Seduta n.273 del 31/07/2002
CCLXXIII SEDUTA
Mercoledì 31 luglio 2002
(Antimeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 11 e 30.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 24 luglio 2002 (267), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che la consigliera Sanna Nivoli ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 31 luglio 2002. Poiché non ci sono opposizioni, il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Signor Presidente, ho chiesto il consenso dei Gruppi per convocare questo pomeriggio, al termine della seduta pomeridiana, la Commissione agricoltura per poter esprimere il parere sulla legge sulla siccità, chiamiamola così, perché c'è la volontà da parte di tutti di abbreviare i tempi. Ora chiedo, se sia possibile, una piccola variazione, cioè che la Commissione si riunisca subito dopo i lavori della seduta antimeridiana, che credo termini intorno alle ore 13. Pertanto, se sono tutti d'accordo, invito il Presidente a convocare, in Aula, sempre per abbreviare i tempi, la Commissione quinta, per le ore 13. Grazie.
PRESIDENTE. Credo che non ci siano problemi ad accogliere la richiesta avanzata dal presidente Frau, quindi i colleghi della Commissione agricoltura possono riunirsi al termine della seduta antimeridiana che, come ricordato, si concluderà alle ore 13, per una richiesta avanzata in tal senso da parte del Gruppo di Alleanza Nazionale.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 177/A. Siamo giunti alla conclusione della discussione generale, vi è stata anche la replica della Giunta, per cui dovremmo passare alla votazione sul passaggio all'esame degli articoli.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Chiediamo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Informo i colleghi che il voto avverrà per votazione nominale con procedimento elettronico. Quindi invito tutti i colleghi a prendere posto in Aula. Ricordo che si tratta della prima votazione.
Presidente. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, sul passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 177/A.
Il collega Milia ha votato solo la presenza. Onorevole Milia, vuole dichiarare il suo voto?
MILIA (F.I.-Sardegna). Astenuto.
PRESIDENTE. Astenuto, grazie.
SCANO (D.S.). Il mio voto favorevole non risulta sul tabellone.
PRESIDENTE. Registriamo anche il voto favorevole dell'onorevole Scano.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - ORRU' - ORTU - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto -SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SELIS - SPISSU - VARGIU - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: FRAU - MILIA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 62
Astenuti 2
Maggioranza 32
Favorevoli 62
(Il Consiglio approva).
Gli articoli 1 e 2 sono soppressi. Si dia lettura dell'articolo 3.
CAPPAI, Segretario:
Art. 3
Rinvio alle norme generali sugli enti regionali
1. Il comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 24 (Istituzione dell'Ente Foreste della Sardegna, soppressione dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione sarda e norme sulla programmazione degli interventi regionali in materia di forestazione), è sostituito dal seguente:
"4. Per tutto quanto non diversamente disposto dalla presente legge, si applicano le leggi riguardanti gli enti pubblici regionali non aventi natura economica e in particolare la legge regionale 3 maggio 1995, n. 11, la legge regionale 15 maggio 1995, n. 14, e la legge regionale 23 agosto 1995, n. 20. I regolamenti interni di organizzazione e funzionamento dell'Ente sono redatti sulla base dei principi e dei criteri generali contenuti nella legge regionale 19 novembre 1998, n. 31.".
PRESIDENTE. All'articolo 3 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Onida
Art. 3
All'articolo 3, nel comma 1, le parole "sulla base dei principi e dei criteri generali contenuti nella legge regionale 19 novembre 1998, n. 31" sono sostituite dalle parole:
"sulla base dei principi generali, dei criteri e norme transitorie e finali contenuti nella legge regionale 19 novembre 1998, n. 31". (7)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
ONIDA (P.P.S.-Sardistas). E' ritirato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
CAPPAI, Segretario:
Art. 4
Funzioni dell'Ente
1. La lettera c) del comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale n. 24 del 1999 è sostituita dalla seguente:
"c) concorrere, anche con l'apporto di propri mezzi e proprio personale, alle campagne antincendio, secondo il Piano regionale antincendio, anche al di fuori dei territori amministrati;".
2. La lettera f) del medesimo comma è sostituita dalla seguente:
"f) svolgere attività vivaistica forestale anche a fini promozionali nei confronti degli enti pubblici e privati, nonché tutte le attività strumentali finalizzate alla conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio a qualsiasi titolo amministrato;".
PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
Per cortesia, il collega Segretario non può svolgere la propria funzione perché è disturbato dai colleghi che parlano al banco della Giunta. Chiedo per cortesia ai colleghi di prendere posto nei propri banchi onde poter procedere con i lavori. Collega Rassu, per cortesia! Colleghi stiamo aspettando di poter procedere con i lavori. Prego.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Murgia - Locci - Corda
Istituzione Ente Foreste della Sardegnas
Art. 4
Al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente:
"c1) concorrere con l'apporto dei propri mezzi ed il proprio personale alla attività di Protezione Civile in caso di calamità naturali". (15)
Emendamento aggiuntivo Murgia - Diana - Frau - Liori - Corda - Locci - Carloni - Usai - Sanna Nivoli
Art. 4
Nell'art. 4 è aggiunto il seguente comma:
"3. Nel comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale n. 24 del 1999 è aggiunta la seguente lettera:
o) utilizzare le aree demaniali regionali che ricadono nelle competenze dell'Ente per la realizzazione di aree attrezzate e parchi fruibili dalla popolazione. La gestione di tali aree e parchi può essere affidata attraverso gare ad evidenza pubblica a terzi." (16)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti ha facoltà di illustrarli.
MURGIA (A.N.). Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Giovannelli, relatore.
GIOVANNELLI (F.I.-Sardegna), relatore. Si accolgono.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Si accolgono.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ritengo che soprattutto l'emendamento numero 16 meriti un'attenta valutazione da parte del Consiglio e delle forze politiche, non è la prima volta che accade che, sotto forma di emendamento, pare che si introducano modifiche leggere e parziali con le quali poi, invece, si apre una linea di cose possibili che possono modificare interamente le finalità per cui una legge si pensa e si porta all'attenzione del Consiglio, addirittura un ente regionale viene costituito.
Questo emendamento numero 16 dice che le aree demaniali regionali, cioè le aree pubbliche, che ricadono nella competenza dell'Ente, quindi si intende pressoché la gran parte, cioè quell'insieme enorme di aree demaniali regionali che ricadono nella competenza dell'Ente, possono essere utilizzate per realizzare aree attrezzate e parchi fruibili, la cui gestione può essere affidata anche a terzi.
Insomma, stiamo attenti a quello che si sta deliberando, perché nelle aree demaniali si apre la possibilità di costituire aree attrezzate che possono essere poi affidate alla gestione di terzi, non che la cosa in astratto non sia possibile, ma è tutto un insieme di relazioni tra comunità locale e terzi eventuali, ai quali possono essere concesse la gestione di queste aree pubbliche, e relazioni tra i comuni, la Regione e l'Ente stesso che non ha come finalità quella di attrezzare aree e di darle in gestione ai terzi; per cui si inizia con l'attrezzatura dell'area e la gestione dei terzi che sono i privati, e poi? Cos'è l'attrezzatura dell'area? E' un camminamento, è un percorso, un sentiero nel bosco o è un punto di ristoro, una tavernetta, o un insieme di attività economiche, magari validissime, turistiche, alberghiere? Cos'è? Può essere tutto! Per cui questa materia va interamente soppesata, valutata e interamente meglio definita.
Attraverso un emendamento, una norma così, una "normetta", parrebbe che si apra una strada enorme attraverso la quale entro le aree demaniali si potrebbe fare tutto questo e lo dovrebbe fare l'Ente, Ente poi che ha una sua autonomia giuridica, una sua configurazione autonoma. Si dirà: "Ma non è la Regione, non è la Giunta, è l'Ente che sta concedendo, a terzi, aree per essere attrezzate, entro cui poi si possono svolgere attività che non sono definite". Io inviterei prima di tutto i colleghi veramente a una migliore riflessione su punti di questa delicatezza, e poi a ritirare l'emendamento, tenendo presente che tale utilità potrà essere ripresa in migliore condizione e con una migliore definizione.
Noi stessi abbiamo detto, nel nostro intervento in sede di discussione generale, che la grande ricchezza, diciamo così, in termini ambientali e non solo ambientali, ma anche economici, dei demani pubblici, tenuti bene, dei demani forestati, dei demani verdi o da rendere verdi, dev'essere un'utilità generale, ci deve essere un programma, un progetto di messa a frutto per l'utilità generale delle popolazioni e dell'intera Sardegna; abbiamo detto, aggiungiamo e ripetiamo, che il progetto di sviluppo di questa Regione dovrebbe essere quel progetto di sviluppo verde, cioè sano, fondato sui beni ambientali che danno non solo salubrità dell'area e condizioni buone di vita, ma anche utilità economica, occasione di lavoro, progresso e sviluppo.
Abbiamo detto che il progetto di sviluppo della Regione deve essere un progetto di sviluppo verde. Abbiamo detto che il progetto di occupazione e di lavoro di questa Regione deve essere un progetto di lavoro verde, ma tutto questo progetto, questo programma e questo processo va orientato e regolato. Non possiamo fare una cosa per cui qua e là, nelle parti migliori del demanio pubblico, ognuno si ritaglia un pezzo, sub specie di area attrezzata o di parco interno, affidato alla gestione di terzi! Qui si va a una sorta di moderna forma di chiudende, i demani si sono salvati per secoli da quell'affezione, da quella cultura comunitaria dei sardi, ma oggi noi moderni, così, con emendamenti surrettizi, apriamo la strada alle nuove forme di privatizzazione.
La privatizzazione è la possibilità di utilizzare i beni pubblici, è averne la disponibilità. Oggi la privatizzazione non è necessariamente il titolo di proprietà, il titolo dominicale. Il titolo dominicale può rimanere demanio, anzi il demanio è inalienabile per sua natura giuridica, però l'Ente lo concederebbe a terzi, non si capisce in base a quali procedure, a quale utilità, inserito in quale programmazione dello sviluppo, che non è più solo sviluppo locale, in quanto i demani pubblici in questa Regione per parte ricadono nei luoghi, nelle competenze e negli ambiti amministrativi dei comuni, ma nell'insieme costituiscono parte grande della Regione. Quindi la fruizione, le modalità e le finalità generali devono essere dentro un programma ordinato di interventi. Non può essere una "normetta" così che apre la strada - che sarebbe poi un'autostrada, anzi una voragine - verso utilizzazioni più disinvolte da potersi fare. Abbiamo già troppi esempi negativi in questa materia.
Badiamo a cosa sta succedendo - se volete badare, chi vorrà badare - per quanto riguarda il demanio marittimo: abbiamo rivendicato e ottenuto la competenza per l'utilizzazione del demanio marittimo ai fini ricreativi e turistici, è stato istituito un ufficio della Regione per le concessioni il quale, invece di verificare se si tratta di progetti veri di utilizzazione, di imprenditorialità e quindi di concorrenzialità, a domanda risponde, come in Questura, un ufficio che, a chiunque domanda, se vuole risponde, singolarmente, di conseguenza la concessione del demanio marittimo si rilascia alle persone, a prescindere dalla qualificazione professionale. Può essere il medico che fa il medico, può essere l'avvocato che fa l'avvocato o il commercialista che fa il commercialista a richiedere una o dodici concessioni sul demanio marittimo e le ottiene, perché non c'è criterio. Il criterio che anni fa fu stabilito, cioè di predisporre i piani di utilizzo del demanio marittimo in sede locale con i comuni e di mettere in gara i progetti di utilizzazione del demanio marittimo e nel frattempo di rilasciare solo concessioni precarie perché non si fermasse il mondo, perché chi c'era potesse continuare a campare, è stato di nuovo trasformato da questa Giunta in concessione di sei anni a prescindere dal titolo professionale, a prescindere dalla comparazione, a prescindere dal progetto, a prescindere dal Comune. A questo punto le concessioni sul demanio marittimo da 400 o 500 che erano, si avviano a diventare 1500 o 2000 concessioni, rilasciate senza criterio, senza disciplina, senza ritorno di utilità generale.
Questa sarebbe la libera concorrenza? Questa sarebbe la vostra economia di mercato? Questa è l'economia del mercatino, questa è l'economia dell'affarismo spicciolo, della bottega! Della bottega non regolata, cioè della bottega in senso deteriore, della bottega informale, del terzo mondo! Nel demanio marittimo sta succedendo un disastro, enormi valori vengono dati per sei anni, ripeto, solo a chi chiede, senza la concorrenzialità e senza il progetto, e quando una persona fisica o giuridica chiede e ottiene dodici concessioni sul demanio marittimo in aree delicate del turismo alto, dite voi, quella, poi, costituisce società. Non dico che compravende quella licenza, direi troppo, ma sicuramente affida a sua volta ad altri, e c'è gente che vive di intermediazione dei bolli dei timbri pubblici! Sta succedendo nel demanio marittimo. Per favore - la denuncia vale perché l'Assessore presente so che è attento a queste cose, ma in parte, qualche volta non del tutto - si riconduca a canoni e criteri la questione del demanio marittimo, e per favore, poiché in questo caso parliamo di demanio forestale, non si apra nel demanio forestale un'altra di quelle linee negative che già sono aperte nel demanio marittimo.
Quindi, invito i colleghi a ritirare l'emendamento, perché io comprendo che va verso un'ipotesi di sviluppo e di messa a frutto, ma la cosa, perché avvenga, deve essere meglio pensata e ordinata all'interno di definizioni ed anche di criteri, non in modo puramente generico come potrebbe esserlo oggi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cogodi. Ha concluso? Concluda.
COGODI (R.C.). Ripeto che oggi sono norme che vengono definite e rappresentate in modo così generale e anche generico, domani, invece, potrebbero riservare dei brutti risvegli nella concretezza e nella pratica attuazione.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, io intervengo prioritariamente per contestare il parere espresso dal relatore della Commissione, significando che il relatore non può esprimere una valutazione positiva su questi emendamenti, in quanto essi, non essendo stati esaminati dalla Commissione, non sono stati oggetto di espressione di parere da parte di quest'ultima. Peraltro, dal mio punto di vista, sono emendamenti non accoglibili, prima di tutto perché, Assessore, è bene che io metta in evidenza una sola questione: tra i firmatari di questi emendamenti c'è il collega Diana che, in Commissione, ha votato il disegno di legge e non è stato portatore di nessun tipo di emendamento.
Tra l'altro, il fatto che la Commissione abbia soppresso nella sua formulazione il comma 3 del precedente articolo 4 - così come è proposto - è esattamente la volontà espressa di non poter accogliere il significato dell'emendamento numero 16, cioè il collega Diana ha votato in un modo in Commissione e in maniera surrettizia ripropone contro quel suo voto un emendamento nel quale ripropone i sistemi gestionali che noi abbiamo voluto eliminare dalle competenze dell'Ente, tra l'altro su aree demaniali che sottraggono la funzione di programmazione delle politiche dei parchi e dell'istituzione dei parchi fruibili dalla Regione all'Ente, il quale a sua volta dovrebbe in autonomia poterli gestire dandoli a terzi. Anche qui, Assessore, una contraddizione, la Commissione ha lavorato per potenziare non solo la funzione dei comuni riguardo alle politiche e alla strategia dell'Ente, ma anche la funzione di controllo e di intervento della Regione sulle materie di specifica competenza. In questo modo stiamo contraddicendo tutto quello che abbiamo, credo, insieme voluto fare ed attuare.
L'altra questione riguarda, invece, l'emendamento numero 15 che, secondo il nostro modo di vedere, non è accoglibile perché la materia di protezione civile introdotta in questo modo ha rilievo e ricadute contrattuali, è un riconoscimento di una funzione altra aggiuntiva particolare e quindi sarebbe bene sentire anche il parere dell'Assessore del bilancio su questo emendamento. Tra l'altro, credo che sia materia che debba passare attraverso il riconoscimento e le specifiche abilitazioni che il sistema nazionale di protezione civile deve attestare sull'attitudine e sull'abilitazione di particolari soggetti o particolari strutture alla gestione della protezione civile. Credo che sia cosa ragionevole che si ritirino questi emendamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Anch'io sono in sintonia con quanto ha detto il collega Sanna. La volontà di approvare rapidamente il disegno di legge si manifesta anche nel rispettare gli impegni racchiusi nella sintesi unitaria raggiunta in Commissione da parte delle forze politiche di questo Consiglio. Presentare emendamenti ed anche accoglierli, da parte del relatore e della Giunta, non va nella direzione di rispettare gli impegni e quindi non va nella direzione di approvare rapidamente il disegno di legge. Tra l'altro, nei sedici emendamenti presentati non ce n'è uno a firma del centrosinistra, ossia da parte dell'opposizione, che pure avrebbe potuto ed anche voluto presentare emendamenti modificativi del disegno di legge. Abbiamo mantenuto l'impegno e non sono stati presentati emendamenti modificativi.
Aggiungo anche che l'emendamento numero 16 è superfluo, perché una volta che la Commissione ha eliminato il terzo comma dell'articolo 4, che prevedeva di modificare la lettera g) dell'articolo 3 della legge numero 24, non introduce nulla di nuovo rispetto al punto g) che rimane e che dice: "Promuovere, attraverso soggetti estranei all'Ente, attività di allevamento e diffusione faunistica, di turismo, di turismo rurale e ricreativo, nonché tutte le attività collaterali utili per il miglior utilizzo economico di beni, opere e risorse dell'Ente.".
Questo punto, il punto g), rimane così, tale e quale. Che senso ha l'emendamento numero 16 che, di fatto, non fa altro che ripetere quello che è già contenuto nel punto g)? Avrei potuto capire se fosse stato approvato il comma terzo che prevedeva, oltre che "promuovere", anche "gestire", e quindi poteva essere necessario un emendamento modificativo non ritenendo corretto che l'Ente gestisca direttamente attività di turismo rurale o di turismo, o altre attività collaterali; ma essendo rimasto il punto g) così come nella legge 24, l'emendamento - oltre che non rispettare l'impegno assunto da tutti di non emendare il provvedimento di legge rappresentante la sintesi unitaria raggiunta in Commissione - va anche nella direzione di una modifica che non ha senso e di un'integrazione superflua di qualcosa che è già detta abbastanza in modo esplicito nella stessa legge. Quindi anche io invito al ritiro degli emendamenti numero 15 e 16.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente, io avrei tante cose da dire, mi limito all'essenziale. Io credo che durante la discussione di questa legge stiano avvenendo delle cose strane. Si condiziona la volontà del Consiglio a presentare emendamenti, si condanna chi lo fa con vari e variopinti aggettivi e, nel caso, pare che non si debba parlare di niente ma andare lisci, allineati e coperti ed approvare la legge in 30 secondi.
Ora è una cosa strana, anzi, consentitemi colleghi, più che strana è una cosa anomala; chi capisce un po' di politica sa perfettamente, oltre che essere in grado di giudicare il contenuto della legge, che essa in Commissione è passata all'unanimità. Ma io credo che poi, così come per tutti i dispositivi di legge che sono passati in quest'Aula, sia l'Aula sovrana, sia l'Aula che legifera, sia l'Aula che dice l'ultima parola.
Pensiamo un attimo alla legge finanziaria, cosa non è stata! Ci ha impegnato per mesi finché si è arrivati alla sua approvazione, a torto o a ragione, lasciando morti e feriti sul campo, approvando norme che comunque, senz'altro, sono andate incontro alle esigenze della Sardegna, almeno in buona parte.
Bene, questa legge ha completamente stravolto lo spirito della legge approvata non più tardi di 2 anni fa,. legge numero 24, sull'istituzione dell'Ente foreste, la quale è diventata carta straccia. Pare, o parrebbe, che non sia stata esaminata e discussa in quest'Aula, bensì discussa ed esaminata non so da chi e in quale parte del globo, perché c'è quasi un rifiuto netto. Leggendo giustamente la proposta della Commissione, non c'è stata virgola che non sia stata variata dalla proposta del disegno di legge e non esiste una virgola della legge numero 24 che attualmente disciplina l'Ente. Allora io mi domando se non si è capito nulla due anni fa o se, per qualche altro motivo, si vuole stravolgere completamente quanto il Consiglio ha già approvato. Io sono per questa seconda ipotesi perché tra l'altro siamo tutti espressione di una parte politica, di maggioranza o di minoranza, che viene in qualche modo estrinsecata in ogni atto compiuto dal Consiglio. Per esempio, per quanto riguarda questo emendamento, io mi trovo d'accordo sulla prima parte che di fatto ricalca il contenuto della lettera f) del comma 2 dell'articolo 4, mentre casserei senz'altro l'ultima parte perché non trovo giusto e non trovo logico che aree demaniali attrezzate...
(Interruzioni)
Presidente. Per cortesia, colleghi, soprattutto quelli che parlano al telefono, parlino con voce più bassa perché disturbano l'oratore. Prego onorevole Rassu.
RASSU (F.I.-Sardegna). La ringrazio Presidente. Approfitto dell'occasione, mi stavo dimenticando, per scusarmi se ieri ho interferito durante l'intervento di qualche collega.
Dicevo, casserei senz'altro l'ultima parte di questo emendamento perché sinceramente non trovo assolutamente giusto né logico che un'area attrezzata a spese pubbliche possa essere data in gestione ad un qualsiasi privato, quando l'ente forestale ha tutti gli strumenti per il controllo di queste aree. Senz'altro è giusto che le zone attrezzate debbano essere fruibili dal cittadino, ma non trovo opportuno - ripeto ancora - che le stesse possano essere date in gestione ad uso e consumo speculativo di chicchessia, semmai è la Regione che può promuovere iniziative tali da poterle gestire con equilibrio senza che si arrechi disturbo alla struttura della foresta e con l'intento di preservare quest'ultima dal pericolo più grande che è rappresentato dagli incendi.
Comunque sia, si devono dare queste aree non al privato, ma destinarle ad uso pubblico attraverso la struttura pubblica, con il personale che l'Ente foreste ha a disposizione, il quale potrebbe gestire anche un eventuale reddito da esse proveniente. Quindi "sì" per quanto riguarda l'utilizzo delle aree demaniali dal cittadino e dal pubblico, però "no", per quanto mi riguarda, alla cessione di queste aree all'utilizzo del privato.
E` chiaro che nella discussione degli articoli interverremo più volte, io personalmente interverrò per rispondere agli attacchi gratuiti di cui sono stato oggetto ieri, anche se ho visto che sono stati presentati altri emendamenti similari al mio. Andrò chiaramente a specificare il perché della presentazione del mio unico emendamento (potevo presentarne altri, mi riservo di farlo in mattinata nel caso), non era assolutamente un atto demagogico bensì un atto dovuto affinché in quest'Aula, una volta per tutte, si discuta seriamente su questo Ente importantissimo. Lo ritengo il più importante della Regione, non foss'altro perché è preposto alla tutela e alla valorizzazione del bene ambientale della Sardegna, in questi giorni abbiamo un esempio di cosa vuole dire bene ambientale e distruzione di bene ambientale. Questo è l'Ente più importante che ha la Sardegna e non può e non deve essere gestito solo e esclusivamente privatisticamente, ripeto, solo e esclusivamente privatisticamente; spiegherò in seguito negli altri interventi che cosa voglio dire.
Su questo Ente si basa tutto il futuro ambientale della Sardegna, esso è preposto al controllo, alla valorizzazione, alla strutturazione e alla difesa dell'ambiente. Ebbene, in Finanziaria, sono stati tolti ben 30 miliardi destinati all'Ente, il che impedisce di fatto la sua sopravvivenza. Si tratta di cecità politica, perché a questo corrisponde il fatto che decine di miliardi sono andati a favorire altri settori ed altri interventi che, credetemi, non sono indispensabili o comunque sono meno importanti, meno urgenti e meno qualificati dell'Ente foreste.
La mia non è una difesa d'ufficio, caro amico e collega Siro, caro amico e collega Gian Valerio Sanna, né tanto meno una difesa demagogica. Io voglio portare veramente da un anno a questa parte il confronto su quest'Ente, cosa che mi è stata fino ad oggi impedita. Un confronto politico ci vuole, sono giusti, è vero, la concertazione e il confronto con il sindacato, ma perché non dobbiamo essere noi a decidere il destino di quest'Ente? Voglio solo che mi si risponda a una domanda: perché il rapporto di lavoro deve essere solo ed esclusivamente di natura privata e non pubblica?
L'Assessore ieri testualmente ha detto: "E` indispensabile che il rapporto sia privatistico affinché i dipendenti dell'Ente sentano in coscienza il dovere di difendere il loro Ente.". Ma, mi scusi, Assessore, io ho capito il senso del suo intervento, ma è come se un dipendente pubblico dell'Ersat o dell'Esaf o di un altro istituto non debba tenere conto che lui è lì per tutelare quella struttura, per salvaguardarla e, in base ai compiti che gli si danno, per valorizzarla. Questo prescinde dal fatto che il rapporto sia di tipo privatistico o pubblico. E` un rapporto di coscienza, è un rapporto di educazione, è un rapporto di disciplina tra il dipendente e l'Ente.
Dico ancora che, a mio parere, è necessario gettare le basi per la futura contrattazione, perché il problema è che si sta mettendo l'Ente completamente in mano a soggetti esterni all'Amministrazione regionale. Questo è successo in questa legge!
Io riconosco il merito politico che spetta al centrosinistra, che ha la maggioranza in Commissione, ma solo un merito politico, d'altra parte ho il dovere, appartenendo al centrodestra, se questo è sfuggito ai colleghi non è colpa mia, di difendere il nostro operato, perché così sinceramente non si migliora l'Ente, anzi credo che possano nascere altre e ben più difficili situazioni di contestazione.
Questa è la mia opinione, dopodiché vedremo in che maniera finirà il discorso; io sono matematicamente sicurissimo di quello che dico.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Intanto per rimarcare qual è stato il principio ispiratore di questo emendamento, dopo aver premesso che non è l'ultimo corpo dell'emendamento che è importante, per quanto mi riguarda la gestione di tali aree e parchi può essere affidata attraverso gara, può essere anche stralciato e cassato, non è questo il problema. Il problema importante invece è capire se c'è la volontà di questo Consiglio di utilizzare le aree demaniali regionali che ricadono nelle competenze dell'Ente a fini turistici, a fini ambientali, a fini economici. Questo perché l'Ente foreste dispone di personale specializzato, svolge la sua attività in settori tecnico-ambientali importanti, ha tutta una serie di aree che insistono su parchi attuali, per esempio nel monte Arci, nel parco dell'Asinara, nel Gennargentu, e ci sono aree demaniali che coincidono anche con aree che non sono demaniali. Riteniamo che sia utile questo emendamento; lungi da noi pensare che il problema potesse essere quello sollevato dall'onorevole Cogodi cioè che fosse prioritario l'aspetto gestionale. Non è quello che ci interessa; per quanto mi riguarda possiamo assolutamente essere d'accordo che questo aspetto possa essere cassato.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 15, credo che non sia stravolgere le leggi, non sia andare contro quello che si è detto in Commissione, noi stiamo dicendo che l'Ente foreste può concorrere con l'apporto dei propri mezzi ed il proprio personale all'attività di protezione civile. Qui dice "in caso di calamità naturali". C'è un refuso, lo faccio oralmente, "il proprio personale alla attività di Protezione Civile e/o in caso di calamità naturali.". Questo sta a significare che l'Ente foreste, in determinati momenti, può essere chiamato per interventi che non sono di calamità naturale ma di protezione civile. Suppongo che peraltro possa già farlo, però credo che codificarlo sia una cosa ulteriormente valida.
Con queste motivazioni, ritengo che si possa tranquillamente votare l'emendamento numero 16 e sono d'accordo che possa essere cassato dell'ultima parte dove si parla di gestione, visto che ciò può creare dei problemi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento numero 16. In effetti il testo dell'emendamento anche a me ha suscitato delle forti perplessità, però alcuni interventi, come quello di Diana e di Rassu, stanno precisando che lo spirito dell'emendamento è nella parte prima, cioè nella parte in cui si prevede di utilizzare le aree demaniali regionali, attrezzarle da parte dell'Ente e poi renderle fruibili al pubblico. Per quanto mi riguarda, questo emendamento, se finisse qui, sarebbe totalmente condivisibile;- mentre certamente non lo è nella parte gestionale, in quanto essa fa sorgere delle forti perplessità.
Pertanto, come mi sembra che qualcuno abbia già accennato, se i presentatori limitassero il voto alla prima parte, escludendo la gestione di tali aree e parchi, eccetera, penso che l'emendamento sarebbe, oltre che condivisibile, da accogliere e da proporre anche da parte mia.
Certamente un emendamento di questo tipo, che prevede che l'Ente foreste attrezzi, renda vivibile e usufruibile, da parte dei cittadini, aree demaniali che ricadono nella propria competenza, porterà un grosso beneficio anche nella cultura del vivere il bosco e quindi dell'abitarlo, usufruirne porterà anche in via diretta e indiretta al contributo per la lotta al fenomeno degli incendi. Io sono profondamente convinto di questo oltre che per l'aspetto economico eventuale che questo tipo di attività può portare.
Pertanto se i presentatori proponessero l'emendamento cassando la parte gestionale, io lo condividerei.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento numero 15. Nel testo che è stato approvato dalla Commissione è stata introdotta la possibilità di utilizzare il personale dipendente dell'Ente foreste per compiti di Protezione civile, anche al di fuori diciamo dell'area di spettanza o comunque di giurisdizione dell'Ente, però limitatamente ad un tipo di intervento di Protezione civile che è quello che gli è proprio per le mansioni che vengono svolte, ossia tutela e valorizzazione del patrimonio boschivo. Quindi, con la modifica introdotta nella legge, si dà la possibilità di svolgere la funzione antincendio, importantissima e decisiva, anche fuori dai territori amministrati.
L'universo delle competenze e delle funzioni della Protezione civile non si limita all'antincendio, se noi usiamo la dicitura "calamità naturali", ciò vuole dire che il personale dipendente dell'Ente dovrà occuparsi di tutela dei centri abitati, dei ponti, della viabilità e di quant'altro, assimilandolo così non più agli operai agricoli e forestali, ma ai vigili del fuoco, il che è tutta un'altra cosa.
In queste materie non si può intervenire così. Io penso che la formulazione che la Commissione ha adottato sia una formulazione attenta, più propria, fatta dopo valutazioni, non ha detto "no" all'utilizzo al di fuori, ha detto "sì" all'utilizzo al di fuori dei perimetri gestiti dall'Ente, ma non per tutti gli interventi di protezione civile, che vengono invece svolti anche dal volontariato.
Sull'emendamento numero 16, il chiarimento dato dal collega Diana nel suo intervento mi convince fino ad un certo punto, lo dico per sincerità, anche perché ritengo che l'uso delle formulazioni non sia mai casuale. L'emendamento non pone una questione banale, pone una questione seria attorno a cui la Commissione ha discusso a lungo, ossia la possibilità di estendere le funzioni dell'Ente anche alla gestione di attività altre, cioè di attività collaterali, elemento che era presente anche nella proposta avanzata dalla Giunta.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue ORRU'.) Ora, dopo aver discusso a lungo, all'unanimità abbiamo deciso che le attività dell'Ente andavano confinate a quelle proprie; le attività collaterali dovevano riguardare altri soggetti, pubblici, privati, eccetera.
Delle due l'una, o la lettera g) prevede qualcosa di aggiuntivo rispetto alla lettera c) semplicemente perché parla di aree attrezzate e parchi, altrimenti l'attività di valorizzazione ambientale c'è già nella lettera g), pur limitata alla promozione e non alla gestione. Così come il termine "utilizzo delle aree", come le si utilizza? C'è anche qui un'ambiguità, io penso che, anche in questo caso, delle due l'una, o il termine "utilizzazione" è pleonastico, perché già contenuto nelle sue attività, o altrimenti significa comunque gestione, sia essa diretta o indiretta, in quanto il titolare della gestione sono sempre io anche se mi servo di altri.
Io non credo che questo sia nello spirito con cui abbiamo discusso, in qualche modo andrà programmato, andranno decisi i soggetti e le priorità, in quanto l'ente pubblico, la scuola, l'università, dovrà godere di utilizzazione prioritaria, però tutto questo non può essere introdotto con una frase "può essere affidato", con il termine "può" non c'è il vincolo ad essere affidato attraverso gare di evidenza pubblica, il che significa che si può fare anche altro.
Quindi non è un fatto di principio, non abbiamo presentato emendamenti, discutiamo ora perché evidentemente è stata insufficiente la discussione in Commissione. Può essere sia così, approfondiamo pure la questione, ma io mantengo la mia opinione precedente, non perché non sia disponibile a cambiare opinione, ma perché non mi sembra che ci siano elementi sufficienti per modificare quella decisione unanime che avevamo raggiunto in Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, molto brevemente, anche perché l'ultimo intervento del collega Orrù ha sostanzialmente posto i problemi che in qualche modo intendevo porre io. Però vorrei ricordare, soprattutto al collega Diana, i punti sui quali la Commissione si è soffermata,svolgendo il dibattito in particolar modo sugli articoli 4, 4 ter, 7 e 11.
Articolo 4. Ci si è soffermati soprattutto sul contenuto del comma 3 dell'articolo 4 del disegno di legge presentato dalla Giunta che voleva estendere all'Ente foreste, oltre che i compiti di promozione delle attività diverse da quelle proprie legate alla forestazione, le attività legate alla gestione. Io credo che l'emendamento numero 16 chiaramente contraddice questa impostazione e contraddice il voto espresso dallo stesso collega Diana che ha partecipato alla discussione e ha votato insieme agli altri, non perché la minoranza è maggioranza in quella Commissione, ma perché in quella Commissione, per quanto riguarda la discussione e l'approvazione di questo disegno di legge, c'è stata una convergenza unanime sulla soluzione dei problemi incontrati dall'Ente nel suo primo anno e mezzo di attività.
Vorrei ricordare che uno dei punti sui quali ci si è soffermati riguardava il ruolo dei comuni nella gestione di queste attività ulteriori che l'Ente potrebbe in qualche modo promuovere; in Commissione abbiamo ritenuto, con una convergenza unanime, che i comuni dovessero avere un ruolo centrale in quanto chiaramente mettono il proprio territorio a disposizione per le attività dell'Ente.
L'emendamento numero 16, così come bene ha detto il collega Orrù, è chiaramente o inutile o in contraddizione rispetto alla decisione unanime della Commissione. E` inutile perché queste attività sono comprese nella lettera g) del comma 1 dell'articolo 3 o altrimenti è in contraddizione perché in modo surrettizio si tenta di introdurre il concetto di gestione, infatti non v'è dubbio che, anche eliminando la modifica orale che ha fatto il collega Diana dell'ultima parte relativa a "La gestione di tali aree e parchi può essere affidata attraverso gare ad evidenza pubblica a terzi.", stiamo parlando di attività di gestione.
Anzi, addirittura, vorrei sottolineare che l'attività di gestione senza quell'ultima parte verrebbe ancora più rafforzata, mentre per lo meno nell'ultima parte si dice che "può essere affidata attraverso gare ad evidenza pubblica a terzi.".
Collega Diana, io credo che questo emendamento, per dimostrare coerenza rispetto a quanto anche da lei sostenuto in Commissione, vada ritirato sia per dare una maggiore speditezza all'approvazione di questo provvedimento che tutti quanti abbiamo giudicato estremamente urgente, ma anche perché io ritengo che noi non possiamo assolutamente condividere che la politica dei parchi - la quale, come ieri è stato ricordato da qualche collega del centrosinistra, è stata cancellata da tutti i provvedimenti di questa maggioranza - possa in qualche modo rientrare surrettiziamente dando in mano la loro gestione all'Ente foreste.
A questo proposito, le dico che non sono assolutamente d'accordo, anche perché convengo con il collega Onida, il quale ieri richiamava la maggioranza a rivisitare la politica dei parchi della maggioranza stessa, di cui anche lui fa parte, soprattutto per quanto riguarda quelle aree che hanno già manifestato da tempo la condivisione, la volontà di utilizzare anche lo strumento del parco per lo sviluppo del proprio territorio.
Io qui vorrei ricordare che è giacente presso la Commissione competente la proposta di legge numero 183 del 1° marzo 2001 con la quale appunto si chiede l'istituzione del Parco regionale del Monte Arci, da tempo condivisa dalle popolazioni interessate a questo strumento ritenuto utile per lo sviluppo di quel loro territorio, certamente sacrificato da parte di questa Regione che da sempre si è dimostrata matrigna nei suoi confronti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Signor Presidente, rapidamente, partendo intanto da una questione di principio che anch'io voglio sottolineare. E` inutile fare accordi, approvare provvedimenti all'unanimità, impegnarci, tutte le parti politiche, a non introdurre emendamenti se poi questi accordi vengono regolarmente smentiti, soprattutto dalla maggioranza e, cosa ancora più grave, secondo me, regolarmente smentiti con l'avallo della Giunta che, come è avvenuto nella replica di ieri, fa alcune affermazioni e poi naturalmente non si preoccupa minimamente di dare l'avallo a qualsiasi emendamento, a qualsiasi titolo presentato. Credo che soprattutto in questo caso, nell'esame di questo provvedimento, sarebbe assolutamente indispensabile tornare agli accordi originari, ritirare tutti gli emendamenti e rispettare gli accordi presi anche quando questo costa in tutti i sensi, perché il costo è equamente distribuito tra tutti e ottanta i consiglieri regionali.
Nel merito delle questioni, io credo che davvero questi due emendamenti, in un qualche modo, smentiscano tutto il lavoro che è stato fatto in Commissione e travolgano anche la sintesi che in Commissione era stata raggiunta con la proposta del testo che noi abbiamo all'esame. Peraltro, voglio dire, soprattutto l'emendamento numero 16, anche con la correzione proposta dal collega Diana, non affronta quello che, secondo me, è il vero problema, cioè l'apertura all'esterno di attività che possono essere svolte all'interno dell'area demaniale. Bisognerà definire come queste attività debbano essere svolte, la prima cosa; la seconda cosa, quale debba essere il ruolo dei Comuni nella determinazione degli usi che di queste aree possono essere fatti, e soprattutto delle attività che all'interno di queste aree possono essere fatte, perché se non vi è il pieno coinvolgimento dei Comuni viene a mancare anche quella possibile sinergia che invece è necessaria e indispensabile dato che molte volte i Comuni hanno a disposizione dei fondi o hanno previsto delle azioni all'interno dei programmi di sviluppo locale che potrebbero interessare moltissimo, anzi secondo me dovrebbero interessare moltissimo, aree così pregiate come quelle demaniali.
Allora, il problema è come noi riusciamo a fare in modo che questa partita delicatissima non venga governata esclusivamente dall'Ente foreste, ma venga governata dall'Ente foreste con il coinvolgimento degli enti locali e in particolare dei comuni interessati. Perché? Faccio un esempio più concreto: alcuni comuni potrebbero in qualche modo promuovere azioni legate all'utilizzazione dei fondi del piano del lavoro, anche finanziando attività piccolo imprenditoriali all'interno di aree demaniali che fossero disponibili per questo tipo di attività. Nessuno meglio degli stessi può conoscere la realtà dei comuni. Quindi lo dicevo già ieri, il problema del governo dell'Ente foreste non più visto come un governo legato esclusivamente alla conservazione e alla forestazione, ma un governo che si apre anche ad altre attività. Questo obiettivo non può essere raggiunto dicendo semplicemente che parti di queste aree possono essere date a privati, perché questo mi pare che vada oltre e mi ricorda quello che già il collega Cogodi diceva su tutto ciò che sta avvenendo di particolarmente brutto a proposito della gestione delle aree demaniali marittime.
Quindi, credo che occorra prima di tutto, e concludo, lasciare il testo così come è stato licenziato dalla Commissione, senza nessun emendamento, nel nome anche del rispetto degli accordi assunti, quindi ritirare gli emendamenti ed eventualmente - laddove si dovesse ritenere in via successiva di dover tornare su questi argomenti - si tratterebbe, a mio avviso, in relazione all'articolo 4, di definire meglio il ruolo degli Enti locali in relazione appunto all'utilizzazione delle aree demaniali, non come utilizzazione diretta ma per concorrere alla definizione dei programmi di intervento su quelle aree e anche per definire - io aggiungo - le eventuali graduatorie che si rendessero necessarie a fronte di molte domande per la stessa area.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Emanuele. Ne ha facoltà.
(Interruzione del consigliere Murgia)
PRESIDENTE. L'intervento dell'onorevole Murgia viene dopo.
SANNA EMANUELE (D.S.). L'onorevole Murgia è infastidito perché stiamo intervenendo, per caso? Perché stiamo discutendo...
PRESIDENTE. Faceva osservare di aver chiesto la parola in precedenza. Ma non credo che ci siano problemi.
SANNA EMANUELE (D.S.). Se è infastidito, vorrei ricordargli che stiamo facendo una discussione che si sarebbe potuta evitare se il suo Gruppo non avesse presentato questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, non mi pare molto infastidito.
SANNA EMANUELE (D.S.). Naturalmente ogni consigliere è sovrano, dalla Commissione...
MURGIA (A.N.). Non hai capito.
SANNA EMANUELE (D.S.). Allora non ho capito, chiedo scusa! Siccome ti succede ogni tanto, per quanto sia simpatico, di manifestare un po' di fastidio quando noi interveniamo, allora se ho capito male, chiedo scusa.
Dicevo che dalla Commissione non viene fuori un provvedimento blindato, ma un provvedimento votato all'unanimità sul quale si è discusso a lungo, non è stata una discussione accademica su un disegno di legge della Giunta regionale, votato alla fine da tutti i Gruppi politici. Bisogna che questo dato politico, Presidente e Assessore, così come abbiamo detto ieri nella discussione generale, venga costantemente tenuto presente dai colleghi che insistono nel presentare emendamenti. La mia opinione è che sarebbe saggio ritirare gli emendamenti; in ogni caso se i colleghi insistono, io ritengo che, poiché già l'Azienda Foreste demaniali svolgeva questa attività, si sia voluto chiarire, con l'articolo 3 della legge 24, ,se non ricordo male, come ha opportunamente richiamato il collega Marrocu, che l'Ente può "promuovere, attraverso soggetti estranei all'Ente, attività di allevamento e diffusione faunistica, di turismo, di turismo rurale e ricreative, nonché tutte le attività collaterali utili per il miglior utilizzo economico di beni, opere e risorse dell'Ente.".
Allora, si dice che quello che oggi il nuovo Ente può fare anche attraverso soggetti privati nei terreni di proprietà dell'Ente o gestiti dall'Ente - perché ci sono anche terreni comunali e terreni privati che riguardano le attività gestite istituzionalmente dal nuovo Ente unico forestale - probabilmente non è quello che faceva prima l'Azienda Foreste demaniali.
Allora, se è questo il problema, siccome noi sappiamo che questo organismo, con tutti i meriti storici e indiscutibili che ha avuto per la gestione di questa grande risorsa naturale e di questo grande patrimonio ambientale e economico della nostra Isola, che è stata anche, secondo me, non a torto, in qualche misura contestata e criticata dalle popolazioni locali per una politica, come dire, troppo protettiva, la politica delle reti di metallo, la politica delle sbarre, la politica dell'interdizione alla fruizione collettiva e anche a una controllata utilizzazione economica di queste straordinarie risorse di cui noi disponiamo, intanto io sono contrario a introdurre modifiche alla legge istitutiva, alla legge che regola la protezione civile, perché - come hanno già detto i colleghi - l'Ente con i suoi mezzi, con il suo personale contribuisce nella maniera che sappiamo, ma ripeto se il problema è questo, io penso che una riscrittura della prima parte di questo emendamento che dica "rendere fruibili dalle popolazioni le aree demaniali regionali che ricadono nelle competenze dell'Ente anche con la realizzazione di aree attrezzate e parchi", possa essere condivisa da tutti.
Se questo è il problema, risolviamolo così, senza però introdurre elementi che possono effettivamente suscitare complicazioni e motivate preoccupazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N). Grazie Presidente, volevo precisare che non c'è alcun fastidio nei confronti dell'intervento del collega Sanna, che è anzi apprezzabile e lo condivido, semplicemente ritenevo di aver chiesto la parola prima del collega Sanna, per fare appunto le puntualizzazioni che l'onorevole Sanna ha appena fatto.
Se è il caso, potremmo anche sospendere i lavori, due o tre minuti, proprio per arrivare a quell'emendamento unitario che possa sbloccare la situazione. L'emendamento che abbiamo presentato, l'emendamento numero 16, serviva proprio ad aprire un dibattito sul tema del buon utilizzo dei territori demaniali; peraltro, il collega Cogodi si era un po' lamentato di quello che diceva l'ultimo paragrafo, riguardante la gestione di tali aree affidata ai terzi, ma - pare l'abbia ricordato il collega Sanna - già all'articolo 3 della legge istitutiva, lettera g), si parla appunto della promozione, attraverso soggetti estranei all'Ente, di attività eccetera eccetera. Quindi credo che sulla base della discussione avvenuta si possa trovare una soluzione di carattere unitario. Grazie.
PRESIDENTE. Personalmente non ho obiezioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Va bene ciò che ha indicato il collega Rassu, cioè cassare le ultime tre righe nell'ultimo paragrafo. Così si può chiudere l'emendamento.
PRESIDENTE. Lei ritiene quindi superabile la richiesta di sospensione. Ci sono però dei colleghi che vogliono vedere il testo, per cui sospendiamo per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 39, viene ripresa alle ore 12 e 52.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Onorevole Murgia, le darò brevemente la parola perché lei illustri il senso, non è difficile, e se siamo tutti d'accordo accettiamo questa strada e andiamo oltre.
Onorevole Masia, dia lettura del nuovo testo dell'emendamento numero 16, poi l'onorevole Murgia ci spiegherà la ratio di questa proposta.
MASIA, Segretario:
Nuova formulazione dell'emendamento numero 16: "o) rendere fruibili dalle popolazioni le aree demaniali regionali che ricadono nelle competenze dell'Ente anche con la realizzazione di aree attrezzate e parchi".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Sì, Presidente, rispettiamo la filosofia della stessa legge di istituzione, quindi credo che l'emendamento si illustri di per sé. Il messaggio che abbiamo voluto lanciare conteneva proprio il concetto di non tenere imbalsamato il territorio e di utilizzarlo soprattutto nel rispetto delle popolazioni che ci vivono.
PRESIDENTE. Poiché non ci sono opposizioni, il testo si intende modificato in questo modo.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io mi limiterò a non entrare nel merito degli emendamenti, anche perché la discussione è stata abbastanza esauriente. Quello che mi interessa far rilevare in questa sede, in questo momento, è una circostanza abbastanza singolare per come viene rappresentata dai colleghi dell'opposizione in Aula, cioè il fatto che il provvedimento sia stato approvato all'unanimità in Commissione dovrebbe precludere, secondo gli ultimi interventi che sono stati portati avanti dal collega Tore Sanna e dal collega Emanuele Sanna, all'Aula e ai consiglieri di intervenire secondo propria scienza e coscienza per modificare il testo che sembrerebbe e dovrebbe essere, secondo la valutazione che ne è stata data dai due autorevoli esponenti del centrosinistra, per così dire, blindato; sembra di ravvisare in questi interventi una sorta di non affidabilità, tra virgolette, della maggioranza che, arrivata in Aula, viola accordi che sono stati presi in Commissione. Se così fosse, se la Commissione fosse il punto centrale dell'attività parlamentare, sarebbe del tutto inutile la funzione del Consiglio e, viceversa, il Consiglio, nell'ipotesi a cui facevo riferimento poc'anzi, non avrebbe ragione sostanzialmente di essere.
Però, mi riferisco ora ai colleghi perché un pizzico di obiettività non guasterebbe, è singolare che si cambi atteggiamento, a seconda delle circostanze, di fronte a testi legislativi unitariamente esitati in Commissione, ricordo tra gli ultimi quello di data più lontana, il disegno di legge sulla cultura, giunto prima dell'approvazione della finanziaria, licenziato all'unanimità e poi in Aula insidiato da voto segreto o da emendamenti presentati dalla maggioranza e dall'opposizione e così via. Non ultimo, ricordo ancora ai colleghi dell'opposizione il caso del disegno di legge collegato alla finanziaria sull'IRAP, licenziato all'unanimità in Commissione, per il quale, dopo un approfondito dibattito conclusosi con una condivisione sul contenuto del provvedimento, poi addirittura su richiesta di esponenti all'opposizione, quindi in violazione di quegli accordi che oggi invece si vedono assumere come inviolabili e invalicabili, proprio per la soddisfazione di interessi che a questo punto sembrano più di parte che non dell'intera Aula, era stato chiesto il voto a scrutinio segreto per il passaggio agli articoli, rimandando così l'esame di quella legge, voluta, condivisa e blindata, stante la valutazione che viene data in questo momento secondo propria convenienza da parte del centrosinistra, addirittura di sei mesi.
Questo l'ho voluto dire giusto perché non ci si invochi a situazioni di principio che scaturirebbero da accordi, quando noi sappiamo che gli accordi in quest'Aula talvolta sono carta straccia perché vengono violati da tutti quanti, ma più spesso da parte dell'opposizione che adesso si lamenta, quando si tratta di tutelare interessi che di volta in volta devono essere rappresentati e perseguiti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Intervengo, Presidente, per dire che quello che è singolare in questa situazione è l'intervento di Balletto il quale prende la parola su una questione che è stata già ricomposta in virtù del fatto che prima di tutto si è esaminato l'emendamento nel merito e poi, dopo un'attenta valutazione, sia i proponenti che gli osservatori sono arrivati a formulare e a definire un testo ampiamente condiviso.
Voglio dire ancora che l'intervento di Balletto oltre che non essere condivisibile, risulta soprattutto inopportuno, anche perché le affermazioni e i riferimenti che lui ha fatto riguardano da vicino il Gruppo al quale appartengo. In modo particolare voglio ricordare che, su quei disegni di legge che lui ha citato, noi siamo intervenuti nel merito anche proponendo emendamenti modificativi; a tal proposito voglio sottolineare all'onorevole Balletto che, tenendo conto del fatto che essendo noi solamente tre, non siamo presenti in tutte le Commissioni, può succedere che alcune di esse si esprimano all'unanimità rispetto ad una proposta, ma senza il nostro parere, per cui noi lo esprimiamo poi all'interno dell'Aula con la libertà che il Regolamento ci consente, anche con proposte di modifica delle norme che qua vengono portate.
PRESIDENTE. Questo era l'ultimo intervento. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Votazione nominale elettronica.
PRESIDENTE. Viene richiesto il voto elettronico sull'articolo 4.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Solo un minuto perché rimanga chiarito ancora quanto diceva prima il collega compagno Vassallo e che il Gruppo della Rifondazione Comunista dice chiaramente unanimemente. Alla coerenza e alla serietà noi ci teniamo, come credo che ci tengano tutti, noi non abbiamo mai affermato finora, quindi neppure in occasione della discussione di questa legge, vale per il collega Balletto, vale per tutti, che i provvedimenti esitati dalle Commissioni, ancorché all'unanimità, siano intoccabili in Aula. Non l'abbiamo detto e non lo diciamo, noi.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sono d'accordo!
COGODI (R.C.). Allora, se è d'accordo ci dia atto che noi non lo abbiamo mai detto perché non lo vogliamo dire e perché non siamo d'accordo.
Primo, questo provvedimento intantoo non ha il nostro voto in Commissione, non ce l'ha, noi non abbiamo espresso il nostro voto, abbiamo preferito l'astensione in Commissione, quindi è una quasi unanimità, riservandoci emendamenti nostri che intendevamo presentare. Abbiamo rinunciato, e questo appartiene alla nostra libertà, a presentare quegli emendamenti che pensavamo, rimandando ad altra occasione il miglioramento di questo testo. E' una nostra libertà. Quindi noi non accettiamo mai testi blindati, non accettiamo i blindati da nessuna parte, immaginiamoci se...
BALLETTO (F.I.-Sardegna). I suoi colleghi del centrosinistra.
COGODI (R.C.). Tu, quando parli del centrosinistra, chiarisci a chi ti riferisci.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Ho fatto anche i nomi!
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, le devo chiedere la cortesia di non interrompere.
COGODI (R.C.). Non ti devi riferire a Rifondazione, perché Rifondazione è stata e rimane contraria a questa tesi. E' stato richiamato infatti il precedente dell'IRAP. Il precedente dell'IRAP è questo: che anche lì una Commissione quasi unanimemente aveva approvato un provvedimento, in Aula, giustamente, si è discusso e l'Aula, secondo noi giustamente, l'ha bocciato, perché l'Aula è sovrana, perché se no non sarebbe un Consiglio regionale. Le Commissioni hanno una funzione istruttoria che agevola, che aiuta il lavoro, ed è obbligatoria questa funzione istruttoria, ma non è che sostituiscono il Consiglio regionale.
Secondo: quindi è intangibile il diritto del Consiglio. Abbiamo voluto ribadire questo concetto perché non rimangano richiami a chissà quali incoerenze, in quanto la nostra coerenza è bella, è esplicitata ed è esplicata nel passato, nel presente e lo sarà anche nel futuro. Aggiungo: non in tutte Commissioni sono presenti tutti i Gruppi, quindi un Gruppo consiliare che non ha la sua presenza in Commissione non è proprio vincolato a nulla perché in quella Commissione manco c'è, tra l'altro. Per cui i Gruppi grandi vostri, belli e consistenti, inutilmente grandi, possono avere uno o due Commissari in tutte le Commissioni. I nostri Gruppi piccoli, belli e utilmente aspiranti a essere più grandi, non sono in tutte le Commissioni e in Aula hanno la rappresentanza politica e il diritto di partecipare alla formazione delle leggi e questo diritto lo hanno esercitato, lo esercitano o lo eserciteranno anche per il futuro.
Nel caso di specie è intervenuto un accordo politico-metodologico, che essendo i tempi ristretti, essendo ormai l'ultimo giorno di luglio e domani il primo giorno di agosto, avendo provvedimenti importanti e, come dire, vitali per molte parti, non del territorio, della popolazione della Regione, tipo la siccità e il dramma che colpisce le campagne, i coltivatori, gli agricoltori, i pastori e intere zone della Sardegna, vorremmo avere il tempo anche di esaminare il provvedimento sull'agricoltura, il provvedimento di sollievo del dramma del mondo agricolo.
E quindi c'è un'opportunità politica sulla quale abbiamo concordato e concordiamo, di accelerare al massimo nei termini possibili accettabili l'approvazione di questo provvedimento per passare ad altre cose ugualmente e per molti versi anche più drammaticamente urgenti. Quindi il senso della dichiarazione di voto era per ribadire questo concetto al quale noi abbiamo tenuto, teniamo e terremo tanto anche nel futuro.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 64
Astenuti 1
Maggioranza 33
Favorevoli 64
(Il Consiglio approva).
Emendamento numero 15. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Era solo per rimarcare qual era anche in questo caso l'opportunità di questo emendamento. Ci sono dei compiti di Protezione civile che non sono previsti nei fini istituzionali dell'Ente foreste pertanto, qualora l'Ente foreste dovesse essere chiamato per particolari necessità (per esempio rimozione di alberi, frane che possono impedire la viabilità), esso non potrebbe intervenire, se non per cadere nella possibile distrazione di fondi; quindi altri enti, ANAS, province, amministrazioni comunali, avrebbero il compito di intervenire e ci sarebbe un aumento di costi per la collettività, oltre ai disagi che ne deriverebbero. La ratio era solo questa.
Non mi pare che ci sia condivisione da parte del Consiglio, benché fosse invece una cosa opportuna, necessaria, qualificante anche per il ruolo dell'Ente; pertanto io non ho nessuna difficoltà a prendere atto che non rientra questo nella volontà del Consiglio e quindi non posso che ritirare l'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 15 è ritirato. Invece l'emendamento numero 16 viene modificato con quel testo che abbiamo concordato. Detto questo, metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
I lavori del Consiglio per questa mattina sono terminati, riprenderanno alle ore 16. Voglio ricordare ai colleghi che è convocata la Commissione quinta, la cui riunione avrà inizio adesso.
La seduta è tolta alle ore 13 e 10.
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