Seduta n.30 del 01/02/2000
XXX SEDUTA
MARTEDI' 1 FEBBRAIO 2000
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 10 e 38.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta dell'11 gennaio 2000 (27), che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Emanuele Sanna e Mauro Pili hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal primo gennaio 2000.
Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che, con nota del 25 gennaio 2000, l'onorevole Giorgio Corona ha comunicato di voler aderire al Gruppo di Forza Italia e l'onorevole Andrea Biancareddu ha comunicato di voler aderire, invece, al Gruppo del Partito Popolare Sardo.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dai consiglieri PINNA - CUGINI - CALLEDDA - FALCONI - PACIFICO - SANNA Emanuele: "Disposizioni in materia di gestione del territorio e delle risorse geo-ambientali". (39)
(Pervenuta il 18 gennaio 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dai consiglieri DEIANA - DETTORI Bruno - DORE - LODDO: "Interventi a favore dei sardi residenti nell'Italia continentale e all'estero". (40)
(Pervenuta il 20 gennaio 2000 ed assegnata alla seconda Commissione.)
dai consiglieri DEIANA - DETTORI Bruno - DORE - LODDO: "Costituzione di un consorzio volontario per la tutela e la creazione di un marchio 'agnello sardo D.O.C.'". (41)
(Pervenuta il 20 gennaio 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dai consiglieri SELIS - SCANO - BALIA - COGODI - CUGINI - DETTORI Bruno - SANNA Giacomo - SPISSU - CALLEDDA - DEIANA - DETTORI Ivana - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - LODDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MEREU - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - RANDAZZO - TUNIS Gianfranco - VASSALLO: "Istituzione del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro". (42)
(Pervenuta il 21 gennaio 2000 ed assegnata alla terza Commissione.)
dai consiglieri DORE - DEIANA - DETTORI Bruno - LODDO: "Normativa transitoria in materia di pianificazione territoriale paesistica". (43)
(Pervenuta il 25 gennaio 2000 ed assegnata alla quarta Commissione.)
dai consiglieri DEIANA - DETTORI Bruno - DORE - LODDO: "Tutela e disciplina della raccolta dei funghi". (44)
(Pervenuta il 25 gennaio 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Annunzio di interrogazioniPRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
licandro, Segretario:
"Interrogazione SPISSU - SANNA Giacomo - PUSCEDDU - LAI - CUGINI VASSALLO - DORE - GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'IACP della Provincia di Sassari". (68)
"Interrogazione MORITTU - CUGINI - LAI - SPISSU - SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione delle procedure di assegnazione dei terreni delle aziende di 'Mamuntanas e Surigheddu' in agro di Alghero". (69)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione del collegamento fra il porto di Civitavecchia e la stazione ferroviaria". (70)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di provvedimenti in favore dei lavoratori impegnati nei lavori socialmente utili attivati presso l'Amministrazione regionale". (71)
"Interrogazione MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla possibilità di recuperare e ripristinare i locali dell'ex Lido Iride nel litorale di Platamona". (72)
"Interrogazione COSSA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di modificare l'ordinanza del Commissario governativo per l'emergenza idrica n. 158 del 12 agosto 1999 recante la rimodulazione della ripartizione delle risorse idriche". (73)
"Interrogazione SANNA Alberto - CUGINI - CALLEDDA - MORITTU - PIRISI - ORRU', con richiesta di risposta scritta, sull'accordo tra le F.S. S.p.A. e il Comune di Civitavecchia che prevede la cancellazione dei treni 'sardi' che collegano il porto di Civitavecchia in coincidenza con i traghetti da e per la Sardegna con la stazione F.S. di Roma Termini". (74)
"Interrogazione GRANARA - RASSU - CORONA - LOMBARDO, con richiesta di risposta scritta, sui comportamenti dei dirigenti CARBOSULCIS nei confronti del personale dipendente". (75)
"Interrogazione PIANA - CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sulla grave decisione di assegnare i lavori di manutenzione delle parti meccaniche dei mezzi di trasporto pubblico di proprietà dell'ARST a ditte e officine non sarde". (76)
"Interrogazione CASSANO - COSSA . FANTOLA - DEMONTIS, con richiesta di risposta scritta, sulla apertura degli uffici postali a giorni alterni in provincia di Sassari". (77)
"Interrogazione GRANARA - CORONA - LOMBARDO - LICANDRO - RASSU sui lavori di ripascimento della spiaggia del Poetto". (78)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura dei piccoli uffici postali della provincia di Sassari". (79)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
licandro, Segretario:
"Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sulla crisi delle aziende private concessionarie di servizi di trasporto pubblico locale". (27)
"Interpellanza COSSA - FANTOLA - CASSANO - DEMONTIS sulla tragica situazione irrigua in cui versa l'agricoltura sarda". (28)
"Interpellanza TUNIS Marco sulla chiusura della miniera di Montega (Narcao), peraltro già paventata con l'interpellanza in data 21 ottobre 1999". (29)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
licandro, Segretario:
"Mozione ONNIS - FLORIS Emilio - SANNA Giacomo - MANCA - CAPPAI - CORONA - SANNA Alberto - RASSU - MARROCU - GIAGU - PILI - FRAU - DEMURU sulla necessità di modificare la Legge n. 157 del 1992 al fine di attribuire alla Regione Sardegna il potere di legiferare sui tempi e sulle specie cacciabili". (9)
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Ricevo in questo momento, e ne do comunicazione all'Aula, una lettera da parte dell'onorevole Capelli che dichiara di revocare la propria adesione al Gruppo consiliare dell'U.D.R. e, contestualmente, dichiara di voler aderire al Partito dei Cristiani Democratici Uniti Sardi e di rappresentare tale partito all'interno del Consiglio regionale.
In conseguenza di ciò sia il consigliere Cappelli che gli altri due consiglieri aderenti all'U.D.R., Mario Floris e Amadu, confluiranno ai sensi dell'articolo 20 del Regolamento nel Gruppo Misto.
Proclamazione e giuramento di un consiglierePRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho ricevuto dalla Giunta delle elezioni una comunicazione di cui do lettura: "Comunico alla Signoria Vostra onorevole, che la Giunta delle elezioni si è riunita questa mattina per esaminare la situazione determinatasi a seguito della sentenza del tar della Sardegna numero 72/2000che, in parziale riforma dei risultati elettorali del giugno scorso, ha proclamato eletto il candidato signor Raimondo Ibba (con cifra individuale di voti 3159), in luogo del candidato signor Salvatorangelo Mereu (con cifra individuale di voti 3155).
La Giunta delle elezioni ha preso atto della citata sentenza che, ai sensi dell'articolo 33 della legge numero 1034 del 1971, è immediatamente esecutiva e la cui esecuzione non viene sospesa dall'eventuale proposizione di ricorso in appello.
La Giunta delle elezioni ha altresì esaminato il verbale dell'Ufficio centrale circoscrizionale istituito presso il Tribunale di Cagliari: da esso risulta che il signor Salvatorangelo Mereu era stato proclamato eletto per la lista numero 11 avente contrassegno "Socialisti Uniti", con cifra individuale 3146. Il candidato della stessa lista e circoscrizione che segue immediatamente il signor Mereu è il signor Raimondo Ibba, con cifra individuale 3122. Pertanto il signor Raimondo Ibba deve subentrare al signor Salvatorangelo Mereu. Distinti saluti. Onorevole Pierluigi Carloni".
Invito pertanto il consigliere Raimondo Ibba, a entrare in Aula e a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, numero 250.
Do lettura della formula del giuramento previsto dall'articolo 23 del citato D.P.R., al termine l'interpellato risponderà "Lo giuro".
"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".
IBBA (F.S.D.). Lo giuro.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della legge regionale rinviata numero CCCXIII/A: "Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 6 aprile 1989 numero 13, e 23 agosto 1995 numero 22", relatore il consigliere Tunis Marco Fabrizio.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis Marco, relatore.
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna), relatore. Signor Presidente del Consiglio, Signor Presidente della Giunta, signori Assessori e signori consiglieri, la Quarta commissione consiliare permanente ha riesaminato e riapprovato integralmente, senza apportare alcuna modifica, ed adeguandosi in toto ai rilievi del Governo, la legge rinviata numero CCCXIII sulla nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 6 aprile 1989 numero 13 e 23 agosto 1995 numero 22.
La Commissione da me presieduta ha effettuato un approfondito esame della delicata questione relativa alla gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, la cui importanza sociale viene spesso non sufficientemente rimarcata. La normativa approvata in larga misura riprende il contenuto di un protocollo d'intesa stipulato tra la Giunta regionale, lo IACP e le organizzazioni sindacali, sulla determinazione dei canoni di locazione, dei canoni di riferimento, che sono il problema centrale, ma ne costituisce per altro verso il necessario completamento.
Infatti, da un lato questa normativa estende l'operatività di tale accordo, formalizzato nella delibera di Giunta regionale numero 46/25 del 20 ottobre 1998, a tutti gli enti gestori di alloggi di edilizia residenziale pubblica della Sardegna, e non solo agli Istituti autonomi case popolari, quindi vi comprendente anche i comuni. D'altro lato si introducono alcune importanti integrazioni finalizzate a ridurre gli effetti distorsivi e le lacune delle vigenti normative regionali.
In definitiva i punti salienti contenuti nel provvedimento sono questi. In primo luogo vengono fissati dei criteri certi e garantistici, soprattutto nei confronti delle classi meno abbienti, sulla determinazione dei canoni di riferimento e sugli effettivi canoni di locazione, temperando notevolmente gli effetti della delibera CIPE del 13 marzo 1995 e successive modificazioni.
Infatti la puntuale applicazione di tale delibera avrebbe comportato rilevanti aumenti di canone anche per le fasce più deboli dell'utenza. Con questa legge si va incontro invece alle categorie più deboli. In secondo luogo si prevede la costituzione di un fondo sociale per la concessione di contributi a favore di assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica che, a causa di sopravvenute situazioni di indigenza, non possono sostenere l'onere del pagamento del canone. Tale istituto, già previsto dalla normativa nazionale e da molte Regioni, è alimentato con fondi regionali con una quota parte delle entrate fornite dai canoni. Quindi, un'altra norma a favore delle fasce di utenza in condizioni di maggiore disagio.
In terzo luogo viene introdotto l'obbligo per gli enti gestori di procedere all'accertamento periodico del reddito in modo da evitare, come attualmente succede, che sostanziali riduzioni di reddito siano ininfluenti sui canoni di locazione. Quindi un obbligo sugli enti gestori di procedere a controlli più puntuali e tempestivi sui redditi degli affittuari.
Si introducono quindi dei criteri per facilitare ed accelerare l'effettivo recupero delle morosità pregresse. E questo era uno dei punti salienti delle precedenti disposizioni. Si introducono inoltre dei limiti temporali, molto stretti e rigorosi, per l'assegnazione di alloggi di risulta, ciò allo scopo di evitare che nei confronti di tali alloggi si perpetui l'attuale fenomeno dell'occupazione abusiva. Attraverso questa disciplina si cerca anche di migliorare, e possibilmente evitare, le occupazioni abusive degli alloggi medesimi. Si introducono alcune importanti innovazioni legislative alla legge regionale numero 22 del 1995, al fine di rendere effettivamente operativi i precetti di tale legge per quanto attiene la redazione del piano di utilizzo degli immobili ex ACAI del comune di Carbonia.
L'accoglimento dei motivi di rinvio è determinato sia dalla necessità di evitare un prevedibile conflitto con il Governo, sia soprattutto dalla constatazione della piena operatività ed utilità della legge pur con l'eliminazione delle norme rinviate.
Per concludere, abbiamo deciso di accogliere in pieno i motivi di rinvio, in modo da rendere operativa questa legge di cui beneficiano categorie deboli. Non abbiamo riapprovato gli articoli censurati perché avremmo altrimenti lasciato al Governo la possibilità di impugnarli di fronte alla Corte Costituzionale. Per il momento, quindi, abbiamo accantonato quelle norme, con l'intento però di inserirle in un provvedimento ad hoc, predisposto dalla nostra commissione, sull'approvazione del quale, allo stato, potremmo avere dei dubbi , ma che potrebbe comunque, a seguito di un confronto tra una apposita delegazione della nostra commissione e una delegazione della commissione della Camera, trovare sbocchi positivi.
PRESIDENTE.E` iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
Voglio ricordare ai colleghi che chi intende partecipare al dibattito deve iscriversi a parlare nel corso di questo intervento.
CALLEDDA (D.S.-F.D.). Signor Presidente, colleghi, credo che i motivi del rinvio della legge citata dal relatore da parte del Governo, stiano nel fatto che il provvedimento è frutto della fine della passata legislatura. Molti articoli contenuti nella legge non erano altro, cioè, che un modo, seppur semplice, di preparare la campagna elettorale.
Io credo che i motivi di rinvio del Governo siano stati accolti perché le norme censurate erano comunque incompatibili con quelle contenute in altre leggi nazionali e regionali, addirittura si citavano come riferimenti leggi già abrogate.
La legge che la commissione ha valutato e portato in Aula, non è la migliore legge possibile. Non è la migliore legge possibile in quanto in essa sono affrontate solo una parte delle questioni relative all'edilizia pubblica, e soprattutto non si risolvono in via definitiva alcuni problemi presenti in determinate realtà. Mi riferisco in modo particolare alla situazione della città di Carbonia, che questo Consiglio dovrebbe riprendere in considerazione, così come diceva poc'anzi il relatore, per una valutazione più ampia, così da risolvere i problemi di quel contesto in via definitiva.
Immaginate che nella città di Carbonia, essendo una città di fondazione recente, gran parte del patrimonio edilizio esistente è ancora oggi di proprietà dell'Istituto autonomo delle case popolari; l'Istituto è proprietario persino dei marciapiedi e di molti locali importanti quali il municipio e altri.
Credo che si debba porre fine a questa situazione, e far sì che anche quella comunità diventi un comune normale. Talvolta l'amministrazione comunale non è in grado di intervenire e affrontare in maniera legale i problemi che sono presenti, perché si accavallano sempre la funzione e il ruolo dell'Istituto Autonomo delle case popolari con il ruolo e la funzione dell'amministrazione comunale. Nella legge è regolamentato un altro aspetto che, a mio modo da vedere, è molto importante. In molte zone della città negli anni sessanta, dopo la dismissione delle miniere, la ACAI e la Società Mineraria Carbonifera Sarda (MCS) abbatterono diversi edifici, e molti cittadini costruirono sulle piattaforme delle avvenute demolizioni. Era abusivismo, è vero, però è anche vero che si è riusciti in questo modo a dare la possibilità, a decine e decine di cittadini, di avere una propria casa. Ed oggi, attraverso le oblazioni, attraverso le sanatorie questi cittadini, dal punto di vista della legge, sono riusciti a mettersi in regola.
Però, bisogna fare un altro passo, e dare l'opportunità a questi cittadini di non essere più considerati abitanti delle cosiddette "case fantasma". Credo infatti che ci siano le condizioni per poter vendere almeno il diritto di superficie delle aree dove essi hanno costruito.
Un altro aspetto di questo problema credo che vada messo in risalto, perchè non attiene solo alla città di Carbonia ma all'intera Sardegna. Talvolta diversi alloggi non sono assegnati perché magari le commissioni alloggi non riescono a funzionare al meglio, per cui molte di queste case restano disabitate per anni ed anni. Di conseguenza si è sviluppato il fenomeno dell'occupazione abusiva di queste case determinato, per lo meno nel Sulcis-Iglesiente, dall'emergenza casa. In legge è prevista una sanatoria di queste situazioni fino alla data del 31 dicembre 1988, e un gruppo di consiglieri regionali ha presentato un emendamento per spostare i termini fino al 31 dicembre 1999, in maniera tale che anche questi cittadini, pur avendo commesso un atto illegale, possano essere messi nelle condizioni di vivere in maniera serena la propria vita.
Poichè questa è una legge attesa da diverse persone, spero e auspico che questo Consiglio la licenzi in giornata.
PRESIDENTE. Voglio ricordare che ho iscritti a parlare tre colleghi tutti rappresentanti dell'opposizione, pertanto non sarà possibile alternare un oratore dell'opposizione ed uno della maggioranza.
E` iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, un breve intervento per precisare la nostra posizione, quindi il nostro giudizio su questo provvedimento che stiamo approvando..
Come alcuni colleghi ricordavano questa legge, approvata allo scadere della passata legislatura, e rinviata,non ha affrontato il problema di una riforma organica della disciplina in materia di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma si è limitata ad affrontare alcune questioni di carattere contingente e necessitato; si erano create infatti forti tensioni tra gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e il Consiglio regionale; la legge poi rinviata e oggi nuovamente in discussione puntava a dare delle soluzioni concrete, seppur parziali. Per cui volevo manifestare la necessità che la Commissione quarta, ma penso l'intero Consiglio, debbano porsi l'obiettivo di affrontare in maniera più organica la materia, in quanto nel frattempo lo stesso Governo nazionale ha introdotto ulteriori modificazioni alla legislazione vigente che incideranno profondamente anche sui requisiti degli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Dobbiamo metterci al passo quindi con i provvedimenti legislativi che vengono esitati, si può dire, ormai a gettito continuo tanto che, molte volte, gli effetti di questi provvedimenti sono anche nefasti, nel senso che stravolgono completamente l'impostazione politica data alla legislazione dalla nostra Regione.
Fa specie che il Governo molte volte intervenga e rinvii leggi regionali nelle quali vengono introdotte norme che agevolano i ceti meno abbienti; e quando parliamo di ceti meno abbienti parliamo, soprattutto nel caso di alloggi, di quelli che abitano nelle case di edilizia economica popolare, e poi, esso stesso, pur rinviando queste leggi, introduca altre norme di agevolazione a favore degli stessi. Insomma, a nostro avviso, il Governo tende a limitare il potere e la potestà delle Regioni di legiferare su argomenti importanti che incidono profondamente sugli abitanti della regione Sardegna.
Noi a questo provvedimento abbiamo presentato un unico emendamento di carattere generale, e poi ne abbiamo sottoscritto uno, presentato da altri colleghi, nel quale si spostano i termini della sanatoria dal 31 dicembre 1998 al 31 dicembre 1999. Abbiamo ritenuto opportuno non introdurre nuovi elementi attraverso gli emendamenti per evitare di riaprire un contenzioso tra noi e il Governo e, di conseguenza, un ulteriore rinvio pur ritenendo che questo provvedimento potesse essere sostanzialmente emendato. Però, proprio per fare un ulteriore passo avanti nell'adeguamento di questa nuova disciplina, essendo un provvedimento rinviato, essendo i termini contenuti nello stesso provvedimento necessitati ed urgenti, abbiamo preferito - lo ribadisco - non presentare emendamenti. .
L'unico emendamento da noi presentato è riferito all'articolo 2, mi sembra al comma ottavo; e nell'emendamento noi ribadiamo il principio che comunque le norme della Regione debbano valere per tutte le fattispecie che interessano l'edilizia residenziale pubblica, senza alcuna sperequazione, anche perché questo è quello che prevede la legislazione, nazionale e regionale Tale sperequazione, per quanto forse non precedentemente sottolineato, penso che potrebbe essere anche un motivo di rinvio, perché si introduce una palese diseguaglianza di trattamento tra cittadini che abitano negli stessi alloggi di edilizia residenziale pubblica.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (F.S.D.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, il Gruppo dei socialisti uniti sta presentando un emendamento aggiuntivo all'articolo 3. Nel comma 8 di questo articolo che recita "agli alloggi costruiti dagli I.A.C.P. e da altri enti e da consorzi comunque denominati ed assegnati ai profughi ai sensi dell'articolo 17 della legge 4 marzo del 1952, numero 137, e successive modificazioni, si applicano per le determinazioni del canone di locazione i benefici di cui all'articolo 24 della legge numero 137 del 1952, dell'articolo 5 del Decreto Legge 2 ottobre 1995, numero 415, convertito in legge dalla legge del 29 novembre 1995, numero 507". L'emendamento aggiuntivo serve a far sì che ci sia la possibilità, utilizzando le stesse modalità, di consentire che possano, questi stessi alloggi, essere ceduti in proprietà. Quindi l'emendamento recita : "Gli alloggi realizzati nella Regione Sardegna dagli I.A.C.P. e da altri enti o consorzi comunque denominati ed assegnati ai profughi, ai sensi degli articoli 17 e 18 della legge 4 marzo 1952, numero 137, e successive modificazioni, devono essere ceduti in proprietà applicando i benefici previsti dalla legge 24 dicembre 1993, numero 560, nonché quanto altro ulteriormente precisato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con circolare numero 5075/3 del 19.10.1981 e del 18.5.1999". L'intento dell'emendamento è più che altro quello di far sì che venga sanata una situazione per cui nell'eventualità, esista l'opportunità di cedere questi alloggi in proprietà, in quel momento sia anche possibile applicare la legge che ho citato.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Ricordo al Consiglio che ai sensi della sentenza numero 497 del 1991 della Corte Costituzionale la legge in discussione, pur essendo una legge rinviata, essendo ridiscussa nel corso di una nuova legislatura è da intendersi nuova. Pertanto per la sua approvazione sarà sufficiente la maggioranza semplice.
E` pervenuto un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
licandro: Segretario
ORDINE DEL GIORNO VASSALLO - COGODI - ORTU sull'applicazione della Legge nazionale 431/98 "Disciplina delle locazioni e rilascio degli immobili ad uso abitativo" e rinvio della Legge regionale 29.04.99 "Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica".
Il Consiglio Regionale
a conclusione della discussione della Legge Regionale 29 aprile 1999 "Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica" (rinviata dal Governo il 7 giugno 1999);
VERIFICATO che il Ministero dei Lavori Pubblici ha emanato un Decreto che stabilisce i requisiti minimi necessari per consentire alle famiglie in affitto di poter beneficiare dei contributi agevolati;
CONSTATATO che:
- per gli anni 1999, 2000 e 2001 è stata assegnata al Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, istituito presso il Ministero dei lavori pubblici, una quota di 600 miliardi per ciascun anno;
- la ripartizione delle risorse tra le Regioni assegnate al Fondo succitato è effettuata, su proposta del Ministro dei Lavori Pubblici, dal CIPE;
- alla Sardegna è stato assegnato uno stanziamento di Lire 4.830 milioni;
CONSIDERATO che è compito della Regione ripartire immediatamente detta risorsa tra tutti i Comuni dell'Isola, al fine di consentire agli stessi di emanare i bandi per non perdere le risorse previste per l'annualità 1999;
ACCERTATO che il Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 7 giugno 1999 prevede i requisiti minimi riferiti al nucleo familiare del richiedente, in particolare:
- reddito annuo imponibile complessivo non superiore a due pensioni minime INPS (circa 18 milioni), rispetto al quale l'incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 14 per cento, per i nuclei in possesso di tale requisito l'incidenza del canone sul redito va ridotta fino al 14 per cento ed il contributo da assegnare non deve comunque essere superiore a lire 6 milioni/anno;
- reddito annuo imponibile complessivo non superiore a quello determinato dalle Regioni a Statuto Speciale per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, rispetto al quale l'incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 24 per cento, per i nuclei familiari in possesso di tali requisiti l'incidenza del canone sul reddito va ridotta fino al 24 per cento ed il contributo da assegnare non dovrà comunque essere superiore a lire 4,5 milioni/anno;
APPURATO che in Sardegna migliaia di cittadini hanno i requisiti necessari per beneficiare di tali contributi e considerando che la particolare situazione derivante dalla crisi occupazionale impone l'esigenza di rispondere adeguatamente e con urgenza alle vecchie e nuove povertà con tutti gli strumenti disponibili;
PRESO ATTO dell'insufficienza delle risorse destinate alla nostra Regione, ritenendo opportuno attuare un immediato confronto con il Governo Nazionale al fine di incrementare lo stanziamento in oggetto;
VERIFICATO ALTRESI' che:
- la Legge Regionale 29.04.1999 "Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica" approvata dal Consiglio regionale non prevede, nei confronti degli assegnatari degli alloggi in locazione, una norma specifica sulla trasparenza amministrativa dei canoni IACP;
- tale norma può essere attuata, per via amministrativa, da parte dell'Assessorato competente;
- gli istituti succitati si limitano a richiedere il canone dovuto dagli assegnatari facendo riferimento alla normativa prevista dalle Leggi nazionali così come recepite dalla legislazione regionale e dalle successive modificazioni ed integrazioni;
- tutto ciò comporta, per gli inquilini, l'impossibilità di verificare se quanto richiesto dagli istituti sia realmente dovuto;
impegna la Giunta Regionale
1. a determinare la ripartizione delle risorse previste dal Fondo Nazionale a norma della Legge 431/98;
2. ad incrementare tali risorse con ulteriori stanziamenti attraverso l'istituzione in bilancio di uno specifico "Fondo regionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione";
3. a definire criteri più favorevoli rispetto a quelli minimi previsti dal Ministero dei Lavori Pubblici, in particolare aumentando i limiti di reddito e modificando le percentuali di incidenza del canone sul reddito;
4. a predisporre una direttiva che imponga agli IACP, nell'applicazione dei canoni di locazione mensili, di indicare dettagliatamente i criteri e di conteggi per i quali si è addivenuti alla quota mensile richiesta, così come previsto per altri enti sia pubblici che privati.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, trattandosi della prima votazione, chiederei che venga rispettata la prassi consolidata secondo la quale la prima votazione con sistema elettronico non può essere effettuata senza un preavviso di venti minuti.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, la norma che prevedeva tale preavviso è stata modificata; la norma attualmente in vigore, articolo 91, comma 3, recita: "Non si può procedere ad alcuna votazione se non siano trascorsi almeno dieci minuti dall'inizio di ciascuna seduta".
Onorevole Balletto, lei di fatto mi sta chiedendo del tempo, però ormai siamo in sede di votazione e non mi sembra neanche che l'Aula sia favorevole alla sua richiesta. Procediamo alla votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 38
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 37
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SCARPA - SERRENTI - SPISSU - TUNIS Marco - USAI.)
Il Consiglio approva in quanto dalla votazione risultano votanti 38 consiglieri, due consiglieri sono in congedo e l'onorevole Cogodi, pur non risultando tra i votanti,avendo però richiesto la votazione a scrutinio segreto è da considerarsi astenuto .
Si dia lettura dell'articolo 1.
LICANDRO, Segretario:
Art. 1
Canoni di locazione
1. Il canone di locazione deve garantire il pareggio tra i costi e i ricavi di amministrazione ed è diretto a compensare:
1) le spese di amministrazione, di gestione e di manutenzione degli alloggi, ivi compresi gli oneri fiscali;
2) una quota delle risorse impiegate per la realizzazione degli alloggi, stabilita in misura pari allo 0,50 per cento annuo del valore locativo dei medesimi, determinato ai sensi della Legge 27 luglio 1978, n. 392, con esclusione di quelli di cui alla fascia A del prospetto allegato alla presente legge.
2. Gli assegnatari sono comunque tenuti a rimborsare integralmente all'ente gestore le spese sostenute per i servizi ad essi prestati, nella misura di lire 6.000 mensili per vano.
3. Il canone di locazione concorre altresì ad alimentare il fondo di cui all'articolo 5 per la quota dello 0,50 per cento.
4. I componenti del nucleo familiare sono obbligati in solido con l'assegnatario ai fini di quanto dovuto all'ente gestore per la conduzione dell'alloggio assegnato.
5. Al fine di verificare il conseguimento del pareggio di costi e ricavi sulla base dei canoni di locazione determinati dalla presente legge, gli Istituti Autonomi per le Case Popolari (I.A.C.P.) trasmettono alla Giunta regionale, contestualmente al bilancio di previsione, un prospetto dimostrativo secondo le modalità stabilite dalla Giunta medesima.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
LICANDRO, Segretario:
Art. 2
Canone di riferimento
1. In via transitoria e sino alla revisione generale del classamento delle unità immobiliari urbane, il canone di riferimento è determinato con le modalità previste dagli articoli da 12 a 24 della Legge n. 392 del 1978, fatto salvo quanto previsto nei commi seguenti.
2. Il costo base di produzione degli alloggi è determinato da quanto previsto all'articolo 14 della Legge n. 392 del 1978; per gli immobili ultimati nelle singole annualità successive al 31 dicembre 1975, viene riconosciuto il costo base di produzione a metro quadrato annualmente riconosciuto dalla Regione per i programmi di edilizia sovvenzionata.
3. Per il calcolo della superficie convenzionale non trovano applicazione i coefficienti di cui al comma 5 dell'articolo 13 della citata Legge n. 392 del 1978.
4. Il coefficiente di cui al comma 1, lett. c), dell'articolo 13 della Legge n. 392 del 1978, relativo all'area in godimento esclusivo è applicabile ad una superficie massima non superiore a quella totale dell'alloggio di cui è pertinenza.
5. In riferimento ai coefficienti correttivi del costo base degli alloggi relativi alla tipologia si applicano, così come stabilito dall'articolo 16 della Legge n. 392 del 1978, i seguenti:
1) categoria catastale A/2 coefficiente 1,25;
2) categoria catastale A/3 coefficiente 1,05;
3) categoria catastale A/4 coefficiente 0,80;
4) categoria catastale A/5 coefficiente 0,50.
6. La tipologia è determinata previa verifica della rispondenza della categoria catastale alle caratteristiche degli alloggi; in caso di non rispondenza, l'ente gestore è tenuto a richiedere la revisione catastale ed applicare in via provvisoria la categoria proposta per la revisione medesima.
7. In relazione all'ubicazione è fatta salva la facoltà dei comuni di individuare, anche su proposta dell'ente gestore, zone di degrado specifico per l'edilizia pubblica relativa a singoli edifici o a complessi insediativi, anche in relazione all'inadeguatezza del contesto ambientale e dei servizi della residenza e del territorio; per gli alloggi individuati dai comuni si applica il coefficiente 0,90, mentre lo stesso coefficiente trova applicazione per gli alloggi ubicati nei comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti, ovvero in frazioni con meno di cinquemila.
8. Nei confronti degli assegnatari degli alloggi di cui alla lettera e), comma 4, articolo 1, della legge regionale 6 aprile 1989, n. 13, sui quali non siano stati effettuati interventi di ristrutturazione edilizia ai sensi dell'articolo 31, comma 1, lettera c), della Legge 5 agosto 1978, n. 457, il canone di locazione è diminuito di un punto percentuale per ogni anno di vetustà eccedente trent'anni. L'abbattimento non può eccedere i 20 punti percentuali.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu
All'ottavo comma dell'art. 2 le parole "nei confronti degli assegnatari degli alloggi di cui alla lettera E), comma 4, articolo 1 della Legge Regionale 6 aprile 1989, n. 13;" sono sostituite con le parole "nei confronti degli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica". (1)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, come relatore gradirei sapere chi è il presentatore dell'emendamento.
PRESIDENTE. I presentatori sono Vassallo, Cogodi e Ortu.
Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). L'emendamento riguarda il comma 8 dell'articolo 2, il quale dice che nei confronti degli assegnatari di cui alla lettera e) è prevista, in caso di alloggi che abbiano più di trent'anni e sui quali non sia stata fatta nessuna manutenzione di carattere ordinario o straordinario e quant'altro, la possibilità di abbattere il canone id locazione di un punto in percentuale per ogni anno superiore ai trenta, fino ad un massimo di venti punti percentuali.
In considerazione del fatto che anche nella relazione della Commissione alla legge numero 13 si dice che la norma da modificare ha carattere generale, riferibile a tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, dei comuni, degli IACP, e di quant'altro, riteniamo che anche questa norma di modifica vada estesa a tutti gli alloggi. Non si capisce, cioè, perché deve essere riservata agli assegnatari di cui alla lettera e) e non sia invece estesa a tutti coloro che abitano negli alloggi di edilizia residenziale e che rientrano nella fattispecie prevista dal comma 8. Mi sembra una cosa molto semplice, ma soprattutto doverosa.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, se mi permette, prima di darle la parola…
COGODI (R.C.). Lo dica lei quello che devo dire io!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non so quello lei che deve dire
COGODI (R.C.). Io ho diritto di parlare. La votazione di prima è nulla. Lei non può fare queste cose.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego di stare seduto. Onorevole Cogodi, la prego cortesemente di stare seduto. Le darò immediatamente dopo la parola.
Onorevole Cogodi, onorevoli colleghi, gli uffici purtroppo nel conteggio della votazione precedente hanno commesso un errore, come testimonia il documento a mia disposizione. In effetti il provvedimento non è stato approvato dal Consiglio perché la maggioranza richiesta è di 40 voti.
COGODI (R.C.). Esatto!
PRESIDENTE. Il Presidente non ha falsato nulla, onorevole Cogodi, il Presidente ha letto il resoconto che gli uffici gli hanno presentato. Si rileva solo adesso dalla documentazione che mancava il numero legale. A questo punto, a norma di Regolamento, io dovrei sospendere la seduta. La seduta è sospesa per mezz'ora.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io prima ho chiesto la parola, essendo il consigliere che aveva chiesto la votazione a scrutinio segreto, e per questo motivo essendo stato computato d'ufficio come presente, proprio per rimarcare il fatto che all'inizio della seduta erano stati annunciati due congedi per cui la maggioranza richiesta in Consiglio è quaranta, la metà più uno; non c'è da sbagliare, non è che dividere ottanta per due sia una operazione così complessa.
Io non voglio addurre mala fede in capo a nessuno. Io voglio rimarcare il fatto che c'è una conduzione del Consiglio regionale che ci porta a queste conseguenze. Noi avevamo rilevato…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei sa che non è così, la prego.
COGODI (R.C.). Io so che è così. Scusi, lei perché deve interloquire, mi ha dato la parola, si iscriva a parlare anche lei allora.
PRESIDENTE. Io sono sempre iscritto a parlare.
COGODI (R.C.). Ma non per interrompere gli altri; lei si iscriva, annunci quando deve fare discorsi. Non può impedire agli altri di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi, concluda il suo intervento.
COGODI (R.C.). Il mio intervento è concluso. Voglio però sottolineare il fatto che questa mattina, per una votazione semplice ed elementare che il sistema elettronico dovrebbe semplificare, facilitare ed accelerare, abbiamo invece impiegato tanto tempo perché si aspettava che i consiglieri arrivassero in Aula. In secondo luogo abbiamo tutti imparato a dividere ottanta per due ed anche settantotto per due, e sapevamo benissimo, perché i congedi annunciati dal Presidente all'inizio della seduta erano due, che il numero legale era di quaranta consiglieri tuttavia si è consentito che il Consiglio proseguisse, per cui avremmo potuto andare avanti tutta la mattina, avremmo potuto far rilevare la mancanza del numero legale anche tra tre ore, esponendo il Consiglio regionale, l'Assemblea legislativa del popolo sardo, a queste brutte figure. Anzi, voi la state esponendo a queste brutte figure perché gli uffici hanno rilevato il problema solo su nostra segnalazione quando abbiamo chiesto di sapere quanti, e soprattutto quali erano i consiglieri in congedo. E abbiamo avuto la conferma che erano due, come annunciato all'inizio della seduta. Questo infatti prevede il Regolamento che "obbliga all'annuncio preventivo dei congedi"; questo significa che un consigliere non si può congedare nel corso della seduta per abbassare il numero legale. E` accaduto. Io non do giudizi, ognuno dia il proprio. Questo Consiglio regionale, che già fatica a conquistarsi la considerazione che merita, si sta esponendo ad un brutto rischio.. Io penso che debbano essere adottati dei correttivi immediati, perché situazioni del genere non solo non possano più verificarsi, ma possano anche essere ben spiegate all'opinione pubblica , ai cittadini. E' inammissibile - lo ribadisco - quello che è accaduto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.
USAI (A.N.). Presidente, io dicevo prima scherzando, ma non scherzavo, che tutte le proteste che io ho sentito qualche minuto fa, da parte del collega Cogodi, non le avevo ancora sentite nel corso di questi dodici , undici anni, da quando cioè siamo colleghi. Non le ho sentite, in particolare, nel corso della passata legislatura quando l'onorevole Cogodi era Assessore trionfante. Ma questa è una annotazione che non ha grande rilevanza.
Assume invece rilevanza, e io chiedo, spero che l'opinione pubblica si renda conto di questo, che la sinistra oggi non ha consentito il passaggio all'esame degli articoli di una legge che non è stata proposta da Alleanza Nazionale, da Forza Italia, da quella che era l'opposizione della passata legislatura, non ha consentito il passaggio all'esame degli articoli di una legge che è stata fortemente voluta dalla sinistra.
Io ricordo l'impegno che aveva posto il nostro ex collega, onorevole Peppino La Rosa, nel portare avanti questa legge; e mi ricordo l'impegno, forte, che aveva posto la sinistra nel farla approvare. . Bene, oggi ci rendiamo conto che la sinistra, ormai, è talmente nel marasma che vota contro o non consente che si votino neppure le cose che lei stessa ha proposto. Ne prendiamo atto e lo comunichiamo all'opinione pubblica.
PRESIDENTE. Secondo quanto previsto dal Regolamento sospendo la seduta per mezz'ora. Il dibattito riprenderà alla ripresa della seduta e ricordo che il passaggio all'esame degli articoli non è stato bocciato, la votazione era nulla per mancanza del numero legale. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 12 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 38, viene ripresa alle ore 12 e 15. )
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Presidente, credo di essere uno degli ottanta consiglieri regionali che nella passata legislatura non solo ha votato a favore di questa legge rinviata dal Governo, ma ha anche lavorato assieme agli altri 79 per far sì che questa legge andasse avanti.
Il Governo, come sappiamo, ha mosso diversi rilievi alla legge in sede di esame del provvedimento; e in sede di riesame del provvedimento la Commissione ha accolto sostanzialmente tutti i rilievi governativi. Quindi oggi noi ci troviamo di fronte ad una legge che però, sostanzialmente, stravolge i contenuti più importanti del passato provvedimento.
In particolare mi riferisco alla disposizione dell'articolo 2, comma 5, del passato provvedimento ;questo articolo è stato impugnato dal Governo probabilmente perché il funzionario governativo che ha esaminato il testo non si è reso conto che in Sardegna è operante la legge numero 14 del 1990. Questa legge, relativamente alla Sardegna, e nella piena competenza della Regione sarda, sostanzialmente stabiliva dei coefficienti da applicare alle categorie catastali più bassi rispetto a quelli previsti a livello nazionale.
Quindi, questo significa che se si accetta passivamente il rilievo del Governo da un lato, a mio avviso, si accetta anche una sostanziale abrogazione di una norma contenuta in una legge regionale che invece,per quanto è di mia conoscenza, è tuttora in vigore. Non si dice niente su questo punto, ma ne consegue che applicando il coefficiente imposto dal Governo, che è l'1,25, automaticamente si ha un aumento del 20 per cento dei canoni che, sicuramente, snaturerà il provvedimento che noi avevamo approvato nella passata legislatura.
Ci sono anche altri problemi di merito, ed è per questo che io chiedo molto rispettosamente al Presidente e ai colleghi della Commissione quarta se non sia il caso di valutare l'ipotesi che questo provvedimento torni rapidamente in commissione anche per verificare la possibilità di sentire i rappresentanti della categorie interessate, che sono non soltanto gli Istituti autonomi case popolari ma anche i sindacati degli inquilini; chiaramente, sono due categorie differenti con problematiche differenti. Io spero che rapidamente in commissione si trovi una soluzione a questi problemi e poi si ritorni in Aula.
Io non pongo una questione pregiudiziale; per altro non potrei farlo come singolo consigliere ma dovrei proporla assieme ad altri quattro colleghi, oppure dovrebbe proporla il mio Capogruppo che, però, mi sembra distratto e, probabilmente, non sa di che cosa stiamo parlando.
A questo punto, io credo di non poter far altro che porre molto serenamente il problema all'attenzione dell'Aula, chiedere che il provvedimento ritorni rapidamente in commissione, e che in commissione possa essere rivisto, riconcordato e riportato in Aula, perché se dobbiamo davvero approvare una legge che serva a risolvere i gravi problemi degli inquilini, dobbiamo farlo sapendo che otterremo un qualche risultato concreto.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna mi sta di fatto chiedendo di applicare l'articolo 86 del Regolamento sulla questione sospensiva. La questione sospensiva in questa fase della discussione può essere richiesta da un consigliere ed appoggiata da altri quattro consiglieri oppure direttamente da un Capogruppo. Poiché mi perviene una richiesta in tal senso dal Capogruppo dei Democratici di Sinistra, posso chiedere all'Aula di discutere sulla questione sospensiva. Sulla proposta può parlare uno a favore ed uno contro, a favore ha già parlato chi ha formulato la richiesta..
(E` approvata)
Discussione della proposta di legge Tunis Marco: "Modifiche alla legge regionale 17 dicembre 1999, n. 26, concernente 'Interventi urgenti conseguenti all'alluvione del novembre 1999'" (29)
PRESIDENTE. Passiamo all'altro punto dell'ordine del giorno,che reca la discussione della proposta di legge numero 29, relatore il consigliere Tunis Marco. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis Marco, relatore.
tunis Marco (F.I.), relatore. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghi, la proposta di legge che porta il mio nome è, in effetti, una proposta di legge condivisa ed approvata dalla commissione, per cui diciamo che Tunis Marco è stato il mezzo per arrivare alla presentazione di una bozza che consentisse di discutere questo argomento. in commissione poi il testo è stato ampliato, sono stati inseriti altri articoli, si è proceduto anche alle relative audizioni.
A seguito degli eventi calamitosi che sono avvenuti in tanti paesi della provincia di Cagliari, in alcuni della provincia di Oristano, in alcuni ancora nella provincia di Nuoro, e più indietro ancora in comuni quali Gonnesa e Olbia, la commissione ha voluto sentire gli amministratori comunali i quali, seppure affrettatamente, hanno descrittole situazioni che erano venute a crearsi. Sulla base di quanto emerso da queste audizioni per la commissione la soluzione ottimale era quella di effettuare dei rimborsi diretti a quei cittadini che avessero ricevuto l'ordinanza di sgombero, e tale disposizione dovesse essere adottata con un provvedimento tempestivo,
Il testo che noi proponiamo è stato integrato e modificato all'interno della stessa Commissione, dove si è registrata l'unanimità tra tutte le forze politiche presenti, perché i cittadini, in una situazione di emergenza così grave, sono tali al di là di tutte le ideologie. Con questo provvedimento abbiamo cercato di venire incontro a quei cittadini che, avendo avuto allagati gli scantinati delle case, oltre a subire danni alle strutture murarie, hanno avuto danneggiati anche i mobili. Quindi, nel provvedimento viene disciplinato un rimborso per i danni ai beni mobili, noi abbiamo aggiunto di prima necessità, molti di questi cittadini infatti non possono neppure rientrare nelle loro case, e si stanno aggiustando per sopravvivere.
Abbiamo inoltre previsto di equiparare i cittadini proprietari di case con quelli che le hanno in in locazione, perché nella prima stesura i locatari: non erano contemplati.
Debbo dire che, abbiamo sì consultato i sindaci; ma nella fretta di esitare il provvedimento oggi alla vostra attenzione siamo incorsi anche noi in qualche fraintendimento della realtà.
Dopo la prima stesura del testo di legge, approvato all'unanimità in commissione, abbiamo incontrato i rappresentanti dei cittadini; in quella occasione abbiamo capito che le situazioni erano diverse rispetto a quelle descritte dagli amministratori. Per esempio, nella legge originaria, la numero 26, si prevedeva un indennizzo pari al S 70 per cento dei danni subiti dagli immobili. , Si riteneva che e questa percentuale fosse alta, invece ci si accorti che le persone che avevano subito danni ai beni mobili, proprietari o affittuari, erano in misura superiore a coloro che avevano subito danni agli immobili. Di conseguenza occorreva, con una serie di emendamenti, diminuire dal 70 al 50 per cento il rimborso per i beni immobili, e aumentare invece dal 50 al 70 per cento il rimborso per i beni mobili. ,Queste modifiche sono state volute da tutti i consiglieri della Commissione che le hanno votate all'unanimità.
Abbiamo cercato di estendere i benefici previsti dalla presente normativa anche ad altri comuni, ben individuati, già interessati da una disciplina precisa, precedente, della Giunta stessa;sto parlando di Gonnesa, di Olbia, di alcuni comuni della provincia di Oristano che inizialmente erano stati esclusi, così come altri della provincia di Nuoro.
Questa è una proposta di legge estesa a tutti quei comuni che hanno subito danneggiamenti nel 1999 e nel dicembre 1998.
Originariamente la Commissione aveva voluto porre un limite ai rimborsi per i beni mobili stabilendo un massimale di sette milioni; siccome il rimborso copriva fino al 50 per cento del danno, pensavamo che i beni di prima necessità, essendo comunque beni usurati, potessero raggiungere come valore la cifra complessiva di 15 milioni. Con questa valutazione poteva anche essere previsto un rimborso fino a sette milioni.
Successivamente, in seguito agli incontri che le cittadinanze interessate avevano richiesto alla Presidenza della Giunta, a ai Capigruppo, alla Commissione, abbiamo convenuto di eliminare con gli emendamenti il tetto massimo dei sette milioni e di stabilire invece l'entità dei rimborsi secondo i danni subiti. Si sarebbe però inserito in legge un articolo preciso in cui si demandava alla Giunta la determinazione dei criteri e delle modalità per i rimborsi stessi.
Per ultimo abbiamo previsto, tenuto conto della eccezionalità degli eventi, tenuto conto che, nonostante la fretta della Commissione nel portare avanti questo provvedimento, le persone ancora non hanno ottenuto una lira di rimborso e ancora si trovano in una situazione di estrema indigenza, di concedere delle anticipazioni.
Adesso quindi la legge assume una caratteristica diversa rispetto al testo originario.
Si è poi data la possibilità ai comuni di presentare il rendiconto relativo alle anticipazioni ottenute non più nei novanta giorni successivi alla concessione, ma nei successivi centottanta. E abbiamo anche previsto, con un altro emendamento, che la Regione potesse sfondare il tetto dei due decimi fissati nel bilancio regionale nell'erogazione delle anticipazioni ai comuni. Questo per fare in modo che, relativamente ai rimborsi, tutti i cittadini fossero uguali di fronte alla stessa amministrazione, al di là delle persone che possono essere più vicine ad ogni amministrazione..
Queste disposizioni sono tutte contenute negli emendamenti e nel testo originario, siamo disponibili comunque ad accogliere eventuali, ulteriori contributi. Il tema è fra i più difficili, però non bisogna dimenticare che gli eventi si sono verificati il 12 e il 13 novembre, che sono passati svariati mesi, che la gente preme, che diverse categorie come quella degli artigiani e quella degli agricoltori, gli stessi cittadini attendono da noi risposte concrete e immediate.
Probabilmente questo provvedimento non sarà il massimo, però noi abbiamo cercato di accogliere i suggerimenti sia delle amministrazioni comunali,che dei cittadini che si sono costituiti in comitato.
Rimane solo un punto, che è stato trattato in Commissione ma sul quale non abbiamo trovato l'unanimità dei consensi, e cioè la previsione di un rimborso anche ai consorzi dei comuni che orbitano in provincia di Cagliari e le cui infrastrutture hanno subito dei danni. Mi riferisco al consorzio industriale di Cagliari, o al Piano di insediamento produttivo (PIP) di Muravera e qualche altro. .Era stato presentato un emendamento in merito il cui contenuto poteva però incidere negativamente sulla dotazione prevista per i comuni, si è ritenuto allora di soprassedere alla presentazione di quell'emendamento, che per altro è stato bocciato, perché una parte del finanziamento, circa 200 miliardi, verrà stanziato dal Governo i, nazionale, in quel momento si è pensato di poter reinserire quell'emendamento che non ha trovato accoglimento in sede di Commissione stessa.
Quindi i finanziamenti per il ripristino delle infrastrutture danneggiate dei consorzi industriali e dei comuni relativamente ai i PIP, potrebbero derivare dallo stock che verrà successivamente assegnato alla Giunta regionale, e lo stesso Presidente della Giunta regionale potrà seguire modalità diverse e molto più semplici per l'erogazione dei rimborsi. Con questa relazione penso di aver illustrato i punti salienti del provvedimento stesso. Mi riservo di intervenire nel corso dell'esame dell'articolato per ulteriori chiarimenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale per fornire ulteriori elementi sull'argomento in discussione. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Grazie, signor Presidente. Io volevo cogliere l'occasione di questa modifica a una legge regionale per fare il punto della situazione e rendere edotto il Consiglio sulle azioni intraprese e su quelle ancora da intraprendere. /p>
Voglio ricordare che questo provvedimento di legge, esitato per rispondere agli eventi climatici eccezionali verificatisi il 12 e il 13 novembre, era stato approntato quando l'onorevole Selis era Presidente della Regione. Vennero effettuati i primi stanziamenti e poi si trovò in Consiglio un accordo unanime, tant'è che con tempestività questo Consiglio il 3 dicembre ha approvato la legge regionale numero 26 che, con procedura d'urgenza, è diventata operativa il 21 dicembre.
Sono state stanziate, lo ricordo, cospicue risorse finanziarie (265 miliardi per gli interventi urgenti da destinare secondo le ripartizioni previste dalla legge), ma soprattutto si sono ampliate le tipologie di intervento a beneficio dei settori privati, per i quali emergevano impellenti esigenze prioritarie.
Poi la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'agricoltura, ha inoltrato al Ministero delle politiche agricole e forestali la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Voglio ribadire al Consiglio che il fenomeno alluvionale si è manifestato su due fasce di territorio: il Campidano da un lato e il versante costiero sud orientale dall'altro. Nel Campidano è stata interessata una fascia di direzione sud-nord estesa dal comune di Capoterra a quello di Pompu, per una lunghezza di circa settanta chilometri e una larghezza media di 12 chilometri, e sono stati colpiti in maniera indifferenziata 28 comuni della provincia di Cagliari e 6 di quella di Oristano.
Dei comuni della provincia di Cagliari, 21 hanno dovuto intraprendere operazioni di 'emergenza, tipiche di questi eventi, quali primo soccorso, ripristino funzionale e controllo della continuità dei servizi, a salvaguardia delle attività produttive e degli aspetti igienico-sanitari e veterinari e in genere interventi non rinviabili. I comuni più interessati da queste operazioni sono stati quelli con la maggiore estensione di territorio e la maggiore densità di abitanti; i casi più significativi sono quelli di Assemini e Capoterra. Le occorrenze finanziarie di questo comparto sono nell'ordine di 4 miliardi e 400 milioni.
Sempre in provincia di Cagliari, 21 comuni sono stati interessati da danni a infrastrutture pubbliche, per le quali necessita un ripristino urgente, tenendo anche conto che occorrerà provvedere, eventualmente, ai necessari adeguamenti al fine di prevenire il ripetersi dei danni, ma questo sarà un argomento che il Consiglio regionale dovrà affrontare in termini più complessivi.
Sotto questi aspetti, che non comprendono le esigenze proprie dei consorzi comunali, spiccano ancora Capoterra e Assemini, ma cospicui interventi dovranno riguardare Villasor, Uta, Villaspeciosa, Serrenti, Samatzai e Decimomannu. Le occorrenze finanziarie per questo comparto sono nell'ordine di 36 miliardi.
Sempre nel Campidano di Cagliari ben 17 comuni hanno necessità di ricevere indennizzi per il comparto agricolo. Voglio ricordare che sono stati effettuati 4000 accertamenti e 2500 verbali di consistenza, nel territorio compreso all'interno del triangolo Villaspeciosa, Monastir, Capoterra. Infine, all'interno dello stesso triangolo si è manifestata la maggior parte dei danni che hanno colpito il settore privato.
Allo stato attuale non può essere però disponibile un consuntivo, per quanto approssimativo, che possa avere pretesa di completezza di indagine. Non risultano numericamente rilevanti le domande sinora pervenute in ordine al comparto produttivo in genere, anche se è certamente ipotizzabile che i danni siano à economicamente rilevanti, si tratta comunque di decine di miliardi.
Allo stesso modo non si è accertata la consistenza dei danni subiti dal settore immobiliare privato, abitativo e non. . Infatti, allo stato attuale, da parte dei comuni, non sono stati inoltrati alla Regione dati che possano far stimare la portata dell'accaduto, e tra l'altro non sono ancora scaduti i 90 giorni per le relative ordinanze sindacali di sgombero per inagibilità, come previsto dalla legge regionale approvata.
Capitolo a sé è costituito dai problemi relativi ai nuclei familiari che hanno dovuto abbandonare l'abitazione e che hanno trovato autonoma sistemazione. Il problema ha coinvolto soprattutto il Campidano meridionale, del quale stiamo parlando, e sono interessati dieci comuni con complessivi 246 nuclei familiari. Particolarmente coinvolti i comuni di Assemini, Capoterra e Uta, con complessivi 196 nuclei evacuati, mentre i restanti 50 nuclei fanno capo agli altri comuni.
Appare in forte crescita, nei medesimi territori testé citati, l'attesa dell'intervento pubblico per gli indennizzi relativi ai danni subiti da beni immobili e mobili di primaria ed essenziale importanza. Siamo intorno alle mille unità abitative, se possiamo prendere come punto di riferimento il dato fornito dai sindaci nella fase di prima emergenza.
Quanto detto per il Campidano di Cagliari si può riferire, per le medesime tipologie, anche al comparto del Campidano oristanese nel quale sono coinvolti in totale 6 comuni, di questi 4 sono stati interessati da operazioni di emergenza, le più importanti si sono svolte a Mogoro e Masullas; le occorrenze finanziarie sono stimate in 800 milioni. Due comuni, in particolare Simala, hanno riportato danni alle infrastrutture pubbliche per circa 1 miliardo e 300 milioni, e cinque comuni, Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Pompu e Simala, devono essere tenuti in particolare considerazione per gli indennizzi nel comparto agricolo.
Per quanto riguarda i comuni della provincia di Nuoro, quelli interessati sono 12. Nove di essi, tra cui Tertenia e Barisardo in misura più cospicua, hanno condotto operazioni di emergenza per una previsione finanziaria di circa 1 miliardo e 200 milioni; 7 comuni hanno urgenti necessità di ripristino e adeguamento di infrastrutture pubbliche, tra questi in particolare Tertenia, Osini, Barisardo e Ilbono. Le occorrenze prevedibili sono dell'ordine di 18 miliardi. Il comparto agrario è stato colpito in 9 comuni, tra i quali per intero Tertenia, Barisardo, Ierzu, in parte Elini, Ilbono, Loceri, Osini, Arzana e Lanusei.
In conclusione, il quadro finanziario che si desume fa scaturire una prima sintesi dell'occorrente e un primo confronto con gli stanziamenti disponibili oggi. Gli interventi di emergenza previsti dalla nostra legge regionale, perché qui stiamo parlando, come ha detto il relatore, di emendamenti a quella legge e non di ulteriori finanziamenti rispetto alle esigenze, di competenza della protezione civile sono quantificabili in circa 9 miliardi. Deve tenersi anche conto dell'incidenza delle anticipazioni concesse alle 253 famiglie evacuate, e autonomamente sistemate, quantificabili in ulteriori 1200 milioni, per circa 10 miliardi di lire complessivi. Gli interventi di ripristino delle infrastrutture pubbliche sono quantificati in 70 miliardi.
Per il comparto agricolo, per il quale è in corso la compilazione dei dati ripartiti di riscontro, il quadro complessivo aggregato presenta esigenze di spesa per circa 132 miliardi; non dimentichiamo che noi abbiamo stanziato 130 miliardi (siamo quindi vicini a coprire la cifra) dei quali 127 circa per i comuni della provincia di Cagliari.
Questi dati, che sono ancora suscettibili di variazioni, anche se contenute, riguardano il complesso dei danni alle strutture e di quelli alla produzione rispettivamente valutati in 71 e 61 miliardi di lire.
Si è ancora in attesa di definire, anche per lo spostamento dei termini di emissione delle ordinanze sindacali, i danni dei beni mobili e immobili nonché i danni alle infrastrutture e alle attività produttive delle piccole e medie imprese.
E` ancora prematuro formulare ipotesi finanziarie definite nel comparto delle opere di sistemazione idrogeologica richiedenti uno specifico piano coordinato con i programmi della legge "183" sulla difesa del suolo e in particolare con il connesso piano straordinario delle situazioni ad alto rischio ai sensi del disegno di legge numero 180 già esitato dalla Giunta regionale.
Pur essendo comprese, gran parte delle zone colpite dal fenomeno alluvionale di novembre, nelle indicazioni di tale ultimo strumento, , è opportuna una azione di aggiornamento e integrazione. Tale azione è tuttora in corso nel territorio provinciale di Cagliari e richiede particolari rilievi e valutazioni anche di ordine tecnico.
Dai dati prospettati si possono trarre alcune considerazioni. Lo stanziamento di 40 miliardi, previsto dalla legge numero 26, seppure il dato rilevato di circa 70 miliardi di indennizzi per il ripristino delle opere pubbliche fosse definitivo e, per assurdo, non fosse necessario erogare contributi per unità immobiliari e beni immobili, si rileverebbe comunque non commisurato alle esigenze. Altrettanto è chiaramente desumibile per le operazioni di cui alla lettera d) dello stesso articolo, quelle relative all'emergenza confrontando i 5 miliardi che erano stati stanziati (originariamente era un miliardo), e i 10 miliardi occorrenti.
L'azione preventiva di conservazione e salvaguardia del suolo che deve tendere, almeno per le zone vulnerate, alla sistemazione idrogeologica nel vero significato tecnico del termine, dovrebbe essere estesa fino al completo esaurimento delle risorse finanziarie. Pur essendo prevista in legge la possibilità del Presidente di modificare compensativamente gli stanziamenti dei capitoli di spesa, gli ordini di grandezza dell'intervento risultano tali da dover certamente essere integrati con i finanziamenti da parte dello Stato, perchè con i soli stanziamenti regionali non saremmo comunque in condizione di fare fronte all'entità delle cifre che io vi ho elencato.
Credo che noi dobbiamo concordare con lo Stato, con gli organi competenti, gli aspetti distributivi tenendo conto delle priorità indicate dal legislatore regionale. Debbo dire che abbiamo fatto una grande fatica per trovare la voce sotto la quale lo Stato aveva allocato le risorse finanziarie, cioè i 200 miliardi, che ci aveva destinato. . Devo dire che poi abbiamo rintracciato queste risorse in una nota aggiuntiva al bilancio, o comunque una nota che anticipava il bilancio stesso e, precisamente in un fondo indistinto relativo alla Protezione civile all'interno del quale sono previsti stanziamenti non solo per la Sardegna, ma anche per il Piemonte e per le altre località dove si sono verificate le alluvioni; e in questo fondo lo stanziamento per la Sardegna è così suddiviso: 40 miliardi per il 2000, 80 miliardi per il 2001 e 80 miliardi per il 2002. Quindi la somma a disposizione della Regione è, sì, di 200 miliardi, ma suddivisa in tre annualità e per il 2000 il finanziamento è di 40 miliardi..
E` vero che noi nel bilancio triennale potremmo impegnare le somme nell'arco di tre anni, ma tutti sappiamo come poi le cose vanno avanti, quell'impegno potrebbe diventare aleatorio per gli anni successivi a quello in corso. Io credo, a questo punto, che noi dovremmo chiedere allo Stato che i 200 miliardi, e quindi i 40 immediatamente spendibili per l'anno 2000, seguano la legge regionale, dato che la nostra Regione è una delle poche che ha destinato consistenti risorse a questo settore;di conseguenza lo Stato dovrebbe seguire, un minimo, la nostra programmazione economica e le risposte che noi intendiamo dare a questa emergenza.
Dal quadro complessivo emerge senza dubbio l'esigenza di una azione coordinata degli interventi, statali e regionali, al fine di una efficace collaborazione tra comparti interessati ed interdipendenti. Ciò vale sotto gli aspetti generali sia per quanto concerne le singole opere sia per la vigilanza sull'attuazione.
Ferma restando l'autonomia funzionale, ovviamente, del Presidente della giunta regionale in qualità di Commissario governativo, verranno tuttavia portati al vaglio del Consiglio regionale, come è nella consuetudine, come è capitato anche per l'emergenza idrica, gli atti di programmazione degli interventi, gli stati di avanzamento e le esigenze emergenti.
Come sapete, per quanto riguarda il lavoro finora svolto, noi abbiamo già erogato ai comuni il 50 per cento delle somme necessarie per i primi interventi e stiamo erogando, sempre per i primi interventi, le rimanenti risorse a tutti gli altri comuni che hanno presentato istanza. Stiamo per erogare ai comuni le somme necessarie a liquidare le 600 mila lire, per il periodo che va da novembre a giugno 2000, alle famiglie evacuate. E` in stato avanzato il programma degli interventi per gli stanziamenti previsti e sono in stato avanzato anche i criteri e le modalità di erogazione dei fondi da parte dei comuni relativi a tutti gli interventi previsti dalla legge regionale.
Sull'ordine del giornoCUGINI (D.S.-F.D.). Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà. Sull'ordine del giorno.
CUGINI (D.S.-F.D.). Sull'ordine del giorno. Chiedo scusa per averla chiamata Presidente. Il Presidente Floris ha giustamente inquadrato il provvedimento in discussione e, quindi, anche le ricadute e le conseguenze che dal medesimo derivano. Da un confronto informale che ho avuto adesso con il Presidente della Commissione, l'onorevole Tunis, ed anche con altri colleghi componenti della Commissione, è emersa la necessità di coordinare gli emendamenti che sono stati presentati. Quindi, se la Giunta è d'accordo, io chiederei un rinvio della seduta al pomeriggio, così da poter i convocare la Commissione di merito nel primissimo pomeriggio per consentire alla stessa di coordinare i numerosi emendamenti presentati. In questo modo rientrando in Aula si può procedere in modo più spedito sull'argomento. .
PRESIDENTE. Vi è una richiesta da parte dell'onorevole Cugini di sospendere l'esame di questa legge così che la Commissione possa coordinare i diversi emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sempre al fine di agevolare la prosecuzione dei lavori del Consiglio, per renderli il più utili e produttivi possibile, chiederei - e non credo ci siano particolari difficoltà - di distribuire ai consiglieri, o almeno ai Gruppi consiliari, il testo scritto della relazione del Presidente. Il Presidente Floris infatti ha fornito delle informazioni estremamente utili e soprattutto dei dati puntuali tali da consentire, a mio parere, anche una migliore organizzazione e del testo e dei vari emendamenti che sono stati presentati alla legge, nonchè degli interventi che potranno essere resi in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, stiamo già provvedendo in tal senso. Intanto ripropongo la richiesta dell'onorevole Cugini. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.- Sardegna), relatore. In merito alla richiesta del collega Cugini, su dieci emendamenti, in effetti nove sono della Commissione e sono stati presentati all'unanimità, quindi c'è già stata un'ampia trattazione dell'argomento . Uno soltanto è stato presentato dalla minoranza e a mio avviso la soluzione si poteva anche trovare in Aula, perché in Commissione non potremo fare altro che confrontarci e discutere sullo stesso tema come già abbiamo fatto.
Io, personalmente, esprimerei un parere contrario ad un ritorno in Commissione del provvedimento, ma mi rimetto all'Aula per la decisione. Nel caso l'Aula rimandasse il provvedimento in commissione, io convoco la medesima per le ore 16.30.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda . Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Io credo che la richiesta avanzata dall'onorevole Cugini sia stata anche motivata dalla relazione svolta dal Presidente della Giunta.
Alcune dichiarazioni rilasciate dallo stesso Presidente suscitano qualche preoccupazione. In modo particolare, signor Presidente, ci preoccupa il fatto che i 200 miliardi che, come aveva dichiarato la Giunta regionale, erano stati stanziati dal Governo(credo che ricordiate, tutti, i titoli dei giornali),non siano disponibili nella loro interezza.. La relazione del Presidente credo perciò che meriti un minimo di riflessione per poter effettuare delle verifiche.
A questo punto io pongo una prima domanda, e cioè se è possibile che la Sardegna anticipi questi 200 miliardi stanziati dal Governo, se esistono ancora, in modo tale da predisporre un intervento organico sui 465 miliardi.
Quindi, credo che sia necessario un minimo di riflessione in Commissione per verificare se esista la possibilità, attraverso la presentazione di un emendamento, che questi 200 miliardi vengano anticipati dalla Regione per rispondere ai drammi, e a tutta una serie di altre richieste che stanno pervenendo. Credo sia importante che la Giunta regionale a tre mesi dall'evento alluvionale, anche sulla base dei dati sufficientemente precisi che il Presidente della Giunta ha illustrato, ci dica quali sono le priorità che intende portare avanti utilizzando i 265 miliardi stanziati dal Consiglio regionale e i 200 miliardi del Governo. Quindi, un minimo di riflessione in commissione , credo che sia non utile, ma indispensabile ed inviterei anche la Giunta regionale a partecipare. Quindi, questa sospensiva anche in seguito alle dichiarazioni del Presidente della Giunta la ritengo indispensabile, non più solo utile.
Non si tratta di verificare infatti gli emendamenti, bensì in che modo la Giunta regionale intenda portare avanti questi programmi e su quali priorità intenda intervenire. Non solo, ma essendo i 200 miliardi, se non ricordo male, gestiti direttamente dal Commissario del Governo, in questo caso è fondamentale che almeno la Commissione venga informata su quali siano gli intendimenti del Presidente della Giunta in base ai dati che i comuni e gli uffici della Regione hanno individuato.
Mi associo quindi alla richiesta del collega Cugini per riportare questo provvedimento in Commissione. Il nostro intento è quello di far sì che, tempestivamente, nella giornata di oggi questo provvedimento venga approvato sapendo anche quali sono le priorità che la Giunta regionale intende portare avanti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non sono contrario ad una sospensione ma non condivido le motivazioni dell'onorevole Fadda; intanto perché non siamo in condizioni , e sarebbe un atto contrario agli interessi della Sardegna e dei sardi, di anticipare soldi che devono essere stanziati dallo Stato, e anche perché io non debbo indicare alla Commissione una cosa che ho già indicato chiaramente qui in Aula.
Se parlare non serve a niente in quest'Aula allora è meglio non parlare. Io ho detto che la velocità supersonica con cui la Giunta regionale , il Consiglio regionale, le forze politiche hanno risposto a questo evento calamitoso è unica in Italia.. Se è necessario un momento di verifica va bene, anche se mi chiedo su che cosa, perché ho visto gli emendamenti e sono in linea con quanto i sindaci hanno richiesto e vogliono e desiderano, e sono completamente apprezzati e condivisi dalla Giunta.
Se si vuole fare una valutazione di altro tipo, questa non è la sede; si dice che è necessario infatti che la Giunta presenti immediatamente i programmi, e poi non esitiamo la legge che mette la Giunta in condizione di presentarli. Non dimentichiamo che stiamo amministrando con l'esercizio provvisorio.
L'emendamento che ho portato in Commissione, e che la Commissione ha fatto proprio, propone di mettere a disposizione della Giunta regionale l'intera somma finanziabile per dare immediatamente i soldi ai comuni, che li gestiranno direttamente e non attraverso la Regione, attuando in pieno l'articolo 44 dello Statuto. Quindi, è evidente che essendo ripartita la spesa per dodicesimi abbiamo erogato sussidi per tamponare l'emergenza, stiamo pagando cioè le 600 mila lire alle famiglie evacuate. I criteri per la ripartizione dei finanziamenti sono già pronti, occorre che le somme siano realmente disponibili..
Ribadisco quindi di essere contrario a sospendere i lavori del Consiglio se le motivazioni della sospensione sono quelle che ha testé portato in Aula l'onorevole Fadda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Presidente, io veramente non riesco a capire la ragione per la quale si debbano ancora allungare i tempi di attesa di tanta povera gente che sta aspettando di avere questi benedetti soldi.
FADDA (Popolari). Ma fai la persona seria, non fare demagogia!
CORDA (A.N.).Veramente persona seria è quella che fa le cose in fretta. Io non riesco a capire la ragione per la quale si dovrebbe far passare in Aula un emendamento che è stato proposto e bocciato in Commissione. E' stato riproposto da lei, onorevole Fadda, l'altro ieri, questo emendamento con il quale si tentava di sottrarre dai 40 miliardi destinati alla gente 23 miliardi per le zone industriali. Onorevole Fadda, a noi interessa effettuare gli interventi di emergenza. Non mi risulta che ci siano in quelle zone aziende che abbiano dichiarato di trovarsi in una situazione di emergenza. Mi risulta invece, per avere parlato con i sindaci dei paesi colpiti dall'alluvione, che vi siano famiglie che vivono in condizioni drammatiche anche oggi.
Ed allora non si può perdere tempo a discutere del nulla, questi emendamenti sono stati discussi, approvati all'unanimità in Commissione anche dalle forze politiche che adesso chiedono la sospensione. Occorre che l'Aula si pronunci su questi emendamenti che sono stati votati all'unanimità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.-F.D.). Quando ho chiesto la parola ho detto che concordava con la richiesta della sospensione anche il presidente Tunis. Ma poi mi pare abbia detto di no.
PRESIDENTE. L'onorevole Tunis ha detto che si rimetteva all'Aula.
CUGINI (D.S.- F.D.).Ero convinto che avessimo concordato su questo punto; comunque non voglio coinvolgere il collega in una indicazione di lavoro che può creargli qualche problema, ma pur in presenza di opinioni diverse, reitero la mia richiesta di sospensione. Penso che noi questo pomeriggio dobbiamo licenziare la legge, in ogni caso..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Chiedo scusa ai colleghi, ma credo che si possa considerare positivamente questa esigenza di sospendere, che poi può darsi che risponda ad una esigenza più generale, se si prende l'impegno di chiudere stasera i lavori. E questo sarebbe un impegno d'onore di tutti i consiglieri.
Ribadisco che se vi è senso di responsabilità, e l'impegno che entro la giornata di oggi si definisca il provvedimento, si può valutare una sospensione per un esame che serva a confermare le cose già dette, già fatte e già decise, senza fare muro contro muro, senza votare una cosa inutile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Io ritengo che in considerazione anche dell'ora, siamo arrivati alle 13.07, si possa sospendere il Consiglio e invitare la Commissione a riunirsi non alle 16.30 ma alle ore 15, in modo che alle ore 16 al massimo siamo in condizioni di poter procedere con i lavori dell'Aula. In questi termini mi pare che la richiesta avanzata dal collega Cugini possa essere accettata.,
PRESIDENTE. Siccome i parere sono discordi devo procedere alla votazione.
(E' approvata)
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 13 e 09.Allegati seduta
XXX SEDUTA
MARTEDI' 1 FEBBRAIO 2000
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 10 e 38.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta dell'11 gennaio 2000 (27), che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Emanuele Sanna e Mauro Pili hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal primo gennaio 2000.
Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che, con nota del 25 gennaio 2000, l'onorevole Giorgio Corona ha comunicato di voler aderire al Gruppo di Forza Italia e l'onorevole Andrea Biancareddu ha comunicato di voler aderire, invece, al Gruppo del Partito Popolare Sardo.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dai consiglieri PINNA - CUGINI - CALLEDDA - FALCONI - PACIFICO - SANNA Emanuele: "Disposizioni in materia di gestione del territorio e delle risorse geo-ambientali". (39)
(Pervenuta il 18 gennaio 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dai consiglieri DEIANA - DETTORI Bruno - DORE - LODDO: "Interventi a favore dei sardi residenti nell'Italia continentale e all'estero". (40)
(Pervenuta il 20 gennaio 2000 ed assegnata alla seconda Commissione.)
dai consiglieri DEIANA - DETTORI Bruno - DORE - LODDO: "Costituzione di un consorzio volontario per la tutela e la creazione di un marchio 'agnello sardo D.O.C.'". (41)
(Pervenuta il 20 gennaio 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dai consiglieri SELIS - SCANO - BALIA - COGODI - CUGINI - DETTORI Bruno - SANNA Giacomo - SPISSU - CALLEDDA - DEIANA - DETTORI Ivana - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - LODDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MEREU - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - RANDAZZO - TUNIS Gianfranco - VASSALLO: "Istituzione del Consiglio regionale dell'economia e del lavoro". (42)
(Pervenuta il 21 gennaio 2000 ed assegnata alla terza Commissione.)
dai consiglieri DORE - DEIANA - DETTORI Bruno - LODDO: "Normativa transitoria in materia di pianificazione territoriale paesistica". (43)
(Pervenuta il 25 gennaio 2000 ed assegnata alla quarta Commissione.)
dai consiglieri DEIANA - DETTORI Bruno - DORE - LODDO: "Tutela e disciplina della raccolta dei funghi". (44)
(Pervenuta il 25 gennaio 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Annunzio di interrogazioniPRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
licandro, Segretario:
"Interrogazione SPISSU - SANNA Giacomo - PUSCEDDU - LAI - CUGINI VASSALLO - DORE - GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'IACP della Provincia di Sassari". (68)
"Interrogazione MORITTU - CUGINI - LAI - SPISSU - SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione delle procedure di assegnazione dei terreni delle aziende di 'Mamuntanas e Surigheddu' in agro di Alghero". (69)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione del collegamento fra il porto di Civitavecchia e la stazione ferroviaria". (70)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di provvedimenti in favore dei lavoratori impegnati nei lavori socialmente utili attivati presso l'Amministrazione regionale". (71)
"Interrogazione MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla possibilità di recuperare e ripristinare i locali dell'ex Lido Iride nel litorale di Platamona". (72)
"Interrogazione COSSA, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di modificare l'ordinanza del Commissario governativo per l'emergenza idrica n. 158 del 12 agosto 1999 recante la rimodulazione della ripartizione delle risorse idriche". (73)
"Interrogazione SANNA Alberto - CUGINI - CALLEDDA - MORITTU - PIRISI - ORRU', con richiesta di risposta scritta, sull'accordo tra le F.S. S.p.A. e il Comune di Civitavecchia che prevede la cancellazione dei treni 'sardi' che collegano il porto di Civitavecchia in coincidenza con i traghetti da e per la Sardegna con la stazione F.S. di Roma Termini". (74)
"Interrogazione GRANARA - RASSU - CORONA - LOMBARDO, con richiesta di risposta scritta, sui comportamenti dei dirigenti CARBOSULCIS nei confronti del personale dipendente". (75)
"Interrogazione PIANA - CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sulla grave decisione di assegnare i lavori di manutenzione delle parti meccaniche dei mezzi di trasporto pubblico di proprietà dell'ARST a ditte e officine non sarde". (76)
"Interrogazione CASSANO - COSSA . FANTOLA - DEMONTIS, con richiesta di risposta scritta, sulla apertura degli uffici postali a giorni alterni in provincia di Sassari". (77)
"Interrogazione GRANARA - CORONA - LOMBARDO - LICANDRO - RASSU sui lavori di ripascimento della spiaggia del Poetto". (78)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura dei piccoli uffici postali della provincia di Sassari". (79)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
licandro, Segretario:
"Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sulla crisi delle aziende private concessionarie di servizi di trasporto pubblico locale". (27)
"Interpellanza COSSA - FANTOLA - CASSANO - DEMONTIS sulla tragica situazione irrigua in cui versa l'agricoltura sarda". (28)
"Interpellanza TUNIS Marco sulla chiusura della miniera di Montega (Narcao), peraltro già paventata con l'interpellanza in data 21 ottobre 1999". (29)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
licandro, Segretario:
"Mozione ONNIS - FLORIS Emilio - SANNA Giacomo - MANCA - CAPPAI - CORONA - SANNA Alberto - RASSU - MARROCU - GIAGU - PILI - FRAU - DEMURU sulla necessità di modificare la Legge n. 157 del 1992 al fine di attribuire alla Regione Sardegna il potere di legiferare sui tempi e sulle specie cacciabili". (9)
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Ricevo in questo momento, e ne do comunicazione all'Aula, una lettera da parte dell'onorevole Capelli che dichiara di revocare la propria adesione al Gruppo consiliare dell'U.D.R. e, contestualmente, dichiara di voler aderire al Partito dei Cristiani Democratici Uniti Sardi e di rappresentare tale partito all'interno del Consiglio regionale.
In conseguenza di ciò sia il consigliere Cappelli che gli altri due consiglieri aderenti all'U.D.R., Mario Floris e Amadu, confluiranno ai sensi dell'articolo 20 del Regolamento nel Gruppo Misto.
Proclamazione e giuramento di un consiglierePRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho ricevuto dalla Giunta delle elezioni una comunicazione di cui do lettura: "Comunico alla Signoria Vostra onorevole, che la Giunta delle elezioni si è riunita questa mattina per esaminare la situazione determinatasi a seguito della sentenza del tar della Sardegna numero 72/2000che, in parziale riforma dei risultati elettorali del giugno scorso, ha proclamato eletto il candidato signor Raimondo Ibba (con cifra individuale di voti 3159), in luogo del candidato signor Salvatorangelo Mereu (con cifra individuale di voti 3155).
La Giunta delle elezioni ha preso atto della citata sentenza che, ai sensi dell'articolo 33 della legge numero 1034 del 1971, è immediatamente esecutiva e la cui esecuzione non viene sospesa dall'eventuale proposizione di ricorso in appello.
La Giunta delle elezioni ha altresì esaminato il verbale dell'Ufficio centrale circoscrizionale istituito presso il Tribunale di Cagliari: da esso risulta che il signor Salvatorangelo Mereu era stato proclamato eletto per la lista numero 11 avente contrassegno "Socialisti Uniti", con cifra individuale 3146. Il candidato della stessa lista e circoscrizione che segue immediatamente il signor Mereu è il signor Raimondo Ibba, con cifra individuale 3122. Pertanto il signor Raimondo Ibba deve subentrare al signor Salvatorangelo Mereu. Distinti saluti. Onorevole Pierluigi Carloni".
Invito pertanto il consigliere Raimondo Ibba, a entrare in Aula e a prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, numero 250.
Do lettura della formula del giuramento previsto dall'articolo 23 del citato D.P.R., al termine l'interpellato risponderà "Lo giuro".
"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".
IBBA (F.S.D.). Lo giuro.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della legge regionale rinviata numero CCCXIII/A: "Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 6 aprile 1989 numero 13, e 23 agosto 1995 numero 22", relatore il consigliere Tunis Marco Fabrizio.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis Marco, relatore.
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna), relatore. Signor Presidente del Consiglio, Signor Presidente della Giunta, signori Assessori e signori consiglieri, la Quarta commissione consiliare permanente ha riesaminato e riapprovato integralmente, senza apportare alcuna modifica, ed adeguandosi in toto ai rilievi del Governo, la legge rinviata numero CCCXIII sulla nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 6 aprile 1989 numero 13 e 23 agosto 1995 numero 22.
La Commissione da me presieduta ha effettuato un approfondito esame della delicata questione relativa alla gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, la cui importanza sociale viene spesso non sufficientemente rimarcata. La normativa approvata in larga misura riprende il contenuto di un protocollo d'intesa stipulato tra la Giunta regionale, lo IACP e le organizzazioni sindacali, sulla determinazione dei canoni di locazione, dei canoni di riferimento, che sono il problema centrale, ma ne costituisce per altro verso il necessario completamento.
Infatti, da un lato questa normativa estende l'operatività di tale accordo, formalizzato nella delibera di Giunta regionale numero 46/25 del 20 ottobre 1998, a tutti gli enti gestori di alloggi di edilizia residenziale pubblica della Sardegna, e non solo agli Istituti autonomi case popolari, quindi vi comprendente anche i comuni. D'altro lato si introducono alcune importanti integrazioni finalizzate a ridurre gli effetti distorsivi e le lacune delle vigenti normative regionali.
In definitiva i punti salienti contenuti nel provvedimento sono questi. In primo luogo vengono fissati dei criteri certi e garantistici, soprattutto nei confronti delle classi meno abbienti, sulla determinazione dei canoni di riferimento e sugli effettivi canoni di locazione, temperando notevolmente gli effetti della delibera CIPE del 13 marzo 1995 e successive modificazioni.
Infatti la puntuale applicazione di tale delibera avrebbe comportato rilevanti aumenti di canone anche per le fasce più deboli dell'utenza. Con questa legge si va incontro invece alle categorie più deboli. In secondo luogo si prevede la costituzione di un fondo sociale per la concessione di contributi a favore di assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica che, a causa di sopravvenute situazioni di indigenza, non possono sostenere l'onere del pagamento del canone. Tale istituto, già previsto dalla normativa nazionale e da molte Regioni, è alimentato con fondi regionali con una quota parte delle entrate fornite dai canoni. Quindi, un'altra norma a favore delle fasce di utenza in condizioni di maggiore disagio.
In terzo luogo viene introdotto l'obbligo per gli enti gestori di procedere all'accertamento periodico del reddito in modo da evitare, come attualmente succede, che sostanziali riduzioni di reddito siano ininfluenti sui canoni di locazione. Quindi un obbligo sugli enti gestori di procedere a controlli più puntuali e tempestivi sui redditi degli affittuari.
Si introducono quindi dei criteri per facilitare ed accelerare l'effettivo recupero delle morosità pregresse. E questo era uno dei punti salienti delle precedenti disposizioni. Si introducono inoltre dei limiti temporali, molto stretti e rigorosi, per l'assegnazione di alloggi di risulta, ciò allo scopo di evitare che nei confronti di tali alloggi si perpetui l'attuale fenomeno dell'occupazione abusiva. Attraverso questa disciplina si cerca anche di migliorare, e possibilmente evitare, le occupazioni abusive degli alloggi medesimi. Si introducono alcune importanti innovazioni legislative alla legge regionale numero 22 del 1995, al fine di rendere effettivamente operativi i precetti di tale legge per quanto attiene la redazione del piano di utilizzo degli immobili ex ACAI del comune di Carbonia.
L'accoglimento dei motivi di rinvio è determinato sia dalla necessità di evitare un prevedibile conflitto con il Governo, sia soprattutto dalla constatazione della piena operatività ed utilità della legge pur con l'eliminazione delle norme rinviate.
Per concludere, abbiamo deciso di accogliere in pieno i motivi di rinvio, in modo da rendere operativa questa legge di cui beneficiano categorie deboli. Non abbiamo riapprovato gli articoli censurati perché avremmo altrimenti lasciato al Governo la possibilità di impugnarli di fronte alla Corte Costituzionale. Per il momento, quindi, abbiamo accantonato quelle norme, con l'intento però di inserirle in un provvedimento ad hoc, predisposto dalla nostra commissione, sull'approvazione del quale, allo stato, potremmo avere dei dubbi , ma che potrebbe comunque, a seguito di un confronto tra una apposita delegazione della nostra commissione e una delegazione della commissione della Camera, trovare sbocchi positivi.
PRESIDENTE.E` iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
Voglio ricordare ai colleghi che chi intende partecipare al dibattito deve iscriversi a parlare nel corso di questo intervento.
CALLEDDA (D.S.-F.D.). Signor Presidente, colleghi, credo che i motivi del rinvio della legge citata dal relatore da parte del Governo, stiano nel fatto che il provvedimento è frutto della fine della passata legislatura. Molti articoli contenuti nella legge non erano altro, cioè, che un modo, seppur semplice, di preparare la campagna elettorale.
Io credo che i motivi di rinvio del Governo siano stati accolti perché le norme censurate erano comunque incompatibili con quelle contenute in altre leggi nazionali e regionali, addirittura si citavano come riferimenti leggi già abrogate.
La legge che la commissione ha valutato e portato in Aula, non è la migliore legge possibile. Non è la migliore legge possibile in quanto in essa sono affrontate solo una parte delle questioni relative all'edilizia pubblica, e soprattutto non si risolvono in via definitiva alcuni problemi presenti in determinate realtà. Mi riferisco in modo particolare alla situazione della città di Carbonia, che questo Consiglio dovrebbe riprendere in considerazione, così come diceva poc'anzi il relatore, per una valutazione più ampia, così da risolvere i problemi di quel contesto in via definitiva.
Immaginate che nella città di Carbonia, essendo una città di fondazione recente, gran parte del patrimonio edilizio esistente è ancora oggi di proprietà dell'Istituto autonomo delle case popolari; l'Istituto è proprietario persino dei marciapiedi e di molti locali importanti quali il municipio e altri.
Credo che si debba porre fine a questa situazione, e far sì che anche quella comunità diventi un comune normale. Talvolta l'amministrazione comunale non è in grado di intervenire e affrontare in maniera legale i problemi che sono presenti, perché si accavallano sempre la funzione e il ruolo dell'Istituto Autonomo delle case popolari con il ruolo e la funzione dell'amministrazione comunale. Nella legge è regolamentato un altro aspetto che, a mio modo da vedere, è molto importante. In molte zone della città negli anni sessanta, dopo la dismissione delle miniere, la ACAI e la Società Mineraria Carbonifera Sarda (MCS) abbatterono diversi edifici, e molti cittadini costruirono sulle piattaforme delle avvenute demolizioni. Era abusivismo, è vero, però è anche vero che si è riusciti in questo modo a dare la possibilità, a decine e decine di cittadini, di avere una propria casa. Ed oggi, attraverso le oblazioni, attraverso le sanatorie questi cittadini, dal punto di vista della legge, sono riusciti a mettersi in regola.
Però, bisogna fare un altro passo, e dare l'opportunità a questi cittadini di non essere più considerati abitanti delle cosiddette "case fantasma". Credo infatti che ci siano le condizioni per poter vendere almeno il diritto di superficie delle aree dove essi hanno costruito.
Un altro aspetto di questo problema credo che vada messo in risalto, perchè non attiene solo alla città di Carbonia ma all'intera Sardegna. Talvolta diversi alloggi non sono assegnati perché magari le commissioni alloggi non riescono a funzionare al meglio, per cui molte di queste case restano disabitate per anni ed anni. Di conseguenza si è sviluppato il fenomeno dell'occupazione abusiva di queste case determinato, per lo meno nel Sulcis-Iglesiente, dall'emergenza casa. In legge è prevista una sanatoria di queste situazioni fino alla data del 31 dicembre 1988, e un gruppo di consiglieri regionali ha presentato un emendamento per spostare i termini fino al 31 dicembre 1999, in maniera tale che anche questi cittadini, pur avendo commesso un atto illegale, possano essere messi nelle condizioni di vivere in maniera serena la propria vita.
Poichè questa è una legge attesa da diverse persone, spero e auspico che questo Consiglio la licenzi in giornata.
PRESIDENTE. Voglio ricordare che ho iscritti a parlare tre colleghi tutti rappresentanti dell'opposizione, pertanto non sarà possibile alternare un oratore dell'opposizione ed uno della maggioranza.
E` iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, un breve intervento per precisare la nostra posizione, quindi il nostro giudizio su questo provvedimento che stiamo approvando..
Come alcuni colleghi ricordavano questa legge, approvata allo scadere della passata legislatura, e rinviata,non ha affrontato il problema di una riforma organica della disciplina in materia di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma si è limitata ad affrontare alcune questioni di carattere contingente e necessitato; si erano create infatti forti tensioni tra gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e il Consiglio regionale; la legge poi rinviata e oggi nuovamente in discussione puntava a dare delle soluzioni concrete, seppur parziali. Per cui volevo manifestare la necessità che la Commissione quarta, ma penso l'intero Consiglio, debbano porsi l'obiettivo di affrontare in maniera più organica la materia, in quanto nel frattempo lo stesso Governo nazionale ha introdotto ulteriori modificazioni alla legislazione vigente che incideranno profondamente anche sui requisiti degli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Dobbiamo metterci al passo quindi con i provvedimenti legislativi che vengono esitati, si può dire, ormai a gettito continuo tanto che, molte volte, gli effetti di questi provvedimenti sono anche nefasti, nel senso che stravolgono completamente l'impostazione politica data alla legislazione dalla nostra Regione.
Fa specie che il Governo molte volte intervenga e rinvii leggi regionali nelle quali vengono introdotte norme che agevolano i ceti meno abbienti; e quando parliamo di ceti meno abbienti parliamo, soprattutto nel caso di alloggi, di quelli che abitano nelle case di edilizia economica popolare, e poi, esso stesso, pur rinviando queste leggi, introduca altre norme di agevolazione a favore degli stessi. Insomma, a nostro avviso, il Governo tende a limitare il potere e la potestà delle Regioni di legiferare su argomenti importanti che incidono profondamente sugli abitanti della regione Sardegna.
Noi a questo provvedimento abbiamo presentato un unico emendamento di carattere generale, e poi ne abbiamo sottoscritto uno, presentato da altri colleghi, nel quale si spostano i termini della sanatoria dal 31 dicembre 1998 al 31 dicembre 1999. Abbiamo ritenuto opportuno non introdurre nuovi elementi attraverso gli emendamenti per evitare di riaprire un contenzioso tra noi e il Governo e, di conseguenza, un ulteriore rinvio pur ritenendo che questo provvedimento potesse essere sostanzialmente emendato. Però, proprio per fare un ulteriore passo avanti nell'adeguamento di questa nuova disciplina, essendo un provvedimento rinviato, essendo i termini contenuti nello stesso provvedimento necessitati ed urgenti, abbiamo preferito - lo ribadisco - non presentare emendamenti. .
L'unico emendamento da noi presentato è riferito all'articolo 2, mi sembra al comma ottavo; e nell'emendamento noi ribadiamo il principio che comunque le norme della Regione debbano valere per tutte le fattispecie che interessano l'edilizia residenziale pubblica, senza alcuna sperequazione, anche perché questo è quello che prevede la legislazione, nazionale e regionale Tale sperequazione, per quanto forse non precedentemente sottolineato, penso che potrebbe essere anche un motivo di rinvio, perché si introduce una palese diseguaglianza di trattamento tra cittadini che abitano negli stessi alloggi di edilizia residenziale pubblica.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (F.S.D.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, il Gruppo dei socialisti uniti sta presentando un emendamento aggiuntivo all'articolo 3. Nel comma 8 di questo articolo che recita "agli alloggi costruiti dagli I.A.C.P. e da altri enti e da consorzi comunque denominati ed assegnati ai profughi ai sensi dell'articolo 17 della legge 4 marzo del 1952, numero 137, e successive modificazioni, si applicano per le determinazioni del canone di locazione i benefici di cui all'articolo 24 della legge numero 137 del 1952, dell'articolo 5 del Decreto Legge 2 ottobre 1995, numero 415, convertito in legge dalla legge del 29 novembre 1995, numero 507". L'emendamento aggiuntivo serve a far sì che ci sia la possibilità, utilizzando le stesse modalità, di consentire che possano, questi stessi alloggi, essere ceduti in proprietà. Quindi l'emendamento recita : "Gli alloggi realizzati nella Regione Sardegna dagli I.A.C.P. e da altri enti o consorzi comunque denominati ed assegnati ai profughi, ai sensi degli articoli 17 e 18 della legge 4 marzo 1952, numero 137, e successive modificazioni, devono essere ceduti in proprietà applicando i benefici previsti dalla legge 24 dicembre 1993, numero 560, nonché quanto altro ulteriormente precisato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con circolare numero 5075/3 del 19.10.1981 e del 18.5.1999". L'intento dell'emendamento è più che altro quello di far sì che venga sanata una situazione per cui nell'eventualità, esista l'opportunità di cedere questi alloggi in proprietà, in quel momento sia anche possibile applicare la legge che ho citato.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Ricordo al Consiglio che ai sensi della sentenza numero 497 del 1991 della Corte Costituzionale la legge in discussione, pur essendo una legge rinviata, essendo ridiscussa nel corso di una nuova legislatura è da intendersi nuova. Pertanto per la sua approvazione sarà sufficiente la maggioranza semplice.
E` pervenuto un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
licandro: Segretario
ORDINE DEL GIORNO VASSALLO - COGODI - ORTU sull'applicazione della Legge nazionale 431/98 "Disciplina delle locazioni e rilascio degli immobili ad uso abitativo" e rinvio della Legge regionale 29.04.99 "Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica".
Il Consiglio Regionale
a conclusione della discussione della Legge Regionale 29 aprile 1999 "Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica" (rinviata dal Governo il 7 giugno 1999);
VERIFICATO che il Ministero dei Lavori Pubblici ha emanato un Decreto che stabilisce i requisiti minimi necessari per consentire alle famiglie in affitto di poter beneficiare dei contributi agevolati;
CONSTATATO che:
- per gli anni 1999, 2000 e 2001 è stata assegnata al Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, istituito presso il Ministero dei lavori pubblici, una quota di 600 miliardi per ciascun anno;
- la ripartizione delle risorse tra le Regioni assegnate al Fondo succitato è effettuata, su proposta del Ministro dei Lavori Pubblici, dal CIPE;
- alla Sardegna è stato assegnato uno stanziamento di Lire 4.830 milioni;
CONSIDERATO che è compito della Regione ripartire immediatamente detta risorsa tra tutti i Comuni dell'Isola, al fine di consentire agli stessi di emanare i bandi per non perdere le risorse previste per l'annualità 1999;
ACCERTATO che il Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 7 giugno 1999 prevede i requisiti minimi riferiti al nucleo familiare del richiedente, in particolare:
- reddito annuo imponibile complessivo non superiore a due pensioni minime INPS (circa 18 milioni), rispetto al quale l'incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 14 per cento, per i nuclei in possesso di tale requisito l'incidenza del canone sul redito va ridotta fino al 14 per cento ed il contributo da assegnare non deve comunque essere superiore a lire 6 milioni/anno;
- reddito annuo imponibile complessivo non superiore a quello determinato dalle Regioni a Statuto Speciale per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, rispetto al quale l'incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 24 per cento, per i nuclei familiari in possesso di tali requisiti l'incidenza del canone sul reddito va ridotta fino al 24 per cento ed il contributo da assegnare non dovrà comunque essere superiore a lire 4,5 milioni/anno;
APPURATO che in Sardegna migliaia di cittadini hanno i requisiti necessari per beneficiare di tali contributi e considerando che la particolare situazione derivante dalla crisi occupazionale impone l'esigenza di rispondere adeguatamente e con urgenza alle vecchie e nuove povertà con tutti gli strumenti disponibili;
PRESO ATTO dell'insufficienza delle risorse destinate alla nostra Regione, ritenendo opportuno attuare un immediato confronto con il Governo Nazionale al fine di incrementare lo stanziamento in oggetto;
VERIFICATO ALTRESI' che:
- la Legge Regionale 29.04.1999 "Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica" approvata dal Consiglio regionale non prevede, nei confronti degli assegnatari degli alloggi in locazione, una norma specifica sulla trasparenza amministrativa dei canoni IACP;
- tale norma può essere attuata, per via amministrativa, da parte dell'Assessorato competente;
- gli istituti succitati si limitano a richiedere il canone dovuto dagli assegnatari facendo riferimento alla normativa prevista dalle Leggi nazionali così come recepite dalla legislazione regionale e dalle successive modificazioni ed integrazioni;
- tutto ciò comporta, per gli inquilini, l'impossibilità di verificare se quanto richiesto dagli istituti sia realmente dovuto;
impegna la Giunta Regionale
1. a determinare la ripartizione delle risorse previste dal Fondo Nazionale a norma della Legge 431/98;
2. ad incrementare tali risorse con ulteriori stanziamenti attraverso l'istituzione in bilancio di uno specifico "Fondo regionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione";
3. a definire criteri più favorevoli rispetto a quelli minimi previsti dal Ministero dei Lavori Pubblici, in particolare aumentando i limiti di reddito e modificando le percentuali di incidenza del canone sul reddito;
4. a predisporre una direttiva che imponga agli IACP, nell'applicazione dei canoni di locazione mensili, di indicare dettagliatamente i criteri e di conteggi per i quali si è addivenuti alla quota mensile richiesta, così come previsto per altri enti sia pubblici che privati.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, trattandosi della prima votazione, chiederei che venga rispettata la prassi consolidata secondo la quale la prima votazione con sistema elettronico non può essere effettuata senza un preavviso di venti minuti.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, la norma che prevedeva tale preavviso è stata modificata; la norma attualmente in vigore, articolo 91, comma 3, recita: "Non si può procedere ad alcuna votazione se non siano trascorsi almeno dieci minuti dall'inizio di ciascuna seduta".
Onorevole Balletto, lei di fatto mi sta chiedendo del tempo, però ormai siamo in sede di votazione e non mi sembra neanche che l'Aula sia favorevole alla sua richiesta. Procediamo alla votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 38
Votanti 38
Maggioranza 20
Favorevoli 37
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SCARPA - SERRENTI - SPISSU - TUNIS Marco - USAI.)
Il Consiglio approva in quanto dalla votazione risultano votanti 38 consiglieri, due consiglieri sono in congedo e l'onorevole Cogodi, pur non risultando tra i votanti,avendo però richiesto la votazione a scrutinio segreto è da considerarsi astenuto .
Si dia lettura dell'articolo 1.
LICANDRO, Segretario:
Art. 1
Canoni di locazione
1. Il canone di locazione deve garantire il pareggio tra i costi e i ricavi di amministrazione ed è diretto a compensare:
1) le spese di amministrazione, di gestione e di manutenzione degli alloggi, ivi compresi gli oneri fiscali;
2) una quota delle risorse impiegate per la realizzazione degli alloggi, stabilita in misura pari allo 0,50 per cento annuo del valore locativo dei medesimi, determinato ai sensi della Legge 27 luglio 1978, n. 392, con esclusione di quelli di cui alla fascia A del prospetto allegato alla presente legge.
2. Gli assegnatari sono comunque tenuti a rimborsare integralmente all'ente gestore le spese sostenute per i servizi ad essi prestati, nella misura di lire 6.000 mensili per vano.
3. Il canone di locazione concorre altresì ad alimentare il fondo di cui all'articolo 5 per la quota dello 0,50 per cento.
4. I componenti del nucleo familiare sono obbligati in solido con l'assegnatario ai fini di quanto dovuto all'ente gestore per la conduzione dell'alloggio assegnato.
5. Al fine di verificare il conseguimento del pareggio di costi e ricavi sulla base dei canoni di locazione determinati dalla presente legge, gli Istituti Autonomi per le Case Popolari (I.A.C.P.) trasmettono alla Giunta regionale, contestualmente al bilancio di previsione, un prospetto dimostrativo secondo le modalità stabilite dalla Giunta medesima.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
LICANDRO, Segretario:
Art. 2
Canone di riferimento
1. In via transitoria e sino alla revisione generale del classamento delle unità immobiliari urbane, il canone di riferimento è determinato con le modalità previste dagli articoli da 12 a 24 della Legge n. 392 del 1978, fatto salvo quanto previsto nei commi seguenti.
2. Il costo base di produzione degli alloggi è determinato da quanto previsto all'articolo 14 della Legge n. 392 del 1978; per gli immobili ultimati nelle singole annualità successive al 31 dicembre 1975, viene riconosciuto il costo base di produzione a metro quadrato annualmente riconosciuto dalla Regione per i programmi di edilizia sovvenzionata.
3. Per il calcolo della superficie convenzionale non trovano applicazione i coefficienti di cui al comma 5 dell'articolo 13 della citata Legge n. 392 del 1978.
4. Il coefficiente di cui al comma 1, lett. c), dell'articolo 13 della Legge n. 392 del 1978, relativo all'area in godimento esclusivo è applicabile ad una superficie massima non superiore a quella totale dell'alloggio di cui è pertinenza.
5. In riferimento ai coefficienti correttivi del costo base degli alloggi relativi alla tipologia si applicano, così come stabilito dall'articolo 16 della Legge n. 392 del 1978, i seguenti:
1) categoria catastale A/2 coefficiente 1,25;
2) categoria catastale A/3 coefficiente 1,05;
3) categoria catastale A/4 coefficiente 0,80;
4) categoria catastale A/5 coefficiente 0,50.
6. La tipologia è determinata previa verifica della rispondenza della categoria catastale alle caratteristiche degli alloggi; in caso di non rispondenza, l'ente gestore è tenuto a richiedere la revisione catastale ed applicare in via provvisoria la categoria proposta per la revisione medesima.
7. In relazione all'ubicazione è fatta salva la facoltà dei comuni di individuare, anche su proposta dell'ente gestore, zone di degrado specifico per l'edilizia pubblica relativa a singoli edifici o a complessi insediativi, anche in relazione all'inadeguatezza del contesto ambientale e dei servizi della residenza e del territorio; per gli alloggi individuati dai comuni si applica il coefficiente 0,90, mentre lo stesso coefficiente trova applicazione per gli alloggi ubicati nei comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti, ovvero in frazioni con meno di cinquemila.
8. Nei confronti degli assegnatari degli alloggi di cui alla lettera e), comma 4, articolo 1, della legge regionale 6 aprile 1989, n. 13, sui quali non siano stati effettuati interventi di ristrutturazione edilizia ai sensi dell'articolo 31, comma 1, lettera c), della Legge 5 agosto 1978, n. 457, il canone di locazione è diminuito di un punto percentuale per ogni anno di vetustà eccedente trent'anni. L'abbattimento non può eccedere i 20 punti percentuali.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu
All'ottavo comma dell'art. 2 le parole "nei confronti degli assegnatari degli alloggi di cui alla lettera E), comma 4, articolo 1 della Legge Regionale 6 aprile 1989, n. 13;" sono sostituite con le parole "nei confronti degli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica". (1)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, come relatore gradirei sapere chi è il presentatore dell'emendamento.
PRESIDENTE. I presentatori sono Vassallo, Cogodi e Ortu.
Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). L'emendamento riguarda il comma 8 dell'articolo 2, il quale dice che nei confronti degli assegnatari di cui alla lettera e) è prevista, in caso di alloggi che abbiano più di trent'anni e sui quali non sia stata fatta nessuna manutenzione di carattere ordinario o straordinario e quant'altro, la possibilità di abbattere il canone id locazione di un punto in percentuale per ogni anno superiore ai trenta, fino ad un massimo di venti punti percentuali.
In considerazione del fatto che anche nella relazione della Commissione alla legge numero 13 si dice che la norma da modificare ha carattere generale, riferibile a tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, dei comuni, degli IACP, e di quant'altro, riteniamo che anche questa norma di modifica vada estesa a tutti gli alloggi. Non si capisce, cioè, perché deve essere riservata agli assegnatari di cui alla lettera e) e non sia invece estesa a tutti coloro che abitano negli alloggi di edilizia residenziale e che rientrano nella fattispecie prevista dal comma 8. Mi sembra una cosa molto semplice, ma soprattutto doverosa.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, se mi permette, prima di darle la parola…
COGODI (R.C.). Lo dica lei quello che devo dire io!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non so quello lei che deve dire
COGODI (R.C.). Io ho diritto di parlare. La votazione di prima è nulla. Lei non può fare queste cose.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego di stare seduto. Onorevole Cogodi, la prego cortesemente di stare seduto. Le darò immediatamente dopo la parola.
Onorevole Cogodi, onorevoli colleghi, gli uffici purtroppo nel conteggio della votazione precedente hanno commesso un errore, come testimonia il documento a mia disposizione. In effetti il provvedimento non è stato approvato dal Consiglio perché la maggioranza richiesta è di 40 voti.
COGODI (R.C.). Esatto!
PRESIDENTE. Il Presidente non ha falsato nulla, onorevole Cogodi, il Presidente ha letto il resoconto che gli uffici gli hanno presentato. Si rileva solo adesso dalla documentazione che mancava il numero legale. A questo punto, a norma di Regolamento, io dovrei sospendere la seduta. La seduta è sospesa per mezz'ora.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io prima ho chiesto la parola, essendo il consigliere che aveva chiesto la votazione a scrutinio segreto, e per questo motivo essendo stato computato d'ufficio come presente, proprio per rimarcare il fatto che all'inizio della seduta erano stati annunciati due congedi per cui la maggioranza richiesta in Consiglio è quaranta, la metà più uno; non c'è da sbagliare, non è che dividere ottanta per due sia una operazione così complessa.
Io non voglio addurre mala fede in capo a nessuno. Io voglio rimarcare il fatto che c'è una conduzione del Consiglio regionale che ci porta a queste conseguenze. Noi avevamo rilevato…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei sa che non è così, la prego.
COGODI (R.C.). Io so che è così. Scusi, lei perché deve interloquire, mi ha dato la parola, si iscriva a parlare anche lei allora.
PRESIDENTE. Io sono sempre iscritto a parlare.
COGODI (R.C.). Ma non per interrompere gli altri; lei si iscriva, annunci quando deve fare discorsi. Non può impedire agli altri di parlare.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cogodi, concluda il suo intervento.
COGODI (R.C.). Il mio intervento è concluso. Voglio però sottolineare il fatto che questa mattina, per una votazione semplice ed elementare che il sistema elettronico dovrebbe semplificare, facilitare ed accelerare, abbiamo invece impiegato tanto tempo perché si aspettava che i consiglieri arrivassero in Aula. In secondo luogo abbiamo tutti imparato a dividere ottanta per due ed anche settantotto per due, e sapevamo benissimo, perché i congedi annunciati dal Presidente all'inizio della seduta erano due, che il numero legale era di quaranta consiglieri tuttavia si è consentito che il Consiglio proseguisse, per cui avremmo potuto andare avanti tutta la mattina, avremmo potuto far rilevare la mancanza del numero legale anche tra tre ore, esponendo il Consiglio regionale, l'Assemblea legislativa del popolo sardo, a queste brutte figure. Anzi, voi la state esponendo a queste brutte figure perché gli uffici hanno rilevato il problema solo su nostra segnalazione quando abbiamo chiesto di sapere quanti, e soprattutto quali erano i consiglieri in congedo. E abbiamo avuto la conferma che erano due, come annunciato all'inizio della seduta. Questo infatti prevede il Regolamento che "obbliga all'annuncio preventivo dei congedi"; questo significa che un consigliere non si può congedare nel corso della seduta per abbassare il numero legale. E` accaduto. Io non do giudizi, ognuno dia il proprio. Questo Consiglio regionale, che già fatica a conquistarsi la considerazione che merita, si sta esponendo ad un brutto rischio.. Io penso che debbano essere adottati dei correttivi immediati, perché situazioni del genere non solo non possano più verificarsi, ma possano anche essere ben spiegate all'opinione pubblica , ai cittadini. E' inammissibile - lo ribadisco - quello che è accaduto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.
USAI (A.N.). Presidente, io dicevo prima scherzando, ma non scherzavo, che tutte le proteste che io ho sentito qualche minuto fa, da parte del collega Cogodi, non le avevo ancora sentite nel corso di questi dodici , undici anni, da quando cioè siamo colleghi. Non le ho sentite, in particolare, nel corso della passata legislatura quando l'onorevole Cogodi era Assessore trionfante. Ma questa è una annotazione che non ha grande rilevanza.
Assume invece rilevanza, e io chiedo, spero che l'opinione pubblica si renda conto di questo, che la sinistra oggi non ha consentito il passaggio all'esame degli articoli di una legge che non è stata proposta da Alleanza Nazionale, da Forza Italia, da quella che era l'opposizione della passata legislatura, non ha consentito il passaggio all'esame degli articoli di una legge che è stata fortemente voluta dalla sinistra.
Io ricordo l'impegno che aveva posto il nostro ex collega, onorevole Peppino La Rosa, nel portare avanti questa legge; e mi ricordo l'impegno, forte, che aveva posto la sinistra nel farla approvare. . Bene, oggi ci rendiamo conto che la sinistra, ormai, è talmente nel marasma che vota contro o non consente che si votino neppure le cose che lei stessa ha proposto. Ne prendiamo atto e lo comunichiamo all'opinione pubblica.
PRESIDENTE. Secondo quanto previsto dal Regolamento sospendo la seduta per mezz'ora. Il dibattito riprenderà alla ripresa della seduta e ricordo che il passaggio all'esame degli articoli non è stato bocciato, la votazione era nulla per mancanza del numero legale. La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 12 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 38, viene ripresa alle ore 12 e 15. )
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Presidente, credo di essere uno degli ottanta consiglieri regionali che nella passata legislatura non solo ha votato a favore di questa legge rinviata dal Governo, ma ha anche lavorato assieme agli altri 79 per far sì che questa legge andasse avanti.
Il Governo, come sappiamo, ha mosso diversi rilievi alla legge in sede di esame del provvedimento; e in sede di riesame del provvedimento la Commissione ha accolto sostanzialmente tutti i rilievi governativi. Quindi oggi noi ci troviamo di fronte ad una legge che però, sostanzialmente, stravolge i contenuti più importanti del passato provvedimento.
In particolare mi riferisco alla disposizione dell'articolo 2, comma 5, del passato provvedimento ;questo articolo è stato impugnato dal Governo probabilmente perché il funzionario governativo che ha esaminato il testo non si è reso conto che in Sardegna è operante la legge numero 14 del 1990. Questa legge, relativamente alla Sardegna, e nella piena competenza della Regione sarda, sostanzialmente stabiliva dei coefficienti da applicare alle categorie catastali più bassi rispetto a quelli previsti a livello nazionale.
Quindi, questo significa che se si accetta passivamente il rilievo del Governo da un lato, a mio avviso, si accetta anche una sostanziale abrogazione di una norma contenuta in una legge regionale che invece,per quanto è di mia conoscenza, è tuttora in vigore. Non si dice niente su questo punto, ma ne consegue che applicando il coefficiente imposto dal Governo, che è l'1,25, automaticamente si ha un aumento del 20 per cento dei canoni che, sicuramente, snaturerà il provvedimento che noi avevamo approvato nella passata legislatura.
Ci sono anche altri problemi di merito, ed è per questo che io chiedo molto rispettosamente al Presidente e ai colleghi della Commissione quarta se non sia il caso di valutare l'ipotesi che questo provvedimento torni rapidamente in commissione anche per verificare la possibilità di sentire i rappresentanti della categorie interessate, che sono non soltanto gli Istituti autonomi case popolari ma anche i sindacati degli inquilini; chiaramente, sono due categorie differenti con problematiche differenti. Io spero che rapidamente in commissione si trovi una soluzione a questi problemi e poi si ritorni in Aula.
Io non pongo una questione pregiudiziale; per altro non potrei farlo come singolo consigliere ma dovrei proporla assieme ad altri quattro colleghi, oppure dovrebbe proporla il mio Capogruppo che, però, mi sembra distratto e, probabilmente, non sa di che cosa stiamo parlando.
A questo punto, io credo di non poter far altro che porre molto serenamente il problema all'attenzione dell'Aula, chiedere che il provvedimento ritorni rapidamente in commissione, e che in commissione possa essere rivisto, riconcordato e riportato in Aula, perché se dobbiamo davvero approvare una legge che serva a risolvere i gravi problemi degli inquilini, dobbiamo farlo sapendo che otterremo un qualche risultato concreto.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna mi sta di fatto chiedendo di applicare l'articolo 86 del Regolamento sulla questione sospensiva. La questione sospensiva in questa fase della discussione può essere richiesta da un consigliere ed appoggiata da altri quattro consiglieri oppure direttamente da un Capogruppo. Poiché mi perviene una richiesta in tal senso dal Capogruppo dei Democratici di Sinistra, posso chiedere all'Aula di discutere sulla questione sospensiva. Sulla proposta può parlare uno a favore ed uno contro, a favore ha già parlato chi ha formulato la richiesta..
(E` approvata)
Discussione della proposta di legge Tunis Marco: "Modifiche alla legge regionale 17 dicembre 1999, n. 26, concernente 'Interventi urgenti conseguenti all'alluvione del novembre 1999'" (29)
PRESIDENTE. Passiamo all'altro punto dell'ordine del giorno,che reca la discussione della proposta di legge numero 29, relatore il consigliere Tunis Marco. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis Marco, relatore.
tunis Marco (F.I.), relatore. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghi, la proposta di legge che porta il mio nome è, in effetti, una proposta di legge condivisa ed approvata dalla commissione, per cui diciamo che Tunis Marco è stato il mezzo per arrivare alla presentazione di una bozza che consentisse di discutere questo argomento. in commissione poi il testo è stato ampliato, sono stati inseriti altri articoli, si è proceduto anche alle relative audizioni.
A seguito degli eventi calamitosi che sono avvenuti in tanti paesi della provincia di Cagliari, in alcuni della provincia di Oristano, in alcuni ancora nella provincia di Nuoro, e più indietro ancora in comuni quali Gonnesa e Olbia, la commissione ha voluto sentire gli amministratori comunali i quali, seppure affrettatamente, hanno descrittole situazioni che erano venute a crearsi. Sulla base di quanto emerso da queste audizioni per la commissione la soluzione ottimale era quella di effettuare dei rimborsi diretti a quei cittadini che avessero ricevuto l'ordinanza di sgombero, e tale disposizione dovesse essere adottata con un provvedimento tempestivo,
Il testo che noi proponiamo è stato integrato e modificato all'interno della stessa Commissione, dove si è registrata l'unanimità tra tutte le forze politiche presenti, perché i cittadini, in una situazione di emergenza così grave, sono tali al di là di tutte le ideologie. Con questo provvedimento abbiamo cercato di venire incontro a quei cittadini che, avendo avuto allagati gli scantinati delle case, oltre a subire danni alle strutture murarie, hanno avuto danneggiati anche i mobili. Quindi, nel provvedimento viene disciplinato un rimborso per i danni ai beni mobili, noi abbiamo aggiunto di prima necessità, molti di questi cittadini infatti non possono neppure rientrare nelle loro case, e si stanno aggiustando per sopravvivere.
Abbiamo inoltre previsto di equiparare i cittadini proprietari di case con quelli che le hanno in in locazione, perché nella prima stesura i locatari: non erano contemplati.
Debbo dire che, abbiamo sì consultato i sindaci; ma nella fretta di esitare il provvedimento oggi alla vostra attenzione siamo incorsi anche noi in qualche fraintendimento della realtà.
Dopo la prima stesura del testo di legge, approvato all'unanimità in commissione, abbiamo incontrato i rappresentanti dei cittadini; in quella occasione abbiamo capito che le situazioni erano diverse rispetto a quelle descritte dagli amministratori. Per esempio, nella legge originaria, la numero 26, si prevedeva un indennizzo pari al S 70 per cento dei danni subiti dagli immobili. , Si riteneva che e questa percentuale fosse alta, invece ci si accorti che le persone che avevano subito danni ai beni mobili, proprietari o affittuari, erano in misura superiore a coloro che avevano subito danni agli immobili. Di conseguenza occorreva, con una serie di emendamenti, diminuire dal 70 al 50 per cento il rimborso per i beni immobili, e aumentare invece dal 50 al 70 per cento il rimborso per i beni mobili. ,Queste modifiche sono state volute da tutti i consiglieri della Commissione che le hanno votate all'unanimità.
Abbiamo cercato di estendere i benefici previsti dalla presente normativa anche ad altri comuni, ben individuati, già interessati da una disciplina precisa, precedente, della Giunta stessa;sto parlando di Gonnesa, di Olbia, di alcuni comuni della provincia di Oristano che inizialmente erano stati esclusi, così come altri della provincia di Nuoro.
Questa è una proposta di legge estesa a tutti quei comuni che hanno subito danneggiamenti nel 1999 e nel dicembre 1998.
Originariamente la Commissione aveva voluto porre un limite ai rimborsi per i beni mobili stabilendo un massimale di sette milioni; siccome il rimborso copriva fino al 50 per cento del danno, pensavamo che i beni di prima necessità, essendo comunque beni usurati, potessero raggiungere come valore la cifra complessiva di 15 milioni. Con questa valutazione poteva anche essere previsto un rimborso fino a sette milioni.
Successivamente, in seguito agli incontri che le cittadinanze interessate avevano richiesto alla Presidenza della Giunta, a ai Capigruppo, alla Commissione, abbiamo convenuto di eliminare con gli emendamenti il tetto massimo dei sette milioni e di stabilire invece l'entità dei rimborsi secondo i danni subiti. Si sarebbe però inserito in legge un articolo preciso in cui si demandava alla Giunta la determinazione dei criteri e delle modalità per i rimborsi stessi.
Per ultimo abbiamo previsto, tenuto conto della eccezionalità degli eventi, tenuto conto che, nonostante la fretta della Commissione nel portare avanti questo provvedimento, le persone ancora non hanno ottenuto una lira di rimborso e ancora si trovano in una situazione di estrema indigenza, di concedere delle anticipazioni.
Adesso quindi la legge assume una caratteristica diversa rispetto al testo originario.
Si è poi data la possibilità ai comuni di presentare il rendiconto relativo alle anticipazioni ottenute non più nei novanta giorni successivi alla concessione, ma nei successivi centottanta. E abbiamo anche previsto, con un altro emendamento, che la Regione potesse sfondare il tetto dei due decimi fissati nel bilancio regionale nell'erogazione delle anticipazioni ai comuni. Questo per fare in modo che, relativamente ai rimborsi, tutti i cittadini fossero uguali di fronte alla stessa amministrazione, al di là delle persone che possono essere più vicine ad ogni amministrazione..
Queste disposizioni sono tutte contenute negli emendamenti e nel testo originario, siamo disponibili comunque ad accogliere eventuali, ulteriori contributi. Il tema è fra i più difficili, però non bisogna dimenticare che gli eventi si sono verificati il 12 e il 13 novembre, che sono passati svariati mesi, che la gente preme, che diverse categorie come quella degli artigiani e quella degli agricoltori, gli stessi cittadini attendono da noi risposte concrete e immediate.
Probabilmente questo provvedimento non sarà il massimo, però noi abbiamo cercato di accogliere i suggerimenti sia delle amministrazioni comunali,che dei cittadini che si sono costituiti in comitato.
Rimane solo un punto, che è stato trattato in Commissione ma sul quale non abbiamo trovato l'unanimità dei consensi, e cioè la previsione di un rimborso anche ai consorzi dei comuni che orbitano in provincia di Cagliari e le cui infrastrutture hanno subito dei danni. Mi riferisco al consorzio industriale di Cagliari, o al Piano di insediamento produttivo (PIP) di Muravera e qualche altro. .Era stato presentato un emendamento in merito il cui contenuto poteva però incidere negativamente sulla dotazione prevista per i comuni, si è ritenuto allora di soprassedere alla presentazione di quell'emendamento, che per altro è stato bocciato, perché una parte del finanziamento, circa 200 miliardi, verrà stanziato dal Governo i, nazionale, in quel momento si è pensato di poter reinserire quell'emendamento che non ha trovato accoglimento in sede di Commissione stessa.
Quindi i finanziamenti per il ripristino delle infrastrutture danneggiate dei consorzi industriali e dei comuni relativamente ai i PIP, potrebbero derivare dallo stock che verrà successivamente assegnato alla Giunta regionale, e lo stesso Presidente della Giunta regionale potrà seguire modalità diverse e molto più semplici per l'erogazione dei rimborsi. Con questa relazione penso di aver illustrato i punti salienti del provvedimento stesso. Mi riservo di intervenire nel corso dell'esame dell'articolato per ulteriori chiarimenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale per fornire ulteriori elementi sull'argomento in discussione. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Grazie, signor Presidente. Io volevo cogliere l'occasione di questa modifica a una legge regionale per fare il punto della situazione e rendere edotto il Consiglio sulle azioni intraprese e su quelle ancora da intraprendere. /p>
Voglio ricordare che questo provvedimento di legge, esitato per rispondere agli eventi climatici eccezionali verificatisi il 12 e il 13 novembre, era stato approntato quando l'onorevole Selis era Presidente della Regione. Vennero effettuati i primi stanziamenti e poi si trovò in Consiglio un accordo unanime, tant'è che con tempestività questo Consiglio il 3 dicembre ha approvato la legge regionale numero 26 che, con procedura d'urgenza, è diventata operativa il 21 dicembre.
Sono state stanziate, lo ricordo, cospicue risorse finanziarie (265 miliardi per gli interventi urgenti da destinare secondo le ripartizioni previste dalla legge), ma soprattutto si sono ampliate le tipologie di intervento a beneficio dei settori privati, per i quali emergevano impellenti esigenze prioritarie.
Poi la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'agricoltura, ha inoltrato al Ministero delle politiche agricole e forestali la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Voglio ribadire al Consiglio che il fenomeno alluvionale si è manifestato su due fasce di territorio: il Campidano da un lato e il versante costiero sud orientale dall'altro. Nel Campidano è stata interessata una fascia di direzione sud-nord estesa dal comune di Capoterra a quello di Pompu, per una lunghezza di circa settanta chilometri e una larghezza media di 12 chilometri, e sono stati colpiti in maniera indifferenziata 28 comuni della provincia di Cagliari e 6 di quella di Oristano.
Dei comuni della provincia di Cagliari, 21 hanno dovuto intraprendere operazioni di 'emergenza, tipiche di questi eventi, quali primo soccorso, ripristino funzionale e controllo della continuità dei servizi, a salvaguardia delle attività produttive e degli aspetti igienico-sanitari e veterinari e in genere interventi non rinviabili. I comuni più interessati da queste operazioni sono stati quelli con la maggiore estensione di territorio e la maggiore densità di abitanti; i casi più significativi sono quelli di Assemini e Capoterra. Le occorrenze finanziarie di questo comparto sono nell'ordine di 4 miliardi e 400 milioni.
Sempre in provincia di Cagliari, 21 comuni sono stati interessati da danni a infrastrutture pubbliche, per le quali necessita un ripristino urgente, tenendo anche conto che occorrerà provvedere, eventualmente, ai necessari adeguamenti al fine di prevenire il ripetersi dei danni, ma questo sarà un argomento che il Consiglio regionale dovrà affrontare in termini più complessivi.
Sotto questi aspetti, che non comprendono le esigenze proprie dei consorzi comunali, spiccano ancora Capoterra e Assemini, ma cospicui interventi dovranno riguardare Villasor, Uta, Villaspeciosa, Serrenti, Samatzai e Decimomannu. Le occorrenze finanziarie per questo comparto sono nell'ordine di 36 miliardi.
Sempre nel Campidano di Cagliari ben 17 comuni hanno necessità di ricevere indennizzi per il comparto agricolo. Voglio ricordare che sono stati effettuati 4000 accertamenti e 2500 verbali di consistenza, nel territorio compreso all'interno del triangolo Villaspeciosa, Monastir, Capoterra. Infine, all'interno dello stesso triangolo si è manifestata la maggior parte dei danni che hanno colpito il settore privato.
Allo stato attuale non può essere però disponibile un consuntivo, per quanto approssimativo, che possa avere pretesa di completezza di indagine. Non risultano numericamente rilevanti le domande sinora pervenute in ordine al comparto produttivo in genere, anche se è certamente ipotizzabile che i danni siano à economicamente rilevanti, si tratta comunque di decine di miliardi.
Allo stesso modo non si è accertata la consistenza dei danni subiti dal settore immobiliare privato, abitativo e non. . Infatti, allo stato attuale, da parte dei comuni, non sono stati inoltrati alla Regione dati che possano far stimare la portata dell'accaduto, e tra l'altro non sono ancora scaduti i 90 giorni per le relative ordinanze sindacali di sgombero per inagibilità, come previsto dalla legge regionale approvata.
Capitolo a sé è costituito dai problemi relativi ai nuclei familiari che hanno dovuto abbandonare l'abitazione e che hanno trovato autonoma sistemazione. Il problema ha coinvolto soprattutto il Campidano meridionale, del quale stiamo parlando, e sono interessati dieci comuni con complessivi 246 nuclei familiari. Particolarmente coinvolti i comuni di Assemini, Capoterra e Uta, con complessivi 196 nuclei evacuati, mentre i restanti 50 nuclei fanno capo agli altri comuni.
Appare in forte crescita, nei medesimi territori testé citati, l'attesa dell'intervento pubblico per gli indennizzi relativi ai danni subiti da beni immobili e mobili di primaria ed essenziale importanza. Siamo intorno alle mille unità abitative, se possiamo prendere come punto di riferimento il dato fornito dai sindaci nella fase di prima emergenza.
Quanto detto per il Campidano di Cagliari si può riferire, per le medesime tipologie, anche al comparto del Campidano oristanese nel quale sono coinvolti in totale 6 comuni, di questi 4 sono stati interessati da operazioni di emergenza, le più importanti si sono svolte a Mogoro e Masullas; le occorrenze finanziarie sono stimate in 800 milioni. Due comuni, in particolare Simala, hanno riportato danni alle infrastrutture pubbliche per circa 1 miliardo e 300 milioni, e cinque comuni, Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Pompu e Simala, devono essere tenuti in particolare considerazione per gli indennizzi nel comparto agricolo.
Per quanto riguarda i comuni della provincia di Nuoro, quelli interessati sono 12. Nove di essi, tra cui Tertenia e Barisardo in misura più cospicua, hanno condotto operazioni di emergenza per una previsione finanziaria di circa 1 miliardo e 200 milioni; 7 comuni hanno urgenti necessità di ripristino e adeguamento di infrastrutture pubbliche, tra questi in particolare Tertenia, Osini, Barisardo e Ilbono. Le occorrenze prevedibili sono dell'ordine di 18 miliardi. Il comparto agrario è stato colpito in 9 comuni, tra i quali per intero Tertenia, Barisardo, Ierzu, in parte Elini, Ilbono, Loceri, Osini, Arzana e Lanusei.
In conclusione, il quadro finanziario che si desume fa scaturire una prima sintesi dell'occorrente e un primo confronto con gli stanziamenti disponibili oggi. Gli interventi di emergenza previsti dalla nostra legge regionale, perché qui stiamo parlando, come ha detto il relatore, di emendamenti a quella legge e non di ulteriori finanziamenti rispetto alle esigenze, di competenza della protezione civile sono quantificabili in circa 9 miliardi. Deve tenersi anche conto dell'incidenza delle anticipazioni concesse alle 253 famiglie evacuate, e autonomamente sistemate, quantificabili in ulteriori 1200 milioni, per circa 10 miliardi di lire complessivi. Gli interventi di ripristino delle infrastrutture pubbliche sono quantificati in 70 miliardi.
Per il comparto agricolo, per il quale è in corso la compilazione dei dati ripartiti di riscontro, il quadro complessivo aggregato presenta esigenze di spesa per circa 132 miliardi; non dimentichiamo che noi abbiamo stanziato 130 miliardi (siamo quindi vicini a coprire la cifra) dei quali 127 circa per i comuni della provincia di Cagliari.
Questi dati, che sono ancora suscettibili di variazioni, anche se contenute, riguardano il complesso dei danni alle strutture e di quelli alla produzione rispettivamente valutati in 71 e 61 miliardi di lire.
Si è ancora in attesa di definire, anche per lo spostamento dei termini di emissione delle ordinanze sindacali, i danni dei beni mobili e immobili nonché i danni alle infrastrutture e alle attività produttive delle piccole e medie imprese.
E` ancora prematuro formulare ipotesi finanziarie definite nel comparto delle opere di sistemazione idrogeologica richiedenti uno specifico piano coordinato con i programmi della legge "183" sulla difesa del suolo e in particolare con il connesso piano straordinario delle situazioni ad alto rischio ai sensi del disegno di legge numero 180 già esitato dalla Giunta regionale.
Pur essendo comprese, gran parte delle zone colpite dal fenomeno alluvionale di novembre, nelle indicazioni di tale ultimo strumento, , è opportuna una azione di aggiornamento e integrazione. Tale azione è tuttora in corso nel territorio provinciale di Cagliari e richiede particolari rilievi e valutazioni anche di ordine tecnico.
Dai dati prospettati si possono trarre alcune considerazioni. Lo stanziamento di 40 miliardi, previsto dalla legge numero 26, seppure il dato rilevato di circa 70 miliardi di indennizzi per il ripristino delle opere pubbliche fosse definitivo e, per assurdo, non fosse necessario erogare contributi per unità immobiliari e beni immobili, si rileverebbe comunque non commisurato alle esigenze. Altrettanto è chiaramente desumibile per le operazioni di cui alla lettera d) dello stesso articolo, quelle relative all'emergenza confrontando i 5 miliardi che erano stati stanziati (originariamente era un miliardo), e i 10 miliardi occorrenti.
L'azione preventiva di conservazione e salvaguardia del suolo che deve tendere, almeno per le zone vulnerate, alla sistemazione idrogeologica nel vero significato tecnico del termine, dovrebbe essere estesa fino al completo esaurimento delle risorse finanziarie. Pur essendo prevista in legge la possibilità del Presidente di modificare compensativamente gli stanziamenti dei capitoli di spesa, gli ordini di grandezza dell'intervento risultano tali da dover certamente essere integrati con i finanziamenti da parte dello Stato, perchè con i soli stanziamenti regionali non saremmo comunque in condizione di fare fronte all'entità delle cifre che io vi ho elencato.
Credo che noi dobbiamo concordare con lo Stato, con gli organi competenti, gli aspetti distributivi tenendo conto delle priorità indicate dal legislatore regionale. Debbo dire che abbiamo fatto una grande fatica per trovare la voce sotto la quale lo Stato aveva allocato le risorse finanziarie, cioè i 200 miliardi, che ci aveva destinato. . Devo dire che poi abbiamo rintracciato queste risorse in una nota aggiuntiva al bilancio, o comunque una nota che anticipava il bilancio stesso e, precisamente in un fondo indistinto relativo alla Protezione civile all'interno del quale sono previsti stanziamenti non solo per la Sardegna, ma anche per il Piemonte e per le altre località dove si sono verificate le alluvioni; e in questo fondo lo stanziamento per la Sardegna è così suddiviso: 40 miliardi per il 2000, 80 miliardi per il 2001 e 80 miliardi per il 2002. Quindi la somma a disposizione della Regione è, sì, di 200 miliardi, ma suddivisa in tre annualità e per il 2000 il finanziamento è di 40 miliardi..
E` vero che noi nel bilancio triennale potremmo impegnare le somme nell'arco di tre anni, ma tutti sappiamo come poi le cose vanno avanti, quell'impegno potrebbe diventare aleatorio per gli anni successivi a quello in corso. Io credo, a questo punto, che noi dovremmo chiedere allo Stato che i 200 miliardi, e quindi i 40 immediatamente spendibili per l'anno 2000, seguano la legge regionale, dato che la nostra Regione è una delle poche che ha destinato consistenti risorse a questo settore;di conseguenza lo Stato dovrebbe seguire, un minimo, la nostra programmazione economica e le risposte che noi intendiamo dare a questa emergenza.
Dal quadro complessivo emerge senza dubbio l'esigenza di una azione coordinata degli interventi, statali e regionali, al fine di una efficace collaborazione tra comparti interessati ed interdipendenti. Ciò vale sotto gli aspetti generali sia per quanto concerne le singole opere sia per la vigilanza sull'attuazione.
Ferma restando l'autonomia funzionale, ovviamente, del Presidente della giunta regionale in qualità di Commissario governativo, verranno tuttavia portati al vaglio del Consiglio regionale, come è nella consuetudine, come è capitato anche per l'emergenza idrica, gli atti di programmazione degli interventi, gli stati di avanzamento e le esigenze emergenti.
Come sapete, per quanto riguarda il lavoro finora svolto, noi abbiamo già erogato ai comuni il 50 per cento delle somme necessarie per i primi interventi e stiamo erogando, sempre per i primi interventi, le rimanenti risorse a tutti gli altri comuni che hanno presentato istanza. Stiamo per erogare ai comuni le somme necessarie a liquidare le 600 mila lire, per il periodo che va da novembre a giugno 2000, alle famiglie evacuate. E` in stato avanzato il programma degli interventi per gli stanziamenti previsti e sono in stato avanzato anche i criteri e le modalità di erogazione dei fondi da parte dei comuni relativi a tutti gli interventi previsti dalla legge regionale.
Sull'ordine del giornoCUGINI (D.S.-F.D.). Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà. Sull'ordine del giorno.
CUGINI (D.S.-F.D.). Sull'ordine del giorno. Chiedo scusa per averla chiamata Presidente. Il Presidente Floris ha giustamente inquadrato il provvedimento in discussione e, quindi, anche le ricadute e le conseguenze che dal medesimo derivano. Da un confronto informale che ho avuto adesso con il Presidente della Commissione, l'onorevole Tunis, ed anche con altri colleghi componenti della Commissione, è emersa la necessità di coordinare gli emendamenti che sono stati presentati. Quindi, se la Giunta è d'accordo, io chiederei un rinvio della seduta al pomeriggio, così da poter i convocare la Commissione di merito nel primissimo pomeriggio per consentire alla stessa di coordinare i numerosi emendamenti presentati. In questo modo rientrando in Aula si può procedere in modo più spedito sull'argomento. .
PRESIDENTE. Vi è una richiesta da parte dell'onorevole Cugini di sospendere l'esame di questa legge così che la Commissione possa coordinare i diversi emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sempre al fine di agevolare la prosecuzione dei lavori del Consiglio, per renderli il più utili e produttivi possibile, chiederei - e non credo ci siano particolari difficoltà - di distribuire ai consiglieri, o almeno ai Gruppi consiliari, il testo scritto della relazione del Presidente. Il Presidente Floris infatti ha fornito delle informazioni estremamente utili e soprattutto dei dati puntuali tali da consentire, a mio parere, anche una migliore organizzazione e del testo e dei vari emendamenti che sono stati presentati alla legge, nonchè degli interventi che potranno essere resi in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, stiamo già provvedendo in tal senso. Intanto ripropongo la richiesta dell'onorevole Cugini. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.- Sardegna), relatore. In merito alla richiesta del collega Cugini, su dieci emendamenti, in effetti nove sono della Commissione e sono stati presentati all'unanimità, quindi c'è già stata un'ampia trattazione dell'argomento . Uno soltanto è stato presentato dalla minoranza e a mio avviso la soluzione si poteva anche trovare in Aula, perché in Commissione non potremo fare altro che confrontarci e discutere sullo stesso tema come già abbiamo fatto.
Io, personalmente, esprimerei un parere contrario ad un ritorno in Commissione del provvedimento, ma mi rimetto all'Aula per la decisione. Nel caso l'Aula rimandasse il provvedimento in commissione, io convoco la medesima per le ore 16.30.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda . Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Io credo che la richiesta avanzata dall'onorevole Cugini sia stata anche motivata dalla relazione svolta dal Presidente della Giunta.
Alcune dichiarazioni rilasciate dallo stesso Presidente suscitano qualche preoccupazione. In modo particolare, signor Presidente, ci preoccupa il fatto che i 200 miliardi che, come aveva dichiarato la Giunta regionale, erano stati stanziati dal Governo(credo che ricordiate, tutti, i titoli dei giornali),non siano disponibili nella loro interezza.. La relazione del Presidente credo perciò che meriti un minimo di riflessione per poter effettuare delle verifiche.
A questo punto io pongo una prima domanda, e cioè se è possibile che la Sardegna anticipi questi 200 miliardi stanziati dal Governo, se esistono ancora, in modo tale da predisporre un intervento organico sui 465 miliardi.
Quindi, credo che sia necessario un minimo di riflessione in Commissione per verificare se esista la possibilità, attraverso la presentazione di un emendamento, che questi 200 miliardi vengano anticipati dalla Regione per rispondere ai drammi, e a tutta una serie di altre richieste che stanno pervenendo. Credo sia importante che la Giunta regionale a tre mesi dall'evento alluvionale, anche sulla base dei dati sufficientemente precisi che il Presidente della Giunta ha illustrato, ci dica quali sono le priorità che intende portare avanti utilizzando i 265 miliardi stanziati dal Consiglio regionale e i 200 miliardi del Governo. Quindi, un minimo di riflessione in commissione , credo che sia non utile, ma indispensabile ed inviterei anche la Giunta regionale a partecipare. Quindi, questa sospensiva anche in seguito alle dichiarazioni del Presidente della Giunta la ritengo indispensabile, non più solo utile.
Non si tratta di verificare infatti gli emendamenti, bensì in che modo la Giunta regionale intenda portare avanti questi programmi e su quali priorità intenda intervenire. Non solo, ma essendo i 200 miliardi, se non ricordo male, gestiti direttamente dal Commissario del Governo, in questo caso è fondamentale che almeno la Commissione venga informata su quali siano gli intendimenti del Presidente della Giunta in base ai dati che i comuni e gli uffici della Regione hanno individuato.
Mi associo quindi alla richiesta del collega Cugini per riportare questo provvedimento in Commissione. Il nostro intento è quello di far sì che, tempestivamente, nella giornata di oggi questo provvedimento venga approvato sapendo anche quali sono le priorità che la Giunta regionale intende portare avanti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non sono contrario ad una sospensione ma non condivido le motivazioni dell'onorevole Fadda; intanto perché non siamo in condizioni , e sarebbe un atto contrario agli interessi della Sardegna e dei sardi, di anticipare soldi che devono essere stanziati dallo Stato, e anche perché io non debbo indicare alla Commissione una cosa che ho già indicato chiaramente qui in Aula.
Se parlare non serve a niente in quest'Aula allora è meglio non parlare. Io ho detto che la velocità supersonica con cui la Giunta regionale , il Consiglio regionale, le forze politiche hanno risposto a questo evento calamitoso è unica in Italia.. Se è necessario un momento di verifica va bene, anche se mi chiedo su che cosa, perché ho visto gli emendamenti e sono in linea con quanto i sindaci hanno richiesto e vogliono e desiderano, e sono completamente apprezzati e condivisi dalla Giunta.
Se si vuole fare una valutazione di altro tipo, questa non è la sede; si dice che è necessario infatti che la Giunta presenti immediatamente i programmi, e poi non esitiamo la legge che mette la Giunta in condizione di presentarli. Non dimentichiamo che stiamo amministrando con l'esercizio provvisorio.
L'emendamento che ho portato in Commissione, e che la Commissione ha fatto proprio, propone di mettere a disposizione della Giunta regionale l'intera somma finanziabile per dare immediatamente i soldi ai comuni, che li gestiranno direttamente e non attraverso la Regione, attuando in pieno l'articolo 44 dello Statuto. Quindi, è evidente che essendo ripartita la spesa per dodicesimi abbiamo erogato sussidi per tamponare l'emergenza, stiamo pagando cioè le 600 mila lire alle famiglie evacuate. I criteri per la ripartizione dei finanziamenti sono già pronti, occorre che le somme siano realmente disponibili..
Ribadisco quindi di essere contrario a sospendere i lavori del Consiglio se le motivazioni della sospensione sono quelle che ha testé portato in Aula l'onorevole Fadda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Presidente, io veramente non riesco a capire la ragione per la quale si debbano ancora allungare i tempi di attesa di tanta povera gente che sta aspettando di avere questi benedetti soldi.
FADDA (Popolari). Ma fai la persona seria, non fare demagogia!
CORDA (A.N.).Veramente persona seria è quella che fa le cose in fretta. Io non riesco a capire la ragione per la quale si dovrebbe far passare in Aula un emendamento che è stato proposto e bocciato in Commissione. E' stato riproposto da lei, onorevole Fadda, l'altro ieri, questo emendamento con il quale si tentava di sottrarre dai 40 miliardi destinati alla gente 23 miliardi per le zone industriali. Onorevole Fadda, a noi interessa effettuare gli interventi di emergenza. Non mi risulta che ci siano in quelle zone aziende che abbiano dichiarato di trovarsi in una situazione di emergenza. Mi risulta invece, per avere parlato con i sindaci dei paesi colpiti dall'alluvione, che vi siano famiglie che vivono in condizioni drammatiche anche oggi.
Ed allora non si può perdere tempo a discutere del nulla, questi emendamenti sono stati discussi, approvati all'unanimità in Commissione anche dalle forze politiche che adesso chiedono la sospensione. Occorre che l'Aula si pronunci su questi emendamenti che sono stati votati all'unanimità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.-F.D.). Quando ho chiesto la parola ho detto che concordava con la richiesta della sospensione anche il presidente Tunis. Ma poi mi pare abbia detto di no.
PRESIDENTE. L'onorevole Tunis ha detto che si rimetteva all'Aula.
CUGINI (D.S.- F.D.).Ero convinto che avessimo concordato su questo punto; comunque non voglio coinvolgere il collega in una indicazione di lavoro che può creargli qualche problema, ma pur in presenza di opinioni diverse, reitero la mia richiesta di sospensione. Penso che noi questo pomeriggio dobbiamo licenziare la legge, in ogni caso..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Chiedo scusa ai colleghi, ma credo che si possa considerare positivamente questa esigenza di sospendere, che poi può darsi che risponda ad una esigenza più generale, se si prende l'impegno di chiudere stasera i lavori. E questo sarebbe un impegno d'onore di tutti i consiglieri.
Ribadisco che se vi è senso di responsabilità, e l'impegno che entro la giornata di oggi si definisca il provvedimento, si può valutare una sospensione per un esame che serva a confermare le cose già dette, già fatte e già decise, senza fare muro contro muro, senza votare una cosa inutile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Io ritengo che in considerazione anche dell'ora, siamo arrivati alle 13.07, si possa sospendere il Consiglio e invitare la Commissione a riunirsi non alle 16.30 ma alle ore 15, in modo che alle ore 16 al massimo siamo in condizioni di poter procedere con i lavori dell'Aula. In questi termini mi pare che la richiesta avanzata dal collega Cugini possa essere accettata.,
PRESIDENTE. Siccome i parere sono discordi devo procedere alla votazione.
(E' approvata)
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 13 e 09.
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