole "L'Agenzia regionale del lavoro ....", sono aggiunte le seguenti: "ed il Centro regionale agrario sperimentale sono autorizzati ...". (127)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - MURGIONI - GALLUS - LADU - DIANA - ARTIZZU - OPPI - VARGIU - CAPELLI - CONTU - SANCIU - PISANO - DEDONI - LIORI
Art. 16
Dopo il comma 27 è aggiunto il seguente comma 27 bis:
"27 bis. Per le medesime motivazioni del comma precedente, gli enti regionali operanti in agricoltura ed i Consorzi interprovinciali e provinciali di Sassari e di Cagliari per la Frutticoltura sono autorizzati a prorogare i rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati con dipendenti selezionati con procedure di evidenza pubblica conformi ai principi della L.R. n. 31/1998, a condizione che il rapporto di lavoro sia stato rinnovato almeno una volta. La proroga è disposta sino all'approvazione della legge regionale di riforma dei predetti enti regionali e consorzi, e comunque sino al 31 dicembre 2006, con riferimento alle disposizioni del Contratto collettivo regionale di lavoro ed al trattamento economico previsto per il livello iniziale della categoria corrispondente a quella di assunzione". (64)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - BALIA - PORCU - LICHERI
Art. 16
Dopo il comma 27 è aggiunto il seguente comma 27 ter:
"27 ter. Per le medesime motivazioni del comma precedente, gli enti regionali operanti in agricoltura ed i Consorzi interprovinciali e provinciali di Sassari e di Cagliari per la Frutticoltura sono autorizzati a prorogare i rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati con dipendenti selezionati con procedure di evidenza pubblica conformi ai principi della L.R. n. 31 del 1998, a condizione che il rapporto di lavoro sia stato rinnovato almeno una volta. La proroga è disposta sino all'approvazione della legge regionale di riforma dei predetti enti regionali e consorzi, e comunque sino al 31 dicembre 2006, con riferimento alle disposizioni del Contratto collettivo regionale di lavoro ed al trattamento economico previsto per il livello iniziale della categoria corrispondente a quella di assunzione". (115)
EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCA - FLORIS Vincenzo - SANNA Francesco - SABATINI - UGGIAS - MANCA
Art. 16
Nel comma 28 dopo le parole "per i compiti previsti dalla stessa norma" sono aggiunte le seguenti: "Il perfezionamento dell'inquadramento del personale stabilizzato sarà oggetto di successiva contrattazione collettiva". (134)
EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCU Giuseppe - CUCCA - UGGIAS - COCCO - SABATINI - GIAGU - FADDA Paolo
Art. 16
Dopo il comma 28 è aggiunto il seguente:
"28 bis. Nell'ambito dell'articolazione organizzativa dell'Amministrazione regionale e degli enti così come individuati dalla L.R. 13 novembre 1998, n. 31, e successive modificazioni ed integrazione, è istituita l'Area della vice-dirigenza (Legge 15 luglio 2002, n. 145).
Nelle more della definizione della relativa disciplina contrattuale e del relativo contingente nell'Area della vice-dirigenza è inquadrato il personale che al 31 dicembre 2005 trovasi collocato nella categoria "D" (livello economico D3) ed al quale sia stato formalmente attribuito l'incarico di responsabilità di unità organizzativa di primo livello secondo le modalità previste dalla L.R. n. 3/1998.
Nella stessa Area è altresì inquadrato il personale in possesso del diploma di laurea che abbia maturato nella stessa categoria un'anzianità di servizio non inferiore ai cinque anni.
Al personale inquadrato nell'Area della vice-dirigenza, valutato il relativo curriculum professionale ed in possesso delle competenze professionali richieste per l'attuazione di specifici obiettivo assegnati alla struttura, in caso di vacanza, possono essere conferite le funzioni di direttore di servizio secondo le modalità previste per la nomina del relativo dirigente.
Per il periodo di svolgimento delle predette funzioni al dipendente incaricato è applicato il trattamento giuridico ed economico di cui al contratto collettivo regionale di lavoro della dirigenza." (104)
EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCU Giuseppe - CUCCA - UGGIAS - COCCO - SABATINI - GIAGU - FADDA Paolo
Art. 16
Dopo il comma 28 è aggiunto il seguente:
"28 ter. Al personale cessato dal servizio nel periodo 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2004, ricompresso, ai soli effetti giuridici, nelle graduatorie dei dipendenti ammessi a partecipare alle progressioni professionali di cui all'accordo contrattuale sottoscritto in data 20 giugno 2005, è attribuito a regime - nella rispettiva categoria di inquadramento - il livello economico superiore a quello di appartenenza, con decorrenza ai fini economici, dal primo giorno del mese antecedente la data di collocamento in quiescenza." (105)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Art. 16
Dopo il comma 28 è aggiunto il seguente:
"28 quater. Per sopperire alle esigenze dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, lo stesso è autorizzato ad inquadrare a tempo indeterminato i dipendenti assunti a termine, in attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 39/47 del 1° dicembre 1992 il cui rapporto di lavoro sia stato rinnovato o prorogato per un periodo complessivo pari al primo, a condizione che l'assunzione stessa sia stata disposta a seguito di procedure concorsuali pubbliche. L'inquadramento ha luogo nella categoria equivalente alla qualifica professionale per la quale sono stati indetti i concorsi e nel primo livello retributivo della categoria medesima, con il riconoscimento dell'anzianità di servizio resa con un rapporto di lavoro a tempo determinato. A tal fine l'Istituto è autorizzato ad ampliare la propria dotazione organica dei posti necessari all'inquadramento del personale come sopra individuato". (111)
EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Art. 16
All'articolo 16 è aggiunto il seguente comma:
"28 quinquies. Per garantire la continuità delle attività svolte per l'eradicazione della peste suina africana (PSA) e della peste suina classica (PSC), diffuse nel territorio regionale, l'Amministrazione regionale dispone l'inquadramento nei propri ruoli organici dei veterinari coadiutori impiegati a decorrere dal mese di gennaio del 2001 presso le Aziende ASL della sardegna con contratto di convenzione e impegnati fino al 17 ottobre 2005.
L'inquadramento è disposto, per un massimo di 22 unità, previo superamento di un concorso riservato, bandito ai sensi e con le modalità previste dalla legge regionale numero 31 del 1998 e successive modificazioni per l'assunzione del personale regionale. Il personale è inquadrato nella categoria e nel livello corrispondente dei ruoli organici della Regione, tenuto conto del periodo di lavoro effettivamente prestato in regime convenzionale.
Il personale così inquadrato continua a svolgere, per almeno cinque anni, le medesime funzioni svolte in regime convenzionale presso le medesime strutture cui era assegnato. L'Amministrazione regionale stipula i relativi accordi con le Aziende ASL interessate. Alle relative spese si fa fronte con le disponibilità esistenti nella UPB S12.066." (112)
EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCU Giuseppe - UGGIAS - BIANCU - SABATINI - CUCCA - SANNA Simonetta - SECCI - COCCO - SANNA Francesco - CACHIA - FADDA Paolo - GIAGU - MANCA
Art. 16
Dopo il comma 28 dell'articolo 16 è aggiunto il seguente comma:
"28 sexies. Le progressioni professionali all'interno della categoria o area di cui all'accordo sottoscritto tra il CORAN e i sindacati il 20 giugno 2005, si applicano sulla categoria e sul livello economico di inquadramento posseduti alla data del 1° gennaio 2005, anche nell'ipotesi in cui i requisiti di anzianità di cui all'articolo 8 del medesimo accordo siano maturati nell'ambito di categorie inferiori." (118)
EMENDAMENTO aggiuntivo CUCCU Giuseppe - UGGIAS - BIANCU - SABATINI - CUCCA - SANNA Simonetta - SECCI - COCCO - SANNA Francesco - CACHIA - FADDA Paolo - GIAGU - MANCA
Art. 16
Nell'articolo 16, dopo il comma 28 è aggiunto il seguente:
"28 epties. Le somme erogate ai dipendenti ERSAT in attuazione dell'accordo sulle progressioni orizzontali firmato nel 2003 e recuperate dall'ERSAT sono attribuite al Fondo unificato per il personale dipendente del bilancio dello stesso ERSAT e utilizzate per il finanziamento del contratto integrativo." (119)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SERRA - BALIA
Art. 16
Nella tabella di cui al comma 2 dell'emendamento n. 152 la categoria "B livello retributivo B4" va sostituita con "C livello retributivo C2".
Al comma 3 dopo le parole "l'eventuale retribuzione di anzianità" vanno aggiunte le parole "e l'indennità di amministrazione". (167)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale PITTALIS - ATZERI
Art. 16
Nell'emendamento 61 le parole "e l'Ente autonomo del Flumendosa" sono sostituite con le seguenti "e gli enti strumentali della Regione Sardegna". (168)
EMENDAMENTO aggiuntivo SERRA - BALIA
Art. 16
Dopo l'art. 16 è inserito il seguente:
"16 bis. Inquadramento del personale proveniente dall'amministrazione statale.
1) Il personale dell'amministrazione dello Stato trasferito o da trasferire alla Regione autonoma della Sardegna per l'esercizio dei compiti e delle funzioni amministrative conferite in virtù della Legge 15 marzo 1997, n. 59, e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successivi decreti attuativi è inquadrato nel ruolo unico regionale.
2) L'inquadramento del personale di cui al comma 1 è effettuato secondo la seguente tabella di equiparazione delle professionalità possedute dal personale statale e quelle previste nelle categorie del ruolo unico regionale in attuazione dei CCRL 1998/2001 del 15.05.2001 e 2002/2005 del 06.12.2005:
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C.C.N.L. Ministeri |
C.C.R.L. Regione |
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Area |
Categoria |
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A1 (ex 1a, 2a, 3° qualifica funzionale) - A1 super |
A - livello retributivo A2 |
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B1 (ex 4a q.f.) |
B - livello retributivo B3 |
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B2 (ex 5a q.f.) |
B - livello retributivo B4 |
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B3 (ex 6a q.f.) - B3 super |
C - livello retributivo C3 |
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C1 (ex 7a q.f.) - C1 super |
D - livello retributivo D3 |
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C2-C3 (ex 8a e 9a q.f.) - C3 super |
D - livello retributivo D4 |
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Dirigenti |
Dirigenti |
3) Al personale così inquadrato spetta il trattamento della categoria attribuita a cui deve aggiungersi, a titolo di assegno personale non riassorbibile, l'eventuale retribuzione di anzianità maturata al momento del trasferimento alla Regione. Allo stesso personale è attribuito sempre a titolo di assegno personale non riassorbibile, l'eventuale differenza fra il trattamento economico goduto nelle Aree dello Stato e quello acquisito in applicazione del presente articolo.
4) Al personale trasferito è conservata, a tutti gli effetti, l'anzianità di servizio maturata presso l'Ente di provenienza anche ai fini dell'applicazione delle disposizioni previste dal C.C.R.L. dei dipendenti dell'Amministrazione Regionale; sono inoltre conservati e applicati anche se non richiamati dal presente articolo, tutti i benefici previsti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 dicembre 2000 n. 446.
5) Contestualmente all'inquadramento nel ruolo unico regionale e a partire dalla data di effettiva presa di servizio presso la Regione Autonoma della Sardegna, il personale inquadrato ai sensi del presente articolo è iscritto al Fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di Assistenza del personale dipendente dall'Amministrazione Regionale." (152).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati e contemporaneamente è aperta la discussione sull'articolo 16 e relativi emendamenti.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris per illustrare l'emendamento numero 5. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, signori Assessori, colleghe e colleghi, mi riferisco in modo specifico all'emendamento numero 5, che riguarda un problema relativo alla possibilità dell'impiego del part-time. La promozione e l'incentivazione di politiche che tendano a favorire la conciliazione dei tempi della vita con quelli del lavoro rappresenta uno degli obiettivi che l'Unione Europea considera strategici per favorire la promozione delle pari opportunità tra uomo e donna; costituisce, inoltre, un aspetto significativo per migliorare la qualità della vita e per poter condividere nella quotidianità un rapporto con i figli più responsabile e maggiormente condiviso tra coniugi o conviventi. Ricordo, per inciso, che l'Italia e la Sardegna in particolare si trovano in una posizione bassissima per quanto riguarda la natalità e che certe politiche, che non guardino a questo aspetto dei rapporti tra vita lavorativa e, appunto, la conciliazione con la vita privata, determinano un ulteriore problema su questo piano. Conciliare i tempi della vita e quelli del lavoro permette alle famiglie, ai conviventi e alle persone singole, con genitori anziani o con familiari disabili, fisici o mentali da assistere, di poter gestire meglio i problemi che, inevitabilmente, si aggravano in caso di non autosufficienza di un componente. E' noto, inoltre, che il peso maggiore del lavoro di cura ricade sulle donne, determinando spesso la necessità di dover scegliere tra l'attività esterna e quella dentro le mura domestiche, a vantaggio di quest'ultima, per l'impossibilità di far fronte ai bisogni. Ciò determina una duplice perdita per la società che deve rinunciare all'apporto di professionalità qualitativamente significative e per il nucleo familiare che vede ridotta drasticamente la fonte di guadagno.
Ovviamente, ci sono anche numerosi uomini che, potendo, dedicherebbero volentieri più attenzione alla famiglia e sono convinta che apprezzeranno la possibilità che verrebbe loro concessa in questa particolare circostanza. L'emendamento proposto e sottoscritto da tutte le consigliere intende rispondere a queste esigenze in un settore particolare dell'amministrazione regionale. Si propone, infatti, di modificare una norma che si configura come una limitazione penalizzante, accogliendo anche la richiesta in tal senso della consigliera regionale di parità. L'articolo 46 della legge regionale 13 novembre 1998 numero 31, quella che stabilisce, quindi, la disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione, nel comma 1 esclude dalla possibilità di costituire rapporti di lavoro a tempo parziale i dipendenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, equiparandoli al personale dirigenziale e agli avvocati degli uffici legali. Tale esclusione penalizza in modo non esclusivo, ma preponderante la componente femminile del settore, ecco perché nella riformulazione dell'articolo viene in sostanza cancellata l'esclusione.
Facciamo appello alla sensibilità dei componenti dell'Assemblea, nella convinzione di rendere un utile servizio all'Amministrazione oltre che all'intera comunità regionale. Colgo inoltre l'occasione per sottolineare un'esigenza molto sentita dal mondo femminile, ma ritengo ormai condivisa dall'intera società: la Sardegna, come il resto del Paese, ha necessità di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per diffondere e rendere sempre più condivisa la cultura della parità tra uomini e donne. In quanto segretaria della Commissione consiliare diritti civili che, in base alla legge istitutiva della Commissione regionale pari opportunità, "vigila sull'osservanza della legge, riferisce al Consiglio sull'applicazione", chiedo che la Commissione regionale per la realizzazione della parità fra uomo e donna, eletta dall'Assemblea in data 30 novembre 2005, insediata a metà marzo scorso, possa al più presto eleggere l'ufficio di presidenza e procedere celermente nella predisposizione del programma e nella sua attuazione. E' stato accumulato un ritardo eccessivo che rischia di compromettere il lavoro della Commissione almeno per il 2006. Sono più volte intervenuta su questo tema e mi dispiace ripetermi, mi rivolgo quindi al Presidente del Consiglio affinché venga favorita la piena attività della Commissione e, quindi, affinché il Presidente del Consiglio provveda a sollecitare la Presidenza della Giunta in modo che la Commissione possa lavorare, perché il suo contributo è importante per tutti, donne e uomini.
Un'ultima sottolineatura relativamente all'assunzione di agenti forestali. Ho rilevato con soddisfazione che saranno avviati al corso di formazione tutti gli idonei alla prima fase del concorso; ho anche notato che la Giunta, con un apposito emendamento, intende adeguare il numero dei sottoufficiali. Occorre però verificare se questo numero è adeguato alle esigenze. Per quanto riguarda la questione della formazione in servizio, rilevo che nel comma 16 dell'articolo 18 è prevista la predisposizione dello studio di fattibilità della scuola di formazione del Corpo forestale da realizzarsi a Nuoro. Oltre a quella iniziale, considerate le competenze e le incombenze assegnate agli agenti, vi è la concreta necessità di garantire l'adeguamento della formazione durante l'intero percorso professionale, come del resto avviene per il Corpo forestale dello Stato. Quindi è necessario attivare al più presto la scuola. Si tratterebbe di un istituto teso a integrare le conoscenze e per far fronte alle nuove e sempre più impegnative mansioni degli agenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di affrontare in modo dettagliato l'articolo 16, riguardante la contrattazione collettiva, il contenimento della spesa e la razionalizzazione in materia di personale, vorrei prendere le distanze da alcuni colleghi e chiedere scusa ai consiglieri per i toni spesso esagitati che provengono dai banchi del Gruppo che ho l'onore di presiedere sulla base del sostegno che mi è stato conferito dal Comitato politico regionale del mio partito. Sulle scelte del partito decide il partito e non il Presidente del Consiglio, che si deve attenere al Regolamento consiliare. Trovo scorretto che, puntualmente, una parte del nostro Gruppo utilizzi argomenti pretestuosi per attaccare o mettere in difficoltà la maggioranza di governo. Noi siamo parte integrante di questa maggioranza, così come lo siamo a livello nazionale, dove esprimiamo addirittura il Presidente della Camera, nella persona dell'onorevole Fausto Bertinotti. Quest'ultimo aspetto dovrebbe far riflettere alcuni di noi su come ci si confronta all'interno di una maggioranza di governo. Non si capisce come si possa essere "ipergovernisti" a livello nazionale e stranamente intransigenti a livello regionale! La nostra azione sarà di coerenza e di rispetto del programma sottoscritto con l'intera coalizione.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Licheri, le cose che lei dice sono interessanti, ma siamo all'articolo 16.
LICHERI (R.C.). Sto arrivando all'articolo.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Licheri.
LICHERI (R.C.). Grazie, signor Presidente. La nostra azione, dicevo, sarà di coerenza e di rispetto del programma sottoscritto insieme all'intera coalizione e il disegno di legge che stiamo discutendo è parte di questa intesa. L'articolo 16 è fondamentale per il collegato alla finanziaria, in quanto evidenzia la necessità, come sottolineato dal presidente Secci nella sua relazione, di calibrare le misure di razionalizzazione rispetto all'esistente e porre rimedio in materia di personale a situazioni di fatto risalenti o conseguenti alla finanziaria dell'anno scorso. Per questa ragione all'articolo 16 viene autorizzata l'amministrazione regionale, in perfetta coerenza con la programmazione triennale, a richiedere il comando di personale degli enti del comparto di contrattazione collettiva. Nonostante permanga il blocco degli organici dell'amministrazione regionale, abbiamo, attraverso un confronto serrato con gli altri Gruppi di maggioranza, inserito alcune misure che prevedono dei corsi di formazione per tutti gli agenti che sono risultati idonei al concorso per guardie forestali. Allo stesso modo abbiamo molto responsabilmente affrontato il tema del personale assunto a tempo determinato dall'Ente foreste, a dimostrazione del forte interesse che questa maggioranza ha per il problema del lavoro. E' stato altresì affrontato puntualmente il tema del trasferimento del personale alle province entro il 31 dicembre del 2006, autorizzando la concessione di contributi a favore delle stesse, nel rispetto della normativa di legge regionale.
Mi pare che tutti questi provvedimenti vadano nella direzione giusta e per questa ragione ritengo sia contraddittorio l'atteggiamento dei colleghi del centrodestra, che già nella discussione dell'articolo 15 hanno contestato questa maggioranza per il passaggio del personale alle province di nuova istituzione, quelle che avete voluto con forza e che solo oggi affermate essere scatole vuote, non in grado di recepire il processo riformatore avviato dalla Regione.
Con questo articolo affrontiamo una parte delle riforme istituzionali, che sono uno degli elementi caratterizzanti il percorso programmatico di questa maggioranza. Trovo ci sia coerenza con il DPEF, che proprio per quanto riguarda la materia del personale regionale aveva evidenziato l'esigenza di regolamentare tutto il comparto attraverso provvedimenti capaci di utilizzare al meglio i dipendenti.
Sosterrò con forza questo articolo, voterò a favore - così non farò altre dichiarazioni di voto - di tutti gli emendamenti sostenuti e concordati dalla maggioranza e voterò contro tutti quelli elaborati in termini individuali e non condivisi dalla coalizione. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Licheri, chiedo scusa, ma io devo richiamarvi a stare dentro il tema in discussione, altrimenti è facile parlare d'altro, argomenti naturalmente non ne mancano.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io non sono d'accordo! Lei non può imporre alla gente di dire quello che vuole lei. La gente qui è libera di dire quello che vuole!
PRESIDENTE. Io non impongo niente, onorevole Floris.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento numero 69. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, colleghi, le dichiarazioni fatte adesso dal collega Licheri richiamano un problema politico che esiste in questo Consiglio e quanto ha segnalato, pur fuori microfono, poco fa il collega Floris, credo che debba essere in qualche modo fatto rimbalzare in quest'Aula, perché non si tratta di polemiche artificiose, strumentali o fatte soltanto per dire qualche cosa contro chi governa la Regione o chi presiede questo Consiglio regionale. Il problema reale è che più si va avanti nell'attività legislativa più assistiamo a richieste di intervento su problemi specifici che nessuno dei consiglieri regionali si inventa, ma che derivano da un contatto con la realtà sociale ed economica, che preme su tutti i problemi e che si fa presente a tutti i componenti del Consiglio regionale chiedendo risposte concrete.
Quello che emerge in quest'Aula, così com'è capitato anche in queste ore, emerge da parte della opposizione, ma anche da parte di colleghi della maggioranza, che pongono problemi reali, ed è giusto che questo possa essere manifestato in tutta la sua portata, non quindi attenendosi specificamente soltanto a quello che in termini regolamentari si può dire nel corso di un intervento. Il tempo che abbiamo a disposizione per esporre le nostre ragioni non è molto, ma è necessario per portare in quest'Aula problemi reali e interessi che meritano di essere discussi e di essere messi a conoscenza di tutti. Occorre la pazienza di lavorare sui problemi e quanto meno, per chi non vuole lavorare sui problemi e approfondirli, di ascoltare pazientemente cercando di capire quello che si vuole dire circa i problemi reali che vengono posti. Questo a proposito di ciò che ha giustamente sottolineato il collega Floris, cioè che ci sia data la possibilità di esprimerci nei tempi stabiliti dal Regolamento.
Per quanto riguarda l'articolo 16, dobbiamo registrare che si tratta - anche questo è stato detto, ma occorre sottolinearlo - in realtà di una legge sul personale, sulla contrattazione collettiva, e ovviamente, essendo inserita nella manovra finanziaria, riguarda anche il contenimento della spesa e la razionalizzazione della materia riguardante il personale. Questo articolo ha molte sfaccettature e io ritengo giusto sottolineare che a questo tema sarebbe stato opportuno dare una risposta con un intervento legislativo organico. La legge numero 31 del 1998, che sicuramente ha innovato nel sistema amministrativo regionale, presenta molti aspetti positivi in considerazione del momento storico in cui è nata, cioè a metà degli anni novanta, ma in qualche modo, in corso d'opera, evidentemente richiede degli aggiustamenti, che devono però essere fatti considerando la ratio della legge e in coerenza con la sua finalità. Da questo punto di vista credo si debba sottolineare che alcune norme proposte dalla Giunta e contenute in questo articolo 16 vanno sicuramente in controtendenza. E' il caso delle norme riguardanti la dirigenza, che in questo articolo vengono trattate col chiarissimo intento di "ridimensionare" la dirigenza regionale, dopo un periodo di prima sperimentazione della legge numero 31 avvenuto nella scorsa legislatura, non dimentichiamolo, essendo stata approvata alla fine della legislatura che si è conclusa nel 1999. Dopo la prima applicazione di questa legge, nei cinque anni della scorsa legislatura, con il cambio della forma di governo da parlamentare a presidenziale, si è palesata un'evidente insofferenza da parte del Governo regionale rispetto alla struttura regionale e in particolare alla dirigenza. La legge numero 31 ha una ratio ben precisa, quella di distinguere la funzione di governo dalla funzione amministrativa in senso stretto, e vi sono nella legge alcuni cardini che non possono essere violati. In questo collegato invece vi sono norme, lo vedremo anche nel corso dell'esame dell'articolo e degli emendamenti, che tendono a forzare la mano alla dirigenza per riportarla in una condizione di sostanziale sudditanza nei confronti della Giunta. Questo è il caso delle disposizioni che riguardano le modalità di nomina o di revoca dei dirigenti; questo è anche il caso delle norme riguardanti la possibilità di attingimento dall'esterno di alti dirigenti o dei comandi. Credo che questo sia un problema reale, che attiene alla correttezza dei rapporti tra chi deve gestire e chi deve invece governare, cioè programmare e svolgere fino in fondo la funzione di indirizzo politico, che è fatta di alta amministrazione, di programmazione e di impulso all'azione legislativa.
Noi non possiamo che sottolineare negativamente questa tendenza a riportare in capo all'organismo politico di governo funzioni che invece correttamente la legge numero 31 attribuisce alla dirigenza. Peraltro in questo articolo noi registriamo che sono contenute alcune disposizioni su cui la stessa opposizione, sia in Commissione sia attraverso emendamenti, ha contribuito ad affrontare positivamente nei riguardi di categorie più o meno grandi, più o meno numerose, di personale della Regione o degli enti regionali che in qualche modo si trovavano a vivere delle disparità di trattamento. E' il caso dei lavoratori dell'Ente foreste adibiti alla funzione dell'antincendio, è il caso di alcune categorie, faccio soltanto l'esempio dei lavoratori appartenenti alla categoria A, che di fatto si sono trovati, nel corso degli anni, a vivere situazioni di sostanziale precariato; situazioni che vengono affrontate positivamente, in modo da eliminare queste forme di precariato e poter utilizzare quindi le professionalità maturate per il migliore svolgimento delle funzioni regionali.
Dagli emendamenti, però, emergono altre questioni, che la Giunta, prima di esprimere il parere sui diversi emendamenti, deve esaminare con attenzione. Ci sono piccoli e grandi problemi che riguardano i lavoratori; l'articolo 16 dà risposte ma soltanto a piccole categorie e non a tutti coloro che ad esse appartengono. Credo che in alcuni casi (mi riferisco in particolare al comma 23 che riguarda i lavoratori dell'Agenzia regionale del lavoro, che godono di un certo trattamento) si tratti di una forma di sanatoria di situazioni precarie che forse, correttamente, dovrebbe essere estesa anche ad altri. Altresì vi sono alcune situazioni di sofferenza per diritti acquisiti e non riconosciuti. Non posso non segnalare - anche qui a titolo d'esempio, perché il tempo per illustrare ogni articolo non c'è, deve concludersi tutto nell'ambito del primo intervento - il caso dei lavoratori di cui all'emendamento numero 69, cioè dei lavoratori che sono andati in quiescenza, che hanno maturato sul piano giuridico una certa posizione attraverso gli accordi sulle progressioni professionali, ma che non hanno ottenuto l'inquadramento nel corrispondente livello economico e chiedono legittimamente che questo beneficio venga loro riconosciuto.
Credo che si possa correttamente riflettere su queste questioni, per dare a questo articolo, insieme ai grandi difetti che ha, almeno un grande vantaggio, quello di eliminare le ingiustizie palesi che nel corso dell'applicazione della legge numero 31 purtroppo negli anni si sono accumulate.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia per illustrare gli emendamenti numero 150 e 152. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, è stato già rilevato, anche da chi mi ha appena preceduto, che l'articolo 16 è notevolmente impegnativo ed è l'articolo al quale probabilmente è stato presentato il maggior numero di emendamenti, su ciascuno dei quali occorrono, punto per punto, ampie, significative e, per quanto è possibile, equilibrate riflessioni in maniera da non contribuire, seppure involontariamente, ad arrecare danno ad altri. Quindi l'articolo 16 è uno di quegli articoli che presumibilmente richiederanno il massimo impegno da parte dell'Aula.
Intervengo, nello specifico, per illustrare alcuni emendamenti, iniziando dal numero 150, di cui sono firmatario insieme e agli altri Capigruppo della maggioranza, e che riguarda il comma 7. Probabilmente questo comma, così com'è formulato, rischia di indurre in errore e di creare anche pregiudizio ad alcune categorie. Esso fa riferimento alla copertura delle funzioni dirigenziali quando il numero dei dirigenti in servizio si presenti in misura insufficiente rispetto alle posizioni istituite, e prevede che le funzioni medesime possano essere attribuite a dirigenti di altra amministrazione o ente pubblico. Il chiarimento, e quanto ci si propone con questo emendamento, è proprio in relazione alla parte iniziale, laddove si parla di amministrazione ed enti regionali. Va rammentato che non tutti gli enti regionali sono sottoposti alle previsioni della legge numero 31 del 1998, ma alcuni di essi, di fatto, ne sono esclusi e sono invece sottoposti a normativa diversa. Quindi si chiede che, dopo le parole "l'amministrazione e gli enti" venga soppresso il termine "regionali" e, prima della parte "nei limiti delle risorse stanziate", venga inserita la dicitura "appartenenti al comparto contrattuale regionale".
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Qual è l'emendamento?
BALIA (Gruppo Federalista-Autonomista Sardo). E' l'emendamento numero 150, che mi pare teso a non introdurre una omogeneità di legislazione nei casi nei quali lo stesso legislatore regionale ha invece inteso escludere alcune categorie, facendone un corpo a sé stante sottoposto a una normativa diversa da quella prevista dalla legge numero 31.
L'emendamento numero 152, Presidente, è un emendamento aggiuntivo relativo all'attribuzione del trattamento economico al personale assunto alle dipendenze dell'amministrazione regionale a seguito del trasferimento delle funzioni di concessione dei nuovi trattamenti economici a favore degli invalidi civili. Stiamo parlando del decreto legislativo 31 marzo 1998, numero 112, e delle funzioni trasferite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 luglio 2004. Il tentativo che si vuole attuare con l'emendamento numero 152 è quello di provvedere all'inquadramento del suddetto personale tenendo conto del contratto nazionale del lavoro in vigore quando era ancora alle dipendenze del Ministero, delle corrispondenti categorie e quindi anche del corrispondente livello retributivo a cui avrebbe diritto nel momento del passaggio alla Regione, diritto che allo stato attuale non è riconosciuto. A questo emendamento è stato presentato un emendamento sostitutivo parziale per correggere un errore di trascrizione.
Assessore, io conosco già il suo parere, per aver scambiato con lei delle opinioni sull'emendamento numero 152. E il parere, che in linea generale potrebbe pure essere comprensibile, è che questo argomento non debba essere trattato in una norma di legge, ma attraverso una definizione dei rapporti riservata al CORAN, il quale dovrebbe poi assumere le proprie determinazioni. Tutto andrebbe bene e quel percorso sarebbe pure abbastanza convincente se in data 12 luglio 2005 non fosse stata assunta, da parte del direttore di servizio del suo Assessorato, la determinazione numero 620 - che eventualmente le farò avere -, in due parti distinte della quale si dice: "non è ancora stata emanata l'apposita norma regionale che disciplini le modalità del transito del predetto personale" e, all'articolo 1, "per le determinazioni citate in premessa, nelle more dell'approvazione di specifica norma regionale di inquadramento nel ruolo dell'amministrazione regionale". Bisogna dunque comprendere se la determina del direttore di servizio sia valida, dispieghi efficacia e sia condivisibile oppure contenga un errore. Se la determina è valida ed è priva di errori, è chiaro che noi dobbiamo regolamentare l'inquadramento del personale proveniente dall'amministrazione statale con legge e che tale regolamentazione può essere quella prevista nell'emendamento numero 152. Se così non fosse, l'Assessore mi spiegherà perché quella determina contiene quei riferimenti e quell'impegno a legiferare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, chiedo scusa per essermi prenotato in ritardo, ero indeciso se intervenire o no, poi il primo intervento mi ha indotto a prendere la parola.
Vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi sul fatto che l'articolo 16 è composto da 28 commi, come dire che non è una legge, ma è dieci leggi insieme! Ed è un insieme di provvedimenti arrivato in Aula senza prima passare nelle Commissioni di merito. In quest'articolo c'è di tutto e di più, ci sono persino delle contraddizioni insite nell'operato della Giunta, in particolare al comma 11, e poi spiegherò perché. Voglio però cominciare il mio ragionamento dal titolo: "Contrattazione collettiva, contenimento della spesa e razionalizzazione in materia di personale". Solo questo titolo dovrebbe far riflettere la maggioranza, che dovrebbe invitare l'Assessore a chiedere l'accantonamento dell'articolo 16 e a predisporre, su tutta questa materia, un apposito disegno di legge, da discutere in Commissione con serietà e attenzione, perché sicuramente questo è un articolo che creerà un sacco di danni nell'amministrazione regionale.
Voi eravate contrari ai comandi nella precedente legislatura, controllavate tutti i giorni se ne erano stati disposti più di quattro o cinque, e oggi state proponendo di aumentarli, cioè state dicendo che i dipendenti regionali non sono più in grado di svolgere il proprio compito e quindi bisogna ricorrere all'esterno, al personale degli enti! Ma di quali enti? Quelli a cui accennate nel comma 11? Leggo: "I dipendenti dei soppressi enti provinciali del turismo ed aziende autonome di cure e soggiorno…, in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge e già iscritti a fondi integrativi del trattamento di quiescenza e per il trattamento di fine rapporto possono chiedere, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, l'iscrizione al FITQ costituito presso l'Amministrazione regionale…". Entro trenta giorni, dite in questo comma. Vi siete dimenticati di quello che avevate stabilito con la legge numero 7 del 2005, cioè la legge finanziaria dell'anno scorso, i cui articoli 23, 24 e 25 dispongono il trasferimento delle competenze ai comuni e alle province delle funzioni svolte dai quattro enti provinciali per il turismo e dalle otto aziende autonome di soggiorno. La liquidazione di questi enti doveva avvenire entro il 22 agosto 2005, ad oggi non è stata ancora fatta, anzi, dico di più, si è nel caos totale e spiegherò il perché. Erano stati nominati dodici commissari che dovevano, entro il 22 agosto, procedere allo scioglimento di questi enti, poi, i loro mandati sono stati prorogati, con delibera del 2 agosto - quindi in piena stagione turistica - al 30 settembre 2005. Scaduti i mandati dei dodici commissari, dal 1° ottobre al 22 novembre del 2005 c'è stata una vacatio amministrativa e questi enti non avevano nemmeno un rappresentante legale. Il 23 novembre dell'anno scorso è stato nominato un unico commissario liquidatore, che è stato lasciato in balia delle onde: nessuno gli ha dato direttive, nessuno gli ha detto come doveva operare, con chi e quando doveva trattare. Sta di fatto che avevate stabilito di trasferire il personale dei medesimi enti ai comuni e alle province. Mi rivolgo ai molti amministratori locali, sindaci, consiglieri e assessori qui presenti: vi siete mai chiesti come possono i comuni prendere in carico questo personale se hanno gli organici al completo, posto che la finanziaria nazionale blocca le nuove assunzioni e voi non gli trasferite le necessarie risorse se non per un anno? Questo l'avevate stabilito voi in legge, non io!
Paradossalmente è avvenuto anche che quando si è trattato di chiamare le province per concertare l'operazione ne sono state chiamate solo quattro, vi siete cioè persino dimenticati che le province erano otto! Solo il 14 aprile di quest'anno è stata riconvocata la conferenza degli enti locali e stranamente, con un colpo di mano, i contributi finanziari ai comuni sono stati spazzati via. Ditemi dove sono i contributi che dovevate dare ai comuni per il trasferimento di questo personale! Quando si fanno leggi come queste bisogna ricordarsi sempre di quello che è stato già stabilito.
Avete anche prorogato l'incarico del commissario unico già tre volte, in altre parole questo commissario non sa ancora come si deve comportare e voi state dicendo che quel personale si può iscrivere al FITQ, come se fosse già inquadrato chissà dove. Tra il personale regionale? No, perché avete detto che questo personale deve essere inserito negli organici di province e a comuni, ma il personale dei comuni può iscriversi al FITQ? No, quindi al personale di province e comuni saranno riservati due trattamenti economici diversi. Ricordo che in quest'Aula abbiamo fatto delle battaglie per il trattamento unico del personale. Mi dispiace che non ci sia il Capogruppo dei D.S., che ricorderà, per esempio, le battaglie fatte per il personale del Consorzio ortofrutticolo, che applicava due contratti distinguendo tra personale di serie A, con contratto regionale, e personale di serie B, con contratto di natura privatistica. Il mondo operaio aveva cioè un contratto di natura privatistica. Ora state ricreando la stessa situazione! State facendo delle cose che prima avevate programmato in modo diverso. Dov'è la coerenza? Allora io la invito, Assessore, a chiedere l'accantonamento dell'articolo 16, affinché la prima Commissione elabori un testo di legge da portare in Aula dopo che sarà stato discusso e valutato attentamente.
Io ho apprezzato la dichiarazione che il collega Uras ha fatto questa mattina, quando ha manifestato l'intenzione di dimettersi. Credevo che intendesse dimettersi da consigliere regionale, ma poi ha precisato che si dimetteva da componente della prima Commissione. L'onorevole Uras ha ragione, in questo collegato c'è di tutto e di più e, con un colpo di mano, volete farlo approvare senza dare la possibilità, come ha detto il collega Scarpa, ad ogni consigliere di esercitare il proprio ruolo, cioè di intervenire nella discussione delle leggi. Su questa legge uno come me, semplice consigliere di serie Z, non avendo potuto esprimere il proprio pensiero in Commissione, può dire quattro fesserie in Aula, ma poi, a colpi di maggioranza, la legge sarà comunque approvata. Ecco perché, Assessore, la invito a ritirare questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, intervengo molto brevemente per dare delle risposte alle questioni che sono state sollevate nei diversi interventi.
E' evidente che il contenuto dell'articolo 16 è abbastanza complesso, riguardando una materia particolarmente delicata come quella del personale, quindi è inevitabile che possa suscitare delle perplessità e anche delle reazioni non positive. Voglio dire subito che l'intendimento del Governo regionale, naturalmente, non è stato e non è quello di predisporre, attraverso questo articolo, una normativa organica sull'intera materia del personale. Questa materia, come abbiamo già avuto modo di dire in altre occasioni, noi l'abbiamo demandata a una riforma organica della legge 31/98, una riforma che è stata già in parte predisposta dalla Giunta regionale, che sarà oggetto di un attento esame da parte della Giunta stessa e sarà portata, naturalmente dopo la necessaria concertazione e informazione, all'attenzione del Consiglio regionale. Questa è la sede nella quale la Giunta regionale farà le proposte di modifica della legge numero 31, una legge estremamente positiva che ha introdotto delle innovazioni particolarmente importanti e ha sancito il principio cardine, al quale naturalmente noi vogliamo continuare ad attenerci, della separazione netta tra le funzioni politiche e quelle prettamente amministrative. Da questo punto di vista penso di poter tranquillizzare anche l'onorevole La Spisa riguardo alla supposta volontà del Governo regionale di modificare questo principio. Le posso assolutamente garantire, onorevole La Spisa, che noi non abbiamo nessuna intenzione, nemmeno all'interno della riforma della legge numero 31, di modificare questo principio, questo punto essenziale, appunto quello della netta separazione tra le responsabilità politiche e amministrative, ma soprattutto le posso assicurare che anche nell'attività quotidiana di governo e nei rapporti che intercorrono tra gli Assessori, il Governo e i dirigenti, non c'è stata mai la volontà di modificare o di conculcare questo principio a cui noi siamo particolarmente legati.
Qual è il senso degli interventi previsti nell'articolo 16? Con molta umiltà, non ho difficoltà a dire che si tratta di introdurre alcuni primi elementi di razionalizzazione, che possono essere utili anche per il contenimento della spesa. E questo va nel senso degli interventi che abbiamo iniziato a introdurre con la finanziaria del 2005 e che hanno determinato significativi risultati. Sono interventi che, ripeto, non hanno il carattere dell'organicità, ma hanno la funzione di dare maggiore snellezza alle procedure, di accentuare la mobilità all'interno dell'amministrazione regionale e degli enti del sistema regionale, perché è assolutamente anacronistico che ci siano delle divisioni, delle "dogane" che impediscono ai dipendenti dell'amministrazione regionale di passare anche temporaneamente agli enti e viceversa. C'è la necessità di iniziare ad adeguare la normativa regionale alla normativa nazionale. Il decreto legislativo numero 165, molto chiaramente, liberalizza questa mobilità, prevedendo una maggiore flessibilità anche tra l'amministrazione regionale e la pubblica amministrazione in generale. Penso che questi siano elementi di dinamismo che abbiamo il dovere di introdurre nell'organizzazione regionale.
Molto semplicemente e con altrettanta umiltà mi sento anche di dire che noi non abbiamo avuto assolutamente la pretesa di introdurre o di prospettare al Consiglio una riforma organica di questa materia. Quelli che abbiamo voluto introdurre sono, ripeto, degli elementi di razionalizzazione, di flessibilità: abbiamo previsto la modifica di alcune procedure per dare dinamismo all'operatività dell'amministrazione regionale, ma soprattutto, ho già avuto modo di dirlo anche in occasione della discussione di un altro articolo di questo collegato, abbiamo cercato di rispettare un preciso impegno che la Giunta regionale aveva preso in materia di precariato. In occasione della discussione della legge sui servizi per l'impiego la Giunta prese, infatti, l'impegno di fare una ricognizione precisa del precariato e, sulla base di questa ricognizione, di mettere in atto iniziative volte a sanare, con la necessaria gradualità, le situazioni di precariato esistenti all'interno dell'amministrazione regionale. Ebbene, posso dirvi che, sulla base della ricognizione che abbiamo fatto, sulla base degli interventi che abbiamo già inserito nella finanziaria dell'anno scorso e sulla base dei contenuti di questo collegato, le situazioni di precariato presenti nell'amministrazione regionale sono state e saranno tutte sanate. Naturalmente dobbiamo essere chiari su che cosa si intende per precariato: si tratta di sanare rapporti di lavoro di tipo subordinato a tempo determinato. Queste sono le situazioni che noi possiamo sanare all'interno dell'amministrazione regionale. Naturalmente non si può chiedere al Governo regionale di sanare situazioni di precariato rappresentate da rapporti di lavoro di tipo libero-professionale; quelle situazioni non possono essere sanate e del resto non si tratta di precariato.
Posso quindi già anticipare, in risposta a un quesito posto in occasione della discussione di precedenti articoli, che per quanto ci riguarda, intendendo per precariato quello che ho voluto sottolineare, queste situazioni sono state ampiamente sanate. Naturalmente ci sono altre situazioni che, ripeto, non possono essere assolutamente considerate di precariato. Si tratta di rapporti di lavoro di tipo libero-professionale che intercorrono tra l'amministrazione e i singoli lavoratori; situazioni che non possono essere assolutamente sanate inquadrando quei lavoratori nel ruolo regionale.
Un altro elemento di chiarezza che noi abbiamo voluto introdurre anche all'interno di questo collegato alla finanziaria è relativo alla definizione di procedure, requisiti e prerogative che possono consentire l'accesso dall'esterno di determinate figure professionali. Su questo voglio essere estremamente chiaro, ribadendo ancora una volta, e senza possibilità di deroga, che all'amministrazione regionale si accede solo attraverso modalità concorsuali, quindi concorsi ad evidenza pubblica, così come stabilito dalla legge numero 31. Quindi le professionalità che si ritenesse necessario prelevare dall'esterno, da società private o da agenzie regionali, devono essere comunque sottoposte a un concorso pubblico, con le modalità che sono previste dalla legge numero 31. Questa mi pare che sia una precisazione doverosa, perché il Consiglio deve non dico sostenere, perché nessuno chiede questo all'opposizione, ma comunque consentire al Governo regionale di mantenere una certa coerenza, cosa estremamente difficile in relazione a temi di questa natura.
Noi ci siamo impegnati ad affrontare con coerenza queste questioni che sono delicate e siamo disponibili ad affrontarle sulla base dei principi a cui ho fatto riferimento e dei requisiti richiesti. Penso, ripeto, che il Consiglio debba sostenere l'iniziativa della Giunta su questo terreno particolarmente delicato.
Sulle questioni specifiche che sono state sollevate e che riguardano alcuni emendamenti mi pare che non ci sia il tempo di dare delle risposte, quindi mi riprometto di intervenire sui singoli emendamenti successivamente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 59 soppressivo dell'articolo 16 il parere è contrario. Chiedo ai presentatori di ritirare l'emendamento numero 103, nell'eventualità che sia mantenuto il parere è contrario. Sull'emendamento numero 67 esprimo parere contrario; sul numero 1, che è un emendamento tecnico, soppressivo del comma 22, presentato dal sottoscritto, il parere è ovviamente favorevole.
CAPPAI (U.D.C.). Strano no?
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole anche sugli emendamenti numero 150 e 145, contrario sul 65 e sul 58. Sugli emendamenti numero 69 e 105 è in corso un approfondimento per verificare se si tratta di materia riservata alla contrattazione, nel qual caso ne chiederei il ritiro.
Sugli emendamenti numero 18, 56, 96 e 57 il parere è contrario. L'emendamento numero 128 è ritirato. Sull'emendamento numero 124, che è uguale al 111, il parere è favorevole, così pure sugli emendamenti numero 60, 95 e 126, che sono identici. L'emendamento numero 144 è ritirato. Per quanto riguarda l'emendamento numero 5, di cui è prima firmataria la collega Caligaris, e il discorso sui rapporti di lavoro a tempo parziale nel Corpo forestale vi è stato un approfondimento tecnico da parte della Commissione, dal quale è emerso che per gli agenti del Corpo forestale, così come avviene nello Stato, non è possibile un utilizzo se non a tempo pieno. Dal punto di vista sostanziale lo si sarebbe potuto accogliere, però la presenza di questo ostacolo ci porta a chiedere alla collega di ritirarlo. Caso mai questo argomento potrà essere trattato in una fase successiva, quando si potrà fare un più ampio approfondimento della materia. Se l'emendamento viene mantenuto, il parere è contrario. Sull'emendamento numero 55, che è uguale al 157, il parere è favorevole, così pure sul 125. Sugli emendamenti numero 19, 66, 68, 63 e 61 il parere è contrario. Sugli emendamenti numero 54, 62 e 127, che sono identici, esprimo ugualmente parere contrario, ricollegandomi a quanto ha appena detto l'Assessore, cioè al fatto che occorre una ricognizione di tutte le situazioni di precariato esistenti negli enti regionali, perché ci potrebbero essere delle fattispecie che si correlano direttamente alla normativa regionale che abbiamo adottato per la stabilizzazione del lavoro precario o, come sembra, più casi riconducibili alla seconda fattispecie di cui parlava l'Assessore. Quindi chiedo ai proponenti di ritirare questi emendamenti, nel caso siano mantenuti il parere è contrario. L'emendamento numero 127, di cui sono primo firmatario è ritirato. Sull'emendamento numero 64 il parere è contrario; il 115 è ritirato. Chiedo ai colleghi proponenti di ritirare gli emendamenti numero 134 e 104, se fossero mantenuti il parere sarebbe contrario. L'emendamento numero 112 è ritirato. Invito i proponenti a ritirare gli emendamenti numero 118, 119 e 152, sui quali il parere sarebbe contrario. Sull'emendamento numero 168 il parere è contrario per le ragioni che ho esposto prima; sul 167 il parere è contrario perché riguarda una materia ampiamente discussa in Commissione e già normata con i vincoli che abbiamo stabilito di comune intesa.
MURGIONI (Forza Paris). E sul 152?
CALIGARIS (Gruppo Misto). E il 152?
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Invito i proponenti a ritirarlo, altrimenti il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Naturalmente il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Mi sia consentito però di fare delle considerazioni brevissime soprattutto per quanto riguarda l'emendamento numero 5, di cui mi pare sia prima firmataria l'onorevole Caligaris.
Come ha già detto il Presidente della Commissione bilancio, nell'invitare i proponenti a ritirare questo emendamento non si sta esprimendo nessun giudizio e nessuna volontà discriminatoria nei confronti delle donne che operano all'interno del Corpo forestale, però inviterei i proponenti a riflettere sul fatto che ci sono delle modalità di espletamento del servizio svolto dal Corpo forestale che non possono essere garantite dal lavoro a tempo parziale. Allo stesso tempo voglio ricordare che anche la normativa che regola l'attività del Corpo forestale dello Stato non prevede il tempo parziale, proprio per le particolari modalità di espletamento del servizio che, sia per quanto riguarda la turnazione sia le condizioni di lavoro, tenderebbero a evitare il tempo parziale. Quindi mi unisco al Presidente della Commissione nell'invitare i proponenti a ritirare l'emendamento numero 5. Nell'ambito di una rivisitazione della normativa riguardante il Corpo forestale, che necessita di un aggiornamento, si potranno valutare eventualmente delle soluzioni diverse.
L'ultima considerazione riguarda l'emendamento numero 152, di cui è primo firmatario, mi pare, l'onorevole Balia. Voglio ricordare che l'inquadramento del personale proveniente dall'amministrazione statale non può essere fatto, a mio modo di vedere, né attraverso un articolo di legge né eventualmente attraverso un semplice atto amministrativo dell'Assessorato del personale, perché ci sono così tante e variegate situazioni che occorre valutare caso per caso l'inquadramento sia di categoria sia di livello. Questo problema, correttamente, è stato demandato alla concertazione tra il CORAN e le organizzazioni sindacali. E' vero che si sta perdendo un po' di tempo, ma c'è l'impegno di chiedere al CORAN di accelerare i tempi per poter dare una risposta positiva e coerente a ogni singolo dipendente che sia stato trasferito. Quindi invito i proponenti a ritirare l'emendamento numero 152.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 59.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Forse la cosa migliore sarebbe proprio quella di sopprimere l'articolo 16, perché non mi raccapezzo più. Ci sono emendamenti che sono stati presentati successivamente che cancellano commi, sostituiscono parti, richiamano emendamenti tecnici. Questa è materia riguardante il personale e in sede di primo esame il disegno di legge numero 216/A è stato esaminato in ciascuna Commissione in ragione della specifica competenza. Ne è scaturito un testo che sembrava più o meno coordinato, concordato, comunque condiviso. Dopo essere stato esitato col concorso di tutte le Commissioni, a quel testo sono stati presentati, da parte della Giunta e della maggioranza e poi anche di singoli consiglieri, emendamenti che ne stravolgono il contenuto. E che cosa succede? Succede che gli emendamenti che stravolgono il testo condiviso da tutta la maggioranza vengono esaminati dalla sola Commissione bilancio, lasciando da parte tutte le altre Commissioni, gran parte della maggioranza, l'insieme del Consiglio, che si articola nelle sue Commissioni, dopo di che sul merito del provvedimento nasce la confusione. Questa è una modalità confusa, che non porta bene all'operatività della Giunta. Qua ci sono norme che sarà acrobatico applicare, per cui la mia opinione è che tutto sommato sarebbe meglio sopprimere questo articolo e mettersi a pensare a una legge di riordino complessivo in materia di personale e organizzazione degli uffici.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, voterò contro l'emendamento numero 59, però ne approfitto per sottolineare un aspetto. E' vero, Assessore, che tutti i corpi militari dello Stato, e quindi anche i forestali, sono esclusi dal part-time. Gli agenti forestali della Regione Sardegna non sono però tout court assimilabili ai forestali dello Stato. Occorre inoltre non tralasciare che la nostra è una Regione a statuto speciale e che gli agenti del Corpo forestale sono alle dipendenze della Regione Sardegna. Credo che questa specificità a maggior ragione ci dovrebbe indurre ad accogliere le direttive europee, e ricordo che proprio grazie a un accordo quadro tra le confederazioni sindacali e le associazioni datoriali europee la Commissione aveva elaborato appunto una direttiva sul part-time che poi una legge nazionale ha accolto nella sua pienezza; ricordo anche che con lo stesso procedimento è stata accolta la legge sui congedi parentali. Credo quindi, come lei stesso, Assessore, ha sottolineato relativamente al problema di una maggiore mobilità interna dei dipendenti regionali tra amministrazione ed enti che deriva, mi è parso di capire, dal decreto numero 163 (se non ricordo male), sarebbe opportuno anche, tralasciando qualunque valutazione di tipo ragionieristico, accogliere il part-time perché è previsto nelle direttive europee e in una legge nazionale che vale per tutti e dovrebbe valere specialmente in una Regione, come la nostra, a statuto speciale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ho ascoltato con estrema attenzione la replica dell'assessore Dadea, perché tocca uno dei nervi sicuramente più scoperti e dolenti dell'amministrazione regionale. Avevo già avuto occasione di sentire le affermazioni dell'assessore Dadea circa l'impegno assunto dalla Giunta di procedere alla stabilizzazione dei dipendenti assunti con contratto subordinato a tempo determinato presso la Regione o gli enti regionali. Credo che questo impegno si sarebbe potuto molto più ragionevolmente realizzare all'interno di un disegno di legge organico, che avrebbe consentito a tutti noi consiglieri regionali di essere informati sulla ricognizione che l'Assessorato ha evidentemente fatto in relazione a queste problematiche e quindi sullo spirito con cui si andava verso la sanatoria.
E' difficile, leggendo il testo dell'articolo 16 e dei numerosi emendamenti ad esso appesi, comprendere bene quali siano i risultati in merito a una serie di problemi che noi conosciamo e sappiamo essere sul tappeto, e che riguardano l'Ente foreste, l'EAF e Abbanoa, cioè l'ente che succede all'ESAF nelle competenze relative alla gestione dell'acqua. Abbiamo affrontato i problemi del BIC Sardegna nei giorni scorsi, ma non abbiamo compreso bene quale sia l'esito per i 150 lavoratori dell'Istituto zooprofilattico che si trovano in una condizione di precarietà e non comprendiamo se l'emendamento che è contenuto nel testo giunto in Aula sani tutte queste situazioni integralmente o soltanto in parte.
Assessore, abbiamo anche potuto prendere atto, nei giorni scorsi, di come le situazioni di precariato si realizzano anche presso amministrazioni e sedi impensabili sino a poco tempo fa; abbiamo preso atto dei progetti speciali per l'occupazione del settore sanità, abbiamo visto che alcuni progetti speciali sono andati a esaurimento, che esiste personale che da quindici anni ricopre un ruolo e non ha ancora oggi certezza del proprio lavoro. Sappiamo perfettamente che anche per quanto riguarda la professione medica esistono contratti di precariato che vengono utilizzati routinariamente perché non se ne trovano di alternativi. Sono i cosiddetti contratti atipici, che riprendono oggi a creare i danni che si sono prodotti in passato. Ecco, forse oggi l'amministrazione regionale dovrebbe dire una parola definitiva su che cosa intende fare, perché in una regione dove il mercato del lavoro consente di cambiare continuamente le proprie opzioni professionali è possibile anche lasciare a spasso delle persone e le relative famiglie, ma in una regione dove questo dinamismo non c'è, per colpa o anche per colpa della classe politica, bisogna prendere delle decisioni e fare scelte differenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, intervengo per preannunciare il voto favorevole all'emendamento numero 59 per la ragione opposta a quella espressa dall'assessore Dadea, che, invocando la benevolenza del Consiglio, in particolare ha chiesto alla minoranza più che il sostegno il coinvolgimento e un'assunzione di responsabilità. Credo che ciò che alcuni colleghi hanno detto prima di me non sia da lasciar cadere nel vuoto, vale a dire che l'articolo 16 riguarda una serie di problematiche e di situazioni che investono persone, dipendenti, settori importanti della macchina regionale, ed è impensabile che, nel giro di poche ore, si possa liquidare una tematica così complessa date le conseguenze che ne potrebbero derivare.
Assessore Dadea, lei invoca la responsabilità e il coinvolgimento della minoranza, ma non vorrei che questo significasse coinvolgerla anche nelle conseguenze negative che questo articolo comporta, perché dei colleghi, che conoscono questa materia più di altri, hanno detto che occorre probabilmente soprassedere, che occorre un supplemento d'esame e di attenta meditazione su questa tematica. Allora domando ancora una volta all'assessore Dadea, proprio per questa necessità di una maggiore corresponsabilizzazione e di una maggiore analisi e quindi di una decisione ponderata, se non ritenga giusto e opportuno sospendere l'articolo 16 e far sì che tutte queste problematiche siano affrontate con un apposito progetto di legge che consenta alle Commissioni di merito di pronunciarsi, per evitare di creare situazioni antipatiche che inciderebbero negativamente sulla macchina amministrativa regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, sul tema del precariato nel mondo del lavoro si è molto dibattuto nelle settimane scorse e, a mio parere - e sottolineo a mio parere - questo è il tema che ha consentito all'Unione di vincere le recenti elezioni politiche, con una differenza di 24 mila voti rispetto al centrodestra. Infatti, avendo ottenuto un risultato migliore alla Camera piuttosto che al Senato, il voto dei giovani, cioè di coloro che presumibilmente erano i più colpiti dal precariato, sicuramente è stato determinante nella vittoria elettorale dell'Unione.
Noi viviamo una situazione un po' paradossale: nella passata legislatura la Giunta di centrodestra ha provveduto alla stabilizzazione di centinaia di lavoratori precari, affrontando una situazione che aveva ereditato dalle Giunte precedenti. Cito solo il caso della Cooperativa Informa, che qualcuno chiamava "inforna", perché si era trattato di un'infornata clientelare di persone che per decenni avevano lavorato alle dipendenze di questa amministrazione in perenne stato di precarietà. La Giunta di centrodestra, senza badare se la provenienza era cogodiana, diessina o centrista, ha stabilizzato tutti. Adesso ci ritroviamo con una Giunta di centrosinistra che ha ereditato da quella di centrodestra il problema di un gruppo di lavoratori trimestrali, diventati poi meno precari, cioè semestrali, la cui condizione all'improvviso viene riportata indietro di qualche anno, facendola diventare ancora più incerta e precaria.
Non potete chiederci, di fronte a un'incoerenza tutta vostra, e non nostra, di esprimervi pure la nostra solidarietà! Ecco perché il nostro voto non può che essere favorevole all'emendamento numero 59. Non è pensabile che su un tema sul quale avete preso in giro gli italiani negli ultimi quaranta giorni e grazie al quale avete vinto le elezioni ci chiediate pure la solidarietà! Questo, mi si permetta, non è serio; si è trattato di una presa in giro nei confronti degli elettori e di alcune forze sociali, certo non le più protette della Sardegna, ma che hanno ugualmente diritto al lavoro. Vi richiamo soprattutto al rispetto delle leggi, perché coloro che hanno lavorato continuativamente e legalmente per almeno due anni alle dipendenze della Regione hanno diritto a una riserva di posti. Quindi l'assunzione di responsabilità rispetto al dovere di stabilizzare questi lavoratori è tutta vostra, in tal senso avrete la nostra solidarietà.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 103 è stato ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 67.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 67.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancareddu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Petrini - Pili - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Orru' - Pacifico - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 61
Astenuti 3
Maggioranza 31
Favorevoli 23
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). L'emendamento numero 1 sopprime il comma 22. Siccome l'onorevole Secci parlava di emendamento tecnico ero interessato a capire di che si tratta.
SECCI (La Margherita-D.L.). Il comma 22 è contenuto nel comma 23, onorevole Uras.
URAS (R.C.). Va bene.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 150. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sospendo l'emendamento numero 145, in cui si fa riferimento a una lettera f) che in realtà nel testo non c'è e che quindi deve essere eventualmente riformulato.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Se mi è consentito vorrei proporre un emendamento orale. Proprio perché il riferimento alla lettera f) non era corretto, si potrebbe modificare il testo in questo senso: "le parole da segretario sino a stampa sono così sostituite: agli autisti addetti alla conduzione di automezzi in dotazione al Direttore generale della Presidenza e al dirigente dell'ufficio stampa compete un'indennità pari a quella degli uffici di gabinetto".
LA SPISA (F.I.). E' un'altra cosa!
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Stiamo parlando dell'emendamento numero 145 presentato dalla Giunta regionale.
CAPPAI (U.D.C.). Cosa prevede il Regolamento, Presidente?
(Interruzioni)
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Era già previsto per legge, onorevole Cappai.
(Interruzioni)
CAPPAI (U.D.C.). C'è un invito a ritirarlo e a riproporlo nella finanziaria.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi. Assessore Dadea, prego.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Capisco che la formulazione non è stata delle più corrette e neanche delle più intelligibili, a questo punto la Giunta ritira l'emendamento numero 145.
DIANA (A.N.) Grazie, Assessore.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 145 è ritirato. Siamo in sede di votazione dell'articolo 16. Non ho capito che cosa stia chiedendo, onorevole Secci.
SECCI (La Margherita-D.L.). Mi sono dovuto assentare e non so che fine ha fatto l'emendamento numero 145.
PRESIDENTE. E' stato ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Essendo l'articolo 16 molto complesso e non potendo l'opposizione esprimere un giudizio unitario su tutto l'articolo, perché ci sono alcune parti che condivide e sulle quali intende votare a favore, chiedo cinque minuti di sospensione semplicemente per formulare una richiesta ragionata di votazione per parti.
PRESIDENTE. La richiesta è accolta. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 26, viene ripresa alle ore 18 e 39.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole La Spisa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Posso chiedere ai colleghi di prendere posto, per cortesia?
LA SPISA (F.I.). Corrispondentemente alla valutazione positiva che diamo su alcuni commi, chiediamo la votazione per parti. Vorrei quindi, in questo momento, oltre a chiedere la votazione per parti…
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole La Spisa, siccome io non sento bene quello che lei dice, presumo che neanche i colleghi la sentano. Chiedo ai colleghi che stazionano qui di fronte di prendere posto e di consentirci di ascoltare, grazie. Prego, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Annuncio preventivamente il voto favorevole su alcuni commi, sui quali chiediamo una votazione separata. Voteremo a favore dei commi 1, 2, 4, 11, 12, 13, 14, 23, 24, 27 e 28, ovviamente con votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 1 e 2.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Pisano e Gessa hanno inteso votare a favore e che il consigliere Vargiu si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Murgioni - Orrù - Pili - Pinna - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 58
votanti 56
astenuti 2
maggioranza 29
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 3, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 dell'articolo 16.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Biancareddu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 60
votanti 59
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 40
contrari 19
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 4, 11, 12, 13 e 14.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri GIORICO e Francesco SANNA hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Murgioni - Orrù - Pili - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Cappai - Dedoni - Gallus - Liori - Moro.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Cuccu Franco Ignazio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 62
votanti 60
astenuti 2
maggioranza 31
favorevoli 55
contrari 5
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 15, 16, 17, 18, 19, 20 e 21.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Biancareddu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 60
votanti 59
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 40
contrari 19
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 23, 24, 27 e 28.
LA SPISA (F.I.). Anche il 26.
PRESIDENTE. Chiedo scusa il 26 non l'avevamo registrato. Indico la votazione nominale dei commi 23, 24, 26, 27 e 28.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Murgioni - Orrù - Pili - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 61
votanti 60
astenuti 1
maggioranza 31
favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 25.
Prendo atto che i consiglieri Uras e Davoli hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU- GESSA - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PILI - PISANO - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 62
Votanti 61
Astenuti 1
Maggioranza 31
Favorevoli 42
Contrari 19
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 69, che è simile al 105. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Prima di fare la dichiarazione di voto, vorrei su questi emendamenti sentire la Giunta, perché non è stato espresso il parere né della Commissione né dell'Assessore, in quanto c'era una valutazione in corso sulla questione dei lavoratori andati in quiescenza e che non hanno goduto del trattamento economico legato alle progressioni professionali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Vorrei precedere l'Assessore, chiedendo che gli emendamenti numero 68, 69 e 105 siano sospesi per un approfondimento.
PRESIDENTE. La richiesta è accolta. Gli emendamenti numero 68, 69 e 105 sono sospesi.
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 18. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, mi ero illuso vanamente e confidavo, magari in modo eccessivo, nella sensibilità della maggioranza e del Presidente della Commissione, che ha invece espresso parere contrario su questo emendamento, che aveva solo la pretesa di porre un problema, per rimediare a delle ingiustizie che si stanno consumando sulla pelle dei lavoratori.
Si tratta di 170 lavoratori che avevano già superato una selezione interna e hanno lavorato per diverso tempo presso la struttura regionale. I riferimenti normativi che supportano la richiesta di questi lavoratori sono la legge regionale numero 11 del 2002, la legge regionale numero 31 del 1998 e la legge regionale numero 7 del 2005. Si trattava di rendere giustizia a dei lavoratori che avevano maturato sul campo i requisiti di legge per avere un trattamento migliorativo, ma questo non è stato recepito.
Quando si parla di personale non è mai superfluo ricordare che questa materia va affrontata con leggi strutturali che vanno discusse nelle sedi opportune. E' da tempo che io sollevo questo vulnus della democrazia, questo esautoramento del ruolo del Consiglio regionale, che deve proporre leggi, verificare, però forse ci stiamo un po' adagiando su questo falso furore riformatore, perché qui si punta sulla quantità, sull'immagine, gettando fumo negli occhi. L'importante è sfornare leggi, chiamiamole così, anche se è un eufemismo. Questo articolo 16 è in realtà una legge che viene scippata alla Commissione competente, viene farcita, come spesso si fa con il coniglio, con ingredienti contrapposti e non utili per una corretta metabolizzazione, e poi ce la propinano in Aula spacciandola per una cosa innovativa. L'emendamento numero 18, che riguarda personale che dovrebbe transitare dalla categoria B alla categoria C, meritava maggiore attenzione, perché la pazienza, la prudenza e la concertazione sono ingredienti indispensabili per un buon legislatore.
Chiudo ricordandovi uno scritto in cui le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL esprimono un giudizio drammatico sul contenuto dell'articolo 16, definito un intervento frettoloso e parziale. E tutti i dirigenti precari e deprofessionalizzati non garantiranno né efficienza né imparzialità. Attenzione a obbedire agli ordini di scuderia!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Si tratta di un emendamento che tocca una questione più volte riportata anche in altri disegni di legge della Giunta, sui quali l'opposizione ha presentato degli emendamenti. E' un problema reale e ben noto, oggetto anche di interpellanze e mozioni, per cui condividiamo l'emendamento numero 18, sul quale chiediamo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, anch'io voterò a sostegno di questo emendamento, perché mi sembra che il fatto che sia stato già espletato un concorso e che ci siano state delle selezioni all'interno debba essere considerato un elemento a favore di queste persone. Volevo però ritornare sulla questione del part-time, Assessore, riprendendo il ragionamento sull'espletamento...
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Caligaris, siccome c'è ancora l'emendamento numero 5, torneremo sulla questione del part-time quando arriveremo a quell'emendamento.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, senz'altro ci ritorneremo anche quando parleremo dell'emendamento numero 5, però mi permetta di fare una sottolineatura visto che stiamo chiarendo un presupposto relativo anche alla richiesta di ritiro dell'emendamento, quindi vorrei avere qualche elemento in più.
Ricordo, appunto, che per quanto riguarda l'espletamento di servizi particolari abbiamo il caso del part-time nelle AA.SS.LL. e ricordo che esiste un part-time orizzontale e uno verticale e che ci sono tutte le condizioni per consentire la facoltà del lavoro parziale, anche perché questo impegno di lavoro può essere espletato nell'arco di due o tre giorni. E' stato infatti studiato in qualunque forma possibile proprio per favorirne la fruizione. Veda, Assessore, assenze più o meno legate a condizioni del non star bene, congedi parentali più o meno fruiti in maniera non sempre trasparente, accrescono i costi per l'amministrazione. Un part-time ben strutturato potrebbe, invece, paradossalmente, ridurli, anche se capisco che l'applicazione del part-time agli agenti forestali significa automaticamente l'assunzione di altri agenti che potrebbero non richiedere il part-time. Ecco perché dico che, forse, è opportuno riflettere ancora su questo aspetto pur non escludendo in assoluto la possibilità che venga affrontato in un altro momento. Grazie e mi scusi, Presidente, per aver abusato della sua pazienza.
PRESIDENTE. Non è della mia pazienza che si abusa, ma del Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Io non voglio utilizzare il mio tempo per ripetere ciò che soprattutto il collega Atzeri, ma anche la collega Caligaris e il collega La Spisa hanno appena detto, vorrei però chiedere all'assessore Dadea il motivo per cui non si tiene conto di queste 170 persone che, non dimentichiamolo, hanno già superato un concorso interno e che ormai da diversi anni svolgono ogni giorno mansioni superiori a quelle che effettivamente dovrebbero svolgere.
Vorrei che non ci si limitasse a un parere favorevole o contrario del relatore o alla frase che viene sempre utilizzata dagli Assessori per dire se sono d'accordo o no sugli emendamenti. Penso che queste persone meritino una considerazione ben maggiore, che deve essere da voi fornita attraverso norme di legge che consentano il trattamento che con questo emendamento noi chiediamo, senza creare dei precedenti che ci indurrebbero a votare contro l'articolo 16. E' semplicemente un discorso di correttezza e penso di cortesia istituzionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Voteremo a favore di questo emendamento anche nella speranza che passi - e non passerà - ma soprattutto per segnare una questione che noi abbiamo più volte sollevato anche in prima Commissione, quella che sarebbe competente in questa materia.
La prima Commissione ha bisogno di istruire in modo organico il processo di riorganizzazione, di rilancio, di ricerca di maggiore efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa e degli uffici dell'apparato burocratico nel suo insieme. Invece è da anni, non solo dagli ultimi due, che purtroppo affrontiamo questo problema, che attiene a una questione fondamentale per il funzionamento della Regione, "a spizzichi e mozzichi", a rate, in modo frammentato e pressoché inconcludente, riproponendo sempre e sistematicamente le stesse questioni.
Io ho chiesto alla Giunta, lo chiederei anche adesso all'assessore Dadea, di adoperarsi perché di queste questioni se ne parli, in modo tale che si capisca dove iniziamo e dove dobbiamo andare a finire. Questa è gente che nella precedente legislatura ha partecipato a un concorso ben sapendo che il numero di posti era tale da consentirle di essere assunta. L'unico merito che alla fine è valso per coloro che sono transitati è l'anzianità di servizio; non ci sono titoli di studio, non ci sono valutazioni di merito particolare dal punto di vista del servizio, non c'è nulla di tutto questo. Non può essere questa la Regione del domani e non vi può essere neppure un no assoluto ad affrontare il problema in modo strutturato, organico e attento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, non è che ci sia molto altro da aggiungere su questo emendamento. Al di là dell'annunciare il voto favorevole, perché credo che sia corretto che noi votiamo a favore, penso che questo emendamento dovrebbe essere valutato con attenzione anche da parte di tutti i colleghi della maggioranza, i quali per un momento dovrebbero forse spogliarsi della veste di seguaci di una Giunta che in questo caso non sta rendendo giustizia a 170 persone che hanno superato un concorso. Con tutti i riconoscimenti che abbiamo concesso a una serie infinita di persone, certamente meritevoli, credo che queste 170 persone siano altrettanto meritevoli di un riconoscimento.
Vorrei però, credo che l'abbia richiesto anche l'onorevole Sanjust, che ci fosse un pronunciamento da parte dell'Assessore sulla particolare situazione di questi 170 lavoratori, che hanno superato un concorso e che quindi nutrono delle aspettative. Ora, non mi sembra opportuno liquidare molto semplicemente, come ha fatto il presidente Secci, una materia come questa. La legge numero 31 del 1998 è stata stravolta, oggi ne hanno avuto contezza e notizia tutti quanti, e dire un secco no a un emendamento così formulato credo che non sia corretto. Ecco perché chiamo in causa l'Assessore, ammesso che sia possibile e che il Regolamento lo preveda. Poi il presidente Spissu dirà che non è possibile, però l'Assessore dovrebbe addurre motivazioni più importanti e non appiattirsi sulla posizione del Presidente della Commissione, che comunque credo sia concordata con la Giunta, perché, ripeto, ci sono tutte le condizioni perché questo riconoscimento, che non comporta un aggravio di costi, possa essere concesso. Quindi credo, ripeto, che sia doveroso votare a favore dell'emendamento numero 18.
PRESIDENTE. Do la parola all'assessore Dadea, come ho già fatto in una circostanza analoga. Sebbene siamo in sede di dichiarazioni di voto, ritengo giusto dare la parola alla Giunta se questo consente una valutazione migliore.
Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, naturalmente la Giunta non si vuole sottrarre a una valutazione nel merito dell'emendamento numero 18. Vorrei ricordare che i concorsi interni erano stati un preciso adempimento contrattuale, poi le modalità e le percentuali relative al transito nelle diverse categorie, dalla B alla C e dalla C alla D, erano state determinate inizialmente, non vorrei sbagliare, dalla Giunta regionale precedente. La Giunta regionale ha individuato una percentuale leggermente inferiore per quanto riguarda il numero dei passaggi in questo caso dalla categoria C alla D.
Voglio ricordare che i concorsi interni sono delle modalità che durano il tempo necessario per l'espletamento del concorso; non hanno nessuna validità di carattere giuridico, nel senso che, a differenza dei concorsi pubblici, le graduatorie non rimangono aperte per diciotto mesi. Quindi questi concorsi hanno una finalità che nasce e finisce nel momento in cui viene espletato il concorso.
Ripeto, non si tratta di un adempimento contenuto nella legge numero 31, ma di un adempimento di tipo contrattuale. Naturalmente capisco la motivazione che sta dietro l'emendamento numero 18; è una motivazione a cui la Giunta regionale non vuole assolutamente sottrarsi, però se i concorsi interni erano un adempimento di natura contrattuale, penso che all'interno dell'amministrazione regionale il passaggio di categoria debba essere assicurato attraverso modalità che devono essere riservate alla contrattazione tra le parti. Negli indirizzi che la Giunta regionale vorrà dare per il rinnovo contrattuale potrà essere presa in considerazione questa esigenza, quella cioè di assicurare la possibilità di una mobilità verticale all'interno dell'amministrazione regionale, che però deve essere demandata alla sede e allo strumento più idoneo, che è appunto la contrattazione tra le parti.
PRESIDENTE. Colleghi, siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 18. Onorevole Atzeri, mi dicono che lei ha apportato una correzione a questo emendamento: deve intendersi la categoria B in luogo della C e la categoria C in luogo della D. Quindi stiamo parlando delle categorie B e C. Procediamo alla votazione nominale, che era stata chiesta dall'onorevole La Spisa.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18 nel testo emendato dal consigliere Atzeri.
(segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere SANJUST ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Caligaris - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Moro - Murgioni - Pili - Pisano - Pisu - Pittalis - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 63
votanti 62
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 26
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non sono approvati)
L'emendamento numero 128 è stato ritirato. Gli emendamenti numero 124 e 111 sono simili; non sono uguali perché riguardano categorie di personale differenti.
SECCI (La Margherita-D.L.). Sono simili.
PRESIDENTE. Si tratta di decidere quale testo mettere in votazione.
SECCI (La Margherita-D.L.). Votiamo il 111.
PRESIDENTE. Questo vuol dire che i presentatori dell'emendamento numero 124 sono d'accordo.
(Interruzione)
I testi dei due emendamenti sono praticamente uguali, onorevole La Spisa, cioè riguardano lo stesso personale, la stessa modalità di inquadramento, non ce n'è uno che prevalga sull'altro.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo sul metodo, formalmente e sostanzialmente sembra che non abbia grande importanza, ma la situazione è che ci sono due emendamenti identici, si chiede quale debba essere messo in votazione, viene prima il 124 e la maggioranza chiede che si voti invece il 111! Non si capisce perché la Presidenza dica che si vota il 111 e non il 124. O si votano tutti e due o si vota il primo, mi sembra più logico.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, i due emendamenti sono uguali nel tempo, differiscono per la collocazione all'interno dell'articolato. L'emendamento numero 111 dice che esso si colloca dopo il comma 28, invece il 124 dice che dopo il comma 3 è aggiunto il comma 3 quater. Il testo è uguale. Allora si votano insieme, così risolviamo il problema di chi viene prima e di chi viene dopo, però bisogna ugualmente risolvere il problema della collocazione nell'articolato. A questo provvederà il Servizio Assemblea in sede di coordinamento del testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Nel dichiarare il voto a favore dell'emendamento 124, vorrei chiedere all'assessore Dadea se ha contezza precisa della situazione, di cui abbiamo discusso anche in altre occasioni, del personale precario dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna. Vorrei cioè sapere se ha un'idea di quante persone con rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato attualmente prestino servizio presso l'Istituto zooprofilattico e se ha valutato quanta parte di questo personale rientra nei benefici previsti da questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, siamo in sede di votazione. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Mi scusi, onorevole Vargiu, ero distratto, mi pare che lei facesse riferimento all'emendamento numero 124 sull'Istituto zooprofilattico e all'emendamento numero 111. Bisogna tener conto, obiettivamente, che la condizione di questo istituto è abbastanza particolare, nel senso che non è un ente regionale, ma non sta nemmeno al di fuori del sistema regionale, come l'Ente foreste. L'Istituto zooprofilattico dipende a tutti gli effetti dall'Assessorato della sanità e i suoi dipendenti godono di un trattamento economico derivante dal comparto della sanità. Quindi da questo punto di vista c'è qualche difficoltà, non avendo l'amministrazione regionale una giurisdizione diretta su questo Istituto.
Le persone interessate da questo emendamento, che riguarda categorie molto basse, dovrebbero essere diciannove. Ripeto, abbiamo qualche difficoltà ad avere un quadro preciso sulla situazione del precariato, proprio perché la nostra giurisdizione, chiamiamola così, su questo istituto non è diretta. Noi naturalmente diamo una quantità di risorse rilevante per il suo funzionamento, siamo in attesa di una legge regionale che dovrebbe disporne la regionalizzazione, però a tutti gli effetti l'Istituto zooprofilattico dipende dall'Assessorato della sanità.
(Sono approvati)
(Sono approvati)
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Mi ero prenotato per chiedere la votazione nominale nella precedente votazione, ma non ho fatto in tempo a chiederla.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 5 ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Io vorrei evitare, su un tema come questo, che si crei una qualche difformità di giudizio con il Consiglio, perché è un tema estremamente delicato, a cui la Giunta è molto sensibile e sul quale non vuole dare l'impressione di assumere un atteggiamento che in qualche modo possa penalizzare o ledere i diritti delle donne.
Provo a fare una proposta al Consiglio e soprattutto ai proponenti dell'emendamento numero 5. Se venisse accolta questa integrazione orale, naturalmente il parere della Giunta sull'emendamento sarebbe positivo. Dopo le parole "possono costituire" è aggiunto l'inciso "per quanto compatibili con le esigenze organizzative o comunque con le dotazioni organiche del Corpo forestale". Se questa integrazione non viene accolta, la Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Assessore, non dubito assolutamente della sensibilità della Giunta in tema di parità, anche se questo non è un problema legato alla parità, ma è un problema di civiltà. Il part-time è riconosciuto da tutti, non ha senso negarlo agli agenti forestali. Con dispiacere respingo la sua proposta di integrazione, perché dal mio punto di vista lo renderebbe praticamente non utilizzabile. La ringrazio per lo sforzo, per l'adeguamento proposto, ma sono costretta a respingerlo e mantengo l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io apprezzo che la Giunta si sia rimessa all'Aula. Devo ammettere che anch'io ho difficoltà ad accogliere l'emendamento orale dell'Assessore, perché tra l'altro l'espressione "compatibilmente con le ragioni di servizio" verrebbe estesa a tutti i part-time, non solo a quello degli agenti forestali.
Stiamo parlando di un diritto individuale, scrivere in legge "compatibilmente con le ragioni di servizio" significa far venir meno questo diritto, perché qualcuno può disporre che la richiesta di chi lo vuole esercitare sia accolta oppure no. Quindi anch'io ritengo che si debba votare l'emendamento numero 5 così com'è formulato e dichiaro il mio voto a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Io condivido il contenuto dell'emendamento numero 5, di cui credo l'assessore Dadea non abbia colto il significato reale. Credo che nell'articolo 46 della legge 31/98 ci sia una sperequazione che con questo emendamento si intendeva superare. Parlo di sperequazione perché si tratta del mancato riconoscimento di un diritto sancito anche dai contratti nazionali del lavoro, in base ai quali un lavoratore può chiedere il tempo parziale, il cosiddetto part-time, in tutte quelle fattispecie che la legge stessa prevede. Legare la concessione di questo diritto alla compatibilità con le esigenze di servizio significa mantenere, comunque sia, in capo al dirigente che, volta per volta, deve decidere in merito, un potere che sinceramente non ha più ragion d'essere.
Pertanto, anche in considerazione del fatto che lei, Assessore, porta in quest'Aula non un parere personale, ma il parere della Giunta, dove la rappresentanza femminile è piuttosto consistente, e non credo che il Presidente si appelli alla compatibilità con le esigenze della Giunta per concedere quello che in questo momento tutti possiamo vedere, ossia l'assenza degli Assessori donna, chiedo alla Giunta e ai colleghi del Consiglio di accogliere l'emendamento numero 5, affinché sia riconosciuto un diritto, che è quello di poter fruire di ciò che le leggi e i contratti nazionali del lavoro consentono. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Barracciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BARRACCIU (D.S.). Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 5 nella sua versione originaria. Pur non avendo nessun dubbio circa la sensibilità della Giunta, ritengo che la proposta di emendamento orale fatta dall'assessore Dadea sia assolutamente superflua, nel senso che all'interno delle aziende il part-time viene comunque concordato con la parte dirigente. Considerato che succede sempre così, ritengo che sia assolutamente superfluo scriverlo in legge e che l'emendamento debba essere messo in votazione esattamente così com'è formulato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per dichiarare il voto favorevole dei consiglieri del Partito Sardo d'Azione all'emendamento numero 5 e per ringraziare le colleghe che l'hanno presentato, e in particolare la collega Caligaris per la fermezza con cui lo ha mantenuto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Dichiaro il voto favorevole di Rifondazione Comunista che, da questo punto di vista, dell'attenzione al mondo femminile ne fa una delle condizioni...
PRESIDENTE. Prosegua, onorevole Uras. Poi, eventualmente, riprenderà la discussione con l'onorevole Cugini.
URAS (R.C.) Ogni tanto bisogna spiegare le ragioni e i riferimenti che si fanno nel dichiarare il voto favorevole, però ci sono alcuni istituti in materia di diritto del lavoro che sono prevalentemente utilizzati al femminile piuttosto che al maschile. Quando si fa la scelta di metterli in campo io penso sempre alla società del domani, quella in cui uomini e donne avranno le stesse identiche prerogative, però mi rendo conto di vivere nella società di oggi, una società maschilista, che spesso ostacola il raggiungimento di quell'obiettivo della società del domani, appunto l'uguaglianza tra uomini e donne. Ecco il motivo dei riferimenti - e l'onorevole Cugini l'avrà capito da grandissimo sindacalista qual è stato - a un mondo piuttosto che a un altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, ho colto nella dichiarazione dell'Assessore, e quindi da parte della Giunta, una grande sensibilità verso il tema posto dall'emendamento numero 5, che tende, io direi, alla difesa di un diritto. Credo che questa dimostrazione di sensibilità da parte sia delle colleghe consigliere che hanno presentato l'emendamento sia della Giunta non possa che essere apprezzata. Per questo il Gruppo La Margherita voterà a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Anch'io annuncio il voto favorevole mio personale sull'emendamento numero 5. Intervengo, però, per rimarcare un elemento che probabilmente non è stato pesato nella maniera giusta.
Condivido totalmente lo spirito con il quale l'emendamento è stato scritto, credo però che non sia stato scritto bene dal punto di vista del diritto del lavoro, perché si configura come un arretramento di quel diritto che l'onorevole Caligaris sta difendendo con grande impegno. Nel momento in cui scriviamo esattamente che è data la possibilità di costituire rapporti di lavoro a tempo parziale, noi trasformiamo questo diritto individuale in una scelta amministrativa della Regione. Quindi mi permetta di dirle, onorevole Caligaris, che questo emendamento rappresenta probabilmente un autogol, perché è un arretramento di un diritto individuale sancito da tutte le norme esistenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, intervengo solo per annunciare il voto favorevole anche da parte del Gruppo Progetto Sardegna. Credo che l'osservazione del collega Pisano non tolga nulla alla validità dell'emendamento, perché in realtà si sta semplicemente dando la possibilità alle amministrazioni e agli enti di superare alcuni vincoli previsti nei loro statuti e nei loro ordinamenti, senza nulla togliere a quel diritto che permane, a prescindere dal modo, dalle modalità in cui oggi è organizzata parte della pubblica amministrazione.
Quindi ringrazio anch'io le colleghe per aver sollevato questo tema, che tra l'altro era stato sollevato anche dalla Consigliera di parità della Regione Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Anche Alleanza Nazionale voterà a favore di questo emendamento. A questo punto, col sorriso sulle labbra, Assessore, le consiglierei di prendere la parola per revocare il suo invito a ritirare l'emendamento, visto che si è creata un'intesa veramente trasversale su un diritto che mi pare fuori luogo cercare di mettere in dubbio per i lavoratori in questione.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, l'Assessore, per la verità, ha modificato la sua posizione nel corso della discussione e si è rimesso all'Aula.
Ha domandato di palare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Intervengo brevemente solo per precisare, se il collega Pisano mi consente, che sul piano tecnico-giuridico un conto è il contratto di lavoro a tempo parziale, che può essere determinato o indeterminato, altro conto è il rapporto di lavoro a tempo determinato. Su questo le assicuro che non c'è una diminutio, ma un rafforzamento delle garanzie. Questo lo dico per dovere di correttezza essendo non dico un esperto, ma uno che si occupa di questa materia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Intervengo anch'io, a nome dell'UDC, visto che tutti quanti si sono pronunciati, per preannunciare il nostro voto favorevole e ringraziare la collega Caligaris per aver mantenuto ferme le posizioni.
Volevo anche riferirmi all'intervento dell'onorevole Uras, il quale ha constatato che la differenza tra uomini e donne si sta sempre più assottigliando. Mi auguro si riferisse strettamente al mondo del lavoro, perché visto il risultato delle ultime elezioni politiche non vorrei si ingenerasse confusione! Quindi il voto è favorevole, ma con questa precisazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Il voto, Presidente, è già stato annunciato dal Capogruppo, quindi è chiaro che sarà favorevole.
Volevo solo dire che avete scritto e stiamo per votare una norma che di fatto a noi non crea problemi, ma immagino che nel prossimo futuro qualche problema lo creerà alla maggioranza di centrosinistra, un po' per le motivazioni di cui ha parlato l'onorevole Pisano, un po' per una motivazione più politica: stiamo legittimando un lavoro precario, a tempo parziale, e nella prossima finanziaria probabilmente saremo chiamati a stabilizzare una parte dei lavoratori che saranno assunti in virtù di questi contratti che voi volete mettere in essere.
Io comunque voterò a favore, ci mancherebbe altro, poi la collega Caligaris è simpatica e qualche volta vota anche insieme a noi!
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Il tempo parziale si riferisce a coloro i quali hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e che possono utilizzare la facoltà, per altro diffusa in tutto il sistema della contrattualistica e del lavoro dipendente, di accedere al cosiddetto part-time. E' scritto in italiano, giustamente, e di questo si tratta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Anch'io faccio una dichiarazione di voto a nome del Gruppo Fortza Paris. Voteremo chiaramente a favore di questo emendamento e ringraziamo anche noi le consigliere regionali per aver sottoposto alla nostra attenzione questo problema. Il voto è favorevole anche perché non vorrei che sembrasse che il Gruppo Fortza Paris odi le donne.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Non poteva mancare in questo concerto corale la voce di Forza Italia, poiché il Capogruppo si è limitato a chiedere la votazione nominale, dimenticandosi, ahimè, di esprimere a nome di Forza Italia il voto favorevole su questo encomiabile emendamento. Siamo d'accordo anche noi e voteremo a favore.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, penso che possiamo passare al voto, così testimonierete nei fatti questo largo consenso.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.
(Segue la votazione.)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Caligaris - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Orrù - Pili - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Cachia.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 56
maggioranza 29
favorevoli 55
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 55, che è uguale al 157.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 55 e 157.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris -Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Orrù - Pacifico - Pili - Pinna - Pittalis - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: Il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 54
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 54
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 125. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non sono approvati)
L'emendamento numero 68 è sospeso. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 63.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il 66 l'abbiamo già votato?
PRESIDENTE. L'abbiamo votato insieme al 19, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Il 68 è sospeso, quindi?
PRESIDENTE. Sì.
LA SPISA (F.I.). Noi chiediamo anche sull'emendamento numero 63 la votazione nominale. Auspichiamo che siano condivise le motivazioni che hanno determinato la presentazione di questo emendamento, che rientra in quella serie abbastanza numerosa di emendamenti tesi al riconoscimento di un diritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). La questione di cui tratta l'emendamento numero 63 è una delle più delicate. Il fondo a cui si richiama l'iscrizione del personale del ruolo unico è il FITQ, che, come sanno anche autorevolissimi esponenti della Giunta, è un fondo di integrazione del trattamento di quiescenza che deve essere esaminato presso la Commissione competente, insieme all'Assessore, per capire come si andrà sviluppando, anche in ragione delle normative in materia di personale che si stanno succedendo. E' un fondo del quale non si capisce perfettamente l'importanza e soprattutto non si comprende l'influenza che avrà nel bilancio regionale e nella responsabilità di chi governa una buona o pessima gestione di questo fondo.
Io voterò contro questo emendamento, però ho voluto intervenire anche per rispondere all'onorevole Biancareddu - mi dispiace che adesso non ci sia -, il quale non aveva evidentemente interpretato bene il significato delle mie parole. Io intendevo dire che, purtroppo, le differenze tra uomo e donna sul piano dei diritti sono differenze che permangono. Devo dire la verità, sul piano dei diritti le differenze permangono anche nella diversa gamma delle propensioni e ho trovato offensivo il riferimento, così come ho trovato offensivo che la Giunta ci ridesse sopra!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 63.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Davoli - Dedoni - La Spisa - Moro - Rassu - Sanjust.
rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Pisu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra -Uggias.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 43
votanti 42
astenuti 1
maggioranza 22
favorevoli 9
contrari 33
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 168, che è sostitutivo parziale dell'emendamento numero 61 e quindi va votato prima.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non sono approvati)
L'emendamento numero 127 è stato ritirato, così pure il 115, per cui passiamo alla votazione dell'emendamento numero 64.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 64.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Serra ha votato contro e il consigliere Cappai ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Capelli - Cappai - Dedoni - Diana - La Spisa - Masia - Moro - Rassu - Sanjust.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai - Lanzi - Licheri - Marrocu - Orrù - Pinna - Pisu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 45
votanti 44
astenuti 1
maggioranza 23
favorevoli 12
contrari 32
(Il Consiglio non approva).
Gli emendamenti numero 134 e 104 sono stati ritirati, il 105 è sospeso, il 111 è stato votato insieme al 124. Gli emendamenti numero 112, 118 e 119 sono stati anch'essi ritirati.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Faccio mio l'emendamento numero 119, sul quale chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Stiamo votando l'emendamento numero 119. L'onorevole La Spisa appoggia la richiesta di votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 119.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 20
contrari 32
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras.)
Passiamo all'emendamento numero 167, sostitutivo parziale del 152, di cui il relatore aveva chiesto il ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Io ho ascoltato sia l'intervento del relatore sia quello dell'assessore Dadea, che sostanzialmente condivide l'esigenza di una regolamentazione, ne riconosce la legittimità, sostiene però che l'inquadramento del personale proveniente dall'amministrazione statale non deve essere disposto attraverso un atto legislativo, ma deve essere rinviato al CORAN.
Io mettevo in evidenza, prima, Assessore, che le determinazioni assunte dal suo capo servizio rinviavano invece proprio a una specifica norma regionale. Ciò nonostante, se ci fosse un impegno da parte sua a sollecitare il CORAN o in ogni caso, entro un certo periodo di tempo, a provvedervi direttamente, io e l'onorevole Serra potremmo concordare sul ritiro dell'emendamento numero 152. Posto che il problema era già stato sollevato dall'onorevole Vargiu, con un'interrogazione presentata diversi mesi fa, devo dire che era stato assunto un mezzo impegno ad arrivare alla definizione di questa questione, bisogna però procedere in tempi rapidi, diciamo nell'arco di tre mesi.
Se c'è questo impegno, Assessore, gli emendamenti numero 152 e 167 saranno ritirati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Come ho avuto modo di dire in sede di discussione generale, noi abbiamo ritenuto che questo problema meritasse una definizione in tempi brevi. Abbiamo anche ritenuto, proprio perché si tratta di definire ad personam l'attribuzione a questo personale sia della categoria sia del livello, sulla base dell'esperienza maturata in seno al Ministero e di eventuali corsi di specializzazione frequentati, che la sede più idonea fosse la contrattazione tra il CORAN e i sindacati, che effettivamente stanno lavorando alla definizione di questo problema.
L'impegno è naturalmente quello di sollecitare il CORAN affinché provveda all'inquadramento di questo personale nella maniera più tempestiva possibile. Qualora questo non avvenisse, saranno gli uffici a provvedere in merito attraverso un atto amministrativo.
PRESIDENTE. Onorevole Balia, gli emendamenti numero 152 e 167 sono quindi ritirati. Restano sospesi gli emendamenti numero 69, 105 e 68, quindi riprendiamo dal 69 che è quasi uguale al 105.
Sospendo la seduta per cinque minuti. I lavori riprenderanno alle ore 20 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 57 , viene ripresa alle ore 20 e 23.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, il contenuto degli emendamenti numero 68, 69 e 105 era stato oggetto di riflessione sia da parte della Commissione sia da parte della Giunta. Alla luce della discussione che c'è stata, la Giunta è orientata ad accoglierli, occorre però indicare la copertura finanziaria. Quindi propongo un emendamento orale indicando come copertura finanziaria la UPB S03.007 voce 1 per l'importo di 200.000 euro, e in aumento la UPB S02.066.
PRESIDENTE. Colleghi, erano sospesi gli emendamenti numero 69, 68 e 105, si vota il testo del 105, con la copertura finanziaria indicata dall'assessore Dadea.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Mi sembra giusto chiedere la votazione nominale.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 105, che assorbe gli emendamenti numero 68 e 69.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pisano - Pisu - Randazzo - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 17, a cui sono stati presentati tre emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17 e dei relativi emendamenti:
Art. 17Disposizioni in materia di opere pubbliche
1. I finanziamenti per la realizzazione di opere pubbliche classificate di competenza regionale ai termini dell'articolo 5 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24, affidate in concessione, che siano stati revocati possono, previa deliberazione della Giunta regionale di conferma programmatica dell'intervento, essere utilizzati in regime di gestione diretta dall'Assessorato competente per materia.
2. Con le modalità di cui al comma 1 è autorizzata la riprogrammazione degli stanziamenti disposti a favore del settore delle opere portuali.
3. Dopo il comma 1 dell'articolo 23 della legge regionale n. 24 del 1987 è inserito il seguente:
"1 bis. Per le finalità di cui al presente articolo, a garanzia dell'efficiente ed efficace attuazione dei programmi di opere pubbliche da realizzarsi in regime di delega o mediante atti convenzionali, gli Assessorati regionali competenti in materia, provvedono all'attivazione di specifiche procedure di monitoraggio delle opere stesse, anche mediante utilizzo di una quota parte delle risorse finanziarie destinate, non superiore allo 0,5 per cento delle stesse, da determinarsi in sede di predisposizione del singolo programma di cui alla lettera l) dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e dell'articolo 9 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.".
4. Nelle more di una disciplina organica di assetto idrogeologico il Piano di bacino unico regionale o i Piani stralcio di bacino, compresi quelli forestale e idrogeologico, di cui alla Legge 18 maggio 1989, n. 183, sono approvati con decreto del Presidente della Regione, previa conforme delibera di adozione degli stessi da parte della Giunta regionale, in qualità di Comitato istituzionale dell'Autorità di bacino, sulla base di apposite "linee generali per la redazione del Piano" approvate dal Consiglio regionale secondo le procedure previste dall'articolo 2 della legge regionale 19 luglio 2000, n. 14. I piani stralcio già adottati alla data di entrata in vigore della presente legge sono approvati, con le medesime modalità, prescindendo dalle richieste "linee generali".
5. Alla cessazione della gestione liquidatoria dell'ESAF, disposta con il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale n. 7 del 2005, l'Amministrazione regionale succede in tutti i rapporti giuridici a carattere finanziario e patrimoniale di cui l'ESAF era titolare e negli obblighi e diritti derivanti da contratti e convenzioni o spettanti allo stesso ente in forza di legge. A parziale modifica e integrazione di quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale 12 luglio 2005, n. 10, l'Amministrazione regionale è autorizzata a versare, per ciascuno degli anni dal 2009 al 2015, la somma di euro 2.400.000 al Fondo integrativo per il trattamento di quiescenza (FITQ) costituito presso la stessa Amministrazione regionale, in conto delle quote rivalutate dei contributi versati al fondo integrativo pensioni dell'ESAF, nonché delle risorse necessarie per la corresponsione dei contributi integrativi. A cura della gestione liquidatoria dell'ESAF sono trasferiti al FITQ esclusivamente gli stanziamenti previsti dal citato articolo 2 della legge regionale n. 10 del 2005 (UPB S08. 014).
6. È disposto il trasferimento in capo all'ESAF SpA, ovvero al soggetto gestore del Servizio idrico integrato di cui alla legge regionale 12 dicembre 1994, n. 36, degli interventi affidati, ai sensi degli articoli 4 e 5 della legge regionale n. 24 del 1987 e successive modifiche ed integrazioni, all'ESAF. Al predetto trasferimento si provvede mediante convenzione di finanziamento con la quale sono altresì regolati i relativi trasferimenti finanziari.
7. La partecipazione azionaria detenuta dall'ESAF in liquidazione, a seguito dell'operazione di fusione delle attuali società di gestione del Servizio idrico integrato nel gestore unico del medesimo servizio, è trasferita al patrimonio della Regione, con attribuzione dei diritti dell'azionista all'Assessorato regionale dei lavori pubblici.
8. Nel comma 1 dell'articolo 34 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, sono abrogate le parole "nel limite dell'80 per cento della spesa necessaria". La disposizione abrogativa ha effetto sui programmi d'intervento approvati a decorrere dal 1° gennaio 2005.
9. L'importo previsto dal comma 12 dell'articolo 8 della legge regionale 6 aprile 1989, n. 13, è stabilito dalle amministrazioni comunali.
10. I commi 6 e 7 dell'articolo 1 della legge regionale 2 aprile 1997, n. 12, sono abrogati.
11. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare all'Ente autonomo del Flumendosa i seguenti contributi straordinari:
a) euro 4.000.000 nell'anno 2006 per la copertura dei maggiori costi energetici e di esercizio relativi al recupero delle risorse marginali del sistema Flumendosa-Campidano di approvvigionamento idrico multisettoriale dell'area meridionale della Sardegna (UPB S08. 014);
b) euro 2.500.000 per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 per gli oneri di manutenzione delle infrastrutture idrauliche del sistema Flumendosa-Campidano (UPB S08. 072).
12. Al fine di garantire l'effettiva applicabilità dell'articolo 4 della legge regionale 7 maggio 1999, n. 14, gli aventi diritto al contributo di cui alla lettera i) dell'articolo 1 della Legge 10 gennaio 1952, n. 9, possono accedere al contributo di euro 20.658,28 qualora, alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 14 del 1999 non abbiano ottenuto alcun acconto del contributo in conseguenza dell'esaurimento delle risorse previste dalla Legge n. 9 del 1952. I Comuni di Gairo, Cardedu e Osini sono delegati all'erogazione del contributo.
13. Al fine di garantire l'applicabilità dell'articolo 6 della legge regionale n. 14 del 1999, il saldo del contributo integrativo, sino all'importo di euro 7.746,85 è erogato a tutti gli aventi diritto in attesa di conguaglio alla data di entrata in vigore della presente norma, dai Comuni interessati di Gairo, Cardedu e Osini. I citati comuni provvedono all'erogazione del saldo del contributo a tutti gli aventi diritto, previo accertamento del rilascio dell'eventuale alloggio detenuto in via provvisoria.
14. Sono abrogati i commi 2 e 3 dell'articolo 6 ed il comma 3 dell'articolo 7 della legge regionale n. 14 del 1999.
15. In relazione alle particolari tensioni abitative conseguenti al trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini, le rispettive amministrazioni comunali sono autorizzate ad assegnare gli alloggi costruiti a seguito dell'alluvione del 1951, comunque occupati alla data del 7 maggio 1999, verificata la reale sussistenza delle condizioni previste dai commi 27, 28, 29 e 30 dell'articolo 14 della legge regionale n. 13 del 1989.
16. Agli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 12, 13, 14 e 15 si fa fronte con le risorse già destinate all'attuazione degli interventi di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 14 del 1999 (UPB S08. 094).
17. Dopo il comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 14, è inserito il seguente:
"3bis. La validità dell'attestazione, che comprova l'iscrizione all'albo regionale appaltatori, avente la durata di anni tre dalla data della deliberazione della commissione di cui all'articolo 3, è prorogata di sei mesi rispetto al termine naturale di scadenza della prima revisione generale.".
18. Il comma 7 dell'articolo 5 della legge regionale n. 1 del 2006 è sostituito dal seguente:
"7. È autorizzata la complessiva spesa di euro 3.000.000 per la realizzazione di un programma di opere pubbliche di interesse provinciale, sovracomunale e regionale di cui euro 2.100.000 in conto della UPB S08. 033 ed euro 900.000 in conto della UPB S08. 053.".
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras - Fadda Paolo - Cuccu Giuseppe - Calledda - Cucca
Art. 17
Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma 5 bis:
"5 bis. In conseguenza delle disposizioni di cui alla L.R. 10/2005 in materia di continuità del trattamento previdenziale a carico dell'INPDAP e integrativo, al FITQ (Fondo integrativo trattamento di quiescenza) è demandata, su istanza del dipendente, la gestione del trattamento di fine servizio (TFS), con le medesime modalità adottate attualmente dal predetto fondo per i dipendenti dell'Amministrazione regionale. Le direttive attuative della presente disposizione di legge sono emanate, sentite le OOSS di categoria, con specifico provvedimento dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione." (137)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras
Art. 17
Dopo il comma 7 dell'art. 17 è introdotto il seguente comma 7 bis:
"7 bis. La Regione unitamente e d'intesa con le autorità pubbliche titolari della proprietà azionaria di Abbanoa SpA procedono entro trenta giorni dall'approvazione della presente legge alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione della predetta società per azioni a totale capitale pubblico." (97)
EMENDAMENTO aggiuntivo Capelli - Ladu - Vargiu
Art. 17
Dopo il comma 18 dell'art. 17 è aggiunto il seguente:
"1. In via eccezionale e in deroga alla normativa di settore, entro il termine decadenziale del 31 dicembre 2006, i comuni interessati approvano, con delibera del consiglio comunale, in unica lettura, i piani di risanamento delle aree caratterizzate dalla presenza di fenomeni di abusivismo edilizio in contesti degradati e non adeguatamente infrastrutturati, giusto quanto previsto dall'art. 32 della L.R. 23/85.
2. Detti piani possono essere approvati in difformità dagli strumenti urbanistici ma devono contenere una relazione la loro compatibilità rispetto all'ambiente.
3. La realizzazione di detti piani sarà finanziata con apposita assegnazione, da parte della Regione, nei limiti della compatibilità di bilancio. Le risorse necessarie, in tutto o in parte, possono essere reperite anche con finanziamento a carico del bilancio comunale o dei soggetti interessati." (120).)
(E' approvato)
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita- D.L.), relatore di maggioranza. Esprimo parere contrario su tutti e tre gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 120.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo per chiedere la votazione nominale.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 120.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Marrocu ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cachia - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Liori - Moro - Petrini - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanjust - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Masia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 54
Votanti 53
Astenuti 1
Maggioranza 27
Favorevoli 16
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 18, a cui sono stati presentati sette emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18 e dei relativi emendamenti
Art. 18
Disposizioni in materia di ambiente,
caccia e pesca
1. Per il funzionamento dell'Ufficio regionale delle valutazioni di impatto ambientale (UVAR) è autorizzata una spesa annua valutata in euro 260.000 (UPB S05.074).
2. Per la realizzazione, il potenziamento ed il completamento delle strutture della rete di educazione ambientale e dell'autorità ambientale è autorizzata una spesa annua valutata in euro 200.000 (UPB S05.077).
3. La Regione recepisce i contenuti del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, in merito alla prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento (IPPC). Alla Regione spettano i compiti di indirizzo, regolamentazione e coordinamento.
4. Le province sono competenti al rilascio delle Autorizzazioni integrate ambientali (AIA) e possono avvalersi per le relative istruttorie dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente in Sardegna (ARPAS).
5. È istituito per le attività di cui ai precedenti commi il Comitato di coordinamento IPPC, presieduto dalla Regione e costituito dai rappresentanti delle province e dell'ARPAS. Il Comitato di coordinamento per lo svolgimento delle proprie attività può avvalersi della collaborazione di esperti di elevata qualificazione professionale.
6. Ove l'autorità competente non provveda a concludere il procedimento relativo al rilascio dell'AIA entro i termini previsti si applicano le procedure inerenti il potere sostitutivo regionale.
7. La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definisce le procedure per il rilascio delle AIA, per l'attività di coordinamento e l'esercizio del potere sostitutivo.
8. Le spese per i controlli e per le istruttorie tecniche connesse al rilascio delle AIA sono a carico dei gestori degli impianti. Per le attività di coordinamento e, a titolo di anticipo, per l'attività di istruttoria tecnica, è autorizzata la spesa di euro 200.000 annui (UPB S05.022).
9. È istituito il catasto regionale degli impianti fissi che generano campi elettromagnetici in conformità di quanto disposto dall'articolo 8 della Legge 22 febbraio 2001, n. 36; l'ARPAS, d'intesa con l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, cura la realizzazione e la gestione del catasto in raccordo con il catasto nazionale; per tale finalità, è autorizzata per l'anno 2006, la spesa di euro 100.000 (UPB S05.019).
10. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge i titolari dei sistemi fissi delle telecomunicazioni e della radiotelevisione sono tenuti a comunicare all'ARPAS la mappa completa degli impianti di cui al comma 9, corredata delle caratteristiche tecniche necessarie per la valutazione dei campi elettromagnetici.
11. Ai gestori che non abbiano provveduto alla comunicazione di cui al comma 10, non possono essere autorizzati nuovi impianti di sistemi fissi delle telecomunicazioni e della radiotelevisione.
12. È istituito l'Ufficio tecnico del piano di tutela delle acque (UPTA) per lo svolgimento delle attività inerenti il Piano di tutela delle acque; per l'istituzione ed il funzionamento dell'Ufficio tecnico UPTA e per il funzionamento dei sistemi informativi e di supporto alle decisioni ad esso connessi è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 300.000 (UPB S05.027).
13. La competenza per il rilascio della licenza per la pesca in acque interne per la categoria b (tipo sportivo) è attribuita alla amministrazione provinciale nel cui territorio risiede il richiedente. Tale licenza di pesca è rilasciata previa presentazione dell'attestazione di versamento del contributo di euro 20 per il costo del libretto e le spese di istruttoria.
14. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, emana direttive di indirizzo sul formato e sui contenuti dei dati della licenza di pesca e sulle modalità di rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 13.
15. Nella legge regionale 29 luglio 1998, n. 23, ovunque ricorra il termine "risarcimento" questo va sostituito dalla parola "indennizzo". Le province provvedono al pagamento dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche ed alle opere approntate sui terreni coltivati o a pascolo, nei rispettivi territori di competenza; per tali finalità è autorizzata, a valere sulle disponibilità recate dalla UPB S05.037, una spesa valutata in euro 400.000 annui da ripartirsi sulla base di criteri e modalità individuati con delibera della Giunta regionale, approvata su proposta dell'Assessore competente in materia di caccia.
16. A valere sulle disponibilità recate dalla UPB S05.093 è utilizzata per l'anno 2006 la spesa di euro 50.000 per la predisposizione dello studio di fattibilità della scuola di formazione del Corpo forestale da realizzarsi a Nuoro.
17. Per l'attuazione, la revisione, il monitoraggio e la verifica dell'efficacia del "Programma d'azione per la zona vulnerabile da nitrati di origine agricola di Arborea", approvato con deliberazione della Giunta regionale 31 gennaio 2006, n. 4/13, è autorizzata la spesa di euro 500.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007 (UPB S05.027).
18. L'articolo 2 della legge regionale n. 2 del 2004 è sostituito dal seguente:
"Art. 2 (Condizioni per il prelievo in deroga)
1. L'Assessore competente per materia consente il prelievo in deroga esclusivamente per le finalità richiamate dall'articolo 9 della direttiva n. 79/409/CE. Il prelievo in deroga è disposto sulla base della verifica da parte dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica del rispetto di quanto previsto dal comma 2 dell'articolo citato.
2. Con la stessa procedura prevista dal comma 1 l'Assessore della difesa dell'ambiente, quando accerta che sono venute meno le condizioni di cui allo stesso comma 1, dispone la cessazione dell'attività di prelievo.".
19. L'articolo 4 della legge regionale n. 2 del 2004 è abrogato.
EMENDAMENTO soppressivo parziale Vargiu - Artizzu - Ladu - Murgioni - Gallus - La Spisa - Pisano - Oppi - Capelli - Contu - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Dedoni - Liori
Art. 18
Il comma 1 dell'art. 18 è soppresso.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S03.006 anno 2006 euro 260.000
In diminuzione
UPB S05.074 anno 2006 euro 260.000. (72)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Contu - Artizzu - Ladu - Gallus - Murgioni - La Spisa - Pisano - Oppi - Vargiu - Capelli - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Dedoni - Liori
Art. 18
Il comma 2 dell'art. 18 è soppresso.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S03.006 anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S05.074 anno 2006 euro 200.000. (71)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Oppi - Artizzu - Ladu - Murgioni - Gallus - La Spisa - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Dedoni - Liori
Art. 18
Il comma 12 dell'art. 18 è soppresso.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S03.006 anno 2006 euro 300.000
In diminuzione
UPB S05.027 anno 2006 euro 300.000. (74)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Capelli - Oppi - Artizzu - Ladu - Murgioni - Gallus - La Spisa - Vargiu - Contu - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Pisano - Amadu - Dedoni - Liori
Art. 18
Nel comma 13 dell'art. 18 le parole "Amministrazione provinciale" sono sostituite dalle parole "Amministrazione comunale". (73)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - OPPI - ARTIZZU - LADU - LA SPISA - VARGIU - CONTU - DIANA
Art. 18
Nel comma 13 dell'art. 18 le parole "Amministrazione provinciale" sono sostituite dalle parole "Amministrazione comunale". (122)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Ladu- Gallus - Murgioni - Capelli - La Spisa - Oppi - Pisano - Amadu - Vargiu - Contu - Diana - Artizzu - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Dedoni - Liori
Art. 18
Al comma 15 dell'art. 18 la somma di 400.000 euro è rideterminata in euro 800.000.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S05.037 anno 2006 euro 400.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 euro 450.000. (70)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Uras - Davoli
Art. 18
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1 bis. L'Ente foreste della Sardegna, in attesa di un'organica riforma della disciplina inerente il personale che comporti la trasformazione di tutti i rapporti di lavoro a tempo pieno, è autorizzato a trasformare il rapporto di lavoro annuale a tempo pieno, per i lavoratori che abbiano conseguito un'anzianità contributiva per il trattamento pensionistico, al 31 dicembre dell'anno precedente: nell'anno 2006, di almeno trenta anni; nell'anno 2007, di almeno venticinque anni; nell'anno 2008, di almeno venti anni. Le spese previste per l'attuazione del presente comma sono valutate in euro 3.000.000 per l'annualità 2006, 4.000.000 per l'annualità 2007, 5.000.000 per l'annualità 2008 (UPB S05.063)."
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S05.063 - Contributo all'Ente foreste
2006 3.000.000
2007 4.000.000
2008 5.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 - FNOL - Parte corrente
2006 3.000.000
2007 4.000.000
2008 5.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 14) della Tabella A) allegata alla L.R. 24 febbraio 2006, n. 1. (98).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). All'articolo 18 sono stati presentati alcuni emendamenti, così come ne erano stati presentati all'articolo precedente, siccome la stanchezza colpisce e far volare parole inutili non credo che sia più neppure proponibile, devo dire che per quanto riguarda l'articolo 17 avevo avanzato alcune proposte che si sarebbero potute tenere in conto, signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori. Non siamo onorevoli neppure noi molte volte!
PRESIDENTE. Prego, onorevole Uras.
URAS (R.C.). Avevo la necessità di capire - e in questo senso si muovevano quegli emendamenti - come potesse succedere che i consiglieri di amministrazione si autoprorogassero in carica fino al 2008 per gestire una partita come quella dell'acqua, che, lo vorrei sottolineare, è assolutamente fondamentale, non è qualcosa che si chiude solo perché si vota velocemente un emendamento. No, quella è una partita che rimane aperta, perché impegna dei lavoratori, impegna dei precari, perché degli amministratori si sono autonominati per un lungo periodo e si sono già autoaumentati gli stipendi, perché è mancata o è stata insufficiente la vigilanza della Regione, perché le amministrazioni locali sono esautorate, perché insomma c'è tutto questo sistema, ivi compresa la normativa che dovremo trattare nelle prossime settimane, o almeno ci auguriamo di poterlo fare e di poter costruire le norme così come deve essere fatto. Il problema rimane ed è integro. So che in questi giorni vanno in scadenza alcuni contratti di lavoro, che dei precari questa mattina qua sotto chiedevano il diritto di lavorare, che sta per diventare un privilegio solo per alcuni. Cioè se fai l'amministratore di enti allora sei supergarantito, perché se sei incapace ti spostano e ti pagano di più, oppure ti autonomini, ti autoaumenti lo stipendio e nessuno dice niente. Se sei precario il problema invece si pone, e non va bene. E' lì il problema e noi lo affronteremo, ne faremo una questione di natura politica. Prima o poi si riuscirà a ragionare tra le formazioni politiche che compongono questa maggioranza e si riuscirà anche a organizzare il lavoro in maniera tale che gli obiettivi di governo possano essere realizzati. Si potrà uscire da questo turbinio di carte che volano, ma che non si poggiano mai, non concludono mai un percorso. Si arriverà a vedere una possibilità di beneficio per coloro a cui noi ci rivolgiamo, per i lavoratori, per le loro famiglie, per questa nostra comunità. Prima o poi si riuscirà a vedere qualcosa!
Abbiamo visto che la tariffa dell'acqua è di 1,70 euro, che la qualità dell'acqua non è migliorata, che le reti sono rimaste com'erano e che appalti per un importo di diverse centinaia di milioni di euro saranno devono essere gestiti da un gruppo di amministratori che si sono autonominati, autoprorogati in carica e autostipendiati. Questo è il meccanismo e prima poi si cadrà nel concreto, si risolverà il problema, si parlerà tra le forze politiche, si troveranno le soluzioni.
E così anche per le questioni ambientali. Per quanto riguarda l'Ente foreste ogni tanto sento dire da qualcuno che questo ente deve funzionare. Si dice: "Non è la sanità che deve dare lavoro?" E' da due anni che gli ambulanzieri di Muravera aspettano di entrare a lavorare, avendo vinto un concorso!
Signor Presidente, a proposito di questo chiederei un po' d'attenzione, se ritiene, se no smetto di parlare.
PRESIDENTE. La sto ascoltando, onorevole Uras.
URAS (R.C.). Presidente, volevo sottoporle una questione molto semplice che è connessa a tutta questa vicenda. A me è capitato di scrivere delle lettere a più soggetti istituzionali che hanno responsabilità: Assessori, direttori generali, Presidenti. Quelle lettere sono giunte a destinazione ma non ho avuto nessun riscontro circa il fatto che quell'adempimento che si doveva fare si sta pensando di farlo oppure di non farlo perché ci sono queste o quelle difficoltà. Mi domandavo: gli Assessori hanno l'obbligo di rispondere? Non dico di rispondere alle interrogazioni e alle interpellanze, ma almeno alle lettere! Hanno l'obbligo di dare le informazioni, sì o no? Quale tipo di relazione nasce tra il Consiglio e la Giunta? Dico questo perché alle interrogazioni non si risponde, alle interpellanze non si risponde e alle lettere nemmeno. Credo che pubblicherò una pagina su un giornale, chiederò a un giornale di spiegare come si può ottenere una risposta. E se non ci riesco io che risposta avranno mai i cittadini? Che risposta potranno pensare di avere i cittadini? Nessuna risposta?
Sull'articolo 18 abbiamo fatto alcune proposte, anche qui a beneficio del mondo del lavoro, che non è disgiunto dall'amministrazione. Molte volte si sente dire che la forestazione non serve per dare lavoro, la sanità non serve per dare lavoro, i progetti e la ricerca non servono per dare lavoro ma servono alla ricerca, la formazione professionale non serve per dare lavoro ma serve per formare i giovani che sono carenti dal punto di vista delle conoscenze, e così via. Allora io mi domando: che cos'è che serve per dare lavoro? Per esempio, la forestazione è uno dei bacini occupazionali; il settore ambientale, quello culturale, quello dell'assistenza, del sostegno e della cura alla persona sono bacini occupazionali e rientrano nei pilastri delle politiche comunitarie, quelle che qua vengono puntualmente citate, non so se a proposito o a sproposito. E' per questo che abbiamo presentato una serie di emendamenti che vanno nella direzione della stabilizzazione del precariato forestale e nel contempo della regolarizzazione delle condizioni di lavoro di alcuni lavoratori che hanno un contratto a tempo determinato, si avvicinano alla pensione e hanno bisogno per maturare più diritti di un ampliamento dell'attività di servizio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, da questo articolo viene un ennesimo attacco - ed è questo il motivo per il quale ritengo doveroso intervenire - all'attività venatoria in Sardegna; attacco che invito i colleghi a valutare nel modo opportuno.
E' un argomento che ovviamente mi sta a cuore, ma credo che debba stare a cuore a tutti. Sta a cuore a me perché ho l'onore di rappresentare 9.400 iscritti, in provincia di Cagliari, alla Federazione Italiana della Caccia, che in Sardegna ne conta 25 mila, e che sono comunque soltanto una parte dei 48.000 cacciatori sardi, e cioè di quelle 48.000 persone per bene, dalla fedina penale per ovvi motivi limpida, che hanno la passione per l'attività venatoria.
E vi sono perlomeno due punti che evidenziano, a mio avviso, da parte della Giunta, e dell'Assessore in particolare, che ringrazio di essere qui presente, un'impostazione negativa, un'impostazione persecutoria, un'impostazione ostile alla caccia, quasi che quest'ultima fosse un'attività da combattere, un'attività lesiva e nociva per l'ambiente sardo, e non invece una garanzia di tutela, di sorveglianza, di salvaguardia. Quella della caccia è un'attività che dimostra invece amore per l'ambiente, come molti colleghi qui presenti, che sono cacciatori, ben sanno. Credo che l'impostazione dell'assessore Dessì di opposizione aprioristica alla caccia sia in qualche modo frutto della sua militanza nelle associazioni ambientaliste, diciamo, più estreme e sia soltanto l'ultimo anello, in ordine cronologico, ma temo che non lo sarà nel tempo a venire se qualcuno non vi pone rimedio, di una catena che preoccupa i cacciatori che, come voi tutti sapete, colleghi, non sono né di destra né di sinistra, o meglio sono sia di destra sia sinistra e quindi, in qualche modo, esprimono tutti gli orientamenti politici. Anche per questo credo che sia doveroso un approccio rispettoso nei confronti della caccia.
A dire il vero, qualche segnale preoccupante nei confronti dell'attività venatoria l'avevamo avuto già da tempo. Ricordo che il presidente Soru in campagna elettorale diceva: "E' necessario, vogliamo abolire la caccia". Ricordo che lo stesso presidente Soru affermava che i cacciatori sono diseducati, sono degli immaturi, e quindi attraverso un'opera di educazione si sarebbe risolto questo problema, rappresentato appunto dalla caccia. Ricordo ciò che l'assessore Dessì ha fatto l'anno scorso, in occasione del primo calendario venatorio al quale ha potuto mettere mano. Il calendario venatorio si fa entro giugno, il primo anno è rimasto tale e quale perché ovviamente per problemi di tempo l'assessore Dessì non ha potuto porvi mano, l'anno scorso ha invece potuto dire la sua e il risultato è stato una decuplicazione della tassa regionale sulla caccia, che è passata da 5 a 50 euro. Credo che non si sia mai visto che una tassa sia stata aumentata del 1.000 per cento! Una tassa la si può adeguare, aumentare del 5, 10 o 20 per cento, ma la decuplicazione di una tassa credo sia qualcosa di veramente inedito!
Non pago di questo, l'assessore Dessì, in sede di Comitato regionale faunistico, da lui rinnovato nel senso di una limitazione dei rappresentanti delle associazioni venatorie, ha provveduto a ridurre le giornate di caccia, eliminando quelle che precedevano l'apertura della caccia alla selvaggina nobile stanziale e inventandosi un silenzio venatorio che ha privato i cacciatori sardi, che peraltro avevano pagato per una stagione venatoria completa, di circa sei, sette giornate di caccia, sulla base di non si sa quale motivazione scientifica. Non solo, lo stesso assessore Dessì ha previsto che la caccia alla nobile stanziale, invece che proseguire per cinque giornate, dovesse essere esercitata per cinque mezze giornate, dimezzando così ulteriormente anche quel poco che alla selvaggina nobile stanziale era stato preventivamente dedicato.
Insomma, se è vero che due indizi di ostilità nei confronti della caccia prefigurano una quasi certezza, qui di indizi ce ne sono così tanti da avere per certo che l'assessore Dessì è un avversario della caccia. Questo credo che sia anche comprensibile, probabilmente la caccia gli evoca qualche paura, forse qualche trauma infantile, gli richiama alla mente qualcosa che l'ha spaventato in modo indelebile, però, inviterei comunque a riflettere l'assessore Dessì e soprattutto i colleghi cacciatori della maggioranza, che ben sanno che la caccia non è né di destra né di sinistra né di centro e che i cacciatori sono i tutori della natura, se non altro perché partecipano di tasca propria alla tutela della natura, a differenza dei militanti delle associazioni ambientaliste che solitamente si convenzionano con l'ente pubblico per riceverne finanziamenti. I cacciatori da tanti anni mettono a disposizione le loro squadre di volontari, che dalla Regione non ricevono neppure un euro, nella lotta agli incendi e al bracconaggio.
Basterebbe questo per ammorbidire le posizioni un po' "talebane" dell'assessore Dessì - accetterà questa battuta - e riportare la sua azione amministrativa a un approccio il più rispettoso possibile nei confronti della caccia; un approccio che a livello personale può anche non essere condiviso, ma che l'attività venatoria merita certamente, non foss'altro perché, ripeto, è scientificamente dimostrato che giova al territorio, in quanto significa presidio, sorveglianza e garanzia di legalità nel nostro preziosissimo ambiente.
Tutti sappiamo che è ormai prossima l'istituzione di nuovi parchi regionali, che non credo siano visti con molta benevolenza dalle popolazioni sarde. Io stesso sto partecipando in questo periodo ad assemblee popolari ed effettivamente il malumore sale quando la gente incomincia a capire quali vincoli sono imposti, non per colpa della Giunta regionale, dal momento che bisogna restare negli ambiti fissati dalla legge nazionale, a cui non si può derogare. Ad esempio, è vero che nei parchi non si può andare a caccia, ben lo sa anche il Presidente della Commissione di cui faccio parte e con il quale ho serenamente discusso di questo argomento. Non viene detto, ma nei parchi regionali, in quelli che la Giunta sta preparando e in quelli che verranno, non si potrà praticare la caccia in nessun modo.
PRESIDENTE. E' finito il tempo, onorevole Artizzu, ha utilizzato dieci minuti esatti. Forse lei non ci ha badato, ma un minuto prima dello scadere del tempo sul tabellone elettronico inizia a lampeggiare una freccia, che segnala appunto che il tempo sta per finire.
E' iscritto a parlare il consigliere Pisu per illustrare l'emendamento numero 98. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, l'articolo 18 di questo maxicollegato contiene disposizioni in materia di ambiente, caccia e pesca, che sono della massima importanza per la nostra Isola. Infatti, temi come l'educazione ambientale, la riduzione dell'inquinamento, l'istituzione nel Catasto regionale degli impianti fissi che generano campi elettromagnetici, o quelli che istituisce l'Ufficio tecnico del piano di tutela delle acque, sono della massima importanza. Diventa lo stesso utile affrontare le questioni legate al pagamento dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche e alle opere approntate sui terreni coltivati o a pascolo nei rispettivi territori di competenza.
Sono certo che altri compagni del mio partito e altri colleghi della maggioranza e del resto del Consiglio tratteranno meglio questi aspetti. Mentre io voglio soffermarmi particolarmente su un aspetto che riguarda l'ambiente, il ruolo dell'Ente foreste della Sardegna, delle sue maestranze, con specifico riferimento ai lavoratori precari semestrali, che sono 2.400 su un totale di 6.000 dipendenti di questo ente. Al riguardo, ho presentato uno specifico emendamento, il numero 98, assieme ad altri compagni, che mi auguro venga attentamente valutato e successivamente accolto da tutto il Consiglio.
All'insieme dei 2.400 precari semestrali vanno aggiunti i 900 lavoratori dell'antincendio, che entreranno nell'Ente foreste, secondo l'articolo che abbiamo poc'anzi approvato, e che finalmente raggiungono, dopo tanti anni di lotte, un obiettivo che li rende un po' più sereni e consente loro di godere di maggiori diritti rispetto al passato. Io di questo sono contento, anche perché è un provvedimento di un Governo e di una maggioranza di centrosinistra, che devono essere sempre sensibili ai bisogni delle fasce sociali più deboli e alle condizioni in cui vivono i lavoratori precari e meno garantiti. Per questo è necessario iniziare ad affrontare, secondo me già da quest'anno, il problema dei semestrali dell'Ente foreste della Sardegna, che fanno parte delle fasce di lavoratori precari che hanno raggiunto un'anzianità contributiva di venti, venticinque e anche trent'anni. Dico che si deve iniziare ad affrontare questo problema perché è evidente che la stabilizzazione di 2.400 lavoratori si può attuare solo attraverso un piano pluriennale e gradualmente, date le attuali ristrettezze finanziarie della Regione. Vi è anche la preoccupazione, da parte di questi lavoratori semestrali, che percepiscono l'indennità di disoccupazione speciale per i restanti sei mesi, di non poter godere più di queste provvidenze, che corrispondono a un mezzo salario, nei prossimi anni. Inoltre è poco dignitoso per un lavoratore trovarsi in una situazione di precarietà, percepire un'indennità di disoccupazione che appare ai più come un'assistenza e magari, per far quadrare il bilancio familiare, dover fare lavori in nero, entrando così in contrasto con i disoccupati e alterando la pace sociale delle nostre comunità, già investite da guerre tra poveri di vario genere.
Ma quello che secondo me si deve superare è la vecchia concezione sulla inefficienza dell'Ente foreste, perché diventi un'azienda che, attraverso la riforma a cui già si sta lavorando, sia in grado di aumentare la propria produttività e utilità, migliorando la professionalità dei propri dipendenti e svolgendo un ruolo propulsivo per l'intera economia della Sardegna. Per fare questo si devono utilizzare lavoratori stabili, che possono dedicarsi a tempo pieno alla propria azienda, al fine di raggiungere gli obiettivi di cui parlavo prima e che tutti certamente auspichiamo.
A volte ci fanno notare che quando si sono costituiti i cantieri forestali i sindaci, pressati dai disoccupati, hanno accettato e condiviso la scelta di far lavorare i nuovi assunti per sei mesi, al fine di ridurre la disoccupazione e l'emigrazione. Sono cose abbastanza comprensibili e giustificate. Oggi, però, c'è una realtà diversa: quei lavoratori nel frattempo hanno formato una famiglia, hanno avuto dei figli, e a distanza di alcuni decenni sono ancora dei precari! Credo sia arrivato il momento di iniziare a dare risposte concrete che tranquillizzino questi lavoratori precari, certo con gradualità, come dicevo prima, ma con l'obiettivo di stabilizzarli nel tempo tutti. Lo stesso Assessore regionale dell'ambiente si è dichiarato, in linea di massima, favorevole a questa soluzione, se ho inteso bene, nell'interesse dell'Ente foreste, delle comunità dei territori in cui sono insediati i cantieri, ma direi dell'intera Sardegna.
Vorrei anche precisare che con questa scelta non si intende trascurare i disoccupati, che però non devono nemmeno illudersi che possano tutti lavorare nei cantieri forestali, come per troppo tempo si è fatto. Sarebbe invece auspicabile un adeguamento della legge regionale numero 24 che consenta a società, cooperative e privati di utilizzare in convenzione parte dei 220 mila ettari di territorio gestito dall'Ente foreste per svolgervi attività produttive di servizi con esso compatibili. Questa scelta potrebbe creare nuova occupazione e sviluppo in tante parti della Sardegna, dimostrando al contempo che si può dare a tante persone la possibilità di avere un reddito anche senza che diventino dipendenti dell'Ente foreste. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, mentre ascoltavo l'onorevole Pisu, ho riletto per l'ennesima volta l'articolo 18, perché di tutto egli ha parlato fuorché di questo articolo. E' pur vero che il collega Pisu ha sollevato un problema importante, e di questo lo ringrazio.
Onorevole Pisu, quei 900 lavoratori dell'antincendio hanno raggiunto il loro obiettivo, oggi, dopo un percorso che è durato tre anni e che era stato iniziato dalla maggioranza di centrodestra: erano lavoratori trimestrali, sono diventati semestrali, dopo due anni da semestrali sono stati delegati all'Ente Foreste e oggi, finalmente, c'è stato questo "parto". Lei faceva riferimento agli altri precari, beh, vediamo se voi in tre anni riuscirete a trovare per loro una soluzione! Noi, in tre anni, una soluzione l'abbiamo trovata, con una politica di piccoli passi, certamente, però l'abbiamo trovata.
L'onorevole Pisu, quindi, non ha affrontato minimamente i problemi se non relativamente alle questioni ambientali, che evidentemente lo riguardano particolarmente, ma non mi risulta che nel suo territorio non ci siano impianti fissi di trasmissione. Ce ne sono tanti, anche nel suo territorio!
PISU (R.C.). Ho preferito parlarne nell'emendamento numero 98, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). L'articolo 18 è infarcito di una serie di acronimi, colleghi, che sono anche di difficile pronuncia. Qualcuno evoca terrore: UVAR, un acronimo creato con una fantasia straordinaria! Ce n'è anche un altro: IPPC. Non ho capito, Assessore, quale sia la necessità di creare sempre e comunque degli acronimi. E' una cosa che non sopporto! Oltretutto, ce ne sono talmente tanti che uno legge AIA e pensa subito a una cosa, mentre tutti sappiamo che si tratta di un'altra cosa. Io ho pensato subito all'Associazione Italiana Allevatori, per esempio, ma anche all'Associazione Italiana Arbitri, che hanno lo stesso acronimo. Qua si tratta invece delle Autorizzazioni integrate ambientali, che, secondo me, sarebbe meglio chiamare semplicemente così, senza creare problemi di sorta.
In questo articolo, dicevo, oltre a queste che possono anche essere delle banalità, si fa riferimento continuamente all'ARPAS. Vorrei capire per quale motivo tutte queste cose non le debba fare l'ARPAS e per quale motivo noi dobbiamo prevederle in questo articolo. A cosa serve l'ARPAS, se anche in questo articolo, composto da 19 commi, sistematicamente si fa riferimento a questo ente? In più ci sono le deleghe alle province. Qui si dice che le province sono competenti al rilascio delle Autorizzazioni integrate ambientali e possono avvalersi - bontà loro! -, se ne hanno necessità, del supporto regionale. Dal quarto comma si salta, ma forse non è neanche un salto, al quinto, in cui si dice che è istituito il Comitato di coordinamento IPPC, presieduto dalla Regione. Io vorrei intanto capire come sia possibile che la Regione presieda un comitato. Si dice: "presieduto dalla Regione e costituito dai rappresentanti" - qui sì - "delle province e dell'ARPAS". Vorrei capire per quale motivo la Regione non possa delegare l'Assessore o il Presidente o un tecnico qualsiasi. Voglio dire che anche nella scrittura, questo articolo è il frutto di modifiche apportate in Commissione, quindi lascio alla libera interpretazione di ognuno di voi e dello stesso Presidente della Commissione il modo in cui si è arrivati a questa formulazione.
In questo articolo, mentre si dà una competenza alla provincia, si provvede anche a normare i poteri sostitutivi, immediatamente! Non abbiamo neanche iniziato e già stiamo dicendo: "Attenzione, provincia, che se non provvedi tu, provvederò io!" Forse sarebbe meglio che provvedesse la Regione. Questa non è una delega a un ente locale, e comunque sarebbe una delega a zero risorse. Poi l'Assessore dice che le risorse le devono mettere coloro che beneficiano di un'autorizzazione di questo genere. Lo trovate nel comma 8. Il comma 7 recita: "La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definisce le procedure per il rilascio delle AIA, per l'attività di coordinamento e l'esercizio del potere sostitutivo". Di fatto col comma 7 la Giunta sta dicendo: "Faccio tutto io"! E' un po' quello che succede per il rilascio del patentino per la pesca: si delega il rilascio del patentino per la pesca, nelle acque interne, ovviamente, e solo per uso sportivo, salvo che la Regione deve normare tutto quanto e presentare il piatto già pronto alla provincia, in questo caso, visto che le province sono state individuate come soggetto legittimato a concedere queste autorizzazioni. Anche tale licenza viene rilasciata previa presentazione dell'attestazione del versamento, eccetera.
Un'altra perla di questo articolo - e qui veramente mi deve soccorrere la professoressa Cerina o il professor Pinna o qualcun altro, perché avendo frequentato le scuole un po' "in salita" non ho una preparazione sufficiente - la troviamo al comma 15, che recita: "Nella legge regionale 29 luglio 1998, n. 23, ovunque ricorra il termine 'risarcimento' questo va sostituito dalla parola 'indennizzo'". Sono andato a cercare nel vocabolario Zingarelli, che l'onorevole Cappai aveva sul suo banco, la parola indennizzo, perché al di là del significato che tutti conosciamo ho pensato che potesse sfuggirmi qualcosa. Alla voce indennizzo si legge: "somma pagata a titolo di risarcimento". Assessore, che il Consiglio regionale sia chiamato a normare, con un comma del maxicollegato alla legge finanziaria e come fatto estremamente importante e caratterizzante dell'azione amministrativa del centrosinistra, che ove appare il termine "risarcimento" questo va sostituito dalla parola "indennizzo", credo significhi che siamo proprio alla frutta!
Alle province, poi, viene data un'altra competenza importante: quella di pagare i danni causati dalla fauna selvatica - questa è un'altra perla! -, finalità per la quale è autorizzata una spesa di 400 mila euro. Credo che anche l'Assessore sapppia che questa cifra è assolutamente insufficiente. Tralascio il comma 17, che come tutti sappiamo benissimo riguarda un fatto importantissimo, e arrivo al problema della caccia, di cui parlava il collega Artizzu, che non ha potuto completare il suo intervento per mancanza di tempo e che affronterà ancora questo argomento molto più compiutamente di me, che sono cacciatore forse da più anni rispetto a tutti i cacciatori qui presenti. Io sono un vecchio cacciatore, qualche volta mi sarà pure capitato di fare il bracconiere. E così abbiamo liberato il campo, perché se non lo dico io qualcuno comunque lo pensa!
LA SPISA (F.I.) Seicento anni di caccia!
DIANA (A.N.). Seicento no, ma dal 1964 a oggi sono quarantadue anni di onorato servizio!
Mi domando: è possibile che in un momento in cui l'attività venatoria, che è diventata estremamente importante in tutte le parti d'Europa, la Spagna, il Portogallo e la Francia stiano costruendo sulla caccia la fortuna degli agricoltori? E' possibile che regioni importanti, quali la Toscana, l'Emilia e l'Umbria, su questo particolare aspetto abbiano investito tanto e molto stiano facendo col contributo indispensabile dei cacciatori?
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sarò breve. L'assessore Dessì è intento a parlare d'altro, ma mi rivolgo a lui. Assessore, io non so se lei ricordi il contenuto dell'articolo 2 della legge numero 2 del 2004, glielo leggo: "L'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito l'Assessore regionale dell'agricoltura, con proprio decreto...", eccetera, eccetera. Al punto 1 del comma 18 dell'articolo 18 voi scrivete: "L'Assessore competente per materia consente...". Io mi auguro che si tratti sempre l'Assessore della difesa dell'ambiente, perché qui non è stato chiarito e potrebbe essere un motivo come un altro per dire che la competenza oggi è dell'Assessore dell'ambiente e domani dell'Assessore dell'agricoltura, così nessuno applica la norma. Io suggerirei, Assessore, di precisare qual è Assessore competente che consente il prelievo in deroga.
Il comma 18 prosegue dicendo: "Il prelievo in deroga è disposto sulla base della verifica da parte dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica...". Assessore, non sono riusciti i funzionari dell'Ispettorato ripartimentale dell'agricoltura a fare la verifica quest'anno, figuriamoci se può riuscirci l'Istituto nazionale per la fauna selvatica! Io mi convinco sempre di più che velatamente anche lei condivida il pensiero Soru, o "siero-pensiero", cioè quello di chiudere la caccia in Sardegna. Assessore Dessì, lei si è preoccupato, quest'anno, di autorizzare nella zona di Oristano l'abbattimento di una specie di uccelli, di cui non ricordo il nome.
DEDONI ( Riformatori Sardi). Cormorani.
CAPPAI (U.D.C.). Cormorani, sì. E' stato molto veloce nell'autorizzarlo, poi magari è stato bloccato. Invece quest'anno non si è attivato per niente per i danni che i tordi stavano arrecando agli oliveti e ai mirteti. Secondo me, lo ripeto, velatamente voi volete chiudere la caccia.
Il punto 2 del comma 18 dell'articolo 18 recita: "Con la stessa procedura prevista dal comma 1 l'Assessore della difesa dell'ambiente…" - qui si specifica che è l'Assessore della difesa dell'ambiente e sarebbe bene chiarirlo anche al comma 1 -"…dispone la cessazione dell'attività di prelievo". In base a che cosa, Assessore, lei dispone la cessazione dell'attività di prelievo? Nel primo caso serve l'Istituto per la fauna selvatica nazionale, nel secondo caso non serve, per chiudere la caccia non serve. Chi stabilisce che è il caso di far cessare il prelievo in deroga? Quale commissione, quale comitato, quale istituto, quale associazione, quale organizzazione? Per cui, Assessore, avendo dibattuto in più di un'occasione con lei di questa materia, le suggerirei di rivedere e chiarire tutti questi aspetti magari con un emendamento della Giunta, perché questo articolo non è chiaro, è di difficile applicazione, e per quanto posso prevedere io serve a fare in modo che in Sardegna non si possa mai più riaprire la caccia a febbraio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, è in discussione un argomento che mi appassiona e la ringrazio per avermi dato la possibilità di intervenire.
Io ho esercitato l'attività venatoria sino a quattro anni fa, sino a quando purtroppo ho perso l'udito, caro Renato Cugini, all'orecchio sinistro proprio a causa della caccia, così mi hanno detto. Sono sempre stato un cacciatore ambientalista, e bisogna dire le cose come stanno: la prima regola di un cacciatore che sia veramente uno sportivo è il rispetto dell'ambiente, perché se non rispetta l'ambiente e non concorre a tutelarlo la fauna sparisce e quindi viene meno il motivo che lo porta a esercitare l'attività venatoria.
Io sono assolutamente d'accordo sulle politiche di tutela dell'ambiente, purché queste non abbiano, come ho sostenuto altre volte in Aula, una base fondamentalista. In altre parole, non possiamo assolutamente metterci sotto una campana di vetro: l'uomo esercita tutte le attività nell'ambiente in cui vive, anche l'attività sportiva della caccia. I cacciatori sono soggetti attivi nella vigilanza ambientale, così come sono attivissimi nella lotta agli incendi. Lo sono, Assessore, per un motivo egoistico, appunto la tutela del territorio di caccia, ma comunque questo è un aspetto positivo.
Dico anche che bisogna essere coscienti, quando si esercita l'attività venatoria, di ciò che l'ambiente offre, e quindi anche della qualità e quantità della selvaggina. Io non ho difficoltà - mi rivolgo al collega Artizzu - ad ammettere che in determinate zone della Sardegna la nobile stanziale è diventata ormai un ricordo. Per trovare una lepre bisogna attraversare in lungo e in largo la zona di battuta - la prego, Assessore, di prestarmi un po' di attenzione - almeno per quattro o cinque domeniche. Allora è necessario, secondo me, monitorare attivamente i territori. Nelle zone in cui purtroppo, negli ultimi dieci anni, è aumentata vertiginosamente la prolificazione dei cinghiali, per colpa non nostra ma della natura, nelle zone battute dagli incendi o quelle in cui si è ridotta drasticamente l'agricoltura c'è stato un calo drastico delle nidiate di pernici e lepri.
Parlo da cacciatore non pentito, tant'è che ho deciso di rinnovare il porto d'armi, e non ho difficoltà a dire che la tassa che si deve pagare in questa regione, così come ha sostenuto anche il collega Artizzu, è eccessivamente esosa. Se serve per rimpinguare le casse regionali è un conto, però, mi creda, aver decuplicato questa tassa non è servito come deterrente perché il cacciatore paga lo stesso. Allora bisogna essere elastici e magari pensare a una norma che zona per zona, centro per centro, obblighi il cacciatore a quotarsi per il ripristino, anche con un intervento regionale, di quella fauna che ormai si sta estinguendo. Oggi, in Sardegna, i cacciatori devono percorrere, così come facevo io, cento chilometri per raggiungere magari l'amico pastore o allevatore che suggerisce dove si può fare una battuta alle pernici. Bene, non è questo che bisogna fare, è necessario incrementare la nobile stanziale laddove - e lo dico qui pubblicamente da cacciatore - un monitoraggio obiettivo avrà stabilito che manca. Se è necessario, per un anno si chiude la caccia alla nobile stanziale, non succede niente, e magari tra due anni per cacciare una lepre non dovrò andare a Orgosolo, a Orune o a Lula, ma potrò restare a Torralba, perché non tutti hanno i fuoristrada o gli amici che li sostengono!
Questo vuol dire fare una politica seria di intervento, anziché bloccare tutto, affinché lo sport della caccia possa nuovamente essere esercitato da tutti. Sono anche convinto che occorra incrementare le giornate di caccia al cinghiale e alla selvaggina migratoria; molti cacciatori vanno in Marocco o in Libia per abbattere 2.000 o 3.000 uccelli migratori. Quindi non succede niente, visto che noi abbiamo un passo ritardato rispetto al resto dell'Italia, se in Sardegna viene prorogato il periodo per quel tipo di caccia. E' altrettanto necessario, in questo mi ha preceduto il collega Diana, pensare a un turismo venatorio, il che non vuol dire disperdere le specie animali, bensì regolamentare un'attività sportiva e turistica che porta anche quelle risorse finanziarie che sono necessarie per la tutela della fauna nei parchi e nelle zone da cui poi determinate specie vengono prelevate per essere immesse in zone dove la loro presenza ha subito un calo drastico.
Concordo, sinceramente, col collega Cappai quando dice che non è giusto rivolgersi per i prelievi venatori all'Istituto nazionale per la fauna selvatica. Perché non rivolgersi al Comitato regionale faunistico, visto che parliamo sempre di autonomia? Sappiamo perfettamente, Assessore - sono obiettivo nella mia esposizione - che se rispettiamo l'articolo 9 della direttiva 79/409/CE e ci rivolgiamo all'Istituto della fauna selvatica otterremo sempre una risposta negativa.
Per quanto riguarda i tordi lei ha ragione, quando arrivano arrecano danni per milioni di euro agli oliveti, ed è necessario trovare una soluzione. Anche se è una specie protetta a livello europeo i tordi arrecano danni enormi ai centri agricoli, per cui è necessario fare quel famoso prelievo venatorio, così come si è fatto, credo tuttavia senza successo, per i cormorani che danneggiavano la fauna ittica, anche se da quel che ho letto sui giornali si trattava di un caso abbastanza diverso.
Occorre, quindi, inquadrare il problema della caccia, che poi non è un problema, stiamo parlando di un'attività sportiva, in una normativa che consenta ai cacciatori di praticare questo sport serenamente. In alcune zone bisogna incrementare la presenza di determinati tipi di selvaggina che si stanno estinguendo, quindi è necessario un monitoraggio serio, specialmente, ripeto, per quanto riguarda la selvaggina nobile stanziale. A proposito della nobile stanziale ribadisco - non ho paura di dire queste cose - che voglio poter cacciare le lepri, l'anno venturo, a Torralba, e non essere costretto ad andare sull'altopiano di Campeda! Così come voglio poter cacciare le pernici vicino al mio vigneto!
(Interruzioni)
Ma come non è vero! A me dici queste cose? E' la verità! Allora non diciamo fesserie! Io non sto dicendo che bisogna chiudere la caccia alla nobile stanziale, dico che bisogna fare un monitoraggio e creare le condizioni affinché in alcune zone siano incrementate le specie che stanno scomparendo. Non tutti possono disporre dei fuoristrada per andare a caccia a Lula, a Orune o in su corru mannu de sa furca! Io voglio poter cacciare nel mio territorio, e siccome anche nei territori contigui la presenza di lepri e pernici si sta drasticamente riducendo, dico all'Assessore che è doveroso da parte sua provvedere affinché queste specie non vengano a mancare nel Meilogu. Punto e basta! Poi i provvedimenti deve prenderli lui.
(Interruzioni)
Evidentemente non hai seguito quello che ho detto. Io ho detto che è necessario che i fondi che si recuperano, anche dalle tasse, devono essere utilizzati per tutelare la fauna. Occorrono i prelievi e i lanci venatori, ma se aspettando i lanci una specie si estingue, abbi pazienza, è necessario intervenire prima!
Quindi, Assessore, non serve il fondamentalismo o una campana di vetro, occorre una politica seria, una politica severa, anche di incentivazione. Questo volevo dire sulla caccia perché sono stato stimolato a dirlo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). La Commissione ambiente, da me presieduta, ha discusso a lungo dell'articolo 18 e, congiuntamente con la Commissione programmazione, ha provveduto a definire, integrare, migliorare il testo che stiamo esaminando. Quindi questo testo è il risultato di un lavoro serio, che è stato fatto congiuntamente da queste due Commissioni.
Intervengo per fare qualche considerazione sull'emendamento numero 98 presentato dai colleghi Pisu, Davoli e Uras, che pone una questione enorme, un problema reale, però io penso che non lo ponga nel modo giusto. Intanto, voglio dire che la norma che abbiamo introdotto proprio oggi e che inquadra i 900 lavoratori dell'antincendio non ha richiesto all'amministrazione regionale neanche un euro in più rispetto alle risorse che già sono a disposizione. La norma contenuta nell'emendamento numero 98 richiede invece uno sforzo finanziario enorme e, proprio perché è abbastanza parziale, non tiene conto della complessità della situazione.
Io credo che il problema, che, ripeto, esiste ed è un grosso problema, vada affrontato dalla maggioranza insieme alla Giunta prospettando anche l'attuazione completa della normativa sull'Ente foreste e un'azione di rilancio di questo ente, che non può limitarsi a svolgere la giusta e sacrosanta funzione di tutela dell'enorme patrimonio forestale che abbiamo in Sardegna, ma deve porre in essere tutte quelle azioni di carattere economico che sia la legge istitutiva dell'Ente sia la legge di modifica ci consentono. In questo quadro va posto il problema per poter dare una risposta esauriente.
Al di fuori, quindi, di un ragionamento serio e concreto, credo che questo emendamento rischi di creare aspettative che non possono essere soddisfatte. E dico anche che una questione di questo genere non può essere portata con un emendamento firmato da qualche consigliere della maggioranza. Le questioni di questa rilevanza vanno affrontate in un confronto serio con la Giunta e in una discussione seria e approfondita all'interno della maggioranza e nelle sedi competenti. Se ciascuno di noi improvvisa soluzioni non praticabili su questioni di questa rilevanza non si assume la responsabilità che chi governa deve invece assumersi, soprattutto quando le questioni riguardano migliaia e migliaia di persone e le rispettive famiglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Chiedo scusa, intervengo solo per la correzione di un piccolo refuso: al comma 16, anziché UPB S05.093 deve intendersi, più correttamente, UPB S05.102.
Infine faccio una piccolissima, ma doverosa, precisazione, so che l'Aula in questo momento non accetterebbe una lunghissima discussione: il comma aggiuntivo relativo al prelievo in deroga, che non riguarda ovviamente l'attività di caccia, ma riguarda un'altra cosa, è imposto, ordinato, con lettera pervenuta ad aprile, da una procedura di infrazione intrapresa dalla Commissione Europea, proprio perché abbiamo fatto una legge che non è conforme alle direttive europee.
(Interruzione del consigliere Artizzu)
Onorevole Artizzu, le regalerò una poesia, si intitola Su Nugoresu, scritta dal canonico Solinas. Io non sono uno che ha molte fobie e quella poesia mi descrive bene, però una fobia ce l'ho ed è la fobia erariale. Una procedura di infrazione costa alla Repubblica Italiana, che si rivarrà sulle casse della Regione, circa un milione di euro al giorno, da quando ha avuto inizio l'infrazione, cioè in questo caso dal 2004. Per cui, da buono e prudente amministratore, la fobia erariale ce l'ho!
ARTIZZU (A.N.). Sono dodici le regioni italiane dove si pratica la caccia in deroga, dica cose vere!
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, posso chiederle di lasciar svolgere all'Assessore il suo intervento? Lei ha potuto svolgere il suo.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Infine, vorrei chiedere rispettosamente ai consiglieri regionali Pisu, Uras e Davoli di ritirare l'emendamento numero 98, che accolgo come raccomandazione alla riflessione su un problema che sto affrontando. Io voglio eliminare il precariato e il tempo determinato nel mondo della forestazione, tuttavia su questo c'è stato un lunghissimo dibattito all'interno della maggioranza, che si è concluso con un orientamento che io sono tenuto a rispettare e soprattutto non posso improvvisare in una materia che può costare molto anche dal punto di vista delle risorse.
Stiamo lavorando a un programma serio di riassorbimento della semestralità, però consentiteci di farlo confrontandoci con la struttura dell'Ente, con i sindacati e anche direttamente con i lavoratori. Una decisione non meditata in questo momento potrebbe creare più problemi di quanti non ne risolva.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Sugli emendamenti numero 72, 71, 74, 73, 122, 70 esprimo parere contrario. Così come ha precisato l'Assessore, considerata l'attenzione che la Giunta dimostra al problema sollevato con l'emendamento numero 98, si chiede il ritiro di questo emendamento. Nell'eventualità che sia mantenuto naturalmente il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 72.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Intervengo, ovviamente, non per annunciare il voto favorevole all'emendamento, che è scontato, ma perché non ho udito dall'Assessore ciò che mi sarei aspettato.
Noi non siamo stanchi, Assessore, siamo delle spugne, siamo ansiosi di conoscere e quindi ci saremmo aspettati da lei ragionamenti più importanti, non solo in materia di caccia, ma in tutte le altre materie di cui tratta l'articolo 18. Il fatto che lei ritenga che la Regione possa presiedere un comitato così come è scritto nell'articolo, mi fa ritenere che non abbia voluto prestare attenzione alle considerazioni che sono state fatte.
Relativamente alla caccia noi sappiamo benissimo che cos'è il prelievo in deroga. Ciò che noi stiamo mettendo in discussione, Assessore, se non glielo abbiamo detto prima glielo diciamo adesso, è che a fronte della decuplicazione della tassa regionale, che poteva essere anche più consistente, la Regione non ha avuto nemmeno la sensibilità di spiegare ai cacciatori a che cosa servisse quella decuplicazione. Non c'è stato nessun atto, in due anni, che abbia lasciato intravedere una sola possibilità per rendere l'attività venatoria utile per le popolazioni agricole e, di converso, per soddisfare le necessità, le aspirazioni e anche quelle che sono delle reminiscenze storiche in fatto di prelievo venatorio. Non c'è stata la minima disponibilità a trattare l'argomento e non intravediamo nessuna iniziativa, men che meno da parte della Presidenza della Commissione ambiente e agricoltura.
Voglio capire: c'è veramente da parte vostra la predisposizione ad abolire la caccia in Sardegna? O c'è invece una volontà che non è ancora emersa e che voi ritenete debba emergere in tempi brevi? L'onorevole Artizzu ha parlato di 48 mila cacciatori, non di due persone! Qui sono state fatte marchette per molto meno, ne sono state fate per 2, per 4, per 8, per 220, per 170 persone, anzi 170 proprio no, l'avete eliminato come numero!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Voterò contro l'emendamento numero 72. Io non sto cercando voti, quelli li cerco semmai in campagna elettorale e chi vota per me lo fa per l'impegno che metto nel fare le cose. Credo che anche in quest'Aula chi vota a favore di certe posizioni lo faccia perché condivide quelle posizioni, e non v'è dubbio che non vota le posizioni che non condivide. Io sono persona libera e pago il prezzo della mia libertà.
Voterò, dicevo, contro l'emendamento numero 72 e peraltro colgo l'occasione per esprimere l'opinione dei presentatori dell'emendamento numero 98 sulla questione relativa al personale dell'Ente foreste che si trova in una particolare condizione. Quale è questa condizione? Intanto l'aver maturato una certa anzianità di servizio; il primo intervento indicato riguarda personale con trent'anni di servizio. Di quali persone stiamo parlando, per intenderci, così facciamo il rapporto con gli amministratori di Abbanoa? Stiamo parlando di gente che vive con 600 o 700 euro al mese, mediamente, che per sei mesi ha un trattamento economico in attività di servizio e per i restanti sei mesi percepisce un sostegno che gli viene dalle norme sul sussidio di disoccupazione, che peraltro sta cambiando natura, ci sono disposizioni di legge che lo modificano e che rischiano di lasciare questi lavoratori senza quel reddito di protezione.
Allora, io accolgo l'invito dell'Assessore a trovare insieme una soluzione, perché il problema esiste e riguarda diverse centinaia di lavoratori. Questo è il tipo di approccio che vorrei trovare spesso nella Giunta, cioè la disponibilità a valutare nel concreto come risolvere una questione che riguarda la vita delle persone. La condizione di questi lavoratori semestrali è difficile, non è uguale alla nostra, e non possiamo trattare le questioni con i numeri - lo dico all'Assessore della programmazione -, con la fissazione e preoccupazione di farli quadrare rispetto alle previsioni che a tavolino abbiamo disegnato, perché c'è sangue e ci sono bisogni, anche elementari, che non vengono soddisfatti. Questo è un problema che ci riguarda e che dobbiamo tenere presente.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 73 e 122, che sono uguali.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sarò brevissimo, Presidente, voglio soltanto chiedere il motivo per cui non viene accettato questo emendamento. Il comma 13 dell'articolo è stato discusso in Commissione e su nostra proposta la competenza per il rilascio della licenza per la pesca è stata attribuita alle amministrazioni provinciali. Ci siamo lasciati in Commissione con l'intento di accertare, eventualmente, se questa licenza potesse essere rilasciata dalle amministrazioni comunali, per uniformare questa procedura a quella relativa alla licenza di caccia, in modo da semplificare tutto il procedimento. Visto che per quanto riguarda la caccia, il rilascio della licenza è in capo all'amministrazione comunale, non capisco perché non possa accadere altrettanto per la licenza di pesca, così come è richiesto dagli stessi utenti di questo servizio. In tal modo si semplificano le cose, perché sono i vigili urbani che molto semplicemente provvedono al rimborso dopo il versamento del contributo previsto.
PRESIDENTE. L'Assessore si rimette all'Aula.
(Non sono approvati)
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'articolo 18.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, intervengo giusto per due precisazioni. La prima riguarda il ruolo al quale la Regione rinuncia, che è quello di accertatore per quanto riguarda il prelievo in deroga. Mentre la direttiva europea, la legge di recepimento nazionale e anche la legge di recepimento regionale che il Consiglio ha votato nella scorsa legislatura, individuano comunque nella Regione, al di là del fatto che la caccia in deroga si pratichi o no, al di là del fatto che l'Assessore la voglia aprire o no, l'ente che deve verificare se ci sono le condizioni per aprire la caccia in deroga o chiudere la caccia in deroga. Qui si rinuncia addirittura a dare alla Regione il compito di fare questa verifica! Mi sembra una mortificazione inutile, ripeto, poi la caccia in deroga si può aprire o non aprire, ma la rinuncia a priori a dare alla Regione questa competenza primaria in materia di caccia mi sembra francamente incomprensibile.
Riguardo alla tassazione regionale, il collega Rassu giustamente poneva l'accento sulla necessità del ripopolamento della selvaggina. Il ripopolamento si dovrebbe fare con i quattrini che i cacciatori ogni anno pagano, perché c'è un tassa nazionale, che quindi va allo Stato e che attiene al possesso e al trasporto dell'arma, e c'è una tassa regionale annuale, che ovviamente non può essere relativa all'utilizzo dell'arma, perché la Regione non ha nulla a che vedere con il porto d'armi, e che serve proprio per il ripopolamento della selvaggina. Ma allora, Assessore, come li avete utilizzati questi soldi? Avete decuplicato la tassa, ci piacerebbe sapere che c'è anche una decuplicazione degli interventi di ripopolamento della selvaggina. Per ora non ne vedo traccia!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Chiedo scusa, ruberò soltanto un minuto. Intanto voglio ricordare ai colleghi che non solo il centrosinistra non è contro la caccia, ma le uniche opportunità di andare a caccia a febbraio sono state date negli anni in cui era al governo il centrosinistra, tanto che noi abbiamo difeso quella legge che fu approvata dal centrosinistra in due ricorsi davanti alla Corte Costituzionale, ahimè, perdendoli entrambi. Circa la possibilità di prorogare il periodo di caccia oltre il 31 gennaio la Sardegna è stata soccombente in tutti e due i ricorsi. Ricordo che ero relatore di quella legge e insieme al collega Cugini e ad altri colleghi fui io a proporre di estendere la caccia in Sardegna al mese di febbraio.
La seconda questione è che l'articolo 18 non fa riferimento alla caccia in deroga, semplicemente riporta una norma nazionale che consente, accertato che la selvaggina migratoria e quella stanziale arrecano un danno reale all'agricoltura, il prelievo in deroga, anzi l'abbattimento selettivo. La norma nazionale prevede il parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica, in Sardegna con la legge 23 noi avevamo pensato di superare il parere istituendo l'Istituto regionale per la fauna selvatica. In cinque anni non avete fatto nulla per costituire l'istituto che, magari in convenzione con l'Istituto nazionale, avrebbe potuto e dovuto provvedere a questo accertamento. Quella norma è ancora in vigore e sapevamo tutti, nel 2002, che stavamo approvando una norma in contrasto con la legge nazionale 157 e con le direttive comunitarie e che saremmo andati sicuramente incontro a una procedura di infrazione, così com'è accaduto.
Per cui condivido l'impostazione data dall'Assessore: non c'entra nulla la caccia, non c'entra nulla l'anticaccia. La norma va modificata e sappiamo che la possibilità di andare a caccia a febbraio non c'è stata mai e non ci potrà essere. Non possiamo pensare a un terzo ricorso davanti alla Corte costituzionale, che sarebbe mortificante per la Sardegna, oltre che incomprensibile. Quindi voterò a favore dell'articolo 18.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Solo un minuto per dire che anch'io accetto l'invito a ritirare l'emendamento numero 98, perché ho particolarmente gradito la disponibilità data dall'assessore Dessì a confrontarsi su un tema così importante e complesso.
Devo anche dire che questo emendamento è ovviamente parziale, così come lo era quello relativo al personale dell'antincendio, e così come può esserlo ogni punto degli articoli precedenti. Analoga disponibilità gradirei ci fosse da parte di tutto il centrosinistra nel contrastare la precarietà del lavoro a cominciare dagli enti regionali. Ovviamente questo invito è allargato a tutto il Consiglio regionale ed è per questo che ritiro l'emendamento numero 98, però mi aspetto che dopo l'approvazione del maxicollegato la Giunta, la maggioranza e il Consiglio affrontino seriamente e concretamente questo importante tema che riguarda i 2.400 lavoratori precari dell'Ente foreste, che sono distribuiti nelle province più povere, ossia le province di Nuoro, dell'Ogliastra e di Oristano; soltanto il 3 per cento riguarda le altre province. Grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19.
CAPPAI (U.D.C.). Dobbiamo sospendere alle 22!
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo ancora dieci minuti abbondanti. Siccome all'articolo 19 non sono stati presentati molti emendamenti, possiamo provare a esaminarlo. Domani mattina avremo parecchio da lavorare, perché rimangono gli articoli 20, 21, 10 che avevamo sospeso, 2, 3 e 4. C'è dunque ancora molto lavoro da fare e siamo tutti stanchi.
CAPELLI (U.D.C.). Discutiamo l'articolo 10!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Credo che si possa raccogliere quella che è un'esigenza un po' di tutti. Dopo una giornata in cui abbiamo affrontato molti argomenti importanti e difficili, non credo che ci sia il tempo per discutere seriamente tutto l'articolo 19. Credo, invece, che si possa concludere l'esame dell'articolo 10, che è molto più semplice, entro i tempi concordati, cioè entro le ore 22.
PRESIDENTE. Solo che manca l'Assessore competente per materia.
CAPELLI (U.D.C.). Non fa niente!
PRESIDENTE. Se l'emendamento proposto dall'Assessore dell'industria è condiviso, nel senso che raccoglie le obiezioni e i suggerimenti dati dai colleghi di maggioranza e di opposizione, torniamo all'articolo 10.
MARROCU (D.S.). Ma c'è un nuovo testo!
PRESIDENTE. Infatti stiamo parlando di un nuovo emendamento, il numero 170.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 170:
EMENDAMENTO sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Art. 10
L'articolo 10 è sostituito dal seguente:
"Art. 10
Interventi a favore del sistema industriale
Per i fini di cui alla lettera a) del punto2 dell'articolo 32 della legge regionale 7 giugno 1989, n. 30 (Disciplina delle attività di cava), l'Amministrazione regionale è autorizzata, a valere sullo stanziamento iscritto in conto dell'UPB S09.045 (CAP. 09139), ad erogare contributi a fondo perduto in favore di imprese che presentino progetti di riabilitazione ambientale di cave abbandonate che comportino l'eliminazione e il riutilizzo dei materiali di discarica. Il contributo sarà erogato in regime de minimis, con una intensità massima di aiuto pari al 50 per cento dei costi del progetto di ripristino e comunque tenuto conto del differenziale tra gli stessi costi e il valore dei materiale riutilizzabile.
Condizioni per l'ottenimento del contributo di cui trattasi sono:
a) l'accordo di disponibilità dell'area interessata dalla discarica tra il proprietario e il soggetto proponente;
b) l'inesistenza di soggetto obbligato alla riabilitazione dell'area.
Le modalità e i criteri per l'erogazione dei contributi, verranno stabilite con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dell'industria e comunque privilegiando aree di particolare interesse paesaggistico (parchi, aree SIC), archeologico, monumentale e iniziative di imprese che utilizzino il materiale di discarica per il loro processo produttivo in alternativa all'apertura di nuove cave.". (170).)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 170, che è stato distribuito, sostituisce l'articolo 10, così come richiesto dai colleghi. L'Assessore dell'industria ha accolto le indicazioni che sono state avanzate in Aula e ha specificato che il contributo sarà erogato in regime de minimis, con una intensità massima di aiuto pari al 50 per cento dei costi del progetto di ripristino. Il parere della Giunta ovviamente è favorevole.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole.
(E' approvato)
I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 21 e 54.
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