Seduta n.260 del 27/07/1993 

CCLX SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

MARTEDI' 27 LUGLIO 1993

Presidenza del presidente FLORIS

indi

del vicepresidente SERRENTI

INDICE

Disegno di legge: "Provvedimenti a favore dell'artigianale sardo" (397). (Continuazione della discussione e approvazione):

COGODI .................................

CUCCU, relatore .....................

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio

BAROSCHI ............................

USAI SANDRO ......................

SERRENTI ..............................

SANNA ADALBERTO .........

(Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 15)

(Risultato della votazione) .......

(Votazione per appello nominale)

(Risultato della votazione) .......

Fissazione di termini per l'esame in Commissione di progetti di legge:

ORTU ......................................

PILI .........................................

Legge regionale 27 maggio 1993: "Personale addetto alla divulgazione agricola" CCLXVIII rinviata dal Governo (Discussione e approvazione):

COGODI ................................

PAU.........................................

SANNA ADALBERTO

BAROSCHI, relatore ............

PIRARBA,Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale

(Votazione per appello nominale)

(Risultato della votazione) .......

La seduta è aperta alle ore 10 e 05.

PORCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 16 luglio 1993, che è approvato.

Continuazione della discussione e approvazione del disegno di legge: "Provvedimenti a favore dell'artigianato sardo" (397)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 397.

Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Poiché molti colleghi non sono presenti in aula e poiché era stato richiesto di poter prendere visione degli emendamenti, eventualmente presentarne degli altri e possibilmente confrontarsi anche preliminarmente con la Giunta, si chiede una sospensione di un quarto d'ora anche per valutare quali possono essere, anche da parte degli altri Gruppi, le valutazioni su alcuni emendamenti che noi stiamo per presentare ed eventualmente concordarli.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori del Consiglio per quindici minuti e invito la Giunta e i Gruppi a prendere visione degli emendamenti, e possibilmente accordarsi.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 07, viene ripresa alle ore 10 e 47.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. E' in discussione il disegno di legge numero 397. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

PORCU, Segretario:

Art. 1

Finalità

1. Al fine di promuovere la qualificazione e lo sviluppo dell'artigianato sardo, l'Amministrazione regionale favorisce:

a) il potenziamento delle imprese artigiane, con particolare riguardo a quelle operanti nel comparto manifatturiero;

b) l'adeguamento della dimensione aziendale, anche mediante incentivi per agevolare la fusione fra imprese, al fine di accrescerne l'efficienza e la competitività;

c) l'associazionismo, nelle forme previste dall'art. 6 della legge 8 agosto 1985, n. 443;

d) l'innovazione di processo e di prodotto compresa la sperimentazione e la realizzazione di prototipi, nonché l'acquisto di brevetti e licenze per la produzione aziendale;

e) la promozione della commercializzazione e dell'esportazione, privilegiando le imprese che utilizzano nei processi produttivi risorse locali.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Cuccu - Cadoni - Serrenti - Corda - Usai Sandro - Ruggeri - Satta Gabriele - Baroschi - Fadda Fausto - Pusceddu - Sanna Adalberto

Articolo 1

Dopo le parole "artigianato sardo" sono inserite le seguenti: "e di promuoverne l'integrazione con la programmazione economica della Regione". (1)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Cuccu, relatore.

CUCCU (P.D.S.), relatore. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato).

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

PORCU, Segretario:

Art. 2

Fondo per l'abbattimento degli interessi

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a costituire presso uno o più enti creditizi convenzionati appositi fondi per l'abbattimento degli interessi gravanti sui prestiti concessi ai tassi correnti, anche in valuta estera, dai predetti enti a favore dei soggetti di cui al successivo art. 6.

2. Le convenzioni per la gestione dei fondi di cui alla presente legge sono stipulate a termini dell'art. 99 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, modificato dall'art. 24 della legge regionale 24 dicembre 1991, n. 39.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

PORCU, Segretario:

Art. 3

Misura dell'abbattimento degli interessi

1. L'abbattimento degli interessi è concesso in misura pari alla differenza fra il tasso di riferimento, previsto dalla normativa del settore ed il tasso agevolato determinato per le aree depresse del Mezzogiorno dai competenti organi statali, vigenti alla data di stipulazione del contratto di finanziamento.

2. L'ammontare dell'agevolazione deve comunque essere contenuto entro il massimale CEE di aiuto calcolato in "equivalente sovvenzione netto".

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Cuccu - Cadoni - Serrenti - Corda - Usai Sandro - Ruggeri - Satta Gabriele - Baroschi - Fadda Fausto - Pusceddu - Sanna Adalberto

Articolo 3

Il comma 1 dell'articolo 3 è sostituito dal seguente:

"1. Le finalità di cui alla presente legge l'Amministrazione regionale corrisponde un contributo sugli interessi relativi alle singole operazioni pari alla differenza tra la rata di ammortamento calcolata al tasso di riferimento e la rata di ammortamento calcolata a un tasso pari al 36 per cento dello stesso tasso di riferimento vigente alla data di stipulazione del contratto di finanziamento.". (2)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Cuccu, relatore.

CUCCU (P.D.S.), relatore. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

PORCU, Segretario:

Art. 4

Erogazione dell'abbattimento degli interessi

1. L'agevolazione di cui al precedente articolo viene concessa agli enti creditizi convenzionati mediante provvedimento dell'Assessore dell'artigianato, nell'ambito delle disponibilità presenti in conto impegni nei fondi di cui al precedente articolo 2.

2. Gli interessi maturati sui fondi costituiti presso gli enti creditizi sono riversati al bilancio regionale.

3. Le spese per l'amministrazione e gestione dei fondi, nella misura stabilita con le convenzioni di cui al precedente art. 2, sono a carico del bilancio regionale.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

PORCU, Segretario:

Art. 5

Finanziamenti erogati ai tassi correnti

1. Gli enti creditizi convenzionati, che deliberino finanziamenti agevolabili ai sensi della presente legge, possono stipulare contratti di finanziamento secondo le tipologie in uso presso gli stessi, ai tassi correnti e procedere alla relativa erogazione, senza attendere il provvedimento di concessione dell'ammontare relativo all'abbattimento degli interessi.

2. La misura massima del tasso applicabile al finanziamento può essere determinata in sede di convenzione tra l'Amministrazione regionale e gli enti creditizi ed aggiornata sulla base del reale andamento dei mercati finanziari.

3. Nel caso che gli stessi finanziamenti siano successivamente ammessi all'agevolazione prevista dal precedente articolo 2, questa decorre dalla data della prima erogazione.

4. Con la stessa valuta di prelievo dall'apposito fondo, i predetti enti accreditano alle imprese finanziate l'ammontare dell'agevolazione eventualmente maturata.

5. Gli eventuali importi indebitamente erogati, a causa di inadempienza delle imprese beneficiarie, devono essere rimborsati all'Amministrazione regionale, maggiorati degli interessi computati ad un tasso annuo pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data del recupero delle somme dovute, maggiorato di quattro punti.

6. In caso di estinzione anticipata del prestito, deve essere rimborsata all'Amministrazione regionale la relativa quota dell'agevolazione concessa non utilizzata.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Cuccu - Cadoni - Serrenti - Corda - Usai Sandro - Ruggeri - Satta Gabriele - Baroschi - Fadda Fausto - Pusceddu - Sanna Adalberto

Articolo 5

Al comma 2 dell'articolo 5 la parola "può" è sostituita dalla parola "deve". (3)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Cuccu, relatore.

CUCCU (P.D.S.), relatore. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

PORCU, Segretario:

Art. 6

Beneficiari

1. Possono essere beneficiari dell'abbattimento degli interessi:

a) le imprese artigiane, individuali, societarie e cooperative, iscritte nell'albo di cui all'articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443;

b) i consorzi, le società consortili e le associazioni tra imprese artigiane, di cui all'articolo 6 della legge 8 agosto 1985, n. 443.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Cuccu - Cadoni - Serrenti - Corda - Usai Sandro - Ruggeri - Satta Gabriele - Baroschi - Fadda Fausto - Pusceddu - Sanna Adalberto

Articolo 6

Al comma 1 è aggiunta la seguente lettera:

"c) limitatamente alle nuove iniziative, i lavoratori che, attraverso documenti individuali di lavoro o apposite dichiarazioni rilasciate dalle Sezioni circoscrizionali per l'impiego e la massima occupazione, dimostrino di essere in possesso di qualifica idonea per l'esercizio di una determinata attività artigiana.". (4)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Cuccu, relatore.

CUCCU (P.D.S.), relatore. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

PORCU, Segretario:

Art. 7

Oggetto delle agevolazioni

1. L'abbattimento degli interessi può essere concesso a domanda da presentare agli enti creditizi convenzionati ed in copia all'Assessorato competente in materia di artigianato per:

a) l'acquisto, la costruzione, l'ampliamento, l'automazione e l'ammodernamento dei locali necessari per l'esercizio dell'attività artigiana ivi compresa l'area occorrente nonché le relative spese di progettazione;

b) l'acquisto di macchinari, di attrezzature e di brevetti e licenze, soprattutto se idonei ad innovare i processi produttivi ed a sperimentare e realizzare nuovi prototipi;

c) il credito di esercizio;

d) il credito alla promozione commerciale e all'esportazione;

2. L'abbattimento può riguardare spese già effettuate nei sei mesi antecedenti la data di presentazione della domanda per l'acquisto di macchinari, attrezzature, immobili e spese per l'acquisto dell'area effettuate nell'anno antecedente la presentazione della domanda.

3. Al riguardo fa fede la data risultante dall'atto di compravendita per l'area e per gli immobili e delle fatture per i macchinari, le attrezzature e le opere murarie.

4. L'agevolazione per gli investimenti di cui alle lettere a) e b) del 1° comma è concedibile una sola volta per il medesimo oggetto.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8.

PORCU, Segretario:

Art. 8

Durata delle agevolazioni

1. La durata massima del periodo relativo all'abbattimento degli interessi è prevista per:

a) le iniziative di cui alla lett. a) dell'art. 7 in quindici anni, comprensivi di un periodo di utilizzo e di preammortamento non superiore a tre anni;

b) le iniziative di cui alla lett. b) dell'art 7 in sette anni, comprensivi di un periodo di utilizzo e di preammortamento non superiore a due anni;

c) il credito di esercizio in quattro anni, comprensivi di un periodo di preammortamento non superiore a un anno.

d) il credito alla promozione commerciale e all'esportazione in tre anni.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Cuccu - Cadoni - Serrenti - Corda - Usai Sandro - Ruggeri - Satta Gabriele - Baroschi - Fadda Fusto - Pusceddu - Sanna Adalberto

Articolo 8

Alla lettera a), la parola "quindici" è sostituita dalla parola "diciotto". (5)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Morittu - Urraci - Ortu - Serrenti - Baroschi

Articolo 8

Dopo l'articolo 8 è aggiunto il seguente articolo 8 bis:

"Nelle more del riordino generale del sistema contributivo alle imprese e comunque non oltre il 31 dicembre 1995, ai soggetti che attivino nuove iniziative, ivi compresi gli ampliamenti di attività in essere, coerenti con gli obiettivi della programmazione regionale e che presentino incrementi occupazionali, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo a fondo perduto pari al 35 per cento del programma di spesa con i massimali di cui al successivo articolo 9.

A tal fine verrà istituito apposito fondo a carico del bilancio regionale presso gli istituti di credito convenzionati. Sulla domanda di richiesta di contributo di cui sopra deve esprimere il parere il Comitato di cui al successivo articolo 14 bis". (15)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 15 ha facoltà di parlare l'onorevole Cogodi.

COGODI (Rinascita e Sardismo). L'emendamento numero 15 tende a reintrodurre una misura di riequilibrio nel sistema complessivo del provvedimento in discussione. Abbiamo avuto modo di dire nel corso della discussione generale, che i principi, quando astrattamente affermati, vanno poi verificati nel concreto e il concreto di questa particolare situazione è il mondo delle imprese artigiane che è un mondo molto differenziato, molto dissimile al suo interno e che ha necessariamente bisogno di sostegno, di riordino e però anche di attenzione perché una misura astrattamente valida poi non vada a creare danni che potrebbero essere superiori alle attuali difficoltà. In buona sostanza qui, e solo per il comparto artigiano, si propone la scelta netta di passare dal sistema misto mutuo agevolato-contributo a solo mutuo agevolato. Posto che nel sistema regionale permangono i contributi a fondo perduto in molte situazioni produttive dell'industria, dell'agricoltura e dell'incentivazione di nuova attività imprenditoriale, e la nuova attività imprenditoriale spesso è proprio l'attività artigiana, deve essere affermato un principio di carattere generale, cioè la Regione non funziona a corrente alternata, non può stabilire determinate misure per un settore produttivo e non porsi il problema degli altri comparti. Se il sostegno all'economia questa Regione lo vuole dare attraverso un unico sistema, che è quello del mutuo agevolato, faccia una norma che valga per tutti e che porti il sistema produttivo ad allinearsi con questa indicazione. Non è pensabile che questi esperimenti, non so se di politica economica o di economia politica, forse né l'uno né l'altro, questi esperimenti siano fatti nella parte del corpo produttivo e sociale più debole e più esposto a rischi, cioè il comparto artigiano. Per questa ragione noi proponiamo un emendamento che non intende reintrodurre puramente e semplicemente il sistema misto, cioè anche i contributi a fondo perduto, ma che propone, per la fase di passaggio, di creare un ponte prevedendo che tale forma di intervento possa permanere fino a che la Regione - lo può fare anche domani - non decida il riordino generale del sistema contributivo e quindi metta tutti alla pari e, comunque, diciamo non oltre il 31 dicembre 1995. Quindi ci diamo una cadenza triennale entro cui possa svolgersi questo passaggio che non può essere un passaggio traumatico, di rottura improvvisa, per nuove iniziative che si volessero attivare. E le nuove iniziative sono anche quelle dell'impresa in essere che voglia ampliarsi e quindi, in armonia e in coerenza con la programmazione regionale, creare nuova produzione e nuova occupazione. Non riusciamo a capire perché tutti questi criteri e parametri siano validi per la nuova impresa che se si chiama giovanile, se si chiama industriale, se si chiama agricola può avere i contributi agevolati, anzi super agevolati, se invece si chiama artigiana non può averli. A noi pare questo uno scompenso anche sul piano economico che crea diversità di trattamento, che crea concorrenza sleale, che può creare danni non solo ad una categoria produttiva ma anche all'economia in generale. Questo è il senso dell'emendamento che non va interpretato come una reintroduzione meccanica pura e semplice, un inchiodare alla situazione presente il tutto. Però in una visione dinamica, evolutiva, pensiamo che il passaggio debba essere un passaggio obbligato, morbido, un passaggio compatibile e non invece una misura draconiana di carattere così repentino che può creare scompensi e danni che potrebbero essere superiori alle stesse difficoltà a cui si vorrebbe ovviare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, sottoscrivendo questo emendamento, intendo esprimere tutte le mie perplessità in ordine a un problema di carattere generale che riguarda il rapporto tra la Regione autonoma della Sardegna e il mondo del credito. Sono arrivati in Aula, e dovranno arrivarne altri, provvedimenti che, a mio modestissimo avviso, affidano quasi senza alcun vincolo il potere di decidere se erogare o meno dei contributi al mondo del credito. Ora io comprendo molto bene che in questo momento il ricorso al sistema del credito sia indispensabile anche in queste forme e che però ci sia una spoliazione totale del potere di controllo e di indirizzo da parte della Regione a mio parere eccessiva. Avevo anche suggerito che in qualche modo si utilizzasse una regola dell'economia che è quella del libero mercato, quella di mettere in concorrenza fra di loro i vari soggetti, in modo tale da poterci in qualche modo garantire la disponibilità della massa di danaro occorrente per far fronte a tutte le leggi che noi stiamo approvando e che si orientano solo all'abbattimento dei tassi, affinché poi questa erogazione di danaro sia effettiva perché il nostro interlocutore non è il sistema del credito ma sono gli artigiani, i commercianti, la piccola e media industria e quant'altro. Se noi non ci assicuriamo che questa catena non venga interrotta da una visione miope che il sistema del credito almeno qui nella nostra isola continua ad avere, noi rischiamo di fare delle bellissime leggi ma che non trovano concreta applicazione addossandoci ancora di più la responsabilità di non aver aiutato i settori produttivi. Certo il ricorso al contributo a fondo perduto oggi mostra la corda, questo è vero, e però se da parte della Giunta non c'è la minima intenzione di temperare questa grande fiducia che ha nel mondo del credito, i singoli consiglieri si trovano un po' in imbarazzo anche se possono comprendere la manovra di carattere generale.

Se però poi andiamo a scontrarci con i vari direttori, con i vari funzionari di banca che, a loro insindacabile giudizio, possono o meno erogare il mutuo agli imprenditori, veramente questa Assemblea si sta spogliando di qualunque suo potere di indirizzo e di aiuto ad una economia. Considerato che stiamo parlando della fascia medio-piccola, perché gli artigiani sono tutti medio-piccoli, i commercianti sono tutti medio-piccoli e così l'industria alberghiera e quant'altro, a questo punto io credo che sarebbe necessario non so se ora in una fase immediatamente successiva, rivedere o quanto meno verificare quello che stiamo facendo. Io ho la vaga impressione che stiamo, come dire, pestando l'acqua nel mortaio e quando arriveremo a verificare la bontà operativa di questa legge, probabilmente ci renderemo conto che gli intenti sono buoni, ma dal punto di vista operativo nessun aiuto o aiuti insignificanti sono venuti a questi mondi produttivi che - voglio ricordarlo e finisco - sono anche gli unici che stanno reggendo la spinta di una crisi che si fa sempre più profonda, perché la loro flessibilità, dovuta proprio alle loro piccole dimensioni, consente di superare momenti di crisi quale quella che stiamo vivendo. Quindi se noi non aiutiamo, ma concretamente, questi mondi produttivi rischiamo di mettere un cancro dentro un settore vitale della nostra economia. Per questo io prego la Giunta di considerare a fondo l'orientamento che sta assumendo e proponendo al Consiglio e che - mi dispiace dirlo - non vede interlocuzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.

USAI SANDRO (D.C.). Io mi rendo conto dello spirito che ha animato l'onorevole Cogodi nel presentare questo emendamento su un argomento che è stato all'attenzione della Commissione quando ha esaminato il disegno di legge. Nessuno più di me credo che possa comprendere le difficoltà in cui versa il settore dell'artigianato e nessuno più di me vorrebbe accogliere le istanze che vengono esternate in questo emendamento. Però la Giunta regionale si è data un orientamento di carattere generale che, lo voglio ricordare a tutti, anche se ciascuno di noi vorrebbe in qualche modo fare qualche eccezione di volta in volta, un orientamento di carattere generale, vista la limitatezza delle risorse regionali, considerato l'orientamento di carattere generale esistente ormai in Italia e dunque in quest'Isola. La Giunta si è data l'orientamento di abbandonare il sistema dei contributi a fondo perduto e perché non ha risorse e perché le poche risorse che ha servono maggiormente a mobilitare investimenti nell'ipotesi in cui vengano orientate per l'abbattimento del costo degli interessi. Questo ha fatto nel settore industriale con la legge numero 64, questo ha fatto con la legge sul commercio, una legge che appena entrata in vigore è stata subito decurtata dalla norma che riguardava i contributi a fondo perduto. Noi dobbiamo sicuramente quindi perseguire questo orientamento generale perché altrimenti andiamo alla rincorsa delle categorie e dovremmo celermente, quando esamineremo il settore agricolo abolire anche in quel settore il sistema contributivo in vigore. Perché i settori del commercio, dell'industria alberghiera, il settore dell'industria non usufruiscono più ormai in questo momento, da questa legislatura, con questa maggioranza dei contributi a fondo perduto. Certo, le imprese artigiane sono imprese piccole che vanno aiutate, ma possono essere aiutate in tanti altri modi, vengono aiutate con l'abbattimento degli interessi, vengono aiutate con le garanzie, vengono aiutate attraverso le cooperative di garanzia che consentono l'abbattimento di cinque punti di interesse per i soldi che loro ottengono attraverso le cooperative. E' chiaro quindi che è un settore che è certamente alla nostra attenzione. Il problema reale però non è solo quello della scarsezza di risorse finanziarie da parte della Regione, il problema è anche del modo in cui il mondo imprenditoriale reagirà a questa nuova impostazione regionale. Noi in Commissione bilancio e in Commissione industria abbiamo sentito il Presidente della Giunta regionale il quale ha assicurato di aver iniziato ad intraprendere un colloquio col sistema creditizio, penso che la Giunta debba darci una riconferma di questa volontà, è chiaro che se poi i rapporti con il sistema creditizio non saranno quelli che noi auspichiamo, ci rincontreremo tutti quanti in quest'Aula per decidere cose nuove, atteggiamenti nuovi in relazione alle risorse sempre più ristrette che noi avremo. Credo quindi che questo emendamento, pur essendo un emendamento che posso al limite condividere nella sostanza, non sia accoglibile in quanto non è nell'ottica generale della impostazione che questa Giunta si è data con le sue dichiarazioni programmatiche, ma che la Giunta debba assicurarci in questa occasione che farà tutti gli sforzi perché si possa riuscire a raggiungere col sistema creditizio un accordo serio, che valga ad assicurare l'approvvigionamento finanziario, ad assicurare snellezza nelle pratiche ed eviti tra l'altro la vessazione continua alla quale le imprese sarde sono soggette a qualsiasi livello, piccole e grandi, da parte del sistema creditizio. Possiamo ritrovarci eventualmente qua, tutti, maggioranza ed opposizione, tra tre, quattro o cinque mesi, per verificare se il sistema che questa Giunta ha voluto introdurre è un sistema che va avanti. Se va avanti tutto andrà bene, se non va avanti chiaramente dovremo rimeditare tutto perché le risorse finanziarie che noi avremo dal 1994 in poi, purtroppo non saranno più quelle che avevamo nel 1993. Quando discuteremo la nuova finanziaria fra qualche giorno vedremo qual è il buco debitorio che questa Regione ha e vedremo che è totalmente inutile, mistificatorio e demagogico approvare leggi che promettono alle categorie incentivi di natura finanziaria che poi la Regione non è in grado di mantenere. Io non me la sento, pur essendo vicino agli artigiani, di promettere con una legge quello che poi la Regione non è in grado di mantenere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Serrenti. Ne ha facoltà.

SERRENTI (P.S.d'Az.). Signor Presidente, io ho già avuto modo di intervenire nella discussione generale, e ho spiegato le ragioni per le quali ho sottoscritto gli emendamenti della Commissione. Credo però che in merito all'emendamento numero 15, che vorrebbe introdurre qualcosa di più, il finanziamento a fondo perduto che era in qualche misura fuori dalla filosofia di questa legge, vada fatta una riflessione. Io non sono molto d'accordo col collega Usai, perché è vero che la Regione naviga in acque basse dal punto di vista finanziario, e lo sappiamo, però è anche vero che in questa Regione ci sono grandi sprechi, e quindi io credo che le risorse bisogna trovarle, se crediamo che il settore dell'artigianato sia un settore che può mantenere la sua promessa per il futuro. Io credo di sì signor Presidente, perché penso che il settore dell'artigianato, oltre quello industriale, sia l'unico settore veramente produttivo. Non si può dire così per il commercio, per i servizi, perché questi comparti non producono beni, il settore artigianato produce beni. Io aggiungo anche un'altra cosa, è spesso dall'azienda artigianale che si passa all'industria, alla piccola industria, e per questa ragione questo settore può veramente significare per la Sardegna una grande promessa, perché ha un numero enorme di aziende che sono capillarizzate nel territorio, anche se ricordavo l'altra volta, purtroppo sono più quelle che muoiono che quelle che nascono. Ma questo non dipende solo, evidentemente, dalla capacità imprenditoriale dell'artigianato, ma dal fatto che non mettiamo a disposizione leggi che siano in grado di dare il supporto necessario agli artigiani. La Sardegna ha una grande tradizione nell'artigianato, dicevo, è un'economia tutta sarda che vive, prolifera nel territorio, crea indotto, e sappiamo tutti quanto indotto crea, quindi questo è un settore che merita la massima attenzione. Mi si può dire che il provvedimento in discussione persegue un'altra filosofia, che è quella di superare il contributo a fondo perduto che spesso poteva essere utilizzato per fare clientele, e questo è vero, è un rischio notevole, me ne rendo conto, però è anche vero, signor Presidente, e lo voglio ricordare, che noi abbiamo cercato con questa legge di omogeneizzare i benefici di legge all'artigianato a quelli dell'industria, e questo è vero solo in parte, perché l'industria oltre ad avere una legge che consente di recuperare gli interessi sui prestiti delle banche ha anche notevoli finanziamenti a fondo perduto. Eppure ci troviamo di fronte ad un comparto che parrebbe - per le cose che ci diciamo in Commissione, per le informazioni che abbiamo, per le cose che leggiamo nei giornali, per le promesse illusorie, da parte dei Ministri e dei parlamentari - ci troviamo di fronte a un comparto che parrebbe non promettere nulla per il futuro. Ciò nonostante la Regione continua con questo tipo di interventi ed è giusto che lo faccia, perché ci sono decine e decine di migliaia di lavoratori che non possiamo buttare per strada. Quando c'è un cambiamento nel mondo dell'economia, sempre bisogna affrontare un momento di transizione e questo deve essere fatto anche per l'industria, però, cari colleghi, signor Presidente, non possiamo non avere la consapevolezza che il futuro economico della Sardegna passa attraverso un forte potenziamento dell'unico settore economico che è distribuito in tutto il territorio regionale, è tutto endogeno, è produzione tutta sarda, che vede imprenditori sardi, piccoli, medi, e abbiamo la speranza che qualcuno di essi diventi anche un piccolo industriale e industriale perché dall'artigianato spesso nasce l'industria.

Se queste considerazioni sono vere, io credo che sia necessario andare un po' oltre l'abbattimento degli interessi sui prestiti bancari e sulle garanzie, per dare aiuti più sostanziosi soprattutto quando queste aziende nascono e sappiamo con quali difficoltà nascono, e spesso quelle che muoiono sono le aziende giovani, signor Presidente, non quelle che sono già consolidate nel mercato. Sono le aziende che hanno bisogno di linfa, hanno bisogno di aiuto e io credo che, se dato in modo corretto il contributo a fondo perduto, nella misura che è stabilita dall'emendamento numero 15, del 35 per cento, possa costituire non solo una grande boccata di ossigeno ma possa essere il meccanismo che consente la sopravvivenza di queste aziende e che consente al settore dell'artigianato di crescere e di creare alternative nel mondo dell'economia sarda così disastrata. Si tratta di fare scelte politiche - questo è evidente e me ne rendo conto - e io credo che da parte della Giunta non ci sia ancora una scelta di quale modello economico perseguire. Io credo che si debba partire dalle cose che abbiamo, ed è inconfutabile che tra queste c'è il sistema dell'artigianato. Quindi chiedo, signor Presidente, all'Assessore, alla Giunta che delle cose che ho detto si faccia carico e che si faccia in quest'Aula oggi una legge che possa aiutare concretamente il settore dell'artigianato. Io ebbi già modo di dire, quando intervenni nella discussione generale, che mi pareva comunque irrisorio ciò che mettevamo a disposizione del comparto dell'artigianato, perché, ripeto, l'artigianato è l'unico settore oltre quello industriale che ormai sta chiudendo, che produce beni, e pertanto produce ricchezza. Non è effimero, è un settore dove concretamente si produce ricchezza. Non possiamo non tenerne conto. Fare una valutazione che mette tutti quanti sullo stesso piano (industrie, artigiani, commercianti) sarebbe un errore, anche perché poi deroghe attraverso altre forme, soprattutto per il settore industriale, ne facciamo e ne facciamo in quantità. Sappiamo quanti miliardi spendiamo in quella direzione. Se le risorse mancano si tratta di trovarle, facendo forse qualche progetto in meno, qualche studio in meno, perché spesso si spende in misura notevole per cose che poi rimangono negli archivi della Regione e non danno assolutamente nulla. Si tratta quindi, Assessore di fare scelte che a voi competono, a lei, alla sua Giunta, e alla maggioranza che sta governando la Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU (P.D.S.), relatore. Signor Presidente, stiamo discutendo di uno dei nodi fondamentali della legge direi forse il principale, su cui si è fatta una approfondita discussione in Commissione, discussione il cui esito è stato una unanimità di giudizi e di orientamenti sia pure naturalmente, senza alcun trionfalismo e senza certezze assolute e aprioristiche e tuttavia con un orientamento preciso che poi potrà essere sottoposto a verifica. Io prendo atto naturalmente del fatto che, dal passaggio in Commissione, dove pure vi è stata questa discussione approfondita, che ha coinvolto tutti i commissari, e dopo la quale tutti i commissari hanno convenuto rispetto a un certo orientamento, siamo di fronte a repentini mutamenti di orientamento e di opinione, il che naturalmente è perfettamente legittimo, io non discuto di questo. Ciascuno può ritenere che da un momento all'altro, sia pur dopo aver discusso approfonditamente, possa anche cambiare parere, non è questo il punto, ma credo che non sia consentito a nessuno in quest'Aula - io almeno personalmente rigetto totalmente un'impostazione di questo genere - di ergersi ad amici degli artigiani perché si presenta questo emendamento, indicando automaticamente gli altri come nemici. Io credo che nessuno sia talmente folle in quest'Aula, io certamente non lo sono, da voler per forza predisporre provvedimenti che facciano non gli interessi delle categorie cui sono destinati ma che si muovono nella direzione opposta per penalizzare le categorie alle quali sono destinati. Noi abbiamo fatto una legge pensando di fare l'interesse generale degli artigiani.

D'altra parte, la questione non è demonizzare il contributo a fondo perduto, nessuno di noi ne fa un demone da abbattere e da mettere al rogo, non è questo il punto, onorevole Ortu, il punto vero è che su questa questione, da anni, le stesse categorie degli artigiani non soltanto si sono interrogate ma ne hanno addirittura sancito l'inutilità, se non addirittura il fatto che sia controproducente, e non lo dico io, lo dicono gli artigiani, con i quali ci siamo recentemente incontrati e che ci hanno confermato questo orientamento, con tutte le motivazioni alle quali io ho accennato nella relazione alla legge che forse non è stata ascoltata da certi colleghi, ma questo poco male, sarebbe meglio però che ascoltassero le categorie a cui pensano di potersi rivolgere, a cui pensano di poter fare intendere che sono più amici di altri. Il contributo, ci dicono gli artigiani, non serve, il problema vero è quello di avere mutui a tasso agevolato in tempi rapidi, a tassi sostenibili, che consentano rapidamente l'iniziativa dell'impresa. Questo è il punto vero che si collega strettamente all'argomentazione che portava il collega Baroschi, che è stata ben presente nella discussione in Commissione e che abbiamo riproposto anche nella relazione, cioè il punto vero è se le banche saranno disponibili a mettere in movimento una massa finanziaria quale quella che serve e saranno disponibili a farlo senza decidere unilateralmente che cosa e quali situazioni privilegiare. Questo è un punto serio di discussione su cui però abbiamo ricevuto assicurazioni formali e da parte del Presidente della Giunta e da parte dell'Assessore. Si tratterà di verificare in sede di predisposizione e di firma delle convenzioni, se davvero così sarà. Questo è il punto che dovrà essere sottoposto a verifica. Non stiamo facendo qui sperimentazioni selvagge sulla pelle di nessuno, se fosse questo l'orientamento della legge, io per primo direi di no perché non sono così folle, in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo, da portare elementi di aggravamento della crisi. Stiamo facendo una legge che riteniamo sia nell'interesse delle categorie artigiane, né stiamo facendo passaggi traumatici, non è vero neanche questo perché se i colleghi leggono bene la proposta vedranno che c'è una norma transitoria attraverso la quale si finanziano le vecchie pratiche sulla base della vecchia normativa, salvo la possibilità, che chi lo ritenesse utile, e probabilmente molti lo riterranno, di avvalersi non della vecchia normativa, che comprende anche il contributo a fondo perduto, ma delle nuove norme.

Per queste motivazioni, non sentendomi affatto nemico degli artigiani, ma sentendo in coscienza invece di fare un provvedimento a favore delle categorie artigiane, io sono dell'opinione che l'emendamento numero 15 non possa essere accolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Adalberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ADALBERTO (D.C.). Io credo che una certa lealtà vada conservata, peraltro in Commissione industria, nell'incontro anche con le organizzazioni di categoria, credo di aver parlato lealmente, dicendo quello che pensavo, cioè che, per quanto riguarda i contributi, certamente, dati i tempi magri, occorreva una rivisitazione dell'intera problematica della contribuzione...

CUCCU (P.D.S.), relatore. Bisogna venire anche in Commissione, però.

SANNA ADALBERTO (D.C.). Se l'onorevole Cuccu non fosse così nervoso e lasciasse il tempo anche ai colleghi di potersi esprimere, probabilmente ne capirebbe l'opinione. Io ho detto ai rappresentanti delle categorie che ero contrario ai contributi perché certamente, in periodo di guerra, vanno adottate anche delle misure drastiche, peraltro ritengo che questo tipo di misure sia comune anche ad altri settori. Mi risulta che nello stesso settore dell'agricoltura ci sia una sorta di gradazione nel venire meno delle forme di contribuzione. Debbo dire, per rispetto agli stessi artigiani, che credo che gli artigiani non chiedano dei contributi a fondo perduto, ma chiedano semplicemente dei mutui a tasso agevolato, dei tempi tecnici veloci nella concessione dei mutui, per essere messi in grado di produrre, perché questo certamente risponde alle esigenze dell'imprenditorialità dei tempi d'oggi. Soprattutto chiedono una facilità di accesso al credito che oggi è un po' più difficile e quindi dovrebbe essere normato diversamente, per cui credo che la forma della contribuzione debba essere rivista in generale e credo che sia anche un po' demagogico, da parte di alcuni colleghi, voler apparire più disponibili di altri nel concedere danaro pubblico quando questo probabilmente non viene neanche richiesto ma si chiede semplicemente di avere mutui a tasso agevolato, di essere messi in condizione di produrre, di avere tempi certi per quanto riguarda la concessione dei mutui e di essere garantiti anche per quanto riguarda l'accesso al credito.

Per cui credo che ogni forma di demagogia, che può essere adottata, seppure in buona fede, per questo settore e non per altri, perché mi pare che per altri si stia rivisitando il tutto, vada respinta e che questo emendamento non possa essere accettato, perché credo che nella discussione dell'intera impostazione del progetto di legge, che è maturato in accordo con le organizzazioni delle categorie, queste cose siano state già chiarite molto correttamente e molto lealmente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Credo che il Consiglio regionale mi consentirà di affermare che un disegno di legge che contempla il superamento del contributo a fondo perduto come forma di incentivazione alle imprese non poteva non essere non assunto dall'Assessore competente e dalla Giunta con grande senso di equilibrio e ponderazione. Mi sia consentito di dire anche che, probabilmente, è proprio la lunga esperienza maturata nel mondo dell'artigianato che ha portato l'Assessore ad avanzare la proposta in discussione, alla Giunta e al Consiglio. Noi commettiamo un errore grave se riteniamo che la contribuzione che noi prevediamo nel disegno di legge a favore delle imprese artigiane sia ridotta rispetto alla vecchia normativa. La contribuzione globale, in termini di valore assoluto e di valore relativo, è fortemente incrementata in una misura che va da un 30 per cento circa a un 80 per cento circa; quello che cambia rispetto all'attuale legislazione è il fatto che l'intervento contributivo della Regione sarda cambia metodo e criteri e viene fatto esclusivamente attraverso l'abbattimento del tasso di interesse ma anche ampliando, rispetto alle attuali fattispecie previste dalla legge 40 le forme di intervento steso. C'è chi in Italia ha tentato la sortita di intervenire nell'artigianato con contributi a fondo perduto in misura quasi illimitata, persino equiparando gli assegni familiari dei figli degli artigiani a quelli dei lavoratori dipendenti (è la Sicilia); questo non ha impedito che in cinque anni il numero delle imprese artigiane iscritte agli albi provinciali della Sicilia si dimezzassero; perché ciò che aiuta l'impresa a stare sul mercato non sono né gli assegni familiari, né i contributi dati su massimali di spesa ammessa che non consentano di dimensionare i lavoratori, le imprese, in misura tale da consentire all'imprenditore di stare sul mercato.

Io sono personalmente perfettamente convinto che la scelta che stiamo facendo sia una scelta giusta, una scelta corretta. Certo, questo porrà qualche problema in sede di accesso nel mondo dell'imprenditoria, può darsi anche che si ridurrà il tasso di natalità, ma sono anche convinto che si ridurrà il tasso di mortalità. Noi siamo una Regione non industrializzata, che pure vanta il tasso di natalità imprenditoriale nel settore industriale più alto in Italia, ma questo è un fatto patologico; è chiaro a noi tutti che è incomprensibile che questa Regione registri un tasso di natalità industriale che è il più alto d'Italia, questo è reso possibile da una legislazione costruita nel tempo nell'interesse, certo, delle categorie, che di fatto non richiedeva né un minimo di capitale né un minimo di competenza per entrare nel mondo dell'imprenditoria. Uno degli obiettivi che si propone questo disegno di legge è quello di allungare la vita media delle imprese che da noi è di dieci anni, in Emilia Romagna è vent'anni. E' chiaro che gli investimenti che noi facciamo, che la partecipazione pubblica agli investimenti privati, sortiscono effetti limitati e magri per queste ragioni. Nessuno ha calcolato quanto costi alla collettività regionale la brevità della vita media delle imprese sarde e quante risorse abbiamo bruciato in questa che è - questa sì - un sperimentazione. Noi non vogliamo fare, onorevole Cogodi, sperimentazioni sulla pelle delle imprese artigiane, né tanto meno le vuole fare l'Assessore; noi abbiamo previsto qui massimali di spesa massima ammessa che non hanno riscontro in nessuna altra regione d'Italia, abbiamo qui previsto fattispecie di finanziamento alle imprese che hanno riscontri in poche altre regioni d'Italia; abbiamo previsto percentuali di finanziamento della spesa massima ammessa che non ha riscontro a favore di nessun altro settore economico in Sardegna, neanche quello dell'industria. Quindi non si attiverà una concorrenza sleale sopprimendo il contributo a fondo perduto. Io ho anche dubbi adesso, vanno verificati, che a seguito dell'emendamento approvato noi riusciamo a stare addirittura nei massimali di contribuzione massima consentiti dalla Comunità economica europea. Forse questo sarà il problema vero perché anche la contribuzione incontra un limite che è dato dalle norme comunitarie. Con l'emendamento approvato dal Consiglio, che io ho accolto, che riduce il costo del danaro rispetto all'attuale costo del danaro alle imprese artigiane, forse resteremo a stento nell'ambito dei massimali di contribuzione consentiti dalla Comunità economica europea. Questa misura l'Assessore l'ha proposta dopo aver consultato le associazioni artigiane, tutte, nessuna esclusa, e dopo aver avuto da tutte le associazioni artigiane, nessuna esclusa, la disponibilità a camminare in questa direzione, come dimostrano anche i documenti consegnati all'Assessore prima che il disegno di legge venisse approvato in Giunta e in Commissione. Quindi, da questo punto di vista, abbiamo ricercato tutte le convergenze possibili anche in una conferenza regionale pubblica sul disegno di legge, conferenza alla quale hanno partecipato centinaia e centinaia di imprese artigiane. Quindi noi non ci limitiamo a sopprimere il contributo a fondo perduto sugli investimenti, ma diamo molto alle imprese artigiane in termini di massimali, in termini di velocità di erogazione dei finanziamenti, in termini di riduzione del costo del danaro. C'è un problema delicato, che è quello che hanno richiamato molti colleghi e in particolare dall'onorevole Baroschi, cioè il problema delle relazioni con il sistema bancario. Anche su questo problema non abbiamo aspettato l'approvazione del disegno di legge né in Giunta né in Commissione per sentire il sistema bancario. Abbiamo avuto la piena disponibilità degli istituti di credito a concorrere al reperimento dei mezzi finanziari di cui abbiamo bisogno, e sono tanti, perché questo disegno di legge così come è oggi mette in moto 1000, 1200 miliardi, in un triennio, di finanziamenti alle imprese. Cioè una massa finanziaria che è in grado di soddisfare tutto il fabbisogno del triennio, che era una delle richieste avanzate, e non ancora soddisfatte, dalle imprese artigiane in questi anni. Nel disegno di legge abbiamo previsto inoltre una norma, che è quella sul fondo di garanzia sussidiaria che di fatto riteniamo possa mettere al riparo le imprese da valutazioni eccessivamente rigide da parte degli istituti di credito, in quanto in un triennio con il fondo di garanzia siamo in grado di intervenire in modo sussidiario a garanzia delle imprese per un ammontare di 800 miliardi. Se noi dovessimo accogliere l'emendamento numero 15, che reintroduce il contributo a fondo perduto, noi lasceremmo in piedi di fatto l'attuale impalcatura normativa di incentivazione alle imprese e con l'impalcatura lasceremmo in piedi tutti i bisogni inappagati accumulati in questi anni. Noi dobbiamo passare da una legislazione, che è quella attuale dell'attesa e della speranza ad una legislazione della certezza e della tempestività. Io sono fermamente convinto che il disegno di legge contiene in sé questi elementi, certo abbiamo bisogno di fare verifiche permanenti, perché nessuna verità può essere data acquisita per sempre. Per queste ragioni io ritengo che la Giunta non debba accogliere l'emendamento numero 15 mentre accoglie l'emendamento numero 5.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Presidente, per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 15.

PRESIDENTE. Metto prima in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 8. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 15. Prego i segretari di procedere alla chiama.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 52

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 18

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Atzeni - Baroschi - Cadoni - Casu - Cocco - Cogodi - Cuccu - Deiana - Demontis - Desini - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Ladu Leonardo - Lombardo - Manca - Manchinu - Marteddu - Mereu Salvatorangelo - Morittu - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Murgia - Onnis - Ortu - Pes - Pili - Planetta - Porcu - Pubusa - Puligheddu - Pusceddu - Ruggeri - Salis - Sanna Adalberto - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Serra - Serra Pintus - Serrenti - Serri - Soro - Tidu - Urraci - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca.

Si è astenuto: il Presidente Floris.)

Dichiaro conseguentemente decaduto l'emendamento numero 18 che è collegato all'emendamento numero 15.

Si dia lettura dell'articolo 9.

PORCU, Segretario:

Art. 9

Massimali

1. Le spese per investimento sono agevolabili, in misura non superiore al 90 per cento, fino all'importo di:

a) 500 milioni di lire per le imprese individuali e societarie;

b) 1.000 milioni di lire per le cooperative ed i consorzi.

2. Il credito di esercizio è agevolabile, nella misura massima del 40 per cento del fatturato dell'anno precedente la domanda, fino all'importo di:

a) 100 milioni di lire per le imprese individuali e societarie;

b) 150 milioni di lire per le cooperative ed i consorzi.

3. Per le nuove iniziative il credito di esercizio è agevolabile in misura non superiore al 20 per cento dell'investimento per il quale sia stata presentata domanda di prestito agevolato.

4. Il credito per l'acquisto di brevetti e licenze è agevolabile, nella misura non superiore al 90 per cento della spesa, fino all'importo di 50 milioni.

5. Il credito alla promozione commerciale e all'esportazione è agevolabile, sulla base di un programma di durata almeno triennale, nella misura massima del 90 per cento delle spese previste dal predetto programma, fino agli importi annui di 100 milioni di lire per le imprese individuali, societarie, cooperative e di 300 milioni per i consorzi.

6. I massimali di spesa di cui alla lettera b) del primo e secondo comma precedenti sono estesi alle nuove imprese artigiane, costituite a seguito della fusione di due o più imprese preesistenti, iscritte all'Albo da almeno tre anni.

7. Le spese per investimento e la misura del credito di esercizio di cui ai precedenti commi sono elevati del 100 per cento per le imprese aventi per oggetto la produzione di beni.

8. I massimali previsti dai precedenti commi non possono essere superati nell'arco di un triennio, cumulando il finanziamento da concedere con eventuali quote residue in ammortamento.

9. Le domande, previste dal 1° comma dell'articolo 7, non potranno essere presentate per investimenti inferiori a dieci milioni e per importi inferiori a cinque milioni per il credito di esercizio.

PRESIDENTE. All'articolo 9 sono stati presentati gli emendamenti numero 6, 11, 12, 7, 8 e 13. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento all'emendamento numero 6 sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 9

La dizione "e per le cooperative formate da soci non iscritti all'Albo delle imprese artigiane" contenuta nella lettera a) del comma 1 è trasferita nella lettera b) dello stesso comma dopo le parole "società cooperativa". (11)

Emendamento sostitutivo parziale Cuccu - Cadoni - Serrenti - Corda - Usai Sandro - Ruggeri - Satta Gabriele - Baroschi - Fadda Fusto - Pusceddu - Sanna Adalberto

Articolo 9

Il comma 1, è sostituito dal seguente:

"1. Le spese per investimento sono agevolabili, in misura non superiore al 90 per cento, fino all'importo di:

a) 700 milioni di lire per le imprese individuali e societarie e per le cooperative formate da soci non iscritti all'Albo delle imprese artigiane;

b) 1.500 milioni di lire per i consorzi d'impresa non costituiti sotto forma di società cooperativa;

c) 3.000 milioni di lire per i consorzi costituiti in forma di cooperativa di cui al terzo comma dell'articolo 6 della legge 8 agosto 1985, n. 443.". (6)

Emendamento all'emendamento numero 7 sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 9

La dizione "e per le cooperative formate da soci non iscritti all'Albo delle imprese artigiane" contenuta nella lettera a) del comma 2, è trasferita alla lettera b) del medesimo comma, dopo le parole "società cooperative". (12)

Emendamento sostitutivo parziale Cuccu - Cadoni - Serrenti - Corda - Usai Sandro - Ruggeri - Satta Gabriele - Baroschi - Fadda Fusto - Pusceddu - Sanna Adalberto

Articolo 9

Il comma 2, è sostituito di seguente:

"2. Il credito di esercizio è agevolabile, nella misura massima del 40 per cento del fatturato dell'anno precedente la domanda, fino all'importo di:

a) 150 milioni di lire per le imprese individuali e societarie e per le cooperative formate da soci non iscritti all'Albo delle imprese artigiane;

b) 200 milioni di lire per i consorzi d'impresa non costituti sotto forma di società cooperative;

c) 300 milioni di lire per i consorzi costituiti in forma di cooperativa di cui al terzo comma dell'articolo 6 della legge 8 agosto 1985, n. 443.". (7)

Emendamento all'emendamento numero 8 sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 9

La dizione "e cooperative formate da soci non iscritti all'Albo delle imprese artigiane" contenuta nella lettera a) del comma 5 è trasferita nella lettera b) dello stesso comma dopo le parole "società cooperativa". (13)

Emendamento sostitutivo parziale Cuccu - Cadoni - Serrenti - Corda - Usai Sandro - Ruggeri - Satta Gabriele - Baroschi - Fadda Fusto - Pusceddu - Sanna Adalberto

Articolo 9

Il comma 5, è sostituito dal seguente:

"5. Il credito alla promozione commerciale e all'esportazione è agevolatale, sulla base di un programma avente una durata almeno triennale, nella misura massima del 90 per cento delle spese previste dal predetto programma, fino agli importi annui di:

a) 150 milioni di lire per le imprese individuali, societarie e per le cooperative formate da soci non iscritti all'Albo delle imprese artigiane;

b) 200 milioni di lire per i consorzi d'impresa non costituti sotto forma di società cooperativa;

c) 300 milioni di lire per i consorzi costituiti in forma di cooperativa di cui al terzo comma dell'articolo 6 della legge 8 agosto 1985, n. 443.". (8)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Cuccu, relatore.

CUCCU (P.D.S.), relatore. Si danno per illustrati gli emendamenti numero 6, 7, 8 e 13. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti numero 11 e 12.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Si danno per illustrati gli emendamenti numero 11 e 12. La Giunta accoglie gli emendamenti numero 6, 7, 8 e 13.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 10.

PORCU, Segretario:

Art. 10

Accoglimento richiese di agevolazione per oggetto

1. Sono definite ai sensi della presente legge, le domande aventi per oggetto:

a) il credito di esercizio, il credito alla promozione commerciale e all'esportazione ed il credito per l'acquisto di brevetti e licenze;

b) l'acquisto, la costruzione, l'ampliamento, l'automazione e l'ammodernamento dei locali, compresa l'area occorrente, anche quando è abbinata alla richiesta per i macchinari.

2. Le richieste di prestito aventi per oggetto l'acquisto di macchinari ed attrezzature, trovano accoglimento per gli effetti della legge sulla Cassa per il Credito alle imprese artigiane del 25 luglio 1952, n. 949 e successive modificazioni, o su altri stanziamenti disposti con leggi dello Stato.

3. L'Amministrazione regionale è, altresì, autorizzata ad effettuare ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 agosto 1971, n. 685, propri conferimenti al fondo per l'abbattimento degli interessi istituito presso la Cassa per il Credito alle imprese artigiane, da utilizzarsi, nel territorio regionale, sulla parte dei finanziamenti eccedenti l'importo massimo che può essere ammesso, ai sensi della legge 25 luglio 1952, n. 949 - cap. VI e successive modificazioni, dalla Cassa medesima.

4. I conferimenti regionali al fondo di cui al comma precedente possono essere utilizzati anche per l'abbattimento dei canoni dei contratti di locazione finanziaria, per gli investimenti di cui ai commi 1°, lettera b) e 2° del presente articolo.

5. L'intervento dell'Amministrazione regionale per il concorso nell'abbattimento degli interessi e dei canoni può essere concesso sull'intero importo del finanziamento, sino ai limiti di investimento di cui al precedente articolo 9.

6. Nel caso in cui le disponibilità derivanti dai conferimenti statali al fondo di cui al terzo comma risultino totalmente impegnate, il concorso regionale in conto interessi e l'abbattimento dei canoni di locazione finanziaria possono essere concessi sull'intero importo del finanziamento.

7. Per l'attuazione del presente articolo, l'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare nuove convenzioni ovvero ad apportare a quelle in essere le necessarie modifiche.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Cuccu - Cadoni - Serrenti - Corda - Usai Sandro - Ruggeri - Satta Gabriele - Baroschi - Fadda Fusto - Pusceddu - Sanna Adalberto

Articolo 10

Al comma 2, dopo le parole "per oggetto", sono inserite le parole "il solo". (9)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Cuccu, relatore.

CUCCU (P.D.S.), relatore. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 11.

PORCU, Segretario:

Art. 11

Garanzia sussidiaria

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a istituire, a carico del bilancio della Regione, presso gli enti creditizi di cui all'articolo 2, fondi per la concessione, ai soggetti previsti nel predetto articolo 6, di garanzie sussidiarie dei finanziamenti concessi.

2. La concessione delle garanzie sussidiarie è disposta, con decreto dell'Assessore competente in materia di artigianato, entro il limite massimo del 75 per cento della perdita riferita al solo capitale.

3. La garanzia prevista nel comma precedente interviene dopo l'esperimento delle procedure di riscossione coattiva.

4. L'ammontare delle garanzie concesse non può superare di 20 volte la disponibilità del fondo.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 12.

PORCU, Segretario:

Art. 12

Interventi a favore delle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a costituire appositi fondi presso gli enti creditizi già convenzionai, per l'abbattimento degli interessi gravanti sui prestiti concessi agli artigiani con la fideiussione delle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi costituiti ai sensi dell'art. 6, della legge 8 agosto 1985, n. 443.

2. La percentuale regionale nel pagamento degli interessi è concessa nella misura di cinque punti percentuali per un periodo non superiore a cinque anni, con provvedimento dell'Assessore competente per l'artigianato.

3. Alle cooperative di garanzia e ai consorzi fidi di cui al primo comma è corrisposto un contributo in conto gestione, commisurato ai finanziamenti garantiti ed effettivamente erogati nell'anno dagli Enti creditizi convenzionati, nella misura seguente:

- sino a cinque miliardi l'1 per cento;

- oltre cinque miliardi l'1,5 per cento.

Il contributo non può comunque superare lire 150 milioni.

4. Per l'attuazione del presente articolo, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad apportare alle convenzioni in essere le necessarie modifiche.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 13.

PORCU, Segretario:

Art. 13

Cumulabilità delle agevolazioni

1. Le agevolazioni di cui alla presente legge non sono cumulabili per il medesimo oggetto con altre provvidenze creditizie o contributive previste dalla normativa regionale; sono invece cumulabili con agevolazioni statali e comunitarie aventi analoghe finalità, purché l'ammontare complessivo della contribuzione non sia superiore al massimale C.E.E. di aiuto, calcolato in "equivalente sovvenzione netto".

2. La violazione della disposizione di cui al precedente comma comporta l'obbligo di rifondere le somme percepite a valere sulla presente legge, maggiorate di un tasso di interesse pari a quello di cui al quinto comma del precedente articolo 5.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 14.

PORCU, Segretario:

Art. 14

Domande ex legge n. 40/1976

1. Le agevolazioni richieste, ai sensi della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, sono confermate alle iniziative per le quali sia già intervenuto l'atto di concessione, nonché alle iniziative per le quali, alla data di entrata in vigore della presente legge, sia stata presentata la relativa domanda e sia stato realizzato anche parzialmente il programma di spesa.

2. Le altre iniziative per le quali siano state presentate le domande ai sensi della legge di cui al precedente comma sono agevolabili, se in possesso dei requisiti prescritti, secondo le modalità della presente legge.

3. Il Comitato previsto dall'articolo 33 della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, continua ad operare fino all'esaurimento delle istruttorie delle pratiche di cui al precedente primo comma.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Cuccu - Cadoni - Serrenti - Corda - Usai Sandro - Ruggeri - Satta Gabriele - Baroschi - Fadda Fausto - Pusceddu - Sanna Adalberto

Articolo 14

Dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:

"2. Per le medesime iniziative è concessa l'opportunità di optare per il finanziamento sull'intero programma ai sensi della presente legge.". (10)

Emendamento aggiuntivo Morittu - Cogodi - Murgia - Salis - Urraci - Ortu - Serrenti - Baroschi

Articolo 14

Dopo l'articolo 14 è aggiunto il seguente articolo 14 bis:

"E' costituito il Comitato di consultazione e di controllo sul credito all'artigianato.

Il Comitato ha il compito di consultazione e di verifica dell'applicazione della presente legge e funge da osservatorio degli strumenti di intervento creditizio all'artigianato in Sardegna.

Il Comitato esprime parere sulle convenzioni da stipulare con gli istituti di credito previsti dalla presente legge e su tutti gli atti di gestione e modifica delle stesse.

Il Comitato è composto da:

- L'Assessore regionale dell'artigianato che lo presiede;

- sei componenti in rappresentanza delle organizzazioni artigiane presenti in Sardegna;

- un componente per ciascuno degli istituti di credito convenzionati con la R.A.S. ai fini della presente legge.

- un funzionario regionale del servizio artigianato con funzioni di segretario.". (16)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Morittu - Murgia - Salis - Urraci - Ortu - Serrenti - Baroschi

Articolo 14

Dopo l'articolo 14 è aggiunto il seguente articolo 14 ter:

"Entro se mesi dalla data dell'entrata in vigore, la Giunta regionale riferisce al Consiglio sullo stato di attuazione e sulla applicabilità concreta della presente legge.". (17)

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 16 e 17 ha facoltà di parlare l'onorevole Cogodi.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Gli emendamenti numero 16 e 17 introducono nella legge delle modificazioni che non costano neppure una lira, sono delle modificazioni che attengono alla partecipazione, come si suol dire di questi tempi, alla trasparenza, ma io preferisco dire sempre alla partecipazione sociale, e alla verifica di applicabilità della legge. In particolare l'emendamento numero 16 propone che sia istituito questo comitato di consultazione; non deve decidere nulla il comitato delle rappresentanze degli artigiani, però dev'essere consultato sulle cose che lo riguardano. Abbiamo ormai dato per scontato che tutto il sistema sarà affidato a questo rapporto Regione-banche, e in questo rapporto rimane indeterminato ancora quale sarà il comportamento del sistema bancario. Io auspico che questa legge funzioni benissimo, che risolva molti dei problemi delle imprese artigiane, ma siccome sappiamo e per di più si afferma anche in quest'Aula da più parti, che è tutto affidato all'improbabile immediata disponibilità delle banche di mettere a disposizione chi dice 1.500, chi 2.000 miliardi di capitali, che dovrebbero essere mossi attraverso l'intervento regionale per l'abbattimento degli interessi, però le banche non hanno ancora detto che metteranno a disposizione questi capitali, e la Giunta regionale dice che questo si vedrà dopo. Le convenzioni, gli accordi, i contratti tra la Regione e le banche, i contenuti di questi contratti, si vedranno dopo, dopo l'approvazione della legge, dopo l'abolizione del contributo, dopo che ci si è messi nelle mani delle banche si tratta la convenzione. Su questa convenzione avranno diritto di dire una parola i diretti rappresentanti degli artigiani? Di dire almeno che quella convenzione, quel passaggio procedurale gli va bene o gli va male? O lo devono fare l'Assessore o il burocrate dell'Ufficio regionale? O la mediazione che passa attraverso altre forme di organizzazione che non sempre sono la diretta rappresentanza degli artigiani? Quindi con l'emendamento numero 16 noi proponiamo l'istituzione di un organismo di mera consultazione, che almeno dica sulle convenzioni e sui passaggi procedurali la sua opinione, l'opinione degli artigiani. Poi, è chiaro che gli accordi e i contratti li farà la Giunta e si assumerà la sua responsabilità perché è la Giunta che è chiamata a governare.

Con l'emendamento numero 17 proponiamo una cosa che parrebbe a questo punto non solo ovvia ma che è una misura anche di cautela, cioè che a sei mesi dall'entrata in vigore della legge si faccia una prima verifica sullo stato di attuazione, perché questo meccanismo che qui si magnifica e che speriamo sia così magnifico da funzionare benissimo, possa essere verificato e si informi il Consiglio regionale su come il nuovo sistema funziona e sull'eventualità, qualora ve ne fosse bisogno, di una messa a punto del meccanismo. Si tratta quindi di una cosa che dovrebbe essere fatta anche prima. Nei Paesi più civili quando si fanno le leggi è prevista la cosiddetta "relazione di fattibilità amministrativa", in Francia, per esempio, la legge decade dopo trenta giorni dall'approvazione se la relazione di fattibilità amministrativa, che accompagna la legge non è puntuale, cioè quando si fa una legge si verifica prima, se si parla di un ufficio quanto quell'ufficio è attrezzato per soddisfare quelle esigenze; quando si parla di banca si acquisisce prima la relazione della banca che sia disponibile a fare quello che la legge prevede che poi la banca dovrà fare e così via. E se tutte le condizioni previste poi non si verificano, questo è causa di decadenza della legge. Qui noi continuiamo a fare leggi in cui pensiamo che l'idea che abbiamo o quanto si scrive sulla carta poi diventi realtà, e le leggi rimangono per la gran parte inapplicate, con gravi danni per le imprese e per i cittadini. Queste cose le verifichiamo praticamente ogni giorno.

Quindi, vorrei sentire quali potrebbero essere le ragioni per non accogliere l'emendamento numero 16, che prevede una possibilità di partecipazione e consultazione o per non accogliere l'emendamento numero 17 che prevede una verifica a sei mesi dall'entrata in vigore della legge. Ma spero che vi sia la disponibilità ad accoglierli entrambi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.

USAI SANDRO (D.C.). Non ho niente in contrario per quanto riguarda l'emendamento 17, anche se credo che sia superfluo un articolo di legge per questa raccomandazione, che sarebbe stato sufficiente tradurre eventualmente in un ordine del giorno, e non sono nemmeno radicalmente contrario all'emendamento 16 perché sicuramente una sede di consultazione, di verifica in cui partecipino gli artigiani, è uno strumento utile e operativo; però non vorrei che questo strumento diventasse strumento di burocratizzazione delle procedure, per cui inviterei i presentatori a togliere dal terzo comma una frase, mentre l'emendamento premette che il Comitato ha funzioni di consultazione e di controllo, e va bene, e al secondo comma, dice che ha il compito di consultazione e di verifica dell'applicazione della presente legge - e va benissimo - al terzo comma si introduce una fase che, secondo me, è una fase burocratica che implica complicazioni operative quando dice che il Comitato esprime parere sulle convenzioni da stipulare con gli istituti di credito previste dalla presente legge e su tutti gli atti di gestione e di modifica delle stesse. Mentre sono d'accordo che esprima parere sulle convenzioni e sulle modifiche delle stesse, ritengo che vadano estrapolate, e invito i presentatori in questo senso, le parole "su tutti gli atti di gestione". Questo significa chiaramente la ingerenza da parte della Commissione sulla fase operativa della convenzione in sede interna alle banche, che credo che chiaramente debba comportare poi in sede attuativa una qualche procedura operativa che sicuramente fa ritardare l'iter delle pratiche. Per cui credo che lo spirito di questo emendamento possa rimanere anche se si tolgono da questo terzo comma quelle parole tecniche che sono comunque parole che sicuramente complicano l'operatività di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU (P.D.S.), relatore. Il relatore ritiene che possano essere accolti entrambi gli emendamenti, salvo però l'ultima considerazione fatta or ora dal collega Usai relativamente a questa formulazione, che a mio avviso è abbastanza ambigua relativamente agli atti di gestione, che sembrerebbe poter ipotizzare la possibilità che ci sia una sorta di vera e propria cogestione tra Assessorato e commissione, una commistione di compiti che rischia davvero di creare elementi se non di paralisi comunque di lentezza nella applicazione della legge che non sembrano congruenti invece con gli obiettivi e con gli scopi stessi della legge che stiamo discutendo. Per questo anch'io chiederei ai presentatori dell'emendamento di estrapolare questa dizione, di cancellarla, dopo di che credo che gli emendamenti possano essere accolti pienamente anche perché erano già all'attenzione della Commissione che però non aveva ritenuto di doverli formalizzare, pensando a un'altra ipotesi di intervento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta accoglie l'emendamento numero 10 e accoglie anche gli emendamenti numero 16 e numero 17. Per quanto riguarda l'emendamento numero 16 la Giunta non ha difficoltà ad accogliere l'emendamento, anche se personalmente ritengo che le relazioni tra il Governo regionale, singoli Assessorati e associazioni di categoria debbano essere relazioni permanenti e non lasciate a una disciplina di tipo legislativo. Pur tuttavia l'Assessore accoglie l'emendamento numero 16 e ritiene anche che il terzo comma dell'emendamento, la parte finale "su tutti gli atti di gestione e di modifica delle stesse", possa essere sottratto all'emendamento stesso, lasciando all'Assessore e alla Giunta il valutare caso per caso se la consultazione deve riguardare anche questi aspetti particolari della convenzione.

L'Assessore accoglie anche l'emendamento numero 17 anche se qui si pone un problema, e cioè sei mesi dalla entrata in vigore è un tempo tutto sommato abbastanza breve perché chiaramente ci vogliono anche i tempi per rendere operativa la legge, per adeguare le convenzioni in essere e così via. Forse si potrebbe prevedere, però è una convinzione che maturo in questo momento, che la Giunta possa riferire annualmente in Consiglio regionale sullo stato e sull'applicazione della legge e non una volta a sei mesi dall'applicazione della legge stessa. L'emendamento numero 16 probabilmente comporta una spesa, anche se esigua. Ho provveduto adesso con l'assistenza degli uffici a predisporre una norma che consenta, magari in sede di coordinamento, di far fronte alle spese che l'emendamento 16 può determinare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Credo di interpretare anche il pensiero degli altri proponenti dell'emendamento numero 16 in relazione al comma 3, facendo rilevare ai colleghi che l'espressione "su tutti gli atti di gestione", vuole intendere non ogni singolo atto ma i criteri generali di gestione, per cui ad evitare ogni equivoco, anche in relazione alle osservazioni che sono state formulate da diverse parti, proponiamo di sostituire le parole "e su tutti gli atti di gestione" con le parole "e sui criteri generali di gestione" mentre può essere eliminata "e modifica delle stesse", perché è chiaro che una modifica di convenzione fa parte del poter partecipare alla convenzione stessa, quindi la modifica è implicita. Quindi non "su tutti gli atti di gestione" ma "sui criteri generali", quindi sulla metodologia va dato il parere, non su ogni atto, che questo si configurerebbe un fatto di cogestione...

(Interruzioni)

Sulla convenzione e sulla metodologia di gestione delle convenzioni. Sui criteri, non sugli atti.

PRESIDENTE. Quindi siamo d'accordo sulla precisazione?

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta è d'accordo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16 con la correzione proposta. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Nell'articolo 17, per far fronte alle spese sicuramente derivanti dall'approvazione dell'emendamento numero 16, occorrerà prevedere per gli anni 1993, 1994, 1995 una spesa di 5 milioni all'anno in aumento nello stato di previsione dell'Assessorato affari generali (02), capitolo 02102, "Medaglie e rimborsi", e in diminuzione, 5 milioni all'anno sul capitolo 07064/02, sempre per gli anni 1993, 1994 e 1995.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Si fa ogni due mesi un assestamento di bilancio, quando serviranno i cinque milioni si vedrà.

PRESIDENTE. Le spese di funzionamento sono necessarie.

Si dia lettura dell'articolo 15.

PORCU, Segretario:

Art. 15

Abrogazioni

1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le seguenti norme:

a) la legge regionale 21 luglio 1976, n. 40;

b) l'articolo 51 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26 per la parte relativa al settore dell'artigianato; l'articolo 58 della legge regionale 11 aprile 1985, n. 5; l'articolo 64 e l'articolo 68 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11; l'articolo 41, il n. 9 dell'articolo 42 e l'articolo 47 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 16.

PORCU, Segretario:

Art. 16

1. Al finanziamento degli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge si provvede con le risorse già destinate all'attuazione delle leggi di cui si dispone l'abrogazione col precedente articolo 15, dal riversamento al bilancio regionale delle disponibilità e dei rientri ai fondi istituiti presso gli istituti di credito a' termini della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, nonché dagli ulteriori apporti disposti con la presente legge e con le annuali leggi finanziarie.

2. Gli istituti di credito, già convenzionati per la gestione dei fondi di cui alla legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, riversano, trimestralmente, a partire dal 30 settembre 1993, al bilancio della Regione (cap. 36113/05) i rientri che si verificano nello stesso fondo.

3. Gli apporti derivanti dai rientri di cui al precedente comma sono valutati dal 1993 al 2007 in complessive lire 460.000.000.000 e, mediamente, in lire 30.700.000.000 per anno.

4. Con carico a detti rientri sono autorizzati i seguenti limiti d'impegno:

- lire 15.000.000.000 per la concessione dei concorsi negli interessi di cui all'articolo 7, primo comma, lettera a), le cui annualità sono iscritte nel bilancio della Regione dall'anno 1993 all'anno 2007;

- lire 15.000.000.000 per la concessione dei concorsi negli interessi di cui all'articolo 7, primo comma, lettera c), le cui annualità sono iscritte nel bilancio della Regione dall'anno 1993 all'anno 1996.

5. La restante parte dei rientri di cui al precedente terzo comma è destinata alla concessione, in forma attualizzata, dei concorsi in conto interessi ed in conto canoni di cui agli articoli 7, primo comma, lettere b), e d), 10 e 12, nonché alla costituzione dei fondi di garanzia di cui all'articolo 11; l'attualizzazione viene effettuata applicando alla stessa il tasso di riferimento.

6. Per la concessione dei concorsi negli interessi di cui all'articolo 7 primo comma, e con carico alle disponibilità del fondo speciale del conto capitale (cap. 03017) sono autorizzati i seguenti ulteriori limiti d'impegno:

lett. a) - Investimenti immobiliari

- di lire 8.000.000.000 le cui annualità sono iscritte nei bilanci della Regione dall'anno 1994 all'anno 2007;

- di lire 8.000.000.000 le cui annualità sono iscritte dall'anno 1995 all'anno 2008;

lett. c) - Credito di esercizio

- di lire 7.000.000.000 le cui annualità sono iscritte nei bilanci della Regione dall'anno 1994 all'anno 1997;

- di lire 7.000.000.000 le cui annualità sono iscritte nei bilanci della Regione dall'anno 1995 all'anno 1998.

7. Gli istituti di credito tengono separata contabilità delle disponibilità da utilizzare mediante l'attualizzazione da quelle derivanti dai singoli limiti d'impegno.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 17.

PORCU, Segretario:

Art. 17

1. Nel bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 ed in quello pluriennale per il triennio 1993-1995 sono introdotte le seguenti variazioni:

ENTRATA

In aumento

Cap. 36113/05 - (Nuova Istituzione) 3.6.1. - Ricuperi dal fondo di rotazione di cui all'articolo 16 della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40 concernente norme per l'artigianato sardo.

1993 lire 70.000.000.000

1994 lire 70.000.000.000

1995 lire 60.000.000.000

SPESA

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE, BILANCIO CREDITO ED ASSETTO DEL TERRITORIO

Cap. 03017 - Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 3 della legge finanziaria)

1993 lire 2.000.000.000

1994 lire 10.000.000.000

1995 lire 39.000.000.000

mediante riduzione delle riserve di cui alla tabella B allegata alla legge finanziaria - voce n. 8

In aumento

07 - TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO

Cap. 07026/01 (Nuova Istituzione) 2.1.2.6.3.3.4.10.23 (02.03) - Versamenti ai fondi istituiti presso gli istituti di credito per la concessione dei concorsi interessi sui prestiti concessi alle imprese artigiane (articolo 7, lettere a), c) e d) della presente legge)

1993 lire 35.000.000.000

1994 lire 43.000.000.000

1995 lire 67.000.000.000

Cap. 07026/02 (Nuova Istituzione) 2.1.2.6.3.4.10.23 (02.03) - Versamenti al fondo istituito presso la cassa per il credito alle imprese artigiane di cui alla legge 7 agosto 1971, n. 685 (art. 7, lettera b) della presente legge)

1993 lire 10.000.000.000

1994 lire 10.000.000.000

1995 lire 10.000.000.000

Cap. 07026/03 (Nuova Istituzione) 2.1.2.6.3.4.10. 23 (02.03) - Versamenti ai fondi di garanzia sussidiaria concessa sui finanziamenti agevolati erogati alle imprese artigiane (art. 11 della presente legge)

1993 lire 15.000.000.000

1994 lire 15.000.000.000

1995 lire 15.000.000.000

Cap. 07026/04 (Nuova istituzione) 2.1.1.6.3.2.10.23 (08.02) - Compensi agli enti creditizi convenzionati per l'amministrazione e la gestione dei fondi destinati alle incentivazioni creditizie alle imprese artigiane (art. 4 della presente legge)

1993 lire 2.000.000.000

1994 lire 2.000.000.000

1995 lire 2.000.000.000

Cap. 07064/01 (Denominazione variata) 2.1.2.6.3.4.10.23 (02.03) - Versamenti al fondo costituito per la concessione di concorsi interessi su prestiti concessi alle imprese artigiane con la fideiussione delle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi (art. 12 della presente legge)

1993 lire 9.700.000.000

1994 lire 9.700.000.000

1995 lire 9.700.000.000

Cap. 07064/02 (Nuova Istituzione) 2.1.1.6.3.2.10.23 - Contributi in conto gestione alle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi (art. 12, 3° comma della presente legge)

1993 lire 300.000.000

1994 lire 300.000.000

1995 lire 300.000.000

2. Il versamento ai fondi di cui agli articoli 2, 11 e 12 della presente legge degli stanziamenti iscritti ai capitoli 07026/01, 07026/02, 07026/03 e 07064/01 è subordinato, limitatamente agli importi previsti sul capitolo di entrata 36113/05, all'accertamento, anche per quote, dell'entrata medesima.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

PORCU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 17

Nel primo comma, nelle variazioni in aumento, lo stanziamento del capitolo 07026/03, relativo all'anno 1995, è modificato in lire 10.000.000.000. (14)

Emendamento sostitutivo parziale Cogodi - Morittu - Murgia - Salis - Urraci - Ortu

Articolo 17

All'articolo 17 la voce "in aumento" viene così modificata:

In aumento

07 - TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO

Cap. 07026/01 (Nuova Istituzione) 2.1.2.6.3.3.4.10.23 (02.03) - Versamenti ai fondi istituiti presso gli istituti di credito per la concessione dei concorsi interessi sui prestiti, per la concessione di contributi a fondo perduto alle imprese artigiane e per il funzionamento del Comitato di consultazione e di controllo sul credito all'artigianato; (articolo 7, lettere a), c) e d), art. 8 bis e 14 ter della presente legge)

1993 lire 35.000.000.000

1994 lire 43.000.000.000

1995 lire 67.000.000.000. (18)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 18 è decaduto. Per illustrare l'emendamento numero 14 ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Cuccu, relatore.

CUCCU (P.D.S.), relatore. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E approvato)

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 397. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 51, corrispondente al nome del consigliere Pau.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Pau.

PORCU, Segretario, procede all'appello.

(Rispondono sì i consiglieri:Pau - Pes - Pili - Piras - Porcu - Pubusa - Pusceddu - Ruggeri - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Sechi - Serra - Serri - Soro - Tarquini - Tidu - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca - Atzeni - Baroschi - Cabras - Cadoni - Casu - Cocco - Corda - Cuccu - Deiana - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fantola - Ferrari - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Marteddu - Merella - Mereu Salvatorangelo - Muledda - Onnis - Oppi.

Si sono astenuti: il Presidente Floris - Planetta - Puligheddu - Salis - Urraci - Cogodi - Demontis - Morittu - Mulas Maria Giovanna.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 50

astenuti 9

maggioranza 26

favorevoli 50

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della legge regionale 27 maggio 1993: "Personale addetto alla divulgazione agricola" CCLXVIII rinviata dal Governo

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il riesame della legge regionale numero CCLXVIII rinviata dal Governo centrale, relatore l'onorevole Baroschi.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'onorevole Baroschi, relatore.

BAROSCHI (P.S.I.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà

COGODI (Rinascita e Sardismo). Per dire, signor Presidente, colleghi del Consiglio che questo provvedimento legislativo che riguarda l'impiego produttivo dei giovani della divulgazione agricola formati per questo scopo è un provvedimento che il Consiglio regionale deve necessariamente assumere perché c'è un diritto di questi giovani ad essere impiegati e molti di questi aspettano da due anni di vedere soddisfatto il loro diritto. E c'è la condizione dell'agricoltura sarda che certamente necessita di assistenza tecnica, di tecnici preparati, di tecnici giovani, motivati che diano un contributo reale alle possibilità di crescita e di sviluppo dell'agricoltura in Sardegna. Quindi questo provvedimento va sicuramente, in ossequio a queste due primarie esigenze, approvato anzi la Giunta regionale è in ritardo fortissimo, ha penalizzato ingiustamente per circa due anni aspettative e diritti e a questo danno che ha già creato deve porre rimedio. Ciò detto, però, mi corre l'obbligo di precisare che è mia opinione personale e del Gruppo Rinascita e Sardismo, che la modalità attraverso cui si intende operare questa procedura di impiego è una modalità sbagliata, non condivisibile, la cui responsabilità ricade interamente su chi propone i provvedimenti, su chi ha il potere di decidere, su chi ha la responsabilità di fare maggioranza perché solo le maggioranze possono approvare le leggi. C'è stata una specie di esercizio ginnico di contorsioni attorno a questo provvedimento, una prima proposta che prevedeva l'ingresso nei ruoli organici della Regione, un primo rinvio del Governo su questa decisione della Regione; una seconda approvazione che adottava invece su proposta dell'Assessore, quindi su proposta della Giunta regionale, la procedura del contratto di diritto comune, un nuovo rinvio del Governo su motivazioni che risultano quasi offensive per un organo legislativo, perché dice il Governo che il contratto di sei anni rinnovabile sarebbe un contratto che non è in armonia con la legislazione statale in materia di contratti a tempo determinato. Si dimentica che questa Regione ha una competenza primaria in materia di organizzazione dei suoi uffici, tanto ha una competenza primaria che esercita, questa Regione, tant'è che con un provvedimento di legge supera il principio ugualmente di legge, addirittura costituzionale, essendo la norma di Statuto di livello e di valore ugualmente costituzionale, supera la norma costituzionale dell'obbligo del concorso pubblico per l'accesso agli impieghi pubblici. La Regione può fare questo con legge in quanto ha una sua competenza primaria statutariamente riconosciuta con norma di pari livello rispetto alla norma costituzionale. Il rilievo del Governo è un rilievo peregrino, ma se proprio lo si voleva evitare o superare bastava dire che il rapporto di lavoro anziché a sei anni rinnovabile può essere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato si può benissimo fare. Non c'è nessuna legislazione, neppure dello Stato, che dica che non si può stipulare un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Il secondo rilievo è ancora più peregrino perché dice che, stipulandosi rapporti di lavoro di diritto comune, la Regione nel frattempo non riduce i ruoli organici dell'Ersat, cosa in ragione della quale potrebbe far pensare che voglia la Regione fare contratti di diritto comune e anche utilizzare gli organici Ersat. Io dico guai se lo dovesse fare, ma se la Regione lo facesse, lo farebbe esercitando i suoi diritti, ma se proprio si volesse rispondere anche a questo rilievo, basterebbe dire nella legge che sono ridotti corrispettivamente tanti posti in organico dell'organico Ersat. Invece la Giunta regionale, e mi spiace anche la prima Commissione consiliare, quella che dovrebbe essere più attenta ai fatti di riforma, non risponde nel modo degno in cui si deve rispondere cioè affermando i diritti della Regione, e quindi superando i rilievi del Governo, in modo semplice ed elegante, subito, e riedita la primaria impostazione: inserire nei ruoli organici. Inserire nei ruoli pubblici, in contro tendenza rispetto a ogni e qualsiasi ipotesi di riforma perché, mentre c'è una proposta di legge per abolire addirittura l'Ersat qui si fa un'assunzione presso l'Ersat; mentre anche nelle dichiarazioni della Giunta, nell'atto di nascita di questa Giunta - leggetevele ogni tanto le vostre dichiarazioni programmatiche - c'è scritto che la riforma della Regione passa attraverso l'adozione del contratto di lavoro di diritto comune. Ma questo, anche se non volesse farlo la Giunta che a ciò si è impegnata con le sue dichiarazioni programmatiche, oggi è imposto anche da una normativa che è cogente, di carattere statale che prevede che, tolte le funzioni autoritative, le funzioni burocratiche necessariamente utilizzabili per l'esplicazione delle funzioni pubbliche, tutti gli altri rapporti di lavoro devono essere convertiti in rapporti di diritto comune, per cui accadrà che voi, oggi, andate ad appesantire gli organici pubblici e domani dovrete riconvertire questo e altro personale verso il rapporto di lavoro di diritto comune. Che logica c'è in tutto questo, che coerenza c'è in tutto questo? Gli ultimi provvedimenti governativi impongono anche dei termini entro cui tutti gli enti pubblici devono provvedere alla riconversione dei rapporti di lavoro da pubblico impiego a diritto comune; a questo si dovrà sicuramente arrivare. In ogni caso, al di là delle prescrizioni di derivazione generale e statale, vi è una maturazione nel ragionamento politico che attiene alle riforme vere, non a quelle che si sollecitano per cartolina, a quelle vere, a cui un governo e a cui un Consiglio regionale devono essere capaci di ottemperare, per cui appesantire gli organici pubblici, oggi, si riconosce che è un danno, mentre deve essere consentito alle professionalità di esprimersi nel modo migliore, di essere retribuite e garantite, per quanto meritano affinché avvenga una selezione sul campo - qui parliamo di agricoltura, più campo di questo! - sul campo e non nel corridoio degli uffici, e non nell'anticamera dell'Assessore, di chi vale, di chi esercita la funzione davvero nell'interesse del cittadino, del produttore, dell'impresa, e non invece di chi, avuto l'ingresso al ruolo pubblico, ha come prima preoccupazione - non sono tutti fortunatamente - quella di imboscarsi. Questo è quanto è accaduto per esempio nel caso degli enti disciolti. Si trattava di personale che si occupava di servizi sociali, e la legge prevedeva che fosse attribuito ai comuni, dove i servizi sociali di fatto si esercitano, si organizzano, e invece, dopo una prima misura in questo senso, ci dica l'Assessore al personale quanto di questo personale, un tempo addetto ai servizi sociali e che per questi doveva essere impiegato in altro modo, dopo lo scioglimento degli enti classificati inutili, quanto di questo personale lavora nei servizi sociali e quanto invece è distribuito, io non dico imboscato, distribuito in altre cose. Andate a vedere, se volete, la vicenda del CRAAI, dove la gente era stata assunta per uccidere zanzare, le zanzare proliferano e questo personale è distribuito altrove! Il personale che viene assunto per una cosa, di fatto trova modo di fare altro perché una volta immesso in ruolo scattano tutte le garanzie del pubblico impiego, ivi compresa la mobilità, lo spostamento, l'attribuzione a diversi incarichi e quant'altro.

Ma voi credete davvero di rendere un grande servizio all'agricoltura, all'economia, e di rendere un grande servizio anche ai migliori - e io credo che siano tutti ben motivati questi giovani formati per la divulgazione agricola - inserendoli nei ruoli organici, cioè inserendoli nella burocrazia regionale, che tutti riconosciamo essere anchilosata e incapace di rendere servizi, di mettere a frutto le migliori professionalità e di valutare chi vale e chi non vale? Davvero credete di fare un buon servizio per i migliori di questi? O non invece per quelli che non saranno i migliori? Non ho capito, e non riesco a capire perché mai, essendoci stata una maturazione, comunque, fatta propria dalla nuova Giunta, proposta all'Assessore al Consiglio perché il contratto di lavoro fosse il contratto di diritto comune, oggi si torni ad un'antica proposta che è quella dell'ingresso nella burocrazia regionale tout court. E un errore, in ogni caso è una scelta contro la linea delle riforme. Ognuno è libero di fare quello che vuole, ogni maggioranza può dire una cosa e farne un'altra, l'importante è che risulti agli atti che c'è in quest'Aula chi dice una cosa e ne fa un'altra, e questo è un danno però, non un danno astratto alla coerenza dei comportamenti, è un danno alla Regione, è un danno all'economia, è un danno alle professionalità, e agendo in questo modo non si rende un buon servizio a nessuno. Eppure per aver detto, alcuni di noi, queste cose fin dal primo momento, non si è dato atto che noi avevamo un'opinione, che non era contro i giovani della divulgazione agricola, ma era a loro favore e in favore di una linea di riforma vera, seria. Si è andati invece a dire, mi si consenta l'espressione, a sbraitare, in pubbliche riunioni che la legge non sarebbe stata approvata perché sarebbe stata espressa questa opinione, perché alcuni consiglieri regionali, io, e altri che la pensavano allo stesso modo, ma vorrei dire allora anche l'assessore Pirarba, vorrei dire anche tutto il Consiglio regionale, che ha votato qualche mese fa questa soluzione, saremmo stati contro i giovani. Quelli che vanno a dire queste cose, secondo me, dovrebbero essere capaci di pensare appena appena e chiedersi se in qualche situazione abusino delle parole e usino troppo il riferimento alle riforme necessarie da fare nella Regione. In conclusione, noi siamo favorevoli, come siamo stati favorevoli dal primo momento a che questi giovani formati per fare la divulgazione agricola ed essere utili all'impresa agricola, all'economia della Regione, siano impiegati dalla Regione subito. Siamo preoccupati ancora una volta del modo attraverso cui si fanno le cose, siamo preoccupati di questo modo di procedere, perché rendendo una giustizia non siamo capaci di sottrarci al rischio di fare altre ingiustizie. Perché questo ingresso per legge nei ruoli della Regione, io dico, nel sistema burocratico regionale, è una cosa che alla lunga finirà per mortificare altre professionalità, così come sono state mortificate e sono mortificate in gran parte le migliori professionalità nell'apparato burocratico di questa Regione. Questa è la considerazione che intendevo fare chiedendo per quanto è possibile che la Giunta regionale, che ha dichiarato a se stessa, al Consiglio e al popolo sardo che avrebbe adottato una linea di riforma che è di natura e di verso contrario a quella che porta in Aula oggi con questo provvedimento, voglia ancora riflettere, per correggere, come è giusto che, corregga, per superare i rilievi del Governo, il provvedimento che ha adottato su proposta dell'attuale Assessore dell'agricoltura, mantenendo la sua coerenza in ordine alla linea delle riforme, rendendo giustizia a questi giovani e però mettendoli nella condizione migliore per esaltare al massimo la loro capacità e professionalità. Se si vuole c'è il tempo per una rapida riflessione e anche per una rapida correzione del testo, per rispondere al governo nel modo giusto e superare anche formalmente i rilievi che sono stati mossi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pau. Ne ha facoltà.

PAU (Gruppo Laico Federalista). Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa legge ha avuto un lungo iter, quasi emblematico di come procedono talvolta, non i lavori del Consiglio regionale, ma le determinazioni di questo Consiglio regionale. Nella nostra Regione che, sotto molti aspetti cura i vari comparti dell'agricoltura, uno degli aspetti carenti, non solo per mancanza di provvedimenti legislativi ma anche per l'assenza di coordinamento tra i vari interventi, è proprio l'assistenza tecnica e in particolare la divulgazione di ciò che avviene nei centri di ricerca in questa Isola, di questo Paese, e anche a livello internazionale. La Regione bene aveva fatto a stipulare questo accordo con la Regione Sicilia, e quindi la creazione di questo consorzio, per poter dotare l'Isola di divulgatori in grado di portare assistenza qualificata, dopo aver seguito un corso preparatorio indispensabile per approfondire anche le problematiche relative al rapporto con gli utenti. Noi diciamo che le osservazioni fatte dal collega Cogodi trovano certo rispondenza, ma forse non semplificano il procedere di questa legge. Riteniamo che il testo riproposto della Commissione possa essere riapprovato per evitare ulteriori disguidi o lungaggini a questa legge, pur considerando che sarebbe stato ovvio, prima ancora di immettere questi giovani nelle strutture dell'Ersat, che le forze politiche avessero deciso quale dovrà essere la sorte e soprattutto quali dovranno essere i compiti dell'ente regionale di sviluppo e di assistenza tecnica in agricoltura. Ne vorrei solo accennare, per dire che il disegno di legge presentato dalla Giunta, e anche la proposta di legge presentata dall'amico Domenico Pili, che riguarda in particolare gli enti che agiscono in agricoltura, sono una buona base di discussione ma certamente, soprattutto riferendomi al disegno di legge della Giunta, partono da un presupposto di per sé ormai accettato in tutti i Paesi più moderni, più avanzati, soprattutto in agricoltura, che ormai di fatto, sia per la sperimentazione che per l'assistenza tecnica e per la divulgazione, vanno ad assetti di tipo privatistico, perché il loro sistema economico consente questo tipo di rapporto. Ma mentre affermiamo queste cose, diciamo anche che il sistema economico sardo, e in particolare quello dell'agricoltura, in questo momento non potrebbero reggere questo impatto di tipo privatistico e quindi preannunciamo che saremo contrari, pur essendo d'accordo che vadano riformati a modificare la natura giuridica degli enti operanti in agricoltura da pubblica a privata nel momento che poi, l'unico azionista privato sarebbe di fatto l'amministrazione regionale. Quindi questa modificazione sarebbe solo un alibi, una fuga, ma non risolverebbe il problema.

Noi diciamo che siamo favorevoli all'approvazione del testo proposto dalla Commissione, pur rendendoci conto della difficoltà di riprendere in seguito in mano la norma, perché riteniamo che l'ente riformato di assistenza tecnica e di divulgazione possa ben accogliere questi 165 giovani, nel senso che questo non precluderebbe nessuna trasformazione dell'ente, in quanto verrebbero ricoperti i posti di dipendenti in procinto di andare in pensione, personale non sempre adeguatamente qualificato, bisogna dirlo, nel senso che l'Ersat, ente elefantiaco di assistenza tecnica, aveva nei suoi organici alcune categorie di dipendenti non proprio pertinenti per il compito che l'ente doveva svolgere. L'assunzione di questi 165 giovani darebbe quindi nuova linfa a questo ente e andrebbe nella direzione di una sua riforma, e di una sua specializzazione che, almeno secondo l'opinione più diffusa in questo periodo, dovrebbe andare nella direzione dell'assistenza tecnica e della divulgazione. Per questi motivi, signor Presidente, cari colleghi, noi voteremo per l'approvazione del testo così come proposto dalla Commissione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Adalberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ADALBERTO (D.C.). Signor Presidente, la mia chiaramente è una posizione del tutto personale, che non vincola certamente il Gruppo della Democrazia Cristiana, anche se parte di questo lavoro è maturato nei lavori in prima Commissione, ai quali io ho partecipato solo per una minima parte. Ho avuto modo anche in Commissione di esternare motivi di perplessità, anche perché ritengo che questo provvedimento sia nato in un contesto temporale diverso da quello odierno, cioè è maturato quando la stessa Giunta non aveva proposto il problema di riordino degli enti, che vede interessato anche l'Ersat, di cui non si sa quale potrà essere l'utilizzo previsto in questo riordino. Ne si sa quale potrà essere l'utilizzo del personale, personale che è certamente qualificato, in tutte le sue categorie. Peraltro ci sono dei concorsi in atto, per diverse figure professionali, all'interno dell'Ersat stesso, per cui questo problema aggiunge confusione a confusione. Mi sembra quindi che questo provvedimento che è nato prima che venisse proposto dalla Giunta il riordino degli enti, crei ulteriore confusione.

La mia non vuole essere certamente una presa di posizione nei confronti dei giovani che trovano una importante e qualificata occupazione e che certamente potrebbero essere utili alla società; peraltro non mi pare che la prima fase del concorso sia stata, da quel che risulta, eccessivamente pubblicizzata, per cui solo una parte dei giovani interessati ha potuto partecipare a questa forma di selezione. Tanti altri non erano a conoscenza del concorso e non hanno avuto uguale opportunità. In vista di un provvedimento di carattere generale, come quello sul riordino degli enti, e degli obiettivi di programmazione generale che la Regione e il Consiglio regionale devono darsi, certamente non c'è molta chiarezza, per cui proporre questo tipo di scelta oggi, per quanto si giustifichi col fatto che ci sono dei finanziamenti che altrimenti andrebbero persi, non mi pare opportuno. Ho molte perplessità, e le ho già manifestate in Aula, sul voto da dare a questa legge. Sarò attento a quanto potrà emergere nel dibattito ad arricchimento di questo provvedimento, perché lo si possa valutare utile ed opportuno nel contesto generale.

Allo stato attuale non mi pare che ci sia molta chiarezza, e non mi pare utile e opportuno in un contesto in cui dobbiamo riprogrammare tutta la presenza degli enti, e soprattutto di questo ente che ha un personale già numeroso anche in considerazione dei concorsi in atto. Starò quindi attento al dibattito e alle riflessioni e alle proposte che i colleghi porteranno in Aula, perché allo stato attuale il mio voto sarebbe negativo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.

BAROSCHI (P.S.I.), relatore. Signor Presidente, io mi rendo conto che dopo il terzo esame del Consiglio su questa legge, aumentino i dubbi e le perplessità sulle nostre capacità di legiferare, perché se il Governo ci rinvia i testi con precisi motivi, legati a una legislazione vigente che fa da cornice ai nostri comportamenti da legislatori, credo che dire che qualche cosa non è andato bene nelle precedenti approvazioni sia quasi la scoperta dell'acqua calda. Però ho voluto ricordarlo perché perlomeno cerchiamo di fare di tutto per non fare altri errori.

Io non me la sento di prendermela con la Giunta, perché la volta precedente ha presentato gli emendamenti; caso mai - e sarebbe quasi assurdo - io dovrei accusare la Giunta di essere stata un po' troppo sensibile alle opinioni che emergevano in seno al Consiglio proponendo una soluzione, quella del tempo determinato, che poi si è rivelata non percorribile. Di questa eccessiva sensibilità posso accusare la Giunta, non di aver presentato gli emendamenti, come dire, quasi suggeriti. Allora io ritengo che la immissione nei ruoli dell'Ersat ad oggi sia la condizione ottimale per la soluzione di questo problema. Perché?

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SERRENTI

(Segue BAROSCHI.) Perché, e qui mi riferisco all'ultimo intervento, quello dell'onorevole Sanna Adalberto, noi abbiamo anche contestualmente in esame, proprio in prima Commissione, il problema del riordino degli enti. Ora se c'è una cosa sulla quale non si discute perché si è tutti d'accordo, caso mai si tratterà di approfondire una volta arrivati al dettaglio, è che questo grande, immenso ente venga riportato alle sue finalità originarie che sono proprio quelle di offrire assistenza tecnica. Su questo siamo d'accordo. Ma allora qual è lo strumento giuridico migliore perché questo ente riformato offra al mondo dell'agricoltura isolana assistenza tecnica? E' di moda da qualche mese a questa parte, forse da qualche anno, il privato, e così lo Stato dà il via alle privatizzazioni, e così si va a rivedere il contratto dei dipendenti pubblici in senso più privatistico e quant'altro. Guardato da un punto di vista limitato e parziale, lo faccio volutamente, cioè dal punto di vista nostro, in Sardegna, non è che l'orientamento sulle privatizzazioni ci stia dando grandi risultati. Non è che, siccome adesso è di moda la privatizzazione, "tutto va bene, madama la marchesa!" Non va bene niente! Le privatizzazioni in Sardegna vogliono dire disastri. Io non dico che questa moda non sia proprio da guardare, però, vivaddio, se un abito non mi sta bene, posso ammirarlo ma prima di mettermelo e di comprarlo ci penso. Una Spa, che è la espressione giuridica più genuina del privato, che dovesse gestire un'assistenza tecnica secondo le regole del privato, dopo tre anni dovrebbe mandare i libri in tribunale perché certamente non ha profitti, perché certamente non ha un risultato economico. Questo non perché le Spa non funzionino ma perché non hanno la natura giuridica adeguata per fare ricerca, assistenza tecnica e quant'altro. Per questo dico che coloro che stiamo formando per offrire un'assistenza tecnica dovrebbero rientrare in un ente la cui forma giuridica certamente, a mio modesto avviso, non deve essere privata. Dunque va bene immetterli nei ruoli dell'Ersat. Quando poi tratteremo il tema del riordino degli enti dovremo affrontare tematiche che, molto in generale, vorrei sottoporre all'attenzione dei colleghi. Quindi l'assunzione nei ruoli pare la soluzione migliore. Ma a questa soluzione era già pervenuta la prima Commissione con l'altro testo, questa volta l'abbiamo perfezionato in rapporto alla legge delega sul pubblico impiego, la numero 421, e al decreto legislativo numero 29 di quest'anno, per i vincoli che esso pone in riferimento agli organici e così via. Ma che la proposta della prima Commissione non si sia discostata granché sul filone del principio, e cioè le assunzioni in ruolo, di questo deve essere dato atto soprattutto da chi adesso chiede che si dica e si faccia la stessa cosa. La Commissione è stata coerente, poi l'Aula ha stabilito cose diverse su proposte semplicemente formalizzate, dalla Giunta. Quindi noi ribadiamo che questa è la soluzione per questi giovani. Non dico anch'io, perché è acqua calda anche questa, che tutti siamo d'accordo perché trovino un impiego sicuro. Siccome è banale dirlo, aggiungo la mia banalità a quella degli altri: vorrei vedere qualcuno in quest'Aula che dicesse che non è d'accordo perché questi giovani, fatti questi corsi, non debbano trovare un impiego stabile e sicuro, sfido qualunque collega a dire il contrario. C'è però una novità rispetto al testo presentato l'altra volta. A parte il fatto che abbiamo potuto verificare che l'immissione nei ruoli dell'Ersat avviene sui posti vacanti attualmente, quindi non si dà luogo ad un aumento della dotazione organica dell'Ersat. Però abbiamo voluto introdurre pure una norma, e credo che l'Assessore che ha seguito con particolare attenzione questo testo mi consentirà di sottoporlo nuovamente alla sua attenzione. In riferimento proprio al fatto che all'Ersat si vogliano dare compiti specifici di assistenza tecnica e nient'altro, questa immissione nei ruoli deve avvenire a scapito di qualifiche professionali che con l'assistenza tecnica non dico che non abbiano nulla a che vedere, perché i conti qualcuno li dovrà pur tenere, ma nei quantitativi deve andare a scapito delle figure professionali di contabili, di amministrativi e dei servizi generali. Non voglio tediare oltre i colleghi, e vorrei soprattutto convincere quelli che in Commissione hanno seguito il testo e il dibattito e, a differenza di quanto diceva, per il precedente disegno di legge il collega Cuccu, che nessuno è autorizzato a pensare o che nessuno deve dire...

(Interruzioni)

Il dubbio è sempre legittimo perché nella peggiore delle ipotesi vuol dire disinformazione, ma nella migliore è la ricerca del meglio. Ed io amo pensare che chi si è pronunciato per il dubbio ancora, sia per la ricerca del meglio. Una annotazione finale: dopo due anni di ping pong una partita di solito è abbondantemente finita, ed è ora che anche questo ping pong tra noi e il Governo finisca, perché il tavolo sul quale giochiamo non è quello della nostra pelle, è quella di questi giovani. E io credo che, al di là di tante cose, al di là dei dubbi anche legittimi che possono esserci, questa volta non si può parlare di fretta, perché dopo due anni sarebbe veramente singolare, ma andare ad una approvazione oggi di questa legge è diventato un dovere per tutti noi consiglieri.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

PIRARBA, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Per la Giunta il testo licenziato dalla Commissione autonomia dovrebbe superare i rilievi del Governo per i seguenti motivi: il primo è legato al fatto che l'assunzione dei divulgatori presso l'Ersat fa venire meno i rilievi riguardanti la forma di assunzione a termine; il secondo motivo è legato al fatto che l'assunzione a termine non può avere una durata inferiore a tre anni per poter evitare due condizioni poste dalla normativa comunitaria, esse sono la durata minima di tre anni del rapporto di lavoro e la necessità di evitare che si debbano restituire i fondi che sono stati già utilizzati dalle nostre strutture. Infine c'è un elemento che dà la certezza dei numeri rispetto alle persone che devono essere assunte, è quanto precisa la Commissione chiarendo in via definitiva che il numero degli interessati complessivamente è pari a 165 unità.

Però vorrei aggiungere qualche osservazione a questi motivi che fanno ritenere alla Giunta non solo accoglibile ma necessariamente da approvare la proposta della prima Commissione. Ecco, io credo che sia giusto condividere il fatto che c'è una contraddizione tra le proposte contenute nell'ultimo provvedimento che fu all'unanimità approvato dal Consiglio regionale su iniziativa della Giunta e quella oggi in discussione, ma voglio rassicurare tutto il Consiglio che in questa modificazione dell'atteggiamento ci sono motivi puramente contingenti. Noi non abbiamo motivo di ritenere che sia sbagliata la linea del perseguire la contrattazione collettiva, perché questo è un fatto nuovo del quale non solo occorre prendere atto, ma occorre anche utilizzarlo come strumento ordinario. I principi, i criteri che ispirarono la definizione del provvedimento che poi è stato rinviato dal Governo, rimangono in piedi; ma noi dobbiamo fare i conti con questi elementi che sono la fine del tempo a nostra disposizione per poter riprendere in profondità le osservazioni del Governo e quei richiamati motivi ai quali prima ho fatto riferimento. Io credo peraltro che possano essere ripresi criteri e principi di riforma nell'ambito dei discorsi generali e degli impegni che la Giunta ha preso non solo in relazione alla riforma dell'Ersat ma in relazione alla riforma di tutti gli enti che operano a favore dell'agricoltura. Credo, quindi, che possa essere ripreso anche il discorso sulla collocazione di questo personale, ma in questa fase io credo che non possa essere assolutamente rinviato un provvedimento di questo genere.

Io ho potuto prendere atto, e prendo atto con soddisfazione, delle disponibilità che sono state dichiarate dai Gruppi e di questo ringrazio molto perché sono convinto che questo provvedimento non sia soltanto utile ai giovani ai quali il provvedimento di riferisce ma all'agricoltura sia pure in modo ovviamente parziale.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

URRACI, Segretaria:

Art. 1

Finalità

1. Per garantire lo svolgimento di un efficace servizio di divulgazione agricola sul proprio territorio, in attuazione del Regolamento (CEE) n. 270/79 del Consiglio, del 6 febbraio 1979, a successive modifiche ed integrazioni, relativo allo sviluppo della divulgazione agricola in Italia, la Regione utilizza mediante assunzione nei ruoli del personale dell'Ente regionale di sviluppo e assistenza tecnica in agricoltura (Ersat) i divulgatori che abbiano superato i corsi organizzati dal Consorzio interregionale per la formazione dei divulgatori agricoli (Cifda) Sicilia-Sardegna, istituito ai sensi della legge regionale 12 novembre 1982, n. 42 (Costituzione del Consorzio interregionale tra le regioni Sicilia e Sardegna per la formazione dei divulgatori agricoli).

2. L'assunzione dei divulgatori agricoli nei ruoli del personale dell'Ersat è disposta nella sesta qualifica funzionale per i divulgatori specializzati e polivalenti e nella settima qualifica funzionale per il personale direttivo della divulgazione ed è riservata a quanti, in possesso dei requisiti di cui al Regolamento (CEE) n. 270/79 del Consiglio, siano stati ammessi ai corsi a seguito di pubblico concorso bandito dal Cifda Sicilia-Sardegna ed abbiano superato le prove finali di idoneità.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

URRACI, Segretaria:

Art. 2

Assunzione e utilizzazione dei divulgatori agricoli

1. Le assunzioni dei divulgatori agricoli previste dalla presente legge riguardano 165 unità complessive, di cui 100 per la sesta qualifica funzionale e 65 per la settima qualifica funzionale.

2. L'articolazione funzionale ed il dislocamento sul territorio dei tecnici saranno definiti, ai sensi dell'articolo 8 del Regolamento (CEE) n. 270/79, dall'apposito Piano regionale per la divulgazione agricola predisposto dall'Assessore competente in materia di agricoltura ed approvato dalla Giunta regionale sentita la competente Commissione consiliare.

3. Il personale di cui alla presente legge sarà utilizzato esclusivamente per attività di divulgazione e promozione dello sviluppo agricolo.

4. I corsi di formazione dei divulgatori agricoli presso il Cifda e le relative prove finali hanno valore di corso-concorso per l'assunzione alle dipendenze dell'Ersat limitatamente a coloro i quali siano stati ammessi al corso per essere impiegati in Sardegna.

5. Il Cifda emana i bandi per l'ammissione ai singoli corsi-concorsi. I bandi determinano il numero dei posti disponibili, nei limiti di cui al comma 1, i titoli valutabili e le prove per l'ammissione ai corsi, nonché i programmi e le prove finali dei corsi stessi. I bandi sono pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione. L'Assessore dell'agricoltura, su conforme deliberazione della Giunta regionale, al termine dei corsi-concorsi autorizza l'Ersat a provvedere all'assunzione degli idonei, ai sensi e per gli effetti della presente legge, nel rispetto delle graduatorie finali dei corsi stessi.

6. L'inquadramento nei ruoli dell'Ersat è disposto nei limiti dell'attuale dotazione organica dell'ente. L'Ersat adegua i contingenti numerici dei profili professionali della sesta e settima qualifica dei propri ruoli organici, attraverso la trasformazione in posti dell'area della sperimentazione e dell'assistenza tecnica dei posti vacanti dell'area dei servizi generali, amministrativi, contabili e culturali.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

URRACI, Segretaria:

Art. 3

Norma transitoria

1. I divulgatori agricoli che hanno già conseguito l'idoneità nei corsi del Cifda Sicilia-Sardegna, sede di Cagliari, il cui svolgimento è stato regolato secondo le norme del Regolamento (CEE) n. 270/79 del Consiglio, e successive modifiche ed integrazioni, nonché i divulgatori specializzati, destinati alla Sardegna, che hanno conseguito o conseguiranno l'idoneità nei corsi-concorsi svolti, con le stesse modalità, ai sensi del Regolamento (CEE) n. 2052/88 (Obiettivo I - Misura 1), dal Formez, su delega del Ministro dell'agricoltura e foreste, sono assunti alle dipendenze dell'Ersat secondo quanto previsto dalla presente legge, nel rispetto del contingente numerico assegnato alla Regione Sardegna di cui al comma 1 dell'articolo 2, entro sessanta giorni dalla entrata in vigore della legge medesima, ovvero entro sessanta giorni dall'approvazione della graduatoria finale.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

URRACI, Segretaria:

Art. 4

Norma finanziaria

1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutate in lire 688.000.000 per l'anno 1993, in lire 3.296.000.000 per l'anno 1994 ed in lire 8.666.000.000 dall'anno 1995.

2. Nel bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 e nel bilancio pluriennale per gli anni 1993-95 sono introdotte le seguenti variazioni:

In diminuzione

03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE

Cap. 03016 - Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 3 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17)

1993 lire 688.000.000

1994 lire 3.926.000.000

1995 lire 8.666.000.000

mediante riduzione della riserva prevista dalla voce 10 della tabella A allegata alla legge finanziaria per il 1993.

In aumento

06 - ASSESSORATO AGRICOLTURA

Cap. 06281 - Contributo annuo all'Ersat, Ente regionale di sviluppo ed assistenza tecnica in agricoltura, quota per spese correnti (art. 23, L.R. 19 gennaio 1984, n. 5 e art. 58, L.R. 4 giugno 1988, n. 11)

1993 lire 688.000.000

1994 lire 3.926.000.000

1995 lire 8.666.000.000

3. Le spese per l'attuazione della presente legge fanno carico al capitolo 06281 del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 ed ai corrispondenti capitoli dei bilanci per gli anni successivi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della legge rinviata numero CCLXVIII. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 28, corrispondente al nome del consigliere Ladu Giorgio.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Ladu Giorgio.

URRACI, Segretaria, procede all'appello.

(Rispondono sì i consiglieri:Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Marteddu - Merella - Mereu Orazio - Mereu Salvatorangelo - Morittu - Mulas Franco Mariano - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Murgia - Onida - Onnis - Ortu - Pau - Pes - Pili - Planetta - Porcu - Pubusa - Puligheddu - Pusceddu - Ruggeri - Salis - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra Pintus - Soro - Tamponi - Tidu - Urraci - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca - Atzeni - Baroschi - Cabras - Cadoni - Casu - Cocco - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Demontis - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari.

Risponde no il consigliere:Sanna Adalberto.

Si sono astenuti i consiglieri:Serrenti e Cogodi.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 65

Votanti 63

Astenuti 2

Maggioranza 41

Favorevoli 62

Contrari 1

(Il Consiglio approva).

Fissazione di termini per l'esame in Commissione di progetti di legge

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (P.S.d'Az.). Per chiedere che si fissi un termine entro il quale sia concluso l'esame in Commissione della proposta di legge numero 48 presentata nel 1989 in materia di pesca, dal momento che le soluzioni su questo settore non arrivano, anzi si tende forse a pasticciare ancora di più; della proposta di legge numero 200 presentata nel 1991 "Modifiche alla legge regionale numero 26 concernente istituzione del corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione sarda" e della proposta di legge numero 210 presentata ugualmente nel 1991 "Disposizioni in materia di usi civici". Indichiamo in sessanta giorni il termine perché pensiamo che nessuno ad agosto voglia impegnarsi nell'esame di questi provvedimenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Pili. Ne ha facoltà.

PILI (P.S.I.). Presidente, solo per quanto riguarda la legge sulla pesca. In Commissione sono giacenti, se non ricordo male, quattordici tra proposte e disegni di legge riguardanti la pesca. La Commissione ha, in una delle ultime riunioni, costituito un sottogruppo per vedere di mettere insieme queste quattordici proposte e però non ha iniziato ancora i lavori perché la Giunta ha chiesto di attendere una propria proposta che non è ancora pervenuta. Io credo comunque che i sessanta giorni non siano proponibili perché la Commissione ha in corso la discussione del progetto di legge sulla caccia e il piano dei rifiuti solidi urbani. Se portiamo il termine almeno a novanta giorni o a centoventi giorni è probabile che si riesca, diversamente penso che non si riuscirebbe a esitare questo provvedimento.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, c'è una richiesta da parte dell'onorevole Pili per portare i termini a novanta o a centoventi giorni. Lei è d'accordo?

ORTU (P.S.d'Az.). Io sarei d'accordo di dividere la differenza, novanta giorni per quanto riguarda la pesca.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni si intende fissato il termine in novanta giorni il termine per l'esame della proposta di legge sulla pesca numero 48, e per gli altri provvedimenti si fissano i termini indicati dall'onorevole Ortu. I lavori del Consiglio riprenderanno questa sera alle ore 17.

La seduta è tolta alle ore 13 e 17.