Seduta n.40 del 24/02/2000 

XL SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

GIOVEDI' 24 FEBBRAIO 2000

Presidenza del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 10 e 23.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 22 febbraio 2000, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Scano e Morittu hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 24 febbraio 2000. Se non vi si opposizioni i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta ad interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta, in data 22 febbraio 2000, all'interrogazione GIAGU sul blocco delle assunzioni nel settore forestale nelle province di Sassari e Nuoro (61).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di attivare un centro di cardiochirurgia presso la ASL n. 1 di Sassari". (98)

"Interrogazione GRANARA - FLORIS Emilio - CORONA - RASSU - BIANCAREDDU, con richiesta di risposta scritta, sui comportamenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione del Banco di Sardegna". (99)

"Interrogazione BIGGIO - CARLONI - CORDA - FRAU - LIORI - MURGIA - SANNA NIVOLI - USAI, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità operative dell'ERSAT in materia di istruttoria di progetti per la realizzazione di sale di mungitura". (100)

"Interrogazione CORONA, con richiesta di risposta scritta, sui sistemi di lavorazione e sulle procedure di sicurezza adottati nella miniera d'oro di Furtei". (101)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attivazione del servizio "118" a Porto Torres". (102)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla fuoriuscita di ORIMULSION da un serbatoio nella termocentrale di Fiumesanto". (103)

"Interrogazione PILO - CORONA - LA SPISA - NUVOLI, con richiesta di risposta scritta, sul duplice incarico di responsabilità nel CRS4 e nel progetto "Marte". (104)

"Interrogazione CALLEDDA - MARROCU - PINNA, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di risanamento della diga di "Medau Zirimilis". (105)

"Interrogazione DETTORI Bruno, con richiesta di risposta scritta, sullo striscione offensivo contro i sardi e la Sardegna esposto durante la partita di calcio Venezia-Cagliari di domenica 13 febbraio 2000". (106)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza CALLEDDA - PUSCEDDU sull'applicazione della legge regionale n. 41 del 1987". (31)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente, intervengo per rammentare a lei e a tutto il Consiglio che all'ordine del giorno dei lavori consiliari è iscritto un argomento che, dal nostro punto di vista, deve essere assolutamente esaminato e sul quale occorre assumere una decisione.

In base alla legge, nei prossimi giorni, mi pare in data 28 febbraio, scadono i termini entro quali il Consiglio regionale deve precedere alla elezione dei componenti dei Comitati di controllo, e se non provvede entro questo termine è dato potere sostitutivo al suo Presidente di procedere alle nomine stesse mi pare entro tre o cinque giorni.

Il 2 marzo prossimo, pertanto, i Comitati di controllo per legge saranno decaduti, e questo avrà una serie di conseguenze non solo nel sistema istituzionale, ma anche nel sistema complessivo di produzione degli atti amministrativi e nel rapporto tra privati, deboli o forti, e amministrazione pubblica.

Ora, noi potremmo anche fidarci della nota neutralità e della equanimità del Presidente dell'Assemblea e ritenere che le nomine che nei prossimi giorni egli farà d'ufficio saranno quelle che meglio rispondono agli interessi di questo consesso, tuttavia riteniamo che debba essere invece il Consiglio regionale a procedere alle suddette nomine.

La questione è stata sollevata più volte, come ben sanno i colleghi Capigruppo, nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo; sono stati redatti dei verbali, però in Aula non se ne è mai discusso. Io chiedo formalmente che il Consiglio decida il giorno e l'ora in cui procedere alle nomine necessarie perché siano legittimamente rinnovati gli organi di controllo sulla legittimità degli atti degli enti locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Signor Presidente, colleghi, effettivamente la perplessità che è stata espressa dal collega Cogodi è una perplessità comune, e il fatto che i Comitati di controllo decadano, se non sbaglio, il 29 febbraio necessita di una soluzione rapida. Oggi, 24 febbraio, siamo imbrigliati dalla sessione di bilancio e non si intravede la possibilità di convocare il Consiglio in tempo utile per questo importante adempimento. E' pertanto necessario - e questo è il suggerimento che intendo dare - verificare la possibilità che, eventualmente in coda alla seduta di oggi, o comunque nei prossimi giorni, il Consiglio proceda a questo importante adempimento. Questo per evitare che importanti atti che vengono emanati corrano il rischio di essere caducati per mancanza di operatività degli organi preposti al controllo, e per evitare anche - non se ne abbia a male il presidente Serrenti, lo dico in termini affettuosi - che il Presidente del Consiglio sia costretto a esercitare quel potere sostitutivo che gli viene conferito dalla legge, il che creerebbe, se non un fatto increscioso, una situazione critica alla quale credo che questa Assemblea non voglia esporre il suo Presidente.

Siccome io ho preso la parola senza avere preventivamente consultato il mio Gruppo, chiedo alla cortesia del Presidente e dei colleghi di concedere una brevissima sospensione di cinque minuti, onde consentirmi di interpellare il mio Gruppo su questo problema che non è di scarso momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Io concordo con il contenuto dell'intervento del collega Cogodi, ripreso adesso dal collega Usai, ma vorrei fare una precisazione: l'argomento di cui trattasi è già iscritto all'ordine del giorno, quindi, tenendo presente la data di decadenza, spetta a noi stabilire il giorno in cui procedere alle nomine. Il collega Usai proponeva di sospendere per qualche minuto la seduta per consultare i suoi colleghi di Gruppo, ma è bene che tutti noi ci confrontiamo per concordare la data, che non può essere chiaramente molto in là nel tempo, ma dobbiamo comunque avere la possibilità di svolgere le necessarie verifiche perché l'elezione dei componenti dei Co.ci.co. e del co.re.co. comporta tra l'altro una valutazione dei requisiti richiesti. Quindi, non solo concordo con la richiesta di sospensione, ma chiedo un confronto con i colleghi Presidenti dei Gruppi di maggioranza e di opposizione per stabilire la data in cui procedere a questo adempimento. Credo che sarà necessaria una sospensione un po' più lunga rispetto a quanto richiesto dal collega Usai.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Cugini, perché il suo intervento evita a me di fare ulteriori precisazioni. Voglio solo ricordare che il Presidente del Consiglio invitò i Gruppi a prepararsi per affrontare questo importante adempimento il 18 ottobre scorso, perché pur essendo in piena crisi politica c'erano comunque le condizioni per procedere.

Questo argomento è all'ordine del giorno e io aspetto determinazioni da parte dei Gruppi. E' evidente che il Presidente non ha nessun interesse ad esercitare il potere sostitutivo, il quale rappresenta l'estrema ratio, perché bisogna onorare la legge. Ma se il Consiglio non adempie purtroppo non c'è via d'uscita. Io mi auguro che nei prossimi giorni, nei quali faremo numerose altre Conferenze dei Presidenti di Gruppo, riusciremo a decidere quando interrompere la discussione del bilancio per adempiere quest'obbligo di legge.

Io sono d'accordo sulla sospensione, propongo però che si proceda prima alla votazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 21. La Commissione bilancio si deve ancora riunire per esaminare tutti gli emendamenti, e credo che avremo tempo a sufficienza per discutere anche di questo problema.

Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Concordo con la sua proposta.

Votazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2000)" (21/A)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che la discussione generale congiunta dei disegni di legge numero 21 e 22 è stata chiusa, gli emendamenti sono stati tutti presentati e dobbiamo ora votare il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 21.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). La Conferenza dei Presidenti di Gruppo aveva già stabilito di procedere questa mattina alla votazione del passaggio all'esame degli articoli. Voglio solamente richiamarmi a qualcosa che precede, accompagna e segue il passaggio agli articoli, e cioè la costruzione, in Commissione e in Aula, di un clima che ci consenta di confrontarci e di entrare nel merito della finanziaria. Noi abbiamo detto che il confronto sugli emendamenti che avevamo a suo tempo presentato è stato negato in sede di Commissione bilancio e quindi, lo dico per i colleghi della maggioranza, occorre superare la contrapposizione frontale già vissuta nelle settimane passate, che impone il mantenimento in Aula delle posizioni e delle opinioni espresse in Commissione, radicalizza lo scontro e impedisce le convergenze.

Noi sappiamo che la ricerca dell'accordo su una materia così impegnativa come la finanziaria è un impegno che coinvolge tutti, ma se si rifiutano - mi rivolgo soprattutto ai colleghi Usai e Floris, che rappresentano i Gruppi più numerosi nella maggioranza - il confronto e la collaborazione, lo spirito costruttivo al quale mi sto richiamando non troverà spazio, e invece di partecipare alla costruzione di soluzioni unitarie, si rischia di mettere in secondo piano la sostanza e di far emergere solo le contrapposizioni in merito alle parti della manovra finanziaria che non si condividono.

Abbiamo già detto in sede di discussione generale che noi siamo, e lo saremo anche nei prossimi giorni, presidente Floris, pronti alla costruzione di una convergenza che abbiamo ripetutamente, sino a ieri notte, ricercato e che passa anche attraverso gli emendamenti. Così come facevamo noi quando eravamo in maggioranza, i colleghi dell'attuale maggioranza hanno presentato un numero ridotto di emendamenti, e noi siamo disponibili alla costruzione di una riserva di risorse finanziarie che ci permetta di incrementare le risorse manovrabili in Aula seguendo la linea stabilita dal DPEF, che abbiamo approvato assieme, cioè quella di evitare ulteriori indebitamenti, coinvolgendo nel dibattito sulla finanziaria e nella costruzione delle soluzioni possibili tutti i colleghi, sia della maggioranza sia della opposizione, anche partendo da posizioni differenti, così come è accaduto in passato e come accadrà forse nei prossimi giorni, ma con l'obiettivo di utilizzare le risorse per dare risposte alle questioni che tutti noi abbiamo portato all'attenzione dei cittadini sardi quando ci siamo misurati sulla prospettiva di rinascita di questa regione.

Noi abbiamo detto che il la manovra finanziaria proposta era incoerente con il Documento di programmazione economica e finanziaria, e che pure tra la prima e la seconda stesura c'è stato un miglioramento; abbiamo riconosciuto e apprezzato che anche l'accordo sottoscritto con i sindacati si muove nella linea indicata dal DPEF e abbiamo anche detto che la linea da noi prospettata per apportare delle correzioni al disegno di legge finanziaria ci dà la possibilità di trovare ancora dei punti d'incontro.

Questo lo dico prima del passaggio agli articoli, perché sono fiducioso che ci siano ancora dei margini di incontro. Verificheremo se i 10 o 12 emendamenti che la Giunta ha presentato seguono la linea che abbiamo discusso in questi giorni, senza peraltro trovare dei punti d'incontro, ma se dal confronto e dal dialogo, con la partecipazione di tutti, nessuno escluso, dovesse scaturire una convergenza allora forse qualche attrito e qualche contrapposizione che ci hanno portato a esprimere determinati giudizi potranno essere superati.

Questa è la mia opinione personale sulla quale non mi sono confrontato con i colleghi della opposizione. E' l'opinione di un componente del Consiglio regionale, che per la funzione che svolge vuole contribuire, ferma restando la propria posizione, a una soluzione alta dei problemi inerenti alla manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, lei aveva chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori. Pur non essendosi attenuto a questo argomento, io non ho interrotto il suo intervento che verrà considerato come una sorta di dichiarazione di voto dell'opposizione.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Colleghe e colleghi, l'onorevole Cugini ha esposto con chiarezza la posizione della Coalizione autonomista, io vorrei però sottolineare, non perché questo abbia un significato particolare, ma perché rimanga agli atti di questa Assemblea, che noi, come abbiamo più volte enunciato e proclamato, basiamo la nostra attività di opposizione sulla qualità delle proposte. Lo abbiamo detto in tutti i momenti di questa fase: nessuno di noi ha alcun interesse a qualificare l'opposizione come un'attività volta a dilazionare l'approvazione della manovra finanziaria. Non c'è stato da parte nostra un solo minuto di attività ostruzionistica in questa fase; abbiamo anzi cercato di accelerare al massimo l'iter della finanziaria, persino uscendo più volte dall'aula della Commissione bilancio, non per abbandonare i lavori, ma proprio per consentire che gli stessi potessero procedere in maniera più rapida.

Sia in Commissione sia in Aula abbiamo indicato quali sono le nostre proposte e quali sono i cinque punti per noi essenziali, ossia le politiche del lavoro, dell'impresa, della cultura, degli enti locali, dell'ambiente. Abbiamo anche detto due cose in particolare, che ribadisco perché rimangano agli atti: noi abbiamo assunto l'impegno di specificare in che modo questi cinque punti dovessero diventare proposte concrete da presentare attraverso emendamenti. Negli incontri informali avuti ieri con la maggioranza abbiamo fatto anche una specifica (che poi abbiamo trascritto e che possiamo consegnare), in cui questi cinque punti sono dettagliatamente articolati. Ma non abbiamo fatto solo questo: ci siamo infatti impegnati a trovare la necessaria copertura finanziaria. Nessuno di noi ha la chiave della cassa e può inventare risorse, lo sa la maggioranza e lo sa Giunta, perciò la nostra proposta consisteva nel dilazionare una parte delle spese correnti anticipando gli investimenti. Se siamo tutti d'accordo che gli investimenti sono il momento fondamentale, sono la nota caratterizzante della manovra, non comprendiamo perché si dica che le risorse finanziarie per questi investimenti saranno stanziate con la variazione di bilancio a maggio, a giugno, o quando sarà. Noi diciamo invece: anticipiamo ora tutti gli investimenti e a maggio o a giugno troviamo la copertura per una parte delle spese correnti, quelle non obbligatorie e che si possono dilazionare. Noi abbiamo fatto una serie di proposte concrete e ci sembrava che ci fosse un'apertura da parte della maggioranza. Questa apertura, in un momento successivo, si è rivelata solamente una nostra impressione, c'è stata al contrario una chiusura, o comunque si è parlato di risorse non programmabili. Noi abbiamo la sensazione che la maggioranza non abbia un serio interesse al confronto dialettico; abbiamo anche detto che le nostre proposte non hanno bisogno di primogenitura: le possiamo concordare assieme o le può fare sue la Giunta presentando i relativi emendamenti.

Abbiamo la sensazione, invece, che si voglia un confronto muscolare, una prova di forza che francamente non si capisce a chi giovi. Certo, nella dialettica parlamentare noi non ci tiriamo indietro, ma non è questo il senso della politica, del confronto e della ricerca comune di favorire lo sviluppo della Sardegna. Noi non comprendiamo la logica e il fine di questo atteggiamento e ci auguriamo che nel corso dei lavori, in Assemblea e in Commissione, questa situazione possa essere chiarita.

Ripeto, dico questo per senso di responsabilità, non perché il confronto in Aula preoccupi l'opposizione, ritengo però che questo confronto possa rivelarsi traumatico e anche lacerante e noi questo non lo vogliamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Anche lei intende fare una dichiarazione di voto, presidente Floris?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Presidente, io ho chiesto di parlare.

PRESIDENTE. Mi dicono che ha chiesto di parlare prima l'onorevole Cogodi. Presidente Floris, abbia pazienza.

COGODI (R.C.). Il Presidente ha la precedenza, ci mancherebbe!

PRESIDENTE. La sua richiesta di parlare è precedente, onorevole Cogodi, però se lei ritiene di compiere un atto di cortesia, io do la facoltà di parlare al Presidente della Giunta.

COGODI (R.C.). Ripeto che, a mio avviso, il Presidente della Giunta ha sempre la precedenza.

PRESIDENTE. Non è così. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Presidente, mi è sembrato di cogliere negli interventi del Capogruppo del PDS e dell'onorevole Gian Mario Selis…

CUGINI (D.S.-F.D.). Adesso siamo D.S.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Che cosa ho detto?

CUGINI (D.S.-F.D.). Se dici PDS torniamo indietro nella storia.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Lo ritieni offensivo?

CUGINI (D.S.-F.D.). No!

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Io non so se le dichiarazioni dei colleghi Selis e Cugini siano di preparazione a quello scontro "muscolare" di cui parlava il collega Gian Mario Selis, oppure siano fatte con le migliori intenzioni, nel qual caso non possiamo non accoglierle favorevolmente, come abbiamo fatto in tutti questi giorni. Infatti le dichiarazioni rese in Aula in questi giorni - dichiarazioni inusuali, come qualcuno le ha definite - volevano essere un segnale preciso per trovare nella manovra finanziaria e nel bilancio quelle opportune intese che fanno parte della dialettica parlamentare e che rientrano nel confronto istituzionale corretto.

Ovviamente questo è stato possibile quando le indicazioni sono state chiare e quando si è parlato di problemi specifici, di politiche chiare e di risorse certe. Non c'è cattiva volontà né da parte della Giunta, né della maggioranza; nemmeno nelle riunioni che abbiamo avuto con tutti i componenti della maggioranza in questi giorni mi è sembrato che qualcuno volesse condurre questa lotta. C'è stata e c'è ancora da parte di tutti gli esponenti della maggioranza la precisa volontà di verificare se ci sono le condizioni per raggiungere degli accordi.

Certo, alcune soluzioni non sono più praticabili, perché ormai, anche la notte scorsa, che abbiamo trascorso lavorando, oltre che nelle lunghe ore di confronto con le opposizioni, ci siamo resi conto che alcune scelte che si vorrebbero fare non possono dal punto di vista giuridico e amministrativo essere fatte. Abbiamo sentito il parere non soltanto degli Uffici della Regione, ma anche di valenti amministrativisti, i quali ci hanno confermato che questa strada non è percorribile. E siccome non possiamo certamente andare contro le indicazioni che ci provengono, non dico dalla burocrazia, ma da illuminati esperti in materia di bilancio, è necessario trovare altre soluzioni.

Noi abbiamo, però, indicato con precisione una strada, onorevole Selis, che era stata accettata qualche anno fa dall'attuale maggioranza, quella della proposizione di una norma programmatica, quindi della suddivisione di una parte delle risorse immediatamente disponibili e di altre sulle quali c'è un preciso impegno d'onore non della Giunta, ma dell'intero Consiglio regionale.

Se vogliamo ancora operare per trovare questa intesa, noi dichiariamo la nostra disponibilità. Possiamo a questo fine utilizzare la mattinata odierna, convinti come siamo che fino all'ultimo momento dobbiamo fare del nostro meglio. Se poi si arriverà ad uno scontro, esso non sarà muscolare, ma sarà democratico e civile.

CUGINI (D.S.-F.D.). Sarà in ogni caso uno scontro di idee.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo su ciò che mi consente il Regolamento, cosa vuole che faccia?

PRESIDENTE. Può intervenire sul Regolamento, sull'ordine dei lavori o per dichiarazione di voto.

COGODI (R.C.). Se chiedo la parola nel corso degli interventi per dichiarazione di voto è ovvio, per intanto, che voglio intervenire per dichiarazione di voto!

PRESIDENTE. Questo lo sa lei, onorevole Cogodi. Ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto.

COGODI (R.C.). Veda lei, si stava parlando di questo!

Io penso di poter fare alcune considerazioni, all'interno di questa interlocuzione che mi pare si sia riavviata, cogliendo l'occasione data dal Regolamento di rendere dichiarazioni di voto sul passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge finanziaria. Dal punto di vista del Gruppo della Rifondazione Comunista non è in discussione se in questo Consiglio regionale vi debba essere o no uno scontro, perché è ovvio che c'è e ci sarà uno scontro, dato che esiste una maggioranza che esprime un governo e che si ispira alla politica della destra e del centrodestra, ed esiste una opposizione democratica che persegue invece altri valori e altri programmi.

Per cui vorrei chiarire che, dal nostro punto di vista, quel che deve essere comunque positivamente ricercato non è un accordo ibrido, che snaturi il carattere del confronto politico, che porti a una soluzione innaturale, a una sorta di bilancio della Regione concordato fra maggioranza e opposizione. Questo è impossibile, è inutile e sarebbe dannoso sia per l'opposizione, sia per la maggioranza. La filosofia e l'impostazione del bilancio derivano dalla politica di questa maggioranza di destra. Ciò che è in discussione è un'altra cosa: è in discussione la possibilità di ricondurre questo scontro, che è dialettico, ma è anche politico, quindi è scontro vero, non solo a toni morbidi, ma a una dimensione costruttiva, per cui non un bilancio concordato, un bilancio di tutti (che non esiste, perché se esistesse un bilancio di tutti dovrebbero esistere anche una maggioranza di tutti e un governo di tutti), ma un bilancio migliorato, modificato in parte, innovato, che contenga anche ciò che la maggioranza ritiene di poter accogliere delle proposte della opposizione, ossia ciò che è compatibile con la la sua strategia, la sua politica, che noi abbiamo giudicato essere la politica dei tagli alla spesa sociale, al lavoro, agli enti locali, agli investimenti produttivi.

Ma questo accoglimento parziale non può essere un fatto meramente simbolico. Nel corso della discussione e del confronto di merito, quando inizieremo l'esame articolo per articolo, norma per norma, emendamento per emendamento, capitolo per capitolo, daremo atto anche delle modificazioni positive già apportate alla proposta iniziale della Giunta. Per intanto è stato solo restituito un pezzo di quello che era stato portato via. Sempre meglio restituire quello che è stato portato via, e in materia di politiche attive per il lavoro, di interventi di sostegno agli enti locali per lo sviluppo e l'occupazione era stata portata via la gran parte dei finanziamenti regionali. Daremo atto positivamente di questo, e quando si farà qualcosa di buono, come la restituzione di qualcosa che era stato portato via, ne daremo atto, ma l'altro passo, quello di modificare almeno in parte, perché modificare tutto non è possibile…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le devo ricordare che i cinque minuti a sua disposizione sono già trascorsi, quindi la prego di concludere il suo intervento.

COGODI (R.C.). E' sicuro che ho diritto solo a cinque minuti in questa fase? Siccome lei è sicuro di troppe cose termino qui il mio intervento, che mi riservo di riprendere nel momento in cui potrò chiedere di nuovo di parlare, e lei ben sa che il Regolamento mi consente di intervenire ancora, così come a lei è consentito di leggere il Regolamento per intero.

PRESIDENTE. Io ho già letto il Regolamento e rivolgo lo stesso invito a lei. Per dichiarazione di voto sono concessi cinque minuti, che sono già scaduti.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). L'auspicio comune in quest'Aula è quello di esitare la migliore manovra finanziaria possibile per la Sardegna. Questo riguarda naturalmente sia la maggioranza, sia l'opposizione. La maggioranza ha predisposto la manovra e alla stessa ha presentato, in Commissione, degli emendamenti che ora devono essere esaminati dal Consiglio. L'opposizione ha fatto altrettanto, e io concordo con quanto hanno detto il Presidente della Giunta e l'onorevole Cogodi: esistono un maggioranza e una opposizione. La maggioranza farà il proprio lavoro, mentre l'opposizione deve decidere se assumere un atteggiamento ostruzionistico - quello che fino adesso mi pare abbia prevalso -oppure costruttivo.

Io ho preso la parola per dichiarazione di voto, signor Presidente, per dire che le nomine nei vari organismi, ivi compresi i Comitati di controllo, che noi riteniamo importantissimi, possono essere fatte al termine della manovra finanziaria. Nel caso sia impossibile esitare la manovra prima dei termini di decadenza di tali organismi, affidiamo al Presidente del Consiglio il potere di effettuare le nomine stesse.

PRESIDENTE. Onorevole Floris, questo non è un potere che mi viene affidato. Lo stabilisce la legge, ma io preferirei che le nomine le effettuasse il Consiglio.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, per accelerare i lavori rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Colleghi del Consiglio, siccome si continua a parlare di maggioranza e di opposizione vorrei che il distinguo si facesse con grande chiarezza, soprattutto sul tema fondamentale delle politiche per il lavoro, affinché non appaia che c'è chi vuole costruire e chi invece vuol portare avanti un tipo di politica certamente poco costruttiva. Ma questo non vuol dire che sia l'opposizione a farlo; forse è la stessa maggioranza che agisce in tal senso su una finanziaria che vorrebbe essere la migliore possibile.

La modifica di posizioni, per la seconda e terza volta, nella impostazione già data testimonia insicurezza e fa apparire quindi la manovra piuttosto leggera, come volontà politica e come chiarezza di idee. Per coerenza - e credo che di coerenza in quest'Aula ne sia rimasta poca - nella passata legislatura, quando si approvò la legge sulle politiche per il lavoro, noi votammo contro, motivando a chiare lettere che l'impalcatura e la filosofia che quella legge portava avanti non erano in linea con il contributo che noi intendevamo dare alla risoluzione di un problema così pressante per l'intera Isola, cioè il lavoro. L'impalcatura di quella legge è piuttosto legata a una politica assistenzialistica che noi non condividiamo e, guarda caso, in quella circostanza non la condivideva neanche tutto il centrodestra che era all'opposizione e che oggi, invece, come maggioranza, fa finta di dimenticare, cercando le opportune intese per accelerare l'approvazione della manovra finanziaria.

Credo che questo non sia il modo migliore per fare chiarezza e per spendere le risorse a disposizione (si tratta di mille miliardi in tre anni). Mi sarei aspettato che l'attuale maggioranza riuscisse, in modo più preciso, a verificare invece la necessità di quei famosi mille miliardi aggiuntivi che voi stessi insieme a noi volevate reperire per adempiere l'impegno preso da chi quella legge ha proposto, e a cui comunque va riconosciuto tale merito, perché è stato il tentativo di uscire da una situazione piuttosto delicata e pressante sul tema del lavoro che l'Isola stava attraversando. Continuare a praticare assistenzialismo non è il modo migliore, secondo noi, per risolvere il problema del lavoro. Ecco perché l'impalcatura di quella legge non l'abbiamo condivisa e non la condividiamo, e riteniamo che neanche gli aggiustamenti sul controllo in itinere e sulla parte finale della realizzazione degli stessi progetti possano essere la sanatoria di una situazione che può creare soltanto ed esclusivamente occupazione a termine. Non è questa la soluzione che i lavoratori si attendono, e credo che non sia neanche la filosofia che questo Consiglio e la maggior parte delle forze politiche presenti intendono perseguire con i loro programmi.

Allora mi chiedo se le opportune intese servano a mascherare la debolezza di una Giunta e, mi si consenta, di una maggioranza che tardano a fare chiarezza su una finanziaria che sino a questo momento ha fatto acqua da tutte le parti, oppure se c'è solo la volontà di accorciare i tempi cercando quelle famose ed inopportune intese che non possono sanare una situazione deficitaria, soprattutto su questo tema che noi riteniamo debba essere affrontato per intero dall'Aula con serenità, in modo costruttivo, per rispondere alle attese che la gente - che guarda caso è qua fuori da tempo - si aspetta. Se invece la politica è quella del "troviamo il modo di volerci bene", noi non intendiamo prendervi parte, e in questi giorni non abbiamo partecipato alle riunioni tra maggioranza e opposizione su questo tema specifico proprio perché l'impostazione data non è da noi condivisa.

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che quando si chiede di parlare per dichiarazione di voto bisogna specificare come si intende votare, altrimenti tale richiesta diventa un pretesto per parlare.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente della Giunta, onorevoli colleghi, avrei rinunciato volentieri a questo intervento se il collega Emilio Floris non avesse accusato l'opposizione di fare ostruzionismo. Vorrei ricordare all'onorevole Floris, anche se in questo momento è impegnato al telefono, che a tutti noi, in base al Regolamento, sono concessi cinque minuti di tempo per fare una dichiarazione di voto.

Ieri abbiamo rinunciato a una decina di interventi perché desideravamo davvero capire se c'era la possibilità di un accordo; anche adesso credo che tanti di noi rinunceranno a intervenire per dichiarazione di voto, perché desideriamo capire se c'è ancora la possibilità, in sede di Commissione, di migliorare i disegni di legge finanziaria e di bilancio che la Giunta ha presentato.

Conoscete i cinque punti per noi fondamentali, perciò invito il collega Emilio Floris a stare attento, perché per il contributo che noi abbiamo dato ai lavori in Commissione bilancio, talvolta persino rinunciando a intervenire nella discussione al fine di accelerare i tempi, il che ci è stato riconosciuto dallo stesso Presidente della Commissione, tutto ci si può dire, ma non che vogliamo fare ostruzionismo.

Nelle nostre proposte, negli emendamenti e nella contromanovra che abbiamo elaborato noi ci crediamo. Condurremo le nostre battaglie per fare in modo che questa manovra possa essere migliorata. Può darsi anche che non riusciremo in questo intento, in ogni caso decideremo dopo la riunione della Commissione bilancio quale atteggiamento tenere in Aula. Il collega Cogodi ha detto poco fa - e ne dobbiamo dare atto alla Giunta - che per quanto riguarda il piano per il lavoro e anche la legge numero 28 è stato restituito qualcosa che era stato tolto. Ci sono però altri quattro punti che noi desideriamo discutere con la Giunta e con la maggioranza, ecco perché non facciamo ostruzionismo neanche oggi, ma ci aspettiamo che durante i lavori della Commissione bilancio vengano accolte le proposte da noi avanzate.

Naturalmente mi dichiaro favorevole al passaggio all'esame degli articoli, perché credo che strumenti così importanti come finanziaria e bilancio debbano essere approvati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Il dibattito generale sulla finanziaria ha rivelato quali sono le tensioni in campo, e ritengo che ciò possa essere valutato in termini positivi. C'è stato uno sforzo, sia da parte della maggioranza che della opposizione, per migliorare questa manovra finanziaria. E' evidente che il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 21 è un fatto dovuto, al quale ci dichiariamo favorevoli, e ciò non si discute, ma queste dichiarazioni di voto significano che si intende ancora perseguire l'obiettivo del miglioramento della manovra, anche se i margini si stanno restringendo. Tuttavia noi non abbandoniamo la speranza, perché in questo momento la Sardegna ha veramente necessità di una finanziaria e di un bilancio che vadano nella direzione della sua rinascita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Presidente, ho sentito l'esigenza di intervenire soprattutto alla luce delle ultime affermazioni dell'onorevole Emilio Floris, il quale sembra ritenere che quando l'opposizione si impegna in ragionamenti politici ed anche intellettuali necessariamente intende svolgere un ruolo di natura ostruzionistica. Non vi è questa volontà in noi, non è questo il nostro intendimento, né vogliamo raggiungere, con la maggioranza, accordi che possano richiamare vecchie metodiche, vecchie prassi e vecchie attitudini lontane nel tempo, che oggi condanniamo e che erano tipiche del consociativismo. Vogliamo contribuire, con un ragionamento da farsi alla luce del sole, cioè in Commissione e in Aula, ad apportare, attraverso degli emendamenti, quei miglioramenti che secondo noi servono a rendere accettabile la manovra finanziaria che è stata presentata; senza questi miglioramenti a noi pare che la manovra manchi di quelle sinergie, di quelle indicazioni e di quei contenuti indispensabili per perseguire gli obiettivi che abbiamo più volte richiamato e su cui è inutile soffermarsi in questa sede, se non per grandi linee: lavoro ai giovani, impresa, parchi e ambiente, cultura, informatizzazione, poteri e risorse agli enti locali, anche in attuazione di leggi già esistenti.

Lo sforzo che noi chiediamo è solo questo e rifiutiamo naturalmente anche la posizione assunta dall'onorevole Emilio Floris per quanto riguarda le nomine, quella del "noi non siamo interessati, essendo in corso la discussione della manovra finanziaria, ad effettuare tutte le nomine che sono inserite all'ordine del giorno del Consiglio, ma anzi, invitiamo il Presidente ad esercitare il potere sostitutivo previsto dalla legge".

Questa è una forma un po' banale, mi pare, di presentare i fatti. E' evidente, Presidente, che, a termini di legge, è il Consiglio che deve adempiere, e solo se esso non si esprimesse nei tempi previsti evidentemente lei potrebbe esercitare quel potere sostitutivo. Mi pare, quindi, che la posizione assunta dall'onorevole Emilio Floris in merito alle nomine vada decisamente rifiutata.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Richiesta di convocazione di Commissione in deroga

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.-Sardegna). Chiedo che ai sensi dell'articolo 38, primo comma, la Commissione bilancio sia convocata in deroga per l'esame del disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Vorrei fare due brevi considerazioni: abbiamo votato poc'anzi il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 21, terminato il quale si voterà il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 22.

PRESIDENTE. Sì, è così onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Noi non siamo favorevoli ad esaminare il disegno di legge sull'esercizio provvisorio, preferiamo prima esitare la manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, la questione è stata sollevata anche nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, e devo dire che anche allora non c'era disponibilità da parte dell'opposizione. Tuttavia è un atto importante e fondamentale sul quale, a mio avviso, non possono interferire le questioni riguardanti il rapporto tra la maggioranza e l'opposizione. Si tratta di autorizzare un mese di esercizio provvisorio e a questo proposito il primo comma dell'articolo 38 del Regolamento, che la invito a leggere, recita: "Le Commissioni sono convocate dai loro Presidenti per mezzo del Segretario generale del Consiglio. Le riunioni delle Commissioni non possono aver luogo in concomitanza con le sedute dell'Assemblea, salvo espressa deroga del Presidente del Consiglio, sentiti i Presidenti dei Gruppi."

Io ho sentito i Presidenti dei Gruppi e poiché ritengo quest'atto fondamentale mi dichiaro favorevole alla richiesta formulata dall'onorevole La Spisa.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo solo per dare un chiarimento, Presidente. Noi non stiamo contestando il fatto che la Commissione bilancio si riunisca, su questo esiste una prassi. Stiamo affermando che sino a quando non sarà conclusa la sessione di bilancio, che è disciplinata dal Regolamento in termini temporali, non possono essere discussi altri argomenti.

Pertanto occorre chiudere la discussione del bilancio prima di procedere all'esame di altri provvedimenti, altrimenti durante la sessione di bilancio si potrebbero inserire gli argomenti più disparati. Così non è. Questo è un punto che si può discutere e che lasciamo alla riflessione comune della maggioranza e dell'opposizione. Se si trova l'accordo anche su questo va benissimo, ma ribadisco che durante la sessione di bilancio non si possono inserire argomenti sui quali non vi sia un accordo unanime dei Presidenti dei Gruppi.

Lei può certamente autorizzare la riunione della Commissione bilancio, ma in questa fase all'ordine del giorno del Consiglio non si possono inserire argomenti che non riguardino il bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, in relazione a quanto affermato dal Presidente Selis nel precedente intervento, nel prendere atto della sua giusta e puntuale precisazione, secondo la quale la votazione del passaggio all'esame degli articoli riguardava ovviamente soltanto il disegno di legge finanziaria e non quello di bilancio, mi sono permesso di chiedere la parola per richiamare all'attenzione mia e dell'Aula il fatto che, ovviamente, il passaggio precedente, cioè quello della discussione generale, riguardava, invece, secondo costume, entrambi i provvedimenti.

Relativamente alla eccezione di inammissibilità della discussione del disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio, a me pare che questo argomento sia perfettamente connesso alla discussione dell'argomento all'ordine del giorno, e cioè la legge finanziaria e il bilancio. Stiamo parlando della proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio 2000, un argomento che si attaglia perfettamente a quello in discussione e che è già iscritto all'ordine del giorno, e quindi la richiesta di inserimento nella discussione può trovare tranquillamente accoglimento in questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Su questo punto abbiamo avuto occasione di esprimere la nostra opinione anche nel corso della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, ma per il modo in cui questo argomento è stato portato in Aula riteniamo giusto ribadire la nostra posizione.

L'autorizzazione all'esercizio provvisorio non può che essere contenuta in una legge della Regione. Questa legge, prima di essere approvata, segue l'iter dei disegni di legge. Se il Presidente ritiene di consentire la riunione della Commissione bilancio in deroga, sentiti i Presidenti dei Gruppi, che pure non hanno espresso parere unanime, significa che egli non tiene conto di chi esprime opinioni contrarie, ma tiene conto solo dell'opinione della maggioranza, che si è dichiarata favorevole. In ogni caso, questo vale solo perché possa avere inizio l'esame del disegno di legge in Commissione; altra cosa è l'ingresso in Aula, che avverrà nei modi e nei tempi nei quali è consentito ai disegni di legge di pervenire in Aula, quindi con il rispetto delle procedure e dei termini dati.

Voglio ricordare che anche quando fu approvata la prima legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio era appena iniziata la sessione di bilancio, e tuttavia è stato seguito l'iter procedurale. In questo caso nessun diritto e nessuna prerogativa di carattere istituzionale vengono lesi. La maggioranza e la Giunta regionale hanno la responsabilità degli atti che compiono e della previsione, qualora sia errata, dei tempi entro i quali ritengono di contenere l'esercizio provvisorio del bilancio.

Quando fu approvata la prima legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio noi, come opposizione, vi suggerimmo di prevedere cautelativamente tre mesi di esercizio provvisorio. Ci avete risposto: "No, perché siamo sicuri che approveremo il bilancio entro un mese". La scelta fu vostra. Avevate la possibilità, anzi, avevate anche il suggerimento da parte della opposizione di ricorrere cautelativamente a tre mesi di esercizio provvisorio. Avete ritenuto la cosa quasi offensiva, impopolare: "Ma come, questa Giunta, questa armata, questa falange irrompe nella scena politica per cambiare tutto, assume come metro di misura la velocità del fulmine e voi pensate che in due mesi di esercizio provvisorio noi non risolveremo tutto? Pensate che non approveremo la finanziaria, il bilancio, i collegati e qualsiasi altro provvedimento?" Siamo qui, siete qui ancora ai preliminari della discussione della manovra finanziaria! Avete fatto una previsione errata, ma questo errore vostro non deve portare danno alla regione e agli interessi dei suoi cittadini, per cui troveremo modo, nei tempi dovuti, di concordare come questo danno non debba essere arrecato per colpa vostra, per errata previsione vostra, per presunzione e arroganza vostra, alla comunità regionale, però senza forzare nulla, perché ancora una volta - non so più come dirlo - le regole sono queste e non si cambiano con un errata interpretazione. Per cambiare le regole bisogna modificarle. Assumendo l'iniziativa di cambiare il Regolamento interpretandolo male non si è fatta un'altra regola, si è fatta solo una cattiva, irregolare, arbitraria e illegale interpretazione. Per cui dobbiamo trovare il modo, nel corso della sessione di bilancio, di concordare qual è il momento nel quale in Consiglio può avere ingresso il disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio per un altro mese o anche due mesi, se ritenete. Io mi permetterei di suggerire, stante la situazione, se nelle prossime ore non si vede nessuna schiarita, di ricorrere anche al quarto mese di esercizio provvisorio, posto che la legge lo consente. Di più non si può, ma il tempo che la legge vi concede forse è meglio che lo utilizziate. Speriamo che nel frattempo si intraveda uno spiraglio e possiamo procedere coi lavori in tempi più celeri e possibilmente meglio di quanto fino a questo momento non si sia visto.

BIGGIO (A.N.). Organizzi un altro concertino, possibilmente!

ORTU (R.C.). Facciamo suonare te!

PRESIDENTE. Vi prego di non aprire un dibattito su questo argomento.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi...

PRESIDENTE. Scusi onorevole Contu, vedo che l'onorevole Fadda ha alzato la mano.

FADDA(Popolari-P.S.). Mi sto iscrivendo a parlare.

PRESIDENTE. Su questo argomento?

FADDA (Popolari-P.S.). E' stata sollevata un'altra questione sulla quale credo che tutti abbiamo diritto di parlare.

PRESIDENTE. Se si intende aprire un altro dibattito io non lo posso consentire. Hanno già parlato un consigliere a favore e uno contro la richiesta avanzata dall'onorevole La Spisa, che va ora messa in votazione. Non posso aprire un dibattito su ogni argomento, questo è evidente. A questo punto chiedo all'Aula che si pronunci attraverso la votazione.

SELIS (Popolari-P.S.). In base a quale articolo?

PRESIDENTE. E' stata avanzata una proposta da parte di un consigliere.

SELIS (Popolari-P.S.). Se la proposta è antiregolamentare, in base a quale articolo la si mette in votazione?

PRESIDENTE. Non ho capito cosa vuol dire, onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Vuol dire che noi stiamo sollevando un'eccezione sul Regolamento, stiamo cioè dicendo che questa proposta è antiregolamentare, quindi non è una proposta organizzativa.

Se si solleva un'eccezione sul Regolamento non si può procedere alla votazione, perché il Regolamento è un patto solenne tra di noi, che la maggioranza non può di volta in volta modificare, perché altrimenti in questo consesso tutte le regole vengono vanificate. Noi stiamo sostenendo che in assenza di un accordo preventivo non si possono discutere altri argomenti prima che la sessione di bilancio sia conclusa.

PRESIDENTE. Posso chiedere quale articolo del Regolamento contiene questa norma?

Io, invece, le voglio leggere l'articolo 82, che recita: "Richiami pregiudiziali. I richiami riguardanti l'ordine del giorno, il Regolamento o la priorità delle votazioni hanno la precedenza sulle questioni principali. In questi casi, dopo la proposta, possono parlare solo un oratore contro ed uno a favore, motivando il proprio punto di vista, e per non più di dieci minuti ciascuno. L'Assemblea decide per alzata di mano."

SELIS (Popolari-P.S.). Questo non è un richiamo pregiudiziale.

PRESIDENTE. Io sto applicando il Regolamento, abbia pazienza. Mi dica lei dove sta scritto che quando si discute della finanziaria non si può discutere di null'altro. Me lo vuole dire, per gentilezza?

SELIS (Popolari-P.S.). Glielo posso dire. L'articolo 82 parla di richiami pregiudiziali. Questo non è un richiamo pregiudiziale, questo è un argomento che caso mai attiene all'articolo 55, secondo comma, che riguarda l'inserimento di altri argomenti all'ordine del giorno.

Tutti i disegni di legge sono connessi al bilancio, non solo quello relativo all'esercizio provvisorio. Qualunque legge che approviamo se contiene una previsione di spesa è connessa al bilancio, perché il bilancio è il grande ombrello a cui tutto si collega.

L'articolo 82 non c'entra, perché il richiamo pregiudiziale che è stato posto in questo caso non riguarda l'argomento in discussione. Noi stiamo, cioè, discutendo sull'inserimento all'ordine del giorno di un argomento diverso, di un nuovo disegno di legge, e ci si deve perciò riferire al comma 2 dell'articolo 55. La sessione di bilancio è l'unica che viene temporalmente e rigorosamente disciplinata perché se no la discussione di questo argomento non finirebbe più!

Noi riteniamo, quindi, che si debba concludere la sessione di bilancio accelerando il più possibile i lavori, senza inserire alcun altro argomento, a meno che non si voglia applicare il secondo comma dell'articolo 55. Se si continuano a stravolgere in questo modo le regole, francamente io non so dove si possa andare a finire.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, io non sto stravolgendo nulla. L'articolo 82 riguarda i richiami pregiudiziali. Noi stiamo parlando dell'applicazione del Regolamento. Lei ritiene che in base al Regolamento questo argomento non possa essere discusso in Commissione; un'altra parte del Consiglio - non io - sostiene invece che questo argomento possa essere portato in Commissione. Io, pur essendo a termini di Regolamento in condizione di decidere…

SELIS (Popolari-P.S.). Decida lei da solo!

PRESIDENTE. Non voglio decidere io, decida l'Aula attraverso una votazione. L'iter del disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio è quello previsto normalmente per tutti i disegni di legge.

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per dire che mi sembra abbastanza paradossale che l'opposizione prima chieda di trovare il tempo per procedere alle nomine, nonostante sia in corso la sessione di bilancio, e poi affermi che non bisogna discutere nessun altro atto se non il bilancio.

(Interruzioni)

SELIS (Popolari-P.S.). Quello riguardante le nomine è un adempimento previsto dalla legge!

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Ma mettetevi d'accordo! Perché opporsi alla discussione della proroga dell'esercizio provvisorio è un atto di insensibilità politica grave.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Floris, la prego, abbia pazienza, non posso consentirle di continuare questo intervento!

(Interruzioni)

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Sto facendo un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Non è possibile, onorevole Floris, la prego.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Mi permetta Presidente, ma devo dire che mi meraviglia che un ex Presidente del Consiglio su un richiamo all'articolo 82 del Regolamento faccia il discorso che ha fatto poc'anzi in aula!

(Interruzioni)

GIAGU (Popolari-P.S.). Allora faccia lei il Presidente del Consiglio!

PRESIDENTE. Metto in votazione la richiesta del consigliere La Spisa. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

(Interruzioni da parte del Gruppo D.S.-F.D., il quale sostiene che non sia stato chiarito l'oggetto della votazione.)

PRESIDENTE. Abbiamo approvato la convocazione in deroga della Commissione bilancio.

FADDA (Popolari-P.S.). Non ha chiesto neppure la controprova!

PRESIDENTE. Nessuno l'ha chiesta.

FADDA (Popolari-P.S.). Perché stavamo ancora discutendo. Continui così e vedrà come ci comporteremo in Commissione!

PRESIDENTE. Non c'è nessun problema, poiché il Regolamento in questi casi lo consente, procediamo a una seconda votazione.

CUGINI (D.S.-F.D.). Io chiedo di sapere che cosa stiamo votando.

PIRISI (D.S.-F.D.). Vorrei sapere che cosa stiamo votando per decidere se votare a favore oppure no.

PRESIDENTE. E' stata avanzata da parte del Presidente della Commissione bilancio una richiesta perché il Presidente del Consiglio consenta, sulla base del Regolamento, la riunione in deroga della Commissione bilancio per esaminare il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio. Su questa richiesta hanno parlato un oratore a favore e uno contro, come previsto dal Regolamento.

L'onorevole Selis ha poi sollevato una questione pregiudiziale.

CUGINI (D.S.-F.D.). Qual è la pregiudiziale sollevata da Selis?

PRESIDENTE. Metto in votazione la richiesta del consigliere La Spisa.

(E' approvata)

E' stata chiesta la controprova.

FADDA (Popolari-P.S.). Ha già detto che era stata approvata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, per la verità io avevo la mano alzata già da prima, ma evidentemente la mia richiesta di parlare viene sempre confusa con qualche altro messaggio.

Ho preso atto del voto espresso da quell'Aula in relazione alla richiesta formulata dall'onorevole La Spisa, il quale si è limitato a chiedere l'autorizzazione a convocare la Commissione bilancio.

Il collega Selis ha citato il secondo comma dell'articolo 55 che attiene invece all'inserimento di nuovi argomenti all'ordine del giorno. Quindi noi abbiamo legittimamente votato la prima volta senza che si procedesse alla controprova, alla quale comunque siamo sempre disponibili.

SELIS (Popolari-P.S.). Vorrei intervenire sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, lei può intervenire sul Regolamento o sull'ordine del giorno.

SELIS (Popolari). Io chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, non esiste la possibilità di parlare sull'ordine dei lavori.

SELIS (Popolari-P.S.). Sì, che esiste.

PRESIDENTE. Quale articolo del Regolamento lo prevede?

SELIS (Popolari-P.S.). Va bene, allora intervengo sul Regolamento. Decida lei.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). L'onorevole Masala ha fatto un intervento opportuno dicendo che l'articolo 55, comma secondo, prevede che "per discutere e deliberare su materie che non siano all'ordine del giorno è necessaria una deliberazione del Consiglio a maggioranza di quattro quinti dei votanti".

Questo va benissimo, però ricordo che per un principio generale del Regolamento, in assenza di norme specifiche, per disciplinare i lavori della Commissione vale l'analogia con l'Aula. Si tratta di un principio generale che regola l'attività delle Commissioni, sulla cui vigenza, qualora fosse posta in discussione, chiedo anche un parere scritto da parte degli Uffici, poi il Presidente interpreti il Regolamento come vuole perché la responsabilità è sua. Tuttavia, siccome vale il principio di analogia, la disposizione del comma 2 dell'articolo 55 si applica anche alle Commissioni, non essendoci una disposizione in deroga.

PRESIDENTE. Voglio comunque ricordare all'onorevole Selis che l'Aula è sovrana e qualsiasi decisione presa dall'Aula va oltre il Regolamento. In questo caso si è pronunciata l'Aula, il Presidente non ha interpretato il Regolamento.

SELIS (Popolari-P.S.). L'Aula è sovrana, ma il Regolamento è sovrano rispetto all'Aula. Come ho già affermato, se non ci sono norme derogatorie, si applicano ai lavori delle Commissioni le stesse norme che disciplinano i lavori dell'Aula. Interpreti il Presidente questa mia osservazione.

PRESIDENTE. Le farò avere la mia interpretazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Io non avrei parlato, però, arrivati a questo punto è bene che il Regolamento lo leggiamo tutti. La Giunta ha presentato il disegno di legge concernente la proroga dell'esercizio provvisorio. Spetta al Presidente del Consiglio regionale assegnare il disegno di legge alla Commissione competente per materia, che, come sappiamo tutti, è la Commissione bilancio.

Non entro neanche nel merito se l'esercizio provvisorio sia attinente o meno al bilancio; questa è la mia opinione, ma se ne potrebbe discutere. Una volta che il disegno di legge è affidato alla Commissione bilancio sorge l'applicabilità dell'articolo 73, che recita: "1. I progetti di legge e gli atti da sottoporre all'esame dell'Assemblea, appena pervenuti al Consiglio, sono trasmessi, corredati di una scheda contenente i riferimenti legislativi, alla Commissione competente…

2. La Commissione non può, salvo deroga concessa dal Presidente del Consiglio, iniziare l'esame degli atti di cui al comma 1 prima della loro effettiva distribuzione a tutti i consiglieri".

Effettivamente, se io fossi un consigliere dell'opposizione direi: "Il documento non è stato distribuito, quindi mi oppongo". Tuttavia lo stesso articolo 73 dice che il Presidente, probabilmente in via del tutto eccezionale, può concedere una deroga, può cioè accelerare l'iter.

Se poi il Presidente ritiene di non concedere tale deroga è un altro paio di maniche, ma iio ho interpretato la richiesta del Presidente della Commissione bilancio come una richiesta di autorizzazione in deroga ad esaminare subito in Commissione il disegno di legge in questione, prescindendo dagli altri requisiti richiesti dal Regolamento.

Vorrei aggiungere, e l'onorevole Selis conosce molto bene il Regolamento, che l'articolo 39 disciplina la programmazione dei lavori in Commissione, quindi non spostiamo i termini del problema. Aver demandato la decisione all'Assemblea è stato irrituale, su questo concordo, perché la deroga poteva benissimo essere concessa dal Presidente; però, una volta che la deroga è concessa nulla impedisce alla Commissione di decidere il calendario dei lavori, ai sensi del primo comma dell'articolo 39, il quale recita: "Il programma e il calendario dei lavori sono approvati da ciascuna Commissione a maggioranza dei suoi componenti, in ogni caso prevedendo che gli argomenti indicati dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo siano inseriti ai primi punti dei rispettivi ordini del giorno".

Per la verità la Conferenza dei Presidenti di Gruppo non ha dato una indicazione precisa per quanto concerne il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio, ma è anche vero che la stessa Conferenza ha dato invece mandato di iniziare l'esame degli emendamenti. Ma ammettendo che la Commissione proceda prima all'esame degli emendamenti, nulla impedisce a quella Commissione, se lo decide la maggioranza dei suoi componenti, di inserire immediatamente dopo, come secondo punto all'ordine del giorno, l'esame del disegno di legge sull'esercizio provvisorio.

Ora ditemi voi perché abbiamo drammatizzato tutto questo, quando si poteva benissimo seguire in maniera ordinata il Regolamento che, come vedete, offre gli strumenti per superare alcune impasse?

Onorevole Selis, lei del Regolamento legge solo quello che le fa comodo, ma qualche volta bisogna leggere anche gli articoli che comodo non fanno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). A parte il merito della discussione, io ritengo che ciascuno di noi possa esprimere il proprio dissenso pacatamente, senza esasperare i rapporti.

Il presidente Serrenti non doveva mettere in votazione la richiesta del collega La Spisa, perché riguardava una competenza assegnata dal Regolamento al Presidente del Consiglio. Scaricare sull'Aula le responsabilità messe in capo a chi dirige i lavori dell'Assemblea è qualcosa che mi trova totalmente in disaccordo. Ci sono funzioni che devono essere espletate sino in fondo, assumendosene tutte le responsabilità. Invece, appena sorge un "problemino" si demanda la decisione all'Aula, per causare un attrito tra maggioranza e opposizione anche sulle questioni più banali.

Questo è un metodo che, sinceramente, mi lascia molto, molto perplesso, e non sono d'accordo che si proceda così anche per i prossimi appuntamenti, perché il Presidente dell'Assemblea ha una funzione insostituibile, quella di disciplinare i rapporti tra i Gruppi. Invece qui si tende a scaricare la difficoltà del momento sull'Aula, attraverso votazioni, contrapposizioni e via dicendo. Se questo è il clima che il Presidente dell'Assemblea vuole proporci, noi lo rifiutiamo.

(Interruzione)

Andare in Commissione, violando il Regolamento, accelera i tempi? Non è così, perché allora io chiedo i termini per la presentazione della relazione di minoranza. Ma sull'esercizio provvisorio dobbiamo arrivare a questo punto? Chi sta esasperando il clima di scontro in questa situazione? Io sinceramente metterei all'ordine del giorno una riflessione su questo punto. Vogliamo arrivare a uno scontro? La Presidenza può alimentare questo scontro? Sinceramente io non so che cosa dire, perché non è vero che così si accorciano tempi.

Il collega Cogodi ha prospettato un'ipotesi di lavoro che deve essere valutata, o forse solo perché l'ha prospettata il collega Cogodi non la si prende in considerazione? Questo è un modo davvero inconcepibile di agire nei rapporti politici e nella direzione di un'assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, io sono sostanzialmente d'accordo con lei: è il Presidente del Consiglio che si assume le responsabilità, e lei sa bene che io non mi sottraggo alle mie responsabilità, però voglio ricordare che quando le opinioni sono divergenti c'è un organo che è sovrano e sta al di sopra di tutti, anche del Presidente del Consiglio, ed è l'Aula. Mi pare naturale che il Presidente del Consiglio si rimetta all'Aula .

FADDA (Popolari-P.S.). Chi tutela la minoranza se lei mette sempre ai voti le richieste? Allora il Regolamento non esiste?

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Tuttavia, detto questo, la Conferenza dei Presidenti di Gruppo aveva stabilito che subito dopo aver votato il passaggio agli articoli la Commissione bilancio si sarebbe riunita per esaminare gli emendamenti, e che i lavori del Consiglio sarebbero ripresi alle ore 16.

Onorevoli Cugini, mi dica lei?

CUGINI (D.S.-F.D.). E che cosa le devo dire più di quello che le ho già detto?

PRESIDENTE. Se ci sono problemi convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Il Consiglio è riconvocato per le ore 16.

La seduta è tolta alle ore 11 e 54.



Allegati seduta

XL SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

GIOVEDI' 24 FEBBRAIO 2000

Presidenza del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 10 e 23.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 22 febbraio 2000, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Scano e Morittu hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 24 febbraio 2000. Se non vi si opposizioni i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta ad interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta, in data 22 febbraio 2000, all'interrogazione GIAGU sul blocco delle assunzioni nel settore forestale nelle province di Sassari e Nuoro (61).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di attivare un centro di cardiochirurgia presso la ASL n. 1 di Sassari". (98)

"Interrogazione GRANARA - FLORIS Emilio - CORONA - RASSU - BIANCAREDDU, con richiesta di risposta scritta, sui comportamenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione del Banco di Sardegna". (99)

"Interrogazione BIGGIO - CARLONI - CORDA - FRAU - LIORI - MURGIA - SANNA NIVOLI - USAI, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità operative dell'ERSAT in materia di istruttoria di progetti per la realizzazione di sale di mungitura". (100)

"Interrogazione CORONA, con richiesta di risposta scritta, sui sistemi di lavorazione e sulle procedure di sicurezza adottati nella miniera d'oro di Furtei". (101)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attivazione del servizio "118" a Porto Torres". (102)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla fuoriuscita di ORIMULSION da un serbatoio nella termocentrale di Fiumesanto". (103)

"Interrogazione PILO - CORONA - LA SPISA - NUVOLI, con richiesta di risposta scritta, sul duplice incarico di responsabilità nel CRS4 e nel progetto "Marte". (104)

"Interrogazione CALLEDDA - MARROCU - PINNA, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di risanamento della diga di "Medau Zirimilis". (105)

"Interrogazione DETTORI Bruno, con richiesta di risposta scritta, sullo striscione offensivo contro i sardi e la Sardegna esposto durante la partita di calcio Venezia-Cagliari di domenica 13 febbraio 2000". (106)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza CALLEDDA - PUSCEDDU sull'applicazione della legge regionale n. 41 del 1987". (31)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente, intervengo per rammentare a lei e a tutto il Consiglio che all'ordine del giorno dei lavori consiliari è iscritto un argomento che, dal nostro punto di vista, deve essere assolutamente esaminato e sul quale occorre assumere una decisione.

In base alla legge, nei prossimi giorni, mi pare in data 28 febbraio, scadono i termini entro quali il Consiglio regionale deve precedere alla elezione dei componenti dei Comitati di controllo, e se non provvede entro questo termine è dato potere sostitutivo al suo Presidente di procedere alle nomine stesse mi pare entro tre o cinque giorni.

Il 2 marzo prossimo, pertanto, i Comitati di controllo per legge saranno decaduti, e questo avrà una serie di conseguenze non solo nel sistema istituzionale, ma anche nel sistema complessivo di produzione degli atti amministrativi e nel rapporto tra privati, deboli o forti, e amministrazione pubblica.

Ora, noi potremmo anche fidarci della nota neutralità e della equanimità del Presidente dell'Assemblea e ritenere che le nomine che nei prossimi giorni egli farà d'ufficio saranno quelle che meglio rispondono agli interessi di questo consesso, tuttavia riteniamo che debba essere invece il Consiglio regionale a procedere alle suddette nomine.

La questione è stata sollevata più volte, come ben sanno i colleghi Capigruppo, nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo; sono stati redatti dei verbali, però in Aula non se ne è mai discusso. Io chiedo formalmente che il Consiglio decida il giorno e l'ora in cui procedere alle nomine necessarie perché siano legittimamente rinnovati gli organi di controllo sulla legittimità degli atti degli enti locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Signor Presidente, colleghi, effettivamente la perplessità che è stata espressa dal collega Cogodi è una perplessità comune, e il fatto che i Comitati di controllo decadano, se non sbaglio, il 29 febbraio necessita di una soluzione rapida. Oggi, 24 febbraio, siamo imbrigliati dalla sessione di bilancio e non si intravede la possibilità di convocare il Consiglio in tempo utile per questo importante adempimento. E' pertanto necessario - e questo è il suggerimento che intendo dare - verificare la possibilità che, eventualmente in coda alla seduta di oggi, o comunque nei prossimi giorni, il Consiglio proceda a questo importante adempimento. Questo per evitare che importanti atti che vengono emanati corrano il rischio di essere caducati per mancanza di operatività degli organi preposti al controllo, e per evitare anche - non se ne abbia a male il presidente Serrenti, lo dico in termini affettuosi - che il Presidente del Consiglio sia costretto a esercitare quel potere sostitutivo che gli viene conferito dalla legge, il che creerebbe, se non un fatto increscioso, una situazione critica alla quale credo che questa Assemblea non voglia esporre il suo Presidente.

Siccome io ho preso la parola senza avere preventivamente consultato il mio Gruppo, chiedo alla cortesia del Presidente e dei colleghi di concedere una brevissima sospensione di cinque minuti, onde consentirmi di interpellare il mio Gruppo su questo problema che non è di scarso momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Io concordo con il contenuto dell'intervento del collega Cogodi, ripreso adesso dal collega Usai, ma vorrei fare una precisazione: l'argomento di cui trattasi è già iscritto all'ordine del giorno, quindi, tenendo presente la data di decadenza, spetta a noi stabilire il giorno in cui procedere alle nomine. Il collega Usai proponeva di sospendere per qualche minuto la seduta per consultare i suoi colleghi di Gruppo, ma è bene che tutti noi ci confrontiamo per concordare la data, che non può essere chiaramente molto in là nel tempo, ma dobbiamo comunque avere la possibilità di svolgere le necessarie verifiche perché l'elezione dei componenti dei Co.ci.co. e del co.re.co. comporta tra l'altro una valutazione dei requisiti richiesti. Quindi, non solo concordo con la richiesta di sospensione, ma chiedo un confronto con i colleghi Presidenti dei Gruppi di maggioranza e di opposizione per stabilire la data in cui procedere a questo adempimento. Credo che sarà necessaria una sospensione un po' più lunga rispetto a quanto richiesto dal collega Usai.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Cugini, perché il suo intervento evita a me di fare ulteriori precisazioni. Voglio solo ricordare che il Presidente del Consiglio invitò i Gruppi a prepararsi per affrontare questo importante adempimento il 18 ottobre scorso, perché pur essendo in piena crisi politica c'erano comunque le condizioni per procedere.

Questo argomento è all'ordine del giorno e io aspetto determinazioni da parte dei Gruppi. E' evidente che il Presidente non ha nessun interesse ad esercitare il potere sostitutivo, il quale rappresenta l'estrema ratio, perché bisogna onorare la legge. Ma se il Consiglio non adempie purtroppo non c'è via d'uscita. Io mi auguro che nei prossimi giorni, nei quali faremo numerose altre Conferenze dei Presidenti di Gruppo, riusciremo a decidere quando interrompere la discussione del bilancio per adempiere quest'obbligo di legge.

Io sono d'accordo sulla sospensione, propongo però che si proceda prima alla votazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 21. La Commissione bilancio si deve ancora riunire per esaminare tutti gli emendamenti, e credo che avremo tempo a sufficienza per discutere anche di questo problema.

Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Concordo con la sua proposta.

Votazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2000)" (21/A)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che la discussione generale congiunta dei disegni di legge numero 21 e 22 è stata chiusa, gli emendamenti sono stati tutti presentati e dobbiamo ora votare il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 21.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). La Conferenza dei Presidenti di Gruppo aveva già stabilito di procedere questa mattina alla votazione del passaggio all'esame degli articoli. Voglio solamente richiamarmi a qualcosa che precede, accompagna e segue il passaggio agli articoli, e cioè la costruzione, in Commissione e in Aula, di un clima che ci consenta di confrontarci e di entrare nel merito della finanziaria. Noi abbiamo detto che il confronto sugli emendamenti che avevamo a suo tempo presentato è stato negato in sede di Commissione bilancio e quindi, lo dico per i colleghi della maggioranza, occorre superare la contrapposizione frontale già vissuta nelle settimane passate, che impone il mantenimento in Aula delle posizioni e delle opinioni espresse in Commissione, radicalizza lo scontro e impedisce le convergenze.

Noi sappiamo che la ricerca dell'accordo su una materia così impegnativa come la finanziaria è un impegno che coinvolge tutti, ma se si rifiutano - mi rivolgo soprattutto ai colleghi Usai e Floris, che rappresentano i Gruppi più numerosi nella maggioranza - il confronto e la collaborazione, lo spirito costruttivo al quale mi sto richiamando non troverà spazio, e invece di partecipare alla costruzione di soluzioni unitarie, si rischia di mettere in secondo piano la sostanza e di far emergere solo le contrapposizioni in merito alle parti della manovra finanziaria che non si condividono.

Abbiamo già detto in sede di discussione generale che noi siamo, e lo saremo anche nei prossimi giorni, presidente Floris, pronti alla costruzione di una convergenza che abbiamo ripetutamente, sino a ieri notte, ricercato e che passa anche attraverso gli emendamenti. Così come facevamo noi quando eravamo in maggioranza, i colleghi dell'attuale maggioranza hanno presentato un numero ridotto di emendamenti, e noi siamo disponibili alla costruzione di una riserva di risorse finanziarie che ci permetta di incrementare le risorse manovrabili in Aula seguendo la linea stabilita dal DPEF, che abbiamo approvato assieme, cioè quella di evitare ulteriori indebitamenti, coinvolgendo nel dibattito sulla finanziaria e nella costruzione delle soluzioni possibili tutti i colleghi, sia della maggioranza sia della opposizione, anche partendo da posizioni differenti, così come è accaduto in passato e come accadrà forse nei prossimi giorni, ma con l'obiettivo di utilizzare le risorse per dare risposte alle questioni che tutti noi abbiamo portato all'attenzione dei cittadini sardi quando ci siamo misurati sulla prospettiva di rinascita di questa regione.

Noi abbiamo detto che il la manovra finanziaria proposta era incoerente con il Documento di programmazione economica e finanziaria, e che pure tra la prima e la seconda stesura c'è stato un miglioramento; abbiamo riconosciuto e apprezzato che anche l'accordo sottoscritto con i sindacati si muove nella linea indicata dal DPEF e abbiamo anche detto che la linea da noi prospettata per apportare delle correzioni al disegno di legge finanziaria ci dà la possibilità di trovare ancora dei punti d'incontro.

Questo lo dico prima del passaggio agli articoli, perché sono fiducioso che ci siano ancora dei margini di incontro. Verificheremo se i 10 o 12 emendamenti che la Giunta ha presentato seguono la linea che abbiamo discusso in questi giorni, senza peraltro trovare dei punti d'incontro, ma se dal confronto e dal dialogo, con la partecipazione di tutti, nessuno escluso, dovesse scaturire una convergenza allora forse qualche attrito e qualche contrapposizione che ci hanno portato a esprimere determinati giudizi potranno essere superati.

Questa è la mia opinione personale sulla quale non mi sono confrontato con i colleghi della opposizione. E' l'opinione di un componente del Consiglio regionale, che per la funzione che svolge vuole contribuire, ferma restando la propria posizione, a una soluzione alta dei problemi inerenti alla manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, lei aveva chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori. Pur non essendosi attenuto a questo argomento, io non ho interrotto il suo intervento che verrà considerato come una sorta di dichiarazione di voto dell'opposizione.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Colleghe e colleghi, l'onorevole Cugini ha esposto con chiarezza la posizione della Coalizione autonomista, io vorrei però sottolineare, non perché questo abbia un significato particolare, ma perché rimanga agli atti di questa Assemblea, che noi, come abbiamo più volte enunciato e proclamato, basiamo la nostra attività di opposizione sulla qualità delle proposte. Lo abbiamo detto in tutti i momenti di questa fase: nessuno di noi ha alcun interesse a qualificare l'opposizione come un'attività volta a dilazionare l'approvazione della manovra finanziaria. Non c'è stato da parte nostra un solo minuto di attività ostruzionistica in questa fase; abbiamo anzi cercato di accelerare al massimo l'iter della finanziaria, persino uscendo più volte dall'aula della Commissione bilancio, non per abbandonare i lavori, ma proprio per consentire che gli stessi potessero procedere in maniera più rapida.

Sia in Commissione sia in Aula abbiamo indicato quali sono le nostre proposte e quali sono i cinque punti per noi essenziali, ossia le politiche del lavoro, dell'impresa, della cultura, degli enti locali, dell'ambiente. Abbiamo anche detto due cose in particolare, che ribadisco perché rimangano agli atti: noi abbiamo assunto l'impegno di specificare in che modo questi cinque punti dovessero diventare proposte concrete da presentare attraverso emendamenti. Negli incontri informali avuti ieri con la maggioranza abbiamo fatto anche una specifica (che poi abbiamo trascritto e che possiamo consegnare), in cui questi cinque punti sono dettagliatamente articolati. Ma non abbiamo fatto solo questo: ci siamo infatti impegnati a trovare la necessaria copertura finanziaria. Nessuno di noi ha la chiave della cassa e può inventare risorse, lo sa la maggioranza e lo sa Giunta, perciò la nostra proposta consisteva nel dilazionare una parte delle spese correnti anticipando gli investimenti. Se siamo tutti d'accordo che gli investimenti sono il momento fondamentale, sono la nota caratterizzante della manovra, non comprendiamo perché si dica che le risorse finanziarie per questi investimenti saranno stanziate con la variazione di bilancio a maggio, a giugno, o quando sarà. Noi diciamo invece: anticipiamo ora tutti gli investimenti e a maggio o a giugno troviamo la copertura per una parte delle spese correnti, quelle non obbligatorie e che si possono dilazionare. Noi abbiamo fatto una serie di proposte concrete e ci sembrava che ci fosse un'apertura da parte della maggioranza. Questa apertura, in un momento successivo, si è rivelata solamente una nostra impressione, c'è stata al contrario una chiusura, o comunque si è parlato di risorse non programmabili. Noi abbiamo la sensazione che la maggioranza non abbia un serio interesse al confronto dialettico; abbiamo anche detto che le nostre proposte non hanno bisogno di primogenitura: le possiamo concordare assieme o le può fare sue la Giunta presentando i relativi emendamenti.

Abbiamo la sensazione, invece, che si voglia un confronto muscolare, una prova di forza che francamente non si capisce a chi giovi. Certo, nella dialettica parlamentare noi non ci tiriamo indietro, ma non è questo il senso della politica, del confronto e della ricerca comune di favorire lo sviluppo della Sardegna. Noi non comprendiamo la logica e il fine di questo atteggiamento e ci auguriamo che nel corso dei lavori, in Assemblea e in Commissione, questa situazione possa essere chiarita.

Ripeto, dico questo per senso di responsabilità, non perché il confronto in Aula preoccupi l'opposizione, ritengo però che questo confronto possa rivelarsi traumatico e anche lacerante e noi questo non lo vogliamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Anche lei intende fare una dichiarazione di voto, presidente Floris?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Presidente, io ho chiesto di parlare.

PRESIDENTE. Mi dicono che ha chiesto di parlare prima l'onorevole Cogodi. Presidente Floris, abbia pazienza.

COGODI (R.C.). Il Presidente ha la precedenza, ci mancherebbe!

PRESIDENTE. La sua richiesta di parlare è precedente, onorevole Cogodi, però se lei ritiene di compiere un atto di cortesia, io do la facoltà di parlare al Presidente della Giunta.

COGODI (R.C.). Ripeto che, a mio avviso, il Presidente della Giunta ha sempre la precedenza.

PRESIDENTE. Non è così. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Presidente, mi è sembrato di cogliere negli interventi del Capogruppo del PDS e dell'onorevole Gian Mario Selis…

CUGINI (D.S.-F.D.). Adesso siamo D.S.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Che cosa ho detto?

CUGINI (D.S.-F.D.). Se dici PDS torniamo indietro nella storia.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Lo ritieni offensivo?

CUGINI (D.S.-F.D.). No!

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Io non so se le dichiarazioni dei colleghi Selis e Cugini siano di preparazione a quello scontro "muscolare" di cui parlava il collega Gian Mario Selis, oppure siano fatte con le migliori intenzioni, nel qual caso non possiamo non accoglierle favorevolmente, come abbiamo fatto in tutti questi giorni. Infatti le dichiarazioni rese in Aula in questi giorni - dichiarazioni inusuali, come qualcuno le ha definite - volevano essere un segnale preciso per trovare nella manovra finanziaria e nel bilancio quelle opportune intese che fanno parte della dialettica parlamentare e che rientrano nel confronto istituzionale corretto.

Ovviamente questo è stato possibile quando le indicazioni sono state chiare e quando si è parlato di problemi specifici, di politiche chiare e di risorse certe. Non c'è cattiva volontà né da parte della Giunta, né della maggioranza; nemmeno nelle riunioni che abbiamo avuto con tutti i componenti della maggioranza in questi giorni mi è sembrato che qualcuno volesse condurre questa lotta. C'è stata e c'è ancora da parte di tutti gli esponenti della maggioranza la precisa volontà di verificare se ci sono le condizioni per raggiungere degli accordi.

Certo, alcune soluzioni non sono più praticabili, perché ormai, anche la notte scorsa, che abbiamo trascorso lavorando, oltre che nelle lunghe ore di confronto con le opposizioni, ci siamo resi conto che alcune scelte che si vorrebbero fare non possono dal punto di vista giuridico e amministrativo essere fatte. Abbiamo sentito il parere non soltanto degli Uffici della Regione, ma anche di valenti amministrativisti, i quali ci hanno confermato che questa strada non è percorribile. E siccome non possiamo certamente andare contro le indicazioni che ci provengono, non dico dalla burocrazia, ma da illuminati esperti in materia di bilancio, è necessario trovare altre soluzioni.

Noi abbiamo, però, indicato con precisione una strada, onorevole Selis, che era stata accettata qualche anno fa dall'attuale maggioranza, quella della proposizione di una norma programmatica, quindi della suddivisione di una parte delle risorse immediatamente disponibili e di altre sulle quali c'è un preciso impegno d'onore non della Giunta, ma dell'intero Consiglio regionale.

Se vogliamo ancora operare per trovare questa intesa, noi dichiariamo la nostra disponibilità. Possiamo a questo fine utilizzare la mattinata odierna, convinti come siamo che fino all'ultimo momento dobbiamo fare del nostro meglio. Se poi si arriverà ad uno scontro, esso non sarà muscolare, ma sarà democratico e civile.

CUGINI (D.S.-F.D.). Sarà in ogni caso uno scontro di idee.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo su ciò che mi consente il Regolamento, cosa vuole che faccia?

PRESIDENTE. Può intervenire sul Regolamento, sull'ordine dei lavori o per dichiarazione di voto.

COGODI (R.C.). Se chiedo la parola nel corso degli interventi per dichiarazione di voto è ovvio, per intanto, che voglio intervenire per dichiarazione di voto!

PRESIDENTE. Questo lo sa lei, onorevole Cogodi. Ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto.

COGODI (R.C.). Veda lei, si stava parlando di questo!

Io penso di poter fare alcune considerazioni, all'interno di questa interlocuzione che mi pare si sia riavviata, cogliendo l'occasione data dal Regolamento di rendere dichiarazioni di voto sul passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge finanziaria. Dal punto di vista del Gruppo della Rifondazione Comunista non è in discussione se in questo Consiglio regionale vi debba essere o no uno scontro, perché è ovvio che c'è e ci sarà uno scontro, dato che esiste una maggioranza che esprime un governo e che si ispira alla politica della destra e del centrodestra, ed esiste una opposizione democratica che persegue invece altri valori e altri programmi.

Per cui vorrei chiarire che, dal nostro punto di vista, quel che deve essere comunque positivamente ricercato non è un accordo ibrido, che snaturi il carattere del confronto politico, che porti a una soluzione innaturale, a una sorta di bilancio della Regione concordato fra maggioranza e opposizione. Questo è impossibile, è inutile e sarebbe dannoso sia per l'opposizione, sia per la maggioranza. La filosofia e l'impostazione del bilancio derivano dalla politica di questa maggioranza di destra. Ciò che è in discussione è un'altra cosa: è in discussione la possibilità di ricondurre questo scontro, che è dialettico, ma è anche politico, quindi è scontro vero, non solo a toni morbidi, ma a una dimensione costruttiva, per cui non un bilancio concordato, un bilancio di tutti (che non esiste, perché se esistesse un bilancio di tutti dovrebbero esistere anche una maggioranza di tutti e un governo di tutti), ma un bilancio migliorato, modificato in parte, innovato, che contenga anche ciò che la maggioranza ritiene di poter accogliere delle proposte della opposizione, ossia ciò che è compatibile con la la sua strategia, la sua politica, che noi abbiamo giudicato essere la politica dei tagli alla spesa sociale, al lavoro, agli enti locali, agli investimenti produttivi.

Ma questo accoglimento parziale non può essere un fatto meramente simbolico. Nel corso della discussione e del confronto di merito, quando inizieremo l'esame articolo per articolo, norma per norma, emendamento per emendamento, capitolo per capitolo, daremo atto anche delle modificazioni positive già apportate alla proposta iniziale della Giunta. Per intanto è stato solo restituito un pezzo di quello che era stato portato via. Sempre meglio restituire quello che è stato portato via, e in materia di politiche attive per il lavoro, di interventi di sostegno agli enti locali per lo sviluppo e l'occupazione era stata portata via la gran parte dei finanziamenti regionali. Daremo atto positivamente di questo, e quando si farà qualcosa di buono, come la restituzione di qualcosa che era stato portato via, ne daremo atto, ma l'altro passo, quello di modificare almeno in parte, perché modificare tutto non è possibile…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le devo ricordare che i cinque minuti a sua disposizione sono già trascorsi, quindi la prego di concludere il suo intervento.

COGODI (R.C.). E' sicuro che ho diritto solo a cinque minuti in questa fase? Siccome lei è sicuro di troppe cose termino qui il mio intervento, che mi riservo di riprendere nel momento in cui potrò chiedere di nuovo di parlare, e lei ben sa che il Regolamento mi consente di intervenire ancora, così come a lei è consentito di leggere il Regolamento per intero.

PRESIDENTE. Io ho già letto il Regolamento e rivolgo lo stesso invito a lei. Per dichiarazione di voto sono concessi cinque minuti, che sono già scaduti.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). L'auspicio comune in quest'Aula è quello di esitare la migliore manovra finanziaria possibile per la Sardegna. Questo riguarda naturalmente sia la maggioranza, sia l'opposizione. La maggioranza ha predisposto la manovra e alla stessa ha presentato, in Commissione, degli emendamenti che ora devono essere esaminati dal Consiglio. L'opposizione ha fatto altrettanto, e io concordo con quanto hanno detto il Presidente della Giunta e l'onorevole Cogodi: esistono un maggioranza e una opposizione. La maggioranza farà il proprio lavoro, mentre l'opposizione deve decidere se assumere un atteggiamento ostruzionistico - quello che fino adesso mi pare abbia prevalso -oppure costruttivo.

Io ho preso la parola per dichiarazione di voto, signor Presidente, per dire che le nomine nei vari organismi, ivi compresi i Comitati di controllo, che noi riteniamo importantissimi, possono essere fatte al termine della manovra finanziaria. Nel caso sia impossibile esitare la manovra prima dei termini di decadenza di tali organismi, affidiamo al Presidente del Consiglio il potere di effettuare le nomine stesse.

PRESIDENTE. Onorevole Floris, questo non è un potere che mi viene affidato. Lo stabilisce la legge, ma io preferirei che le nomine le effettuasse il Consiglio.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, per accelerare i lavori rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Colleghi del Consiglio, siccome si continua a parlare di maggioranza e di opposizione vorrei che il distinguo si facesse con grande chiarezza, soprattutto sul tema fondamentale delle politiche per il lavoro, affinché non appaia che c'è chi vuole costruire e chi invece vuol portare avanti un tipo di politica certamente poco costruttiva. Ma questo non vuol dire che sia l'opposizione a farlo; forse è la stessa maggioranza che agisce in tal senso su una finanziaria che vorrebbe essere la migliore possibile.

La modifica di posizioni, per la seconda e terza volta, nella impostazione già data testimonia insicurezza e fa apparire quindi la manovra piuttosto leggera, come volontà politica e come chiarezza di idee. Per coerenza - e credo che di coerenza in quest'Aula ne sia rimasta poca - nella passata legislatura, quando si approvò la legge sulle politiche per il lavoro, noi votammo contro, motivando a chiare lettere che l'impalcatura e la filosofia che quella legge portava avanti non erano in linea con il contributo che noi intendevamo dare alla risoluzione di un problema così pressante per l'intera Isola, cioè il lavoro. L'impalcatura di quella legge è piuttosto legata a una politica assistenzialistica che noi non condividiamo e, guarda caso, in quella circostanza non la condivideva neanche tutto il centrodestra che era all'opposizione e che oggi, invece, come maggioranza, fa finta di dimenticare, cercando le opportune intese per accelerare l'approvazione della manovra finanziaria.

Credo che questo non sia il modo migliore per fare chiarezza e per spendere le risorse a disposizione (si tratta di mille miliardi in tre anni). Mi sarei aspettato che l'attuale maggioranza riuscisse, in modo più preciso, a verificare invece la necessità di quei famosi mille miliardi aggiuntivi che voi stessi insieme a noi volevate reperire per adempiere l'impegno preso da chi quella legge ha proposto, e a cui comunque va riconosciuto tale merito, perché è stato il tentativo di uscire da una situazione piuttosto delicata e pressante sul tema del lavoro che l'Isola stava attraversando. Continuare a praticare assistenzialismo non è il modo migliore, secondo noi, per risolvere il problema del lavoro. Ecco perché l'impalcatura di quella legge non l'abbiamo condivisa e non la condividiamo, e riteniamo che neanche gli aggiustamenti sul controllo in itinere e sulla parte finale della realizzazione degli stessi progetti possano essere la sanatoria di una situazione che può creare soltanto ed esclusivamente occupazione a termine. Non è questa la soluzione che i lavoratori si attendono, e credo che non sia neanche la filosofia che questo Consiglio e la maggior parte delle forze politiche presenti intendono perseguire con i loro programmi.

Allora mi chiedo se le opportune intese servano a mascherare la debolezza di una Giunta e, mi si consenta, di una maggioranza che tardano a fare chiarezza su una finanziaria che sino a questo momento ha fatto acqua da tutte le parti, oppure se c'è solo la volontà di accorciare i tempi cercando quelle famose ed inopportune intese che non possono sanare una situazione deficitaria, soprattutto su questo tema che noi riteniamo debba essere affrontato per intero dall'Aula con serenità, in modo costruttivo, per rispondere alle attese che la gente - che guarda caso è qua fuori da tempo - si aspetta. Se invece la politica è quella del "troviamo il modo di volerci bene", noi non intendiamo prendervi parte, e in questi giorni non abbiamo partecipato alle riunioni tra maggioranza e opposizione su questo tema specifico proprio perché l'impostazione data non è da noi condivisa.

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che quando si chiede di parlare per dichiarazione di voto bisogna specificare come si intende votare, altrimenti tale richiesta diventa un pretesto per parlare.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente della Giunta, onorevoli colleghi, avrei rinunciato volentieri a questo intervento se il collega Emilio Floris non avesse accusato l'opposizione di fare ostruzionismo. Vorrei ricordare all'onorevole Floris, anche se in questo momento è impegnato al telefono, che a tutti noi, in base al Regolamento, sono concessi cinque minuti di tempo per fare una dichiarazione di voto.

Ieri abbiamo rinunciato a una decina di interventi perché desideravamo davvero capire se c'era la possibilità di un accordo; anche adesso credo che tanti di noi rinunceranno a intervenire per dichiarazione di voto, perché desideriamo capire se c'è ancora la possibilità, in sede di Commissione, di migliorare i disegni di legge finanziaria e di bilancio che la Giunta ha presentato.

Conoscete i cinque punti per noi fondamentali, perciò invito il collega Emilio Floris a stare attento, perché per il contributo che noi abbiamo dato ai lavori in Commissione bilancio, talvolta persino rinunciando a intervenire nella discussione al fine di accelerare i tempi, il che ci è stato riconosciuto dallo stesso Presidente della Commissione, tutto ci si può dire, ma non che vogliamo fare ostruzionismo.

Nelle nostre proposte, negli emendamenti e nella contromanovra che abbiamo elaborato noi ci crediamo. Condurremo le nostre battaglie per fare in modo che questa manovra possa essere migliorata. Può darsi anche che non riusciremo in questo intento, in ogni caso decideremo dopo la riunione della Commissione bilancio quale atteggiamento tenere in Aula. Il collega Cogodi ha detto poco fa - e ne dobbiamo dare atto alla Giunta - che per quanto riguarda il piano per il lavoro e anche la legge numero 28 è stato restituito qualcosa che era stato tolto. Ci sono però altri quattro punti che noi desideriamo discutere con la Giunta e con la maggioranza, ecco perché non facciamo ostruzionismo neanche oggi, ma ci aspettiamo che durante i lavori della Commissione bilancio vengano accolte le proposte da noi avanzate.

Naturalmente mi dichiaro favorevole al passaggio all'esame degli articoli, perché credo che strumenti così importanti come finanziaria e bilancio debbano essere approvati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Il dibattito generale sulla finanziaria ha rivelato quali sono le tensioni in campo, e ritengo che ciò possa essere valutato in termini positivi. C'è stato uno sforzo, sia da parte della maggioranza che della opposizione, per migliorare questa manovra finanziaria. E' evidente che il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 21 è un fatto dovuto, al quale ci dichiariamo favorevoli, e ciò non si discute, ma queste dichiarazioni di voto significano che si intende ancora perseguire l'obiettivo del miglioramento della manovra, anche se i margini si stanno restringendo. Tuttavia noi non abbandoniamo la speranza, perché in questo momento la Sardegna ha veramente necessità di una finanziaria e di un bilancio che vadano nella direzione della sua rinascita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Presidente, ho sentito l'esigenza di intervenire soprattutto alla luce delle ultime affermazioni dell'onorevole Emilio Floris, il quale sembra ritenere che quando l'opposizione si impegna in ragionamenti politici ed anche intellettuali necessariamente intende svolgere un ruolo di natura ostruzionistica. Non vi è questa volontà in noi, non è questo il nostro intendimento, né vogliamo raggiungere, con la maggioranza, accordi che possano richiamare vecchie metodiche, vecchie prassi e vecchie attitudini lontane nel tempo, che oggi condanniamo e che erano tipiche del consociativismo. Vogliamo contribuire, con un ragionamento da farsi alla luce del sole, cioè in Commissione e in Aula, ad apportare, attraverso degli emendamenti, quei miglioramenti che secondo noi servono a rendere accettabile la manovra finanziaria che è stata presentata; senza questi miglioramenti a noi pare che la manovra manchi di quelle sinergie, di quelle indicazioni e di quei contenuti indispensabili per perseguire gli obiettivi che abbiamo più volte richiamato e su cui è inutile soffermarsi in questa sede, se non per grandi linee: lavoro ai giovani, impresa, parchi e ambiente, cultura, informatizzazione, poteri e risorse agli enti locali, anche in attuazione di leggi già esistenti.

Lo sforzo che noi chiediamo è solo questo e rifiutiamo naturalmente anche la posizione assunta dall'onorevole Emilio Floris per quanto riguarda le nomine, quella del "noi non siamo interessati, essendo in corso la discussione della manovra finanziaria, ad effettuare tutte le nomine che sono inserite all'ordine del giorno del Consiglio, ma anzi, invitiamo il Presidente ad esercitare il potere sostitutivo previsto dalla legge".

Questa è una forma un po' banale, mi pare, di presentare i fatti. E' evidente, Presidente, che, a termini di legge, è il Consiglio che deve adempiere, e solo se esso non si esprimesse nei tempi previsti evidentemente lei potrebbe esercitare quel potere sostitutivo. Mi pare, quindi, che la posizione assunta dall'onorevole Emilio Floris in merito alle nomine vada decisamente rifiutata.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Richiesta di convocazione di Commissione in deroga

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.-Sardegna). Chiedo che ai sensi dell'articolo 38, primo comma, la Commissione bilancio sia convocata in deroga per l'esame del disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Vorrei fare due brevi considerazioni: abbiamo votato poc'anzi il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 21, terminato il quale si voterà il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 22.

PRESIDENTE. Sì, è così onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Noi non siamo favorevoli ad esaminare il disegno di legge sull'esercizio provvisorio, preferiamo prima esitare la manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, la questione è stata sollevata anche nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, e devo dire che anche allora non c'era disponibilità da parte dell'opposizione. Tuttavia è un atto importante e fondamentale sul quale, a mio avviso, non possono interferire le questioni riguardanti il rapporto tra la maggioranza e l'opposizione. Si tratta di autorizzare un mese di esercizio provvisorio e a questo proposito il primo comma dell'articolo 38 del Regolamento, che la invito a leggere, recita: "Le Commissioni sono convocate dai loro Presidenti per mezzo del Segretario generale del Consiglio. Le riunioni delle Commissioni non possono aver luogo in concomitanza con le sedute dell'Assemblea, salvo espressa deroga del Presidente del Consiglio, sentiti i Presidenti dei Gruppi."

Io ho sentito i Presidenti dei Gruppi e poiché ritengo quest'atto fondamentale mi dichiaro favorevole alla richiesta formulata dall'onorevole La Spisa.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo solo per dare un chiarimento, Presidente. Noi non stiamo contestando il fatto che la Commissione bilancio si riunisca, su questo esiste una prassi. Stiamo affermando che sino a quando non sarà conclusa la sessione di bilancio, che è disciplinata dal Regolamento in termini temporali, non possono essere discussi altri argomenti.

Pertanto occorre chiudere la discussione del bilancio prima di procedere all'esame di altri provvedimenti, altrimenti durante la sessione di bilancio si potrebbero inserire gli argomenti più disparati. Così non è. Questo è un punto che si può discutere e che lasciamo alla riflessione comune della maggioranza e dell'opposizione. Se si trova l'accordo anche su questo va benissimo, ma ribadisco che durante la sessione di bilancio non si possono inserire argomenti sui quali non vi sia un accordo unanime dei Presidenti dei Gruppi.

Lei può certamente autorizzare la riunione della Commissione bilancio, ma in questa fase all'ordine del giorno del Consiglio non si possono inserire argomenti che non riguardino il bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, in relazione a quanto affermato dal Presidente Selis nel precedente intervento, nel prendere atto della sua giusta e puntuale precisazione, secondo la quale la votazione del passaggio all'esame degli articoli riguardava ovviamente soltanto il disegno di legge finanziaria e non quello di bilancio, mi sono permesso di chiedere la parola per richiamare all'attenzione mia e dell'Aula il fatto che, ovviamente, il passaggio precedente, cioè quello della discussione generale, riguardava, invece, secondo costume, entrambi i provvedimenti.

Relativamente alla eccezione di inammissibilità della discussione del disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio, a me pare che questo argomento sia perfettamente connesso alla discussione dell'argomento all'ordine del giorno, e cioè la legge finanziaria e il bilancio. Stiamo parlando della proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio 2000, un argomento che si attaglia perfettamente a quello in discussione e che è già iscritto all'ordine del giorno, e quindi la richiesta di inserimento nella discussione può trovare tranquillamente accoglimento in questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Su questo punto abbiamo avuto occasione di esprimere la nostra opinione anche nel corso della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, ma per il modo in cui questo argomento è stato portato in Aula riteniamo giusto ribadire la nostra posizione.

L'autorizzazione all'esercizio provvisorio non può che essere contenuta in una legge della Regione. Questa legge, prima di essere approvata, segue l'iter dei disegni di legge. Se il Presidente ritiene di consentire la riunione della Commissione bilancio in deroga, sentiti i Presidenti dei Gruppi, che pure non hanno espresso parere unanime, significa che egli non tiene conto di chi esprime opinioni contrarie, ma tiene conto solo dell'opinione della maggioranza, che si è dichiarata favorevole. In ogni caso, questo vale solo perché possa avere inizio l'esame del disegno di legge in Commissione; altra cosa è l'ingresso in Aula, che avverrà nei modi e nei tempi nei quali è consentito ai disegni di legge di pervenire in Aula, quindi con il rispetto delle procedure e dei termini dati.

Voglio ricordare che anche quando fu approvata la prima legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio era appena iniziata la sessione di bilancio, e tuttavia è stato seguito l'iter procedurale. In questo caso nessun diritto e nessuna prerogativa di carattere istituzionale vengono lesi. La maggioranza e la Giunta regionale hanno la responsabilità degli atti che compiono e della previsione, qualora sia errata, dei tempi entro i quali ritengono di contenere l'esercizio provvisorio del bilancio.

Quando fu approvata la prima legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio noi, come opposizione, vi suggerimmo di prevedere cautelativamente tre mesi di esercizio provvisorio. Ci avete risposto: "No, perché siamo sicuri che approveremo il bilancio entro un mese". La scelta fu vostra. Avevate la possibilità, anzi, avevate anche il suggerimento da parte della opposizione di ricorrere cautelativamente a tre mesi di esercizio provvisorio. Avete ritenuto la cosa quasi offensiva, impopolare: "Ma come, questa Giunta, questa armata, questa falange irrompe nella scena politica per cambiare tutto, assume come metro di misura la velocità del fulmine e voi pensate che in due mesi di esercizio provvisorio noi non risolveremo tutto? Pensate che non approveremo la finanziaria, il bilancio, i collegati e qualsiasi altro provvedimento?" Siamo qui, siete qui ancora ai preliminari della discussione della manovra finanziaria! Avete fatto una previsione errata, ma questo errore vostro non deve portare danno alla regione e agli interessi dei suoi cittadini, per cui troveremo modo, nei tempi dovuti, di concordare come questo danno non debba essere arrecato per colpa vostra, per errata previsione vostra, per presunzione e arroganza vostra, alla comunità regionale, però senza forzare nulla, perché ancora una volta - non so più come dirlo - le regole sono queste e non si cambiano con un errata interpretazione. Per cambiare le regole bisogna modificarle. Assumendo l'iniziativa di cambiare il Regolamento interpretandolo male non si è fatta un'altra regola, si è fatta solo una cattiva, irregolare, arbitraria e illegale interpretazione. Per cui dobbiamo trovare il modo, nel corso della sessione di bilancio, di concordare qual è il momento nel quale in Consiglio può avere ingresso il disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio per un altro mese o anche due mesi, se ritenete. Io mi permetterei di suggerire, stante la situazione, se nelle prossime ore non si vede nessuna schiarita, di ricorrere anche al quarto mese di esercizio provvisorio, posto che la legge lo consente. Di più non si può, ma il tempo che la legge vi concede forse è meglio che lo utilizziate. Speriamo che nel frattempo si intraveda uno spiraglio e possiamo procedere coi lavori in tempi più celeri e possibilmente meglio di quanto fino a questo momento non si sia visto.

BIGGIO (A.N.). Organizzi un altro concertino, possibilmente!

ORTU (R.C.). Facciamo suonare te!

PRESIDENTE. Vi prego di non aprire un dibattito su questo argomento.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi...

PRESIDENTE. Scusi onorevole Contu, vedo che l'onorevole Fadda ha alzato la mano.

FADDA(Popolari-P.S.). Mi sto iscrivendo a parlare.

PRESIDENTE. Su questo argomento?

FADDA (Popolari-P.S.). E' stata sollevata un'altra questione sulla quale credo che tutti abbiamo diritto di parlare.

PRESIDENTE. Se si intende aprire un altro dibattito io non lo posso consentire. Hanno già parlato un consigliere a favore e uno contro la richiesta avanzata dall'onorevole La Spisa, che va ora messa in votazione. Non posso aprire un dibattito su ogni argomento, questo è evidente. A questo punto chiedo all'Aula che si pronunci attraverso la votazione.

SELIS (Popolari-P.S.). In base a quale articolo?

PRESIDENTE. E' stata avanzata una proposta da parte di un consigliere.

SELIS (Popolari-P.S.). Se la proposta è antiregolamentare, in base a quale articolo la si mette in votazione?

PRESIDENTE. Non ho capito cosa vuol dire, onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Vuol dire che noi stiamo sollevando un'eccezione sul Regolamento, stiamo cioè dicendo che questa proposta è antiregolamentare, quindi non è una proposta organizzativa.

Se si solleva un'eccezione sul Regolamento non si può procedere alla votazione, perché il Regolamento è un patto solenne tra di noi, che la maggioranza non può di volta in volta modificare, perché altrimenti in questo consesso tutte le regole vengono vanificate. Noi stiamo sostenendo che in assenza di un accordo preventivo non si possono discutere altri argomenti prima che la sessione di bilancio sia conclusa.

PRESIDENTE. Posso chiedere quale articolo del Regolamento contiene questa norma?

Io, invece, le voglio leggere l'articolo 82, che recita: "Richiami pregiudiziali. I richiami riguardanti l'ordine del giorno, il Regolamento o la priorità delle votazioni hanno la precedenza sulle questioni principali. In questi casi, dopo la proposta, possono parlare solo un oratore contro ed uno a favore, motivando il proprio punto di vista, e per non più di dieci minuti ciascuno. L'Assemblea decide per alzata di mano."

SELIS (Popolari-P.S.). Questo non è un richiamo pregiudiziale.

PRESIDENTE. Io sto applicando il Regolamento, abbia pazienza. Mi dica lei dove sta scritto che quando si discute della finanziaria non si può discutere di null'altro. Me lo vuole dire, per gentilezza?

SELIS (Popolari-P.S.). Glielo posso dire. L'articolo 82 parla di richiami pregiudiziali. Questo non è un richiamo pregiudiziale, questo è un argomento che caso mai attiene all'articolo 55, secondo comma, che riguarda l'inserimento di altri argomenti all'ordine del giorno.

Tutti i disegni di legge sono connessi al bilancio, non solo quello relativo all'esercizio provvisorio. Qualunque legge che approviamo se contiene una previsione di spesa è connessa al bilancio, perché il bilancio è il grande ombrello a cui tutto si collega.

L'articolo 82 non c'entra, perché il richiamo pregiudiziale che è stato posto in questo caso non riguarda l'argomento in discussione. Noi stiamo, cioè, discutendo sull'inserimento all'ordine del giorno di un argomento diverso, di un nuovo disegno di legge, e ci si deve perciò riferire al comma 2 dell'articolo 55. La sessione di bilancio è l'unica che viene temporalmente e rigorosamente disciplinata perché se no la discussione di questo argomento non finirebbe più!

Noi riteniamo, quindi, che si debba concludere la sessione di bilancio accelerando il più possibile i lavori, senza inserire alcun altro argomento, a meno che non si voglia applicare il secondo comma dell'articolo 55. Se si continuano a stravolgere in questo modo le regole, francamente io non so dove si possa andare a finire.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, io non sto stravolgendo nulla. L'articolo 82 riguarda i richiami pregiudiziali. Noi stiamo parlando dell'applicazione del Regolamento. Lei ritiene che in base al Regolamento questo argomento non possa essere discusso in Commissione; un'altra parte del Consiglio - non io - sostiene invece che questo argomento possa essere portato in Commissione. Io, pur essendo a termini di Regolamento in condizione di decidere…

SELIS (Popolari-P.S.). Decida lei da solo!

PRESIDENTE. Non voglio decidere io, decida l'Aula attraverso una votazione. L'iter del disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio è quello previsto normalmente per tutti i disegni di legge.

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per dire che mi sembra abbastanza paradossale che l'opposizione prima chieda di trovare il tempo per procedere alle nomine, nonostante sia in corso la sessione di bilancio, e poi affermi che non bisogna discutere nessun altro atto se non il bilancio.

(Interruzioni)

SELIS (Popolari-P.S.). Quello riguardante le nomine è un adempimento previsto dalla legge!

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Ma mettetevi d'accordo! Perché opporsi alla discussione della proroga dell'esercizio provvisorio è un atto di insensibilità politica grave.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Floris, la prego, abbia pazienza, non posso consentirle di continuare questo intervento!

(Interruzioni)

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Sto facendo un richiamo al Regolamento.

PRESIDENTE. Non è possibile, onorevole Floris, la prego.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Mi permetta Presidente, ma devo dire che mi meraviglia che un ex Presidente del Consiglio su un richiamo all'articolo 82 del Regolamento faccia il discorso che ha fatto poc'anzi in aula!

(Interruzioni)

GIAGU (Popolari-P.S.). Allora faccia lei il Presidente del Consiglio!

PRESIDENTE. Metto in votazione la richiesta del consigliere La Spisa. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

(Interruzioni da parte del Gruppo D.S.-F.D., il quale sostiene che non sia stato chiarito l'oggetto della votazione.)

PRESIDENTE. Abbiamo approvato la convocazione in deroga della Commissione bilancio.

FADDA (Popolari-P.S.). Non ha chiesto neppure la controprova!

PRESIDENTE. Nessuno l'ha chiesta.

FADDA (Popolari-P.S.). Perché stavamo ancora discutendo. Continui così e vedrà come ci comporteremo in Commissione!

PRESIDENTE. Non c'è nessun problema, poiché il Regolamento in questi casi lo consente, procediamo a una seconda votazione.

CUGINI (D.S.-F.D.). Io chiedo di sapere che cosa stiamo votando.

PIRISI (D.S.-F.D.). Vorrei sapere che cosa stiamo votando per decidere se votare a favore oppure no.

PRESIDENTE. E' stata avanzata da parte del Presidente della Commissione bilancio una richiesta perché il Presidente del Consiglio consenta, sulla base del Regolamento, la riunione in deroga della Commissione bilancio per esaminare il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio. Su questa richiesta hanno parlato un oratore a favore e uno contro, come previsto dal Regolamento.

L'onorevole Selis ha poi sollevato una questione pregiudiziale.

CUGINI (D.S.-F.D.). Qual è la pregiudiziale sollevata da Selis?

PRESIDENTE. Metto in votazione la richiesta del consigliere La Spisa.

(E' approvata)

E' stata chiesta la controprova.

FADDA (Popolari-P.S.). Ha già detto che era stata approvata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, per la verità io avevo la mano alzata già da prima, ma evidentemente la mia richiesta di parlare viene sempre confusa con qualche altro messaggio.

Ho preso atto del voto espresso da quell'Aula in relazione alla richiesta formulata dall'onorevole La Spisa, il quale si è limitato a chiedere l'autorizzazione a convocare la Commissione bilancio.

Il collega Selis ha citato il secondo comma dell'articolo 55 che attiene invece all'inserimento di nuovi argomenti all'ordine del giorno. Quindi noi abbiamo legittimamente votato la prima volta senza che si procedesse alla controprova, alla quale comunque siamo sempre disponibili.

SELIS (Popolari-P.S.). Vorrei intervenire sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, lei può intervenire sul Regolamento o sull'ordine del giorno.

SELIS (Popolari). Io chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, non esiste la possibilità di parlare sull'ordine dei lavori.

SELIS (Popolari-P.S.). Sì, che esiste.

PRESIDENTE. Quale articolo del Regolamento lo prevede?

SELIS (Popolari-P.S.). Va bene, allora intervengo sul Regolamento. Decida lei.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). L'onorevole Masala ha fatto un intervento opportuno dicendo che l'articolo 55, comma secondo, prevede che "per discutere e deliberare su materie che non siano all'ordine del giorno è necessaria una deliberazione del Consiglio a maggioranza di quattro quinti dei votanti".

Questo va benissimo, però ricordo che per un principio generale del Regolamento, in assenza di norme specifiche, per disciplinare i lavori della Commissione vale l'analogia con l'Aula. Si tratta di un principio generale che regola l'attività delle Commissioni, sulla cui vigenza, qualora fosse posta in discussione, chiedo anche un parere scritto da parte degli Uffici, poi il Presidente interpreti il Regolamento come vuole perché la responsabilità è sua. Tuttavia, siccome vale il principio di analogia, la disposizione del comma 2 dell'articolo 55 si applica anche alle Commissioni, non essendoci una disposizione in deroga.

PRESIDENTE. Voglio comunque ricordare all'onorevole Selis che l'Aula è sovrana e qualsiasi decisione presa dall'Aula va oltre il Regolamento. In questo caso si è pronunciata l'Aula, il Presidente non ha interpretato il Regolamento.

SELIS (Popolari-P.S.). L'Aula è sovrana, ma il Regolamento è sovrano rispetto all'Aula. Come ho già affermato, se non ci sono norme derogatorie, si applicano ai lavori delle Commissioni le stesse norme che disciplinano i lavori dell'Aula. Interpreti il Presidente questa mia osservazione.

PRESIDENTE. Le farò avere la mia interpretazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Io non avrei parlato, però, arrivati a questo punto è bene che il Regolamento lo leggiamo tutti. La Giunta ha presentato il disegno di legge concernente la proroga dell'esercizio provvisorio. Spetta al Presidente del Consiglio regionale assegnare il disegno di legge alla Commissione competente per materia, che, come sappiamo tutti, è la Commissione bilancio.

Non entro neanche nel merito se l'esercizio provvisorio sia attinente o meno al bilancio; questa è la mia opinione, ma se ne potrebbe discutere. Una volta che il disegno di legge è affidato alla Commissione bilancio sorge l'applicabilità dell'articolo 73, che recita: "1. I progetti di legge e gli atti da sottoporre all'esame dell'Assemblea, appena pervenuti al Consiglio, sono trasmessi, corredati di una scheda contenente i riferimenti legislativi, alla Commissione competente…

2. La Commissione non può, salvo deroga concessa dal Presidente del Consiglio, iniziare l'esame degli atti di cui al comma 1 prima della loro effettiva distribuzione a tutti i consiglieri".

Effettivamente, se io fossi un consigliere dell'opposizione direi: "Il documento non è stato distribuito, quindi mi oppongo". Tuttavia lo stesso articolo 73 dice che il Presidente, probabilmente in via del tutto eccezionale, può concedere una deroga, può cioè accelerare l'iter.

Se poi il Presidente ritiene di non concedere tale deroga è un altro paio di maniche, ma iio ho interpretato la richiesta del Presidente della Commissione bilancio come una richiesta di autorizzazione in deroga ad esaminare subito in Commissione il disegno di legge in questione, prescindendo dagli altri requisiti richiesti dal Regolamento.

Vorrei aggiungere, e l'onorevole Selis conosce molto bene il Regolamento, che l'articolo 39 disciplina la programmazione dei lavori in Commissione, quindi non spostiamo i termini del problema. Aver demandato la decisione all'Assemblea è stato irrituale, su questo concordo, perché la deroga poteva benissimo essere concessa dal Presidente; però, una volta che la deroga è concessa nulla impedisce alla Commissione di decidere il calendario dei lavori, ai sensi del primo comma dell'articolo 39, il quale recita: "Il programma e il calendario dei lavori sono approvati da ciascuna Commissione a maggioranza dei suoi componenti, in ogni caso prevedendo che gli argomenti indicati dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo siano inseriti ai primi punti dei rispettivi ordini del giorno".

Per la verità la Conferenza dei Presidenti di Gruppo non ha dato una indicazione precisa per quanto concerne il disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio, ma è anche vero che la stessa Conferenza ha dato invece mandato di iniziare l'esame degli emendamenti. Ma ammettendo che la Commissione proceda prima all'esame degli emendamenti, nulla impedisce a quella Commissione, se lo decide la maggioranza dei suoi componenti, di inserire immediatamente dopo, come secondo punto all'ordine del giorno, l'esame del disegno di legge sull'esercizio provvisorio.

Ora ditemi voi perché abbiamo drammatizzato tutto questo, quando si poteva benissimo seguire in maniera ordinata il Regolamento che, come vedete, offre gli strumenti per superare alcune impasse?

Onorevole Selis, lei del Regolamento legge solo quello che le fa comodo, ma qualche volta bisogna leggere anche gli articoli che comodo non fanno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). A parte il merito della discussione, io ritengo che ciascuno di noi possa esprimere il proprio dissenso pacatamente, senza esasperare i rapporti.

Il presidente Serrenti non doveva mettere in votazione la richiesta del collega La Spisa, perché riguardava una competenza assegnata dal Regolamento al Presidente del Consiglio. Scaricare sull'Aula le responsabilità messe in capo a chi dirige i lavori dell'Assemblea è qualcosa che mi trova totalmente in disaccordo. Ci sono funzioni che devono essere espletate sino in fondo, assumendosene tutte le responsabilità. Invece, appena sorge un "problemino" si demanda la decisione all'Aula, per causare un attrito tra maggioranza e opposizione anche sulle questioni più banali.

Questo è un metodo che, sinceramente, mi lascia molto, molto perplesso, e non sono d'accordo che si proceda così anche per i prossimi appuntamenti, perché il Presidente dell'Assemblea ha una funzione insostituibile, quella di disciplinare i rapporti tra i Gruppi. Invece qui si tende a scaricare la difficoltà del momento sull'Aula, attraverso votazioni, contrapposizioni e via dicendo. Se questo è il clima che il Presidente dell'Assemblea vuole proporci, noi lo rifiutiamo.

(Interruzione)

Andare in Commissione, violando il Regolamento, accelera i tempi? Non è così, perché allora io chiedo i termini per la presentazione della relazione di minoranza. Ma sull'esercizio provvisorio dobbiamo arrivare a questo punto? Chi sta esasperando il clima di scontro in questa situazione? Io sinceramente metterei all'ordine del giorno una riflessione su questo punto. Vogliamo arrivare a uno scontro? La Presidenza può alimentare questo scontro? Sinceramente io non so che cosa dire, perché non è vero che così si accorciano tempi.

Il collega Cogodi ha prospettato un'ipotesi di lavoro che deve essere valutata, o forse solo perché l'ha prospettata il collega Cogodi non la si prende in considerazione? Questo è un modo davvero inconcepibile di agire nei rapporti politici e nella direzione di un'assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, io sono sostanzialmente d'accordo con lei: è il Presidente del Consiglio che si assume le responsabilità, e lei sa bene che io non mi sottraggo alle mie responsabilità, però voglio ricordare che quando le opinioni sono divergenti c'è un organo che è sovrano e sta al di sopra di tutti, anche del Presidente del Consiglio, ed è l'Aula. Mi pare naturale che il Presidente del Consiglio si rimetta all'Aula .

FADDA (Popolari-P.S.). Chi tutela la minoranza se lei mette sempre ai voti le richieste? Allora il Regolamento non esiste?

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Tuttavia, detto questo, la Conferenza dei Presidenti di Gruppo aveva stabilito che subito dopo aver votato il passaggio agli articoli la Commissione bilancio si sarebbe riunita per esaminare gli emendamenti, e che i lavori del Consiglio sarebbero ripresi alle ore 16.

Onorevoli Cugini, mi dica lei?

CUGINI (D.S.-F.D.). E che cosa le devo dire più di quello che le ho già detto?

PRESIDENTE. Se ci sono problemi convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Il Consiglio è riconvocato per le ore 16.

La seduta è tolta alle ore 11 e 54.