Seduta n.175 del 20/04/2006 

CLXXV SEDUTA

Giovedì 20 Aprile 2006

Presidenza del Vicepresidente Paolo FADDA

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 9 e 33.

CALLEDDA, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 17 febbraio 2006 (169), che è approvato.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:

"Disposizioni in materia di consorzi di bonifica e delle relative funzioni". (226)

(Pervenuto il 15 marzo 2006 e assegnato alla quinta Commissione.)

Come preannunciato dal presidente Spissu, prima di procedere alla votazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 216/A, la seduta viene sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 10.

(La seduta sospesa alle ore 9 e 34,viene ripresa alle ore 10 e 04.)

Discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del disegno di legge numero 216/A. Prego i colleghi di prendere posto. Siamo in fase di votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orru' - Pinna - Pittalis - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Murgioni - Petrini - Pili - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanciu - Sanjust.

Si sono astenuti: Atzeri - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 57

Astenuti 2

Maggioranza 29

Favorevoli 35

Contrari 22

(Il Consiglio approva).

Sospendo la seduta sino alle ore 11 e convoco la terza Commissione per l'esame degli emendamenti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 08, viene ripresa alle ore 11 e 01.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, chiedo un rinvio di un'ora, vista la scarsa affluenza di consiglieri in aula.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Manca. Il Presidente della Commissione mi ha comunicato che i lavori non sono neanche iniziati e c'è necessità di un'ulteriore sospensione. Se non vi sono opposizioni, sospendo la seduta sino alle ore 12.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 02, viene ripresa alle ore 12 e 02.)

PRESIDENTE. Il Presidente della terza Commissione ha comunicato a questa Presidenza che non è stato ancora ultimato l'esame degli emendamenti, quindi chiede di poter aggiornare i lavori alle ore 16 di questo pomeriggio. Se non vi sono opposizioni, la seduta è sospesa. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 03, viene ripresa alle ore 16 e 05.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Poiché mancano numerosi consiglieri e la Giunta, sospendo la seduta sino alle ore 16 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 06, viene ripresa alle ore 16 e 31.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, le chiederei cortesemente, se lo ritiene opportuno, di convocare la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per organizzare meglio i lavori di questo pomeriggio e di domani.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo nella saletta attigua all'aula consiliare.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 34, viene ripresa alle ore 17 e 43.)

PRESIDENTE. Colleghi, iniziamo l'esame dell'articolo 1. Comunico che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha discusso e valutato il fatto nuovo che si è verificato, e cioè la presentazione da parte della Giunta di emendamenti sostitutivi totali agli articoli 2, 3 e 4. Questo fatto, sconosciuto fino a questa mattina, deve essere attentamente valutato dalla minoranza, a cui è consentito di presentare emendamenti agli emendamenti. Per cui si è deciso di sospendere l'esame degli articoli 2, 3 e 4 e di rinviarne la discussione alla seduta di mercoledì 26 aprile. Ricordo che eventuali emendamenti agli emendamenti ai suddetti articoli dovranno essere presentati entro il termine di un'ora prima dell'inizio della seduta.

Passiamo ora all'esame dell'articolo 1, a cui sono stati presentati sette emendamenti.

( Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Agenzia per le entrate della Regione Sardegna

1. E' istituita l'Agenzia regionale per le entrate, quale organo tecnico-specialistico in materia di entrate a sostegno dell'Amministrazione regionale nelle seguenti attività:

a) ricerche ed elaborazioni statistiche sui flussi di entrata e sugli effetti economici delle imposte, a supporto delle politiche regionali in materia finanziaria e di bilancio;

b) predisposizione degli strumenti normativi, regolamentari ed operativi per l'implementazione della fiscalità e per lo sviluppo della politica regionale delle entrate;

c) gestione dei tributi regionali;

d) adempimenti connessi al contenzioso tributario e alla gestione del recupero dei crediti;

e) vigilanza e controllo sulle tasse e sulle concessioni regionali;

f) informazione all'utenza in materia di fiscalità regionale.

2. L'Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale, ed è sottoposta ai poteri di indirizzo, vigilanza e controllo dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio; essa ha sede in Cagliari.

3. Sono organi dell'Agenzia il direttore generale e il collegio dei revisori dei conti; essi sono nominati con decreto del Presidente della Regione, su conforme deliberazione della Giunta adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di entrate d'intesa con l'Assessore competente in materia di personale.

4. Il direttore generale è scelto mediante selezione pubblica per titoli; il personale dipendente dell'Agenzia è scelto mediante selezione pubblica per titoli, e/o mediante utilizzo di personale del ruolo unico dell'Amministrazione regionale.

5. Il direttore generale, scelto tra esperti in materia di tributi e di finanza regionale, deve essere in possesso del titolo di laurea quadriennale o quinquennale e di documentata esperienza professionale maturata in ambito pubblico o privato; il suo rapporto di lavoro con l'Agenzia è regolato da contratto quinquennale di diritto privato, rinnovabile una sola volta, ed ha carattere pieno ed esclusivo.

6. La prima dotazione organica del personale dell'Agenzia è determinata dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di entrate e di concerto con l'Assessore competente in materia di personale, in numero non superiore a otto unità. L'Agenzia è inserita nel comparto contrattuale del personale dell'Amministrazione e degli enti regionali, ed è soggetta alle disposizioni della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e successive modifiche e integrazioni.

7. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, in conformità ai principi dettati dal presente articolo, previo parere della Commissione consiliare competente che deve esprimersi entro venti giorni, decorsi i quali il parere si intende acquisito, approva lo statuto dell'Agenzia, ne nomina gli organi e ne determina la dotazione organica.

8. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo sono valutati in euro 3.550.000 per l'anno 2006 ed in euro 550.000 per gli anni successivi (UPB S03.100).

EMENDAMENTO soppressivo parziale Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Ladu - Gallus - Murgioni - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.

Art. 1

Al comma 4 dell'art. 1 dopo le parole "mediante selezione pubblica per titoli" il rimanente testo è soppresso. (23)

EMENDAMENTO soppressivo parziale Ladu - Murgioni - Gallus -Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.

Art. 1

Al comma 5 dopo le parole: "esperienza professionale maturata in ambito pubblico" le parole "o privato" sono soppresse. (21)

EMENDAMENTO soppressivo parziale Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Ladu - Murgioni - Gallus - Artizzu - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.

Art. 1

Il comma 6 dell'articolo 1 è soppresso. (25)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Nel titolo e nel testo dell'articolo 1 le parole "Agenzia per le entrate della Regione Sardegna" sono sostituite dalle seguenti:

"Agenzia della Regione autonoma della Sardegna per le entrate". (138)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale Ladu - Murgioni - Gallus -Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.

Art. 1

Al comma 4 dell'art. 1 le parole dopo "mediante selezione" sono così modificate: "per titoli tra il personale del ruolo unico dell'Amministrazione regionale". (22)

EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras.

Art. 1

Al comma 1 è introdotta prima della lett. a) la seguente lett. a.1):

collaborazione con i preposti organi dello Stato all'accertamento delle imposte erariali sui redditi, finalizzata alla integrale attuazione dell'art. 9 dello Statuto Speciale, per un più efficace contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale nel territorio regionale; (83)

EMENDAMENTO aggiuntivo Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Ladu - Gallus - Murgioni - Artizzu - Oppi - Vargiu - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.

Art. 1

Al comma 7 dell'art. 1 dopo le parole "dotazione organica" sono aggiunte le seguenti parole: "su proposta del direttore generale". (24).)

PRESIDENTE. Ricordo che gli illustratori degli emendamenti possono contestualmente intervenire sull'articolo e sugli altri emendamenti ad esso presentati. Il tempo dedicato è di dieci minuti.

E' iscritto a parlare il consigliere Uras per illustrare l'emendamento numero 8. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'articolo 1 tratta dell'Agenzia per le entrate, uno strumento che viene istituito per consentire un monitoraggio più attento ed efficace da parte della Regione dei tributi da essa istituiti e dei tributi dello Stato, per comprendere meglio l'entità delle somme che al bilancio regionale devono arrivare.

In questi giorni si è fatto un gran parlare di imposte, c'è stata una rincorsa a chi ne toglieva di più. E si è anche fatto a lungo riferimento, nel dibattito politico nazionale e anche regionale, all'entità del debito e a quanto sia diventato cospicuo in ragione di fenomeni di evasione ed elusione fiscale, che sono posti in essere certamente non dalla parte più debole della società, non dal lavoratore dipendente, che è quello che invece garantisce il funzionamento delle istituzioni attraverso un gettito certo d'imposta che grava sulla sua retribuzione e sui suoi consumi.

Non è un mistero che lo Statuto speciale prevede che la Regione collabori all'accertamento delle imposte erariali sui redditi dei soggetti con domicilio fiscale nel suo territorio, cioè che svolga un'attività di collaborazione con gli organi dello Stato per colpire l'evasione e l'elusione fiscale. In una società come quella italiana - e io credo che la Sardegna, da questo punto di vista, non vanti record diversi -, dove lavoro nero ed evasione fiscale sono in crescita, credo che l'Agenzia per le entrate debba svolgere, in modo inequivocabile, un ruolo di accertamento puntuale dei tributi affinché in modo particolare l'evasione fiscale venga ridotta talmente tanto da garantire a questa Regione nuove entrate per lo sviluppo e per l'occupazione.

Rifondazione Comunista, in linea con quanto espresso dalla maggioranza politica alla quale appartiene, cioè quella dell'Unione, propone un emendamento introducendo, prima della lettera a) del comma 1 dell'articolo 1, un compito nuovo in capo all'Agenzia per le entrate, cioè la collaborazione con i preposti organi dello Stato all'accertamento delle imposte erariali sui redditi, finalizzata all'integrale attuazione dell'articolo 9 dello Statuto speciale e per un più efficace contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale nel territorio regionale.

Io non ho idea di che cosa abbia valutato la Commissione, o la Giunta, in ordine a questo emendamento. Immagino, anzi ne sono certo, che non possono che essere d'accordo, perché è parte essenziale del programma dell'Unione, a tutti i livelli di governo, questa sensibilizzazione specifica sui temi dell'evasione fiscale, sul recupero di risorse finanziarie che non vengono denunciate, che sfuggono al controllo dello Stato. E penso anche che questo sia un sistema importante per colpire anche la crescita del lavoro nero, in questa regione come nel resto d'Italia, perché colpire l'evasione fiscale significa anche far emergere i fenomeni degenerativi che colpiscono lo Stato attraverso la mancata partecipazione del cittadino imprenditore e del cittadino lavoratore alle sorti dello Stato, proprio attraverso la contribuzione fiscale, e quindi alla costituzione delle risorse nazionali e in questo caso anche di quelle regionali.

In questi giorni, il CENSIS e l'Agenzia delle entrate hanno denunciato la crescita di questi fenomeni degenerativi, richiamando in modo particolare il sistema dei contratti di collaborazione, del lavoro subordinato surrettiziamente e utilizzato, attraverso forme contrattuali non proprie, per l'assolvimento di compiti che richiamano invece discipline diverse. Il 50 per cento dei lavoratori con contratto di co.co.co. o di co.co.pro. svolge mansioni ripetitive, senza autonomia organizzativa e temporale, per un unico committente e presso la sede di questo. Chiedo all'Assessore di fare degli accertamenti in merito, non vorrei che questo avvenisse anche nell'amministrazione regionale, perché in quel caso non si può applicare quel tipo di contratto; in quel caso bisogna applicare un contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato tutelato e garantito secondo le disposizioni di legge. Credo tuttavia che casi di questo genere si verifichino anche in altre pubbliche amministrazioni sottoposte al controllo della Regione, e chiedo all'Assessore degli enti locali di occuparsi di questa vicenda, perché bisogna riportare tutto a legalità. E se non lo facciamo siamo deboli nella nostra proposta politica! Se non ci occupiamo di queste cose, rischiamo di non essere credibili nella nostra proposta politica, che è diversa da quella della destra, proprio perché tratta questi contenuti, perché riconduce tutto all'interesse delle persone delle comunità piuttosto che degli imprenditori e delle imprese, che bene sono state foraggiate, hanno creato debiti pubblici imponenti, in Sardegna come in Italia, e hanno restituito molto meno di quanto avrebbero dovuto restituire in termini di sviluppo e di occupazione. Spesso sono gli stessi soggetti che evadono ed eludono il fisco che lasciano gravare il peso dello Stato e della sua organizzazione sulle retribuzioni e i salari dei lavoratori, su quegli 800, 1.000, 1.100, 1.400 euro al mese che percepiscono i lavoratori dipendenti che hanno famiglia, che hanno figli, che hanno sempre maggiori difficoltà. Il centrosinistra si è posto un obiettivo e io mi auguro che attraverso lo strumento che noi stiamo proponendo il fenomeno dell'evasione ed elusione fiscale venga perseguito coerentemente nell'ambito dell'azione di governo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, non entro nel merito delle considerazioni dell'onorevole Uras in questa fase. Sarebbe sconveniente, credo, perché i riferimenti dell'onorevole Uras sono assolutamente irrispettosi. Onorevole Uras, lei non può dire le cose che ha detto in quest'Aula.

RASSU (F.I.). Era demagogia spicciola!

DIANA (A.N.). Non serve più neanche la demagogia, se le elezioni sono finite sono finite per tutti, insomma. Cercate di mettervi d'accordo voi su ciò che volete fare e su come intendete mandare avanti questo maxicollegato. Ma siccome non sarà il mio ultimo intervento, e quindi ci sarà tempo per proseguire…

SECCI (La Margherita-D.L.). Questo è sicuro, non sarà l'ultimo, il primo è il primo!

DIANA (A.N.). Il primo sì, ma non sarà certamente l'ultimo! Sarà il primo di una lunga serie di interventi, per cui ciò che ho sentito dall'onorevole Uras l'ho messo per un attimo in un cantuccio e ci ritornerò negli interventi successivi.

Nel merito di questo primo articolo, devo dire che l'emendamento presentato dall'onorevole Uras (anzi d'ora in avanti dirò da Rifondazione Comunista, perché è giusto dare i meriti un po' a tutti) fondamentalmente lo condivido perché è l'unico emendamento serio a fronte degli 86 emendamenti che avete presentato a volte in maniera furbesca altre volte per aggredire la minoranza. Rendendovi conto dell'affronto che stavate arrecando alla democrazia e all'autonomia di questo Consiglio regionale avete poi fatto retromarcia. L'emendamento numero 83, presentato da Rifondazione Comunista, ha almeno un pregio, quello di individuare esattamente uno dei compiti che dovrebbe avere questa Agenzia, a cui avete cambiato il nome in corso d'opera. Bontà vostra, vi siete resi conto che probabilmente c'era qualche contrasto con l'Agenzia delle entrate nazionale e le avete cambiato il nome. Ma dopo tutti i discorsi fatti dall'onorevole Marrocu ieri sul rapporto tra lo Stato e la Regione Sardegna, da come è formulato l'articolo 1 poco si evince che questo dovesse essere il fondamento. Eppure, l'onorevole Marrocu ha trascurato tutto il resto e ancora una volta ha detto che il compito dell'Agenzia è principalmente quello di accertare, attraverso i controlli e le verifiche, se il trasferimento delle risorse dallo Stato alla Regione Sardegna sia condiviso o comunque la Sardegna non ci rimetta niente. Almeno Rifondazione Comunista specifica nel proprio emendamento qual è il compito dell'Agenzia, poi va oltre perché considera che il 50 per cento dei sardi sia formato da ladri e l'altro 50 da persone serie. Questo è ciò che ha detto l'onorevole Uras e quindi tutti ne dobbiamo prendere atto.

Allora, almeno per quanto riguarda la prima parte dell'articolo 1 si capisce che l'onorevole Uras dice: "Attenzione che questa Agenzia deve caratterizzarsi soprattutto per questo compito!" Tutto sommato, in linea di principio, siamo d'accordo, si capisce che cosa si vuole fare. Ciò che non si capisce invece è tutto il seguito dell'articolo 1. Non si capisce, per esempio, per quale motivo un direttore generale debba essere scelto in base a requisiti di professionalità pubblica o privata! Stiamo ricercando un grande manager esperto in finanza pubblica (non in finanziaria pubblica, come era scritto nella prima stesura). Io credo che persone con doti di questo genere in Sardegna ce ne siano, non c'è bisogno di rivolgersi al privato! E mi meraviglia che Rifondazione Comunista, che per quanto riguarda il privato ha sempre qualcosa che le prude, questo fatto l'abbia accettato e digerito, come se tra tutti i direttori generali della Regione Sardegna, tra tutti i manager pubblici della Sardegna non ce ne sia uno in grado di ricoprire il ruolo di direttore generale di questa Agenzia, la quale, badate, svolgerà numerose attività, ma ce n'è una in particolare che mi preme significare all'Aula, quella di cui alla lettera c) del comma 1: gestione dei tributi regionali. Io non ho ancora individuato nessuno che mi sappia spiegare cosa significhi gestire i tributi regionali! Che ci sia un'agenzia con un direttore generale e altre otto persone, scelte dall'Assessore competente in materia di entrate di concerto con l'Assessore del personale, la cui potestà è quella di gestire i tributi regionali a me pare un'assurdità! L'Assessore avrà certamente tutte le capacità, la dottrina, la didattica per spiegare, a noi poveri allievi, che cosa significa gestione delle risorse, per me questa espressione ha un solo significato, se poi c'è un altro lo verificheremo e valuteremo.

Questa Agenzia avrebbe come prima dotazione organica un direttore generale, scelto con i criteri che voi avete accettato, e otto unità. Questi criteri, però, stabiliti in un comma vengono disattesi in un altro comma. Infatti il comma 6 recita: "La prima dotazione organica del personale dell'Agenzia è determinata dalla Giunta regionale". Punto. Quindi dimenticatevi quello che è scritto prima, perché è la Giunta regionale che determina la prima dotazione organica, cioè il direttore generale e otto persone, per la quale mette a disposizione per il primo anno 3 milioni e 500 mila euro - ed è chiaro che non sono per il personale - e successivamente 550 mila euro, che presumo vadano a coprire il costo di questo personale. I 3 milioni e mezzo di euro non ho ancora capito a che cosa servano, ma i 550 mila euro si presume che servano a pagare gli stipendi di otto persone più il direttore generale. Perché si parla di prima dotazione organica se poi, per gli anni successivi, si quantifica in 550 mila euro la somma necessaria per mandare avanti l'Agenzia per le entrate, cosiddetta? Per quale motivo si dice che queste otto persone sono scelte dalla Giunta se precedentemente invece si dice che debbono essere scelte mediante selezione per titoli, eccetera? C'è una contraddizione oppure il fatto è un altro: questa è la prima dotazione organica, ma la Giunta sa benissimo che con otto persone l'Agenzia per le entrate della Regione Sardegna non riuscirà ad operare, per cui servono altre risorse, che non ci sono. Non credo che l'attività di questa Agenzia possa svilupparsi nel corso di decenni, se deve iniziare a operare con i presupposti e il fondamento di questo articolo del collegato alla finanziaria. Credo che l'Agenzia debba operare subito, ma come può operare subito se per la prima dotazione organica ci sono soltanto 550 mila euro? Questa è la domanda, risposte non ce ne sono.

Siamo riusciti, in Commissione, a introdurre, nel comma 7, ed è stata una concessione della maggioranza, il parere della Commissione consiliare competente, mentre nella prima stesura il Consiglio era completamente escluso da questa materia, cioè il nostro lavoro sarebbe terminato con l'approvazione di questo maxicollegato, che avverrà oggi o domani, o forse il 3 maggio o a metà maggio, dipenderà dalla capacità, dalla forza, dalla volontà dei colleghi della minoranza di arrivare all'approvazione definitiva.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, arriviamo finalmente a esaminare il testo di questo disegno di legge collegato alla finanziaria, che si è presentato fin dall'inizio come un progetto di legge molto particolare, con molte anomalie che sono emerse di giorno in giorno, durante il lungo esame in Commissione, dovute anche a un'impostazione molto complicata, farraginosa, incongruente e approssimativa in molte delle disposizioni contenute.

La polemica di oggi, quella relativa agli articoli 2, 3 e 4, nasce esattamente dalla terza edizione di questi articoli, elaborata e poi proposta dalla Giunta o dai suoi consulenti, così come è stato detto in Commissione dalla stessa Giunta. Certamente nel corso dell'esame degli altri articoli si potranno sottolineare i motivi per cui questo nostro giudizio negativo può essere articolato anche sulla base di considerazioni specifiche delle diverse materie che sono contenute in questo collegato alla finanziaria, composto da diverse parti che costituiscono altrettante leggi organiche di settore. Per quanto riguarda il Capo I, cioè quella parte fondamentale che attiene alla gestione delle entrate regionali, credo che noi dobbiamo tenere ben legate tra loro le disposizioni contenute negli articoli che, come ha detto il Presidente, oggi non verranno esaminate, proprio per l'ulteriore modifica proposta dalla Giunta. Dobbiamo quindi mantenere il legame esistente tra queste norme di nuove forme di tassazione regionale e l'articolo 1, che riguarda la costituzione di una nuova agenzia, l'Agenzia della Regione autonoma della Sardegna per le entrate, così come viene denominata nell'ultimo emendamento presentato dalla Giunta. L'intento è chiaro, è teoricamente comprensibile, noi però sottolineiamo alcune incongruenze anche nella stessa consistenza di questo articolo.

L'emendamento proposto da Rifondazione Comunista, o almeno da alcuni componenti del Gruppo, illustrato poco fa dal collega Uras e commentato anche dal collega Diana, fa sorgere un dubbio che è di fondo e che rimane, se cioè fosse e sia ancora necessaria l'istituzione di una nuova agenzia, quindi di un nuovo organismo con personalità giuridica di diritto pubblico, dotato di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale, seppure sottoposto ai poteri di indirizzo, vigilanza e controllo della Giunta regionale. Questa Agenzia rivela la volontà della Giunta regionale e di questa maggioranza di attivare un sistema di nuova tassazione, di nuova imposizione fiscale da parte della Regione. Noi abbiamo dato e daremo ancora un giudizio fortemente negativo sulle nuove imposte previste dalla Regione in questo progetto di legge, ma alla fin fine diamo un giudizio negativo anche sulla stessa volontà di istituire una nuova Agenzia, che si giustifica evidentemente col fatto che il peso del sistema delle tassazioni da parte di questo Governo regionale è appena agli inizi. Le tre nuove imposte che verranno introdotte con questa legge, se la maggioranza le approverà, sono soltanto l'inizio, probabilmente, di un nuovo sistema di imposizione fiscale che la Regione intende proporre.

Ci sono contraddizioni fortissime sulla volontà politica che sta a monte di questa scelta, perché se il problema fosse soltanto quello di controllare il sistema di trasferimenti finanziari dallo Stato alla Regione Sardegna sarebbe molto più semplice potenziare un servizio dell'Assessorato del bilancio e della programmazione che in passato, parlo di decenni fa, ha svolto una funzione consistente e direi anche apprezzabile per quanto riguarda il controllo dei trasferimenti dallo Stato alla Regione; funzione che, almeno negli ultimi dieci o quindici anni (come hanno rivelato gli studi che abbiamo esaminato in Commissione, che sono stati fatti da dirigenti della Regione) quel servizio dell'Assessorato non ha più svolto come poteva, probabilmente per una dotazione organica carente e per una certa disattenzione da parte di tutti i Governi regionali. Ma se il problema, ripeto, fosse soltanto quello di controllare, verificare e fare rispettare le norme statutarie sui trasferimenti dallo Stato alla Regione, sarebbe molto più semplice rinforzare un servizio della Regione anziché istituire un'agenzia. Le agenzie evidentemente hanno una funzione e anche dei costi conseguenti. Voi prevedete a regime 550 mila euro e per il primo anno ben 3 milioni e 500 mila euro, una somma veramente consistente. Faccio mie le domande e quindi le perplessità del collega Diana: a cosa serviranno in questo primo anno 3 milioni e mezzo di euro se la dotazione organica certamente, prevista già in otto, nove unità, ha un assorbimento di risorse molto inferiore? Non faccio illazioni su come potranno essere spese queste somme, lascio alla fantasia di ciascuno valutare quale potrà essere la destinazione.

CUGINI (D.S.). Chiedi un parere a Masala!

LA SPISA (F.I.). Da questo punto di vista molto probabilmente gli uffici e in particolare la Giunta regionale ci daranno ulteriori dimostrazioni che il sistema delle consulenze, tanto contestato anche dal collega Cugini nella passata legislatura, oggi con totale e manifesta incoerenza viene invece avallato, prioritariamente e preventivamente dallo stesso onorevole Cugini.

(Interruzione del consigliere Cugini)

Cito Cugini quanto meno perché ha avuto l'impudenza e l'imprudenza di intervenire e di cantare per primo su questo argomento. Forse è il caso che su quei 3 milioni e mezzo almeno per adesso tacciate.

CUGINI (D.S.). A Masala! A Masala!

LA SPISA (F.I.). Il vero problema è che voi oggi state dando carta bianca alla Giunta per l'istituzione di una nuova Agenzia che, come minimo, farà quello che potrebbe fare un servizio della Regione, ma credo che invece, più consistentemente, in futuro diventerà un centro di elaborazione e di gestione di un sistema di tassazione sempre più forte e penetrante sul sistema regionale. Il futuro ci dirà che cosa accadrà veramente, noi comunque crediamo che anche sulla istituzione di questa nuova Agenzia non si possa che esprimere un giudizio negativo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, nella consuetudine legislativa il primo articolo di un determinato provvedimento è dedicato all'illustrazione dei principi ispiratori e delle finalità dello stesso e sintetizza il lavoro che si è svolto per meglio precisarne i contenuti. Purtroppo l'articolo 1 del collegato, nella parte riguardante la costituzione prima dell'Agenzia regionale per le entrate (da qualche ora denominata Agenzia per le entrate della Regione Sardegna), rappresenta un'eccezione negativa anche rispetto a questo elementare principio di buona amministrazione. Basta una sintetica analisi dei dettagli del testo, infatti, per capire come anche nel metodo ci troviamo di fronte a un provvedimento assolutamente sbagliato: da un lato si annunciano le lettere a) e b), ossia "ricerche ed elaborazioni statistiche sui flussi di entrata e sugli effetti economici delle imposte, a supporto delle politiche regionali in materia finanziaria e di bilancio" e "predisposizione degli strumenti normativi regolamentari ed operativi per l'implementazione della fiscalità e per lo sviluppo della politica regionale delle entrate", dall'altro il testo è l'esatto contrario di questo metodo di procedere. Nessuno, né il Governo regionale né la maggioranza, ha saputo spiegare in base a quali ricerche ed elaborazioni statistiche sia stata concepita la costituenda Agenzia per le entrate, consentitemi di chiamarla ancora così. Nessuno ha analizzato, neanche sommariamente, i flussi di entrata; nessuno, soprattutto, ha calcolato né gli effetti economici delle nuove imposte né tanto meno il loro impatto sui contribuenti e sulle attività produttive collegate alle diverse realtà territoriali. Non c'è traccia alcuna di questo fondamentale lavoro preliminare che doveva servire a predisporre, come afferma successivamente il testo, con una dose intollerabile di ipocrisia, strumenti normativi, regolamentari e operativi per l'implementazione della fiscalità e lo sviluppo della politica regionale delle entrate.

Nel corso della discussione generale abbiamo sostenuto che questo provvedimento è assolutamente sbagliato e ingiusto nel merito, perché colpisce la principale opportunità di sviluppo della Sardegna, rappresentata dal turismo, ed è privo del benché minimo fondamento di legittimità giuridica. Qui rileviamo come anche il metodo seguito sia del tutto inaccettabile. Si è partiti, lo ricordiamo, con le solite esternazioni del Presidente sulla stampa amica, senza alcun confronto non dico all'interno della maggioranza - questo è un problema che si vedrà la maggioranza, anche se è una costante di questa legislatura, come del resto hanno rimarcato nei loro interventi di ieri e di oggi i colleghi Uras e Balia - ma nemmeno minimamente con la società sarda, con le amministrazioni locali e le organizzazioni produttive e di categoria. A tutti questi soggetti non è rimasto altro da fare che protestare. Lo hanno fatto praticamente tutti, senza distinzione di colore politico ed appartenenza professionale, ma anche loro solo sugli organi di informazione. Se osserviamo con attenzione è lo stesso percorso seguito per la cosiddetta legge salvacoste, che adesso in molti vogliono cambiare, cioè la legge del Piano paesaggistico, osteggiato anche dai sindaci di sinistra nel tour fatto dal Presidente della Commissione urbanistica, del blocco dell'energia eolica e via proseguendo, l'elenco è davvero troppo lungo.

Sviluppando questa analisi emerge anche che i contenuti di questo collegato e dell'articolo 1 in particolare non facevano parte nemmeno, se andiamo a leggere, del programma di governo presentato ai sardi in occasione delle elezioni regionali. Sono segnali preoccupanti e ripetuti di un modo di operare del Governo regionale che si distingue sempre più nel fare il contrario di quello che ha detto o che dice, che procede a strappi su input estemporanei del Presidente sui giornali o nella migliore delle ipotesi in qualche convegno, che non studia e non approfondisce i disegni di legge, che cerca di dare dignità di legge a concetti espressi alla rinfusa senza una logica, una coerenza di fondo, un ragionamento per discutibile che possa essere. E questo emendamento al maxicollegato, presentatoci stasera, ne è l'esempio.

E' un modo di operare che, soprattutto in materia fiscale, è quanto mai pericoloso, azzardato, inutile e controproducente. E che questo sia un modo di operare lo si deduce proprio dalla filosofia dell'articolo 1, laddove si stabilisce una perfetta equivalenza tra entrate della Regione e imposizione fiscale, cosa che, come tutti sanno, non è per niente vera. Una equivalenza che, se le parole hanno un senso, impedisce addirittura di qualificare la nuova Agenzia come un nuovo soggetto di governo delle entrate; è invece un semplice soggetto di riscossione, una specie di nuova grande esattoria che non ha alle spalle alcuna seria analisi economico-finanziaria. Il testo dice, ed è il colmo, che compito dell'Agenzia sarà proprio quello di fare queste analisi. Si ammette, di conseguenza, che la nuova macchina fiscale è stata messa in piedi a casaccio, navigando a vista, con l'unico obiettivo di fare cassa, senza calcolare, neanche a livello di lontana approssimazione, l'impatto delle nuove misure, l'esatto contrario del compito che dovrebbe svolgere un'amministrazione, non diciamo una buona amministrazione, ma una semplice e normale amministrazione.

Ecco su che cosa è fondata la nostra critica radicale al provvedimento, che abbiamo espresso in sede di discussione generale e che rinnoviamo nel metodo su questo articolo. Con la nuova Agenzia regionale, in altre parole, la sinistra ha voluto creare un mostro senza testa, un'ennesima sovrastruttura burocratica di cui nessuno avvertiva il bisogno, che, casomai, doveva essere concepita in modo completamente diverso, con principi e finalità diverse, soprattutto attraverso un confronto con il sistema delle autonomie locali, un sistema che si dice di voler valorizzare anche attraverso l'istituzione del Consiglio delle autonomie, salvo poi bypassare gli amministratori locali con leggi fatte male, le cui ricadute negative saranno soprattutto a livello locale. Stupisce, anzi, che in questo contesto le associazioni dei comuni e delle province non abbiano fatto sentire la loro voce. Sono organismi, lo sappiamo, dalla forte caratterizzazione politica, ma in questo caso avrebbero potuto e dovuto mostrare ben altro senso delle istituzioni, almeno minacciare, come spesso sentiamo fare all'onorevole Uras.

Abbiamo parlato poc'anzi di segnali preoccupanti, anche l'assenza di confronto con le autonomie locali lo è, anche questo assordante silenzio delle associazioni che dovrebbero rappresentare non una parte, ma tutti i comuni e le province della Sardegna, lo è. C'è un'aria di conformismo e di pensiero unico che non ci piace per nulla, ci rassicura tuttavia il fatto che, al di là di quello che si dice nei palazzi, conta più quello che si dice nei corridoi e soprattutto nella società sarda, nel mondo del lavoro e delle professioni, fra la gente comune. Certo, la pressione dei partiti è ancora molto forte e questa sorta di democrazia bloccata attorno al braccio di ferro tra Presidente e partiti, che va avanti ogni giorno apparentemente senza vincitori né vinti, produce una sola vera sconfitta: quella della Sardegna e soprattutto quella dei sardi.

Come annunciato nel dibattito generale voteremo in modo convinto contro questo articolo, sicuri di interpretare anche la volontà di coloro che, per convenienza politica, dovranno invece votarlo turandosi il naso. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, esordirei nel commento sull'articolo 1 dicendo se il disegno di legge numero 216 si fosse fermato a questo articolo, in virtù di un confronto e apportando qualche correttivo, sicuramente avrebbe potuto avere il nostro voto favorevole, perché riteniamo che l'Agenzia della Regione autonoma della Sardegna per le entrate, così come correttamente chiamata con un vostro emendamento, sia uno strumento utile per la gestione e il controllo delle entrate della Regione e, visto lo stato del confronto con il Governo nazionale, anche opportuno. Per cui, per sgombrare il campo da qualsiasi pregiudizio - nella nostra conduzione politica i pregiudizi non esistono -, noi sosteniamo che per quanto riguarda l'articolo 1 si sarebbe dovuto seguire un metodo diverso. Per esempio, in Commissione, abbiamo chiesto che questo articolo fosse messo a confronto con la proposta di legge dei colleghi sardisti, che in qualche modo entra nel merito dell'istituzione dell'Agenzia. Sarebbe stato un metodo corretto, rispettoso anche delle minoranze, attraverso il quale, a mio avviso, si sarebbero potuti apportare anche degli utili correttivi, che per altro noi abbiamo suggerito in Commissione. E siccome continuo a sostenere in quest'Aula che la forma a volte è anche sostanza, noto con piacere che vi siete ricordati, nell'emendamento numero 138, che la Sardegna è una Regione autonoma, autonomia che molto spesso sottolineate, ma che vi eravate dimenticati di richiamare. La forma è sostanza e all'insegna di un italiano corretto il nome dell'Agenzia è stato modificato in Agenzia della Regione autonoma della Sardegna per le entrate.

E ancora perché la forma è sostanza, al comma 2 scoprite tutto ciò che ci differenzia: predisposizione degli strumenti normativi, regolamentari e operativi per l'implementazione della fiscalità, argomento quest'ultimo che, grazie alle dichiarazioni in campagna elettorale, ci ha consentito di recuperare diversi punti sulla vostra proposta politica. Voi direte che comunque vi hanno dato ragione ed è giusto così; legittima anche la mia posizione di non condividere la vostra dichiarazione di voler per l'ennesima volta implementare la fiscalità. L'ennesima azione da Robin Hood che si porta demagogicamente in quest'Aula e che svuota di significato l'istituzione dell'Agenzia per le entrate. Però c'è questo tarlo continuo della implementazione della fiscalità.

PIRISI (D.S.). Assolutamente no!

CAPELLI (U.D.C.). C'è la volontà di perseguire, come vedremo poi negli articoli 2, 3, 4 e 5, che discuteremo la prossima settimana, che ci differenza totalmente nella visione e nell'organizzazione del sistema sociale. E questo ci porta anche ad affermare ancora una volta che il Gruppo dell'UDC sarà sempre e comunque alternativo a queste proposte, cioè alternativo alla sinistra. Per rispondere a qualche collega, l'UDC si ritroverà sempre lealmente e correttamente, e alleato di chi è alternativo alla sinistra, intorno a un progetto, ma non intorno a un uomo; Si ritroverà intorno a delle cose condivise, di cui siamo attori principali e non più intorno ai personalismi, alle oligarchie, e nel pieno rispetto, invece, della composizione delle alleanze e nel pieno rispetto della maggioranza e della minoranza. Noi saremo sempre intorno a un progetto, nel rispetto di valori e principi, alternativi alla sinistra ma con chi rispetterà le nostre posizioni; posizioni da esprimere sempre su progetti concreti, che si possono anche parzialmente non condividere, ma che possono essere secondari rispetto a un obiettivo principale.

Così come, Assessore, lo spirito che, secondo me, si rileva ancora nell'articolo 1 non è nel merito. I nostri emendamenti, questi sì, sono di indirizzo tecnico. Vi abbiamo fatto notare un'ennesima mancanza da parte vostra, ricordandovi che esiste un Consiglio regionale, e perciò vi abbiamo fatto inserire, al comma 7, il parere della Commissione competente da esprimersi entro venti giorni. Anche questa era una dimenticanza. Ma sempre al comma 7, Assessore, si legge che la Giunta, entro tre mesi, in conformità ai principi dettati dall'articolo 1 e sentita la Commissione competente, approva lo statuto dell'Agenzia. Su proposta di chi? Della Giunta, questa entità non meglio definita? Negli articoli successivi non c'è scritto comunque, e siccome stiamo facendo una legge - vi richiamo sempre al concetto di legge - dovremmo scrivere su proposta di chi. Dell'Assessore competente o del Presidente? Di concerto con chi, come scrivete invece nei commi immediatamente precedenti? "Ne nomina gli organi e ne determina la dotazione organica", su proposta di chi? Io direi, probabilmente, in questa fase che è successiva al primo insediamento, su proposta del direttore generale. Diamo a qualcuno l'autorità, poniamo la competenza di proporre un organico, di proporre uno statuto in capo a qualcuno, perché questo punto non è definito.

Suggerirei pertanto alla Giunta e alla maggioranza di precisare, anche attraverso un emendamento orale, chi deve proporre questo statuto, chi deve proporre la definitiva dotazione organica. Posso anche capire che ci siano due stanziamenti diversi per l'istituzione nel 2006 e quanto sarà stato realizzato nel 2007. Da noi si dice, collega Davoli, collega Cerina - traduco perché non voglio usare il sardo qui dentro e tanto meno quel sardo spurio che è stato creato -, che cammin facendo si aggiusta il carico.

CERINA (Progetto Sardegna). Faccia un'eccezione, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Capisco che, non essendo definita la dotazione organica, e nemmeno la logistica per certi versi, la dotazione finanziaria sia conseguente negli anni successivi. Questo lo posso capire, ma, Assessore, credo che sia opportuno stabilire chi ha l'autorità, la competenza per avanzare una proposta di statuto di questa Agenzia, perché che non può essere genericamente indicata, come nei commi precedenti, la Giunta che, come sappiamo, è un'entità composta da dodici Assessori e un Presidente.

Credo che se la Giunta e la maggioranza accedono a questi suggerimenti il testo potrà essere migliorato, potrà essere reso più comprensibile, più certo, meno soggetto a interpretazioni diverse, perché meno interpretazioni ci sono più chiaro è l'obiettivo. Non condividiamo, e ovviamente potremo chiedere la votazione per parti, l'obiettivo enunciato nel comma 2. Su questo voteremo contro, ma sul resto potremmo astenerci, dichiarando fin d'ora che riteniamo utile per la Regione Sardegna l'istituzione dell'Agenzia per le entrate. Vorremmo però attirare la vostra attenzione sulle opportune correzioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, colleghi, siamo davanti all'interpretazione pratica di Soru del principio del federalismo fiscale. Un'interpretazione fantasiosa, di dubbia legittimità costituzionale e che lascia perplessi su molti aspetti. Non siamo solo davanti a una riforma del sistema della ragioneria, che è finalizzato a occuparsi di quelle tasse e imposte regionali che sono di competenza, appunto e ovviamente, della Regione; quelle che non derivano dalla capacità contributiva del singolo individuo o delle società, cioè le imposte dirette, ma che invece sono dovute in cambio dell'erogazione di un servizio svolto dall'ente locale: imposte indirette, oneri per controprestazione. Attualmente è il Ministero dell'economia, attraverso l'Agenzia delle entrate, la vera Agenzia delle entrate, a gestire le entrate fiscali e la spesa. L'IRPEF e l'IVA sono incassate direttamente dallo Stato. Cosa vuole istituire la Giunta? Un sistema fiscale parallelo, sul quale non ha voce in capitolo, salvo competenze esclusivamente su alcune tasse di portata marginale. L'ICI è riscossa dai comuni; dell'IRAP, l'imposta sulle attività produttive, è prevista, è vero, una quota regionale, ma alla Regione non sono delegate funzioni di accertamento; l'IRPEF viene ora accertata con la partecipazione non della Regione, ma dei comuni. La Giunta regionale si attribuisce, insomma, poteri e competenze che non ha, intende imporre doppie e triple tassazioni, sovrapponendosi allo Stato nella tassazione di beni immobili già tassati e che comunque hanno a che vedere con attività imprenditoriali. Anche qui un messaggio chiaro, il messaggio di una Sardegna vessata da tasse perfino più onerose di quelle già onerose imposte dallo Stato, perfino di quelle nuove tasse annunciate dal centrosinistra alla vigila delle elezioni, e siamo certi che manterrà la promessa. Non esiste ancora per le Regioni la facoltà di imporre nuove tasse, che si verificherà a federalismo fiscale pienamente realizzato non con la doppia o tripla tassazione, qual è quella che voi state prefigurando, ma con la contestuale riduzione delle imposte statali. Forse vi è sfuggito questo passaggio.

Il parere degli esperti che si sono espressi in proposito è che queste nuove tasse sono contrarie alla Costituzione della Repubblica italiana, della quale ancora facciamo parte. Il dibattito sulla legittimità costituzionale dei balzelli decisi dalla Giunta Soru ha varcato ormai i confini dell'Isola. Nelle scorse settimane alcuni articoli sull'argomento sono stati pubblicati da "Il Fisco", una rivista nazionale specializzata, com'è chiaro, in argomenti tributari. Gli interventi, scritti da docenti universitari ed esperti, arrivano a queste conclusioni: "Le tasse messe a punto dalla Giunta Soru sono incostituzionali. Le nuove imposte studiate dall'Esecutivo regionale prevedono di tassare le seconde case di non residenti nelle zone costiere, le plusvalenze immobiliari ottenute sulla loro cessione e le imbarcazioni che arrivano in Sardegna durante il periodo estivo, così come anche gli aerei". Di questo parleremo nella discussione degli articoli successivi. "I principi costituzionali violati da queste norme" - dicono gli esperti della rivista "Il Fisco" - "sono numerosi. Il primo problema nasce dal fatto che le Regioni, anche quelle autonome, hanno una potestà legislativa che è divisa tra l'ente locale e lo Stato. La cornice delle norme sulla fiscalità deve essere garantita dalla legislazione nazionale, il che significa che le norme dovrebbero inquadrarsi in un più ampio piano di tassazione, ad esempio, delle seconde case. Ma non solo: i balzelli possono essere considerati dei duplicati di altre tasse nazionali come, per esempio, l'ICI, la tassazione per le plusvalenze sugli immobili, oppure, nel caso degli aerei, quella già esistente sulle emissioni sonore. Inoltre, l'autonomia tributaria degli enti locali viene vista sempre nell'ambito di un federalismo solidaristico, mentre queste norme appaiono discriminatorie. L'ex ministro Fantozzi, del centrosinistra, ha dichiarato: 'Mi pare di poter dire che neanche la Lega Nord abbia mai osato tanto' ". E' un vostro ex ministro.

Un altro argomento che viene portato a sostegno della tesi della incostituzionalità è quello previsto dall'articolo 120 delle leggi fondamentali della Repubblica: "La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose". Questa norma potrebbe essere dunque in contrasto, come rileva la rivista che ho appena citato, con le nuove tasse previste in Sardegna. E lo scrive Franco Picciaredda, docente di diritto tributario dell'Università "La Sapienza" di Roma e anche dell'Università di Cagliari.

In particolare, per quanto riguarda i balzelli previsti per le seconde case dei non residenti, le nuove tasse sarebbero in contrasto con i principi di eguaglianza e capacità contributiva, in quanto rivolte prevalentemente a categorie di contribuenti, e non alla generalità. La sindrome di Robin Hood che ha colpito Soru preoccupa, anzitutto perché non è credibile, dato che questo Robin Hood assomiglia molto più a Re Giovanni, quello che i soldi li prende a ricchi e poveri e se li tiene. E i dubbi e le critiche non vengono certamente solo da destra, non vengono solo dall'opposizione. E' stato perfino il professor Antonio Sassu, uomo notoriamente di sinistra, quindi esperto non proprio suscettibile di trescare con il nemico, a dirsi dubbioso, giusto per essere eufemistico. Pure la Confindustria sarda ha presentato una relazione in cui nemmeno si tenta di nascondere l'ilarità suscitata dalla trovata di Soru: "A parte tutti i grattacapi che solleverebbe un prelievo fiscale discriminatorio che grava, in questo caso, sui non residenti, a parte l'impatto che i nuovi balzelli avrebbero sul turismo di lusso, tassare le case al mare, con le relative plusvalenze da passaggio di proprietà, gli aerei privati e le barche" - si legge in un documento di Confindustria - "probabilmente sarebbe una manovra destinata a produrre un livello di gettito del tutto marginale, a fronte di effetti distortivi e oneri sicuramente da valutare e quantificare, ma che potrebbero rivelarsi superiori ai benefici conseguiti".

Insomma, state facendo tanto rumore e tanti danni per nulla, solo per un'ennesima operazione di facciata, per dare l'immagine di un efficientismo poco credibile e per creare un nuovo piccolo, ma suscettibile di espansione, carrozzone politico. Qualche posto per qualche amico! Continua, insomma, la commedia iniziata con l'iscrizione alla voce entrate di cifre esorbitanti, rubricate come recupero crediti dallo Stato. Sull'IVA e l'IRPEF che lo Stato deve restituire alla Sardegna ancora un accordo non c'è, ma Soru ha inserito lo stesso questa voce in bilancio. Allo stile colombiano del "tassator scortese",in più occasioni egli ha provato a porre rimedio alle insufficienze della sua maggioranza, tentando di correggere delibere che più che da un amministratore illuminato, sembrano scritte da un amministratore delegato.

Quando discuteremo degli altri articoli ne vedremo delle "belle", avremo tante risate amare da fare, ad esempio vorrò capire dalla Giunta e dall'Assessore sulla base di quali presupposti tecnici o legislativi egli effettua distinzioni tra natanti, imbarcazioni e navi, a meno che non voglia riscrivere il Codice della navigazione.

Assessore, la vostra Agenzia per le entrate, di cui avete sbagliato perfino il nome, è un doppione in termini di poteri e competenze rispetto alle attribuzioni proprie dell'Assessorato regionale dal quale dovrebbe dipendere, mirabile esempio di moltiplicazione delle poltrone finalizzata alla creazione di un posto di direttore generale, di tre revisori dei conti titolari e credo anche di tre supplenti. In merito alla prima dotazione organica non si capisce ancora come sarà attuata la scelta, ma siamo sicuri che sarà fatto un regolare concorso. In fondo la trasparenza è una delle principali virtù del presidente Soru e della sua Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, in un'altra occasione ho ricordato ai cari colleghi la relazione fatta da un parlamentare democristiano, un certo onorevole Sainas, che, spedito a Roma per scrivere, nell'Assemblea costituente, la nuova Costituzione, riportava qui in Sardegna, con grande stupore, la coesione che esisteva tra i parlamentari siciliani, fossero essi comunisti oppure democristiani. I siciliani sui grandi valori autonomistici avevano questa unità che ancora oggi è invidiabile. Perché dico questo? Perché noi siamo specialisti nel serbare rancori e sollevare distinguo, per cui voi trovandovi di fronte a una nostra creatura avete preferito oscurarla. Sull'Agenzia per le entrate il Partito Sardo si è impegnato sin dalla passata legislatura e il 26 ottobre 2005 ha presentato una proposta di legge che disciplinava la riscossione dell'imposta regionale IRAP, che però come filosofia andava a finire verso questa condivisibilissima proposta presentata dalla Giunta. L'obiettivo che abbiamo davanti, cari colleghi, è quello di aggredire, con azioni massicce, l'evasione fiscale per promuovere una crescita sociale e civile, per avere spettanze da devolvere alle fasce più deboli, per far arrivare alle casse regionali maggiori risorse e anche, perché no, per raggiungere politicamente l'autonomia impositiva, quale premessa indispensabile per una vera indipendenza. Senza risorse finanziarie, infatti, non possiamo muoverci di un millimetro, non possiamo crescere. Ecco perché guardiamo con forte interesse e plaudiamo alla nascita dell'Agenzia per le entrate.

Ma quali sono le azioni per far nascere questa creatura? Intanto una convenzione con l'Agenzia delle entrate. Chiaramente questa agenzia, che potrebbe essere definita - ma non è la denominazione che conta - Ufficio tributario regionale, ha la finalità di consentire alla Regione di quantificare fino all'ultimo euro le spettanze derivanti da una legge che ha copertura costituzionale in campo di IVA e di IRPEF. Ci troviamo infatti nella misera condizione di dover elemosinare dallo Stato delle spettanze nostre e non siamo in grado di chiedere il dovuto, perché questo Stato truffaldino, con destrezza, ha scippato i soldi di tutti i sardi. E di questo ha colpa tutta la classe politica sarda che ha poltrito per diversi anni. Quindi ben venga un risveglio da questo torpore con la realizzazione di un'Agenzia che ci riporta a più di sessant'anni fa. La seconda norma transitoria in Sicilia capovolgeva il concetto, cioè la Regione introitava tutte le spettanze e destinava poi allo Stato la quota parte. Perché noi non possiamo fare lo stesso? Chi ce lo impedisce? I distinguo, i litigi ci fanno perdere di vista un obiettivo politico strategico. E' importante che la Regione si doti di una struttura che quantifichi le spettanze. Pensate che in Spagna, da oltre trent'anni, esistono cinque sistemi fiscali differenti. Cioè, noi parliamo ancora di federalismo fiscale e non abbiamo capito che purtroppo in Italia questa cultura non ha ancora attecchito perché c'è ignoranza. Il federalismo fiscale è quel fondo perequativo che scatta automaticamente in un modo analitico verso le zone più depresse, e la Sardegna è una di queste. Invece la Costituzione prevede ancora, all'articolo 119, un fondo indistinto, che non è federalismo fiscale, ma è un fondo legato alla bonomia del governatore di turno. Parlo del Presidente del Consiglio.

Allora, ben vengano queste azioni, perché vanno nella filosofia caldeggiata dai sardisti, al di là del fatto che avete censurato e oscurato la nostra proposta. Non è la prima volta, ma noi non siamo animati né da volontà di gareggiare con nessuno né da gelosie. Ci sono gli atti, ci sono le proposte di legge da noi presentate in tempi non sospetti. Non avete dato loro la giusta enfasi, ma non ha importanza. Ci ha pensato il collega Capelli a ricordare che i sardisti in questa materia avevano dato un contributo. Oggi è in discussione un testo di legge che ci consente di marciare verso la risoluzione di uno dei problemi più sentiti dai sardi, perché è immorale che i cittadini sardi debbano attendere da uno Stato inadempiente quasi 10.000 miliardi di vecchie lire. Sono spettanze nostre, per le quali appassionatamente tutti i consiglieri regionali hanno marciato verso Roma contro uno Stato distratto. Speriamo che questa volta, col cambio del quadro politico, vi sia non lealtà o amicizia, il che sarebbe veramente patetico, ma il giusto rispetto di leggi che tra l'altro hanno copertura costituzionale.

Noi siamo quindi favorevoli, perché con trepidazione vediamo la nostra creatura prendere forma e camminare verso quella indipendenza che passa attraverso l'autonomia impositiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Un intervento brevissimo credo che sia dovuto su un argomento importante come quello dell'Agenzia per le entrate. Credo davvero che questo sia uno dei non molti argomenti sui quali dovrebbe essere facile, al di là di qualche dettaglio, trovarsi d'accordo, perché, come ha ben detto l'onorevole Atzeri, è l'occasione per prolungare una battaglia comune, quella sulle entrate, che richiede certamente un'attenta manutenzione dei nostri diritti, una continua valutazione di quanto ci è dovuto dallo Stato e anche una preparazione a una stagione di federalismo fiscale che arriverà indipendentemente dal giudizio politico di ognuno. Quindi i ruoli e i compiti di questa Regione inevitabilmente cresceranno, e l'Agenzia, seppure definita in forma così snella, è l'organo che deve fornire un sostegno tecnico all'amministrazione regionale in questa complessa materia. Negli anni scorsi non siamo stati chiaramente all'altezza di un compito estremamente importante, anche per fornire le risorse allo sviluppo economico.

Cosa significa gestione dei tributi? Ricordo all'onorevole Diana che stiamo parlando di un'Agenzia che deve sostenere tecnicamente l'attività propria dell'ente regionale, quindi significa sostenere tecnicamente l'attività di gestione dei tributi che da sempre è propria di questa Regione, se non altro nel valutare con attenzione, per esempio, le compartecipazioni ai cespiti nazionali.

Qualcuno mi pare abbia detto: "Abbiamo paura di questa Agenzia perché le tasse di cui si parla in questo collegato sono solo le prime di altre che verranno". Io credo che questa sia la tendenza appunto del federalismo fiscale; credo che la Sardegna, come tutte le altre Regioni, inevitabilmente vedrà crescere la propria autonomia fiscale. Questo fa parte del gioco e l'Agenzia predispone e prepara tecnicamente la Sardegna a entrare con competenza e attenzione in questo terreno.

L'onorevole Capelli ha individuato una debolezza del testo, che in effetti dovremo correggere con un emendamento orale, facendo riferimento al fatto che la Giunta approva lo statuto dell'Agenzia su proposta dell'Assessorato competente in materia di entrate. Ringrazio per la segnalazione.

L'essenza di questo brevissimo intervento è ricordare che abbiamo una vertenza sulle entrate che è stata, in modo importante, unitaria nel recente passato. L'Agenzia per le entrate è un tassello di una vertenza che certamente non è finita e che deve continuare, anzi, con maggiore forza e maggiore articolazione nel futuro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Signor Presidente, intervengo brevissimamente per ricordare che quasi tutti gli emendamenti contengono proposte emendative che sono state abbondantemente discusse in Commissione. Quindi i colleghi proponenti conoscono anche le motivazioni per le quali molti emendamenti non si possono accogliere.

Detto questo, sugli emendamenti numero 23, 21, 25, 22, 83 e 24 esprimo parere contrario. Sull'emendamento numero 138 della Giunta il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Colleghi, siamo in fase di votazione degli emendamenti all'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, sinceramente vorrei votare a favore di questa iniziativa, ma le perplessità sono tante e sono innanzitutto di carattere tecnico, perché non viene istituito un servizio presso l'Assessorato delle finanze, dal momento che il personale, a cominciare dal direttore generale, può essere reclutato tra il personale della Regione, che dispone di alcune migliaia di tecnici qualificati, di laureati in economia e commercio o in giurisprudenza, di specializzati in scienza delle finanze, che possono senz'altro svolgere il compito che si vuole affidare all'Agenzia regionale ed effettuare proprio il controllo e monitoraggio delle entrate che ci sono dovute dallo Stato. Quindi questa è la prima obiezione che mi costringe a dire no a questa Agenzia.

La seconda obiezione è forse la più motivata, in quanto proprio alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 1 si parla di predisposizione di strumenti normativi, regolamentari e operativi per l'implementazione della fiscalità e per lo sviluppo della politica regionale delle entrate. In pratica, questo sarà lo strumento per la ricerca, così come giustamente ha detto l'Assessore, in previsione di un federalismo fiscale che riguarderà tutto il territorio nazionale, delle nuove tasse da imporre ai cittadini. Io dico che di tasse ce ne sono già tante e le nostre popolazioni, visto il reddito pro capite e vista la situazione non tanto rosea dell'economia in cui si dibattono, in questo momento possono anche fare a meno di questo strumento. Perché? Perché questo è l'inizio - questa è la paura - di un percorso che porterà a identificare nella Regione un nuovo daziere. Se dovesse andare avanti l'idea dello Stato di dotare i comuni di competenze per la ricerca di evasori fiscali, già mi prefiguro degli impiegati comunali che, come i vecchi dazieri, andranno di casa in casa per trattare la tassa da pagare. Questa è una paura sinceramente abbastanza concreta. Ci potrebbero essere tante altre motivazioni, ma già questi dubbi mi impongono di dire no. Perché non si prevede un servizio ben organizzato e gestito direttamente dall'Assessorato delle finanze, che possa sopperire alle stesse incombenze? Si risparmierebbero senz'altro molti milioni di euro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Cosa dire? Mi sorprende il fatto che fino all'altro giorno la Giunta inneggiava alla vittoria del centrosinistra, capace di cogliere alcuni temi importanti come quello del contrasto all'evasione fiscale, e oggi la Giunta e il Presidente della Commissione - io inorridisco, anche la Commissione! - dicono invece che facciamo un'Agenzia per le entrate per controllare lo Stato e non gli evasori fiscali. Noi controlliamo lo Stato, che siamo noi stessi, e non gli evasori fiscali! Anzi, alé, gli evasori fiscali facciano pure con comodo, in Sardegna meglio che in altri posti! Non c'è coerenza, non c'è credibilità, non c'è cultura politica in questo.

Noi ci asteniamo sull'articolo e voteremo a favore del nostro emendamento. Su questo tema si apre oggi una questione politica tra il mio partito e questa Giunta; si apre una questione politica tra il mio partito e gli altri partiti dell'Unione, perché troveremo il modo, in altre sedi, di chiarire se l'Unione intende combattere l'evasione e l'elusione fiscale, dotandosi di strumenti appropriati per apparire credibile su questo terreno, oppure no. Credo che si sia commesso un gravissimo errore politico, ma si sia data anche una brutta prova sul piano culturale. Parleremo più avanti di questa e di altre questioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, dovremmo intentare una causa di lavoro contro il collega Uras per il fatto che ci scippa il lavoro e ci sottrae argomenti di discussione. Infatti, nel momento in cui l'onorevole Uras dichiara che non c'è credibilità politica, qualsiasi nostra ulteriore riflessione diventa superflua. Credo che alla fonte ci sia una valutazione politica, e mi voglio riagganciare a quello che diceva il collega Atzeri: Emilio Lussu avrebbe forse detto, stasera, che serviva un leone e voi avete tolto fuori un gattino senza unghie e senza denti!

Non serve a niente questa proposta, è in linea totale con quelle riforme del niente e col vuoto che avete proposto sino ad oggi, in questi due anni di legislatura. E' semmai questa la conferma che da una parte cercate di destituire di fondamento la macchina regionale e dall'altra cercate di costituire strutture che sono soltanto ad uso e consumo di professori universitari, magari di qualche call center, per verificare chissà quale pertinenza rispetto alla materia fiscale regionale.

Inviterei i colleghi a riguardarsi la legge numero 13 del 1991, cioè la legge finanziaria - non governava certamente il centrodestra -, che all'articolo 93 istituiva una struttura organizzativa delle materie delle entrate del credito e risparmio e del recupero crediti in capo alla Regione autonoma della Sardegna. Quindi senza creare nessun tipo di struttura esterna, istituiva un servizio che aveva una credibilità istituzionale che invece questa Agenzia, dal nome altisonante, dimostra di non avere, andando persino contro una vertenza storica della Sardegna, che aveva l'obiettivo di diminuire le tasse e non di aumentarle.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sull'emendamento numero 23, vero, Presidente?

PRESIDENTE. Sull'insieme degli emendamenti e sull'articolo 1.

DIANA (A.N.). Unica dichiarazione di voto?

PRESIDENTE. Facciamo così perché è un'unica...

DIANA (A.N.). Cosa vuol dire "facciamo così", Presidente? Decide lei che facciamo così?

PRESIDENTE. No.

DIANA (A.N.). Faccia sapere all'Aula che cosa ha deciso.

PRESIDENTE. Stavo dicendo che siamo in fase di dichiarazioni di voto sull'articolo 1 e relativi emendamenti. Prego.

DIANA (A.N.). Scusi, Presidente, se ho capito bene lei ha deciso unilateralmente, senza informare preventivamente il Consiglio, che da stasera si interviene per tre minuti su un articolo e su tutti gli emendamenti ad esso presentati?

PRESIDENTE. Onorevole Diana, sono concessi dieci minuti per illustrare gli emendamenti e svolgere un intervento sull'insieme delle questioni, quindi anche le dichiarazioni di voto possono essere unificate per uniformità. Va bene?

DIANA (A.N.). Credo, Presidente, di non poter condividere questa sua iniziativa. Noi abbiamo diritto a tre minuti per ogni emendamento e a tre minuti per l'articolo.

PRESIDENTE. Andiamo avanti, onorevole Diana, faccia la sua dichiarazione, visto che ha domandato di parlare per dichiarazione di voto.

DIANA (A.N.). Io faccio la mia dichiarazione di voto sull'emendamento numero 23, che prevede: "Al comma 4 dell'articolo 1, dopo le parole 'mediante selezione pubblica per titoli' il rimanente testo è soppresso". Perché è soppresso? Perché non si capisce per quale motivo il direttore generale venga scelto mediante selezione pubblica per titoli e il personale dipendente venga invece scelto mediante selezione pubblica per titoli e/o mediante utilizzo di personale del ruolo unico dell'amministrazione regionale. Sembra che si voglia escludere aprioristicamente che il direttore generale possa essere scelto tra il personale dell'amministrazione regionale. Ovviamente questo stride, non è assolutamente possibile un fatto di questo genere, perché se il direttore generale può essere scelto mediante selezione pubblica, non si capisce per quale motivo questo non possa avvenire anche per i dipendenti - quindi per il primo organico, che poi non sarà il primo, perché sarà utilizzata una serie infinita di persone -, mediante utilizzo di personale del ruolo unico dell'amministrazione regionale. Io dico solo che se deve trattarsi di selezione pubblica, questo deve valere sia per il direttore generale sia per il resto del personale. Anzi, sarei molto più favorevole a che il personale fosse selezionato tutto tra i dipendenti della Regione autonoma della Sardegna.

PRESIDENTE. Preciso che io davo per scontato che la decisione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo di concludere i lavori entro un certo termine comportasse automaticamente una sorta di contingentamento dei tempi. Onorevole Diana, questa è la libera deduzione sulle dichiarazioni di voto. Se così non è naturalmente questo cambia le cose e cambia anche la discussione che si è svolta in Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Chiedo che la votazione nominale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, come si fa a non essere sorpresi di un inaccettabile comportamento da parte dell'Esecutivo nel respingere senza alcuna giustificazione e argomentazione l'emendamento numero 83, presentato da Rifondazione Comunista? Anche perché il nostro emendamento riprende l'articolo 9 dello Statuto speciale. Ci dovete spiegare perché avete respinto questo emendamento, che tende esclusivamente a far sì che vi siano altri strumenti per combattere più efficacemente l'evasione e l'elusione fiscale. Non c'è nient'altro in questo emendamento. Davanti a ricchezze ingigantite attraverso un'accumulazione incontrollata, il che succede anche in Sardegna, che cosa osta recepire strumenti, anche i più diversi, per combattere l'evasione e l'elusione fiscale?

Sinceramente, credeteci, siamo sorpresi! Credevamo di aver presentato un emendamento molto tranquillo e ci dispiace che l'Esecutivo non l'abbia recepito, anzi non l'abbia neanche preso in considerazione. Avrei capito una motivazione, avrei capito una giustificazione; non è successo neanche questo. Credo che questo debba far riflettere, e noi rifletteremo. Anch'io, chiaramente, voterò a favore dell'emendamento numero 83, presentato da Rifondazione Comunista, in quanto sono favorevole all'Agenzia per le entrate, però, considerato il caso politico, sull'articolo 1 mi asterrò.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, naturalmente il mio voto è favorevole sull'emendamento numero 23, che secondo me dà un contributo fondamentale, anche se la maggioranza non intende accoglierlo, per quanto riguarda un certo dovere di trasparenza nella scelta del personale della futura Agenzia.

Se mi permettete, vorrei però soffermarmi su un dato che va al di là dell'emendamento stesso. Vorrei cioè evidenziare un dato politico importante, chiaro, inequivocabile, che è emerso poco fa nell'intervento dello stimato collega Uras, il quale ha avuto il coraggio, la presenza di spirito, l'onestà intellettuale di far emergere in modo così chiaro lo scollamento che esiste tra il suo Gruppo, Rifondazione Comunista, la Giunta regionale e il resto della maggioranza. Sono vari passaggi distinti che l'onorevole Uras ha chiarito molto bene e che non possono sfuggire alla nostra attenzione. Il collega Uras ha parlato di mancanza di serietà. Assessore, stiamo parlando di lei, non so se era al telefono quando ha parlato l'onorevole Uras, magari glielo hanno riferito. Dicevo che il collega Uras ha parlato di serietà, per significare che manca la serietà; ha parlato di coerenza, per significare che da parte vostra manca la coerenza; ha parlato di credibilità, per affermare che manca la vostra credibilità.

Il collega Uras ha anche posto un problema politico molto rilevante e l'ha posto in occasione dell'avvio della discussione di un provvedimento così importante quale quello che stiamo discutendo. Ricordo che Rifondazione Comunista rappresenta circa il 20 per cento dell'elettorato dell'Unione, forse qualcosa di più, è andata molto bene alle ultime elezioni. Un esponente di un partito che rappresenta il 20 per cento della vostra coalizione dice che voi non siete seri, non siete coerenti, non siete credibili. Sa che cosa dovrebbe fare, Assessore? Si dovrebbe dimettere in questo momento davanti al Consiglio regionale che dalla parte sua l'ha in questo modo sfiduciato!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vi è alcun dubbio che, come ho detto nella discussione generale, noi di Rifondazione Comunista siamo assolutamente favorevoli all'istituzione dell'Agenzia regionale per le entrate, anzi la Sardegna è in ritardo sull'argomento. Se questo si fosse fatto prima sarebbe stato un atto di giustizia verso il nostro popolo e la nostra Isola avrebbe potuto disporre di tante risorse in più.

Io mi sarei aspettato, dal momento che abbiamo espresso questa posizione, tutt'altra considerazione sull'emendamento da noi proposto, volto a stabilire una collaborazione con i preposti organi dello Stato per l'accertamento delle imposte. Per questo il nostro sforzo era teso a precisare meglio, a contribuire in maniera fattiva al miglioramento del testo del disegno di legge. C'è invece, mi pare di capire, un atteggiamento snobistico e anche, per certi versi, arrogante nei nostri confronti. Ne abbiamo preso atto sin dall'inizio di questa discussione con un certo fastidio e commisureremo il nostro comportamento a questi atteggiamenti che non condividiamo.

Il nostro sforzo, ripeto, era teso a far sì che l'evasione fiscale potesse essere contrastata con maggiore efficacia, pertanto voterò a favore dell'emendamento numero 83 e mi asterrò sull'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Anch'io francamente non riesco a capire le ragioni per cui l'emendamento numero 83 sia stato respinto dalla Commissione e dalla Giunta. Ritengo che lo spirito con il quale è stato presentato sia esclusivamente quello di rafforzare l'azione di contrasto ai fenomeni dell'evasione fiscale e mi sembra che su questo punto non possa che esserci il riconoscimento non solo di un obiettivo condivisibile, ma addirittura nobile. Quindi voterò a favore dell'emendamento numero 83 e anche dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, faccio delle brevissime considerazioni, perché non appaia che una parte di questo Consiglio regionale, la parte prevalente, sia disattenta rispetto al "bubbone" dell'evasione ed elusione fiscale nel nostro territorio e più in generale rispetto a un fenomeno che noi da sempre combattiamo.

Ci sono due ordini di considerazioni per cui l'emendamento numero 83 non è accoglibile: intanto c'è una prassi parlamentare che i colleghi Uras, Davoli e Pisu dovrebbero avere ormai assimilato da tempo, per cui dei problemi se ne parla nei luoghi, nei tempi e nei modi adeguati. A prescindere da questo, è salvaguardata naturalmente la libertà di ciascun consigliere di presentare gli emendamenti che ritiene. Noi riteniamo che il comma 1 dell'articolo 1 lasci ampi spazi all'Agenzia per occuparsi della materia trattata e che il tema, da questo punto di vista, sia esaurientemente trattato. Ricordo brevemente ai colleghi, che forse non hanno approfondito l'argomento, che la lettera b) del comma 1 parla di predisposizioni di strumenti normativi, regolamentari e operativi per l'implementazione della fiscalità e per lo sviluppo della politica regionale sulle entrate, mentre la lettera e) parla esattamente di vigilanza e controllo sulle tasse e sulle concessioni regionali. Mi sembra che tutti questi elementi siano sufficienti per consentire all'Agenzia di svolgere il proprio ruolo, naturalmente di concerto con l'autorità dello Stato, dedicando un'attenzione particolare ai problemi che vengono posti. Per cui, cari colleghi, ritengo che questo emendamento, che contiene argomentazioni giuste però già contenute nel testo, potrebbe, sulla base di queste considerazioni, essere ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io non sarei intervenuto per dichiarazione di voto, però l'intervento del presidente Secci mi ha indotto a intervenire. Dovremmo fare le dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 23, ma si sta consentendo che si parli dell'83 in via anticipata. Perciò dico subito che voterò a favore dell'emendamento numero 23. Vedremo quale sarà l'esito del voto sull'83, ma i riferimenti alle lettere b) c) ed e) nulla hanno a che vedere con gli intendimenti dell'emendamento 83, che riguardano altro. Si tratta dell'accertamento delle imposte sui redditi, e perciò delle imposte nazionali, non solo di quelle regionali. In ogni caso sono due cose diverse.

Il mio riferimento preciso per l'onorevole Secci è questo: spero che i colleghi Davoli e Uras solo per questioni di anzianità di servizio in quest'Aula non imparino mai quello di cui lei ha parlato poc'anzi, perché se lei fa riferimento al metodo dicendo che ci sono i luoghi e i tempi per discutere di certe cose prima, io sono costretto a ricordarle che gli emendamenti proposti dalla Giunta questa mattina sono dei veri e propri disegni di legge! Allora cerchiamo di essere coerenti! Avete proposto voi nel giro di poche ore lo stravolgimento della legge e ora mettete in discussione il fatto che un Gruppo possa presentare un emendamento chiarificatore delle azioni dell'Agenzia per le entrate solo perché non se n'è parlato prima! Di questa legge voi prima non ne avete parlato per niente, né con il Consiglio né con la Commissione. Ci siamo ritrovati bloccati proprio perché avete applicato voi il metodo di portare all'ultimo momento emendamenti non sostitutivi parziali, bensì sostitutivi totali di articoli che voi stessi avete formulato più volte, senza parlarne prima - in Commissione in questo caso, per quanto ci riguarda - nei luoghi e nei momenti opportuni!

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 23. E' stata chiesta la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consiglieri Artizzu, capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - La Spisa - Licandro - Lombardo - Moro - Murgioni - Oppi - Petrini - Pili - Randazzo - Rassu - Sanciu - Sanna Matteo - Uggias - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 63

astenuti 2

maggioranza 32

favorevoli 22

contrari 41

(Il Consiglio non approva).

Siamo all'emendamento numero 21. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, sarò brevissimo. Io poc'anzi ho frainteso, avendo già espresso la mia dichiarazione di voto sull'articolo 1, non la ripeterò. Do invece lettura integrale dell'articolo 93 della legge 13/91: "Struttura organizzativa delle materie delle entrate del credito e risparmio e del recupero crediti.

1. Nell'ambito dell'Assessorato regionale della programmazione, bilancio e assetto del territorio è istituito il 'Servizio delle entrate e tributi regionali, del credito e risparmio, del recupero crediti', in deroga al limite numerico previsto dalla legge regionale 17 agosto 1978, n. 51, e successive modificazioni.

2. I servizi di cui al precedente comma e competenti in materia di entrate tributarie extratributarie della Regione, di tributi regionali, di credito e risparmio, di recupero crediti.

3. Il Servizio è articolato nel 'Settore delle entrate e tributi' e nel 'Settore del credito, risparmio e recupero crediti' ". Il comma 4 prevede la copertura finanziaria. Se noi andiamo a leggere, al comma 1 dell'articolo 1 di questo disegno di legge, quali sono i compiti dell'Agenzia, ad eccezione di qualche parola che può essere più o meno sufficientemente argomentata, i compiti sono pressappoco gli stessi, perché poi gli altri commi dell'articolo 1 riguardano la situazione del personale e la competenza dell'Agenzia. Allora mi domando: per quale motivo viene istituita l'Agenzia per le entrate dal momento che esiste già da quindici anni un organismo, istituito con legge della Regione, che ha gli stessi compiti e che giustamente è strutturato con personale del ruolo regionale? Credo che la Regione abbia personale professionalmente capace e preparato per fare questo, non c'è bisogno di nominare dei revisori, non c'è bisogno di spendere miliardi, non c'è bisogno di fare proprio un bel niente, di fatto si può dare immediata attuazione alla costituzione di questa struttura. Questo è il primo punto.

Secondo punto: gli accertamenti. Ma gli accertamenti immobiliari da parte di vigili urbani, tecnici comunali, guardie forestali e i rilievi aerofotogrammetrici - qualcuno poi lo spiegherà molto meglio più di me - possono essere fatti quando e come si vogliono. Quindi l'evasione può essere combattuta giorno per giorno! Esiste già una struttura, avete i mezzi, perché volete creare questo carrozzone vuoto che non funzionerà mai? Tentate, invece, di dare funzionalità a ciò che già esiste, se è vero che volete perseguire una politica di risparmio, una politica di rigore dal punto di vista fiscale e della spesa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, anche in questo caso intervengo per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 21 presentato dai colleghi Ladu e più, perché vi è una palese contraddizione in ciò che è scritto nel comma 5. Infatti, si prevede che il direttore generale sia scelto tra esperti in materia di tributi e di finanza regionale e soprattutto abbia un'esperienza professionale maturata in ambito pubblico o privato. E' evidente che quando si sostiene la tesi che ci possa essere un esperto in materia di tributi e di finanza regionale che ha un'esperienza di natura privatistica si sostiene l'esatto contrario di quello che si vuole ottenere. Non mi pare che possano esserci funzionari o tecnici esterni che si siano occupati di attività tributaria e di finanza regionale - quindi attraverso un ente pubblico - la cui competenza professionale sia maturata in ambito privato. E' un controsenso che l'emendamento numero 21 vuole sottolineare. Inoltre l'aver introdotto il requisito del possesso di una documentata esperienza professionale in ambito privato è sintomatico del fatto che evidentemente l'Assessore, o forse lo stesso Presidente, ha già individuato la persona che dovrebbe svolgere questo ruolo, che, lo ribadisco, è un doppione di quanto già previsto dalla legge 13/91, e sicuramente costituisce un ulteriore aggravio per le finanze regionali e non certamente un vantaggio per quanto riguarda le entrate.

Aggiungo, lo diceva poc'anzi anche il collega Rassu, che gli strumenti che lo stesso Assessorato degli enti locali ha messo in campo e che forse l'Assessore della programmazione non conosce, andrebbero meglio verificati proprio rispetto al controllo delle entrate. Su questo mi riprometto di entrare in argomento con ulteriori interventi sulla parte emendativa riguardante gli accertamenti immobiliari e sulla parte dei controlli che la Regione è chiamata ad attuare attraverso gli enti locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sempre per seguire l'ordine degli emendamenti e annunciando il voto favorevole all'emendamento numero 21, continuo a riflettere sul fatto che la rivendicazione fatta dal Governo regionale nei confronti dello Stato - a detta di tutti - è stata portata avanti con grande attendibilità. Tutto il lavoro certosino che è stato fatto dall'assessore Pigliaru e dalla struttura che lo ha sostenuto corrisponde al vero, non c'è motivo di dubitarne. Questa rivendicazione, salvo smentite, è avvenuta all'interno della struttura regionale col supporto tecnico dei dipendenti della Regione autonoma della Sardegna. Quindi abbiamo affidato a persone di grande competenza una materia certamente difficilissima e importante e questo lavoro è stato definito da tutti - dico da tutti, e capite cosa intendo - eccellente.

Ora non capisco per quale motivo il direttore generale potrebbe - non è scritto che deve - provenire dal settore privato. Ha ragione l'onorevole Pili, la materia dei tributi e della finanza regionale è già complicata per chi la mastica da decenni, figuriamoci per uno che ha lavorato nel privato! Mi sarei aspettato che fosse indicato solo il settore pubblico, perché? Me lo sarei aspettato, Assessore, perché immaginavo che magari, e non avremmo avuto niente da dire, nella testa del presidente Soru, o anche nella sua, così com'è avvenuto per il responsabile del Centro regionale di programmazione, che ha una competenza non indifferente, ci fosse l'idea che anche il direttore regionale dell'Agenzia per le entrate dovesse aver maturato un'esperienza professionale nel settore pubblico. Potrebbe infatti essere scelto l'ex direttore generale delle Imposte dirette o l'attuale direttore dell'Ufficio delle entrate di Roma o di Palermo, voglio dire una persona che ha lavorato in ambito pubblico. Ma quando si inserisce anche l'ambito privato, Assessore, lei storce il muso, la prima cosa che io penso è che avete già individuato un soggetto diverso da un soggetto pubblico! Questo penso, altrimenti non ha ragion d'essere che ci sia scritto "in ambito pubblico o privato", sarebbe sufficiente scrivere "pubblico", poi da dove lo portate lo portate, lo scegliete voi quindi non è sottoposto a particolari vincoli dalla Giunta, dal Consiglio o dalle Commissioni competenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per dire che capisco che a pensar male a volte ci si azzecca, però altre volte si sbaglia. Noi abbiamo scritto "pubblico o privato" per avere il massimo grado di apertura nella ricerca di una persona che abbia una competenza assolutamente fondamentale per noi. Non c'è nessun nome nella mente di nessuno e la ricerca di una persona che deve coprire un incarico così delicato per la Regione sarà fatta, come per tutti gli incarichi di pari delicatezza, con la massima evidenza pubblica, al fine di scegliere una persona che abbia la competenza necessaria e fondamentale per supportare l'amministrazione regionale in un compito che è complesso oggi e sarà ancora più complesso in futuro, e nel quale la lotta all'evasione fiscale sarà certamente in primissima linea.

E' difficile capire perché qualcuno, nel centrosinistra, possa dubitare che la lotta all'evasione fiscale sia una delle principali priorità, alla quale dobbiamo dedicare tutta la nostra attenzione e competenza tecnica. Credo che questo ruolo sia sufficientemente contenuto nell'attuale legislazione e anche nel testo che noi proponiamo. Si può naturalmente discutere questo punto, ma non l'impegno della maggioranza e della Giunta su un tema così importante. Quando discuteremo specificamente le imposte che proponiamo vedremo che alcune di queste imposte sono motivate in modo importante proprio dalla lotta all'evasione fiscale.

Infine credo che questa Agenzia, nella quale speriamo di poter convogliare alte competenze e anche quella flessibilità nelle alte competenze di cui avremo bisogno man mano che i compiti della Regione cambieranno, sarà una delle agenzie che più di altre riuscirà a pagare gli stipendi sulla base della propria produttività, anche nella lotta all'evasione fiscale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 25. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Il mio voto sarà contrario anche perché le ultime argomentazioni dell'Assessore mi hanno convinto ancor di più che si tratti di una proposta destituita di qualsiasi sostanza, soprattutto quando l'Assessore sostiene che questa Agenzia ha come obiettivo la lotta all'evasione fiscale. Non è scritto in nessun punto di questa norma che questa Agenzia ha competenza nella lotta all'evasione fiscale. Ci sarebbe stata, se fosse passato l'emendamento di Rifondazione Comunista, una collaborazione con lo Stato, ma non vi è nessun tipo di competenza sul piano amministrativo, su quello del controllo e della verifica dell'evasione fiscale. Quindi è un'Agenzia che non servirà a nulla, è soltanto un ulteriore baraccone che si vuole costituire per sistemare forse un po' di gente e magari creare qualche nuovo studio di consulenza!

Aggiungo che gli otto dipendenti di cui al comma 6, se dovessero da soli occuparsi dell'attività di cui alla lettera f) del comma 1, e cioè informazione all'utenza in materia di fiscalità regionale, dovrebbero farsi carico di almeno 200 mila cittadini ciascuno, senza contare, con la fiscalità che state proponendo - fuori da qualsiasi norma - per quanto riguarda il demanio marittimo, le seconde case e quant'altro, le domande che arriveranno per l'informazione all'utenza proveniente da tutto il mondo. E' evidente che questi otto dipendenti dovranno essere selezionati in qualche agenzia atomica, perché credo che sia davvero impensabile che essi possano sovrintendere all'attività di cui alla lettera f). Già questo dimostra l'inconsistenza sul piano amministrativo, istituzionale e sul piano ovviamente sostanziale di ciò che realmente volete fare, cioè un'attuazione fantomatica di una disposizione finanziaria che niente porterà alle casse della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, intervengo intanto per rilevare che non mi pare sia consuetudine che l'Assessore chieda e abbia la parola in sede di dichiarazioni di voto, visto che essendo un Assessore tecnico non ha possibilità di dichiarare il proprio voto. Stiamo sorvolando su molte cose, sorvoliamo anche su questo, ma che almeno l'Assessore prenda la parola sull'argomento in discussione e non per lanciare segnali politici ai tre amici di Rifondazione Comunista (per il momento sono solo tre, quindi non possiamo giudicare per gli altri), perché questo non è un ruolo che compete a un assessore tecnico. Peraltro mi pare che questo ruolo fosse stato già abbondantemente svolto dal Presidente della Commissione, lui sì, consigliere eletto, che quindi aveva pieno titolo per interloquire politicamente con i tre colleghi di Rifondazione Comunista. Credo che sia stato un episodio che non si verificherà più, Presidente, perché non mi pare che fosse assolutamente coerente né con il Regolamento né con il buon funzionamento dell'Aula.

Sull'emendamento numero 25 ovviamente il voto è favorevole, così come sarà favorevole su tutti gli emendamenti proposti dalla minoranza. Perché è stato presentato questo emendamento? Perché qui si parla di prima dotazione organica - ed è un problema che abbiamo sollevato tante volte in Commissione, ma non ci è mai stata data una risposta -, e qualcuno mi deve dire quale sarà la seconda, la terza, la quarta dotazione organica, perché da questo articolo non si capisce! Peraltro non si capisce come questa prima dotazione organica sarà individuata, o meglio lo si dice al comma 6, ma nel comma precedente si dice una cosa diversa! E allora anche questa prima dotazione organica passa attraverso il vaglio della selezione pubblica, oppure questa prima dotazione organica è scelta dall'Assessore della programmazione di concerto con l'Assessore del personale? Questo è un fatto al quale nessuno ha ancora dato una risposta e nell'attesa noi annunciamo il voto favorevole all'emendamento numero 25, che tende a sopprimere il comma 6 dell'articolo 1, la cui formulazione ci pare assolutamente insufficiente e certamente non risolutiva del problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, prendo la parola perché non vorrei che i colleghi del centrodestra pensassero che siamo colpiti da afasia e che non abbiamo intenzione di replicare a tutte le cose che stiamo sentendo. Non interveniamo semplicemente perché abbiamo un obiettivo politico, che è quello di chiudere al più presto la discussione di questo maxicollegato per dare risposte alle persone che da giorni attendono qui fuori e anche a quelli che stanno assistendo in questo momento ai lavori dell'Aula.

Uno degli obiettivi strategici del centrosinistra era ed è quello di far pagare il dovuto a chi lo deve pagare. E' paradossale che il centrodestra venga qui a dire tutto e il contrario di tutto! L'obiettivo, diceva l'onorevole Pili, è diminuire le imposte, poi dice che invece bisogna fare una lotta serrata. La verità vera è che in Italia l'evasione fiscale è stimata intorno ai 400 mila miliardi di vecchie lire. Il Presidente del Consiglio dei ministri che era in carica fino ad oggi, che è stato sconfitto in queste elezioni, ha detto che quando lo Stato vessa si possono evadere le tasse! Ha promesso un'azione fiscale che tende a dare ai ricchi e a togliere ai poveri! Insomma, credo che qui si debba cominciare a stabilire qualche elemento di demarcazione tra noi e voi, altrimenti non se ne capisce più nulla! La sinistra vuole equità fiscale, non vuole far pagare le tasse a chi non le deve pagare. Uno Stato liberale, qualunque Stato democratico, si basa sul fatto che ciascuno paghi le tasse in base a quanto guadagna, non sulle scalate dei furbi e furbetti, dei Ricucci che sono vicini al Presidente del Consiglio dei ministri! Qui in Sardegna non dateci lezioni di questa natura, per favore! Non cercate di insinuarvi in questa maniera tra contraddizioni che potrebbero pure esserci. Va però affermato con forza, e non c'è da ribadirlo a nessuno, perché tutti ne siamo consapevoli, che la lotta all'evasione è uno degli obiettivi del governo di centrosinistra nazionale e anche di quello regionale, e non credo che ci sia nessuno che possa ergersi a primo della classe per quanto attiene a questo aspetto fondamentale per tutti noi. Grazie.

Scusi, Presidente, mi sono dimenticato di dire che voto contro l'emendamento numero 25.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). L'onorevole Pirisi riesce a far parlare anche chi vorrebbe stare zitto, e lui ha parlato di tutto tranne che dell'oggetto di questo comma! Noi non stiamo dicendo che voi nelle ultime elezioni avete perso undici punti rispetto alle elezioni provinciali o che bisogna far pagare le tasse. Stiamo parlando di un'altra cosa, stiamo dicendo che il comma 6 è molto generico e che voi siete maestri nell'affidare consulenze, nel fare provvedimenti illegittimi. Ne cito uno per tutti, la delibera che riguarda il direttore generale della Presidenza della Giunta, una delibera illegittima in cui è scritto che il Presidente, sua sponte, può in modo totalmente arbitrario stabilire un'integrazione di indennità, nella misura che egli stesso riterrà più opportuna. Il che vuol dire tutto e il contrario di tutto, fa ridere i polli! Questa delibera - che è illegittima e sarà impugnata - dice praticamente che il direttore generale della Presidenza della Giunta può avere tutto. Possiamo dunque avere qualche dubbio sul fatto che, visto che il comma 6 è generico, abbiate le idee chiare sul direttore generale dell'Agenzia per le entrate? Sarà difficile trovarlo, per cui alla fine gli darete la possibilità che resti in carica soltanto per cinque anni? Possiamo contestare questo fatto e dire che preferiremmo che il personale dell'Agenzia fosse scelto all'interno dell'amministrazione regionale, dal momento che abbiamo creato tutta una serie di enti che non sanno come impiegare il proprio personale e sui quali ogni giorno riscontriamo delle anomalie? Le affermazioni dell'Assessore, come ha detto prima il collega Pili, fanno sorgere in noi ulteriori perplessità. Siamo convinti, ripeto, che il comma 6 sia generico e per quanto ci concerne ne abbiamo solo proposto la soppressione. Abbiamo titolo per fare questo? Abbiamo il diritto di chiedere questo oppure no? Cosa c'entra tutto il resto? Noi vogliamo che la gente paghi le tasse, non siamo d'accordo su questo maxicollegato che ogni giorno viene incrementato, per vostra responsabilità perdiamo solo del tempo; stamattina ci avete fatto perdere alcune ore. Potevano essere fatte quattro leggi, ne avete fatto una sola. Litigate tutti i giorni e anche in Commissione, stamattina, abbiamo assistito a scene certamente non edificanti! Visto che non siete d'accordo tra voi - non ve lo rinfacciamo, quella del rinfaccio è una vostra prassi consolidata -, consentiteci almeno di dire che noi non condividiamo questo maxicollegato, senza che si parli di tutto lo scibile umano, perché non serve a niente! Ero mezzo addormentato, ti ringrazio, collega Pirisi, per avermi risvegliato!

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 138. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Noi non stiamo facendo demagogia, onorevole Pirisi, perché i lavoratori che sono presenti in aula, oggi, sanno benissimo che l'emendamento che li riguarda sarà approvato. Quindi, come vede, questo problema non esiste, un giorno in più o un giorno in meno non cambia niente, non è questo il problema. Il problema in questo momento è invece legato all'individuazione dei soggetti che dovrebbero lavorare in questa fantomatica Agenzia. Noi, con l'emendamento numero 22, diciamo: "mediante selezione per titoli tra il personale del ruolo unico dell'amministrazione regionale". Ribadisco che noi siamo convinti che l'amministrazione regionale non abbia bisogno di andare a pescare fuori, e se fuori deve andare a pescare, deve pescare tra soggetti pubblici, non tra soggetti pubblici o privati. Stiamo dicendo solo questo, e bene ha fatto l'onorevole Oppi a intervenire per precisarlo. Noi stiamo entrando nel merito dell'articolato.

PIRISI (D.S.). Non tutto.

DIANA (A.N.). Siamo nell'articolo, io sto discutendo di questo, e per altro ho chiesto al Presidente che gli emendamenti fossero discussi e messi in votazione uno per uno.

Quindi questo è il ragionamento che voglio fare: noi riteniamo che l'amministrazione regionale sia sufficientemente attrezzata, se così non fosse, considerato che abbiamo speso tanti di quei soldi per creare "tremila" dirigenti pubblici, che io mi auguro siano il futuro della Sardegna, non capisco perché non predisponiamo dei corsi di aggiornamento, dei corsi di formazione, di alta di specializzazione, per individuare i soggetti che dovrebbero lavorare in questo particolare settore. Mi sarei aspettato questo! Ma la scelta del direttore generale dell'Agenzia in ambito pubblico o privato credo che veramente presti il fianco a tutte le critiche che vi stiamo muovendo, e tutte le discussioni che si vogliono fare fuori da questo contesto credo che non abbiano ragion d'essere.

Rifondazione Comunista probabilmente non è d'accordo sul fatto che questa scelta avvenga nel pubblico o nel privato; credo che anche lei ritenga che debba essere fatta nel pubblico. Mi sarei soffermato anche su questo, onorevole Uras, invece lei ha focalizzato la sua attenzione fondamentalmente su un unico argomento: la lotta all'evasione. Qui non c'è nessuno che sia a favore dell'evasione, nessuno!

MARROCU (D.S.). Neanche Mesina?

DIANA (A.N.). E comunque, onorevole Davoli, non può essere certamente lei quello che dà la patente agli altri, perché qui dentro noi non dobbiamo dare le patenti, dobbiamo individuare gli strumenti più idonei per evitare che ci sia evasione fiscale. Questo dobbiamo fare, ma lo dobbiamo fare tutti assieme; non è che voi avete una patente "regolare" e noi invece abbiamo la patente rilasciata dall'Esercito Italiano, perché non è assolutamente così!

PIRISI (D.S.). "Il caimano" ha detto cose diverse!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo certamente, in maniera procedurale, per dichiarazione di voto, ma anche per precisare che la discussione che si sta facendo non può che essere attenta e puntuale, quindi anche con le dichiarazioni di voto sugli emendamenti, perché questo è un testo su cui noi abbiamo posto attenzione e voi avete più volte fatto interventi di modificazione. Crediamo che si debba prestare a questo testo tutta l'attenzione che merita e che non si possano fare affermazioni come quelle che abbiamo sentito, che sono ovviamente demagogiche. Diciamo che se c'è l'urgenza di affrontare questioni relative a determinate categorie di lavoratori, noi non ci opponiamo certamente a un eventuale anticipo della discussione degli articoli che riguardano, appunto, categorie di lavoratori che attendono una decisione del Consiglio regionale, siamo aperti a qualunque possibilità, anzi potremmo essere noi stessi a proporlo, ma non ci si deve impedire di andare al fondo di un testo che man mano che lo si esamina offre sempre maggiori spunti di critica che noi non possiamo assolutamente esimerci dal fare in quest'Aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 138. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Presidente, solo per ricordare l'emendamento orale al comma 7 presentato dall'Assessore della programmazione.

PRESIDENTE. Assessore, vuole ripetere l'emendamento orale prima delle dichiarazioni di voto? Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Al comma 7, dopo la parola "approva", vanno aggiunte le parole "su proposta dell'Assessore competente in materia di entrate lo statuto dell'Agenzia".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io ho preso la patente anche nell'Esercito, dove guidavo molti mezzi. Ho imparato anche a leggere, qualche volta ho anche imparato a scrivere, ma quello che non imparerò mai sono le regole non scritte, a cui ogni tanto si allude. Quelle non stanno dentro l'ambito delle mie curiosità!. Qua ci sono prerogative dei consiglieri regionali che il Presidente del Consiglio ha il dovere e anche il privilegio di far rispettare, e l'azione legislativa è in capo ai consiglieri regionali singolarmente e riuniti. Il rigetto dell'emendamento da noi proposto è inspiegabile; è inspiegabile per la maggioranza, io direi che è inspiegabile anche sul piano tecnico, perché quell'emendamento non tende che a dare forza finalmente a un articolo dello Statuto che è rimasto inevaso dalla proclamazione dell'autonomia ad oggi.

Io spesso non mi fido degli uffici; non mi fido di quelli costituiti, figuriamoci se mi posso fidare di quelli costituendi! Li voglio vedere alla prova i dirigenti e il personale, perché non sempre le scelte sono buone, anzi spesso sono pessime, perché i risultati non sono all'altezza. Credo che si sia persa un'occasione, l'occasione per capire che di quel 50 per cento che il centrosinistra ha preso per il Senato in Sardegna, l'8,5 per cento l'ha conquistato il mio partito in ragione della coerenza delle idee e delle politiche che manifesta!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Il mio voto sarà contrario all'articolo 1, perché credo che i colleghi abbiano ben rappresentato - il collega Uras lo ha fatto anche dal punto di vista politico - un voto quasi obbligato di questa Assemblea, rispetto a una rivendicazione storica della Sardegna, quella di poter governare autonomamente il processo delle entrate, anche per quanto riguarda la loro individuazione, e di poter verificare il gettito delle imposte direttamente.

Questa norma finanziaria è soltanto un pretesto ulteriore e fittizio che non soddisfa in alcun modo l'esigenza della Regione autonoma della Sardegna richiamata in maniera pomposa nello stesso titolo di questo articolo, che in qualche modo dimentica la necessità di dare invece certezze sulle entrate della Regione. Certezze che non possono trovarsi in questo articolo.

Voglio soltanto ricordare che l'Assessorato degli enti locali ha finanziato, nel 2001 e nel 2002, una carta digitale regionale, che aveva tra gli obiettivi strategici quello della lotta all'evasione fiscale, perché attraverso uno strumento di individuazione dei singoli edifici urbanisticamente rilevabili da quella carta digitale si poteva fare l'unica vera lotta all'evasione fiscale in Sardegna. Di questo ve ne siete dimenticati, non avete in alcun modo tenuto conto di quel dettame che rappresentava la strada principale, anche per i comuni, per poter effettuare gli accertamenti immobiliari. Cito per tutti l'ICI, che è uno strumento impositivo anche per le seconde case e che avete totalmente ignorato in questa norma, nonostante sia lo strumento che dà contezza e solidità alla ricerca di nuove risorse per l'autonomia regionale.

L'articolo 1 è destituito di ogni fondamento istituzionale, propone una rivoluzione del niente, nel tentativo di celare obiettivi che in questa norma sono comunque dichiarati, come l'individuazione di soggetti per nuove consulenze, studi, ulteriori ricerche ed elaborazioni statistiche, che certamente non meritavano l'istituzione dell'ennesima agenzia regionale.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1, con l'emendamento orale proposto dall'assessore Pigliaru.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Uggias.

Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - La Spisa - Lombardo - Oppi - Petrini - Pili - Rassu - Sanciu - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Davoli - Pisu - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 48

astenuti 4

maggioranza 25

favorevoli 35

contrari 13

(Il Consiglio approva).

Emendamento aggiuntivo numero 83. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo ancora la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 83.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Caligaris - Davoli - Gessa - Pisu - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Giorico - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - La Spisa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 38

votanti 36

astenuti 2

maggioranza 19

favorevoli 5

contrari 32

Poiché manca il numero legale, la seduta è sospesa sino alle ore 20 e 28.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 58, viene ripresa alle ore 20 e 30.)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 83, su cui era sta richiesta la votazione nominale. Onorevole La Spisa, conferma la richiesta?

LA SPISA (F.I.). Confermo la richiesta di votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 83.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cuccu Franco Ignazio - Sabatini.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Lai - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pili - Rassu - Sanciu - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 39

astenuti 9

maggioranza 20

favorevoli 4

contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, credo che fossero assolutamente opportune le parole dell'onorevole Pirisi, che ha richiamato un po' tutti alla concretezza. Ed ha assolutamente ragione, considerato che sino adesso non abbiamo votato praticamente niente, visto che l'articolo che abbiamo poc'anzi approvato, come ho già avuto modo di dire, è pari al niente!

Considerato che anche in questa votazione la maggioranza era per lo più assente, e quindi si è rischiato che mancasse il numero legale, e che la responsabilità dell'opposizione è anche quella di far lavorare il Consiglio su questioni concrete, rivolgo al Presidente del Consiglio la proposta di discutere immediatamente la parte che riguarda il personale dell'Ente foreste e tutta la partita legata all'antincendio, anticipando l'esame del relativo articolo e accogliendo quindi la richiesta dell'onorevole Pirisi di accelerare la risoluzione di un problema concreto.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, siamo in sede di dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 24.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Intervengo per dichiarare il voto contrario all'emendamento numero 24 e per dire che la proposta che ha avanzato il collega Pili certamente ha un fondamento, ma la questione si può risolvere procedendo celermente nei lavori. Noi siamo favorevoli ad approvare entro questa sera anche l'articolo 16 e l'emendamento che riguarda i lavoratori dell'antincendio, però siamo dell'avviso che si debba procedere rispettando l'ordine degli articoli e degli emendamenti.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, comprendo lo spirito che anima la richiesta di procedere a salti, però nonostante i nobili intenti procediamo secondo l'ordine previsto.

Siamo all'emendamento numero 24. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intervengo per dichiarazione di voto e sempre attenendomi al comma 7 dell'articolo 1, vista la grande valenza che si vuole dare alla figura del direttore generale. Come in tutte le agenzie che si rispettino, credo che sul personale da assumere non possa che essere sentito il direttore generale, cioè è il direttore generale che deve avanzare una proposta sul personale. Se ravvisiamo in lui quella figura eccezionalmente capace e competente, che magari non corrisponde a un funzionario regionale, ma a un manager proveniente dal privato, così come vuole questa maggioranza, per quale motivo dobbiamo limitare le sue funzioni già nella prima fase? Credo che il personale debba invece essere scelto proprio su proposta del direttore generale. Questo libererebbe la Giunta, l'Assessore competente da una responsabilità, ma certamente il direttore generale dell'Agenzia si assumerebbe la responsabilità di individuare le persone sulle quali l'onorevole Uras non ha nessuna fiducia, ma ha invece molta fiducia l'altra parte di Rifondazione Comunista, che come abbiamo visto ha votato contro l'emendamento presentato dagli stessi colleghi di Gruppo. Ecco perché noi abbiamo presentato l'emendamento numero 24.

Su questo siamo quindi perfettamente d'accordo. Per quanto riguarda invece le considerazioni del Capogruppo de La Margherita, vorrei ricordare all'onorevole Biancu che è in capo alla maggioranza l'obbligo di mantenere la maggioranza stessa coesa e di garantire la presenza del numero legale. Non si può far ricadere questa responsabilità sull'opposizione. L'opposizione fa il suo lavoro e lo fa fino in fondo, e noi siamo qui per testimoniarlo anche davanti a quei lavoratori che molte aspettative hanno riposto in noi e in voi, attenzione, perché sino adesso ciò che in parte essi hanno ottenuto l'hanno ottenuto dal Governo di centrodestra. Adesso ci stiamo impegnando tutti per far ottenere loro la parte restante.

Credo che la proposta dell'onorevole Pili possa essere accolta, ma se così non fosse, cari colleghi, dovete garantire il numero legale, altrimenti la responsabilità è solo ed esclusivamente vostra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Noi chiediamo ancora la votazione nominale e ribadiamo la necessità di venire incontro, urgentemente, alle richieste dei lavoratori dell'antincendio, sulle quali la maggioranza deve veramente assumersi le proprie responsabilità.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, mi assumo io la responsabilità. Procediamo in ordine verso quei lavoratori e verso tutti gli altri che aspettano che approviamo il maxicollegato.

PILI (F.I.). Non è la stessa cosa!

PRESIDENTE. E' la stessa cosa, nel senso che penso sia giusto procedere in questo modo, pur comprendendo le ragioni che muovono la richiesta.

PILI (F.I.). Se la maggioranza garantisce il numero legale, va bene.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, andiamo avanti, onorevole Pili. La maggioranza si assume la sua responsabilità, garantendo naturalmente il numero legale e quindi la presenza in aula e tutti insieme garantiamo che si lavori. Quindi procediamo così come stabilito.

L'onorevole La Spisa aveva chiesto la votazione nominale dell'emendamento numero 24. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24.

(Segue la votazione)

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - La Spisa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 41

votanti 39

astenuti 2

maggioranza 20

contrari 39

Poiché manca il numero legale, la seduta è sospesa per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 39 , viene ripresa alle ore 21 e 08.)

PRESIDEENTE. Il consigliere La Spisa conferma la richiesta di votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24.

(Segue la votazione)

Risponde sì la consigliera: Cerina.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias

Si è astenuto: il Presidente Spissu - La Spisa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 41

votanti 39

astenuti 2

maggioranza 21

favorevoli 1

contrari 38

Colleghi, non essendo stato raggiunto il numero legale, il Consiglio è riconvocato per domani mattina alle ore 9 e 30.

La seduta è tolta alle ore 21 e 10.



Allegati seduta

CLXXV SEDUTA

Giovedì 20 Aprile 2006

Presidenza del Vicepresidente Paolo FADDA

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 9 e 33.

CALLEDDA, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 17 febbraio 2006 (169), che è approvato.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:

"Disposizioni in materia di consorzi di bonifica e delle relative funzioni". (226)

(Pervenuto il 15 marzo 2006 e assegnato alla quinta Commissione.)

Come preannunciato dal presidente Spissu, prima di procedere alla votazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 216/A, la seduta viene sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 10.

(La seduta sospesa alle ore 9 e 34,viene ripresa alle ore 10 e 04.)

Discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" (216/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del disegno di legge numero 216/A. Prego i colleghi di prendere posto. Siamo in fase di votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orru' - Pinna - Pittalis - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Murgioni - Petrini - Pili - Pisano - Randazzo - Rassu - Sanciu - Sanjust.

Si sono astenuti: Atzeri - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 57

Astenuti 2

Maggioranza 29

Favorevoli 35

Contrari 22

(Il Consiglio approva).

Sospendo la seduta sino alle ore 11 e convoco la terza Commissione per l'esame degli emendamenti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 08, viene ripresa alle ore 11 e 01.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, chiedo un rinvio di un'ora, vista la scarsa affluenza di consiglieri in aula.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Manca. Il Presidente della Commissione mi ha comunicato che i lavori non sono neanche iniziati e c'è necessità di un'ulteriore sospensione. Se non vi sono opposizioni, sospendo la seduta sino alle ore 12.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 02, viene ripresa alle ore 12 e 02.)

PRESIDENTE. Il Presidente della terza Commissione ha comunicato a questa Presidenza che non è stato ancora ultimato l'esame degli emendamenti, quindi chiede di poter aggiornare i lavori alle ore 16 di questo pomeriggio. Se non vi sono opposizioni, la seduta è sospesa. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 03, viene ripresa alle ore 16 e 05.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Poiché mancano numerosi consiglieri e la Giunta, sospendo la seduta sino alle ore 16 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 06, viene ripresa alle ore 16 e 31.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, le chiederei cortesemente, se lo ritiene opportuno, di convocare la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per organizzare meglio i lavori di questo pomeriggio e di domani.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo nella saletta attigua all'aula consiliare.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 34, viene ripresa alle ore 17 e 43.)

PRESIDENTE. Colleghi, iniziamo l'esame dell'articolo 1. Comunico che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha discusso e valutato il fatto nuovo che si è verificato, e cioè la presentazione da parte della Giunta di emendamenti sostitutivi totali agli articoli 2, 3 e 4. Questo fatto, sconosciuto fino a questa mattina, deve essere attentamente valutato dalla minoranza, a cui è consentito di presentare emendamenti agli emendamenti. Per cui si è deciso di sospendere l'esame degli articoli 2, 3 e 4 e di rinviarne la discussione alla seduta di mercoledì 26 aprile. Ricordo che eventuali emendamenti agli emendamenti ai suddetti articoli dovranno essere presentati entro il termine di un'ora prima dell'inizio della seduta.

Passiamo ora all'esame dell'articolo 1, a cui sono stati presentati sette emendamenti.

( Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Agenzia per le entrate della Regione Sardegna

1. E' istituita l'Agenzia regionale per le entrate, quale organo tecnico-specialistico in materia di entrate a sostegno dell'Amministrazione regionale nelle seguenti attività:

a) ricerche ed elaborazioni statistiche sui flussi di entrata e sugli effetti economici delle imposte, a supporto delle politiche regionali in materia finanziaria e di bilancio;

b) predisposizione degli strumenti normativi, regolamentari ed operativi per l'implementazione della fiscalità e per lo sviluppo della politica regionale delle entrate;

c) gestione dei tributi regionali;

d) adempimenti connessi al contenzioso tributario e alla gestione del recupero dei crediti;

e) vigilanza e controllo sulle tasse e sulle concessioni regionali;

f) informazione all'utenza in materia di fiscalità regionale.

2. L'Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale, ed è sottoposta ai poteri di indirizzo, vigilanza e controllo dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio; essa ha sede in Cagliari.

3. Sono organi dell'Agenzia il direttore generale e il collegio dei revisori dei conti; essi sono nominati con decreto del Presidente della Regione, su conforme deliberazione della Giunta adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di entrate d'intesa con l'Assessore competente in materia di personale.

4. Il direttore generale è scelto mediante selezione pubblica per titoli; il personale dipendente dell'Agenzia è scelto mediante selezione pubblica per titoli, e/o mediante utilizzo di personale del ruolo unico dell'Amministrazione regionale.

5. Il direttore generale, scelto tra esperti in materia di tributi e di finanza regionale, deve essere in possesso del titolo di laurea quadriennale o quinquennale e di documentata esperienza professionale maturata in ambito pubblico o privato; il suo rapporto di lavoro con l'Agenzia è regolato da contratto quinquennale di diritto privato, rinnovabile una sola volta, ed ha carattere pieno ed esclusivo.

6. La prima dotazione organica del personale dell'Agenzia è determinata dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di entrate e di concerto con l'Assessore competente in materia di personale, in numero non superiore a otto unità. L'Agenzia è inserita nel comparto contrattuale del personale dell'Amministrazione e degli enti regionali, ed è soggetta alle disposizioni della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e successive modifiche e integrazioni.

7. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, in conformità ai principi dettati dal presente articolo, previo parere della Commissione consiliare competente che deve esprimersi entro venti giorni, decorsi i quali il parere si intende acquisito, approva lo statuto dell'Agenzia, ne nomina gli organi e ne determina la dotazione organica.

8. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo sono valutati in euro 3.550.000 per l'anno 2006 ed in euro 550.000 per gli anni successivi (UPB S03.100).

EMENDAMENTO soppressivo parziale Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Ladu - Gallus - Murgioni - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.

Art. 1

Al comma 4 dell'art. 1 dopo le parole "mediante selezione pubblica per titoli" il rimanente testo è soppresso. (23)

EMENDAMENTO soppressivo parziale Ladu - Murgioni - Gallus -Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.

Art. 1

Al comma 5 dopo le parole: "esperienza professionale maturata in ambito pubblico" le parole "o privato" sono soppresse. (21)

EMENDAMENTO soppressivo parziale Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Ladu - Murgioni - Gallus - Artizzu - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.

Art. 1

Il comma 6 dell'articolo 1 è soppresso. (25)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Nel titolo e nel testo dell'articolo 1 le parole "Agenzia per le entrate della Regione Sardegna" sono sostituite dalle seguenti:

"Agenzia della Regione autonoma della Sardegna per le entrate". (138)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale Ladu - Murgioni - Gallus -Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.

Art. 1

Al comma 4 dell'art. 1 le parole dopo "mediante selezione" sono così modificate: "per titoli tra il personale del ruolo unico dell'Amministrazione regionale". (22)

EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras.

Art. 1

Al comma 1 è introdotta prima della lett. a) la seguente lett. a.1):

collaborazione con i preposti organi dello Stato all'accertamento delle imposte erariali sui redditi, finalizzata alla integrale attuazione dell'art. 9 dello Statuto Speciale, per un più efficace contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale nel territorio regionale; (83)

EMENDAMENTO aggiuntivo Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Ladu - Gallus - Murgioni - Artizzu - Oppi - Vargiu - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.

Art. 1

Al comma 7 dell'art. 1 dopo le parole "dotazione organica" sono aggiunte le seguenti parole: "su proposta del direttore generale". (24).)

PRESIDENTE. Ricordo che gli illustratori degli emendamenti possono contestualmente intervenire sull'articolo e sugli altri emendamenti ad esso presentati. Il tempo dedicato è di dieci minuti.

E' iscritto a parlare il consigliere Uras per illustrare l'emendamento numero 8. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'articolo 1 tratta dell'Agenzia per le entrate, uno strumento che viene istituito per consentire un monitoraggio più attento ed efficace da parte della Regione dei tributi da essa istituiti e dei tributi dello Stato, per comprendere meglio l'entità delle somme che al bilancio regionale devono arrivare.

In questi giorni si è fatto un gran parlare di imposte, c'è stata una rincorsa a chi ne toglieva di più. E si è anche fatto a lungo riferimento, nel dibattito politico nazionale e anche regionale, all'entità del debito e a quanto sia diventato cospicuo in ragione di fenomeni di evasione ed elusione fiscale, che sono posti in essere certamente non dalla parte più debole della società, non dal lavoratore dipendente, che è quello che invece garantisce il funzionamento delle istituzioni attraverso un gettito certo d'imposta che grava sulla sua retribuzione e sui suoi consumi.

Non è un mistero che lo Statuto speciale prevede che la Regione collabori all'accertamento delle imposte erariali sui redditi dei soggetti con domicilio fiscale nel suo territorio, cioè che svolga un'attività di collaborazione con gli organi dello Stato per colpire l'evasione e l'elusione fiscale. In una società come quella italiana - e io credo che la Sardegna, da questo punto di vista, non vanti record diversi -, dove lavoro nero ed evasione fiscale sono in crescita, credo che l'Agenzia per le entrate debba svolgere, in modo inequivocabile, un ruolo di accertamento puntuale dei tributi affinché in modo particolare l'evasione fiscale venga ridotta talmente tanto da garantire a questa Regione nuove entrate per lo sviluppo e per l'occupazione.

Rifondazione Comunista, in linea con quanto espresso dalla maggioranza politica alla quale appartiene, cioè quella dell'Unione, propone un emendamento introducendo, prima della lettera a) del comma 1 dell'articolo 1, un compito nuovo in capo all'Agenzia per le entrate, cioè la collaborazione con i preposti organi dello Stato all'accertamento delle imposte erariali sui redditi, finalizzata all'integrale attuazione dell'articolo 9 dello Statuto speciale e per un più efficace contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale nel territorio regionale.

Io non ho idea di che cosa abbia valutato la Commissione, o la Giunta, in ordine a questo emendamento. Immagino, anzi ne sono certo, che non possono che essere d'accordo, perché è parte essenziale del programma dell'Unione, a tutti i livelli di governo, questa sensibilizzazione specifica sui temi dell'evasione fiscale, sul recupero di risorse finanziarie che non vengono denunciate, che sfuggono al controllo dello Stato. E penso anche che questo sia un sistema importante per colpire anche la crescita del lavoro nero, in questa regione come nel resto d'Italia, perché colpire l'evasione fiscale significa anche far emergere i fenomeni degenerativi che colpiscono lo Stato attraverso la mancata partecipazione del cittadino imprenditore e del cittadino lavoratore alle sorti dello Stato, proprio attraverso la contribuzione fiscale, e quindi alla costituzione delle risorse nazionali e in questo caso anche di quelle regionali.

In questi giorni, il CENSIS e l'Agenzia delle entrate hanno denunciato la crescita di questi fenomeni degenerativi, richiamando in modo particolare il sistema dei contratti di collaborazione, del lavoro subordinato surrettiziamente e utilizzato, attraverso forme contrattuali non proprie, per l'assolvimento di compiti che richiamano invece discipline diverse. Il 50 per cento dei lavoratori con contratto di co.co.co. o di co.co.pro. svolge mansioni ripetitive, senza autonomia organizzativa e temporale, per un unico committente e presso la sede di questo. Chiedo all'Assessore di fare degli accertamenti in merito, non vorrei che questo avvenisse anche nell'amministrazione regionale, perché in quel caso non si può applicare quel tipo di contratto; in quel caso bisogna applicare un contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato tutelato e garantito secondo le disposizioni di legge. Credo tuttavia che casi di questo genere si verifichino anche in altre pubbliche amministrazioni sottoposte al controllo della Regione, e chiedo all'Assessore degli enti locali di occuparsi di questa vicenda, perché bisogna riportare tutto a legalità. E se non lo facciamo siamo deboli nella nostra proposta politica! Se non ci occupiamo di queste cose, rischiamo di non essere credibili nella nostra proposta politica, che è diversa da quella della destra, proprio perché tratta questi contenuti, perché riconduce tutto all'interesse delle persone delle comunità piuttosto che degli imprenditori e delle imprese, che bene sono state foraggiate, hanno creato debiti pubblici imponenti, in Sardegna come in Italia, e hanno restituito molto meno di quanto avrebbero dovuto restituire in termini di sviluppo e di occupazione. Spesso sono gli stessi soggetti che evadono ed eludono il fisco che lasciano gravare il peso dello Stato e della sua organizzazione sulle retribuzioni e i salari dei lavoratori, su quegli 800, 1.000, 1.100, 1.400 euro al mese che percepiscono i lavoratori dipendenti che hanno famiglia, che hanno figli, che hanno sempre maggiori difficoltà. Il centrosinistra si è posto un obiettivo e io mi auguro che attraverso lo strumento che noi stiamo proponendo il fenomeno dell'evasione ed elusione fiscale venga perseguito coerentemente nell'ambito dell'azione di governo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, non entro nel merito delle considerazioni dell'onorevole Uras in questa fase. Sarebbe sconveniente, credo, perché i riferimenti dell'onorevole Uras sono assolutamente irrispettosi. Onorevole Uras, lei non può dire le cose che ha detto in quest'Aula.

RASSU (F.I.). Era demagogia spicciola!

DIANA (A.N.). Non serve più neanche la demagogia, se le elezioni sono finite sono finite per tutti, insomma. Cercate di mettervi d'accordo voi su ciò che volete fare e su come intendete mandare avanti questo maxicollegato. Ma siccome non sarà il mio ultimo intervento, e quindi ci sarà tempo per proseguire…

SECCI (La Margherita-D.L.). Questo è sicuro, non sarà l'ultimo, il primo è il primo!

DIANA (A.N.). Il primo sì, ma non sarà certamente l'ultimo! Sarà il primo di una lunga serie di interventi, per cui ciò che ho sentito dall'onorevole Uras l'ho messo per un attimo in un cantuccio e ci ritornerò negli interventi successivi.

Nel merito di questo primo articolo, devo dire che l'emendamento presentato dall'onorevole Uras (anzi d'ora in avanti dirò da Rifondazione Comunista, perché è giusto dare i meriti un po' a tutti) fondamentalmente lo condivido perché è l'unico emendamento serio a fronte degli 86 emendamenti che avete presentato a volte in maniera furbesca altre volte per aggredire la minoranza. Rendendovi conto dell'affronto che stavate arrecando alla democrazia e all'autonomia di questo Consiglio regionale avete poi fatto retromarcia. L'emendamento numero 83, presentato da Rifondazione Comunista, ha almeno un pregio, quello di individuare esattamente uno dei compiti che dovrebbe avere questa Agenzia, a cui avete cambiato il nome in corso d'opera. Bontà vostra, vi siete resi conto che probabilmente c'era qualche contrasto con l'Agenzia delle entrate nazionale e le avete cambiato il nome. Ma dopo tutti i discorsi fatti dall'onorevole Marrocu ieri sul rapporto tra lo Stato e la Regione Sardegna, da come è formulato l'articolo 1 poco si evince che questo dovesse essere il fondamento. Eppure, l'onorevole Marrocu ha trascurato tutto il resto e ancora una volta ha detto che il compito dell'Agenzia è principalmente quello di accertare, attraverso i controlli e le verifiche, se il trasferimento delle risorse dallo Stato alla Regione Sardegna sia condiviso o comunque la Sardegna non ci rimetta niente. Almeno Rifondazione Comunista specifica nel proprio emendamento qual è il compito dell'Agenzia, poi va oltre perché considera che il 50 per cento dei sardi sia formato da ladri e l'altro 50 da persone serie. Questo è ciò che ha detto l'onorevole Uras e quindi tutti ne dobbiamo prendere atto.

Allora, almeno per quanto riguarda la prima parte dell'articolo 1 si capisce che l'onorevole Uras dice: "Attenzione che questa Agenzia deve caratterizzarsi soprattutto per questo compito!" Tutto sommato, in linea di principio, siamo d'accordo, si capisce che cosa si vuole fare. Ciò che non si capisce invece è tutto il seguito dell'articolo 1. Non si capisce, per esempio, per quale motivo un direttore generale debba essere scelto in base a requisiti di professionalità pubblica o privata! Stiamo ricercando un grande manager esperto in finanza pubblica (non in finanziaria pubblica, come era scritto nella prima stesura). Io credo che persone con doti di questo genere in Sardegna ce ne siano, non c'è bisogno di rivolgersi al privato! E mi meraviglia che Rifondazione Comunista, che per quanto riguarda il privato ha sempre qualcosa che le prude, questo fatto l'abbia accettato e digerito, come se tra tutti i direttori generali della Regione Sardegna, tra tutti i manager pubblici della Sardegna non ce ne sia uno in grado di ricoprire il ruolo di direttore generale di questa Agenzia, la quale, badate, svolgerà numerose attività, ma ce n'è una in particolare che mi preme significare all'Aula, quella di cui alla lettera c) del comma 1: gestione dei tributi regionali. Io non ho ancora individuato nessuno che mi sappia spiegare cosa significhi gestire i tributi regionali! Che ci sia un'agenzia con un direttore generale e altre otto persone, scelte dall'Assessore competente in materia di entrate di concerto con l'Assessore del personale, la cui potestà è quella di gestire i tributi regionali a me pare un'assurdità! L'Assessore avrà certamente tutte le capacità, la dottrina, la didattica per spiegare, a noi poveri allievi, che cosa significa gestione delle risorse, per me questa espressione ha un solo significato, se poi c'è un altro lo verificheremo e valuteremo.

Questa Agenzia avrebbe come prima dotazione organica un direttore generale, scelto con i criteri che voi avete accettato, e otto unità. Questi criteri, però, stabiliti in un comma vengono disattesi in un altro comma. Infatti il comma 6 recita: "La prima dotazione organica del personale dell'Agenzia è determinata dalla Giunta regionale". Punto. Quindi dimenticatevi quello che è scritto prima, perché è la Giunta regionale che determina la prima dotazione organica, cioè il direttore generale e otto persone, per la quale mette a disposizione per il primo anno 3 milioni e 500 mila euro - ed è chiaro che non sono per il personale - e successivamente 550 mila euro, che presumo vadano a coprire il costo di questo personale. I 3 milioni e mezzo di euro non ho ancora capito a che cosa servano, ma i 550 mila euro si presume che servano a pagare gli stipendi di otto persone più il direttore generale. Perché si parla di prima dotazione organica se poi, per gli anni successivi, si quantifica in 550 mila euro la somma necessaria per mandare avanti l'Agenzia per le entrate, cosiddetta? Per quale motivo si dice che queste otto persone sono scelte dalla Giunta se precedentemente invece si dice che debbono essere scelte mediante selezione per titoli, eccetera? C'è una contraddizione oppure il fatto è un altro: questa è la prima dotazione organica, ma la Giunta sa benissimo che con otto persone l'Agenzia per le entrate della Regione Sardegna non riuscirà ad operare, per cui servono altre risorse, che non ci sono. Non credo che l'attività di questa Agenzia possa svilupparsi nel corso di decenni, se deve iniziare a operare con i presupposti e il fondamento di questo articolo del collegato alla finanziaria. Credo che l'Agenzia debba operare subito, ma come può operare subito se per la prima dotazione organica ci sono soltanto 550 mila euro? Questa è la domanda, risposte non ce ne sono.

Siamo riusciti, in Commissione, a introdurre, nel comma 7, ed è stata una concessione della maggioranza, il parere della Commissione consiliare competente, mentre nella prima stesura il Consiglio era completamente escluso da questa materia, cioè il nostro lavoro sarebbe terminato con l'approvazione di questo maxicollegato, che avverrà oggi o domani, o forse il 3 maggio o a metà maggio, dipenderà dalla capacità, dalla forza, dalla volontà dei colleghi della minoranza di arrivare all'approvazione definitiva.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, arriviamo finalmente a esaminare il testo di questo disegno di legge collegato alla finanziaria, che si è presentato fin dall'inizio come un progetto di legge molto particolare, con molte anomalie che sono emerse di giorno in giorno, durante il lungo esame in Commissione, dovute anche a un'impostazione molto complicata, farraginosa, incongruente e approssimativa in molte delle disposizioni contenute.

La polemica di oggi, quella relativa agli articoli 2, 3 e 4, nasce esattamente dalla terza edizione di questi articoli, elaborata e poi proposta dalla Giunta o dai suoi consulenti, così come è stato detto in Commissione dalla stessa Giunta. Certamente nel corso dell'esame degli altri articoli si potranno sottolineare i motivi per cui questo nostro giudizio negativo può essere articolato anche sulla base di considerazioni specifiche delle diverse materie che sono contenute in questo collegato alla finanziaria, composto da diverse parti che costituiscono altrettante leggi organiche di settore. Per quanto riguarda il Capo I, cioè quella parte fondamentale che attiene alla gestione delle entrate regionali, credo che noi dobbiamo tenere ben legate tra loro le disposizioni contenute negli articoli che, come ha detto il Presidente, oggi non verranno esaminate, proprio per l'ulteriore modifica proposta dalla Giunta. Dobbiamo quindi mantenere il legame esistente tra queste norme di nuove forme di tassazione regionale e l'articolo 1, che riguarda la costituzione di una nuova agenzia, l'Agenzia della Regione autonoma della Sardegna per le entrate, così come viene denominata nell'ultimo emendamento presentato dalla Giunta. L'intento è chiaro, è teoricamente comprensibile, noi però sottolineiamo alcune incongruenze anche nella stessa consistenza di questo articolo.

L'emendamento proposto da Rifondazione Comunista, o almeno da alcuni componenti del Gruppo, illustrato poco fa dal collega Uras e commentato anche dal collega Diana, fa sorgere un dubbio che è di fondo e che rimane, se cioè fosse e sia ancora necessaria l'istituzione di una nuova agenzia, quindi di un nuovo organismo con personalità giuridica di diritto pubblico, dotato di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale, seppure sottoposto ai poteri di indirizzo, vigilanza e controllo della Giunta regionale. Questa Agenzia rivela la volontà della Giunta regionale e di questa maggioranza di attivare un sistema di nuova tassazione, di nuova imposizione fiscale da parte della Regione. Noi abbiamo dato e daremo ancora un giudizio fortemente negativo sulle nuove imposte previste dalla Regione in questo progetto di legge, ma alla fin fine diamo un giudizio negativo anche sulla stessa volontà di istituire una nuova Agenzia, che si giustifica evidentemente col fatto che il peso del sistema delle tassazioni da parte di questo Governo regionale è appena agli inizi. Le tre nuove imposte che verranno introdotte con questa legge, se la maggioranza le approverà, sono soltanto l'inizio, probabilmente, di un nuovo sistema di imposizione fiscale che la Regione intende proporre.

Ci sono contraddizioni fortissime sulla volontà politica che sta a monte di questa scelta, perché se il problema fosse soltanto quello di controllare il sistema di trasferimenti finanziari dallo Stato alla Regione Sardegna sarebbe molto più semplice potenziare un servizio dell'Assessorato del bilancio e della programmazione che in passato, parlo di decenni fa, ha svolto una funzione consistente e direi anche apprezzabile per quanto riguarda il controllo dei trasferimenti dallo Stato alla Regione; funzione che, almeno negli ultimi dieci o quindici anni (come hanno rivelato gli studi che abbiamo esaminato in Commissione, che sono stati fatti da dirigenti della Regione) quel servizio dell'Assessorato non ha più svolto come poteva, probabilmente per una dotazione organica carente e per una certa disattenzione da parte di tutti i Governi regionali. Ma se il problema, ripeto, fosse soltanto quello di controllare, verificare e fare rispettare le norme statutarie sui trasferimenti dallo Stato alla Regione, sarebbe molto più semplice rinforzare un servizio della Regione anziché istituire un'agenzia. Le agenzie evidentemente hanno una funzione e anche dei costi conseguenti. Voi prevedete a regime 550 mila euro e per il primo anno ben 3 milioni e 500 mila euro, una somma veramente consistente. Faccio mie le domande e quindi le perplessità del collega Diana: a cosa serviranno in questo primo anno 3 milioni e mezzo di euro se la dotazione organica certamente, prevista già in otto, nove unità, ha un assorbimento di risorse molto inferiore? Non faccio illazioni su come potranno essere spese queste somme, lascio alla fantasia di ciascuno valutare quale potrà essere la destinazione.

CUGINI (D.S.). Chiedi un parere a Masala!

LA SPISA (F.I.). Da questo punto di vista molto probabilmente gli uffici e in particolare la Giunta regionale ci daranno ulteriori dimostrazioni che il sistema delle consulenze, tanto contestato anche dal collega Cugini nella passata legislatura, oggi con totale e manifesta incoerenza viene invece avallato, prioritariamente e preventivamente dallo stesso onorevole Cugini.

(Interruzione del consigliere Cugini)

Cito Cugini quanto meno perché ha avuto l'impudenza e l'imprudenza di intervenire e di cantare per primo su questo argomento. Forse è il caso che su quei 3 milioni e mezzo almeno per adesso tacciate.

CUGINI (D.S.). A Masala! A Masala!

LA SPISA (F.I.). Il vero problema è che voi oggi state dando carta bianca alla Giunta per l'istituzione di una nuova Agenzia che, come minimo, farà quello che potrebbe fare un servizio della Regione, ma credo che invece, più consistentemente, in futuro diventerà un centro di elaborazione e di gestione di un sistema di tassazione sempre più forte e penetrante sul sistema regionale. Il futuro ci dirà che cosa accadrà veramente, noi comunque crediamo che anche sulla istituzione di questa nuova Agenzia non si possa che esprimere un giudizio negativo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, nella consuetudine legislativa il primo articolo di un determinato provvedimento è dedicato all'illustrazione dei principi ispiratori e delle finalità dello stesso e sintetizza il lavoro che si è svolto per meglio precisarne i contenuti. Purtroppo l'articolo 1 del collegato, nella parte riguardante la costituzione prima dell'Agenzia regionale per le entrate (da qualche ora denominata Agenzia per le entrate della Regione Sardegna), rappresenta un'eccezione negativa anche rispetto a questo elementare principio di buona amministrazione. Basta una sintetica analisi dei dettagli del testo, infatti, per capire come anche nel metodo ci troviamo di fronte a un provvedimento assolutamente sbagliato: da un lato si annunciano le lettere a) e b), ossia "ricerche ed elaborazioni statistiche sui flussi di entrata e sugli effetti economici delle imposte, a supporto delle politiche regionali in materia finanziaria e di bilancio" e "predisposizione degli strumenti normativi regolamentari ed operativi per l'implementazione della fiscalità e per lo sviluppo della politica regionale delle entrate", dall'altro il testo è l'esatto contrario di questo metodo di procedere. Nessuno, né il Governo regionale né la maggioranza, ha saputo spiegare in base a quali ricerche ed elaborazioni statistiche sia stata concepita la costituenda Agenzia per le entrate, consentitemi di chiamarla ancora così. Nessuno ha analizzato, neanche sommariamente, i flussi di entrata; nessuno, soprattutto, ha calcolato né gli effetti economici delle nuove imposte né tanto meno il loro impatto sui contribuenti e sulle attività produttive collegate alle diverse realtà territoriali. Non c'è traccia alcuna di questo fondamentale lavoro preliminare che doveva servire a predisporre, come afferma successivamente il testo, con una dose intollerabile di ipocrisia, strumenti normativi, regolamentari e operativi per l'implementazione della fiscalità e lo sviluppo della politica regionale delle entrate.

Nel corso della discussione generale abbiamo sostenuto che questo provvedimento è assolutamente sbagliato e ingiusto nel merito, perché colpisce la principale opportunità di sviluppo della Sardegna, rappresentata dal turismo, ed è privo del benché minimo fondamento di legittimità giuridica. Qui rileviamo come anche il metodo seguito sia del tutto inaccettabile. Si è partiti, lo ricordiamo, con le solite esternazioni del Presidente sulla stampa amica, senza alcun confronto non dico all'interno della maggioranza - questo è un problema che si vedrà la maggioranza, anche se è una costante di questa legislatura, come del resto hanno rimarcato nei loro interventi di ieri e di oggi i colleghi Uras e Balia - ma nemmeno minimamente con la società sarda, con le amministrazioni locali e le organizzazioni produttive e di categoria. A tutti questi soggetti non è rimasto altro da fare che protestare. Lo hanno fatto praticamente tutti, senza distinzione di colore politico ed appartenenza professionale, ma anche loro solo sugli organi di informazione. Se osserviamo con attenzione è lo stesso percorso seguito per la cosiddetta legge salvacoste, che adesso in molti vogliono cambiare, cioè la legge del Piano paesaggistico, osteggiato anche dai sindaci di sinistra nel tour fatto dal Presidente della Commissione urbanistica, del blocco dell'energia eolica e via proseguendo, l'elenco è davvero troppo lungo.

Sviluppando questa analisi emerge anche che i contenuti di questo collegato e dell'articolo 1 in particolare non facevano parte nemmeno, se andiamo a leggere, del programma di governo presentato ai sardi in occasione delle elezioni regionali. Sono segnali preoccupanti e ripetuti di un modo di operare del Governo regionale che si distingue sempre più nel fare il contrario di quello che ha detto o che dice, che procede a strappi su input estemporanei del Presidente sui giornali o nella migliore delle ipotesi in qualche convegno, che non studia e non approfondisce i disegni di legge, che cerca di dare dignità di legge a concetti espressi alla rinfusa senza una logica, una coerenza di fondo, un ragionamento per discutibile che possa essere. E questo emendamento al maxicollegato, presentatoci stasera, ne è l'esempio.

E' un modo di operare che, soprattutto in materia fiscale, è quanto mai pericoloso, azzardato, inutile e controproducente. E che questo sia un modo di operare lo si deduce proprio dalla filosofia dell'articolo 1, laddove si stabilisce una perfetta equivalenza tra entrate della Regione e imposizione fiscale, cosa che, come tutti sanno, non è per niente vera. Una equivalenza che, se le parole hanno un senso, impedisce addirittura di qualificare la nuova Agenzia come un nuovo soggetto di governo delle entrate; è invece un semplice soggetto di riscossione, una specie di nuova grande esattoria che non ha alle spalle alcuna seria analisi economico-finanziaria. Il testo dice, ed è il colmo, che compito dell'Agenzia sarà proprio quello di fare queste analisi. Si ammette, di conseguenza, che la nuova macchina fiscale è stata messa in piedi a casaccio, navigando a vista, con l'unico obiettivo di fare cassa, senza calcolare, neanche a livello di lontana approssimazione, l'impatto delle nuove misure, l'esatto contrario del compito che dovrebbe svolgere un'amministrazione, non diciamo una buona amministrazione, ma una semplice e normale amministrazione.

Ecco su che cosa è fondata la nostra critica radicale al provvedimento, che abbiamo espresso in sede di discussione generale e che rinnoviamo nel metodo su questo articolo. Con la nuova Agenzia regionale, in altre parole, la sinistra ha voluto creare un mostro senza testa, un'ennesima sovrastruttura burocratica di cui nessuno avvertiva il bisogno, che, casomai, doveva essere concepita in modo completamente diverso, con principi e finalità diverse, soprattutto attraverso un confronto con il sistema delle autonomie locali, un sistema che si dice di voler valorizzare anche attraverso l'istituzione del Consiglio delle autonomie, salvo poi bypassare gli amministratori locali con leggi fatte male, le cui ricadute negative saranno soprattutto a livello locale. Stupisce, anzi, che in questo contesto le associazioni dei comuni e delle province non abbiano fatto sentire la loro voce. Sono organismi, lo sappiamo, dalla forte caratterizzazione politica, ma in questo caso avrebbero potuto e dovuto mostrare ben altro senso delle istituzioni, almeno minacciare, come spesso sentiamo fare all'onorevole Uras.

Abbiamo parlato poc'anzi di segnali preoccupanti, anche l'assenza di confronto con le autonomie locali lo è, anche questo assordante silenzio delle associazioni che dovrebbero rappresentare non una parte, ma tutti i comuni e le province della Sardegna, lo è. C'è un'aria di conformismo e di pensiero unico che non ci piace per nulla, ci rassicura tuttavia il fatto che, al di là di quello che si dice nei palazzi, conta più quello che si dice nei corridoi e soprattutto nella società sarda, nel mondo del lavoro e delle professioni, fra la gente comune. Certo, la pressione dei partiti è ancora molto forte e questa sorta di democrazia bloccata attorno al braccio di ferro tra Presidente e partiti, che va avanti ogni giorno apparentemente senza vincitori né vinti, produce una sola vera sconfitta: quella della Sardegna e soprattutto quella dei sardi.

Come annunciato nel dibattito generale voteremo in modo convinto contro questo articolo, sicuri di interpretare anche la volontà di coloro che, per convenienza politica, dovranno invece votarlo turandosi il naso. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, esordirei nel commento sull'articolo 1 dicendo se il disegno di legge numero 216 si fosse fermato a questo articolo, in virtù di un confronto e apportando qualche correttivo, sicuramente avrebbe potuto avere il nostro voto favorevole, perché riteniamo che l'Agenzia della Regione autonoma della Sardegna per le entrate, così come correttamente chiamata con un vostro emendamento, sia uno strumento utile per la gestione e il controllo delle entrate della Regione e, visto lo stato del confronto con il Governo nazionale, anche opportuno. Per cui, per sgombrare il campo da qualsiasi pregiudizio - nella nostra conduzione politica i pregiudizi non esistono -, noi sosteniamo che per quanto riguarda l'articolo 1 si sarebbe dovuto seguire un metodo diverso. Per esempio, in Commissione, abbiamo chiesto che questo articolo fosse messo a confronto con la proposta di legge dei colleghi sardisti, che in qualche modo entra nel merito dell'istituzione dell'Agenzia. Sarebbe stato un metodo corretto, rispettoso anche delle minoranze, attraverso il quale, a mio avviso, si sarebbero potuti apportare anche degli utili correttivi, che per altro noi abbiamo suggerito in Commissione. E siccome continuo a sostenere in quest'Aula che la forma a volte è anche sostanza, noto con piacere che vi siete ricordati, nell'emendamento numero 138, che la Sardegna è una Regione autonoma, autonomia che molto spesso sottolineate, ma che vi eravate dimenticati di richiamare. La forma è sostanza e all'insegna di un italiano corretto il nome dell'Agenzia è stato modificato in Agenzia della Regione autonoma della Sardegna per le entrate.

E ancora perché la forma è sostanza, al comma 2 scoprite tutto ciò che ci differenzia: predisposizione degli strumenti normativi, regolamentari e operativi per l'implementazione della fiscalità, argomento quest'ultimo che, grazie alle dichiarazioni in campagna elettorale, ci ha consentito di recuperare diversi punti sulla vostra proposta politica. Voi direte che comunque vi hanno dato ragione ed è giusto così; legittima anche la mia posizione di non condividere la vostra dichiarazione di voler per l'ennesima volta implementare la fiscalità. L'ennesima azione da Robin Hood che si porta demagogicamente in quest'Aula e che svuota di significato l'istituzione dell'Agenzia per le entrate. Però c'è questo tarlo continuo della implementazione della fiscalità.

PIRISI (D.S.). Assolutamente no!

CAPELLI (U.D.C.). C'è la volontà di perseguire, come vedremo poi negli articoli 2, 3, 4 e 5, che discuteremo la prossima settimana, che ci differenza totalmente nella visione e nell'organizzazione del sistema sociale. E questo ci porta anche ad affermare ancora una volta che il Gruppo dell'UDC sarà sempre e comunque alternativo a queste proposte, cioè alternativo alla sinistra. Per rispondere a qualche collega, l'UDC si ritroverà sempre lealmente e correttamente, e alleato di chi è alternativo alla sinistra, intorno a un progetto, ma non intorno a un uomo; Si ritroverà intorno a delle cose condivise, di cui siamo attori principali e non più intorno ai personalismi, alle oligarchie, e nel pieno rispetto, invece, della composizione delle alleanze e nel pieno rispetto della maggioranza e della minoranza. Noi saremo sempre intorno a un progetto, nel rispetto di valori e principi, alternativi alla sinistra ma con chi rispetterà le nostre posizioni; posizioni da esprimere sempre su progetti concreti, che si possono anche parzialmente non condividere, ma che possono essere secondari rispetto a un obiettivo principale.

Così come, Assessore, lo spirito che, secondo me, si rileva ancora nell'articolo 1 non è nel merito. I nostri emendamenti, questi sì, sono di indirizzo tecnico. Vi abbiamo fatto notare un'ennesima mancanza da parte vostra, ricordandovi che esiste un Consiglio regionale, e perciò vi abbiamo fatto inserire, al comma 7, il parere della Commissione competente da esprimersi entro venti giorni. Anche questa era una dimenticanza. Ma sempre al comma 7, Assessore, si legge che la Giunta, entro tre mesi, in conformità ai principi dettati dall'articolo 1 e sentita la Commissione competente, approva lo statuto dell'Agenzia. Su proposta di chi? Della Giunta, questa entità non meglio definita? Negli articoli successivi non c'è scritto comunque, e siccome stiamo facendo una legge - vi richiamo sempre al concetto di legge - dovremmo scrivere su proposta di chi. Dell'Assessore competente o del Presidente? Di concerto con chi, come scrivete invece nei commi immediatamente precedenti? "Ne nomina gli organi e ne determina la dotazione organica", su proposta di chi? Io direi, probabilmente, in questa fase che è successiva al primo insediamento, su proposta del direttore generale. Diamo a qualcuno l'autorità, poniamo la competenza di proporre un organico, di proporre uno statuto in capo a qualcuno, perché questo punto non è definito.

Suggerirei pertanto alla Giunta e alla maggioranza di precisare, anche attraverso un emendamento orale, chi deve proporre questo statuto, chi deve proporre la definitiva dotazione organica. Posso anche capire che ci siano due stanziamenti diversi per l'istituzione nel 2006 e quanto sarà stato realizzato nel 2007. Da noi si dice, collega Davoli, collega Cerina - traduco perché non voglio usare il sardo qui dentro e tanto meno quel sardo spurio che è stato creato -, che cammin facendo si aggiusta il carico.

CERINA (Progetto Sardegna). Faccia un'eccezione, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Capisco che, non essendo definita la dotazione organica, e nemmeno la logistica per certi versi, la dotazione finanziaria sia conseguente negli anni successivi. Questo lo posso capire, ma, Assessore, credo che sia opportuno stabilire chi ha l'autorità, la competenza per avanzare una proposta di statuto di questa Agenzia, perché che non può essere genericamente indicata, come nei commi precedenti, la Giunta che, come sappiamo, è un'entità composta da dodici Assessori e un Presidente.

Credo che se la Giunta e la maggioranza accedono a questi suggerimenti il testo potrà essere migliorato, potrà essere reso più comprensibile, più certo, meno soggetto a interpretazioni diverse, perché meno interpretazioni ci sono più chiaro è l'obiettivo. Non condividiamo, e ovviamente potremo chiedere la votazione per parti, l'obiettivo enunciato nel comma 2. Su questo voteremo contro, ma sul resto potremmo astenerci, dichiarando fin d'ora che riteniamo utile per la Regione Sardegna l'istituzione dell'Agenzia per le entrate. Vorremmo però attirare la vostra attenzione sulle opportune correzioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, colleghi, siamo davanti all'interpretazione pratica di Soru del principio del federalismo fiscale. Un'interpretazione fantasiosa, di dubbia legittimità costituzionale e che lascia perplessi su molti aspetti. Non siamo solo davanti a una riforma del sistema della ragioneria, che è finalizzato a occuparsi di quelle tasse e imposte regionali che sono di competenza, appunto e ovviamente, della Regione; quelle che non derivano dalla capacità contributiva del singolo individuo o delle società, cioè le imposte dirette, ma che invece sono dovute in cambio dell'erogazione di un servizio svolto dall'ente locale: imposte indirette, oneri per controprestazione. Attualmente è il Ministero dell'economia, attraverso l'Agenzia delle entrate, la vera Agenzia delle entrate, a gestire le entrate fiscali e la spesa. L'IRPEF e l'IVA sono incassate direttamente dallo Stato. Cosa vuole istituire la Giunta? Un sistema fiscale parallelo, sul quale non ha voce in capitolo, salvo competenze esclusivamente su alcune tasse di portata marginale. L'ICI è riscossa dai comuni; dell'IRAP, l'imposta sulle attività produttive, è prevista, è vero, una quota regionale, ma alla Regione non sono delegate funzioni di accertamento; l'IRPEF viene ora accertata con la partecipazione non della Regione, ma dei comuni. La Giunta regionale si attribuisce, insomma, poteri e competenze che non ha, intende imporre doppie e triple tassazioni, sovrapponendosi allo Stato nella tassazione di beni immobili già tassati e che comunque hanno a che vedere con attività imprenditoriali. Anche qui un messaggio chiaro, il messaggio di una Sardegna vessata da tasse perfino più onerose di quelle già onerose imposte dallo Stato, perfino di quelle nuove tasse annunciate dal centrosinistra alla vigila delle elezioni, e siamo certi che manterrà la promessa. Non esiste ancora per le Regioni la facoltà di imporre nuove tasse, che si verificherà a federalismo fiscale pienamente realizzato non con la doppia o tripla tassazione, qual è quella che voi state prefigurando, ma con la contestuale riduzione delle imposte statali. Forse vi è sfuggito questo passaggio.

Il parere degli esperti che si sono espressi in proposito è che queste nuove tasse sono contrarie alla Costituzione della Repubblica italiana, della quale ancora facciamo parte. Il dibattito sulla legittimità costituzionale dei balzelli decisi dalla Giunta Soru ha varcato ormai i confini dell'Isola. Nelle scorse settimane alcuni articoli sull'argomento sono stati pubblicati da "Il Fisco", una rivista nazionale specializzata, com'è chiaro, in argomenti tributari. Gli interventi, scritti da docenti universitari ed esperti, arrivano a queste conclusioni: "Le tasse messe a punto dalla Giunta Soru sono incostituzionali. Le nuove imposte studiate dall'Esecutivo regionale prevedono di tassare le seconde case di non residenti nelle zone costiere, le plusvalenze immobiliari ottenute sulla loro cessione e le imbarcazioni che arrivano in Sardegna durante il periodo estivo, così come anche gli aerei". Di questo parleremo nella discussione degli articoli successivi. "I principi costituzionali violati da queste norme" - dicono gli esperti della rivista "Il Fisco" - "sono numerosi. Il primo problema nasce dal fatto che le Regioni, anche quelle autonome, hanno una potestà legislativa che è divisa tra l'ente locale e lo Stato. La cornice delle norme sulla fiscalità deve essere garantita dalla legislazione nazionale, il che significa che le norme dovrebbero inquadrarsi in un più ampio piano di tassazione, ad esempio, delle seconde case. Ma non solo: i balzelli possono essere considerati dei duplicati di altre tasse nazionali come, per esempio, l'ICI, la tassazione per le plusvalenze sugli immobili, oppure, nel caso degli aerei, quella già esistente sulle emissioni sonore. Inoltre, l'autonomia tributaria degli enti locali viene vista sempre nell'ambito di un federalismo solidaristico, mentre queste norme appaiono discriminatorie. L'ex ministro Fantozzi, del centrosinistra, ha dichiarato: 'Mi pare di poter dire che neanche la Lega Nord abbia mai osato tanto' ". E' un vostro ex ministro.

Un altro argomento che viene portato a sostegno della tesi della incostituzionalità è quello previsto dall'articolo 120 delle leggi fondamentali della Repubblica: "La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose". Questa norma potrebbe essere dunque in contrasto, come rileva la rivista che ho appena citato, con le nuove tasse previste in Sardegna. E lo scrive Franco Picciaredda, docente di diritto tributario dell'Università "La Sapienza" di Roma e anche dell'Università di Cagliari.

In particolare, per quanto riguarda i balzelli previsti per le seconde case dei non residenti, le nuove tasse sarebbero in contrasto con i principi di eguaglianza e capacità contributiva, in quanto rivolte prevalentemente a categorie di contribuenti, e non alla generalità. La sindrome di Robin Hood che ha colpito Soru preoccupa, anzitutto perché non è credibile, dato che questo Robin Hood assomiglia molto più a Re Giovanni, quello che i soldi li prende a ricchi e poveri e se li tiene. E i dubbi e le critiche non vengono certamente solo da destra, non vengono solo dall'opposizione. E' stato perfino il professor Antonio Sassu, uomo notoriamente di sinistra, quindi esperto non proprio suscettibile di trescare con il nemico, a dirsi dubbioso, giusto per essere eufemistico. Pure la Confindustria sarda ha presentato una relazione in cui nemmeno si tenta di nascondere l'ilarità suscitata dalla trovata di Soru: "A parte tutti i grattacapi che solleverebbe un prelievo fiscale discriminatorio che grava, in questo caso, sui non residenti, a parte l'impatto che i nuovi balzelli avrebbero sul turismo di lusso, tassare le case al mare, con le relative plusvalenze da passaggio di proprietà, gli aerei privati e le barche" - si legge in un documento di Confindustria - "probabilmente sarebbe una manovra destinata a produrre un livello di gettito del tutto marginale, a fronte di effetti distortivi e oneri sicuramente da valutare e quantificare, ma che potrebbero rivelarsi superiori ai benefici conseguiti".

Insomma, state facendo tanto rumore e tanti danni per nulla, solo per un'ennesima operazione di facciata, per dare l'immagine di un efficientismo poco credibile e per creare un nuovo piccolo, ma suscettibile di espansione, carrozzone politico. Qualche posto per qualche amico! Continua, insomma, la commedia iniziata con l'iscrizione alla voce entrate di cifre esorbitanti, rubricate come recupero crediti dallo Stato. Sull'IVA e l'IRPEF che lo Stato deve restituire alla Sardegna ancora un accordo non c'è, ma Soru ha inserito lo stesso questa voce in bilancio. Allo stile colombiano del "tassator scortese",in più occasioni egli ha provato a porre rimedio alle insufficienze della sua maggioranza, tentando di correggere delibere che più che da un amministratore illuminato, sembrano scritte da un amministratore delegato.

Quando discuteremo degli altri articoli ne vedremo delle "belle", avremo tante risate amare da fare, ad esempio vorrò capire dalla Giunta e dall'Assessore sulla base di quali presupposti tecnici o legislativi egli effettua distinzioni tra natanti, imbarcazioni e navi, a meno che non voglia riscrivere il Codice della navigazione.

Assessore, la vostra Agenzia per le entrate, di cui avete sbagliato perfino il nome, è un doppione in termini di poteri e competenze rispetto alle attribuzioni proprie dell'Assessorato regionale dal quale dovrebbe dipendere, mirabile esempio di moltiplicazione delle poltrone finalizzata alla creazione di un posto di direttore generale, di tre revisori dei conti titolari e credo anche di tre supplenti. In merito alla prima dotazione organica non si capisce ancora come sarà attuata la scelta, ma siamo sicuri che sarà fatto un regolare concorso. In fondo la trasparenza è una delle principali virtù del presidente Soru e della sua Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, in un'altra occasione ho ricordato ai cari colleghi la relazione fatta da un parlamentare democristiano, un certo onorevole Sainas, che, spedito a Roma per scrivere, nell'Assemblea costituente, la nuova Costituzione, riportava qui in Sardegna, con grande stupore, la coesione che esisteva tra i parlamentari siciliani, fossero essi comunisti oppure democristiani. I siciliani sui grandi valori autonomistici avevano questa unità che ancora oggi è invidiabile. Perché dico questo? Perché noi siamo specialisti nel serbare rancori e sollevare distinguo, per cui voi trovandovi di fronte a una nostra creatura avete preferito oscurarla. Sull'Agenzia per le entrate il Partito Sardo si è impegnato sin dalla passata legislatura e il 26 ottobre 2005 ha presentato una proposta di legge che disciplinava la riscossione dell'imposta regionale IRAP, che però come filosofia andava a finire verso questa condivisibilissima proposta presentata dalla Giunta. L'obiettivo che abbiamo davanti, cari colleghi, è quello di aggredire, con azioni massicce, l'evasione fiscale per promuovere una crescita sociale e civile, per avere spettanze da devolvere alle fasce più deboli, per far arrivare alle casse regionali maggiori risorse e anche, perché no, per raggiungere politicamente l'autonomia impositiva, quale premessa indispensabile per una vera indipendenza. Senza risorse finanziarie, infatti, non possiamo muoverci di un millimetro, non possiamo crescere. Ecco perché guardiamo con forte interesse e plaudiamo alla nascita dell'Agenzia per le entrate.

Ma quali sono le azioni per far nascere questa creatura? Intanto una convenzione con l'Agenzia delle entrate. Chiaramente questa agenzia, che potrebbe essere definita - ma non è la denominazione che conta - Ufficio tributario regionale, ha la finalità di consentire alla Regione di quantificare fino all'ultimo euro le spettanze derivanti da una legge che ha copertura costituzionale in campo di IVA e di IRPEF. Ci troviamo infatti nella misera condizione di dover elemosinare dallo Stato delle spettanze nostre e non siamo in grado di chiedere il dovuto, perché questo Stato truffaldino, con destrezza, ha scippato i soldi di tutti i sardi. E di questo ha colpa tutta la classe politica sarda che ha poltrito per diversi anni. Quindi ben venga un risveglio da questo torpore con la realizzazione di un'Agenzia che ci riporta a più di sessant'anni fa. La seconda norma transitoria in Sicilia capovolgeva il concetto, cioè la Regione introitava tutte le spettanze e destinava poi allo Stato la quota parte. Perché noi non possiamo fare lo stesso? Chi ce lo impedisce? I distinguo, i litigi ci fanno perdere di vista un obiettivo politico strategico. E' importante che la Regione si doti di una struttura che quantifichi le spettanze. Pensate che in Spagna, da oltre trent'anni, esistono cinque sistemi fiscali differenti. Cioè, noi parliamo ancora di federalismo fiscale e non abbiamo capito che purtroppo in Italia questa cultura non ha ancora attecchito perché c'è ignoranza. Il federalismo fiscale è quel fondo perequativo che scatta automaticamente in un modo analitico verso le zone più depresse, e la Sardegna è una di queste. Invece la Costituzione prevede ancora, all'articolo 119, un fondo indistinto, che non è federalismo fiscale, ma è un fondo legato alla bonomia del governatore di turno. Parlo del Presidente del Consiglio.

Allora, ben vengano queste azioni, perché vanno nella filosofia caldeggiata dai sardisti, al di là del fatto che avete censurato e oscurato la nostra proposta. Non è la prima volta, ma noi non siamo animati né da volontà di gareggiare con nessuno né da gelosie. Ci sono gli atti, ci sono le proposte di legge da noi presentate in tempi non sospetti. Non avete dato loro la giusta enfasi, ma non ha importanza. Ci ha pensato il collega Capelli a ricordare che i sardisti in questa materia avevano dato un contributo. Oggi è in discussione un testo di legge che ci consente di marciare verso la risoluzione di uno dei problemi più sentiti dai sardi, perché è immorale che i cittadini sardi debbano attendere da uno Stato inadempiente quasi 10.000 miliardi di vecchie lire. Sono spettanze nostre, per le quali appassionatamente tutti i consiglieri regionali hanno marciato verso Roma contro uno Stato distratto. Speriamo che questa volta, col cambio del quadro politico, vi sia non lealtà o amicizia, il che sarebbe veramente patetico, ma il giusto rispetto di leggi che tra l'altro hanno copertura costituzionale.

Noi siamo quindi favorevoli, perché con trepidazione vediamo la nostra creatura prendere forma e camminare verso quella indipendenza che passa attraverso l'autonomia impositiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Un intervento brevissimo credo che sia dovuto su un argomento importante come quello dell'Agenzia per le entrate. Credo davvero che questo sia uno dei non molti argomenti sui quali dovrebbe essere facile, al di là di qualche dettaglio, trovarsi d'accordo, perché, come ha ben detto l'onorevole Atzeri, è l'occasione per prolungare una battaglia comune, quella sulle entrate, che richiede certamente un'attenta manutenzione dei nostri diritti, una continua valutazione di quanto ci è dovuto dallo Stato e anche una preparazione a una stagione di federalismo fiscale che arriverà indipendentemente dal giudizio politico di ognuno. Quindi i ruoli e i compiti di questa Regione inevitabilmente cresceranno, e l'Agenzia, seppure definita in forma così snella, è l'organo che deve fornire un sostegno tecnico all'amministrazione regionale in questa complessa materia. Negli anni scorsi non siamo stati chiaramente all'altezza di un compito estremamente importante, anche per fornire le risorse allo sviluppo economico.

Cosa significa gestione dei tributi? Ricordo all'onorevole Diana che stiamo parlando di un'Agenzia che deve sostenere tecnicamente l'attività propria dell'ente regionale, quindi significa sostenere tecnicamente l'attività di gestione dei tributi che da sempre è propria di questa Regione, se non altro nel valutare con attenzione, per esempio, le compartecipazioni ai cespiti nazionali.

Qualcuno mi pare abbia detto: "Abbiamo paura di questa Agenzia perché le tasse di cui si parla in questo collegato sono solo le prime di altre che verranno". Io credo che questa sia la tendenza appunto del federalismo fiscale; credo che la Sardegna, come tutte le altre Regioni, inevitabilmente vedrà crescere la propria autonomia fiscale. Questo fa parte del gioco e l'Agenzia predispone e prepara tecnicamente la Sardegna a entrare con competenza e attenzione in questo terreno.

L'onorevole Capelli ha individuato una debolezza del testo, che in effetti dovremo correggere con un emendamento orale, facendo riferimento al fatto che la Giunta approva lo statuto dell'Agenzia su proposta dell'Assessorato competente in materia di entrate. Ringrazio per la segnalazione.

L'essenza di questo brevissimo intervento è ricordare che abbiamo una vertenza sulle entrate che è stata, in modo importante, unitaria nel recente passato. L'Agenzia per le entrate è un tassello di una vertenza che certamente non è finita e che deve continuare, anzi, con maggiore forza e maggiore articolazione nel futuro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Signor Presidente, intervengo brevissimamente per ricordare che quasi tutti gli emendamenti contengono proposte emendative che sono state abbondantemente discusse in Commissione. Quindi i colleghi proponenti conoscono anche le motivazioni per le quali molti emendamenti non si possono accogliere.

Detto questo, sugli emendamenti numero 23, 21, 25, 22, 83 e 24 esprimo parere contrario. Sull'emendamento numero 138 della Giunta il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Colleghi, siamo in fase di votazione degli emendamenti all'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, sinceramente vorrei votare a favore di questa iniziativa, ma le perplessità sono tante e sono innanzitutto di carattere tecnico, perché non viene istituito un servizio presso l'Assessorato delle finanze, dal momento che il personale, a cominciare dal direttore generale, può essere reclutato tra il personale della Regione, che dispone di alcune migliaia di tecnici qualificati, di laureati in economia e commercio o in giurisprudenza, di specializzati in scienza delle finanze, che possono senz'altro svolgere il compito che si vuole affidare all'Agenzia regionale ed effettuare proprio il controllo e monitoraggio delle entrate che ci sono dovute dallo Stato. Quindi questa è la prima obiezione che mi costringe a dire no a questa Agenzia.

La seconda obiezione è forse la più motivata, in quanto proprio alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 1 si parla di predisposizione di strumenti normativi, regolamentari e operativi per l'implementazione della fiscalità e per lo sviluppo della politica regionale delle entrate. In pratica, questo sarà lo strumento per la ricerca, così come giustamente ha detto l'Assessore, in previsione di un federalismo fiscale che riguarderà tutto il territorio nazionale, delle nuove tasse da imporre ai cittadini. Io dico che di tasse ce ne sono già tante e le nostre popolazioni, visto il reddito pro capite e vista la situazione non tanto rosea dell'economia in cui si dibattono, in questo momento possono anche fare a meno di questo strumento. Perché? Perché questo è l'inizio - questa è la paura - di un percorso che porterà a identificare nella Regione un nuovo daziere. Se dovesse andare avanti l'idea dello Stato di dotare i comuni di competenze per la ricerca di evasori fiscali, già mi prefiguro degli impiegati comunali che, come i vecchi dazieri, andranno di casa in casa per trattare la tassa da pagare. Questa è una paura sinceramente abbastanza concreta. Ci potrebbero essere tante altre motivazioni, ma già questi dubbi mi impongono di dire no. Perché non si prevede un servizio ben organizzato e gestito direttamente dall'Assessorato delle finanze, che possa sopperire alle stesse incombenze? Si risparmierebbero senz'altro molti milioni di euro. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Cosa dire? Mi sorprende il fatto che fino all'altro giorno la Giunta inneggiava alla vittoria del centrosinistra, capace di cogliere alcuni temi importanti come quello del contrasto all'evasione fiscale, e oggi la Giunta e il Presidente della Commissione - io inorridisco, anche la Commissione! - dicono invece che facciamo un'Agenzia per le entrate per controllare lo Stato e non gli evasori fiscali. Noi controlliamo lo Stato, che siamo noi stessi, e non gli evasori fiscali! Anzi, alé, gli evasori fiscali facciano pure con comodo, in Sardegna meglio che in altri posti! Non c'è coerenza, non c'è credibilità, non c'è cultura politica in questo.

Noi ci asteniamo sull'articolo e voteremo a favore del nostro emendamento. Su questo tema si apre oggi una questione politica tra il mio partito e questa Giunta; si apre una questione politica tra il mio partito e gli altri partiti dell'Unione, perché troveremo il modo, in altre sedi, di chiarire se l'Unione intende combattere l'evasione e l'elusione fiscale, dotandosi di strumenti appropriati per apparire credibile su questo terreno, oppure no. Credo che si sia commesso un gravissimo errore politico, ma si sia data anche una brutta prova sul piano culturale. Parleremo più avanti di questa e di altre questioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, dovremmo intentare una causa di lavoro contro il collega Uras per il fatto che ci scippa il lavoro e ci sottrae argomenti di discussione. Infatti, nel momento in cui l'onorevole Uras dichiara che non c'è credibilità politica, qualsiasi nostra ulteriore riflessione diventa superflua. Credo che alla fonte ci sia una valutazione politica, e mi voglio riagganciare a quello che diceva il collega Atzeri: Emilio Lussu avrebbe forse detto, stasera, che serviva un leone e voi avete tolto fuori un gattino senza unghie e senza denti!

Non serve a niente questa proposta, è in linea totale con quelle riforme del niente e col vuoto che avete proposto sino ad oggi, in questi due anni di legislatura. E' semmai questa la conferma che da una parte cercate di destituire di fondamento la macchina regionale e dall'altra cercate di costituire strutture che sono soltanto ad uso e consumo di professori universitari, magari di qualche call center, per verificare chissà quale pertinenza rispetto alla materia fiscale regionale.

Inviterei i colleghi a riguardarsi la legge numero 13 del 1991, cioè la legge finanziaria - non governava certamente il centrodestra -, che all'articolo 93 istituiva una struttura organizzativa delle materie delle entrate del credito e risparmio e del recupero crediti in capo alla Regione autonoma della Sardegna. Quindi senza creare nessun tipo di struttura esterna, istituiva un servizio che aveva una credibilità istituzionale che invece questa Agenzia, dal nome altisonante, dimostra di non avere, andando persino contro una vertenza storica della Sardegna, che aveva l'obiettivo di diminuire le tasse e non di aumentarle.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sull'emendamento numero 23, vero, Presidente?

PRESIDENTE. Sull'insieme degli emendamenti e sull'articolo 1.

DIANA (A.N.). Unica dichiarazione di voto?

PRESIDENTE. Facciamo così perché è un'unica...

DIANA (A.N.). Cosa vuol dire "facciamo così", Presidente? Decide lei che facciamo così?

PRESIDENTE. No.

DIANA (A.N.). Faccia sapere all'Aula che cosa ha deciso.

PRESIDENTE. Stavo dicendo che siamo in fase di dichiarazioni di voto sull'articolo 1 e relativi emendamenti. Prego.

DIANA (A.N.). Scusi, Presidente, se ho capito bene lei ha deciso unilateralmente, senza informare preventivamente il Consiglio, che da stasera si interviene per tre minuti su un articolo e su tutti gli emendamenti ad esso presentati?

PRESIDENTE. Onorevole Diana, sono concessi dieci minuti per illustrare gli emendamenti e svolgere un intervento sull'insieme delle questioni, quindi anche le dichiarazioni di voto possono essere unificate per uniformità. Va bene?

DIANA (A.N.). Credo, Presidente, di non poter condividere questa sua iniziativa. Noi abbiamo diritto a tre minuti per ogni emendamento e a tre minuti per l'articolo.

PRESIDENTE. Andiamo avanti, onorevole Diana, faccia la sua dichiarazione, visto che ha domandato di parlare per dichiarazione di voto.

DIANA (A.N.). Io faccio la mia dichiarazione di voto sull'emendamento numero 23, che prevede: "Al comma 4 dell'articolo 1, dopo le parole 'mediante selezione pubblica per titoli' il rimanente testo è soppresso". Perché è soppresso? Perché non si capisce per quale motivo il direttore generale venga scelto mediante selezione pubblica per titoli e il personale dipendente venga invece scelto mediante selezione pubblica per titoli e/o mediante utilizzo di personale del ruolo unico dell'amministrazione regionale. Sembra che si voglia escludere aprioristicamente che il direttore generale possa essere scelto tra il personale dell'amministrazione regionale. Ovviamente questo stride, non è assolutamente possibile un fatto di questo genere, perché se il direttore generale può essere scelto mediante selezione pubblica, non si capisce per quale motivo questo non possa avvenire anche per i dipendenti - quindi per il primo organico, che poi non sarà il primo, perché sarà utilizzata una serie infinita di persone -, mediante utilizzo di personale del ruolo unico dell'amministrazione regionale. Io dico solo che se deve trattarsi di selezione pubblica, questo deve valere sia per il direttore generale sia per il resto del personale. Anzi, sarei molto più favorevole a che il personale fosse selezionato tutto tra i dipendenti della Regione autonoma della Sardegna.

PRESIDENTE. Preciso che io davo per scontato che la decisione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo di concludere i lavori entro un certo termine comportasse automaticamente una sorta di contingentamento dei tempi. Onorevole Diana, questa è la libera deduzione sulle dichiarazioni di voto. Se così non è naturalmente questo cambia le cose e cambia anche la discussione che si è svolta in Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Chiedo che la votazione nominale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, come si fa a non essere sorpresi di un inaccettabile comportamento da parte dell'Esecutivo nel respingere senza alcuna giustificazione e argomentazione l'emendamento numero 83, presentato da Rifondazione Comunista? Anche perché il nostro emendamento riprende l'articolo 9 dello Statuto speciale. Ci dovete spiegare perché avete respinto questo emendamento, che tende esclusivamente a far sì che vi siano altri strumenti per combattere più efficacemente l'evasione e l'elusione fiscale. Non c'è nient'altro in questo emendamento. Davanti a ricchezze ingigantite attraverso un'accumulazione incontrollata, il che succede anche in Sardegna, che cosa osta recepire strumenti, anche i più diversi, per combattere l'evasione e l'elusione fiscale?

Sinceramente, credeteci, siamo sorpresi! Credevamo di aver presentato un emendamento molto tranquillo e ci dispiace che l'Esecutivo non l'abbia recepito, anzi non l'abbia neanche preso in considerazione. Avrei capito una motivazione, avrei capito una giustificazione; non è successo neanche questo. Credo che questo debba far riflettere, e noi rifletteremo. Anch'io, chiaramente, voterò a favore dell'emendamento numero 83, presentato da Rifondazione Comunista, in quanto sono favorevole all'Agenzia per le entrate, però, considerato il caso politico, sull'articolo 1 mi asterrò.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, naturalmente il mio voto è favorevole sull'emendamento numero 23, che secondo me dà un contributo fondamentale, anche se la maggioranza non intende accoglierlo, per quanto riguarda un certo dovere di trasparenza nella scelta del personale della futura Agenzia.

Se mi permettete, vorrei però soffermarmi su un dato che va al di là dell'emendamento stesso. Vorrei cioè evidenziare un dato politico importante, chiaro, inequivocabile, che è emerso poco fa nell'intervento dello stimato collega Uras, il quale ha avuto il coraggio, la presenza di spirito, l'onestà intellettuale di far emergere in modo così chiaro lo scollamento che esiste tra il suo Gruppo, Rifondazione Comunista, la Giunta regionale e il resto della maggioranza. Sono vari passaggi distinti che l'onorevole Uras ha chiarito molto bene e che non possono sfuggire alla nostra attenzione. Il collega Uras ha parlato di mancanza di serietà. Assessore, stiamo parlando di lei, non so se era al telefono quando ha parlato l'onorevole Uras, magari glielo hanno riferito. Dicevo che il collega Uras ha parlato di serietà, per significare che manca la serietà; ha parlato di coerenza, per significare che da parte vostra manca la coerenza; ha parlato di credibilità, per affermare che manca la vostra credibilità.

Il collega Uras ha anche posto un problema politico molto rilevante e l'ha posto in occasione dell'avvio della discussione di un provvedimento così importante quale quello che stiamo discutendo. Ricordo che Rifondazione Comunista rappresenta circa il 20 per cento dell'elettorato dell'Unione, forse qualcosa di più, è andata molto bene alle ultime elezioni. Un esponente di un partito che rappresenta il 20 per cento della vostra coalizione dice che voi non siete seri, non siete coerenti, non siete credibili. Sa che cosa dovrebbe fare, Assessore? Si dovrebbe dimettere in questo momento davanti al Consiglio regionale che dalla parte sua l'ha in questo modo sfiduciato!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vi è alcun dubbio che, come ho detto nella discussione generale, noi di Rifondazione Comunista siamo assolutamente favorevoli all'istituzione dell'Agenzia regionale per le entrate, anzi la Sardegna è in ritardo sull'argomento. Se questo si fosse fatto prima sarebbe stato un atto di giustizia verso il nostro popolo e la nostra Isola avrebbe potuto disporre di tante risorse in più.

Io mi sarei aspettato, dal momento che abbiamo espresso questa posizione, tutt'altra considerazione sull'emendamento da noi proposto, volto a stabilire una collaborazione con i preposti organi dello Stato per l'accertamento delle imposte. Per questo il nostro sforzo era teso a precisare meglio, a contribuire in maniera fattiva al miglioramento del testo del disegno di legge. C'è invece, mi pare di capire, un atteggiamento snobistico e anche, per certi versi, arrogante nei nostri confronti. Ne abbiamo preso atto sin dall'inizio di questa discussione con un certo fastidio e commisureremo il nostro comportamento a questi atteggiamenti che non condividiamo.

Il nostro sforzo, ripeto, era teso a far sì che l'evasione fiscale potesse essere contrastata con maggiore efficacia, pertanto voterò a favore dell'emendamento numero 83 e mi asterrò sull'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Anch'io francamente non riesco a capire le ragioni per cui l'emendamento numero 83 sia stato respinto dalla Commissione e dalla Giunta. Ritengo che lo spirito con il quale è stato presentato sia esclusivamente quello di rafforzare l'azione di contrasto ai fenomeni dell'evasione fiscale e mi sembra che su questo punto non possa che esserci il riconoscimento non solo di un obiettivo condivisibile, ma addirittura nobile. Quindi voterò a favore dell'emendamento numero 83 e anche dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, faccio delle brevissime considerazioni, perché non appaia che una parte di questo Consiglio regionale, la parte prevalente, sia disattenta rispetto al "bubbone" dell'evasione ed elusione fiscale nel nostro territorio e più in generale rispetto a un fenomeno che noi da sempre combattiamo.

Ci sono due ordini di considerazioni per cui l'emendamento numero 83 non è accoglibile: intanto c'è una prassi parlamentare che i colleghi Uras, Davoli e Pisu dovrebbero avere ormai assimilato da tempo, per cui dei problemi se ne parla nei luoghi, nei tempi e nei modi adeguati. A prescindere da questo, è salvaguardata naturalmente la libertà di ciascun consigliere di presentare gli emendamenti che ritiene. Noi riteniamo che il comma 1 dell'articolo 1 lasci ampi spazi all'Agenzia per occuparsi della materia trattata e che il tema, da questo punto di vista, sia esaurientemente trattato. Ricordo brevemente ai colleghi, che forse non hanno approfondito l'argomento, che la lettera b) del comma 1 parla di predisposizioni di strumenti normativi, regolamentari e operativi per l'implementazione della fiscalità e per lo sviluppo della politica regionale sulle entrate, mentre la lettera e) parla esattamente di vigilanza e controllo sulle tasse e sulle concessioni regionali. Mi sembra che tutti questi elementi siano sufficienti per consentire all'Agenzia di svolgere il proprio ruolo, naturalmente di concerto con l'autorità dello Stato, dedicando un'attenzione particolare ai problemi che vengono posti. Per cui, cari colleghi, ritengo che questo emendamento, che contiene argomentazioni giuste però già contenute nel testo, potrebbe, sulla base di queste considerazioni, essere ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io non sarei intervenuto per dichiarazione di voto, però l'intervento del presidente Secci mi ha indotto a intervenire. Dovremmo fare le dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 23, ma si sta consentendo che si parli dell'83 in via anticipata. Perciò dico subito che voterò a favore dell'emendamento numero 23. Vedremo quale sarà l'esito del voto sull'83, ma i riferimenti alle lettere b) c) ed e) nulla hanno a che vedere con gli intendimenti dell'emendamento 83, che riguardano altro. Si tratta dell'accertamento delle imposte sui redditi, e perciò delle imposte nazionali, non solo di quelle regionali. In ogni caso sono due cose diverse.

Il mio riferimento preciso per l'onorevole Secci è questo: spero che i colleghi Davoli e Uras solo per questioni di anzianità di servizio in quest'Aula non imparino mai quello di cui lei ha parlato poc'anzi, perché se lei fa riferimento al metodo dicendo che ci sono i luoghi e i tempi per discutere di certe cose prima, io sono costretto a ricordarle che gli emendamenti proposti dalla Giunta questa mattina sono dei veri e propri disegni di legge! Allora cerchiamo di essere coerenti! Avete proposto voi nel giro di poche ore lo stravolgimento della legge e ora mettete in discussione il fatto che un Gruppo possa presentare un emendamento chiarificatore delle azioni dell'Agenzia per le entrate solo perché non se n'è parlato prima! Di questa legge voi prima non ne avete parlato per niente, né con il Consiglio né con la Commissione. Ci siamo ritrovati bloccati proprio perché avete applicato voi il metodo di portare all'ultimo momento emendamenti non sostitutivi parziali, bensì sostitutivi totali di articoli che voi stessi avete formulato più volte, senza parlarne prima - in Commissione in questo caso, per quanto ci riguarda - nei luoghi e nei momenti opportuni!

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 23. E' stata chiesta la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consiglieri Artizzu, capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - La Spisa - Licandro - Lombardo - Moro - Murgioni - Oppi - Petrini - Pili - Randazzo - Rassu - Sanciu - Sanna Matteo - Uggias - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 63

astenuti 2

maggioranza 32

favorevoli 22

contrari 41

(Il Consiglio non approva).

Siamo all'emendamento numero 21. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, sarò brevissimo. Io poc'anzi ho frainteso, avendo già espresso la mia dichiarazione di voto sull'articolo 1, non la ripeterò. Do invece lettura integrale dell'articolo 93 della legge 13/91: "Struttura organizzativa delle materie delle entrate del credito e risparmio e del recupero crediti.

1. Nell'ambito dell'Assessorato regionale della programmazione, bilancio e assetto del territorio è istituito il 'Servizio delle entrate e tributi regionali, del credito e risparmio, del recupero crediti', in deroga al limite numerico previsto dalla legge regionale 17 agosto 1978, n. 51, e successive modificazioni.

2. I servizi di cui al precedente comma e competenti in materia di entrate tributarie extratributarie della Regione, di tributi regionali, di credito e risparmio, di recupero crediti.

3. Il Servizio è articolato nel 'Settore delle entrate e tributi' e nel 'Settore del credito, risparmio e recupero crediti' ". Il comma 4 prevede la copertura finanziaria. Se noi andiamo a leggere, al comma 1 dell'articolo 1 di questo disegno di legge, quali sono i compiti dell'Agenzia, ad eccezione di qualche parola che può essere più o meno sufficientemente argomentata, i compiti sono pressappoco gli stessi, perché poi gli altri commi dell'articolo 1 riguardano la situazione del personale e la competenza dell'Agenzia. Allora mi domando: per quale motivo viene istituita l'Agenzia per le entrate dal momento che esiste già da quindici anni un organismo, istituito con legge della Regione, che ha gli stessi compiti e che giustamente è strutturato con personale del ruolo regionale? Credo che la Regione abbia personale professionalmente capace e preparato per fare questo, non c'è bisogno di nominare dei revisori, non c'è bisogno di spendere miliardi, non c'è bisogno di fare proprio un bel niente, di fatto si può dare immediata attuazione alla costituzione di questa struttura. Questo è il primo punto.

Secondo punto: gli accertamenti. Ma gli accertamenti immobiliari da parte di vigili urbani, tecnici comunali, guardie forestali e i rilievi aerofotogrammetrici - qualcuno poi lo spiegherà molto meglio più di me - possono essere fatti quando e come si vogliono. Quindi l'evasione può essere combattuta giorno per giorno! Esiste già una struttura, avete i mezzi, perché volete creare questo carrozzone vuoto che non funzionerà mai? Tentate, invece, di dare funzionalità a ciò che già esiste, se è vero che volete perseguire una politica di risparmio, una politica di rigore dal punto di vista fiscale e della spesa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, anche in questo caso intervengo per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 21 presentato dai colleghi Ladu e più, perché vi è una palese contraddizione in ciò che è scritto nel comma 5. Infatti, si prevede che il direttore generale sia scelto tra esperti in materia di tributi e di finanza regionale e soprattutto abbia un'esperienza professionale maturata in ambito pubblico o privato. E' evidente che quando si sostiene la tesi che ci possa essere un esperto in materia di tributi e di finanza regionale che ha un'esperienza di natura privatistica si sostiene l'esatto contrario di quello che si vuole ottenere. Non mi pare che possano esserci funzionari o tecnici esterni che si siano occupati di attività tributaria e di finanza regionale - quindi attraverso un ente pubblico - la cui competenza professionale sia maturata in ambito privato. E' un controsenso che l'emendamento numero 21 vuole sottolineare. Inoltre l'aver introdotto il requisito del possesso di una documentata esperienza professionale in ambito privato è sintomatico del fatto che evidentemente l'Assessore, o forse lo stesso Presidente, ha già individuato la persona che dovrebbe svolgere questo ruolo, che, lo ribadisco, è un doppione di quanto già previsto dalla legge 13/91, e sicuramente costituisce un ulteriore aggravio per le finanze regionali e non certamente un vantaggio per quanto riguarda le entrate.

Aggiungo, lo diceva poc'anzi anche il collega Rassu, che gli strumenti che lo stesso Assessorato degli enti locali ha messo in campo e che forse l'Assessore della programmazione non conosce, andrebbero meglio verificati proprio rispetto al controllo delle entrate. Su questo mi riprometto di entrare in argomento con ulteriori interventi sulla parte emendativa riguardante gli accertamenti immobiliari e sulla parte dei controlli che la Regione è chiamata ad attuare attraverso gli enti locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sempre per seguire l'ordine degli emendamenti e annunciando il voto favorevole all'emendamento numero 21, continuo a riflettere sul fatto che la rivendicazione fatta dal Governo regionale nei confronti dello Stato - a detta di tutti - è stata portata avanti con grande attendibilità. Tutto il lavoro certosino che è stato fatto dall'assessore Pigliaru e dalla struttura che lo ha sostenuto corrisponde al vero, non c'è motivo di dubitarne. Questa rivendicazione, salvo smentite, è avvenuta all'interno della struttura regionale col supporto tecnico dei dipendenti della Regione autonoma della Sardegna. Quindi abbiamo affidato a persone di grande competenza una materia certamente difficilissima e importante e questo lavoro è stato definito da tutti - dico da tutti, e capite cosa intendo - eccellente.

Ora non capisco per quale motivo il direttore generale potrebbe - non è scritto che deve - provenire dal settore privato. Ha ragione l'onorevole Pili, la materia dei tributi e della finanza regionale è già complicata per chi la mastica da decenni, figuriamoci per uno che ha lavorato nel privato! Mi sarei aspettato che fosse indicato solo il settore pubblico, perché? Me lo sarei aspettato, Assessore, perché immaginavo che magari, e non avremmo avuto niente da dire, nella testa del presidente Soru, o anche nella sua, così com'è avvenuto per il responsabile del Centro regionale di programmazione, che ha una competenza non indifferente, ci fosse l'idea che anche il direttore regionale dell'Agenzia per le entrate dovesse aver maturato un'esperienza professionale nel settore pubblico. Potrebbe infatti essere scelto l'ex direttore generale delle Imposte dirette o l'attuale direttore dell'Ufficio delle entrate di Roma o di Palermo, voglio dire una persona che ha lavorato in ambito pubblico. Ma quando si inserisce anche l'ambito privato, Assessore, lei storce il muso, la prima cosa che io penso è che avete già individuato un soggetto diverso da un soggetto pubblico! Questo penso, altrimenti non ha ragion d'essere che ci sia scritto "in ambito pubblico o privato", sarebbe sufficiente scrivere "pubblico", poi da dove lo portate lo portate, lo scegliete voi quindi non è sottoposto a particolari vincoli dalla Giunta, dal Consiglio o dalle Commissioni competenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per dire che capisco che a pensar male a volte ci si azzecca, però altre volte si sbaglia. Noi abbiamo scritto "pubblico o privato" per avere il massimo grado di apertura nella ricerca di una persona che abbia una competenza assolutamente fondamentale per noi. Non c'è nessun nome nella mente di nessuno e la ricerca di una persona che deve coprire un incarico così delicato per la Regione sarà fatta, come per tutti gli incarichi di pari delicatezza, con la massima evidenza pubblica, al fine di scegliere una persona che abbia la competenza necessaria e fondamentale per supportare l'amministrazione regionale in un compito che è complesso oggi e sarà ancora più complesso in futuro, e nel quale la lotta all'evasione fiscale sarà certamente in primissima linea.

E' difficile capire perché qualcuno, nel centrosinistra, possa dubitare che la lotta all'evasione fiscale sia una delle principali priorità, alla quale dobbiamo dedicare tutta la nostra attenzione e competenza tecnica. Credo che questo ruolo sia sufficientemente contenuto nell'attuale legislazione e anche nel testo che noi proponiamo. Si può naturalmente discutere questo punto, ma non l'impegno della maggioranza e della Giunta su un tema così importante. Quando discuteremo specificamente le imposte che proponiamo vedremo che alcune di queste imposte sono motivate in modo importante proprio dalla lotta all'evasione fiscale.

Infine credo che questa Agenzia, nella quale speriamo di poter convogliare alte competenze e anche quella flessibilità nelle alte competenze di cui avremo bisogno man mano che i compiti della Regione cambieranno, sarà una delle agenzie che più di altre riuscirà a pagare gli stipendi sulla base della propria produttività, anche nella lotta all'evasione fiscale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 25. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Il mio voto sarà contrario anche perché le ultime argomentazioni dell'Assessore mi hanno convinto ancor di più che si tratti di una proposta destituita di qualsiasi sostanza, soprattutto quando l'Assessore sostiene che questa Agenzia ha come obiettivo la lotta all'evasione fiscale. Non è scritto in nessun punto di questa norma che questa Agenzia ha competenza nella lotta all'evasione fiscale. Ci sarebbe stata, se fosse passato l'emendamento di Rifondazione Comunista, una collaborazione con lo Stato, ma non vi è nessun tipo di competenza sul piano amministrativo, su quello del controllo e della verifica dell'evasione fiscale. Quindi è un'Agenzia che non servirà a nulla, è soltanto un ulteriore baraccone che si vuole costituire per sistemare forse un po' di gente e magari creare qualche nuovo studio di consulenza!

Aggiungo che gli otto dipendenti di cui al comma 6, se dovessero da soli occuparsi dell'attività di cui alla lettera f) del comma 1, e cioè informazione all'utenza in materia di fiscalità regionale, dovrebbero farsi carico di almeno 200 mila cittadini ciascuno, senza contare, con la fiscalità che state proponendo - fuori da qualsiasi norma - per quanto riguarda il demanio marittimo, le seconde case e quant'altro, le domande che arriveranno per l'informazione all'utenza proveniente da tutto il mondo. E' evidente che questi otto dipendenti dovranno essere selezionati in qualche agenzia atomica, perché credo che sia davvero impensabile che essi possano sovrintendere all'attività di cui alla lettera f). Già questo dimostra l'inconsistenza sul piano amministrativo, istituzionale e sul piano ovviamente sostanziale di ciò che realmente volete fare, cioè un'attuazione fantomatica di una disposizione finanziaria che niente porterà alle casse della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, intervengo intanto per rilevare che non mi pare sia consuetudine che l'Assessore chieda e abbia la parola in sede di dichiarazioni di voto, visto che essendo un Assessore tecnico non ha possibilità di dichiarare il proprio voto. Stiamo sorvolando su molte cose, sorvoliamo anche su questo, ma che almeno l'Assessore prenda la parola sull'argomento in discussione e non per lanciare segnali politici ai tre amici di Rifondazione Comunista (per il momento sono solo tre, quindi non possiamo giudicare per gli altri), perché questo non è un ruolo che compete a un assessore tecnico. Peraltro mi pare che questo ruolo fosse stato già abbondantemente svolto dal Presidente della Commissione, lui sì, consigliere eletto, che quindi aveva pieno titolo per interloquire politicamente con i tre colleghi di Rifondazione Comunista. Credo che sia stato un episodio che non si verificherà più, Presidente, perché non mi pare che fosse assolutamente coerente né con il Regolamento né con il buon funzionamento dell'Aula.

Sull'emendamento numero 25 ovviamente il voto è favorevole, così come sarà favorevole su tutti gli emendamenti proposti dalla minoranza. Perché è stato presentato questo emendamento? Perché qui si parla di prima dotazione organica - ed è un problema che abbiamo sollevato tante volte in Commissione, ma non ci è mai stata data una risposta -, e qualcuno mi deve dire quale sarà la seconda, la terza, la quarta dotazione organica, perché da questo articolo non si capisce! Peraltro non si capisce come questa prima dotazione organica sarà individuata, o meglio lo si dice al comma 6, ma nel comma precedente si dice una cosa diversa! E allora anche questa prima dotazione organica passa attraverso il vaglio della selezione pubblica, oppure questa prima dotazione organica è scelta dall'Assessore della programmazione di concerto con l'Assessore del personale? Questo è un fatto al quale nessuno ha ancora dato una risposta e nell'attesa noi annunciamo il voto favorevole all'emendamento numero 25, che tende a sopprimere il comma 6 dell'articolo 1, la cui formulazione ci pare assolutamente insufficiente e certamente non risolutiva del problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, prendo la parola perché non vorrei che i colleghi del centrodestra pensassero che siamo colpiti da afasia e che non abbiamo intenzione di replicare a tutte le cose che stiamo sentendo. Non interveniamo semplicemente perché abbiamo un obiettivo politico, che è quello di chiudere al più presto la discussione di questo maxicollegato per dare risposte alle persone che da giorni attendono qui fuori e anche a quelli che stanno assistendo in questo momento ai lavori dell'Aula.

Uno degli obiettivi strategici del centrosinistra era ed è quello di far pagare il dovuto a chi lo deve pagare. E' paradossale che il centrodestra venga qui a dire tutto e il contrario di tutto! L'obiettivo, diceva l'onorevole Pili, è diminuire le imposte, poi dice che invece bisogna fare una lotta serrata. La verità vera è che in Italia l'evasione fiscale è stimata intorno ai 400 mila miliardi di vecchie lire. Il Presidente del Consiglio dei ministri che era in carica fino ad oggi, che è stato sconfitto in queste elezioni, ha detto che quando lo Stato vessa si possono evadere le tasse! Ha promesso un'azione fiscale che tende a dare ai ricchi e a togliere ai poveri! Insomma, credo che qui si debba cominciare a stabilire qualche elemento di demarcazione tra noi e voi, altrimenti non se ne capisce più nulla! La sinistra vuole equità fiscale, non vuole far pagare le tasse a chi non le deve pagare. Uno Stato liberale, qualunque Stato democratico, si basa sul fatto che ciascuno paghi le tasse in base a quanto guadagna, non sulle scalate dei furbi e furbetti, dei Ricucci che sono vicini al Presidente del Consiglio dei ministri! Qui in Sardegna non dateci lezioni di questa natura, per favore! Non cercate di insinuarvi in questa maniera tra contraddizioni che potrebbero pure esserci. Va però affermato con forza, e non c'è da ribadirlo a nessuno, perché tutti ne siamo consapevoli, che la lotta all'evasione è uno degli obiettivi del governo di centrosinistra nazionale e anche di quello regionale, e non credo che ci sia nessuno che possa ergersi a primo della classe per quanto attiene a questo aspetto fondamentale per tutti noi. Grazie.

Scusi, Presidente, mi sono dimenticato di dire che voto contro l'emendamento numero 25.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). L'onorevole Pirisi riesce a far parlare anche chi vorrebbe stare zitto, e lui ha parlato di tutto tranne che dell'oggetto di questo comma! Noi non stiamo dicendo che voi nelle ultime elezioni avete perso undici punti rispetto alle elezioni provinciali o che bisogna far pagare le tasse. Stiamo parlando di un'altra cosa, stiamo dicendo che il comma 6 è molto generico e che voi siete maestri nell'affidare consulenze, nel fare provvedimenti illegittimi. Ne cito uno per tutti, la delibera che riguarda il direttore generale della Presidenza della Giunta, una delibera illegittima in cui è scritto che il Presidente, sua sponte, può in modo totalmente arbitrario stabilire un'integrazione di indennità, nella misura che egli stesso riterrà più opportuna. Il che vuol dire tutto e il contrario di tutto, fa ridere i polli! Questa delibera - che è illegittima e sarà impugnata - dice praticamente che il direttore generale della Presidenza della Giunta può avere tutto. Possiamo dunque avere qualche dubbio sul fatto che, visto che il comma 6 è generico, abbiate le idee chiare sul direttore generale dell'Agenzia per le entrate? Sarà difficile trovarlo, per cui alla fine gli darete la possibilità che resti in carica soltanto per cinque anni? Possiamo contestare questo fatto e dire che preferiremmo che il personale dell'Agenzia fosse scelto all'interno dell'amministrazione regionale, dal momento che abbiamo creato tutta una serie di enti che non sanno come impiegare il proprio personale e sui quali ogni giorno riscontriamo delle anomalie? Le affermazioni dell'Assessore, come ha detto prima il collega Pili, fanno sorgere in noi ulteriori perplessità. Siamo convinti, ripeto, che il comma 6 sia generico e per quanto ci concerne ne abbiamo solo proposto la soppressione. Abbiamo titolo per fare questo? Abbiamo il diritto di chiedere questo oppure no? Cosa c'entra tutto il resto? Noi vogliamo che la gente paghi le tasse, non siamo d'accordo su questo maxicollegato che ogni giorno viene incrementato, per vostra responsabilità perdiamo solo del tempo; stamattina ci avete fatto perdere alcune ore. Potevano essere fatte quattro leggi, ne avete fatto una sola. Litigate tutti i giorni e anche in Commissione, stamattina, abbiamo assistito a scene certamente non edificanti! Visto che non siete d'accordo tra voi - non ve lo rinfacciamo, quella del rinfaccio è una vostra prassi consolidata -, consentiteci almeno di dire che noi non condividiamo questo maxicollegato, senza che si parli di tutto lo scibile umano, perché non serve a niente! Ero mezzo addormentato, ti ringrazio, collega Pirisi, per avermi risvegliato!

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 138. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Noi non stiamo facendo demagogia, onorevole Pirisi, perché i lavoratori che sono presenti in aula, oggi, sanno benissimo che l'emendamento che li riguarda sarà approvato. Quindi, come vede, questo problema non esiste, un giorno in più o un giorno in meno non cambia niente, non è questo il problema. Il problema in questo momento è invece legato all'individuazione dei soggetti che dovrebbero lavorare in questa fantomatica Agenzia. Noi, con l'emendamento numero 22, diciamo: "mediante selezione per titoli tra il personale del ruolo unico dell'amministrazione regionale". Ribadisco che noi siamo convinti che l'amministrazione regionale non abbia bisogno di andare a pescare fuori, e se fuori deve andare a pescare, deve pescare tra soggetti pubblici, non tra soggetti pubblici o privati. Stiamo dicendo solo questo, e bene ha fatto l'onorevole Oppi a intervenire per precisarlo. Noi stiamo entrando nel merito dell'articolato.

PIRISI (D.S.). Non tutto.

DIANA (A.N.). Siamo nell'articolo, io sto discutendo di questo, e per altro ho chiesto al Presidente che gli emendamenti fossero discussi e messi in votazione uno per uno.

Quindi questo è il ragionamento che voglio fare: noi riteniamo che l'amministrazione regionale sia sufficientemente attrezzata, se così non fosse, considerato che abbiamo speso tanti di quei soldi per creare "tremila" dirigenti pubblici, che io mi auguro siano il futuro della Sardegna, non capisco perché non predisponiamo dei corsi di aggiornamento, dei corsi di formazione, di alta di specializzazione, per individuare i soggetti che dovrebbero lavorare in questo particolare settore. Mi sarei aspettato questo! Ma la scelta del direttore generale dell'Agenzia in ambito pubblico o privato credo che veramente presti il fianco a tutte le critiche che vi stiamo muovendo, e tutte le discussioni che si vogliono fare fuori da questo contesto credo che non abbiano ragion d'essere.

Rifondazione Comunista probabilmente non è d'accordo sul fatto che questa scelta avvenga nel pubblico o nel privato; credo che anche lei ritenga che debba essere fatta nel pubblico. Mi sarei soffermato anche su questo, onorevole Uras, invece lei ha focalizzato la sua attenzione fondamentalmente su un unico argomento: la lotta all'evasione. Qui non c'è nessuno che sia a favore dell'evasione, nessuno!

MARROCU (D.S.). Neanche Mesina?

DIANA (A.N.). E comunque, onorevole Davoli, non può essere certamente lei quello che dà la patente agli altri, perché qui dentro noi non dobbiamo dare le patenti, dobbiamo individuare gli strumenti più idonei per evitare che ci sia evasione fiscale. Questo dobbiamo fare, ma lo dobbiamo fare tutti assieme; non è che voi avete una patente "regolare" e noi invece abbiamo la patente rilasciata dall'Esercito Italiano, perché non è assolutamente così!

PIRISI (D.S.). "Il caimano" ha detto cose diverse!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo certamente, in maniera procedurale, per dichiarazione di voto, ma anche per precisare che la discussione che si sta facendo non può che essere attenta e puntuale, quindi anche con le dichiarazioni di voto sugli emendamenti, perché questo è un testo su cui noi abbiamo posto attenzione e voi avete più volte fatto interventi di modificazione. Crediamo che si debba prestare a questo testo tutta l'attenzione che merita e che non si possano fare affermazioni come quelle che abbiamo sentito, che sono ovviamente demagogiche. Diciamo che se c'è l'urgenza di affrontare questioni relative a determinate categorie di lavoratori, noi non ci opponiamo certamente a un eventuale anticipo della discussione degli articoli che riguardano, appunto, categorie di lavoratori che attendono una decisione del Consiglio regionale, siamo aperti a qualunque possibilità, anzi potremmo essere noi stessi a proporlo, ma non ci si deve impedire di andare al fondo di un testo che man mano che lo si esamina offre sempre maggiori spunti di critica che noi non possiamo assolutamente esimerci dal fare in quest'Aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 138. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' in votazione l'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Presidente, solo per ricordare l'emendamento orale al comma 7 presentato dall'Assessore della programmazione.

PRESIDENTE. Assessore, vuole ripetere l'emendamento orale prima delle dichiarazioni di voto? Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Al comma 7, dopo la parola "approva", vanno aggiunte le parole "su proposta dell'Assessore competente in materia di entrate lo statuto dell'Agenzia".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io ho preso la patente anche nell'Esercito, dove guidavo molti mezzi. Ho imparato anche a leggere, qualche volta ho anche imparato a scrivere, ma quello che non imparerò mai sono le regole non scritte, a cui ogni tanto si allude. Quelle non stanno dentro l'ambito delle mie curiosità!. Qua ci sono prerogative dei consiglieri regionali che il Presidente del Consiglio ha il dovere e anche il privilegio di far rispettare, e l'azione legislativa è in capo ai consiglieri regionali singolarmente e riuniti. Il rigetto dell'emendamento da noi proposto è inspiegabile; è inspiegabile per la maggioranza, io direi che è inspiegabile anche sul piano tecnico, perché quell'emendamento non tende che a dare forza finalmente a un articolo dello Statuto che è rimasto inevaso dalla proclamazione dell'autonomia ad oggi.

Io spesso non mi fido degli uffici; non mi fido di quelli costituiti, figuriamoci se mi posso fidare di quelli costituendi! Li voglio vedere alla prova i dirigenti e il personale, perché non sempre le scelte sono buone, anzi spesso sono pessime, perché i risultati non sono all'altezza. Credo che si sia persa un'occasione, l'occasione per capire che di quel 50 per cento che il centrosinistra ha preso per il Senato in Sardegna, l'8,5 per cento l'ha conquistato il mio partito in ragione della coerenza delle idee e delle politiche che manifesta!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Il mio voto sarà contrario all'articolo 1, perché credo che i colleghi abbiano ben rappresentato - il collega Uras lo ha fatto anche dal punto di vista politico - un voto quasi obbligato di questa Assemblea, rispetto a una rivendicazione storica della Sardegna, quella di poter governare autonomamente il processo delle entrate, anche per quanto riguarda la loro individuazione, e di poter verificare il gettito delle imposte direttamente.

Questa norma finanziaria è soltanto un pretesto ulteriore e fittizio che non soddisfa in alcun modo l'esigenza della Regione autonoma della Sardegna richiamata in maniera pomposa nello stesso titolo di questo articolo, che in qualche modo dimentica la necessità di dare invece certezze sulle entrate della Regione. Certezze che non possono trovarsi in questo articolo.

Voglio soltanto ricordare che l'Assessorato degli enti locali ha finanziato, nel 2001 e nel 2002, una carta digitale regionale, che aveva tra gli obiettivi strategici quello della lotta all'evasione fiscale, perché attraverso uno strumento di individuazione dei singoli edifici urbanisticamente rilevabili da quella carta digitale si poteva fare l'unica vera lotta all'evasione fiscale in Sardegna. Di questo ve ne siete dimenticati, non avete in alcun modo tenuto conto di quel dettame che rappresentava la strada principale, anche per i comuni, per poter effettuare gli accertamenti immobiliari. Cito per tutti l'ICI, che è uno strumento impositivo anche per le seconde case e che avete totalmente ignorato in questa norma, nonostante sia lo strumento che dà contezza e solidità alla ricerca di nuove risorse per l'autonomia regionale.

L'articolo 1 è destituito di ogni fondamento istituzionale, propone una rivoluzione del niente, nel tentativo di celare obiettivi che in questa norma sono comunque dichiarati, come l'individuazione di soggetti per nuove consulenze, studi, ulteriori ricerche ed elaborazioni statistiche, che certamente non meritavano l'istituzione dell'ennesima agenzia regionale.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1, con l'emendamento orale proposto dall'assessore Pigliaru.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Uggias.

Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - La Spisa - Lombardo - Oppi - Petrini - Pili - Rassu - Sanciu - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Davoli - Pisu - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 48

astenuti 4

maggioranza 25

favorevoli 35

contrari 13

(Il Consiglio approva).

Emendamento aggiuntivo numero 83. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo ancora la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 83.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Caligaris - Davoli - Gessa - Pisu - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Giorico - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - La Spisa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 38

votanti 36

astenuti 2

maggioranza 19

favorevoli 5

contrari 32

Poiché manca il numero legale, la seduta è sospesa sino alle ore 20 e 28.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 58, viene ripresa alle ore 20 e 30.)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 83, su cui era sta richiesta la votazione nominale. Onorevole La Spisa, conferma la richiesta?

LA SPISA (F.I.). Confermo la richiesta di votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 83.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cuccu Franco Ignazio - Sabatini.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - Lai - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pili - Rassu - Sanciu - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 39

astenuti 9

maggioranza 20

favorevoli 4

contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, credo che fossero assolutamente opportune le parole dell'onorevole Pirisi, che ha richiamato un po' tutti alla concretezza. Ed ha assolutamente ragione, considerato che sino adesso non abbiamo votato praticamente niente, visto che l'articolo che abbiamo poc'anzi approvato, come ho già avuto modo di dire, è pari al niente!

Considerato che anche in questa votazione la maggioranza era per lo più assente, e quindi si è rischiato che mancasse il numero legale, e che la responsabilità dell'opposizione è anche quella di far lavorare il Consiglio su questioni concrete, rivolgo al Presidente del Consiglio la proposta di discutere immediatamente la parte che riguarda il personale dell'Ente foreste e tutta la partita legata all'antincendio, anticipando l'esame del relativo articolo e accogliendo quindi la richiesta dell'onorevole Pirisi di accelerare la risoluzione di un problema concreto.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, siamo in sede di dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 24.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Intervengo per dichiarare il voto contrario all'emendamento numero 24 e per dire che la proposta che ha avanzato il collega Pili certamente ha un fondamento, ma la questione si può risolvere procedendo celermente nei lavori. Noi siamo favorevoli ad approvare entro questa sera anche l'articolo 16 e l'emendamento che riguarda i lavoratori dell'antincendio, però siamo dell'avviso che si debba procedere rispettando l'ordine degli articoli e degli emendamenti.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, comprendo lo spirito che anima la richiesta di procedere a salti, però nonostante i nobili intenti procediamo secondo l'ordine previsto.

Siamo all'emendamento numero 24. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intervengo per dichiarazione di voto e sempre attenendomi al comma 7 dell'articolo 1, vista la grande valenza che si vuole dare alla figura del direttore generale. Come in tutte le agenzie che si rispettino, credo che sul personale da assumere non possa che essere sentito il direttore generale, cioè è il direttore generale che deve avanzare una proposta sul personale. Se ravvisiamo in lui quella figura eccezionalmente capace e competente, che magari non corrisponde a un funzionario regionale, ma a un manager proveniente dal privato, così come vuole questa maggioranza, per quale motivo dobbiamo limitare le sue funzioni già nella prima fase? Credo che il personale debba invece essere scelto proprio su proposta del direttore generale. Questo libererebbe la Giunta, l'Assessore competente da una responsabilità, ma certamente il direttore generale dell'Agenzia si assumerebbe la responsabilità di individuare le persone sulle quali l'onorevole Uras non ha nessuna fiducia, ma ha invece molta fiducia l'altra parte di Rifondazione Comunista, che come abbiamo visto ha votato contro l'emendamento presentato dagli stessi colleghi di Gruppo. Ecco perché noi abbiamo presentato l'emendamento numero 24.

Su questo siamo quindi perfettamente d'accordo. Per quanto riguarda invece le considerazioni del Capogruppo de La Margherita, vorrei ricordare all'onorevole Biancu che è in capo alla maggioranza l'obbligo di mantenere la maggioranza stessa coesa e di garantire la presenza del numero legale. Non si può far ricadere questa responsabilità sull'opposizione. L'opposizione fa il suo lavoro e lo fa fino in fondo, e noi siamo qui per testimoniarlo anche davanti a quei lavoratori che molte aspettative hanno riposto in noi e in voi, attenzione, perché sino adesso ciò che in parte essi hanno ottenuto l'hanno ottenuto dal Governo di centrodestra. Adesso ci stiamo impegnando tutti per far ottenere loro la parte restante.

Credo che la proposta dell'onorevole Pili possa essere accolta, ma se così non fosse, cari colleghi, dovete garantire il numero legale, altrimenti la responsabilità è solo ed esclusivamente vostra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Noi chiediamo ancora la votazione nominale e ribadiamo la necessità di venire incontro, urgentemente, alle richieste dei lavoratori dell'antincendio, sulle quali la maggioranza deve veramente assumersi le proprie responsabilità.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, mi assumo io la responsabilità. Procediamo in ordine verso quei lavoratori e verso tutti gli altri che aspettano che approviamo il maxicollegato.

PILI (F.I.). Non è la stessa cosa!

PRESIDENTE. E' la stessa cosa, nel senso che penso sia giusto procedere in questo modo, pur comprendendo le ragioni che muovono la richiesta.

PILI (F.I.). Se la maggioranza garantisce il numero legale, va bene.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, andiamo avanti, onorevole Pili. La maggioranza si assume la sua responsabilità, garantendo naturalmente il numero legale e quindi la presenza in aula e tutti insieme garantiamo che si lavori. Quindi procediamo così come stabilito.

L'onorevole La Spisa aveva chiesto la votazione nominale dell'emendamento numero 24. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24.

(Segue la votazione)

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - La Spisa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 41

votanti 39

astenuti 2

maggioranza 20

contrari 39

Poiché manca il numero legale, la seduta è sospesa per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 39 , viene ripresa alle ore 21 e 08.)

PRESIDEENTE. Il consigliere La Spisa conferma la richiesta di votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24.

(Segue la votazione)

Risponde sì la consigliera: Cerina.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias

Si è astenuto: il Presidente Spissu - La Spisa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 41

votanti 39

astenuti 2

maggioranza 21

favorevoli 1

contrari 38

Colleghi, non essendo stato raggiunto il numero legale, il Consiglio è riconvocato per domani mattina alle ore 9 e 30.

La seduta è tolta alle ore 21 e 10.