Seduta n.221 del 02/10/1997 

CCXXI SEDUTA

(Antimeridiana)

Giovedì 2 Ottobre 1997

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

La seduta è aperta alle ore 9 e 39.

CONCAS, Segretaria dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 12 settembre 1997, che è approvato.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 279. Informalmente mi comunicano che forse c'è la volontà di uno spostamento dell'argomento.

Ha domandato di parlare il consigliere Ferrari. Ne ha facoltà.

FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Si tratta di questo, perché una serie di emendamenti di notevole contenuto sono stati presentati alla fine della seduta di ieri, quindi i commissari non li conoscono nemmeno, ancora. Io ritengo che la Commissione doverosamente li debba esaminare. Io li ho visti sommariamente tra stanotte e questa mattina e sono degli emendamenti molto corposi e importanti per cui richiedono una discussione in Commissione indubbiamente. Per cui chiedo che ci sia concesso il tempo necessario, non so quanto, perché questi emendamenti vengano esaminati in Commissione.

PRESIDENTE. Piuttosto che un rinvio in Commissione si tratta però, se ho capito bene, di lasciare il tempo ai commissari di esaminarlo, quindi di sospendere l'argomento per dare la possibilità ai commissari di esaminarlo. Quindi se siamo d'accordo io sospenderei l'argomento e passerei al punto successivo che è il documento numero 19.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). E' consuetudine, quando si verifica la presentazione di emendamenti corposi, comunque sostanziali, che la Commissione legittimamente li possa esaminare prendendosi anche il tempo necessario; su questo nulla osta. Io però sarei del parere che questa prassi venga anche rispettata, cioè io mi auguro, comunque, che nella tornata odierna il provvedimento possa tornare in Aula, diversamente io ritengo che il Presidente della Commissione debba anche rintervenire per dire anche le ragioni per cui il tempo lui ritiene che debba essere allungato, solo questo. Comunque io mi auguro che il provvedimento, nella giornata odierna, possa essere discusso.

PRESIDENTE. Con questa specificazione fatta dal consigliere Dettori, che rinvia ai componenti e in particolare al Presidente della Commissione la valutazione del tempo necessario per valutare gli emendamenti, io attendo che la Commissione e i colleghi mi facciano sapere qualcosa.

Discussione del documento: "Giunta regionale - Piano triennale di interventi per lo sport 1995-1997 (Legge regionale 9.6.1989, n. 36, art. 2) - Deliberazione n. 60/36 del 12.12.1995" (Doc. n. 19)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 19; relatore il consigliere Zucca.

Dichiaro aperto la discussione generale, ha facoltà di parlare il consigliere Zucca, relatore.

ZUCCA (Progr. Fed.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

FADDA PAOLO, Assessore dei lavori pubblici. Si rimette al parere del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame del documento. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Propongo che si proceda a una votazione per parti, dando lettura del primo capoverso di ogni parte. Si dia lettura della parte generale, introduzione.

CONCAS, Segretaria:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa parte, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della parte seconda.

CONCAS, Segretaria:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa parte, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della parte terza.

CONCAS, Segretaria:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa parte, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della parte quarta.

CONCAS, Segretaria:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa parte, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura delle Conclusioni.

CONCAS, Segretaria:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Io, signor Presidente, vorrei solo qualche chiarimento, perché qui leggo che si tratta del piano triennale '95-'97, vedo poi tutta una serie di cifre, fabbisogno finanziario - mi pare che siamo a questo punto, vero? - per il triennio 1995-1997, ma vorrei sapere: queste somme indicate sono state già impegnate, sono state pagate, deve ancora incominciare finanziariamente il triennio 1995-1997? Io qualche chiarimento in proposito lo vorrei, diversamente finisce che noi qui approviamo gli atti a cose fatte, e non mi pare che sia questa la funzione del Consiglio regionale. Il Consiglio regionale deve vedere prima di tutto gli stanziamenti, approvare gli stanziamenti e le somme possono essere impegnate solo dopo che il Consiglio ha dato il suo benestare. Ecco, qualche chiarimento in proposito da parte della Giunta io lo desidererei. Grazie.

PRESIDENTE. Chiedo agli Assessori presenti o al relatore se hanno...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.

ZUCCA (Progr. Fed.), relatore. E' un piano presentato dalla Giunta, è la Giunta che deve dare chiarimenti.

PRESIDENTE. Il relatore dice che è un piano presentato dalla Giunta e spetta alla Giunta dare i chiarimenti. Chiedo agli Assessori presenti se hanno notizie della...

MANCHINU (Progr. S.F.D.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parte di questi programmi sono stati già finanziati e portati avanti, cioè la parte relativa agli anni 1996 (?). Quindi una parte è stata già attivata nei programmi che la Giunta ha approvato, quindi questa è una programmazione triennale di cui una parte è già attivata. Questo è quello che posso dire come presente in Giunta, però il programma specifico è chiaro che lo illustrerà meglio l'Assessore competente, che non sappiamo perché non è presente.

PRESIDENTE. E' chiaro quello che diceva l'onorevole Casu, è necessario sapere se stiamo approvando delle cose già mandate in attuazione o delle cose che vanno in attuazione. Manca l'Assessore competente, io chiedo agli uffici di sollecitarne la presenza e mi pare giusto, come diceva l'onorevole Casu, che senza questa precisazione non si possa procedere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Per evitare che sia perfettamente inutile che noi approviamo un documento a cose fatte. Non serve a niente, abbiate pazienza.

PRESIDENTE. Sono d'accordo.

CASU (F.I.). O noi attribuiamo una qualche importanza sotto il profilo della forma e della sostanza, diversamente, se si tratta semplicemente di dare formalmente benestare a posteriori, allora si dica e basta, insomma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). vorrei ricordare al Consiglio che l'argomento era già venuto in Aula una volta precedente. Io avevo fatto la proposta di mandarlo in terza Commissione per il parere. La terza Commissione ha esaminato il documento e ha rilevato che il documento non ha nessuna valenza contabile, per cui, in effetti, quelle cifre non hanno nessun riflesso sulle finanze regionali, che invece sono determinate dai bilanci annuali che abbiamo approvato. Questa è stata la conclusione della terza Commissione, per cui mi sembra inutile discutere delle cifre. Per me è inutile anche il documento, perché effettivamente si tratta di un piano senza nessun addentellato poi con la realtà effettiva. Fra l'altro lo stiamo approvando nel 1997, quando abbiamo già deliberato i finanziamenti per tutti e tre gli anni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Se l'onorevole Bonesu ha ragione allora è perfettamente inutile che questo piano passi in Aula. Non deve passare, se mi viene a dire che non ha alcuna rilevanza contabile. Può non avere assolutamente alcuna rilevanza contabile, però il Consiglio è riunito per esaminare un documento che prevede delle spese in un triennio a triennio già decorso. Questa è la realtà. E' inutile che ci vogliamo sempre salvare arrampicandoci sugli specchi.

PRESIDENTE. Su questo problema credo sia utile acquisire il parere della Giunta regionale. Io ritengo di dovermi astenere dalla interpretazione del documento, sospendo l'argomento in attesa che venga l'Assessore.

Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.

ZUCCA (Progr. Fed.) relatore. Sulla utilità o meno di questo documento il parere è in relazione diretta al momento in cui viene portato in aula. Perché se fosse arrivato in aula tempestivamente dopo che tempestivamente la Commissione l'aveva approvato, avrebbe avuto perfettamente senso approvare questo documento. La Commissione l'approvò, se non vado errato, nel 1996, cioè più di un anno fa, questo punto invece ho anch'io i miei dubbi sull'efficacia pratica che ha questa approvazione. Però, se fosse stato portato tempestivamente, prima che gli impegni del piano per sport fossero già presi, avrebbe avuto più senso. Comunque è giusto che sia l'Assessore competente a dare i chiarimenti precisi.

PRESIDENTE. L'argomento è sospeso.

Discussione del documento: "Giunta regionale - Legge 24 giugno 1974, n. 268, Programma di intervento per gli anni 1988-1990 - Prelevamento dal fondo di riserva per le spese impreviste" (Doc. n. 27)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 27. Dichiaro aperta la discussione. Non essendo presenti né il relatore, né l'Assessore, sospendo la seduta per quindici minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 57, viene ripresa alle ore 10 e 21.)

Continuazione, fine della discussione del documento: "Giunta regionale - Piano triennale di interventi per lo sport 1995-1997 (Legge regionale 9.6.1989, n. 36, art. 2) - Deliberazione n. 60/36 del 12.12.1995" (Doc. n. 19)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che avevamo sospeso il provvedimento numero 19, sul quale l'onorevole Casu aveva sollevato un problema che è stato illustrato all'Assessore, e chiederei all'assessore Serrenti di definire la situazione di questo programma, sia nelle parti politiche sia nelle parti contabili, che erano i problemi che poneva l'onorevole Casu.

SERRENTI (P.S.d'Az.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta, come avete potuto vedere, di un programma che la Giunta regionale ha presentato oltre due anni fa, nel 1995, che è stato poi esitato dalla Commissione per la cultura e lo sport un anno dopo, nel febbraio 1996, e per il parere finanziario in terza Commissione a febbraio del 1997. Voglio dire questo, che si tratta di un programma per lo più attuato, dovrebbe essere abbondantemente superata, direi forse addirittura superflua la votazione oggi in quest'aula, tuttavia io ritengo giusto esprimere un voto, perché si tratta comunque di definire un iter di un programma che ha visto lavorare i consiglieri regionali, che ha visto aprirsi un dibattito, un confronto, anche se si è concluso poi, come dice la relazione preliminare, con un parere assolutamente e totalmente positivo, e quindi senza nessun dissenso.

Voglio ricordare che questo programma prevedeva una serie di passaggi importanti che sono stati realizzati, per esempio, sulla base della legge 36, la riunione e l'organizzazione della Conferenza regionale per lo sport, che si è tenuta ormai un anno e mezzo fa. Altro impegno sul piano politico era quello di realizzare un disegno di legge per lo sport. Anche questo, lo voglio ricordare, è stato realizzato, approvato in Giunta, ed è stato trasmesso in Consiglio, credo sia in carico all'ottava Commissione. Ne approfitto per sollecitare il presidente dell'ottava Commissione, la Commissione stessa, che ha un carico di lavoro piuttosto pesante, lo so, però ricordare che questo provvedimento è importante perché innova tutto il comparto ed è molto atteso dagli sportivi, e non solo dagli sportivi, perché si tratta di portare una ventata di modernità nel settore anche per ciò che riguarda le amministrazioni locali, alle quali è demandata una parte dell'amministrazione delle risorse, ma è proprio delle attività sportive vere e proprie. Dal punto di vista finanziario voglio ricordare che, trattandosi di un triennio, questo '97 è il terzo triennio, ormai siamo a conclusione. I danari anche per il '97 sono spesi, questa è la situazione. Tuttavia io preferirei, ripeto, non ritirarlo e chiederei al Consiglio di definirlo con un voto, proprio perché deve essere riconosciuto anche il lavoro fatto dalla stessa Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Questo è il chiarimento che l'Assessore propone all'Assemblea.

Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Prendo atto del chiarimento fornito dall'Assessore, ma mi pare che il problema di fondo rimanga intatto. Cioè quando c'è da approvare un programma o prendere visione di un programma io ritengo che questo debba essere fatto prima che incominci la realizzazione del programma stesso. I controlli che il Consiglio deve fare sono di due tipi: un controllo preventivo e un controllo consuntivo. Chiaramente questo dovrà essere un controllo preventivo, non possiamo più parlare di controllo preventivo perché ormai, come dice l'Assessore, anche le spese per il '97 sono state effettuate. Quindi credo in effetti che il nostro voto serva a ben poco. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione il programma nelle parti conclusive che comprendevano le Conclusioni e il Fabbisogno finanziario. Chi le approva alzi la mano.

(Sono approvate)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale col sistema elettronico del documento numero 19 nella sua interezza.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BIGGIO - BONESU - CADONI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - NIZZI - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - ZUCCA.

Hanno votato no i consiglieri: CASU e MARRAS.

Si sono astenuti: Il Presidente SELIS e i consiglieri: BALLETTO - OPPIA - SANNA NIVOLI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 43

astenuti 4

maggioranza 22

favorevoli 41

contrari 2

(Il Consiglio approva).

Continuazione, fine della discussione e approvazione del documento: "Giunta regionale - Legge 24 giugno 1974, n. 268, Programma di intervento per gli anni 1988-1990 - Prelevamento dal fondo di riserva per le spese impreviste" (Doc. n. 27)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 27; relatore il consigliere Secci.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, brevissimamente, per dire che questo provvedimento si rende necessario per consentire il pagamento a saldo degli onorari dovuti all'ingegnere Gianluigi Porrà per la direzione dei lavori relativi ad un'opera in convenzione relativa all'attuazione della legge numero 268. Quindi la proposta riguarda l'autorizzazione al trasferimento della somma di 1.799.329 lire dal titolo di spesa 11402/1, fondo di riserva del programma d'intervento degli anni '88-'89-'90 al titolo di spesa 8304/I del programma d'intervento degli anni '82-'84 della legge 24 giugno 1974 numero 268. Mi sembra estremamente chiaro e significativo l'intervento per cui ritengo che sia sufficientemente illustrato. Grazie.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, questo provvedimento mi dà l'occasione di illustrare quanto la nostra legge di contabilità regionale sia farraginosa e di quanto lo siano un po' molte delle procedure di spesa della nostra legislazione. Si tratta qui di un provvedimento, come ha illustrato il relatore, di solo 1.799.000 lire che sono necessarie per il pagamento di una parcella in conseguenza di una variante regolarmente approvata del progetto. Allora per questo è certamente necessario un decreto dell'Assessore della programmazione e del bilancio, ma credo che per una somma di questo tipo non sia il caso di seguire una procedura che comporta anche il coinvolgimento del Consiglio che invece ha normalmente obiettivi e compiti istituzionali di gran lunga superiori. Sul merito del provvedimento ha già detto il relatore. Credo che non ci sia altro da aggiungere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Io vorrei comprendere dall'Assessore perché il Consiglio debba esprimere un voto su questo provvedimento. Mi pare veramente che la questione diventi oltremodo paradossale, perché il Consiglio regionale debba esprimersi sulla parcella di un professionista, tralascio anche l'importo; ma noi vorremmo capire il perché, altrimenti non capiamo neanche la ratio perché un provvedimento di questa natura sia pervenuto a questo Consiglio.

PRESIDENTE. L'Assessore l'ha accennato prima. Comunque chiedo all'Assessore se vuole aggiungere qualche altra cosa visto che c'è l'esigenza di un chiarimento. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente., l'articolo 27 della legge regionale 5 maggio 1983, numero 11, che è la legge di contabilità, prevede che il decreto dell'Assessore al bilancio relativo a trasferimenti dal fondo di riserva ad un capitolo di bilancio o, per analogia, a una misura del piano di rinascita debba passare al Consiglio regionale. Quindi non è la parcella che passa all'attenzione del Consiglio regionale, è il mero provvedimento di trasferimento dal fondo di riserva di una misura del piano di rinascita o ad un capitolo del bilancio. Questo è. Se poi la causa di questo trasferimento sia il pagamento conseguente ad una variante di un progetto, e quindi alla conseguente variazione della parcella, è un altro discorso. Il Consiglio quindi non è chiamato tanto a dare un parere o ad approvare il pagamento della parcella, no, è chiamato a esprimere il suo parere e a dare la sua approvazione sul decreto di trasferimento dal fondo di riserva di una misura del piano di rinascita.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Si procede alla votazione con procedimento elettronico del documento numero 27.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BONESU - BUSONERA - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - LA ROSA - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARTEDDU - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - ZUCCA.

Si sono astenuti: il Presidente SELIS e i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CADONI - CASU - FRAU - LOCCI - MARRAS - MASALA - NIZZI - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA NIVOLI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 34

astenuti 17

maggioranza 18

favorevoli 34

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della proposta di regolamento della Giunta regionale: "Regolamento di esecuzione dell'articolo 11 della legge regionale 11 aprile 1996, n. 19, recante: 'Norme in materia di cooperazione con i paesi in via di sviluppo e di collaborazione internazionale'" (Reg. n. 14)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del regolamento numero 14. Relatore il consigliere Marteddu.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu, relatore.

MARTEDDU (Popolari), relatore. Signor Presidente, colleghi, solo per dire che questo regolamento se viene, come io credo, approvato dal Consiglio, consentirà la piena attuazione dell'articolo 11 della legge numero 19 del '66 che inserisce la Regione Sardegna tra quelle regioni che si pongono l'obiettivo di cooperare con diverse parti del mondo, ancora in via di sviluppo. E questo lo fa attraverso il sostegno concreto e operativo alle organizzazioni non governative. Di fatto, questo articolo 11 della legge numero 19 del 1966 era assolutamente inoperante e inoperoso perché necessitava di un regolamento di attuazione. Con questo atto il Consiglio regionale pone la Giunta e la Regione nelle condizioni di poter contribuire alla cooperazione internazionale sostenendo quelle organizzazioni che in questo campo già si muovono da tempo. Per cui ritengo che sia utile e molto importante l'approvazione stessa di questo regolamento.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. La Giunta si rimette alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CONCAS, Segretaria:

Art. 1

Finalità

1. Il presente regolamento disciplina, ai sensi di quanto disposto dall'articolo 11 della legge regionale 11 aprile 1996, n. 19 le modalità ed i termini di erogazione dei contributi annui alle organizzazioni di cui al comma 2 del citato articolo 11.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CONCAS, Segretaria:

Art. 2

Soggetti proponenti

1. Sono ammesse ai contributi di cui all'articolo 11 della legge regionale n. 19 del 1996 le domande da parte delle Organizzazioni non governative (O.N.G.) operanti in Sardegna e delle associazioni di volontariato, o consorzi tra di esse, che abbiano previsto espressamente nello statuto la possibilità di svolgere attività in campo di cooperazione internazionale nei Paesi in via di sviluppo (P.V.S.), che siano regolarmente iscritte all'Albo regionale del volontariato e che abbiano sede in Sardegna.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CONCAS, Segretaria:

Art. 3

Requisiti di ammissibilità

1. Sono ammissibili i progetti relativi a:

a) interventi nei P.V.S., che devono essere redatti nel rispetto delle norme internazionali, comunitarie, nazionali e regionali;

b) interventi in ambito regionale di formazione ed educazione allo sviluppo.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

CONCAS, Segretaria:

Art. 4

Criteri di valutazione

1. La priorità di finanziamento è accordata ai progetti che presentino le seguenti caratteristiche:

a) la proposta è parte di un progetto pluriennale e/o rappresenta la prosecuzione di un progetto già avviato;

b) la proposta ha già ottenuto il cofinanziamento del Ministero Affari Esteri Italiano o della Unione Europea, oppure il contributo regionale è essenziale per l'ottenimento del cofinanziamento stesso;

c) il progetto prevede il coinvolgimento di una realtà istituzionale locale del Paese in via di sviluppo con il quale si opera, che ha già espresso formalmente il suo interesse a partecipare al progetto;

d) il progetto prevede il collegamento con Comuni e Province impegnati con finanziamenti dell'8 per mille dei loro bilanci, disponibili a porsi in rete regionale.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

CONCAS, Segretaria:

Art. 5

Modalità e termini di presentazione

delle domande

1. Le domande, che dovranno recare la firma del legale rappresentante dell'organismo, devono pervenire all'Ufficio competente per la cooperazione internazionale della Presidenza della Giunta regionale - Corso Vittorio Emanuele n. 437 - Cagliari entro e non oltre il 31 gennaio di ogni anno, esclusivamente a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento. In sede di prima applicazione le domande devono pervenire entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente regolamento.

2. Le proposte di fattibilità devono essere presentate secondo le seguenti modalità:

a) in lingua italiana;

b) in triplice copia;

c) con l'analisi dei costi e l'ammontare totale, la richiesta di cofinanziamento regionale, esplicando le modalità di copertura dell'eventuale disavanzo;

d) con un ammontare massimo di spese generali non superiore al 20% del costo totale del progetto;

e) con un ammontare massimo per spese di progettazione non superiore al 10% del costo totale del progetto.

3. Le spese non documentabili, corrispondenti a prestazioni d'opera da parte di soggetti interni ed esterni all'associazione richiedente, sono computate, con apposita dichiarazione, nella quota parte di finanziamento dovuta dall'associazione e fino ad un massimo del 5%.

4. Alla domanda per gli interventi nei P.V.S., deve essere allegata idonea documentazione relativa ai rapporti instaurati con i soggetti pubblici e/o privati del Paese estero interessato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

CONCAS, Segretaria:

Art. 6

Approvazione ed erogazione del contributo

1. I progetti sono sottoposti al parere del Comitato Tecnico Scientifico di cui all'art. 13 della stessa Legge regionale n. 19 del 1996 e approvati dalla Giunta regionale.

2. L'erogazione del contributo regionale, nella misura massima del 70% del costo complessivo, avviene nel modo seguente:

a) 10% contestualmente alla comunicazione dell'approvazione e accettazione del progetto;

b) 60% entro 60 giorni dalla certificazione di avvio del progetto;

c) 30% a rendicontazione e conclusione del progetto.

3. Le somme deliberate fino alla certificazione di avvio del progetto devono essere coperte da idonea polizza fidejussoria, bancaria o assicurativa, contro i rischi di una mancata possibilità di realizzazione dello stesso. La Giunta regionale, nel caso in cui i progetti non siano avviati o siano interrotti per documentate cause di forza maggiore, adotterà i provvedimenti necessari a non erogare le quote restanti ed a recuperare o meno l'anticipo se già liquidato, valutando caso per caso. Eventuali modifiche ai progetti presentati devono essere previamente autorizzate con le stesse procedure previste per la loro approvazione.

4. A conclusione dell'attività il soggetto proponente presenta una relazione esauriente sui risultati raggiunti con il progetto finanziato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

CONCAS, Segretaria:

Art. 7

Coordinamento, fattibilità, verifiche e controlli

1. La Regione Autonoma della Sardegna si riserva la possibilità di verificare le sinergie fra i soggetti interessati ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati anche avvalendosi della collaborazione della Direzione generale della cooperazione allo sviluppo del Ministero Affari Esteri, delle Ambasciate in loco e degli Uffici della Commissione Europea.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Fois per illustrare l'emendamento.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Molto semplicemente, si tratta di una soppressione del riferimento alla direzione generale allo sviluppo del ministero degli affari esteri, perché nella direzione attuale c'è in via di definizione un progetto di legge che modifica le competenze all'interno del ministero degli esteri e allora era opportuno sopprimere un riferimento esplicito a una direzione generale che non sappiamo se sarà competente in materia.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu.

MARTEDDU (Popolari), relatore. Il relatore lo accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta regionale.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Regolamento numero 14.

Rispondono sì i consiglieri: BALLERO - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - DETTORI Bruno - DIANA - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GIAGU - LOCCI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRAS - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - NIZZI - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - ZUCCA.

Si sono astenuti: il Presidente SELIS - BIANCAREDDU - FANTOLA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 41

votanti 38

astenuti 3

maggioranza 20

favorevoli 38

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 28, relatore il consigliere Secci.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha domandato di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, prima di procedere all'illustrazione del provvedimento intenderei fare una proposta che è questa: la Commissione, successivamente all'approvazione del documento numero 28, ha approvato anche un successivo elenco presentato e predisposto dall'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica, che è costituito dal documento numero 36, dove si procede all'individuazione dei beni da alienare nel '97 e nel quinquennio '97-2002. Chiederei, se ci fosse la possibilità, che i due provvedimenti vengano esaminati non congiuntamente ma in successione durante i lavori di questa seduta.

PRESIDENTE. Noi abbiamo adesso in discussione il documento numero 28. Il relatore propone che a seguire venga discusso e votato il documento numero 36. Siccome questo argomento non è iscritto adesso all'ordine del giorno vorrei capire se su questa proposta dell'onorevole Secci c'è il consenso della Giunta e dell'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, nessun problema perché venga discusso anche questo ulteriore documento.

PRESIDENTE. Mi pare che non ci siano contrarietà. Poiché non ci sono opposizioni, inseriamo dopo il documento numero 28, il documento numero 36.

Discussione e approvazione del documento: "Giunta regionale - Legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35 - Direttive di attuazione - Costituzione gruppo di lavoro" (Doc. n. 28/Parte)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, illustrando il documento numero 28, se non per le parti distinte, per le parti comuni, intendo illustrare anche il documento numero 36. La ragione di questi due provvedimenti sta nell'attuazione di una volontà, che il Consiglio ha espresso con l'approvazione della legge numero 35 del '95, in cui si esprimeva la volontà di procedere all'alienazione, attraverso forme diverse, del patrimonio regionale non utilizzato. La proposta di legge, il disegno di legge dell'Assessore, la legge poi successivamente, prese atto che c'è tutta una serie di beni che non sono di nessuna utilità per il patrimonio regionale e che invece sono in qualche maniera utilizzabili proficuamente o comunque possono contribuire al ricavo di ingenti somme che potrebbero essere destinate, c'era stata una volontà in questo senso espressa, anche per acquisire al patrimonio regionale invece dei beni immobili che siano necessari per le funzioni di istituto. Per quanto riguarda il documento numero 28, la Commissione ha esaminato, soltanto per la parte di competenza, il documento stesso, perché il documento è composto da più parti, e l'articolo della legge che fa riferimento alla necessità del passaggio in Aula, invece, parla soltanto dell'approvazione da parte del Consiglio regionale dell'elenco dei beni che devono essere dismessi. Quindi la differenza fra il documento della Giunta, il 28, e il documento 28/A approvato dalla Commissione, c'è appunto lo stralcio di quanto riguarda le direttive d'attuazione e la formazione di una Commissione preparatoria che è di stretta competenza della Giunta. Il documento numero 36, invece, in pratica integra quel primo documento che era parziale anche per il tempo che era stato utilizzato per predisporlo, e propone, così come la legge prevede, un elenco per l'alienazione dei beni per il quinquennio. Ci sembra di poter affermare, in Commissione questo è emerso, che seppure probabilmente non siamo di fronte a un elenco esaustivo dei beni che possono essere alienati bisogna dare atto alla Giunta e all'Assessore in particolare che si sia fatto un lavoro molto utile e molto valido per individuare l'elenco di questi beni. E ci sembra di poter dire che finalmente si passa alla parte operativi, e quindi alla realizzazione di questo programma che riguarda l'attesa di molti cittadini, di molti interessati, ma riguarda certamente anche l'attesa dell'amministrazione regionale, che dal ricavato potrebbe appunto attuare le politiche che si è prefissa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Soltanto per un chiarimento. Corrispondente a Bosa vedo che nelle note c'è scritto: "vendita 1992, rogito Tocco, non registrato dalla Corte dei Conti...", cioè è un bene già venduto questo?

MANCHINU (Progr. S.F.D.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Non registrato, quindi si deve rinnovare tutta l'operazione.

MASALA (A.N.). Grazie.

PRESIDENTE. Se la Giunta non intende intervenire siamo in sede di votazione. Ricordo ai colleghi che il documento che hanno per le mani è composto di due testi, uno della Giunta, uno della Commissione. Il testo della Commissione è quello che votiamo perché approva la parte della Giunta solamente per parte.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale, con procedimento elettronico, del documento numero 28/Parte.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLERO - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEGORTES - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GIAGU - LA ROSA - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - ZUCCA.

Si sono astenuti: il Presidente SELIS e i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - LOMBARDO - MARRACINI - MARRAS - NIZZI - OPPIA - PIRASTU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 36

astenuti 10

maggioranza 19

favorevoli 36

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del documento: "Giunta regionale - Legge regionale n. 35 del 5 dicembre 1995 - II Elenco beni immobili regionali alienabili - Programma di dismissione quinquennale" (Doc. n. 36)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione generale del documento numero 36, di cui avevamo concordato l'inserimento. Dichiaro aperta la discussione. Il relatore Secci si è già espresso. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Chiedo alla Giunta se intende intervenire. Se nessuno intende intervenire procediamo alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale, con procedimento elettronico, del documento numero 36.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 35

astenuti 11

maggioranza 18

favorevoli 34

nulli 1

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della "Risoluzione sulle modifiche urgenti alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, relativa alle elezioni europee", approvata dalla seconda Commissione permanente nella seduta antimeridiana del 31 luglio 1977 (Doc. n. 35)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 35. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Fois, relatore.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.), relatore. Molto brevemente, Presidente, colleghi, per dire come nella elaborazione e nel voto di questa risoluzione che viene sottoposta all'attenzione dell'Aula, perché ci sembra che sia un punto di particolare importanza, nasce da due considerazioni. Primo, il fatto che ci sono in Parlamento molte proposte di modifica, appoggiate da varie forze politiche, rispetto alla legge del 1979, numero 18, riguardante l'elezione di rappresentanti dell'Italia al Parlamento europeo; secondo, la constatazione che questa legge del 1979 era intervenuta in una fase della costruzione europea in cui di politica regionale e di regioni si parlava soltanto facendo riferimento ad aree più o meno depresse che dovevano o che potevano essere destinatarie di finanziamenti comunitari o comunque delle decisioni comunitarie, primo punto di particolare importanza, e, secondo, nel 1979 non si parlava minimamente di quel principio di sussidiarietà secondo cui le decisioni devono essere prese il più vicino possibile ai cittadini, che invece informa la costruzione del sistema comunitario dopo il trattato di Maastricht, che è del 1992. Allora, è proprio muovendo da questa constatazione che la legge del 1979 risponde a indirizzi oramai superati nel processo di integrazione europea e appoggiando le linee direttrici delle proposte di modifica, che abbiamo già riscontrato essere presenti in Parlamento, abbiamo formulato una proposta che è ispirata al principio dell'Europa delle regioni, cioè di regioni non più aree geografiche, ma soggetti che concorrono alla costruzione dell'Europa, e basata sul principio della sussidiarietà. In altri termini non ci sembra accettabile che nel momento in cui sosteniamo che le Regioni, soprattutto quelle periferiche, hanno particolari problemi e devono, tutte indistintamente, far sentire la loro voce in Europa, e questo noi abbiamo fatto con la creazione in particolare dell'ufficio della Regione a Bruxelles, è impensabile che in una sede così sensibile ai problemi delle regioni e delle popolazioni, specie di quelle periferiche come il Parlamento europeo, tutte le regioni europee, compresa la Sardegna, non abbiano voce perché c'è una legge elettorale che prevedendo delle circoscrizioni uniche finisce per emarginare o rischia di emarginare con continuità le regioni meno popolose. Ecco la finalità di questa risoluzione. Non è quindi una proposta di legge, ma è l'appoggio delle proposte che già giacciono in Parlamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la risoluzione sia correttamente formulata, perché in altri tempi si era parlato di una proposta di separare la Sardegna dalla Sicilia in questa circoscrizione, ma non facendo un discorso generale su tutte le regioni. Rendiamoci conto che il discorso di separare la Sardegna dalla Sicilia, se non avviene in un contesto globale è un discorso estremamente pericoloso perché possiamo avere la circoscrizione, ma quasi sicuramente avremo la certezza di non eleggere i parlamentari europei. Mi spiego, se la Sardegna viene separata, i parlamentari europei attribuiti alla Sardegna sarebbero due, ora le forze che vantano una maggiore consistenza elettorale sono all'incirca sul 20 per cento, il che significa che i loro voti rappresenteranno soltanto il 40 per cento di un quoziente, quindi un resto e neppure troppo alto. Per cui se effettivamente il sistema viene esteso a tutte le regioni ha un senso, perché ci sono anche regioni più piccole della Sardegna dove si verificheranno le stesse situazioni. Se il sistema riguarda invece solo la Sardegna, come si era parlato in passato, è un sistema per escludere con quasi assoluta sicurezza i sardi dalla possibilità di eleggere i parlamentari. Perché non essendoci nel meccanismo della legge elettorale nessuna garanzia che i seggi delle circoscrizioni restino quelli attribuiti, ma i seggi vengono attribuiti con il meccanismo dei resti, con un collegio unico nazionale, avremo il risultato, con tutta possibilità, di non eleggere parlamentari europei. Quindi io credo che la risoluzione sia correttamente formulata, che però occorra vigilare che in Parlamento la riforma riguardi tutto il sistema delle regioni e non solo la Sardegna.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla risoluzione numero 35, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Discussione e approvazione della legge regionale 17 aprile 1997, rinviata dal Governo: "Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della Legge 5 gennaio 1994, n. 36" (CCCI)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della legge regionale , rinviata dal Governo. Relatore il consigliere Ferrari.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari, relatore.

FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Molto brevemente, la Commissione ha esaminato i rilievi del Governo e li ha accolti, perché nella sostanza non viene modificato nulla della legge regionale a suo tempo approvata dal Consiglio. Quindi la Commissione sollecita anche un'approvazione immediata da parte del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, guardando la relazione della Commissione però rilevo un fatto che è abbastanza preoccupante. Il motivo principale di rinvio da parte del Governo è che noi non avremmo una competenza primaria in materia. Questo effettivamente al di là delle modifiche che sono state apportate è un elemento pericoloso, lasciare senza risposta questo elemento perché noi in materia di acque abbiamo competenza primaria e quindi abbiamo la possibilità di legiferare anche in difformità della legislazione nazionale. Tanto che riproponiamo, e non è stato neppure oggetto di rinvio, l'articolo 1 in cui diciamo "in armonia con la legge 5 gennaio 1994, numero 36", non in esecuzione, adempimento, applicazione, eccetera, ma in "armonia". Per cui in effetti io credo che non possa tacersi che il Consiglio non rinuncia ad una competenza primaria della Regione approvando il testo di legge in questa formulazione.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Chiedo alla Giunta se intende intervenire. La Giunta non intende intervenire.

Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CONCAS, Segretaria:

Art. 1

Finalità

1. La Regione, in armonia con la Legge 5 gennaio 1994, n. 36 recante "Disposizioni in materia di risorse idriche", disciplina con la presente legge l'istituzione, l'organizzazione e la gestione del servizio idrico integrato, costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione, distribuzione e depurazione di acqua ad usi esclusivamente civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.

2. In particolare la presente legge prevede:

I. la delimitazione degli ambiti territoriali ottimali del servizio idrico integrato;

II. le forme di cooperazione tra gli enti locali ricadenti nell'ambito territoriale ottimale;

III. le procedure e i principi idonei per assicurare l'organizzazione e la gestione efficiente, efficace ed economica del servizio idrico integrato.

3. La gestione del servizio idrico integrato è affidata ad un unico gestore per ambito, salvo quanto disposto dall'articolo 9, comma 4 e dall'articolo 10, comma 3, della Legge n. 36 del 1994.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CONCAS, Segretaria:

Art. 2

Funzioni regionali

1. La Regione, mediante i propri atti generali di pianificazione e di programmazione del territorio e di utilizzo delle risorse idriche, esercita le funzioni di programmazione, di pianificazione e di indirizzo alle quali l'Autorità d'ambito si attiene nello svolgimento dell'attività di sua competenza. La Regione esercita altresì le funzioni di controllo di cui all'articolo 20 della presente legge.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CONCAS, Segretaria:

Art. 3

Delimitazione degli ambiti territoriali ottimali

1. Il territorio regionale, in applicazione dell'articolo 8, comma 1, della Legge n. 36 del 1994, è delimitato in un unico ambito territoriale ottimale.

2. I confini territoriali di tale ambito e gli enti locali in esso ricadenti sono quelli della Regione Sardegna.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

CONCAS, Segretaria:

Art. 4

Modifica degli ambiti territoriali ottimali

1. Il numero degli ambiti territoriali ottimali e la relativa delimitazione possono essere modificati, anche su istanza degli enti locali interessati, per:

a) rendere più economica, efficace ed efficiente la gestione del servizio idrico integrato;

b) assicurare un completo adeguamento dell'attività delle Autorità d'ambito alle scelte della programmazione e pianificazione regionale;

c) facilitare e migliorare la cooperazione tra Comuni e Province.

2. Le modifiche territoriali sono approvate, su proposta della Giunta regionale, sentiti gli enti locali interessati e le Autorità d'ambito, dal Consiglio Regionale con legge.

3. Tale legge di modifica detta le necessarie disposizioni per consentire il completo adeguamento dell'attività di funzionamento, organizzazione e gestione dell'ambito, alle sopravvenute modifiche territoriali.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

CONCAS, Segretaria:

Art. 5

Costituzione dell'Autorità d'ambito

1. I Comuni e le Province ricompresi nel territorio dell'ambito territoriale ottimale organizzano, entro il termine di sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, il servizio idrico integrato, costituito dall'insieme dei servizi di cui all'articolo 1, comma 1, della presente legge.

2. A tal fine, i Comuni e le Province della Sardegna costituiscono un consorzio obbligatorio, denominato Autorità d'ambito.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

CONCAS, Segretaria:

Art. 6

Procedura di costituzione

1. La Giunta regionale, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, predispone, su proposta dell'Assessore regionalecompetente in materia di risorse idriche elaborata sulla base delle indicazioni di cui all'articolo 8, comma 1, della presente legge, uno schema di statuto dell'Autorità d'ambito.

2. Tale schema è inviato alle Province e ai Comuni affinché questi, entro il termine di sessanta giorni dal ricevimento, possano formulare eventuali osservazioni modificative o integrative.

3. La Giunta regionale provvede:

I. a predisporre la proposta definitiva di statuto dell'Autorità d'ambito;

II. a stabilire il termine perentorio di approvazione dello statuto da parte dei Consigli degli enti locali ricadenti nell'ambito;

III. a richiedere, in caso di inadempimento, l'esercizio dei poteri sostitutivi, secondo quanto previsto dalla normativa regionale vigente in tema di controlli sugli atti degli enti locali;

IV. a convocare l'assemblea di insediamento per l'elezione degli organi dell'Autorità d'ambito.

4. Lo Statuto predisposto dalla Giunta regionale è adottato qualora sia approvato dagli enti locali rappresentanti la maggioranza semplice della popolazione residente. Qualora, invece, gli enti locali rappresentanti la maggioranza assoluta della popolazione residente approvino, nei termini di cui alla lettera b) del comma 3, uno statuto di contenuto differente da quello proposto dalla Giunta regionale, questo diviene a tutti gli effetti lo statuto dell'Autorità d'ambito. Nel computo delle maggioranze si utilizzano i dati dell'ultimo censimento generale della popolazione, computando per intero la popolazione dei comuni e per un decimo quella delle province.

5. Gli oneri finanziari relativi alla procedura per la costituzione dell'Autorità d'ambito sono a carico della Regione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

CONCAS, Segretaria:

Art. 7

Competenze dell'Autorità d'ambito

1. L'Autorità d'ambito svolge funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sull'attività di gestione del servizio idrico integrato con esclusione di ogni attività di gestione del servizio.

2. Tali funzioni riguardano in particolare:

I. la scelta della forma di gestione, mediante l'affidamento tra quelle previste dall'articolo 22, comma 3, della Legge 8 giugno 1990, n. 142, così come integrato dall'articolo 12 della Legge 23 dicembre 1992, n. 498;

II. l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato;

III. l'organizzazione delle attività finalizzate alla ricognizione delle opere di adduzione, distribuzione, di fognatura e di depurazione esistenti;

IV. l'approvazione, sulla base dei criteri e degli indirizzi fissati dallaGiunta regionale nella convenzione tipo, del programma degli interventi e del relativo piano economico-finanziario e del modello gestionale e operativo, articolati su base pluriennale;

V. l'approvazione e l'aggiornamento annuale del programma degli interventi e del piano economico-finanziario;

la determinazione, la modulazione e l'aggiornamento delle tariffe in relazione a quanto stabilito dall'articolo 13 della Legge n. 36 del 1994.

3. L'Autorità d'ambito esercita l'attività di controllo sulla gestione del servizio idrico integrato al fine di verificare il rispetto, da parte del gestore, dei livelli qualitativi minimi dei servizi che devono essere garantiti nell'ambito e del rispetto degli standard economici e tariffari stabiliti nella convenzione di gestione.

4. La convenzione di gestione contiene, per il soggetto gestore, l'obbligo di assicurare comunque da parte dell'Autorità d'ambito il più completo esercizio dell'attività di controllo.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8.

CONCAS, Segretaria:

Art. 8

Ordinamento dell'Autorità d'ambito

1. L'Autorità d'ambito è un ente dotato di personalità giuridica pubblica e di autonomia organizzativa e patrimoniale. Il suo ordinamento è disciplinato dallo statuto che deve necessariamente contenere:

I. le attribuzioni e il funzionamento degli organi consortili;

II. la previsione delle maggioranze necessarie per l'approvazione delle deliberazioni;

III. le modalità di partecipazione degli enti consorziati alla deliberazione del programma di interventi, del piano economico-finanziario per la gestione del servizio idrico integrato, dell'affidamento della gestione e della tariffa da applicare;

IV. le modalità di informazione e di consultazione degli utenti da parte dell'Autorità d'ambito, sulla sua attività;

V. le modalità di definizione delle controversie tra i soggetti gestori e gli utenti del servizio idrico integrato in forme conciliative, transattive o arbitrali.

2. L'Autorità d'ambito è titolare di un proprio patrimonio costituito:

I. da un fondo di dotazione per il suo funzionamento costituito da:

A. trasferimenti di ciascun ente locale ricadente nell'ambito, proporzionalmente alla propria quota di partecipazione al consorzio;

B. trasferimenti deliberati dalla Regione;

II. da beni immobili, mobili acquistati, permutati dall'Autorità d'ambito o ad essa donati;

III. da ogni diritto devoluto all'Autorità d'ambito o da essa acquisito;

IV. da eventuali contribuzioni straordinarie conferite dagli enti consorziati o da terzi;

V. dalle proprietà e dai capitali dell'Autorità d'ambito.

3. Le quote di rappresentatività degli enti locali costituenti il consorzio obbligatorio denominato Autorità d'ambito, al fine della contribuzione al fondo di dotazione e dell'esercizio delle prerogative, sono stabilite dallo statuto e sono determinate:

I. per il settanta per cento in rapporto alla popolazione residente nel comune;

II. per il venti per cento in rapporto al territorio comunale;

III. il restante dieci per cento è assegnato alle province in relazione alla loro popolazione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 9.

CONCAS, Segretaria:

Art. 9

Organi dell'Autorità d'ambito

1. Sono organi dell'Autorità d'ambito:

I. l'Assemblea;

II. il Comitato esecutivo;

III. il Presidente;

IV. il Collegio dei revisori dei conti.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 10.

CONCAS, Segretaria:

Art. 10

Assemblea

1. L'Assemblea approva tutte le fondamentali deliberazioni concernenti l'attività dell'Autorità d'ambito.

2. L'Assemblea in particolare:

I. approva le modificazioni allo statuto, il regolamento interno disciplinante il suo funzionamento e gli altri regolamenti del consorzio;

II. approva il bilancio e il rendiconto;

III. approva le direttive generali di programmazione dell'attività dell'ambito, in applicazione delle scelte di programmazione regionale;

IV. procede alla scelta del gestore unico e alla individuazione delle gestioni da salvaguardare e al riconoscimento delle concessioni esistenti ai sensi, rispettivamente, dell'articolo 9, comma 4 e dell'articolo10, comma 3 della Legge n. 36 del 1994;

V. approva il piano degli interventi dell'ente gestore;

VI. provvede alla determinazione della tariffa unica di ambito;

VII. provvede alla nomina e revoca del Presidente e del Comitato esecutivo;

VIII. provvede all'elezione, su proposta del Presidente, dei componenti del Comitato esecutivo, scelti tra componenti dell'Assemblea. Possono, altresì, essere eletti componenti del Comitato anche soggetti esterni all'Assemblea, dotati di professionalità specifica.

3. Fanno parte dell'Assemblea:

I. un rappresentante designato da ciascuna Provincia;

II. trentasei componenti eletti con metodo proporzionale e scrutinio di lista, secondo le modalità stabilite nello statuto, dai Sindaci dei Comuni o da loro delegati, con voto proporzionale alle quote assegnate.

4. Ai fini dell'elezione gli aventi diritto al voto sono suddivisi in tre sezioni a seconda della diversa consistenza demografica. Tali sezioni sono così articolate:

I. prima sezione: ricomprende i comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti;

II. seconda sezione: ricomprende i comuni con popolazione da cinquemilauno abitanti fino a trentamila abitanti;

terza sezione: ricomprende i comuni con popolazione superiore ai trentamila abitanti.

5. I componenti dell'Assemblea da eleggere sono suddivisi tra le tre sezioni in proporzione al totale delle quote assegnate ai comuni rientranti nelle singole sezioni.

6. Salvo differenti disposizioni contenute nello statuto o nel proprio regolamento interno, per il funzionamento dell'Assemblea dell'Autorità d'ambito si applicano le norme disciplinanti l'attività dei consigli comunali.

7. I componenti dell'Assemblea durano in carica cinque anni.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 11.

CONCAS, Segretaria:

Art. 11

Comitato esecutivo

1. Il Comitato è l'organo esecutivo dell'Autorità d'ambito ed è responsabile del raggiungimento degli obbiettivi programmatici della sua attività. E', in particolare, competente:

I. all'adozione di tutti gli atti non espressamente attribuiti dalla legge o dallo statuto all'Assemblea o al Presidente;

II. alla predisposizione degli atti di competenza dell'Assemblea;

III. all'esecuzione delle deliberazioni dell'Assemblea;

IV. al compimento degli atti preparatori necessari per l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato;

V. al controllo sull'erogazione del servizio.

2. Il Comitato è composto da:

I. il Presidente, cui compete anche la rappresentanza legale dell'Autorità d'ambito;

II. otto componenti eletti dall'Assemblea di cui almeno uno in rappresentanza degli enti locali compresi nel territorio di ciascuna provincia.

3. I componenti del Comitato esecutivo durano in carica per cinque anni.

4. L'Assemblea valuta, ai fini della revoca del Comitato esecutivo, il mancato raggiungimento dei prefissati obbiettivi programmatici e le relative responsabilità.

5. Il Comitato dell'Autorità d'ambito è dotato di un ufficio di direzione, coordinato da un direttore, scelto tra tecnici di comprovata esperienza nel settore della gestione dei servizi idrici. Il direttore coadiuva il Comitato nell'esercizio delle funzioni di sua competenza e risponde del raggiungimento degli obbiettivi prefissati.

6. Il numero e le mansioni dei componenti dell'ufficio di direzione sono stabiliti nello statuto consortile.

7. La copertura dei posti di direttore e di componente dell'ufficio di direzione avviene mediante contratto di diritto privato o pubblico con le modalità previste dallo statuto.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 12.

CONCAS, Segretaria:

Art. 12

Collegio dei revisori dei conti

1. Il Collegio dei revisori dei conti dell'Autorità d'ambito è eletto dall'Assemblea secondo le norme previste dallo statuto o, in mancanza, secondo le norme che si applicano nei comuni.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 13.

CONCAS, Segretaria:

Art. 13

Trasferimenti di funzioni

1. L'atto di approvazione dello statuto costitutivo dell'Autorità d'ambito trasferisce alla stessa tutte le funzioni amministrative attinenti i servizi idrici esercitate dagli enti locali.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 14.

CONCAS, Segretaria:

Art. 14

Rapporti tra l'Autorità d'ambito e i gestori del servizio idrico integrato

1. In attuazione dell'articolo 11 della Legge n. 36 del 1994, i rapporti tra l'Autorità d'ambito e i soggetti gestori del servizio idrico integrato sono regolati da una convenzione. Essa è stipulata sulla base di una convenzione-tipo e relativo disciplinare approvati, su proposta dell'Autorità d'ambito formulata entro tre mesi dalla nomina del suo Presidente, dalla Giunta regionale.

2. Ai fini della definizione di tale convenzione l'Autorità d'ambito procede agli adempimenti di cui all'articolo 11, comma 3, della Legge n. 36 del 1994 sulla base dei criteri e indirizzi stabiliti dalla Giunta regionale entro il termine di cui al comma 1.

3. La convenzione disciplina inoltre le modalità di applicazione e riscossione della tariffa e determina il corrispettivo da assicurare al soggetto gestore del servizio.

4. In applicazione dell'articolo10, comma 1, della Legge n. 36 del 1994, le aziende speciali, gli enti e i consorzi pubblici esercenti i servizi, anche in economia, esistenti alla data di costituzione dell'Autorità d'ambito, continuano a gestire i servizi loro affidati fino alla stipula della convenzione di cui al comma 1.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 15 è soppresso.

Si dia lettura dell'articolo 16.

CONCAS, Segretaria:

Art. 16

Tariffa d'ambito

1. La tariffa d'ambito, determinata secondo il metodo, i criteri e le modulazioni di cui agli articoli 13 e 14 della Legge n. 36 del 1994, è unica.

2. La tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato che dev'essere posto a carico dell'utenza. Essa è determinata in modo da consentire, sulla base degli atti di indirizzo e di pianificazione assunti dalla Regione ai sensi dell'articolo 2 della presente legge, la copertura dei costi di esercizio e di investimento, ivi compresi gli oneri finanziari conseguenti alla contrazione di mutui da parte della Regione per la realizzazione di interventi nel settore idrico, anche cofinanziati dall'Unione Europea.

3. Qualora venga assunta la decisione di salvaguardare gestioni esistenti, l'Autorità d'ambito adotterà gli opportuni provvedimenti, comprese eventuali compensazioni tra le varie gestioni, al fine di uniformare le tariffe.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 17.

CONCAS, Segretaria:

Art. 17

Personale

1. La Regione, con apposita legge da approvare entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente, provvede a disciplinare forme e modalità per il trasferimento ai soggetti gestori del servizio idrico integrato del personale di cui all'articolo 12, comma 3, della Legge n. 36 del 1994.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 18.

CONCAS, Segretaria:

Art. 18

Effetti della costituzione dell'Autorità d'ambito

1. Fino a quando l'Autorità d'ambito non sarà in grado di sottoscrivere la convenzione di gestione e di determinare la tariffa del servizio idrico integrato, la tariffa delle gestioni in atto è determinata dagli enti locali interessati ed applicata dai soggetti gestori esistenti.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 19.

CONCAS, Segretaria:

Art. 19

Gestioni dell'E.S.A.F.

1. In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 7, comma 2, lett. a), della presente legge, l'Ente Sardo Acquedotti e Fognature, può continuare ed assumere la gestione dei servizi idrici integrati, purché la gestione non si estenda oltre il 31 dicembre 1998 e comunque non oltre l'organizzazione del servizio idrico integrato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 20.

CONCAS, Segretaria:

Art. 20

Funzioni regionali di controllo

1. La Giunta regionale esercita le funzioni di controllo aventi riguardo alla verifica:

I. dello stato di attuazione dei piani, dei programmi e dei livelli quantitativi e qualitativi dei servizi assicurati agli utenti dai gestori e del costo dei servizi e della spesa per investimenti stanziata;

II. della compatibilità dei programmi di intervento predisposti dall'Autorità d'ambito con gli atti generali di programmazione e pianificazione regionale dei servizi idrici nel territorio.

2. Al fine di esercitare un obbiettivo controllo sull'attività di gestione del servizio idrico integrato, la Regione fissa standard comuni di riferimento.

3. Tale attività di controllo viene esercitata anche mediante ispezioni e verifiche, eventualmente su richiesta, ai sensi dell'articolo 21 della Legge n. 36 del 1994, del Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche.

4. L'Assemblea dell'Autorità d'ambito è sciolta, con decreto del Presidente della Giunta regionale adottato previa delibera di Giunta e comunicato al Consiglio regionale:

I. per gravi o persistenti violazioni di legge;

II. quando non possa essere assicurato il normale funzionamento del consorzio.

5. Con il medesimo decreto è nominato il commissario che svolge le funzioni dell'Assemblea fino alla sua ricostituzione e sono indette, per una data non successiva ai tre mesi dallo scioglimento, le votazioni per la ricostituzione dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 21.

CONCAS, Segretaria:

Art 21

Norma transitoria

1. Fino all'approvazione di una legge regionale di riordino complessivo del governo delle risorse idriche, la gestione delle acque oggetto di grande derivazione o comunque destinate all'uso multiplo continua ad essere esercitata, fino all'incile dell'utenza per uso idropotabile, dai soggetti attualmente titolari, fatta salva l'ordinaria scadenza delle attuali concessioni.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 22.

CONCAS, Segretaria:

Art. 22

Norma finanziaria

1. Le spese per l'attuazione della presente legge sono determinate per l'anno 1997 in lire 100.000.000.

2. Nel bilancio della Regione per l'anno 1997 sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione:

03 - ASSESSORATO BILANCIO

Cap. 03016 -

Fondo speciale per il finanziamento di spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 2, L.R. 15 febbraio 1997, n. 9 e art. 34, comma 2, L.R. 15 febbraio 1997, n. 10)

1997 lire 100.000.000

mediante riduzione della riserva di cui alla voce 7 della tabella A allegata alla legge finanziaria.

In aumento:

04 - ASSESSORATO ENTI LOCALI

Cap. 04017/02 - (N.I.) (2.1.1.4.1.2.08.16) (08.02)

Spese per la procedura di costituzione dell'Autorità d'ambito (art. 6, comma 5, della presente legge)

1997 lire 100.000.000

Cap. 04017/03 - (N.I.) (2.1.1.5.8.2.08.16) (08.02)

Contributo all'Autorità d'ambito per le spese di funzionamento (art. 8, comma 2, lett. a), della presente legge)

P.M.

3. Alla determinazione dei trasferimenti all'Autorità d'ambito, previsti dall'articolo 8, comma 2, lett. a), (cap. 04017/03), si provvede con la legge finanziaria.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione con procedimento elettronico della legge rinviata, per la quale occorre la maggioranza qualificata, cioè 41 voti.

Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - NIZZI - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 52

astenuti 1

maggioranza 41

favorevoli 52

(Il Consiglio approva).

Discussione e non approvazione della proposta di legge Zucca - Scano - Ghirra - Cugini - Dettori Ivana - Sassu - Vassallo - Onida - Degortes: "Contributo della Regione a favore dell''Istituto di studi e ricerche Antonio Gramsci' con sede in Cagliari, della "Casa Gramsci" di Ghilarza e della 'Fondazione Antonio Gramsci Ales'" (175)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 175. Relatore il consigliere Zucca.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Zucca, relatore.

ZUCCA (Progr. Fed.),relatore. Il relatore si rimette alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Per chiarire stiamo discutendo la proposta di legge numero 175 a firma Zucca e più che reca il contributo della Regione a favore dell'istituto di ricerca Antonio Gramsci. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, siccome non vedo questo provvedimento inserito all'ordine del giorno, non ho partecipato alla Conferenza dei capigruppo, l'ultima che si è tenuta, ma mi pare che non ci sia stato nemmeno un inserimento, non capisco come mai questo argomento venga portato stamattina in aula.

PRESIDENTE. Siccome non ho presieduto la Conferenza dei Capigruppo ritengo anch'io di fare un momento il punto. Sospendo la seduta per cinque minuti e convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 21, viene ripresa alle ore 11 e 29.)

PRESIDENTE. E' stato chiesto un quarto d'ora di pausa, per valutare i provvedimenti inseriti ieri all'ordine del giorno. La seduta riprenderà alle ore 11 e 45.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 29, viene ripresa alle ore 11 e 52.)

PRESIDENTE. La seduta è ripresa, prego i colleghi di prendere posto. Ricordo all'assemblea che siamo in sede di discussione della proposta di legge numero 175. Il relatore l'onorevole Zucca si è rimesso alla relazione scritta. Poi era stato chiesto un momento di pausa da parte di alcuni colleghi; abbiamo sospeso quanto convenuto. Siamo in sede di ripresa dei lavori e in sede di discussione generale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto la parola per proporre una questione sospensiva ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento. La proposta di legge dà un finanziamento, tra l'altro nel testo distribuito ci sono vistosi errori all'articolo 2, e questo se poi entriamo nel merito sarebbe motivo di discussione, ad una istituzione di studi e di ricerche nonché ad altre istituzioni particolari. Ora un principio di buona legislazione dovrebbe essere che la legislazione deve avere carattere generale, questo nel caso non avviene ed in particolare vi è un problema che è vero che abbiamo altre leggi regionali che danno finanziamenti finalizzati ad istituzioni, a fondazioni e così via, ma con questa proposta entriamo in un terreno pericoloso perché per la prima volta si dà un finanziamento ad un istituto di tendenza politica. Ora credo che sia ammissibile quando questo non sconfini nel finanziamento ai partiti politici, che è materia riservata al legislatore statale, ma credo che in questo caso occorra fare un discorso generale perché non vi è un solo filone politico ma ve ne sono altri, per cui io propongo il rinvio della legge in Commissione affinché la Commissione faccia un provvedimento generale comprendendo le istituzioni e le fondazioni che si riconducono ai filoni politici presenti in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.

ZUCCA (Progr. Fed.). Signor Presidente, mi fa specie che l'onorevole Bonesu consideri la casa Gramsci e la fondazione Gramsci un istituto di indirizzo politico. Gramsci è un patrimonio dei sardi e dell'umanità, gli studi su Gramsci vertono principalmente, non sulla sua funzione politica ma sulla funzione di grande intellettuale che ha aperto strade di ricerca dalla letteratura, alla filologia, alla sociologia, come i numerosi convegni dimostrano. Che si confini un'istituzione come questa nella politica è una cosa assurda. Tra i fondatori iniziali della casa Gramsci c'erano l'onorevole Nino Carrus e l'onorevole Efisio Corrias, che certamente non appartenevano al filone politico che vorrebbe far intendere l'onorevole Bonesu. Quindi mi paiono destituite di fondamento queste obiezioni e sono nettamente contrario al fatto che si torni in Commissione, perché la Commissione ha ampiamente discusso e, tranne l'astensione dell'onorevole Frau, c'è stata una votazione unanime da parte di chi ha capito che filone politico non c'era; altrimenti Forza Italia non avrebbe certamente votato per il filone politico di cui favoleggia l'onorevole Bonesu.

PRESIDENTE. Sottolineo che è stato sollevato, da parte dell'onorevole Bonesu, una questione formale sospensiva, con esigenza di rinvio in Commissione, ai sensi dell'articolo 86. Ricordo anche che ai colleghi che hanno presente l'articolo 86, che può parlare un componente per Gruppo, ciascun intervento non dura più di cinque minuti, dopo di che chiusa la discussione l'Assemblea decide votando per alzata di mano.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Molto brevemente signor Presidente, io condivido quanto ha detto l'onorevole Zucca: Gramsci è un patrimonio ideale per tutti; penso che nessuno lo possa mettere in discussione. Però il problema che ha sollevato stamattina il collega Bonesu, mi pare che sia altrettanto meritevole di attenzione. E cioè proprio per evitare il rischio che in provvedimenti legittimi come questo si possa nascondere, io non lo credo, ma proprio ad evitare che si possano interpretare interventi settoriali, frammentati a favore di questa o quella fondazione, il problema vada visto nella complessità e nella sua globalità, quale posizione debba assumere la Regione di fronte agli istituti, di fronte alle fondazioni per celebrare e onorare la memoria di illustri nostri corregionali, quali appunto Antonio Gramsci. Sono io, ma esprimo anche a nome dei Gruppi dell'opposizione del Polo della libertà, l'assenso alla proposta formulata dal collega Bonesu perché il testo venga riportato in Commissione e venga affrontata la problematica generale in ordine alle contribuzioni, alle associazioni, istituti, e fondazioni e quant'altro che possa ricordare anche alla nostra memoria e alle future generazioni, l'operato di intellettuali e politici come appunto anche Antonio Gramsci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.

MONTIS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, posso assicurare gli onorevoli Bonesu e Pittalis che questi fondi non andranno ai partiti. Io sono comproprietario della casa Gramsci, anzi nella società immobiliare che è proprietaria della casa Gramsci, una vecchia società immobiliare fondata a suo tempo dal Partito comunista, si estrinseca in una società composta da tre soci, da tre azionisti. Posso assolutamente assicurare che non andranno a partiti politici né tanto meno credo che questo fosse sottinteso, anche se non esplicitato, al Partito Democratico della Sinistra. Non ne faccio una difesa d'ufficio ma per dovere di cronaca. Quindi sono contrario a questa sospensiva e riportarla in Aula, anche perché c'è un fatto: Gramsci non è solo un nostro concittadino sardo, ma rappresenta qualcosa di più. Disconoscere ciò francamente non depone a nostro favore. Gramsci rappresenta, ha rappresentato per il nostro Paese, per il movimento operaio internazionale, per la democrazia europea e mondiale, ancora oggi uno degli elementi di riferimento anche negli studi universitari, persino negli Stati Uniti d'America e nel Giappone. E' giusta l'osservazione di tener conto delle altre personalità che hanno dato lustro alla nostra Isola, e quindi può essere visto in una proposta che verrà fatta dalla Giunta o dai consiglieri o da singoli Gruppi, che sia esaminata positivamente per estendere la possibilità di onorare questi cittadini che hanno onorato parafrasando la Sardegna e il popolo sardo. Per quanto riguarda questa proposta di legge io credo che debba essere discussa e approvata nella seduta odierna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Progr. S.F.D.). Signor Presidente, molto brevemente, le osservazioni che venivano fatte prima dall'onorevole Bonesu ovviamente io credo che debbano essere tenute in conto dall'Aula. L'onorevole Bonesu faceva riferimento all'esigenza di un disegno di legge più organico, più compiuto, più onnicomprensivo e che tenga conto di altre situazioni e di altri uomini illustri ai quali la Sardegna ha dato i natali. Questo però mi pare, signor Presidente, che non debba, in questa fase, pregiudicare il provvedimento che è all'esame dell'Aula e che può avere un suo corso. Eventualmente nulla vieta, anche se ovviamente in questi casi bisogna anche procedere con una certa cautela e con una certa attenzione, perché penso che ci si ritrovi spesso in presenza di situazioni completamente differenti l'una dall'altra. Nel caso specifico, trattandosi dell'istituto Gramsci, penso che sia inutile, sotto questo profilo, ogni esigenza di illustrazione e della fondazione di cui trattasi e della persona alla quale stiamo facendo riferimento che, bene o male, fa parte del patrimonio culturale e della storia di quest'Isola. Per cui io credo che noi possiamo andare avanti in questo provvedimento, raccogliendo l'invito e l'indirizzo che dall'onorevole Bonesu è venuto per quanto riguarda poi la presentazione di provvedimenti più organici che tengano conto di situazioni più ampie e di disegni di legge più completi e più compiuti di questo. Non ritengo però che si debba bloccare l'iniziativa soltanto perché non è pronto un provvedimento di natura generale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr. Fed.). Io utilizzo solo due secondi, signor Presidente. Non avrei preso la parola, intervengo solo per dire che un certo malessere che trovo mortificante sentire in quest'aula la figura di Antonio Gramsci ascritta a un partito, volevo solo dire questo. Quindi noi non siamo per rinviare nulla. L'Aula valuti e decida con molta tranquillità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, questa proposta di legge è stata vista nella Commissione cultura quando era presidente il collega Zucca, ed è stata lungamente studiata e approfondita; il collega Bonesu poteva venire in Commissione e dirci il suo parere, i colleghi di Forza Italia erano presenti ed erano d'accordo su questo argomento. Come ha detto giustamente il collega è sminuire la figura di un uomo illustre che ha dato tanto a quest'Isola, e non è un problema politico, di una figura politica, è un problema di conservare un patrimonio storico per il quale la cultura sarda si batte lungamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, per dire intanto che i provvedimenti che arrivano istruiti dalle Commissioni arrivano in Aula proprio per essere discussi e votati in Aula, approvati o respinti dall'Aula. Quindi ritengo che sia titolo di ogni consigliere esprimersi liberamente, in maniera trasparente nell'aula, senza che questo vada a eccepire sul lavoro che le singole commissioni fanno.

Sull'argomento specifico: Gramsci è un patrimonio dei sardi, un patrimonio della cultura ormai mondiale, come ha dimostrato anche il recente convegno internazionale che si è svolto a Cagliari. E' un riferimento della cultura moderna, non è stato solo un riferimento dei nostri studi giovanili; è un riferimento per la ricerca sugli studi politici e sugli studi della democrazia. Ciò non significa e non è detto che sia un riferimento politico per tutti, che si condividano le tesi della politica attiva e praticata che Gramsci ha messo nel campo della cultura della prima metà di questo secolo, ma oggi mi pare che sia importante che questo Consiglio regionale esprima e dia un suo omaggio a chi si è impegnato in questi anni e chi si impegnerà nei prossimi anni a livello della ricerca scientifica, per approfondire gli studi su Gramsci, sull'opera che Gramsci ha prodotto. Studi che d'altronde si stanno compiendo in maniera molto approfondita a livello internazionale, a iniziare dagli Stati Uniti d'America. Mi preoccupa il fatto che questo Consiglio si divida su un argomento di questo genere. E' chiaro che Bonesu ha ragione quando dice che noi dobbiamo, sul piano legislativo, dire che cosa intendiamo fare sull'argomento delle fondazioni e che tipo di sostengo finanziario intendiamo dare alle fondazioni che producono ricerca che serve non solo ai sardi, ma serva all'Italia e serve al mondo. Lo dobbiamo dire con chiarezza. Quindi un progetto di sostegno alle fondazioni che fanno ricerca dobbiamo in qualche modo elaborarlo. Quindi credo che l'invito di Bonesu sia rivolto a tutti noi a rivolto alla Giunta perché su questa materia possa produrre un progetto per il futuro, ma io credo che questo Consiglio regionale, pur mantenendo ciascuno di noi le proprie convinzioni sulla politica, sulla cultura politica, e anche su quello che Gramsci ha prodotto, che è condivisibile o non condivisibile, che non possa dividersi su un argomento di questo genere. Quindi io inviterei sommessamente i colleghi, anche dell'opposizione, a ritirare in qualche modo la pregiudiziale di ordine politico che avrebbero su Gramsci, rassicurandoli che il voto favorevole per il sostegno alla ricerca sugli studi gramsciani non vuol dire assolutamente da parte di nessuno una condivisone delle tesi politiche che Gramsci ha portato in Italia in questo secolo. Grazie.

PRESIDENTE. Per chiarire, io ho fatto parlare - il Regolamento prevede uno per Gruppo - l'onorevole Zucca in quanto relatore, e l'onorevole Scano, per altro per un minuto, del Gruppo del PDS. Consento una battuta all'onorevole Marracini, ma proprio una battuta.

MARRACINI (F.I.). Presidente, anche per chiarezza, avendo fatto parte della riunione della Commissione, probabilmente c'è stato un lapsus da parte del Presidente della Commissione, l'onorevole Petrini: il Gruppo di Forza Italia non si è pronunciato in Commissione favorevolmente, si è astenuto e la pregiudiziale, in risposta anche all'onorevole Marteddu e al Capogruppo del PDS, non è una pregiudiziale di carattere politico, non stiamo facendo una disquisizione sull'operato politico e filosofico della figura di Gramsci. Noi abbiamo posto altri problemi, che evidentemente riguardano caratteri contingenti relativi ad altre situazioni. Se poi apriamo un dibattito sulla figura di Gramsci potremo parlarne per giorni, ma non credo che sia questo il motivo per cui noi abbiamo posto una pregiudiziale su questo fatto. E' una pregiudiziale che va in relazione alle fondazioni, che va a rivedere una regolamentazione che secondo noi abbraccia tutto il panorama politico, non soltanto quello relativo alle fondazioni Gramsci. Grazie.

PRESIDENTE. Siamo quindi in sede di votazione della pregiudiziale, ricordo che l'articolo 86, comma quinto, del Regolamento prevede la votazione per alzata di mano. Metto in votazione la questione sospensiva, cioè se l'argomento debba essere rinviato in Commissione, proposta dall'onorevole Bonesu. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Signor Presidente, signori della Giunta, colleghe, colleghi, io non sono intervenuto in merito alla richiesta di sospensiva fatta dall'onorevole Bonesu, pur condividendone lo spirito, che il dibattito successivo invece ha in parte tradito, perché un problema correttamente sollevato, e cioè volto a esaminare con compiutezza un problema che attiene al sostegno da parte della Regione di tutte le eventuali iniziative esistenti e rispondenti ai vari filoni culturali, e - perché no? - anche politici, che si sono sviluppati nell'Isola negli ultimi decenni, è stato trasformato in un plebiscito a favore di Gramsci oppure contro Gramsci, e questo è sbagliato. Quindi intervengo, in sede di discussione generale, per ricordare soprattutto all'incauto collega che nel corso della votazione ha citato la parola Fiuggi. Ebbene sì, evidentemente chi ha detto Fiuggi o non ha letto i documenti di Fiuggi, oppure se li ha letti ha citato il nome di questa città in perfetta malafede. Questo evidentemente non è assolutamente ammissibile.

Allora è bene ricordare anche in quest'Aula che Alleanza Nazionale nel suo atto fondante si è richiamata a Gramsci e lo ha annoverato tra i padri della cultura italiana, accostandolo per esempio a Dante Alighieri, accostandolo anche però al Gentile e a tanti illustri padri della cultura italiana, e questo credo che basti per dirimere ogni dubbio circa la posizione di Alleanza Nazionale in ordine ai problemi culturali. Non ci interessa se Gramsci avesse opinioni politiche diverse dalle mie o da quelle di altri Gruppi politici, sta di fatto che noi ne apprezziamo il valore culturale e non ci vergogniamo, come non ci siamo vergognati a Fiuggi, di annoverarlo, come ho già detto, tra i padri della cultura italiana. Il problema però di fronte al quale noi ci troviamo è diverso, non si tratta qui di discutere sul pensiero di Gramsci, qui si tratta di dare o non dare contributi ad una casa, come pure si tratta di dare del perché non diamo invece i contributi alla casa, tanto per dire, di Grazia Deledda o di altri illustri personaggi che hanno avuto i natali in Sardegna. Il problema è semplicemente di questo genere e in tale modo l'aveva sollevato l'onorevole Bonesu e mi pare che debba essere assolutamente accolto come in termini di principio un'impostazione di questo genere. Io non ho altro da aggiungere se non quello di dire che effettivamente un provvedimento di legge così concepito non ha i caratteri della generalità, ma appare un provvedimento mirato che neppure in discussione di finanziaria noi troviamo a parole nelle rimostranze, ma poi nei fatti ci sono sempre comportamenti che smentiscono queste affermazioni di principio. Non vi è dubbio che questa sia una legge ad personam, e questo non incide e non implica valutazioni circa la validità, la personalità, il valore culturale del personaggio che porta questo nome, ma sotto il profilo giuridico questa non è una legge, questo non può essere un dato contestabile perché la legge non ha colore e non avendo colore deve essere corrispondente ai requisiti che i principi generali dell'ordinamento ci hanno sempre insegnato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli consiglieri, siccome si rischia in questo Consiglio di fare un discorso e di essere molto male interpretati, e credo non in buona fede, io ho fatto un problema di tecnica legislativa e di pluralità di pensiero. Credo che sia assolutamente al di fuori del mio discorso ogni valutazione su Gramsci, anzi mi sembrava il mio discorso di voler fare un discorso più ampio, non un discorso restrittivo e tanto meno un discorso che andasse contro le finalità e lo spirito di questa legge. Io credo che nessuno possa dubitare che il pensiero e la figura di Gramsci sia un elemento del patrimonio della Sardegna, me ne guardo bene, perché a questo punto non sarei neppure nella mia corrente di pensiero. Credo che Gramsci farebbero bene a leggerlo anche quanti cercano di richiamarsi al suo pensiero, e di leggerlo nella sua compiutezza. Ma qua non stiamo discutendo di Gramsci, è stato fatto il discorso come se, dovendo approvare una legge sulla costruzione di chiese, andassimo a discutere di Dio e dei poteri divini; credo che siano due discorsi ben diversi: una cosa è il pensiero di Gramsci, una cosa è la figura di Gramsci, una cosa sono gli strumenti amministrativi, dico amministrativi più che legislativi per il discorso che faceva l'onorevole Masala, che ci troviamo ad operare per creare quel supporto alla diffusione allo studio del pensiero gramsciano che credo nessuno contesti in quest'Aula come fine che la Regione può proporsi. Anche il mio richiamo ai partiti politici è stato frainteso, perché io richiamavo semplicemente e dicevo che erano legittimi i finanziamenti regionali a istituzioni riconducibili a filoni di pensiero politico. Nessuno può negare che l'Istituto Gramsci sia una istituzione riconducibile a un filone di pensiero politico, perché studia un filone di pensiero politico e non studia certamente gli altri o comunque non sviluppa gli altri. Dicevo della legittimità, pur tenendo conto che la Corte Costituzionale ha dichiarato più volte che è vietato alle regioni finanziare in modo diretto o indiretto i partiti politici. Quindi c'è addirittura una negazione che ciò costituisse attività di finanziamento a partito politico. Quindi non riesco a capire, a meno che qualcuno non abbia la coda di paglia, perché si sia voluto equivocare e sostenere assolutamente il contrario. Io rinnovo le critiche a questo provvedimento che non ha natura legislativa, ribadisco che ha natura puramente amministrativa di destinazione di certi fondi, tra l'altro con una clausola, l'articolo 2, profondamente sbagliata, e che va rivista, che chiaramente presuppone anche il discorso che vincola per questa fondazione la Giunta regionale ad adottare certi provvedimenti consequenziali strettamente vincolati e non discrezionali, mentre per organizzazioni simili non esiste né il presupposto legislativo né tanto meno esiste un vincolo all'operatività della Giunta regionale. Se questo è il modo di fare le leggi che ha questo Consiglio regionale, qualche giornalista ha anche diritto a criticare gli stipendi che i consiglieri prendono perché dimostrano di non saper fare il loro lavoro.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del Titolo.

CONCAS, Segretaria:

Titolo: "Contributo della Regione a favore dell' "Istituto di studi e ricerche Antonio Gramsci" con sede in Cagliari, della "Casa Gramsci" di Ghilarza e della "Associazione Antonio Gramsci" di Ales

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CONCAS, Segretaria:

Art. 1

1. Al fine di favorire gli studi, la ricerca e le attività culturali l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo annuo di lire 250.000.000 per le spese di funzionamento ai sottoelencati organismi nella misura accanto a ciascuno specificata:

a) "Istituto di Studi e ricerche Antonio Gramsci" con sede in Cagliari
lire 200.000.000

b) "Casa Gramsci-centro di documentazione e di ricerca", con sede in Ghilarza
lire 25.000.000

c) "Associazione Antonio Gramsci", con sede in Ales
lire 25.000.000

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:


PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare il consigliere Zucca.

ZUCCA (Progr. Fed.), relatore. Non ha bisogno di grandi illustrazioni, nasce da un accordo tra i dirigenti della Fondazione e coloro che tengono in vita la Casa Gramsci di Ales e quella di Ghilarza, più alla periferia e meno al centro, secondo un principio che è accettato stranamente sia da chi avrà fondi in più, sia da chi avrà fondi in meno.

PRESIDENTE. Il relatore è il consigliere Zucca. Chiederei all'onorevole Randaccio e alla Giunta di seguire un momento perché stiamo votando una legge, piccola, grande, comunque una legge.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

MANCHINU (Progr. S.F.D.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 1.

Votazione segreta dell'articolo 1

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 1.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 64

astenuti 2

maggioranza 33

favorevoli 36

contrari 28

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - NIZZI - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - VASSALLO - ZUCCA.

Si sono astenuti: il Presidente SELIS e il consigliere BONESU).

Si dia lettura dell'articolo 2.

CONCAS, Segretaria:

Art. 2

1. Nel bilancio della Regione per gli anni 1997-1999 sono introdotte le seguenti variazioni:

In aumento:

11 - Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport

Cap. 11089/06 -(N.I.)

Contributi all'Istituto di studi e ricerche Anto-nio Gramsci di Cagliari, alla Casa Gramsci di Ghilarza ed alla Associazione Antonio Gramsci di Ales

1995 lire ---------------

1996 lire 250.000.000

1997 lire 250.000.000

2. Alla relativa copertura si provvederà con la legge finanziaria.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci per illustrare l'emendamento numero 1.

SECCI (Popolari). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Zucca, relatore.

ZUCCA (Progr. Fed), relatore. Il relatore lo accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

SERRENTI (P.S.d'Az.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto della proposta di legge numero 175.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della proposta di legge numero 175.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 63

astenuti 1

maggioranza 32

favorevoli 29

contrari 33

nulli 1

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO -BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - NIZZI - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS).

Discussione e non approvazione della proposta di legge Petrini - Secci - Macciotta - Dettori Bruno: "Interventi a favore di manifestazioni di grande interesse turistico" (344)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 344, relatore il consigliere Petrini. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Petrini, relatore.

PETRINI (Gruppo Misto), relatore. Signor Presidente, colleghi, questa proposta di legge ha per titolo "Interventi a favore di manifestazioni di grande interesse turistico". Questa proposta è nata per poter sfruttare appieno il patrimonio culturale e turistico che la Sardegna possiede. Sappiamo che vi sono delle risorse naturali; siamo dotati di un clima eccezionale, di spiagge dalla bellezza inestimabile, affiancate da un retroterra ugualmente affascinante e misterioso, ma per poter valorizzare appieno questo patrimonio, cioè le ricchezze naturali, ci sembra giusto promuovere immediatamente, sin da questi ultimi mesi di questo anno, delle manifestazioni musicali di livello internazionale, che possano essere insieme un prodotto turistico e promozione turistica. E quindi valorizzare il nome della Sardegna, il turismo culturale del suo territorio. Per far questo, Cagliari, città capoluogo...

(Brusii in Aula)

PRESIDENTE. Onorevole Petrini le chiedo scusa a nome della Assemblea e chiedo all'Assemblea di rispettare l'oratore. Se non si riesce a continuare mi vedrò costretto a sospendere la seduta, però non mi sembra una grande decisione. Prego, onorevole Petrini.

PETRINI (Gruppo Misto). Dicevo per poter conseguire questo fine si può e si deve sfruttare il capiente anfiteatro che la città di Cagliari vanta. E' un anfiteatro romano, un'opera unica in Sardegna, sia per il valore archeologico e storico, ma anche per la funzionalità; un edificio che può essere utilizzato ancora dopo duemila anni, può essere utilizzato per rappresentazioni teatrali e musicali e mi intriga pensare che sta lì ad aspettare ancora, negli anni a venire, queste rappresentazioni. Mi è capitato di passare in macchina, questa estate, e di vedere delle frotte di giovani che si dirigevano verso questo anfiteatro, dei giovani chiassosi, allegri e mi è venuto un pensiero alla mente, quasi strappati a forza dalla cultura alle discoteche. E poi possediamo il moderno teatro comunale che certo non ha la storia dell'anfiteatro romano, ma per i nostri tempi moderni è un edificio di tutto rispetto che dobbiamo curare, aiutare a crescere nel suo utilizzo. E io credo, insieme alla Commissione che ha votato questa legge, che queste manifestazioni, questo potenziale, queste manifestazioni contribuiscano senz'altro a fare del turismo culturale un'importante risorsa per la Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, in buona parte mi riconosco su ciò che ha detto il Presidente della Commissione, onorevole Petrini. Il problema culturale è importante, bisogna investire in cultura, bisogna togliere principalmente i giovani dalla strada e farli vivere quelle che sono le manifestazioni che possiamo programmare. Pertanto nessuno di noi credo abbia niente in contrario su questi principi, ma se poi dai principi scendiamo nella realtà, non tutto è così semplice. Perché non tutto è così semplice? Perché noi andiamo a votare una legge che potremmo chiamarla legge quasi a sanatoria, perché buona parte di queste manifestazioni si sono già svolte, buona parte di questi soldi sono stati già impegnati. Io credo che pertanto avremmo dovuto fare questa discussione molto più approfondita per tempo, e non arrivare all'ultimo momento. Ricordo, a questo proposito, che questa proposta di legge fu presentata in data 30 giugno 1997, quando la stagione turistica era già iniziata. E oggi, siamo al 2 ottobre, ci troviamo con una stagione turistica in buona parte già conclusa. E' vero anche che il tempo è quello che è, è ancora bello, però, per mille problemi la stagione turistica è conclusa. I giovani sono rientrati a scuola e le loro famiglie sicuramente non possono andare, non possono partecipare a buona parte di queste manifestazioni ma, principalmente, non possono partecipare coloro i quali dovrebbero venire in Sardegna per conoscere la Sardegna e le sue bellezze. Potrebbero venire solamente - questo è anche un filone importante - tutti quei cittadini della terza età che sicuramente, non avendo problemi di lavoro, non avendo problemi di famiglia, possono muoversi in qualsiasi momento. Quindi, dicevo, un problema sanatoria. Ed ecco il perché della mia astensione in Commissione. Ma un'altra cosa importante, che io ho fatto annotare in Commissione, era il problema del comma 3 dell'articolo 1. E' vero che poi la Commissione lo ha cassato, facendo sì che i due miliardi andassero tutti all' istituzione dei concerti e del teatro lirico di Cagliari. Prima infatti si pensava di dare direttamente all'ente lirico un miliardo e settecento milioni e gli altri trecento milioni all'azienda autonoma di soggiorno e turismo di Cagliari. E' vero, questa parte è stata stralciata, e i due miliardi, tutti, all'ente lirico. Però voglio far ricordare che l'azienda autonoma di soggiorno e turismo di Cagliari, ha già portato avanti quelle iniziative di promozione e diffusione e pubblicità del programma. E pertanto noi lo stiamo togliendo in un modo ma, in pratica, lo stiamo dando nell'altro modo. E, diciamo, perché dare direttamente questi soldi all'azienda autonoma di soggiorno quando ci potevano essere altri canali per far conoscere queste manifestazioni. Pertanto, a mio avviso, io dico con la massima tranquillità, è una presa in giro avere eliminato quel comma quando sappiamo che certe cose sono state già fatte. Ma un'altra cosa che mi ha portato ad astenermi in Commissione è come e quali canali ha usato l'azienda autonoma di soggiorno di Cagliari per far conoscere e diffondere queste manifestazioni. Cosa ha fatto? Quali mezzi ha usato? Perché ha usato certi mezzi e non ne ha usato altri? Perché ha usato, per esempio, alcune, se le ha usate, emittenti televisive e non altre? Perché ha usato determinati giornali e non altri? Perché ha usato determinate tipografie e non ne ha usate altre? Dicevo, queste cose mi lasciano molto perplesso e mi portano ancora ad avere quindi quei dubbi e ad astenermi nel momento della votazione. Però è un'astensione motivata, che non ha niente a che fare col problema culturale, a cui anche noi, di Alleanza Nazionale, siamo sensibili e saremo sempre sensibili. Vorremmo però che le cose venissero fatte per tempo e bene.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

COSTANTINO, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Si rimette al parere del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CONCAS, Segretaria:

Art. 1

Manifestazioni di grande interesse turistico

1. Al fine di agevolare la realizzazione di manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico a Cagliari nella corrente stagione turistica, è autorizzato l'inserimento di lire 2.000.000.000 nel capitolo 07001-03 del bilancio della Regione per l'anno 1997.

2. A valere sullo stanziamento di cui al precedente comma 1, la somma di lire 1.700.000.000 è assegnata all'Istituzione dei Concerti e del Teatro Lirico "G.P. da Palestrina" di Cagliari per la realizzazione di un programma di pubbliche manifestazioni musicali da realizzare nelle strutture idonee esistenti nella città nel corso del 1997.

3. La restante somma stanziata è trasferita all'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Cagliari, per essere destinata ad iniziative di promozione, diffusione e pubblicità del programma di manifestazioni di cui al precedente comma 2.

PRESIDENTE. L'assessore Sassu, a nome della Giunta, chiede dieci minuti di sospensione sulla discussione del "344".

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Solo per capire le ragioni dell'assessore Sassu.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mi sembra più che giusta la richiesta. Si tratta della presentazione di un emendamento che stiamo predisponendo.

PITTALIS (F.I.). Io non ho nessuna preclusione se le ragioni sono altre, ma non so se sia possibile, ai termini del Regolamento per la ragione rappresentata dall'Assessore, e mi pare che ciò non sia conforme al Regolamento.

PRESIDENTE. Sì, noi siamo già in fase di discussione dell'articolo 1, non si possono presentare altri emendamenti, però ne sono stati presentati due; immagino che ci sia ... Sono due emendamenti della Giunta regionale.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ritiro la mia richiesta di sospensione e rimangono naturalmente i due emendamenti che sono stati presentati.

PRESIDENTE. E' stata ritirata la richiesta di sospensione; si rinvia ai due emendamenti che sono stati presentati. E' stata data lettura dell'articolo 1, sono stati presentati due emendamenti, numero 1 aggiuntivo, e 2, sostitutivo parziale. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:


PRESIDENTE. Sottolineo ai colleghi che questo è l'ultimo provvedimento e poi c'è una nomina dei componenti del CO.CI.CO..

Ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio per illustrare l'emendamento numero 1.

COSTANTINO, Assessore del turismo, artigianato e commercio. E' stato proposto questo emendamento perché è opportuno il completamento di alcune iniziative di grande interesse turistico che sono state poste in essere e per le quali non si è avuta la copertura. Queste manifestazioni, in particolare, legate a iniziative anche di carattere sociale, come una che si è tenuta ad Arbatax in sostegno di Silvia Melis, che vi chiederei caldamente di caldeggiare.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Petrini .

PETRINI (Gruppo Misto), relatore. Li accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Una spiegazione contabile, perché nell'emendamento numero 2 si dice: "l'incremento di lire 2.400.000.000", però poi il quadro contabile figura un aumento complessivo di spesa di 2.250.000.000. Non mi sembra molto chiaro.

PRESIDENTE. Chiedo alla Giunta di chiarire perché l'incremento proposto, mi pare che sia questo, con l'emendamento numero 1 è di 2.250.000.000, lo stanziamento previsto in origine era di 2.000.000.000, quindi è un errore di scrittura o si intende portare lo stanziamento originario a 2.250.000.000?

l'onorevole Bonesu ha chiesto alla Giunta di chiarire se la somma precisata nell'emendamento numero 2 di 2.400.000.000 sia effettivamente tale o se è un errore.

COSTANTINO, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La somma è 2.400.000.000.

PRESIDENTE. Se la somma è 2.400.000.000 cambia sia la parte prevista nell'emendamento numero 1, perché dà 250 milioni all'intervento nel sassarese, poi però bisogna precisare, si può fare se l'Assemblea è d'accordo anche in sede di coordinamento, che la somma che va all'istituzione dei concerti non è più di 2 miliardi, ma di 2 miliardi e 150 milioni. Chiedo di chiarire questo.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io credo che non ci siano equivoci dal punto di vista delle somme, anche se c'è qualche carenza. La Giunta ha presentato due emendamenti distinti, uno che dice "l'incremento anziché di 2 miliardi è di 2 miliardi e 400 milioni"; il secondo emendamento è mostra d'arti e antiquariato a Sassari, per il quale si chiede la possibilità per l'amministrazione regionale di spendere 250 milioni e per la quale è indicata esattamente la copertura. Quindi su questo non c'è problema alcuno. Rimane, semmai, il problema di come devono essere spesi gli aggiuntivi 400 milioni che appaiono nell'emendamento numero 1. Gli aggiuntivi 400 milioni, essendo destinati a un determinato capitolo, saranno evidentemente programmati dall'Assessore competente in base alla legge numero 1, anche perché il secondo comma dell'articolo 1 dice che comunque all'Ente lirico andrà la somma di lire 2 miliardi. Quindi, l'incremento complessivo della somma è di 2 miliardi e 400 milioni, di cui 2 miliardi comunque vanno all'Ente lirico, i residui 400 milioni saranno programmati dall'Assessore secondo anche le sue dichiarazioni, e cioè destinati a manifestazioni di grande interesse. Faceva riferimento poc'anzi alla manifestazione Silvia libera di Lanusei. L'altro emendamento ha una logica e una storia completamente diversa, ha un oggetto diverso, un capitolo diverso e una copertura adeguata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari). Presidente, per assolvere un mio compito. Io sono relatore per il parere finanziario e debbo precisare che esiste una difficoltà oggettiva a esprimere questo parere su tutti e due gli emendamenti, per la ragione che il primo emendamento prevede la copertura attraverso il capitolo 03016 alla voce 2, per la quale io non ho in questo momento la certezza, sto cercando di averla, se ci sia la copertura adeguata o se non ci siano in carico in Commissione provvedimenti che devono essere coperti con la stessa voce e che in qualche maniera possono anche determinare lo stabilire delle priorità.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 2, Presidente, io dico che questo emendamento non è accoglibile, nel senso che è proposto in termini non corretti, perché prevede l'aumento al capitolo a cui si fa riferimento da 2 miliardi a 2 miliardi e 400 milioni e non c'è una copertura finanziaria così come richiesto. Non si sa da dove si prendono questi 400 milioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Grazie, Presidente. Era per porre il problema che è stato accennato dal Presidente della Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (F.I.). Dunque, in relazione all'emendamento numero 1 io credo che non sia che il proseguo di quanto questa Giunta sta continuando a fare nel coprire situazioni che vengono perpetuate solo ed esclusivamente per distribuire questi denari a pioggia, senza criterio e a posteriori vengono cercate tutte le motivazioni e tutte le voci nelle varie leggi, anche laddove appare chiaro non abbiano nessuna correlazione con l'articolato della legge stessa. Qui si parla di un contributo straordinario di 250 milioni a copertura di oneri già sostenuti ed era evidente che laddove esiste una programmazione noi riteniamo che questo vada fatto all'atto della programmazione e questo tipo di provvedimenti sono solo ed esclusivamente di tipo propagandistico, che non hanno evidentemente nessun contenuto come si vuol far credere. In relazione al secondo emendamento, così come mettevano in evidenza diversi consiglieri e mi pare anche il Presidente del Consiglio, è strutturato malissimo, cioè non si capisce dal secondo emendamento come verranno, se non poi nella chiarificazione dell'Assessore, ma la chiarificazione dell'Assessore destina questi 400 milioni ad altre manifestazioni, quindi non rientra nel concetto dell'articolo 2, dove invece dovrebbe essere fisiologicamente inserito questo aumento. Quindi, a parer mio, anche questo viene ad essere difficilmente condivisibile, tra l'altro io pregherei tutti i politici a non continuare una speculazione su un avvenimento molto triste che colpisce la Sardegna e che ha trovato già troppi politici protagonisti in una situazione che poi non ha portato a nessun risultato. Quindi chi vuol dare contributi per risolvere il problema del terribile sequestro di Silvia Melis lo faccia in altro modo, i modi che sono stati utilizzati adesso e le demagogie devono terminare. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Mi ha preceduto l'onorevole Secci, l'emendamento numero 2 è chiaramente inammissibile in quanto manca di copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, signori consiglieri, mi sembra che si proceda sempre di più al buio, sempre di più nella nebbia fitta. In effetti la Giunta propone al Consiglio di approvare cose già fatte, di sanare una serie di situazioni che la Giunta stessa ha probabilmente determinato. Se no non si capirebbe come alcune situazioni si siano peraltro determinate se non che vi fosse a suo tempo avuto un avvallo di natura politica che comunque tutto si sarebbe sistemato. Vedete, il Consiglio, quest'Assemblea legislativa, viene chiamata per proporre le leggi di prospettiva, leggi che devono soprattutto pensare alla programmazione futura, per cui a dare risposte a una esigenza di carattere collettivo. Qua invece ci troviamo di fronte sia nell'articolato, dico io, sia negli emendamenti, a una legge che prevede una sanatoria di una serie di situazioni che si sono determinate. Io capisco che quello che dico la Giunta potrà interessare poco o nulla, perché vedo che continuano a parlare e continuano ad ascoltare, però voglio dire che la Giunta non si può meravigliare che dall'Aula rispetto ai provvedimenti che vengono presentati si abbia una risposta di tipo negativo. Perché? Perché non c'è miglior sordo di chi non vuol ascoltare, e chi non vuole ascoltare è il Consiglio in questo caso, per cui io ritengo che oltre alle osservazioni di carattere tecnico formulate dal Presidente della terza Commissione, osservazioni faccio notare che sono state a più riprese in altri momenti ribadite, perché il Consiglio deve essere messo in condizioni e le Commissioni stesse di lavorare per le competenze che ha, per cui non si può arrivare qua e mettere tutti di fronte al fatto compiuto. Per cui io ritengo che la Giunta farebbe bene a ritirare gli emendamenti, anche perché se no ritengo che il provvedimento dovrebbe comunque essere ritirato, perché dovrebbe ritornare in Commissione e aggiungo già da adesso, così come avevo già fatto in premessa altre volte, che non sono assolutamente d'accordo ad approvare provvedimenti a sanatoria, la Giunta più di una volta, soprattutto sotto finanziaria e sotto bilancio, ha detto che non vuol vedere testi e norme targate. Qua siamo di fronte di nuovo a testi e a norme targate, per cui se un criterio deve essere stabilito, e la Giunta più di una volta l'ha espresso, io prego di essere coerenti con le stesse dichiarazioni. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io credo che tra ieri ed oggi sono successe delle cose particolari, proposte di legge, disegni di legge, esitati dalle Commissioni alcuni giorni or sono, arrivano in Aula e vengono stravolti, non perché non possano essere stravolti, ma spessissimo vengono stravolti da coloro i quali avevano votato a favore di quella proposta in Commissione, o meglio spessissimo da coloro i quali avevano proposto quei disegni di legge in Commissione. Il caso della proposta di legge numero 344. Io vorrei ricordare che è stata approvata nella seduta del 23 settembre 1997, resto del parere che ho espresso poco fa e ricordo che questa proposta di legge interessa, almeno questo è il titolo a questo momento "Interventi a favore di manifestazioni di grande interesse turistico". L'emendamento numero 2 dice di portare questi 2 miliardi che dovrebbero essere gestiti, ricordo, dall'Ente lirico di Cagliari, d'accordo?, a due miliardi e 400 milioni che sicuramente dovrebbero, se resta così l'articolato, essere gestiti dall'Ente lirico di Cagliari. Benissimo, ma il titolo stesso dice: Interventi a favore di manifestazioni di grande interesse turistico. E' stato detto da parte dell'Assessore che parte di questi 400 milioni, oltre i due miliardi che avevamo già deciso in Commissione, potrebbero servire per esempio per una manifestazione per Silvia Melis. Allora io dico veramente che siamo arrivati al ridicolo, non vorrei che il sequestro di persona in Sardegna diventi mezzo di grande interesse turistico, perché se fosse qui, dovremmo chiedere ai delinquenti sardi che non sequestrino una persona all'anno ma ne sequestrino tre, quattro, cinque, per fare manifestazioni culturali, come ha detto giustamente la Petrini, manifestazioni culturali nell'interesse turistico. Perché dobbiamo sperare veramente che la Sardegna venga conosciuta per altre cose. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Progr. S.F.D.). Signor Presidente, mi pare, anche alla luce degli emendamenti che sono stati presentati e del dibattito che poi ne è seguito, dibattito che mi pare stia andando probabilmente al di là di quelle che sono le intenzioni, che nasca in ogni caso un'esigenza probabilmente di coordinamento e di valutazione un attimino più serrata. Quindi chiederei su questo argomento un quarto d'ora di sospensione dei lavori.

PRESIDENTE. E' stato chiesto un quarto d'ora di sospensione per coordinare. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Signor Presidente, io non sono mai contrario alle richieste di sospensioni che vengono fatte per migliorare i testi di legge. Però se la richiesta viene fatta per correggere l'emendamento numero 2, che è stato già dichiarato inammissibile, non sono più d'accordo. Allora se la richiesta viene fatta limitatamente all'eventuale coordinamento del testo già esistente, senza l'emendamento numero 2, mi va benissimo. Ma, siccome il Presidente della Commissione ha già dichiarato inammissibile, per mancanza di copertura finanziaria, la richiesta di aumento di 400 milioni, è chiaro che non posso essere d'accordo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, solo per associarci alle osservazioni fatte dal collega Masala, e direi che sia appunto il caso eventualmente di passare subito al voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io prendo atto della ineccepibile obiezione del presidente della Commissione bilancio. Naturalmente va detto subito che io mi atterrò strettamente a questa regola. Lo ricordo perché io, chiaramente, sono in grado di indicare la copertura, che non ho avuto la possibilità di indicare, diversa da quella che apparirebbe dal testo, e questo potrebbe essere fatto in sede di coordinamento, ma non è questo il problema. Il problema cruciale è che in quest'Aula sono stati ammessi tante volte, e la Giunta regionale l'ha fatto rilevare, emendamenti senza la copertura finanziaria, sono passati tante volte. Allora, l'obiezione del presidente della Commissione è ineccepibile e siccome in questo caso la forma è anche sostanza, ritiro l'emendamento così come ritiro anche l'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. A questo punto non si pone più il problema della sospensiva richiesta dall'onorevole Balia.

Se non vi sono altri interventi, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CONCAS, Segretaria:

Art. 2

Norma finanziaria

1. Nel bilancio della Regione per l'anno finanziario 1997 sono apportate le seguenti variazioni:

In diminuzione

03 - ASSESSORATO BILANCIO

Cap. 03016 -

Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 2 L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 34. comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 9)

1997 lire 2.000.000.000

mediante riduzione delle seguenti voci della Tabella A allegata alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8:

voce 1 1997 lire 1.000.000.000

voce 2 1997 lire 1.000.000.000

In aumento

07 - ASSESSORATO TURISMO

Cap. 07001-03 -

(DV) - Contributi per promuovere manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico ; contributo ai Comuni di Lanusei e Villasimius per la partecipazione a manifestazioni di grande interesse turistico (art. 1, lett. c), L.R. 21 aprile 1955, n. 7, art. 84, commi 2 e 3, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 12, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 25, comma 4, L.R. 8 marzo 1997, n. 8 e art. 1 della presente legge)

1997 lire 2.000.000.000

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Signor Presidente, avrei voluto dire qualcosa anche sull'articolo 1, ho fatto la richiesta ma evidentemente è sfuggita. Mi colpisce molto la copertura finanziaria; trascuro ormai il problema superato della insufficienza di copertura finanziaria, per effetto degli emendamenti, io leggo qui, in diminuzione "fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative, 500 milioni. Quota interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente e per la concessione di incentivi alle imprese, nonché per la copertura del disavanzo". Evidentemente il problema dei contributi che noi stiamo erogando sono importanti, non c'è ombra di dubbio, però ritengo che fossero molto più importanti i problemi relativi alle imprese. Questa legge o questo disegno di legge mi pare concepito un po' così, perché mentre da una parte di parla di due miliardi da destinare a queste manifestazioni, poi subito dopo il colpo in testa, l'ha messo in evidenza l'amico Vassallo, non è una legge che riguarda la generalità. Poco fa quest'Aula ha bocciato un altro disegno di legge per questa ragione, perché andava direttamente a concepire un contributo in modo specifico e adesso ci risiamo, è la stessa cosa precisa e identica. Qui si parla di contributi per grandi manifestazioni di carattere sportivo, poi però il contributo va a finire in un'unica tasca, a scapito poi lo ripeto la copertura finanziaria, e questo mi colpisce molto, riduzione delle somme che sarebbero potute andare ad alimentare gli incentivi alle imprese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La mia osservazione è esclusivamente di natura chiarificatoria della copertura di una parte, che è la parte più importante del provvedimento. La Commissione aveva previsto, i proponenti, meglio, la copertura su un capitolo adeguato, 03016, destinata alla possibile costituzione di alcune fondazioni relative alla valorizzazione della lingua e della cultura sarda. Ritenendo che questo fondo, approvato con la finanziaria del 1997, fosse ancora importante per il Consiglio, la Giunta regionale ha offerto la possibilità di una copertura differente che non intaccasse quello che era un certo impegno da parte del Consiglio regionale con l'approvazione del capitolo 03016, che sono "fondi per nuovi oneri legislativi" e pertanto li ha lasciati a disposizione del Consiglio, e ha offerto la copertura su un fondo che non è, mi sia permesso onorevole Casu, per "contributi alle imprese", no, è un fondo che la Giunta regionale deve mettere da parte per gli eventuali mutui che sono stati autorizzati dal Consiglio e che vengono contratti dal governo regionale. Se quei mutui non sono interamente contratti, lei capisce che gli impegni relativi agli interessi che comunque dovevano apparire nella fase della spesa, nel capitolo di spesa relativo, non sono più necessari, sono a disposizione per altri impegni e pertanto è in questa ottica che il Consiglio regionale ha offerto una copertura diversa che non intacca né il "fondo nuovi oneri legislativi" a disposizione del Consiglio, né minimamente gli incentivi alle imprese e gli investimenti in opere stabili.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CONCAS, Segretaria:

Art. 3

Urgenza

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto Speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora alla votazione della proposta di legge numero 334.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 344.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 63

astenuti 1

maggioranza 32

favorevoli 30

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - NIZZI - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS).

Elezione suppletiva di un componente del CO.CI.CO. di Iglesias

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione di un componente del CO.CI.CO. di Iglesias. Ricordo che il Consiglio regionale nel procedere ai sensi della legge regionale numero 38 del 1994, modificata dalla legge numero 4 del '95, all'elezione di un componente del comitato circoscrizionale di controllo sugli atti degli enti locali di Iglesias, in sostituzione dell'architetto Aldo Lino, categoria F, dimissionario. Ricordo che la legge citata prevede che risulterà eletto chi avrà ottenuto il voto dei due terzi dei componenti dell'Assemblea, cioè 54 voti. Qualora nessuno ottenga la prescritta maggioranza, le votazioni sono ripetute a distanza di non più di ventiquattr'ore e risulterà eletto chi abbia ottenuto la maggioranza assoluta, cioè la metà più uno dei voti. Ricordo altresì che le designazioni degli organi professionali, richieste dalla presidenza della Giunta ai sensi dell'articolo 15 della legge numero 38 del 94, trasmesse per conoscenza ai Gruppi consiliari, sono state inviate oltre la scadenza dei termini previsti della legge numero 38.

Prego i segretari di procedere alla chiama.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 64

maggioranza 54

schede bianche 1

Ha ottenuto voti: Giuseppe Chia, 63.

E' proclamato eletto: Giuseppe Chia.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - NIZZI - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

Rinvio in Commissione del disegno di legge numero 279

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ferrari. Ne ha facoltà.

FERRARI (Progr. S.F.D.). All'inizio della seduta di stamattina io ho chiesto la sospensione dell'esame del disegno di legge numero 279, perché soltanto alla fine della seduta di ieri sera sono stati presentati un certo numero di emendamenti che, fra l'altro, sono stati distribuiti soltanto stamattina. Visti gli emendamenti ritengo opportuno, anche per aver sentito il parere di diversi colleghi, soprattutto quelli più interessati a questa materia, ritengo opportuno il rinvio formale in Commissione, perché questi emendamenti vanno discussi e coordinati col testo originale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (GRUPPO MISTO). Io sono d'accordo col Presidente onorevole Ferrari, ma gradirei anche un impegno, e penso che questo non mi verrà negato, che questo argomento possa essere inserito al primo posto nella prossima seduta di Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (P.D.). Volevo parlare sullo stesso tema, per ribadire questa richiesta, per il fatto che il passaggio in Commissione non significa rimandare il provvedimento di legge in Commissione, perché si deve ridiscutere, significa la sosta tecnica necessaria per affrontare degli emendamenti che hanno una rilevanza notevole, discuterli, sentire il parere della Commissione al riguardo e riprendere la discussione che si era iniziata al punto primo della sessione prossima del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ferrari. Ne ha facoltà.

FERRARI (Progr. S.F.D.). Credo di interpretare il parere degli altri consiglieri e credo che dobbiamo assumere l'impegno in questo senso tutti quanti.

PRESIDENTE. Con l'impegno del presidente della Commissione a far sì che nella prossima seduta siamo in condizioni di discutere al primo punto all'ordine del giorno la proposta di legge di cui parlasi, la proposta si intende approvata. I lavori riprenderanno alle ore 16 con interpellanze, interrogazioni e mozioni.

La seduta è tolta alle ore 13 e 40.