Seduta n.10 del 01/10/1999 

X SEDUTA

VENERDI' 1 OTTOBRE 1999

Presidenza del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 11 e 07.

FLORIS EMILIO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 16 settembre 1999, che è approvato.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FLORIS EMILIO, Segretario:

"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento degli uffici dell'Alto Comando di La Maddalena a Cagliari". (17)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla messa in liquidazione della società "SARFOR". (18)

"Interrogazione PINNA - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - DORE - PUSCEDDU - PACIFICO - MARROCU, con richiesta di risposta scritta, sull'acquisizione al patrimonio della Regione del compendio produttivo e immobiliare delle saline della Sardegna in disponibilità all'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e sulla ripresa dei lavori di risanamento e recupero del Molentargius". (19)

"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sull'affidamento dei lavori di prefabbricazione e montaggio dell'impianto Enichem di Porto Torres". (20)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FLORIS EMILIO, Segretario

"Interpellanza GIAGU sulle gravissime ripercussioni che deriverebbero dalla minacciata dismissione, da parte dell'ENEL, della centrale termoelettrica di Fiume Santo". (2)

"Interpellanza DORE - DETTORI Ivana - DETTORI Bruno - PINNA - LAI sul nullaosta paesaggistico relativo al progetto immobiliare per i colli di S. Avendrace (Tuvixeddu)". (3)

"Interpellanza PACIFICO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CORONA - COSSA - DEMURU - LAI - LIORI - MANCA - ORRU' - PIANA - PINNA - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Emanuele sui gravi fatti avvenuti presso l'Azienda Ospedaliera Brotzu, riportati dagli organi di stampa". (4)

"Interpellanza FLORIS - CAPELLI - LADU sulla grave situazione in cui si trova la Società INTERMARE dopo la crisi della cartiera di Arbatax". (5)

Elezione del Presidente della Giunta

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione del Presidente della Giunta regionale. Ricordo che per la validità della votazione, a norma dell'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, n. 250, è necessario l'intervento di almeno due terzi dei consiglieri assegnati alla Regione e che, a mente dell'articolo 36 dello Statuto, l'elezione ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza assoluta.

Invito i consiglieri, ed in particolare i Segretari e i Questori nell'esercizio delle loro competenze, a collaborare affinché le votazioni si svolgano nel massimo ordine e venga garantita la segretezza del voto.

Dispongo che i fotografi abbandonino l'aula e chiedo ai Questori che prendano posizione al centro dell'emiciclo per assicurare che tutto avvenga nel modo dovuto.

Prima votazione a scrutinio segreto per schede

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per l'elezione del Presidente della Giunta.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 80

votanti 2

astenuti 78

maggioranza 41

schede bianche 2

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Manca - Sanna Giacomo.

Si sono astenuti: il Presidente Serrenti e i consiglieri: Amadu - Balia - Balletto - Biancareddu - Biggio - Calledda - Capelli - Cappai - Carloni - Cassano - Cogodi - Contu - Corda - Corona - Cossa - Cugini -Deiana - Demontis - Demuru - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Dore - Fadda - Falconi - Fantola - Federici - Floris Emilio - Floris Mario - Fois - Frau - Giagu - Granara - Grauso - La Spisa - Ladu - Lai - Licandro - Liori - Loddo - Lombardo - Marrocu - Masala - Masia - Mereu - Milia - Morittu - Murgia - Nuvoli - Onida - Onnis - Oppi - Orru' - Ortu - Pacifico - Piana - Pili - Pilo - Pinna - Pirastu - Pirisi - Pittalis - Pusceddu - Randazzo - Rassu - Sanna Nivoli - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Scarpa - Selis - Spissu - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Vassallo.)

Poiché nessun consigliere ha raggiunto la maggioranza prevista dall'articolo 36 dello Statuto, è necessario procedere alla seconda votazione.

Ricordo che anche in tale votazione è prescritta la maggioranza assoluta; nella terza votazione invece risulterà eletto chi riporterà il maggior numero di voti e in caso di parità sarà necessario ripetere la votazione.

Seconda votazione a scrutinio segreto per schede

PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto per l'elezione del Presidente della Giunta.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 80

votanti 2

astenuti 78

maggioranza 41

schede bianche 2

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Manca - Sanna Giacomo.

Si sono astenuti: il Presidente Serrenti e i consiglieri: Amadu - Balia - Balletto - Biancareddu - Biggio - Calledda - Capelli - Cappai - Carloni - Cassano - Cogodi - Contu - Corda - Corona - Cossa - Cugini -Deiana - Demontis - Demuru - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Dore - Fadda - Falconi - Fantola - Federici - Floris Emilio - Floris Mario - Fois - Frau - Giagu - Granara - Grauso - La Spisa - Ladu - Lai - Licandro - Liori - Loddo - Lombardo - Marrocu - Masala - Masia - Mereu - Milia - Morittu - Murgia - Nuvoli - Onida - Onnis - Oppi - Orru' - Ortu - Pacifico - Piana - Pili - Pilo - Pinna - Pirastu - Pirisi - Pittalis - Pusceddu - Randazzo - Rassu - Sanna Nivoli - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Scarpa - Selis - Spissu - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Vassallo.)

Poiché nessun consigliere ha raggiunto la maggioranza prevista dall'articolo 36 dello Statuto, è necessario procedere alla terza votazione nella quale risulterà eletto chi riporterà il maggior numero di voti.

Terza votazione a scrutinio segreto per schede

PRESIDENTE. Indico la terza votazione a scrutinio segreto per l'elezione del Presidente della Giunta.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede.)

SANNA EMANUELE (D.S.- F.D). L'onorevole Pilo ha mostrato la propria scheda all'onorevole Biancareddu. Lei ha il dovere...

PRESIDENTE. Certo che ho il dovere, ma lei sa che io ho fatto tutto per garantire la massima regolarità. Sono i Questori che devono provvedere all'ordine in aula. Il Presidente non può controllare ogni singolo voto.

SANNA EMANUELE (D.S.- F.D). Lo deve espellere dall'aula.

PRESIDENTE. Invito ancora una volta i Questori a vigilare sul regolare svolgimento della votazione.

(Durante lo spoglio delle schede, alla lettura della quarantesima scheda col nome PILI seguono vivissimi applausi dei consiglieri di centrodestra.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 80

votanti 79

astenuti 1

schede bianche 1

Hanno ottenuto voti: PILI, 40; SELIS, 38.

Proclamo eletto Presidente della Giunta il consigliere PILI.

(Applausi vivissimi dai consiglieri del centrodestra)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Balletto - Biancareddu - Biggio - Calledda - Capelli - Cappai - Carloni - Cassano - Cogodi - Contu - Corda - Corona - Cossa - Cugini - Deiana - Demontis -Demuru - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Dore - Fadda - Falconi - Fantola - Federici - Floris Emilio - Floris Mario - Fois - Frau - Giagu - Granara - Grauso - La Spisa - Ladu - Lai - Licandro - Liori - Loddo - Lombardo - Manca - Marrocu - Masala - Masia - Mereu - Milia - Morittu - Murgia - Nuvoli - Onida - Onnis - Oppi - Orru' - Ortu - Pacifico - Piana - Pili - Pilo - Pinna - Pirastu - Pirisi - Pittalis - Pusceddu - Randazzo - Rassu - Sanna Nivoli - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Giacomo - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Scarpa - Selis - Spissu - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Vassallo.

Si è astenuto: il Presidente Serrenti.)

PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta sospesa alle ore 12 e 14, viene ripresa alle ore 12 e 39.)

PRESIDENTE. Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 12 e 40.



Allegati seduta

Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta

Interrogazione Vassallo, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento degli uffici dell'Alto Comando di La Maddalena a Cagliari.

Il sottoscritto,

APPRESO CHE:

- il D.Lgs. n. 464/97 definisce la riorganizzazione del Ministero della difesa nelle sue strutture territoriali tenendo conto della funzionalità dello strumento militare e del reimpiego del personale civile attraverso procedure concordate con le organizzazioni sindacali;

- l'Amministrazione difesa ha sottoscritto un protocollo d'intesa con le organizzazioni sindacali che prevede la salvaguardia e il rispetto dei contenuti organizzativi del D.Lgs. n. 464/97;

RILEVATO CHE:

- in data 5 maggio 1998 il Gabinetto del Ministro ha richiamato gli stati maggiori al rispetto del citato D.Lgs. e del protocollo d'intesa siglato con la organizzazioni sindacali;

- attualmente è in corso, presso la base militare di La Maddalena, il trasferimento di uffici e mezzi presso la sede di Cagliari, nonostante il medesimo non sia previsto dal citato D.Lgs.;

considerato che tale trasferimento mette a rischio circa 65 posti di lavoro presso la base militare e compromette notevolmente il sistema occupazionale dell'intera isola di La Maddalena;

appreso altresì dagli organi di stampa che:

- in occasione dell'incontro con i Sottosegretari alla difesa e al tesoro, giunti nell'Isola per trattare del futuro degli enti della difesa, è stata sottoscritta una bozza di accordo che prevede la sospensione dei provvedimenti che sono stati adottati dalla difesa senza alcun confronto con tutti i soggetti interessati;

- nei prossimi giorni si terrà un incontro a Roma per definire più dettagliatamente consistenza, caratteristiche e forza lavoro negli enti della difesa,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se sia a conoscenza di quanto succitato;

2) se corrisponda al vero che il trasferimento degli uffici della base di La Maddalena nella città di Cagliari venga attuato nonostante non sia previsto dal D.Lgs. n. 464/97;

3) se intenda convocare con la massima urgenza tutti i soggetti interessati affinché in occasione dell'incontro previsto per i prossimi giorni a Roma, vengano esposte soluzioni alternative tali da garantire i livelli occupazionali messi in discussione. (17)

Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sulla messa in liquidazione della società "SARFOR".

Il sottoscritto, premesso che:

a) in data 26 luglio 1999, con deliberazione dell'Azienda Foreste Demaniali, è stata posta in liquidazione la società "SARFOR", che principalmente si interessava di forestazione produttiva;

b) al momento della liquidazione la "SARFOR" aveva un bilancio attivo, terreni per migliaia di ettari del valore di almeno 15 miliardi, e progetti già predisposti per 4/5 miliardi (fra cui quello per Surigheddu in agro di Alghero);

c) per avvalorare la necessità di messa in liquidazione sono state richieste due relazioni ad altrettanti dottori commercialisti (per una spesa complessiva di 50 milioni), uno dei quali è stato poi nominato commissario liquidatore;

d) il commissario liquidatore sta predisponendo - fra l'altro - la cessione di tutti i terreni alla Azienda Foreste Demaniali, che in più occasioni aveva inutilmente richiesto tramite l'Assessorato dell'ambiente, trovando sempre un secco e giusto diniego da parte della "SARFOR";

e) questi terreni serviranno all'Azienda Foreste Demaniali per far partire i progetti speciali per la occupazione con risorse pari ad oltre 30 miliardi, cosa che la stessa "SARFOR" era in grado di fare;

f) per questi progetti (parte dei quali la "SARFOR" aveva già predisposto e che ora resteranno inutilizzati), che dovranno essere pertanto ex-novo commissionati ad altri soggetti con ulteriori spese, si parla della possibilità di assunzione di circa 300 unità lavorative, che non verrebbero individuate sulla base di criteri oggettivi e trasparenti, ma sembrerebbero state già impegnate nel corso dell'ultima campagna elettorale da alcuni esponenti politici della vecchia maggioranza in cambio di preferenze,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se sia a conoscenza della messa in liquidazione della società "SARFOR", con risorse patrimoniali di migliaia di ettari di terreno per svariati miliardi;

2) se non sia sospetto il periodo di messa in liquidazione di tale società (un mese dopo la conclusione delle elezioni regionali e con la prospettiva di poter varare una Giunta con una maggioranza differente dalle precedenti);

3) se il provvedimento dell'Azienda Foreste Demaniali abbia già ricevuto l'approvazione della Giunta regionale;

4) se in ogni caso non ritenga opportuno sospendere tutta l'operazione in attesa del dovuto controllo sulla liceità dell'atto, che da molti viene visto come un colpo di coda della Giunta uscente, per poter fare in "zona cesarini" le assunzioni del caso e pagare il conto delle promesse fatte e dei voti recuperati. (18)

Interrogazione Pinna - Sanna Emanuele - Sanna Salvatore - Dore - Pusceddu - Pacifico - Marrocu, con richiesta di risposta scritta, sull'acquisizione al patrimonio della Regione del compendio produttivo e immobiliare delle saline della Sardegna in disponibilità all'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e sulla ripresa dei lavori di risanamento e recupero del Molentargius.

I sottoscritti,

PREMESSO CHE l'articolo 14 dello Statuto di autonomia prevede che la Regione, nell'ambito del suo territorio, succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo e che i beni e i diritti connessi a servizi di competenza statale ed a monopoli fiscali restano allo Stato finché duri tale condizione;

TENUTO CONTO CHE, a seguito dell'entrata in vigore della Legge 16 febbraio 1973, n. 10, è stato abolito, con effetto dal 1° gennaio 1994, il monopolio fiscale del sale e la sua produzione e vendita non rientrano più tra i monopoli fiscali o servizi di competenza statale, che determinano il permanere allo Stato dei beni e diritti ad essi connessi, come previsto dal richiamato articolo 14 dello Statuto Speciale per la Sardegna;

ACCERTATO che ai sensi degli articoli 3, lett. m), e 6, dello Statuto e dell'articolo 48 del D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348, la Regione Sardegna ha competenza legislativa primaria in materia di "esercizio dei diritti demaniali e patrimoniali della Regione" stessa relativi alle saline ed esercita tutte le attribuzioni degli organi centrali e periferici dello Stato relative a funzioni amministrative;

CONSTATATO che alle saline si applica la normativa prevista per le miniere poiché le relative lavorazioni riguardano sostanze che le classificano quali miniere ai sensi dell'articolo 2 del R.D. 29 luglio 1927, n. 1443, e che tale R.D. è vigente in Sardegna con le integrazioni ad esso apportate con legge regionale 7 maggio 1957, n. 15;

VERIFICATO CHE l'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e per essa l'E.T.I. (Ente Tabacchi Italiani), nonostante le diverse disposizioni di legge, ha ancora nella sua disponibilità le saline di Cagliari-Poetto, di Sant'Antioco e Carloforte con il connesso patrimonio immobiliare, senza disporre, peraltro, di nessun titolo concessorio rilasciato dalla Regione sarda alla quale non viene corrisposto nessun canone annuale con i relativi danni alle entrate nel bilancio regionale;

RILEVATO CHE l'acquisizione al patrimonio della Regione del compendio immobiliare connesso alla salina di Cagliari-Poetto, oltre a favorire la ripresa dei lavori di risanamento e recupero del Molentargius, assurdamente sospesi da quasi due anni, risulta indispensabile per la creazione del Parco regionale del Molentargius, istituito con legge regionale 26 febbraio 1999, n. 5, il cui Consorzio di gestione è attualmente in fase di costituzione da parte degli Enti locali competenti;

APPRESO CHE la Giunta regionale con proprio atto deliberativo del 16 marzo 1999 (n. 16/26), ha approvato le linee di indirizzo per l'attivazione del processo di acquisizione al patrimonio della Regione dei compendi produttivi e immobiliari (terreni e fabbricati) connessi direttamente e indirettamente alle saline di Cagliari-Poetto, Sant'Antioco e Carloforte ancora nella disponibilità dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) quali azioni intenda mettere in atto per la rapida acquisizione al patrimonio della Regione dei compendi produttivi e immobiliari (terreni e fabbricati) connessi alle Saline di Cagliari-Poetto, Sant'Antioco e Carloforte secondo le linee di indirizzo approvate dalla Giunta regionale con l'obiettivo prioritario di affermare il diritto sancito dallo Statuto di autonomia;

2) quali azioni intenda intraprendere per favorire l'immediata ripresa dei lavori di risanamento e recupero del Molentargius dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha sbloccato il contenzioso tra il Ministero dell'ambiente e il Consorzio Ramsar;

3) quali provvedimenti amministrativi ed eventualmente quali azioni legali intenda assumere per recuperare i canoni annuali non versati alle casse regionali dall'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato che ha di fatto gestito nella qualità di concessionario l'attività saliniera in Sardegna in violazione delle disposizioni contenute nell'articolo 48 del D.P.R. 19 giugno1979, causando i relativi danni alle entrate del bilancio regionale. (19)

Interrogazione Vassallo, con richiesta di risposta scritta, sull'affidamento dei lavori di prefabbricazione e montaggio dell'impianto Enichem di Porto Torres.

Il sottoscritto,

ACCERTATO che presso lo stabilimento petrolchimico Enichem di Porto Torres è in corso il rifacimento dell'impianto del fenolo;

CONSIDERATO che tale opera risulta essere di importante interesse per il consolidamento di un segmento produttivo dello stabilimento, con ricadute positive per tutto il sito petrolchimico;

ACCERTATO che il parere favorevole per la realizzazione dell'impianto in oggetto in una zona ad alto rischio è determinata da una valutazione costi - benefici, anche in rapporto alle ricadute occupazionali, sia nella fase di costruzione dove era previsto un notevole incremento dell'occupazione attraverso il coinvolgimento dell'imprenditoria locale, sia nel consolidamento e nell'espansione delle maestranze occorrenti per l'esercizio;

ACCERTATO, altresì, che la cessazione dei lavori per la costruzione della centrale di Fiume Santo ha privato numerose società, dotate di infrastrutture e capacità operative, di commesse di lavoro;

VERIFICATO che se venisse utilizzata la potenzialità di tali società si potrebbe garantire il lavoro per centinaia di addetti alla prefabbricazione di strutture in acciaio e tubazioni;

CONSIDERATO che nonostante il nostro territorio sia dotato di manodopera specializzata e sia attrezzato a svolgere tale ruolo, la società Gallo Corporation, a cui è stato affidato gran parte del lavoro di prefabbricazione e montaggio dell'impianto, intenderebbe trasferire la prefabbricazione di circa 500 tonnellate di tubazioni presso Brindisi, ritenendo che nel nord Sardegna non vi sono le potenzialità sufficienti per far fronte all'impegno da loro assunto;

RITENUTA tale situazione non condivisibile in quanto palesemente priva di alcun fondamento,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se sia a conoscenza di tale situazione e se intenda attuare un intervento immediato presso la direzione dell'Enichem al fine di bloccare con immediatezza il progetto che prevede il trasferimento della prefabbricazione da Porto Torres a Brindisi;

se intenda attivare un incontro urgente con tutti i soggetti interessati: Enichem, società Gallo Corporation e rappresentanze sindacali, al fine di raggiungere un accordo che garantisca lo svolgimento dei lavori nel nostro territorio considerando che il medesimo è gravemente. (20)

N. 2/A

Interpellanza Giagu sulle gravissime ripercussioni che deriverebbero dalla minacciata dismissione, da parte dell'ENEL, della centrale termoelettrica di Fiume Santo.

APPRESA la notizia che l'ENEL intende inserire la centrale di Fiume Santo tra gli impianti produttivi destinati alla privatizzazione e che tale processo si attuerà con la vendita a società o raggruppamenti societari anche stranieri;

CONSAPEVOLE che se ciò dovesse accadere si corre il rischio di non avere più come interlocutori, per vicende quali quella del carbone-orimulsion, i Ministeri competenti e la stessa ENEL, bensì qualche organizzazione privata insensibile alle legittime rivendicazioni dei Comuni;

PREOCCUPATO dal possibile ridimensionamento della forza del lavoro attualmente occupata dalla centrale,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere quale è l'atteggiamento della Regione sarda in ordine al problema e se non ritiene opportuna e necessaria una decisa azione nei confronti del Governo nazionale affinché si mantenga il sito di Porto Torres come strategico produttivo e nei confronti dell'ENEL affinché non inserisca la centrale di Fiume Santo tra quelle cedibili. (2)

Interpellanza Dore - Dettori Ivana - Dettori Bruno, Pinna - Lai sul nulla osta paesaggistico relativo al progetto immobiliare per i colli di S. Avendrace (Tuvixeddu).

I sottoscritti, premesso che:

a) sul colle di Tuvixeddu di Cagliari esiste una necropoli fenicio-punica di inestimabile valore archeologico, unanimemente ritenuta la più importante dell'intero bacino del Mediterraneo;

b) con nota prot. n. 3015 del 27 maggio 1999 del Direttore generale dell'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport è stato rilasciato il nulla osta paesaggistico - ex art. 12, Legge n. 1497/1939 - in favore del "Progetto di riqualificazione urbana e ambientale dei colli di S. Avendrace" di Cagliari presentato dalla Iniziative Coimpresa S.r.l.;

c) tale progetto riguarda la realizzazione nella zona in questione, e in particolare sul già citato colle di Tuvixeddu, di immobili per complessivi mc. 388.600 consistenti in residenze private, uffici, servizi, zona sportiva, viabilità, etc. (nonché i servizi di completamento relativi al piano di edilizia residenziale pubblica della adiacente zona di Tuvumannu) e inoltre un parco archeologico-ambientale-sportivo di circa 22 ettari;

d) il nulla osta paesaggistico di cui alla lettera a) che precede costituisce la premessa per la stipula di un accordo di programma ex art. 27, Legge n. 142 del 1990 e art. 11, L.R. n. 14 del 1996, comportante variante al P.R.G. della città di Cagliari;

e) tenuto conto delle cubature previste, e del conseguente impatto ambientale, il progetto di cui trattasi pregiudicherebbe in modo irreparabile un sito archeologico di inestimabile valore;

f) il provvedimento di cui sopra è stato recentemente impugnato davanti al TAR Sardegna con ricorso proposto dall'associazione "Friends of the earth international - Sezione italiana Amici della Terra - delegazione della Sardegna", sulla base dei seguenti motivi:

1) violazione art. 9 - L.R. n. 289 del 1998 e art. 34 - L.R. n. 45 del 1989

ciò in quanto non risulta sia stato preventivamente richiesto (e, comunque, emesso) il parere della Commissione provinciale per le bellezze naturali previsto dagli artt. 33 e 34 della stessa L.R. n. 45 del 1989 e dell'art. 9 della L.R. n. 28 del 1998. Parere necessario trattandosi di area tutelata dal vincolo paesaggistico di cui all'articolo 1, comma 1, lettera m), della L. n. 431/1985 in quanto area archeologica punico - romana di valenza internazionale tutelata con vincolo di conservazione integrale ex art. 2, comma 1, lett. e), L.R. n. 23 del 1993.

Inoltre il provvedimento impugnato autorizza anche sotto il profilo paesaggistico la variante al P.R.G. vigente necessaria a causa dell'eccesso delle volumetrie proposte derivante anche dall'area archeologica, variante già ritenuta illegittima dal CO.RE.CO. che, con provvedimento del 1° ottobre 1998, ha parzialmente annullato il nuovo P.U.C. di Cagliari approvato con delibere n. 99/98 e n. 136/98;

2) violazione art. 3 - L. n. 241 del 1990 e art. 5 - L.R. n. 40 del 1990

Il provvedimento in questione è carente di motivazione e, quindi, in contrasto con il disposto degli artt. 3, L. n. 241 del 1990 e 5 - L.R. n. 40 del 1990, in quanto nulla dice in relazione alla pretesa compatibilità ambientale del progetto Coimpresa né, in particolare, esprime alcuna valutazione in ordine alla compatibilità con il vincolo paesaggistico approvato il 16 ottobre 1997 dalla Commissione provinciale per le bellezze naturali e pubblicato all'albo pretorio nel periodo novembre 1997 - gennaio 1998;

3) violazione Direttiva CEE n. 97/11/CE (ALL. II, p. 10, lett. B)

Il progetto della Coimpresa non è stato preventivamente sottoposto alla procedura pubblica di valutazione di impatto ambientale ai sensi della Direttiva n. 97/11/CE recepita con L.R. n. 1 del 1999;

g) i motivi posti a base del ricorso amministrativo in questione sembrano fondati, per cui il medesimo presumibilmente verrà accolto dal TAR Sardegna;

h) ciò, oltre all'inevitabile discredito per la Regione, determinerà quasi certamente degli oneri economici a carico della medesima consistenti nella condanna al rimborso delle spese processuali a favore dell'associazione ricorrente;

i) comunque, in base ai principi della "legittimità", del "buon andamento" e della "imparzialità" dell'azione amministrativa (di cui all'art. 97 della Costituzione), la Regione ha l'obbligo di conformare il suo operato alla normativa vigente, eventualmente anche mediante l'annullamento, in sede di autotutela, dei provvedimenti illegittimi già assunti onde ripristinare la legalità violata e limitare le conseguenze pregiudizievoli derivanti dai medesimi;

l) ciò vale, a maggior ragione, quando sono in gioco interessi generali di rilevante valore come quelli riguardanti i beni culturali, il paesaggio e l'ambiente,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio affinché:

1) spieghino le ragioni in base alle quali il provvedimento di cui in premessa (nulla osta paesaggistico ex art. 12, L. 1497/1939 relativo al progetto della Iniziative Coimpresa S.r.l. di riqualificazione urbana e ambientale dei colli di S. Avendrace di Cagliari) è stato emesso;

2) dicano se, tenuto conto dell'evidente illegittimità del medesimo, intendano o meno annullarlo in sede di autotutela. (3)

Interpellanza Pacifico - Calledda - Cappai - Cassano - Corona - Cossa - Demuru - Lai - Liori - Manca - Orrù - Piana - Pinna - Pusceddu - Randazzo - Sanna Emanuele sui gravi fatti avvenuti presso l'Azienda Ospedaliera Brotzu, riportati dagli organi di stampa.

I sottoscritti,

APPRESO che negli ultimi giorni hanno avuto ampio risalto sulla stampa i provvedimenti adottati dal Dr. A. De Lorenzo, Direttore generale dell'Azienda Ospedaliera G. Brotzu, nei confronti d'alcuni stimati professionisti rimossi dalle loro funzioni e, in un caso, con provvedimento che appare affrettato ed ingiustificato nella misura, con licenziamento in tronco;

CONSTATATO che da anni sono segnalate situazioni di gravità, di divergenza nei metodi ed obiettivi tra la direzione generale e la dirigenza sanitaria, che spesso sono state denunciate dai dirigenti sanitari situazioni di rischio nell'erogazione di prestazioni d'elevata specificità professionale, che spesso dai banchi del Consiglio regionale sono state indirizzate interpellanze ed interrogazioni sui metodi, che appaiono ai più criticabili, seguiti dalla direzione aziendale nella gestione e nei rapporti con i dirigenti sanitari ed amministrativi,

CONSIDERATO che l'Azienda Brotzu è l'unica struttura interamente ad alta specializzazione della Regione sarda e che, sinora, ha garantito prestazioni d'assoluta eccellenza nei settori chirurgici di più elevata professionalità portando la nostra Isola, negli anni antecedenti all'arrivo del Dr. De Lorenzo, all'avanguardia in Italia nel campo dei trapianti d'organo;

PRESO ATTO del parere contrario, espresso all'unanimità, del Consiglio dei sanitari dell'Azienda sull'ipotesi di ristrutturazione dei dipartimenti (verbale del Consiglio dei sanitari del 12.07.99) imposto con atto d'imperio dalla direzione aziendale;

TENUTO CONTO che la concertazione con i sanitari appare un essenziale ed imprescindibile elemento di consultazione e di programmazione della politica sanitaria aziendale, alla luce delle professionalità maturate in lunghi anni d'esperienze in settori di tale delicata rilevanza;

CONSIDERATO che da tempo i dirigenti medici e le organizzazioni sindacali lamentano con preoccupazione l'atteggiamento verticistico e l'assenza di una costruttiva dialettica interna;

VERIFICATA la sistematica disattenzione di pareri e volontà espressi dagli organismi tecnico-sanitari dell'Azienda oltre che su provvedimenti di grande rilievo come il bilancio ed i dipartimenti anche sulla dotazione organica ed il più congruo utilizzo logistico dell'ospedale;

APPRESO dell'uso, a volte intimidatorio, di provvedimenti disciplinari per stroncare qualunque opinione divergente manifestata dai dipendenti anche con rilevanti ruoli sindacali;

EVIDENZIATA la sistematica sottovalutazione delle attività da cui deriva la qualifica d'ospedale ad alta specializzazione ad iniziare dai trapianti d'organo mentre si assiste, al contrario, all'assunzione e convenzionamento con rapporti di consulenza di un enorme numero d'ingegneri;

EVIDENZIATO, alla luce di quanto su esposto, che i provvedimenti adottati appaiono come atti di forza arbritari e prevaricatori, assunti in maniera unilaterale, disattendendo i più elementari doveri d'equità normati dalle leggi vigenti e senza la opportuna concertazione con gli organismi tecnico-sanitari;

ACQUISITA con preoccupazione la notizia d'iniziative con carattere epurativo, adottate dai vertici aziendali nei confronti di alcuni tra i più stimati dirigenti sanitari,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della sanità per sapere quali iniziative intendano intraprendere per il risanamento dell'attuale, inaccettabile, situazione di degrado creatasi all'interno dell'Azienda Brotzu, al fine di consentire il superamento dello stato di conflittualità interno alla struttura a tutela della dignità degli operatori sanitari e del rapporto fiduciario tra aziende sanitarie e cittadini-utenti. (4)

Interpellanza Floris - Capelli - Ladu sulla grave situazione in cui si trova la Società INTERMARE dopo la crisi della cartiera di Arbatax.

I sottoscritti,

PREMESSO che dopo la crisi della cartiera di Arbatax, che ha prodotto danni irreversibili all'Ogliastra e l'allontanamento di molti dirigenti sardi, sembra delinearsi lo smantellamento della società INTERMARE Sarda e che tutto ciò appare come un insulto verso i Sardi e come una mortificazione vergognosa alla dignità della Regione;

RILEVATO che presso l'INTERMARE, società del gruppo ENI con sede in Tortolì, si è provveduto ad una sostituzione "autoritaria" del management prevalentemente sardo, con il trasferimento e/o cambio obbligato di mansione di buona parte dello staff e con conseguente sostituzione con personale proveniente dalla società in fallimento Belleli di Taranto;

CONSTATATO che nel corso degli anni 1998 e 1999, periodo coincidente con il cambiamento del suddetto management, l'attività relativa ai lavori di costruzione è stata assegnata a ditte provenienti dalle regioni Puglia e Sicilia, con una evidente penalizzazione economica per quelle residenti e operanti in Sardegna che vivono una drammatica congiuntura economia e lavorativa;

PRESA visione degli articoli apparsi sulla stampa locale e, in particolare, delle osservazioni del sindacato che evidenziano la tensione all'interno della gestione dell'INTERMARE e i gravi e seri problemi che condizionano lo sviluppo dell'intera zona,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria affinché intervengano per informarsi, anche in considerazione delle agevolazioni finanziarie regionali:

1) sulle operazioni finora realizzate e su quali benefici abbiano apportato alla società citata in premessa;

2) sulle ragioni che hanno indotto ad immettere in Sardegna lavoratori esterni, esistendo la disponibilità di 350.000 disoccupati e di dirigenti di livello superiore;

3) sui motivi della ristrutturazione della società evidenziata al sindacato, che ancora una volta penalizza i dipendenti sardi (staff manageriale, impiegati con mansioni esecutive e operai di cantiere) a vantaggio esclusivo di quelli provenienti da altre regioni. (5)