Seduta n.190 del 11/01/2002
CXC SEDUTA
Venerdì 11 Gennaio 2002
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Spissu
indi
del Vicepresidente Carloni
indi
del Vicepresidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 16.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 18 dicembre 2001, (185) che è approvato.
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Comunico che in data 9 gennaio 2002 il consigliere Cesare Corda è stato nominato componente della Giunta per il Regolamento.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Gian Paolo Nuvoli ha chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo per le sedute dell'11 e 15 gennaio 2002; così pure il consigliere regionale Antonio Granara ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta dell'11 gennaio. Poiché non vi sono osservazioni i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
"Principi generali di riforma della legislazione regionale". (280)
(Pervenuto il 13 dicembre 2001 ed assegnato alla prima Commissione.)
"Incremento delle dotazioni finanziarie a favore delle politiche attive del lavoro, della riqualificazione turistica, delle imprese artigiane e commerciali, dei consorzi fidi nel settore del commercio e della cooperazione sociale". (285)
(Pervenuto il 31 dicembre 2001 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Modifica degli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.) a termini dell'art. 4 della legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29". (286)
(Pervenuto il 4 gennaio 2002 ed assegnato alla quarta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dai consiglieri PACIFICO - DETTORI - SANNA Alberto - SANNA Salvatore - SCANO: "Tutela sanitaria e ambientale dall'esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici". (279)
(Pervenuta il 5 dicembre 2001 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dai consiglieri SCANO - DETTORI - PACIFICO - PINNA: "Istituzione del Consiglio delle Autonomie locali della Sardegna". (281)
(Pervenuta il 19 dicembre 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)
dai consiglieri PIRASTU - MURGIA - CORONA - VARGIU - CAPPAI - CAPELLI - TUNIS - BALLETTO - BIGGIO - CORDA - DIANA - FRAU - GRANARA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MILIA - NUVOLI - PIANA - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - USAI: "Assetto dei Consorzi di sviluppo industriale della Sardegna". (282)
(Pervenuta il 7 dicembre 2001 ed assegnata alla sesta Commissione.)
dai consiglieri PIRASTU - LICANDRO: "Riconoscimento dello stato giuridico delle Agenzie Governative". (284)
(Pervenuta il 21 dicembre 2001 ed assegnata alla seconda Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione FRAU sugli accertamenti diagnostici delle spore di antrace". (398)
(Risposta scritta in data 20 dicembre 2001.)
"Interrogazione PIANA sulla preoccupante situazione determinata dall'attuazione dei PIT nella Provincia di Sassari". (403)
(Risposta scritta in data 28 dicembre 2001.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi dei lavoratori impiegati nel Petrolchimico di Porto Torres". (416)
"Interrogazione FADDA - GIAGU - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sulla proroga degli incentivi previsti dalla legge regionale n. 15 del 1994". (417)
"Interrogazione PILO, con richiesta di risposta scritta, sul grave disservizio dell'ANAS e di ulteriori pericoli per la circolazione stradale nel primo tratto della S.S.195". (418)
"Interrogazione FALCONI - PIRISI - DEMURU - DETTORI - ORRU', con richiesta di risposta scritta, sulla mancata riapertura della cartiera di Arbatax a causa del rinvio del contratto di programma per l'area cartiera". (419)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interpellanza PIRASTU - PITTALIS - MURGIA - BALIA - DETTORI - CAPELLI - FLORIS sulla necessità urgente che il CIPE nella sua prossima seduta inserisca all'ordine del giorno il contratto di programma relativo alla cartiera di Arbatax". (202)
"Interpellanza SANNA Gian Valerio - BIANCU - SANNA Alberto sulla destinazione d'uso e sugli interventi conservativi riguardanti l'ex Seminario di Cuglieri". (203)
"Interpellanza ONIDA sullo stato dei lavori di recupero e conservazione dell'ex Seminario di Cuglieri". (204)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Mozione CUGINI - FADDA - DORE - BALIA - COGODI sulla mancata riapertura della cartiera di Arbatax a causa del rinvio dell'approvazione definitiva del contratto di programma per l'area cartaria". (52)
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che la seduta di oggi è una seduta straordinaria, convocata ai sensi dell'articolo 54, secondo comma del Regolamento, la discussione della mozione numero 52. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
MOZIONE CUGINI - FADDA - DORE - BALIA - COGODI sulla mancata riapertura della cartiera di Arbatax a causa del rinvio dell'approvazione definitiva del contratto di programma per l'area cartaria.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che nei primi mesi del 2001 si pervenne ad una intesa tra le organizzazioni sindacali, l'Assessore regionale dell'industria e i Ministeri dell'industria e del tesoro, che prevedeva l'individuazione del contratto di programma quale strumento a favore dell'iniziativa di ristrutturazione e rilancio della cartiera di Arbatax;
VISTA la deliberazione del CIPE del 3 maggio 2001 che approvava il finanziamento di alcune iniziative industriali, ivi compresa quella relativa al contratto di programma per l'area di Arbatax;
RILEVATO che, in base a quanto previsto dal punto 2 della delibera del 3 maggio 2001, l'assegnazione definitiva delle risorse avrebbe dovuto essere effettuata "entro e non oltre il 31 dicembre 2001";
CONSTATATO che lo specifico settore di attività economica non presenta problemi in relazione a possibili interventi limitativi da parte delle competenti istituzioni comunitarie;
VERIFICATO che l'iniziativa industriale in questione si inserisce in un contesto nazionale in cui il 40 per cento del fabbisogno cartario è importato;
EVIDENZIATA la grave responsabilità del Ministro Marzano che, non inserendo l'argomento all'ordine del giorno dei lavori del CIPE del 21 dicembre ultimo scorso, ha di fatto impedito l'approvazione definitiva del finanziamento, con conseguente violazione degli impegni assunti dal CIPE con la citata delibera del 3 maggio 2001;
CONSTATATO che le motivazioni del mancato inserimento all'ordine del giorno, espresse dal Ministro Marzano, sono fumose e pretestuose e non contengono elementi tali da giustificare questo dannoso rinvio;
PRESO ATTO del silenzio del governo regionale che ancora una volta mostra i limiti della sua azione e la sua subordinazione al Governo nazionale subendo un atto che non poteva essere assunto in modo unilaterale, ma richiedeva l'approvazione degli altri soggetti partecipanti al contratto di programma;
ACCERTATO che solamente grazie alla dura protesta delle opposizioni, in sede nazionale e regionale, delle organizzazioni sindacali, dei lavoratori e degli amministratori locali dell'area ogliastrina, gli organi competenti sono stati indotti a fissare, per il giorno 17 gennaio 2002, la prossima riunione del CIPE per la ratifica del contratto di programma;
OSSERVATO che dalle dichiarazioni del Presidente Pili e da quella di autorevoli esponenti della CONFINDUSTRIA regionale emergono situazioni poco chiare che sembrerebbe stiano condizionando la vicenda;
RIMARCATO che il Consiglio regionale ha il dovere di accertare le reali ragioni che stanno impedendo o ritardando la soluzione di questa annosa vertenza e le conseguenti responsabilità di tale colpevole inerzia che rischia addirittura di far naufragare l'iniziativa;
PRESO ATTO dei rischi che incombono sulla sorte dei lavoratori della cartiera di Arbatax e dei lavoratori socialmente utili sui quali non debbono ricadere le conseguenze delle colpevoli inadempienze del Ministro e lo sciagurato immobilismo del governo regionale;
RAVVISATA la necessità che il Consiglio regionale confermi e garantisca gli impegni assunti sul problema e vigili opportunamente a che la Giunta regionale svolga appieno il proprio ruolo,
impegna la Giunta regionale
a) a riferire urgentemente in Consiglio regionale sullo stato della vicenda;
b) a spiegare per quali motivi la Giunta ha subìto supinamente il diktat del Ministro Marzano mortificando, ancora una volta, l'autonomia regionale;
c) a riferire quali garanzie sono state date ai lavoratori socialmente utili la cui stabilizzazione doveva avvenire il 31 dicembre 2001;
d) a vigilare e garantire che non vi siano ulteriori rinvii nell'approvazione da parte del CIPE, promuovendo le iniziative adeguate. (52)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.
Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per illustrare la mozione.
BALIA (F.S.D.). Chiedo di sospendere la seduta per qualche minuto per consentire ai colleghi della Commissione Industria, riunita per un'audizione dei rappresentanti sindacali dei cartai, di prendere posto.
PRESIDENTE. Va bene. Mi pare corretto. La seduta è sospesa per un quarto d'ora. Riprendiamo alle 10 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 21, viene ripresa alle ore 10 e 58.)
PRESIDENTE. Per illustrare la mozione numero 52 ha facoltà di parlare il consigliere Balia.
BALIA (F.S.D.). Onorevoli presidenti, colleghi, come forze di opposizione ci siamo visti costretti, ma direi doverosamente costretti, a presentare una mozione relativa alla mancata - allo stato attuale - riapertura e alle certezze sulla riapertura stessa della Cartiera di Arbatax.
Non vogliamo, tantomeno relativamente a questo aspetto e a questo argomento, che a nostro avviso è significativo e molto importante per il sistema economico ogliastrino, assumere toni alti, non vogliamo assumere toni chiassosi; non vogliamo, attraverso questa mozione e negli interventi che seguiranno, elevare lo scontro politico. Serve, invece, che le sensibilità di tutti, le sensibilità della maggioranza, unite alle sensibilità delle forze di opposizione, si traducano, ciascuna nel rispetto dei ruoli, nel rispetto delle parti, nel rispetto delle prerogative e delle competenze, in una posizione unitaria, ricordando con fermezza gli impegni assunti, e richiamandoli con determinazione.
Presidente Pili, credo non occorra grande memoria storica per ricostruire il percorso di questi ultimi tempi, gli strumenti che ci si era proposti di utilizzare, le modalità da seguire per risolvere quel problema ormai storico, del territorio ogliastrino. Agli inizi del 2001 si è pervenuti a un'intesa fra Ministeri dell'industria e tesoro, Assessorato regionale dell'industria e organizzazioni sindacali, che individuava nel contratto di programma lo strumento per arrivare, da un lato, alla ristrutturazione della Cartiera e subito dopo alla sua riapertura. Qualche mese dopo il CIPE esprimeva parere favorevole e approvava il finanziamento del Contratto di programma per un totale generale, però, di 75 miliardi. Ora, è noto a tutti noi che, nel trascorso mese di dicembre, tale provvedimento doveva essere, dal ministro Marzano, inserito all'ordine del giorno del CIPE per l'approvazione definitiva. In quella occasione, il presidente Pili ricorderà sicuramente, qualche giorno prima della riunione del CIPE si sono manifestate forti preoccupazioni, in primo luogo da parte dei lavoratori e dei sindacati, poi anche del livello istituzionale, non essendovi la certezza che l'argomento sarebbe stato inserito all'ordine del giorno di quella riunione del CIPE. Ricordo che in quella occasione il presidente Pili fece riferimento ad un articolo del Il Sole 24 Ore che, a suo avviso, era rassicurante e costituiva quasi la garanzia del rispetto dell'impegno entro i tempi concordati, cioè dell'inserimento dell'argomento all'ordine del giorno di quella riunione già fissata del CIPE.
Successivamente abbiamo verificato che il ministro Marzano l'argomento non lo ha inserito. Il presidente Pili, però, ancora in quella occasione, a verifica avvenuta, unitamente al Governo regionale, ha trovato evidentemente qualche elemento di giustificazione rispetto alla mancata ottemperanza dell'impegno assunto da parte del ministro Marzano - elemento di giustificazione a nostro avviso abbastanza specioso e poco credibile - ed ha rassicurato noi, le organizzazioni sindacali e i lavoratori del settore che il CIPE sarebbe stato riconvocato e che con assoluta certezza, per verifiche intercorse, l'argomento in oggetto sarebbe stato inserito all'ordine del giorno della seduta che si sarebbe dovuta tenere ai primi di gennaio del corrente anno, dando così per scontata una cosa che teoricamente dovrebbe essere scontata, e cioè la ratifica del contratto di programma. In quella occasione si è ipotizzata anche una data che evidentemente non era una data che nasceva dal nulla, era una data che nasceva dalle assicurazioni che nel frattempo erano pervenute e si individuava, mi pare di ricordare, nel giorno 17 di gennaio, la data utile perché il Ministro convocasse il CIPE e naturalmente inserisse all'ordine del giorno il contratto di programma relativo alla cartiera di Arbatax.
Ora abbiamo invece appreso che, allo stato attuale, non è ancora preventivata la data nella quale il CIPE dovrà riunirsi, sappiamo, anzi, che solitamente quelle riunioni sono precedute da altre riunioni che servono ad affinare l'istruttoria delle pratiche da esaminare; sappiamo che queste altre riunioni ancora non vi sono state; non conosciamo quali siano le volontà del Ministro Marzano rispetto alla data di convocazione del CIPE; non sappiamo quali azioni, quali iniziative, quali atti concreti, il Governo regionale abbia posto in essere per assicurarsi che il percorso concordato venga rispettato e che venga rispettata, per quanto possibile, anche la tempistica.
La nostra preoccupazione nasce da una certa forma di acquiescenza, di lassismo, di inerzia che rischia - stiamo attenti - di diventare una forma di sudditanza nei confronti del Governo di Roma. Vorremmo conoscere, da parte del Presidente Pili, quali iniziative ha assunto, quali garanzie ha ricevuto in relazione ai tempi e in relazione all'inserimento all'ordine del giorno del contratto di programma. Rispetto ad un impegno di questa portata, impegno che pareva ormai tradursi in fatto concreto, in risultato reale, abbiamo la sensazione che nell'ultimo periodo quell'attenzione che prima ha caratterizzato la Giunta regionale, sia andata via via sfumando, sia andata via via sfilacciandosi, e non vorremmo che di sfumatura in sfumatura cada nel dimenticatoio, subisca ulteriori ritardi; e non vorremmo che la Giunta regionale, rispetto a questo argomento, viva un momento di eccessiva sonnolenza. Questo ci preoccupa.
Per inciso - ed è argomento non estraneo alla mozione e non estraneo alla ratifica di quel contratto di programma, ma argomento parallelo e collaterale - va rammentato che ci sono 130 lavoratori della cartiera di Arbatax interessati alla proroga della mobilità, visto che a scaglioni, quindi nel tempo, a datare dal primo febbraio 2002 inizia a scadere. Peraltro da un lato è vero che nella finanziaria è contenuto un emendamento che proroga sia mobilità, sia cassa integrazione, ma è pur anche vero che l'iter di questo percorso è abbastanza lungo e complicato, tant'è che (ecco perché la tempistica è importante) perché questi provvedimenti siano poi operativi serve uno specifico decreto interministeriale che individui le aziende interessate alla proroga, naturalmente con la destinazione delle relative risorse finanziarie. Nella migliore delle ipotesi potremmo supporre che il decreto interministeriale venga emanato nell'arco di un mesetto; sappiamo tuttavia che poi vi sono i tempi per la pubblicazione perché diventi operativo; da tutto ciò discende naturalmente che i lavoratori, con questa tempistica, vedranno qualche lira soltanto alla fine di luglio o ai primi di agosto. Questo è un problema collaterale, ma è un problema altrettanto importante, è un problema che serve a rafforzare quell'impegno a cui prima abbiamo fatto riferimento.
Ma, tornando all'aspetto centrale, all'argomento di maggiore interesse, alla data di convocazione del CIPE e all'inserimento dell'argomento cartiera di Arbatax all'ordine del giorno, oggi le preoccupazioni continuano ad aumentare soprattutto alla luce dell'articolo pubblicato ieri da Il Sole 24 Ore, a pagina 13 con un titolo che recita: "Sud, i 160 contratti 'dimenticati'. A Marzano l'onere di selezionare i vecchi accordi mai esaminati." C'è una tabella che riporta i contratti firmati, e viene detto che vengono firmati col contagocce (questo non lo diciamo noi, lo dice l'articolista) nella quale è riportato il contratto relativo ad Atlantis. Nell'articolo, poi, richiamando i 160 contratti presentati negli ultimi anni, viene detto: "Prima di Natale Marzano ha provveduto a mandare avanti sei di questi contratti" quelli richiamati nella tabella e dei quali fa parte il contratto Atlantis. Altri dieci sono in lista d'attesa. Fra i dieci in lista d'attesa vengono richiamati quelli della Pirelli, dell'Iveco, della 7C Italia e via di seguito, ma per quanto riguarda la Sardegna vengono richiamati solo Sandalia, Consorzio Latte Sardegna e Saras.
Può anche essere che l'estensore dell'articolo abbia richiamato in maniera non esaustiva ma a titolo meramente esemplificativo alcuni contratti, ma, Presidente Pili, può anche essere, invece, che l'articolista sia in possesso di notizie molto precise, che l'articolista sia invece molto ben informata e che abbia richiamato quei contratti sui quali si ha la certezza che permane la volontà politica di inserirli all'ordine del giorno della prima riunione del CIPE e di arrivare alla firma definitiva. Presidente Pili, se così fosse purtroppo il contratto relativo alla cartiera di Arbatax non sarebbe all'ordine del giorno di quella riunione del CIPE; ecco perché naturalmente il livello di preoccupazione nostro aumenta e, credo, a maggior ragione, che debba aumentare il livello di preoccupazione della Giunta regionale e che conseguentemente e naturalmente debbano aumentare le iniziative, le azioni politiche, tutti gli atti necessari perché il ministro Marzano rispetti l'impegno a suo tempo assunto e perché davvero alla prima riunione - che deve essere, però, convocata, se non è prevista per il 17, venga convocata il 20 - ma in ogni caso in tempi rapidi e certi, si arrivi alla definitiva approvazione del contratto di Arbatax.
La cartiera di Arbatax è passata attraverso una serie di vicissitudini lunghe che tutti conosciamo, nel passato abbiamo assistito a commissari che hanno seguito comportamenti che ci hanno perlomeno lasciato perplessi, abbiamo ancora assistito ad una lunga serie di proposte di inserimento di imprenditori, bisogna dire, non tutti titolati, non tutti capaci di garantire dei risultati. Stavolta no, stavolta ci troviamo davanti ad un imprenditore serio, e sinceramente non vorremmo che un imprenditore serio rinunciasse poi all'iniziativa perché ogni iniziativa deve avere una sua tempistica, deve avere termini e tempi di conclusione certi in modo tale da dare garanzie anche all'imprenditore che non si sta lanciando in una iniziativa dai tempi lunghi, sulla quale le volontà politiche sono ancora incerte.
Vogliamo peraltro rammentare che se è vero da un lato che il settore della carta è in crisi, non è invece in crisi il settore della carta per i giornali, che è poi quello di cui Arbatax di fatto si occupa. Però, Presidente Pili, abbiamo una forte, fortissima preoccupazione, e la preoccupazione è, e lo denunciamo con altrettanta forza, che qualcuno una volta di più stia subendo pressioni di lobby varie, così come è accaduto in passato. Si tratta di lobby ben identificate, di lobby che hanno una denominazione sociale, di lobby che hanno un nome e un cognome, non vorremmo ritrovarci in una situazione di questo tipo e tantomeno vorremmo che la Giunta regionale subisse inerme una situazione di questo tipo.
Io non so quali iniziative debbano essere assunte, certo è che non possiamo concludere questa seduta di Consiglio regionale con un semplice ordine del giorno; si faccia pure l'ordine del giorno, ma non può essere quello l'unico strumento che ci dà garanzie; l'abbiamo sempre detto, un ordine del giorno non si è mai negato a nessuno, ma non sempre è stato poi foriero e fruttifero di risultati. Allora dobbiamo elevare il tono, dobbiamo sapere dalla voce del Presidente Pili che cosa la Giunta regionale ha fatto, quali altre iniziative intende assumere, se è del caso diciamo che il Consiglio regionale resta permanentemente riunito sino a che questa vertenza non troverà soluzione definitiva.
Infine, Presidente Pili, io mi auguro che il Governo nella sua interezza sia stato naturalmente investito, mi auguro che le pressioni siano state nella giusta misura esercitate nei confronti del ministro Marzano, ma mi chiedo anche: ma non abbiamo un ministro sardo, l'onorevole Pisanu, che è stato designato con un incarico specifico, quello di verificare e di sollecitare l'attuazione del programma? Ma è pensabile ed è possibile che un ministro di questa terra non si sia occupato di questo problema o, se se n'è occupato, attraverso quali forme e modi se n'è occupato, quali risposte sono arrivate e come intende garantirci che questo annoso problema troverà finalmente una soluzione?
PRESIDENTE. Ho come primo iscritto a parlare l'onorevole Pirastu. Naturalmente ricordo all'Aula che tutte le iscrizioni devono avvenire entro l'intervento dell'onorevole Pirastu.
Mi chiede di parlare il Presidente della Giunta, forse vuol dare un contributo utile alla discussione. Riterrei anch'io necessario sentirlo.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Giunta. Grazie Presidente. So di non seguire la prassi che vorrebbe l'intervento della Giunta a conclusione del dibattito, però le affermazioni dell'onorevole Balia, puntuali, mi inducono comunque a dare alcune comunicazioni all'Aula, prima che il dibattito si sviluppi e poi la Giunta eventualmente possa replicare.
Perché credo che su questa vicenda della cartiera di Arbatax vi sia, da parte dell'intero Consiglio regionale, una posizione più volte unanimemente espressa, relativa all'interesse collettivo di far ripartire questa intrapresa economica, che non ha soltanto una importanza strategica per l'area dell'Ogliastra ma per l'intera Sardegna. Credo che su questo nessuno possa sottacere quanto è stato fatto sino ad oggi dalla maggioranza di governo in Regione, dal Presidente Floris e dall'assessore Pirastu, quello che è stato compiuto in due anni e mezzo per tentare di scardinare una resistenza che da troppo tempo vigeva nei palazzi del Governo e una resistenza degli interessi economici contrapposti alla realizzazione dell'intrapresa economica della cartiera di Arbatax. E` inutile ricordare, se ce ne fosse bisogno potremmo tutti farlo con una memoria assolutamente facile da ripristinare, quanti errori sono stati compiuti nelle valutazioni tecniche, economiche e sociali. Dico questo perché io sono assolutamente convinto che una classe politica, una classe dirigente, un Consiglio regionale debbano davvero recepire dalle forze sociali, dai sindacati, dai lavoratori quella giusta pressione, ma la classe politica ha il dovere di canalizzare quella spinta giusta, legittima dei lavoratori verso soluzioni che davvero sappiano produrre economia, sviluppo ed occupazione stabile.
La cartiera di Arbatax è l'esempio di come tante, forse troppe, risorse, sia regionali che statali, sono state utilizzate senza produrre quello che i lavoratori attendevano, cioè occupazione stabile, quello che si attendeva il Consiglio regionale: una economia e uno sviluppo credibile. Oggi credo che sia assolutamente necessario che il Consiglio regionale si mobiliti in termini unitari, e voglio sottolineare davvero questo termine perché credo che battaglie e impegni di questa natura non possano vedere la minima divisione del Consiglio regionale, dell'Assemblea rappresentativa del popolo sardo, divisioni che sono assolutamente inopportune, ma l'unitarietà deve fondarsi sull'assunto condiviso di non strumentalizzare nessuna lotta giusta dei lavoratori. Ciò significa che non si può addurre ogni motivazione a pretesto della critica di assoluta negligenza rivolta allo Stato, al Governo della stessa Regione, perché io credo che se vi fossero state le condizioni per approvare il contratto di programma di Arbatax, e per approvarlo in tutti i suoi aspetti, questo si sarebbe fatto tranquillamente anche nei tempi passati, quando al Governo nazionale c'era un'altra parte politica. Questo non si è fatto perché evidentemente esistevano oggettive difficoltà tecniche. Allora su questo credo che nessuno debba, proprio per questo motivo, assumere posizioni dure e reciprocamente di parte.
Sono convinto che oggi non possano dieci o, venti giorni inficiare un lavoro sul quale tutti, il Governo precedente e quello attuale, si sono impegnati, ma consapevoli tutti degli errori che sono stati commessi nel passato è indispensabile evitare che errori possano essere commessi anche nel futuro. Detto questo, fatta questa premessa che pesa su tutto il Consiglio regionale, noi dobbiamo raggiungere l'obiettivo politico, strategico, economico, di far partire la cartiera, ma dobbiamo essere tutti impegnati a vigilare, a non favorire soluzioni affrettate solo perché serve uno sbocco occupazionale che è pure importante, ma la cosa più importante è che quella occupazione abbia prospettive e abbia strategia perché non possa esaurirsi in breve tempo.
Per questo motivo in questo periodo abbiamo lavorato col Governo nazionale per verificare tutti gli aspetti relativi al contratto di programma e completare l'iter tecnico - amministrativo del progetto, posto che non vi è nessun problema politico né per la Regione né per il Governo sul progetto di Arbatax; anzi, c'è la pressione e la convinta, determinata, azione del Governo regionale e di quello nazionale perché il progetto di Arbatax vada definitivamente in porto. Il motivo per cui ho chiesto di poter immediatamente intervenire per dare gli elementi utili, è infatti quello di informare il Consiglio che il Governo regionale sino a ieri notte era impegnato direttamente sia col Ministro Marzano che col sottosegretario delegato alla materia del CIPE, il sottosegretario Galati, per arrivare ad una definitiva verifica del progetto relativo alla cartiera di Arbatax.
Leggo la nota che il sottosegretario delegato mi ha trasmesso formalmente, che esprime la posizione del Governo nazionale sulla cartiera di Arbatax: "In risposta alla tua insistente richiesta di chiarimenti sulla vicenda Arbatax ritengo doveroso fornire alcune risposte:
1) il Governo ha sospeso l'approvazione di numerosi contratti di programma per una ragionevole e dovuta verifica degli obiettivi degli stessi, anche a causa del fatto che non sono state allegate precedentemente le dovute documentazioni tecniche.
2) Il Governo, tuttavia, porterà al CIPE, assieme ad altri contratti, anche quello relativo alla cartiera di Arbatax, con parere che, dalle prime verifiche compiute, si presenta sostanzialmente positivo, Si tenga conto che in ogni caso le risorse destinate al progetto Arbatax resteranno totalmente vincolate in quell'ambito pur nelle eventuali, se necessarie, rimodulazioni dell'intervento così come previsto nella normativa.
3) In ogni caso tutte le verifiche che fossero necessarie nel frattempo saranno realizzate di concerto col Governo regionale.
Ti posso assicurare che il Governo e il Ministero si impegnano ad anticipare la decisione al primo CIPE utile, presumibilmente previsto nel corrente mese di gennaio. E questo anche per rispondere alle vive sollecitazioni politiche tue, del Governo e dell'Assemblea sarda.
Credo che queste notizie siano sufficienti - conclude il sottosegretario delegato, l'onorevole Galati - per ritenere che lo sviluppo della Sardegna sia un obiettivo primario delle politiche di questo Governo e del Ministero delle Attività produttive."
Questo è il comunicato di ieri notte che mi è pervenuto da parte del sottosegretario delegato alla materia, e vorrei anche dire che è già stata predisposta la relazione tecnica per il CIPE, che accompagnerà il contratto di programma denominato Nebiolo Printech S.p.a., per il sito industriale di Arbatax, e che la determinazione finale è appunto quella di conferma delle agevolazioni, nella misura di 42 miliardi necessari, secondo le indicazioni di cui al piano di intervento approvato dal CIPE, in particolare col cofinanziamento della Regione sarda nella misura del 50 per cento dell'onere complessivo.
Avevo davvero necessità di fare queste comunicazioni; chiedo scusa al Consiglio ed ai colleghi per avere in qualche modo fatto uno strappo alla regola, però credo che fosse utile far conoscere al Consiglio, alla maggioranza e alla minoranza, la determinazione con la quale il Governo regionale si è mosso in questi giorni; l'assessore La Spisa ed io abbiamo interloquito quotidianamente col Ministero delle Attività produttive perché sappiamo quanto interesse da parte dell'Assemblea legislativa su questa materia ci sia, ma anche della collettività, della comunità sarda e dell'Ogliastra in particolar modo perché questo progetto possa arrivare a compimento.
Credo che un ordine del giorno unitario del Consiglio, che sappia cancellare le reciproche responsabilità che possono esserci su questa materia per dare un sostegno ancora e per vigilare perché, lo ha detto l'onorevole Balia molto puntualmente, ci sono lobby economiche, che non sono sposate né dalla destra né dalla sinistra ma sono lobby di settore, che hanno tentato in tutti i modi di arginare questo progetto.Allora credo assolutamente che sia necessario trovare quel fronte unitario che il Consiglio regionale, su materie così rilevanti per la società sarda, deve avere attraverso la votazione unanime di un ordine del giorno da tutti condiviso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Solo per chiedere al Presidente Pili, se è possibile, che distribuisca copia della lettera del sottosegretario e dell'altra documentazione a cui ha fatto riferimento.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza, non oltre la conclusione del primo intervento.
PIRASTU (F.I. - Sardegna). Signor presidente, con piacere prendo la parola dopo l'intervento del Presidente Pili che mi dà la possibilità, in base a queste ultime importanti e positive notizie, di svolgere un ragionamento più completo. Però, prima di svolgere alcune brevi considerazioni su questa storica vicenda riguardante la cartiera di Arbatax vorrei, non per essere pignolo, ma per evitare confusioni, far notare che nel dispositivo finale della mozione presentata dai consiglieri del centro sinistra vi è un piccolo errore, dovuto probabilmente all'utilizzo di uno schema di mozione riguardante altre problematiche; infatti alla lettera c) del dispositivo relativo agli impegni che dovrebbe assumere la Giunta, si fa riferimento alle garanzie date ai lavoratori socialmente utili, la cui stabilizzazione doveva avvenire entro il 31.12.2001. Vorrei ricordare che i lavoratori della cartiera di Arbatax non sono L.S.U. e nessuna stabilizzazione entro il 31 dicembre doveva avvenire. Lo dico solo al fine di evitare di determinare confusione parlando di stabilizzazione, anche perché la stampa ha riportato questa parte della mozione creando alcuni interrogativi.
Ricordo che i lavoratori della Cartiera di Arbatax sono in cassa integrazione dal 1992. Erano 550 nel '92, oggi sono circa 200. Il tempo ha svolto la sua funzione, purtroppo. L'allora ministro Bodrato, nel '92, ammise la Cartiera di Arbatax alla procedura di amministrazione straordinaria per le grandi imprese in crisi, prevista dalla cosiddetta legge Prodi. Da allora è iniziata questa lunga odissea che ha avuto, o meglio, avrebbe dovuto avere la sua fine con la delibera del CIPE del 3 maggio 2001.
Sono state già ricostruite sinteticamente le tappe della vicenda, anche se vorrei sottolineare che il gruppo Nebiolo, che ha visto l'aggiudicazione di una parte della Cartiera di Arbatax, in base non a una trattativa privata, ma a dei bandi pubblici, è interessato non alla riattivazione della Cartiera secondo le vecchie tecnologie, ma alla riattivazione di una linea di produzione cartaria mediante l'utilizzazione di carta da macero. Perché è importante questo aspetto? Perché si parla, sotto un profilo ambientale, di un'attività compatibile, in quanto la carta non verrà più ricavata dalla corteccia degli alberi, ma dal riutilizzo delle carte di giornali e di altri tipi di carte.
Diciamo che la Regione sarda, come è stato ricordato, ha da oltre un anno e mezzo impegnato per l'operazione 20 miliardi a valere sulla legge 17, quale cofinanziamento dei 23 miliardi messi a disposizione dal Governo nazionale. Vorrei ricordare che l'impegno delle risorse sulla legge numero 17, per un totale di 35 miliardi, risale al 28 dicembre 1999. A causa di alcuni disguidi tecnici, la delibera Cipe del 3 maggio, che doveva essere definitiva, ha necessitato di modifiche. Io vorrei subito dire che l'attuale Giunta regionale non ha alcuna responsabilità della mancata approvazione della delibera da parte del Cipe, non c'è stata nessuna inerzia, la precedente Giunta, come ha ricordato il presidente Pili, ha il merito di avere, insieme al Governo nazionale, con il sostegno delle organizzazioni sindacali e delle comunità locali, raggiunto un grande risultato per l'Ogliastra.
Nei primi mesi della Giunta Floris fu chiesta con insistenza la revoca dei commissari della Cartiera che per nove anni sono costati alla comunità, o meglio all'amministrazione straordinaria, e quindi alla comunità, circa 3 miliardi, e hanno (l'ho detto in passato ufficialmente) sicuramente rappresentato un ostacolo alla ricerca di una soluzione e alla conclusione di questa triste vicenda, individuando imprenditori che spesso, anche quei pochi seri che si erano presentati, sono stati messi nelle condizioni di non concludere un bel niente. Non è un caso che questa vicenda si sia conclusa anche in seguito al cambiamento dei commissari straordinari.
Vorrei ricordare che il Contratto di programma è stato concepito come strumento per Arbatax nel febbraio, precisamente l'8 febbraio del 2000, in una riunione al Ministero del tesoro, presente anche, oltre al sottoscritto, il presidente Floris, e vorrei anche ricordare che l'imprenditore (perché l'imprenditore era un presupposto indispensabile per chiudere questa triste vicenda) è stato individuato anche grazie a un'operazione di scouting operata dalla Regione e anche dall'amministrazione comunale di Tortolì. E' un caso, ma lo vorrei ricordare, che fu messo in contatto con l'amministrazione regionale e anche con commissari dal sindaco di Tortolì, Mauro Pilia.
Vorrei anche ricordare che l'imprenditore arrivò a mettere gli occhi sull'Ogliastra perché nei primi mesi del 2000 la Giunta Floris ha fatto qualcosa per l'Ogliastra che non ha precedenti storici. Non sono parole: parliamo della graduatoria speciale, sulla legge 488/1992, per l'Ogliastra, che ha destinato ai 23 comuni dell'Ogliastra, tra cui quindi anche Tortolì e Villacidro, ben il 20 per cento delle risorse, pari a 132 miliardi, con una decisione unanime della Giunta, pur essendoci all'epoca, all'interno della Giunta, soltanto due rappresentanti del nuorese, ma fu una scelta unanime, che ha fatto sì che oltre alla riattivazione della Cartiera - perché Nebiolo della Printech arrivò proprio attraverso un interessamento iniziale alla partecipazione al bando che lo portò poi ad essere coinvolto nel Contratto di programma - insieme ad altri imprenditori, attraverso il bando del 2000 siano arrivati, e nel triennio saranno completati, ben 75 miliardi di risorse per l'Ogliastra. Un bando, per altro, del Ministero dell'industria, ma la scelta sulla graduatoria speciale fu fatta dalla Regione sarda.
Ed è positivo vedere che, grazie a questo bando speciale, anche un'altra vicenda triste si è conclusa positivamente in questi giorni: mi riferisco alla Scaini di Villacidro che ha visto un'impresa aggiudicarsi, attraverso la graduatoria speciale prevista dalla legge 488, le risorse necessarie per riattivare la fabbrica e assorbire quasi tutti i dipendenti.
Caro collega Balia, io do una lettura positiva dell'articolo de Il Sole 24 Ore, proprio perché non essendo citato, il contratto della Cartiera di Arbatax tra quelli dimenticati, ciò significa che è uno di quei contratti fuori discussione. Credo che il Sottosegretario, nella lettera che ha inviato a Pili, per un fatto di prudenza amministrativa, abbia detto che ci sono ancora alcuni aspetti da esaminare. Penso invece che l'iter istruttorio, e sicuramente i tecnici che la Regione metterà a disposizione opereranno in tal senso, sia stato completato non il 3 maggio, perché il 3 maggio vi erano i presupposti per la delibera del CIPE, ma tutto l'aspetto contrattuale è stato curato, e i commissari ieri in audizione ce l'hanno confermato, successivamente al 3 maggio. Quindi, io credo che nel corso della prossima riunione del CIPE debba essere approvato.
Ritengo pertanto che da questo momento in poi l'amministrazione regionale potrebbe essere responsabile, ma il presidente Pili ha già risposto: "Da questo momento ci sarà una mobilitazione, un controllo e una forte vigilanza. Nessuna inerzia, nessun timore reverenziale nei confronti né del ministro Marzano, né di nessun altro esponente del Governo". Vorrei però ricordare che il ministro Pisanu, che è stato citato, proprio perché sardo, è stato uno dei ministri che nei mesi di ottobre e di novembre si è attivato per conservare, in base al principio della continuità amministrativa, questa procedura. Quindi nessuna strumentalizzazione, ma solo chiarimento. Non c'è nessuna difficoltà a dire che questa storica battaglia è stata risolta grazie all'impegno del Governo regionale di centrodestra e dell'allora ministro Letta. Nessun problema, anzi! Senza però dimenticarci che hanno avuto un ruolo fondamentale le organizzazioni sindacali e le comunità locali.
La Regione, mi auguro e auspico, ma il presidente Pili l'ha già detto, continuerà a fare la sua parte, anche perché oltre a questi primi 43 miliardi ci sono altri 23 miliardi, sempre per il contratto di investimento, che dovranno essere attivati in base a dei nuovi bandi che gli organi dell'amministrazione straordinaria hanno preannunciato che faranno, una volta che sarà chiusa la vicenda con la Nebiolo Printech.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente, prima di entrare nel merito della mozione che si discute in quest'aula, mi sia consentito, colleghi e Presidente, fare qualche breve considerazione un po' di carattere generale su ciò che sta succedendo nell'industria in Sardegna, e in particolare su ciò che sta succedendo nell'industria in provincia di Nuoro.
Quest'Aula poche volte ha discusso di industria, io me ne sono lamentato anche nel mio ultimo intervento. Sbagliamo, perché quando rimuoviamo questo problema, quasi a voler guardare in avanti e parlare solo di turismo, di nuove tecnologie, di Tiscali o di quant'altro, noi commettiamo un duplice errore; commettiamo un duplice errore che ci ha portato a sottovalutare il fatto che una seppure parziale e faticosa industrializzazione della Sardegna, ha favorito la crescita di una nuova mentalità, una nuova modernità, un nuovo benessere in questi ultimi decenni; ha portato, oltre che benessere, nuovi rapporti sindacali, nuovi rapporti sociali laddove l'industria in Sardegna si è allocata. Quindi, l'industria va vista non solo come produttrice di salari, produttrice di benessere economico, ma fattore che ha cambiato, che cambia le mentalità nei diversi territori. Purtroppo, la grande industria in Sardegna sta sparendo e sta sparendo con essa questa mentalità industriale, questa nuova cultura degli ultimi decenni in Sardegna. Perché è importante la grande industria; la grande industria è importante, ad Arbatax, a Ottana, a Siniscola, a Macomer, perché fa crescere attorno a sé e alimenta la piccola e la media industria, la grande industria è l'esempio, la grande industria ha effetto trainante, e la media e la piccola industria servono per la sua verticalizzazione. Questo era il grande sogno industriale sardo rimasto per lo più inattuato! Però quello che c'è noi lo dobbiamo difendere con le unghie e con i denti, se necessario, noi Consiglio regionale, noi sardi, noi dirigenti del popolo sardo.
In provincia di Nuoro c'è molto da difendere perché si sta smantellando tutto. Sul polo tessile di Macomer apprendiamo che la Queen è in difficoltà, tanto che è a rischio di lavoro nero, e fa parte del polo tessile della provincia di Nuoro. Il polo chimico di Ottana: è di pochi giorni fa la comunicazione della Multifibre, che annuncia che vengono mandati in cassa integrazione, per ulteriori quattro mesi, 264 lavoratori. Alla Ros Mary di Siniscola, l'altro polo tessile sempre della provincia di Nuoro, c'è difficoltà non solo di liquidità immediata, tanto che gli operai sono quattro mesi senza salario e senza notizie, si sta smantellando anche quella fabbrica. Del polo cartario, ne stiamo parlando oggi. Questa è la situazione della grande industria della provincia di Nuoro, è in fase di totale smantellamento.
Allora queste realtà che hanno cambiato la nostra mentalità, che hanno cambiato non solo il nostro reddito ma anche la nostra cultura, rischiano di essere travolte, dopo che, da quelle fabbriche, da quelle realtà industriali, non oggi, ma in periodi meno sospetti, nei primi anni '90, la grande battaglia dei lavoratori di quei consigli di fabbrica, di Arbatax e di Ottana in particolare, ha portato a un importante risultato, non solo per quella provincia ma per la Sardegna tutta, ha portato all'accordo di programma per la reindustrializzazione della Sardegna centrale. Bene, tale accordo, colleghi consiglieri, è il primo esempio di programmazione negoziata in Italia che si voleva sperimentare in centro Sardegna. Perché di questo stiamo parlando, stiamo parlando della reindustrializzazione della Sardegna centrale, compresa Arbatax, e quei soldi stiamo utilizzando (poi li chiamiamo 35 miliardi della legge numero 17), ma quello strumento ancora oggi lo stiamo utilizzando per reindustralizzare e per salvare le nostre imprese, anche la cartiera.
Veniamo allo specifico, perché in pochi minuti non è possibile dilungarsi in quest'analisi; nello specifico, i colleghi che mi hanno preceduto l'hanno ricordato puntualmente, lo strumento individuato è il contratto di programma, ci doveva essere un'assegnazione definitiva il 31 dicembre del 2001, perché un'assegnazione definitiva? Perché l'atto, Presidente Pili, è stato firmato, approvato dal CIPE, il 3 maggio 2001, se non sbaglio dal Governo di centrosinistra, quindi non speculiamo su questo, non diciamo cose che non sono vere, perché altrimenti davvero non è possibile trovare quello spirito unitario del Consiglio regionale, delle forze politiche sarde, che rivendicano dal Governo nazionale un atto dovuto, una cambiale che è in scadenza e che deve essere esclusivamente incassata dalla Giunta regionale, e più in generale dalla Sardegna, e che il Governo nazionale non sta pagando. Questa è la verità, perché quella cambiale era già firmata e in scadenza.
Ha già pagato troppo quel territorio; ha ricordato il collega Pirastu poco fa che nel '92 i dipendenti della cartiera erano 500, adesso sono 200, di questi 200 ne verranno riassunti 144. Mi pare che quel territorio abbia pagato troppo in questi dieci anni e debba pagare troppo anche questa riassunzione di 140 lavoratori. I fondi necessari non sono solo i fondi del Governo, anche questo l'ha ricordato il collega Pirastu; 35 miliardi sono posti a disposizione dall'articolo 30 della legge regionale numero 17 del 1993, per la reindustrializzazione della Sardegna centrale, cioè la metà del finanziamento l'abbiamo stanziata noi, e l'abbiamo accantonata già dalla precedente legislatura.
Allora, se ci sono tutte queste condizioni, il contratto era approvato, i soldi ci sono, che cosa è cambiato, Presidente Pili? E` chiaro che la Nebiolo, è chiaro che la Assocarta premono, fanno lobby affinché la cartiera di Arbatax non riparta. Questo ha certo anch'esso delle illegittimità, però è comprensibile; la cartiera di Arbatax è fra le prime quattro o cinque in Italia come capacità produttiva, immettendo nel mercato quella valanga di carta, è chiaro che può mettere in difficoltà delle altre fabbriche che attualmente fanno parte della Assocarta. Questo ragionamento lo capiamo e lo abbiamo prevenuto in questi anni (lo ricordava l'ex assessore Pirastu) abbiamo combattuto contro la Assocarta, perché sappiamo che quella è un'associazione nemica della cartiera di Arbatax. Ma ciò che non capiamo è l'atteggiamento del Governo nazionale. Questo non lo capiamo. L'atteggiamento del Governo nazionale che non è dato solo da questo comunicato (poi vengo qualche minuto a questo comunicato) e non è di oggi, e non è solo oggi che lo denunciamo, è un atteggiamento che è stato pubblicamente espresso dal ministro Marzano e dal suo sottosegretario Miccichè. Il sottosegretario Miccichè ipotizza lo smantellamento completo della programmazione negoziata del sud, lui uomo di Governo, lui uomo del sud. Ecco la ragione di quei 160 contratti di programma che sono già approvati e che l'attuale Governo vuole rivedere, correggere e in alcuni casi annullare. Chi paga? Chi paga se non gli industriali, gli imprenditori, i coraggiosi imprenditori del sud e i lavoratori del sud, se questa impalcatura viene messa in discussione? Lo stesso comunicato che poco fa il Presidente Pili ha letto, parla di questo, parla di una rivisitazione. Non è confortante questo comunicato, perché quando si dice che in ogni caso tutte le verifiche che fossero necessarie nel frattempo saranno effettuate di concerto con il Governo regionale, significa che si andrà ad una ulteriore verifica anche in questo caso. Questo è l'aspetto preoccupante!
Allora, visto che dobbiamo ristabilire un clima di unità, ed unità c'era sia in Commissione che nei diversi incontri tra maggioranza e opposizione, sono dell'avviso che non basta un ordine del giorno, ma una mobilitazione permanente del Consiglio regionale, che tutto il Consiglio regionale ne faccia un punto d'onore affinché questa cambiale della Regione sarda venga incassata e che a pagarla sia il Governo nazionale.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (GRUPPO MISTO). Presidente, onorevoli colleghi, io credo che questa lunga vicenda della cartiera di Arbatax, un'odissea che dura ormai da dieci anni, sia davvero emblematica di come non si riesca a valorizzare quanto di buono e di positivo noi abbiamo nella nostra regione, e di come molte volte interessi esterni alla nostra regione prevalgono rispetto agli interessi dei lavoratori. E` una lunga odissea che ha visto imprenditori improvvisati, e tutto è stato giocato sulla pelle di un territorio e di quei cinquecento lavoratori che dieci anni fa erano impegnati nella cartiera di Arbatax.
Ora io non mi voglio dilungare perché condivido quanto è stato detto dai colleghi in precedenza, voglio solo dire che il comunicato che è stato letto poc'anzi dal Presidente della Giunta è singolare, e le affermazioni del collega Pirastu, che ha seguito puntualmente questo progetto di intesa con lo stesso Consiglio, quando la Regione ha deciso di cofinanziare il contratto di programma con trentacinque miliardi, confermano che le verifiche che devono essere fatte suonano in questo comunicato come un ripensamento su un iter procedurale trasparente, così come ieri in Commissione ci hanno illustrato i commissari straordinari, un iter che ha concluso tutte le sue fasi, e che aveva necessità soltanto di un passaggio finale e definitivo dopo l'approvazione nella riunione del CIPE del 3 di maggio.
Allora io credo che le preoccupazioni espresse dai colleghi debbano essere fatte proprie da tutta l'Aula. Non è concepibile che si parli ancora di un presumibile inserimento all'ordine del giorno nel mese di gennaio. Io voglio ricordare che in questo Consiglio il Presidente Pili ha letto un altro comunicato nel quale ai sindaci ed ai lavoratori venivano date garanzie in ordine all'inserimento del contratto di programma di Arbatax all'ordine del giorno delle sedute del CIPE del 17 e del 18 di gennaio. Questo non viene confermato nella lettera inviata dal sottosegretario Galati, per cui ci sono elementi di grave preoccupazione che, sono d'accordo, non possono essere tacitati soltanto da un ordine del giorno di questo Consiglio.
In Commissione noi abbiamo approfondito l'argomento e abbiamo, tutti quanti, unitariamente, espresso delle valutazioni ampiamente positive in relazione soprattutto alla validità del progetto che è stato presentato dopo tante vicissitudini e tanti bandi pubblici; un progetto che consente non solo di riattivare una linea della Cartiera attraverso un ciclo produttivo che, non utilizzando come materia prima il legname, consente di riciclare una buona parte di carta usata, e comunque di assicurare una buona produzione alla Cartiera ma, soprattutto, considerati i limitati investimenti rispetto alla mole complessiva degli investimenti destinati al contratto di programma, consente alla procedura ed ai commissari straordinari, una volta chiuso questo progetto, di completare l'iter e di utilizzare i fondi restanti di oltre trenta miliardi, per far partire altri progetti, che pure sono stati presentati, di nuove intraprese che possono essere insediate nei restanti ottanta ettari di cui dispone la Nuova Cartiera di Arbatax s.p.a.
Allora questo gioco di comunicati, dei quali il primo abbiamo verificato non avere un reale fondamento perché per le prossime sedute del CIPE del 17 e del 18 non è previsto l'inserimento all'ordine del giorno del contratto di programma di Arbatax, credo che ci debba portare ad una grande preoccupazione. Io sono d'accordo che si voti un ordine del giorno unitario, ma soprattutto che il Consiglio regionale resti permanentemente riunito fino a quando questi impegni non verranno attuati, fino a quando l'atto conclusivo che consente ad una procedura che ha, tra l'altro, già definito gli aspetti contrattuali tra il commissario straordinario e il gruppo imprenditoriale interessato a realizzare il progetto, non sia conclusa, perché il contratto con il gruppo imprenditoriale privato comunque non verrà avviato se non dopo che questo assegno sarà stato depositato in banca, e quindi a questo atto restano legate le speranze e le prospettive di lavoro, anche se non per tutti i duecento lavoratori che oggi si trovano in mobilità. E' inoltre indispensabile che nell'ordine del giorno noi sollecitiamo, ed anche su questo dev'essere concentrata la mobilitazione del Consiglio, l'emanazione del decreto interministeriale che consente una rapida disponibilità dei fondi per assicurare a tali lavoratori l'assegno di mobilità, fin tanto che gradualmente non verranno chiamati e inseriti nell'attività produttiva.
Per finire mi rivolgo in particolare ai colleghi della Commissione industria, al Presidente soprattutto, che credo riprenderà anche quell'appello che ci è stato rivolto dai lavoratori, chiedendo che se il Consiglio non dovesse accogliere la proposta di restare riunito in seduta straordinaria fin tanto che non arrivano risposte definitive, almeno la Commissione industria si riunisca in modo permanente presso la Cartiera di Arbatax assieme ai lavoratori.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi, credo che dagli interventi che mi hanno preceduto, ma principalmente dall'intervento del Presidente Pili, ben poco resti, ormai, da dire sul problema annoso e storico della Cartiera di Arbatax, del quale credo che tutti noi, ormai, siamo ben consci. Una storia iniziata, come hanno detto l'assessore Pirastu e il collega Falconi, nel 1992, quando si ipotizzò una soluzione che prevedeva una assunzione ed una regolarizzazione dei rapporti di lavoro di oltre cinquecento unità lavorative, per poi arrivare al contratto di programma, che peraltro ne prevedeva centotrè, diventati poi centoventi, ed attualmente centoquarantaquattro in un anno e mezzo, a partire, se tutto va bene e se Dio lo vorrà, da quest'anno in poi.
La Commissione ieri ha sentito i commissari liquidatori della Cartiera, o almeno i commissari dell'amministrazione straordinaria della Cartiera di Arbatax, dai quali commissari abbiamo appreso, dopo una esauriente illustrazione, che tutto l'iter istruttorio inerente il piano industriale della Cartiera, è arrivato a termine. Non solo, abbiamo anche appreso con soddisfazione che da parte del gruppo Nebiolo nulla osta affinché possa essere dato avvio alla produzione dalla fine di gennaio sino ai primissimi di ottobre, in modo da esaudire gli eventuali ordini e le eventuali commesse che potrebbero pervenire dal settore, e, per quanto noi sappiamo per le informazioni forniteci dai commissari dell'amministrazione straordinaria, il mercato esiste, la domanda è presente al massimo, per cui nulla e nessuna motivazione di mercato può ormai impedire l'avvio della Cartiera stessa.
Certo è che se il 3 maggio, collega Falconi, in quella delibera del CIPE non fosse stato inserito, inopportunamente io ritengo, che il contratto di Arbatax doveva essere rivisto assieme a tutti gli altri contratti di programma, in quanto necessitava ancora l'acquisizione non solo dei pareri tecnici, ma anche la verifica dei cofinanziamenti - che poi già la Regione autonoma della Sardegna, a suo tempo aveva stanziato con la legge 17, per un ammontare di trentacinque miliardi se non erro- ripeto, se inopportunamente non fosse stata inserita questa clausola in quella delibera CIPE del 3 maggio, dove già si era concluso ormai tutto, probabilmente il problema Arbatax sarebbe stato già risolto ed oggi non saremmo qui a discutere di questo, ma, riprendendo l'invito del collega Pili, che penso tutto il Consiglio regionale sia favorevole ad accogliere, è necessario che in queste situazioni non ci si limiti ad una mera presa di posizioni più o meno consenzienti da una parte o dall'altra degli schieramenti politici, ma è necessario che tutti ci si senta uniti realmente e sinceramente per difendere i posti di lavoro. In questo caso, guarda caso, serve solo ed esclusivamente questa auspicata delibera CIPE, perché esiste il gruppo che dà lavoro, esiste la fabbrica che dà lavoro, gli operai e la mano d'opera specializzata nel settore cartario, che ormai sono pronti ad iniziare i lavori, hanno il progetto, che ha avuto l'istruttoria definita. Questo è importante dirlo, perché ho sentito da un collega che mi ha preceduto, che l'istruttoria non è ancora conclusa; non è vero, a noi commissari hanno assicurato e confermato ieri sera che tutto l'iter istruttorio è stato definito e che ormai è solo necessario (uso il termine usato dai commissari) un assegno compilato, firmato, pronto all'incasso.
Io non ho dubbi sulla buona fede e sull'onestà di quanto riportato nella nota del sottosegretario delegato, ed è vero, non si tratta di aspettare dieci giorni o venti giorni, l'importante è che la volontà del Governo, così come peraltro dimostrato nella nota del sottosegretario Miccichè comunicata all'Aula nell'ultima seduta, sia quella di affrontare e risolvere il problema, perché sarebbe assurdo se così non fosse.
E` vero, senz'altro ci sono delle pressioni esterne, che stanno condizionando i tempi, e la variabile tempo, bisogna stare attenti, può far cadere questa ipotesi; ecco perché dobbiamo vigilare. Dobbiamo vigilare tutti e il richiamo all'unità su questo problema, che è un problema di lavoro che riguarda persone, famiglie del nostro territorio, famiglie di lavoratori sardi, l'appello all'unità che il Presidente Pili ha lanciato deve essere accolto da tutti, lasciando da parte le posizioni di sinistra, le posizioni di destra, le posizioni di centro. E` necessario intervenire, fare pressioni affinché al più presto venga adottata la delibera Cipe ed affinché venga definito e concretato l'ultimo atto, che è l'atto politico necessario affinché la cartiera di Arbatax decolli, affinché i centoquarantaquattro lavoratori che in un anno e mezzo possono essere stabilizzati, ma da quanto ci hanno riferito ieri in Commissione i commissari si può arrivare a duecentotrenta, duecentoquaranta nei prossimi tre anni, abbiano la certezza del lavoro.
In questo caso, ripeto, non ci possono essere scusanti e non possiamo permettere che interferenze esterne alla volontà politica del nostro Governo e dell'intero Consiglio regionale della Sardegna, possano inficiare o possano malauguratamente riportare questa realtà economica e sociale di lavoro a quella che era dieci anni fa, a quella che era cinque anni fa, a quella che era tre anni fa, cioè all'incertezza. Oggi sono al traguardo. Mai come oggi Arbatax, la realtà di Arbatax si è vista concretamente vicina alla soluzione di questo annoso e gravoso problema. A noi spetta difendere questo risultato, da noi dipende far sì che immediatamente il Governo prenda atto di questo e il CIPE possa finalmente deliberare.
Ripeto: il gruppo Nebiolo è pronto a mandare avanti l'attività, hanno ordini che possono far partire l'attività della fabbrica anche da fine gennaio. Quindi sta a noi vigilare tutti, sta a noi stare attenti tutti senza speculazioni politiche né da una parte né dall'altra, senza primogeniture politiche né da una parte né dall'altra; così come ha detto giustamente il Presidente Pili, se errori ci sono stati gli errori si dimenticano, si guarda avanti, l'importante è risolvere il problema.
Per quanto mi riguarda, se dovesse accadere, e se dovessimo renderci conto che da parte del Governo centrale o del CIPE ci possano essere defezioni o ci possa essere un atteggiamento equivoco, io non ho difficoltà alcuna, così come ho detto in Commissione, chiaramente compatibilmente con gli impegni di lavoro derivanti dall'esame della manovra finanziaria, che prima di tutto ci obbliga, nell'interesse generale della Sardegna, a restare in Aula, non ho difficoltà, ripeto, compatibilmente coi tali impegni, a convocare permanentemente la Commissione consiliare ad Arbatax finché non si otterranno risultati concreti, ma sono sicuro che con l'azione del Governo regionale, di tutto il Consiglio all'unanimità, non possono assolutamente non tener conto di una situazione che è ormai risolta, e sono sicuro che a breve giro di tempo, se non sarà il 17 gennaio sarà fine gennaio, primi di febbraio, Arbatax avrà la risposta che merita, che da anni quel territorio aspetta e alla quale da anni quel territorio anela.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I. - Sardegna). Alcune brevi considerazioni. Io ho ascoltato veramente con interesse l'intervento dell'onorevole Balia, e vorrei capire se la base del confronto per una utile e proficua soluzione che questo Consiglio regionale si accinge a dare al problema della cartiera di Arbatax, debba muovere le mosse proprio da quell'intervento, che mi pare ponga elementi utili di valutazione, oppure se debba partire dalla mozione, perché mi pare che nella mozione siano riportate circostanze non veritiere, e comunque frutto, forse, piuttosto di una strumentale visione della vicenda. Noi riteniamo, in questa situazione, in questo contesto, che le partigianerie debbano invece cedere il passo ad uno sforzo unitario, e quindi apprezzo l'intervento dell'onorevole Balia, perché mi pare di aver colto dalle sue parole questo percorso, perché se, come diceva Pietro Nenni, con i sentimenti non si fa politica, figuriamoci se la si può fare con i risentimenti che aleggiano, appunto, nel contesto di quella mozione.
Così come noi non abbiamo alcun interesse a rievocare gli errori, che non sono pochi, di coloro che hanno avuto responsabilità di governo negli ultimi dieci anni, sia a livello regionale che nazionale, perché non dimentichiamoci che la cartiera è da undici anni sotto amministrazione straordinaria; è ferma da circa dieci anni, fatta eccezione per i due anni di affitto della gestione di "Arbatax 2000", le maestranze sono in cassa integrazione o in mobilità da allora. Quindi vedete che il problema non è certamente della Giunta Pili, non è un problema creato o determinato da essa o sul quale la Giunta Pili possa essere chiamata come responsabile di qualcosa, ma lo ha detto bene l'amico e collega Andrea Pirastu, da Assessore della programmazione nel governo appunto che ha preceduto questo, le attività che sono state poste in essere, e che hanno trovato, debbo dire, anche il concorso delle parti sociali, delle organizzazioni sindacali, delle parti datoriali unite. Dunque, rievocare invece quello che non è stato fatto in questi ultimi dieci anni di inattività penso che non servirebbe assolutamente, se non a creare appunto un rimbalzo di responsabilità; ecco perché ritengo che noi dobbiamo maggiormente concentrarci sulla costruzione insieme di un percorso che ormai vede già nell'impegno del Governo nazionale, nei fatti dunque, la soluzione al problema.
Io apprezzo, e lei ha fatto bene, Presidente, a richiamare la nota del Sottosegretario di Stato del Ministero delle Attività produttive, perché certifica sicuramente che quello che qualcuno ha voluto a lei addebitare, una sorta di noncuranza, di assoluto lassismo, di inefficienza, è assolutamente infondato. Io leggo testualmente: "In risposta alla tua insistente richiesta", e io lo so, Presidente, perché lei ne ha dato testimonianza nei suoi numerosi incontri a Roma, sappiamo dunque che lei, e per lei il Governo regionale, non è rimasto inerte, e sappiamo, onorevole Falconi, lei lo sa meglio di me, che quei contratti di programma sono stati approvati il 3 di maggio, una settimana prima delle elezioni politiche, lei ricorda bene, nel corso di una riunione dove è stato inserito tutto. Con questo io non voglio certamente dire che non abbiamo fiducia nella programmazione negoziata, sulla quale in Sardegna tante attese tradite ci sono state nel passato e altre se ne dovranno manifestare, noi crediamo fermamente alla validità di tale strumento, certamente non crediamo, invece, al contenuto di alcuni contratti che sono stati posti in essere nel sud d'Italia solo per drenare risorse, e sappiamo anche, e ne abbiamo qualche esempio tipico in Sardegna, come spesso non hanno centrato l'obiettivo di creare sviluppo e occupazione proprio perché non vi è stata la necessaria verifica istruttoria.
Non si tratta del Contratto di programma della Cartiera di Arbatax di cui parliamo, in relazione al quale, anzi, apprendiamo con soddisfazione che proprio dalle prime verifiche il Governo ha dato un giudizio sostanzialmente positivo, tant'è che alla prima riunione utile del CIPE, nel mese di gennaio, verrà portato all'esame per l'approvazione definitiva. E allora ecco perché attardarsi sulla responsabilità di questa Giunta o di quelle del centrosinistra della scorsa legislatura o del Governo nazionale non mi pare che possa servire a molto. Io ricordo che un impegno la Giunta Palomba l'aveva assunto sul cofinanziamento nel mese di dicembre del 1999, ma era un impegno datato - lo dico ai colleghi del centrosinistra -, eppure allora, che eravamo opposizione, non abbiamo fatto grandi barricate, non abbiamo voluto strumentalizzare una situazione che, ripeto, non deve assolutamente costituire oggetto di lotte partitiche, perché sulla pelle dei lavoratori tutti siamo chiamati a un doverosissimo rispetto e a un impegno massimo.
Ecco, allora, perché noi riteniamo che la mozione, così come proposta, non possa trovare assolutamente accoglimento; invitiamo il centrosinistra a riformulare con noi una mozione o un ordine del giorno, dove sia chiaro l'obiettivo, che è quello certo di mantenere alta la mobilitazione di questo Consiglio regionale a sostegno della lotta dei lavoratori e di quel territorio, ma che veramente possa essere utilizzato anche come strumento di ulteriore pressione perché possa, questa vicenda, essere definitivamente risolta con l'inserimento all'ordine del giorno e l'approvazione da parte del CIPE.
Ecco, con questo spirito, quindi, di collaborazione, mi pare noi possiamo, nel corso dei lavori, congegnare un testo affinché da questa discussione possa scaturire un sicuro contributo, perché altrimenti il resto rischia di far parte della solita polemica, del solito teatrino, e a farne le spese, in fin dei conti, poi, sono il territorio ogliastrino, i lavoratori di quella zona e soprattutto una grande realtà industriale che noi tutti auspichiamo possa essere rivitalizzata e possa prendere avvio possibilmente anche nelle prossime settimane.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Penso che sia necessario, signor Presidente, colleghi consiglieri, rimarcare in prima battuta che questa mozione ha avuto il pregio di portare in discussione in quest'aula un problema che non poteva essere sottaciuto, che anzi era necessario ulteriormente approfondire.
A me sembra che rispetto alla giornata di ieri, e poi spiegherò anche perché, invece di fare un passo in avanti si sia fatto un passo indietro, perché, vedete, nella giornata di ieri c'è stata in Sesta Commissione l'audizione degli amministratori straordinari della Cartiera, e, come peraltro diceva molto chiaramente anche il Presidente della Commissione, in quella sede, oltre a illustrare il progetto strategico generale - che si basa sostanzialmente, a differenza di proposte precedenti, su una articolazione produttiva diversa che punta a operare un grosso risparmio energetico, prevedendo una lavorazione con i sistemi delle macchine piane e soprattutto non utilizzando come materia prima il legnatico, argomentazioni che hanno portato alla valutazione complessivamente positiva di questo progetto presentato dalla Nebiolo - si poneva in risalto che tutto l'iter di approfondimento tecnico, burocratico era stato ormai compiuto, per cui tra me e me, sentendo i commissari straordinari, dicevo: "Forse la mozione era assolutamente inutile", nel senso che è tutto a posto, manca soltanto che il Governo sigli questo accordo di programma, perché dalla illustrazione si evinceva chiaramente che tutte le barriere e tutti gli ostacoli sono ormai superati.
Oggi, invece, ecco perché affermo che si è fatto un passo indietro, mi sembra che così non sia; nel senso che, nonostante gli amministratori abbiano certificato una certa situazione, apprendiamo, da questa nota dell'onorevole Giuseppe Galati, sottosegretario delegato, che la questione deve essere ancora approfondita, perché non è irrilevante il contenuto di questa nota, soprattutto dopo le insistenze che l'onorevole Pili ha fatto al Ministero per conoscere chiaramente qual era lo stato di attuazione di questa pratica e i motivi perché non era stata posta all'ordine del giorno del Comitato di fine dicembre 2001, nella parte in cui l'onorevole Galati, invece di dare una risposta esaustiva sulla questione di Arbatax, fa una premessa di carattere generale per giustificare il fatto che questa, insieme ad altre pratiche, aveva bisogno di essere approfondita e che è stata appena iniziata una verifica con esito, sembrerebbe positivo. Ma, io dico, dal 3 maggio 2001 al gennaio 2002 e nonostante nel frattempo siano intervenute tutte queste sollecitazioni da parte dell'onorevole Pili, non si è trovato il tempo per fare un'istruttoria un po' più approfondita? Invece di trovarci oggi davanti a questa lettera che comunque rimane interlocutoria, non sarebbe stato possibile avere già l'esito positivo dell'istruttoria sul progetto? Oppure, in caso di riscontrate carenze, la richiesta all'interessato di rimodulare il progetto, di presentare gli elementi eventualmente mancanti? In questo modo sapremmo di essere alla fine di un percorso.
Questa comunicazione invece, questa assicurazione assolutamente non la dà, perché può darsi che siamo soltanto all'inizio di un percorso che presupponga la presentazione di altri documenti, altre istruttorie, per cui i tempi si allungherebbero. Qualcuno diceva: "Ma non è indispensabile che si approvi subito a gennaio, può anche slittare di quindici giorni, venti giorni, un mese, l'importante che si approvi". Ma, signori, questa vicenda è iniziata nel '92, anzi è iniziata molto prima del '92, il '92 è soltanto la data in cui si è stabilita, tra Regione e Ministero del Tesoro, questa amministrazione straordinaria che avrebbe dovuto portare ad un rilancio dell'attività attraverso la sua cessione ad altri soggetti, la questione è iniziata molto prima, per cui c'è da chiedersi se, una volta ritenuto di essere arrivati alla fine di un percorso, ci possiamo ancora trovare invece di fronte ad una comunicazione che dice che l'iter non è ancora concluso. A me non fa piacere assolutamente sapere che comunque i fondi non verranno distolti per altre iniziative o per altre finalità, che rimarranno lì per quella zona. Noi di fondi ne abbiamo bisogno, ma abbiamo bisogno soprattutto che i soldi vengano spesi, che vengano messi in circolo, che l'iniziativa parta, perché come bene dicevano ieri i commissari straordinari, il fattore tempo non è irrilevante non soltanto per il decollo dell'iniziativa produttiva, non è irrilevante soprattutto perché questa attività non può ripartire il giorno dopo che arrivano i finanziamenti, non è che si fa l'accordo di programma, il Cipe firma e l'indomani si ripiglia a lavorare come se nulla fosse. No, c'è bisogno di adeguare gli impianti, c'è bisogno di introdurre la nuova tecnologia che hanno indicato di voler introdurre, insomma c'è bisogno di iniziare tutte quelle azioni di riavviamento di un impianto che è fermo ormai da anni e che comunque presenta i segni del suo invecchiamento.
Allora, come possiamo dirci soddisfatti di questa risposta? Come possiamo sentirci tranquilli? No, nessuna tranquillità vi può essere di fronte ad una risposta di questo tipo. Forse sarebbe bene che all'onorevole Galati, al sottosegretario, venga richiesta, più che una risposta di carattere generale, che coinvolge diverse altre realtà, risposte più precise rispetto alla nostra realtà. Io capisco che anche tutte le altre cose sono importanti, ma per noi questa è la questione importante; il rispetto degli impegni che il Governo ha assunto, deve essere un elemento fondamentale, ma esso comporta anche rispetto dei tempi. Vedete, le iniziative imprenditoriali molte volte non hanno fortuna non perché non siano valide, ma perché vengono sorpassate dai tempi; se continua così rinviando di mese in mese, di anno in anno va a finire che fra qualche anno lo stesso imprenditore dirà: "Devo ripresentare tutto il progetto perché sono intervenuti fattori tecnologici nuovi che mi dicono che forse è meglio produrre in modo diverso".
Per cui la questione dei tempi non è irrilevante, non è il fatto di rinviare quindici giorni, venti giorni, sappiamo come vanno le cose, e ignorare volutamente che in questa nostra Italia decisioni come questa vengono assunte con questo trend di velocità, può portare veramente ad un'ulteriore delusione, mentre sino a ieri, almeno sentendo l'illustrazione fatta dai commissari, veramente io pensavo che fossimo ad un passo dalla conclusione di una vicenda che ha tutti i requisiti per avere un esito positivo.
Ritengo che oltre questa questione, per cui ritengo indispensabile un confronto serrato col Governo sulle vere ragioni che ritardano la firma di questo contratto...
PRESIDENTE. Ancora qualche secondo, consigliere Vassallo. Prego.
VASSALLO (R.C.). Sia necessario rimarcare nel documento che verrà approvato, la questione del rinnovo della mobilità per i lavoratori. I lavoratori ci hanno spiegato che anche il procedimento di approvazione di questo decreto interministeriale è comunque lento, a maggior ragione è necessario che noi, oltre che porre la questione di carattere generale del riavvio della cartiera e delle azioni che questo Consiglio e la Giunta Regionale devono porre in essere perché realmente si raggiunga questo risultato, poniamo anche questo problema che è strettamente legato all'avvio della cartiera.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.-Sardegna). Presidente, colleghi, io ero soltanto un semplice medico di campagna quando leggevo tutti i giorni sui quotidiani sardi e su altri organi di informazione le notizie martellanti che arrivavano ogni giorno sullo stato di salute, a dir la verità, già da allora piuttosto precario, della cartiera di Arbatax. Sappiamo, perché la memoria è una dote che ci appartiene, tutto ciò che poi è successo a Arbatax.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI
(Segue LICANDRO). Ricordo una Giunta di centrosinistra, guidata dall'ex magistrato Palomba, ricordo una cartiera chiusa, ricordo proposte di vari gruppi imprenditoriali per il riavvio degli stabilimenti - proposte serie, proposte meno serie - tentativi di speculazione sia sullo stabilimento, ma forse soprattutto nei confronti di quelle aree situate in una zona bellissima della Sardegna, una zona ancora vergine per certi aspetti e una zona dove, per tanto tempo, si è sentita soprattutto la voce delle bombe, e mi sia consentito di non andare oltre per il rispetto che si deve al lavoro della magistratura, considerando che sono ancora in corso da mesi e mesi oramai i processi per questo motivo.
Noi non siamo pubblici ministeri, tanto meno siamo giudici, siamo politici e politicamente siamo chiamati ad esprimerci, badando soprattutto però all'interesse di quei sardi che vivono in Ogliastra e non tanto di quegli imprenditori, sardi o meno, che hanno intenzione eventualmente di approfittare, in maniera peraltro, riconosco, legittima, dei benefici che potrebbero derivare da un maxifinanziamento. Ma da politici dobbiamo anche chiederci che cosa è stato fatto in quegli anni dal governo di centrosinistra, e quale sia stata soprattutto la ragione del fallimento di una strategia politica sulla Cartiera, sempre chiaramente che una strategia di governo ci sia stata, e non solamente atti compiuti a favore di singole persone o gruppi di persone, magari qualche gamba allungata di nascosto per fare lo sgambetto a qualche avversario o a qualche imprenditore non propriamente simpatico.
Bene, Presidente Pili, quello che io le chiedo è di fare esattamente il contrario di quello che il centrosinistra allora ha fatto, non consenta a nessuno di giocare sulla pelle di centinaia di famiglie in cassa integrazione, non consenta a nessuno di speculare sul dramma di altri. Quanto al ministro Marzano, al quale molti vorrebbero attribuire tutte le nefandezze e i ritardi che ha ricevuto come triste eredità, bene, così come realmente sta facendo, bisogna sollecitarlo perché usi tutti i poteri politici che sono a sua disposizione per darci una risposta domani, non fra un mese o fra un anno, per farci sapere se questo progetto è valido o meno, se i soldi ci sono o no; qualunque cosa deve essere fatta, ma deve essere fatta subito.
Sono d'accordo col consigliere Falconi quando dice che in questo Consiglio deve nascere una mobilitazione straordinaria per far sì che la voce della Sardegna giunga unanime a Roma; ma questo non deve essere valido soltanto in questo caso per degli impegni già presi, deve essere valido soprattutto anche per tutto quello che riguarda i nostri diritti, e mi riferisco al diritto di scegliere lo sviluppo della Sardegna, al diritto di scegliere le regole della Sardegna, al diritto di scegliere lo statuto della Sardegna. Quindi, sono d'accordo che tutto venga fatto, ma subito, bene e senza più alibi per nessuno.
PRESIDENTE. E` iscritta a parlare la consigliera Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI (D.S.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi; molti colleghi prima di me hanno ripercorso la storia, lunga, travagliata, inconcludente, della riapertura della Cartiera di Arbatax e dalla immissione sul mercato, non solo italiano, ma europeo e mondiale di quella che, dalle analisi economiche finora fatte, si pensa possa essere un'attività che riesca a stare sul mercato, a produrre utili e a produrre occupazione stabile.
Voglio solo ricordare brevemente alcuni punti che ritengo essenziali. E innanzitutto voglio ricordare che il Ministro dell'industria, sulla base della relazione degli uffici, propone al Ministro del tesoro, nell'ultima riunione CIPE della precedente legislatura, il contratto di programma per Arbatax, che viene approvato il 3 maggio 2001; il procedimento, all'atto della proposta, è completo di business plan, di fideiussione bancaria, di relazione istruttoria del Banco di Sardegna, di relazione istruttoria della Direzione generale del coordinamento per gli incentivi alle imprese del Ministero dell'industria, di proposta di parere positivo del Ministro dell'industria, di impegno di cofinanziamento della Regione autonoma della Sardegna. Mi voglio fermare un attimo perché, non l'avrei voluto dire, ma spesso veniamo tirate per i capelli, che questo provvedimento, approvato il 3 maggio della passata legislatura, l'hanno firmato ed approvato un governo nazionale di centrosinistra e un governo regionale di centrosinistra; e vorrei dire a Pittalis - non c'è come al solito - che il solito espediente di scaricare sul passato tutto ciò che non si riesce a fare, non convince nessuno tanto più che è numerosi uomini di quel passato, ora stanno sia nel governo regionale che in quello nazionale. E ricordo a Pittalis che è stato Assessore del bilancio di questa Regione per ben due anni. Comprendo che cerchi di dimenticarselo, perché non c'è nulla di positivo da ricordare, a partire dal pasticcio dei PIT.
Ma ritorniamo a noi e a quello che abbiamo detto essere e voler essere una soluzione positiva per questo Consiglio regionale, che all'unanimità rivendica con forza una politica regionale che veda noi, insieme ai lavoratori di quel territorio, insieme ai sindaci di quel territorio, artefici di uno sviluppo che noi vogliamo scegliere, che noi riteniamo utile non solo per il territorio dell'Ogliastra, ma per l'intera Sardegna.
Ed allora, dalla pubblicazione di quella delibera CIPE sulla Gazzetta Ufficiale, si è appreso, alla fine dell'agosto del 2001 - non debbo ricordare niente, vero? - che il contratto di programma per Arbatax, probabilmente per errore, visto che il procedimento interno era sicuramente completo sin dal momento della proposta del Ministro dell'industria, è stato inserito nel novero di altri otto contratti per i quali il Servizio per la programmazione negoziata del Ministero del tesoro ha in corso un approfondimento su alcuni elementi, in particolare sui cofinanziamenti, nonché l'acquisizione formale dei necessari pareri. Questo sembrerebbe superato da ciò che ci è stato detto dal Presidente Pili, nessuno di noi d'altronde ritiene di non dovergli credere e di non pensare che sia in assoluta buona fede. Certo, qualche dubbio a me viene, ma credo anche ad altri colleghi, nel leggere la lettera che è positiva, perché c'è un impegno forte, formale, o quasi formale, da parte del sottosegretario delegato al Presidente della Regione Sardegna, dove però, guarda caso, sono sostanzialmente riportate alcune delle frasi che sono state utilizzate il 21 agosto del 2001, e le voglio leggere: "Il Governo ha sospeso l'approvazione di numerosi contratti di programma - tra i quali, ricordo, quello per Arbatax - per una ragionevole, dovuta verifica degli obiettivi degli stessi, anche a causa del fatto che da parte del Governo precedente non erano state allegate le dovute documentazioni tecniche"; invece pare che dal precedente Governo le dovute documentazioni tecniche fossero state allegate.
Io invece voglio comunque dare una lettura positiva di questa lettera, e voglio pertanto credere e pensare che il 17 e il 18 gennaio, quando si riunirà nuovamente il CIPE, ancorché non risulta esserci all'ordine del giorno della prossima convocazione - ma pare, mi suggerisce qualche collega, che non sia neanche ancora stato formalmente convocato per quelle presunte date - e comunque, che sia il 17 e il 18, che sia il 20 e il 25, che sia non si sa quando, da notizie certe all'ordine del giorno di quella riunione non è prevista l'approvazione definitiva del contratto di programma della cartiera di Arbatax e di quel territorio.
A questo punto dobbiamo tutti esprimere una nostra forte preoccupazione, centro, destra e sinistra, ma non usiamo demagogicamente la pelle dei lavoratori per dire che dobbiamo essere tutti d'accordo e poi scaricare come sempre le responsabilità su una parte. Se noi siamo convinti che l'obiettivo da raggiungere sia la riapertura della cartiera, la stabilizzazione dei lavoratori, e quindi la firma in quel contratto di programma, credo che questo Consiglio regionale debba stilare un ordine del giorno unitario, in cui rivendichiamo, come Regione sarda, nei confronti dello Stato nazionale, l'urgenza e non gli chiediamo per favore, gli diciamo che nella prossima riunione utile del CIPE questo contratto deve essere approvato, ma non per favore, perché siamo colleghi dello stesso partito, ma perché è una necessità vera; perché per raggiungere questo obiettivo si è combattuto per anni; perché quel contratto può arrivare a soluzione positiva, visto anche da parte sia della Giunta, ma da altre fonti, risulta che stavolta siamo davanti ad un imprenditore serio, davanti ad un imprenditore che ha solidità, davanti ad un imprenditore che non vuole risorse pubbliche per poi abbandonare tutto. Se tutto ciò risulta essere vero, allora noi dobbiamo assolutamente obbligare il Governo nazionale a firmarlo perché è un atto dovuto.
E allora, il problema non è quello di ritirare la mozione presentata dal centro sinistra se si ritiene che quelle argomentazioni possano essere utili, anche cassando quelle espressioni che sono imputabili alla normale dialettica tra maggioranza e opposizione, che è fisiologica nei lavori parlamentari. E allora, se riteniamo che quegli argomenti siano utili, l'ordine del giorno da trasmettere al Governo nazionale deve essere determinato, senza lasciare niente alla contrattazione che possa essere fatta in altre sedi. Altrimenti guardate, se questo non avvenisse, sarebbe anche legittimo ritenere che le oscure manovre denunciate in quella manifestazione che si tenne a Cagliari nel 21 dicembre del 2001, in cui erano presenti molti sindaci, anzi tutti i sindaci di destra, di sinistra e di centro di quel territorio, le organizzazioni sindacali, gli operai e le famiglie degli operai, siano reali. In tal caso forse, così come ha detto anche il collega Balia nella sua illustrazione iniziale, dovremmo preoccuparcene, perché noi sappiamo già che ci sono, non oscure, ma chiare pressioni di cui bisogna che si preoccupi non il centro sinistra, non i consiglieri regionali del nuorese e di quel territorio, ma che si preoccupi seriamente questo Consiglio regionale. Allora, quella mobilitazione permanente del Consiglio regionale deve essere decisa e attuata da tutti, nelle forme che riteniamo opportune, fino a quando il Governo nazionale, attraverso il CIPE, non firma il contratto di programma di Arbatax.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, anche noi democratici vogliamo esprimere il nostro pensiero, che poi è conforme a quello formulato dai colleghi del centro sinistra che mi hanno preceduto; siamo anche noi firmatari ed abbiamo partecipato alla redazione di questa mozione, che io ritengo estremamente importante perché finalmente ha provocato un intervento preciso dell'Istituzione regionale in questa vicenda che è veramente allucinante, estenuante e, in conclusione, assolutamente scandalosa. Ma dico soprattutto allucinante ed estenuante per coloro che l'hanno vissuta in prima persona, attraverso i guai e i problemi che sono derivati alle loro famiglie e, comunque, a tutta l'economia e il tessuto industriale e sociale della zona, di una zona che ha dovuto affrontare tante diffficoltà e che tuttora soffre di una situazione economica e sociale, perché poi le due cose sono collegate, veramente terribile.
Allora, credo che si dovesse dare un segnale e che questo segnale sia stato dato attraverso questa mozione. Ed anche io dico che fino a quando la vicenda non sarà conclusa nel modo dovuto e rapidamente, il Consiglio regionale, naturalmente questo vale anche per i colleghi del centrodestra, dovrà vigilare e non abbassare la guardia, come si dice, come non l'hanno mai abbassata i rappresentanti sindacali, i lavoratori e tutti coloro che sono stati in prima persona, ripeto, coinvolti in questa vicenda. E` preoccupante, al di là di ogni altra considerazione, ciò che ha detto il collega Rassu, Presidente della commissione industria, perché se un esponente politico molto vicino, come tutti sanno, al Ministro Pisanu, esprime queste preoccupazioni, evidentemente le preoccupazioni ci sono; non c'era bisogno di questo per noi, perché ben lo sapevamo, però questo non fa altro che confermarlo. Rassu ha parlato senza mezzi termini di forti pressioni e di rischio, collegato ovviamente all'inutile trascorrere del tempo, che questa iniziativa possa essere affossata, anche semplicemente mettendo i bastoni tra le ruote e determinando un ulteriore sfilacciamento e logoramento della situazione. Questo è veramente preoccupante e quindi induce a ribadire l'urgenza della definizione della questione che a questo punto, fin dal 3 maggio, rappresentava e rappresenta un atto dovuto. Su questo non si può più discutere, è un atto dovuto, c'è un impegno ben preciso, ci sono i finanziamenti che sono stanziati per questa finalità e quindi non si può assolutamente tornare indietro. Veramente, proprio non c'è assolutamente niente da dire, non si può tornare indietro; era stato assunto un impegno ben preciso che prevedeva la conclusione di queste piccole verifiche, perché di questo si parlava, entro il 31 dicembre; il Governo l'ha violato, e l'ha violato platealmente nonostante le pressioni ricevute anche in sede politica, oltre che in sede sindacale. E questa è una inadempienza grave del Governo e la lettera del sottosegretario che c'è stata letta dal presidente Pili, non fa altro che confermare le preoccupazioni, perché dà l'impressione che ancora una volta in qualche modo si voglia, come si suol dire, menar il can per l'aia, e questo è gravissimo perché si tratta di una pratica il cui iter deve ritenersi concluso.
Ciò premesso, questo c'entra fino ad un certo punto, però è sempre collegato con il problema in discussione, mi stupisce, anzi forse non mi stupisce, che i colleghi, almeno alcuni colleghi del centrodestra che sono intervenuti, abbiano come al solito, scaricato o tentato di scaricare le responsabilità sui governi regionale e nazionale di centro sinistra delle passate legislature: l'onorevole Pirastu ha parlato dei commissari affermando che è tutta colpa loro; l'onorevole Licandro ci ha detto che bisogna fare il contrario di ciò che ha fatto il centro sinistra e Pittalis, come al solito, non ha fatto altro che stracciarsi le vesti e trovare il solito nemico, il solito avversario senza pensare a quello che ha fatto o che non ha fatto lui quando è stato assessore alla programmazione per oltre due anni.
Allora, io a questi colleghi, qualcuno dei quali, o almeno uno, ancora una volta mi pare abbia fatto la figura, l'ho già detto un'altra volta e lo ripeto, di "Alice nel paese delle meraviglie", cioè di chi, candido, non sa tutto quello che è successo, vorrei semplicemente ricordare ciò che ha rappresentato la vicenda scandalosa di Arbatax 2000, il tempo che ha fatto perdere e che cosa ha determinato in termini di sfascio e di disastro ulteriore nell'economia della zona. Chi non ha la memoria cortissima sa bene che questa vicenda era strettamente collegata con il tentativo, in parte purtroppo riuscito, di destabilizzazione della politica regionale, perché ne è stato un passaggio importante e determinante. Sapete bene chi conduceva la danza di Arbatax 2000, conclusasi in quel modo vergognoso che tutti conosciamo, con fallimento, bancarotta, processi penali e via dicendo, e sapete bene che tipo di destabilizzazione è stato posto in essere, attraverso un ben preciso e ben individuato organo di stampa; il linciaggio che è stato fatto del presidente Palomba, allora in carica; la discesa in campo del noto imprenditore che fortunatamente di recente ci ha lasciato, non nel senso che sia morto, ma nel senso che è uscito da quest'aula, che per altro aveva frequentato solo ai fini di una ulteriore destabilizzazione. Si sa bene che c'è stata poi la vicenda collegata della compravendita dei voti e dei ribaltoni, l'affossamento della Giunta Selis, la creazione della Giunta Floris e adesso la creazione della Giunta Pili. Ebbene, io credo che tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito a queste operazioni, sia pure nella loro parte finale, siano responsabili o corresponsabili di tutto. Quindi vorrei invitare i colleghi del centrodestra a non cercare di strumentalizzare questa vicenda e di prendere in giro la Sardegna e la zona in questione.
Per concludere, dicevo che il Consiglio regionale deve mantenere questo impegno, questa mobilitazione e seguire dappresso ciò che farà il Governo, fino alla conclusione della vicenda che deve avvenire, noi ci auguriamo, chiediamo e pretendiamo, entro il corrente mese.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Grazie Presidente, io non voglio ricollegarmi alla storia della Cartiera di Arbatax, qui da molti colleghi riportata e da troppo tempo raccontata, ma non ancora conclusa. Io vorrei parlare di domani, vorrei parlare di quello che deve necessariamente succedere perché una delle storiche maggiori industrie della Sardegna possa riprendere correttamente la strada della produzione e della progettazione del suo futuro, un futuro sul quale io sono molto ottimista, per cui non posso dimenticare di rendere merito a chi meriti ha in questa vicenda. Noi, ieri, in Commissione Sesta, abbiamo udito i tre commissari che stanno egregiamente guidando questa fase, e devo dire che, con grande professionalità, con grande preparazione, hanno portato a termine in maniera produttiva, in maniera concreta, onesta e manifestando grandi capacità, l'avvio definitivo della linea di produzione della Cartiera di Arbatax. Tutti parlano di interferenze: bene, io credo che ci sia un'interferenza reale dei poteri economici direttamente interessati al non riavvio della Cartiera, rappresentati egregiamente dalla Assocarta, e contrari agli interessi del popolo sardo, perché troppo spesso, e l'abbiamo già ripetuto in altri incontri, si parla dei problemi di un territorio della provincia di Nuoro, ma non si capisce probabilmente, o è sfuggito, che questo è un fatto di interesse regionale, è una prevaricazione dei diritti del popolo sardo.
Io non capisco come, avendo il CIPE deliberato il 3 maggio, come è stato detto facendo tutta la cronistoria, noi siamo ancora qui a parlare della situazione della Cartiera. Si dice che per errore nell'elenco pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, successivamente alla registrazione della Corte dei Conti, a fine agosto 2001, il Contratto di programma di Arbatax sia compreso fra quelli che avevano necessità di ulteriori chiarimenti. Bene, ma qui siamo di fronte a una delibera del CIPE, che lo stesso CIPE adesso sta rimettendo in discussione.
A tutte queste cose io non voglio credere; voglio credere solamente che i duecento e passa dipendenti, che non dobbiamo dimenticare, come ci è stato ricordato, entro questo mese escono dalla mobilità, e quindi non avranno più il relativo sostegno economico, non hanno a tutt'oggi le dovute garanzie. Cosa può fare il Governo regionale, cosa può fare il Consiglio regionale? Anche stamani, in Commissione, ci è stato detto: "Se entro gennaio non avremo la garanzie che il CIPE deliberi, chiediamo al Consiglio regionale che mostri ancor di più, se ce ne fosse bisogno, la vicinanza al problema, e quindi chiediamo la convocazione del Consiglio regionale presso la Cartiera". Sono richieste che danno un senso a un'azione, perché, vedete, i lavoratori di questo territorio dai più decantato, soprattutto quando c'è da discutere di problemi sociali ed economici, hanno dimostrato alta dignità, alto rispetto delle istituzioni. Da quando sono qui, cioè da due anni, e questa storia va avanti da quando ero bambino, io non ricordo di aver assistito ad alcun lancio, sulle finestre del Consiglio regionale, di uova e pomodori; ho sempre assistito a manifestazioni composte e dignitose, ma, colleghi, per lo meno quelli che hanno avuto la pazienza di essere presenti a questa discussione e di continuare ad ascoltarci, ai quali noi tentiamo di far capire quanto ci sta a cuore questa vertenza, a quei colleghi che sono ancora presenti - altri, pur dicendo di avere piena conoscenza dei problemi della Sardegna, di conoscere bene il territorio, di essere profondi nazionalisti nella politica regionale, bene, quando c'è da dimostrare la conoscenza, quando c'è da dimostrare la sensibilità, quando c'è da dimostrare l'impegno, io in quest'aula non li vedo - a quei colleghi che hanno partecipato alla discussione ricordo che questi operai, queste famiglie, questo territorio provato sicuramente, hanno sempre dimostrato grande dignità, ma non bisogna confondere la dignità con debolezza, perché sapete, quando uno che mostra molta dignità e pazienza infine la perde, potrebbe avere alcune reazioni non più controllabili. Non sono più controllabili in un territorio in cui, ve lo ricordo, l'ha già fatto egregiamente il collega Falconi, vi sono altri annosi problemi, vecchi e nuovi:, il vecchio eterno problema Enichem, il nuovo problema del disimpegno Telecom, la Plasteco, la RosMary, ricordata dai colleghi che mi hanno preceduto, e soprattutto vi è la nascita di nuovi fenomeni di microcriminalità e grande criminalità, che sono derivati da una situazione economico-sociale, checché ne dica l'ISTAT nelle sue graduatorie, che sta arrivando ai limiti di guardia. Su questo ci deve essere l'impegno del Consiglio regionale.
Io credo profondamente che entro gennaio questa vicenda possa concludersi e possa ripartire la più grande e storica azienda della Sardegna, che possa riprendere quella linea di produzione che rende competitiva la Sardegna nel Mediterraneo e in Europa, che questo possa ridare fiducia e speranza alla Sardegna e non solo a quel territorio e che questa sia la prima risposta a tutta una serie di problematiche che mi auguro questo Consiglio sia in grado di affrontare.
Ma io chiedo ai colleghi che se lo Stato, per l'ennesima volta, dovesse dimostrarsi latitante - come lo è stato per esempio in ordine all'edilizia scolastica per cui, lo voglio ricordare a tutti i colleghi, ci siamo dovuti sostituire ad esso, così come questo Consiglio regionale è stato costretto, per la latitanza dello Stato italiano, ad intervenire annualmente, costantemente, con decine e centinaia di miliardi, giustamente, a favore della Carbosulcis - se entro il mese di febbraio non dovesse essere approvato il contratto, chiedo a questo Consiglio regionale di sostituirsi ancora una volta allo Stato nella vertenza di Arbatax, perché quell'impresa deve partire, perché i ritardi per l'impresa sono costi, sono stipendi che non arrivano, è mercato che sfugge, e forse è interesse di questa lobby, e forse non solo della Assocarta, ritardare il più possibile l'avviamento di quelle macchine, l'attuazione di quell'intervento. Il mercato, infatti, è governato anche dai tempi entro i quali si interviene, e i tempi di intervento, per un imprenditore serio che mette del suo, sono impegno finanziario, perdita di utili, perdita di posti di lavoro; inoltre rimandare ulteriormente vuol dire soprattutto non sbloccare la rimanente somma per il contratto di programma della Sardegna centrale, perché non tutti i 75 miliardi destinati a tale territorio vanno alla cartiera di Arbatax, al riavvio della prima linea, ne rimangono altri, una trentina circa, che sono destinati a tutti i servizi annessi, con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro;ma quei soldi non possono essere smobilizzati perché non parte questa fase.
Pertanto ripeto il mio invito, vanno bene tutti gli accordi che si vorranno raggiungere in quest'Aula, i documenti che vorrà approvare e inviare al Governo, ma io chiedo a quest'Aula un impegno, pur non dovuto, che è questo....
PRESIDENTE. Onorevole, concluda.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Come è avvenuto in passato, ma con grande determinazione, con grande durezza nei confronti del Governo e dello Stato italiano se non riuscirà o non vorrà intervenire in tempo utile, si sostituisca ad esso questo Consiglio regionale, pur attivando tutte le vertenze per il recupero delle somme che eventualmente la Regione sarà costretta ad anticipare.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, intanto mi permetto di sottoporre alla sua attenzione ed all'attenzione del Consiglio l'opportunità di valutare come proseguire; se l'intendimento è di proseguire nel corso della mattinata o di andare ad oltranza - mi risulta che ci sono ancora cinque o sei interventi da svolgere - bisognerà prevedere anche come organizzare la conclusione utile della discussione, attraverso la votazione di documenti conclusivi; per cui stante l'ora mi permetterei di suggerire di valutare la situazione, se ci sono le condizioni perché si vada avanti ad oltranza lo si faccia, purché lo si sappia; se così non fosse si sospenda, si esaminino i documenti e si riprenda nel primo pomeriggio, per concludere in modo dignitoso questa riunione.
PRESIDENTE. Prego?
COGODI (R.C.). Ho posto un quesito per sapere come si procede.
PRESIDENTE. Io lo ribalto all'Aula, nel senso che sono ancora iscritti a parlare cinque capigruppo, il che comporta una durata dei lavori di circa un'ora; teoricamente possono ancora iscriversi, perché ne hanno facoltà, anche i capigruppo che attualmente non risultano iscritti e che vogliano parlare; poi c'è l'intervento della Giunta, per cui la seduta si protrarrà di sicuro per oltre un'ora. Poiché non spetta al Presidente decidere, se lo ritenete opportuno riuniamo una brevissima Conferenza dei Capigruppo.
COGODI (R.C.). Presidente, aggiungo - se mi consente - che è presente il consiglio di fabbrica della Carbosulcis che chiede un incontro ai Presidenti di Gruppo, richiesta che dobbiamo tenere in conto ai fini della valutazione dei tempi e dei modi.
PRESIDENTE. Io devo sospendere per dieci minuti i lavori dell'Aula per riunire la Conferenza dei Capigruppo e decidere sul proseguo dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 11, viene ripresa alle ore 13 e 19.)
PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso la prosecuzione dei lavori sino all'esaurimento di questo argomento.
E` iscritto ora a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Appena i colleghi raggiungono nuovamente l'Aula.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto e prego l'onorevole Cogodi di voler iniziare l'intervento.
COGODI (R.C.). Se vuole sciogliere anche questo assembramento qui.
PRESIDENTE. Ripetendo ancora che le interlocuzioni, vale anche per i membri della Giunta, devono avvenire fuori dall'Aula, invito l'onorevole Comodi ad intervenire.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io mi ero permesso di avanzare la anche richiesta di valutare le modalità di prosecuzione di questa riunione rendendomi conto, come ognuno può rendersi conto, che vi è un qualche affanno, una qualche difficoltà nello svolgimento dei lavori d'Aula.
Si è iniziata la discussione stamattina su questa questione importante, con l'illustrazione data dal collega Balia della mozione presentata dall'opposizione e con l'indicazione del collega Balia, poi ripresa da diversi consiglieri, di ipotizzare addirittura una mobilitazione permanente del Consiglio regionale. Se la mobilitazione in partenza è questa, se il tasso di attenzione, di presenza innanzitutto, e di convincimento del Consiglio regionale sono questi in partenza, immaginiamoci cosa sarà nei prossimi giorni, quando si dovrebbe riunire in permanenza.
(Interruzione)
COGODI (R.C.). Preferisco non dirti quello che penso perché comprende anche un bambino che io non sto parlando di nessun Gruppo, ma sto parlando del Consiglio. Intendo con ciò dire, andando subito al merito, che la situazione che ancora una volta in quest'Aula si determina è una situazione paradossale, è la ripetizione stanca di un rito del tutto superfluo ed inutile. Si discute, chi interviene ci crede a quello che dice, sicuramente; si parla e chi parla poi possibilmente se ne va; la Giunta non porta mai in Aula argomenti rilevanti; la maggioranza non se ne cura; l'opposizione deve supplire attraverso le mozioni, solo con questo strumento si riesce a introdurre all'attenzione dell'Assemblea legislativa temi importanti della politica e della vita della Regione. La Giunta interviene a parare, mai a tentare di segnare un goal, interviene e dice: "la questione si sta istruendo, la questione si sta risolvendo, se c'è qualcosa che va male in questa Regione non è colpa nostra né di quel Governo che dovrebbe governare qui, e né del Governo che esiste e che dovrebbe governare a Roma; se c'è qualche responsabilità è dei governi precedenti noi non c'entriamo nulla, anzi siamo i benemeriti". Si aggiunge, sempre e comunque: "dobbiamo essere uniti, non bisogna strumentalizzare il disagio dei lavoratori, bisogna guardare avanti, bisogna darci il tempo di risolvere i problemi". E` una scaletta di ragionamento e di svolgimento dei lavori del Consiglio che ormai non fa più onore a nessuno. Nella migliore delle ipotesi i nostri dibattiti sono conversazioni piacevoli da salotto, non hanno valenza e incisività politica. Di problemi non se ne affronta davvero nessuno nel merito e meno che mai se ne risolvono.
Che cosa chiedeva la mozione che ha dato origine e corso a questo dibattito in Aula? Perché è riunito oggi il Consiglio regionale? Perché una mozione dell'opposizione chiede alla Giunta regionale - a chi lo dovrebbe chiedere se non al Governo della Regione? - semplicemente di dire - se lo sa, se non lo sa la Giunta dica: "non lo so", e così certifica anche che non sa perché è lì, perché esiste, perché è Giunta, perché sarebbe Governo - quali sono le reali ragioni che stanno impedendo o ritardando la soluzione di questa vicenda. Quali sono le reali ragioni: una o più ragioni, ma reali. La Giunta risponde con una nota del sottosegretario di turno, evidentemente quello che era di turno ieri notte da quelle parti del Ministero, non è la prima volta, risponde sempre o con un fax dell'ultima ora o con una nota del sottosegretario di Roma che dovrebbe essere rassicurante. La Giunta, che non si è premurata prima, che è stata incapace di intervenire prima, di affrontare questa situazione, tant'è che non è risolta, risponde con la copertura del Governo amico - amico suo, della Giunta - il Governo Berlusconi, con questa nota che dovrebbe essere rassicurante.
Ma badate - intervengo solo per sottolineare questo - questa nota è terrificante, non è rassicurante, questa nota dice che c'è da preoccuparsi molto, che la vicenda non è in via di soluzione, è in via di affossamento. Qui vi viene comunicato, ieri notte alle dieci, che il Governo ha sospeso il contratto di programma, per la verifica degli obiettivi dello stesso, cioè il Governo sta dicendo: "ho sospeso perché voglio verificare gli obiettivi di questo programma, anche a causa" - dice "anche" e quindi non "soltanto" - "del Governo precedente che non ha allegato la documentazione tecnica". Ora se il Governo precedente non ha allegato la documentazione tecnica sarà un difetto del Governo precedente, non era mio, non era di Vassallo, non era di Ortu, non era di Rifondazione Comunista, il Governo precedente. Ma questa giustificazione è veramente puerile, se infatti il governo precedente, che è venuto meno sei mesi fa o più, non ha allegato questa documentazione, in sei mesi l'avrebbe potuto fare il nuovo governo, poi non penso sia il governo a trasmettere la documentazione tecnica, sarà un ufficio, sarà un funzionario del Ministero se non un fattorino. Ed allora nei sei mesi precedenti questo Governo che non aveva l'allegato tecnico poteva acquisirlo? Però la nota testualmente dice che anche per questo motivo vuole verificare, però non dice che cosa vuole verificare; ed aggiunge che intende procedere alle verifiche che fossero necessarie, quindi non sa neanche quali verifiche ritiene di dover fare. Il Governo ha: primo, deciso di dover verificare; secondo, non dice quali sono le verifiche che vuole fare, cioè deve ancora individuare le cose da verificare; comunque assicura che quelle verifiche le farebbe informando la Regione, bel risultato!
Vede, Presidente, ricevuto questo fax, siccome è stato lei a sollecitarlo, l'ha avuto a copertura dall'insufficienza dell'azione di Governo, lei l'avrebbe dovuto rimandare al mittente o cestinare, di sicuro non portarlo in Aula per dire che aiuta la soluzione del problema. Qui è detto chiaro e tondo che "presumibilmente si prevede entro il mese". Ma come! Sei tu Governo che devi porre i provvedimenti da esaminare all'ordine del giorno della riunione del CIPE, e dici che presumibilmente lo potrai fare entro il mese? La presunzione riguarda altri, tu Governo lo sai se sei in grado di esitarlo o no; se dice "presumibilmente", è una presa per i fondelli.
Questo documento di fonte governativa è un documento negativo, allarmante, che rimanda, secondo noi, in alto mare questa vicenda, che si mette insieme a tutte le altre vicende relative alla produzione, soprattutto quella industriale, in questa nostra regione; c'è un attacco forsennato all'apparato produttivo complessivo di questa nostra regione portato avanti dalle imprese e dal Governo che le sostiene. Non è vero che le lobby, caro Presidente, colleghi, si usa dire anche amici, se amici vorreste essere di qualcuno, voi della maggioranza, non è vero che le lobby potenti non hanno sposato la destra e non hanno sposato le sinistre, le lobby potenti sono fidanzate con la destra e col Governo di destra, a Roma e a Cagliari. Se volete sconfiggere le lobby, se volete risolvere questa vertenza industriale e le altre, qui serve un Governo della Regione che sia il Governo dell'autonomia e non invece il Governo dei poteri forti e fortissimi, dei prepotenti che da decenni, anche in questa vicenda, hanno fatto quello che hanno voluto e si accingono a fare danni gravi alla nostra Regione.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, questo è un tema che ritorna in quest'Aula e sul quale sono state scritte pagine non molto positive in tutti questi anni, e fare un ritorno al passato credo che serva a poco, soprattutto quando non si ha la chiarezza di idee sui passi da fare per costruire un futuro certo, sia per quella parte di territorio sia per il resto dell'Isola. Quindi, a mio avviso, non si può parlare come alcuni colleghi hanno fatto di sistema economico ogliastrino, non si sa attraverso quale concetto di sviluppo e quindi di programmazione, credo che esso rappresenti la debolezza vera dell'intero territorio e dell'intera Isola. Tanto è debole che l'occupazione nel settore a cui facciamo riferimento, in tutti questi anni ha subito un grande ridimensionamento, oggi si parla di 140 - 144 dipendenti a fronte del numero ben maggiore di occupati di 5, 10, 15 anni fa. Credo che questo sia utile ricordarlo a tutti noi, perché vuol dire che con i diversi tentativi fatti è avvenuto un processo in termini negativi in questi anni, a causa di quella chiarezza che è venuta meno e che credo che oggi stia ancor più venendo meno. E non è sufficiente questa lettera del sottosegretario inviata ieri, io credo anche un modo furbesco, a parte il contenuto, perché rappresenta un soccorso ad una situazione di emergenza, è un qualcosa che serve a difendere una situazione che comunque è negativa, nella quale quel contratto di programma trova ancora oggi tutte le sue difficoltà.
Ma le difficoltà le stiamo alimentando anche noi, oltre che le inadempienze di chi tarda ad ottemperare agli impregni precedentemente assunti. Ed è vero che non solo in quel territorio, ma anche sull'intera Isola viene meno un progetto, quel progetto strategico che deve essere ormai ritenuto obbligatorio, cosa che in altre realtà italiane sta avvenendo da tempo e che qua, come al solito, tarda ad arrivare, qui arriva solo quando è fuori moda, inutilizzabile, anzi porta ulteriori penalizzazioni. Proprio ieri ho parlato con alcuni amici che mi sollecitavano il richiamo, non solo per quel territorio, a impegni disattesi, perché abbiamo la memoria debole ed è facile, come qualcuno ha fatto stamattina, parlare del domani, e mi chiedo come, oppure dire che si è anche ottimisti, quando non si sa come si possa concludere questo percorso e soprattutto quali risultati si rischia di ottenere.. E non è neanche sufficiente richiamare il Consiglio regionale fuori di quest'aula, il nostro dovere è di operare qua, in questa sede, recuperando la sua autorevolezza, rispettando gli impegni assunti e il ruolo che questo Consiglio deve avere, sennò diventerebbe un Consiglio costretto a riunirsi in tutti i territori in difficoltà di quest'Isola, e sono tanti, tantissimi. Diventerebbe talmente lungo il pellegrinare che stenteremo a ricordarci l'ubicazione vera di quest'Aula.
Allora, siccome in altri tempi qualcuno ha parlato molto sommessamente di riconversione e le lobby della riconversione sono ancora vive, e quella riconversione non è in termini positivi, come in altre parti di Italia ed Europa è avvenuto e sta avvenendo, bensì in termini di monetizzazione di un patrimonio che appartiene alla collettività e che rischia di finire in mano a poche persone; quella riconversione è basata sugli interessi di carattere urbanistico che tutti noi conosciamo - quella proposta è andata scemando in questi ultimi mesi, ma a parer mio dietro le quinte qualcosa ancora si muove - a questo bisogna dare grande attenzione. Ed invece io richiamo la capacità di una cartiera che sul mercato può stare, e può stare a pieno titolo, se aiutata da quel progetto strategico e da quella compiutezza che è venuta meno.
Voglio ricordare a quest'Aula, e ci sono i resoconti consiliari ad attestarlo, gli impegni presi quattro anni fa, quando molti, nelle loro dichiarazioni, sono andati oltre la proposta dei porti franchi nell'Isola, hanno addirittura ipotizzato di istituire la zona franca integrale, riempiendosi la bocca di proclami e del nazionalismo del momento. Successivamente, chiusa la partita, quelle proposte non hanno più avuto senso, sono scomparse con troppa facilità, si sono dissolte come neve al sole. In quell'occasione aveva un senso proporre i sei punti franchi, non era il meglio per le ricadute che sull'intera Isola avrebbero portato, ma aveva un significato valido perché nella parte di territorio di cui stiamo parlando oggi, la presenza del porto franco avrebbe aiutato enormemente quelle attività produttive, come quella della cartiera, come quella dell'intermare e altre, anche nuove, che potrebbero stare a pieno titolo in quell'area, che guardano ad un mercato che non è quello dell'Unione europea; l'attuazione di quella proposta approvata dal Consiglio, la cui volontà non è mai stata rispettata, avrebbe consentito a quelle aziende già presenti, cartiera, intermare e quant'altro, di stare sul mercato con costi inferiori di un buon 30 per cento. Ed allora io chiedo a chi fa l'imprenditore, a chi conosce il mercato, avendo una possibilità come questa di ottenere un risparmio sui costi del 30 per cento e quindi di affrontare il mercato con più forza, con più incisività se potrebbe rinunciare a questa opportunità. C'è un imprenditore, non è privato, ma è la Regione sarda che sta rinunciando, che è, ancora una volta, inadempiente, in pieno ritardo, poco attenta a un disequilibrio economico all'interno di quest'isola che rischia ancora oggi di accentuarsi andando contro corrente. Io sto aspettando la finanziaria perché da più parti è venuta fuori una voce relativa allo stanziamento di circa 50 miliardi destinati non solo alla perimetrazione, ma anche alla edificazione di tutte le necessarie opere di carattere urbanistico e le infrastrutture per il punto franco di Cagliari. Sto aspettando di vedere la finanziaria o quant'altro possa contenere questa proposta, perché allora veramente saremo fuori dalle righe, saremo fuori dalla realtà, ancora una volta penalizzeremo quelle parti di territorio come l'Ogliastra e tante altre, e purtroppo sono molto numerose, che attendono l'attuazione di impegni già presi.
Allora mi chiedo: in questi quattro anni, dopo tutti i proclami fatti, quali sono i motivi che hanno portato ancora oggi a penalizzare un territorio come quello dell'Ogliastra, qual è la strategia che si persegue nel voler riattivare solo la Cartiera, senza pensare che esista un mercato, che esista l'imprenditoria privata che nel mercato ci sta solo ed esclusivamente nel momento in cui trova benefici di carattere economico? E' possibile che questo dato ancora oggi non possa essere all'attenzione di chi governa, di chi è obbligato a dare risposte in termini positivi? E allora prima di fare proclami, prima di strumentalizzare, ancora una volta, la parte più debole, che sono i lavoratori, iniziamo a utilizzare appieno gli strumenti, le risorse, le leggi che noi stessi abbiamo fatto, a dar seguito alle volontà che abbiamo espresso per cercare di uscire da un sottosviluppo che diversamente diventerà sempre più penalizzante, a causa del quale certamente quest'Isola non sarà in grado di guardare al domani, non sarà in grado di guardare all'Europa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'illustrazione della mozione da parte del collega Balia dimostra quali erano e quali sono i nostri intendimenti in questa delicata vicenda. Mi dispiace, presidente Pili, che nonostante l'appello fatto dal collega Balia perché nessuna forza politica strumentalizzasse questo dibattito, il primo che ha inteso strumentalizzarlo sia stato proprio lei. Che noi non volessimo strumentalizzare il dibattito è dimostrato dal fatto che, pur in contrasto col Regolamento, abbiamo permesso al Presidente della Giunta regionale di parlare prima che si aprisse il dibattito. Quando il Presidente della Giunta regionale ha preso la parola auspicavamo che confermasse quanto da lui dichiarato in occasione della mobilitazione da parte dei sindaci, da parte delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, quando venne proposto che vi sarebbe stato un blocco delle attività del Consiglio se non avessimo avuto delle risposte da parte del Governo nazionale; proposta, tra l'altro, condivisa da tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale. Noi non abbiamo, presidente Pili, strumentalizzato questa vicenda; le dichiarazioni più forti nei suoi confronti, per come ha gestito fino ad oggi questa partita, sono venute dalle organizzazioni sindacali, dalla Confindustria, che ha smentito completamente i dati sul pil, dagli amministratori locali, da sindaci di quel territorio, e credo che non vi sia stata da parte di nessun consigliere regionale delle opposizioni, una strumentalizzazione di questa partita.
Questa mozione è stata presentata su richiesta delle organizzazioni sindacali, degli imprenditori, dei sindaci, degli amministratori locali e di tutte le forze politiche; il centrosinistra ha mantenuto questo impegno perché ci aspettavamo, presidente Pili, non che lei oggi ci presentasse una lettera del Sottosegretario Galati, ma che confermasse quanto ha dichiarato ai sindaci, ai lavoratori, alle opposizioni, alla maggioranza, quando disse: "Guardate, potete tornare a casa tranquilli, il contratto di programma per la Cartiera è stato sospeso perché il Ministro ha deciso di accantonarlo assieme ad altri contratti di programma del Sud per i quali vi erano alcuni problemi. Ma vi posso garantire che il 17 gennaio sarà approvato dal CIPE, perché dall'esame tecnico dei documenti per esso non ci sono problemi". Queste sono state le sue affermazioni! Anche in quella occasione, presidente Pili, ci diede un documento, un fax che inviò addirittura il ministro Marzano.
Io sono preoccupato per questa lettera, al di là della strumentalizzazione politica, elettorale che un sottosegretario fa, perché termina dicendo, ascoltate, ascoltate: "Credo che queste notizie siano sufficienti per ritenere che lo sviluppo della Sardegna sia un obiettivo primario delle politiche di questo Governo e del Ministero delle attività produttive", e in premessa dice che ci possono essere ancora dei problemi di carattere tecnico, ma di stare tranquilli che i fondi verranno accantonati comunque per queste iniziative. No, signor Presidente, noi non vogliamo strumentalizzare la riunione del Consiglio, abbiamo chiesto la convocazione straordinaria perché si garantisse ai lavoratori che il 17 si sarebbe tenuta comunque la riunione del CIPE e non per dire che molto probabilmente, come dice la lettera, che addirittura cercheranno di anticipare la riunione. Ecco, io credo, presidente Pili, che questo documento che oggi è stato presentato per noi non è sufficiente a fugare le preoccupazioni destate dalle dichiarazioni che lei ha reso quando ha affermato che vi erano delle pressioni da parte della Assocarta, e poi è stato smentito dalla Confindustria stessa e anche dalle organizzazioni sindacali. Ci sono, anzi, tutte le promesse perché anche alla prossima riunione del CIPE il contratto di programma non venga approvato; io mi auguro che questo non avvenga e sforziamoci, presidente Pili, mi rivolgo anche alla maggioranza, di trovare il modo di approvare un ordine del giorno unitario perché la lettera che lei ci ha consegnato per tranquillizzarci, al contrario, ha destato in noi molte più preoccupazioni. Ci avevano tranquillizzato le sue parole a fine dicembre, non ci tranquillizza per nulla questo documento.
E' urgente, è urgentissimo che il CIPE si riunisca, perché do atto all'ex assessore Pirastu che ci è stato un errore nel dispositivo finale e non si doveva parlare di lavoratori socialmente utili, ma di lavoratori che sono in mobilità e comunque se il CIPE non approva il contratto entro il mese di gennaio, questi lavoratori rischiano di perdere la loro indennità. Quindi c'è un'urgenza, come c'era nel mese di dicembre e, guardi, proprio perché non voglio strumentalizzare questo problema, io chiedo scusa per il passato. Molto probabilmente ho delle grandi responsabilità, le abbiamo in tanti, questo lo dico al collega Pittalis, e non voglio ricordare la sua storia come responsabile del gabinetto di un assessore del lavoro di quel periodo, ma ne faccio cenno solo per spiegare quanto sia stato difficile affrontare questo problema per la cui soluzione tantissime persone si sono impegnate, però finalmente stiamo arrivando al dunque e ai lavoratori questo non interessa, perché conoscono la storia della Cartiera, ai sindaci non interessa, perché sanno di chi sono le responsabilità, però finalmente e debbo dire al di là della maggioranza al governo nazionale, la Giunta regionale del presidente Floris era riuscita col Governo nazionale, col ministro Letta, a fare in modo che, nel mese di maggio, venisse quasi approvato da parte del CIPE il contratto di programma. Bene da lì dobbiamo partire; se il presidente Pili ha garantito alle organizzazioni sindacali, ai lavoratori, che non c'erano problemi, quali sono le ragioni per cui non sono stati mantenuti gli impegni allora assunti? Prima era stato preso l'impegno che sarebbe stato approvato da parte del CIPE il 21 dicembre, oggi si dice che il 17 gennaio non ci sarà più la riunione del CIPE. Io ritengo che, molto probabilmente, Presidente Pili, lei abbia ragione quando dice che ci possono essere delle forze economiche che fanno delle pressioni, però sono convinto di una cosa: se la nostra Isola, se questo Consiglio regionale, se la Giunta regionale si uniranno insieme e combatteranno riusciranno ad ottenere il risultato che tutti auspichiamo.
Guardate io lo dico orgogliosamente: da ex assessore democristiano, ho combattuto tantissime volte i Governi nazionali, da ex sindaco democristiano ho combattuto tantissime volte le Giunte regionali; io credo che dobbiamo avere la capacità non di ottenere, da parte del Governo, il giorno prima della riunione del Consiglio convocato per dibattere il problema, una rassicurazione di un sottosegretario che smentisce tra l'altro gli impegni precedentemente assunti, ma dobbiamo avere la capacità di mobilitarci tutti, di dare una mano a chi ha avuto, e qui dobbiamo riconoscerlo, l'etica dell'indignazione cioè agli amministratori locali. Infatti tante volte, questo è vero, il Consiglio regionale, le Giunte regionali che si sono succedute avrebbero potuto fare di più e se questa partita si chiuderà, io sono sicuro che siamo nelle condizioni di poterla chiudere, non sarà certo per l'impegno che tanti di noi, parlo del sottoscritto, hanno profuso, ma per l'impegno che le organizzazioni sindacali, le amministrazioni locali hanno posto perché rimanesse sempre viva questa fiammella, anche quando, nei momenti più bui della storia della cartiera, tutti pensavano che non ci sarebbe stato niente da fare.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, illustri colleghi del centrosinistra oggi hanno lanciato accuse alla Giunta regionale e al Governo nazionale sui presunti ritardi ed inadempienze riguardanti la questione della cartiera di Arbatax, ma i firmatari della mozione oggi in discussione rappresentano proprio quelle forze politiche che in passato hanno avuto responsabilità in questa vicenda, e proprio durante il Governo di quelle forze politiche avvenne la chiusura, nei primi anni '90. Successivamente si è iniziato uno stillicidio caratterizzato da promesse e finte procedure di soluzione, aste pubbliche, trattative private, tutte purtroppo naufragate; questo dura da circa 11 anni; 11 anni di inadempienze ingiustamente inflitte ai dipendenti della cartiera e a tutta l'Ogliastra.
Ma al di là da questo, credo che sia opportuno riportare la discussione sui veri termini del problema. Quello che realmente sta oggi succedendo è molto semplice: come ha chiaramente evidenziato Andrea Pirastu e lo stesso Presidente Pili, la Giunta regionale ha impresso all'intera vicenda una fortissima accelerazione. Grazie all'interessamento attivo della precedente Giunta regionale, in stretto raccordo - come ha detto anche l'onorevole Fadda- col Governo nazionale allora di centrosinistra, con le forze sociali, con le forze sindacali e con gli amministratori del territorio sono state individuate e messe in moto le procedure per una definitiva soluzione e per la ripresa produttiva dell'attività della cartiera. Vorrei indicare alcune date: il 25 gennaio del 2001 i commissari governativi sono stati autorizzati ad avviare la vendita dei beni della cartiera, tutto questo naturalmente era finalizzato alla reindustrializzazione dell'area e alla ricollocazione dei lavoratori già occupati presso la cartiera; con scadenza 1° marzo 2001 veniva pubblicato l'invito a presentare le manifestazioni di interesse industriale per la proprietà della cartiera; dopo appena due mesi, il 3 maggio 2001, venivano analizzate e valutate le proposte pervenute e il CIPE deliberava positivamente per il finanziamento di un contratto di programma per la cartiera a favore della Nebiolo. E` ovvio, ed è senza possibilità di smentita quindi, che nell'arco di appena cinque mesi Giunta regionale e Governo nazionale hanno posto concretamente le condizioni per una definitiva soluzione della questione: cinque mesi di fatti concreti contro 11 anni di inadempienza.
Le motivazioni fornite dal Ministro Marzano per il mancato inserimento all'ordine del giorno del CIPE del 21 dicembre scorso della questione, sono motivazioni dettate da senso di responsabilità proprio per evitare le conseguenze tristemente note in passato; d'altronde va sottolineato che la stessa delibera del 3 maggio del 2001 evidenziava che gli uffici avevano in corso gli approfondimenti riguardanti in particolare i finanziamenti dei soggetti privati coinvolti e l'acquisizione formale dei pareri necessari. Il Ministro Marzano aveva comunicato al Presidente Pili che non si era potuto procedere ad inserire l'argomento "cartiera" nell'ordine del giorno nella seduta del 21 dicembre 2001 perché gli uffici della programmazione negoziata non avevano trasmesso tutte le carte al CIPE per le opportune determinazioni, quindi ogni addebito di inadempienza sollevata dei colleghi del centrosinistra è privo di ogni fondamento.
Grazie al concorso delle forze sociali e sindacali e grazie agli amministratori del territorio la Giunta regionale, in stretto raccordo con l'attuale Governo nazionale, in soli cinque mesi ha assicurato al territorio ogliastrino risorse statali certe per il suo rilancio produttivo; alle risorse nazionali si aggiungono quelle regionali per le quali resta fermo il vincolo di destinazione. Noi vogliamo ribadire il pieno impegno del Gruppo di Forza Italia ad arrivare ad un epilogo rapido, certo e positivo. Impegniamo il Presidente Pili e la sua Giunta a fare tutte le pressioni possibili perché il Governo centrale dia la sua risposta nel più breve tempo possibile, entro il mese. Siamo anche convinti che la rinascita della cartiera debba essere accompagnata da altre misure ed altre iniziative collaterali come infrastrutture adeguate e cantieri di rimboschimento. Vogliamo anche ribadire che quella di Arbatax non è una rivendicazione della sola Ogliastra ma di tutta la Sardegna.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, siamo convocati per iniziativa dei Gruppi del centrosinistra, che hanno inteso chiamare il Consiglio regionale a discutere e a votare relativamente ad una vicenda che sta assumendo toni di preoccupante gravità, la vicenda della cartiera di Arbatax che inopinatamente gli ultimi giorni dello scorso anno ha subito non l'accelerazione, che richiamava il collega Corona, ma una preoccupante frenata. Rispetto alle decisioni a suo tempo assunte secondo le quali il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica avrebbe dovuto impegnare il Governo all'utilizzazione delle risorse entro la data del 31 dicembre 2001, il contratto di programma della cartiera di Arbatax, che aveva un finanziamento già concordato per 75 miliardi, dal quale bisogna però ricordare che la Regione non era assente, in quanto partecipava al cofinanziamento di detto contratto di programma nella misura del 45 per cento, non è stato posto all'ordine del giorno di quella riunione. Per cui i lavoratori, e i sindacati hanno espresso una forte preoccupazione e, proprio negli ultimi giorni dello scorso mese di dicembre, ci hanno impegnato ad assumere questa iniziativa per far sì che da parte della Giunta regionale venisse svolto ogni utile intervento per portare a concreta attuazione impegni che erano già stati sottoscritti. Ciò riguarda non tanto il fatto che un Governo sia amico o nemico, quanto la correttezza dei rapporti che a livello istituzionale devono intercorrere tra una Regione autonoma e il Governo centrale.
La sollecitazione del Presidente Pili, ha portato come risultato una lettera del sottosegretario del Ministero delle Attività Produttive, che è molto preoccupante nei toni e nella sostanza perché viene confermato il fatto che numerosi contratti di programma sono stati sospesi, innanzitutto perché hanno necessità di verifiche rispetto agli obiettivi, e poi perché manca l'allegata documentazione tecnica. Inoltre non viene escluso che per il contratto di programma della Cartiera di Arbatax vengano attivate rimodulazioni, e si dice che se queste verifiche saranno necessarie saranno realizzate di concerto con il Consiglio regionale. Per cui, dal tenore di questa lettera si evince che siamo ancora in una situazione di grave indeterminatezza rispetto ai risultati che dovevano essere già acquisiti e che invece si vuole rimettere in discussione. Questo chiaramente ci preoccupa, e da qui la nostra iniziativa per sollecitare un'attività di vigilanza da parte della Giunta regionale, anche perché ritengo che non siano sufficienti le assicurazioni che sono state fornite dal sottosegretario, e soprattutto che la lettera del 10 gennaio, dunque di ieri, si conclude con una sorta di pacca sulle spalle di vago sapore paternalistico nei confronti del nostro Presidente della Regione, nella parte in cui si dice che l'impegno ad anticipare la riunione del CIPE, senza peraltro fissare neanche una data certa, è sufficiente per ritenere che lo sviluppo della Sardegna sia un obiettivo primario delle politiche di questo Governo e del Ministero delle Attività Produttive. Questa frase si commenta da sola, se si ritiene che questo sia sufficiente per testimoniare l'interesse del Governo nazionale per lo sviluppo della Sardegna.
La vicenda di Arbatax si inquadra in uno scenario che desta grave preoccupazione, caratterizzato come è dallo smantellamento dell'apparato industriale della nostra isola, basti pensare ciò che sta avvenendo in tutto il sistema che in passato era legato alle partecipazioni statali, basti pensare alla vicenda che stanno vivendo i lavoratori dell'Enichem. Per cui è chiaro, io concordo su questo con il consigliere Pittalis, che occorre rivedere tutti gli strumenti di programmazione negoziata, però facendo in modo che questi abbiano reale attuazione e vengano rispettate le intese che a suo tempo erano state raggiunte. E c'è da dire che il Governo precedente, il Governo del centrosinistra, senza fare valutazioni di amicizia o inimicizia, ha stipulato con la Regione Sardegna un contratto di programma, ha stipulato con la Regione Sardegna un'intesa istituzionale di programma che meritano solo di essere attuati. E` questo appunto che noi chiediamo al Governo regionale, di mandare avanti le cose che a suo tempo erano state negoziate, erano state già discusse e concertate Non vorremmo che la verifica che il Governo nazionale oggi vuole fare, serva solo a dirottare risorse che erano state già promesse e impegnate per la Sardegna, magari in favore di altre regioni che sono anche più forti dal punto di vista dello sviluppo industriale.
Ed è per questo che a nostro parare occorre dare una risposta positiva ad un territorio della Sardegna che da questo Governo regionale è stato ulteriormente penalizzato, anche nell'applicazione di un altro di quegli strumenti che dovevano garantire lo sviluppo industriale e la promozione dello sviluppo economico che parte dal basso. Mi riferisco ai programmi integrati territoriali, i Pit, che hanno visto l'esclusione proprio del territorio dell'Ogliastra dalla prima tranche di assegnazione dei finanziamenti. Per cui di fronte ad un contesto di questo tipo, di fronte agli atti concreti che vengono da parte di questa Giunta regionale, non può che restare da parte nostra una grande preoccupazione, e per questo noi abbiamo chiamato il Consiglio regionale ad un'azione di vigilanza rispetto agli impegni a suo tempo assunti, per fare in modo che il problema della Cartiera di Arbatax abbia una risposta positiva e certa per quanto riguarda i tempi, per quanto riguarda le unità lavorative che dovrebbero essere impegnate, per quanto riguarda quei lavoratori che sono a rischio di perdita dell'assegno di mobilità; ma soprattutto occorre che il Governo regionale riconfermi con forza il giudizio a suo tempo espresso sulla validità del piano industriale, sulla validità di un intervento di rilancio della Cartiera di Arbatax, che senz'altro deve essere visto all'interno di una valorizzazione e di uno sviluppo socio-economico dell'intera Isola, e che deve avere anche un conseguente legame per quanto riguarda, non per ultima, anche la stessa forestazione produttiva. Si tratta però di vigilare per evitare che questa vicenda sia legata a logiche che tendono a premiare magari potentati economici, gruppi di pressione che possono avere maggiore influenza sul Governo nazionale. Io non so se riusciremo, a questo proposito, a concordare un ordine del giorno che riassuma quanto è stato espresso nella mozione da noi presentata, altrimenti ritengo che sarebbe opportuno votare la mozione che è stata portata all'attenzione del Consiglio.
PRESIDENTE. Sono terminati gli interventi. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
pili (f.I.-Sardegna), Presidente della Giunta. Grazie Presidente e grazie colleghi. Credo che, se pur con diversi accenti, il dibattito abbia focalizzato l'interesse dell'intera Assemblea su un tema così rilevante come quello della Cartiera di Arbatax. Dico "con accenti diversi" perché vi è da parte di ognuno degli intervenuti una valutazione diversa sull'opportunità o meno di promuovere le giuste, attente valutazioni.
Io partirei da un dato che è acquisito: il Consiglio regionale vuole che questa pratica venga approvata fin dalla prossima seduta utile del CIPE. La convocazione del CIPE non è, come sapete, di competenza del Ministero delle Attività Produttive ma di quello dell'Economia, e riguarda l'approvazione di tutti i provvedimenti provenienti da tutti i Ministeri; quindi noi certamente, anche con il Ministero dell'Economia, faremo tutti gli sforzi possibili e immaginabili, è evidente che resta l'impegno, l'unico impegno che si può assolutamente sostenere come tale, della discussione e dell'approvazione del contratto di programma per Arbatax nella prossima seduta utile del CIPE. Dire però che faremo convocare in una certa data il CIPE, è assumere un impegno aleatorio sul quale non possiamo assolutamente, per la serietà istituzionale che dobbiamo avere in quest'Aula, dare nessun tipo di assicurazione se non quella che il Consiglio regionale sollecita il Governo a convocare entro termini di tempo brevi lo stesso CIPE. Devo dire che questo impegno, quello di sollecitare la convocazione del CIPE, va di pari passo con la volontà del Consiglio regionale di fare esprimere al CIPE un parere positivo su questa pratica. Questa è la volontà del Consiglio regionale, è la volontà della Giunta regionale ed è dichiaratamente l'impegno già assunto dal Governo nazionale.
Vedete, io mi domando: se noi non fossimo arrivati oggi qui, con questo documento del Sottosegretario de Ministero delle attività produttive delegato al CIPE, qualcuno ci avrebbe sollecitato una presa di posizione nei confronti del Governo, nel frattempo, da qui all'ultima seduta utile del Consiglio regionale? Siamo tutti certi che nessuno avrebbe chiesto un impegno per iscritto del Governo nazionale? Oggi c'è, e ci dite che era inopportuno farlo. Guardate, da qualsiasi parte ci giriamo è ovvio che le interpretazioni possono essere le più diverse, le più variegate, ma credo che quello che conta, alla fine, sia il risultato che si raggiunge, e penso che non sarà né una data, né un orario, né un documento, né una virgola a cambiare la sostanza; siamo tutti convinti che debba essere anticipata la seduta del CIPE e che, in quella seduta, debba essere approvato con parere favorevole il provvedimento che riguarda la cartiera di Arbatax.
Detto questo, detto che non vi è nessun interesse di questa parte politica a rallentare, io mi domando: ma quale Giunta regionale, quale Assessore, quale Presidente avrebbe interesse politico a non realizzare la ripresa produttiva di uno stabilimento come quello di Arbatax? Siamo forse suicidi? Siamo forse gente che vuole fare carachiri? O vogliamo davvero pensare che qui il nostro obiettivo sia quello di affondare iniziative che hanno già avuto un percorso tortuoso? O vogliamo tentare di recuperarle al meglio? Questo è davvero il nostro unico obiettivo: fare di tutto, fare l'impossibile perché il contratto di programma relativo a quell'attività produttiva possa avere tutte le risposte positive che consentano la rioccupazione degli operai, del personale e che consentano di creare uno sviluppo economico intorno a quell'attività.
Detto questo io voglio però mettere in guardia il Consiglio regionale, e lo voglio dire con quella serietà istituzionale che è dovuta ad un Governo regionale, agli amministratori locali e a tutta la classe dirigente. Chi ha seguito le vicende della cartiera di Arbatax, saprà che vi sono stati in questi ultimi mesi dei fatti che non possono essere sottaciuti, e che riguardano tutto l'iter seguito, da aprile sino ad oggi, della pratica relativa alla cartiera di Arbatax. Vorrei citare, nell'ordine, la lettera con la quale il Ministero dell'industria, del commercio ed artigianato il 19 aprile, qualche giorno prima della seduta del CIPE che approvava, il 3 maggio, la prima parte del contratto di programma, comunicava alla Direzione generale per lo sviluppo produttivo e la competitività e alla Regione Sardegna - cito la frase del direttore generale, il dottor Carlo Sapino -"Nella imminenza della prossima riunione del CIPE appare quindi opportuno informare che, sulla proposta di intervento della Nebiolo Printech S.p.a., sulla base dell'istruttoria fino ad ora condotta, si esprime un giudizio di massima positivo". E, dice Carlo Sapino: "Prima della predetta riunione sarà cura di questa amministrazione fornire valutazioni definitive in merito alla effettiva dimostrazione della solidità della compagine societaria, e alla capacità di finanziamento degli investimenti programmati anche attraverso ricorso al leasing". Quindi, dice Sapino: "Prima della riunione del CIPE del 3 maggio produrremmo tutti gli atti sulla valutazione della solidità della società che deve gestire questa iniziativa". Siamo al 23 di aprile, la relazione che accompagna il provvedimento che va al CIPE, quello che è stato approvato appunto il 3 maggio, rispetto ai soggetti che concorrono, alla data del 3 maggio, alla realizzazione del progetto industriale della cartiera di Arbatax, in particolare relativamente alla persona fisica di mister Manmoan Kohli, nato a Nuova Delhi, in India, il 16 ottobre del '39 afferma: "La Nebiolo ha precisato che tale soggetto già intrattiene, nella qualità di director della società Printers House Limited, rapporti di collaborazione imprenditoriale. Lo stesso ha manifestato la disponibilità a compartecipare in proprio all'iniziativa, mediante l'acquisizione della quota azionaria del capitale della nuova società che sarà appositamente costituita". Siamo al 23 aprile, cioè pochi giorni prima dell'approvazione da parte del CIPE, approvazione intervenuta con questi presupposti. Secondo capoverso sul livello societario - questo è quello più importante -: "Relativamente ai requisiti soggettivi per l'accesso al contratto di programma si evidenzia che l'intervento scaturisce nell'ambito di una iniziativa intesa al recupero produttivo dei beni di una grande impresa, appunto quella di Arbatax, in un'ottica di continuità produttiva di sito, che ha tra i promotori la costituenda società operativa, tra le quali si annovera la società Lastra S.p.a. quale grande impresa industriale, facente parte di un gruppo di consistenti dimensioni economiche e produttive". Cioè, la relazione che accompagna al CIPE questo provvedimento sostiene che altri due soggetti, insieme alla Nebiolo, sono pilastro di questa intrapresa, non soltanto sul piano del capitale immesso nella società, ma anche su quello della garanzia della qualità di intervento in un settore specifico: questo signore indiano, un cittadino che ha certamente una sua storia alle spalle, positiva da quello che si legge in questa relazione, che interviene come persona fisica, acquistando una quota di capitale societario, e una grande società che si chiama Lastra S.p.a.
Vedete, dire che vi era l'aspettativa di un percorso lineare può essere giusto, ma nella relazione che accompagna il provvedimento per l'approvazione da parte del CIPE, approvazione che pure ci sarà, e che pure politicamente, e sottolineo politicamente, noi otterremo, c'è una valutazione che io vorrei assolutamente proporre al Consiglio, perché la politica, il Consiglio regionale, gli operai, i sindacati non devono sposare quello o quell'altro imprenditore, ma devono sposare la realizzazione di quell'obiettivo strategico che deve creare occupazione e sviluppo. Dice la relazione di accompagnamento: "Il signor Mohamed Colì (?) ha rappresentato notevoli difficoltà in questo particolare momento per l'esportazione a titolo personale di capitali fuori dal proprio paese", quindi si afferma che non acquisirà più la quota prevista. E la cosa più importante è che la società Lastra S.p.a., che avrebbe dovuto avere una percentuale consistente nell'operazione, ha comunicato, per le vie brevi, di rinunciare alla partecipazione nella società Girasole, che avrebbe dovuto appunto gestire la cartiera di Arbatax, in considerazione della complessiva riprogrammazione degli assetti organizzativi e delle strategie aziendali, conseguenti a proprie vicende interne, connesse principalmente alla scomparsa dell'amministratore unico.
E' evidente, colleghi, che questi non sono fatti da non tenere in considerazione; il Consiglio regionale bene fa a sollecitare con forza l'approvazione di questo provvedimento, ma bene fa e bene farebbe il Consiglio regionale a evitare che si ripeta ciò che è successo nel passato e questo possa davvero costituire l'affossamento definitivo per quella attività produttiva. Cioè, colleghi, noi dobbiamo dire di sì a questa iniziativa imprenditoriale; dobbiamo metterci in condizione di porre in essere tutte le iniziative e tutti i percorsi perché questo provvedimento vada in porto, ma abbiamo tutti davvero il compito, da una parte e dall'altra, di vigilare, perché questi soldi pubblici, non facciano la fine di tanti altri soldi pubblici, e cioè non producano quei risultati che tutti ci aspettiamo.
Per questo motivo la Giunta regionale accoglie i richiami, richiami che sono doverosi e sono utili perché noi stessi siamo più vigili di quanto forse lo siamo stati in questi due mesi e mezzo. Forse abbiamo bisogno di richiami ancora più forti da parte dei lavoratori, delle forze sociali, ma siate certi che il nostro impegno sarà quello di portare a casa la concreta realizzazione del progetto della Cartiera di Arbatax, ma anche di garantire che questo sia davvero un progetto produttivo, economicamente valido, un progetto che l'intero Consiglio regionale si impegnerà a sostenere in ogni sua parte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Pittalis. Ne ha facoltà.
Pittalis (f.I.-Sardegna). Chiedo cinque minuti di sospensione per verificare, anche con le opposizioni, se esistono le condizioni per la presentazione di un ordine del giorno unitario.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni sospendo la seduta per cinque minuti. I lavori riprenderanno alle ore 14 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 14 e 23, viene ripresa alle ore 14 e 43.)
Presidenza del Vicepresidente Spissu
PRESIDENTE. E' stato presentato un ordine del giorno, a firma Corona e più. Se ne dia lettera.
MASIA,Segretario:
ORDINE DEL GIORNO CORONA - MURGIA - CAPPAI - VARGIU - ONIDA - CAPELLI - PIRASTU - PITTALIS sulla cartiera di Arbatax.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sulla mozione n. 52 concernente la mancata riapertura della cartiera di Arbatax a causa del rinvio dell'approvazione definitiva del contratto di programma per l'area cartaria;
PREMESSO CHE:
- il 3 maggio 2001 il CIPE ha deliberato l'attivazione di una serie di contratti di programma tra i quali quello relativo alla cartiera di Arbatax, che aveva visto l'aggiudicazione di una parte della cartiera alla Nebiolo Printech, società interessata alla riattivazione di una linea di produzione cartaria mediante l'utilizzazione di carta da macero;
- tale delibera coronava un'azione compiuta congiuntamente dal Ministero dell'industria, dalla Regione autonoma della Sardegna, dalla SFIRS S.p.A. e dalle organizzazioni sindacali per risolvere l'annosa vicenda che ha visto nel 1992 l'ammissione della cartiera di Arbatax alla procedura di amministrazione straordinaria (c.d. legge Prodi) e la conseguente cassa integrazione per centinaia di dipendenti della cartiera;
- la Nebiolo Printech e l'amministrazione straordinaria sono oggi nella fase di adempimento degli accordi preliminari della vendita che permetterà di riassumere gradualmente tutti i dipendenti della cartiera, attualmente in mobilità;
- la Regione sarda, da oltre un anno e mezzo, ha impegnato per l'operazione venti miliardi messi a disposizione dal Governo nazionale;
- i Commissari straordinari della cartiera di Arbatax sono oggi pronti, una volta intervenuta la delibera del CIPE, a stipulare il contratto preliminare con la Nebiolo Printech;
CONSIDERATO CHE
- entro il mese di gennaio i dipendenti non godranno più degli assegni di mobilità;
- la Giunta regionale ha dichiarato di aver attivato tutte le iniziative possibili e necessarie al fine di sollecitare l'approvazione da parte del CIPE già nella prossima seduta utile;
- il Presidente della Regione ha reso nota la posizione del Governo con la quale si afferma che il contratto di programma sarà approvato nella prossima seduta utile del CIPE con parere positivo,
impegna la Giunta regionale
1) a vigilare sugli impegni assunti dal Governo nazionale con particolare riferimento all'esito positivo e ai tempi di approvazione da parte del CIPE;
2) ad attivarsi presso il Governo nazionale affinché, per i dipendenti che non verranno assunti immediatamente dalla Nebiolo Printech, venga prorogato l'assegno di mobilità;
3) a riferire costantemente e puntualmente al Consiglio regionale sullo stato del contratto di programma. (1)
PRESIDENTE. Quest'ordine del giorno è stato presentato al termine della discussione generale, quindi, sono ammesse soltanto le dichiarazione di voto e per non più di cinque minuti. Si voterà prima la mozione e poi l'ordine del giorno.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
Cugini (D.S.). Signor Presidente, chiedo sulla nostra mozione la votazione nominale con sistema elettronico, e colgo l'occasione per ricordare a lei e all'Assemblea, che la settimana passata, quando abbiamo votato il DPEF, e parti importanti di quel documento sono state bocciate, il Presidente del Consiglio si era impegnato a fare una comunicazione all'Aula, dopo aver consultato i suoi Uffici, per conoscere e sapere se e come quella bocciatura del DPEF influisce sulla predisposizione del bilancio. Siccome questa mattina, sarà per una dimenticanza, neanche nella Conferenza dei Capigruppo è stata data notizia del pronunciamento degli Uffici sull'argomento, le voglio ricordare che questo impegno era stato assunto dal Presidente del Consiglio la settimana passata. Quindi le chiedo la cortesia di far presente questa nostra richiesta e se è possibile, penso di sì, vorremmo avere un parere scritto sull'argomento che noi abbiamo in quella occasione portato in discussione. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, la sua richiesta era già stata accolta dalla Presidenza, quindi credo che sia da riconfermare l'impegno che era stato assunto e che un parere scritto perverrà ai Gruppi quanto prima.
Se i colleghi prendono posto possiamo procedere alla votazione.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Solo per chiedere che l'impegno di cui alla lettera c), che è aggiuntivo rispetto all'argomento, venga votato a parte.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni alla richiesta dell'onorevole Balia metto in votazione la mozione, espunta la lettera c).
Sette consiglieri che sostengano la richiesta di votazione nominale avanzata dall'onorevole Cugini sollevino la mano.
(Sette consiglieri del centrosinistra appoggiano la richiesta.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 52.
(Segue la votazione.)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 69
Votanti 69
Maggioranza 35
Favorevoli 32
Contrari 37
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini.
Cugini (D.S.). La nostra mozione è stata respinta con meno della metà dei voti del Consiglio, quindi moralmente è come se fosse stata approvata, perché non avete neanche la possibilità di ottenere 41 voti per sostenere la vostra assurda posizione che avete espresso in questo inutile ordine del giorno.
Non è passata la nostra mozione e pensate di superare il fatto che non siete neanche 41 presentando un ordine del giorno che è acqua fresca, o acqua calda quando c'è freddo, sulla situazione. Noi chiaramente per rispetto dei lavoratori, e per quello che abbiamo detto nel corso del dibattito, ma anche quando abbiamo incontrato le delegazioni degli amministratori, non parteciperemo a questa farsa che voi avete messo in piedi presentando quest'ordine del giorno; noi non lo voteremo quest'ordine del giorno, ve lo voterete voi e non avrete neanche la metà dei consiglieri per sostenerlo, quindi vi presenterete così come vi siete presentati nella discussione, senza forza politica e anche senza voti per sostenere un misero ordine del giorno su un argomento estremamente importante come quello della cartiera.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Balia (F.S.D.). Presidente, vorrei fossero chiari a tutti i motivi per cui non si è pervenuti alla formulazione di un ordine del giorno unitario. Nella parte della premessa dell'ordine del giorno formulato dalla maggioranza, al penultimo punto, si afferma che la Giunta regionale ha dichiarato di aver attivato tutte "le iniziative possibili - è questa una dichiarazione della Giunta regionale, ma è una dichiarazione che non ci trova concordi, perché noi continuiamo a sostenere che la Giunta regionale non si è affatto attivata come si sarebbe dovuta attivare - le iniziative possibili e necessarie al fine di sollecitare l'approvazione da parte del CIPE già nella prossima seduta utile"; cosa vuol dire prossima? Cosa vuol dire utile? Parrebbe riferito ad una qualunque delle successive sedute, e il dire poi "utile", significa che potrebbero pure, se il CIPE dovesse riunirsi dieci volte, per tutte e dieci le volte non aver raccolto tutti gli elementi necessari per arrivare alla definizione del provvedimento. E ripete ancora "Nella prossima seduta utile" nel successivo passaggio, ma non basta; onorevole Pili, come è pensabile che l'impegno che la Giunta regionale assume sia un impegno a vigilare sugli impegni assunti dal Governo? Cioè, l'impegno della Giunta regionale è un impegno a vigilare, non è un impegno a fare, a promuovere azioni politiche, non è un impegno ad agire, non è un impegno a provocare, non è un impegno a sollecitare; vigila, cioè sta lì seduta, attenta e vigilante, però non produce effetti, nulla si ottiene. A noi pare che una Giunta regionale che si limita ad un'azione di vigilanza e non traduce questa azione di vigilanza in azione politica, quanto meno manchi ad uno dei propri doveri e ad una delle proprie responsabilità.
Chiedevamo che il termine "vigilare" venisse sostituito con il termine "azione politica", e l'aggiunta poi di un ulteriore capoverso, in cui si esprimeva viva preoccupazione per la posizione espressa dal Governo attraverso la lettera che il Presidente Pili ci ha fornito, firmata dal sottosegretario Giuseppe Galati, dalla quale perplessità e dubbi emergono in misura ancora palese, evidente nel momento in cui viene detto che c'è ancora un'esigenza di verifica degli obiettivi e di rispondenza degli stessi, che il giudizio è sostanzialmente positivo, che le somme, sì, resteranno vincolate, ma se è necessario si procederà ad eventuali rimodulazioni. Come si fa a non riconoscere che il Governo nel dire queste cose manifesta forti riserve, e che questi dubbi sulle lobby, alle quali prima abbiamo fatto riferimento, non solo permangono, ma mi appaiono ulteriormente potenziati? Bene, non siamo pervenuti ad un ordine del giorno congiunto perché vi è stato un rifiuto da parte della maggioranza ad inserire questi elementi di chiarimento che noi pretendevamo, per cui la posizione, per quanto ci riguarda, non può che essere quella prima espressa dell'onorevole Cugini.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Cogodi (R.C.). I consiglieri del Gruppo della Rifondazione Comunista esprimono contrarietà sostanziale, quindi esprimeranno voto nettamente contrario all'ordine del giorno presentato dalla maggioranza di centrodestra. Bisogna però dire che davvero questo nostro voto contrario non è un voto dettato da alcuna pregiudiziale di carattere ideologico. E` un voto contrario che si fonda sul giudizio negativo sul merito, dannoso per la Regione, di questa pronuncia che maggioritariamente, attraverso il voto della coalizione di centrodestra, il Consiglio regionale si appresta ad assumere.
Nella proposta di soluzione, possibilmente ed eventualmente unitaria di questo dibattito, l'opposizione, che aveva provocato questo dibattito stesso attraverso la sua mozione, chiedeva, come ricordava poc'anzi il compagno Balia, che nell'ordine del giorno conclusivo dei lavori del Consiglio fosse espressa almeno preoccupazione per i ritardi e per il tenore della comunicazione del Governo. Preoccupazione badate, non ripulsa, non dico lotta radicale, non ribellione, lotta armata, contro il Governo Berlusconi, no! Preoccupazione. Ma davvero non siete per niente preoccupati? Ma davvero siete così tranquilli e sereni? Ma davvero così poco vi importa della condizione di preoccupazione, di assillo di parti intere della popolazione della Sardegna, di famiglie di lavoratori, che neppure volete esprimere una preoccupazione?
Niente, certezza assoluta nelle vostre sorti mirabili e progressive! Voi non siete Governo regionale amico del Governo nazionale, voi siete subalterni e succubi, politicamente e personalmente, perché non si è mai visto che l'istanza primaria dell'autonomia regionale non abbia potuto esprimere almeno una critica, una preoccupazione rispetto ai ritardi dei Governi nazionali. Maggioranze democristiane, per decenni in questo Consiglio regionale, contro Governi democristiani esprimevano preoccupazioni ed anche contrarietà, rivendicazioni e lotte autonomistiche - parlo di democristiani, non dei soli comunisti - e voi berlusconiani diretti ed indiretti, acquisiti ed associati chiedete il permesso sempre e comunque anche per poter respirare.
Il collega Floris ha proposto, pubblicamente a mezzo stampa in Sardegna, di fare un polo nazionalitario e cerca adepti al polo nazionalitario in Sardegna incontrando Comincioli e chiedendo il permesso al proconsole romano di Berlusconi. Ma quale polo nazionalitario? Qui siamo veramente alla seconda edizione della fusione perfetta. I maggiorenti della Sardegna, che quasi due secoli fa si pronunciarono per la fusione perfetta con il Regno piemontese, erano una pallida realtà rispetto alla vostra totale subalternità al potere forte, politico, economico, che nazionalmente si esprime e che voi qui volete semplicemente perpetuare, che volete imitare, ma in realtà semplicemente scimmiottate.
Diceva il Presidente Pili nella sua replica: ma allora che dobbiamo fare? Ci dobbiamo suicidare? Dobbiamo fare harakiri? E sì che lo dovete fare! E che altro dovete fare! Si è proposta una mobilitazione del Consiglio regionale di carattere permanente e forte; voi niente, siete già mobilitati, voi vi impegnate a vigilare! Ma già in città vigilano i vigili urbani e in campagna vigilano i barracelli, voi non ci fate niente a vigilare, voi dovete agire, voi dovete governare, l'unica cosa della quale siete incapaci.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Io sorrido quando sento l'onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Non devi sorridere, devi ridere molto sin quando ti fa male la pancia!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Lui e il suo partito che hanno dato esempio di come la Sardegna si governa, e si governa dai signori Capelloni e Valentini che di sardo non hanno niente. Quelli non sono proconsoli, quelli sono, come dire, inviati, missi dominici. Cosa sono onorevole Cogodi? Allora guardi alla storia sua e del suo partito che con la Sardegna e con la cultura, la storia e la tradizione nostra non ha nulla a che vedere, e prima di parlare e di guardare in casa altrui abbia rispetto di un senatore della Repubblica, che è il senatore Comincioli, che è un dirigente del nostro partito che le assicuro, onorevole Cogodi, che non ha niente da spartire né con lei...
PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Né con i signori Valenti o Valentini che si chiamino, e con ex dirigenti del Partito Comunista Italiano. L'onorevole Comincioli ha una sua storia e non le consentiamo più di insultare come fa lei in maniera indiscriminata. Onorevole Cogodi, abbia almeno il rispetto di dire queste cose in presenza delle persone interessate, lei non può ogni volta parlare di proconsoli alludendo a una funzione...
PRESIDENTE. Posso chiederle, onorevole Pittalis, di rivolgersi alla Presidenza più che all'onorevole Cogodi?
PITTALIS (F.I.-Sardegna). una funzione che esercita il senatore Comincioli. Questo dimostra, signori consiglieri e colleghi della Giunta, che in alcuni settori della sinistra su argomenti di questa portata e di questa valenza non esiste progettualità, non esiste idealità e non esiste neanche interesse alla soluzione dei problemi; perché sviare su questioni di "politichetta" e veramente di basso teatrino della politica, il discorso che attiene allo sviluppo di un territorio come l'Ogliastra, ad un'azienda come la Cartiera, al destino di tante famiglie di operai e lavoratori che sono in cassa integrazione e in mobilità, e davvero portare l'argomento sempre su Comincioli e sulle vicende interne ai partiti che sono lontani, e per fortuna, anni luce da quello dell'onorevole Cogodi, dimostra che su questo tema l'onorevole Cogodi e il suo partito non hanno assolutamente alcun argomento utile da porre all'attenzione dell'Aula.
Voglio invece più pacatamente rispondere all'onorevole Balia, il quale ha criticato l'ordine del giorno perché sarebbe un ordine del giorno blando. Collega Balia, il dispositivo della mozione, leggo testualmente, impegna la Giunta regionale "a riferire urgentemente in Consiglio regionale sullo stato della vicenda", in questo ordine del giorno, a firma della maggioranza si legge testualmente: "A riferire costantemente, puntualmente al Consiglio regionale sullo stato del contratto di programma". Quindi mi pare che ci sia perfetta sintonia. Leggo ancora "A vigilare e garantire - questo è alla lettera d) - che non vi siano ulteriori rinvii nell'approvazione da parte del CIPE, promuovendo le iniziative adeguate". Il termine vigilare, onorevole Balia, non è stato inventato da questa maggioranza, abbiamo voluto utilizzare lo stesso verbo che avete utilizzato nella vostra mozione ritenendo di fare a voi cosa gradita e per cercare le opportune intese e gli opportuni punti di contatto. Allora onorevole Balia il ruolo di vigilanza…
PIRISI (D.S.). E allora perché avete votato contro?
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Scusate, poi potete replicare.
Posso continuare Presidente?
PRESIDENTE. Certo, invito i colleghi a lasciar proseguire l'oratore.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Quando si dice nell'ordine del giorno "Impegna la Giunta regionale a vigilare sugli impegni del Governo nazionale", stiamo dicendo la stessa cosa.
L'onorevole Balia, del quale nutro stima perché conosco la sua serietà, sa bene che non era possibile accettare in un ordine del giorno il riferimento a questioni relative all'attività del Governo nazionale che, come sapete benissimo, per quanto ci ha riferito il Presidente, ha posto in essere tutti gli atti che erano da porre in essere, e nonostante il voto contrario a quella mozione, vi invitiamo a votare almeno questo ordine del giorno per dare un segnale di forte unitarietà, perché noi veramente assieme a voi, alle persone serie che riteniamo che ci siano nei banchi dell'opposizione, non abbasseremo la guardia e staremo con i lavoratori di quel territorio e con le parti sociali a sostenere una giusta causa dell'Ogliastra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Solo poche parole. E' un peccato perché questa poteva essere un'occasione, un'ottima occasione per dare un segnale unitario del Consiglio, per evitare strumentalizzazioni, come si è detto all'inizio; però poi alla fine ho visto, soprattutto in occasione degli ultimi interventi del centrosinistra, che qualche strumentalizzazione c'è anche stata. Credo comunque che gli amici della Cartiera di Arbatax, che i sindaci del territorio qui presenti, debbano tornare in Ogliastra tranquilli, perché la votazione di questo ordine del giorno non è un fatto isolato. Se vogliamo strumentalizzare siamo tutti molto bravi; però con i dati riusciamo a superare qualsiasi parola.
Cari signori negli ultimi due anni, in Ogliastra grazie alla maggioranza di centrodestra sono arrivati 105 miliardi, tra la legge numero 488 e contratto di investimento. Vi chiederei...
FADDA (Popolari-P.S.). Da dove? Dati da chi?
PIRASTU (F.I.-Sardegna). Dalla Regione e dal Governo nazionale. Scusate, Presidente...
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, chiedo scusa onorevole Sanna, le chiedo scusa. Possiamo lasciare proseguire l'onorevole Pirastu che dice ovviamente le cose che pensa? I colleghi che volessero intervenire si iscrivano a parlare.
PIRASTU (F.I. - Sardegna). Comunque mi fa piacere dovere puntualizzare da dove, in modo che possa specificare questo dato: su 120 miliardi 35 miliardi sono da ricollegarsi ad atti del Governo nazionale di centrosinistra e la differenza ad atti della Regione sarda, quindi 120 meno 35; questi sono dati riscontrabili. Chiederei di sapere nei cinque anni delle sette Giunte Palomba che cosa è arrivato in Ogliastra, ecco perché dico che a strumentalizzare siamo bravi tutti; e a chi afferma che il termine vigilanza implica debolezza, vorrei ricordare che stamattina la sesta Commissione ha incontrato le rappresentanze sindacali della cartiera e il segretario territoriale della C.I.S.L., l'amico Aldo Moi, ha richiesto che la vigilanza che il Consiglio regionale dovrebbe operare, potrebbe anche concretizzarsi nella convocazione di un Consiglio regionale straordinario in Ogliastra, a Tortolì e la sesta Commissione, coloro che erano presenti in sesta Commissione, hanno accolto questo invito.
Noi non siamo il Cipe e quando si parla di vigilanza e di pressione è il massimo che può fare questo Consiglio regionale; sicuramente la Giunta, il Presidente l'ha detto e non l'ha detto a vuoto, continuerà a svolgere questo ruolo di impulso; "prossima seduta utile", non attacchiamoci alle parole: sicuramente alla prossima seduta del CIPE il contratto di investimento di Arbatax sarà varato, che poi sia il 17 gennaio o il 10 febbraio non ha una grande importanza, anche perché, come hanno riferito ieri i commissari, l'imprenditore è pronto e non sta scappando.
Credo che il Consiglio, e oggi lo ha dimostrato, abbia fatto il massimo che poteva fare, e a questo punto l'impegno è della Giunta regionale e il Consiglio in questo senso invita la Giunta regionale a fare sì che quotidianamente vigili perché non ci siano inconvenienti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà
FADDA (Popolari - P.S.). Signor Presidente, molto brevemente vorrei precisare che la mozione che noi abbiamo presentato aveva lo scopo di sollecitare la Giunta regionale ad assumere tutte le iniziative per garantire che il 17 gennaio si approvi il contratto di programma, perché così ci comunicò il Presidente della Giunta regionale, quindi in tal senso abbiamo inteso la necessità di vigilare, caro onorevole Pittalis, e garantire che quella data non venga spostata. Però mi sembra, e credo che non servano le polemiche, che se noi oggi stiamo dibattendo, onorevole Pittalis, di questo problema, e non abbiamo voluto strumentalizzare neanche questo fatto, è perché il centrosinistra ha preso un'iniziativa perché con i lavoratori era stato assunto un impegno che noi abbiamo rispettato, questo impegno era stato preso anche dal centrodestra ma l'iniziativa di suscitare questo dibattito invece l'ha presa solo il centrosinistra.
Non voglio polemizzare, onorevole Pittalis, ma per la cultura che tutti noi abbiamo, per l'etica che tutti noi abbiamo, io non vado a distinguere all'interno del centrodestra i buoni e i cattivi; non siamo riusciti a esprimere neanche una preoccupazione per la posizione del Governo, una preoccupazione che non è la nostra, non è di questo Consiglio regionale, ma è una preoccupazione dei sindaci, è una preoccupazione dei lavoratori! Stavamo cercando soltanto di esprimere questa preoccupazione, una viva preoccupazione, non una condanna al Governo nazionale, volevamo soltanto che assieme, interpretando il pensiero dei lavoratori e dei sindaci, esprimessimo una preoccupazione per questo documento che il Governo ci ha mandato.
Allora, lo dico soprattutto al collega Floris che parla di polo nazionalitario: caro Presidente Floris, ma è mai possibile che nei confronti del Governo nazionale, solo perché è un governo amico non riusciamo ad esprimere neanche preoccupazione quando questo sbaglia? Credo che sia un errore, un errore politico non avere accettato di esprimere almeno una preoccupazione per l'indeterminatezza del documento che ci hanno presentato.
Collega Pirastu, lei lo sa che quando è stato Assessore da parte del centrosinistra, anche dei colleghi che sono presenti in Consiglio regionale, abbiano cercato di supportare in tutti i modi l'azione che lei ha condotto per difendere la nostra Isola. L'abbiamo fatto in moltissime occasioni, l'abbiamo fatto in Consiglio regionale, l'abbiamo fatto con il Governo nazionale. Un giorno parleremo anche di quello che voi avete fatto e di che cosa questo Governo nazionale farà per l'Ogliastra. Possiamo fare anche un dibattito a partire dalla legge 125, per verificare se i fondi sono stati stanziati, se lo ha deciso questo Consiglio regionale, se i soldi sono stati spesi come dovevano essere spesi, non c'è dubbio, e questo non riguarda soltanto l'Ogliastra, riguarda tantissime zone interne per le quali non abbiamo fatto, io credo, maggioranza ed opposizione, tutto quanto poteva essere fatto. Questo è vero, ma dire, onorevole Pirastu che voi avete risolto i problemi, così come dice questo documento del Governo nazionale - l'ho già letto prima nell'intervento quindi non lo ripeto - perché lei è riuscito ad ottenere dal Governo nazionale, attraverso l'azione anche del centrosinistra in Consiglio regionale, alcuni provvedimenti molto limitati rispetto ai bisogni che ha questo territorio, mi sembra eccessivo.
Noi volevamo fare un documento unitario, ci siamo sforzati, non potevamo dire, Presidente Pili, giacché lei è stato contestato dalle stesse organizzazioni sindacali, che voi avete agito e fatto tutto quello che doveva essere fatto. Siete stati contestati dai sindaci, dalla Confindustria, come facevamo noi del centrosinistra a dire che la Giunta regionale ha fatto tutto il possibile? Se il Consiglio è stato convocato vuole dire che qualcosa non ha funzionato. E allora noi volevamo solo esprimere una preoccupazione, il tono della mozione questo dimostra. Il fatto stesso che non abbiamo avanzato critiche sul fatto che il Presidente della Giunta è intervenuto due volte senza limiti di tempo, è stata una prova della nostra buona volontà. Avremmo voluto che il centrodestra avesse colto questa esigenza e che su questa materia vi potesse essere, almeno una volta, dico almeno una volta, l'unità del Consiglio regionale. Non ci siamo riusciti, ma credo che la responsabilità non possa essere addebitata al centrosinistra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Anche io sarò brevissimo e questa volta sul serio.
I Democratici ovviamente voteranno contro, voteranno contro perché questo ordine del giorno sottoposto al nostro voto, è già stato detto e ripetuto, è un documento totalmente irrilevante, che dimostra la subordinazione totale di questa Giunta, non solo di chi la guida e di chi ne fa parte, ma anche di chi la sostiene - poi vedremo dall'esisto della votazione, ma la sensazione è questa - a cominciare da chi in qualche modo si candida a costituire e a guidare un cosiddetto polo nazionalitario. Staremo a vedere come si comporterà in questa occasione.
Detto questo, mi pare che ciò che è stato rilevato dai colleghi del centrosinistra che mi hanno preceduto sia sacrosanto. Non è condivisibile il fatto che in una situazione di questo genere, che ha determinato una mobilitazione così forte di lavoratori e rappresentanti sindacali, sindaci, altri rappresentanti istituzionali, tutta una provincia che praticamente viene mobilitata, questa maggioranza e questa Giunta abbiano il coraggio di dire che sostanzialmente tutto va bene e che solo una sorta di blanda vigilanza può servire a risolvere il problema.
Qui è evidente che ancora una volta c'è la disponibilità a chiudere un occhio e a fare quadrato su tutto ciò che il Governo farà, cioè ulteriori rinvii, ulteriore sfilacciamento, con il rischio ben preciso che, qualunque cosa se ne pensi, chi si è impegnato in questa opera, chi ha fatto un'offerta, chi ha preparato un piano, alla fine si stufi e veramente se ne vada, e questa sarebbe veramente una catastrofe, perché se c'era qualcosa che non andava in questa offerta, in questo progetto, in questo programma, qualcuno lo doveva dire chiaro e tondo, precisando perché non andava e che cosa poteva determinare preoccupazioni e via dicendo. Questo non è avvenuto e allora non c'è altro che fare riferimento a un evidente pretesto, perché tanto qui, si è ben capito, la politica di questa Giunta non è guidata dalla Sardegna, ma è guidata da Arcore.
Caro Pittalis, mi sembra che veramente si sia ancora una volta evidenziata l'esistenza di un nervo scoperto, quasi che il senatore Comincioli abbia bisogno di un difensore d'ufficio. Tu non sei soltanto un consigliere regionale, ma sei anche notoriamente un valente avvocato penalista e quindi evidentemente ritieni di fare, ogni volta che se ne presenta l'occasione, da difensore d'ufficio. Non è proprio il caso, qui stiamo parlando d'altro, stiamo parlando della Sardegna e bene facciamo se seguiamo i canali regionali, lasciando perdere tutte le altre cose.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, sarò telegrafico e non per fare polemica perché non è nel mio modo di fare, ma per fare una precisazione richiamando le cose poc'anzi dette dal collega Pirastu.
Ricordo al collega e a tutti i colleghi che la legge 488, legge nazionale voluta e difesa dal centrosinistra, ha stanziato per la Sardegna, per l'ultimo bando dell'industria, 600 miliardi. E' vero che poi la Regione ha fatto un bando speciale relativo al 20 per cento dei 600 miliardi, destinando non solo all'Ogliastra, ma all'Ogliastra-Villacidrese 120 miliardi. Questo per precisare quello che effettivamente è avvenuto. Quindi questi 600 miliardi non sono né del centrosinistra, né del centrodestra, e i 120 miliardi del bando speciale non erano né del centrosinistra, né del centrodestra, ma sono solamente finanziamenti dati forse in ritardo a quello e ad altri territori.
Ma detto questo, per riagganciarmi a ciò che dicevamo questa mattina, la differenza che c'è di impostazione fra noi e voi, nella politica, non nella "politichetta", collega Pittalis, è che a livello nazionale i vostri governanti stanno smantellando questi strumenti, compresa la legge 488, compresa la strumentazione negoziata, mentre noi li difendiamo. Ecco dove non siamo d'accordo. E' inutile che voi diciate, in Sardegna, che siete d'accordo sull'utilizzo di questi strumenti, però condividete gli argomenti che a livello nazionale li smantellano. Questo è il nocciolo della questione.
Sull'ordine del giorno non ci siamo messi d'accordo perché noi volevamo sottolineare le giuste preoccupazioni che voi stessi avete colto. Ho sentito il presidente Pili fortemente preoccupato per l'andamento delle cose, per come il Governo non ha dato risposta. La prima data che il Governo ha comunicato del 17 gennaio, e l'ha comunicata a dicembre, non l'ha comunicata l'anno scorso, è già slittata, siamo già certi che il 17 gennaio non manterranno gli impegni. Come facciamo a fidarci fino in fondo di un Governo che il giorno dopo aver assunto un impegno lo disattende? E allora noi volevamo non certamente fare una filippica contro il Governo nazionale, anche se la merita, volevamo semplicemente inserire nell'ordine del giorno unitario una giusta e forte preoccupazione, una giusta e forte rivendicazione, ma naturalmente chiarendo qualche livello di responsabilità. Non penso sia possibile non individuare delle responsabilità per questi ritardi, per la mancata firma del CIPE. Chi è responsabile? Non il Governo regionale, lo abbiamo già detto, non il Consiglio regionale. Individuiamo qual è la controparte, si dice in linguaggio sindacalista; la controparte è il Governo nazionale e allora questo è nient'altro chiedevamo, senza voler fare filippiche contro il Governo nazionale, ma semplicemente chiamando le cose col nome e cognome, e richiamando le responsabilità che non sono sarde.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Mi scuso se approfitto ancora per due minuti di quest'Aula, perché credo che sia ben chiaro a tutti che se questi sono i tempi necessari per le nostre decisioni, possiamo immaginarci che cosa succede altrove, spero che così non sia. Ma vorrei soltanto chiarire perché non ho votato la mozione del centrosinistra e perché voto invece l'ordine del giorno.
Non ho votato la mozione del centrosinistra perché, come ho già argomentato prima, non sono favorevole a che si esprima preoccupazione in questa sede, perché colleghi, soprattutto colleghi che conoscono molto bene il territorio e conoscono molto bene, torno a dire, la dignità, ma anche la determinazione di alcune genti, senza voler istigare o provocare, la preoccupazione se la dovrà porre il Governo nazionale se questa delibera non passa. Io non sono minimamente preoccupato, io sono convinto che sarà approvata quanto prima, perciò si dovranno preoccupare altri se questa delibera dovesse essere ulteriormente procrastinata nel tempo, perciò non sono minimamente preoccupato. Siano altri del Governo nazionale a preoccuparsi se questo non avviene.
Per il resto credo che non si possano trattenere qui delle persone che sicuramente non sono interessate né alle nostre diatribe di parte, né ai senatori che stanno da una parte o dall'altra o a nuove formule politiche; sono qui in attesa di risposte. Le nostre formule politiche credo che abbiano stancato; hanno stancato i richiami ai senatori, ai parlamentari, agli stessi consiglieri. Iniziamo a parlare e a essere rispettosi delle esigenze della gente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho avuto l'avventura nella mia vita anche di essere stato indicato a candidato in questo collegio dalla base del mio partito, qualora fosse toccato ad A.N. indicare il candidato alle elezioni suppletive che si sono svolte non molto tempo fa in Ogliastra, parlo delle penultime. Quindi non posso essere certamente sospettato...
SSANNA ALBERTO (D.S.). Non era l'altro Liori?
LIORI (A.N.). Sì, al posto dell'altro Liori. Non è toccato al nostro partito indicare il candidato, quindi l'ha espresso un altro partito.
FRAU (A.N.). Erano due Liori diversi.
LIORI (A.N.). Quindi, certamente, se sono stato indicato vuol dire che un minimo di attenzione nei confronti di questo territorio personalmente credo di averla sempre avuta. E quindi credo di essere credibile quando dico che con me, anche gli altri colleghi sono attenti ai problemi dell'Ogliastra.
E non posso che continuare dicendo che chi come me nutre fiducia nei confronti del Governo nazionale, non può che comportarsi così come si è comportata questa maggioranza, in questo momento, in quest'Aula, nei confronti del problema della cartiera e di tutta l'Ogliastra, perché intorno a questo ruota parte dell'economia dell'Ogliastra. Ma soprattutto noi non abbiamo solo fiducia nei confronti del Governo nazionale, ma siamo certi della vigilanza, del comportamento corretto, coerente, dell'impegno che tutti i deputati, prima di tutto di maggioranza, ma anche di opposizione, tutti i deputati che la Sardegna ha mandato a Roma, profonderanno. Perché questo è un problema che riguarda tutti i sardi, maggioranza ed opposizione, perché riguarda tutte le famiglie dell'Ogliastra e quindi riguarda tutti i sardi, perché a noi stanno a cuore i problemi di tutti. Credo che anche in assenza di questo dibattito di oggi l'impegno dei nostri parlamentari non sarebbe stato meno forte, perché sì, forse è importante ricordarglielo, ma credo che non abbiamo tanto bisogno di essere incoraggiati in questo modo da noi perché certamente non gli sfuggono i problemi della Sardegna che rappresentano con la delega dell'elettorato.
Noi non abbiamo votato il documento che è stato proposto dall'opposizione, perché era un documento di parte, e abbiamo proposto un documento unitario, perché questo si voleva, ma siete voi che non lo volete votare, quindi io mi chiedo da che parte stanno le strumentalizzazioni. Perché se di questo ci accusate io rimando l'accusa al mittente.
Noi abbiamo una autonomia di giudizio e non nutriamo pregiudizi nei confronti di nessuno, soprattutto nei confronti del Governo centrale, e quindi i nostri comportamenti, in quanto conformi a questa idea, non potevano essere diversi perché se il Governo centrale danneggiasse in qualche modo la Sardegna come gia è capitato, adotteremmo unitariamente, così come abbiamo fatto anche nei confronti di altre decisioni di altri Governi in altri momenti, i provvedimenti necessari e non c'è bisogno che ognuno di noi debba vedersi ricordare i propri doveri in questo modo.
Quindi non mi resta che dire che il Gruppo di A.N. nei confronti di questo problema non può che assumere un atteggiamento coerente con il resto della maggioranza e dichiarare il proprio voto favorevole all'ordine del giorno che abbiamo presentato e che stiamo andando a votare.
PRESIDENTE. Non ho altri interventi per dichiarazioni di voto. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Chiedo la votazione nominale anche dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sì, avevo capito che la richiesta è stata fatta anche per l'ordine del giorno. I sette consiglieri che sostengono la richiesta sono gli stessi di prima, comunque riconfermino.
(Sette consiglieri si levano in piedi per appoggiare la richiesta)
Fatto questo, prego i colleghi di predisporsi alla votazione col sistema elettronico, ciascuno nella propria postazione, se qualche postazione non funziona i colleghi sono pregati di usarne una buona.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: COGODI - ORTU - SPISSU - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 68
Votanti 42
Astenuti 26
Maggioranza 22
Favorevoli 38
Contrari 4
(Il Consiglio approva).
Il Consiglio è riconvocato per martedì 15 gennaio alle ore 10 e 30. Dichiaro chiusa la seduta.
La seduta è tolta alle ore 15 e 37.
Allegati seduta
Risposta scritta ad interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione FRAU sugli accertamenti diagnostici delle spore di antrace". (398)
In relazione alla interrogazione in oggetto significo quanto segue:
il Ministero della Salute ha individuato, con propria autonoma decisione (comunicata agli Assessorati della Sanità delle Regioni e Province Autonome con documento prot. n.400.3/120.33/4786 del 23.10.2001), come unico istituto legittimato all'effettuazione degli accertamenti su materiali potenzialmente sospetti per la presenza di bacillus anthracis l'Istituto Zooprofilattico Sperimantale di Foggia.
La decisione è dovuta ad una valutazione degli uffici del Ministero della Salute, unica autorità competente, che hanno ritenuto che solo l'Istituto Zooprofilattico Sperimantale di Foggia fosse dotato di apparecchiature in grado di rilevare la presenza di bacillus anthracis nei plichi sterilizzati e, dunque, agire come Centro di Referenza nazionale.
Tale unilaterale individuazione è stata oggetto della protesta di numerosi Assessorati regionali della Sanità, in sede di conferenze Stato-Regioni.
Questo Assessorato è consapevole che l'Istituto Zooprofilattico di Sassari ha competenze, attrezzature ed esperienze tali da assicurare una capace azione di gestione di materiale sospetto per la presenza di spore di antrace.
Si concorda, pertanto, con la necessità indicata dall'Onorevole interpellante di intervenire presso il Ministero della Salute al fine di includere l'Istituto Zooprofilattico di Sassari tra le strutture abilitate.
In tal senso, questo Assessorato provvederà a farsi parte diligente ed a segnalare al Ministero della Salute l'esigenza posta dall'Onorevole interrogante.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione PIANA sulla preoccupante situazione determinata dall'attuazione dei PIT nella Provincia di Sassari". (403)
In merito all'interrogazione in oggetto, si fa presente che:
1) i dati riguardanti la graduatoria provvisoria elaborata dal GRC sono riportati nell'allegata relazione conclusiva, approvata dalla Giunta Regionale con Deliberazione n° 41/37 del 27 novembre 2001;
2) i criteri di ripartizione dei fondi sono stabiliti dal Bando 2001 sulla base del principio della concorrenzialità e della premialità e non già lasciati alla discrezionalità della commissione aggiudicatrice;
3) dalla graduatoria elaborata dal Gruppo Regionale di Coordinamento, nel rispetto dei criteri di cui al richiamato Bando 2001, emerge che, sui tredici approvati, quattro P.I.T. ricadono nella Provincia di Sassari, e che questi ultimi assorbono il 30,37% delle intere risorse assegnate dal Bando a valere sul P.O.R..
(Il testo dell'allegata relazione è agli atti del Consiglio)
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA PIRASTU - PITTALIS - MURGIA - BALIA - DETTORI - CAPELLI - FLORIS sulla necessità urgente che il CIPE nella sua prossima seduta inserisca all'ordine del giorno il contratto di programma relativo alla cartiera di Arbatax.
I sottoscritti,
premesso che:
- nel maggio 2001 il C.I.P.E. ha deliberato l'attivazione dì una serie di contratti di programma tra i quali quello relativo alla cartiera di Arbatax, che aveva visto l'aggiudicazione di una parte della cartiera alla Nebiolo Printech, società interessata alla riattivazione di una linea produttiva;
- tale delibera coronava un'azione compiuta congiuntamente dal Ministero dell'industria, dalla Regione autonoma della Sardegna, dalla SFIRS S.p.A. e dalle organizzazioni sindacali per risolvere l'annosa vicenda che ha visto nel 1992 l'ammissione della cartiera di Arbatax alla procedura di amministrazione straordinaria (c.d. legge Prodi) e la conseguente cassa integrazione per centinaia di dipendenti della cartiera;
- la Nebiolo Printech è da oltre due mesi pronta a firmare il contratto definitivo di acquisto e riassumere gradualmente tutti i dipendenti della cartiera per arrivare nel 2004 a pieno regime con
- circa 250 dipendenti,
- la Regione sarda ha, da oltre un anno e mezzo, impegnato per l'operazione 35 miliardi quale coofinanziamento dei 40 miliardi messi a disposizione dal Governo Nazionale;
- a causa di un non meglio precisato disguido tecnico la delibera C.I.P.E. del maggio 2001 necessita di una nuova delibera di ratifica che individui specificamente il contratto di programma relativo alla cartiera di Arbatax;
- all'ordine del giorno della seduta del C.I.P.E. del 20 dicembre 2001 non risulta all'ordine del giorno la predetta delibera;
- in assenza della delibera del C.I.P.E. non possono essere attivate le procedure per il trasferimento della proprietà della cartiera di Arbatax e sicuramente la Nebiolo Printech abbandonerebbe l'iniziativa imprenditoriale con conseguenze disastrose per l'intero territorio dell'Ogliastra;
- stamani i lavoratori della Cartiera di Arbatax hanno occupato il Comune di Tortolì e sono riuiniti in assemblea permanente con il Sindaco Mauro Pilia che ha espresso il suo disappunto per tale incredibile vicenda,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per conoscere quali iniziative immediate intendono porre in essere per far sì che in occasione della seduta del C.I.P.E. che si terrà il 20 dicembre 2001 sia inserito all'ordine del giorno il contratto di programma relativo alla cartiera di Arbatax. (202)
INTERPELLANZA SANNA Gian Valerio - BIANCU - SANNA Alberto sulla destinazione d'uso e sugli interventi conservativi riguardanti l'ex Seminario di Cuglieri.
I sottoscritti,
considerato che le strutture dell'ex Seminario di Cuglieri sono tuttora di proprietà della Regione e che le stesse, dal 1984, giusta delibera della Giunta regionale n. 16/68, sono state assegnate in uso al Comune di Cuglieri;
dato atto che con Decreto C.G.A.D.A dell'Assessorato della difesa dell'ambiente n. 2936 del 31 dicembre 1996 è stato affidato incarico per la progettazione esecutiva di un progetto per lavori di recupero e conservazione degli immobili di che trattasi;
considerato, altresì, che con delibera della Giunta regionale n. 50/27 del 17 novembre 1998 è stato disposto l'utilizzo di una parte della struttura a favore dell'Assessorato della difesa dell'ambiente per la formazione professionale delle guardie forestali, protezione civile e volontariato;
evidenziato che a seguito di tali iniziative sono state indette alcune conferenze di servizio, ultima delle quali in data 2 novembre 1999, nota Assessorato enti locali n. 7939 del 16 novembre 1999, nella quale viene stabilito fra l'altro, al punto 5 della stessa, che l'Assessorato della difesa dell'ambiente provvederà ad inserire in bilancio per gli anni 2000/2002, l'importo necessario per la ristrutturazione dei locali al fine di adibirlo agli scopi formativi dell'Assessorato dell'ambiente, di cui alla legge regionale n. 3 del 1989;
rilevato che in sintonia con tale impostazione già nel corso del dibattito sulla finanziaria 2001, gli Assessori competenti avevano ribadito l'impegno per una rapida iniziativa finanziaria e funzionale su tale complesso e che tuttavia la presentazione coerente di un emendamento in Aula (n. 66 del 1° marzo 2001 all'art.4 del D.L. n. 141), non ha avuto accoglimento da parte della Giunta regionale,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica e l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere:
1) se vengano confermati gli esiti delle conferenze di servizio svolte nel merito della destinazione e del recupero funzionale dell'ex Seminario di Cuglieri;
2) per quali ragioni l'Amministrazione regionale non abbia provveduto a dare corso ad una nuova Conferenza di servizi così come stabilito a conclusione ed a verbale della riunione del 2 novembre 1999 citata e all'inserimento nelle poste di bilancio 2000/2002 per la ristrutturazione dei locali così come stabilito dalla delibera G.R. n. 50/27 ;
3) se non ritengano opportuno provvedere all'inserimento nel disegno di legge riguardante la finanziaria 2002, degli importi necessari per dare avvio al primo lotto funzionale dei lavori di recupero e conservazione dei locali dell'ex Seminario di Cuglieri, impregiudicata qualsiasi altra valutazione sulla destinazione d'uso degli stessi locali. (203)
INTERPELLANZA ONIDA sullo stato dei lavori di recupero e conservazione dell'ex Seminario di Cuglieri.
Il sottoscritto,
premesso che tramite convenzione, nel dicembre 1996 l'Assessorato della difesa dell'ambiente ha affidato l'incarico della progettazione generale esecutiva e di un primo lotto funzionale dei lavori di recupero e conservazione di parte dell'ex Seminario di Cuglieri per essere adibita a centro scuola di addestramento di operatori del servizio di protezione civile e del volontariato;
constatato che per una molteplicità di motivi conseguenti anche alle richieste avanzate dal Comune di Cuglieri e dalla XIV Comunità Montana del Montiferru al fine di poter utilizzare parte delle strutture per assolvere a propri compiti istituzionali, la fase progettuale ha subìto ripetute interruzioni e solamente nel settembre 2000 è stato ottenuto il benestare per il passaggio alla progettazione esecutiva, presentata nel febbraio 2001;
evidenziato che qualche sporadico intervento sulle strutture e sul parco circostante è servito soltanto a scongiurare un totale ed irreversibile degrado del complesso ma anche si è ben lontani da una adeguata soluzione del problema;
sottolineato che adeguati interventi di recupero e ristrutturazione degli edifici e dell'area circostante comporterebbero una loro fruizione da parte del comune di Cuglieri, della XIVa Comunità Montana del Montiferru, dell'Assessorato della difesa dell'ambiente e dell'Assessorato del lavoro e della formazione professionale della Regione sarda,
chiede di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore degli enti locali, l'Assessore della difesa dell'ambiente e l'Assessore del lavoro e formazione professionale per sapere:
- se non ritengano che ormai siano maturi i tempi perché un bene del patrimonio della Regione, che tanta rilevanza ha avuto nella storia e nella cultura della Sardegna, venga recuperato non solo alla sua bellezza architettonica ma anche ad una fruibilità nell'interesse delle istituzioni e dei cittadini;
- quali opportune ed urgenti iniziative intendano intraprendere perché finalmente si giunga all'avvio dei lavori del primo lotto funzionale. (204)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crisi dei lavoratori impiegati nel Petrolchimico di Porto Torres.
Il sottoscritto,
premesso che il nord Sardegna sta attraversando un momento di particolare crisi economica ed occupazionale in vari settori produttivi;
avendo appreso che l'Eni-Enichem sta predisponendo un piano di smantellamento degli impianti produttivi in Sardegna, che prevede la chiusura degli impianti di Porto Torres, Ottana e Assemini;
considerato che l'attuazione di tale piano lascerebbe quasi duemila lavoratori in una situazione di totale precarietà, con pesanti ricadute in termini economici, sociali ed occupazionali;
ritenuto che tutte le istituzioni sarde devono convertire i loro sforzi nel tentativo di salvaguardare i livelli occupativi, e possibilmente accrescerli;
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per sapere
- se sia a conoscenza di un piano di smantellamento predisposto dall'Eni-Enichem per la Sardegna;
- se non ritenga opportuno intervenire per sostenere il settore chimico e per garantire la stabilità del posto di lavoro a tutti i lavoratori attualmente impiegati. (416)
INTERROGAZIONE FADDA - GIAGU - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sulla proroga degli incentivi previsti dalla legge regionale n. 15 del 1994.
I sottoscritti,
- avuta notizia che l'Assessore regionale dell'industria ha prorogato, dal 17 dicembre al 28 febbraio, il termine ultimo per la presentazione delle domande di contributo a valere sul bando anno 2001 della legge regionale n. 15 del 1994;
- constatato che i bandi relativi agli anni 1999 e 2000 assegnavano rispettivamente 110 e 100 miliardi di lire e che gli stessi prevedevano per la presentazione delle domande un periodo di tempo di tre mesi lavorativi;
- considerato che agli istituti di credito, CIS e SFIRS, venivano assegnati tre mesi di tempo per l'istruttoria delle domande;
- accertato che:
? al mese di gennaio, successivo all'anno di riferimento del bando, venivano regolarmente erogati i fondi e constatato che questi non sono mai stati sufficienti a soddisfare tutte le domande pervenute;
? il bando del 2001 è stato emesso nel mese di giugno, registrato alla Corte dei Conti nel mese di agosto e constatato che lo stesso stabiliva la scadenza delle domande il 17 dicembre;
- considerato che dei 100 miliardi da assegnare quali incentivazioni, circa 40 sono costituiti dai fondi POR e richiamata la normativa europea che prevede che sia esperita una gara fra gli istituti di credito che dovranno svolgere le istruttorie;
- lette le motivazioni che l'Assessore dell'industria ha dato a giustificazione della proroga,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio e l'Assessore dell'industria per conoscere:
1) se per il rinvio del termine di presentazione delle domande sia arrivata formale richiesta da parte delle associazioni degli imprenditori;
2) nell'eventualità tale rinvio non sia stato richiesto, quali siano le motivazioni che hanno determinato la concessione della proroga e se si siano valutate attentamente le conseguenze, purtroppo negative, di un ulteriore ritardo della spendita dei fondi che tale proroga determina;
3) quali siano le ragioni, qualora la proroga non sia stata richiesta dalle associazioni imprenditoriali, che hanno spinto l'Assessore dell'industria a scaricare le responsabilità del rinvio dei termini sulla classe imprenditoriale che, è evidente, tutto desidera tranne il blocco della spendita dei fondi;
4) i termini e gli atti relativi alla gara fra gli istituti di credito, così come previsto dalla normativa europea;
5) in quale maniera si pensa di tutelare le imprese che hanno già presentato le domande e che con questa riapertura dei termini potrebbero essere danneggiate. (417)
INTERROGAZIONE PILO, con richiesta di risposta scritta, sul grave disservizio dell'ANAS e di ulteriori pericoli per la circolazione stradale nel primo tratto della s.s. 195.
La sottoscritta rilevato che:
- molti cittadini di Capoterra hanno segnalato enormi difficoltà sopportate nei giorni 11 e 12 dicembre per effetto dei lavori in corso a cura dell'ANAS nella strada statale n. 195, all'altezza dell'intersezione fra il nuovo tratto stradale a 4 corsie realizzato dal CASIC all'altezza del Porto canale la vecchia sede stradale ormai dismessa;
- è notoria l'estrema criticità di tale tratto di strada perché l'ANAS a distanza di molti anni dalla realizzazione del tratto di strada a scorrimento veloce limitrofo all'area del porto canale non ha mai provveduto a rendere altrettanto fruibile il successivo tratto della s.s. 195, sebbene questa si ricongiunga, dopo circa 10 Km al secondo tratto stradale a 4 corsie sempre realizzato dal CASIC in prossimità dell'area industriale di Sarroch;
- a tale situazione, ormai paradossale, si è aggiunta in questi giorni l'ulteriore complicazione costituita dall'esecuzione di lavori di semplice rifacimento del manto stradale (per altro neppure particolarmente deteriorato) in ore di punta del traffico mattutino;
- l'inopinata decisione di eseguire giornalmente tali lavori a partire dalle prime ore della giornata lavorativa determina fin dalle ore 7,30 e fino alle ore 10,00 la formazione di interminabili code che, secondo quanto riferito dagli utenti della strada, impongono tempi di oltre un'ora per la percorrenza del tratto di appena 5 Km circa che separa la fine della strada a 4 corsie dal semaforo di Maddalena spiaggia;
- ciò è stato ancor maggiormente aggravato dalla mancata istituzione di forme di regolamentazione del flusso di traffico nel senso unico alternato così creato (l'impianto semaforico mobile pur presente ai margini della carreggiata risultava disattivato e non vi era personale intento a dirigere il traffico).
Per quanto sopra, non senza sottolineare la palese sconsideratezza della decisione di eseguire detti lavori a partire dall'ora di punta del traffico mattutino, la sottoscritta consapevole della mancanza di specifiche competenze della Regione ma altresì della necessità di affrontare con determinatezza un così rilevante problema della Sardegna, già oggetto anche di recenti interrogazioni parlamentari per la drammatica situazione della s.s. 131,
chiede di interrogare l'Assessore dei lavori pubblici per sapere:
1) se sia al corrente del fatto che l'ANAS è solita eseguire i lavori di manutenzione di propria competenza senza minimamente tener conto dell'esigenza di articolare l'orario di svolgimento degli stessi nelle ore di minor traffico (altri clamorosi esempi si sono avuti in passato nella s.s. 130, tratto circonvallazione di Monserrato);
2) se non ritenga necessario intervenire, nei modi e con gli strumenti che riterrà preferibili, presso la direzione compartimentale dell'ANAS per ottenere che detti lavori vengano invece eseguiti nelle primissime ore del mattino, oppure nelle ore notturne e pomeridiane, comunque senza creare ulteriori ostacoli alla già critica situazione del traffico nelle ore di punta;
3) se abbia notizie precise in ordine all'iter del progetto di raddoppio del primo tratto della s.s. 195, sia per quanto riguarda la scelta del tracciato che le caratteristiche della strada che, soprattutto, sui tempi di realizzazione dei lavori;
4) se, in considerazione delle notizie trapelate dalla stampa circa il confronto fra diverse - alcune anche tecnicamente ardite- ipotesi di tracciati alternativi rispetto all'attuale sedime della strada, non ritenga opportuno intervenire per ricondurre a concretezza tale procedimento, rappresentando con forza agli organi competenti 1'improcrastinabilità della soluzione del problema del traffico sul primo tratto della s.s. 195.
Precisa che copia della presente interrogazione viene inviata, per doverosa conoscenza e per i provvedimenti di propria competenza, anche a S.E. il Prefetto di Cagliari, per il quale si sottolinea ulteriormente che la presenza del grave intralcio dovuto a tali lavori non è stata neppure segnalata da parte dell'ANAS all'inizio dei due lati del tratto stradale interessato.
Come noto, tale strada non offre alcuna possibilità di uscita se non verso la dorsale del CASIC, per chi proviene da Capoterra, e verso la s.s. 130 per chi proviene da Cagliari. Si è così verificato che migliaia di automobili si sono indirizzate ignare verso il "tappo" creato dall'ANAS e che molti degli automobilisti più pressati da urgenze (oltre che meno rispettosi delle regole) hanno dovuto dar luogo a manovre spericolate, ed in particolare a sorpassi azzardati delle lunghissime file formatesi, per cercare di rispettare i propri impegni pur non essendo stati avvisati in tempo utile dell'opportunità di seguire un tracciato alternativo.
Poiché ciò ha determinato oggettivamente situazioni di pericolo rilevanti anche a fini di ordine pubblico si chiede l'intervento di S.E. il Prefetto.
Infatti - fermo restando quanto segnalato all'Assessore- pare necessario che l'ANAS venga diffidata ad installare i cartelli di segnalazione della presenza di lavori in corso all'inizio dei tratti stradali interessati, in modo da consentire il deflusso del traffico sui percorsi alternativi, e non si limiti esclusivamente (come quasi provocatoriamente avvenuto nel caso su descritto) ad apporli a soli 150 m circa di distanza dalla sede dei lavori stessi.
Data l'opportunità che l'intera collettività sia avvertita della descritta situazione, stante che non risulta neppure essere stato emesso alcun comunicato stampa dell'ANAS per dare notizie dell'inizio dei lavori, la presente è trasmessa agli organi di informazione.
Si confida nella risposta e comunque nel sollecito interessamento delle Autorità in indirizzo sul grave problema segnalato. (418)
INTERROGAZIONE FALCONI - PIRISI - DEMURU - DETTORI - ORRU', con richiesta di risposta scritta, sulla mancata riapertura della cartiera di Arbatax a causa del rinvio del contratto di programma per l'area cartiera.
I sottoscritti,
premesso che il 17 dicembre 2001 il CIPE avrebbe dovuto sancire la ratifica del contratto di programma per l'area cartiera e la conseguente riapertura della cartiera di Arbatax;
considerato che il Ministro dell'industria, Antonio Marzano, ha inaspettatamente tolto dall'ordine del giorno della riunione del CIPE il punto relativo agli accordi di programma pregiudicando la discussione e il decollo degli accordi con la Nebiolo Printech che avrebbero costituito la fase iniziale di un piano industriale di investimenti che prevedeva anche la fruizione dei benefici dello stesso contratto di programma;
sottolineato che questo fatto contribuirà all'aggravamento della situazione economica e occupazionale del territorio considerato, peraltro, che la mobilità dei lavoratori scadrà a fine mese:
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'industria per sapere quali atti abbiano compiuto, o intendano urgentemente compiere, per sollecitare l'approvazione del contratto di programma per l'area cartaria che prevede il rilancio della cartiera di Arbatax. (419)
MOZIONE CUGINI - FADDA - DORE - BALIA - COGODI sulla mancata riapertura della cartiera di Arbatax a causa del rinvio dell'approvazione definitiva del contratto di programma per l'area cartaria.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che nei primi mesi del 2001 si pervenne ad una intesa tra le organizzazioni sindacali, l'Assessore regionale dell'industria e i Ministeri dell'industria e del tesoro, che prevedeva l'individuazione del contratto di programma quale strumento a favore dell'iniziativa di ristrutturazione e rilancio della cartiera di Arbatax;
VISTA la deliberazione del CIPE del 3 maggio 2001 che approvava il finanziamento di alcune iniziative industriali, ivi compresa quella relativa al contratto di programma per l'area di Arbatax;
RILEVATO che, in base a quanto previsto dal punto 2 della delibera del 3 maggio 2001, l'assegnazione definitiva delle risorse avrebbe dovuto essere effettuata "entro e non oltre il 31 dicembre 2001";
CONSTATATO che lo specifico settore di attività economica non presenta problemi in relazione a possibili interventi limitativi da parte delle competenti istituzioni comunitarie;
VERIFICATO che l'iniziativa industriale in questione si inserisce in un contesto nazionale in cui il 40 per cento del fabbisogno cartario è importato;
EVIDENZIATA la grave responsabilità del Ministro Marzano che, non inserendo l'argomento all'ordine del giorno dei lavori del CIPE del 21 dicembre ultimo scorso, ha di fatto impedito l'approvazione definitiva del finanziamento, con conseguente violazione degli impegni assunti dal CIPE con la citata delibera del 3 maggio 2001;
CONSTATATO che le motivazioni del mancato inserimento all'ordine del giorno, espresse dal Ministro Marzano, sono fumose e pretestuose e non contengono elementi tali da giustificare questo dannoso rinvio;
PRESO ATTO del silenzio del governo regionale che ancora una volta mostra i limiti della sua azione e la sua subordinazione al Governo nazionale subendo un atto che non poteva essere assunto in modo unilaterale, ma richiedeva l'approvazione degli altri soggetti partecipanti al contratto di programma;
ACCERTATO che solamente grazie alla dura protesta delle opposizioni, in sede nazionale e regionale, delle organizzazioni sindacali, dei lavoratori e degli amministratori locali dell'area ogliastrina, gli organi competenti sono stati indotti a fissare, per il giorno 17 gennaio 2002, la prossima riunione del CIPE per la ratifica del contratto di programma;
OSSERVATO che dalle dichiarazioni del Presidente Pili e da quella di autorevoli esponenti della CONFINDUSTRIA regionale emergono situazioni poco chiare che sembrerebbe stiano condizionando la vicenda;
RIMARCATO che il Consiglio regionale ha il dovere di accertare le reali ragioni che stanno impedendo o ritardando la soluzione di questa annosa vertenza e le conseguenti responsabilità di tale colpevole inerzia che rischia addirittura di far naufragare l'iniziativa;
PRESO ATTO dei rischi che incombono sulla sorte dei lavoratori della cartiera di Arbatax e dei lavoratori socialmente utili sui quali non debbono ricadere le conseguenze delle colpevoli inadempienze del Ministro e lo sciagurato immobilismo del governo regionale;
RAVVISATA la necessità che il Consiglio regionale confermi e garantisca gli impegni assunti sul problema e vigili opportunamente a che la Giunta regionale svolga appieno il proprio ruolo,
impegna la Giunta regionale
a) a riferire urgentemente in Consiglio regionale sullo stato della vicenda;
b) a spiegare per quali motivi la Giunta ha subìto supinamente il diktat del Ministro Marzano mortificando, ancora una volta, l'autonomia regionale;
c) a riferire quali garanzie sono state date ai lavoratori socialmente utili la cui stabilizzazione doveva avvenire il 31 dicembre 2001;
d) a vigilare e garantire che non vi siano ulteriori rinvii nell'approvazione da parte del CIPE, promuovendo le iniziative adeguate. (52)
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