Seduta n.296 del 16/02/2007 

CCXCVI SEDUTA

Venerdì 16 febbraio 2007

Presidenza del Presidente Spissu

indi

del Vicepresidente Secci

La seduta è aperta alle ore 10 e 18.

CASSANO, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 13 febbraio 2007 (290), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cugini, Farigu, Vincenzo Floris, Frau, Ibba, Pacifico e Alberto Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di venerdì 16 febbraio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CASSANO, Segretario f.f.:

"Interrogazione Serra, con richiesta di risposta scritta, sul parco eolico del Grighine". (751)

"Interrogazione Contu - Licandro - Petrini - Rassu, con richiesta di risposta scritta, sulla convenzione tra la ASL n. 8 di Cagliari e lo Studio Vega Sardegna srl". (752)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sul comportamento del direttore generale della ASL di Sassari e del personale dell'Ospedale Santissima Annunziata nei confronti del signor Giovanni Nuvoli, con specifico riferimento al mancato rispetto dell'articolo 32 della Costituzione italiana". (753)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario f.f.:

"Mozione Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pileri - Rassu - La Spisa - Ladu - Sanjust - Pisano - Dedoni - Atzeri- Floris Mario - Murgioni - Farigu - Milia - Cuccu Franco Ignazio - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Capelli - Vargiu sulle affermazioni del Ministro Di Pietro". (117)

PRESIDENTE. Colleghi, constatata la scarsa presenza di consiglieri, sospendo la seduta sino alle ore 10 e 30. Per cortesia, invito i colleghi che sono già presenti in Aula a non andare via.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 21, viene ripresa alle ore 10 e 42.)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ieri sera abbiamo tenuto in sospeso la richiesta, formulata da alcuni consiglieri, di discussione immediata della mozione numero 117, primo firmatario l'onorevole Artizzu. Sulla base dell'articolo 114 del Regolamento, la mozione può essere ammessa alla discussione immediata in Aula se la Giunta regionale è d'accordo e qualora l'Aula, appunto, voti l'ammissione della mozione dopo il pronunciamento di due consiglieri a favore e di due contro. Quindi io chiedo all'Assessore di esprimere la sua opinione sulla richiesta di discussione immediata.

Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto riguarda la Giunta, io penso che non possa non rimettersi alla volontà dell'Aula su un argomento di questo tipo, così delicato. Naturalmente qualora l'Aula decidesse di affrontare i contenuti di questa mozione non farà mancare il suo preciso parere e convincimento sulla questione; si rimette comunque alla volontà dell'Aula.

PRESIDENTE. Due colleghi, per cinque minuti ciascuno, possono parlare a favore della richiesta di ammissione alla discussione immediata, e due colleghi contro. Chi intende parlare a favore?

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Scusi, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, onorevole La Spisa?

LA SPISA (F.I.). Chiedo se non sia più giusto e logico che, avendo noi proposto la mozione, non sentiamo le ragioni di chi è contro il suo inserimento all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, il problema non è "chi è contro", devono parlare due colleghi a favore e due colleghi contro. La mozione è stata soltanto presentata, stiamo discutendo sull'ammissione immediata in Aula, non della mozione. Quindi, se chi l'ha presentata ci spiega per quale motivo ritiene che la mozione debba essere ammessa immediatamente in Aula, penso che questo costituisca la premessa della discussione stessa. Insomma, colleghi, bisogna che parli un consigliere a favore.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie Presidente. A dire il vero, signor Presidente, è chiaro che io parlo a favore, ma mi aspetterei che parlasse a favore anche lei, signor Presidente.

PRESIDENTE. Prego?

ARTIZZU (A.N.). Mi aspetterei che anche lei prendesse la parola e parlasse a favore, perché le accuse…

PRESIDENTE. No, scusi, onorevole Artizzu, lei sta parlando a favore, se parla a favore, io le do la parola, perché non capisco... ARTIZZU (A.N.). Se lei mi lascia parlare, io argomento perché sto parlando a favore.

PRESIDENTE. Va bene.

ARTIZZU (A.N.). E inizio il mio intervento dicendo che anche lei, come Presidente del Consiglio regionale, potrebbe prendere la parola ed esprimersi a favore, e le spiego il perché. Non soltanto per il fatto che lei rappresenta la massima istituzione della Sardegna ed essendo stati offesi i sardi, lei, giustamente, ieri si è sentito in dovere, non a titolo personale, ma certamente per il ruolo istituzionale che rappresenta, di fare un comunicato stampa, nel quale esprime la sua indignazione per quella frase che definire infelice è eufemistico. Ma io credo che lei dovrebbe considerare l'assoluta opportunità di discutere oggi questa mozione e che questa mozione arrivi ad un voto che censuri l'operato del Ministro, in quanto le parole contenute nella, chiamiamola, "replica", chiamiamola, "rettifica", da parte del Ministro, sono in realtà offensive quanto la prima offesa formulata.

Lo sono in particolare verso quegli esponenti politici, lei per primo, che hanno commentato in modo negativo, le affermazioni di Di Pietro. Poco fa, un collega (se è così cortese, mi faccia avere la fotocopia che mi aveva promesso perchè non me l'ha portata), gentilmente mi ha fatto vedere la rettifica del Ministro e in realtà mi ha dato argomenti più forti per sostenere ciò che sto dicendo, cioè la Ministro ha replicato dichiarando che sono vili, strumentali, ignobili le strumentalizzazioni che sono state fatte delle sue parole. Quindi questo riguarda in modo particolare anche lei, che è stato uno dei primi a ribattere a questa frase infelice, diciamo esprimendo tutto il suo sdegno e tutta la sua disapprovazione e indignazione a nome dei sardi che rappresenta.

Allora, colleghi, io credo che sia opportuno discutere questa mozione e che sia doveroso da parte del Consiglio regionale esprimere una posizione netta che non vada solo a censurare l'operato di un Ministro che, tra l'altro in un viaggio istituzionale di rilevanza internazionale, si permette di formulare delle frasi così gratuitamente offensive; e, in secondo luogo, chiedere quello che ogni ragionevolezza impone, cioè che quando si sbaglia si domandi scusa. Ora è chiaro che una frase può sfuggire, il fuso orario tra l'Italia e l'India si fa sentire e probabilmente prolunga anche i suoi effetti nei giorni successivi alla modifica del fuso stesso. Ma una frase del genere richiede, da parte di chi l'ha così inopportunamente pronunciata, che si chieda scusa.

Semplicemente, noi chiediamo con questa mozione che il Consiglio regionale esprima il proprio sdegno, la propria condanna per un'offesa arrecata al popolo sardo; il fatto che sia stata offesa la dignità del popolo sardo, credo che nessuno abbia, insomma, l'ardire di negarlo. E' stata offesa l'immagine della Sardegna in Italia e nel mondo, perché quando si parla di una banda dei sardi, chi anche non avesse mai sentito parlare della Sardegna si chiederebbe chi saranno mai questi sardi, saranno proprio un popolo di delinquenti! Quindi chiediamo semplicemente che il Consiglio, il Presidente del Consiglio regionale e il Presidente della Giunta regionale, che ci rappresentano al di fuori della Sardegna e che sono i rappresentanti delle istituzioni, chiedano al Ministro Di Pietro di chiedere scusa.

Credo che questa legittima richiesta non sia né di destra né di sinistra né di centro, riguarda tutti, tutti ci dobbiamo sentire toccati da questo scivolone di pessimo gusto del Ministro Di Pietro, che invece solitamente è una persona così elegante e così signorile, evidentemente ogni tanto anche i migliori sbagliano, per cui credo che dobbiamo invitarlo a chiedere scusa ai sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Pur avendo grande rispetto per le motivazioni della mozione e dell'argomento, ritengo che chiunque si esprima dovrebbe evitare di regionalizzare la delinquenza, che ovviamente in quanto tale non può essere assimilata né ad una città, né ad una Provincia, né ad una Regione, né tanto meno ad un popolo, perché si rischia il fraintendimento. Tuttavia sono contraria che venga messa immediatamente all'ordine del giorno, perché c'è all'attenzione di questa Aula un'altra mozione, che reputo non certo meno importante, per la quale ho chiesto più volte che venisse presa in considerazione, e che attiene ad un problema che è all'ordine del giorno della politica nazionale.

Credo che se l'Aula intende interrompere i lavori debba farlo, innanzitutto, per richiamare il Parlamento alla sua funzione, che è quella di legiferare anche su materie sensibili qual è quella dell'accanimento terapeutico visto e considerato il caso Nuvoli che in Sardegna sta avendo un'importanza di grande rilievo e che pone alla coscienza di tutti un serio problema, quello di poter vedere rispettati gli articoli 13 e 32 della Costituzione, nonché il codice deontologico dei medici, che all'articolo 35 afferma la possibilità per i pazienti di rifiutare qualunque accanimento terapeutico simile a quello che si sta consumando oggi ai danni di una persona, che da sei anni soffre una condizione inaccettabile.

Per questo mi oppongo fermamente a che la mozione venga messa in discussione immediatamente, e chiedo, invece, che si proceda, eventualmente, invertendo l'ordine del giorno in modo da mettere al primo posto degli argomenti la mozione che è stata rimandata, non solo a dopo la Statutaria ma addirittura a dopo la discussione e l'approvazione della legge sul Garante dei diritti delle persone private della libertà.

PRESIDENTE. Di questo dobbiamo discutere, onorevole? Grazie.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, avevo cinque minuti, penso di non averli ancora esauriti, spero di non avere abusato della sua pazienza e neanche...

PRESIDENTE. Ha parlato di un'altra mozione.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie.

PRESIDENTE. Prego.

(Interruzione del consigliere Marrocu)

CALIGARIS (Gruppo Misto). Io ho parlato sul tema!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Non è la prima volta che il Consiglio regionale, su questioni che riguardano polemiche o dichiarazioni che in qualche modo risultino offensive per la Sardegna, per la sua popolazione e, evidentemente, anche per le nostre istituzioni, si pronuncia per precisare e per dare un forte segnale di "alt" a chi si permetta di utilizzare le cariche istituzionali che ricopre (e dovrebbe ricoprire per il bene della Sardegna, per tutto il territorio ma certamente anche per la nostra terra), qualunque spazio, per esternare in maniera estemporanea, superficiale e di fatto offensiva per il nome dei sardi e della Sardegna.

D'altra parte lo stesso Presidente del nostro Consiglio regionale ha sentito immediatamente la necessità di esprimere sorpresa e forte contrarietà rispetto a questo. Credo che sia pienamente legittimo che il Consiglio faccia sentire la sua voce, che lo faccia per dire che il nome della Sardegna e dei sardi va usato in maniera appropriata e forse, nel caso specifico del Ministro Di Pietro, occorrerebbe usarla per dire che le parole e soprattutto i fatti di questo Governo nazionale vengano manifestati, espressi concretamente a favore della Sardegna non con leggi finanziarie che modificano il sistema dei trasferimenti in maniera falsa, trasferendo funzioni e carico finanziario che incidono sul livello della spesa regionale, ma che intervenga su quegli interventi di infrastrutture che da anni sono programmati, dai Governi precedenti, per la Sardegna e che questo Governo sta bloccando. Crediamo sia pienamente giusto e opportuno che si possa esprimere il Consiglio regionale su questi temi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ritengo che la mozione presentata sia sostanzialmente superata, intanto dalle precisazioni pervenute da parte del Ministro e poi perché rischia di mantenere l'attenzione di questa nostra Assemblea e quella dell'opinione pubblica, non solo regionale ma anche nazionale, su una accentuazione di uno dei nostri mali, un male che abbiamo in parte curato, che abbiamo in parte superato grazie alla volontà della nostra società e del nostro popolo, che deriva da un malessere profondo vissuto in modo particolare nelle aree interne della nostra isola e che ormai è un male sconosciuto, fa parte della storia. Fa parte della storia con un riferimento più a un episodio che a una ripresa vera di questo male, che è quella della disgraziata situazione che oggi vive Bonorva, un suo cittadino, Titti Pinna, a cui va da parte di tutti noi una manifestazione di vera solidarietà.

Quindi, direi che è nostro dovere superare in questa mattinata la discussione sulla mozione presentata perché ormai, ripeto, di fatto, nelle sue motivazioni è stata già preceduta dalle dichiarazioni del Ministro Di Pietro: "La Sardegna è una regione che porto nel cuore" - dice - "verso la quale nutro affetto e non mi sarei mai sognato di dire alcunché contro. Quando ho detto 'banda dei sardi' mi riferivo ad un fatto di cronaca degli anni ottanta riportata da tutti gli organi di stampa". Nelle affermazioni del Ministro non solo c'è un chiarimento ma anche esattamente ciò che la mozione chiede, cioè le scuse che, in altra forma, non riteniamo possano essere espresse nei confronti di questa Regione. Se proprio vogliamo, il Presidente del Consiglio in questo è già intervenuto ieri nelle precisazioni, ha la nostra fiducia, può tranquillamente sentire la Ministro e riferire anche su un eventuale colloquio che abbia come oggetto la conferma di questo atto di scusa per una frase forse infelice, ma sicuramente mal interpretata e spesso anche strumentalizzata.

PRESIDENTE. Metto in votazione la richiesta di discussione immediata della mozione numero 117, ai sensi dell'articolo 114 del Regolamento. Chi la approva alzi la mano. Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Noi abbiamo comunicato all'esterno, ma più volte anche in quest'Aula, il disagio e la contrarietà che ha sicuramente l'opposizione - io spero anche il Consiglio - per l'assenza di notizie sull'iter della finanziaria. Abbiamo letto sulla stampa oggi le dichiarazioni del Presidente della Regione che, se non smentite, sono di questo tipo: "Tranquilli, stiamo mettendo a punto i documenti". Io vorrei invitare il Presidente e, possibilmente, anche le forze di maggioranza a riflettere su questo fatto e a prendere una posizione da parte del Consiglio. Se il Presidente della Regione si è impegnato, è stato impegnato dal Consiglio regionale, ad approvare in Giunta la manovra finanziaria il 7 febbraio, se è vero che il 7 febbraio la manovra finanziaria è stata approvata in Giunta, che significato ha una dichiarazione come questa: "Si stanno mettendo a punto i documenti". Sul sito della Regione non c'è nulla! Ma quale atto ha approvato la Giunta regionale? Siamo in presenza di una legge, con tutte le tabelle scritte o solo con una cornice, approvata dalla Giunta regionale che adesso in queste ore ancora si sta mettendo a punto? Cosa significa mettere a punto i documenti, se non fotocopiare quello che è stato approvato in Giunta regionale?

Io credo che il Consiglio non possa sopportare questa questione. Non è neanche un problema di date a questo punto, ma vogliamo sapere se la Giunta regionale ha approvato un testo e se questo testo, nell'epoca di Internet, della società dell'informazione, sia all'oscuro di tutta la Sardegna tuttora. Presidente, la invito ancora, la prego, a chiedere agli uffici di esprimere il parere sulla questione dell'accertamento di entrate di competenza degli anni futuri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ho già avuto modo di dire, a nome della Giunta, che la Giunta regionale ha approvato la finanziaria e il bilancio, nella seduta di mercoledì 7 febbraio. Ho anche avuto modo di dire, così come è stato ripetutamente affermato anche dal Presidente, che sono stati e sono necessari dei tempi di predisposizione, proprio dal punto di vista tecnico, dell'elaborato e quindi del testo della finanziaria e del bilancio che naturalmente si portano via un certo numero di giorni, come la predisposizione di tabelle, la verifica di tabelle e così via, in modo tale che il documento che poi arriverà all'Aula sia un documento,dal punto di vista tecnico, definito in tutte le sue parti.

Voglio anche aggiungere però che c'è stato un rallentamento nella predisposizione, e quindi nell'inoltramento del documento al Consiglio, dovuto, non ho nessuna difficoltà a dirlo, alla interlocuzione che è stata attivata con il Governo, con la Ministro Lanzillotta, riguardo a quell'aspetto, più volte sollevato anche da parte dell'opposizione, relativo ad una parte del contenuto dell'esercizio provvisorio che è stato approvato da questo Consiglio regionale. C'è stato un necessario approfondimento di carattere tecnico con il Governo, con la Ministro Lanzillotta, con i responsabili tecnici del Ministero, e quindi anche questo necessario approfondimento, al fine di fugare qualunque dubbio, che mi pare sia anche un'esigenza posta dalla stessa opposizione, dalle stesse minoranze, ha comportato naturalmente un certo lasso di tempo. Penso che questi approfondimenti e questa interlocuzione si siano completati, per cui ritengo che in tempi brevissimi il documento perverrà all'attenzione del Consiglio.

(Interruzione del consigliere Diana)

PRESIDENTE. Onorevole Diana, su che cosa intende parlare?

DIANA (A.N.). Sull'ordine dei lavori!

PRESIDENTE. Su quale ordine dei lavori? Noi siamo sulla Statutaria, stiamo parlando d'altro, adesso sull'ordine dei lavori ha parlato l'onorevole La Spisa, l'Assessore ha replicato, il Presidente del Consiglio chiederà al Presidente della Giunta di inviare, prima possibile, la finanziaria, per i motivi che sono stati detti, quindi, di che cosa dobbiamo parlare ancora, onorevole Diana?

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, vede, tutte le motivazioni che, molto correttamente, l'Assessore ha portato a quest'Aula, lo qualificano, se ce ne fosse ancora bisogno, per persona estremamente corretta, però l'Assessore si è limitato a dire una parte, il resto ovviamente non lo poteva dire, perché il resto lo ha detto il Presidente. Quando ieri il Presidente ha dichiarato che, per questa settimana, il Consiglio dei Ministri non avrebbe impugnato, "per questa settimana", ha fatto intendere che è possibile che ci sia impugnazione di quel provvedimento nelle settimane successive.

Mi chiedo allora, quando abbiamo votato l'esercizio provvisorio, le motivazioni che erano state addotte, a tutto facevano cenno, fuorché all'eventualità che la manovra finanziaria 2006 venisse messa in discussione e che l'accertamento delle entrate, contenute all'interno del disegno di legge per l'esercizio provvisorio, potesse essere impugnato. Le motivazioni erano tutt'altre! La nuova legge di contabilità…

PRESIDENTE. Onorevole Diana, concluda per cortesia!

DIANA (A.N.). Presidente, sto arrivando al nodo della questione, mi lasci concludere, certamente. Quindi le motivazioni addotte dal Presidente sono assolutamente riferibili al fatto che lui ha certezza che, per sanare quella situazione, bisogna intervenire, e non si può intervenire ad horas, bisogna intervenire in che modo? E' necessario che si sospendano i lavori e la Giunta presenti immediatamente un disegno di legge per un nuovo esercizio provvisorio, visto che ormai i due mesi di esercizio provvisorio non sono assolutamente più necessari e sufficienti. Per cui, si dovrà mettere mano a quell'accertamento delle entrate che certamente non può essere valido perché, ormai è inutile che la si allunghi, la questione dell'accertamento delle entrate è un fatto assolutamente illegittimo e illegale, e il Presidente del Consiglio dei Ministri certamente impugnerà questo fatto. Di fronte a questo, corriamo quattro mesi di esercizio provvisorio, sono velocissimi…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu sul Regolamento. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sul Regolamento, Presidente. Vorrei parlare sul Regolamento e in particolare sull'articolo che riguarda gli ordini del giorno che vengono approvati dal Consiglio, facendo rilevare ai colleghi di maggioranza che, purtroppo, esso non contiene un dispositivo che comporti la vigilanza sugli ordini del giorno che vengono approvati dal Consiglio, che è un elemento sul quale noi dovremmo intervenire. Colleghi, voi sapete che l'ordine del giorno che noi abbiamo approvato, che impegnava, per il 7 febbraio, la Giunta all'approvazione della legge finanziaria e, successivamente, in tempi brevissimi, la sua trasmissione al Consiglio regionale, è un ordine del giorno che ha consentito di sbloccare una situazione drammatica per la democrazia in Aula, che era quella dell'occupazione del Consiglio regionale.

Nella circostanza capitò che un autorevole consigliere di maggioranza, a cui chiedemmo cosa significasse "in tempi brevissimi la trasmissione al Consiglio", disse: "Mia madre non capirebbe se la trasmissione degli atti al Consiglio dovesse durare più di tre giorni". Oggi ne sono passati dieci di giorni, e noi sentiamo, assessore Dadea, devo dirle, con costernazione, che, nell'approvazione della legge finanziaria, sarebbe in qualche maniera implicata la valutazione su una legge già approvata dal Consiglio regionale, quella dell'esercizio provvisorio, il che significherebbe che il documento approvato in realtà non è approvato, perché può essere sostituito, modificato, cambiato in alcune parti, a seconda del risultato del contatto che sta verificandosi in questi giorni tra la Ministro Lanzillotta e il Governo regionale. Il che sarebbe una cosa gravissima, perché significherebbe che, nella seduta del 7, non è stata approvata la finanziaria, ma è stata approvata una bozza di finanziaria suscettibile di essere modificata, qualora ci siano delle interlocuzioni col Governo nazionale che impongono la modifica.

Allora io le chiedo, Presidente, se ha un senso che noi Riformatori, parlo solo per il mio Gruppo a questo punto, continuiamo a restare in Aula, a discutere una legge di regole, quando le regole non esistono più in questo Consiglio regionale. Perché, non solo non esistono le regole scritte, ma anche quelle che noi ci siamo dati, attraverso un ordine del giorno, sottoscritto e condiviso da tutti, non esistono più. Quindi, a questo punto, io mi chiedo, colleghi della maggioranza, se ha un senso che noi stiamo discutendo delle regole, dell'equilibrio, del ruolo del Presidente, del ruolo del Consiglio, quando noi stessi non siamo in grado di far rispettare in nessun modo il ruolo che il Consiglio regionale, una volta che non lo aveva più, ha chiesto che venisse ribadito attraverso un ordine del giorno sottoscritto da tutti. Colleghi, che senso ha che noi vogliamo andare avanti così in quest'Aula?

PRESIDENTE. Colleghi, assumeremo le iniziative necessarie che ho richiamato, perché la finanziaria venga presentata, inviata al Consiglio prima possibile.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Legge statutaria della Regione Autonoma della Sardegna" (5-Stat/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 5-Stat/A, il cui esame prosegue con la votazione dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti, a partire dall'emendamento numero 213, sulla cui votazione è mancato il numero legale, quindi dobbiamo ripeterla. Era stata chiesta la votazione nominale sull'emendamento numero 213, quindi prego i colleghi di prendere posto e possibilmente di starvi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 213.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Caligaris - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - La Spisa - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Gessa - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias.

Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Davoli - Fadda - Floris Mario - Lanzi - Licheri - Pisu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 62

votanti 55

astenuti 7

maggioranza 28

favorevoli 22

contrari 33

(Il Consiglio non approva)

Colleghi, è stato presentato un emendamento di sintesi degli emendamenti numero 75 e 343.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 807:

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PINNA - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - ORRÙ - SANNA Francesco - URAS - SECCI - PITTALIS - CUGINI - CORRIAS - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - VARGIU - PISANO - LA SPISA - DIANA

Emendamento di sintesi degli emendamenti n. 75 e 343

Art. 10

Al comma 1 dopo la parole "formula" il testo fino a "Comunità sarda" è sostituito dal seguente: "Giuro di essere fedele alla Costituzione e allo Statuto, di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione nell'interesse generale del popolo sardo.". (807))

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 807.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, intanto io non intervengo per dichiarare il voto, intervengo perché - essendo stato predisposto un emendamento di sintesi - avrei gradito e avremmo gradito che si fosse preso in considerazione anche l'emendamento numero 504 che, oltre ai doveri di chi giura di servire lealmente la comunità, chiede di rispettare, in caso di conflitto con altri obblighi di lealtà e solidarietà familiari o associativi, i vincoli dello Statuto, privilegiando l'interesse generale.

PRESIDENTE. Sì, ho visto, onorevole Diana, l'emendamento numero 504 che, se lei ritiene, possiamo ritenere contenuto all'interno della sintesi proposta con l'emendamento numero 807, perché mi sembra che lo spirito sia questo.

Quindi, se lei è d'accordo, l'emendamento numero 807 è una sintesi degli emendamenti numero 75, 343 e 504.

(Interruzione del consigliere Diana)

PRESIDENTE. Sì, certo, non è letterale, onorevole Diana.

L'emendamento numero 504 dice: "...di servire lealmente la comunità, di rispettare, in caso di conflitto con altri obblighi di lealtà e solidarietà familiari o associativi, i vincoli dello Statuto, privilegiando l'interesse generale"; quindi, ciò che conta è il rispetto e la fedeltà alla Costituzione e allo Statuto nell'esercizio dell'ufficio di consigliere regionale nell'interesse generale del popolo sardo. Mi sembra che questi siano i concetti.

(Interruzione del consigliere Diana)

PRESIDENTE. Così è scritto, onorevole Diana. Insomma, io naturalmente sto facendo un lavoro che non mi compete, quindi se trovate una sintesi va bene.

Onorevole Diana, se lei non ritiene l'emendamento numero 807 una sintesi anche dell'emendamento numero 504, li votiamo separatamente.

DIANA (A.N.). Diventa di fatto un emendamento aggiuntivo, il "504", e non stride con l'emendamento di sintesi, è la prosecuzione.

PRESIDENTE. Va bene, quindi lo voteremo quando arriviamo agli aggiuntivi.

DIANA (A.N.). Il problema è che l'emendamento aggiuntivo, Presidente, mi scusi, l'espressione nostra del voto sull'emendamento numero 807 dipende molto dalla votazione sull'emendamento numero 504. Lei capisce che, sull'emendamento numero 807, noi siamo disponibili a dare parere favorevole qualora sul "504" ci sia condivisione da parte dell'Aula, altrimenti il nostro voto sarà un voto di astensione.

PRESIDENTE. Va bene, ho capito.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io vorrei dichiarare il voto a favore dell'emendamento numero 807, apprezzando lo sforzo che è stato fatto nella sintesi. Però vorrei anche riflettere sul fatto che la formula del giuramento, che viene proposta attraverso l'emendamento numero 807, forse dà una risposta a quel quesito sul Regolamento che io mi ponevo pochi minuti fa, cioè sul fatto che l'articolo 117 del Regolamento non preveda una attività di controllo da parte del Consiglio per quanto attiene ai dispositivi di ordini del giorno approvati dal Consiglio e che, eventualmente, vengano ignorati da parte della Giunta. Ciò che il Presidente ha testé letto, e cioè che è previsto un obbligo di lealtà nei confronti dello Statuto ma anche nei confronti del popolo sardo, sostanzialmente, essendo il Consiglio regionale il rappresentante del popolo sardo, il rappresentante eletto e delegato del popolo sardo, credo che sia esteso nei confronti del Consiglio regionale.

Allora, mi chiedo se sia possibile che si continui in quest'Aula una discussione su una legge che è una legge di regole quando chi deve garantire le regole, rispettare le regole, anzi essere il massimo garante della lealtà nei confronti dello Statuto, nei confronti del popolo sardo, nei confronti del Consiglio regionale, che è espressione del popolo sardo, ignora le disposizioni che sono state date alla Giunta stessa attraverso un ordine del giorno sottoscritto dall'intero Consiglio regionale.

Colleghi della maggioranza, sarebbe interessante conoscere un vostro parere in merito a questo argomento. Voi sapete quale sofferenza ci sia stata in quest'Aula, anche da parte della opposizione, nel momento in cui si è adottata una tecnica assolutamente irrituale quale quella dell'occupazione dell'Aula, una tecnica che voi ci avete rimproverato e che, nel momento in cui voi ci rimproveravate, noi ci rendevamo conto di quanto fosse grave l'atto che stavamo in quel momento realizzando; però, nel momento in cui questo atto è stato rimosso, è stato rimosso attraverso un ordine del giorno che dovrebbe essere garantito dalla formulazione stessa dell'emendamento numero 807 il quale comportava degli impegni, degli obblighi cogenti per la Giunta regionale.

Questi obblighi non sono stati rispettati. Come è possibile che noi continuiamo a fare questa discussione sulle regole che è caratteristica della legge statutaria? Una legge che comporta che ci sia una condivisione di fondo del ragionamento che deve essere portato avanti tra maggioranza e minoranza. Nel senso che noi andiamo, anche più avanti, a discutere del ruolo del Consiglio, a discutere del ruolo della Presidenza del Consiglio, ma è evidente che questa discussione avviene con la consapevolezza reciproca che ciò che ci diremo in quest'Aula è poi vincolante non solo su ciò che sarà scritto all'interno della legge statutaria, ma anche per i rapporti che devono comunque rimanere in questi due anni - e nelle legislature successive - tra coloro che, all'interno di quest'Aula, saranno chiamati a fare maggioranza e coloro che saranno chiamati ad essere minoranza. E' indispensabile che queste regole, sia per la parte scritta sia per la parte che comunque è nella sensibilità delle componenti di questo Consiglio, siano sempre presenti all'attenzione di ciascuno di noi.

Allora, io vi chiedo, nel prosieguo di questa discussione, di farci sentire la vostra voce per comprendere se il sistema delle regole che abbiamo e il sistema delle regole che ci apprestiamo a darci attraverso la legge statutaria è un sistema di regole che vale chiunque sia a rappresentare la maggioranza, chiunque sia a rappresentare la Giunta, chiunque sia a rappresentare la minoranza in quest'Aula. Se questo è, ha un senso che noi andiamo avanti nella discussione della legge statutaria, se questo non è, i Riformatori non continueranno ad essere presenti in Aula durante la discussione della legge statutaria perché non ha nessun senso!

Quindi, ve lo ripetiamo ancora una volta, se noi stiamo qui a discutere di regole significa che le regole devono essere rispettate, altrimenti non ha senso discuterle, non ha senso ragionare con voi, non ha senso trascorrere del tempo in quest'Aula su questo argomento!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Dichiaro il voto favorevole all'emendamento di sintesi numero 807. Recependo le proposte che ha fatto qualcuno della maggioranza, io avrei aggiunto anche "della Regione Sardegna", per essere più specifico, nel caso, "nell'interesse generale del popolo sardo". Noi ci siamo espressi sin dai primi discorsi che abbiamo fatto in quest'Aula e va benissimo la modifica per rafforzare quella che è la sovranità che abbiamo citato in altri interventi nella discussione di questa legge.

Entrando nel merito dell'argomento, vorrei dire che noi parliamo, rivendichiamo diritti, eccetera e poi ci stupiamo di quello che succede quando parliamo di regolamenti e di regole. Mi collego anche a ciò che ha detto il collega Vargiu poco fa e prima l'amico Diana: quando scriviamo le regole, chiediamo anche che vengano applicate nella loro interezza, non scriviamo cose interpretabili, perché altrimenti nascono incomprensioni in quest'Aula.

Quest'Aula è stata occupata per la norma finanziaria (perché tutte le richieste di audizione sulla Statutaria avevano imposto anche un blocco della legge importantissima che stiamo discutendo), per avere le risorse economiche per i vari settori che oggi soffrono un disagio enorme. Le risposte dell'Assessore soddisfano una piccola esigenza rispetto alla richiesta che abbiamo fatto. Quando c'è stato l'incontro per decidere il termine dell'occupazione di quest'Aula, il Presidente, incontrandoci nel corridoio del quinto piano, ci disse di aver già comunicato alla stampa che il mercoledì si sarebbe approvata la norma finanziaria; bellissime parole! L'ordine del giorno comune prevedeva delle date certe per la trasmissione della finanziaria in questa Aula; un partito si oppose dicendo che, entro tre giorni, secondo la via normale, sarebbe arrivata presso il Consiglio regionale e che le discussioni con la Ministro Lanzillotta forse si sarebbero dovute fare prima di approvare il testo dell'esercizio provvisorio in questa Aula.

Quindi anch'io chiedo, come hanno chiesto altri colleghi prima, che avvenga in questa Aula la discussione e che, se si possono fare quei correttivi famosi sulle entrate fino al 2013, se ne discuta al più breve tempo possibile, ma non che si usi quella interlocuzione per far slittare tutto il problema di una settimana. Se la legge deve essere impugnata, ben venga, facciamo le modifiche in questa Aula, come dicono sempre anche i colleghi di Rifondazione Comunista; se dobbiamo fare modifiche, cari colleghi della maggioranza, discutiamone in questa Aula, se ci sono delle cose sbagliate, siccome siamo per il parlamentarismo, discutiamone qua dentro! Se tornano i conti o non tornano, se c'è un errore, un vizio formale, va corretto solo da questa Aula, non dopo discussioni tenutesi con il Vice Ministro in via informale o in via di amicizia.

Noi siamo per le regole scritte che devono rimanere serie per tutti e rispettate da tutti, maggioranza ed opposizione. Io mi ricollego al discorso che facciamo sempre, in modo serio in questa Aula,. Cerchiamo ogni tanto di applicare quelle regole; cioè, se la finanziaria deve pervenire (io lo sollecito anche qua al Presidente del Consiglio che come risposta non ha convinto molto) "in tempi brevi", così era scritto in quell'ordine del giorno che è stato citato poc'anzi dal collega Vargiu, ci dite esattamente a che cosa corrisponde questa espressione? Perché potrebbero essere dieci giorni, venti giorni, siate più chiari, dateci una certezze, un giorno ad aprile, a maggio, insomma vorremmo sapere concretamente cosa intendete voi per "tempi brevi", visto che se poi qualcuno non capisce, gli si dice che ha capito male la discussione fatta.

Vi chiediamo di quantificare, visto che il Presidente della Regione ci vuole poco a sentirlo e che l'Assessore ha risposto in modo serio che c'è un'interlocuzione col Governo; ma se l' interlocuzione va avanti per 4 o 5 settimane, non scioglie il dubbio e il ricorso lo presentano fra tre settimane? Questi sono i quesiti che ovviamente ci pongono coloro che ci avevano fatto occupare l'Aula, per dire che esigenza straordinaria ed esigenza prioritaria per la Sardegna è la discussione esatta di quello che è il riparto delle risorse che vanno ad intaccare e a risolvere i problemi delle leggi di settore che abbiamo esistenti e non quelle che stiamo facendo, per avere risposta e certezze subito.

PRESIDENTE. Ricordo che siamo in sede di dichiarazione di voto, per cui invito i colleghi a restare sul tema del quale stiamo parlando.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Presidente, per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 807 e dire che questo lavoro di approvazione della Statutaria cercheremo di portarlo avanti nei tempi giusti in quanto è, credo, un obiettivo di tutto il consesso che rappresenta il popolo sardo, come diciamo in questo emendamento, del Consiglio regionale. Facciamolo, impegniamoci, siamo nel mezzo, siamo nel cuore dei problemi, sarebbe direi abbastanza complicato interrompere questo percorso. In aggiunta all'emendamento numero 807, vorrei dire che, nella discussione in Commissione, avevamo cercato di ritagliare una modalità di espressione del giuramento un po' diversa da quella che avviene oggi. Oggi lei, Presidente, nella prima seduta pronuncia la formula interrogando il consigliere e il consigliere dice: "Giuro", in realtà, quello che vorremmo, sarebbe che questa formula fosse pronunciata personalmente dal consigliere. E' già interpretabile così, perché c'è scritto che il Presidente della Regione, i consiglieri, e poi anche gli Assessori prestano giuramento, ma se si volesse dare una chiave interpretativa completa, accettando un emendamento orale, potrebbe aggiungersi che prestano giuramento "pronunciando la seguente formula", e la formula rimane quella.

Devo dire che la modalità di prestazione del giuramento non è scritta nel nostro Regolamento, non è scritta nello Statuto, sta nelle norme di attuazione dello Statuto che possono essere tranquillamente ritenute soppresse, reinterpretate dal primo comma dell'articolo 10, così come noi lo stiamo formulando. Comunque, o l'Aula accetta la formulazione di questo emendamento orale che chiarisce che il giuramento è prestato personalmente da ciascuna di queste figure, consigliere, presidente e assessore, con la pronuncia della formula e non più attraverso l'interrogatorio e l'espressione: "Giuro", oppure che rimanga agli atti che l'interpretazione autentica della norma è questa, cioè è una prestazione personale di giuramento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sull'emendamento ci siamo in qualche modo già pronunciati riconoscendo il passo avanti e l'accoglimento di una parte, almeno, delle cose proposte dall'opposizione oltre che da altri Gruppi. Però, io vorrei riprendere l'invito fatto adesso dall'onorevole Sanna, ma anche, nel dar la parola per ulteriori dichiarazioni di voto, dallo stesso Presidente del Consiglio. Lei, Presidente, ci invita a stare sul tema e noi sul tema ci stiamo, perché se vogliamo che questa discussione sulla legge statutaria sia una discussione reale, che tocchi davvero i temi che interessano l'assetto istituzionale, noi non possiamo ignorare, parlando di Statutaria, parlando del sistema delle regole, anzi riaffermiamo, la necessità che le regole vengano non solo scritte per il futuro ma vengano attuate, riconosciute, rispettate già nell'immediato.

Noi ci troviamo oggi in una condizione in cui le regole non vengono rispettate! Insisto sul fatto che le stesse precisazioni fatte poco fa dall'assessore Dadea, a nome della Giunta, riflettono un imbarazzo fortissimo, e che il silenzio della maggioranza sulle questioni relative ad una manovra finanziaria che, approvata in Giunta ancora non è conosciuta da nessuno, forse neanche da loro, sia una cosa grave, sia in sé una violazione delle regole e non solo delle regole statutarie o delle leggi regionali, ma anche di quella elementare del diritto per la quale un atto, quando viene approvato, viene approvato in tutte le sue componenti, sin nelle virgole. Non è pensabile, non è accettabile, è assolutamente irrealistico che si possa riconoscere la verità di quel che viene detto dalla Giunta. Non si mette a punto un testo, un testo lo si approva per come è, poi eventualmente lo si modifica; la giustificazione di un'interlocuzione con il Governo è assolutamente ininfluente e ulteriormente inaccettabile. L'interlocuzione può essere su una legge già approvata che può essere impugnata e che attenderà, quindi, anche un pronunciamento eventuale, se impugnata da parte della Corte Costituzionale, ma non cambia nulla rispetto al testo che è stato approvato e che nessuno conosce, questa è una cosa gravissima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Signor Presidente, intervengo sull'emendamento, oltre che per esprimere il parere favorevole, per osservare che il testo di un giuramento deve avere alcune caratteristiche, cioè deve essere un testo fondamentalmente essenziale e anche significativo. Da questo punto di vista credo che anche l'emendamento numero 504 possa essere inserito nell'emendamento di sintesi; perché? Perché, in buona sostanza, l'emendamento numero 504 rappresenta una sorta di interpretazione del testo sottoposto al giuramento, cioè io lascerei al giuramento le caratteristiche di sobrietà ma anche di solennità, pensando che chiaramente tutto ciò che in qualche modo contrasta con l'interesse generale del popolo sardo dovrà essere e sarà oggetto anche di quella legge prevista nel comma 2 dello stesso articolo 10 dove si disciplineranno meglio le forme di contrasto.

Per cui io credo che, poiché lo spirito è raccolto, avrei piacere che potesse comprendere anche l'emendamento numero 504.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, nella discussione generale dell'articolo ebbi modo di far rilevare alcune incongruenze che, nei contenuti, andavano ad essere incardinate, per quel che riguarda il comma 1, nelle due espressioni, riferite al momento del giuramento del Presidente, dei consiglieri e degli Assessori, del perché si ricercavano due tempi diversi ma soprattutto perché si parlasse di "comunità sarda". Bene, nei contenuti dell'emendamento numero 807 è stato superato di sicuro il secondo dubbio, ovvero quello riferito al popolo sardo, che mi sembrava l'espressione più corretta, invece che della comunità sarda, mentre invece per quanto riguarda l'aspetto dei momenti diversi del giuramento sinceramente non vedo ancora il superamento del problema.

Devo dire, colleghi, che quando nella formula del giuramento si dice "nell'interesse generale del popolo sardo", secondo me, e così mi associo a quanto già enunciato dai colleghi che mi hanno preceduto, a meno di non incorrere in un momento di spergiuro, l'interesse generale del popolo sardo oggi è riferito al fatto di avere una manovra finanziaria approvata e la disponibilità di uno strumento di programmazione e di gestione rispondenti alle esigenze del quotidiano del nostro popolo.

Bene, nell'interesse generale del popolo sardo noi troviamo una risposta anche sulla stampa di oggi per il "superamento dei rilievi e la ricerca di possibili soluzioni" oppure "una modifica tecnica alla legge di contabilità approvata a fine luglio 2006" e stiamo ancora mettendo a posto i documenti…

PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, pur esprimendo soddisfazione perché il contenuto dell'emendamento riporta a quanto si trova espresso nell'articolo 23 dello Statuto vigente, ribadisco la superfluità di questo comma, visto che, appunto, la norma esiste già e non c'è neppure alcun richiamo nell'articolo 15 modificato che faccia riferimento ad alcun giuramento, proprio perché è materia caratteristica dello Statuto.

Sotto il profilo, invece, della formula, mi sembra che usare una formula diretta facendola pronunciare a ciascun consigliere sia un aspetto formale e non sostanziale; faccio riferimento, per esempio, ad atti ufficiali quali sono quelli di un matrimonio civile o religioso, nei quali uno conferma quanto viene affermato da chi pronuncia l'atto o il giuramento, come avviene adesso normalmente, come è accaduto anche in questa legislatura, e non c'è alcuna ragione di esprimere una formula in modo definito e diretto in questa maniera. Questo è il mio parere. Considerato tutto ciò, volevo dire che, proprio per questo sforzo che è stato fatto, in quanto è stato riconosciuto che si stava modificando una formula già propria dello Statuto, in questo caso mi asterrò.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Intervengo sulle modalità di voto: chiedo il voto elettronico palese. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io ho ancora molto lucido il ricordo del 21 giugno 2001 quando, per la prima volta, venni chiamato a giurare solennemente, in quest'Aula, il rispetto dello Statuto e della Costituzione italiana. Lo ricordo molto bene perché venni colto da grande emozione, credo legittima e giustificata. Dal momento in cui feci giuramento di rispetto dello Statuto e della Costituzione, ebbi comunque la necessità nei giorni successivi di dare una rilettura, anche se frettolosa, certamente allo Statuto, abbastanza semplice, ma ancora di più alla Costituzione italiana. Dal giorno sono passati anni e debbo dire che la Costituzione italiana l'abbiamo sempre presente tutti quanti.

Ora noi oggi siamo in presenza di un emendamento che, in maniera diversa, cerca di normare le modalità di giuramento. Questa formulazione che si è adottata, e che è una sintesi, non trova da parte mia particolari problemi, anzi, nella discussione, in quella interlocuzione che c'è stata, mi chiedevo se non fosse opportuno integrare con una parte che, colleghi, non ho scritto io, ma è stata scritta nella stesura del disegno di legge della Giunta, quindi è ripresa pari pari dal comma dell'articolo che era stato formulato dalla Giunta. Faccio questo ragionamento perché? Perché nel momento in cui abbiamo giurato rispetto della Costituzione, mi chiedo, colleghi, se noi oggi, in presenza di palesi violazioni della Costituzione, come quella di non aver presentato o ancora peggio di aver approvato una legge che è in netto contrasto con la Costituzione italiana, non corriamo il rischio di incorrere nei rigori dell'articolo 126 della Costituzione, visto che i 60 giorni per impugnare quella legge stanno per scadere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, per dire che io voterò a favore dell'emendamento numero 807 di sintesi, ma anche per invitarla a non mettere in votazione la seconda parte del primo comma dell'articolo 10, laddove parla di Assessori che prestano giuramento nella seduta immediatamente successiva alla discussione del programma politico di governo. Perché ce ne andiamo dritti dritti alla lettera a) del terzo comma dell'articolo 13, laddove si parla di programma politico di governo e dove si dice che si discute, mentre ci sono molti emendamenti, credo tantissimi, dove si dice che invece il Consiglio regionale deve approvare, e non discutere, quindi pregiudicheremo il tutto.

Poi per dirle anche, signor Presidente, che stiamo parlando di rispetto delle regole e credo che, insieme al rispetto delle regole, ci debba essere anche il rispetto delle leggi e il rispetto dei patti; inoltre di non sottovalutare il richiamo, che la minoranza sta facendo alla maggioranza e al Presidente del Consiglio, di un impegno assunto solennemente da questo Consiglio in occasione di una pagina triste per tutti, dell'occupazione del Consiglio regionale. Qui siamo alla fine del secondo mese dell'esercizio provvisorio, fra poco l'Aula sarà chiamata a discutere del terzo e, probabilmente, del quarto mese di esercizio provvisorio; non sarà una discussione facile, soprattutto se il Governo interpreterà, quanto detto dalle minoranze, illegittime alcune parti dell'esercizio provvisorio del 2006, perché questo casca dritto dritto sul 2007 e qui si apre un problema politico enorme, della maggioranza del Presidente della Regione che sicuramente non rimarrà neanche un minuto in quel posto se dovesse essere minata tutta la sua strategia programmatica ed economica della Sardegna. Non è una cosa che ha scoperto il Governo, è una cosa che noi stiamo dicendo da tempo, che uno può mettere nel bilancio patrimoniale tutto quello che vuole, ma nel bilancio economico non può mettere risorse che non siano assolutamente disponibili e quindi spendibili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intanto intervengo per apprezzare lo sforzo per la sintesi trovata sull'emendamento numero 807 e quindi dare il mio voto favorevole, e poi accogliere anche un'indicazione, un suggerimento che veniva dai colleghi dell'opposizione. Secondo me, si qualifica il Consiglio quando è possibile che la sintesi abbia le firme di tutti i colleghi dei vari schieramenti e si raggiunga un'intesa più ampia rispetto a quella della maggioranza, in questo caso già vedo alcuni colleghi che hanno sottoscritto e quindi magari si allarga la partecipazione all'emendamento di sintesi, questo è un fatto positivo.

Colgo anche l'occasione per affrontare un altro tema che mi suggerisce il fatto che siamo ancora all'articolo 10 della legge statutaria, e quindi che i tempi rispetto al dibattito, al di là della volontà manifestata, tendono ad allungarsi. Io sono convinto che siano veritiere le affermazioni dell'assessore Dadea e anche del Presidente, che tra quanto sta avvenendo a livello di incontri ministeriali rispetto all'esercizio provvisorio, quindi al disavanzo, e rispetto alla nuova finanziaria, ci sia una correlazione. Penso che i colleghi sappiano che c'è la volontà, nell'atto che la Giunta ha approvato il 7 febbraio, di procedere ad una anticipazione portando il bilancio da triennale a quadriennale e iscrivendo anche fondi che dovrebbero essere disponibile dal 2010. Questo fatto espone la Giunta ad una riflessione visto che questo tema è già in discussione sull'esercizio provvisorio.

Però ritengo che sia legittimo e corretto che un atto che il Consiglio ha approvato abbia le conseguenze necessarie e che quindi questo aspetto può essere anche risolto una volta che è nella disponibilità, del Consiglio e quindi della Commissione e del processo istruttorio, l'eventuale correzione di una possibile disposizione che verrebbe in seguito agli incontri ministeriali.

Però onestamente - io vedo che il tempo sta finendo e le chiedo un mezzo minuto in più - credo che sarebbe utile un atto di maturità collettiva del Consiglio e anche della Giunta, in che senso? Nel senso che, se è questo l'elemento, si può - secondo me - e si deve rapidamente pubblicare l'atto approvato e metterlo nella disponibilità del Consiglio e che il Consiglio, cioè i colleghi della minoranza e noi insieme assumiamo un impegno che l'arrivo in Consiglio dello strumento "legge finanziaria e bilancio" non venga utilizzato per bloccare e non consentirci di concludere.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Evitando che ci siano da questo punto di vista pregiudizi da entrambe le parti, per cui magari la Giunta, mi auguro che non sia così, pensa che questo sollecitare la finanziaria e il suo arrivo servano esclusivamente per bloccare la discussione sulla legge statutaria e rinviarla sine die.

Allora io chiederei che magari a conclusione della giornata di oggi, ci si incontri in una Conferenza dei Capigruppo e si possa programmare, perché anche questo è uno dei principi del Regolamento, la fase conclusiva della legge statutaria, organizzando i lavori per consentire che, a quella data, si concluda in modo da poter poi avviare il processo di discussione della legge finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, annuncio il voto a favore dell'emendamento di sintesi numero 807, e mi associo all'apprezzamento generale, che è stato fatto; si tratta di un emendamento condiviso anche dal centrodestra, che riporta la qualificata firma dei due consiglieri Randazzo, a dimostrazione appunto che vi è condivisione anche da parte nostra. Io credo che, in riferimento proprio a questo emendamento che detta la condizione della regola principale che dovrà animare la vita consiliare ed istituzionale di questa Regione, non possiamo non fare un richiamo a quello che, in questo momento, è uno stato totale di illegittimità e quindi di non rispetto di questa regola cardine.

Io mi immagino che cosa sarebbe potuto accadere in un piccolo comune della Sardegna se davvero una delibera di Giunta comunale non fosse stata esitata e pubblicata entro i termini dovuti una volta adottata. Credo che si tratti di una violazione palese di legge e non riesco nemmeno a correlare quello che ha detto poco fa il collega Marrocu tra quello che è l'impegno, che era stato assunto, di portare in Aula rapidamente la finanziaria, e quello che invece è un dibattito molto corretto, privo di ostruzione di qualsiasi genere qui in Aula riferito invece alla legge statutaria. Non vi è nessun nesso, nessuna correlazione né vi possono essere dei pregiudizi che siano riferibili in un qualche modo all'intento che questa Aula, all'arrivo della legge finanziaria, possa davvero interrompere i lavori per proseguire il dibattito sulla Statutaria in fase successiva.

Restituiamo dignità alle regole, se davvero ci sono ancora delle tabelle, che devono essere completate, quell'atto è totalmente illegittimo; mi immagino che chi ha fornito i pareri, relativi naturalmente a quella delibera, se ne debba guardare con preoccupazione. Si tratta di un parere espresso, e ovviamente non definito, per cui credo che il fatto che ancora si debba pensare a problematiche di riferimento alle violazioni riferite alla legge di autorizzazione dell'esercizio provvisorio...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pisano.

PISANO (Riformatori Sardi). Debba farci davvero pensare che è il caso di preoccuparci di dover proseguire questo dibattito con questa attesa di un atto dovuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Io invito i colleghi a stare dentro il tempo previsto per la dichiarazione di voto. Onorevole Capelli, naturalmente non è contro di lei!

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 807 e, proprio riferendomi al fatto di essere fedele alla Costituzione e allo Statuto, vorrei replicare in qualche modo alle osservazioni di alcuni colleghi. E' chiaro che questa discussione sulla Statutaria non sta entusiasmando nessuno, né noi, né la pubblica opinione, è già troppo che due colonne vengano dedicate a questa discussione sugli organi di stampa, questo è un segnale preoccupante. Così come, collega Marrocu, io credo che state lavorando, in fase di discussione di Statutaria, per prolungare i tempi. Non credo ci siano stati interventi ostruzionistici, chiunque è intervenuto ha sempre cercato di stare nel merito e di discutere sulle cose senza fare ostruzionistico. Mi sembra invece che le continua mancanza del numero legale, la disattenzione della maggioranza e quant'altro, siano funzionali a quanto il Presidente gradisce in questo momento, dilazionare i tempi perché sempre meno si parli di finanziaria.

Ora, cioè, stiamo parlando di un atto che il Governo preventivamente sta discutendo con la Giunta, perché nessun Governo può impugnare una delibera di Giunta, bensì una legge del Consiglio regionale. E' chiaro che l'osservazione è sull'esercizio provvisorio che è una legge che dovremo rivedere, come vi abbiamo chiesto, così come è problematico chiedere i pareri agli ufffici perché, nella storia di questi due anni e mezzo, ogni volta che gli uffici si sono espressi, qualcuno si è espresso contro il volere della Giunta ed è stato ghettizzato o mandato via.

Questo potrebbe succedere anche nel Consiglio regionale, perché non c'è il rispetto della professionalità, ma sono tutti funzionali i pareri e vengono utilizzati quelli funzionali alla strategia della Giunta. Tant'è che, anche in Commissione, c'è stata l'espressione dei funzionari del Consiglio ("Quella norma è anticostituzionale e illegittima"), ma voi siete voluti andare avanti lo stesso; mi auguro che quel funzionario non venga ghettizzato come, magari, quello dell'Assessorato dell'agricoltura che ha cambiato il suo parere su richiesta della Giunta, o di un componente della Giunta, per dare parere positivo alla Saatchi & Saatchi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, ricollegandomi a quello che dicevano i colleghi, in particolare il collega Marrocu, io credo che sia veramente fuori luogo parlare di un atteggiamento dell'opposizione che possa far pensare a perdite di tempo o a condizionamenti riguardo ai tempi dell'ingresso in Aula della legge finanziaria. Ci sono situazioni oggettive delle quali è bene prendere atto, la principale situazione oggettiva alla quale faccio riferimento è il fatto che, il giorno 7, la Giunta regionale ha approvato - o perlomeno noi abbiamo avuto notizia, confermata anche dalle parole dell'assessore Dadea - la manovra finanziaria. Ora, al di là di quelle che possono essere tutte le considerazioni, le illazioni, le argomentazioni, rimane il fatto che oggi - se non sbaglio - ne abbiamo 16, quindi sono trascorsi 9 giorni, tra l'altro sta iniziando anche il fine settimana (sono certamente sabato e domenica le giornate meno adatte affinché gli uffici lavorino e si concludano le operazioni tecniche e burocratiche del caso).

Insomma, ci avviamo verso una situazione che si può configurare così: "La Giunta regionale approva, il giorno 7, la manovra finanziaria e, il giorno 19, la manovra finanziaria non è ancora arrivata in Consiglio regionale"; questo succederà lunedì. Dal 7 al 19, ci passano 12 giorni, anzi 13 se vogliamo considerare anche il 7 stesso; ora, mi chiedo quale giustificazione, quale motivazione, può essere considerata seria ed attendibile davanti a una legge finanziaria che viene approvata un giorno e dopo 13 giorni ancora non è stata recapitata, non è stata comunicata ed ufficialmente giunta in Consiglio regionale?

Assessore Dadea, naturalmente con profondo rispetto verso la sua serietà e affidabilità, che non sono in discussione, lei capisce bene che sta sostenendo una tesi che non può essere ragionevolmente sostenuta e cioè che la manovra ci impieghi 13 giorni per arrivare dal Palazzo di viale Trento fino a quello di via Roma. Credo che qualunque latore o trasportatore materiale di questa legge finanziaria, anche una lumaca, avrebbe impiegato molto di meno. Quindi, evidentemente i problemi sono altri, evidentemente il prolungamento dei tempi al quale faceva riferimento il collega nei confronti della opposizione non è da addebitarsi all'opposizione, ma semmai da addebitarsi alle difficoltà che avete voi all'interno della maggioranza e che non avete ancora risolto, non solo per le interlocuzioni romane del presidente Soru con la Ministro Lanzillotta, ma evidentemente per tante altre cose che non sono ancora state risolte, tanti nodi che non sono ancora stati sciolti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, ci troviamo di fronte a una situazione particolare, data questa maggioranza e il suo Presidente, non dico l'Assessore perché effettivamente ha la dimostrazione di solidarietà da parte di tutto il Consiglio e da parte dell'opposizione in particolare, ci tengo a dirlo. Mi è venuto in mente un cittadino che il 26 maggio si è recato presso gli uffici comunali per chiedere una concessione edilizia; il dirigente di quell'ufficio tecnico è venuto fuori sventolando una direttiva regionale in base alla quale diceva che non avrebbe rilasciato più alcuna concessione. Pertanto quel cittadino, che non aveva ritirato prima del 25 maggio la concessione, era bloccato senza poter più realizzare la casa nonostante avesse affrontato tanti problemi, pagato ingegneri, tecnici, eccetera. Questo sta a significare che bisogna osservare le regole.

E' sotto gli occhi di tutti invece che qui le stiamo distorcendo al massimo, addirittura stiamo distorcendo anche le puntuali osservazioni che noi abbiamo fatto in quella settimana (che qualcuno diceva che sarebbe meglio non toccare e non ricordare) per cercare almeno di allertare questa maggioranza per far capire al suo Presidente che le regole bisogna osservarle da tutte le parti.

Allora, mi rendo conto, invece, che non soltanto non si osservano le regole, ma con molta facilità addirittura, per quanto riguarda questa legge che abbiamo sotto gli occhi, vogliamo contingentarla. Così ha detto il collega Marrocu e mi ha stupito, perché è un collega che stimo, soprattutto per la sua lungimiranza e il suo buon senso; nel suo intervento, a conclusione della riunione dei Capigruppo, ha detto che dovremmo anche stabilire la data esatta in cui questa legge dovrebbe essere approvata. Praticamente significa metterci un bavaglio e dire che, quando scende il gong, la legge deve essere approvata.

Mi sembra che sia troppo, mi sembra chiedere molto anche a quest'Aula, da parte del Presidente, cioè io non faccio il mio dovere, prometto di portare la finanziaria nei tempi canonici, i colleghi hanno detto che addirittura non sarebbero sufficienti più di 12 giorni, qui dicono 12 giorni, per portare una finanziaria che voi avevate detto che era già pronta. Bene, io ipotizzo anche un altro scenario che sarebbe quello che se noi avessimo approvato a suo tempo, prima di fare la famosa interruzione, sono convinto che questa finanziaria in Aula non ci sarebbe neanche oggi. Allora, quello che conta è che bisogna riferire al Consiglio, vale a dire al popolo sardo, la verità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Signor Presidente, intanto esprimo la mia dichiarazione di voto favorevole a questo emendamento, ancorché la ritengo irrilevante, è comunque un atto di responsabilità della minoranza nei confronti di questo Consiglio. L'emendamento precedente è stato votato, faccio notare, con un voto favorevole di 33 consiglieri, che quindi non rappresentano la maggioranza del Consiglio, ma neppure quella degli elettori, con tutto il rispetto per chi ha votato comunque nell'ambito di quest'Assemblea. Emergono, piano piano, quindi le prime divergenze nella maggioranza, ancora di più sul sistema di governo, dove c'è un nodo ancora da sciogliere, lo vedremo più avanti negli articoli, tra indirizzo presidenzialista, preferito dalla Costituzione, e quanto stabilito dall'articolo 123 della stessa, che rimanda alla Regione la determinazione della forma di governo. Su questo credo che ci sarà un dibattito soprattutto nell'ambito della maggioranza. Ma a me sembra che si voglia guadagnare tempo, perché oggi non abbiamo la finanziaria, perché oggi alla gente stiamo dando solo la possibilità di avere normale amministrazione, cioè pagamento di stipendi e di bollette, ma manca quello che la legge dovrebbe dare, cioè un indirizzo di pianificazione del Governo regionale.

Si sta cercando di guadagnare tempo, utilizzando le divergenze che abbiamo all'interno di questa maggioranza, ripeto, per coprire ritardi della finanziaria. Il rischio è quello di perdere una grande occasione di fare riforme portanti per questa Regione, approvando quindi una Statutaria monca, disorganica, votata da una minoranza che sostiene il Presidente. Io ho avuto la possibilità di dare uno sguardo al testo della finanziaria esitata dalla Regione, sostanzialmente devo criticare fortemente il fatto che si parta con due articoli, il 2 e il 3, dove si parla quasi esclusivamente di tasse, mentre si parla di cultura e di lavoro negli articoli più avanti, come si parla di ambiente. Credo che questo non sia un modo di presentare un progetto serio di finanziaria. Si prevede anche un grave indebitamento per la Regione, perché la previsione di passare agli anni di competenza di questo Governo regionale le entrate future del 2010, 2011 e 2012, è un atto grave che crea un indebitamento per questa Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, io faccio una dichiarazione di voto evidentemente e ovviamente favorevole all'emendamento numero 807, manifestando anche soddisfazione per il fatto che è stato possibile fare sintesi di emendamenti di più parti politiche. Vorrei anche approfittare, visto che la formula del giuramento forse ci ha richiamato al rispetto delle regole, per dire una parola su quel tema richiamato più volte dai colleghi del centrodestra, il tema sulla presunta illegittimità, quindi sul fatto che ci sia un contrasto, se vogliamo, tra lo spirito di quello di cui stiamo discutendo oggi e il fatto che ci sarebbe una presunta illegittimità di un consuntivo di un bilancio della Regione, che viene in qualche modo nascosto. Io devo dire che sarei molto sorpreso se così fosse, anzi se questo presunto vizio del bilancio consuntivo e dell'esercizio provvisorio fosse denunciato dal Governo, credo che prima di tutto dovremmo indignarci, perché vorrebbe dire che il Governo dichiara un'illegittimità a se stesso, perché è il Governo che ci ha proposto questa formula per sanare i debiti di una Regione che sappiamo sono stati fatti proprio perché il Governo non girava alla Regione, a partire dal '91, le somme che sono dovute.

Quindi sarei molto sorpreso se il Governo dichiarasse illegittimità a se stesso e, se così facesse, credo che ci dovremmo indignare tutti, perché non sarebbe un motivo il bilancio della Regione, che ha fatto l'unica cosa possibile a fronte di quella che è stata la soluzione della vertenza delle entrate proposta dal Governo. Noi tutti abbiamo convenuto che il disavanzo accumulato negli anni passati non era responsabilità di una sola parte politica, noi tutti abbiamo convenuto che c'era una grave inadempienza del Governo in tema di compartecipazione, quindi credo che dovrebbe trovarci uniti questa battaglia, nel caso che - secondo me, è assai probabile - non ci sia alcuna illegittimità, ma anche nel caso ci fosse una illegittimità dovremmo essere contrari.

Io, poi, vorrei dire che il Presidente del Consiglio ha già detto che il ritardo è grave, nella presentazione della finanziaria, e io lo condivido, e ha detto che solleciterà, io sono convinto che anche questa sollecitazione aiuterà a portare la finanziaria quanto prima, perché la aspettiamo, ed è indubbio che nove giorni di ritardo siano gravi. Spero che questo non ci impedisca, come ha richiamato l'onorevole Marrocu nella Conferenza dei Capigruppo, comunque, di stabilire, in maniera scissa da questo fatto, una data per la conclusione di questa importante discussione, che ritengo abbiamo fatto e stiamo facendo in maniera adeguata.

PRESIDENTE. Colleghi, è stata chiesta, dall'onorevole Amadu, la votazione elettronica sull'emendamento numero 807. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 807.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Diana - Fadda - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Orrù - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 49

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 501. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo al testo dell'articolo 10. Onorevole Floris, lei aveva sollevato un problema relativamente all'ultimo paragrafo del comma 1 dell'articolo, perché collegato all'articolo 13. A me sembra, per le cose che ho sostenuto ieri e che abbiamo detto più volte, che la decisione che assumeremo sull'articolo 10 sia neutra e, comunque, siccome c'è una coerenza tra tutti questi articoli, il Consiglio regionale naturalmente ne terrà conto. Però, il fatto che gli Assessori prestino giuramento nella seduta immediatamente successiva alla discussione del programma non compromette la possibilità che il programma stesso sia votato dal Consiglio e non solo discusso, anzi è completamente aperta, quindi mettiamo in votazione l'articolo 10 nel testo proposto.

Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 365. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 502 è decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 503.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 503.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Fadda e Manca hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Gallus - La Spisa - Ladu - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Gessa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 48

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 12

contrari 36

(Il Consiglio non approva)

Passiamo all'emendamento numero 504.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, credo che sia superfluo mettere in votazione questo emendamento, però vorrei, se fosse possibile, che il suo testo venisse acquisito agli atti e, quando mai ce ne fosse necessità, fosse utilizzato per una interpretazione autentica della formula di giuramento. Pertanto, ritirando l'emendamento numero 504, chiedo che venga appunto utilizzato in questo modo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 76.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, relatore. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Presidente, intervengo per dire che l'emendamento numero 76 sostanzialmente può essere accolto limitatamente a "con la medesima formula" togliendo le parole "di cui sopra". Cioè, per la miglior intelligenza del testo: "Gli Assessori prestano giuramento con la medesima formula nella seduta immediatamente successiva". Mi sembra che renda più scorrevole il testo e più compiuto il senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, per la scorrevolezza del testo penso che sia accoglibile la proposta del Presidente, ma rifletto sul periodo successivo che abbiamo in esame, cioè al primo comma proprio del periodo che stiamo prendendo in esame, relativamente all'osservazione fatta dal collega Floris. Ho già avuto modo di dire che l'articolo 10, onorevole Marrocu, può essere definitivo per la velocità di approvazione di questa legge, tant'è che io accedo a quanto detto in un precedente intervento dal collega Vargiu, sarebbe inutile una presenza se non arrivano risposte immediate e certe sul percorso della finanziaria ma altrettanto sarebbe inutile la presenza di chi sostiene, all'interno di questa legge, un percorso parlamentare, perché approvando sia questo comma, questo periodo, in cui diciamo subito che il programma di governo viene discusso e non votato, così se approviamo il comma 3 dell'articolo 10, come è uscito dall'esame degli emendamenti nella sua stesura definitiva, io credo che qualsiasi discussione portata avanti da chi vede, presume, sostiene un sistema parlamentare, all'interno di questa legge, sia un contributo inutile, inutile perché queste sono due basi fondanti di una legittima proposta alternativa a quella sostenuta da chi propugna il sistema parlamentare.

L'"11" - presumo - verrà cassato, onorevole Marrocu, quindi andremo a discutere il "12". Ma se questi sono i presupposti del "10", tutti gli emendamenti successivi proposti da chi indica una via alternativa sono totalmente inutili, inutile la discussione, inutile la presenza e allora acceleriamo e togliamo anche questa scusa sul fatto che il Consiglio è impegnato e la finanziaria non arriva. Perciò la finanziaria non arriva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, io mi debbo rifare a un intervento che ho già fatto ieri relativamente al giuramento degli Assessori. Vorrei essere aiutato a capire se il giuramento degli Assessori, il fatto di giurare con la stessa formula con cui giura il Presidente, con cui giurano i consiglieri regionali, li pone al riparo da responsabilità che sono previste nell'articolo 25 del nostro Statuto, cioè a dire: "I consiglieri regionali non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni". Sarebbe importante capire se la semplice formula di giuramento di fatto è sufficiente, se non lo fosse, potrei essere anche più contento, ma qualcuno bisogna che me lo dica, cioè vorrei capire qual è la posizione degli Assessori una volta che hanno prestato giuramento. Sono omologati al consigliere regionale e al Presidente oppure l'articolo 25 per loro non vale?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Esprimo il mio voto contrario all'emendamento. A mio avviso non sono omologati e non sono neppure omologabili, perché, a differenza del Presidente e dei consiglieri regionali, che hanno un'investitura popolare, gli Assessori non hanno investitura popolare così come oggi avviene in ragione dell'incompatibilità che sussiste tra l'ufficio di consigliere regionale e l'ufficio di Assessore. E' l'investitura popolare che mette al riparo, diciamo, da azioni giudiziarie nei confronti di chi esprime opinioni nell'esercizio delle proprie funzioni, così come in questo Consiglio regionale, anche nel Parlamento, si tutela cioè la rappresentanza popolare, la rappresentanza popolare si ottiene attraverso il voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, relatore. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Intervengo per una brevissima precisazione. In sede di discussione, in Commissione, abbiamo affrontato questo tema, però, poiché la tutela dell'eletto è un valore costituzionale, questa non può essere, eventualmente, introdotta per il nominato con la legge statutaria, cioè è oggetto di Statuto, che ha valore costituzionale. Abbiamo parlato più volte di questo tema e ci siamo fermati di fronte a questa difficoltà che è una difficoltà oggettiva. Per cui credo che faremmo bene a tener conto di questa che è, non dico una difficoltà, ma una condizione nuova nella quale comunque ci troviamo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 76 nel testo modificato dal relatore. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 505. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 805.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Presidente, in sede di pronunciamento del parere, avevo chiesto qualche minuto di sospensione perché si potesse arrivare, in presenza di due emendamenti di cui fondamentalmente condividiamo lo spirito, alla definizione di un testo; per cui, chiederei cinque minuti di sospensione per consentire la riscrittura.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti. Intanto comunico che chiuderemo i lavori un po' prima questa mattina per consentire lo svolgimento di una Conferenza dei Capigruppo, che è convocata per le ore 13 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 37, viene ripresa alle ore 13 e 03.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Signor Presidente, intervengo per dire che l'interlocuzione è stata fruttuosa e che si propone un emendamento orale all'emendamento numero 805, che suonerebbe in questo modo: "...nonché l'adesione o la partecipazione a qualunque forma di associazione che imponga il vincolo della riservatezza", cassando le parole dalla preposizione semplice "di" sino all'aggettivo "culturale".

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, metto in votazione l'emendamento numero 805 con le modifiche proposte dal Presidente della Commissione che recitano in questa maniera: "nonché l'adesione o la partecipazione a qualunque forma di associazione che imponga il vincolo della riservatezza".

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, non sto intervenendo per dichiarazione di voto, quella la farò successivamente, ma per comprendere il significato dell'emendamento, nel senso che ogni emendamento orale deve avere l'autorizzazione unanime dell'Aula per poter essere introdotto alla discussione, quindi, prima di introdurlo alla discussione, chiederei al collega Pinna, che lo propone, di capire che cosa significa la dichiarazione di appartenenza ad associazioni che impongono la riservatezza. Vorrei capire se, per esempio, un partito politico è un'associazione che ha riservatezza, nel senso che gli elenchi dei Riformatori non sono pubblici, se l'onorevole Pinna ce li chiede, io credo che non avremmo l'atto di cortesia di fornirglieli perché non comprenderemmo qual è il motivo per cui li vuole ricevere. Io sono personalmente iscritto ad un'associazione di filatelia e collezionismo, spero che il presidente della mia associazione non dia - perché c'è anche una legge che è quella di garanzia della privacy - il mio nominativo a chiunque glielo chieda, quindi credo che sia in un certo senso riservata la mia iscrizione che indica un hobby che io coltivo.

Vorrei pertanto comprendere meglio, per valutare la accettabilità del testo dell'emendamento proposto dal collega Pinna, cosa si intende per riservatezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Penso che l'esempio fatto dal collega Vargiu non aiuti forse a capire, nel senso che una cosa è la riservatezza, in questo caso degli elenchi di quanti aderiscono all'associazione "partito", altra cosa è che, in questo caso, il collega Vargiu dichiari di appartenere a quell'associazione senza che con questo si sappia immediatamente anche, e contemporaneamente se ne disponga, per esempio, della tabella riassuntiva.

Diciamo che la formula trova una sorta di chiave interpretativa nell'emendamento numero 504 - presentato prima da Alleanza Nazionale e di cui poi è stato chiesto l'inserimento tra gli atti del dibattito consiliare - quando, per esempio, si diceva che nello Statuto o nel giuramento ci si impegnava a servire lealmente la comunità e a rispettare, in caso di conflitto con altri obblighi di lealtà e solidarietà familiari o associativi, che in qualche modo potevano essere anteposti al bene generale, eccetera, cioè, laddove siamo in presenza di un obbligo che, in qualche modo, impedisca di dichiarare l'appartenenza ad una determinata associazione, ossia quando la riservatezza riguarda l'atto individuale ma non certo riguarda il complesso relativo alla natura dell'associazione, crediamo che questo tipo di obbligo di dichiarazione possa essere, in qualche modo, introdotto.

D'altra parte, la Costituzione, all'articolo 18, non consente l'appartenenza ad associazioni segrete, stiamo introducendo la fattispecie della riservatezza che, nel momento in cui si occupa un ruolo che ha una rilevanza pubblica, rispetto a questo, credo che non ci siano motivi perché possa mantenere in piedi carattere di riservatezza.

PRESIDENTE. E' sufficiente la spiegazione, onorevole Vargiu? Prego, brevemente, non per fare un altro intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). No, certo Presidente, adesso non so, probabilmente la debolezza nel comprendere è tutta mia non da parte del consigliere Pinna nello spiegarsi, quindi, mi scuso per la mia debolezza di capacità di comprensione, però, introdurre all'interno di una legge, un concetto così vago e così scarsamente recepibile come quello che ha tentato di spiegare il collega Pinna è, a mio avviso, una cosa davvero difficile. Cerco di essere ancora più esplicito nella spiegazione. Io non riesco a rilevare quale possa essere l'interesse pubblico di apprendere che, personalmente, ho l'hobby del collezionismo, quindi sono iscritto ad un'associazione di collezionisti; ho compreso che lei dice che non esiste un obbligo di rendere pubblici gli elenchi dell'associazione, ma semplicemente esiste l'obbligo del singolo associato che diventa consigliere regionale di far sapere che è associato.

Benissimo, ma io non riesco a capire qual è la rilevanza pubblica di questioni che riguardano la mia sfera associativa-personale, a meno che non si dica che esistono delle associazioni che hanno, per questo Consiglio regionale, una sensazione di poter vincolare gli iscritti a obblighi di solidarietà, di attenzione reciproca, di mutualità che possono essere confliggenti con l'interesse generale e allora, in quel caso, è necessario che ci sia una dichiarazione pubblica. Se così fosse, ovviamente, sarebbe importante che il Consiglio dicesse quali sono questi tipi di associazionismo per i quali una parte del Consiglio o l'intero Consiglio sospetta che possa esserci il rischio che abbiano interessi che siano confliggenti con quelli generali, altrimenti, mi sembra di ritornare in logiche di tipo vagamente persecutorio sentite in anni passati, che si aveva la speranza fossero esaurite come fenomeno culturale e che, invece, tornano ad avere una rilevanza in questo emendamento criptico che viene proposto alle due di pomeriggio come esito di un emendamento all'emendamento. Insomma, sarebbe quanto meno utile che ci ragionassimo un po' e che lo ridiscutessimo a mente serena in un momento migliore.

PRESIDENTE. Mi sembra di poter comprendere, per trasmetterlo correttamente all'Aula, che non c'è l'accordo sull'emendamento orale proposto, non c'è l'unanimità. E' così? Un cenno d'assenso, onorevole Vargiu.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, non è che non ci sia l'unanimità, se loro insistono io non do parere contrario.

PRESIDENTE. Volevo capire questo.

(Interruzioni)

Ho ben presente che ci sono altri iscritti a parlare, però lasciatemi fare quello che mi è dovuto per le cose che ho sentito fino ad ora, perché poteva essere che ci si ferma qua. Se l'onorevole Vargiu dice che c'è un diniego formale, io devo dire che c'è un diniego formale. L'onorevole Vargiu sta precisando che, da parte sua, non c'è un diniego formale, se ce ne saranno altri li verificheremo. E' così.

Non siamo ancora nella fase di dichiarazione di voto naturalmente.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). In quale fase siamo, Presidente?

PRESIDENTE. Nella fase di vedere se l'emendamento orale proposto è accoglibile.

DIANA (A.N.). Per quanto ci riguarda, non può essere accolto.

PRESIDENTE. Quindi non c'è discussione. Siccome occorre l'unanimità, non può essere messo in votazione. Quindi abbiamo due alternative: o fermarci di nuovo per capire come si può andare avanti o - siccome il Presidente aveva annunciato che i lavori della mattinata si sarebbero conclusi prima - concludere i lavori adesso. Ricordo che è convocata la Conferenza dei Capigruppo per le ore 13 e 30, la quale stabilirà come riconvocare il Consiglio a domicilio.

(Interruzione del consigliere Diana)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, visto che siamo in chiusura di seduta, volevo formulare gli auguri al collega Liori che, in questo momento, ha saputo che il ricorso che gli è stato fatto con i soliti sistemi e con i soliti canoni, ha avuto esito assolutamente negativo.

PRESIDENTE. Ci associamo agli auguri. La Conferenza dei Capigruppo naturalmente è convocata nella sede istituzionale al sesto piano.

La seduta è tolta alle ore 13 e 15.



Allegati seduta

Testo delle interrogazioni e della mozione annunziate in apertura di seduta.

Interrogazione Serra, con richiesta di risposta scritta, sul parco eolico del Grighine.

Il sottoscritto,

venuto a conoscenza che sono iniziati i lavori di scavo per la realizzazione del parco eolico nel Commune di Mogorella (OR) in località Bruncu su Pinnoni, nel complesso montuoso del Grighine, che coinvolge i Comuni di Siamanna, Villaurbana e Mogorella, il cui progetto prevede l'adozione di 43 generatori che svilupperanno una potenza di 98,9 Mw, i cui pali avranno 70-80 metri di altezza e 4 di diametro e saranno dotati di pale di 90-92 metri di diametro;

considerato che la realizzazione del suddetto parco era stata bloccata a seguito delle disposizioni contenute nella delibera della Giunta regionale n. 31/7 del 27 luglio 2004 e dall'approvazione della legge regionale n. 8 del 2004, articolo 8, comma 3;

ritenuto che la realizzazione dell'impianto eolico sulla cima del monte Grighine, oltre allo sfregio paesaggistico, danneggia la maggioranza della popolazione perché deprezza il valore del territorio, impedisce il turismo di qualità, interferisce negativamente con le attività agro-pastorali e ha un impatto negativo sulla flora e sulla fauna,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:

1) se corrisponde al vero che i lavori per la realizzazione del parco eolico sul Grighine sono iniziati nei giorni compresi tra il 10 e il 13 dicembre 2006;

2) quale normativa ha determinato lo sblocco delle autorizzazioni. (751)

Interrogazione Contu - Licandro - Petrini - Rassu, con richiesta di risposta scritta, sulla convenzione tra la ASL n. 8 di Cagliari e lo Studio Vega Sardegna srl.

I sottoscritti,

venuti a conoscenza che l'ASL n. 8 di Cagliari ha deliberato in data 29 dicembre 2006 la "Presa atto tra l'Azienda USL n. 8 e lo Studio Vega Sardegna srl - Management per il risultato sociale di Cagliari per 1'affiancamento tecnico-scientifico, di supporto operativo-formativo e gestionale, per il processo di pianificazione triennale dei servizi integrati alla persona" e che il suddetto Studio Vega Sardegna srl ha sede in Cagliari, via Machiavelli n. 3, ed è legalmente rappresentato dal sig. Bruno Vacca;

visto che la convenzione prevede che l'attività debba essere svolta dal 30 agosto 2006 al 31 dicembre 2007, vale a dire per 16 mesi;

considerato che:

- tale società, costituita il 12 ottobre 2005, é composta dai soci Bruno Vacca e Studio Vega di Fabio Vidotto & C. sas;

- il sig. Walter Gumirato è titolare della Si.T.I. srl, società partner di Studio Vega sas, con sede amministrativa in Mareno di Piave (TV), come riscontrato in data 23 gennaio 2007 dalla documentazione presente sul sito www.studiovega.it;

verificato che:

- la società Studio Vega Sardegna srl, alla data odierna, come da visura camerale, risulta inattiva da protocollo della Camera di commercio di Cagliari alla data del 31 ottobre 2006 e ancora oggi parrebbe inattiva;

- lo stesso Walter Gumirato ha collaborato per la parte ideativa e di impianto dello strumento "Sistem@ Atl@nte", adottato dalla ASL n. 8 di Cagliari e prodotto dallo Studio Vega di Fabio Vidotto & C. sas;

- lo Studio Vega Sardegna srl è distributore esclusivo per la Regione Sardegna dello stesso "Sistem@ Atl@nte" - sistema di governance territoriale - con il quale sono state formate oltre 2000 persone operanti in area socio-sanitaria della Regione Sardegna, sistema già adottato da diverse RSA e dall'ASL n. 8 di Cagliari per la Rete territoriale dei servizi agli anziani e ai diversamente abili;

rilevato che:

- la ASL n. 8 di Cagliari smentisce l'eventuale conflitto d'interessi giustificando che il sig. Walter Gumirato ha intrattenuto un rapporto di lavoro con lo Studio Vega sas con sede amministrativa in Mareno di Piave (TV) fino al 2002 e che lo stesso ha rapporti con lo Studio Vega Sardegna srl, come recita la home page del sito www.studiovega.it: "Dalle esperienze di successo scaturite dalla pluriennale collaborazione tra alcuni professionisti sardi e Studio Vega sas nasce Studio Vega Sardegna srl";

- contrariamente a quanto affermato sulla stampa dalla ASL n. 8 il nominativo del sig. Gumirato, in data 23 gennaio 2007, figurava ancora all'interno dell'elenco dei collaboratori dello Studio Vegasas;

- digitando in data odierna le parole "walter gumirato" nei motori ai ricerca Google e Yahoo, compare ancora lo stesso nome di Walter Gumirato quale collaboratore della società Studio Vega sas e il link rimanda alla pagina dei collaboratori di detta società, ma "casualmente" non si legge più il nome di Walter Gumirato; al contrario appare sempre come collaboratore della ARPAV, come si leggeva in data 23 gennaio 2007;

- lo stesso nominativo scompariva - certamente per errore - dall'elenco a seguito di una richiesta di accesso agli atti del Consigliere regionale Mariano Ignazio Contu inviata in data 23 gennaio 2007;

- gli interroganti sono in possesso delle pagine web di www.studiovega.it/ITCollaboratori.htm datate 23 gennaio 2007 nelle quali compare il nome di Walter Gumirato;

- lo Studio Vega Sardegna srl distribuisce in esclusiva per la Sardegna "Sistem@ Atl@nte" già adottato dalla ASL n. 8 di Cagliari e ideato e impiantato da Walter Gumirato,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:

1) se sia possibile che un ente pubblico come la ASL n. 8 di Cagliari stipuli una convenzione con una società inattiva;

2) se il direttore generale della ASL n. 8 di Cagliari sia esente dal rispetto delle norme che regolano il conflitto di interessi;

3) se l'attivazione della citata convenzione con la società Studio Vega srl escluda la possibilità di un conflitto di interessi;

4) se un ente pubblico come la ASL n. 8 possa deliberare la "Presa atto" di una convenzione recante la data del 29 dicembre 2006 per una attività da svolgersi per un periodo di 16 mesi ovvero dal 30 agosto 2006 al 31 dicembre 2007, ovvero con decorrenza retroattiva;

5) quali motivi abbiano indotto il direttore generale della ASL n. 8 ad affidare la fornitura di servizi allo Studio Vega Sardegna srl con una procedura ad un primo esame affetta da vizi, considerando che tale società risulta costituita nel febbraio 2006, quindi con un curriculum breve, cioè soli sei mesi di operatività;

6) se l'importo di euro 135.000 previsto in convenzione debba essere decurtato per le prestazioni non eseguite dal 30 agosto 2006 al 29 dicembre 2006;

7) quali siano le misure che intendano adottare per ovviare al presunto conflitto d'interessi evidenziato dagli atti;

8) qual è il motivo della mancata pubblicazione sul sito dell'ASL n. 8 di Cagliari delle delibere adottate dalla direzione generale dal 21 dicembre 2006 all'8 gennaio 2007;

9) qual è il motivo del ritardo della risposta all'istanza di accesso agli atti inoltrata in data 23 gennaio 2007 dal Consigliere Mariano Ignazio Contu. (752)

Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sul comportamento del direttore generale della ASL di Sassari e del personale dell'Ospedale Santissima Annunziata nei confronti del signor Giovanni Nuvoli, con specifico riferimento al mancato rispetto dell'articolo 32 della Costituzione italiana.

La sottoscritta,

premesso che:

- il signor Giovanni Nuvoli, affetto da sclerosi laterale amiotrofica, ha chiesto in data 4 gennaio 2007 l'interruzione dì ogni forma di accanimento terapeutico richiamandosi all'articolo 32 della Costituzione italiana;

- dopo oltre un mese, non essendo stata soddisfatta la richiesta dai medici del nosocomio, ha sollecitato, con una lettera inviata il 5 febbraio scorso anche alla Procura della Repubblica di Sassari, l'impegno dell'Ospedale civile e del primario di rianimazione affinché un anestesista estraneo al reparto possa accedervi e, avendo a disposizione farmaci e attrezzature, interrompa qualunque terapia e ponga fine, secondo la volontà del paziente, alle atroci sofferenze della malattia;

appreso che il signor Giovanni Nuvoli è costretto ad assumere farmaci contro la sua volontà per combattere un'infezione insorta nel reparto di degenza;

evidenziato che nessuna risposta formale è stata data al paziente dal direttore generale della ASL alla lettera;

rilevato che il primario della rianimazione dell'ospedale, anziché rispondere con nota scritta alla lettera, si è limitato a fare dichiarazioni a mezzo stampa;

sottolineato che il comportamento di alcuni medici e infermieri del reparto di rianimazione si configura come lesivo della dignità umana,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:

1) se non ritenga opportuno disporre un'inchiesta sul comportamento del direttore generale dell'ASL di Sassari, del primario e del personale del reparto di rianimazione;

2) quali iniziative intenda assumere perché sia garantito il rispetto dell'articolo 32 della Costituzione e venga accolta la richiesta del signor Giovanni Nuvoli. (753)

Mozione Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pileri - Rassu - La Spisa - Ladu - Sanjust - Pisano - Dedoni - Atzeri- Floris Mario - Murgioni - Farigu - Milia - Cuccu Franco Ignazio - Randazzo Vittorio - Randazzo Alberto - Capelli - Vargiu sulle affermazioni del Ministro Di Pietro.

IL CONSIGLIO REGIONALE

APPRESO dagli organi di stampa quanto affermato dal Ministro Antonio Di Pietro, che avrebbe utilizzato, in una sede pubblica, l'espressione "banda dei sardi" quale termine dispregiativo per indicare il comportamento deviato di agenti dei Servizi segreti italiani,

esprime

il proprio sdegno e la condanna per l'offesa arrecata al popolo sardo, alla sua dignità e alla sua immagine in Italia e nel mondo,

impegna il Presidente del Consiglio regionale e la Giunta regionale

ad assumere tutte le iniziative per ottenere dal Ministro Di Pietro le scuse dovute. (117)