Seduta n.111 del 13/12/2000
SEDUTA CXI
(Pomeridiana)
Mercoledì 13 dicembre 2000
Presidenza del Vicepresidente CARLONI
indi
del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente CARLONI
indi
del Presidente SERRENTI
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 59.
cappai, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 6 dicembre 2000), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Mauro Pili ha chiesto di poter usufruire di congedo per motivi politici per la seduta pomeridiana del 13 dicembre 2000.
Assenza per motivi istituzionali
PRESIDENTE. Comunico che l'assessore Pasquale Onida è assente per motivi istituzionali per la seduta odierna
Se non vi sono opposizioni, i congedi si intendono approvati.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione CUGINI - LAI - SPISSU - MORITTU - GIAGU - DETTORI Bruno - SANNA Giacomo - DEIANA - VASSALLO sul progetto per la realizzazione di un impianto di itticoltura a Santa Teresa Gallura". (163)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2000.)
"Interrogazione MANCA - SANNA Giacomo sulla disattivazione della Base Logistico Operativa Navale (BLON) del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di La Caletta (NU)". (247)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2000.)
"Interrogazione SANNA Alberto sulla presunta violazione degli articoli 19 e 20 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e dell'articolo 67 del CIRL forestali". (252)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2000.)
"Interrogazione FRAU sull'ordinamento degli uffici e dei servizi del Comune di Bono". (255)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2000.)
"Interrogazione MASIA sulle carenze e sulla pericolosità della strada statale 131 nel tratto della zona industriale Muros-Cargeghe". (261)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2000.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interpellanza FADDA - SANNA Emanuele - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - IBBA - GIAGU - MARROCU - PACIFICO - SANNA Alberto sulle inadempienze della Giunta regionale relative all'applicazione della legge regionale 17 novembre 2000, n. 22, concernente: "Interventi a favore degli allevatori per fronteggiare l'epidemia denominata febbre catarrale degli ovini". (111)
"Interpellanza ONNIS sulla necessità di adottare con urgenza i provvedimenti necessari per risolvere la controversia tra l'EAF e il Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale onde evitare gravosi oneri economici a carico degli agricoltori". (112)
"Interpellanza DETTORI Ivana - BALIA - MANCA - SANNA Gian Valerio sulla esclusione dei laureati in Scienze ambientali dalla selezione per l'assunzione di personale da parte dell'Azienda delle Foreste Demaniali di Nuoro". (113)
"Interpellanza SANNA Giacomo sullo scippo dei fondi per lo studio di fattibilità e del progetto preliminare del collegamento Liscia-Coghinas". (114)
"Interpellanza DETTORI Ivana - MORITTU - DEMURU - ORRU' - SANNA Salvatore sul mancato rinnovo, da parte della Giunta regionale, del Comitato tecnico di valutazione dell'Agenzia Regionale del Lavoro". (115)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interrogazione FADDA - GIAGU - SANNA Gian Valerio - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sulle presunte irregolarità del CIS nella istruttoria delle pratiche di finanziamento in capo alla legge regionale n. 28 del 1984". (270)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sui disagi nei servizi dell'ARST in provincia di Sassari". (271)
"Interrogazione SPISSU, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione di personale della Società CO.LA.COOP.". (272)
"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sullo smantellamento del Centro Ricerche Enichem di Porto Torres". (273)
"Interrogazione NUVOLI, con richiesta di risposta scritta, sull'assemblea generale del volontariato in Sardegna contraddistinta da tumulti che ne richiederebbero l'annullamento". (274)
"Interrogazione MASIA, con richiesta di risposta scritta, sull'attuazione del Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP) di Monte Coinzolu in Comune di Ittiri". (275)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sull'urgenza di recepire il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1999 sul trasferimento degli uffici metrici alle Camere di Commercio in esecuzione del decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998". (276)
"Interrogazione FADDA, con richiesta di risposta scritta, sul rispetto dei criteri stabiliti dalla Commissione provinciale manodopera agricola di Nuoro per la copertura dei posti vacanti presso i cantieri forestali". (277)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'andamento dei lavori dell'Assemblea regionale del volontariato". (278)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato della proposta di legge 118, Balletto e più e del disegno di legge 127.
E' iscritto a parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (FI.-Sardegna). Presidente, rinuncio all'intervento, svolgerà la relazione per conto di Forza Italia il collega Balletto.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA. (D.S.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, io credo che, rispetto anche alla discussione che si è fatta stamane, qui non si stia parlando sull'efficacia e sulla bontà della legge "36"; qualche intervento ha tentato faticosamente di legare questo disegno di legge all'efficacia della "36". Non siamo in questo campo, come è del tutto evidente.
Io, come altri colleghi che mi hanno preceduta, voglio esporre alla Giunta un dubbio che non è solo il mio, ma di tanti altri colleghi, che riguarda la legittimità di questo provvedimento. Si sta finanziando un bando già chiuso, pertanto è probabile che ci sia, perlomeno andrebbe verificato, un problema di legittimità; probabilmente sarebbe stato più corretto riaprire il bando, intanto perché, come è stato ribadito e come si evince dalla relazione allegata a questi provvedimenti, era un bando per circa 7 miliardi. Questo significava che era necessario fare una selezione basata sulla capacità, attendibilità e verificabilità delle aziende interessate. Le risorse finanziarie per questo bando sono state ampliate di dieci volte…...
(Interruzioni)
Alla fine, dopo che erano state presentate tutte le domande - d'altronde questo si legge nella relazione e non la voglio rileggere per questioni di tempo - si è deciso di aumentare le risorse e quindi questo vuol significare che non si fa una selezione, che non si verifica l'attendibilità, che non si decide di finanziare le aziende migliori, ma di finanziarle tutte.
Io non voglio pensare che questo nasconda chissà quali altri disegni, però sicuramente la Giunta su questo mi smentirà e quindi attendiamo.
D'altronde, poiché qualche altro collega della maggioranza ha voluto rifare la solita tiritera sulla legge di formazione professionale, vorrei ricordare, per inciso, che, già dall'inizio della legislatura, giacciono, in Commissione cultura, una proposta di legge dei democratici di sinistra e una proposta dei democratici, che abbiamo atteso per un anno che venisse presentato un disegno di legge della Giunta, che un tale disegno della Giunta è arrivato ed è parziale, e che rispetto a questa parzialità - lo leggo perché è simpatico - la relazione recita "l'articolo 2 del provvedimento" si riferisce naturalmente alla legge in discussione "si propone, come detto, di intervenire per dare rapida e concreta risposta alle esigenze di formazione professionale che provengono direttamente dalle richieste delle imprese. E tale intervento significativo per l'entità della somma stanziata", e questa entità l'abbiamo già sottolineata, circa 63 miliardi cioè molto più dei sette miliardi previsti, "si rende tanto urgente nell'attesa della riforma della "formazione professionale", la quale, sinora, in relazione alla enorme quantità di risorse utilizzate", ahimè! - questo non c'è scritto, ovviamente - "ha dato senza dubbio risultati modesti se non del tutto insoddisfacenti. In tale contesto si è ritenuto di poter individuare nei corsi di formazione aziendale finalizzati" la famosa riforma che tutti auspichiamo, - anche questo non è scritto ma si evince - "lo strumento più adeguato per dare rapide risposte alla lotta contro la disoccupazione". Ora io mi domando banalmente e semplicemente: vogliamo riformare la legge sulla formazione professionale e la Giunta presenta una legge di riforma parziale su un aspetto che non andrebbe a intaccare questo tipo di provvedimento, non si discute in Commissione o si è iniziato da poco, perché appunto la Giunta ci aveva chiesto cortesemente di attendere, si presenta un disegno di legge che invece vuole, questo sì, intervenire in modo parziale su un settore della formazione certo importante, anche se tutti noi, sempre, nelle discussioni che fatte in quest'Aula, nella passata legislatura ed in questa, comprese quelle sui programmi dei Presidenti delle Giunte che si sono presentati in quest'aula, abbiamo detto che questa riforma e questa parte delle risorse andava certo rivista, che non era più possibile dare i finanziamenti a pioggia, ma che era necessario, per la qualità dell'occupazione che in questa Regione volevamo privilegiare, fare una riforma che fosse seria e soprattutto attivare gli strumenti della verifica e quindi anche dell'analisi delle domande che venivamo presentate.
Ci si chiede se la risposta a tutto questo, e ad altro che è stato detto, sia nel provvedimento che la maggioranza sottopone oggi al voto del Consiglio. Forse è necessaria una riflessione, ma mi aspetto che gli Assessori rispondano al dubbio di legittimità e soprattutto mi piacerebbe che rispondessero al dubbio più grande che sovviene a tutti che è quello della trasparenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Grazie, Presidente. Voglio rispondere a qualche collega perché questa legge - mi si scusi il tono perché non vuole essere affatto polemico - non è una leggina, come da taluno sostenuto, perché è un provvedimento che si rivolge ai lavoratori, che tutti quanti noi, a parole, diciamo di voler rappresentare e tutelare; però talvolta tra le parole ed i fatti, colleghi, c'è di mezzo un baratro che ottenebra e che offusca le distinzioni. Non è una leggina, caro collega Cogodi, è una legge.
(Interruzioni)
Mi sembra che sia stato lei questa mattina a definirla una leggina, però, leggina, nel senso che è formata da due articoli.
(Interruzioni)
No, riferendosi alla mia relazione, perché io ho detto che era una legge composta di due articoli, e lei ha detto che la qualità delle leggi non si misura in funzione della corposità del testo normativo, ma in termini di contenuti, e su questo posso anche concordare, però non è una leggina perché è formata da due articoli; è una legge perché si propone di intervenire nel settore dell'occupazione che è sicuramente un problema che sta a cuore a questo consesso, e sicuramente, collega Cogodi, gliene do atto, sta molto a cuore anche a lei, perché la sua attività politica, nelle tante legislatura che l'hanno vista impegnata, si è incentrata sul tema del lavoro. Di questo le do atto, però evidentemente le posizioni della sinistra, che lei rappresenta, e le posizioni del centro destra, che noi rappresentiamo, sono diverse, e in materia di lavoro abbiamo vedute differenti, che ci collocano, fortunatamente, su ambiti nettamente diversi. Non lo dico per spirito polemico - ci mancherebbe altro - ma per dire che questa è una legge che noi del centro destra riteniamo di grande valenza e di grande importanza.
E` vero che questa legge prevede il rifinanziamento della legge "36", che è una legge che nella scorsa legislatura è stata voluta da tutte le parti politiche, nessuna esclusa, considerando che a questa legge, come ha ricordato il collega Frau, stamane, ha dato nella scorsa legislatura grande impulso l'opposizione attraverso l'iniziativa del Gruppo di Alleanza Nazionale.
Ma oggi, alla luce di quanto è emerso dal dibattito, sembra che non sia più voluta da tutti, perché se così fosse, non vedo quali siano le ragioni per contestare che si possa dare fiato, energia, impulso e sostegno all'articolo 1 della legge 36 che bene si inseriva nell'ambito degli interventi di incentivazione a favore delle imprese per la riduzione del costo del lavoro e per stimolare e dare impulso alle nuove assunzioni.
Se sotto questo aspetto ci sono resistenze, mi viene da dire che oggi quella legge "36", votata e voluta da tutti, non è più amata, non è più rispettata e non la si considera uno strumento utile per dare risposte al problema dell'occupazione.
Sorprende ancora di più che questo nuovo atteggiamento provenga esclusivamente da coloro i quali oggi non si trovano più in maggioranza e si trovano all'opposizione.
E questo devo affermare, solo e esclusivamente sulla base dei contenuti, naturalmente con le varie differenziazioni e sfaccettature, degli interventi dei colleghi dell'opposizione che mi hanno preceduto.
A questo punto, però, colleghi, mi domando quali sono le leggi buone. Quali sono le leggi che vanno nella direzione della soluzione o quanto meno cercano di affrontare i problemi dell'occupazione?
Sono solo quelle che provengono dal centro sinistra, e non possono essere quelle che provengono dal centro destra? Vorrei ricordare a quella parte politica quali sono stati i risultatidella Conferenza del lavoro che si è tenuta nel 1986. Negli atti della Conferenza del 1986 si legge che, con tutte le iniziative che il centro sinistra avrebbe posto in essere, il problema della disoccupazione si sarebbe certamente risolto o quanto meno contenuto. Invece noi abbiamo assistito ad un incremento spaventoso della disoccupazione, un incremento che è nato certamente da situazioni contingenti che riflettono l'andamento dell'economia locale, regionale, nazionale ed anche internazionale, ma che certamente non sono state in nessun modo mitigate dagli interventi che quelle amministrazioni regionali hanno posto in essere dal 1986 al 1999; tant'è vero che i 150 mila disoccupati di allora sono diventati oltre 350 mila alla fine del '99.
Quindi la disoccupazione, da allora ad oggi, è aumentata in modo vertiginoso, ed oggi costituisce, purtroppo, una pesante eredità che ci è stata lasciata dal centro sinistra che ci ha preceduto.
Noi, nel nostro piccolo, colleghi dell'opposizione, con dignità, onestà, e con la capacità che possediamo, che probabilmente non è la massima - mi riferisco soprattutto a me stesso, perché non voglio accomunare altri, anche della mia maggioranza, in questo limite che io mi riconosco, ma che è un limite che deriva dalla mia onestà - cerchiamo di fare quello che possiamo. Comprendiamo che voi non condividiate le nostre scelte. Ci mancherebbe altro! Voi rappresentate il centro sinistra, noi rappresentiamo il centro destra, le nostre visioni sull'economia, sul modo di affrontare i problemi dello sviluppo, e sulle misure per intervenire, sono diverse dalle vostre. Consentiteci di fare il nostro lavoro; al termine della legislatura state pur certi che, se avremo operato male, saremo puniti, come siete stati puniti voi al termine della scorsa legislatura; però vogliamo fare il nostro lavoro, consentiteci e consentite a quest'Aula che questo lavoro venga svolto.
Entrando nell'aspetto più propriamente tecnico del provvedimento, mi viene da dire, colleghi, che se anche si vuole contestare la fissazione dell'entità dell'investimento pro capite in 39 milioni, non è inutile ricordare, e questo è stato detto stamane nell'illustrazione della relazione di maggioranza, che altre leggi hanno previsto stanziamenti che si sono tradotti in investimenti di centinaia e centinaia di milioni pro capite. Scusatemi, quando ci si trova di fronte a una legge che consente di intervenire con risorse pubbliche per 39 milioni per ciascun soggetto che viene avviato al lavoro, che senso ha dire che non va bene quando, con riferimento ad altre normative di incentivazione, abbiamo speso anche 500 milioni pro capite. Basterebbe, a questo proposito, ricordare le problematiche relative al gassificatore del Sulcis.
Il gassificatore del Sulcis, è bene chiarirlo, è anch'esso una eredità che noi abbiamo ricevuto dal centro sinistra. Così come più di una volta ha avuto modo di ricordare l'assessore dell'industria, l'onorevole Pirastu, noi ci troviamo di fronte ad obbligazioni contrattuali che sono state assunte proprio in virtù di leggi che sono state approvate dalle maggioranze di centro sinistra. Nel tempo si è creata tutta una serie di obbligazioni contrattuali che ci pongono nella condizione di non potere tornare più indietro, perché se no su questo aspetto ci sarebbe molto da discutere. Quindi anche quella è una situazione che dobbiamo portare avanti, non perché sia condivisa al cento per cento ma perché si tratta di obblighi che derivano da una legge della Regione Sardegna e che noi, maggioranza di centrodestra, crediamo di dover osservare, perché è giusto che le leggi della Regione si osservino in quanto tali, in quanto vincolanti per chiunque, centrodestra e centrosinistra.
E che dire, colleghi, del fatto che, a conti fatti, gli assunti al termine della formazione professionale aziendale non saranno quel 50 per cento che è previsto nell'ambito della regolamentazione attuale, perché noi abbiamo visto, e così è stato riferito dagli uffici, che l'assunzione dei corsisti non sarà limitata al 50 per cento degli iscritti, ma sarà esattamente il 65 per cento del numero degli ammessi, e quindi di entità superiore a quella quota massima che è prevista dalla legislazione vigente?
E che dire ancora - e questo va riferito ai colleghi che con spunti ed atteggiamenti critici hanno contestato questo aspetto - del residuo 35 per cento dei corsisti che non troveranno collocazione nell'ambito delle aziende presso le quali si sono qualificati, ma che comunque hanno conseguito una formazione, che non è, badate, colleghi, quella formazione che nasce dai corsi di carattere generale di formazione aziendale, ma quella che nasce dalle richieste del mondo del lavoro? Questo 35 per cento si aggiunge al 65 per cento che ha trovato occupazione, personale qualificato sulla base delle richieste delle aziende e non da quei corsi di carattere generale che sono soprattutto degli ammortizzatori sociali che mai hanno formato e che mai hanno dato veramente occupazione. E noi, quando eravamo all'opposizione, abbiamo certamente contestato quando a quel settore venivano destinate centinaia di miliardi senza nessuna ricaduta seria, concreta per ciò che riguardava le assunzioni e quindi la lotta alla disoccupazione.
Per rispondere ad alcuni interrogativi sollevati dai colleghi dell'opposizione è importante precisare che le aziende beneficiarie, in relazione al bando e alla dotazione iniziale di 7 miliardi, non sono 4, come taluno ha sostenuto, ma sono 14. La selezione conseguente al bando, colleghi dell'opposizione, ha portato all'individuazione, a graduatorie ultimate, di 167 aziende, ritenute finanziabili e quindi inserite nella graduatoria, perché in possesso dei requisiti previsti dal bando, tenendo conto che molte delle aziende che si sono presentate sono state escluse perché quei requisiti non avevano. Di conseguenza le 167 istanze accolte presentano tutte quante, seconda una graduazione di merito, che ovviamente deve sussistere, requisiti di ammissibilità.
La selezione, colleghi, è stata effettuata rigorosamente, nel rispetto delle norme previste nel bando, e quindi le richieste provenienti dalle aziende sono state valutate sulla base dei requisiti e delle condizioni di ammissibilità previste dallo stesso bando. Per quanto riguarda l'affermazione fatta da qualche collega, che, data l'entità dell'intervento aggiuntivo, sarebbe opportuno procedere a un altro bando, io dico solamente che, se a tutti noi sta veramente a cuore il problema dell'occupazione in Sardegna, dobbiamo considerare che bandire un altro bando, scusate il bisticcio di parole, significa ritardare di un altro anno questo processo che potrebbe dare risposte immediate e concrete. E' possibile che gli anni che contano sulla pelle degli altri a questo consesso non interessino e invece ci interessino solamente gli anni che passano sulla nostra testa?
Io credo che una classe politica responsabile non possa fare questo tipo di valutazione e che le sia assolutamente precluso di ragionare in questo modo. Io dico che noi siamo tutti qua disposti e disponibili per dare risposte a questo problema. Chi oggi contesta l'impianto di questo strumento legislativo non ha a cuore il problema dei lavoratori e dei disoccupati in Sardegna. Lo si dica chiaramente, senza ammantare in alcun modo le proprie argomentazioni, perché qualsiasi atteggiamento che ritardi l'approvazione di questa legge significa andare in direzione completamente opposta alle esigenze dei lavoratori, dello sviluppo, e di chi da noi aspetta veramente risultati concreti. Basta con le parole, sono necessari atti che diano effettivamente e oggettivamente risposte. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dore, che non è presente in Aula. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, lascio al collega Luridiana il compito di rispondere per quanto riguarda gli aspetti inerenti alle problematiche relative alla formazione professionale, e alcune tematiche sugli strumenti di politica attiva del lavoro che questa Giunta ha già posto in essere.
Prendo subito io la parola perché, per la verità, si è fatta un po' di confusione su questo provvedimento, che è un provvedimento di carattere finanziario, non foss'altro perché è stato esaminato e approvato dalla Terza Commissione, perché contiene soltanto poste finanziarie, sulle quali si può discutere fino a domani mattina, se siano congrue o meno, ma non si possono porre problemi di merito sugli interventi. Fortunatamente ho colto posizioni variegate nelle file dell'opposizione tra chi parla di danno, di inganno e di regalia, come fa l'onorevole Cogodi, e chi affronta il problema con toni sicuramente più pacati, evidenziando anche aspetti che legittimamente possono apparire di dubbia legittimità.
Noi riteniamo che il problema non sussista, però posta nella maniera corretta sicuramente la domanda merita una risposta. Si è fatta confusione, affastellando questioni che fra loro non c'entrano assolutamente: obbligo formativo, formazione professionale e i corsi di formazione aziendali finalizzati di cui parliamo.
I corsi di formazione aziendali finalizzati, come spiegherà meglio di me il collega Luridiana, sono lo strumento che noi dovremo sicuramente incentivare ancora di più, perché sono i corsi attraverso i quali non solo si crea occupazione vera, quindi la formazione finalizzata alla occupazione, ma si creano occupati formati, che è un aspetto di non secondario rilievo. E badate, questo intervento non dipende dalla discrezionalità dell'assessore Luridiana o della Giunta, è un intervento sul quale già esisteva un bando, la delibera è del 2 maggio del 2000, hanno partecipato circa 200 aziende e le domande di 167 aziende sono state ritenute ammissibili, perché la documentazione era in regola; erano in regola le domande, erano in regola le aziende, tant'è che questi interventi sono calati proprio su una realtà produttiva esistente. Noi non dobbiamo verificare se le aziende siano o non siano serie, questo lo fanno altri organi in relazione ad altre leggi di incentivazione, ma qui non si tratta del problema del sostegno all'azienda, è un incentivo per creare occupazione formata, ed ecco perché noi abbiamo ritenuto di ricomprendere tutti gli interventi, non escludendone nessuno. Se noi avessimo coperto soltanto una parte degli interventi si sarebbe posto un problema di dubbia legittimità, noi abbiamo invece ritenuto di ricomprendere tutti quanti gli interventi ritenuti ammissibili a valere sul bando del 2 maggio 2000 quantificando l'onere in 63 miliardi; e quindi riteniamo che sia stata fatta una operazione che va verso una valorizzazione di un sistema della formazione sempre più collegato con il mondo dell'impresa e con il sistema produttivo....
Presidente, faccia fare silenzio !
PRESIDENTE. E` la solita questione, onorevole Dettori, per cortesia! Non Dettori Ivana, ma Dettori Bruno dai capelli bianchi!
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Quindi sul rischio di discrezionalità o di arbitrio, come è stato ipotizzato, rassicuro i colleghi che con garbo hanno posto il problema, perché non c'è assolutamente alcun arbitrio, ma neppure discrezionalità sulla individuazione delle aziende beneficiarie dell'intervento.
Per quanto riguarda il problema della legge "37", è stato evocato in maniera, secondo noi, assolutamente inconferente, perché la "37" è un altro provvedimento. Se vuole, onorevole Cogodi, posso anticipare la risposta alla sua domanda. La terza annualità sul piano straordinario del lavoro verrà riproposta integralmente salvo alcune valutazioni di merito che vedremo nel momento in cui proporremo formalmente al Consiglio l'esame della manovra finanziaria e di bilancio 2001.
Ma ciò che mi preme evidenziare è che neanche una sola lira, né sulla "37" né su altre leggi di settore è stata scalfita per essere allocata in questo provvedimento. L'unico riferimento alla "37" è la quota capitale delle rate di ammortamento dei mutui contratti per il finanziamento, da parte dei comuni, degli interventi destinati all'iniziativa per lo sviluppo e l'occupazione previsti dall'articolo 19; quindi non si tratta di risorse dell'articolo 19 della legge "37", ma delle quote di ammortamento, perché noi, onorevole Cogodi, stiamo adottando una politica di rigore, una politica di risanamento, stiamo alleggerendo il debito, e stiamo alleggerendo anche l'impegno di spesa a valere appunto sulle quote capitale e sulle quote di interessi delle rate di ammortamento.
Rispondo così anche all'onorevole Gian Mario Selis che poneva in evidenza questo problema. Onorevole Selis, lei ha detto una cosa giusta, reperire queste risorse a giugno sarebbe stato per noi non ipotizzabile, perché volevamo vedere lo sviluppo della spesa e degli impegni cui andare in incontro; questa operazione, il reperimento di questa quantità davvero notevole di risorse, perché è un provvedimento che movimenta qualcosa come 114 miliardi, è stata resa possibile proprio all'esito di un esame degli impegni, quelli che andavano per così dire formalizzati e quelli invece che potevano non essere formalizzati attraverso la contrazione effettiva dei mutui. Per tutte queste ragioni, mi pare che destinare queste risorse a un intervento di questa natura risponda ad un obbligo politico, visto che alcune leggi hanno ben funzionato e stanno ben funzionando come appunto la "36" perché, con questo ulteriore intervento, lo chiarirà meglio il collega Luridiana, nel solo anno 2000 noi potremo contare sulla creazione di circa 5 mila nuovi posti di lavoro complessivamente, su una previsione di 85 miliardi. Con questo strumento noi consentiamo inoltre l'emersione, questo sì che è un altro dato importante, del lavoro nero, del sommerso. Ed ecco che noi, non in questa fase, ribadisco, perché è un provvedimento di natura finanziaria, possiamo ritornare sulle questioni che sono state poste, semmai, per evidenziare un altro aspetto sul quale non possiamo certamente non concordare cioè sulla necessità che il provvedimento a valere sulla legge "36", non sia sostituivo di incentivi già previsti in ambito nazionale. Infatti, se verrà approvata definitivamente, come verrà approvata, ritengo, prima di Natale, la manovra finanziaria nazionale nella quale è previsto il credito di imposta a favore delle aziende, noi dovremo creare un meccanismo correttivo, che consenta il ricorso ai benefici della legge "36" non in funzione quindi sostitutiva. Ma le provvidenze regionali diventano aggiuntive solo dopo aver esperito l'iter previsto dalla normativa regionale a valere sul credito di imposta.
Su questi aspetti siamo disponibili e aperti al confronto perché penso che sia interesse di tutti. Io ricordo la battaglia che Alleanza Nazionale ha fatto sulla legge "36" nella scorsa legislatura, quando la legge è stata votata all'unanimità, mi pare di ricordare, o comunque con il contributo pressoché unanime di tutte le forze politiche. Mi pare che attardarsi oggi su aspetti che non siano quelli di natura finanziaria così come ho già posto in evidenza, sia veramente ultroneo, tanto più che si tratta di un provvedimento reclamato a grandissima voce dalle associazioni di categoria. Il mondo dell'artigianato, il mondo delle piccole e medie imprese, il mondo della cooperazione, il mondo del commercio, hanno richiesto a gran voce questo provvedimento. A noi collegarci con la realtà produttiva,, a noi quindi recepire questo invito, a noi dare definitiva approvazione a questo disegno di legge!
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
luridiana, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Io mi soffermo più sulle parti tecniche, soprattutto per spiegare per quale motivo si è cercato di finanziare tutti i corsi di formazione aziendali finalizzati.
Il bando che è partito con soltanto sette miliardi, che erano le risorse che in quel momento l'Assessorato aveva, è stato fatto con la speranza che avesse il risultato che in effetti ha avuto, e con l'idea di cercare nuove risorse per finanziare tutti i progetti che sarebbero stati ritenuti ammissibili, e questo abbiamo fatto.
Di questi 167 progetti per 63 miliardi è stata fatta una graduatoria semplicemente perché in quel momento avevamo soltanto sette miliardi e non si poteva estrarre a sorte, però tutti i progetti sono stati ritenuti validi e quindi ammissibili al finanziamento. Riguardano il consolidamento di imprese già esistenti, ma soprattutto il completamento di iniziative aziendali che si basano su accordi di programma e che avevano bisogno di professionalità che in quel momento magari non erano previste o non erano presenti nel nostro mercato del lavoro.
Si è detto che si stava ripercorrendo la strada di altri corsi di formazione aziendali finalizzati che avevano avuto un successo non brillante. Questo è vero in parte. Intanto c'è una modifica sostanziale, gli altri finalizzati aziendali prevedevano l'assunzione del 60% dei formati partecipanti al corso, quindi le imprese avevano la possibilità di non dare la qualifica ai partecipanti al corso, e quindi mantenere gli impegni che avevano preso. Meno formati, meno assunti, anche se è vero che dovevano assumere almeno il 60%. In questo provvedimento invece noi parliamo del 50% dei partecipanti al corso, visto che le selezioni vengono fatte dalle imprese, la selezione deve essere già fatta anticipatamente. Viene assunto quindi almeno il 50% dei partecipanti.
Un'altra cosa che bisogna ricordare è che da ora in poi la formazione verrà fatta soltanto tramite bandi, quindi si procederà sempre così, sarà poi il Consiglio a valutare se per alcuni bandi ci sarà la necessità di trovare ulteriori finanziamenti.
Un altro dei criteri era quello di non accettare dei progetti proposti da imprese che non avevano mantenuto gli impegni in bandi precedenti, e si è esaminato che cosa è stato fatto dal 1994 in poi, quindi ben sei anni. Chi ha avuto finanziamenti per altri corsi di formazione aziendali finalizzati e non ha mantenuto gli impegni relativi alle assunzioni è stato automaticamente escluso.
Vari criteri hanno poi contribuito a questa graduatoria, uno di questi è il numero delle assunzioni, le imprese che si avvicinavano al cento per cento avevano già un punteggio molto alto. Altri criteri sono stati la correttezza progettuale, l'organizzazione dell'ente di formazione, la gestione.
Ci siamo accorti che con questi criteri erano svantaggiate soprattutto le imprese più piccole che magari hanno pochi dipendenti e per le quali già assumerne cinque aveva un grosso peso, visto che il corso di formazione prevede un minimo di 10 partecipanti, ed è per questo che anche moralmente ci siamo sentiti impegnati a finanziare tutti i progetti ritenuti ammissibili. Proprio perché le piccole imprese erano ancora svantaggiate, perché non tutte potevano assumere cinque nuovi dipendenti, è stato fatto un altro bando che è scaduto in ottobre, che prevede che più imprese piccole possano consorziarsi per poter richiedere un corso di formazione. Per tutte queste motivazioni, io penso che il Consiglio possa approvare questo disegno di legge.
Per quanto riguarda la legge numero 36, come ha detto il collega Pittalis poc'anzi, anch'io ritengo che aiuti ad eliminare il lavoro nero, noi lo vediamo anche dalle domande che pian piano i nostri uffici stanno valutando. Una cosa importante che non è stata ribadita bene è che molte imprese aspettavano dal primo gennaio 1999 che questa legge entrasse in vigore, quindi è vero che si può migliorarla, è vero che si può contribuire a renderla più efficace, però è anche vero che questo vuol dire, visto che è una legge notificata all'Unione Europea, riprendere il percorso europeo e dire a chi attende l'approvazione di questa legge di aspettare ancora qualche anno, visto che l'Unione Europea ha impiegato un anno a darci un parere favorevole. In più c'era anche un impegno del Consiglio, ricordo che tutti quanti nella discussione della legge finanziaria abbiamo detto, anzi avete detto perché io non sono consigliere, che nel momento in cui la legge sarebbe entrata in vigore, si sarebbero trovate nuove risorse per onorare l'impegno con le imprese.
Diciamo anche che forse la colpa della legge "36" è quella di non viaggiare con il ritmo della "33". Per spendere 50 miliardi, soprattutto per quanto riguarda il primo intervento della "33" ci si impiega quasi un anno, noi abbiamo speso 40 miliardi in 20 giorni. Questo mi sembra che possa anche togliere qualche dubbio a qualcuno. E' una legge che dà sicurezza a chi occupa nuovi dipendenti permettendogli di ricevere subito quei contributi che la legge promette.
Per questi motivi mi sembra giusto che questa nostra proposta venga approvata così come abbiamo richiesto.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame agli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura del Titolo.
PIANA, Segretario:
Titolo: Interventi a favore del lavoro.
PRESIDENTE. Metto in votazione il Titolo. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
PIANA, Segretario:
Art. 1
Contributi per le assunzioni di lavoratori
1. Per l'erogazione di contributi finalizzati allo sgravio degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro previsti dall'articolo 1 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 36, è autorizzato, nell'anno 2000, l'ulteriore stanziamento di lire 50.000.000.000 (cap. 10140).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
PIANA, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.
Art. 1
Dopo l'art. 1 è aggiunto il seguente: art. 1 bis. Nel primo comma dell'art. 3 della L.R. 24 dicembre 1998, n. 36, le parole "sei mesi" sono sostituite dalle aprole "due anni". (3)
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.
Dopo il comma 1 dell'art. 1 è aggiunto i seguenti commi:
2. Il 50% delle risorse finanziarie stanziate con il presente articolo sono destinate, anche in attuazione dell'obbligo di cui all'art. 2, comma 2, lett. a) del Decreto Legge n. 346 del 24 novembre 2000, esclusivamente alla assunzione di lavoratori socialmente utili appartenenti al bacino regionale.
3. Tale destinazione dovrà essere esplicitamente prevista nel Piano regionale di stabilizzazione di cui all'art. 25 della L.R. 4 agosto 2000, n. 17. (4)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare gli emendamenti.
VASSALLO (R.C.). Con l'emendamento numero 3 si propone di sostituire le parole "6 mesi" con "24 mesi", perché ci sembra ovvio che dall'esame dell'attuazione di questa legge, ma un esame sul campo, non un esame sulla base di quello che si scrive senza considerare quello che succede realmente, si è accertato che, dato che si fa riferimento alla media dei dipendenti in carica in una azienda negli ultimi sei mesi, e i contributi possono essere dati se il numero dei lavoratori assunti supera la media dei dipendenti in carica negli ultimi sei mesi,
che questo non è assolutamente un periodo congruo per stabilire il comportamento corretto di una azienda rispetto alla stabilizzazione dei posti di lavoro. Avviene infatti che, proprio sapendo di poter utilizzare questi strumenti, ci sono aziende che provvedono a dei licenziamenti, fanno passare sei mesi e chiedono le provvidenze. E dato che nella norma si fa riferimento alla media dei dipendenti in carica negli ultimi sei mesi, possono godere di queste provvidenze anche se non hanno realmente provveduto ad un aumento e a una stabilizzazione della base occupazionale, se non fittiziamente, proprio perché il periodo di sei mesi non è congruo. Il nostro emendamento non vuole quindi penalizzare le imprese, vuole agevolare e premiare quelle imprese che, rispetto alla finalità della legge, che è quella del consolidamento dei rapporti di lavoro, hanno un atteggiamento di maggiore serietà rispetto ad altre.
Dato che i fondi sono limitati rispetto alle esigenze illustrate nella relazione che è stata consegnata dall'assessorato al lavoro, nella quale si dichiara che necessitano, per questa misura, non 50 ma cento miliardi, riteniamo che debbano essere utilizzati in maniera oculata e precisa, premiando chi dà una risposta concreta a questo problema.
L'emendamento numero 4, invece, è un emendamento più articolato, che riguarda un problema che questo Consiglio ha già affrontato recentemente, in fase di assestamento del bilancio, proponendo una soluzione poi recepita anche dall'assessorato del lavoro, che ha presentato una propria proposta a questo Consiglio, attraverso l'articolo 25 dell'assestamento di bilancio. Questo articolo si poneva una serie di obiettivi molto precisi, per rispondere all'esigenza della stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili. Da allora ad oggi nessun passo avanti è stato fatto, nel senso che ci si è limitati a informare i comuni della possibilità per l'assessorato di erogare fondi per il pagamento dell'ulteriore 50 per cento che sarebbe stato a carico dei comuni, trasferendo le risorse a quegli enti che avevano i lavoratori sociali utili, tagliando fuori praticamente il 90 per cento di quanto proposto dall'assessore.
Ma questo non pone soltanto questo problema; il 27 novembre 2000 è stato approvato un provvedimento di legge, da parte del Governo, che pone in capo alla Regione una precisa responsabilità. In poche parole il Governo dice che continuerà a trasferire le risorse alla Regione per questa finalità, se la Regione si impegna, nell'ambito delle sue competenze, a provvedere alla stabilizzazione di almeno il 30 per cento dei lavoratori socialmente utili occupati nel territorio regionale. La condizione perché vi sia questo trasferimento di risorse è quindi che la Regione provveda al piano di stabilizzazione di almeno il 30 per cento di questi lavoratori. Siamo quindi di fronte ad un provvedimento del Governo che coglie, per altro, una esigenza da noi espressa in sede di assestamento, proprio attraverso l'approvazione dell'articolo 25.
Ci poniamo quindi il problema, dato che questo provvedimento è recentissimo, ma entra in vigore da subito, per cui la sua completa attuazione inizierà a partire dal gennaio 2001, di come la Regione, in tempi così ristretti, possa attuare forme di stabilizzazione, e ci poniamo soprattutto il problema di come intervenire, con tutti gli strumenti a nostra disposizione, per attuare sia le cose che abbiamo votato con l'articolo 25 dell'assestamento di bilancio, sia quanto dettato dalla legge nazionale del novembre 2000.
Abbiamo quindi articolato una proposta che si pone questo problema. Abbiamo verificato che non sono pervenute richieste dalle imprese per dare risposte a questa categoria di lavoratori. Lo dicevo nel mio intervento nella discussione generale. Richieste zero! Questo l'abbiamo riscontrato dai dati che ci sono stati consegnati dall'assessorato.
Noi ci poniamo invece il problema di trasformare lo zero in un numero, per dare una risposta concreta anche a questa categoria di lavoratori, che risulta la più penalizzata, rispondendo a due tipi di esigenze: la prima è quella di creare occupazione, la seconda è quella di creare occupazione stabile. Sostituire il termine di sei mesi con quello di 24 mesi, ha proprio l'obiettivo di creare lavoro stabile e non lavoro precario, con un'azione che ci consenta di rispondere a un dettato legislativo che sia noi che il Governo ci siamo dati. Se non faremo questo questa misura sarà monca.
Voglio sollevare un'altra obiezione non tanto sugli emendamenti quanto sull'articolo. Intanto mi sembra doveroso da parte nostra ricordare che non è che quando si fa una legge, bella o brutta che sia, questa legge non possa essere migliorata.
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, siamo in fase di illustrazione dell'emendamento poi si discuterà l'articolo.
VASSALLO (R.C.). Allora, sull'articolo interverrò dopo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 3 e 4 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Non si accolgono.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
Pittalis (f.i.-Sardegna), Assessore, della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non si accolgono.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
cogodi (R.C.). Noi avremmo gradito che, fin dalle prime battute, andando al confronto di merito, la maggioranza e la stessa Giunta avessero manifestato qualche cenno di disponibilità a introdurre alcuni elementi sicuramente migliorativi e di maggiore garanzia sul funzionamento di questa legge.
Noi su questa legge diamo un giudizio fondamentalmente negativo, tuttavia, pure all'interno di questo giudizio negativo, abbiamo detto: "Vediamo se è possibile introdurre qualche elemento di maggiore garanzia perché la legge non si presti a un uso eccessivamente disinvolto".
Voi dite no a tutto, dite no persino a un emendamento abbastanza innocuo, quale quello di misurare la media dei dipendenti di un'azienda, ai fini dell'ottenimento di questo contributo per le assunzioni, non sugli ultimi sei mesi ma sugli ultimi due anni. Noi abbiamo fatto questa proposta perché in due anni, che poi non sono due secoli, si può misurare meglio la correttezza di un'azienda, in tempi nei quali, come ben sapete tutti, assumere e licenziare, licenziare e riassumere, modificare e flessibilizzare è diventato una specie di sport. Quindi darsi un minimo di garanzia a noi pareva un'indicazione anche di moralità oltre che di legalità. Voi dite: "No, diamo i danari alle aziende, diamo i danari alle imprese. Mano libera! Tutto!" Queste aziende, sei mesi e un giorno prima, possono aver cacciato via tutti i dipendenti, possono aver fatto quello che hanno voluto! Negli ultimi sei mesi hanno riordinato qualcosa, hanno cambiato gestione, hanno dipinto i muri, ripartono da lì con tutti gli incentivi a carico pubblico!
Noi non abbiamo pregiudiziali ideologiche sui contributi e sul sostegno alle imprese, quando le imprese sono gli elementi fondamentali di un processo e di un sistema produttivo vero e serio. Siete voi che siete invasati, voi della destra. Balletto, dov'è la libera concorrenza? Qui voi state stabilendo un sistema in base al quale un'azienda, uno studio professionale, io, per non dire tu, posso assumere un dipendente, sempre in inserimento professionale, sempre continuativamente apprendista, perché con i sistemi di incentivi che ci sono oggi io posso pagare un dipendente, nel mio studio, ricorrendo alle incentivazioni del lavoro precario. E finora pagavo almeno i contributi. Adesso voi mi dite: "No, per cinque anni non paghi neppure i contributi".
Se io credessi, come credete voi - ma anche voi non ci credete, fate finta di crederci - alla libera concorrenza e al rischio imprenditoriale, mi chiederei dov'è, in questo caso, il rischio. Pagate i dipendenti delle aziende con il danaro pubblico e li assicurate con il danaro pubblico, e non volete neppure un briciolo di controllo sulla regolarità della gestione aziendale almeno nell'arco dei due anni pregressi.
"Libera concorrenza, rischio imprenditoriale, no allo statalismo", bello il vostro no allo statalismo! Voi dallo Stato e dalla Regione volete tutti i danari per gli imprenditori amici vostri. Cosa rischiano questi? Ma voi immaginate la tanto magnificata sorte progressiva e mirabile di Tiscali? Sbandierano ai quattro venti: "Mai noi abbiamo chiesto e avuto una lira di danaro pubblico". Adesso qui scopriamo, dalla tabella che il primo della lista: è ascom di Garzia. Attraverso un istituto formativo dell'ascom di Garzia, Tiscali prende 4 miliardi per formare quelli che doveva formare per fare le cose che fa, essendo da pazzi, in un mondo che fosse appena ordinato, che chi dispone di un capitale di alcune centinaia di milioni in alcuni giorni abbia 2 miliardi e poi 18 mila miliardi, e poi 36 mila miliardi e poi diventi il più ricco d'Italia e poi fra i più ricchi del mondo, nel giro di mesi. Però è il primo in graduatoria di questa legge che voi dite che è per i lavoratori. Ma non vi vergognate? Ma chi passa da un valore di capitale di centinaia di milioni a 36 mila miliardi nel giro di mesi deve prendere dalla Regione questi miliardi che voi dite che sono per i lavoratori? Non ha guadagnato nulla questa azienda per poter pagare un corso di formazione dei propri addetti? Dobbiamo pure darle lo sgravio fiscale? Ma è raccapricciante!
Tutto questo sistema avrebbe avuto e avrebbe un senso se fosse selettivo, se aiutasse la piccola e media impresa, se aiutasse davvero chi è più in difficoltà, se fosse una mano tesa a chi, nelle aree non dico più depresse, ma dove è più difficile l'espressione imprenditoriale, non solo aree geografiche, ma anche settori produttivi a rischio, dove è più difficile muovere i primi passi, se fosse un sistema selettivo, ma non così, come intendete voi. A tutti possibilmente tutto, a tutti quelli che già hanno!
Qui non c'entra nulla l'impresa, questa è una regalia, è un'altra scorpacciata, come quella che voi pensavate di fare con l'ultima edizione della legge "28". Voi tacete, Pittalis non lo dice, Luridiana non lo dice, però per l'ultima scorpacciata della legge "28", noi ve l'avevamo detto in quest'Aula che quello che stavate facendo era tutto illegittimo. Ve l'hanno sospesa quella delibera.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per i vostri ritardi, per i suoi ritardi. Lei ha avuto responsabilità di governo.
COGODI (R.C.). Non è per i nostri ritardi. Quella delibera ve l'hanno sospesa al Tribunale amministrativo e avete perso la causa nei giorni scorsi anche al Consiglio di Stato, e voi state continuando a imbrogliare le società giovanili perché avete stanziato centinaia di miliardi di denaro della Regione per dare a tutti tutto senza selezione.
La legge "28" era pensata per dare danari a chi aveva buone idee e non aveva denari in tasca, non per dare danari a chi già li aveva. E, se si decide di dare a tutti, non ha più senso perché non è più una legge di politiche attive del lavoro, è una legge di incentivazione ordinaria che lede la concorrenza, quella di cui parlate voi. Avete perso la causa e non l'avete detto. Noi ve l'avevamo detto in Aula che quella delibera era illegittima. Non l'avete non dico contrattata, ma neppure rappresentata alla Commissione Europea, e lì sarete punto e a capo. Voi tacete, fate finta di nulla, però ci avete sbattuto il muso e noi ve l'avevamo detto, noi pochi e soli ve l'avevamo detto e non ci avete creduto.
Assessore del lavoro, esistono altre leggi in questa Regione per aiutare l'impresa e per promuovere l'occupazione. L'agenzia del lavoro! Ne avete fatto un ministero, ci sono 40 o 50 dipendenti regionali o convenzionati. Che fanno? Avete bandito da quasi un anno una selezione per nominare il direttore come prevede la legge. Perché non nominate il direttore? Perché risulta che vi sono alcune persone che hanno i titoli e i requisiti per essere nominati direttori, ma quelli che hanno i titoli e i requisiti non vi piacciono, e non nominate il direttore e tenete l'Agenzia nella illegalità oltre che nella inefficienza! State creando danno e state consumando illegalità permanenti in questa Regione. Voi non nominate il direttore perché chi ha i requisiti non vi piace!
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). I nomi!
COGODI (R.C.). Chiedili al tuo Assessore, sei tu in maggioranza! Vai negli uffici della Regione e leggili! Non devi fare lo spiritoso quando si parla di cose serie.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Lo spiritoso lo fai altrove e lo fai con le tue cose e non con le cose pubbliche!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lasci la polemica, la prego.
COGODI (R.C.). Questa quindi non è una legge per il lavoro, è una legge di regali, è una legge di inganni, è una legge immorale perché si era deciso di dare una agevolazione anche alle imprese, ma c'è impresa e impresa, c'è quella che merita di essere sostenuta, e c'è quella che merita invece di essere meglio controllata e qualche volta anche meglio contenuta. Ecco dove è il punto di discrimine tra noi e voi, non tra chi vuole l'impresa e chi non la vuole, ma tra chi vuole impresa vera e seria e che sia utile allo sviluppo complessivo della Regione, e chi vuole invece sempre che piova dove è già bagnato.
Poi torneremo, illustrando gli altri emendamenti e sui successivi articoli, su alcuni di questi punti, e chi ha da contraddire per cortesia lo faccia, perché di ogni parola e virgola, ed anche di ogni sottinteso che noi andiamo affermando, siamo in condizioni di rispondere appieno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (d.s.). Parlerò brevemente, Presidente e colleghi, per esprimere un giudizio sul disegno di legge in questione, positivo ma differenziato. Stiamo discutendo l'articolo 1 che è sicuramente positivo, nel senso che condivido il meccanismo degli gravi contributivi. Fu proposto d'altra parte da un Giunta di segno diverso da quella attuale, anche se sarebbe il caso, per questo ho preso la parola, di iniziare a pensare ad un aggiornamento della legge "36". Di questa esigenza il Consiglio era già consapevole quando se ne parlò a suo tempo, nel senso che occorrerebbe probabilmente una maggiore selettività, anzi una selettività, collegando gli sgravi al progetto di sviluppo. È un po' il ragionamento che si fa in relazione al mezzogiorno quando si parla degli gravi per innescare nel mezzogiorno un vantaggio differenziale rispetto alle aree più sviluppate del paese.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue SCANO.) Così pure sarebbe il caso (lo sto dicendo problematicamente, non perché abbia la soluzione, ma per esprimere un'esigenza di riflessione ed approfondimento) di pensare a dalle garanzie più corpose in modo tale che gli incentivi per l'occupazione aggiuntiva siano davvero finalizzati all'occupazione aggiuntiva e non, attraverso un meccanismo di fluidità, a incrementi presso nuove aziende che sorgono, con decrementi di occupazione presso aziende precedenti che invece chiudono o licenziano.
Il mio è un giudizio differenziato perché invece, pur ritenendo che la formazione aziendale sia un altro strumento positivo da utilizzare, ne parlo con un tono problematico non con un tono perentorio, perché mi mancano molti elementi sulla materia, ma la lettura dell'articolo 2, mi ha creato molte riserve. Io invito la Giunta e i consiglieri a riflettere, poi chi ha più elementi più di me potrà fare una riflessione più produttiva, perché sia sotto il profilo della legittimità, sia sotto il profilo dell'opportunità e della equità, partire da un bando già fatto, che ha una copertura finanziaria reale, anche se non dichiarata nel bando, portando questa copertura a 63 miliardi, ancorché con il meccanismo del finanziamento di tutte le domande che hanno i requisiti dell'ammissibilità, non può non suscitare qualche riserva e qualche interrogativo. Io non voglio attribuire cattive intenzioni a nessuno, ma oggettivamente, non perché qualcuno abbia un disegno, un piano, un complotto, ma semplicemente perché il meccanismo apre questi varchi, è quasi inevitabile pensare a rischi di utilizzazione arbitraria, clientelare. Penso che una cosa del genere non vada bene.
Fare un nuovo bando, come propone giustamente l'emendamento numero 6 di Rifondazione Comunista, comporta qualche mese in più, però non c'è dubbio che comporta anche molta trasparenza ed equità in più. Poi le questioni finanziarie, il passaggio dall'esercizio 2000-2001 sappiamo benissimo, se non vogliamo nasconderci dietro un dito, che siamo in grado di risolverle. Come si sono risolte per tanti altri capitoli possiamo risolverle anche per questo, il problema è se siamo d'accordo che occorra privilegiare trasparenza, equità e giustizia rispetto ad altre esigenze pur valide ma che aprono varchi clientelari, praterie clientelari piuttosto preoccupanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Voglio cercare di finire di illustrare un concetto che stavo cercando di esprimere nel mio precedente intervento, anche perché, a dire la verità, l'intervento dell'Assessore, che era a conoscenza degli emendamenti che noi abbiamo presentato, ha tralasciato completamente i concetti che stiamo cercando di introdurre attraverso le nostre proposte di integrazione di questi articoli. E questo appare ancora più necessario, Assessore, perché o noi ci stiamo sbagliando nel senso che lei sarà in grado di sicuro, ci auguriamo, di dare risposte alle cose che stiamo dicendo, o sennò si dovrà porre il problema, o dovrà quanto meno porre al Consiglio il problema, di come intende affrontare e risolvere questa situazione. Mi riferisco a quanto previsto dal comma 5 dell'articolo 25. Lo leggo integralmente in modo da rammentare precisamente all'Assessore quali sono gli impegni che si è assunto il Consiglio votando questo articolo e quelli che ha assunto la Giunta, e in prima persona lei che è Assessore competente di questo settore, per attuare quanto il Consiglio ha votato. Diceva il comma cinque: "Qualora i piani di cui al comma tre del presente articolo e l'attivazione di tutte le risorse disponibili ai fini della loro attuazione risultino insufficienti alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili, la Giunta regionale deve individuare nel piano regionale di cui al comma 1 del presente articolo i necessari interventi ed accordi previsti dall'articolo 8 comma due del decreto legislativo 81/2000".
Perché faccio questa citazione? Perché voglio ricordarle, Assessore, che cosa è previsto nel decreto legge del novembre del 2000 che precisa che entro il 31 dicembre 2000, nei limiti delle risorse preordinate allo scopo nell'ambito del fondo per l'occupazione, si possano attivare convenzioni con le Regioni in riferimento alle situazioni straordinarie che non consentano entro il 30 aprile 2001 di esaurire il bacino regionale dei soggetti dell'articolo 2, comma 1 del citato decreto legislativo 81/2000. In poche parole cosa dice questo articolo? L'articolo della legge regionale coglieva il fatto che la legge "184" preannunciava questo decreto legge che dà questo tipo di risposte. E il decreto legge dice che bisogna, se si vogliono avere i denari per poter stabilizzare questi lavoratori, per tutti i lavoratori che non sono stabilizzabili entro il 30 aprile 2001, che è la data di scadenza di tutti i progetti che ci sono in Sardegna, attivare un piano di stabilizzazione di almeno il 30%. Allora noi, dato che si sta facendo un'azione che dovrebbe consentire, con tutte le carenze che sono state precisate, comunque di stabilizzare qualche posto di lavoro nelle imprese attraverso la concessione di questi contributi alle imprese stesse, abbiamo pensato di inserire una norma che prevede che una parte di questo stanziamento le imprese lo devono adoperare per stabilizzare questi lavoratori. Non abbiamo detto tutti i fondi, ma una parte per altro minoritaria rispetto allo stanziamento complessivo, perché riteniamo che, rispetto agli impegni che ci siamo assunti come Consiglio, sia necessario essere conseguenti, e conseguenti dovrebbero essere anche la Giunta e l'Assessorato del lavoro. Qui non vengono date risposte precise alle domande che noi poniamo, e non ci sono risposte precise sul motivo del non accoglimento degli emendamenti. Fateci capire perché non siete d'accordo. Noi cerchiamo, forse non bene, forse dovremmo spiegarlo meglio, ma cerchiamo di spiegarvi quali sono i motivi che ci portano a fare certe proposte. Gradiremmo che da parte vostra ci fosse una risposta concreta sulle motivazioni che vi portano a respingere queste nostre proposte, sennò il nostro diventa veramente un dialogo tra sordi, anzi diventa un non dialogo, e questo è un modo di procedere del quale non si capisce bene il senso.
L'altra questione di merito che abbiamo sollevato per altro anche in Commissione programmazione quando è stato presentato il provvedimento, è l'iter che ha seguito. Balletto diceva che questa non è una leggina. Noi ci rendiamo conto che non è una leggina!
Ma voi avete cercato di farla passare come una leggina, dicendo che era solamente un provvedimento di carattere finanziario, per cui non era doveroso né opportuno che questa questione venisse discussa nelle Commissioni di merito, Queste affermazioni sono state fatte da voi, non certamente da noi.
Avete quindi seguito una procedura che ha tolto questo provvedimento che, invece, ha una grande valenza, non soltanto in termini economici, dalle mani dei commissari delle Commissioni competenti. Chiaramente se questo disegno di legge fosse stato discusso nelle Commissioni competenti, non ci saremmo limitati ad esaminare la questione di carattere finanziario, ma saremmo entrati nel merito degli effetti dei singoli articoli e dello scopo dello stanziamento di questi soldi, e si sarebbe avuta anche la possibilità d'intervenire proponendo una modifica sostanziale della proposta che la Giunta ha formulato.
Questo è il dato reale che ci troviamo di fronte. Mi auguro che non si parli tra sordi e che in quest'Aula ci sia una discussione reale. Potremmo anche rimanere in posizioni diverse, ma io sono convinto che attraverso una discussione potremo trovare un punto di equilibro.
Vedete, la stessa proposta che porta i 6 mesi a 2 anni è certamente una risposta riduttiva e forse non coglie appieno l'esigenza che noi, invece, ci dovremmo porre; perché se voi andate a vedere tutte le leggi statali in materia,, si rileva un fatto che non riguarda tanto la procedura ma il principio.
Se il principio è quello della stabilizzazione dell'occupazione, è fondamentale non tanto tenere conto della media dei dipendenti in carico precedentemente, ma del mantenimento anche futuro di un numero standard di dipendenti all'interno di un'azienda.
Molte volte, attraverso queste norme, si verifica che in precedenza ci sono i requisiti, ma quei requisiti non vengono mantenuti perché si provvede all'incremento della forza lavoro, si pigliano i contributi, e dopo qualche mese si licenziano altre persone, per cui, il ricambio non soltanto generazionale della mano d'opera avviene in questo modo.
Si premia quindi non chi stabilizza i rapporti di lavoro, ma chi introduce questi elementi di flessibilità nelle aziende che tanto male fanno ai lavoratori, soprattutto perché si provvede a sostituire le persone anziane (anziane in senso lato, perché poi si buttano fuori persone che hanno 45, 50 anni) con giovani attraverso prime assunzioni, contratto part time e quant'altro.
Questo è il fatto che va rimarcato, e sono convinto che se questa questione si fosse affrontata nella Commissione competente, un esame di merito rispetto a quello che avviene nelle singole aziende sarebbe stato fatto. Noi abbiamo stanziato alcuni miliardi per fare il monitoraggio delle leggi. Ancora oggi, nonostante abbiamo stanziato questi fondi, di questi monitoraggi non abbiamo visto ancora gli effetti, nel senso che penso che non si sia monitorato niente.
Vedete, il fatto è che non bisogna limitarci a monitorare le modalità e la correttezza della spesa, ma bisogna soprattutto monitorare gli effetti delle nostre azioni, gli effetti dei soldi che noi stanziamo. Se non monitoriamo questo, tutte le affermazioni che facciamo sono parole al vento, parole che annunciano dei risultati, che però nella pratica non si concretizzano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente. Francamente sono sconcertato. Qui si sta parlando di una legge che interviene per dare risposte al problema dell'occupazione, e le opposizioni a questa legge vengono dalla parte di chi si fa e si è fatto da una vita sostenitore dei lavoratori. .
Questo va detto, sia chiaro, e non ci si può nascondere dietro il paravento dell'affermazione che questa legge è un inganno, è un danno, perché qui si capisce veramente chi è vicino ai problemi del lavoro e chi da essi, invece, si distanzia e se ne fa scudo e paravento per fare propaganda.
Il provvedimento di cui si discute oggi, come ha appena detto l'Assessore alla programmazione nel suo intervento a margine della discussione, è sostitutivo di analoghe iniziative legislative, nel senso che se ci saranno quelle misure, queste disposizioni non varranno più, e sarà cura dell'Esecutivo e della Regione intervenire per dare destinazione a queste risorse. Ma, se la normativa nazionale dovesse venire meno, ecco che interviene responsabilmente la Regione per dare risposte in quel particolare settore.
Si è detto qui che questa legge, per come è formulata, rappresenta incentivi per gli amici. Amici di chi?
Non certamente nostri, onorevoli colleghi, per chi ha sostenuto questa tesi. Questi incentivi, così come la legge "36", hanno la caratteristica della generalità, come è proprio delle leggi, e dell'automatismo, com'è giusto che sia nelle leggi, perché quando c'è questo il comportamento amicale del funzionario non può favorire taluni a discapito di tal altri, Le leggi devono avere caratteristiche di astrattezza e di generalità, e non sono rivolte agli amici, ma alla generalità dei cittadini.
E` la prima cosa che i professori di diritto insegnano ai loro studenti all'università, e non è giusto che chi di legge conosce più di altri, che possono anche non conoscerne, ignori queste caratteristiche delle leggi, anche perché, se le leggi non hanno queste caratteristiche, bisogna, citando fatti concreti, dire quali sono gli interventi previsti dalla legge che si rivolgono agli amici. Noi non abbiamo amici, amici forse ne hanno avuto altri in passato, e noi l'abbiamo contestato.
Se dicessimo, a torto, che i soldi vanno solamente alle imprese ricche o a quelle povere, sbaglieremmo, perché le imprese ricche sono quelle che possono assicurare occupazione, quelle povere invece sono quelle che hanno bisogno degli incentivi, perché sono le cosiddette imprese marginali. E qui mi ritrovo in perfetta dissonanza con quanto ha affermato il collega Scano, che pure stimo persona capace ed intelligente, e ne ha dato dimostrazione in più occasioni, per non dire sempre, per non esagerare. Mi consenta di dire che ancorare il provvedimento al concetto di reddito non è corretto, perché se noi dessimo l'incentivo a quelle aziende che si trovano in condizioni disastrate escluderemmo……
(Interruzione del consigliere Scano)
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Allora ci spieghi cosa vuole dire il concetto di reddito. Lei ha detto esattamente: " Sgravio ancorato al concetto di reddito". Forse ho capito male, non voglio polemizzare.
Quello che voglio dire è che questa legge ha proprio la caratteristica di rispettare tutte le prerogative tipiche delle leggi, cioè quelle della generalità e dell'astrattezza.
Come si può sostenere che l'articolo 1, nel momento in cui prevede uno stanziamento per incentivi e sgravi di carattere contributivo, possa rappresentare favoritismi a favore di imprese vicine alla parte politica che sostiene questo tipo di legge?
La legge opera, e i colleghi dell'opposizione lo sanno, attraverso una convenzione con l'INPS, tutte le imprese che fanno la domanda di godere dei benefici, se hanno i requisiti previsti nell'articolo 1 della legge 36, ne possono beneficiare, proprio perché con carattere di automatismo e generalità la legge è rivolta a tutti quanti.
Quindi, l'accusa di favoritismi e di interventi a favore di amici, mi sembra che cada assolutamente nel vuoto.
Per quanto riguarda ancora l'articolo 2 e le accuse che sono state rivolte, bisogna ribadire che le richieste di corsi di formazione aziendali finalizzati sono state oltre 200, e quindi la Commissione di valutazione ha escluso quelle che non avevano i requisiti.
Oggi si sostiene che, per utilizzare le risorse aggiuntive, sarebbe stato più opportuno un nuovo bando. Però, io dico, e faccio questa domanda ai colleghi dell'opposizione: le imprese che hanno partecipato ad un bando che prevedeva solamente 7 miliardi, evidentemente, proprio per la limitatezza delle somme, in relazione all'entità delle richieste, non possono che essere quelle che ritengono di avere le carte in regola per potersi misurare in una selezione, e quindi sono quelle che hanno avuto la possibilità di dire: "Noi partecipiamo perché abbiamo i numeri, perché la nostra iniziativa aziendale, quindi il nostro programma, è valido". Quelle che hanno ritenuto di non avere i numeri ed i requisiti per partecipare, ne sono rimaste escluse.
Quindi, le aziende che non hanno partecipato e che potrebbero partecipare un domani, se la Giunta dovesse ritenere per il 2001 di dover fare un nuovo bando di concorso, sono quelle che non hanno partecipato al primo bando, proprio perché la selezione le metteva nella condizione di non essere competitive.
Quelle che vi hanno partecipato sono quelle che ritenevano di avere i numeri, le caratteristiche e i requisiti richiesti. Quindi, a maggior ragione, se ci saranno spazi, se dovesse rientrare nel programma della maggioranza e della Giunta, spero che si possa ripetere questo tipo di intervento, ed io mi auspico che questo avvenga, perché ritengo che i corsi di formazione aziendali finalizzati siano effettivamente l'unica se non la migliore delle misure per intervenire nell'ambito della formazione professionale, e ritengo che questa selezione, effettuata sulla base di uno stanziamento iniziale di 7 miliardi, abbia permesso che si presentassero le aziende che avevano, rispetto alle altre, i numeri migliori per potervi partecipare e, quindi, per dare garanzie maggiori di successo della loro iniziativa, e quindi dell'assunzione finale dei partecipanti ai corsi.
Ancora, ai colleghi che sono intervenuti sul fatto che nel bando non sia prevista la necessità, per le assunzioni, di una certa durata nel tempo, va detto, se non ne sono a conoscenza o se questo particolare è sfuggito, che il bando di concorso prevede che le aziende beneficiarie delle somme previste per la formazione professionale aziendale, prestino una garanzia fideiussoria della durata di due anni, a garanzia proprio dell'occupazione e del suo mantenimento, quindi, nella forma di garanzia è già previsto che i lavoratori assunti a seguito della formazione professionale debbano comunque essere occupati per almeno 24 mesi. E quindi, anche sotto questo aspetto, mi sembra che siano fugate tutte le paure e i dubbi che da parte delle opposizioni sono stati sollevati in ordine all'efficacia, alla bontà, alla qualità e alla capacità di questo intervento di dare risposte, se non risolutive, quanto meno che si indirizzino nella direzione di dare una risposta al triste fenomeno della disoccupazione che, purtroppo, è ancora molto radicato in Sardegna.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Intervengo perché è in discussione l'articolo 1, ma vorrei intervenire contestualmente anche sull'articolo 2, perché mi pare che anche i colleghi che mi hanno preceduto lo abbiano fatto.
Riferendomi alle considerazioni fatte dal collega Balletto, che è relatore di questa legge, questa mattina ho detto che, con sofferenza e con difficoltà, avremmo votato a favore, ma se continua con questo tipo di interventi, riuscirà davvero a convincerci della necessità di votare contro questa legge, perché gli argomenti che ha portato non solo non ci convincono, ma ci "sconvincono" dell'idea che ci eravamo fatti prima.
Non penso che questo un consigliere regionale di maggioranza, e sottolineo di maggioranza debba agire con la testa rivolta al passato, facendo opposizione al passato.
Se qualcosa di sbagliato c'è nella legge "36", collega Balletto, bisogna intervenire - lo dico soprattutto alla Giunta e ai consiglieri di maggioranza -, bisogna lavorare nelle Commissioni per modificarla. soprattutto nelle parti che voi, allora opposizione, nel 1998 non avete condiviso, e non le avete condivise, tant'è che avete votato contro.
Invece di fare opposizione al passato, che a me appare come una fuga dal presente, e dalla responsabilità di essere maggioranza, dalla responsabilità di essere forza di governo, dovete lavorare come forza di governo per migliorare queste leggi, altrimenti non riusciamo davvero a capirci, anche quando, pur denunciando alcune cose che non vanno bene, soprattutto nell'articolo 2, con senso di responsabilità diciamo: "Questi soldi o li mettiamo entro il 2000, o approviamo questa leggina di assestamento, oppure li ingessiamo".
Questo senso di responsabilità noi ce l'abbiamo e vogliamo andare avanti, però non vogliamo assistere ancora oggi a una filippica contro la Giunta Palomba. Questo non possiamo accettarlo da parte di chi ha responsabilità di governo.
Riprendiamo la calma e riprendiamo l'esame degli articoli. L'articolo 1 tratta di sgravi fiscali per la prima occupazione, e io voglio riprendere brevemente alcune cose inesatte che sono state dette da più parti. . Io non ritengo che questa sia una regalia, è una misura che tutti quanti noi abbiamo condiviso, e che io condivido ancora, verso chi crea nuova occupazione, e ha lo sgravio degli oneri contributivi per i primi cinque anni, per gli ultimi due a scalare. Questo ha portato la regione Sardegna ad avere il primato positivo di avere il costo del lavoro minore per la prima occupazione rispetto a tutte le altre regioni italiane, e questo è primato che dobbiamo difendere.
E non è vero neanche che si fa il riciclo di questi lavoratori, che cioè vengono licenziati e se ne assumono dei nuovi per avere continuamente questi sgravi, perché se si fa questo non si ha più diritto allo sgravio fiscale. Cioè, un lavoratore non può licenziato se non per giusta causa, e se viene licenziato l'azienda perde il requisito principale per ottenere questi sgravi. L'articolo 1 non è altro che il rifinanziamento della legge "36", di una norma che tutti quanti avevamo votato. Le ragioni che hanno portato a questo intasamento della convenzione con l'INPS le abbiamo ricordate questa mattina, le ha ricordate qualche altro collega, non le dobbiamo quasi più discutere perché mi pare che siamo quasi tutti d'accordo. Il contendere è sulla legittimità dell'articolo 2. E qui qualche problema ce lo poniamo, ce lo siamo posti questa mattina, e ce lo poniamo anche questo pomeriggio. Questo articolo crea certamente delle difficoltà. Ci sono due ordini di questioni, lo ricordava lo stesso collega Scano poco fa. Portare la spesa di questo bando da 7 miliardi a 63 miliardi qualche problema lo pone.
Ma io non considero questa la cosa più grave, anche perché nel bando non era specificata l'entità delle risorse finanziarie, quindi potevano esserci anche 63 miliardi già da allora. Non è questa a mio avviso la cosa maggiormente preoccupante; la cosa più preoccupante è che per quanto riguarda il sistema dei bandi, perché è questo il sistema di erogazione attuale, ma soprattutto futura, di tutti gli incentivi alle imprese, creiamo un precedente che non è di poco conto.
Questo è il problema vero. Se, un domani - ho di fronte l'Assessore dell'industria - rifacciamo un bando per la legge "15", così come l'abbiamo fatto, per 120 miliardi, e le richieste non si fermano a 120 miliardi, ma arrivano a 400, come è già avvenuto, e i 280 miliardi non coperti sono comunque relativi a richieste di aziende che hanno i requisiti fondamentali per avere i finanziamenti, però noi non abbiamo i soldi e non glieli diamo, allora, se noi accettiamo questo principio adesso, siamo iniqui rispetto a quelle aziende che non ottengono i benefici della legge "15". Lo stesso ragionamento vale per la legge "488" e per tutte le leggi che vengono attuate col sistema dei bandi.
Questo è l'aspetto preoccupante. L'unico punto a favore di questo intervento è che mentre nella legge "15", per stabilire se un'azienda ha i requisiti per avere i finanziamenti, entriamo nel merito, pratica per pratica, e stabiliamo che un'azienda merita il finanziamento, in questo caso facciamo anche quello, cioè entriamo nel merito, ma il discrimine maggiore, in questo specifico bando, non è il merito, ma è diventato il tempo, per cui chi è arrivato in tempo utile a presentare la domanda è rientrato nelle 167 aziende ammesse, chi ha fatto la fila prima, chi magari ha pagato un lavoratore per fare la fila da giorni, è rientrato nel bando. Questo non può essere il discrimine.
Allora, collega Balletto, tornando a quanto dicevo all'inizio dell'intervento, dobbiamo responsabilmente capire che bisogna modificare la legge, che c'è da lavorare per migliorarla affinché non succedano più queste cose. Adesso possiamo anche trovare un punto d'incontro e decidere, anche se a malincuore, di creare questo precedente, però questa deve essere l'ultima volta, perché altrimenti non riusciremo più a governare gli altri bandi. Questo lavoro, naturalmente, deve essere istruito e presentato dalla Giunta regionale, che non fa e non vuole fare, tant'è che sugli ultimi provvedimenti riguardanti il lavoro, gli incentivi e l'economia della Sardegna, da mesi, da quando è nata questa Giunta, siamo sempre stati chiamati, come Assemblea legislativa, a discutere i provvedimenti in emergenza, di fretta: approviamo questa proposta se no perdiamo i soldi; questo è un progetto che non va rendicontato all'Unione Europea, quindi possiamo utilizzarne i fondi con un progetto sponda, approviamolo!
Non si possono fare le cose in questo modo. Manca un progetto organico di sviluppo. Questo è ciò che manca, colleghi della maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.
COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Intanto, Presidente, lo dico molto bonariamente al collega Falconi, non spetta né a me né al collega Balletto convincerlo a votare a favore o contro, voterà come ritiene più opportuno. Questo sia detto molto bonariamente. In quest'Aula ciascuno svolge le sue considerazioni, le svolge con gli argomenti che ha a disposizione, soprattutto tenendo presente che anche in questo momento noi ci troviamo ad operare con gli strumenti che abbiamo a disposizione, e gli strumenti a disposizione, rispetto al tema specifico di cui stiamo parlando, sono la legge "36"e i corsi di formazione aziendali finalizzati su cui io vorrei brevemente soffermarmi in questo intervento, per dire che essi sono il futuro della formazione, perché di formazione stiamo parlando. E stiamo parlando di formazione per una volta orientata al mercato, non il procedimento inverso che la formazione professionale, purtroppo, ha sempre seguito.
Vorrei dire al collega Cogodi che io non solo non mi stupisco se una società come quella che lui ha citato avrà un finanziamento di questo genere, ma anzi ritengo che questa sia la riprova che il congegno funziona. Personalmente, ma il mio è un parere molto modesto, considerato che molto più autorevolmente di me si sono espressi altri, ritengo che, se è vero che le nuove tecnologie possono rappresentare per questa Regione una voce importante nel capitolo occupazionale, considerato che richiedono l'utilizzo di poche materie prime che noi non abbiamo, ma di molta intelligenza e di molta creatività, cosa che invece abbiamo dimostrato di avere, allora è evidente che il meccanismo funziona. Allora, se dobbiamo utilizzare gli strumenti che abbiamo, anche il primo bando è stato fatto con gli strumenti e con i soldi che c'erano a disposizione. Io ritengo che sia non soltanto perfettamente legittimo quello che noi oggi stiamo facendo, ma che sia anche estremamente opportuno, perché non stiamo parlando di opere pubbliche, non stiamo parlando di una perizia di variante, non stiamo nemmeno parlando di un concorso per assumere personale, anche se, come mi faceva osservare un collega poc'anzi, un ente pubblico che dovesse assumere personale ed annullasse una graduatoria per bandire un altro concorso per le medesime qualifiche funzionali, forse qualche critica se la meriterebbe.
Come è stato osservato giustamente - io sottoscrivo molte delle considerazioni che ha svolto il collega Balletto - qui stiamo parlando di aziende la cui domanda è stata ritenuta ammissibile. Quindi, non stiamo parlando di mettere dentro tutte le richieste, buone e cattive, no, è stata fatta una selezione. Nell'ambito della graduatoria che è stata formata, si prevede di intervenire a favore di tutte le domande che sono state ritenute in possesso dei requisiti, non capisco dove sia lo scandalo, anzi credo che sia stata la cosa più opportuna, più giusta, più logica, più giustificabile anche dal punto di vista dei tempi, se si vuole veramente attivare uno strumento che nel giro di pochi mesi, questo è l'auspicio, andrà a creare quasi duemila posti di lavoro, perché, diceva giustamente il collega Balletto (mi perdonerà se lo cito) che ha svolto in modo efficace le sue considerazioni, non possiamo perennemente dilazionare, chiacchierare, temporeggiare sulla pelle degli altri. Perché questo noi stiamo facendo. Ecco da dove è nata la decisione di adottare questo provvedimento e di mandarlo avanti nei tempi più rapidi possibili, ed io spero che questa sera finalmente l'Aula l'approvi. Per altro, sta partendo anche il secondo bando che rispetto al primo contiene degli elementi innovativi ed anche dei miglioramenti, perché consentirà di intervenire a favore di realtà anche piccole, che sono presenti nel nostro territorio e che rappresentano una fetta importante del tessuto economico della nostra Isola. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
Capelli (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Vorrei fare due brevi considerazioni, perché quando sono giunti in Consiglio questo disegno di legge e questa proposta di legge, nella veste di Presidente dell'ottava Commissione, chiesi al Presidente del Consiglio di assegnarli per l'esame di merito all'ottava Commissione. Ma ci rendemmo conto, e così fu risposto, che si trattava solo ed unicamente di un parere finanziario di competenza della terza Commissione e così si chiuse il caso.
Ora, il dibattito che si sta svolgendo in quest'Aula, che dura da questa mattina, mi sembra che non si sia limitato a quello che è il parere finanziario. Perciò rilevo che forse sarebbe stato opportuno assegnare la proposta di legge numero 127 e il disegno di legge numero118 anche alla Commissione di merito. Io ho seguito con alterna attenzione gli interventi dei colleghi, vorrei semplicemente soffermarmi su una cosa: ho sentito parlare di piccole, medie e grandi imprese e ho notato che tutti i colleghi hanno prestato la massima attenzione al problema del lavoro e della disoccupazione. Salto le considerazioni sull'articolo 1 e quindi sulla legge "36", e mi soffermo sull'articolo 2 e sugli emendamenti.
Io ho fatto la considerazione che, grazie all'incremento della copertura di 63 miliardi, solo 12 progetti sono stati esclusi, e che, considerando il rapporto costi-benefici che otteniamo con il finanziamento dei finalizzati aziendali, abbiamo un costo ad occupato di 39 milioni. Però è rilevante rimarcare che, nel progetto più grosso più volte ricordato in quest'Aula, noi abbiamo un costo di 5 o 6 milioni ad occupato.
Dico questo perché, al di là delle considerazioni che noi tutti possiamo fare, con l'attenzione e la sensibilità che mostriamo nella ricerca di modalità che facilitino la creazione di nuova occupazione, molto spesso cadiamo in contraddizione. Noi abbiamo delle aziende più o meno grandi che producono lavoro. Non capisco perché un'azienda che comunque è rappresentativa nella nostra isola, soltanto perché è grande, conosciuta e ha un patrimonio di 36 mila miliardi, debba essere esclusa dai benefici di una legge che riguarda i lavoratori della Sardegna. Credo che per l'ennesima volta si debba dimostrare che l'impresa non è il diavolo. Non vedo perché le imprese, quelle serie, e di queste stiamo parlando, perché ovviamente non rientrano nei nostri discorsi quelle imprese che non hanno requisiti di serietà, di competitività e presenza sul mercato, debbano essere considerate come quelle che vanno a fagocitare le risorse pubbliche e non si tenga conto dei benefici, legati alla creazione di posti di lavoro, che esse apportano nel tessuto economico, sia esso regionale, nazionale o quant'altro.
Giusto ieri abbiamo licenziato un ennesimo provvedimento che andava a coprire le nefandezze, create non so da chi - mi interessa pochissimo - che la gestione pubblica ha creato nel tessuto economico della Sardegna. Ripeto, non mi interessa chi le abbia create, mi interessa soltanto leggere i bilanci di quelle aziende e verificare che sono costantemente sostenute dalle sovvenzioni regionali.
Non vedo perché con il sistema del bando non si possa continuare, e spero che il secondo parta quanto prima, con tutte le garanzie che in quel bando sono presenti.
Quando leggo per esempio nell'emendamento numero 6 che le assunzioni di cui al primo comma del presente articolo dovranno assicurare un rapporto di lavoro a tempo pieno di durata minima pari a 24 mesi, o a tempo parziale di durata quadriennale, lo trovo diminutivo del concetto stesso che invece viene espresso nel bando, in cui l'impresa deve garantire, attraverso la prestazione di una fideiussione, l'assunzione a tempo indeterminato di almeno il 50 per cento delle persone assunte. A tempo indeterminato significa non 24 mesi o 48, significa che se non è per giusta causa non possono essere licenziati.
Diffido di chi pensa che l'impresa crei occupazione con l'unico interesse poi di licenziare qualcuno per riassumere qualcun altro e godere quindi dei benefici di legge, ma conto sempre sul fatto che le imprese che noi stiamo prendendo in considerazione si reggano sul fatto che producono, che creano lavoro, e creano le condizioni perché l'impresa si regga al di là delle sovvenzioni che possono arrivare dalla Regione, dallo Stato o da quant'altro. Sicuramente nel nostro territorio dove c'è pochezza, non in senso qualitativo ma quantitativo, d'impresa, tutti gli sforzi utili affinché il tessuto imprenditoriale e l'economia della Sardegna possa crescere con il richiamo dell'impresa privata, possono essere messi in pratica con questo bando, con questa legge e con quant'altre in tal senso si possano approvare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
Dettori IVANA. (D.S.). Presidente e colleghi, a volte se uno si distrae un attimo e poi ricomincia a seguire la discussione dell'aula, non riesce più a capire di che cosa si stia discutendo. Si parla di riforma della formazione professionale, si dice che abbiamo anticipato la riforma nel senso che l'unico modo per garantire la formazione professionale saranno i finalizzati aziendali, si parla di romanticismo: "Siate buoni, approviamo questa norma, altrimenti voi sarete responsabili dei futuri disoccupati della Sardegna". Insomma davvero ogni tanto ci si chiede : "Ma di che si discute?", per cui i dubbi anziché diminuire e essere chiariti aumentano nel frattempo.
Voglio intervenire sull'articolo 1, perché mi pare che la discussione sia ferma all'articolo 1 ed ai suoi emendamenti, ed esattamente sul finanziamento alla legge "36", per ulteriori finanziamenti per aziende che hanno concorso ad un bando che era chiuso.
Assessore, così ha detto poco fa, vero? Ed esattamente: gli interventi proposti sono stati 179, gli interventi ammessi sono stati 167, i non ammessi 12, cioè tutti, perché questi 12 non ammessi evidentemente erano, comunque, macroscopicamente esclusi, come dire che si propone di finanziare tutti.
La questione che io ho posto nel mio intervento nella discussione generale e che continuo a porre è che, in questo caso, visto e considerato che il finanziamento viene dopo e non prima, probabilmente se si riaprissero i termini del bando sarebbe tutto più trasparente, più lineare e più chiaro, e non si perderebbe niente, non aumenterebbero i disoccupati, e non si introdurrebbero variabili che vanno a discapito della certezza del diritto e delle disposizioni di una norma legislativa. Di questo io intendevo parlare e l'articolo 1 di questo vorrebbe forse parlare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Non voglio anticipare nessuno e tanto meno un collega di Gruppo. Io esprimerò delle considerazioni brevissime, rischiando anche di ripetere cose già dette. Premettendo che sull'articolo 1 non c'è niente da dire, perché tutto sommato mi pare che sia opportuno, e che quindi fosse necessario portarlo in Aula ed approvarlo, per quanto riguarda l'articolo 2 credo che si stia rischiando di partorire il solito mostriciattolo giuridico. Il collega Balletto ci ha fatto una lezione di tecnica legislativa, ma mi pare che abbia confuso due concetti: quello di astrattezza che effettivamente deve contraddistinguere le leggi, con quello di indeterminatezza che, invece, non deve assolutamente contraddistinguere le leggi. E in questo caso, veramente, non si tratta di un problema di astrattezza ma di un problema di totale indeterminatezza, e soprattutto di un problema di illegittimità, perché è già stato detto, ripetuto ma lo ribadisco anche io, si fa riferimento a un bando che parte prevedendo qualcosa di ben preciso per poi arrivare a qualcosa di completamente diverso. Questa è una disposizione gravemente illegittima oltre che un pasticcio dal punto di vista della tecnica legislativa. La norma dice: "In armonia con le disposizioni contenute nei regolamenti comunitari (CE) n.1260/99 e n.1262/99, al fine di favorire l'inserimento e il reinserimento nel mercato di giovani e di adulti, è autorizzato il pagamento delle somme occorrenti per la realizzazione di programmi d'interventi formativi aziendali finalizzati all'assunzione di giovani e di adulti disoccupati di cui al bando (quindi, si richiama al bando) previsto ed approvato con delibera della Giunta regionale n.19/25 del 2 maggio 2000; a tal fine è autorizzata nell'anno 2000 la spesa di lire 63 miliardi." Il bando come è già stato detto, prevedeva una cifra notevolmente inferiore.
Quindi, io direi che il bando andrebbe completamente lasciato perdere e bisognerebbe rimodulare questa disposizione, non per nulla è stato presentato un emendamento che, pur non essendo felicissimo, tuttavia è certamente più presentabile di questo testo legislativo che è impresentabile e dà luogo a tutta quella serie di considerazioni che è stata fatta, che, senza voler fare il processo alle intenzioni di nessuno, tuttavia determina una serie di critiche, ed io ritengo che ancora una volta provocherebbe l'intervento del Governo che finirebbe per dirciche abbiamo fatto un pasticcio e abbiamo violato i principi che devono stare alla base di ogni norma legislativa. Così si finisce per non ottenere il risultato che si voleva ottenere perché da qui a che questo pasticcio possa essere aggiustato credo che ce ne passi molto.
Di fronte a una situazione come questa, rispondere in modo secco, direi quasi arrogante, com'è stato fatto da qualcuno della maggioranza e dal rappresentante della Giunta, mi sembra piuttosto grave, e direi assolutamente inaccettabile. Bisogna ragionare, bisogna avere un po' di pudore e cercare di fare le cose come si deve e di non mandare avanti dei provvedimenti legislativi come questo; non stiamo facendo cosette da niente, stiamo facendo delle norme di legge, e quindi qualcosa di estremamente importante che dovrebbe essere appunto guidato da...
(Interruzioni)
Probabilmente l'onorevole Pittalis tra una telefonata e una discussione sta pensando che questa disposizione va cambiata. Ne sono convinto perché ha mostrato una tale apertura che stiamo sfondando una porta aperta. Però, checché ne pensi l'onorevole Pittalis, io credo che, così come è, questa disposizione non debba essere approvata e che ci voglia un po' di pazienza per cercare di metterla a posto. Questo è nell'interesse di tutti. Nessuno vuole bocciare questa iniziativa, perché nessuno di noi qui dentro è contro l'occupazione, però bisogna evitare di fare i pasticci, perché i pasticci, come le bugie, hanno le gambe corte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà..
DEIANA (I Democratici). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, cercherò di fare un intervento richiamandomi anche alla memoria storica.
Stasera noi stiamo discutendo di due argomenti che furono sostenuti sia dai banchi della maggioranza che dell'opposizione della scorsa legislatura; discutiamo cioè dell'abbattimento del costo del lavoro. Io ricordo che la legge "36" del '98, fu approvata all'unanimità o con un voto contrario nella passata legislatura, e io ero in prima fila a sostenere questa iniziativa legislativa insieme alle altre forze politiche e alla Commissione allora presieduta dal collega Tunis. Mi dispiace che Gianfranco Tunis oggi non sia più con il centro sinistra, ma questa è la verità del passato, e penso che quando si parla del problema dell'occupazione possano esserci differenziazioni politiche ma che l'obiettivo di dar lavoro ai sardi sia un patrimonio di tutte le forze politiche e dell'intero Consiglio Regionale.
La legge "36" che viene richiamata nell'articolo 1 fu una legge innovativa, perché metteva il territorio della Sardegna in concorrenza con le altre regioni, dando una contribuzione agli sgravi fiscali alle imprese superiore a quella di tutte le altre regioni, con l'obiettivo di far decollare in Sardegna nuove imprese e quindi la creazione di nuova occupazione. Questo obiettivo condiviso è tuttora valido, poi le leggi possono essere corrette in base alla verifica degli effetti concreti che esse producono nella realtà. La "36" fu una legge innovativa, non fu una legge clientelare, mentre oggi, nei documenti di programmazione come il POR, si accentra il potere per quanto riguarda la distribuzione delle risorse negli Assessorati, in quella legge questo viene invece decentrato, perché è una legge a sportello per la quale la contribuzione viene data dall'inps con una serie di controlli incrociati tra Regione e INPS. Il centro sinistra scelse di non accentrare il potere negli Assessorati ma di decentrarlo. Chi ne aveva diritto aveva automaticamente lo sgravio fiscale dall'INPS. E` una legge innovativa, una legge buona che va difesa, semmai va fatto il monitoraggio della sua attuazione. Quindi il contenuto di questo articolo mi trova pienamente consenziente.
Vediamo i frutti che questo intervento produrrà, so che le prime risorse che erano previste in legge sono già state esaurite, e quindi si stanno dando nuove risorse, speriamo che i risultati di questa legge, per quanto riguarda il passato, non vengano attribuiti esclusivamente al centro destra, perché essa è dovuta in parte al centro sinistra e quindi lo sono anche i risultati.
Un altro degli aspetti che fu discusso a lungo e che fu condiviso è quello della formazione aziendale finalizzata all'occupazione. Ricordo una serie di interventi legislativi riguardanti la formazione aziendale destinata all'occupazione, per esempio per il porto canale di Cagliari. E ricordo una serie di bandi relativi alla formazione finalizzata all'occupazione nei quali si prevedeva una percentuale di assunzioni diversa da quella prevista oggi che è del 50 per cento. Allora era il 60 per cento. Oggi, evidentemente, a livello europeo ci sono altri parametri, e quindi si devono prevedere percentuali diverse. Quindi noi ci troviamo di fronte ad un argomento importantissimo che riguarda la formazione professionale e l'occupazione.
Allora discutemmo tantissimo, ma i capitoli destinati a questo tipo di formazione ebbero molte risorse. Ricordo che nei bandi, alla fine, rientravano quasi tutte le aziende che dovevano dare occupazione, e in un primo momento forse trascurammo un aspetto, quello del vincolo aziendale all'assunzione dei partecipanti al corso e inventammo la garanzia della fideiussione in modo che, se dopo la formazione non veniva assunto il 60 per cento degli iscritti al corso aziendale, le aziende dovevano restituire i soldi. So che questa garanzia fideiussoria è prevista tuttora ma non basta.
Dando uno sguardo veloce al bando, che ho avuto occasione di leggere in Aula, ho scoperto che all'interno di esso c'è un modulo che l'azienda deve compilare e sottoscrivere, il modulo C. Nel modulo c'è scritto, e fa parte integrante del bando, che l'azienda è impegnata ad assumere a tempo indeterminato. Cioè l'azienda compila il modulo con i propri dati e sottoscrive l'impegno ad assumere a tempo indeterminato. In Aula, per quanto riguarda questo aspetto, è stato presentato un emendamento, il numero 6, che propone un'assunzione a tempo determinata per un periodo minimo di 2 anni. Viene male cercare di conciliare le due cose, anche se entrambe hanno l'obiettivo dell'assunzione dell'allievo che ha finito il corso formativo. L'azienda lo deve assumere.
Ma ha più valore il modulo C? Ha più valore l'emendamento numero 6? Non lo so, io non ho la grande preparazione che deriva dall'esercizio della professione forense, perché nella vita mi occupo di altre cose, ma mi sembra che si possa trovare un punto di incontro. Assessore, io penso che, poiché il centrosinistra e il centrodestra, propongono due cose che sono in un certo senso assimilabili perché esprimono la stessa volontà, io penso che si possa promuovere un incontro, sospendendo, se è possibile, la seduta per dieci minuti, per presentare un emendamento che possa conciliare le due posizioni, e arrivare all'approvazione di questa legge. Per quanto mi riguarda, ne ho condiviso prima e ne condivido anche adesso gli obiettivi, e quindi sono favorevole a questo provvedimento. Nell'esprimere una posizione favorevole ribadisco però che tra persone ben pensanti, che fanno politica, ci possa essere un momento di incontro per trovare una soluzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Ne ha facoltà.
LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale e sicurezza sociale. Non vogliamo insistere ed essere cocciuti. Qualcuno ha parlato in quest'aula di problemi di legittimità, ma qui rischiamo davvero di privarci di qualsiasi possibilità di utilizzare quel bando, perché si vogliono veramente cambiare le regole. Noi insistiamo nel voler mantenere il bando così com'è, senza cambiare le regole, anche perché, nell'allegato C è scritto anche che l'assunzione terrà conto della qualifica acquisita dai partecipanti e avverrà secondo quando previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, quindi mi sembra che ci siano tutte le garanzie affinché veramente l'assunzione sia a tempo indeterminato. Mancando questo requisito si ha proprio l'impossibilità di andare avanti nel progetto e quindi, è per questo e non per altro che non la Giunta non accetta la modifica proposta, perché su questa io mi pongo realmente quei problemi di legittimità che, invece, mantenendo il bando com'è, non sussistono.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'articolo 1.
PRESIDENTE Indico la votazione segreta, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 66
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 58
contrari 8
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDRICI - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RANDAZZO -RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
PIANA, Segretario:
Art. 2
Formazione aziendale e borse di studio
1. In armonia con le disposizioni contenute nei regolamenti comunitari (CE) n. 1260/99 e n. 1262/99, al fine di favorire l'inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro di giovani e di adulti, è autorizzato il pagamento delle somme occorrenti per la realizzazione dei programmi di interventi formativi aziendali, finalizzati all'assunzione di giovani e di adulti disoccupati, di cui al bando previsto ed approvato con delibera della Giunta regionale n. 19/25 del 2 maggio 2000; a tal fine è autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 63.000.000.000 (cap. 10001).
2.Per le finalità previste dall'articolo 32 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 è autorizzata, per l'anno 2000, l'ulteriore spesa di lire 1.000.000.000(cap. 11139-01).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati cinque emendamenti. Se ne dia lettura.
PIANA, Segretario:
Emendamento modificativo La Spisa.
Art. 2
Il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. Sul capitolo 11139/01 è disposto per l'anno 2000 l'ulteriore stanziamento di lire 1.000.000.000" (1)
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.
Il comma 1 dell'art. 2 è sostituito dai seguenti:
1. In armonia con le disposizioni contenute nei regolamenti comunitari (CE) n. 1260/99 e n. 1262/99, al fine di favorire l'inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro di giovani e adulti, è autorizzata la spesa di L. 63 miliardi per l'anno 2000 a valere sul cap. 10001 di competenza dell'Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, per la realizzazione di programmi formativi aziendali finalizzati all'assunzione degli allievi in misura non inferiore al 50%.
1 bis. Le assunzioni di cui al 1° comma del presente articolo dovranno assicurare un rapporto di lavoro a tempo pieno di durata minima pari a 24 mesi o a tempo parziale di durata quadriennale. (6)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.
Dopo l'articolo 2 è istituito il seguente:
Art. 2 bis
1. Sul capitolo 06272 è disposto per l'anno 2000 l'ulteriore stanziamento di lire 1.700.000.000.
2. Il limite di impegno di cuia gli articoli 1 e 8 della legge regionale 8 luglio 1975, n. 30 e successive modificazioni ed integrazioni, è ridotto nell'anno 2000 di lire 1.700.000.000.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
Cap. 06060 Concorsi negli interessi sui mutui contratti per l'attuazione di piani organici di trasformazione aziendale per la realizzazione di strutture cooperative occorrenti per la raccolta, la conservazione, la lavorazione, la trasformazione, la commercializzazione e la vendita di prodotti agricoli e zootecnici e per altre opere di miglioramento fondiario e agrario (artt. 1 e 8, L.R. 8 luglio 1975, n. 30; art. 17, L.R. 10 maggio 1983, n. 12; art. 19, L.R. 23 novembre 1979, n. 60; art. 19, L.R. 29 dicembre 1983, n. 31; art. 30, L.R. 31 maggio 1984, n. 26 e art. 30, L.R. 28 maggio 1985, n. 12; art. 11, comma 7, L.R. 28 settembre 1990, n. 43; art. 25, L.R. 30 aprile 1991, n. 13; art. 14, comma 1, L.R. 28 aprile 1992, n. 6; art. 11, comma 3, L.R. 6 novembre 1992, n. 20; art. 20, comma 1, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 20, comma 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6; art. 14, comma 2, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9; art. 10, comma 2, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1; art. 3, comma 3, l.R. 25 maggio 1999, n. 18; art. 4, comma 1, della legge finanziaria)
Lire 1.700.000.000
In aumento
Cap. 06272 Contributo annuo al Centro regionale agrario sperimentale - quota per spese correnti - (art. 10, L.R. 19 giugno 1956, n. 22)
Lire 1.700.000.000 (2)
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.
Dopo l'art. 2 è aggiunto il seguente art. 2 bis:
il 30% degli stanziamenti autorizzati dall'art. 2 della presente legge per la realizzazione dei programmi formativi aziendali sono destinati alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili del bacino regionale.
Tale destinazione dovrà essere esplicitamente prevista nel Piano regionale di stabilizzazione di cui all'art. 25 della L.R. 4 agosto 2000 n. 17. (5)
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu
Dopo l'art. 2 è inserito il seguente art. 2 ter:
Gli aiuti di cui all'art. 1 della presente legge sono attuati dopo la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione della decisione della Commissione Europea concernente la loro approvazione, ovvero dopo la scadenza del termine previsto per il loro esame da parte della stessa Commissione. (8)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento numero 1.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). L'emendamento è sostanzialmente un'errata corrige del secondo comma dell'articolo 2. La finalità di questo incremento finanziario è quella di sopperire a una carenza di risorse per gli impegni relativi al pagamento di borse di studio, per favorire la frequenza di corsi di formazione professionale di alto contenuto scientifico e tecnologico, per gli esercizi precedenti a quello del 2000 per il quale era stato fatto l'articolo 32 nella legge finanziaria del 2000; nella formulazione del secondo comma, nel testo della Commissione, si fa riferimento al capitolo 11139-01 che è corretto, ma si fa erroneamente riferimento all'articolo della legge finanziaria che invece era finalizzato a destinare ulteriori fondi per nuove borse di studio, si tratta insomma di correggere un errore che altrimenti renderebbe inapplicabile questo incremento finanziario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 1, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Come ha specificato il presentatore che ha illustrato l'emendamento si tratta, appunto, di una correzione tecnica e pertanto si esprime parere favorevole all'accoglimento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta di far fronte ad un impegno di spesa per gli stipendi dei dipendenti del Centro Regionale Agrario Sperimentale e quindi abbiamo approfittato di un disegno di legge, come quello in esame, per far fronte con urgenza a questa esigenza che è stata rappresentata e per la quale abbiamo trovato la copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Si accoglie.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 5 ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Noi abbiamo presentato l'emendamento numero 5 pensando principalmente a quei "signorotti" della politica e dell'economia che ci rimproverano di non essere sufficientemente attenti alle ragioni dei lavoratori e dei disoccupati, e anche per chiedere a questi "signorotti", se hanno provato qualche volta a immedesimarsi, per un attimo almeno, nella condizione di una persona, un lavoratore professionalizzato che è stato espulso dal mondo del lavoro produttivo nel quale era inserito, che è stato chiamato impunemente "esubero", persona in più, e che in questa sua condizione di esubero, campa stentatamente, ha una famiglia. Ogni tanto apprendiamo dalle cronache che taluno di questi "esuberi" ha paura, ha persino vergogna di rientrare nella propria famiglia, ogni tanto qualcuno si suicida, i giornali se ne occupano con qualche titolo o sottotitolo per un giorno e poi tutto continua come prima. Poi queste persone sono state inserite in qualche modo in qualche attività lavorativa, a mezzo o ad un terzo di salario, 800.000 lire al mese, sono stati chiamati "lavoratori socialmente utili", perché dovrebbero essere utili alla società e a se stessi che sono e vorrebbero essere inseriti in una società civile e produttiva, questa categoria di esuberi nella nostra Regione, da anni, anni e anni, assomma ad una cifra che oscilla fra i quattro e i cinque mila. Con leggi e provvedimenti successivi dello Stato e della Regione, ogni tanto si prova a dare una soluzione che permetta la fuoriuscita dal precariato, dal precariato materiale ed anche psicologico di queste persone, perché non siano più esuberi e perché abbiano un inserimento appena decente in un'attività lavorativa continuativa, seria e produttiva.
Questa Regione avrebbe tante possibilità di promuovere progetti di inserimento produttivo di questi lavoratori e l'abbiamo detto cento volte, mille volte e lo diremo ancora, perché il nostro dovere è di dirlo, fuori di qui e qui, anche se qualcuno si annoia, se qualcuno si infastidisce, se qualcuno si affanna, e non sapremmo dove dirlo se non lo dicessimo qui. Nei vostri salotti non ci ascoltate, nel Consiglio regionale dovete ascoltarci, potete votare contro ma dovete ascoltarci.
La legge numero 37 prevedeva con l'articolo 18 interventi che la Regione doveva promuovere in concorso con lo Stato per attivare progetti produttivi per il recupero e il reinserimento dei lavoratori cassaintegrati di lunga durata e i lavoratori socialmente utili; in diverse norme della finanziaria e dell'assestamento di bilancio abbiamo chiesto e parzialmente pure ottenuto di destinare risorse regionali alla promozione di questi progetti della Regione in concorso con gli enti locali. Lo Stato concorre al 50 per cento in questi programmi e progetti di stabilizzazione, nel campo del risanamento ambientale, nel campo della valorizzazione dei beni archeologici, nel campo di tante piccole e medie attività produttive. Ma quanta possibilità ci sarebbe di farne un'occasione di lavoro produttivo e serio per questi e per altri lavoratori? Non si riesce, perché chi dovrebbe promuovere questi progetti non lo fa, perché l'Agenzia del lavoro che abbiamo istituito e che è stata ben infoltita di oltre 40-50 unità lavorative, impiegati della Regione e convenzionati, invece di essere agenzia e cioè agire, non fa nulla che agisca.
Sono lì, gestiscono anche lì un "rubinetto", un'altra di quelle leggi "rubinetto", sempre provvidenze alle imprese. Un "rubinetto", dice l'Assessore del lavoro, che eroga danari un po' più lentamente di questa legge, perché questa è una legge pronta presa, non ti sei manco avvicinato che già ti ha soddisfatto. L'altro rubinetto è quello della "33", di un solo articolo della "33", gli altri articoli non valgono, tutti gli altri articoli della legge "33", che chiamano la Regione, i suoi uffici, i suoi tecnici, i convenzionati, a ipotizzare insieme agli enti locali politiche attive del lavoro, a suggerire, a promuovere, a sostenere buone idee, nuove iniziative di impresa non valgono. Tutto questo è sconosciuto. E se la selezione pubblica che è stata indetta per dare un direttore a quell'agenzia, come prevede la legge, ha dato il risultato che ci sono due persone o tre, non so quante siano esattamente, che non sono gradite all'Assessore, che non sono di "marca", della sua marca, non si rispettano le leggi e non si nominano i direttori. Meglio vivere nell'illegalità e nell'inefficienza piuttosto che garantire la legalità della Regione e il buon uso degli istituti per cui si è chiamati a funzioni di governo.
Questo accade in questa Regione! Voi vivete in una stagione troppo fortunata, vi state permettendo cose che in altri tempi sarebbero state inammissibili. Nessuno vi contesta, o alcuni di noi che vi contestiamo non abbiamo la forza di farlo a sufficienza. Vi lasciano passare tutto, vedremo fino a quando. Firmate protocolli, firmate intese, firmate concertazioni e i danari e le risorse della Regione e le sue leggi e i suoi uffici e le sue finalità che dovrebbero promuovere davvero nuova occupazione, rimangono lettera morta, come la legge "37" di cui a suo tempo avremo modo ancora di parlare.
Allora, cosa stiamo dicendo con questo emendamento numero 5? Cogliamo quest'occasione, riserviamo un 30 per cento, non diciamo un 90 per cento, ma solo un 30 per cento per concorrere a finanziare qualcuno di questi progetti di stabilizzazione occupazionale di questi lavoratori, un elemento, un tassello, un pezzetto di quel piano regionale di stabilizzazione di cui le leggi dello Stato parlano e per cui lo Stato mette il 50 per cento; concorriamo, all'interno di quella finalità che voi ritenete nobile di contributo alle imprese e di attività formativa sovvenzionata dalla Regione, concorriamo almeno con il 30 per cento per stabilizzare almeno una parte di questi lavoratori. Poi si vedrà cosa è possibile fare con altri istituti e con altri strumenti. Come sempre noi non siamo massimalisti, non vi abbiamo detto di risolvere in un momento tutto, vi indichiamo un pezzo di soluzione; uno l'avevamo indicato con quella risorsa istituzionale che per anni questa Regione non aveva attivato, cioè con la riserva nella chiamata negli uffici pubblici, negli enti regionali. Anche questo era previsto nelle leggi dello Stato e la Regione nonaveva utilizzato questo strumento. Finalmente con le ultime norme, mi pare con l'ultimo assestamento di bilancio, siamo riusciti a far passare quel pezzetto di soluzione. Questo è un altro pezzetto, che va nella direzione giusta, che non è in contrasto con gli obiettivi che vi proponete con questa legge e con questo articolo 2. Perché volete dire no anche a questo? Stiamo dicendo il 30 per cento, sempre con danari dati alle aziende, sempre per attività formative ma per una categoria di lavoratori che vive una condizione estremamente difficile, una categoria particolarmente castigata e punita, particolarmente sofferente, perché si tratta spesso di persone che non hanno più neppure di fronte a sé un avvenire, perché sono persone che erano giovani quando sono entrate nel mondo produttivo, erano ancora giovani o quasi quando sono state espulse dal mondo del lavoro, poi sono trascorsi 10-15 anni, sono sulla soglia dei 45-50 anni, hanno bisogno di una soluzione, di una stabilizzazione, di serenità per poter campare. Perché dite no? Questa proposta non cambia la filosofia della legge, non cambia il suo dispositivo generale, si cambia in parte, come dire, la base che compone i beneficiari, diciamo così, sotto il profilo sociale, quelli che dovrebbero essere ammessi a questi corsi e poi inseriti nell'attività lavorativa.
Questo è il senso dell'emendamento numero 5 che ancora proponiamo alla vostra attenzione per una riflessione seria e possibilmente per un accoglimento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 5 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Esprimo parere contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 6.
COGODI (R.C.). Confortati e incoraggiati da questa motivazione convincente e nobile che signorilmente c'è stata poc'anzi riferita dalla parte destra di questo Consiglio, possiamo più tranquillamente illustrare il contenuto dell'emendamento numero 6. Si potrebbe anche cambiare un po' registro.
L'emendamento numero 6 è di una semplicità assoluta, può essere capito da chiunque, non faccio nomi, questo emendamento, in buona sostanza, espunge dal testo dell'articolo 2 il riferimento al bando già indetto, lascia la sostanza dell'articolo, lascia la finalità, lascia la posta finanziaria, lascia tutto, puramente e semplicemente toglie il riferimento al bando già espletato e questo riferimento deve essere tolto per una questione di legittimità e per una questione di moralità.
Inizio dalla moralità, che in questa condizione, secondo me, prevale addirittura sulla legalità. Ma come si fa anche solo a pensare che, essendo stato indetto un bando, cioè una gara, un concorso, per vedere quali domande e quali progetti fossero i migliori, prevedendo una spesa di 7 miliardi, comunque sia, chiunque abbia avuto quei 7 miliardi, come si fa a ritenere che si possa, con legge successiva, aumentare questa cifra. Se questa invece di una legge fosse un atto amministrativo, fuori dalla porta e dietro la tenda ci sarebbero i Carabinieri. Il bando diceva: "Una legge destina 7 miliardi per queste finalità. Chi concorre con la sua idea, con la sua domanda perché sia valutata e possa avere parte di queste risorse finanziarie?" E così è stato. Ora c'è un elenco di gente che aveva i requisiti per partecipare però non ha vinto. Sarebbe come se in un concorso che fosse indetto per 10 posti, si presentassero 3000 idonei e il giorno dopo si facesse una legge per assumere 2990 idonei, invece di indire un nuovo concorso. E` una truffa, è una truffa nei confronti di altri imprenditori, una cosa del genere è immorale. Quegli imprenditori, quegli enti di formazione sono conosciuti, sono elencati! Ci sono i nomi e i cognomi, gli enti di formazione, ASCOM, ASCON, ISOGEA, ENAIP, ENAIP, ENAIP CNOS e quanto altro. Non si può, non ci sono i caratteri di generalità, di astrattezza, di equilibrio, di oggettività propri di una legge. Qui si sta facendo un articolo di legge per dare i contributi a questi soggetti, che hanno come unico titolo il requisito per concorrere a un bando, ma quel bando si è già fatto. In un concorso pubblico si può, nella graduatoria degli idonei, nel corso dei due, tre anni successivi, arrivare fino al doppio dei posti messi a concorso, se sono 4 si può arrivare a 8, ma è una legge che lo prevede. Con questo bando, voi non potete farlo; c'erano 7 miliardi e chi ha concorso sapeva che c'erano 7 miliardi. Qualcuno, però, di fronte all'entità della cifra stanziata, può anche aver deciso di non concorrere, e perché ora dev'essere escluso se invece di 7 i miliardi diventano 70? Questi hanno i requisiti? Questi enti di formazione sono tanto bravi? Riconcorrano, si ripresentino insieme agli altri. Rifate il concorso! Non potete pensare, in questo modo, con un articolo di legge, di dare i danari a dei soggetti che non hanno vinto nessun concorso, hanno solo il requisito per concorrere, come tutti i geometri bravi che partecipano ad un concorso per l'assunzione di geometri e che non lo vincono, perché non sono fra i primi, ma non è detto che non abbiano i requisiti per poterlo vincere. Se no non c'è selettività. Badate non è che non c'è selettività, c'è un imbroglio, c'è un'ingiustizia. Ecco perché il primo tratto che ho voluto rappresentarvi è quello dell'immoralità; ovviamente c'è anche un tratto di illegalità, perché non può una legge intervenire a copertura di spese che derivano in capo a soggetti che nessun altro titolo hanno che quello di aver partecipato a una gara che non hanno vinto. Non si può; è come se si mettesse in gara la costruzione di un'opera pubblica per 1 miliardo, e vincesse un'impresa, perché le altre imprese decidono di non concorrere avendo altre dimensioni, dopo di che si portasse il valore dell'opera da costruire a 70 miliardi. E` ovvio che è illegittimo, è ingannevole, è immorale. Perché volete insistere? Noi contestiamo la finalità della legge, a voi della destra piace molto, tenetela, non è messa in discussione. Noi diciamo che l'entità delle risorse per queste finalità è eccessiva, preferiremmo sostenere politiche attive del lavoro anziché dare contributi alle imprese, però, il nostro emendamento lascia anche immutata l'entità delle risorse, tenetele, per quelle finalità, in quella entità, con quelle modalità, però togliete, perché dovete toglierlo, il riferimento al bando già espletato, per le ragioni che sono state dette. Su questa cosa nessuno se la può cavare dicendo: "Non si accoglie l'emendamento". Badate, qui c'è un ragionamento; e non è solo un ragionamento, come si suole dire, politico, intendendo che la politica possa essere tutto e il contrario di tutto, qui c'è la rappresentazione di argomenti e di elementi che sono di equità, di obiettività, di buona amministrazione, di legalità, di fondatezza della legge. Faremmo bene a sottoporre le leggi della Regione a qualche vaglio tecnico prima che superino il passaggio delle Commissioni e arrivino all'Aula, perché poi quando molte leggi vengono rinviate tutti suonano i tamburi di guerra contro il governo centralista, mentre siamo noi incapaci di valutare appieno la fondatezza e la legalità degli atti che si compiono. Questo è sicuramente un tratto di illegalità oltre che di iniquità.
Questo è il senso dell'emendamento e su questo noi vorremmo che ci fosse un po' di confronto politico. Non siamo solo noi, i tre disperati di Rifondazione, altri, nel Consiglio regionale autorevolmente, parti consistenti del Consiglio, su questo punto sono intervenuti con argomenti altrettanto seri rispetto a quelli che noi abbiamo rappresentato. Pensiamo che ci sia il tanto per operare questo correttivo che non solo è utile ma è assolutamente necessario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 6 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Io penso che il relatore di maggioranza debba limitarsi ad esprimere in parere di accoglimento o di rigetto in funzione di quello che è il contenuto dell'emendamento e non dare spiegazioni in ordine al parere, anche perché queste poi emergono dal successivo dibattito. Quindi, sotto questo aspetto, mi dispiace di dover deludere il collega Cogodi. Probabilmente, in sede di dibattito, la maggioranza esporrà le ragioni per le quali il relatore di maggioranza esprime un determinato parere che può anche essere contrastante. Sotto questo aspetto, ma giusto per dire che ho aggiunto una parola di più al semplice nudo e crudo "si accoglie" o "si respinge", dirò che per ragioni esattamente opposte a quelle indicate dal collega Cogodi, e che rispondono, a nostro parere, perfettamente a canoni di moralità e di liceità l'emendamento non si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 8.
COGODI (R.C.). Noi vorremmo dare qualcosa per illustrato ma qui c'è bisogno di illustrare ancora.
Effettivamente sull'emendamento numero 8 dirò poche cose, perché onestamente aspettiamo che in sede di discussione, quando illustrati gli emendamenti si passerà al confronto politico, possano emergere indicazioni che, se ho ben capito, il relatore di maggioranza dice di non poter prendere in considerazione anche per ragioni metodologiche, essendo lui relatore di maggioranza, e quindi, per intanto, vincolato ad un'opinione di maggioranza. Ma nel corso del dibattito, può essere che intervengano non dico dei ripensamenti ma riflessioni ed approfondimenti tali che consentano una modificazione dell'orientamento attualmente prevalente. Per cui dirò semplicemente, sull'emendamento numero 8, che questa norma, che noi proponiamo di inserire nel testo come norma aggiuntiva, richiama l'esigenza che sia rappresentata alla Commissione europea la nuova consistenza dell'intervento che si sta operando. Ho usato l'espressione "consistenza", che non ha un significato solo di entità numerica, ma che vuole avere, e ha, il significato di quantità e di qualità. Si è detto: "Ma questa non è una legge di merito", in sostanza. Mi pare di aver capito, ma non vorrei aver capito male, che addirittura questa legge non è stata istruita nella Commissione di merito, è stata mandata alla Commissione finanze, e infatti l'Assessore, a nome della Giunta, qui ha detto: "Ma che c'è da discutere nel merito in questa legge? È solo una norma finanziaria". Come se una norma finanziaria fosse una cosetta, una cosa minore, un figlio illegittimo, come se una norma che porta un intervento finanziario della Regione, cioè una sua esposizione finanziaria, un uso di danaro pubblico, chiamiamolo così, perché è così, da sette a settanta miliardi, non cambiasse la natura delle cose. Altroché se le cambia! Le cambia in quantità e in qualità, in ragione e in riferimento a quanto ha la Regione nel suo insieme, perché se questa fosse una Regione che ha migliaia e migliaia di miliardi da destinare in tutte le direzioni per affrontare i problemi sociali, occupazionali, culturali e quant'altro, potremmo dire: "Ma da 7 a 70 miliardi non è che cambia molto". Ma come può una Regione che deve spartire il pane fra un povero e un altro povero, un bisogno e un altro bisogno, dire che moltiplicando per dieci il finanziamento non si modifichi sostanzialmente la natura di quell'intervento? Mettere in concorso 7 miliardi per una finalità è una cosa, metterne 70 è un'altra cosa; addirittura darne 70 senza concorso, perché di fatto poi accade che voi vorreste deliberare di coprire a piè di lista un'elencazione di ditte, di associazioni e di enti di formazione che a suo tempo si sono annunciati, e siccome non c'era la copertura finanziaria, non so quanto ci sia stata la premura, l'attenzione per un esame puntuale delle finalità che questi soggetti annunciavano. Io penso che quando si concorre a cose di questo genere - non è che lo penso, lo so - se è stabilito che l'azienda riceva i danari solo in quanto dica che assumerà i partecipanti ai corsi di formazione aziendali, tutte le aziende lo affermano. Se non c'è sanzione, badate, non costa nulla. Infatti, in questo caso non c'è sanzione.
Non si dovrebbero mai dire bugie nella vita, meno che mai si dovrebbero dire nelle istituzioni, anche per non indurre in errore quelli che prestano fede. Per me non c'è problema, se il collega Balletto dice una cosa che non corrisponde al vero, io sono salvo, perché tanto non gli credo. Ma se uno crede al collega Balletto, e ha ragioni anche di affinità politica per crederci, avendo egli anche la funzione istituzionale di relatore, nasce un problema, e cioè che in buona fede uno ha creduto ad una cosa e così determina la sua volontà, e invece quella cosa non era vera. Mi riferisco all'articolo 5 del bando.
Il collega Balletto - ed è agli atti del Consiglio, per fortuna qui esistono gli atti integralmente registrati - ha detto che la garanzia dell'assunzione sarebbe contenuta nel bando, perché la fideiussione prestata per due anni garantirebbe l'assunzione per due anni, pena la perdita della fideiussione, e quindi il nostro emendamento, quello precedente, sarebbe stato addirittura restrittivo. E invece non è vero. L'articolo 5 del bando dice: "Tale polizza" - quella di fideiussione - "sarà svincolata all'atto dell'assunzione dei corsisti". Non si dicono bugie e soprattutto, non si induce in errore chi deve decidere politicamente approvando o disapprovando una legge. Non c'è la garanzia di due anni con la polizza fideiussoria; la polizza fideiussoria, in base al bando, è svincolata all'atto dell'assunzione. Dal giorno dopo l'imprenditore è libero; moralmente non è libero, incorrerebbe in altre valutazioni di opportunità o in altre censure morali, ma giuridicamente è libero. Non c'è garanzia, la polizza fideiussoria è svincolata; l'imprenditore può ottenere i danari, inserire i corsisti nell'attività produttiva, rendere anche una utilità, perché formare è pur sempre un'attività utile, arrivare fino all'assunzione, e subito dopo, svincolata la polizza, dire: "Questi lavoratori non mi servono più". Potrebbe avere anche ragioni valide, però è così, non è come è stato detto. E Balletto, che è il relatore di maggioranza, il bando lo dovrebbe conoscere almeno quanto noi, che siamo di minoranza, che non siamo relatori e siamo pure pochi.
Allora, modificandosi sostanzialmente il contenuto, la portata, la consistenza della norma, noi riteniamo che sia doverosa e necessaria l'interlocuzione e quindi l'ottenimento del visto anche da parte della Commissione Europea, pena altri rischi, così come in altre circostanze sono occorsi, di procedure di infrazione. Questo in omaggio ai vostri principi: quelli della concorrenza, quelli dell'inserimento organico nelle politiche comunitarie, che sono più cose vostre che cose nostre, o meglio, sono anche cose nostre, ma le intendiamo in modo un tantino diverso. Questo è il significato e il senso ancora una volta migliorativo dell'emendamento numero 8, che ho testé illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 8 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Non si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non si accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). A dire la verità, Presidente, aspettavo che intervenisse l'Assessore o l'onorevole Balletto o qualcuno della maggioranza, proprio in merito alle cose che sono state dette anche nella discussione sull'articolo 1, che molti colleghi hanno ripreso anche nei loro interventi sull'articolo 2. Anche perché noi abbiamo chiesto, in modo particolare all'Assessore del lavoro, alcune risposte rispetto alle proposte che facciamo in questi emendamenti che, guarda caso, hanno la stessa finalità delle nostre proposte sull'articolo 1. Mi dispiace che queste risposte, nonostante la nostra richiesta, forse anche insistente e petulante, non vengano date.
Però, prima di entrare nel merito dell'articolo, voglio fare una considerazione di carattere generale rispetto alle cose che qua sono state affermate, perché nella discussione alcuni colleghi, ma anche l'Assessore, si riferivano alla bontà di questi bandi, facendo riferimento non soltanto al primo bando, quello su cui si chiede di poter impegnare l'ulteriore somma di 63 miliardi, per cui la spendita complessiva sarebbe di 70 miliardi e non di 63, ma con preciso riferimento al secondo bando. Un componente dei Riformatori addirittura diceva che il secondo bando contiene ulteriori elementi innovativimigliorativi anche del primo bando. Veramente queste cose preoccupano, e preoccupano perché queste affermazioni vengono fatte tutte in riferimento al fatto che questi bandi danno la certezza che le aziende assumeranno il 50 per cento dei lavoratori, per cui questi lavoratori avranno consolidato, comunque, nel bene o nel male, un posto di lavoro.
Chi ha avuto l'opportunità di leggere il secondo bando, che è esattamente quello pubblicato lunedì 9 ottobre del 2000 - e noi, dato che abbiamo poche cose da fare, leggiamo tutto e cerchiamo di leggere sempre più cose - , all'articolo 4 "tipologia della formazione", ha certamente notato che il 50 per cento in questo caso non è riferito alle misure di qualificazione del livello 1 e del livello 2, ma è riferito esclusivamente agli interventi di prequalificazione del livello 1 e del livello 2. Quindi si parla del 50 per cento, ma il 50 per cento è comunque limitato a quei livelli di prequalificazione, per cui vuol dire che comunque questo bando, per quanto riguarda le possibilità di occupazione delle persone che frequenteranno i corsi di formazione, sarà di sicuro, molto inferiore rispetto al bando precedente, che comunque noi contestiamo. Ho voluto far osservare questa cosa per dire che, se si seguono le cose, le bugie hanno le gambe corte. Prima di affermare alcune cose bisogna quanto meno documentarsi per vedere come stanno esattamente.
La seconda questione riguarda invece la garanzia della fideiussione ed anche quello che prevede l'allegato C) del bando in discussione. Sembra che il bando, così come è formulato, presenti tutti gli elementi di garanzia, per cui per l'amministrazione regionale, rispetto all'obiettivo che si pone della occupazione di alcune migliaia di persone, adesso non mi ricordo quante,è scritto nella relazione, dovrebbero essere 1.594, sembra non ci siano problemi, nel senso che siamo garantiti da fideiussioni, per cui questo fatto di per sé ci può mettere il cuore in pace.
Ebbene, lo diceva già molto bene Luigi Cogodi, mio collega nonché compagno, ma lo voglio ribadire anch'io, che mi sembra che sia veramente assurdo affermare questo, in quanto le prescrizioni nel bando sono molto chiare, nel senso che la garanzia, in effetti, riguarda la realizzazione del corso, per cui è valida per tutto il periodo del corso, e decade automaticamente dopo tre mesi, dopo che l'azienda ha fatto le assunzioni. Il problema vero qual è? E` la stabilizzazione di queste assunzioni. Soprattutto per la tipologia delle aziende - io me le sono andate a vedere una ad una - perché ci sono anche aziende di servizi, ci sono aziende che lavorano in modo particolare nel settore degli appalti, aziende che iniziano un'attività, assumono il personale a tempo indeterminato, però terminano l'attività dopo sei, sette, otto mesi, per cui l'assunzione a tempo indeterminato, pur essendo fatta a tempo indeterminato, ha già una fine, l'idea che si ottengano 1.594 posti di lavoro è veramente una fantasia. Non c'è nessun dato che possa confermare questa previsione.
Io mi rivolgo ancora all'Assessore del lavoro, per capire quali azioni l'Assessorato ha posto o sta ponendo in essere per stabilizzare quei benedetti posti di lavoro che da noi e dall'amministrazione regionale, un po' da tutti, sono ritenuti non soltanto più degni di attenzione, perché i lavoratori attualmente occupati nel lavori socialmente utili hanno bisogno di lavorare, ma che comportano, sia per l'amministrazione regionale, sia per l'amministrazione statale, un grosso esborso di denaro pubblico, perché nella nostra esperienza è dimostrato che proprio per non avere voluto affrontare con azioni concrete il problema della stabilizzazione del lavoro, abbiamo continuato a fare azioni di mera assistenza, senza pensare che così facendo, l'unico obiettivo raggiunto, forse anche doveroso in quella situazione, era quello di consentire ad alcune migliaia di persone di avere almeno i soldi per portare a casa il tozzo di pane. Però, non ci siamo mai posti l'obiettivo di dare applicazione alla norma che noi stessi abbiamo approvato che ci impone di usare tutti gli strumenti per superare questo stato di cose, per non continuare ad erogare soldi in questo modo, e non stiamo parlando di poche centinaia di milioni, stiamo parlando di alcuni miliardi, senza riuscire a trasformare questa assistenza in lavoro stabile. Allora, se il principio che qua si afferma è che è l'impresa che dà lavoro, che è l'impresa che può dare una risposta di tipo concreto, cosa c'è da scandalizzarsi se noi proponiamo che una piccola parte di questi fondi le imprese, non quelli che li hanno espulsi...
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, la prego di concludere.
VASSALLO (R.C.). Potrebbe capitare che le proposte le facciano anche quelli che li hanno espulsi, ma le imprese utilizzino questa possibilità, questi fondi per riqualificare, per formare e per rimettere nel ciclo produttivo questi lavoratori? Cosa c'è da scandalizzarsi? Perché no? Ce lo volete spiegare?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo sempre sull'articolo 2. Aggiungo alcune altre considerazioni alle considerazioni che hanno fatto i colleghi e che io stesso, intervenendo nella discussione generale di stamattina, ho fatto. Noi ribadiamo che c'è da parte nostra la massima attenzione agli strumenti che sostengono l'impresa e che in particolare sostengono la formazione, che è una delle funzioni strategiche dell'impresa; però vorrei davvero rivolgere un appello alla Giunta su quello che si sta facendo. Io non voglio usare parole eccessive, però, badate, stiamo creando un precedente delicato, perché stiamo sancendo per legge che, una volta fatto un bando per sette miliardi e viste le richieste, cioè i nomi dei soggetti che possono beneficiarne, integriamo le risorse aumentandole di sessantatré miliardi. Questa è un'operazione finalizzata certamente ad agevolare delle imprese che hanno bisogno di essere sostenute e che stanno svolgendo una funzione strategica quale la formazione, ma di queste imprese, che al momento del bando erano sconosciute, ora si conoscono i nomi, e si stanno integrando le risorse, per soddisfare la totalità delle richieste. Ripeto: noi siamo favorevoli al sostegno delle imprese, e se ci fosse la necessità di aggiungere non cinquantasei miliardi ma cento miliardi saremmo favorevoli ad aggiungere cento miliardi; ma ci chiediamo, lo chiedo all'Assessore del lavoro in particolare che sta seguendo con attenzione la materia, perché questo problema non possa essere, anche integrando le risorse da cinquantasei a cento miliardi, affrontato nella finanziaria del prossimo anno, con l'impegno di tutti ad ampliare la dimensione del bando, in modo tale da far rientrare sia le imprese che, pur avendo i requisiti, sarebbero escluse dai finanziamenti con questo bando, sia le imprese che non hanno fatto domanda di partecipare in considerazione dello stanziamento. obiettivamente limitato. Voglio fare una seconda considerazione. Badate che, e lo dico proprio con un atteggiamento costruttivo, sapendo che concordiamo sull'esigenza di dover dare sostegno alle imprese, se si accetta questo principio, se domani, su un altro bando di qualunque tipo, per esempio relativo alle leggi sulla pubblica istruzione, sui centri culturali, sulle associazioni, sullo spettacolo, su attività sportive o di qualunque natura, stanziamo due miliardi, cinque miliardi in finanziaria, ed arrivano domande per quindici miliardi e, faccio un esempio a caso, il collega Cogodi propone dieci miliardi per coprire la totalità delle domande, con quale criterio voi respingerete, domani, la proposta di Cogodi o la proposta mia o di altri? E con quale criterio potremmo respingere le richieste dei soggetti che, avendo titolo e non rientrando nell'ambito degli stanziamenti, chiedessero una integrazione degli stanziamenti? E questo, badate, vale per una molteplicità di capitoli che creeranno problemi alla Giunta, perché inevitabilmente in questa piccola Regione le cose si sanno, e domani ci saranno, nell'andito, soggetti che hanno fatto domanda e che, pur avendo titolo, non essendo i primi in graduatoria, non possono godere dei finanziamenti previsti. Io so benissimo che le imprese che sono state selezionate rientrano nell'alveo della idoneità, ma sul problema della idoneità vi potreste trovare domani a far fronte ad una serie di pressioni su una quantità di leggi che hanno finanziamenti limitati, ma molti soggetti idonei a partecipare ai finanziamenti. Come farete a dire di no, una volta che si è affermato per legge un principio, e quindi, per legge, sono stati forzati la tradizione e i criteri di correttezza amministrativa? Una volta che abbiamo fatto questa forzatura non c'è rimedio, ci troveremo in una situazione ingovernabile. Ecco perché io vi chiedo di pensarci bene. Se noi dessimo alle imprese il messaggio che ci impegniamo a integrare i fondi, a stanziarli nella finanziaria in quantità tale da venire incontro alle esigenze delle imprese già oggi considerate idonee e di altre che possono avere gli stessi requisiti, certo, perderemmo un paio di mesi, ma che cosa sono un paio di mesi rispetto alla correttezza amministrativa, soprattutto quando alle imprese si spiegherà che le risorse finanziarie possono essere di tale entità da soddisfare tutte le domande? Secondo me questi ragionamenti dovrebbero indurci a riflettere, perché al di là della legge ci sono dei punti fissi, dei criteri di correttezza amministrativa che, secondo me, tutti noi, ma la Giunta in particolare, faremmo bene a non dimenticare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Voglio fare alcune considerazioni nel merito, tenendo presente anche il fatto che noi abbiamo sollecitato una discussione reale con la finalità di riuscire ad ottenere una disponibilità ad una discussione seria, che tentasse di cogliere, non dico il dettato dei nostri emendamenti, ma almeno qualche aspetto della loro ispirazione per tentare di affrontare in termini reali una discussione che noi abbiamo detto, fin dall'esame in Commissione, che doveva essere una discussione seria, perché non si trattava di un provvedimento qualsiasi, non era una leggina, era un provvedimento che nella sostanza affrontava una questione delicata e fondamentale per l'operato dell'amministrazione regionale in un settore così delicato qual è appunto la legislazione per l'incentivazione all'occupazione. Quindi, già in Commissione noi abbiamo detto che questo non poteva essere liquidato come un semplice provvedimento di natura finanziaria, come una sorta di assestamento e quindi che vi era la necessità di una discussione. Qui abbiamo riproposto questa esigenza, ci troviamo di fronte ad una chiusura netta, una chiusura che viene motivata con la scelta di fondo che non si vorrebbero introdurre vincoli di nessun tipo per le imprese, perché in questo modo, si dice, solo in questo modo, si affronterebbero i problemi dell'occupazione e si creerebbe, tra l'altro, occupazione aggiuntiva. Ne abbiamo sentito un po' di tutti i colori, c'è stato perfino chi ha affermato che oggi quando si assume a tempo indeterminato nessuno può essere licenziato, perché c'è perfino la giusta causa, a prescindere da come poi viene utilizzato questo istituto, e a prescindere anche dai soggetti ai quali si riferisce, perché anche questo è un aspetto che andrebbe valutato, e dimenticando alcuni ragionamenti che pure in quest'Aula, nel corso di questi mesi, sono stati sviluppati. Io ricordo di aver richiamato, durante la discussione sulle vicende della Scaini, che poteva accadere l'assurdo, che poi non è così assurdo, e l'utilizzo di questo strumento lo comproverebbe, che quei lavoratori potevano essere licenziati, così come sono stati licenziati. Qualcuno mi dirà che questo è avvenuto perché l'imprenditore è fallito. Intanto quell'imprenditore anche in quella realtà era subentrato con incentivi ed agevolazioni di ogni tipo, con l'obiettivo di mantenere l'occupazione all'interno di quello stabilimento con tutta una serie di garanzie. Il risultato è quello che conosciamo. Quando abbiamo affrontato quegli argomenti, si è detto qui e fuori di qui, che una delle cause per cui non era possibile che subentrassero altri imprenditori, che veniva in qualche modo invocata dagli imprenditori interessati, era che l'onere contrattuale di quei lavoratori era eccessivo e che, quindi, quei lavoratori dovevano rimanere fuori. Con questa normativa non solo quei lavoratori dovranno rimanere fuori, ma il nuovo imprenditore, cioè quello che subentrerà a quello che nel corso dei due anni ha preso tutti gli incentivi e ha dato tutte le garanzie che sappiamo, magari potrà utilizzare queste provvidenze.
Mi si dirà che il bando è chiuso, perché poi c'è anche tutta la vicenda del bando; ma non è detto che questa legge non venga rifinanziata e non si facciano altri bandi, ce n'è già un altro, ce ne potrà essere anche un terzo e così via. Chiaro è che, in assenza di garanzie, questi sono strumenti che mettono a concorrere i lavoratori gli uni contro gli altri e il risultato è quello che sappiamo, che magari l'assunzione del personale che sostituirà quei lavoratori, utilizzando queste forme di incentivazione, verrà spacciata come nuova occupazione. Quando noi, in merito a queste questioni, chiediamo alcune garanzie, così come sono formulate negli emendamenti, sinceramente non stiamo proponendo vincoli che non consentirebbero di creare occupazione, come qui è stato richiamato, stiamo chiedendo alcune garanzie minime che sono perfino eccessivamente blande, perché chiedere la garanzia di una durata minima del rapporto di lavoro pari a ventiquattro mesi, dopo la formazione, significa chiedere che si abbia almeno la possibilità, per due anni, di verificare concretamente che dell'incentivazione che è prevista in questi provvedimenti si abbia un ritorno reale. Qualcuno dirà, così come ha detto: "Ma no, c'è l'assunzione a tempo indeterminato". Ed allora, se c'è l'assunzione a tempo indeterminato, qual è l'ostacolo a mettere la garanzia minima di ventiquattro mesi, visto che c'è, addirittura, la dichiarazione di intenti che dovrebbe trattarsi di un'assunzione a tempo indeterminato. Quindi non capisco il rifiuto di accogliere la nostra proposta di chiedere la garanzia dei ventiquattro mesi. Questo è uno degli aspetti che è contenuto negli emendamenti che abbiamo proposto.
Ma non è il solo aspetto. In questa Aula, ad ogni piè sospinto, tutti si ergono a moralizzatori e a risanatori del bilancio pubblico, sia che si tratti del bilancio dello Stato sia che si tratti del bilancio della Regione. Noi chiediamo ora una misura che dovrebbe rientrare nell'ordinaria procedura di incentivazione, dicendo: "Badate, c'è una categoria di lavoratori che per le vicende che conosciamo si trova in una condizione particolare, e chiediamo che per questi lavoratori ci sia una riserva del trenta per cento". Non stiamo chiedendo la luna nel pozzo. Con questa misura stiamo, tra l'altro, di fatto, creando le condizioni per sgravare di altri costi lo Stato centrale, che comunque interviene, e la stessa Amministrazione regionale che ha effettuato degli stanziamenti per mantenere aperta la possibilità di prorogare i progetti, e ha anche approvato una normativa su questa materia. C'è una normativa sia a livello nazionale che a livello regionale, che tende a creare le condizioni per stabilizzare quei lavoratori, non si capisce perché in una legge di incentivazione queste cose non possano essere riproposte ed accolte.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI
(Segue ORTU.) Quale stravolgimento emendamenti di questo tipo creano rispetto al testo iniziale del provvedimento, che chiaramente, dopo una fase di attuazione e di sperimentazione, va corretto e migliorato anche da questo punto di vista? D'altronde, se non utilizziamo questo strumento, quei lavoratori, essendo, nel mercato del lavoro, molto più deboli, rimarranno assolutamente tagliati fuori da qualsiasi possibilità di essere ricollocati, al di là delle parole di cui ci riempiamo la bocca, al di là del mercato ed al di là della concorrenza e delle tante cose di cui spesso parliamo in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Prendo la parola, Presidente, per ribadire telegraficamente quanto ho espresso intervenendo sull'articolo 1, e cioè ribadendo la mia opinione contraria all'articolo 2, per due motivi che ho già illustrato e che sono stati illustrati anche da altri colleghi intervenuti. Il primo motivo è che questo costituirebbe un precedente alquanto pericoloso, il secondo è che non considero fondato l'argomento secondo cui integrare la copertura finanziaria in relazione al bando già operante sarebbe l'unico modo per evitare di perdere i quattrini. Per perdere i quattrini esistono altri sistemi, se volete ne parliamo, ma questo non è un argomento molto convincente.
Condivido l'emendamento numero 6, presentato da Rifondazione comunista, che voterò; se non venisse approvato, voterò contro l'articolo 2. Poi il Consiglio naturalmente deciderà ciò che crede, ma io voglio che rimanga una testimonianza di questa posizione, perché credo che se l'articolo 2 venisse approvato senza l'emendamento, in futuro avremmo modo, molte volte, di richiamare quanto oggi il Consiglio regionale, sancendo un precedente di questo genere, avrebbe fatto negativamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Devo dire che noi abbiamo un pochino, non troppo, ma un pochino sperato che da parte di qualche settore della maggioranza o di qualche pezzo di Giunta, magari a partire dall'assessore del lavoro, che in genere è più sensibile alle questioni che riguardano il mondo del lavoro e la regolarità delle procedure e le garanzie che debbono presiedere alle attività di intervento pubblico in materia di economia, di imprese, di lavoro, avevamo un pochino sperato che vi fosse la possibilità, non dico di un cedimento (mai pensare cose del genere) ma di un qualche ripensamento che almeno ipotizzasse e trovasse un componimento a questa questione. Niente; tutti fermi, tutti zitti, tutti graniticamente composti a difendere le postazioni; così avete pensato, così avete scritto, così avete deciso, così farete. Io ho un conoscente che ogni volta che inizia a parlare si introduce con l'espressione: "Ho fatto un sogno". È un tipo che in genere dorme e quando si sveglia e inizia a parlare ha sempre fatto un sogno. Anch'io vorrei fare un sogno, dormo meno, ma anch'io vorrei fare un sogno. Voglio sognare che Fantola abbia ragione. Perché Fantola? Che c'entra? E' zitto, forse neanche c'è. Dico Fantola perché sogno che si realizzi immediatamente l'assemblea costituente, e che noi o parte di noi, perché se si decidesse di costituire l'assemblea costituente sarebbero i cittadini a eleggere i rappresentanti (se noi siamo rappresentanti legittimi dei cittadini, perché se siamo illegittimi ci converrebbe andare a casa, ma presumiamo di essere rappresentanti legittimi) e quindi noi o parte di noi saremmo anche nell'assemblea costituente, e quindi saremmo all'incirca noi stessi. Di sicuro ci sarebbe Fantola nell'assemblea costituente, perché se no non varrebbe, le elezioni sarebbero nulle. Quindi noi, anziché assemblea costituita, cioè assemblea legislativa che deve fare buone leggi, che deve esercitate i poteri autonomistici nella responsabilità che compete, saremmo assemblea costituente. E di che cosa parleremmo? Sognando, mi pare di aver capito l'intervento che farebbe Fantola, perché qui nell'assemblea costituita, non lo fa, ma in quella costituente lo farebbe. Parlerebbe di nuovo Statuto, perché quello che abbiamo non serve, non vale, e siccome non serve e non vale, non si deve neanche rispettare. Parlerebbe di nuovi poteri, perché quelli che abbiamo non bastano e quelli che abbiamo tanto vale maltrattarli. Potremmo avere nuovi poteri e fare quello che vogliamo, magari potremmo costituire nuovi enti, in modo da poter dire che vanno poi riordinati e, nel frattempo, nominare dirigenti di quegli enti, magari consiglieri regionali dichiarati decaduti. Magari potremmo, con nuovi poteri, costruire nello stagno di Molentargius, in un esercizio supremo, totale, integrale di autonomia. Che vuole lo Stato, con le sue regole le sue legge e i suoi vincoli? Che c'entra la costituzione repubblicana con i suoi valori? Con una nostra Assemblea costituente, nuovo Statuto e i nuovi poteri, noi potremmo anche decidere di fare quello che vogliamo, anche di costruire a Molentargius. E potremmo decidere, liberi e sciolti come il torrone di Aritzo, che le regole non valgono, che la buona amministrazione non serve, che controllo di legittimità non ce n'è, che vincoli costituzionali non ne conosciamo.
Ora il sogno diventa un incubo e io non ascolto più Fantola che sta zitto, ascolto tutti voi che state zitti e che fate finta di non sentire e di non capire, ma fate finta, perché avete capito benissimo. Questa norma è illegittima, è illegale, questo Consiglio regionale sa che si accinge a votare nella sua maggioranza una norma che è ingiusta, immorale e illegale. Voi state decidendo che darete i danari della Regione a questi enti e a questi soggetti che sono elencati in questo foglio. La vostra volontà è viziata; una legge non può essere fatta per dare i danari a soggetti predeterminati, Mi dispiace per l'ASCOM di Garzia, che ricorre molte volte in questo foglio, ma se vuole i danari per fare formazione insieme a imprese che dicono che assumeranno, e non si sa se lo faranno, concorra con tutti gli altri enti che hanno titolo e diritto che si presenteranno. . Prima dovete fare la legge, poi il bando, perché tutti hanno il diritto di presentarsi e di concorrere. Non potete fare prima il bando senza danari, poi l'elenco di coloro che hanno i requisiti, e infine la legge per mettere i danari, cioè per dare i soldi a quelli che sono indicati nell'elenco. Non lo potete fare. Voi lo fate, però sapete che non lo potete fare. Io vi ho invitato prima a chiedere un parere tecnico, chiedete se una legge alla Regione può essere fatta per dare danari a chi, nome, cognome e indirizzo, è indicato in un elenco, che non ha vinto nessun concorso, che ha solo un titolo di idoneità, pari o uguale a tanti altri soggetti che hanno titoli di idoneità per poter concorrere a quella formazione e godere di quel contributo per sostegno all'impresa. Dov'è la vostra idea di concorrenza? Dov'è il vostro liberalismo? State votando una legge truffa, truffaldina. Voi la voterete lo stesso pur sapendo che state compiendo un atto di prepotenza, un sopruso.
Io le cose ve le dico così perché le sento così e le so dire così, non c'è malanimo, lo sapete, è il mio modo di dire, lo dico ugualmente con tutto il rispetto che è dovuto a tutti. Gian Mario Selis ve l'ha detto in altro modo, ma la sostanza è uguale; Piersandro Scano ve l'ha detto con altro tono, ma la sostanza è uguale. Noi ve lo diciamo così, ma la sostanza è uguale.
Potremmo occupare ancora un minuto, utilizzare ancora una parola. Noi non riteniamo che la parola sia inutile, riteniamo che la parola serva a esprimere doverosamente quel che si pensa, a comunicare una convinzione, a rivolgere anche un invito e un appello, per quanto questo invito e questo appello troppo spesso cadano nel vuoto o sull'arida roccia. L'ho detto, siete granitici in questa vostra compostezza, in questa vostra freddezza, ma è un'apparenza. Voi non siete convinti di quello che state facendo; molti di voi sono stati anche indotti ad assumere una posizione sbagliata su questa questione. Io prima vi ho fatto esempi della mala informazione che è stata data, e chiedo a voi, a chi ancora può dire una parola, di dirla, perché state commettendo un errore molto grave.
Non sarà tutto fatto per sempre impunemente. Troppi di voi mi hanno detto, quando mi sono mosso da questi banchi: "Avete ragione". Cari colleghi, io a nessuno di voi dirò: "Perché fuori mi dici che ho ragione e in Aula voti allora contro la ragione?" Io non dirò quanti siete che me l'avete detto, però non c'è una ragione fuori dell'aula e un'altra ragione dentro l'aula.
Credo che ci siano ancora le condizioni, perché su questa questione che non è quella fondamentale rispetto alla legge che voi volete, che noi, ripeto, non condividiamo nella sua impostazione, ma che rispettiamo nella impostazione che ha e che voi le volete dare, su questo punto, quello della graduatoria non graduatoria, quello del bando da rifare, su questo punto voi avete il dovere di pensarci ancora un attimo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Qualcuno ha detto che sono decaduto, e forse ha ragione, ma ho già parlato prima, quindi non devo far altro che far riferimento a ciò che ho detto nell'intervento in relazione all'articolo 1. D'altra parte c'è anche poco da aggiungere perché portare ulteriori argomenti a sostegno della illegittimità mi sembra non sia necessario; è stato detto anche troppo e non solo da Cogodi, ma anche da altri colleghi che sono intervenuti e quindi io mi auguro, perché la speranza è l'ultima a morire, che qualcuno ci stia un po' attento e si metta una mano sulla coscienza, cioè non accetti di fare pasticci.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'emendamento numero 6...
PRESIDENTE. Stiamo per votare l'emendamento sostituivo parziale numero 1.
COGODI (R.C.). Sì, ma sulle modalità di votazione, chiedo che sull'emendamento numero 6 si proceda alla votazione per appello nominale.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 6, per il quale l'onorevole Cogodi ha chiesto la votazione per appello nominale, ricordando che la richiesta deve essere supportata da altri sette consiglieri.
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri DEMURU, Ivana DETTORI, VASSALLO, MASIA, LAI, FALCONI, PIRISI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale dell'emendamento numero 6 all'articolo 2.
Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - COGODI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - MASIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Emanuele - SCANO - SELIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: DEMURU - FALCONI - LAI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 53
astenuti 3
maggioranza 27
favorevoli 17
contrari 36
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
PIANA, Segretario:
Art. 3
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono determinati in lire 114.000.000.000 per l'anno 2000 e fanno carico ai sottocitati capitoli del bilancio della Regione per lo stesso anno; agli stessi oneri si fa fronte:
a) quanto a lire 19.000.000.000 con l'utilizzo di pari disponibilità recate dal capitolo 10001 per l'anno 2000;
b) quanto a lire 95.000.000.000 con gli storni di cui al comma 2.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2000 sono introdotte le seguenti variazioni:
In diminuzione:
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03015 -
Fondo da ripartire per gli oneri derivanti dalla contrattazione collettiva per il personale dell'Ente Foreste della Sardegna) art. 10, L.R. 9 giugno 1999, n. 24 e art. 4, comma 3, L.R. 20 aprile 2000, n. 4)
lire 15.000.000.000
Cap. 03017 -
Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 39, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 5, L.R. 20 aprile 2000, n. 4 e art. 34 della legge di bilancio)
lire 30.000.000.000
mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 6 della tabella B allegata alla L.R. 20 aprile 2000, n. 4
Cap. 03145 -
Spese per l'ottenimento dei mutui e il pagamento dei diritti di commissione per la concessione della fidejussione per l'integrale e puntuale pagamento delle rate di ammortamento dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente (art. 1, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 34, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37 e art. 3, L.R. 20 aprile 2000, n. 4 ) (spesa obbligatoria)
lire 20.000.000.000
Cap. 03150/01 -
Quota di interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti per il finanziamento da parte dei comuni degli interventi destinati alle iniziative per lo sviluppo e l'occupazione previste dall'articolo 19 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37 (art. 23, L.R. 20 aprile 2000, n. 4) (spesa obbligatoria)
lire 10.000.000.000
Cap. 03150/02 -
Quota capitale delle rate di ammortamento dei mutui contratti per il finanziamento da parte dei comuni degli interventi destinati alle iniziative per lo sviluppo e l'occupazione previste dall'articolo 19 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37 (art. 23, L.R. 20 aprile 2000, n. 4) (spesa obbligatoria)
lire 20.000.000.000
In aumento
10 - LAVORO
Cap. 10001 -
Spese per la formazione professionale dei lavoratori in Sardegna (art. 1, L.R. 26 gennaio 1976, n. 3, L.R. 1° giugno 1979, n. 47, art. 28, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 28, L.R. 20 aprile 2000, n. 4 e art. 36, L.R. 20 aprile 2000, n. 5)
lire 44.000.000.000
Cap. 10140 -
Contributi finalizzati allo sgravio degli oneri previdenziali e assistenziali per favorire l'assunzione di lavoratori (art. 1, L.R. 24 dicembre 1998, n. 36)
lire 50.000.000.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
Cap. 11139-01
Saldo d'impegni di esercizi decorsi relativi a borse di studio per favorire la frequenza di corsi di formazione professionale di alto contenuto scientifico e tecnologico e di scuole o corsi post-universitari, finalizzati al conseguimento di titoli di perfezionamento e di specializzazione; spese accessorie (artt. 21, 22, 23, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 25, L.R. 26 gennaio 1989, n. 5, art. 6 L.R. 26 gennaio 1993, n. 7, art. 39, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 44, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 43, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9)
lire 1.000.000.000
3. Le somme stanziate in conto dei capitoli 1001 e 10140, qualora non impegnate alla data del 31 dicembre 2000, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
PRESIDENTE. All'articolo 3 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIANA, Segretario:
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.
Art. 3
Dopo l'art. 3 è aggiunto il seguente art. 3 bis.
1. la presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione. (7)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 7 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Si accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 7. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 7.
PRESIDENTE. Indico la votazione elettronica segreta sull'emendamento numero 7 all'articolo 3.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione segreta:
presenti 40
astenuti 2
votanti 38
favorevoli 36
contrari 2
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - COGODI.
PRESIDENTE. Metto in votazione la legge nel suo complesso.
Per dichiarazione di voto ha facoltà di parlare il consigliere Selis.
SELIS (Popolari-P.S.). Noi ribadiamoche l'intero centro-sinistra e i colleghi di Rifondazione hanno prestato la massima attenzione a questa tematica. Lo abbiamo fatto sia in quest'Aula sia in Commissione; tra l'altro ricordo che, in linea di principio - lo dico agli Assessori e alla Giunta e chiamavo prima in causa il collega La Spisa, che presiede autorevolmente la nostra Commissione - quando si chiedono delle informazioni è un diritto di questo Consiglio e dell'opposizione ottenerle. Lo ribadisco perché resti agli atti e perché ci impegniamo reciprocamente a non cadere in queste omissioni. Dicevo che abbiamo sia in Commissione, sia in Aula dimostrato grande attenzione per la tematica del lavoro che tra l'altro ci è propria.
Ribadiamo questa attenzione che abbiamo anche dimostrato nel corso di un dibattito serio, in quest'Aula, proponendo degli emendamenti. Alcuni colleghi hanno proposto degli emendamenti che il centro-sinistra ha votato; riteniamo che su questi emendamenti non ci sia stata adeguata attenzione da parte della Giunta regionale.
Il centro-sinistra ha votato a favore dell'articolo uno, sull'articolo due abbiamo motivato una molteplicità di perplessità che, lo ribadiamo, non riguardano l'obiettivo che ci si pone, cioè il sostegno all'impresa e alla formazione. Quell'obiettivo, il sostegno all'impresa e alla formazione, è un obiettivo da tutti considerato vitale, però noi ribadiamo che non approviamo il metodo, cioè il venir meno al principio che la norma di legge è per definizione generale e astratta.
L'articolo due non è una norma generale e astratta...
PRESIDENTE. Chiedo a tutti i colleghi per cortesia di prendere posto e di fare un po' di silenzio.
SELIS (Popolari-P.S.). L'articolo due non è una norma generale e astratta perché i beneficiari sono noti, e sono soggetti di sicuro prestigio, che svolgono un'azione positiva, sui quali non abbiamo nulla da dire. Ci chiediamo, e l'abbiamo detto, se non fosse per noi, come Assemblea legislativa, doveroso salvare la natura della norma come generale ed astratta, e stanziare questi soldi nel prossimo bilancio, aggiungendo altre risorse e dando ad tutte le imprese la possibilità di partecipare.
Ci siamo chiesti perché si vuole venire meno a questo principio, e abbiamo aggiunto che è un precedente pericoloso su cui sarà poi difficile tornare indietro quando altri soggetti faranno pressione per avere lo stesso trattamento.
Per questo motivo noi ribadiamo l'interesse e l'attenzione al problema delle imprese, ribadiamo l'attenzione al problema del lavoro, ma riteniamo che questa norma non ci consenta di votare il provvedimento in discussione, e ci spinga piuttosto a una astensione positiva che non blocca la legge, ma la fa andare avanti, lasciando ai colleghi la libertà di coscienza che è tipica della tradizione nella quale ci riconosciamo. In linea generale il centro-sinistra si asterrà dalla votazione per consentire che la legge faccia il suo corso, ma per sottolineare ancora una volta il fatto che questo modo di legiferare è viziato alla radice e non porta buoni frutti.
PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Per tutte le ragioni che sono state richiamati da parte dei colleghi della maggioranza che sono intervenuti in questo dibattito approfondito, noi condividiamo l'intelaiatura e l'impostazione della legge e dichiariamo il nostro voto favorevole.
Va sottolineato che, contrariamente a quanto è stato paventato da parte dei colleghi dell'opposizione, segnatamente e da ultimo dal collega Selis, in questa legge non vi è alcuna forzatura. La volontà di intervenire in questa direzione, finanziando il bando sino ad esaurimento, è una scelta politica che è funzionale all'esigenza, condivisa da tutta la maggioranza, di dare una risposta alla richiesta proveniente dal mondo dell'impresa in funzione della quale si può soddisfare una necessità impellente e prioritaria, e cioè quella di dare una immediata e consistente risposta al problema dell'occupazione.
Non credo proprio che questo provvedimento possa costituire un pericoloso precedente.
Siate sicuri, colleghi dell'opposizione, che di fronte a richieste che abbiano la stessa motivazione e la stessa valenza di questo provvedimento e da qualunque parte provengano, ci sarà la sensibilità, da parte della maggioranza, per poterne discutere e ragionare e condurre insieme una battaglia che possa dare risposte positive.
In questo senso posso assicurare che non vi sono difficoltà; certamente quando le posizioni si scontrano perché le visioni sono differenti il contraddittorio politico esisterà. Ma, sotto questo aspetto, precedenti pericolosi riteniamo che non ve ne possano essere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Confermiamo sostanzialmente la nostra contrarietà all'insieme del dispositivo legislativo, perché non ne condividiamo i contenuti, ed anche perché siamo consapevoli che se questo modo di fare le leggi, al di là della gravità del fatto specifico, viene considerato legittimo, il precedente non sarà di ordine formale, ma si costituisce un precedente pericoloso per quanto riguarda il modo di gestire, di utilizzare, di amministrare le risorse pubbliche. E` un metodo troppo semplice, troppo facile, quello di creare prima una disparità e poi appellarsi alla necessità di ristabilire l'equilibrio, magari stanziando altre risorse, perché bisogna mettere tutti nella stessa condizione.
E` già accaduto con la legge "28", con disastri dei quali per ora sono solo annunciati alcuni effetti, il resto si vedrà; noi purtroppo paventiamo che possa accadere anche con questa legge.
Per queste ragioni, e per le ragioni soprattutto di merito, noi confermiamo il nostro voto contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA. (D.S.). Per i motivi esposti durante la discussione generale, relativi all'articolo 2, dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato della proposta di legge numero 118/A e del disegno di legge numero 127/A.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: COGODI - DETTORI Ivana - ORTU - PACIFICO - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BIANCU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - MASIA - ORRU'- PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SCANO - SELIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 43
astenuti 18
maggioranza 22
favorevoli 38
contrari 5
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore21 e 23, viene ripresa alle ore 22 e 05.)
I lavori del Consiglio riprenderanno mercoledì 20 dicembre, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 22 e 05.
Allegati seduta
Risposta scritta ad interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Cugini - Lai - Spissu - Morittu - Giagu - Dettori Bruno - Sanna Giacomo - Deiana - Vassallo sul progetto per la realizzazione di un impianto di itticoltura a Santa Teresa di Gallura. (163)
Le linee di intervento nel settore dell'acquacoltura, con particolare riferimento all'allevamento in gabbie galleggianti, sono state affermate a partire dal 1994 nell'ambito del Programma di sviluppo per gli anni 1994/1995 previsto dalla legge 402/94 (Provvedimenti urgenti per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna) e ribadite nel programma 1998/99 della stessa legge con specifico finanziamento degli interventi di occupazione giovanile.
Il programma di interventi della legge n. 19/1998 per gli anni 1998-1999, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 59/100 del 29.12.1998 confermava tale linea di tendenza, ratificando come principi di salvaguardia dell'ambiente marino costiero, essenziali prescrizioni elaborate in fase di Comitato Pesca.
Tutti questi atti, costituenti opzioni di sviluppo del settore, sono stati approvati dalla Giunta e dal Consiglio.
Tale processo si inserisce nel quadro di riferimento tracciato dai documenti di programmazione economico-finanziaria regionali anch'essi approvati dalla Giunta e dal Consiglio.
Alla base di tali tendenze sottostanno i grossi vincoli dell'economia ittica isolana, caratterizzata da un rilevante deficit di produzione (60% del consumo proviene dai mercati nazionali ed esteri).
Gli allevamenti ittici in gabbie, inseriti in un processo di utilizzazione sostenibile delle risorse naturali e compatibili con le altre attività antropiche della fascia marino-costiera, possono di sicuro concorrere all'incremento della produzione ittica regionale, nonché a favorire l'occupazione di nuovi addetti del settore.
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'Ambiente all'interrogazione Manca - Sanna Giacomo sulla disattivazione della base logistica operativa navale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di la caletta (NU). (247)
In relazione all'interrogazione in argomento, l'Assessore fa presente che la base operativa navale di LA CALETTA (NU) non è stata soppressa ma temporaneamente disattivata a fine giugno 2000, in relazione alla contingente situazione logistico-operativa venutasi a creare dal 1997, quando fu ritenuto prioritario attivare la BLON di Arbatax, ivi trasferendo motovedetta e personale.
In conseguenza di ciò erano rimasti alla BLON di LA CALETTA solo due appartenenti al Corpo forestale che effettuavano esclusivamente un servizio terrestre, essendo sprovvisti di un qualunque mezzo nautico.
Per utilizzare più proficuamente detto personale (che è provvisto di patente nautica e specifica esperienza marinaresca) è stato disposto dal Dirigente responsabile il loro invio in missione temporanea (non quindi il trasferimento) alla BLON di Olbia, con l'obiettivo di potenziarla e far sì che potesse espletare anche se saltuariamente, la propria vigilanza anche alla zona marina di competenza della BLON di LA CALETTA.
Ciò in attesa di poter disporre di un mezzo nautico adeguato per la BLON di LA CALETTA, propedeutico ad un suo potenziamento anche in uomini.
Le procedure per l'acquisizione dello stesso verranno immediatamente attivate una volta approvati definitivamente i complementi di programmazione del POR (Asse 1 linea 1.3) che prevedono appunto anche l'acquisto di mezzi nautici.
Nel frattempo, non appena le condizioni meteomarine lo permetteranno (presumibilmente aprile/maggio 2001) si provvederà a riattivare la BLON di LA CALETTA, dotandola, di un gommone (sottraendolo ad altra BLON) che, almeno nelle giornate di mare calmo, permetterà una certa vigilanza a mare, in una zona indubbiamente di notevole interesse.
Risposta scritta dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente all'interrogazione SANNA Alberto sulla presunta violazione degli articoli 19 e 20 della Legge 20 maggio 1970, n. 300 e dell'art. 67 del CIRL forestali. (252)
In relazione all'interrogazione in oggetto si precisa quanto segue:
1. L'organizzazione Sindacale autonoma denominata "SNAF", aderente alla confederazione autonoma "Confsal", è stata autorizzata a svolgere un'assemblea dei lavoratori in servizio presso il cantiere forestale di Monte Grighine, in quanto il divieto di indire assemblee, precedentemente opposto alla stessa O.S., è stato ritenuto illegittimo con provvedimento giurisdizionale n. 3/98 del 05.08.98 a firma del Pretore di Cagliari, che ha testualmente condannato l'Azienda Forestale Demaniali a "consentire l'indizione delle riunioni dei lavoratori ad opera dei rappresentanti sindacali della F.N.A." (articolazione di settore della confederazione citata), in applicazione della L. 300/70;
2. Si ritiene che l'Azienda Forestale Demaniali, in presenza di tale pronuncia, non potesse impedire l'indizione dell'assemblea citata senza incorrere in una nuova violazione della stessa L. 300/70.
Risposta scritta dell'Assessore degli Enti Locali Finanze ed Urbanistica all'interrogazione FRAU sull'ordinamento degli Uffici e servizi del Comune di Bono.
In riferimento all'interrogazione in oggetto si comunica che il Comune di Bono ha approvato con delib. di G.M. n. 174 del 03.10.2000 il regolamento comunale sull'ordinamento degli uffici e servizi e lo ha trasmesso al CO.RE.CO per il controllo di leggittimità ai sensi dell'art. 29 comma 2 della L.R. 38/94.
In ordine alla sopracitata deliberazione sono pervenuti anche due esposti uno a firma di alcuni consiglieri comunali ed un altro a firma della sigla sindacale UGL ed entrambi denunciano la violazione della norma sul procedimento amministrativo di adozione dell'atto perché l'Ente non ha adempiuto alle prescrizioni stabilite dal combinato disposto di cui agli articoli 7 e 10 del C.C.N.L. dei dipendenti degli EE.LL..
Considerato però che il procedimento di controllo è ancora in corso, e che quanto affermato dagli esponenti contrasta con i contenuti della premessa del deliberato, il Comitato dovrà chiedere all'Ente chiarimenti ed elementi istruttori prima di adottare il provvedimento definitivo.
Inoltre per quanto attiene al punto 3 dell'interrogazione è sempre utile acquisire informazioni più dettagliate dall'Ente in quanto l'esposto-denuncia dei consiglieri si limita a precisare che non tutti i soggetti sindacali sono stati consultati, ma quanto lamentato dovrà essere accertato dal Comitato sempre nei termini e con le modalità di cui all'art. 33 della L.R. 38/94.
Risposta scritta dell'Assessore dei Lavori Pubblici all'interrogazione MASIA sulle carenze e sulla pericolosità della strada statale 131 nel tratto della zona industriale Muros - Cargeghe. (261)
In merito alle richieste espresse nell'interrogazione in oggetto, si fa presente che gli interventi relativi alla sistemazione della viabilità, degli svincoli, della segnalettica orizzontale, del guard-rail centrale, sono di pertinenza del Compartimento A.N.A.S. per la viabilità della Sardegna, al quale è stata inviata preventiva richiesta in merito.
Occorre segnalare che, per quanto riguarda lo stato delle progettazioni relative all'intera viabilità della S.S. 131, dall'ultima nota pervenuta in Assessorato in data 09 novembre 2000 da parte della Commissione di Coordinamento dei progettisti a firma del prof. Francesco Annunziata, risulta che sono in corso di ultimazione le progettazioni definitive della tratta in esame (progetti n° 11 bis e n° 11 ter) ed è prevista la verifica dello studio di impatto ambientale con gli osservatori ministeriali di competenza entro il 15 gennaio 2001 (legati ai pareri della Soprintendena ai Beni Ambientali e Archeologici).
Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta
Interpellanza Fadda - Sanna Emanuele - Balia - Biancu - Calledda - Demuru - Dettori Ivana - Ibba - Giagu - Marrocu - Pacifico - Sanna Alberto sulle inadempienze della Giunta regionale relative all'applicazione della legge regionale 17 novembre 2000, n. 22, concernente: "Interventi a favore degli allevatore per fronteggiare l'epidemia denominata febbre catarrale degli ovini".
I sottoscritti,
considerato che l'articolo 2 della legge regionale 17 novembre 2000, n. 22, dispone che i Comuni, insieme alle ASL, siano i destinatari dei 20 miliardi stanziati per il rimborso delle spese sostenute per la distruzione e lo smaltimento degli animali infetti, per le operazioni di disinfezione e disinfestazione;
considerato che:
- lo stesso articolo prevede l'approvazione di un programma di interventi da parte della Giunta regionale, sentito il parere della Commissione consiliare competente;
- i Comuni, fin dalle prime manifestazioni dell'epidemia, sono intervenuti tempestivamente, utilizzando proprie risorse finanziarie e mettendo a disposizione uomini e mezzi per limitare e arginare i danni;
- i Comuni dovranno ancora intervenire massicciamente con proprie risorse e con personale, per adempiere agli obblighi che a loro sono stati trasferiti per legge;
vista la circolare dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale del 21 novembre 2000, diretta ai Sindaci dei Comuni;
considerato che:
- tale circolare sta ingenerando presso le Amministrazioni comunali notevoli perplessità per le disposizioni contenute, sia per quanto concerne le modalità di rendicontazione per il rimborso, sia per l'ingiustificato obbligo a presentare domanda alle ASL per ottenere i rimborsi;
- tantissime spese sostenute dalle Amministrazioni comunali non possono essere rese esplicite secondo le modalità contenute nella circolare assessoriale (utilizzo mezzi meccanici, retribuzioni di straordinari al personale, ferie e riposi non goduti);
- alcune Amministrazioni comunali minacciano il blocco delle collaborazioni e che tale fatto, come è facilmente intuibile, se attuato si ripercuoterebbe sui pastori provocando un ulteriore danno,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:
1) le motivazioni per le quali non sia stata data, ancora, attuazione al programma di interventi così come previsto dalla legge regionale n. 22 del 2000;
2) se non si ritenga che le disposizioni contenute nella citata circolare e i limiti che essa determina, rischino di ritardare, o perfino di bloccare, tutte le attività poste in essere dalle Amministrazioni comunali per fronteggiare l'emergenza e attivare in maniera tempestiva tutte le azioni necessarie ad alleviare, in parte, i danni gravissimi subiti dal comparto agropastorale;
3) se non si ritenga opportuno prevedere, per rispondere realmente alle esigenze di decentramento, che insieme alle competenze siano trasferite agli enti locali, con criteri oggettivi, le risorse finanziarie stabilendo nel programma di interventi che i rimborsi avvengano in riferimento al numero dei capi abbattuti nel territorio di ogni comune;
4) se non si ritenga opportuno ritirare immediatamente la circolare assessoriale per le motivazioni riportate e per impedire che al danno provocato dall'epidemia si aggiunga un nuovo danno provocato, questa volta, dal farraginoso eccesso di burocrazia contenuto nel documento inviato ai Sindaci vanificando il dispositivo di urgenza che è stato votato dal Consiglio regionale. (111)
Interpellanza Onnis sulla necessità di adottare con urgenza i provvedimenti necessari per risolvere la controversia tra l'EAF e il Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale onde evitare gravosi oneri economici a carico degli agricoltori.
Il sottoscritto, premesso che:
a) in data 2 giugno 2000 presentava una interrogazione, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di risolvere i problemi sorti tra l'Ente Acquedotti e Fognature (EAF) ed il consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale relativamente ai costi di gestione delle opere ad uso promiscuo del sistema Campidano-Flumendosa, il cui testo di seguito si riporta integralmente:
"Il sottoscritto, premesso che:
1) il sistema di opere pubbliche realizzato con la costruzione degli invasi per la captazione delle acque del fiume Flumendosa e dei grandi canali per l'adduzione ed il trasporto della risorsa nel Campidano di Cagliari ha da tempo manifestato problemi di ordine tecnico e problemi di gestione che hanno determinato il sorgere di un contenzioso tra l'Ente Autonomo del Flumendosa e il Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale;
2) il problema di distribuzione dei costi inerenti la gestione ha fortemente impegnato le due amministrazioni per anni - come dimostrano i ripetuti interventi della Regione per ridurre il carico economico gravante sull'utenza agricola - ed ha trovato una temporanea soluzione relativamente a tutte le pendenze fino al 31 dicembre 1993 con la disposizione di cui all'articolo 9 della legge regionale 29 aprile 1994, n. 18;
3) peraltro, a tutt'oggi, le risultanze del bilancio del Consorzio di Bonifica evidenziano - per gli anni 1994-1999 - una iscrizione complessiva, per capitale ed interessi, a carico dell'utenza irrigua di svariati miliardi; la situazione debitoria del Consorzio derivante dalle richieste dell'EAF per la gestione delle opere promiscue ammonta, infatti a lire 24.913.526.667;
rilevato che:
1) i costi inerenti gli oneri di gestione che l'EAF ha posto a carico dell'utenza irrigua sono da considerare assolutamente insostenibili e che gli importi che l'EAF pretende di addebitare unilateralmente all'utenza agricola hanno subito un aumento continuo e verticale da risultare totalmente esorbitante, di gran lunga superiore all'aumento dei costi e alla svalutazione monetaria;
2) il sistema di captazione e adduzione delle acque del Flumendosa nel Campidano di Cagliari soddisfa a tutt'oggi, oltre che l'utenza agricola, soprattutto quella civile e quella industriale;
3) il Consorzio non è titolare della concessione di derivazione delle acque distribuite e non può usufruire di quegli introiti che deriverebbero dalla vendita della risorsa alla utenza civile ed industriale;
considerato che:
b) gli operatori economici hanno subìto, persistendo una situazione di grave siccità, delle notevoli riduzioni nella erogazione idrica che hanno determinato una sensibile riduzione della produzione e un conseguente danno economico e che il 6 marzo del 2000 è stata resa nota la quantità di risorsa disponibile per l'uso irriguo, che impone gravissimi sacrifici alle aziende consorziate, che vanno a sommarsi ai disagi derivanti dalla impossibilità di programmazione aziendale e consortile che riguarda l'intero anno idrologico;
c) le conseguenze di tale situazione investono in modo diretto il problema dei rapporti tra Consorzio ed EAF relativamente agli oneri di gestione delle opere ad uso promiscuo del sistema Campidano-Flumendosa;
d) la gravissima situazione descritta suscita preoccupanti tensioni in seno agli agricoltori, in quanto sono avvertite come incomprensibili ed ingiuste le richieste di pagamento delle bollette che il Consorzio dovrebbe emanare, pena la frustrazione di ogni prospettiva di sviluppo;
valutato che:
1) si impone un intervento urgente dell'Amministrazione regionale per la soluzione dei problemi legati ai rapporti tra i due enti, sia sotto l'aspetto di bilancio e finanziario, sia per quanto attiene alle nuove regole per la gestione delle opere ad uso promiscuo del sistema Campidano-Flumendosa e che tale intervento solleverebbe il Consorzio dall'obbligo di richiedere agli agricoltori i pagamenti;
2) il ritardo nell'intervento, comporterebbe a carico dell'utenza consortile, e quindi di migliaia di agricoltori, gravosissimi oneri conseguenti all'emissione dei ruoli, come è d'obbligo per l'amministrazione consortile, oneri insopportabili dalle aziende agricole del comprensorio irriguo;
tanto premesso, rilevato, considerato e valutato chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dei lavori pubblici, l'Assessore dell'agricoltura e l'Assessore della programmazione per sapere se non ritengano:
- di attivare senza indugio le iniziative più congrue ed efficaci, sia sul piano normativo che su quello economico, al fine di consentire di sollevare il Consorzio e gli agricoltori dai gravosi oneri economici;
- di prevedere un essenziale concorso economico-finanziario della Regione per la copertura della quota di spese generali di funzionamento dell'ente, che finora ha gravato sull'utenza agricola, e che non potranno più essere addebitate al consorzio di Bonifica;
- di predisporre una erogazione a favore dell'EAF di un contributo straordinario tale da poter costituire un intervento idoneo per la completa tacitazione di ogni pretesa da parte dell'EAF, per capitale ed interessi nei confronti del consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale, o predisporre un piano di dilazionamento o di risanamento, al fine di non caricare ulteriormente gli agricoltori di oneri insostenibili e che vengono ritenuti ingiustificati.".
b) peraltro, all'atto di sindacato ispettivo non è stato dato alcun riscontro da parte degli Assessori competenti;
c) la situazione debitoria del Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale tuttora persiste;
d) la soluzione paventata dagli agricoltori è oramai imminente, avendo il Consorzio di bonifica deliberato di procedere alla emissione delle bollette di pagamento;
e) le richieste di pagamento sono avvertite dagli agricoltori come incomprensibili ed ingiuste; nonostante la irrigazione sia stata garantita soltanto su una minima parte del comparto irriguo, i costi inerenti gli oneri di gestione, che l'EAF ha posto unilateralmente a carico dell'utenza irrigua, hanno subito un aumento continuo e verticale da risultare totalmente esorbitanti;
f) la riduzione della erogazione idrica, a causa della persistente siccità, ha determinato una sensibile riduzione della produzione e cagionato un danno economico tale da impedire di soddisfare le richieste di pagamento assolutamente insostenibili; a tutt'oggi le aziende agricole - che dovrebbero pagare svariati miliardi di lire - accumulano passività per un ammontare pari a lire 1.500.000 per Ha;
g) è oltremodo iniquo che soltanto l'utenza irrigua debba provvedere al pagamento delle spese di gestione delle opere ad uso promiscuo, nonostante l'irrigazione sia stata garantita soltanto su una minima parte del comparto irriguo,
tanto premesso e richiamato chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dei lavori pubblici, l'Assessore dell'agricoltura e l'Assessore della programmazione per sapere se non ritengano di:
- intervenire, con la sollecitudine che la situazione prospetta, ed adottare i provvedimenti più opportuni, sia sul piano normativo che sul piano finanziario, al fine di consentire di sollevare il Consorzio e gli agricoltori dai gravosi oneri economici;
- di prevedere un essenziale concorso economico-finanziario della Regione per la copertura della quota di spese generali di funzionamento dell'EAF, che finora ha gravato sull'utenza agricola, e che non potranno più essere addebitate al Consorzio di Bonifica al fine di alleviare la situazione debitoria;
- di attivarsi onde sollecitare la soluzione stragiudiziale della controversia corrente da diversi anni tra l'EAF ed il Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale. (112)
Interpellanza Dettori Ivana - Balia - Manca - Sanna Gian Valerio, sulla esclusione dei laureati in Scienze ambientali dalla selezione per l'assunzione di personale da parte dell'Azienda delle Foreste Demaniali di Nuoro.
I sottoscritti,
appreso, da notizie di stampa, della ennesima esclusione dei laureati in Scienze ambientali dalla selezione per l'assunzione a tempo indeterminato di tre laureati in Scienze forestali presso l'Azienda Foreste Demaniali di Nuoro;
tenuto conto che in Italia, complessivamente, esistono 15 corsi di laurea in Scienze ambientali e che, ormai da diversi anni, la figura professionale di laureati in Scienze ambientali si colloca in tutti i settori che si occupano di questioni ambientali;
sottolineato il fatto che, invece, in Sardegna, dove nell'Università di Nuoro è funzionante il corso di laurea in Scienze ambientali, che ha già laureato 17 studenti, tale figura professionale viene sistematicamente esclusa dai concorsi;
rilevato che, nonostante lo scorso anno fossero state impartite precise direttive all'Azienda Foreste Demaniali affinché fosse ammesso ai concorsi il titolo di Laurea in Scienze ambientali (direttiva Assess. ambiente n. protocollo 259 dell'11 agosto 1999), i bandi di concorso predisposti dalle Aziende provinciali delle Foreste Demaniali escludono i laureati in Scienze Ambientali,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se corrispondano al vero le notizie sulla esclusione dei laureati in Scienze ambientali dalla selezione per l'assunzione a tempo indeterminato di tre laureati in Scienze forestali alle dipendenze della AFDRS di Nuoro;
2) in caso positivo, quali azioni abbiano assunto o intendano assumere per modificare il bando di concorso dell'Azienda barbaricina per offrire prospettive e dare occasioni di lavoro qualificato e produttivo ai laureati in Scienze ambientali della provincia. (113)
Interpellanza Sanna Giacomo sullo scippo dei fondi per lo studio di fattibilità e delprogetto preliminare del collegamento Liscia - Coghinas.
Il sottoscritto, premesso che:
- con delibera della Giunta regionale n° 29/24 del 2 luglio 1999, era stato approvato un programma di studi e progettazioni relativi ad opere idriche, per importo complessivo di lire 8.350.000.000, fra i quali 450.000.000 erano stati assegnati allo studio di fattibilità ed al progetto preliminare collegamento Liscia - Coghinas;
- gli stanziamenti previsti con la nuova legge del bilancio regionale, prevedono un incremento della dotazione finanziaria per studi e progettazioni per opere idriche per un importo di 1.000.000.000 di lire, elevando così lo stanziamento complessivo a lire 9.350.000.000 per il triennio 2000/2002;
- sono state predisposte convenzioni di incarico per un importo complessivo di lire 7.144.454.080 e restano dunque da ripartire lire 2.205.545.920;
- per la ripartizione di tale somma, il programma predisposto dal competente Assessore regionale prevede la riduzione a lire 140.000.000 dello stanziamento per lo studio di fattibilità per l'ottimale utilizzo delle risorse del Coghinas e del progetto preliminare,
chiede di interpellare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:
- quali siano le ragioni per le quali abbia ridotto in misura drastica lo stanziamento per lo studio di fattibilità per l'ottimale utilizzo delle risorse idriche del Coghinas, facendo venir meno la progettazione preliminare del collegamento Liscia - Coghinas e destinando le somme in diminuzione agli studi ed alle progettazioni dell'invaso sul Posada ad "Abba Lughente", per i quali saranno rese disponibili nel biennio 2000/2001 risorse per importo pari a lire 1.700.000.000;
- se sia a conoscenza della grave crisi idrica che interessa la Gallura e se abbia cognizione dei benefici che potrebbero trarsi dalla realizzazione del collegamento Liscia - Coghinas, la cui realizzazione è compromessa dall'esiguità dei fondi a disposizione per il progetto di fattibilità;
- quali siano le soluzioni che intende intraprendere per risolvere la crisi idrica in Gallura, considerando che con simili decisioni la Giunta sembra non solo ritardare la realizzazione delle opere utili a tali scopi, ma impedire persino che si realizzino studi e progetti adeguati;
- quali siano le motivazioni tecniche che hanno spinto il competente Assessore dei lavori pubblici a predisporre un programma di ripartizione delle risorse che su un totale di lire 2.205.545.920 assegna agli studi ed alle progettazioni dell'invaso sul Posada lire 1.700.000.000. (114)
Interpellanza Dettori Ivana - Morittu - Demuru - Orrù - Sanna Salvatore, sul mancato rinnovo, da parte della Giunta regionale, del Comitato tecnico di valutazione dell'Agenzia Regionale del Lavoro.
I sottoscritti,
venuti a conoscenza che l'Agenzia Regionale del Lavoro risulta, a tutt'oggi, a distanza di più di dieci mesi dalla scadenza, priva del Comitato tecnico di valutazione;
considerato che, a causa di ciò, diversi progetti, presentati nel 1999 dagli enti locali in base alla legge regionale n. 33 del 1988 e regolarmente istruiti dall'Agenzia, non possono completare l'iter di finanziamento, nonostante la disponibilità finanziaria, in quanto privi del parere tecnico dell'organo suddetto, col rischio, peraltro, che gli impegni non possano essere assunti entro il 2000;
sottolineato il grave danno che questa inadempienza causa agli enti locali interessati bloccando prospettive di sviluppo e occupazione in aree già gravemente colpite dalla crisi economica,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del lavoro per sapere quali atti abbiano assunto o intendano assumere per procedere immediatamente alla nomina del Comitato tecnico di valutazione dell'Agenzia Regionale del Lavoro. (115)
Interrogazione Fadda - Giagu - Sanna Gian Valerio - Selis, con richiesta di risposta scritta, sulle presunte irregolarità del CIS nella istruttoria delle pratiche di finanziamento in capo alla legge regionale n. 28 del 1984.
I sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della programmazione per sapere se sono a conoscenza delle gravissime conseguenze che sta determinando l'atteggiamento della Banca CIS in merito alle richieste di finanziamento fatte ai sensi della Legge n. 28 del 1984.
I criteri che il CIS sta adottando per l'istruttoria di tali pratiche, infatti, risultano essere in netto contrasto con quanto disposto dalla legge e con quanto previsto nelle convenzioni stipulate tra la Regione e gli Istituti di credito per la gestione finanziaria della Legge n. 28 del 1984.
Inoltre si chiede di sapere se risponde al vero che:
- vengono violate sistematicamente le fideiussioni con richieste eccedenti quelle di legge e che di fatto attuano una palese discriminazione che sta ingenerando nei giovani un sentimento di ingiustizia e di disagio sociale non indifferente, in quanto in questo modo si stanno privilegiando solo le categorie più benestanti, tradendo quindi lo spirito della legge a favore dei giovani;
- le comunicazioni di diniego vengono date con motivazioni identiche, formulate in moduli fotocopiati dai quali si evince la volontà di negare, a prescindere, i finanziamenti;
- i finanziamenti vengono negati senza che venga data l'opportunità di integrare eventuale documentazione mancante e senza nessuna interlocuzione con il richiedente;
- i tempi di istruttoria sono eccessivamente lunghi e non giustificati.
Altresì chiedono di interrogare l'Assessore della programmazione per sapere se l'ispezione presso la banca CIS sia terminata, o se, come qualcuno sostiene, non sia addirittura neppure iniziata e quali siano le ragioni di tale decisione dopo che l'iniziativa era stata pomposamente annunciata su tutti gli organi di informazione. (270)
Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sui disagi nei servizi dell'ARST in provincia di Sassari.
Il sottoscritto,
premesso che l'esasperata protesta di migliaia di studenti, pendolari e non, residenti in vari centri come Ittiri, Porto Torres, Ossi e altri, che si servono dei mezzi ARST da e per Sassari, ha portato a bloccare la regolare partenza degli autobus di linea;
considerato che i pullman stracarichi saltano le fermate e lasciano a terra gli utenti e che i passeggeri più fortunati, cioè quelli che riescono a salire sui mezzi, sono costretti a viaggiare in condizione spesso a rischio per l'incolumità delle stesse persone;
rilevato che diversi mezzi dell'ARST vengono tenuti fermi in officina per giorni - per non dire mesi - sottraendoli al normale servizio di trasporto al quale sono destinati e senza che vengano sostituiti;
visto che l'ARST, oltre che a godere di risorse pubbliche per l'acquisto di nuovi mezzi, incassa anche il costo del biglietto per un servizio che non rende o che rende solo ad alcuni e in maniera vergognosa;
considerato, infine, che in molti comuni della provincia di Sassari non arrivano i nuovi mezzi, ma non si vedono neanche i vecchi, dal momento che restano dentro l'officina dell'azienda,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se non ritenga opportuno intervenire presso l'ARST affinché ponga fine a questo stato di cose e garantisca finalmente un servizio efficiente e degno di questo nome ai cittadini sardi. (271)
Interrogazione Spissu, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione di personale della Società CO.LA.COOP..
Il sottoscritto,
appreso che la società Olimpia Service CO.LA.COOP., che ha in appalto per conto dell'ARST la pulizia degli autobus della Agenzia di Sassari, ha comunicato la riduzione del 45% del personale occupato nel servizio;
considerato che tale riduzione discende da una comunicazione dell'ARST che dimezza il quantitativo di interventi di pulizia ordinaria negli autobus;
valutato che l'ARST cerca di conseguire un limitato risparmio soprattutto comprimendo gli interventi di pulizia negli autobus con il conseguente peggioramento della qualità di un servizio agli utenti, di livello già oggi insufficiente;
atteso che tale decisione produce effetti pesanti in un segmento del mercato del lavoro esposto a condizioni di bassissimi salari e di elevata precarietà;
accertato che i dipendenti in questione hanno un contratto di lavoro part-time che produce un reddito medio di lire 700.000 mensili e che senza di esso verrebbe meno per alcune famiglie ogni minimo sostentamento,
chiede di interrogare gli Assessori regionali del lavoro e dei trasporti:
1) per sollecitare la loro attenzione e per conoscere quali iniziative intendano assumere perché l'ARST receda dalla decisione di ridurre il servizio di pulizia degli autobus della Agenzia di Sassari;
2) se non ritengano essenziale il mantenimento di uno standard igienico adeguato nei mezzi di trasporto pubblico;
3) quali azioni intendano assumere per evitare il licenziamento dei lavoratori della ditta CO.LA.COOP., anche mediante il ricorso a idonei strumenti contrattuali che impediscano una perdita così grave per le famiglie coinvolte. (272)
N. 273/A
Interrogazione Sanna Giacomo - Manca, con richiesta di risposta scritta, sullo smantellamento del Centro Ricerche Enichem di Porto Torres.
I sottoscritti, premesso che:
- l'Enichem, nell'ambito dei processi di risanamento aziendale, nel breve volgere di un anno, ha proceduto nel drastico ridimensionamento o, in alcuni casi, nella cessione di importanti centri di ricerca quali, l'istituto Donegani di Novara, i laboratori di San Donato Milanese, quelli Temav di Bologna ed il centro di Monterodondo;
- le organizzazioni dei lavoratori da tempo vanno denunciando l'intenzione dell'Enichem di smantellare il centro ricerche di Porto Torres, autentico "fiore all'occhiello" della realtà industriale turritana, con 2.500 mq. di superficie di laboratori, un'area per impianti pilota di circa 1.000 mq., dotato di apparecchiature d'avanguardia sia a livello di sintesi di laboratorio che di impianti pilota mutipurpose, di un laboratorio di analisi strumentale altamente qualificato e di un parco strumenti di prim'ordine;
- il centro ricerche di Porto Torres conduce importanti iniziative con la collaborazione dei più qualificati centri universitari sardi, italiani ed europei;
- nel 1999 tale importante ruolo nel campo della ricerca ha fatto sì che il centro di Porto Torres ottenesse il riconoscimento da parte di Federchimica per il determinante contributo dato al compimento dell'innovativo progetto di sintesi del cumene da catalizzatori neolitici che ha permesso l'attivazione della linea di produzione cumene/fenolo, consentendo notevoli miglioramenti produttivi e significativi recuperi in materia ambientale con una drastica diminuzione di sottoprodotti da smaltire ed importanti miglioramenti dal punto di vista dei materiali e della sicurezza;
- altre importanti attività di ricerca sono state condotte con successo dal centro di Porto Torres, basti considerare la messa a punto di una via originale per la produzione di butandiolo da acrilonitrile e la sintesi di un altro alcool, il 2-propil - etanolo da un flusso C4 proveniente dal cracking;
- il centro ricerche di Porto Torres ha valenza strategica per quanto attiene il miglioramento dei processi produttivi esistenti e la diminuzione dell'impatto ambientale degli stessi oltreché per il corretto sviluppo delle tecnologie,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per sapere:
1) se non ritenga opportuno intervenire con la massima sollecitudine per scongiurare un ulteriore disimpegno dell'Enichem nell'area di Porto Torres, a favore di altre realtà nazionali, che comprometterebbe in misura determinante il futuro delle attività industriali nel sito turritano e con queste il mantenimento di inalterati livelli produttivi e soprattutto occupazionali;
2) quali iniziative intenda adottare per consentire al centro ricerche di Porto Torres di proseguire nel corretto svolgimento delle molteplici attività che ne hanno contraddistinto fino ad oggi l'operato ed evitare che semplicistiche e superficiali valutazioni possano impedire una qualificata ed apprezzata attività di ricerca;
3) se non giudichi opportuno attivare un confronto con l'Enichem, al fine di conoscere quali siano i reali intendimenti dell'azienda circa il futuro degli impianti di Porto Torres, considerate le scarse risorse destinate alla manutenzione degli stessi e delle apparecchiature e valutato che importanti reparti, come il centro ricerche, nonostante il grande contributo offerto per il mantenimento in essere dello stabilimento, sembrano destinati allo smantellamento. (273)
Interrogazione Nuvoli, con richiesta di risposta scritta, sull'assemblea generale del volontariato in Sardegna contraddistinta da tumulti che ne richiederebbero l'annullamento.
Il sottoscritto, premesso che in data 18 e 25 novembre scorso si è svolta la III Assemblea generale del volontariato per il rinnovo delle cariche, chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere se:
1) sia a conoscenza delle palesi irregolarità che hanno contraddistinto i lavori in questione e in particolare dell'esclusione proditoria di alcune candidature col pretesto che non fossero supportate regolarmente dai presentatori;
2) sia tollerabile che in particolare sia stato depennato il Presidente della Consulta provinciale del volontariato di Sassari, dott. Eusebio Rebichesu, con l'incredibile motivazione che non fosse supportato da "almeno 15 rappresentanti delle organizzazioni accreditate";
3) sia comprensibile l'accreditamento fuori termine di numerosi delegati;
4) sia accettabile il clima tumultuoso in cui si sono svolte le votazioni che hanno visto tantissimi delegati non parteciparvi in contestazione con la conduzione antidemocratica dei lavori dell'Assemblea e con l'irresponsabile esclusione di diverse candidature e in particolare di quella del Presidente della Consulta provinciale sassarese.
Per tutti i suesposti motivi chiede al Presidente della Giunta regionale se non ritenga indispensabile, al fine di ridare dignità e serenità al preziosissimo mondo del volontariato in Sardegna, annullare i lavori della recente assemblea generale del volontariato e indirne quindi in tempi brevi una nuova. (274)
Interrogazione Masia, con richiesta di risposta scritta, sull'attuazione del Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP) di Monte Coinzolu in comune di Ittiri.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'industria sull'attuazione del Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP) di Monte Coinzolu in comune di Ittiri finanziato con fondi dell'Amministrazione regionale per sapere:
- lo stato di attuazione delle infrastrutture e di acquisizione delle aree;
- lo stato di assegnazione e di utilizzo dei singoli lotti e se una parte degli stessi risultino, per quanto assegnati da diversi anni, mai utilizzati per le finalità specifiche della legge;
- cosa intenda fare qualora risulti che una parte dei lotti assegnati non sia stato utilizzato, privando così chi ne ha fatto e ne fa legittima richiesta, della possibilità di ottenerne l'assegnazione e dell'opportunità di insediarvisi. (275)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sull'urgenza di recepire il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1999 sul trasferimento degli uffici metrici alle Camere di Commercio in esecuzione del decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998.
Il sottoscritto,
premesso che:
- nella Gazzetta Ufficiale n. 286 del 6 dicembre 1999 è stato pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1999 concernente "l'individuazione dei beni e delle risorse degli uffici metrici provinciali da trasferire alle Camere di commercio";
- il citato decreto, in esecuzione del decreto legislativo n. 31 marzo 1998, n. 112, nell'ambito del conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni e agli enti locali, prevede all'articolo 20 l'attribuzione alle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura delle funzioni esercitate dagli uffici metrici provinciali e dagli uffici provinciali per l'industria, il commercio e l'artigianato ivi comprese quelle relative ai brevetti e alla tutela della proprietà industriale;
ritenuto che, per una più proficua organizzazione finalizzata alla tutela degli interessi dei consumatori e della fede pubblica, con particolare riguardo alla verifica della conformità dei prodotti e strumenti di misura, occorre dar corso al recepimento della vigente normativa,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere i provvedimenti che vorrà assumere per il recepimento della normativa di cui in premessa, al fine di contribuire a garantire e consolidare le primarie esigenze dei consumatori. (276)
Interrogazione Fadda, con richiesta di risposta scritta, sul rispetto dei criteri stabiliti dalla Commissione provinciale manodopera agricola di Nuoro per la copertura dei posti vacanti presso i cantieri forestali.
Il sottoscritto,
viste le aspettative che si stanno generando nei territori del nuorese dove insistono cantieri forestali e soprattutto considerata l'estrema correttezza che è necessario garantire alle istanze di occupazione,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente:
1) per sapere se i posti che si rendono vacanti per diversi motivi nei cantieri forestali vengano ricoperti nel rispetto dei criteri fissati dalla Commissione provinciale manodopera agricola di Nuoro, deliberati nel gennaio del 1994 e ribaditi con propria deliberazione del 1996 e che a tutt'oggi non risultano né modificati, né superati; tali criteri prevedono, infatti, che tutti i posti che si rendono vacanti devono essere prioritariamente coperti con il transito di turnisti fissi a tempo indeterminato;
2) per conoscere se nei cantieri unici e a tempo indeterminato sia stata prevista la predisposizione di una graduatoria nel rispetto dei diritti di precedenza deliberati dall'organo collegiale provinciale e contenuti nella circolare n. 18/92 e se tale graduatoria, dal momento in cui sono stati predisposti gli avviamenti, ha cessato di avere validità. (277)
Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sull'andamento dei lavori dell'Assemblea regionale del volontariato.
Il sottoscritto, premesso che:
a) alcuni giorni orsono si è svolta la Terza Assemblea del volontariato della Sardegna, caratterizzata da risse, disordini, conduzione antidemocratica della riunione, sfociata con la esclusione - con motivazioni speciose - di alcune candidature e con la ammissione alle votazioni finali di pseudo rappresentanti del mondo del volontariato;
b) la stessa candidatura del Presidente della Consulta provinciale del volontariato di Sassari non è stata accettata, facendo fuori in un solo colpo tutto il volontariato del nord Sardegna;
c) quanto successo - e di cui la stampa si è lungamente occupata - getta molte ombre, per colpa di pochissimi, su tutto il mondo del volontariato, mortificando l'opera meritoria di tutti coloro, e sono la stragrande maggioranza, che si mettono con abnegazione e senza lucro alcuno al servizio dei più deboli e della società,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) se sia a conoscenza di quanto accaduto il 25 novembre u.s. ai lavori della Terza Assemblea regionale del volontariato, conclusasi quasi in rissa, con l'intervento persino della forza pubblica, e sicuramente in un clima non consono per la elezione democratica dei rappresentanti regionali del vasto mondo del volontariato;
2) se non sia opportuno pertanto - anche in nome della trasparenza e per non inficiare minimamente il buon nome del volontariato e di quanti seriamente collaborano -annullare i lavori della assemblea generale, al fine di convocarne in tempi brevi un'altra che, in un clima sereno, possa esprimere democraticamente e liberamente il Consiglio dell'Osservatorio regionale del volontariato ed i quattro componenti il Comitato di gestione dei fondi speciali. (278)
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