Seduta n.151 del 15/12/2005 

CLI Seduta

Giovedì 15 Dicembre 2005

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente Paolo FADDA

La seduta è aperta alle ore 10 e 24.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 29 novembre 2005 (146), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Mario Diana ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 15 dicembre 2005; il consigliere regionale Giommaria Uggias ha chiesto congedo per la seduta del 15 dicembre 2005.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di proposta di inchiesta consiliare

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di inchiesta consiliare:

PISU - MARROCU - BIANCU - LICHERI - PORCU - BALIA - ATZERI - SCARPA - SALIS - SERRA - LANZI - FADDA Giuseppe - CALIGARIS - URAS - PACIFICO - DAVOLI - IBBA - SANNA Alberto - CHERCHI Silvio - MANINCHEDDA - CERINA - MARRACINI - SABATINI - LAI - GESSA - SANNA Franco - PINNA - FLORIS Vincenzo - ORRU' - BARRACCIU - COCCO - CUCCA - CACHIA - GIAGU - PITTALIS - CUCCU Giuseppe - FADDA Paolo - SANNA Simonetta - SANNA Francesco - BRUNO - PIRISI - CALLEDDA - CORRIAS - MANCA - MATTANA - UGGIAS - CORDA - FRAU: "Inchiesta sullo stato di salute dell'ecosistema sia nei territori direttamente interessati dall'attività militare sia nei territori vicini". (1)

(Pervenuta il 6 dicembre 2005.)

Richiesta di inserimento nella programmazione bimestrale ex articolo 100

del Regolamento di proposta di legge di iniziativa popolare

PRESIDENTE. Comunico che questa Presidenza ha ricevuto, in data 12 dicembre, una nota con la quale il portavoce del comitato proponente la legge di iniziativa popolare sul trattamento economico dei consiglieri regionali della Sardegna chiede che la medesima sia inserita, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, nella programmazione bimestrale dei lavori del Consiglio regionale.

Ricordo che la proposta di legge è pervenuta a questo Consiglio il 15 settembre 2005 ed è attualmente all'esame della prima Commissione. Essendo pertanto trascorsi sessanta giorni dalla presentazione della proposta, e trattandosi del proponente che avanza la richiesta, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, sulla medesima richiesta può intervenire la Giunta e un consigliere per Gruppo per non più di cinque minuti e l'Assemblea decide poi con votazione per alzata di mano.

Invito quindi l'Assemblea ad esprimersi. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Si vota per alzata di mano e non è prevista la verifica del numero legale.

AMADU (U.D.C.). Reitero la mia richiesta di verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Ribadisco che non è prevista la verifica preliminare del numero legale e che si vota per alzata di mano. Sospendo la seduta per cinque minuti per dar modo ai colleghi di arrivare in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 30, viene ripresa alle ore 10 e 48.)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che è stato richiesto, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, l'inserimento nella programmazione bimestrale dei lavori della proposta di legge di iniziativa popolare sul trattamento economico dei consiglieri regionali.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Signor Presidente, nei confronti di questa, come di tutte le proposte che arrivano all'esame delle diverse Commissioni, credo si debba esprimere un sentimento di profondo rispetto e considerazione. D'altra parte è un tema importante e delicato che appartiene a un dibattito proprio non solamente di questa Regione ma, devo dire, del Paese intero.

La prima Commissione ha ripreso i suoi lavori dopo una pausa dovuta anche al dibattito politico in corso e non ha avuto l'opportunità, avendo affrontato l'esame ditemi comunque di grande rilievo e importanza, di esaminare questa proposta. Ma, al di là di una giustificazione dovuta all'autonomia della programmazione dei lavori, vorrei fare due considerazioni. La prima, probabilmente non sussistono ragioni emergenziali di tale portata che possano giustificare l'introduzione in Aula, in questo momento, dell'esame di una proposta che merita un'istruttoria approfondita; la seconda, credo sia altrettanto importante osservare che proprio l'esame della legge statutaria, che dedica un'attenzione molto particolare ai costi della politica, rappresenterà senza dubbio il contesto più appropriato e più coerente che ci consentirà di valutare questa e anche altre proposte che eventualmente saranno presentate in merito. Quest'Aula, che per altro in tutte le sue espressioni non si è affatto rivelata insensibile rispetto a un tema così importante, potrà avere così l'opportunità di dare una risposta alla Sardegna relativamente appunto ai costi della democrazia e della politica.

Riteniamo che non sussistano le condizioni, né vi sia un'emergenza tale per cui si debba accedere in questo momento a questa proposta, ferma restando l'importanza della stessa e la necessità di inserirla nel contesto della discussione più generale che sarà avviata ai primi dell'anno sulla nuova autonomia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, per chiedere, ai sensi dell'articolo 100, di inserire nei lavori bimestrali le proposte di legge numero 1, "Nuovo Statuto della Regione autonoma della Sardegna e cambiamento", 70, 151, 142 e 134, e per chiedere, ai sensi dell'articolo 102, e non 100, del Regolamento, la discussione immediata in Aula della proposta di legge presentata da me e da altri colleghi sulla autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2006.

Vorrei anche dire, signor Presidente, che ci lascia abbastanza perplessi il fatto che, inopinatamente ed inaspettatamente, il Presidente annunci questa proposta non in Conferenza dei Capigruppo ma direttamente in Consiglio. ,. Certo, l'articolo 100, che abbiamo anche modificato con il nuovo Regolamento che entrerà in vigore tra un paio di giorni, ha una sua validità, ma credo che abbia un maggior valore legiferare dando priorità agli argomenti che, secondo un nostro giudizio, noi riteniamo più utili rispetto ad altri.

Quindi io non sono assolutamente contrario ad applicare l'articolo 100 ma, se l'articolo 100 va applicato, va applicato per tutte le proposte di legge che sono parcheggiate in Consiglio regionale, non vedo perché se ne debba privilegiare una rispetto alle altre. E' una regolamentazione che noi non abbiamo mai voluto applicare perché abbiamo sempre dato alla Conferenza dei Capigruppo la sensibilità politica di verificare quali argomenti si ritiene più necessari, quali possono essere fatti con maggiore giudizio e con maggiore completezza e quali, invece, devono seguire altre istruttorie. Mi risulta inoltre che la prima Commissione stia lavorando, per cui non ha certamente bisogno di sollecitazioni da parte di nessuno.

PRESIDENTE.. L'articolo 100 è una possibilità consentita dal nostro Regolamento che non viene utilizzata ordinariamente dal Consiglio, se non per fatti di straordinaria urgenza e gravità, che tali vengono ritenuti dall'Assemblea o dalla Conferenza dei Capigruppo. Difficilmente un consigliere regionale, anche se è capitato, chiede l'utilizzo dell'articolo 100 perché una proposta o un disegno di legge venga portato in Aula senza una preventiva istruttoria nella Commissione.

Qua non siamo in presenza di una richiesta di consiglieri, ma è nella facoltà dei proponenti, prevista dal nostro Statuto, chiedere che venga utilizzata una delle possibilità offerte dal nostro Regolamento. Su tale richiesta il Presidente del Consiglio non può che rimettersi all'Aula che è titolare della facoltà di decidere se ammettere o non ammettere in Aula la discussione della proposta che io, personalmente, ritengo abbia bisogno di un'istruttoria in Commissione.

Metto quindi in votazione la richiesta presentata dai proponenti della proposta di legge di iniziativa popolare relativa all'inserimento nella programmazione bimestrale discussione in della proposta medesima. Chi è favorevole alzi la mano.

(Non è approvata)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, ho fatto presente che è necessario che il Consiglio applichi l'articolo 102 del Regolamento che riguarda l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2006. Siamo a metà del mese di dicembre, non sono stati ancora presentati al Consiglio regionale dalla Giunta regionale i documenti relativi alla manovra finanziaria del 2006 che, sulla base del comma 5, dell'articolo 10 della legge regionale numero 11 sarebbero dovuti pervenire a questa Assemblea entro il 30 settembre.

Abbiamo presentato questa proposta di legge perché abbiamo preso atto dei ritardi accumulati dalla Giunta nella presentazione dei documenti contabili; tenendo conto che la stessa Giunta non ha ancora presentato il disegno di legge per l'autorizzazione all'esercizio provvisorio per il 2005 e che i tempi del Consiglio regionale, come vediamo, sino alla fine dell'anno sono estremamente limitati, reitero la richiesta di inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio.

PRESIDENTE. Onorevole Floris, la sua proposta di legge è appena pervenuta agli uffici, quindi la sua richiesta di inserimento all'ordine del giorno verrà sottoposta ai Presidenti di Gruppo ai sensi, appunto, dell'articolo 102 del Regolamento.

Continuazione della discussione generale del testo unificato delle proposte di legge Cerina - Gessa - Pinna - Marrocu - Licheri - Cachia - Frau - Corda - Bruno - Porcu - Maninchedda - Davoli - Salis - Serra - Pisu - Barracciu - Caligaris - Sanna Franco - Floris Vincenzo - Marracini - Pacifico: "Interventi regionali per il cinema" (98/A), Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo: "Regolamento dell'attività cinematografica in Sardegna. Istituzione dell'Agenzia del cinema" (76/A), Onida - Ladu - Murgioni: "Disciplina regionale delle attività cinematografiche" (86/A), Manca - Biancu - Sanna Simonetta - Addis - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Sabatini - Sanna Francesco - Secci: "Fondo regionale d'investimento per l'audiovisivo in Sardegna: 'Sardegna Film Fund Spa'". (111/A)

PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del testo unificato delle proposte di legge numero 98, 76, 86 e 111/A. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi consiglieri distratti dal telefonino e da questa votazione intrisa di demagogia, la proposta di legge che emerge dal testo unificato, pur condivisibile nel metodo e nel merito perché riordina un settore importante come quello cinematografico e colma una gravissima lacuna all'interno della legislazione regionale, presenta comunque delle distorsioni e soprattutto delle distrazioni, ad opera di entrambe le parti, e lacune di sardismo.

Che il settore cinematografico abbia per noi sardisti una forza strategica perché veicola l'immagine della Sardegna e la proietta nei circuiti nazionali, internazionali ed italiani è evidente. Questo settore permette di far conoscere la nostra terra quasi in tempo reale, e nelle logiche della globalizzazione la via mediatica ha un'importanza enorme soprattutto perché la gente è sempre meno avvezza alla lettura, anche perché da una mia indagine l'attenzione… Signor Presidente, c'è troppo ozono in quest'Aula, è inquinante.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si può andare fuori a telefonare perchè parlando al telefono si genera brusio, disturbando.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Però, affrontare un tema così importante, che ha posto fine a un vuoto normativo, senza la presenza dell'Assessore, in un'Aula distratta mi costringe a rinunciare al mio intervento.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Atzeri, la invito a proseguire il suo intervento, e richiamo l'Assessore in Aula.

ATZERI (Gruppo Misto). La ringrazio, signor Presidente, anche perché avendo dimostrato, credo, coerentemente sensibilità sui vari temi e puntualità vorrei per lo meno essere contraccambiato, non per tasso di permalosità ma perché è in discussione una legge importante anche se ho parlato di distorsioni e di gravi lacune in relazione al tasso di sardismo. Con questa legge, attraverso la promozione di questo strumento mediatico, si ha la possibilità di far conoscere realmente questa nostra Isola e speriamo soprattutto la sua identità , a differenza di quanto avveniva nel settecento e nell'ottocento quando i viaggiatori descrivevano la nostra terra anche in modo difforme alimentando polemiche, .

Ho parlato di distorsioni; perché? Perché in questa legge abbiamo notato un appiattimento verso gli operatori italiani del settore. Una Regione speciale come la Sardegna, non le Marche, non la Basilicata, quindi, dovrebbe utilizzare risorse proprie per finanziare un settore innovativo che può creare occupazione, ma questo non avviene. Tanto è vero che all'articolo 8, comma 2, si parla di contributo concesso esclusivamente a favore di società di produzione o distribuzione a carattere nazionale od internazionale.

Questo vuol dire che la legge nasce miope, o cieca, perché si presenta adesso a colmare un vuoto e dovrebbe aprire orizzonti e cercare di prevedere anche stimoli per far crescere una nuova classe imprenditoriale. I giovani sardi che vogliono fare impresa in un settore storicamente avverso per i costi proibitivi dell'azienda cinema trovano complice una Regione appiattita e anti identitaria. Ecco perché noi lamentiamo la carenza di questi tassi di sardismo; non è concepibile che una legge che nasce oggi escluda questa possibilità.

Ci sono anche delle distorsioni, ma è risaputo che tutte le leggi non sono infallibili e perfette, ci siamo permessi di presentare degli emendamenti per renderla un po' più comprensibile e darle un orizzonte ancora più ampio.

Per esempio sulla Consulta, organo anche pletorico, vorrei sottolineare che dal punto di vista dell'etica politica non è corretto affidare ai suoi componenti (docenti, sceneggiatori, produttori e altre figure del settore) anche il controllo e la verifica della produzione e quindi la fruizione dei benefici. Questo elemento l'abbiamo segnalato e va rimosso

Nella relazione della professoressa Cerina, una relazione accademica, precisa, storica che ieri ci ha regalato dei bagliori di luce speciale, manca però quella visione etnica di cui ho parlato, perchè l'esaltazione della "operaiolatria", della ciminiera, degli operai, del Sulcis, costituisce l'asse portante della politica culturale di quella combriccola che da diversi decenni manovra le leve della cultura ed ancora adesso è presente nella Giunta. Bisogna andare al di là di questi schemi propri della "operaiolatria", noi siamo per la etnicità.

In queste citazioni dotte e precise, sulle quali umilmente non voglio competere perché non ho lo spessore per farlo, né voglio recensire opere che ho visto, lascio questo compito a comitati che sono bene agguerriti e frequentano con pazienza questi salotti buoni, non è minimamente citato un artista che ormai si è affermato a livello italiano ed internazionale ma non è organico a questi salotti. Sto parlando di Giovanni Columbu, del suo film"Arcipelaghi", che è un capolavoro, perché tra l'altro scava proprio nel profondo DNA della Sardegna e, con una chiarezza impressionante, descrive in sardo e traduce in italiano. Si citano però altri artisti funzionali a quelle logiche che abbiamo visto dominare da decenni, e questo veramente ci imbarazza.

I finanziamenti differenziati non sono previsti. Ma perché una Regione a Statuto speciale che in campagna elettorale millanta tematiche identitarie e sardismo, o pseudo-sardismo, non prevede i finanziamenti differenziati privilegiando quegli artisti, quei soggetti, quegli attori, quelle produzioni che esaltano l'identità, la specialità della Sardegna? Invece sono assenti, ecco perché parliamo di lacune e distorsioni.

Noi ci rendiamo conto che in questo settore può crescere una nuova classe imprenditoriale, ma se non ci sono finanziamenti non ci sarà mai uno stimolo reale, saremo sempre subordinati ai vari De Laurentis e simili. Se noi non pensiamo ambiziosamente di far crescere questo settore con dei finanziamenti precisi e generosi noi saremo sempre subordinati, e io lo dico perché vado al di là de Su Connottu, dello steccato che vede sempre la Sardegna al centro, la Regione ha il dovere politico e morale di promuovere la conoscenza identitaria ed etnica di questa terra proprio perché ci appartiene.

Dispiace veramente vedere assente la figura di Columbu che si è distinto ed è ormai una firma autorevole nel settore cinematografico, e viene riconosciuto da tutti anche al di là di quel rancore che ancora viene custodito in questi salotti che non ci permettono di spaziare e liberare la cultura vera dagli schemi ideologici che hanno angustiato generazioni e generazioni.

La cultura, l'identità, sono dei valori che io pensavo fossero metabolizzati anche da una classe politica che storicamente era avversa a questi valori, ho anche dei documenti che un giorno o l'altro farò leggere dove chiaramente c'era tutto il livore, la cattiveria verso questi temi, adesso pare che ci sia una conversione. Indubbiamente è vero che solo i cretini e gli idioti non cambiano mai idea, però è anche vero che è sempre pericoloso fidarsi di chi metabolizza troppo in fretta queste tematiche, e oggi vuole sostituirsi a chi da ottant'anni porta avanti queste battaglie con convinzione, con sincerità e con storicità.

Non ci si può innamorare di chi parla di questa Sardegna operaia, metalmeccanica e basta, senza arrivare al cuore del discorso; e lo si vede nella proposta di legge dove mancano queste impronte perché non c'è la cultura, io lo capisco, non è una critica, non c'è la cultura, non c'è la sensibilità, c'è ancora indifferenza, ma è già un successo perché si passa dalla avversione, dalla ostilità, alla indifferenza che però spesso è dannosa come l'avversione.

Attraverso gli emendamenti che con il collega Scarpa abbiamo presentato ci auguriamo intanto che si costringa chi usufruisce di benefici regionali a non occupare anche i posti nelle Consulte dove si deve decidere il destino del prodotto, perché dal punto di vista etico - politico è immorale, e intanto chi chiede i soldi alla Regione, quindi denari pubblici, per gentilezza se non è in grado, chiavi in mano, di completare l'opera restituisca tutti i danari che prende perché noi non siamo disposti a incoraggiare la cultura truffaldina, tra virgolette, che è internazionale ed universale perché qui si tratta di fare impresa.

Se uno è attrezzato e ha la cultura da impresario deve preventivare l'eventuale rischio a cui va incontro, non si può dire che se in tre anni non si riesce a completare l'opera si restituisce l'80 per cento. No, io dico che vanno restituiti tutti i danari dati e si deve anche inibire la possibilità di usufruire di nuovo di benefici regionali; anche su questo abbiamo presentato un emendamento perché l'inibizione non si può circoscrivere al Titolo IIII della legge, ma va estesa a tutto il provvedimento.

Dico questo con passione perché mi rendo conto, quando si parla di Sardegna, che ci sono anche degli allievi sinceri che stanno scoprendo veramente quanto sia importante, per fronteggiare la globalizzazione, parlare con convinzione di identità, di etnia; non sono degli slogan, è la nostra specialità, e non può valere solo in un periodo circoscritto della vita politica come nelle campagne elettorali, ma deve valere sempre e soprattutto quando noi legislatori mettiamo mano a delle leggi che colmano un vuoto, aprono orizzonti nuovi e devono avere l'ambizione di incoraggiare i giovani.

I nuovi talenti ormai, è un dato di fatto, sono sardi, si stanno affermando e hanno avuto dei premi e dei riconoscimenti nei circuiti italiani e internazionali, è questo l'incoraggiamento. Ma se la Regione non sopperisce a questi costi enormi con risorse proprie non ci sarà mai il proliferare di queste tematiche identitarie, etniche e nazionalitarie, noi saremo sempre subordinati ai colossi della distribuzione italiana e internazionale.

Con questo auspicio mi auguro che vengano accolti gli emendamenti che abbiamo presentato per rendere questa legge che è carente, come dicevo prima, dal punto di vista squisitamente sardista, migliore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.

CUCCA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io faccio parte dell'ottava Commissione competente in materia e devo dire che, anche da parte della Commissione, l'iter di approvazione del provvedimento è stato particolarmente travagliato e ha dato luogo ad una serie di animate discussioni che hanno riguardato tanto la struttura quanto il contenuto della proposta medesima. Queste discussioni sono evidentemente le stesse che hanno animato l'intervento, sempre estremamente garbato, del collega Atzeri con il quale però mi permetto sommessamente di dissentire, ritenendo che invece questa legge, per quanto ovviamente come tutti i provvedimenti perfettibile, possa in qualche modo ovviare a quegli inconvenienti che il collega ha portato all'attenzione di quest'Aula.

Mi riferisco, giusto a titolo esemplificativo così come ha fatto lui, anche all'articolo 8, dove quel termine "esclusivamente" non intende relegare la Sardegna in un ruolo di subordinazione, ma tutt'altro, anzi tende a far uscire dall'alveo regionale la materia del cinema troppo spesso, come avrò modo di dire anche in seguito, relegata in ambiti troppo ristretti che non sono riusciti fino a oggi a valorizzare in maniera adeguata quelle ricchezze e quel patrimonio che in Sardegna abbiamo dimostrato di avere. Si intende invece dare più ampio respiro, tanto nazionale quanto internazionale, a questo settore in Sardegna, lungi dal ritenere di dover rimanere in ruoli di subordinazione.

L'iter travagliato denota, evidentemente, che la Commissione e tutti noi in questa Assemblea abbiamo intuito l'importanza dell'argomento cinema, soprattutto per gli elementi innovativi di questo settore. Credo, come dicevo, che la corretta attuazione della legge darà un rinnovato impulso tanto alla vita culturale quanto alla economia della Sardegna, portando linfa vitale. .

I lavori della Commissione sono iniziati prendendo atto che il sistema cinema sta vivendo un momento di grande rinascita e di sviluppo, quindi era necessario dotare anche la Sardegna di uno strumento per stare al passo con i tempi, per non rimanere tagliati fuori da questo processo di sviluppo, perdendo quindi una grande occasione di godere di benefici sia in termini culturali che economici. I lavori siano stati animati dall'intento di dare una risposta alla domanda: "Quale Sardegna per il cinema?"che è cosa diversa rispetto a, "Il Cinema per la Sardegna", titolo di un recente convegno organizzato dal collega Davoli. Per rispondere a questa domanda si è partiti da una constatazione, e cioè che il cinema da sempre, sin dai suoi albori agli inizi del secolo scorso, ha dimostrato di essere una risorsa di grande interesse perché si presenta con una duplice valenza: nasce e si propone come una risorsa esclusivamente culturale, e sviluppa però i suoi effetti soprattutto in campo economico. Questa credo sia la peculiarità della risorsa cinema.

Come risorsa culturale il cinema ha dimostrato di essere un eccezionale veicolo di modernità e di umanità al tempo stesso, è la forma d'arte che meglio riesce a rappresentare il mondo odierno e i suoi soggetti, la loro storia, la loro cultura, fissandoli in immagini mutevoli e consegnandole al futuro come testimonianze di un particolare momento storico. È un'arte complessa che coglie l'obiettivo di assorbire in ogni latitudine il carattere e l'identità dei popoli, diventando tanto caratterizzante e riconoscibile da trasmettere al mondo l'immagine dell'identità di una nazione e di un popolo.

A questo riguardo mi piace anche fare due esempi che sono sicuramente emblematici e che danno l'idea della grande forza che ha il cinema nel senso appena descritto, e che credo poi servano anche a confermare quanto ha detto poc'anzi il collega Atzeri. Per un verso mi piace richiamare il caso italiano; noi fatichiamo come popolo, stentiamo a trovare un senso unitario di appartenenza nazionale e siamo pronti però ad individuare nei ritratti caratterizzanti che ci ha lasciato il grande Alberto Sordi lo spirito del popolo che siamo, riconoscendoci nelle figure che lui ha portato sul grande schermo e che hanno bene descritto l'evoluzione della nostra Nazione dal dopoguerra ai giorni nostri.

Per altro verso conosciamo e conserviamo il ricordo di film come "Banditi ad Orgosolo", che hanno consegnato l'immagine della nostra terra, della sua cultura, delle sue tradizioni, accompagnata dal rilievo dato alle grandi problematiche sociali che hanno fatto sì che si sviluppasse la piaga del banditismo e dei sequestri di persona.

Grande veicolo culturale dunque il cinema, che tuttavia porta con sè anche una importante componente economica. Nella sua storia il cinema ha dato vita in pochi decenni ad una vera e propria industria, capace di un giro d'affari di decine e decine di milioni di euro, creando e dando ossigeno anche a un indotto notevole. Si pensi che a fianco a quella galassia che costituisce appunto il mondo cinematografico, gravitano una serie di microgalassie, come la galassia dei festival, la galassia di tutti i supporter audio visivi, delle sale cinematografiche, dei costumisti, della musica, di tutto quello che in buona sostanza serve di supporto per "fare il cinema". Quindi credo che concordiamo tutti sull'affermazione che quello cinematografico è un settore ad alta complessità, stratificato, nei quali numerosi soggetti, con ruoli assai diversi, si muovano e creano economia.

In forza di queste considerazioni questo Consiglio, attraverso il lavoro che è stato svolto dalla Commissione e portato all'attenzione di quest'Aula, si è fatto carico di cercare di capire quale sia il modo migliore per portare alla Sardegna il miglior vantaggio dalla risorsa cinema, sia in termini culturali che in termini economici. Ci si è quindi proposti un ambizioso progetto che tra l'altro prevede di dare tutela ai giovani imprenditori e ai giovani artisti sardi. In questo senso credo che sbagli il collega Atzeri se ritiene che questa legge non si rivolga a quel mondo, tutt'altro, perché l'intento primo è proprio quello di valorizzare queste ricchezze che abbiamo e che fino ad oggi sono rimaste purtroppo conosciute solo nell'ambito regionale, avendo estreme difficoltà a uscire da questo ambito e farsi conoscere se non in casi sporadici anche in campo internazionale.

Per altro verso invece l'idea, l'ambizione di questa legge è quella di avviare un processo di sviluppo del polo dell'industria cinematografica, creando le condizioni per attrarre qui gli investitori e i professionisti del settore, così da attuare anche in Sardegna un polo del cinema sul modello di quello piemontese. In buona sostanza l'obiettivo perseguito non è stato solo quello di dare esclusivamente un contributo, o comunque di offrire un contributo agli investitori, chiamiamoli continentali e mi si passi il termine, ma è stato quello invece di avviare un vero e proprio processo di interazione fra il nostro patrimonio del settore e il contributo che ci possono offrire gli operatori del settore, sia nazionali che internazionali, proprio per ottenere il migliore risultato per quest'Isola.

L'idea è quindi quella della valorizzazione delle risorse inestimabili che abbiamo e di cui ho già parlato, facendo affiorare ed esaltando le competenze che esistono, talvolta indirizzate verso altri settori, e portando invece il loro cammino e il loro percorso verso la nuova direzione della valorizzazione dello sviluppo del cinema.

La nostra è una terra colma di artisti e il fermento culturale non è mai mancato, anche di fronte agli ostacoli che conosciamo bene e che talvolta hanno costretto grandi talenti in spazi locali troppo angusti, come dicevo, probabilmente a causa anche, e di questo dobbiamo farcene carico, della scarsa attenzione che fino a oggi la classe politica aveva dedicato a questo settore. Cioè nonostante, pur di fronte a questa serie di difficoltà, anche di recente sono stati raggiunti risultati di grande rilievo e di evidenza internazionale. Oggi che abbiamo preso coscienza del grande patrimoniale culturale che abbiamo a disposizione oltre il patrimonio ambientale, che non è secondario a questo argomento avendo la legge anche l'ambizione di valorizzare il patrimonio ambientale portandolo all'attenzione del mondo attraverso la risorsa cinema, intendiamo dare un segnale tangibile per dare impulso, linfa nuova e sviluppo a un cinema che ha bisogno sicuramente di novità e che la Sardegna sappiamo poter offrire proprio in virtù di quelle risorse umane, culturali e ambientali di cui ho parlato.

La legge se dovrà essere ovviamente e correttamente applicata, ma credo che l'argomento sarà affrontato in seguito dalla Giunta in sede di attuazione, dovrà necessariamente essere dotata di adeguati strumenti finanziari. Se così sarà io credo che con questo impianto e con la dotazione finanziaria corretta, questa legge potrà dare ottimi risultati, creando notevole indotto, tanto in termini economici quanto in termini occupazionali, con una evidente ricaduta anche in termini di immagine all'esterno. Sarà ancora una volta, dunque, un segnale del nuovo corso che questa Amministrazione ha inteso avviare, manifestando interesse per quei settori che potrebbero essere volano di nuovo sviluppo e che sino ad oggi sono stati purtroppo insipientemente dimenticati.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.

IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io credo che per fare una buona legge sul cinema in Sardegna e sul cinema per la Sardegna dovremmo tutti cercare di fare uno sforzo per liberarci quanto più è possibile delle nostre convinzioni personali sul cinema che nascono, fondamentalmente, dal nostro ruolo di spettatore. Dovremmo invece pensare al cinema non come fruitori finali di quella produzione artistica, ma ponendoci nella posizione di chi lavora nel settore pertanto porci nella condizione di essere consapevoli, e di conseguenza legislativamente aderenti, a tutte quelle dinamiche , che stanno alla base stessa dell'esistenza e della produzione di un film. Se approveremo questa legge si colmerà un ritardo almeno decennale, un ritardo che fa dire a tanti: "Ben venga una legge sul cinema, qualunque essa sia, purchè ce ne sia una", perché comunque una legge, qualunque legge è sempre meglio che niente!".

Personalmente non mi sento di sposare un atteggiamento così semplificativo e riduttivo anche perché sono convinto che bastino solo alcuni, pochi obiettivi chiave per fare una buona legge su questo argomento. Francois Truffaut diceva che da qualunque notizia si può fare un film, e Hitchcock, prima di lui, spiegava che per fare un film bisogna avere una "idea film"; questa legge deve perseguire l'obiettivo di facilitare la realizzazione di "idee film", quelle che nascono dagli intellettuali sardi e che diventano "idee film" grazie alle realizzazioni di registi, scenografi e sceneggiatori sardi. Dobbiamo far sì che la legge pertanto sostenga il peso anche economico e i costi della produzione filmica, perché senza la possibilità di produrre non può esistere opera cinematografica.

Il sostegno alla produzione, però, non può essere limitato seppure sotto forma di prestito, soltanto all'elaborazione di un'opera prima e di un'opera seconda, e non anche ad un'opera di alta qualità che arrivi successivamente a un'opera prima o un'opera seconda magari di modesto contenuto anche per l'esperienza, forse fino a quel momento parziale, del regista; non tutti esordiscono con grandi capolavori in ambito cinematografico. Né può essere circoscritto il beneficio ai soli costi di utilizzo delle nuove tecnologie in sede di produzione. Per esempio oggi l'uso del digitale, che comporta un impegno economico consistente perché ha un indotto di adeguamento tecnico notevole, che rappresenta quindi un ulteriore impegno nell'impegno economico di chi vuole fare la produzione cinematografica, dovrebbe essere esteso anche per permettere la facilitazione di tutte quelle forme espressive e di linguaggio che, nel corso degli anni, dovessero emergere.

Non dimentichiamo infatti che una cosa è la tecnologia ed altra cosa è il linguaggio filmico che si usa; sul linguaggio filmico esiste il dibattito all'interno delle scuole di pensiero cinematografico, mentre gli aspetti di carattere tecnologico sono limitati esclusivamente alle industrie. O noi diamo la possibilità di esprimersi alla libera capacità creativa nell'arte cinematografica o, se noi canalizziamo il sostegno solo all'interno degli schemi oggi vigenti, non rendiamo un buon servizio ai nostri intellettuali, ai registi, agli attori, all'immagine della Sardegna che potremmo veicolare nel mondo in maniera unica e straordinaria attraverso questo mezzo.

L'indotto economico, sociale, culturale e professionale che gravita intorno alla realizzazione di un film si deve costruire sulla più ampia e facile possibilità di produrre opere cinematografiche, e mi riferisco quindi anche al ruolo di scenografi, sceneggiatori, costumisti, artisti, scuole di arte recitativa, tecnici, musicisti, università, corsi di ricerca, di elaborazione, su cui si dovrà tornare con nuovi e finalizzati atti legislativi o regolamenti per dare compattezza al settore e costruire una filiera dei vari passaggi che vanno organizzati e coordinati. Da ciò ne deriverà una ricaduta positiva per la Sardegna in termini economici, occupativi, culturali, di immagine e di diffusione di un mondo che potrebbe diventare modello di vita e di valori. Così è accaduto per la cosiddetta "provincia americana", per la cultura danese rappresentata da Lars Von Trier o per quella svedese di Ingman Bergman;così è accaduto per il Sundance Film Festival ideato dall'attore regista Robert Redford che, nell'arco di pochi anni, è diventato l'evento cinematografico più importante ed atteso per conoscere le produzioni nuove ed originali e i nuovi talenti emergenti. Una legge su un festival cinematografico della Sardegna rappresenterebbe il completamento di questa che stiamo esaminando.

L'ultimo aspetto che voglio citare riguarda i problemi connessi alla distribuzione. Sin dagli anni venti del secolo scorso, e quindi dall'epoca dei film muti di Charles Chaplin, la storia del cinema ha insegnato che un lavoro originale ed efficace è ricercato dalle Major e non c'è necessità che ci sia l'atto di avvicinamento di chi produce verso le Major perché è loro stesso interesse acquisire i diritti della distribuzione ove non sia possibile acquisire quelli della produzione.

Pertanto il problema della distribuzione non è il problema primario nella produzione dell'opera, ma il problema primario è proprio quello della produzione. E proprio perché noi dobbiamo, attraverso questa legge, sostenere la produzione, dobbiamo liberare registi, sceneggiatori e scenografi da tutti quei vincoli delle funzioni produttive a cui ancora oggi partecipano le case di produzione e le case di distribuzione. Per tale motivo io credo che limitare i contenuti del Titolo III alle sole opere di interesse regionale sia riduttivo e penalizzante, perché davvero non riesco a immaginare come si possano tradurre in film alcune opere di Massimo Carlotto o di Nicola Lecca o di Luciano Marrocu, che pure avranno, io credo, una naturale evoluzione verso una loro traduzione filmica, ma mi chiedo perché un regista sardo non possa realizzare opere di alta qualità cinematografica su argomenti e materie che non hanno una pertinenza sarda. Ci sono state le opere di Leonardo Sciascia che sono diventate dei film che hanno fatto epoca, che hanno segnato un'epoca nella storia della filmografia italiana; e noi impediremmo il realizzarsi di analoghe condizioni soltanto perché il Titolo III limita all'evento e alla caratteristica regionale.

Io credo che noi su questo punto dovremmo cercare di ampliare il disposto legislativo, perché, nel momento in cui accediamo alla logica che fare un film è fare un'opera di letteratura cinematografica, è fare un'opera d'arte espressa in termini cinematografici e in chiave cinematografica, con un linguaggio cinematografico, che è un potentissimo mezzo di comunicazione, di coinvolgimento, di informazione e di educazione, noi non possiamo limitare questo a settori e argomenti che siano predefiniti e predeterminati. Pertanto, nella liberalità del pensiero che dobbiamo garantire della capacità realizzativa di qualunque opera d'arte, io credo che noi dovremmo certamente modificare i contenuti del Titolo III. Sono invece fortemente convinto della bontà dei contenuti del Titolo II, soprattutto per quanto riguarda la Film Commission e i centri di produzione. Io credo che noi dovremmo pensare di integrare questa legge con questa parte della cultura cinematografica che si connette alle scuole di cinematografia già esistenti in Italia, soprattutto nelle università. Nella nostra università di Cagliari la materia cinematografica occupa una parte troppo modesta, troppo circoscritta. Noi dovremmo, invece, cercare di partire dalla possibilità che offre il potente strumento della cultura universitaria per cercare di divulgare e costruire una cultura sull'argomento e un atteggiamento positivo.

L'ultima considerazione riguarda la selezione delle opere che, a mio avviso non può avvenire secondo schemi precostituiti, come previsti dall'articolo 11, del quale riparleremo quando lo esamineremo in maniera particolareggiata. Si tratterebbe, se così dovesse accadere, di mettere in atto una sorta di censura garbata che non credo sia utile ai fini per i quali noi invece vogliamo mettere in atto questa legge. Le risorse finanziarie a disposizione a me paiono modeste. Sicuramente questo attiene al sistema complessivo della situazione economica che stiamo vivendo, ma credo anche che su queste ci possa essere in itinere un adeguamento a seconda del coinvolgimento e del numero e della qualità delle proposte cinematografiche che saranno realizzate.

Quindi, concludendo, complessivamente c'è un atteggiamento di grande disponibilità da parte nostra ad accogliere questa proposta di legge, la numero 98, con alcuni emendamenti che proporremo per un migliore completamento e per una migliore integrazione dei suoi contenuti, e pertanto preannuncio anche il nostro voto favorevole per quanto riguarda il passaggio all'esame degli articoli.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Pochissime considerazioni. Questa proposta di legge ha avuto un iter un po' tormentato, se non fosse stata seguita dalla collega Cerina con impegno, entusiasmo, passione , non sarebbe mai arrivata in Aula e forse non verrebbe esitata da questa Assemblea. Perché questo iter così tormentato? Ieri e ancora oggi coglievo in alcuni interventi la finalità di demolire la proposta di legge, a me pare anche un po' per una certa - mi scuso per il termine - stupidità di questo mondo. Invece di cogliere l'importanza e il fatto nuovo che la Sardegna sia la prima regione d'Italia a dotarsi di una legge in un settore culturale importante, andando in controtendenza rispetto al quadro nazionale dove invece si tagliano risorse e interventi nel settore della cultura e dello spettacolo, questo mondo di intellettuali, che si divide come spesso capita anche su altre questioni, ha pensato di interferire nel dibattito consiliare contattando colleghi, un po' qua e un po' là, che improvvisamente si sono dimostrati espertissimi in materia di legislazione e di sostegno alla cinematografia e che, di conseguenza, con puntualità e con puntiglio, sono venuti anche a sostenere il perché questa legge va rispedita in Commissione, perché questa legge non deve essere esitata, e così via.

Io penso che il limite di non avere colto l'importanza di questo progetto di legge e l'importanza di favorire un dibattito vero all'interno del Consiglio, che consentisse di esitare una legge, la migliore possibile, abbia caratterizzato l'iter tormentato di questa legge., .

A me basta sottolineare due punti. In primo luogo: c'è o non c'è questo fervore di cui si parla in Sardegna dal punto di vista culturale? Io dico che c'è, e c'è non solo nella cinematografia ma anche nella scrittura, perché scrittori e narratori sardi, anche quelli che citava il collega Ibba, hanno acquisito un ruolo importante a livello nazionale e internazionale, sia qualcuno che non c'è più, Sergio Atzeni, ma penso a Fois, penso a Carlotto, così come c'è fervore nella cinematografia.

Io ho avuto modo di verificare questa mia affermazione in questi giorni:;un piccolo concorso per cortometraggi promosso dalla Fondazione Dessì ha avuto 117 partecipanti, e tutti quelli che hanno partecipato hanno prodotto lavori eccezionali, straordinariamente belli e devo dire anche inattesi, per quanto mi riguarda, avendo partecipato a visionare alcuni di questi lavori. I giovani che hanno partecipato non pensavano al premio, che era di pochi euro, anzi in qualche caso era un attestato, pur sottolineando le difficoltà inerenti il reperimento delle risorse, il più delle volte messe a disposizione dalla famiglia. Perché, allora, non favorire e sostenere questo fervore culturale che c'è nella nostra terra e il cui sostegno io ritengo estremamente positivo per tutti?

Se siamo in presenza di una iniziativa positiva nel nostro territorio e in questo settore, se è vero che la Sardegna è la prima Regione d'Italia ad esitare una legge a sostegno di questo settore, quello che occorre fare è non tanto chiedere, pensando ai punti che vanno modificati e migliorati, il rinvio in Commissione del provvedimento, quanto seguirlo con lo stesso entusiasmo, impegno, passione della collega relatrice. Al collega Diana che ieri, con un intervento preciso, esaminando il testo articolo per articolo, ha chiesto il rinvio in Commissione, chiedo che cosa impedisce al centrodestra di presentare emendamenti e di arrivare a un confronto che possa migliorare la legge; e la stessa domanda la rivolgo anche agli altri colleghi.

Io, poiché ritengo giusto che la legge venga esitata (dobbiamo essere orgogliosi del fatto che si arrivi a una legge importante come quella del sostegno alla cinematografia), concluso il dibattito con l'intervento dell'Assessore, auspicherei che si sospenda l'esame del provvedimento per consentire un incontro tra la maggioranza e l'opposizione, verificare gli emendamenti, confrontarci per formulare una legge che possa raccogliere il consenso di tutti.

Mi pare sbagliato che questa Assemblea si divida su questo provvedimento in un momento nel quale la creatività nel settore è particolarmente presente anche in Sardegna. Quindi proporrei, prima della votazione sul passaggio all'esame degli articoli, di sospendere per confrontarci anche sugli emendamenti al fine di raggiungere un accordo che sfoci in un voto unanime su questo provvedimento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi consiglieri, intervengo brevemente per fare alcune brevissime riflessioni, dopo l'intervento dell'onorevole Cucca, mio collega di Gruppo, che ha affrontato la proposta di legge in maniera sicuramente più esaustiva.

Io vorrei in questo mio breve intervento evidenziare un aspetto importante che, prescindendo dalla situazione attuale, penso possa essere condiviso da tutti, ovvero il fatto che questa legge fosse da tutti sicuramente molto attesa e molto sentita. Questo aspetto mi sembra che sia confermato dalla presenza in quest'Aula di quattro proposte di legge; proposte di legge concepite probabilmente con filosofie diverse, proposte di legge pensate sicuramente con strumenti operativi diversi. Ma proprio per la premessa che facevo in apertura, ovvero l'importanza di questa legge, l'attesa del settore del mondo dell'audiovisivo per il provvedimento in questione e l'attenzione che intorno ad esso si è creata anche a livello italiano e a livello europeo io penso che occorra fare un passo avanti e trovare un minimo di disponibilità, di dialogo su questa legge. Una legge, come diceva poco fa il collega Marrocu, che è una priorità per la nostra Isola, che stiamo mettendo in campo per primi, proprio perché, secondo me, la centralità della nostra Isola all'interno del sistema del Mediterraneo sicuramente può rappresentare un punto di riferimento per chi vuole operare in questo settore..

Il confronto e la dialettica, alcune volte anche aspra ma costruttiva dialettica, nati all'interno della Commissione, e anche all'esterno della Commissione tra gli operatori del settore, penso che abbiano origine proprio dalla diversità delle proposte. Sarebbe falso negare che anche la proposta presentata da La Margherita nasceva in un'ottica un po' diversa da quella del testo attuale; si basava infatti su un modello più diffuso, adottato in diverse regioni europee, che pur non trascurando i valori culturali, storici, la valorizzazione dell'identità aveva un taglio più da industria del cinema che non grande attenzione alle ricadute economiche. Dico questo senza alcuna polemica nei confronti di nessuno, lo dico in maniera assolutamente costruttiva. E lo dico proprio per giustificare il fatto che anche il nostro Gruppo, capendo l'importanza di questo provvedimento, si è messo a disposizione perché, pur con dei margini di miglioramento (questa legge ha, essendo una prima legge, dei margini di miglioramento), si esitasse in quest'Aula una legge molto attesa.

In questa ottica sono stati importanti il recepimento, secondo me, di alcuni elementi, ne cito due su tutti. In primo luogo quello relativo alla possibilità di coprodurre da parte della nostra Regione. Secondo me questo è un aspetto fondamentale ma, prima di proseguire il mio discorso, consentitemi di aprire una piccolissima parentesi sul ragionamento del consigliere Ibba sulle opere di interesse regionale. A mio parere le opere di interesse regionale non sono solo quelle che riguardano il territorio della nostra regione, ma sono anche quelle che possono portare ricadute nella nostra regione. Quindi il concetto non è limitativo e, secondo me, va inteso nella maniera più ampia possibile.

Riprendendo il discorso della coproduzione, questo è uno di quegli elementi che caratterizza questa legge, che la rende importante e che fa sì che la Regione possa trarre profitto da questo sistema. Un altro aspetto che voglio sottolineare è quello dell'effetto regionale. Noi alle persone che ricevono un finanziamento per cortometraggi, per sceneggiature, per produzioni, per mediometraggi, diciamo che sono obbligati a reinvestire questo contributo nella misura del 100 per cento all'interno del nostro territorio, occupando maestranze, facendo ricadere la loro operatività sui prodotti presenti nella nostra regione.

Io penso che la nostra isola abbia un territorio e una storia ricchi e affascinanti, le scenografie naturali sono un patrimonio indiscutibile con un forte grado di attrazione, ma penso fosse indispensabile costruire una normativa organica di indirizzo e predisporre un percorso locale equilibrato tra garanzie legislative e supporti economici imprenditoriali e strutturali mirati allo sviluppo complessivo del settore dell'audiovisivo.

In questo contesto la proposta di legge che quest'Aula si appresta a licenziare rappresenta il raggiungimento di un traguardo importante voluto fortemente da tutti e, proprio per questo, deve centrare con rigore l'obiettivo propulsivo di coniugare insieme le istanze culturali del territorio con la definizione di tutti i percorsi in grado di garantire un forte incentivo sul mercato del lavoro e di rappresentare una sicura fonte di ricavi per gli enti pubblici, per le istituzioni economiche, imprenditoriali e private eventualmente disposte a investire attenzioni, risorse e idee. Una visione in avanti che la nostra Regione può e deve avere, proiettata orgogliosamente nel futuro, consapevole delle potenzialità insite nel legame vitale tra cinema, realtà territoriale e paesaggio locale e senz'altro in grado di mirare a obiettivi volutamente alti e raggiungerli.

Concludo dicendo che concordo con la proposta dell'onorevole Marrocu di un breve momento di riflessione al fine di verificare eventualmente anche con gli amici della minoranza, gli amici sardisti, l'onorevole Ibba, che ha fatto alcune proposte, la possibilità di esitare un testo di legge il più condiviso possibile. Come ho già detto nel corso del mio intervento questa è sicuramente una legge migliorabile che però era necessaria come punto di partenza. In questo momento sarebbe espressione di grande responsabilità se i Gruppi politici riflettessero sul fatto che stiamo discutendo in ogni caso una legge che rappresenta veramente una sorta di primogenitura rispetto a un sistema nazionale che è ancora povero in questo senso e che lungo il percorso sicuramente si potranno portare i miglioramenti necessari.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Consentitemi innanzitutto di ribadire, anche per il dibattito abbastanza animato che da ieri vede impegnato il Consiglio, che questa è sicuramente una legge molto importante, un appuntamento importante assunto prima delle elezioni. E' una legge molto attesa e che tenta di colmare un vuoto normativo. Io vorrei velocemente riprendere alcuni interventi, in particolare quelli dell'onorevole Barracciu e dell'onorevole Cucca, che hanno tentato di dare diverse risposte all'esigenza di fare una legge sul cinema per la Sardegna e in Sardegna. Le risposte sono molteplici, anche le esigenze da cui parte la legge lo sono. Sicuramente da una parte abbiamo l'obbligo di creare le condizioni di fare entrare la Sardegna in Italia e in Europa anche attraverso il cinema, grazie ad una legge che ha attirato sulla Regione l'attenzione anche da parte di altre Regioni nel momento in cui la legge nazionale sul cinema è stata in parte impugnata e pende sotto il giudizio della Corte costituzionale.

Con questa legge noi abbiamo la possibilità, di fare delle scelte coraggiose e di entrare a pieno diritto in quelle regioni d'Europa che in questo ambito, ne cito alcune, l'Austria, la Vallonia, alcune zone della Finlandia, stanno operando attivamente, puntando proprio sulla creatività cinematografica da una parte ma anche sull'industria cinematografica dall'altra. Significa con questa legge poter entrare anche nel circuito internazionale delle Film Commission, che sono coordinate a livello europeo e a livello nazionale, creando delle sinergie anche con altre regioni italiane ed europee per favorire gemellaggi e scambi e quindi utilizzare i nostri paesaggi che sono così diversi da quelli di tante altre Regioni d'Italia.

Si è sentita poi la necessità di promuovere un intervento a sostegno dell'espressione artistica dei nostri autori, non soltanto per gli innumerevoli successi che hanno coronato recentemente tanti films dei nostri autori, ma anche perché attraverso alcuni di questi films è stata anche in qualche modo promossa la nostra letteratura.

Cito soltanto due casi; il primo, ricordato anche dall'onorevole Atzeri, è quello che riguarda Giovanni Columbu che attraverso "Arcipelaghi" ha fatto conoscere parti significative del nostro essere sardi ma anche del nostro immaginario, utilizzando appunto la scrittura di Maria Giacobbe; l'altro caso riguarda invece un film che sta per essere girato in Sardegna dal regista Bernini e che utilizza una sceneggiatura firmata da Marcello Fois. Un altro autore, quasi sardo di adozione, come De Andrè sarà oggetto di un film finanziato dal FUS che Antonello Grimaldi, un altro dei nostri registi, sta per cominciare a girare, e così ancora Peppino Fiori con "Sonetaula", eccetera.

Io credo però che questa legge sia necessaria anche per promuovere le professionalità locali. Non sono convinta che siano così ridotte e limitate come qualcuno ha detto ieri. Io credo che debbano essere portate a emersione, devono essere fatte conoscere, e sicuramente occorre che la Regione, anche attraverso questa legge, intervenga più massicciamente nella formazione di queste professionalità, che in qualche modo non riguardano soltanto le maestranze note, quindi i registi, costumisti eccetera, ma possono riguardare anche tutte quelle legate ai servizi di pre produzione, di produzione e addirittura di post-produzione, magari facendo anche un investimento più significativo in ambito tecnologico, tanto più che anche in questo settore la tecnologia si rivela sempre più fondamentale.

Infine una legge per promuovere il nostro territorio, il nostro paesaggio, per attrarre produzioni in Sardegna puntando su un'industria leggera, non inquinante, che è assolutamente coerente con tutti i principi di governo di questa Giunta ma anche di questo Consiglio. Puntare su un'industria leggera così come hanno fatto diverse altre regioni d'Europa, penso a quella di Berlino che ha abbandonato l'industria dell'acciaio, quindi un'industria pesante, per puntare quasi completamente sulla riqualificazione degli stabili, sugli investimenti finanziari nell'ambito del cinema.

Penso anche a situazioni che possono essere simili alla nostra, come quella dell'isola di Man e dell'isola di Malta che, con supporti finanziari, ma anche con provvedimenti amministrativi e normativi nell'ambito del cinema, sono riuscite a registrare significativi incrementi anche del reddito della popolazione.

E infine credo che questa legge ci possa consentire di puntare sulla nostra specificità per valorizzarla. Come giustamente ricordava qualcuno, in un mondo globalizzato che ha elementi positivi ed elementi negativi il diverso, la specificità, l'identità sono valori che possono richiamare l'attenzione delle produzioni, ma anche aiutarci a valorizzare le nostre connotazioni più forti: la nostra specificità, la nostra cultura, la nostra storia, il nostro paesaggio che forse è più ricco di tutti gli altri paesaggi delle zone del Mediterraneo. Occorre puntare però non soltanto sulle coste che spesso sono state set cinematografico di spot pubblicitari, ma anche sulla valorizzazione, quindi sulla diffusione della conoscenza delle zone interne, dei nostri paesi dell'interno appunto, ma anche di tutti i beni culturali e siti archeologici.

Pensate per esempio al fatto che abbiamo più di qindici mulini in Sardegna assolutamente intatti che non sono certamente il Mulino Bianco, ma che possono essere dei set o dei luoghi di richiamo assolutamente importanti per girare film o altri spot pubblicitari. Infine per quanto riguarda ancora una delle potenzialità non espresse, nascoste in questa legge c'è quella legata al turismo, in particolare al turismo cinematografico che è un tipo di offerta, ma anche di domanda da parte del mercato. Pensate per esempio che in Piemonte, la località e l'edificio dove è stata girata la fiction Elisa di Rivombrosa, erano molto poco conosciuti sia ai Piemontesi che a tutti gli italiani del nord, nel giro di tre settimane ci sono stati ben due mila visitatori.

Per quanto riguarda l'esame dell'articolato io credo che la legge abbia fatto lo sforzo di toccare un po' tutti gli aspetti non solo della cultura cinematografica ma anche dell'industria cinematografica. Questa legge premia lo sforzo e il confronto e il lavoro che si è fatto in Commissione, ma sicuramente può arricchirsi di tutta una serie di spunti che sono stati palesati tra ieri sera e stamattina. Io vorrei attirare in particolare l'attenzione sul contenuto di alcuni articoli. Prima di tutto vorrei ricordare che la Film commission che è stata istituita presso l'Assessorato della pubblica istruzione nel giro di pochi mesi ha richiamato l'attenzione di moltissime produzioni.

Siamo stati contattati dal Giappone, dagli Stati Uniti, da varie regioni italiane ed europee e abbiamo avuto difficoltà a dare tutta una serie di risposte proprio per la mancanza di una struttura ad hoc, soprattutto si è rivelato importante stabilire, e in questa direzione va la legge, delle forme di cooperazione sia con gli enti locali, che con lo sportello regionale si dovranno raccordare, sia con tutte quelle professionalità già operanti nel territorio regionale in grado di erogare servizi di supporto alle produzioni che arriveranno in Sardegna. Questa Film commission si connota con una forte partecipazione pubblica, che si avvale però dell'aiuto, del sostegno delle professionalità private.

Un altro articolo particolarmente significativo per quanto riguarda le la conservazione e la messa a disposizione del patrimonio documentario ed etnografico della Sardegna è l'articolo 14 "Cineteca regionale sarda" ; viene istituita una fondazione che, al di là dello svolgimento delle attività di documentazione che sono previste nell'articolo, credo possa essere anche il punto di riferimento e il catalizzatore di tutta un'attività di documentazione svolta negli anni da centri sardi e non solo.

Penso all'ampia documentazione conservata all'ISRE e in buona parte sconosciuta o comunque non ancora disponibile a tutta la Sardegna; penso al materiale della cineteca sarda; penso al materiale della RAI che la Regione sta già acquisendo e mettendo a disposizione, in parte anche attraverso il suo sito Internet one. penso, ancora, all'importanza della documentazione legata alle manifestazioni di spettacolo teatrale della Sardegna che devono essere documentate anche esse e conservate. Penso, come è stato ricordato ieri dall'onorevole Diana, all'infinito materiale riguardante la Sardegna proveniente da centri italiani come l'ISRE oppure il Centro di storia del movimento operaio.

Credo che però questa Cineteca regionale possa avere un'altra funzione fondamentale: quella di raccogliere e documentare, prima che si perda, tutta la tradizione orale della nostra Sardegna, al fine di lasciare traccia nella nostra memoria, anche quella più recente.

Per quanto riguarda la Commissione che dovrebbe valutare le opere, io credo che sia corretta l'individuazione, operata nell'articolo, delle professionalità tecnico-artistiche che dovranno adeguatamente valutare i progetti oggetto di finanziamento regionale Concordo poi con il suggerimento dell'onorevole Atzeri di rafforzare la presenza di sardi per garantire appunto che le scelte effettuate dalla Commissione abbiano legami forti con l'isola.

Infine l'onorevole Ibba ricordava quanto detto da qualcuno sul fatto che è meglio una legge qualsiasi piuttosto che nessuna legge. Su questo io non concordo, come non concordava del resto l'onorevole Ibba, e credo che questa occasione non debba andare sprecata. Credo che dobbiamo fare un ulteriore sforzo tutti insieme per fare una buona legge, la migliore possibile considerate le condizioni del contesto; è sicuramente una legge che avremo modo di migliorare e di arricchire anche in futuro. Comunque è una legge molto attesa all'esterno che ci consentirà di dare qualche certezza normativa al cinema che fino a questo momento non ha avuto neanche la possibilità di usufruire, se non molto parzialmente, di norme regionali come la legge 17 del '50, e forse dal '50 è passato tanto tempo. Non dobbiamo allora sprecare questa opportunità, facendo anche tesoro di tutti i suggerimenti che sono pervenuti in quest'Aula.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Poichè si sta lavorando alla presentazione di alcuni emendamenti la votazione sul passaggio all'esame degli articoli avverrà questo pomeriggio alle 16 e 30 alla ripresa dei lavori dell'Aula. Convoco la Conferenza dei Capigruppo per le ore 16.00 al sesto piano..

La seconda Commissione è convocata alle ore 12 e 30 per una comuniicazione del presidente Soru.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 12 viene ripresa alle ore 17.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PAOLO FADDA

PRESIDENTE. Signori consiglieri, poiché è ancora in corso la Conferenza dei Capigruppo aggiorniamo i nostri lavori alle ore 17 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 01, viene ripresa alle ore 17 e 32.)

PRESIDENTE Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Siccome molti colleghi non sono presenti in Aula, chiedo una sospensione di cinque minuti prima di procedere alla votazione.

PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Oppi mi richiama al rispetto del Regolamento sospendo per dieci minuti la seduta. I lavori riprenderanno alle ore 17 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 37, viene ripresa alle ore 17 e 51.)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 67

Maggioranza 34

Favorevoli 29

Contrari 38

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PACIFICO - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - VARGIU.)

Discussione generale del testo unificato delle proposte di legge Sanna Simonetta - Biancu - Addis - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Secci - Barracciu: "Norme organiche per la disciplina, la programmazione e lo sviluppo delle attività di spettacolo in Sardegna" (105/A), Caligaris - Ibba - Balia - Masia: "Disciplina delle attività di spettacolo in Sardegna" (150/A) e Marracini: "Norme organiche per la disciplina, la programmazione e lo sviluppo delle attività di

spettacolo dal vivo nella Regione autonoma della Sardegna" (158/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 105, 150 e 158/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare la consigliera Sanna Simonetta, relatore.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.), relatore. Chiedo una sospensione di trenta minuti.

PRESIDENTE. I lavori sono sospesi, riprenderanno alle ore 18.15.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 56, viene ripresa alle ore 18 e 17.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita D.L.). Signor Presidente, poiché non era previsto che si iniziasse stasera la discussione di questo testo unificato, chiedo a nome del relatore una ulteriore sospensione di venti minuti.

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni da parte dei colleghi, aggiorno i lavori alle ore 18 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 18, viene ripresa alle ore 18 e 44.)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Sanna Simonetta, relatore.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.), relatore. Il progetto di legge "Disciplina delle attività di spettacolo in Sardegna" oggi in discussione, vuole costituire una tappa incisiva nel processo di riordino del settore che è stato oggetto, a partire dagli anni cinquanta, di un'attività legislativa discontinua caratterizzata da una molteplicità di disposizioni. L'evoluzione normativa non può peraltro essere considerata conclusa, anche sullo sfondo della riforma del Titolo V della Costituzione che ha determinato un ampliamento dei compiti legislativi delle regioni italiane, molte delle quali, in questi ultimi anni, con un'intensa attività legislativa, hanno significativamente condiviso la necessità di dotarsi di leggi e regolamenti che strutturino organicamente gli interventi dell'ente regionale.

Qualora si vadano raffrontando le azioni legislative poste in essere nei contesti nazionali ed europei con la vigente normativa regionale, appare ormai non più dilazionabile il varo di una legge che, nell'interesse degli operatori, riordini semplificandolo il contesto normativo esistente, orienti gli interventi del settore al conseguimento di obiettivi definiti in sede programmatica, ed individui modalità e strumenti partecipati di organizzare la verifica dei risultati contribuendo allo sviluppo di una prospettiva strategica condivisa. Quelli annunciati sono soltanto alcuni degli aspetti più rilevanti che impongono l'inderogabile necessità di disporre di un adeguato strumento legislativo al quale deve ispirarsi l'attività della Regione Sardegna in materia di spettacolo, al fine di perseguire una politica di salvaguardia e promozione della cultura sarda.

Con un mutamento di prospettiva che fonda i suoi presupposti nella sostituzione della prassi di assegnazione dei contributi a sportello con procedure che vincolano gli stessi ai progetti e al conseguimento di obiettivi prefissati, le norme organiche definite nel presente testo unificato consentirebbero di istituire un processo di modificazione di consuetudini, finora consolidate, impegnando l'Amministrazione regionale ad esercitare le proprie competenze di programmazione, di coordinamento e di indirizzo, a migliorare il livello di supporto tecnico fornito, nonché ad assicurare uno strumento di monitoraggio costante, imperniato su indicatori di risultati trasferenti e conformi a quelli europei, ottimizzando l'impiego delle risorse economiche. Le norme intendono contribuire a creare un clima di fiducia nell'attività del settore pubblico che non potrà che favorire il dispiegarsi delle iniziative del settore privato.

Finalità, obiettivi e strategie dell'azione legislativa. Nell'ambito di una legge di carattere ordinamentale la presente proposta ha come finalità generali il conferimento di un assetto istituzionale ed organizzativo più efficace nel settore, il rilancio del ruolo di programmazione della Regione, la valorizzazione e la promozione delle attività del settore. Tali obiettivi riassumono la filosofia sottesa alla proposta legislativa e ne costituiscono il relativo compendio. La legge si inserisce in una prospettiva di sviluppo integrato, sia culturale che economico, della Regione Sardegna e, superando ogni frammentazione, intende perseguire l'interesse dell'intero settore ispirandosi ai principi della specificità della cultura sarda.

Per il conseguimento delle finalità enunciate la Regione, valorizzando ed insieme circoscrivendo la propria funzione, individua per sé il compito di indirizzo programmatico nonché quello del monitoraggio ex ante, in itinere, ex post delle attività di spettacolo. A tal fine definisce il quadro generale degli obiettivi nonché le forme e le modalità del concorso al loro perseguimento, ponendo la qualità artistica a fondamento di esse, ed ispirando la propria azione ai principi del pluralismo culturale.

La proposta di legge prevede la predisposizione di un documento di programmazione e l'istituzione di alcuni organismi interni all'Assessorato fra cui l'Osservatorio regionale, la struttura di staff, ma anche l'albo degli operatori che non comportano peraltro esborsi ulteriori. Presupposto per l'efficacia della nuova legge e per l'auspicato rinnovamento del comparto dello spettacolo è l'esigenza di disporre di risorse stabili nel tempo, anche ai fini di consentire agli operatori di dedicarsi con fiducia e serenità ai loro compiti specifici.

Ci si è dunque proposti di dare vita ad una normativa che metta in primo piano il tema della programmazione regionale e l'attenta valutazione dei progetti finanziati; tale impostazione, che si ispira ad un coerente indirizzo legislativo e di ambito europeo, appare ormai improcrastinabile in quanto consente, da un lato, di superare la parcellizzazione improduttiva dei contributi, dall'altro di porre in inscindibile correlazione obiettivi e risorse, finalizzandoli entrambi all'incremento della qualità della spesa. A tal fine è stata prevista la predisposizione del documento di programmazione regionale dello spettacolo che va ad inserirsi in un modo organico nell'ambito delle attività di programmazione del Governo regionale, nonché l'istituzione di un Comitato regionale per le attività di spettacolo con funzioni che trascendono di gran lunga le più consuete mansioni consultive e valutative. Nel contempo, attraverso la valorizzazione delle funzioni esplicate dagli organi regionali, si è inteso precisarne l'ambito di responsabilità.

Il ricorso a professionalità specifiche inserite nell'albo regionale dei revisori per la valutazione dei progetti costituisce una garanzia ulteriore di neutralità e concretizza la volontà programmatica di premiare qualità ed efficacia progettuale. In tale ottica il quadro degli strumenti operativi è stato completato da una struttura di staff che ha il compito di coadiuvare il Comitato regionale per le attività di spettacolo, predisponendo la verifica della rispondenza dei progetti presentati ai criteri di ammissione, alle priorità stabilite dal documento di programmazione, nonché di garantire ai soggetti beneficiari l'assistenza e la consulenza alla progettazione, collaborando all'incentivazione della qualità e della realizzazione dei progetti.

In conclusione, la ratio a cui le norme si ispirano è mirata ad attivare un duplice processo virtuoso. Da una parte inserendo il necessario miglioramento del livello di supporto tecnico offerto dalla Regione, vincolando infatti l'azione amministrativa ai criteri di efficienza imposti dalla programmazione, tende a perseguire un costante incremento di efficacia negli interventi. Nel contempo, un'adeguata qualità del sistema di gestione degli interventi finanziari sprona a conseguire un incremento qualitativo dell'offerta culturale. L'adozione di specifici parametri di valutazione che mirano a valorizzare la qualità artistica, il patrimonio delle tradizioni regionali, l'equilibrata distribuzione estesa anche alle aree interne dell'offerta culturale nel territorio e il coinvolgimento delle forze sociali, l'internazionalizzazione, la circuitazione degli eventi, l'innovazione e le finalità educative e sociali dello spettacolo, potranno fra l'altro condurre al graduale incremento della capacità di autofinanziamento delle manifestazioni e degli eventi culturali.

L'intervento finanziario della Regione potrà, di conseguenza, essere progressivamente indirizzato al miglioramento della qualità e all'ampliamento dell'offerta culturale, in modo da valorizzare la cultura dell'identità e favorirne la proiezione nel mondo. Gli operatori del settore hanno manifestato, anche in sede istituzionale, una forte attesa chiedendo in particolare una riforma incisiva dei criteri di assegnazione dei fondi, trasparenza nella valutazione e un monitoraggio costante del settore, dicendosi convinti, ne ho incontrato alcune centinaia, che la proposta di legge costituisca una positiva risposta alle loro richieste.

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che intendono prendere la parola che devono iscriversi durante il primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io intervengo intanto per significare che le assenze, numerosissime, rischiano di compromettere l'iter di una proposta di legge che con tanto impegno, immagino, è stata formulata dalla Commissione e dalla stessa relatrice. Pertanto io credo che sia necessario sospendere i lavori di questa serata, intanto perché non mi pare che ci sia il giusto interesse e anche perché potrebbe mancare il numero legale, cosa che noi non auspichiamo mai, se non nei momenti nei quali dobbiamo esaminare provvedimenti di legge assolutamente non condivisibili. Non è il caso di questa legge, che, pur non essendo la perfezione, è però una proposta di legge che merita comunque l'attenzione dell'Aula e quindi l'attenzione, oltretutto, di una maggioranza più ampia. Quindi inviterei i presentatori, il Presidente della Commissione, ove fosse presente, ma la relatrice, a farsi carico di chiedere una sospensione per stasera e riprendere i lavori domani mattina con un'Aula forse più serena e forse anche più attenta per poter esaminare una proposta di legge di grande importanza.

PRESIDENTE. Mi sembra che l'onorevole Diana abbia rivolto un invito alla maggioranza, al relatore e al Presidente della Commissione. Se nessuno interviene continuiamo il dibattito E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, come evidenzia anche il titolo, la proposta all'attenzione dell'Aula nasce dall'esigenza di mettere ordine nel settore dello spettacolo, un ambito culturale e creativo cresciuto a dismisura in Sardegna senza alcuna regolamentazione.

Sono davvero numerosi gli aspetti negativi che si sono accumulati negli anni. Tra questi sicuramente il proliferare di associazioni e iniziative, spesso talmente legate al sostegno pubblico che questo ne determina la lunghezza della vita: terminato il sostegno finita la compagnia. L'elargizione di contributi a pioggia, e quindi legati all'esclusiva discrezionalità dell'Assessore di turno, ha per così dire drogato il mercato culturale provocando anche un fortissimo condizionamento del gusto nelle produzioni. Le inchieste della Corte dei conti sui bilanci delle compagnie hanno rivelato in alcuni casi l'impiego di un autentico sistema per rinverdire le casse. E' stato appurato che si facevano pagare più di una volta le spese generali, per cui una compagnia scaricava i costi fissi annuali su ciascuno spettacolo, e questo per non parlare delle sentenze penali emesse dai tribunali.

La causa ultima di queste pagine nere, non giustificabili comunque, è stata proprio l'assenza di una disciplina in grado di garantire la programmazione e quindi la certezza dei finanziamenti in base a programmi di qualità. Da questo punto di vista la normativa che il Consiglio è chiamato a esaminare e approvare rappresenta una pietra miliare nella storia del teatro e dello spettacolo della Sardegna. Si tratta, infatti, di assicurare certezza giuridica agli operatori e la serenità indispensabile per poter produrre eventi e appuntamenti di positivo impatto sul pubblico. Si intende, però, anche salvaguardare la qualificazione professionale, artistica e imprenditoriale degli organismi e valorizzare e tutelare il patrimonio popolare che si esprime nelle diverse forme etno-artistiche.

Occorre dare al settore nuove regole che assecondino la certezza della programmazione delle attività e quella degli investimenti pubblici in un quadro complessivo, razionale e mirato, cui deve essere estranea la filosofia dei tagli; tagli che purtroppo, troppo spesso, vengono impiegati soprattutto quando non si dispone di finanziamenti adeguati. In questo modo, più di una volta, si sono commessi dei gravi errori sotto il profilo della possibilità di garantire ai cittadini quelle forme associative e quelle modalità di rapportarsi socialmente che soltanto la cultura è in grado di garantire ad ampio raggio.

Dicevo che, appunto, bisogna dare nuove regole ed è in questo senso che è impegnata la proposta, in un quadro complessivo ragionato, proprio perché la modesta entità degli stanziamenti attuali destinati agli organismi di diffusione e dello spettacolo in genere poco fa sperare nel futuro imminente e anche in quello più lontano. Occorre, quindi, ribadire l'esigenza di una riforma complessiva dell'attuale legislazione, non solo per quanto riguarda le leggi del settore, ma anche nella direzione di una generale ridefinizione del ruolo degli enti pubblici privati o misti di promozione culturale.

Il provvedimento sostiene l'esigenza di una programmazione triennale degli interventi. La collega Simonetta Sanna, relatrice in Aula, ha già evidenziato questo aspetto ponendo in evidenza l'importanza di poter gestire un tempo e una programmazione utili. Quindi bisogna tenere conto anche che il provvedimento armonizza le forme di sostegno e di incentivazione più idonee alla diffusione e allo sviluppo dei singoli settori dello spettacolo. Intanto istituisce il Comitato regionale per le attività di spettacolo, con il compito proprio di catalizzatore dei problemi del settore, e rende pienamente funzionante, all'interno dell'Assessorato, l'Osservatorio dello spettacolo, che quindi dovrà garantire una puntuale informazione e conoscenza per quanto riguarda l'intero comparto; dà vita ex novo al fondo unico per lo spettacolo della Sardegna. La proposta, insomma, indica alcuni interventi essenziali per assicurare certezza giuridica e finanziaria, per salvaguardare la qualificazione professionale, artistica e imprenditoriale degli organismi, dei complessi musicali, nonché per la tutela e la valorizzazione del repertorio etnico e di quello drammatico contemporaneo.

Personalmente valuto positivamente la proposta, frutto di una non facile sintesi tra diverse iniziative, tre per l'esattezza. Ovviamente è perfettibile e in quest'ottica anch'io ho presentato, con il collega socialista de "La rosa nel pugno", il consigliere Ibba, qualche emendamento. Sono certa che la sensibilità delle colleghe e dei colleghi e la disponibilità ad accogliere suggerimenti produrranno effetti positivi per il mondo dello spettacolo e della cultura in Sardegna.

Pur avvertendo il grande imbarazzo dell'Aula e anche la dispersione dell'attenzione che si evidenzia, ritengo di dover esprimere, in chiusura del mio intervento, solidarietà alla collega Cerina per la mancata approvazione della legge sul cinema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, poiché è in corso una interlocuzione per la presentazione di alcuni emendamenti, chiederei di aggiornare i lavori a domani mattina alle ore 10.

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, poiché questa richiesta era stata avanzata anche dal consigliere Diana, i lavori riprenderanno domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 19 e 08.