Seduta n.119 del 27/02/2001
Seduta CxiX
Martedì 27 febbraio 2001
Presidenza del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 10 e 42.
randazzo, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 28 dicembre 2000 che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Nuvoli ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 27 febbraio 2001, per motivi di famiglia. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
randazzo, Segretario:
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sullo scalo ferroviario Golfo Aranci-Civitavecchia". (311)
"Interrogazione FANTOLA - COSSA - CASSANO - VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione delle Aziende Agro-Turistico-Venatorie (ATV) (L.R. n. 23 del 1998)". (312)
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
randazzo, Segretario:
"Interpellanza PIRISI - DEMURU - MARROCU - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore sulla nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione dell'Ente Foreste della Sardegna". (137)
"Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sulla rinegoziazione dei mutui edilizi regionali". (138)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
randazzo, Segretario:
"Mozione SANNA Alberto - DORE - CALLEDDA - MASIA - MORITTU - SELIS - CUGINI - FADDA - DETTORI Bruno - BIANCU - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MARROCU - ORRU' ? PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO ? SPISSU sulla gravissima situazione di collasso del trasporto merci sulle rotte marittime delle Ferrovie dello Stato che collegano Golfo Aranci con Civitavecchia e sulla necessità di dotare la Sardegna di un sistema ferroviario moderno, adeguato alle esigenze del trasporto merci e passeggeri interno ed esterno". (39)
PRESIDENTE. Poiché sono assenti l'Assessore della programmazione e gran parte dei consiglieri, sospendo la seduta sino alle 11.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 45, viene ripresa alle ore 11 e 10.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio, i colleghi sono pregati di prendere posto.
L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale congiunta dei disegni di legge numero 141/A e 142/A..
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Poiché è in corso una riunione tra i Capigruppo della maggioranza e della opposizione, chiedo almeno trenta minuti di sospensione.
PRESIDENTE. L'assessore Pittalis ci informa che è in corso un incontro tra maggioranza ed opposizione e chiede mezz'ora di sospensione.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). La notizia di questa riunione fra maggioranza ed opposizione suscita in me qualche dubbio, a meno che non sia accaduto qualcosa di nuovo del quale io non sono a conoscenza .
L'annuncio dell'Assessore mi lascia ancora più perplesso per il semplice motivo che sembra che, per poter discutere questa finanziaria, sia necessario arrivare a una contrattazione fra l'opposizione di centrosinistra e la maggioranza di centrodestra che devono mimetizzare questo bilancio ed arrivare poi qua in Aula, dopo aver contrattato chissà quale emendamento, al risultato che tutti conosciamo, come è avvenuto per il bilancio del 2000 quando, approvata la legge finanziaria, non si riusciva più a capire se questa legge fosse dell'opposizione, per i cambiamenti proposti ed ottenuti, o se fosse ancora della maggioranza, per la proposta portata avanti in quest'Aula.
Io credo che si stia cercando di confondere ancora di più le idee, e questa è una denuncia che voglio fare in quest'Aula perché io ritengo che i ruoli della maggioranza e dell'opposizione, e quindi la responsabilità e le funzioni di proposta e di critica, siano distinte, sin quando si seguono le procedure normali e ci si confronta in quest'Aula. Ma quando le contrattazioni sugli emendamenti presentati diventano libero mercato, noi respingiamo assolutamente questo modo di voler fare politica e rappresentare le istituzioni. Si sta stravolgendo il ruolo del Consiglio e i piatti preconfezionati non ci interessano.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna precisa che non si tratta di un incontro dell'opposizione con la maggioranza, ma di una parte dell'opposizione con la maggioranza. C'è comunque la richiesta dell'Assessore di sospendere la seduta per mezzora, se non ci sono osservazioni i lavori del Consiglio sono sospesi e riprenderanno alle ore 11 e 45.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 15, viene ripresa alle ore 11 e 53.)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale della finanziaria. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 77 del Regolamento, le iscrizioni a parlare devono pervenire alla Presidenza prima della conclusione dell'intervento dell'onorevole Scano che è il primo iscritto a parlare.
E` iscritto a parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
Scano(D.S.). Grazie Presidente, io parlo per senso del dovere. Il centro-destra è al governo della Regione da più di un anno. La nuova politica economica e finanziaria dovrebbe essere visibile dopo un anno se non nei risultati in termini di reddito e di occupazione, almeno nelle idee programmatiche e nelle azioni di governo. Allora la domanda che ci poniamo è: dove sono le novità, dove è il cambiamento, dove è la discontinuità, dove è la rivoluzione? Io farò un ragionamento pacato, obiettivo ed argomentato per rispondere a queste domande prima sui conti, quindi sulla politica finanziaria e poi, rapidamente, sulle politiche economiche.
Parliamo allora dei conti della Regione. Ci sono più risorse, abbiamo già chiarito che non è merito del centro-destra. Non è un'affermazione propagandistica, le ragioni dell'incremento delle risorse sono, come è stato detto, il risanamento della finanza pubblica a livello statale, che consente maggiore disponibilità di risorse per le regioni oltre che per la finanziaria nazionale, e quindi tra le regioni la Sardegna; la ripresa economica che comporta un incremento delle entrate, e quindi anche della quota parte regionale del gettito tributario; il successo ottenuto nel 1999 da un'altra Giunta nel contrattare con il Governo, anche attraverso un duro braccio di ferro, la quota sarda sul Quadro comunitario di sostegno e sui fondi per le aree depresse.
Desidero sottolineare, perché questo è un punto importante, che è cambiato, dopo la fase recessiva che ha avuto il suo acme nel periodo 1993-'96, il quadro economico e finanziario del Paese, e non si può e non si deve ragionare oggi come si ragionava allora. Che cosa vuol dire? Vuol dire che c'è una grande opportunità per il Mezzogiorno e per la Sardegna, una opportunità di risorse e una opportunità di contesto.
Sulla velocità e sul rendimento della spesa, abbiamo già avuto la possibilità di chiarire, non con numeri nostri, ma con i numeri del bilancio, che alla propaganda non corrisponde la realtà. Si è battuta la gran cassa, scusatemi questa espressione, sui 9 mila miliardi di residui accumulatisi negli anni passati, ma c'è una verità elementare che è incontrovertibile, che ne sono maturati 6 mila su 12 mila nel solo 2000. Questa elementare verità può dispiacere ma è iscritta nel bilancio. E non mi si risponda che il 2000 è l'anno in cui si è speso di più, perché il raffronto, ovviamente, e non dovrei essere nemmeno costretto a sottolinearlo, va fatto calcolando la percentuale delle somme impegnate e spese sugli stanziamenti, ed allora basterà guardare la serie storica per vedere che il 2000 non è affatto l'anno in cui si è speso di più. Non si può sfuggire a due verità; la prima è che permangono - lo dico con grande senso di responsabilità e grande misura alla Giunta e alla maggioranza - tutte le cause strutturali della lentezza della spesa:uffici, procedure, pubblica amministrazione e così via. La seconda verità è che quanto alla qualità della spesa abbiamo gli stessi problemi che avevamo prima. Dov'è l'avanzamento? Non c'è.
Per quanto riguarda il problema dell'indebitamento, negli anni scorsi, con i due documenti di programmazione economica e finanziaria, era stato impostato un ragionamento solido: risanare, recuperare risorse per le politiche di sviluppo e per l'occupazione. L'anno scorso, per la verità, era stato anche dato un segnale forte; ora c'è una clamorosa retromarcia su questo punto. La Giunta dice che sono denari risparmiati su vecchi residui. Non scherziamo nemmeno. Primo, i risparmi sono presunti, tanto è che si corre ai ripari con un fondo apposito, se fossero risparmi effettivi non ce ne sarebbe necessità. Secondo, i residui dopo cinque anni dovrebbero andare in perenzione, non in economia, è scritto nella legge di contabilità. Terzo, se anche il risparmio fosse reale bisognerebbe utilizzarlo per ridurre l'indebitamento, tanto più che ci sono risorse cospicue, significative, per perseguire gli obiettivi di politica economica.
Anche l'uso degli strumenti creati dalla riforma del 1998 - '99 è tutt'altro che forte e coerente; io capisco che naturalmente occorre una fase di rodaggio degli strumenti, tutto questo è comprensibile, però le cose non vanno bene. Voglio fare pochi cenni. Per quanto riguarda la riforma del bilancio, si pensi ai tempi. Altri ne hanno parlato e ne parleranno, io non ne parlerò, ma l'anno di sperimentazione non è stato utilizzato. Si pensi al carattere della legge finanziaria. Debbo dire che questo ragionamento vale anche per la finanziaria dello Stato di quest'anno, non ho alcuna difficoltà a dire che dopo anni in cui si è parlato di finanziarie leggere, lineari, ricondotte entro limiti molto rigorosi e severi, a Roma come a Cagliari si "sfora" abbondantemente. Saranno le elezioni o qualcosa del genere.
Si pensi ai disegni di legge collegati. Io chiedo alla Giunta e alla maggioranza: si possono presentare 18 disegni di legge collegati? E' una cosa seria? E si pensi anche alle carenze e ai difetti, in relazione al nuovo impianto, in particolare delle note di programma, che sono il vero asse portante del nuovo bilancio. Che cosa fanno infatti le note di programma? Fanno la cosa di cui abbiamo più necessità, per quanto riguarda gli strumenti di programmazione e di bilancio, cioè mettono lo stanziamento in collegamento da una parte con i risultati e dall'altra con gli obiettivi; sono proprio la spina dorsale del nuovo bilancio. E voi sapete che cosa è successo in questa materia.
Quanto alla riforma della programmazione, si pensi, rispetto al processo avviato, che per esempio non viene ancora sciolto il nodo DPEF - Piano generale di sviluppo. Io ero favorevole, anche nella scorsa legislatura, al superamento del piano generale di sviluppo, l'attuale maggioranza, allora opposizione, era favorevole al suo mantenimento. Allora parliamoci chiaro: o lo cancellate o lo fate. O c'è una modifica per cui si dice che il piano generale di sviluppo non si fa più, oppure bisogna farlo. Io penso che bisognerebbe cancellarlo e ragionare tra documento di programmazione economica e finanziaria e note di programma, ma se non fate questo avete il dovere di presentare il piano generale di sviluppo.
Si pensi ancora alle difficoltà a tradurre in pratica il ciclo unico di programmazione e al fatto, ed è la cosa che forse a me sta più a cuore, che sul monitoraggio si segna il passo. Ed anche, si pensi da ultimo al fatto che su programmazione integrata e sviluppo locale ci sa sta muovendo in modo assai contraddittorio e siamo nel pieno di una grande confusione ed anche di un assai preoccupante ritardo.
Passo alla seconda parte del mio intervento: la politica economica regionale. Ho già sottolineato che il momento è più favorevole rispetto al passato, ma la sfida rimane durissima. Se prendiamo i dati EUROSTAT, fatto cento il reddito medio dell'Unione europea, il nord è a 120, il centro a 106, la media in nazionale è 101, il sud a 64, la Sardegna a 76. Ombre e luci, ma la sfida rimane durissima! Ciò che si può dire è che la crescita del prodotto e dell'occupazione, ammesso che continui, e questo dipende non solo da noi ma principalmente da fatti esterni, è troppo lenta. Un economista ha scritto di recente che, per portare il tasso di disoccupazione regionale in linea con quello medio nazionale, occorrerebbe che il reddito regionale crescesse del 4,5 per cento l'anno per dieci anni; questa è la dimensione del problema che abbiamo di fronte. E questo mentre, come tutti sapete, andremo entro il 2010 - verso l'area euro mediterranea di libero scambio, un mercato di 600 milioni di abitanti. Occorrerebbero idee chiare e comportamenti decisi e coerenti.
Io faccio solo tre riflessioni, la prima è questa: ci sono, tutti ne siamo consapevoli, delle condizioni essenziali per lo sviluppo di una regione quale che sia la scelta di sviluppo; cioè qualunque sia il modello sul quale si punta ci sono delle cose che servono comunque, reti moderne di distribuzione dell'acqua, trasporti, energia, formazione. Gli strumenti primari per realizzare queste cose sono l'Intesa istituzionale di programma, non utilizzata a pieno per ora, l'articolo 13 dello Statuto, che è vigente, (il Piano di rinascita è scaduto: perché non se ne parla?), il POR, i fondi per le aree depresse. E c'è un'altra infrastruttura decisiva, che è la qualità dell'amministrazione e del governo regionale e locale. Questa è la nostra prima diseconomia e quindi è la prima sfida.
La seconda riflessione riguarda la strategia. Ormai ci sono elementi comuni nel pensiero politico regionale: puntare sulla piccola e media impresa, sulle risorse locali, ambiente, turismo, settore agroalimentare, alta formazione, ricerca. Queste sono idee vincenti, ormai sono accettate da tutti, ciò che non è ancora chiaro a tutti è che noi abbiamo un grandissimo problema: l'imprenditore investe poco di suo. Le politiche di sviluppo non possono fondarsi sull'assistenzialismo. Così scompare il rischio, non si forma l'impresa, si soffoca la volontà di fare e di lavorare. Bisogna distinguere nettamente tra le politiche di sostegno e di assistenza, che vanno migliorate e alle quali si possono anche dedicare più risorse ma sono un'altra cosa, e le politiche di sviluppo che debbono essere fondate sulla competitività e sulla capacità di reggere il mercato. I falsi imprenditori che dipendono dal sussidio pubblico danneggiano la qualità e la competitività. Noi dobbiamo accendere la scintilla della mentalità imprenditoriale, senza di questo non ci sarà sviluppo in Sardegna. Quindi più politiche di sostegno e di assistenza, ma sapendo che questo sono, e più politiche di sviluppo che debbono essere incardinate sui concetti della competitività e della produttività! E' poi fondamentale la programmazione integrata e negoziata con il ruolo primario negli enti locali, colpendo quindi clientelismo e dispersione delle risorse. Ed aggiungerei che è essenziale la lotta contro lo spopolamento e il degrado della Sardegna interna.
In conclusione, serve una politica nuova che rompa definitivamente con la cultura politica tradizionale, fondata su un mix di clientelismo e di assistenzialismo, ma questa nuova politica non c'è. La manovra di bilancio è straordinariamente tradizionale, in senso negativo, e per giunta con molte risorse a disposizione, e questa è un'aggravante.
Il passato, come voi sempre ci dite, anche se qualcuno poi in quel passato c'era anche più di altri, pesa. Certo che il passato pesa, ma la Sardegna - questa è la mia valutazione conclusiva - sta rischiando di perdere questa grande occasione costituita da considerevoli risorse e da un quadro finanziario ed economico del Paese nuovo, un ciclo nuovo rispetto agli anni passati, sta rischiando di perdere questa grande occasione non per responsabilità di chi ha governato prima, ma per responsabilità di chi sta governando oggi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Usai. Ne ha facoltà.
USAI (A.N.). Signor Presidente, io chiedo un rinvio dei lavori a domani mattina onde consentire un'interlocuzione fra le forze politiche.
PRESIDENTE. Evidentemente l'interlocuzione di stamattina non è stata esaustiva, l'onorevole Usai chiede quindi di aggiornare i lavori a domani mattina perché le forze politiche possano discutere tra loro.
Ha domandato di parlare consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Cogodi (R.C.). Noi esprimiamo un parere favorevole all'ipotesi di una sospensione dei lavori dell'Aula se davvero si intende attivare una interlocuzione politica, purché quindi non sia una sorta di rinvio o di sospensione, come si suol dire, in bianco, ma si abbia una fase di lavoro proficuo e di confronto vero. Quindi, riterremmo utile, ai fini della decisione sulla sospensione da parte dell'Assemblea, anche l'opinione della Giunta regionale, perché si chiarisca che davvero si va a un momento di confronto, che non vuol dire nulla di diverso dal confronto aperto, visibile e coram populo che si svolge nel Consiglio regionale. Non c'è nulla di riservato e nulla di parallelo, però deve essere qualcosa di vero e di efficace. Quindi è importante che la Giunta regionale esprima formalmente in aula la sua opinione.
Ritengo, comunque, che questa fase di lavoro possa essere prevista per questo pomeriggio e che, anche stante il ritardo con cui si è iniziata la seduta, e stante il fatto che è poco più di mezzogiorno, si possano ora proseguire i lavori, e sospendere i lavori nel pomeriggio.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei propone quindi che il Consiglio continui a lavorare stamattina e che si sospendano i lavori questo pomeriggio. Questa è una proposta diversa da quella del consigliere Usai.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, noi siamo favorevoli alla proposta e crediamo di dover fino in fondo esperire tutte le forme di dialogo e di confronto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (d.s.). Concordo con la proposta del collega Usai, ripresa adesso anche dal consigliere Selis, però il collega Cogodi ha evidenziato una esigenza, che non può essere liquidata con l'aggiornamento della seduta a domani, sul quale, ripeto, siamo d'accordo, l'esigenza cioè di sentire l'opinione della Giunta perché si tratta di una sospensione per lavorare e non di una sospensione per fare altro. E siccome uno degli interlocutori è la Giunta, è bene che la Giunta ci faccia sapere se accoglie la proposta del collega Usai o se invece intenda introdurre una modificazione al percorso stabilito. Questo è importante saperlo perché chiaramente non è la proposta di Cogodi ad essere diversa da quella di Usai, ma è il silenzio della Giunta che dà un diverso significato a quest'ultima.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
floris mario(C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, il Presidente della Giunta parteciperà attivamente alle riunioni per trovare le opportune intese tra la maggioranza e la minoranza. Ovviamente non si può sottacere il fatto che la Giunta ha varato i suoi provvedimenti, li ha mandati in Commissione, la Commissione ha lavorato per mesi, e in quella sede le forze di maggioranza e di opposizione si sono già confrontate. Io sono venuto a conoscenza stamattina che c'era qualche nuova intesa anche se di carattere non sostanziale. Se così è certamente non sarà il Presidente della Giunta a sottrarsi, ma credo che trovare le intese sia ovviamente un compito delle forze politiche presenti e dell'Assessore che ha seguito i lavori della Commissione in tutto questo periodo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Cogodi (R.C.). Ritengo che una delle due proposte da me avanzate sia nella sostanza soddisfatta dalla dichiarazione del Presidente, nel senso che si conferma che parte primaria di questa eventuale interlocuzione è la Giunta regionale, se no non si capirebbe con chi si interloquisce. Sul rinvio a domani il Consiglio decida, ma non vedo perché in mattinata, , posto che non è prevista nessun'altra riunione a latere, non si possa lavorare almeno fino all'ora già prevista. Se no, badi, Presidente, lo dico anche ai colleghi, c'è il rischio di essere male interpretati. Oggi non è un giorno qualsiasi, oggi per i profani, e qui un po' tutti a vario titolo siamo profani, è anche martedì grasso, non diamo l'impressione che ogni scusa è buona perché il Consiglio non lavori. Io non capisco perché in mattinata il Consiglio non debba poter continuare a lavorare fino all'ora di chiusura dei lavori prevista. Decida il Consiglio.
PRESIDENTE. Io ho due proposte: una di interrompere ora i lavori, l'altra di continuare. Tenendo conto che sono le 12 e 30 credo che ci sia lo spazio almeno per due interventi.
E' iscritto a parlare il consigliere Corda, ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Rinuncio a intervenire nella discussione generale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, vorrei sapere, se è possibile, quali sono i colleghi iscritti a parlare dopo l'intervento iniziale del collega Scano.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare praticamente tutti i consiglieri dell'opposizione, tutti i D.S., i popolari, i democratici, i socialisti e Rifondazione. Per la maggioranza sono iscritti a parlare per Forza Italia: Balletto, Tunis Marco, Pili. Per Alleanza Nazionale: Noemi Sanna, Corda, Onnis. L'onorevole Corda ha appena rinunciato. Per il P.S. d'Az è iscritto a parlare il consigliere Manca.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari - P.S.). Il dialogo tra le forze politiche non è un fatto straordinario, non è un fatto nascosto, fa parte della normale dialettica. Il confronto si svolge certamente in quest'Aula, si è svolto in Commissione, si svolge all'interno dell'opposizione, con la maggioranza e con la Giunta, è normale. Il momento del confronto è fondamentale. Perché ho espresso l'accordo con la proposta di Usai? Perché se si raggiunge una qualche intesa, nel rispetto dei ruoli e nella coerenza con i giudizi che la maggioranza e l'opposizione hanno dato sulla manovra, è evidente che il taglio dell'intervento in discussione generalevarierà secondo il tipo di accordo raggiunto. Quindi questo è il momento, se si vuole, del confronto, credo che l'abbia chiarito anche il Presidente Floris, mi pare che l'ipotesi di sospendere in questa fase per consentire il confronto tra le forze politiche sia propedeutico sia allo svolgimento della discussione generale sia all'esame del bilancio, per cui ribadisco di nuovo il consenso sulla proposta di Usai e credo che il Presidente ne possa tenere conto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Nel mio intervento in apertura avevo rimarcato una situazione anomala che francamente ci mette in imbarazzo, per il semplice motivo che qua la maggioranza chiede una sospensione, per parlare di che cosa non lo so. Abbiamo passato giornate intere in Commissione bilancio, a discutere gli emendamenti, giorno per giorno rigettati dalla stessa maggioranza, quindi senza dialogo alcuno. E dopo aver fatto questo tipo di lavoro apprendo oggi di riunioni che avvengono in concomitanza con la seduta del Consiglio, di una possibile interruzione dei lavori per rincontrarsi, ma mi chiedo chi deve rincontrarsi e per rivedere che cosa. Abbiamo già visto tutto, abbiamo avuto anche le risposte sulle singole proposte fatte per iscritto e verbalmente da chi era all'opposizione, e oggi, quasi d'incanto, sembra che sia arrivato l'idraulico, dopo che la casa si è allagata, e abbia scoperto che c'è una saracinesca che si può chiudere. Qui il ruolo dell'idraulico credo non ce l'abbia nessuno, né tanto meno quello del pompiere. Il problema vero è che ci sono ruoli distinti e distanti dentro quest'Aula dove c'è una maggioranza che ha il sacrosanto dovere di governare e dove c'è una opposizione che ha l'altrettanto sacrosanto dovere di fare l'opposizione nel modo che ritiene migliore.
Cosa dobbiamo contrattare! Perché non ce lo diciamo qua dentro? Io non ho voluto partecipare a questa specie di contrattazione un anno fa e non voglio partecipare adesso, voglio discutere in quest'Aula insieme a voi i problemi e le proposte e se non volete accettarle respingetele come avete fatto in Commissione. Andiamo a discutere gli stessi argomenti con interlocutori diversi, solo questo cambia. La stessa maggioranza ha esaminato tutti gli emendamenti e ha stabilito quali riteneva giusto approvare, e quali non intendeva recepire. Si sono persi alcuni mesi, ma non vi è stato sufficiente. E' necessario un altro mese di esercizio provvisorio. Dopo tre mesi di esercizio provvisorio stiamo ancora qua ad allungare i tempi, con un'unica preoccupazione che è quella che ho denunciato mesi fa, di arrivare ad approvare questa finanziaria il giorno prima dell'inizio della campagna elettorale. Così non avete problemi di sorta, non avete problemi di rimpasti, non dovete aprire nessun tipo di crisi, vi fate una giunta di legislatura! Fate quello che volete. Il problema vero è che qui l'argomento principale è la finanziaria. La vogliamo discutere, la vogliamo portare all'approvazione, vogliamo dire alla gente quali sono i motivi per cui siamo ancora in esercizio provvisorio e che per un altro mese lo saremo ancora? Se questo è il nuovo modo di governare, lasciate perdere, passate la mano perché credo che veramente non ne abbiate né la forza e né la capacità.
PRESIDENTE. Io naturalmente non posso entrare nel merito dell'esigenza che è stata posta all'attenzione del Consiglio da parte del collega Usai, se c'è bisogno di interloquire tra le forze politiche non può essere certamente il Presidente a impedirlo, pertanto mi rimetterò all'Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.
Floris EMILIO (f.i.-Sardegna). Presidente, ribadisco la richiesta del collega Usai di proseguire con i lavori domani. Se ci sarà la possibilità di avere un contatto con l'opposizione è chiaro che questo avverrà nel pomeriggio di oggi, ma prendo la parola anche per chiedere un'altra cosa a proposito dell'intervento del collega Sanna che ha parlato dell'esercizio provvisorio.
Io ritengo che sia necessaria un'inversione dell'ordine del giorno per portare all'attenzione del Consiglio prima l'esercizio provvisorio e poi la finanziaria, perché mi risulta che corriamo il rischio di non avere neanche le risorse disponibili per pagare gli stipendi dei dipendenti della Regione. Sottopongo perciò all'attenzione di quest'Aula, questa esigenza.
PRESIDENTE. Metto in votazione la richiesta di sospensione dei lavori. Chi l'approva alzi la mano.
(E` approvata)
Il Consiglio riprenderà domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 12 e 28.
Allegati seduta
esto delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA PIRISI - DEMURU - MARROCU - SANNA Gianvalerio - SANNA Salvatore, sulla nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione dell'Ente Foreste della Sardegna.
I sottoscritti,
PREMESSO che la legge regionale n. 24 del 1999 istitutiva dell'Ente Foreste della Sardegna, all'articolo 6 stabilisce che il Consiglio di amministrazione è composto dal Presidente e da quattro consiglieri: due devono essere scelti tra i sindaci e tra i consiglieri comunali in carica in comuni in cui siano presenti terreni amministrati a qualsiasi titolo dall'Ente e gli altri due devono essere esperti uno in materia agricola e uno in materia forestale;
RILEVATO che il Consiglio regionale ha proceduto alle nomine di propria competenza indicando i due Sindaci, Michele Mulas e Giorgio Danza e altresì la Giunta regionale ha proceduto alla nomina di Andrea Fenu quale esperto di materie agricole e Paolo Sussarellu quale esperto in materie forestali;
VENUTI a conoscenza che, a meno che non si tratti di un caso di omonimia, il signor Sussarellu, impiegato presso gli uffici delle poste nel Comune di Sassari, non sarebbe in possesso del requisito di esperto in scienze forestali;
CONSIDERATO che, se tale circostanza corrispondesse al vero e il consigliere esperto in materia forestale partecipasse alle riunioni del Consiglio di Amministrazione dell'Ente Foreste, in particolare per l'approvazione del bilancio di previsione, l'atto sarebbe annullabile determinando per la vita dell'Ente un pericoloso vuoto amministrativo,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere quali atti abbiano posto o intendano porre in essere:
1) per verificare se possa trattarsi di un caso di omonimia;
2) se così non fosse, per accertare che il consigliere designato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente, quale componente esperto in materia forestale, abbia i requisiti previsti dal comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale n. 24 del 1999 e, nel caso questi non risultassero essere posseduti, per procedere alla immediata revoca della nomina. (137)
INTERPELLANZA SANNA Giacomo - MANCA sulla rinegoziazione dei mutui edilizi regionali.
I sottoscritti, premesso che:
- avvalendosi della normativa e del contributo per l'abbattimento degli interessi numerosi cittadini sardi negli anni decorsi hanno stipulato, ai tassi di interesse allora correnti, mutui edilizi con istituti di credito convenzionati con la Regione;
- poiché i tassi correnti sono fortemente diminuiti e l'inflazione si è arrestata, i tassi praticati si stanno rivelando enormemente dannosi sia per le casse regionali, sia soprattutto per il beneficiario, che si trova a doverne sostenere l'intero costo a partire dal decimo anno di ammortamento;
- situazione simile si è avuta per i mutui edilizi assistiti dallo Stato, ma il Parlamento ha provveduto con l'art. 29 della Legge 13 maggio 1999 n. 133 a dettare norme che obbligano gli istituti bancari a rinegoziare i mutui, secondo le attuali condizioni di mercato; il secondo comma del medesimo articolo prevede che le Regioni possano estendere tali norme di legge ai mutui stipulati in applicazione di leggi agevolative regionali;
- numerosi cittadini hanno chiesto agli istituti mutuanti l'applicazione della Legge n. 133 del 1999, ma si sono sentiti rispondere che la Regione Sarda non ha esteso le norme di legge ai propri mutui agevolati; ciò è incontrovertibilmente vero e comporta ingenti danni sia alla Regione che ai cittadini interessati, costretti a fare omaggio alle banche di ingenti somme;
- il problema era già stato sollevato dai consiglieri sardisti in sede di legge finanziaria per l'anno 2000, e l'Assessore della programmazione aveva risposto che si sarebbe provveduto in sede di assestamento; ciò non è stato e la situazione è restata invariata, con grande gioia della banche interessate, vilipese ogni giorno a parole dalla Giunta, ma di fatto beneficiate in danno dei cittadini contribuenti e dei cittadini mutuatari;
alla luce di quanto esposto i sottoscritti chiedono di interpellare l'Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio per sapere se intenda prendere urgenti provvedimenti in merito. (138)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sullo scalo ferroviario Golfo Aranci - Civitavecchia.
Il sottoscritto,
premesso che la continuità territoriale per noi sardi rimane purtroppo ancora un sogno, dal momento che proprio recentemente l'Alitalia ha escluso dalle tariffe agevolate la nostra Isola;
considerato che al danno sta per aggiungersi la beffa per il fatto che le Ferrovie dello Stato, con la complicità del Governo nazionale, hanno deciso di ridurre il trasporto su rotaie nel tratto Golfo Aranci - Civitavecchia, creando nn pochi disagi e danni ai passeggeri e al trasporto merci;
visto che la Regione sarda, con proprio contributo, ha previsto la realizzazione di due scambi internodali (Chilivani e Porto Torres), ai quali deve aggiungersi un contestuale potenziamento del trasporto su rotaie e non un suo ridimensionamento;
ritenuto che, invece, le Ferrovie dello Stato stanno riducendo da quattro ad una corsa il trasporto merci da e per la Sardegna, costringendo gli utenti a ricorrere al trasporto gommato su strade intransitabili o addirittura inesistenti;
tenuto conto che lo stesso candidato a premier del centro sinistra, Francesco Rutelli, che ha inteso iniziare la sua campagna elettorale in qualità di "capotreno" con l'obiettivo di visitare tutte le regioni italiane, dovrà probabilmente rinunciare, per i motivi suindicati, a raggiungere la Sardegna,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei trasporti per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto sta avvenendo;
2) se non ritengano urgente intervenire presso il Governo nazionale e le Ferrovie dello Stato per impedire la riduzione delle corse Golfo Aranci - Civitavecchia, al fine di evitare una nuova penalizzazione per i cittadini sardi che già pagano le carenze nel sistema dei trasporti. (311)
INTERROGAZIONE FANTOLA - COSSA - CASSANO - VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione delle Aziende Agro-Turistico-Venatorie (ATV) (L.R. n. 23 del 1998).
I sottoscritti,
PREMESSO che la Regione Sardegna sin dal 1999 ha autorizzato l'istituzione di numerose ATV e che alcune di esse, già attive dalla passata stagione venatoria, hanno un'estensione al limite del massimo consentito (1200 ettari) e addirittura sono tra loro confinanti;
CONSIDERATO che tale autorizzazione decennale è subordinata alle modalità indicate nel Piano faunistico-venatorio regionale, il quale deve contenere l'individuazione dei territori da destinare all'istituzione delle aziende ATV "preferibilmente di scarso valore ambientale e faunistico";
TENUTO CONTO che tale Piano deve inoltre regolare la densità, la collocazione e l'estensione massima complessiva delle aziende ATV in ogni comprensorio faunistico omogeneo, individuato per realizzarvi gli interventi di riqualificazione degli habitat di maggiore interesse;
SOTTOLINEATO che la suddetta pianificazione diventa pregiudiziale ed istruttoria rispetto a qualsiasi intervento in materia di esercizio della caccia, che deve conseguentemente essere ad essa subordinato;
EVIDENZIATO che a tutt'oggi il Piano faunistico-venatorio non è stato ancora approvato, nonostante tale approvazione dovesse effettuarsi entro il mese di aprile 1999,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'ambiente per sapere se l'esistenza di numerose aziende ATV, istituite senza la precedente approvazione del Piano faunistico-venatorio e quindi in totale assenza dei presupposti programmatici suddetti, possa essere avvenuta in violazione dello spirito della legge e possa configurare il ripristino di antichi privilegi. (312)
MOZIONE SANNA Alberto - DORE - CALLEDDA - MASIA - MORITTU - SELIS - CUGINI - FADDA - DETTORI Bruno - BIANCU - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MARROCU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU sulla gravissima situazione di collasso del trasporto merci sulle rotte marittime delle Ferrovie dello Stato che collegano Golfo Aranci con Civitavecchia e sulla necessità di dotare la Sardegna di un sistema ferroviario moderno, adeguato alle esigenze del trasporto merci e passeggeri interno ed esterno.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che il Piano d'impresa proposto dalle Ferrovie ed approvato dal Governo nel luglio 2000, nell'ambito di una politica generale tendente alla riduzione dei costi ed al risanamento delle Ferrovie dello Stato, prevede sulla rotta Golfo Aranci - Civitavecchia il mantenimento del solo trasporto merci su carro attraverso la nave "Garibaldi", con la riserva della nave mista "Logudoro" e entro il 2001 la totale dismissione del trasporto passeggeri con auto al seguito e del gommato pesante;
PRESO ATTO che il mancato adeguamento della flotta marittima delle Ferrovie, a fronte dell'ingresso nel mercato di armatori privati che dispongono di navi moderne e competitive e del contemporaneo sforzo messo in atto dalla Tirrenia per adeguare la propria flotta, hanno di fatto messo fuori mercato le Ferrovie nei segmenti del trasporto passeggeri e del gommato pesante;
CONSIDERATO che la scelta fatta da F.S. S.p.A. nel suddetto Piano d'impresa di assicurare nei collegamenti da e per la Sardegna il solo trasporto merci su carro è in palese contraddizione con il mancato potenziamento della rispettiva flotta che si concretizza con la disponibilità di una nave tutto merci (Garibaldi) e di una nave mista (Logudoro), vecchie e inadeguate per capacità di trasporto e per tecnologia;
VISTA la gravissima situazione di collasso del trasporto merci su ferro venutasi a creare sulla Golfo Aranci - Civitavecchia a seguito delle scelte inaccettabili di F.S. S.p.A. che stanno arrecando danni gravissimi all'economia della Sardegna, mettendo in serio pericolo il posto di lavoro di ben 634 lavoratori impiegati nella flotta interessata e che non garantiscono la continuità territoriale prevista dalle normative vigenti, sia comunitarie che nazionali;
CONSIDERATA, inoltre, la necessità di richiamare il Governo ad un'azione più incisiva ed efficace finalizzata ad assicurare alla Sardegna il diritto alla mobilità sia nel trasporto merci che in quello passeggeri, anche in considerazione del carattere totalmente pubblico del capitale azionario di F.S. S.p.A. e delle risorse ulteriori che lo Stato mette a disposizione delle Ferrovie per assicurare la continuità territoriale nel comparto delle merci;
VISTA la proposta di Piano generale dei trasporti, in fase di definizione da parte del Governo, recentemente integrata dalla Commissione Trasporti della Camera con l'inclusione della dorsale ferroviaria sarda nel Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (SNIT), che contiene le scelte strategiche e in particolare:
1) individua il Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (SNIT) rappresentato dalle infrastrutture e dai servizi che costituiscono la struttura portante del sistema trasportistico nazionale (reti stradali e ferroviarie, porti, aeroporti, servizi logistici) di rilevanza nazionale di cui si fa carico direttamente lo Stato;
2) riafferma la centralità del Mediterraneo come grande area di traffico continentale e intercontinentale;
3) persegue l'obiettivo di potenziare il trasporto marittimo e ferroviario, in coerenza con le politiche dell'Unione Europea;
4) assume il criterio del riequilibrio territoriale al fine di consentire al Mezzogiorno e alle Isole di superare i ritardi e le carenze infrastrutturali;
5) afferma il metodo della programmazione integrata delle infrastrutture attribuendo alle regioni un ruolo attivo nella definizione dei programmi e dei progetti: queste condizioni costituiranno la premessa per l'accesso ai finanziamenti e per la realizzazione degli interventi;
ACCERTATO che la Sardegna rientra pienamente negli obiettivi strategici del Piano generale dei trasporti;
CONSIDERATO che l'azione della Giunta regionale della Sardegna non può limitarsi alla vacua lamentazione e sterile protesta rivolte contro il Governo e lo Stato;
RITENUTO necessario affermare un rapporto di autentica sussidiarietà fra la Regione Sardegna e lo Stato attraverso l'assunzione da parte della Giunta regionale delle proprie responsabilità, in particolare attraverso:
1) il recepimento del Decreto legislativo n. 422 del 1997 in materia di trasporto pubblico locale che attribuisce alle regioni competenze, poteri e risorse per l'adeguamento di tutto il sistema del trasporto pubblico locale;
2) l'approvazione da parte della Regione Sardegna del Piano regionale trasporti passeggeri e del Piano regionale trasporti merci;
TENUTO CONTO che, in assenza degli atti legislativi e programmatori suddetti, la Regione sarda non dispone degli strumenti necessari per rapportarsi con il Governo e le Ferrovie e che ciò costituisce l'ostacolo principale alla soluzione dei problemi;
RITENUTO, inoltre, necessario fare il punto sulle cause della mancata attuazione dell'Accordo di Programma-Quadro sulle Ferrovie contenuto nell'Intesa Stato-Regione dell'aprile 1999, che prevede investimenti per circa 600 miliardi nel sessennio 1999-2004, finalizzati all'ammodernamento complessivo del sistema ferroviario sardo, settore-chiave per lo sviluppo del sistema trasportistico interno ed esterno della Sardegna;
CONSIDERATO che l'Intesa Stato-Regione-Ferrovie prevede importanti interventi finalizzati all'ammodernamento e alla velocizzazione del trasporto ferroviario, in particolare:
a) le rettifiche di tracciato nelle tratte Oristano - Porto Torres e Chilivani - Olbia;
b) interventi tecnologici sulla rete;
c) la dotazione di materiale rotabile moderno;
d) interventi finalizzati all'integrazione del ferro con gli altri mezzi di trasporto nel settore passeggeri e merci;
e) il raddoppio della tratta Decimomannu - San Gavino (già finanziata) fino ad Oristano (da finanziare);
f) lo studio di fattibilità sul trasporto merci in Sardegna;
RITENUTO indispensabile ed urgente rilanciare l'Intesa sia per realizzare le opere già finanziate che per definire un progetto organico di ammodernamento complessivo del sistema ferroviario sardo;
VISTI i programmi e le decisioni che le Ferrovie stanno mettendo in atto tesi a declassare la rete isolana a ferrovia di livello regionale, premessa per il successivo totale disimpegno di F.S. S.p.A. in Sardegna;
TENUTO CONTOche l'ammodernamento delle ferrovie sarde è la condizione per qualificarne l'offerta e aumentare la domanda, attualmente quasi completamente concentrata sulla gomma, nonostante i maggiori costi economici, i problemi relativi all'ambiente e alla sicurezza dei cittadini, la inadeguatezza del sistema viario sardo;
VISTA, inoltre, la grave decisione assunta da F.S. S.p.A. nel corso del 2000 di trasferire la direzione delle Ferrovie Sarde a Palermo, in Sicilia, che infligge un altro duro colpo alla Sardegna;
CONSIDERATA la necessità di definire rapidamente con il Governo e le F.S. S.p.A. l'annosa questione delle Ferrovie in concessione, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e dal comma 2, articolo 145, della Legge 23 dicembre 2000 (Finanziaria 2001);
ACCERTATO che l'articolo 145, comma 83, della legge finanziaria 2001 dello Stato, al fine di contenere le tariffe, estende al trasporto delle merci prodotte in Sardegna le disposizioni sulla continuità territoriale di cui all'articolo 36 della Legge 17 maggio 1999, n. 144, mettendo a disposizione 20 miliardi per il 1999 e 30 a decorrere dall'anno 2000 con la compartecipazione della Regione Sardegna non inferiore al 50 per cento della contribuzione statale;
VISTO il POR 2000-2006 della Regione Sardegna che, pur finalizzato al superamento degli ostacoli strutturali che ne impediscono lo sviluppo, non ha previsto alcuna misura, né risorse per il potenziamento del sistema ferroviario sardo;
CONSIDERATA profondamente inadeguata e dannosa la politica e l'azione complessiva della Giunta regionale della Sardegna in materia di trasporti in generale e di trasporto ferroviario in particolare,
impegna la Giunta regionale
1) a sviluppare una forte iniziativa nei confronti del Governo e delle Ferrovie dello Stato tesa al potenziamento del trasporto merci sulla rotta Golfo Aranci - Civitavecchia e alla salvaguardia dei livelli occupazionali;
2) a recepire il Decreto legislativo n. 422/'97 che attribuisce alle Regioni competenze, poteri e risorse in materia di trasporto pubblico locale;
3) a dotare la Regione Sardegna del Piano regionale del Trasporto passeggeri e del Piano regionale del Trasporto merci;
4) a definire un progetto complessivo di ammodernamento del sistema ferroviario sardo come condizione perché la Sardegna partecipi attivamente alla programmazione degli interventi del Piano Generale dei Trasporti in fase di approvazione da parte del Governo;
5) a svolgere un ruolo attivo per l'attuazione di quanto previsto dall'Accordo di Programma Quadro sulle ferrovie definito nell'aprile del 1999 nell'ambito dell'Intesa Stato- Regione-Ferrovie;
6) a rilanciare l'Accordo di Programma Quadro dell'aprile 1999 ampliandolo a tutti quegli interventi necessari all'ammodernamento del sistema ferroviario sardo;
7) a svolgere un'azione forte perché il Governo, anche in qualità di maggiore azionista di F.S. S.p.A. si impegni a:
a) riportare a Cagliari il governo della rete e dei servizi ferroviari che operano in Sardegna;
b) far sì che F.S. S.p.A. rispetti gli impegni assunti in sede di Intesa Stato-Regione-Ferrovie dando corso alla realizzazione delle opere nei tempi previsti;
c) invertire sostanzialmente la politica di F.S. S.p.A. in Sardegna facendo sì che, attraverso un serio programma di investimenti, si muova nella direzione dell'ampliamento della domanda attraverso una politica di ammodernamento della rete e di riqualificazione dei servizi ferroviari;
d) risolvere l'annosa questione delle Ferrovie concesse attraverso il loro risanamento finanziario a carico del Governo come condizione preliminare alla successiva gestione da parte della Regione sarda;
8) avviare le procedure previste dall'articolo 145, comma 83, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, che estende al trasporto delle merci prodotte in Sardegna le disposizioni sulla continuità territoriale aerea previste dalla Legge n. 144 del 1999, articolo 36, e prevedere nel bilancio della Regione la quota di compartecipazione regionale pari al 50 per cento del contributo statale previsto dalla Legge n. 388 del 2000;
9) prevedere, anche attraverso una modifica del POR, una quota di compartecipazione regionale per la definizione di un nuovo Accordo di Programma Quadro con lo Stato e le Ferrovie che preveda il completo ammodernamento del sistema ferroviario sardo. (39)
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