Seduta n.334 del 17/05/2007
CCCXXXIV Seduta
(POMERIDIANA)
Giovedì 17 maggio 2007
Presidenza del Vicepresidente SECCI
indi
del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente RASSU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 51.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di venerdì 11 maggio 2007 (327), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Atzeri, Licandro e Simonetta Sanna, hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di giovedì 17 maggio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
Vista la scarsa presenza di consiglieri in aula, sospendo i lavori per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 52, viene ripresa alle ore 17 e 32.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 274/S/A. Siamo in sede di votazione degli emendamenti all'articolo 28, a cominciare dall'emendamento numero 886.
Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
Ricordo che l'emendamento numero 850 è stato ritirato.
MANCA (La Margherita-D.L.). Presidente, il contenuto dell'emendamento numero 886 è riproposto in un successivo emendamento che riguarda le società sportive, per cui chiedo cinque minuti di sospensione, se fosse possibile, per poter valutare i due testi.
PRESIDENTE. Faccio una controproposta, onorevole Manca, e cioè propongo di accantonare l'emendamento numero 886 e di procedere con la votazione degli altri emendamenti. Se, alla fine, saremo in condizioni di votare anche l'emendamento numero 886 bene, altrimenti proseguiremo con l'esame degli articoli successivi, perché queste continue interruzioni non vanno bene, non sono utili ai fini del nostro lavoro e non servono neanche a fare chiarezza.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Non ho capito a che titolo il collega Manca e il Presidente propongano una sospensione. Nessuno dei sottoscrittori l'ha chiesta!
PRESIDENTE. L'emendamento è rimesso all'Aula, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Allora faccia votare l'Aula!
PRESIDENTE. Io ho detto che, anziché sospendere la seduta, preferisco sospendere l'emendamento e riprenderlo in seguito, ma se è necessario che l'Aula si pronunci perché lei lo richiede, onorevole Capelli…
CAPELLI (U.D.C.). Certo, io lo richiedo.
PRESIDENTE. Non c'è nessun problema. Il titolo per avanzare proposte ce l'abbiamo tutti, perché siamo consiglieri regionali.
CAPELLI (U.D.C.). Mi scusi, pensavo che si fosse sbagliato e che si riferisse all'emendamento numero 850, che è già stato ritirato.
PRESIDENTE. Infatti, è stato ritirato.
CAPELLI (U.D.C.). Ecco, chiedo che venga chiamata a esprimersi l'Aula, e le ricordo, Presidente, che avevamo già sospeso alle ore 13 e 45, sempre con questa richiesta.
PRESIDENTE. C'erano ancora quattro o cinque iscritti a parlare.
Onorevole Manca, intende intervenire per dichiarazione di voto?
MANCA (La Margherita-D.L.). No, rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Rinuncio all'intervento e chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 886.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Lai per dichiarazione di voto. Poiché non è in aula, decade dal diritto alla parola.
Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Poiché non è in aula, decade anch'egli dal diritto alla parola.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io faccio fulmineamente la mia dichiarazione di voto a favore dell'emendamento numero 886, facendo però notare a quest'Aula che stiamo riprendendo i lavori alle ore 17 e 36, dopo la richiesta più che legittima da parte della Presidenza di accelerare i lavori su questa finanziaria e dopo un ritardo di più di un'ora e mezzo, sicuramente determinato dall'ennesimo vertice di maggioranza che sta costringendo quest'Aula a inutili e continue attese, che non sono assolutamente accettabili, per giunta se associate alla richiesta di accelerare i lavori. E questo, quando si parlerà della programmazione dei lavori, credo debba pesare, perché siamo di fronte a un atteggiamento totalmente irresponsabile. Se la maggioranza vuole rispettare il Consiglio, non può fare una riunione di vertice alle ore notturne per verificare le proprie instabilità.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, concordo con lei, naturalmente, sul richiamo alla maggioranza, che ha la responsabilità prevalente dell'andamento dei lavori in quest'Aula e anche del rispetto degli orari e dei tempi di lavoro che ci diamo. Per il resto non posso che richiamare tutti, e in modo particolare la maggioranza, evidentemente, alla comune responsabilità nella conclusione dell'esame della legge finanziaria.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 886.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Cappai ha votato a favore e il consigliere Vincenzo Floris ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Liori - Lombardo - Milia - Murgioni - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Meloni - Pacifico - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Giagu - Lai Silvio - Manca - Masia.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 58
Astenuti 5
Maggioranza 30
Favorevoli 23
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 20. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, voterò a favore dell'emendamento numero 20, presentato dai consiglieri Pisano, Cassano, Dedoni e Vargiu, che pone all'attenzione dell'Aula uno dei problemi, a mio giudizio, più nobili tra quelli riferibili, oggi, allo sport in Sardegna. Parliamo di sport a favore dei disabili, cioè di una delle categorie deboli, verso le quali, fin dal primo giorno della legislatura, il Presidente della Regione si è impegnato ad avere la massima attenzione.
In Sardegna esiste una situazione abbastanza anomala per quanto riguarda il livello di partecipazione delle persone cosiddette "diversamente abili" alle attività sportive, e quando dico questo naturalmente voi capite che sto affermando quale grande importanza possa avere lo sport non solo per la crescita agonistica delle società sportive, ma soprattutto per gli atleti che sono ad esse iscritti. In Sardegna si registra la più bassa percentuale di partecipazione rispetto a tutte le altre regioni italiane e, in particolare, soltanto diciannove società sono iscritte al cosiddetto Comitato italiano paralimpico. Quindi il proposito di questo emendamento è quello di porre a disposizione la somma di 150 mila euro, di cui 100 mila a favore delle società sportive che praticano questa attività importante e nobile e 50 mila a favore della Sezione sarda del Comitato italiano paralimpico per l'organizzazione delle prime paralimpiadi regionali sarde.
Sarebbe per noi una grande soddisfazione riuscire in questo intento, tanto più che, non lo dimentichiamo, il 2007 è l'anno dedicato ai disabili e quindi avremo la possibilità concreta di onorare non solo un debito nei confronti di una categoria così svantaggiata, ma anche di qualificarci come Regione, così come hanno fatto altre Regioni, in un settore davvero importante.
Io chiedo che ci sia la massima sensibilità verso questo problema, anche perché nella legge sullo sport, purtroppo, è stato fino a questo momento totalmente disatteso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Sarò velocissimo, Presidente, anche perché mi ha anticipato il collega Pisano dicendo che il 2007 è l'anno dedicato ai disabili. Credo che la Regione autonoma della Sardegna farebbe un'azione meritoria ed encomiabile se destinasse una minima parte delle sue risorse (si parla di 150 mila euro), proprio all'organizzazione di queste attività agonistiche, a cui i nostri disabili, che sono tali non per colpa loro, ma per colpa della natura o a causa di incidenti sopravvenuti, si appassionano dando a chi non ha disabilità un esempio di attaccamento alla vita, alla società e allo sport.
Credo che su questo emendamento, a cui chiedo di aggiungere la mia firma, l'Aula debba pronunciarsi favorevolmente, perché risponde a coloro i quali, pur essendo portatori di handicap, riescono a dare un esempio encomiabile di attaccamento alla vita. Con questo piccolo contributo noi possiamo, ed è ciò che stiamo tentando di fare, dare il segnale che la società è con loro, che non li ha dimenticati, bensì li sostiene e li spinge a far ancora meglio. Grazie. Il mio voto è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore dell'emendamento numero 20, perché riteniamo che questo sia realmente uno dei punti più qualificanti della manovra finanziaria che stiamo approvando. Chi mi ha preceduto ha detto che questo è l'anno dedicato ai disabili, e c'è un dibattito in atto teso a valorizzare le persone che hanno disagi fisici, c'è effettivamente la volontà di favorire il loro reale inserimento nella società anche attraverso l'attività sportiva. Credo che le iniziative di questo tipo vadano incoraggiate, così come vanno incoraggiate quelle società che intervengono in modo concreto per fare in modo che i disabili abbiano la possibilità di praticare lo sport, di essere tutelati e inseriti nella società civile.
Pertanto, noi voteremo convintamene a favore dell'emendamento numero 20, perché riteniamo che rappresenti un segnale importante. Sappiamo che questo, sicuramente, non risolverà i problemi di questa categoria di persone, ma comunque è un segnale importante da parte del Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, vorrei rivolgere un invito veramente sentito ai presentatori a ritirare questo emendamento, per le motivazioni che dirò. Io condivido, così come il mio Gruppo e credo tutta la maggioranza, le preoccupazioni sollevate dal collega Pisano, a cui vorrei, però, ricordare che nella legge numero 17 del 1999, concernente lo sviluppo dello sport in Sardegna, le manifestazioni sportive per disabili hanno già largamente accesso ai contributi, in particolare all'articolo 27, per la partecipazione ai campionati, all'articolo 31, per la partecipazione ai campionati di massima serie, dove gli atleti disabili e gli sport per disabili trovano particolare evidenza. Per esempio sono previsti rimborsi spese mediamente di importo doppio rispetto a quelli relativi ad altre discipline, proprio perché per questi atleti si rende necessario, per esempio, un numero maggiore di accompagnatori. Ci sono altri articoli che riguardano questa categoria di atleti, come per esempio l'articolo 36, relativo allo sport non agonistico. Anche quest'anno sono stati promossi molti programmi e lo stesso Comitato paralimpico, nell'ambito dell'articolo 30, riceve già un contributo come comitato aderente al Coni.
Quindi io eviterei che l'Aula si divida su una questione molto rilevante, anche perché, se si può fare di più, non ho dubbi che una riflessione in merito ce la porrà anche la Giunta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento e per chiederne la votazione nominale. Allo stesso tempo, voglio sottolineare che questo emendamento discende da una proposta di legge che è stata presentata quattro anni fa e forse questa è l'occasione per sdebitarsi, come Consiglio regionale. Sarebbe, quindi, un atto di riconoscenza votare a favore di questo emendamento.
E' veramente vergognoso che dei consiglieri regionali, e mi riferisco al collega che mi ha preceduto, possano schierarsi contro quello che credo sia un giusto riconoscimento verso una categoria che chiede di poter praticare lo sport. Stiamo chiedendo un contributo veramente irrisorio, un segnale da parte di questo Consiglio regionale a favore dei disabili, ma, ancora una volta, prendiamo atto che ci troviamo di fronte a un muro di gomma, indifferente persino nei confronti di quelle che sono le fasce più deboli della società.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Nell'esprimere il mio voto favorevole all'emendamento, dichiaro la mia disponibilità a sottoscriverlo. Io credo che chi segue lo sport, soprattutto lo sport giovanile, pur avendo figli normodotati, sa quanto impegnativo sia stare nel mondo dello sport, anche perché, spesso, come si è già detto, mancano i giusti finanziamenti per poter praticare un'attività sportiva nel migliore dei modi.
Lo sport è un momento importantissimo per i ragazzi, soprattutto gli sport di squadra rappresentano un momento di integrazione e credo che anche i diversamente abili debbano avere questa opportunità. Ricordiamoci che diversamente abili si può anche diventare, per esempio a seguito di incidenti stradali, quindi la possibilità di continuare a praticare lo sport con pari dignità e pari opportunità deve essere offerta, io credo, da questo Consiglio regionale, con un segnale non di compassione o quant'altro, ma di attenzione forte, indipendentemente dalla somma che viene messa a disposizione. Quindi dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 20, a cui aggiungo la mia firma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, è singolare che l'onorevole Porcu chieda di ritirare questo emendamento. Non capisco quale pensiero o quale obiettivo sottenda la sua richiesta. Se dicesse che la Commissione competente per materia, unanimemente, come da tempo noi stiamo chiedendo, intende esaminare l'apposita proposta di legge che è lì giacente da anni, potrei anche capire: c'è un risultato e si vuole dare respiro a un'iniziativa politica che certifichi la condizione di disagio vissuta da persone con disabilità fisiche nella vita civile e anche nello sport.
Allora, io mi domando, onorevole Porcu, se lei conosca a fondo i meandri della legge sullo sport. Dove è scritto che queste disabilità sono tutelate? Tutt'al più sono oggetto della caritatevole azione dell'Assessore di turno, ma non vi è certamente una legge che sancisca che questo debba essere fatto. Le ricordo gli esempi di Jeff Onorato, di Simona Atzori e di diversi atleti che hanno raggiunto vertici anche olimpici, pur avendo delle disabilità. Tuttavia, la Regione Sardegna si ostina a non dare corpo, a non dare vita, a non dare sostanza a quella che è un'esigenza conclamata. Allora, perché far sì che l'Aula si divida quando vi è un riconoscimento unanime della necessità di un contributo concreto a favore degli atleti diversamente abili?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, io non condivido le osservazioni fatte dal Capogruppo di Progetto Sardegna poc'anzi, intanto perché gli interventi che propone questo emendamento sono diversi da quelli che si possono realizzare con la legge numero 17 del 1999. Basta leggere l'emendamento per rendersi conto che le finalità che vengono proposte non sono attuabili con i fondi della legge numero 17.
In secondo luogo, signori della Giunta regionale presenti, colleghi del Consiglio, si tratta di un contributo esiguo (150 mila euro) e straordinario, solo per un anno e in un anno, tra l'altro, dedicato a questa categoria. E' un intervento emblematico, come tanti altri approvati dal Consiglio, allora perché negarlo? Ora, quello che io dico è questo: credo che questa materia, come quella dei notiziari per i non udenti, sfugga alle discipline di maggioranza e alle discipline politiche e sia un fatto di coscienza. Mi sento, quindi, di rivolgere un personale appello alla coscienza intanto della Giunta regionale… Purtroppo, nessuno degli Assessori presenti mi sta ascoltando e questo mi dispiace.
MANNONI, Assessore tecnico ad interim della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La sto ascoltando.
SCARPA (Gruppo Misto). Assessore Mannoni, mi fa piacere che mi stia ascoltando. Rivolgo un appello intanto alla coscienza degli Assessori, ma anche a quella dei colleghi. Ripeto, è un intervento emblematico per facilitare l'accessibilità agli impianti sportivi e per agevolare una serie, che è anche contenuta, di organizzazioni che operano in un settore davvero meritorio che, secondo me, merita un segnale, che, ripeto, finirà per essere quasi emblematico, di attenzione e di disponibilità da parte di questo Consiglio regionale.
Per questa ragione, inviterei davvero la Giunta regionale a rivedere la sua posizione su questo emendamento e anche i colleghi del Consiglio a votare, come hanno fatto poc'anzi per quanto riguarda il notiziario per i non udenti, secondo la propria coscienza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Signor Presidente, ho ascoltato l'intervento del Capogruppo di Progetto Sardegna e mi chiedo come faccia a dire certe cose. Il suo Presidente ha dato una canoa ai disabili, e lui che ha direttamente partecipato con i disabili a certe gare, ora dice no allo sport dei disabili. Di quali sconti godono queste persone per viaggiare sugli aerei e sulle navi? Anzi, sugli aerei non possono neanche salire più di due per volta!
Vi ricordo che in Sardegna ci sono quattro campioni olimpionici e una campionessa mondiale di atletica; non dimentichiamoci, poi, delle squadre di basket di Sassari e Porto Torres. Ma ce ne rendiamo conto? Anche se sono in carrozzina questi atleti praticano lo sport come gli altri, anzi più duramente degli altri, perché fanno sacrifici sovrumani.
Dunque, io domando a voi consiglieri: cosa sono 150 mila euro a favore di queste persone? Basta scivolare da uno scalino per diventare disabili! Sono persone che hanno la grande sfortuna di stare su una carrozzina e vogliamo negare loro la gioia di fare forse una delle poche cose che sono ancora in grado di fare? Volete negare loro la possibilità di praticare uno sport? Non capisco come il signor Porcu, che, ripeto, ha partecipato anche a delle gare con i disabili, abbia potuto chiedere il ritiro di questo emendamento!
Dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 20, a cui aggiungo la mia firma. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, ovviamente il mio voto è favorevole a questo emendamento, ma a me sembra talmente superfluo annunciare il voto favorevole, che mi chiedo in nome e per conto di chi l'onorevole Porcu si permette di chiederne il ritiro.
PORCU (Progetto Sardegna). Di me stesso!
DIANA (A.N.). Sì, ma lo faccia in casa sua, si guardi allo specchio e chieda il ritiro dell'emendamento. Siamo seri appena appena!
Onorevole Porcu, è vero che lei è alla prima legislatura e probabilmente sarà anche l'unica, ma, voglio dire, capisco che il ritiro dell'emendamento lo chieda la Giunta, capisco che lo chieda il relatore, ma che lo chieda lei! Voglio dirle, a titolo personale, che la disabilità è una cosa che le appartiene da vicino, consigliere Porcu, ha capito? La disabilità le appartiene da vicino, per cui non può assolutamente chiedere il ritiro di questo emendamento!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, la Giunta chiede dieci minuti di sospensione.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 49, viene ripresa alle ore 18 e 07.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo a lavorare, che è una parola grossa, mi rendo conto. Sono iscritti a parlare gli onorevoli Sanjust e Marrocu, non essendo in aula, decadono entrambi dal diritto alla parola.
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). C'è stata una sospensione, Presidente, anche per consentire un'interlocuzione tra i Gruppi di maggioranza, per valutare se c'erano le condizioni per accogliere l'emendamento numero 20. Se lei mi consente, vorrei riferire sull'esito dell'interlocuzione e fare una proposta che potrebbe rendere accoglibile l'emendamento.
PRESIDENTE. Non ho capito cosa propone, onorevole Porcu.
PORCU (Progetto Sardegna). Abbiamo interrotto per consentire un'interlocuzione, volevo riferire in merito e fare una proposta.
PRESIDENTE. Prego.
PORCU (Progetto Sardegna). Per non sovrapporre questo intervento agli altri interventi già previsti, in particolare quelli che riguardano l'impiantistica sportiva, e per renderlo più fruibile, propongo di trasformare il contributo in conto investimenti, previsto nell'emendamento numero 20, che tra l'altro è di entità modesta, quindi poco consentirebbe di fare in termini di realizzazione di impianti, in contributo in conto attrezzature, il che forse coglie ancora meglio lo spirito dell'emendamento e consente un utilizzo più capillare del contributo a favore delle società sportive. Mi riferisco a tutte quelle particolari attrezzature di cui hanno bisogno i disabili.
Mentre, per quanto riguarda il secondo contributo, come abbiamo già fatto in occasione della legge sui giochi studenteschi e altre iniziative che sono finanziate in particolari occasioni, credo che non ci siano difficoltà di accoglimento. Se fosse accettata questa modifica, io, che avevo chiesto il ritiro dell'emendamento senza esprimermi, dichiaro di essere adesso favorevole anche a nome, credo, degli altri Gruppi di maggioranza con i quali abbiamo concordato questa ipotesi di modifica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, in tempi andati, la politica aveva una relazione quasi ordinaria di consultazione reciproca su alcune questioni: avvenivano in Commissione, si chiudevano lì, poi rimaneva qualcosa e si concretizzavano in Aula. Adesso c'è maggiore confusione.
Io non ho niente in contrario ad accogliere la versione adesso proposta dall'onorevole Porcu, sulla base della quale si può votare unanimemente un articolo che va a vantaggio dei diversamente abili e della loro possibilità di praticare lo sport. Magari servirebbe di più un'attività istruttoria di merito, piuttosto che un cadere continuamente in luoghi comuni, senza riflettere a sufficienza sul merito delle questioni nei tempi, nei luoghi e secondo le modalità più idonee, e magari in questo soccorrerebbe la presenza non solo della Giunta, ma anche dei tecnici che la Giunta dovrebbe, di volta in volta, mettere a disposizione del lavoro comune.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, siccome mi sembra che l'intendimento, l'opinione prevalente del Consiglio sia quella di accogliere l'emendamento numero 20, qualora fosse accolto, bisognerebbe modificare il riferimento finanziario. Eventualmente, pregherei di modificarlo in questo modo: in diminuzione, per l'anno 2007 euro 150 mila, imputabili alla UPB S08.01.004.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 20, nel testo modificato dal consigliere Porcu.
(Segue la votazione)
Prendo atto i consiglieri Diana e Cappai hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cassano - Cerina - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Frau - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Murgioni - Pacifico - Petrini - Pileri - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanjust - Scarpa - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 51
votanti 50
astenuti 1
maggioranza 26
favorevoli 50
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 56. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà
CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intendo dichiarare il mio voto favorevole e chiedere la votazione nominale su questo emendamento. Mi aspettavo che venisse accolto l'emendamento numero 886, poiché, invece, è stato bocciato, avanzo la stessa proposta nei confronti della società Torres Calcio di Sassari.
Voglio anche richiamare l'attenzione dei colleghi, principalmente quelli del Sassarese, che si sono impegnati qualche giorno fa per alleviare le sofferenze in cui viene a trovarsi oggi la Torres Calcio, sul fatto che non accogliere la proposta vorrebbe dire girare le spalle a una società gloriosa che ha rappresentato e rappresenta tuttora la storia della città di Sassari. Quindi mi auguro che il Consiglio regionale, nella sua interezza, ma soprattutto i colleghi sassaresi prendano rispettino gli impegni assunti a suo tempo con la dirigenza della società sassarese, esprimendo un voto favorevole a questo emendamento, non perché è sottoscritto da me, ma perché tende a portare avanti la voce e tutelare gli interessi di una società che fa parte ancora oggi, lo ripeto, della storia della città di Sassari. Grazie.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta di votazione nominale?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 56.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Ladu - Licandro - Murgioni - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Meloni - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Giagu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 52
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 15
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
L'emendamento numero 191 è simile agli emendamenti numero 21 e 61, che sono uguali, differiscono per gli importi. I presentatori dell'emendamento numero 191 erano stati, peraltro, invitati a ritirarlo. Non essendo in aula né l'onorevole Balia né l'onorevole Masia, l'invito non può essere accolto.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 954. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Vorrei chiedere, visto che abbiamo terminato l'esame del comma 1 e siamo passati al comma 2, se è possibile presentare, alla lettera e) del comma 2, un piccolo emendamento orale che in realtà non ne modifica la sostanza.
PRESIDENTE. Onorevole Ibba, può intervenire su questo al termine della votazione di questa serie di emendamenti.
IBBA (Gruppo Misto). Senz'altro, molto volentieri, senza nessun problema. Grazie.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 954, sostitutivo parziale dell'emendamento numero 939. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico ad interim della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Questo emendamento non comporta maggiori oneri, perché grava già su risorse disponibili e serve a regolarizzare e a pagare le trasferte effettuate l'anno scorso che, in seguito al trasferimento di funzioni alle province, oggi non potrebbero essere rimborsate. Ora, mi dicono che ulteriori accertamenti e una maggiore puntualizzazione degli oneri porterebbero - propongo, quindi, un emendamento orale - la quota destinata al pagamento delle trasferte a 70 mila euro. Quindi propongo uno stanziamento di 70 mila euro anziché 60.
(E' approvato)
(E' approvato)
Passiamo alla votazione degli emendamenti numero 21 e 61, che sono uguali.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole agli emendamenti numero 21 e 61, che sono uguali - non capisco, quindi, perché siano tutti e due in votazione, forse per errore -, e chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Onorevole Cassano, abbiamo già bocciato tre emendamenti riguardanti gli impianti sportivi, quindi sulla materia il Consiglio si è già pronunciato. Gli emendamenti numero 21 e 61 sono decaduti a seguito delle votazioni precedenti.
CASSANO (Riformatori Sardi). Qui non si tratta di un contributo per impianti sportivi, ma per un completamento di strutture.
PRESIDENTE. Il contenuto è uguale a quello dei tre emendamenti che abbiamo bocciato prima.
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 967. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mi rendo conto che questo rischia di allungare i tempi, però chiederei dieci minuti di sospensione prima di procedere alla votazione degli emendamenti numero 967 e 878.
PRESIDENTE. Assessore, possiamo sospenderli e andare avanti.
MARROCU (D.S.). Votiamoli velocemente.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione da parte della Giunta, onorevole Marrocu, per cui gli emendamenti numero 967 e 878 sono sospesi e i lavori proseguono. Sospendere ancora la seduta, seppure per dieci minuti, non va bene, insomma.
Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Presidente, è evidente che ci sarebbe la necessità di un minimo di attenzione da parte dell'Aula, non dico della totale attenzione di tutta l'Aula, ma di un minimo di attenzione almeno da una parte di essa.
PRESIDENTE. Colleghi, onorevole Marrocu, onorevole Biancu!
IBBA (Gruppo Misto). In modo particolare da parte dei colleghi Biancu e Marrocu.
Vorrei chiedere, Presidente, se, nella lettera e) del comma 2, che tratta dell'assistenza sanitaria agli atleti, fosse possibile scrivere, al puro scopo di una migliore e più completa precisazione, che la Regione è autorizzata a stipulare convenzioni con le Aziende sanitarie locali "che possano avvalersi anche di organismi privati", il che potrebbe essere, come dire, già contenuto, ma in questo modo sarebbe più esplicita la possibilità di utilizzare le strutture specialistiche di medicina sportiva situate anche al di fuori delle Aziende sanitarie, garantendo una facilità di accesso, perché il senso della norma e della lettera e) lo rende esplicitamente palese.
Volevo chiedere se è possibile questa integrazione, se l'Assessore è d'accordo e se l'Aula, eventualmente, la condivide. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io ringrazio l'onorevole Ibba di questa precisazione, che è utilissima, anche perché riguarda un problema che abbiamo già posto, nel senso che quando abbiamo discusso del Piano sanitario ci siamo fermati su questo argomento, perché l'assessore Dirindin era tetragono rispetto a questa richiesta che, invece, è di assoluto buon senso, perché le Aziende sanitarie, purtroppo, non hanno la possibilità di effettuare in house, come si dice, gli accertamenti, quindi o ricorrono all'esterno oppure non li fanno. Chi si rivolge oggi alle Aziende sanitarie rischia di essere rimandato a novembre e quindi di non fare per tempo gli accertamenti richiesti, oppure rischia di dover chiedere alle società di pagarsi questi accertamenti. Se, invece, le Aziende sanitarie fossero autorizzate - come avevamo cercato di spiegare all'assessore Dirindin -, in attesa di dotarsi esse stesse delle strutture necessarie, a utilizzare strutture esterne convenzionate, si potrebbe risolvere il problema della medicina sportiva.
Ciò che lei dice, onorevole Ibba, è assolutamente di buon senso. E' assolutamente lampante che si sta parlando di una cosa utile, su cui siamo rimasti inchiodati una sera in Consiglio regionale con l'assessore Dirindin, quindi mi auguro che quello che lei sta proponendo venga finalmente accettato dall'Aula.
PRESIDENTE. Colleghi, sospendo la seduta per dieci minuti, non si può lavorare in questo modo. Anche su questa innocua proposta di emendamento orale, avanzata dall'onorevole Ibba, forse c'è bisogno di una riflessione.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sarebbe molto utile, Presidente!
PRESIDENTE. Sì, lo so, l'ho capito, però bisogna che sia compreso da tutti, in modo che possiamo accettare eccezionalmente l'emendamento orale e votarlo magari tutti insieme. La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 29, viene ripresa alle ore 19 e 03.)
PRESIDENTE. Colleghi, eravamo all'emendamento numero 878, a cui era stato presentato un emendamento soppressivo parziale che è stato votato. All'emendamento numero 878 è stato ora presentato un emendamento di sintesi.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 980:
EMENDAMENTO sostitutivo totale CUCCA - MARROCU - BIANCU - FLORIS Vincenzo - SABATINI - MANCA - CHERCHI Silvio - LAI - GIAGU - PIRISI
Il testo degli emendamenti nn. 878 e 967 è sostituito dal seguente:
"3bis. Per le finalità di cui all'articolo 23, comma 4 punto b) della legge regionale n. 4 del 2006 è autorizzata per l'anno 2007 la spesa di euro 2.000.000 (UPB S05.04.001).
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S05.04.001 - Interventi a favore dello Sport spese correnti
2007 euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S01.03.002 - Promozione e pubblicità istituzionale
2007 euro 1.000.000
UPB 01.03 .010 - Programmazione negoziata
2007 euro 1.000.000
(cap. SC01.0628)". (980).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico ad interim della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Signor Presidente, mi riferisco all'emendamento numero 980, che fa sintesi degli emendamenti numero 967 e 878. Si tratta di emendamenti relativi alla sponsorizzazione delle società sportive della Sardegna che nascono da un primo emendamento che riservava alla sponsorizzazione di squadre professioniste il 10 per cento della quota iscritta nel capitolo SC01.0446, in attuazione della disposizione dell'articolo 31 della legge numero 17 del 1999. Questo è l'emendamento. L'emendamento base prevedeva che una riserva del 10 per cento della quota destinata alla pubblicità istituzionale fosse destinata, ripeto, alla sponsorizzazione delle squadre professioniste; un ulteriore emendamento, invece, modifica la ripartizione e l'imputazione finanziaria quantificando la spesa in 2 milioni di euro, così divisi: 1 milione a valere sul capitolo per la pubblicità istituzionale e 1 milione su quello relativo alla programmazione negoziata, che si riducono, quindi, di pari importo.
Ora, io vorrei dire che, comprendendo la storia delle società professionistiche della Sardegna, che hanno attraversato e stanno attraversando, alcune in modo particolare, momenti di crisi economica e anche strutturale che rendono necessari interventi di sostegno, il Presidente della Regione, questa mattina, seppure in un incontro ristretto, ha confermato l'impegno a intervenire a favore delle società professionistiche, con atto deliberativo della Giunta, sui fondi iscritti per la pubblicità istituzionale. Lo stesso Presidente ha chiesto, però, che venisse eliminata dall'emendamento numero 878 la riserva del 10 per cento, lasciando quindi alla Giunta, nell'ambito dei suoi poteri di contrattazione con le società sportive, la facoltà di decidere i livelli di sponsorizzazione e l'entità dell'intervento finanziario.
Questo impegno del Presidente io lo confermo in questo momento in quest'Aula e chiedo ai proponenti di ritirare gli emendamenti successivi che a questo emendamento di sintesi sono collegati. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, probabilmente sbaglio, ma mi sembra così strano che si possa proporre un emendamento adesso. Mi sembra stranissimo, evidentemente, però, si può fare se l'emendamento è ammesso. Tra l'altro, credo che il gioco delle tre carte debba finire in quest'Aula: primo, non si tocca per intero il capitolo relativo alla promozione e pubblicità istituzionale e addirittura si toglie 1 milione di euro alla programmazione negoziata - probabilmente di questo il collega Porcu non si è accorto -, così come la sponsorizzazione esce dalla legge numero 17 del 1999 e vi rientra nel capitolo relativo agli interventi a favore dello sport spese correnti. Questa è la prima osservazione.
Ovviamente voterò a favore dell'emendamento, perché sono meglio le briciole del niente che avete decretato prima, in maniera un po' buffonesca, ritirando gli emendamenti precedenti, assentandovi dall'aula durante la votazione oppure astenendovi e quant'altro.
Tra l'altro, volevo segnalare che nello stanziamento di 2 milioni di euro, che tornano nella piena disponibilità del Presidente della Regione - ce l'ha detto ora in qualità di portavoce, mi è sembrato di capire, l'Assessore della pubblica istruzione -, rientrano non più le squadre che hanno partecipato al campionato 2006-2007, ma, giustamente, le squadre neopromosse e il Cagliari. E non avete raddoppiato nulla! Per cui per il 2006-2007 non è previsto nessun intervento, mentre per il 2008 lo stanziamento si rivelerà una miseria, perché altre squadre vantano titolo per accedere a questa misera somma.
PRESIDENTE. Giusto per mantenere tra noi rapporti corretti, tengo a precisare che l'Assessore non è il portavoce di nessuno. E' l'Assessore dello sport e interviene in quest'Aula in quanto tale.
MANNONI, Assessore tecnico ad interim della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Da Assessore e non da portavoce!
CAPELLI (U.D.C.). Siamo lì!
MANNONI, Assessore tecnico ad interim della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. No, non siamo lì, guardi!
PRESIDENTE. Ci siamo capiti, onorevole Capelli. A volte sono leggere sfumature che a lei non sfuggono.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io vorrei...
(Interruzioni del consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, per cortesia, proviamo a tenere un livello consono di confronto tra noi. Prego, onorevole Maninchedda.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io vorrei chiedere un chiarimento all'Assessore e uno ai presentatori. Il chiarimento all'Assessore è in questi termini: in diminuzione va la voce per la pubblicità istituzionale, la stessa voce interessata dal bando sulla comunicazione. Per quel che ricordo della delibera del 25 dicembre e del bando del 4 agosto, si tratta di risorse destinate a mettere su il budget di 12 milioni di euro annui, di cui rimangono in Sardegna solo 3 milioni. Il milione di euro previsto in diminuzione, diminuisce questa quota o da dove viene? Questa è la prima questione che non capisco.
Ai presentatori vorrei chiedere perché va in diminuzione la voce programmazione negoziata. Non so se ci siano ragioni d'altra natura che non conosco, se ci sono, per esempio, somme residue, però, dato che la programmazione negoziata ha un'incidenza nelle politiche di sviluppo dei territori, vorrei almeno capire qual è la ratio di questa scelta, nient'altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MILIA (U.D.C.). Signor Presidente, anch'io vorrei fare qualche considerazione in aggiunta a quelle esposte dal collega Capelli.
Innanzitutto credo che questo emendamento non soddisfi assolutamente le attese di centinaia di migliaia di sportivi. La seconda considerazione da fare è relativa all'erogazione di queste somme, che certamente non potrà avvenire prima del prossimo autunno, perché se si tratta di sponsorizzazioni dovranno essere stipulati dei contratti, una volta che il Presidente - bontà sua - deciderà come e quando negoziare con le società professionistiche. Quindi, chi in questo momento sta annaspando non ha nessuna certezza sul proprio futuro.
Non possiamo nasconderci dietro un dito. Sgombrando il campo dagli equivoci, dico subito che non sono certamente parte in causa, se non come tifoso di tutte queste società, ma sono voluto intervenire per sottolineare la distinzione che troppo spesso si fa tra pseudodilettanti e società per azioni deve finire, perché chi conosce un po' lo sport sardo, a parte il Cagliari Calcio forse, sa che queste società per azioni sono gestite da dirigenti dilettanti che ci rimettono di tasca propria nell'interesse della Sardegna e di tutti gli sportivi sardi.
Non saprei che differenza c'è tra il Cagliari Volley, che ha una struttura dilettantistica e la Dinamo Basket Sassari, che ha invece una struttura professionistica, perché è finanziata da un'altra legge, oppure tra le società di calcio serie interregionale che spendono decine di milioni di euro per pagare gli stipendi ai propri tesserati. Quindi smettiamola con questi falsi moralismi sulle società per azioni, professionistiche, e sulle società dilettantistiche. Diciamo che, purtroppo, non c'è certezza per nessuno. Lo sport dovrebbe essere uno dei tanti elementi per far bella questa nostra Isola, ma mi sembra che anche in questa occasione si stia perdendo di vista la reale portata del problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, capisco l'intento dei presentatori, però preannuncio il voto contrario a questo emendamento, perché credo che sia anomalo prevedere in legge la sponsorizzazione di squadre professionistiche, senza specificare qual è la prestazione, qual è il servizio, qual è l'oggetto di questa eventuale sponsorizzazione, anziché lasciarla alle valutazioni di merito sull'attività che queste squadre dovrebbero svolgere. Io capisco che c'è un'aspettativa, nata dalla legge finanziaria dell'anno scorso, credo, però, che far rientrare in legge una norma che avevamo tutti lungamente combattuto, anche per fare chiarezza su ciò che è sport e su ciò che è invece spettacolo, non sia positivo.
Preannuncio, quindi, il mio voto contrario, con la speranza, però, che i presentatori ritirino l'emendamento anche a nome del Gruppo e, come dire, si facciano interpreti, insieme a noi, del mantenimento di quell'impegno che il Presidente e l'Assessore hanno inteso prendere e che noi riteniamo sia volto a considerare il problema in maniera vincolante, in maniera importante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, mi associo alla richiesta del collega Porcu. Vorrei evitare di votare contro l'emendamento numero 980, anche perché l'Assessore e i colleghi della maggioranza sanno che si stava cercando una soluzione, ma non per dare contributi alle società professionistiche. Chiarisco che io non ho niente in contrario sul sostenimento, ove ce ne siano le condizioni, delle società professionistiche, dico solamente che è la legge che ci ostacola, che ci impedisce di dare contributi, in assenza di un corrispettivo, a società per azioni, a società professionistiche. Questo è un elemento che è stato chiarito abbondantemente, anche con le stesse squadre professionistiche.
Io ritengo, Assessore, che se 2 milioni di euro debbono essere spesi, e lei sa quanto abbiamo cercato di sostenere questo intervento, debbono essere spesi nell'impiantistica sportiva. Poiché la Giunta aveva dato assicurazione che avrebbe trovato una soluzione attraverso altre modalità, noi ci siamo impegnati a non presentare un emendamento che avrebbe aperto in Aula una discussione sul tema dell'impiantistica sportiva, che da molti anni è stata non dico abbandonata, ma sottovalutata da parte della Regione, e che vede in capo all'Assessorato dello sport un patrimonio progettuale che è stato presentato nel 2003, in risposta a un bando emanato dallo stesso Assessorato. Decine e decine di comuni di tutta la Sardegna… Solo un minuto Presidente!
PRESIDENTE. Prego, concluda!
SALIS (Gruppo Misto). Decine e decine di comuni di tutta la Sardegna hanno presentato domande per progettazione esecutiva, messa a norma e completamento di impianti; messa a norma che, lo ricordo, è obbligatoria. La mancata messa a norma di questi impianti sta facendo correre seri rischi di natura penale a decine e decine di presidenti di società sportive volontaristiche. Per cui noi riteniamo che, nell'ambito delle priorità, sia importante questo argomento piuttosto che l'altro. Grazie.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di concludere il proprio intervento nei tempi prescritti.
Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Brevemente, Presidente. Io penso, invece, di conoscere il mondo dello sport e di conoscere bene anche la differenza che esiste tra il settore professionistico e quello dilettantistico. Conosco la distinzione, per quanto riguarda la pallacanestro, tra la Torres e il Mamoiada, tra la Dinamo e una squadretta di periferia, e sinceramente mi sorprende che ancora oggi si discuta di questi principi e di questa sostanza. Ci sono decine e decine di società che appassionatamente utilizzano lo sport per intervenire anche nel sociale, per cui mi sembra davvero esagerato pensare che si possano concedere finanziamenti così sostanziosi a società che hanno tutt'altri obiettivi.
Per questa ragione, proprio come principio, voto contro l'emendamento numero 980.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Nel 2006 il Consiglio regionale ha approvato una legge che modificava l'articolo 31 della legge numero 17, distinguendo dal punto di vista giuridico - sono d'accordo che molti sport dilettantistici abbiano anche caratteristiche di professionismo - tra società di capitali e società senza fini di lucro. In quella occasione si era deciso che alle squadre dilettantistiche di tutte le categorie, comprese alcune che militano in serie A, ma che risultano essere dilettantistiche, sarebbero stati concessi contributi regionali.
Per quanto riguarda lo sport professionistico, invece, il comma 4, punto 6, dell'articolo 23 della legge numero 4 del 2006, così come modificato con un emendamento del collega Chicco Porcu, recita: "Sponsorizzazioni di squadre professionistiche sono previste nell'ambito dei piani di comunicazione, finanziati sulla base di altre normative o di apposite misure da attivare per specifici obiettivi promozionali". Con questo emendamento - poi si può valutare - stiamo attuando ciò che l'anno scorso ci eravamo impegnati a fare e che né il Consiglio regionale né la Giunta hanno attivato, non avendo fatto alcuna operazione di sponsorizzazione di squadre professionistiche. Quindi, di fatto, stiamo onorando un impegno di cui ci siamo assunti l'onere approvando la modifica del citato articolo 31.
Seconda questione: non c'entra nulla il contributo. La Regione, come ha giustamente ricordato il collega Maninchedda, spende oltre 27 milioni di euro per la promozione dell'immagine della Sardegna, ma perché una parte di queste risorse non può essere utilizzata come veicolo pubblicitario…
PRESIDENTE. Concluda, prego.
MARROCU (D.S.). Non solo le pagine sui giornali, ma anche lo sport può essere utilizzato come veicolo pubblicitario, basta vedere quanto lo sport è presente nelle televisioni di tutto il mondo. Quindi, questa operazione serve semplicemente per dire alla Regione: "Tu che vuoi veicolare nel mondo l'immagine della Sardegna, utilizza lo sport per raggiungere questo obiettivo, sostieni lo sport sardo, che non trova sponsor disposti a pagare certi importi, altrimenti lo sport professionistico in Sardegna scomparirà, come sta già avvenendo adesso con la Dinamo Basket". Questa è la finalità!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANCA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io condivido appieno l'intervento del collega Marrocu. Oggettivamente, penso che noi dobbiamo porci l'obiettivo di trovare una mediazione tra i due sistemi. Il sistema dilettantistico e lo sport professionistico non possono confliggere fra loro, ma, secondo me, devono trovare un giusto equilibrio: giusto equilibrio per il quale si era lavorato l'anno scorso assumendo degli impegni che, purtroppo, non sono stati mantenuti. Questa è la realtà dei fatti e, senza fare un processo alle intenzioni, io dico che questa è l'occasione per indicare una cifra certa. Poi sugli strumenti, sul perché, sulle finalità e su come questo messaggio di comunicazione istituzionale debba essere veicolato si può ragionare, si deve ragionare, però penso che un sistema che può essere d'esempio e può fare da sprone anche allo sport dilettantistico in Sardegna non possa per questo non essere considerato. Individuare una cifra esatta, che può essere probabilmente anche rivista se la si ritiene eccessiva, ma se ne può ragionare tranquillamente, ci darà l'opportunità di creare una sorta di trait d'union tra il dilettantismo e il professionismo, partendo dal presupposto che, probabilmente, l'unica vera realtà professionistica in Sardegna è quella del Cagliari Calcio, per i diritti d'immagine televisiva di cui le altre società sicuramente non usufruiscono. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io comprendo il ragionamento che ha fatto il collega Marrocu e in linea generale lo condivido. Ho da porre qualche domanda, peraltro già posta da altri colleghi: il milione di euro che va a diminuire la dotazione della UPB S01.03.002 per la promozione e la pubblicità istituzionale fa parte, Assessore, dei 17 milioni di euro del bando del 4 agosto 2007, di cui 3 sono riservati alla Sardegna? In quel caso non occorre un provvedimento legislativo, ma un semplice atto amministrativo.
Nel merito, invece, mi lascia perplesso la diminuzione di 1 milione di euro dalla programmazione negoziata. Mi chiedo perché non si utilizzi, invece, il fondo nuovi oneri legislativi, perché quella è una parte che, secondo me, è difficile da toccare. Per quanto riguarda l'impiantistica sportiva, proprio nella giornata odierna, mi pare, è stato bocciato un emendamento a mia firma, però, come Presidente di Commissione mi impegno a presentare su questo argomento un progetto di legge abbastanza semplificato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io vorrei… Mi scusi, Presidente, c'è un'interlocuzione…
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, non si lasci influenzare!
CALIGARIS (Gruppo Misto). Non mi lascio influenzare, stia tranquillo!
Volevo soltanto affermare questo: ho compreso il ragionamento dell'onorevole Marrocu e guardo con attenzione a questo emendamento. Tuttavia faccio un rilievo, un'osservazione: il rapporto che c'è tra lo sport professionistico e lo sport dilettantistico assomiglia molto al rapporto tra l'informazione diffusa attraverso i grandi mezzi di comunicazione e quella diffusa attraverso i piccoli mezzi di comunicazione, che si muovono nel nostro territorio con grandi difficoltà.
Noto che non è stato difficile reperire 2 milioni di euro per un solo anno, il 2007, mentre si parlava, stamattina, di una cifra pari a 650 mila euro per tre anni e per tre settori diversi e, addirittura, di 30 mila euro per una conferenza regionale dell'informazione. Credo, inoltre, che sottrarre alla programmazione negoziata 1 milione di euro rappresenti veramente una situazione critica per tutti i territori regionali. Per tutte queste ragioni mi asterrò dalla votazione dell'emendamento propostone 980. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Credo che la copertura finanziaria dell'emendamento numero 980, di cui il collega Marrocu ha dato una sua corretta descrizione motivando il suo sostegno, possa essere caricata, così come ha detto il collega Balia, in diminuzione sul fondo nuovi oneri legislativi anziché sul capitolo relativo alla programmazione negoziata. Questo credo che possa essere una comprensibile e accettabile variazione che, da un lato, non intacca i fondi della programmazione negoziata, dall'altro, porta avanti un emendamento sul quale, mi pare di capire, siamo tutti abbastanza favorevoli e per il quale, però, non vogliamo che vengano sottratte risorse che magari sono finalizzate ad altrettanto significativi e importanti interventi da parte della Regione.
Quindi, la nostra proposta, per la quale avevamo presentato un apposito emendamento, è quella di portare in diminuzione, come unica variazione a questo emendamento, il fondo nuovi oneri legislativi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io sono d'accordo sullo spirito dell'emendamento, perché ritengo che effettivamente lo sport in Sardegna, per tutte le difficoltà che vive, non solo quello dilettantistico, ma anche quello professionistico, abbia bisogno di interventi concreti. Quindi non mi scandalizzo se anche delle società che praticano sport a livello professionistico necessitano, qualche volta, di un intervento pubblico. Quello che, invece, mi scandalizza è il fatto che la Giunta regionale ricorra ai fondi della programmazione negoziata per questo tipo di intervento.
PRESIDENTE. Non è un emendamento della Giunta, ci sono i presentatori.
LADU (Fortza Paris). Sì, perfetto. Allora, io non sono assolutamente d'accordo su questo tipo di intervento, cioè i fondi della programmazione negoziata devono rimanere alla programmazione negoziata, perché, tra l'altro, soprattutto dopo tutto quello che abbiamo promesso, alle zone interne e ai settori produttivi abbiamo destinato pochissime risorse, che adesso vogliamo ridurre ulteriormente con interventi che sono davvero incredibili per il tipo di politica che questa maggioranza vuole portare avanti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, già altri colleghi prima di me hanno illustrato adeguatamente la motivazione di questo emendamento, e cioè il fatto che anche le società non dilettantistiche presenti nella nostra regione hanno bisogno di un sostegno per poter sopravvivere. Noi avevamo ipotizzato, nell'esercizio precedente, un intervento attraverso la pubblicità istituzionale, con contratti di sponsorizzazione volti a promuovere l'immagine della Sardegna. Questo non è avvenuto e, oggi, diverse società versano in grave crisi, proprio a causa di questo mancato intervento. La previsione contenuta nell'emendamento di sintesi che è stato presentato cerca, quindi, di dare una risposta a questo problema.
Io credo che si potrebbe intervenire anche attraverso una riduzione dell'importo da 2 milioni a 1 milione e 500 mila di euro, e se la copertura indicata non fosse interamente rispondente noi siamo disponibili ad accettare l'indicazione di una copertura diversa da parte alla Giunta.
Quindi dichiaro il voto favorevole all'emendamento numero 980, con la disponibilità da parte nostra ad accettare la riduzione dell'importo previsto ed eventualmente una copertura diversa, qualora la Giunta lo ritenesse opportuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, cercherò innanzitutto di dare una risposta ai quesiti che sono stati posti da alcuni degli intervenuti. Mi pare che sia l'onorevole Maninchedda sia l'onorevole Balia facessero riferimento alla UPB relativa alla pubblicità istituzionale, che ha una dotazione di 10 milioni di euro e, al suo interno, il capitolo destinato alla pubblicità istituzionale contiene 5 milioni di euro.
Detto questo, mi scuso se mi permetto di insistere nei confronti dei presentatori affinché ritirino l'emendamento, perché, come è emerso dagli interventi che si sono succeduti, anche la soluzione legislativa prospettata appare inadeguata rispetto alla finalità che si vuole perseguire. Difficilmente questa soluzione legislativa consentirà di raggiungere lo scopo che ci si propone, che è assolutamente legittimo. Voglio anche ricordare che per quanto riguarda la soluzione di questo problema c'è l'impegno, da parte del Presidente della Giunta, a dare una risposta positiva. E posso aggiungere, se questo naturalmente non offende la suscettibilità dell'onorevole Capelli, che c'è anche l'impegno dell'Assessore della pubblica istruzione e dell'Assessore ad interim della programmazione affinché l'impegno assunto dal Presidente della Regione possa concretizzarsi.
MARROCU (D.S.). Se c'è l'impegno della Giunta perché bisogna ritirare l'emendamento? Non lo capisco.
CAPPAI (U.D.C.). Mettetevi d'accordo però, è tutto il giorno che modificate questo emendamento! L'avete riscritto tre volte! E' una vergogna!
PRESIDENTE. Colleghi, che dobbiamo fare?
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, siccome questo emendamento non riguarda strettamente lo sport, ma altre problematiche che ci sono state illustrate, si potrebbe dire che tratta di spettacolo e di attività professionistiche, credo che sia opportuno spostarlo alla fine della discussione della legge finanziaria e metterlo in votazione domani, così possiamo valutare la copertura finanziaria ed evitare di legarlo a un articolo con cui sicuramente non c'entra niente. Magari spostarlo a un altro articolo aiuterebbe anche noi che ci troviamo veramente in difficoltà in questo momento, perché la posizione che abbiamo espresso era volta a contribuire alla soluzione del problema.
PRESIDENTE. Colleghi, l'onorevole Porcu propone di rinviare la votazione dell'emendamento numero 980. A questo punto, la discussione è finita, le dichiarazioni di voto sono state fatte e possiamo rinviare la votazione se serve una pausa ulteriore di riflessione, considerate le opinioni che sono state espresse durante il dibattito.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Siccome il collega Porcu ha parlato di rinvio della votazione a domani, vorrei sapere se la vogliamo approvare o no questa benedetta finanziaria! Qualsiasi cosa si debba fare la si faccia stasera, perché poi c'è da esaminare il bilancio ed è ora di tentare di serrare le fila e di portare in porto questa benedetta finanziaria, almeno per le responsabilità che abbiamo verso l'esterno, verso chi ci sta guardando e verso chi ci ha eletto!
Non si può di tanto in tanto rinviare un emendamento o un articolo all'indomani! Solo questo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, sottoscrivo il suo intervento, nel senso che mi auguro che stasera completiamo l'esame della finanziaria. Infatti, non stiamo decidendo di rinviare la votazione dell'emendamento in questione a domani, ma di non effettuarla in questo momento, ovviamente se questo corrisponde anche all'opinione dei presentatori.
L'emendamento numero 980 è sospeso.
Colleghi, prima di andare oltre l'articolo 28, ricordo che c'era un emendamento orale presentato dall'onorevole Ibba.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, l'emendamento numero 878 che fine fa?
PRESIDENTE. L'emendamento numero 878 è stato sintetizzato, insieme al soppressivo parziale numero 967, nell'emendamento numero 980, presentato a termini di Regolamento e di cui abbiamo discusso a lungo fino a un attimo fa, onorevole Capelli.
Dicevo che l'onorevole Ibba propone di aggiungere alla lettera e) del comma 2 dell'articolo 28, dopo "le aziende sanitarie locali", le parole "che possono avvalersi anche di organismi privati". Questo è un emendamento non ortodosso, nel senso che è stato presentato fuori tempo massimo. Se c'è un'intesa ampia, come mi pare di aver colto dalle opinioni espresse prima, lo possiamo ammettere e mettere in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Mi scusi, volevo solo chiederle se è possibile ripetere il testo l'emendamento.
PRESIDENTE. Siamo alla lettera e) del comma 2 dell'articolo 28. Leggo l'intero periodo: "Per conseguire le finalità di tutela sanitaria previste dal presente articolo, la Regione è altresì autorizzata a stipulare convenzioni con le Aziende sanitarie locali che possono avvalersi anche di organismi privati che prevedano l'effettuazione degli accertamenti sanitari obbligatori per lo svolgimento delle attività sportive".
Quindi si prevede che le Aziende sanitarie, qualora non siano in condizioni di farlo direttamente, possano avvalersi anche di organismi privati, ovviamente abilitati a questo scopo.
(E' approvato)
Colleghi, abbiamo terminato l'esame dell'articolo 28, ora torniamo indietro e riprendiamo l'articolo 16.
(Interruzioni)
Va bene, colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti, perché ognuno di voi possa recuperare gli emendamenti, soprattutto quelli trasferiti da altri articoli.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 44 , viene ripresa alle ore 20 e 12.)
PRESIDENTE. Colleghi, passiamo all'esame dell'articolo 16, a cui sono stati presentati dodici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 e dei relativi emendamenti:
Art. 16
Energia rinnovabile - eolico
1. In base alle indicazioni del Piano paesaggistico regionale, la realizzazione di nuovi impianti eolici è consentita esclusivamente nelle aree industriali, anche se ricadenti negli ambiti di paesaggio costieri o in aree già compromesse dal punto di vista ambientale, da individuarsi puntualmente, nel Piano di cui all'articolo 112 delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale. È altresì consentito l'ampliamento, sempre nei limiti quantitativi stabiliti dal presente articolo e con le modalità di cui al comma 2, degli impianti già realizzati.
2. Le quote di energia già producibile da impianti di generazione elettrica da fonte eolica, individuate dalla programmazione regionale, sono assegnate ai produttori di energia e/o imprese o consorzi di imprese ad alto consumo di energia, sulla base di specifici accordi di programma finalizzati alla riduzione dei costi, diretti e indiretti, di fornitura di energia elettrica alle imprese sarde; possono essere, altresì, assegnate quote di energia, da prodursi con impianti eolici a soggetti che gestiscono servizi pubblici caratterizzati da un elevato fabbisogno energetico al fine di favorire la riduzione dei relativi costi. I criteri per l'attuazione di detti accordi di programma sono definiti con delibera della Giunta regionale.
3. La quota di almeno 150 MW sul totale costituisce riserva strategica regionale finalizzata al conseguimento dell'abbattimento del costo energetico connesso alla salvaguardia del tessuto industriale regionale.
Emendamento soppressivo totale Masia - Balia - Maninchedda.
Articolo 16
L'art. 16 è soppresso. (893)
Emendamento sostitutivo totale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 16
L'articolo 16 è sostituito dal seguente:
Art 16
Energia rinnovabile - eolico
1. La potenza elettrica prodotta dagli impianti eolici da installare in Sardegna sarà quella che, in conformità alle esigenze energetiche della Sardegna, potranno fornire gli impianti che conseguono giudizio positivo di compatibilità ambientale dopo il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, nel rispetto dell'ambiente e del paesaggio. Tali impianti andranno installati in aree energeticamente idonee ma di basso pregio paesaggistico ed ambientale
2. Per il rinnovo delle attuali concessioni e per il rilascio di eventuali nuove concessioni ottenute in conformità a quanto dettato al comma 1 del presente articolo, è previsto, da parte dei concessionari il pagamento, a titolo di onere concessorio, di una cifra proporzionale alla energia elettrica prodotta. Per il 2007 viene fissato in 10 € per ogni MWh di energia elettrica prodotta il coefficiente utile a determinare la cifra da pagare. Con delibera della Giunta Regionale, tale coefficiente viene annualmente aggiornato
3. La somma ricavata dagli oneri concessori, così come previsto al comma 2 del presente articolo, è da destinare al conseguimento dell'abbattimento del costo energetico connesso alla salvaguardia del tessuto industriale regionale. (12)
Emendamento sostitutivo totale Caligaris - Ibba - Atzeri.
Articolo 16
L'art. 16 è sostituito dal seguente:
Energia rinnovabile - eolico
1. La potenza elettrica prodotta dagli impianti eolici da installare in Sardegna sarà quella che, in conformità alle esigenze energetiche dell'isola, potranno fornire gli impianti che conseguono giudizio positivo di compatibilità ambientale dopo il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, nel rispetto dell'habitat e del paesaggio. Gli impianti andranno installati in aree energeticamente idonee ma di basso pregio paesaggistico ed ambientale
2. Per il rinnovo di quelle attuali e per il rilascio di eventuali nuove concessioni, ottenute in conformità a quanto dettato al comma 1 del presente articolo, è previsto, da parte dei concessionari il pagamento, a titolo di onere concessorio, di una cifra proporzionale alla energia elettrica prodotta. Per il 2007 ammonta a 10 € per ogni MWh di energia elettrica prodotta il coefficiente utile a determinare la cifra da pagare. Con delibera della Giunta Regionale, il coefficiente viene annualmente aggiornato
3. La somma ricavata dagli oneri concessori, così come previsto al comma 2 del presente articolo, è destinata al conseguimento dell'abbattimento del costo energetico connesso alla salvaguardia del tessuto industriale regionale. (890)
Emendamento sostitutivo totale Masia - Balia - Maninchedda.
Articolo 16
L'art. 16 è sostituito dal seguente:
1. La potenza elettrica prodotta dagli impianti eolici da installare in Sardegna sarà quella che, in conformità alle esigenze energetiche della Sardegna, potranno fornire gli impianti che conseguono giudizio positivo di compatibilità ambientale dopo il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, nel rispetto dell'ambiente e del paesaggio. Tali impianti andranno installati in aree energeticamente idonee ma di basso pregio paesaggistico ed ambientale.
2. Per il rinnovo delle attuali concessioni e per il rilascio di eventuali nuove concessioni ottenute in conformità a quanto dettato al comma 1 del presente articolo, è previsto, da parte dei concessionari il pagamento, a titolo di onere concessorio, di una cifra proporzionale alla energia elettrica prodotta. Per il 2007 viene fissato in 10 euro per ogni MWh di energia elettrica prodotta il coefficiente utile a determinare la cifra da . pagare. Con delibera della Giunta Regionale, tale coefficiente viene annualmente aggiornato.
3. La somma ricavata dagli oneri concessori, così come previsto al comma 2 del presente articolo, è da destinare al conseguimento dell'abbattimento del costo energetico connesso alla salvaguardia del tessuto industriale regionale. (895)
Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale
Emendamento all'emendamento numero 928
1. In base alle indicazioni del Piano paesaggistico regionale, la realizzazione di nuovi impianti eolici è consentita nelle aree industriali, retroindustriali e limitrofe, anche se ricadenti negli ambiti di paesaggio costieri o in aree già compromesse dal punto di vista ambientale, da individuarsi puntualmente nel Piano di cui all'articolo 112 delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale. E altresì consentito l'ampliamento sempre nei limiti quantitativi stabiliti dal presente articolo e con le modalità di cui al comma 2 degli impianti già realizzati.
2. Al fine di garantire sviluppo e consolidamento al tessuto industriale regionale ad elevato consumo energetico, individuato quale interesse economico e sociale fondamentale per la Regione, è costituita, entro i massimali di potenza da fonti rinnovabili installabili nel territorio regionale stabiliti con il Piano energetico e ambientale regionale, una riserva strategica a favore di tali azioni. A tal fine la Regione:
a) potrà stipulare con primari operatori in possesso di qualificata esperienza nel settore dell'energia rinnovabile - eolica e di una significativa capacità produttiva - un protocollo di intesa che destini alle aziende energivore quantitativi di energia elettrica sostanzialmente equivalenti alle quantità prodotte dagli operatori attraverso impianti eolici in esercizio o da realizzarsi nella Regione Sardegna, in tal modo anche promuovendo, nel rispetto della legislazione nazionale e regionale, un maggior utilizzo sostenibile della energia rinnovabile-eolica, in conformità a quanto disposto dal decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, attuativo della direttiva 2001/77/CE;
b) potrà assegnare quote di energia da prodursi con impianti eolici a soggetti che gestiscono servizi pubblici caratterizzati da un elevato fabbisogno energetico al fine di favorire la riduzione dei relativi costi.
3. A seguito delle azioni di cui al comma 2, l'assegnazione delle restanti quote di energia da prodursi con impianti eolici, fino ai massimali stabiliti nel Piano energetico ed Ambientale regionale, sarà effettuata attraverso bandi pubblici che consentano di conseguire importanti ricadute economiche e sociali sui territori interessati.
4. Ai fini dell'applicazione della legge regionale 25 novembre 2004, n. 8, articolo 8, comma 3, deve considerarsi modifica irreversibile dei luoghi la realizzazione dei seguenti interventi previsti nel progetto approvato:
a) completa realizzazione dell'infrastrutturazione primaria;
b) realizzazione di tutti i basamenti di fondazione ed elevazione di almeno il 20 per cento delle torri eoliche. (973)
Emendamento all'emendamento sostitutivo totale Giunta Regionale.
Articolo 16
1. In base alle indicazioni del Piano paesaggistico regionale, la realizzazione di nuovi impianti eolici è consentita nelle aree industriali, retroindustriali e limitrofe, anche se ricadenti negli ambiti di paesaggio costieri o in aree già compromesse dal punto di vista ambientale, da individuarsi puntualmente nel Piano di cui all'art. 112 delle norme tecniche di attuazione del Piano Paesaggistico regionale. E' altresì consentito l'ampliamento sempre nei limiti quantitativi stabili dal presente articolo e con le modalità di cui al comma 2 degli impianti già realizzati.
2. Al fine di garantire sviluppo e consolidamento al tessuto industriale regionale ad elevato consumo energetico, individuato quale interesse economico e sociale fondamentale per la Regione, è costituita, entro i massimali di potenza da fonti rinnovabili installabili nel territorio regionale di cui alla delibera della Giunta regionale n. 34/13 del 02 agosto 2006, una riserva strategica a favore di tali azioni. La Regione potrà stipulare con primari operatori in possesso di qualificata esperienza nel settore dell'energia rinnovabile eolica e di una significativa capacità produttiva già installata un Protocollo di Intesa che destini alle aziende energivore quantitativi di energia elettrica sostanzialmente equivalenti alle quantità prodotte dagli operatori attraverso impianti eolici in esercizio o da realizzarsi nella Regione Sardegna, in tal modo anche promuovendo, nel rispetto della legislazione nazionale e regionale, un maggior utilizzo sostenibile della energia rinnovabile-eolica, in conformità a quanto disposto dal Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, attuativo della Direttiva 2001/77/CE. Possono essere, altresì, assegnate quote di energia da prodursi con impianti eolici a soggetti che gestiscono servizi pubblici caratterizzati da un elevato fabbisogno energetico al fine di favorire la riduzione dei relativi costi."
3. Per "irreversibilità dei luoghi" di cui al 3 comma dell'art. 8 della legge regionale del 25 novembre 2004 n° 8 si intende quella contenuta nella circolare esplicativa n, 40/qab del 03.02.2005 della stessa legge. (947)
Emendamento sostitutivo totale Giunta Regionale.
Articolo 16
1. In base alle indicazioni del Piano paesaggistico regionale, la realizzazione di nuovi impianti eolici è consentita nelle aree industriali, retroindustriali e limitrofe, anche se ricadenti negli ambiti di paesaggio costieri o in aree già compromesse dal punto di vista ambientale, da individuarsi puntualmente nel Piano di cui all'art. 112 delle norme tecniche di attuazione del Piano Paesaggistico regionale. E' altresì consentito l'ampliamento sempre nei limiti quantitativi stabili dal presente articolo e con le modalità di cui al comma 2 degli impianti già realizzati
2. Al fine di garantire sviluppo e consolidamento al tessuto industriale regionale ad elevato consumo energetico, individuato quale interesse economico e sociale fondamentale per la Regione, è costituita, entro i massimali di potenza da fonti rinnovabili installabili nel territorio regionale di cui alla delibera della Giunta regionale n. 34/13 del 02 agosto 2006, una riserva strategica a favore di tali azioni. La Regione potrà stipulare con primari operatori in possesso di qualificata esperienza nel settore dell'energia rinnovabile-eolica e di una significativa capacità produttiva già installata - un Protocollo di Intesa che destini alle aziende energivore quantitativi di energia elettrica sostanzialmente equivalenti alle quantità prodotte dagli operatori attraverso impianti eolici in esercizio o da realizzarsi nella Regione Sardegna, in tal modo anche promuovendo, nel rispetto della legislazione nazionale e regionale, un maggior utilizzo sostenibile della energia rinnovabile-eolica, in conformità a quanto disposto dal Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n.387, attuativo della Direttiva 2001/77/CE. Possono essere, altresì, assegnate quote di energia da prodursi con impianti eolici a soggetti che gestiscono servizi pubblici caratterizzati da un elevato fabbisogno energetico al fine di favorire la riduzione dei relativi costi."
3. Per "modificazioni irreversibili dello stato dei luoghi" di cui al 3 comma dell'art. 8 della legge regionale del 25 novembre 2004 n° 8 deve intendersi "la realizzazione delle seguenti opere: -
- completa infrastrutturazione primaria prevista nel progetto approvato;
- realizzazione dei basamenti di fondazione e posa in opera dei cavi di collegamento tra i singoli impianti, tra essi e la stazione di trasformazione nonché il collegamento tra questa e la rete di distribuzione e/o la rete di trasmissione nazionale". (928)
Emendamento soppressivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 16
Le parole del comma 1 dell'articolo 16 "è consentita esclusivamente nelle aree industriale" sono sostituite dalle seguenti : " è consentita nelle aree industriali". (10)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Maninchedda - Serra.
Articolo 16
Al comma 1 sono soppresse le parole:
"esclusivamente nelle aree industriali, anche se ricadenti negli ambiti di paesaggio costieri o" (894)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 16
Il comma 1 è così sostituito:
"1. La Giunta elabora un programma di incentivi a favore dei Comuni sul cui territorio sono ubicati impianti eolici. Gli incentivi si applicano anche nel caso dì impianti la cui realizzazione, nella quale dovranno essere rispettate le disposizioni del Piano paesaggistico regionale, dovesse sopravvenire all'approvazione della presente legge. Per le finalità esposte, è stanziata la somma di Euro 50.000.000.". (131)
Emendamento aggiuntivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 16
Dopo il comma 1 dell'articolo 16 è inserito il seguente comma:
1 bis) Al fine di favorire e incrementare in Sardegna la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo da avviare il recupero del ritardo regionale in rapporto alla media nazionale e contribuire al rispetto della direttiva 2001/77/CE che stabilisce l'obiettivo minimo del raggiungimento entro il 2010 della percentuale del 22% di produzione di energia elettrica da FER, in rapporto al totale lordo del consumo interno di elettricità, e al fine di contribuire all'abbattimento delle immissioni nocive in aria, nel rispetto del protocollo di Kioto, la quota di potenza nominale di impianti di produzione energetica da fonte eolica indicata nel Piano Energetico Regionale è rideterminata in MW 1.100 con una previsione di produzione energetica netta effettiva stimabile in 1.800 GWh/a. (11)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - La Spisa - Contu - Randazzo Alberto - Ladu -Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 16
Nel comma 3 dopo le parole "sono definiti" sono aggiunte le parole "acquatto il parere preventivo degli organismi europei competenti". (676).)
PRESIDENTE. A questi emendamenti vanno aggiunti il comma 8 dell'articolo 12 e gli emendamenti ad esso presentati, numero 42, 59, 77, 124, 193, 196, 197, 905, 919, 43 e 44, il comma 4 dell'articolo 14 e i relativi emendamenti numero 898, 637 e 933.
E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo nella discussione dell'articolo 16, che costituisce, evidentemente, per l'interesse che ha suscitato anche presso l'opinione pubblica, probabilmente l'articolo più importante della finanziaria, quello sul quale si è abbattuta una vera bufera di vento per l'opinione pubblica, che giustamente si è divisa e si è confrontata in funzione di due posizioni culturali, a mio avviso, molto nette e distinte e paradossalmente tendenti entrambe alla difesa dell'ambiente. Quindi due culture diverse, ma che si confrontano e hanno lo stesso obiettivo strategico di salvaguardare il grande patrimonio della Sardegna, cioè l'ambiente.
Quali sono questi due modi opposti di concepire la difesa dell'ambiente? Quello che fa capo alla percezione dei cinque sensi, anzi del sesto senso, se mi permettete, il cosiddetto senso del buon senso, che dimostrerebbe che tutto ciò che sta attorno a noi è ambiente e quindi va difeso, e quello, invece, più riduttivo improntato alla teoria che vorrebbe che la cultura della difesa dell'ambiente fosse limitata alla sola percezione visiva dell'ambiente, quella paesaggistica per intenderci. Quindi due modi opposti di intendere la difesa del nostro più grande patrimonio e che hanno scaturito una tensione che, a mio giudizio, è diventata quasi sociale qui in Sardegna.
Ma per capire quanto drammatica sia questa tensione, bisogna far riferimento a una condizione, che qui, nella nostra Isola, è quasi del tutto anomala: noi, oggi, siamo i maggiori azionisti della cosiddetta "banda del buco" dell'ozono, nel senso che siamo la Regione che più di tutte le altre, in proporzione, contribuisce ad autodistruggere, come dicono i 2.500 scienziati che, per conto dell'ONU, hanno redatto da poco un documento che diventerà cardine, nel futuro, per la conservazione dell'ambiente di questo pianeta. Noi produciamo, pensate, 14 mila chilotonnellate di CO2 e immettiamo questa quantità sproporzionata di anidride carbonica nell'atmosfera. Dopo di che l'aria che respiriamo, però, non la valutiamo come ambiente e, quindi, non sappiamo apprezzare il significato dell'utilizzo e della conservazione di questo grande patrimonio. Ci disturba molto di più il paesaggio e non ci chiediamo, soprattutto noi che siamo nati in quest'Isola, che ormai abbiamo anche nel nostro DNA la simbiosi con questa grande natura che ci accompagna, per quale motivo nelle piane della nostra terra troviamo delle belle querce piegate dal vento, resistenti e fantastiche, un patrimonio della nostra natura che ci viene invidiato. Non ci pensiamo, perché non capiamo che il vento è uno dei doni più grandi che ci sono stati fatti dal Signore, per chi crede, o da non so chi altro, per chi non crede. E' una forma di energia, una delle più invidiate forme di energia che esistano al mondo, la più pulita delle energie, insieme naturalmente all'energia solare. E noi siamo capaci, oggi, di produrre, alla vigilia della verifica degli impegni del protocollo di Kyoto, soltanto il 4,1 per cento di energia da fonti rinnovabili, contro la media nazionale del 15,5 e contro l'obiettivo del 22 per cento previsto per il 2010. Siamo di fronte al dramma e preferiamo, evidentemente, essere ciechi dinanzi a un'assurda e aberrante sproporzione rispetto a quelli che sono gli impegni assunti dall'Europa e dal mondo, sapendo bene che non potremo mai superare quel gap che ci separa dalla media nazionale. Così gli altri devono essere virtuosi e produrre energia pulita per restare dentro i parametri di Kyoto e noi, invece, possiamo permetterci di immettere nell'aria tutte le porcherie del mondo, senza rispettare assolutamente quei parametri!
Quel 4,1 per cento potrà salire tutt'al più, nei prossimi anni, di qualche decimo di percentuale, e noi non andremo da nessuna parte, perché non abbiamo, ovviamente, la possibilità di sfruttare l'idroelettrico e nemmeno l'eolico, che è bloccato, in maniera ossessiva, da chi la cultura dell'eolico non la sa intendere, e perché il fotovoltaico non potrà mai compensare il ritardo che abbiamo fin qui accumulato. Quindi siamo di fronte a un'improvvisazione, siamo di fronte a un articolo che, tra l'altro, travalica quello che è il compito di questa finanziaria, perché sarebbe stato molto più pertinente che tutta questa discussione l'avessimo collocata dentro il Piano paesaggistico regionale e non già, ovviamente, dentro una finanziaria.
Le cose affrettate, le cose che non dicono niente di nuovo ci faranno, ancora una volta, sbagliare, perché in pochi pensano che questa sia la cultura vincente della Sardegna. In pochi! E così sappiamo mettere, per quanto riguarda l'eolico, il limite paradossale, assurdo, irrazionale di 550 megawatt di potenza nominale per il futuro, sapendo bene che questi 550 megawatt di potenza nominale sono già consumati, che non ci sono, che soltanto una minima parte può essere ancora utilizzata. Perché alcune realtà nascenti e ovviamente già realizzate andranno a saturare la piccola differenza che c'è rispetto a questa limitata quantità. Nonostante stiamo facendo una scelta energetica coraggiosa, che io condivido, che è quella dell'utilizzo del carbone e della tecnologia chiamata del "carbone pulito", non possiamo dimenticare che quel tipo di utilizzo del carbone, che tutti noi vogliamo, deve essere compensato da una maggiore produzione di energia elettrica da fonti, ovviamente, rinnovabili, perché solo così potremo davvero stare nei parametri che ci vengono imposti. E non è pensabile che la Sardegna debba andare a rimorchio delle altre regioni e che le altre regioni debbano fare meglio di noi. Ha fatto bene il ministro Pecoraro Scanio a intervenire recentemente in un grande convegno e a dire: "Saranno regionalizzate anche le quote di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e, naturalmente, le regioni che non staranno dentro questi parametri pagheranno il prezzo relativo a questa loro negligenza nella produzione energetica".
Noi vogliamo ignorare tutto questo e vogliamo affrontare, oggi, con un emendamento sostitutivo che rende impossibile la discussione obiettiva di questo grande e unico problema, che, ovviamente, interessa tutti gli abitanti della Sardegna, proprio perché neanche due emendamenti…
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Pisano, avevo preannunciato che avremmo provato a contingentare il tempo. Avevamo parlato di cinque minuti, lei ne ha utilizzato otto. Chiedo, per cortesia, all'opposizione e alla maggioranza di regolare il tempo degli interventi, perché ci sono ancora dodici iscritti a parlare nella discussione di questo articolo. Quindi vi chiedo di contenere gli interventi in cinque, sette minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io non avrei problemi ad accettare questa forma di autoregolamentazione, anche se si tratta di un argomento molto importante sul piano sostanziale e anche se molti di noi non sono intervenuti nella discussione degli articoli. Io non sono intervenuto su diversi articoli, su questo in particolare posso sperare di restare nei sette, otto minuti richiesti, però non metterei un limite rigido.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, proviamo a osservare questa tendenza. Io capisco benissimo ciò che lei sostiene e, infatti, l'invito era rivolto prevalentemente alla maggioranza.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, anch'io farò del mio meglio per restare nei dieci minuti.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Caligaris, forse non ci siamo capiti. All'interno dei dieci minuti è obbligatorio stare, ci siamo impegnati a ridurre questo termine a cinque, sette minuti. Prego.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Spero che non sia così rigido, Presidente. Prima di affrontare il contenuto dell'articolo e dei relativi emendamenti, con particolare riferimento a quelli presentati dalla Giunta, e cioè gli emendamenti numero 928, 947 e 973, che sono tutti sostitutivi totali, intendo esporre alcune considerazioni di carattere generale. La prima riguarda l'impatto che i provvedimenti previsti su questo tema avranno sull'opinione pubblica, che è frastornata dalle imposte sulle seconde case per reazioni strumentali, da un lato, ma anche motivate, dall'altro, soprattutto quando parlano gli emigrati, amareggiati per la mancanza di gradualità relativamente al reddito dei proprietari e allo stato degli immobili.
Un primo campanello d'allarme è rappresentato dalle considerazioni critiche di una parte del mondo ambientalista, che riscuote, però, un certo credito sull'opinione pubblica, e mi riferisco in particolare a Greenpeace, che in qualche modo ha evidenziato dei punti deboli della finanziaria, alcuni dei quali, peraltro, non erano sfuggiti alla Commissione bilancio e, prima ancora, alla Commissione ambiente. Non vorrei che un'insufficiente e inadeguata informazione agisse come un boomerang su un'Isola che punta molto sulla qualità dell'ambiente. La Regione rischia, d'altra parte, di apparire come un ente che opera senza tenere nella giusta prospettiva gli interessi dei cittadini più deboli, quasi privilegiando aspetti economici piuttosto che sociali, con un obiettivo forte e certo, che è quello del risanamento del bilancio.
La seconda considerazione si riferisce proprio alla collocazione di questo articolo all'interno della finanziaria, perché non comprendo le ragioni dell'urgenza di trattare un tema così delicato e di importanza strategica notevole per l'intera Isola. Ritengo che l'argomento richieda un provvedimento finalizzato a dare sostanza di legge al Piano energetico ambientale regionale, che è stato adottato dalla Giunta con un'apposita delibera e che è in attesa della valutazione ambientale strategica e, mi auguro, anche di un confronto in Consiglio regionale.
Mi sembra, francamente, troppo riduttivo affrontare la questione delle fonti di energia rinnovabili e dei certificati verdi con un articolo che consta di tre commi e trentadue righe. Vi sono aspetti relativi alle norme sulla concorrenza, sulla par condicio e sul regime di liberalizzazione dell'attività di produzione dell'energia elettrica che non possono essere trascurati, così come non possono essere ignorati quelli relativi alle posizioni dominanti nel mercato, se non più gravi, quantomeno molto simili alla situazione del settore televisivo, che si ripercuotono pesantemente sui consumatori e sulle imprese medio-piccole, condizionate da situazioni monopolistiche. Ricordo, per inciso, che le tariffe dell'energia elettrica in Italia sono tra le più care d'Europa. Per questo la legge sulla valutazione di impatto ambientale e la direttiva sulla valutazione ambientale strategica di piani e programmi prevedono un'informazione completa e forme di partecipazione attiva dei cittadini, nonché un'analisi completa del ciclo di vita dei materiali utilizzati per gli impianti, quindi relativi alla costruzione della struttura, che si aggiungono alle verifiche sull'intero impianto. Deve essere, inoltre, valutata e data informazione completa ai cittadini sulla realizzazione degli interventi che riducono gli impatti negativi sull'ambiente.
Credo, inoltre, che non sia da sottovalutare che, nel settore energetico, l'Enel intende attuare in Sardegna anche una sperimentazione sulle reti di distribuzione intelligenti, finalizzata a un nuovo concetto di distribuzione che dovrebbe facilitare l'ottimizzazione dei flussi di energia e consentire una maggiore efficienza.
E' un argomento delicato, che non può essere appannaggio di pochi informati. Abbiamo assistito, in Sardegna, a un precedente esperimento, quello sul digitale terrestre, che ha visto vittime protagoniste i consumatori, che hanno dovuto acquistare dei decoder non intelligenti. Sarebbe, quindi, opportuno rimandare la complessiva questione energetica a un provvedimento specifico. Non vorrei che l'urgenza e la fretta di predisporre questo articolo 16 siano da ricercare nel protocollo d'intesa tra la Regione e l'Enel, di cui si conoscono soltanto alcune parti che si prestano a diversi rilievi. Il protocollo, nel testo in mio possesso, per esempio, impegna la Regione - riferisco testualmente - a rilasciare all'Enel, entro novanta giorni, tutte le autorizzazioni, i permessi e le concessioni di propria competenza necessari per la realizzazione di nuovi impianti, ovvero per l'ampliamento degli impianti eolici esistenti, per una potenza complessiva di 160 megawatt, da realizzarsi all'interno delle aree industriali o in aree identificate nel Piano, di cui si parla all'articolo 112 delle Norme tecniche di attuazione del PPR. Se si prescinde da questo impegno, quanto riproposto dalla Giunta all'articolo 16, in particolare per quanto riguarda il tetto di produzione di energia eolica in Sardegna, fissato in 550 megawatt, diventa incomprensibile. Attualmente, infatti, risultano installati impianti, compreso quello dell'Enel, per circa 330 megawatt, 220 in meno rispetto al tetto previsto, però, sono in costruzione cinque parchi eolici facenti capo a due diverse società, una per la produzione di circa 130 megawatt e l'altra di 120 megawatt. Il tetto previsto nell'articolo 16 e nel Piano energetico, quindi, risulta inspiegabile e dovrà essere necessariamente innalzato sia per rispettare il protocollo di Kyoto sia per essere in linea con il piano d'azione approvato dallo Stato italiano.
Mi riservo di intervenire sui singoli emendamenti, anche se ritengo che questo argomento avrebbe necessità di un dialogo e di un confronto più approfondito e non limitato a un minutaggio che rischia veramente di…
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, ha utilizzato otto minuti. Grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, tenterò di rientrare nei cinque minuti accordati, anche se ho visto che sono stati accorpati alcuni emendamenti all'articolo 16 che riguardano i lavori pubblici, e principalmente interverrò su questi.
Direbbe l'onorevole Di Pietro: "Che ci azzecca con l'eolico la richiesta di finanziare una diga o una strada?" Comunque è necessario e doveroso entrare nel merito dell'argomento, e io, senza star lì a cercare fronzoli, formule quantitative e quant'altro, vado al concreto. La Sardegna deve produrre, entro il 2010, il 22 per cento della propria energia da fonti alternative. Le fonti alternative sono l'eolico, il fotovoltaico, il carbone e le biomasse, così come si suole chiamarle. Io sono uno di quelli che affermano che non sia giusto deturpare le nostre montagne con enormi pale eoliche, ma dico anche che se, giustamente, i nuovi impianti non devono essere piazzati nelle montagne, è necessario trovare dei posti ventosi - e grazie a Dio in Sardegna ce ne sono - a minore impatto ambientale, che consentano la produzione di una quantità di energia eolica tale da permettere alla nostra Regione di raggiungere quella quota che le impone l'Unione Europea e dal 2010 in poi, insieme alle altre Regioni italiane, di fornire la propria quota di energia da fonti alternative. Non credo che con il fotovoltaico in questi tre anni si possano raggiungere queste quote. Io non sono neanche uno di quelli che sparano a zero contro l'energia prodotta dalla gassificazione del carbone, perché prima di poter parlare di emissioni di CO2 è necessario conoscere i procedimenti che attualmente, con una tecnologia assolutamente moderna e innovata, vengono utilizzati per trarre energia dal carbone. Le emissioni in atmosfera di CO2 che si riscontrano in questo caso sono molto ma molto al di sotto di quelle prodotte da altre fonti alternative. Chiaramente, con l'eolico e il fotovoltaico le emissioni di CO2 sono pari a zero, questo lo sappiamo tutti, però, così come per poter contrarre matrimonio - a parte i DICO, su cui attualmente siamo tutti abbastanza aggiornati - un uomo ha bisogno di una compagna, così noi, se vogliamo produrre energia, dobbiamo avere le nostre fonti alternative. E la nostra fonte primaria è senz'altro il vento, perché la Sardegna è la regione d'Italia più esposta al vento, però dico anche che non dobbiamo assolutamente produrre energia eolica per tutta l'Italia; ci basta produrre la quantità a noi necessaria, con impianti che debbono essere ubicati, ripeto, nelle zone in cui determinano il minor impatto ambientale. Questo è possibile senza situare gli impianti sui nostri monti e o nelle zone limitrofe alle nostre coste, perché anche lì l'impatto sarebbe devastante. Se in certe zone è stato devastante l'impianto di industrie, altrettanto lo sarà l'installazione di pale eoliche. Per cui io credo che sia necessario studiare bene questo problema per limitare al massimo l'impatto ambientale dovuto alla presenza di impianti per la produzione di energia, di cui abbiamo comunque necessità.
Detto questo cambio immediatamente direzione e vado a parlare dell'argomento che, purtroppo, riguarda alcuni emendamenti che avevo presentato all'articolo 12 e che sono stati trasferiti all'articolo 16, non so perché, visto che questo articolo non ci azzecca niente, come ho detto poc'anzi. Vorrei richiamare l'attenzione dell'assessore Mannoni, ma senza polemica alcuna. Io ho seguito, attraverso la stampa, l'esposizione che ha fatto il presidente Soru sul piano di sviluppo del nord-ovest della Sardegna e mi aspettavo, dovete credermi, qualcosa di più, perché prima di parlare di sviluppo di un territorio ritengo, e sono convinto di quel che dico, che sia necessario, innanzitutto, sentire le forze sociali e i rappresentanti politici e istituzionali su quelle che sono le esigenze di quel territorio, affinché il Governo regionale possa provvedere a soddisfarle. Questo non è avvenuto… Chiudo in un minuto, Presidente.
PRESIDENTE. Sì, prego.
RASSU (F.I.). Questo non è avvenuto e io mi sono accorto, con rammarico, che dopo anni e anni di lotte fatte qua dentro e fuori di qui, per il territorio che si estende da Bosa a Ozieri, da Ozieri a Sassari e da Sassari ad Alghero non si è previsto nemmeno un intervento strategico non dico negli ultimi tre anni, perché a me piace essere obiettivo e leale quando parlo, ma negli ultimi dieci anni, che fosse mirato allo sviluppo di quel territorio. Mi domando per quale ragione. Perché non si fa uno studio per dotare questo territorio della quantità d'acqua necessaria a irrigare queste benedette pianure e a dare una svolta alla nostra economia agricola e pastorale? Perché non si riesce a completare la strada di collegamento tra Bosa e l'interno del Logudoro, che è realizzata per metà, da Pozzomaggiore fino alla SS 131? Perché non è prevista, in questo programma, la realizzazione dell'altra metà della strada che dovrebbe collegare Alghero con la SS 131, dal momento che è già stata realizzata la Alghero-Ittiri? Sono due arterie stradali che non solo favoriscono lo sviluppo nel nostro territorio, ma aprono la porta per Bosa, concretizzando quel progetto sul turismo costiero avviato dal Governo regionale attuale e che giustamente si integra con le realtà archeologiche, monumentali e ambientali dell'interno, in un'azione sinergica, perché è questo che serve. E in più, la strada che potrebbe essere realizzata dalla SS 131 sino a Ittiri dimezzerebbe il traffico su Alghero. E' da anni che io mi batto per queste cose. Queste opere vanno completate non perché si batte per questo Nicola Rassu, ma perché sono indispensabili per lo sviluppo del nostro territorio. Come pure è indispensabile destinare una certa somma, che si facciano dighe, che si facciano pozzi, che si faccia quel che si crede, per dotare i nostri territori della riserva idrica necessaria per lo sviluppo dell'agricoltura, della pastorizia, ma anche dell'industria e della piccola e media impresa.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Rassu.
RASSU (F.I.). Su questo voglio riportare l'attenzione dell'assessore Mannoni, che è già stato nel territorio interessato e si è impegnato a nome della Giunta. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, io non sono un tecnico in materia energetica, ma il collega Pisano, mio compagno di scuola, ha spiegato bene le motivazioni per cui siamo contrari al ragionamento che fa questa maggioranza. Cercherò di intervenire brevemente in questo dibattito, che peraltro è quasi scemato: non c'è nessuno della maggioranza in aula, è poco presente anche l'opposizione, ma la maggioranza è totalmente assente. Eppure, fino a ieri, qualcuno sosteneva che l'articolo 16 era probabilmente il più importante di questa finanziaria. Interverrò rivolgendomi al Presidente della Regione, Renato Soru, ancora latitante. Non me ne voglia il Presidente della Regione facente funzioni, ossia l'assessore Dadea - senza offesa per gli altri Assessori -, il quale deve sostituire tutti, ma io inizio a pensare che la maggioranza, in questo momento, non riesca a collegare ciò che è contenuto in questa finanziaria. Cerco di spiegarmi. La Giunta ha presentato tre emendamenti sostitutivi totali dell'articolo 16. Tre emendamenti! Mi rivolgo alla maggioranza naturalmente. Sono gli emendamenti numero 947, 928 e 973. Questo dimostra cosa ha in mente sull'eolico questa maggioranza, questo dimostra che neanche una virgola, se non è accettata e corretta da Soru, può essere approvata in quest'Aula!
Ma ciò che meraviglia di più, cari colleghi, è che la maggioranza abbia presentato quattro emendamenti, di cui uno soppressivo totale dell'articolo e tre sostitutivi totali. Quindi mi domando: ma questa maggioranza, quando ha affrontato il problema dell'energia, ha raggiunto o no un accordo? Ha discusso o no del problema?
Signor Assessore dell'ambiente, lei probabilmente non è l'estensore dell'articolo 16…
PIRISI (D.S.). L'ha scritto Soru!
CAPPAI (U.D.C.). Ma è una vergogna! E' una vergogna che la stessa Giunta presenti tre emendamenti sostitutivi totali!
PIRISI (D.S.). Tutti Soru li ha fatti!
CAPPAI (U.D.C.). Sì, ma io non mi preoccuperei di Soru e basta, collega Pirisi. L'emendamento numero 893 è firmato da Balia, Masia e Maninchedda, che chiedono la soppressione dell'articolo 16; l'emendamento numero 890 è firmato da Caligaris, Ibba e Atzeri, che non fanno parte dell'opposizione, bensì della maggioranza, e presentano emendamenti soppressivi o sostitutivi totali!
Ma inspiegabile per me è anche un altro dato: avete chiesto di trasferire all'articolo 16, anzi la Giunta ha proposto di trasferire all'articolo 16 una serie di emendamenti all'articolo 12, che non parlano di energia e di eolico, ma parlano di tutt'altro. Allora, io dico che questa maggioranza probabilmente non ha le idee chiare e non ci fa capire come intende orientarsi prima di arrivare al voto finale di questo articolo. La stessa Presidenza della Giunta ha proposto di spostare all'articolo 16 l'emendamento numero 124, che era stato presentato all'articolo 12. Leggo l'emendamento: "E' autorizzata la spesa di Euro 500.000 per la progettazione dell'opera viaria denominata 'Trasversale sarda', che unisca il Comune di Oristano con il Comune di Tortolì". Cioè, stiamo facendo un minestrone, non siamo certi neanche di quello che proponiamo!
Caro Assessore, emendamenti dello stesso tenore all'articolo 12 sono stati da voi respinti, su questo, invece, avete detto: "Portiamolo all'articolo 16". Tanto l'articolo 16 deve essere bocciato, perché la verità è questa. L'articolo 16 doveva essere bocciato e così sarebbero decaduti anche tutti gli emendamenti che ci ritroviamo adesso e che non hanno niente a che vedere con questo articolo. Avete persino trasferito all'articolo 16 un emendamento soppressivo totale del comma 4 dell'articolo 14. Andate a vedere che cosa recita il comma 4 dell'articolo 14. Ma ciò che preoccupa di più…
Dieci secondi e ho finito.
PRESIDENTE. Concluda, prego.
CAPPAI (U.D.C.). Ciò che preoccupa di più è che l'emendamento numero 898 al comma 4 dell'articolo 14, firmato da tutti i componenti di Rifondazione Comunista, riguardava un intervento a Ottana che questa Giunta sta ancora difendendo. Allora, questo centrosinistra ci dica su che cosa vuole puntare, perché non riusciamo proprio a capirlo! Ecco perché ritengo che ogni tanto sia doveroso che voi richiamiate in aula il "latitante", perché si renda conto di quello che sta facendo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Tenterò di non utilizzare tutto il tempo che ho a disposizione, cioè dieci minuti, anche se credo che l'articolo 16 della finanziaria sia uno degli articoli più controversi e sofferti per la maggioranza, in questa situazione. E quello che preoccupa è che si sia cercato di usare strumentalmente il fattore ambiente per giustificare altre scelte che, per la verità, a questo Consiglio risultano incomprensibili. E sono incomprensibili soprattutto dal momento che questa Giunta regionale ha detto di voler rispettare l'ambiente, e quindi ha puntato molto sul fattore ambiente. Noi avevamo capito che avrebbe voluto anche più energia pulita, più energia rinnovabile e quindi ritenevamo che puntasse anche sull'eolico. Invece così non è. Non si capisce il perché di queste crociate contro l'eolico da parte della Regione sarda, che ha un bisogno forte, fortissimo di energia, visto che la Sardegna è una delle regioni che pagano i costi più alti per l'energia. La Sardegna produce poco più del 4 per cento di energia eolica, a fronte di una media nazionale del 10-15 per cento e nonostante il protocollo di Kyoto imponga a tutte le Regioni di raggiungere, entro il 2010, la quota del 22 per cento di energia eolica, proprio perché la produzione di questo tipo di energia, considerata pulita, è voluta e incoraggiata dall'Unione Europea. La Regione sarda va, dunque, controcorrente e fa tutta una serie di crociate, in nome dell'ambiente, contro l'eolico. Allora, io non capisco che cosa ci possa essere di scandaloso nel fatto che la Sardegna, che è considerata la regione del vento, perché in Italia è certamente la più battuta dal vento, punti soprattutto sulla valorizzazione della fonte eolica, certo badando anche a dove debbono essere sistemate le pale eoliche. Io sono d'accordo sull'idea che gli impianti eolici vanno utilizzati in modo attento e intelligente, però non è assolutamente pensabile che si possa fare una guerra per impedire l'utilizzo di uno strumento importantissimo di cui la Sardegna dispone, soprattutto nel momento in cui essa è fortemente penalizzata dagli alti costi dell'energia, dovuti anche al fatto che non è ancora riuscita ad avere il metano, e da tutta una serie di problemi che riguardano l'economia e che non sono legati solo ai trasporti, ma, appunto, anche agli alti costi energetici. Sembra che a soffrire maggiormente gli alti costi dell'energia siano soltanto le aziende energivore, ma non è così. Chi soffre gli alti costi dell'energia sono le aziende produttive e le famiglie, perché in Sardegna l'energia costa troppo, costa più che nelle regioni d'Italia che hanno il metano e nelle regioni d'Europa che sfruttano anche l'energia nucleare. Allora, perché la questa Regione non vuole attuare una politica che vada nella direzione di un'intelligente valorizzazione della fonte eolica, che potrebbe diventare per noi una grande risorsa? Io non metterei tutti questi limiti.
PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). Si è arrivati, dopo tutta una serie di contraddizioni da parte di questa maggioranza, a partorire l'emendamento di sintesi numero 973, che praticamente non decide nulla. Dopo giorni e giorni di discussione, praticamente si rinvia tutto al Piano energetico regionale. Allora, domando: perché portate queste cose in Consiglio? Se non siete pronti, non portatele neanche, perché non potete pensare di stravolgere il lavoro della Commissione tentando di far rientrare dalla finestra ciò che è già uscito dalla porta.
Credo che voi dobbiate avere più rispetto del Consiglio regionale. Se il Consiglio regionale ha dato delle indicazioni precise, voi le dovete rispettare. La realtà è che c'è gente, qui, che decide fuori del Consiglio regionale, c'è gente qui che fa accordi con l'Enel che passano sulla testa del Consiglio, e non si capisce in che cosa consistano. Io credo che anche questi accordi vadano fatti alla luce del sole, perché non sono per niente convinto di quello che sta facendo questa Giunta regionale, in modo particolare il Presidente, tramite degli accordi che potrebbero essere anche interessanti, ma che non sono chiari.
Credo che il Presidente sarebbe dovuto venire qui, in aula, per spiegare che cosa sta succedendo e perché sta imponendo queste condizioni per quanto riguarda l'eolico. Siamo in una situazione di totale separazione fra il ruolo del Consiglio e quello della Giunta regionale, invece saremmo dovuti arrivare a una sintesi per fare in modo che anche le indicazioni che sono venute dai ragionamenti svolti in quest'Aula, diventino strumento...
PRESIDENTE. Onorevole Ladu!
LADU (Fortza Paris). Ho finito, un secondo soltanto. Sono tante le cose che non vanno per quanto riguarda la situazione energetica in Sardegna, sono tantissime le contraddizioni e le cose che non si capiscono sul ruolo che deve avere nella nostra regione l'energia eolica, ma soprattutto ci preoccupa il fatto che la mancanza di una politica energetica sta penalizzando l'economia e sta facendo tornare indietro, anziché no, la nostra regione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, probabilmente avrò bisogno di tutti i dieci minuti previsti dal Regolamento, perché voglio svolgere alcuni ragionamenti. Tra l'altro non sono uno di quelli che intervengono spesso in Aula, perché penso che non dobbiamo abusare di questa facoltà.
Qualche considerazione molto schematica, però, la voglio fare, perché quello in discussione è forse uno degli argomenti più importanti, direi determinanti, per il futuro della Sardegna, per la sua economia, per il suo ambiente, per la salute nostra e delle generazioni future. Quindi questo argomento merita l'attenzione e il tempo che gli dedichiamo; mi dispiace che, purtroppo, questa discussione non avvenga in seguito a un esame approfondito del Piano energetico regionale da parte delle Commissioni e dello stesso Consiglio, cosa che io penso si debba fare il più presto possibile.
Nel merito delle questioni, il protocollo di Kyoto che l'Unione Europea e il Governo italiano hanno recepito, pone degli obiettivi che tutti conosciamo: il raggiungimento, entro il 2010, del 20-25 per cento di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. La Commissione Europea, proprio avantieri, ha bocciato diciotto dei venti piani nazionali di assegnazione delle quote di emissione di CO2 presentati da altrettanti Paesi dell'Unione Europea, tra cui anche quello presentato dall'Italia. Al nostro Paese si chiede di passare da 209 a 195 milioni di tonnellate di CO2 per anno, quindi di ridurre in misura consistente la produzione di CO2. E questo è un problema del Governo e di tutto il Paese, compresa la Sardegna. Richiamo alcuni dati che mi sembrano significativi: la Sardegna produce il 95 per cento circa della sua energia da carbone e petrolio e da derivati del petrolio; il 50 per cento è ottenuto dal carbone, il resto dal petrolio e il rimanente 5 per cento da fonti rinnovabili. Teniamo conto che nel nostro Paese, nel mix energetico, l'energia prodotta dal carbone rappresenta il 10 per cento, in Europa il 30 per cento - mi riservo di riprendere questo ragionamento sul carbone -, in Sardegna, ripeto, il 50 per cento. Mentre in Italia si producono 11 tonnellate pro capite annue di CO2, in Sardegna se ne producono 14, cioè siamo la regione con la maggiore produzione pro capite di CO2.
C'è un problema, non solo in Italia, ma anche in Sardegna, di dipendenza energetica, c'è una situazione di sostanziale monopolio o di cartello - chiamiamolo come vogliamo - in cui, praticamente, chi decide la politica energetica sono SARAS, Enel ed Endesa. Questi sono i tre soggetti che in Sardegna decidono la politica energetica, e il nostro Paese (compresa la nostra Isola e forse più di altre regioni) paga l'energia il 30 per cento in più rispetto alla media europea. Quindi, in un settore strategico per lo sviluppo dell'economia e per la salute di tutti, con tutto ciò che questo significa, questa è la situazione della Sardegna. Di fronte a una situazione di questo genere va da sé che noi dovremmo spingere fortemente verso la produzione di energia da fonti rinnovabili. Penso all'eolico e al solare, e non solo, però, certamente queste due fonti sono quelle che maggiormente ci possono aiutare a superare le nostre difficoltà strutturali...
PRESIDENTE. Continui, continui.
SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, sono trascorsi cinque minuti, ne ho altri cinque.
Vengo all'eolico. Noi attualmente abbiamo un Piano energetico che fissa in 550 megawatt il tetto di produzione. Gli impianti eolici autorizzati producono circa 370 megawatt e la società Terna, che praticamente gestisce la rete ad alta tensione, ci dice che entro il 2009 la nostra rete sarà in grado, con la realizzazione del primo e secondo cavo SAPEI, nel 2008 e nel 2009, di portare a 1.500 gli attuali 500 megawatt trasportabili nel continente. Questi sono i programmi previsti anche nel Piano energetico ambientale regionale e confermati dal gestore della rete. La nostra rete, da qui al 2009, sarà in grado di triplicare la sua capacità di trasporto, quindi saremo anche in grado di esportare l'energia che produrremo.
Insomma, noi abbiamo la possibilità di usare il vento che madre natura ci ha dato, energia più pulita di questa! L'energia eolica è l'energia pulita più a basso costo che ci sia, è rinnovabile, consente di ridurre in modo sostanziale la produzione di CO2, che è quella che altera il clima nel nostro pianeta, distrugge l'ambiente e determina una situazione di irreversibilità. Io non credo che siano le pale eoliche a danneggiare l'ambiente; potranno dar fastidio a qualche ben pensante, ma è un po' il segno dei tempi. Penso a quando nel Nord Europa sono stati costruiti i mulini a vento: certo, erano impattanti anche loro, ma servivano; qui si facevano altri mulini. E io credo che chi causa davvero il dramma e il marasma ambientale, mettendo in discussione la stessa vita sulla terra, non siano le pale eoliche, ma le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera.
Insomma, io credo che noi dobbiamo modificare in modo sostanziale il Piano energetico ambientale regionale, la cui impostazione non condivido, lo dico con molta chiarezza. Non la condivido perché non risponde alle indicazioni di Kyoto, non risponde alle direttive comunitarie e non risponde alla politica nazionale, neanche a quella del centrosinistra, che si muove in altra direzione. Lo voglio dire con estrema chiarezza, perché credo che tra noi dobbiamo essere chiari e creare le occasioni per un confronto serio. Se c'è questo confronto, c'è anche un chiarimento. Qui dentro non c'è nessuno che voglia l'eolico selvaggio, quindi le regole della legge numero 8 del 2004 vanno benissimo, ma adesso dobbiamo completare il discorso.
Esprimo un'altra opinione e chiudo il discorso, altrimenti sarò costretto a intervenire anche sugli emendamenti.
PRESIDENTE. Prego, concluda.
SANNA ALBERTO (D.S.). Credo che noi dobbiamo discutere e rivedere in modo profondo l'impostazione della politica energetica che soprattutto il nostro Presidente sta portando avanti. Credo che lo dobbiamo fare, altrimenti non solo non conseguiremo gli obiettivi del protocollo di Kyoto, ma non riusciremo neanche ad avere energia a basso costo e a dare risposte ai problemi.
Sull'emendamento numero 973, mi limito a dire che non ne condivido complessivamente la filosofia, ma in modo particolare non condivido il comma 4 di questo emendamento, con cui si vuole dare un'interpretazione autentica dell'espressione "modificazione irreversibile dello stato dei luoghi", espressione contenuta nel comma 3 dell'articolo 8 della legge numero 8 del 2004. Con questa interpretazione, praticamente, si dice che si bloccano tutti i parchi eolici programmati, anche quelli già autorizzati, anche quelli con VIA positiva, se le torri eoliche non sono state realizzate per il 20 per cento. Cioè, se non si è quasi finito si blocca tutto.
Badate bene, in questo modo non va avanti neanche un nuovo parco eolico in Sardegna, neanche tutti quelli regolarmente autorizzati con la VIA. Come si può condividere un emendamento del genere? Io non lo posso condividere e non lo voterò, né a scrutinio palese né a scrutinio segreto. Non lo posso votare, perché è inaccettabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Noi non siamo convinti da questo emendamento e da questo articolo. Non siamo convinti per una serie di motivi: primo, il Piano energetico ambientale regionale della Sardegna non esiste; esiste una proposta di piano. E siccome questo piano deve ancora essere sottoposto, come tutti i piani, alla valutazione ambientale strategica, evidentemente non esiste. L'articolo e l'emendamento non possono fare riferimento a una proposta di piano, altrimenti significa che si vuole far avere valore di legge a un contenuto cartaceo o informatico che non ha nessun valore legale. Credo che la Giunta possa confermare questo aspetto e ritengo che tutti conosciate le delibere di Giunta che hanno fatto riferimento a questo procedimento. Quindi non è accettabile che in una legge si faccia riferimento a questo piano. Se l'obiettivo è quello di stabilire un tetto, un limite, sappiamo tutti che i limiti, quando sono posti senza equilibrio, hanno l'effetto di spingere verso l'alto il valore del prodotto. Questo è ciò che io temo, francamente, da questo testo di legge regionale, cioè una spinta verso l'alto del valore del prodotto di energia eolica autorizzata.
Perché mettere in legge, poi, la possibilità di un'intesa? La Giunta regionale ha tutte le possibilità di fare intese e accordi con chi crede, ma quello che noi non comprendiamo è perché si chieda, sostanzialmente, al Consiglio regionale un'anticipazione di autorizzazione a un accordo di cui non conosciamo i contenuti. Quanti sono i megawatt? Si dice 160 e si scrive nell'emendamento che una parte di questi andrebbe alle industrie energivore. Intento validissimo, che io confermo, necessariamente da perseguire; è utile che si persegua la possibilità di un accordo per fornire energia a basso costo alle industrie energivore, ma vorremmo vedere i termini di questo accordo. Chi fornirà questa energia e a quali condizioni? Perché altri accordi sappiamo che sono stati fatti sempre con questo scopo. La società Endesa è stata autorizzata a convertire a carbone due gruppi da 160 megawatt, una bella quantità di energia a basso, bassissimo costo, il più basso possibile. Ma non si era detto, in quella sede, non certo in Consiglio regionale, perché queste cose non passano qua, che quella autorizzazione, che stravolgeva il contenuto anche della proposta di Piano energetico approvata, era finalizzata proprio a dirottare una parte dell'energia da carbone prodotta da Endesa a prezzi bassi verso le industrie energivore? Che ne è di quell'accordo, chi ha fatto quell'accordo? Endesa sta facendo i suoi investimenti sulla base di che cosa? Investimenti che porteranno sicuramente a un'emissione di CO2 in eccesso.
Premetto che io sono favorevole a che la Sardegna spinga verso il carbone, l'ho detto prima e lo confermo adesso, ma a certe condizioni naturalmente. Il Piano energetico a suo tempo approvato da noi prevedeva, per quanto riguarda Endesa, che i due gruppi della centrale di Fiume Santo, attualmente a olio combustibile, potessero essere convertiti a metano nel momento in cui questo gas fosse arrivato. Questo cambio di direzione o ha veramente un controvalore di peso enorme per il sistema economico sardo o altrimenti non ha senso, perché davvero spingiamo verso l'alto le emissioni di CO2, mettiamo a rischio il rispetto degli impegni del protocollo di Kyoto e delle leggi successive, mettiamo a rischio l'equilibrio del sistema e la speranza di poter avere il 22 per cento di energia elettrica da fonti rinnovabili si allontana sempre di più. L'energia solare termodinamica è solo in fase di studio, quella da biomasse non dà grandi speranze di poter produrre quantità significative, in quanto non sappiamo quanto c'è da bruciare e quali sono i costi per portare il materiale da bruciare negli impianti a biomasse. Tutti sappiamo che il fotovoltaico è ad altissimo costo e in termini di quantità e di potenza installabile è praticamente irrisorio l'apporto che può dare per raggiungere quel 22 per cento di energia pulita. Allora, da che cosa si può ottenere energia pulita se non dall'eolico? Ma senza condizionare, in maniera isterica, il tetto previsto per l'eolico solo per una politica estetizzante del paesaggio, che non tiene conto, però, dell'ambiente. La Sardegna ha bisogno di equilibrio nella politica paesaggistica, ma anche nella politica ambientale, e questo equilibrio non lo si persegue in questo modo.
Se tutto ciò è vero, e noi francamente non abbiamo avuto nessuna controindicazione, se è vero soprattutto - devo ripeterlo anch'io - che il tetto di 550 megawatt non è invalicabile, se si considera che è prevista nel 2009, per quanto ne sappiamo, la realizzazione del nuovo cavo SAPEI, e quindi l'aumentata capacità di trasporto dovrebbe elevare la possibilità di assorbimento da parte della rete di una quantità di energia superiore ai 550 megawatt (1.000 megawatt potrebbe essere un tetto accettabile), allora cosa osta a riconsiderare il contenuto del Piano energetico lealmente, di fronte ai fatti, non di fronte agli schemi mentali? Oppure ci troviamo di fronte ad altro? Cioè, ci troviamo di fronte, torno a quello che ho detto prima, a un ricatto da parte di un produttore che è disponibile a cedere energia elettrica a basso costo alle industrie energivore, non sappiamo in quale quantità, in cambio di che cosa? Di un grande affare! Noi non siamo contrari agli affari, purché vengano fatti alla luce del sole e purché almeno l'Assemblea regionale, la politica regionale, sia messa in grado di valutarli.
Il Presidente della Regione è assente da questo dibattito, minaccia dimissioni che regolarmente non dà e, di fatto, ci mette nelle condizioni di dover sapere ciò di cui stiamo discutendo soltanto da notizie di stampa o da discorsi, colloqui, voci di corridoio. Insomma, noi non siamo assolutamente intenzionati a firmare cambiali in bianco per nessuno, tanto meno per questo Presidente della Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, starò nei dieci minuti che mi sono concessi dal Regolamento.
Vorrei fare delle domande all'Assessore dell'industria e spero che mi vengano date delle risposte precise. La prima domanda è questa: la Giunta regionale intende trasmettere il Piano energetico ambientale regionale al Consiglio regionale per il suo esame e per la sua approvazione? Sì o no? Siccome abbiamo parlato di Piano sanitario, di Piano paesaggistico e di pianificazione di questi due settori, credo e spero che la Giunta voglia parlare anche di pianificazione energetica, anche perché su "La Nuova Sardegna" di qualche giorno fa abbiamo letto che, se non facciamo qualcosa, fra trent'anni non ci sarà più il Cannonau, non ci saranno più i carciofi e non ci sarà più l'olio d'oliva in Sardegna; anche perché ci è stato preannunciato che pagheremo, come Regione, le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, e le pagheremo pesantemente; anche perché la Sardegna è la maggiore produttrice, in Italia, di anidride carbonica; anche perché su tutti i giornali, tutti i giorni, si parla del destino del pianeta e non possiamo pensare che il Consiglio regionale venga esonerato dalla discussione su questi temi. Aspetto una risposta su questo punto.
La seconda domanda che vorrei porre è questa: vorrei sapere se la Giunta regionale ha cambiato idea sul programma con il quale hanno vinto le elezioni il Presidente e tutta la maggioranza e nel quale si legge, cito fra virgolette: "Deve essere fermamente respinta l'impostazione… che prevede la trasformazione dell'Isola in una zona di produzione di energia da esportare, scambiando una manciata di appalti e di posti di lavoro con una prospettiva di tutela ambientale fondamentale per lo sviluppo dell'Isola"; "Non è invece accettabile… incrementare ulteriormente la costruzione di nuove centrali finalizzate all'esportazione di energia elettrica fuori dalla Sardegna. La posa del SAPEI… deve essere finalizzata esclusivamente alla necessità di stabilizzazione del sistema e di inserimento della regione nel sistema di liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica". Riguardo all'esportazione di energia elettrica, voglio fare un piccolo paragone: la Fiat, nel 2006, ha distribuito 250 milioni di euro di dividendi. La società Endesa, che dà lavoro a 200 dipendenti, per la combustione del carbone a Porto Torres ha speso 57 milioni di euro e, se non sbaglio i conti, gli utili in un anno dovrebbero corrispondere a circa 200 milioni di euro. Adesso le volete concedere l'autorizzazione per la costruzione di una seconda centrale a carbone!
Si parla di energie rinnovabili, si sostiene che si deve incrementare l'eolico, il fotovoltaico, per il quale sono stati stanziati 90 milioni di euro, le biomasse, il solare termodinamico, grandi progetti insomma. Il Ministro ci promette la metà della produzione nazionale da impianti fotovoltaici e, oggi, sui giornali si legge di premi Nobel che dovrebbero venire in Sardegna per parlare di fotovoltaico, termovalorizzatore, e via dicendo, tutte cose giustissime e condivisibili, tant' è che io ho scritto al Presidente della Regione una lettera in questo senso, qualche tempo fa. La domanda che voglio porre all'Assessore è questa: ma queste nuove energie devono sostituire una quota dell'energia prodotta da combustibili fossili? Perché altrimenti, se non stiamo parlando di questo, il dibattito sulle fonti rinnovabili è ridicolo, è assurdo, perché è una rincorsa che non avrà mai fine. Se stiamo autorizzando la produzione di altre centinaia di megawatt da centrali a carbone, mi dovete spiegare come faremo a raggiungere la quota del 20 per cento e, soprattutto, quanta energia produrremo.
Un'altra domanda che pongo è questa: stiamo già, oggi, esportando moderate quantità di energia, quelle consentite dal cavo SACOI, le nostre centrali elettriche producono spesso a regime ridotto, perché il sistema non assorbe tutta l'energia che si potrebbe produrre, stiamo costruendo due nuove centrali a carbone, una delle quali a Fiume Santo, ma di tutta questa energia in più da combustibili fossili che stiamo programmando che cosa ne dobbiamo fare? La dobbiamo esportare o quale uso ne dobbiamo fare? Perché se stiamo prevedendo di produrre nuova energia da combustibili fossili per l'esportazione, questo è un crimine contro il popolo sardo. Cioè, incrementare la produzione di energia elettrica utilizzando combustibili fossili per poter esportare energia è un crimine contro il popolo sardo. Questo è un mio parere personale.
Ancora una domanda, se l'Assessore mi può dare una risposta: qual è il metodo che la Giunta regionale sta seguendo nella politica energetica? Noi abbiamo visto il Piano energetico - c'è una delibera di Giunta al riguardo -, che deve essere ancora sottoposto alla VAS, per cui non sappiamo se arriverà in Consiglio. Ci proponete un emendamento con cui prevedete una norma che fissa dei tetti di produzione rispetto alle politiche indicate nel piano e poi ci dite che devono essere fatti degli accordi. Cioè chiedete al Consiglio di autorizzare il Presidente a fare degli accordi sulle questioni che riguardano l'eolico. Invece, con Endesa ed Enel gli accordi sono già stati fatti in separata sede, e il Consiglio non se n'è assolutamente occupato. Poi leggiamo sul giornale, come dicevo, di premi Nobel che devono venire in Sardegna, e ben vengano, e di iniziative in altri settori. E tutto questo senza consultare le popolazioni. Guardate che a Porto Torres c'è stato un referendum popolare contro l'uso del carbone. La convenzione internazionale di Aahrus del 1998, che è stata ratificata dallo Stato italiano, impone, in questi casi, la consultazione delle popolazioni. Ora, ho visto l'altro giorno che sul termovalorizzatore c'è stata una piccola retromarcia, però, ecco, la domanda è questa: che metodo volete seguire per pianificare la politica energetica? Io chiedo, Assessore, e ho presentato in merito un ordine del giorno, che questo sia fatto in Consiglio regionale. Credo che sia una cosa doverosa, veramente doverosa.
Abbiamo parlato di pianificazione paesaggistica e non dobbiamo pianificare la nostra politica energetica? Quando lei prevede la costruzione di una nuova termocentrale a carbone in un determinato paese sta ipotecando i prossimi vent'anni di quella collettività, e credo che di questo ne dobbiamo parlare. Non sto dicendo che debba prevalere la scelta di non realizzarla, ma è necessario confrontarsi, con gli strumenti della politica e nei luoghi della politica.
Non avrei altro da aggiungere, Assessore, ma se possibile gradirei una risposta alle domande che le ho posto. Grazie.
PRESIDENTE. Chiedo ai consiglieri della maggioranza di autolimitarsi nella durata degli interventi.
E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Mi avvisi lei quando saranno trascorsi otto minuti.
PRESIDENTE. Cinque minuti, la avviserò dopo cinque minuti!
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Va bene, allora mi avvisi dopo cinque minuti, vediamo se poi prevale l'interesse. Debbo dirle, mettendo tra parentesi il tempo che spreco nel dire questa cosa, che questo è uno dei momenti della discussione della legge finanziaria che ho ritenuto, sinora, più interessanti e in cui registro un'attenzione molto alta da parte dei colleghi. Per cui ritengo, Presidente, che un minuto in più, per le cose importanti che stiamo discutendo, forse valga la pena di sfruttarlo.
Voglio partire, visto che questa è una norma che parla di dati, di numeri, di cose confrontabili, da un dato: due anni prima che io nascessi in quest'Isola si consumavano 678 gigawattora di energia, mentre nel 2005, secondo l'ultimo dato certificato dalla società Terna, se ne sono consumati 12.037. Il nostro consumo è cresciuto diciotto volte tanto; nello stesso periodo, in Sicilia il consumo di elettricità è aumentato sette volte tanto, più o meno come nel resto d'Italia. Questo cosa vuol dire? vuol dire che abbiamo la necessità, se vogliamo affrontare il problema senza demagogia, di tenere insieme tutti gli elementi. Cioè, noi non stiamo proprio parlando solo di pale eoliche, di capacità di produzione o del protocollo di Kyoto; stiamo parlando anche di una civiltà, di un modo di vivere, di un modo di consumare e di produrre. E' bello parlare solo di un problema, come fanno molti, ma credo che sia sbagliato. E' sbagliato parlare solo delle esigenze del mondo produttivo, che vorrebbe che l'energia fosse prodotta, a qualsiasi prezzo, a basso costo, ma è sbagliato anche parlare, in un mondo che non esiste, di energia prodotta a qualsiasi prezzo pur di limitare l'impatto sull'ambiente, che è un obiettivo nel quale mi riconosco, ma che va, ritengo, razionalmente perseguito.
Vedete colleghi, le diverse fonti energetiche hanno costi diversi e diversi utilizzi. Ho sentito dire qui, per esempio, che dobbiamo insistere sull'eolico perché ci garantisce il prezzo più basso. Mi dispiace dover smentire questa che, se venisse considerata un'affermazione non contraddetta, poi diventerebbe una credenza. Tecnologicamente, sino a qualche anno fa, questo non era vero, perché l'eolico costava moltissimo; non per niente lo Stato ha incentivato la produzione di energia eolica. Ma, ancora oggi, non è vero perché l'eolico, insieme a tutte le altre fonti rinnovabili, tranne l'idroelettrico, è una delle fonti purtroppo, dico purtroppo, più care. E' caro l'eolico, è caro il solare, è carissimo il fotovoltaico e così via.
SANNA ALBERTO (D.S.). E' quella che ha i costi più bassi tra le fonti rinnovabili.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Pregherei di ascoltare e poi vediamo dove siamo in accordo e in disaccordo. E quanto sono più bassi o più alti? Io faccio due conti con gli elementi che sono confrontabili dai dati pubblici: all'asta di aprile dei certificati verdi, per ottenere i quali basta disporre di un palo collegato ai morsetti, anche se non in funzione, il prezzo medio più basso di un megawatt prodotto da impianto eolico è stato di 135 euro. A questo prezzo si deve aggiungere il prezzo di vendita dell'energia, che alla borsa elettrica, la settimana scorsa, mentre noi eravamo qui a discutere, è stato per la Sardegna di 66,35 euro. Quindi un megawatt di energia eolica è valso, come ricavo, 200 euro. Per chi produce energia eolica, l'agevolazione consiste nel fatto che i certificati verdi hanno efficacia per dodici anni, ma, in base a uno sciagurato decreto dell'ottobre del 2005, basta una revisione dell'impianto che preveda la sostituzione anche parziale di alcune parti delle pale perché l'agevolazione duri altri dodici anni. E' per questo che in Italia l'energia eolica costa più che in qualsiasi altra nazione europea. Per esempio, in Danimarca il costo medio è di 42 euro, cioè il dato reale per la produzione.
Arrivo al dunque. Quando noi discutiamo di queste cose, cioè della possibilità della Sardegna di negoziare con le grandi imprese che producono energia eolica e altri tipi di energia, affinché vi sia una ricaduta economica nella nostra Isola, sosteniamo che ciò è possibile perché c'è questo sistema di incentivazione dell'eolico. Poi c'è anche un altro argomento, che alcuni colleghi hanno evocato e che riguarda il nostro contributo al conseguimento degli obiettivi di riduzione dell'emissione di anidride carbonica derivante da produzione industriale ed energetica. Noi produciamo molta energia, ma anche molti prodotti, e per ottenere sia l'una che gli altri produciamo anidride carbonica, che non è un fattore inquinante per la Sardegna, ma per il mondo. Vorrei anche dire, però, che la Regione Sardegna è l'unica in Italia che contribuisce, con finanze proprie, insieme alla Sotacarbo, a studiare l'utilizzo del carbone e il sequestro dell'anidride carbonica, che è oggi, a detta di tutti gli scienziati, uno degli elementi, nell'economia reale, che aiuterà a decarbonizzare le produzioni industriali ed energetiche del mondo. Se non si fa questo, siccome la Cina e l'India non rinunciano a usare il carbone, così come non vi rinunciano gli Stati Uniti, l'effetto serra continuerà a crescere, ma è qui che dobbiamo insistere noi. Allora, come insistere? Io dico anzitutto difendendo, colleghi, i contenuti del Piano che abbiamo chiamato energetico e ambientale. Certo, se riteniamo che questo piano sia solamente un esercizio, diciamo così, di stile politico che ha impegnato la Commissione industria in una discussione durata dei mesi, una volta arrivato in Consiglio andrà tutto bene, aspettiamo soltanto l'esito della valutazione ambientale strategica.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
(Segue SANNA FRANCESCO.) Io dico, sin da oggi, che lì dentro ci sono le linee strategiche di sviluppo e di limite del sistema industriale ed energetico della nostra Isola. Allora, quando la ripartizione regionale degli obiettivi nazionali sulle fonti rinnovabili verrà attuata, sulla base delle leggi nazionali che ci sono, riusciremo a valutare quello che, oggi, probabilmente stiamo declassificando a un limite intollerabile. I 550 megawatt di cui si parla - tetto rivedibile tra un paio d'anni, sono d'accordo anch'io - non sono un piccolo obiettivo, ma sono il più grande obiettivo raggiunto da qualsiasi Regione italiana per quanto riguarda le fonti rinnovabili. Noi siamo i primi in Italia su questo, vedremo di esserlo anche negli anni prossimi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, ha ragione l'onorevole Sanna nel dire che il dibattito di stasera è sicuramente importante e interessante, forse dovremmo farne degli altri per ragionare, appunto, sull'energia e sulla politica energetica. Però, non si può far finta di niente se la Comunità Europea, in questi giorni, ha penalizzato l'Italia, perché la nostra politica energetica è stata molto generosa col sistema industriale e poco, pochissimo generosa con l'ambiente.
Io non condivido l'intervento dell'onorevole Sanna; mi è sembrato un intervento incentrato sulla politica industrialista. Si dice, a proposito di consumo di produzione energetica: se il chilowatt più pulito è quello non consumato, e questo è ineccepibile, allora il primo giacimento di energia pulita è l'efficienza e il risparmio. Certamente, però, ogni chilowatt prodotto col sole o con il vento evita, altrettanto sicuramente, l'emissione in atmosfera di diversi ettogrammi di anidride carbonica, non possiamo negare questo. Allora, l'abbattimento delle emissioni di gas serra del 50 per cento da qui al 2050 è considerato, dagli scienziati seri, non da quelli legati alle multinazionali, il minimo per contenere l'aumento della temperatura terrestre al di sotto di 2 gradi centigradi, perché superati i 2 gradi avverrebbe la catastrofe. E infatti, oggi, quelli che qualche anno fa annunciavano questi problemi non sono più chiamati catastrofisti.
In questo Consiglio, allora, vogliamo una volta tanto discutere anche di queste cose? O forse davvero qualcuno crede che la Sardegna debba pensare solamente a se stessa, bruciando carbone, gas e rifiuti, e non debba considerare, invece, il fatto che è una delle regioni d'Italia dove le fonti alternative possono avere un grande sviluppo? Dobbiamo far finta di niente? Mi chiedo: possiamo staccarci, allontanarci per un attimo da quell'atteggiamento sbagliato e a volte presuntuoso per cui il problema della diminuzione delle emissioni di CO2 viene visto semplicemente come una quota condominiale, e dunque alla Sardegna spetta tanto e tanto basta? Ma se possiamo fare di più, perché ce lo dice la nostra isola, il nostro ambiente, perché non farlo, perché rifugiarci, appunto, in queste quote? E' anche un problema di civiltà.
Sarebbe molto utile e diventerebbe un grande vantaggio l'essere avanti agli altri per lo sfruttamento delle nuove tecnologie legate alle fonti alternative; questo vale soprattutto per l'eolico, a parte il fatto che quando si fanno i calcoli bisogna vedere i costi e benefici nel loro complesso, perché altrimenti sarebbe conveniente il nucleare, ma sappiamo cosa produce e cosa può provocare. Ormai, e questo lo sapete anche tutti voi, in alcuni paesi la produzione di elettricità prodotta con l'energia eolica sfida le fonti convenzionali. I paesi che hanno maggiormente investito nell'eolico sono la Germania, la Spagna, l'India, la Danimarca, dove il 20 per cento dell'energia è prodotto, appunto, dall'eolico. E ci sono anche segnali molto interessanti dalla Gran Bretagna, dal Portogallo e persino dalla Cina, nonostante abbia un'immensità di carbone.
Non possiamo, scusate, focalizzare il dibattito sull'eolico esclusivamente sull'impatto visivo, visto che gli altri problemi, i pericoli per la fauna selvatica e migratoria, oppure i rumori, non esistono più. Non esistono più! Sappiamo che l'impatto visivo è considerato controverso, e infatti per alcuni le pale sono brutte, per altri possono essere il simbolo di un futuro meno inquinato, tema trattato dal regista Almodovar nei suoi film sulla realtà spagnola. Nessuno, ovviamente, nasconde i problemi legati all'impatto ambientale, anche quando si tratta di energie alternative. Ci vuole molta attenzione, ci mancherebbe altro! Ma, per fare un paragone, per costruire un campo fotovoltaico da un megawatt, cari colleghi, è necessario un ettaro di superficie, mentre per avere un megawatt di elettricità basterebbe una sola pala eolica dal 1.000 kilowatt. Credo che il problema debba essere affrontato e discusso senza alcun pregiudizio e, soprattutto, contrariamente a quanto è successo finora, a mio parere, con meno retorica identitaria.
Noi abbiamo davanti a noi un campo aperto, quello delle energie alternative: occupiamolo questo campo, coltiviamolo con intelligenza, predisponendoci fiduciosi per il futuro. D'altronde, scusate, il problema oggi in discussione - e lo dicono tutti gli esperti, gli scienziati, gli economisti - è individuare quando ci sarà il picco, perché il picco del petrolio e del carbone ci sarà, è inevitabile. Quindi dobbiamo preoccuparci di costruire un percorso, un tragitto per sviluppare le nuove tecnologie, altrimenti rimarremo indietro e sarà molto, ma molto più difficile.
Vedete, noi siamo davanti a un bivio: limitare il danno, introducendo nuove fonti più inquinanti, come il carbone (qualcuno qui continua a riproporlo) e sistemi di trasformazione impattanti, ritardando solo il momento della resa dei conti, visti i limiti delle risorse sempre più evidenti e i costi energetici e ambientali sempre più alti, oppure avere il coraggio, anche qui in Sardegna, di affrontare una trasformazione radicale del sistema energetico, che abbia al centro la riduzione non del danno - è qui il problema -, ma delle cause della dipendenza dalle fonti fossili e non rinnovabili.
Sostituire le fonti convenzionali con quelle rinnovabili è, quindi, possibile. D'altronde, scusate, l'emendamento di sintesi proposto dalla Giunta credo vada in questa direzione, perché c'è il punto 3 che indubbiamente fa fare un passo avanti nel dibattito sulle energie rinnovabili. E' una cosa importante, c'è stato un dibattito aspro, a volte contrapposto, a volte pieno di incomprensioni, però con la pazienza si può riuscire anche a percorrerla questa strada, ed è inevitabile. Di questo noi dobbiamo prenderne atto, altrimenti sbagliamo.
Finisco, perché il tempo me lo impone, dicendo che in questo ragionamento c'entra, eccome se c'entra, la proposta fatta dalla Giunta di costruzione della centrale termica integrata di Ottana. Anche questo fa parte di tutto questo ragionamento. Noi abbiamo proposto un emendamento, che porteremo avanti e vedremo se il dibattito potrà consentire qualche soluzione diversa. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, se per un verso questa attenzione in qualche modo mi entusiasma, per altri versi mi spaventa, perché, vedete, colleghi, non c'è stato, in questi sessanta giorni nei quali ci siamo occupati di finanziaria, un momento che avesse questa solennità, questo grado d'ascolto; grado d'ascolto che nel mio caso non si limiterà a cinque minuti, Presidente, per quanto io mi possa impegnare nel fare un certo tipo di ragionamento che mi pare sia sfuggito ai più.
Se si vuole discutere del Piano energetico, ambientale o non ambientale che si voglia, ha ragione l'onorevole Davoli, questa non è la sede o perlomeno non è questo il momento, e male ha fatto la Giunta a non coinvolgere il Consiglio in più sedute di discussione, anziché in una sola seduta, come è emerso dagli interventi, alcuni dei quali tecnici e corretti, altri no. Scorrettezza per scorrettezza, onorevole Sanna, il prezzo dei certificati verdi bisogna dirlo esattamente e correttamente. Ma non è questo l'argomento che io voglio affrontare, perché se continuassi sul filone che tutti voi, o quasi tutti voi, avete aperto, trascurerei aspetti che sono più di natura politica e che mi interessano maggiormente.
Quali sono questi aspetti? Marzo 2004, trasmissione televisiva a Videolina, il presidente Soru annuncia che il metano è una bufala; fine 2005, il presidente Soru va ad Algeri e si converte al metano; inizio 2006, il presidente Soru impone la non trasformazione da olio combustibile a carbone dei due gruppi della centrale di Fiume Santo, di proprietà della società Endesa, e inizia una tiritera che abbiamo visto come si è conclusa, dopo di che il Presidente annuncia di essere assolutamente contrario all'eolico. E' di questi giorni il cambiamento di rotta, il vento gira in un'altra direzione, e oltre a far girare le pale inizia a far girare anche qualcos'altro! E allora, non è che noi dobbiamo essere legati agli umori politici, economici e relazionali del presidente Soru, questo non è assolutamente tollerabile! Bisogna dirle queste cose e bisogna anche ascoltarle e meditarle, perché sono fondamentali per quello che noi stiamo, oggi, discutendo. Perché sono fondamentali? Qualcuno di voi, forse perché distratto, si è dimenticato - ma qualche collega l'ha accennato - o non si è accorto degli emendamenti che riguardano il successivo comma 8 dell'articolo 12, che, guarda caso, è stato sospeso. Questo comma inizia col dire che la Regione acquisisce, al costo di 4 milioni di euro, le due centrali idroelettriche dell'ENEL. Ce ne siamo dimenticati di questo aspetto? Ci siamo dimenticati che è questo che ha generato il primo problema all'interno del Consiglio e della maggioranza? Non ce ne dobbiamo dimenticare: 4 milioni di euro per due centrali idroelettriche sulla diga del Tirso, o di Eleonora, sul lago Omodeo. A bilancio, quelle centrali hanno un certo prezzo. L'Assessore ha detto che è una transazione, ma l'Enel non accetta 4 milioni di euro per due centrali che ne sono costate 40! Non è possibile accettare un ragionamento di questo genere e non è possibile pensare che la Regione Sardegna si trasformi, oggi, in un produttore di energia. Però, da lì siamo partiti e abbiamo portato tutto quanto all'articolo 16, poi sospeso, e sappiamo il perché: non si potevano presentare emendamenti, quindi si è rimandato tutto a due giorni dopo in modo da poter presentare l'emendamento di sintesi numero 973, che probabilmente non soddisfa ancora le esigenze di tutti. Non le mie, perché io contrario ero e contrario rimango a questo tipo di impostazione.
E allora, perché parlare solo delle cose di cui vuole parlare l'onorevole Davoli, e cioè di energia pulita o degli obiettivi del protocollo di Kyoto sul clima? Non ci crede più nessuno, onorevole Davoli, non è così che si risolvono i problemi, ci vogliono atti concreti, bisogna dire la verità, non nascondersi. Onorevole Davoli, il comma 2 dice che le quote di energia "sono assegnate ai produttori di energia e/o imprese", quindi non fa differenze. Guardi che cosa dice, invece, l'emendamento numero 973: "La Regione… potrà stipulare con primari operatori in possesso di qualificata esperienza nel settore dell'energia rinnovabile eolica", gli si sta dando già una targa, stiamo già dicendo chi è o chi sono. Il Consiglio regionale non si può prestare a questo, non è ammissibile che si mascherino nomi e cognomi all'interno di questo emendamento, io non sopporto un fatto di questo genere. Allora perché ho fatto il ragionamento sul presidente Soru, nel suo iter di vagabondo dell'energia? Non lo posso definire diversamente, perché ha vagabondato, è stato detto anche qui. Oggi è ancora presto per il fotovoltaico o per l'energia solare. Credo, quindi, colleghi, che questo argomento contenuto nella finanziaria vada ritirato immediatamente dalla Giunta. Non è possibile che noi continuiamo a discuterne, perché questa è l'ennesima buccia di banana, su cui voi scivolerete, così come siete scivolati su tante altre cose. Certo non siamo scivolati noi del Consiglio, che le cose le diciamo sempre, però di scivoloni se ne sono visti tanti in giro! Leggete le cronache dei giornali e vedrete che titoloni ci sono sugli scivoli!
E allora, siccome io non voglio scivolare, ho motivato la mia contrarietà, spero che lo facciano anche altri, spero che lo facciate anche voi, ma avallare un emendamento come questo, una politica energetica come questa, credo che sia veramente il peggio del peggio.
Non ho capito, Presidente, se sono scaduti i dieci minuti previsti o se il tempo è scaduto per volontà sua. Se è scaduto per volontà sua, vado avanti, se invece sono trascorsi dieci minuti, la ringrazio per avermi dato la possibilità di parlare. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, colleghi, innanzitutto mi associo alle osservazioni fatte da ambo gli schieramenti di quest'Aula sull'importanza di questo dibattito e anche sulla necessità di approfondirlo e di non limitarlo a un angusto dibattito nelle pieghe della legge finanziaria. Anch'io credo che sia importante portare il Piano energetico all'attenzione del Consiglio, e magari anche della Commissione, per approfondirne la discussione. Ritengo che sia un'esigenza di tutti e voglio anch'io associarmi a questa richiesta. Intendo toccare pochi temi, perché voglio autolimitarmi e rimandare alcune questioni ad altri momenti.
E' indubbio che la Sardegna, per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica, l'efficienza della rete e i consumi elettrici non sia all'avanguardia in Italia. Abbiamo consumi di energia pro capite - l'ha ricordato qualche collega - che sono del 36 per cento più alti della media italiana, abbiamo emissioni di CO2 nell'atmosfera superiori di oltre il 40 per cento alla media nazionale. Basterebbe, quindi, riportare ad efficienza il nostro sistema energetico, rendere più efficiente la nostra rete. Certo, lo si può fare fino a un certo punto, perché sappiamo che ci sono le industrie energivore, che il nostro territorio ha una bassa densità di popolazione, ma sicuramente uno degli obiettivi prioritari del Piano energetico dovrebbe e può essere quello di migliorare l'efficienza del sistema e garantire risparmi energetici maggiori. Circa 25 milioni di tonnellate di CO2 vengono emessi ogni anno nell'atmosfera; se tornassimo agli standard nazionali, senza quote di eolico, senza energie rinnovabili, semplicemente mettendo a regime il sistema attuale, potremmo ridurre tale emissione a 15 tonnellate, cioè, al di là di qualsiasi beneficio ottenibile con qualsiasi quota di energia alternativa, potremmo andare molto oltre la quota del 22 per cento indicata dal protocollo di Kyoto.
Detto questo, a cui credo si possa soltanto aggiungere la necessità di discutere il Piano energetico, segnalo all'Assessore che tra i cinque obiettivi di questo piano, non c'è il risparmio. Non c'è il risparmio! Si parla di edifici e di tante altre cose, ma il risparmio energetico e la maggiore efficienza della rete non sono delle priorità del Piano energetico.
Io credo che sia necessario fare chiarezza su quella che è una grande verità a proposito dell'energia eolica, e non parlerò d'altro perché il resto lo rimando all'Assessore. Allora dobbiamo chiarirci, cari colleghi, lo dico anche al Capogruppo dei D.S., che sta riflettendo e continuando una discussione che interessa a tutti noi. Va chiarito che aumentare la produzione di energia eolica in Sardegna oltre i 550 megawatt, SACOI o non SACOI, cavo o non cavo, non scaccia un solo chilogrammo di CO2 prodotto in questa regione. E questo per un fatto molto semplice: comunque sia, all'interno di un sistema come quello sardo o quello italiano, prendete il sistema che volete, ma che comunque sarà chiuso, la quantità di energia discontinua, come quella eolica, non può eccedere certi valori. In particolare, per quanto riguarda le potenze di picco, il Gestore della rete di trasmissione nazionale (GRTN) prevede circa il 30 per cento in più rispetto al picco di potenza stabilito, cioè 1.750 megawatt, quindi, SACOI o non SACOI, una quantità maggiore di energia eolica non abbassa i consumi derivanti dall'utilizzo di altre fonti. Questo ce lo dobbiamo dire e lo dobbiamo chiarire. Allora dobbiamo scegliere se vogliamo o no diventare esportatori di energia eolica nel resto d'Italia, se vogliamo o no diventare la fattoria eolica d'Italia, io dico la pattumiera eolica d'Italia. Se la scelta è diventare la fattoria eolica d'Italia, cioè che altre regioni utilizzino la nostra energia eolica e quindi abbiano il beneficio di non produrre CO2, dobbiamo chiederci quali sono i benefici per la nostra regione. Io non parlo di impatto paesaggistico, anche se è un tema che mi sta molto a cuore, ma parlo di modello di sviluppo, perché quel modello di sviluppo nefasto, che prevedeva di disseminare duemila torri eoliche nel territorio, non aveva come conseguenza solo un impatto paesaggistico, perché le torri eoliche si elevano sino a 150 metri d'altezza, ma anche un impatto sul modello di sviluppo. Io sono anche tra quelli che non credono che le pale eoliche vadano collocate nelle aree industriali, perché se io innalzo delle torri eoliche nell'area industriale di Macchiareddu creo un impatto su una zona pregiata come quella delle colline di Monte Arcosu o dei monti di Capoterra, creo comunque un impatto sul modello di sviluppo rurale, sull'agricoltura e sulle attività economiche in genere che si possono esercitare in quella zona. Allora credo che se si deve aumentare la produzione di energia eolica vi debba essere un tornaconto, un beneficio concreto in termini sociali ed economici. L'eolico non deve fare la fine delle foreste primarie, che abbiamo svenduto per un piatto di polenta a chi intendeva bruciarle per produrre carbone; non deve diventare come le miniere che abbiamo dato in concessione per poche lire in cambio di qualche posto di lavoro. Ma siccome la materia prima dell'eolico sono i grandi spazi, il vento, se decido di aumentarne la capacità, visto che non dà un beneficio ambientale, lo devo fare in cambio di un ritorno economico e sociale. Ed è per questo che sono totalmente d'accordo con la logica del bando: se eolico deve essere, visto che non ne ricaviamo un beneficio ambientale in termini di emissioni di CO2, che vi sia in cambio un tornaconto economico.
Ci ha spiegato molto bene l'onorevole Sanna che questa è una tecnologia matura, dove non c'è il rischio di impresa, basta avere i capitali. E' una specie di macchina da soldi, metto i capitali e incasso i soldi senza rischio. Prima di consegnare una rendita a qualcuno, credo che dobbiamo diventare azionisti di questa intrapresa e portare dei benefici concreti alla nostra comunità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Anch'io, signor Presidente, vorrei rimarcare il piacere di partecipare a questo dibattito; un dibattito molto serio. Ho seguito con grande attenzione gli interventi di tutti i colleghi e mi rammarico di dover sottolineare anch'io che l'Aula sta trattando con molto interesse questo argomento (qualcuno l'ha definito l'argomento più interessante della finanziaria), ma questo può essere un aspetto positivo o negativo: è positivo che se ne parli ed è estremamente negativo che se ne parli in finanziaria. E' estremamente negativo che questo argomento sia contenuto nella finanziaria regionale e non sia, invece, oggetto di una discussione piena, continua, monotematica sul problema energetico, sul Piano energetico ambientale regionale, sulle scelte energetiche che la nostra Isola deve fare. Questo è un dato talmente negativo che, a mio avviso, toglie molto al dibattito e alla necessità di tempo, confronto, dati, osservazioni e studi che possono consentire a quest'Aula di scegliere per il meglio. Però siamo costretti a parlarne; siamo costretti a parlarne tutti, Consiglio e Giunta, in maniera - ne sono convinto - libera e determinata. Abbiamo la possibilità di dimostrare che non è vero che sia in atto una trasformazione dell'Assemblea legislativa in un consiglio di amministrazione e, quanto meno, se questo consiglio di amministrazione ha da esistere, non sia gestito dall'amministratore unico, ma da un amministratore delegato, perciò, a scalare, le situazioni peggiori.
Di fatto, concordando molto sulle osservazioni che ha fatto il collega Davoli, mi permetto, per non ripetere alcune osservazioni condivisibili, che ovviamente sono agli atti e chi vorrà le potrà leggere, di esaminare anche un altro aspetto dell'interessante dibattito che si sta svolgendo questa sera. Allora, noi stiamo parlando di energia eolica; praticamente, i parchi eolici in gioco, bloccati, sono circa venticinque: tolti i due di Villaurbana e Uta, che sono in costruzione, altri diciotto parchi non saranno mai costruiti, perché non hanno le necessarie autorizzazioni e anche perché spesso contrastano con le volontà dei comuni del territorio; altri tre parchi, quelli di Villamassargia-Narcao, Teulada e Scano Montiferro dispongono di quasi tutte le autorizzazioni, ma presentano alcuni problemi; solo quello di Alà dei Sardi-Buddusò possiede, invece, tutte le autorizzazioni necessarie. Di fatto, noi stiamo facendo questo gran parlare per bloccare la realizzazione di quattro nuovi parchi eolici, per un totale di 330 megawatt, che ci consentirebbero di centrare l'obiettivo previsto per la Sardegna, entro la scadenza del 2010, dal ricordato protocollo di Kyoto. Questi stessi parametri sono previsti in ciò che per il momento non esiste, ma di cui conosciamo l'esistenza, cioè nel Piano energetico. Quindi potremmo diventare una regione virtuosa, al pari, per esempio, della Valle d'Aosta, che è considerata tale per i parametri raggiunti. Diversamente, possiamo continuare a dire che si può raggiungere la quota di 330 megawatt in tre anni - ma tutti sanno che è impossibile -, producendo 80 megawatt, come previsto nel Piano energetico, attraverso il solare termodinamico, che è ancora in fase di sperimentazione, 15 megawatt da biomasse e gas, 135 megawatt da biomasse-legno, che è un sistema sperimentale non ancora avviato, e 100 megawatt da fotovoltaico, cosa matematicamente impossibile e irreale. Basti pensare che in Italia si sono prodotti 50 megawatt in dieci anni! Credo, perciò, che possiamo considerare queste aspettative utopistiche.
Un altro dato, guardando all'Europa: con l'eolico e le altre energie rinnovabili in Europa, negli ultimi dieci anni, si sono creati esattamente - esattamente, non al punto preciso - oltre 200 mila posti di lavoro. Questi sono dati che si aggiungono a quelli che sono stati evidenziati e ben riportati dai colleghi.
Vorrei fare alcune altre osservazioni generali per dire che non condivido - ma ovviamente ho necessità di maggiori approfondimenti anche per correggere la mia posizione sul problema - e considero non corretta l'impostazione di fondo della problematica dei parchi eolici. La Regione, sia nel PPR sia nella finanziaria, appunto, si preoccupa, innanzitutto, di limitare il numero di impianti eolici, ritenendo di doverli diminuire. Limitando, quindi, la realizzazione di parchi eolici, la Regione Sardegna sta provvedendo in senso diametralmente opposto al fine perseguito da convenzioni internazionali sottoscritte dall'Italia, da direttive e atti comunitari e dal legislatore nazionale. Invero, con le norme internazionali pattizie o comunitarie o nazionali, che si occupano del tema dell'eolico, si vuole promuovere il più possibile tale metodo di produzione di energia elettrica, ma i trattati sulla materia indicano solamente obiettivi minimi da raggiungere e mai obiettivi massimi. Vi risparmio tutti i dati, le delibere e le direttive della Comunità europea, con i riferimenti al protocollo di Kyoto.
Credo che sia presto per decidere e assumere determinazioni quali quelle riportate nell'emendamento sostitutivo totale, e lo dico non per scelta politica, sicuramente, lungi da me, ma perché ritengo che sia oltremodo necessario sgombrare il campo da illazioni. Dobbiamo noi stessi costruire una maggiore preparazione e conoscenza e chiedere maggiori supporti, per addivenire a una soluzione, a una determinazione che possa costituire realmente quello che vuole l'onorevole Porcu, che voglio io, che vogliono gli onorevoli Sanna, Davoli e quant'altri, e cioè il meglio, la soluzione migliore, non perfetta, ma che possa realmente rappresentare una salvaguardia ambientale per la nostra Isola e anche un'avanguardia per quanto riguarda la produzione di energia, i costi, gli investimenti e l'ambiente stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria.
RAU, Assessore tecnicodell'industria. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, oggi si è iniziata questa discussione sull'eolico dicendo che forse non è stata valutata la ricchezza di un patrimonio come quello del vento, e io su questo non sono proprio d'accordo. L'articolo 16 è stato proposto così come formulato proprio perché ci rendiamo conto del valore del vento; abbiamo valutato la ricchezza di questa fonte energetica e l'abbiamo valutata cercando di massimizzarne le ricadute sul nostro territorio, tema che in precedenza non era stato considerato. Sono stati forniti dei dati ed è interessante vedere, comparato al dato di tutti i paesi europei, quindi dell'Europa dei 25, il tasso interno di rendimento della fonte eolica. Considerando le politiche incentivanti e considerando che i certificati verdi hanno una validità di dodici anni (ma sapete tutti che con piccoli accorgimenti il periodo di validità può raddoppiare), l'Italia ha un tasso di rendimento del 19,5 per cento, seguono la Grecia con il 16,4 per cento, la Spagna con il 16,3 e la Svezia con il 13,3; gli altri paesi sono proprio lontani. Circa 280 megawatt di energia eolica erano già autorizzati e vorrei avere davanti le famiglie o le imprese che hanno avuto un centesimo di sconto sulla tariffa energetica loro applicata.
Io credo che l'articolo proponga proprio una politica che incentiva l'eolico come fonte di energia rinnovabile, certo valutandone i limiti tecnici, oggi che ancora il sistema è fermo. Il Gestore della rete di trasmissione nazionale, nel settembre 2004, ci ha consegnato un documento che ci dice che fino a quando non sarà realizzato il SAPEI non possiamo immettere in rete energia eolica in quantità superiore a quella indicata nel Piano energetico ambientale regionale, se vogliamo che la rete sia stabile; e credo che una rete stabile sia una tutela per le famiglie e per le nostre imprese. Noi sappiamo, e quest'Aula ne ha discusso varie volte, che abbiamo un sistema energivoro importante per la nostra industria, per il sistema economico regionale, per il quale dobbiamo individuare una soluzione, perché le imprese hanno costi di energia talmente elevati che rischiano di essere estromesse dal mercato. Dobbiamo, quindi, agire in direzione della salvaguardia dell'occupazione, di aree importanti e di settori economici altrettanto importanti. Penso all'industria del Sulcis, che detiene la gran parte del sistema energivoro della nostra regione e penso anche alla filiera della chimica, al settore del cloro e dei cloroderivati.
Quindi, che cosa abbiamo fatto noi con questo articolo? Abbiamo intanto detto che una riserva strategica di questa energia deve servire per procurare benefici alle imprese energivore fornendo loro energia a basso prezzo. Il tanto citato accordo con l'Enel, che non è ancora firmato, ma è in fase di definizione, prevede proprio che l'Enel, a fronte dei 160 megawatt di energia eolica autorizzati (con la rinuncia alla parte che era stata già autorizzata in siti dal punto di vista paesaggistico molto importanti per noi), fornirà alle imprese energivore 550 gigawattora a prezzi competitivi rispetto a quelli praticati negli altri paesi europei. Questo ci consentirà di mantenere i livelli occupativi e consentirà alle imprese di restare sul mercato per gli anni necessari a definire una soluzione strutturale. Il consolidamento di queste imprese è importantissimo per l'occupazione, per le nostre famiglie e per il nostro sistema industriale. Credo anche che noi vogliamo non soltanto rispondere agli obiettivi del protocollo di Kyoto, ma addirittura incentivarli, e alcuni articoli di questa finanziaria, che sono stati già approvati dal Consiglio, ne sono la dimostrazione.
Si è parlato del fotovoltaico. Il fotovoltaico, intanto, non è una tecnologia in fase di sperimentazione, al contrario sta conoscendo, in Europa, un tasso di crescita del 30 per cento. In Italia, con il provvedimento predisposto dal Ministero dello sviluppo economico, il tasso interno di rendimento è il più elevato rispetto a tutti gli altri paesi europei. Il tasso di rendimento in Italia è del 18,8 per cento, seguono la Germania, con il 18,5 per cento, l'Austria, con il 15 per cento, e la Spagna, con il 12 per cento. Inoltre, questa tecnologia può avere ricadute molto importanti sull'occupazione, per cui concentrare le risorse finanziarie per supportare questa tecnologia significa anche attrarre imprese energivore. Quindi noi abbiamo cercato, con la proposta contenuta nell'articolo 16, di porre in essere una politica energetica che sia funzionale al nostro sistema produttivo, che riduca i prezzi e renda competitive le imprese. Vogliamo spingere e diversificare la politica energetica con tutte le fonti alternative, soprattutto favorendo quelle che hanno le massime ricadute sul nostro sistema industriale.
Per quanto riguarda l'esame in Consiglio regionale del Piano energetico, devo dire che il confronto su questo documento non è mai stato negato. Io mi sono recata, onorevole Scarpa, nel territorio da cui lei proviene più volte, sono andata a Porto Torres per discutere del Piano energetico e dell'accordo con la società Endesa con le parti economiche e sociali e anche con i cittadini. E l'accordo con Endesa e i programmi di sviluppo vanno assolutamente in questa direzione, proprio per consentire alla filiera del cloro e dei cloroderivati, che è un pezzo importantissimo dell'industria non solo sarda, ma anche nazionale, di poter continuare a operare nel nostro mercato. Il nostro Piano energetico è stato discusso nella Commissione consiliare e quando il Consiglio lo riterrà opportuno potremo fare tutte le discussioni che volete sulle politiche energetiche e sulle politiche che la Giunta vuole attuare in questo campo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, sugli emendamenti numero 893, 12, 890, 895, 10, 131, 11 e 676, esprimo parere contrario; sull'emendamento numero 947, che è un emendamento all'emendamento numero 928, sostituito poi dall'emendamento numero 973, il parere è favorevole. Invito i presentatori a ritirare l'emendamento numero 894, su cui il parere è comunque contrario. Ci sono, poi, gli emendamenti trasferiti da altri articoli: sugli emendamenti numero 42 , 59, 124, 193, 196 e 197 il parere è contrario; sull'emendamento numero 77 è favorevole; il parere sull'emendamento numero 905 era stato rimesso all'Aula.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Scusi, presidente Cucca, non ho seguito.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere sugli emendamenti numero 905, per il quale manca la copertura finanziaria, e 919 era stato rimesso all'Aula; sugli emendamenti numero 43, 44, 898 e 637 esprimo parere contrario; il giudizio sull'emendamento numero 933 era stato sostanzialmente sospeso, perché manca la copertura finanziaria, attendo quindi che venga indicata.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, il parere della Giunta è conforme a quello del relatore di maggioranza. Per quanto riguarda gli emendamenti rimessi all'Aula, voglio ricordare che nella discussione in Commissione si era detto che le indicazioni contenute negli emendamenti numero 905 e 919 potevano trovare risposta nell'ambito dei programmi che vengono definiti dall'Assessore competente.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento numero 933 la copertura finanziaria è la seguente: 2 milioni e 500 mila euro a valere sulla UPB S08.01.003, voce 2, e 2 milioni e 500 mila euro a valere sulla UPB S08.01.004 relativa ai fondi di perenzione.
MARROCU (D.S.). Oltre al numero del capitolo, ci può indicare anche il fondo?
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La voce 2 riguarda il fondo nuovi oneri legislativi e la UPB S08.01.004 i fondi di perenzione.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 893.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei avere una conferma sull'ordine dei lavori. Dovremmo votare l'emendamento numero 973 adesso?
PRESIDENTE. No, il numero 893.
CAPELLI (U.D.C.). Ma l'emendamento numero 973, della Giunta, è sostitutivo totale dell'articolo 16?
PRESIDENTE. Sostituisce gli emendamenti numero 928 e 947.
LOMBARDO (F.I.). Si votano prima i soppressivi totali e poi i sostitutivi totali.
CAPELLI (U.D.C.). Ho capito, prima i soppressivi totali.
PRESIDENTE. Esatto.
CAPELLI (U.D.C.). La mia domanda è questa: l'emendamento sostitutivo totale numero 973, qualora approvato, fa decadere tutti gli emendamenti fuorché gli aggiuntivi?
PRESIDENTE. Esatto. Onorevole Capelli, vengono votati nell'ordine gli emendamenti sostitutivi totali numero 12 e 890, perché sono uguali, 895 e 973. Se viene approvato l'emendamento numero 973 chiaramente gli emendamenti successivi decadono.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzione)
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io mi sono iscritta.
ARTIZZU (A.N.). No, no, mi sono iscritto io prima!
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, io leggo chiaramente l'ordine di iscrizione, ce l'ho qui!
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ho chiesto prima io la parola.
ARTIZZU (A.N.). Devo intervenire sulla modalità di voto, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 893.
PRESIDENTE. Informo i colleghi che in questo caso possono essere fatte solo dichiarazioni di voto per astensione.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Presidente, chiedo la verifica dell'ordine cronologico delle iscrizioni.
PRESIDENTE. Io posso verificarlo nella videata del monitor. Comunque sia, collega Sanna, chi chiede di intervenire sulla modalità di voto ha la priorità.
Mi pare che non ci sia nessun Segretario della minoranza.
DIANA (A.N.). E' aperta la votazione?
PRESIDENTE. Non appena siamo pronti, onorevole Diana. Onorevole Salis, può intervenire solo per dichiarare l'astensione.
Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Presidente, i colleghi Balia e Masia, che sono assenti in questo momento, mi hanno autorizzato a ritirare l'emendamento numero 893.
CAPPAI (U.D.C.). Siamo già in fase di votazione, non è possibile!
PRESIDENTE. Onorevole Salis, i firmatari dell'emendamento sono gli onorevoli Masia, Balia e Maninchedda e solo uno dei tre può ritirarlo.
CAPPAI (U.D.C.). Si legga il Regolamento!
CUGINI (Sinistra Autonomista). Ma lasci presiedere!
PRESIDENTE. La prego, onorevole Cappai. Se i colleghi stanno al proprio posto, procediamo alla votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 893.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 58
maggioranza 30
favorevoli 19
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.)
Metto in votazione gli emendamenti numero 12 e 890, che sono uguali.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Dichiaro, Presidente, il mio voto a favore dell'emendamento numero 12, che è sostitutivo totale, ovviamente, dell'articolo 16 e che, a mio giudizio, potrebbe restituire, nell'ambito delle considerazioni che sono state fatte nella discussione sull'articolo, l'obiettivo strategico della politica energetica in Sardegna.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue PISANO.) In particolare, non viene indicato il limite, il cosiddetto tetto di produzione energetica da fonte eolica, che invece è posto nell'articolo 16 e anche nell'emendamento di sintesi numero 973, per le ragioni che sono state esposte, esattamente per il problema che lo stesso Assessore dell'industria ha ammesso esistere e che in maniera molto, ma molto precisa, certifica che noi, da qui al 2010, non potremo nel modo più assoluto rispettare il protocollo di Kyoto e quindi produrre il 22 per cento della nostra energia elettrica da fonti rinnovabili. L'Assessore l'ha detto e l'ha certificato, perché dall'attuale 4,1 per cento di produzione di energia da fonti rinnovabili salire al 22 per cento in soli due anni è impossibile, tanto più che il problema relativo alla produzione di energia da fonte fotovoltaica non ci consentirebbe assolutamente di recuperare il ritardo rispetto alle altre regioni italiane e soprattutto rispetto alle indicazioni dell'Unione Europea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Presidente, ritiro gli emendamenti numero 895 e 894.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io invece manterrò l'emendamento, perché dopo la discussione che si è svolta, tenendo conto degli apporti che sono venuti - mi riferisco in particolare a quelli degli onorevoli Sanna, Davoli e tanti altri -, ritengo che esistano, all'interno di questa proposta, degli aspetti positivi, perché ciò che a me non convince assolutamente della proposta della Giunta è quella che si configura, in sostanza, come una posizione dominante dell'Enel, in contrasto con il regime di liberalizzazione della produzione di energia eolica, e il fatto che la fornitura alle aziende energivore di energia a basso costo è limitata a soli quattro anni. E poi, in buona sostanza, c'è anche il pericolo che, in questo modo, diventi suscettibile di incostituzionalità anche la legge finanziaria. Per queste ragioni mantengo l'emendamento numero 890, sul quale voterò a favore. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io annuncio il voto favorevole all'emendamento numero 12, che è uguale al numero 890. Vorrei, però, sottolineare come la certezza di politica energetica della Giunta e della maggioranza nell'ultimo mese e mezzo sia cambiata cinque volte: c'è stata una prima stesura dell'articolo 16, che è stato esaminato in Commissione, dove con una votazione sono stati eliminati due commi (ovviamente, votazione fatta dalla maggioranza); poi ci sono state una seconda stesura, con l'emendamento numero 928, una terza stesura, con l'emendamento numero 947, e infine un'ultima stesura. Allora, se la certezza di politica energetica della maggioranza cambia cinque volte in un mese e mezzo, in assenza sostanziale di un piano energetico, stiamo freschi! E se le indicazioni di sviluppo sono quelle per cui l'inquinamento estetico che un eventuale ricorso all'energia eolica comporta è tale da turbare i sogni dei sardi, insomma, vorremmo che la Giunta andasse a spiegarlo, insieme con la maggioranza, a Paringianu o negli altri posti dove le centrali inquinanti, che utilizzano materiali ben differenti dal vento, provocano danni per la salute della popolazione e di tipo ambientale incalcolabili rispetto a quelli derivanti dall'inquinamento estetico. Credo che se il premio Attila dovesse essere assegnato anche in Sardegna, la maggioranza di centrosinistra e la Giunta concorrerebbero con buone possibilità di vincere.
(Non sono approvati)
Assessore, l'emendamento numero 947 è ritirato e sostituito dall'emendamento numero 973?
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ci sono da fare due correzioni formali. La prima al comma 1, ultima riga, dopo le parole "stabiliti dal presente articolo e con le modalità di cui al comma 2" sono aggiunte le parole "e comma 3". La seconda correzione è meramente formale: sempre al comma 1, poiché in verità l'articolo non parla di piano ma di studio specifico, la parola "piano" è sostituita con "studio specifico".
PRESIDENTE. Va bene.
ARTIZZU (A.N.). Presidente!
PRESIDENTE. Le darò poi la parola, onorevole Artizzu.
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, devo intervenire sulla modalità di voto!
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, ci sono altri due iscritti a parlare prima di lei.
ARTIZZU (A.N.). Ma intervengo sulla modalità di voto!
PRESIDENTE. Sì, ma la modalità di voto non ha la precedenza, anzi!
(Interruzioni)
No, non è così, non c'è bisogno dei funzionari del Consiglio, siamo in condizioni di valutarlo anche da soli.
Onorevoli colleghi, siamo in sede di dichiarazioni di voto, va bene?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il punto del Regolamento che intendo richiamare è quello che riguarda la richiesta di parlare sulla modalità di voto. C'è una prassi e, se non sbaglio, c'è anche una disposizione regolamentare che prevede che la richiesta di votazione segreta abbia la precedenza.
PRESIDENTE. Purtroppo non è così, onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Se non c'è niente di scritto, comunque c'è una prassi consolidatissima.
PRESIDENTE. Purtroppo non è così. Se, poi, anche un Segretario della minoranza si accomoda al banco della Presidenza, questo ci aiuta.
Siamo in sede di dichiarazioni di voto, capisco quale sia il problema, però non posso venire incontro, nel senso che il Regolamento non consente la precedenza della richiesta sulla modalità di voto. Io do la parola secondo l'ordine di iscrizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole mio e del Gruppo Progetto Sardegna e anche per chiedere la votazione nominale. Così ho chiesto anche la modalità di voto e siamo a posto.
(Interruzioni del consigliere Cappai)
PRESIDENTE. Colleghi, non è possibile, anche perché non sono io che determino...
ARTIZZU (A.N.). Lasci perdere quel che è possibile o non è possibile!
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, se vogliamo scherzare possiamo scherzare anche su una cosa seria. Va bene?
Andiamo avanti, colleghi, così come prevede il Regolamento. Per fortuna abbiamo un sistema elettronico di iscrizione, quindi nessuno può dire di non aver visto o di aver visto male.
ARTIZZU (A.N.). Glielo stanno dicendo anche dai banchi della maggioranza!
CUGINI (Sinistra Autonomista). Ma leggi il Regolamento!
PRESIDENTE. Che cosa? Ma, scusate, colleghi, se l'onorevole Porcu volesse chiedere la votazione a scrutinio segreto questo è un punto. Se, poi, si vuole intendere che chi vuole chiedere questo tipo di votazione ha la precedenza, questo non esiste, va bene? Non è mai esistito!
PIRISI (D.S.). E' esistito, invece, Presidente, mi scusi!
CAPELLI (U.D.C.). Non ne ha il coraggio, l'onorevole Porcu!
ARTIZZU (A.N.). Ha chiesto la votazione nominale!
PRESIDENTE. Ripeto, non è mai esistito nel Regolamento. Va bene?
Allora, se l'onorevole Porcu vuole chiedere la votazione a scrutinio segreto, benissimo. Non dichiari il voto, onorevole Porcu, se non vuole dichiararlo, se questo è il problema, ma questa è una decisione.
DIANA (A.N.). Lo ha già dichiarato!
PRESIDENTE. Abbia pazienza, scusi un attimo, onorevole Diana, quando lei vorrà spiegarci il Regolamento lo potrà fare. L'importante è non dichiarare il voto. Appunto, appunto. Quindi, l'onorevole Porcu, se vuole, può chiedere la votazione a scrutinio segreto o non fare nessuna dichiarazione.
DIANA (A.N.). Ha chiesto la votazione nominale!
PRESIDENTE. Onorevole Diana, mi lasci fare.
Onorevole Porcu, se vuole può non dichiarare il voto.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, io ho già dichiarato il mio voto. Non ho mai chiesto il voto segreto nell'esercizio della mia attività in questo Consiglio e mi auguro di non doverlo chiedere mai.
Quindi il voto sull'emendamento numero 973 è favorevole anche da parte del nostro Gruppo e ne approfitto per chiedere...
DIANA (A.N.). Sei di una scorrettezza unica! Sei falso! Hai chiesto la votazione nominale!
PORCU (Progetto Sardegna). La scorrettezza la lasciamo da parte. Non ho difficoltà a confermare la richiesta. Non so chi sia scorretto, chi non rispetta le precedenze e accusa gli altri o chi cerca di svolgere in quest'Aula il proprio compito e di esprimere una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22 e 38, viene ripresa alle ore 22 e 43.)
PRESIDENTE. Colleghi, per evitare di contraddirsi e di contraddirci a distanza di cinque minuti, poiché il presidente Rassu aveva già fornito all'Aula un'interpretazione in merito alle richieste di parlare sulla modalità di voto, proseguiamo con questa interpretazione, e quindi torniamo indietro.
Regione (Legge finanziaria 2007)" (274/S/A)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale dei primi tre commi e la votazione a scrutinio segreto del quarto comma.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Invito un Segretario della minoranza ad accomodarsi al banco della Presidenza. Se non c'è un Segretario, prego un consigliere della minoranza di svolgere temporaneamente le funzioni di Segretario. E' stata richiesta la votazione nominale dei primi tre commi e la votazione a scrutinio segreto del quarto comma, pertanto si possono fare dichiarazioni di voto sui primi tre commi e solo dichiarazioni di voto di astensione sul quarto comma.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Prima un chiarimento sull'emendamento: il primo comma, ultima riga, parla di "quantitativi stabiliti dal presente articolo". Poiché l'articolo non stabilisce alcun quantitativo, o si elimina completamente l'espressione "sempre nel limite dei quantitativi stabiliti dal presente articolo" oppure si sostituiscono le parole "stabiliti dal presente articolo" con "stabiliti dal Piano energetico regionale".
Seconda questione, l'assessore Dadea ha proposto di inserire, dopo le parole "con le modalità di cui al comma 2", "e al comma 3", io propongo di sostituire "e" con "o", perché si tratta di due modalità differenti.
Colgo l'occasione per fare la mia dichiarazione di voto. Con queste due modifiche io, e penso di poter parlare a nome di tutto il Gruppo, voterò a favore di tutti e tre i commi che sono adesso in discussione. Preciso che per noi è importante che i massimali di produzione di energia eolica non vengano fissati in legge, ma siano fissati nel Piano energetico, il quale, ovviamente, può essere rivisto e modificato, in particolare quando avremo certezza sulla data di entrata in funzione del cavo SAPEI e quindi sulla possibilità di esportare energia. In particolare, perché il Piano energetico può necessitare di modifiche e aggiornamenti? Perché magari per quanto riguarda le altre fonti di energia, si pensi alle biomasse e al fotovoltaico, potrebbero non essere raggiunti quegli obiettivi che nel Piano energetico ci si è posti, e magari c'è la richiesta di una maggiore produzione di energia eolica. Quindi non fissare nel primo comma di questo articolo il limite di 550 megawatt, ma fare riferimento al Piano energetico per noi è una modifica importante.
PRESIDENTE. Prego, concluda.
MARROCU (D.S.). Per quanto riguarda i commi 2 e 3 c'è un elemento importante che noi valutiamo estremamente positivo. Il comma 2 consente di affrontare e risolvere un annoso problema che riguarda un'azienda energivora molto importante, mi riferisco alla Portovesme S.r.l., per un territorio della Sardegna, e cioè per il Sulcis. La possibilità che l'installazione di impianti eolici consenta di ottenere importanti benefici per le aziende di quel territorio, a noi pare un fatto estremamente positivo. Vi è, inoltre, la possibilità che in Sardegna sia prodotta altra energia eolica e la si possa assegnare attraverso bandi che mettano a confronto le diverse imprese in rapporto ai maggiori benefici offerti per le popolazioni. Vorrei fare un'ultima precisazione: è importante che la Giunta acceleri la definizione delle aree di pregio paesaggistico su cui non si possono ubicare parchi eolici, ai sensi dell'articolo 112 del Piano paesaggistico regionale. Concordo con la Giunta sulla necessità di evitare di impiantare torri eoliche in zone di pregio paesaggistico e sul fatto che ci debbano essere dei benefici per le imprese e le popolazioni dei territori dove, invece, tali torri saranno sistemate, sono tuttavia favorevole all'incentivazione dell'eolico in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, lei ha accolto una decisione del presidente Rassu, e io non ho niente da dire o da precisare su questo. L'unica cosa che voglio segnalare è che l'accoglimento di quella decisione, presa senz'altro in buona fede, senza nessuna malizia, non deve costituire un precedente. Stasera è stata data questa interpretazione, ma vorrei che domani venisse confermata un'interpretazione che non metta in difficoltà i colleghi che si iscrivono a parlare per primi, perché il Presidente non conosce l'opinione che ciascuno di essi esprimerà. Può essere che il primo consigliere intervenga sulla modalità di voto, che sia favorevole, contrario o intenda astenersi.
Quindi, io concordo con lei, Presidente, su questa lettura, ma la pregherei di stabilire una prassi, in accordo con i due Vicepresidenti, per evitare che ci siano comportamenti difformi da parte della Presidenza del Consiglio.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, proviamo a procedere. Il suo voto, onorevole Cugini?
(Interruzioni)
CUGINI (Sinistra Autonomista). Sul quarto comma, esatto. Io ho chiesto di intervenire in riferimento alla modalità di voto, sui commi in votazione non mi sono pronunciato né contro né a favore, perché mi asterrò.
LOMBARDO (F.I.). Presidente, chiedo di parlare sul Regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, su quale parte del Regolamento intende parlare? Va bene, ma non è aperta una discussione sul Regolamento. Colleghi, urlare non va bene!
SANJUST (F.I.). Non va bene il modo in cui presiede lei!
PRESIDENTE. Ma la pianti, onorevole Sanjust, su!
SANJUST (F.I.). La pianti lei!
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, lei intende intervenire sul Regolamento, ma siamo in sede di dichiarazioni di voto.
LOMBARDO (F.I.). Presidente, va bene, però gli interventi sul Regolamento hanno la priorità!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo, proviamo a procedere.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Dichiaro il mio voto contrario, perché le questioni di metodo e di merito che ho posto nel mio intervento non mi sembra abbiano trovato chiarimenti nella risposta dell'Assessore dell'industria, al quale voglio far presente che le modalità di informazione e di confronto dei cittadini sulle questioni di cui abbiamo parlato sono disciplinate dalla convenzione internazionale che ho citato, che prevede una precisa procedura. Non credo che la sua partecipazione a un convegno possa essere considerata un coinvolgimento dei cittadini in questa scelta, così come non credo che il fatto che la Giunta abbia trovato il consenso delle forze sociali o anche degli amministratori locali possa essere considerato un coinvolgimento dei cittadini in quella scelta. Sui contenuti di quell'accordo ci sarebbe molto da dire, ma non lo faccio in questa sede, perché non è appunto la sede opportuna per farlo.
Per quanto riguarda il Piano energetico, io ho chiesto se deve essere approvato dal Consiglio - e non se lo dobbiamo discutere - così come sono stati approvati altri atti di programmazione. Quindi, siccome ho presentato un ordine del giorno, una sua eventuale precisazione, Assessore, mi indurrebbe a ritirarlo, mentre, se la questione non venisse chiarita, dovrei mantenerlo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, dichiaro la mia astensione sull'emendamento numero 973, per molte delle ragioni che ho espresso nella discussione generale, pur apprezzando alcune modifiche che sono state apportate, non ultime quelle dell'onorevole Marrocu.
Quello che a me pare, invece, ancora dominante è una logica di moratoria sull'eolico in Sardegna, e questa prospettiva ci allontana degli obiettivi di Kyoto, perché, in qualche misura, la preferenza accordata al carbone aumenta le emissioni di inquinanti nell'atmosfera, o comunque crea questo presupposto, mentre le altre fonti di energia rinnovabili, come il fotovoltaico, il solare termico, la bioenergia e la geotermia sono in notevole ritardo.
Io avevo chiesto che di questo argomento si parlasse separatamente, attraverso un dibattito e un confronto più approfondito, come in parte si è cercato di fare stasera. Ritengo, inoltre, che in tutta questa vicenda vi siano aspetti relativi alle norme sulla concorrenza, sulla par condicio e sul regime di liberalizzazione dell'attività di produzione di energia elettrica che non possono essere trascurati. Per questi motivi, annuncio il voto di astensione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, naturalmente mi esprimo sui primi tre commi e mi astengo sull'ultimo.
Sui primi tre commi evidenzio un aspetto: sicuramente, va sottolineato, si entra nel merito di una situazione che negli anni passati è stata troppo libera, nel senso che una gestione così importante è stata lasciata, in maniera non omogenea, ai comuni senza incidere minimamente, senza far sì che la Regione potesse sovrintendere a delle opportunità anche dal punto di vista delle ricadute di tipo economico sui territori e a favore delle industrie energivore, che pure sono presenti in Sardegna. Credo che questo aspetto sia estremamente importante e lo avevo già evidenziato in Commissione.
Il comma 3 entra, in particolare, nel merito di questo aspetto e credo che, prima di tutto, se ne debba apprezzare il contenuto. Sono d'accordo con coloro che sostengono che occorre favorire la produzione di energia rinnovabile, però sono anche del parere che non sia corretto portare avanti delle scelte che comportano trasformazioni del territorio senza tener presente il patrimonio ambientale che oggi noi abbiamo. Nel Piano energetico si può sicuramente prevedere che nei prossimi anni avvenga quello che qua viene rivendicato, senza per questo danneggiare il territorio, senza per questo compromettere l'occupazione presente. Da questo consegue il mio voto favorevole ai primi tre commi dell'emendamento numero 973.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Intanto, ringrazio il "latitante" che finalmente è tornato in aula!
(Interruzioni)
Ognuno può usare i termini che vuole, come fate voi quando parlate!
PRESIDENTE. Non è così, onorevole Cappai, su!
CAPPAI (U.D.C.). E perché, mi dica, chi sto offendendo?
PRESIDENTE. Andiamo avanti, su!
CAPPAI (U.D.C.). Mi fate fare la dichiarazione di voto?
PRESIDENTE. Andiamo avanti.
CAPPAI (U.D.C.). In secondo luogo, dichiaro il mio voto contrario all'emendamento numero 973. Vorrei leggere il comma 1 di questo emendamento: "In base alle indicazioni del Piano paesaggistico regionale, la realizzazione di nuovi impianti eolici è consentita nelle aree industriali, retroindustriali e limitrofe, anche se ricadenti negli ambiti di paesaggio costieri…". Io invito l'estensore di questa proposta a recarsi nel mio comune, Guamaggiore, per verificare dove sta la zona industriale.
PRESIDENTE. Presidente Soru, le spiace accomodarsi?
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Vorrei richiamare le regole della buona educazione anche ai consiglieri regionali!
PRESIDENTE. Presidente Soru, prego. E' un po' complicato gestire l'Aula in questo modo. Io ripeto l'invito ai colleghi a usare una terminologia che ci rispetti e ci faccia rispettare, e che sia consona a quest'Aula.
Onorevole Cappai, prego.
CAPPAI (U.D.C.). Probabilmente se il Presidente fosse stato più presente in aula, durante il dibattito di tutta la finanziaria, che ci vede impegnati già da un mese, tutto questo non sarebbe successo.
Sappia, presidente Soru, che io sono stato ricoverato in ospedale per due mesi, però, il giorno dopo essere stato dimesso sono venuto qui a lavorare nell'interesse dei sardi, mentre lei se n'è fregato di quest'Aula!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Cappai!
CAPPAI (U.D.C.). Mi consenta di parlare! Sono stato due mesi in ospedale!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, le chiedo scusa, ma è difficile parlare in questo clima. Io intendo intervenire sul Regolamento, non per dichiarazione di voto.
Ho effettuato l'iscrizione premendo normalmente il pulsante, ma non ho potuto in nessun modo segnalare che, ai sensi dell'articolo 82, intendevo fare una richiesta che ha priorità rispetto alle dichiarazioni di voto. Questo glielo segnalo per significare che, sempre ai sensi dell'articolo 82, se si vuole fare una richiesta sulla priorità di votazione, e quindi sulla tipologia di votazione a scrutinio segreto, è impossibile farlo attraverso questo sistema di prenotazione. E se passasse l'idea che chi intende chiedere il voto segreto (non parlo per i Riformatori, che non l'hanno mai chiesto durante la loro storia e non lo chiederanno neanche in futuro, parlo per chi vuole esercitare questo diritto parlamentare) deve iscriversi per primo, significherebbe che lei, Presidente, deve aprire, con un atto formale, le iscrizioni e in quel momento noi gareggiamo per iscriverci prima degli altri e poter avanzare la richiesta di voto segreto.
Io credo, presidente Spissu, glielo dico in modo pacato, ovviamente, perché lo ritengo il modo migliore per ragionare, che la prassi che abbiamo sempre utilizzato quando non esisteva il sistema elettronico di votazione, quella cioè di attirare l'attenzione del Presidente per comunicargli che c'era una richiesta di voto segreto, debba continuare a essere usata. Se lei ritiene che sia possibile avere due pulsanti, uno per l'attività ordinaria e uno per quella regolata dall'articolo 82, si può anche pensare di fare questo, però la pregherei veramente di garantire le regole, perché se le regole sono garantite e certe per tutti, qualunque esse siano, questo ci aiuta a lavorare più pacatamente, anche in un'ora tarda come questa, magari evitando gli scontri verbali, che poi finiscono in atti di violenza culturale reciproca, che credo lei, quanto me, ritenga non buoni per quest'Aula. La ringrazio molto per ciò che farà.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu, ci sembrava di aver superato il problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, meno male che c'è un po' più di serenità, perché ragionare e discutere in un clima come quello di qualche minuto fa sarebbe stato molto, ma molto difficile, nonostante il vento.
Io mi esprimo sui primi tre commi, su cui dichiaro il voto favorevole, non mi esprimo sul quarto comma appunto perché è stato chiesto il voto segreto. Non vorrei che qualcuno avesse frainteso il mio intervento; il mio è stato un intervento di carattere generale e di prospettiva verso il futuro e verso l'utilizzo, in maniera sempre più massiccia, delle fonti di energia alternativa. Non era assolutamente ipotizzabile che io potessi parlare diversamente. Tant'è che mi sono sentito soddisfatto soprattutto per il contenuto del comma 3 dell'emendamento presentato dalla Giunta, perché può riaprire il discorso, può aprire nuove possibilità. E' anche chiaro che bisogna procedere con prudenza, perché non è pensabile che si possa modificare totalmente, dall'oggi al domani, il Piano energetico. Si deve agire con attenzione, senza fretta, e per questo noi diciamo che siamo favorevoli ai primi tre commi dell'emendamento numero 973.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO (F.I.). Signor Presidente, intervengo giusto per chiarire all'onorevole Cugini che francamente avrebbe potuto risparmiarsi la provocazione, visto che, come me, frequenta quest'Aula sin dal 1994, e quindi dovrebbe conoscere il Regolamento e in particolare l'articolo 82, citato prima dal collega Vargiu, che prevede che la richiesta di priorità della votazione abbia la precedenza anche sulle questioni principali. C'è una prassi consolidata, per cui non è assolutamente un problema di interpretazione del Presidente di turno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intendo esprimere il mio voto favorevole ai commi 1, 2 e 3 dell'emendamento numero 973, mentre non mi pronuncio sul comma 4.
Credo che in quest'Aula, durante la discussione di questa finanziaria, ma anche in altri momenti, sia stato sempre presente l'impegno per potenziare tutte le energie alternative che possono essere prodotte nella nostra regione. Ritengo che in questa finanziaria, dove è presente anche il tema dell'eolico, il problema delle energie alternative sia affrontato in misura adeguata, prendendo in considerazione una serie di sistemi di produzione di energie alternative, a partire dal fotovoltaico, dall'idroelettrico, dalle biomasse e dall'eolico.
Per quanto riguarda l'eolico, credo che l'emendamento numero 973, e in particolar modo i commi 1, 2 e 3, che sostanzialmente riscrivono in parte il contenuto dell'emendamento numero 928 e dell'articolo 16, affronti con chiarezza e in termini soddisfacenti il tema della localizzazione degli impianti eolici. Io ritengo che i nuovi impianti debbano essere realizzati nelle aree industriali e retroindustriali; è prevista una riserva per quanto riguarda gli interventi strategici a favore delle industrie della nostra regione, le cosiddette industrie energivore, e si dà la possibilità di costruire ulteriori impianti all'interno di un limite che non viene fissato nella norma, ma viene rimandato al Piano energetico ambientale regionale. Si dà la possibilità, quindi, sulla base delle possibilità del momento, di destinare una quota dell'energia eolica che deve essere prodotta a soggetti pubblici, mentre la quota residua resta sul mercato e sarà attribuita attraverso un bando.
Credo, pertanto, che si sia affrontato in modo adeguato il tema dell'eolico nella nostra regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, intervengo, molto brevemente, per dire che condivido i commi 1, 2 e 3 dell'emendamento numero 973. Li condivido perché riguardano argomenti ampiamente dibattuti nel corso di queste settimane e di questi ultimi giorni. C'è stato un confronto stringente fra noi anche oggi, in Aula, e i risultati ottenuti io li giudico positivi, in quanto ci aiutano a conseguire gli obiettivi che tutti noi vogliamo: aumentare il quantitativo di energia rinnovabile in Sardegna, ma dare anche risposte al tessuto industriale e creare condizioni perché questa materia possiamo governarla meglio, come Regione autonoma della Sardegna.
Non dirò di più, perché condivido interamente le cose che ha detto il collega Marrocu, nostro Capogruppo, su questi tre commi. Non dovrei parlare del quarto comma, però lo faccio. Non dovrei parlarne perché è oggetto di richiesta di voto segreto, ma lo farò perché mi preme dire quel che penso su questo comma. Naturalmente questo comporta la mia astensione, e sarà così anche per mia scelta, poi dirò perché. Non condivido il quarto comma per un motivo generale, cioè perché non si muove nella direzione delle energie rinnovabili ed è in contraddizione con i primi tre commi e con i ragionamenti che stiamo facendo, e per due motivi sostanziali: di fatto l'interpretazione autentica del concetto di modifica irreversibile dei luoghi blocca anche i parchi eolici regolarmente autorizzati e con valutazione di impatto ambientale positiva, mette in discussione diritti acquisiti e la stessa certezza del diritto, andando contro le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor, Presidente, dichiaro il mio voto favorevole ai primi tre commi dell'emendamento numero 973.
Ho ascoltato con attenzione il dibattito di stasera, che in alcune fasi è stato anche serio e ricco, credo, però, che su questo emendamento si sia scatenato, non solo in quest'Aula, ma anche fuori di qui, un clima di terrore (io l'ho avvertito in modo particolare tra i lavoratori della Portovesme S.r.l., di cui tutti conosciamo la situazione), come se ci fosse, da parte del Consiglio regionale, una sorta di pregiudiziale ad affrontare e risolvere questo problema.
Posso dire con assoluta certezza, per aver vissuto certe esperienze nella passata legislatura, quando era Assessore dell'industria l'onorevole La Spisa, e in questa legislatura con l'assessore Rau e il presidente Soru, che il Piano energetico che è stato predisposto inizia a far emergere quelli che sono i problemi reali della nostra Isola. Quindi credo che il merito di questo emendamento sia soprattutto quello di dare una risposta immediata a una situazione data.
Badate, io credo di non essere candidato al premio Attila, sono ambientalista almeno quanto tutti i colleghi e so quanto abbia inciso la politica dissennata delle partecipazioni statali nella zona di Portovesme. Oggi, con l'approvazione di questo emendamento e con tutte le altre cose che sono in essere, si può dire che la Giunta regionale e questo Consiglio abbiano fatto il loro dovere per dare ai cittadini di quel territorio risposte che stanno attendendo da tempo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò contro i primi tre commi dell'emendamento numero 973, e lo farò con grande pacatezza e onestà, nella convinzione, innanzitutto, che sia un errore inserire il tema dell'eolico nella finanziaria, tema che avrebbe avuto, naturalmente, sede più congrua nel Piano energetico regionale, che avremmo già dovuto portare qui. In secondo luogo, soprattutto nel primo comma ci dimentichiamo che il fattore principale è il vento. Non possiamo, infatti, pensare di realizzare impianti eolici laddove il vento non c'è, non possiamo contraddire noi stessi individuando una deroga al Piano paesaggistico regionale per impiantare parchi eolici nella fascia costiera, perché questo determinerebbe un grande impatto paesaggistico.
Noi abbiamo dimenticato che parlare di energia significa parlare di tutte le fonti rinnovabili, significa non dimenticarci che siamo i maggiori azionisti della "banda del buco dell'ozono", significa ricordarci che dobbiamo, al 2010, rispettare quello che è il protocollo di Kyoto e quindi produrre il 22 per cento dell'energia da fonti rinnovabili, obiettivo che non potremo mai raggiungere. Se noi raddoppiassimo, oggi, la nostra capacità produttiva di energia eolica sacrificheremmo appena una parte dei 24 mila chilometri quadrati del nostro territorio; una parte veramente irrisoria, perché ogni torre eolica ha una potenza nominale di 2 megawatt che possiamo produrre qui in Sardegna.
Credo, quindi, che tutte queste contraddizioni faremmo molto, ma molto bene a valutarle in una sede più organica. La pacatezza e la serenità che hanno contraddistinto il dibattito odierno credo le si potrebbero riportare in altra sede. Non possiamo ragionare pensando di programmare per dopodomani; noi stiamo programmando per i prossimi venti o trent'anni, perché il problema energetico della Sardegna questo richiede. E se vogliamo ottenere dei risultati, dentro questa valutazione tutti dobbiamo stare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, ribadisco il voto favorevole ai commi 1, 2 e 3 dell'emendamento numero 973 e non mi pronuncio sul comma 4, ma vorrei anche esprimere il mio rammarico per l'episodio di cui sono stato protagonista e che mi ha visto oggetto, da parte di un collega, dell'accusa di essere scorretto, che sinceramente non credo di meritare. Mi trovo a disagio per una politica che alla legittima critica dei comportamenti preferisce gli attacchi personali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dichiaro il mio voto contrario all'emendamento, e vorrei ripetere, in presenza del Presidente della Regione, sinteticamente, alcune cose che ho detto nel mio precedente intervento, per lealtà e per evitare che per colpa mia qualche cosa non sia detta davanti a lui.
Voto contro questo emendamento perché non mi convince e perché il richiamo al Piano energetico regionale era del tutto inutile; è un piano che non esiste ancora, è solo una proposta, mentre in questo modo si fissa, sostanzialmente, in legge un tetto che deve essere previsto in un atto di pianificazione. A meno che questo tetto non sia necessario per chiudere accordi e intese, che si possono fare, ma che dovrebbero essere fatti sicuramente ponendo in condizioni il Consiglio di valutarli appieno, anziché costringerlo, con un articolo della legge finanziaria, a firmare una cambiale in bianco alla Giunta e all'attuale Presidente, a cui io non la firmerei mai.
Vorrei anche dire che noi siamo certamente favorevoli a che si chiudano degli accordi a favore delle industrie energivore. Se ci fosse la possibilità di discutere di questi accordi in quest'Aula, se ne potrebbero anche valutare insieme i contenuti - ma questo non ci è dato -, perché le intese raggiunte in questo modo possono nascondere grandi affari. Non siamo contrari agli affari, ma se qualcuno deve fare affari, qualunque impresa media, piccola o grande li faccia alla luce del sole con la Regione Sardegna e la Regione a sua volta li faccia alla luce del sole.
Per quanto riguarda ciò che ha detto l'onorevole Cappai, che forse nei termini è stato esagerato, ricordi, Presidente, che davvero lei in quest'aula non c'è quasi mai, mentre appare spesso in televisione per raccontare storie agli italiani, per raccontare una Sardegna che non esiste. Ed è per questo che forse la scortesia di alcuni termini è molto meno grave di un'assenza totale di rispetto verso di noi, che qui lavoriamo quanto meno con le buone intenzioni che dovremmo poter riconoscere a lei.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Signor Presidente, intervengo solo per accogliere le osservazioni che sono state fatte dall'onorevole Marrocu. Al primo comma, le parole "dal presente articolo" sono sostituite con "dal Piano energetico ambientale regionale" e dopo "e con le modalità di cui al comma 2" sono inserite le parole "o al comma 3". C'è poi una "e" nel secondo capoverso che andrebbe modificata, ma questo può essere fatto in sede di coordinamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, ovviamente annuncio il mio voto contrario ai commi 1, 2 e 3, e non mi pronuncio sul comma 4. Ho già motivato, credo abbondantemente, la mia contrarietà a questo emendamento e avrei voluto farlo in presenza del Presidente, non perché abbia qualcosa contro gli Assessori, ci mancherebbe altro, però è vero che noi sentiamo l'assenza del Presidente.
Credo che ciascuno di noi sia in grado di dialogare con lei, presidente Soru, di affrontare un contraddittorio con lei, e prima o poi ci dovremo arrivare, perché non le possiamo più consentire di venire in quest'aula solo in particolari momenti. Sono stato buon profeta quando ho detto, nel mio intervento, che c'era un particolare silenzio che mi preoccupava molto. Sono stato buon profeta, credo, non a caso tutto ciò è successo quando lei, ma non gliene faccio una colpa, è entrato in quest'aula. E questo mi dispiace molto; mi dispiace per me e mi dispiace per lei, però, le dicevo, Presidente, che ciascuno di noi può dialogare con lei, può affrontare un contraddittorio con lei, e allora, siccome non è possibile farlo, io la sfido a parlare pubblicamente con me della Sardegna, dei problemi che lei affronta. Lo può fare benissimo a "Ballarò", a "Porta a Porta", dove vuole, però credo che sia arrivato il momento che i sardi ascoltino anche una voce diversa. Non può esistere che lei venga in quest'aula sistematicamente in momenti particolari e che noi non possiamo misurarci con lei.
Io le chiedo di affrontare un dibattito pubblico con me e con tutti coloro che vorranno partecipare, ma lei, una volta per tutte, si deve misurare con l'opposizione davanti ai sardi. Non è assolutamente ammissibile che continui ad essere assente. Non ripeto il termine usato dal collega Cappai, è un linguaggio che non mi appartiene, ma certamente non può isolarsi e affrontare tutti i problemi drammatici della Sardegna ancora una volta senza dialogare, bisticciare, colloquiare con l'opposizione. Questo non glielo consentiamo più e saremo intransigenti nella nostra posizione.
Questa finanziaria sarà approvata a fine maggio e solo per la nostra buona volontà, altrimenti a giugno saremmo ancora qui, Presidente, non per i problemi che abbiamo creato noi, ma per i problemi che sono nati nella sua maggioranza. Di fronte a queste cose, lei ha ancora voglia di accusare la minoranza? Ha ancora voglia di dire ai sardi che tutto va bene? Ha ancora voglia di dire agli italiani che le cose vanno bene? Io credo che sia tempo di finirla! Ammetta che qualche volta avete sbagliato e che qualche atto da voi compiuto non è più coerente con i vostri principi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, vorrei dare due risposte all'Assessore. Io non ho mai detto che il fotovoltaico non offra posti di lavoro; anzi, rispetto ai 918 posti di lavoro che ho indicato per la produzione di un terawatt di energia eolica, il fotovoltaico ne offre 76 mila. Forse non mi sono spiegato bene, non so a che cosa dovevo quella risposta. Devo pure rimarcare quel che ha detto Greenpeace Italia: un piano energetico che preveda 1.000 nuovi megawatt da carbone e solo 550 da eolico è un piano che guarda all'Ottocento. Questo, Assessore, per rispondere alla sua affermazione di guardare molto avanti, ma è legittima qualsiasi opinione.
Mi rivolgo soprattutto ai colleghi, perché io non noto niente di nuovo in quest'aula, o meglio alcune presenze estemporanee poco mi riguardano, per dire che il collega Cappai ha usato un termine del vocabolario italiano: latitante, ovvero colui che latita, colui che non si presenta, perciò non credo che l'abbia voluto usare in tono offensivo, perché non mi risulta che usi termini in senso negativo. E dovete dare atto, colleghi, che noi abbiamo discusso la finanziaria presentata dal Presidente della Regione, che in quel momento aveva l'interim della programmazione, in totale e costante sua assenza. E questo credo sia un atto poco rispettoso del Consiglio. Sicuramente, a volte, è stato assente per impegni istituzionali, tante altre abbiamo avuto modo di vedere che era impegnato - spero che non si offenda e soprattutto che non venga qui, se no la cosa potrebbe finire male - a pavoneggiarsi davanti alle telecamere. Ecco perché, secondo me, dobbiamo riacquistare un po' di quella autorevolezza e dignità che stavamo riuscendo ad avere nella discussione di questo emendamento. A un certo punto qualcosa si è rotto, e non credo che ciò sia accaduto per colpa delle discussioni tra i consiglieri, perché è lecito e umano perdere a volte la pazienza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Voterò a favore dell'emendamento numero 973, o almeno dei commi sui quali è stata chiesta la votazione nominale. Voto a favore perché l'emendamento è stato fatto nell'interesse dei sardi e risponde all'interesse della Sardegna in questo momento. E' quello che è, viene dopo un lungo vuoto legislativo, in mancanza di un piano energetico e con il problema delle industrie energivore sia del polo metallurgico di Portovesme sia del polo chimico. I problemi delle tariffe energetiche vengono da molto lontano e hanno posto in estrema difficoltà, anzi a rischio di sopravvivenza, le industrie più importanti della nostra regione. Stupisce che nel passato chi ha avuto responsabilità in queste materie non sia riuscito a fare un collegamento di pensiero molto semplice: mettere assieme la più grande risorsa energetica, o una delle più importanti risorse energetiche della nostra regione, cioè il vento, con la necessità delle industrie energivore di avere energia a basso prezzo.
Questo emendamento, che noi abbiamo presentato, risponde alla necessità di mettere in relazione in maniera sicura, stabile, la possibilità di produrre energia dal vento in Sardegna e di risolvere il problema del nostro sistema industriale attraverso l'accordo con l'Enel, che è parte di un accordo più complessivo che ha riguardato i grandi produttori di energia elettrica della nostra regione, e cioè l'accordo con la società Endesa. Grazie all'accordo con l'Endesa si è risolto il problema della INEOS, ed è solamente di ieri l'annuncio dell'accordo con la Syndial per la definitiva ripresa degli investimenti in quel comparto. Grazie all'accordo con l'Enel si può risolvere, in maniera stabile, il problema energetico almeno per un congruo numero di anni, fino ad arrivare a una soluzione strutturale.
Per farla breve, noi siamo favorevoli a tutta la possibile energia da fonti rinnovabili nella nostra regione, a quanto più eolico possibile, a quanto più solare possibile, a tutto il rinnovabile possibile, vorremmo, però, che i relativi benefici ricadessero su tutti. Innanzitutto occorre risolvere il problema delle industrie energivore e, poi, tutto quello che sarà possibile realizzare ed è previsto nel Piano energetico regionale deve servire per risolvere il problema del costo dell'acqua, del consumo di energia elettrica nei consorzi agricoli e in Abbanoa, l'ente che governa il sistema delle acque, e per risolvere il problema dell'intera pubblica amministrazione regionale. Si devono, inoltre, avere delle ricadute importanti sul nostro sistema industriale.
Vorrei che fossimo non solo consumatori di tecnologie, ma anche innovatori e produttori di tecnologie, ed è per questo che stiamo sostenendo la nascita di un'impresa innovativa che produrrà minieolico nel nord Sardegna. Per le stesse ragioni sosteniamo la ricerca nel solare termodinamico e realizzeremo i primi impianti in Italia. Per questo abbiamo avviato una collaborazione importantissima con un premio Nobel, a cui è stato assegnato il premio proprio per i suoi studi sulla innovazione nel fotovoltaico, e fare in modo che ci sia ricerca e nascita di imprese di livello nazionale per quanto riguarda il fotovoltaico in Sardegna. L'emendamento è tutto qua.
Per terminare, chiedo di parlare per fatto personale alla fine della seduta. Nel frattempo, mi piacerebbe partecipare a un Consiglio regionale in cui non si sentisse il bisogno di offendere le persone sul piano personale. Credo che non ci sia il bisogno né di offendere né di portare qui atti di bullismo che vorremmo fuori persino dalle scuole medie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 1, 2 e 3 dell'emendamento numero 973, con le modifiche proposte.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Soru - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Diana - La Spisa - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Scarpa - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 58
Astenuti 2
Maggioranza 30
Favorevoli 45
Contrari 13
(Il Consiglio approva).
Procediamo adesso alla votazione a scrutinio segreto del comma 4. Ricordo ai colleghi che hanno dichiarato l'astensione su questo comma che, ovviamente, si devono astenere.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 973, comma 4.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 58
Astenuti 3
Maggioranza 30
Favorevoli 40
Contrari 18
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Cugini - Sanna Alberto.)
Con l'approvazione dell'emendamento numero 973 decadono gli emendamenti numero 947, 928, 10, 894, 131, 11 e 676. Avevamo trasferito a questo articolo il comma 8 dell'articolo 12 e il comma 4 dell'articolo 14, dobbiamo quindi votare adesso il comma 8 dell'articolo 12.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, sono contrario al comma 8, l'ho già detto e lo ribadisco. E' uno dei commi che mi hanno creato certamente dei problemi e su cui non mi sono state date sufficienti spiegazioni e motivazioni. A dir la verità, pensavo che ne venisse chiesta la soppressione da parte della stessa maggioranza.
Essendo presente il Presidente della Regione lo dico anche a lui: io non sono riuscito a capire come l'Enel possa cedere alla Regione Sardegna, per l'importo di 4 milioni di euro milioni, due centrali idroelettriche. Leggo il comma 8, il quale prevede la spesa di 4 milioni di euro al fine di acquisire al patrimonio regionale impianti di produzione di energia elettrica. Poi, l'Assessore aveva… Prego?
PRESIDENTE. Onorevole Diana, continui.
DIANA (A.N.). A me non interessa quello che dice, a me interessa che nel comma 8 è scritto che per 4 milioni di euro l'Enel dovrebbe - con una transazione, come l'ha definita lei, non io - cedere le due centrali idroelettriche che insistono sulla nuova diga di Eleonora. Voglio dire, tutto è possibile, ma messo in questi termini la prima cosa che uno pensa è che la Regione Sardegna voglia produrre energia elettrica. Diventa un soggetto commerciale? Se non deve diventare un soggetto commerciale…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Grazie di che cosa?
PRESIDENTE. Del suo intervento, della sua dichiarazione di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Penso di aver capito bene, cioè stiamo per votare il comma 8 dell'articolo 12. Faccio mie le considerazioni del collega Diana, ma sono le stesse considerazioni che avevo fatto durante la discussione generale.
Noi vorremmo capire meglio a che cosa servono questi 4 milioni di euro. Non riusciamo a capire cosa sia il "relativo programma di acquisizione, da attuarsi anche con l'utilizzo dei relativi proventi tariffari". Non riusciamo a capirlo, la Giunta ci dovrebbe spiegare che cosa intende quando dice che oltre ai 4 milioni di euro servono anche altre somme che derivano dall'utilizzo dei proventi tariffari. Ce lo dovrebbe spiegare, perché è un controsenso, non sono più 4 milioni di euro, ma sono 4 milioni e più.
Presidente, ne approfitto anch'io per chiedere di parlare per fatto personale a fine seduta. Comunque, il mio voto sul comma 8 è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Intervengo per annunciare il mio voto contrario al comma 8 e soprattutto per avere dei chiarimenti, come chiedeva il collega Diana, visto che questo comma è stato sospeso su richiesta del Capogruppo dei D.S., e dopo tutti gli interventi della maggioranza. Solo un collega della maggioranza, l'onorevole Francesco Sanna, ha spiegato in parte la motivazione della spesa di 4 milioni di euro.
Vorrei capire se è cambiato qualcosa, se le risposte sono state date fuori di quest'Aula e se quest'Aula merita qualche risposta sui quesiti che sono stati posti in ordine a questo comma nella seduta in cui se ne era cominciato a discutere. Poi il comma è stato trasferito all'articolo 16, non certo perché fosse attinente a questo articolo, ma perché erano emersi dei problemi in Aula. Gradiremmo sapere se le interlocuzioni sono state fatte e se quei 4 milioni di euro rappresentano la somma complessiva necessaria per acquisire le due centrali idroelettriche, come diceva prima il collega Scarpa, o se c'è qualcosa sotto e al di fuori che sfugge anche a questa opposizione, perché i quesiti che ha sollevato il collega Marrocu l'altra volta non hanno trovato risposta neanche per questa parte dell'opposizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Intanto desidero chiarire al collega Randazzo che il sottoscritto aveva chiesto di spostare all'articolo 16 sia questo emendamento sia tutti gli emendamenti e i commi che riguardavano il settore energetico, così come è stato fatto.
Infatti, vorrei chiederle, Presidente, se è possibile sottoporre al voto solo l'articolo 16, cioè solo ciò che riguarda l'energia e quindi, oltre al comma 8 dell'articolo 12, anche gli emendamenti che sono stati spostati dall'articolo 12 bis, e cioè gli emendamenti numero 43, 44, 933 della Giunta, riguardante i tralicci e anche il numero 637, che riguarda anch'esso il problema energetico di Ottana, rinviando a domani la votazione degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 8, che attengono ai lavori pubblici e che è meglio votare separatamente. Propongo anche che questi emendamenti, in sede tecnica, siano riportati all'articolo 12.
Ovviamente voto a favore del comma 8 dell'articolo 12, perché riguarda una parte dell'accordo con l'Enel che va a vantaggio della Regione e che ho avuto modo di approfondire. E' un vantaggio per la Regione perché consente l'abbattimento dei costi di un ente pubblico che si occupa della distribuzione dell'acqua o che cura la "regia" della distribuzione dell'acqua, e può consentire magari un abbattimento delle tariffe, visto che, tra l'altro, l'argomento in discussione in questi giorni, anche nell'opinione pubblica, è proprio quello dei costi dell'acqua.
Chiedo al Presidente se è possibile rinviare a domani la votazione degli emendamenti aggiuntivi al comma 8 che non riguardano l'energia, ma attengono più propriamente ai lavori pubblici, e quindi all'articolo 12.
PRESIDENTE. L'onorevole Marrocu propone di votare adesso gli emendamenti numero 43, 44, 637 e 933, che sono attinenti alle questioni energetiche, e di rinviare a domani tutti gli altri emendamenti pur collegati al comma 8, ma che non riguardino il settore energetico.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Questo problema è stato affrontato in sede di discussione dell'articolo 12, quando abbiamo fatto presente agli Uffici che molti degli emendamenti che erano stati inseriti come aggiuntivi al comma 8 non riguardavano l'energia. Giustamente gli Uffici hanno trasferito all'articolo 16 tutti gli emendamenti relativi al comma 8, dopodiché saranno gli stessi Uffici, in sede di coordinamento, ad abbinare gli emendamenti approvati all'articolo di competenza. Però, il Regolamento impone che anche gli emendamenti ai commi, così come avviene per gli emendamenti agli articoli, seguano gli articoli di competenza. Poiché quegli emendamenti non avrebbero potuto essere spostati, ieri, dall'articolo 12 all'articolo 16, oggi li si vuole riportare all'articolo 12. Il Regolamento è uno, lo si applichi e basta. Grazie.
PRESIDENTE. Insomma, ci sono due proposte evidentemente diverse, una delle quali è quella di rinviare a domani alcuni emendamenti, quelli non riferibili al settore energia. Colleghi, come procediamo?
MARROCU (D.S.). Finiamo la parte riguardante l'energia, Presidente.
PRESIDENTE. Prima si vota il comma 8, poi i relativi emendamenti, che sono tutti aggiuntivi.
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Intervengo per dichiarare il mio voto favorevole al comma 8 e anche per rispondere alle domande che sono state poste sul tema dell'energia.
Nel 1997, in seguito a una transazione con la Regione sarda, l'Enel rinunciò all'acquisizione dei diritti di produzione idroelettrica da nuovi impianti. Poi, inopinatamente, nel 2001 il Consorzio di bonifica di Oristano, stante la scarsa vigilanza di due Assessorati regionali dell'epoca, rinuncio allo sfruttamento della diga Eleonora, di fatto cedendo gratis all'Enel quel diritto preziosissimo di sfruttamento dell'acqua per la produzione di energia elettrica. Nel 2005, nel momento in cui è cambiata la gestione del Consorzio di bonifica di Oristano, il Commissario ha fatto causa, riproponendo la validità della transazione del 1997 e chiedendo di riacquistare questo diritto prezioso. In questo momento c'è una causa in corso tra l'Enel e la Regione sarda. Attraverso questa transazione l'Enel riconosce il diritto alla Regione sarda di sfruttare direttamente la produzione idroelettrica. La Regione sarda ha interesse a farlo, perché quella produzione idroelettrica preziosa nasce da un investimento importante fatto dalla collettività e che vuole ora sfruttare sia per la distribuzione dell'acqua sia per avvantaggiarsi della produzione di energia elettrica. Quella energia elettrica potrà servire ad abbassare il costo di pompaggio dell'acqua del Consorzio di bonifica, ad abbassare il costo di pompaggio dell'acqua dell'Ente delle risorse idriche della Sardegna (ERIS, ex EAF, Ente Autonomo del Flumendosa), che è il maggiore consumatore di energia elettrica in Sardegna. Quindi facciamo in modo che le risorse della Sardegna ricadano, con tutti i conseguenti benefici, sull'intera comunità sarda.
Quanto si paga per queste centrali idroelettriche? Si paga esattamente quello che sono costate, meno gli ammortamenti di questi ultimi tre anni. Non sono 4 milioni di euro, ma sono poco più di 20 milioni. L'emendamento dice che si farà fronte alla spesa con i 4 milioni stanziati e con parte dei proventi delle cessioni di energia elettrica che si faranno negli anni futuri. Quello che si sta cercando di fare, quindi, è riportare a casa, in favore dell'intera economia regionale, una risorsa preziosa, che è appunto l'energia elettrica prodotta gratis dall'acqua.
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 8 dell'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 905 è ritirato. Passiamo all'emendamento numero 919.
Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
MANNONI, Assessore tecnico ad interim della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.Chiedo ai proponenti di ritirare questo emendamento, dando loro atto dell'importanza dell'intervento in esso previsto e preavvertendoli e promettendo che sarà inserito tra gli interventi ordinari della Regione, da attuarsi con i fondi ordinari del bilancio 2007. Grazie.
(Interruzione)
No, mi riferisco all'emendamento numero 919. L'emendamento numero 905 è già stato ritirato.
PRESIDENTE. I presentatori ritirano l'emendamento numero 919. Passiamo all'emendamento numero 43.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPPA (Gruppo Misto). Dichiaro il voto favorevole a un emendamento nel quale sono indicati, in linea molto generale, alcuni principi che, a mio modesto parere, dovrebbero far parte della pianificazione in materia energetica della Regione.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 44. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento, sul quale chiedo la votazione nominale.
Questa norma, molto semplice, tende ad affermare che nella nostra regione non si possono utilizzare combustibili fossili per produrre energia elettrica da esportare. E' un principio che si ritrova nel programma del Presidente della Regione e della maggioranza, e che io considero sacrosanto. Per questa ragione, siccome non abbiamo ancora avuto modo di discutere il Piano energetico in Aula, ma spero che lo faremo presto, ho pensato di proporre questo emendamento che fissa un principio generale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta dell'onorevole Scarpa?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 44.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Frau, Alberto Sanna e il presidente Soru hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Sanna Francesco.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Artizzu - Cappai - Diana - Randazzo Vittorio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 49
votanti 44
astenuti 5
maggioranza 23
favorevoli 43
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Passiamo al comma 4 dell'articolo 14, a cui è stato presentato un emendamento soppressivo. Si vota, quindi, solo il comma.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Noi non voteremo a favore di questo comma. Su questa questione Rifondazione Comunista ha una posizione politica, esplicitamente espressa in più di una circostanza pubblicamente, che è contraria; soprattutto è contraria a questo tipo di modalità, cioè alla decisione di un insediamento che non passa attraverso la consultazione della popolazione e attraverso una scelta più trasparente, ma viene annunciata attraverso l'affidamento di uno studio. Gli studi si possono affidare, l'amministrazione ha la possibilità di farlo, poi ha la possibilità di valutare, di attivare una consultazione con le popolazioni e con gli enti locali interessati nel territorio e, infine, ha la possibilità di decidere. Per questo a noi pare persino inutile questo comma e ne chiediamo la soppressione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento e approfitto di questa occasione per fare delle dichiarazioni che…
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, siamo al comma 4 dell'articolo 14.
SCARPA (Gruppo Misto). Sì, siccome si tratta sempre di una questione energetica, volevo approfittarne per fare una dichiarazione che ho fatto in Commissione e non sono riuscito a ripetere in Aula, per come si sono svolti i lavori.
Personalmente, ho molto apprezzato alcune parti della legge finanziaria, in particolare le incentivazioni che sono previste per alcune fonti rinnovabili, come il fotovoltaico. Credo che si tratti di una parte importante e spero che possa essere l'inizio di un percorso nuovo nella politica energetica regionale. Ho accolto anche con favore alcune dichiarazioni legate allo sviluppo del solare e del termodinamico.
Alcune parti delle scelte fatte dalla Giunta regionale segnatamente comportano l'incremento dell'uso del carbone in Sardegna, e questa è la ragione delle mie principali perplessità. Però, volevo anche segnalare, perché rimanga agli atti del Consiglio, che le scelte fatte in materia di fonti rinnovabili, di fotovoltaico, solare termico e altre energie rinnovabili, trovano il mio consenso dal punto di vista personale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Come poco fa ha detto Luciano Uras, noi siamo contro l'incenerimento dei rifiuti e soprattutto contro la costruzione di megainceneritori, questo è il loro giusto nome. Siamo contrari perché riteniamo che la costruzione di un megainceneritore nel centro Sardegna possa provocare distruzioni e presupponga, comunque, un modello di sviluppo che non è assolutamente adeguato al centro Sardegna. Potete immaginare, giusto per fare qualche esempio, quanti TIR pioveranno dal nord Sardegna nella piana di Ottana!
Questo aspetto è stato in qualche modo sottovalutato e noi crediamo che sia giusto sospendere questa ipotesi e soprattutto riaprire la discussione per dare voce alle popolazioni, in modo che siano loro stesse a decidere. Quindi votiamo contro il comma 4 dell'articolo 14.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, dichiaro il mio voto contrario a una scelta politica che ritengo dannosa e sbagliata. La costruzione di questo megainceneritore, che viene definito termovalorizzatore, creerà, io credo, nel tempo gravissimi problemi nel centro Sardegna. Del resto, è noto a tutti che questa scelta ha dato vita a un ampio dibattito e ha generato preoccupazione tra le popolazioni di quell'area; si sono già espressi in merito comuni, sindacati, associazioni ed esperti della materia, con prese di posizione abbastanza nette e chiare.
Io credo che una scelta del genere non possa essere fatta sulla testa e sulla pelle di quelle popolazioni, per cui ci sarebbe voluta una maggiore concertazione e, possibilmente, anche una maggiore condivisione da parte di quel territorio. Chiedo, pertanto, la soppressione del comma 4 dell'articolo 14 e la votazione nominale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dichiaro un voto di astensione su questo comma, anche perché la Giunta non ci dà molti elementi per capire se la realizzazione di questo termovalorizzatore possa effettivamente essere utile per il sistema industriale di Ottana.
Vorrei far rilevare, incidentalmente, che l'approvazione di poco fa dell'emendamento numero 44, che forse è passata nel silenzio e nella mancanza di conoscenza delle questioni del Consiglio - ma non capisco come sia potuto accadere anche da parte della maggioranza e della Giunta -, non ha alcun significato o se ce l'ha è pesantissimo. Cioè, non si può impedire l'esportazione di energia elettrica prodotta da combustibili fossili, perché una volta che l'energia elettrica viene immessa in rete non si sa da quale fonte proviene. Se, però, si volesse davvero applicare questa norma, evidentemente il SAPEI non ci serve a nulla, perché, se si dovesse applicare letteralmente l'articolo 12 bis proposto con questo emendamento, qualunque scelta di politica energetica che fosse orientata all'esportazione di energia, da fonte rinnovabile o da fonte fossile, non sarebbe attuabile, perché non si potrebbe esportare neppure una minima quantità di energia elettrica.
Mi sembra che la maggioranza abbia fatto un grandissimo errore e si sia messa in una posizione di fortissima contraddizione anche rispetto alla politica contenuta nel suo Piano energetico. E' veramente incredibile!
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, la ringrazio perché ha sollevato un problema che io avrei posto alla fine della discussione del comma 4 dell'articolo 14.
E' stato commesso, evidentemente, un errore derivante dalla fretta e dal fatto che gli emendamenti numero 43 e 44 recavano la dicitura "Articolo 12 bis". In realtà, l'emendamento numero 44 pone problemi gravi, non solo quelli che ha richiamato lei, onorevole La Spisa, ma anche problemi di dubbia costituzionalità in una materia nella quale, evidentemente, il Consiglio regionale della Sardegna, pur avendo un'ampia sovranità, come diciamo sempre, non ha sovranità su aspetti come questo, che intaccano il libero mercato nel settore della produzione energetica.
Quindi, propongo all'Aula di annullare quella votazione, perché, ripeto, pone problemi anche di legittimità costituzionale in generale, e di votare nuovamente sia l'emendamento numero 43, su cui l'opinione della Giunta era evidentemente favorevole, sia l'emendamento numero 44, che è stato erroneamente approvato.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Se mi permette, Presidente, vorrei far notare anche un altro errore, e cioè che l'emendamento di cui stiamo parlando è riferibile al Piano di sviluppo, perché richiama il Capo IV, Ambiente e governo del territorio.
SCARPA (Gruppo Misto). E' il titolo del Capo IV della legge.
MARROCU (D.S.). Comunque, secondo me, va casomai riferito al Piano di sviluppo. Quindi proporrei di spostarlo al Piano di sviluppo, nella discussione del quale potremo accoglierlo o bocciarlo, e di annullare la precedente votazione.
PRESIDENTE. Ripetiamo la votazione, onorevole Marrocu, per le cose che ha ricordato l'onorevole La Spisa e per le cose che ho richiamato io.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, questo emendamento è stato esaminato in Commissione, la quale ha espresso il suo parere, io l'ho illustrato e ne ho esposto esattamente il contenuto. Può darsi che la stanchezza abbia influito sulla valutazione dei colleghi, ma io sono stato corretto nella illustrazione. Ho detto anche che questa norma riporta esattamente una parte del programma della maggioranza, ed è la verità, l'ho letto prima testualmente ed è agli atti del Consiglio. Non credo che sia legittimo annullare la votazione, penso invece che la maggioranza possa correggere questa norma in qualunque momento, con un'altra votazione, o magari abrogarla, ma non credo che lei, adesso, possa annullare una votazione e farla ripetere per votare contro.
Gli Uffici potranno dire come si deve procedere e penso che la maggioranza abbia la possibilità e la capacità di predisporre una norma differente, magari all'interno del Piano energetico regionale, se viene portato in Aula per essere votato, però, mi sembra, Presidente, che dal punto di vista procedurale e dell'applicazione del Regolamento non sia possibile annullare la votazione.
Altro discorso è se ne viene chiesto lo spostamento al Piano di sviluppo, ma credo che l'annullamento della votazione possa essere un ulteriore elemento di impugnazione. Pertanto, Presidente, raccolgo l'invito dell'onorevole Marrocu a spostare questo emendamento al Piano di sviluppo.
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, la ringrazio, perché ci consente di non fare un atto che sarebbe dubbio dal punto di vista della sua validità generale. Resta però, se lei mi consente, un problema per quanto riguarda l'emendamento numero 43, se non ho capito male.
SCARPA (Gruppo Misto). E' stato bocciato.
PRESIDENTE. Va bene, perfetto. Procediamo con la discussione.
URAS (R.C.). Di quale argomento stiamo parlando?
DIANA (A.N.). Presidente!
LA SPISA (F.I.). Presidente!
PRESIDENTE. Do la parola a tutti quelli che sono iscritti a parlare!
DIANA (A.N.). Il problema non è superato, non è superato per niente! Io ero in aula e ho partecipato alla votazione!
PRESIDENTE. Onorevole Diana, formalmente è così, sostanzialmente valgono le cose che ho detto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io ho segnalato il problema, credo che sia giusto intervenire in qualche modo, ma non facciamolo in maniera affrettata, creando un precedente procedurale grave. E cioè, quando si proclama il risultato di una votazione la votazione stessa è compiuta. Il Regolamento offre degli appigli, e sicuramente gli esperti ne forniranno degli altri, ma dichiarare adesso nulla la votazione dell'emendamento numero 44 mi sembra quantomeno frettoloso, perché comunque si può correggere l'errore, ma senza forzare il Regolamento, che dice che quando una cosa è approvata è approvata.
E' stato fatto un errore, è capitato anche altre volte, ci si può ritornare, vuol dire che il Presidente della Regione presenterà un suo disegno di legge, che magari contraddirà la sua stessa votazione, o la votazione della sua Giunta e della sua maggioranza. Noi siamo disponibili a esaminare qualunque proposta tesa a risolvere questo problema, che è grave per il nostro sistema, ma non si deve procedere frettolosamente dicendo: "La votazione è annullata perché è in contrasto con le leggi e con la Costituzione". Se è in contrasto con la Costituzione lo giudicherà qualcun altro, se si può tornare indietro rispetto a quella votazione bisognerà valutare come, ma non in questo modo, Presidente.
PRESIDENTE. Propongo cinque minuti di sospensione.
DIANA (A.N.). Presidente!
PRESIDENTE. Onorevole Diana, tutti vorrebbero dire una cosa. Continuiamo la discussione.
URAS (R.C.). Io vorrei dire una cosa, Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Diana prima di lei, onorevole Uras, poi parlerà anche lei.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Veda, Presidente...
URAS (R.C.). Io capisco tutto, però questo Regolamento è strano. E' stata approvata una norma, si stava per votarne un'altra, per cui si proceda alla votazione di questa norma e poi si affronti il problema, che secondo me non sussiste. Non sussiste! Intanto c'era una votazione in corso…
DIANA (A.N.). Intanto io ho il microfono aperto!
PRESIDENTE. Onorevole Uras, proviamo a procedere con ordine.
Onorevole Diana, torniamo al comma 4 dell'articolo 14. Prego.
DIANA (A.N.). Io ho partecipato alla votazione e ho espresso un voto di astensione.
PRESIDENTE. Apriremo in seguito questo tema, adesso stiamo parlando del comma 4 dell'articolo 14, che dobbiamo votare. Eventualmente torneremo dopo sull'emendamento numero 44.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Siamo al comma 4 dell'articolo 14, di cui propongo la votazione per parti, eliminando il riferimento all'agglomerato industriale di Ottana, perché, a parte il fatto che si potrebbe successivamente decidere, per esigenze magari legate a eventuali proteste della popolazione o all'opportunità di costruire il termovalorizzatore nell'agglomerato industriale di Macomer, di Siniscola, di Isili o di Villacidro, non mi pare il caso e non c'è bisogno che l'ubicazione sia fissata in legge, mentre è giusto che in legge siano indicate le risorse finanziarie necessarie ad avviare un progetto come questo, che interessa tutta la Sardegna.
Io sono tra quelli che sosterranno la costruzione del termovalorizzatore, perché basta guardare, come succede spesso a me, i telegiornali della Campania per capire cosa sta avvenendo in quel territorio per quanto riguarda i rifiuti urbani. Quindi, che ci sia bisogno di affrontare il problema dei rifiuti in Sardegna con serietà è evidente e giusto, però ritengo che sia sbagliato forzare le cose indicandolo in legge, il che ci crea problemi con la comunità di quel territorio. E' giusto discutere di questo argomento, ma lo si deve fare in tutta tranquillità, non attraverso una scelta del Consiglio regionale, che indica già in legge il luogo dove ubicare il termovalorizzatore, anche perché se poi ci fosse l'esigenza di realizzarlo in un altro luogo si dovrebbe modificare la legge, che invece indica una zona ben precisa.
Quindi proporrei sia alla Giunta sia ai presentatori dell'emendamento numero 44 di votare il comma 4, perché c'è comunque l'esigenza di indicare le risorse finanziarie per mandare avanti questo progetto, eliminando però il riferimento all'agglomerato industriale di Ottana.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, mi riferisco al comma 4, così come formulato, dell'articolo 14. Sono anch'io del parere che questo comma vada soppresso, intanto perché indica sia l'impegno finanziario sia la modalità attraverso la quale si perviene all'accordo, oltre a localizzare il termovalorizzatore in questione. D'altra parte, è noto a tutti che questi mesi sono stati impiegati in un dibattito sul tema del termovalorizzatore di Ottana, che è stato anche molto aspro in certi momenti e ha evidenziato la necessità oggettiva di un coinvolgimento della popolazione, di uno studio dettagliato su questa questione, perché se ci sono delle valutazioni contrastanti anche sulla tipologia della centrale termica e su come deve essere organizzata evidentemente c'è bisogno di un approfondimento.
Io, francamente, sono contraria a che questo argomento venga inserito in questo contesto, perché sarebbe più opportuno valutare la questione separatamente. Quindi, se il comma 4 resta così com'è, voterò per la sua soppressione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, la soppressione di questo comma è in sintonia con il fermento delle popolazioni interessate, che hanno intrapreso, in questi mesi, un confronto con l'istituzione regionale al fine di respingere l'installazione del termovalorizzatore, ritenuto da tutti altamente inquinante. E anche dagli incontri di questi giorni tra Regione, Provincia e Comuni interessati è emersa l'esigenza di approfondire il confronto su questo tema, studiando soluzioni nuove e meglio compatibili con l'ambiente.
Per questa ragione sarebbe opportuno sopprimere il comma 4 e impegnare l'Assessore ad avviare un percorso che coinvolga le popolazioni interessate per arrivare a una sintesi condivisa e rispettosa della salute dei cittadini, che è la prima preoccupazione, a mio giudizio, che deve avere il legislatore regionale. Per questa ragione chiediamo anche la votazione nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Presidente, conformemente agli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, io credo che la proposta che è stata avanzata poc'anzi dall'onorevole Marrocu non sia risolutiva del problema, perché pure l'eliminazione del riferimento relativo alla localizzazione lascia, in ogni caso, in capo alla Giunta regionale la possibilità di procedere in quella direzione, senza che il Consiglio possa ulteriormente esprimersi.
E' un argomento molto delicato, il territorio di cui si parla è, al pari di altri, notevolmente sensibile al tema in questione. Anche recentemente, sulla stampa, gli Assessori dell'amministrazione provinciale di Nuoro si sono dichiarati nettamente contrari all'ipotesi di realizzazione del termovalorizzatore. Credo, quindi, che sia opportuno eliminare il comma 4 dall'articolo 14. Ove così non fosse, annuncio il mio voto contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico ad interim della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. SignorPresidente, chiedo la sospensione dell'esame del comma 4 dell'articolo 14, per poter fare una valutazione attenta, anche perché l'ora tarda ci porta a fare valutazioni errate.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, siccome stiamo lavorando, se prendete posto forse possiamo andare avanti.
Onorevole Sanna, capisco ciò che lei dice, ma non basta che lei affermi che non ci sono le condizioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Presidente, chiedo che venga votato il comma 4 e siano rinviati a domani i lavori dell'Aula, per evitare il ripetersi di votazioni come quella dell'emendamento numero 44, che ha comportato la successiva richiesta di annullamento, a causa del modo indecoroso, per un'aula parlamentare, in cui si stanno svolgendo i lavori. Anche noi siamo stanchi, non solo la maggioranza, che deve dire a voce alta, e non fuori microfono, che non siamo qua per fare tappezzeria e votare cose di cui ci pentiamo.
PRESIDENTE. L'onorevole Randazzo propone di rinviare a domattina anche la votazione dell'emendamento numero 898.
I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 10 del 18 maggio. La terza Commissione è convocata per le ore 9.
La seduta è tolta alle ore 0 e 19 di venerdì 18 maggio 2007.
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